Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it
Quotidiano
Regione
Basilicata
Anno
2 Numero
132 del
09/07/2012
Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli. Redazione: G. Fiorellini, G. Mafaro, N. Nicoletti Tel. 0971.668145 Fax 0971.668155
Salute
Il presidente De Filippo intervistato da Sky Tg24 Pomeriggio
Potenziati i 118
L’Estate sicura
in Basilicata
Il piano di interventi per far fronte ai flussi
turistici estivi prevede maggiori servizi
ambulatoriali con turni e orari prolungati
Stop alle cesoie
sì al buon senso
“Spending review non significa tagliare ma
individuare gli sprechi e intervenire su quelli”
Un numero maggiore di operatori sanitari e prestazioni ambulatoriali, con turni e orari prolungati per
fronteggiare malori e problemi di salute delle persone che frequenteranno le coste lucane.
Queste alcune delle iniziative presenti nel piano
d’intervento “Estate sicura” in Basilicata.
A PAG 3
Nicoletti, l’assessore Viti sull’accordo
Salotti, possibile
rilanciare il settore
Intesa sugli ammortizzatori
A PAG. 2
Il Po Val D’Agri
a Metaponto
Sulla sanità: “Se va in disavanzo si crea un terremoto finanziario
che ha effetti negativi sui cittadini”. Un secco no all’abolizione
della Provincia di Matera e alla cancellazione di un tribunale
Presentato il progetto ‘Valore Natura’
realizzato in collaborazione con il Wwf
che coinvolge 56 aziende del territorio
Le tante attività del
PO Val D’Agri sono
state illustrate nella
conferenza stampa organizzata nell’ambito
dell’iniziativa
‘comunicamente Basilicata’,
nata per avvicinare i
diversi livelli della PA e i
soggetti privati.
Il presidente della Regione Basilicata si rivolge al governo e chiede una spending review che sia eliminazione
di sprechi e non taglio indiscriminato. Lo fa ai microfoni
della trasmissione Sky Tg24 Pomeriggio, di cui è stato
ospite.
De Filippo parla di sanità (“Ci saremmo aspettati tagli
non lineari ma mirati. In questo modo, tutte le Regioni,
anche le più virtuose vanno in disavanzo, e quando la
sanità va in disavanzo si crea un terremoto finanziario
che ha effetti negativi sui cittadini”), poi di enti locali
(“Le ipotesi di taglio della Provincia di Matera registrano
la netta contrarietà della Regione Basilicata”) e infine di
giustizia (“Il ministro Paola Severino non ha esercitato
correttamente la delega conferitale dal Parlamento nel
predisporre il decreto di riordino dei tribunali tenendo
conto delle condizioni orografiche e di dotazione dei
servizi, così come era espressamente stato previsto
nella legge”).
A PAG. 4
A PAG. 2
Fuga
dal labirinto
dell’afa
Il “trasloco”
della Bruna
secondo il Tg5
No agli incendi
in tutte le lingue
del mondo
Tutti cercano
refrigerio da Minosse
Errore: Macerata
al posto di Matera
A Sasso campagna
di Legambiente
Quest’anno i “battezzatori” di fenomeni meteorologici hanno scelto nomi
poco rassicuranti: dopo
Caronte (che davvero era
il nome più inquietante)
ecco che arriva l’ondata di
caldo Minosse. Un “labirinto” di afa da cui è davvero
La famosa festa patronale della Madonna della
Bruna a Macerata. Avete
letto bene: non è un errore di stampa appena
commesso. L’errore è tutto
dell’autore di un servizio
andato in onda sul Tg5 che
ha “scippato” la città di Ma-
“Non
scherzate
col
fuoco”: è il significativo
nome che Legambiente
ha dato alla sua campagna di monitoraggio, prevenzione e informazione
sugli incendi boschivi. A
Sasso di Castalda giovani
da tutto il mondo per im-
difficile fuggire. Chi può, si
tuffa nel mare.
La Gazzetta del Mezzogiorno
tera dalla sua tradizione
più antica e sentita.
Il Quotidiano della Basilicata
parare come evitare atti
pericolosi per la natura.
La Nuova del Sud
09.07.2012 N. 132
PAG. 2
Basilicata Mezzogiorno
Il presidente della Regione Basilicata ospite del programma Sky Tg24 Pomeriggio sulle conseguenze del provvedimento del governo
Eliminare soltanto il di più
De Filippo sulla spending review: “Non significa tagliare, ma individuare gli sprechi e intervenire su quelli”
“Non siamo stati mai
commissariati e i conti sono
in equilibrio sulla sanità: cosa
nota anche ai ministeri
dell’Economia e della Salute”
Attuare la spending review non significa tagliare indiscriminatamente
La possibilità di respirare
per ripartire e affrontare la
crisi: è quello che l’intesa
romana sulla Nicoletti può
portare ai lavoratori e alla
fabbrica.
Lo fa sapere l’assessore regionale alla Formazione e
lavoro Vincenzo Viti: “L’accordo conseguito a Roma
- dice Viti - per quel che
attiene la prosecuzione
del riconoscimento degli
ammortizzatori sociali ai
dipendenti dell’ex azienda
Nicoletti consente di avviare un organico rilancio
di una strategia che dovrà
riguardare sia il consolidamento dell’occupazione
in atto nell’area murgiana
sia la riconversione secondo moduli innovativi dei
posti di lavoro che sono
andati perduti per la crisi
del mobile imbottito”.
E’ opportuno ricordare
che il distretto industriale
del salotto, situato tra la
Non le forbici ma il buon
senso istituzionale. E’ lo
strumento principe con
cui operare perché la
spending review non sia
spauracchio delle genti ma base per ripartire.
E’, in estrema sintesi, il
pensiero che il presidente della Regione, Vito De
Filippo, ha espresso nel
corso della trasmissione
di approfondimento Sky
Tg24 Pomeriggio. Tema
della puntata, appunto la
spending review e le sue
conseguenze.
De Filippo ha esordito dicendo: “Spending review
non significa tagliare ma
individuare gli sprechi e
intervenire su quelli. La
Basilicata è una Regione del Sud mai commissariata e con i conti in
equilibrio relativamente
alla sanità e questa è una
situazione nota a tutti, anche ai ministeri dell’Economia e della Salute. Per
la prima volta, però, siamo
stati costretti ad introdurre i ticket sanitari ed abbiamo adeguato l’addizionale Irpef, prima tra le più
basse d’Italia, al 1,23 per
cento. Ma nonostante ciò
siamo oggettivamente a
rischio per il 2013”.
“Nella sanità, però - ha aggiunto - la crescita della
spesa pubblica è determinata dal Patto che si
stabilisce tra le Regioni e il
governo, per questo motivo ci saremmo aspettati
tagli non lineari ma mirati. In questo modo, tutte
le Regioni, anche le più
virtuose vanno in disa-
emesso sentenze che indicavano gli obiettivi di
risparmio ma non intervenivano sulle autonomie. Anche sul personale
le leggi in vigore hanno
determinato il livello di
spesa e molte Regioni che
hanno rispettato i parametri si sono fermate sulla
soglia del turn over. Sulla
spendig review si può fare
molto, ma solo nell’ottica
di un lavoro rigoroso per
ridurre gli sprechi”.
Poi, la questione province:
“Non è pensabile - ha dichiarato De Filippo - una
rivisitazione dello Stato in
contrapposizione ai territori. Le ipotesi di taglio
della Provincia di Matera
Difesa del territorio
Respinte con durezza le ipotesi
di rimozione della Provincia
di Matera e di un tribunale lucano
vanzo, e quando la sanità
va in disavanzo si crea un
terremoto finanziario che
ha effetti negativi sui cittadini”.
“In questi anni - ha poi rimarcato il presidente - ci
sono state amministrazioni che hanno messo
in campo procedure di
risparmio, tagliato sedi
periferiche e auto blu e
la Basilicata è una di queste. Ricordo anche che la
Corte Costituzionale ha
registrano la netta contrarietà della Regione Basilicata. E’ necessario che il
governo nazionale rompa
l’arrocco e avvii il dialogo. Qualunque ipotesi di
cambiamento va fatta con
il Paese e non suo malgrado”.
De Filippo ha diffuso anche un commento sul
provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri, interessando della
questione il segretario
L’assessore Viti dopo l’accordo siglato a Roma sugli ammortizzatori sociali alla Nicoletti
Salotti, possibile il rilancio
“Si può riavviare una strategia di consolidamento dell’occupazione
e di riconversione secondo moduli innovativi dei posti di lavoro persi”
Basilicata e la Puglia, era
uno dei caposaldi della
produzione industriale lucana. Ha avuto origine, tra
l’altro, proprio a Matera,
dove alla fine degli anni
sessanta Pasquale Natuzzi
aveva cominciato a produrre mobili in stile.
Nel 1967 il primo piccolo
stabilimento di salotti, la
quotazione a Wall Street
dal ‘93 e commesse che
piovevano da ogni parte
del mondo. Nomi sempre
più importanti: Natuzzi,
Calia, Nicoletti. E, accanto
a queste aziende, una lunga serie di piccole e minuscole (ma attivissime)
L’intesa apre la strada
alla riconsiderazione
dell’area delle Murge
aziende dell’indotto. Poi,
la crisi profonda.
“Rammento - afferma
oggi l’assessore Viti - che
nei prossimi giorni ci sarà
un incontro preliminare
fra i vertici della Regione
Basilicata con il governo
nazionale che consentirà
di definire in tempi ravvicinati le modalità della
ripresa di un confronto su
un Accordo di programma che da troppo tempo
attende di essere attualizzato e definito nei tempi,
nelle scelte e nelle risorse occorrenti a renderlo
credibile e tempestivo. A
seguito dell’incontro ro-
nazionale del Pd Bersani
in visita in Basilicata.
“Il ministro Paola Severino - ha sostenuto - non ha
esercitato correttamente
la delega conferitale dal
Parlamento nel predisporre il decreto di riordino dei
tribunali tenendo conto
delle condizioni orografiche e di dotazione dei servizi, così come era espressamente stato previsto
nella legge”.
“Per questo con durezza
- è la richiesta del presidente De Filippo - chiediamo che nei passaggi
parlamentari che il provvedimento dovrà ora fare
nelle commissioni parlamentari e poi, nuovamente, a Palazzo Chigi tale
incongruenza sia rilevata
e corretta per quel che riguarda la Basilicata dove è
impossibile non riscontrare le condizioni per la deroga prevista. E per questa
azione, recuperando uno
spirito unitario che pure
in qualche momento sembra essere stato in forse,
contiamo di poter contrastare l’arroccamento che il
governo sta mostrando su
questa materia e su altre,
prima tra tutte la sanità,
non solo sull’azione di tutti i nostri parlamentari, ma
anche delle forze politiche
nazionali che la congiunta
azione delle rappresentanze istituzionali lucane riuscirà a mobilitare”.
(bm3)
mano e sulla base di una
informazione che verrà
resa ai parlamentari lucani
e alle parti sociali, imprenditoriali e del Distretto,
verrà messa a punto una
proposta complessiva che
meriti di essere sostenuta
e fatta valere nel quadro
del possibile utilizzo delle
risorse che il cosiddetto
Decreto Passera che prevede di rimettere in gioco
per le finalità del recupero
a fini industriali dell’area
murgiana”.
“Sarà l’occasione per verificare se vi siano ancora
le condizioni di cooperazione fra le Regioni Puglia
e Basilicata per un’azione
che è stata intrapresa a
suo tempo per obiettivi
comuni e che andrebbe
consolidata a tutela delle
risorse umane che vivono
della stretta relazione tra
territori che sono contigui”, conclude. (bm3)
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PAG. 3
Basilicata Mezzogiorno
Presentato dal Dires il nuovo piano di intervento delle Asl a sostegno del sistema di emergenza-urgenza
Soccorso al volo di notte
De Filippo e Martorano: le eliambulanze notturne rafforzano la sanità lucana
Un nuovo servizio notturno di elisoccorso sarà
attivo nei prossimi giorni
nella centrale operativa
di Potenza ad integrazione del sistema di soccorso del 118. Dal tramonto
all’alba, un doppio equipaggio su un elicottero
di recente progettazione
“Ec 145 C2” sarà allertato
per raggiungere le elisuperfici di Matera, Policoro,
Villa d’Agri, Lauria e Melfi,
dove insistono le strutture
ospedaliere. Il volo rafforzerà, in via sperimentale
fino a ottobre 2012, l’attuale articolazione del
servizio di eliambulanza
programmato secondo
effemeridi di riferimento
locali con l’elicottero di
Potenza che effettua alba
+ 12 ore e Matera che effettua tramonto – 12 ore.
È questa la rete messa in
migliore sia quella del potenziamento”. Il Presidente della Regione Basilicata, De Filippo, ha spiegato
così la scelta di attivare
l’elisoccorso notturno del
118.
L’assessore regionale alla
Salute, Martorano, ha detto che “la sperimentazione
del volo notturno rappresenta il completamento di
un servizio di elisoccorso
di cui la Basilicata dispone ormai da molti anni. La
Maglietta e dal direttore
sanitario dell’Asp Giuseppe Cugno.
Sottoposto ad ulteriori
autorizzazioni e a una rigorosa disciplina di volo
l’eliambulanza potrà atterrare
esclusivamente
sulle superfici autorizzate
e in via di autorizzazione, come quella di Melfi.
Dunque, all’interno di un
Dal tramonto all’alba del periodo
estivo, un doppio equipaggio
raggiungerà le elisuperfici di Matera,
Policoro, Villa d’Agri, Lauria e Melfi
piedi da Basilicata soccorso, il servizio di emergenza urgenza che fa capo al
dipartimento interaziendale regionale emergenza sanitaria (Dires), presentata nel corso di una
conferenza stampa dal
presidente della Regione
Basilicata, Vito De Filippo,
dall’assessore regionale
alla Salute Attilio Martorano, dal direttore del Dires
Libero Mileti, dal direttore
generale dell’Asm Rocco
Un numero maggiore di
operatori sanitari e prestazioni
ambulatoriali,
con turni e orari prolungati per fronteggiare malori
e problemi di salute delle
persone che frequenteranno durante i mesi estivi
le coste lucane.
Sono queste alcune delle iniziative presenti nel
piano d’intervento “Estate sicura” in Basilicata. Un
programma
necessario
visti i numeri dei flussi turistici registrati in passato:
lo scorso anno sono stati
infatti 511.677 i nuovi arrivi e 1.963.474 le presenze
tra le province di Potenza
e Matera. Il potenziamento dei servizi porterà le
aziende sanitarie a incrementare le attività degli
operatori e delle strutture
intervento di soccorso integrato, quello notturno
consentirà un immediato
trasporto da un ospedale all’altro abbattendo il
fattore tempo: sulla tratta
più lunga, Potenza-Policoro, la stima di volo è di circa 23 minuti più tre minuti
per il decollo ed altrettanti per l’atterraggio, per un
totale complessivo di 29
minuti circa. Con questa
nuova iniziativa Basilicata
soccorso si conferma un
Il 118 potenzia la rete
con interventi 24 ore su 24
in elicottero anche d’estate
La scheda
Il volo notturno consentirà un celere trasporto dagli
ospedali periferici per acuti al centro “Hub” dell’ospedale San Carlo di Potenza.
Numero delle missioni tra Potenza e Matera
Il numero delle missioni, in costante aumento, è di
poco superiore a 400 missioni l’anno per Potenza e
250 per Matera tra interventi primari e secondari.
L’elisoccorso in Basilicata, un po’ di storia
Il Servizio di Elisoccorso regionale nasce nell’agosto
del 1985 a Potenza e nel giugno 1999 parte, invece,
l’Elisoccorso a Matera. Dal primo gennaio 2006 il servizio di Elisoccorso regionale è diventato parte integrante del Dires 118. (bm7)
servizio essenziale del Sistema sanitario dell’emergenza urgenza della Basilicata quale organismo
comune delle Aziende
sanitarie regionali. Grazie alle professionalità
mediche, paramediche e
tecniche formate ad hoc,
il dipartimento interaziendale di emergenza
sanitaria, a otto anni dalla sua attivazione, porta
avanti con particolare abnegazione e con risultati
evidenti il compito di gestire e coordinare l’intero
sistema quale entità organizzativa complessa di integrazione funzionale fra
il sistema di allarme sanitario, il sistema territoriale
di soccorso e la rete ospedaliera. Solo nell’ultimo
anno, segnatamente alle
statistiche di volo delle
De Filippo: “Cerchiamo di accrescere
la sicurezza di tutti i lucani puntando
sul fattore tempo per offrire una rete
di soccorso sempre più efficace.”
eliambulanze, è il caso di
ricordare i 686 interventi
effettuati (449 partenze
da Potenza e 237 da Matera) per un totale di 645
soggetti trattati, di cui 183
con interventi traumatici.
