Articoli qui.Uniud di
August 2013
01.08.2013
Accredito europeo per il dottorato di ricerca
in Ingegneria industriale e dell’informazione
Riconoscimento Euro-Dots per il secondo anno consecutivo
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Accredito europeo per il dottorato internazionale di ricerca in Ingegneria industriale e dell’informazione
dell’Università di Udine. Per il secondo anno consecutivo, il dottorato è stato certificato dal Consorzio europeo dell’alta
formazione in elettronica Euro-Dots (www.eurodots.org), che seleziona le attività dei dottorati sulla base di standard di
qualità internazionalmente riconosciuti. Standard che riguardano, in particolare, i contenuti del corso e i servizi
dell’Ateneo, oltre che il giudizio espresso dagli studenti. Grazie all’accreditamento Eurodots, il Consorzio finanzia borse
di studio per la partecipazione di dottorandi di diversi centri di ricerca europei ad attività di alta qualificazione sulle
tecnologie elettroniche favorendo così la diffusione delle conoscenze acquisite.
L’accreditamento è stato ottenuto, in particolare, per il corso sul tema “Modellazione semi-classica e applicazioni di
transistori MOS di dimensione nanometrica” (Nanoscale MOS transistors: Semiclassical modeling and applications)
tenuto nell’ambito del dottorato dai docenti del gruppo di nanoelettronica del dipartimento di Ingegneria elettronica,
gestionale e meccanica. Al corso hanno partecipato una decina di dottorandi del Politecnico di Losanna, delle università
di Braunschweig e di Granada, oltre che dell’Ateneo friulano. L’anno scorso il dottorato udinese era stato il primo in
Italia a ricevere l’accreditamento.
02.08.2013
Attilio Maseri dona la storica biblioteca Florio
all'Università di Udine
Oggi a Udine firmato l’atto notarile alla presenza del rettore Cristiana Compagno
La storica biblioteca Florio – oltre dodicimila volumi, opuscoli, opere a stampa e manoscritti raccolti dalla metà del
Settecento – si ricongiungerà alla sua sede originaria, il Palazzo Florio di Udine, sede centrale dell’Università friulana.
Oggi a Udine è stato firmato è l’atto notarile con il quale il professor Attilio Maseri, alla presenza del rettore Cristiana
Compagno, ha donato la biblioteca all’Ateneo. Attualmente la collezione è conservata nella Villa Florio di Persereano di
Pavia di Udine e nei prossimi mesi sarà riposta nella sua collocazione “naturale”, la Sala del Consiglio di Palazzo Florio.
Oltre al materiale librario, all’Università sono stati donati anche le librerie in legno originarie, che continueranno ad
accogliere i preziosi volumi, e la parte dell’Archivio Florio che era rimasta in custodia della famiglia e che potrà svelare
pagine ignote o poco conosciute di vita privata e pubblica del Friuli.
Si tratta di un patrimonio storico-culturale di grande rilievo, fra i più cospicui e preziosi del Friuli Venezia Giulia, al
pari di altre importanti collezioni conservate presso la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli o la Biblioteca
Arcivescovile di Udine. La biblioteca Florio testimonia un interesse letterario, scientifico, tecnico e, più in genere,
culturale tipico della seconda metà del Settecento, l’età dei Lumi. Il suo nucleo primitivo, indizio significativo
dell’inserimento di Udine nel dibattito erudito internazionale, fu allestito dai fratelli Francesco e Daniele Florio, tra i
protagonisti della vita civile, religiosa e culturale friulana di quell’epoca.
Nel ringraziare il professor Maseri, il rettore Cristiana Compagno ha evidenziato «l’importanza dell’atto di
straordinaria generosità con il quale ha restituito alla propria “casa” una eccezionale testimonianza della vitalità culturale
del Friuli». Un atto che, secondo il rettore, «rappresenta un esempio di come anche i privati, ispirati da illuminato
mecenatismo, possono sostenere l’Università e la scienza favorendo con ciò il progresso della società e un futuro positivo
per i nostri giovani». Compagno ha inoltre annunciato che l’Ateneo, «con responsabile consapevolezza del proprio ruolo
metterà a disposizione questo straordinario capitale storico-culturale non solo della sua comunità di docenti e studenti, ma
anche della città di Udine e dell’intero Friuli con l’obiettivo di valorizzarne le potenzialità scientifiche e culturali».
«Mi fa molto piacere – ha detto il professor Attilio Maseri – che l’idea della donazione sia stata condivisa dal rettore
Cristiana Compagno e dall’Università di Udine. Si è così completato l’iter che ha riportato la biblioteca a Palazzo Florio,
dove era stata pensata, progettata e costruita. I fratelli Francesco e Daniele Florio saranno felici di ritrovarla là dove
l’avevano fatta nascere».
L’imperativo dell’Università di Udine è ora quello di aprire e rendere al meglio fruibile un patrimonio tanto pregiato,
garantendone però anche la conservazione e la sicurezza con la collaborazione di soggetti pubblici e privati.
