Giovani,
legalità e
quotidianità
a Cremona
Ufficio Sicurezza Urbana
Ideazione e coordinamento
Gian Carlo Corada - Sindaco del Comune di Cremona
Caterina Ruggeri - Assessore alla Sicurezza e Polizia Municipale, Tempi e orari della città, Pari Opportunità, Rapporti con le Periferie del
Comune di Cremona
Vincenzo Filippini - Direttore Generale del Comune di Cremona
Franco Chiari - Comandante - Direttore Settore Polizia Municipale e Dirigente dell’Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona
Nicoletta Filiberti - Responsabile U.O. Comunicazione del Comune di Cremona
Consulenti del Progetto
Maria Grazia Modesti - Consulente Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona
Fiamma Terenghi - Consulente Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona
Elaborazione e redazione testi
Donatella Boccali - Responsabile U.O. Politiche Giovanili del Comune di Cremona
Elena Cappellini - Coordinatrice del progetto ‘Pensare la differenza’ del Comune di Cremona
Maria Grazia Modesti - Consulente Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona
Fiamma Terenghi - Consulente Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona
Legalità e quotidianità
I dati, la documentazione e le informazioni utili sono stati forniti e raccolti grazie al contributo di:
Marialba Alini - Commissario Aggiunto Polizia Locale del Comune di Cremona
Sonia Bernardi - Agente Polizia Locale del Comune di Cremona
Silvia Camisaschi - Coordinatrice del progetto ‘Pensare la differenza’ del Comune di Cremona
Lorena Cattivelli - Istruttore direttivo Politiche Educative del Comune di Cremona
Roberta Curtani - Operatrice Ufficio Periferie del Comune di Cremona
Sara Dellanoce - Responsabile del Servizio di Educativa Territoriale - Politiche Giovanili del Comune di Cremona
Valerio Demaldè - Responsabile Ufficio Tempi del Comune di Cremona
Roberto Ferrari - Commissario Aggiunto Polizia Locale del Comune di Cremona
Cristina Frazzi - Addetta alla segreteria del Comando di Polizia Locale del Comune di Cremona
Laura Gerevini - Coordinatrice Ufficio Periferie del Comune di Cremona
Anna Lazzarini - Coordinatrice del progetto ‘Pensare la differenza’ del Comune di Cremona
Daniela Lotteri - Agente di Polizia Locale del Comune di Cremona
Paola Merlini - Cooperativa Sociale Iride
Francesca Ramazzotti - Operatrice dell’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Cremona
Stefania Reali - Coordinatrice Laboratorio Cremona dei Bambini del Comune di Cremona
Carmen Russo - Responsabile Agenzia Servizi Informagiovani del Comune di Cremona
Maurilio Segalini - Direttore Settore Personale, Sviluppo Organizzativo, Comunicazione e Politiche Giovanili del Comune di Cremona
Pierluigi Sforza - Vice Comandante Polizia Locale del Comune di Cremona
Silvia Toninelli - Direttore Settore Politiche Educative del Comune di Cremona
Francesco Venturini - Operatore Ufficio Periferie del Comune di Cremona
Si ringraziano per la preziosa collaborazione al progetto ‘Giovani e legalità’
Istituto Magistrale Statale ‘S. Anguissola’: Dirigente scolastico Sergio Iacinti e insegnante referente di progetto Lucia Fervari
Liceo Ginnasio Statale ‘D. Manin’: Dirigente scolastico e insegnante referente di progetto Pietro Bellisario
Liceo Artistico Statale ‘B. Munari’: Dirigente scolastico Maria Luisa Carnini e insegnante referente di progetto Gabriele Gaimari
Istituto Tecnico Industriale Statale ‘J. Torriani’: Dirigente scolastico Paola Negri e insegnante referente di progetto Fiorenza Gardani
Istituto Tecnico Commerciale Statale ‘E. Beltrami’: Dirigente scolastico Adelio Maffezzoni e insegnante referente di progetto Amedea Orsi
Istituto Tecnico per Geometri Statale ‘P. Vacchelli’ e Istituto Tecnico Commerciale Statale P.A.C.L.E. ‘A. Ghisleri’: Dirigente scolastico
Mariano Gamba e insegnante referente di progetto Ivana Gruppi
Istituto Professionale per l’agricoltura e l’ambiente ‘Stanga’: Dirigente scolastico Carmine Filareto e insegnante referente di progetto Stefano Cattaneo
Istituto Professionale di Stato per i servizi commerciali, turistici, sociali, grafico - pubblicitari, alberghieri e della ristorazione ‘L. Einaudi’:
Dirigente scolastico Franco Verdi e insegnante referente di progetto Florisa Piazzi
CFP Amministrazione Provinciale: Direttore scolastico Amilcare Achilli e insegnante referente di progetto Alessandra Bodini
CFP Scuola Edile: Direttore Mauro Rivolta e insegnante referente di progetto Cristina Aroldi
Tutti gli studenti delle classi che hanno partecipato all’indagine.
Giovani,
legalità e
quotidianità
a Cremona
Ufficio Sicurezza Urbana
Maria Grazia Modesti e Fiamma Terenghi
4
Nel corso di questi ultimi anni la società italiana ha subito profondi cambiamenti
sociali, culturali ed economici, processi di innovazione e di trasformazione che
hanno mutato il volto e la vita delle nostre città, il modo di vivere lo spazio pubblico, di costruire e intrattenere le relazioni sociali.
Trasformazioni che, modificando la sensibilità e l’atteggiamento del singolo verso
la comunità, verso ciò che accade al suo interno e verso le regole che governano
il vivere sociale, hanno agevolato il diffondersi di condotte negative come inciviltà, disordine, devianza, illegalità e criminalità di strada. Fenomeni sociali che,
generando disagio e insicurezza, vengono associati e ricondotti, nel sentire comune, al solo ed unico ambito della sicurezza e della lotta alla criminalità, ma
che, in realtà, toccano dimensioni diverse e ben più ampie come la legalità, la
pacifica convivenza, la solidarietà, l’accoglienza e l’integrazione, la cultura e la
partecipazione attiva.
Prioritaria diviene, allora, l’esigenza di legalità, di responsabilità civile e di cittadinanza consapevole. Necessari sono la diffusione di una cultura della cittadinanza fondata sui principi essenziali del “diritto” e del “dovere”, sul rispetto dell'altro, delle regole e delle leggi, e lo sviluppo di un senso di appartenenza ad
una società costruita sull’idea di libertà, di democrazia, di tolleranza e solidarietà.
Una legalità che, ponendosi non solo come premessa culturale, ma anche come
strumento per la quotidianità, costituisce il primo passo per orientare l’individuo al miglioramento della collettività e non al puro interesse individuale.
Il Comune di Cremona, sulla base di questi presupposti, ha investito nel corso
degli ultimi anni notevoli energie per favorire condizioni di legalità diffusa e per
promuovere una cultura della legalità in grado di alimentare nel singolo un’identità collettiva, di valorizzare le regole come strumenti di pacifica convivenza, di
favorire una partecipazione costruttiva e responsabile alla vita sociale.
Si sono così concentrati sforzi e risorse nelle direzioni del controllo e della repressione di comportamenti illegali, dell’educazione al rispetto delle regole, della
formazione di una cultura della legalità nei cittadini. È stato promosso il rispetto
delle regole creando opportunità di formazione dirette a suscitare nei cittadini
la consapevolezza che le regole devono essere percepite non come puri comportamenti obbligatori, ma vissute, con consapevolezza e partecipazione, come
espressione di un patto sociale, il cui unico fine è il benessere comune.
La presente pubblicazione racchiude i risultati di questo investimento e un’importante ricerca diretta ad indagare l’idea che i giovani hanno della legalità, i cui
risultati costituiscono un ulteriore arricchimento di conoscenze necessario per
continuare a progettare e lavorare per la legalità e la qualità della vita della nostra comunità.
Assessore alla Sicurezza
Caterina Ruggeri
Sindaco di Cremona
Gian Carlo Corada
5
Indice
Premessa
8
Parte I
Legalità e quotidianità: indagine conoscitiva
sulla cultura della legalità dei giovani cremonesi
Introduzione
1 Metodologia e rilevazione
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
1 Valori sociali ed individuali
2 Tracciare confini e contenuti della legalità
2.1 Definizione di legalità: concetto statico o dinamico?
2.2 Legalità e società
2.3 Istituzioni e Forze dell’ordine: ruolo, compiti e fiducia
10
12
16
17
21
22
25
31
Capitolo II · Conformità o trasgressione:
opinioni e comportamenti a confronto
1 Devianza ‘pensata’
2 Devianza ‘agita’
2.1 Quotidianità e comportamenti possibili
40
41
44
50
Capitolo III · Giovani, sport e legalità
1 Etica sportiva: realtà o sogno?
1.1 Violenza negli stadi e doping
1.2 Interventi e comportamenti possibili
In sintesi
60
61
63
66
68
Allegato 1 · Questionario ‘Legalità e quotidianità’
70
6
Parte II
Lavorare per la legalità: tra educazione e prevenzione
Introduzione
82
Capitolo I · Il Comune di Cremona tra sicurezza,
educazione e prevenzione
1 Legalità e sicurezza: il ruolo della Polizia Locale
2 Sicurezza sta a legalità come educazione sta a cittadinanza
3 Educare alla legalità tra partecipazione e responsabilità.
Percorsi didattici per le scuole superiori
86
86
90
94
Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
96
Introduzione
96
1. Coordinare le politiche per la sicurezza in ambito urbano
Ufficio Sicurezza Urbana
2. Giovani e legalità
3. Giovani in strada
4. Educazione stradale nelle scuole cittadine
5. Servizio di educativa territoriale (S.E.T.)
6. INDOOR e Blunotte
7. Attraversarte - Circuito di espressività giovanile - under 18
8. La città delle donne. Antigone o della città condivisa
percorsi di educazione alla legalità
9. La città delle donne. Alice o della città immaginata
Percorsi di educazione alla legalità
10. Differenze. Generi, generazioni, geografie
11. Informagiovani
12. Salone dello Studente
13. Benessere in città: Muoversi nei tempi di una città sostenibile
14. Laboratorio Cremona dei Bambini
15. Immigrazione Integrazione
16. Progetti per l’integrazione degli alunni stranieri
nelle scuole primarie e secondarie
17. Apprendere a Cremona. Promozione e coordinamento
delle iniziative di educazione degli adulti
18. Periferie al centro - Ufficio Periferie
19. Laboratorio di Quartiere di Borgo Loreto
20. Patto Locale di Sicurezza Urbana Borgo Loreto
21. Polizia di prossimità
22. Campagne informative su truffe, scippi e furti a danno degli anziani
23. Documenti di zona
24. Ufficio Territorio della Polizia locale del Comune di Cremona
25. Ufficio Mobile della Polizia locale del Comune di Cremona
26. Notti sicure
Bibliografia
97
99
101
103
105
108
110
112
114
116
118
121
124
126
128
130
132
134
136
138
140
142
144
146
147
148
150
7
Premessa
8
Legalità e sicurezza sono valori strettamente connessi l’uno all’altro, essenziali
per l’esistenza di qualunque società e per la pacifica e libera convivenza di ogni
consociato: senza il rispetto delle leggi e delle regole stabilite nessuna comunità,
sia essa famiglia, scuola o gruppo di pari, può sopravvivere o garantire ai suoi
membri libertà, dignità e sicurezza.
La mancanza di legalità non si riduce, infatti, a sola infrazione individuale delle
regole, ma si radica in comportamenti sociali diffusi che proliferano generando
ineguaglianze, ingiustizie e insicurezza. Il non rispetto delle norme che regolano
il vivere sociale, siano esse giuridiche, morali, consuetudinarie o di mera convivenza, non lede solo il bene alla cui tutela mira la regola violata, ma fa sì che
ciascun consociato si senta minacciato nelle sue libertà e nei suoi diritti.
“L’esigenza di legalità, di responsabilità civile, di cittadinanza consapevole diventa una delle più attuali e urgenti necessità in un mondo che, caratterizzato da
sempre maggiori opportunità di cambiamento e di trasformazione, è al tempo
stesso sempre più privo di punti di riferimento condivisi e vincolanti. Le spinte
centrifughe degli interessi particolari consentono oggi uno sviluppo economico
senza precedenti ma, certamente, rendono sempre più instabile la società globalizzata”1.
Ma come portare la legalità nella vita di tutti i giorni? Come diffondere nella società la cultura dei valori civili e la coscienza che l’organizzazione della vita personale e sociale si fonda su un sistema di relazioni giuridiche? Come sviluppare
la consapevolezza che condizioni quali dignità, libertà, solidarietà e sicurezza
non possono considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette?
Questa pubblicazione, dedicata al tema della legalità, vuole essere un momento
di approfondimento diretto a capire come questo valore si colloca nella vita di
tutti i giorni, soprattutto rispetto alla popolazione giovanile cremonese, e di riflessione e di confronto sugli interventi attraverso i quali il Comune di Cremona
mira a garantire all’intera comunità legalità e sicurezza.
La prima parte del volume contiene i risultati della ricerca ‘Legalità e quotidianità’, effettuata dall’Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona in 11 istituti scolastici per indagare e approfondire i contenuti della cultura della legalità
dei giovani. Attraverso questa ricerca si è cercato di capire quali sono i valori che
ragazzi e ragazze cremonesi ritengono importanti (valori sociali ed individuali,
definizione di legalità: concetto statico o dinamico, legalità e società) e come questi valori si traducono in comportamenti quotidiani (conformità o trasgressione:
opinioni e comportamenti a confronto; giovani, sport e legalità).
La conoscenza dell’idea che i giovani hanno di legalità e del modo in cui la percepiscono e la vivono nella vita di tutti i giorni è, infatti, condizione imprescindibile alla predisposizione di interventi sempre più mirati ai reali bisogni dei
giovani e in grado di prevenire eventuali fenomeni di disagio/devianza.
La seconda parte della pubblicazione, ‘Lavorare per la legalità: tra educazione
e prevenzione’, descrive, attraverso il contributo dei principali uffici che, nel
corso di questi anni, hanno lavorato direttamente su questi temi, e di schede riassuntive di progetti e di servizi, le attività che il Comune di Cremona svolge in
tema di legalità e sicurezza urbana. Attività che, da una parte, vedono come comune obiettivo la crescita nei cittadini di una cultura della legalità, basata sulla
coscienza civile e sulla consapevolezza dei propri diritti e doveri, sulla valorizzazione delle regole come strumenti di pacifica convivenza, dall’altra la garanzia del rispetto delle norme attraverso un’attenta attività di controllo e di prevenzione.
1
Chiaramelli, F., 2005,
Raccontare la legalità, Napoli,
Pironti Editore.
9
Parte I
Legalità e
quotidianità:
indagine
conoscitiva
sulla cultura
della legalità
dei giovani
cremonesi
10
Introduzione
Negli ultimi anni hanno preso rinnovato vigore concetti quali ‘cultura della legalità’, ‘educazione alla legalità’, ‘senso civico’, ‘cittadinanza attiva’, ‘partecipazione democratica’ quasi a tracciare uno strano confine tra una legalità che prima
c’era e che adesso vacilla fino, a volte, scomparire. Rispetto al mondo giovanile,
questi concetti assumono oggi particolare significato, forse perché di fronte ai recenti e numerosi episodi di bullismo, di aggressività e di violenza nelle scuole,
è inevitabile cercare delle risposte. Mancanza di regole? Di valori e principi?
Forse.
Il termine più in voga utilizzato nei dibattiti e nella ricerca di un senso è ‘disagio giovanile’, contenitore di tante interpretazioni e di tante possibili spiegazioni.
Disagio come espressione di malessere che può diventare condotta deviante, ma
anche di assenza di norme e di valori capaci di guidare i giovani verso comportamenti socialmente accettabili e rispettosi della convivenza civile.
Ad uno sguardo più attento, appare evidente come il ‘popolo’ dei giovani non
esprima altro che una condizione più trasversale e generalizzata: l’allentamento
dei legami della comunità civile, una perdita del senso di legalità, già storicamente debole, accentuata dalla lentezza della giustizia penale e civile. “È come
se nella nostra società, negli ultimi anni, fosse passata una tempesta di egoismi,
alimentata da scorciatoie legali e da perdita di moralità, rafforzata dal mito del
reddito ostentato, dalla ricchezza come unico parametro sociale,…, a cui si aggiunge lo ‘spaesamento’ determinato in molti comuni dalla scomparsa di tanti
piccoli riferimenti locali,…, la perdita di quel tessuto di corpi intermedi che dava
voce alle rappresentanze e, di conseguenza, orgoglio e senso di appartenenza”2.
Questo quadro appartiene principalmente alle moderne democrazie occidentali
dove nei diversi ambiti, economico, politico, del lavoro, si registra un indebolimento dell’etica e delle sue regole, ovvero un affievolimento della loro legittimità. Non solo, anche nei rapporti intergenerazionali, negli ambienti scolastici
e familiari il verificarsi di fenomeni di disagio e/o di devianza rappresentano il
segnale della necessità di recuperare un insieme di valori e di norme e di valorizzarne l’utilità.
Emerge quindi un nuovo bisogno di coesione sociale ed istituzionale dove i giovani diventano i primi interlocutori di un modello di legalità fatto di norme e di
regole ma soprattutto di competenze relazionali e diffuse capaci di trasmetterle.
“La consapevolezza che il rapporto tra giovani e regole, norme e istituzioni non
si forma solo attraverso percorsi di apprendimento esplicito, ma piuttosto si struttura e si modella all’interno di quelle esperienze che si generano nei rapporti familiari, amicali, sociali e scolastici, è il punto di partenza per trovare nuovi criteri attraverso cui rigenerare un legame ‘sufficientemente buono’ tra età evolutiva, ruoli e regole sociali”3.
Non solo, per poter costruire insieme ai giovani i ‘fondamenti’ di una legalità
condivisa, diventa indispensabile conoscere il mondo dei giovani ed uscire dal-
l’astrattismo che spesso caratterizza i dibattiti correnti. Quali valori, regole e
norme per i giovani? Cosa pensano della società e delle istituzioni che la rappresentano? E infine, che opinione hanno rispetto alle condotte che trasgrediscono
le regole e le norme sociali?
La volontà di dare una risposta a questi interrogativi e di poter lavorare in modo
costruttivo con i giovani, è il punto di partenza del progetto intersettoriale ‘Giovani e legalità’ che vede l’apporto coordinato dell’Ufficio Sicurezza Urbana, quale
promotore, del Servizio Politiche Giovanili e dell’Ufficio Pari Opportunità del
Comune di Cremona.
A seguito dell’insieme di interventi svolti in questi anni a favore dei giovani, e
in particolare in tema di legalità con il progetto Pensare la differenza. La città
delle donne all’interno di Alice o della città immaginata, realizzato dall’Ufficio
Pari Opportunità in collaborazione con l’Associazione Libera, si è deciso di predisporre un’indagine con l’obiettivo di conoscere la reale e spontanea concezione
della legalità da parte dei giovani che frequentano le scuole paritarie di secondo
grado e i Centri di Formazione Professionale a Cremona.
In particolare, è emersa l’esigenza di indagare sia l’idea che i giovani hanno di
legalità, sia il modo in cui la percepiscono e la vivono nella loro quotidianità.
L’interiorizzazione delle norme e delle regole e la percezione della giustizia come
valore e bene comune rappresentano le condizioni necessarie per una pacifica
convivenza civile. Si è voluto quindi capire quale importanza e quale spazio
hanno le norme nella vita degli adolescenti cremonesi. In altre parole, dove sia
arrivato, a livello di istruzione secondaria, il processo di apprendimento delle
regole del vivere civile e dove invece queste norme sono deboli lasciando spazio a condotte a rischio.
Questa conoscenza è stata infatti ritenuta indispensabile per poter implementare
percorsi ed interventi di educazione alla legalità mirati alle reali rappresentazioni dei giovani così come ad eventuali problematicità emergenti.
A questo scopo sono stati coinvolti i ragazzi e le ragazze che frequentano le scuole
paritarie di secondo grado e i Centri di Formazione Professionale del Comune
di Cremona attraverso la somministrazione di un questionario in classe. Al progetto hanno aderito 11 istituti scolastici suddivisi in:
- Licei: Istituto Magistrale Statale ‘S. Anguissola’, Liceo Ginnasio Statale ‘D. Manin’, Liceo Artistico Statale ‘B. Munari’;
- Istituti Tecnici: Istituto Tecnico Industriale Statale ‘J. Torriani’, Istituto Tecnico Commerciale Statale ‘E. Beltrami’, Istituto Tecnico per Geometri Statale
‘P. Vacchelli’ e Istituto Tecnico Commerciale Statale P.A.C.L.E. ‘A. Ghisleri’,
Istituto Professionale per l’agricoltura e l’ambiente ‘Stanga’, Istituto Professionale di Stato per i servizi commerciali, turistici, sociali, grafico - pubblicitari,
alberghieri e della ristorazione ‘L. Einaudi’;
- Centri di Formazione Professionale: CFP Amministrazione Provinciale, CFP
Scuola Edile.
Nella fase preparatoria all’indagine, sono stati svolti alcuni incontri con i diri-
2
F. De Bortoli, “Cittadini
responsabili cercasi”, in N/E.
Analisi e commenti, N. 6
novembre/dicembre, reperibile
all’indirizzo Internet http:
www.
fondazionenordest.net/uploads/
media/NL_4_2007.pdf.
3
Transcrime, “Le norme, le
regole e i processi di
socializzazione”, in Sesto
rapporto sulla sicurezza nel
Trentino, Trento, Giunta della
Provincia autonoma di Trento,
2004, p. 171.
11
Introduzione
Parte I
12
genti scolastici e gli insegnanti designati come referenti del progetto ‘Giovani e legalità’ sia per condividerne gli obiettivi, sia per avere un confronto sullo
strumento di indagine predisposto. La versione definitiva del questionario è quindi frutto di un attento
lavoro di riflessione ed affinamento dei contenuti e
del linguaggio in modo da renderlo facilmente fruibile da parte dei giovani senza sacrificarne la validità conoscitiva. Il questionario autocompilato, dal
titolo ‘Legalità e quotidianità’ contiene domande a
risposta chiusa volte ad indagare quattro dimensioni
della legalità:
- i valori, le norme e le regole;
- la società, le istituzioni e le Forze dell’ordine;
- le opinioni e i comportamenti;
- lo sport e la legalità.
Visti i recenti episodi di cronaca riguardanti il
mondo del calcio, l’ultima dimensione è stata pensata per avere un primo feedback sul modo in cui
gli studenti vivono e sperimentano lo sport e per
raccogliere opinioni anche in merito a quelle situazioni di illegalità, che a volte, possono caratterizzare
l’attività sportiva e le sue manifestazioni.
Conclusa la fase preparatoria e di condivisione con
gli insegnanti referenti si è proceduto ad estrarre il
campione di studenti dagli istituti scolastici che
hanno partecipato al progetto e alla somministrazione in classe del questionario. La raccolta dei dati
si è svolta nei mesi di novembre/dicembre 2007 e
la somministrazione è avvenuta durante l’orario scolastico alla presenza del somministratore e dei rispettivi insegnanti delle classi campionate.
Metodologia e rilevazione
Il disegno di campionamento utilizzato è di tipo stratificato proporzionale a due stadi. Nel primo stadio
di campionamento si è proceduto a stratificare la popolazione di riferimento in base all’anno scolastico
(prime, seconde, terze, quarte e quinte). Nel secondo
stadio, si è proceduto a determinare il numero di
classi da estrarre da ogni strato, mantenendo la medesima proporzione rilevata nella popolazione di riferimento rispetto alle variabili genere e nazionalità
(campione ‘autoponderato’). Le classi sono state infine estratte attraverso un programma informatico
di generazione di sequenze di numeri casuali.
In questo modo sono state campionate 25 classi per
un totale di 532 studenti, ovvero una numerosità capace di garantire la rappresentatività del campione
anche a fronte di eventuali assenze degli studenti
nel giorno della somministrazione o di questionari
non utilizzabili perché non adeguatamente e/o sufficientemente compilati4.
Tab. 1 – Numerosità del campione
Strati
N istituti scolastici N classi
N studenti
I
11
6
150
II
11
5
116
III
11
6
117
IV
11
4
83
V
11
4
66
Numerosità campione
25
532
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Una volta effettuata la somministrazione del questionario in classe, l’ampiezza
del campione è risultata pari a 481 studenti distribuiti rispetto alla tipologia di
istituto scolastico, al genere, all’età e alla nazionalità nel seguente modo:
Tab. 2 - Studenti del campione. Distribuzione per tipo di istituto scolastico.
Valori assoluti e percentuali.
n
%
Istituto Magistrale Statale
65
13,5
Liceo Artistico Statale
58
12,1
Liceo Ginnasio Statale
64
13,3
I.T.I.S. J. Torriani
60
12,5
I.T.C. Beltrami
45
9,4
I.T.G. Vacchelli
39
8,1
P.A.C.L.E. A. Ghisleri
11
2,3
I.T.A.S. Stanga
28
5,8
I.P.S.S.C.T.S. Einaudi
78
16,2
CFP Amministrazione Provinciale
23
4,8
CFP Scuola Edile
10
2,1
481
100
LICEI
4
Con riferimento alle tabelle
statistiche in cui è determinata,
a partire dalla numerosità della
popolazione di riferimento, la
soglia numerica di
rappresentatività del campione,
si è scelta una numerosità di
400 unità accettando un errore
di campionamento pari a 5
punti percentuali e un livello di
confidenza della stima del 95%.
ISTITUTI TECNICI
CENTRI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
Totale
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Tab. 3 - Studenti del campione. Distribuzione per genere. Valori assoluti e percentuali.
n
%
Maschi
207
43,0
Femmine
274
57,0
Totale
481
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
13
Tab. 4 - Studenti del campione. Distribuzione per età.
Valori assoluti e percentuali.
n
%
1993
113
23,5
1992
108
22,5
1991
85
17,7
1990
86
17,9
1989
74
15,4
1988
10
2,1
1987
3
0,6
1986
Totale
2
0,4
481
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Introduzione
Tab. 5 - Studenti del campione. Distribuzione per nazionalità.
Valori assoluti e percentuali.
Parte I
14
n
%
Italiana
442
91,9
Straniera
39
8,1
481
100
Totale
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Per quanto riguarda invece il titolo di studio dei genitori, sia i padri che le madri hanno prevalentemente o il diploma di media superiore (29,3% i
primi e 35,4% le seconde) o la licenza di media inferiore (29,1% i primi e 28,8% le seconde). In numero minore sia i padri che le madri che hanno conseguito la laurea, rispettivamente 10,3% e 10,0%.
L’occupazione invece risulta più differenziata: i padri lavorano per la maggior parte in fabbrica come
operai (26,3%) mentre le madri come impiegate
(17,8%), operaie (13,1%) ed insegnanti (7,5%). Rispetto a queste ultime bisogna però tenere in considerazione che la maggior parte sono casalinghe
(28,4%). Tra i padri infine si registra anche la presenza di liberi professionisti (11,6%) e di impiegati
(11,1%). Pochi i padri commercianti e artigiani
(5,4% per entrambi) e ancora meno le madri con la
medesima occupazione (rispettivamente 3,4% e
0,9%).
Nei prossimi paragrafi sono presentati i risultati dell’indagine sulla cultura della legalità dei giovani cremonesi realizzata nelle scuole della città di Cremona. Il rapporto si divide in tre parti principali:
Nella Parte I ‘Giovani, legalità e quotidianità’, è
presa in esame l’importanza attribuita dai giovani ai
valori dominanti nella società, il significato dato al
concetto di legalità e la loro opinione rispetto alle
norme e alle regole su cui questo concetto si fonda.
Ancora, quale, secondo loro, il rapporto tra legalità
e società, il tipo di cultura prevalente al suo interno
(legale/illegale) e, nel caso del prevalere di una cultura dell’illegalità, quali i motivi e gli ambiti maggiormente interessati. Infine, è indagato il loro punto
di vista rispetto al ruolo delle istituzioni e delle Forze
dell’ordine in quanto espressione della garanzia e
tutela della legalità all’interno della società, oltre
alla fiducia riposta in queste figure.
Nella Parte II ‘Conformità o trasgressione: opinioni
e comportamenti a confronto’, sono indagate le opinioni dei ragazzi cremonesi rispetto ad un insieme
di comportamenti illeciti (ammissibili/non ammissibili). Non solo, sono sottoposte alla loro valutazione determinate situazioni ipotetiche dove è possibile scegliere tra alcuni comportamenti possibili.
Questi ultimi sono posti all’interno di un continuum
compreso tra due estremi: un comportamento più
pro-sociale e uno più individualista.
Nella Parte III ‘Giovani, sport e legalità’, oggetto di
indagine sono l’idea e la percezione che i giovani
cremonesi hanno della legalità nel mondo dello
sport. In primo luogo, si è voluto conoscere il loro
interesse per lo sport e il loro coinvolgimento nelle
attività sportive. Secondariamente, a fronte dei differenti episodi di violenza negli stadi, di eventuali
abitudini illecite degli stessi sportivi così come di
fenomeni di corruzione di una parte della dirigenza,
si è voluto avere un primo riscontro su cosa ne pensano i giovani: quale cultura della legalità nel mondo
dello sport e quali, nella loro opinione, le modalità
auspicabili per tutelarla.
15
Parte I
Capitolo I
Giovani,
legalità e
quotidianità
16
La postmodernità, depositaria di rapide trasformazioni nell’economia e nella
società, porta inevitabilmente con sé modificazioni sul piano dei valori: cambiamenti in cui rivestono un ruolo di primo piano le nuove generazioni che si
sono socializzate in un contesto socio-economico differente da quello dei loro
genitori. Conoscere le tendenze valoriali dei giovani d’oggi equivale a toccare
con mano i mutamenti che stanno attraversando la società, oltre a delineare possibili scenari futuri. Significa inoltre, evitare il rischio di considerare i giovani
come un mondo omogeneo da contrapporre a quello degli adulti, soprattutto
oggi dove si assiste ad una moltiplicazione dei valori spesso in contraddizione
tra loro.
La letteratura è ricca di ricerche che hanno cercato di capire e approfondire i valori dei giovani, forse proprio a fronte del costante bisogno degli adulti di avere
strumenti di conoscenza per sapere come relazionarsi a questo ‘popolo’. Certo i
valori dei giovani sono l’espressione di una società che cambia in fretta e forse
non sono più così tradizionalisti come quelli di un tempo. Portati a confrontarsi
con un mondo senza confini, con la scarsità delle risorse e con le difficoltà di
trovare uno spazio per realizzare le proprie ambizioni, sono loro a vivere, più
delle generazioni passate, la componente di incertezza che caratterizza le società
moderne5.
Se alcuni valori sono cambiati altri sono rimasti immutati. Ad esempio la famiglia permane un importante punto di riferimento: sede della stabilità e delle sicurezze affettive, ma anche luogo in cui sperimentare relazioni significative e formative; dove apprendere, attraverso un processo relazionale fondato sullo scambio e non sul principio di autorità, i valori del rispetto di sé stessi e degli altri.
Un luogo decisivo quindi per la formazione dell’individuo.
Di contro, i giovani esprimono un nuovo valore di scuola e di educazione. La
cultura viene percepita meno come strumento idoneo a rinsaldare alcuni valori
(il relazionarsi, il condividere gli affetti e gli entusiasmi) ma piuttosto come erogatore di beni necessari in termini di saperi pratici per garantirsi un lavoro. All’interno di queste descrizioni più generali del sistema valoriale giovanile, dove
si collocano i ragazzi e le ragazze cremonesi? Non solo, quanto questi valori compongono il concetto di legalità al quale fanno riferimento?
Punto di partenza per iniziare a dare forma e sostanza al pensiero dei ragazzi e
delle ragazze cremonesi rispetto al tema della legalità è conoscere i valori acquisiti durante il percorso di crescita, attraverso le relazioni interpersonali con persone significative, negli ambienti più prossimi così come nel rapporto più generale e diversificato con il contesto sociale. Ancora, i valori come guida per agire
nel mondo e relazionarsi agli altri che siano amici, familiari, insegnanti o persone di ‘passaggio’.
5
1 Valori sociali ed individuali
All’interno di un insieme di valori graduati rispetto al loro contenuto pro-sociale
o individualista (onestà, solidarietà, tolleranza, egoismo, furbizia, ecc), è stato
chiesto ai giovani quanto ognuno di essi fosse molto, abbastanza, poco o per
niente importante.
L’adesione maggiore va ad onestà, lealtà ed impegno, rispettivamente 71,6%,
65,0% e 53,9%. Solidarietà e tolleranza invece sono ritenuti abbastanza importanti da quasi cinque ragazzi su dieci (46,3% e 44,9%).
Il successo è considerato abbastanza importante (50,6%) e in percentuale simile
si dividono coloro che lo ritengono molto importante (23,0%) e poco importante
(21,8%). Analogamente la furbizia è abbastanza importante per quasi quattro ragazzi su dieci (36,8%) e, in percentuale piuttosto simile, è molto importante per
il 26,5% e poco importante per il 28,2%.
Rispetto all’agire in modo coerente con i propri principi e le proprie idee si riscontrano percentuali simili tra coloro che lo considerano molto importante,
41,6%, e coloro che lo considerano abbastanza importante, 44,9%. Infine, l’egoismo e la fede religiosa sono i valori che ottengono minore consenso. Per niente
importante il primo per cinque giovani su dieci (53,5%) e poco importante la seconda per tre giovani su dieci (31,1%).
Per approfondimenti cfr. AA.
VV, Rapporti IARD sulla
condizione giovanile in Italia,
Istituto IARD Franco
Brambilla, Milano, Anni 19842006; EURISPES - Istituto di
Studi Politici, Economici e
Sociali, Rapporti sulla
condizione dell’Infanzia e
dell’adolescenza, Eurispes,
Roma, Anni 2000-2007;
CENSIS, Il futuro visto dai
giovani: il coraggio di guardare
avanti, Censis, Roma, 2007.
Fig. 1 - I valori più importanti. Valori percentuali (n=481).
100
90
80
70
60
17
50
40
30
20
10
0
Successo Onestà Impegno Solidarietà Lealtà Tolleranza Coerenza
molto
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Fede
abbastanza
Egoismo Furbizia
poco
per niente
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
18
Emerge quindi un orientamento dei ragazzi a valutare più importanti i valori che esprimono il modo
in cui essi ritengono sia giusto rapportarsi alle persone più prossime e conosciute. Onestà, lealtà caratterizzano proprio un modo di essere all’interno
di rapporti quasi di ‘fratellanza’ con i pari, mentre
l’impegno può avere una duplice valenza: essere un
valore ritenuto importante per se stessi in termini
di raggiungimento di risultati, ma anche una risposta nei confronti delle aspettative di persone importanti.
Rispetto ad alcuni valori si evidenziano differenze
statisticamente significative legate al genere, all’età
e al tipo di istituto scolastico frequentato. Ad esempio, il successo è poco o per niente importante per
le ragazze (68,9% e 76,5%), mentre l’impegno è poco
o per niente importante per i ragazzi (63,0% e
60,0%). Ancora, sono di più le ragazze che non attribuiscono alcuna importanza all’egoismo (il 63,1%
contro il 36,9% dei ragazzi).
Tab. 1 - Importanza del successo. Distribuzione per genere.
Valori percentuali (n=481).
Poco importante
Per niente importante
Maschio
50,9
36,9
Femmina
49,1
63,1
Totale
100
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p< .05)
L’età invece rappresenta una variabile che demarca
delle differenze rispetto all’importanza attribuita
alla fede religiosa, ritenuta in generale poco o per
niente importante. Più si è giovani e più la fede religiosa è un valore poco importante. Tra i ragazzi
nati nel 1993 il 20,5% ritiene la fede religiosa poco
importante e il 18,4% per niente importante. Di contro, coloro che sono nati nel 1988 attribuiscono poca
importanza alla fede religiosa nel 3,3% dei casi e
nessuna importanza nel 4,9% dei casi.
Tab. 4 - Importanza della fede religiosa. Distribuzione per
anno di nascita. Valori percentuali (n=481).
Poco importante
Per niente importante
20,5
18,4
Poco importante
Per niente importante
1993
Maschio
31,1
23,5
1992
21,2
20,4
Femmina
68,9
76,5
1991
20,5
26,2
Totale
100
100
1990
19,9
20,4
1989
14,6
9,7
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p< .01)
Tab. 2 - Importanza dell’impegno. Distribuzione per genere.
Valori percentuali (n=481).
Poco importante
Per niente importante
Maschio
63,0
60,0
Femmina
37,0
40,0
Totale
100
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p< .05)
Parte I
Tab. 3 - Importanza dell’egoismo. Distribuzione per genere.
Valori percentuali (n=481).
1988
3,3
4,9
Totale
100
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p< .05)
I giovani che ritengono la tolleranza poco o per niente importante frequentano
in misura maggiore gli istituti tecnici a parità di quelli iscritti alle altre scuole.
Sono poco più di sei su dieci coloro che ritengono la tolleranza poco importante
(65,2%) a fronte, ad esempio, di due ragazzi su dieci iscritti al liceo (25,0%) e
sono sette su dieci i ragazzi che non la considerano per niente importante (73,7%)
rispetto a due ragazzi su dieci che frequentano il liceo (21,1%).
Tab. 5 - Importanza della tolleranza. Distribuzione per tipo di istituto scolastico.
Valori percentuali (n=481).
Poco importante
Per niente importante
Licei
25,0
21,1
Istituti tecnici
65,2
73,7
CFP
9,8
5,2
Totale
100
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p< .05)
Accanto ai valori, i principi che guidano i comportamenti dei giovani sono ulteriori indicatori del loro atteggiamento verso il mondo circostante, mentre le qualità ricercate nelle persone sono le caratteristiche essenziali per costruire relazioni e gli aspetti che si desiderano anche per se stessi.
La maggior parte dei soggetti concorda con l’affermazione tutto è permesso ma
nel rispetto degli altri (il 43,3% è molto d’accordo e il 36,9% abbastanza d’accordo) e con il fatto di seguire la propria coscienza per operare scelte ed agire
nella società. I ragazzi che si esprimono a favore di questa affermazione, sono
per il 55,7% abbastanza d’accordo e per il 36,5% molto d’accordo. La necessità,
prettamente giovanile, di sentirsi liberi e senza vincoli emerge chiaramente.
Non solo, anche il bisogno di differenziazione e di costruire un’identità personale specifica traspare con riferimento ad una buona parte di giovani che all’affermazione è meglio pensare ed agire come gli altri si dichiarano per nulla d’accordo (64,4%) e poco d’accordo (28,1%).
19
Fig. 2 - I principi più importanti. Valori percentuali (n=481).
100
90
80
70
60
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
50
Parte I
20
40
30
20
10
0
È giusto seguire Bisogna vivere
la propria giorno dopo giorno
senza particolari
coscienza
principi
È meglio
pensare e
agire come
gli altri
Tutto è
permesso ma nel
rispetto
degli altri
È importante
soprattutto
il proprio
interesse
molto
La migliore
guida è la fede
religiosa
abbastanza
poco
per niente
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Le qualità che i giovani apprezzano maggiormente
nelle persone a loro più vicine, amici, familiari, educatori, ecc, si situano, a parità di apprezzamento, tra
due estremi: da una parte caratteristiche individuali
che fanno emergere chiaramente la propria personalità, dall’altra qualità pro-sociali, ovvero la capacità di aiutare e sostenere gli altri così come quella
di rispettarne idee e bisogni.
Il 74,2% apprezza molto il fatto di essere sempre se
stessi e il 54,9% la capacità di esprimere sempre le
proprie idee. Similmente, il 70,5% apprezza molto
la capacità di sapere ascoltare e il 65,7% la disponibilità ad aiutare gli altri in caso di bisogno. Dato
questo in contrasto con il basso apprezzamento dell’impegno altrui nel volontariato. Se però si pensa
al diverso coinvolgimento che richiede il tipo di
aiuto (più estemporaneo il primo e più costante il
secondo) la contraddizione si affievolisce e fa emergere una propensione maggiore ad impegnarsi in attività ludiche o sportive.
Ancora, il rispetto da parte delle persone con le quali
i giovani costruiscono e condividono relazioni è ritenuta una qualità molto importante quando affermano di apprezzare la capacità sia di rispettare le
idee degli altri (60,1%) sia di rispettare le regole del
vivere comune (45,1%).
Meno apprezzati invece gli interessi culturali e/o politici degli altri, l’essere sempre informati è una caratteristica abbastanza rilevante (46,6%) mentre
meno importante è l’impegno nella politica (36,8%).
Fig. 3 - La qualità più importanti. Valori percentuali (n=481).
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
Capacità di Esprimere Rispetto
ascoltare le proprie regole del
vivere
idee
comune
Essere
sempre
se stessi
Essere Rispettare le Aiutare
persone di idee altrui gli altri
fede
religiosa
molto
Essere Impegno nel Impegno
sempre volontariato in politica
informati
abbastanza
poco
per niente
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Giovani che attribuiscono importanza diversa ai valori, alle qualità nelle persone
e alle differenti affermazioni in merito allo stare ‘nel mondo’, che si differenziano rispetto ad alcune variabili significative ma che invece sono unanimi nel
ritenere la fede religiosa di pochissima importanza, sia essa un valore, una guida,
un aspetto che appartiene a chi si frequenta. Questo dato è forse quello che emerge
con maggiore forza ed invita a riflettere su come probabilmente, più che il concetto di fede in sé così come i valori cristiani di rispetto e di tolleranza, sono alcuni precetti religiosi a risultare un po’ rigidi e non al passo con una società in
continua trasformazione che interessa principalmente i giovani.
Valori e principi si esprimono all’interno di una società attraverso regole e norme.
La legalità non è altro che un concetto che ne esprime forza e pregnanza e che,
se perseguita, garantisce la pacifica convivenza tra le persone. Quale cultura della
legalità per i giovani cremonesi?
2 Tracciare confini e contenuti della legalità
I valori costituiscono un primo pilastro, sono la guida con cui i giovani si muovono nel mondo, sono la base per scegliere quali comportamenti adottare perché ritenuti giusti e costruttivi. Ma oltre i valori personali, esiste una dimensione
sociale, di convivenza con le persone, che presuppone l’accordo condiviso su
principi e norme che ne sono l’espressione. Garantire una pacifica convivenza
significa appunto garantire e costruire legalità.
Oggi mentre negli ambienti più diversi si parla molto del bisogno di legalità, si
assiste ad una popolazione giovanile relegata sullo sfondo di dibattiti che dialo-
21
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
gano senza il soggetto principale. E non si tratta di
un ospite accessorio perchè il maggiore investimento in legalità e nella diffusione di una cultura
della legalità andrebbe rivolto in primo luogo a loro
in quanto veri protagonisti della società di domani.
Questi i motivi principali per un’indagine ad hoc
finalizzata a conoscere:
- l’idea che i giovani hanno di legalità e il tipo di
rapporto che hanno con la legge;
- la percezione che hanno della legalità all’interno
della società;
- le opinioni sul ruolo svolto da coloro che dovrebbero garantire la legalità nella società (istituzioni,
amministrazioni locali, organismi internazionali,
Forze dell’ordine, ecc) così come il grado di fiducia riposto in queste figure.
2.1 Definizione di legalità:
concetto statico o dinamico?
Allo scopo di conoscere la definizione di legalità dal
punto di vista dei giovani cremonesi, è stato chiesto
di scegliere tra quattro concetti fondamentali che la
rappresentano: democrazia, libertà, dialogo, diritti
e doveri. Per la maggior parte dei ragazzi legalità significa diritti e doveri (72,8%). Democrazia e libertà
sono invece scelte da una percentuale inferiore ma
simile: rispettivamente 35,6% e 30,2%.
La legalità intesa come dialogo, ovvero come qualcosa che può essere costruito e negoziato insieme
agli altri, è la definizione che ottiene il minore consenso, solo un quinto del totale dei ragazzi (20,2%).
