Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it Quotidiano Regione Basilicata Anno 2 Numero 132 del 09/07/2012 Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli. Redazione: G. Fiorellini, G. Mafaro, N. Nicoletti Tel. 0971.668145 Fax 0971.668155 Salute Il presidente De Filippo intervistato da Sky Tg24 Pomeriggio Potenziati i 118 L’Estate sicura in Basilicata Il piano di interventi per far fronte ai flussi turistici estivi prevede maggiori servizi ambulatoriali con turni e orari prolungati Stop alle cesoie sì al buon senso “Spending review non significa tagliare ma individuare gli sprechi e intervenire su quelli” Un numero maggiore di operatori sanitari e prestazioni ambulatoriali, con turni e orari prolungati per fronteggiare malori e problemi di salute delle persone che frequenteranno le coste lucane. Queste alcune delle iniziative presenti nel piano d’intervento “Estate sicura” in Basilicata. A PAG 3 Nicoletti, l’assessore Viti sull’accordo Salotti, possibile rilanciare il settore Intesa sugli ammortizzatori A PAG. 2 Il Po Val D’Agri a Metaponto Sulla sanità: “Se va in disavanzo si crea un terremoto finanziario che ha effetti negativi sui cittadini”. Un secco no all’abolizione della Provincia di Matera e alla cancellazione di un tribunale Presentato il progetto ‘Valore Natura’ realizzato in collaborazione con il Wwf che coinvolge 56 aziende del territorio Le tante attività del PO Val D’Agri sono state illustrate nella conferenza stampa organizzata nell’ambito dell’iniziativa ‘comunicamente Basilicata’, nata per avvicinare i diversi livelli della PA e i soggetti privati. Il presidente della Regione Basilicata si rivolge al governo e chiede una spending review che sia eliminazione di sprechi e non taglio indiscriminato. Lo fa ai microfoni della trasmissione Sky Tg24 Pomeriggio, di cui è stato ospite. De Filippo parla di sanità (“Ci saremmo aspettati tagli non lineari ma mirati. In questo modo, tutte le Regioni, anche le più virtuose vanno in disavanzo, e quando la sanità va in disavanzo si crea un terremoto finanziario che ha effetti negativi sui cittadini”), poi di enti locali (“Le ipotesi di taglio della Provincia di Matera registrano la netta contrarietà della Regione Basilicata”) e infine di giustizia (“Il ministro Paola Severino non ha esercitato correttamente la delega conferitale dal Parlamento nel predisporre il decreto di riordino dei tribunali tenendo conto delle condizioni orografiche e di dotazione dei servizi, così come era espressamente stato previsto nella legge”). A PAG. 4 A PAG. 2 Fuga dal labirinto dell’afa Il “trasloco” della Bruna secondo il Tg5 No agli incendi in tutte le lingue del mondo Tutti cercano refrigerio da Minosse Errore: Macerata al posto di Matera A Sasso campagna di Legambiente Quest’anno i “battezzatori” di fenomeni meteorologici hanno scelto nomi poco rassicuranti: dopo Caronte (che davvero era il nome più inquietante) ecco che arriva l’ondata di caldo Minosse. Un “labirinto” di afa da cui è davvero La famosa festa patronale della Madonna della Bruna a Macerata. Avete letto bene: non è un errore di stampa appena commesso. L’errore è tutto dell’autore di un servizio andato in onda sul Tg5 che ha “scippato” la città di Ma- “Non scherzate col fuoco”: è il significativo nome che Legambiente ha dato alla sua campagna di monitoraggio, prevenzione e informazione sugli incendi boschivi. A Sasso di Castalda giovani da tutto il mondo per im- difficile fuggire. Chi può, si tuffa nel mare. La Gazzetta del Mezzogiorno tera dalla sua tradizione più antica e sentita. Il Quotidiano della Basilicata parare come evitare atti pericolosi per la natura. La Nuova del Sud 09.07.2012 N. 132 PAG. 2 Basilicata Mezzogiorno Il presidente della Regione Basilicata ospite del programma Sky Tg24 Pomeriggio sulle conseguenze del provvedimento del governo Eliminare soltanto il di più De Filippo sulla spending review: “Non significa tagliare, ma individuare gli sprechi e intervenire su quelli” “Non siamo stati mai commissariati e i conti sono in equilibrio sulla sanità: cosa nota anche ai ministeri dell’Economia e della Salute” Attuare la spending review non significa tagliare indiscriminatamente La possibilità di respirare per ripartire e affrontare la crisi: è quello che l’intesa romana sulla Nicoletti può portare ai lavoratori e alla fabbrica. Lo fa sapere l’assessore regionale alla Formazione e lavoro Vincenzo Viti: “L’accordo conseguito a Roma - dice Viti - per quel che attiene la prosecuzione del riconoscimento degli ammortizzatori sociali ai dipendenti dell’ex azienda Nicoletti consente di avviare un organico rilancio di una strategia che dovrà riguardare sia il consolidamento dell’occupazione in atto nell’area murgiana sia la riconversione secondo moduli innovativi dei posti di lavoro che sono andati perduti per la crisi del mobile imbottito”. E’ opportuno ricordare che il distretto industriale del salotto, situato tra la Non le forbici ma il buon senso istituzionale. E’ lo strumento principe con cui operare perché la spending review non sia spauracchio delle genti ma base per ripartire. E’, in estrema sintesi, il pensiero che il presidente della Regione, Vito De Filippo, ha espresso nel corso della trasmissione di approfondimento Sky Tg24 Pomeriggio. Tema della puntata, appunto la spending review e le sue conseguenze. De Filippo ha esordito dicendo: “Spending review non significa tagliare ma individuare gli sprechi e intervenire su quelli. La Basilicata è una Regione del Sud mai commissariata e con i conti in equilibrio relativamente alla sanità e questa è una situazione nota a tutti, anche ai ministeri dell’Economia e della Salute. Per la prima volta, però, siamo stati costretti ad introdurre i ticket sanitari ed abbiamo adeguato l’addizionale Irpef, prima tra le più basse d’Italia, al 1,23 per cento. Ma nonostante ciò siamo oggettivamente a rischio per il 2013”. “Nella sanità, però - ha aggiunto - la crescita della spesa pubblica è determinata dal Patto che si stabilisce tra le Regioni e il governo, per questo motivo ci saremmo aspettati tagli non lineari ma mirati. In questo modo, tutte le Regioni, anche le più virtuose vanno in disa- emesso sentenze che indicavano gli obiettivi di risparmio ma non intervenivano sulle autonomie. Anche sul personale le leggi in vigore hanno determinato il livello di spesa e molte Regioni che hanno rispettato i parametri si sono fermate sulla soglia del turn over. Sulla spendig review si può fare molto, ma solo nell’ottica di un lavoro rigoroso per ridurre gli sprechi”. Poi, la questione province: “Non è pensabile - ha dichiarato De Filippo - una rivisitazione dello Stato in contrapposizione ai territori. Le ipotesi di taglio della Provincia di Matera Difesa del territorio Respinte con durezza le ipotesi di rimozione della Provincia di Matera e di un tribunale lucano vanzo, e quando la sanità va in disavanzo si crea un terremoto finanziario che ha effetti negativi sui cittadini”. “In questi anni - ha poi rimarcato il presidente - ci sono state amministrazioni che hanno messo in campo procedure di risparmio, tagliato sedi periferiche e auto blu e la Basilicata è una di queste. Ricordo anche che la Corte Costituzionale ha registrano la netta contrarietà della Regione Basilicata. E’ necessario che il governo nazionale rompa l’arrocco e avvii il dialogo. Qualunque ipotesi di cambiamento va fatta con il Paese e non suo malgrado”. De Filippo ha diffuso anche un commento sul provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri, interessando della questione il segretario L’assessore Viti dopo l’accordo siglato a Roma sugli ammortizzatori sociali alla Nicoletti Salotti, possibile il rilancio “Si può riavviare una strategia di consolidamento dell’occupazione e di riconversione secondo moduli innovativi dei posti di lavoro persi” Basilicata e la Puglia, era uno dei caposaldi della produzione industriale lucana. Ha avuto origine, tra l’altro, proprio a Matera, dove alla fine degli anni sessanta Pasquale Natuzzi aveva cominciato a produrre mobili in stile. Nel 1967 il primo piccolo stabilimento di salotti, la quotazione a Wall Street dal ‘93 e commesse che piovevano da ogni parte del mondo. Nomi sempre più importanti: Natuzzi, Calia, Nicoletti. E, accanto a queste aziende, una lunga serie di piccole e minuscole (ma attivissime) L’intesa apre la strada alla riconsiderazione dell’area delle Murge aziende dell’indotto. Poi, la crisi profonda. “Rammento - afferma oggi l’assessore Viti - che nei prossimi giorni ci sarà un incontro preliminare fra i vertici della Regione Basilicata con il governo nazionale che consentirà di definire in tempi ravvicinati le modalità della ripresa di un confronto su un Accordo di programma che da troppo tempo attende di essere attualizzato e definito nei tempi, nelle scelte e nelle risorse occorrenti a renderlo credibile e tempestivo. A seguito dell’incontro ro- nazionale del Pd Bersani in visita in Basilicata. “Il ministro Paola Severino - ha sostenuto - non ha esercitato correttamente la delega conferitale dal Parlamento nel predisporre il decreto di riordino dei tribunali tenendo conto delle condizioni orografiche e di dotazione dei servizi, così come era espressamente stato previsto nella legge”. “Per questo con durezza - è la richiesta del presidente De Filippo - chiediamo che nei passaggi parlamentari che il provvedimento dovrà ora fare nelle commissioni parlamentari e poi, nuovamente, a Palazzo Chigi tale incongruenza sia rilevata e corretta per quel che riguarda la Basilicata dove è impossibile non riscontrare le condizioni per la deroga prevista. E per questa azione, recuperando uno spirito unitario che pure in qualche momento sembra essere stato in forse, contiamo di poter contrastare l’arroccamento che il governo sta mostrando su questa materia e su altre, prima tra tutte la sanità, non solo sull’azione di tutti i nostri parlamentari, ma anche delle forze politiche nazionali che la congiunta azione delle rappresentanze istituzionali lucane riuscirà a mobilitare”. (bm3) mano e sulla base di una informazione che verrà resa ai parlamentari lucani e alle parti sociali, imprenditoriali e del Distretto, verrà messa a punto una proposta complessiva che meriti di essere sostenuta e fatta valere nel quadro del possibile utilizzo delle risorse che il cosiddetto Decreto Passera che prevede di rimettere in gioco per le finalità del recupero a fini industriali dell’area murgiana”. “Sarà l’occasione per verificare se vi siano ancora le condizioni di cooperazione fra le Regioni Puglia e Basilicata per un’azione che è stata intrapresa a suo tempo per obiettivi comuni e che andrebbe consolidata a tutela delle risorse umane che vivono della stretta relazione tra territori che sono contigui”, conclude. (bm3) 09.07.2012 N. 132 PAG. 3 Basilicata Mezzogiorno Presentato dal Dires il nuovo piano di intervento delle Asl a sostegno del sistema di emergenza-urgenza Soccorso al volo di notte De Filippo e Martorano: le eliambulanze notturne rafforzano la sanità lucana Un nuovo servizio notturno di elisoccorso sarà attivo nei prossimi giorni nella centrale operativa di Potenza ad integrazione del sistema di soccorso del 118. Dal tramonto all’alba, un doppio equipaggio su un elicottero di recente progettazione “Ec 145 C2” sarà allertato per raggiungere le elisuperfici di Matera, Policoro, Villa d’Agri, Lauria e Melfi, dove insistono le strutture ospedaliere. Il volo rafforzerà, in via sperimentale fino a ottobre 2012, l’attuale articolazione del servizio di eliambulanza programmato secondo effemeridi di riferimento locali con l’elicottero di Potenza che effettua alba + 12 ore e Matera che effettua tramonto – 12 ore. È questa la rete messa in migliore sia quella del potenziamento”. Il Presidente della Regione Basilicata, De Filippo, ha spiegato così la scelta di attivare l’elisoccorso notturno del 118. L’assessore regionale alla Salute, Martorano, ha detto che “la sperimentazione del volo notturno rappresenta il completamento di un servizio di elisoccorso di cui la Basilicata dispone ormai da molti anni. La Maglietta e dal direttore sanitario dell’Asp Giuseppe Cugno. Sottoposto ad ulteriori autorizzazioni e a una rigorosa disciplina di volo l’eliambulanza potrà atterrare esclusivamente sulle superfici autorizzate e in via di autorizzazione, come quella di Melfi. Dunque, all’interno di un Dal tramonto all’alba del periodo estivo, un doppio equipaggio raggiungerà le elisuperfici di Matera, Policoro, Villa d’Agri, Lauria e Melfi piedi da Basilicata soccorso, il servizio di emergenza urgenza che fa capo al dipartimento interaziendale regionale emergenza sanitaria (Dires), presentata nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, dall’assessore regionale alla Salute Attilio Martorano, dal direttore del Dires Libero Mileti, dal direttore generale dell’Asm Rocco Un numero maggiore di operatori sanitari e prestazioni ambulatoriali, con turni e orari prolungati per fronteggiare malori e problemi di salute delle persone che frequenteranno durante i mesi estivi le coste lucane. Sono queste alcune delle iniziative presenti nel piano d’intervento “Estate sicura” in Basilicata. Un programma necessario visti i numeri dei flussi turistici registrati in passato: lo scorso anno sono stati infatti 511.677 i nuovi arrivi e 1.963.474 le presenze tra le province di Potenza e Matera. Il potenziamento dei servizi porterà le aziende sanitarie a incrementare le attività degli operatori e delle strutture intervento di soccorso integrato, quello notturno consentirà un immediato trasporto da un ospedale all’altro abbattendo il fattore tempo: sulla tratta più lunga, Potenza-Policoro, la stima di volo è di circa 23 minuti più tre minuti per il decollo ed altrettanti per l’atterraggio, per un totale complessivo di 29 minuti circa. Con questa nuova iniziativa Basilicata soccorso si conferma un Il 118 potenzia la rete con interventi 24 ore su 24 in elicottero anche d’estate La scheda Il volo notturno consentirà un celere trasporto dagli ospedali periferici per acuti al centro “Hub” dell’ospedale San Carlo di Potenza. Numero delle missioni tra Potenza e Matera Il numero delle missioni, in costante aumento, è di poco superiore a 400 missioni l’anno per Potenza e 250 per Matera tra interventi primari e secondari. L’elisoccorso in Basilicata, un po’ di storia Il Servizio di Elisoccorso regionale nasce nell’agosto del 1985 a Potenza e nel giugno 1999 parte, invece, l’Elisoccorso a Matera. Dal primo gennaio 2006 il servizio di Elisoccorso regionale è diventato parte integrante del Dires 118. (bm7) servizio essenziale del Sistema sanitario dell’emergenza urgenza della Basilicata quale organismo comune delle Aziende sanitarie regionali. Grazie alle professionalità mediche, paramediche e tecniche formate ad hoc, il dipartimento interaziendale di emergenza sanitaria, a otto anni dalla sua attivazione, porta avanti con particolare abnegazione e con risultati evidenti il compito di gestire e coordinare l’intero sistema quale entità organizzativa complessa di integrazione funzionale fra il sistema di allarme sanitario, il sistema territoriale di soccorso e la rete ospedaliera. Solo nell’ultimo anno, segnatamente alle statistiche di volo delle De Filippo: “Cerchiamo di accrescere la sicurezza di tutti i lucani puntando sul fattore tempo per offrire una rete di soccorso sempre più efficace.” eliambulanze, è il caso di ricordare i 686 interventi effettuati (449 