®
LUMINI
APOLLO
LA MADONNA NELL'ARTEITALIANA
DA
DANTE
ALLIGHIERI
TASSO
TORQUATO
A
ARTISTICHE
SPIGOLATURE
Il
nome
E
mane
del
e
bel
fior
Dantb,
CITTÀ
COI
TIPI
DELLO
DI
che
Parad.
CASTELLO
STABILIMENTO
1888
sempre
invoco
sera.
S, LAPI
xxm.
38.
7*54%o"""q"*"
*
L'autore
avendo
si riserba
i-i
ottemperato
in
tutto
la
t-t.sC
•
alla
proprietà
legge
vigente
letteraria
LA
MADONNA
NELL'ARTE
MONSIGNORE
CANDIDO
GIUSEPPE
vescovo
titolare
di
coadiutoee
nel
di
affetto
con
nicastbo
onomastico
suo
gioeno
riverente
l'autore
xix
marzo
lampsaco
mdccclxxxvih
Reverendissima
Eccellenza
A
cui
è
nome
il
Me
fra
versi
questi
Dante
accoglie
ed
errante
l'onde
in
e
cui
il
un
dannava,
sé
e
agitato
con
immortalava
che
nome,
migliore,
modo
fatica.
che
V amano,
avrei
voluto
quei
venerazione
peregrino
E
suo
che
permetta
mia
questa
il
marmi
chia-
sdegnò
non
lavoro,
tutti
a
Ardito,
il
poiché
e
mostrarle
di-
affetto
mio
Ella
e
ritolse
fortuna
di
furore
che
sia,
mia
in
gratitudine
E
di
ricorda
Pietro
lode,
una
che
giorno,
un
la
al
se
per
di
parola
compagno
molti,
sono
sulla
quaVessa
dedichi,
In
di
suo
a
io
che
Lei,
dottrina
triste
mi
fra
quasi
grande
gli
scogli
absorto.
ed
di
principe
è
caro
infelice
triste
rivolgere
grandissima
quato
Tor-
pari
genie,
proa
Lei
alla
Vili
virtù,ed
in
dedicato
ogni
quali
riescano
di
alunni
dagli
ha
giorno
un
la
ma
Religione e
di Lèi
a
ed
tanta
del
operosi,ma
reale
miracoli
dono
e
sue
Mons.
cosa:
un
e primo
colleghi,
•
deglialunni
appreso
S. Carlo ed
di sapere
certo di
me
superiori nelV
non
nome
Can. Fragaglia
Albino
virtù, tutti
abnegazione hanno
vero
Non
Rettore
Lei, ed in
di
dei miei
nome
delle
emulo
li
nostra
acquisteràgraziamaggiore, perchè
tutti il nostro
verso
la Patria
dotti.
e
glie V offroin
valenti
cui Ella
questo che io le offroè ben poca
sa:
presso
fra
questo Seminario
quato
Tor-
a
pensiero, perchè i giovinetti
suo
desidera,virtuosi
Lo
festa dedicata
di
e
un
pile
amore
che dinanzi
essere
ri
fuo-
Federico
romeo,
Bor-
non
di carità.
vogliadunque guardare alla piccolezzadel
liberamente
alV animo
del donatore, ma
grato del
suo
Devotissimo
Prof.
Apollo
Lumini
I
dei
cristiani
il
perchè,
figurato,
la
sospetto
primi
ebbero
scoltura,
fabbricato.
avea
tempi
la
loro
ad
mancò
non
fede,
vinto
anche
pur
alla
riconobbero,
E
nel
già
1.
Firenze,
A.
1
—
Le
Lumini,
Cbowe.
Monnier.
La
Madonna
di
Orfeo
Storia
1875.
umana
una
forma
Pag.
eco.
della
4
l
:
combe,
cata-
che
sità.
neces-
essi
di
ci
Buon
presentano
rapstore,
Pa-
reminiscenza
qualche
senza
quella
e
in
giovane
sero
vol-
questa,
secolo,
terzo
e
non
sotto
Cavalcaseli^
1
religione
è,
si
nelle
accoltala
nuova
secondo
talvolta,
classica,
ed
primi
esprimere
ritegno
il
idoli
quei
ad
poesia
poco
qual'ella
Cristo
e
la
a
poco
all'arte,
volsero
essi
essi
in
troppi
da
sino
getto
og-
tennero
che
quella
perchè
Ma
ginarne
imma-
ogni
pittura
la
come
facile
è
avversione
in
che
più
e
ed
secoli,
il
Pittura
quale
in
Italia.
fatto
Voi.
2
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
teratura
la letmeravigliaa chi conosca
di queisecoli,
pienadi questosimbolismo
i fatti
a rappresentare
pel quale si accomodavano
del Salvatore
le cristiane virtù,miti pagani,
e
che apparivanopiù difficilia sradicare dal cuore
dei volghil. Più tardi,non
osando ancor
durre
ripro-
deve
non
recar
l'Uomo
in
Dio
età,
matura,
non
ebbero
bambino
in braccio
scrupolodi rappresentarlo
della Vergine.
fu tenuta in
Maria dai cristiani primitivi
non
dei costumi
quellavenerazione,che nel raggentilirsi
ebbe ben presto grandissima.
Su i fatti di
lei non
si estendono
ciò
le scritture,
molto
ma
che esse dicono,
fu più che sufficiente a stabilirne
il culto,
onde agevolmente,a via di logicheinduzioni,
poterono riempirele lacune i Dottori della
e
Chiesa,qualiAnselmo, Bonaventura, Tommaso
di Dante 2. Con
sopra tutti Bernardo,P inspiratore
che il sentimento
tutto ciò possiamoaffermare,
popolare e Parte,che sempre ne fu Pespressione,
la Vergine,e
precedeogni altro nel glorificare
in Italia,
dove intendiamo fermarci,
specialmente
del
il discorso ai tempi di Dante
e
restringendo
Tasso.
1
—
2
A.
Babtoli
Fu
Brunone
nel
marzo
Patriarca
di S.
19.
primi
due
secoli della
Letteratura
Itab
lano.
Mi-
Id. St. della Lett. Ital. Firenze, Sansoni.
fazio per le
Domenico
Pag.
/
messe
dei
1095,nel concilio di Piacenza che S.
da Urbano
II un predei certosini,
ottenne
della B. V, che prima mancava
gia.
alla Litur-
Taccone
Stefano e
Gallucci:
Brunone
Memorie
in Calabria.
Storiche della
Napoli,Festa
tosa
cer-
18S5.
LA
NELL'ARTE
MADONNA
3
ITALIANA
che io spieghi in poche
è male
qui, non
parole,che cosa io intenda per tale precedenza
degliitalianinel rappresentareartisticamente questo
E
.
sentimento
dei Germani
in che
la Madre
verso
le loro
da Cesare
antichissimi attestata
credevano
e
famigliae la
donne, ci fu sino
la
verso
tenevano
qualcosa di
esser
in
tenevano
del Cristo.
gran
divino
dai
tempi
\ In
esse
di
provvidente,
i loro consiglie
di famiglia,
e,
conto
madri
vaticinii,specialmentese
reverenza
Tacito
e
fetto
L'af-
e
dee
mortali,ritennero e adorarono come
verissime
Velleda,Albruna ed altre con loro : più tardi,seleggi vegliarono a loro difesa. Tali
senza
dubbio,quali Tacito storico veridico ce li
sebbene
rappresenta,
dell'era
erano
i Germani
ed
cristiana,
sentimento
è fuori di
medesimo
venne
nel
secondo
secolo
questioneche quel
da poi espresso da
zione
poemi, ed ebbe molta parte nella formaè anche vero
della poesiacavalleresca.
Ma
che allora quei popoli erano
lontani dalla
molto
che accettarono
molto
civiltà romana,
più tardi,
senza
non
lunga resistenza né interamente 2,e
duro
quando l'ebbero,il codice loro non fu meno
di quello che fosse il romano,
la donna
nel
verso
quale però collo andare del tempo fu tacitamente
loro nei
1
Caesaris.
Liber.
2
Belli Gallici Lib.
i, 50
C.
—
Germanica
Taciti:
viii.
Rajna
Pio.'Xe
originidell'Epopea
1884, Introduzione.
le Christianisme.
Paris
—
Francese.
A. F. Ozanam*.
Lecoffre.
1861.
Les
Chap.
soni
Firenze, San-
Germains
in.
Les
avant
lois.
4
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
la virtù femminile
riconosciuta
ed onorata
la
dre
ma-
famiglia.
entrare
mania
Ora, senza
neglieffettiprodottiin Gerdal Cristianesimo,
ricordare il decadimento
e senza
dell'arte italiana e della sua
cultura,
in Francia
mentre
scuole
prosperavano
comunali
che qua giunse
è fuor di dubbio
parrocchiali,
avanti cioè che la Germania
prima il Cristianesimo,
e
inalzasse
quasitutte
furono
le
le
sue
cattedrali
numerose
Vergine l,e prime di
nostre
Università,mentre
alla
uditori si affollavano intorno
Mi
Europa
tutta
a
Parigi gli
ai nostri S. Anselmo
dunque naturale,che le
idee cristiane per le qualila donna veniva
nuove
ad essere
tero
uguale all'uomo dinanzi a Dio, dovetE
penetrarein Italia prima che in Germania.
i poeti latini,
potrebbesianche ricordare come
e
S. Tommaso.
dedicate
dai
sollevandosi
donna
par
idealizzare
sensi, sapessero
la
fine,
Inè realmente.
rappresentarla
qual'ella
mostrare
a
quanto importi andar cauti nel
dai fatti,
trarre troppo largheconseguenze
bisogna
e
ricordare
quanta fretta
con
i Germani
cercassero
e
e
con
francarsi
da
tutto
come
che
1
durò
per
I. Burchkardt.
Italia. Traduz.
tutto
La
Valbusa.
ogni latina soggezione,
distruggeredi
di Roma,
dominio
cercassero
quello che loro ricordava
colla quale impegnarono
il medio
quanto ardore
il
sin
d'allora
evo
e
una
lotta
finì in Italia
Civiltà del secolo del Rinascimento
Firenze,
Sansoni.
1876.
u.
286.
in
NELL'ARTE
MADONNA
LA
coli'abbassamento
Che
culto
della potenza
del popolo
vittoria
che
dal terzo
di S. Callisto
dei
Magi,
che
ne
sebbene
s'incomincia
S.
Agnese
di
di Roma,
cinta
Nel
Tempio,
che
più
festività solenni
e
del
V Assunzione.
è nell'Adorazione
per la chiesa, come
Un sentimento
nuovo,
in
ce
la
nimbo
mosaico
tardi
combe
cata-
le offerte
ricevere
ancora
divinità.
nelle
ritrarre V Annunziazione
a
al
e
non
la
attesta
i mosaici
in atto
seduta
presentano
si
secolo
quarto
e
colla
voglia pensare di ciò, il
cominciò
e fino
presto in Italia,
adunque
Maria
per
imperialee
feudali.
i baroni
su
5
ITALIANA
stesso
la Presentazione
e
diverranno
la Natività
più
S. Vitale di Ravenna
umano
in cui
la
il nimbo, è rappresentata
senza
Vergine,ancora
col Bambino, e più importante riesce per noi un
del tempo di Pasquale I (817-824) dove
mosaico
è la Vergine in mezzo
agli angeli di grandezza
ad indicarne la superiorità,
e
maggiore di quelli,
di già il paesaggio. Né
nel quale appare
ci si
che in questi secoli, e più nei successivi,
opponga
l'arte cade
rapidamente rattrappitanelle
forme
e
convenzionali
spesso
oramai
in
che
bizantine:
tali mosaici
non
tutto
trovi
ciò è vero,
altro
pregio
pensiero
il
ma
quello dell'antichità;
ed è quello che importa a noi anche
non
manca,
l'artista sia venuto
nello esprimerlo.
se
meno
L'aureola che circonda Maria a pie della Croce,
fresco
non
primo esempio forse,ne solo,in un
nella navata
di S. Angelo in Formis,
di mezzo
delchiesa di quei benedettini
così benemeriti
6
LA
medio
l'arte nel
NELL'ARTE
MADONNA
ITALIANA
che
ci avverte
evo,
da
è compiuta (1065) e
glorificazione
è
inutile
fatti di
enumerare
moltiplicano all'infinito.
talvolta
della
che
genere,
dirò
Solo
si contenta
non
tal
l'operadella
qui innanzi
che
sola
si
l'artista
zione,
rappresenta-
la
più vivamente
significare
devozione, ritrarrà in fondo al quadro se stesso
di Dio, come
fece
atto di adorare la Madre
volendo
ma
sua
in
Turriti
quell'Iacopo
in
nella Incoronazione
della Vergine
dell'abside di
cielo, nel mosaico
S. Maria
Maggiore.
A
tal
punto
là donde
Maria, terminando
tradizione
una
dotti
e
conservatasi
Già
àbbellivasi
nebbie
di
Maria,
pregustò
medio-
pitturarispettoa
cominciato
stavano
canti
il
anche
condo
se-
dai
delle
plebi
primo pittore
per
nascere
S.
(1170),S. Francesco
(1091), il mellifluo dottore che
(1181), S. Bernardo
amorosa
nei
(1033), S. Domenico
Anselmo
aveva
di S. Luca
nati, o
eran
la
popolare,accolta
tuttora
faceva
che
italiane,
di lei.
giunta
era
e
nella
sulla terra
evali
sua
le
cominciavano
contemplazione
gioie celesti l : le
a
diradarsi
e
apparivano i segni precursori del risorgeredel
pensiero nelle arti e nelle lettere.
Insieme
colla figurativa,
procede l'arte della
parola. In quel lungo periodo nel quale il latino,
sformando
continuo
lento ma
con
procedimento,si vien traparlarid'Italia,
per dar luogo ai nuovi
di poesied'argomento sacro,
ricchissima è la mèsse
1
3}ante:Farad:
xxxi.
LA
molte
e
non
NELL'ARTE
MADONNA
si riferiscono
quelle che
in
sempre
trabocca
il sentimento
di arte ;
mancanza
la forma
esse
è
oltre i
tutto
con
comune
tutta
a
ciò
non
ne
per
mancano
più delle
flettono
risbrigliata,
Questa poesia è
universale.
Europa;
Certo
giusticonfini
anzi
bellissime,le quali non
meno,
altre,opera di fantasia potente ma
affetto
Maria.
a
corretta,e spesso
di
un
7
ITALIANA
dove
la
Chiesa
aveva
lingua perpetuata, dirò così, la tradizione
chezza
ben notò il Bartoli l in tanta riclatina;e, come
è difficile determinare
qual sia la parte
che spetta agli italiani,
giacche quella poesia è
come
ne
noscono
cose
patrimonio comune
e, quasi mai
gli autori. E questo un fatto che si rinintanto
mi
nuoverà
tra poco:
piace notare che
nell'attribuire tali canti,e specialmentequelli
in
della Vergine, a questo o quell'autore,
i
onore
nomi
più spesso ripetutisono
d'italiani,
qualiS.
tri.
Ambrogio, Gregorio Magno, Innocenzio III,ed alE forse in tutto questo fervore nel glorificare
di poi per
Maria, fervore che maggiore si raccese
di Sisto IV, non
il Burchkardt
ina torto
opera
travvide
sentimento
un
parzialedi nazionalità
nella
italiana 2.
a
dello
Leggete, seguiteròcol Bartoli,le prime
Stdbat
vivamente
altri canti
1
2
I
primi
Op. cit:
Mater.
Come
vorreste
il dolore materno?
questo grande
due
Voi.
secoli
ecc.
ii, pag.
Pag.
286:
Ed
e
207.
nota.
strofe
espresso
anche
questo
in
santo
più
molti
amore
8
NELL'ARTE
MADONNA
LA
si traduce
ITALIANA
in
pietosa poesia,che ci commuove,
che ci fa ripensarealle madri
nostre, a tutte le
li hanno
madri
che hanno
i loro figliuoli,
amato
e
u
raccolti dal
visti patire.
Fra gì'inni (latini
„
Mone) sulla Vergine che sono
più di quattrocento,
bili,
bellezze notapotreiscegliernealtri dove sono
dove
la preghiera cristiana s'innalza ad
e
Né
lirismo che qualche volta colpisce. 1
un
„
nella
vivezza di poesiae verità troveremmo
meno
drammatica
nelle Laudi
negli
liturgiche,
religiosa,
nelle Devozioni
e
Uffizi,
Rappresentazioni
sacre,
nelle quali Maria
il Figliuoloper
accompagna
—
—
tutta
la
di
di dolore. Ma
settimana
sua
quest'altro
già discorso altrove,
di
poesia,avendo io
sia lecito ricordarmi,rimando
tore
volentieri il letaglistudi del Bartoli,del Monaci ed all'opera
genere
mi
magistraledel
mi è
e
facile,
1
St. della
2
A.
Monnier
1877.
1877.
—
forza
:
A
Le
2. La
tenermi
It. Firenze.
LetL
D'Ancona
D'Ancona
:
Le
ad
Sansoni
Origini del
Lumini
via
Teatro
Saere
è
lunga e non
accenni
fugaci.
1878.
i,
191, 193.
in Italia. Firenze.
Rappresentazioni ecc.
Le
lermo.
Pa-
10
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
in
Eppure
nei quali assistiamo
quei tempi procellosi
al tramonto
di un
lungo periodostorico
ed al cominciare
in quel tempo
di una
età nuova,
in cui nella vita italiana è tanto
di tragico,
qual
non
poi Dante trasfonderà tutto nel sacro
poema,
di coloro che ritraendo
lo sguardo dalle
mancano
di violenza
di sangue,
si volgono a più
scene
e
tranquillecontemplazioni cercando rifugionelle
familiari dolcezze,e riproducendolecol pennello
colla parola,rozza
ancora
e
ma
viva, invitano a
parteciparnegliagitaticoncittadini. Ed a Maria,
madre
dritta sotto la croce, lo
del dolore, che
di orribile morte,
morente
sguardo fisso nel figlio
fabile,
in atto a lei conveniente, esprimeun'angosciainefal tempo stesso ogni umana
umana
e che
delle allegrezze
la Madre
sorpassa, fa riscontro
della famiglia,
quasispecchiosulla terra di quelle
del cielo. Ed a ritrarla in tanti atti soavi, alla
vero
pitturaed alla poesia si è aggiunta,gloriadavitaliana,anche la scoltura, che si ridesta
sano,
PiNiccola
in Italia con
quasi miracolosamente
assise avanti ai pale cui Vergini stanno
stori
colla dignitàdi reginel.
Ed
che
ora
copre
vedi
il
bambino,
Pisano
coll'asinello
nel
che
porgendo
ora
1
Pag.
T. Mas.sarani:
145.
nell'atto di sollevare
Maria
un
come
Duomo
vanni
nei bassirilievi di Giodi
Pisa, ora
col fanciullo
mazzetto
VArte
a
il velo
di
scherzando
Egitto,
il figliuolo
la
porta
rose
che
Parigi.Eoma,
tip.del
in
Senato
1879.
prenderà
NELL'ARTE
MADONNA
LA
11
ITALIANA
sorridente. Qualcuno
ha
notato
in quest'arte
la sterilità dei
può
esser
facilmente
Tunico
anche
certo senso
e in un
soggetti,
l'affetto di famigliaè tale,che
ma
vero,
aiuta
dell'artista sì
l'immaginazione
soggetto, riesce sempre
vario
e
molte
che
volte
nuovo.
interroghiamole molte, anzi troppe oramai,
eguale risposta.Della
poesie popolari,troveremo
maggior parte di queste, varie di carattere secondo
identiche nella sostanza
le regioni italiane,
e
ma
nel fine, se ne
trova
l'originenell'Umbria, vero
del grande movimento
centro
religioso italiano
nel secolo XIII, per l'operaprincipalmentedi S.
Non
è qui
d'Assisi
S. Domenico.
Francesco
e
luogo a rintracciar le cagioniche raccesero
sto
quedi già fatto,
fervore religioso
: la storia lo ha
Se
e
l'arte di Dante
dandone
che
lo ritrasse in versi
ce
il merito
la Provvidenza
ai due
ordinò
tali
immor-
atleti della fede
in favore
della
\
chiesa,
fosserdi guida.
di Firenze, nella restante
eccezione
Italia
Ad
era
già passata -la età eroica dei comuni, i quali
nelle feconde
lotte municipali,e nella secolare
di vita fondarono
le
contro
l'Impero, esuberanti
loro libertà. Ma impotentia concepire la nazione,
che
quinci e quindi
racchiusero
tutto
le
lo stato
nelle
mura
anguste
di
acquistandoterritorio acquistavan
nemici ; poiché i vinti non
partecipavanoai liberi
ordinamenti; si che ben presto quelle medesime
città, ed
una
1
Paradiso,
xi.
27-36.
12
NELL'ARTE
MADONNA
LA
si volsero
cagionedi grandezza,
instituzioni che furono
in loro
danno.
Allora
non
insanguinate,
fossa
una
confische
vollero
pochi, i quali sulla
francescani
venerazione
in che
il fervore
modo
dei
bertà,
li-
comune
dei
molti
rovina
e
le
in
degli altri
sé stessi. Il
innalzare
ordini
danno
a
rono
fu-
quei che un muro
e
gli esilii e
; le morti
serrava
cittadine
mura
difesa della
a
si accrebbero
de7
favore
le
per odii fratricidi tra
ma
ed
ITALIANA
gli
derapidocrescere
domenicani, e la grande
e
subito
salirono
di
universale
loro
presso
il popolo,
far parte in qualche
mostra
sodalizi,
chiaro che
le
stanche
ed atterrite di
popolazioniitaliane erano
quellavita piena di lotte cittadine,di continue
di odii terribili ed implacabili,
stragipubbliche e private,
i più santi legami
per cui si rompevano
che uniscono
gli uomini tra loro,e uccidendo la
modo
alla tirannide di rafforzarsi
libertà,davano
colla violenza
da
e
le male
arti. Ai
ogni parte, parve
sperare
aiuto
che
d'Italia tutte piene
propriosenso
erano
nel
che
non
nati
popoli malmesi
mai
potesse ora-
cielo,quando le terre
di tiranni, tiranni nel
della
Le parti
parola\
Guelfa e Ghibellina erano
ancor
vigorosee quasi
riusciva il non
impossibile
appartenere ad una di
dei laici.
non
meno
esse
; il clero vi partecipava
u
cano,
Bene furono di molti,scrive un illustre domenideiamantissimo
insigneper scienza e pietà,
ben furono di molti che per
Parti belle e d'Italia,
vero
e
—
—
1
Dante
Purg.
vi.
LA
NELL'ARTE
MADONNA
13
ITALIANA
da
avutone
impulso di carità e per comandamento
ponteficisi adoperarono a metter pace fra l'uno
sincere
l'altro partito
le paci erano
o non
e
; ma
o* brevissime,e gli odii rimettevano
ogni ora più
fieri ed acerbi,rimanendo
tanta
gli
discrepanzaneinteressi comuni.
Il clero,adunque, invitato
a
schierarsi
l'una
sotto
la sorte
di
o
l'altra bandiera
e
a
guitare
se-
di
quella,si scisse
subitamente
in due. I maggiorenti della chiesa,
i quali tenevano
nella più parte l'episcopato,
e
si
e favori,
dall'Imperofeudi, onoranze, privilegi
assembrarono
sotto la insegna straniera: e il clero
minore
i novelli ordini volgarmente appellati
e
il
dei mendicanti,stettero
saldi nella fede verso
Ciò
nazionale.
Pontefice, e disposaronola causa
non
toglieva però che a quando a quando non
il prosi vedessero
questie quelli abbandonare
prio
vessillo e passare a combattere
sotto quello
degliavversari,e vescovi e monaci e frati parteggiare
contro
E
essere
questa
o
dei loro fratelli l.
