I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE “CARLO FORTI – VINCENZO COMI” PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA 2010 - 2011 Sede “Carlo Forti” Sede “Vincenzo Comi” 1 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 CONTATTI ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE “CARLO FORTI – VINCENZO COMI” Sede “C. Forti”: Via Cona, 180/182 – 64100 Teramo Tel. Presidenza Centralino Fax 0861/248261 0861/248945 0861/248946 Sito Internet www.itgforti.it Sede “V. Comi”: Viale Bovio, 6 – 64100 Teramo Tel. Presidenza Centralino Fax 0861/243834 0861/245547 0861/250673 2 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 PREMESSA Il Piano dell'Offerta Formativa (POF) è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale della scuola, che esplicita la progettazione curriculare, extracurriculare, educativa ed organizzativa che un istituto adotta nell’ambito della sua autonomia, in relazione alle esigenze umane e professionali del territorio in cui gli utenti vivono ed operano. Il POF è elaborato dal Collegio dei docenti ed è successivamente adottato dal Consiglio d’Istituto. L'autonomia delle scuole si esprime nel POF attraverso la descrizione: • delle discipline e delle attività liberamente scelte della quota di curricolo loro riservata; • delle possibilità di opzione offerte agli studenti e alle famiglie; • delle discipline e attività aggiuntive nella quota facoltativa del curricolo; • delle azioni di continuità, orientamento, sostegno e recupero corrispondenti alle esigenze degli alunni concretamente rilevate; • dell'articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività; • dell'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi; • delle modalità e dei criteri per la valutazione degli alunni e per il riconoscimento dei crediti; • dell'organizzazione adottata per la realizzazione degli obiettivi generali e specifici dell'azione didattica; • dei progetti di ricerca e sperimentazione. L’Istituto d’Istruzione Superiore “ C. FORTI – V. COMI” preso atto: - del quadro normativo in cui la scuola si colloca; della finalità generale dell’istruzione, ovvero fornire una formazione che consenta di affrontare un mondo problematico, complesso e in rapidissima evoluzione; della finalità particolare degli Istituti Tecnici, ovvero fornire competenze tecnologicoscientifiche per una società info-industriale basata, non più solo sul saper fare, ma anche sul saper far fare; del patrimonio di strutture e competenze in ambito tecnologico accumulate negli anni; della preparazione tecnica richiesta dagli sbocchi occupazionali presenti sul territorio; delle linee di tendenza del sistema produttivo locale, nazionale ed anche internazionale; intende organizzare la propria offerta formativa in attività che: 1. garantiscano percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto di apprendere e alla crescita educativa; 2. si collochino nella continuità con la tradizione tecnica e mantengano il suo livello tecnologico a contatto con l’evoluzione del territorio; 3. mirino in generale ai seguenti obiettivi: a. attenzione ai bisogni della persona e sviluppo armonico di tutti i suoi aspetti; b. interculturalità; c. ampliamento e potenziamento della cultura tecnico-scientifica mirata anche alla multimedialità; d. formazione permanente e apertura al territorio; 3 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 e. realizzazione di stage e valorizzazione del patrimonio culturale presente in Istituto; f. sviluppo della professionalità docente con particolare riguardo alla didattica. 4 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 STORIA DELL'ISTITUTO “C. FORTI – V. COMI” Tratto: dall’opuscolo “La fondazione dell’Istituto Tecnico per Geometri di Teramo (1871) di Giovanni Di Giannatale; da “La scuola nella società” – annuario dell’Istituto Tecnico per Geometri “C. Forti” di Teramo n° 1 – a.s. 1984/85 – del Prof. Ettore Vetrano, Dirigente scolastico dell’Istituto. L’Istituto tecnico è una creazione della riforma scolastica del Casati (L. 3725 del 13/11/1859), che prevedeva due rami di istruzione superiore: quella classica e quella tecnica, alla quale era riservata una sfera nettamente subalterna, a motivo della concezione della superiorità dell’educazione letteraria su quella pratico-professionale. L’art. 272 della legge Casati così enunciava le finalità dell’istruzione tecnica: “l’istruzione tecnica ha per fine di dare ai giovani che intendono dedicarsi a determinate carriere del pubblico servizio, alle industrie, ai commerci ed alla condotta delle cose agricole, la conveniente cultura generale e speciale”. Essa comprendeva due gradi della durata, ciascuno, di tre anni. Il primo stadio era costituito dalla scuola tecnica, il secondo dall’istituto tecnico, diviso in sezioni, ognuna delle quali aveva lo scopo di avviare gli allievi ad un determinato ordine di professioni. Delle 29 sezioni prospettate dal regolamento del 14/08/1864, ne restarono solo cinque: fisico-matematica, agrimensura, agronomia, commercio e ragioneria, industriale. Le scuole tecniche potevano essere aperte nel capoluogo di ciascuna provincia, mentre gli istituti tecnici potevano sorgere “nelle città centro di un più notevole movimento industriale e commerciale”. L’istituto tecnico abilitava all’esercizio della professione in una delle specialità comprese nelle cinque sezioni. Non dava adito all’Università, ad eccezione della sezione fisico-matematica, previo superamento di un esame di ammissione in latino e filosofia. Settimio Costantini, insigne statista, convinto assertore del valore e dell’utilità della formazione tecnico-professionale ai fini del progresso economico-industriale della nazione, inoltrò, il 22 febbraio 1868, al Consiglio scolastico provinciale la proposta di creazione di un Istituto Tecnico per agronomi e agrimensori a Teramo, affermando che un Istituto Tecnico si rendeva urgente e necessario nella provincia di Teramo, al fine di evitare “l’abiezione grandissima in cui languono le nostre industrie, non esclusa l’agraria capitalissima tra tutte”. Superati alcuni ostacoli, gli argomenti del Costantini furono accolti il 23/10/1868 dal Consiglio provinciale, ma non ebbero altrettanta fortuna presso il Ministero dell’agricoltura, dell’industria e del commercio che avvertiva: “Il Ministero, mentre per una parte vede di buon occhio l’estensione dell’istruzione tecnica secondaria nel Regno e non può che far encomio a codesto Municipio che intende erigere in Teramo un Istituto industriale, d’altra parte egli si vede costretto a consigliare la maggior cautela nel dar vita a nuovi stabilimenti di questa natura. L’esperienza di questi ultimi anni ha dimostrato che l’Istituto tecnico, senza un compiuto ordinamento di buone scuole elementari e di fiorenti scuole tecniche, non può mettere salde radici, né ricevervi il dovuto alimento.”. aggiungeva che altri ostacoli erano rappresentati dalla difficoltà di reperire docenti dotati di titoli idonei all’insegnamento delle discipline specifiche e dalla mancanza di adeguate strutture e strumentazioni tecnico-sperimentali in grado di consentire la verifica e l’applicazione dello studio teorico. Che si trattava di timori infondati era dimostrato dal Sindaco in una lettera di risposta, datata 14/04/1870: non solo la scuola elementare era attivissima in città e ville del comune, con chiari segni di tendenza alla crescita demografica, ma funzionava sin dal 1865 la Scuola tecnica comunale, dotata di professori “non meno valenti che premurosi”. Né era difficile il reclutamento di buoni docenti, “perché trattasi di istituire una sola sezione” e perché “nel corpo degli attuali professori della Scuola tecnica e del Liceo vi sarebbe modo di scegliere gli insegnanti per le materie generali, secondo la pratica comune 5 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 e dalla stessa legge consentita”. Quanto alla provvista del materiale scientifico, il Sindaco invita il Ministero a non nutrire eccessive preoccupazioni, perché, dovendo la scuola sorgere nello stesso edificio del Liceo (presso l’attuale corso San Giorgio), si sarebbe potuto impiegare agevolmente il gabinetto di fisica di quest’ultimo e, per il laboratori di scienze naturali e chimica, meno costosi, si sarebbe potuto provvedere con l’acquisto immediato. Purtroppo le argomentazioni del Sindaco non trovarono fortuna, in quanto il Ministero, il 18/04/1870, annunciò ancora una volta: “Le ristrette condizioni economiche della finanza […] non permettono a questo Ministero di poter concorrere alla fondazione di una sezione agronomica d’Istituto tecnico in codesta città.”. Numerosi furono gli scambi epistolari tra Sindaco e Ministero, finché, il 30/03/1871, quest’ultimo scrive che, al fine di consentire l’apertura della scuola per il 1° novembre del 1871, avrebbe mandato a Teramo un proprio ispettore onde “prendere gli opportuni concerti con la Provincia e il Municipio”. Il 14/10/1871 il Ministero approvò l’erezione della scuola, a condizione che l’Amministrazione provinciale avesse sopperito, per metà, in solido con il Municipio, alla retribuzione dei docenti e della Presidenza. Il Sindaco si affrettò a replicare al Ministero, il 21/10/1871, comunicando che, poiché la Provincia non era intenzionata ad accrescere la misura del concorso, “nella peggiore delle ipotesi il Consiglio comunale, piuttosto che veder fallire le concette speranze, si assoggetterebbe volentieri a qualunque sacrificio. […] Supplica, quindi, V.E. a non voler frapporre indugi alla emanazione del r. decreto, essendo ogni cosa massimamente disposta e ordinata, e grande e giustissima la pubblica aspettazione.”. Superato ogni impedimento, il Ministero, con nota del 13/12/1871, comunicava che il decreto di fondazione dell’Istituto tecnico stava per essere sottoposto alla firma del Re d’Italia. Il decreto, al quale risale la nascita della sezione agronomica e agrimensoria dell’Istituto tecnico di Teramo, recava la data 17 dicembre del 1871. L’art. 1 così statuiva: “È stabilito nella città di Teramo un Istituto Tecnico colla sezione di agronomia ed agrimensura”. L’art. 3 indicava il 1° gennaio del 1872 come data di apertura dei corsi relativi al 1° biennio, aspettando l’anno successivo per l’apertura del 2° biennio. Al decreto era annesso anche il prospetto dell’organico, composto da undici professori per le seguenti cattedre: lettere italiane e storia; geografia e scienze naturali; lingua francese; lingua tedesca; legislazione rurale e geografia commerciale; matematica e fisica; disegno a mano libera ed ornato; agronomia e storia naturale applicata all’agricoltura; estimo, geometria pratica e disegno topografico; costruzione e disegno tecnico; chimica generale e agraria. Nonostante l’apertura dell’Istituto fosse stata predisposta per il 1° gennaio, si ebbe un notevole ritardo, in quanto la Giunta di vigilanza, che aveva competenza per la scelta dei docenti, si riunì la prima volta il 24/04/1872. La Giunta dispose che l’apertura sarebbe avvenuta il 13 maggio dello stesso anno, soltanto “al fine di abilitare gli alunni a sostenere gli esami di ammissione al corso regolare nel prossimo novembre”. In sostanza, ciò significa che il primo biennio iniziò a funzionare a decorrere dal novembre del 1872. 6 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 Nel 1876, in seguito al nuovo ordinamento (R.D. 5 novembre 1876) per gli istituti tecnici, fu soppressa a Teramo la sezione di agronomia e rimase la sola sezione di agrimensura. Nel 1° novembre del 1881 fu istituita la sezione di “ragioneria e commercio” su richiesta della Giunta di vigilanza (R.D. 29 giugno 1882). Con l’aggiunta di tale indirizzo si ebbe la nascita dell’odierno Istituto tecnico commerciale, incorporato alla sezione di agronomia e agrimensura e diretto da uno stesso Preside. Per quanto riguarda il locale, l’Istituto tecnico risulta sistemato nel 1888 in un fabbricato ubicato tra via Delfico e via delle Orfane, subito dopo il Palazzo di giustizia e le Regie Poste. Il Comune vi collocò anche la Scuola tecnica e , al secondo piano, la sezione di ragioneria e commercio. Con il decreto del 27 agosto 1883 l’Istituto fu intitolato a Vincenzo Comi, illustre chimico teramano. Nell’ottobre del 1914 fu inaugurata la nuova (attuale) sede presso il palazzo sito in viale Bovio (detto allora Tecnomasio), fabbricato di tre piani tra i più grandiosi della città e sicuramente il più armonioso ed elegante, di cui fu progettista e direttore dei lavori l’Arch. Prof. Michele Passeri, già titolare della cattedra di Costruzioni nello stesso Istituto. Il “Comi” iniziò la sua attività didattico-educativa come scuola per agrimensori, i periti di allora, i geometri di oggi. Per dieci anni ebbe questa sola sezione. Ne fu primo Preside per la durata di dieci anni il Prof. Giuseppe Montori. Durante la sua presidenza la media degli iscritti fu di 24 alunni, di cui 20 esaminati e 15 promossi. Con la riforma Gentile (R.D. n° 1054 del 06/05/1923) l’Istituto tecnico di Teramo subì il seguente cambiamento: fu reso di durata ottennale, con un quadriennio inferiore ed un altro superiore ad indirizzo specifico. Al termine dei due corsi gli allievi sostenevano due esami, detti rispettivamente di idoneità e di abilitazione professionale. Una ulteriore trasformazione si ebbe nell’anno scolastico 1940/41, in applicazione dell’art. 23 della legge n° 899 del 1° luglio 1940, che istituiva la scuola media e sopprimeva le corrispondenti classi inferiore del ginnasio, dell’istituto magistrale e dell’istituto tecnico. Per unire la media inferiore e le classi superiori degli istituti tecnici furono create “classi di collegamento”, tuttora esistenti, per cui essi ebbero durata quinquennale (allo stesso modo in cui gli istituti magistrali e i licei scientifici divennero, rispettivamente, quadriennali e quinquennali). Nel corso della seconda guerra mondiale, all'indomani dell'8 settembre 1943 (giorno dell'armistizio tra il governo Badoglio e gli alleati), quando i tedeschi invasero la provincia di Teramo, venne stabilito nell'Istituto il Comando del corpo scelto delle SS. L'edificio è stato, altresì, luogo di un'azione partigiana. Alcuni membri del Gruppo di Azione Patriottica di Vincenzo Massignani, al fine di realizzare un giornale clandestino, tentarono, nel mese di 7 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 gennaio del 1944, di prelevare dalla scuola un intero macchinario tipografico. In tale occasione un componente della banda fu riconosciuto e successivamente incarcerato. Nel 1976, in virtù del D.P.R. n° 1088 del 30/09/1976, la sezione per geometri fu distaccata e resa autonoma. Il 15 febbraio 1982, il Decreto del Provveditore agli Studi di Teramo n° 3181 sez. 2°, così dispone:”L’Istituto Tecnico Statale per Geometri di Teramo è intitolato al nome di “Carlo Forti”. STORIA DELLA SEDE “CARLO FORTI” Il Decreto del Presidente della Repubblica, n° 1088 del 30 settembre 1976, con il quale veniva istituito un Istituto Tecnico per Geometri in Teramo, nella parte dispositiva contiene due elementi essenziali: 1. L’art. 1 del Decreto presidenziale recita. “a decorrere dal 1° ottobre 1976 è istituito l’Istituto Tecnico per Geometri di Teramo”. Si tratta dell’atto costitutivo, dell’autonomia, dell’istituzione, con personalità giuridica, di una scuola media secondaria con finalità proprie: la preparazione culturale e l’istruzione professionale di giovani destinati ad essere geometri. Un Istituto che parte con tre corsi completi ed alcune classi collaterali, per un totale di 613 alunni, ma destinato a crescere. Un istituto con una presidenza autonoma, di cui i primi titolari sono stati, in ordine di tempo, il Prof. Remo Santori, il Prof. Domenico Recchia ed il Prof. Ettore Vetrano. Un istituto con una propria moderna, completa, funzionale, attrezzata sede costruita su progetto degli ingegneri E. Salsano e G. Tamburini e degli architetti N. Mariotti e V. Nava e messa a disposizione dalla Provincia dall’anno scolastico 1978/79. 2. L’art. 3 del D.P.R. recita: “A decorrere dal 1° ottobre 1976 è soppressa la sezione per geometri presso l’Istituto Tecnico Commerciale ad indirizzo amministrativo e per geometri “Comi” di Teramo”. STORIA DELLA SEDE “VINCENZO COMI” L’indirizzo di studio del “Comi” ha subito nel tempo varie modificazioni per adeguarsi alle esigenze di nuove figure professionali, quali il geometra, il programmatore, il ragioniere amministrativo e il neonato professionista esperto in materie giuridiche, economiche, aziendali. Negli ultimi anni è stata inserita la nuova figura di perito turistico. Il 2008-2009 è stato l’ultimo anno scolastico in cui i due plessi hanno avuto percorsi autonomi: dall'anno scolastico 2009-2010 all'I.T.G. “CARLO FORTI” è stato aggregato l'I.T.C.T. “VINCENZO COMI”, per dare origine all’Istituto d’Istruzione Superiore “Carlo Forti – Vincenzo Comi”. 8 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 CARLO FORTI Ingegnere, nato a Teramo il 29 luglio 1766, morto a Teramo il 27 marzo 1845. Studiò a Teramo il disegno e le belle lettere. A vent'anni fu mandato a Napoli per studiare medicina, ma provò subito attrazione per le scienze esatte. Frequentò la scuola di matematica e la passione per la matematica in seguito si trasferì nell'ingegneria. Numerosi i progetti eseguiti sia per la città di Teramo che per il dipartimento dei tre Abruzzi (Abruzzo Ulteriore I, Abruzzo Ulteriore II, Abruzzo Citeriore). Nel 1792, al suo primo incarico, si occupò della sistemazione del Porto di Brindisi, dove approfondì le proprie conoscenze e competenze di ingegneria idraulica. Si occupò della costruzione del Porto di Gaeta. Nel 1805 tornò a Teramo. Nel 1806 progettò le scenografie per la festa del giuramento della città al Re Giuseppe Bonaparte in visita a Teramo. Si avviò verso una carriera di alto funzionario tecnico dei governi francese e borbonico. Con un decreto del 7 febbraio 1809, ebbe l'importante incarico di ingegnere in capo dell'appena istituito Corpo di strade e ponti, con l'incarico di organizzare tutti i lavori che si dovevano eseguire nel Regno. Forti ebbe l'incarico per il territorio nord del Regno, costituito dai tre Abruzzi. Dal 1810 fu membro della Società di agricoltura, della quale divenne vice-presidente nel 1831 e presidente generale nel 1832, 1839 e 1842. Nel 1826 fu nominato Ispettore per il dipartimento degli Abruzzi e Molise. Nel 1835 divenne Segretario della Direzione generale in Napoli. Fu tra i principali collaboratori della rivista "Il Gran Sasso d'Italia", diretta da Ignazio Rozzi e Giacinto Dragonetti dal 1838 e il 1848. I suoi interventi in questa sede riguardarono soprattutto l'agricoltura e i metodi per migliorarla. L'ing. Carlo Forti era tenuto in grande considerazione dall’illuminista teramano Melchiorre Delfico. Fu progettista di importanti opere, dedicando molta parte del suo impegno professionale alla progettazione di strade. Le sue opere più importanti furono: il Ponte San Ferdinando in Teramo; il superbo Palazzo dell’Intendenza (oggi Prefettura); la costruzione della strada Teramo-Giulianova e la Teramo-Montorio al Vomano che dotarono il capoluogo di una viabilità, prima mancante, sia verso il mare che verso la montagna. Altre opere sono state la strada che dalla collina del Pennino conduceva a Teramo, la Sulmona-fiume Tronto (quindi fino al confine del Regno), la strada di Palena per il collegamento di Lanciano con Roccaraso, le strade traversali di Penne e di Nereto. Tra il 1812 e il 1826 diresse i lavori di demolizione della cinta muraria a occidente della città. Fu sua l'idea di sostituire all'antica porta di San Giorgio le due colonne conosciute poi con la denominazione popolare di "Due di coppe". Fu coinvolto nei lavori di completamento del palazzo Delfico. Nel 1844 il Re Ferdinando II chiedeva personalmente la consulenza di Forti sul progetto per una strada da Teramo a L'Aquila attraverso gli Appennini. Fu questo l'ultimo impegno dell'ingegnere teramano, che fino agli ultimi mesi di vita riuscì a dare disposizioni per la realizzazione dell'opera. A Teramo gli è stata dedicata una via del centro storico (una traversa di Corso San Giorgio) e l'Istituto Tecnico per Geometri. 9 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 VINCENZO COMI Chimico, nato a Torano Nuovo il 3 novembre 1765, morto a Gulianova il 10 ottobre 1830. Conseguita a Napoli la laurea in medicina e chimica, nel 1790 tornò in Abruzzo e, a Teramo dove aveva fissato la dimora, riprese, con l’esercizio della professione, gli studi di fisica. Nel 1792 pubblicò il «Commercio scientifico d'Europa col Regno delle Due Sicilie». Fu tra i primi in Italia ad applicare la chimica alle industrie, proponendo al Consiglio Superiore delle Reali Finanze, la fondazione di una allumiera artificiale. Nel 1793 ottenne dal Governo borbonico la regia privativa negli Abruzzi per una fabbrica di cremore di tartaro con sede a Teramo e filiali a Giulianova, Grottammare e Popoli. Accusato di idee liberali emigrò nel 1798 nello Stato romano, sino alla proclamazione della Repubblica partenopea. Nel 1802 fondò uno stabilimento per la concia delle pelli, sostituendo alle materie prime la scorza di quercia; nel 1803 impiantò una fabbrica per la manifattura della vacchetta di Russia e, nel 1809, un'altra per l’estrazione del succo di liquirizia. Nello stesso anno iniziò la fabbricazione della potassa purificata. Deputato per la provincia di Teramo al Parlamento napoletano del 1820, propugnò l’istituzione di nuove Casse ipotecarie ad incremento dell'industria e dell'agricoltura. Fu, tra l’altro, segretario perpetuo della Società d’Agricoltura di Teramo, socio della R. Società d’Incoraggiamento e di Storia Naturale di Napoli, membro del Consiglio generale della Provincia del 1° Abruzzo Ultra. 10 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 CONTESTO TERRITORIALE E SOCIOCULTURALE Entrambe le sedi dell’Istituto sono situate nella città di Teramo: la sede “C. Forti” è ubicata in via Cona n° 180/182 (S.S. N° 80); la sede “V. Comi” è situata in viale Bovio n° 6. Ambedue le sedi sono collocate in una posizione facilmente raggiungibile dai paesi limitrofi, essendo le fermate degli autobus di linea a pochi metri dalle due sedi. Gli allievi provengono da un ambiente socio-economico variegato: artigiani, gestori di piccole imprese, operai e professionisti; il retroterra culturale risulta, anch’esso, diversificato. I luoghi di provenienza degli studenti riguardano l’intera provincia di Teramo, con una presenza più massiccia, per la sede “C. Forti”, dei Comuni situati nelle zone più interne non collegate alle realtà produttive più avanzate della Provincia, mentre, per la sede “V. Comi”, il bacino di utenza maggiormente significativo riguarda la fascia della media collina e la città di Teramo. 11 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 GENERALITÀ SEDE ”C. FORTI” L’area di pertinenza della scuola è composta da un ampio spazio antistante, recintato, parte del quale è arredato a verde, parte destinato a parcheggio e parte per attività sportive (campo di pallacanestro). La planimetria dell’edificio ha la forma di una elle (L), con due ali collegate tra di loro dall’atrio di ingresso: una con direzione Sud-Est, che si eleva in parte a tre piani ed in parte a due piani; l’altra con direzione Sud-Ovest, che si eleva in parte a due piani ed in parte al solo piano rialzato. Per i collegamenti verticali dell’edificio, sono presenti tre ampie scalinate, situate una al centro dell’atrio di ingresso principale e le altre due nelle estremità delle ali. È presente, inoltre, un ascensore nell’ala Sud-Est, che collega l’ingresso del piano terra al secondo piano. ALA SUD-EST Piano Terra (ingresso su Via Cona): • Atrio di ingresso principale • Biblioteca • Archivio uffici di Segreteria • Laboratorio di Tecnologia delle Costruzioni (locale presse ed impianti dimostrativi) • Palestra con gradinata • Spogliatoi (n°2) con servizi (n°2) e docce • Magazzini (n°2) annessi alla Palestra Piano Primo (rialzato): • Uffici di Presidenza e Segreteria (n°5 locali e servizi) • Aule (n°8) • Servizi (n°3) • Magazzini per attrezzature (n°3) • Laboratorio di Chimica e Fisica • Laboratorio di Lingue • Aule di Informatica (n°3) • Aula Multimediale • Aula C.I.C. • Aula di Disegno con tecnigrafi Piano Secondo: • Aule (n°5) • Aula di Agraria e Scienza • Aula di Costruzioni • Laboratorio di G.P.S. e Fotogrammetria • Servizi (n°2) 12 mq 367 mq 187 mq 29 mq 143 mq 900 mq 53 mq 162 mq 160 mq 41 c.u. mq 123 mq 180 mq 112 mq 220 mq 190 mq 43 mq 120 mq mq mq mq 39 c.u. 30 30 32 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo • POF 2010 - 2011 Scale di sicurezza ALA SUD-OVEST Piano Primo (rialzato) • Aule (n°5) • Servizi (n°2 + 1 per portatori di handicap) • Sala Professori • Auditorium con saletta di regia per 300 posti a sedere • Laboratorio di Informatica • Aula per Centro Educazione Ambientale • Zona di ricreazione con bar • Ripostiglio attrezzi pulizia Piano Secondo • Aule (n°5) • Servizi (n°2) • Scale di sicurezza mq 41 c.u. mq 34 mq 480 mq 35 mq 32 mq 145 mq 41 c.u. SEDE “V. COMI” La sede “V. Comi” dell'Istituto si trova in Viale Bovio, n.6. Occupa la zona sotterranea, il piano rialzato, il primo e il secondo piano di un complesso scolastico costruito con Decreto Regio del 1870 e che ospita, in un’ala secondaria, oltre alla Palestra, la succursale del Liceo Scientifico “A. Einstein” di Teramo, la C.R.I. e altri enti del territorio. I locali a disposizione dell'Istituto si estendono per oltre 3000 metri quadrati di superficie utile, sono del tutto conformi alle normative in materia di prevenzione degli incendi e, per l'accesso ai disabili, la sede è dotata di un ascensore. PIANO RIALZATO • Portineria • saletta Professori Corso Sirio con pc multimediale e emeroteca e, di mattina, utilizzata come laboratorio H • aula video a gradinata • 6 aule didattiche • Museo di Fisica • un bagno donne • un bagno uomini PRIMO PIANO • Aula Magna • sala professori con angolo emeroteca • presidenza • ufficio del Collaboratore del Preside • Segreteria didattica • Biblioteca • 1 aula didattica 13 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo • • • • • • • POF 2010 - 2011 1 laboratorio di informatica Archivio Bar bagno docenti bagno alunne bagno alunni centralino SECONDO PIANO • 9 aule didattiche • 1 laboratorio di informatica • 8 aule didattiche • 1 aula di Spagnolo • un bagno disabili • un bagno alunne • un bagno alunni Il Laboratorio Informatico, costituito da Computer e stampanti. Tutta la rete è connessa a Internet. In questo laboratorio, sulla postazione del docente è installato un software per aule didattiche che consente di mostrare agli alunni il desktop del proprio computer e di controllare le attività sui client. 