All’interno del gruppo maggioritario che definisce
la legalità come diritti e doveri, sono di più le ragazze ad esprimere questa opinione (il 59,9% contro il 40,1%) e gli studenti che frequentano gli istituti tecnici rispetto a quelli iscritti al liceo (il 50,0%
contro il 42,9%).
Fig. 4 - Significato di legalità. Valori percentuali (risposta multipla).
Diritti e doveri
72,8
35,6
Democrazia
22
30,2
Libertà
20,2
Dialogo
0
10
20
Parte I
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
30
40
50
60
70
80
Ma in concreto, nella vita di tutti i giorni e nel rapporto tra i giovani, la famiglia
e la scuola, quale connotazione assume la legalità? Diventa un silenzioso e rassegnato rispetto delle norme e delle regole, oppure qualcosa che prende forma
nello scambio di valori, principi ed opinioni che si ha con le altre persone?
Prima di tutto comportarsi sinceramente. Quasi tre quinti dei ragazzi lo sostiene
(59,3%), indicando come nei rapporti interpersonali sia ammesso sbagliare o trasgredire le regole ma assumendosi le proprie responsabilità e quindi, a fronte di
un errore o di un comportamento non corretto, dirlo. Non esiste una modalità
che sia in grado di mettere tutti d’accordo: il primo item che raccoglie, come si
è visto, il maggior consenso lascia dietro di sé altri modi di intendere la legalità
sul piano pratico che raccolgono quote di consenso piuttosto simili. Cinque ragazzi su dieci sostengono che legalità è definire le regole assieme a genitori ed
insegnanti (51,1%) e, analogamente, cinque ragazzi su dieci affermano che legalità significa obbedire alle regole date da genitori ed insegnanti (50,1%).
È chiaro come il modo di intendere la legalità cambi in base alle due dimensioni
di riferimento evidenziate nelle domande, concettuale oppure effettiva (quotidianità esperita). Se nel primo caso sono pochi i soggetti che sostengono che essa
sia dialogo, vedendo nella legalità una diretta emanazione di leggi decise a priori;
nel secondo l’esperienza assume particolare centralità ed è in essa che si colloca
una legalità decisa nell’interazione con gli altri, contrattata e rimodellata a partire dalle contingenze.
Fig. 5 - Legalità a scuola e in famiglia. Valori percentuali (risposta multipla).
Comportarsi
in modo sincero
59,3
Definire le
regole insieme
51,1
23
Obbedire alle regole
50,1
Nascondere i
comportamenti
negativi
9,1
Definire le regole
da soli
2,1
0
10
20
30
40
50
60
70
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Ulteriore conferma dell’approccio giovanile secondo cui la legalità è un insieme
di diritti e di doveri ‘dinamici’, che possono quindi essere oggetto di discussione
e di revisione, è la scelta operata all’interno di alcune affermazioni in merito all’atteggiamento nei confronti della legge. Il 58,5% concorda con il fatto che la
legge deve essere rispettata ma che sia possibile lavorare per cambiarla. Seguono
invece, con percentuale decisamente inferiore, coloro che ritengono che la legge deve essere rispettata anche quando non la si considera giusta (26,3%).
Pochi infine, coloro che sostengono un sostanziale
rispetto della legge, ma anche la possibilità, a volte,
di violarla (7,7%).
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
Tab. 6 - Rapporto con la legge. Valori percentuali (n=479).
%
La legge deve essere rispettata
ma si può lavorare per cambiarla
58,5
La legge deve essere sempre rispettata
anche quando non la si considera giusta
26,3
La legge deve essere rispettata, ma ogni tanto
è possibile violarla
7,7
La legge deve essere rispettata solo quando
la si considera giusta
7,5
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Emerge in modo piuttosto inequivocabile una popolazione di giovani divisa in due gruppi distinti. Da
una parte quelli che hanno una visione della legalità come un insieme di diritti e di doveri e come
l’espressione di leggi che devono essere rispettate
indipendentemente dal loro contenuto. Questa impostazione rimanda ad una concezione ‘statica’ della
legalità, qualcosa che esiste di per sé difficilmente
modificabile, con la quale si entra in contatto presto e con la quale si devono fare, inevitabilmente, i
conti. Dall’altra, un’idea più individuale e soggettiva della legalità e quindi più ‘dinamica’, dove le
leggi esistono, devono essere rispettate ma possono
essere oggetto di scambio, di discussione e di revisione.
Infine, la legalità rappresenta la garanzia di una pacifica convivenza tra le persone. È stato chiesto
quindi cosa sarebbe capace di garantirla, ovvero
quali condizioni necessarie per il suo concretizzarsi
e mantenersi nel tempo.
Il rispetto delle leggi da parte dei cittadini (46,9%),
l’ uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge
(46,3%), le stesse possibilità per tutti i cittadini
(43,6%) e il senso di responsabilità dei cittadini
(41,8%) ottengono percentuali di accordo molto simili. Da una parte la legge deve essere rispettata ma
deve essere anche una legge giusta. Dall’altra non
basta la legge ma sono importanti altri fattori. Pari
importanza assumono infatti sia la coscienza individuale che consente di sentirsi responsabili delle proprie azioni, sia la necessità di una giustizia sociale,
ovvero l’assenza di disuguaglianze che possono essere alla base di comportamenti illeciti.
Fig. 6 - Cosa rende pacifica la convivenza tra persone. Valori percentuali (risposta multipla).
24
Rispetto delle leggi
da parte dei cittadini
46,9
Uguaglianza dei cittadini
di fronte alla legge
46,3
Stesse possibilità
per tutti i cittadini
43,6
Senso di responsabilità
dei cittadini
41,8
Parte I
Partecipazione
politica e sociale
4,9
0
10
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
20
30
40
50
Legalità significa quindi rispetto delle leggi. Ma all’interno di questa visione più ‘conforme’, emerge chiaramente come per una buona parte di giovani la legalità non sia
un concetto dato per scontato. Al contrario, alcune condizioni necessarie sono alla
base sia della sua concreta attuazione (la responsabilità individuale, una legge giusta e pari opportunità per i cittadini), sia della sua evoluzione e conservazione (negoziazione e mediazione attorno ad aspetti chiave della convivenza con gli altri).
Ma quando la legalità viene calata nella dimensione sociale, negli ambienti con
cui i giovani entrano in contatto e viene messa a confronto con le figure che la
rappresentano, le percezioni e le opinioni dei ragazzi e delle ragazze cremonesi
cambiano decisamente.
2.2 Legalità e società
Il termine società può assumere connotazioni molto diverse a partire dalla opinioni soggettive di ogni individuo. C’è chi la considera semplicemente un insieme di persone, chi invece un vincolo o una restrizione, chi un modo per vivere insieme agli altri. Queste convinzioni si situano lungo un continuum che
va da una connotazione più legata alle istituzioni (come insieme di istituzioni e
di leggi e quindi come obbligo) ad una più di ‘popolo’ (un insieme di persone
che si aiutano reciprocamente, un luogo dove potersi affermare, ecc).
I giovani condividono maggiormente l’idea che la società sia un insieme di istituzioni e di leggi che regolano la vita delle persone vedendo in essa l’aspetto
prettamente normativo e di regolazione della vita sociale (48,0%).
Se però si tiene in considerazione anche la parte di coloro che hanno una visione
di società o simile alla precedente o più neutrale (non connotata dall’aspetto istituzionale/legale), la definizione complessiva si sposta all’interno del continuum
a favore di una concezione più legata all’esistenza di un popolo con una cultura
condivisa (usi, costumi ed abitudini) e capace di aiutarsi in caso di bisogno. Il
34,9% infatti sostiene che la società è un modo per convivere con gli altri ed aiutarsi reciprocamente e, con percentuale simile, un insieme di persone (31,6%) o
che essa rappresenti l’espressione della vita sociale di un popolo (29,5%).
Fig. 7 - Definizione di società. Valori percentuali (risposta multipla).
Un insieme di
istituzioni e di leggi
Un modo per convivere
con gli altri
48,0
34,9
Un insieme di persone
31,6
L’espressione della vita
sociale di un popolo
Un luogo dove le persone
possono affermarsi
Una condizione
necessaria
29,5
8,5
6,7
6,0
Un obbligo
0
10
20
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
30
40
50
60
25
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
Fig. 8 - Prevalenza di una cultura dell’illegalità. Distribuzione per tipo di istituto scolastico. Valori percentuali (n=481).
60
55,2
50
40
39,3
30
20
10
5,5
0
Liceo
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Parte I
26
dell’illegalità? i giovani non hanno dubbi e in netta
maggioranza ritengono che prevalga una cultura dell’illegalità: il 76,1% a fronte del 23,9% che ritiene
prevalga una cultura della legalità.
Sono soprattutto i ragazzi che frequentano gli istituti tecnici ad affermare la prevalenza di una cultura dell’illegalità, anche se la differenza percentuale con coloro che sono iscritti al liceo non è particolarmente elevata, rispettivamente più di cinque
ragazzi su dieci nel primo caso (55,2%) e quasi quattro ragazzi su dieci nel secondo (39,3%).
All’interno della società definita principalmente
come insieme di persone che condivide valori culturali e sociali, che posto ha la cultura della legalità? Secondo i giovani esiste, perché toccata con
mano nella propria quotidianità? o è un semplice
miraggio in quanto prevale una cultura dell’illegalità orientata al perseguimento dell’interesse personale?
Se rispetto ad altre domande, le differenze percentuali relative alle opzioni di risposta non sono mai
state di elevata entità, rispetto alla domanda nella
nostra società prevale una cultura della legalità o
Istituto Tecnico
CFP
Ai ragazzi è stato quindi chiesto di indicare quali i motivi del prevalere di una
cultura dell’illegalità. In primo luogo la corruzione politica dei partiti e la debolezza dello Stato (rispettivamente 47,5% e 46,7%) a cui si collega la possibilità
di aggirare la legge, opzione scelta infatti da due quinti dei ragazzi interpellati
(41,8%). Infine, anche la poca forza dei valori morali e sociali sembra essere un
altrettanto valido motivo per la presenza di una cultura dell’illegalità (41,8%).
Non è ritenuta importante invece la perdita del senso di altruismo (7,7%) ad indicare ulteriormente come la responsabilità sia situata a livello istituzionale e/o
politico.
Fig. 9 - Cause del prevalere di una cultura dell’illegalità. Valori percentuali (risposta multipla).
Corruzione
partiti politici
47,5
Debolezza Stato
46,7
Poca forza valori
morali e sociali
41,8
Possibilità di
aggirare la legge
41,8
Perdita senso
di altruismo
7,7
0
10
20
30
40
50
60
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Alcuni commenti degli studenti che sono stati aggiunti a margine delle domande
del questionario, illustrano lo spirito realistico e forse rassegnato con cui i ragazzi tratteggiano la realtà circostante. Qualcuno afferma infatti “la corruzione
politica dei partiti e di tutte le Forze dell’ordine”, qualcun altro invece “i valori
non esistono più nella nostra società”.
Ad un’analisi più approfondita, si riconferma il quadro delineato precedentemente. Il focus specifico sugli ambiti in cui secondo i soggetti la legalità è maggiormente in crisi ribadisce i partiti politici e lo Stato. Per quasi cinque ragazzi
su dieci infatti la legalità è molto in crisi all’interno delle rappresentanze politiche (49,9%) e delle istituzioni statali (47,0%). Seguono il sistema di giustizia, per
il 36,6% la legalità in questo ambito è molto in crisi e il sistema economico, dove
il 32,2% afferma la medesima opinione. All’opposto le percentuali di coloro che
sostengono, per ciascun ambito, che la legalità sia poco o per niente in crisi è
alquanto bassa, indicando come la crisi sia piuttosto generalizzata e trasversale.
27
Fig. 10 - Ambiti in cui la legalità è in crisi. Valori percentuali (n=481).
100
90
80
70
60
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
50
Parte I
28
40
30
20
10
0
Società
civile
Stato
Comuni
Forze
Sistema Sistema
Sistema
dell’ordine politico economico
di
giustizia
molto
abbastanza
poco
per niente
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Ad ogni modo, i politici quali rappresentanti delle
istituzioni sono considerati incapaci di garantire
la legalità. I primi sono stati oggetto negli ultimi
mesi di pesanti critiche e di spazi mediatici che
non hanno certo contribuito ad elevarne l’immagine. In questo senso, le opinioni dei ragazzi potrebbero riflettere anche i toni di una campagna
mediatica esasperata. Non si può però sottovalutare che, al di là di contingenze specifiche, una serie di episodi avvenuti con ciclicità soprattutto a
partire da Tangentopoli e che hanno coinvolto politici di diversa appartenenza, hanno contribuito
a creare un’idea diffusa di illegalità ‘delle alte
sfere’ che si riflette in una percezione simile a livello di amministrazione locale: il 42,2% infatti
afferma che la legalità è abbastanza in crisi anche
nei comuni.
Il panorama non è certo confortante ma sicuramente
si può lavorare per riaffermare principi e valori la
cui assenza oggi sembra toccare tutti i livelli della
società. E proprio perché la centralità in questo processo è assunta dai giovani così come da coloro che
gli sono più prossimi, sapere cosa si può fare dal
loro punto di vista può gettare luce su alcune vie
percorribili.
Cosa serve per garantire la legalità nella società e
chi dovrebbe garantirla?
In primo luogo dare punizioni più severe a chi trasgredisce le regole. Quasi cinque ragazzi su dieci lo
afferma (47,6%). La sensazione di illegalità diffusa
si traduce anche nella convinzione di debolezza
della legge, di punizioni insufficienti e di pene
spesso non comminate o non scontate nella loro interezza. Sulla stessa scia, il 17,7% di coloro che sostengono che sia necessario fare leggi più severe anche se in percentuale decisamente inferiore dal momento che, come si è visto, non è ritenuto lo strumento più efficace.
Riconoscere l’importanza e il valore della legge riscuote un 29,5% di consenso, ad indicare che le
leggi possono esistere ma non servono a niente se
non sono considerate importanti e quindi rispettate
così come se permangono differenze sociali che possono essere alla base di violazioni dettate dalla sopravvivenza più che da uno stile di vita deviante
(28,5%).
Infine, anche un maggiore controllo da parte delle
Forze dell’ordine è auspicabile: un quinto dei ragazzi lo afferma. Mentre un timido consenso lo ottengono le modalità più sociali ed educative: sensi-
bilizzare ai valori della pace e della tolleranza è indicato dall’8,9% ed inserire
programmi di educazione alla legalità nelle scuole dal 12,3%.
Fig. 11 - Cosa garantirebbe la legalità nella società. Valori percentuali (risposta multipla).
Dare punizioni più severe
47,6
Riconoscere valore e
importanza legge
29,5
Eliminare le differenze
28,5
Più controllo da parte
delle Forze dell’ordine
24,3
Fare leggi più severe
17,7
Più controllo da parte
degli adulti
12,9
Programmi di
educazione alla legalità
Sensibilizzare alla
pace/tolleranza
12,3
8,9
0
10
20
30
40
50
60
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Anche qui è interessante accennare ai commenti degli studenti. Uno di questi è
particolarmente significativo perché comunica più che la crisi della legalità, una
dimensione di ‘malessere’ diffuso: “si potrebbero fare tutte queste cose, ma i
reati sono il simbolo di una società malcontenta dei propri politici e della propria situazione”.
Le risposte date dai ragazzi fanno emergere una sostanziale ambivalenza, che in
parte è espressione della tipicità della cultura italiana dove se da una parte si delega la tutela della legalità a figure altre, dall’altra si sente il peso della propria
responsabilità personale per il suo mantenimento e funzionamento. E forse proprio nella spaccatura di queste due metà si apre lo spazio per poter lavorare con
i giovani nella direzione di una maggiore consapevolezza dell’importanza del loro
ruolo attivo nel generare processi virtuosi capaci di invertire la rotta. Legalità significa appunto dare il proprio contributo, a partire dalle piccole scelte quotidiane e, per quanto legittimo l’intervento e il ruolo di soggetti diversi, iniziando
a non delegare ad altri la costruzione di una società rispettosa e pacifica. Il terreno è fertile, se si pensa che a livello individuale i valori e i principi giovanili
sono orientati in questo senso.
In ultimo, chi dovrebbe garantire la legalità all’interno della società.
Ancora sono chiamati in causa le figure e gli ambiti in cui la legalità sembra essere, nell’opinione dei ragazzi, maggiormente in crisi. Il paradosso è più apparente che reale, dal momento che questi soggetti e segmenti della società sono
quelli che comunque hanno determinati ruoli e funzioni tra cui garantire e promuovere la legalità. E proprio in un’ottica in cui ognuno deve fare la sua parte
29
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
si ritiene importante il ruolo dello Stato, del sistema
di giustizia, delle Forze dell’ordine e del sistema politico anche se in misura minore rispetto agli altri.
Il ragionamento è plausibile ed è altrettanto legittimo che un ragazzo possa pensare “ma se loro si
comportano in modo illegale perché io devo scegliere la legalità?”. Si pretende che siano loro i primi
a dare l’esempio. E in questo senso, è comprensibile la difficoltà di educare alla legalità quando, per
usare una metafora, è difficile che una casa resti in
piedi se costruita su una palude.
Primeggiano quindi lo Stato e il sistema di giustizia
come principali garanti della legalità: sette ragazzi
su dieci li ritiene figure ed ambiti molto adeguati
(rispettivamente 71,9% e 71,7%). Seguono le Forze
dell’ordine (63,6%) e il sistema politico (40,5%). Abbastanza importante invece il contributo delle amministrazioni locali (54,7%) e del sistema economico (38,9%). Infine, si riconferma in parte l’atteggiamento di delega a fronte di tre ragazzi su dieci
che sostengono che sia soprattutto un dovere della
società civile (32,4%). Emerge quindi una gerarchia
dove il posto del trono resta in mano alla Stato.
Fig. 12 - I responsabili della legalità nella società. Valori percentuali (n=481).
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
Società
civile
Stato
Comuni
Sistema
di
giustizia
Forze
dell’ordine
Sistema
politico
molto
Parte I
30
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Sistema
economico
abbastanza
poco
per niente
Stato, sistema politico, Forze dell’ordine garanti della legalità, ma nell’opinione
degli studenti in che modo? Quale secondo loro, il ruolo specifico che dovrebbe
essere esercitato da questi soggetti all’interno della società, e non solo, data la
funzione principale delle Forze dell’ordine di tutori della legalità, quali i compiti che dovrebbero essere svolti sul territorio e quale invece il livello di fiducia
riposto in esse ma anche nelle altre figure istituzionali e non (amici, genitori ed
insegnanti).
2.3 Istituzioni e Forze dell’ordine: ruolo, compiti e fiducia
Lo Stato come garante del rispetto delle leggi ma anche come soggetto generatore di equità sociale. Per i giovani lo Stato, attraverso i suoi apparati, deve fare
rispettare la legge per garantire la pacifica convivenza tra le persone. Il 52,6%
ritiene che questo sia il suo ruolo principale.
Tab. 7 - Ruolo dello Stato nella vita pubblica. Valori percentuali (n=474).
%
Fare rispettare le leggi per garantire la pacifica convivenza tra cittadini
52,6
Garantire servizi ai cittadini (sanità, trasporti, istruzione, ecc)
34,3
Tutelare i più deboli
8,5
Garantire l’integrazione della popolazione immigrata
3,1
Non risponde
1,5
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Allo stesso tempo, una percentuale abbastanza significativa ritiene che lo Stato
sia il principale erogatore di servizi fondamentali per la crescita e lo sviluppo
della società e per garantire il benessere dei cittadini: trasporti, sanità, istruzione,
ecc (34,3%). Meno importante invece il ruolo dello Stato sia nel tutelare i più deboli, sia nell’integrare le persone immigrate (rispettivamente 8,5% e 3,1%).
Sempre con riferimento ai commenti degli studenti, l’opinione sul ruolo che dovrebbe essere esercitato dallo Stato fa emergere due atteggiamenti contrapposti:
da una parte lo Stato come erogatore e garante di equità sociale, dall’altro lo Stato
come erogatore di ingiustizie sociali: “tutelare i più deboli: soprattutto per fare
vivere tutti in modo più dignitoso”, oppure “garantire a tutti i cittadini gli stessi
diritti e doveri trattando tutto il popolo sullo stesso piano di importanza” e all’opposto “creare leggi più appropriate perché non si può andare avanti in questo modo”, ancora “rubare i soldi agli operai e arricchirsi alle loro spalle”.
Una differenza nell’appartenenza di genere si rileva soprattutto tra coloro che ritengono che lo Stato debba fare rispettare le leggi per assicurare la pacifica convivenza tra le persone: sono decisamente più ragazze ad affermarlo (il 63,6%
contro il 36,4% dei ragazzi). Tutelare i più deboli invece, anche se scelto da una
minoranza di soggetti, sembra anche in questo caso un’opinione espressa più
31
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
dalle ragazze (56,1% contro il 43,9% dei ragazzi) evidenziando una concezione di fondo del ruolo dello
Stato più orientato alla collettività se paragonato a
quello dei ragazzi (il dato emerge anche se si guarda
alle differenze percentuali nella preferenza espressa
per le altre modalità).
Tab. 8 - Ruolo dello Stato nella vita pubblica.
Distribuzione per genere. Valori percentuali (n=474).
Fare
rispettare
le leggi
Tutelare
i più
deboli
Garantire
Garantire
servizi l’integrazione
Maschio
36,4
43,9
50,9
46,7
Femmina
63,6
56,1
49,1
53,3
Totale
100
100
100
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p. < .01)
Fig. 13 - Compiti principali delle Forze dell’ordine. Valori percentuali (risposta multipla).
Garantire la quiete pubblica
55,9
Proteggere le
persone in difficoltà
28,1
Controllare le persone sospette
27,9
Aiutare le vittime di reato
22,7
Vigilare regolarità commercio
19,8
Controllare scuole/parchi
32
7,5
Prevenire sporcizia e degrado
6,7
Intervenire nelle dispute
4,6
Altro
7,1
Non so
3,7
0
10
20
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Parte I
Quale invece il contributo che, secondo i giovani, le
Forze dell’ordine sono chiamate a dare in termini
di compiti ed attività da svolgere per tutelare la legalità all’interno della società. Soprattutto garantire
la quiete pubblica (55,9%); secondariamente e, in
percentuale simile: proteggere le persone in difficoltà (28,1%), controllare le persone sospette
(27,9%), aiutare le vittime di reato (22,7%) e vigilare sulla regolarità delle operazioni commerciali
(19,8%).
30
40
50
60
Le percentuali più alte dei ragazzi che attribuiscono, scegliendo tra opzioni differenti, determinati compiti alle Forze dell’ordine, evidenziano come l’attività
debba essere, nella loro opinione, orientata soprattutto al controllo del territorio,
ovvero alla prevenzione e repressione di fenomeni di illegalità e di criminalità,
come emerge chiaramente da questi commenti: “devono fare tutto ciò che permetta la legalità” oppure “controllare molto di più gli stranieri che sono molto
spesso causa di incidenti e di violenze”.
Allo stesso tempo, l’azione degli agenti deve essere in grado di proteggere le persone che, per motivi diversi, si trovano in difficoltà o rappresentano l’anello debole
della società. Si potrebbe dire in un’unica parola, delle figure capaci di reprimere
e contemporaneamente rassicurare, un mix tra controllori e ‘assistenti sociali’.
A seguito dei numerosi commenti annotati in parte a questa domanda del questionario sul ruolo delle Forze dell’ordine nella gestione del fenomeno dell’immigrazione nel nostro paese, è particolarmente interessante delineare il pensiero
dei giovani.
Per una buona parte, le affermazioni si dispiegano all’interno di un atteggiamento
prevalente colorato di intolleranza: “fare andare via tutti e dico tutti i non italiani”,
oppure “mettere in galera i clandestini”, ancora “mandare a casa tutti i rumeni”,
ecc. E infatti, per il 69,8% l’immigrazione clandestina è un reato e quindi andrebbe perseguito e punito. Un quinto dei ragazzi invece pensa che l’immigrazione clandestina possa creare preoccupazione ma non è un reato (20,3%) e il
6,3% ritiene che non sia reato perché lasciare il proprio paese è un diritto. Infine, solo poco più di un ragazzo su dieci ritiene che queste persone, anche se entrate illegalmente in Italia, possano comunque costituire una risorsa (3,6%).
Tab. 9 - L’immigrazione clandestina. Valori percentuali (n=474).
%
È un reato e quindi andrebbe punito
69,8
Può creare preoccupazione ma non è un reato
20,3
Non è un reato perché lasciare il proprio paese è un diritto
6,3
È comunque una risorsa per il nostro paese
3,6
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Come si vede, le risposte che si collocano all’interno di una visione di integrazione e di tolleranza sono quelle che ottengono il minore consenso. Posto che
l’immigrazione clandestina è un reato ma che spesso è l’unica via che molte persone hanno per lasciare situazioni di disagio e di povertà, il messaggio che i giovani lanciano attraverso questo atteggiamento è forse più quello di intolleranza
dovuta ad esasperazione. Esasperazione trasmessa dagli episodi di cronaca, dalle
persone più adulte che forse la condividono con loro, così come dall’incapacità
effettiva delle istituzioni di farsi carico in modo efficace ed efficiente della gestione del fenomeno alle quali infatti è rivolta la richiesta maggiore.
33
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
Sicuramente, la diversità può essere destabilizzante
e in quanto portatrice di valori culturali e sociali differenti può mettere in discussione modelli e riferimenti che, senza questo contatto, resterebbero più
stabili e invariati. Ma l’investimento in tolleranza
sulle nuove generazioni darebbe più frutti se partisse dall’affermazione di ciò che è giusto e sbagliato
indipendentemente dall’appartenenza etnica. Se appunto, come indicato da molti studenti, ci fosse più
garanzia dei diritti, più tutela dalle situazioni di disagio e più certezza della pena quando necessaria.
Molte ricerche hanno dimostrato che la criminalità
non è diventata esclusivo appannaggio delle persone
immigrate, sicuramente più vulnerabili ma certo
non più delinquenti di altre. L’integrazione quindi
nasce in primo luogo dagli atteggiamenti, dal valorizzare le diversità, dal riuscire a trasformare ciò che
apparentemente sembra un problema in risorsa. E
forse tutti questi messaggi sarebbero un buon punto
di partenza per incrementare la legalità.
Le Forze dell’ordine sono la parte più visibile delle
istituzioni sul territorio incarnando la funzione normativa dello Stato. Proprio per la loro posizione di
contatto con la cittadinanza, il loro atteggiamento sta
alla base dell’opinione che i cittadini hanno rispetto
al loro modo di agire e di gestire differenti situazioni
allo scopo di ripristinare ed assicurare la legalità. Si
è quindi voluto capire quale sia la percezione dei giovani rispetto all’atteggiamento delle Forze dell’ordine.
L’atteggiamento degli agenti di polizia è stato suddiviso in due categorie principali: una contenente
comportamenti ed azioni in ‘positivo’ (rispettosi dei
diritti dei cittadini, gentili e ragionevoli, efficienti e
sempre pronti ad intervenire), l’altra contenente
comportamenti ed atteggiamenti in ‘negativo’
(troppo repressivi, arroganti e a volte violenti,
troppo rigidi e severi).
In generale, l’opinione espressa dai ragazzi condivide abbastanza sia gli aspetti negativi, sia quelli positivi con alcune eccezioni.
Nello specifico, la scelta ‘abbastanza’ ricade in percentuale maggiore soprattutto su tre tipologie di atteggiamento: l’essere troppo permissivi (36,6%), l’essere rispettosi dei diritti dei cittadini (44,5%) e l’essere arroganti e a volte violenti (34,7%). Mentre per
quasi tutte le altre tipologie di atteggiamento la scelta
si attesta su ‘poco’: poco gentili e ragionevoli per quattro ragazzi su dieci (40,7%), poco efficienti e sempre
pronti ad intervenire per più di tre ragazzi su dieci
(34,9%) e all’opposto poco ‘troppo repressivi’ per
quasi quattro ragazzi su dieci (39,3%) e poco ‘troppo
rigidi e severi’ per più di tre ragazzi su dieci (35,8%).
Fig. 14 - Atteggiamento delle Forze dell’ordine. Valori percentuali (n=481).
34
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
Parte I
0
Troppo
Rispettosi Gentili e Efficienti e Troppo
permissivi dei diritti ragionevoli sempre
repressivi
dei cittadini
pronti a
intervenire
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Arroganti
e a volte
violenti
molto
Troppo
rigidi e
severi
abbastanza
poco
per niente
Indipendentemente da un atteggiamento delle Forze dell’ordine più accondiscendente o più repressivo, il giudizio sul modo di operare si attesta comunque su
livelli bassi, quasi a segnalare una diffusa forma di disinteresse o di distacco.
L’unico dato che può fornire qualche indicazione rispetto alle modalità auspicabili
di comportamento da parte degli agenti di polizia sono le opzioni di risposta ‘troppo
repressivi’ e ‘troppo rigidi e severi’ dove la prevalenza di coloro che ritengono che
le Forze dell’ordine lo siano poco, lascia intendere come l’opinione dei ragazzi sia
orientata alla necessità di un comportamento più intransigente e repressivo.
Non solo, se si prendono in considerazione le variabili genere e tipo di istituto
scolastico emerge un dato che contraddice il senso comune secondo cui le ragazze sarebbero più accomodanti e ‘morbide’ rispetto ai ragazzi.
Tra coloro che rispondono che le Forze dell’ordine sono poco ‘troppo repressive’ spiccano le ragazze (il 60,3% contro il 39,7% dei ragazzi) così come tra coloro che sostengono che gli agenti di polizia siano poco ‘troppo rigidi e severi’
(il 62,8% contro il 37,2% dei ragazzi).
Tab. 10 - Opinione rispetto a due tipologie di atteggiamento delle Forze dell’ordine
verso i cittadini. Distribuzione per genere. Valori percentuali (n=481).
Poco ‘troppo
repressive’
Poco ‘troppo rigide e
severe’
Maschi
39,7
37,2
Femmine
60,3
62,8
Totale
100
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p. < .01)
La variabile scuola frequentata invece è discriminante rispetto ad altre opzioni
di risposta: tra gli studenti che affermano che gli agenti di polizia siano poco
‘gentili e ragionevoli’, si evidenzia la prevalenza di coloro che sono iscritti agli
istituti tecnici così come tra coloro che sostengono che le Forze dell’ordine siano
poco ‘efficienti e sempre pronte ad intervenire’.
Tab. 11 - Opinione rispetto a due tipologie di atteggiamento delle Forze dell’ordine verso i
cittadini. Distribuzione per tipo di istituto scolastico. Valori percentuali (n=478).
Poco ‘gentili
e ragionevoli’
Poco ‘efficienti
e sempre pronte
ad intervenire’
Licei
42,3
41,7
Istituti tecnici
54,1
53,0
CFP
3,6
5,3
Totale
100
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p. < .01 e p< .05)
35
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
Ma quale è il livello di fiducia che i giovani ripongono sia nelle figure istituzionali, sia nelle persone
a loro più prossime? Si è visto come essi abbiano
una visione piuttosto chiara del ruolo e dei compiti
delle differenti rappresentanze istituzionali, così
come una visione altrettanto chiara e consapevole
del mondo che li circonda.
Chiedendo loro dove la legalità è in crisi le risposte
hanno evidenziato ambiti specifici in cui la forza e
la legittimità delle norme e delle regole sembra oggi
decisamente compromessa. La fiducia rappresenta
il terreno indispensabile per trasmettere norme e
regole ed è quindi uno degli indicatori più impor-
tanti di quanto e dove sia effettivamente possibile
educare alla legalità. Più le diverse figure con cui si
entra in relazione in modo diretto o indiretto sono
caricate di significati positivi e quindi di fiducia,
più è probabile che i valori e le norme che essi esprimono siano vissuti come la garanzia della propria
ed altrui libertà, della possibilità di vivere democraticamente nel rispetto reciproco.
Non sorprende che la fiducia riposta in partiti politici, sindacati, magistratura, istituzioni statali e religiose sia scarsa se non addirittura nulla; mentre
quella riposta in amici, genitori e insegnanti sia elevata o abbastanza elevata.
Fig. 15 - Fiducia nelle istituzioni, negli organismi internazionali, nelle istituzioni religiose, nei mass media e negli amici,
genitori ed insegnanti. Valori percentuali (risposta multipla).
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
36
Partiti
Sind Magistr. Stato
F.O.
UE
ONU
Altri Chiesa
Mass Amici Genitori Insegnanti
Media
molto
Parte I
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
abbastanza
poco
per niente
Rispetto all’ambito istituzionale fa eccezione il discreto livello di fiducia riposto
nelle Forze dell’ordine (quasi quattro ragazzi su dieci sostiene di avere abbastanza
fiducia, anche se coloro che sostengono di nutrirne poca sono comunque tre ragazzi su dieci) e il grado di fiducia riposto nelle istituzioni internazionali e negli
organismi internazionali. Questi ultimi, forse perché percepiti più lontani e meno
influenti nella vita di tutti i giorni, sono quelli che ottengono il livello di fiducia
più alto tra tutti gli apparati istituzionali: abbastanza fiducia nell’Unione Europea
da parte del 44,5% e abbastanza fiducia negli organismi internazionali per il 38,9%.
Può sorprendere ma allo stesso tempo confortare, il dato secondo cui la fiducia
risposta nei mass media sia poca per il 36,6% e discreta per una percentuale inferiore di giovani (32,6%) ad indicare un atteggiamento critico piuttosto che passivo nella fruizione di questi mezzi.
I genitori e gli amici sono in testa ottenendo il maggiore livello di fiducia in assoluto
(rispettivamente 71,7% e 60,3%). Da una parte una fiducia di tipo incondizionato,
quale caratteristica del rapporto genitori e figli, dall’altra un tipo di fiducia più selettiva, perché riposta in altri ragazzi e ragazze con i quali si entra in relazione per
scelta. Gli insegnanti invece riscuotono un grado di fiducia abbastanza elevato (49,7%
per coloro che indicano abbastanza e 26,2% per coloro che indicano molta) evidenziando come il rapporto con queste figure sia per i ragazzi più conflittuale e connotato dal confronto con un’autorità, a volte, meno transigente di quella genitoriale.
Differenze di genere emergono rispetto al grado di fiducia riposta nei confronti
dei soggetti istituzionali indicando un livello di fiducia decisamente più basso
soprattutto da parte delle ragazze. Analoga distribuzione si ottiene guardando all’alto grado di fiducia riposta nelle figure amicali, parentali ed educative. Anche
qui sono in percentuale maggiore le ragazze.
Tab. 12 - ‘Poca’ fiducia riposta nelle istituzioni nazionali. Distribuzione per genere.
Valori percentuali (n=481).
Partiti politici
Sindacati
Magistratura
Stato
Forze Istituzioni
dell’ordine religiose
Maschi
39,7
37,2
40,6
40,7
38,8
38,5
Femmine
60,3
62,8
59,4
59,3
61,2
61,5
Totale
100
100
100
100
100
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p. < .01; p< .05)
Tab. 13 - ‘Molta’ fiducia riposta in genitori, amici e insegnanti. Distribuzione per genere.
Valori percentuali (n=481).
Genitori
Amici
Insegnanti
Maschi
39,4
36,9
39,7
Femmine
60,6
63,1
60,3
Totale
100
100
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
*Differenze statisticamente significative (p. < .01; p< .05)
37
Capitolo I · Giovani, legalità e quotidianità
Parte I
38
Sembra quindi che le ragazze siano più schierate
verso gli estremi della ‘poca’ fiducia o della ‘molta’
fiducia. Mentre i ragazzi, seguendo un trend simile,
sembrano comunque più moderati nel loro modo di
riporre la fiducia sia nelle istituzioni che nelle persone a loro più prossime.
Dai risultati finora esposti, si può dedurre che i valori della legalità e della giustizia siano piuttosto sviluppati tra i giovani cremonesi. Emerge chiaramente
il riconoscimento di valori pro-sociali così come dell’importanza della legge come regolatore della vita
sociale ma anche come mezzo per garantire legalità
e quindi la pacifica convivenza tra persone. Allo
stesso tempo emerge con molta forza l’opinione secondo cui nella società prevale una cultura dell’illegalità e, anche se con percentuali differenti, soprattutto in quegli ambiti che dovrebbero per primi
rappresentarla e garantirla (Stato, sistema politico,
sistema di giustizia, Forze dell’ordine, ecc).
Il rischio che, con il passare del tempo l’idealismo
lasci spazio ad atteggiamenti più disillusi e disinteressati soprattutto se la legalità non paga, è comun-
que alto. E di questo rischio è inevitabilmente il
mondo degli adulti a doversene assumere la responsabilità perché esempio per le generazioni più giovani. Lo scarto tra norme e comportamenti, estremamente diffuso all’interno della nostra società, favorisce un atteggiamento ’soggettivo’ o ‘interpretativo’ delle regole e delle norme che, come si è visto,
caratterizza la maggior parte dei giovani cremonesi.
Questa tendenza, se sommata a quella di ribellione,
tipica dell’età adolescenziale, può rappresentare un
fattore di vulnerabilità e quindi di maggiore probabilità di comportamenti trasgressivi e/o devianti.
Se però genitori ed insegnanti così come gli amici,
sono le figure in cui è riposto un elevato livello di
fiducia che è la base per la trasmissione dei valori
e delle norme che li esprimono, una considerazione
appare logica: investire nello sviluppo della legalità
in questi ambiti attraverso un approccio integrato
che vede protagonisti scuola, famiglia e giovani è
l’unica via percorribile per ottenere risultati il cui
bilancio costi e benefici sia a favore dei primi.
39
Parte I
Capitolo II
Conformità o
trasgressione:
opinioni e
comportamenti
a confronto
40
La legalità quale concetto che esprime l’esistenza e la pregnanza di norme condivise, rappresenta il confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è, tracciando
una linea di demarcazione tra i comportamenti conformi e quelli trasgressivi o
devianti, che ‘deviano’ appunto dalle norme prescritte siano esse norme d’uso,
norme morali o giuridiche.
Nelle scienze sociali, sono state avanzate, differenti definizioni e spiegazioni di
devianza. Ad esempio, alcuni studiosi la definiscono come “ogni comportamento
considerato inaccettabile dalla maggioranza della gente e che provoca una risposta collettiva di carattere negativo”, altri invece come “un atto, una credenza o
un tratto che viola le norme convenzionali della società e che determina una reazione negativa da parte della maggioranza delle persone”6. La devianza è quindi
qualcosa che nega un valore, una violazione delle norme sociali, un comportamento che si pone in contrasto con un’aspettativa. Posto che i valori sono il fine
ultimo dell’azione e le norme le modalità con cui raggiungerli, la legalità in
quanto insieme di regole e norme diventa il mezzo di controllo sociale. Ma perché la legalità riesca ad esercitare questo ruolo è necessario un processo di socializzazione attraverso cui la cultura di una data società venga acquisita ed interiorizzata.
Dove si collocano i giovani all’interno di questo processo? Probabilmente in nessuna tappa precisa perché sono ancora in una fase di evoluzione e di transizione,
alla ricerca di capire ciò che è giusto o sbagliato e forse, a volte, con un’esigenza
impellente di trasgredire per semplice piacere o divertimento, ma anche per comunicare qualcosa.
La legalità come valore positivo deve essere in primo luogo una forma di reciprocità che si genera e si rafforza o viceversa si indebolisce attraverso le esperienze di regolazione dei rapporti interpersonali e di ruolo. L’approccio funzionalista al termine ‘deviante’ presuppone l’esistenza di una strada conforme da
intraprendere: la devianza può quindi “diventare un’azione collettiva inserita all’interno di un sistema sociale alla quale prendono parte più soggetti, l’attore
che sperimenta il comportamento e il contesto sociale/relazionale all’interno del
quale il comportamento viene agito”. Ancora, la devianza può rappresentare una
modalità comunicativa che nasce dall’interazione tra “azione/messaggio del soggetto e azione/messaggio del controllo sociale: da qui la prevalenza delle caratteristiche espressive rispetto alle caratteristiche strumentali della devianza e anche di quella giovanile”7. Infine, la devianza può essere l’espressione di una subcultura con valori e regole propri in contrasto con quelli dominanti.
Riprendendo la teoria elaborata da Merton8, alcuni studiosi hanno distinto tra
trasgressori e devianti sub-culturali, dove i primi riconoscono la legittimità delle
norme che trasgrediscono per ottenere beni materiali (‘delinquenti comuni’)
mentre i secondi mettono apertamente in discussione la legittimità delle norme
che violano in quanto si riferiscono ad un sistema di valori alternativo a quello
prevalente all’interno della società, creando una cultura differente e subalterna9.
La devianza giovanile rientra, per la maggior parte in questa seconda categoria.
La cultura dei giovani infatti, si fonda su un insieme di valori, stili di vita, abitudini e caratteristiche proprie spesso in contrasto con quelli dominanti. Tratti
che sono trasversali, non hanno appartenenza di classe e il più delle volte non
sono frutto di disagio sociale ed individuale. La possibilità delle condotte devianti si colloca in ambienti diversificati e tradizionalmente non a rischio. Per
questo motivo diventa importante capire l’atteggiamento dei giovani rispetto alla
trasgressione e alle condotte che violano le norme, così come la valenza e il significato dei comportamenti trasgressivi.
1 Devianza ‘pensata’
Spesso i valori morali e i principi non sono predittivi dei comportamenti. Tra il
dover fare e l’azione interviene un insieme di variabili che possono determinare
comportamenti in contrasto con quanto si afferma. Di fronte a comportamenti
non conformi alla legge, l’individuo riconoscendone comunque l’importanza,
mette in atto una serie di tecniche di neutralizzazione, così definite da Matza10,
che non sono altro che modi per giustificare la propria condotta e dislocare la
responsabilità su altri soggetti11. Alcune domande del questionario indagano
quanto queste strategie sono messe in atto dai giovani cremonesi.
Quando si commette un atto illegale, su chi dovrebbe ricadere la responsabilità
e chi deve rispondere dei danni causati?
L’opinione dei ragazzi è divisa quasi a metà, in percentuale abbastanza simile si
afferma che la responsabilità è della persona che ha commesso il fatto (48,0%)
e della famiglia, insegnanti, educatori e della società (46,7%). La maggiore propensione ad attribuire la colpa e la responsabilità ad altri soggetti e alla società
nel suo insieme evidenzia sia la convinzione del ruolo educativo della società e
della famiglia e, secondariamente di educatori ed insegnanti; sia il principio secondo cui debbano essere gli adulti a doversi assumere la responsabilità dei comportamenti dei giovani. Inoltre, rispetto a questa opinione non emergono differenze significative tra ragazzi e ragazze.
Tab. 1 - I responsabili dell’atto illegale. Valori percentuali (n=481).
%
Della persona che ha commesso il fatto
48,0
Della famiglia
32,0
Della società
13,5
Del gruppo di amici
4,0
Degli insegnanti/educatori
1,2
Non risponde
1,3
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
6
M. Barbagli, A. Colombo,
Savona E.U., Sociologia della
devianza, il Mulino, Bologna,
2003, p. 14.
7
Osservatorio Regionale per la
Sicurezza - Regione del Veneto,
Giovani, scuola e cultura della
legalità. Prima indagine
conoscitiva sulle scuole
superiori e sulla popolazione
giovanile del Veneto, reperibile
all’indirizzo Internet
http://www.venetocomunitasicu
ra.it.
8
R.K. Merton, Teoria e
struttura sociale, Il Mulino,
Bologna, 2000.
9
Transcrime, op. cit., p. 1.
10
D. Matza, Come si diventa
devianti, Il Mulino, Bologna,
1969.
11
F.P. Williams, M.D. McShane,
Devianza e criminalità, il
Mulino, Bologna, 2002.
41
Capitolo II · Conformità o trasgressione
42
Quando invece un atto illegale è commesso in
gruppo, si attenua la gravità del comportamento potendo condividere la responsabilità e non essere
chiamati direttamente in causa? Oppure perché si
riesce a farla franca?
