IL
PROGESSO
ORIGINALE
DI
GALILEI
GALILEO
PUBBLICATO
PER
LA
PRIMA
VOLTA
U
DA
DOMENICO
BERTI
ROMA
COTTA
B
COMP.,
TlJPOGRAFI
isve.
*
•
DEL
SENATO
STORICA
INTRODUZIONE
AL
DEL
PROCESSO
PARTE
PRIMA.
16
16
TfiE
PIBLIC
ASnoC.
TILDEN
/
TOEK
NBW
LIBRARY
LESiOX
BH)UNDàTI0N8
AND
GAP.
I.
SOMMARIO
del
Storia
—
1182
volume
Descrizione
chivii
di
Neir
di
Roma
e
Archivio
sul
gli
contenente
volume
detto
al
del
dosso
cui
neir
nel
Galileiani
1848
agli
Ar-
Dublino.
di
vi
Vaticano
S.
Archivio
è
un
lume
vo-
Offiz.
(contra)
MATHEMATICUM
GALILEI
angolo
processi
scritto:
è
Coni,
GALILEUM
dei
rubati
College
Trinity
secreto
EX
e
Documenti
—
venduti
originali
atti
della
superiore
facciata
sinistra
a
Florentin,
volume
Questo
famoso
contiene
condotti
anni
che
per
noi
le
in
Roma
di questo
e
durante
cui
atti
Galileo
contro
secolo,
dispute
degli
gli originali
chiamare
possiamo
fu
dei
e
sarà
due
Galilei.
ritamente
me-
segno^
processi
Nei
l'occupazione
primi
fran-
VI
cese,
in
dove
e
levato
fu
esso
fu veduto
Carlo
da
il
Denina,
fosse meritevole
Ma
primo.
disse
la
otto
che
Se
si lasciò
anni
Marini
Sede
di
che
pa
stam-
Napoleone
si
non
e
sospeso
che
furono
al
Delambre,
della
1
5,
colà
vive
e
di
nostro
neanche
senza
Roma
rinnovò
da
ottenne
dal
della
Senna
qualche tempo
dovendo
presso
allontanarsi
Marino
Monsignor
Pontefice
mentovato
dove
la Francia
da
tuttora
nel
lo
si
di
sé
Roma
nel
Marini,
che
depose
trova.
restituirlo
neW
Se
facesse
Onde
Pio
dalle
ritorno
ed
di
lo
IX
poi
riosa
glo-
tenne
il commise
i 848
novembre
ordine
per
è
del
del Vaticano
archivio
però
sentato
pre-
era
italiano
ma
tuto
po-
decimo.
Tevere
ricordanza. Pellegrino Rossi*
che
aveva
faceva
nostro
un
ricuperarlo,
non
di Carlo
quelle del
da
le mani
richieste
sue
che
manoscritto
al Pontefice
di
costo
ciò
governo
su
il prezioso
si fosse *. Ma
esso
le
insistenza
ilcelebre
neH. 846
ogni
Luigi Filippo
conseguire
il Governo
ripartirsenecon
ad
tanta
con
ostante
restituito
dove
per
Santa
della
presso
fosse
sapere
desiderava
che
Francia
trasportatinon
perchè
rino
Ma-
Monsignor
in
istanze
rinnovate
manoscritto, dovette
vuote
4 7.
e
proprietà
stati
erano
ristorazione
1 6
commissario
gli oggetti
che
più
4,
i 81
nominato
rivendicare
a
la
cominciò
documenti
quei primi
storico
vi trovò
ordine
in
dall'astronomo
Negli
per
dallo
nulla
ne
per
più lustri,
e
glialtri
sportato
tra-
e
\
Venturi
rive
romani
per
tra
e
fronte
a
poi
comunicati
le
molti
risapersi\
a
oltre
progredì
restò
quale
la versione
con
dove
Parigi
archivi!
dagli
vero
obbligo
a
che
Roma
VII
di
insino
ad
ora
effetto.
senza
Dae
di
rimase
pubblicarlo^quest'obbligo
uomini
di studiarlo
leggerlo e
due
ce
porta
Memorie
sizione.
comodità
diedero
ne
opuscoli separati,l'uno
L'italiano
ebbero
che
pertanto
non
italiano
l'altro francese.
e
titolo: Galileo
per
in
contezza
Vinqui^
e
Il francese
storico^critiche
:
.
Galilée
des
procès
son
inédits^. Del
document
Marini
Marino
segreti della
opuscolo
memorie
di
Esse
Marini
scritte
sono
del
per
taluni
lavori
compone
dirette alla
cui
è
di
Archivi
Henri
di
socio
era
dalle
già
i
terari!.
let-
demia
Accaordinario.
ed
prime
tezza
esat-
parole
dello
intendimento
fatti
de
quattro
romana
semplicità
chiarire
e
narrare
degli
secondo
poca
non
signor
Mon-
autore
del
Insino
che
d'après
si
di
con
narrazione.
comprende
autore
del
Archeologia
di
si
Francia
dissertazioni
o
Prefetto
Sede,
in
è
primo
già
Santa
l'Epinois noto
L'
condamnation
sa
^
riscontrandoli
depositario,ma
di dar credito a talune
opinioni, nelle
preconcette
è fisso da
quali tanto
accorgersi neanco
non
in cui cade. Discorre
delle contraddizioni
con
gerezza
leg-
agli
atti
e
tendo
di
Passa
(ed
sotto
processo
con
è
silenzio
di
convenirsi
trae
in
aperta
le
qui,
di
prove
dove
era
di
reverenza
poca
recare
cui
il
suo
Galileo^
afferma.
quanto
torto
ommet-
è
grave)
ragguardevolissimidocumenti,
di quelli soli che
far cenno
alla
spesso
sua
tesi.
Dai
documenti
giudizii e conclusioni,
contraddizione
coi medesimi.
tentandosi
con-
crede
che
che
Non
duce
adsono
esa-
vili
mina
che
egli tratta
e
così
d^l
vero
iS
giugno
serva
che
critica
dà
non
la
moltiplicitàe
mente
di
pienezza
con
le
mentre
1633^
di
saggio
importanza.
e
STariate
di animo
E
quistioni
infine
uomo
così
la
conoscerne
poco
mutila
pensatamente
lasciando
indietro
le
di
osservante
il Decreto
parole
con
le
quali la Congregazione del S. OfBzio, raccolta
la presidenza del Pontefice^ intima
che
si
sotto
faccia
Galileo
lo esperimento della tortura,
contro
si
eglisoggiunge che: non
eseguire
pò tea in Roma
la tortura
di chicchessia
il presalo
contro
senza
Decreto
della suprema
congregazione del S. Of^
ciò
asseriva
Jizio\ Ma
con
se
quale coscienza
che
la
sotto
aveva
gli occhi il Decreto
appunto
intimava?
rini
MaL'opuscolo di Monsignor Marino
contiene
narrazione
non
quindi la schietta
dal titolo)dei fatti
(come si potrebbe argomentare
che
si attengono
ai processi galileiani^
bensì
ma
l'apologiadel S. OfHzio. Questa apologia è tutta
intesa^ come
parecchie altre uscite in questi nostri
che il S. OflSzio non
tempii a dimostrare
riprovò
la dottrina
le idee
ma
copernicana
teologiche
cui Galileo
rendette
come
con
se
ne
interprete.E sictesi è contradetta
da
tutti gli atti
questa
dei due
processi,perciò il Marini non
già pensò a
avrebbe
pubblicarlicome
a
potuto e dovuto, ma
,
ridurli
e
assunto
che
mutilarli
puerile. Per
die
in luce
adempiere
i* cultori
per
puossi senza
il che
questo
è da
suo
alla promessa
sinceri
della
dare
di storia
aria
offendere
il
concludere
opuscolo
come
se
non
il Marini
sembra^
fatta al Governo
storia
un
chiamare
vero
che
ad
glie ne
per
francese,
possono
IX
grado;
sapere
finitiyamente
àal
trarre
medesimo
che
tatto
cospirasse
^
nel
mettere
che
le
visato
sharie
per
vero
suo
passioni
modo
quale doi^eva essere
più obbligo quanto
dell'
Roma
non
Tolessero
esporlo a^^eano
lasciarlo
non
che
che
farlo
scomparire
tanto
che
intendere
adoperata
nel
fine
che
S. Sede
poterla
di
poi
fa
rarlo
ricupe-
dalla
i nemici
al
tra*
storia
lascia
s'era
fatto
un
aveva
ne
nella
egli
a
riconoscere
E
stesso.
se
timore
per
impunemente
nello
in
altro
per
non
se
la
manoscritto
autografo
{ferità di
lum.e
più
a
leiana,
gali-
yertenza
provveduto alla cosa dandoci
senza
travagliarsi nel rU
avrebbe
il processo
esteso
la
afferma
de-
risolvere
pubblicò per
egli
come
meglio
in
lo
poi
se
accusare.
TEpinois è scritto con
con
e
più larghezza di
più indipendenza di mente
del
concetti.
è riportatointero il Decreto
In^ esso
altri documenti
di non
"16 giugno "1633, con
poco
L'opuscolo
di Enrico
ommessi
il
intorno
alla
col
ciò rendiamo
tuttavia
possiamo
non
di
Mentre
momento.
de
del
parere
lettera
quale
lamentare
non
Galileo
che
abbia
S.
Offizio
del
consultore
di
all'autore
lode
Benedetto
a
il processo
incomincia
del
stelli
Ca-
J616,
quellidei consultori dèi processo del "1633,
dei quali è malagevole assai
retto
portare
senza
e
alla condanna
intorno
lamentiamo
cui
si apre
dato
di
che
e
il solo
parecchi
obligo
la
abbia
si chiude
sommario
altri
ed
omessi
il
e
i due
volume,
e
il
non
documenti,
discussione
all'abiura.
intralciata
Del
riassunti
che
testo
ci
e
pari
con
abbia
compiuto
gliene
come
dizio
giu-
faceva
contradittoria
che
da
ferve
Che
ben
egli
Galileiano
si
dal
duole
Ci
alcune
che
inesattezze
mettendo
Ma
alle
manchevole
è
il contrasto
il
è che
Ed
con
talvolta
in
senso.
il
nellai parte
documenti.
quella dei
giudizii
torno
in-
osservazione
ogni
parte
opinioni, certo
sue
riesce
che
da
signor
Mon-
narri
cada
alterano
ne
onde
di
tesi
documenti^
e
non
TEpinois
di rado
non
parzialità i fatti^
soverchia
la
se
fatti
il De
che
porti
processo
dei
contezza
significatodei
al
del
sincera
avvalorare
Marini^
Marino
storia
ritenuta
infine
di
desiderio
contrarii
la
che
piena
avesse
medesimi
ai
.
sarebbesi
compone.
vinto
Intorno
tempo
sapeva
non
quando
si
tanto
è
suo
scolo
opu-
principale^
questo
per
che
dei
rimasero
scemò,
e
pareri non
condanna
ed
ed incerte
le ragioni della
i
oscure
del i 653.
che dettero
veri motivi
origine al processo
che
Dalle
cose
dopo
esposte si può concludere
due
di
secoli
controversia
tuttavia
manca
sui
la
compiuta
il
cadere
deve
quali
quindi meraviglia se ci
al fine
ogni mezzo
diciamo
che
e
se
fu
grandissima,
felice
rapito
color
che
è
e
nella
volume
verde
sono
chiaro
ai
è
alquanto
qui
che
uniti
recherà
tare
sperimen-
a
l' intento,
raggiungere
del
i nostri
animo
nostro
sforzi
sortirono
fra le mani
avemmo
stanza
documenti
Non
inducemmo
prima
come
dolorosamente
Questo
giudizio.
di
ricerche,
dei
notizia
la commozione
compimento
volume
di laboriose
e
del
il desiderato
testé
Theinér
padre
vivi^
ricoperto
da
sbiadito.
Tra
un
cartone
i due
interpoiaendosicirca
gli atti del primo dovevano
di
processi
"17 anni,
trovarsi^
XI
in
dìyerso
volume
un
del
atti
gli
del
così
del
992.
nel
volume
del
la
4 646
si
e
584
del
al
insino
una
544
e
documenti
viene
documenti
del
mentovato
sunto
ordine
è
non
da
il
che
numero
nella
di ciascuna
prima
che
notare
più
gnate
se-
del
il
mero
nu-
dei
regressivamente
le
tutte
processo.
gine
pa-
Si ebbe
564
avessero
regressivo
della
è
al
erano
processo
così
dal
544
sino
pagina
una
al
nella
del
superiore,
pagina, la quale va
parte
rimontò
s'incontra
si appose
che
numero
un
quello già adottato^,si
con
ora
insino
si lasciò
quale principiadal
la
numerazione
cumenti
do-
numerazione
si salì
primo
dei
partenza
segnando
del
564.
comprendendo tutto
ai
Essendosi
posteriormente preposto
dei
due
dele
fesunto
processi riuniti un
loro
affinchè
le pagine del
contenuto
il volume.
in
indi
544
sola
di
prima
dal
serie
del
punto
4655
nella
quale
principiava la
numero
dei
così
cui
la
documenti
per
staccati.
separato
con
dei
prese
da
documenti
volume
numerazione
pagine
le due
tima
l'ul-
posto che
furono
nell'ultima
del
e
il
segnati
insieme
un
950
quale
e
atti
degli
numero
sono
fece
ne
se
e
del
atti
zione
numera-
indicano
dal
riunirono
si
il
584
numero
vano
contene-
4655.
numeri
4 655
si
una
pagina
porta
due
dal
le
6
Cotesti
documenti
parte
prima
464
occupavano
da
La
avere
del
quelli
cui
epperciò gli
dovevano
da
è.
processo
pagina
Quando
secondo
4 616
diversa
I
quello in
5
processo
E
da
volume
terza
ma
dal
dasse
concor-
di
nuovo
che
557
parte
periore
su-
'\ Infine
numerazione
nella
numero
inferiore
4
sino
XII
al i
è
ossia
03^
bandita
la
Egli
processi
Galileiani
dai
scorrezioni
e
ci
li
cui
con
di
trovammo
Cotesti
genuini
diciamo
ed
copiammo
documenti
ritrovano
tutti
di
esperienza e
paleografi valgono
a
loro
autenticità.
che
detti
documenti
di
i
Galileo,
altri
ed
con
documenti
in
ispecie con
appartengano
non
nel
Le
volume
si
S.