„
apostolo di
pace, di carità
il poverellodi Assisi,onde
—
e
amore
non
è da
volle
vigliare
mera-
lui e ripetevano
a
popoli correvano
si può dire di
le sue
parole inspirate.Davvero
da sé stessa
lui che la sua
lingua parlava come
volle esartista non
sere,
se
e
fu, perchè non
mossa,
fu veramente
poeta,e il popolo,specialmente
lo inquello campagnolo più infelice ed afflitto,
i
se
1
P.
Vincenzo
1860. Voi.
i.
4,
Marchese.
Scritti Vari. Firenze
Le Monnier
14
LA
NELL'ARTE
MADONNA
ITALIANA
tendeva
alla sua
fantasia
perchè accomodandosi
cesco
sapeva ritrarne gli affetti e le speranze. E S. Frantrovò subito
seguaci e imitatori dei suoi
cantici,che dall'Umbria
presto nelle
passarono
altre regioniitaliane: così per lui l'inno latino
passò alla forma volgaree ne nacque così un nuovo
di poesia\ nella quale si rispecchiava
tera
ingenere
del
l'anima
il trovatore
alle
nel
autore, che sé
suo
Cristo. Animo
di
più vive impressioni,e
mondo, eglivede nella
di Dio
e
la celebra
e
con
sono
il Creatore
verso
dal
erompeva
che
meglio
cantici
non
suo
si direbbe
per
genua
in-
con
tutte
ler
sorelle,e parla
alla gratitudine
e
questa piena di affetti
inno
ordine
foggiandone dei
cantico
del
sole,
delle creature, ed altri
paravano
i suoi fraticelli im-
fervidi,che
suo
l'ama
e
il noto
cuore
meno
e
e
2. Da
e
inanimate,
per lui fratelli
loro esortandole
all'amore
creature
fica
l'operamagni-
tale
e
aperti
cuore
ciò che è bello
tutto
natura
come
animate
tenerezza:
a
va
chiama-
stesso
ripetevanoalle
tudini,
molti-
alla maniera
nuovi
di
che rimane
il numero
tanto
lui;ne accrebbero
anzi impossibile,
l'opera
distinguere
oggi difficile,
loro da quella del Santo.
Come
la pitturadel secolo xin
moltiplicava
le crocifissioni,
così principale
argomento di questa
poesia è la Passione di Cristo, specialmente
1
Adolfo
Gaspary.
garelli.Torino.
2
A.
Bartoli.
Storia
Loescher
8L
della
della Lett.
1887
Voi.
Lett. Ital.
i.
n.
Ital. Trad.
122.
187.
da
N.
Zin-
NELL'ARTE
MADONNA
LA
15
ITALIANA
penitentia schiere percorrevano
laudi e percuotendosia sangue
cantando
l'Italia,
di laudesi,
il nome
ond'ebbero
colle discipline,
e disciplinanti,
prima nel 1233, poi nel
flagellanti
di
Fasani. Eccesso
di Ramerò
1268 ad istigazione
bito
fervore,che ad evitare eresie,la chiesa cercò sudi moderare ; ma
la marea
popolare,scrive
rovesciando
il D'Ancona, superò ogni ostacolo,
e
gli argini,uscì dai termini d'Italia ed invase presto
molto
tutta
Europa l, e dopo non
tempo i
allora
quando
i
fatti mostrarono
che
i timori
fondamento.
dei Pontefici
non
Tornando
all'argomento
•dirò che quell'IacopoTurriti,o da Turrita,pittore
cescani
franfrancescano,come
sopra ricordato,era
furono quel frate Pacifico di cui nessuna
con
tezza,
cerpoesia ci rimane che si possa dir sua
che
il nome
meritato
ma
sappiamo aver
di re dei versi e la corona
stir
poeticaprima di veGiacomino
da Verona, e Iacopone da
l'abito,
da Bagnorea, inspiratoda
Todi, S. Bonaventura
S. Bernardo, che, senza
scritti versi,fu il
avere
da cui Dante
trasse inspivero
e
poeta di Maria
razione
erano
senza
e
materia
di sì fervorosi
al
suo
credenti
inno
sublime.
Ma
ci è ritratto in
l'animo
ogni sua
dei primi,
parte nel canzoniere di Iacopone, uno
sebbene
non
proposito,che desse
per deliberato
forma drammatica
alla Laude.
Leggete il suo
Pianto
sulla passione del figliuolo
della Madonna
Gesù Cristo,
nella sua rozza
come
e vedrete
espres1
Op.
cit.
i.
103.
16
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
le vie del cuore, e
spesso a trovare
vivissimo di per sé stesso. L'Addolorata
nasca
sione,riesca
il dramma
uditi da
e
vedutolo
Sentito
suo
lamento
così:
figlionovello
è lo tuo fratello,
aggio il coltello
mi
Che
minore
patimentidel figlio
Ioanne
Morto
Né
i
finisce il
morire
0
nunzio
un
fu
profetato1.
affetto
egli adopera
cantando
le
gioiedella Vergine per la nascita del salvatore,
di cui si ferma a dedel nostro caro
scrivere
fratellino,
con
compiacenza tutti gli attucci nella
Maria
culla,mentre
povera
A
la
sua
mano
Cullava
E
Ninnava
e
con
il
sentivi
Donna
Simeone.
Lumini:
Op.
cit.
volgendosia
lei:
Maria,
il latte
Si gran
Oh come
Quando
fino....
amor
di cortesia,
Quando
A.
suo
ingenua confidenza
Che
1
parole
sante
con
manca
lo bambino
suggia
divino?
flgliuol
passavi
non
tu
Cap.
l'abbracciavi?
i
e
ni.
Il
profeta
fu il vecchio
18
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
volo
argomenti che ci ricordano il dialoico di Dante.
Risponde la Vergine che
fu predestinata
mediatrice di pace fra l'uomo
dicatore,con
ella
e
ed
Dio
nelle moltissime
Che
faxevi?
Era
con
vo
per
le
contristavi?
ve
quanto aveiva
doce
la
fortuna?
risuscitare di lui
elio fo resuscitao,
Vegando
altrove
alcuna,
al
l'allegrezza
Quando
E
la Vergine
stavi?
persona
cossi gram
ricorda
La
cuore
Maria.
vergen
lo so
prega
alliegrolo
fijor.
impetrare da
a
Cristo
d'Italia:
contrade
travagliate
Pregai lo fijorvostro,
Maire
de pietae,
1
Bartoli
Chi
in
Per
le nostree
Che
elio mande
Stor:
biamo
ab-
eri voi?
corno
voi
Entre
O
qui
accidente
unde
maire,
Quando
ne
troviamo
di Gesù.
quello greve
Doce
Così
affolla di domande
che
sulla morte
In
poetiumbri
genovesi. Anche
rime
devoto
serpente \
dei
l'influenza
Maggiore
un
il
schiacciare
a
croxe
cit. voi.
fo morto
*
pecae*
pace
n
Cap.
tosto
ni.
pace
:
LA
NELL'ARTE
MADONNA
In la
cristianitae,
citae,
In la nostra
In
Toscana
Ond'è
Che
Paxe
Et
in Lombardia.
e
guerra
elio debia
e
onde
Conforta
mi fermo
Non
19
ITALIANA
.
.
.
discordia,
et
mandar
concordia,
bona
bona
e
paxe
tuta
voya
via *.
parlaredell'oramai notissimo
fra' Giacomino
da Verona, pieno defletto per la
Vergin Maria regalpolcellada cui è nato Cristo
Celeste. Né fiore di
signore della Gerusalemme
prato, né la
rosa
a
Ella è scala del Cielo
ed
la vincono
novella
ed
lei
a
in bellezza
:
gli angeli,i santi
il
divino cantano
Ave
ria,
o Mafigliuolo
sempre
Salve o Regina in un
noi pò
Ice cor
canto
né lengua proferir.
E mi passo dal recare
pensar
altri esempii del napoletano2 e di Sicilia,
che
sieme
finirebbe più chi volesse raccogliere
tutte innon
dell'amor degliitaliani verso
le espressioni
Maria
e
i mille
dolcissimi nomi
fu
che
con
pre
sem-
invocata.
E
in
questa poesia,nata
parte all'aria
gran
libera dei
liana
itacampi, spontanea, viva,veramente
che non
riconosce la sua origineda nessuna
straniera letteratura;
colo
questa poesia,che nel sedecimoquinto vedremo continuare
e, chia1
2
di
V. Cbescini
Vedi
Aquila
Loescher.
e
G. D.
Laudi
Belletti:
tip.dell'Istituto do' sordo
Genova
xiv.
pel napoletano: Erasmo
in
Giornale
1886. Anno
storico
iv.
Voi.
Percopo
della
Genovesi
muti.
1883.
Laudi
Letteratura
del
Pag.
e
sec,
18.
Devozioni
Ital. Torino
vii.
„_Googl,
20
in
mata
NELL'ARTE
MADONNA
LA
aiuto
suo
la
ITALIANA
musica, quasi contrapporsi
fra noi* Si aprano
di questi canti còlti oggi sulla
ai canti
profani,non
le tante
raccolte
del nostro
è morta
si vedrà
com'egliabbia
gli
gelosamente custodito questo retaggiotrasmessodi generazione in generazione, sì che
gendo
legalcuni di questi canti ci pare aver
dinanzi
somma
Iacopone, il Dominici, e il Beni vieni,tutti ingli autori di laudi e devozioni inspiratisi
bocca
da
popolo,e
d'Assisi
S. Francesco
di
conchiude
siciliano,
questipoeti,un
Se
Lu
Tinca
celu
L'ancili
E
Si
Ed
ogni
ogni
Scriviri
Di
fussi lu mari
e
lu
milli
munnu
manu
milli
manu
di Maria
}i grazii so' la
mai
:
carti,
supranu,
'n terra, la natura
omu
!. Uno
supranu,
fussi
la terra
cu
'n celu
l'ornu
dal Savonarola
e
e
vissi,
a
penni
nun
l'arti.
o
carti.
putissi
quinta parti.
Parte levarsi altissima in
ora
Eppure vedremo
fatto argomento e far quello che non
fu concesso
alla musa
popolare.
1
A.
Lumini
II
:
strenna
dell'Avvenire
Pag.
e
A.
13
segg.
D'Ancona
Natale
nei canti
Vibonese
di
si
popolari calabresi,nella
Monteleone.
Palmi
1877.
•
:
La
poesia pop.
italiana. Livorno
Vigo
1876.
Ili
È
in
l'arte
risorta
la
e
sola
i
resistenza
mala
signoria
gridar
a
fortunate
in
artisti
ii.
H.
Pag.
57
e
lor
*, la
Voyage
segg.
altri
in
prima
en
stato,
insti
Italie,
Paris
le
di
dei
tavano
decre-
chiamavano
e
pubbliche
Hachette.
gue
san-
fiorenti
superbia
tutrice
Fi-
più
toscane
la
di
e
popolarmente
atto
nome
Angiò,
stranieri,
fiaccata
dello
di
tingersi
a
vittoria,
tradurre
a
Taine:
di
il
città
le
costrette
non
patrona
Siena
1
pittura
Palermo
mosso
beneficio
di
Maria
gli
aveva
commerci,
e
liete
grandi,
la
scoltura,
Carlo
contro
mora,
perchè
libertà
al
convengono
'invocavano
ne
mora
straniero
per
Messinesi
eroica
la
la
principali
*
poesia.
nella
questo
a
l'architettura,
stesso,
Mentre
cui
ed
i
innalza
vita,
Maria,
a
dove
decimoquarto,
secolo
nuova
a
monumenti
tempo
nel
Toscana,
e
maestra
1881
visioni.
provdel
Tome
22
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
Montaperti ("1260)è anche la
prima a dichiararsi la città della Vergine, di cui
dolce e puro sembiante
Guido
nel 1271, dipingeun
bello,vincitrice
che
a
dei bizantini.
l'arte meccanica
di molto
vince
popolo prende parte alla vittoria dell'arte
solennemente.
Così
vuol festeggiarla
e
quando
Duccio
dipintoreha finita la sua Madonna, il
alla sua
bottega,e porta con suoni
popolo corre
canti in processioneil quadro sino alla chiesa,
e
vi scrive questa preghiera:
nome
e l'artista col suo
il
E
Mater
da
Siena, ricorderà
Non
poy
Di
alla
l'antico
Vergine
A
Con
la città
te
dette
se
la medesima
volgeva
da
patto col
tu
Pisa,non
giacché da
G. Ferraro
1877.
e
è in tua
cura
sia
non
timone,
balìa,
devotione.
gran
confidenza
tu
Leonardo
]
Giustiniani
Maria:
a
sai
Tu
E
Maria, che
negar
questo popol Consilio
Perocché
1
minacciata
patriasarà
popolo:
suo
si
requiei.
poeta, forse il Bianco
pericolo,un
grave
Senis
causa
la libertà della
allorché
E
sis
Dei,
sancta
ch'io ti
noi
a
Siena in questa
documento
un
Poesie pop.
Pag.
fratello,
e
pòi negare.
cedeva
:
prossimo
son
75.
del 1275
relig.del
sec,
devozione,
si rileva
XIV,
che
Bologna,
magnoli
Ro-
il
NELL'ARTE
MADONNA
LA
concesse
comune
sussidio
un
23
ITALIANA
per
ridipingerela
Vergine sulle porte della città.1
il fatto che
Carlo d'Angiò visiE egli vero
tasse
in Firenze?
la bottega di Cimabue
E egli
che la via Borgo Allegriprendesseil nome
vero
dalla gioia del popolo accorso
vedere
la Madonna
a
di lui,dolcemente
melanconica, dal soave
muover
degliocchi e dal leggiadroatteggiamento
della persona? Gli storici ne
dubitano, e forse è
tante
altre.
leggenda che il Vasari accolse come
Ma ogni leggenda ha sempre
qualche fondamento
in un
che
fatto,e, d'altronde,
perchè meravigliarsi
nell'entusiasmo
della fede
il popolo fiorentino
dall'arte facesse
ravvivata
quello che poi
Di
forse
di
Santa
si
Guasti, non
fu
senese
deliberazione
una
costruzione
Cesare
il
nel 1257
per Cimabue
nel 1311 ? 2
per Duccio
propria, che decreta la
del
Maria
Fiore, scrive
ha né testo né memoria, e
fantasticheria
una
del
Del
Migliore,che
illustrata e da
primo la riferì nella sua Firenze
lui quasi tutti la riportarono. Sappiamo però
deliberò di rinnovare
da Gr. Villani,che il comune
la chiesa di S. Eeparata nel 1294
fone
3
u
dossi
grande solenitade
con
di settembre,
e
per
piue Vescovi;
1
Cavalcaseli^
2
O.
Guasti
Sansoni
8
Cesare
Firenze
ecc:
:
op.
1874.
la
Maria
del
Papa Cardinale
Podestà e '1 Capitano
Legato
fuvvi
Belle Arti.
cit: I. 247.
Opuscoli descrittivi
e
renze.
Fibiografici.
201.
Pag.
Arnolfo, è
della Rassegna
Guasti:
Ufficio
e
lo
il die di Santa
l'Architetto
Nazionale.
di S. M.
1882.
del Fiore?
Pag.
5.
24
i
e
consecrossi
e
del
Maria
ITALIANA
tutti li ordini delle
Priori,e
;
NELL'ARTE
MADONNA
LA
l'onore
a
Ora
Fiore.
tutto
„
che
il cronista
tempo,
l'opera si
di Dio
ed
altro
nel
simo
mede-
n'avverte,che
hanno
nel
renze
Fi-
di Santa
e
questo,
avvenne
non
il Guasti
come
per
ziamenti
stan-
1293, nel
'95,
'97, e nel 1300, fatti nel Consigliogenerale
nel
ed
racconta,
Signorie di
tare
quello dei Centum virorurtu Mi piace noche negli anni '96 e '97 in questo secondo
il quale, forse
consigliosedeva Dante Allighieri,
il disegno del
mente
già compiuto nella sua
Poema
teva
Sacro, probabilmente cogli altri commetil disegno del tempio maggiore tra quelli
in cui allora gareggiavano le città italiane l ad
in
Arnolfo
di Cambio.
I Fiorentini
gode l'animo
dirlo colle parole di Marco
Tabarrini, cattolico
della vecchia
forte generazione toscana, erano
e
i più svegliatiingegni ed
la maggior
avevano
cultura
che
allora fosse possibile.Il Comune
essendosi
la
del secolo
costituito
furono
altrove
e
quellasocietà
1
Barbèra
*
M.
violenta anche
1875. Voi.
Tabarrini:
1876.
Pag.
Firenze
Storia della
G. Capponi.
il
retaggiodella
ebbe
litari,
le micrazia
aristo-
momenti,
nei
quasi disperatele sue sorti; ma
il sentimento
religiososalvarono
quali parevano
libertà
reggimento popolare, diede
a
dominante.
la
mi
istituzioni civili sopra
prevalenza alle
che
xm,
479
I.
Pag.
Studi
e
seg.
sull'orlo dell'abisso.2
Repubblica
di Firenze.
Firenze.
158.
di
Critica
Storica.
Firenze.
G.
soni
San-
NELL'ARTE
26
LA
dei suoi
tempi, fa
MADONNA
ha
lo
Sì che
la fama
di colui
ha
l'uno
Così
La
Dante
virtù
tolto
la
gloria de
Chi
sua
la
ne
Tener
ed
campo
l'uno
ora
tore
minia-
pittura
Giotto
il
grido,
oscura.
l'altro Guido
a
lingua,e
l'altro caccerà
e
forse
è nato
di nido.
l
l'amico,e forse,conscio
innalzava
tutti i veri
come
di Gubbio
parole:
Cimabue
Credette
Così
Oderisi
che
dica queste
valente
ITALIANA
grandi, accennava
di
a
teva
profeziadi Oderisi,alla quale metun
quasi a togliereil sospetto che egli
forse,
di superbiaappunto là dove la superbia
peccasse
da
era
punita. Degli effetti accennati
Oderisi,
dirà la causa
Dante
altrove rispondendo a Bonag-
sé stesso nella
giunta poeta lucchese,
ì' mi
Amore
Ch'ei
ciò
In
Dante:
quando
a
spira noto;
quel modo
2
detta dentro, vo
significando.
un
son
ed
tutta
consistette
nella
verità,
di
loro,che
che
e
l'arte di Giotto
nessuno
seppe
e
di
ritrarla
primo tanta ne mise
nelF arte
da muovergliene poi rimprovero
sua
critici troppo rigorosi.
nando
incliNati a breve
distanza l'uno
dall'altro,
il 1265 per Dante
i più ad ammettere
e
meglio
1
Purg.
2
Puro.
XI, 94.
XXIV,
52.
anzi
il
LA
il 1266
NELL'ARTE
MADONNA
27
ITALIANA
è dubbio
ch'ei furono
Giotto, non
stretti da forte legame di amicizia,che la sventura
incòlta al grande poeta non
valse a rallentare,
l'uno esule e ramingo per quasitutte le parti
l'altro chiamato
e
d'Italia,
spesso fuori di Firenze
ad esercitar Parte, si incontravano
alcune
volte,
vicenda.
Ed
mai d'inspirarsi
non
cessavano
e
a
anche
se
non
voglia ammettersi, pel disaccordo
delle date,la visita di Padova, nella quale Dante
avrebbe
Giotto forniti i soggettiper i dipinti
a
di Napoli, basterebbe
il
la Commedia
a
provare
per
fatto.
Dante
e
Giotto
dell'arte :
vanno
u
E
—
senti fiorire la universa
tu
risorto:
senti
pesavano
tutte
sferrata
la mente
sulle
gimento
nel risorinseparabili
già nella Vita Nuova
primavera di un mondo
plebi serve,
le cortesie
di
dai
gioire,rinascere
gente libera
una
terrori che
e
a
colta. Gli
maginazioni
primavera che gioiscenelle belle imdel randagio pastorellodi Vespieducato
prima dall'albe e dai meriggi e
gnano,
delle sue
dai tramonti limpidissimi
valli,che non
è
la stessa
dalle
del
fresche tavole
alla natura.
La
stuta, che l'innamorato
sale i
gradi del trono
suo
Giotto, e
sorrisi della
suo
1
meglio
T. Massarani:
Op.
è ritorno
vergine d'onestà veindia nei suoi versi,
Dante
l'amico
celeste nelle pitturedelallieta il mondo
coi primi
l
Madonna.
appar
Tutto
bella
la
Ma
è nel
poema
corrispondenzadei due
—
„
dove
maestro.
cit. pag.
213.
28
LA
artisti
NELL'ARTE
MADONNA
massimamente
e
esempio di umiltà
nel marmoreo
intagliata
L'angel,che
De
Ch'aperse
Dinanzi
nella
Giurato
Però
Che
avea
in atto
Come
pace,
lungo divieto,
suo
si verace,
atto
un
soave,
che
che
dicesse
:
tace,
Ave
:
volse
amor
impressa
està
la chiave.
tavella:
Dei, si propriamente
anelila
Ecce
figura in
si
cera
suggella.1
Questo mirabile esempio di descrizione
stesso
o
un
di critica
che
e
Giotto
cosa
a
u
una
invenzione
veduta?
Sarà
Padova
e
al
tempo
di Dante,
un
è uri Annunziata
caso,
ma
buita
attri-
quale l'Angelo di profilo
braccio levato,che non
sembra
un
immagine
tace, si avvicina a Maria Vergine, che ritta
a
con
è
d'arte,
ricordo di
in S. Antonio
divina
immaginata quella,
aprir l'alto
ad
Ed
si sarla
ch'i v'era
arte
col decreto
immagine
sembiava
non
in terra
pareva
Quivi intagliatoin
Che
Vergine,
la
storia, per
lacrimata
noi
poeta ci rappresenta
ripiano?
il ciel dal
a
il
ricorda
non
venne
la molt'anni
dove
là
Chi
Maria.
ITALIANA
colle braccia
nella
alzate rivolta
verso
di lui col trarsi
alquantoindietro colla persona, mostra la sorpresa
2
annunzio.
e
quasilo sgomento dell'improvviso
„
A qual siasi de' due venne
prima il concetto, essi
dovettero
alle semplici parole*
certo
inspirarsi
dello Evangelista che
contengono di già in sé
X, 3*.
1
Puro.
2
Cavalcaseli^
ecc.
Op.
Cit.
1, 512.
LA
il dramma
tutto
NELL'ARTE
MADONNA
che
noi
nel
dipinto:
vediamo
del
poeta
Et
ingressus angelus ad
u
gratta piena;
e
Dominus
29
ITALIANA
nelle parole
vivo
dixit
eam)
Ave
:
in
benedicfa tu
tecum:
mulieribus.
Quae
et
audisset turbata
cum
cogitabatqualisesset
Et
est in
eius,
sermone
ista salutatio.
ait
Angelus ei: ne timeas,Maria, invenisti
enim
gratiam apud Deum:
Ecce concipies
in utero, et pariesfilium,et vocaìÀs
eius Jesum.
nomen
Hic
dabit UH
et
ejus:
filiusAltissimi vocabitur,
patris
Deus, sedem David
erit magnus,
et
Dominus
domo
regnabitin
regni ejus non
et
Et
Dixit autem
Jacob
in aeternum.
finis.
erit
Angelum: Quomodo fiet
istud,quoniam virum non
cognoscof
Et respondensangelus dixit ei: Spiritus Sanctus
superveniet in te,et virtus Altissimi obumbra-
bit Ubi.