“In Sanità si ha il dovere di
migliorare continuamente
il livello delle prestazioni,
lo si ha per il sacro rispetto
alla vita ma anche per un
bilancio sociale poiché
solo un sistema sanitario
Basilicata soccorso si conferma un
servizio essenziale del Sistema
sanitario dell’emergenza urgenza
dell’intero territorio regionale
affidabile può essere un
sistema sanitario produttivo. Pertanto, anche in
questo momento, siamo
convinti che la strategia
Prevenzione in spiaggia
potenziati i servizi sanitari
Le iniziative previste dal programma “Estate sicura” Basilicata
distrettuali. A Maratea, ad
esempio, dal 3 luglio al 31
agosto saranno assicurate prestazioni fisiatriche,
dermatologiche e pediatriche.
Per la fascia jonica l’Asm
ha lanciato ‘Costa jonica sicura’, progetto che
prevede la formazione in
materia di primo soccorso per il personale dipendente dei villaggi turistici,
l’elaborazione di materiale informativo e divulgativo sulla prevenzione di
problemi sanitari tipici del
Un’immagine della costa jonica
turista e il potenziamento
dei punti di primo soccorso per garantire la sicurezza dei cittadini, con una
rete che collega i seguenti
Comuni: Metaponto, San
Basilio, Scanzano, Tinchi,
Nova Siri (Villaggi Giardini
d’oriente) e Policoro.
“Assicurare un pronto soc-
sperimentazione del nuovo servizio - ricorda l’esponente di giunta - si inserisce in un piano strategico
più ampio che le aziende
hanno messo a punto per
garantire un innalzamento dei livelli di sicurezza
durante la stagione estiva
grazie alla collaborazione
dei medici di medicina
generale, della continuità
assistenziale
altrimenti
detta guardia medica, ed
corso tempestivo ed efficace ai cittadini - dichiara
il direttore del Dires, Libero Mileti - è un obiettivo
che Basilicata soccorso si
prefigge costantemente.
Il potenziamento delle
attività estive di cura e
soccorso rivela quanto di
meglio la programmazione del sistema sanitario è
in grado di offrire a tutela
della salute dei cittadini”.
Per il direttore generale
dell’Azienda sanitaria di
Matera, Rocco Maglietta, “l’Asm ha predisposto
anche del gruppo di soccorritori alpini che da tempo collaborano con la rete
integrata di emergenza
urgenza 118”. (bm7)
un programma ad ampio
raggio che ha messo in
campo anche la formazione di numerosi operatori
dei villaggi turistici della
zona, formati a prestare
le cure di primo soccorso,
e l’informazione ai turisti,
con opuscoli mirati alla
prevenzione dei danni
derivanti dalla prolungata
esposizione solare e alla
corretta alimentazione nel
periodo estivo”.
Positivo il giudizio del direttore generale dell’Asp,
Mario Marra: “Tutti i servizi sanitari sono stati potenziati per rispondere al
meglio alle esigenze sanitarie non solo di chi vive a
Maratea, ma anche di chi
sceglie la località tirrenica
per le proprie vacanze”.
(bm8)
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Basilicata Mezzogiorno
Successo per la guida che propone quattro itinerari per la scoperta del territorio
Le occasioni del Po Val D’Agri
Illustrate a Metaponto le attività nell’ambito della terza edizione di ‘Comunicamente
Basilicata’, l’iniziativa nata per avvicinare pubblica amministrazione e soggetti privati
A Satriano convegno
su fauna selvatica
e attività dell’uomo
Parco Appennino, Totaro ricorda l’intervento
regionale per la prevenzione dei danni
Le tante attività del Programma operativo Val
D’Agri Melandro-SauroCamastra sono state
illustrate ieri mattina,
nell’ambito della terza
edizione di “Comunicamente Basilicata”, l’iniziativa promossa dall’associazione ‘Il cielo è sempre
più blu’ con l’obiettivo
dichiarato di rafforzare
le sinergie tra i vari livelli
della pubblica amministrazione e i soggetti privati. I numerosi visitatori,
attraverso lo stand allestito per l’occasione sul
lungomare di Metaponto,
hanno avuto la possibilità
di conoscere gli interventi realizzati a partire dal
2010 nei trentacinque
comuni interessati, in relazione alle quattro misure
delle attività individuate attraverso documenti
programmatici e progetti
di sistema: salvaguardia e
miglioramento del conte-
sto di vivibilità ambientale, infrastrutture essenziali, elevazione della qualità
della vita e sostegno alle
attività produttive. “Il nostro fiore all’occhiello è
presentante dell’organizzazione
ambientalista,
Luigi Agresti, il quale si è
soffermato sul principale risultato del progetto,
la guida turistica “Invito
“Valore Natura”
L’innovativo progetto realizzato
in collaborazione con Wwf Italia
ha messo insieme 56 aziende
per la valorizzazione del territorio
rappresentato dal progetto ‘Valore Natura’, realizzato in collaborazione con
Wwf Italia, che ha messo insieme cinquantasei
aziende, impegnate ad
accogliere i visitatori nel
miglior modo possibile”,
ha dichiarato il dirigente
della Regione Basilicata,
responsabile del Po Val
D’Agri, Francesco Pesce.
A fargli eco è stato il rap-
in Basilicata - Viaggiare
in Val d’Agri”. Quattro itinerari scelti con cura per
la scoperta del territorio,
dalla natura alla spiritualità con il percorso “le
sette luci dei monti”, dalla
gastronomia alle pietre
parlanti. Nel corso della
conferenza stampa, hanno preso la parola anche
gli imprenditori coinvolti
nel progetto, evidenzian-
do i tanti passi in avanti
compiuti sinora all’interno
del Po Val D’Agri e proponendo ricette per il futuro
che sono state molto apprezzate dai protagonisti
istituzionali presenti. “Prima che il sito internet e
la guida turistica fossero
realizzati, dalle nostre parti arrivavano meno prenotazioni da fuori regione”,
ha detto un albergatore
del luogo, mentre una
giovane laureata in lettere ha parlato della società
cooperativa fondata con
altre persone. L’occasione
è servita per presentare
ai residenti della costa jonica e ai tanti amanti dei
bagni marini provenienti
dal Nord Italia e dall’estero le tantissime attrazioni
culturali, paesaggistiche,
enogastronomiche offerte in questa meravigliosa
porzione di Basilicata, divenuta oramai città comprensorio. (bm9)
Si è svolto venerdì scorso a Satriano, il convegno organizzato dal Parco dell’Appennino Lucano e dall’Alsia sul
tema “Fauna selvatica e attività antropiche in aree parco: convivenza possibile”. Diversi gli interventi istituzionali, a cominciare da quello del commissario del parco,
Domenico Totaro, che ha fatto cenno ad un intervento
regionale contenente misure a favore delle opere di
prevenzione dei danni da fauna selvatica, rimarcando la
necessità di azioni coordinate tra i vari soggetti interessati. Gli aspetti tecnici sono stati approfonditi da Rocco
Sileo e Giuseppe Mele, dell’Alsia, Giampiero Sammuri,
presidente nazionale di Federparchi, Egidio Mallia, veterinario del Parco Gallipoli-Cognato e Alessandro Zampino. I rappresentanti dell’Alsia hanno portato la loro
esperienza, orientata a trasformare l’emergenza della
presenza dei conghiali in opportunità, senza negare le
difficoltà legate allo squilibrio biologico che l’eccessiva
proliferazione comporta; mentre Zampino, esperto di
fototrappolaggio nella pratica del censimento dei cinghiali, ha illustrato le tecniche di questa dell’innovativa
e utile attività. Infine, dopo il saluto del sindaco, Michele
Miglionico, e del responsabile del Cta del Corpo Forestale del Parco, Mario Guariglia, sono intervenuti Sandrino Caffaro del Dipartimento Ambiente della Regione
Basilicata e l’assessore alle attività produttive della Provincia di Potenza, Nicola Figliuolo. (bm9)
Dal Consiglio
Tribunale di Melfi/1
Vita (Psi)
“L’operazione di ‘spending
review’ del governo Monti
per ora ha un solo sconfitto: la comunità lucana
nella sua interezza. E con
la sconfitta di tutti i lucani emerge una innegabile
debolezza della classe politica regionale che non si
è fatta trovare preparata
rispetto a tagli e ipotesi di
soppressione di tribunali e Province, oltre che di
riduzione di servizi ospedalieri e sanitari, di cui si
parla da tempo. I singoli
territori sono stati abbandonati a se stessi, sono
stati lasciati alla mercè dei
sentimenti campanilisti-
ci intercettati da singoli
esponenti politici, pronti a
utilizzarli in chiave elettorale in vista della prossima
competizione”.
Tribunale di Melfi/2
Singetta (Api)
“La paventata e quasi certa chiusura del tribunale
di Melfi è diventata l’argomento preferito di chi, tardivamente, si è accorto del
tentativo del governo e si
è reso conto di non aver
fatto quanto in suo potere per difendere l’assetto
giurisdizionale. Ritengo
francamente improbabile
riuscire a imporre ora una
deroga che, chiaramente,
chiederanno anche gli al-
tri 36 Tribunali soppressi.
Bisognava intervenire prima, con maggior forza e
maggior coesione, per far
comprendere le ragioni di
un territorio cerniera con
un pesante deficit infrastrutturale”.
Spending review/1
Braia (Pd)
“Si ha la netta percezione
di come, con la ‘spending
review’, sia in atto un vero
processo di riforma della
governance istituzionale che se da una parte ci
vede concordi nella sua
oramai improcrastinabile necessità, dall’altra ci
vede estremamente preoccupati per gli effetti che
potrebbero determinarsi
sulla pelle dei cittadini più
colpiti dalla crisi economica. Il destino di porzioni
importanti del ‘SistemaPaese’ non può essere
determinato senza criteri
condivisi che non possono prevaricare le specificità delle aree interessate
e delle comunità rappresentate”.
Spending review/2
Romaniello (Sel)
“Se non si correrà ai ripari
nelle regioni del Sud il Pil
scenderà, da quest’anno,
del 2,9% contro l’1,4% del
Centro-Nord; una ‘stangata’ che costerà in media
450 euro a cittadino resi-
dente nel Mezzogiorno.
Siamo in presenza di un
provvedimento ammazza-Sud”. Il capogruppo di
Sel in Consiglio regionale, Giannino Romaniello,
sollecita il presidente della Regione De Filippo ad
“assumere subito un’iniziativa congiunta con i governatori delle Regioni del
Sud perché all’interno della strategia di contrasto
della manovra del governo Monti rientri anche la
specificità della situazione
meridionale”.
Ater
Rosa (Pdl)
“Da oltre un anno ho richiesto inutilmente il ver-
bale della commissione di
inchiesta sull’Ater Matera
non ricevendolo mai, ma
su questo stia tranquillo
De Filippo, non demordo.
Il presidente Loguercio
nella sua relazione al bilancio di previsione 2012
bocciava la politica di De
Filippo & C. dichiarando
che ‘Si rende oggi quanto
mai opportuna un’attenta
analisi sul tema dell’edilizia residenziale pubblica
e sulle politiche della casa
più in generale’. Nei giorni
scorsi è poi arrivata l’ennesima bocciatura, da parte
del presidente dell’Ater
Potenza, Mario Vincenzo
Dragonetti, che evidenzia
che anche l’Ater di Potenza ha difficoltà. (bm8)
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 09.07.2012
PAG. 5
Basilicata Mezzogiorno
II I POTENZA CITTÀ
ESTATE LUCANA
VACANZIERI FRA MARI E MONTI
Lunedì 9 luglio 2012
TURISMO
Presenze lucane cresciute del 3-4%
annuo, complice la buona reputazione
della qualità dell’ambiente e delle acque
PROVENIENZE
Nel 2011 si sono registrati 511.677 arrivi e un
milione 963.474 presenze. Confermata la
preferenza di campani e pugliesi. Ma non solo
SPIAGGE
LUCANE
Uno scorcio
della
spiaggia di
Fiumicello,
sul litorale
tirrenico, a
Maratea
IL VOLO
DELL’ANGELO
Il «volo
dell’angelo»
fra
Castelmezzano
e
Pietrapertosa,
attrazione che
richiama
visitatori
nella’area
delle Dolomiti
Lucane
.
.
Domenica in ostaggio di «Minosse»
Gran caldo. Crescono i numeri del turismo. Ma la crisi trattiene tanti in città
l Tutti al mare. O quasi. Nonostante il grande caldo di questi
giorni - con temperature africane
regalate dai vari «Caronte» e «Minosse» - Potenza e le altre località
lucane non si sono svuotate, come
accadeva in passato, in questa seconda domenica di luglio. Complice la crisi, anche le principali
strade dell’esodo (a cominciare
dal tratto lucano della A3 Salerno-Reggio Calabria) non ha conosciuto i tradizionali intasamenti,
con code e ingorghi. Ha ovviamen-
te aiutato anche l’agognata chiusura di tutti i cantieri avvenuta sul
percorso fra Padula e Lagonegro.
Chi ha voluto scappare dalla città, dopo aver fatto la coda al distributore Agip per un pieno di
carburante a prezzo ridotto, se ne
sono andati a cercare un po’ di
refrigerio sulle spiagge lucane
com’è d’uopo per i vacanzieri della
domenica. A Maratea, sul Tirreno, o sul litorale sabbioso dello
Jonio. I quaranta chilometri che,
mareggiata dopo mareggiata, ven-
gono messi a rischio dall’erosione.
E poi, come è accaduto nei giorni
scorsi a Scanzano, dall’idiozia di
qualche piromane. Sulle spiagge,
col termometro che ballonzola intorno ai 40 gradi, con un ombrellone che costa fra i 12 e i 18 euro al
giorno, con pasta al forno o la frutta fresca portata da casa per contenere i costi.
Ieri le nostre spiagge hanno fatto registrare un incremento significativo di presenze anche da parte
di turisti giunti dalle regioni li-
La Grande Lucania?
Parte col tribunale
Lagonegro evita il taglio unendo Sala Consilina
PINO PERCIANTE
l LAGONEGRO. Entusiasmo a
Lagonegro per il tribunale salvo.
«Lagonegro aveva le sue buone
ragioni per conservare il suo tribunale – rimarca il presidente
Matteo Claudio Zarrella. - Nostro
merito, non solo mio, è stato quello di evidenziarle. Ora possiamo
dire che il tribunale si è salvato
dal pericolo da tempo incombente della soppressione». Da più di
un mese, in verità, il presidente
si mostrava fiducioso sull’esito
della delicata vicenda. Quando la
tensione si era fatta alta e si progettavano manifestazioni di protesta anche clamorose era intervenuto rassicurando gli animi.
Evidentemente il suo impegno
aveva già conseguito i primi risultati. Bisogna dargliene atto. Il
presidente ha voluto essere ancora più chiaro sulla «vittoria»
di Lagonegro che ha mantenuto
il suo tribunale: «Non si deve parlare semplicemente di mantenimento del tribunale. Vi è stata
una legge che ha ridisegnato la
geografia giudiziaria, imponendo la riduzioni di molti uffici. Il
tribunale di Lagonegro ha resistito alle operazioni di taglio. La
legge lo ha riconosciuto come un
tribunale al quale deve accreditarsi efficienza. Una vera e propria rifondazione. Dobbiamo tutti dimostrare di esserne degni».
Già, perché il tribunale di Lagonegro non solo si salva ma raddoppia inglobando quello di Sala
Consilina. «L’idea dell’accorpamento è nata nel mio studio dove
mitrofe (soprattutto da Puglia e
Campania). Una crescita determinata dalla buona reputazione che
la qualità (eccellente) delle acque
lucane si è conquistato sul campo:
Maratea che è stata nuovamente
premiata con le cinque vele; Policoro (porticciolo turistico di Marinagri) con un riconoscimento
nella categoria degli approdi.
«La Basilicata esiste», rivelava
nel suo «Basilicata coast to coast»
il lucano Rocco Papaleo. E di questo sembra si siano accorti anche i
visitatori in aumento. dalle regioni limitrofe, ma anche dal centro
nord e dall’Europa. Una tendenza
confermata d’altronde dai numeri: nel 2011 si sono registrati
511.677 arrivi e un milione 963.474
presenze. Gianpiero Perri, amministratore dell’Apt, segnala «un
aumento delle presenze in Basilicata che, negli ultimi anni, si è
attestato intorno al 3-4 per cento».