Quasi tutti affermano che l’azione illegale di gruppo
non costituisce un attenuante della responsabilità
individuale. Una piccola percentuale invece, sostiene che sia sempre meno grave commettere
un’azione illegale in gruppo (4,8%), riconoscendo
che un atto illegale commesso insieme ad altri ragazzi diminuisce la gravità dello stesso. Una percentuale ancora inferiore ammette l’esistenza di casi
particolari, ad esempio “dipende dalla parte che si
è avuta nell’atto e dalle effettive conseguenze derivanti dal proprio gesto”, oppure l’azione di gruppo
diventa quasi ‘legittima’ sminuendone la portata
“perché le cose che si fanno in compagnia alla fine
sono delle ragazzate”. Ancora, il gruppo funge da copertura, “perché comunque non riescono ad identificare tutto il gruppo”.
Tab. 3 - Una persona che commette un atto illegale è ‘diversa’
da una persona ‘comune’. Valori percentuali (n=481).
%
Tab. 2 - Un atto illegale è meno grave se commesso in
gruppo. Valori percentuali (n=481).
%
Sì, sempre
20,4
Sì, in alcuni casi
19,5
Sì, sempre
4,8
No, mai
34,3
Sì, in alcuni casi
2,3
Non so
25,8
No, mai
82,5
Totale
100
Non so
10,4
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Parte I
dovrebbero essere, proprio per caratteristiche subculturali ‘antagoniste’ e per la fase di transizione in
cui si trovano, meno propense a questo tipo di approccio (etichettamento).
E infatti, considerando sia coloro che rispondono ‘sì,
sempre’ e ‘sì, in alcuni casi’, solo quasi quattro ragazzi su dieci (39,9%) pensano che una persona che
commette un atto illegale sia ‘diversa’ per motivi ad
esempio legati o alla sua condizione di deprivazione
economica, oppure a disagi personali, o dal fatto di
essere sotto l’effetto di sostanze stupefacenti come
evidenziato da questi commenti: “se uccide ha qualche problema mentale”, oppure “può essere spinta
da motivazioni o eventi a noi ignoti o incomprensibili” ancora “se ha bevuto o è sotto l’effetto di sostanze”. La percentuale invece, dei ragazzi che considerano colui che ha commesso l’atto illegale al pari
di una persona ‘comune’ corrisponde al 34,3%. Valore che non si distanzia molto dal precedente.
La percezione che i giovani hanno di coloro che commettono atti illegali rappresenta un indicatore di
quanto, nella loro opinione, i comportamenti non
conformi appartengano a determinate categorie di
persone e, allo stesso tempo, quanto sia attivo il processo di etichettamento, ovvero quel meccanismo
sociale per cui “la devianza non è una semplice qualità presente in certi tipi di comportamento e assente in altri, ma è piuttosto il prodotto di un processo che implica le reazioni degli altri a un determinato comportamento”12. Le persone più giovani
La parte di coloro che riconosce in alcuni casi la ‘diversità’ della persona che commette l’atto illegale,
fornisce principalmente due motivazioni legate o
alla gravità del fatto commesso e soprattutto quando
si tratta di ledere in modo pesante l’incolumità altrui (omicidio, violenza sessuale e violenza sui bambini) o alle difficoltà economiche del responsabile.
Alcuni ragazzi infatti si esprimono con le seguenti
affermazioni “bisogna valutare la gravità del fatto
commesso e su chi ha influito”, oppure “dipende da
quanto questi atti sono gravi, rubare un pacchetto
di caramelle è diverso dall’uccidere una persona“ o
ancora “nel caso di atti veramente gravi e compiuti
senza motivo”. Di contro, i ragazzi che ritengono ‘diversa’ la persona che attua
un comportamento illegale a causa di difficoltà economiche e sociali sostengono
“quando sono causati da problemi della propria vita” oppure “può essere portato a farlo per problemi che non gli consentono a suo avviso di trovare un rimedio differente a questo”.
I ragazzi quindi si dividono a metà, tra chi ritiene ‘diverso’ il trasgressore e chi
no, confermando in parte le ipotesi avanzate precedentemente: da una parte la
convinzione socialmente diffusa che queste persone soffrano di patologie specifiche che sono alla base del comportamento; dall’altra un atteggiamento in cui
la devianza non è etichettata ma valutata come una delle tante forme di comportamento possibili e come modo per comunicare un eventuale disagio.
Diventa quindi essenziale la comprensione di questo messaggio: capire perché
un ragazzo decide di trasgredire le regole giuridiche, morali o di uso della società. La violazione delle norme avviene soprattutto per dimostrare qualcosa agli
altri, quasi sei ragazzi su dieci lo affermano (57,8%). La comunicazione è principalmente dimostrazione di forza e di sfida, la necessità di ostentare di essere
superiori proprio perché non ci si comporta in modo conforme, come tutti gli
altri. In questo caso, l’opinione è espressa più dalle ragazze, le quali forse vedono proprio nei coetanei maschi atteggiamenti ‘trasgressivi’ che sono anche il
mezzo per affermare la propria mascolinità.
La mancanza di valori in cui credere e il semplice divertimento sono i motivi
scelti da tre ragazzi su dieci (rispettivamente 30,8% e 30,1%). L’assenza di valori
che fungono da riferimento e da guida all’azione, inteso come sistema di valori
deboli o poco condiviso, porta i ragazzi a non avere nulla di particolare in cui
credere, così come niente da perseguire per cui sia importante non trasgredire
le regole della società. Mentre, la componente ludica, del divertimento, sembra
configurare più condotte sporadiche che stabili, agite solitamente in gruppo e a
volte per il semplice piacere di trasgredire o per provare almeno una volta sperimentando la sensazione di adrenalina legata al proibito (16,2%). La dimensione
di gruppo inoltre, viene confermata dal 18,5% dei rispondenti, perché lo fa con
amici/conoscenti, a riprova del bisogno adolescenziale di imitazione, esprimendo
l’adesione ai valori prevalenti del gruppo dei pari (sub-cultura).
12
H.S. Becker, Outsiders. Saggi
di sociologia della devianza,
EGA Editore, 1987, p.32.
43
Fig. 1 - Motivi per trasgredire le regole. Valori percentuali (risposta multipla).
Dimostrare qualcosa agli altri
57,8
Mancanza di valori
30,8
Semplice divertimento
30,1
18,5
Lo fa con amici/conoscenti
17,3
Non può fare diversamente
16,2
Capitolo II · Conformità o trasgressione
Provare almeno una volta
Parte I
44
8,9
Disaccordo con i genitori
4,6
Solitudine
3,5
Coraggio
0
10
20
30
40
50
60
70
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Quale è l’atteggiamento prevalente dei giovani cremonesi nei confronti di alcuni particolari comportamenti devianti? La possibilità di conoscere quali,
tra una serie diversificata di comportamenti, sono
considerati ammissibili e quali non ammissibili secondo il punto di vista di questi adolescenti, permette di entrare su un piano più concreto e allo
stesso tempo consente di approfondire il loro senso
di legalità. I comportamenti sono stati suddivisi in
categorie che fanno riferimento a violazioni specifiche:
- violazioni economiche;
- violazioni per l’appropriazione di cose/oggetti;
- danneggiamenti;
- violenza ed aggressività contro le persone;
- violazioni delle norme del Codice della Strada;
- altre violazioni.
Le risposte date dai ragazzi e dalle ragazze cremonesi sono state analizzate disaggregandole per tipo
di istituto scolastico dal momento che esistono delle
differenze in base al percorso formativo intrapreso.
2 Devianza ‘agita’
La categoria economica comprende tutti quei comportamenti che contravvengono alle regole proprie dei
rapporti economici, tra singoli cittadini e tra cittadini
e Stato. Come spesso evidenziato nella letteratura, i
reati economici sono l’espressione di condotte devianti che, a parità di altre, ricevono la minore riprovazione sociale. Il motivo risiede sia in fattori di tipo
culturale, sia nel fatto che in molti casi la vittima è un
soggetto lontano e sconosciuto, spesso infatti è lo Stato.
In generale, emerge un sostanziale accordo nel condannare le violazioni economiche a conferma ulteriore di come la devianza abbia per i giovani un carattere soprattutto espressivo.
Uscire da un locale e/o negozio senza scontrino e salire sui mezzi pubblici senza biglietto sono comportamenti considerati ammissibili da quasi sette ragazzi su
dieci. Il tipo di scuola frequentata incide sull’atteggiamento: il primo comportamento è più ammissibile per
coloro che frequentano il liceo e gli istituti tecnici (il
69,2% e il 71,3% contro il 63,6%) mentre il secondo è
ammissibile soprattutto per i ragazzi iscritti ai centri
di formazione professionale (69,7% a fronte del 57,8%
dei liceali e del 59,8% dei ragazzi iscritti agli istituti
tecnici). Anche vendere o comprare CD duplicati è ritenuto un comportamento ammissibile, meno dai ragazzi dei licei (59,1%) e in misura maggiore da coloro che frequentano gli istituti tecnici (72,8%) e i centri di formazione professionale (66,7%).
Di contro, evitare di pagare una consumazione in un locale, pagare le tasse meno
del dovuto, acquistare merce contraffatta e comprare sigarette di contrabbando sono
comportamenti ritenuti non ammissibili, dove, tra tutti, è l’acquisto di merce contraffatta il comportamento che ottiene la percentuale minore di non ammissibilità in
modo piuttosto omogeneo tra coloro che frequentano i diversi istituti scolastici.
Tab. 4 - Violazioni economiche. Valori percentuali (n=481).
Uscire da un locale e/o
negozio senza scontrino fiscale
Ammissibile
Non ammissibile
69,2
30,8
Istituto Tecnico
71,3
28,7
CFP
63,6
36,4
Ammissibile
Non ammissibile
Liceo
21,5
78,5
Istituto Tecnico
27,3
72,7
CFP
15,2
84,8
Liceo
Evitare di pagare una consumazione in un locale
Salire sui mezzi pubblici senza biglietto
Ammissibile
Non ammissibile
Liceo
57,8
42,2
Istituto Tecnico
59,8
40,2
CFP
69,7
30,3
Ammissibile
Non ammissibile
Liceo
15,0
85,0
Istituto Tecnico
15,4
84,6
CFP
30,3
69,7
Ammissibile
Non ammissibile
Liceo
32,8
67,2
Istituto Tecnico
38,8
61,2
CFP
39,4
60,6
Pagare le tasse meno del dovuto
Acquistare merce contraffatta
Comprare sigarette di contrabbando
Ammissibile
Non ammissibile
Liceo
24,1
75,9
Istituto Tecnico
31,9
68,1
CFP
30,3
69,7
Ammissibile
Non Ammissibile
Liceo
59,1
40,9
Istituto Tecnico
72,8
27,2
CFP
66,7
33,3
Vendere/comprare CD duplicati
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
45
Capitolo II · Conformità o trasgressione
Parte I
46
Emerge chiaramente come i comportamenti ritenuti
ammissibili siano l’espressione di valori culturali e
di conseguenti usi e costumi profondamente radicati nella società. Lo scontrino fiscale, normalmente
opzionale, la merce contraffatta o i CD duplicati
come se fossero esposti nei negozi. Da una parte, la
percezione che siano comportamenti normali perché diffusi, dall’altra la sensazione che non si stanno
violando i diritti di nessuno. E infatti, a riprova di
questo si ritiene non ammissibile uscire da un locale senza pagare la consumazione, proprio perché,
oltre alla paura di essere scoperti, si ha una percezione maggiore del danno arrecato e si è abituati a
consumare e pagare.
I ‘reati appropriativi’ invece non sono ritenuti ammissibili. Solo il 20% considera che questi comportamenti possano essere messi in pratica contemplando la possibilità di sottrarre un libro dalla biblioteca (17,6% per coloro che frequentano il liceo,
23,0% per coloro che frequentano gli istituti tecnici
e 24,2% per coloro iscritti ai centri di formazione
professionale).
In questo caso si potrebbe sostenere che emerge
l’importanza della prossimità e della vicinanza. Non
è ammissibile rubare oggetti personali a
compagni/amici e nemmeno sottrarre oggetti di
poco valore dai negozi, perché percepiti come beni
privati di proprietari che o si conoscono, o si vedono; mentre i libri nelle biblioteche, essendo di
proprietà pubblica, assumono meno valore e diventano beni disponibili ad essere acquisiti senza dover rendere conto a nessuno.
In generale, tra i ragazzi che ritengono non ammissibili questi comportamenti sono sempre in percentuale minore quelli che frequentano i centri di formazione professionale rispetto agli studenti iscritti
ai licei e agli istituti tecnici.
Tab. 5 - Violazioni per appropriazione di cose/oggetti.
Valori percentuali (n=481).
Sottrarre oggetti di
poco valore dai negozi
Ammissibile
Non
ammissibile
Liceo
13,9
86,1
Istituto Tecnico
20,3
79,7
CFP
15,2
84,8
Ammissibile
Non
ammissibile
7,0
93,0
Istituto Tecnico
10,3
89,7
CFP
12,1
87,9
Ammissibile
Non
ammissibile
Liceo
17,6
82,4
Istituto Tecnico
23,0
77,0
CFP
24,2
75,8
Rubare oggetti personali
a compagni/amici
Liceo
Sottrarre un libro
dalla biblioteca
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
I danneggiamenti ed alcune tipologie specifiche che
possono essere l’espressione della sub cultura giovanile, così come di un desiderio di ribellione, di
comunicazione di un messaggio o di un disagio,
sono considerati maggiormente non ammissibili se
diretti a rovesciare/bruciare cassonetti o
graffiare/danneggiare un’auto, moto, bicicletta e un
po’ più ammissibili se diretti a scrivere sui muri o
mezzi pubblici a conferma del bisogno giovanile di
comunicare con la società, di sollecitare le istituzioni e più in generale il mondo degli adulti ad interessarsi a loro.
Danneggiare oggetti di proprietà pubblica o privata
sono comportamenti considerati da tutti i ragazzi
non ammissibili con alcune differenze tra gli istituti
scolastici: tutte e tre i comportamenti sono considerati non ammissibili soprattutto dagli studenti dei
licei (rispettivamente 96,3%, 93,0% e 71,7%).
Tab. 6 - Danneggiamenti. Valori percentuali (n=481).
Rovesciare e/o bruciare cassonetti
Ammissibile
Non ammissibile
Liceo
3,7
96,3
Istituto Tecnico
8,8
91,2
12,1
87,9
Ammissibile
Non ammissibile
7,0
93,0
Istituto Tecnico
10,0
90,0
CFP
15,2
84,8
CFP
Graffiare e/o danneggiare
un’auto, moto, bicicletta
Liceo
Scrivere sui muri e/o mezzi pubblici
Ammissibile
Non ammissibile
Liceo
28,3
71,7
Istituto Tecnico
31,8
68,2
CFP
30,3
69,7
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Le condotte aggressive o violente sono considerate illegittime da più della metà
degli studenti con percentuali più alte per i ragazzi iscritti ai licei. Usare la violenza per fare valere le proprie ragioni e, ancora di più, abbandonare o maltrattare un animale sono condotte non ammissibili e che denotano un senso del rispetto sia per le persone che per gli animali. Il discorso cambia se si tratta invece di insultare un agente di polizia troppo fiscale. In questo caso la quota di
ragazzi che lo ritiene inammissibile diminuisce, aumentando quella di coloro che
la considera una situazione possibile senza differenze significative nei valori percentuali relativi al percorso scolastico intrapreso.
È ammissibile insultare un agente troppo fiscale per quasi tre liceali su dieci
(28,9%) e per poco più di tre ragazzi su dieci iscritti agli istituti tecnici e ai centri di formazione professionale (rispettivamente 33,5% e 33,3%).
Perché insultare un agente di polizia è più accettabile rispetto all’usare violenza
per fare valere le proprie ragioni dal momento che le conseguenze del primo tipo
di comportamento possono essere decisamente più gravi? In questo caso è possibile ipotizzare l’effetto delle tecniche di neutralizzazione, ovvero la strategia attraverso la quale il giovane giustifica a se stesso l’azione sanzionata o sanzionabile. L’agente di polizia è infatti, tra i rappresentanti delle agenzie di controllo
formale, quello più identificabile e accessibile e, per il ruolo che esercita, spesso
il più inviso. A questo può aggiungersi una componente di preconcetto sociale
(un agente di polizia può solo sanzionare e reprimere, come ben espresso dal
commento di uno studente “significa che vuole darmi la multa a tutti i costi”) e
di eventuale rabbia dovuta alla convinzione di subire un trattamento ingiusto.
47
Tab. 7 - Violenza ed aggressività contro le persone.
Valori percentuali (n=481).
Tab. 8 - Violazioni delle norme del Codice della Strada.
Valori percentuali (n=481).
Usare la violenza per fare
valere le proprie ragioni
Guidare senza avere
la patente
Ammissibile
Non
ammissibile
4,8
95,2
Liceo
Istituto Tecnico
16,9
83,1
Istituto Tecnico
CFP
18,2
81,8
CFP
Abbandonare o maltrattare
un animale
Ammissibile
Non
ammissibile
Capitolo II · Conformità o trasgressione
Liceo
Parte I
48
Liceo
2,1
97,9
Istituto Tecnico
5,4
94,6
CFP
3,0
97,0
Insultare un agente di
polizia troppo fiscale
Ammissibile
Non
ammissibile
Liceo
28,9
71,1
Istituto Tecnico
33,5
66,5
CFP
33,3
66,7
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Ammissibile
Non
ammissibile
5,9
94,1
13,8
86,2
6,1
93,9
Ammissibile
Non
ammissibile
Liceo
52,4
47,6
Istituto Tecnico
54,8
45,2
CFP
63,6
36,4
Ammissibile
Non
ammissibile
Liceo
27,8
72,2
Istituto Tecnico
36,8
63,2
CFP
48,5
51,5
Andare in auto
senza allacciare
le cinture di sicurezza
Andare in motorino
senza casco
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Rispetto ai comportamenti che presuppongo una
violazione delle norme del Codice della Strada con
la conseguenza di avere effetti negativi sulla salute
e l’integrità fisica della persona, guidare senza la patente, andare in auto senza allacciare le cinture e
andare in motorino senza casco, si evidenziano gradi
di ammissibilità e non ammissibilità abbastanza
contrastanti e differenti in relazione al tipo di istituto scolastico frequentato.
Per la maggior parte degli interpellati, è più accettata la possibilità di guidare senza cinture e meno
la possibilità di andare in motorino senza casco;
mentre sono in molti a non ammettere la guida senza
patente. In particolare, per quasi nove ragazzi su
dieci non è ammissibile guidare senza avere conseguito la patente, dove la percentuale maggiore si riferisce ai liceali (94,1%) e agli studenti dei centri di
formazione professionale (93,9%). La differenza tra
i ragazzi che ritengono sia lecito andare in auto senza
allacciare le cinture di sicurezza e coloro che pensano che non lo sia non è particolarmente marcata,
se non tra gli iscritti ai centri di formazione professionale dove una quota pari al 63,6% ritiene questo
comportamento ammissibile e una quota pari al
36,4% considera questa condotta non ammissibile.
Per quanto riguarda invece l’andare in motorino
senza casco le percentuali sono ancora più differenziate: lo ritengono più inammissibile i liceali (sette
ragazzi su dieci), meno inammissibile gli studenti
degli istituti tecnici (sei ragazzi su dieci) e ancora
meno coloro che frequentano i centri di formazione
professionale (la metà degli iscritti).
Anche in questo caso, emergono due fattori determinanti. Uno di tipo culturale
che vede l’uso di non allacciare le cinture abbastanza diffuso, poco sanzionato e
che quindi si riflette in un processo di interiorizzazione della norma da parte dei
giovani molto debole. Un altro, legato al maggiore rischio per la salute percepito
e alla campagna di sensibilizzazione fatta per l’utilizzo del casco, oltre alla maggiore visibilità del suo non utilizzo. Componenti queste che hanno incrementato,
a vario titolo, l’adozione da parte dei giovani di comportamenti virtuosi a dimostrazione di una maggiore interiorizzazione della norma.
Altri comportamenti legati a una dimensione di corruzione o di omertà, producono nel giudizio di ammissibilità e non ammissibilità una netta spaccatura: non
è legittimo pagare per ottenere un favore, ma è lecito mentire per difendere un
amico. Più precisamente, se mentire per difendere un amico riceve percentuali
di dissenso abbastanza simili rispetto al percorso di studi intrapreso, pagare per
ottenere un favore ottiene percentuali di non ammissibilità piuttosto differenziate tra gli studenti delle scuole rappresentate. E infatti quasi otto ragazzi su
dieci dei licei considera questo comportamento inammissibile (78,5%) a fronte
di sei ragazzi su dieci degli istituti tecnici (57,9%) e di cinque ragazzi su dieci
dei centri di formazione professionale (48,5%).
Sembra quindi che la lealtà nei confronti dei pari prevalga sul senso di onestà e,
la constatazione della presenza di una sub-cultura giovanile con propri valori e
codici di comportamento, può spiegare questo risultato.
Tab. 9 - Altre violazioni. Valori percentuali (n=481).
Pagare per ottenere un favore
Ammissibile
Non ammissibile
Liceo
21,5
78,5
Istituto Tecnico
42,1
57,9
CFP
51,5
48,5
Ammissibile
Non ammissibile
Liceo
87,1
12,9
Istituto Tecnico
81,2
18,8
CFP
87,9
12,1
Mentire per difendere un amico
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
49
Capitolo II · Conformità o trasgressione
Rispetto ad un insieme di comportamenti illegittimi
che possono verificarsi, i giudizi espressi dai ragazzi
sono per la maggior parte orientati alla non ammissibilità, evidenziando una generale propensione alla
conformità ma con alcune eccezioni: quando i comportamenti ricevono un supporto valoriale tale per
cui diventano prassi socialmente diffuse o quando
si tratta di comportamenti che attivano meccanismi
di neutralizzazione o, ancora, che sono espressione
della presenza di una sub cultura giovanile. Cosa
succede se si chiede ai ragazzi il tipo di comportamento che adotterebbero trovandosi coinvolti in determinate situazioni specifiche?
Se si resta sul piano ipotetico è più facile che la condotta espressa tenda alla conformità, se invece si
scende nel piano concreto entrano in gioco altri fattori contingenti che possono contrastare con i valori
e i principi, portando a comportamenti differenti rispetto a quello che si dice e si sostiene.
Si è voluto quindi capire come i giovani cremonesi
si orientano e le scelte di comportamento che compiono di fronte a situazioni che possono verificarsi
nella vita di tutti i giorni sia a scuola, sia nel contesto sociale più allargato, all’interno di due continuum compresi tra due estremi comportamentali:
sincerità ed omertà/altruismo ed individualismo.
50
2.1 Quotidianità e comportamenti possibili
Una prima area riguarda situazioni che si possono
verificare a scuola e che qualsiasi ragazzo può sperimentare nella quotidianità. Ad esempio, vedere
un amico che ruba un oggetto ad un altro amico, assistere a piccoli incidenti che provocano danni alle
strutture scolastiche, oppure decidere se consentire
ad un compagno di copiare durante un compito in
classe.
Nel caso in cui si assiste ad un episodio di furto, la
tendenza è quella di invitare a riconsegnare l’oggetto senza dire niente (73,0%). Da una parte un
senso di legalità che non ammette il fatto di sottrarre
oggetti ad altri compagni, dall’altra una tendenza a
nascondere l’accaduto agli insegnanti. L’importanza
che assume il senso di lealtà tra pari (non avvisare
nessuno) e quindi la valenza del gruppo, si riflette
anche nella bassa percentuale di coloro che farebbero la spia: solo l’11,3% direbbe al compagno chi
è stato l’autore del furto. Tra gli studenti che sostengono la necessità di riconsegnare l’oggetto prevalgono le ragazze, il 62,2% contro il 37,8% dei ragazzi;
mentre tra coloro che farebbero la spia prevalgono
i ragazzi, il 64,8% contro il 35,2% delle ragazze.
In generale, si può sostenere la prevalenza di un atteggiamento di ‘omertà’, se si pensa che la somma
delle percentuali dei due comportamenti orientati
al silenzio è decisamente superiore a quella delle
modalità di comportamento di assunzione di responsabilità verso la situazione e di comunicazione
dell’accaduto ad altre persone.
Fig. 2 - Un tuo amico ruba un oggetto ad un altro tuo amico. Valori percentuali (n=478).
Avviso qualcuno
per risolvere la cosa
5,4%
Faccio finta
di niente
10,3%
Parte I
Informo l’amico
su chi ha
rubato l’oggetto
11,3%
Parlo con l’amico
per convincerlo
a riconsegnare
73,0%
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Se accade un episodio in cui vengono accidentalmente danneggiate le strutture
scolastiche, ad esempio il vetro di una finestra, il tipo di comportamento da adottare si decide principalmente tra pari. In percentuale simile, le risposte si distribuiscono tra i ragazzi che si confrontano prima con i propri compagni e poi scelgono cosa fare (35,1%), tra quelli che non dicono niente agli insegnanti ma riprendono il compagno (28,4%) e quelli che se nessuno parla decidono ci conseguenza di non parlare (25,4%).
Pochissimi invece gli studenti che avviserebbero gli insegnanti (8,0%) o che lo
farebbero seguendo il comportamento di ‘denuncia’ degli altri (3,1%). Non solo,
tra questa piccola quota di giovani sono di più le ragazze rispetto ai ragazzi quelle
propense a comunicare il fatto a qualcuno.
Nonostante l’accaduto sia la conseguenza di un atto accidentale e non intenzionale come nel caso del furto di un oggetto ad un amico, prevale comunque un atteggiamento di silenzio e di copertura reciproca. Non solo, l’opinione degli altri e il bisogno di conformarsi ad una scelta di gruppo sembra
l’orientamento prevalente a riprova dell’importanza che assume il rapporto
con i pari e l’intenzione di non tradire la loro fiducia scegliendo un comportamento differente.
Fig. 3 - A scuola un tuo compagno per sbaglio rompe il vetro di una finestra.
Valori percentuali (risposta multipla).
Avviso gli insegnanti
anche se gli altri
non lo fanno
8,0%
Non parlano gli altri,
non parlo
nemmeno io
25,4%
Avviso gli insegnanti
perché gli altri lo fanno
3,1%
Mi confronto prima
con i compagni
e poi decido
35,1%
Non dico niente agli
insegnanti, ma riprendo
il compagno
28,4%
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
51
Capitolo II · Conformità o trasgressione
Una eventualità abbastanza frequente nella vita scolastica, è la richiesta di aiuto ad altri compagni
quando non si è preparati ad affrontare un compito
in classe. In questo caso, colui al quale è rivolta la
richiesta di aiuto può scegliere tra un comportamento più altruistico (consentire di copiare sempre
o una volta) contravvenendo alle regole scolastiche,
oppure uno più individualista dove proprio per la
forza di queste regole non si permette di copiare mai
e nemmeno in occasioni eccezionali. In generale, la
scelta di offrire aiuto prevale. Non solo, l’offerta di
aiuto è costante perché chi offre l’aiuto sostiene che
studia, che non gli cambia niente aiutare e che se il
compagno non studia sono affari suoi (31,0%). Allo
stesso tempo, in percentuale simile una parte di studenti che studia decide di aiutare perché non pesa
e non fa la differenza (29,6%). Infine, una percentuale ancora simile appartiene a coloro che scelgono
di aiutare il compagno una volta ma gli raccomandano di studiare (28,3%), mentre sono pochi coloro
che non permettono di copiare.
Posto che copiare durante un compito in classe è un
comportamento abbastanza condiviso dai ragazzi interpellati, l’atteggiamento si divide in tre scelte comportamentali prevalenti. Una più individualista e menefreghista, dove l’aiuto viene offerto senza porsi il
problema di chi non studia, una più legata al compromesso dove è percepita chiaramente la responsabilità del compagno al quale infatti si raccomanda di
studiare e una invece più indifferente, dove l’essere
a posto con la propria coscienza consente di aiutare
e di non sentirne il peso. In questo caso, la pressione
del gruppo è assente e si decide sulla base dei propri
valori, ma in generale emerge una componente subculturale secondo cui la pratica di copiare è tollerata.
In particolare, rispetto ai ragazzi sono di più le ragazze a consentire ai compagni di copiare e, all’interno degli atteggiamenti prevalenti, gli permetto di
copiare una volta e gli raccomando di studiare e gli
permetto di copiare perché studio e non mi costa
niente, l’atteggiamento femminile è orientato più
alla responsabilizzazione del compagno (il 69,9%
contro il 30,1%).
Un’altra situazione che riguarda episodi di violenza
e di prepotenza tra giovani è stata sottoposta alla valutazione dei ragazzi per conoscere il tipo di reazione comportamentale quando si è a conoscenza,
o quando si è spettatori, di soprusi da parte di alcuni ragazzi della scuola a danno di altri.
Gli episodi di prepotenza e di violenza nelle scuole
hanno assunto, soprattutto negli ultimi tempi, una
dimensione diffusa e per certi versi preoccupante.
Fig. 4 - Un tuo compagno chiede di copiare durante un compito in classe. Valori percentuali (n=478).
52
Non gli permetto
di copiare perché
deve studiare 11,1%
Gli permetto di copiare
sempre, se non studia
è un suo problema
31,0%
Parte I
Gli permetto di copiare
una volta e gli
raccomando di studiare
28,3%
Gli permetto di copiare,
io studio e non
mi cambia niente
29,6%
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Numerose ricerche hanno dimostrato che gli episodi di bullismo (dall’inglese bullying) sono in crescita sia tra i bambini, sia tra gli adolescenti. Questo termine indica come questi episodi vedano da una parte una vittima e dall’altra un persecutore che, entrando in relazione, esercitano ruoli complementari a cui spesso si aggiungono altri soggetti in veste di spettatori. Nel tempo, la tendenza alla specializzazione dei ruoli comporta una cristallizzazione di modalità di relazione ripetitive
con i pari. Il risultato è spesso l’isolamento del prepotente o del bullo, il quale è
portato ad aggregarsi con ragazzi simili con i quali poter condividere la propria
condotta deviante. Infine, al crescere dell’età questo tipo di comportamento si radicalizza progressivamente fino ad esprimere una vera propria forma di disagio13.
Allo stesso modo, restare vittime di questi episodi per lungo tempo può avere
effetti negativi sia sulla salute, ma soprattutto sul piano psicologico in quanto
vengono profondamente minate la fiducia e la stima in se stessi, sviluppando un
senso di incapacità e di inadeguatezza rispetto allo stare al mondo. Gli spettatori
invece sono o complici oppure sostenitori emotivi della vittima ma questo non
toglie che anch’essi possono subire effetti negativi: assistere spesso ad atti di bullismo può creare un clima di tensione e conflittualità con conseguenze di un aumento dell’insicurezza individuale e di un senso di impotenza generalizzato.
Questi episodi non devono però essere confusi con i normali conflitti tra ragazzi:
“affinché una disfunzione relazionale tra bambini o adolescenti configuri un episodio di bullismo sono necessarie l’intenzionalità – l’azione del bullo deve essere orientata a provocare una sofferenza evidente, fisica o morale – la reiterazione dell’atto,
un certo grado di intensità e frequenza e, dal lato della vittima, un evidente squilibrio di forze e la particolare vulnerabilità unita all’incapacità di trovare sostegno”14.
Ancora il bullismo può esprimersi attraverso forme di comportamento dirette,
quando le aggressioni avvengono apertamente e sono di tipo fisico o verbale, o indirette, quando le aggressioni hanno l’obiettivo di isolare il soggetto o escluderlo dal
gruppo (pettegolezzi, considerazioni negative alla spalle del bambino/ragazzo, ecc).
Con riferimento ad una situazione ipotetica dove si assiste o si viene a conoscenza di episodi di violenza ed aggressività verso i propri compagni o amici che
frequentano la stessa scuola, si è voluto valutare il ruolo di spettatore e, allo stesso
tempo, il grado di fiducia riposto nelle figure esterne (preside ed insegnanti) che
possono intervenire e risolvere la situazione. Non solo, valutare la propensione
alla denuncia di questi episodi è un dato altrettanto significativo.
Riferire il fatto a preside/insegnanti oppure ribellarsi sono i comportamenti che
ottengono maggiore consenso con percentuali molto vicine: il 32,7% e il 32,3%.
È interessante notare che, all’interno di coloro che pensano sia il caso di ribellarsi, la percentuale di ragazzi e di ragazze è molto simile (rispettivamente 50,3%
e 49,7%) evidenziando che per entrambi i sessi un modo per gestire la situazione
sia quello di farsi giustizia da sé e soprattutto di affermare, davanti ai soprusi, la
propria forza e coraggio. Parlare con questi ragazzi e chiedere spiegazioni insieme al lasciare perdere perché prima o poi smetteranno, sono modalità reattive valide per quasi due ragazzi su dieci.
13
D. Olweus, Bullismo a
scuola. Ragazzi oppressi,
ragazzi che opprimono, Giunti
Editore, Firenze, 2007, pp. 1113.
14
Osservatorio Regionale per la
Sicurezza - Regione del Veneto,
op. cit., p. 24.
53
Fig. 5 - Cosa consiglieresti di fare ad un ragazzo della tua scuola che è spesso vittima di scherzi ed offese pesanti da parte di
alcuni ragazzi. Valori percentuali (n=480).
Capitolo II · Conformità o trasgressione
Di parlare con
questi ragazzi per
avere spiegazioni
17,3%
Parte I
54
Di riferire il fatto
a preside/insegnanti
32,7%
Di lasciare
perdere perché
smetteranno
17,7%
Di ribellarsi
32,3%
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
L’atteggiamento prevalente quindi è quello di gestire
e risolvere la situazione, piuttosto che quello di assistere in silenzio a questi episodi. Di contro, chi
decide di riferire il fatto al preside o agli insegnanti
o di parlare con questi ragazzi è per la maggior parte
di genere femminile (rispettivamente 69,4% e
62,7%), mentre chi pensa sia meglio lasciare perdere appartiene di più al genere maschile (57,6%).
Le ragazze quindi sono più orientate alla condivisione dei problemi e alla ricerca di soluzioni efficaci così come a cercare spiegazioni e una possibilità di mediazione con i diretti responsabili. I ragazzi invece sono più orientati a ribellarsi, dimostrando la capacità di non avere paura e di sapere
reagire con le proprie forze oppure adottando un
atteggiamento di disinteresse confidando nel fatto
che la situazione, con il tempo, possa risolversi da
sola perché i responsabili, prima o poi, si stancheranno.
Oltre le mura scolastiche, i ragazzi possono confrontarsi anche con episodi in cui altre persone diverse
dai propri amici e compagni possono avere bisogno
di aiuto, o dove una propria azione può fare la differenza. Ancora, nella vita di tutti i giorni si possono imbattere in piccole ingiustizie. Nel primo caso
si è voluto capire il livello di senso civico, il grado
di interiorizzazione delle norme sociali (di reciprocità), nel secondo caso si è voluto conoscere il tipo
di reazione quale indicatore della capacità di gestire
rabbia e frustrazione e quindi di mediare con la realtà.
Se una persona per strada con l’auto ferma chiede
aiuto o se invece si trova un portafogli con documenti e soldi, quale comportamento scelgono i giovani cremonesi?
La maggior parte opta per avvicinarsi e prestare soccorso se è nella condizione di poterlo fare (69,5%).
In percentuale decisamente minore si sceglie di avvisare le Forze dell’ordine (16,2%) oppure di non
intervenire, sia perché si pensa di non potere fare
niente (8,2%), sia perché si pensa che qualcun altro
lo farà (6,1%).
Fig. 6 - Per strada, una persona con l’auto ferma chiede aiuto. Valori percentuali (n=481).
Mi allontano
perché non posso
fare niente
8,2%
Avviso le
Forze dell’ordine
16,2%
Mi allontano,
perché qualcun altro la aiuterà
6,1%
Mi avvicino
e se posso
la aiuto
69,5%
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Diverso l’atteggiamento se si trova un portafogli per strada. La percentuale di ragazzi che contatterebbe la persona per riconsegnare il portafogli (39,9%) o contatterebbe le Forze dell’ordine (29,2%) non si discosta molto dalla somma delle
percentuali dei ragazzi che riconsegnerebbero il portafogli tenendo i soldi oppure lascerebbero il portafogli dove l’hanno trovato (29,9%), con una minoranza
di coloro che lo lasciano dove è (5,4%).
Il senso civico è comunque elevato in entrambi i casi anche se le norme sociali
che lo costituiscono sembrano per alcuni vacillare e perdere di forza quando si
ha la possibilità di un tornaconto personale o di un beneficio senza essere scoperti. Oppure non fungono da ‘super-io’ proprio perché non sono state interiorizzate o, ancora, sono state interiorizzate norme sociali differenti ed antagoniste. La natura dei dati non consente però di capire in quale direzione interpretativa sia più giusto propendere.
55
Fig. 7 - Trovi un portafogli per strada con i documenti e un po’ di soldi. Valori percentuali (n=480).
Lascio il portafogli dove è
5,4%
Capitolo II · Conformità o trasgressione
Riconsegno
il portafogli
ma tengo i soldi
25,5%
56
Contatto la persona
e riconsegno
il portafogli
39,9%
Consegno
il portafogli
alle Forze dell’ordine
29,2%
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Quando invece si è in presenza di ingiustizie, il comportamento si esprime in aggressività oppure assume le forme della mediazione o ‘saggia’ rassegnazione? La domanda è stata posta ai giovani cremonesi. Se capita che un amico dia una festa e non si
viene invitati, ci si arrabbia o si lascia perdere?
Prima di tutto si chiude il rapporto perché il gesto
viene vissuto come un tradimento alla fiducia riposta nell’amicizia (43,2%). Secondariamente, si cerca
di capire i motivi del comportamento dialogando e
cercando delle risposte (36,6%). Ci si arrabbia e si
chiude bruscamente il rapporto meno frequente-
mente (12,9%), mentre si decide per un atteggiamento di provocazione in pochissimi casi, mi presento comunque alla festa per metterli in imbarazzo
(7,3%).
Per la maggior parte dei ragazzi quindi, la fiducia
negli amici è la componente più significativa della
relazione con i pari e se viene a mancare, piuttosto
che mettere in discussione se stessi o rivedere le
proprie posizioni, si preferisce fare a meno dell’amicizia. Allo stesso tempo una quota abbastanza simile
ritiene utile un confronto, proprio perché il rapporto
è importante e si cerca di salvarlo.
Fig. 8 - I tuoi amici organizzano una festa ma non ti invitano. Valori percentuali (n=481).
Parte I
Mi arrabbio,
li affronto e
chiudo l’amicizia
12,9%
Parlo con loro
per capire perché
non mi hanno invitato
36,6%
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Mi presento comunque alla
festa per imbarazzarli
7,3%
Non dico nulla,
in questo modo hanno
perso la mia fiducia
43,2%
Queste percentuali evidenziano l’ambivalenza che i giovani, forse in misura maggiore rispetto agli adulti, sperimentano nelle relazioni sociali. Ma se a differenza
dei giovani gli adulti sono più inclini al compromesso o forse all’indifferenza,
per i ragazzi il mondo si divide in bianco o nero, esprimendo la ricerca di una
collocazione rispetto alla realtà che tende a basarsi, nella fase adolescenziale, più
su atteggiamenti estremi.
Se, di contro, si sperimentano situazioni di ingiustizia a causa dell’azione di persone estranee (“Al concerto del tuo artista preferito sono esauriti i biglietti e non
ti fanno entrare. Ti accorgi però che il personale alla cassa lascia entrare i propri conoscenti”), i giovani sono prevalentemente orientati alla protesta e a fare
valere le proprie ragioni. Come se si trovasse più coraggio con persone sconosciute, perché nel conflitto non possono mettere in discussione la propria identità. Quasi cinque ragazzi su dieci protesta e cerca di fare valere le sue legittime
ragioni (45,9%). Non solo, i ragazzi sembrano ribellarsi anche a comportamenti
che, avvicinandosi al favoritismo, sono poco tollerati come si è visto rispetto alla
non ammissibilità di pagare per ottenere un favore.
Si insiste meno (22,2%) e ci si arrabbia meno rivolgendo una serie di insulti al
personale di cassa (16,4%). Anche un atteggiamento rinunciatario sembra essere
un comportamento logico e funzionale alle contingenze (15,5%).
Fig. 9 - Al concerto del tuo artista preferito sono esauriti i biglietti e non ti fanno entrare.
Ti accorgi però che il personale alla cassa lascia entrare i propri conoscenti.
Valori percentuali (n=481).
Non dico nulla e me ne vado
15,5%
Mi arrabbio
e li insulto
per la loro scorrettezza
16,4%
57
Insisto fino a quando
non mi fanno
entrare
22,2%
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Protesto facendo presente
che non è giusto che
entrino amici/conoscenti
45,9%
Capitolo II · Conformità o trasgressione
Parte I
58
Per concludere l’analisi dei comportamenti possibili, il caso in cui sono i ragazzi ad essere vittime
della ‘devianza’ altrui è un ulteriore indicatore della
loro propensione alla denuncia o all’omertà e della
fiducia riposta nelle istituzioni. Una cosa è parlare
giustamente di legalità come espressione di valori
sociali e morali positivi, come componente indispensabile per il rispetto della convivenza civile che
deve funzionare sempre, diverso quando la legalità
deve permanere quando si è i primi a subirne l’assenza. In questo caso, non è detto che prevalgano i
valori del perdono e della tolleranza, forse perchè il
bisogno di ripristinare un senso di giustizia cancellato corrisponde, umanamente e socialmente, ad
uno spirito retributivo.
E infatti, portando a riflettere i giovani sulla reazione conseguente all’essere vittima di un reato non
grave (piccolo furto, piccola truffa o danneggiamento di oggetti personali) ad opera di un autore di
reato conosciuto, la maggior parte afferma che denuncerebbe il fatto e il responsabile alle Forze dell’ordine (30,2%). In percentuale decisamente minore i ragazzi che, insieme a qualcuno, sarebbero
disposti a parlare con l’autore di reato (16,4%) e leggermente meno i giovani che pensano di non sporgere denuncia perché hanno scarsa fiducia nella giustizia (13,4%).
Se però, si guarda alla somma di coloro disposti a
parlare con il responsabile o ad incontrare, dopo la
denuncia, l’autore del reato per capire i motivi della
sua azione, si ottiene una percentuale simile a coloro che denuncerebbero il fatto e l’autore del reato
alle Forze dell’ordine (28,3%). Infine, un atteggiamento di omertà, soprattutto per non avere problemi, è scelto da meno di un ragazzo su dieci
(7,4%).
Tab. 10 - Se ti capita di essere vittima di un reato non grave
e sapessi chi è stato. Valori percentuali (n=481).
%
Denuncerei subito il fatto e l’autore del reato
alle Forze dell’ordine
30,2
Sarei disposto insieme a qualcuno a parlare
con l’autore del reato
16,4
Non denuncerei né il fatto né l’autore del reato
perché ho scarsa fiducia nella giustizia
13,4
Dopo la denuncia incontrerei l’autore del reato
per capire i motivi della sua azione
11,9
Denuncerei l’autore del reato solo se i danni
subiti sono elevati
10,2
Denuncerei il fatto solo se certo della condanna
dell’autore del reato
7,4
Farei finta di niente per non avere problemi
7,4
Denuncerei il fatto e non sarei disposto ad
incontrare l’autore del reato
3,0
Non risponde
0,1
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
La propensione e la volontà di capire i motivi della
condotta dell’autore del reato, sia prima che dopo
la denuncia, evidenziano un atteggiamento orientato alla comprensione che, se non corrisponde a
semplice curiosità, può rappresentare un elemento
di apertura ad un approccio, da parte dei giovani,
meno repressivo e più restituivo (riparazione dei
danni causati piuttosto che la mera punizione) nel
caso di reati di minore gravità. Allo stesso tempo,
la percentuale non particolarmente elevata dei ragazzi propensi a denunciare riflette la bassa fiducia
riposta nelle istituzioni, espressa anche dal 13,4%
che sostiene di non denunciare né il fatto, né l’autore del reato a causa della scarsa fiducia nella giustizia.