Ideoque et quod
filiusDei.
vocabitur
Et
Elisabeth
ecce
filiumin
UH,
ad
Maria
senectute
Quia
non
cognata tua,
sua:
et
te
ex
et
Sanctum,
ipsa concepit
hic mensis
sextus
est
sterilis:
vocatur
quae
nascetur
erit
apud
impossibile
Deum
omne
verbum.
Dixit
mihi
autem
secundum
Maria:
verbum
ecce
tuum.
ancilla
Et
Domini, fiat
discessit ab
Ma
Angelus.l
1
Lucae
:
Evangelium
1
:
26-38.
i
30
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
geli
dipinto in S. Maria degliAnin Assisi la vita della Vergine, e Giotto ne
ritrasse i fatti principali
nella cappelladegliScrola Natività,la Presentazione,
vegni in Padova, come
lo Sposalizio,
la Visita a S. Elisabetta piena
di nobile semplicità
di sentimento
corda
e
l, che ci riquel di Dante:
Cimabue
aveva
Maria
che
verso
di per
è
la schietta
autem
fretta
con
corse
se
frase
la montagna
2
presa
pittura,tanto è ri: Exsurgens
dell'evangelista
una
illis abiit in
in diebus
Maria
a
montana
in civitatem Inda, schiettezza
festinatione
in tutto
che, mi sia lecito dire, non
riprodurreil Manzoni 3.
Io
vorrei
non
che
il lettore
credesse
cura
e
cità,
vivaseppe
che
io
esagerassiqueste relazioni tra l'arte di Giotto e
muni
quella di Dante: che trattandosi di soggetticolo stesso pensieronasceva
a tutti gli artisti,
in loro naturalmente
senza
bisogno di alcun suggerimento;
si può negare
che Giotto
come
non
ma
nel suo
Lucifero
ci richiami
in qualche modo
a
cesco
quello dantesco,e Dante
parlandodi S. Francolla
ricordasse gli sponsalidel Patriarca
credere ad un continuo
bio
scamPovertà; così senza
di pensieri,
impossibiledel resto per la loro
condizione,non
può metteraiin dubbio che tal1
Cavalcaseli^
2
Puro.;
•
Lue:
ecc:
xviii,
1: 39
—
i,473.
100
A
Manzoni:
Il
nome
di Maria:
L
LA
loro
modo
ebbero
volta
NELL'ARTE
MADONNA
di
31
ITALIANA
comunicarsi
concetti. Altri,poi da certi
a
vicenda
i
delle
particolari
già fatto notare la conformità dei loro
ogni città italiana volle pregiarsi
ingegni,e come
di avere
ospitatoDante, così tutti vollero avere
dei dipintidi Giotto,che, se fosse vero, non
rebbero
saad esso
né la mano
bastate né la vita,
\
La
ed
Visitazione dipinse Giotto in Padova
in Assisi,come
di Cana, dove
pure le Nozze
ha
opere,
.
.
Fosser
Ch'a
E
pure
la
Maria onde
pensava
orrevoli ed intere
le nozze
più
sua
bocca.
in Assisi è la
2.
.
.
Fuga
in
Egitto,una
delle
di
Giotto,
della natura,potentissimo
dove il sentimento
come
in Dante, regna sovrano.
Quivi è pure la Disputa
Gesù siede in mezzo,
al tempio dove il giovinetto
da un
ria,
lato giungono solleciti Giuseppe e Mae
cia
stende le bracche, lieta di averlo ritrovato,
altro dipintoci mostra
al figliuolo
la
; ed un
che lieta se ne
Sacra famiglia
torna
Or
a
casa.
di mansuetudine
non
qui come
all'esempio
pensare
immaginazioni più
P.
Alfredo
li.
8
pag
Puro:
care
in visione da Dante?
avuto
1
soavemente
Mela.ni:
Pittura
Italiana. Milano
U.
Hoepli
1886.
10.
xxii,
142.
A
32
LA
Mi
...
Estatica
Ed
in
hai
in
Ecco, dolenti
Ti
In
cercavamo.
.
in braccio
dolore
è
ella
da
provò
notare
in
pie
a
3. Nella
che
troppo la Vergine ad
il
fatto ?
padre ed io
che
poeta qui
in
una
Maria
la soccorrono,
Dante,
della
Maria
a
2
croce
i
un
tre
men-
che
ed al dolore
alla
attenendosi,come
natura, avvicinò
creatura
altro
umana,
luogo 4, stette
5, e con
coll'Evangelista
più verisimiglianza
e
nuta
sve-
quale espressionedi
Giotto
costume, in tutto
suo
era
atto
con
l.
.
sono
forte
animo
che
noi
verso
donne
a
soli accenni
dimostra
;
Figliuolmio,
lo tuo
.
persone
sulT entrar,
dipinseGiotto
Crocifissione
una
due
tratto
dicea:
così
tu
visione
tempio più
un
di madre,
Perchè
ITALIANA
una
esser
donna
una
Dolce
in
parve
di subito
vedere
E
NELL'ARTE
MADONNA
tre
men-
con
i Padri
dicit:
quali volevano che quod Bonaventura
B. V. factam esse semimortuam
angustia,pie
prae
interpretandum est. Ed un altro dottore aggiunge
l'artista
alqueste parole che potrebberoservire di norma
u
Si sermo
sit de proprio spRsimo, ut
:
significat
corporalem defectum cum
perturbatione
membrorum
languore et contractione
sensuum,
etc, nullo modo
ponendum est in'Virgine. Quia
1
Puro
2
Parad
xi,
XXXIII.
8
PlJRG
4
Para»
5
Iohan:
xv.
89.
: xxv.
xix
71.
6.
114.
25.
34
a
lume
consolare
a
ripensataad
nuove
e
tutte
vuole
come
tempo da
un
il Perez
ben
*.„
Io
non
so
S9
lui,Dante
(Paolo) ed altri con
affetto,
questo potentissimo
di
figliuola
della
sappiamo
poco
in sette
le menti
tutte
sembianze
care
ereditasse da Beatrice
che
cantica manda
un
pietoso
giri dell'espiazione
e affinare le viste dei penitenti;
i sette
tutti
ITALIANA
nella seconda
Donna
quellastessa
per
NELL'ARTE
MADONNA
LA
Folco
rando
Portinari,certo è che Dante ce lo fa credere narcom'egli un dì la vedesse in chiesa,ove si
udiano
parole della Reina della gloria, e là dove,
parlandodella morte di lei,scrive: Il Signoredella
chiamò
a gloriaresotto
giustizia
questa gentilissima
la insegna di quella reina benedetta Maria, lo cui
nome
fu in grandissima riverenza nelle parole di
questa Beatrice beata2.
Mi
del
e
Poletto, riferire
Dante
che
cure
di
tocca
le
Dante
e
tutti
enumerando
Maria
affidate
sono
corredentrice
come
gli studii
i luoghi
facile,mercè
sarebbe
del
Beatrice, ai
rispettoa
Dio
umano,
genere
tutti
mortali
le
e
del Perez
nei
quali
principali
e ai santi,
rispettoa
finalmente
al
il principio,
così per lei ha
Poema, che, come
il suo
alla
compimento. Ma io debbo restarmi
rappresentazioneartistica,
troppo, a piccola
e, pur
tissimo
parte anche di questa. Dirò dunque che altema
per Parte, e che forse avrà ispirato
qualche pittoredell'Incoronazione,offre il canto
1
Paolo
Libreria
*
Perez
della
Vita Nova:
:
I sette cerchi
Minerva
5
e
29.
1867
del
Pag.
Purgatorio di
59
e
segg.
D.
Verona
NELL'ARTE
MADONNA
LA
decimoterzo
del Paradiso,
il trionfo di
Maria, e
ove
ITALIANA
35
appunto
è descritto
gliosa
colla meravi-
che incomincia
similitudine:
l'augello,intra
Come
La
de' suoi dolci
al nido
Posato
che
notte
Che, per
le
ci
cose
fronde,
l'amate
nati
nasconde,
veder
gli aspettidesiati,
E per trovar
lo cibo onde
gli pasca,
In che i gravi labor gli sono
grati,
Previene
'1 tempo
in su l'apertafrasca,
E
Fiso
guardando
Cosi
Ed
fu
Maria
erano
la
breve
di
sì
che
pur
la donna
mia
quale
aspetta
l'alba
si stava
rivolta inver
attenta
Sotto
Ma
aspetto il sole
ardente
con
la
il sol mostra
nasca:
eretta
plaga
fretta.
men
attesa, che il trionfo di Cristo
già si avanzava,
pieni di letizia
e
gli occhi
che
Dante
Che
ride
dipingono
Vid'io
sopra
sol, che
Un
Come
E
non
per
la
Che
0
Ella
lo mio
tutti
migliaia di
tutte
viva
superne:
traspare a
chiara,
sustanzia
tanto
viso
la sostenea.
non
disse:
guida
Quel. che
È virtù,da cui nulla
seni;
lucerne
le viste
luce
i
l'accendea,
quante
Beatrice,dolce
mi
eterne,
'1 ciel per
fa il nostro
lucente
La
le ninfe
tra
si
e
cara
!
ti sobranza
ripara.
di
di Beatrice
Quale nei pleniluni sereni
Trivia
e
sa
scrivere.
de-
36
NELL'ARTE
'MADONNA
LA
Quivi è la sapienza
aprì la
Ch*
fu
Onde
già
strada
sì
ITAWANA
la possanza,
e
cielo
7
tra
lunga disianza.
smarrisce,e poi che Beatrice a se
si volge a lei che lieta sorride,e:
Dante
Se
Ohe
Polinnia
Del
latte lor dolcissimo
si verria
cantando
Beatrice
lo invita
più pingue
del
i
sotto
cui odor
mero.
giardino
raggi
di Cristo
Quivi è la rosa, in che
Carne «si «fece,e quivi son
Al
riso
riguardare
.a
al bel
Che
vero
'1 santo
aspetto facea
quanto '1 santo
E
fero
suore
; al millesmo
aiutarmi
Non
le
con
lo richiama
quelle lingue
tutte
sonasser
mo
Per
Dante
la 4 erra
e
si prese
s'infiora.
'1 Verbo
li
divino
gigli
cammino.
'1 buon
si
mentre
e
volge alle turbe di splendori,
del bel fioremane
ristringetutto l'animo al nome
invocato da lui,la luoe di Gabriele s'agsera
a
gira
intorno alla Regina del cielo cantando,
e
Facean
Essa
s'innalza
E
Tende
Per
il
sonare
come
le
nella
nome
tutti
gli altri
lumi
di Maria.
gloria,
fantolin,che inver la mamma
braccia, poi che '1 latte prese
l'animo
che
infin di fuor
s'infiamma:
Digitizedby
Ciascun
Con
NELL'ARTE,
MADONNA
LA-
la
di
quei
Ch'egli aveano
Indi
rimase
li nel
codi
cantando
Regina
mai
Che
Ad
da
cospetto
parti 1 diletto»
altra, speciedi bellezza,
veder
a
Dio;
del
Vergine Madre, figlia
ed
Umile
Termine
che
Nel
è
natura
fattore
fattura.
sua
l'amore,
raccese
caldo, nell'eterna
a
noi
face
meridiana
fontana
Sta' di speranza
Donna,
i mortali
qual
Sua
disianza
La
tua
chi
À
In
grande
grazia,ed a
vuol
dimanda,
ma
molte
al dimandar
e
tantote
non
vali,
ricorre,
senz'ali.
pur
soccorre
fiate
precorre.
misericordia,in te piotate,
magnificenza, in te s'aduna
te
te
Quantunque
in creatura
inno
quest'inno,
Pabad:
volar
vuol
benignità non
Liberamente
In
vivace.
se' tanto
Che
pace,
fiore.
caritade;e giuso, intra
Di
1
consiglio:
germinato,questo
Qui se'
In
si
tuo
ventre
lo cui
Cosi
creatura,
suo
di farsi
figlio,
tno
l'umana
'1
si che
disdegnò
Non
che
fisso di eterno
Nobilitasti
Per
più
alta
se' colei
Tu
appartienela
preghiera
alla Vergine,perchè aiuti
di S. Bernardo
Dante
palese.
si dolce
si
non
me
mio
affetto,
fu
mi
31
si stese
sa
l'alto
Maria
a
in
candori
cimar si che
sua
ITALIANA.
xxxm.
1.
nel
vero
è di bontate*.
senso
antico della
38
LA
NELL'ARTE
MADONNA
ITALIANA
parola,Dante riassume tutto quanto può dirsi di
sai,
Maria, e l'ammirazione al poeta s'accresce di asginale
quando si pensi che questiversi di così oribellezza
possente dei
altro
non
encomi
tanti
che
sono
sintesi
una
S. Bernardo
di
alla
Vergine l.
Sacchetti
che, essendo insieme
una
volta,certi pittori,fra le altre, quistione
che avea
nome
mosse
uno
Orcagna: qual fu il
di dipignereche
altro che sia
maggior maestro
Franco
Narra
stato da
in fuori?
Giotto
Chi
dicea che
bue, chi Stefano, chi Bernardo
chi
e
uno
chi
e
brigata,disse:
e che
sono
stati,
a natura
impossibile
Per
nella
è
arte
chi Buffalmacco,
e
altro. Taddeo
un
è venuta
umana
viene
e
Gaddi, che
assai valenti
certo
hanno
fu Cima-
era
tori
dipin-
dipintoper forma
poterlofare,ma
sta
que-
mancando
di \
che
tutto
brigata scherzando sulla paroladipintore
dimostra che miglioridi ogni altro sono
le
della
Uno
donne
essendo
fiorentine che
rosse
e
da
che
bian-
riconoscersi.
più
non
si fanno
nere
il Taine,han preso troppo
qualcuno,come
alla lettera le parole del novelliere e per un
se*
nell'arte nestrovano
colo, dal 300 al 400, non
Ora
1
G. Poletto
Voi.
ciò, fece
finale:
nella
La
iv.
Dizionario
:
pag.
240
nell7 istituto
Il
nota.
Leoniano
Verginemadre
Commedia
dantesco.
Siena
Poletto, che
di alta
c'è pure
un
libro
del
dino.
S. Bernarha
prima
letteratura
di
nel concetto
tip.di
Dante.
Càlì,
io
veduto.
8
P. Sacchetti:
nov.
136,.Firenze.
Barbèra
tesi
come
Su
—
che
notato
1860.
M.
non
V.
ho
LA
sun
NELL'ARTE
MADONNA
Taddeo
notevole.
progresso
39
ITALIANA
Gaddi
medesimo
di Giotto,e al dire del Vasari
prediletto
lo superò nel colore : il popolo fiorentino correva
in festa nel 1339 a vedere la porta di bronzo
da Pontedera, inaugudel Battistero
di Andrea
rata
ed alla Signoria:
dinanzi agli Ambasciatori
il suo
Duccio
che colla sua
Siena
aveva
Vergine
rinnuovava
glientusiasmi già destati da Guido, e
tava
Ambrogio Lorenzetti che ai suoi cittadini addidi affetti gentilie magnal'arte inspiratrice
nimi,
scolaro
era
e
infine
le
e
Stefano
fiorentino
Vergini di
effigiò
a
detto
dolce
il 24
Frattanto
rivendicatasi
a
palazzo
chiedere
pre
sem-
alla terra,ma
non
cora
aninspirazioni
le sue
dimenticare
originiin tutto,
sue
da
tanto
la Madonna
Consiglio nel
è che l'arte cominciava
Vero
più
del
sala
dipingeva nella
pubblico.
che
Martini
Simone
libertà
con
scimmia
della
natura
mento.
espressionee di sentilugliodel 1343 Firenze
a
capo
l'arcivescovo
creto
Angelo Acciajolidomenicano, per pubblico dechiamava
S. Anna
della libertà
protrettrice
pittore la ritrasse in atto di
fiorentina,ed un
ai capitani del popolo la bandiera
consegnare
tolta al tiranno
A
Dante
Gualtieri
succede
duca
di Atene.
il Petrarca, il creatore
della
lingua poetica italiana. Buono, affettuoso,ma
in lotta con
della tempra dantesca, sempre
non
mondane
sé stesso,combattuto
tra le vanità
e
la fede, sempre
ad un
irresoluto nell'appigliarsi
confessa questo suo interno
sinceramente
partito,
40
combattimento
De
la Madonna
e
bro
li-
nel
si
ed il
perciò si risolve,
lante,
Perpetuamente oscil-
non
ritorna alla terra.
affetto lo occupa
nessuno
Egli, che
Santi
ITALIANA
utriusque fortunae:si duole,
ma
colpevole,
mistico
\
Laura
tra
remediis
chiama
NELL'ARTE
MADONNA
LA
mai
te
interamen-
Dio
preghierea
componeva
e
ai
le mandava
gentilisagli amici, anima
da difetti,
la
non
amava
lissima,sebbene
scevra
Vergine,e due anni prima di morire, il 2 giugno
del 1372, scriveva da Arquà all'amico Francesco
Bruni: Cupio praeterea et dispono,
Deo dante,
esset ut
non
templum Marte, quantum nusquam
Iélius Caesar, sed unum
hic parvum
oratorium
Beatae
Virginiextruere: iamque opus aggredior:
etsi déberem
libellos meos
pignorare vel vendere.
e
di Marte
Queir idea
il Bruni,
del poeta 2.
che
nel
di Cesare
e
è
ma
Morta
altra prova
un
Laura,
Cosa
cristiano
contraddetto
non
del Petrarca
Bartoli:
F.
Mounier
De
:
Sanctis:
1873. V. i, pag.
vii.
284.
Voi
il
rebbe
par-
ni.
Storia
„
e
dal
la
canzoniere
suo
canzone
cura
Variae.
Mia
cuore
mai
è
suo
zone
can-
3.
bella,ma
74.
pag.
Epistolae ecc.
1853
suo
questa
cit. Voi
Op.
F. Petrarcae
tiae Le
8
Fetà
suo
ora
intelletto,
penetra nel
alla Vergine chiude
2
del carattere
crescendo
e
ridere
sor-
spiritodovesse finalmente quotarsi
nella speranza
donna
di raggiungere la sua
cielo: tt il passato cagione di gioia e di affanni
gli pare un sogno, la vita glipare insipida,
il
il mondo
1
fatto
avrà
I. Fracassetti.
Floren-
xv
Lett. Ital.
Napoli
Morano
42
E
Fora
ed
morte
me
a
Or
ITALIANA
saperlo,pur quel che n'avvenne
avvenuto:
ch'ogni altra sua voglia
per
Era
NBLL'ABTE
MADONNA
LA
del
tu, Donna
lei fama
a
ciel,tu
rea;
Dea,
nostra
(Se dir lice e conviensi),
Vergine d'alti sensi
Tu
Al
vedi
Far
altri,è nulla
Por
fine al mio
Che
a
te
risca,ed
quel che
e
alla
tua
dolore;
ed
onore
a
che
Sanctis pare
De
acquistiun
potea
non
virtute,
gran
-
fìa salute.
me
il
qui
poco
poeta si inteme-
dell'antica vena,
la
nel suo
inspirae risveglia
palpiti.Ma, nota pure il critico
caduca
terra
poca
il tutto;
lo
gli usati
che qui Laura
davanti a Maria come
è accusata
colpevoledel fello del poeta, e questa a me non
da artista,
ne
e, se è lecito il papar da uomo
ragone,
mi
ricorda il platealegrido di Adamo
la povera
Eva in quel mediocrissimo
netto
Socontro
cuore
del Minzoni:
Io per
che
Verso
te
diedi al mio
signor la
giustamente la indignazionedel
focle
egli oppose le nobili paroleche So-
mosse
Foscolo,cui
fa dire ad
Ercole
morente
Io ho
dunque? Io?
mai lamentarmi
travaglisenza
più apparisceil difetto nel sommo
dorrò
io
Laura
è
egli la
1
Voi
—
beata
pag.
e
tutta
cosa
vide in visione
U. Foscolo:
i
morte.
367.
Saggi di
e
del
dove
critica, Firenze
uAh!
—
i miei
sostenuto
\
—
mi
E
„
tanto
perchè
lirico,
cielo,nel quale
poco
Le
mancò
Mounier:
che
1859
LA
NELL'ARTE
MADONNA
43
ITALIANA
^
ei
il
ne
rimanesse
non
lei:
con
fu
paradiso,colpa non
fu perdonata.Il poeta
una
dunque se ella meritò
in lei,o si lieve,che
chiude
la
canzone
con
promessa
Vergine
Del
umana,
Misererò
d'un
Amar
con
dovrò
Che
mio
dal
Se
le tue
Per
Vergine,
caduca
terra
si mirabil
fede
far di te,
cosa
stato
t'induca;
contrito,umile.
cor
mortai
poca
se
d'orgoglio.
principioamor
comune
Che,
nemica
e
assai
soglio,
gentile?
misero
e
vile
resurgo
man
i' sacro
e
purgo
^
pensieri e 'ngegno e stile,
La lingua e '1 cor, le lagrime e i sospiri.
Scorgimi a miglior guado
E
prendi in grado i cangiatidesiri.
Al
il voto
Ma
può
farsi
Le
in
tuo
nome
vien
e
tardi,dice
vita
una
poesiein
Dante
e
nel
nuova,
e
lode di Maria
il De
Sanctis;non
l'antica è stanca.
si
non
Petrarca, che
a
restringono
cominciare
da
Guittone
coglierne
d'Arezzo,molte altre avrei potuto racdai poeti ne* primi due secoli,
sono
ma
di preghierae pentimento, che, se attestano
espressioni
dello scrittore,
la viva fede religiosa
sono
spesso
Del
molto
Boccaccio
medesimo, grandissimo
abbiamo
grandissimi,
si leva
a
molta
dall' eccellenza
lontane
un
altezza
sonetto
a
Maria
di concetti.
dell' arte.
fra
che
i tre
non
IV
Leggenda,
è
o
sino
giunta
dinanzi
belle
alle
questo
perchè?
perchè
l'artista
che
si
delle
chi
Parole
che
dipintore
può
nel
Convivio
dee
facesse
si
tura
pit-
sua
col
fedele
prio
proche
eiò
a
pinge
non
la
pittura
può
porre.
u
commentava:
porre
non
esser
Lei
essere
potrebbe
nella
e
cioè
scritto,
non
E
sentiva,
le
ritraeva
universale,
.......
Se
popolari
Madonne.
tutto
sensibile
segno
tradizione
la
popolo
trasfondeva
si
sia,
allegrezze
il
Perchè
nel
aveva
subite
immagini
sentimento
un
Dante
di
noi
a
clie
storia
vera
Ed
*
alcuna
—
figura,
pria
zionalmente
inten-
se
tale, quale
anche
Dante
Nullo
la
gura
fi-
scriveva
—
n
quello
1
che
Convivio:
pensava
iv.
10.
e
sentiva,
e
come
lui,
il
Pe-
trarca
BELL'ARTE
MADONNA
LA
tutti i veri
e
poeti, pure
dire che essi riuscissero
possiamo
non
le moltitudini
commovere
a
45
ITALIANA
Di questo
si narra.
pittori
si è che
la ragione prima e più facile a trovare
gno
la parola può ben
gareggiarecolle arti del disenel ritrarre il pensiero e la realtà delle cose,
la via del cuore
trovare
ma
non
può com' esse
della vista. Dante
medesimo, che più
pel «enso
reale
d'ogni altro si accosta alla rappresentazione
bagliante
nel trionfo di Maria, la circonda
di luce sì abal modo
che
del
noi
senza
nume
dei
ohe
lui sentiamo
come
la presenza
tra
paterne vedere le fattezze. Un'al-
caccio
ragione di questo ce la offre lo stesse Bocin quelleparole nelle quali descrive gli
effetti che produceva la vista della Fanciulla di
Nazareth, e dove pare ubbia tolto i oolori dalla
a
tavolozza della Vita Nuova:
Quella (bellezza)
della Reina
del cielo ogni villano pensieroogni
—
disonesta
un
e
bene
e
bene
e
un
caritatevole
la miravano,
ardore
di
mente
adoperareSì maravigliosadivotamente
gli accendea,che, laudando
acceso
in lei
fuoco
che
cacciava
virtuosamente
che
Colui
di coloro
volontà
non
intanto
la
creata
l'avea, a
in opera
mettere
il
desiderio si
disponeano:e di questo
vanagloria,non
superbia venia, ma
È inutile
\
umiltà ne crescea
sua
—
„
dire che
a
Tanto
1
Studi
qui ci vieno subito in
gentilee tanto onesta
Corbaccio.