Offizio
alla
serie
del
della
dei
essi
la
si
stra
no-
più insigni
la
aggiungere
con
le
sua
vita,
lettere
in altri
copiarono
in
Noi
accertarne
da
è
scoprirono
quelliche
registridel
dei
ed
che
i fatti
si
che
la
ritenersi
secondo
che
concordano
tutti
le inesattezze
in
perchè
no^
Al
tegrità.
in-
piuttostoalterati?
dimostrarne
.piena
loro
stante
essi
osservazioni
le
i due
in cui
impossibilità
le stampe
ginali".
sugli ori-
caratteri
quei
che
cademmo
debbono
non
prontamente
volta
T
e
riscontrare
o
dotta
intro-
stata
le citazioni.
prima
cui
in
autentici
Galileo.
contro
sia
cui
con
pubblicati nella
dotti perdono per
sono
Imploriamo
fretta
la
per
giugno
tortura
più agevoli
adunque
è
del
numerazione
questa
rendere
per
di
minaccia
che
Sembra
al decreto
inslno
con
luoghi
nei
ticolari
par-
sebbene
Roma,
documenti
tenuti
con-
processo".
solo concordano,
ma
ve
adunque non
n'ha
cumulo.
E
persino negli scritti inediti
deirinchofer'', di cui parleremo più sotto, vi sono
nel J655
nei
che
gli stessi concetti
egli espose
al S. Offizio come
sultore.
pareri che mandò
teologo conprove
Due
miei
governo
del
amici
che
J848
in
alto
tennero
Roma
mi
fecero
grado
nel
grazioso
XIII
dono^
parecchi anni^ di taluni documenti
i quali quello del decreto
'IG giugno
sono
ora
Galileiani^
i G'f
tra
65
cui è ordinato
con
sottoposto
venga
tortura
a
che
:
Galileo
la
egli
ove
Galilei
stenere.
so-
possa
.
^1848
nel
documenti
cotesti
Tra
da
dei
uno
Inquisizione^ sul
modo
cui
con
cioè
che
per
le nlani
come
spediva
del
direbbe
si
inscrivasi
tutta
a
per
voce
o
ad
nei
esempio,
la
denunzia,
del
denunziante
registri dei
della
T
del
di talune
dei
per
le
cosi
e
processo
di
nunzia
de-
una
denunzia
Questa
del
e
da
Questi
essa.
contro,
presso
semplice registro in
della
del
dei
Decreti
Congregazione
solito
Congregazione
si
Mentre
processo.
atti del
negli
interrogatorio e
e
istruttore
composta
seconda
esteso
per
le
cesso
pro-
zioni
deposi-
testimoni, s'indicavano
semplici
S. Offizio
riportatetra gliatti
la
a
un
atti
dagli
separatamente
metteva
negli atti
le deliberazioni
notavansi
prima
papa.
iscritto.
tenevasi
dal
presentato
essere
per
fatta
scritto^
de-
Offizio
passava
Offizio
dal
S.
giudice
di
il commissario
presso
atto
o
S.
per
intiero
Congregazione
cui
dal
moveva
Fistruttoria
atti stavano
la
ogni
del
processo
fatta
derivanti
bisogna
e
noi
variazioni
avanti
presieduta
e
Ciascun
pure
ed
della
Decreta
da
volume
commissario
Congregazione
cardinali
la
si
trascritti
leggevasi
originali del
ogni pratica
ora
alla
dosso
semplici
corrono
furono
registri deirarchivio
cui
atti
quelli degli
che
le
del processo
deliberazioni
quali poi
con
nivano
ve-
zioni
le varia-
parole;e siccome in ciascuna tornata
Congregazione deliberava spesso sopra più pra-
XIV
liche, così
nel
registro dei
deliberazioni.
yarie
di
le
tutte
sola
quali erano
Congregazione.
si riferivano
ad
diverso
il
Ecco
decreti^ dalle
atti
processuali'*.Ma
che
i
porga
diciamo
dei
è
decreti
risoluzioni
quest'ultimo
per
esteso
che
quello
li porge
che
dai
volume
dal
e
come
documenti
tutti, così
porga
ruhricelle
della
ha
tutti
cumenti
do-
registri
degli
è il solo
che
e
li
ce
più importanza;
gistri
perchè nei re-
solamente
venendo
quelli
abbiamo
noi
perchè
processuali galileianicavati
dei
da
deliberazioni
le
una
tivi
registriindica-
o
di formato
scrivere
per
le
ricerca
che
spesso
notayansi
agevolare la
ruhricelle
tenevansi
servivano
che
fine di
deliberazioni
materia
i
Al
decreti
le
inserite
della
i pareri
Congregazione mancano
dei
teologi consultori, gli interrogatoried una
parte degli atti della procedura.
derivanti
La
dei documenti
perfettaconsonanza
dai tre
ravvalora
fonti sovracennati
più
sempre
quanto
affermammo
ad
Insino
in
tutti
ora
i documenti
apocrifi(ad eccezione della
il Tirabòschi) furono
errore
verissimi
e
Autentica
e
Covi
la
dei
all'autenticità
intorno
desimi.
me-
galileianigiudicati
lettera che
trasse
riconosciuti
tentici
au-
'^
verissima
venne
del
lettera
da
dimostrata
padre
Maraflfi
berto
Gil-
cata
qualifi-
apocrifa dal padre Olivieri e dal suo editore
sare
Cedi prove
minore
sodezza
non
bolognese. Con
Guasti
del
rivendicò
Buonamici
T autenticità
tacciata
Martin
nel
Galileo
Galilei".
suo
dotto
di
libro
relazione
della
apocrifa
intorno
da
alla
Enrico
vita
di
XV
Medesimamente
simi
documenti
i
la
né
del
in
i 849
Nel
quali
ministro
valso
blin). Secondo
di
abiure,
originale
si trovi
Galileo
noi
che
dalla
tratta
nelle
del
in
Barberini
in
Congregazione
era
esecuzione
del
S.
chester
Man-
Questi dopo
sopra
al
somma
Gaidoz,
i
tovati
men-
di
papi, registri
processuali.Ignoriamo
e
della
dal
delle
OfSzio
La
al
che
Padova,
e
stampa
conservasi
che
fu
dita
spe-
Onofrio
risoluzioni
cui
é
processo
cardinale
di
di
sentenza
carte.
manoscritta
queir inquisitore
a
del
nell'Appendice
Santo
di
lumi
vo-
(Trinity college Du-
sopradette
sentenza
nell'archivio
esso
della
berini
Bar-
membro".
del proquegli altri documenti
cesso
la luce
Galileiano
che
partitagià videro
sia perché nulla aggiungono a quellicon-
Ommettiamo
mente,
dell' abiura
diamo
ne
atti
cumenti.
do-
lire sterline
uguale
lettere
contengono
sentenze,
r
Dublino
77
condottivi
e
per
le informazioni
volumi
se
studi
Of-
di Roma
duca
protestante.
suoi
pei
collegio Trinity
di
S.
copiosi
500
per
scritti, li cedette
suoi
dal
ciono
giac-
o
del
altri
comprati
rivenduti
esso
sig.Gibbings
tre
archivi
dagli archivi
involati
furono
da
essersene
epperciò
con
biura
l'a-
l'altra
e
quelli dell'Inquisizioneben
da
e
disperse
furono
massime
i
al
disordinati
ed
né
L'una
registria parte
andarono
fizio^ o
e
di condanna.
nei
ancora
sinceris-
trovammo
non
processo
sentenza
forse
stavano
i
professore Ghepardi
giudicarono alterati''.
volume
Nel
riporsi tra
il
che
Wohlwill
Emilio
da
sono
XVI
tenuti
nel
volume
intendiamo,
volume
da
come
quei
'l 4
82
del
soli
che
dell'archivio
processo,
principio
si
sia
di
dicemmo,
nelF
trovano
segreto
perchè
del
qui
blicare
pub-
autentico
Vaticano
'\
XVIII
discoprimentiportavasi in Roniìa. Quindi è
che
da rammarico
intende dal Cigoli
come
preso
contrari
si rallegra appena
i gesuitigli sono
e
gere
scorpotè esso
gli è riferito clie il Clavio
pure
suoi
^'
*'
gioia
sua
animo
che
è
schietta
così
Castelli^al Sarpi^
toscano
in
Praga
in
stanno
Firenze^
e
pianeti
SUOI
ad
Perocché
ben
od
libero
gli
con
alla
che
stabilita
la
stata
pianeti medicei
tutto
a
si
universale
consenso
L'assenso
Galileo
di
che
Roma
egli
conseguirlo. In
il suo
sguardo,
relazioni
e
era
Roma
in
con
sarà
di
pronto
si
Roma
ostile ^\
scriveva
ai
tal costituzione
chiarita
ricevuta
essa
de' matematici
era
gliene
speculazioniintorno
dire
potrà
il mondo
l'universo
del-
confermata
venisse
delle
verità
suoi
Tufificio
esercitare
gli fosse
Roma
in
come
i
Collegio Romano.
od imposgli tornava
sibile
Vinta, segretariodel Granduca,
che
di
il
od
Roma
ove
scritti
evitare
difficile
scrittore
son
costituzione
costo
che
sapeva
oltremodo
Belisario
infatti
ogni
Roma
impedimento
gesuiti
.
a
voleva
ai
quelli che
a
con
sciatore
all'amba-
fa vedere
e
divulgare
pellegriniintorno
facesse
avviso
dà
ne
al
concetti
e
che
la
E
Giove.
esultante
1
passaggio
Intendendo
di
i satelliti di
canocchiale
col
et
a
per
affrontare
tutto
appuntava
intratteneva
cardinali,
astrologi.
momento
tanto
di
dal
per
continuo
mente
studiosa-
monsignori^
il
conquiste era
con
alle sue
prelati. E segno
così
Collegio Romano,
non
perchè racchiudeva
nelle scienze, come
versati
pochi uomini
perchè
con
costituiva
una
'
specie di
tribunale
tifico".
teologicoscien-
XIX
la ragione
Ecco
in
Roma^
da
due
vi
dove
servitori
ordini
e
lo
toscano
a
del
spese
ospitò, giusta gli
nel
Firenze
venne
accompagnato
lettiga^ ed
con
da
ricevuti
'f61 4
marzo
il dì 29
giunse
L'oratore
Granduca.
nel
cui
per
palazzo
dell' Ambasciata
^\
Il
Del
Monte
indi
di
far
i cultori
del
quale
dove
Collegio Romano,
toccar
delle
con
la
mano
attribuivano
più
verità
operarono
del
la debita
recarlo
per
al
lode
Copernico,
in
non
della
egli
Lillio che
che
con
atto.
grande
in
avesse
Clavio
sebbene
agli insignigeometri
il Clavio
Quantunque
i lavori
ed
il
Gregoriano,
desse
ne
divisato
aveva
i
nomia
dell'astro-
e
primo posto il
gesuititutto il merito
Calendario
modesto
lui
matematiche
Collegio teneva
del
riforma
esso
al
dimestichezza;
discoprimenti.
Tra
più
strettissima
aveva
il cardinale
visitò
venuta
sua
subito
premeva
de' suoi
lo
cui
con
si recò
gli
al
della
domani
tuttavia
osava
conto
carsi
stac-
dalle
Quindi mentre
opinioni ricevute.
giava
prel'ingegno del Galileo, accoglieva però con
tanta
lo
riserva
giudicavano
vuoisi
più
che
in
cui
le
a
del
novità
Nunzio,
quelle ostile".
ad
altro
La
ascrivere
che
taluni
quale ritrosìa,
all'età
tissima
avanza-
tico
quando il matemadi Pisa
pubblicò i suoi discoprimenti. Al
Clavio
seguiva il Griemberger suo
discepolo e
lettore nell'Università, il quale era
in voce
pure
di
di insigne matematico,
che
sebbene
i libri
luì ci restano
siano
che
non
compendii o sunti
delle
voluminose
già
si
opere
trovava
del
suo
maestro.
Att^n-
XX
derano
col
Tatorio
astronomico
che
Clario
dei
noto
dotti
la
per
Intorno
i
maggiori
e
giudici
il
Galileo
uomini
tra
tutti
sul
e
Tuomo
che
Stavano
i
Galileo
minori
in
era
si
quel
e
quel
fosse
ricevuto
pertanto
non
Galileo
loro
conferì
di
maniere
onorevoli
intorno
del
alla
satelliti
Collegio
amici, sostenitori
suoi
di
del
cardinale
Federico
fianco
capo,
di
due
fezionatissimo
il
Luca
estimatore
sincero
visita
e
dei
Galileo
e
Gli
dai
volgimen
ri-
tra
mini
uo-
Ricques, il
monsignor Dini, lo
Gallanzoni
segretario
il
come
i lincei
col
Valerio
principeCesi
valente
dell' ingegno
metra
geoe
della
poi quasi sempre
segnalati pittoriai quali egli era
lui.
guente
secon
pochi
discepolinon
Bellarmino^
loro
e
dottrina
Guerengo,
egli
cortesi,
e
allora
noverava
e
ed
Giove.
singolare momento
Boccabella, Attilio Amalteo,
il
libro
determinazione
di
Agucchia,
palesassero
quel fatto Toffese. Nella
sperimentò il canocchiale
del
Fuori
facevano
con
quella
Collegio, T insipido
il
che
cardinale
le risa in
le risa
conto
di
in
questo tempo
d'Italia'\
fuori
opuscolo del Sizzi", Quantunque
poco
glievano
racco-
pensiero
il
tra
nel
dire
corpo
tanto
sovrastava
introdotto
".
si potevano
si dava
gesuitileggendo
fu
Lembo
nell'osseryare
dentro
autorità
grandissima
Paolo
e
formavano
quale
maggior
^
altri
di cui
Malcotio
la
con
che
Collegio^
censori
Bellarmino
che
diligenza
del
di
o
tempo
suo
questi
e
all'ossero
Odo
Collegio
Keplero
del
sua
a
Griemberger
del
col
carteggiava
parte
col
e
stavano
quali era
vivamente
amato
a
afil
XXI
ed
Cigoli
il
carattere,
di
ingegno
per
nelle
istruirsi
celesti, così
il
ma
fedeltà
discorsi
fede
pittura^ della
talune
che
e
bellissima
carissimo
lo
facevano
ai
poeti,
la
cui
quanto
che
nel
non
le
passare
amici
il
Nel
Monte
alla
sue
ai
il
ed
dei
Firenze
le
ei
una
concetto
simo
finis-
arti
belle,
medesime,
scultori
gradiva
ed
tanto
altret-
Onde
più
egli
amava
dei
stanza
benevoli
E
suoi
Galileo
come
di
che
riporre i
il Del
ed
Conti, Farnese
munì
chelangiolo Buonarrotti
la quale
inedita, e con
da
sono
Barberini,
si
ed
Il gusto
pittori,agli
Orsini, Bandini,
dei
fanno
Passignano.
suoi
nominato.
loro
tiva,
prospetne
alle
modesta
zienza,
pa-
I
Cigoli,
tutte
per
nella
ore
conoscenza
da
della
come
al
conversazione
Cigoli
sopra
sull'arte
quella dei matematici.
superbo Collegio Romano
novero
cardinali
solari.
cognizioni intorno
sue
con
pellegrinitàdi
Galileo
aveva
le svariate
macchie
Galileo
e
col
osservazioni
scultura
per
yita
le novità
conoscere
giudizio critico".
di
profondità
e
di
lettere
le altre
tra
le
per
desiderosi
Passignano disegnava
talvolta
versavano
della
di
e
facevano
grazia
e
di
entrambi
erano
solo
uomini
amenità
per
scienze
non
canocchiale,
eccellenti
e
Come
conrersazione.
di
3S
Passignano
molto
teneva
così avanti
di
lettera
di
una
qui
riferiamo
Mi-
perchè
nella
si introdusse
tire
par-
casa
Barberini.