Balzo in avanti del numero di
posti-letto, con la zona jonica-metapontina che, in questa crescita,
ASPETTANDO PIAZZA PREFETTURA
-78
CANTIERE I lavori procedono, ma il tempo stringe [foto Tony Vece]
LAGONEGRO TRATTO LUCANO
TRIBUNALE La sede del tribunale di Lagonegro che ha evitato il taglio
Un tranquillo esodo
senza affanni
sull’autostrada A3
fu rinvenuto un vecchio albo forense che raccoglieva i nominativi degli avvocati di Lagonegro e
di Sala Consilina – rivela l’avvocato Felice Leonasi, delegato
Oua (Organismo unitario avvocatura) nel consiglio dell’ordine
di Lagonegro -. Infatti, nel ventennio esisteva un unico tribunale a Lagonegro che accorpava
il circondario di Sala Consilina».
Per Rosa Marino, presidente del
consiglio dell’ordine «le ragioni
fatte valere a tutela del territorio
in tutte le sedi istituzionali evidentemente sono state ascoltate
con l’attenzione che meritavano.
Ogni iniziativa è stata adottata
mai in contrasto con alcun altro
foro minore, ma alla luce del sole
e con dignità e rispetto verso tutti».
La soddisfazione è grande anche da parte del sindaco Domenico Mitidieri: «Il nuovo distretto del tribunale di Lagonegro
passerà da trentasei a sessanta-
l LAGONEGRO. Sotto il calore dell’anticiclone «Minosse»
il secondo week-end di spostamenti ha fatto registrare un
traffico sostenuto. Nonostante
l’intensificarsi delle auto dei
vacanzieri della domenica, sul
tratto lucano della Salerno –
Reggio Calabria, però non ci
sono stati ingorghi. Sostanzialmente l’andamento è stato in
linea con quello della settimana scorsa. Anzi, sembra che
possa esserci stato piuttosto
qualche presenza in meno e
non in più. La crisi economica
frena le partenze verso le località di villeggiatura. È una
anno difficile. Anche se per
averne conferma bisognerà attendere i giorni di intenso traffico che come ogni anno non
mancheranno, tra la fine di
luglio e gli inizi di agosto quando l’estate entrerà nel suo
clou.
[pi.per.]
quattro comuni grazie all’accorpamento dei paesi del vallo di
Diano. Questo rappresenterà la
svolta economica, sociale ed occupazionale per il nostro territorio, insieme alla costruzione
del nuovo ospedale». Infine, Antonio Brigante del coordinamento regionale di Italia dei valori:
«Questa è la migliore soluzione
possibile che non guarda al campanile ma all’interesse complessivo della regione. Infatti, si traduce in un duplice obiettivo: rafforzare, anche per il futuro, la
corte di Appello di Potenza e costruire la Grande Lucania».
Il salvataggio del tribunale ha
rappresentato quasi la fine di un
incubo. Nell’aria c’era la sensazione che il successo era quasi ad
un passo. Il salvataggio si è concretizzato nella tarda serata di
giovedì con il via libera dato dal
consiglio dei ministri al provvedimento sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.
riesce a interpretare la parte del
leone, visto che - sul versante dei
numeri - è in grado raccogliere
complessivamente all’incirca un
ottanta per cento delle presenze
lucane complessive.
E per chi non preferisce il mare?
Anche su questo versante, la Basilicata si sta giocando le proprie
carte. Innanzitutto c’è il fascino
straordinario di Matera, la città
simbolo di un Sud testimone di
storia, di arte, di cultura. Fra i
Sassi e oltre. Ma ci sono anche
proposte d’attrazione simil-circense. Come il «volo dell’angelo»,
per esempio. Il «volo» da effettuare
imbragati a un filo d’acciaio, a 400
metri dal suolo, fra i picchi dei
paesi scavati nell’arenaria delle
Dolomiti Lucane, Castelmezzano
e Pietrapertosa. Poi c’è l’appuntamento con «Il Mondo di Federico
II» nel maniero federiciano di Lagopesole. Mentre i musei archeologici - aperti fino a metà settembre anche il sabato e la domenica
dalle 9 alle 22 - hanno offerto un’ulteriore alternativa per chi ha preferito destinare il proprio tempo
alla conoscenza, all’arte, alla cultura. In attesa che i paesi, soprattutto ad agosto, si popolino con il
ritorno estivo degli emigrati. Fra
feste, spettacoli e fuochi pirotecnici.
[mi.sa.]
SAN FELE IL PROGRAMMA DELLE ESCURSIONI DI LUGLIO
Emozioni da cascate
visitatori in fila
CASCATE
Uno scorcio
delle
suggestive
cascate di
San Fele,
sempre più
meta di
visitatori
amanti della
natura
l Le cascate di San Fele continuano ad attrarre visitatori
amanti della natura nelle sue espressioni più selvagge, di grande
suggestione e bellezza. L’associazione «U uattëniérë» ha organizzato un programma di escursione e di visite per tutto il mese
di luglio. Agli inizi del mese (3, 4 e 5 luglio) protagonisti sono stati
i boy scout di Presicce (Lecce). Ieri è stata la volta del Cral di
Acquedotto Lucano di Potenza.
Le prossime escursioni prenotate avranno per protagonisti gli
addetti ai Servizi sociali del Comune di Potenza (giovedì 12 e
giovedì 26 luglio), l’associazione Epav di Melfi (domenica 15
luglio), boy scout di Afragola (Napoli) il 25 luglio, Esercitazione
Soccorso Alpino e speleologo della Basilicata (29 luglio), infine è
prevista una escursione anche degli associati al Wwf Basilicata.
Estratto da: La Nuova del Sud - 09.07.2012
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Basilicata Mezzogiorno
_Basilicata_
_Primo Piano Basilicata
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Lunedì 9 luglio 2012
INCENDI, AMBIENTE E RIFIUTI
Campagna di Legambiente di monitoraggio, prevenzione e informazione sugli incendi boschivi
“Non scherzate col fuoco”
SASSO DI CASTALDALe superfici forestali in Italia coprono circa 8.675.000
ettari di territorio. Ogni
anno questo prezioso patrimonio naturale è messo a dura prova dalla piaga degli incendi, specialmente nei mesi estivi. La
campagna Legambiente
“Non scherzate col fuoco”
dal 2003 cerca di arginare il fenomeno attraverso
un’azione di prevenzione
che va dalla distribuzione
di materiale informativo a
visite guidate per ammirare le bellezze che le foreste
racchiudono alla pulizia
dei boschi. In Basilicata i
volontari dell’associazione
si sono dati appuntamento ieri in piazza del Comune a Sasso di Castalda per
sensibilizzare i cittadini al
problema degli incendi
boschivi, vera e propria
emergenza.
Secondo l’ultimo rapporto Legambiente “Ecosistema incendi” relativi ai
dati del 2010, in Italia si
sarebbero verificati 4.883
roghi con una superficie
interessata pari a 46.537
ettari. Nel 70 per cento dei
casi si tratta di episodi di
origine dolosa. In Basilicata sempre nel 2010 sono 27 i comuni coinvolti,
per un totale di 2119 ettari di terreno andati in fumo: di questi 481 ettari sono boschi. Un dato in au-
L’iniziativa di ieri pomeriggio
a Sasso di Castalda (foto
Rocco Esposito)
A Sasso di C. giovani da tutto il mondo
per provare sul campo cosa significhi
vivere in modo più sostenibili, evitando
atti che mettano a rischio l’ecosistema
mento rispetto al 2009, con
142 roghi per una superficie di 1041 ettari.
I volontari hanno fornito indicazioni sul giusto
comportamento da adottare in caso di avvistamento di incendio e sulle piccole ma indispensabili accortezze che fanno parte di
quell’azione di prevenzione che ognuno può mettere in pratica (accendere il
fuoco in aree picnic appositamente attrezzate, non
rinnovare il pascolo bru-
ciando la vegetazione secca in modo incontrollato,
evitare di accendere stoppie vicino ai boschi e
quando c’è vento, non abbandonare i rifiuti nei boschi).
La campagna è una della attività del Campo di Volontariato Internazionale
promosso dal Ceas “Il Vecchio Faggio” nell’ambito
del progetto “Madre Foresta” (sostenuto dal programma Epos 2010 –
2013 per l’Educazione e la
promozione della sostenibilità ambientale. Partito
il 30 giugno, fino al 13 luglio ospiterà 13 ragazzi tra
i 20 e i 25 anni provenienti da Francia, Spagna,
Belgio, Repubblica Ceca,
Bielorussia, Messico e Corea. Nel caratteristico borgo del Parco nazionale dell’Appenino lucano, i volontari – alloggiati nella struttura del Ceas di Sasso di
Castalda - sono impegnati in attività di antincendio boschivo e di sentieristica al fine di realizzare
un percorso sensoriale
per disabili nei pressi dell’Oasi faunistica del cervo.
Durante questa breve esperienza i partecipanti hanno dunque la possibilità di
realizzare concretamente un progetto di ripristino, tutela e valorizzazione
ambientale ma anche di conoscere luoghi da tutelare, risorse del territorio e
persone che hanno condiviso la stessa scelta di volontariato. Un modo pra-
tico per mettersi in gioco
e dare il proprio contributo alla salvaguardia del nostro territorio, per imparare “sul campo” cosa significhi vivere in modo più sostenibile.
L’intera
mattinata è
stata poi dedicata all’escursione
lungo ”Sentiero Frassati”, una
delle tappe
del viaggio
dei volontari del Campo Internazionale tra i più suggestivi scorci del Parco nazionale dell’Appenino lucano, tra
Brienza, Moliterno, Satriano, le cascate di Savoia di Lucania, Grumento
Nova, Castelmezzano e
Pietrapertosa.
Non mancano segnali di recupero in piccoli e grandi centri. Rischio discariche in tilt
MELFI - Si attesta intorno
al 15% secondo le rilevazioni dell’Ispra la quota di raccolta differenziata in Basilicata, in relazione al “Rapporto Rifiuti Urbani”. I dati si riferiscono al 2010.
Numeri che registrano
una situazione di crescita.
Per una regione notoriamente piccola (587 mila
abitanti divisi tuttavia in
131 Comuni, in gran parte piccoli o piccolissimi) è
comunque una percentuale senz’altro ancora
troppo bassa rispetto alle
potenzialità che sussisterebbero pure in modo molto evidente. Legambiente
lamenta la presenza di un
sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani ancora
troppo schiacciata sulle discariche e sugli inceneritori e poco su un sistema
che punti alla “raccolta differenziata” che, proprio come nel caso Basilicata, nonostante le numerose cam-
Differenziata a un modesto 15%
In Basilicata la raccolta dei rifiuti “intelligente” migliora lentamente
Pochi i “comuni
ricicloni”. Dopo
Montalbano e
Montescaglioso
spunta l’Alto
Bradano
pagne di sensibilizzazione,
vede pochi esempi di virtù. I Comuni cosiddetti “ricicloni” sono appena 2 e di
10 mila abitanti, Montalbano Jonico e Montescaglioso. Sono stati accertati come gli unici al 2010 ad
aver superato la percentuale del 50% in tema di “differenziata”. Con l’aggiornamento dei dati probabilmente non saranno più soli. E questo perché la dif-
ferenziata, anche per la raccolta “porta a porta”, sta
“crescendo” tanto dal 2011
nell’area nord Basilicata,
tra il Vulture-Melfese e l’Alto Bradano. In molti centri, e più precisamente in
una decina di Comuni alto-bradanici, si raggiunge
la quota media del 65%.
Banzi è il Comune capo-fila. Nei primi tre mesi di
quest’anno ha già toccato
il 73% di media. Niente male se si considera che sono
standard nettamente superiori a quelli della media
nazionale. Come dire, è in
atto un lento ma progressivo recupero per chiudere definitivamente un
’’gap’’ durato molti, anzi
tantissimi anni, in cui paradossalmente ad essere in
ritardo erano proprio i piccoli centri che nelle regioni del Nord invece sono
quelli virtuosi e dove è molto più semplice avere gestioni più attive ed oculate con il sistema del già citato “porta a porta”. Un dato positivo la Basilicata lo
registra nella produzione
pro-capite di rifiuti. A parere dell’Ispra è la più bassa d’Italia con 377 Kg. annui, con una flessione di 5
Kg. rispetto al 2011. La Regione Basilicata intende introdurre solo ora dei sistemi di tracciamento dei ri-
fiuti e se ne discute nella
sede legislativa locale. Al
momento, non esiste né un
sistema premiale che valorizzi i Comuni virtuosi con
incentivi né un sistema di
penalizzazioni per quelli
che non fanno appieno il
proprio dovere civico. Per
Legambiente e Ola (organizzazione lucana ambientalista) il ritardo é dovuto
al sistema gestionale appiattito sul conferimento
a discariche ed inceneritori. La Basilicata ha una produzione annua di rifiuti di
circa 280 mila tonnellate.
Roba da poco rispetto ad altre regioni. Il suo sistema
di discariche spesso è in
tilt, costringendo Regione
e Province ad autorizzare
proroghe o ampliamenti
dei siti, o persino lo spostamento di flussi da una provincia ad un’altra con inevitabili polemiche dei Comuni dove insistono le discariche.
Estratto da: La Nuova del Sud - 09.07.2012
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Lunedì 9 luglio 2012
10 CANDILINE PER L’ACQUA LUCANA
I pediatri: indicata per bimbi. Dopo il “Salvagente”, anche “Altroconsumo” la consiglia
L’acqua del rubinetto: la più
sicura, comoda e controllata
POTENZA- Di ottima qualità, con basso contenuto
di sali, consente di risparmiare e di non inquinare. E’ l’acqua del rubinetto. Con il caldo aumenta
il fabbisogno dell’organismo ed aumentano anche
le verifiche e i test
sulle loro caratteristiche ed il confronto con le minerali. Dopo l’indagine condotta dal
settimanale “Il salvagente” è la volta
della rivista “Altroconsumo”, con
risultati fra loro
molto simili: non è
il caso di spendere
soldi e contribuire
ad inquinare per
un acqua che non
sempre è migliore di
quella delle nostre
case; anzi, spesso,
presenta qualche rischio in più, soprattutto se destinata ai
neonati ed ai bambini. Il laboratorio di
controllo qualità e sicurezza alimentare della
facoltà di Farmacia dell’università Federico II di
Napoli ha analizzato 27
marche di acque minera-
li, per conto di Salvagente, andando a caccia di arsenico, nitrati e fluoro. Tre
sostanze che le aziende
non sono tenute ad indicare nelle etichette, ma la
cui presenza al di sopra
di determinati limiti de-
ve essere considerata preoccupante, in particolare
per la salute dei bambini.
E il motivo è semplice: le
normative italiana ed europea su quella che sgor-
ga nelle nostre case sono
molto più severe e impongono parametri più stringenti di quanto non facciano quelle sulle minerali. Il paradosso è che l’acqua che si beve dalla bottiglia non potrebbe nemmeno essere considerata potabile
qualora sgorgasse
dal rubinetto. Altroconsumo ha
portato in laboratorio 40 minerali,
rilevando che a
volte, l’arsenico,
benché nei limiti
di legge, “può
portare a superare i limiti di assunzione giornaliera consigliati
per un bambino
al di sotto di 8
anni (secondo le
raccomandazioni dell’Autorità
europea per la
sicurezza alimentare). Questo non comporta pericoli immediati per la salute, ma è meglio evitare il
consumo regolare per
bambini sotto questa età”.
Dunque, più sicuri con
l’acqua del sindaco, o
L’acqua delle
bottiglie, se
sgorgasse dal
rubinetto non
sarebbe
considerata
potabile
meglio, con l’acquedotto
dei sindaci, dal momento che è questo il modello di gestione adottato in
Basilicata.
Se le aziende di acque
minerali hanno pochi obblighi e spesso glissano
sulla completezza e trasparenza delle informazioni, Acquedotto Lucano,
al contrario, da tempo ha
voluto far chiarezza, non
soltanto rispettando i limiti della severa legislazione prevista per le acque
potabili senza mai derogarvi, ma adottando l’etichetta dell’acqua: questa
sì, completa e trasparente. Sul sito internet e - per
quanto riguarda Potenza
e Matera – anche con due
bacheche esposte nei pressi di altrettante fontane
pubbliche, sono dichiarate tutte le caratteristiche
La copertina del settimanale e che si occupa di acqua
dell’acqua che beviamo.