partenze da Potenza e 237 da Matera) per un totale di 645 soggetti trattati, di cui 183 con interventi traumatici. “In Sanità si ha il dovere di migliorare continuamente il livello delle prestazioni, lo si ha per il sacro rispetto alla vita ma anche per un bilancio sociale poiché solo un sistema sanitario Basilicata soccorso si conferma un servizio essenziale del Sistema sanitario dell’emergenza urgenza dell’intero territorio regionale affidabile può essere un sistema sanitario produttivo. Pertanto, anche in questo momento, siamo convinti che la strategia Prevenzione in spiaggia potenziati i servizi sanitari Le iniziative previste dal programma “Estate sicura” Basilicata distrettuali. A Maratea, ad esempio, dal 3 luglio al 31 agosto saranno assicurate prestazioni fisiatriche, dermatologiche e pediatriche. Per la fascia jonica l’Asm ha lanciato ‘Costa jonica sicura’, progetto che prevede la formazione in materia di primo soccorso per il personale dipendente dei villaggi turistici, l’elaborazione di materiale informativo e divulgativo sulla prevenzione di problemi sanitari tipici del Un’immagine della costa jonica turista e il potenziamento dei punti di primo soccorso per garantire la sicurezza dei cittadini, con una rete che collega i seguenti Comuni: Metaponto, San Basilio, Scanzano, Tinchi, Nova Siri (Villaggi Giardini d’oriente) e Policoro. “Assicurare un pronto soc- sperimentazione del nuovo servizio - ricorda l’esponente di giunta - si inserisce in un piano strategico più ampio che le aziende hanno messo a punto per garantire un innalzamento dei livelli di sicurezza durante la stagione estiva grazie alla collaborazione dei medici di medicina generale, della continuità assistenziale altrimenti detta guardia medica, ed corso tempestivo ed efficace ai cittadini - dichiara il direttore del Dires, Libero Mileti - è un obiettivo che Basilicata soccorso si prefigge costantemente. Il potenziamento delle attività estive di cura e soccorso rivela quanto di meglio la programmazione del sistema sanitario è in grado di offrire a tutela della salute dei cittadini”. Per il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Matera, Rocco Maglietta, “l’Asm ha predisposto anche del gruppo di soccorritori alpini che da tempo collaborano con la rete integrata di emergenza urgenza 118”. (bm7) un programma ad ampio raggio che ha messo in campo anche la formazione di numerosi operatori dei villaggi turistici della zona, formati a prestare le cure di primo soccorso, e l’informazione ai turisti, con opuscoli mirati alla prevenzione dei danni derivanti dalla prolungata esposizione solare e alla corretta alimentazione nel periodo estivo”. Positivo il giudizio del direttore generale dell’Asp, Mario Marra: “Tutti i servizi sanitari sono stati potenziati per rispondere al meglio alle esigenze sanitarie non solo di chi vive a Maratea, ma anche di chi sceglie la località tirrenica per le proprie vacanze”. (bm8) 09.07.2012 N. 132 PAG. 4 Basilicata Mezzogiorno Successo per la guida che propone quattro itinerari per la scoperta del territorio Le occasioni del Po Val D’Agri Illustrate a Metaponto le attività nell’ambito della terza edizione di ‘Comunicamente Basilicata’, l’iniziativa nata per avvicinare pubblica amministrazione e soggetti privati A Satriano convegno su fauna selvatica e attività dell’uomo Parco Appennino, Totaro ricorda l’intervento regionale per la prevenzione dei danni Le tante attività del Programma operativo Val D’Agri Melandro-SauroCamastra sono state illustrate ieri mattina, nell’ambito della terza edizione di “Comunicamente Basilicata”, l’iniziativa promossa dall’associazione ‘Il cielo è sempre più blu’ con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le sinergie tra i vari livelli della pubblica amministrazione e i soggetti privati. I numerosi visitatori, attraverso lo stand allestito per l’occasione sul lungomare di Metaponto, hanno avuto la possibilità di conoscere gli interventi realizzati a partire dal 2010 nei trentacinque comuni interessati, in relazione alle quattro misure delle attività individuate attraverso documenti programmatici e progetti di sistema: salvaguardia e miglioramento del conte- sto di vivibilità ambientale, infrastrutture essenziali, elevazione della qualità della vita e sostegno alle attività produttive. “Il nostro fiore all’occhiello è presentante dell’organizzazione ambientalista, Luigi Agresti, il quale si è soffermato sul principale risultato del progetto, la guida turistica “Invito “Valore Natura” L’innovativo progetto realizzato in collaborazione con Wwf Italia ha messo insieme 56 aziende per la valorizzazione del territorio rappresentato dal progetto ‘Valore Natura’, realizzato in collaborazione con Wwf Italia, che ha messo insieme cinquantasei aziende, impegnate ad accogliere i visitatori nel miglior modo possibile”, ha dichiarato il dirigente della Regione Basilicata, responsabile del Po Val D’Agri, Francesco Pesce. A fargli eco è stato il rap- in Basilicata - Viaggiare in Val d’Agri”. Quattro itinerari scelti con cura per la scoperta del territorio, dalla natura alla spiritualità con il percorso “le sette luci dei monti”, dalla gastronomia alle pietre parlanti. Nel corso della conferenza stampa, hanno preso la parola anche gli imprenditori coinvolti nel progetto, evidenzian- do i tanti passi in avanti compiuti sinora all’interno del Po Val D’Agri e proponendo ricette per il futuro che sono state molto apprezzate dai protagonisti istituzionali presenti. “Prima che il sito internet e la guida turistica fossero realizzati, dalle nostre parti arrivavano meno prenotazioni da fuori regione”, ha detto un albergatore del luogo, mentre una giovane laureata in lettere ha parlato della società cooperativa fondata con altre persone. L’occasione è servita per presentare ai residenti della costa jonica e ai tanti amanti dei bagni marini provenienti dal Nord Italia e dall’estero le tantissime attrazioni culturali, paesaggistiche, enogastronomiche offerte in questa meravigliosa porzione di Basilicata, divenuta oramai città comprensorio. (bm9) Si è svolto venerdì scorso a Satriano, il convegno organizzato dal Parco dell’Appennino Lucano e dall’Alsia sul tema “Fauna selvatica e attività antropiche in aree parco: convivenza possibile”. Diversi gli interventi istituzionali, a cominciare da quello del commissario del parco, Domenico Totaro, che ha fatto cenno ad un intervento regionale contenente misure a favore delle opere di prevenzione dei danni da fauna selvatica, rimarcando la necessità di azioni coordinate tra i vari soggetti interessati. Gli aspetti tecnici sono stati approfonditi da Rocco Sileo e Giuseppe Mele, dell’Alsia, Giampiero Sammuri, presidente nazionale di Federparchi, Egidio Mallia, veterinario del Parco Gallipoli-Cognato e Alessandro Zampino. I rappresentanti dell’Alsia hanno portato la loro esperienza, orientata a trasformare l’emergenza della presenza dei conghiali in opportunità, senza negare le difficoltà legate allo squilibrio biologico che l’eccessiva proliferazione comporta; mentre Zampino, esperto di fototrappolaggio nella pratica del censimento dei cinghiali, ha illustrato le tecniche di questa dell’innovativa e utile attività. Infine, dopo il saluto del sindaco, Michele Miglionico, e del responsabile del Cta del Corpo Forestale del Parco, Mario Guariglia, sono intervenuti Sandrino Caffaro del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata e l’assessore alle attività produttive della Provincia di Potenza, Nicola Figliuolo. (bm9) Dal Consiglio Tribunale di Melfi/1 Vita (Psi) “L’operazione di ‘spending review’ del governo Monti per ora ha un solo sconfitto: la comunità lucana nella sua interezza. E con la sconfitta di tutti i lucani emerge una innegabile debolezza della classe politica regionale che non si è fatta trovare preparata rispetto a tagli e ipotesi di soppressione di tribunali e Province, oltre che di riduzione di servizi ospedalieri e sanitari, di cui si parla da tempo. I singoli territori sono stati abbandonati a se stessi, sono stati lasciati alla mercè dei sentimenti campanilisti- ci intercettati da singoli esponenti politici, pronti a utilizzarli in chiave elettorale in vista della prossima competizione”. Tribunale di Melfi/2 Singetta (Api) “La paventata e quasi certa chiusura del tribunale di Melfi è diventata l’argomento preferito di chi, tardivamente, si è accorto del tentativo del governo e si è reso conto di non aver fatto quanto in suo potere per difendere l’assetto giurisdizionale. Ritengo francamente improbabile riuscire a imporre ora una deroga che, chiaramente, chiederanno anche gli al- tri 36 Tribunali soppressi. Bisognava intervenire prima, con maggior forza e maggior coesione, per far comprendere le ragioni di un territorio cerniera con un pesante deficit infrastrutturale”. Spending review/1 Braia (Pd) “Si ha la netta percezione di come, con la ‘spending review’, sia in atto un vero processo di riforma della governance istituzionale che se da una parte ci vede concordi nella sua oramai improcrastinabile necessità, dall’altra ci vede estremamente preoccupati per gli effetti che potrebbero determinarsi sulla pelle dei cittadini più colpiti dalla crisi economica. Il destino di porzioni importanti del ‘SistemaPaese’ non può essere determinato senza criteri condivisi che non possono prevaricare le specificità delle aree interessate e delle comunità rappresentate”. Spending review/2 Romaniello (Sel) “Se non si correrà ai ripari nelle regioni del Sud il Pil scenderà, da quest’anno, del 2,9% contro l’1,4% del Centro-Nord; una ‘stangata’ che costerà in media 450 euro a cittadino resi- dente nel Mezzogiorno. Siamo in presenza di un provvedimento ammazza-Sud”. Il capogruppo di Sel in Consiglio regionale, Giannino Romaniello, sollecita il presidente della Regione De Filippo ad “assumere subito un’iniziativa congiunta con i governatori delle Regioni del Sud perché all’interno della strategia di contrasto della manovra del governo Monti rientri anche la specificità della situazione meridionale”. Ater Rosa (Pdl) “Da oltre un anno ho richiesto inutilmente il ver- bale della commissione di inchiesta sull’Ater Matera non ricevendolo mai, ma su questo stia tranquillo De Filippo, non demordo. Il presidente Loguercio nella sua relazione al bilancio di previsione 2012 bocciava la politica di De Filippo & C. dichiarando che ‘Si rende oggi quanto mai opportuna un’attenta analisi sul tema dell’edilizia residenziale pubblica e sulle politiche della casa più in generale’. Nei giorni scorsi è poi arrivata l’ennesima bocciatura, da parte del presidente dell’Ater Potenza, Mario Vincenzo Dragonetti, che evidenzia che anche l’Ater di Potenza ha difficoltà. (bm8) Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 09.07.2012 PAG. 5 Basilicata Mezzogiorno II I POTENZA CITTÀ ESTATE LUCANA VACANZIERI FRA MARI E MONTI Lunedì 9 luglio 2012 TURISMO Presenze lucane cresciute del 3-4% annuo, complice la buona reputazione della qualità dell’ambiente e delle acque PROVENIENZE Nel 2011 si sono registrati 511.677 arrivi e un milione 963.474 presenze. Confermata la preferenza di campani e pugliesi. Ma non solo SPIAGGE LUCANE Uno scorcio della spiaggia di Fiumicello, sul litorale tirrenico, a Maratea IL VOLO DELL’ANGELO Il «volo dell’angelo» fra Castelmezzano e Pietrapertosa, attrazione che richiama visitatori nella’area delle Dolomiti Lucane . . Domenica in ostaggio di «Minosse» Gran caldo. Crescono i numeri del turismo. Ma la crisi trattiene tanti in città l Tutti al mare. O quasi. Nonostante il grande caldo di questi giorni - con temperature africane regalate dai vari «Caronte» e «Minosse» - Potenza e le altre località lucane non si sono svuotate, come accadeva in passato, in questa seconda domenica di luglio. Complice la crisi, anche le principali strade dell’esodo (a cominciare dal tratto lucano della A3 Salerno-Reggio Calabria) non ha conosciuto i tradizionali intasamenti, con code e ingorghi. Ha ovviamen- te aiutato anche l’agognata chiusura di tutti i cantieri avvenuta sul percorso fra Padula e Lagonegro. Chi ha voluto scappare dalla città, dopo aver fatto la coda al distributore Agip per un pieno di carburante a prezzo ridotto, se ne sono andati a cercare un po’ di refrigerio sulle spiagge lucane com’è d’uopo per i vacanzieri della domenica. A Maratea, sul Tirreno, o sul litorale sabbioso dello Jonio. I quaranta chilometri che, mareggiata dopo mareggiata, ven- gono messi a rischio dall’erosione. E poi, come è accaduto nei giorni scorsi a Scanzano, dall’idiozia di qualche piromane. Sulle spiagge, col termometro che ballonzola intorno ai 40 gradi, con un ombrellone che costa fra i 12 e i 18 euro al giorno, con pasta al forno o la frutta fresca portata da casa per contenere i costi. Ieri le nostre spiagge hanno fatto registrare un incremento significativo di presenze anche da parte di turisti giunti dalle regioni li- La Grande Lucania? Parte col tribunale Lagonegro evita il taglio unendo Sala Consilina PINO PERCIANTE l LAGONEGRO. Entusiasmo a Lagonegro per il tribunale salvo. «Lagonegro aveva le sue buone ragioni per conservare il suo tribunale – rimarca il presidente Matteo Claudio Zarrella. - Nostro merito, non solo mio, è stato quello di evidenziarle. Ora possiamo dire che il tribunale si è salvato dal pericolo da tempo incombente della soppressione». Da più di un mese, in verità, il presidente si mostrava fiducioso sull’esito della delicata vicenda. Quando la tensione si era fatta alta e si progettavano manifestazioni di protesta anche clamorose era intervenuto rassicurando gli animi. Evidentemente il suo impegno aveva già conseguito i primi risultati. Bisogna dargliene atto. Il presidente ha voluto essere ancora più chiaro sulla «vittoria» di Lagonegro che ha mantenuto il suo tribunale: «Non si deve parlare semplicemente di mantenimento del tribunale. Vi è stata una legge che ha ridisegnato la geografia giudiziaria, imponendo la riduzioni di molti uffici. Il tribunale di Lagonegro ha resistito alle operazioni di taglio. La legge lo ha riconosciuto come un tribunale al quale deve accreditarsi efficienza. Una vera e propria rifondazione. Dobbiamo tutti dimostrare di esserne degni». Già, perché il tribunale di Lagonegro non solo si salva ma raddoppia inglobando quello di Sala Consilina. «L’idea dell’accorpamento è nata nel mio studio dove mitrofe (soprattutto da Puglia e Campania). Una crescita determinata dalla buona reputazione che la qualità (eccellente) delle acque lucane si è conquistato sul campo: Maratea che è stata nuovamente premiata con le cinque vele; Policoro (porticciolo turistico di Marinagri) con un riconoscimento nella categoria degli approdi. «La Basilicata esiste», rivelava nel suo «Basilicata coast to coast» il lucano Rocco Papaleo. E di questo sembra si siano accorti anche i visitatori in aumento. dalle regioni limitrofe, ma anche dal centro nord e dall’Europa. Una tendenza confermata d’altronde dai numeri: nel 2011 si sono registrati 511.677 arrivi e un milione 963.474 presenze. Gianpiero Perri, amministratore dell’Apt, segnala «un aumento delle presenze in Basilicata che, negli ultimi anni, si è attestato intorno al 3-4 per cento». Balzo in avanti del numero di posti-letto, con la zona jonica-metapontina che, in questa crescita, ASPETTANDO PIAZZA PREFETTURA -78 CANTIERE I lavori procedono, ma il tempo stringe [foto Tony Vece] LAGONEGRO TRATTO LUCANO TRIBUNALE La sede del tribunale di Lagonegro che ha evitato il taglio