«
mi
La
porge
e
merito
del
signor
di fare riverenza
occasione
illustrissima
Il
costà
venuta
di
darle
le
singolare
buone
della
Galileo
Galilei
Vossignoria
feste già prossime.
a
persona
che
farà
xxu
mi potrà far più degno della
me
quest'uffizio
per
gratitudine".» E forse
sua
benigna e consueta
il piede nella
questa fu la prima volta che pose
rosamente
dolodi questa potente famiglia il cui nome
casa
delle afflizioni
si collega con
la storia
ebbe
di poi a
che
esso
pr orare.
le
Per
delle
Tulgatasì
di
parlare
vogliamo
di
pieno
coir
ampia
idea
fronte, col
potesse
come
vivace.
e
grandi
volto
patrizi
ed
nel
feudo
della
del
in
belle
fanno
ne
casa
e
solo
a
gli
fu
accoglienze;
Roma
e
di
palazzo
sontuoso
udirlo
per
non
in
persone
poscia
lo
Gaprarola
famiglia.
palazzo
d'uomini
del
dai
dotti
si
quali
città di Roma
il
di
qualificati
per
e
di dove
aprile
col
suo
lo
orti
tutta
Galileo
di
questo
parte
una
sguardo
s'estende
vedere
canocchiale
riche
ca-
Bandini
cardinale
signoreggia
orizonte^ faceva
vasto
o
Quirinale. Negli
,
sere
47
di persona,
autorevoli
d'onorevoli
raccoglievasi presso
palazzo
tempo
Farnese
dapprima
suo
eletta
Una
di
parlare chiaro,
noso
immagioccorreva
altre
averlo
per
lo banchettò
un
dito
gra-
con
quando
e
ragionare. Il cardinale
larghissimo di ogni sorta
invitò
E
'*.
gareggiavano
per
essere
bello
severo,
lettere
Le
encomi
Cardinali,
della
col
sguardo profondo,
lo
nobilissime,
elegante, piacevole
nel
gran
si vedevano
che
vigoria, con
maniere
di
ma
un
maraviglioso ingegno.
suo
avere
di-
fama
in Roma
era
novità
la
per
ricerco, giova figurarselo nell'età
e
anni
del
e
e
scoperte
sue
lui, delle
canocchiale
se
relazioni
accennate
nelle
i satei-
XXIII
liti di Giove
Sembra
che
eziandio
taluni
forse
di
fece
pure
cotesti
a
in
le
dimostrazioni
dal
date
furono
I
ammirazione
del
Io
nella
festeggiò
sulla
sommità
porta
di
Gianicolo
di
Roma.
vi intervennero
Laterano
in
sul
miglia,
cielo
Galileo
smontò
di
loro
meraviglie
la
il canocchiale
nei
la
misura
^^
pranzi,
così
Cesare
Cesi, Giovanni
Clemente
solerte
naturali
convenivano
di
Venere
il
ed
il
ed
S. Giovanni
l'iscrizione
di
al
il canocchiale
compagni
In
questa
che
di Giove
occasione
dei
convitati,
ciascuno
a
delle
suo
lenti
conversazioni
di
marchese
di
vasta
presso
svariata
Federico
dottrina,
l'Oratore
spiare col
tricorporeo Saturno.
e
gionava
ra-
investigatoredelle
per
più
pranzo
su
i
uomo
notte
abitava
le
l'intervallo
argomenti
Demisiano,
Galileo
del
fine
lessero
nelle
Lagalla,
questi
il Sirturo
costruzione
sopra
Giovanni
dove
cui
dalla
curiosità
lasciò
e
osservasse
il Galileo
natura.
celesti.
con
lunge
ostante
gusto
appagare
per
pigliasse la
Come
convitati
poi rivolgendo
con
piacimento
ne
i
gli
Lincei,
presenti
in
più
posta
Narra
portico, non
scorsero
altre
con
e
dei
il canocchiale
appuntato
Le
Malvasia,
poco
che
luoghi,
d'amicizia
con
erano
e
favellano
pranzo
villa di
altri
tre
e
sua
persone
è
di
sontuoso
segnalate
che
solari.
Vi
in
stessi ed in altri
contemporanei
del
Galileo
Collegio Romano^
stima
.
intervenissero
macchie
S. Pancrazio.
che
discoprimenti
giovane presidente
Cesi.
Federico
avendo
del
questi
osservare
S6
suoi
convegni
padri
giorno
affettuose
dei
ragionava
e
Una
cose
scano
To-
chiale
canocsera
XXIV
cominciò
stelle^ si
loro
toglievano
nubi
le
che
al
in
tetro
un
rimasto
a
fosse
ed
stato
volontieri
d'intenderne
concesso
dere
chiu-
lungamente
uscendo
se
acqua
disse
Galileo
tì sarebbe
e
carcere
pane
lasciato
uomini
tra
alla luce.
a
le
contemplare
costumasi
come
disputare intorno
Lagalla che si sarebbe
datti^
di
di
la
là
gli
Di^
natura.
quidem viro philosopho sententìam
di un
esclama
Lagalla" e degna certamente
uomo
da
al Licetti
che
che
cinque lustri dopo diceva
meditando
intorno
a
quel
quarant'anni andava
certe
gnam
fenomeno.
misterioso
Di
questa
notizia
allo
il
in
Stelluti
si
ri*
matematico
nostro
nella
data
è
città
eterna.
infatti^ tutto
scriveva
che
Fabriano
ogni
nuove
(con Galileo) le cose
da
veramente
linceo^ Giove co'
rena
se-
del
vedeva
sera
cielo^ oÉBcio
quattror satelliti ed
i loro
filosofi che
dall'aere".
il cielo
Ed
e
era
suoi
tuosa^
mon-
ed
cornuta
co' suoi
jlussile
e
ferente
dif-
non
talvolta che
Galileo
astrologi e rispondere
umoristici
motti
con
luna
conchiudeva
accadeva
disputare con
sarcasmo
la
Venere
e
pei^ cui
tripliceSaturno
dovesse
periodi^
sinuosa
cavernosa^
amici
che
Cesi
marchese
giovane
esultante
il
contemporanei
soggiorno che
quest'anno (4644)
in
Il
ci
al
feriscono
fece
documenti
nei
conversazioni
altre
di
e
alle loro
col
sizioni
oppo-
*^
Il
tanto
conversazioni
delle
che
fasi di
se
ne
che
parlare
dei
quattro
Venere,
traevano
facevasi
di
ora
nei
pranzi
satelliti, della
Saturno,
sotto
e
le
forma
e
nelle
Luna^
conseguenze
di
ipotesi^
XXVI
alle
Torevole
FAntonini
da
Bruxelles
sentito
aveva
poi apertamente^
sommessa
voce
con
scoperte la divulgarono prima
nuove
gli stimati
scriveva
molto
con
ingegni
del
al
che
gusto
Collegio
tanto
Galileo
avesse
Romano
che
che
attirato
al sistema
copernicano *\
Gli
il
amici
Galileo
di
suggello dell'Ortodossia
Sidereo
discutere
che
e
d'ora
intorno
in
alle
credendo
esultavano
apposto al Nunzio
fosse
pòi
che
si potesse
scoperte che
liberamente
in
quello coned intorno
alle altre quistioniche alle
tenevansi
medesime
si collegavano. Il Dini
significava a
Cosimo
Sassetti
che
i gesuitierano
grandi amici
in Roma
L'Oratore
di Galileo.
Toscano
pando
partecial giudizio dei
esso
più presentò
pure
al Papa^ il quale lo accolse
Galileo
addì
22
con
molta
cortesia
e
non
comportò che dicesse una
parola in ginocchio*'.
,
Confortato
da
cotesti
fatti
e
presa
occasione
vevano
opposizioniche alcuni frati di Perugia moai suoi
discoprimenti,scrisse Galileo una
nella
solo
lettera
a
quale non
monsignor Dini
stile nervoso
confuta
lucidissimo, con
con
logica
motti
sarcastici
la fallacia delle argomentazioni
rigorosa con
rissima
in chiamette
degli avversari, ma
i principi della critica applicataallo
luce
studio
delle
discipline naturali.
noi
Le
assai
cose
sono
prima che
tempo
il noEd
cominciamo
stro
a
scoprirle ed intenderle.
intendere
è cagione della loro esistenza^
non
desime
poiché se ciò fosse bisognerebbe o che le meed insieme
fossero
fossero
non
cose
(fos-
dalle
«
XXVII
quelli che le intendono, o
le intendono) o
quelli che non
di pochi ed anche
solo
di un
sere
per
per
dere
farle
nel
ritorno
in
matematico
condusse
al
come
rivolgimenti
per
che
dimora*'
giovevole al
amò
la
trionfo
lileo
Ga-
se
del
valente
figliuolo
protezione*^
di
e
lavoro, Galileo
nel
soggiorno
suo
determinazione
alla
di
dei
Giove.
Ripartì da
dopo tre mesi
cioè
di
certezza
ed al
Duca
che
come
solito nel
giugno 46^1,
con
diceva
conforti
satelliti
pagnò
accom-
al Gran
fratello
del
suo
breve
nalzata,
ingli si sarebbe
di gratitudine,una
e
intorno
dei
4
addì
lo
compimento
a
i calcoli
Roma
di
giudizio
quasi
Monte
Grècia
glifu largo di
Continuando
Del
cielo
a
Guidobaldo,
e
suo
lettera
d'onore
segno
Degno
questo
una
in
vissuto
fosse
Roma
con
levandolo
quale
Galileo
bastasse
in
procurò
il cardinale
che
soggiorno
in
si
fama
Tanta
statua.
Tinten-
che
**.»
essere
nella
fossero,
non
fatto
avere
divulgamento
della
opera
nuova
astronomia.
Mentre
del
S.
le
di
od
accenno
se
cotesta
Cesare
alle
di
seguivano, il
insaputa di
Padova
Cremonini
se
come
lui
processo
mandava
doin
vi fosse
anche
corse
dottrine
versava
della
Firenze,
filosofiche
chiesa*'. Il processo
infatti
filosofia *\
in
voce
professasse opinioni
di
nel
tribunale
qualche fatto
che
Galileo si riferisse*'.Ignoriamo
a
dimanda
si collegasse con
quellatesté
del Bellarmino
o
supponevasi in
se
rammentata
Galileo
ad
Roma
quello
a
Roma
in
Offizio
corso
narrate
cose
unicamente
che
contrarie
del
intorno
monini
Crea
terie
ma-
GAP.
III.
SOMMARIO
Kumori
teologi
dei
di
21
Castelli,
Tommaso
da
tribunale
Firenze
S.
1613
Invettiva
-—
Galileo
è
dal
frate
Niccola
nedetto
Be-
a
Galileo,
fatta
al
denmiziato
—
Roma
in
Galileo
di
contro
Domenicano
frate
Offizio
Lettera
—
dicembre
Caccini,
del
Galileo
contro
Lorini
Giudizio
—
del
yaria
La
quieto
in
come
ne
quelle
degli
amici
di
Farcivescoyo
dal
Vescoyo
da
Monsignor
dei
Pisa.
motti
rallegrare
di
i
molti
di
discorsi
le
che
di
rumoreg*
sue
e
dal-
Medici,
Marzi
Gherardini
yendicayasi
lo
layori
teneyansi
nella
con
fiducia
lettere
Monsignor
che
pio»
Bellosguardo.
a
oltre
umoristici
amici
del
vivevasi
a
cominciaya
o
e
di
pieno
e
Rettore
taceya
Ximenes
Firenze.
Monsignore
Fiesole
ed
padre
Castelli
padre
copernicano
fede
*°,i
al
attèndendo
però
d'Elei
yiyaci
del
solitudine
Firenze
Galileo
indirizzata
Roma
sistema
fanno
di
di
Firenze
teologica
giare^
di
Offizio
nell'amena
natura
parte
S.
del
lettera
Deposizioni
TÌaggio
trionfo
futuro
Galileo
il
presso
dal
Reduce
Caccini
—
Attavanti
vano
alla
intorno
del
Deposizione
—
nel
Consultore
teologo
Uniyersità
con
cui
yisitayano.
e
era
taluno
solito
Venen-
XXX
giorno riferito da
ed in ispeciedalla
dogli un
in Corte
di Lorena
stina
e
Arrighettiche
Niccolò
madre
G. Duchessa
dall' arciduchessa
Cridi
Maddalena
.
Austria
di Giosuè
Benedetto
Castelli
delle
loro
Altezze, Galileo
sotto
il dì 21
delle
più
prese
la penna
1 64 3 al
e
scrisse
discepolouna
suo
conosciamo.
che
lettere
che
e
soddisfazione
ragionatocon
avera
Dicembre
belle
al miracolo
quistioneintomo
promossa
ed alla mobilità
della terra
stata
era
In
lileo
Ga-
essa
più precisione,efficacia di stile
ed ampiezza di concetti che prima non
fosse stato
fatto dal Keplero, dal Foscarini, dal Campanella,
al portare le Sacre
Scritture
in dispute
intorno
di scienze
naturali.
Egli con
ragioni alle quali,
nulla si potrebbe oggi ancora
aggiungere^ sostiene
discorre
nettamente
solo la
non
di
la
separare
nelle
dare
con
conyenienza,
scienza
dispute
il
dalla
ma
sità
neces-
di
religione, e
luogo
primo
la
non
già
alle
ed alle
parole della Scrittura, ma alle osservazioni
dimostrazioni.