Comune per comune, i cittadini lucani possono conoscere i valori di calcio,
cloruri, fluoruri, durezza, nitrati, sodio e di altri otto parametri di riferimento. “Dunque, quello che la minerale non dice” (è questo il titolo dell’inchiesta del Salvagente) lo dice Acquedotto Lucano. “L’educazione ad
un nuovo approccio all’acqua -afferma Giuseppe
Morero, segretario della
Federazione medici pediatri della provincia di Potenza- deve basarsi su
un’opera di informazione
e formazione partendo
dalle piccole pratiche
quotidiane: i bambini e i
ragazzi devono essere i
soggetti principali di
questa pedagogia che
deve tradursi nella pro-
mozione della cultura
dell’acqua”. “Noi Italiani
-conferma il pediatrasiamo nel mondo i primi
consumatori di acque
minerali con 194 litri pro
capite (8 volte la media
mondiale) e tra i primi
produttori. Dobbiamo imparare a consumare l’acqua del rubinetto: essa è
buona, sicura perché ben
controllata, comoda in
quanto arriva direttamente nelle nostre abitazioni, e molto conveniente, poiché costa da 300 a
1000 volte in meno di una
qualunque acqua minerale. Bisogna far sviluppare nelle nuove generazioni – conclude il dottor Morero - il valore e il buon
uso dell’acqua potabile
che arriva nelle nostre case anche attraverso i piccoli gesti quotidiani”.
Aql fa l’operazione trasparenza
Numeri e dati del servizio idrico a disposizione dei cittadini con appositi totem
A dieci anni esatti dalla nascita, si presenta “L’Acquedotto dei Comuni”
POTENZA- Operazione
trasparenza di Acquedotto Lucano. L’acqua
che sgorga dai rubinetti -non ha caso- non può
essere certo torbida.
Massima linearità e conoscenza di quello che
viene benuto dalle famiglie lucane. Il tutto, dopo anni dopo dal taglio
del nastro del gestore del
sistema idrico lucano:
operazione trasparenza, la fotografia di una
realtà che è cresciuta. L’8
luglio 2002 i sindaci della Basilicata, riuniti nell’assemblea dell’Aato,
stabilirono che a gestire il servizio nella nostra
regione dovesse essere
un’azienda tutta lucana.
Esattamente 10 anni
La sede centrale a Potenza
di Acquedotto Lucano
Stamane
l’assemblea dei
soci che il 10 luglio
2002 diedero vita
ufficialmente alla
nuova gestione
dell’acqua lucana
dopo, il 9 luglio 2012, in
occasione dell’assemblea dei soci, Acquedotto Lucano divulgherà
“L’acquedotto dei Comuni”: la fotografia di
una realtà che nel frattempo è cresciuta. “L’Acquedotto dei Comuni”
raccoglie, mettendoli a
disposizione innanzitutto dei sindaci e dei soci di Acquedotto Lucano,
i numeri e i dati salienti del servizio idrico integrato in Basilicata.
Nella tabella sono riportati i dati più significativi relativi a: schema
idrico, fonti di approvvigionamento, numero
dei serbatoi, impianti di
depurazione; sono elencati, inoltre, i prelievi
eseguiti dai nostri tecnici sulla qualità dell’acqua distribuita ed il numero dei parametri chimici e microbiologici
determinati in relazione
tanto alle acque potabili quanto a quelle reflue.
Sarà oggi l’occasione
per fare un primo bilancio sul lavoro di dieci anni. Tante le difficoltà or-
ganizzative e gestionali che con il passare del
tempo hanno lasciato il
posto ad una delle più
grandi aziende lucane.
Una delle poche che, con
la gestione della risorsa
idrica, riesce anche a
creare lavoro per migliorare la rete idrica e le
captazioni e implementare i cantieri. In questo
caso non è acqua, ma
“nettare o grasso che cola”.
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 09.07.2012
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Basilicata Mezzogiorno
Potenza
Lunedì 9 luglio 2012
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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309
Dopo la raccolta firme dei residenti arriva la contro petizione dei sostenitori del lounge bar
Quelli che stanno con lo “0971”
Nasce il gruppo su Fb: a favore anche Margiotta e gli altri locali
CINQUECENTO iscritti e circa
cento firme in solo dieci ore. Ci ha
messo davvero pochissimo il gruppo creato su Facebook a difesa dello
“0971”, il famoso locale di via Pretoria, oggetto nei giorni scorsi di
una petizione da parte dei residenti, a raccogliere centinaia di sostenitori.
«Io sto con lo “0971”», è il nome
del gruppo nato su Facebook che
offre solidarietà a Piero (il proprietario) “e a tutti coloro che come lui si legge sul social network - hanno
avuto il coraggio, la forza e la capacità di immaginare un centro storico vivo e ...vitale. Per la loro professionalità, per il loro coraggio , per
la passione e perchè amano questa
città. Siamo con te Piero”. E’ la risposta ufficiale dei tantissimi
clienti del lounge bar, dopo che un
gruppo di residenti ha avviato una
raccolta firme inviata a sindaco,
prefetto, Questura, carabinieri e
polizia per chiedere che vengano
presi provvedimenti contro gli
schiamazzi notturni. La polemica è
antica come il mondo: da una parte
le ragioni di chi vive nella zona ed è
costretto a convivere con musica
ad alto volume, chiacchiere e risate
fino a notte inoltrata, dall’altra
quelle di chi invece riconosce i meriti di giovani potentini che hanno
fatto qualcosa per la loro città, dando vita a una bella realtà in grado di
vitalizzare un centro storico fin
troppo addormentato. E ieri la solidarietà è arrivata anche da altri locali, come l’enoteca “Cantina di
bacco”: «Piero - si legge nel post su
facebook - è un esempio di chi investe nella propria città, ne rispetta le
regole e dote non trascurabile, anche se nel suo piccolo, crea occupazione. Tutta la nostra solidarietà a
Piero!».
Dalla stessa parte anche Rocco
Catalano dell’enoteca “Cibò”: «Mi
associo, la politica aiuti a coniugare piacere, svago e qualità della vita. Non si puoó censurare a prescindere senza proporre alternative».
«Ecco perchè Potenza non crescerá
mai ed è destinata ad una morte
lenta....complimenti.. Matera dei
sassi ...Potenza dei muorti», commenta un altro utente. Scende in
campo anche il deputato del Pd,
Salvatore Margiotta: «Sto con tutti
i giovani che gestiscono locali che
migliorano la qualità della vita a
Potenza, centro o ovunque».
Carmine Lombardi aggiunge:
«0971 non si tocca. I ragazzi hanno
investito tanto ed hanno animato i
fine settimana di questa primavera/estate. E' diventato un luogo di
aggragazione importante. Io sto
con chi ci crede e investe le proprie
capacita' e professionalita'. Io sto
con voi». E Antonio Candela lancia
la contropetizione che è possibile
firmare
all’indirizzo
“http://www.petizionionline.it/petizione/io-sto-con-lo-0971-solidarieta-a-piero/7514”.
Non rimane a guardare neanche
il segretario cittadino del Pd,
Giampiero Iudicello che commenta: «Questa è la dimostrazione del
fatto che in questa città c’e' bisogno
di una rivoluzione culturale, di elaborare un nuovo modello culturale. Il centro storico ha bisogno di
luoghi di aggregazione per giovani e meno giovani. Ha bisogno di vita. Certo è giusto rispettare le regole, e doveroso verificare che siano
rispettate ma non si puo essere intransigenti nè sentirsi padroni del
centro storico perchè si abita in
centro. Io stasera vado a bere un
cocktail da Piero. Le strade luminose e piene di gente sono piu allegre e sicure di quelle buie e deserte».
ACQUEDOTTO LUCANO
Assemblea
dei soci
Acqua “più
trasparente”
nei comuni
Una serata davanti allo
0971 in via Pretoria.
Al lato il gruppo nato
su Fb “Io sto con lo
0971”
PREMIO THALIA
Il 27 luglio la giornata conclusiva a Vaglio
INVESTIRE sull’immagine e la
promozione, puntare sul turismo
di qualità, stimolare gli operatori a
proposte creative ed innovative,
rafforzare la sinergia tra pubblico e
privato.
E’ l’obiettivo del cartellone di
eventi Premio Thalia Basilicata turistica – testimonial 2011 che –
spiegano in una nota gli organizzatori - si è articolato in alcuni appuntamenti che si sono svolti a partire
dal mese di maggio e si concluderà
il 27 luglio prossimo a Vaglio Basilicata con una giornata di incontri
con operatori turistici e iniziative
culturali e di spettacolo.
Nella manifestazione conclusiva
saranno consegnati riconoscimenti ad operatori lucani e non che si
sono occupati di incoming con risultati significativi di incremento
di arrivi e presenze. Inoltre per incrementare il turismo scolastico e
sociale saranno ospiti rappresentanti di cral, associazioni e dirigenti scolastici di Puglia, Campania,
Calabria e Lazio.
Il progetto premio Thalia, promosso da alcuni anni dal centro
studi omonimo che è nato per l’impegno di operatori turistici, associazioni di categoria, giornalisti, si
inserisce – continua la nota - nella
più ampia iniziativa di promuovere
il turismo e motivare i media a pro-
durre una comunicazione di qualità per l’area turistica del Piot Montagne di Emozioni, nonché incentivare la conoscenza del territorio,
rendere partecipi gli attori locali
del turismo, attraverso la cooperazione con l’Apt Basilicata, i comuni
e i soggetti del turismo.
Il Premio Thalia ha lo scopo non
solo di rafforzare un percorso di
promozione coinvolgendo gli operatori della stampa turistica nazionale ed internazionale, ma anche
quello di aumentare l'orgoglio di
appartenenza al settore turismo e
stimolare a fare di più, attraverso
un premio che dà merito a chi ha capacità di distinguersi ed affascinare i consumatori con nuove formule di attrazione e calamitare l’attenzione del mercato e del pubblico attraverso servizi giornalistici di
qualità ed attraverso attività di incoming.
QUESTA mattina, a partire dalle ore 11 si svolgerà l’assemblea ordinaria dei soci di Acquedotto Lucano (Regione
Basilicata e 119 comuni) presso il potabilizzatore di Masseria Romaniello a Potenza.
A conclusione dei lavori dell’assemblea, a
partire dalle ore 12,
sempre alla presenza
del governatore De Filippo e dei sindaci soci, ci
sarà un momento aperto anche agli organi di
informazione, dedicato
alla presentazione di
una nuova campagna di
informazione e comunicazione dell’azienda intitolata “L’acquedotto
dei Comuni”.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di condividere con tutti i soci
dell’azienda i dati più
importanti
relativi
all’acqua distribuita e
agli impianti di Al presenti nei singoli Comuni della regione.
E’ prevista anche la
presentazione di un totem
illustrativo
(200x108) dell’“Etichetta dell’acqua di rubinetto” che poi Acquedotto
lucano insieme all’Aato
donerà, personalizzandola con i dati relativi
all’acqua distribuita in
ciascun Comune, a tutti
i sindaci della Basilicata
affinché venga installata in maniera permanente.
Nella tabella sono riportati i dati più significativi relativi a: schema
idrico, fonti di approvvigionamento, numero
dei serbatoi, impianti di
depurazione; sono elencati, inoltre, i prelievi
eseguiti dai nostri tecnici sulla qualità dell'acqua distribuita ed il numero dei parametri chimici e microbiologici determinati in relazione
tanto alle acque potabili
quanto a quelle reflue.
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 09.07.2012
PAG. 9
Basilicata Mezzogiorno
Matera
17
Lunedì 9 luglio 2012
REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440
Eppure l’autore del servizio, Pierangelo Maurizio, ha scritto un libro sull’omicidio Claps
La Bruna a Macerata, gaffe del Tg5
Il clamoroso errore nel telegiornale delle 8 ha fatto scatenare i materani
PASSI pure la magra estiva
di notizie, che porta gli organi di stampa nazionale a seguire il cammino dell’anticiclone Minosse; passi anche
l’idea di scavare tra le tradizioni regionali arrivando fino al fondo dell’archivio, dove giace il plico polveroso
della Basilicata. Ma, almeno,
quando ci si ricorda di questa regione, dribblata persino dalle previsioni meteo, lo
si faccia con lo stessa attenzione e scrupolo professionale con cui si parla della sagra della porchetta a Bergamo.
Parliamo della clamorosa
gaffe fatta, ieri mattina, dal
giornalista Pierangelo Maurizio in un servizio del Tg5
delle 8. Tanti materani saranno saltati sulla sedia, prima di esplodere in un riso
fragoroso, quando hanno
sentito la conduttrice lanciare il servizio con le parole:
“Tipiche di questo periodo
sono le feste patronali...come quella della Madonna
della Bruna che si svolge a
Macerata, città dei Sassi”.
Mancava solo l’aggiunta
“Patrimonio mondiale Unesco e candidata a Capitale europea della cultura 2019” e
la frittata era bella e servita.
L’errore esilarante è proseguito, ovviamente, nel servizio con quella parola “Macerata”, che continuava a
suonare come un vero sfottò
all’orecchio dei materani più
orgogliosi. La festa del 2 luglio non si tocca. Eppure,
Pierangelo Maurizio dovrebbe conoscere bene la Basilicata, avendo recentemente scritto il libro “L’uomo che amava uccidendo”,
dedicato alla figura di Danilo Restivo ed all’omicidio
Claps.
Forse, Maurizio è stato solo davanti alla chiesa della
Trinità di Potenza, limitandosi a lavorare sulla festa
della Bruna scopiazzando
qua e là dal web.
Non si spiegherebbe diversamente la disinformazione
contenuta nel riferimento
alla “statua della Madonna
portata in cattedrale”, visto
che la cattedrale è chiusa da
La conduttrice del Tg5 mentre lancia il “servizio incriminato”, divenuta la copertina del video postato per primo dal webmaster
del sito materano Hyperbros.com. Qui sopra una simulazione di una pagina di Google con una ricerca immaginifica postato dal
portale Sassiland.com
I commenti su
COME è facile immaginare, il popolo di Facebook si è scatenato sulla gaffe del Tg5, compreso il sindaco Adduce. Riportiamo i post più
simpatici ed esilaranti:
Angelo Lafasanellascrive: “... Fa' talmente
caldo che la Madonna della Bruna s'e' Macerata..!”.
Angela Chita: “Quando in un paese l'ignoranza regna sovrana”
Giuseppe Martemucci: “Giornalisti...” e
Angela Chita replica: “Ma che giornalisti e
giornalisti... se prendo il lavavetri all'angolo di
casa mia fa di sicuro un servizio migliore e
maggiormente attendibile”
Emanuele Festa: “Ragàstiamo pursempre
parlando del tg5 e daje.. :)”
Salvatore Adduce: “Ci risiamo! Stamattina
il Tg5 delle 8 manda in onda un servizio sulla
festa della Bruna di Matera ma dice che si svol-
anni per restauro. Poi il riferimento ai materani come
zulù senza ritegno, che “si
gettano persino dai balconi
per strappare un pezzo del
carro”. Dulcis in fundo,
un’altra disinformazione
clamorosa: “Per fortuna tutto si è concluso senza feriti”.
Ma come, il 2012 è stato l’uni-
ge a Macerata....”.
Luciano Dragone commenta il post del sindaco: “Salvatore, credo sia il caso di far rettificare l'annuncio, non vorrei che il prossimo anno i turisti ed i figli dei nostri emigranti, interessati alla nostra festa si rechino a Macerata,
comeè successoanni facon levacanze dallozio
Pietro a Matera, per assurdo spot delle ferrovie
dellostato. Vediamoil latopositivo, laprotesta
potrebbe diventare un veicolo pubblicitario a
costo quasi zero...... Un abbraccio a tutti”.
Giuseppe Digilio: “L’Apt funziona alla
grande”
Antonio Mutasci:“Mi hanno fatto la sveglia
per questo. Chiamate da Bari e Torino per segnalare il tutto :-(”.Brunella Perrone:“Sindaco fatti sentire con Mediaset......”.
Espedito Moliterni: “Spero che qualcuno
non incolpi il sindaco”. Luciano Dragone:
co anno in cui si è registrato
un ferito con novanta giorni
di prognosi ed una cinquantina di persone ricoverate,
tra contusioni, colpi di calore e sintomi di infarto.
Un servizio tutto da rifare,
insomma, che ci ricorda tanto quel finto scoop del blasonato Corsera, che qualche
anno fa, sul finire di agosto e
con la stagione turistica ancora lanciata, ha titolato in
prima: “Matera invasa dalle
cavallette”, prefigurando
scenari apocalittici di biblica
memoria e ignorando che da
oltre un mese non si vedeva
in giro una cavalletta; ed anche quando se n’era vista
“Credoche questavoltanon valgalapena difare i tifosi.... Chiediamo al sindaco Adduce di essere portavoce delle nostre proteste, suggerirei alfine istruttivo diinviare algiornalista responsabile, una ricca documentazione, della
nostra città, con invito a conoscere meglio la
nostra città. Grazie Salvatore”.
Antonio Genovese: “A mogghj a mogghj u
servuz cj vahn(delle ore 13 su canale 5)”.
Giuseppe Lamastra: “Si ma resta nella notte dei secoli e la gente che si butta dai balconi”.