Opere
ed. Montier
Letterarii. Livorno.
Vigo
: v.
1876.
il sonetto:
mente
pare
„
197. Presso
Pag.
185.
e
le
parole
G. Carducci:
46
della
la
NELL'ARTE
MADONNA
LA
di cui queste del Boccaccio
Vita Nova
il Carducci
come
parafrasi,
Sebbene
ITALIANA
io
accetti
non
ha finamente
notato.
interamente
le
di critici
dottissimi,
pure mi
anche i poetidel dolce
che
maniera
seguironouna
sono
clusioni
con-
conoscere
è forza ristil
nuovo
nell'idealizzazione
comune
della donna.
Ora, potevano essi,senza
parer loro
più grande profanazione,darci le fattezze
le donne, e veratutte
mente
Maria, donna
sopra
una
di
di
cosa
Dio?
No
il Petrarca
nemmeno
il
e
si noti
E
certo.
che
Boccaccio, i qualisi
le corporali
perfezioni
compiacquerodi enumerare
di donne
di farlo : ed in
reali,
per Maria osarono
di poi seguiti
ciò furono sempre
dai poeti. Le
si debbono
di Maria
bellezze
il
effetti,
descriverle
Tutti
trapassa ogni
basta
al Poeta
canta
intendere
umano
i loro
cetto:
con-
accenno:
un
benedetta
van
per
Nelle
figlied'Adamo,
Sieno
in eterno
e
tue
benedette
le bellezze
tue1
Oppure :
Vergine bella, che
Coronata
di stelle
Vergine
1
Puro.
8
Petrarca.
toli.Firenze
sola al
'1 ciel di tue
Che
xxix.
di sol vestita
mondo,
bellezze
senza
esempio
innamorasti2.
85.
Canzoniere. P.
Sansoni.
1883.
n.
Can.
vm.
49. Ediz.
di A. Bar-
NELL'ARTE
MADONNA
LA
47
ITALIANA
quando scrisse:
a
di quei tempi lia certe
stanze
Nelle canzoni
che io non
imaginarmi concepite fra
posso non
alla
gli austeri colonnati delle grandi cattedrali,
di aprileche si
luce di uno
splendidotramonto
nanzi
inrifrangenelle vetrate colorite e impallidisce
al vermigliofiammeggiar dei doppieri,
tre
menil fumo
l'odor dell' incenso
e
avvolge l'altare
della Vergine, e l'organo suona, e voci argentine
le
inno
malinconico
di donne
empiono di un
Disse
volte
umane
e
noi
G.
vero
Carducci
—
oscure.1
Né
le
il
„
ritrarre
costretti di necessità
a
pittori,
canza
sembianze,facevano altrimenti. La manl'arte,
nelstudio sul tipo di Maria
però di uno
di brevi accenni,
ci obbliga a contentarci
solenne
li prenderemo da un
maestro, il
i
Garrucci.2
cerchiamo, egli scrive,quali fossero
aNon
le
Vergine, le quali S. Agostinoal
meno
pari di noi, confessò che s'ignoravano. NondiEpifanio monaco
afferma,che nelle forme
al figlio
nel colore del volto ella rassomigliava
:
e
faccia rotonda, ma
una
non
aveva
alquanto oblonga, e di una tal tinta vermigliache la rendeva
della
sembianze
1
*
Op.
cit.
Storia
Scritta
tutti
Pag.
184.
dell'Arte
dal
i monumenti
tavole
Cristiana nei
P. Raffaele
di
Gabbucci
pittura e
figlioe
secoli della Chiesa.
D. C. D. G. Collezione
incisi in
scoltura
ed illustrati. Prato.
editore, Giachetti
•1881.
primi otto
Cav.
Cl
Gaetano
rame
su
Guasti
di
quecento
cinprietario
pro-
tipografi.Voi. 5-1872-
48
hk
NELL'ARTE
MADONNA
ITALIANA
benigna. I Padri del Sinodo
•orientale aggiungono che il colore del volto era
tendente al bruno
Le
come
quello del grano.
quali idee tutte essi attestano di ricavare dagli
da scrittori
antichi;cioè, siccome appare manifesto,
dissimili da Andrea
non
Cretense, il quale
putate
toglieciò che scrive dalle pittured* Oriente riacheropìteantichissime e veri ritratti.n
E la Vergine fu rappresentata generalmente in
due modi, o come
o
(orantesolitaria,)
dcetTcapSevos
(colbambino). Il grupxat freotóxos
"5"s
7rap0evo|i^t(op,
po
detto di S. Luca, forse perchèegline somministrò
il concetto
canto
limpido, la rappresenta con acl. EpiIsaia in atto di leggerlela profezia
fanio
scovo
seguironoAnastasio sunaita,Isidoro arciveRiccardo
di S. Lorenzo; Dante
sta con
e
si
essi poiché da Bernardo
che gli addita Maria
venerabile,dolce
e
—
fa dire:
Riguarda ornai nella faccia
Più s'assomiglia:
che la sua
Sola ti può disporre a veder
Ed
egli guardò e
a
Piover, portata
Create
Che
1
9
a
tanta
Né
mi
Id. Voi
Pabad.
i.
ne
trasvolar
quantunque
Di
Lib.
xxxii,
lei tanta
vi.
85.
Cristo
chiarezza
Cristo2.
per
io
i.
sante
quell'altezza,
avea
non
di Dio
Cap.
allegrezza
le menti
ammirazion
mostrò
a
narra:
vidi sopra
Io
che
tanto
visto
mi
davante,
sospese,
sembiante.
Pag. 359
e
segg.
50
NELL'ARTE
MADONNA
LA
sola
Cum
Concepit
La
maggiore,
fìlium.
aure
adoperò
clie per
tanto
si ebbe
non
Virgo degeret
libertà si
stessa
ITALIANA
scrupolo
di
poi, ed
eccessivo
"
Vedi
con
sul
Maria
libro sulle
un
petto,
e
seduta
è
si
gare
può spiedi
letto
nale
vergidestra
mano
di
modesto
atto
Donna
Settembrini:
suo
ginocchia,la
la sinistra in
Il nunzio
il
presso
fede
al racconto
del vangelo. Non
altrimenti
esplicito
una
pittura che è nel monastero
Regina in Napoli cosi descritta dal
—
di
zelo
di contraddire
anche
viglia.
mera-
un' angela
angelo, ma
alle fattezze bellissime,ai ricciuti capelli
cadenti
sugli omeri, alla veste talare,all'ali di
non
farfalla. Quanto
un
è delicato
avrebbe
figuramaschile, benché angelica,
la purissima ed immacolata
Vergine1.„
Ma
è nella
Natività
dove
! Una
concetto
questo
turbata
—
si manifesta
mente
libera-
ingegno dei pittoriitaliani,
soggetto in
cui si compiacquero più che in ogni altro,
sì che
il Taine
nel suo
viaggio ebbe a chiamar quella
di Maria
Emilio
Gebhart
la religionedell'Italia,
T
disse il Bambino
ridente
La
1
natura
L. Settembrini.
Napoli. Voi.
*
Emile
stoire.
di M.
i.
Pag.
nell'arte
il
dell'Italia2.
Dio
vero
concorre
Scritti vari
la
rallegrare
a
scena
:
Politica ed Arte,
di Letteratura
307.
Gebhart.
Paris.
V Italia
Gesù
Hachette
De
V Italie:
1876.
Essais
Pag.
figurativa,vedi
artistica illustrata. Roma.
uno
de
174.
studio
numm.
critique
et
d'hi-
SuirAnnunziazione
di N. Baldoria
4
e
7.
nel-
tardi
NELL'ARTE
MADONNA
LA
51
ITALIANA
più vivo del vero, che
di già nelle figure di Giotto, aggiunto a
appare
verà
magistero migliore nel disegno e nei colori,salmistica,
quest'artecosì piena di fede cristiana,
dal ricadere nella immobilità
o in
ieratica,
più
sentimento
un
idealismo
un
troppo trascendente
all'arti
del
trionfo
di Giotto
ciò
In
disegno.
ma
meglio di realismo il Gebhart
ho
bisogna intendersi,come
si confa
non
stette
appunto
Cimabue:
su
che
su
il
questo, che
chiama
detto
naturalismo;
più sopra, specialmente
trattandosi di Madonne.
t
vette
dotipo primitivo della Vergine non
parer bello agli artisti i quali,ben nota il
attenendosi
e
migliorarono di fantasia,
Renier, corressero
che signoreggiò
a
quel grande tipo di donna
il medio
tutto
dolci
evo, dagli occhi
semichiusi, dalla faccia pallida, dal corpo esile,
il
Certo
dalle mani
chito,
lunghe, dai capellibiondi, che stecritorna
mente
continuamonotono,
iuespressivo,
nei
bassi rilievi
nelle
e
miniature
J.
Per
la
Giotto ricorsero
e
espressione,Cimabue
alla natura, ma
un
correggendola secondo
ria,
concetto, ad esprimere la divinità di Ma-
ottenere
loro
ed
allontanandosi
dal
il sentimento
essi
non
tempo,
potevano
ed
eccitavano
religioso:in
operare
stessa
una
vero
una
diversamente
legge
giormente
mag-
parola
dal loro
pittorie
governava
poeti.
1
R.
Kenier.
Morelli.
Il
tipo estetico della
1885.
pag.
158
e
segg.
donna
nel
M.
Evo.
cona.
An-
52
Il
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ritratto,segue
moderna,
il
Renier, è conquista
comincia
e
ITALIANA
nel
rissimo:
quattrocento. Ve-
anche
questa volta era
precedutadalla cultura,ed il Boccaccio, certo
l'arte
ma
senza
classiche
influenze
darci il ritratto nei
à,
chkardt,
formare
V occhio
ed
romanzi, e
ciò che
artistico.
il ritratto
definitivamente
il
è il
romane,
suoi
l
l'arte
del-
vien
con
detto
stata
non
primo
a
cominciò
lui si in-
dal Bur-
L'Orcagna introdusse
nelle sue
posizioni,
grandi com-
Ghirlandaio
ritrasse
nelle
sue
in S. M.
Testamento
Novella
pitturedel Nuovo
illustri della città:
donne
di Firenze, uomini
e
produrre
piacque il ritrovato,e crebbe il desiderio di rila vita presente,e, senza
guardare tanto
si ebbe
non
storiche,
pel sottile alle convenienze
di violino
suonatore
scrupolo di introdurre un
di Cana, e vestire da re
alle Nozze
Magi tre
buoni
borghesi fiorentini. Ma in tutto questo
l'anima
era
Leonardo
che
da
e
mancava,
Ed
doveva
infonderla
anche
qui piacemi ripetere
col Renier, che se i pittoriantecedenti
son
Leonardo
che ritragganopedestrementei fatti,
cronisti,
è lo storico che ne
investigala natura.
Tornando
al tipo della Vergine sappiamo che
i pittoriprimitividell'Umbria
ritrassero costantemente
i toscani si atvolti graziosi
tennero
e languenti,
al tipo fiorentino,
rifece paLeonardo
recchie
Vinci.
volte la fisonomia
ma,
1
ripeto,sempre
Op. citi Voi.
ii, pag.
milanese
cercavano
93.
della Gioconda:
di inalzare l'umano
LA
NELL'ARTE
MADONNA
al divino. Raffaello
ribattere
faceva
medesimo
il
grossolanoerrore
oggi, clie egli nelle sue
a
i lineamenti
sempre
deve
rappresentare le
ma
Galatea
rinnovando
le
stupire il mondo,
:
Essendo
donne, io
mente.
Se
io
so;
non
Come
mi
ben
mi
tracciarne
di
pericoli.Del
chi la volesse,la
da
e
libri
uomini
Hillebrand,il
dell' Italia
una
il carattere
il Taine
H.
Bailliere.
dotto
Il male
letti
sempre
tedesco
seconda
a
nella
viene
d'arte,
mento;
rinasci-
questo
dall'Allighieri
nostra,
non
nemmeno
è forte
a
il
e
i loro
si è che
dovere.
Se
quale si
era
patria,trovò
Carlo
fatto
la
essere
detta
ven-
dell'arte italiana nel rinascimento,
\ Gli
errori del
1880.
fece
di belle
chiamare
parola,sebbene
mi proverò
non
più fosco
Taine.
colla
glione
da Casti-
eccellenza
la tentazione
tura,
na-
piena
il Manzoni, per
resto, direbbe
storia di que'tempi la c'è scritta,
d'arte francese
1
la
ben
quadro
un
greca
e
giudizii
idea che mi
valentissimi.
furono
non
di buoni
convenuto
quadro :
un
quando
Baldassare
a
dell'arte italiana
io
ma
farle. E
in sé alcuna
è ornai
trasse
ri-
le fa la
come
affaticodi averla.
vede, siamo in pieno
il lettore
cosa:
Madonne
Fornarina,o della
dire che il pittore
non
di certa
periododella vita e
al cinquecento,e
dice la
divine
graziedell'arte
carestia
quésta ha
così
cose
scriveva
servo
che
ripetutoan-
della
ella dovrebbe
come
così,e quasi
tanto
Margherita,soleva
amata
sua
53
ITALIANA
ed atroce
ne
tratteggiò
geniale scrittore
furono
Philosophie de VArt
combattuti
en
da
Italie. Paris.
e
tico
cri-
molti
Germer
54
vittoriosamente
e
dallo
NELL'ARTE
MADONNA
LA
confutati
splendore della
ITALIANA
dal Villari,ma
forma
non
mancano
tati
alletdi
quelliche si stanno ancora
paghi alle conclusioni
ed ai giudizidi lui lìe, come
avviene, ai vecchi
che per certi
si aggiungono nuovi errori. È vero
non
aspetti
possiamo certo portare queitempi come
noti e vizii
esempio di moralità: pur troppo sono
e
turpitudinidi molti principie signorid'allora,
artisti e letterati parteciparono,
alle quali anche
di onori e di guadao che, per
e
gno,
cupidigia
paura
le riguardavano con
scusarono
quando non
occhio
indifferente. Così
può rivocare in
tanto
signorotti,
più
che
signoria,
e, cosa
nessuno
gli atroci delitti dei
feroci quanto più piccolidi
ci pare anche
più strana, culti quanto raffinati
il male.
nell'operare
si giunge a spiegarel'arte
No: col male
non
di Raffaello e di Michelangelo,la poesia dell'Ariosto
anime
e di Torquato Tasso:
né, le loro,sono
il beato Angelico,fuori
solitarie che vivono, come
tinua
consorzio,lungi dal mondo, in cond'ogni umano
sero
viscontemplazione del regno celeste;ma
in mezzo
sero
nel mondo
agiiuomini, e vi attinLa
rimanendo
incontaminate.
inspirazioni,
storia può ben trovare
nella
zione
politicala spiegadelle nefandezze
del duca
Valentino, ma
non
già,non dico adonestarle,che sarebbe delitto,
ma
scusarle,colla vieta e falsa ragione dei tempi.
dubbio
1
Pasquale
Firenze.
Vjllari.
Arte
Storia
1884.
Pag.
99-134.
Sansoni.
e
Scritti
filosofia.
critici.
LA
Bisognerebbe
allora
e
universalmente
il
Taine,
NELL'ARTE
MADONNA
pur
provare
che
55
ITALIANA
che
certi
galantuomininon
di morale
principii
disconosciuti:
riconoscendo
di Europa, l'Italia
il che
che
tra
ci furono
fossero
è.
non
le altre
Ora
zioni
na-
più dotta, più ricca,
più gentileed atta a gustare e produrreopere di
arte, ha considerato un lato solo della sua storia,
ad una
cercando
le piaghe le ha tutte scouna
perte,
e
rezzandolo,
e, fermatosi in questo pensiero e quasicasi è trovato
tradizione
poi dinanzi ad una conha dovuto
così grande,che a spiegarla
hanno
ricorrere
le qualinon
scontro
a
teoriche,
pieno rinella
che
era
realtà.
anche
il
popolo,quantunque molto
dei grandi,non
corrotto
era
meno
più quel di
prima, e, infiacchito dalla borghesia,che avida di
E
vero
segnata,
guadagni leciti ed illeciti si era facilmente rasl'aveva aiutata,alla rovina
quando non
trovò più in sé la virtù andella libertà,non
tica
di
per opporsi alla passeggiata cavalleresca
Carlo Vili; triste principiodi lunga e più vergognosa
servitù per la patrianostra. Si può dire
il male, per la quaadunque che disgraziatamente
lità
lo facevano, superò il bene:
di coloro che
ma,
onore
per
esempi
mancano
del genere
di virtù;anzi molti
d'Italia
e
umano,
non
abbiamo,
ne
illustri per
più modesti e pudichi,non meno
domestiche,nella
ciò, si praticano entro le mura
in questo tutti,
santità della famiglia.Ed anche
che
storici
e
del culto
critici
di
arte, riconoscono
dagli italiani professatoa
un
Maria.
effetto
56
NELL'ARTE
MADONNA
LA
Andrea
Lascio
di Cione
Orcagna, Maed Angelo
Taddeo
giotteschi
Firenze, i
solino da
ITALIANA
detto
nelle
Gaddi, il quale ultimo fece alcune madonne
vie di Prato,e, nella Piove di S. Stefano,ora
tedrale
Catdi quella città,ritrasse la leggenda del
Sacro Cingolo; lascio Antonio
Longhi detto il
Giovanni
da Fiesole,
a* Fra*
Veneziano, e vengo
il Beato Angelico.Come
il sommo
confratello
suo
nella religione
domenicana, S. Tommaso
d'Aquino,
gheggiò,
egli ebbe dai bellissimi angeli che ritrasse e vail soprannome
; quegli angeliche apparvero
in
alta creazione
Dante
italiana.
a
fama
corre
uscivano
mentre
che
erano
Di
mai
la
a
ricorderò
coronazione
in
a
tavola
a
miracol
Io
solo
su
paroledel
mostrare,
si avvicinò
Molti
lavori
tutta
l'anima
allora
come
rimasti
al
di
ed i
lui,
nei
migliori,
sua,
si ammirano
sono
Firenze, a Roma,
Firenze, e,
colle
gato,
pre-
egli adorasse le Vergini,
suo
gione,
rapennello, ed aveva
di quelle si può dire che
figuraumana
Fiesole.
mano
fervorosamente
avere
in terra
quali egli rivelò
a
dava
egli non
:
cielo
Cortona,
l'arte
del-
nuova
che
dal
divino.
concetto
di
veramente
venute
che
noto
dipingere prima
e
e
E
tutta
accennarli,e
quel miracolo d'arte,che è la Intavola
nella Galleria
degli Uffizi
perchè meglio non
potrei,lo farò
non
posso
P. Vincenzo
della Incoronazione
nemmeno
Marchese.
è
alta
e
u
—
Questa
largaintorno
58
Nella
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
parie inferiore del quadro,con
ordine
lissimo,
bel-
tudine
disposea destra ed a sinistra gran moltidi Santi" clie par veramente
che, giusta
si letiziino di quella
dell'Alighieri,
l'espressione
vista,e di que' suoni celesti.1
Così dipingel'Angelico
: in un'epoca,scrive il
Cavalcasene, di corruzione come
quella,in mezzo
al dilagare
delle dottrine pagane,
della deprae
vata
politicad' allora;fra il turbamento
portato
dagli scismi e dalle eresie,ei parve raccolto in
mondo
tutto
un
suo, popolato di santi e di eroi
„
della fede.
Eppure
l'artista mistico
e
solitario
è in
opposizioneal suo tempo quanto si potrebbe
credere,e, guardando bene attorno a lui,
troviamo facilmente che egliè il fedele interpetre
di molti,poiché oramai non
è più
del sentimento
credere al genio assolutamente
solitario.
permesso
non
Il classicismo
e
nelle
penetrava da
arti,e
per
tutto
lui l'uomo
Masaccio
e
dell'arte,
arditamente
per
per
pareva
divenne
e
Luca
tutto,nelle lettere
concorrere
ad
tarlo:
aiu-
principaleobbietto
Signorellisi misero
questa via per cui l'arte italiana
grandissimaaltezza. Né può negarsi
che
molti
introducessero
di
qualche particolare
troppo cruda realtà,pur trattando sacri argomenti;
la Vergine trionfa ancora
nella sua
ma
anzi
Si direbbe
purità e bellezza di Paradiso.
che nella rovina della patriae della libertà,
nel
perdersidei costumi e della propriacoscienza di
pervenne
1
Cavalca.se
a
lle.
ecc.
Op.
cit:
n,
393.
NELL'ARTE
MADONNA
LA
59
ITALIANA
agliitaliani altra speranza
popolo,non rimanesse
fatti che hanno
che in Lei, e la storia ci narra
dell'incredibile.
Donatello, in
In
Alunno
chi
Gozzoli, in
Benozzo
Niccolò
in
quanti altri,è qualche cosa
dello spiritodel Beato Angelico. Sandro Bottiche attinge a piene mani
dalla classica antichità
celli,
dalle leggendepagane,
ritrae la Vergine
e
col fanciullo,
di un
scrivente
libro che le presu
sentano
il pittoredella Vefanciulli bellissimi1;
nere
e
riesce
Gesù
pure
in modo
di
sa
da
a
rappresentare
la
Natività
superato. Così
nessuno
Maria, Domenico
del
di
nella Natività
stante
Ghirlandaio,nono-
qualche particolaretroppo realistico. Che
bastanza
abdi costumi
più? Fra' Filippo Lippi, uomo
dipinge una
liberi,anzi corrottissimi,
Vergine piena di celeste soavità,ed un'altra ne
rappresenta che appariscea S. Bernardo, di non
minore
bellezza,la quale tolta all'Italia oggi si
conserva
al Louvre.
Certo
io
non
dirò
che
un
profondo sentimento religiosooccupasse il cuore
credere
che
di tutti gJiartisti,
ma
non
posso non
tiva
esercitasse su loro una
Maria non
potènte attratallorquando io vedo un Pietro Vannucci, il
Perugino,il quale,se si ha da credere al Vasari,
nel
morì come
un
ateo, riuscire pittoresovrano
ritrarre la Vergine. In fine l'osceno e turpe Pietro
di Tiziano,
madonna
ad illustrare una
Aretino
1
Galleria
degli Uffizi,a
Firenze.
60
LA
scrive
pagine, che
austero
e
Egli
a
che
non
si accusò
torto
invidiato
avrebbe
gli
qualche cosa di
anche
gli animi
tutto
tutto
V Aretino.
costretti ad
ITALIANA
il
più
credente.
puro
è
NELL'ARTE
MADONNA
In
nobile
secolo
un
mezzo
e
in Italia
corrotto
era
di
a
sacro
di
nizzato
divi-
avere
tanti
mali
dinanzi
e
c'era
a
cui
maggiormente depravati erano
inchinarsi
riverenti:
nile.
la virtù femmi-
A
ramente
gloriadella patrianostra, possiamo sicuaffermare,che l'Italia deve molto alla
donna, e gli storici e scrittori di ogni tempo
l'hanno
volentieri riconosciuto.