Questa lettera fa con
quella che
indirizzò più tardi a Cristina di Lorena
scritto
uno
solo
che
e
vastità
in
di
di Cartesio^'.
metodo
con
ordine
cui
cipii su
Ma,
avviso
nostro
a
e
fondasi
vince
essa
incomincia
tezza,
alsul
esposti ed applicati
meravigliosa i prin-
sono
chiarezza
critica
moderna.
travagliavasiintorno
lavori, di massimo
momento,
mentre
altri suoi
novità, in
dottrina, il discorso
In
la
in
a
questi
ecco
ed
che
altrui,il periodo
provocatrice
della sua
tristissima
delle persecuzionile
e
sero
quali poi impedirono che tanti suoi scritti venisa
compimento e tanti suoi pellegrinipensamenti
per
vita
vedessero
opera
la luce ".
XXXI
Gaccìni
Tommaso
conto"
poco
di
nel
onori
yarii
Noyella
Maria
S.
1 61 4
del
vento
del
del
moto
ordine
suo
quarta
di
miracolo
sul
il
contro
e
insignitodi
nella Chiesa
domenica
dell' Ay-
Giosuè
in favore
della
moto
terra^
.
ad
giunto
certo
un
quidstatisaspicientes in
e
dallo
stesso
grandemente
al
conformandosi
lo
esortava
darsi
senza
scrittore
esso
consiglio altrui
il dì
o
al
fece
ne
dell' Ordine,
monaci
patetici
peri-
accadevano,
cose
Nicola
Lorini,
spontaneo
Cardinale
o
denunziò
Mellini
sigillodella
lettera
in
del
Galileo
si
contenevano
essa
sospette
in
Galileo
Scritture
che
aveva
tuttavia
S.
Offizio, la
proposizioni
che
si difendevano
che
contrarie
alle Sacre
a
lor
pìadrie
i
di
S.
la filosofia d'
la
serve
che
discepolidichiaravano
modo, che favellavano
che
paiono
opinioni
Scritture^
le Sacre
ed i suoi
tutta
si
del
padre Castelli, dicendo
:
tutto
de'
tanto
al
temerarie;
e
apparenti
che
Congregatione
per
sotto
,
il
che
scientifici
pochissimo merito",
atto
per
febbraio
7
queste
dei
il Padre
di
pure
quero
dispiac-
non
lavori
arringhe
che
altri discorsi
Principe Cesi,
i suoi
Domenicano^
frate
Superiori
del
delle
quella
In
altro
coi
parere
cura
replicate
in
Galileo^ il quale
a
continuare
a
alle
ef-la matematica^
risentimento
grave
quale sciocca
La
introdotte
oratore
Galilaei
Viri
aggiunta
i matematici
contro
però
caelum?
esclamazione
sconveniente
invettive
gridò :
punto
di
autore
stato
predicando
la
Sole
sia
che
ostante
non
Domenicano^
frate
revolmente
amo-
poco
che
Tommaso^
Aristotele, della
pestavano
cal-
quale
teologia scolastica, concludendo
Galileisti
sono
uomini
da
bene
e
XXXII
buoni
cristiani.
scrisse
contezza
dopo ('14 febbraio) che
Tenuti
erano
a
lettera
sua
giorni
sette
taluni
Castelli;ma
Benedetto
a
chi la trascrisse
sospettava che
fusa
con-
padri Domenicani
Roma
tativo
per fare qualche altro tenprediche) valendosi della copiadi
(oltre le
una
Dini
Monsignor
a
di ciò
subito
ebbe
Galileo che
siccome
inawertentemente
qualcheparola^^eTcìòglisignificava
mandava
ad esso
che
Dini^ un
esemplare esatto
pregandolo di volerlo leggere col padre Griembermino
gesuita^ di farlo pervenire al Card. Bellarger
ed
che
il
a
quanti più poteva, nel caso,
negozio fosse portato nel S. Offizio**. Aggiungeva
mutata
che
avesse
fatto
concitazioni
considerare
a
currenti
di
dalle
mosso
più
calamo
scritta
della
scrittori
le
in simil
di
concordano
ed
strazioni
nel
sarebbe
Sacre
F asserire
Scritture
di
ea
venti
pugno^
suoi manoscritti
quae
probari
neum
aut
nullis
aut
alle
fide,
nelle
risòluta
proposizione^ della quale
dimostrazione
anni
dopo
Pro
articulo
rationibus
nullis
confirmari
posset sub
quelle
a
de
sono
massime
:
quanta
intorno
dottrina
avere
suo
Con
esperienze e le dimo^
quanto perniciosa cosa
e
alcuna
volta si potesse
trarlo ". Le medesime
«
le
come
una
vedere
a
mostrare:
arrivare
necessarie;
scritte^
cose
qual cosa
materia, restò vieppiù persuaso
quello che disse. Tutti gli
circospezione bisogni andare
cognizioni naturali^ che non
.quali possono
essendosi
frati
nuovamente
al Castelli
verità
dei
articulo
antipodes^^...
si
leggono
e
qua
possunt;
in
là
con^
scritte
nei
/idei debet
piosi
co-
sunti
re^
eocperientiis
sicuti
at
fidei negar
e
erro^
Americam
xxxiv
documento
Cotesto
solo
se
yaleyole
dall'
ommesso
dimostrare
a
è da
Epinois
sia
quanto
erroneo
col
quale parecchi scrittori specialmente
fu
che Galileo
nei nostri tempi cercarono
provare
il mocondannato
vimento
non
già perche propugnasse
pretare
interdella terra
ma
perchè intendea
le Sacre
Carte
far obbligo alla Chiesa
e
trina
di riconoscere
dogma^ la dote
proclamare come
copernicana *^ Questo sistema contrario ai fatti,
da non
è sostenuto
cosà dai teologi volgari, come
la storia
che
credono
che
pochi di quei uomini
debba
servire
intendimenti
a
pii o ad opinioni
il sistema
^
di
anche
parte
del
Ci
vero.
debba
ciò
quando
toglier di
offesa
aperta
a
documento
l'addotto
che
sembra
finalmente
torna
ogni
mezzo
dubbia
".
interpretazione
In
lettera
questa
che
Galileo
sarebbe
essa
stata
Sant'Offizio, rispondeva
alle
gli
opposizioni
effetti
avanti
pone
si
ad
di
nulla
natura
curante
che
sieno
un
uomini.
solo
più modi.
sacre
Io
lettere
le
Gli
per
effetti della
e
in
crederei, egli dice, che
ha
in
quelliarticoli
mira
e
di
che
senso
ed
ci
alcuno
della
Sacra
immutabile,
ragioni e
modi
esposti alla capacità
natura
sono
legati
si possono
non
detto
zioni
dimostra-
luoghi
recondite
sieno
non
già
esperienza
inesorabile
sue
al
avanti
necessarie
hanno
sava
pen-
notando
sensata
per
non
è
o
senso
o
non
abbiamo
facevano
o
in dubbio
La
operare
ad
gli òcchi,
revocati
essere
degli
che,
certo
portata
come
si
concludono,
Scrittura.
e
che
naturali
che
interpretare in
l'autorità
delle
mini
persuadere agli uoquelleproposizioniche sono
XXXV
necessarie
discorso,
umano
né
la salute
per
altro
per
dello
che
ci
ha
dotati
di
voluto
altro
con
che
che
penso
di
l'uso
notizie
le
mezzo
procedevano
vi poteva
non
le
questi
quelli
per
necessario
sia
le
del S. Offizio
al
oltre,
Essendo
ed
il
farla
questo
avendo
Firenze,
in
Tribunale
il dì
20
del
marzo
miracolo
Copernico
essendo
e
difesa
ed
torno
in-
di
per
tore
il Consultera
let-
mentovata
dalla
Chiesa,
il Castelli
deliberazione.
in
insegnata
esortò
in
il
Roma
Ara-
di S. Maria
convento
censurare
terrogat
in-
dette
proce-
il Cardinale
depose che^
la medesima
la dottrina
il Tribunale
OfEzio; il che
di Giosuè
gli
giunto
questi lo
S.
si riferivano
nella
informato
nel
repugnanza
come
soggetto
tempo
quindi
il
ricevuti
ed
che
late
rive-
intendere
Galileo, né
quella
coeli, de' fatti accaduti
Nuova
Ma
terra.
ai canoni
né
a
o
le
e
e
ben
a
noniscorgeva
senza
in
Dio
che
e
della
furono
intorno
naturali
quale sempre
impedimento
contrarie
non
Caccini,
stesso
altre,
alla mobilità
perciò
dallo
faceva
non
dottrine
verità
contraddizione
di Giosuè
opponenti,
le
essere
e
une
miracolo
dal
quel medesimo
telletto,
discorso, d'in-
posponendo
che
al
che
Ma
la bocca
per
lasciare
questi argomenti principali,per non
bordinatamen
rispostagli opponenti^ egli aggiungeva su-
senza
tra
che
scienza,
*\
crederlo
A
altra
per
sensi, di
possiamo conseguire, non
il
superando ogni
farsi credibili
SpiritoSanto.
abbia
darci
potevano
non
mezzo
stesso
Dio
loro, e che
presentarsi
egli fece sotto
a
tolse
occasione
l'opinionedi
Firenze
incompatibile con
da
leo
Gali-
la Fede
XXXVI
e
repugnante
molti
a
testi delle
letteralmente
Concilii
de'
quali vietano
Soggiunge
quali suonarono
tridentino
e
alle medesime
altro
le
senso.
discepolidi Galileo, ai
rono
male
parole, andaqueste sue
da
lo invitarono
un
e
predicatore del Duomo,
Che
ciò seppe
a
egli come
predicare contro.
si rivolse
al padre Inquisitore di Firenze, perchè
vi ponesse
freno, segnalando per obbligo di coscienza
al detto
Xipadre che fra Ferdinando
Maria
Novella, aveva
menes
Reggente di Santa
udito
da
indi
chiarati
di-
Padri, ed alle prescrizioni
lateranense
si dia
che
Santi
dai
Scritture
Sacre
Attavanti
certo
in
lui
si dicono
fatti
Concluse
la
dai
Santi
in fine che
copia
di
una
sapeva
che
lettera
fra Paolo
dottrina
Galileo
Sarpi;
che
con
delle
ha
che
il Caccini
OfBzIo
è
in materia
di
come
a
fra
tenersi
con-
non
parso
nedetto
Be-
teologiae
che
famigliaritàcon
Lincei,
si vede
un'
ad
aggregato
e
che
nel
demia
acca-
giava
carteg-
suo
libro
di Roma
catala
questa deposizione invodello Ximenes
e dell' Attavanti,
in
sotto
della detta
il dì 5
aprile46^5
smise
tra-
cesco
deposizioneal padre FranCornaro
Inquisitoredi Firenze, ordinandogli
interrogarei testimoni sovraccennati. Il Cornaro
copia
di
gli mostrò
Lòrini
solari".
testimonianza
il S.
s"eri miracoli.
quale gli
i
che
miracoli
i
Galilei
titolo
scepoli
di-
sensitivo^ perchè
sono
intima
i suoi
è altrimenti
di Galileo
era
i tedeschi
macchie
Avendo
è
Niccola
in
era
per
non
fra
Castelli, nella
buona
che
ed
non
di\"inali^ che
sensi
sono
Iddio
accidente^
ma
Galileo
che
che
professaTano
sustanza^
i
che
XXXVIl
risponde prontamente
eseguirà gli ordini come
il dì
sotto
prima potrà
de'
quali alcuni sono
predicationiquadragesimali.
l'undici
Sotto
maggio poi
testimoni
Millini^ che
nel
del
fine
atanti
che
seconda
di
si
che
«
delle
credere
nominate
Galileo
contro
Galilei,
lUuma
le
del
cominciare
nella
Firenze
non
e
tutte
a
questa
strasse
moaccuse
Caccini.
l'esamina
denunzia
del
Caccini, del medesimo
Tommaso
Francesco
Da
pratica
deposizione
(dice) di
è parso
cinque giorni
o
di Roma.
pienamente
nella
persone
la
nale
CardiFirenze
Inquisitore di
di soverchio
trovavano
mi
Non
V
al
partitoda
quattro
che
lettera,pare
rescrisse
le lettere
giungessero
i detti
avere,
occupati nelle
ora
era
cioè
marzo;
affrettasse
non
Ximenes
aprile, che
4 5
Reverendissima;
e
ordine
scrissi
già
come
padre
signoria
Vos-
a
di aspettare
ma
le
depositionidi detto Ximenes,
alle tre
intorno
proposizioni che si pretendono
dalli discepolidi detto
Galileo
che
è il
asserte
di quanto
fondamento
si possa
pretendere contro
che
solo ha
Galileo
et
bisogno di prova**.
et
vedere
prima
»
Il
in
era
prontamente
giugno,
che
Milano,
l'avrebbe
ritorno
essendo
Roma
scrisse
ritornato
in Firenze
il
da
all' Inquisitore in
novembre.
al
che
menes
il Xi-
quisitore
in-
padre Scaglia
esaminato.
confidava
Roma
notizia
avuto
quella città, perchè lo esaminasse
*\ Lo Scaglia risponde sotto
il dì 24
il Ximenes
in Bologna e che al
era
di
suo
di
S- OflSzio
padre
Nel
dì
e
Scaglia,
i5
il
non
in
venne
Firenze
Ximenes
il Ximenes
Ma
Milano,
nuovo
sotto
come
ordine
il dì 4
depone
che
XXXVIII
mal
ha
non
e
il Cielo
è
e
che
si
non
buto^
dà
che
da
vacui
che
le
cose
immobile:
ma
continua;
composta
che
ogni
ride, che
udì
da
è
cose
né
Iddio
che
piange
accidente
quantità
è sensitivo
ecc.
che
e
atri-
tutte
queste
di Castel-Fiore
parole che si
si comprende
leggono nella deposizione del Ximenes
eh' egli poco
nulla capiva di quello che
facilmente
o
Da
queste
affermava, cosi intorno
attribuite
ed
de
Piovano
Attavanti
Gianozzo
move
quantità discreta
è
cosa
udito
si
terra
Iddio
delle
sostanza
;
la
che
e
ha
solo
che
e
discepolidire,
suoi
alcuni
Galileo;
visto
alle
dottrine
supposte
Galileo,
a
altre
alla dottrina
intorno
come
tafisiche
me-
Copernicana'\
Il di
dopo, essendo
suoi
di
lettere
quelliche
sono
d' agosto
nella
con
esso
Sole, vi
del
sua
i casi
venne
fu
non
nel
ragionando
Camera
(dove
coscienza)
il Caccini
^
T
che
1 61 5
a
propositione heretica
si niuo\"esse
et non
fermo
secondo
e
di
e
che
ma
trattò
dire
padre
veniva
che
fuori
:
nes,
Xime-
al moto
che
era
il Sole
del
luglio
leggere
per
intorno
affermò
con
di
mese
col
dai
Scritture;
ordinariamente
faceva
letterati
o
cennate,
sovrac-
Sacre
scolare;
suo
come
di
stesso
Galileo,
repugnanti alle
altre
che
aggiunse
o
da
discepoli le proposizionimetafisiche
od
seco
udito
mai
aveva
non
allo
mente
Attavanti, questi disse recisa-
Inquisitoreil Piovano
che
davanti
comparso
suo
del
una
stesse
centro
^
Copernico et che {"oles"a
opinione
predicarla in pulpito come
seguì.