Antonio Mutasci: “Provate a cantarla così:
se sei un macerato batti le mani.... Se sei un macerato batti le mani..... Sei un macerato devi sapere che al Tg5 non conoscono la geografia....”.
Pietro Ruggi: E' tutta pubblicità. Ora si parlerà di Matera il doppio! E' tutto organizzato
dai nostri politici! Siete degli ingenui....”.
qualcuna, non aveva certo
creato l’allarme descritto sul
Corrierone. Anche allora il
sindaco Michele Porcari si
imbestialì e chiese la smentita, come ha fatto ieri mattina
Salvatore Adduce, che ha inviato una nota al vetriolo alla
redazione milanese di Liguori, chiedendo una tem-
pestiva precisazione nel Tg
delle 13. La rettifica è arrivata puntuale, ma sullo sfondo
resta l’amara constatazione
di un approccio superficiale
e dilettantesco delle testate
nazionali ai fatti della nostra
terra.
Antonio Corrado
[email protected]
I vigili del fuoco hanno dovuto evacuare una famiglia per i danni
Fiamme in via Casalnuovo
Incenerite tre auto e il balcone di un edificio sulla strada
SEMBREREBBE non avere origine dolose l'incendio scoppiato la
notte scorsa in via Casalnuovo nel
Sasso Caveoso poco distante da
Via Bruno Buozzi. Le fiamme si
sono sviluppate intorno alle quattro di mattina ed hanno interessato tre autovetture regolarmente
parcheggiate e due balconi di una
vicina abitazione.
Da una prima ricostruzione dei
fatti sembrerebbe che le fiamme
che hanno interessato una Bmw
X6 una Fiat Punto e una Fiat Multipla si siano propagate con ogni
probabilità dal corto circuito di
una delle autovetture in sosta,
che ha poi coinvolto le altre due
autovetture parcheggiate accanto e la facciata della casa che è ri-
masta in parte danneggiata dal
rogo diventato in breve tempo imponente. Le fiamme alte di alcuni
metri, hanno provocato il crollo di
un balcone e successivamente con
l'intervento dei vigili del fuoco
per motivi si sicurezza è stata fatta evacuare una famiglia e abbattuto un altro balcone interessato
dalle fiamme che hanno annerito
parte dell'immobile. La chiamata
di soccorso è giunta ai vigili del
fuoco intorno alle cinque da alcuni residenti, che hanno visto le
fiamme altissime e il classico odore acre e nauseabondo. Il tempestivo intervento dei soccorritori
giunti sul posto con una squadra
e un ufficiale ha evitato che l'incendio assumesse dimensioni più
vaste. Le lingue di fuoco alte e le
piccole esplosioni, hanno preoccupato non poco i residenti che
appena si sono resi conto di quanto stava accadendo, sono subito
usciti dalla casa mettendosi in
salvo dal fuoco e dai fumi e rimanendo a scopo precauzionale su
via Casalnuovo. Il fuoco ha causato il cedimento di un balcone sovrastante l'incendio, mentre in
un altro immobile fortunatamente senza inquilini al momento dell'incendio, il calore ha provocato
la bruciatura delle persiane e lo
scioglimento di alcuni elettrodomestici presenti all'interno dell'abitazione. I vigili del fuoco si sono
preoccupati di mettere in sicurezza la rete di fornitura del gas di
L’incendio
in via
Casalnuovo
(foto
Sassiland)
città, che fortunatamente non ha
riportato danni di rilievo.
Sul posto sono intervenuti oltre
al personale di Telecom, Enel e
Italgas per la verifica degli impianti, anche gli uomini del nucleo radiomobile dei carabinieri
di Matera che hanno avviato le indagini alla ricerca di eventuali
elementi atti a risalire all'esatta
dinamica dell'accaduto ed accer-
tare eventuali responsabilità.
Fortunatamente per tutti è stato
solo un grande spavento mentre
le auto venivano spostate e depositate nel centro demolizioni Lascaro per gli accertamenti del caso.
Solo tanta paura, dunque, senza conseguenze per le persone.
Michelangelo Ferrara
[email protected]
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 08.07.2012
PAG. 10
Basilicata Mezzogiorno
II I BASILICATA PRIMO PIANO
TAGLI DEL GOVERNO
PICCOLE PROVINCE
Domenica 8 luglio 2012
IL PRESIDENTE STELLA
«Un ente virtuoso con un avanzo di bilancio
di 14 milioni che assicura servizi fondamentali alle comunità non va eliminato»
Pericolo soppressione
Matera si aggrappa a Bari
Confinante con la Città metropolitana non verrebbe cancellata
DONATO MASTRANGELO
l MATERA. La Provincia di Matera, 31 comuni compresa la città
dei Sassi, rimarrà in vita perché
confinante con la Città metropolitana di Bari? Stando all’articolo
17 del Decreto legge n.95 dello
scorso 6 luglio varato dal governo
Monti, la soppressione sembrerebbe scongiurata. Quel colpo di
accetta che il presidente della Provincia, Franco Stella, aveva paventato soltanto qualche mese fa e
che si temeva potesse materializzarsi con il decreto Monti sulla
spending review, dunque, potrebbe
essere evitato. Perché se è vero che
la Provincia di Matera non rientra
in uno dei due criteri fissati per
evitare la soppressione, e cioè una
popolazione superiore ai 350 mila
abitanti mentre ottempera il secondo, l’estensione territoriale,
sia pure per soli 46 chilometri quadrati rispetto ai 3 mila complessivi previsti dall’impianto legislativo, la provincia di Matera, di fatto, è confinante con quella di Bari
destinata a diventare Città metropolitana. Sarebbe questo l’asso
nella manica dei massimi rappresentanti istituzionali dell’ente di
via Ridola. «Stando all’articolo 17
del Decreto legge - afferma il presidente Stella - la Provincia di Matera non dovrebbe essere soppressa perchè sarebbe confinante con
la futura Città metropolitana di
Bari. Ma a prescindere dai criteri
per la riduzione e l’accorpamento
delle province che il Consiglio dei
ministri dovrebbe determinare
entro il prossimo 17 luglio, le perplessità sul provvedimento restano tutte. Mi sono giunte decine e
decine di telefonate di sindaci,
esponenti istituzionali, cittadini
che esprimono la netta contrarietà alla soppressione della nostra
Provincia perché, sostengono,
non si può perdere un punto di
riferimento prezioso per il territorio. Il nostro - prosegue Stella - è
un ente virtuoso con i conti in
equilibrio e un avanzo di amministrazione di circa 14 milioni di
euro. Ci sentiamo da tripla A e i
fatti ci danno ragione. Abbiamo
ridotto le auto blu e sforbiciato i
costi della politica. Garantiamo
servizi essenziali per i cittadini
come i collegamenti per il Crob di
Rionero e l’aeroporto di Bari, la
manutenzione delle strade e di
ben 38 edifici scolastici e, per la
viabilità, stiamo completando la
175 Matera-Metaponto. Per l’alluvione del Metapontino abbiamo
stanziato 5 milioni. Crediamo che
gli sprechi siano altrove. Si pensi,
ad esempio, al fallimentare progetto delle aree programma. Ma
c’è di più. Ben sedici comuni
dell’Alto Cosentino per il nostro
modello di buona amministrazione hanno chiesto di essere annessi
alla nostra Provincia. Ci saremmo
però aspettati, sulla questione delle Province, che la Regione Basilicata facesse ricorso alla Corte
Costituzionale. Non dimentichiamoci che la disciplina delle Province è contenuta nel titolo V della
parte II della Costituzione». La logica del decentramento amministrativo, comunque, verrebbe del
tutto stravolta anche in caso di
accorpamento. «Non a caso - dice
Stella - avevo affermato - la Regione a Potenza e la Provincia a
Matera. L’identità non può scomparire con un tratto di penna. Noi
riteniamo - conclude Stella - così
come avvenuto con la straordinaria mobilitazione di Scanzano Jonico contro il deposito delle scorie
nucleari, che il territorio non accetterà una decisione penalizzante per le comunità e i suoi cittadini».
Critico sul rischio soppressione
anche l’assessore provinciale al
Bilancio, Domenico Smaldone.
«Si sta producendo uno scardinamento istituzionale molto grave a
fronte di economie di spesa assai
limitate. Così come ha ribadito
l’Unione delle Province italiane
basterebbe sopprimere enti inutili come il sottobosco di numerosi
enti sub-istituzionali per ottenere
un risparmio economico di gran
lunga superiore a quello della abolizione delle province. L’impatto è
anche sociale. Abbiamo approvato il bilancio con i conti in ordine e
un avanzo di amministrazione di
quasi 14 milioni a fronte di tagli
per mancati trasferimento dello
Stato nel biennio 2010-2012 di circa
otto milioni di euro. E ora, a programmazione già avviata, potreb-
be abbattersi una nuova mannaia
con un taglio di ulteriori 4 milioni
di euro per la nostra Provincia.
Questo significherebbe consegnare le chiavi allo Stato e chiudere.
La Provincia si occupa con efficienza di difesa del territorio e
dell’ambiente, di manutenzione
stradale, dell’edilizia scolastica.
Tutti questi interventi hanno dei
costi. Vogliono forse ridurci - conclude l’assessore Smaldone - soltanto a funzioni di indirizzi e controllo?».
Contro il disegno di eliminare
la Provincia di Matera, così come
previsto dal Decreto legge appena
varato dal governo Monti, è sceso
in campo anche il presidente della
Giunta regionale Vito Filippo.
«La Regione Basilicata - ha dichiarato in una nota il governatore
lucano - è nettamente contraria
all’ipotesi di soppressione della
Provincia di Matera. Servono riforme - ha proseguito De Filippo fatte col Paese, non suo malgrado.
Non è pensabile una rivisitazione
dello Stato in contrapposizione ai
territori. È necessario che il Governo nazionale rompa l’arrocco e
avvii il dialogo. Qualunque ipotesi di cambiamento va fatta con il
Paese e non suo malgrado».
I SINDACI FRANCOMANO E LABRIOLA CHIEDONO DI NON ABBASSARE LA GUARDIA. LEONE E SANTARCANGELO RITENGONO CHE LO JONIO NON VERRÀ PENALIZZATO
«Così la criminalità alza la testa»
Si teme anche uno smembramento dei presidi di sicurezza dislocati sul territorio
FILIPPO MELE
l MATERA. L'eliminazione della Provincia porterà alla diretta conseguenza
della scomparsa di quei presidi che erano
conformati su scala provinciale. Tra questi, i Comandi provinciali di carabinieri,
Guardia di finanza, Corpo forestale, Vigili del fuoco, nonché della Questura.
Presidi importantissimi per la lotta alla
criminalità di qualsiasi natura e per dare
sicurezza ai cittadini. Così, nel Metapontino martoriato dagli incendi dolosi ad
attività agricole, turistiche, artigianali,
soprattutto nel triangolo tra Scanzano Jonico, Policoro, e Marconia, c'è chi teme che
la lotta alla criminalità
organizzata e non potrà subire un allentamento venendo meno
l’azione di controllo del
territorio. Sull'argomento abbiamo sentito il parere di alcuni
dei sindaci della zona. «È pacifico – ha
detto Giuseppe Labriola, sindaco di
Tursi – che abolendo centrali contro le
infiltrazioni malavitose potrebbe accadere che le cosche prendano il sopravvento. Non dimentichiamo che noi siamo
al centro tra la Puglia, con la Sacra corona unita, e la Calabria, con la temutissima 'ndrangheta. Poi, noi la criminalità, purtroppo, l’abbiamo avuta e l’abbiamo ancora. I presidi delle forze dell’ordine vanno rafforzati e non indeboliti. I
tagli occorre farli sugli sprechi degli enti
esistenti non abolendo gli stessi». Posizione analoga quella del sindaco di Rotondella, Enzo Francomano, che riveste
IL RISCHIO
«I tagli potrebbero
favorire le infiltrazioni
della malavitosa»
anche la carica di presidente dell’Area
programma Metapontino – Collina materana: «Si tratta, indubbiamente di tagli
che indeboliranno la presenza dello Stato
sul territorio. E ciò potrebbe portare ad
una alleggerimento nella lotta alla criminalità organizzata e non. Tagli che
fanno il paio con la riduzione degli organici e le economie di gestione per Commissariati di Polizia e caserme dei carabinieri. La orografia particolare del
nostro territorio aumenterà, infine, il rischio di ridurre uno dei diritti fondamentali dei cittadini, quello alla sicurezza». Controcorrente, invece, i pareri
degli altri due sindaci da noi interpellati
in merito. Rocco Leone è il primo cittadino di Policoro: «Io penso che criminalità e controllo del territorio saranno
ancora garantiti pur se verranno meno i
riferimenti provinciali. Saranno realizzate alternative. Del resto, Commissariati, caserme dei carabinieri e della Guardia di finanza oltre che di altri corpi
continueranno a funzionare. Poi, la costa
jonica metapontina non teme nulla dal
taglio della Provincia di Matera. Anzi, la
sua eliminazione darà più ampio respiro
a questa parte del materano che lavora e
produce». E Pino Santarcangelo, sindaco di Nova Siri, ha aggiunto: «Io voglio
essere fuori dal coro. Piccolo è bello non
vale più. Prima ogni politico voleva portare qualche presidio il più vicino possibile al suo raggio d’azione. Non è più
possibile. Credo che il controllo del territorio in funzione anticriminalità rimarrà anche se non ci saranno più i
riferimenti primari a Matera. Insomma,
siamo coi piedi nel baratro. Qualche tentativo per uscirne va fatto».
Vincenzo Francomano
Rocco Leone
Giuseppe Labriola
Giuseppe Santarcangelo
Maria Antezza
Filippo Bubbico
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 08.07.2012
PAG. 11
Basilicata Mezzogiorno
BASILICATA PRIMO PIANO I III
Domenica 8 luglio 2012
VERSO LA SPOLIAZIONE
«Il territorio potrebbe essere desertificato. Come verranno articolate funzioni basilari quali il
settore dei trasporti?», dice Camardo (Uil)
RIGORE E LOGICA
«Tutto l’apparato va semplificato ma occorre
entrare nel merito delle questioni senza
interventi drastici», dichiara Coppola della Uil
«Ecco la scure sui servizi
del pubblico impiego»
La segretaria della Cgil critica l’accorpamento alla provincia di Potenza
GLI ENTI
E LA SCURE
La sede della Provincia
di Matera
in via Ridola.
A sinistra,
il presidente
Franco Stella.
Si teme per
la soppressione dell’ente.
In basso, una
manifestazione a tutela
delle pensioni
e per il diritto al lavoro
promossa
dalla Cgil
[foto Genovese]
PIERO MIOLLA
l MATERA. Il taglio delle province visto
dalla parte dei sindacati: all’indomani del
provvedimento licenziato dal Consiglio dei
Ministri, con il quale l’esecutivo di Mario
Monti ha decretato, tra l’altro, l’accorpamento della Provincia di Matera a quella di
Potenza, gli esponenti delle parti sociali dicono la loro. «Tagli di questo tipo – spiega il
segretario provinciale della Cgil, Manuela
Taratufolo – vanno ad incidere in funzione
dei servizi resi dalle province ai territori: il
danno, infatti, viene pagato proprio dai territori, con uno sguardo particolare ai dipendenti della Provincia. Mi chiedo come
sarà gestita la situazione che verrà fuori? Io
credo, però, che non è sufficiente tagliare,
ma bisogna più che altro ottimizzare». Più in
generale, per la Taratufolo si sta «sottovalutando la funzione dei servizi: i tagli non
sono ponderati perché i servizi ed il settore
pubblico dovrebbero avere la massima attenzione, ed invece ci regalano solo tagli.
Decidere di tagliare senza capire dove e come, senza verificare cosa il presidio riusciva
a garantire, non credo che sia razionale».
Non teme una progressiva desertificazione
del territorio? «Non dobbiamo consentire
che si desertifichi, più che il territorio, il
settore pubblico: ciò acuirebbe le diseguaglianze e le difficoltà. C’è bisogno, invece, di
maggiore attenzione: è vero che vanno recuperate le risorse, che scarseggiano sempre più, ma è altrettanto vero che si possono
cercare anche altrove, altrimenti avremo,
appunto, solo una desertificazione del settore». Giuseppe Camardo, componente
della segreteria regionale della Cisl, vede
nell’abolizione delle province una spoliazione ulteriore del territorio. «Il rischio desertificazione c’è tutto – conferma alla Gazzetta – A me preoccupa anche, anzi soprattutto, questo modo di fare del Governo Monti, che ignora la concertazione e che, a lungo
termine, ci può portare a provvedimenti
come quello licenziato ieri, che non prendono in considerazione le singole realtà territoriali». Altro aspetto delicato e decisivo:
«Bisogna capire come, in concreto, alcuni
funzioni precipue delle province verranno
articolate: il settore trasporti, ad esempio. Il
rischio, inutile nasconderlo, è l’eccessiva
centralizzazione e la conseguente desertificazione: noi dobbiamo fare di tutto per
evitarle». Per Franco Coppola, segretario
provinciale della Uil, «in Italia i livelli istituzionali sono sovrabbondanti: tutto l’apparato va semplificato ma non mi pare che
sia questa la soluzione. Secondo me, invece,
bisogna entrare nel merito delle questioni.