Un tranquillo esodo senza affanni sull’autostrada A3 fu rinvenuto un vecchio albo forense che raccoglieva i nominativi degli avvocati di Lagonegro e di Sala Consilina – rivela l’avvocato Felice Leonasi, delegato Oua (Organismo unitario avvocatura) nel consiglio dell’ordine di Lagonegro -. Infatti, nel ventennio esisteva un unico tribunale a Lagonegro che accorpava il circondario di Sala Consilina». Per Rosa Marino, presidente del consiglio dell’ordine «le ragioni fatte valere a tutela del territorio in tutte le sedi istituzionali evidentemente sono state ascoltate con l’attenzione che meritavano. Ogni iniziativa è stata adottata mai in contrasto con alcun altro foro minore, ma alla luce del sole e con dignità e rispetto verso tutti». La soddisfazione è grande anche da parte del sindaco Domenico Mitidieri: «Il nuovo distretto del tribunale di Lagonegro passerà da trentasei a sessanta- l LAGONEGRO. Sotto il calore dell’anticiclone «Minosse» il secondo week-end di spostamenti ha fatto registrare un traffico sostenuto. Nonostante l’intensificarsi delle auto dei vacanzieri della domenica, sul tratto lucano della Salerno – Reggio Calabria, però non ci sono stati ingorghi. Sostanzialmente l’andamento è stato in linea con quello della settimana scorsa. Anzi, sembra che possa esserci stato piuttosto qualche presenza in meno e non in più. La crisi economica frena le partenze verso le località di villeggiatura. È una anno difficile. Anche se per averne conferma bisognerà attendere i giorni di intenso traffico che come ogni anno non mancheranno, tra la fine di luglio e gli inizi di agosto quando l’estate entrerà nel suo clou. [pi.per.] quattro comuni grazie all’accorpamento dei paesi del vallo di Diano. Questo rappresenterà la svolta economica, sociale ed occupazionale per il nostro territorio, insieme alla costruzione del nuovo ospedale». Infine, Antonio Brigante del coordinamento regionale di Italia dei valori: «Questa è la migliore soluzione possibile che non guarda al campanile ma all’interesse complessivo della regione. Infatti, si traduce in un duplice obiettivo: rafforzare, anche per il futuro, la corte di Appello di Potenza e costruire la Grande Lucania». Il salvataggio del tribunale ha rappresentato quasi la fine di un incubo. Nell’aria c’era la sensazione che il successo era quasi ad un passo. Il salvataggio si è concretizzato nella tarda serata di giovedì con il via libera dato dal consiglio dei ministri al provvedimento sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. riesce a interpretare la parte del leone, visto che - sul versante dei numeri - è in grado raccogliere complessivamente all’incirca un ottanta per cento delle presenze lucane complessive. E per chi non preferisce il mare? Anche su questo versante, la Basilicata si sta giocando le proprie carte. Innanzitutto c’è il fascino straordinario di Matera, la città simbolo di un Sud testimone di storia, di arte, di cultura. Fra i Sassi e oltre. Ma ci sono anche proposte d’attrazione simil-circense. Come il «volo dell’angelo», per esempio. Il «volo» da effettuare imbragati a un filo d’acciaio, a 400 metri dal suolo, fra i picchi dei paesi scavati nell’arenaria delle Dolomiti Lucane, Castelmezzano e Pietrapertosa. Poi c’è l’appuntamento con «Il Mondo di Federico II» nel maniero federiciano di Lagopesole. Mentre i musei archeologici - aperti fino a metà settembre anche il sabato e la domenica dalle 9 alle 22 - hanno offerto un’ulteriore alternativa per chi ha preferito destinare il proprio tempo alla conoscenza, all’arte, alla cultura. In attesa che i paesi, soprattutto ad agosto, si popolino con il ritorno estivo degli emigrati. Fra feste, spettacoli e fuochi pirotecnici. [mi.sa.] SAN FELE IL PROGRAMMA DELLE ESCURSIONI DI LUGLIO Emozioni da cascate visitatori in fila CASCATE Uno scorcio delle suggestive cascate di San Fele, sempre più meta di visitatori amanti della natura l Le cascate di San Fele continuano ad attrarre visitatori amanti della natura nelle sue espressioni più selvagge, di grande suggestione e bellezza. L’associazione «U uattëniérë» ha organizzato un programma di escursione e di visite per tutto il mese di luglio. Agli inizi del mese (3, 4 e 5 luglio) protagonisti sono stati i boy scout di Presicce (Lecce). Ieri è stata la volta del Cral di Acquedotto Lucano di Potenza. Le prossime escursioni prenotate avranno per protagonisti gli addetti ai Servizi sociali del Comune di Potenza (giovedì 12 e giovedì 26 luglio), l’associazione Epav di Melfi (domenica 15 luglio), boy scout di Afragola (Napoli) il 25 luglio, Esercitazione Soccorso Alpino e speleologo della Basilicata (29 luglio), infine è prevista una escursione anche degli associati al Wwf Basilicata. Estratto da: La Nuova del Sud - 09.07.2012 2 PAG. 6 Basilicata Mezzogiorno _Basilicata_ _Primo Piano Basilicata _ Lunedì 9 luglio 2012 INCENDI, AMBIENTE E RIFIUTI Campagna di Legambiente di monitoraggio, prevenzione e informazione sugli incendi boschivi “Non scherzate col fuoco” SASSO DI CASTALDALe superfici forestali in Italia coprono circa 8.675.000 ettari di territorio. Ogni anno questo prezioso patrimonio naturale è messo a dura prova dalla piaga degli incendi, specialmente nei mesi estivi. La campagna Legambiente “Non scherzate col fuoco” dal 2003 cerca di arginare il fenomeno attraverso un’azione di prevenzione che va dalla distribuzione di materiale informativo a visite guidate per ammirare le bellezze che le foreste racchiudono alla pulizia dei boschi. In Basilicata i volontari dell’associazione si sono dati appuntamento ieri in piazza del Comune a Sasso di Castalda per sensibilizzare i cittadini al problema degli incendi boschivi, vera e propria emergenza. Secondo l’ultimo rapporto Legambiente “Ecosistema incendi” relativi ai dati del 2010, in Italia si sarebbero verificati 4.883 roghi con una superficie interessata pari a 46.537 ettari. Nel 70 per cento dei casi si tratta di episodi di origine dolosa. In Basilicata sempre nel 2010 sono 27 i comuni coinvolti, per un totale di 2119 ettari di terreno andati in fumo: di questi 481 ettari sono boschi. Un dato in au- L’iniziativa di ieri pomeriggio a Sasso di Castalda (foto Rocco Esposito) A Sasso di C. giovani da tutto il mondo per provare sul campo cosa significhi vivere in modo più sostenibili, evitando atti che mettano a rischio l’ecosistema mento rispetto al 2009, con 142 roghi per una superficie di 1041 ettari. I volontari hanno fornito indicazioni sul giusto comportamento da adottare in caso di avvistamento di incendio e sulle piccole ma indispensabili accortezze che fanno parte di quell’azione di prevenzione che ognuno può mettere in pratica (accendere il fuoco in aree picnic appositamente attrezzate, non rinnovare il pascolo bru- ciando la vegetazione secca in modo incontrollato, evitare di accendere stoppie vicino ai boschi e quando c’è vento, non abbandonare i rifiuti nei boschi). La campagna è una della attività del Campo di Volontariato Internazionale promosso dal Ceas “Il Vecchio Faggio” nell’ambito del progetto “Madre Foresta” (sostenuto dal programma Epos 2010 – 2013 per l’Educazione e la promozione della sostenibilità ambientale. Partito il 30 giugno, fino al 13 luglio ospiterà 13 ragazzi tra i 20 e i 25 anni provenienti da Francia, Spagna, Belgio, Repubblica Ceca, Bielorussia, Messico e Corea. Nel caratteristico borgo del Parco nazionale dell’Appenino lucano, i volontari – alloggiati nella struttura del Ceas di Sasso di Castalda - sono impegnati in attività di antincendio boschivo e di sentieristica al fine di realizzare un percorso sensoriale per disabili nei pressi dell’Oasi faunistica del cervo. Durante questa breve esperienza i partecipanti hanno dunque la possibilità di realizzare concretamente un progetto di ripristino, tutela e valorizzazione ambientale ma anche di conoscere luoghi da tutelare, risorse del territorio e persone che hanno condiviso la stessa scelta di volontariato. Un modo pra- tico per mettersi in gioco e dare il proprio contributo alla salvaguardia del nostro territorio, per imparare “sul campo” cosa significhi vivere in modo più sostenibile. L’intera mattinata è stata poi dedicata all’escursione lungo ”Sentiero Frassati”, una delle tappe del viaggio dei volontari del Campo Internazionale tra i più suggestivi scorci del Parco nazionale dell’Appenino lucano, tra Brienza, Moliterno, Satriano, le cascate di Savoia di Lucania, Grumento Nova, Castelmezzano e Pietrapertosa. Non mancano segnali di recupero in piccoli e grandi centri. Rischio discariche in tilt MELFI - Si attesta intorno al 15% secondo le rilevazioni dell’Ispra la quota di raccolta differenziata in Basilicata, in relazione al “Rapporto Rifiuti Urbani”. I dati si riferiscono al 2010. Numeri che registrano una situazione di crescita. Per una regione notoriamente piccola (587 mila abitanti divisi tuttavia in 131 Comuni, in gran parte piccoli o piccolissimi) è comunque una percentuale senz’altro ancora troppo bassa rispetto alle potenzialità che sussisterebbero pure in modo molto evidente. Legambiente lamenta la presenza di un sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani ancora troppo schiacciata sulle discariche e sugli inceneritori e poco su un sistema che punti alla “raccolta differenziata” che, proprio come nel caso Basilicata, nonostante le numerose cam- Differenziata a un modesto 15% In Basilicata la raccolta dei rifiuti “intelligente” migliora lentamente Pochi i “comuni ricicloni”. Dopo Montalbano e Montescaglioso spunta l’Alto Bradano pagne di sensibilizzazione, vede pochi esempi di virtù. I Comuni cosiddetti “ricicloni” sono appena 2 e di 10 mila abitanti, Montalbano Jonico e Montescaglioso. Sono stati accertati come gli unici al 2010 ad aver superato la percentuale del 50% in tema di “differenziata”. Con l’aggiornamento dei dati probabilmente non saranno più soli. E questo perché la dif- ferenziata, anche per la raccolta “porta a porta”, sta “crescendo” tanto dal 2011 nell’area nord Basilicata, tra il Vulture-Melfese e l’Alto Bradano. In molti centri, e più precisamente in una decina di Comuni alto-bradanici, si raggiunge la quota media del 65%. Banzi è il Comune capo-fila. Nei primi tre mesi di quest’anno ha già toccato il 73% di media. Niente male se si considera che sono standard nettamente superiori a quelli della media nazionale. Come dire, è in atto un lento ma progressivo recupero per chiudere definitivamente un ’’gap’’ durato molti, anzi tantissimi anni, in cui paradossalmente ad essere in ritardo erano proprio i piccoli centri che nelle regioni del Nord invece sono quelli virtuosi e dove è molto più semplice avere gestioni più attive ed oculate con il sistema del già citato “porta a porta”. Un dato positivo la Basilicata lo registra nella produzione pro-capite di rifiuti. A parere dell’Ispra è la più bassa d’Italia con 377 Kg. annui, con una flessione di 5 Kg. rispetto al 2011. La Regione Basilicata intende introdurre solo ora dei sistemi di tracciamento dei ri- fiuti e se ne discute nella sede legislativa locale. Al momento, non esiste né un sistema premiale che valorizzi i Comuni virtuosi con incentivi né un sistema di penalizzazioni per quelli che non fanno appieno il proprio dovere civico. Per Legambiente e Ola (organizzazione lucana ambientalista) il ritardo é dovuto al sistema gestionale appiattito sul conferimento a discariche ed inceneritori. La Basilicata ha una produzione annua di rifiuti di circa 280 mila tonnellate. Roba da poco rispetto ad altre regioni. Il suo sistema di discariche spesso è in tilt, costringendo Regione e Province ad autorizzare proroghe o ampliamenti dei siti, o persino lo spostamento di flussi da una provincia ad un’altra con inevitabili polemiche dei Comuni dove insistono le discariche. Estratto da: La Nuova del Sud - 09.07.2012 8 PAG. 7 Basilicata Mezzogiorno _Basilicata_ _Primo Piano Basilicata _ Lunedì 9 luglio 2012 10 CANDILINE PER L’ACQUA LUCANA I pediatri: indicata per bimbi. Dopo il “Salvagente”, anche “Altroconsumo” la consiglia L’acqua del rubinetto: la più sicura, comoda e controllata POTENZA- Di ottima qualità, con basso contenuto di sali, consente di risparmiare e di non inquinare. E’ l’acqua del rubinetto. Con il caldo aumenta il fabbisogno dell’organismo ed aumentano anche le verifiche e i test sulle loro caratteristiche ed il confronto con le minerali. Dopo l’indagine condotta dal settimanale “Il salvagente” è la volta della rivista “Altroconsumo”, con risultati fra loro molto simili: non è il caso di spendere soldi e contribuire ad inquinare per un acqua che non sempre è migliore di quella delle nostre case; anzi, spesso, presenta qualche rischio in più, soprattutto se destinata ai neonati ed ai bambini. Il laboratorio di controllo qualità e sicurezza alimentare della facoltà di Farmacia dell’università Federico II di Napoli ha analizzato 27 marche di acque minera- li, per conto di Salvagente, andando a caccia di arsenico, nitrati e fluoro. Tre sostanze che le aziende non sono tenute ad indicare nelle etichette, ma la cui presenza al di sopra di determinati limiti de- ve essere considerata preoccupante, in particolare per la salute dei bambini. E il motivo è semplice: le normative italiana ed europea su quella che sgor- ga nelle nostre case sono molto più severe e impongono parametri più stringenti di quanto non facciano quelle sulle minerali. Il paradosso è che l’acqua che si beve dalla bottiglia non potrebbe nemmeno essere considerata potabile qualora sgorgasse dal rubinetto. Altroconsumo ha portato in laboratorio 40 minerali, rilevando che a volte, l’arsenico, benché nei limiti di legge, “può portare a superare i limiti di assunzione giornaliera consigliati per un bambino al di sotto di 8 anni (secondo le raccomandazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare). Questo non comporta pericoli immediati per la salute, ma è meglio evitare il consumo regolare per bambini sotto questa età”. Dunque, più sicuri con l’acqua del sindaco, o L’acqua delle bottiglie, se sgorgasse dal rubinetto non sarebbe considerata potabile meglio, con l’acquedotto dei sindaci, dal momento che è questo il modello di gestione adottato in Basilicata. Se le aziende di acque minerali hanno pochi obblighi e spesso glissano sulla completezza e trasparenza delle informazioni, Acquedotto Lucano, al contrario, da tempo ha voluto far chiarezza, non soltanto rispettando i limiti della severa legislazione prevista per le acque potabili senza mai derogarvi, ma adottando l’etichetta dell’acqua: questa sì, completa e trasparente. Sul sito internet e - per quanto riguarda Potenza e Matera – anche con due bacheche esposte nei pressi di altrettante fontane pubbliche, sono dichiarate tutte le caratteristiche La copertina del settimanale e che si occupa di acqua dell’acqua che beviamo. Comune per comune, i cittadini lucani possono conoscere i valori di calcio, cloruri, fluoruri, durezza, nitrati, sodio e di altri otto parametri di riferimento. “Dunque, quello che la minerale non dice” (è questo il titolo dell’inchiesta del Salvagente) lo dice Acquedotto Lucano. “L’educazione ad un nuovo approccio all’acqua -afferma Giuseppe Morero, segretario della Federazione medici pediatri della provincia di Potenza- deve basarsi su un’opera di informazione e formazione partendo dalle piccole pratiche quotidiane: i bambini e i ragazzi devono essere i soggetti principali di questa pedagogia che deve tradursi nella pro- mozione della cultura dell’acqua”. “Noi Italiani -conferma il pediatrasiamo nel mondo i primi consumatori di acque minerali con 194 litri pro capite (8 volte la media mondiale) e tra i primi produttori. Dobbiamo imparare a consumare l’acqua del rubinetto: essa è buona, sicura perché ben controllata, comoda in quanto arriva direttamente nelle nostre abitazioni, e molto conveniente, poiché costa da 300 a 1000 volte in meno di una qualunque acqua minerale. Bisogna far sviluppare nelle nuove generazioni – conclude il dottor Morero - il valore e il buon uso dell’acqua potabile che arriva nelle nostre case anche attraverso i piccoli gesti quotidiani”. Aql fa l’operazione trasparenza Numeri e dati del servizio idrico a disposizione dei cittadini con appositi totem A dieci anni esatti dalla nascita, si presenta “L’Acquedotto dei Comuni” POTENZA- Operazione trasparenza di Acquedotto Lucano. L’acqua che sgorga dai rubinetti -non ha caso- non può essere certo torbida. Massima linearità e conoscenza di quello che viene benuto dalle famiglie lucane. Il tutto, dopo anni dopo dal taglio del nastro del gestore del sistema idrico lucano: operazione trasparenza, la fotografia di una realtà che è cresciuta. L’8 luglio 2002 i sindaci della Basilicata, riuniti nell’assemblea dell’Aato, stabilirono che a gestire il servizio nella nostra regione dovesse essere un’azienda tutta lucana. Esattamente 10 anni La sede centrale a Potenza di Acquedotto Lucano Stamane l’assemblea dei soci che il 10 luglio 2002 diedero vita ufficialmente alla nuova gestione dell’acqua lucana dopo, il 9 luglio 2012, in occasione dell’assemblea dei soci, Acquedotto Lucano divulgherà “L’acquedotto dei Comuni”: la fotografia di una realtà che nel frattempo è cresciuta. “L’Acquedotto dei Comuni” raccoglie, mettendoli a disposizione innanzitutto dei sindaci e dei soci di Acquedotto Lucano, i numeri e i dati salienti del servizio idrico integrato in Basilicata. Nella tabella sono riportati i dati più significativi relativi a: schema idrico, fonti di approvvigionamento, numero dei serbatoi, impianti di depurazione; sono elencati, inoltre, i prelievi eseguiti dai nostri tecnici sulla qualità dell’acqua distribuita ed il numero dei parametri chimici e microbiologici determinati in relazione tanto alle acque potabili quanto a quelle reflue. Sarà oggi l’occasione per fare un primo bilancio sul lavoro di dieci anni. Tante le difficoltà or- ganizzative e gestionali che con il passare del tempo hanno lasciato il posto ad una delle più grandi aziende lucane. Una delle poche che, con la gestione della risorsa idrica, riesce anche a creare lavoro per migliorare la rete idrica e le captazioni e implementare i cantieri. In questo caso non è acqua, ma “nettare o grasso che cola”. Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 09.07.2012 PAG. 8 Basilicata Mezzogiorno Potenza Lunedì 9 luglio 2012 13 REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309 Dopo la raccolta firme dei residenti arriva la contro petizione dei sostenitori del lounge bar Quelli che stanno con lo “0971” Nasce il gruppo su Fb: a favore anche Margiotta e gli altri locali CINQUECENTO iscritti e circa cento firme in solo dieci ore. Ci ha messo davvero pochissimo il gruppo creato su Facebook a difesa dello “0971”, il famoso locale di via Pretoria, oggetto nei giorni scorsi di una petizione da parte dei residenti, a raccogliere centinaia di sostenitori. «Io sto con lo “0971”», è il nome del gruppo nato su Facebook che offre solidarietà a Piero (il proprietario) “e a tutti coloro che come lui si legge sul social network - hanno avuto il coraggio, la forza e la capacità di immaginare un centro storico vivo e ...vitale. Per la loro professionalità, per il loro coraggio , per la passione e perchè amano questa città. Siamo con te Piero”. E’ la risposta ufficiale dei tantissimi clienti del lounge bar, dopo che un gruppo di residenti ha avviato una raccolta firme inviata a sindaco, prefetto, Questura, carabinieri e polizia per chiedere che vengano presi provvedimenti contro gli schiamazzi notturni. La polemica è antica come il mondo: da una parte le ragioni di chi vive nella zona ed è costretto a convivere con musica ad alto volume, chiacchiere e risate fino a notte inoltrata, dall’altra quelle di chi invece riconosce i meriti di giovani potentini che hanno fatto qualcosa per la loro città, dando vita a una bella realtà in grado di vitalizzare un centro storico fin troppo addormentato. E ieri la solidarietà è arrivata anche da altri locali, come l’enoteca “Cantina di bacco”: «Piero - si legge nel post su facebook - è un esempio di chi investe nella propria città, ne rispetta le regole e dote non trascurabile, anche se nel suo piccolo, crea occupazione. Tutta la nostra solidarietà a Piero!». Dalla stessa parte anche Rocco Catalano dell’enoteca “Cibò”: «Mi associo, la politica aiuti a coniugare piacere, svago e qualità della vita. Non si puoó censurare a prescindere senza proporre alternative». «Ecco perchè Potenza non crescerá mai ed è destinata ad una morte lenta....complimenti.. Matera dei sassi ...Potenza dei muorti», commenta un altro utente. Scende in campo anche il deputato del Pd, Salvatore Margiotta: «Sto con tutti i giovani che gestiscono locali che migliorano la qualità della vita a Potenza, centro o ovunque». Carmine Lombardi aggiunge: «0971 non si tocca. I ragazzi hanno investito tanto ed hanno animato i fine settimana di questa primavera/estate. E' diventato un luogo di aggragazione importante. Io sto con chi ci crede e investe le proprie capacita' e professionalita'. Io sto con voi». E Antonio Candela lancia la contropetizione che è possibile firmare all’indirizzo “http://www.petizionionline.it/petizione/io-sto-con-lo-0971-solidarieta-a-piero/7514”. Non rimane a guardare neanche il segretario cittadino del Pd, Giampiero Iudicello che commenta: «Questa è la dimostrazione del fatto che in questa città c’e' bisogno di una rivoluzione culturale, di elaborare un nuovo modello culturale. Il centro storico ha bisogno di luoghi di aggregazione per giovani e meno giovani. Ha bisogno di vita. Certo è giusto rispettare le regole, e doveroso verificare che siano rispettate ma non si puo essere intransigenti nè sentirsi padroni del centro storico perchè si abita in centro. Io stasera vado a bere un cocktail da Piero. Le strade luminose e piene di gente sono piu allegre e sicure di quelle buie e deserte». ACQUEDOTTO LUCANO Assemblea dei soci Acqua “più trasparente” nei comuni Una serata davanti allo 0971 in via Pretoria. Al lato il gruppo nato su Fb “Io sto con lo 0971” PREMIO THALIA Il 27 luglio la giornata conclusiva a Vaglio INVESTIRE sull’immagine e la promozione, puntare sul turismo di qualità, stimolare gli operatori a proposte creative ed innovative, rafforzare la sinergia tra pubblico e privato. E’ l’obiettivo del cartellone di eventi Premio Thalia Basilicata turistica – testimonial 2011 che – spiegano in una nota gli organizzatori - si è articolato in alcuni appuntamenti che si sono svolti a partire dal mese di maggio e si concluderà il 27 luglio prossimo a Vaglio Basilicata con una giornata di incontri con operatori turistici e iniziative culturali e di spettacolo. Nella manifestazione conclusiva saranno consegnati riconoscimenti ad operatori lucani e non che si sono occupati di incoming con risultati significativi di incremento di arrivi e presenze. Inoltre per incrementare il turismo scolastico e sociale saranno ospiti rappresentanti di cral, associazioni e dirigenti scolastici di Puglia, Campania, Calabria e Lazio. Il progetto premio Thalia, promosso da alcuni anni dal centro studi omonimo che è nato per l’impegno di operatori turistici, associazioni di categoria, giornalisti, si inserisce – continua la nota - nella più ampia iniziativa di promuovere il turismo e motivare i media a pro- durre una comunicazione di qualità per l’area turistica del Piot Montagne di Emozioni, nonché incentivare la conoscenza del territorio, rendere partecipi gli attori locali del turismo, attraverso la cooperazione con l’Apt Basilicata, i comuni e i soggetti del turismo. Il Premio Thalia ha lo scopo non solo di rafforzare un percorso di promozione coinvolgendo gli operatori della stampa turistica nazionale ed internazionale, ma anche quello di aumentare l'orgoglio di appartenenza al settore turismo e stimolare a fare di più, attraverso un premio che dà merito a chi ha capacità di distinguersi ed affascinare i consumatori con nuove formule di attrazione e calamitare l’attenzione del mercato e del pubblico attraverso servizi giornalistici di qualità ed attraverso attività di incoming. QUESTA mattina, a partire dalle ore 11 si svolgerà l’assemblea ordinaria dei soci di Acquedotto Lucano (Regione Basilicata e 119 comuni) presso il potabilizzatore di Masseria Romaniello a Potenza. A conclusione dei lavori dell’assemblea, a partire dalle ore 12, sempre alla presenza del governatore De Filippo e dei sindaci soci, ci sarà un momento aperto anche agli organi di informazione, dedicato alla presentazione di una nuova campagna di informazione e comunicazione dell’azienda intitolata “L’acquedotto dei Comuni”. Lo scopo dell’iniziativa è quello di condividere con tutti i soci dell’azienda i dati più importanti relativi all’acqua distribuita e agli impianti di Al presenti nei singoli Comuni della regione. E’ prevista anche la presentazione di un totem illustrativo (200x108) dell’“Etichetta dell’acqua di rubinetto” che poi Acquedotto lucano insieme all’Aato donerà, personalizzandola con i dati relativi all’acqua distribuita in ciascun Comune, a tutti i sindaci della Basilicata affinché venga installata in maniera permanente. Nella tabella sono riportati i dati più significativi relativi a: schema idrico, fonti di approvvigionamento, numero dei serbatoi, impianti di depurazione; sono elencati, inoltre, i prelievi eseguiti dai nostri tecnici sulla qualità dell'acqua distribuita ed il numero dei parametri chimici e microbiologici determinati in relazione tanto alle acque potabili quanto a quelle reflue. Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 09.07.2012 PAG. 9 Basilicata Mezzogiorno Matera 17 Lunedì 9 luglio 2012 REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440 Eppure l’autore del servizio, Pierangelo Maurizio, ha scritto un libro sull’omicidio Claps La Bruna a Macerata, gaffe del Tg5 Il clamoroso errore nel telegiornale delle 8 ha fatto scatenare i materani PASSI pure la magra estiva di notizie, che porta gli organi di stampa nazionale a seguire il cammino dell’anticiclone Minosse; passi anche l’idea di scavare tra le tradizioni regionali arrivando fino al fondo dell’archivio, dove giace il plico polveroso della Basilicata. Ma, almeno, quando ci si ricorda di questa regione, dribblata persino dalle previsioni meteo, lo si faccia con lo stessa attenzione e scrupolo professionale con cui si parla della sagra della porchetta a Bergamo. Parliamo della clamorosa gaffe fatta, ieri mattina, dal giornalista Pierangelo Maurizio in un servizio del Tg5 delle 8. Tanti materani saranno saltati sulla sedia, prima di esplodere in un riso fragoroso, quando hanno sentito la conduttrice lanciare il servizio con le parole: “Tipiche di questo periodo sono le feste patronali...come quella della Madonna della Bruna che si svolge a Macerata, città dei Sassi”. Mancava solo l’aggiunta “Patrimonio mondiale Unesco e candidata a Capitale europea della cultura 2019” e la frittata era bella e servita. L’errore esilarante è proseguito, ovviamente, nel servizio con quella parola “Macerata”, che continuava a suonare come un vero sfottò all’orecchio dei materani più orgogliosi. La festa del 2 luglio non si tocca. Eppure, Pierangelo Maurizio dovrebbe conoscere bene la Basilicata, avendo recentemente scritto il libro “L’uomo che amava uccidendo”, dedicato alla figura di Danilo Restivo ed all’omicidio Claps. Forse, Maurizio è stato solo davanti alla chiesa della Trinità di Potenza, limitandosi a lavorare sulla festa della Bruna scopiazzando qua e là dal web. Non si spiegherebbe diversamente la disinformazione contenuta nel riferimento alla “statua della Madonna portata in cattedrale”, visto che la cattedrale è chiusa da La conduttrice del Tg5 mentre lancia il “servizio incriminato”, divenuta la copertina del video postato per primo dal webmaster del sito materano Hyperbros.com. Qui sopra una simulazione di una pagina di Google con una ricerca immaginifica postato dal portale Sassiland.com I commenti su COME è facile immaginare, il popolo di Facebook si è scatenato sulla gaffe del Tg5, compreso il sindaco Adduce. Riportiamo i post più simpatici ed esilaranti: Angelo Lafasanellascrive: “... Fa' talmente caldo che la Madonna della Bruna s'e' Macerata..!”. Angela Chita: “Quando in un paese l'ignoranza regna sovrana” Giuseppe Martemucci: “Giornalisti...” e Angela Chita replica: “Ma che giornalisti e giornalisti... se prendo il lavavetri all'angolo di casa mia fa di sicuro un servizio migliore e maggiormente attendibile” Emanuele Festa: “Ragàstiamo pursempre parlando del tg5 e daje.. :)” Salvatore Adduce: “Ci risiamo! Stamattina il Tg5 delle 8 manda in onda un servizio sulla festa della Bruna di Matera ma dice che si svol- anni per restauro. Poi il riferimento ai materani come zulù senza ritegno, che “si gettano persino dai balconi per strappare un pezzo del carro”. Dulcis in fundo, un’altra disinformazione clamorosa: “Per fortuna tutto si è concluso senza feriti”. Ma come, il 2012 è stato l’uni- ge a Macerata....”. Luciano Dragone commenta il post del sindaco: “Salvatore, credo sia il caso di far rettificare l'annuncio, non vorrei che il prossimo anno i turisti ed i figli dei nostri emigranti, interessati alla nostra festa si rechino a Macerata, comeè successoanni facon levacanze dallozio Pietro a Matera, per assurdo spot delle ferrovie dellostato. Vediamoil latopositivo, laprotesta potrebbe diventare un veicolo pubblicitario a costo quasi zero...... Un abbraccio a tutti”. Giuseppe Digilio: “L’Apt funziona alla grande” Antonio Mutasci:“Mi hanno fatto la sveglia per questo. Chiamate da Bari e Torino per segnalare il tutto :-(”.Brunella Perrone:“Sindaco fatti sentire con Mediaset......”. Espedito Moliterni: “Spero che qualcuno non incolpi il sindaco”. Luciano Dragone: co anno in cui si è registrato un ferito con novanta giorni di prognosi ed una cinquantina di persone ricoverate, tra contusioni, colpi di calore e sintomi di infarto. Un servizio tutto da rifare, insomma, che ci ricorda tanto quel finto scoop del blasonato Corsera, che qualche anno fa, sul finire di agosto e con la stagione turistica ancora lanciata, ha titolato in prima: “Matera invasa dalle cavallette”, prefigurando scenari apocalittici di biblica memoria e ignorando che da oltre un mese non si vedeva in giro una cavalletta; ed anche quando se n’era vista “Credoche questavoltanon valgalapena difare i tifosi.... Chiediamo al sindaco Adduce di essere portavoce delle nostre proteste, suggerirei alfine istruttivo diinviare algiornalista responsabile, una ricca documentazione, della nostra città, con invito a conoscere meglio la nostra città. Grazie Salvatore”. Antonio Genovese: “A mogghj a mogghj u servuz cj vahn(delle ore 13 su canale 5)”. Giuseppe Lamastra: “Si ma resta nella notte dei secoli e la gente che si butta dai balconi”. Antonio Mutasci: “Provate a cantarla così: se sei un macerato batti le mani.... Se sei un macerato batti le mani..... Sei un macerato devi sapere che al Tg5 non conoscono la geografia....”