14 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 STRUMENTI, DOTAZIONI SCIENTIFICHE, SUSSIDI E STRUMENTI DIDATTICI SEDE ”C. FORTI” La sede “C. Forti” è dotata di : Aula di Disegno con tecnigrafi. Aule di Informatica. Sono allestite due aule computer, rispettivamente con 20 e 15 postazioni operative, collegate in rete. Un’aula è dotata di plotter. Aula multimediale con proiezione audiovisiva collegata al PC per disegno tridimensionale. Aula per il C.I.C.. Laboratorio di Tecnologia delle Costruzioni. Laboratorio di Fisica. Laboratorio di Chimica. Laboratorio di Lingue. Laboratorio di Agraria e Scienze. Laboratorio di Costruzioni. Laboratorio di Topografia. Laboratorio di Fotogrammetria ( G.P.S. ). Auditorium con 300 posti. Zona di ricreazione adibita a mensa e bar. SEDE “V. COMI” La sede “V. Comi” è dotata di: • • • • • • • • • • Portineria Laboratorio H Aula Video a gradinata Museo di Fisica Aula Magna Biblioteca Laboratori di Informatica Archivio Bar Aula di Spagnolo 15 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 PROFILI PROFESSIONALI COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO La preparazione specifica del diplomato in “Costruzioni, Ambiente e Territorio” si basa prevalentemente sul possesso di capacità grafico-progettuali, relative ai settori del rilievo e delle costruzioni e di conoscenze inerenti l’organizzazione e la gestione del territorio. La formazione integrata da idonee capacità linguistico-espressive e logico-matematiche sarà completata da buone conoscenze economiche, giuridiche ed amministrative e consentirà al diplomato l’inserimento in situazioni di lavoro diversificate e/o la prosecuzione degli studi. Il livello di formazione, orientato verso un’operatività professionale di grado intermedio, sarà raggiunto tramite l’acquisizione dei principi e dei metodi fondamentali delle aree di competenza. Frequenti esercitazioni ed incontri con esperienze reali renderanno familiari all’alunno le moderne tecniche operative e ne stimoleranno la propensione al continuo aggiornamento dopo il conseguimento del diploma. Coerentemente con queste finalità, il diplomato dovrà: Partecipare alla progettazione, realizzazione, conservazione, trasformazione e miglioramento di opere civili di caratteristiche coerenti con le competenze professionali. Operare, anche in gruppi di lavoro, nell’organizzazione, assistenza, gestione e direzione dei cantieri. Organizzare e redigere computi metrici preventivi e consuntivi e tenere regolamentari registri di cantiere, anche con l’ausilio di mezzi informatici. Effettuare rilievi utilizzando metodi e tecniche tradizionali ed innovative, con applicazioni relative alla rappresentazione del territorio urbano ed extraurbano. L’attività didattica dovrà essere impostata in modo da consentire la maturazione di capacità operative che mettano il diplomato in grado di: Collaborare alla progettazione e realizzazione di modesti impianti tecnologici (idrici, igienicosanitari, termici), anche in funzione del risparmio energetico. Inserirsi in gruppi di lavoro per progettazioni urbanistiche ed elaborazioni di carte tematiche. Partecipare ad interventi sul territorio, sia in fase progettuale che esecutiva, per la realizzazione di infrastrutture, di opere di difesa e salvaguardia, di interventi idraulici e di bonifica di modeste dimensioni. Valutare, anche sotto l’aspetto dell’impatto ambientale, immobili civili ed interventi territoriali di difesa dell’ambiente. Effettuare accertamenti e stime catastali. Le capacità indicate saranno integrate con una sufficiente conoscenza della legislazione inerente il campo di attività. L’Istituto, inoltre, attraverso interventi compensativi, migliora la formazione dell’alunno con l’acquisizione di significative conoscenze informatiche e linguistiche, dell’utilizzo degli strumenti 16 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 tecnici e professionali più aggiornati (visite alle mostre, studi professionali, laboratori ed aziende), per meglio rispondere alle esigenze di una professione in continua evoluzione e costretta a misurarsi nel contesto europeo e mondiale. AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING Il diplomato in Amministrazione, Finanza e Marketing ha: • una preparazione generale e di qualità sui saperi di base; • competenze specifiche nel campo: - dei fenomeni economici nazionali e internazionali; - del diritto pubblico, civile e fiscale; - dei sistemi aziendali e della loro organizzazione; - conduzione e controllo di gestione; - del sistema informativo dell’azienda; - degli strumenti informatici; - degli strumenti di marketing; - dei prodotti assicurativi, finanziari e dell’economia sociale; • spirito di iniziativa e imprenditorialità. Dopo il diploma può: Inserirsi nel mondo del lavoro: aziende private, studi commerciali, agenzie di assicurazioni, società finanziarie, banche, studi legali, aziende di produzione software; amministrazione condomini. Partecipare a concorsi indetti da enti pubblici. Organizzare un lavoro autonomo nei diversi settori del terziario. Proseguire con gli studi universitari, in particolare: ⇒ Economia; ⇒ Matematica; ⇒ Informatica; ⇒ Giurisprudenza; ⇒ Ingegneria; Proseguire con un corso post-diploma. TURISMO Il diplomato nel Turismo ha: • una preparazione generale e di qualità sui saperi di base; • competenze specifiche nel campo: dei fenomeni economici nazionali e internazionali; del diritto pubblico, civile e fiscale; dei sistemi aziendali in generale; della produzione e gestione di servizi e prodotti turistici; della valorizzazione del territorio e delle politiche di marketing; del sistema informativo dell’azienda; degli strumenti informatici e linguistici; • spirito di iniziativa e di imprenditorialità. 17 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 Dopo il diploma può: Inserirsi nel mondo del lavoro: direttore o receptionist in alberghi, campeggi, villaggi turistici; promotore o programmatore turistico in agenzie di viaggi e turismo; impiegato in compagnie aeree, porti, aeroporti, consolati; hostess o steward, organizzatore di fiere, congressi… Partecipare a concorsi indetti da enti pubblici. Organizzare un lavoro autonomo nel settore turistico. Proseguire con gli studi universitari, in particolare: ⇒ Scienze del turismo; ⇒ Economia; ⇒ Matematica; ⇒ Giurisprudenza; ⇒ Lingue e letterature straniere. Proseguire con un corso post-diploma. SIRIO Conseguimento del diploma di ragioniere perito commerciale. Sirio è un progetto di sperimentazione che si allinea con le direttive emanate dall’Unione Europea in materia di educazione degli adulti. Caratteristiche dell'indirizzo: area: settore commerciale; durata: 5 anni; titolo di studio valido per l’ammissione: licenza media; riduzione dell’orario settimanale di lezione: 25 ore distribuite su 5 giorni (dal lunedì al venerdì) e maggiore flessibilità per venire incontro alle esigenze specifiche del lavoratore studente che partecipa a questo progetto per libera scelta e con grande determinazione; articolazione del programma: secondo standard ministeriali che garantiscono una preparazione adeguata; riconoscimento di crediti formativi che consentano accesso differenziato al percorso didattico. Il progetto Sirio si propone di: • dare una qualifica ai giovani e agli adulti privi di professionalità aggiornata e per i quali la licenza media non costituisce una garanzia dall’emarginazione culturale e/o lavorativa; • consentire la conversione professionale di adulti già inseriti in ambito lavorativo, che vogliano o debbano ripensare la propria identità professionale. Sbocchi professionali futuri: come per i relativi corsi diurni. GRAFICA E COMUNICAZIONE (attivo dall’A.S. 2011-2012 se ufficialmente approvato dall’U.S.R.) Il diplomato in Grafica e Comunicazione: • ha competenze specifiche nel campo della comunicazione interpersonale e di massa, con parti18 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 colare riferimento all’uso delle tecnologie per produrla; • interviene nei processi produttivi che caratterizzano il settore della grafica, dell’editoria, della stampa e i servizi ad esso collegati, curando la progettazione e la pianificazione dell’intero ciclo di lavorazione dei prodotti; • è in grado di: - integrare conoscenze di informatica di base e dedicata, di strumenti hardware e software grafici e multimediali, di sistemi di comunicazione in rete, di sistemi audiovisivi, fotografici e di stampa; - utilizzare competenze tecniche e sistemistiche che possono rivolgersi: alla programmazione ed esecuzione delle operazioni di prestampa e alla gestione e organizzazione delle operazioni di stampa e post-stampa; alla realizzazione di prodotti multimediali, alla realizzazione fotografica e audiovisiva, alla realizzazione e gestione di sistemi software di comunicazione in rete. A conclusione del percorso quinquennale, ha conseguito le seguenti competenze: ⇒ Progettare e realizzare prodotti di comunicazione fruibili attraverso differenti canali, scegliendo strumenti e materiali in relazione ai contesti d’uso e alle tecniche di produzione. ⇒ Utilizzare pacchetti informatici dedicati. ⇒ Progettare e gestire la comunicazione grafica e multimediale attraverso l’uso di diversi supporti. ⇒ Programmare ed eseguire le operazioni inerenti le diverse fasi dei processi produttivi. ⇒ Realizzare i supporti cartacei necessari alle diverse forme di comunicazione. ⇒ Realizzare prodotti multimediali. ⇒ Progettare, realizzare e pubblicare contenuti per il web. ⇒ Gestire progetti e processi secondo le procedure e gli standard previsti dai sistemi aziendali di gestione della qualità e della sicurezza. Il diploma in Grafica e Comunicazione dà accesso alla professione e agli studi universitari. SISTEMA MODA (attivo dall’A.S. 2011-2012 se ufficialmente approvato dall’U.S.R.) Il diplomato in Sistema Moda ha competenze specifiche: • nell’ambito delle diverse realtà ideativo-creative, progettuali, produttive e di marketing del settore tessile, abbigliamento e moda; • nell’assunzione di ruoli e funzioni di ideazione, progettazione e produzione di filati, tessuti e accessori, ma anche nell’organizzazione, gestione e controllo delle materie prime e dei prodotti finiti; • nella gestione e nel controllo dei prodotti produttivi; • nell’applicazione delle normative sulla tutela dell’ambiente, sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e degli impianti; • nell’individuazione di strategie innovative di processo, di prodotto e di marketing; • nella pianificazione delle attività aziendali e nella documentazione delle attività svolte. Al termine di questo percorso il diplomato avrà accesso a tutti i percorsi universitari, potrà proseguire gli studi nei corsi IFTS, nei corsi di formazione professionale post diploma o iscriversi agli Istituti di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Potrà inserirsi direttamente nel mondo del lavoro e 19 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 accedere ai percorsi di studio e di lavoro previsti per l'accesso agli albi delle professioni tecniche secondo le norme vigenti in materia. Sbocchi professionali: partecipare ai concorsi pubblici; lavorare in un’azienda o esercitare la sua professione per conto di società specializzate, che forniscono i loro servizi ad altre imprese; lavorare come collaboratore o come lavoratore dipendente all’interno delle imprese calzaturiere o dell'abbigliamento; svolgere la libera professione. CHIMICA, MATERIALI E BIOTECNOLOGIE (attivo dall’A.S. 2011-2012 se ufficialmente approvato dall’U.S.R.) Il diplomato in “Chimica, Materiali e Biotecnologie”: • ha competenze specifiche nel campo dei materiali, delle analisi strumentali chimico-biologiche, nei processi di produzione, in relazione alle esigenze delle realtà territoriali, negli ambiti chimico, merceologico, biologico, farmaceutico, tintorio e conciario; • ha competenze nel settore della prevenzione e della gestione di situazioni a rischio ambientale e sanitario. • è in grado di: - collaborare, nei contesti produttivi d’interesse, nella gestione e nel controllo dei processi, nella gestione e manutenzione di impianti chimici, tecnologici e biotecnologici, partecipando alla risoluzione delle problematiche relative agli stessi; ha competenze per l’analisi e il controllo dei reflui, nel rispetto delle normative per la tutela ambientale; - integrare competenze di chimica, di biologia e microbiologia, di impianti e di processi chimici e biotecnologici, di organizzazione e automazione industriale, per contribuire all’innovazione dei processi e delle relative procedure di gestione e di controllo, per il sistematico adeguamento tecnologico e organizzativo delle imprese; - applicare i principi e gli strumenti in merito alla gestione della sicurezza degli ambienti di lavoro, del miglioramento della qualità dei prodotti, dei processi e dei servizi; - collaborare nella pianificazione, gestione e controllo delle strumentazioni di laboratorio di analisi e nello sviluppo del processo e del prodotto; - verificare la corrispondenza del prodotto alle specifiche dichiarate, applicando le procedure e i protocolli dell’area di competenza; controllare il ciclo di produzione utilizzando software dedicati, sia alle tecniche di analisi di laboratorio sia al controllo e gestione degli impianti; - essere consapevole delle potenzialità e dei limiti delle tecnologie nel contesto culturale e sociale in cui sono applicate. Nell’articolazione “Biotecnologie sanitarie” vengono identificate, acquisite e approfondite le competenze relative alle metodiche per la caratterizzazione dei sistemi biochimici, biologici microbiologici e anatomici e all’uso delle principali tecnologie sanitarie nel campo biomedicale, farmaceutico e alimentare, al fine di identificare i fattori di rischio e causali di patologie e applicare studi epidemiologici, contribuendo alla promozione della salute personale e collettiva. 20 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 ORGANIGRAMMA SCOLASTICO Dirigente Scolastico Di Luciano Rosario . D.S.G.A. Di Gaetano Elisabetta Didattica Carlini Fabio Di Antonio Candida Iannetti Francesco Mazzagatti Cleana Personale Di Carlo Patrizia Di Giangiacomo Liliana Contabilità Di Carlo Patrizia Di Giustino Claudio Protocollo Ciammariconi Pina Vicario D.S. Sacripanti Simonetta Collegio dei Docenti Collaboratore D.S. Quartapelle Carlo Funzioni Strumentali Coordinatori di Classe Rappresentanti dei Genitori di Classe Rappresentanti degli Alunni di Classe Rappresentanti degli Alunni Della Consulta Provinciale Comitato di Valutazione del Servizio degli Insegnanti Organo di Garanzia 21 Fiduc. I.T.C.T. “V. Comi” Di Altobrando Sandro Di Carlo Angelo Gorra Maria Cristina Giunta Esecutiva D.S. Di Luciano Rosario D.S.G.A. Di Gaetano Elisabetta Doc. Cifone Mariano ATA Ciammariconi Pina Gen. Nori Annamaria Stud. D’Angelantonio Valerio Consiglio d’Istituto Presidente Gen. De Dominicis Alessia Vice-Presidente Gen. De Carolis Guido D.S. Doc. Doc. Doc. Doc. Doc. Doc. Doc. Doc. ATA ATA Gen. Gen. Stud. Stud. Stud. Stud. Di Luciano Rosario Angelini Cinthia Ceci Eustacchio F. Cifone Mariano Colangeli Gabriella Gorra Cristina Marcattili Francesco Possenti Maria Sacripanti Simonetta Ciammariconi Pina Ranalli Mauro Nori Annamaria Di Felice Mauro Crocetti Jacopo D’Angelantonio Valerio Formicone Roberto Pinnelli Federico I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 DATI SIGNIFICATIVI NUMERO DEGLI ALUNNI Sede “C. FORTI” Sede “V. COMI” 393 394 787 TOTALE NUMERO DELLE CLASSI Sede “C. FORTI” Sede “V. COMI” 17 18 35 TOTALE NUMERO DEI DOCENTI Sede “C. FORTI” Sede “V. COMI” 36 53 89 TOTALE PERSONALE A.T.A. TOTALE 20 22 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 SERVIZI AMMINISTRATIVI – SEGRETERIA La Segreteria è aperta al pubblico tutti i giorni feriali dalle ore 10:00 alle 12:30. Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi: Sig.ra Di Gaetano Elisabetta Ufficio Personale Docente ed ATA: Sig.ra Di Carlo Patrizia Sig.ra Di GiangiacomoLiliana Ufficio Didattica: Sig. Sig.ra Sig. Sig.ra Ufficio Contabilità: Sig.ra Di Carlo Patrizia Sig. Di Giustino Claudio Ufficio Protocollo: Sig.ra Ciammariconi Pina Carlini Fabio Di Antonio Candida Iannetti Francesco Mazzagatti Cleana È assicurata la possibilità di contattare telefonicamente in modo tempestivo il personale degli uffici ai numeri di telefono: Sede “C. FORTI” centralino presidenza fax 0861/248945 0861/248261 0861/248946 Sede “V. COMI” centralino presidenza fax 0861/245547 0861/243834 0861/250673 23 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 INFORMAZIONE E TRASPARENZA L’Istituto, ai sensi della legge 241\90 e successive modifiche ed integrazioni, consente agli operatori della scuola ed agli utenti la consultazione immediata degli atti e dei documenti d’interesse generale e rende disponibile copia di documenti, entro due giorni lavorativi, nei modi stabiliti dalla succitata legge (art.25). Nella bacheca saranno affissi i seguenti documenti: POF; Carta dei Servizi; Statuto delle Studentesse e degli Studenti; Patto di corresponsabilità; Regolamento d’Istituto; Bilancio Preventivo; Conto Consuntivo; Comunicazioni del Dirigente Scolastico e del D.S.G.A.; Delibere del Consiglio d’Istituto e Collegio dei docenti. Il Piano dell’Offerta Formativa sarà visionabile da chiunque lo richieda presso le sale insegnanti dei due Istituti entro dieci giorni dall’approvazione dello stesso da parte degli organi deliberanti. 24 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 RAPPORTI DEI DOCENTI CON LE FAMIGLIE Ciascun docente è disponibile al colloquio un’ora alla settimana, al mattino. Il servizio verrà offerto previa prenotazione (mediante telefono, fax, ecc.), da fissare almeno il giorno prima di quello stabilito per il ricevimento. I giorni e le ore della settimana nei quali i docenti possono ricevere i genitori sono i seguenti: DOCENTE Angelini Cinthia Bonaduce Cesare Calore Danila Ceci Eustacchio Fausto Cepparulo Licia Cicconi Gabriele Cifone Mariano Collevecchio Giacinto D’Angelo Anna Maria De Dominicis Maria Gabriella Di Altobrando Sandro Di Nicola Roberto Fidanza Raffaella Forti Angela Iagnemma Laura Ivan Ilona Mastrangelo Mirella Matani Siro Pallotti Silvia Paolini Ottavio Patriarca Tiziana Pirocchi Ennio Pompei Renato Pomponi Filippo Quartapelle Carlo Sichetti Lucio Sorgi Mariano Tancredi Iolanda Tedeschini Angelo Valentini Giovanni Vitali Attilio Volpini Achille DOCENTE Botticelli Angela Sede “C. FORTI” GIORNO giovedì martedì giovedì mercoledì venerdì mercoledì martedì giovedì giovedì mercoledì giovedì giovedì lunedì lunedì lunedì giovedì mercoledì ORA 5 5 4 3 5 2 3 3 3 5 5 2 3 3 4 4 4 giovedì mercoledì giovedì lunedì martedì venerdì lunedì lunedì martedì lunedì martedì mercoledì lunedì lunedì 4 3 4 4 4 3 3 4 2 5 6 2 3 4 Sede “V. COMI” GIORNO martedì ORA 4 25 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo Cantoro Filomena Carnessale Roberto Ciani Maria Teresa Coccia Salvatore Colangeli Gabriella Colella Stefania Conocchioli Raffaella Crescia D’Andrea Rosalia De Berardinis Michelina Di Bonaventura Anna Imelda Di Carlo Angelo Di Eugenio Dario Di Gennaro Sonia Di Giuseppe Edelma Di Loreto Diana Di Sante Attilio Durante/Coppola Filipponi/Lyet/Paesani Gianfelici Daniela Gorra Cristina Giuliani Danila Iannascoli Maria Mara Magazzeni Enza Marino Pace/Coppola Marini Lorella Mastrosanti/Paesani Menaguale Fabrizio Nobis Marilena Olivieri Valeria Pomanti Giulia Possenti Maria/Coppola Puri Katia Sacripanti Simonetta Salvatore Enrica Spinosi Anna Maria/Barnabei Tesarova Vaclava/Civitella Vetuschi/Cinelli/Civitella Zippilli Francesca POF 2010 - 2011 giovedì sabato lunedì lunedì lunedì sabato lunedì martedì giovedì venerdì mercoledì sabato venerdì sabato venerdì venerdì mercoledì martedì mercoledì mercoledì sabato mercoledì mercoledì sabato martedì giovedì mercoledì giovedì martedì giovedì martedì martedì lunedì venerdì venerdì giovedì sabato lunedì lunedì Nel piano annuale delle attività sono previsti due incontri pomeridiani: Dicembre 2010 I professori Coordinatori di classe si occuperanno di consegnare: la Valutazione Intermedia del Primo Quadrimestre; il Patto di Corresponsabilità (i genitori devono firmare per presa visione). 26 4 2 4 4 2 3 2 3 5 4 4 3 4 2 2 5 4 4 3 5 4 3 3 4 2 3 3 4 3 4 4 5 3 4 5 4 2 3 3 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 Aprile 2011 I professori Coordinatori di classe si occuperanno di consegnare: la Valutazione Intermedia del Secondo Quadrimestre. Il professore Coordinatore di ogni classe avviserà tempestivamente i genitori degli alunni che manifestano particolari problemi e, comunque, quando il Consiglio di Classe lo riterrà necessario. Alla fine dell’anno scolastico, sarà inviata alle famiglie comunicazione scritta dell’esito della valutazione degli alunni non ammessi alla classe successiva e di quelli con sospensione di giudizio. Presso l’Istituto sarà attivo il servizio di memorizzazione elettronica delle assenze e delle valutazioni di profitto degli studenti, a cui possono accedere anche i genitori, con opportuna chiave di accesso (password), dalla pagina d’ingresso del sito dell’Istituto. 27 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 PIANO ANNUALE DELLE ATTIVITÀ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO L’anno scolastico sarà ripartito in quadrimestri, con due comunicazioni scritte alle famiglie. La scelta della suddivisione dell’anno in quadrimestri è dettata dalle seguenti motivazioni: a) una migliore conoscenza delle classi; b) una migliore utilizzazione delle unità didattiche ai fini della valutazione. PERIODI DIDATTICI ⇒ I quadrimestre (SETTEMBRE – GENNAIO) ⇒ II quadrimestre (FEBBRAIO - GIUGNO) SVOLGIMENTO SCRUTINI ⇒ I settimana di febbraio per il I quadrimestre ⇒ III settimana di giugno per il II quadrimestre INCONTRI SCUOLA FAMIGLIA ⇒ Dicembre 2010 ⇒ Aprile 2011 DOCENTI COLLEGIO DEI DOCENTI I Collegi dei docenti si terranno indicativamente nei mesi di settembre, ottobre, gennaio, febbraio, marzo, maggio, giugno. CONSIGLI DI CLASSE I Consigli di classe si terranno indicativamente nei mesi di ottobre, novembre, dicembre, febbraio, aprile, maggio, giugno. CONSIGLIO D’ISTITUTO Sono previste per il Consiglio d’Istituto, nell’arco dell’anno scolastico, due sedute di carattere ordinario e sedute di carattere straordinario ogni volta che risulti necessario. RIUNIONI DELLE COMMISSIONI I componenti delle Commissioni organizzeranno il proprio lavoro in modo autonomo, autoconvocandosi in base alle necessità. RIUNIONI PER MATERIE E DIPARTIMENTI I componenti dei vari gruppi organizzeranno il proprio lavoro in modo autonomo, autoconvocandosi in base alle necessità. CORSI DI AGGIORNAMENTO I singoli docenti dell’Istituto saranno impegnati in corsi di aggiornamento in base alle loro esigenze. 28 I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” – Teramo POF 2010 - 2011 ALUNNI ASSEMBLEA D’ISTITUTO Durante l’intero anno scolastico sono previste quattro assemblee d’Istituto (artt. 12 e 13 Decr. Leg.vo 297/94). ASSEMBLEA DI CLASSE Durante l’intero anno scolastico sono previste assemblee di classe con cadenza mensile. RIUNIONE TRA I RAPPRESENTANTI DEGLI ALUNNI DELLE CLASSI Saranno concesse riunioni tra i Rappresentanti degli alunni di classe quando gli stessi ne motiveranno l’esigenza. CONSIGLI DI CLASSE I Consigli di classe si terranno indicativamente nei mesi di ottobre, novembre, dicembre, febbraio, aprile, maggio, giugno. CONSIGLIO D’ISTITUTO Sono previste per il Consiglio d’Istituto, nell’arco dell’anno scolastico, due sedute di carattere ordinario e, in base alle necessità e richieste, altre sedute di carattere straordinario. ASSEMBLEE DELLA CONSULTA DEGLI STUDENTI PERSONALE A.T.A. Riunioni bimestrali per l’organizzazione e l’ottimizzazione del lavoro. Corso di aggiornamento per gli adempimenti contabili. Rivisitazione dell’orario di servizio per lo svolgimento delle attività del POF. 29 INCARICHI ATTRIBUITI NELL’ANNO IN CORSO COLLABORATORI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO I Collaboratori del Dirigente Scolastico, nominati dallo stesso, sono i seguenti: • Collaboratore Vicario del Dirigente Scolastico, Prof.ssa Sacripanti Simonetta, con l’incarico di: Sostituire il Dirigente Scolastico in caso di assenza o di impedimento e rappresentarlo. Autorizzare le entrate in ritardo e le uscite anticipate degli allievi relativamente alla sede “V. COMI”. Rilevare le assenze dei docenti ed organizzare le sostituzioni. Preparare gli avvisi dei Collegi dei docenti e dei Consigli di classe. Coordinare e curare tutte le attività affidate alla Vicepresidenza. Coordinare le attività del corso SIRIO e del progetto “Corso di Formazione per Studenti Lavoratori”. • Collaboratore del Dirigente Scolastico, Prof. Quartapelle Carlo, con l’incarico di: Sostituire il Dirigente Scolastico, quando delegato, e rappresentarlo nell’organizzazione e conduzione di tutte le attività della sede “C. FORTI”. Concedere permessi al personale dipendente relativamente alla sede “C. FORTI”. Autorizzare le entrate in ritardo e le uscite anticipate degli allievi relativamente alla sede “C. FORTI”. Rilevare le assenze dei docenti ed organizzare le sostituzioni relativamente alla sede “C. FORTI”. • Fiduciario della sede “C. FORTI”, Prof. Di Altobrando Sandro, con l’incarico di: Sostituire il Dirigente Scolastico, quando delegato, ed intervenire, se necessario, in materia di sostituzione dei Docenti assenti e di concessione di permessi agli alunni. Coadiuvare il Dirigente Scolastico nell’organizzazione e conduzione di tutte le attività dell’Istituto. Predisporre avvisi, circolari e quant’altro necessario per il buon andamento del servizio scolastico. • Fiduciario della sede “V. COMI”, Prof. Di Carlo Angelo, con l’incarico di: Collaborare con il Dirigente Scolastico nelle sue funzioni organizzative per il buon funzionamento della sede “V.COMI”. Autorizzare i permessi di entrata posticipata e di uscita anticipata degli alunni della sede “V. COMI”. Raccordarsi con i Coordinatori di classe della sede “V. COMI” per le segnalazioni dei ritardi e delle assenze degli alunni alle famiglie. Collaborare con il Dirigente Scolastico per le attività esterne. Supporto alla gestione della rete interna alla sede “V. COMI”. • Fiduciario della sede “V. COMI”, Prof.ssa Gorra Cristina, con l’incarico di: Collaborare con il Dirigente Scolastico nelle sue funzioni organizzative per il buon funzionamento della sede “V.COMI”. Autorizzare i permessi di entrata posticipata e di uscita anticipata degli alunni della sede “V. COMI”. Raccordarsi con i Coordinatori di classe della sede “V. COMI” per le segnalazioni dei ritardi e delle assenze degli alunni alle famiglie. FUNZIONI STRUMENTALI Per la realizzazione delle finalità istituzionali della scuola in regime di autonomia, la risorsa fondamentale è costituita dal patrimonio professionale dei docenti da valorizzare per l’attuazione e la gestione del Piano dell’Offerta Formativa d’Istituto e per la realizzazione di progetti formativi d’intesa con enti ed istituzioni esterni alla scuola. Tali Funzioni Strumentali sono identificate con delibera del Collegio dei docenti, che, contestualmente, ne definisce criteri di attribuzione, numero e destinatari. I docenti che hanno ricevuto l’incarico, al fine di un efficace coordinamento delle azioni, sono riuniti in conferenza almeno due volte l’anno dal Dirigente Scolastico. Al termine dell’anno scolastico ciascun incaricato informerà il Collegio dei docenti degli obiettivi raggiunti e delle eventuali difficoltà incontrate. Il Collegio dei docenti ha individuato le seguenti aree riguardanti le Funzioni Strumentali GESTIONE DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA. Gli incaricati si devono occupare di: 1. Aggiornamento POF relativo agli aspetti generali comuni ai due Istituti e all’area delle educazioni e degli assi culturali. 2. Coordinamento Regolamento d’Istituto. 3. Coordinamento Programmazione Educativa di ciascun Istituto, di intesa con i collaboratori, proff. Sacripanti Simonetta e Quartapelle Carlo. 4. Coordinamento Programmazione Educativa di Classe, di intesa con i collaboratori, proff. Sacripanti Simonetta e Quartapelle Carlo. 5. Coordinamento Programmazione Educativa di Disciplina, di intesa con i collaboratori, proff. Sacripanti Simonetta e Quartapelle Carlo. 6. Coordinamento Documento del 15 Maggio, di intesa con i collaboratori, proff. Sacripanti Simonetta e Quartapelle Carlo. 7. Certificazione delle competenze, di intesa con i collaboratori, proff. Sacripanti Simonetta e Quartapelle Carlo. CONTINUITÀ E ORIENTAMENTO Gli incaricati si devono occupare di: Orientamento scolastico: visite nelle scuole. Concorso fotografico. Rapporti con Università e il mondo del lavoro. Rapporto con Istituzioni in rete. INTERVENTI SERVIZI PER GLI STUDENTI. Gli incaricati si devono occupare di: 2. Accoglienza e organizzazione attività di insegnamento nelle classi degli alunni provenienti da altri Istituti – cura della documentazione. 3. Esami integrativi. 4. Corsi di recupero. 5. Libri in comodato. REALIZZAZIONE DI PROGETTI FORMATIVI D’INTESA CON ENTI ED ASSOCIAZIONI ED ISTITUZIONI ESTERNI ALLE SCUOLE. L’incaricato della sede “C. FORTI” si deve occupare di: Progetti di educazione ambientale. Rapporti con il territorio. Rapporti con le Scuole Medie anche ai fini dell’orientamento. L’incaricato della sede “V. COMI” si deve occupare di: Coordinamento dei rapporti con enti pubblici o aziende, anche per la realizzazione di stage formativi. Coordinamento delle attività di Scuola-Lavoro e di stage formativi. Coordinamento delle attività con la formazione professionale. RACCORDO TRA LA SEDE “C. FORTI” E L’ORDINE PROFESSIONALE DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DI TERAMO. L’incaricato della sede “C. FORTI” si deve occupare di: Creare contatti tra i Geometri professionisti e gli studenti della sede “C. Forti” per stage estivi. Organizzare seminari professionali tra il Collegio e gli studenti della sede “C. Forti”. Fare partecipare i docenti della sede “C. Forti” all’organizzazione dei corsi predisposti dal Collegio per i propri iscritti. PROGETTO SIRIO E FORMAZIONE PER LAVORATORI. L’incaricato della sede “V. COMI” si deve occupare di: Curare i registri delle presenze degli studenti e dei docenti. Rilevare assenze protratte. Coordinare con la Segreteria la predisposizione dei documenti per gli Esami di Stato. Coordinare gli interventi didattici in collaborazione con la Presidenza e con la Vicepresidenza. Il Collegio dei docenti ha approvato le seguenti nomine: N° AREA AMBITO 1. 