La legalità è per i giovani cremonesi, un concetto
che, sia sul piano astratto (valori, principi, importanza delle leggi), sia sul piano concreto delle scelte
di atteggiamenti e di comportamenti più o meno
conformi, ha forma, forza e sostanza.
Allo stesso tempo, la disamina della propensione ad
agire determinate condotte rispetto a situazioni ipo-
tetiche insieme ai giudizi di ammissibilità e di non ammissibilità in merito a violazioni specifiche, evidenziano soprattutto la presenza e la valenza di una sub
cultura giovanile antagonista ai valori dominanti, oppure una necessità di trasgressione dovuta al bisogno di comunicare le proprie idee ma anche, a volte, un
disagio.
Se la lettura di eventuali condotte giovanili illecite, parte da questa consapevolezza, i messaggi saranno più decifrabili e sapranno indicare la strada per offrire
canali legittimi di espressione, per trasmettere una legalità, come è stata definita
precedentemente più ‘dinamica’ che, basata sulla fiducia e vissuta all’interno di
relazioni importanti, può acquistare significato per gli adolescenti.
Non solo, gli adulti rappresentano per i giovani un importante riferimento e
un’importante risorsa capace di trasmettere il valore della legalità non come qualcosa di coercitivo che incide negativamente sulla libertà personale, ma piuttosto
come la strada per rispettarsi e poter godere della libertà e del proprio spazio
senza il pericolo di esserne privati.
L’ultima parte dell’indagine riguarda il rapporto tra la legalità e il mondo dello
sport. Gli ambienti sportivi sono luogo di abitudini e di comportamenti legali
ed illegali che esprimono le condotte di chi al loro interno, dirige, gioca o arbitra. Conoscere le opinioni dei giovani cremonesi sul mondo dello sport, consente
di capire se c’è bisogno oggi di legalità e come, eventualmente, affermarla.
I contesti scolastici e sportivi infatti sono quelli che proprio per il coinvolgimento che offrono e che, al contempo, chiedono ai giovani possono fare la differenza nell’aumentare il ‘capitale’ di legalità.
59
Parte I
Capitolo III
Giovani, sport
e legalità
60
Lo sport e le attività motorie in generale costituiscono un efficace e potente strumento per accrescere il benessere dei cittadini a partire proprio dai più giovani
e rappresentano una parte importante nel processo di costruzione della cittadinanza sociale. Per gli adolescenti svolgere un’attività fisica al di fuori delle ore
scolastiche rappresenta sia un modo per giocare e stare con gli altri compagni di
squadra, sia un impegno e una serietà nella partecipazione ad allenamenti e competizioni. La legalità in questo campo si realizza attraverso i comportamenti sportivi, il rispetto dei propri compagni ed avversari e per le strutture e l’ambiente.
Ma perché questo accada, lo sport deve potersi svolgere in ambiti appunto legali, liberi da fenomeni criminosi di cui si è stati purtroppo testimoni soprattutto
nell’ultimo periodo e con riferimento al mondo del calcio.
Di fronte ad episodi di violenza e di corruzione e ad un clima generale di impunità, non dovrebbe scandalizzare tanto l’inefficienza delle pene quanto la mancanza o la debolezza di un’etica sportiva. Etica (dal greco ethos, costume), ovvero l’insieme di norme che all’interno di una data realtà sono assunte come universalmente valide e che finiscono per sovrapporsi alle leggi stesse di cui queste norme teoriche sono l’emanazione legale e costrittiva. Una constatazione questa che consente di non sorprendersi se, nonostante lo sport debba avere una finalità educativa per i giovani, finisce all’opposto per insegnare che ad avere successo e ad arrivare primi nella corsa della vita sono i più furbi e non quelli che
si impegnano di più.
È ormai sotto gli occhi di tutti che l’etica sportiva oggi necessaria non deve essere esclusivamente legata a ciò che avviene in campo, così come il problema
dei valori va oltre l’impiego di un autentico fair play di chi gareggia. È il sistema
che deve essere etico nel suo insieme, ai suoi vari livelli di responsabilità morale. In questo senso, ad esempio, non è etico il sistema che esclude il meno dotato, che schiaccia chi è economicamente più debole, che usa lo sport come paravento per affari più o meno leciti, che omette di ricercare la promozione umana
e l’educazione giovanile, che in un’unica frase, non persegue il bene comune attraverso il mezzo sportivo.
A livello europeo, Il Consiglio d’Europa da anni lavora per promuovere nello
sport i valori della democrazia, della coesione sociale, della tolleranza e del fair
play attraverso raccomandazioni e convenzioni rivolte ai paesi membri. All’interno delle differenti attività normative tra cui la Convenzione europea sulla violenza e sugli eccessi degli spettatori (1983), la Convenzione contro il doping (1989)
e la Raccomandazione N. R (99) 9 sul ruolo dello sport a favore della promozione
della coesione sociale, di particolare importanza sono la Carta europea dello Sport
e il Codice di Etica sportiva approvati nel 1992. Il principio fondamentale del
Codice è che le considerazioni etiche insite nel ‘gioco leale’ (fair play) non sono
elementi facoltativi ma qualcosa di essenziale ad ogni attività sportiva, in ogni
fase della politica e della gestione del settore sportivo e applicabili a tutti i livelli
di abilità ed impegno, dallo sport ricreativo a quello agonistico. Nel sottoscrivere questi due documenti, i governi si impegnano a garantire ai loro cittadini,
in cooperazione con le organizzazioni sportive appropriate, la possibilità di praticare lo sport in condizioni chiaramente definite. Ai sensi della Carta e del Codice, lo sport deve essere:
- accessibile a tutti;
- a disposizione dei bambini e dei giovani;
- sano e sicuro, leale e tollerante e poggiare su alti valori etici;
- in grado di promuovere la realizzazione personale a tutti i livelli;
- rispettoso dell’ambiente;
- sostenitore della dignità umana;
- contrario ad ogni forma di sfruttamento di coloro che lo praticano15.
Il venire meno di alcuni fondamenti basilari dell’etica sportiva tradisce l’idea
stessa di sport, intesa come formazione del proprio essere secondo valori di correttezza, senso civico, lealtà, stima di sé e valorizzazione della dimensione ludica e ricreativa sottesa alla pratica sportiva. Da qui la necessità che i principi
contenuti nel Codice Etico europeo siano riaffermati con forza, sia negli ambienti
sportivi frequentati dai ragazzi, sia in percorsi di educazione alla legalità nelle
scuole.
Nella previsione di un approfondimento del tema sport e legalità dal punto di
vista dei ragazzi e delle ragazze che frequentano gli istituti scolastici di Cremona,
la parte finale del questionario ‘Legalità e quotidianità’ ha proprio l’obiettivo di
avere un primo feed back del rapporto tra giovani e sport e della loro opinione
sul ruolo giocato dalla legalità in questo contesto.
In primo luogo, si chiede ai ragazzi quanto seguano e/o pratichino lo sport nel
loro tempo libero. Questo come elemento di partenza per rilevare l’interesse e
l’impegno verso le discipline sportive.
Successivamente, si procede all’analisi del giudizio dei giovani rispetto a determinati fenomeni di illegalità nel mondo dello sport (corruzione economica, violenza negli stadi e utilizzo di sostanze dopanti da parte di atleti e sportivi) e della
loro propensione ad accettarli o condannarli. Infine, riguardo ad alcune situazioni ipotetiche, si è voluto capire la tipologia di comportamento adottato sul
piano concreto quando i ragazzi sono direttamente interessati da episodi di illegalità e di ingiustizia durante lo svolgimento di attività sportive.
1 Etica sportiva: realtà o sogno?
La maggior parte dei giovani intervistati si dice interessata allo sport principalmente perché lo pratica (68,8%). Tra tutte le attività sportive, alcune sono maggiormente seguite e praticate. In particolare i ragazzi giocano soprattutto a calcio, pallanuoto, basket, mentre le ragazze si dedicano di più al nuoto, al pattinaggio, alla pallavolo e alla danza. Meno praticati gli sport quali rugby, ciclismo,
sci e snowboard. Infine, in misura abbastanza equivalente sia i ragazzi che le ragazze frequentano le palestre sportive che oggi offrono, oltre alle classiche atti-
15
Per approfondimenti cfr.
Consiglio d’Europa, Il
Consiglio d’Europa e lo Sport,
reperibile all’indirizzo Internet
http://www.coe.int/t/.
61
Capitolo III · Giovani, sport e legalità
Parte I
62
vità di fitness, discipline estremamente diversificate.
Le componenti dell’interesse per lo sport da parte
dei giovani cremonesi sono quella ludica e quella di
vera e propria passione. Quest’ultima si nutre in
primo luogo nei confronti del calcio dove la possibilità di essere più frequentemente spettatori diretti
rispetto ad altre discipline, incrementa l’affezione e
il coinvolgimento. Oltre i tre quarti infatti conferma
di seguire lo sport per interesse e divertimento. I
motivi invece per cui si praticano gli sport sono legati alla possibilità di scaricare la tensione, di mantenersi in forma ma anche di socializzare, di sperimentare la componente competitiva dei rapporti
con i pari, di misurarsi con le proprie capacità e di
rafforzare il legame con il gruppo.
Alcune annotazioni degli studenti evidenziano tutti
questi elementi: “perché mi piace l’attività fisica e
stare con gli altri e mi interessa vedere le persone
più esperte”, oppure “perchè trovo sfogo, mi diverto,
mi fa sentire libero e anche se a volte si esagera è
divertente e appassionante”. Ancora, “perché adoro
ballare e questo tipo di sport mi fa sentire bene con
me stessa” oppure “per socializzare e tenermi in
forma, per capire e comprendere le regole del gioco”.
Ma oltre l’interesse e la passione soggettivi, il mondo
sportivo che i ragazzi sperimentano ed osservano è,
secondo la loro opinione, onesto, corrotto o queste
due caratteristiche dipendono dal tipo di sport?
Circa un terzo dei ragazzi intervistati (34,3%) dichiara di ritenere corrotto il mondo dello sport, forse
a seguito della maggiore informazione sul ‘dietro le
quinte’ del mondo del calcio. Tra questi, sono i ragazzi a prevalere e in particolare quelli che si interessano di calcio e lo praticano. Solo in pochissimi
casi i giovani vedono l’ambiente sportivo come onesto (1,0%).
La maggior parte opera comunque una distinzione
rispetto ai differenti contesti sportivi considerando
l’ambiente calcistico quello più ‘sporco’ e a rischio
perché colpito non tanto da un elevato numero di
episodi di illegalità ma da casi di vasta portata
(64,2%). Si pensi allo scandalo ‘Calciopoli’ dove
sono venuti a galla episodi di corruzione che hanno
visto, oltre alla responsabilità della dirigenza calcistica, anche quella di arbitri ‘venduti’ per ottenere
risultati dalle partite di calcio a favore di una squadra piuttosto che un’altra.
Tab. 1 - L’ambiente dello sport ai giorni nostri.
Valori percentuali (n=481).
%
Dipende dal tipo di sport
64,2
Corrotto
34,3
Onesto
1,0
Non risponde
0,5
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Indipendentemente dalla risposta data alla precedente domanda, si è comunque voluto sapere
quali, nell’opinione dei giovani cremonesi, le
cause dei fenomeni di corruzione nel mondo dello
sport.
Quasi otto ragazzi su dieci ritengono che dietro agli
episodi di corruzione vi siano soprattutto interessi
economici che manovrano le competizioni e le gare
sportive (77,7%). Rispetto al genere, sono di più le
ragazze a vedere negli aspetti economici il fattore
principale della corruzione (il 54,4% contro il
45,6%). Anche il successo, inteso come incremento
del potere e della ricchezza personale di chi dirige
così come la fama e la popolarità di chi gioca perché vince le partite, possono essere alla base di fenomeni di questo tipo, il 62,9% infatti è molto d’accordo con questa affermazione. Abbastanza influenti invece gli interessi politici (39,3%), vedendo
in questo ambito un’illegalità di tipo prettamente
economico.
Nell’opinione delle ragazze prevale di più il motivo del successo (il 56,3% contro il 43,7%), mentre rispetto al percorso formativo intrapreso
(scuola frequentata), sono gli studenti degli istituti
tecnici piuttosto che quelli dei licei a sostenere
che il successo sia molto rilevante (il 54,3% contro il 40,4%).
Fig. 1 - Cause della corruzione nel mondo dello sport. Valori percentuali (n=481).
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
Interessi
economici
Interessi
politici
Ricerca
Assenza
del successo di controllo
molto
Crisi
dei valori
abbastanza
Complicità
tra società
sportive e
tifoserie
poco
per niente
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Abbastanza importanti l’assenza di controllo e la mancanza di valori etici, rispettivamente 48,4% e 41,1%. In particolare, sono gli studenti degli istituti tecnici
che considerano la mancanza di organismi di controllo e di meccanismi regolativi il motivo principale della corruzione.
Di minore incidenza infine, la complicità tra società sportive e tifoserie a conferma della convinzione secondo cui la corruzione sia esclusivo appannaggio di
chi gestisce lo sport e non tanto di chi lo segue: per il 27,2% infatti questo fattore è poco importante.
Anche l’assunzione da parte degli atleti di sostanze dopanti riflette l’assenza o la
debolezza della cultura della legalità all’interno degli ambienti sportivi. Allo
stesso modo, aggressioni e danneggiamenti in occasione delle partite di calcio
riflettono una cultura della violenza che non è certo sinonimo di legalità.
1.1 Violenza negli stadi e doping
La forza o la debolezza della legalità nel mondo dello sport si esprime anche attraverso le condotte messe in atto da coloro che seguono le competizioni sportive con particolare riferimento agli episodi di violenza negli stadi, spesso agiti
dalle differenti tifoserie: atti vandalici contro strutture e arredo urbano, scontri
dall’esito a volte mortale tra tifosi e Forze dell’ordine, danneggiamenti agli impianti sportivi e all’arredo urbano, sono solo alcuni esempi di come lo sport
possa portare a situazioni di pericolo e di conflittualità sociale esasperata.
Rispetto a questi eventi, più di quattro giovani su dieci ritengono che la causa
più frequente sia la mancanza di etica sportiva (44,5%) in linea con i contenuti
del dibattito attuale dove da più parti si sottolinea la necessità di ripristinare co-
63
Fig. 2 - Cause della violenza negli stadi. Valori percentuali (n=481).
100
90
80
70
60
50
40
Capitolo III · Giovani, sport e legalità
30
Parte I
64
20
10
0
Persone
già violente
Strutture che
non
garantiscono
la sicurezza
Carenza di
controllo
agli ingressi
Svolgimento
delle partite
Assenza di
etica sportiva
molto
abbastanza
poco
per niente
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
dici etici e di condotta per regolare sia le manifestazioni sportive, sia i comportamenti di coloro che, a
vario titolo, vi partecipano (atleti, calciatori, tifosi,
ecc) e più in generale di coloro che amministrano
questo settore.
Anche la personalità già violenta di chi si reca allo
stadio e la carenza di controllo agli ingressi sono
considerati cause abbastanza determinanti degli episodi di violenza da quasi quattro ragazzi su dieci (rispettivamente 37,2% e 35,3%). Meno rilevanti invece le modalità di svolgimento delle partite
(43,2%).
Un fenomeno differente ma che riflette l’assenza o la debolezza della cultura della legalità all’interno degli ambienti
sportivi è l’assunzione da parte degli atleti di sostanze dopanti per migliorare le proprie prestazioni e aumentare la
possibilità di vittoria.
In generale, il fatto di utilizzare sostanze dopanti non
è condiviso dai giovani cremonesi: la maggior parte
infatti ritiene che non sia giusto assumerle per ottenere la vittoria o per potenziare la performance.
Molti sostengono che questo comportamento abbia
effetti negativi sulla salute (68,2%), altri sono contrari perché è un comportamento penalmente perseguibile (35,3%), altri ancora ritengono che sia più
importante della salute il rischio di essere squalificati dalle competizioni sportive con la conseguenza
di dover rinunciare alla gara e ad una vittoria quasi
certa (34,1%).
Sono le ragazze quelle che in misura maggiore guardano all’aspetto della salute e che ritengono il doping molto negativo, sia esso una modalità radicata
o più sporadica nella carriera sportiva dell’atleta
(58,5%) e gli studenti iscritti agli istituti tecnici rispetto a quelli che frequentano il liceo (il 54,0% contro il 41,8%).
Fig. 3 - Cosa pensi se un atleta usa sostanze dopanti per migliorare le proprie prestazioni
sportive. Valori percentuali (n=481).
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
Fa bene,
aumenta la
probabilità
di vincere
Fa bene, Fa bene, Fa bene, Fa bene, Fa male, Fa male, Fa male,
solo se se non fa se non perché lo perché
perché
perché
gioca a male alla viene fanno tutti condotta rischia la effetti
livello
salute scoperto
perseguibile squalifica negativi
agonistico
sulla salute
molto
abbastanza
poco
per niente
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Altri motivi alla base di questa condotta illecita sono scelti in misura decisamente inferiore. Non si giustifica per niente l’assunzione di sostanze dopanti
per aumentare la probabilità di vittoria esprimendo l’idea secondo cui il fair
play deve essere lo spirito prevalente delle competizioni sportive (69,4%) e nemmeno si approva questo comportamento perché diffuso in determinati ambienti,
fa bene perché in certi ambienti lo fanno tutti (68,2%) evidenziando come per
i giovani, l’opinione secondo cui è più consentito ‘trasgredire’ le regole se si
tratta di prassi sociali condivise (ad esempio non allacciare le cinture di sicurezza) non valga per gli atleti. Analogamente, la possibilità che nessuno venga
scoperto è un altro motivo per niente approvato dai ragazzi (69,9%) e, rispetto
al genere, sono quasi sei ragazze su dieci a sostenerlo rispetto a quattro ragazzi
su dieci.
Per combattere sia i casi di violenza negli stadi, sia i fenomeni di assunzione
di sostanze dopanti da parte degli atleti, leggi ed interventi più o meno preventivi e repressivi sono stati messi in atto nel nostro paese, anche se spesso
più sull’onda dell’emergenza. Allo scopo di arginare la violenza negli stadi e
in un’ottica di tutela della sicurezza pubblica, sono state aumentate le pene
per le persone violente e il relativo numero di arresti, sono stati incrementati
i controlli e, a fronte degli ultimi episodi di cronaca che hanno contato i primi
morti, le partite di calcio sono state sospese o svolte senza la presenza dei tifosi. Sembra però che il fenomeno non sia stato arginato definitivamente, perché riprendono i campionati di calcio e il rischio è lì dietro l’angolo. Forse
65
Capitolo III · Giovani, sport e legalità
Parte I
66
perché il problema è l’etica e, più in generale, la
debolezza oggi della cultura della legalità non solo
nel mondo dello sport ma nella società più in generale, come evidenziato precedentemente dai giovani interpellati.
Ad ogni modo, una serie diversificata di azioni sarebbe auspicabile soprattutto per tutelare la legalità e in questo senso si è voluto sapere cosa ne
pensano i giovani. Non solo, in conclusione, due
situazioni specifiche ed ipotetiche sono sottoposte
al parere dei ragazzi per capire il tipo di atteggiamento quando i comportamenti degli altri sono
causa di rabbia o frustrazione, oppure di riprovazione.
1.2 Interventi e comportamenti possibili
Oltre un terzo dei ragazzi, sulla scia degli interventi recentemente adottati a livello governativo,
ritiene che aumentare le pene per chi commette
atti violenti potrebbe ridurre la propensione a fare
questo tipo di azioni (37,2%). Ma anche gli interessi economici sono responsabili dell’affievolimento della legalità: il 23,1% preferirebbe che questi restassero fuori dal mondo dello sport per impedire a dirigenti o responsabili di squadre e competizioni di guadagnare da partite di calcio truccate e da arbitri corrotti. Un po’ meno importante,
ma una strada altrettanto percorribile, è quella di
aumentare il controllo e la repressione nei luoghi
dove si svolgono le competizioni sportive (20,2%),
opinione che si muove nella stessa direzione della
necessità di aumentare le pene e le sanzioni per i
violenti.
Tab. 2 - Cosa servirebbe oggi per tutelare la legalità
nel mondo dello sport. Valori percentuali (n=481).
%
Aumentare le pene e le sanzioni
per le persone violente
37,2
Non fare girare tutto intorno ad interessi economici
23,1
Aumentare il controllo e la repressione nei luoghi
dove si svolgono le competizioni sportive
20,2
Aumentare le pene e le sanzioni per coloro
che perseguono i propri interessi economici
a scapito degli altri
8,1
Promuovere percorsi educativi all’interno
degli ambienti sportivi
5,6
Organizzare più momenti di educazione
alla legalità nelle scuole
3,7
Altro
2,1
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Riscuotono meno consenso aumentare le pene e le
sanzioni per coloro che perseguono i propri interessi economici a scapito degli altri (8,1%), promuovere percorsi educativi all’interno degli ambienti
sportivi (5,6%) e organizzare più momenti di educazione alla legalità nelle scuole (3,7%), a conferma
sia di come la percezione della gravità dei reati economici e della necessità di punirli sia decisamente
bassa seguendo una tendenza culturale generalizzata della società italiana, sia della convinzione che
il compito di risolvere determinati problemi sia
dello Stato.
L’opzione ‘altro’ contiene un insieme di affermazioni che riflettono in parte il contenuto delle opzioni di risposta della domanda, ma che allo stesso
tempo gettano luce su altri elementi responsabili
dell’assenza di legalità e delle conseguenti opzioni
percorribili per incrementarne la diffusione.
Alcuni infatti affermano “punire tutti gli atti di non
rispetto della legge sia per quanto riguarda la violenza negli stadi, sia per quanto riguarda gli aspetti
economici” oppure “che i poliziotti siano più repressivi nei confronti di chi crea disturbo” o ancora “basta fare rispettare le regole già esistenti e fare in
modo che gli arbitri non abusino del loro potere”,
qualcuno invece sostiene “pagare meno i giocatori”. Le scelte maggioritarie quindi
ribadiscono la necessità che le pene siano effettive e certe, più che la necessità
di interventi nuovi e diversi.
Non solo, tra gli studenti l’atteggiamento più repressivo e punitivo che si esprime
nell’inasprimento di pene e sanzioni per le persone violente, appartiene in misura maggiore ai ragazzi, mentre le opzioni più di sensibilizzazione e di educazione alle ragazze.
In conclusione, due situazioni ipotetiche sono state presentate ai giovani cremonesi, con l’obiettivo di conoscere il tipo di comportamento che verrebbe adottato per fare fronte a due situazioni specifiche: il lancio di una monetina in campo
da parte di un amico durante una partita di calcio e la valutazione ingiusta da
parte dell’arbitro durante una competizione sportiva.
Nel primo caso, quando i ragazzi assistono ad atti vandalici causati da amici o
conoscenti, il 53,0% rimprovera l’amico e in misura maggiore sono le ragazze a
scegliere di agire in questo modo (56,9%).
Oltre un terzo dei giovani rispondenti non farebbe nulla, in quanto non si sentono responsabili del comportamento dell’amico (34,3%), con una distribuzione
piuttosto omogenea tra ragazzi e ragazze.
Tab. 3 - Allo stadio un tuo amico lancia una monetina in campo. Valori percentuali (n=481).
%
Lo riprendo perché è un comportamento pericoloso
53,0
Niente sono affari suoi
34,3
Mi allontano e fingo di non conoscerlo
6,9
Al suo posto l’avrei fatto anche io
3,3
Avviso la vigilanza
2,5
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Anche se in percentuale minore, alcuni studenti scelgono di allontanarsi e di fare
finta di non conoscere l’autore del gesto (6,9%), si comporterebbero in questo
modo molto di più i ragazzi rispetto alle ragazze. Un messaggio contraddittorio,
anche se di matrice diversa ma correlata, si può leggere in relazione alla percentuale bassissima di coloro che avviserebbero la vigilanza (2,5%): se da una parte
solo due ragazzi su dieci chiederebbe l’aiuto di figure preposte al controllo, dall’altra si è visto precedentemente come il controllo e il ripristino della legalità,
ad esempio negli stadi, spetti proprio ai tutori dell’ordine.
Se invece i ragazzi si trovassero a disputare una gara contro una squadra avversaria e fossero oggetto di una valutazione ritenuta ingiusta da parte dell’arbitro,
cosa farebbero?
Il 36,6% dei rispondenti cerca di spiegare con calma le proprie ragioni, tentando
di cambiare la situazione attraverso modalità non conflittuali. L’approccio più
‘ragionevole’ appartiene in misura maggiore alle ragazze.
67
Tab. 4 - Subisci una valutazione ingiusta da parte dell’arbitro.
Valori percentuali (n=481).
Capitolo III · Giovani, sport e legalità
%
Parte I
68
Cerco di spiegare con calma le mie ragioni
36,6
Discuto animatamente con l’arbitro per fare
valere le mie ragioni
22,0
Lascio perdere perché in fondo è l’arbitro che decide
18,1
Insulto l’arbitro che non capisce niente
15,6
Mi ritiro dalla gara in segno di protesta
4,8
Reagisco contro gli altri giocatori
2,9
Totale
100
Fonte: elaborazione Ufficio Sicurezza Urbana - Comune di Cremona
Allo stesso tempo, si registra una percentuale abbastanza significativa di coloro che sarebbero più propensi a discutere animatamente con l’arbitro per fare
valere le proprie ragioni (22,0%), dove ancora sono di
più le ragazze a scegliere questo tipo di comportamento. L’atteggiamento rinunciatario segue subito
dopo con il 18,1% dei ragazzi che pensano sia meglio
lasciare perdere perché alla fine è l’arbitro che decide.
Infine, chi sull’onda della rabbia e della frustrazione,
ritiene che sia possibile insultare l’arbitro a partire
dalla convinzione che non capisce niente (15,6%).
È interessante la diversità degli atteggiamenti di ragazzi e ragazze. Mentre queste ultime sono più battagliere ma anche più rispettose limitandosi ad
azioni di protesta contenute, i ragazzi se decidono
di ribellarsi lo fanno con modalità leggermente più
aggressive, insultando l’arbitro o, anche se in misura decisamente minore, reagendo contro gli altri
giocatori. Infine, ritirarsi in segno di protesta rappresenta un’opzione di resa che non appartiene, per
i giovani, alla logica delle gare sportive in quanto
dimostrazione di poca forza e determinazione, solo
il 4,8% sceglierebbe questo comportamento.
In conclusione, da questa breve analisi del rapporto
dei giovani con lo sport e del loro pensiero in merito alla presenza o all’assenza di una cultura della
legalità negli ambienti sportivi, emerge un forte desiderio di etica sportiva in virtù di una loro visione
positiva e costruttiva dello sport.
Se infatti, rispetto ad altri ambiti della società si è
disposti a tollerare maggiormente situazioni di ille-
galità e prevalgono scelte comportamentali più legate alla specifica sub cultura giovanile, alle condotte
in ambito sportivo non si fanno sconti: ognuno è,
nella loro opinione, chiamato a fare la propria parte
(dirigenti delle società calcistiche, atleti, calciatori,
arbitri, tifosi, ecc) per contribuire alla legalità e al
rispetto delle regole del gioco, o più realisticamente
per ripristinare un senso di legalità in parte perduto.
In sintesi
In generale, i giovani cremonesi esprimono un forte
attaccamento a valori positivi, sani principi di giustizia e di solidarietà e una visione della cultura della
legalità le cui regole sono riconosciute importanti
nel regolare e preservare la convivenza civile. La
questione della legalità però resta ancora aperta in
una società dove i diversi esempi, soprattutto nei
contesti governativi, rappresentano una continua
sfida ai valori legittimi dominanti.
È evidente quindi come il compito di promuovere
una cultura della legalità spetti in primo luogo al
mondo degli adulti, in particolare a genitori ed insegnanti in quanto figure che i giovani rispettano e
ritengono affettivamente significative e che possono
quindi trasmettere, all’interno di un rapporto di fiducia, la valenza e l’importanza della legalità. Non
solo, anche i diversi segmenti della società rivestono
una funzione altrettanto fondamentale nel sollecitare una cittadinanza attiva e partecipe ai valori della
democrazia in termini di rispetto e libertà reciproca,
dove la legge riveste un ruolo di ‘garante’ e non di
‘soppressore’. Stando al quadro emerso, le premesse
per educare alla legalità sembrano promettenti.
Di seguito i principali risultati della ricerca:
- Onestà, lealtà ed impegno sono i valori più importanti per i giovani cremonesi. Il principio secondo
cui tutto è permesso ma nel rispetto degli altri guida
principalmente l’azione e il rapporto con la realtà,
mentre negli altri (amici, genitori, insegnanti, ecc)
è molto apprezzato il fatto di essere sempre se stessi,
di sapere ascoltare e aiutare in caso di bisogno.
- La legalità è per i giovani un concetto ‘dinamico’: un
insieme di diritti e doveri che possono essere con-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
frontati, discussi e negoziati sia a scuola che in famiglia. E infatti, le leggi, quale
espressione della legalità, devono essere rispettate ma si può lavorare per cambiarle.
La pacifica convivenza tra le persone è garantita nella misura in cui ognuno fa
la sua parte, dando il buon esempio senza violare le leggi ed essendo responsabile delle proprie azioni.
Ma, dal punto di vista dei giovani, nella società è diffusa una cultura dell’illegalità a causa soprattutto della debolezza dello Stato e della corruzione dei partiti politici. Il rimedio è poter disporre di un sistema di giustizia veloce ed efficace (pene celeri, certe e severe).
La legalità è possibile con uno Stato garante delle leggi ed erogatore di equità
sociale. In questo senso, le Forze dell’ordine, la parte più visibile delle istituzioni sul territorio e che incarna le funzione normativa dello Stato, sono chiamate a fare la loro parte garantendo la quiete pubblica e proteggendo le persone in difficoltà. Rispetto a queste ultime, l’atteggiamento dei giovani è un
misto di sfiducia e distacco.
La fiducia maggiore è riposta nei genitori, negli amici e negli insegnanti ed
educatori. Poca la fiducia nei mezzi di comunicazione di massa in contrasto
con un luogo comune che vede i ragazzi come fruitori passivi piuttosto che
come consumatori critici.
Le condotte trasgressive o ‘devianti’ sono, in molti casi, l’espressione di una
sub cultura giovanile con valori, stili di vita ed abitudini antagonisti rispetto a
quelli dominanti. Rappresentano inoltre il desiderio di comunicare o il bisogno di esternare un disagio.
I giovani cremonesi riconoscono la responsabilità individuale dei comportamenti illeciti e non ritengono che l’agire in gruppo costituisca un’attenuante.
Le violazioni economiche sono, in generale quelle ritenute più ammissibili, lo
scontrino fiscale normalmente opzionale e la merce contraffatta o i CD duplicati come se fossero esposti nei negozi. Ammissibili i danneggiamenti solo se
si tratta di scrivere sui muri, mentre non ammissibili le violazioni appropriative, la violenza e l’aggressività contro le persone.
Nella quotidianità di tutti i giorni, se i giovani si confrontano con situazioni ipotetiche dove scegliere tra comportamenti più pro-sociali/individualistici o di
sincerità/omertà cambia l’opinione dei comportamenti ammessi e non ammessi.
Si permette ad un compagno di copiare un compito in classe e lo si copre se ha
commesso un danno accidentale alle strutture scolastiche, ma non si protegge
chi commette atti di bullismo anzi si interviene o si chiede un aiuto esterno.
Lo sport per i giovani cremonesi come gioco e passione. Lo si pratica per socializzare, imparare le regole, stare in forma e vivere l’aspetto competitivo delle relazioni.
Ma come nella società si ritiene che prevalga una cultura dell’illegalità, anche
negli ambienti sportivi si pensa che manchi un’etica sportiva capace di arginare fenomeni quali la corruzione, la violenza negli stadi e il doping.
Per la maggior parte degli adolescenti cremonesi, legalità nel mondo dello sport
significa ripristinare un insieme di principi etici, anche se per tutelarla può
essere utile incrementare le pene e le sanzioni per le persone violente e proibire che giri tutto intorno ad interessi economici.
69
QUESTIONARIO PER GLI STUDENTI
Questionario ‘Legalità e quotidianità’
Parte A - Valori, norme e regole
Parte I
70
1. Ci piacerebbe sapere quali sono per te i valori più importanti. Indica per ognuno dei seguenti
valori se li consideri molto, abbastanza, poco o per niente importanti.
Molto
Abbastanza
Poco
Per niente
Successo
❑
❑
❑
❑
Onestà
❑
❑
❑
❑
Impegno
❑
❑
❑
❑
Solidarietà
❑
❑
❑
❑
Lealtà
❑
❑
❑
❑
Tolleranza
❑
❑
❑
❑
Coerenza
❑
❑
❑
❑
Fede religiosa
❑
❑
❑
❑
Egoismo
❑
❑
❑
❑
Furbizia
❑
❑
❑
❑
1.1. Cosa, secondo te, rende pacifica la convivenza tra le persone? (massimo 2 risposte)
❑ Il senso di responsabilità dei cittadini
❑ La partecipazione politica e sociale
❑ L’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge
❑ Il rispetto delle leggi da parte dei cittadini
❑ Le stesse possibilità per tutti i cittadini
1.2. Quanto sei d’accordo con le seguenti affermazioni? (1 risposta per riga)
Molto
Abbastanza
È giusto seguire la propria coscienza
❑
❑
Bisogna vivere giorno dopo giorno senza particolari principi ❑
❑
È meglio pensare e agire come gli altri
❑
❑
Tutto è permesso ma nel rispetto degli altri
❑
❑
È importante soprattutto il proprio interesse
❑
❑
La migliore guida è la fede religiosa
❑
❑
Poco
❑
❑
❑
❑
❑
❑
Per niente
❑
❑
❑
❑
❑
❑
1.3. Quanto apprezzi le seguenti qualità nelle persone che frequenti? (1 risposta per riga)
Molto
Abbastanza
Poco
Per niente
L’essere capaci di ascoltare
❑
❑
❑
❑
L’esprimere sempre le proprie idee
❑
❑
❑
❑
Il rispettare le regole del vivere comune
❑
❑
❑
❑
L’essere sempre se stessi
❑
❑
❑
❑
L’essere persone di fede religiosa
❑
❑
❑
❑
Il rispettare le idee degli altri
❑
❑
❑
❑
L’aiutare gli altri in caso di bisogno
❑
❑
❑
❑
L’essere sempre informati
❑
❑
❑
❑
L’impegno nel volontariato
❑
❑
❑
❑
L’impegno nella politica
❑
❑
❑
❑
1.4. Secondo te legalità significa: (massimo 2 risposte)
❑ Democrazia
❑ Libertà
❑ Dialogo
❑ Diritti e doveri
1.5. Secondo te legalità in famiglia e a scuola significa: (massimo 2 risposte)
❑ Obbedire alle regole date da genitori/insegnanti
❑ Definire le regole insieme a genitori/insegnanti
❑ Definire le regole da soli
❑ Comportarsi in modo sincero
❑ Nascondere i comportamenti negativi
1.6. Con quale delle seguenti affermazioni sei d’accordo? (1 risposta)
❑ La legge deve essere sempre rispettata anche quando non la si ritiene giusta
❑ La legge deve essere rispettata, ma ogni tanto è possibile violarla
❑ La legge deve essere rispettata solo quando la si considera giusta
❑ La legge deve essere rispettata ma si può lavorare per cambiarla
Parte B - Opinioni e comportamenti
2. Una persona che commette un atto illegale è ‘diversa’ da una ‘persona comune’?
❑ Si, sempre
❑ Si, in alcuni casi. Quali?
❑ No, mai
❑ Non so
71
Questionario ‘Legalità e quotidianità’
2.1. Secondo te, un qualsiasi atto illegale è meno grave se commesso in gruppo?
❑ Si, sempre
❑ Si, in alcuni casi. Quali?
❑ No, mai
❑ Non so
Parte I
72
2.2. Secondo te, perché un/a ragazzo/a trasgredisce le regole? (massimo 2 risposte)
❑ Per semplice divertimento
❑ Perché non va d’accordo con i genitori
❑ Per mancanza di valori in cui credere
❑ Per provare almeno una volta
❑ Per solitudine
❑ Perché si trova in una situazione in cui non può fare diversamente
❑ Perchè si sente coraggioso
❑ Perché lo fa con amici/conoscenti
❑ Per dimostrare qualcosa agli altri
2.3. Secondo te, le conseguenze economiche e/o penali di un atto illegale commesso da un/a ragazzo/a sono: (1 risposta)
❑ Della persona che ha commesso il fatto
❑ Della famiglia
❑ Degli insegnanti/educatori
❑ Del gruppo di amici
❑ Della società
2.4. Tra i comportamenti di seguito elencati quali, secondo te, sono ammissibili e quali non sono
ammissibili? (1 risposta per riga)
Ammissibili
Non ammissibili
Sottrarre oggetti di poco valore dai negozi
❑
❑
Guidare senza avere la patente
❑
❑
Rubare oggetti personali a compagni/amici
❑
❑
Abbandonare o maltrattare un animale
❑
❑
Andare in auto senza allacciare le cinture di sicurezza
❑
❑
Andare in motorino senza casco
❑
❑
Sottrarre un libro dalla biblioteca
❑
❑
Salire sui mezzi pubblici senza biglietto
❑
❑
Comprare sigarette di contrabbando
❑
❑
Acquistare merce contraffatta
❑
❑
Uscire da un locale e/o negozio senza scontrino fiscale
❑
❑
Insultare un agente di polizia troppo fiscale
❑
❑
Pagare le tasse meno del dovuto
❑
❑
Pagare per ottenere un favore
❑
❑
Mentire per difendere un amico
❑
❑
Evitare di pagare una consumazione in un locale
❑
❑
Rovesciare e/o bruciare cassonetti
❑
❑
Graffiare e/o danneggiare un’auto, moto, bicicletta
❑
❑
Scrivere sui muri e/o mezzi pubblici
❑
❑
Vendere/comprare CD duplicati
❑
❑
Usare violenza per fare valere le proprie ragioni
❑
❑
2.5. L’immigrazione clandestina, ovvero l’ingresso nel nostro paese di persone senza i documenti
necessari: (1 risposta)
❑ È un reato e quindi andrebbe punito
❑ Può creare preoccupazione ma non è un reato
❑ Non è un reato perchè lasciare il proprio paese è un diritto
❑ È comunque una risorsa per il nostro paese
2.6. Un tuo amico ruba un oggetto ad un altro tuo amico. Cosa fai? (1 risposta)
❑ Parlo con il mio amico e lo convinco a riconsegnare l’oggetto
❑ Avviso il mio amico e gli dico chi ha rubato il suo oggetto
❑ Avviso qualcuno (genitori, insegnanti, amici, ecc) che può risolvere la cosa
❑ Faccio finta di niente
2.7. I tuoi amici organizzano una festa ma non ti invitano. Cosa fai? (1 risposta)
❑ Parlo con loro per capire come mai non mi hanno invitato
❑ Mi presento comunque alla festa per metterli in imbarazzo
❑ Non dico nulla perché in questo modo hanno perso la mia fiducia
❑ Mi arrabbio, li affronto apertamente e chiudo l’amicizia
73
Questionario ‘Legalità e quotidianità’
2.8. A scuola un tuo compagno per sbaglio rompe il vetro di una finestra. Cosa fai? (1 risposta)
❑ Se i miei compagni non dicono niente, non parlo nemmeno io
❑ Non dico niente agli insegnanti ma riprendo il mio compagno
❑ Avviso gli insegnanti anche se gli altri compagni non dicono niente
❑ Avviso gli insegnanti perché anche gli altri compagni lo fanno
❑ Mi confronto prima con i miei compagni e poi decido se dirlo agli insegnanti
Parte I
74
2.9. Un compagno ti chiede di poter copiare da te un compito in classe. Cosa fai? (1 risposta)
❑ Non gli permetto di copiare perché penso che deve studiare
❑ Gli permetto di copiare una volta e gli raccomando di studiare
❑ Gli permetto di copiare, io studio e non mi cambia niente aiutarlo
❑ Gli permetto di copiare sempre, alla fine se non studia è un suo problema
2.10. Un ragazzo della tua scuola è spesso vittima di scherzi e offese pesanti da parte di alcuni
ragazzi. Cosa gli consigli di fare? (1 risposta)
❑ Di riferire il fatto al preside/insegnanti della scuola
❑ Di lasciare perdere perché prima o poi smetteranno
❑ Di ribellarsi
❑ Di parlare con questi ragazzi e di chiedere spiegazioni
2.11. Per strada, ti capita di imbatterti in una persona che con l’auto ferma chiede aiuto. Cosa
fai? (1 risposta)
❑ Mi avvicino e se posso, cerco di aiutarla
❑ Continuo per la mia strada perché penso che qualcun altro la aiuterà
❑ Avviso le Forze dell’ordine
❑ Mi allontano perché penso che non posso comunque fare niente
2.12. Trovi un portafoglio per strada con all’interno i documenti e un po’ di soldi. Cosa fai? (1 risposta)
❑ Contatto la persona e le consegno il portafogli
❑ Contatto la persona, le consegno il portafogli ma tengo i soldi
❑ Consegno il portafogli alle Forze dell’ordine
❑ Lascio il portafogli dove è
2.13. Al concerto del tuo artista preferito sono esauriti i biglietti e non ti fanno entrare. Ti accorgi
però che il personale alla cassa lascia entrare i propri conoscenti. Cosa fai? (1 risposta)
❑ Non dico nulla e me ne vado
❑ Insisto fino a quando non mi fanno entrare
❑ Protesto facendo presente che non è giusto che entrino conoscenti/amici
❑ Mi arrabbio e li insulto per la loro scorrettezza
2.14. Se ti dovesse capitare di essere vittima di un reato non grave (ad es. un piccolo furto, una piccola frode, un danneggiamento di oggetti personali) e sapessi chi è stato, cosa faresti? (1 risposta)
❑ Denuncerei subito il fatto e l’autore del reato alle Forze dell’ordine
❑ Denuncerei il fatto solo se certo della condanna dell’autore del reato
❑ Denuncerei l’autore del reato solo se i danni subiti sono elevati
❑ Sarei disposto insieme a qualcuno a parlare con l’autore del reato
❑ Farei finta di niente per non avere problemi
❑ Dopo la denuncia incontrerei l’autore del reato per capire i motivi della sua azione
❑ Denuncerei il fatto e non sarei disposto ad incontrare l’autore del reato
❑ Non denuncerei né il fatto né l’autore del reato perché ho scarsa fiducia nella giustizia