05.08.2013
Architettura: "dalt", nuovo laboratorio su
accessibilità, progettazione inclusiva e design
for all
Collabora con la Consulta regionale delle associazioni delle persone disabili e
delle loro famiglie
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Promuovere la cultura dell’accessibilità in architettura supportando la didattica e la ricerca della progettazione
inclusiva, del “design for all” e dell’accessibilità fisica e multisensoriale di beni, spazi e servizi. Sono gli obiettivi del
nuovo laboratorio “design for all, accessibilità, laboratorio di tesi di laurea e di ricerca” (dalt), nato presso il Dipartimento
di ingegneria civile e architettura dell’Università di Udine. Il laboratorio è coordinato da Christina Conti, ricercatrice in
Tecnologia dell’architettura.
Compito principale del laboratorio è guidare gli studenti nella loro formazione sull’accessibilità, intesa come requisito
necessario da soddisfare nel progetto di architettura: dagli accessori e componenti di design agli ambienti interni, dagli
spazi urbani ai parchi naturali e archeologici, alle strutture storiche, ecc.). Il tutto in un contesto condizionato
dall’innovazione tecnologica, dall’evoluzione di tecniche e materiali, dalle novità di prodotto e da variabili come lo
sviluppo etico e sociale della "cultura dell'inclusione" e la normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche.
«Il laboratorio – spiega Conti – ha attivato collaborazioni con istituzioni e aziende regionali per l’attuazione di
progetti e lo svolgimento di iniziative di ricerca per la promozione e il soddisfacimento dell’accessibilità, requisito etico
fondamentale per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’architettura».
Il Laboratorio collabora infatti attivamente con la Consulta regionale delle associazioni delle persone disabili e delle
loro famiglie del Friuli Venezia Giulia che ha promosso fin dall’inizio la sua nascita.
06.08.2013
Udine capofila europeo per creare un
laboratorio on-line di lettura e scrittura
multilingue
Progetto finanziato per circa 320 mila euro, di cui 117 mila per l’Ateneo
Creare un portale multilingue dedicato allo sviluppo delle abilità di lettura e scrittura in ceco, italiano, sloveno e
tedesco utilizzate come “lingue seconde”, cioè ausiliarie alla madrelingua. È l’obiettivo del progetto europeo di didattica
e ricerca Wrilab2 – “On-line Reading and Writing Laboratory for Czech, German, Italian and Slovenian as L2”,
promosso dal Dipartimento di lingue e letterature straniere dell’Università di Udine che guida un consorzio di nove
partner. Il progetto, di durata triennale (da gennaio 2014 a dicembre 2017), è finanziato dalla Commissione europea
nell’ambito del programma comunitario “Life-Long Learning” (Apprendimento Permanente) per circa 320 mila euro, di
cui 117 mila riservati all’Ateneo friulano.
Al progetto partecipano cinque università – oltre a quella friulana, Klagenfurt (Austria), Friburgo, (Germania), “Carlo
IV” di Praga (Repubblica Ceca), Lubiana (Slovenia) – e quattro scuole bilingui – l’istituto comprensivo statale con
insegnamento bilingue italiano-sloveno di San Pietro al Natisone (Udine), l’istituto “Ingeborg Bachmann” di Tarvisio
(Udine), il liceo bilingue ceco-tedesco “Na Praža■ce” di Praga, il liceo bilingue sloveno-italiano “Ledina” di Lubiana.
La coordinatrice dell’iniziativa è la dottoressa Anna Maria Perissutti, ricercatrice di lingua ceca del Dipartimento di
lingue e letterature straniere. Oltre al portale multilingue, il progetto Wrilab2 offrirà due corsi di scrittura on-line per ogni
lingua inclusa nel progetto (livelli B1-C1) e seminari per docenti di lingue straniere sull’insegnamento della scrittura in
L2.
«La valutazione molto positiva ottenuta dalla proposta dell’Università di Udine – spiega Perissutti – ha premiato la
qualità del consorzio e il valore del progetto formativo che, oltre a promuovere l’apprendimento di lingue meno utilizzate
quali il ceco e lo sloveno, punta a convogliare l’esperienza maturata a livello europeo da università e scuole bilingui nella
didattica delle lingue e letterature straniere, dando vita a uno spazio virtuale in cui discipline diverse, ma affini come la
linguistica e la letteratura possano interagire».
07.08.2013
Economia: entro il 20 agosto l'iscrizione
on-line alla prova d'ammissione alle lauree
triennali
Possibile scegliere Udine nei test degli atenei di Padova, Trento, Venezia Ca’
Foscari, Verona
Le aspiranti matricole dei corsi di laurea triennale in Economia aziendale (con sede anche a Pordenone) ed Economia
e commercio dell’Università di Udine hanno tempo fino alle 14 di martedì 20 agosto per iscriversi alla prova
d’ammissione in programma lunedì 26 agosto. La registrazione al test si effettua on-line all’indirizzo
https://uniud.esse3.cineca.it/Home.do. Informazioni più dettagliate sono disponibili alla pagina web
http://www.uniud.it/extra/orientamento/test/prove-dingresso. Il numero di posti disponibili per Economia aziendale è di
160 per la sede di Udine e 168 per la sede di Pordenone (potenziata nella componente docente), e di 185 posti per
Economia e commercio. Ulteriori posti potranno aggiungersi dopo il 9 agosto, termine ultimo per le iscrizioni da parte di
chi ha superato la sessione primaverile del test.