. Pietro Ruggi: E' tutta pubblicità. Ora si parlerà di Matera il doppio! E' tutto organizzato dai nostri politici! Siete degli ingenui....”. qualcuna, non aveva certo creato l’allarme descritto sul Corrierone. Anche allora il sindaco Michele Porcari si imbestialì e chiese la smentita, come ha fatto ieri mattina Salvatore Adduce, che ha inviato una nota al vetriolo alla redazione milanese di Liguori, chiedendo una tem- pestiva precisazione nel Tg delle 13. La rettifica è arrivata puntuale, ma sullo sfondo resta l’amara constatazione di un approccio superficiale e dilettantesco delle testate nazionali ai fatti della nostra terra. Antonio Corrado [email protected] I vigili del fuoco hanno dovuto evacuare una famiglia per i danni Fiamme in via Casalnuovo Incenerite tre auto e il balcone di un edificio sulla strada SEMBREREBBE non avere origine dolose l'incendio scoppiato la notte scorsa in via Casalnuovo nel Sasso Caveoso poco distante da Via Bruno Buozzi. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle quattro di mattina ed hanno interessato tre autovetture regolarmente parcheggiate e due balconi di una vicina abitazione. Da una prima ricostruzione dei fatti sembrerebbe che le fiamme che hanno interessato una Bmw X6 una Fiat Punto e una Fiat Multipla si siano propagate con ogni probabilità dal corto circuito di una delle autovetture in sosta, che ha poi coinvolto le altre due autovetture parcheggiate accanto e la facciata della casa che è ri- masta in parte danneggiata dal rogo diventato in breve tempo imponente. Le fiamme alte di alcuni metri, hanno provocato il crollo di un balcone e successivamente con l'intervento dei vigili del fuoco per motivi si sicurezza è stata fatta evacuare una famiglia e abbattuto un altro balcone interessato dalle fiamme che hanno annerito parte dell'immobile. La chiamata di soccorso è giunta ai vigili del fuoco intorno alle cinque da alcuni residenti, che hanno visto le fiamme altissime e il classico odore acre e nauseabondo. Il tempestivo intervento dei soccorritori giunti sul posto con una squadra e un ufficiale ha evitato che l'incendio assumesse dimensioni più vaste. Le lingue di fuoco alte e le piccole esplosioni, hanno preoccupato non poco i residenti che appena si sono resi conto di quanto stava accadendo, sono subito usciti dalla casa mettendosi in salvo dal fuoco e dai fumi e rimanendo a scopo precauzionale su via Casalnuovo. Il fuoco ha causato il cedimento di un balcone sovrastante l'incendio, mentre in un altro immobile fortunatamente senza inquilini al momento dell'incendio, il calore ha provocato la bruciatura delle persiane e lo scioglimento di alcuni elettrodomestici presenti all'interno dell'abitazione. I vigili del fuoco si sono preoccupati di mettere in sicurezza la rete di fornitura del gas di L’incendio in via Casalnuovo (foto Sassiland) città, che fortunatamente non ha riportato danni di rilievo. Sul posto sono intervenuti oltre al personale di Telecom, Enel e Italgas per la verifica degli impianti, anche gli uomini del nucleo radiomobile dei carabinieri di Matera che hanno avviato le indagini alla ricerca di eventuali elementi atti a risalire all'esatta dinamica dell'accaduto ed accer- tare eventuali responsabilità. Fortunatamente per tutti è stato solo un grande spavento mentre le auto venivano spostate e depositate nel centro demolizioni Lascaro per gli accertamenti del caso. Solo tanta paura, dunque, senza conseguenze per le persone. Michelangelo Ferrara [email protected] Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 08.07.2012 PAG. 10 Basilicata Mezzogiorno II I BASILICATA PRIMO PIANO TAGLI DEL GOVERNO PICCOLE PROVINCE Domenica 8 luglio 2012 IL PRESIDENTE STELLA «Un ente virtuoso con un avanzo di bilancio di 14 milioni che assicura servizi fondamentali alle comunità non va eliminato» Pericolo soppressione Matera si aggrappa a Bari Confinante con la Città metropolitana non verrebbe cancellata DONATO MASTRANGELO l MATERA. La Provincia di Matera, 31 comuni compresa la città dei Sassi, rimarrà in vita perché confinante con la Città metropolitana di Bari? Stando all’articolo 17 del Decreto legge n.95 dello scorso 6 luglio varato dal governo Monti, la soppressione sembrerebbe scongiurata. Quel colpo di accetta che il presidente della Provincia, Franco Stella, aveva paventato soltanto qualche mese fa e che si temeva potesse materializzarsi con il decreto Monti sulla spending review, dunque, potrebbe essere evitato. Perché se è vero che la Provincia di Matera non rientra in uno dei due criteri fissati per evitare la soppressione, e cioè una popolazione superiore ai 350 mila abitanti mentre ottempera il secondo, l’estensione territoriale, sia pure per soli 46 chilometri quadrati rispetto ai 3 mila complessivi previsti dall’impianto legislativo, la provincia di Matera, di fatto, è confinante con quella di Bari destinata a diventare Città metropolitana. Sarebbe questo l’asso nella manica dei massimi rappresentanti istituzionali dell’ente di via Ridola. «Stando all’articolo 17 del Decreto legge - afferma il presidente Stella - la Provincia di Matera non dovrebbe essere soppressa perchè sarebbe confinante con la futura Città metropolitana di Bari. Ma a prescindere dai criteri per la riduzione e l’accorpamento delle province che il Consiglio dei ministri dovrebbe determinare entro il prossimo 17 luglio, le perplessità sul provvedimento restano tutte. Mi sono giunte decine e decine di telefonate di sindaci, esponenti istituzionali, cittadini che esprimono la netta contrarietà alla soppressione della nostra Provincia perché, sostengono, non si può perdere un punto di riferimento prezioso per il territorio. Il nostro - prosegue Stella - è un ente virtuoso con i conti in equilibrio e un avanzo di amministrazione di circa 14 milioni di euro. Ci sentiamo da tripla A e i fatti ci danno ragione. Abbiamo ridotto le auto blu e sforbiciato i costi della politica. Garantiamo servizi essenziali per i cittadini come i collegamenti per il Crob di Rionero e l’aeroporto di Bari, la manutenzione delle strade e di ben 38 edifici scolastici e, per la viabilità, stiamo completando la 175 Matera-Metaponto. Per l’alluvione del Metapontino abbiamo stanziato 5 milioni. Crediamo che gli sprechi siano altrove. Si pensi, ad esempio, al fallimentare progetto delle aree programma. Ma c’è di più. Ben sedici comuni dell’Alto Cosentino per il nostro modello di buona amministrazione hanno chiesto di essere annessi alla nostra Provincia. Ci saremmo però aspettati, sulla questione delle Province, che la Regione Basilicata facesse ricorso alla Corte Costituzionale. Non dimentichiamoci che la disciplina delle Province è contenuta nel titolo V della parte II della Costituzione». La logica del decentramento amministrativo, comunque, verrebbe del tutto stravolta anche in caso di accorpamento. «Non a caso - dice Stella - avevo affermato - la Regione a Potenza e la Provincia a Matera. L’identità non può scomparire con un tratto di penna. Noi riteniamo - conclude Stella - così come avvenuto con la straordinaria mobilitazione di Scanzano Jonico contro il deposito delle scorie nucleari, che il territorio non accetterà una decisione penalizzante per le comunità e i suoi cittadini». Critico sul rischio soppressione anche l’assessore provinciale al Bilancio, Domenico Smaldone. «Si sta producendo uno scardinamento istituzionale molto grave a fronte di economie di spesa assai limitate. Così come ha ribadito l’Unione delle Province italiane basterebbe sopprimere enti inutili come il sottobosco di numerosi enti sub-istituzionali per ottenere un risparmio economico di gran lunga superiore a quello della abolizione delle province. L’impatto è anche sociale. Abbiamo approvato il bilancio con i conti in ordine e un avanzo di amministrazione di quasi 14 milioni a fronte di tagli per mancati trasferimento dello Stato nel biennio 2010-2012 di circa otto milioni di euro. E ora, a programmazione già avviata, potreb- be abbattersi una nuova mannaia con un taglio di ulteriori 4 milioni di euro per la nostra Provincia. Questo significherebbe consegnare le chiavi allo Stato e chiudere. La Provincia si occupa con efficienza di difesa del territorio e dell’ambiente, di manutenzione stradale, dell’edilizia scolastica. Tutti questi interventi hanno dei costi. Vogliono forse ridurci - conclude l’assessore Smaldone - soltanto a funzioni di indirizzi e controllo?». Contro il disegno di eliminare la Provincia di Matera, così come previsto dal Decreto legge appena varato dal governo Monti, è sceso in campo anche il presidente della Giunta regionale Vito Filippo. «La Regione Basilicata - ha dichiarato in una nota il governatore lucano - è nettamente contraria all’ipotesi di soppressione della Provincia di Matera. Servono riforme - ha proseguito De Filippo fatte col Paese, non suo malgrado. Non è pensabile una rivisitazione dello Stato in contrapposizione ai territori. È necessario che il Governo nazionale rompa l’arrocco e avvii il dialogo. Qualunque ipotesi di cambiamento va fatta con il Paese e non suo malgrado». I SINDACI FRANCOMANO E LABRIOLA CHIEDONO DI NON ABBASSARE LA GUARDIA. LEONE E SANTARCANGELO RITENGONO CHE LO JONIO NON VERRÀ PENALIZZATO «Così la criminalità alza la testa» Si teme anche uno smembramento dei presidi di sicurezza dislocati sul territorio FILIPPO MELE l MATERA. L'eliminazione della Provincia porterà alla diretta conseguenza della scomparsa di quei presidi che erano conformati su scala provinciale. Tra questi, i Comandi provinciali di carabinieri, Guardia di finanza, Corpo forestale, Vigili del fuoco, nonché della Questura. Presidi importantissimi per la lotta alla criminalità di qualsiasi natura e per dare sicurezza ai cittadini. Così, nel Metapontino martoriato dagli incendi dolosi ad attività agricole, turistiche, artigianali, soprattutto nel triangolo tra Scanzano Jonico, Policoro, e Marconia, c'è chi teme che la lotta alla criminalità organizzata e non potrà subire un allentamento venendo meno l’azione di controllo del territorio. Sull'argomento abbiamo sentito il parere di alcuni dei sindaci della zona. «È pacifico – ha detto Giuseppe Labriola, sindaco di Tursi – che abolendo centrali contro le infiltrazioni malavitose potrebbe accadere che le cosche prendano il sopravvento. Non dimentichiamo che noi siamo al centro tra la Puglia, con la Sacra corona unita, e la Calabria, con la temutissima 'ndrangheta. Poi, noi la criminalità, purtroppo, l’abbiamo avuta e l’abbiamo ancora. I presidi delle forze dell’ordine vanno rafforzati e non indeboliti. I tagli occorre farli sugli sprechi degli enti esistenti non abolendo gli stessi». Posizione analoga quella del sindaco di Rotondella, Enzo Francomano, che riveste IL RISCHIO «I tagli potrebbero favorire le infiltrazioni della malavitosa» anche la carica di presidente dell’Area programma Metapontino – Collina materana: «Si tratta, indubbiamente di tagli che indeboliranno la presenza dello Stato sul territorio. E ciò potrebbe portare ad una alleggerimento nella lotta alla criminalità organizzata e non. Tagli che fanno il paio con la riduzione degli organici e le economie di gestione per Commissariati di Polizia e caserme dei carabinieri. La orografia particolare del nostro territorio aumenterà, infine, il rischio di ridurre uno dei diritti fondamentali dei cittadini, quello alla sicurezza». Controcorrente, invece, i pareri degli altri due sindaci da noi interpellati in merito. Rocco Leone è il primo cittadino di Policoro: «Io penso che criminalità e controllo del territorio saranno ancora garantiti pur se verranno meno i riferimenti provinciali. Saranno realizzate alternative. Del resto, Commissariati, caserme dei carabinieri e della Guardia di finanza oltre che di altri corpi continueranno a funzionare. Poi, la costa jonica metapontina non teme nulla dal taglio della Provincia di Matera. Anzi, la sua eliminazione darà più ampio respiro a questa parte del materano che lavora e produce». E Pino Santarcangelo, sindaco di Nova Siri, ha aggiunto: «Io voglio essere fuori dal coro. Piccolo è bello non vale più. Prima ogni politico voleva portare qualche presidio il più vicino possibile al suo raggio d’azione. Non è più possibile. Credo che il controllo del territorio in funzione anticriminalità rimarrà anche se non ci saranno più i riferimenti primari a Matera. Insomma, siamo coi piedi nel baratro. Qualche tentativo per uscirne va fatto». Vincenzo Francomano Rocco Leone Giuseppe Labriola Giuseppe Santarcangelo Maria Antezza Filippo Bubbico Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 08.07.2012 PAG. 11 Basilicata Mezzogiorno BASILICATA PRIMO PIANO I III Domenica 8 luglio 2012 VERSO LA SPOLIAZIONE «Il territorio potrebbe essere desertificato. Come verranno articolate funzioni basilari quali il settore dei trasporti?», dice Camardo (Uil) RIGORE E LOGICA «Tutto l’apparato va semplificato ma occorre entrare nel merito delle questioni senza interventi drastici», dichiara Coppola della Uil «Ecco la scure sui servizi del pubblico impiego» La segretaria della Cgil critica l’accorpamento alla provincia di Potenza GLI ENTI E LA SCURE La sede della Provincia di Matera in via Ridola. A sinistra, il presidente Franco Stella. Si teme per la soppressione dell’ente. In basso, una manifestazione a tutela delle pensioni e per il diritto al lavoro promossa dalla Cgil [foto Genovese] PIERO MIOLLA l MATERA. Il taglio delle province visto dalla parte dei sindacati: all’indomani del provvedimento licenziato dal Consiglio dei Ministri, con il quale l’esecutivo di Mario Monti ha decretato, tra l’altro, l’accorpamento della Provincia di Matera a quella di Potenza, gli esponenti delle parti sociali dicono la loro. «Tagli di questo tipo – spiega il segretario provinciale della Cgil, Manuela Taratufolo – vanno ad incidere in funzione dei servizi resi dalle province ai territori: il danno, infatti, viene pagato proprio dai territori, con uno sguardo particolare ai dipendenti della Provincia. Mi chiedo come sarà gestita la situazione che verrà fuori? Io credo, però, che non è sufficiente tagliare, ma bisogna più che altro ottimizzare». Più in generale, per la Taratufolo si sta «sottovalutando la funzione dei servizi: i tagli non sono ponderati perché i servizi ed il settore pubblico dovrebbero avere la massima attenzione, ed invece ci regalano solo tagli. Decidere di tagliare senza capire dove e come, senza verificare cosa il presidio riusciva a garantire, non credo che sia razionale». Non teme una progressiva desertificazione del territorio? «Non dobbiamo consentire che si desertifichi, più che il territorio, il settore pubblico: ciò acuirebbe le diseguaglianze e le difficoltà. C’è bisogno, invece, di maggiore attenzione: è vero che vanno recuperate le risorse, che scarseggiano sempre più, ma è altrettanto vero che si possono cercare anche altrove, altrimenti avremo, appunto, solo una desertificazione del settore». Giuseppe Camardo, componente della segreteria regionale della Cisl, vede nell’abolizione delle province una spoliazione ulteriore del territorio. «Il rischio desertificazione c’è tutto – conferma alla Gazzetta – A me preoccupa anche, anzi soprattutto, questo modo di fare del Governo Monti, che ignora la concertazione e che, a lungo termine, ci può portare a provvedimenti come quello licenziato ieri, che non prendono in considerazione le singole realtà territoriali». Altro aspetto delicato e decisivo: «Bisogna capire come, in concreto, alcuni funzioni