Parte C - Società, istituzioni e forze dell’ordine
3. Secondo la tua opinione, la società è: (massimo 2 risposte)
❑ Un insieme di istituzioni e di leggi che regolano la vita delle persone
❑ Un insieme di persone
❑ Una condizione necessaria
❑ Un obbligo
❑ Un modo per convivere con gli altri e aiutarsi reciprocamente
❑ Un luogo dove le persone possono affermarsi
❑ L’espressione della vita sociale di un popolo
3.1. Secondo te, nella nostra società prevale una cultura della legalità o dell’illegalità?
❑ Cultura della legalità
❑ Cultura dell’illegalità
3.2. Se hai risposto che prevale una cultura dell’illegalità, questa dipende da: (massimo 2 risposte)
❑ La corruzione politica dei partiti
❑ La possibilità di aggirare la legge
❑ La debolezza dello Stato
❑ La perdita del senso di altruismo
❑ La poca forza dei valori morali e sociali
3.3. Secondo te, per garantire la legalità nella nostra società è necessario: (massimo 2 risposte)
❑ Riconoscere il valore e l’importanza della legge
❑ Fare leggi più severe
❑ Dare punizioni più severe a coloro che non rispettano le leggi
❑ Inserire programmi di educazione alla legalità nelle scuole
❑ Più controllo da parte delle Forze dell’ordine
❑ Più controllo da parte di genitori, insegnanti, educatori, ecc
❑ Sensibilizzare ai valori della pace e della tolleranza
❑ Eliminare le differenze sociali ed economiche tra le persone
75
Questionario ‘Legalità e quotidianità’
3.4. Chi, secondo te, deve garantire la legalità nella nostra società? (1 risposta per riga)
Molto Abbastanza
Poco
Per niente
La società civile
❑
❑
❑
❑
Lo Stato
❑
❑
❑
❑
I comuni
❑
❑
❑
❑
Il sistema di giustizia
❑
❑
❑
❑
Le Forze dell’ordine
❑
❑
❑
❑
Il sistema politico
❑
❑
❑
❑
Il sistema economico
❑
❑
❑
❑
Parte I
76
3.5. In quale ambito invece, secondo te, la legalità è in crisi? (1 risposta per riga)
Molto Abbastanza
Poco
La società civile
❑
❑
❑
Lo Stato
❑
❑
❑
I comuni
❑
❑
❑
Il sistema di giustizia
❑
❑
❑
Le Forze dell’ordine
❑
❑
❑
Il sistema politico
❑
❑
❑
Il sistema economico
❑
❑
❑
Per niente
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
3.6. Quale è, secondo te, il ruolo principale dello Stato nella vita pubblica? (1 risposta)
❑ Fare rispettare le leggi per garantire la pacifica convivenza tra cittadini
❑ Tutelare i più deboli
❑ Garantire servizi ai cittadini (sanità, trasporti, istruzione, ecc)
❑ Garantire l’integrazione della popolazione immigrata
3.7. Quanto ritieni che le seguenti esperienze personali renderebbero una persona adatta a governare il nostro paese? (1 risposta per riga)
Molto Abbastanza
Poco
Per niente
Nessuna esperienza particolare
❑
❑
❑
❑
Esperienza politica
❑
❑
❑
❑
Esperienza intellettuale
❑
❑
❑
❑
Esperienza di volontariato
❑
❑
❑
❑
Esperienza imprenditoriale
❑
❑
❑
❑
Esperienza sindacale
❑
❑
❑
❑
Esperienza artistica
❑
❑
❑
❑
3.8. Quanta fiducia riponi nelle seguenti figure/istituzioni? (1 risposta per riga)
Molta Abbastanza
Poca
Partiti politici
❑
❑
❑
Sindacati
❑
❑
❑
Magistratura
❑
❑
❑
Stato
❑
❑
❑
Forze dell’ordine
❑
❑
❑
Unione Europea
❑
❑
❑
Nazioni Unite
❑
❑
❑
Altri organismi/associazioni non governative
(Telefono Azzurro, Amnesty International,
Greenpeace, Emergency, ecc)
❑
❑
❑
Istituzioni religiose
❑
❑
❑
Mezzi di comunicazione di massa
(TV, radio, giornali, Internet)
❑
❑
❑
Amici
❑
❑
❑
Genitori
❑
❑
❑
Insegnanti/educatori
❑
❑
❑
Nessuna
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
3.9. Quanto sei d’accordo con le seguenti affermazioni che descrivono l’atteggiamento delle Forze
dell’ordine verso i cittadini? (1 risposta per riga)
Molto Abbastanza
Poco
Per niente
Troppo permissivi
❑
❑
❑
❑
Rispettosi dei diritti dei cittadini
❑
❑
❑
❑
Gentili e ragionevoli
❑
❑
❑
❑
Efficienti e sempre pronti a intervenire
❑
❑
❑
❑
Troppo repressivi
❑
❑
❑
❑
Arroganti e a volte violenti
❑
❑
❑
❑
Troppo rigidi e severi
❑
❑
❑
❑
3.10. Secondo la tua opinione, quali dovrebbero essere i compiti principali delle Forze dell’ordine? (massimo 2 risposte)
❑ Vigilare sulla regolarità delle operazioni commerciali
❑ Intervenire nelle dispute di vicinato
❑ Garantire la quiete pubblica
❑ Prevenire sporcizia e degrado nei quartieri della città
❑ Controllare scuole e parchi pubblici
❑ Controllare le persone sospette
❑ Proteggere le persone in difficoltà
❑ Aiutare le vittime di reato
❑ Non so
❑ Altro
77
Parte D - Sport e legalità
4. Ti interessi di sport, perché lo pratichi?
❑ Si
❑ No
Questionario ‘Legalità e quotidianità’
4.1. Ti interessi di sport, perché lo segui?
❑ Si
❑ No
Parte I
78
4.2. Quali, tra i seguenti sport, pratichi?
❑ Calcio
❑ Pallavolo
❑ Basket
❑ Rugby
❑ Ciclismo
❑ Hockey su ghiaccio
❑ Sci
❑ Snowboard
❑ Pattinaggio su ghiaccio
❑ Nuoto
❑ Pallanuoto
❑ Canoa/canotaggio
❑ Vela
❑ Surf
❑ Palestra
❑ Altro
4.3. Quali, tra i seguenti sport, segui?
❑ Calcio
❑ Pallavolo
❑ Basket
❑ Rugby
❑ Ciclismo
❑ Hockey su ghiaccio
❑ Sci
❑ Snowboard
❑ Pattinaggio su ghiaccio
❑ Nuoto
❑ Pallanuoto
❑ Canoa/canotaggio
❑ Vela
❑ Surf
❑ Palestra
❑ Altro
4.4. Come è, secondo te, l’ambiente dello sport ai giorni nostri? (1 risposta)
❑ Onesto
❑ Corrotto
❑ Dipende dal tipo di sport
4.5. Quanto, secondo te, i seguenti fenomeni possono causare la corruzione nel mondo dello sport?
(1 risposta per riga)
Molto Abbastanza
Poco
Per niente
Interessi economici
❑
❑
❑
❑
Interessi politici
❑
❑
❑
❑
Ricerca del successo
❑
❑
❑
❑
L’assenza di controllo
❑
❑
❑
❑
La crisi generale dei valori
❑
❑
❑
❑
La complicità tra società sportive e tifoserie
❑
❑
❑
❑
4.6. Rispetto ai diversi episodi di violenza negli stadi, quanto sei d’accordo con le seguenti affermazioni? (1 risposta per riga)
Molto Abbastanza
Poco
Per niente
È un problema di alcune persone che sono già violente
❑
❑
❑
❑
È un problema delle strutture che non garantiscono
la sicurezza
❑
❑
❑
❑
È un problema di carenza di controllo agli ingressi
❑
❑
❑
❑
È un problema che riguarda lo svolgimento delle partite
❑
❑
❑
❑
È un problema di assenza di etica sportiva
❑
❑
❑
❑
4.7. Le seguenti affermazioni riguardano le persone che usano sostanze dopanti per migliorare
le proprie prestazioni sportive. Puoi indicare per ognuna quanto sei d’accordo?
Molto Abbastanza
Poco
Per niente
Fa bene, perché in questo modo aumenta la
probabilità di vittoria
❑
❑
❑
❑
Fa bene, solo se gioca a livello agonistico
❑
❑
❑
❑
Fa bene, purché non abbia ripercussioni sulla salute
❑
❑
❑
❑
Fa bene, purché non venga scoperto
❑
❑
❑
❑
Fa bene, perché in certi ambienti lo fanno tutti
❑
❑
❑
❑
Fa male, perché è un comportamento legalmente
perseguibile
❑
❑
❑
❑
Fa male, perché se scoperto rischia la squalifica
❑
❑
❑
❑
Fa male, perché ha effetti negativi sulla salute
❑
❑
❑
❑
79
Questionario ‘Legalità e quotidianità’
4.8. Sei allo stadio e un tuo amico lancia una monetina in campo. Cosa fai? (1 risposta)
❑ Niente, sono affari suoi
❑ Lo riprendo perché è un comportamento pericoloso
❑ Mi allontano e fingo di non conoscerlo
❑ Al suo posto, l’avrei fatto anch’io
❑ Avviso la vigilanza
4.9. Stai praticando uno sport e subisci una valutazione ingiusta da parte dell’arbitro. Cosa fai?
(1 risposta)
❑ Discuto animatamente con l’arbitro per fare valere le mie ragioni
❑ Mi ritiro dalla gara in segno di protesta
❑ Insulto l’arbitro che non capisce niente
❑ Reagisco contro gli altri giocatori
❑ Lascio perdere perché in fondo è l’arbitro che decide
❑ Cerco di spiegare con calma le mie ragioni
4.10. Secondo te oggi per tutelare la legalità nel mondo dello sport, è necessario: (1 risposta)
❑ Aumentare le pene e le sanzioni per le persone violente
❑ Aumentare il controllo e la repressione nei luoghi dove si svolgono le competizioni sportive
❑ Non fare girare tutto intorno a interessi economici
❑ Organizzare più momenti di educazione alla legalità nelle scuole
❑ Promuovere percorsi educativi all’interno degli ambienti sportivi
❑ Aumentare le pene e le sanzioni per coloro che perseguono i propri interessi economici a scapito degli altri
❑ Altro
Informazioni generali sul compilatore
80
5. Sesso
❑ Maschio
❑ Femmina
5.1. Nazionalità
❑ Italiana
❑ Straniera
Parte I
5.2. Anno di nascita
5.3. Titolo di studio del padre
❑ Licenza elementare
❑ Licenza media inferiore
❑ Diploma media superiore (abilitazione professionale 2 o 3 anni)
❑ Diploma media superiore (diploma di 4 o 5 anni)
❑ Laurea
❑ Titolo post-laurea
❑ Non so
5.4. Titolo di studio della madre
❑ Licenza elementare
❑ Licenza media inferiore
❑ Diploma media superiore (abilitazione professionale 2 o 3 anni)
❑ Diploma media superiore (diploma di 4 o 5 anni)
❑ Laurea
❑ Titolo post-laurea
❑ Non so
5.5. Occupazione dei genitori
Dirigente o quadro direttivo
Insegnante
Impiegato
Operaio
Imprenditore
Libero professionista
Artigiano
Commerciante
Coltivatore diretto
Disoccupato/a
Casalinga/o
Pensionato/a
Altro (specificare)
Non so
Padre
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
Madre
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
❑
5.6. Con quante persone abiti stabilmente?
❑ 2 persone
❑ 3 persone
❑ 4 persone
❑ 5 persone
❑ 6 o più persone
Grazie per la tua collaborazione!
81
Parte II
Lavorare
per la legalità:
tra educazione
e prevenzione
82
Introduzione
Il connubio legalità e sicurezza, educazione e prevenzione, costituisce il presupposto e il tred d’union dell’azione sviluppata dal Comune di Cremona in seno
alle locali politiche per la sicurezza urbana.
L’Amministrazione locale ricerca la sicurezza, intesa come qualità della vita, e
il benessere collettivo attraverso lo sviluppo di politiche integrate volte a sostenere la legalità, la pacifica convivenza, la solidarietà, la cultura e la partecipazione; promuove il rispetto delle regole creando opportunità di formazione dirette ad alimentare nel singolo un’identità collettiva e la consapevolezza dell’importanza che il contributo di ciascuno assume nella costruzione dell’intera
comunità.
La mancanza di legalità non si riduce, infatti, a sola infrazione individuale delle
regole, ma si radica in comportamenti sociali diffusi che proliferano, generando
ineguaglianze, ingiustizie e insicurezza. Il non rispetto delle norme che regolano
il vivere sociale, siano esse giuridiche, morali, consuetudinarie o di mera convivenza, non lede solo il bene, alla cui tutela mira la regola violata, ma fa sì il singolo si senta minacciato nelle sue libertà e nei suoi diritti.
Ma come portare la legalità nella vita di tutti i giorni? Come riuscire a far sì che
ciascun individuo, nel quotidiano confronto con le regole, sia disposto a rispettarle, anteponendo spesso il bene comune al proprio benessere? Come garantire,
all’interno di questa continua diatriba tra interessi collettivi e interessi particolaristici, la sicurezza delle nostre società?
La sola risposta di polizia diretta a far rispettare le leggi dello Stato attraverso lo
strumento del controllo, della repressione e della sanzione è di per sé insufficiente. Questo non solo per l’inadeguatezza delle risorse disponibili, ma anche
per la molteplicità di ambiti e per la diversità di situazioni in cui l’illegalità si
manifesta. Ormai da tempo si è compresa, infatti, la necessità e la forza preventiva di educare alla legalità, ovvero di creare opportunità di formazione del cittadino e diffondere valori come solidarietà, onestà, non violenza, giustizia, tappe
indispensabili per il percorso di cittadinanza responsabile e consapevole.
Entrambe le strade devono essere percorse con eguale forza e impiego di risorse.
Non è, infatti, possibile pensare ad una società in cui si persegua la sola repressione dei comportanti criminali o devianti, senza preoccuparsi di educare i membri della stessa società al rispetto delle leggi e delle regole che governano il vivere sociale, come altrettanto infruttuoso sarebbe concentrare ogni sforzo nello
sviluppo delle sole politiche sociali, trascurando le attività di controllo e prevenzione tese a garantire il rispetto delle regole. Solo così è possibile garantire alla
società, e con essa ad ogni singolo membro, benessere, sviluppo e pacifica convivenza.
Il Comune di Cremona, sulla base di questi presupposti, investe notevoli energie sia per promuovere una cultura della legalità in grado di educare i membri della propria collettività a valorizzare e rispettare le regole come strumenti
di convivenza, sia per garantire la sicurezza del proprio territorio attraverso
un’attività di controllo diretta a prevenire e reprimere le illegalità. Concentra
sforzi e risorse nelle direzioni del controllo e della repressione di comportamenti illegali, dell’educazione al rispetto delle regole, della formazione di una
cultura della legalità nei cittadini, siano essi giovani, adulti, autoctoni o stranieri.
Particolari interventi di diffusione della legalità sono stati indirizzati verso alcune categorie di cittadini considerati maggiormente esposti al rischio devianza
e illegalità: i giovani, perché in una fase particolare del percorso evolutivo, gli
stranieri, portatori di culture, regole e modi di vita diversi e perciò spesso soggetti ad emarginazione ed esclusione sociale, alcune comunità di periferia perché inserite in contesti urbani degradati.
Nel sollecitare questi processi, il Comune di Cremona ha da sempre prestato attenzione al mondo giovanile. Nel percorso che porta all’età adulta, il minore incontra sia ostacoli che opportunità: in base a come saranno affrontati, potranno
generare emarginazione, comportamenti o identità devianti, ovvero l’inserimento
nella piena cittadinanza.
Gli esiti emersi dall’indagine ‘Legalità e quotidianità’ evidenziano come tra i giovani cremonesi siano sviluppati i valori dell’onestà, della lealtà e dell’impegno,
così come alla legge sia riconosciuta una funzione di regolatore della vita sociale
e di garante della pacifica convivenza civile. Emerge, però, anche una concezione della legalità ‘dinamica’, dove le regole e le norme possono essere confrontate, discusse e negoziate secondo un atteggiamento interpretativo soggettivo, indice dello scarto tra norme e comportamenti estremamente diffuso all’interno
della nostra società. Tendenza che, se sommata a quella di ribellione, tipica dell’età adolescenziale, può rappresentare un fattore di vulnerabilità e quindi di
maggiore probabilità di comportamenti illegali e/o devianti.
Su questi aspetti il Comune di Cremona lavora cercando di promuovere una cultura della legalità basata sulla responsabilità individuale e sulla partecipazione,
sulla presa di coscienza dei meccanismi e delle dinamiche che regolano la vita
sociale e garantiscono il benessere sai individuale che comune.
Un’attività di accompagnamento educativo trasversale le cui strategie adottate
comprendono: la vicinanza ai giovani di adulti significativi, la costruzione di opportunità ludiche e di aggregazione, il loro coinvolgimento attraverso la partecipazione in alcune scelte che li riguardano direttamente o che interessano i loro
luoghi di vita (famiglia, scuola, quartiere, città), l’accompagnamento alle scelte
e al superamento dei compiti evolutivi, il sostegno in alcune attività specifiche,
l’informazione e la prevenzione specifica di comportamenti rischiosi1. Una diffusione della cultura della legalità che, oltre a contribuire ad un processo di autonomia delle nuove generazioni, costituisca, grazie all’approccio trasversale utilizzato, un’efficace azione di prevenzione e contrasto alla diffusione di comportamenti e atteggiamenti devianti e/o illegali.
Un altro elemento rilevante emerso dall’indagine riguarda le figure ritenute si-
1
F. Chiari, A. Sammali,
Cremona Sicura Rapporto sullo
stato di attuazione delle
politiche per la sicurezza del
Comune di Cremona, Comune
di Cremona, Cremona, 2004.
83
Introduzione
Parte II
84
gnificative dai giovani e le condizioni necessarie alla
trasmissione e all’interiorizzazione dei valori e delle
regole.
Importanti punti di riferimento risultano essere la
famiglia, luogo in cui i giovani possono sperimentare relazioni significative e apprendere i valori del
rispetto per gli altri e per se stessi, e gli insegnati
con i quali si instaura un rapporto più conflittuale,
connotato dal confronto con un’autorità. In loro,
così come negli amici, i giovani cremonesi ripongono, in modo più o meno condizionato, rispetto
e fiducia.
Al contrario, la fiducia dei giovani cade di fronte
agli ambiti istituzionali e alla società in genere, rispetto ai quali emerge l’opinione secondo cui prevalga una cultura dell’illegalità. Sotto l’aspetto fiduciario fanno eccezione, con luci ed ombre, le
Forze dell’ordine: in loro quasi quattro ragazzi su
dieci sostiene di riporre abbastanza fiducia.
Risulta, allora, evidente che il compito di promuovere una cultura della legalità, ovvero di trasmettere valori e regole imperniati sul rispetto altrui e
sul benessere collettivo, non possa trascendere dall’importanza e dal ruolo che la relazione interpersonale, il rapporto fiduciario e il rispetto hanno al-
l’interno dei meccanismi di interiorizzazione individuale. Similmente, un approccio integrato, che
vede protagonisti scuola, famiglie e ragazzi, appare
l’unica via percorribile per lo sviluppo dell’educazione alla legalità.
In questa direzione, il Comune di Cremona lavora
per costruire sul territorio una rete operativa di soggetti, interni ed esterni all’Ente locale, con i quali
condividere e coordinare gli interventi destinati ai
giovani. Le scuole, le agenzie educative, i centri ricreativi, i centri giovanili, i circoli, le parrocchie costituiscono, infatti, contesti privilegiati dove promuovere un processo di educazione alla legalità e
creare le opportunità per alimentare nelle nuove generazioni i valori di democrazia, di libertà, di solidarietà e di giustizia.
In questo modo l’Amministrazione si prefigge di
educare i giovani al rispetto di se stessi, ai valori
della convivenza civile, diffondere la cultura della
legalità, facendola diventare parte integrante del
processo di formazione dell’identità personale, per
favorire la costruzione di una cittadinanza attiva che
si esprimerà, in età adulta, con comportamenti costruttivi e socialmente utili per chi li compie e per
la comunità.
85
Parte II
Capitolo I
Il Comune
di Cremona
tra sicurezza,
educazione e
prevenzione
86
Legalità e sicurezza: il ruolo della Polizia Locale
“La Polizia locale, municipale o provinciale, è il principale regolatore della vita
di tutti i giorni nello spazio pubblico delle città e nel territorio. È questa funzione di regolatore della vita sociale, consolidatasi negli anni ’80 e ’90, che la distingue dalle attività di controllo e repressione della criminalità e di tutela dell’ordine pubblico garantite principalmente dalle polizie dello stato. [….] Da oltre un decennio le città italiane sono al centro di una trasformazione urbana e
sociale sempre più rapida e convulsa. Una trasformazione che investe lo spazio
pubblico delle città [….] che produce disordine fisico e sociale; un disordine che
va regolato giorno per giorno e mantenuto entro limiti accettabili. Nello spazio
pubblico i fenomeni negativi si sommano e si intrecciano: fretta, maleducazione,
inciviltà, violazione delle norme del vivere civile, degrado ambientale, mercati
illegali, criminalità di strada. [….] In questo spazio la Polizia locale fa di tutto:
informa, educa, regola, sanziona, difende i più deboli da grandi e piccole prevaricazioni. Svolge cioè la propria specifica funzione di regolatore della vita sociale
e lo fa conoscendo e applicando la legge, cioè le regole di vita che la comunità
nazionale e locale democraticamente si è data. [….] È questa funzione così complessa che fa della Polizia locale il principale strumento ordinario di regolazione
e rassicurazione di ciò che avviene nello spazio pubblico delle città, una risorsa
fondamentale delle politiche di miglioramento della sicurezza urbana.”2
La Polizia locale assume, quindi, un ruolo fondamentale nel promuovere migliori
condizioni di sicurezza e maggiore legalità all’interno della comunità. Ogni giorno
è, infatti, chiamata a garantire la tutela dell’osservanza delle leggi, così come, attraverso l’attività di prossimità che la caratterizza, è costantemente impegnata in
azioni dirette a sollecitare i cittadini al rispetto delle norme, a prevenire eventuali situazioni di rischio, di disagio e di illegalità.
Una duplice funzione che assume, poi, una valenza ancora più significativa
quando i destinatari delle attività sono i giovani, situazione in cui il ruolo di regolatore sociale, esercitato dalla Polizia locale nella comunità, fa sì che l’attività
educativa/preventiva e quella del controllo e della sanzione siano strettamente
connesse l’una all’altra, se non, in alcuni casi, concomitanti.
In quest’ottica e verso questa nuova funzione convogliano l’impegno e le attività
della Polizia locale del Comune di Cremona.
Le azioni di promozione della legalità che la Polizia locale, unitamente ad altri
soggetti3 operanti sul territorio, rivolge ai giovani partono dalla necessaria conoscenza delle abitudini di vita dei giovani, dall’individuazione delle caratteristiche dei gruppi più ‘a rischio’, per giungere alla realizzazione di interventi di prevenzione e di repressione di comportamenti devianti.
Dall’osservazione delle dinamiche giovanili legate al consumo di sostanze psicotrope, all’incidentalità stradale, ai fenomeni di bullismo, alle situazioni di insicurezza percepita dai cittadini nei luoghi di aggregazione informale dei ragazzi,
è emerso che un’appropriata strategia d’intervento a favore dei giovani non possa
essere limitata ai soli interventi negli ambiti di aggregazione strutturati, ma che
debba rivolgersi anche ai gruppi spontanei.
Il progetto Giovani in strada, promosso e realizzato dalla Polizia locale del Comune di Cremona, prevede, infatti, un’azione di prevenzione e di vicinanza ai
giovani nelle strade, nelle piazze, nei parchi, presso i centri di aggregazione giovanile, negli eventi, fuori dagli esercizi pubblici.
In sinergia con le attività che agenzie sociali e servizi del Comune di Cremona4
dedicano a questa categoria di cittadini, il progetto si propone di contrastare quei
comportamenti devianti e illegali, perpetrati dai giovani negli spazi pubblici della
città, in grado di minacciare la sicurezza e il benessere sia degli stessi autori che
dell’intera società. In un’ottica di rafforzamento dell’attività di prossimità ai giovani, gli operatori di Polizia locale cercano così di contrastare il consumo di sostanze psicoattive, gli episodi di bullismo, i danneggiamenti alla proprietà pubblica ed il disturbo alla pubblica quiete.
Destinatari degli interventi previsti in questo progetto sono soprattutto i giovani
considerati maggiormente a rischio, perché privi di supporti relazionali e familiari stabili o facenti parte di gruppi marginali con pericolo di esclusione sociale,
di emarginazione o coinvolgimento in comportanti devianti.
Attraverso azioni di osservazione e monitoraggio delle abitudini dei gruppi di ragazzi, indicati come problematici, e delle zone di ritrovo vengono verificate e valutate, da parte degli operatori di Polizia locale e del Servizio Politiche Giovanili, le tendenze del gruppo all’uso di sostanze psicotrope, alla commissione di
violazioni al Codice della Strada e di danneggiamenti al patrimonio pubblico.
Sulla base delle valutazioni operate, la Polizia locale interviene erogando risposte graduate che vanno dall’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento
di Polizia Municipale o dal Codice della Strada a interventi più complessi, che
comprendono incontri con i genitori dei ragazzi minorenni, momenti di sensibilizzazione con gli adulti del contesto e accompagnamento dei ragazzi in percorsi
di integrazione sociale.
Vengono, inoltre, realizzate attività di educazione alla legalità all’interno delle
scuole, nei Centri di Aggregazione Giovanile e nei luoghi informali di ritrovo, attraverso le quali la Polizia locale cerca di contrastare l’uso di sostanze psicotrope,
il consumo di alcol, l’incidentalità stradale e la violazione delle regole di convivenza civile, promovendo stili di vita sani e comportamenti rispettosi.
Un primo esempio di queste attività sono i programmi di educazione stradale,
che da anni la Polizia locale porta nelle scuole cremonesi di ogni ordine e grado
e nei Centri di Aggregazione Giovanile per diffondere una cultura della sicurezza stradale, che contrasti la tendenza a violare le norme del Codice della
Strada e riduca l’elevato numero di incidenti stradali. Durante gli incontri con
i giovani, gli operatori della Polizia locale affrontano anche temi legati al rispetto delle norme, delle Istituzioni, della cosa pubblica e delle libertà altrui,
ai comportamenti a rischio, come il consumo di alcol e/o di sostanze psicotrope, e alle condotte incivili.
2
La polizia locale oggi - Roma
5 Ottobre 2007 - Dichiarazione
congiunta degli organismi
dirigenti nazionali del Forum
italiano per la sicurezza
urbana, F.P. CGIL, F.P. CISL.,
UIL F.P.L., S.U.L.P.M., ANVU,
A.N.C.U.P.M.,
M.A.R.CO.PO.LO, Circolo dei
13.
3
Comune di Cremona: Servizio
Politiche Giovanili, Settore
Politiche Educative, Settore
Affari sociali, Agenzia Servizi
Informagiovani; Ufficio
Sicurezza Urbana.
Scuole materne, Istituti
scolastici, Parrocchie - Oratori,
Caritas, SERT, Coop. Cremona
Solidale, Coop. Iride.
4
Comune di Cremona: Servizio
Politiche Giovanili, Settore
Affari sociali, Ufficio Sicurezza
Urbana. Parrocchie - Oratori,
Caritas, SERT, Coop. Cremona
Solidale, Coop. Iride.
87
Capitolo I · Il Comune tra sicurezza, educazione e prevenzione
Parte II
88
Un’altra occasione di contatto tra gli agenti di Polizia locale e i giovani è il Salone dello Studente5 dove
le attività di sensibilizzazione al rispetto delle norme
e delle regole vengono estese, attraverso l’utilizzo di
strumenti ludici, dal tema specifico della sicurezza
stradale a quello più generico della legalità in strada.
Queste attività, oltre a stimolare i giovani a riflettere sul concetto di legalità, consentono l’avvicinamento tra agenti di Polizia locale e ragazzi in un contesto ricreativo, dove più facile è costruire un rapporto di fiducia necessario allo scambio e alla trasmissione di valori pro-sociali.
Nel corso degli ultimi anni, il Comune di Cremona
si è dovuto confrontare con il fenomeno dei minori
stranieri non accompagnati e con le esigenze e le
problematiche ad esso connesse.
Per minori stranieri non accompagnati si intendono
quei minori stranieri presenti sul territorio italiano
che, privi di assistenza e rappresentanza da parte di
genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili, in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano, vengono affidati alla tutela dell’Ente locale.
Questo fenomeno, già presente nella realtà cremonese dagli anni 2000-2001, ha assunto nel corso degli ultimi tempi dimensioni rilevanti, a fronte delle
quali l’Amministrazione locale ha posto in essere
una serie di attività dirette ad arginare e gestire
l’emergenza. La presenza in città di questi gruppi di
ragazzi, percepita dagli abitanti come una minaccia
alla sicurezza e al vivere tranquillo della città, è divenuta in alcuni casi fonte di disagio e di inquietudine per la collettività.
Il Comune di Cremona,6 grazie al lavoro integrato
con Polizia di Stato, Caritas e comunità di accoglienza, ha realizzato interventi finalizzati a soddisfare un’esigenza di maggiore legalità attraverso
azioni dirette a creare una forma di accoglienza più
strutturata, con regole di permanenza più rigide, ad
evidenziare la presenza delle istituzioni statali e locali deputate al rispetto delle norme che regolano
la civile convivenza, l’ordine e la sicurezza pubblica,
nonché a far rispettare i principi e i valori che guidano la società.
L’attività di prossimità svolta sul territorio dalla Polizia locale del Comune di Cremona ha consentito,
inoltre, di stabilire un reale e proficuo dialogo con i
rappresentanti delle maggiori comunità straniere presenti a Cremona. Mediante il loro coinvolgimento la
Polizia locale ha così potuto realizzare, nel corso di
questi anni, momenti di incontro con le comunità
straniere, il cui scopo è stato aiutare questi gruppi ad
integrarsi con la comunità locale, rendendoli più informati e preparati alla convivenza.
All’interno del progetto Immigrazione Integrazione,
promosso dal settore Polizia Municipale e coordinato dall’Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di
Cremona, sono stati attuati dei percorsi di accompagnamento e di mediazione culturale, grazie ai
quali è stato possibile migliorare la conoscenza e il
rispetto da parte dei cittadini immigrati delle norme
e degli usi che regolano la nostra società. Questi percorsi, realizzati grazie alla collaborazione di alcuni
uffici dell’Ente locale e di esperti esterni, hanno affrontato temi fondamentali per l’integrazione e problemi di vita quotidiana per le comunità straniere:
verso la cittadinanza (permesso di soggiorno, allontanamento, espulsione, residenza, cittadinanza italiana); la casa (locazione, contratto di affitto, doveri
dell’inquilino, riscaldamento, spese condominiali,
oneri a carico del proprietario, rinnovo, cessazione
del contratto, sfratto, rapporti con il proprietario,
vivere in condominio - diritti e doveri -, regolamento
di condominio, assemblee di condominio, amministratore di condominio, ICI e Tarsu); la circolazione
stradale (patente, conversione della patente, patente
a punti, assicurazione della responsabilità civile obbligatoria, dispositivi di sicurezza, incidentalità stradale), la macellazione e il rito islamico.
L’operato della Polizia locale del Comune di Cremona si caratterizza anche per aver costruito sul territorio una fitta rete di contatti con agenzie sociali
e cittadini, insieme ai quali operare costantemente
per garantire maggiore legalità e quindi migliori
condizioni di sicurezza. L’importanza di un’azione
di questo tipo in relazione alla sicurezza consiste
nella possibilità per il cittadino di sentirsi ricono-
sciuto come interlocutore attivo, oltre che rappresentare una concreta azione coerente con il concetto di integrazione delle politiche di sicurezza dell’Amministrazione.
Un concreto esempio di questa metodologia di lavoro è quanto realizzato all’interno del Patto Locale di Sicurezza Urbana del Quartiere Borgo Loreto. Promosso
dal Sindaco e sottoscritto per la prima volta nel dicembre 2004, poi rinnovato
nel maggio 2006, il Patto vuole migliorare le condizioni di vivibilità e sicurezza
di una porzione di territorio cittadino, attraverso l’integrazione dei programmi e
delle azioni di tutti gli attori che nella città concorrono a contrastare criminalità,
illegalità e devianza. Il Comune di Cremona, grazie all’azione della Polizia locale, ha qui riunito, settori/uffici interni all’Amministrazione7 e soggetti esterni
rappresentanti di specifiche realtà esistenti nel quartiere8, in una stretta e consapevole collaborazione pattizia tra istituzioni e cittadini volta a ripristinare e garantire, all’interno di una specifica comunità di periferia, condizioni sufficienti
di legalità e sicurezza.
Accanto agli interventi di prevenzione sociale e di promozione della legalità che
il Comune di Cremona realizza per garantire, all’interno della propria comunità,
una legalità diffusa, assume un ruolo fondamentale l’attività di controllo del territorio. Diretto a tutelare il rispetto della legge, attraverso la prevenzione e la repressione di comportamenti illegali, il controllo del territorio migliora la sicurezza oggettiva e stimola percezioni di sicurezza negli abitanti9.
La Polizia locale, attraverso lo svolgimento delle specifiche funzioni che le sono
attribuite, anche alla luce dell’evoluzione normativa dell’ultimo decennio, assume nell’attività di controllo del territorio urbano un nuovo ruolo rispetto al
passato10.
Oltre alle funzioni proprie di polizia giudiziaria dirette a reprimere comportamenti
delittuosi, assumono un’importanza fondamentale nella lotta contro l’illegalità le
attività di polizia amministrativa: compiti di polizia ambientale (controlli cantieri,
prevenzione costruzioni abusive, prevenzione e repressione inquinamento aria
terra acqua, discariche abusive, scorretto smaltimento rifiuti, tutela animali e prevenzione maltrattamenti), di polizia commerciale (controlli sugli esercizi commerciali a sede fissa e su area pubblica, prevenzione abusivismo commerciale) e di
polizia stradale (controllo del traffico, attività di prevenzione rilevazione e soccorso negli incidenti stradali, presidi giornalieri in diverse fasce orarie agli incroci
e alle rotatorie più a rischio, tratti di viabilità di scorrimento dove la velocità eccessiva è frequente causa di incidenti e lesioni, tutela degli utenti deboli della
strada, tutela delle aree verdi, delle aree pedonali e a traffico limitato).
Tramite questi controlli viene operato un primo filtro sulla valutazione di presenze e di attività sospette, un intervento di mediazione e di verifica preventiva
su iniziative e comportamenti illegali dannosi o pericolosi sia per chi li svolge
sia per la comunità11.
Di primaria importanza nello svolgimento dell’attività diretta a prevenire e reprimere comportamenti illegali è la collaborazione tra i diversi organi di polizia ope-
5
Comune di Cremona: Agenzia
Servizi Informagiovani,
Servizio Politiche Giovanili;
Ufficio Sicurezza Urbana.
Istituti scolastici del comune e
della provincia di Cremona,
Coop. Iride.
6
Ufficio Sicurezza Urbana,
Polizia locale, Affari sociali.
7
Settore Polizia Municipale,
Ufficio Sicurezza Urbana,
Settore Affari Sociali, Settore
Personale Sviluppo
Organizzativo, Ufficio Periferie
e Ufficio Politiche Giovanili,
Settore Lavori Pubblici, Settore
Politiche Educative, Settore
Mobilità e Traffico.
8
Comitato spontaneo cittadini
Borgo Loreto, A.L.E.R.,
C.I.S.V.O.L., Cittadini attivi
progetto Garante per il Verde,
Centro Sociale per pensionati
ed anziani “L. Pinoni”,
Parrocchia Beata Vergine
Lauretana del quartiere Borgo
Loreto, Associazione Città
dell’Uomo, Scuola Elementare
“A. Stradivari”, Scuola Materna
Gallina, Centro Interculturale
Mondinsieme, Comitato
Immigrati.
9
F. Chiari, A. Sammali,
Cremona Sicura Rapporto sullo
stato di attuazione delle
politiche per la sicurezza del
Comune di Cremona, Comune
di Cremona, Cremona, 2004.
10
Dall’intervento del
Comandante della Polizia
Locale del Comune di
Cremona, Franco Chiari, al
Convegno “100 città per la
Sicurezza. La sicurezza a
Cremona”, Cremona (2006).
11
Dall’intervento del
Comandante della Polizia
Locale del Comune di
Cremona, Franco Chiari, al
Convegno “100 città per la
Sicurezza. La sicurezza a
Cremona”, Cremona (2006).
89
Capitolo I · Il Comune tra sicurezza, educazione e prevenzione
90
ranti sul territorio, siano essi rivolti a garantire la sicurezza pubblica o a promuovere la sicurezza urbana.
Il contratto per la sicurezza, sottoscritto da Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo e Comune di
Cremona nel 2002, successivamente rinnovato nel
2004, rappresenta l’impegno che Stato ed Ente locale ripongono per migliorare la qualità della vita
dei cittadini e prevenire la criminalità12.
Riconosciuta la necessarietà di una sinergia di interventi, il contratto definisce gli ambiti operativi di
ciascuna parte e stabilisce le modalità di collaborazione. Prefettura ed Ente locale, ciascuno secondo
le proprie competenze (ordine e sicurezza pubblica,
sicurezza urbana), collaborano condividendo tra
loro dati e informazioni, strategie e risorse per prevenire e contrastare il verificarsi di episodi di illegalità e di devianza sul territorio.
“Garantire livelli possibili di sicurezza richiede un
sistema complesso d’interventi e, soprattutto, che
tutti gli attori (Forze di Polizia, Ente locale, ecc.) svolgano, in pieno, il proprio ruolo, lavorando insieme
per obiettivi comuni e si mettano quotidianamente
in discussione, per migliorare i servizi dati alla collettività…..una concertata sinergia di interventi mirati alla promozione di condizioni ambientali ottimali riferibili alla sicurezza, sia attraverso l’adozione
di idonee misure per un miglior controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine che attraverso
l’attivazione di ogni opportuna azione complementare tesa a rafforzare le condizioni di legalità”13.
Sicurezza sta a legalità
come educazione sta a cittadinanza
Parte II
a cura del Servizio Politiche Giovanili
Il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona ha tra i suoi obiettivi fondamentali quello di
accompagnare ragazze e ragazzi nei loro percorsi di
crescita attraverso progetti ed interventi formativi,
espressivi, ludici ecc…, collocandosi al fianco delle
famiglie e delle agenzie educative della nostra città,
scuole, associazioni, oratori ecc… Questo percorso
educativo nasce negli anni ’80 quando la Regione
Lombardia regolamenta, attraverso la legge 1 del
7/1/86, le azioni educative territoriali, quali: interventi educativi, iniziative ludico-aggregative, laboratori, eventi, sostegno scolastico, definendo una nuova
unità d’offerta: i Centri di Aggregazione Giovanile.
Da allora, di strada il Servizio Politiche Giovanili ne
ha fatta tanta, nel vero e proprio senso della parola;
infatti, a metà degli anni ’90, riflettendo sulle modalità d’incontro e di ritrovo dei giovani, si evidenzia
la necessità di essere presenti anche in quei luoghi
che tradizionalmente appartengono al mondo del divertimento e dell’informalità, quali la strada, le
piazze ed anche i locali in cui si trascorrono le serate. Nasce così l’esperienza dell’Educativa di Strada,
organizzata in un’equipe di cinque operatori ed un
coordinatore, che interviene nei luoghi dell’informalità, incontrando adolescenti e giovani, che di norma
non fanno parte di realtà organizzate, ma sono gruppi
che scelgono la strada come luogo di aggregazione,
identificandosi nello spazio di vita che essa offre.
Nel corso degli anni, l’Educativa di Strada (EdS) ed
i Centri di Aggregazione Giovanile (CAG) hanno
compiuto una progressiva evoluzione, spostandosi
da una funzione principalmente preventiva e di contenimento delle situazioni di disagio, ad una di promozione e sostegno delle capacità e dei talenti dei
giovani e di promozione della cittadinanza attiva. Nasce così il Servizio di Educativa Territoriale (SET)
che, pur senza dimenticare le situazioni di marginalità, ha concentrato la sua attenzione nel sostenere
le varie forme ed espressioni delle culture giovanili,
costruendo proposte e percorsi di coinvolgimento
per i gruppi informali della città. È in base a questa
filosofia che il Servizio, nel corso degli anni, ha promosso esperienze legate ai linguaggi espressivi della
strada come: Writing, Break Dance, Skating, ma anche il circuito dei gruppi musicali studenteschi “Rock’n’Roll High School” ed il lavoro con la Consulta
Provinciale delle Studentesse e degli Studenti nell’organizzazione delle annuali Giornata dell’Arte e
Festa della Musica. Tutti questi linguaggi sono stati
collocati in percorsi che hanno sottolineato e privilegiato i concetti di legalità e
di civile convivenza nel rispetto di tutti i diritti dei cittadini: così, mentre i writers hanno lavorato in collaborazione con l’AVIS per dipingere uno spazio estremamente visibile della sede dell’Associazione, i breakers si sono spesi nel realizzare manifestazioni autorizzate in centro storico e rivolte a tutti i cittadini.
Si evidenzia così che l’accompagnamento educativo ed il sostegno alle culture
giovanili informali costruisce forme di collaborazione tra i gruppi dell’informalità, tra questi e il Comune, ma anche con la città stessa. Così i gruppi giovanili
che potrebbero essere visti con diffidenza o percepiti come trasgressivi divengono risorse nella vita sociale. Il SET opera quindi sul nostro territorio con un
duplice sguardo: attenzione alle situazioni di disagio ma anche valorizzazione
delle ragazze e dei ragazzi. Per questo a titolo esemplificativo, vogliamo raccontare il “viaggio” che un gruppo di giovani ha condotto per giungere alla realizzazione di un proprio sogno e bisogno: uno Skatepark cittadino. Parliamo di viaggio perché è stata un’esperienza alla “Marco Polo”, visto che è durata due anni,
nell’ambito dei quali il gruppo (per altro giovanissimo: tra i 14 ed i 23 anni!) non
ha solo fatto una richiesta all’Amministrazione Comunale, ma si è formato in associazione, Polisportiva U.S. A.C.L.I. “O.R.T.” (Ossa Rotte Team! L’ironia non
manca!), si è incontrato e confrontato con gli agenti della Polizia Municipale, ha
ideato un proprio progetto culturale, ha acquisito un piccolo finanziamento da
Agenda 21 e da ultimo l’associazione sportiva, composta da 30 ragazzi, si è assunta l’onere e l’onore di gestire lo spazio dello Skatepark collocato in via Tagliamento, accettando di vivere la filosofia dello skating all’interno di un contesto limitato, non svolgendo più l’attività in strada. Questo per il gruppo giovanile ha significato assumersi un ruolo di responsabilità e di cittadinanza attiva,
trasformandosi da giovani, in giovani cittadini; ovviamente il viaggio continua
per loro e per noi, ma ci ha aiutato ad evidenziare quei raccordi e collaborazioni
che si possono attivare costruendo quella tipologia di percorsi di sicurezza e legalità che sentiamo appartenerci come educatori.
Il tempo dell’adolescenza, soprattutto all’inizio, può caratterizzarsi per il fenomeno dell’abbandono di alcune appartenenze ed identificazioni infantili, che fintanto che restano nei confini della normalità non compromettono l’armonia di
uno sviluppo evolutivo; per questo un aspetto che riteniamo importante è l’accompagnamento nel loro percorso scolastico e formativo, offrendo opportunità,
spazi, momenti e strumenti affinché questo percorso possa risultare costruttivo
per i ragazzi/e rispetto alle sfide dell’ambiente. Per contro, l’uscita anticipata dal
percorso scolastico, la scelta di una scuola sbagliata o un curriculum scolastico
costellato da bocciature e ripetenze sono eventi che si pongono nella vita di una
persona come fattori di rischio che, interagendo con situazioni di povertà (familiare, culturale, psicologica), contribuiscono alla definizione di soggetti più socialmente svantaggiati. La stessa istituzione scolastica che ha sempre tutelato
l’obbligo formativo di fronte ai molteplici cambiamenti legislativi, ha segnalato
la necessità di attivare sinergie che promuovano insieme alla scuola stessa fun-
12
Dall’intervento del Prefetto di
Cremona, Giuseppe
Badalamenti, al Convegno “100
città per la Sicurezza. La
sicurezza a Cremona”,
Cremona (2006).
13
Prefettura - Ufficio
Territoriale del Governo e
Comune di Cremona, Contratto
sulla Sicurezza, Anno 2004.
91
Capitolo I · Il Comune tra sicurezza, educazione e prevenzione
Parte II
92
zioni di contenimento, di supporto e di promozione.
Pertanto nasce la necessità di una attenzione, sia da
parte del Servizio Politiche Giovanili, sia da parte
delle Scuole Secondarie di 1° Grado, a promuovere
e ad attivare momenti di concertazione progettuale,
al fine di rinforzare e consolidare un sistema integrato di servizi ed azioni preposti ai processi di apprendimento orientativo ed accompagnamento educativo.