La maggiore novità di quest’anno sta nel fatto che gli studenti possono scegliere i due corsi dell’ateneo friulano
sostenendo la prova di ammissione non solo a Udine, ma anche presso le università di Padova, Trento, ‘Ca’ Foscari’ di
Venezia e Verona. Con questi atenei infatti Udine, con il Dipartimento di scienze economiche e statistiche, ha stipulato
una convenzione per offrire un migliore e più capillare servizio di orientamento e iscrizione agli aspiranti studenti
universitari.
08.08.2013
Scuola Superiore dell'Ateneo di Udine: 20
posti a concorso per l'ammissione alla
"Normale" friulana
Domande entro le ore 23 di lunedì 2 settembre
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Sono 20 i diplomati capaci e meritevoli che, attraverso un concorso, potranno essere ammessi al primo anno della
Scuola Superiore dell’Università di Udine per l’anno accademico 2013-2014. L’iscrizione al concorso, da effettuarsi
entro le 23 di lunedì 2 settembre, avviene esclusivamente via internet tramite il sito della Scuola,
https://scuolasuperiore.uniud.it/. Alla selezione possono partecipare i diplomati nati dopo il primo gennaio 1992, che non
abbiano già frequentato corsi universitari. Dei 20 posti riservati ai vincitori, 8 riguardano la classe umanistica e 12 quella
scientifico-economica, di cui 2 riservati al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia.
La Scuola Superiore è l’istituto di eccellenza dell’Ateneo friulano; una comunità di studenti e docenti di alto profilo
culturale e scientifico. Affianca i normali corsi universitari con percorsi di formazione interdisciplinare altamente
qualificati offrendo vitto e alloggio gratuiti ai propri allievi.
Specializzazione in Beni storico-artistici:
aperte le iscrizioni al concorso di ammissione
alla Scuola
Informazioni, bando e modulistica sul sito dell'Ateneo di Udine
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L’Università di Udine ha aperto le iscrizioni al concorso di ammissione alla Scuola di specializzazione in Beni
storico-artistici che, per l’anno accademico 2013-2014, mette a disposizione venti posti. La Scuola dura due anni e forma
specialisti nel settore della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico.
Manifesto degli studi e modulo della domanda di ammissione al concorso sono reperibili alla pagina web
http://www.uniud.it/didattica/facolta/lettere/storia_dellarte. Per ulteriori informazioni è possibile contattare la direzione
della Scuola, telefonicamente al numero 0432 556610, o via email scrivendo a [email protected]
Possono partecipare al concorso, per titoli ed esame orale, i laureati dei corsi di laurea specialistica e magistrale in
Storia dell’arte (con un minimo di 80 crediti formativi nell’ambito caratterizzante e non meno di 20 in quelli affini della
Scuola), i laureati “vecchio ordinamento” in Conservazione dei beni culturali - indirizzo Beni storici, artistici e
architettonici, e chi è in possesso del titolo di studio, conseguito presso università estere, equipollente alla laurea
specialistica richiesta per l’accesso alla Scuola.
09.08.2013
Bianca o gialla? Scoperto il gene che
decolora la polpa delle pesche
Ricerca pubblicata dalla rivista scientifica internazionale 'The Plant Journal'
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Scoperto il gene responsabile del colore, bianco o giallo, della polpa delle pesche. A fare luce su una delle più
importanti caratteristiche di qualità di questi frutti è stato un gruppo di ricercatori dell’Università e dell’Istituto di
Genomica applicata di Udine e del Centro di ricerca per la frutticoltura di Roma. La scoperta fornirà informazioni utili
per il miglioramento genetico e per ottenere frutti di pesco di elevata qualità che possano combinare le caratteristiche
migliori sia delle varietà bianche che di quelle gialle. I risultati della ricerca rappresentano anche un esempio di
spiegazione degli effetti della selezione artificiale compiuta dall’uomo per migliorare le piante coltivate. Il team
impegnato nello studio, lo stesso che ha decodificato il genoma del pesco, è guidato da Giannina Vizzotto e Michele
Morgante del Dipartimento di scienze agrarie e ambientali dell’ateneo friulano. La ricerca è stata pubblicata dalla rivista
scientifica internazionale The Plant Journal.
Il gene decolorante. Il gene che controlla il colore delle pesche (CCD4) codifica l’enzima (Carotenoide diossigenasi)
responsabile della degradazione dei pigmenti carotenoidi, cioè i precursori della vitamina A, responsabili della
colorazione gialla o rossa di molti frutti e semi largamente consumati, come pomodori e mais.