Non mi sta bene che venga presa di mira solo
un ente come la provincia, quasi a significare che tutti i mali siano riconducibili a
questo ente territoriale intermedio. Credo
che sia davvero importante semplificare ed
economizzare il sistema, ma ciò va fatto con
la logica». Altro tema caldo: le competenze
CGIL Manuela Taratufolo
della provincia, come saranno ripartite? «Il
quadro – riconosce Coppola - è ancora tutto
da definire. L’Effetto domino sul territorio?
Io credo e spero che non ci sarà. Penso, più
che altro, al taglio dei dipendenti che, così
come è strutturato, di per sé non mi dice
nulla. Se, però, viene fatto come misura massima e poi calato nelle varie realtà, potrebbe
anche non essere del tutto negativo». Il Paese, a giudizio di Coppola, avrebbe bisogno di
«razionalizzare, non di tagliare sic et simpliciter. Rispetto a questo c’è da fare un
discorso serio con un approccio che sia il più
onesto possibile andando a razionalizzare
tutte le situazioni fuori controllo, che ci sono». In ogni caso, la Uil ritiene che si stia
esagerando «nei tagli agli enti locali, divenuti ormai abnormi. Che vi sia bisogno di
accorpare, non v’è dubbio, ma non va dimenticato che i presidi sul territorio sono
quelli di prossimità per i cittadini e, dunque,
non bisogna penalizzarli oltre».
I PARLAMENTARI ANTEZZA E BUBBICO: «DUE PROVINCE SONO EQUILIBRATE PER LA BASILICATA». CHIURAZZI: «VEDIAMO IL DECRETO». ADDUCE: «NO ALLA MANNAIA»
«Difenderemo il nostro territorio»
Calia
«Meno burocrazia
per migliorare
il sistema Paese»
Latronico: «La revisione deve servire per combattere sprechi e inefficienze»
FILIPPO MELE
l MATERA. Provincia di Matera addio. Ma i parlamentari del Materano si
batteranno, pur comprendendo le ragioni della Spending review e del riassetto istituzionale, perchè essa rimanga in vita. Come auspicato anche dal
sindaco di Matera, Salvatore Adduce.
«Prima di esprimermi, però – ha dichiarato il sen. Cosimo Latronico
(Pdl) - occorrerà che mi legga tutti i
contenuti del Decreto. Una cosa è certa.
Abbiamo difeso e difenderemo una
presenza storica come quella della Provincia. Capiamo la logica del riassetto
istituzionale sul territorio dove troppi
enti hanno competenze che si sovrappongono. Ed in questo la crisi della
Provincia è evidente. E gli apparati
burocratici vanno snelliti poiché la
gente non ne può più di tasse. Occorrerà difendere i servizi per i cittadini e
non le articolazioni istituzionali. La
revisione deve servire per combattere
sprechi ed inefficienze». Come voterà
se il Decreto conterrà l’abolizione della
Provincia di Matera? «Sarò a favore –
ha risposto il senatore del Pdl - di un
Decreto che aiuti i cittadini ad alleggerire il costo dello Stato a loro carico».
Posizione di attesa, almeno nell’acquisizione di un testo definitivo, anche
quella del sen. Carlo Chiurazzi (Pd):
«Non anticipiamo i tempi. Vediamo il
Decreto. Per ora si tratta di voci ed il
premier Monti si è preso 10 giorni per
stilare i criteri di riferimento. Io, intanto, ho già condotto una serie di azioni nel Pd ed in Parlamento affinchè
ogni Regione abbia almeno due Province. Mi batterò perchè tra i criteri vi
sia anche questo. Sul come voterò ci
penserò quando sarà il momento. Per
ora lavoro alla difesa del mio territorio». «Giusto ridurre l’inefficienza
della spesa pubblica – ha aggiunto il
sen. Filippo Bubbico (Pd). Cosa, però,
che non si ottiene abolendo la Provincia di Matera. In una Regione vasta
come la nostra due Province sono la
soluzione giusta. Credo sia giusto abolire, allora, tutti gli enti intermedi, come le aree programma, e mantenere le
Province cui affidare la manutenzione
del territorio, la viabilità, la scuola, la
formazione professionale. Voterò come voterà il Pd». E nella preannunciata
battaglia si impegnerà anche la sen.
Maria Antezza (Pd): «Due province
sono equilibrate per la Basilicata considerata la sua orografia particolare.
Quando avremo il testo definitivo del
Decreto a disposizione, tuttavia, faremo le nostre valutazioni e ci adopereremo, se necessario, per emendarlo».
Come voterà se Matera nel Decreto sarà abolita? Secca la risposta della senatrice Pd: «Non mi fascio la testa prima di rompermel»”. Difesa ad oltranza
della Provincia anche da parte del sindaco di Matera, Salvatore Adduce (Pd):
«Non possiamo esser pregiudizialmente contrari alla Spending review che,
però, non può essere una sorta di mannaia. Io credo che dobbiamo farci bastare quel che abbiamo. Ma la Basilicata, con un territorio vastissimo ed
una popolazione sparsa, non può vedersi sopprimere la Provincia di Matera. E questo non per la storia o per
campanile ma per rispettare un equilibrio territoriale che si era creato tra
Potenza e Matera. Se il paesaggio qui è
stato preservato, poi, è stato anche perchè sul territorio hanno operato presidi come la Provincia».
.
IN CAMPO
Il senatore el Pdl, Cosimo
Latronico. I parlamentari pronti a tutelare la
Provincia di Matera
«L’abolizione delle province? Se è utile a risolvere i problemi della collettività, ben venga».
Saverio Calia, imprenditore del
mobile imbottito non ha dubbi:
inutile piangersi addosso, bisogna organizzarsi. «A noi – prosegue - non cambierebbe certo la
vita, anche perché in uno spirito
di solidarietà tutto ciò che può
essere fatto per il bene comune
va messo in atto». Con l’accorpamento della Provincia di Matera a Potenza potrebbe esserci
un effetto domino con la partenza di altri uffici. «Nell’era della
tecnologia non credo sia un problema: basta organizzarsi e tutto
si può fare. Sono convinto che
sburocratizzando si migliori
[p.miol.]
sempre di più».
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 08.07.2012
PAG. 12
Basilicata Mezzogiorno
Profilo del fondatore
delle Discepole di Gesù eucaristico
Mons.
Delle Nocche
diventa
venerabile
I
di NIKO MARCANTONIO *
l 10 maggio 2012 S.S. Benedetto XVI
ha autorizzato la Congregazione delle
Cause dei Santi ha promulgare, tra gli
altri, il “Decreto di venerabilità” sulle
virtù eroiche del servo di Dio Raffaello
Delle Nocche, vescovo di Tricarico e fondatore delle suore Discepole di Gesù Eucaristico.
Mons. Raffaello Delle Nocche, nato a Marano (Napoli) il 19 aprile 1877, fu vescovo
della diocesi di Tricarico dal 1922 al 23 novembre 1960, giorno del pio transito verso la
vita immortale.
Tra le molte virtù eroiche che hanno caratterizzato l'apostolato del venerabile Delle
Nocche, merita una menzione particolare
quella di aver fondato la Congregazione delle suore Discepole di Gesù Eucaristico.
L'attività della nuova famiglia religiosa
ebbe ufficialmente inizio il 4 ottobre 1923,
quando arrivarono a Tricarico due signorine da Napoli, Linda Machina e Silvia Di Somma. Le aspiranti religiose trovarono sede in
un antico Convento francescano in abbandono, che divenne poi la Casa Madre delle Discepole di Gesù Eucaristico. Linda, divenuta
madre Maria Machina (1884-1981), fu la
prima "Discepola" che da Calvizzano aderì al
messaggio eucaristico proposto da Mons.
Raffaello Delle Nocche e fu, per svariati anni, anche la prima superiora generale del
neo istituto di vita consacrata.
Era il 15 settembre 1924 quando, nella
chiesa del convento di Sant’Antonio a Tricarico, in provincia di Matera, ebbe luogo l'attesa cerimonia per la vestizione delle prime
Discepole di Gesù Eucaristico, il nuovo ordine religioso istituito da S.S. Pio XI. Considerata l'importanza delle evento, i giornali dell'epoca così commentarono la notizia: “ …fin
dalle 7 del mattino, la chiesa, sorridente nella candida semplicità della sua unica navata,
rigurgitava di folla, riverente e silenziosa,
composta di tutti i ceti sociali. Alle 8 Monsignor Delle Nocche entra dalla porta maggiore e subito dopo dallo stesso ingresso, s'avanzano le monacande, avvolte nella spumosa bianchezza di veli nuziali, che s'accorda col pallore estremo del viso, pensoso, all'ombra delle lunghe ciglia, al braccio delle
rispettive madrine ( Sig.re Giuseppina Ferri, Bettina Santoro, Rosina Ferri, Sig.ne Marietta Delle Nocche, Gigli e Venturini) e vanno ad inginocchiarsi presso l'altare maggiore. Il vescovo intona l'inno Veni Creator Spiritus; indi, con voce trepida di commozione,
chiede: “Figlie, che domandate?”. E le postulanti: “Una sola cosa ho domandato al Signore e questa io cercherò: che io possa abitare
nella sua casa e per tutti i giorni della mia vita a fine di vedere il gaudio del Signore, vivendo nell'adorazione del mio Sposo nella
S.S. Eucaristia e riparando alle offese che a
Lui si fanno. E perciò domando l'abito delle
Discepole di Gesù Eucaristico… Concluse le
varie fasi della vestizione… il Vescovo impartisce la benedizione, celebra la S. Messa
ed intona il Te Deum”.
Fu una grande festa per la piccola comunità tricaricese, oltre ad essere stata profondamente suggestiva sia per le otto fanciulle
che celebrarono le loro mistiche nozze con
Cristo e sia per il buon Pastore di anime
Mons. Delle Nocche. Il vescovo, infatti, grazie alla nuova congregazione religiosa femminile, regalò alla diocesi una ventata di vigorosa sorgente di spiritualità, fatta di amore zelante e di carità ardente.
Nella Lucania del Novecento si respirava
una grande aria di santità e di valori umani e
spirituali, che, tra gli altri, trovarono concretezza e testimonianza di vita nelle figure
eroiche del mantovano Augusto Bertazzoni,
vescovo di Potenza dal 1930 al 1966, il quale,
insieme a Raffaello Delle Nocche, entrambi
servi di Dio, operarono nella stessa epoca e,
con solerzia tutta evangelica, seppero guidare in modo considerevole il loro popolo
nella crescita della vita sociale cristiana. A
questi uomini “santi”, si aggiungono, solo
per citarne alcuni, le opere pastorali dell'arcivescovo di Matera Anselmo Pecci che resse
la diocesi per 37 anni, dal 1907 al 1944, di
don Vincenzo D'Elia che fu segretario del vescovo potentino, Ignazio Monterisi, quest'ultimo fratello del più noto Nicola, arcivescovo di Salerno, e poi parroco, per oltre 50
anni, della Parrocchia SS. Trinità di Potenza, di Mons. Peppino Spera, arcidiacono della cattedrale di Potenza, di mons. Angelo
Mazzarone, vicario della Diocesi di Tricarico
e fedelissimo del nostro vescovo Delle Nocche, Raffaele Pontrandolfi da Grassano, primo parroco francescano della Parrocchia di
San Michele di Potenza, don Giuseppe De Luca, uomo di profonda umanità e cultura,
mons. Giuseppe Vario, arcivescovo di Potenza, Marsico e Muro Lucano, don Francesco
Colucci, primo parroco di Sant’ Anna a Potenza, mons. Quaremba di Matera e i padri
Semeria e Minozzi, lucani per espressa volontà.
Raffaello Delle Nocche appartiene, dunque, a quel nutrito drappello di presuli dei
tempi nuovi, coraggiosi testimoni della fede. Egli seppe declinare il ministero episcopale alle problematiche del Mezzogiorno,
acuitesi nel primo e nel secondo dopoguerra, alleviare le piaghe dell'analfabetismo ed
annunciare la Parola di Dio; ebbe cura degli
emarginati della società ed attese alla formazione civica particolarmente dei giovani,
diede speranza ai rassegnati, salvaguardò
la pietà popolare e stimolò anche i credenti a
valorizzare la sofferenza ed a porsi al servizio dei poveri e dei bisognosi.
Feconda fu l'attività svolta dalle Discepole
nel primo ventennio (1923-1943), soprattutto in ambito didattico-educativo. A tal
proposito, meritano di essere ricordate, in
modo particolare, le sorelle suor Immacolata, suor Laura e suor Angelica, al secolo rispettivamente Olimpia, Giulia e Laura Parisi. L'intelligenza versatile, le qualità organizzative e la capacità di penetrare l'animo
dei giovani di queste “discepole” di Gesù Eucaristico, permisero di avviare a Tricarico
un importante attività scolastica, quella dell'Istituto Magistrale di cui, suor Immacolata, fu per 21 anni il primo dirigente scolastico.
Partendo da Tricarico, appunto, la giovane congregazione fondò complessivamente
33 case in Puglia, in Campania, nel Molise,
in Abruzzo, in Basilicata, in Piemonte e nel
Lazio, di cui 29 scuole materne con 2.350
bambini; 28 laboratori con 691 giovanette; 4
scuole elementari con 310 fanciulle; 10 doposcuole con 370 fanciulle; 208 fanciulle in
tre Istituti di ordine medio superiore, di cui
67 nella Scuola Magistrale legalmente riconosciuta di Boiano, nella Scuola Media Parificata di Manfredonia e 120 nelle Scuole Medie Parificate e dell'Istituto Magistrale Superiore di Santa Chiara in Tricarico, quest'ultimo frequentato anche dalla Serva di
Dio Maria Marchetta, prematuramente
scomparsa a soli 27 anni il 7 aprile 1966, proprio negli anni in cui la diocesi avviava il processo canonico/cognizionale circa la vita, le
virtù e la fama di santità del vescovo Delle
Nocche. Si aggiungevano anche due convitti femminili annessi alle scuole di Tricarico e
Boiano con 90 convittrici. Nell'insieme vi
erano 274 suore professe, novizie e postulanti. Attualmente, l'universalità del Carisma, ha spinto la congregazione a svolgere
questo prezioso servizio anche nelle terre di
missione quali l'Africa, l'America Latina e
l'Asia.
Le Discepole, invece, furono chiamate a
Potenza da mons. Augusto Bertazzoni e dal
sindaco del tempo, Emilio Colombo, il quale
stava facendo costruire una moderna Scuola Materna. All'inizio le suore abitarono nella casa abbandonata dalle Suore di Sant’Anna, affrontando molti disagi. La nuova Casa,
invece, di proprietà del Comune di Potenza,
fu inaugurata ufficialmente il 2 agosto
1952. Si avviò subito la scuola materna e si
aprì un pensionato per le studenti. La comunità si dedicò con alacre zelo alle opere di
apostolato e di carità e diventò subito un centro di vita eucaristica. Nel 2009 il fabbricato
è stato in parte ristrutturato, per accogliervi
una ludoteca e un asilo nido. L'attuale comunità, composta di 14 membri, si dedica con
profitto all'educazione dell'infanzia nella
scuola materna, cui recentemente si è aggiunta, con circa 70 bambini, la classe “primavera” e un asilo nido. La scuola paritaria
dell'infanzia, intitolata al grande statista
trentino Alcide De Gasperi, che attualmente
conta ben 150 alunni, è diretta, con competenza e dedizione, dalla salentina suor Licia
Marra, coadiuvata, nell'attività didattica,
dalle insegnanti religiose, suor Concilia e
suor Angela Pia, e dalle laiche Daniela Croce
e Silvia Tancredi. La scuola dispone di cinque aule, refettorio e cucina interna . C'è anche una palestra che funge, all'occorrenza,
anche da laboratorio per le attività praticomanuali, oltre ad uno spazio verde esterno,
attrezzato con diversi giochi per il benessere
psico-fisico dei bambini.