2. Gestione POF Continuità e orientamento DOCENTI DESTINATARI INCARICO Sede “C. FORTI” Sede “V. COMI” Cifone Mariano Salvatore Enrica Di Nicola Roberto Possenti Maria e D’Andrea Rosalia 3. 4. 5. 6. Interventi e servizi per gli studenti Realizzazione di progetti formativi con enti ed istituzioni esterni alla scuola Raccordo tra la sede “C. Forti” e l’Ordine dei Geometri della provincia di Teramo Progetto Sirio e formazione per lavoratori Gorra Cristina Pirocchi Ennio Magazzeni Enza Volpini Achille Masi Luigia COORDINATORI DI CLASSE Le competenze del Coordinatore di classe sono le seguenti: - Coordinare la programmazione di classe per quanto riguarda le attività sia curriculari che extracurriculari. Raccogliere le programmazioni individuali di ciascun docente della classe e consegnarle al Dirigente Scolastico. Coordinare la socializzazione degli studenti della classe, cercare di favorirne la coesione interna e tenersi regolarmente informato sul loro profitto tramite frequenti contatti con gli altri docenti del Consiglio e con altri possibili strumenti. Curare, insieme con i Rappresentanti degli studenti, la buona tenuta dell’aula, adoperandosi affinché maturi negli allievi il rispetto per gli ambienti scolastici. Essere il primo punto di riferimento, all’interno della classe, per i nuovi insegnanti circa tutti i problemi specifici del Consiglio di classe, fatte salve le competenze del Dirigente Scolastico. Farsi portavoce delle esigenze delle tre componenti del Consiglio di classe (docenti, genitori e alunni), cercando di armonizzarle tra loro. Informare il Dirigente Scolastico ed i suoi Collaboratori sugli avvenimenti più significativi della classe, riferendo sui problemi rimasti insoluti. Mantenere il contatto con i genitori, fornendo loro informazioni globali sul profitto, sull’interesse e sulla partecipazione degli studenti. Fornire suggerimenti specifici, in collaborazione con gli altri docenti della classe. Preoccuparsi della corretta tenuta del giornale di classe, controllare regolarmente le assenze e i ritardi degli studenti e informarne le famiglie. Verificare l’esistenza di un equilibrio di carico di lavoro a casa e di verifiche a scuola per le singole discipline. In collaborazione con gli altri docenti, elaborare le tracce dei giudizi per i verbali dei Consigli di classe. Individuare gli alunni stranieri con gravi difficoltà di comprensione della lingua italiana. I Coordinatori delle classi quinte dovranno anche: Organizzare e coordinare le attività di simulazione degli Esami di Stato. Realizzare la stesura del documento di classe. Essere referenti per i privatisti per i programmi da svolgere e per ogni altra problematica didattica. I professori nominati Coordinatori di classe sono i seguenti: CLASSE IA II A III A IV A VA IB II B III B IV B VB IC II C III C IV C VC III D IV D Sede “C. FORTI” COORDINATORE DI CLASSE Tancredi Iolanda Calore Danila Fidanza Raffaella Di Altobrando Sandro Pirocchi Ennio Iagnemma Laura Sorgi Mariano Forti Angela Tedeschini Angelo Sichetti Lucio Pallotti Silvia Cepparulo Licia Pomponi Filippo Cicconi Gabriele Angelini Cinthia Volpini Achille Quartapelle Carlo CLASSE IA II A III A IV A VA IB II B III B IV B VB IT II T III T IV T A IV T B VT IV SIRIO V SIRIO Sede “V. COMI” COORDINATORE DI CLASSE Gorra Cristina De Berardinis Michelina Pomanti Giulia Ciani Maria Teresa Magazzeni Enza Conocchioli Raffaella Colangeli Gabriella Puri Katia Salvatore Enrica Di Gennaro Sonia Nobis Marilena Di Carlo Angelo D’Andrea Rosalia Salvatore Enrica Tesarova Vaclava Possenti Maria Di Tommaso Claudia Masi Luigia RAPPRESENTANTI DEI GENITORI DI CLASSE I Rappresentanti dei genitori di classe sono tenuti a partecipare ai Consigli di classe estesi alla componente genitori. Il Rappresentante di classe è l’intermediario tra genitori ed il Consiglio di classe, è portavoce di problemi, iniziative, proposte, necessità della sua classe e, viceversa, informa i genitori circa gli sviluppi di iniziative avviate o proposte dalla dirigenza, dal corpo docente, dai Rappresentanti dei genitori o dai Rappresentanti degli alunni. Il Consiglio di classe esteso alle componenti genitori e alunni ha il ruolo più importante per quanto attiene alla funzione della scuola: approfondire i problemi dell’apprendimento, dello sviluppo della personalità degli alunni, di individuare i modi migliori per stimolarlo e favorirlo, stabilendo un rapporto di collaborazione tra docenti, genitori e alunni, con il compito di formulare al Collegio dei docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica e alle iniziative di sperimentazione. I genitori risultati eletti Rappresentanti di classe sono i seguenti: CLASSE IA II A III A IV A VA IB II B III B IV B VB IC II C III C IV C VC III D IV D Sede “C. FORTI” RAPPRESENTANTI DEI GENITORI DI CLASSE Di Bonaventura Manola Ardente Mariangela Lulli Alessandra Partiti Milva De Carolis Guido Settembrini Angelo Natali Rosa Di Felice Mauro Di Odoardo Luigi Di Felice Ardente Rita Di Menno Di Bucchianico Clelia Simeoni Manuela Di Mattia Marisa Gotta Giovanna Moretti Fausta Puliti Anna Romani Desolina Lanzafame Enza Postuma Divina Probo Barbara Sorgi Sabrina Di Diodato Fabrizio Pagani Sabrina Sede “V. COMI” CLASSE IA II A III A IV A VA IB II B III B IV B VB IT II T III T IV T A IV T B VT RAPPRESENTANTI DEI GENITORI DI CLASSE Paoli Federica Nori Anna Maria D'Angelo Gennaro Evangelista Giuseppina Tranquilli Loredana Bruni Maria Nadia Caccia Palma Proietto Donatella Damiani Evelina Di Pietro Patrizia D'Onofrio Filomena Misti Luciana Acciari Maria Carmina Martinelli Eridania Nori Lorenza RAPPRESENTANTI DEGLI ALUNNI DI CLASSE I Rappresentanti degli alunni di classe sono tenuti a partecipare ai Consigli di classe estesi alla componente alunni. Il Rappresentante di classe è l’intermediario tra alunni ed il Consiglio di classe, è portavoce di problemi, iniziative, proposte, necessità della sua classe e, viceversa, informa i compagni di classe circa gli sviluppi di iniziative avviate o proposte dalla dirigenza, dal corpo docente, dai Rappresentanti dei genitori o dai Rappresentanti degli alunni. Il Consiglio di classe esteso alle componenti genitori e alunni ha il ruolo più importante per quanto attiene alla funzione della scuola: approfondire i problemi dell’apprendimento, dello sviluppo della personalità degli alunni, di individuare i modi migliori per stimolarlo e favorirlo, stabilendo un rapporto di collaborazione tra docenti, genitori e alunni, con il compito di formulare al Collegio dei docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica e alle iniziative di sperimentazione. Gli alunni risultati eletti Rappresentanti di classe sono i seguenti: CLASSE IA II A Sede “C. FORTI” RAPPRESENTANTI DEGLI ALUNNI DI CLASSE Pilotti Luca Luciani Danilo Barone Beatrice III A IV A VA IB II B III B IV B VB IC II C III C IV C VC III D IV D CLASSE IA II A III A IV A VA Di Cesare Sara Ranalli Alessandro Kamberaj Altin Fratoni Luigi Cioti Lorenzo Di Odoardo Simone Cantagalli Alex Evangelista Nicolò Capretta Lara Puccitti Giamberardino Piersanti Andrea Speranza Matteo Di Vincenzo Matteo Modica Sara Di Battista Luca Flammini Matteo Cellini Vanessa Di Bartolomeo Orlando Bihun Liliya Sbei Antonio Mingione Francesco De Angelis Luca Di remigio Danny Di Saverio Mattia Ferrarini Mattia Tempera Francesco Bonfini Marco Fidanza Eleonora Alcantarini Camillo Minosse Marino Di Saverio Cesare Sede “V. COMI” RAPPRESENTANTI DEGLI ALUNNI DI CLASSE Varletta Lorenza Sciamanna Arianna Virgilii Arianna Cocchi Vanessa Mancini Giovanna Ilia Pirro Lelli Anyska Marziani Eugenia Del Nobletto Antonio Grande Francesco IB II B III B IV B VB IT II T III T IV T A IV T B VT VA SIRIO VB SIRIO Marinelli Manuel Tota Marjeta Di Bartolomeo Giovanni De Leon Eduardo Di Marcangelo Lindhas Croce Denny Scarpelli Francesca Visciotti Paolo Sciamanna Giorgia Marrangoni Davide Capitanio Stefania Di Stefano Giorgia Ricci Veronica D'Agostino Giada Berti Jenny Meduri Chiara Di Bartolomeo Sara Zilli Maria Grazia Zaka Orneda Toscani Martina Milano Alessia Masci Maria Vincenza Marcozzi Federica Caruso Lisistrata Seconi Manuel Mazzarulli Vanessa Di Sarno Vera Mariani Lorena RAPPRESENTANTI PROVINCIALE DEGLI ALUNNI DELLA CONSULTA I rappresentanti alla Consulta provinciale sono tenuti a partecipare alle sedute della Consulta provinciale e hanno anche il dovere di far parte del Comitato Studentesco Esecutivo, organo deliberativo che decide delle questioni ordinarie all’interno dell’Istituto. Gli alunni risultati eletti Rappresentanti della Consulta provinciale sono i seguenti: I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” Marinucci Paolo De Iuliis Luca CONSIGLIO D’ISTITUTO Nelle scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni il consiglio d’Istituto è costituito da 19 componenti, di cui 8 rappresentanti del personale docente, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 4 rappresentanti dei genitori, 4 rappresentanti degli alunni e il dirigente scolastico (membro di diritto). Il consiglio d'Istituto è presieduto da uno dei membri, eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni. Il consiglio d’Istituto elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento della scuola; delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo e stabilisce come impiegare i mezzi finanziari per il funzionamento amministrativo e didattico. Spetta al consiglio l'adozione del regolamento interno dell'Istituto, l'acquisto, il rinnovo e la conservazione di tutti i beni necessari alla vita della scuola, la decisione in merito alla partecipazione dell'Istituto ad attività culturali, sportive e ricreative, nonché allo svolgimento di iniziative assistenziali. Fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei consigli di classe, ha potere deliberante sull'organizzazione e la programmazione della vita e dell'attività della scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio, per quanto riguarda i compiti e le funzioni che l'autonomia scolastica attribuisce alle singole scuole. In particolare adotta il Piano dell'offerta formativa (POF) elaborato dal collegio dei docenti. Inoltre, il consiglio d’Istituto indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all'assegnazione dei singoli docenti e al coordinamento organizzativo dei consigli di classe; esprime parere sull'andamento generale, didattico ed amministrativo, dell'Istituto, stabilisce i criteri per l'espletamento dei servizi amministrativi ed esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici. Sono risultati eletti componenti del consiglio d’Istituto i seguenti rappresentanti: I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” Componente Docente Angelini Cinthia Ceci Eustacchio Fausto Cifone Mariano Colangeli Gabriella Gorra Cristina Marcattili Francesco Possenti Maria Sacripanti Simonetta Componente ATA Ciammariconi Pina Ranalli Mauro Componente Genitori De Carolis Guido De Dominicis Alessia Di Felice Mauro Nori Annamaria Componente Studenti Crocetti Jacopo D'Angelantonio Valerio Formicone Roberto Pinnelli Federico Alla prima seduta del consiglio d’Istituto sono stati eletti Presidente il genitore De Dominicis Alessia e Vicepresidente il genitore De Carolis Guido. GIUNTA ESECUTIVA La giunta esecutiva è composta da un docente, un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario, da un genitore e da uno studente. Di diritto ne fanno parte il dirigente scolastico, che la presiede, e il direttore dei servizi generali e amministrativi che ha anche funzioni di segretario della giunta stessa. La giunta esecutiva prepara i lavori del consiglio d’Istituto, fermo restando il diritto di iniziativa del consiglio stesso, e cura l'esecuzione delle relative delibere. Come previsto dal Decreto Interministeriale n. 44 dell'1 febbraio 2001, art.2, comma 3, entro il 31 ottobre, ha il compito di proporre al consiglio d’Istituto il programma delle attività finanziarie della istituzione scolastica, accompagnato da un'apposita relazione e dal parere di regolarità contabile del collegio dei revisori. Nella relazione, su cui il consiglio dovrà deliberare entro il 15 dicembre dell'anno precedente quello di riferimento, sono illustrati gli obiettivi da realizzare e l'utilizzo delle risorse in coerenza con le indicazioni e le previsioni del POF, nonché i risultati della gestione in corso e quelli del precedente esercizio finanziario. Alla prima seduta del consiglio d’Istituto sono stati eletti membri della giunta esecutiva i seguenti rappresentanti: I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” Componente Docente Cifone Mariano Componente ATA Ciammariconi Pina Componente Genitori Nori Annamaria Componente Studenti D’Angelantonio Valerio COMITATO DI VALUTAZIONE DEL SERVIZIO DEGLI INSEGNANTI Le funzioni del Comitato sono stabilite dall’art. 11 del D. Lgs. 297/94. I professori a cui è stato conferito l’incarico per il Comitato di valutazione del servizio degli insegnanti sono i seguenti: I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” Componenti effettivi Componenti supplenti ORGANO DI GARANZIA Le funzioni dell’Organo di Garanzia sono riportate nel Regolamento d’Istituto. L’Organo di Garanzia è costituito da tre componenti: un docente, un genitore ed uno studente. I componenti nominati sono i seguenti: I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” Doc. Sacripanti Simonetta Gen. De Carolis Guido Stud. Cerasi Danilo RESPONSABILI DI LABORATORIO I compiti dei Responsabili di laboratorio sono i seguenti: 1. Avere la responsabilità del materiale situato nel laboratorio di competenza, con passaggio di consegne, come previsto dall’art.27 comma 1 e comma 2 del D.I. n°44 del 01/02/2001. 1. Segnalare formalmente alla Dirigenza il materiale in via di esaurimento o comunque necessario alla funzionalità del laboratorio. 2. Essere referenti per altri colleghi operanti nel medesimo laboratorio per richieste attinenti a corsi di aggiornamento relativi alle discipline d’insegnamento. 3. Collaborare con la Commissione orientamento. 4. Collaborare con il Responsabile della sicurezza. All’inizio e al termine di ogni anno scolastico il Dirigente Scolastico convoca la riunione dei Responsabili di laboratorio, al fine di: individuare i criteri di ripartizione dei fondi disponibili; delineare strategie e interventi finalizzati alla ricerca di ulteriori risorse finanziarie per ammodernare e potenziare le attrezzature e per effettuare la valutazione dell’andamento degli interventi. I professori nominati Responsabili di laboratorio sono i seguenti: Sede “C. FORTI” LABORATORIO DIRETTORE DI LABORATORIO Lingua Inglese Calore Danila Chimica Cifone Mariano Fisica Sorgi Mariano Informatica Collevecchio Giacinto Costruzioni Di Altobrando Sandro Topografia Pomponi Filippo Fotogrammetria e G.P.S. Pomponi Filippo LABORATORIO Informatica Museo Sede “V. COMI” DIRETTORE DI LABORATORIO Di Giuseppe Edelma Pomanti Giulia COMMISSIONE ORIENTAMENTO La Commissione orientamento ha il compito di coadiuvare gli incaricati della Funzione Strumentale “Continuità e orientamento”, Prof. Di Nicola Roberto (sede “C. FORTI”) e Prof.sse D’Andrea Rosalia e Possenti Maria (sede “V. COMI”) nei loro compiti di visite nelle scuole, concorso fotografico e rapporti con l’Università e il mondo del lavoro. I professori a cui è stato conferito l’incarico per la Commissione orientamento sono i seguenti: I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” Coccia Salvatore Di Altobrando Sandro Mastrosanti Daniela Pomanti Giulia Volpini Achille GRUPPO H I componenti del Gruppo H sono i genitori degli alunni diversamente abili, gli insegnanti di sostegno, proff. Coccagna Francesca, Marcattili Francesco, Straccialini Paola e Verzilli Antonella, e i seguenti docenti dell’Istituto “Comi”, per le relative classi: Classe Docente IT Nobis Marilena II B Colangeli Gabriella III A Pomanti Giulia III B Puri Katia III T D’Andrea Rosalia IV T A Salvatore Enrica INCARICATO ESAMI DI IDONEITÀ Il professore a cui è stato conferito l’incarico di coordinamento degli esami di idoneità è la Prof.ssa Sacripanti Simonetta. INCARICATO LEGGI 584/1975 – 3/2003 Il funzionario incaricato della Legge 584/1975 e della Legge 3/2003 ha il compito di vigilare sull’osservanza del divieto di fumo e procedere all’accertamento ed alla contestazione di eventuali infrazioni al divieto di fumo. I professori a cui è stato conferito tale incarico, coadiuvati da tutti gli insegnanti, sono i seguenti: Sede “C. FORTI” Pirocchi Ennio Di Altobrando Sandro Sede “V. COMI” Di Carlo Angelo Gorra Cristina COMMISSIONE VIAGGI D’ISTRUZIONE I professori a cui è stato conferito l’incarico per la Commissione viaggi d’istruzione sono i seguenti: I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” Cifone Mariano Di Eugenio Dario Pirocchi Ennio Pomanti Giulia COMMISSIONE ORGANI COLLEGIALI La Commissione organi collegiali ha il compito di organizzare le elezioni degli organi collegiali a livello d’Istituto ed in particolare: Curare l’informazione a studenti e genitori. Promuovere la formazione delle liste. Promuovere la partecipazione attiva di tutte le componenti. Predisporre il materiale informativo, gli avvisi, i seggi e quant’altro necessario al regolare svolgimento delle elezioni. I componenti della Commissione organi collegiali nominati sono i seguenti: I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” Calore Danila De Berardinis Michelina Gorra Cristina Tancredi Iolanda COMMISSIONE ELETTORALE D’ISTITUTO La Commissione elettorale d’Istituto è composta da due insegnanti, uno studente ed un genitore. I componenti della Commissione elettorale d’Istituto nominati sono i seguenti: I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” Doc. Calore Danila Doc. De Berardinis Michelina Stud. Savini Luisa Gen. Angeloni Agnese COMMISSIONE SICUREZZA La Commissione Sicurezza dell’I.I.S. “C. FORTI – V. COMI” è composta dal Responsabile Sicurezza, Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.), Arch. Capece Paola, e dall’addetto alla sicurezza, Prof. Ceci Eustacchio Fausto. RESPONSABILE SITO WEB D’ISTITUTO I professori nominati responsabili del sito web d’Istituto sono i proff. Sorgi Mariano e Coccia Salvatore. COMMISSIONE ORARIO La Commissione Orario è composta dai proff. Volpini Achille, per la sede “C. FORTI”, e Sacripanti Simonetta, per la sede “V. COMI”. PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA ANNUALE DELLE ATTIVITÀ Con riferimento agli ambiti dell’autonomia, i progetti e/o le azioni/interventi programmati ai sensi dell’art.1 ter D.M. 179/99 sono i seguenti: ORARIO SETTIMANALE DELLE LEZIONI COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO Il quadro rario settimanale delle lezioni, suddiviso per materie, è il seguente: MATERIE DI INSEGNAMENTO Religione / Attività alternativa Lingue e Lettere Italiane Storia ed Educazione Civica Lingua e Letteratura Straniera Matematica Informatica Fisica Scienze Naturali e Geografia Chimica Disegno Tecnico Tecnologia Rurale Economia e Contabilità Estimo Tecnologia delle Costruzioni Costruzioni Topografia Elementi di Diritto Educazione Fisica TOTALE ORE BIENNIO I 1 4 2 3 4 3 3 2 3 3 2 2 32 II 1 5 2 3 4 2 4 3 4 2 30 ORE SETTIMANALI TRIENNIO III IV 1 1 3 3 2 2 4 3 3 2 3 3 2 2 2 4 3 4 4 7 2 2 2 32 32 V 1 3 2 5 3 7 7 3 2 33 QUADRIMESTRALIZZAZIONE DI ALCUNE DISCIPLINE ESTIMO ed ECONOMIA (classi IV sez. A e IV sez. C) Le motivazioni della quadrimestralizzazione delle discipline Estimo ed Economia sono da ricercare nel basso numero di ore settimanali di ognuna di esse, che rendono improduttivo ed episodico il lavoro ed impediscono un’attività di recupero in itinere. Il programma di Economia viene svolto nel corso del primo quadrimestre, con una valutazione quadrimestrale che ha valore di valutazione finale, salvo la possibilità, per gli alunni che non hanno conseguito un risultato positivo, di recuperare nel corso del secondo quadrimestre con attività specifiche (corsi di recupero e/o sportello didattico). Il programma di Estimo sarà svolto, invece, nel corso del secondo quadrimestre. FLESSIBILITÀ DELL’ORARIO E DIVERSA ARTICOLAZIONE DELLA DURATA DELLE LEZIONI 1. Attività didattica su cinque giorni per settimana con: • un rientro il venerdì pomeriggio; • un rientro il lunedì pomeriggio, ogni 2 settimane, per le classi quinte. 2. Sei lezioni della durata di 52-55 minuti, da lunedì a giovedì, per tutte le classi; otto lezioni della durata di 60 minuti, il venerdì, per le classi prime, terze, quarte e quinte; 6 lezioni della durata di 60 minuti, il venerdì, per le classi seconde; due lezioni della durata di 52-55 minuti, il lunedì con cadenza bisettimanale, solo per le classi quinte. 3. Attivazione dello sportello didattico il martedì, dalle 13,45 alle 16,45 e, se risultasse necessario, anche il mercoledì. 4. Gli studenti devono recuperare, nell’arco dell’anno scolastico, circa 60 ore in uno o più dei seguenti modi: • Attività di sportello e recupero, obbligatorie per gli allievi che presentano carenze; • Attività di potenziamento, se riconosciute dall’insegnante di classe; • Visita guidata che coinvolga anche il pomeriggio (ogni giorno equivale ad un recupero di 3 ore); • Viaggio d’istruzione con pernottamento (ogni giorno equivale ad un recupero di 4 ore). Le attività di sportello e recupero e di potenziamento possono essere utilizzate anche al fine di recuperare eventuali ritardi e/o uscite anticipate. 5. Gli insegnanti devono recuperare 8 minuti per ogni ora di lezione svolta da lunedì a giovedì. I modi di recupero sono i seguenti: • Attività laboratoriali, anche a classi aperte, da svolgersi di mattina; • Attività di sportello; • Attività di accompagnatore a visite guidate che coinvolgano anche il pomeriggio (ogni giorno equivale ad un recupero di 3 ore); • Attività di accompagnatore a viaggi d’istruzione con pernottamento (ogni giorno equivale ad un recupero di 4 ore). Lunedì - Giovedì Venerdì I ORA 8.10 – 9.02 I ORA 8.10 – 9.10 II ORA 9.02 – 9.54 II ORA 9.10 – 10.10 III ORA 9.54 – 10.41 III ORA 10.10 – 11.05 ricreazione 10.41 – 10.51 ricreazione 11.05 – 11.15 IV ORA 10.51 – 11.38 IV ORA 11.15 – 12.10 V ORA 11.38 – 12.30 V ORA 12.10 – 13.00 VI ORA 12.30 – 13.22 Ricreazione pranzo 13.00 – 13.20 Ricreazione pranzo (*) 13.22 - 13 VI ORA 13.20 – 14.10 VII ORA (*) 13.40 – 14.40 VII ORA 14.10 – 15.10 VIII ORA (*) 14.40 – 15.40 VIII ORA 15.10 – 16.10 (*) Le ultime due ore del lunedì riguardano solo le classi quinte e vengono effettuate ogni due settimane. AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING Il quadro rario settimanale delle lezioni, suddiviso per materie, è il seguente: MATERIE DI INSEGNAMENTO Religione / Attività alternativa Lingue e Lettere Italiane Storia ed Educazione Civica Prima Lingua Straniera Seconda Lingua Straniera Matematica e Informatica Matematica Informatica Scienze della Materia e Lab. Scienze della Natura Scienze Integrate, Scienze della Terra e Biologia Scienze Integrate Fisica Geografia Economica Geografia Economia Aziendale e Lab. Diritto ed Economia Trattamento Testi e Dati Educazione Fisica TOTALE ORE BIENNIO I 1 4 2 3 3 II 1 4 2 3 3 4 ORE SETTIMANALI TRIENNIO III IV 1 1 3 3 2 2 3 3 3 3 3 3 V 1 3 2 3 3 3 4 2 4 3 2 2 3 2 2 2 32 2 2 2 2 32 3 2 3 6 6 8 5 9 6 2 32 2 32 2 35 FLESSIBILITÀ DELL’ORARIO E DIVERSA ARTICOLAZIONE DELLA DURATA DELLE LEZIONI 1. Attività didattica su sei giorni per settimana con: • un rientro il venerdì pomeriggio per le classi quinte. 2. Cinque lezioni della durata di 60 minuti, nei giorni lunedì, mercoledì, giovedì e sabato, per tutte le classi; sei lezioni della durata di 60 minuti, il martedì e il venerdì, per tutte le classi; tre lezioni della durata di 60 minuti, il venerdì pomeriggio, per le classi quinte. Dai primi di gennaio 2011, potrebbero essere apportate modifiche, in seguito ad un cambiamento di orario dei mezzi di trasporto. Per una migliore organizzazione, potrebbe essere proposta la settimana corta anche per la sede “V. Comi”, per uniformare gli orari delle due sedi dell'Istituto di Istruzione Superiore “C. Forti – V. Comi” di Teramo. Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato I ORA 8.20-9.20 8.10-9.10 8.20-9.20 8.20-9.20 8.10-9.10 8.20-9.20 II ORA 9.20-10.20 9.10-10.10 9.20-10.20 9.20-10.20 9.10-10.10 9.20-10.20 III ORA 10.20-11.10 10.10-11.00 10.20-11.10 10.20-11.10 10.10-11.00 10.20-11.10 ricreazione 11.10-11.20 11.00-11.10 11.10-11.20 11.10-11.20 11.00-11.10 11.10-11.20 IV ORA 11.20-12.20 11.10-12.10 11.20-12.20 11.20-12.20 11.10-12.10 11.20-12.20 V ORA 12.20-13.20 12.10-13.00 12.20-13.20 12.20-13.20 12.10-13.00 12.20-13.20 VI ORA 13.00-13.50 13.00-13.50 pausa/pranzo (*) 13.50-14.10 VII ORA(*) 14.10-15.10 VIII ORA (*) 15.10-16.10 IX ORA (*) 16.10-17.10 (*) Il rientro pomeridiano del venerdì riguarda solo le classi quinte. TURISTICO Il quadro rario settimanale delle lezioni, suddiviso per materie, è il seguente: MATERIE DI INSEGNAMENTO Religione / Attività alternativa Lingue e Lettere Italiane Storia ed Educazione Civica Prima Lingua Straniera Seconda Lingua Straniera Terza Lingua Straniera Matematica Informatica e Lab Matematica BIENNIO I 1 4 2 3 3 II 1 4 2 4 3 3 4 ORE SETTIMANALI TRIENNIO III IV 1 1 4 4 2 2 4 3 3 3 3 3 3 3 V 1 4 2 4 4 4 3 Informatica Scienze della Materia e Lab. Scienze della Natura Scienze Integrate, Scienze della Terra e Biologia Scienze Intefrate Fisica Geografia Generale e Antropica Geografia Storia dell’Arte e del Territorio Economia Aziendale e Discipline Turistiche Aziendali Economia Aziendale Diritto e Legislazione Turistica Diritto ed Economia Trattamento Testi e Dati Educazione Fisica TOTALE ORE 2 3 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 3 4 5 3 3 3 2 32 2 32 2 36 3 2 2 2 32 2 2 2 32 FLESSIBILITÀ DELL’ORARIO E DIVERSA ARTICOLAZIONE DELLA DURATA DELLE LEZIONI 1. Attività didattica su sei giorni per settimana con: • un rientro il venerdì pomeriggio per le classi quinte; • un rientro il martedì pomeriggio, ogni 3 settimane, per le classi quinte. 2. Cinque lezioni della durata di 60 minuti, nei giorni lunedì, mercoledì, giovedì e sabato, per tutte le classi; sei lezioni della durata di 60 minuti, il martedì e il venerdì, per tutte le classi; tre lezioni della durata di 60 minuti, il venerdì pomeriggio, per le classi quinte; tre lezioni della durata di 60 minuti, il martedì pomeriggio, ogni 3 settimane, per le classi quinte. Dai primi di gennaio 2011, potrebbero essere apportate modifiche, in seguito ad un cambiamento di orario dei mezzi di trasporto. Per una migliore organizzazione, potrebbe essere proposta la settimana corta anche per la sede “V. Comi”, per uniformare gli orari delle due sedi dell'Istituto di Istruzione Superiore “C. Forti – V. Comi” di Teramo. Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato I ORA 8.20-9.20 8.10-9.10 8.20-9.20 8.20-9.20 8.10-9.10 8.20-9.20 II ORA 9.20-10.20 9.10-10.10 9.20-10.20 9.20-10.20 9.10-10.10 9.20-10.20 III ORA 10.20-11.10 10.10-11.00 10.20-11.10 10.20-11.10 10.10-11.00 10.20-11.10 ricreazione 11.10-11.20 11.00-11.10 11.10-11.20 11.10-11.20 11.00-11.10 11.10-11.20 IV ORA 11.20-12.20 11.10-12.10 11.20-12.20 11.20-12.20 11.10-12.10 11.20-12.20 V ORA 12.20-13.20 12.10-13.00 12.20-13.20 12.20-13.20 12.10-13.00 12.20-13.20 VI ORA 13.00-13.50 13.00-13.50 pausa/pranzo (*) 13.50-14.10 13.50-14.10 VII ORA (*) 14.10-15.10 14.10-15.10 VIII ORA (*) 15.10-16.10 15.10-16.10 IX ORA (*) 16.10-17.10 16.10-17.10 (*) Il rientro pomeridiano del martedì e del venerdì riguarda solo le classi quinte. SIRIO Il quadro orario settimanale delle lezioni, suddiviso per materie, è il seguente: MATERIE DI INSEGNAMENTO Lingua e letteratura italiana Storia Inglese Matematica Economia aziendale Diritto Economia politica – Scienza delle Finanze IV 3 2 3 3 9 3 2 V 3 2 3 3 9 2 3 Totale 25 25 FLESSIBILITÀ DELL’ORARIO E DIVERSA ARTICOLAZIONE DELLA DURATA DELLE LEZIONI 1. Attività didattica su cinque giorni per settimana. 