Il processo di colorazione e le caratteristiche dei frutti. Nelle pesche originarie, che erano bianche, così come in
tutte le varietà a polpa bianca attualmente coltivate, il gene produce una proteina completa e attiva che, degradando i
pigmenti, li trasforma da gialli a bianchi. «Nel corso del tempo – spiegano Vizzotto e Morgante – sullo stesso gene sono
intervenute tre mutazioni genetiche diverse e indipendenti, ciascuna delle quali ha indotto una perdita di funzionalità
della proteina e, di conseguenza, la comparsa del colore giallo nella polpa dei frutti a seguito della mancata degradazione
dei pigmenti». Negli ultimi secoli, le varianti genetiche prodotte da tali mutazioni sono state soggette a selezione
artificiale da parte dell’uomo per conferire diversità di aspetto e di qualità alle pesche che oggi consumiamo. «Mentre le
pesche bianche, grazie alla presenza dei prodotti di degradazione dei carotenoidi – specificano Vizzotto e Morgante –,
sono più profumate e gradevoli, carattere questo che in realtà si è evoluto per rendere i fiori più attrattivi per gli insetti, le
pesche gialle, in cui tali prodotti mancano, risultano di più facile conservazione».
20.08.2013
Individuato uno dei processi che causa
farmacoresistenza nelle cellule tumorali
Pubblicato su “Oncogene” lo studio finanziato dall’AIRC
Il risultato di una ricerca condotta presso l’Università di Udine e finanziata dall’Associazione Italiana per la Ricerca
sul Cancro (AIRC) apre nuove prospettive nella terapia antitumorale. Condotto dal gruppo di ricerca coordinato dal prof.
Gianluca Tell del Dipartimento di Scienze Mediche e Biologiche dell’ateneo friulano, pubblicato su “Oncogene”,
prestigiosa rivista internazionale di oncologia molecolare del gruppo editoriale ‘Nature’, lo studio ha individuato in
alcune forme di leucemia mieloide acuta il meccanismo responsabile della disfunzione molecolare della proteina APE1
che contribuisce al processo di instabilità genetica associata a queste forme tumorali e che sta alla base del processo di
tumorigenesi. Tale meccanismo causa l’inefficienza delle cellule tumorali nel riparare alcuni tipi di danno al DNA (come
quelli ossidativi o dovuti ad alcuni agenti chemioterapici). La scoperta contribuisce a spiegare, inoltre, uno dei processi
attraverso cui alcune cellule tumorali – ad esempio nel cancro ovarico e in quello epatico attualmente oggetto di studio
– possono diventare farmacoresistenti, con conseguente fallimento delle terapie antitumorali classiche.
«Lo studio – spiega il prof. Tell, a capo del gruppo di ricerca composto dai dottori Carlo Vascotto, Mattia Poletto,
Lisa Lirussi, Giulia Antoniali ed Elena Casarano – suggerisce che, potendo bersagliare questo meccanismo con nuovi
farmaci selettivi, si potrebbe sviluppare una nuova strategia capace di rendere le cellule tumorali maggiormente sensibili
al trattamento con gli agenti terapeutici comunemente utilizzati, come i chemio- e i radio-terapici, aumentandone così
l’efficacia e la specificità». In particolare, la ricerca ha dimostrato che l’attività funzionale della proteina APE1 viene
modulata dall’interazione con un’altra proteina (la Nucleofosmina o NPM1) che risulta mutata nel 30% dei casi di
leucemia mieloide acuta e che è proprio questa variante mutata di NPM1 a causare l’alterazione della funzione della
proteina APE1 nelle suddette forme tumorali.
Partendo dai risultati ottenuti, il gruppo udinese, in collaborazione con il National Chemical Genomic Center (NCGC)
e i National Institutes of Health (NIH) di Bethesda (USA), ha iniziato ora un nuovo progetto volto allo sviluppo di nuovi
farmaci selettivi come adiuvanti nella terapia antitumorale. «Queste ricerche applicative, i cui risultati incoraggianti
sono solo all’inizio, si prevede possano divenire trasferibili alla clinica – tiene a sottolineare Tell – non prima di una
decina d’anni. Ciononostante, si tratta di risultati che aiutano a comprendere meglio le neoplasie, e che, dunque, sono un
passo fondamentale per il miglioramento degli approcci terapeutici».
La ricerca pubblicata su “Oncogene”, finanziata dall’AIRC con un contributo di 150 mila euro per tre anni, è stata
condotta presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Biologiche dell’Università di Udine, nel Laboratorio di Biologia
molecolare diretto dal prof. Gianluca Tell, da molti anni impegnato nello studio delle funzioni della proteina APE1 e
riconosciuto tra i massimi esperti a livello mondiale di queste tematiche. Hanno collaborato la Clinica ematologica
dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Udine (prof.ssa Daniela Damiani e prof. Mario Tiribelli), l’Istituto di genetica
di Udine (prof. Giuseppe Damante), l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e la Stony Brook University di New York
(USA).