precipue delle province verranno articolate: il settore trasporti, ad esempio. Il rischio, inutile nasconderlo, è l’eccessiva centralizzazione e la conseguente desertificazione: noi dobbiamo fare di tutto per evitarle». Per Franco Coppola, segretario provinciale della Uil, «in Italia i livelli istituzionali sono sovrabbondanti: tutto l’apparato va semplificato ma non mi pare che sia questa la soluzione. Secondo me, invece, bisogna entrare nel merito delle questioni. Non mi sta bene che venga presa di mira solo un ente come la provincia, quasi a significare che tutti i mali siano riconducibili a questo ente territoriale intermedio. Credo che sia davvero importante semplificare ed economizzare il sistema, ma ciò va fatto con la logica». Altro tema caldo: le competenze CGIL Manuela Taratufolo della provincia, come saranno ripartite? «Il quadro – riconosce Coppola - è ancora tutto da definire. L’Effetto domino sul territorio? Io credo e spero che non ci sarà. Penso, più che altro, al taglio dei dipendenti che, così come è strutturato, di per sé non mi dice nulla. Se, però, viene fatto come misura massima e poi calato nelle varie realtà, potrebbe anche non essere del tutto negativo». Il Paese, a giudizio di Coppola, avrebbe bisogno di «razionalizzare, non di tagliare sic et simpliciter. Rispetto a questo c’è da fare un discorso serio con un approccio che sia il più onesto possibile andando a razionalizzare tutte le situazioni fuori controllo, che ci sono». In ogni caso, la Uil ritiene che si stia esagerando «nei tagli agli enti locali, divenuti ormai abnormi. Che vi sia bisogno di accorpare, non v’è dubbio, ma non va dimenticato che i presidi sul territorio sono quelli di prossimità per i cittadini e, dunque, non bisogna penalizzarli oltre». I PARLAMENTARI ANTEZZA E BUBBICO: «DUE PROVINCE SONO EQUILIBRATE PER LA BASILICATA». CHIURAZZI: «VEDIAMO IL DECRETO». ADDUCE: «NO ALLA MANNAIA» «Difenderemo il nostro territorio» Calia «Meno burocrazia per migliorare il sistema Paese» Latronico: «La revisione deve servire per combattere sprechi e inefficienze» FILIPPO MELE l MATERA. Provincia di Matera addio. Ma i parlamentari del Materano si batteranno, pur comprendendo le ragioni della Spending review e del riassetto istituzionale, perchè essa rimanga in vita. Come auspicato anche dal sindaco di Matera, Salvatore Adduce. «Prima di esprimermi, però – ha dichiarato il sen. Cosimo Latronico (Pdl) - occorrerà che mi legga tutti i contenuti del Decreto. Una cosa è certa. Abbiamo difeso e difenderemo una presenza storica come quella della Provincia. Capiamo la logica del riassetto istituzionale sul territorio dove troppi enti hanno competenze che si sovrappongono. Ed in questo la crisi della Provincia è evidente. E gli apparati burocratici vanno snelliti poiché la gente non ne può più di tasse. Occorrerà difendere i servizi per i cittadini e non le articolazioni istituzionali. La revisione deve servire per combattere sprechi ed inefficienze». Come voterà se il Decreto conterrà l’abolizione della Provincia di Matera? «Sarò a favore – ha risposto il senatore del Pdl - di un Decreto che aiuti i cittadini ad alleggerire il costo dello Stato a loro carico». Posizione di attesa, almeno nell’acquisizione di un testo definitivo, anche quella del sen. Carlo Chiurazzi (Pd): «Non anticipiamo i tempi. Vediamo il Decreto. Per ora si tratta di voci ed il premier Monti si è preso 10 giorni per stilare i criteri di riferimento. Io, intanto, ho già condotto una serie di azioni nel Pd ed in Parlamento affinchè ogni Regione abbia almeno due Province. Mi batterò perchè tra i criteri vi sia anche questo. Sul come voterò ci penserò quando sarà il momento. Per ora lavoro alla difesa del mio territorio». «Giusto ridurre l’inefficienza della spesa pubblica – ha aggiunto il sen. Filippo Bubbico (Pd). Cosa, però, che non si ottiene abolendo la Provincia di Matera. In una Regione vasta come la nostra due Province sono la soluzione giusta. Credo sia giusto abolire, allora, tutti gli enti intermedi, come le aree programma, e mantenere le Province cui affidare la manutenzione del territorio, la viabilità, la scuola, la formazione professionale. Voterò come voterà il Pd». E nella preannunciata battaglia si impegnerà anche la sen. Maria Antezza (Pd): «Due province sono equilibrate per la Basilicata considerata la sua orografia particolare. Quando avremo il testo definitivo del Decreto a disposizione, tuttavia, faremo le nostre valutazioni e ci adopereremo, se necessario, per emendarlo». Come voterà se Matera nel Decreto sarà abolita? Secca la risposta della senatrice Pd: «Non mi fascio la testa prima di rompermel»”. Difesa ad oltranza della Provincia anche da parte del sindaco di Matera, Salvatore Adduce (Pd): «Non possiamo esser pregiudizialmente contrari alla Spending review che, però, non può essere una sorta di mannaia. Io credo che dobbiamo farci bastare quel che abbiamo. Ma la Basilicata, con un territorio vastissimo ed una popolazione sparsa, non può vedersi sopprimere la Provincia di Matera. E questo non per la storia o per campanile ma per rispettare un equilibrio territoriale che si era creato tra Potenza e Matera. Se il paesaggio qui è stato preservato, poi, è stato anche perchè sul territorio hanno operato presidi come la Provincia». . IN CAMPO Il senatore el Pdl, Cosimo Latronico. I parlamentari pronti a tutelare la Provincia di Matera «L’abolizione delle province? Se è utile a risolvere i problemi della collettività, ben venga». Saverio Calia, imprenditore del mobile imbottito non ha dubbi: inutile piangersi addosso, bisogna organizzarsi. «A noi – prosegue - non cambierebbe certo la vita, anche perché in uno spirito di solidarietà tutto ciò che può essere fatto per il bene comune va messo in atto». Con l’accorpamento della Provincia di Matera a Potenza potrebbe esserci un effetto domino con la partenza di altri uffici. «Nell’era della tecnologia non credo sia un problema: basta organizzarsi e tutto si può fare. Sono convinto che sburocratizzando si migliori [p.miol.] sempre di più». Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 08.07.2012 PAG. 12 Basilicata Mezzogiorno Profilo del fondatore delle Discepole di Gesù eucaristico Mons. Delle Nocche diventa venerabile I di NIKO MARCANTONIO * l 10 maggio 2012 S.S. Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi ha promulgare, tra gli altri, il “Decreto di venerabilità” sulle virtù eroiche del servo di Dio Raffaello Delle Nocche, vescovo di Tricarico e fondatore delle suore Discepole di Gesù Eucaristico. Mons. Raffaello Delle Nocche, nato a Marano (Napoli) il 19 aprile 1877, fu vescovo della diocesi di Tricarico dal 1922 al 23 novembre 1960, giorno del pio transito verso la vita immortale. Tra le molte virtù eroiche che hanno caratterizzato l'apostolato del venerabile Delle Nocche, merita una menzione particolare quella di aver fondato la Congregazione delle suore Discepole di Gesù Eucaristico. L'attività della nuova famiglia religiosa ebbe ufficialmente inizio il 4 ottobre 1923, quando arrivarono a Tricarico due signorine da Napoli, Linda Machina e Silvia Di Somma. Le aspiranti religiose trovarono sede in un antico Convento francescano in abbandono, che divenne poi la Casa Madre delle Discepole di Gesù Eucaristico. Linda, divenuta madre Maria Machina (1884-1981), fu la prima "Discepola" che da Calvizzano aderì al messaggio eucaristico proposto da Mons. Raffaello Delle Nocche e fu, per svariati anni, anche la prima superiora generale del neo istituto di vita consacrata. Era il 15 settembre 1924 quando, nella chiesa del convento di Sant’Antonio a Tricarico, in provincia di Matera, ebbe luogo l'attesa cerimonia per la vestizione delle prime Discepole di Gesù Eucaristico, il nuovo ordine religioso istituito da S.S. Pio XI. Considerata l'importanza delle evento, i giornali dell'epoca così commentarono la notizia: “ …fin dalle 7 del mattino, la chiesa, sorridente nella candida semplicità della sua unica navata, rigurgitava di folla, riverente e silenziosa, composta di tutti i ceti sociali. Alle 8 Monsignor Delle Nocche entra dalla porta maggiore e subito dopo dallo stesso ingresso, s'avanzano le monacande, avvolte nella spumosa bianchezza di veli nuziali, che s'accorda col pallore estremo del viso, pensoso, all'ombra delle lunghe ciglia, al braccio delle rispettive madrine ( Sig.re Giuseppina Ferri, Bettina Santoro, Rosina Ferri, Sig.ne Marietta Delle Nocche, Gigli e Venturini) e vanno ad inginocchiarsi presso l'altare maggiore. Il vescovo intona l'inno Veni Creator Spiritus; indi, con voce trepida di commozione, chiede: “Figlie, che domandate?”. E le postulanti: “Una sola cosa ho domandato al Signore e questa io cercherò: che io possa abitare nella sua casa e per tutti i giorni della mia vita a fine di vedere il gaudio del Signore, vivendo nell'adorazione del mio Sposo nella S.S. Eucaristia e riparando alle offese che a Lui si fanno. E perciò domando l'abito delle Discepole di Gesù Eucaristico… Concluse le varie fasi della vestizione… il Vescovo impartisce la benedizione, celebra la S. Messa ed intona il Te Deum”. Fu una grande festa per la piccola comunità tricaricese, oltre ad essere stata profondamente suggestiva sia per le otto fanciulle che celebrarono le loro mistiche nozze con Cristo e sia per il buon Pastore di anime Mons. Delle Nocche. Il vescovo, infatti, grazie alla nuova congregazione religiosa femminile, regalò alla diocesi una ventata di vigorosa sorgente di spiritualità, fatta di amore zelante e di carità ardente. Nella Lucania del Novecento si respirava una grande aria di santità e di valori umani e spirituali, che, tra gli altri, trovarono concretezza e testimonianza di vita nelle figure eroiche del mantovano Augusto Bertazzoni, vescovo di Potenza dal 1930 al 1966, il quale, insieme a Raffaello Delle Nocche, entrambi servi di Dio, operarono nella stessa epoca e, con solerzia tutta evangelica, seppero guidare in modo considerevole il loro popolo nella crescita della vita sociale cristiana. A questi uomini “santi”, si aggiungono, solo per citarne alcuni, le opere pastorali dell'arcivescovo di Matera Anselmo Pecci che resse la diocesi per 37 anni, dal 1907 al 1944, di don Vincenzo D'Elia che fu segretario del vescovo potentino, Ignazio Monterisi, quest'ultimo fratello del più noto Nicola, arcivescovo di Salerno, e poi parroco, per oltre 50 anni, della Parrocchia SS. Trinità di Potenza, di Mons. Peppino Spera, arcidiacono della cattedrale di Potenza, di mons. Angelo Mazzarone, vicario della Diocesi di Tricarico e fedelissimo del nostro vescovo Delle Nocche, Raffaele Pontrandolfi da Grassano, primo parroco francescano della Parrocchia di San Michele di Potenza, don Giuseppe De Luca, uomo di profonda umanità e cultura, mons. Giuseppe Vario, arcivescovo di Potenza, Marsico e Muro Lucano, don Francesco Colucci, primo parroco di Sant’ Anna a Potenza, mons. Quaremba di Matera e i padri Semeria e Minozzi, lucani per espressa volontà. Raffaello Delle Nocche appartiene, dunque, a quel nutrito drappello di presuli dei tempi nuovi, coraggiosi testimoni della fede. Egli seppe declinare il ministero episcopale alle problematiche del Mezzogiorno, acuitesi nel primo e nel secondo dopoguerra, alleviare le piaghe dell'analfabetismo ed annunciare la Parola di Dio; ebbe cura degli emarginati della società ed attese alla formazione civica particolarmente dei giovani, diede speranza ai rassegnati, salvaguardò la pietà popolare e stimolò anche i credenti a valorizzare la sofferenza ed a porsi al servizio dei poveri e dei bisognosi. Feconda fu l'attività svolta dalle Discepole nel primo ventennio (1923-1943), soprattutto in ambito didattico-educativo. A tal proposito, meritano di essere ricordate, in modo particolare, le sorelle suor Immacolata, suor Laura e suor Angelica, al secolo rispettivamente Olimpia, Giulia e Laura Parisi. L'intelligenza versatile, le qualità organizzative e la capacità di penetrare l'animo dei giovani di queste “discepole” di Gesù Eucaristico, permisero di avviare a Tricarico un importante attività scolastica, quella dell'Istituto Magistrale di cui, suor Immacolata, fu per 21 anni il primo dirigente scolastico. Partendo da Tricarico, appunto, la giovane congregazione fondò complessivamente 33 case in Puglia, in Campania, nel Molise, in Abruzzo, in Basilicata, in Piemonte e nel Lazio, di cui 29 scuole materne con 2.350 bambini; 28 laboratori con 691 giovanette; 4 scuole elementari con 310 fanciulle; 10 doposcuole con 370 fanciulle; 208 fanciulle in tre Istituti di ordine medio superiore, di cui 67 nella Scuola Magistrale legalmente riconosciuta di Boiano, nella Scuola Media Parificata di Manfredonia e 120 nelle Scuole Medie Parificate e dell'Istituto Magistrale Superiore di Santa Chiara in Tricarico, quest'ultimo frequentato anche dalla Serva di Dio Maria Marchetta, prematuramente scomparsa a soli 27 anni il 7 aprile 1966, proprio negli anni in cui la diocesi avviava il processo canonico/cognizionale circa la vita, le virtù e la fama di santità del vescovo Delle Nocche. Si aggiungevano anche due convitti femminili annessi alle scuole di Tricarico e Boiano con 90 convittrici. Nell'insieme vi erano 274 suore professe, novizie e postulanti. Attualmente, l'universalità del Carisma, ha spinto la congregazione a svolgere questo prezioso servizio anche nelle terre di missione quali l'Africa, l'America Latina e l'Asia. Le Discepole, invece, furono chiamate a Potenza da mons. Augusto Bertazzoni e dal sindaco del tempo, Emilio Colombo, il quale stava facendo costruire una moderna Scuola Materna. All'inizio le suore abitarono nella casa abbandonata dalle Suore di Sant’Anna, affrontando molti disagi. La nuova Casa, invece, di proprietà del Comune di Potenza, fu inaugurata ufficialmente il 2 agosto 1952. Si avviò subito la scuola materna e si aprì un pensionato per le studenti. La comunità si dedicò con alacre zelo alle opere di apostolato e di carità e diventò subito un centro di vita eucaristica. Nel 2009 il fabbricato è stato in parte ristrutturato, per accogliervi una ludoteca e un asilo nido. L'attuale comunità, composta di 14 membri, si dedica con profitto all'educazione dell'infanzia nella scuola materna, cui recentemente si è aggiunta, con circa 70 bambini, la classe “primavera” e un asilo nido. La scuola paritaria dell'infanzia, intitolata al grande statista trentino Alcide De Gasperi, che attualmente conta ben 150 alunni, è diretta, con competenza e dedizione, dalla salentina suor Licia Marra, coadiuvata, nell'attività didattica, dalle insegnanti religiose, suor Concilia e suor Angela Pia, e dalle laiche Daniela Croce e Silvia Tancredi. La scuola dispone di cinque aule, refettorio e cucina interna . C'è anche una palestra che funge, all'occorrenza, anche da laboratorio per le attività praticomanuali, oltre ad uno spazio verde esterno, attrezzato con diversi giochi per il benessere psico-fisico dei bambini. Speriamo che il “profumo” di santità del loro fondatore, il venerabile Raffaello Delle Nocche, continui ad inebriare ed illuminare la vita, il pensiero e l'opera meritoria di queste umili ed importanti “operaie nella vigna del Signore”, affinchè il loro sforzo educativo sia sempre più attento e generoso e l'umanità sia sempre più ricca di credenti semplici e saggi, che sappiano guardare oltre e dentro l'intelligenza e il cuore delle persone, ricordando il passo biblico del libro del Siracide (6,26) “Se incontri una persona saggia, va presto da lei, il