E, ciò che è più
glio
notevole,questa virtù femminile si manifesta menel rinascimento,
quando appunto la donna
nelle arti e nelle
lettere,
gareggiava coll'uomo
perandolo
agguagliandosispesso a lui nella eccellenza,susempre
Poco
per
felici nelle
nobiltà
di animo
roggie e
nei
e
di
stumi.
co-
palagi,dove
uomini
di crucci e di sangue, le
padri e fratelli,
adoperano ai lor fini partigianie non
sempre
da mariti colpevoli,
onesti,trascurate
rassegnate
traggon la vita,angelidi pace vegliandoa studio
della culla ed all'educazione dei figliuoli;
come
la Clarice,
litudine
moglie di Lorenzo de' Medici,nella sodi Careggi, quando affrante dal dolore
sandra
Piccarda
non
Donati. E l'Alesmuoiono, come
tata
Macinghi Strozzi,calunniata e perseguidi figliuoli
madre
esuli,scrive lettere nelle
quali li esorta a far bene e lasciar dire senza
*
vendette
a
pensare
NELL'ARTE
MADONNA
LA
la buona
; mentre
è di consolazione
Macchiavelli
al
sventura,
il loro anche
come
forse
e
la buona
Manetta
marito,il grande
Dante
Segretario fiorentino. Come
Beatrice,così suor Celeste racconsolò
nella
61
ITALIANA
ebbe
la
figliuola
il padre Galileo
animo
gentile
scio
La-
Donati.
Gemma
stre
regio ed illuche
date allo studio,
le moltissime
e
sangue,
fecero stupirei contemporanei per la dottrina,
e
di ricordare
furono
in riverenza
tenute
E
altre di
le molte
la santità del
per
stume.
co-
anzi gran parte
questa è storia italiana,
della storia italiana,
o
più pura e più bella,
il bene
ed
ne
perchè narrando
spinge ad amare
i
il bene. I novellieri,
le poesie popolari,
operare
che
ricordi di famigliainterrogati,
ci direbbero
non
e
portava la donna
virtù
sante
meno
vera
nella
miglia
fa-
tamente
popolana,ove la miseria sola, e sventurane'
non
poche volte,riesce ad ammortire
i sentimenti
cuori
Datasi
quelloche
ed
onesti.
la donna
che preè naturale
all'arte,
diligesse
gli argomenti religiosie, tra questi,
del sesso
:
più rispondevaalla gentilezza
anch'ella
ritrasse Maria.
Caterina
Della
dei
Vegri bolognese,che fu elevata al culto degli
altari *, abbiamo
Gesù
ed
miniature del bambino
ì
dal
Pier
Sec.
dalla
9
Fili
Donne
N.
Leopoldo
xm
al xvi.
Cecchi.
Boma
Antologia.) Il
Alberto
Salmin.
Mario.
1877.
italiane nelle
La
Tip.
Guasti
Donne
Pag.
Donna
ha
Artiste
187
arti del
e
del
famiglia
la
e
Senato
pubblicate
in
segg.
Teste
—
disegno
e
1878.
sec.
(Estratto
le lettere
di lei.
Figure. Padova.
Minghetti:
Marco
al
italiana
xv
e
xvi
Le
(Estr.
62
tavola
una
NELL'ARTE
MADONNA
LA
nel
casta
disegno,che spiranoun'aura
ineffabile di divinità:
la caduta
ITALIANA
di lei si dice che
ziasse
annun-
di
Costantinopolinel giorno che
fu presa dai Turchi,che fu il 27 maggio del 1453.
Properzia de' Eossi, pur bolognese,bella e casta,
fu miracolo
in
nella
e
di pesca.
nocciolo
un
scoltura
ritrasse
la Madonna
E
del Francia,
figliuola
Lavinia
cercando
nell'arte consolazione
e
la Passione
della
di Bartolommeo
ligione
re-
mestiche;
do-
del Sarto
si accostò
Porta
nella
alle sventure
al fare di Andrea
mentre
ritrasse
e
Plautilla
di S. Caterina
in Siena,
prioradel monastero
uscire
lodatissime. Per non
Vergini sono
e le sue
di Irene da Spilimdai termini impostimi tacerò
il suo
costume, ebbe
bergo, che Tiziano, contro
scolara e morta
ritrasse,di Sofonisba Anguisa
sola, che, a 19 anni, Filippo II volle a Madrid,
del Tintoretto.
ed emula
di Manetta
figliuola,
Nelli
dalle
N.
Ant.
nel
riproduce
531
del
Nuova
scrisse
Firenze
1724.
Una
1 della
edizione:
nata
inavvertenza.
invece
in
canzone
il Vii lari, che
voi.
1887.) La
Giugno
la dice
Storia
Firenze.
di
morta,
nata
lode
Monnier
o
scrisse
Vcgri
di G.
però nel
G. Savonarola
di
Le
sua
de'
e
fu
nizzata
cano-
Savonarola
1463,
de* suoi
a
pag.
tempi.
1887.
Forse
il Villari
1463
invece
di' 13 per
V.
il
Quando
prima
di
dopo
e
differente
e
quelli
non
di
che
gli
indifferenti;
nel
si
la
e
non
pratica
non
privi
della
Dante
Chiesa
vita.
del
vivo
eloquenza,
avrebbe
non
I
sincero
e
ricorrevano
uditori,
ai
di
falsi
e
cialmente
spe-
corruzione
gioso
reli-
conforme
e
gli
ne
sentimento
a
questo
abbondavano
di
taluni
se
di
S.
ripresi,
in
modi
in
que'
e
essi,
cesco
Fran-
di
bagliori
l'effetto
abbiamo
quenti
fre-
erano
la
entusiasmo
severamente
approvava,
e
dove
Italia,
popolo
predicatori
cercavano
o
il
vivo,
loro
mancavano
d'Assisi,
falsa
più
manteneva
mento
senti-
mondani,
quale
penetrata,
era
tura
na-
mancavano
nel
ma
il
fede
non
fini
per
campagnuolo
cittadinesca
in
di
Ben
abusavano
ne
increduli,
data.
antica
di
che
provano
materia
poco
sebbene
spento
era
in
dipingeva,
fatti,
ci
loro,
controversie
le
molti
lui,
tra
religioso
anzi
Angelico
Beato
una
che
che
tempi
la
S.
64
NELL'ARTE
MADONNA
LA
da
Bernardino
Siena, S.
ITALIANA
di Paola
Francesco
fiero
riprensoredi Luigi XI, il B. Michele da Carcano
perseguitatoda Galeazzo Maria Sforza per le sue
ardite parole,Giacomo
della Marca, Roberto
racciolo,
CaS. Antonino
e
Fra
Girolamo
Savonarola
nominare
che questisoli tra i mille.
infine,
per non
ci dice
E deglieffetti delle loro predicazioni
La
la storia,e spesso i tiranni ne
tremavano.
laude,genere di poesiapiù confacente alla natura
del popolo,non
aveva
perduto di vigoree schiere
di laudesi
in Firenze
invano
alla
accorrevano
predicantesventure
secondavano
convertivano
lommeo
e
della Porta
pittore,e
il popoloripetevacantando
Di
Miravi
La
dolce,
il tuo
prima
patriae
gione,
della reli-
il beato
cosa,
e
lui si
Barto-
Giovanni
versi,che
faceva suoi,l'affetto
con
in
quanto disio
figliuolCristo
tu
poeta
ritraeva
e
A
Maria:
verso
Maria
Quando
a
Benivieni
Girolamo
moltitudini
tadini,
quei cit-
calamità
le arti del tiranno.
Dominici, dotto domenicano
delle
del Savonarola
voce
della
dimentichi
che
l'Italia: mentre
ancora
percorrevano
il
mio
partoristisenza
Dio?
pena,
credo, che facesti
di grazia piena,
o
l'adorasti,
Poi sopra
il fien nel presepio il ponesti;
Sì
pochi e pover panni lo involgesti,
Maravigliando e godendo, cred'io.
O quanto gaudio avevi e quanto bene,
Con
Quando tu lo tenevi nelle braccia!
Dillo Maria, che forse si conviene
Che un
poco per pietà mi satisfaccia,
G6
LA
del
dramma.
opera
del
NELL'ARTE
MADONNA
Il diavolo
vicario
Teofilo
demonio
ITALIANA
del
è calunniato
e
Vescovo,
perde
per
l'ufficio.
corre
egliriil
ebreo incantatore,
per aiuto a Manuello
i demoni.
Questi vengono,
e prometquale evoca
tono
restituire a Teofilo la perduta dignità ove
renda
egli rinneghi la fede cristiana,e Teofilo con orbestemmia
il diavolo
Ma
rinnega Gesù.
lo costringe a rinnegare la Madre, che una
pia
credenza
non
popolare vuole che il demonio
possa
di Maria, e Teofilo di tutto
pronunziare il nome
viene
glirilascia una scritta. Racquistatol'ufficio,
il pentimento, Teofilo va in chiesa e prega:
gli compare
Madre
de' pecca
Colonna
De
delli
afflitti e
Vergine gliappare
soggiunge:
La
El
fallir
meco
Ma
que'
del
mori
Che
tu
l'ai
Volgitia
Ma
senza
nuova
della
Il diavolo
l'ho
gran
follia
peccati
perdonato,
fìgliuolson
troppo grandi,
sol pel tuo peccato
in croce
oggi tradito e ingannato.
lui
mio
dunque,
Teofilo insiste
di
mia
rimproverataglila colpa
e
io te
sconsolati,
mie
prendati pietà de
Ma
E
Vergine pia,
tor
guardare alla
non
tenta, si che
lo
e
Lei,e Maria
fede
che
io
dicendo
il
per riavere
tarti.
aiu-
posso
che
fare
fattagli
gli promette
fa di tutto
non
suo
nulla
terrà
ot-
confessione
patrocinio.
Teofìlo
a
se
in
LA
MAD
NELL'ARTE
ONNA
67
ITALIANA
la Vergiùe, che gli
grazia di quella scritta,ma
il perdono, per un
ha recato
angelo chiama a sé
il diavolo e gli impone restituire il contratto.
Il
di far valere i suoi diritti,
diavolo cerca
cede
ma
Maria
restituisce la carta a Teofilo,che finisce
e
romito
'.
si creda
Ne
essere
sempre
opera
del
volgo
di
ignorante questa poesia,che si è convenuto
chiamar
popolare, della quale anzi il più delle
autori uomini letterati,
che religiosi,
volte
sono
o
anche
fede
tornati alla religione,
e talvolta
senza
del poritrarre i sentimenti
alcuna, cercavano
polo
alla sua
maniera
avvicinandosi
di concepire
Il pio Feo Belcari,il Giustiniani,
e di esprimersi.
il Benivieni
altra
dato
avevano
maniera,
dotto
era
di sé anche
in
prova
il Dominici, Cardinale
di
Ragusi che ebbe parte nel
concilio di Costanza; e se gittiamo uno
sguardo
è raro
che ci
sulle raccolte di poesiesiffatte non
nei nomi
incontriamo
degliumanisti più illustri.
Era in questitutto zelo di verace
pietà? A chi
l'affermasse riuscirebbe molto difficile dimostrarlo,
coloro
i quali voglion far credere
errano
ma
pure
che tutti gli umanisti
la pensassero
così.
ed
Arcivescovo
che voltisi ad argoperò notevole osservare,
menti
anch'essi preferironoMaria.
religiosi
Al più grande artista del secolo decimoquinto,
E
1
S. Rappresentazioni dei
illustrate
Voi.
li.
per
Pag.
di A. D'Ancona.
cura
445
secoli
e
segg.
—
xiv,
xv
Firenze.
Originicit,n,
e
Le
1.
xvr,
raccolte
Monnier.
e
1872.
G8
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
Angelo Poliziano,parve forse indegno
Vergine in lingua volgare e le consacrò
la
cantare
due inni
latini in cui le diceva:
stellis
Tu
Tu
lunam
Te
sole
cingeris
premis pedibus
comam
candido
amictam
stupent angelici.
Chori
alla maniera
ripetein versi lirico-narrativi,
sino alla vita dall'annunzio
l'assunzi
degli inni classici,
sima
al cielo;ma
egli che con arte finisminile,
e così plasticamenteritrasse la bellezza femosò uscire dall'inno e dalla preghiera
non
E
ne
de'
Lorenzo
a
lui
canta
Medici, cui
doverla
la
potenza della
Di
te,
è
accanto
follia negare
la
grande
Vergin
santa
e
Ciascun
canti
in gran
la tua
bellezza
bellezza
0
bellezza
Di
Maria
gegno
in-
Vergin
eterna
bella
e
Barbèra.
raccolte
1867.
pia !
dolcezza.
tanta
dolce
laudi
e
santa,
ecc.
latine
illustrate
Pag.
!
legasti
e
pia
e Poesie
volgariinedite,
Poliziano,
:
bellezza
infiammasti
l'amor
santa
Ciascun
di Maria
Lorenzo
innamorasti,
d'amor
Tu
sempre.
bellezza
Iodi te, Maria:
La
Prose
per
Ciascun
Con
oini
Gli viene
sarebbe
soffocare
Quanto
Firenze.
\
intelletto dell'arte,
che
e squisito
versatile,
dovette
moltissimo,quando il classicismo
pareva
1
di Maria
darci le fattezze
per
277.
da
e
greche
Isidoro
di A. AmbroDel
Lungo.
LA
E
dicendo
segue
il
caduti dalla
uomini
Lei
NELL'ARTE
MADONNA
scrive
beneficio recato
sommo
Ed
Vergine madre.
terza
una
(59
ITALIANA
Bernardo
rima
agli
in lode di
Pulci amico
ogni principiodi canto
nel Morgante Maggiore, il fratello Luigi Pulci.
Confesso però subito che io credo poco, anzi punto,
da tali poeti,
alla sincerità dei sentimenti espressi
di osceni canti
da Lorenzo, autore
tanto
e
meno
le laudi,non
erano
carnescialeschi,i quali,come
artificio seguitodai
per lui che arte di governo,
che non
suoi cortigiani
ingannò il Savonarola né
la pia Lucrezia
i suoi seguaci. Non
so
poi come
di
Lorenzo,
madre
lei invoca
e
di Lorenzo
quando
Pulci
si scandolezzasse
non
del
che
ad
sentiva
faceva
di Maria
nome
leggergliil
alla profanazione
Luigi
Il Carducci
poema.
scrivesse le
laudi,belle
schiettamente
davvero, se non
inspiratecome
a
espiazionede' canti,
quelle dei predecessori,
alle turbelli anche
conviene
pitudini
questise tal nome
bella posta ricercate e volute, e può
a
che
pensa
essere;
è
ma
poco
Anche
come
un
pure
facilità di passare
non
Lorenzo
una
di
questa
Certo
i santi
canta
Maria,
e
questi eruditi
in
le forme
di
mescolanza
sua
si meravigliava
quelli a queste
Angelo Poliziano \
continuamente
troviamo
che
da
il Pontano
lui altri.
fatto
che
e
gheggiano
va-
classiche noi
cristiano
e
di
gano
pa-
4
che
1
Poesie
ci pare
di Lorenzo
Firenze.
Barbèra.
strana,
e
de* Medici,
1859.
Pag.
può anche
con
lx
prefazione
e
457.
produrre
di G.
ducci.
Car-
70
disgusto. Era un difetto
sottrarsi,e, diciamolo pure,
potevano
sforzo alcuno
anche
Sannazaro,
il
insieme
e
cui
non
essi
non
di
in dubbio.
mettersi
eruditi
a
per iscansarlo. E vi cadde
di cui la fede religiosa
non
facevano
può
ITALIANA
di
senso
un
NELL'ARTE
MADONNA
LA
Egli era uno
poeti,i quali facevano
scoperta di
codice
quelli
festa ad
antico
al ritrovamento
ogni
nuova
cose
reliquiedi qualche santo, tutte
i processi
di beatificazione
frequentissime
allora,come
un
e
delle
e
ponteficel'avrebbe mai
come
più volte avvenne
nessun
furon cacciati di Roma.
ciò
di
forte
Partii
in
Virginis,
poema,
De
morire
(1532), innalzò
che
donò
Il
sospettatodi
per
Sannazaro,
chiesa
una
ai Servi
di
per
uomo
latino
Maria,
ed
stero
mona-
un
nella
un
di
libri. Prima
tre
:
pietà,
em-
altri che
carattere, scrisse in
retto
e
ordini monastici
di nuovi
il sorgere
villa
sua
di
Mergellina: è lo stesso pensieroche era venuto
al Petrarca, e nel metterlo
in atto c'entrava anche
la pietà di figliuolo;
so
perchè il
però non
di revi vogliavedere un sentimento
Torraca
non
ligione
*. E
vero
che
nel
poema,
il Sannazzaro
è
glie ne mossero
vero
rimproed il Settembrini,al quale ultimo
Erasmo
Dio
che
somigli un po' troppo a Giove,
parve
manda
Gabriele a Mercurio, Maria
a
Didone, ma, doa ragione il Torjaca, in
quel tempo e con
quellaeducazione letteraria poteva il poeta fare
sopra
1
umanista,
tutto
Iacopo
(Cronaca del
Sanazzaro.
R.
Liceo
Note
V.
e
di
Fancesco
Emanuele), Pag.
Torbaca.
131.
Napoli
LA
MADONNA
Ed
altrimenti?
NELL'ARTE
anch'io
71
ITALIANA
rispondo di
no,
ma
vengo
con-
giudiziodel Settembrini che si duole
di vedere
sublime
e
semplicità
sciupata la cara
del Vangelo \
nomi
troviamo
Tra gli autori di rime
sacre
di donne
quali Battista dei Malatesti e Lucrezia
di Lorenzo; queste ci richiamano
Tornabuoni
madre
la mente
ad altre più illustri,
e, prima di
Ella visse nel tempo
tutte, a Vittoria Colonna.
più splendidodell'arte italiana (1490-1547) e nel
più abietto e miserando della nostra vita politica,
quando 1'Italia era preda disputata tra spagnoli
e
francesi,e gli italiani, perduta ogni coscienza
di popolo, secondo
vano
gliumori e gliinteressi aiutala patria.Non
gli uni o gli altri a far serva
valenti
mancavano
capitanie soldati valorosi,e
nel
la disfida di Barletta
che
altri fatti di arme,
con
l'antico valore
non
era
ancor
stravano
mo-
morto
che prò ? Venturieri
ma
a
degli italici,
allo straniero,
venduti
adoperavano per lui quella
forza che sarebbe
bastata a cacciarlo,
molti di
e
essi seguirono il campo
dell' Orange contro
renze
Fidi libertà,
fiamma
a spengervil'ultima
come
ad asdi Borbone
sediare
prima quello del Connestabile
e
saccheggiareRoma.
Vittoria,figliadi Fabrizio, stirpe di soldati
valorosi e turbolenti,
ereditato dalla madre
aveva
Agnese il sangue
gentiledei Montefeltro,e fu
nel
cuore
educata
1
come
Lezioni
si conveniva
di Lett. Itali u,
Pag.
a
44.
nobile
donna:
ma-
72
MADONNA
LA
ritata
NELL'ARTE
al
giovanissima
marchese
valoroso,di ambizione
gliserbò fede,e
visse in
versi
d'allora la
di
e
di
smodata
nobilissimi.
Pescara,
uomo
di dubbio
e
rattere,
ca-
piansefineh'ella
poeti e gli artisti
lo
morto
I
miracolo
riputarono un
d' ingegno,
ITALIANA
lei cantarono
il
Tarsia,il Caro, l'Ariosto:
virtù
di
Bembo,
Galeazzo
di
lei amò
e
amore
purissimo Michelangelo.Bella e virtuosa,fedele
alla memoria
del marito,che ella non
pensò mai
lodi insieme
con
colpevole,ne disse continue
vide i dolori della patria,
quelle di Carlo V: non
ed
in pensieri divoti,comprese
mentre
assorta
la readditò i gravi pericoliche minacciavano
ligione
vano
cattolica.
E quei poeti che lei ammiradei concetti
tutti freddi ripetitori
erano
non
né tutti guardavano il presente con
petrarcheschi,
occhio tranquilloe indifferente.
Alcuni
di essi
in una
forma
e
originali
profondi,nascondevano
il Bembo,
convenzionale
arditi pensieri,
altri come
Galeazzo
di Tarsia,il Guidiccioni,
riosto,
il Varchi, l'Al'Alemanni
Forse
è facile
pianserosui dolori della patria.
ed
Vittoria poetessafu troppo esaltata,
fatto
intenderne
è un
la cagione, ma
che ella riusci
nuova
nelle rime
sacre,
e
convengo
grafo,
pienamente nel giudiziodel suo più recente bioche elle furon le prime del loro genere l.
Io non
entrerò
qui nella spinosa controversia
delle sue
opinioni religiose.Solo dirò che ella,
1
nel
Alfbedo
secolo
Ferrerò.
Reumont.
decimo
Torino.
sesto.
Loescher
Vittoria Colonna:
Versione
1883.
di GL
Pag.
275.
vita, fede
Mùller
ed
e
poesia
Ermanno
74
MADONNA
Vittoria
canta
Che
*1 sol del
Del
mortai
Col
vel
Dio,
ingenui
che
gli
dequalche cosa
ma
prima osservati,
il petto '1 core?
bocca
l'alma?
insieme
latte
Per
gir tosto
dentro
o
fore
e
misurar
Troppo
al nostro
Sono
Rime
e
a
lamenta
di V. Pur
V.
la
prefazione
G.
ne'
i
e
lontani.
superni chiostri
alle Rime
V.
di
un
pref.
con
1860. Pagg.
del
vani
e
pensier nostri.
Colonna,
mancanza
Stampa.
erti
debili
ma
il modo
troppo i lirici
Colonna.
or
Barbèra
ragione
a
veder
di Vittoria
Firenze.
Saltini.
gli ordini vostri,
vive,
saperne
lettere
Signore?
gli imperfettiumani
con
in terra;
mortai
s'univa
non
l'alto
nudrir
a
Termini
mori
punto
un
a
convien
non
L'uom
1882.
discende
colla riflessione:
si sciolse
non
Dio
xvi
vera
gradita a tanto onore
di Dio nudriva,
latte il fìgliuol
t'ardeva e non
non
t'apriva
la divina
Ma
V.
diviene
ci ricorda
che
Col
condizione.
pura.
virtù, i sensi ed ogni parte viva
La
rime
luce
del ciel
com'ei
O
adombrasti
Dio
slanci cT affetto
'1 tuo
Con
ornasti
petto.
suo
Donna
Or
se cura
anzi
Spirto che
Vittoria tempera
Che
e
terra
madre
sacra,
santo
sonetto
un
sua
consigliodi
col
al
Oggi
in
manto,
virgineo tuo
Vergine
La
Di
in tredici sonetti l:
chiara
mar
Paradiso
sacro
dall'alto
Eletta
Vergine
del nostro
Stella
Ecco
la
ITALIANA
lei:
ella è per
1
NELL'ARTE
LA
233
testo
cinquecento
di
Tre
Gàmbara.
e
rico
di G. En-
seg.
corretto
son
nella
Gentildonne
Milano.
O
rini
Guedelle
stessa
del Sec.
Sonzogno
LA
Ed
Maria
a
Lo
NELL'ARTE
MADONNA.
a'
pie
scudo
colpo; onde
Nel
vostro
favor
gloria
vittoria:.