Nello specifico, il SET ha avviato un sistema di interventi nella Scuola Secondaria di 1° Grado articolato sui tre anni, a supporto della funzione didattica del corpo docente e finalizzati all’accompagnamento ed al rinforzo del processo di orientamento e
di scelta del proprio percorso formativo, con una
forte interazione ed integrazione con il piano dell’offerta didattica della scuola. Inoltre, il Servizio
Politiche Giovanili ha sperimentato e potenziato attività improntate alla promozione e conoscenza del
mondo della formazione professionale, funzionale
ad un ri-orientamento o ad una maggiore consapevolezza nella scelta per i ragazzi e per le loro famiglie, con una particolare attenzione ai ragazzi a rischio di dispersione e di abbandono scolastico.
Quando si svolge un ruolo educativo con le giovani
generazioni, non si deve mai dimenticare che crescere è un percorso spesso difficile con tappe impegnative e che disagio e fatica non sono più condizioni localizzabili solo in determinate fasce sociali o
in particolari luoghi, ma caratteristiche che attraversano la società ed il territorio nella sua interezza. Per
questo il Servizio Politiche Giovanili si è dotato di
strumenti stabili per approfondire la conoscenza del
mondo giovanile e come ragazze/i abitano la loro
città. Di recente, infatti, nell’ambito del Progetto di
Prevenzione, in rete con Coop Umana Avventura,
Fuxia, Iride e Associazione La Zolla, abbiamo realizzato una ricerca relativa ai “Consumi ricreazionali
dei giovani del territorio cremonese”, con il supporto
culturale e l’esperienza del Gruppo Abele di Torino.
Questa indagine scientifica è stata realizzata intervistando 630 giovani frequentanti diversi ambienti e
luoghi del divertimento cremonese: festival, feste
studentesche, discoteche, ecc… e ci sottolinea elementi di conoscenza del nostro territorio molto significativi: i dati, valutati su una fascia d’età compresa tra i 14 ed i 19 anni, indicano un consumo di
alcoolici “una tantum” superiore rispetto alla media
italiana (82%) ed europea (81%), ma uguale tra ragazzi e ragazze (97.9%). Tra le preferenze si evidenzia un aumento di cocktail e superalcolici, a fronte
di una netta diminuzione dell’età in cui si sperimenta
per la prima volta l’alcol, 14 anni, e di conseguenza
la prima ubriacatura (tra i 15 e i 16 anni).
Per quanto riguarda il consumo di droghe una percentuale elevata di giovani dichiara di aver preso in
considerazione l’ipotesi di sperimentare qualche sostanza (69.7%) e, ancora più elevata, la percentuale
di coloro che dichiarano di sapere come ottenerla
(77.4%). Elemento particolarmente significativo risulta essere la precocità dell’esordio nell’utilizzo di
sostanze, con una soglia di accesso che si individua
intorno al 16° anno d’età. Tale soglia si abbassa ulteriormente in relazione al tipo di sostanza che si
utilizza: cannabinoidi a 14 anni, cocaina ed ecstasy
a 15 anni. L’indagine realizzata costituisce una modalità che orienta l’azione specifica del Servizio Politiche Giovanili, che, con i progetti di prevenzione
realizzati in accordo di programma con il privato sociale, è presente nelle scuole superiori cittadine, proponendo interventi di sensibilizzazione agli studenti,
agli insegnanti e ai genitori. In questi momenti si
propone un confronto ed un approfondimento sui
temi legati all’uso di sostanze psicoattive legali (alcol, tabacco, psicofarmaci) e illegali, compresi i comportamenti di rischio correlati (incidenti stradali, aggressività, rapporti sessuali non protetti…). Naturalmente intervenire nella scuola significa utilizzare delicatezza e attenzione, perché può accadere che nel
confronto con i ragazzi possano emergere riflessioni,
e vissuti, che rimandano ad altre problematiche (ad
es: affettività/sessualità, problemi di comunicazione/relazione all’interno della classe e del gruppo
più ampio dei pari, disturbi alimentari…), che possono trovare una risposta facendo intervenire altri
servizi presenti sul territorio.
Il lavoro di prevenzione non si ferma alla scuola ma prosegue con i progetti che
intervengono nella “notte e nel divertimento”; questa esperienza, che nel nostro
territorio dura ormai da oltre un quinquennio, ha consentito l’acquisizione di
conoscenze, esperienze e relazioni, che si collocano in un sistema ben più ampio rappresentato dal complesso dei servizi e dei progetti che fanno capo alle Politiche Giovanili del Comune di Cremona.
Tuttavia le dinamiche che caratterizzano la notte ed in particolare il fenomeno
dei consumi, sono in continua mutazione. Gli interventi di prevenzione in questo spazio temporale sono partiti come risposta ad una necessità di informazione
a fronte di quella che è stata riconosciuta dai mass-media come “emergenza nuove
droghe”.
Oggi assistiamo ad una nuova escalation quella della cocaina (così come riportano i vari rapporti nazionali e europei più recenti) e non si può dire che il bisogno di informazione non vi sia più, se non altro per un discorso di ricambio generazionale, ma s’introduce la necessità di dare continuità alle risposte e di contrastare le culture del consumo promuovendo dei cambiamenti nei luoghi frequentati dai ragazzi e nelle culture che li sostengono. Si tratta di parlare, dunque, di una prevenzione che propone come orizzonte di lavoro quello della comunità, consapevoli che i comportamenti di rischio trovano spesso spiegazione
in situazioni di disagio e di fatica nel crescere; per questo è importante che la
comunità adulta sappia proporre spazi di inclusione, mettendosi in posizione di
ascolto e di dialogo.
Vogliamo però chiudere la nostra presentazione non su un elemento che connota
le giovani generazioni come un problema, ma sottolineando quanto i giovani
stanno già facendo per la propria comunità in tema di legalità e sicurezza. Per
questo raccontiamo brevemente l’esperienza del Servizio Civile Nazionale.
II Comune di Cremona, attraverso il coordinamento del Servizio Politiche Giovanili, ha avviato dall’anno 2003 all’anno 2008, ben 109 giovani tra i 18 ed i 28
anni nei vari settori dell’Amministrazione Comunale: Sistema Museale, Servizi
Sociali, Politiche Educative, Servizio di Educativa Territoriale, Servizio Comunicazione e Ufficio Relazioni con il Pubblico, contribuendo fattivamente ed in modo
qualificato alla realizzazione di attività nell’ambito dell’assistenza, della cultura
e dell’educazione, dell’ambiente. Questi ragazzi hanno compiuto volontariamente
la scelta di dedicare un anno della propria vita svolgendo per la comunità attività diverse, ma sempre a sfondo solidaristico e di utilità sociale, realizzando il
dovere di difendere la Patria con mezzi non violenti. Inoltre, esiste in questa esperienza una forte componente formativa che consente alle ragazze ed ai ragazzi di
gestire quello che spesso è un primo approccio al mondo “lavorativo”, affiancati
e seguiti da persone appositamente preparate per questo compito specifico. Accogliere in questo modo i volontari significa possedere requisiti strutturali ed organizzativi, nonché possedere adeguate competenze e risorse specificatamente
destinate. Il Comune di Cremona ha qualificato molto la propria “offerta” in questo campo, fornendo ai giovani che scelgono un progetto dell’Amministrazione
93
Capitolo I · Il Comune tra sicurezza, educazione e prevenzione
Parte II
94
non soltanto percorsi formativi qualificati, ma anche la certificazione delle competenze acquisite, la
possibilità del conseguimento della patente europea
dell’informatica, la possibilità di partecipare gratuitamente a seminari, convegni, corsi di formazione,
ecc.. Ma soprattutto il Servizio Civile svolto all’interno dei Servizi del Comune di Cremona si pone
come obiettivo prioritario quello dell’educazione
alla cittadinanza attiva ed alla partecipazione nell’ambito della comunità sociale.
Educare alla legalità
tra partecipazione e responsabilità.
Percorsi didattici
per le scuole superiori
a cura dell’Ufficio Pari Opportunità
Il progetto La città delle donne è nato nel 2005 da
un precedente percorso sui saperi e le pratiche femminili, sviluppato nei tre anni di vita di Pensare la
differenza, che aveva evidenziato la capacità delle
donne di intessere relazioni tra persone e luoghi, tra
risorse e bisogni personali e sociali, tra realtà e desiderio. Un sapere che ha modificato e sta modificando non solo la sfera del privato, ma anche dimensioni rilevanti del vivere associato, del lavoro,
della formazione, dell’agire nelle istituzioni e nei
luoghi pubblici, ridefinendoli e ridisegnandoli secondo altri ordini di senso. Da qui l’idea di misurare quest’arte femminile di tessitura, in tutte le sue
diverse declinazioni, sul terreno della città quale
spazio reale e metaforico insieme.
Articolato in tre cicli annuali di incontri, seminari,
mostre e spettacoli rivolti alla cittadinanza, La città
delle donne ha inteso sottolineare il contributo femminile a una città che da luogo concreto e abitato si
fa ambiente di relazione e di scambio, per divenire
infine spazio del desiderio e dell’immaginario. Nel
2005, con Penelope o della città abitata, attraverso
un approccio storico alle dinamiche di esclusioneinclusione che hanno portato alla fondazione delle
moderne città e uno sguardo al loro assetto urbanistico e architettonico, si sono attraversati tutti i luoghi concreti in cui le donne hanno agito e agiscono,
valorizzando lo spazio cittadino e progettando una
città a misura dei suoi abitanti. Nel 2006, Antigone
o della città condivisa si è concentrato sui modi in
cui le donne ripensano e ridisegnano la città come
spazio della convivenza: l’impegno nel sociale,
l’educazione alla legalità, nuove parole e pratiche
politiche oggi a disposizione di tutti. Il 2007 è stato
infine l’anno di Alice o della città immaginata, un
percorso che ha portato in primo piano il ruolo del
desiderio, in grado di trasformare la città da spazio
concreto a luogo immaginario nella letteratura, nel
cinema, nel teatro e nell’arte, aprendo lo spazio dell’utopia.
Una concezione politica dello spazio urbano, nel
senso più etimologico e autentico del termine, ha
mosso e sostenuto l’intero percorso triennale: solo
se ogni suo abitante si riconosce parte della comunità, comprende e dà valore alle regole che essa si
è data, partecipa attivamente alla vita pubblica, la
città può diventare un luogo realmente condiviso.
Sul terreno della comune convinzione che l’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva siano premesse culturali indispensabili a radicare nelle nuove
generazioni i valori di democrazia, libertà, solidarietà e giustizia su cui si fonda ogni convivenza, è
nata, nel 2006, la collaborazione tra il progetto La
città delle donne e Libera. Associazioni, nomi, numeri contro le mafie.
Fondata nel ’95 e presieduta da Luigi Ciotti, Libera
è una rete di associazioni impegnate sul territorio
nazionale nella lotta alle mafie e nella promozione
di una cultura della legalità, basata sulla responsabilità individuale e la partecipazione. A partire dai
progetti di educazione alla legalità proposti ogni
anno da Libera Scuola, e grazie all’indispensabile
apporto dell’Ufficio Sicurezza Urbana e del Servizio Politiche Giovanili, La città delle donne ha potuto coinvolgere le scuole superiori di Cremona sui
temi della cittadinanza attiva e della convivenza democratica, affiancando al percorso teorico degli in-
contri con esperti il momento esperienziale dei laboratori in classe. Da occasione
di approfondimento e interazione tra operatori e studenti, i laboratori sono divenuti nel corso degli anni veri e propri momenti propedeutici alla dimensione
operativa del fare, che ha portato alla realizzazione di materiali ed eventi, consentendo ai ragazzi di sperimentare forme di autentica partecipazione.
La stretta collaborazione tra il progetto La città delle donne e l’Associazione Libera è nata da una condivisione di linguaggi e strumenti, ma soprattutto evidentemente di contenuti: un orizzonte comune di temi e principi cui ispirare il nostro lavoro.
All’interno della riflessione promossa nel 2006 dal progetto Antigone, sui valori
etici che fondano la città quale spazio di convivenza, si è inserito un seminario
di formazione per i docenti, che hanno poi autonomamente operato nelle rispettive classi per promuovere la conoscenza della Costituzione, la memoria e l’impegno contro le mafie, la legalità in ambito sportivo. Il percorso, che ha coinvolto
insegnanti e studenti delle classi terze dell’Itis “Torriani”, si è chiuso con un intervento di Luigi Ciotti sui temi dell’impegno, della partecipazione e della responsabilità. Dopo il successo e la positiva accoglienza di questa prima sperimentazione, nel 2007, nell’ambito della riflessione sul rapporto tra città e desiderio promossa dal progetto Alice, un’indagine sul ruolo del denaro quale motore materiale e simbolico nella vita della città ha permesso di legare l’etica al desiderio,
la città immaginata alla città giusta. Ne è scaturito un percorso didattico di Educazione all’uso responsabile del denaro, alla sobrietà e ai consumi, che ha coinvolto diversi istituti cittadini nei laboratori di classe condotti dagli operatori della
Comunità Acmos di Torino, nel ciclo di incontri culminato nell’intervento di Giancarlo Caselli e nella realizzazione di vignette di legalità, che hanno trovato un adeguato spazio espositivo all’interno della mostra Mafiacartoon.
Con l’intento di dare continuità al percorso avviato e soddisfare la sempre più
ampia richiesta delle scuole, è nato quest’anno il progetto Differenze: un percorso interamente dedicato agli studenti, che affronta il tema delle differenze declinandolo secondo i tre ambiti di generi, generazioni e geografie. Nella prospettiva di una valorizzazione delle differenze che non si risolva nell’esaltazione indiscriminata, e nell’assunzione di uno sguardo parziale e di appartenenza, che
riconosca l’impossibilità di un punto di vista assoluto e universale, obiettivo del
progetto è leggere le differenze culturali a partire dai nessi e dalle interdipendenze con le disuguaglianze materiali. Articolato in laboratori di classe, incontri
ed esperienze sui temi degli stereotipi di genere, del lavoro minorile, delle differenze tra nord e sud d’Italia e del mondo, delle mafie come negazione dei principali diritti, il percorso si chiuderà con la realizzazione di una cena della legalità. Non solo un momento di finanziamento e promozione delle Cooperative di
Liberaterra, nate dalla confisca dei terreni di proprietà delle mafie e dalla loro
riconversione per uso sociale, ma un’occasione per i ragazzi di sperimentare
forme di reale cittadinanza, che si concretizzeranno nell’organizzazione dell’evento e nella sua realizzazione alla fine dell’anno scolastico.
95
Parte II
Introduzione
Capitolo II
Nelle pagine successive seguono le schede riassuntive dei principali progetti, servizi e attività che il Comune di Cremona pone in essere al fine di promuovere
legalità e sicurezza nella propria comunità:
- progetti di prevenzione, servizi di educativa territoriale, servizi di informazione
e orientamento, percorsi di educazione alla legalità rivolti ai giovani;
- interventi specifici dedicati alle comunità straniere, il cui obiettivo generale è
migliorarne l’integrazione;
- uffici che, attraverso le loro azioni, promuovono partecipazione, responsabilità
e migliori condizioni di vita;
- attività di polizia strettamente finalizzate a prevenire e reprimere comportamenti illegali.
Progetti,
servizi e
attività del
Comune
di Cremona
96
Coordinare le politiche per la sicurezza in ambito urbano
Ufficio Sicurezza Urbana
Ambito operativo
Comunità
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
- Rispondere ai bisogni di sicurezza dei cittadini nel loro contesto urbano.
- Coordinare gli interventi di tutti gli attori interni all’Amministrazione locale e dei soggetti
esterni che, a vario titolo, si occupano dei differenti aspetti della qualità della vita.
- Implementare le politiche integrate di sicurezza sul territorio locale attivando e mettendo in
rete attori e risorse interni ed esterni all’Amministrazione comunale.
- Promuovere progetti integrati finalizzati alla prevenzione del disagio e della devianza e alla
promozione del benessere in città.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Ufficio Sicurezza Urbana, Polizia locale, Settore Personale Sviluppo Organizzativo Comunicazione e Politiche Giovanili (Servizio Comunicazione, Servizio Politiche Giovanili,
Ufficio Pari Opportunità, Ufficio Periferie, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Ufficio Tempi, Informagiovani), Laboratorio di quartiere Borgo Loreto, Settore Affari Sociali, Settore Politiche Educative
(Laboratorio Cremona dei Bambini), Settore Mobilità, Traffico e Trasporti, Settore Gestione Territorio - Sviluppo Economico e Sportello Unico per le Imprese e per l’Edilizia, Settore Lavori Pubblici
Programmazione Opere Pubbliche, Settore Legislazione Commerciale e Pubblici Spettacoli.
Enti, Associazioni, Comitati, soggetti del privato sociale.
Destinatari
Cittadini cremonesi e residenti stranieri
Breve descrizione La sicurezza è uno degli elementi portanti del programma di governo dell’Amministrazione comunale. Una sicurezza che è urbana, perché calata nel territorio, luogo da cui provengono le richieste di tutela, di rassicurazione e di diritto a godere degli spazi urbani in tranquillità e nel
rispetto di una pacifica convivenza civile. Sicurezza è sapere coniugare legalità, convivenza, solidarietà e partecipazione. La sicurezza è un bene collettivo, che si costruisce nel rapporto tra
il cittadino e altri cittadini, tra essi e il loro ambiente. Non è solo difesa dalle minacce all’incolumità personale, ma il prodotto dello stile di vita degli individui nel loro contesto quotidiano.
Sicurezza è prendersi cura dei problemi e lavorare insieme, cittadini e istituzioni, per migliorare il livello di benessere fruibile nelle città.
“Coordinare le politiche per la sicurezza in ambito urbano” è nato come documento programmatico dell’Amministrazione comunale e si è concretizzato, in questi anni di lavoro, come un
progetto globale e trasversale sulla sicurezza urbana per la comunità cremonese. Rispondere ai
bisogni di sicurezza dei cittadini nel loro contesto urbano e coordinare gli interventi di tutti gli
attori interni all’Amministrazione comunale e dei soggetti esterni, che a vario titolo si occupano
dei differenti aspetti della qualità della vita, sono gli obiettivi fondamentali che muovono l’insieme delle azioni del progetto. Rispetto a queste finalità, la costituzione dell’Ufficio Sicurezza
Urbana rappresenta lo strumento di raccordo e di implementazione necessario allo sviluppo
delle politiche integrate di sicurezza nel territorio locale. Un servizio predisposto dall’Amministrazione comunale per implementare le politiche integrate di sicurezza sul territorio locale, attivando e mettendo in rete gli attori e le risorse interni ed esterni all’Amministrazione comu-
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
98
nale che possono, per ruolo e funzioni, contribuire al loro sviluppo. I progetti integrati dell’Ufficio Sicurezza Urbana si rivolgono a tutta la popolazione cremonese con particolare attenzione
alle fasce deboli (donne, giovani e anziani) e sono finalizzati alla prevenzione del disagio e della
devianza e alla promozione del benessere in città.
Attività realizzate Predisposizione di strumenti di coordinamento
Predisposizione di strumenti idonei allo sviluppo di politiche integrate in grado di coordinare
attività e progetti, afferenti la sicurezza urbana, posti in essere dall’Ente locale.
Tavolo Intersettoriale per il coordinamento delle politiche per la sicurezza in ambito urbano:
creazione e gestione di un tavolo intersettoriale e interassessorile finalizzato alla condivisione
delle politiche sulla sicurezza in ambito urbano, dove condividere, in un’ottica di continuità e
di innovazione, analisi, saperi, conoscenze e attività dei diversi settori dell’Amministrazione.
Ufficio Sicurezza Urbana: un servizio predisposto dall’Amministrazione comunale per affrontare il tema della sicurezza, intesa come l’aumento della qualità della vita nei diversi ambiti del
vivere quotidiano (sociale, educativo, sanitario, ambientale, urbanistico), favorendo l’apporto e
l’integrazione di più soggetti, pubblici e privati.
Ufficio Sicurezza Urbana
Le attività dell’ufficio sono:
• diagnosi di sicurezza - analisi dei dati relativi alla criminalità e ai fenomeni di disordine, degrado
e inciviltà nel Comune di Cremona, monitoraggio degli interventi realizzati e orientati alla sicurezza, valutazione dei progetti e monitoraggio dei risultati raggiunti (cfr. scheda Documenti di zona);
• promozione dell'integrazione e della collaborazione tra settori comunali e/o operatori esterni
nella realizzazione di attività e progetti inerenti la sicurezza urbana (cfr. schede ‘Giovani e legalità’, ‘Giovani in strada’, ‘Immigrazione Integrazione’, ‘Campagne informative su truffe,
scippi e furto a danno degli anziani’);
• supporto ai progetti di sicurezza urbana realizzati dal Settore Polizia Municipale (cfr. schede ‘Giovani in strada’, ‘Immigrazione Integrazione’, ‘Patto Locale di Sicurezza Urbana Borgo Loreto‘)
• supporto all’attività di cooprogettazione del Tavolo Intersettoriale;
• comunicazione interna ed esterna all’Amministrazione comunale delle attività realizzate in
ambito di sicurezza urbana e diffusione della cultura della sicurezza urbana attraverso articoli, convegni ed eventi specifici;
• partecipazione agli incontri nazionali ed internazionali promossi dal FISU “Forum Italiano
per la Sicurezza Urbana” e dal FESU “Forum Europeo per la Sicurezza Urbana”.
Diagnosi di sicurezza
Analisi dei dati relativi alla criminalità e ai fenomeni di disordine, degrado e inciviltà nel Comune di Cremona, monitoraggio degli interventi realizzati e orientati alla sicurezza, valutazione
dei progetti e monitoraggio dei risultati raggiunti.
Parte II
Progettazione coordinata e integrata
Attuazione, attraverso la realizzazione di una rete di soggetti e di azioni, di progetti integrati in
grado di garantire più sicurezza e migliori condizioni di vita.
Adesione al Fisu/Fesu e partecipazione incontri nazionali e internazionali Fisu/Fesu
Confronto sulle tematiche della nuova sicurezza mediante la condivisione delle esperienze in
essere tra le amministrazioni locali aderenti al Forum Italiano per la Sicurezza Urbana ed Europeo, nonché attraverso la partecipazione attiva e collaborazione agli incontri ed alle attività
previste dal Forum a livello nazionale ed internazionale.
Giovani e legalità
Ambito operativo
Istituti scolastici secondari di 2° grado - Centri di Formazione Professionale
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
- Indagare forme e contenuti della cultura della legalità nell’universo giovanile, tipologie di fenomeni di devianza in esso presenti.
- Contrastare il consumo di sostanze psicoattive, episodi di bullismo, danneggiamenti alla proprietà pubblica e disturbo alla pubblica quiete.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio Politiche Giovanili, Ufficio Pari Opportunità.
Istituti scolastici secondari di 2° grado e Centri di Formazione Professionale.
Destinatari
Studenti degli istituti scolastici secondari di 2° grado e Centri di Formazione Professionale
Breve descrizione Il progetto ‘Giovani e legalità’, realizzato dall’Ufficio Sicurezza Urbana in collaborazione con il
Servizio Politiche Giovanili e l’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Cremona, rappresenta
l’opportunità di conoscere più in dettaglio la cultura della legalità dei giovani cremonesi. Valori, idee e opinioni che guidano le azioni e le scelte di un mondo giovanile che deve essere, in
primo luogo, indagato e conosciuto.
Le informazioni raccolte, attraverso una ricerca ad hoc, sono il punto di partenza per predisporre interventi sempre più mirati ai reali bisogni dei giovani e per aumentare complessivamente la sicurezza del territorio.
Il percorso, recentemente intrapreso, si integra con il progetto promosso dall’Ufficio Pari Opportunità Pensare la differenza. La città delle donne realizzato in collaborazione con l’Associazione Libera, allo scopo di educare e sensibilizzare gli studenti al tema della legalità riflettendo
sul significato ed uso del denaro e sul rapporto tra città e desiderio.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
100
Attività realizzate Legalità e quotidianità
Realizzazione da parte dell’Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona di un’indagine
conoscitiva, ‘Legalità e quotidianità’, rivolta ai giovani cremonesi che frequentano le scuole paritarie di secondo grado e i Centri di Formazione Professionale per conoscere la loro reale e
spontanea concezione della legalità.
Creazione tavolo di lavoro
Costituzione di un tavolo di lavoro composto dai settori dell’Amministrazione comunale coinvolti per definire e coordinare modalità di restituzione dei risultati dell’indagine e predisporre
interventi integrati di educazione alla legalità.
Restituzione esiti indagine
Presentazione del progetto e delle finalità dell’indagine alle diverse rappresentanze scolastiche
e restituzione ai partecipanti degli esiti dell’indagine.
Laboratori e incontri formativi
Percorsi di educazione e di sensibilizzazione alla legalità rivolti agli studenti attraverso la partecipazione a laboratori, conferenze sul tema della legalità. (cfr. scheda ‘La città delle donne.
Alice o della città immaginata’.)
Giovani in strada
Ambito operativo
Comunità giovanili e informalità dell’aggregazione giovanile
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
-
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio Comunicazione, Servizio Politiche Giovanili, Affari Sociali, CAG, Azienda Cremona Solidale.
Caritas - Casa dell’Accoglienza, Questura di Cremona.
Prevenire episodi di microcriminalità e di danneggiamento alla proprietà pubblica.
Contrastare il disturbo alla quiete pubblica.
Contrastare il consumo di sostanze psicoattive.
Prevenire gli incidenti stradali.
Giovani cremonesi e stranieri, minori non accompagnati
Destinatari
Educare alla legalità significa soprattutto rivolgersi ai giovani che rappresentano la risorsa su
Breve descrizione cui investire per garantire lo sviluppo futuro di comunità sicure e serene. Il progetto ‘Giovani
in strada’, realizzato dalla Polizia locale del Comune di Cremona, in collaborazione con altre
realtà istituzionali e territoriali, mira ad avvicinarsi ai giovani nei luoghi ‘altri’ dalla scuola: locali pubblici e di divertimento, piazze, parchi, strade e CAG - Centri di Aggregazione Giovanile.
Gli interventi previsti sono finalizzati all’educazione alla legalità in termini sia di prevenzione
di comportamenti a rischio, sia di promozione della sicurezza e della pacifica convivenza in
città.
L’attività di vicinanza rivolta ai giovani nei contesti di aggregazione spontanea ed informale, caratterizzata dalla prossimità (dialogo e confronto), offre anche l’occasione per agganciare quella
parte più a ‘rischio’, difficile da raggiungere ma cruciale per prevenire l’eventuale aggravarsi di
fenomeni di devianza e di disagio individuale.
Il progetto prevede inoltre interventi a sostegno di minori non accompagnati. L’aumento costante negli ultimi anni di questa popolazione ha reso necessaria un’azione sinergica tra Polizia
locale del Comune di Cremona, Affari sociali e Questura di Cremona capace di stimolare attività di controllo sociale (iniziative formative), monitoraggio, attività investigativa di prevenzione
e azioni di contrasto di eventuali comportamenti illegali.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
102
Attività realizzate Osservazioni, monitoraggio e interventi nei confronti di gruppi problematici
Osservazione e monitoraggio nelle zone di ritrovo delle abitudini dei gruppi di ragazzi, indicati
come problematici, e conseguenti interventi (incontri con i genitori, sensibilizzazione degli adulti,
accompagnamento dei ragazzi in percorsi di integrazione sociale).
Affiancamento alle azioni di prevenzione svolte dal Servizio Politiche Giovanili nell’ambito di
eventi riservati ai giovani.
Educazione alla legalità
Interventi educativi focalizzati sulla vivibilità nei quartieri, sul rispetto dei valori della convivenza civile, e finalizzati all’apprendimento di modalità relazionali rispettose dei diritti altrui.
Interventi di prevenzione in ambito scolastico e nell’informalità volti a prevenire il consumo di
sostanze psicotrope informando i giovani sui rischi correlati all’uso di sostanze stupefacenti e
alcoliche e promovendo stili di vita e comportamenti sani.
Campagne informative sui temi dell’educazione alla legalità e della sicurezza stradale rivolte ai
giovani in occasione di eventi e manifestazioni e nelle vicinanze dei locali pubblici.
Interventi a sostegno dei minori non accompagnati realizzati in un’azione sinergica capace di
stimolare attività di controllo sociale (iniziative formative), monitoraggio, attività investigativa
di prevenzione e azioni di contrasto di eventuali comportamenti illegali.
Progettazione partecipata
Creazione di un ampio gruppo di lavoro, coordinato dal vicesindaco e formato da responsabili
di uffici e settori diversi dell’Amministrazione locale, gestori dei locali e cittadini residenti, finalizzato alla progettazione di nuovi interventi.
Interventi amministrativi
Interventi amministrativi (ordinanze del Sindaco, circolari) finalizzate a ridurre il disturbo alla
quiete pubblica nelle ore notturne mediante la diminuzione del traffico all’interno del centro
storico, l’anticipazione dell’orario di chiusura degli esercizi pubblici notturni, la limitazione
delle immissioni sonore all’esterno dei pubblici esercizi.
Parte II
Controllo e presidio del territorio
Servizi di controllo del territorio per prevenire molestie, atti di microcriminalità e danneggiamenti alla proprietà pubblica. Prevenzione e repressione delle infrazioni ai Regolamenti comunali.
Monitoraggio e controllo sociale (prossimità) dei gruppi di giovani nei luoghi informali.
Presidio del territorio e controlli mirati a contrastare gli eccessi di velocità ed a prevenire la
guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche.
Aumento della presenza esterna nel periodo estivo
Aumento della presenza esterna della Polizia locale nel periodo estivo raddoppiando le pattuglie in orario serale/notturno, prevalentemente nei giorni prefestivi, per garantire il controllo
delle zone in cui sono stati lamentati disagi e disturbo.
Educazione stradale nelle scuole cittadine
Ambito operativo
Scuole di ogni ordine e grado e Centri di Aggregazione Giovanile (CAG)
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
- Diffondere una cultura della sicurezza stradale.
- Creare utenti della strada responsabili.
- Contrastare l’elevato numero di incidenti stradali.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale, Informagiovani, Politiche Educative, Servizio Politiche Giovanili.
Istituti scolastici e Centri di Aggregazione Giovanile.
Destinatari
Bambini e giovani cremonesi/stranieri
Breve descrizione La Polizia locale del Comune di Cremona attiva da anni nelle scuole cremonesi di ogni ordine
e grado e nei Centri di Aggregazione Giovanile dei programmi di educazione stradale, il cui
obiettivo è incentivare i giovani a rispettare le norme del Codice della Strada, non solo comunicando loro norme e regolamenti, ma informandoli anche sui rischi legati ad una guida irresponsabile.
Durante questi incontri, gli operatori della Polizia locale del Comune di Cremona affrontano
anche temi legati al rispetto delle norme, istituzioni, cosa pubblica e libertà altrui. In particolare, i ragazzi che frequentano i CAG sono coinvolti in iniziative focalizzate sulla vivibilità nei
quartieri, sui comportamenti a rischio (consumo di alcol e/o di sostanze psicotrope) o incivili.
Queste attività, oltre a stimolare la riflessione sul concetto di legalità, consentono agli agenti di
Polizia locale di avvicinarsi ai ragazzi in un contesto ricreativo, dove è più facile costruire un
rapporto di fiducia e di scambio. Due momenti annuali in cui i percorsi di educazione stradale
si aprono a tutto il contesto cittadino sono il Salone dello Studente e dalla Festa dell’Educazione
Stradale.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
104
Attività realizzate Incontri nelle scuole e nei CAG
Allo scopo di diffondere una cultura della sicurezza e creare utenti della strada responsabili,
vengono realizzati percorsi educativi specifici per ogni fascia d’età. Questi incontri vengono
realizzati da personale della Polizia locale del Comune di Cremona, appositamente formato,
nelle scuole cremonesi di ogni ordine e grado e nei centri di aggregazione giovanile.
Sperimentazione in strada
Ai percorsi educativi si affiancano attività formative incentrate sulla sperimentazione in strada
nel traffico reale, proprio per permettere l’apprendimento di regole e comportamenti responsabili ed autonomi nel contesto cittadino.
Salone dello Studente e Festa dell’Educazione Stradale
Il Salone dello Studente rappresenta un’occasione di contatto tra gli agenti di Polizia locale del
Comune di Cremona e i giovani e offre l’opportunità di estendere le attività di sensibilizzazione
al tema della sicurezza stradale e, più in generale, della legalità in strada, attraverso l’utilizzo di
strumenti ludici capaci di far riflettere i ragazzi su questi argomenti. (‘Un alfabeto per la sicurezza stradale’, ’Una vignetta per la sicurezza stradale’, ‘Gioco quiz sicuri sulla strada’, ‘Educazione alla legalità’). (cfr. scheda Salone dello Studente)
Momento finale dell’attività di educazione stradale dedicata ai bambini delle scuole elementari
è la Festa della Educazione Stradale, ormai alla sesta edizione, alla quale ogni anno partecipano
centinaia di bambini.
Servizio di educativa territoriale (SET)
Ambito operativo
Centri di Aggregazione Giovanile - Educativa di Strada - Area Scuola
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
- Accompagnare e sostenere il percorso di crescita di pre-adolescenti, adolescenti e giovani del
territorio, mediante la promozione del benessere psicofisico.
- Attivare processi di natura relazionale ed educativa per fornire ai ragazzi gli strumenti necessari ad affrontare percorsi adattivi all’ambiente di vita.
- Promuovere percorsi di partecipazione e di cittadinanza attiva.
- Promuovere cura e sviluppo del territorio e della comunità di riferimento, nell’ottica di una
progettazione integrata.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Attraversarte, Centro Musica, Polizia locale,
Pari Opportunità, Settore Politiche Educative.
Famiglie, scuole secondarie di I e II livello, Ufficio Scolastico Provinciale, Consulta studentesca, servizi socio - sanitari di base e specialistici, Comitati di quartiere, Volontari in Servizio Civile Nazionale, Oratori, Associazioni culturali e sportive, gruppi di volontariato.
Destinatari
- preadolescenti, adolescenti e giovani, vale a dire le tre fasce di età che abbracciano l’arco del
percorso evolutivo.
- adulti, intesi sia come singoli soggetti (la famiglia, gli insegnanti), sia come soggetti collettivi
(le associazioni o gli organismi istituzionali). Un’attenzione particolare viene posta alla famiglia, intesa quale interlocutore privilegiato nell’attivazione di azioni concrete sul ragazzo.
Breve descrizione Il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona ha costituito il Servizio di Educativa Territoriale che, nel quadro delle politiche locali sociali, educative e culturali, si pone quale sistema
integrato di servizi e azioni, con l’intento di attivare processi relazionali e di partecipazione, fornendo ai giovani strumenti per affrontare l’ambiente ed il contesto nel quale sono inseriti. Il
Servizio gioca la sua funzione su due versanti: da un lato, quello più strettamente legato alle singole comunità locali, quali i quartieri, con un’attenzione particolare rivolta alle situazioni più
periferiche e marginali; dall’altro, lo sguardo è rivolto alla città, alle culture giovanili ed ai processi di promozione, partecipazione, prevenzione e sicurezza sociale.
Infatti, il SET, attraversando i mondi vitali dei ragazzi, sostiene e promuove il processo di crescita, accompagnandoli nei percorsi di rappresentazione del loro ambiente di vita, dalla scuola,
ai contesti animativi e aggregativi tra pari, a quello del rapporto giovane - adulto.
Concretamente, il SET si propone al territorio con una serie di servizi che promuovono forme
di partecipazione giovanile, attenzione al mondo della scuola, all'informalità dell'aggregazione
giovanile, al lavoro, al rapporto tra culture e gruppi giovanili, al territorio.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
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Attività realizzate Centri di Aggregazione Giovanile
Il CAG è un servizio di carattere educativo e territoriale, fruibile da pre-adolescenti, adolescenti
e giovani, che si affianca ed integra le altre agenzie educative. Tre sono le strutture presenti sul
territorio, situate in zone diverse della città: CAG Ghisiotto (quartiere Zaist), CAG Cascinetto
(quartiere Giuseppina) e CAG Cambonino (nel relativo quartiere). All’interno di contesti informali e spazi appositamente creati per accogliere i giovani, il CAG ricerca la promozione del benessere dei ragazzi, in un’ottica di prevenzione, impegnandosi a costruire relazioni significative
con i diversi soggetti del territorio locale, attraverso varie attività:
- accompagnamento e sostegno al lavoro, all’assolvimento dell’obbligo formativo ed ai servizi
preposti all’inserimento lavorativo;
- promozione del protagonismo giovanile, mediante un sostegno ai percorsi di sviluppo di interessi e competenze (organizzazione di eventi e partecipazione a percorsi interculturali promossi dall’Unione Europea);
- collaborazione estiva tra CAG e oratorio di riferimento (GREST).
Area scuola
L’area scuola del Servizio di Educativa Territoriale si distingue in due tipologie di interventi:
1. Area Scuola Secondaria di 1° grado (medie inferiori): le attività, a supporto della funzione didattica del corpo docente, sono finalizzate all'accompagnamento ed al rinforzo del processo
di orientamento e di scelta del percorso formativo dell'alunno. I percorsi, realizzati in tutte
le scuole medie della città, sono diversificati in relazione alle classi:
- Classi prime: percorsi di accoglienza e lavoro sulle dinamiche di gruppo, finalizzati alla scoperta ed al potenziamento di risorse cognitivo-affettive degli alunni ed al riconoscimento e
messa in gioco delle loro capacità ed abilità.
- Classi seconde: percorsi laboratoriali (video, teatro, burattini) e spazio ascolto (rivolto ai ragazzi), finalizzati all'apprendimento di processi di auto ed etero-valutazione e di riflessione
circa le esperienze personali e collettive, presupposti indispensabili alla capacità di scelta.
- Classi terze: percorsi correlati alle azioni dei precedenti anni scolastici ed in rete con i soggetti preposti all'orientamento scolastico e formativo, con un’attenzione focalizzata sui processi di autoconsapevolezza nella scelta, in preparazione all'uscita dal circuito secondario
di primo grado. Le attività riguardano lo spazio strutturato di infopoint, la realizzazione di
laboratori sperimentali pre-professionali in collaborazione con i Centri di Formazione Professionale. Quest'ultima attività è pensata e rivolta in particolare a ragazzi a rischio di dispersione e di abbandono scolastico.
2. Area Scuola Secondaria di 2° grado (superiori): le attività sono rivolte alla sperimentazione
di percorsi di progettazione innovativa all'interno delle scuole, al potenziamento delle competenze delle figure adulte nella scuola, in termini di accompagnamento educativo ed alla valorizzazione di un lavoro di sinergia tra i soggetti pubblici e privati che operano nelle scuole
attraverso l'offerta delle proprie progettualità. Gli ambiti di intervento riguardano:
- raccordo e coordinamento con il territorio, per il potenziamento della rete territoriale;
- counseling, nell’ottica di supporto ed accompagnamento alla progettualità scolastica e accompagnamento alla progettazione europea;
- promozione dell'agio e del benessere, favorendo l’accompagnamento educativo ai ragazzi e
la presa in carico delle situazioni di “urgenza”, trasformando le stesse segnalazioni scola-
stiche in opportunità d'intervento educativo sul gruppo studenti, sul gruppo docenti, sulla
rete interna della scuola, sulla rete esterna alla scuola;
- partecipazione e protagonismo giovanile, con il supporto a percorsi di rappresentanza, con
maggiore attenzione alla dimensione del fare e l’affiancamento alla Consulta studentesca;
- rapporto con attraversarte, circuito espressivo giovanile del Comune di Cremona, per la valorizzazione delle esperienze espressive in ambito scolastico come strumento a sostegno
della progettualità e come raccordo con il territorio.
Educativa di Strada
L’Educativa di Strada è un servizio che opera nei contesti informali, volto a favorire la promozione delle culture giovanili, valorizzandole e riscoprendo la loro funzione sociale e civile. Il lavoro con i gruppi è la componente principale e specifica del lavoro di strada, i cui percorsi attivati sono volti a sviluppare un’attenzione su oggetti di lavoro specifici usati come occasione
per l’azione educativa.
Le iniziative possono riguardare: tornei sportivi, organizzazione di eventi, azioni su un singolo
al fine di “agganciare” successivamente il gruppo, ecc. È fondamentale ed indispensabile instaurare una relazione significativa con i ragazzi al fine di rispondere ad esigenze di accompagnamento ed informazione rispetto a tematiche quali il consumo di sostanze psicotrope, l’inserimento lavorativo, percorsi di sostegno all’associazionismo, rapporti con l’amministrazione comunale, conflittualità con le componenti adulte.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
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INDOOR e Blunotte
Ambito operativo
Scuola ed informalità dell’aggregazione giovanile
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
- Prevenire il consumo di sostanze psicotrope e promuovere comportamenti e stili di vita sani.
- Creare ed implementare una rete di prevenzione.
- Concertare politiche di intervento di prevenzione dei consumi di sostanze psicotrope con tutte
le realtà cittadine che lavorano con e per i giovani.
Estensione
territoriale
Distretto di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Polizia locale.
Istituti scolastici secondari di 2° grado del distretto, Centri di Formazione Professionale, Ufficio Scolastico Provinciale, luoghi dell’informalità dell’aggregazione giovanile, rete delle Cooperative Sociali e Associazioni.
Destinatari
Adolescenti e giovani
Breve descrizione Il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona, titolare di un progetto di prevenzione
integrata, sviluppa attraverso la rete collaborativa di cooperative sociali ed associazioni due percorsi paralleli: INDOOR e Blunotte.
Il progetto INDOOR, inserito nel Piano dell’Offerta Formativa delle Scuole Secondarie di 2°
grado cittadine, attiva percorsi classe negli istituti superiori del distretto e nei centri di formazione professionale, concordati con i singoli istituti sia nell’individuazione dei destinatari (classi
del biennio o del triennio) sia nell’individuazione delle modalità (percorsi classe, gruppi trasversali, spazi laboratoriali, strategie di peer education, lavoro di secondo livello con le componenti adulte). Il modello di lavoro del progetto è caratterizzato dall’idea di lavorare nel tempo
dell’esordio sociale, del passaggio e del cambiamento, dell’adolescenza, con la prospettiva di
concentrarsi sulle possibili intersezioni fra i passaggi di questo cambiamento e le condotte di
consumo di sostanze attraverso la raccolta e la rielaborazione delle esperienze e delle rappresentazioni dei ragazzi nell’ambito del gruppo classe.
Il progetto Blunotte, attraverso il lavoro di un’equipe integrata, articola interventi di prevenzione
nell’informalità e nei luoghi del divertimento serale e notturno, utilizzando strategie relazionali
educative, creando alleanze con tutti gli adulti che stanno a fianco dei giovani nei contesti dagli stessi frequentati.
Attività realizzate Indoor
La metodologia di lavoro del progetto prevede:
- la gestione e l’analisi della domanda proveniente dai soggetti aderenti al progetto;
- il percorso in classe (finalizzato all’emersione delle conoscenze dei vissuti degli studenti, alla
discussione in gruppo, alla proposta di attivazioni psicopedagogiche e di momenti informativi complementari);
- il counselling (creazione di occasioni di ascolto, di informazione mirata ed orientamento ai
servizi);
- la valutazione (mediante strumenti quali il diario di bordo per la raccolta di dati informativi,
il questionario di gradimento, la griglia di raccolta dello spazio di counseling e la restituzione).
Blunotte
Costruzione di un percorso di sicurezza rivolto ai giovani nell’informalità e nei luoghi del divertimento serale e notturno, che prevede interventi di prevenzione basati su strategie relazionali
educative e sulla ricerca di alleanze con tutti gli adulti che stanno a fianco dei giovani nei contesti dagli stessi frequentati (gestori locali serali e notturni).
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Attraversarte - Circuito di espressività giovanile - under 18
Ambito operativo
Contesto scolastico (Istituti scolastici secondari di 2° grado)
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
- Offrire occasioni di confronto e conoscenza reciproca nell’ambito del gruppo classe utilizzando canali comunicativi altri rispetto a quelli tradizionali.