Da
si raccoglie
questa deposizione dell' Attavanti
che il Caccini
dichiarò
eretica V opinione del
XXXIX
Copernico
della
di
lettera
che
prima
la
Il
loro
dal
insino
già
titolo
nel
quale,
riferisca
all'
faranno
di
nel
una
di
condanna
addì
di
Da
Sacre
lileo
Ga-
cotesto
frase
sola
delle
le
biamo
ab-
Offitio
solari.
incontrasi
Roma,
come
lettere
le
delle
libro
in
Santo
vedere
macchie
caveranno
soggetto
aveva
avendo
Mascardi
interpretazione
Consultori
fece
non
il
del
risoluto
delle
non
Galileo
pubblicato
era
tipi
i6iS^
col
quando
esso
FAttavanti,
e
si
fu
deposizione
rammentato
coi
5
detto,
novembre
i
che
'l 6^
dalla
E
cora
an-
ma
medesima".
deposizioni,
che
Castelli,
che
Ximenes
il
notizia
avesse
padre
apostrofò
quale
solari,
macchie
si
scritta.
della
Caccini,
nelle
libro
fosse
contézza
ancora
2S
al
ricavasi
nella
predica
che
prima
Galileo
Caccini
del
stessa
solo
non
che
ture,
Scrit-
proposizioni
celebri
^\
XLII
la
di
i parenti i quali ayeano
figliuole^
le
madre^
vrebbe
potuto
stentata
e
assai
di Firenze.
che
restava
se
Ben
riprendere
di
alni
le diverse
pesate
fattibile
era
Keplero
Praga era
quello che
di
larga
meno
di
la Corte
e
grama
il
Che
fare.
la via
vincere
al medesimo
la Corte
fosse
ragioni non
la
parte teologica e di rimuovere
al
Fu
questo il partito al quale si appigliònon
del
Offizio
S.
di
taluni
Benché
lieto
il
sinceri
nel
cardinali
'lG'1 4
la
con
verità
ragioni
avrebbe
alla
trina
dot-
nella
che
e
innanzi
Taccento
con
in fine fede
cacia
effi-
dio
presi-
a
recato
chiarezza
Portava
taluni
persona.
confidava
delle
e
che
l'esame
dileguato i dubbii^ appianate le difficoltà,
1
•
messo
m
Io
la
sue
sua
altro
in
consueta
sua
avrebbe
«
della
convinzione.
della
disperato
quivi amici
dimostravano
si
terra
cosi
per
tuttavia
la
verso
saldezza
trionfo
viso
l'av-
non
teneva
aveva
della
però assai benevoli
Egli poi più che
e
stretto
co-
contro
e
in Roma
non
pure
Che
mobilità
nella
capo.
intimazioni
prontia favoreggiarloin tutti i modi
che
se
non
piegavano affatto
della
e
volta
questa
negozio.
suo
e
alcuni'''' dalle
suo
amici.
suoi
venisse
come
intorno
spontaneamente
ma
nubi
dissiparele
e
la
persuasione
si andavano
opinarono
gli
tentare
e
che
come
a-
vita
menava
di Roma
con
addensando
nulla
Germania
Nella
soyyenuti.
esser
sogno
bi-
•
non
so
dottrina
ragioni
le
70
•
chiaro
da
sue
cosa
ogni
.
altro
di
che
esclamare
Copernico
persone
e
che
si
mini
esa-
ponderino
cattolicissime^ che
proposizionicon
si
le
si riscontrin
l'esperienzesen-
XLIII
sate
ed
in
non
si
trova
che
somma
falso^
non
pareva
che
un
libro
scritto
in
Niccolò
si
HI".
si sarebbe
creduto
monsignor
Gherardini
dottrina
e
che
di
della
di
in Roma
di credere
la
che
di
fosse
tedesco
un
non
Fiesole
terra
di
dedicato
e
mostrato
vescovo
non
richiesta
a
capuano
aveva
mobilità
della
vivo
come
non
cattolico^
pur
stampato
E
»
sentenziato
non
medesimamente
E
zione
proposi-
una
sarebbe
cardinale
prima
se
erronea.
uomo
un
Schombergio
Paolo
ed
vera
Roma
da
che
yero
religioso canonico^
ma
a
esser
possa
gli
è
se
danni
si
non
morto
un
rentino
fio-
da
tanta
set-
anni^\
Rappresentava
in
potendo patire
Faltezza
degli
in
Guicciardini
Pietro
Roma
ambasciatore
come
il Galileo
dei
suoi
giudiziiche
alla
indole
sua
Anzi
ed
succede^
come
sapendo
non
indi
si
il
più
e
taluni
dei
del
l'avversione
che
l'obbligo
gli
nella bella
dove
Al
che
ragione
zare
apprez-
cagione
torno
divulgarono inda
tenuto
esso
fu
biografi copiandosi
certi
per
Guicciardini
dal
fatto
villa della
dei
esso
Guicciardini
alloggiava.
del Gran
strettezza
Duca
ma
gli tornava
teneva
anche
a
tarlo
ospi-
Monti
di
belle
solo
non
crescere
ac-
Galileo
di
francese
sua
parisce
ap-
ad
per
l'Accademia
di
come
governo
Trinità
grandemente
positivi
Contribuì
sede
Galileo
e
inesattissimi
dall'imparzialeracconto.
e
non
fu
al contegno
diedero
fatti dubbii
ha
che
occasione".
vicendevolmente
ora
Toscana
persona
convincimenti
erronei
questa
molti
e
la
dove
arti
per
perchè l'ospitalità
credito
e
gli dava
XLIV
comodità
di
trattare
E
ceda
in
le
tutte
si
dica
che
si
il
che
stesso
risoluzione".
perciò
tutti
i
Sua
grave
ben
al Picchena
egli fosse
che
la
che
amici
presa
in
venuto
è
è
questa
il Guicciardini
venuta
sua
Teffetto
con
che
sapeva
si
tosto
quello che
di
subito
suo
Roma^
stato
far
a
desiderano
data
lau-
stata
il
in
travagli
la
non
potuto
avesse
tenendo
per
in
sempre
«
lauderà
l'avrebbe
che
e
nimento
mante-
e
forse
a
se
stesso
da
e
impedita '\
nella
principio
duto
vecon
avventura
per
disperato il negozio
intervenne
causa
verenza
ri-
sua
simulata
fidando
più
prelatiai quali
dagli
volentieri
Non
del
non
reputazione fu però molesta
(al Guicciardini) il quale l'avrebbe
qualcuno
quando
che
dice
della
mente
disgrazia
Roma
scriveva
Duca
Gran
che
in
siccome
E
»
Firenze
modo
negozio mostrerà
ragionevolmente abbia
mentre
e
era
perciò
desiderava
da
in
giunto
torevoli.
au-
Guicciardini^ perciò
segretario del
caduto
negozio
io
quanto
non
del
più
in
del
Tesito
«
che
lo si tratti in
è
fu
immaginava;
che
che
egli
governo'*.
Come
prima
avvide
al
lettere
sue
le
persone
sempre
suggerimenti
riprega
e
prega
teme
come
ai mali
le
con
anzi
bontà
in
»
con^
della
parecchie
conversazioni.
Abbiamo
«
al
cardinale
in
ragunanze
qui,
Alessandro
lui
Poi
creduta
dopo
intorno
per
alcuni
monsignor
d'Este, Galileo
d'uomini
stupendi
da
scrive
d'intelletto
Querenghi
che
curioso
spesso
scorsi
fa di-
all'opinionedel Copernico,
vera.
frizzi
»
e
sarcasmi
i
quali dimo-
XLV
che
Strano
fede
in
spesso
assalti
danno
in
quando
che
yanità
Ma
di
della
sua
maggior
aggiustavano
fosse in Roma
discorrere
Galileo^
di
crudeli
si ride
la
udire
a
yi
il cardinale
se
mezzo
un'altra.
la novità
di
che
«
gusto
gran
fa
come
:
il cardinale
né
esso
soggiunge
avrebbe
gli
né
quindici o yenti^ che
e
casa
quando in una
niera,
egli sta fortificato in ma-
tutti":
sebbene
e
non
suade
per-
almeno
opinione, convince
parte degli argomenti, coi
di atterrarlo.
nedì
Luquali gli oppugnatori cercano
in particolare,in casa
del signor Federico
Ghislieri
fece
meravigliose e quel che
proye
mi
fu, che
piacque in estrèmo
dere
prima di risponalle ragioni contrarie, le amplificava e rinforzava
nuovi
fondamenti
con
d'apparenza grandissima
far poi nel rovinarle
più ridicoli gli
per
:
,
avversarii"
Più
ai
che
a
difendere
copernicana
personaggi più
nelle
ei mirava
eminenti
conversazioni
di
Roma.
risparmiava visite, scritti, o
non
in
questa
parte
comprendere
E
quindi
farla
a
nione
l'opi-
discorsi
che
tornargli di qualche
tessero
polità
uti-
^^
copernicano come
palesandosi francamente
Maffeo
fatto
con
già quattro anni prima aveva
lettera''''
tagli
scritBarberini
Vili in una
poi Urbano
quando era
legato in Bologna e come
pure
si era
solari, il
palesato nel libro delle macchie
del iGiS
sotto
quale appunto stava nel decembre
dei Qualificatori.
l'esame
Vedendo
che
il S.
Offizio
che
comparire egli credeva
corresse
pericoliperciò addi
lo
non
la
26
sua
chiamava
persona
dicembre
a
non
461^
XLVI
Picchena
al
scriye
che
spetta al
ciò che
per
suo
difficoltà
Tede
scaturire
particolarenon
della sua
fuori
aspettazione;grayissime ne incontrina
dotdella
nel
traya
generale ossia nella difesa
veramente
gravissime:
copernicana; ed erano
toppi^
mi
si vanno
Continuamente
scoprendo inaltrettanti
tuttavìa
ne
se
vanno
superando
delle tempeste
le quali col
mi
né
spavento
punto
l'aiuto
la sofferenza
con
e
e
prima con
tempo
divino
supererò tutto".»
altamente
di sé e più altamente
cora
anEgli sente
individuo
«
della
della
e
macchinazioni
Le
i Gì
scienza
6)
io
confonderli
e
modo
da
onorata
suoi
le
voci
che
nemici, potessero indurre
tante
la
che
scrive
pregando
settimane
per
verità
fare
quanti
penetrare
il suo
animo.
a
gli bisognano
hanno
calunnie.
spesi
i
marlo
richiaalmeno
intendere
i nemici
l'anima
Commove
un
correre
il Granduca
fare
detta
ven-
troppo
pur
facevano
giustificarsi
e
mesi
le
che
stenitore.
so-
poi
avere
nell'avvenire, ma
po' di tranquillità
che questa tranquillità
consolò
più non
Temendo
si fa
(8 gennaio
di farne
spero
in
di cui
nemici
dermici
molte,
sono
verità
per
lo
udirlo
rassicurato
che il Gran
supplicareper essere
Duca'* non
lo obbligherà a partireprima che abbia
sé e Copernico dalle
calunnie.
potuto vendicare
«Dal
vorito
faSignore Iddio sarà premiato di avere
una
causa
giusta e degna di essere
protetta
dai buoni
e
giusti.
»
Nulla
cui
si
é
tanto
comporta
notevole
e
quanto
la
prudenza
l'accorgimento con
cui
con
si vale
XLVII
amici
degli
ora
sime
ed
del
e
lincei
ad
'IG'IG
Accetta
perfino
il
quattro
più
e
ore
sia
il
negozio
po' tutti
la
Cristina
lo
di
da
negli
Sotto
feriscono
vi
cui
è
da
addì
ciascuno
il dì
per
"19
del
dei
membri
è
terra
non
move
secondo
se
nemici
Ma
sono
tanto
esso
in
qual
questa
dal
quindi
vedova
sia
cosa
così
stata
lettera
è
non
medesimo
del
il sole
i consultori
sulle
macchie
cordata
ri-
si dà
Sant'
sia
di
etiam
Offizio
immobile
moto
di
a
propositìo
et
locale; che
moto
di
notizia
del mondo
centrò
ne
:
ri-»
solari
proposizione
mese
del mondo
tutta
4 6^1 6
seguente
immobile
centro
esclamando
Duchessa
la
lettere
la
conseguenza
disfazione
sod-
Offizio, epperciò
Gran
febbraio
nelle
che
lui
con
*\
processuali
atti
censurare
censuranda
cusatore
ac-
ogni
Si astiene
che
ciò
suo
conoscono
Santo
che
£
23
che
nel
alla
Lorena.
ricaviamo
ben
tentone.
lettera
ad
suoi
empietà.
non
a
i
che
^*.
resta
dispera
ora
V
e
amici
divulgare
ed
naio
gen-
pare
col
quale
perchè
suoi
un
Tanno
il
26
terra
offre pronto
confida
i
quanto
punto
si
e
l'inridia
rignoranza,
quale
Gaccini
yincere
può
non
nella
abboccamento
data
fon-
terra.
addì
della
manda
mare
interviene
moto
un
padre
Ora
che
del
quale
della
morimento
ed
cardinale
del
riflusso
e
risce
Confe-
Aracoeli, Bonzi
ufficii del
un'adunanza
si discorresse
fine.