21.08.2013
Storia e memoria del Comune di Castelnuovo
del Friuli: pubblicata la mappa catastale del
1822
Presentazione del volume venerdì 23 agosto in località Costa
Un documento finora inedito che permette di fare un salto indietro di circa duecento anni e scoprire le proprietà
fondiarie, l’uso del suolo, i nomi dei luoghi, il territorio di allora dell’attuale comune di Castelnuovo del Friuli (Pn). È la
“Mappa del Catasto terreni del Comune censuario di Castelnuovo, Distretto III°, Provincia del Friuli”, la cui
pubblicazione, curata da Anna Frangipane, ricercatrice di Architettura tecnica del Dipartimento di ingegneria civile e
architettura dell’Università di Udine, sarà presentata venerdì 23 agosto alle 18 presso Villa Sulis in località Costa di
Castelnuovo del Friuli. Il volume, intitolato “Nomi, luoghi, manufatti. La mappa del Catasto terreni del Comune di
Castelnuovo (1822)” presenta le emergenze della mappa redatta nel 1822 dall’Ufficio dell’Imperial Regio Giunta del
Censimento, ufficio con sede a Milano, cui era affidata allora la direzione dei lavori di accatastamento dei territori del
Regno Lombardo-Veneto. La pubblicazione è parte della collana Pagine dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane “Lis
Aganis”, per la quale nel 2011 Anna Frangipane ha pubblicato “Il territorio costruito di Castelnovo del Friuli nel primo
‘800. Un percorso di lettura attraverso i primi documenti catastali”, Olmis Editore, Osoppo (Ud).
La Mappa (la cui copia è conservata dall’Archivio di Stato di Udine e digitalizzata nel corso di un restauro per
garantirne la conservazione, trattandosi di un documento molto delicato), «costituisce di fatto – spiega Frangipane - la
prima rappresentazione sistematica e dedicata del territorio del Comune della Pedemontana pordenonese, documento
prezioso non solo per l’estrema qualità del tratto e della cromia, ma, soprattutto, per il valore documentario, ineludibile
punto di partenza per qualsiasi ricerca a valenza territoriale a seguire». Redatta plausibilmente restituendo i dati di
campagna acquisisti nel 1810 dai tecnici del Regno d’Italia di Napoleone, «la Mappa – precisa Frangipane - fornisce la
divisione delle proprietà fondiarie, corredandola dell’indispensabile riferimento alla numerazione catastale, elemento di
collegamento con i Sommarioni, registri censuari la cui redazione termina, per il Comune di Castelnovo, nell’ottobre
1809».
Proprio il collegamento con tali registri permette «di caratterizzare i terreni – anticipa Frangipane - con informazioni
aggiuntive relative ai nomi di luogo, alle proprietà, all’uso del suolo, all’estensione, in un “fermi tutti” che segna il tempo
di questi luoghi, nel momento in cui stanno per aprirsi alla modernità. E proprio partendo dai nomi dei luoghi, inizia il
divagare nella Mappa, attraverso le borgate, gli edifici sparsi, i manufatti e le colture, con rimandi alle presenze
significative, agli usi, ai nomi dei luoghi, in una sintesi che rimanda a spazi futuri di ricerca». Il lavoro è integrato dalle
Note toponomastiche di Gianni Colledani, attento studioso del territorio “castellano”, che forniscono indizi puntuali sulla
storia dei luoghi, sugli usi, sui legami con i suoli e la comunità.
Il lavoro è stato reso possibile dalla disponibilità del materiale documentario presso l’Archivio di Stato di Udine. Tale
materiale è frutto di un recupero di fonti dimenticate e non utilizzate in più Archivi dello Stato, ricomposti come un’unità,
all’interno di un progetto decennale, avviato alla fine degli anni ’90, riguardante la storia del territorio e del paesaggio,
curata dalla dottoressa Roberta Corbellini, direttore dell’Archivio di Stato di Udine.
La pubblicazione è parte di un progetto di conoscenza, valorizzazione e recupero del territorio costruito e delle culture
costruttive del Comune di Castelnovo del Friuli, avviato nel 2011 grazie a una collaborazione triennale tra il Comune di
Castelnovo del Friuli e il Dipartimento di ingegneria civile e architettura dell’Università di Udine. «L’obiettivo – dice
Frangipane – è fornire un servizio al territorio in termini di trasferimento della conoscenza e di supporto all’azione di
valorizzazione e sviluppo voluta dall’amministrazione comunale». In particolare, il progetto si occupa dello studio del
territorio costruito nel suo recente passato, «tema particolarmente importante per Castelnovo – aggiunge Frangipane -,
area caratterizzata da un depauperamento cronico della popolazione attiva, costretta a emigrare portando con sé
conoscenze, capacità e memorie, e profondamente colpita, nella sua identità materiale, dalla devastazione del terremoto
del 1976».
23.08.2013
Didattica promossa a pieni voti dagli studenti
Rilevazione delle opinioni degli studenti frequentanti nell’a.a. 2011-12
Didattica promossa a pieni voti dagli studenti dell’Università di Udine. È quanto emerge dalla rilevazione delle
opinioni degli studenti frequentanti i percorsi formativi attivati dall’ateneo friulano nell’anno accademico 2011-2012.
L'analisi delle risposte indica un elevato gradimento generale, ed è una conferma, con un voto medio di 7,8 riferito alla
domanda sul “livello di soddisfazione globale del corso”. Per ciascuno dei 9 quesiti previsti i giudizi medi sono
ampiamente superiori a 7 decimi.