- Favorire la partecipazione degli studenti a percorsi formativi che implicano una modalità relazionale docente-discente non verticale/discendente ma orizzontale e circolare/ascendente.
- Promuovere la dimensione sociale dell’arte come veicolo di costruzione di relazioni con “l’altro” in una prospettiva di scambio ed arricchimento reciproci.
- Offrire occasioni formative sui linguaggi artistici, in una prospettiva di crescita personale, attraverso la sperimentazione partecipata ai percorsi espressivi.
- Promuovere occasioni di confronto e conoscenza reciproca per i ragazzi della città al fine di
favorire la creazione di una rete culturale.
- Sostenere il protagonismo dei ragazzi attraverso la valorizzazione di prodotti culturali, espressione dei ragazzi stessi.
- Favorire la circuitazione delle esperienze nel contesto cittadino facilitando la diffusione delle
stesse oltre l’ambito scolastico specifico in cui esse si sono realizzate.
- Promuovere la scuola come tempo/spazio di sperimentazione in cui educativo ed espressivo
si coniugano nel percorso formativo del singolo.
- Valorizzare l’Istituzione Pubblica come tempo/spazio di confronto per i soggetti operanti nel
territorio su tematiche inerenti la specifica fascia di età coinvolta nel percorso.
- Diffondere la conoscenza ed implementare l’esperienza degli scambi giovanili europei in un’ottica di incontro/confronto tra soggetti portatori di valori culturali autonomi.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Ufficio Pari Opportunità, Informagiovani.
Istituti scolastici, Consulta studentesca, Ufficio Scolastico Provinciale, Associazioni, Agenzie
operanti con giovani ed adolescenti, giovani artisti, percorsi di espressività realizzati nelle scuole.
Destinatari
Ragazzi dai 14 ai 18 anni
Parte II
110
Breve descrizione Attraversarte, nell’ambito della progettualità Under 18, promuove e sostiene un percorso di valorizzazione e promozione dell’espressività come strategia di accompagnamento allo sviluppo
identitario del soggetto, in relazione ad una dimensione individuale e sociale. Per questa fascia
d’età Attraversarte offre la possibilità di sperimentare la creatività come strumento formativo,
in quanto l’espressività è condizione per l’esercizio del protagonismo.
In ambito scolastico, si esplicita la richiesta rivolta all'esterno di strategie di intervento formativo mirate alla rivalutazione di creatività, emotività, corporeità, partecipazione, individuando,
nel contempo, l’ambito artistico-espressivo come funzionale al raggiungimento di tali obiettivi:
in questa direzione si muovono le collaborazioni tra scuola e Attraversarte - under 18. In que-
sto contesto si esplicitano alcuni bisogni che, da un punto di vista trasversale all’universo giovanile, si possono riassumere in un maggiore riconoscimento delle esigenze espressive e dei bisogni dei giovani da parte del mondo adulto, in particolare in ambito culturale e nella difficoltà
del mondo adulto ad attribuire valore alle esperienze artistiche e culturali dei giovani in quanto
espressione della cultura locale contemporanea.
Attività realizzate Con i piedi sul palco
È un progetto teatrale basato sulla progettazione condivisa in specifici tavoli di lavoro e realizzato in stretta sinergia con il contesto della “diversabilità”.
Il progetto è così articolato:
- attivazione di tavoli di progettazione condivisa con i soggetti coinvolti (con i docenti referenti,
con gli operatori teatrali del territorio operanti in ambito scolastico, con i referenti delle realtà operanti in ambito “diversabilità”, con gli operatori teatrali del territorio operanti in ambito “diversabilità”);
- elaborazione di proposte di formazione rivolte a studenti, a docenti/operatori/educatori, ad
adulti (seminari di formazione per adulti; pillole di teatro per studenti; laboratori teatrali realizzati negli Istituti di Istruzione Secondaria di Secondo Grado e condotti da operatori del territorio o da docenti; realizzazione della rassegna di produzioni teatrali studentesche, realizzata in stretta sinergia con i soggetti operanti nell’ambito della diversabilità).
Under 18: espressività a scuola
Under 18 è un progetto di espressività basato sulla progettazione condivisa in specifici tavoli di
lavoro a cui partecipano docenti e giovani artisti del territorio. Il progetto è articolato come segue:
- attivazione di tavoli di progettazione condivisa con i soggetti coinvolti (con i docenti referenti
ed i giovani artisti del territorio);
- elaborazione di proposte di micro-laboratori espressivi finalizzati all’avvicinamento degli studenti ai vari linguaggi artistico-espressivi in stretta connessione con la dimensione didattica.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
112
La città delle donne. Antigone o della città condivisa
percorsi di educazione alla legalità
Ambito operativo
Istituti scolastici secondari di 2° grado e comunità locale
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
- Promuovere la conoscenza della Costituzione.
- Promuovere la memoria e l’impegno contro le mafie.
- Promuovere la legalità in ambito sportivo.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Ufficio Pari Opportunità, Laboratorio Cremona dei Bambini, Settore Politiche educative.
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie; Provincia di Cremona.
Destinatari
Studenti e insegnanti delle classi terze dell’Itis “Torriani” di Cremona
Breve descrizione Fissata da Sofocle in quell’atto rivolta che è anche di pietà, la sepoltura del fratello ribelle al tiranno, Antigone diviene figura politica che introduce prima di tutto ai contenuti del progetto
Antigone o della città condivisa. Un percorso di incontri, seminari e spettacoli che invita la città
a pensare alle proprie origini, alle fondamenta ideali su cui si è eretta: alla legge e al suo rapporto con la giustizia, alla pietà come capacità trattare adeguatamente l’altro, al coraggio capace
di contrastare la violenza, e infine all’amore, creatore di un ordine nuovo che comprende e supera quello istituzionale. Ma la storia di Antigone ci lascia anche il compito di generare forme
concrete di convivenza e di autentica cittadinanza: dalla collaborazione tra Libera Scuola e il
progetto Antigone sono sorti seminari di formazione per gli insegnati sui temi dell’educazione
alla legalità e percorsi didattici rivolti agli studenti, per promuovere la conoscenza della Costituzione, la memoria e l’impegno contro le mafie, la legalità in ambito sportivo, che hanno coinvolto le classi terze dell’Itis “Torriani” di Cremona.
Parte II
Attività realizzate Seminari di formazione docenti
Seminari di formazione rivolti agli insegnanti, a cura degli esperti di Libera Scuola, dedicati all’educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva, alla convivenza democratica.
Percorsi didattici con gli studenti
Tre percorsi didattici dedicati agli studenti:
- ‘La Costituzione si impara a scuola’
- ‘Verso il 21 marzo: memoria, partecipazione, cittadinanza’
- ‘Sportilandia. Un’idea della corsa Miguel’
Incontri aperti alle scuole e alla cittadinanza
Donne di mafie, donne contro la mafia
Incontro con Gabriella Ebano fotografa e Ombretta Ingrascì ricercatrice Gruppo Abele.
Educare alla legalità democratica: partecipazione e responsabilità
Incontro con Don Lugi Ciotti - Presidente di ‘Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafie’.
Mostra visioni di città
Una mostra di disegni, curata dal Laboratorio Cremona dei Bambini in collaborazione con la
PInAC di Rezzato, per dare voce all’immaginario di bambine e bambini (cfr. scheda Laboratorio Cremona dei bambini).
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
114
La città delle donne. Alice o della città immaginata
Educazione all’uso responsabile del denaro, alla sobrietà e ai consumi
Ambito operativo
Istituti scolastici secondari di 2° grado e comunità locale
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
Educare all’uso responsabile del denaro, alla sobrietà e ai consumi.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Ufficio Pari Opportunità, Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio Politiche
Giovanili.
Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie; C.I.S.Vol.
Destinatari
Studenti degli istituti scolastici secondari di 2° grado
Breve descrizione La figura di Alice, bambina nel paese delle meraviglie, ha guidato il progetto Alice o della città
immaginata verso l’immaginazione e la creatività, il sogno e l’utopia, come strumenti indispensabili per dare forma ai desideri che animano l’immagine e la vita stessa della città. Nell’ambito di una riflessione sul rapporto tra città e desiderio, è sorto un percorso didattico condiviso
con l’Associazione Libera sul ruolo del denaro, uno dei motori materiali e simbolici nella vita
della città. Strumento necessario per il vivere quotidiano, il denaro rappresenta oggi anche un
vero e proprio oggetto del desiderio, fino a produrre quel senso di indigestione che le società
del benessere portano con sé. Da mezzo per produrre beni e soddisfare bisogni, il denaro diventa il fine in vista del quale si producono beni e si soddisfano bisogni. È noto infatti che produzione e consumo sono due aspetti di un medesimo processo circolare: non solo si producono
merci per soddisfare bisogni, ma si producono anche bisogni per garantire la continuità della
produzione delle merci che assicurano denaro. Un rapporto scorretto tra desiderio e denaro veicola da un lato proiezioni identitarie e sociali fondate sul possesso, dall’altro un uso distorto che
favorisce comportamenti illegali legati alla microcriminalità, che sconfinano nel disagio e nelle
dipendenze. Addentrandosi in un territorio denso di implicazioni politiche e culturali, la proposta progettuale ha inteso innescare un percorso di coscienza critica su stili di vita e consumi,
lavorando sul concetto di responsabilità che ciascuno dovrebbe sviluppare non solo verso se
stesso e gli altri, ma verso l'ambiente e la città in cui vive. Consumare è una scelta e non un obbligo, una libertà e non una coazione a ripetere.
Attività realizzate Laboratori in classe
Tre percorsi didattici dedicati agli studenti, a cura degli operatori della comunità Casa Acmos
di Torino:
- ‘Educazione all’uso responsabile del denaro’
- ‘Da città industriali a città industriose’
- ‘Piccolo spazio... pubblicità’
Incontri aperti alle scuole e alla cittadinanza
Un ciclo di incontri aperti alle scuole e alla cittadinanza, sul tema del rapporto tra città e desiderio come godimento, come consumo di cose, tempo, relazioni, spazi.
Consumo Ergo Sum (Davide Mattiello, Presidente Casa Acmos)
Consumare per esistere ed essere riconosciuti: una riflessione sulle forme in cui il consumo plasma il desiderio, a partire dall'esperienza di Casa Acmos, comunità di vita, accoglienza e sperimentazione, che da cinque anni opera sui temi della riduzione e selezione dei consumi, della
mediazione dei conflitti e del risparmio dei beni comuni fondamentali.
La partecipazione tra desiderio e progetto (Michele Gagliardo, Responsabile del Piano Giovani
del Gruppo Abele)
Nascere in un determinato paese ed essere iscritti alla locale anagrafe non fa di noi dei cittadini: cittadini non si nasce ma si diventa, attraverso il mettersi continuamente in gioco, responsabilmente. L’impegno attivo per la cittadinanza è un percorso che produce senso di appartenenza, e insieme lavora all’allargamento dell’accesso ai diritti che il vivere in una comunità
rende possibili. La partecipazione è un’arte che si può imparare da ragazzi, quando la curiosità, il senso critico, la voglia di imparare e di cambiare producono forza e inquietudine.
Dal consumo delle risorse alle ecomafie: Riflessioni a partire dal rapporto ecomafia di Legambiente (Enrico Fontana, Responsabile dell’Osservatorio Nazionale e legalità di Legambiente)
L’intreccio tra organizzazioni mafiose e criminalità ambientale fa dell’Italia il territorio elettivo
dell’ecomafia. L’illegalità pervade il ciclo dei rifiuti e del cemento, il traffico di specie protette
e di opere d’arte da nord a sud del paese, e la creazione di un vero e proprio sistema di legalità
organizzata rappresenta l’unica risposta davvero efficace ai fenomeni mafiosi in generale e ancora di più a quelli delle ecomafie.
Davvero la legalità conviene! (Gian Carlo Caselli, Procuratore Generale di Torino e Lorenzo
Frigerio, Ufficio di Presidenza di Libera)
La questione morale non è una pruderie di benpensanti: è una grande questione democratica e
istituzionale, perché un sistema intriso di corruzione o di rapporti con la mafia è l’emblema del
prevalere dell’interesse privato sull’interesse pubblico. Qui sta il nodo di tutti i problemi del
nostro Paese. È il trionfo degli egoismi, degli interessi particolari che schiacciano, che annullano molte volte l’interesse generale, è il degrado del senso morale, il trionfo, purtroppo, dell’Italia dei furbi. E la furbizia può fare da apripista all’Italia dell’illegalità e delle mafie. Un ciclo di incontri aperti alle scuole e alla cittadinanza, sul tema del rapporto tra città e desiderio
come godimento, come consumo di cose, tempo, relazioni, spazi.
Vignette di legalità: Laboratorio fumetto e mostra mafiacartoon
A conclusione del percorso didattico, coadiuvati dagli operatori del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” e a cura del Servizio Politiche Giovanili, gli studenti hanno realizzato disegni, vignette
e racconti che associano il linguaggio del fumetto alla riflessione sui temi della legalità. Le opere
hanno trovato spazio all’interno della mostra Mafiacartoon: sguardi di fumettisti e disegnatori
di tutto il mondo sulle conseguenze del sistema mafioso globale, raccolti dall’Associazione Libera e divenuti percorso formativo rivolto ai giovani e non solo.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
116
Differenze. Generi, generazioni, geografie
Ambito operativo
Istituti scolastici secondari di 2° grado e comunità locale
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
- Leggere le differenze culturali a partire dai nessi e dalle interdipendenze con le disuguaglianze
materiali.
- Valorizzare le differenze culturali e comprendere il concetto di legame sociale.
- Riflettere sul rapporto tra individuo e collettività.
- Riflettere sul significato della partecipazione.
- Comprendere il concetto di cittadinanza attiva.
- Analizzare la relazione esistente tra le scelte dei singoli e le conseguenze sulla collettività.
- Riflettere sulla dimensione quotidiana della legalità.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Ufficio Pari Opportunità, Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio Politiche
Giovanili.
Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie; C.I.S.Vol.
Destinatari
Studenti degli istituti scolastici secondari di 2° grado
Breve descrizione Le nostre città sono un vero e proprio ricettacolo di differenze che convivono e confliggono a
più livelli, il luogo dove le contraddizioni precipitano, i legami si lacerano, le identità e i percorsi si intrecciano. Dalle classi di età alle differenze di genere, dalle disparità in termini di ricchezza e potere alle differenze di occupazioni, lingue, credenze e culture, la differenza è costitutiva del concetto stesso di società. Differenze è un percorso didattico articolato in laboratori,
incontri ed esperienze affronta il tema delle differenze, declinandolo secondo i tre ambiti di generi, generazioni e geografie. L’intento è quello di leggere le differenze culturali a partire dai
nessi e dalle interdipendenze con le disuguaglianze materiali, domandandosi se la valorizzazione delle differenze culturali giochi un ruolo nel produrre e riprodurre le disuguaglianze materiali oppure nel contrastarle e ridurle.
Esaltare le differenze indiscriminatamente e inneggiare alla necessità della loro convivenza ad
ogni costo nasconde spesso il pericolo dell’ambiguità e della caduta retorica: l’esaltazione della
diversità rischia infatti di lasciare intatte le radici delle disuguaglianze, e affrontare i dilemmi
di valore inerenti alle differenze socioculturali mediante criteri di indifferenza etica. Occorre
allora riconoscere l’impossibilità di un punto di vista assoluto e universale, e assumere invece
uno sguardo parziale, di appartenenza. Per immaginare una nuova configurazione della società
serve forse un approccio relazionale che sappia rinegoziare regole di convivenza possibile nella
quotidianità, che favoriscano l’incontro, tutelino e riconoscano il valore delle differenze, la loro
inesauribile riserva di significato.
Accanto ai percorsi teorici e laboratoriali che coinvolgono gli studenti, una speciale attenzione
è rivolta alla dimensione del fare, per legare la riflessione a esperienze concrete e pratiche con-
divise, tentando di attraversare l’extrascuola e la dimensione dell’informalità. Per lo stesso motivo, la contestualizzazione territoriale del progetto prevede anche l’incrocio con i progetti nazionali Regoliamoci, Albachiara e Rosso Malpelo, promossi dall’Associazione Libera.
Attività realizzate Generi
Leggere e riconoscere pregiudizi, stereotipi e aspettative legati alla costruzione dei ruoli femminili e maschili, per immaginare se stessi fuori e oltre i tradizionali modelli culturali e sociali:
- laboratorio a cura dello Studio associato in psicologia Gozellino-Mascherpa;
- progettazione e realizzazione di un evento per la giornata dell’8 marzo a scuola.
Generazioni
Fare spazio, ascoltare, avere un linguaggio comune: forme e modi diversi di intendere la partecipazione politica tra generazioni:
- laboratori di cittadinanza attiva a cura del Gruppo Abele di Torino;
- produzione di materiali e supporti attraverso molteplici linguaggi artistici, curati dai giovani
artisti del circuito “Attraversarte” – Servizio Politiche Giovanili, in vista della partecipazione
alla rassegna-concorso di Albachiara;
- adesione ai forum di partecipazione e confronto per i giovani, attivati dal servizio Politiche
Giovanili del Comune di Cremona.
Geografie
Diritti, opportunità, privilegi: differenze tra nord e sud d’Italia e del mondo, mafie come negazione dei diritti che si fa ostacolo allo sviluppo:
- laboratorio su cittadinanza e diritti a cura del Gruppo Abele di Torino;
- laboratorio di lettura di Gomorra a cura degli operatori della Cooperativa “Equilibri” di Modena;
- progetto Rosso Malpelo su lavoro minorile e lavoro nero, con proiezione del film Rossomalpelo e adesione al progetto di adozione a distanza.
Incontro aperto alle scuole e alla cittadinanza
A conclusione dei percorsi laboratoriali nelle scuole incontro con il Magistrato Piercamillo Davigo.
Cena della legalità
L’idea di concludere il percorso con un appuntamento conviviale e festoso che coinvolga ragazzi,
insegnanti e cittadini, è nata durante i laboratori didattici dello scorso anno, quando uno degli
animatori di Libera ha sollecitato i ragazzi con la proposta di organizzare una cena della legalità.
L’evento avrà come fulcro centrale la cena, realizzata con alimenti delle cooperative di Liberaterra,
prodotti nei terreni confiscati alle mafie e riconvertiti per uso sociale, e di altre realtà che operano
nel territorio cremonese. A seguire l’intervento di alcuni rappresentanti di Libera, tra i quali don
Luigi Ciotti, presidente dell’associazione, e da un momento di animazione a cura dei ragazzi.
Obiettivo della serata è attivare un processo in cui far sperimentare ai ragazzi forme di reale
partecipazione, che si concretizzano nell’organizzazione dell’evento e nella sua realizzazione alla
fine dell’anno scolastico.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
118
Informagiovani
Ambito operativo
Comunità locale
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
- Informare e orientare i giovani circa l’area lavoro, scuola e tempo libero.
- Diffondere la cultura e i valori della legalità, attraverso l’attivazione di un sistema informativo che promuove e fornisce strumenti concreti e interventi personalizzati.
- Promuovere un migliore inserimento dei giovani nella vita sociale.
- Favorire opportunità di crescita e di partecipazione.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona, provincia e alcuni comuni limitrofi non appartenenti all’area geografica
ascrivibile alla provincia di Cremona.
Soggetti coinvolti
Realtà educative formali (centri di formazione professionale, scuole di ogni ordine e grado, università); realtà educative non formali (centri privati che attivano percorsi formativi non aventi
valore legale, ma che coniugano percorsi formativi didattici con aspetti formativi pratici che implicano un gestione positiva del tempo libero).
Associazioni di categoria che operano sul territorio (associazione industriali, associazione piccole industrie; FIPE).
Regione Lombardia, Provincia di Cremona.
Destinatari
Giovani in età compresa fra i 14 ed i 29 anni
Tutte le figure adulte di riferimento per il target
Sportelli aderenti alla rete provinciale Informagiovani di Cremona
Enti, servizi, associazioni che hanno fra i destinatari delle proprie attività i giovani
Breve descrizione L’Informagiovani è un servizio gestito direttamente dal Comune di Cremona, uno degli enti locali più attivi in Italia nel campo dei servizi di informazione e consulenza per i giovani.
Nel 1995 ha infatti avviato il Centro Informagiovani la cui finalità principale è quella di fornire
alle giovani generazioni supporti informativi e di primo orientamento che consentano di compiere le scelte più opportune e consapevoli rispetto al futuro. È inoltre uno spazio pubblico e
gratuito dove le informazioni e i materiali sono a disposizione di tutti.
Gli operatori intervengono con azioni di informazione, accompagnamento, consulenza, orientamento e diffusione delle notizie sulle tematiche di interesse giovanile. Il Sistema Informagiovani è allineato alla gestione in qualità secondo le norme ISO 9001 e l’organizzazione e l’erogazione dei servizi è funzionale agli impegni e agli obiettivi e applicato nell’ottica di miglioramento continuo e di partecipazione a tutti i livelli.
Attività realizzate Sportello Informalavoro
Lo sportello informativo aiuta a conoscere le opportunità offerte dal territorio e risponde in
modo qualificato alla necessità di informazione e consulenza del cittadino con un servizio informativo, fornendo consulenze individuali e di gruppo, momenti d’approfondimento e attività
specialistiche.
Si rivolge a chi è in cerca di un lavoro, a chi intende avviare attività in proprio, a chi intende
frequentare corsi di formazione professionale, a chi vuole ottenere informazioni sulle nuove regole di accesso al mercato del lavoro, chi intende aggiornarsi professionalmente o cercare nuove
opportunità.
I servizi che lo sportello offre all’utenza sono:
- servizio informativo: attività di erogazione delle informazioni mirate al singolo bisogno, autoconsultazione della documentazione disponibile e diffusione di materiale;
- consulenza informativa: consultazione guidata alle opportunità formative e del mondo del lavoro;
- consulenza orientativa: consulenza personalizzata relativa alla ricerca del lavoro, alla identificazione del proprio obiettivo professionale/formativo;
- consultazione internet: accesso gratuito alla navigazione in rete relativo alle tematiche del
mondo del lavoro, della formazione e dei servizi; supporto alla consultazione della banca dati
“Borsa Lavoro Lombardia”.
Sportello Informascuola
Nel 2004 è stato attivato lo sportello di informazione pre-orientativa - servizio rivolto a studenti
e famiglie - che intende garantire percorsi personalizzati di informazione e primo orientamento
alla scelta scolastica, universitaria e professionale, fornendo, inoltre, la normativa scolastica e
professionale, nonché indicazioni riguardo le aree e le figure professionali.
Si avvale degli strumenti in uso presso lo sportello: banca dati Spring e altre banche dati sul sistema formativo a livello regionale e nazionale, siti di riferimento e di interesse, nonché dei materiali prodotti (guide, rapporti, ecc.) dalla provincia di Cremona e dalle province limitrofe, ecc.
119
Sportello ISU - Assistenza e consulenza per studenti universitari
Lo sportello è attivo da febbraio 2001 dopo la stipula della convenzione con gli ISU delle Università degli Studi di Pavia e Brescia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Piacenza
e Politecnico di Milano e a partire da gennaio 2005 opera presso il centro Informagiovani. Lo
sportello si occupa di:
- facilitare la ricerca alloggi agli studenti fuori sede promuovendo il contatto diretto con i proprietari;
- distribuire la modulistica per accedere ai benefici offerti dagli organismi per il diritto allo
studio (borse di studio, contributi tasse, buoni pasto) provvedendo a fornire indicazioni per
la relativa compilazione;
- informare gli studenti e le sedi universitarie riguardo le attività educative e culturali proposte in città;
- informare gli studenti riguardo le possibili scelte del percorso universitario tramite distribuzione di pubblicazioni illustrative e guide circa i corsi di laurea locali;
- distribuzione gratuita “University Card”;
Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
120
- distribuzione alle scuole medie superiori delle “carte dello studente”.
Lo sportello ha, inoltre, contribuito alla nascita della consulta degli studenti universitari; attualmente collabora con la consulta per l’organizzazione di diverse iniziative culturali.
Sportello servizio civile nazionale
Lo sportello orienta sulle tematiche del servizio civile nazionale (su base volontaria) e permette
di avere informazioni sui bandi, sulle modalità di partecipazione e sui requisiti richiesti.
Sportello dedicato per stranieri
Lo sportello in stretta collaborazione con il ‘Pois’ dei Servizi Sociali del Comune di Cremona
orienta sulle tematiche di principale interesse dei cittadini stranieri, con particolare attenzione
alle esigenze relative all’esigibilità dei diritti, nonché alle modalità di accesso a percorsi formativi, a percorsi professionali e di ricerca attiva del lavoro.
Giovedì d’estate
Durante il periodo estivo, ogni giovedì, l’Assessorato al Turismo del Comune di Cremona e l’Associazione “Le Botteghe del Centro” organizzano i “Giovedì d’estate”, serate di musica e shopping, con negozi aperti fino alle 23, mostre ed esposizioni in diversi spazi cittadini, animazione
per le vie del centro cittadino, ecc. Visto il notevole afflusso di cittadini, l’Informagiovani realizza dal 2005 uno spazio informativo in una zona centrale proponendo serate dedicate a temi
di interesse giovanile.
“Aperitivo con…”
“Aperitivo con …” nasce con l’intenzione di sviluppare incontri monotematici su argomenti di
interesse giovanile e non solo, in luoghi di ritrovo dove, “sorseggiando un aperitivo”, si può dialogare confidenzialmente con i personaggi che intervengono (scrittori, attori, altre figure con interessanti e significative esperienze). L’iniziativa è stata proposta nell’estate 2007.
Protocollo di intesa con la Consigliera di Parità della Provincia di Cremona
Per il raggiungimento di obiettivi concreti nell’ambito delle pari opportunità, l’Agenzia Servizi
Informagiovani del Comune di Cremona e la Consigliera di Parità della Provincia di Cremona
hanno firmato un Protocollo di Intesa al fine di diffondere tra i giovani una reale cultura di “pari
opportunità”.
Salone dello Studente
Ambito operativo
Scuole e comunità locale (Comune, Provincia e Regione)
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
- Offrire opportunità di informazione e di approfondimento circa i percorsi scolastici e formativi post-obbligo, post-diploma, post-laurea a livello locale, nazionale ed internazionale.
- Offrire opportunità di informazione per la ricerca del lavoro sia a livello locale che nazionale.
- Offrire opportunità di informazione circa le opportunità ricreative e culturali offerte dal territorio.
Estensione
territoriale
Provincia di Cremona, province e regioni limitrofe
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Informagiovani, Polizia locale, Assessorato Pari Opportunità, Sportello
assistenza e consulenza per gli studenti universitari: Assessorato alle attività culturali, sistema
mussale, Università.
Regione Lombardia, Provincia di Cremona, Rete Provinciale Informagiovani.
Istituti scolastici di ogni ordine e grado di Cremona e provincia, Accademie e università del
nord Italia.
Associazione industriali della provincia di Cremona.
Servizi ed enti che hanno come target i giovani, agenzie sociali, associazioni e volontariato.
Aeronautica Militare, Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Cremona, Esercito Italiano - 10°
Reggimento Genio Guastatori, Guardia di Finanza - Comando Provinciale di Cremona, Polizia
di Stato - Questura di Cremona, Polizia locale della Provincia di Cremona - Polizia Locale e Protezione Civile, Polizia Penitenziaria.
Consulta stranieri, Consulta studenti e altri gruppi organizzati e riconosciuti.
Destinatari
Giovani e persone in cerca di occupazione
Breve
descrizione
L’Agenzia Servizi Informagiovani organizza appuntamenti a livello locale, nazionale e internazionale.
Dal 1996 organizza, in collaborazione con Regione Lombardia, Provincia di Cremona, ASL della
provincia di Cremona, Associazione Industriali e col supporto di sponsor locali, il Salone dello
Studente - formazione, lavoro e tempo libero (manifestazione che dal 1999 si svolge presso il
quartiere fieristico di Cremona) articolata in tre giornate di informazione e dedicate all’orientamento scolastico e lavorativo e alla promozione di stili di vita positivi riferiti ai temi legati alla
prevenzione, salute, alla legalità e alla sicurezza stradale.
Il Salone offre opportunità di informazione circa i percorsi scolastici e formativi post-obbligo,
post-diploma, post-laurea a livello locale, ma soprattutto nazionale ed internazionale; informazioni per la ricerca del lavoro sia a livello locale che nazionale; informazioni circa le opportunità ricreative e culturali offerte dal territorio. Oltre agli stand espositivi vengono proposte attività interattive dedicate al mondo del lavoro e ad internet, convegni, seminari ed eventi sulle
diverse tematiche della formazione, del lavoro, del tempo libero e della new technology nelle
121
Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
122
ultime edizioni in particolare è stata data maggiore importanza a tutte quegli ambiti che permettano una partecipazione attiva nella ideazione progettazione e realizzazione di appuntamenti
rassegne e performances.
Sono stati attivati progetti di partecipazione nei settori del giornalismo per i giovani, della valorizzazione e comunicazione delle culture dei nuovi immigrati, della promozione dei diritti di
pari opportunità, di tutela e supporto nella condivisione attiva e nei progetti di sviluppo dei diritti e della loro esigibilità.
Il Salone, occasione di aggregazione e di forte potenziale comunicativo, è, inoltre, la sede in cui
vengono proposte iniziative ed attività legate alla sensibilizzazione dei giovani riguardo ai temi
del disagio giovanile e dell'adolescenza, alla dimensione relazionale con i propri coetanei meno
fortunati, alla cultura del rispetto per l'ambiente, alla sicurezza stradale e alla legalità.
Attività realizzate Nel Salone vengono allestite aree espositive legate ai temi della manifestazione. Sono inoltre realizzati convegni, seminari, incontri, laboratori, percorsi artistici ed espressivi, azioni di promozione dedicate anche alle minoranze, alle fasce deboli ed a quelle sottoposte a maggiore fragilità formativa, lavorativa e socioculturale. La tematica della legalità è trattata nella manifestazione in maniera trasversale con iniziative presso gli stand, ma anche attraverso eventi specifici
di natura assembleare.
Convegni
Giovani in Strada. Gli incidenti stradali e la patente a punti. Incontro di educazione alla legalità della strada: oggetto della conferenza alcune tematiche strettamente correlate all’emergenza
incidenti stradali, con particolare riferimento ai neopatentati ed il patentino per ciclomotori.
Sulla strada non hai una Second Life: presentazione del libro “Graffiti dell’anima” ,con la partecipazione dell’Autrice Angela Gio Ferrari, all’interno di un incontro dedicato alla riflessione
sulle conseguenze degli incidenti stradali che coinvolgono i giovani.
“Gioco quiz sicuri sulla strada”
Un’appassionante videogioco di educazione stradale: scegli il veicolo, i dispositivi di sicurezza
da utilizzare e simula la guida e… se commetti un’infrazione, perdi i punti “dalla patente”. Iniziativa riservata agli studenti degli Istituti di Primo Grado e agli studenti in possesso della patente di guida A o B. Uno strumento di verifica delle conoscenze degli argomenti trattati durante l’attività di educazione stradale, nella forma del questionario informatizzato, con domande
a risposta multipla. Attraverso il quiz, i giovani studenti hanno misurato il proprio grado di conoscenza delle norme del Codice della Strada, con la possibilità di ragionare insieme agli agenti
della Polizia Locale presenti durante il gioco, sui contenuti delle risposte sbagliate.
“Un alfabeto per la sicurezza stradale”
Presentato durante un’edizione del Salone dello Studente e rivolto alle classi quinte degli istituti superiori e alle ultime classi del Liceo Socio Psico Pedagogico, questo progetto ha promosso
l’elaborazione di un alfabeto che associasse ad ogni lettera un argomento legato alla sicurezza
stradale.
Concorsi
Una vignetta per la sicurezza stradale, concorso riservato agli alunni delle scuole secondarie di
primo grado di Cremona e della provincia. La vignetta come strumento per riflettere sui temi
della sicurezza sulla strada e dell’incidentalità stradale, partendo dalla propria esperienza personale.
Azione integrata a servizio della comunità: crea uno spot pubblicitario, concorso riservato ai
ragazzi frequentanti i CAG del Comune di Cremona e ai ragazzi collocati presso le strutture di
accoglienza residenziale che collaborano con i Servizi Sociali ed Educativi del Comune di Cremona. L’iniziativa è stata organizzata dalla Polizia Locale del Comune di Cremona, dal giornale
La Provincia - Quotidiano di Cremona e Crema e promossa dalla Regione Lombardia.
“Esercitazioni pratiche alla guida del ciclomotore”
Iniziativa riservata ai ragazzi dai 14 anni di età organizzata dalla Polizia Locale del Comune di
Cremona e un’autoscuola cittadina che prevede lezioni pratiche di guida sicura per i ragazzi che
hanno conseguito il patentino per il ciclomotore. L’obiettivo dell’iniziativa è, quindi, quello di
consentire ai ragazzi interessati di acquisire manualità e capacità di condurre il veicolo attraverso un corso di guida pratica del ciclomotore.
“Educazione alla legalità”
Rivolto ai ragazzi dei CAG per elaborare percorsi su tre temi specifici:
- alcol e sostanze stupefacenti;
- i giovani e gli incidenti stradali;
- il rispetto della proprietà pubblica: gli atti vandalici nel quartiere
Ogni CAG realizza un elaborato finale utilizzando il linguaggio e le modalità più vicine ed idonee ai ragazzi.
123
Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
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Benessere in città: Muoversi nei tempi di una città sostenibile
Piano territoriale degli orari della città di Cremona (L.53/2000; L.R. 28/2004)
Ambito operativo
Comunità
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
-
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona:Ufficio Tempi, Ufficio Ecologia, Servizio Comunicazione, Settore Politiche Educative, Settore Mobilità, Traffico e trasporti, Ufficio Pari Opportunità, Settore Polizia
Municipale, Settore Programmazione Lavori Pubblici, Laboratorio Cremona dei Bambini, Settore Legislazione commerciale e pubblici spettacoli, Settore Personale e sviluppo organizzativo.
AEM (Azienda Elettrica Municipalizzata), Arpa, ASL, Prefettura di Cremona, associazioni del
commercio (Ascom e confesercenti) Fiab locale (Federazione Amici della bicicletta), aziende di
trasporto locale (KM e Cremona Trasporti), imprese del commercio e imprese dell’artigianato
locali, Istituti scolastici, organizzazioni sindacali, Provincia di Cremona (Servizio trasporti e Ufficio Piste ciclabili), lavoratori e lavoratrici delle imprese commerciali e artigianali e degli enti
pubblici con sede nel centro storico.
Destinatari
Cittadini e city user
Individuare, promuovere e sperimentare forme di mobilità urbana sostenibile.
Rendere più flessibili e adattivi gli orari di lavoro e gli orari di erogazione dei servizi urbani.
Favorire la conciliazione tra tempi di vita e orari di lavoro di lavoratrici/ori e/o genitori.
Ridurre l’inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare.
Breve descrizione La trasformazione verso una società di servizi ha comportato profondi mutamenti negli stili di vita
sia degli abitanti che dei city users. Il fattore tempo si è rivelato un elemento critico della vita quotidiana. Il piano territoriale degli orari di Cremona è lo strumento che vuole comprendere e progettare modi per rendere più vivibile la vita di coloro che fruiscono dei servizi della città: (scuole,
negozi, trasporti, uffici pubblici, traffico, viabilità, musei ecc.) migliorando il rapporto fra tempo
dedicato al lavoro e alla cura della famiglia e di sé, fra tempo obbligato e tempo scelto. Gli strumenti predisposti dal Comune di Cremona sono un Assessorato dedicato, l’Ufficio Tempi, il Comitato di pilotaggio, il Piano degli orari con il Documento direttore e le risorse del Piano.
Benessere in città: muoversi nei tempi di una città sostenibile è un progetto del Piano territoriale degli orari della città di Cremona diretto al mondo della scuola, alla mobilità in città e alla
flessibilità degli orari di lavoro. Con il coinvolgimento di molti settori dell’amministrazione comunale e di partner cittadini, Benessere in città (sinteticamente chiamato BiC) ha voluto migliorare la qualità di vita individuale di donne, uomini e bambini che abitano a Cremona, contribuendo a ridurre il traffico automobilistico e le emissioni di gas inquinanti in città.
A tal fine BIC ha progettato e attuato forme flessibili di trasporto pubblico, rinnovate formule
di flessibilità, giornaliera e annuale, degli orari di lavoro di chi opera in centro città, laboratori
di promozione di una mobilità autonoma dei bambini, sostenibile e rispettosa dell’ambiente e
dei tempi di vita delle persone.
Attività realizzate Scuola: Tempi delle madri, dei figli, della scuola
Attraverso un coinvolgimento attivo di dirigenti scolastici, insegnanti, madri, padri, parenti,
bambini, associazioni no profit sono stati sviluppati programmi di opere strutturali nei pressi
delle scuole Manzoni e Boschetto, aree di sperimentazione, corsi di formazione, iniziative e laboratori differenziati per bambini, insegnanti e genitori per favorire una mobilità autonoma e
sostenibile (ad esempio, percorsi sicuri casa-scuola e nel proprio quartiere), sensibilizzazione
nei confronti della produzione dell’inquinamento ambientale e promozione di pratiche di vita
rispettose dell’ambiente e dei tempi di vita delle persone.
Mobilità dei lavoratori dei servizi pubblici e della rete commerciale del centro storico
I lavoratori non effettuano solo spostamenti sistematici da casa al lavoro, ma svolgono spesso
anche altre attività, definite interstiziali. Questa mobilità asistematica caratterizza ormai molti
degli spostamenti in città. Fornire ai lavoratori del centro storico diversi mezzi di trasporto, alternativi all’uso dell’auto privata e dell’autobus di linea dà risposta a questa domanda flessibile
di mobilità e per la quale anche il mezzo personale (auto e moto, ad esempio) può dimostrarsi
non conveniente. Con il coinvolgimento di dirigenti di enti pubblici, associazioni del commercio e di via, Amministrazione Provinciale (settore trasporti), rappresentanti delle organizzazioni
sindacali, delle imprese di trasporto pubblico, delle associazioni dei taxisti, sotto la regia del
Comune di Cremona è stata:
- somministrata un’indagine partecipata su mobilità, su orari di lavoro e tempi di vita e sulla
percezione dell'inquinamento, da parte di lavoratori degli enti pubblici e operatori commerciali del centro cittadino, con attenzione al genere;
- progettato e implementato un sistema di trasporto a chiamata, che è una forma innovativa di
trasporto pubblico, con percorsi e orari variabili, adattabili alle specifiche richieste di mobilità degli utenti (prenotabus);
- promosso l’uso della bicicletta e l’installazione di 400 reggi biciclette in città;
- eseguiti incontri formativi sulla mobilità sostenibile e su sistemi flessibili di trasporto.
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Flessibilità degli orari negli uffici pubblici
Attraverso un coinvolgimento attivo dei dirigenti del Comune di Cremona, degli enti pubblici
cittadini, delle aziende comunali e delle organizzazioni sindacali è stato avviato un dibattito sulla
flessibilità giornaliera e annuale dell’orario di lavoro per un miglioramento della qualità della
vita dei lavoratori pubblici cremonesi sia in termini di conciliazione vita e lavoro, sia in termini
di miglioramento delle condizioni ambientali della città che ha portato alla realizzazione, presso
la Prefettura di Cremona, di un laboratorio sulla flessibilità dell’orario di lavoro ed alla sperimentazione di un orario flessibile multiperiodale nel il Comune di Cremona.
Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
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Laboratorio Cremona dei Bambini
Ambito operativo
Scuole e comunità locale
Settore di
riferimento
Politiche Educative
Obiettivi
-
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Settore Affari Culturali e Museali, Assessorato alle politiche Commerciali
e Pubblici Spettacoli, turismo e Rapporti con città gemellate, Polizia locale, Ufficio Tempi, Ufficio Pari Opportunità.
Labirinti Intersensoriali Studio Caliendo/Fieschi, Dirigenti Scolastici scuole, Unicef, atelierista
scuole infanzia e nidi, Ufficio Turistico, Teatro Itinerante, rappresentanti locali del commercio.
Destinatari
Bambini, insegnanti, genitori
Promuovere i diritti dei bambini.
Accogliere le loro necessità di uscire di casa in situazioni sicuri.
Muoversi autonomamente nel quartiere.
Rendere i bambini consapevoli della possibilità di poter cambiare la città attraverso la progettazione partecipata.
Breve descrizione Il Laboratorio Cremona dei Bambini è un progetto avviato nel 1998 con la consulenza del CNR
di Roma e l’adesione di Cremona al progetto “La città dei bambini” di Francesco Tonucci Cremona dei Bambini. Le finalità del laboratorio sono: riconoscere i bambini come cittadini e assumerli a parametro per lo sviluppo della città, promuovere i diritti dei bambini e accogliere le
loro necessità di uscire di casa in situazioni sicure, scegliere gli amici, sperimentare, muoversi
autonomamente nel quartiere e considerare il punto di vista del bambino ogni qualvolta si interviene sugli spazi della città o su un quartiere, rendere i bambini consapevoli della possibilità di poter cambiare la città attraverso la sperimentazione di esperienze urbane.
Parte II
Attività realizzate Io cammino… alla grande!
Un progetto rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado, per promuovere la mobilità autonoma dei bambini e per sviluppare in loro un’idea di cittadinanza attraverso la conoscenza del proprio territorio, partendo dal quartiere per arrivare all’intera città.
Piedibus
Il più nuovo, sicuro, divertente e salutare modo per andare e tornare da scuola. Il progetto mira
a migliorare la qualità della vita nella città e si concentra sulla mobilità casa/scuola dei bambini delle scuole primarie. L’azione principale su cui si basa il progetto è quella di una sperimentazione di Piedibus, ossia di uno scuolabus immaginario, con tanto di capolinea e fermate
che “raccoglie” i ragazzi che vengono a scuola. L’autobus è guidato da volontari accompagnatori (in genere genitori, nonni e cittadini volontari) e raggiunge la scuola in sicurezza. L’iniziativa è promossa dal Laboratorio Cremona dei Bambini del Settore Politiche Educative in colla-
borazione con l’Ufficio Tempi. Il Piedibus viene realizzato presso le scuole Manzoni e Boschetto,
dove sono attivi cantieri di sperimentazione nati dalla collaborazione dei progetti “Io
cammino...alla grande! e Benessere in città.
Le Piccole Guide
Un’iniziativa ideata per sviluppare nei bambini la conoscenza del territorio e l'idea di appartenenza alla propria città attraverso una loro “radicalizzazione” e presenza sul territorio. Viene incentivata la conoscenza storica della città e la capacità dei bambini di raccontarla ad altri soprattutto in occasione di iniziative come la Festa del Torrone e la Giornata del Touring Club Italiano in cui Le Piccole Guide accompagnano i turisti in città.
Visioni di città
Una mostra, con una selezione di disegni fatti dai bambini che partecipano a “Io cammino...
alla grande!” pensata per “dare voce” all’immaginario di bambine e bambini, in quanto cittadini “particolari”. L’intento è di fare emergere quali “visioni” i bambini hanno della loro città
rispetto ai loro desideri e alle loro paure; scoprire in quali luoghi si riconoscono e quale “distanza” esiste o meno tra loro e la città rispetto a come la vivono e la immaginano; fino a che
punto la città è uno spazio possibile in cui proiettare i propri sogni.
Cremona dei bambini
Un’iniziativa di gioco proposta ogni anno che prevede l’organizzazione di appuntamenti di giochi, animazioni, laboratori negli spazi urbani. Piazze, strade, parchi grazie alla presenza di bambini, genitori, insegnanti, nonni possono essere sottratti all’inquinamento acustico e atmosferico causato dall’eccessiva invadenza delle auto e, anche se per poco, diventare luoghi vitali ricchi di relazioni, più vivibili e più sicuri per tutti.