Speriamo che il “profumo” di santità del
loro fondatore, il venerabile Raffaello Delle
Nocche, continui ad inebriare ed illuminare
la vita, il pensiero e l'opera meritoria di queste umili ed importanti “operaie nella vigna
del Signore”, affinchè il loro sforzo educativo sia sempre più attento e generoso e l'umanità sia sempre più ricca di credenti semplici
e saggi, che sappiano guardare oltre e dentro l'intelligenza e il cuore delle persone, ricordando il passo biblico del libro del Siracide (6,26) “Se incontri una persona saggia, va
presto da lei, il tuo piede consumi i gradini
della sua porta.”
Ad majora, semper.
*cultore di Storia Patria
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Domenica 8 luglio 2012
Estratto da: La Nuova del Sud - 08.07.2012
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_Matera e Provincia • Alta Murgia_
MATERA - Oggi per festeggiare l’ottava festa in onore della santa patrona di
Matera, la Madonna della
Bruna, al termine delle
funzioni religiose e prima
dello spettacolo pirotecnico, la soprintendenza per
i beni storici artistici ed etnoatropologici della Basilicata e il Comune di Matera inaugurano alle 21,30
nella Chiesa del Carmine
di Palazzo Lanfranchi,
una grande mostra di
“cartapeste strappate” dai
Carri trionfali dedicati alla Madonna della Bruna,
tra le quali spiccano anche
alcune statue che decoravano il Carro di quest’anno. La mostra, curata e realizzata dalla soprintendenza e promossa insieme
al Comune a partire da
un’idea del consigliere Rubino e in ricordo di Pasquale Lamacchia, uno dei cavalieri della Bruna, è resa
possibile dalla disponibilità di tanti cittadini materani che hanno deciso di
esporre nel Museo di Palazzo Lanfranchi i loro preziosi trofei, statue e frammenti degli apparati decorativi delle grandi macchine
“barocche”, per condividerli con la comunità in uno
straordinario sentimento
di partecipazione corale
che è quello che da più di
300 anni caratterizza la festa del 2 luglio: la giornata più lunga dell’anno che
si conclude con il momento più travolgente e catartico, lo strappo del Carro.
Così Franco Palumbo, cuo-
Basilicata Mezzogiorno
Domenica 8 luglio 2012
Da oggi e fino al 31 luglio le cartapeste strappate del carro della Bruna
I preziosi trofei esposti
a Palazzo Lanfranchi
29
re autentico della tradizione materana, a lungo presidente del Comitato dei festeggiamenti, descriveva
questo momento speciale:
“… Ecco il primo salto seguito da tanti altri, il Carro è preso: la festa vive il
suo momento culminante.
La Madonna di cartapesta
inginocchiata è stata presa, l’Angelo ha perso il
braccio, nel gesto dell’annunciare. Le colombe hanno preso il volo guidate dal
gesticolare di chi le ha
strappate. A gruppi gli assalitori si difendono per
non farsi prendere il pezzo staccato. Le fiancate non
esistono più, sono state ridotte a piccoli pezzi”. Di generazione in generazione
gli artigiani materani, gli
Epifania, i Nicoletti, i Pentasuglia e oggi i giovani
Daddiego, sulla falsariga
degli artisti del ’700 e
dell’800 (dai D’Antona ai
Bonamassa ai Coversi) si
tramandano il sapere tradizionale della cartapesta
con la quale realizzano il
la grande macchina rituale della festa patronale della Madonna della Bruna
che dal 1700 ogni anno viene smembrata al centro della città.
Una straordinaria manualità, un campionario di
motivi e soggetti, un patrimonio inesauribile e allo
stesso tempo riconoscibile di elementi e simboli che
si riversano e rendono
unico il Carro. La mostra
è aperta fino al 31 luglio
con ingresso libero.
Il “Premio Heraclea” assegnato a personaggi lucani meritevoli
Magna Grecia, si celebrano 33 km
di costa e duemila anni di storia
POLICORO - Suggestio- collaborazione con “Quani, storia, suoni, colori drum – Promozione e
di una terra millenaria Sviluppo” di Matera. La
da vivere nel corso del- conferenza stampa di
l’evento del “Premio He- presentazione della ma- la costa jonica lucana,
raclea – “Trentatre chi- nifestazione avrà luogo lunga 33 chilometri da
lometri di costa e duemi- martedì 10 luglio alle Metaponto a Nova Siri
la anni di storia” che 11,30 presso “Terrazza
avrà luogo il 2 agosto, dell’Annunziata Caffè”,
alle 21 a Policoro, citta- in piazza Vittorio Venedina che conserva intat- to a Matera. Interverranno il presito il fascino
della Ma- I riconoscimenti dente della
Provincia
gna Grecia.
consegnati
Franco
Il Premio si
prefigge di durante un Gran Stella, il
sindaco di
dare il giuGalà il 2 agosto Policoro
sto riconoRocco Leoscimento a
MATERA - Nell’ambito locali e nazionali e duranpersonaggi della Basili- ne, gli assessori al bilandelle attività legate alle at- te le proiezioni cinematocata, che si sono distin- cio Massimiliano Scarcia
tività di sensibilizzazione grafiche compreso il Parti per operato e profes- e al Turismo, Sport e
e conoscenza del territo- coMurgia Film.
sionalità in vari settori, Spettacolo Massimiliano
6 brevissimi spot della
rio, iniziate con la sommianche oltre i confini re- Padula del Comune di
nistrazione alla comuni- durata di 30 secondi reagionali. I riconoscimen- Policoro, l’assessore altà locale di questionari lizzati dal regista Antonio
ti saranno consegnati la Cultura e al Turismo
sull’”uso” corretto del Andrisani che si è avvaldurante un Gran Galà, del Comune di Matera
Parco, verrà presentato so della partecipazione di
che contribuirà alla pro- Cornelio Bergantino,
domani alle 10 nella sede giovanissimi e anziani
mozione del territorio e Mario Garrambone,
del Parco della Murgia attori locali, che hanno coad emozionare il pubbli- ideatore e autore del
Materana, via Sette Dolo- me obiettivo la riduzione
co. L’evento, nato da progetto, Tiziana Federi, 10 – Matera la campa- del divario tra l’uso delle
un’idea di Mario Carlo le, presidente dell’assogna legata all’uso delle tec- nuove tecnologie e la na- Gli spot video saranno trasmessi sui network locali e
Garrambone e presenta- ciazione “I colori dell’aninologie naturali. Una se- tura. I 6 spot saranno pre- nazionali e durante le proiezioni cinematografiche
to dall’associazione cul- ma”, e l’amministratore
rie di spot video che saran- sentati lunedì nel corso compreso il ParcoMurgia Film.
turale “I Colori dell’Ani- di Quadrum Franco Brano trasmessi sui network della conferenza stampa.
ma”, è organizzato in ia.
Gli spot di Andrisani per
l’uso di tecnologie naturali
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 07.07.2012
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Basilicata Mezzogiorno
II I BASILICATA PRIMO PIANO
Sabato 7 luglio 2012
TRAFFICO DI RIFIUTI
LA FILIERA DEI VESTITI SMESSI
Il materiale raccolto grazie al porta a porta
ai cassonetti gialli riveduto, senza
BASILICATA SOTTO OSSERVAZIONE ed
essere lavato, ad ambulanti anche esteri
Donati per i poveri
venduti nei mercatini
Scoperto il ricco giro d’affari degli abiti usati. Indagati in 57
Inchiesta della
Direzione distrettuale
antimafia e del Corpo
forestale dello Stato
ANTONELLA INCISO
l Lo «specchietto per le allodole» era la carità. La possibilità di aiutare i poveri ed i
bisognosi. Peccato che gli indumenti e le scarpe donate,
invece, venivano regolarmente
venduti sui mercati italiani ed
esteri. Con un giro d’affari
complessivo di diversi milioni
di euro.
L’ultima frontiera della criminalità passa anche dalla raccolta degli abiti smessi. Un altro modo di fare soldi messo a
frutto da un gruppo di pugliesi
e campani che si erano dedicati
proprio alla raccolta ed alla
successiva rivendita di indumenti usati.
A scoprirli il Corpo forestale
dello Stato di Potenza che, per
più di un anno, ha attentamente monitorato il fenomeno
e un’inchiesta della Direzione
distrettuale antimafia di Potenza che ha portato al sequestro
di 18 automezzi utilizzati per il
trasporto di indumenti usati
non igienizzati ed alla notifica
di un avviso di conclusione indagini nei confronti di 57 persone. Vari i reati che sono stati
contestati e che vanno dall’associazione per delinquere al
concorso in gestione illecita
dei rifiuti. In particolare, a rispondere di associazione per
delinquere finalizzata alla realizzazione di attività organizzate per il traffico illecito di
rifiuti, al falso e alla truffa sono
15 persone residenti in Puglia,
Basilicata e Abruzzo. Al vertice
dell’organizzazione
cinque
persone: Antonio Capillo di
Foggia, Guerino Modesto di
Bari, Luigi Di Costanzo di Foggia, Luciano Varrese di Potenza e Giovanni Tullio di Teramo.
Cinque uomini che raccoglievano abiti usati donati per i
poveri e li rivendevano, guadagnandoci sopra non poco. Un
nuovo business, dunque, un
nuovo modo di guadagnare
sfruttando la buona fede delle
persone, scoperto ed illustrato
nel corso di una conferenza
stampa tenuta dal pubblico ministero Laura Triassi, dal comandante regionale del Corpo
forestale dello Stato, Francesco
Curci e dal comandante provinciale Angelo Vita.
Calabria, Basilicata, Puglia
ed Abruzzo i territorio dove la
gang agiva. Ma non solo, perchè parte degli abiti raccolti
venivano rivenduti anche
all’estero, in Albania e Nordafrica soprattutto. Semplice
ed efficace, ovviamente, il meccanismo illecito. Attraverso
manifesti e locandine affisse
davanti ai portoni la raccolta di
abiti veniva pubblicizzata, facendo credere agli ignari cittadini di provvedere ad aiuti
umanitari. Gli indumenti, poi,
venivano raccolti porta a porta
o attraverso i cassonetti gialli
sistemati in diversi comuni
(tredici quelli lucani).
Una volta presi, venivano
smistati, scelti e caricati su
alcuni camion che arrivano a
Foggia dove Guarino li rivendeva a grossisti italiani o a
ditte di import export, senza
che si provvedesse ad alcuna
igienizzazione. Con tutto quello che questo comporta sul
fronte dei rischi per la salute
umana. A quel punto il gruppo
provvedeva a destinare i vestiti
ai diversi mercati, italiani e
non. L’esportazione, inoltre,
avveniva con falsificazione dei
documenti da presentare in dogana, in modo tale che, al momento dell’imbarco, gli indumenti risultassero «puliti». Così, tra un artifizio e l’altro, chili
e chili di vestiti sono finiti sulle
bancarelle degli ambulanti italiani che li vendevano a pochi
euro, o sui mercati esteri, albanesi e africani, dove invece, i
prezzi erano un pò più consistenti.
Altro che abiti destinati ai
poveri, quindi. In questo modo
la gang riusciva ad avere un
giro d’affari di diversi milioni
di euro. Almeno quello ufficiale, perchè gli inquirenti ritengono che vi sia anche un
notevole giro di soldi ottenuti a
nero. Almeno un 50 per cento
dell’attività. Insomma, un meccanismo ben articolato per
un’inchiesta che potrebbe riservare altre interessanti «sorprese»
IL PARTICOLARE
Indagavano sui rifiuti
trovano gli abiti, inchiesta
nata da un’ intercettazione
Un caso. Un puro caso. Come quelli che capitano di tanto in tanto. Un parola di troppo, una mezza
frase e così gli investigatori del Corpo forestale dello
Stato che ascoltavano quella telefonata si sono resi
conto che la loro inchiesta sul traffico di rifiuti poteva avere un inaspettato risvolto: quello degli abiti
donati per motivi benefici e destinati, invece, ad essere rivenduti. L’inchiesta «Panni sporchi» è nata così. Da un’intercettazione effettuata nell’ambito di
un’altra indagine sempre sul traffico dei rifiuti condotta dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo.
Partendo da quello gli investigatori sono partiti e per
la prima volta, nel corso di un’inchiesta in materia,
sono stati collegati gli inganni nei confronti di chi ritiene di compiere un’azione umanitaria e la normativa sulla gestione illecita di rifiuti. «È un’operazione
importante per i risultati a cui è pervenuta e perchè
siamo andati ad interessare la normativa sui rifiuti precisa il colonnello Curci, comandante regionale
del Corpo forestale dello Stato - È la dimostrazione
che il Corpo forestale dello Stato è in prima linea nel
contrasto ai reati in materia ambientale». Ad evidenziare che l’operazione sia stata fatta su larga scala e
riguardi tutto il territorio nazionale è stato il procuratore facente funzioni, Laura Triassi. «È stato un lavoro effettuato su scala nazionale - aggiunge il magistrato - Un lavoro che ha evidenziato il business degli indumenti usati, messi in circolo senza la procedura di sanificazione, senza il rispetto della normativa sulla salute pubblica con grande pericolo per la
salute pubblica». Già, la salute pubblica, il rischio di
contrarre malattie. Un problema concreto, un problema serissimo evidenziato anche dal comandante
provinciale del Cfs, colonnello Vita che ha parlato
«di rischio di malattie della pelle». Aggiungendo,
poi, che: «nella provincia di Potenza l’attività di controllo, di verifica e di repressione - dice Vita - è particolarmente impegnativa per la simultanea presenza
sul territorio di luoghi a notevole valenza ambientale
e di siti a notevole rischio di inquinamento».
[a.i.]
IL MERCATINO
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 07.07.2012
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Basilicata Mezzogiorno
6 Primo piano
Sabato 7 luglio 2012
Presidi di giustizia
Sabato 7 luglio 2
NEGLI SCATTI DI ALESSANDRO ZENTI I DIVERSI
MOMENTI CHE HANNO SCANDITO LA GIORNATA DI IERI
Da Roma arriva la doccia fredda
Il tribunale è ufficialmente soppresso
La battaglia
continua
DI VITTORIO LAVIANO
MELFI - Hanno discusso fino a tarda sera. Hanno parlato, gridato e qualcuno ha usato parole forti. Per tutti,
politici, avvocati e semplici cittadini: «La battaglia per
il tribunale continua». Non è escluso che già dalle prossime ore ci possano essere sviluppi sulla vicenda. Si è
concluso così il lungo giorno di Melfi iniziato con l’ufficialità della sopA POTENZA
pressione da parte del ministro e
continuato con l’occupazione del
tribunale. Fin dal mattino 8 avvocaI sindaci
ti- tuttedonne- hannomanifestano
davanti il palazzo di giustizia di
incontrano
Melfi il proprio dissenso all'ipotesi
di soppressione perché: «la nostra è
Bersani
una lotta per difendere il nostro futuro - spiega la giovane giurista,
SI SONO ritrovati di
Mariella Iorio - ed anche se sono
buon mattino. Diversi
iscritta da poco a questo ordine mi
sindaci dell’area del
sento in dovere di difendere il tribuVulture Melfese, qualnale». Davanti il tribunale di piazza
che avvocato, tra cui il
Federico II le otto donne coraggiose
presidente del foro di
sono incatenate ad una panca e con
Melfi, Di Ciommo,
hanno voluto incontra- un nastro nero sul braccio perché in
questo foro ci si sente derubati e prere il segretario del Pd,
si in giro dal momento che la chiuPierluigi Bersani. Gli
hanno esposto i motivi sura del tribunale: «ci spoglia del
nostro futuro - commenta la pratitecnico-giuridici per
cante, Lucia Simonetti - ed è un fatto
cui il nosocomio melfiinammissibile». Ci sono anche giutano deve rimanere in
riste madri: «infatti sono qui prima
vita e soprattutto hanancora che da avvocato - aggiunge
no elencato i motivi
la giurista,Angela D'Angelo- inveche li portano a proteste di cittadina e genitore di tre figli.
stare. Bersani ha
ascoltato con molto in- Probabilmente non tutti hanno
teresse le rimostranze compreso la gravità di questa soppressione che rappresenta uno
e alla fine ha sostenuscippoper tuttoilterritorio delVulto che ci siano delle
ture melfese alto Bradano». Si nu«ottime ragioni» per
trono ancora speranza : «ed è per
cui il tribunale non dequesto che continuiamo nella prove essere soppresso.
testa che potrebbe avere anche nuove forme - commenta l'avvocato,
Ameriga Petrucci - dal momento che l'oggettività dei
criteri elaborati è stata evidentemente messa in crisi
da una serie di pressioni ed interventi politici che vanno in direzione opposta di quella sbandierata nella
spending review». Si chiama in causa il Presidente dellaRepubblica perché:«chi havolutoil governotecnico
- ammonisce la giurista, Maria Rita Di Ciommo - è stato
proprio Giorgio Napolitano che però ha dato dimostrazione chiara di essere null'altro che un politico.