Orsini^^ al
sul
dei
Giocasi
non
i buoni
flusso
erroneamente
nobile
suo
cardinale
del
teoria
sua
autoreyolìs-
persone
Bellarmino,
interpone
del Monte
la
il
i cardinali
con
^'
terze
raggiungere
per
Ascoli
di
ora
ma
diurno.
la
si
XLVIII
Sotto
radunò
all'ora
dei
i
febbraio
il 25
membri
consultori^
e
la
mezza
congregati rispondono
soTracennata
martedì
T indomani
è
cui
di
giorno
decimaquarta
proposizioniin
due
in
il
cioè
la
24
le
che
proposizione
assurde, heretiche,
sono
gazione
congre-
unanimi
si parte
si
contrarie
e
.
alle Sacre
ad
pure
Scritture.
unanimità
cardinali
dei
Il
Non
si
nissuna
cosi
da
del
questa
si tolsero
di Santi
in
termini
qualificadi
La
dichiarazione
di
da
in filosofia
gli
processuali
assurda
Sacre
dì
febbraio
2^
reverendi
il S.
teologi ad
ordinò
il
che
adunque
in
dichiarata
eretica
la
stessa
se
rispetto alle
per
che
il
sopradetto
abbandoni
parere,
stibus
il cardinale
ed
padri assessori
presso
dei
cepita
con-
Scritture.
Il
ai
Sacra
filosofia. Tutti
appunto
dimostrano
copernicana fu
e
quindi anche
né
cui
in
equiyalealla
scienza
perchè la
nella
allora
zioni
proposi-
proibizione è
La
assurda
assurda
Le
nanza
adu-
OfBzio,
ragìonayasidi
".
chiamayasi
dottrina
Padri.
S.
libro
un
assoluti
scienza
atti
del
Galileo.
direttamente, né indirettamente
o
dalF
come
tribunale
opinione teologicadi
Scrittura
congregatione
.
consultori
censurate
Tenne
Offizio"
il S.
sopra
consultori
dalla
confermato
censurò
dei
giudizio dei
la
pater
faciat
OflSzio
Millini
al
padre
riferita
che
la
propositìones Galilei,
cardinale
Galileo
detta
e
Bellarmino
lo
commissarius
illi
prseceptum
«
coram
ut
et
sario
Commiscensura
pontefice
chiami
a
sé
al fine che
ammonisca
opinione
il
notificò
si
recusarerit
notario
omnino
et
te-
abstineat
discorre
Bla
ebbe
come
al
persuaso^
della
nel
sono
ultimi
libro
dal
del
si
che
parola
addì
gli
quale
libraio
che
2
cardinale
da
scritta
fatto
Copernico
riferisse
alle
che
stampò
Millini
dal
Napoli
ha
Foscarini
ne
cardinale
con
fatto
il
carcerare
il
ottenerne
e
lo
^G'IG
Millini*'
prima
senza
del
del
processo
cardinale
al
giugno
annunzia
Topuscolo
il
del
documenti
lettera
una
Carafa
cui
proposizioni
disdetta
era
veniva^
con-
farsene
a
delle
del
era
si
non
troppo
pur
OfHzio
vi
non
cui
Carte.
Gli
la
poi
letterale
S.
in
copernicana
oltreché
proibizione
quale
Sacre
di
senso
dal
condannate
stesso
dottrina
interpretazione
questa
libri
detta
Scritture*'.
Sacre
alle
ai
della
la
che
"1616
marzo
solamente
eoc-professo
relazione
in
6
estende
si
proibizione
SI
addì
scriye
Foscarini^
la
ringrazia
risposta
*\
messo^
percon
CONCLUSIONE
finisce
Qui
x^hiude
Il
e
della
Tapplicazione
dal
S.
libro
abbia
tratto
nelle
macchie
di
solari
le
Offizio
macchie
il
dì
26*
è
non
di
L'ammonizione
la
più
nome
Foscarini
l'Indice,
gli
scritto
e
è
a
di
atto
da
Diego
perchè
alcuno^
grazia
ed
assurda
nelle
quelli
nel
nel
J 61
6
quale
esso
si
siderare
con-
la
come
più
Se
punizioni.
le
Stunica
yuolsi
non
ma
tutte
con
compare
di
tifiche
scien-
adombrata
Galileo
di
singolare
non
ferisca.
ri-
si
fermare)
materie
a
è
vi
quelle
a
intorno
quale
non
importa
Copernico
fatta
un
dal
libro
condannate^
che
Carte;
Galileo.
di
come
Sacre
che
che
parola
dichiarando
teologiche^
dottrina
il
alcuna
giudizio
portò
solari
e
delle
è
quello
(ecco
non
la
eretica
che
parola
e
del
24
condannate
è
tì
non
proposizioni
Dunque
suo
di
Galileo
proposizioni
Copernico
medesimamente
il
il
dell'Indice
all'interpretazione
estrassero
dura
si
quale
Offizio.
Nel
il S.
Copernico
di
delle
il
Ì616
Congregazione
^he
si
di
Tammonizione
con
Decreto
del
processo
condanna
la
con
febbraio
il
del
Copernico,
nel
Decreto
non
aveva
parlasse
del-
blicato
pubex-pro^
Lll
del
fesso
nelle
e
quali
Castelli
era
accertarsi
travano
le
alla
conosciuta
era
pervenuta
di
da
nel
Il
Sant'
scritti di Galileo
ad
in persona
esso
difendere
siasi
quale
maniera^^
di
conseguenze
ogni
Voi
limite
mobilità
mondo
:
il
torto
Mai
della
Galileo;
e
dici
giu-
avendo
volse
tenere^
copernicane in
con
parole. Le
o
oltrepassano
nella
storia.
ragionerete più
non
del
costituzione
sulla
a
significato del precetto. Non
Campanella chiamava
empie tali parole.
il
ecco
l'arbitrio
Alla
terra
dei
più
non
esempio
più, voi
era
non
non
ammonizione
hanno
non
filosoferete
non
sulla
questa
e
scritti
con
e
proibiresi
dottrine
le
insegnare
,
Lorena
mani
di
gli intimò
Galileo.
di
adunque
si potessero
e
riscon-^
da
persone
nelle
Offizio
che
al
fatto
Cristina
1 61 6
*
padre
notate
essa
pochissime
ancora
lui.
in
duchessa
gran
al
venuto
era
quelle scritte
con
leggiera
l'autografoe quindi
parole
veramente
lettera
La
né
procurarsene
se
lettera
La
solari^
alla
ma
accenno
privata
di
le macchie
eccetto
sopra.
cosa
Oifizio
Sant'
faceya
ne
fermarvisi
senza
di
della terra,
moto
si mostrò
ragione
stessa
le
si
sorgenti
cosi
assoluto.
si portava
Non
comprimevano.
alcuni
si proibisce
affermano
lettuale
intel-
vita
della
medesime
in
colpo
grave
si
diceva,
la
dottrina
come
pernicana
co-
,
perchè
perchè
perchè
non
torna
vano
assurda
'^.
non
dimostrata,
vogliamo
che
il dimostrarla
si
ma
la
si
sce
proibi-
dimostri
essendo
e
rata
dichia-
Dall'esposizionegenuina dei fatti e dall'esame
si rende
adunque pròimparziale dei documenti
LUI
che
yatissìmo
i molti
scritti
tempi
la
Dal
idee
del
processo
teologiche
con
^6^16
che
dottrina
pernicana
co-
Galileo
cui
molta
Con
leggerezza perchè
leggerezza
che
sulla
e
S. Offizio
e' è
diligente considerazione;
data
il 26
e
deir Indice
scritti
sono
poca
che
intravvedere
che
sentore
avessero
la
religione
Paolo
V
vivamente
Galileo
tuttavia
cortesi
rimase
sciano
la-
non
e
i cardinali
e
distinzione
fu
accolto
maniere
dal
adoperasse
perchè
si
di Toscana
richiamato
sin
ancora
pon-
nonostante
e
Guicciardini
immantinente
esso
gregazione
Con-
il di cinque
sotto
fare
la Corte
presso
fosse
della
precisione
Galileo
Pietro
l'ambasciatore
perchè
scienza".
la
con
fatta
stata
il Decreto
dovesse
cesso
pro-
febbraio, la
i consultori
si
il processo,
Chiuso
te6ce
e
sia
il 24
promulgato
con
nel
confusione
con
proposizioniriprovatesotto
ammonizione
confusione.
traccia
copernicana
rissimo
chia-
procedette
molta
con
non
dottrina
eziandio
appare
del
con
che
stri
questi no-
dimostrare
la
il tribunale
che
tra
in
crìtico
o
^\
interpretarla
cercò
le
di
proibire
inlese
le
storico
pubblicarono
pretensione
non
ma
si
che
con
Offizio
il S.
^^
valore
hanno
non
Firenze
a
il fine
verso
di
maggio.
Essendosi
che
e
fosse
in
punito dal S.
penitenze, Galileo
Bellarmino
con
non
la
è
frattempo
la
quale
vero
e
che
solo
cardinale
era
coir
dal
ottenne
dichiarazione
il detto
la
sparsa
Offizio
stato
altre
con
questo
stato
del
26
attesta
fatto
voce*'
abiura
nale
cardi-
maggio
che
ciò
precetto
LIV
al
di
Galileo
difendere
non
e
la
i
documenti
loro
deye
tenzione
dei
che
1
Il
occhi.
quale
che
la
dotti
del
in
questo
riproTata
la
del
è
e
non
dottrina
nel
"1646
sotto
appresso
la
specialmente
notizia
piena
'IG'IG
trina
dot-
breve
questa
processo
qui
processo
è
fu
da
poniamo
fermarsi
perchè
633
del
significazione
yera
dai
i
ricaveranno
la
tenere
che
Meglio
copernicana.
introduzione
né
quello
sul
nostra
at*
processa-
copernicana.
TTOTE
^
è
Ciò
opuscolo
affermato
Galileo
da
V
e
Marino
monsignor
Marini
Memorie
Inquisizione
39
pagina
a
storico-critiche
Accademia
*
Memorie
'
Nel
dicembre
cavaliere
Galileo
di
Galilei^
Giambattista
sovracitato
nate
ordi-
Venturi.
—
«
Paris,
®
Opuscolo
Galileo
ne
V
e
più
seppe
si trovava
nulla.
Vedi
—
Inquisizione
1867.
citato,
opuscolo
il
che
sia
bella
i
vita
dal
monografia
dettata
V
de
di
le
con
alle
ed
qualche
alla
assai
sono
risconti'arli
tutti
Ci
scorretti.
che
e
Francia.
biamo
dob-
quindi
scorrezioni.
del
quella
con
Epinois
del
pubblicazione
fatta
promessa
mentovate
opere
la
che
sembra
pure
a
tempo
parte
una
alla
dica
datici
mancato
riprodurne
Intorno
noi
soddisfare
a
documenti
ci
57.
pag.
Marini
mirasse
Taluni
'
se
non
Blacas,
1850.
Quantunque
duole
poi
di
Duca
»
Roma,
*
Re,
Marini:
del
del
confessione
per
del
particolare
*
'
1814,
del
però
Biblioteca
Topusoolo
la
dal
disperse
o
1821.
Modena,
sella
finora
annotazioni
con
1850.
Roma,
—
inedite
alla
,
Archeologia.
Lettere
e
illustrate,
ed
suo
di
suo
dirette
,
romana
del
40
e
padre
venustà
Theiner
Agostino
chiarezza
e
di
veggasi
dicitura,
e
,
quella
con
^^
tiene
il
De
conto
simto
^^11
a
Achille
di
scritti
quelle
pellegrini
r
tà
abbraccia
volume
deirArchivio
verità
di
che
giudizii,
rendono
cari
pregiati
e
pag.
341,
gli
Mauri.
oltreché
Epinois
della
e
del
il
fa
del
numerazione
solo
lo
piimo
processo
segreto
solo
sunto,
processo
dalle
del
stanze
Vaticano.
sino
risalire
cade
e
in
quando
errore
il
anche
non
del
alla
padre
Non
Theiner
abbiamo
e
non
che
afferma
secondo.
passò
creduto
di
nuovo
atteso
le
LVl
ci fosse
di
comunicato
traforo
che
procedettero
intorno
cosi
la massima
con
del
ai fatti
amore
discostati
amici
che
Galileo
ci discosteremo
demmo
archivi
dell'anno
fine
ritenere
1869
del
quelli fra
A
Vaticano
dar
di Laterano
notizia
In
alle due
ordine
in
in
del
atti del
ci fosse
Leone
X
air immortalità
intorno
fatta
venne
cesso.
pro-
concesso
sotto
Concilio
più
esaminare
negli
tenutosi
ci
^,oma
il volume
intendevamo
che
detto
domande
potemmo,
la seguente
:
Signore^
Illustrissimo
del desiderio
conformità
foglio
direttomi
luogo
alle necessarie
sulla
Archivi
parteciparle che
che
del
metà
In
Marino
presso
di
ravvisato
che
del
reco
GaHleo
opportuno
a
fetto
predi
premura
trovasi
prefetto degli
fu
col
Theiner
padre
mi
queste
il processo
Marini
si è
mese,
manifestava
mi
il reverendo
seguito
riguarda
quanto
S. Illustrissima
V.
cadente
pratiche
Vaticani.
monsignor
da
si disse
di quanto
:
lavoro
dei personaggi
inediti
tuttora
titolo
per
TEpinois potevasi
de
uno
che
Concilio
risposta
degli
con
francamente
conservavansi
ha
di consultare
mai
ai nostri
noto
tal fine venuti
A
gli atti originalidel
«
suo
colloquio avuto
un
siamo
documenti
pubblicazione del
la
ci
che
quanti maggiori
italiane.
giudizi
compiere questo
la domanda
dell'anima.
In
Per
pure
domanda
piena
cortese
lavoro
senz'ambagi
esponemmo
che
un
unimmo
cotesta
avere
In
ad
cose
unicamente
non
nostri scritti. E
Italia,
le biblioteche
chiedemmo
i documenti
esaminare
«
di
quale
le
nostri
mossi
sono
blicamente
pub-
attestare
i
che
o
Theiner
padre
dei
attendiamo
ricerca
conosciuto.
come
autorevoli
per
alcuno
in
Galileiano, il quale dopo
processo
di
e
significato
storica, dalla
verità
anni
alla
assidua
opera
perlustrando gli
sul
più
e
loro
ci abbia
il processo,
Perciò
schiettezza.
filosofiascientifijcain
la
e
alla
non
dieci
perchè
Theiner
qui
parte del
per
e
al
ed
processo
portiamo
da
come
lealtà
che
e
artifìcio, dobbiamo
con
nostra
parte
per
il padre
che
o
trasgressione dei suoi doveri
con
e
credere
possa
il medesimo
procurati
ci siamo
qualcuno
che
timore
archivio
detto
il riscontro.
di operarne
concesso
Nel
dair
politichedi rivolgercial prefettodi
condizioni
presenti
già pubblicato
Archivi
mede-
0
simi,
dal
e
consultare
il
processo
padre Theiner,
nel
riservarmi
delle
sue
L.
signor
al
di
Epinois.
di
quale
che
sono
trattasi,
state
comunicarle
domande,
mi
malgrado
A
prima
attestarle
di
ft
«
E
Roma,
facile
28
febbraio
scorgere
1870.
ha
non
già date
quanto
pregio
di
ciò
Ella
se
le istruzioni
che
in
proposito.
della
Di
S,
mia
distinta
stima.