Fantasticalibro
Un progetto di promozione della lettura rivolto a tutte le scuole primarie della città, che prevede un fase di lavoro in classe e una fase in spazi pubblici della città in cui le scuole si aprono
al territorio. Vengono coinvolte anche rappresentanti locali del commercio con scopi umanitari,
ogni anno viene devoluto il ricavato della “vendita” di lavori fatti dai bambini all’Unicef.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
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Immigrazione Integrazione
Ambito operativo
Comunità straniere
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
-
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale, Settore Gestione Entrate, Settore Affari sociali, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Stranieri, Ufficio Periferie, Ufficio anagrafe.
Comunità di Immigrati, I.Re.F. - Istituto Regionale Lombardo di Formazione per l’Amministrazione Pubblica, ASL, Sunia di Cremona.
Destinatari
Stranieri
Favorire il dialogo tra comunità straniere, Amministrazione locale e cittadinanza.
Integrare le politiche di sostegno per l’inserimento e l’integrazione.
Attivare momenti di partecipazione della popolazione extracomunitaria alla vita sociale locale.
Ridurre la percezione di insicurezza nella popolazione autoctona.
Breve descrizione L’integrazione della popolazione immigrata rappresenta un importante tassello delle politiche
integrate di sicurezza urbana. La presenza straniera è spesso fonte per le comunità locali di insicurezza: abitudini e stili di vita differenti possono, a volte, confliggere con quelli della cultura
ospitante.
Ciò che non si conosce è facilmente temibile: da qui la necessità di creare luoghi di incontro,
di aprire la porta del dialogo, della vicinanza e della conoscenza. Tutte azioni fondamentali a
valorizzare questa popolazione che è un’importante risorsa, a rassicurare la comunità cremonese e a incrementare la sicurezza nel contesto cittadino.
Obiettivo è, quindi, quello di favorire e costruire l’integrazione attraverso l’ascolto, il dialogo,
l’osservazione, il monitoraggio e l’organizzazione di momenti di incontro tra cittadini cremonesi
e stranieri coordinando l’attività della Polizia locale del Comune di Cremona e dell’Ufficio Sicurezza Urbana con le risorse e le politiche esistenti a livello istituzionale e territoriale.
Attività realizzate Conoscenza reciproca
Ricerca e consolidamento di contatti e legami con i rappresentanti delle comunità immigrate
presenti sul territorio attraverso l’attività della Polizia locale del Comune di Cremona.
Parte II
Integrazione
Integrazione dei servizi presenti sul territorio rivolti alla popolazione immigrata.
Partecipazione
Promozione e organizzazione di momenti di incontro ed eventi multiculturali in città e nei quartieri (soprattutto all’interno del lavoro di comunità nelle periferie cittadine).
Comunicazione, informazione e ascolto
Incontri di informazione e di educazione alla legalità e al rispetto delle regole del vivere quotidiano, finalizzati a sensibilizzare e informare gli stranieri su temi particolarmente rilevanti per
l’integrazione (casa, salute, igiene, lingua, diritti-doveri).
Formazione interculturale
Realizzazione di un corso di formazione interculturale per operatori dell’Ente locale, realizzato
anche grazie agli interventi dei rappresentanti di alcune comunità straniera.
Monitoraggio e controllo
Monitoraggio costante dei luoghi di ritrovo (locali pubblici) e degli spazi urbani (strade, panchine), ovvero punti di riferimento costante per la popolazione immigrata e che possono produrre una sensazione di disagio e di pericolo.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Progetti per l’integrazione degli alunni stranieri
nelle scuole primarie e secondarie
Ambito operativo
Istituti scolastici statali primari e secondari di 1° e 2° grado
Settore di
riferimento
Politiche Educative
Obiettivi
- Favorire l’integrazione degli alunni non italofoni e sostenerne i risultati scolastici e formativi.
- Supportare gli interventi programmati e realizzati dalle scuole autonome in questo campo.
- Promuovere la diffusione di un approccio interculturale e facilitare la valorizzazione delle diversità nazionali e linguistiche all’interno delle comunità scolastiche.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Settore Politiche Educative.
Scuole statali primarie e secondarie di primo e secondo grado.
Destinatari
- Alunni non italofoni
- Famiglie
- Docenti degli istituti coinvolti
Breve descrizione A partire dall’anno 2000 il Settore Politiche Educative ha promosso interventi finalizzati a sostenere le scuole primarie e secondarie nello sforzo di integrazione degli alunni stranieri. Nella
prima metà di questo decennio, infatti, gli istituti si sono trovati di fronte ad una vera e propria
emergenza per l’afflusso crescente di alunni che non possedevano sufficiente conoscenza della
nostra lingua per poter affrontare il normale percorso di studi. La presenza di questi bambini e
ragazzi comportava una sfida di “adattamento” per il nostro sistema scolastico, ma presentava
anche opportunità di arricchimento e di crescita attraverso l’incontro con altre lingue e culture.
130
Parte II
Attività realizzate Coordinamento insegnanti referenti delle scuole primarie e secondarie
di primo grado
Percorsi di formazione e supervisione rivolti agli insegnanti referenti delle Commissioni Intercultura. Organizzati sotto forma di gruppo di lavoro, hanno la finalità di guidare le docenti nella
progettazione degli interventi all’interno dei contesti scolastici e di verificare insieme i livelli di
realizzazione e l’efficacia delle attività. Il gruppo di lavoro inoltre ha prodotto, sui singoli temi
(accoglienza alfabetizzazione, ecc), materiali originali che sono stati stampati e distribuiti a tutte
le scuole.
Sostegno alla progettazione delle scuole
Erogazione, nell’ambito degli interventi di diritto allo studio, di contributi alle singole scuole,
per la realizzazione di progetti di integrazione.
Con parole cangianti
Il progetto comprende una serie di interventi finalizzati a favorire la frequenza scolastica degli
alunni stranieri nelle scuole secondarie di secondo grado e nella formazione professionale ed a
migliorare a loro capacità di usare l’italiano come lingua per lo studio.
In particolare vengono realizzati:
- corsi di alfabetizzazione per gli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado;
- corsi di formazione e aggiornamento per docenti e alfabetizzatori.
È stato costituito un gruppo di alfabetizzatori che comprende sia docenti delle scuole interessate disponibili a svolgere questo ruolo con incarichi ad hoc, sia operatori esterni. Il gruppo diventa punto di riferimento per tutti gli istituti e garantisce un livello di competenza comune tra
gli alfabetizzatori.
Corsi di alfabetizzazione per mamme straniere
Promozione di percorsi di alfabetizzazione in lingua italiana rivolti alle mamme di bambini immigrati che frequentano le scuole primarie a Cremona. I corsi, organizzati in collaborazione con
soggetti EDA del territorio che si occupano di Educazione degli adulti (Centro territoriale, Centro studi e ricerche), si tengono presso gli istituti delle scuole primarie interessati e hanno la finalità di migliorare la capacità delle donne di comprendere e parlare la nostra lingua, di relazionarsi con il contesto della scuola e di seguire i figli nel lavoro scolastico.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Apprendere a Cremona. Promozione e coordinamento
delle iniziative di educazione degli adulti
Ambito operativo
Comunità locale
Settore di
riferimento
Politiche Educative
Obiettivi
- Promuovere la partecipazione della popolazione adulta ad iniziative educative e di aggiornamento, sostenendo in particolare la partecipazione delle fasce deboli.
- Favorire la conoscibilità e trasparenza delle iniziative.
- Promuovere la capacità di collaborazione reciproca tra gli enti in funzione della maggiore efficacia degli interventi e di una razionalizzazione delle risorse.
- Promuovere l’adozione da parte degli enti di strumenti adeguati per garantire la qualità delle
iniziative, a vantaggio dell’utenza.
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Settore Politiche Educative.
Comuni di: Olmeneta, Soresina, San Bassano, Casalbuttano, Stagno Lombardo, Sospiro, Gerre
de' Caprioli, Gadesco Pieve Delmona.
Provincia di Cremona; Scuole del Distretto (IPC ‘Einaudi’, ITC Sospiro, ITC ‘Beltrami’, Terzo
Circolo Didattico) e Centri Formazione (Ial Lombardia, Enaip); Sindacati (CISL, CGIL, UIL) e
Associazioni di Categoria (CNA, Collegio Geometri, Ordine Ingegneri, Confcommercio); CSA
di Cremona; Polo Universitario (Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza-Cremona, Università degli studi di Brescia); Associazioni di volontariato (‘Non solo noi’, Cisvol) e Associazioni culturali (ADAFA, Ass. ex allievi Liceo ‘Manin’); Centro Territoriale Permanente (Scuola
Media ‘Campi’); IRRE Lombardia; Partner progetto FSE Apprendere a Cremona.
Destinatari
- operatori dell’educazione degli adulti
- cittadini interessati a partecipare ad attività di formazione, aggiornamento, arricchimento delle
competenze personali e socializzazione
Parte II
132
Breve descrizione I tanti cambiamenti nel mondo del lavoro e nella società non consentono più alle persone di
fare “come si faceva una volta”: studiare fino a 14 o 18 anni, e poi utilizzare quello che avevano
studiato a scuola per tutto il resto della vita. Oggi tutti – quelli che da giovani hanno studiato
poco, e anche quelli che hanno studiato molto – sono sollecitati o obbligati ad affrontare diverse
esperienze ed occasioni di apprendimento in diversi momenti della loro vita, per cambiare lavoro o per non perderlo, per esercitare i propri diritti o per migliorare il proprio benessere personale. Lavoratori di mezza età sono “costretti” a studiare l’informatica o una lingua straniera,
e a volte sono i nonni, pensionati, che ricominciano a imparare ad usare un computer insieme
ai nipoti…
A loro volta, cittadini stranieri che giungono nel nostro paese hanno l’esigenza di imparare la
lingua italiana e poi di frequentare corsi per inserirsi nel mondo del lavoro. Persone di ogni età
scoprono nuovi interessi e li condividono frequentando corsi per il tempo libero; e anche ai genitori, per imparare a educare i figli, vengono sempre più spesso offerti corsi ed incontri da enti
pubblici e da associazioni.
Il Settore Politiche Educative si occupa di interventi finalizzati a promuovere e armonizzare le
iniziative di educazione degli adulti sul territorio comunale, secondo obiettivi locali individuati
sia attraverso consultazioni sul territorio, sia documenti e linee di indirizzo dell'Unione Europea, raccogliendo e diffondendo le informazioni relative a tutte le iniziative di educazione e formazione rivolte a cittadini adulti, sostenendo progetti integrati e sperimentali in questo campo,
anche attraverso l'istituzione di tavoli di coprogettazione tra enti diversi (scuole, enti di formazione, associazionismo...).
Attività realizzate Costituzione del comitato Locale di Educazione degli adulti
Costituzione del Comitato Locale di Educazione degli adulti, organo interistituzionale istituito
nell’aprile 2003 in base alla direttiva del Ministero dell’Istruzione 22/2001, e svolgimento dell’attività di supporto alle iniziative del comitato.
FSE Apprendere a Cremona
Promosso e gestito dall’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Cremona dal settembre 2003 al settembre 2004, il progetto ‘Apprendere a Cremona’ ha avuto la finalità di sostenere
la messa in rete e la qualificazione degli interventi di educazione degli adulti sul territorio del
comune e dell’ex distretto scolastico. L’intervento si inseriva in un quadro nazionale ed europeo che ha visto, negli ultimi anni, una serie di interventi orientati a promuovere azioni di riorganizzazione e potenziamento delle attività di educazione degli adulti, nella logica dello sviluppo di un’offerta articolata e interconnessa rivolta a tutte le categorie di cittadini.
Messa in rete degli interventi
Raccolta e diffusione delle informazioni relative a tutte le iniziative di educazione e formazione
rivolte a cittadini adulti.
Progettazione interventi
Progettazione di interventi integrati e sperimentali in questo campo, anche attraverso l’istituzione di tavoli di coprogettazione tra enti diversi (scuole, enti di formazione, associazionismo...)
Comunicazione
Creazione e cura del sito internet dedicato (www.apprendereacremona.it) attraverso il quale anche i singoli enti possono segnalare le iniziative in partenza e condividere materiali sulle esperienze realizzate.
Aggiornamento della banca dati contenuta nel sito con le schede di oltre 130 enti del territorio
che promuovono iniziative rivolte ad adulti.
Corsi di alfabetizzazione per mamme straniere
Promozione di percorsi di alfabetizzazione in lingua italiana rivolti alle mamme di bambini immigrati che frequentano le scuole primarie a Cremona. I corsi, organizzati in collaborazione con
soggetti EDA del territorio (Centro territoriale, Centro studi e ricerche), si tengono presso gli
istituti delle scuole primarie interessati e hanno la finalità di migliorare la capacità delle donne
di comprendere e parlare la nostra lingua, di relazionarsi con il contesto della scuola e di seguire i figli nel lavoro scolastico.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
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Periferie al centro - Ufficio Periferie
Ambito operativo
Comunità di perifieria
Settore di
riferimento
Personale-Sviluppo Organizzativo-Comunicazione e Politiche Giovanili
Obiettivi
-
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Settore Affari sociali, settore Politiche educative, Polizia Locale, Ufficio
Tempi.
Servizi presenti sui diversi territori, cittadini singoli o organizzati.
Destinatari
Cittadini singoli o gruppi di cittadini, Comitati spontanei di Zona
Attivare e animare le comunità di periferia.
Promuovere il protagonismo nelle comunità delle periferie.
Accrescere la partecipazione e la responsabilizzazione dei cittadini.
Mediare e facilitare i rapporti tra periferie urbane e Ente locale.
Breve descrizione Il progetto Periferie al Centro è un percorso che l’Amministrazione ha intrapreso per dotare le
periferie cittadine di strumenti di coinvolgimento attivo e di partecipazione, finalizzati a conoscere, discutere ed affrontare le problematiche che caratterizzano le zone situate ai confini della
cintura urbana. Per una migliore gestione del territorio, sono state istituite due zone complessive, poste a semicerchio intorno al centro cittadino.
La volontà che sottende all’iniziativa nel suo complesso è quella di valorizzare le periferie come
luoghi di un’esistenza qualificata, dove sia costante la partecipazione democratica alla vita politico-amministrativa dell'intera città.
L’ufficio Periferie, nato all’interno del progetto Periferie al Centro, è una struttura operativa che
intende: coordinare richieste e risorse del territorio per favorire la comunicazione e l’informazione, incoraggiare la partecipazione delle numerose risorse presenti in ogni periferia cittadina;
rafforzare il dialogo tra cittadini e Amministrazione, riconoscendo i Comitati spontanei di zona
come interlocutori privilegiati nella comunicazione, nella condivisione dei progetti e nelle sperimentazioni messe in atto, attraverso un metodo basato sulla reciprocità.
Attività realizzate Coordinamento e consulenza comitati spontanei e di zona, gruppi informali
e ai cittadini
Momenti di ascolto, di consulenza e di informazione, rivolti ai comitati, ai gruppi e anche al
singolo cittadino, per fornire e favorire la formazione di strumenti e conoscenze necessarie nel
rapporto con l’Amministrazione.
Promozione di incontri con i comitati spontanei di zona, con i gruppi, con i garanti, con i volontari sul territorio, ecc. su tematiche specifiche.
Accompagnamento in percorsi di progettazione partecipata e di attivazione di Comunità.
Conoscenza del territorio
Studio del territorio e analisi delle diverse richieste attraverso la messa in rete delle risorse, il
coordinamento delle singole proposte, incontri di approfondimento e sopralluoghi in collaborazione con altri settori e servizi del Comune.
Sviluppo e attivazione di comunità
Attraverso i comitati, le associazioni, le realtà territoriali si intende sviluppare una comunità attiva, più integrata e responsabile, che si prenda cura autonomamente dei problemi di sicurezza,
di aggregazione, di partecipazione e dei problemi sociali del territorio, avviando percorsi di confronto, di animazione e attivazione della comunità.
Progetto consulta di zona
Il progetto prevede la costituzione di una macroarea che riunisca più periferie cittadine in un’area
della città particolarmente ricca di risorse e forme aggregative per rafforzare la partecipazione
dei cittadini alla vita della comunità nella quale vivono, sostenere le loro espressioni associative e favorire l’informazione che riguardano il territorio.
Garanti del verde
Il progetto Garante del Verde nasce dalla duplice esigenza di assicurare l’attenzione necessaria
agli spazi verdi delle periferie e di promuovere una cittadinanza attiva cercando di favorire una
maggiore sensibilizzazione e responsabilità sul tema dell’ambiente e della cura e salvaguardia
del verde pubblico, in particolare nelle zone periferiche della città.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
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Laboratorio di Quartiere di Borgo Loreto
Ambito operativo
Comunità di periferia - Quartiere Borgo Loreto
Settore di
riferimento
Affari Sociali; Polizia Municipale; Personale-Sviluppo organizzativo-Comunicazione e Politiche
Giovanili
Obiettivi
- Promuovere la partecipazione degli abitanti alla progettazione degli interventi di riqualificazione del quartiere.
- Sviluppare un accompagnamento individuale e sociale.
- Attivare la comunità locale.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia Locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Polizia di Stato, Ufficio Periferie, Laboratorio di Quartiere, Servizio Politiche Giovanili, Centro per le Famiglie, Ufficio Stranieri, Ufficio Alloggi, Settore Politiche Educative; Settore Lavori Pubblici, Comitato per il Contratto di Quartiere, Settore Mobilità, Traffico e Trasporti.
A.L.E.R., C.I.S.V.O.L., Garante per il Verde, Centro Sociale per pensionati e anziani ‘L. Pinoni’,
Parrocchia Beata Vergine Lauretana, Ass. Città dell’Uomo, Scuola Materna ‘A. Gallina’, Scuola
Elementare ‘A. Stradivari’, Centro Interculturale ‘Mondoinsieme’, Associazione ‘Comitato Immigrati di Cremona’, Comitato spontaneo di cittadini ‘Borgo Loreto’.
Destinatari
Residenti, associazioni e realtà aggregative del quartiere Borgo Loreto
Breve descrizione L’Amministrazione Comunale, nel 2005, ha avuto accesso al finanziamento ministeriale, denominato “Contratti di Quartiere 2”, per la riqualificazione fisica e lo sviluppo sociale di un’area
particolarmente ricca di Edilizia Residenziale Pubblica, individuata nel quartiere di Borgo Loreto.
L’intervento, discusso con i cittadini attraverso il Piano di Progettazione partecipata, coinvolge
la comunità di Borgo Loreto attraverso una profonda trasformazione e riqualificazione urbana
(case, strade, spazi verdi, sottoservizi, viabilità).
Studiando proprio le caratteristiche sociali e demografiche di Borgo Loreto sono stati messi in
atto una serie di interventi a medio e lungo termine raccolti all’interno del Piano di Accompagnamento Sociale (PAS), che prevede azioni a sostegno degli individui e azioni di sostegno delle
attività collettive del quartiere.
Per garantire a tutti i residenti informazione e partecipazione sullo svolgimento del Contratto di
Quartiere è stato istituito il Laboratorio di quartiere Borgo Loreto, ufficio pensato all'interno del
quartiere presso il quale il residente può trovare risposta alle sue domande.
Il Laboratorio accoglie gli operatori dei Servizi Sociali, della Polizia Locale e dell’Ufficio Periferie, che coordina le attività del Laboratorio. In questo spazio è possibile consultare i progetti
che verranno realizzati, vedere le piantine delle case e degli spazi comuni che verranno riqualificati all’interno del quartiere.
Il Laboratorio è quindi luogo di progettazione e gestione del Piano di Azioni Sociali (PAS).
Il PAS si compone:
- di azioni di accompagnamento individuale (in capo al Settore Affari Sociali): Piano della Mobilità forzosa, Casi Sociali in ingresso.
- di azioni di accompagnamento sociale a sostegno delle attività collettive: Attivazione e organizzazione della Comunità (Ufficio Periferie), Patto Locale per la Sicurezza Urbana (Polizia
locale), Mediatori di Condominio (Affari Sociali).
Attività realizzate Accompagnamento individuale
L’accompagnamento individuale fa capo al Settore Affari Sociali e prevede azioni a sostegno degli individui che sono particolarmente toccati dal processo di ristrutturazione per trovare soluzioni e risposte, spesso individualizzate, che riducano il più possibile il pesante disagio creato
dalla trasformazione: ‘Piano della Mobilità forzosa’ e ‘Casi sociali in ingresso’.
Accompagamento sociale
Attivazione e organizzazione della comunità: il Laboratorio attraverso vari progetti di attivazione
di comunità costruisce occasioni di scambio di informazioni, di confronto, di tessitura di relazioni tra una pluralità di attori interessati, per diversi motivi, al miglioramento delle condizioni
del quartiere:
- progetto comunicazione: rivolto agli abitanti del quartiere per consentire ai cittadini di orientarsi nel progetto e acquisire le necessarie informazioni sulle tempistiche dei cantieri e sulle
trasformazioni in atto (newsletter, giornali, bacheche ecc.).
- verde e scuole: collaborazione di più soggetti (Centro Anziani, Laboratorio Cremona dei Bambini, Scuole, altre associazioni, cittadini singoli) per la realizzazione di interventi di promozione dell'educazione civica e della responsabilità collettiva a partire dall'uso e dalla cura degli spazi verdi del quartiere.
- ‘Borgo in Rete’: mette in rete le molte realtà associative e i servizi comunali e non, presenti
sul territorio di Borgo Loreto, allo scopo di pubblicizzare la loro attività e sperimentare nuove
proposte aggregative per il territorio e costruire microprogetti mirati sul quartiere. Ne fanno
parte 16 realtà che operano a vario titolo sul territorio e che insieme organizzano alcuni appuntamenti ormai abituali come la festa di Borgo in Rete e Borgo in Bici, quest’ultimo realizzato nell’ambito del Patto Locale di Sicurezza Urbana per il quartiere Borgo Loreto e della collaborazione con il progetto /BiC - Benessere in città: muoversi nei tempi di una città sostenibile/, e le iniziative per il Natale.
- Integrazione stranieri: dall’importante collaborazione con le Scuole e le agenzie del territorio
che si occupano di famiglia e di cittadini stranieri stanno nascendo progetti mirati a combattere
l’esclusione sociale e a favorire l’integrazione fra cittadini stranieri e residenti del quartiere.
- Mediatori di condominio: progetto sperimentale che prevede l’inserimento nel percorso avviato dal Laboratorio di una figura innovativa di mediazione sociale, i cui obiettivi sono facilitare e promuovere le condizioni necessarie per sviluppare una pacifica e armoniosa convivenza all’interno dei condomini del quartiere, sia riqualificati, che in fase di riqualificazione
ed aumentare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini, attraverso la gestione e la riduzione della conflittualità sociale.
Patto Locale di Sicurezza Urbana, uno strumento previsto dall’art. 32 della Legge Regionale
4/2003 per implementare le locali politiche integrate di sicurezza e per migliorare le condizioni
di vivibilità di un territorio (cfr. scheda Patto Locale di Sicurezza Urbana Borgo Loreto).
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Patto Locale di Sicurezza Urbana Borgo Loreto
Ambito operativo
Comunità di periferia - Quartiere Borgo Loreto
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
- Migliorare le condizioni di vivibilità del quartiere agevolando la partecipazione attiva dei residenti.
- Ottimizzare il presidio del territorio da parte delle Forze di Polizia.
- Promuovere l’integrazione tra Forze di Polizia, il Comune di Cremona, le agenzie sociali e i
cittadini.
- Approfondire la conoscenza del quartiere e delle sue problematiche.
- Svolgere attività di prevenzione dei reati, soprattutto di truffe e raggiri di cui è vittima soprattutto la popolazione anziana.
- Migliorare il livello di integrazione dei cittadini stranieri.
- Ridurre la conflittualità sociale presente soprattutto negli stabili di edilizia residenziale pubblica.
Estensione
territoriale
Quartiere Borgo Loreto
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie, Laboratorio di
Quartiere, Servizio Politiche Giovanili, Centro per le Famiglie, Ufficio Stranieri, Ufficio Alloggi,
Settore Politiche Educative; Settore Lavori Pubblici, Comitato per il Contratto di Quartiere, Settore Mobilità, Traffico e Trasporti.
Polizia di Stato, A.L.E.R., C.I.S.V.O.L., Garante per il Verde, Centro Sociale per pensionati e anziani ‘L. Pinoni’, Parrocchia Beata Vergine Lauretana, Ass. Città dell’Uomo, Scuola Materna ‘A.
Gallina’, Scuola Elementare ‘A. Stradivari’, Centro Interculturale ‘Mondoinsieme’, Associazione
‘Comitato Immigrati di Cremona’, Comitato spontaneo di cittadini ‘Borgo Loreto’.
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Destinatari
Residenti quartiere Borgo Loreto
Parte II
Breve descrizione Il Patto Locale di Sicurezza Urbana è uno strumento previsto dall’art. 32 della Legge Regionale
4/2003 per implementare le locali politiche integrate di sicurezza e per migliorare le condizioni
di vivibilità di un territorio.
Sottoscritto per prima volta nel dicembre 2004 e rinnovato nel maggio 2006, Il Patto Locale di
Sicurezza Urbana di Borgo Loreto vuole migliorare le condizioni di vivibilità e sicurezza di una
porzione di territorio cittadino attraverso l’integrazione dei programmi e delle azioni di tutti gli
attori che nella città concorrono a produrre il bene sicurezza.
L’analisi e il monitoraggio continuativo delle caratteristiche della zona e delle sue problematiche effettuata dagli attori coinvolti nei tre anni di vita del Patto Locale, hanno permesso di lavorare a fianco degli abitanti per evidenziare le criticità e predisporre interventi integrati sul
territorio capaci di rassicurare e diminuire il senso di insicurezza.
L’insieme delle attività realizzate nel quartiere di Borgo Loreto sono il frutto del lavoro congiunto
di Polizia locale del Comune di Cremona, Polizia di Stato, Uffici e Servizi dell’Amministrazione
comunale e Agenzie del territorio.
Attività realizzate Accompagnamento sociale e attivazione comunità
Accompagnamento e mediazione culturale per gli stranieri residenti.
Mediazione sociale per la costruzione di rapporti di buon vicinato.
Riunioni periodiche con i rappresentanti dei Comitati di quartiere.
Incontri con gli anziani presso i centri di aggregazione e i centri sociali per raccogliere segnalazioni, opinioni e sensazioni sulla vita nel quartiere.
Realizzazione di iniziative sociali e culturali per promuovere la partecipazione alla vita di comunità.
Sostegno e promozione della partecipazione alla progettazione degli interventi di riqualificazione urbana (dotazione di opere infrastrutturali, miglioramento delle infrastrutture esistenti,
ristrutturazione degli edifici di residenza pubblica).
Controllo del territorio e prossimità
Pattuglie appiedate di Polizia locale del Comune di Cremona con frequenza settimanale in orari
particolarmente indicati per la vita associativa del quartiere.
Presidio mobile della Polizia Locale in postazione fissa presso il giardino pubblico.
Incontri tematici su raggiri e truffe, codice della strada dedicati agli anziani.
Educazione stradale presso le scuole materne e la scuola elementare del quartiere.
Presenza del personale di Polizia locale all’interno del Laboratorio di quartiere.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
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Polizia di prossimità
Ambito operativo
Comunità e territorio locale
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
-
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie, Ufficio Relazioni
con il Pubblico, Servizio Politiche Giovanili, Settore Politiche Educative, Settore Affari Sociali.
Centri Aggregazione Giovanile, Centri Sociali Anziani, Questura di Cremona, Parrocchie, Comitati Spontanei quartiere.
Destinatari
Cittadini cremonesi e residenti stranieri
Migliorare il controllo del territorio.
Approfondire la conoscenza dei fenomeni che creano insicurezza.
Incrementare i contatti con i cittadini.
Promuovere e sollecitare la partecipazione dei cittadini alla costruzione di migliori condizioni di sicurezza.
Breve descrizione La Polizia di prossimità rappresenta una nuova strategia di controllo del territorio caratterizzata
dalla vicinanza degli agenti di Polizia locale ai cittadini e ai loro bisogni di sicurezza. È un approccio operativo che vuole approfondire la conoscenza della realtà locale attraverso il radicamento dei suoi agenti nel tessuto sociale e il contatto quotidiano con i problemi legati ai fenomeni di inciviltà e di microcriminalità che compromettono la tranquillità e la sicurezza del vivere in città. Grazie a questa strategia di controllo del territorio è possibile progettare l’attività
di polizia partendo dall’ascolto delle persone, dalla conoscenza dei loro bisogni, intervenire in
modo più tempestivo in caso di necessità, concertare con gli abitanti stessi interventi finalizzati a migliorare la vivibilità del territorio ed aumentare così la loro sensazione di sicurezza.
Parte II
Attività realizzate Unità operativa comparti
Riorganizzazione del corpo di Polizia locale del Comune di Cremona e creazione dell’Unità Operativa Comparti Territoriali, una struttura territoriale di polizia di prossimità che prevede la
suddivisione della città in tre comparti territoriali (centro, est e ovest), coordinati da un ufficiale responsabile di un gruppo di agenti con specifiche competenze amministrative.
Maggiore presenza sul territorio
Pattugliamenti appiedati nelle zone centrali e periferiche della città per raccogliere segnalazioni,
contattare i residenti, effettuare controlli e garantire una presenza rassicurante per gli abitanti,
in particolare per le fasce deboli della popolazione (donne, bambini ed anziani).
Introduzione di agenti di supporto ai vigili di quartiere.
Stazionamento di un presidio mobile della Polizia locale del Comune di Cremona nelle zone cittadine.
Migliore presenza sul territorio
Formazione e istituzione del vigile di quartiere, un operatore preparato a lavorare con metodiche di prossimità di problem solving ed orientato a fornire risposte tempestive ai problemi dei
cittadini.
Incontri con i comitati di quartiere, ricerca e promozione di occasioni contatto con i cittadini,
accoglienza e orientamento per i residenti stranieri.
Creazione di reti sul territorio
Ricerca, promozione e consolidamento di collaborazioni con agenzie sociali operanti sul territorio, altri settori comunali, Forze dell’ordine e soggetti altri utili a predisporre soluzioni adeguate a gestire le problematiche del territorio.
Diagnosi del territorio
Raccolta di dati e di informazioni strategiche per identificare i problemi e dare risposte mirate
mediante uno specifico strumento (documento di zona) predisposto monitorare il livello di sicurezza delle differenti zone della città.
Ufficio Territorio
Creazione all’interno della sede della Polizia locale del Comune di Cremona dell’Ufficio Territorio, uno sportello predisposto per essere un punto di contatto tra i vigili di quartiere, di ascolto
per i cittadini, per raccogliere le segnalazioni e fornire ai cittadini informazioni sui procedimenti
amministrativi in corso.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
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Campagne informative su truffe, scippi e furti a danno degli anziani
Ambito operativo
Comunità locale
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
- Sensibilizzare gli anziani rispetto a specifici reati di microcriminalità (truffe, scippi e borseggi).
- Ridurre il numero di truffe perpetrate a danno dei cittadini anziani.
- Offrire vicinanza e ascolto per migliorare la conoscenza del territorio e offrire un aiuto concreto.
- Raccogliere segnalazioni e istanze da veicolare ai differenti servizi comunali o da prendere
direttamente in carico.
- Aggiornare in tema di circolazione stradale un utenza debole e più a rischio di incidenti stradali.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie, Ufficio Comunicazione.
Polizia di Stato - Questura di Cremona, Comando Provinciale dei Carabinieri di Cremona, Centri Sociali Anziani Università della Terza Età, Parrocchie, Sindacati.
Destinatari
Anziani
Breve descrizione Il fenomeno dei raggiri e delle truffe colpisce spesso gli anziani perché sono le persone che maggiormente si trovano ad essere sole ed indifese e perché le modalità con cui questi reati sono
perpetrati non sono di immediata identificazione.
Allo stesso modo, i furti e i borseggi possono colpire più frequentemente questa parte di popolazione proprio per la sua maggiore vulnerabilità.
Una costante informazione sui rischi e sulle modalità di prevenzione individuale consente di
rassicurare gli anziani, di metterli nella condizione di potersi difendere e di aiutarli a superare
l’imbarazzo e la vergogna che spesso accompagna coloro che ne sono vittime.
Parte II
Attività realizzate Incontri informativi con gli anziani
La Polizia locale del Comune di Cremona organizza, insieme alla Questura di Cremona, presso
le sedi dei centri civici, dei centri parrocchiali, dei circoli e delle università della terza età, degli incontri informativi dedicati ai cittadini anziani su come evitare truffe, scippi e furti.
Vicinanza e prossimità agli anziani
Questi incontri rappresentano per il personale della Polizia locale che interviene un’importante
occasione di ascolto e di ausilio nell’individuazione delle problematiche, di raccolta delle segnalazioni e delle richieste provenienti dai cittadini anziani dei quartieri. Sulla base delle informazioni raccolte segue la presa in carico delle segnalazioni mediante comunicazione ai vari
servizi comunali competenti (verde pubblico, strade, traffico, trasporti, ecc.) o, se riguardanti
la sicurezza e la vivibilità del quartiere, ai vigili del quartiere.
Occhio alla truffa
Nel 2004 il Comune, la Provincia e la Questura di Cremona hanno realizzato “Occhio alla truffa”,
un opuscolo informativo dedicato ai cittadini anziani e centrato sul tema delle truffe e dei raggiri.
Nel 2007, il Comune, la Provincia, la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cremona hanno rinnovato l’impegno e la collaborazione mediante la realizzazione di una nuova edizione dell’opuscolo. Temi trattati: truffe, borseggi, scippi, furti in abitazione con alcuni semplici
consigli per aiutare i cittadini ad evitare di cadere vittima di truffatori e abili borseggiatori.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
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Documenti di zona
Ambito operativo
Comunità e territorio locale
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
-
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Relazioni con il Pubblico,
Ufficio Periferie, Servizio Politiche Giovanili, Politiche Educative.
Comitati di quartiere, associazioni e centri di aggregazione del territorio, parrocchie.
Destinatari
Cittadini cremonesi e residenti stranieri
Migliorare e approfondire la conoscenza del contesto cittadino.
Monitorare i fattori di rischio.
Individuare possibili ambiti di intervento.
Promuovere interventi mirati a risolvere le problematiche emerse.
Breve descrizione Il documento di zona, nato in seno all’attività di prossimità della Polizia locale del Comune di
Cremona, rappresenta un efficace strumento di diagnosi e di monitoraggio del livello di sicurezza dei diversi quartieri della città di Cremona.
La conoscenza del territorio, la vicinanza ai cittadini e alle specifiche problematiche di ogni
zona della città sono le fonti di dati e di informazioni che compongono questi documenti.
E per conoscere bisogna entrare nel territorio, acquisire gli elementi rilevanti ai fini della sicurezza e dotarsi di strumenti che consentono l’analisi delle criticità e delle risorse di ogni quartiere.
Solo così la sicurezza diventa partecipata, costruita insieme, e gli interventi possono essere efficaci ed efficienti, ovvero mirati ai reali problemi.
Attività realizzate Raccolta dati
Raccolta di dati e informazioni riguardanti il territorio in termini di variabili socio-demografiche (popolazione residente, provenienza dei residenti stranieri, età e stato civile) e di infrastrutture e servizi presenti nel quartiere (infrastrutture e servizi centri culturale e/o di volontariato).
Parte II
Analisi socio-demografica del territorio
Analisi approfondita della situazione dei quartieri cittadini attraverso dati che danno conto della
loro struttura demografica, sociale e urbana e delle eventuali problematiche presenti che possono complessivamente incidere sul livello della qualità della vita degli abitanti.
Monitoraggio dei fattori di rischio
Monitoraggio dei fattori di rischio e dei fattori protettivi delle diverse zone cittadine per intervenire sui primi e incentivare e valorizzare i secondi.
Valutazione degli interventi
Valutazione in itinere delle azioni di sicurezza intraprese all’interno dei quartieri.
Diagnosi
Elaborazione di una diagnosi di sicurezza urbana del territorio rispetto ai differenti fenomeni
di inciviltà, degrado e devianza che accadono al suo interno finalizzata ad una maggiore conoscenza delle problematiche di insicurezza ed alla progettazione di interventi mirati.
Progettazione di interventi risolutivi
Condivisione delle informazioni strategiche, integrazione degli interventi realizzati dagli attori
istituzionali e territoriali e progettazione partecipata ed integrata di nuovi interventi.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
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Ufficio Territorio della Polizia locale del Comune di Cremona
Ambito operativo
Comunità e territorio locale
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
- Offrire un punto di incontro tra cittadino e Polizia locale del Comune di Cremona.
- Raccogliere segnalazioni, reclami ed esposti dei cittadini.
- Fornire informazioni sullo stato di procedimenti amministrativi.
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale - vigili di quartiere, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie.
Destinatari
Cittadini cremonesi
Breve descrizione L’ufficio Territorio è uno sportello pubblico rivolto a tutti i cittadini cremonesi e stranieri che
desiderano esporre segnalazioni o che hanno bisogno di informazioni relative ai procedimenti
amministrativi in corso sul territorio (accertamenti anagrafici, annonari, tributari, autentiche
di firma, ecc).
Obiettivo del servizio è creare un’ulteriore punto di contatto tra la Polizia locale del Comune di
Cremona e i cittadini, offrendo un servizio giornaliero che si affianca alle attività di prossimità
sul territorio. L’apertura dell’Ufficio nelle medesime fasce orarie degli altri uffici comunali, consente una maggiore accessibilità alle istanze e alle richieste dei cittadini.
Attività realizzate Raccolta delle segnalazioni
Raccolta e trasmissione all’Ufficio Relazioni con il Pubblico delle segnalazioni raccolte dai cittadini, l’inserimento in apposito un data base creato per la gestione informatizzata delle segnalazioni, dei suggerimenti e dei reclami e trasmissione al settore di competenza dell’Amministrazione locale.
Informazione
Rilascio di informazioni relative ai procedimenti amministrativi in corso sul territorio (accertamenti anagrafici, annonari, tributari, autentiche di firma, ecc).
Parte II
Raccordo tra vigili di quartiere, cittadini e Polizia locale
Sportello aperto al pubblico destinato ad essere un punto di contatto tra la Polizia locale, i vigili di quartiere e il cittadino.
Ufficio Mobile della Polizia locale del Comune di Cremona
Ambito operativo
Comunità e territorio locale
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
-
Estensione
territoriale
Comune di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Polizia di Stato - Questura di Cremona.
Destinatari
Cittadini cremonesi e residenti stranieri
Incrementare il controllo del territorio.
Aumentare la visibilità sul territorio della Polizia locale.
Prevenire episodi di microcriminalità e di violazioni amministrative.
Aumentare la vicinanza ai cittadini.
Breve descrizione L’Ufficio Mobile è un servizio predisposto all’interno delle attività di prossimità della Polizia locale del Comune di Cremona per garantire maggiore visibilità degli agenti in città e maggiore
vicinanza degli stessi agli abitanti.
Il presidio, oltre a favorire la vicinanza con i cittadini, è anche uno strumento visibile ed efficace per prevenire sia episodi di criminalità, sia differenti tipologie di violazioni amministrative.
Attrezzato ad ufficio, funziona come punto di contatto e di incontro direttamente nella zone di
residenza centrali e periferiche interessate da problematiche di sicurezza.
Gli agenti presenti nell’Ufficio Mobile svolgono quelle attività di ascolto, di raccolta delle segnalazioni e delle informazioni che caratterizzano la metodologia operativa di prossimità, offrendo vicinanza e rassicurazione ai residenti.
La sua posizione ‘nel territorio’ permette, inoltre, di raggiungere anche le persone con difficoltà
di mobilità, principalmente anziane.
Attività realizzate Presenza costante sul territorio
L’Ufficio mobile della Polizia locale è presente nei quartieri cittadini in località note ed in giorni
della settimana prefissati. I presidi vengono svolti con frequenza settimanale.
Raccolta segnalazioni
Attrezzato ad ufficio, raccoglie segnalazioni istanze e richieste provenienti dai cittadini del quartiere, in particolar modo da parte di persone anziane che hanno maggiori difficoltà di mobilità.
Prossimità
L‘Ufficio mobile svolge anche una funzione di incontro e di contatto fra Polizia locale del Comune di Cremona e cittadini direttamente nella zone di residenza centrali e periferiche interessate da problematiche di sicurezza, offrendo vicinanza e rassicurazione ai residenti.
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Capitolo II · Progetti, servizi e attività del Comune di Cremona
Parte II
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Notti sicure
Ambito operativo
Comunità e territorio locale
Settore di
riferimento
Polizia Municipale
Obiettivi
- Prevenire e reprimere le violazioni al Codice della Strada soprattutto nelle ore notturne e nei
fine settimana.
- Controllare i luoghi di aggregazione giovanile che possono essere fonte di disagio e di disturbo
della quiete pubblica.
- Controllare e prevenire fenomeni di bullismo, di vandalismo ed eventuali molestie nei parchi cittadini frequentati specialmente da donne, bambini e anziani e in altri luoghi di aggregazione.
Estensione
territoriale
Comune - provincia di Cremona
Soggetti coinvolti
Comune di Cremona: Polizia locale, Settore Legislazione Commerciale. Segreteria Vicesindaco.
Forze dell’ordine.
Destinatari
Cittadini cremonesi e residenti stranieri
Breve descrizione Nel periodo primaverile ed estivo, la Polizia locale del Comune di Cremona potenzia e rafforza
il servizio di pattuglia per offrire un maggiore controllo del territorio finalizzato alla prevenzione
e alla repressione dei fenomeni di devianza e di criminalità e, allo stesso tempo, alla rassicurazione dei cittadini.
Sulla base del Contratto di Sicurezza tra Prefettura e Comune di Cremona, il progetto ‘Notti Sicure’ consente il coordinamento con l’attività di prevenzione e di controllo delle Forze dell’ordine, razionalizzando ulteriormente sforzi e risorse sul territorio. In questo modo è possibile garantire lo stesso standard di efficienza negli interventi dei giorni feriali anche durante i fine settimana, aumentando la sicurezza dei cittadini e garantendo risposte immediate alle loro segnalazioni.
Obiettivo è aumentare l’azione di controllo in quelle zone della città (parchi, giardini, piazze,
locali pubblici, luoghi di ritrovo per eventi/manifestazioni) e in quelle fasce orarie (serali e notturne) dove è più frequente l’aggregazione tra persone.
Attività realizzate Servizi aggiuntivi di pattuglia serale
Aumento del numero di pattuglie serali della Polizia locale del Comune di Cremona e del nastro orario di servizio notturno delle medesime nel periodo primaverile - estivo per garantire
un maggior controllo del territorio, soprattutto in quelle zone della città (parchi, giardini, piazze,
locali pubblici, luoghi di ritrovo per eventi/manifestazioni) e in quelle fasce orarie (serali e notturne) dove è più frequente l’aggregazione tra persone.
Controlli del territorio coordinati con le Forze dell’ordine, secondo le specifiche competenze di
ciascun corpo, in modo da garantire standard di sicurezza maggiori per la cittadinanza.
Controllo esercizi pubblici
Incremento dell’attività notturna di controllo degli esercizi pubblici volta a garantire il rispetto
sia da parte dei gestori che dei clienti delle disposizioni normative vigenti e la repressione di
eventuali violazioni.
Controlli stradali
Pattuglie e posti di blocco interforze con dotazioni strumentali (etilometro) contro le stragi del
sabato sera.
Servizi di polizia stradale realizzati in modo coordinato dai diversi corpi di Polizia locale della
provincia di Cremona, grazie ad una concertata dislocazione degli agenti sul territorio ed un’equa
condivisione delle attrezzature e degli uomini della Polizia locale, vengono effettuati maggiori
e più approfonditi controlli sulle strade.
149
Bibliografia
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Ulteriori approfondimenti sui progetti intersettoriali sono reperibili sul sito del
Comune di Cremona all’indirizzo Internet http://www.comune.cremona.it.
151
Finito di stampare
nel mese di Aprile 2008
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Giovani e Legalità - anno 2008