In particolare, gli studenti apprezzano molto il rispetto degli orari dei giorni di lezione e di ricevimento (8,6 per
entrambe domande), e la disponibilità e la correttezza dei docenti (8,5). Ma anche il tempo dedicato a esempi,
applicazioni o analisi di casi (7,9), nonché la chiarezza ed efficacia espositiva (7,8). Più che buoni anche i giudizi sulla
“congruità e adeguatezza dei materiali e sussidi utilizzati” (7,7) e sull’“interesse e motivazione che il docente suscita
negli studenti” (7,5). Non emergono particolari criticità visto che il voto medio meno elevato è 7,3, in corrispondenza alla
domanda “indicazioni fornite dal docente su come affrontare lo studio della materia”.
Il dato generale è sostanzialmente confermato anche considerando separatamente le valutazioni espresse dagli studenti
frequentanti i corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico da quelle derivanti dagli studenti frequentanti i corsi di
laurea magistrale e specialistica: il gradimento si mantiene elevato in entrambi i casi. L’indagine ha riguardato il 97,1
per cento del totale degli insegnamenti e dei moduli di corsi integrati, dato pone Udine ai vertici degli atenei italiani per
grado di copertura della valutazione della didattica. La rilevazione, che ha riguardato circa 16 mila 400 studenti,
garantisce l'anonimato dei giudizi espressi. Gli studenti frequentanti hanno compilato quasi 62 mila 400 questionari, in
prossimità della conclusione di ciascun insegnamento o corso integrato. L’indagine è stata gestita e coordinata dal
Servizio sviluppo e controllo direzionale d’ateneo.
«È un risultato molto positivo e importante – sottolinea il rettore Cristiana Compagno perché dà conferma della
lungimiranza degli organi di governo d’ateneo di perseguire una strategia di applicazione del criterio della qualità a 360
gradi condividendo e coinvolgendo in questa azione tutta la comunità universitaria, dagli studenti ai docenti al personale
tecnico amministrativo».
Dall’a.a. 2012-2013 con un anno d'anticipo rispetto ai tempi indicati dall’Agenzia nazionale per la valutazione del
sistema universitario italiano (Anvur), l’ateneo friulano ha adottato in via sperimentale la valutazione della didattica via
web. Le prime valutazioni della didattica all’Università di Udine risalgono agli inizi degli anni ’90 e furono
un'innovazione a livello nazionale.
27.08.2013
Assegnate le tre borse di studio per
partecipare alla Scuola estiva di "Storia delle
donne"
L’iniziativa si terrà dal 28 agosto al 1 settembre a Firenze
Le friulane Michela Delle Vedove di Premariacco e Francesca Minen di San Giovanni al Natisone, e Martina
Mastandrea di Mestre (Venezia), sono le vincitrici delle tre borse di studio, promosse dall’Università e dal Comune di
Udine, per partecipare alla Scuola estiva di “Storia delle donne” che si terrà a Firenze da domani, 28 agosto, al 1
settembre. Le borse di studio, del valore di 400 euro ciascuna, sono state finanziate, due dall’Ateneo e una dal Comune.
Delle Vedove e Mastandrea sono da poco laureate all’Università di Udine, rispettivamente in Giurisprudenza e in Lingue
e letterature europee ed extra europee, mentre Minen è studentessa del corso di laurea magistrale in Scienze
dell’antichità, sempre all’Ateneo friulano.
Quest’anno la Scuola, organizzata alla Società italiana delle storiche, è dedicata al tema “La costruzione della
maternità. Storia, scienza, riflessione femminista”. Il concorso per le borse di studio è promosso dal Comitato unico di
garanzia dell’Università e dalla Commissione pari opportunità del Comune.
«L'Ateneo di Udine – ricorda Marina Brollo, presidente del Comitato unico di garanzia dell’Ateneo – prosegue nella
mission di diffusione della cultura delle pari opportunità per aumentare la presenza delle donne nell'economia e quindi
nella società. In questo percorso, lo snodo più delicato è quella della conciliazione tra lavoro e cura dei figli, a partire
dalla scelta di maternità. Proprio per questo la partecipazione delle nostre giovani a questa Scuola estiva può creare le
condizioni per una scelta più consapevole».
Il bando di concorso è rivolto a studentesse, laureate, borsiste, assegniste, dottorande e dottoresse di ricerca,
interessate allo studio della storia e cultura delle donne, del diritto del lavoro, delle pari opportunità e delle azioni
positive, della discriminazione e della differenza di genere.
Tumori e immunoterapia, patologie
autoimmuni e allergiche: meeting mondiale a
Udine
Dal 28 al 30 agosto, organizzato da Università e Ospedale udinesi
Da domani, mercoledì 28 (cerimonia inaugurale alle 14.30), a venerdì 30 agosto si terrà presso l’auditorium del
palazzo della Regione, in via Sabbadini 31 a Udine, il meeting tematico ad alta specializzazione, parte del 15° Congresso
mondiale di immunologia (ICI 2013) in corso in questi giorni a Milano. Nei tre giorni verranno presentati i dati ottenuti
dagli studi più recenti, effettuati anche nei laboratori di Udine, nel campo della fisiopatologia e dell’immunoterapia dei
tumori, delle patologie autoimmuni e allergiche. Parteciperanno oltre 200 scienziati appartenenti a 30 gruppi di ricerca
europei e a 10 gruppi di ricerca extraeuropei, questi ultimi prevalentemente provenienti da Sati Uniti e Giappone.