tuo piede consumi i gradini della sua porta.” Ad majora, semper. *cultore di Storia Patria E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro 15 Domenica 8 luglio 2012 Estratto da: La Nuova del Sud - 08.07.2012 PAG. 13 _Matera e Provincia • Alta Murgia_ MATERA - Oggi per festeggiare l’ottava festa in onore della santa patrona di Matera, la Madonna della Bruna, al termine delle funzioni religiose e prima dello spettacolo pirotecnico, la soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoatropologici della Basilicata e il Comune di Matera inaugurano alle 21,30 nella Chiesa del Carmine di Palazzo Lanfranchi, una grande mostra di “cartapeste strappate” dai Carri trionfali dedicati alla Madonna della Bruna, tra le quali spiccano anche alcune statue che decoravano il Carro di quest’anno. La mostra, curata e realizzata dalla soprintendenza e promossa insieme al Comune a partire da un’idea del consigliere Rubino e in ricordo di Pasquale Lamacchia, uno dei cavalieri della Bruna, è resa possibile dalla disponibilità di tanti cittadini materani che hanno deciso di esporre nel Museo di Palazzo Lanfranchi i loro preziosi trofei, statue e frammenti degli apparati decorativi delle grandi macchine “barocche”, per condividerli con la comunità in uno straordinario sentimento di partecipazione corale che è quello che da più di 300 anni caratterizza la festa del 2 luglio: la giornata più lunga dell’anno che si conclude con il momento più travolgente e catartico, lo strappo del Carro. Così Franco Palumbo, cuo- Basilicata Mezzogiorno Domenica 8 luglio 2012 Da oggi e fino al 31 luglio le cartapeste strappate del carro della Bruna I preziosi trofei esposti a Palazzo Lanfranchi 29 re autentico della tradizione materana, a lungo presidente del Comitato dei festeggiamenti, descriveva questo momento speciale: “… Ecco il primo salto seguito da tanti altri, il Carro è preso: la festa vive il suo momento culminante. La Madonna di cartapesta inginocchiata è stata presa, l’Angelo ha perso il braccio, nel gesto dell’annunciare. Le colombe hanno preso il volo guidate dal gesticolare di chi le ha strappate. A gruppi gli assalitori si difendono per non farsi prendere il pezzo staccato. Le fiancate non esistono più, sono state ridotte a piccoli pezzi”. Di generazione in generazione gli artigiani materani, gli Epifania, i Nicoletti, i Pentasuglia e oggi i giovani Daddiego, sulla falsariga degli artisti del ’700 e dell’800 (dai D’Antona ai Bonamassa ai Coversi) si tramandano il sapere tradizionale della cartapesta con la quale realizzano il la grande macchina rituale della festa patronale della Madonna della Bruna che dal 1700 ogni anno viene smembrata al centro della città. Una straordinaria manualità, un campionario di motivi e soggetti, un patrimonio inesauribile e allo stesso tempo riconoscibile di elementi e simboli che si riversano e rendono unico il Carro. La mostra è aperta fino al 31 luglio con ingresso libero. Il “Premio Heraclea” assegnato a personaggi lucani meritevoli Magna Grecia, si celebrano 33 km di costa e duemila anni di storia POLICORO - Suggestio- collaborazione con “Quani, storia, suoni, colori drum – Promozione e di una terra millenaria Sviluppo” di Matera. La da vivere nel corso del- conferenza stampa di l’evento del “Premio He- presentazione della ma- la costa jonica lucana, raclea – “Trentatre chi- nifestazione avrà luogo lunga 33 chilometri da lometri di costa e duemi- martedì 10 luglio alle Metaponto a Nova Siri la anni di storia” che 11,30 presso “Terrazza avrà luogo il 2 agosto, dell’Annunziata Caffè”, alle 21 a Policoro, citta- in piazza Vittorio Venedina che conserva intat- to a Matera. Interverranno il presito il fascino della Ma- I riconoscimenti dente della Provincia gna Grecia. consegnati Franco Il Premio si prefigge di durante un Gran Stella, il sindaco di dare il giuGalà il 2 agosto Policoro sto riconoRocco Leoscimento a MATERA - Nell’ambito locali e nazionali e duranpersonaggi della Basili- ne, gli assessori al bilandelle attività legate alle at- te le proiezioni cinematocata, che si sono distin- cio Massimiliano Scarcia tività di sensibilizzazione grafiche compreso il Parti per operato e profes- e al Turismo, Sport e e conoscenza del territo- coMurgia Film. sionalità in vari settori, Spettacolo Massimiliano 6 brevissimi spot della rio, iniziate con la sommianche oltre i confini re- Padula del Comune di nistrazione alla comuni- durata di 30 secondi reagionali. I riconoscimen- Policoro, l’assessore altà locale di questionari lizzati dal regista Antonio ti saranno consegnati la Cultura e al Turismo sull’”uso” corretto del Andrisani che si è avvaldurante un Gran Galà, del Comune di Matera Parco, verrà presentato so della partecipazione di che contribuirà alla pro- Cornelio Bergantino, domani alle 10 nella sede giovanissimi e anziani mozione del territorio e Mario Garrambone, del Parco della Murgia attori locali, che hanno coad emozionare il pubbli- ideatore e autore del Materana, via Sette Dolo- me obiettivo la riduzione co. L’evento, nato da progetto, Tiziana Federi, 10 – Matera la campa- del divario tra l’uso delle un’idea di Mario Carlo le, presidente dell’assogna legata all’uso delle tec- nuove tecnologie e la na- Gli spot video saranno trasmessi sui network locali e Garrambone e presenta- ciazione “I colori dell’aninologie naturali. Una se- tura. I 6 spot saranno pre- nazionali e durante le proiezioni cinematografiche to dall’associazione cul- ma”, e l’amministratore rie di spot video che saran- sentati lunedì nel corso compreso il ParcoMurgia Film. turale “I Colori dell’Ani- di Quadrum Franco Brano trasmessi sui network della conferenza stampa. ma”, è organizzato in ia. Gli spot di Andrisani per l’uso di tecnologie naturali Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 07.07.2012 PAG. 14 Basilicata Mezzogiorno II I BASILICATA PRIMO PIANO Sabato 7 luglio 2012 TRAFFICO DI RIFIUTI LA FILIERA DEI VESTITI SMESSI Il materiale raccolto grazie al porta a porta ai cassonetti gialli riveduto, senza BASILICATA SOTTO OSSERVAZIONE ed essere lavato, ad ambulanti anche esteri Donati per i poveri venduti nei mercatini Scoperto il ricco giro d’affari degli abiti usati. Indagati in 57 Inchiesta della Direzione distrettuale antimafia e del Corpo forestale dello Stato ANTONELLA INCISO l Lo «specchietto per le allodole» era la carità. La possibilità di aiutare i poveri ed i bisognosi. Peccato che gli indumenti e le scarpe donate, invece, venivano regolarmente venduti sui mercati italiani ed esteri. Con un giro d’affari complessivo di diversi milioni di euro. L’ultima frontiera della criminalità passa anche dalla raccolta degli abiti smessi. Un altro modo di fare soldi messo a frutto da un gruppo di pugliesi e campani che si erano dedicati proprio alla raccolta ed alla successiva rivendita di indumenti usati. A scoprirli il Corpo forestale dello Stato di Potenza che, per più di un anno, ha attentamente monitorato il fenomeno e un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza che ha portato al sequestro di 18 automezzi utilizzati per il trasporto di indumenti usati non igienizzati ed alla notifica di un avviso di conclusione indagini nei confronti di 57 persone. Vari i reati che sono stati contestati e che vanno dall’associazione per delinquere al concorso in gestione illecita dei rifiuti. In particolare, a rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, al falso e alla truffa sono 15 persone residenti in Puglia, Basilicata e Abruzzo. Al vertice dell’organizzazione cinque persone: Antonio Capillo di Foggia, Guerino Modesto di Bari, Luigi Di Costanzo di Foggia, Luciano Varrese di Potenza e Giovanni Tullio di Teramo. Cinque uomini che raccoglievano abiti usati donati per i poveri e li rivendevano, guadagnandoci sopra non poco. Un nuovo business, dunque, un nuovo modo di guadagnare sfruttando la buona fede delle persone, scoperto ed illustrato nel corso di una conferenza stampa tenuta dal pubblico ministero Laura Triassi, dal comandante regionale del Corpo forestale dello Stato, Francesco Curci e dal comandante provinciale Angelo Vita. Calabria, Basilicata, Puglia ed Abruzzo i territorio dove la gang agiva. Ma non solo, perchè parte degli abiti raccolti venivano rivenduti anche all’estero, in Albania e Nordafrica soprattutto. Semplice ed efficace, ovviamente, il meccanismo illecito. Attraverso manifesti e locandine affisse davanti ai portoni la raccolta di abiti veniva pubblicizzata, facendo credere agli ignari cittadini di provvedere ad aiuti umanitari. Gli indumenti, poi, venivano raccolti porta a porta o attraverso i cassonetti gialli sistemati in diversi comuni (tredici quelli lucani). Una volta presi, venivano smistati, scelti e caricati su alcuni camion che arrivano a Foggia dove Guarino li rivendeva a grossisti italiani o a ditte di import export, senza che si provvedesse ad alcuna igienizzazione. Con tutto quello che questo comporta sul fronte dei rischi per la salute umana. A quel punto il gruppo provvedeva a destinare i vestiti ai diversi mercati, italiani e non. L’esportazione, inoltre, avveniva con falsificazione dei documenti da presentare in dogana, in modo tale che, al momento dell’imbarco, gli indumenti risultassero «puliti». Così, tra un artifizio e l’altro, chili e chili di vestiti sono finiti sulle bancarelle degli ambulanti italiani che li vendevano a pochi euro, o sui mercati esteri, albanesi e africani, dove invece, i prezzi erano un pò più consistenti. Altro che abiti destinati ai poveri, quindi. In questo modo la gang riusciva ad avere un giro d’affari di diversi milioni di euro. Almeno quello ufficiale, perchè gli inquirenti ritengono che vi sia anche un notevole giro di soldi ottenuti a nero. Almeno un 50 per cento dell’attività. Insomma, un meccanismo ben articolato per un’inchiesta che potrebbe riservare altre interessanti «sorprese» IL PARTICOLARE Indagavano sui rifiuti trovano gli abiti, inchiesta nata da un’ intercettazione Un caso. Un puro caso. Come quelli che capitano di tanto in tanto. Un parola di troppo, una mezza frase e così gli investigatori del Corpo forestale dello Stato che ascoltavano quella telefonata si sono resi conto che la loro inchiesta sul traffico di rifiuti poteva avere un inaspettato risvolto: quello degli abiti donati per motivi benefici e destinati, invece, ad essere rivenduti. L’inchiesta «Panni sporchi» è nata così. Da un’intercettazione effettuata nell’ambito di un’altra indagine sempre sul traffico dei rifiuti condotta dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo. Partendo da quello gli investigatori sono partiti e per la prima volta, nel corso di un’inchiesta in materia, sono stati collegati gli inganni nei confronti di chi ritiene di compiere un’azione umanitaria e la normativa sulla gestione illecita di rifiuti. «È un’operazione importante per i risultati a cui è pervenuta e perchè siamo andati ad interessare la normativa sui rifiuti precisa il colonnello Curci, comandante regionale del Corpo forestale dello Stato - È la dimostrazione che il Corpo forestale dello Stato è in prima linea nel contrasto ai reati in materia ambientale». Ad evidenziare che l’operazione sia stata fatta su larga scala e riguardi tutto il territorio nazionale è stato il procuratore facente funzioni, Laura Triassi. «È stato un lavoro effettuato su scala nazionale - aggiunge il magistrato - Un lavoro che ha evidenziato il business degli indumenti usati, messi in circolo senza la procedura di sanificazione, senza il rispetto della normativa sulla salute pubblica con grande pericolo per la salute pubblica». Già, la salute pubblica, il rischio di contrarre malattie. Un problema concreto, un problema serissimo evidenziato anche dal comandante provinciale del Cfs, colonnello Vita che ha parlato «di rischio di malattie della pelle». Aggiungendo, poi, che: «nella provincia di Potenza l’attività di controllo, di verifica e di repressione - dice Vita - è particolarmente impegnativa per la simultanea presenza sul territorio di luoghi a notevole valenza ambientale e di siti a notevole rischio di inquinamento». [a.i.] IL MERCATINO Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 07.07.2012 PAG. 15 Basilicata Mezzogiorno 6 Primo piano Sabato 7 luglio 2012 Presidi di giustizia Sabato 7 luglio 2 NEGLI SCATTI DI ALESSANDRO ZENTI I DIVERSI MOMENTI CHE HANNO SCANDITO LA GIORNATA DI IERI Da Roma arriva la doccia fredda Il tribunale è ufficialmente soppresso La battaglia continua DI VITTORIO LAVIANO MELFI - Hanno discusso fino a tarda sera. Hanno parlato, gridato e qualcuno ha usato parole forti. Per tutti, politici, avvocati e semplici cittadini: «La battaglia per il tribunale continua». Non è escluso che già dalle prossime ore ci possano essere sviluppi sulla vicenda. Si è concluso così il lungo giorno di Melfi iniziato con l’ufficialità della sopA POTENZA pressione da parte del ministro e continuato con l’occupazione del tribunale. Fin dal mattino 8 avvocaI sindaci ti- tuttedonne- hannomanifestano davanti il palazzo di giustizia di incontrano Melfi il proprio dissenso all'ipotesi di soppressione perché: «la nostra è Bersani una lotta per difendere il nostro futuro - spiega la giovane giurista, SI SONO ritrovati di Mariella Iorio - ed anche se sono buon mattino. Diversi iscritta da poco a questo ordine mi sindaci dell’area del sento in dovere di difendere il tribuVulture Melfese, qualnale». Davanti il tribunale di piazza che avvocato, tra cui il Federico II le otto donne coraggiose presidente del foro di sono incatenate ad una panca e con Melfi, Di Ciommo, hanno voluto incontra- un nastro nero sul braccio perché in questo foro ci si sente derubati e prere il segretario del Pd, si in giro dal momento che la chiuPierluigi Bersani. Gli hanno esposto i motivi sura del tribunale: «ci spoglia del nostro futuro - commenta la pratitecnico-giuridici per cante, Lucia Simonetti - ed è un fatto cui il nosocomio melfiinammissibile». Ci sono anche giutano deve rimanere in riste madri: «infatti sono qui prima vita e soprattutto hanancora che da avvocato - aggiunge no elencato i motivi la giurista,Angela D'Angelo- inveche li portano a proteste di cittadina e genitore di tre figli. stare. Bersani ha ascoltato con molto in- Probabilmente non tutti hanno teresse le rimostranze compreso la gravità di questa soppressione che rappresenta uno e alla fine ha sostenuscippoper tuttoilterritorio delVulto che ci siano delle ture melfese alto Bradano». Si nu«ottime ragioni» per trono ancora speranza : «ed è per cui il tribunale non dequesto che continuiamo nella prove essere soppresso. testa che potrebbe avere anche nuove forme - commenta l'avvocato, Ameriga Petrucci - dal momento che l'oggettività dei criteri elaborati è stata evidentemente messa in crisi da una serie di pressioni ed interventi politici che vanno in direzione opposta di quella sbandierata nella spending review». Si chiama in causa il Presidente dellaRepubblica perché:«chi havolutoil governotecnico - ammonisce la giurista, Maria Rita Di Ciommo - è stato proprio Giorgio Napolitano che però ha dato dimostrazione chiara di essere null'altro che un politico. Eravamo salvi ma è bastata la semplice lettera di Pittella, che esordiva con Caro Giorgio, per far cambiare le prerogative della legge delega. Ora mi rivolgo al Presi- | dente. Non sono nessuno per chiamarlo caro Giorgio ma dico che Napolitano dovrebbe mettersi la mano sulla coscienza e rendersi conto di come sia riuscito a cominciare lo smembramento