Illustrissima
»
da questa lettera
che
Tillustre
E
la seconda
concerne
i sensi
V.
dover
dirigersi al nominato
chea
ciò
di
crede
personaggio,
non
avendo
LVIII
Il libro
gli
di
dotti
più
scritti
des
physiqìAes
Sciences
^^
del
^^
della
Copia
'^
Il Nunjgio
'^
Intorno
lileo ed
''
valente
fu
a
sistema
parecchi
tribunali
queste copie concordano.
T
veggasi
accenniamo
quali
in Venezia,
all'indole
opuscolo
1610.
Balleonium,
apud
dei
del
ecc.
dei
peripateticie
scritto:
nostro
teologi
Copernico
Clavio
dei
nato
più segnalati del
del
Calendario
che
opere
furono
raccolte
1538
nel
Bamberga
a
matematici
la riforma
eseguimento
ai
rinomanza
grande
parecchi
Roma
di
tempi
Qar
amico.
intrinseco
,
uno
in
era
in
pittura.Abbiamo
nella
reputati* Esso
Cristoforo
voluminose
mandata
tutte
94, 95
carte
a
Cigoli
suo
era
1612, fu
no*
del
vicende
Me
e
il
vedi
ecc.
lui assai
di
ai
pubblicò
si
Sidereo
Ludovico
la voli
ci è noto,
documenti
diciamo
quanto
^^
Copernico
S. OfSzio
all'atteggiamento ed
le vicende^
la mèthode
Riccardi.
sopracitato del
e
a
dal
fu
quanto
ai varii
Intorno
veggasi
et
1616
del 26 febbraio
relazione
intorno
sentenza
Per
dell'inquisizione.
^^
la science
in
Galileo
a
Italia,
in
copernicano
della
scritto
nostro
intomo
1868.
Paris,
—
de
les droits
Galilée
:
all'autenticità
Intorno
XI
mero
è intitolato
tra
ricordato
essere
la luce
videro
imparziali che
ed
Esso
questo tempo.
qui alludiamo, vuole
cui
Martin
Enrico
e
morto
e
Roma
nel
condusse
ad
a
tempo. Esso
suo
Gregoriano
insieme
e
mandò
le
per
pubblicate
stampe
ne)
Magonza
in
1612.
**
Galileo
'^
Galileo
Galilei,
si
del
costituzione
nella
da
ad
toscano
contraria.
chiarita
divisamento
^^
o
'^
Era
^^
Ciò
in
da
Galileo
premunirsi
di questa
nelle
di difenderlo
tanto
doveva
contro
Occor-
neutrale.
gli
Roma
noi
come
si fosse
al
dicemmo
Roma.
asserzione
nostra
nuova
volgeva
lettere.
sue
ove
renunziare
o
che
pensamenti
amica,
non
se
alla
così intorno
scrivere
svariati
agli
Roma,
ei*a
non
a
frequentissimi cenni
aver
Dunque
conferma
À
Galileo
esso
intento
cotesto
Il governo
fa
VI.
precipuamente perchè l'insegna-
Padova
da
intomo
come
di cui
e
voi.
intieramente
dedicarsi
mondo
mente
sua
revagli a
suo
licenziato
era
gl'impediva di
mento
compiute,
opere
le lettere
stanno
tutte
scritte
questo tempo.
in
ambasciatore
rendesi
questo tempo
da
manifesto
taluna
Giovanni
il marchese
lettera
di
Niccolini.
delle
Lodovico
Colombo
scritta.
^^
In
'*
Il Bellarmino
proposito
il nostro
scritto
'^
il di
Sotto
del
non
Malcotio
abitava
Copernico
1.
aprile
e
del Keplero.
veggasi l'epistolario
però
nel
le vicende
1611
scrive
,
collegio.Circa
del sistema
Galileo
a
a
quest'uomo
Copernicano
Belisario
Vinta:
gasi
veg-
in Italia.
«
Fui
LIX
Il
»
mi
trattenni
»
tissimi
della
»
non
e
»
senza
dal
contro
»
ne
»
tendenti,
»
autore
sentii
del
ed anche
planetis
venne
26
lettera
stampata
in
1612
Trovasi
amico
cause
che
stampato
e
denomini
che
in-
tanto
quelle
essere
lascio sótto
ora
leggere
a
Illustrissima
5.
mano
per
intenden-
di
silenzio.»
siderei
qua
,
mathematico
de
rumor
celeberrimo
redditur,
vanus
nuncii
recens
per-
Francesco
Auctore
Sitio
di Galileo
pure
del
Epistolario
agricoltura
altre
Galileo
di
pubblicato dalr
la
tra
Alberi
è sotto
Essa
pittura
Galilei
altro
astronomiche.
cose
Galileo.
di
al paragone
intomo
di
carteggio
Centenario
fu
Passìgnano
studioso
e
nel
si trova
non
Domenico
o
il di
la scultura.
e
pubblicato
cura
per
commercio.
e
lettere
Michelangelo Buonarotti
di
il
giovane
nella
Cardinale
del
di Roma.
Vedi
Monte.
che
neVC
con
Barberiniana
'*
sono
Passignano
da
versa
e
di
ministero
"*
scritto
queste, per
come
Galilasi
occasione
ristampata
Fu
del
Crespi
Questa
giugno
T.
Padri
occupati
stato
credami
e
optica, phisica
pittoretoscano,
"
è
Gesuiti,
Venetiis, 1611.
—
Domenico
esìmio
mi
scritte, e in
altre
conspectis,
qpe
altri
due
con
PP.
titolo:
per
Galilaso
a
spicilli cuiusdam
''
ha
Sizzi
vedere
per
astronomica
Florentino
Sizzi:
scherno,
di
degne
cose
fiorentino
quatuor
Francesco
dispiacere in
gran
Dianoia
e
risa, quello che ultimamente
signor
L^opera
Clavio,
dai
Roma)
allievi, i quali trovai
suoi
professione e
in
venuta
sua
col P.
lungamente
gran
»
la
(cioè dopo
giorno seguente
lettere
le altre
tra
di
Opere compiute
quelle
Paolo
di
Gualdo
Galilei^ edizione
Galileo
del
e
Alberi, voi.
Vili) pagina
145.
'•
il libro
Vedi
Lagalla
Cesare
he
phoenomenis
in
orbe
Lunae
ed
Volpicelliani.
i Codici
•'
di
Libro
pubblicato
raro
dal
Sirturo
Sirturi
Hieronimi
mediolanensis
Telescopium.
'^
desiderio
'•
nei
citato nella
Libro
di
che
conoscere
di
Lettera
Cesi
Federico
che
il
anche
—
Keplero
travagliato dal
era
la luce.
fosse
Cancellieri
manoscritti
36
nota
Stelluti
Francesco
a
da
trovasi
Fabriano
,
si conservano
presso
il
principe
Baldassarre
BoncompagDi.
^^
Lettera
complete,
^^
voi.
Dalla
Collegio
romano
è di carattere
n
Bellarmino
alla
Galileo
di
VI,
pag.
si pare
avrebbe
risposta che
monsignor
Dini, 21 maggio
Pietro
1611.
Opere
163.
del
domanda
puramente
a
Bellarmino
manifesto
che
scientifico.
dovuto
gli
più
venne
Le
e
dalla
risposta dei
primo
cotesto
carte
sacre
che
non
data.
Ma
fece
da
intervento
dei
teologi
c*entrano
per
niente.
non
meditare
questo
e
del
matematici
profondamente
da
altri fatti si
torno
inrac-
LX
coglie
dal
*^
che
gusto
»
nicano:
»
ciechi
scriveva
plete, voi.
Lettera
di
Galileo
ad
**
Lettera
di
Galileo
a
VI,
pag.
**
Duca
Cosimo
**
Giunse
il 29
La
Diplomazia
lì
*'
tribunale
dal
Galilaeus
:
prime
dalla
non
*^
*'
S.
Offizio.
an
in
processii
^^
fra
1611.
*^
a
celebri
in
fra
di
si
Galileo
Nel
non
suoi
critica
scritto:
pienamente
manifesto
perduta
per
Monte
sarebbero
mente
propria-
questo
proposito
a
Wolinski,
Arturo
gina
pa-
fatta la seguente
1611
maii
domanda
:
Cremonini
sit nominatus
V occhio
tener
a
abbfa
Gherardi
su
mostra
di-
Galileo
origine da
fin
queste
e
Carte.
del
del
processo
la verità
che
di
la
quella
Vili,
occorre
1616.
abbiamo
le
tra
mani
narrazione.
nostra
questa
ispecie del Cigoli a
in
da
riamo
Spe-
aggiungerne
quella
segnatamente
e
a
avviso
nostro
si ha
concetti
agli
ponderata
una
giusta ed
del
esatta
due
altre
21
maggio
scritti
analisi
al metodo,
intorno
Galileo
1. luglio
153.
pag.
ancora
Senza
coetanei.
nostro
andata
Opere
del
card,
quelli pubblicati dal
di
Cremonini
voi.
Dini
sovrastano
nella
IHIl.
professor.
Sacre
lettere
lettere
dei
com-
pubblicare.
breve
contengono
levarsi
**
sia
i suoi
Vedi
venne
il processo
come
manifesta
lettere
Non
—
Caesaris
primo
processo
Piero
del
dottore
III 17
doctoris
2.
;
le tante
monsignor
quelle
seppe
del
queste due
Coteste
quando
I Feria
è il
Opere complete,
A
Opere
»
maggio
Lettera
giugno.
del
Galilei
gli interrogatori
poterli fra
Vedi
4
m^them,aticce
ac
scoperte
fanno
i
1611.
Tinquisizione cominciasse
I documenti
lungo tempo,
145.
maggio
Roma
—
che
veggano
coper-
riUuminare
che
1874.
in
del
sue
sistema
Galileo.
Dini, 21
qualche giorno.
e
interpretazione delle
Si
di
31
Galileo
ancora
come
,
mesi
e
documento
1
molto
sentito
aprile 1611.
22
pag.
partì addì
e
due
philosophiae
Questo
Vili,
Firenze,
era
Videatur
dalle
voi.
toscana
Galileo
nel
pari
signor
Pietro
monsignor
marzo
passim.
et
anonimo,
un
II. Roma,
che
parlando
ho
«
ingegni
diffìcile al
sottili del
:
163.
Opere compiute,,
Gran
dipendenza
167.
Vili, pag.
voi.
guidata
era
di
rapporti
1611
stimati
sempre
miracoli
sono
*'
complete^
i
mutare
settembre
quei più
stimai
cosa
questi
il 2
sotto
guadagnati
qual
ma
;
della verità
obbiettivo
podestà religiosa.
abbia
la
dairamore
che
scoperte potessero
nuove
L'Antonini
»
al
le
dalla
scienze
più
mente
sua
che
timore
delle
»
la
che
dei
notizia
migliori
zate
indiriz-
1611.
dei
pensamenti
del valore
dell' altezza
a
cui
più
che
sofico
filo-
egli
scientifica.
Galileo
quanta
e
la
filosofiascientificain
parte dei lavori
persecuzione
da
cui
fu
intellettuali
bersagliato.
remo
Italia, fadi
Galileo
LXI
*'
a
otaria
1629.
Niceno.
il
Vedi
sarà
**
Il
'^
poli
28
febbraio
Lettera
^^
Queste
parole
V.
***
Addolora
il torto
4
Sarebbe
^^
quanto
nel
che
gracchiare,
gli elogi
poi
ci
principali
delle
alla
intitolandoli
intorno
pure
16
Dini
la
lettera
al
1-870:
gli
frate
questo
a
Gran
febbraio
al
1615.
Castelli
sarà
Il Ciam-
—
fatta
vedere
Bellarmino.
Galileiani
manoscritti
inedite
della
Biblioteca
ancora.
si
si
che
tempo
di
scrivere
a
nella
si
e
Galilei
Terrore
ripetessero
tornata
del
questo
a
altamente
confessasse
Galileo,
Savannah
le
Concilio
cano
Vati-
congregationibus
a
belle
roma^-
restàbiliendam,
esse
il Documento
continuare
possa
memoriam
omnia
ante
dai
di
cui
si allude,
qui
il processo
tutto
ma
prova
diciamo.
V.
Tinterrogatorio
•*
V.
i Documenti
«
Id.
**
Interrogatorio
^^
E
di
notizia
•®
Documenti
*^
E
del
di
della
aveva
P.
già citata
13
Ximenes,
20
marzo
lettera
al
aprile
il Caccini
che
notare
1615.
P.
1615.
assaltò
Galileo
prima
che
Castelli.
pubblicati.
dicono
si gran
che
del
Caccini
P.
processo.
in
fede
che
di
proposito
che
non
Galileo
alla
TEpinois
de
nelle ragioni
sperava
parte di coloro
Lettera
Id.
noi
quanto
Copernicana,
buona
del
del
da
inesatto
Galileo
dottrina
Galileo.
importante
avuto
'2
che
processo
•^
'^
quanto
al-
si discosta
cui
già citati.
come
Lettera
^^
Opere complete^
in
romano,
veggano
Quètip.
e
357.
1617
nel
Concilio
primo
Echard
nel
processo.
•*
avesse
Si
vescovo
gennaio
solo
Non
pubblicò
ormai
teologi
condemnati
li lasci
citato, pag.
sono
vedere
profferitedal
addi
1615
marzo
Voi.
tolte
del
il
dei
a
grazia
fors'anche
Esse
Documenti
storia.
Galileo.
Monsignor
a
sono
Firenze.
*'
Cesi
\oL
Galileo, id.
di
di
di
«di
risponde
e
domenicani^
Martirologio
e
Galileo
di
Barberini
Nazionale
nis
Calendario
Domenicano
*'
parole
Lorini
dell'Ordine
al Cardinale
ed
»
d*Austria.
Lettera
la
dice
e
del
dedicò
il P
stampando
ecclesiastica
7
che
ecclesiastica
Vili,
Storia
la lettera
Maddalena
addi
modo
dato,
del
Urbano
Federico
da
Poi
—
Niccola
padre
Duchessa
scrittori
dato
Storia
una
degli scrittori
ritrovarli, ecc.
a
donne
sante
la
340.
parere
tempo
pubblicò
parere
Vili, pag.
dal
Papa
la Storia
Vedi
*?*
voi.