Incentrato, in particolare, sui meccanismi funzionali e sul ruolo in patologia di due particolari popolazioni cellulari del
sistema immunitario, i basofili e i mastociti, il meeting udinese è organizzato a Udine da Carlo Pucillo, immunologo del
Dipartimento i scienze mediche e biologiche dell’Università di Udine, e Marco De Carli, immunologo dell’Azienda
ospedaliero-universitaria di Udine, con il patrocinio della Regione FVG, dell’Università di Udine e dell’Azienda
ospedaliero-universitaria udinese.
«Gli studi hanno consentito di individuare – spiega Pucillo – nuovi potenziali classi di farmaci o bersagli
terapeutici, grazie alla definizione dei meccanismi molecolari e cellulari con cui le due popolazioni cellulari dei basofili
e dei mastociti sono in grado di modulare la risposta immunitaria». Queste cellule sono degli importanti sensori
dell’organismo, in grado di iniziare la risposta immunitaria e di influenzare le modalità con cui essa si realizza. Le
ricerche svolte negli ultimi anni «hanno evidenziato – precisa Pucillo – come questi due particolari cellule abbiano un
ruolo non solo nell’infiammazione allergica, ma anche nell’immunopatologia delle malattie autoimmuni e nella risposta
immune ad agenti infettivi e ai tumori».
Il meeting che si tiene a Udine è collegato ed è parte del 15° Congresso mondiale di Immunologia che quest’anno si
è tenuto per la prima volta in Italia, a Milano. Il congresso ha cadenza triennale e riunisce il gotha dell’immunologia
mondiale ed è quest’anno presieduto da Luciano Adorini, udinese di nascita. Maggiori informazioni su ICI 2013 sono
disponibili all’indirizzo www.ici2013.it, mentre per il meeting udinese si può consultare il sito all’indirizzo
https://sites.google.com/site/embrncostudine2013/.
29.08.2013
Marisa Michelini presidente del Gruppo
internazionale di ricerca sull’insegnamento
della fisica
Eletta per acclamazione dal sodalizio che raggruppa studiosi di 64 Paesi
La professoressa Marisa Michelini è stata eletta per acclamazione presidente del Gruppo internazionale di ricerca
sull’insegnamento della fisica (Groupe International de Recherche sur l’Enseignement de la Physique - Girep). Michelini,
docente di Didattica della fisica, è la prima donna a guidare l’organizzazione, una delle più importanti al mondo nel
settore dell’insegnamento della fisica. Il Girep, nato nel 1966, raggruppa studiosi, docenti ed esperti di 64 Paesi.
Recentemente Michelini ha firmato a Guayalaquil, in Equador, il primo accordo di cooperazione scientifica tra il
Gruppo internazionale di ricerca sull’insegnamento della fisica e il Consiglio interamericano sull’insegnamento della
fisica (Iacpe).
All’Ateneo friulano la professoressa Michelini è stata delegata d’Ateneo per la didattica e l’orientamento
contribuendo a fondare il Centro orientamento e tutorato, il Centro interdipartimentale per la ricerca didattica, la facoltà
di Scienze della formazione e la Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario, che ha anche diretto, come il
dipartimento di Fisica e il Laboratorio di didattica della fisica.
30.08.2013
Dottorati di ricerca: bandi di concorso per i
corsi con sede amministrativa a Udine
Presentazione delle domande da lunedì 2 settembre
Dalle 9.30 di lunedì 2 settembre all’Università di Udine è possibile presentare domanda di iscrizione ai concorsi di
ammissione ai 12 corsi di Dottorato di ricerca del 29° ciclo con sede amministrativa, per l’anno accademico 2013/2014, a
Udine. A essi si aggiungono ulteriori 3 corsi di Dottorato cui l’ateneo friulano partecipa, di cui 2 con sede amministrativa
a Trieste e 1 a Venezia Ca’ Foscari. I dottorati con sede amministrativa a Udine offrono 122 posti. Le borse di studio
sono 73, di cui 14 finanziate da soggetti convenzionati.
Informazioni su corsi, modalità e criteri di accesso, requisiti per la partecipazione, calendario delle prove d’esame
sono disponibili all’indirizzo http://offerta.uniud.it/it/ricerca/dottorato. I posti disponibili potranno essere eventualmente
incrementati, entro il 31 dicembre, in caso di ulteriori finanziamenti da parte di soggetti pubblici o privati. Le domande,
che possono essere presentate anche per più corsi di dottorato, potranno pervenire entro le 12 di lunedì 30 settembre.
Referente per i corsi di Dottorato è l’Ufficio formazione per la ricerca, presso l’Area servizi per la ricerca
dell’Università di Udine, in vicolo Florio 4 a Udine. Per informazioni o chiarimenti, è contattabile dal lunedì al venerdì
dalle 11 alle 13 via telefono ai numeri +39 0432 556370/71/77/83 o via fax al numero +39 0432 556299. Per
informazioni sul bando è possibile scrivere a [email protected].