2. Cinque lezioni della durata di 60 minuti. Lunedì - Venerdì I ORA 17.30-18.30 II ORA 18.30-19.30 III ORA 19.30-20.20 ricreazione 20.20-20.30 IV ORA 20.30-21.30 V ORA 21.30-22.30 ORGANIZZAZIONE DI INIZIATIVE DI RECUPERO E SOSTEGNO Sportello didattico (recupero/approfondimento) previsto per ogni docente e per ogni disciplina. Recupero curriculare previsto nella programmazione individuale di ogni insegnante. Attivazione di corsi di recupero, in base al Decreto M.P.I. n°80 del 30 Ottobre 2007. Il Decreto prevede che gli alunni, che non abbiano raggiunto la sufficienza in una o più discipline in sede di scrutinio finale, sono tenuti a sottoporsi ad una verifica entro e non oltre l’inizio del nuovo anno scolastico e procedere, quindi, ad un giudizio finale di ammissione o non ammissione alla classe successiva. In base agli artt. 1, 2 e 3 del sopra citato Decreto, la scuola è tenuta ad organizzare interventi didattici educativi di recupero per gli studenti che, subito dopo gli scrutini intermedi o quelli finali, presentino insufficienze in una o più discipline. I corsi di recupero successivi agli scrutini intermedi saranno svolti il Sabato mattina ed i pomeriggi liberi da altre attività didattiche, con il supporto costante dello sportello didattico. I corsi di recupero da attivare dopo lo scrutinio finale saranno svolti, orientativamente, tra il 20 giugno ed il 15 Luglio 2010, tenuto conto delle date di svolgimento delle prove scritte degli esami. INTERVENTI COMPENSATIVI Apertura dello sportello didattico pomeridiano ed interventi integrativi (corsi I.D.E.I.), se necessari, subito dopo la comunicazione alle famiglie sull’andamento didattico degli alunni ed i risultati del primo quadrimestre. Allo stesso tempo si potranno attivare recuperi curriculari. Tutte le attività di recupero saranno segnalate dai docenti ed approvate dai Consigli di classe. ATTIVITÀ DI ACCOGLIENZA In rapporto alla normativa vigente, il Collegio dei docenti ha fornito indicazioni per sviluppare un’organica attività di accoglienza per tutti gli alunni e per quelli delle prime classi. Nei primi quindici giorni di scuola i docenti illustreranno il significato e le finalità dell’Istituzione scolastica e, allo stesso tempo, provvederanno ad illustrare i diritti e i doveri dello studente, condurranno un colloquio illustrativo sulla struttura scolastica ed il suo funzionamento, illustreranno lo sviluppo delle attività didattiche previste nel corso dell’anno scolastico, oltre alla funzione ed alle competenze degli organi collegiali. Gli insegnanti effettueranno prove di ingresso che consentano la valutazione dei pre-requisiti e, di conseguenza, la formazione dei piani didattici. GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI Nella Sede del Comi si mettono diversamente abili. in atto metodiche interattive per l'integrazione degli alunni L'integrazione dei ragazzi diversamente abili impegna docenti, alunni e genitori nel difficile percorso di accettazione della diversità e rappresenta un importante momento di crescita personale ed umana per ogni componente della comunità scolastica. Per ciascun alunno con handicap la scuola, in collaborazione con la famiglia e con gli specialisti del servizio territoriale di Neuropsichiatria infantile, predispone un apposito Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.). Inoltre, per favorire l'integrazione, ci si avvale di insegnanti specializzati e di personale assistenziale messo a disposizione dagli Enti Locali. L'Istituto ricorre anche alla collaborazione di volontari che svolgono il servizio civile e personale della Croce Rossa. Le attività di integrazione coinvolgono tutta la classe. Le attività di tipo individuale sono previste nel piano educativo. Nell'Istituto funziona un apposito gruppo di lavoro, il Gruppo H, formato, oltre che dai docenti delle classi e del sostegno, anche da genitori, assistenti e psicologi. Il suddetto organo si riunisce periodicamente con lo scopo di migliorare l'efficacia dell'intervento/integrazione. Il Gruppo predispone progetti d'intervento mirati, quali attività di carattere pratico (disegno, utilizzo di strumenti informatici, materiali specifici per i vari tipi di handicap, ecc.) in cui gli assistenti e i docenti operano insieme ai ragazzi con rapporto di uno a uno. Qualche volta ogni insegnante segue due allievi. Altre attività laboratoriali vengono svolte dagli alunni diversamente abili: rispondere al centralino della scuola; fare le fotocopie; stesura delle circolari. Al fine di potenziare l'autonomia personale e sociale degli allievi, la scuola, d'accordo con le famiglie, attiva determinati progetti in vista del raggiungimento di tale obiettivo. Ad esempio, per ciò che concerne lo sviluppo dell'abilità nell'uso del denaro, i ragazzi vengono portati, dall'insegnante di sostegno o dall'assistente educativo, in luoghi dove lo studente può esercitarsi nell'acquisto di prodotti necessari alla famiglia (nel supermercato ad acquistare pasta, pane e quant'altro). Gli alunni disabili continuano anche quest'anno a partecipare a diversi progetti (“Io ti accompagno” “Integrazione” - “Anche noi artisti” - “Progetto musicale” - “Percorsi di sicurezza”) che li portano ad integrarsi sempre di più con i compagni dell'intero Istituto. PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE DEI DOCENTI E DEL CONSIGLIO DI CLASSE PROGRAMMAZIONE DEI DOCENTI Copie delle programmazioni individuali dei docenti sono depositate agli atti dell’Istituto, a disposizione di studenti e famiglie. PROGRAMMAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE La scuola stipulerà un contratto formativo con alunni e genitori mediante la programmazione didattica annuale del Consiglio di classe. Nella programmazione del Consiglio di classe vengono discussi i seguenti punti: situazione in ingresso; comportamenti degli alunni nei confronti dell’Istituzione; obiettivi trasversali, comportamentali e cognitivi; strategie da mettere in atto per il supporto e il recupero; strumenti di osservazione, di verifica e di valutazione; strumenti per la verifica formativa; strumenti per la verifica sommativa; fattori che concorrono alla valutazione periodica e finale; definizione dei carichi massimi di lavoro; progetti curriculari ed extracurriculari;. viaggio d’istruzione e visite guidate. METODOLOGIA D’INSEGNAMENTO I modi per fare acquisire conoscenze, capacità, competenze e consapevolezza dei procedimenti applicati variano in relazione alle discipline, ai percorsi ed ai livelli di apprendimento. Presupposti comuni ad ogni metodo restano, comunque, i seguenti: - Motivazione, per produrre le condizioni favorevoli all’apprendimento. Presentazione del percorso, per comunicare gli obiettivi da conseguire, le modalità delle verifiche ed i criteri di valutazione. Pratica dell’azione stimolo-rinforzo. Sviluppo di iniziative didattiche interdisciplinari. Coinvolgimento attivo dello studente nel processo di apprendimento. Consolidamento delle capacità di auto valutare il proprio lavoro ed il proprio comportamento. Organizzazione per moduli dell’attività didattica. Introduzione della figura del tutor, che ha il compito di favorire l’inserimento nella struttura scolastica del lavoratore-studente (indirizzo Sirio). Introduzione di efficaci metodologie didattiche con modalità di lavoro differenziate ed appropriate agli adulti (indirizzo Sirio). VERIFICHE Il numero dei compiti in classe è fissato in un minimo di due per quadrimestre, ed un’eventuale terza verifica per gli alunni che abbiano preso due gravi insufficienze. In caso di assenze motivate da parte degli alunni è necessario fornire la possibilità di una verifica di recupero. Le verifiche orali saranno almeno due. Una eventuale terza verifica sarà fatta per gli alunni che abbiano dimostrato una preparazione gravemente insufficiente. Per le classi terze, quarte e quinte, come previsto in materia d’esame di Stato, saranno effettuati test e prove pluridisciplinari. I docenti informeranno chiaramente in anticipo l’oggetto e le modalità della verifica e cercheranno di fare acquisire all’allievo la consapevolezza che essa ha la funzione di migliorare l’apprendimento. Tutti i risultati scritti e orali saranno resi noti agli alunni e ai genitori che lo chiederanno. VALUTAZIONE La valutazione scolastica si fonda sulla premessa che qualunque forma di attività organizzata è finalizzata ed ha bisogno di essere continuamente controllata allo scopo di verificare il suo razionale procedimento ed i suoi risultati. Le attività che - nell'ambito della scuola - compiono insegnanti ed alunni sono anch'esse attività organizzate e finalizzate, per cui hanno bisogno - come le altre - di essere controllate e verificate. La valutazione tradizionale, finora usata, si incentrava sulla fase sommativa e valutare era sinonimo di misurare, giudicare, selezionare e la scuola poneva al centro di tutto le discipline. Al contrario, la valutazione innovativa è, e deve essere, formativa, orientativa, continua ed anche autovalutativa all’interno di un sistema scolastico, al cui centro vi sia la “persona”, ossia l’alunno soggetto di educazione. Con questo tipo di valutazione si ha una scuola non selettiva ma di promozione sociale. Essa rappre senta uno strumento di formazione necessario, anzi indispensabile, sia all’educando che all’educatore. I criteri diventano infatti i fini dell’educazione e della formazione culturale, non il giudizio sulle persone. Conseguentemente la valutazione tende ad assolvere il compito di fornire delle indicazioni su quanto va o andrebbe fatto, sia da parte dei ragazzi che da parte degli educatori. La valutazione rappresenta una continua verifica, oltre che dei processi di apprendimento degli alunni, anche dell’efficacia del lavoro dell’insegnante, infatti sarà oggetto di un confronto reale e di un percorso di ricerca azione e di riflessività sul lavoro, al fine di migliorare complessivamente le singole competenze professionali e far crescere all’interno della scuola una reale cultura della valutazione, come strumento di regolazione del lavoro pedagogico e didattico. Nel Biennio, la valutazione e il sostegno e recupero previsti dal Consiglio di classe saranno effettuati:in relazione agli obiettivi del Biennio obbligatorio (certificazione delle competenze per Assi cui concorrono più discipline), anche ai fini di un eventuale riorientamento motivato e progettato sulla base dei dati forniti dal Consiglio di classe. Nel Triennio, la valutazione e le attività di sostegno e recupero previste dal Consiglio di classe devono essere collegate al nuovo Esame di Stato, alla specificità dei curricoli e agli standard di apprendimento fissati nei Dipartimenti e recepiti dai consigli di classe attraverso i piani di lavoro individuali dei docenti. La valutazione degli apprendimenti, periodica e finale, è effettuata dal consiglio di classe, formato ai sensi dell'articolo 5 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive mo dificazioni, e presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza. La responsabilità della valutazione e la cura della documentazione didattica competono agli insegnanti. Gli strumenti sono scelti nel quadro dei criteri deliberati dai competenti organi collegiali. La valutazione è espressione dell'autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell'autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. Essa ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo. Le programmazioni disciplinari e le unità di apprendimento sono il mezzo attraverso cui si promuove l’acquisizione di competenze da parte degli alunni. Esse prevedono i momenti della valutazione, che si esplica attraverso strumenti molteplici predisposti dai docenti che constatano le conoscenze possedute o le singole abilità poste in atto oppure evidenziano la competenza degli allievi ad utilizzare conoscenze e abilità già acquisite per risolvere problemi nuovi e caratterizzati da maggiore complessità. L’attività di valutazione, perseguendo il fine di descrivere il processo di evoluzione della personalità di ogni allievo, oltre a misurare gli apprendimenti, accerta il livello di competenze cognitive, comportamentali e metacognitive. Alla valutazione degli allievi segue spesso un momento di riflessione degli insegnanti sul lavoro svolto, che aiuta ad avviare un processo di autovalutazione delle metodologie e degli strumenti impiegati al fine di accrescere l’efficacia dell’attività di insegnamento. MOMENTI DELLA VALUTAZIONE Sebbene la valutazione accompagni costantemente la formazione dell’allievo, i momenti in cui essa si esplica in modo formale sono principalmente tre, suddivisi per tempi e modalità di analisi e accertamento: Valutazione diagnostica Questo primo momento della valutazione prevede la somministrazione di test anche pluridisciplinari agli allievi delle classi prime, al fine di accertare il livello di abilità e conoscenze posseduto dai singoli; ciò permette di “fotografare” la situazione delle classi in ingresso e stilare le programmazioni in base all’effettivo grado di preparazione e alle reali esigenze. Valutazione in itinere Il secondo momento della valutazione consiste nel verificare la graduale acquisizione da parte degli alunni di nuovi saperi, abilità e competenze. L’insegnante rileva informazioni utili sul processo di apprendimento mediante osservazioni sistematiche, discussioni e lavori di gruppo, ma soprattutto attraverso la somministrazione di prove opportunamente predisposte o già strutturate. In relazione alle discipline e alle metodologie attuate, esse possono essere suddivise in: • prove scritte • prove orali • prove pratiche • prove grafiche I docenti delle varie discipline dovranno programmare un numero congruo di verifiche tali da documentare oggettivamente il percorso degli alunni e per consentire un funzionale effetto della correzione dovranno esplicitare a tutta la classe i criteri di valutazione ed i livelli minimi di competenza. Il risultato della prova orale dovrà essere comunicato immediatamente all’alunno ed alla classe, mentre, per le prove scritte il risultato dovrà essere comunicato entro quindici giorni. Il risultato delle verifiche è utile sia all’alunno, in quanto consente di accertare il livello di prestazione acquisito e di attivare tempestivamente interventi mirati, sia al docente, che può meglio dirigere l’azione didattica. Le osservazioni sistematiche raccolte e gli esiti delle prove vengono analizzati in sede di Consiglio di classe per delineare il profitto degli alunni nelle singole discipline e procedere alla programmazione di attività di recupero, potenziamento o di ampliamento dell’offerta formativa. Le famiglie sono periodicamente informate sul processo di apprendimento e sulla valutazione degli alunni. Agli inizi del mese di dicembre e del mese di aprile viene consegnata alla famiglia una scheda (pagellino) che può essere predisposta in uno dei seguenti modi: viene indicato, per tutti gli alunni, il risultato parziale ottenuto in ogni disciplina, espresso con un voto in decimi (allegato A); viene indicato, solo per gli alunni che non hanno raggiunto valutazioni almeno sufficienti in una o più discipline, un giudizio sintetico (mediocre, insufficiente, scarso) per le discipline in cui la valutazione non è, appunto, sufficiente (allegato B). In entrambe le schede sono indicate le ore di assenza complessive e/o per disciplina ed eventuali osservazioni sul comportamento. Il pagellino, che ha soltanto valore informativo, è compilato dai docenti di classe con la supervisione del coordinatore e viene elaborato al fine di realizzare l'informazione tempestiva circa il processo di apprendimento e la valutazione degli alunni di cui all'art. 1 comma 7 del Regolamento sulla valutazione. Valutazione periodica quadrimestrale e finale (sommativa) Dopo la valutazione periodica quadrimestrale e finale, viene consegnato alle famiglie un documento di valutazione (pagella). La valutazione quadrimestrale e finale è di competenza del Consiglio di Classe e si realizza attraverso l’assegnazione ad ogni singola disciplina di un voto in decimi. Le valutazioni al di sotto del livello di sufficienza (sei) vengono attribuite agli allievi che, per mancato impegno o difficoltà cognitive, non abbiano raggiunto il livello di competenze minimo previsto nelle programmazioni disciplinari. Le altre valutazioni, espresse in decimi, indicano invece che l’apprendimento si è verificato con una padronanza più o meno ampia di conoscenze e abilità. Per l’attribuzione del voto disciplinare sono contemplati i seguenti criteri: 1. esame delle prove disciplinari al fine di verificare il livello di apprendimento in rapporto agli obiettivi previsti; 2. grado di acquisizione degli obiettivi intermedi e/o finali; 3. valutazione sistematica dei comportamenti adottati in classe e/o nel contesto scolastico nel corso delle attività disciplinari; 4. valutazione dell’impegno, dell’interesse e del metodo di lavoro specifico. Il personale docente esterno e gli esperti di cui si avvale la scuola, che svolgono attività o insegnamenti per l'ampliamento dell'offerta formativa, ivi compresi i docenti incaricati delle attività alternative all'insegnamento della religione cattolica, forniscono preventivamente agli insegnanti della classe elementi conoscitivi sull'interesse manifestato e il profitto raggiunto da ciascun alunno. VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ La valutazione degli alunni con disabilità certificata nelle forme e con le modalità previste dalle disposizioni in vigore è riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato ed è espressa con voto in decimi. I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni, avendo come oggetto del proprio giudizio, relativamente agli alunni disabili, i criteri a norma dell'articolo 314, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Qualora un alunno con disabilità sia affidato a più docenti del sostegno, essi si esprimono con un unico voto. In sede di scrutinio intermedio e finale il Consiglio di Classe potrà decidere di elaborare, ad integrazione della valutazione, un giudizio complessivo sul livello di maturazione globale raggiunto dall'allievo elaborato secondo i criteri di cui sopra. Gli alunni con disabilità sostengono le prove dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo dell'istruzione secondo le modalità previste dall'articolo 318 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994. All'alunno con disabilità che ha svolto un percorso didattico differenziato e non ha conseguito il diploma attestante il superamento dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, è rilasciato un attestato recante gli elementi informativi relativi all'indirizzo e alla durata del corso di studi seguito, alle materie di insegnamento comprese nel piano di studi, con l'indicazione della durata oraria complessiva destinata a ciascuna, alle competenze, conoscenze e capacità anche professionali, acquisite e dei crediti formativi documentati in sede di esame. VALUTAZIONE DELLA RELIGIONE CATTOLICA La valutazione dell'insegnamento della religione cattolica resta disciplinata dall'art. 309 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, ed è comunque espressa senza attribuzione di voto numerico. VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DIFFICOLTÀ SPECIFICHE DI APPRENDIMENTO (DSA) Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell'attività didattica e delle prove di esame, sono adottati gli strumenti compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove. CRITERI GENERALI DI VALUTAZIONE MODALITÀ E CRITERI PER ASSICURARE OMOGENEITÀ, EQUITÀ E TRASPARENZA ALLA VALUTAZIONE (art. 1 comma 5 DPR 122/09) Ogni alunno ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, secondo quanto previsto dall'art. 2, comma 4, terzo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249 e successive modificazioni. La valutazione, quando si esprime in termini quantitativi, utilizza i voti in decimi secondo la seguente scala: CRITERI DI CORRISPONDENZA FRA VOTI DECIMALI E LIVELLI TASSONOMICI VOTO = 1 – 3 Insufficienza Gravissima Impegno e partecipazione Acquisizione conoscenze Elaborazione conoscenze Autonomia nella rielaborazione critica delle conoscenze Abilità linguistico-espressive Coordinamento motorio Impegno e partecipazione Acquisizione conoscenze VOTO = 4 Insufficienza Grave Elaborazione conoscenze Autonomia nella rielaborazione critica delle conoscenze Abilità linguistico-espressive Coordinamento motorio VOTO = 5 Impegno e partecipazione Acquisizione conoscenze Elaborazione conoscenze Insufficienza Non Grave Autonomia nella rielaborazione critica delle conoscenze Abilità linguistico-espressive Coordinamento motorio Assenti Non ha nessuna conoscenza e commette gravi errori Non riesce ad applicare le conoscenze in situazioni nuove e non è in grado di effettuare nessuna analisi Non sa sintetizzare le conoscenze e non ha autonomia di giudizio Commette errori che oscurano il significato della comunicazione Non sa usare gli strumenti e presenta difficoltà di coordinamento motorio Scarsi Ha conoscenze frammentarie e superficiali e commette errori nell’esecuzione di compiti semplici Applica le sue conoscenze commettendo errori e non riesce a condurre analisi con correttezza Non sa sintetizzare le proprie conoscenze e manca di autonomia di giudizio Commette errori che oscurano il significato del discorso Presenta incertezze nell’uso degli strumenti, ma non ha difficoltà motorie Non sufficienti Ha conoscenze non molto approfondite e commette qualche errore nella comprensione Commette errori non gravi sia nell’applicazione sia nell’analisi Non ha autonomia nella rielaborazione delle conoscenze Commette qualche errore che non oscura il significato Usa gli strumenti con difficoltà e non VOTO = 6 Impegno e partecipazione Acquisizione conoscenze Elaborazione conoscenze Sufficienza Autonomia nella rielaborazione critica delle conoscenze Abilità linguistico-espressive Coordinamento motorio Impegno e partecipazione VOTO = 7 Padronanza Discreta Acquisizione conoscenze Elaborazione conoscenze Autonomia nella rielaborazione critica delle conoscenze Abilità linguistico-espressive Coordinamento motorio Impegno e partecipazione Acquisizione conoscenze VOTO = 8 Buona Padronanza Elaborazione conoscenze Autonomia nella rielaborazione critica delle conoscenze Abilità linguistico-espressive Coordinamento motorio Impegno e partecipazione Acquisizione conoscenze VOTO = 9 – 10 Elaborazione conoscenze Ottima Padronanza Autonomia nella rielaborazione critica delle conoscenze ha problemi di tipo motorio Sufficienti Non molto approfondita ma non commette errori nell’esecuzione di semplici compiti Sa applicare le sue conoscenze ed è in grado di effettuare analisi parziali con qualche errore È impreciso nell’effettuare sintesi ed ha qualche spunto di autonomia Non commette errori nella comunicazione usa correttamente gli strumenti ed è autonomo nel coordinamento motorio Discreto impegno ed attiva partecipazione Conoscenze complete che gli consentono di non commettere errori nell’esecuzione di compiti complessi Sa applicare e sa effettuare sintesi anche se con qualche imprecisione È autonomo nella sintesi ma non approfondisce troppo Espone con chiarezza Sa usare in modo autonomo gli strumenti ed è ben coordinato nei movimenti Buoni con iniziative personali Possiede conoscenze complete ed approfondite e non commette errori né imprecisioni Applica senza errori né imprecisioni ed effettua analisi abbastanza approfondite Sintetizza correttamente ed effettua valutazioni personali ed autonome Usa la lingua in modo autonomo È del tutto autonomo sia nell’uso degli strumenti sia nel coordinamento motorio Impegno assiduo e partecipazione collaborativa Ha conoscenze ampie, complete, coordinate e non commette imprecisioni di alcun tipo Sa applicare quanto appreso in situazioni nuove in modo personale ed originale, ha padronanza nella capacità di cogliere elementi di un insieme e di stabilire relazioni fra essi Sa organizzare in modo autonomo e completo le conoscenze e le procedure acquisite ed effettua valutazioni corrette, approfondite e complete senza Abilità linguistico-espressive Coordinamento motorio alcun aiuto Usa la lingua in modo autonomo e corretto con stile personale Sa usare gli strumenti ed è del tutto autonomo nel coordinamento motorio Il Consiglio di classe utilizza, inoltre, per una valutazione finale oggettiva ed omogenea, i seguenti strumenti: • Proposte di voto dei singoli docenti. Le proposte di voto, presentate dai docenti al Consiglio di classe, vengono espresse in voti interi; è opportuno l’utilizzo del più ampio ventaglio possibile di voti per verificare, sia attraverso prove oggettive strutturate che attraverso altre forme di verifica, le competenze, le abilità e i livelli cognitivi. Le proposte di voto, coerentemente con i parametri valutativi stabiliti in sede di programmazione didattica, terranno conto, oltre che dei risultati delle verifiche sommative scritte ed orali, di tutti gli altri elementi suscettibili di misurazione, quali la progressione nell’apprendimento, l’autonomia di studio, la partecipazione e l’impegno, anche in relazione alla frequenza di corsi di recupero e l’adesione ad attività integrative, quali scambi culturali, attività scuola-lavoro, gare ed iniziative parascolastiche (teatrali, musicali, ecc.). • Profili degli allievi. I profili degli allievi, redatti dai coordinatori di classe, compresa la provenienza socio-culturale nella sua incidenza sul rendimento scolastico, delineano il percorso formativo e culturale dello studente e rilevano le eventuali difficoltà incontrate anche in relazione al carattere, all’ambiente familiare di provenienza, ai suoi rapporti all’interno della classe. I profili si articolano, inoltre, secondo uno schema che sviluppi in modo omogeneo i seguenti punti: ambiente; famiglia di provenienza; curriculum scolastico; grado di socializzazione all’interno del gruppo-classe; attitudine alla disciplina; partecipazione al dialogo educativo. • Situazioni di natura personale e/o familiare dell’allievo che abbiano inciso sul rendimento scolastico. Situazioni familiari significative ai fini del rendimento scolastico dell’alunno, note al Consiglio di classe, costituiscono elemento di attenta valutazione nella formulazione di un globale giudizio di passaggio alla classe successiva. • Situazione globale della classe. Il Consiglio di classe tiene conto, nella programmazione didattica annuale, del livello medio della classe, conformando ad esso gli obiettivi didattici. In sede di valutazione finale i percorsi educativi assumono rilevanza ai fini di un giudizio individuale in relazione al livello generale di apprendimento. CRITERI DI AMMISSIONE ALL’ANNO SUCCESSIVO E ALL’ESAME DI STATO Vengono ammessi all’anno successivo o all’esame di Stato gli alunni che abbiano frequentato per almeno ¾ delle ore di lezione e abbiano ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal Consiglio di Classe in sede di scrutinio finale, un voto non inferiore a sei decimi in tutte le discipline e nel compor tamento. Si ritengono ore di assenza tutte le ore di lezione, certificate dai singoli docenti nei loro registri personali, in cui l’alunno è stato assente per un tempo superiore alla metà dell’intera durata della lezione. Nello scrutinio finale il Consiglio di Classe sospende il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più discipline, senza riportare immediatamente un giudizio di non promozione. A conclusione dello scrutinio, l'esito relativo a tutte le discipline è comunicato alle famiglie. A conclusione degli interventi didattici programmati per il recupero delle carenze rilevate, il Consiglio di Classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, previo accertamento del recupero delle carenze formative da effettuarsi entro la fine del medesimo anno scolastico e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, procede alla verifica dei risultati conseguiti dall'alunno e alla formulazione del giudizio finale che, in caso di esito positivo, comporta l'ammissione alla frequenza della classe successiva e l'attribuzione del credito scolastico. Il Consiglio di Classe, in sede di scrutinio, potrà discutere degli alunni con particolari situazioni di salute o specifiche esigenze