Ma
perchè
Certo
è
che
leggiamone
alma
ben
fido
di lui
interi due
e
che
mi
privo.
i
sembran
belli:
raggi ardenti
Del vero
sole in cielo eterno
giorno
Ti godi, e 'n terra
avesti alto soggiorno
Che agli occhi tuoi divini eran
presenti.
il vedesti e Dio, quando i lucenti
Uomo
Spirtifacean l'albergo umile adorno
Di
Vergine
pura,
chiara
luce,
Stavan
or
timidi
e
al
tremando
Dio
Immortai
bei
da
d'intorno
grande
nascosto
ufficio intenti.
in mortai
velo,
L'adorasti
signor,figlioil nudristi,
L'amasti
e l'onorasti
padre.
sposo
Prega lui dunque che i miei giorni tristi
Ritorni
Yogli
in lieti ;
in
e
tu, donna
questo desio
del
mostrarti
cielo,
madre.
pietosa carità sovente
Apria il gran figlioi bei segretia voi,
Madre
divina! e con
qual fé' ne' suoi
ardente
voi più sempre
Precetti andaste
Con
terna
l'e-
sepoltura
sua
d'ogni conforto
cor
pensiero
il partono,
madre
alla
nata
nudrica.
speme
dell'alto trionfo
vera
il
sofferse
nel
figliuolo,
infino
ebbe
Sempre
in voi
ogni
sua
il morto
la
scorgeva
croce:
fede
della
Il mortai
Abbracciando
Ma
della
75
ITALIANA
che
!
più
76
LA
NELL'ARTE
MADONNA
Il vostro
ITALIANA
prima fu in mente
Di Dio formato, e in carne
qui fra noi
Ristretto,e in ciel con maggior nodo poi
Rinnovato
più saldo e più possente.
S'ei nacque, s'ei mori, s'ei salio al cielo
Per compagna,
ancella e madre
rifugio,
Seco
vi
Ed
Col
ora
santo
amor
umile
scorge con
il dolce sposo, e
l'alto
padre
perfetto
voi rendon
a
figlio
caro
Guiderdon
affetto.
dell'acceso
zelo.
vostro
Le
poesiesacre della Colonna,non influirono
altri direbbe,
secolo,nota il Reumout, o come
furono popolari,
di ciò sta nele la ragione
sul
non
V indole
del secolo
nel
e
dell'ufficio della
aveva
cel conceda
lui nello
con
Manzoni,
ove
poesia.Ciò
s'intenda
non
in
determinato qual si conviene
Intenta
vita
cui
alle
cure
alle opere
dello stato
ma,
ranno
conver-
molto
senso
un
dei
e
Veronica
più tanquillamenò
piacemi riferire i due sonetti
Madre
vero
del
popolarità
la
ammettere
è
tutti
storico,non
lo illustre
allor si
che
concetto
di arte.
figliuoli,
G-àmbara
alla
Vergine
:
O
gran
misterio
e
è il bel corpo
Vergine santa, e in
Fatto
sol per
fede
tempio
quello umile
tuo
inteso !
di Dio
e
pio
per propriavirtù dal ciel disceso.
Fu de l'umiltà tua si forte acceso,
ebbe desio,
£ tanto di salvarne
E
Che
Non
in te si
tocco
il
chiuse, e di
te fuori uscio
verginalchiostro
od
di
offeso,
LA
NELL'ARTE
MADONNA
Creossi
in
nei
te, come
77
ITALIANA
vello
bianco
rugiada, arida essendo
La terra, ed egli sol d'acqua ripieno.
Questo l'effetto fu, fu il segno quello;
Però
cantiamo
teco
oggi dicendo:
Gloria al Signor, non
mai lodato
appieno
La
celeste
Oggi
tuo, Vergine
mezzo
per
si mirabil
in terra
Si mostra
pura,
cosa,
piena di stupor resta pansosa,
Mirando
l'opra,e cede la natura,
Che
Fatto
Vestito
Restò
Sua
qual
era,
sempre
Dio
di questo
Confessione
alla
nella
Senza
mio
senso
alto
e
mondo.
i rai
capace
profondo l.
sincera,ma
arte
inferiore
Gaspara Stampa che pure
vita cercò riposo in Dio,
Di
r9care
'1
nel
Vergine,
me,
misterio
nulla
verace
in ciel tanto
travagliatasua
abbiamo
non
uom
sempre
di fede
Colonnese.
ascosa
pueril figura.
fu diviso mai;
Volgi dunque ver
De
la tua grazia,e
Fa'
noiosa
in
e
possente
cura,
umana
la divina
e
fu, né
non
sotto
e
carne
tenne
essenza
Quanto
Dio,
di mortai
Misto
Ma
è
uomo
a
altri
Maria.
esempii,è
lirica
chiaro
che
la
religiosasi era essenzialmente
mutata, e i
Vittoria Colonna,
poeti,anche se ispirati come
cercavano
a tutto potere di allontanarsi dalle forme
del popolo:i più platoneggiavano nella concezione
del pensieropoetico costringendolonelle
forme petrarchesche. A tali artisti,
per i quali
1
Secondo
redizione
Guerrini
citata.
78
LA
la forma
NELL'ARTE
MADONNA
tutto, dovette
era
Savonarola,
il
fulminava
ITALIANA
barbaro
un
parere
quale negli scritti e
i poeti che
contro
il
nelle
che
predi-
andando
tro
die-
grecied ai romani, ne invocavano glistessi
i
dèi e ripetevanosolamente
le oscenità;contro
vece
pittoriche nel ritrarre i santi e la Vergine indi un
di cercare
nobile espressione
una
tipo
elevato,
empivano le chiese con ritratti di persone
di mala vita,tutti studiosi dei panneggiamenti.
Credete,diceva egli,che Maria andasse dipinta
voi la dipingete,e io vi dico che essa
come
dava
anvestita come
una
poverella. La bellezza
giustaproporzionedi membra,
per lui sta in una
ricercata nell'anima,poiché
sua
va
nja l'origine
ai
la bellezza
è di
di Maria
Della bellezza
sopratutto educatrice.
natura
sua
si
legge che meravigliava
ispiravaaffetti castissimi *. Così
in
il Savonarola,e cantava
la Vergine Assunta
cielo,e la pregava semplicemente,
chi la vedeva
e
Vergine
Orando, a
Perchè
Per
tu
te
charità,
Somma
Chi
1
P.
Viliari.
di S, Tommaso.
Op.
Sunu
el Sire
pregare
O
E, ricordandosi
venire
resti mai
non
me
fai
mi
pietà,
non
ricorre
te
a
niente
fa.
Dante:
cit. V. i,
Pag.
Quaest CXLV
529
art.
segg.
Ile.
e
È
la dottrina
LA
NELL'ARTE
MADONNA
Tu
Di
se' certa
tutti
Chi
gli
in te
Si voi
speranza
mondaui
hom
volar
fidanza
ha
non
;
senz'ale
l.
questa strofa,in cui mondani
Da
vediamo
al
che
concetto^
e,
facendoglicomodo, riduce
di Dante
che gli occorre
Savonarola, che dimostra
Ma
nel
di rado
alla
nella
forma,
canzone
ma
senza
alla
una
a
terina
Ca-
genza
generale è continua neglied il concetto
forma, nota il Villari,
Vegri,
della
pensa
di sentire
delicatezza
de'
non
ale,
con
poeta
verso
grande
rima
il
pensarci un
mente.
79
ITALIANA
si eleva
in
di
all'altezza
una
creazione
vera
poetica2. Ed io aggiungo che, ove si eccettui la
nei poeti d'arte; in
Colonna, lo stesso avveniva
di religione,
mente
fatto almeno
anche
quando sinceraPer
tutti
pentitisi rifugiavano in Dio.
sia prova
il Tansillo
di cui le Lacrime
tro
di S. Pie-
e
espiazionedi lubrico poema
per
pianperdono da Paolo IV, non fecero mai ger
scritte
averne
a
nessuno
notare
era
il Settembrini
come
Fiorentino
Francesco
a
faceva
poeta che Torquato Tasso
stima.
E
vero
Ibid.
2
P.
3
F. Fiorentino.
Pag. clvij.
Villari.
Op. cit. Pag.
Scritti vari
tica. Napoli. Morano.
teneva
il Tansillo
in moltissima
di gache .deglieterni,dettava
che
talvolta
stighitemporaliprima
molte di quelle lacrime poetiche
1
3. E
mente
arguta-
529
di
e
la paura
scritte in
segg.
Letteratura
187(3. Pag. 351.
quél
Cri'
e
Filosofia
80
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
spesso il sentimento
sincero ?),è rattenuto
da
(perchènon
ma
secolo,
quelloche
derlo
cre-
Dante
inteso però in altra
fren dell'arte,
maniera da quelladel sovrano
poeta.
Dico subito però che mi sembra
debba farsi
eccezione per Michelangelo,poeta sul quale
una
chiamava
forse
il
molto
ebbe
Egli non
cantò
ascendente
Maria, ed
vedere trattato
peccato che
è
da lui
un
da lai artista del terribile e
la mente
di
per tutti
e
Vittoria Colonna.
siamo
pos-
gentilissimo,
del grandioso,
pieno
tema
e
sublimi,
pensieri
specialmenteper
non
la
il cuore
d'affetto
famigliasua.
82
LA
NELL'ARTE
MADONNA
ITALIANA
Torquato
Michelangelo e Tiziano,e nasceva
Tasso
(1544).
ebbe sin qui per suo
Se Maria non
poeta un
invano
nire,
altro Dante, e lo cercheremo
per l'avvetrovò invece artisti che la glorificarono
come
che a
mai più si fece. Dirò di pochi grandissimi,
di pregi
volerlo di tutti,i qualinon
mancarono
nel trattare
sì alto soggetto, il tempo sarebbe
le parole. Leonardo
al fatto verrebbero
corto
meno
e
di quegli uoda Vinci (1452-1519), uno
mini
Battista Alberti
Leon
universali quali,come
e Michelangelo,
producevail rinascimento italiano,
vano
del
l'artista innamorato
chiamato
a
vero,
Firenze
a
del
autore
dipingerein
colo,
Cenanobile
di una
nuova
Buonarroti,fu il maestro
e
potente generazione.Raffaello stesso,colui che
alcuni
disse l'ultima parola dell'ideale
secondo
mistico,il pittoreecclettico che sapeva sì bene
che di un
Leonardo
assimilarsi l'altrui,
ammirò
il 6
lo precedeva nel sepolcro.Nato
solo anno
aprile1483 l in Urbino la gentilecittà dei Monteil culto verso
di cui il popolo serba ancora
feltrani,
il suo
Santi e dal
artista;dal padre Giovanni
cittadino Timoteo
Viti iniziato alla pitturacontinuò
col
gara
la
sua
educazione
alla scuola
di Pietro Perugino.
stro
maequello che imparassedal nuovo
giudicano diversamente i critici e gli storici
Di
1
Secondo
altri,che,
il
i
computi
sul
del Bembo
l'epitaffio
dal
Minghetti.
Pungileoni seguito
in altro
Cosi
facendo
modo
terpretano
calendario, infu
il 28 marzo,
LA
NELL'ARTE
MADONNA
83
ITALIANA
dell'arte,
però questo mi pare di potere affermare
che egli ne
il bello e lo fece bellissimo.
apprese
Se fu detto che le Madonne
del Perugino vedute
si dimenticano
volta non
una
più, se è vero che
le gioie della famigliafurono
affetto e verità
con
l'anima
ritratte dagliitaliani,
bisogna dire che neldell'Urbinate
spirassedavvero un afflato
divino, dacché egli superò tutti i passatie tolse
ogni speranza agli avvenire, onde un poeta ebbe
a
scrivere
di lui:
il Sanzio
Tale
In
creò
la
Vergin diva
mille
e
fogge tutte care
nove,
da
si
viva
Onde, ignota
e
poi,
pura
Grazia
ne' cor
ci piove.
Si dice
che
il
tratto
padre, pittoree poeta, lo abbia ri-
bambino
che
in braccio
si vede
ancora
mediocre
pittura,ma
quale dimostra
come
italiani si coltivasse
paterno
lo stesso
e
e
veramente
nella
casa
sua
in
un
dro
qua-
in Urbino
:
pensiero delicatissimo,il
nella famiglia degli artisti
l'affetto domestico, quell'amore
materno
Boccaccio
alla madre
nel
che
Dante
Ninfale
ritrassero
nel poema,
e
vamente
fiesolano così vi: soave
e
puro
timento,
sen-
grazia del quale noi perdoniamo di
molte
del cinquecento,e di
cose
agli uomini
cui
le princiesempii santi ed eroici davano
Sensi di pietà e di religione
cipessedi Urbino.
di Raffaello
instillarono nel cuore
il buon
padre
la madre
fidò
l'afe
Magia Ciarla cui Santi morendo
fanciullino.
E quella educazione
ancor
rgin
84
LA
NELL'ARTE
MADONNA
in lui saldissima nel
rimase
verginale,
ligiosa,
di
brevissima
sua
E
vuoisi
ohe
ITALIANA
corso
vita.
dei suoi
uno
primi
lavori fosse
verde e
Vergine col bambino \ DalFUmbria
ridente egli prese i paesaggi sereni ne' quali ei
collocò le sue
Vergini, e dalla tradizione piena
di Assisi,quel candei ricordi del Santo
dore
ancora
che non
candore
cui le ritrasse,
venne
con
allora quando G-iotto
in nulla anche
a
mancare
Masaccio
e
gli appresero il segreto di interrogar
la natura, e il propriogenio gli si rivelò dinanzi
Nutrito
ai cartoni di Michelangelo e Leonardo.
la
di forti studi letterarii
consuetudine
e
vivendo
in
nella
Roma
simile nella purezza
più illustri,
della vita a Michelangelo,dalla bellezza della terra
eglisapeva sollevare l'anima alle regionidel cielo,
e
contemplando nel suo spiritol'eterna bellezza
di là traeva quellasua
certa
e di lei compiacendosi,
idea
de'
di cui lo vedemmo
il
scrivere
quale appunto
al buon
del Bembo
per bocca
della bellezza,voleva
glione,
Casti-
che
a
gionando
ra-
questo modo
fosse ricercata2.
Onde, ripetoquelloche dissi,non
parmi cioè di poter seguire il giudiziodel Taine
là dove scrive le Vergini di Raffaello non
essere
che delle belle fanciulle tutte
terrestri,
parenti
della sua Fornarina ; meglio mi pare che eglide1
Marco
Minghetti.
Raffaello.Bologna, Zanichelli.
1885.
Pag. 22,
2
di
II
Cortigianodel
Giulio
LXVIII-LXX.
Salvatori.
Conte
Baldessar
Firenze.
Sansoni.
Castiglione,con
1884.
Lib.
iv.
pre£
Cap.
finisca
la
NELL'ARTE
MADONNA
LA
85
ITALIANA
l'arte dell'urbinate dicendo
altrove
che
tra
del
Perugino e lo studio del vero aveva
la sua
forma ideale,in una
trovata
inspirazione
candida e purissima1.
forte,allegrae gioiosa,ma
di vero, della donna
E
che negli anni di Roma
di Raffaello e fu cagione
occupò tutto il cuore
forse che un'altra,la Maria Bibiena, ne
morisse
di affanno,sappiamo solo che ella si chiamò
gherita:
Marscuola
il resto
che
fu
narrato
creduto
e
è
leggenda
dunque
popolare e fantasia di poeti.Come
possiamo affermare che eglila ritraesse nelle sue
Madonne, se ci sono
ignote le fattezze del suo
intorno ai voluti ritratti
volto e si disputaancora
di lei ? Né
abbiamo
giovanilein
notizia
dove
Urbino
di alcuno
stette
suo
amore
sino al sedicesimo
ebbe
simo
fortisne
e
meglio dire, uno
vivo neldi poi sempre
l'anima,
che egli mantenne
purissime
inspirazioneprima delle sue
che
la fama
composizioni; e narra
per vedere
O,
anno.
a
l'oggettoamato
spesso
s'aggiravatra i monti
al paesellodi Forano,
per
delle
ad
dinanzi
della
H.
chette.
2
nica
e
giunto
chiesa,dove
nella
contemplazione
Vergine Maria, opera
del
3
Angelico !
anni circa,passò Raffaello
Tre
Vannucci, e fa meraviglia che la
Beato
1
paterna
casa
Urbino
sua
entrava
bellissima
una
la
in estatica
rimaneva
ore
lasciando
Histoire de
Taine.
1882.
Piero
Voi.
i; pag.
Carboni.
Letteraria,
Boma
Littérature
la
262.
A
u.
n
Perugia col
soave
serenità
Anglaiae,Paris.
Voyage cit: i. 180.
Raffaello Sanzio, nella
Ha-
Id
—
di
Gli amori
in
12. 25
marzo
1883.
Dome'
86
LA
del
spiritonon
suo
città
"a
NELL'ARTE
MADONNA
era
rimanesse
afflitta da
fratricide de'
guerre
ITALIANA
offuscata
mentre
orribili delitti nati
dalle
degliOddi: ma
rattristarsene fortemente,
e
Baglioni e
eglidovette
ricordo di quei tempi tristissimi è la Deposizione
dalla Croce,nella quale,commessa
lui dall'infelicissim
a
Atalanta
nazione
degliOddi,dipinsela IncoroDi
di Maria.
qui incomincia la lunga
serie delle sue Madonne, le qualia me
non
spetta
di tutte descrivere. Dirò solo,che pur ricordando
il fare del maestro, nei suoi primi lavori mostrò
subito come
e di questa
eglisapesse migliorarlo,
sua
attitudine,secondo gli intendenti dell'arte,
è un
esempio notevole lo Sposaliziodi M. V: pittura
nella quale,più che in ogni altra,si rivela
la imitazione del Perugino,forse perchè glimancavano
modelli che rispondessero
al concetto
che
nell'animo
voleva
rappresentare \ A
Firenze, dove
grande
dimestichezza
fra'
la
trovò
con
le
via, e
sua
dapprima,in
mezzo
a
osserva
come
umanità
solo
che
in
Sicilia,
dimenticare
1
la
Raffaello,
Voi.
i.
pag.
sua
164.
giava
signoreg-
maternamente
Minghetti,ma di quella
Raffaello poteva concepire e
mezzo
Op.cit.33.
vita
che
a
nelle
tante
stampe
lo
figure,non
simo
Spa-
può
affranto sotto il peso della croce,
Gesù
Minghetti.
di
esuberanza
tanta
il
ritrarre. E chi ha visto pur
di
in
faello
Bartolommeo, Rafche
sue
Madonne, misti-
vita,ed all'intenso studio del vero
più
gli artisti,divennero
umane,
visse
e
le
—
sue
G.B.
opere.
Cavalcaseli^
Firenze.
Le
e
G. A. Cbowe.
Monnier.
1884.
NELL'ARTE
MADONNA
LA
87
ITALIANA
desolata,che gli porge le braccia con
una
espressionedi angoscia ineffabile.
Ma
in quel
Raffaello,scrive il Settembrini
libro in parte errato come
storia delle nostre
suo
lettere,e che pur tuttavia rimarrà immortale per
miglia
sentimento
d'arte,a Raffaello è il pittoredella fasanta, che non è spenta
costumata, religiosa,
Maria
e
Italia.
in
vera
e
Ond'è
santa
che
madre
lui la
per
che
tiene
Madonna
in
braccio
è
il
la
suo
pargoletto,ed ora lo mira e lo vezzeggia,ora gli
altri bambini, e un
mostra
niglio;
cardellino,e un coora
gli dà dei fiori,ora se lo stringe al
petto; ora egli dorme ed ella solleva il velo, e
lo riguarda sorridendo
ad
d'amore, e lo mostra
un
piccoloSan Giovanni che sta inginocchiato.
Quelle figuresono
disegnatee colorite in un modo
il disegno ed il colorito hanno
eccellente, ma
tanta
e
eccellenza
appunto per lo affetto che
muove
venta
guida tutta l'opera:l'affetto della famiglia didiventa arte l.
religione,
le vane
In queste parole son
tutte comprese
„
denominazioni
delle Madonne
Raffaello,sì che
più.Ricorderò solamente
garmente
la Madonna
di Foligno e quella di Dresda, volscrive :
di S. Sisto,
della quale il Grimm
u
Essa ci appare
quasi un amico intimo il quale
i nostri pensieri
conosce
più reconditi ; quasiuna
potenza mite, piacevole,che si valse delle forme
stimo
1
inutile fermarmi
di
Lezioni
di Leti. ItaL
di
cit. 11. 1887.
88
NELL'ARTE
MADONNA
LA
dei colori unicamente
e
per
limiti della bellezza
senza
Raffaello
ci
richiama
ITALIANA
un' idea
potercidare
l.
umana
il
alla mente
principe
dei
Andrea
del Sarto, Andrea
pittorifiorentini,
i suoi lo chiamarono, Fautore
senza
come
errori,
della Madonna
del Sacco, affresco nei chiostri
della SS. Nunziata
in Firenze
(1488-1634). S.
Giuseppe seduto od appoggiato ad un sacco, dove
forse è il piccolocorredo della Sacra famiglia
che
ria
sta per avviarsi in Egitto,legge la Bibbia
e Mail Bambino
in
attentamente
mentre
l'ascolta,
tro.
atto gravissimosembra
guardare or l'una or l'alAndrea
del Sarto
die
nuova
prova
di
quanto
l'arte
sugli animi umani. Non felice nella
nell'amore
dell'arte della religione
sua
famiglia,
della patria,trovò conforto ai suoi mali, e Firenze
e
valido
assediata dagli imperialitrovò un
piccati
difensore in lui,che, secondo
l'uso,ritrasse imi traditori
all'ingiù i fuggitivi
e
a
capo
dalla patria. E si narra,
blica
che, avendo la repubpossa
la demolizione
decretato
di
alcuni
maggiore comodità di
in quelloestremo
cimento,il popolo che con
l'ardore eseguiva il decreto,nell'abbattere
presso
la città
edifici
difesa
per
di S. Salvi
s'arrestò estatico
tutto
il
dinanzi
nastero
mo-
allo
stupendo Cenacolo dipinto da Andrea *. Quel
di libertà e religiosissimo,
popolo stesso amantissimo
ne
aveva
prima affidata la tutela alla
poco
1
Appresso
A.
MlNGHETTf, RONDANI
8
Gino
Capponi.
Melani.
La
pittura ital
cit. P.
il.
113. Cf.
6tC.
St. della
Hep.
di Fir:
cit. n, 422. 489.
90
gelico\
di
Dante,
e
la
il
marmo
Michelangeloebbe l'anima
riuscì più vero, dacché,
mai paragone
di vita tra i due,
conformità
molta
forse
quanto
il
polo
po-
delle
2, una
di Lorenzo
mirabili
più
sue
detta dal
fu
Pensiero
pensiero,e
fiorentino la statua
opere
in
poeta la parola,eglivolle trasformare
il
come
ITALIANA
detto che
Fu
lasciando
NELL'ARTE
MADONNA
LA
Mosè,
non
se
questo superioreper la profonda espressione.
a
mai
Ne
il
potuto dimenticare
ho
senso
vidi
che provaiquando, giovinetto,
d'angoscia
dell'Accademia
di
l'abbozzo
S.
un
di
Belle
Matteo, che
volere svincolarsi dal
dolorosissimo,
sforzo
uno
con
pare
Firenze
in
Arti
l'atrio
nel-
in cui
marmo
imprigionato:V artista,scrisse G. B.
Niccolini,sollevandosi il primo dalla materia alV ideay qui sembra con lo scalpelloliberar dal marmo,
che gliela nasconde,quellafigurache ha già creata
rimasto
è
coli'intelletto 3.
Cristo del Giudizio
Nel
più
vestigiodella
alcun
che
viene
a
sua
è un'altissima concezione
Bicordi
G Dupbè.
apparisce quasi
è il
umanità:
suo
re
l'universo
del-
sentenza
pronunciare una
irrevocabile,e già fissa nel
1
non
:
consiglio
eterno
metafisica che Michelan-
e pensierisull'arte.
autobiografici
Firenze
121.