Eravamo salvi ma è bastata la semplice lettera di Pittella, che esordiva con Caro Giorgio, per far cambiare le
prerogative della legge delega. Ora mi rivolgo al Presi-
|
dente. Non sono nessuno per chiamarlo caro Giorgio
ma dico che Napolitano dovrebbe mettersi la mano sulla coscienza e rendersi conto di come sia riuscito a cominciare lo smembramento di un territorio». Il caldo e
le ventiquattro ore di protesta con catene alle braccia
non hanno stancato le donne professioniste di Melfi
che chiedono un incontro al governatore regionale:
«per un confronto che sia pacifico e chiarificatore - conclude l'avvocato Anna Sara Torre - oltre che libero e leale. Ci ha detto in sala conciliare di sentirsi superiore a
Pittella. De Filippo venga a Melfi da una popolazione
che lo ha votato nonostante abiti a trecento chilometri
dal suo territorio naturale. Chiediamo un nuovo confronto affinché chi lo ha votato in passato possa decidere in futuro se continuare a farlo oppure no». Il decreto
legislativo con la soppressione del tribunale di Melfi è
stato formato dal ministro, Paola Severino. Ora verrà
inviato alla commissione giustizia di Camera e Senato,
quindi al Csm ed la Consiglio di stato. Entro la metà del
prossimo mese di settembre è prevista l'approvazione
in parlamento del decreto che diverrà Legge. La sensazione è che fino almeno fino al prossimo autunno a Melfila protestadegli avvocati,finoramolto alfemminile,
monterà ulteriormente.
|
IL FILM
Melfi, affollata assemblea fino a tarda sera
In mattinata occupazione pacifica della struttura
IMBAVAGLIATE E INCATENATE
GLI SLOGAN
PRIMA ancora che ci fosse l’ufficialità della soppressione, alcuni avvocati - tutte donne - si erano incatenate e imbavagliate. Una presa di posizione forte per sostenere l’essenzialità del presidio di giustizia
NON SONOmanc
aggiunta anche qu
addirittura le dimis
LA RIFLESSIONE
|
Melfi senza Santi in Paradiso
DI FRANCO CACCIATORE
MELFI senza santi in paradiso. È
questo l'unica plausibile spiegazione alla decisione della soppressione
del Tribunale di Melfi, l'unico nella
Basilicata. Alla sua lunga gloriosa
storia di 150 anni di vita, è da aggiungere essere questo Tribunale
terzo nella regione dopo quello dei
capoluoghi per numero di magistrati, avvocati e cause pendenti e sopravvenenti, l'essere Melfi ugualmente terza città della Basilicata per
popolazione e centro di grande rilievo storico (luogo di emanazione delle
Costituzioni di Federico II), essere
ubicato in un'area industriale fiore
all'occhiello della regione, nella qua-
le è allocato stabilimento Fiat, fra i
più moderni del mondo. Ma questo
Tribunale è soprattutto un importante presidio a difesa della legalità
in un territorio a crescendo rischio
criminalità, stretto com'è nella morsa di due regioni ad alto tasso di malavita: Puglia e Campania. E la soppressione è per questo ancor più inspiegabile. L'Associazione Nazionale Magistrati ammonisce: “Bisogna
stare attenti a non eliminare i presidi
di legalità nei territori dove c'è una
forte criminalità”. La soppressione
del Tribunale di Melfi condanna l'area melfese a subire per intero l'accerchiamento malavitoso delle regioni vicine. Ma la forte miopia di alcuni che credono ad una depaupera-
MA I PARLAMENTARI DEL PDL PROMETTONO BATTAGLIA
|
E Valvano punta il dito contro Guido Viceconte»
MELFI - A muso duro. Il primo cittadino di
Melfi, Livio Valvano, replica alle dichiarazioni del senatore Viceconte definendole
«inaccettabili e scomposte». «Mi permetto
di invitare il senatore Viceconte ad un approfondimento e soprattutto a fare ciò che
afferma - continua Valvano - cioè farsi garantedella coesionedell’intera RegioneBasilicata, anziché limitarsi adandare fiero di
una presunta capacità di “lucanizzazione
della Campania”. Il punto che il Senatore Viceconte non vuole cogliere non è la sopravvivenza del Tribunale di Lagonegro, di cui
siamo contenti comunque. Il punto è come
si arriva ad una decisione, con quali criteri,
con quale livello di discrezionalità». «Quando ad una comunità si chiede di sopportare
un sacrificio è fondamentale coinvolgerla e
|
spiegargli il perché. Se non si è in grado di
farlo e fino a questo momento nessuno è stato in grado di farlo, la scelta si qualifica come arbitraria, prepotente, figlia appunto
della presunta capacità di lucanizzare ovvero “lagonegrizzare” un territorio a discapito di un altro». «Il disappunto che esprimo
per Melfi, ma che provano anche gli altri comuni dell’area nord, si riferisce proprio
all’incapacità dimostrata di affrontare una
situazione delicatissima, nei tempi giusti,
utilizzando criteri condivisi, limitandosi a
giocare allo scarica barile o a fare necrologi
a morte avvenuta». Meglio sarebbe stato discutere per tempo, motivare e coinvolgere.
Perché non lo si è voluto fare? Perché l’On.le
Viceconte, già sottosegretariodella Repubblica non se ne è fatto promotore per tempo?
E’lecito pensare che forse,alla luce della relazione ministeriale Birritteri, non saremmo giunti allo stesso risultato? E’ lecito almeno sospettarlo? Forse il pensiero è eccessivamente malevolo, ma l’On.le Viceconte
con la sua scomposta rappresaglia ci autorizza a far peccato». Il Pdl, in un documento
firmato da Taddei, Latronico e lo stesso Viceconte dichiara che: «La decisione del Governo non ha in nessun modo tenuto conto
dei nostri rilievi e pertanto la riteniamo ingiusta e insensata. La Basilicata per la sua
morfologia del territorio non può essere paragonata alle altre regioni e quindi riteniamo la scelta ancora più ingiusta perché provocherà notevoli disagi ai cittadini. Non ci
rassegniamo e avvieremo sulla questione
un serrato confronto con il Governo».
mento circoscritto solo all'area colpita dal provvedimento porterà come
logica conseguenza ad un danno che
si rifletterà sull'intera regione.
Purtroppo sopravvive ancora la logica del particolare e non del generale, che porta a non comprendere che
la sottrazione di servizi, di istituzioni e così via in un'area si riflette sulla
regione tutta.
Così sarà con la soppressione del
Tribunale di Melfi Sicuramente il vitale territorio Melfese, privato di tale
presidio a difesa della legalità, vedrà
sminuire la difesa del territorio e del
cittadino e diverrà sempre più facile
preda della malavita che lo circonda
e che si estenderà senza argine nell'intera Basilicata.
DI LASCIO ESULTA DA FACEBOOK
«Lagonegro salvo? Un grazie
al segretario regionale del Pdl»
E’ UNA dichiarazione che farà discutere. Vito Di Lascio da
Facebook elogia Viceconte, artefice della salvezza del tribunale di Lagonegro. Ecco il testo del messaggio: «Il tribunale di Lagonegro è ufficialmente salvo e il tribunale di Sala
Consilina sarà accorpato a quello di Lagonegro. Esprimo
viva soddisfazione per l'ottimo lavoro svolto dal sen. Guido
Viceconte, segretario regionale del Pdl di Basilicata, costantemente "sensibilizzato" sul tema da Mariano Pici e dal
sottoscritto in nome e per conto del Pdl dell'area Lagonegrese-Senisese-Val d'agri. Ricordo che tale risultato è il
frutto del lavoro di studio eseguito da una commissione tecnica nominata dall'allora Ministro della Giustizia, Nitto Palma (Pdl), con cui il sen. Viceconte ha intrattenuto proficue
relazioni politiche». La dichiarazione di Di Lascio non è certo contro il tribunale di Melfi, ma certamente non farà piacere ai melfitani che vedono proprio in Viceconte uno degli artefici della soppressione del palazzo di giustizia della città di
Federico II.
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Estratto da: La Nuova del Sud - 07.07.2012
PAG. 16
_Potenza e Provincia_
Basilicata Mezzogiorno
Sabato 7 luglio 2012
19
Il sindaco De Maria: ipotesi da terzo mondo. Gli uffici erano già oberati di lavoro. Tagli anche a Lauria e Maratea
“Senza Poste frazioni uccise”
Spariscono 16 uffici e 19 sportelli apriranno a giorni alterni. Insorgono Agromonte Magnano e Mileo
LATRONICO - Poste Italiane ha già deciso. In
Basilicata chiuderanno
i battenti ben 16 uffici
postali. Senza contare i
19 sportelli che apriranno a giorni alterni. L’incontro tra sindacati e
rappresentanti di Poste
Italiane Spa ha sancito
che sarà alto il prezzo pagato dalla nostra regione a causa della crisi della più grande azienda di
servizi italiana. Uno dei
primi ad indignarsi a
queste latitudini è stato
il sindaco di Latronico
Fausto De Maria. Nel popoloso comune dell’area
sud sono infatti previsti
lucchetti davanti agli
uffici postali delle frazioni di Agromonte Magnano e Agromonte Mileo.
Si tratta di contrade
densamente abitate rispetto agli standard regionali e abbastanza distanti dal centro del
paese. Agromonte Magnano dista ben 11 Km
da Latronico centro e
conta ben 1067 abitanti
mentre Mileo fa 770 abitanti ed è lontano 7 km
dal paese. In pratica i
due Agromonte sono
frazioni che hanno una
popolazione pari a quella di tanti piccoli comuni lucani. De Maria stigmatizza “è una decisione presa dall’alto senza
la minima conoscenza
delle peculiarità del nostro territorio”. Il sindaco affida la sua protesta
ad un comunicato diffuso anche su facebook. A
causa di “questa sciagurata ipotesi le popolazioni di due grandi frazioni si troverebbero a vivere nelle condizioni neanche più da terzo mondo”.
C’è poi il problema degli
anziani che sono una
parte considerevole della popolazione in questi
centri. -“ Gli Uffici postali assolvono un servizio
pubblico senza il quale le
popolazioni sono abbandonate a se stesse, per
non parlare poi delle difficoltà che incontrerebbero i cittadini più anziani” dice De Maria. A Latronico sono decisi e la
gente, a detta del Sindaco, ”porrà in essere tutte quelle azioni di lotta
che la legge consente,
per mantenere l’apertura dei due uffici sia
quello di Magnano che
di Mileo, uffici già di per
sè oberati di lavoro per
le lunghe file che si sono intraviste nel passato”. Il Comune inoltre si
riserva di porre in essere tutte le iniziative ne-
Comuni dove è prevista la chiusura delle Poste
Calle di Tricarico
Borgo Macchia
di Ferrandina
Acquafredda di Maratea
Avigliano Scalo
di Potenza
Agromonte
di Latronico
Baragiano
Dragonetti di Filiano
Magnano di Latronico
Marsicovetere
Mezzana
di S. Severino Lucano
Possidente
di Avigliano
San Cataldo di Bella
Sant’Antonio Casalini
di Bella
Sant’Ilario di Atella
Sterpito di Filiano
Gaudiano di Lavello
San Nicola di Melfi
Uffici sottoposti a razionalizzazione
Sopra lo
sportello di
Agromonte
Magnano, a
sinistra
quello di
Agromonte
Mileo,
frazioni di
Latronico
cessarie per impedire
la chiusura degli uffici“coinvolgendo tutte le
Istituzioni a partire dalla Regione, Prefettura,
Provincia,Anci ecc.”.
Nell’area sud della Basilicata è prevista la chiusura degli sportelli di
Maratea (Acquafred-
Cirigliano
Calvera
Guardia Perticara
San Paolo Albanese
Teana
San Costantino
di Rivello
Missanello
Armento
Campomaggiore
Carbone
Castelgrande
Castelluccio Sup.
Castelmezzano
Cersosimo
Cogliandrino di Lauria
Maratea
Porto di Maratea
Monticchio Bagni
di Rionero
Pergola di Marsico N.
Scalera di Filiano
Seluci di Lauria
Trivigno
da),Marsicovetere e San
Severino Lucano (Mezzana).Vero bagno di sangue invece per le aperture a giorni alterni. Tra
gli altri dovranno essere a “mezzo servizio” due
sportelli nel comune di
Lauria (uno dei centri
più grandi di tutta la Re-
gione ndr) e l’ufficio del
Porto di Maratea con disagi anche per i turisti
che affollano la perla del
Tirreno. (D.D.S.)
A S. Angelo L.F.
tobus che li preleverà mercoledi mattina all’aeroporto di Fiumicino, e li porterà al largo Santa Maria
in Sant’Angelo Le Fratte
alle 20 circa.
Ad accoglierli, accompagnati dal presidente dell’associazione Giuseppe Mastroberti e rappresentanti delle famiglie, troveranno le famiglie che li ospiteranno, per poi proseguire alla volta delle residenze delle famiglie ospitanti, iniziando così una vacanza terapeutica - salutare che permetterà loro una
qualità di vita migliore e
contribuirà anche allo
scambio culturale con il
nostro Paese. Nel mese di
soggiorno in Basilicata i
minori saranno visitati dalla dott.ssa Polani dell’Asl
n.2, per accertare lo stato
di salute e se necessario avviati ad accertamenti e cure specialistiche, e partecipare a manifestazioni organizzate dagli Enti locali e da altre associazioni.
Il programma prevede
il saluto di benvenuto e festa della Solidarietà a Sant’Angelo Le Fratte sabato
sera. Dal 28 luglio soggiorno di 10 giorni al mare,
ospiti del Comune di Scario (Sa) e della Protezione
Civile.
“Diffondere lo strumento nei comuni”
“Sul Forum dialettica
dietrologa e populistica”
Summa (Anci Giovane): ridefinire criteri
In arrivo 20
bambini
bielorussi
AVIGLIANO - Ritorna
sulla questione del Forum
dei Giovani, Angelo Summa giovane consigliere comunale ad Avigliano e coordinatore Anci Giovane
Basilicata con un’ulteriore riflessione dopo l’apertura del bando previsto
dalla giunta regionale il
mese scorso. “Ritengo
che l’assessore alla formazione Viti abbia fatto un
grande sforzo di attenzione e di apertura nel rinviare la scadenza del bando del Forum dei Giovani” sostiene Summa “Le richieste condite da preoccupazioni precedentemente espresse – afferma
Summa- erano estremamente concrete provando
a leggere tra le maglie della nostra società e interpretando le ansie di una
generazione. La richiesta
di apertura del forum
dei giovani ad un pezzo di
mondo giovanile che non
era espresso e rappresentato, non pensavo scatenasse tutta questa dialet-
S. ANGELO L.F. - Anche
quest’anno, 20 bambini
provenienti dalla Bielorussia, grazie all’impegno
dell’Associazione di volontariato “Insieme nella
Solidarietà” di S. Angelo
le Fratte e di Potenza e alla disponibilità concreta
dei sostenitori dell’iniziativa (famiglie Lucane, Amministrazioni comunali
di Sant’Angelo Le fratte,
Castelmezzano e Scario
(Sa) e l’Associazione Cronoscaut di Grumento Nova, trascorreranno 40
giorni di soggiorno terapeutico nella nostra regione. L’iniziativa di solidarietà, giunta all’ottava edizione, permetterà a bambini,
tra i sette e i quattordici anni, che vivono per il resto
dell’anno nelle zone colpite dalle radiazioni dell’esplosione della centrale
nucleare di Chernobyl, di
ottenere dei benefici di una
parziale decontaminazione. Il gruppo dei bambini
giungerà a Sant’Angelo le
Fratte, a bordo di un au-
Summa (Anci Giovane)
tica condita di populismo e di dietrologia”. Secondo Summa l’assenza
nell’organo giovanile delle consulte provinciali
degli studenti, di rappresentanti dell’Anci Giovane e la richiesta di ridefinire criteri anagrafici e di
ampliare la partecipazione ad uno strumento che
il giovane esponente Pd ritiene valido, erano alcune
delle riflessioni fatte per
ridefinire criteri e metodi nuovi.“Sono convinto
che il forum possa essere
rafforzato se davvero intercetterà le esigenze dei
giovani lucani diffondendo innanzitutto i forum
nei comuni”.
Il libro “Trivelle d’Italia” a Filiano
FILIANO - I petrolieri scelgono così tanto l’Italia perché la legislazione è molto permissiva,
i signori del petrolio sono incentivati a proporre estrazioni dappertutto in quanto rispetto a qualsiasi altra nazione del mondo le royalties sono qui bassissime e le “percentuali
di compensazione” non sono affatto commisurate ai danni prodotti. Questo il concetto di fondo della pubblicazione “Trivelle d’Italia” che viene presentata sabato 14 luglio alle 21, in piazza SS. Rosario a Filiano.
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