sociali e/o familiari, che non abbiano raggiunto il numero minimo di presenze, e deliberare, in deroga alle condizioni sopra previste, di ammetterli alla classe successiva. La deroga viene applicata solo nel caso in cui dette circostanze non abbiano impedito all’allievo di acquisire competenze sufficienti alla frequenza della classe successiva. Il giudizio di idoneità, per l'ammissione all'esame di Stato è espresso dal Consiglio di Classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall'allievo nella scuola secondaria di secondo grado. L'obbligo di istruzione è assolto secondo quanto previsto dal regolamento adottato con decreto del Ministro della Pubblica Istruzione 22 agosto 2007, n. 139, nel quadro del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, e al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226. In sede di scrutinio finale il Consiglio di classe (solo per le classi terze, quarte e quinte), cui partecipano tutti i docenti della classe, compresi gli insegnanti tecnico-pratici nelle modalità previste dall'articolo 5, commi 1-bis e 4, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti di sostegno, gli insegnanti di religione cattolica limitatamente agli alunni che si avvalgono di quest'ultimo insegnamento, nonchè gli insegnanti di attività alternative alla religione cattolica, limitatamente agli alunni che ne abbiano fatto espressa richiesta, attribuisce il punteggio per il credito scolastico di cui all'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, e successive modificazioni. CRITERI PER L’ATTRIBUZIONE DEL VOTO DI CONDOTTA La valutazione del comportamento si propone di favorire l'acquisizione di una coscienza civile basata sulla consapevolezza che la libertà personale si realizza nell'adempimento dei propri doveri, nella conoscenza e nell'esercizio dei propri diritti, nel rispetto dei diritti altrui e delle regole che governano la convivenza civile in generale e la vita scolastica in particolare. Per l'attribuzione del voto di condotta sarà osservato e valutato l'allievo in relazione ai seguenti elementi: Comportamento sociale • Grado di sviluppo delle capacità necessarie per leggere le proprie emozioni e gestirle. • Grado di sviluppo e di elaborazione dell’identità dell’alunno nella delicata fase dell’adolescenza. • Livello di acquisizione di atteggiamenti che tengano in considerazione la dignità della persona, il rispetto reciproco e l'acquisizione delle regole di convivenza; orientamento alle pratiche collaborative. • Livello di attenzione per le norme del regolamento disciplinare. Comportamento di lavoro • Intensità e costanza di impegno/applicazione. • Senso di responsabilità nel portare a termine il proprio lavoro, nell’avere cura di sé, degli oggetti e degli ambienti. • Grado di sviluppo del senso critico rispetto al proprio operato. • Grado di acquisizione di un proficuo metodo di lavoro. La valutazione del comportamento con voto inferiore a sei decimi in sede di scrutinio intermedio o finale è decisa dal Consiglio di Classe nei confronti dell'alunno cui sia stata precedentemente irrogata una sanzione disciplinare ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249 e successive modificazioni, e al quale si possa attribuire la responsabilità, nei contesti di cui al comma 1 dell'art. 2 del decreto legge, dei comportamenti: a. previsti dai commi 9 e 9-bis dell'art. 4 del DPR 249/98 e successive modificazioni; b. che violino i doveri di cui ai commi 1,2 e 5 dell'art. 3 del DPR 249/98 e successive modificazioni. La valutazione del comportamento con voto inferiore a sei decimi deve essere motivata con riferimento ai casi sopra individuati e deve essere verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale. GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA CONDOTTA DEGLI STUDENTI • 10 • • • Ottima costanza e notevole impegno nello svolgimento delle consegne scolastiche Interesse vivo e partecipazione attiva alle lezioni Rispetto degli altri e dell’Istituzione scolastica Scrupoloso rispetto del regolamento d’Istituto • • • • 9 • • • • • • • • 8 • • • • • • 7 • • • • • • • 6 • • • • • • Ruolo propositivo e/o collaborativo all’interno della classe Frequenza assidua e costante, puntualità alle lezioni Nessuna sanzione disciplinare Regolare e serio svolgimento delle consegne didattiche Impegno costante e lodevole partecipazione alle lezioni Comportamento irreprensibile nei rapporti interpersonali Rispetto delle norme d’Istituto Ruolo positivo e collaborativo nel gruppo classe Frequenza assidua e costante, puntualità alle lezioni Nessuna sanzione disciplinare Svolgimento puntuale dei compiti assegnati Interesse e partecipazione buoni nelle varie discipline Comportamento corretto esente da richiami Partecipazione collaborativa al funzionamento del gruppo classe Rispetto del regolamento d’Istituto Frequenza scolastica e puntualità alle lezioni regolari Massimo una nota disciplinare Svolgimento non sempre puntuale dei compiti assegnati Discreta l’attenzione e la partecipazione alle attività scolastiche Osservazione regolare delle norme relative alla vita scolastica Partecipazione discretamente collaborativa al funzionamento del gruppo classe Frequenza scolastica e puntualità alle lezioni quasi regolari Sporadici episodi di mancato rispetto del regolamento d’Istituto Massimo tre note disciplinari Svolgimento non sempre puntuale dei compiti assegnati Sufficiente l’attenzione e l’interesse alle attività didattiche Sanzioni disciplinari non gravi Comportamento non sempre corretto nel rapporto con insegnanti e compagni Partecipazione poco collaborativa al funzionamento del gruppo classe Frequenza scolastica discontinua e frequenti ritardi e/o uscite anticipate Episodi di mancato rispetto del regolamento d’Istituto 5 • • • • • • • • 4 • • • • • • • • 3-1 Massimo cinque note disciplinari Completo disinteresse per le attività didattiche Impegno insufficiente Comportamento tale da pregiudicare l’attività didattica Funzione negativa nel gruppo Scarsa partecipazione alle lezioni e numerosi ritardi e/o uscite anticipate Episodi di mancato rispetto del regolamento d’Istituto segnalati sul registro di classe Allontanamento dalle lezioni per periodi inferiori a 15 giorni Inesistente partecipazione alle attività didattiche Inesistente rispetto delle consegne Frequenza irregolare Inesistente rispetto verso le persone e le opinioni degli altri Gravi atti di bullismo e/o di vandalismo Mancato rispetto del regolamento d’Istituto Provvedimenti disciplinari che hanno comportato l’allontanamento dalle lezioni per periodi superiori a 15 giorni per atti penalmente perseguibili Provvedimenti disciplinari per atti penalmente perseguibili e sanzionabili con allontanamento dalla comunità scolastica fino al termine dell’anno scolastico o con l’esclusione dello scrutinio finale o la non ammissione all’esame di stato RECUPERO DEL VOTO DI CONDOTTA L’alunno deve avere la possibilità di recuperare il voto di condotta, durante l’anno scolastico, così come accade in tutte le altre discipline. Le strategie possono essere le seguenti: Attività a favore della comunità scolastica (pulizia del cortile, riordino della classe, lettura di un libro, studio aggiuntivo, ore di recupero a scuola); Sportello d’ascolto ed incontri programmati con psicologo e genitori. CREDITO SCOLASTICO CLASSI QUINTE Agli studenti delle classi quinte, ammessi all’esame di Stato che si svolgeranno nell’anno scolastico 2010/2011, sarà attribuito un credito scolastico determinato con i criteri riportati nella tabella allegata (allegato C), in base ai seguenti parametri: media dei voti riportati nelle varie discipline curriculari, compreso il voto di condotta, (tab. A del D.M. n. 42 del 22 maggio 2007); frequenza scolastica; interesse al dialogo educativo; partecipazione alla vita scolastica; forme di tutoraggio nei confronti di alunni diversamente abili; partecipazione a progetti extracurriculari organizzati dall’Istituto; eventuali crediti formativi. CLASSI QUARTE E TERZE Agli alunni delle classi quarte e terze dell'anno scolastico 2010/2011 sarà attribuito un credito scolastico determinato con i criteri riportati nella tabella allegata (allegato D), in base ai seguenti parametri: media dei voti riportati nelle varie discipline curriculari, compreso il voto di condotta, (tab. A del D.M. n. 99 del 16 dicembre 2009); frequenza scolastica; interesse al dialogo educativo; partecipazione alla vita scolastica; forme di tutoraggio nei confronti di alunni diversamente abili; partecipazione a progetti extracurriculari organizzati dall’Istituto; eventuali crediti formativi. CREDITO FORMATIVO Il Consiglio di classe valuterà tutte le attività esterne che tendono ad accrescere la sfera socio-culturale dello studente. Gli studenti interessati dovranno presentare al Coordinatore di classe i certificati rilasciati da società e/o associazioni, che attestino l’effettiva partecipazione dell’alunno alle iniziative svolte da tali enti durante l’anno scolastico 2010/2011. ATTRIBUZIONE DELLA LODE Con l’attribuzione della lode, prevista dalla legge 11 gennaio 2007,n. 1 art. 1, capoverso art. 3, comma 6, la commissione di esame attesta il conseguimento di risultati di eccellenza negli ultimi tre anni del percorso scolastico e nelle prove d’esame. La commissione, all’unanimità, può attribuire la lode a coloro che conseguono il punteggio massimo di 100 punti senza fruire della integrazione di cui all’art. 3, comma 6, della legge 10 dicembre 1997, n. 425 e successive modificazioni. La lode può essere attribuita ai candidati di cui al comma 1 a condizione che: a) abbiano conseguito il credito scolastico massimo complessivo attribuibile senza fruire della integrazione di cui all’art. 11, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323; b) abbiano riportato negli scrutini finali relativi alle classi terzultima, penultima e ultima solo voti uguali o superiori a otto decimi, ivi compresa la valutazione del comportamento. Ai fini dell’attribuzione della lode, il credito scolastico annuale relativo al terzultimo, al penultimo e all’ultimo anno, nonché il punteggio previsto per ogni prova d’esame, devono essere stati attribuiti dal consiglio di classe o dalla commissione, secondo le rispettive competenze, nella misura massima all’unanimità. ASSI CULTURALI E CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE CENTRALITÀ DELLE COMPETENZE Il Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 ha avuto un basilare obiettivo: far diventare l’economia dell’ Europa “basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. Ciò è stato tradotto in altrettanti obiettivi strategici per l’istruzione e la formazione, approvati dal Consiglio europeo nel marzo 2001 a Stoccolma e, successivamente, dalla Raccomandazione del Parlamento Europeo del 18 dicembre 2006, dove si è sottolineata l'importanza dell’apprendimento permanente nella costruzione di una "società della conoscenza", individuando otto competenze chiave che consentano di muoversi nell'ambito di una nuova società della conoscenza e ne innalzino la qualità globale. Le competenze chiave sono: 1) comunicazione nella madre lingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5) imparare ad imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8) consapevolezza ed espressione culturale. Un quadro di riferimento europeo per assicurare che: 1. L’istruzione e la formazione iniziale offrano a tutti i giovani gli strumenti per sviluppare le competenze chiave a un livello tale che li prepari alla vita adulta e costituisca la base per ulteriori occasioni di apprendimento, come anche per la vita lavorativa; 2. Si tenga debitamente conto di quei giovani che, a causa di svantaggi educativi determinati da circostanze personali, sociali, culturali o economiche, hanno bisogno di un sostegno particolare per realizzare le loro potenzialità educative; 3. gli adulti siano in grado di sviluppare e aggiornare le loro competenze chiave in tutto l’arco della loro vita con un’attenzione particolare per gruppi di destinatari riconosciuti prioritari nel contesto nazionale, regionale e/o locale. I saperi e le competenze per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione sono riferiti ai quattro assi culturali (dei linguaggi, matematico, scientifico–tecnologico, storico-sociale). Essi costituiscono “il tessuto” per la costruzione di percorsi di apprendimento orientati all’acquisizione delle competenze chiave che preparino i giovani alla vita adulta e che costituiscano la base per consolidare e accrescere saperi e competenze in un processo di apprendimento permanente, anche ai fini della futura vita lavorativa. Il Riordino della Scuola Superiore ha richiesto un ripensamento dell’azione didattica anche per rispondere ai nuovi standard Europei (EQF). Il Decreto 22 agosto 2007 stabilisce le competenze in uscita dal biennio dell’obbligo scolastico e fornisce una definizione di competenza come la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia. Conoscenze: il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. L’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relative a un settore di studio o di lavoro; sono descritte come teoriche e/o pratiche. Abilità : le capacità di applicare conoscenze e di usare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi e sono descritte in termini cognitivi e pratico. COMPETENZE E ASSI CULTURALI Per il biennio dell’obbligo si individuano quattro assi culturali: asse dei linguaggi, asse matematico, asse scientifico-tecnologico, asse storico-sociale. Sono quattro assi culturali strategici, che costituiscono la base contenutistica pluridisciplinare e metodologica per lo sviluppo di competenze trasversali. I contenuti disciplinari tradizionali sono articolati in aree che possono intersecarsi, superando uno svolgimento lineare e puntando su reticoli di conoscenze (nodi concettuali di base e relazioni). I quattro assi culturali rappresentano la base (interdisciplinare e pluridisciplinare) in termini di conoscenza e abilità/capacità per il raggiungimento delle competenze chiave di cittadinanza europea. Per quanto riguarda il secondo ciclo di istruzione vengono utilizzate come parametro di riferimento, ai fini del rilascio della certificazione di cui all'articolo 4 del decreto del Ministro della Pubblica Istruzione 22 agosto 2007, n. 139, le conoscenze, le abilità e le competenze di cui all'allegato del medesimo decreto. La certificazione delle competenze è uno strumento utile per sostenere ed orientare gli studenti nel loro percorso di apprendimento sino al conseguimento di un titolo di studio o, almeno, di una qualifica professionale di durata triennale entro il diciottesimo anno di età. Il relativo modello è strutturato in modo da rendere sintetica e trasparente la descrizione delle competenze di base acquisite a conclusione del primo biennio della scuola secondaria superiore, con riferimento agli assi culturali che caratterizzano l’obbligo di istruzione (dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico e storico-sociale), entro il quadro di riferimento rappresentato dalle competenze chiave di cittadinanza, in linea con le indicazioni dell’Unione europea, con particolare riferimento al Quadro Europeo dei titoli e delle Qualifiche (EQF). I Consigli di classe utilizzano le valutazioni effettuate nel percorso di istruzione di ogni studente in modo che la certificazione descriva compiutamente l’avvenuta acquisizione delle competenze di base, che si traduce nella capacità dello studente di utilizzare conoscenze e abilità personali e sociali in contesti reali, con riferimento alle discipline/ambiti disciplinari che caratterizzano ciascun asse culturale. I professori di ogni classe seconda, prima dello svolgimento dello scrutinio finale, si riuniscono in sotto-commissioni per ciascun asse culturale, per valutare i livelli di competenza degli studenti da proporre al Consiglio di classe al termine dello scrutinio finale. La corrispondenza tra sotto-commissioni, discipline coinvolte ed assi culturali è la seguente: Sotto-commissione I sotto-commissione II sotto-commissione III sotto-commissione IV sotto-commissione V sotto-commissione VI sotto-commissione Professori Italiano Inglese – Tedesco – Francese - Spagnolo Lettere – Arte – Informatica – Educazione Fisica Matematica – Informatica Scienze – Fisica – Chimica – Disegno Storia – Geografia – Diritto – Economia Aziendale – Religione Asse culturale LINGUAGGI – lingua italiana LINGUAGGI – lingue straniere LINGUAGGI – altri linguaggi MATEMATICO SCIENTIFICO-TECNOLOGICO STORICO-SOCIALE I Consigli delle classi seconde, al termine delle operazioni di scrutinio finale, compilano per ogni studente la suddetta scheda (allegato E (tre pagine)), che è conservata agli atti dell’istituzione scolastica e rilasciata all’interessato su richiesta dello stesso. La definizione per livelli di competenza è parametrata secondo la scala che si articola in tre livelli: base, intermedio, avanzato. Nel caso in cui il livello base non sia stato raggiunto, è riportata, per ciascun asse culturale, la dicitura “livello base non raggiunto”. La relativa motivazione è riportata nel verbale del Consiglio di classe, nel quale sono anche indicate le misure proposte per sostenere lo studente nel successivo percorso di apprendimento. ATTIVITÀ SCOLASTICHE VIAGGI D’ISTRUZIONE I viaggi d’istruzione costituiscono iniziative complementari alle attività curriculari scolastiche. Pertanto, non possono avere finalità meramente ricreative o di evasione dagli impegni scolastici, ma devono tendere a precisi scopi sul piano sia didattico-culturale, sia su quello dell’educazione alla salute e allo sport. I viaggi d’istruzione devono contribuire a migliorare il livello di socializzazione tra studenti e tra studenti e docenti, in una dimensione di vita diversa dalla normale routine scolastica. I viaggi d’istruzione vanno progettati ed approvati dal Consiglio di classe ad integrazione della normale programmazione didattico-culturale di inizio anno, sulla base degli obiettivi didattici ed educativi ivi prefissati ed approvati dal Collegio dei docenti. I viaggi d’istruzione avranno le seguenti destinazioni e durate: CLASSI DESTINAZIONE Prime Seconde Terze Terza T Quarte Quinte Italia Italia Italia Estero Estero Estero DURATA MASSIMA 3 6 6 7 7 7 VISITE GUIDATE Sono previste visite guidate per tutte le classi che riguarderanno aziende di settore e cantieri particolarmente significativi. ATTIVITÀ EXTRACURRICULARI - PROGETTI In aggiunta alla tradizionale attività didattica, organizzata per materie, si innestano dei momenti in cui il lavoro viene organizzato in maniera innovativa per: • • fornire agli allievi gli strumenti per individuare le interazioni tra le varie discipline, al fine di costruire segmenti organici di sapere; privilegiare il saper fare come mezzo per favorire la motivazione e l’apprendimento. Lavorare per progetti aiuta l’alunno: • • • • • • • ad acquisire la mentalità del problem solving; a valorizzare i saperi e ricostruire la loro unitarietà; a promuovere la collaborazione tra allievi per costruire un’abitudine al lavoro d’equipe; ad acquisire la cultura della documentazione; a valorizzare i mezzi di informazione; a condividere con altre scuole esperienze, materiali, percorsi formativi; a codificare mezzi di valutazione e di autovalutazione per il controllo del processo di apprendimento e dell’oggetto del progetto. Di seguito viene riportata una sintesi dei progetti proposti ed approvati dal Collegio dei docenti. La realizzazione dei singoli progetti è subordinata alla verifica della disponibilità complessiva delle risorse e del costo del singolo progetto da parte del Consiglio d'Istituto. 1. PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE E LOTTA AL TABAGISMO (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) L'argomento viene sviluppato in classe in orario curricolare con la collaborazione dei docenti della scuola e con l'intervento di specialisti, psicologo del tribunale dei minori ed esperti della croce rossa, per trattare in maniera più efficace e dettagliata il tema in questione. Sarà attivato anche uno sportello di ascolto gestito da uno psicologo della A.S.L. per dare la possibilità agli alunni di esprimere i loro disagi. Le finalità sono prevenire ed evitare i comportamenti dovuti alla trasgressività giovanile e acquisire conoscenze e riflessioni circa l’uso del fumo, dell'alcool e delle droghe. L'Istituto, inoltre, attiva, con la collaborazione del personale addetto, un uso controllato dei bagni al fine di evitare che sia luogo di uso di sostanze stupefacenti. 2. CONDOTTA E COMPORTAMENTO (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Al fine di incentivare e valorizzare una presenza a scuola proficua e corretta si è ritenuto opportuno tenere conto dei seguenti criteri: valutare e dare importanza all'atteggiamento collaborativo a sostegno dei ragazzi diversamente abili; valutare in base al rispetto degli altri, all'aiuto reciproco e alla collaborazione nel superare le difficoltà; rispetto del Regolamento d'Istituto. Per ciò che concerne il comportamento di lavoro si tiene conto dell'atteggiamento degli alunni nei confronti dell'attività scolastica (impegno, costanza, responsabilità, attenzione, puntualità). 3. CITTADINANZA E COSTITUZIONE (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) La scuola ha il dovere di promuovere prima una riflessione e poi un'azione volta alla riaffermazione dei valori irrinunciabili della libertà e dei principi insostituibili della legalità. I docenti, quindi, sollecitano gli alunni alla riflessione sui significati della legalità, affinché non prevalgano come atteggiamenti di vita quotidiana l'arroganza, la prepotenza, la violenza, attraverso lo studio del regolamento di classe, del regolamento d'Istituto, dello Statuto degli studenti, unitamente a riflessioni sulle prescrizioni normative della Costituzione. Gli allievi delle classi quarta e quinta Iter, tramite il progetto “Territorio e ambiente”, approfondiranno la normativa del Parco Nazionale Gran Sasso – Laga. Il fine ultimo è perciò quello di far acquisire agli allievi la consapevolezza critica della necessità da parte di un gruppo di stabilire regole di comportamento valide. Per gli alunni del triennio la conoscenza del territorio e delle amministrazioni locali viene promossa tramite visite guidate agli enti pubblici presenti in città insieme alla partecipazione a convegni tenuti nel capoluogo aprutino. 4. ECO-SPORT (SPORT E AMBIENTE) (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Il progetto nasce dall’esigenza di fornire opportunità educative e didattiche differenziate, che permettano agli studenti, al fine di favorire l’attività motoria in ambiente naturale, di approfondire le tematiche concernenti il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, per far comprendere il rapporto esistente tra la necessità della salvaguardia ambientale ed il benessere fisico per il miglioramento della qualità della vita, nel quadro della formazione unitaria del cittadino. 5. QUOTIDIANO IN CLASSE (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Nel biennio gli allievi sono introdotti alla lettura dei quotidiani con lo scopo di abituare i giovani alla lettura del giornale, sviluppare l'interesse per le problematiche di attualità e indirizzarli in futuro alla redazione di un testo giornalistico, e, per gli alunni del triennio del corso Igea, a saper interpretare i dati dei quotidiani economico aziendali. Il biennio del corso Iter partecipa ad un concorso di scrittura. 6. EDUCAZIONE STRADALE (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) L'obiettivo è quello di diffondere conoscenze e comportamenti adatti ad una mobilità sicura e corretta e far acquisire le norme elementari di primo soccorso, ottenuto attraverso incontri con il personale della Croce Rossa Italiana e della Polizia Stradale. Il codice della strada, inoltre, ha introdotto l'obbligo dei patentini di abilitazione alla conduzione dei ciclomotori per i minorenni a partire dal 2004 ed ha prescritto alle scuole di organizzare corsi gratuiti per il conseguimento di tale abilitazione che si affiancheranno a quelli a pagamento offerti dalle autoscuole. Il nostro Istituto si è attivato per offrire tale servizio all'utenza. I corsi vengono tenuti da personale. 7. EDUCAZIONE ALLA SALUTE (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Educazione sessuale e prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale Gli insegnanti realizzano incontri su affettività e sessualità al fine di promuovere processi comunicativi su tali temi e stimolare l'assunzione di atteggiamenti responsabili in ambito sessuale. Incontri con personale esperto completano e migliorano la conoscenza di se stessi. Educazione alimentare Il progetto ha come obiettivo la conoscenza dei principi generali di una corretta alimentazione, acquisire corrette abitudini alimentari e conoscere le malattie che hanno concause alimentari. Tutti i docenti della classe tratteranno il problema sotto i vari aspetti disciplinari. Non sono trascurati i fenomeni di bulimia e anoressia. Le finalità sono perseguite aderendo al progetto di educazione alimentare e ambientale del comitato “Salute e Ambiente” di Teramo unitamente all'approfondimento delle tematiche da parte dei docenti curricolari. Far comprendere l'importanza della donazione del sangue agli alunni delle classi quinte ha, infine, lo scopo di stimolare i ragazzi alla donazione e far loro riconoscere la solidarietà come valore umano. 8. FARE PREVENZIONE A SCUOLA (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Il progetto ha come scopo la formazione della coscienza critica e lo stimolo delle capacità d’apprendimento, l’assunzione di atteggiamenti e comportamenti consapevoli e responsabili, il rispetto al proprio percorso formativo ed alla propria “crescita”, la presa di coscienza di sé e del proprio ruolo all’interno della comunità. 9. COMENIUS E PROGETTI EUROPEI (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Si rivolge agli allievi dell'Istituto scolastico fino al termine degli studi secondari superiori e al personale docente. L'obiettivo del corso è incrementare la dimensione europea dell'istruzione, promuovendo la cooperazione transnazionale tra istituti scolastici del territorio. Tutti i paesi partecipanti al programma hanno la possibilità di lavorare su un tema comune nell'ambito dell'attività scolastica. L'Istituto sta prendendo contatti per inserirsi in qualità di partner in un partenariato multilaterale. Qualora il progetto venisse accolto, i docenti, dopo aver svolto il lavoro con una o due classi scelte nell'Istituto, potrebbero incontrarsi con i docenti delle altre scuole (max 4/5 giorni). Il finanziamento richiesto coprirebbe le spese di vitto e alloggio per i docenti. 10. PRATI DI TIVO IN NEVE (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Corso di sci “Scuola Italiana Sci Gran Sasso d’Italia - Prati di Tivo”. 11. ATTIVITÀ MUSICALE (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Attività di formazione, educazione all'ascolto e sensibilizzazione musicale. 12. EDUCAZIONE ALL’IMMAGINE E CINEFORUM (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Il progetto ha l’obiettivo di migliorare lo studio linguistico, rafforzare uno studio strutturale morfosintattico della lingua, stimolare la curiosità individuale verso una cultura diversa. 13. CENTRO SPORTIVO SCOLASTICO (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Il progetto ha lo scopo di: - Acquisire conoscenze, competenze e capacità in merito alle tecniche e alle tattiche delle principali attività motorie. - Acquisire conoscenze, competenze e capacità in merito alle principali attività sportive individuali e di squadra. - Migliorare le capacità fisico-organiche. - Incrementare la socializzazione, la collaborazione, il confronto delle idee, soprattutto tra alunni di classi diverse. - Incrementare l’interazione tra gli alunni. - Stimolare il senso di autovalutazione. 14. ORA ALTERNATIVA (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Il progetto prevede delle attività alternative all’ora di Religione Cattolica, indirizzate agli alunni che non si avvalgono di tale disciplina. 15. PERCORSI IN BIBLIOTECA (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Realizzazione di percorsi di studio individuale e/o assistito per gli allievi dell'istituto ivi compresi gli allievi che hanno optato per una attività alternativa alla religione cattolica. 