1883.
Pag.
ne
riporta il disegno nel citato Manuale
di
duca
di Scoltura, confonde, certo
per equivoco, Lorenzo
do'
Urbino
con
Lorenzo, o Lorenzino, uccisore di Alessandro
Monnier.
Le
2
II
Melarti
che
Medici
8
nuovi
Vita
di
MichelangeloBuonarroti
documenti
d'Italia.
da
Aurelio
1876. Voi
i.
Gotti
p. 33.
narrata
Firenze.
con
Tip.
l'aiuto
della
di
zetta
Gaz-
NELL'ARTE
MADONNA
LA
gelo riuscì
E
tale pure
in
Roma,
ad
esprimere in
ti si
91
ITALIANA
una
forma
sensibile.
presenta il Cristo della Minerva
dinanzi
al
ti senti
quale
costretto
a
mente
ripeterele parole del centurione:
Egli è verail figliuolo
E pensando all'autore
di Dio!
ci sovviene
subito
di bellezza
creatore
Ei
solo, ed
quel
rivolto
verso
suo
a
Dio
:
uom
mai
non
fare
il potea.
Giovanni
Duprè, Fartista insigne dell'Abele e
del Trionfo della Croce, si domandò
più.volte,
come
quellanatura fiera e quasi selvaggianelle
manifestazioni
nel procee
dell'arte,
più ancora
dimento
praticodi essa, fosse poi sì benigna, sì
mite negli affetti domestici,nell'amicizia
l'amore
nele
tutto intellettuale per la sua grande amica.
forte,
Egli è, risponde,che il suo era un amore
di virtù \
langelo,
amore,
acceso
un
Si, Michesempre
invidiava
che
poeta
ad
tenuto
forti ed
onesti
Dante
a
onore,
da
come
l'esilio dal fiero
tutti i caratteri
dei vili
le calunnie
e
dei furfanti ;
che pur grato ai Medici in casa
dei
Michelangelo,,
sul
quali era stato nutrito e indirizzato all'arte,
difende la patriadallo stracolle di S. Miniato
niero,
vegliale intere notti al letto del moribondo
manda
i suoi guadagni al pasuo
servo, l'Urbino,
dre
dà insegnamenti paterni ai
ai fratelli,
e
e
figliuoli
nipotiche sono
per lui. E questiaffetti
1
Aut.
Scritti minori
per
Luigi
e
lettere
Venturi.
con
Firenze.
un
Appendice
Le
Monnier.
ai suoi Bicordi
1882.
Pag.
121.
92
LA
del
suo
trovano
NELL'ARTE
MADONNA
cuore
esternò
e
nell'arte,
sempre
nei suoi versi. Ve
ITALIANA
in lui
come
tutti si
in Dante
propriadi Michelangelo,grazia
che
ferisce
difattira a se potentemente, e che molto
da quellageneralmentesentita,
come
pure
dal sentimento
proprio agli artisti fiorentini in
ai quali ebbe la sua
mezzo
prima educazione. E
questa grazia tutta sua, Michelangeloadoperòappunto
nel ritrarre la Vergine.
delle sue
Una
prime scolture in Roma, dove
andò a venti anni nel 1496, fu la Pietà, che ora
trovasi in S. Pietro,e di cui è una
copia in S.
E la Vergine che se ne sta
Spiritodi Firenze.
una
a
grazia tutta
sedere
in sul sasso,
morto
figliuolo
bellezza,dice
in
dove
fu fitta la croce,
di tanta
così
e
col
rara
grembo,
il Condivi, che
la vede,
nessun
che dentro
si commuova:
a
pietà non
ma,
giunge
agil Gotti, di una
pietà serena, pura, perchè
è il dolore
di quella madre, divine
santo
del figliuolo
nel cui volto
Gesù
quelle membra
è veramente
bella
di
eterna
bellezza
Lo
la morte.
ripreseroalcuni d'aver fatta la madre
più
ma
giovane del figliuolo,
egli si difese da par
a
sai
Non
suo
parlandone coll'amico Condivi :
tengono,
tu, che le *donne caste,molto più fresche si manche le non
caste? Quanto maggiormente
cadde mai pur un
una
vergine,nella quale non
che alterasse quel corpo?
minimo
lascivo desiderio,
Anzi ti vo' dir di più, che tal freschezza e fior
di gioventù, oltrecchè
per tal naturai via in lei
si mantenne, è anco
credibile che per divin'opera
—
LA
fosse aiutato
a
necessario
93
ITALIANA
al mondo
comprovare
purità perpetua
e
NELL'ARTE
MADONNA
della
madre.
la
verginità
che
Il
fu
non
anzi piuttostoil contrario;
figliuolo:
che '1 figliuolo
perciocché volendo mostrare
di Dio prendesse,come
veramente
corpo
prese,
e
sottoposto a tutto quel che un corpo
umano,
sognò
bial peccato
umano
non
soggiace,eccettochè
col divino
indietro Fumano,
tenere
ma
ed ordine
sicché
lasciarlo nel corso
quel
suo,
nel
,
mostrasse, che
tempo
Per
appunto.
aveva
tanto
maravigliare,se per tal rispettoio
feci la santissima
d'Iddio,a comVergine,madre
assai più giovane di quel
parazion del figliuolo,
che quell'età
ordinariamente
ricerca,e '1 figliuolo
da
t' hai
non
lasciai nell'età
sua1.
„
Michelangelo
Con
grande
il
e
del secolo
arte
si
xvi,
dalla
lontano
giolo.
Tiziano
e
lo
di
M.
Vita dì M.
ebbe
B.
ricchissimo
Firenze.
di Ascanio
Barbèra.
in
e
ma,
e
in
e
(1477-1576)
visitato da
Paolo
è nel
mezzo
Condivi,xx.
1858.
Michelan-
dell' impero,
conte
che
:
conseguenza
e
vita centenaria
V, da Filippo II
B.
dubbio,
di Raffaello
idealità
stupendo ritratto
visse
1
reale
vero
re, cavaliere
Carlo
da
dore
splen-
Rimaneva
v' ha
di tutti i favori del cielo
colma
fece
del
amante
lo
giudizio degli intendenti,
1' universale
troppo
vide
egline
non
finisse la
che
decadenza.
principiodella
Tiziano, artista potente
secondo
dire
può
In
to
ama-
III, di cui
di Napoli,
museo
ai
peratori
im-
principi e
Mime
e
Lettere
94
NELL'ARTE
MADONNA
LA
egli,sebbene
letterati ohe
lettere,convitava
usò
della
bene
allo
chi
schifoso
lodava
le
contatto,
e
una
può
dire
innumerevoli
contenterò
di
di
di ricordare
Venezia,
Treviso, e
la
sua
la
Europa
Visitazione
V Annunziazione
ineffabile,
apre
Padre
le braccia
:
io mi
nella
leria;
Gal-
di
nel Duomo
Assunzione, dove
celebrata
l'Eterno
lasciò
morte,
Vergine alzandosi sugli Apostoli sale
inghirlandatadagli angeli,in tutta la
mentre
l'anima
rispondere
l'ingegno suo
Tiziano,che si
dipingerecolla
sparse in tutta
opere
l'Aretino,
al-
soleva
sue
cessasse
animo,
amico
volte,serbò
essere
opere,
graziaparticolaredel cielo.
a
di
sebbene
e
molte
non
Buono
casa.
sua
fortuna
sua
di
uomo
ritrasse varie
che
pura
in
ITALIANA
tutto
in
atto
acceso
al
sua
di
la
cielo,
stà,
maeamore
di riceverla.
VII
Il
Tasso
trentadue
morì,
che
conobbe
egli
coi
tempo
I
della
e
che
barbari,
spagnuoli,
Italia, ridotta
e
si
vita
il
Al
il
dei
nome
la
per
liberi
mai
offesa;
l'Italia
ti
e
mosse
termina
di
Laura.
dal
a
da
sdegno
solo
L'altrui
in
te
padroni.
perduto
i
ebbero
e
nel
ai
speriam
che
questo
Spagnuoli,
Dio
a
Padre
la
o
tu
dopo
di
grido
un
sonetto:
superbia
dignità
quali
rivolge
va
lore
dogiunto
ag-
perchè
del
tua
ne
In
viceré
tutto
Turchi,
che
ai
colla
A
gli
Paolo
sfruttare
a
che
furore,
questi,
combattè
Francesi
Terbacina.
loro
Che
dei
nazionali,
lacerata
di
nazione.
timore
poeti
patria
quello
data
lia
d'Ita-
cacciati
divenuti
eran
di
Carducci,
rinnovamento
volea
invano
financo
nome
aggiunga
1
se
s'era
il
poeta,
il
peggiori
quali
provincia
governatori,
della
i
vecchio,
l'energico
del
II
ed
i
contro
Nato
cristiana.
Giulio
vinto,
avevan
done
illustran-
nota
poeta
civiltà
Tiziano,
moltissimo
mirabili.
il
langelo
Miche-
di
morte
perchè,
sorgere
ì
IV,
ritratti
opportuno
egli potesse
cattolico
i
alla
apprezzò
e
versi
era
quando
ventun'anno,
aveva
del
propria
scampi.
96
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
la presa di
Costantinopoli(1453) fatti più audaci
minacciavano
ora
maggiormente la civiltà latina,
mentre
in
sangue,
le novità
Germania
dei
all'unità
Mentre
raffermavano,non
protestanti.
della
fede
senza
ciata
cattolica minac-
parti provvedeva il Concilio
con
religiosesolenni
pompe
da
tante
Trento,
chiuso
Pio
in Italia
IV,
si
era
cominciato
vivo
un
di
da
glio
risve-
di confede, che daglistorici ebbe nome
tro riforma. Si era
dizione
congiunti a tal miseranda
che a' miseri popoliparve
morale
e civile,
dovere ornai più sperare aiuto che da Dio.
di non
i tempi in cui massimamente
Erano
splendeva
Borromeo,
per zelo di fede e di carità S. Carlo
nipote di Pio IV ; né egli era solo. Senza parlare
della Compagnia di Gesù approvata con
bolla di
di
Paolo
III il
1543, aiuto formidabile
alla chiesa
a
i
ed a propagare
la dottrina
protestanti
di Cristo
nelle regioni lontane
scoperte
appena
ed ancora
solo
in tutto
selvagge,e fermandomi
ali7Italia,ricorderò
anche
come
qui nascessero
allora nuovi
sero
e
sodalizi,
gli antichi si rinnovascon
più strette regole1, quasi coorti che
scendevano
i novatori,
in campo
armate
contro
i quali,più di quello che se ne
pensi,avevano
combattere
anche
1
in Italia
Antonio
Cosci.
Narrazione
lardi.
nini
su
Cap.
trovato
v
e
Si vedano
d'Este
x
Italia
storica
vi.
Renata
V
e
dal
classi ele-
aderenti
nelle
durante
proponderanze
1530
le
al 1789. Milano.
niere.
stra-
F. Val-
gli studi del Masi e del Sandonil Castelvetro, stampati dallo Zanichelli.
98
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
fratelli
quando i suoi umili conprodigidi carità nel lazzaretto
operavano
di Milano
ha naril Manzoni
ed altrove,come
rato
nella sua
de' Promessi sposi.
opera immortale
ai
Talvolta
mancarono
però non
opposizioni
riformatori. Gli Umiliati di Lombardia, arricchiti
colla industria
della lana e godenti in pochissimi
nel mi*
le ricchezze
di novantaquattro case
che voS. Carlo Borromeo
leva
a
lanese,si opposero
salisse il papato, allora
ricondurli
aboliti dal
all' antica
onestà
Pontefice,insidiarono
il
loro ricchezze
della
vita
,
e
civescovo,
la vita dell'ar-
distribuite le immense
quale aveva
da lui
ai collegied ai seminari
i decreti del Concilio di Trento
ordinati secondo
\
Turchi, gli implacatinemici del
lasciata occasione
avevano
cristiano,non
Frattanto
nome
i
d'assalire V
Europa. Venezia,la tanto calunniata
dei romanzieri,rimasta fuori
repubblicadal vezzo
dall'ultime guerre
combattute
in
Italia tra
cia
Fran-
Spagna, stava lor contro disputandopalmo
cristiano
a
palmo il terreno, a guardiadel nome
e della civiltà latina. Da
sola,con mirabile sforzo,
difesa
il potente Solimano,
Candia
avea
contro
abbandonata
dal truce FilippoII, di cui era
miraglio
amAndrea
ziane.
Dona, geloso delle glorievenebile
Ben
presto però giunse la novella dell'orritonio
eccidio di Famagosta e del martirio di Marcantera
Bragadinoe de' suoi compagni: l'Europa infu scossa, ed il pontefice
ne
più d'ogni altro,
e
1
Sessione
xxin:
Cap.
più importanti.
18:
De
: uno
Iieformatione
dei capitoli
LA
NELL'ARTE
MADONNA
09
ITALIANA
S. Pio V, il domenicano
G-hislieri,
questi,
stami,
copontificòdal '65 al '72: di irreprensibili
sé stesso e cogli
con
austero; rigidissimo
Era
che
altri, diede
tridentino
a
opera
venissero
che
i decreti
in tutto
del concilio
osservati,e
i
cipi
prin-
cristiani si
il Turco.
contro
sti
Questringessero
ascoltarono l'invito,ed ai principied agli
ne
stati unirono
le loro forze anche privaticittadini;
le chiese si affollavano di popolo a pregare
toria
vitincitavano
per le armi cristiane: predicatori
di Cristo,si,che
in nome
ad armarsi
parvero
tornati i tempi delle Crociate e sé ne ripetevail
nella adorazione
grido: Dio lo vuole. Fervido
della Vergine, Pio V fu l'anima dell'impresa,
ar**
mando, per primo, quindicigalee di cui affidò il
comando
a Marcantonio
Colonna, nipote di quella
Vittoria
e
che
nei
invocata
L'armata
italiani,ma
suoi
versi
aveva
tanto
rata
deside-
due
terzi da
questa guerra.
cristiana,
composta
comandata
da
per
d'
Austria,
da Messina,affrontò il nemico, maggiore
partitasi
al suo
uscire dal golfo di Lepanto,
assai di numero,
e
lo vinse
interamente
Giovanni
il
7 ottobre
del
che ben fu
quellamemoranda
battaglia,
detta 1'ultimo
cozzo
gloriosotra l'occidente e
che in quei giorni Pio V raddoppiasse
l'oriente. Si narra
ne' digiunie nell'orazioni specialmente
alla Vergine la quale eglivolle da tutti invocata
instituito
coll'orazione del Rosario,da S. Domenico
di poi così chiamato per un noto prodigio.
e
Aggiunsero
altri cronisti contemporanei,e narra
U
1571,
in
100
LA
NELL'ARTE
MADONNA
ITALIANA
alcuni
1Maffei, che il Pontefice,parlando con
vedesse
subito in estasi,
cardinali,
rapitodi un
vanni
i particolari
della battagliae la vittoria di Gioè che egli riconobbe
Certo
sì
d'Austria.
grande vittoria dalla Vergine,ed ordinò che ogni
di ottobre,si celebrasse
la prima domenica
anno,
nie
la festa del Rosario,e si aggiungessenelle litaAuxilium
la invocazione:
Gli italiani videro
un'altra
christianorum.
volta
alla prova
giovò a loro si grande
i loro eroi,poi divisi subito
vittoria: onorarono
lasciarono che il frutto e la gloriacogliessero
il cupo
e
gli stranieri. Tutti sanno
poi come
stria
d'Ausospettoso Filippone rimeritasse Giovanni
i Turchi
alla
e
come
suo
gloriosofratello,
del santo Pontefice riprendesseroad offendere
morte
nuovamente
l'Europa.
è naturale,i poeti,e ce ne furono centinaia,
Come
lasciarono di magnificare
il fatto,sì da
non
il
proprio valore,ma
soli che
nelle
non
accademie
numerose
:
né
tacque la
popolare,ed anch' oggi si ristampano ad
del popolo i racconti d'allora delle guerre
uso
i turchi,ed in Toscana
contro
trae soggetto
se
ne
fatte raccolte
*. Furono
per i Maggi drammatici
di poemi latini grecie volgari,
tere
e potrebbesimetinsieme volumi
di versi,solamente
versi pur
che la inè altro di buono
tenzione,
troppo, ne7 qualinon
cui venne
accolto
con
a
grandissimo
musa
1
Vita
di 8. Pio
3
A. D.
Ancona.
Originiecc.
V
La
Appendice
Roma-1712.
Poesia
al voi.
popolare
u
italiana
Pag.
78
—
Le
LA
Giovanni
in Messina
onore
il
NELL'ARTE
MADONNA
Colonna, trionfante
sillo cantò
frate G.
si sciolse
e
d'Austria,e
antica
con
in
Roma
Il Tan-
pompa.
da
B. Mastrilli
ai turchi la
prese
101
ITALIANA
Nola,
che
gato
le-
L'Ar-
nave.
cucci
latino molto
un
napoletanocompose
poema
De
naupactiaca Victoria: Niccola Maria
pagano
Fazali, di Tropea in Calabria, scrisse un libro di
rime
indirizzate
epigrafie
all'invittissimo
sonetti
Pietro Villareale l'JEchinadum
;
messinese, e
Purone
Iacopo
Giovanni
Don
ad esaltazione
naumachia
della
Vergine l. Finalmente, migliorefra
tutti Celio Magno, mentre
il Tintoretto e lo Zuccari nei loro quadri dipingevano gli eroi veneziani,
in una
discreta canzone
coli
cantava
gli Erche, solo per la salute universale,
avevano
eletti,
incontrata
la morte:
e
ridente
Morte
nei lor visi estinti
allor
fu
prima
vista
:
novi
Angeli a Dio carchi di palme
di compagnia celeste cinti
Volar
Risplendendo per l'aria in lunga lista.
E
panto,
Maria, fu il grido dei guerrieridi Le-
Viva
ed in Italia si accrebbe
di
verso
1
Luigi
Lei, ma
Conforti.
dit. Artist.
Lett.
Montechiaro.
La
Giornale
nier
1862.
M.
I
rappresentare questo senti-
Barone
—
Sicilia nella
1886.
A
cuori il culto
Napoletani a Lepanto. Napoli.
1886.
Araldico
Guglielmotti:
nel
nei
—
Colonna
È
Giuseppe
Arena
alla
B.
il bel
di L.
Pisa, dai
libro
Firenze
Edi
primo
Battagliadi Lepanto.
notissimo
Casa
Le
del
P.
Mon*
102
l'arti figurativee la
mento
A
del
dicembre
mezzo
Lepanto, ed
*,sì
che
di lor possa.
1571
tornava
è
poeta s'avviava
ebbero
nella
Ferrara
a
principiole
costretto
infelicità,
volle
di li a poco
di Pio V, che
mano
in Roma
venuto
a
mai
or-
parevano
facile supporre
riceverne il suo cuore
dovette
ove
poesia
Torquato Tasso, dove era andato
cardinale
Luigi d'Este. Colà seppe
di
il
ITALIANA
raggiunto l'estremo
aver
del
NELL'ARTE
MADONNA
LA
di Francia
al
seguito
la vittoria
pressione
quale imsissimo
religiobaciare
la
moriva, mentre
corte d'Alfonso,
sue
non
più
vivere
tra
uomini
interrotte
inetti
a
comprenderlo e ad amarlo, perchè poco delicati
e
gentili2.Nel '74 egliaveva
compiuto il poema
il Goffredo,
che altri chiamò
Gerusalemme
rata,
libedel quale,malissimo
rezione
contento,affidò la cordel tempo,
ai letterati
che
di questo
siglio,
con-
piccolacagione
alle sue
ebbe a pentirsi
sofferenze di spirito,
più
il Tasso, vero
tardi. Fa pena
a vedere
e
grande
poeta, anzi il solo poeta italiano de' suoi tempi,
de' Nobili,a
rivolgersial Bargeo, a Flamminio
Sperone Speroni,a Silvio Antoniano, il poetino,
i quali,ora
sottilizzando in nome
di un
tile
Aristodi lor fantasia,ora
soverchio di scrupoli
con
letterari e religiosi,
tra
e
spesso contraddicendosi
Nel
1
canto
nel sogno
su
8
Pag.
aggiunse
e
185-271.
ed
ai
e
non
Conquistala^bellissimo
di Goffredo
i turchi
Francesco
della
xx
nuova
a
mo'
futuri
D'Ovidio.
di
eroi
profezia accenna
di Lepanto.
tra
gli aggiunti,
alle vittorie
Saggi critici. Napoli. Morano.
1879.
LA
loro
nei
NELL'ARTE
MADONNA
giudizi,torturarono
diciamolo
il povero
fecero sbalestrare
ne
pure,
103
ITALIANA
poeta,
e,
l'intelletto
già tanto facile ad esaltarsi. Qual differenza tra
di Raffaello e di
questi e gli amici consiglieri
brava gente
e
Michelangelo! Del resto buona
loro
un
quei grammatici e retori che avevano
modo
buono
di intendere l'arte,
ceramente
e sinparticolare
affezionato al Tasso
queir Antoniano
che voleva insegnar religioneal Tasso
gioso
più relidi lui,
donna Prassede voleva
propriocome
ridurre al bene Lucia, la quale non
mai
aveva
I grammatici ed i filologi
fatto il male.
vano,
trionfal'arte e la patriamorivano.
e
#
Qui
per
è il
non
di ripetere come
caso
l'ingegno poetico,l'indole
Tasso, la
e
e
gli
perchè
studi
del
riuscì poema
in parte diverso
intenzione:
certo è che
ideatolo
Gerusalemme
dalla
sua
fino dall'63, e' volle farne un" poema
cui
religioso,
l'argomento e i tempi di grandissimo risveglio
cattolico
musa
prestarsimirabilmente.
invocata è la Vergine:
pareano
da lui
0
Musa,
circondi
Non
Sia
Hai
su
nel
la fronte
in
spira al petto
Tu
rischiara
mio
il mio
Elicona;
fregi al
diletti che
ver,
cori
corona:
aurea
celesti
canto,
e
ardori,
tu perdona
s'adorno
de' tuoi
la
allori
cielo in fra i beati
Tu
D'altri
pure
di caduchi
che
di stelle immortali
S' intesso
1
tu
E
in
le carte
parte
ì.
Lib. i, 2.
Non
fondandosi
è da tacere
che altri,
di T. T. ritengono che qui sia invocata
sulle Lettere
Gerus.
—
104
LA
Pure
vide
il Tasso
si bellamente
ITALIANA
i
quelloche
subito
la fede così pura
veduto, che cioè
hanno
e
NELL'ARTE
MADONNA
nel
espressa
di
sincera
sarebbe
non
poema
penetrata profondamente nel
e
posteri
del lettore dir
cuor
gentilissima.
E se ne
dolse,e prim^ de' suggerimentialtrui e
delle censure, subito volse l'animo a correggerlo
la Conquistata.Riuscì nele
e
rifarlo,
ne
venne
1'intento? I posteripreferironla prima Gerusalemme,
e la morte
pietosarisparmiòforse al Tasso
di veun
dere
nuovo
e
più acerbo dolore togliendogli
il giudiziodei contemporanei.
E se non
riusci non
fu certo per tepidezza
di
rato
fede, la quale ebbe vivissima sempre; ma sventuanche in quelloche
all'anime forti e sane
da altre bellezze
stratto
riesce conforto
nella fortuna
un
arte
vi trovò
avversa,
volta
tal-
vita
Nella sua
cagione d'amarezza.
piena d'errori e purissimadi colpe,con
nima
quell'ache pareva essersi fermata
all'età
verginale,
più lieta della vita,la giovinezza,egli,rimandato
di Francia perchè parve troppo cattolico ai ministri
del cardinale,
viene assalito da dubbi,
politici
sulla sincerità delle sue opinioni
e quasi
religiose,
corre
frenetico,
pensandod'essere caduto in eresia,
ad accusarsi ad un
confessore ed all'inquisitore,
di esil quale per liberarsi da lui,non
contento
nuova
Urania.
che
Nella
Conquistata(Roma.