Le borse di studio, assegnate in base alla graduatoria generale di merito, hanno durata annuale e sono rinnovate di
anno in anno per un periodo massimo pari alla durata triennale di ogni corso di dottorato, a condizione che il dottorando
abbia completato il programma delle attività previste per ciascun anno. L’importo annuale delle borse di studio è di
13.638 euro e può essere incrementato per un massimo del 50% per un periodo complessivo non superiore ai 18 mesi per
attività di ricerca all’estero.
Questi i 12 corsi di Dottorato con sede amministrativa a Udine: Medicina cellulare e molecolare; Scienze
biomediche e biotecnologiche; Scienze e biotecnologie agrarie; Scienze degli alimenti; Informatica e scienze
matematiche e fisiche; Ingegneria civile, architettura e territorio; Ingegneria industriale e dell’informazione; Scienze
dell’ingegneria energetica e ambientale; Scienze manageriali e attuariali; Scienze giuridiche; Studi linguistici e letterari;
Studi storico artistici e audiovisivi. A essi si aggiungono i 3 Dottorati con sede amministrativa nelle università di
Trieste, in Scienze dell’ambiente e della vita e in Storia delle società, delle istituzioni e del pensiero, dal Medioevo
all’Età contemporanea, e di Venezia Ca’ Foscari, in Scienze dell’antichità.
Scienze del linguaggio: ritorna la Scuola
estiva dedicata a giovani ricercatori e futuri
linguisti
Da lunedì 2 a venerdì 6 settembre a Lignano Sabbiadoro
Ritorna, da lunedì 2 (inaugurazione alle 15.30) a venerdì 6 settembre a Lignano Sabbiadoro (Ud), la Scuola estiva
di Glottologia e Linguistica organizzata dal Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Udine in collaborazione
con la Società italiana di glottologia (SIG). Nata e da sempre dedicata a garantire la formazione delle nuove generazioni
di studiosi e fornire ai futuri linguisti un momento di aggiornamento scientifico e di confronto culturale sui temi più
attuali della ricerca nelle scienze del linguaggio, la Scuola è rivolta a giovani ricercatori, dottorandi di ricerca, laureati e
laureandi in discipline linguistiche. All’edizione 2013 parteciperanno 46 giovani linguisti in formazione provenienti da
atenei di tutta Italia, da Bolzano a Messina. Informazioni sulla Scuola estiva sono reperibili all’indirizzo
.http://corsosig.uniud.it
Saranno trattati temi che spaziano dalla etnolinguistica dell’area iranica alla sociolinguistica storica, dalla linguistica
saussuriana all’italiano nel mondo e al tema dei rapporti tra linguaggio, cervello ed evoluzione. I docenti saranno: Marco
Mancini (direttore del Dipartimento per l'Università, l'Afam e per la Ricerca del Miur e già presidente della Crui),
Federico Albano Leoni (Università di Roma La Sapienza), Adriano Rossi (Università di Napoli L’Orientale), Camilla
Bettoni (Università di Verona), Fabio Finotti (Università della Pennsylvania) ed Edoardo Lombardi Vallauri
(Università di Roma Tre). Oltre alle attività didattiche, la tradizionale visita culturale porterà quest’anno corsisti e docenti
ad Aquileia e Grado, grazie al sostegno e alla collaborazione di Turismo FVG, con il direttore Edi Sommariva, e
dell’assessore alla cultura del comune di Grado, Elisa Polo.
All’inaugurazione della Scuola, prevista alle 15.30 di lunedì 2 nella sala convegni della Ge.Tur in viale Centrale 29 a
Lignano Sabbiadoro, interverranno Laura Pani, vice direttore del Dipartimento di studi umanistici, i linguisti dell’ateneo
di Udine Vincenzo Orioles e Raffaella Bombi (Segretario nazionale SIG), il sindaco di Lignano Luca Fanotto, il
coordinatore di Ge.Tur per l’area culturale Enrico Cottignoli e la responsabile Area relazioni esterne dell’Università di
Udine, Manuela Croatto. La cerimonia finale di consegna degli attestati si svolgerà in Ateneo a Udine venerdì 6 alle 9.15
nella sala Gusmani di palazzo Antonini, in via Petracco 8, alla presenza del rettore Cristiana Compagno, del Presidente
Fondazione EFA - Cooperativa Ge.Tur Giancarlo Cruder del direttore del Dipartimento di studi umanistici Andrea
Tabarroni, del presidente della SIG Stefania Giannini e dei membri del Consiglio direttivo SIG.
«La Scuola SIG – ricorda Bombi – nacque nel 1976 dalla felice intuizione di Roberto Gusmani e si spostò all’ateneo
di Udine dal 1982, dove, negli anni, è via via cresciuta sotto la guida di Vincenzo Orioles e dei linguisti della Scuola
udinese, diventando molto spesso un trampolino di lancio per le nuove generazioni di studiosi interessati alla ricerca in
campo linguistico. Questa iniziativa scientifica e didattica ha inoltre contribuito a fare dell’ateneo di Udine uno snodo
importante del circuito scientifico linguistico italiano e internazionale». «Il corso – aggiunge Orioles - è inseparabile dalla
costante azione formativa della scuola dei linguisti udinesi, particolarmente attenta a rendere disponibili opportunità di
crescita scientifica e professionale alle figure in formazione perché abbiano modo di misurarsi con le diverse anime della
linguistica».