di un territorio». Il caldo e le ventiquattro ore di protesta con catene alle braccia non hanno stancato le donne professioniste di Melfi che chiedono un incontro al governatore regionale: «per un confronto che sia pacifico e chiarificatore - conclude l'avvocato Anna Sara Torre - oltre che libero e leale. Ci ha detto in sala conciliare di sentirsi superiore a Pittella. De Filippo venga a Melfi da una popolazione che lo ha votato nonostante abiti a trecento chilometri dal suo territorio naturale. Chiediamo un nuovo confronto affinché chi lo ha votato in passato possa decidere in futuro se continuare a farlo oppure no». Il decreto legislativo con la soppressione del tribunale di Melfi è stato formato dal ministro, Paola Severino. Ora verrà inviato alla commissione giustizia di Camera e Senato, quindi al Csm ed la Consiglio di stato. Entro la metà del prossimo mese di settembre è prevista l'approvazione in parlamento del decreto che diverrà Legge. La sensazione è che fino almeno fino al prossimo autunno a Melfila protestadegli avvocati,finoramolto alfemminile, monterà ulteriormente. | IL FILM Melfi, affollata assemblea fino a tarda sera In mattinata occupazione pacifica della struttura IMBAVAGLIATE E INCATENATE GLI SLOGAN PRIMA ancora che ci fosse l’ufficialità della soppressione, alcuni avvocati - tutte donne - si erano incatenate e imbavagliate. Una presa di posizione forte per sostenere l’essenzialità del presidio di giustizia NON SONOmanc aggiunta anche qu addirittura le dimis LA RIFLESSIONE | Melfi senza Santi in Paradiso DI FRANCO CACCIATORE MELFI senza santi in paradiso. È questo l'unica plausibile spiegazione alla decisione della soppressione del Tribunale di Melfi, l'unico nella Basilicata. Alla sua lunga gloriosa storia di 150 anni di vita, è da aggiungere essere questo Tribunale terzo nella regione dopo quello dei capoluoghi per numero di magistrati, avvocati e cause pendenti e sopravvenenti, l'essere Melfi ugualmente terza città della Basilicata per popolazione e centro di grande rilievo storico (luogo di emanazione delle Costituzioni di Federico II), essere ubicato in un'area industriale fiore all'occhiello della regione, nella qua- le è allocato stabilimento Fiat, fra i più moderni del mondo. Ma questo Tribunale è soprattutto un importante presidio a difesa della legalità in un territorio a crescendo rischio criminalità, stretto com'è nella morsa di due regioni ad alto tasso di malavita: Puglia e Campania. E la soppressione è per questo ancor più inspiegabile. L'Associazione Nazionale Magistrati ammonisce: “Bisogna stare attenti a non eliminare i presidi di legalità nei territori dove c'è una forte criminalità”. La soppressione del Tribunale di Melfi condanna l'area melfese a subire per intero l'accerchiamento malavitoso delle regioni vicine. Ma la forte miopia di alcuni che credono ad una depaupera- MA I PARLAMENTARI DEL PDL PROMETTONO BATTAGLIA | E Valvano punta il dito contro Guido Viceconte» MELFI - A muso duro. Il primo cittadino di Melfi, Livio Valvano, replica alle dichiarazioni del senatore Viceconte definendole «inaccettabili e scomposte». «Mi permetto di invitare il senatore Viceconte ad un approfondimento e soprattutto a fare ciò che afferma - continua Valvano - cioè farsi garantedella coesionedell’intera RegioneBasilicata, anziché limitarsi adandare fiero di una presunta capacità di “lucanizzazione della Campania”. Il punto che il Senatore Viceconte non vuole cogliere non è la sopravvivenza del Tribunale di Lagonegro, di cui siamo contenti comunque. Il punto è come si arriva ad una decisione, con quali criteri, con quale livello di discrezionalità». «Quando ad una comunità si chiede di sopportare un sacrificio è fondamentale coinvolgerla e | spiegargli il perché. Se non si è in grado di farlo e fino a questo momento nessuno è stato in grado di farlo, la scelta si qualifica come arbitraria, prepotente, figlia appunto della presunta capacità di lucanizzare ovvero “lagonegrizzare” un territorio a discapito di un altro». «Il disappunto che esprimo per Melfi, ma che provano anche gli altri comuni dell’area nord, si riferisce proprio all’incapacità dimostrata di affrontare una situazione delicatissima, nei tempi giusti, utilizzando criteri condivisi, limitandosi a giocare allo scarica barile o a fare necrologi a morte avvenuta». Meglio sarebbe stato discutere per tempo, motivare e coinvolgere. Perché non lo si è voluto fare? Perché l’On.le Viceconte, già sottosegretariodella Repubblica non se ne è fatto promotore per tempo? E’lecito pensare che forse,alla luce della relazione ministeriale Birritteri, non saremmo giunti allo stesso risultato? E’ lecito almeno sospettarlo? Forse il pensiero è eccessivamente malevolo, ma l’On.le Viceconte con la sua scomposta rappresaglia ci autorizza a far peccato». Il Pdl, in un documento firmato da Taddei, Latronico e lo stesso Viceconte dichiara che: «La decisione del Governo non ha in nessun modo tenuto conto dei nostri rilievi e pertanto la riteniamo ingiusta e insensata. La Basilicata per la sua morfologia del territorio non può essere paragonata alle altre regioni e quindi riteniamo la scelta ancora più ingiusta perché provocherà notevoli disagi ai cittadini. Non ci rassegniamo e avvieremo sulla questione un serrato confronto con il Governo». mento circoscritto solo all'area colpita dal provvedimento porterà come logica conseguenza ad un danno che si rifletterà sull'intera regione. Purtroppo sopravvive ancora la logica del particolare e non del generale, che porta a non comprendere che la sottrazione di servizi, di istituzioni e così via in un'area si riflette sulla regione tutta. Così sarà con la soppressione del Tribunale di Melfi Sicuramente il vitale territorio Melfese, privato di tale presidio a difesa della legalità, vedrà sminuire la difesa del territorio e del cittadino e diverrà sempre più facile preda della malavita che lo circonda e che si estenderà senza argine nell'intera Basilicata. DI LASCIO ESULTA DA FACEBOOK «Lagonegro salvo? Un grazie al segretario regionale del Pdl» E’ UNA dichiarazione che farà discutere. Vito Di Lascio da Facebook elogia Viceconte, artefice della salvezza del tribunale di Lagonegro. Ecco il testo del messaggio: «Il tribunale di Lagonegro è ufficialmente salvo e il tribunale di Sala Consilina sarà accorpato a quello di Lagonegro. Esprimo viva soddisfazione per l'ottimo lavoro svolto dal sen. Guido Viceconte, segretario regionale del Pdl di Basilicata, costantemente "sensibilizzato" sul tema da Mariano Pici e dal sottoscritto in nome e per conto del Pdl dell'area Lagonegrese-Senisese-Val d'agri. Ricordo che tale risultato è il frutto del lavoro di studio eseguito da una commissione tecnica nominata dall'allora Ministro della Giustizia, Nitto Palma (Pdl), con cui il sen. Viceconte ha intrattenuto proficue relazioni politiche». La dichiarazione di Di Lascio non è certo contro il tribunale di Melfi, ma certamente non farà piacere ai melfitani che vedono proprio in Viceconte uno degli artefici della soppressione del palazzo di giustizia della città di Federico II. H Felice Beli «LA CHIUSU stato di salu le lucano: co remo nelle o necessario t non elimina legalità. Già stero della G geografia g conto della r cata, a dir p capoluogo d di Melfi». Gerardo M «IL MODUS stiza- precis conto delle p silicata. Il T storico di leg le in una zo striale e pred lavitose pro fe». Domenico «PUR SOD mantenere i sinceramen e la mia vicin del territori spicio che la numeri ma g tiche da affr unita nelle b vano ad affr Nicola Pag «LA doccia f del tribunal che avevo es dei sindaci d no che non contatto con finito per ess falso teorem obiettivi di spica: «l'uni dere questa Estratto da: La Nuova del Sud - 07.07.2012 PAG. 16 _Potenza e Provincia_ Basilicata Mezzogiorno Sabato 7 luglio 2012 19 Il sindaco De Maria: ipotesi da terzo mondo. Gli uffici erano già oberati di lavoro. Tagli anche a Lauria e Maratea “Senza Poste frazioni uccise” Spariscono 16 uffici e 19 sportelli apriranno a giorni alterni. Insorgono Agromonte Magnano e Mileo LATRONICO - Poste Italiane ha già deciso. In Basilicata chiuderanno i battenti ben 16 uffici postali. Senza contare i 19 sportelli che apriranno a giorni alterni. L’incontro tra sindacati e rappresentanti di Poste Italiane Spa ha sancito che sarà alto il prezzo pagato dalla nostra regione a causa della crisi della più grande azienda di servizi italiana. Uno dei primi ad indignarsi a queste latitudini è stato il sindaco di Latronico Fausto De Maria. Nel popoloso comune dell’area sud sono infatti previsti lucchetti davanti agli uffici postali delle frazioni di Agromonte Magnano e Agromonte Mileo. Si tratta di contrade densamente abitate rispetto agli standard regionali e abbastanza distanti dal centro del paese. Agromonte Magnano dista ben 11 Km da Latronico centro e conta ben 1067 abitanti mentre Mileo fa 770 abitanti ed è lontano 7 km dal paese. In pratica i due Agromonte sono frazioni che hanno una popolazione pari a quella di tanti piccoli comuni lucani. De Maria stigmatizza “è una decisione presa dall’alto senza la minima conoscenza delle peculiarità del nostro territorio”. Il sindaco affida la sua protesta ad un comunicato diffuso anche su facebook. A causa di “questa sciagurata ipotesi le popolazioni di due grandi frazioni si troverebbero a vivere nelle condizioni neanche più da terzo mondo”. C’è poi il problema degli anziani che sono una parte considerevole della popolazione in questi centri. -“ Gli Uffici postali assolvono un servizio pubblico senza il quale le popolazioni sono abbandonate a se stesse, per non parlare poi delle difficoltà che incontrerebbero i cittadini più anziani” dice De Maria. A Latronico sono decisi e la gente, a detta del Sindaco, ”porrà in essere tutte quelle azioni di lotta che la legge consente, per mantenere l’apertura dei due uffici sia quello di Magnano che di Mileo, uffici già di per sè oberati di lavoro per le lunghe file che si sono intraviste nel passato”. Il Comune inoltre si riserva di porre in essere tutte le iniziative ne- Comuni dove è prevista la chiusura delle Poste Calle di Tricarico Borgo Macchia di Ferrandina Acquafredda di Maratea Avigliano Scalo di Potenza Agromonte di Latronico Baragiano Dragonetti di Filiano Magnano di Latronico Marsicovetere Mezzana di S. Severino Lucano Possidente di Avigliano San Cataldo di Bella Sant’Antonio Casalini di Bella Sant’Ilario di Atella Sterpito di Filiano Gaudiano di Lavello San Nicola di Melfi Uffici sottoposti a razionalizzazione Sopra lo sportello di Agromonte Magnano, a sinistra quello di Agromonte Mileo, frazioni di Latronico cessarie per impedire la chiusura degli uffici“coinvolgendo tutte le Istituzioni a partire dalla Regione, Prefettura, Provincia,Anci ecc.”. Nell’area sud della Basilicata è prevista la chiusura degli sportelli di Maratea (Acquafred- Cirigliano Calvera Guardia Perticara San Paolo Albanese Teana San Costantino di Rivello Missanello Armento Campomaggiore Carbone Castelgrande Castelluccio Sup. Castelmezzano Cersosimo Cogliandrino di Lauria Maratea Porto di Maratea Monticchio Bagni di Rionero Pergola di Marsico N. Scalera di Filiano Seluci di Lauria Trivigno da),Marsicovetere e San Severino Lucano (Mezzana).Vero bagno di sangue invece per le aperture a giorni alterni. Tra gli altri dovranno essere a “mezzo servizio” due sportelli nel comune di Lauria (uno dei centri più grandi di tutta la Re- gione ndr) e l’ufficio del Porto di Maratea con disagi anche per i turisti che affollano la perla del Tirreno. (D.D.S.) A S. Angelo L.F. tobus che li preleverà mercoledi mattina all’aeroporto di Fiumicino, e li porterà al largo Santa Maria in Sant’Angelo Le Fratte alle 20 circa. Ad accoglierli, accompagnati dal presidente dell’associazione Giuseppe Mastroberti e rappresentanti delle famiglie, troveranno le famiglie che li ospiteranno, per poi proseguire alla volta delle residenze delle famiglie ospitanti, iniziando così una vacanza terapeutica - salutare che permetterà loro una qualità di vita migliore e contribuirà anche allo scambio culturale con il nostro Paese. Nel mese di soggiorno in Basilicata i minori saranno visitati dalla dott.ssa Polani dell’Asl n.2, per accertare lo stato di salute e se necessario avviati ad accertamenti e cure specialistiche, e partecipare a manifestazioni organizzate dagli Enti locali e da altre associazioni. Il programma prevede il saluto di benvenuto e festa della Solidarietà a Sant’Angelo Le Fratte sabato sera. Dal 28 luglio soggiorno di 10 giorni al mare, ospiti del Comune di Scario (Sa) e della Protezione Civile. “Diffondere lo strumento nei comuni” “Sul Forum dialettica dietrologa e populistica” Summa (Anci Giovane): ridefinire criteri In arrivo 20 bambini bielorussi AVIGLIANO - Ritorna sulla questione del Forum dei Giovani, Angelo Summa giovane consigliere comunale ad Avigliano e coordinatore Anci Giovane Basilicata con un’ulteriore riflessione dopo l’apertura del bando previsto dalla giunta regionale il mese scorso. “Ritengo che l’assessore alla formazione Viti abbia fatto un grande sforzo di attenzione e di apertura nel rinviare la scadenza del bando del Forum dei Giovani” sostiene Summa “Le richieste condite da preoccupazioni precedentemente espresse – afferma Summa- erano estremamente concrete provando a leggere tra le maglie della nostra società e interpretando le ansie di una generazione. La richiesta di apertura del forum dei giovani ad un pezzo di mondo giovanile che non era espresso e rappresentato, non pensavo scatenasse tutta questa dialet- S. ANGELO L.F. - Anche quest’anno, 20 bambini provenienti dalla Bielorussia, grazie all’impegno dell’Associazione di volontariato “Insieme nella Solidarietà” di S. Angelo le Fratte e di Potenza e alla disponibilità concreta dei sostenitori dell’iniziativa (famiglie Lucane, Amministrazioni comunali di Sant’Angelo Le fratte, Castelmezzano e Scario (Sa) e l’Associazione Cronoscaut di Grumento Nova, trascorreranno 40 giorni di soggiorno terapeutico nella nostra regione. L’iniziativa di solidarietà, giunta all’ottava edizione, permetterà a bambini, tra i sette e i quattordici anni, che vivono per il resto dell’anno nelle zone colpite dalle radiazioni dell’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, di ottenere dei benefici di una parziale decontaminazione. Il gruppo dei bambini giungerà a Sant’Angelo le Fratte, a bordo di un au- Summa (Anci Giovane) tica condita di populismo e di dietrologia”. Secondo Summa l’assenza nell’organo giovanile delle consulte provinciali degli studenti, di rappresentanti dell’Anci Giovane e la richiesta di ridefinire criteri anagrafici e di ampliare la partecipazione ad uno strumento che il giovane esponente Pd ritiene valido, erano alcune delle riflessioni fatte per ridefinire criteri e metodi nuovi.“Sono convinto che il forum possa essere rafforzato se davvero intercetterà le esigenze dei giovani lucani diffondendo innanzitutto i forum nei comuni”. Il libro “Trivelle d’Italia” a Filiano FILIANO - I petrolieri scelgono così tanto l’Italia perché la legislazione è molto permissiva, i signori del petrolio sono incentivati a proporre estrazioni dappertutto in quanto rispetto a qualsiasi altra nazione del mondo le royalties sono qui bassissime e le “percentuali di compensazione” non sono affatto commisurate ai danni prodotti. Questo il concetto di fondo della pubblicazione “Trivelle d’Italia” che viene presentata sabato 14 luglio alle 21, in piazza SS. Rosario a Filiano.