Facciotti.
volgeteil Ciel, superne Menti ; E tu che
fra giri lassù veloci,e lenti,Porti
choro ; E
d'oro.
1
Emile
duTasse
Montkout.
—
Paris.
1598) invoca:
Duce
la
sei del Santo
face
Poètes et Artistes de l'Italie.
—
Hachette
1881.
Voi
luminosa
Dn
e
genie
106
NELL'ARTE
MADONNA
LA
culiaresque
preces stimma
se
prima di entrare a S.
religionerecitabat l.
eh' io fabbrico
Carlo
che
pasci in
di
fa voto
ora
in
E
Anna
di ritrarsi appresso
indirizzò i due sonetti
Ciò
ITALIANA
avealo preso il desiderio
S. Carlo Borromeo
cui
terra
ciò eh' io fondo
e
sì felice
mensa....,
visitare Loreto
non
sarà
appena
di
liberato,anzi prega il Duca
d'andarvi subito,perchè ve
darglienelicenza
lo spingeva antico debito
cina
e
nuova
devozione, e se n'aspettavamedisolo nell'86,
infermità2. Ma
sicura alla sua
la settimana santa, potè,accompagnato da un gentiluomo,
berato
visitare le chiese e prender la Pasqua. Lidi carcere
nell'87 andò a piedi a Loreto.
Talvolta fissa così il suo pensieroa Maria, che egli
d'averla veduta
crede
a
Cataneo
:
fra
E
in aria
'1 Figlioin
co
veramente
tanti terrori
l'imagine de
braccio,in un
e
la
e
ne
scrive
al
tanti
dolori,
m'apparve
gloriosa Vergine,
mezzo
cerchio di
lori
co-
vapori;laonde io non debbo disperarde
la sua
sere
grazia. E benché
potesse facilmente esuna
fantasia,
perchè io son frenetico,e quasi
perturbato da vari fantasmi, e pieno di
sempre
malinconia
infinita ; nondimeno, per» la graziad' Iddio,
alcuna volta ; la qual
posso cohibere assensum
operazioneè del Savio, come
piace a Cicerone;
di
e
1
P.
da
Pag.
*
Serassi.
Vita di
La
C. Guasti.
Firenze
322.
Lettere,
n.
277.
T,
Tasso.
Barbèra,
3* Ediz. curata
Bianchi
e
e
lata
postil-
C1. 1858. V.
n.
LA
NELL'ARTE
MADONNA
laonde
che
un
E
piuttostodovrei credere
miracolo
de la Vergine l. „
descrivendo
107
ITALIANA
quello fosse
tale ei lo
questa visione anche in
tenne
rinetto
so-
un
:
Egro io languiva, e l'alto
mia
Ogni
dintorno
avea
possa
avvinta
sonno
al core,
gelo, e pien d 'ardore,
guancia di pallor dipinta:
pien d'orrido
E
Giacaa
con
Quando
divino
nel
sfavillando
E
incoronata
di luce
Perchè
E
Scolastica
Or
questo
Regina,
te
a
vinta.
sacro
velo
l'altra parte.
core
queste carte,
e
io ti
più bella
Mentre
e
que' raggi e lampi,
splendea da
sacro
dolore,
oppressa
tua; nel
la destra
a
l'alma
fra
Benedetto
Vidi
*
fosse
non
ardore,
al mio
Maria, pronta scendesti
cinta,
e
contemplo in cielo,
risani e scampi.
mi
che
Guasti,e pare anche a me, che il Tasso
si dimostrò più poeta ne' versi di sacro
argomento
che in quellid'amore 2. In questi,
belli e origial
Parve
Lettere,
1
il
rime
quale
del
u.
è
Tasso.
aspettano
del
non
secolo
{In Biblioteca.
ancora
ci
queste che
E
letterari
Mazzoni
che
peccato
una
abbia
secondo
Bologna.
almeno
non
delle
più grandi
bene
Zanichelli.
dal Guasti,
il testò
dato
dei
uno
sono
xvi,
edizione
in nota
è riferito
L. 456. Il sonetto
numenti
mo-
scrisse Guido
1886.
Pag. 180),
spropositata. E,
si suppone
che
esistano.
aggiungo io, nelle scuole nemmeno
ha fatte,e ci ha dato
L'ottimo
Guasti, che tante belle cose
il Tasso
speriamo vorrà compiere l'opera sua
piena di
vero,
tanto
2
Vedi
intelletto
d'amore.
Bella
vita intima
pure
il D'Ovidio
di
T.
nel
T. In Lettere.
libro
e
luogo
Voi.
citati.
v.
Pag.
xxm.
108
NELL'ARTE
MADONNA
LA
è forza riconoscere
nali,ci
ed invano
nella
sua
a
del poeta
la donna
riusciamo
sorprendere
che meglio di quelloche
pure
; anzi pare
il divino
stesso
se
che
fetto,
intensità di af-
poca
cercheremmo
persona,
in Dante
ITALIANA
poeta, sarebbero
a
da riferire
quelleparole colle qualidiceva d'essere
trasmutabile
per tutte guise.
Liberato dal carcere, Torquato lascia la quiete
di Mantova, e quasiad insaputadel Gonzaga parte
in povero
rato
e
passando grandemente onoarnese,
l'ultimo d'ottobre
per Bologna, giunge a Loreto
denari per
dove arriva a piedie senza
dell'87,
al Tasso
si fa dare dieci scudi da Ferrante
cui in elemosina
Gonzaga '. Pregato nella Santa Casa, e accostatosi
ai Sacramenti, scrisse una
bellissima : Ecco
canzone
fra le tempeste e i fieriventijdove tra glialtri si
leggono questi versi.
Qui gli Angeli innalzaro
Che
E
Maria
già
'1 portar
Miracol
La
Questo
è
obbietto
sante
santa
il tuo
a
ed
ergo
terra
pansier oppressa
quel monte,
tue
Vergine
Figlio accolse,
nembi, e sovra
l'acque.
cui sollevo
a
ch'altro
da' suoi
Anzi
i
sovra
Mentre
Delle
albergo,
col santo
grande!
mente,
il santo
ch'onorar
volse,
giacque.
piacque
ti
mura,
e
parto
pura
e
poscia,e quando
ei nacque
....
E, detto deiraffollarsi dei pellegrini
d'ogniparte
del
1
mondo,
Lettere,
ih.
e
descritto il
L. 915.
tempio:
•
?
NELL'ARTE
MADONNA
LA.
Ma
che
tu
vedi
in terra
i monti
sopra
109
ITALIANA
L'immagine esaltata,e te sublime,
Sovra
ogni altezza de' celesti Cori,
Reggi la penna, che vaneggia, ed erra,
E prendi in grado le cangiate rime;
E non
sdegnare ove talor t'onori
Il tardo stile,e ch'io nel cor
t'adori,
in altri modi
Perch'oda
Le
E
divine
tue
d'angelicispirtii
il suon,
manchi
Né
All'eterna
In
lodi,
di mèle
labbra
con
il tuo
pianto
lacrime,
Dell'amorose
e
indegno
nome
il
immonde,
ancora
infuse
d'assenzio
e
invece
canto
nostri,
chiostri
negli stellanti
dir Maria
Di lodare
Di
come
armonia
Vergine, se
E
onori;
agli accenti
santi
sparse,
sono;
chiedo,
io
e
l'onde
scarse,
non
grazia e santo dono,
Che
sovente
impetrò pace e perdono.
Vagliami lagrimando,
Quel ch'io sperai cantando,
suono;
Vagliami de' lamenti il mesto
Vedi, che fra' peccati egro rimango,
Caro
della
tua
Qual destrier,che si volve
fango.
polve, e nel tenace
0 Regina del Olel Vergine, e Madre,
Col mio pianto mi purga.
Si eh' io per te risurga
ed adre
di mie
Dal fondo
colpe oscure
E saglia ove
tua gloria alfin rimiri
Nell'alta
limo
D'esto
Su
1
Mime
nel
di
Felice
terreno
sereno
Torquato
Poesie Liriche dal
Le
;
de' lucenti
Parte
Tasso.
primo
Mounier
secolo
e
giri1.
della
C1. 1839.
ih.
lingua
Le
dalla
Cito
Scelta di
renze.
fino al 1700. Fi-
rime
del
T. vi
son
110
LA
vedere
fare dal
V, visita invece
Sisto
S. M.
in
Papa
ITALIANA
il Tasso
delF87
Dicembre
Nel
può
NEtjl/ARTE
MADONNA
è
a
Roma
e
non
il Presepiofatto
Maggiore,e
scrive la
zone
can-
:
Mira
all'Addolorata rivolse
anche
E
dello
parafrasi
Stava
una
canzone,
quasi
Stdbat:
la Croce
appresso
madre
La
pentita.
devotamente, alma
lacrimosa,
il
Figliuolpendea su l'aspromonte:
E con
querula voce
Dolente
e
sospirosa,
il fianco, e la sanguigna fronte,
Mirava
Gl'indegni oltraggi,e l'onte,
E l'asprepiaghe e '1 sangue,
Del suo
caro
Figliuolo:
Mentre
le trafìsse il duolo
E
e
L'anima, che s'affligge,
plora,e langue,
0 quanto è afflitta Madre,
Con
guance
Vide, vide
Il
Vide
Per
Ove
e
e
di sudor
vermiglio:
pia,
colpa d'empie genti,
sconsolato
Madre,
e
Maria,
di sangue
la Madre
Lacero,
con
adre!
ed
Figliuol nei tormenti,
Tutto
tutte, 6
umide
fonte
l'edizione
gli errori
di G. Molini
i Discorsi dell'arte
il
morto
Figlio!
.
d'amore
ogni odio si
tutti
e
ammorza
....
notati
Firenze.
poeticache
ho
dal
Mazzoni.
1824.
pure
E
come
sta,
que-
Aminta, poesiescelte
alle mani.
fortuna
La
parve
allorché
Tasso
NELL'ARTE
MADONNA
LA
salì al
Ili
ITALIANA
di
perseguitareil
sogliopontificioClemente
stanca
ma
famigliafiorentina Aldobrandino
Eppure
giunse tardi il riparoa tante sventure.
si serbava ancora
l'animo
coglienze
forte,e alle liete acdel Pontefice,che glidisse avergli
parata
pred'alloro nel Campidoglio,parve
la corona
tini
E
rivivere alla speranza.
già all'amico Costan-
della
Vili
di
scriveva
libro
sulla
immortalità
fatto
venne
Lagrime
Cristo *. Aveva
scrive il
alcune
Vergine,ed
di Maria
a
un
comporre
dell'anima;ma
scrisse invece
e
di N. S. Gesù
prime,
mettersi
voler
non
sulle
stanze
altre sopra
gli
quelle
porta occasione
alle
stupenda immagine
Serassi,una
di Nostra
di Alberto Durerò, che
Donna, di mano
cardinal Cintio, nipote del Papa, aveva
nella
il
quale figuratacolle palme e col
ciglioin atto di divota contemplazione,mostrava
avere
pregni di pianto, e
gli occhi sì vivamente
le guance
rigatedi così vere lacrime,che parea
invitare altrui a rasciugarle.Il Dùrer, che personifica
in se il genio artistico contemplativodella
studiati in Italia i grandi
Germania, dopo avere
volta il nostro Torquato:
a sua
maestri, inspirava
solitario dei gentili
ricambi dell'arte
esempio non
nel cui nome
in quel della religione
sempre, come
della libertà,
si affratellarono i popoli. E credo
e
che più del nudo vero, ingannatoredei sensi,commovesse
sua
camera:
la
il Tasso
1
P. A. Serassi.
la1 soave
Vita.
n.
288.
e
melanconica
espres-
112
NELL'ARTE
MADONNA
LA
ITALIANA
Vergine, perchèvi sentì pure la sua
v'era quella dell'artista Tedesco,
melanconia
come
il
la malinconia
di cui appunto fu detto esser
del suo
nome
vero
geniol.
E le stanze del Tasso, per bellezza
ardore
e
di religione
piacquerotanto che in pochi giorni
furono stampate più volte in diverse città dell'Italia. Leggiamole dunque e conchiudiamo:
sione
della
Piangete di Maria Tamaro
pianto,
Che distilla dagli occhi alto dolore,
di fragilmanto
Alme
vestite ancor
In lagrime lavando
il nostro2
errore:
in lagrimoso canto
Piangete meco
L'aspro martir che le trafisse il core
Tre volte,e quattro; e ciò ch'allor sofferse
Sentite or voi della sua
grazia asperse.
Chiaro
Sol, che rotando, esci del Gange,
di bei raggi adorno,
D'alta corona
Piangi dolente or con Maria, che piange,
il giorno.
E piovoso ne
porta, e scuro
Tu piangi il duol, che la scolora ed ange,
0 Luna, cinta di procelle intorno
E voi spargete ancor
di pianto un
nembo,
Pallide stelle,all'ampiaterra in grembo.
di Dio, tu piangi, o madre
Colla Madre
De'
E
miseri
mortali, egra
l'opretue
più belle, e più leggiadre
gemendo in vista oscura;
Piangan
te
Piangan
le notti
Oltre
co
Natura;
l'usato ;
e
ed
tenebrose
quei
eh' il
sasso
adre
indura,
gelo inaspra,orridi monti,
Spargano lagrimosi e larghi fonti
1 vento,
E
1
Tullo
Massàbàni.
ed
*
Molisi:
Arte.
vostro
e
1
V arte
Firenze
Le
a
Parigi: passim, Scritti di
Mounier.
1878.
Pag.
888
e
teratura
Letsegg.
114
in
tutta
Or
'
NELL'ARTE
MADONNA
LA
Quanti
raccolta,alfin rimembra
x
se
lui sofferse
per
ITALIANA
asprimartiri,
membra
di, ch'eglivesti le umane
E quante sparse lagrime e sospiri.
pensieroaltrui rassembra
E 'n questo suo
e spiri.
distilli,
Freddo smalto, ch'umor
Dal
mostra
Ben
fatica
Senza
Nel
duo
Fra
suolo;
produsse al cieco mondo,
Re
suo
ignota stella
A' peregrini
Regi in
Segnar co' vaghi rai
E
vide
l'umil
Rimembra
E
'1 dolce
E
'1 suo
E
sua
per
la via lucente.
del
era
panni,
picciolFiglio,
d'Erode,
fuga, e
notturne
vie
trovò
D'Egitto,ove
i rozzi
e
teneri anni,
consiglio:
primi affanni
gran periglio:
d'alto
pur
del
polo
Oriente
ne'
pargoleggiar
'1 sospetto
Della
il nostro
cuna,
lamentar
Quand' Angelo
E
profondo
orror
pigrianimali, in umil
il
Quando
pondo
duolo
senza
e
espose,
fosco della notte
sensi.
'1 nobil
le sovvien, che
prima
E
quel che contempli e pensi
noi
dipinse,e colorilla a'
la
Chi
a
e
suo
i
l'alte tenèbre
fide làtèbre.
Figliuolle riede
A mente, e quel dolor ch'allora aprilla:
E ne' begliocchi la pietà si vede,
Che dolorose lagrime distilla.
Poscia
perduto suo
lutto
in lei
Duolo
a
duol, lutto
Ferro
e
face è '1 martir, ch'arde
E
mostra
Quanto
1
il
Molini.
sen.
ben
ne'
a
e
succede,
sfavilla:
lagrimosisguardi
ell'abbia nel
core
e
fiamme
e
dardi.
NELL'ARTE
MADONNA
LA.
Alla
il pensa,
colonna
115
ITALIANA
stille
e
a
prova
pianti,Egli di sangue;
martir
rinnova
E immaginando il suo
Martir dell'alma, che s'affligge
e langue;
in croce
estinto ei giova,
Pensa
poi come
Ella
di
versa
vita
Anzi
del
Ch'unge
fra sé di
error
in
cambio
suo
chiamata:
Donna
angue,
l'antica
piaga:
lagrimar s'appaga.
nostro
Cosi pensando
E
mirabil
dà:
ne
si lamenta
e
Che
Dio
E
all'oscurato
perde un
ripensando
Ciel
Al
Piange
Par
0
mondo
col
il
in
volto
mortai, che
Ma
sua
divinitade
allor
di morte
nube
A
poi
Sembra
Che
l'ebbe
cui
si parte,
che
esangue,
insieme
estreme.
eclissi,
'1 divino
egra:
unissi
noi
rintegra.
coprissi
e
orrida
'1
vista,
afflitta 6d
Madre
sua
ricopertala divina
lagrimar le Donne
E
parole
quel del Figlio,in
Col
Colla
in
del sol minore
della
quel
acquista;
uomo
fattore
suo
le
duole,
sole,
ch'apparve tenebroso
nel
Ch'in
e
un
figliuolo,
disse in Croce
Che
s'attrista.
ancor
e
negra:
luce
e
'1 Cielo induce.
pensiero al dì rivolga
anzi sanguigno in seno,
'n ricordar
si dolga,
piaghe, e
Impalliditoil bel volto sereno,
E 'n duo fiumi i begli occhi allor disciolga,
il freno ;
Alle querele sue
le nt andò
E i pie memorando, e questa mano
e
quella
stella.
Che fece il sole ed ogni ardente
Con
mille
Sparso
Di
lacrime
Maria
Nel
nel
e
dolce
seno
d'odori,e
ond'egli nacque
'n lino
avvolto,
poscia il contempla: e com'ei giacque
grembo della terra alfin sepolto.
116
Questo pensier d'amare
tepid'acque
e
i lumi
inonda
Vergine
Alla
ITALIANA
NELL'AR-rC
MADONNA
IA
'1 volto $
e
questa del "eielo alta Reina
Però
Gli
occhi
nel
dolore
suo
le Tartaree
intanto
Laddove
inchina.
terrà
a
porte
vincitore, e doma, e spoglia
I ciechi regni dell'oscura Morte,
il Re
Rompe
gli antichi spirtiil cielo accaglia;
Come
apparisse il glorioso,e forte*
Con
lucente, immortale, e lieve spoglia,
Né stil né penna
mai» né lingua esprime,
sublime.
Né l'intende,pensier santo
e
che
Pria
interno
Qual
Nel
La
Non
di
vittoria,onde
sua
E
che
cor,
pittorgiammai dipinse
suo
spirto è vivo tempio,
la Morte
©etinse,
le pene, e '1 sanguinoso scempio?
chi di lei,che nel Signor s'incinse,
pur
Potè
ritrar,quasi da vero
esempio,
affetti?
i
santi
i
lacrime, pensieri,
traslata al Cielo aspetti?
come
esser
Le
E
Alziamo
acceso
Maria, d'amore
II pensier nostro, come
fiamma, o strale j
Seguendo alto Signor, che 'n cielo asceso,
Siede a destra col Padre, al Padre
eguale;
or
di terreno
Né
Tardi
la
per
Ed
il
sua
Piangea
di
Piangea
Già
Ove
Avrà
della
che
ascénda,
grado
in
Amor
il
prenda.
converte
fallo asperge.
quasi in deserta
allor
'1 dolor
p'anto, ove
sommerge;
desio, sicura
gloria,ov'ei
di stelle alta
'1 Cielo
il nostro
la Madre
gran
peso
sale
e
s'innalza
dolcezza
d'amore
per
il grave
pianto; e sovra
grazia,ed ella
in santa
Quel, che
Valle
affetto
mente,
Alziamo
Sol
con
ne
corona,
di sole, in maestà
e
chiama,
e
veste
celeste.
certa
ed
erge,
LA
ttELL*ARTE tirALÌAfcA
taAtìOtfNA
ìè pianéta
pur noi
stanca
col j"eso mortai
E
Mesta
sbìinga:
e
già nel
'e
di Salir
Bramósa
Ancisi
Àveano
intanto
da
AAi
suoi
i
salma,
elei sovrano
la ììobil alma
vita clie
è
corona
palmfc
'1
è duro
inorte
a
;
insano
furore
Piatageagli altrui martiri!,e
Wella
umano,
corso
ch'e gravò
ÌÌ7
proprio scampo,
campo»
S
piàngendo diceva; Oh com'è lunga
La mia dimora* anzi l'esilio in terra!
Deh!
sarà mai
che a te ritorni è giunga,
£ur coma
ia tempesta, o d'aspra guèrra ?
Bramo
té mi giùnga
esser
: a
toècò,b figlio
Quella santi jnetà,che il elei disserra.
6e non
i prèghi indegni,
éòn della Madre
Chiamami
trionfi e regni
pur dove
Deh!
soffrir che
non
Tra
speranze
Odi
la
Odi la Madre
E
sé
desiri,il
e
Madre,
già lieta
avrò
Coronato
di
Mostrati
Tu
che
cor
lagna,
ed
arda,
penoso.
é
tarda;
pia, figli»
pietoso.
si guarda,
io fui, dovè
il tuo
divinò
ascoso
$
gioiein Ciel, s'io ti riveggio
gloria in alto seggio?
o
re
gloria,o figlioornai
di
apparisti*n
servo
fi fa' contenta
La
sì
che
Quasi per ombra
Quante
si consumi
a*
tomba
è dolci
chiari,
vista mia* ch'amarti
duòlo
e
*n
cùiià,
rai
imbruna.
Tra
gli occhi cari, e i miei» ch'han pianto astiai)
Non
s'interpongao Sole, o Stella,e Luna.
al mio
Cedete
desir Pianeti,e Cieli,
Perchè
Cosi
alla Madre
Figliòàlfih
dice a nel lutto. E
Angeli,al Figlio il
E
il
le lacrime
Bench'uopo
voi portaste
devoto
e
sacro,
pietose e caste,
sia pianto o lavacro.
voi non
sue
a
suon
si sveli.
118
Or,
NELL'ARTE
MADONNA
LA
d'altrui
mai
se
ITALIANA
pietà mostraste,
duol
queste mie, che a lei consacro;
E '1 lagrimoso dono, o spirtiamici
Offrite, o sempre
lieti,e 'n Ciel felici
Portate
ho
Le
riferire,
perchè ultimi lampi della
Torquato,e della grande poesiaitaliana,
volute
poesiadi
che
finisce
lui
con
come
l'arte
finito
avea
con
della decadenza
Michelangelo. I segni precursori
cano
appaiono di già nelle opere di ambedue, né manin
affetto,
quasi a compimento
il Tasso
che
credeva
e
a
altro poco,
incomincierà
la sua
dalla tomba
fortunose
IX
vicende
innalzò
S. Onofrio.
al
Ed
ora
del Petrarca
scolpitasi
fiore,in mezzo
vede
grandezza
morte
di
non
più
queldi
convento
conversazione
con
un
e
un
in
monumento
gentilesuggerimento di
gelo,
quelle di Dante e Michelandi Raffaello,
la sua
e
ne
immagiper
sulla facciata di S. Maria
alle altre di
nell'arte
nel
e
poeta cristiano
Augusto Conti, con
la
se
giungerà.
angelo, si riconlui
del pensiero di Dante, come
le
la pace
la gloria. Per
e
della patria dimenticato,Pio
lui,colla
Erede
ebbe
rifatta
aver
vivo
Gerusalemme,
della
Un
stesso.
S. Onofrio
Dio,
di
da
in
e pubblicava
più religiosa,
bella,almeno
Panno
dettate
queste ottave, sebbene
nelle
d'Italia.
coloro,che
virtù
nella
del
ligione,
re-
civili attestarono
Icy*
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