16. LIBRI IN COMODATO (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) L'Istituto, al fine di garantire a tutti gli studenti il diritto allo studio, offre agli allievi che non hanno la possibilità economica di poter acquistare i libri di testo, l'opportunità di prendere in prestito i manuali scolastici dalla biblioteca della scuola. 17. ALUNNI STRANIERI (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Il fenomeno dell'immigrazione in provincia di Teramo, come nel resto d'Italia, si è evoluto rapidamente divenendo via via più complesso e configurandosi ormai come intrinseco alla nostra società e ai suoi futuri sviluppi. Ecco perché è stato importante attivare nella nostra scuola il progetto intercultura con lo scopo di favorire una migliore accoglienza e integrazione degli alunni stranieri. Accogliere significa mostrarsi ben disposti verso la diversità dell'altro, essere disponibile a conoscere questa diversità e a rispettarla. Integrare significa dare gli strumenti, innanzitutto linguistici, che permettano all'alunno migrante di comunicare, di conoscere la nuova realtà, il nuovo paese, di interagire con i suoi cittadini, in un primo momento, e poi avvicinarsi ai loro saperi, di comprendere la loro cultura, di confrontarsi con essa senza dimenticare o tradire la propria origine. Il progetto trova la sua ragion d'essere nelle scelte educative dell'Istituto dichiarate nel P.O.F., le quali si prefiggono di: ● facilitare l'ingresso di ragazzi di altra nazionalità nell'Istituto; ● sostenerli nella fase di adattamento al nuovo contesto scolastico, favorendo un clima di accoglienza e di attenzione alla relazione che prevenga e/o rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione; ● attivare laboratori linguistici, anche in aggiunta all'orario scolastico per facilitare l'apprendimento della lingua italiana; ● promuovere l'incontro tra culture diverse; ● valorizzare la personalità degli studenti; ● educare gli studenti ai principi della democrazia, della tolleranza e della legalità. Quindi per mezzo di lezioni frontali i docenti sviluppano gli aspetti essenziali delle differenti religioni, valorizzando le diverse culture, tradizioni e arti. 18. PERCORSI SICUREZZA E VALUTAZIONE SCUOLE (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Percorsi di sicurezza è una piattaforma di INDIRE, dove il tema della sicurezza viene affrontato facendo riferimento ai luoghi di lavoro, ma anche alla vita quotidiana. La casa, lo sport, il tempo libero sono i contesti in cui vengono declinati i concetti di salute, sicurezza, rischio. Gli studenti hanno la possibilità di lavorare con testi, immagini, video per acquisire contenuti e per svolgere consegne, sfruttando il proprio intuito, la multimedialità, l’innovazione. I docenti hanno la possibilità di elaborare nuove forme di controllo del livello di apprendimento degli studenti e di valutazione dei risultati raggiunti, ma sopratutto di sviluppare l’interesse, potenziare la motivazione, stimolare la creatività e il dinamismo tecnologico degli allievi. La sezione “Supporto alla didattica” è stata pensata affinché il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) degli istituti, con la collaborazione dei docenti, possa coinvolgere gli allievi in “compiti di realtà” al fine di sperimentare forme di interdisciplinarità e di integrazione fra lavoro didattico e adempimenti. 19. ACCORDO DI RETE “A SCUOLA DI CONTINUITÀ” “C. FORTI – V. COMI”) (I.I.S. Direzione Didattica III Circolo, Scuola Media “Zippilli”, I.I.S. “C. Forti V. Comi”, Liceo Scientifico”A. Einstein”, Dipartimento di Storia dell’Università di Teramo, Associazione “Riccitelli”, Associazione Gymnasium, ecc.. Costruzione di percorsi formativi in una dimensione verticale. Progetto modulare. Prevede la cooperazione fra insegnanti e formatori degli organismi coinvolti. Moduli formativi destinati ad allievi, adulti e per il personale. 20. ANCHE NOI ARTISTI (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) La scuola realizza un corso di educazione musicale all'interno dell'Istituto per la creazione di una band musicale, con l'aiuto di esperti esterni, nell'ambito di un progetto finanziato dal ministero. Considerato che nel nostro Istituto la musica non costituisce disciplina nel curriculum di studi, si intende avviare i ragazzi alla pratica musicale e promuovere la didattica laboratoriale per il potenziamento della lingua italiana, delle lingue straniere e dell'uso delle tecnologie informatiche. 21. CORSI DI RECUPERO E SPORTELLO DIDATTICO (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) È rivolto a tutti gli alunni dell'Istituto. Lo sportello effettua la funzione di aiuto, per coloro che lo richiedono e che vengono segnalati dal consiglio di classe, in orario pomeridiano e per tutto l'anno scolastico. Consiste nel fornire agli studenti tutti i chiarimenti su aspetti particolari delle discipline onde favorire una maggiore o migliore comprensione degli argomenti e armonizzare i contenuti appresi. Lo scopo prioritario è comunque quello tendente ad arginare situazioni di svantaggio che, se sedimentate, possono incrementare il tasso di dispersione scolastica. Farà da filtro l'insegnante di classe che si preoccuperà di stabilire l'azione di recupero. L'attività dello sportello integra gli IDEI attuati all'inizio dell'anno scolastico e finalizzati al saldo del debito formativo, segnalato in sede di scrutinio finale dal consiglio di classe. L’attività di sportello si svolge in orario pomeridiano a partire da ottobre fino a maggio. 22. ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Il progetto ha lo scopo di creare un fattivo rapporto fra la dimensione culturale e il mondo del lavoro, affinché i giovani abbiano maggiori possibilità di successo professionale. Tale connessione si articola in tre fasi: a) stage formativo presso aziende ed enti pubblici; b) preparazione in classe allo stage; c) rilevazione degli esiti formativi. Nel corso Iter il tirocinio presso le aziende viene attuata nel triennio. Al fine di favorire una riflessione sulle proprie scelte, sui propri interessi e sulle proprie attitudini e nel contempo favorire la conoscenza del mondo del lavoro e delle opportunità lavorative post diploma, gli allievi delle classi quinte svolgono visite presso Università e incontri con i relativi docenti. 23. ECDL – PATENTINO EUROPEO PER IL COMPUTER (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Il progetto ha lo scopo di potenziare le competenze degli alunni e fornire una certificazione riconosciuta a livello europeo e spendibile nella futura vita lavorativa ed universitaria. 24. PROGETTO LINGUE (I.I.S. “C. FORTI – V. COMI”) Il progetto ha come obiettivo lo studio in dimensione europea. Si intende promuovere scambi internazionali di classi per mettere gli studenti nella condizione di conoscere, capire ed apprezzare altre culture, di comunicare potenziando la lingua straniera come strumento veicolare di comunicazione interculturale, per far acquisire loro la consapevolezza delle proprie peculiarità socio – culturali. È un progetto teso all'approfondimento delle lingue straniere – inglese, francese, tedesco – e alla certificazione delle competenze attraverso Enti certificatori riconosciuti dal ministero della Pubblica Istruzione, dal Ministero del Lavoro, nonché a livello internazionale. Gli enti certificatori di cui la nostra scuola si avvale sono: Cambridge Institute e Trinity College per la lingua inglese, Alliance Française per la lingua francese, Goethe Institut per la lingua tedesca. Il corso di approfondimento si conclude con un esame finale e il rilascio di un certificato che attesta le competenze possedute dallo studente. 25. SETTIMANA CORTA (Sede “C. FORTI”) Il progetto prevede l’attuazione della flessibilità oraria con un rientro settimanale il venerdì pomeriggio. Il progetto è stato proposto per i seguenti motivi: - limitare l’alto assenteismo da parte degli alunni verificatosi nella giornata del sabato negli anni precedenti; - venire incontro alle difficoltà del pendolarismo; - ridurre la dispersione scolastica; - possibilità di svolgere attività extracurriculari nella mattinata del sabato. 26. CONSOLIDAMENTO DELLE COSTRUZIONI (Sede “C. FORTI”) Il progetto si pone l’obiettivo di osservare il territorio ed analizzarlo, limitare la costruzione di nuovi edifici e gestire quelli esistenti, operare il risanamento, il recupero, il restauro ed il consolidamento e far conoscere le tecniche innovative di riparazione e consolidamento. 27. GIOCHI DELLA CHIMICA (Sede “C. FORTI”) Il progetto ha lo scopo di approfondire conoscenze e competenze della Chimica, stimolare il senso di autovalutazione, incrementare la socializzazione, la collaborazione, il confronto di idee. 28. CONSERVAZIONE DEL CATASTO FABBRICATI FORTI”) (Sede “C. Il progetto ha i seguenti obiettivi: conoscenza degli aspetti più operativi relativi alla conservazione del catasto fabbricati; conoscenza del programma DOCFA; istruzione sulla compilazione dei modelli D1, 1NB e 2NB. 29. ATTIVITÀ DEL CENTRO DI AMBIENTALE – C.E.A. (Sede “C. FORTI ”) EDUCAZIONE Il progetto ha lo scopo di conoscere il territorio, saper leggere il territorio, conoscere l’importanza delle aree protette, comprendere l’importanza della conservazione dello sviluppo sostenibile, conoscere gli ambienti, la flora, la fauna. 30. IL PIACERE DI INSEGNARE – IL PIACERE DI IMPARARE LA MATEMATICA. LA STORIA DELLA MATEMATICA IN CLASSE: DALLE MATERNE ALLE SUPERIORI (Sede “C. FORTI ”) Il progetto ha lo scopo di: - stabilire una connessione tra alcune teorie matematiche e altre discipline di studio, ma anche con le problematiche storiche che le hanno originate, approfondendone il significato; - acquisire una consapevolezza critica dei rapporti tra lo sviluppo del pensiero matematico e il contesto storico, filosofico, scientifico e tecnologico; - acquisire il senso e la portata dei principali momenti che caratterizzano la formazione del pensiero matematico; - stimolare il desiderio di ricerca, il confronto di idee e lo spirito di collaborazione. 31. CONCORSO FOTOGRAFICO (Sede “V.COMI”) Ogni anno viene bandito un concorso fotografico rivolto agli studenti delle scuole medie della provincia. Il concorso ha lo scopo di far conoscere ai ragazzi le bellezze artistiche ed ambientali del proprio territorio e diffondere presso gli alunni delle scuole medie la fotografia quale mezzo di conoscenza della realtà. 32. PREMIO PIRANDELLO (Sede “V.COMI”) Partecipazione al concorso bandito ogni anno dal Centro Studi Pirandelliani di Agrigento, attraverso rappresentazioni teatrali, cortometraggi, fumetti, e viaggio in Sicilia per la premiazione, nel mese di Dicembre. 33. INTEGRAZIONE E PREVENZIONE DIVERSAMENTE ABILI (Sede “V.COMI”) ALUNNI Al fine di potenziare l'autonomia personale e sociale degli allievi la scuola, d'accordo con le famiglie, attiva tale progetto in vista del raggiungimento di tale obiettivo. Gli obiettivi sono quelli di integrare gli alunni diversamente abili nella vita dell'Istituto e responsabilizzare gli stessi mediante attività di tipo pratico. Non meno importante è l'intento di fornire agli allievi portatori di handicap competenze e abilità spendibili nel mondo del lavoro. Infatti gli studenti svolgono attività di carattere pratico quali rispondere al centralino della scuola, fare le fotocopie o collaborare nella stesura di circolari. 34. IO TI ACCOMPAGNO (Sede “V.COMI”) Il progetto riguarda l'impiego di volontari del Servizio Civile Nazionale in ausilio degli studenti disabili frequentanti le scuole secondarie di II° grado attraverso le seguenti attività: mobilità sul territorio cittadino; sostegno alla socializzazione; collaborazione ad attività finalizzate all'inserimento scolastico; assistenza pre e post scuola; attività di socializzazione e accompagnamento presso luoghi di aggregazione e/o di relazione in occasione di eventi in cui partecipa la scuola. 35. RICOSTRUZIONE STORICA DEL “COMI” (Sede “V.COMI”) Controllo e inventario dei beni del Comi. 36. MUSEO (Sede “V.COMI”) Nei sotterranei del nostro prestigioso edificio, fin dal 1871, anno di nascita dell'Istituto con Regio Decreto di Vittorio Emanuele II, sono stati accumulati, man mano che venivano in disuso, strumenti di laboratorio per la fisica, la chimica e le scienze di particolare pregio. Con questo progetto l'intento è quello di proseguire “i lavori in corso” per la costituzione di un vero e proprio museo della scienza e della didattica della scienza, restituendo alla luce e, quindi, agli studenti, ai cultori della materia, ai teramani tutti, un patrimonio scientifico che ha segnato la storia di questo Istituto in particolare e, in generale, delle migliori Scuole Secondarie Superiori del Paese. 37. TIROCINI AZIENDALI (Sede “V.COMI”) Ogni anno gli studenti del triennio svolgono tirocini pratici nelle aziende più rappresentative della provincia. Essi hanno l'obiettivo di: consentire esperienze formative coerenti con le finalità del corso di studi; favorire l’acquisizione e lo sviluppo di saperi tecnico-professionali in contesti produttivi; favorire l’acquisizione di competenze relazionali, comunicative e organizzative; facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro; sviluppare l’orientamento post secondario; - creare "cultura imprenditoriale". 38. LE HOSTESS (Sede “V.COMI”) La scuola è partecipe delle iniziative e degli eventi culturali della città con la collaborazione delle nostre hostess dell'indirizzo turistico. 39. STUDENTI LAVORATORI (Sede “V.COMI”) Al fine di dare la possibilità agli iscritti al 2°, 3° e 4° anno del corso SIRIO di prepararsi a sostenere l'esame di idoneità alle classi successive, considerato che non sono state autorizzate dalla Direzione Regionale le suddette classi, verrà attivato un corso di preparazione cofinanziato da enti e privati. 40. WAI – IMPRENDITORIALITà FEMMINILE (Sede “V.COMI”) Incontro di orientamento a novembre per le classi quinte. VALORIZZAZIONE DELLE ECCELLENZE Al fine di promuovere e valorizzare gli studenti maggiormente dotati, motivati ed impegnati, vengono promosse attività che, per la riconosciuta qualità dell'offerta, rappresentano un significativo complemento dell'attività ordinaria. Le iniziative tendono non certo ad isolare i migliori, ma ad incentivare l'impegno, la partecipazione e l'interesse di tutti e a creare un positivo clima di emulazione. In particolare l'Istituto partecipa: • alla certificazione esterna di competenza nelle lingue straniere (inglese, francese, tedesco); la preparazione alla certificazione è curata nelle ore curricolari; • al programma “scuole aperte”; • al “Premio Pirandello”; • al concorso regionale “Giochi della Chimica”. La scuola intende organizzare anche un corso informatico per i migliori ragazzi delle classi quinte. Ogni anno l'Istituto premia con riconoscimenti pubblici le eccellenze del biennio e del triennio attraverso la collaborazione con le banche. Nell'ambito della valorizzazione delle eccellenze la scuola istituisce, nel corso del triennio, una serie di approfondimenti che vogliono costituire un'offerta formativa aggiuntiva specialistica che permetta agli studenti più interessati e capaci, di consolidare la loro preparazione, stimolare una crescente curiosità intellettuale, ampliare il proprio orizzonte anche a campi di conoscenza non inseriti nel piano di studi curricolari, favorire la scelta ed il proseguimento degli studi dell'università,ecc.. Queste attività sono svolte in orario extra-curriculare e forniscono agli studenti, che frequentano con profitto, la certificazione che viene ad aggiungersi al curricolo dello studente. STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI Art. 1 – Vita della Comunità Scolastica 1. La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica. 2. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia fatta a New York il 20 novembre 1989 e con i principi generali dell'ordinamento italiano. 3. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell'identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento nella vita attiva. 4. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale. Art. 2 - Diritti 1. Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un'adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome. 2. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza. 3. Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola. 4. Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento. 5. Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola gli studenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione. Analogamente negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o i loro genitori. 6. 7. 8. 9. 10. Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività curricolari integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curricolari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all'accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali. La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare: a. un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità; b. offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni; c. iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica; d. la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap; e. la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica; f. servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica. La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l'esercizio del diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto. I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l'esercizio del diritto di associazione all'interno della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all'interno della scuola, nonché l'utilizzo di locali da parte degli studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni. Art. 3 - Doveri 1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio. 2. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi. 3. Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all'art.1. 4. Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti. 5. Gli studenti sono tenuti a utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola. 6. Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola. Art. 4 – Disciplina 1. I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comporta-menti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell'articolo 3, al corretto svolgimento dei rapporti all'interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri di seguito indicati. 2. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica. 3. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto. 4. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità. 5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica. 6. Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono adottati dal consiglio di classe. Le sanzioni che comportano l'allontanamento superiore a quindici giorni e quelle che implicano l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi sono adottate dal consiglio di istituto. 7. Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai quindici giorni. 8. Nei periodi di allontanamento non superiori a quindici giorni deve essere previsto un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica. Nei periodi di allontanamento superiori ai quindici giorni, in coordinamento con la famiglia e, ove necessario, anche con i servizi sociali e l'autorità giudiziaria, la scuola promuove un percorso di recupero educativo che miri all'inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica. 9. L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone. In tale caso, in deroga al limite generale previsto dal comma 7, la durata dell'allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo. Si applica, per quanto possibile, il disposto del comma 8. 9-bis. Con riferimento alle fattispecie di cui al comma 9, nei casi di recidiva, di atti di violenza grave, o comunque connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale, ove non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l'anno scolastico, la sanzione è costituita dall'allontanamento dalla comunità scolastica con l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi o, nei casi meno gravi, dal solo allontanamento fino al termine dell'anno scolastico. 9-ter. Le sanzioni disciplinari di cui al comma 6 e seguenti possono essere irrogate soltanto previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si desuma che l'infrazione disciplinare sia stata effettivamente commessa da parte dello studente incolpato. 10. Nei casi in cui l'autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra scuola. 11. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono inflitte dalla commissione di esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.". Art. 5 – Impugnazioni 1. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante eletto dagli studenti nella scuola secondaria superiore e dai genitori nella scuola media, che decide nel termine di dieci giorni. Tale organo, di norma, è composto da un docente designato dal consiglio di istituto e, nella scuola secondaria superiore, da un rappresentante eletto dagli studenti e da un rappresentante eletto dai genitori, ovvero, nella scuola secondaria di primo grado da due rappresentanti eletti dai genitori, ed è presieduto dal dirigente scolastico. 2. L'organo di garanzia di cui al comma 1 decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del presente regolamento. 3. Il Direttore dell'ufficio scolastico regionale, o un dirigente da questi delegato, decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, anche contenute nei regolamenti degli istituti. La decisione è assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia regionale composto per la scuola secondaria superiore da due studenti designati dal coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti, da tre docenti e da un genitore designati nell'ambito della comunità scolastica regionale, e presieduto dal Direttore dell'ufficio scolastico regionale o da un suo delegato. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori. 4. L'organo di garanzia regionale, nel verificare la corretta applicazione della normativa e dei regolamenti, svolge la sua attività istruttoria esclusivamente sulla base dell'esame della documentazione acquisita o di eventuali memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o dall'Amministrazione. 5. Il parere di cui al comma 4 è reso entro il termine perentorio di trenta giorni. In caso di decor renza del termine senza che sia stato comunicato il parere, o senza che l'organo di cui al comma 3 abbia rappresentato esigenze istruttorie, il direttore dell'ufficio scolastico regionale può decidere indipendentemente dall'acquisizione del parere. Si applica il disposto di cui all'articolo 16, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241. 6. Ciascun ufficio scolastico regionale individua, con apposito atto, le modalità più idonee di designazione delle componenti dei docenti e dei genitori all'interno dell'organo di garanzia regionale al fine di garantire un funzionamento costante ed efficiente dello stesso. 7. L'organo di garanzia di cui al comma 3 resta in carica per due anni scolastici.". Art. 5-bis – Patto educativo di corresponsabilità 1. Contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un Patto educativo di corresponsabilità, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie. 2. I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonché di elaborazione e revisione condivisa, del patto di cui al comma 1. 3. Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, ciascuna istituzione scolastica pone in essere le iniziative più idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell'offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilità.". Art. 6 – Disposizioni finali 1. I regolamenti delle scuole e la carta dei servizi previsti dalle disposizioni vigenti in materia sono adottati o modificati previa consultazione degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media. 2. Del presente regolamento e dei documenti fondamentali di ogni singola istituzione scolastica è fornita copia agli studenti all'atto dell'iscrizione. 3. È abrogato il capo III del R.D. 4 maggio 1925, n. 653. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ Lo strumento educativo denominato “Patto di Corresponsabilità” nasce dall’intento di offrire agli insegnanti, ai ragazzi e alle loro famiglie un’occasione di confronto responsabile, di accordo partecipato, di condivisione di metodologie e obiettivi fondanti la vita comunitaria in ambiente scolastico. Il Patto contiene in sé una forte valenza simbolica, offrendo, concretamente ed esplicitamente, un modello di relazione sociale centrato non solo sul rispetto delle regole, ma anche sulla valorizzazione delle norme di comportamento intese quale cornice di riferimento funzionale alla tutela del più ampio progetto educativo coinvolgente gli studenti-cittadini in crescita. La scuola ha il compito di trasmettere le regole sociali, promuovendo e sostenendo l’acquisizione di modelli valoriali e comportamentali. Affinché tale funzione venga ottemperata, è essenziale che la scuola stessa riesca a proporre con forza un insieme di regole chiare e condivise che possano esplicitare, agli occhi di tutti, quali siano i comportamenti adeguati da adottare e quali, invece, sono da considerare riprovevoli o inaccettabili. La scuola avverte, dunque, la necessità di costruire con la famiglia un nuovo e più solido rapporto comunicativo, nell’intento di perseguire sempre meglio l’obiettivo comune dell’educazione e della formazione dei più giovani. In tale cornice si colloca la necessità di condividere un apposito e funzionale patto educativo tra scuola e famiglia, attraverso il quale costruire e consolidare un’alleanza educativa che permetta di far fronte alle continue esigenze di cambiamento manifestate dai più giovani assicurando, al tempo stesso, un’azione educativa coerente e rispondente ai bisogni di crescita responsabile dei ragazzi. Il Patto Educativo viene, dunque, instaurato sin dalle primissime fasi di ingresso nella scuola e comporta una descrizione e sottoscrizione di specifici e reciproci impegni che legano la scuola, la famiglia, i ragazzi. LA SCUOLA Con il Patto Educativo di Corresponsabilità, la scuola si impegna a: Fornire una formazione culturale e professionale qualificata, aperta alla pluralità delle idee, nel rispetto dell’identità di ciascuno studente. Offrire un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona, garantendo un servizio didattico di qualità in un ambiente educativo sereno, favorendo il processo di formazione di ciascuno studente, nel rispetto dei suoi ritmi e tempi di apprendimento. Offrire iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio, al fine di favo rire il successo formativo e combattere la dispersione scolastica oltre a promuovere il merito e incentivare le situazioni di eccellenza. Favorire la piena integrazione degli studenti diversamente abili, promuovere iniziative di accoglienza e integrazione degli studenti stranieri, tutelandone la lingua e la cultura, anche attraverso la realizzazione di iniziative interculturali, stimolare riflessioni e attivare percorsi volti al benessere e alla tutela della salute degli studenti. Garantire la massima trasparenza nelle valutazioni e nelle comunicazioni mantenendo un costante rapporto con le famiglie, anche attraverso strumenti tecnologicamente avanzati, nel rispetto della privacy. LO STUDENTE Con il Patto Educativo di Corresponsabilità, lo studente si impegna a: Prendere coscienza dei propri diritti-doveri rispettando la scuola intesa come insieme di persone, ambienti e attrezzature. Rispettare i tempi programmati e concordati con i docenti per il raggiungimento del proprio curricolo, impegnandosi in modo responsabile nell’esecuzione dei compiti richiesti. Accettare, rispettare e aiutare gli altri e i diversi da sé, impegnandosi a comprendere le ragioni dei loro comportamenti. Frequentare regolarmente i corsi e assolvere assiduamente agli impegni di studio. Favorire in modo positivo lo svolgimento dell’attività didattica e formativa, garantendo costantemente la propria attenzione e partecipazione alla vita della classe. Riferire in famiglia le comunicazioni provenienti dalla scuola e dagli insegnanti. LA FAMIGLIA Con il Patto Educativo di Corresponsabilità, la famiglia si impegna a: Valorizzare l’istituzione scolastica, instaurando un positivo clima di dialogo, nel rispetto delle scelte educative e didattiche condivise, oltre ad un atteggiamento di reciproca collaborazione con i docenti. Rispettare l’istituzione scolastica, favorendo una assidua frequenza dei propri figli alle lezioni, partecipando attivamente agli organismi collegiali e controllando quotidianamente le comunicazioni provenienti dalla scuola. Discutere, presentare e condividere con i propri figli il patto educativo sottoscritto con l’Istituzione scolastica. Prendere visione di tutte le comunicazioni provenienti dalla scuola, discutendo con i figli di eventuali decisioni e provvedimenti disciplinari, stimolando una riflessione sugli episodi di conflitto e di criticità. CARTA DEI SERVIZI Art. 1 Art. 2 L’Istituto considera finalità generali del proprio operare pedagogico i principi di cui agli artt. 21, 33, 34 della Costituzione Italiana. La seguente Carta dei Servizi fa propri, inoltre, i principi fondamentali indicati dal dispositivo ministeriale di uguaglianza, imparzialità e regolarità, accoglienza ed integrazione, diritto di scelta, partecipazione, libertà di insegnamento ed aggiornamento del personale, garantendo la concreta attuazione con le disposizioni dei successivi capitoli. PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 3 Uguaglianza ed imparzialità La pari opportunità formativa verrà garantita attraverso l’adozione di: a. criteri collegiali nell’assegnazione degli alunni alle classi che tengano conto delle esigenze economiche ed organizzative degli alunni e delle loro famiglie, ma anche della necessità pedagogica di favorire al massimo la socializzazione tra sessi e l’integrazione culturale fra studenti di religione, lingua, razza, etnia diverse; b. sorteggio della sezione; c. iniziative didattiche curriculari (modifiche ed integrazione dei programmi) funzionali alla conoscenza di storia e cultura dei Paesi di provenienza degli studenti non Italiani; d. provvedimenti atti a garantire la piena offerta formativa con borse di studio, fornitura gratuita di strumenti e materiali didattici, compatibilmente con le disponibilità finanziaria della Scuola, agli studenti di condizioni socioeconomiche disagiate; e. stipula di convenzioni con A.S.L. ed Enti locali, allo scopo di garantire eventuale assistenza psicologica ed igienico-sanitaria ad alunni in difficoltà e con handicap fisico. Art. 4 Accoglienza ed integrazione La scuola garantisce l’accoglienza degli alunni attraverso: a. iniziative atte a far conoscere strutture, forme organizzative, Regolamento d’Istituto e progetto d’Istituto a tutti gli alunni nuovi iscritti; b. iniziative atte a conoscere gli alunni nuovi iscritti attraverso test e questionari (sulla personalità, sui comportamenti sociologici, psicologici, socio-affettivi, cognitivi, culturali, ecc.) per impostare una corretta programmazione annuale educativa e didattica; c. la consegna di copia della Carta dei Servizi; d. la fornitura di una bacheca alunni, per favorire la circolazione delle notizie di comune interesse; e. iniziative di aggiornamento obbligatorio degli operatori, compatibilmente con la disponibilità finanziaria della scuola, sui temi del disagio giovanile, della devianza, dell’educazione alla salute, alla legalità, alle pari opportunità, all'intercultura e sui temi del disagio legato a disabilità psico-fisiche e sensoriali. Art. 5 Diritto di scelta, obbligo scolastico e frequenza Art. 6 Art. 7 L’Istituto garantisce criteri oggettivi nell’individuazione degli aventi diritto alla frequenza, in caso di eccedenza di domande, e si impegna a prevenire e controllare l’evasione e la dispersione scolastica. Tali criteri sono: a. l’individuazione degli aventi diritto alla frequenza, in caso di eccedenza di domande, tiene conto della residenza, del domicilio, della sede di lavoro di uno dei familiari, specie se trattasi di genitori separati legalmente o divorziati; b. l’Istituto esercita, nei confronti dei propri iscritti, forme di monitoraggio, specie nei primi mesi di attività, tendenti ad orientare, recuperare, integrare quanti incontrano difficoltà cognitive o di socializzazione, e conseguenti strategie didattiche mirate, a cura dei Consigli di classe. Partecipazione, efficienza e trasparenza L’Istituto considera la trasparenza, nei rapporti interni amministrativi ed in quelli con l’utenza, condizione fondamentale per favorire la partecipazione democratica alla gestione sociale della scuola. Verranno garantiti con modalità coerenti con i valori di cui all’art.21 della Costituzione: a. una consultazione di alunni e genitori con poteri di proposta e di emendamento, anche con specifiche assemblee di classe e d’Istituto, sulla Carta dei Servizi; b. una bacheca generale di Istituto, ove verranno mantenuti affissi, per un minimo di dieci giorni, gli atti del Consiglio d’Istituto, del Collegio dei docenti, della Giunta Esecutiva, i servizi offerti alla scuola da soggetti esterni (iniziative sportive, teatrali, culturali, ecc.); c. una bacheca del personale A.T.A., contenente in via permanente l’organigramma e le mansioni, gli ordini di servizio per i tempi di vigenza, le turnazioni, le attività di manutenzione, gli incarichi speciali (servizi esterni alla scuola); d. una bacheca del personale docente, contenente l’organigramma dei Coordinatori didattici, dei Responsabili di laboratorio, di biblioteca, dei Responsabili delle riviste e della palestra, l’elenco del personale docente con la materia insegnata, l’orario di servizio, l’orario delle lezioni, l’orario di ricevimento dei singoli docenti e quello della disponibilità; e. una bacheca sindacale per tutti i dipendenti; f. una bacheca degli studenti e dei genitori. Libertà di insegnamento ed aggiornamento del personale La libertà di insegnamento va garantita nel rispetto della personalità dell’alunno. L’esercizio della libertà di insegnamento si fonda sul presupposto della conoscenza aggiornata delle teorie psico-pedagogiche, delle strategie didattiche, delle moderne tecnologie educative e sul confronto collegiale con gli altri operatori. L’aggiornamento diritto-dovere per i docenti si realizzerà attraverso la partecipazione ad iniziative programmate dal Collegio dei docenti e da altri istituzioni ed enti. AREA DIDATTICA Art. 8 L’Istituto è responsabile delle attività educative e si impegna a garantire l’adeguatezza delle sue attività alle esigenze culturali e formative degli alunni, secondo obiettivi educativi validi al raggiungimento delle finalità che la stessa istituzione si propone. Si avvale dell’apporto delle competenze professionali del personale docente e non docente, ma anche della collaborazione e del concorso delle famiglie, delle Istituzioni e della società civile. Art. 9 Art. 10 Art. 11 Art. 12 Art. 13 L’Istituto si impegna a garantire, con opportune iniziative, la continuità tra i due ordini di scuola: Media e Superiore. In particolare viene istituita una Commissione per la continuità e vengono organizzati incontri con docenti, genitori ed allievi dei diversi ordini di scuola. La scelta dei libri di testo e degli strumenti didattici è improntata a validità culturale e funzionalità educativa, tenendo presenti gli obiettivi formativi, la rispondenza alle esigenze delle utenze ed il rispetto dei limiti di spesa previsti. L’Istituto, inoltre, concede in comodato d’uso, alcuni libri di testo agli alunni delle classi prime, nei limiti delle risorse finanziarie concesse. Il Collegio dei docenti, quale responsabile della qualità delle attività educative, utilizzando i poteri di auto-organizzazione, si articola in dipartimenti (area umanistica, area scientifico-sperimentale, area tecnico-professionale, ecc.) ed in commissioni di lavoro. Dipartimenti e commissioni verranno presieduti da un Coordinatore incaricato con atto formale di nomina del Dirigente Scolastico su proposta del Collegio dei docenti. Ogni laboratorio, con le stesse modalità, verrà affidato ad un Responsabile. La partecipazione alle riunioni del dipartimento e/o delle commissioni è obbligatoria. Entro il primo mese di attività, il Dirigente Scolastico, acquisite le proposte dei Responsabili di dipartimento, di commissione e dei Responsabili di laboratorio, predisporrà un calendario di massima delle attività, da sottoporre all’approvazione degli organi competenti per materia e da affiggere all’albo d’Istituto. Funzioni e responsabilità dei dipartimenti e delle commissioni: a. contribuire all’elaborazione del Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto; b. elaborare sistemi di monitoraggio dell’efficienza ed efficacia dell’azione educativa; c. curare la programmazione scolastica ed extrascolastica annuale; d. proporre al Collegio dei docenti progetti di sperimentazione metodologicodidattica e di ordinamento (artt. 277 e 278 T.U.); e. proporre criteri di valutazione omogenei e vincolanti per l’intero Istituto su: tutti i tipi di prove; l’articolazione dei giudizi; l’attribuzione dei voti; f. decidere l’uso dei sussidi didattici e dei laboratori in collaborazione con i Responsabili e/o Coordinatori; g. decidere le attività ed i progetti integrativi; h. elaborare test di valutazione del graduale apprendimento degli alunni da somministrare per classi parallele e tendenti ad accertare il livello delle conoscenze e delle capacità maturate; i. garantire con specifiche iniziative la continuità educativa (riunioni con i docenti del precedente ciclo di studi degli alunni nuovi iscritti, acquisizione ed integrazione del fascicolo personale dell’alunno iscritto, ecc.); j. fissare criteri efficaci in grado di garantire una distribuzione delle ore di lezione nei vari giorni della settimana, per fornire allo studente una razionale distribuzione dei tempi settimanali di studio e la possibilità di disporre di tempi da dedicare all’attività sportiva, ad attività artistiche o all’apprendimento di lingue straniere; k. elaborare e diffondere strategie didattiche fondate sull’uso di rinforzatori (bravo, bene, vai avanti così, ecc.) e sulle penalizzazioni, adeguando, comunque, queste Art. 14 Art. 15 ultime all’età dell’alunno ed alla funzione sempre educativa e mai intimidatoria o mortificante della punizione. Poteri, funzioni e responsabilità del Coordinatore di dipartimento o di commissione: a. convocare, decidendo l’ordine del giorno, e presiedere le riunioni; b. scegliere il segretario verbalizzante; c. relazionare sull’esito dei lavori del dipartimento o della commissione all’Ufficio della Dirigenza ed al Collegio dei docenti; d. rispondere, anche amministrativamente, dei materiali e delle attrezzature affidate al dipartimento o alla commissione. Poteri, funzioni, responsabilità del Responsabile di laboratorio: a. organizzare l’inventario dei materiali e dell’attrezzatura di reparto; b. fissare le procedure per un corretto, efficace e pieno utilizzo del laboratorio; c. convocare e presiedere le riunioni degli operatori del settore per le attività di coordinamento; d. coordinare il personale A.T.A. assegnato al reparto e garantirne un’efficiente e razionale utilizzazione; e. rispondere amministrativamente delle attrezzature dl laboratorio; f. proporre al Consiglio d’Istituto, sentiti gli operatori del reparto, progetti di manutenzione e recupero, aggiornamento ed integrazione delle attrezzature; g. relazionare all’Ufficio della Dirigenza ed al Consiglio d’Istituto sulle attività svolte. SERVIZI AMMINISTRATIVI Art. 16 La scuola attua i servizi amministrativi tramite l’Ufficio della Dirigenza e di Segreteria. I servizi, rivolti all’utenza dell’ufficio (genitori, docenti, enti, ecc.), sono erogati tenendo conto dei seguenti fattori di qualità: Celerità nelle procedure - Valutazione delle istanze, tenuto conto dell’ordine secondo cui provengono e delle urgenze. - Individuazione del personale addetto alle pratiche. - Comunicazione all’utenza di eventuali, motivati, ritardi rispetto agli standard fissati. - Uso del telefono e/o del fax. - Utilizzo di mezzi informatici. Trasparenza - Affissione all’albo dei servizi e di ogni documento di carattere generale riguardante l’utenza. - Attuazione della legge 241/90, in particolare per quanto riguarda il diritto di accesso agli atti e/o di estrazione di copie, previo rimborso del costo di produzione. - Responsabilizzazione e disponibilità degli operatori di Segreteria nei rapporti con l’utenza, ai fini di una proficua collaborazione. - Possibilità di riconoscimento degli operatori scolastici, tramite cartellini di identificazione personale, durante il servizio. Informatizzazione dei servizi di segreteria - Art. 17 Art. 18 L’ufficio si avvale dei mezzi informatici per il rilascio dei certificati e per la gestione degli alunni e del personale. - Impegno e disponibilità del personale al completo utilizzo dei mezzi informatici per tutte le procedure. Tempi di attesa agli sportelli - La realtà della scuola non evidenzia particolari attese agli sportelli; durante il periodo delle iscrizioni degli alunni, in cui può verificarsi maggiore affluenza, sulla base delle risorse del personale in organico, viene attivato un particolare servizio finalizzato alla riduzione dei tempi di attesa. Flessibilità oraria degli uffici a contatto con il pubblico - L’ufficio di Segreteria è a disposizione dell’utenza in orario stabilito di apertura al pubblico. - È garantito il servizio pomeridiano in giorni prefissati. - Il Dirigente Scolastico riceve il pubblico, sia su appuntamento telefonico, sia con orario comunicato con apposito avviso. Standard specifici delle procedure • La distribuzione dei moduli di iscrizione viene effettuata a “vista” nei giorni previsti, in orario potenziato e pubblicizzato in modo efficace. • La Segreteria garantisce la procedura di registrazione delle iscrizioni nei tempi immediatamente successivi alle iscrizioni stesse. • Il rilascio dei certificati è effettuato nel normale servizio di apertura della Segreteria al pubblico, entro il tempo massimo di tre giorni lavorativi, per quelli di iscrizione e frequenza, e di cinque giorni per quelli con votazioni e/o giudizi. • Gli uffici di Segreteria garantiscono il seguente orario, funzionale con le esigenze degli utenti e del territorio: mattino……………..10.30 – 12.30 pomeriggio…………15.00 – 18.00 (nei giorni previsti per l’apertura pomeridiana) . Il Consiglio d’Istituto delibera annualmente in merito a detto orario, sulla base delle indicazioni degli utenti e dei loro rappresentanti. • La Scuola assicura all’utente la tempestività del contatto telefonico e stabilisce le seguenti modalità di risposta: a. denominazione della scuola; b. nome e qualifica di chi risponde; c. persona o ufficio in grado di fornire le informazioni richieste. Ai fini di un miglioramento del servizio per l’utenza si può derogare dagli standard fissati previa adeguata pubblicizzazione. La Scuola assicura spazi ben visibili per l’informazione, relativi a: Tabelle orario di tutti i dipendenti della scuola. Organigramma degli uffici. Organigramma degli organi collegiali. Organico del personale docente e non docente. Albo d’Istituto. Albo sindacale. Albo dei genitori. Art. 19 Il personale collaboratore scolastico, oltre a provvedere alle operazioni di pulizia ed igiene dei locali e conservazione degli arredi e delle strutture, svolge funzione di accoglienza ed informazione all’utenza, oltre che di sorveglianza in situazioni di particolari necessità. PROCEDURA DEI RECLAMI E VALUTAZIONE DEL SERVIZIO Art. 20 Procedura dei reclami I reclami possono essere espressi in forma orale, scritta, telefonica e devono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente. I reclami orali e telefonici devono successivamente essere sottoscritti. Non sono presi in considerazione i reclami anonimi. Il Dirigente Scolastico, dopo aver esperito ogni possibile indagine in merito, risponde, sempre in forma scritta, con celerità e, comunque, non oltre venti giorni, attivandosi per rimuovere le cause che hanno provocato il reclamo. Qualora il reclamo non sia di competenza del Dirigente Scolastico, al reclamante sono fornite informazioni circa il corretto destinatario. Annualmente il Dirigente formula una relazione analitica dei reclami e dei successivi provvedimenti. Tale relazione va inserita in quella generale del Consiglio sull’anno scolastico. Art. 21 Valutazione del servizio Allo scopo di raccogliere elementi utili alla valutazione del servizio, viene effettuata una rilevazione annuale mediante questionari opportunamente tarati, rivolti al personale docente e non docente, ai genitori ed agli studenti. I questionari riguardano gli aspetti organizzativi, didattici ed amministrativi. I questionari, redatti ed approvati dalle singole componenti, dovranno essere ratificati dal Consiglio d’Istituto, prima di essere somministrati. I risultati saranno elaborati e resi noti dal Consiglio d’Istituto. Al termine dell’anno scolastico, il Collegio dei docenti redige una relazione sull’attività formativa dell’Istituzione scolastica. La relazione viene sottoposta all’attenzione del Consiglio d’Istituto. REGOLAMENTO D’ISTITUTO TITOLO I – NORME GENERALI Art. 1 L'Istituto d’Istruzione Superiore “C. Forti – V. Comi” è un organismo scolastico che persegue lo scopo di realizzare una effettiva promozione culturale, sociale e umana delle giovani generazioni. Nella sua azione l'Istituto opera nel massimo rispetto reciproco, tra tutti coloro che vi operano, senza discriminazioni di sesso, religione, opinioni, condizioni sociali, origini etniche. In particolare esso si impegna a favorire una effettiva attuazione del diritto allo studio nello spirito dell'art. 34 della Costituzione. Art. 2 L' Istituto si impegna a valorizzare le capacità dei giovani che lo frequentano, a stabilire un fattivo dialogo con la componente genitori, a garantire libertà d'insegnamento ai docenti, a riconoscere la validità dell'opera del personale non docente. Tutte le componenti della scuola, ciascuna secondo le proprie competenze e con senso di responsabilità, sono chiamate a realizzare le condizioni ottimali affinché nell'Istituto l'attività didattica possa svolgersi nel modo più proficuo e sereno. La scuola si costituisce come comunità educante nella quale sono tenute nella giusta considerazione le esigenze psico-fisiche degli alunni e si opera per la prevenzione di ogni forma di disagio giovanile. Art. 3 L'Istituto, nella sua autonomia, è aperto al dialogo ed alla collaborazione con gli Enti e le Istituzioni presenti sul territorio al fine di garantire un proficuo collegamento tra scuola e società. Art. 4 È fatto assoluto divieto a tutti i docenti, studenti e non docenti di fumare all'interno dell'Istituto ai sensi della legge 11 novembre 1975 n° 584. TITOLO II – FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI Art. 1 Disposizioni generali sul funzionamento degli organi collegiali La convocazione degli organi collegiali è disposta con un congruo preavviso, di massima non inferiore ai cinque giorni dalla data delle riunioni. La convocazione è effettuata con lettera diretta ai singoli membri dell’organo collegiale o mediante affissione all’albo di apposito avviso; in ogni caso, l’affissione all’albo costituisce adempimento sufficiente per la regolare convocazione dell’organo collegiale. La lettera e/o avviso di convocazione devono indicare gli argomenti da trattare nella seduta dell’organo collegiale. Di ogni seduta dell’organo collegiale, viene redatto processo verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario, steso su apposito registro a pagine numerate. Art. 2 Convocazione del Consiglio di Classe Il Consiglio di classe è convocato dal Dirigente Scolastico di propria iniziativa o su richiesta scritta e motivata della maggioranza dei suoi membri. Il Consiglio si riunisce, di regola: per la programmazione didattica; per gli scrutini di fine quadrimestre; per l’insediamento, dopo l’elezione, dei Rappresentanti dei genitori e degli studenti; per la scelta dei libri di testo; per la valutazione intermedia del quadrimestre (pagellino). In seduta straordinaria, il Consiglio potrà riunirsi ogni qualvolta si renderà necessario. Art. 3 Assenza o impedimento del delegato alla presidenza del Consiglio di classe Nell’ipotesi di assenza o impedimento del delegato alla presidenza della seduta, il Dirigente Scolastico o il suo sostituto può revocare la delega e presiedere egli stesso la seduta, o scegliere un altro delegato. Se l’assenza o l’impedimento si verifica improvvisamente ed in maniera tale da non consentire gli adempimenti predetti, non è ammessa l’automatica sostituzione del docente impossibilitato ad intervenire, né è ammessa la delega da parte del delegato. In tali casi, il Consiglio dovrà essere riconvocato in altra data. Art. 4 Convocazione del Collegio dei docenti Il Collegio dei docenti organizza i propri lavori secondo il metodo della programmazione. A tal fine, il Collegio è convocato, in via ordinaria, orientativamente una volta al mese. Il Collegio viene, inoltre, convocato ogni qualvolta se ne ravvisi l’opportunità e nei casi previsti dalla legge. La convocazione del Collegio è disposta dal Dirigente Scolastico mediante avviso da comunicare ai docenti almeno cinque giorni prima della seduta. L’avviso di convocazione deve contenere la data, l’ora ed il luogo della riunione, se essa sia in seduta ordinaria, straordinaria o urgente, nonché l’ordine del giorno consistente nell’indicazione sintetica ed esauriente degli argomenti sui quali il Collegio è chiamato a discutere e/o deliberare. La convocazione può essere richiesta da un numero di docenti pari ad un terzo dei suoi componenti. Le proposte di deliberazione devono essere presentate al Dirigente Scolastico che le inserisce, in ordine di presentazione (nel caso siano state fatte in tempi diversi) nell’ordine del giorno della prima seduta del Collegio o in seduta straordinaria. Art. 5 Funzionamento del Collegio dei docenti Il Collegio dei docenti è presieduto dal Dirigente Scolastico che rappresenta l’intero Collegio, ne tutela la dignità ed i diritti ed assicura l’esercizio delle funzioni allo stesso attribuite dalla legge e dal presente statuto. Il Dirigente Scolastico provvede al proficuo funzionamento del Collegio, modera la discussione degli argomenti e dispone che i lavori si svolgano osservando il presente regolamento. Pone e precisa i termini delle proposte, per le quali si discute e si vota, determina l’ordine delle votazioni e ne controlla e proclama il risultato. Salvo diversa disposizione di legge, il Collegio è validamente costituito con la presenza di almeno la maggioranza assoluta dei docenti, ivi compreso il Dirigente Scolastico; tale numero è sempre sufficiente per assumere le deliberazioni, tranne nei casi riguardanti: a. modifiche del POF; b. progetti di sperimentazione; c. nuovi indirizzi della programmazione educativa e/o didattica; d. acquisti impegnativi che comportino una spesa superiore ai 40.000 euro (quarantamila/00 euro); e. istituzione di nuovi laboratori. per la discussione dei quali è necessaria la presenza di almeno i due terzi dei docenti della scuola, ivi compreso il Dirigente Scolastico. I docenti hanno l’obbligo di partecipare alle sedute del Collegio, salvo nei casi di forza maggiore, in cui devono, prima dell’apertura della seduta, comunicare per iscritto al Dirigente Scolastico i motivi che ne giustificano l’assenza. Esaurite le formalità preliminari e dichiarata aperta la seduta, il Dirigente Scolastico fa eventuali comunicazioni d’uso su fatti e circostanze che possono interessare il Collegio. Successivamente, dopo aver sottoposto ad approvazione i verbali delle sedute precedenti, il Dirigente Scolastico accoglie le richieste di interrogazioni ed interpellanze, riservando alle stesse il limite di non più di dieci minuti. Dopo la risposta del Dirigente Scolastico o da parte dei docenti responsabili dei vari settori, l’interrogante o l’interpellante può fare dichiarazioni per non più di tre minuti. È facoltà del Dirigente Scolastico e del singolo docente proporre che l’ordine della trattazione degli argomenti all’ordine del giorno sia mutato; la proposta si ritiene senz’altro accettata se nessuno si oppone, altrimenti è sottoposta al voto del Collegio, che delibera a maggioranza dei presenti. La trattazione di ogni argomento procede secondo l’ordine seguente: a. discussione generale della proposta di deliberazione; b. discussione particolareggiata della proposta nelle sue parti, con eventuale presentazione di emendamenti e/o aggiunte; gli emendamenti e/o le aggiunte alle proposte vengono sempre deliberati con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; c. votazione finale della proposta di deliberazione. Su ogni proposta di deliberazione, il Dirigente Scolastico, finito l’intervento del relatore dà la parola ai docenti che intendono intervenire secondo l’ordine della richiesta. La durata di ogni intervento non può eccedere i 5 minuti; a nessuno è permesso interrompere l’intervento se non al Dirigente Scolastico per richiamo al regolamento. Il relatore ha diritto di replica al termine della discussione, la cui durata non può superare i 3 minuti. Il termine di 5 e 3 minuti non si applica alle discussioni che abbiano come oggetto le deliberazioni sui seguenti argomenti: a. modifiche del POF; b. progetti di sperimentazione; c. nuovi indirizzi della programmazione educativa e/o didattica; d. acquisti impegnativi che comportino una spesa superiore ai 40.000 euro (quarantamila/00 euro); e. istituzione di nuovi laboratori; per i quali è previsto un quorum costitutivo più elevato. In tali casi il tempo concesso per gli interventi dei singoli docenti non può superare i 10 minuti. Il relatore ha diritto di replica al termine della discussione la cui durata non può superare i 5 minuti. In ogni caso è facoltà del Dirigente Scolastico, sentito il Collegio dei docenti che si esprime a maggioranza dei presenti, aumentare i termini previsti per gli interventi dei docenti e per le loro repliche, se la particolare importanza degli argomenti in discussione lo richiede. Salvo diversa disposizione di legge, le votazioni del Collegio hanno luogo a scrutinio palese. Sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni riguardanti persone. Nelle votazioni a scrutinio segreto non sono ammesse dichiarazioni di voto. Nello scrutinio palese i voti sono espressi, a discrezione del Dirigente Scolastico, per alzata di mano o appello nominale, a meno che la votazione per appello nominale non sia richiesta da almeno un terzo dei docenti presenti. Quando il voto palese è espresso per appello nominale, il Dirigente Scolastico deve invitare i singoli docenti a chiarire il significato del ”sì” e del “no”, in caso di incertezza, facendosi assistere dal Segretario della seduta che esegue l’appello. Il voto a scrutinio segreto si esprime con la scheda all’uopo preparata e vidimata dal Dirigente Scolastico o dal Segretario che lo assiste. Chi non intende partecipare alla votazione deve dichiararlo formalmente. Il risultato della votazione viene accertato almeno da due scrutatori indicati dal Dirigente Scolastico. Terminata la votazione il Dirigente Scolastico ne proclama l’esito. La proposta si intende approvata se ha riportato la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. In caso di parità prevale il voto del Presidente. Non si computano, per il calcolo della maggioranza, gli astenuti. Qualora una proposta non riporti la maggioranza assoluta non può essere ridiscussa né posta a votazione nel corso della stessa seduta. Esaurita la trattazione di tutti gli argomenti inseriti all’ordine del giorno, il Dirigente Scolastico dichiara sciolta la seduta. Gli argomenti eventualmente non discussi o la cui discussione sia stata iniziata ma non terminata vengono posti all’ordine del giorno della prima seduta successiva e con diritto di precedenza sugli altri argomenti. Non è consentito deliberare su argomenti non inseriti nell’ordine del giorno, a meno che siano presenti tutti i membri aventi diritto di voto e decidano affermativamente all’unanimità. Sarà redatto dal Segretario che assiste il Dirigente Scolastico e con la collaborazione, quando richiesta, degli altri docenti, apposito verbale da approvare nella seduta successiva e che dovrà contenere, oltre alle formalità sostanziali previste dalla legge, il contenuto in forma sintetica degli interventi dei docenti e del Dirigente Scolastico sull’argomento posto in discussione e/o a votazione. Nel verbale dovranno essere riportati per ogni votazione il numero dei voti favorevoli, quelli contrari e quelli astenuti con menzione dei nominativi dei docenti che si sono astenuti o che hanno votato contro nelle proposte con votazioni fatte per appello nominale. I verbali delle sedute si intendono approvati se nessuno eccepisce la veridicità o la completezza del contenuto; qualora vi fossero osservazioni, gli interessati dovranno fornire un breve chiarimento che dovrà essere riportato sul verbale. Copia del verbale verrà affisso all’albo dei docenti a cura del Dirigente Scolastico e sarà messo a disposizione dei docenti, su richiesta del personale addetto. I docenti hanno diritto di ottenere dagli uffici della scuola tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio compito nell’ambito delle attività decisionali demandate al Collegio. Art. 6 Convocazione del Consiglio d’Istituto Il Consiglio d’Istituto è convocato dal Presidente del Consiglio stesso. Il Presidente del Consiglio è tenuto a disporre la convocazione del Consiglio su richiesta della Giunta Esecutiva ovvero della maggioranza dei componenti del Consiglio stesso. Art. 7 Prima convocazione del Consiglio d’Istituto La prima convocazione del Consiglio d’Istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri, è disposta dal Dirigente Scolastico. Art. 8 Elezione del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio d’Istituto Nella prima seduta, il Consiglio d’Istituto è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. L’elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del Consiglio. È considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Consiglio. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano stati presenti almeno la metà più uno dei componenti in carica. A parità di voti è eletto il più anziano di età. Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un Vicepresidente fra i genitori componenti il Consiglio stesso, secondo le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente. Art. 9 Funzionamento del Consiglio Il Presidente del Consiglio, ai fini del regolare funzionamento dell’organo, può invitare i membri eletti, che non intervengono a quattro sedute consecutive, anche se per giustificati motivi, a confermare per iscritto la loro possibilità o volontà a svolgere le funzioni a cui sono stati delegati o a presentare eventuali dimissioni dal Consiglio. Art. 10 Relazione annuale La relazione annuale del Consiglio d’Istituto al C.S.A., prevista dall’Art.6, ultimo comma del D.P.R. 31/5/1974 n°41, è predisposta nel mese di settembre di ogni anno dalla Giunta Esecutiva ed è oggetto di discussione ed approvazione in apposita seduta del Consiglio, da convocarsi entro il mese di ottobre e, comunque, quando si dia luogo al rinnovamento dell’Organo, prima dell’insediamento del medesimo. La relazione, firmata dal Presidente d’Istituto e dal Presidente della Giunta Esecutiva, è inviata dal Dirigente Scolastico al C.S.A. ed al Consiglio Scolastico provinciale entro 15 giorni dalla data della sua approvazione. Art. 11 Pubblicità degli atti La pubblicità degli atti del Consiglio d’Istituto, disciplinata dall’art. 27 D.P.R. 31/5/1974 n°426, deve avvenire mediante affissione, in apposito albo d’Istituto, della copia integrale-sottoscritta ed autenticata dal Segretario del Consiglio del testo delle deliberazioni adottate dal Consiglio stesso. L’affissione all’albo avviene entro il termine massimo di dieci giorni dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo di dieci giorni. I verbali e tutti gli atti scritti sono depositati nell’Ufficio di Segreteria dell’Istituto e per lo stesso periodo sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta. La copia della deliberazione da affiggere all’albo è consegnata al Dirigente Scolastico dal segretario del Consiglio; il Dirigente ne predispone l’affissione immediata ed attesta in calce ad essa la data iniziale di affissione. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell’Interessato. TITOLO III – ASSEMBLEE STUDENTESCHE Art. 1 Assemblee di classe È consentito lo svolgimento delle assemblee di classe da parte degli studenti, durante l’orario delle lezioni, solo una volta al mese per non più di due ore. La convocazione è di pertinenza degli studenti e si perfeziona mediante richiesta al Dirigente Scolastico. La richiesta deve essere firmata da almeno i due terzi degli studenti della classe interessata o dai Rappresentanti di classe e deve comprendere l’ordine del giorno e deve essere avvalorata dall’approvazione scritta dei docenti che sono in servizio durante le ore di lezione in cui dovrebbe svolgersi l’assemblea. Le ore di lezione da destinare alle assemblee di classe debbono gravare su tutte le materie del corso di studi. La richiesta deve pervenire in Direzione entro cinque giorni la data fissata per l’assemblea. I Rappresentanti di classe sono tenuti a redigere verbale contenente un’esposizione riassuntiva degli argomenti discussi e delle delibere adottate nella riunione. Il verbale deve essere sottoscritto dai Rappresentanti di classe o da almeno uno di essi in caso di assenza dell’altro. Nell’ipotesi in cui siano assenti entrambi i Rappresentanti di classe, il verbale deve essere sottoscritto da tutti gli studenti presenti durante l’assemblea. L’assemblea non è consentita nel mese conclusivo delle lezioni. Art. 2 Assemblea d’Istituto È consentito lo svolgimento delle assemblee d’Istituto per non più di quattro volte all’anno e nei limiti delle ore di lezione di una giornata. La convocazione è di pertinenza degli studenti e si perfeziona mediante richiesta scritta e sottoscritta dal 10% degli studenti dell’Istituto o dai suoi Rappresentanti degli alunni. La richiesta deve pervenire al Dirigente Scolastico entro cinque giorni dalla data di svolgimento dell’assemblea, corredata dall’elencazione degli argomenti all’ordine del giorno. A garantire l’ordinato svolgimento dell’assemblea sono deputati di diritto i Rappresentanti di classe. Nel caso di assenza di taluno di essi, saranno i Rappresentanti d’Istituto eletti dalla componente studentesca a nominare i sostituti. La nomina deve risultare dal verbale ed essere corredata del nominativo dei sostituti. I Rappresentanti di classe dovranno limitare l’uscita degli studenti dal luogo deputato alla riunione. Questa, infatti, sarà consentita solo per necessità impellenti. In ogni caso, deve essere prevista una pausa di 15 minuti in concomitanza del periodo di socializzazione. Gli studenti hanno il diritto alla libertà d’espressione e d’opinione. Pertanto, essi possono denunciare all’Organo di Garanzia e al Dirigente Scolastico qualsiasi violazione di detti principi inviolabili. A relazionare sugli argomenti posti all’ordine del giorno sono deputati i Rappresentanti d’Istituto. In loro assenza, tale compito dovrà essere svolto dai Rappresentanti delle classi quinte. Dei lavori assembleari deve essere redatto verbale a cura dei Rappresentanti d’Istituto, che provvederanno a sottoscriverlo. In mancanza dei Rappresentanti d’Istituto, il verbale sarà redatto e sottoscritto da almeno due Rappresentanti delle classi quinte. I professori, in servizio durante il periodo assembleare, saranno tenuti a segnalare sul registro di classe il movimento degli studenti autorizzati dal Dirigente Scolastico ad uscire dall’Istituto. Se le operazioni assembleari dovessero terminare prima delle 13.15, i Rappresentanti di classe saranno tenuti ad accompagnare gli studenti nelle rispettive aule. I professori in servizio a quell’ora saranno tenuti a riproporre l’appello degli studenti presenti nella classe di servizio e ad annotare sul registro gli alunni assenti ingiustificati. Nei confronti di costoro e dei Rappresentanti di classe potranno essere adottate le sanzioni di cui all’art. 1 lett. A, Titolo IV del presente regolamento. Art. 3 Rapporto con gli ex Studenti e le loro Associazioni Ai sensi dell’art. 2, comma 10, dello Statuto degli studenti, l’Istituto favorisce i rapporti con gli ex studenti e le loro associazioni. Gli ex studenti hanno diritto di essere ricevuti dai professori durante l’ora fissata per i colloqui con le famiglie, anche al fine di concordare la possibilità di accedere con il consenso del Dirigente Scolastico e l’assistenza degli insegnanti ai servizi offerti dalla scuola (biblioteca, laboratori, ecc.). TITOLO IV – REGOLE DI COMPORTAMENTO E SANZIONI DISCIPLINARI Gli studenti che violano i propri doveri sono soggetti alle seguenti sanzioni disciplinari: 1. richiamo verbale; 2. avvertimento scritto, annotato sul registro di classe dal Preside o dall'insegnante che ha rilevato il comportamento e sottoposto alla Presidenza; 3. convocazione dei genitori da parte della Presidenza e annotazione sul registro di classe; 4. ammonizione scritta, irrogata dal preside tramite annotazione sul registro di classe e comunicazione formale allo studente e alla famiglia; 5. riparazione o risarcimento del danno, stabilito dal Consiglio di Classe; 6. non partecipazione a visite didattiche, viaggi di istruzione ed attività parascolastiche, stabilito dal Consiglio di Classe; 7. sospensione secondo le modalità stabilite dal Consiglio di Classe; 8. allontanamento dalla comunità scolastica. I provvedimenti che comportano l'allontanamento dalla comunità scolastica vengono adottati secondo quanto previsto dall'art. n. 1 del D.P.R. 21 novembre 2007, n° 235. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono inflitte, con gli stessi criteri, dalla commissione d'esame che si sostituisce all'organo collegiale. Ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. n°249 del 24/06/98, sono state individuate le sotto elencate regole di comportamento, da osservarsi da tutti gli allievi dell’Istituto, e le relative sanzioni disciplinari da comminare nell’ipotesi della loro inosservanza. Per quanto non previsto dal presente regolamento si fa riferimento al regolamento in vigore per l'a.s. 2009/10. Art. 1 Ritardi Non è tollerato l’ingresso ingiustificato in classe rispetto all’orario d’inizio delle lezioni. Il ritardo deve essere giustificato al professore della prima ora. Se il ritardo è ingiustificabile, il professore potrà adottare i seguenti provvedimenti disciplinari: 1. Se il ritardo risulta essere minimo: ammonire l’allievo. 2. Se il ritardo è ripetuto e frequente : vietare all’alunno indisciplinato ad assistere alla lezione. L’alunno in questa ipotesi, sarà affidato alla tutela degli insegnanti a disposizione. Inoltre il professore dovrà informare il Coordinatore di classe, il quale, a sua volta, renderà edotto degli eventi il Dirigente Scolastico. Il Dirigente Scolastico, esaminati i fatti, potrà redarguire l’allievo ed invitare i genitori dello studente presso l’edificio scolastico allo scopo di avere un colloquio con essi. 3. Se i ritardi dovessero continuare : il Dirigente Scolastico potrà provvedere alla convocazione del Consiglio di classe. In questo caso, il Consiglio di classe potrà comminare le seguenti sanzioni: a. Sospensione od esclusione dalle attività extracurriculari mattutine. b. Sospensione od esclusione dalle attività extracurriculari pomeridiane, ad eccezione dei corsi di recupero o delle attività relative allo sportello didattico. c. Esclusione dai viaggi d’istruzione. d. Sospensione dalle lezioni per una durata non superiore ai quindici giorni. Art. 2 Ingressi posticipati ed uscite anticipate L'ingresso posticipato e/o le uscite anticipate sono autorizzate annualmente dalla Presidenza nel caso di alunni, provenienti da centri lontani dalla scuola, che ne abbiano fatto richiesta scritta. I nomi di questi studenti, con gli orari di entrata ed uscita, sono trascritti sul registro di classe all'inizio dell'anno scolastico. Art. 3 Assenze Le assenze dalle lezioni devono essere giustificate il giorno del rientro al professore della prima ora, mediante libretto di giustificazione. Le assenze giustificate con certificato medico non potranno essere calcolate ai fini dell’attribuzione del punteggio relativo al credito scolastico per gli Esami di Stato. Non è ammesso ritardare la giustificazione per più di due giorni. In caso di non ottemperanza alla regola potranno essere applicate le sanzioni di cui all’art. 1, comma 1-2-3, lettere A-B-C-D. In caso di assenze collettive, il Dirigente Scolastico potrà convocare il Collegio dei docenti al fine di comminare le sanzioni di cui all’art. 1, comma 1-2-3, lettere A-B-C-D. Art. 4 Altre ipotesi di comportamento indisciplinato In ogni altra ipotesi di comportamento indisciplinato, potranno essere applicate dal Dirigente Scolastico, dal docente che ha individuato il fatto illecito o dal Consiglio di classe, a seconda della gravità della condotta, le sanzioni di cui all’art. 1, comma 1-2-3, lettere A-B-C-D. Esclusivamente il Consiglio di classe o il Collegio dei docenti potrà prendere provvedimenti che comportino l’allontanamento degli allievi dalla comunità scolastica. Art. 5 Danni alle strutture In ragione del 5° comma dell’art. 3 del D.P.R. n° 249, il Dirigente Scolastico, al fine della maggiore responsabilizzazione degli allievi dell’Istituto, potrà imporre a costoro il risarcimento dei danni provocati all’edificio scolastico ed alle sue strutture. Si fa salvo il disposto di cui al 2° e 3° comma dell’art. 2048 del Codice Civile. Ove il fatto dovesse configurare l’ipotesi del reato di danneggiamento, il Dirigente Scolastico si riserva il diritto di fornire la notizia di reato all’Autorità Giudiziaria. Si fa presente che ai sensi dell’art. 635 del Codice Penale, chiunque distrugga, disperda, deteriori o renda inservibili, in tutto od in parte, cose mobili od immobili di un edificio pubblico, qual è la scuola, e lo fa intenzionalmente, è punibile con la reclusione fino a tre anni, salvo i casi di non punibilità. Art. 6 Divieto di fumo Chi violerà il divieto di fumo all'interno dell'istituto srà punito con sanzioni pecuniarie e comunicazione alle autorità competenti, come da norma di legge. Chi lo violerà all'esterno, ossia nel cortile della sede del Comi e nell'area di pertinenza del Forti, sarà punito con provvedimento disciplinare (avvertimento scritto; convocazione della famiglia; ammonizione scritta e sanzione pecuniaria). Art. 7 Procedimento disciplinare L’allievo dovrà giustificare il proprio comportamento indisciplinato. Per le ipotesi in cui è necessario, al fine di comminare la sanzione, la convocazione del Consiglio di classe o del Collegio dei docenti, il Dirigente Scolastico dovrà invitare gli allievi a giustificare per iscritto le ragioni del loro comportamento illecito. I genitori devono essere informati del procedimento disciplinare apertosi nei confronti dei propri figli. Gli allievi saranno tenuti a rendere le suddette giustificazioni entro dieci giorni dalla contestazione scritta dell’evento. Il Consiglio di classe esaminerà le ragioni rese dagli allievi e di seguito potrà prendere i provvedimenti di cui all’art. 1, comma 3, lettere A-B-C-D. In ossequio al 5° comma dell’art. 4 del D.P.R. n° 249, allo studente è offerta la possibilità di convertire la sanzione disciplinare che gli è stata inflitta in attività in favore della comunità scolastica. Tali attività non potranno essere discrezionalmente scelte dallo studente, ma dovranno formare oggetto di richiesta scritta al Dirigente Scolastico entro sette giorni dalla comunicazione del provvedimento disciplinare. Ogni decisione in merito sarà adottata dal Consiglio di classe. Art. 8 Impugnazione Contro le sanzioni disciplinari previste in questo Regolamento d’Istituto e comminate dagli organi predetti, è ammesso ricorso da parte degli studenti, quindici giorni dopo la comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito Organo di Garanzia. TITOLO V – ORGANO DI GARANZIA Art. 1 È istituito presso la scuola un Organo di Garanzia. Esso è composto da: un docente; un Rappresentante degli studenti; il Presidente del Consiglio d’Istituto in carica. Il Rappresentante degli insegnanti è eletto dal Collegio dei docenti a scrutinio segreto (è possibile esprimere una sola preferenza). Possono candidarsi solo i docenti che abbiano maturato un’anzianità di servizio pari o superiore ai tre anni nell’ambito della docenza scolastica. In caso di parità di voti saranno eletti i candidati che avranno maturato una maggiore anzianità di servizio nell’ambito dell’Istituto di appartenenza. I docenti restano in carica per un biennio. Verrà eletto automaticamente Rappresentante degli studenti l’allievo che avrà ottenuto il maggior numero di preferenze alle ultime elezioni per la componente studentesca nel Consiglio d’Istituto. Per l’ipotesi di conflitto d’interesse o in ogni altra ipotesi per la quale tale scelta non sia possibile, il Rappresentante degli studenti verrà individuato scorrendo nell’ordine di graduatoria degli studenti che hanno ottenuto preferenze nell’elezione al Consiglio d’Istituto. Art. 2 Funzionamento dell’Organo di Garanzia L’Organo di Garanzia si riunisce in seguito al ricorso previsto dall’art. 6 del Titolo terzo del presente regolamento. Inoltre, si riunisce anche allo scopo di risolvere i conflitti di applicazione del presente Regolamento. In questo caso esso si riunisce in seguito a richiesta scritta e sottoscritta dagli studenti costituenti il decimo degli allievi dell’Istituto, ma anche da parte di chiunque abbia un interesse al riguardo. L’Organo di Garanzia costituisce un Collegio perfetto, pertanto esso risulta validamente costituito con la presenza di tutti i membri in carica. Non è ammessa, inoltre, la rappresentanza. L’Organo di Garanzia delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Art. 3 Surroga e decadenza dei membri cessati In relazione alla surroga e alla decadenza dei membri cessati si applicano, rispettivamente, l’art. 35, comma 1°, e l’art. 37 del D.L.G.S. 297/94. TITOLO VI – NORME RIGUARDANTI L'ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO Art. 1 Il presente regolamento può essere modificato solo con la maggioranza dei 2/3 degli appartenenti al Consiglio di Istituto. Art. 2 Il presente regolamento, consta dei seguenti titoli: Titolo I, composto di 4 articoli; Titolo II, composto di 11 articoli; Titolo III, composto di 3 articoli; Titolo IV, composto di 8 articoli; Titolo V, composti di 3 articoli; Titolo VI, composto di 2 articoli; ed è redatto in tre copie in originale firmate in ogni pagina dal Preside e dal Presidente del Consiglio di Istituto. Delle tre copie in originale una viene depositata agli Atti dell'Istituto, una viene depositata nell'ufficio di Presidenza, una viene esposta all'albo dell'Istituto. ALLEGATO C TABELLA PER L’ATTRIBUZIONE DEL CREDITO SCOLASTICO (CLASSE QUINTA) I.I.S. “CARLO FORTI – VINCENZO COMI” Media=6 Punti 4÷5 Media Punti 6,00 4,00 A.S. 2010/11 6<Media≤7 Punti 5÷6 Media Punti 6,10 5,03 6,20 5,07 6,30 5,10 6,40 5,13 6,50 5,17 6,60 5,20 6,70 5,23 6,80 5,27 6,90 5,30 7,00 5,33 7<Media≤8 Punti 6÷7 Media Punti 7,10 6,03 7,20 6,07 7,30 6,10 7,40 6,13 7,50 6,17 7,60 6,20 7,70 6,23 7,80 6,27 7,90 6,30 8,00 6,33 TOTALE PUNTI 8<Media≤10 Punti 7÷9 Media Punti 8,10 7,07 8,20 7,13 8,30 7,20 8,40 7,27 8,50 7,33 8,60 7,40 8,70 7,47 8,80 7,53 8,90 7,60 9,00 7,67 9,10 7,73 9,20 7,80 9,30 7,87 9,40 7,93 9,50 8,00 9,60 8,07 9,70 8,13 9,80 8,20 9,90 8,27 10,00 8,33 Frequenza Scolastica (1) Interesse al Dialogo Educativo (2) Partecipazione alla Vita Scolastica (3) Forme tutoraggio verso alunni diversamente abili (4) Progetti Extracurriculari (5) Crediti Formativi (6) TOTALE PUNTEGGIO ACQUISITO CREDITO QUINTO ANNO CREDITO QUARTO ANNO CREDITO TERZO ANNO TOTALE CREDITO LEGENDA (1) Frequenza Scolastica: assenze gg.>25 0,00 p.ti 15<gg≤25 0,10 p.ti 0<gg≤15 0,50 p.ti (2) Interesse al Dialogo Educativo: Scarso=0,00 p.ti Sufficiente=0,20 p.ti Discreto=0,30 p.ti (3) Partecipazione alla Vita Scolastica: Consiglio d’Istituto – Consiglio di Classe – Commissioni 0,10 p.ti ad incarico (4) Forme tutoraggio verso alunni diversamente abili: 1,00 p.ti (5) Progetti extracurriculari: Orientamento – Teatro – Gruppo Sportivo – altro 10<h≤15 0,20 p.ti 15<h≤30 0,30 p.ti 30<h≤50 0,50 p.ti h>50 p.ti 1,00 p.ti (6) Crediti Formativi: Esperienze di lavoro – Competenze informatica – Competenze lingua straniera 0,20 p.ti per ognuno Competenze musicali – Esperienze sportive – Esperienze cooperazione – Volontariato 0,10 p.ti per ognuno Stage presso aziende almeno 7 gg. con esito positivo1,00 p.ti IL COORDINATORE ALLEGATO D Il punteggio complessivo risultante dalla somma dei punteggi parziali va arrotondato fino alla concorrenza del valore massimo della fascia considerata. Se la parte decimale è inferiore a 50 si arrotonda per difetto; se è superiore o uguale a 50 per eccesso. A.S. 2010/11 I.I.S. “CARLO FORTI – VINCENZO COMI” TABELLA PER L’ATTRIBUZIONE DEL CREDITO SCOLASTICO (CLASSI TERZE E QUARTE) Media=6 Punti 3÷4 Media Punti 6,00 3,00 6<Media≤7 Punti 4÷5 Media Punti 6,10 4,03 7<Media≤8 Punti 5÷6 Media Punti 7,10 5,03 8<Media≤9 Punti 6÷7 Media Punti 8,10 6,03 TOTALE PUNTI 9<Media≤10 Punti 7÷8 Media Punti 9,10 7,03 6,20 4,07 7,20 5,07 8,20 6,07 9,20 7,07 6,30 4,10 7,30 5,10 8,30 6,10 9,30 7,10 6,40 4,13 7,40 5,13 8,40 6,13 9,40 7,13 6,50 4,17 7,50 5,17 8,50 6,17 9,50 7,17 6,60 4,20 7,60 5,20 8,60 6,20 9,60 7,20 6,70 4,23 7,70 5,23 8,70 6,23 9,70 7,23 6,80 4,27 7,80 5,27 8,80 6,27 9,80 7,27 6,90 4,30 7,90 5,30 8,90 6,30 9,90 7,30 7,00 4,33 8,00 5,33 9,00 6,33 10,00 7,33 Frequenza Scolastica (1) Interesse al Dialogo Educativo (2) Partecipazione alla Vita Scolastica (3) Forme tutoraggio verso alunni diversamente abili (4) Progetti Extracurriculari (5) Crediti Formativi (6) TOTALE PUNTEGGIO ACQUISITO CREDITO SCOLASTICO DEFINITIVO LEGENDA (1) Frequenza Scolastica: assenze gg.>25 0,00 p.ti 15<gg≤25 0,10 p.ti 0<gg≤15 0,50 p.ti (2) Interesse al Dialogo Educativo: Scarso=0,00 p.ti Sufficiente=0,20 p.ti Discreto=0,30 p.ti (3) Partecipazione alla Vita Scolastica: Consiglio d’Istituto – Consiglio di Classe – Commissioni 0,10 p.ti ad incarico (4) Forme tutoraggio verso alunni diversamente abili: 0,50 p.ti (5) Progetti extracurriculari: Orientamento – Teatro – Gruppo Sportivo – altro 10<h≤15 0,20 p.ti 15<h≤30 0,30 p.ti 30<h≤50 0,50 p.ti h>50 p.ti 1,00 p.ti (6) Crediti Formativi: Esperienze di lavoro – Competenze informatica – Competenze lingua straniera 0,20 p.ti per ognuno Competenze musicali – Esperienze sportive – Esperienze cooperazione – Volontariato 0,10 p.ti per ognuno IL COORDINATORE Stage presso aziende almeno 7 gg. con esito positivo 0,50 p.ti Il punteggio complessivo risultante dalla somma dei punteggi parziali va arrotondato fino alla concorrenza del valore massimo della fascia considerata. Se la parte decimale è inferiore a 50 si arrotonda per difetto; se è superiore o uguale a 50 per eccesso. ALLEGATO E INDICE • Contatti • Premessa • Storia dell’Istituto o Storia della sede “CARLO FORTI” o Storia della sede “VINCENZO COMI” o Carlo Forti o Vincenzo Comi • Contesto Territoriale e Socioculturale • Generalità o Sede “Carlo Forti” o Sede “Vincenzo Comi” • Strumenti, Dotazioni Scientifiche, Sussidi e Strumenti Didattici • Profilo Professionale o Costruzioni, Ambiente e Territorio o Amministrazione, Finanza e Marketing o Turismo o Sirio o Grafica e Comunicazione o Sistema Moda o Chimica, Materiali e Biotecnologie • Organigramma Scolastico • Dati Significativi • Servizi Amministrativi – Segreteria • Informazione e Trasparenza • Rapporti dei Docenti con le Famiglie • Piano Annuale delle Attività Funzionali all’Insegnamento o Docenti o Alunni o Personale A.T.A. • Incarichi Attribuiti nell’Anno in Corso o Collaboratori del Dirigente Scolastico o Funzioni Strumentali o Coordinatori di Classe o Rappresentanti dei Genitori di Classe o Rappresentanti degli Alunni di Classe pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 2 3 5 8 8 9 10 11 12 12 13 15 16 16 17 17 18 18 19 20 21 22 23 24 25 28 28 29 29 30 30 31 33 34 36 o Rappresentanti degli Alunni della Consulta Provinciale o Consiglio d’Istituto o Giunta Esecutiva o Comitato di Valutazione del Servizio degli Insegnanti o Organo di Garanzia o Responsabili di Laboratorio o Commissione Orientamento o Gruppo H o Incaricato Esami Integrativi e di Idoneità o Incaricati Leggi 584/1975 – 3/2003 o Commissione Viaggi d’Istruzione o Commissione Organi Collegiali o Commissione Elettorale d’Istituto o Commissione Sicurezza o Responsabile Sito Web d’Istituto o Commissione Orientamento • Programmazione Educativa Annuale delle Attività o Orario Settimanale delle Lezioni Costruzione, Ambiente e Territorio Quadrimestralizzazione di Alcune Discipline Flessibilità dell’Orario e Diversa Articolazione della Durata delle Lezioni Amministrazione, Finanza e Marketing Diversa Articolazione della Durata delle Lezioni Turistico Diversa Articolazione della Durata delle Lezioni Sirio Diversa Articolazione della Durata delle Lezioni o Organizzazione di Iniziative di Recupero e Sostegno o Interventi Compensativi o Attività di Accoglienza o Gli Alunni Diversamente Abili • Programmazione Didattica Annuale dei Docenti e del Consiglio di Classe • Metodologia d’Insegnamento • Verifiche • Valutazione pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 38 38 39 40 40 41 42 42 42 42 42 43 43 43 44 44 45 45 45 45 pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 46 47 47 48 49 50 50 50 51 51 51 pag. pag. pag. pag. 53 54 55 56 Momenti della Valutazione Valutazione degli Alunni con Disabilità Valutazione della Religione Cattolica Valutazione degli Alunni con Difficoltà Specifiche di Apprendimento (DSA) • Criteri Generali di Valutazione • Criteri di Ammissione all’Anno Successivo e all’Esame di Stato • Criteri per l’Attribuzione del Voto di Condotta o Recupero del Voto di Condotta • Credito Scolastico o Classi Quinte o Classi Quarte e terze • Credito Formativo • Attribuzione della Lode • Assi Culturali e Certificazione delle Competenze o Centralità delle Competenze o Competenze e Assi Culturali • Attività Scolastiche o Viaggi d’Istruzione o Visite Guidate • Attività Extra-Curriculari - Progetti o Prevenzione delle Tossicodipendenze e Lotta al Tabagismo o Condotta e Comportamento o Cittadinanza e Costituzione o Eco-Sport (Sport e Ambiente) o Quotidiano in Classe o Educazione Stradale o Educazione alla Salute o Fare Prevenzione a Scuola o Comenius e Progetti Europei o Prati di Tivo in Neve o Attività Musicale o Educazione all’Immagine e Cineforum o Centro Sportivo Scolastico o Ora Alternativa o Percorsi in Biblioteca o Libri in Comodato o o o o pag. 57 pag. 58 pag. 59 pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 59 60 63 64 66 67 67 67 68 69 70 70 71 73 73 73 74 74 74 75 75 75 75 76 76 76 76 76 77 77 77 77 77 Alunni Stranieri Percorsi Sicurezza e Valutazione Scuole Accordo di Rete “A Scuola di Continuità” Anche Noi Artisti Corsi di Recupero e Sportello Didattico Alternanza Scuola-Lavoro ECDL – Patentino Europeo per il Computer Progetto Lingue Settimana Corta Consolidamento delle Costruzioni Giochi della Chimica Conservazione del Catasto Fabbricati Attività del Centro di Educazione Ambientale – C.E.A. Il Piacere di Insegnare – Il Piacere di Imparare la Matematica. La Storia della Matematica in Classe: dalle Materne alle Superiori o Concorso Fotografico o Premio Pirandello o Integrazione e Prevenzione Alunni Diversamente Abili o Io Ti Accompagno o Ricostruzione Storica del “Comi” o Museo o Tirocini Aziendali o Le Hostess o Studenti Lavoratori o WAI – Imprenditorialità Femminile • Valorizzazione delle Eccellenze • Statuto delle Studentesse e degli Studenti • Patto Educativo di Corresponsabilità • Carta dei Servizi • Regolamento per il Funzionamento dell’Istituto o o o o o o o o o o o o o o • Allegati o Valutazione Intermedia (voti) o Valutazione Intermedia (giudizi) o Tabella per l’Attribuzione del Credito Scolastico (classe quinta) o Tabella per l’Attribuzione del Credito Scolastico (classi terze e quarte) pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 77 78 78 78 79 79 79 79 80 80 80 80 80 pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 81 81 81 81 81 82 82 82 82 82 82 83 84 89 91 97 pag. 107 pag. 108 pag. 109 pag. 110 o Certificato delle Competenze di Base pag. 111