1632
Nel
di
autore
offri al
ed
Vergine
—
è
Caccini
Tommaso
che
loro
e
Enrico
in
stavano
esposizione si
Martin.
favore
sarebbe
della
resa
ar-
credevano.
a
Monsignor
Dini,
16
febbraio
1615.
LXII
^'
Pietro
dimora
sua
Guicciardini
in
Cora
Che
modi.
Galileo
nel
Roma
animosità
nel
di raccomandarlo
cura
quindi quelle che
fecero
nel
'*
Vedi
"
di Galileo
Lettere
"
Id.
^^
Lettere
di
''Le
alle
ali* ammonizione
il di
5
mai'zo
»
alchimia, avendo
»
sia
»
siamo
»
si fa
1616:
volar
per
Copernico
***
V.
Lettera
come
Galileo
cui
con
delle
**
Lettera
'*
V.
Copernico
8'
V.
Processo
*?
Lettere
®^
Manoscritti
Cancellieri
Negli
del
'"
è solo
a
mentovata
Documenti
Id.
«9
Id.
le
Chiesa.
in
a
Ci
fuori, che
nostra
posta,
pallone che
un
Copernicano
sistema
invia
an-
Maffeo
a
Italia.
in
Barberini,
allora
solo
Solari.
Macchie
vicende,
ecc.
del
1614
poi
venne
fatto
sopra
processo
nei
del
pareri
citati.
1616
non
dei consultori
c*è
parola
del
di questa lettera.
processo
del
1633.
Processo.
Michelangelo Seghizzi
di
di
i633.
atti
"
e
fumo
di Galileo.
*'
nel
in
della
fermi
sopra
d'Este,
quella opinione
attorno
star
fosse
Picchena.
Curzio
e
del
le vicende
e
esemplare
un
dall'andare
gregazione
Con-
non
o
Alessandro
infallibili
formiche
tante
fosse
il sostenere
dogmi
della
risolute
sono
cei*vello, possiamo
del
il Decreto
Galileo
se
che
tutte
sono
proposizioni Copernicane
usci
Galileo
volta, che
allude
al Cardinale
Offizio
dai
d'Este.
»
V.
Cardinale,
delle
cercare
signor
il S.
una
la terra
con
aria.
senza
manifestamente
girandole
le
con
del
dispute
Alessandro
Monsignore
cotesto
è il giorno in cui
dichiarato
''
'^
cano
Coperni-
sistema
passim.
et
scrive sarcasticamente
assicurati
dunque
dasse
Roma
Le
«
dissentir
un
senza
Essa
del
al Cardinale
condanna
Il Querenghi
giustamente condannato,
5
alla
che
1616,
marzo
382
quali
ed
dell'Indice.
»
tutti i fatti.
1615-1616.
Picchena,
Querenghi
Vili, pag.
conversazioni
anteriori
Curzio
a
Monsignor
voi.
Opere compiute,
»
sono
tissimamente
portato imprudenda
le vicende
e
pigliarsila
Guicciardini
si fosse
è contradetto
avere
Italia,
in
sotto
Copernico
del
parole
Le
il che
voluto
an*
in molti
voluto
ragione
neanco
il Galileo
che
processo;
scritto:
nostro
avrebbe
yi fosse
non
si manifesta
nissuna
per
non
e
credere
primo
questa animosità
proteggerlo.
di
e
in questo tempo
avrebbe
non
palazzo,
suo
che
1615
Guicciardini
ospite
Pare
Nel
negli ultimi giorni della
ospiteGalileo
ad
1611.
loro.
tra
il
ebbe
istituito
vescovo
di Lodi
fu
Commissario
di Lodi
nel
inquisitorein
generale
1616.
Cremona
presso
il S.
ed
lano,
in Mi-
Offizio
in
I
X
LXIII
Abbiamo
di
I.
Tractatus
Lettera
Documenti
«?
Id.
Il
del
dovesse
da
o
divina
6
laudensis
ecclesiae
regimine;
censuris;
gratta,
1616.
marzo
generale
Commissario
che
o
da
che
altri
la
presso
lui
di
neir
adoperò
dimostra
Galileo
libri
dai
come
modo
Offizio
S.
de
bona
prò
Processo.
scienza,
quovis
del
parte
Galileo
Seghizzì
di
frase
de
di
*'
cognizioni
La
brevis
Opusculum
III.
^*
Synodales
Ordinatiqnes
IL
**
lui:
si
Inquisizione
facilmente
può
intimazione
che
dal
lontanissimo
era
cercare
nuove
aveva
argomentare.
fece
Galileo
a
per
che
pensiero
suo
alla
intorno
prove
non
si
dottrina
Copernicana.
'**
ciamo
e
la
Omettiamo
filosofia
Da
i
furono
^^
Questo
si
appena
^^
nicano
intra
il
di
in
26
di
degli
nome
nel
ampiamente
vvede
detto
intorno
di
giudicarono
scrittori
ai
lavoro
nostro
quali
fec-
Galileo
su
questo
a
scientifiche
cose
è
argomento
e
già
non
chiaro
che
Galileo
che
teologiche.
cose
che
concetto
in
apparisce
quelle
alla
dichiarazione
maggio
1616.
Italia,
il
fitta.
che
Intorno
qui
parleremo
abbiamo
quanto
teologi
riportare
essi
scienti
giudicato
abbia
sotto
Di
cenno.
**
di
del
cosi
netto
tutte
le
parole
di
Galileo
a
Galileo
Bellarmino.
rilasciata
V.
in
Copernico
dal
e
le
Card.
vicende
Bellarmino
del
sistema
Coper^
CAP.
I.
A
SOMHI
deir
Qualità
Tobia
con
Cesi
il
e
Adami
Bellarmino
Urbano
intorno
massimi
sistemi
ì
Galileo
ayeya
inquisitivo
sortito
scritti
e
r
anche
immensi
a
scono
il
sitare
vi-
per
intorno
Dialogo
è
cui
le
sue
ai
due
per
tanti
altrV
sì
le
al
sue
di
soldo
si
ampiamente
non
gnano
contrasse-
servire
usare
un
può
che
è
suoi
nei
non
note
culare
spe-
mondo.
del
vita^
tuto
po-
dallo
matematico
ideale
toccherà
che
avrebbe
desistere
e
nuove
eminentemente
non
le
sicuro
tesori
scienze
cosi
sua
tutte
non
di
nostro
della
il
uomo^
esso
Roma
pubblicare
costituzione
nuova
esso
quando
ad
ricerhe
fatti
in
al
volendolo
studia
nei
riconoscere
che
alla
bene
Chi
in
non
per
mano
ingegno
nelle
intorno
se
a
troyatori
anche
arrestarsi
viene
Federico
—
mondo.
grandi
che
"
zioni
Conversa-
—
CJopernico
Galileo
Mette
—
Bellosguardo
—
che
Copernico
in
corregge
Saggiatore
Violenza
del
vita
Bellarmino
—
a
tutti
Sua
—
—
—
Vili
scritture
Come
Oalileo
di
ingegno
IO
R
vero
parole
quelli
distribuii
.
Neir
il
primo
intervallo
ed
il
di
secondo
tempo
che
processo^
si
interpone
egli
abitò
tra
quasi
LXVIII
di
delle
fuori
sempre
di
mura
Bellosguardo^ luogo
alla
amici
che
lui
esso
meditazione.
di
frequente
ai
suoi
Adami,
di
•
come
del
per
talmente
la
die
il
che
la
che
Tobia
da
Galileo
4620,
poli
Na-
che
l'
del-
nei
alla
si
suoi
speranza
temperata
o
tollerata
dottrina.
nuova
cioè
che
il precetto
sempre
o
neti
pia-
medesimo,
alacrità
con
revocata
della
dei
centro
ostante
affidato
restò
fece
pari opinione'.Dal
continuava
avrebbe
Galileo
prigioniero in
povero
non
del
insieme
con
esso
al
che
narra
in Firenze
venne
era
intorno
ci
essersi
con
il sole
al
del
mutò
proibizione
ste
que-
Campanella
ebbe
che
che
astronomici
NelFanno
la
ed
avviso
quale
Roma
ammiratore
girava
Inquisizione
studi
il
osservazioni
terra
tosto
inferisce
carcere
colloqui che
persuaso
e
ne
le
Questi
copernicano,
i
per
di
una
notizia
conservata
nel
ed
sistema
così
più
ma
scoperte celesti ed
sue
dottrina.
amico
era
con
singolare perspicacia d'ingegno,
visitato
avere
burlati
dove
di
comune
non
dopo
quale
ci è
uomo
argomenti
copernicani. Di
pensamemti
conversazioni
e
alle
intorno
ed
si intrattenevano
svariatissimi
a
cissimo
accon-
forestieri
molti
I
quivi lo visitavano,
intorno
ed
quieto
ameno,
villa
nella
Firenze,
circa
quattro
anni
dopo
proibizione il Bellarmino
fuori
le singolarissime correzioni
al
con
Copernico e alquanti mesi
appresso
libro
del
cessò
di
vivere.
fatti
mentovata
Da
coteste
argomentiamo
ben
nel
sicuro
4616
e
che
correzioni
l'animo
della
bontà
che
forse
e
da
altri
del Bellarmino
delle
risoluzioni
sarebbe
tornato
venne
non
noi
fosse
approvate
indietro
LXIX
almeno
o
sarebbe
non
altro
in
notammo
dare
dal
taluni
lettera
seguente
nella
e
retta
dubbìi
suoi
:
\"erità è questo
del
sig.^cardinal
che
e
mi
Cielo,
del
che
lincei
la
particolare
miei
Santi
dei
assicurarmi
cri
signore^
affetto^ i"ole{"a
mi
come
che
questo
alle
forme
Santi
V
per
in
solidi
possibile
Al
a
che
in
però
molto
e
dei
dalla
\?ole{"a
non
luoghi
che
allegar
e
e
il
mi
come
sa^
interpretazioni
e
ciò
non
in
promuoverla,
matematiche
alla
come
apparenze,
non
parte
solo
le
facevano
dimostrazioni
replicando io,
dei
dubbio
aveva
comunemente
le
disse
con^
particolarmente che senza
loro moto,
fosse totalmente
il salvar
pieno quanto
e
sempre
premuto
aveva
contrario,
orbi
che
e
non
coU
cKei
parafa
Scrittura
ma
lui
Carte
Sacre
opposizione
scuole,
opera
tenesmo
allegrezza,
tenuto
aveva
Padri,
che
ma
mia
,
grandissima
mostrò
ne
compó-^
e
approvazione di teologo di taV em.i^
Sua
era
Signoria Illustrissima
V
,
mio
della
nelVinterpretazione
senza
nenza
Padri,
per
felice memoria
y
autorità
dalla
Faber)
ch'io
particolarmente
fosse fluido quale opinione
dalla
Sacra
ben
confermata
ed
testificare
studj
e
giosa
reli-
avessero
attestati
sono
molto
delli
lative
super-
intuizioni
sue
essendo
me
lo
io posso
Bellarmino
da
sue
Giovanni
a
già
come
podestà
non
dandogli ragguaglio
M
siz"ioni.
ci
quali
che
;
portas"a
sentir
spesso
yita
Quello
(scrive il principe dei
della
talune
a
i
«
la
se
scritto^ le opinioni
scibile
nello
a
più oltre^
airingerimento
intorno
distolto
ito
aver
fisica
e
gli
im^
dicono.
soddisfatto
matematica.
LXX
e
tutti li
a
fenomeni^
ma
esser
lo
per
contrario
impossibile il soddisfare e il salvare
col porre
le apparenze
gli orbi, tanto
maggior
gusto ne rices^eva, e mi sollecitas^a al compimento
totalmente
delV
opera.
»
non
Ne
mi
me
ne
il darvi
grande,
e
che
In
è
io
in
le
In
lui
fra
il Bellarmixio
considerare
a
e
oc^
conformità
me
lettere^
»
.
è ritratto
abitudini
cattive
portavano
desiderio
domestiche
mie
Acquasparta^
lettera
ricordasse
mostrarne
con
passarono
era
mi
ritardassero.
la
me
quelle sue
lo
,
che
ragionamento
non
e
dispiacere che
questa
con
che
domandasse,
anche
mentre
tal
dopo
compimento
cupazioni
di
s"ide mai
quale
intellettuali
la verità
fica
scienti-
dipendesse dalla podestà religiosa
di cui esso
reputavasi interprete.
Intanto
che in Roma
correggevasi il Copernico,
in
Firenze
Galileo
a
recava
compimento
una
delle
di critica polemica che sia
più belle opere
uscita
in Italia e fuori.
di questo tempo
Il Sag-^
in
giatore è il primo libro di filosofia naturale
come
che
cosa
cui
sia posta
San
Tommaso
banda
da
e
levato
Tautorità
di Aristotele
di
ogni
mezzo
e
accenno
di
ad
i libri
opinioni scolastiche e teologiche.Pochi sono
contemporanei che alla copia dei fatti aggiungano
di sentenze
così grande ricchezza
profonde e pellegrine
siano scritti con
e che
più larghezza e profondità
di concetti
e
con
maggiore proprietà ed
delle
eleganza di dicitura. E insomma
ujia
più
belle
I
gemme
lincei
della
appena
letteratura
ne
ebbero
scientifica
sotto
italiana
gli
occhi
*,
il
LXXI
furono
manoscritto
lo
che
Tollero
stampare
Urbano
a
Stellati
Francesco
Galileo
di
salito
YIII
del
e
allora
da
Cesi
sai
lì
premise
alla
qaale contrapponendo
Aristotele
qaella ritratta
tificio.
pon-
intrinseco
poesia
una
descritta
natara
nel
dolo
offren-
trono
Fabriano
nella
da
bellezza
presi della sua
per proprio conto
tanto
Saggiatore
clama
es-
:
ciò, ch'altrui
....
Natura
entro
Aperto
si rivela
Tuno
A
e
lodi
Col
Stagira
saggio
di
ancor,
un*ombra
ma
Il
che
nelle
camere
dono
certamente
hanno
ch'ella
cielo
padre
Il
il cardinal
lodi^
e
che
del
in
tutti
sia
tempo^
potessero
YIII
la
è
con
in
di Urbano
dice
lo lesse
che
che
d'Austria
Barberini
i
amici
parola
da
tutti
Vili
che
ne
in
piegarsi al sistema
era
fiorentino^ uomo*
a
e
piace
lettura
lo
leTa
trova
di
al
'.
monastero
il libro
da
al
cantano
lo chiede
nel
premura
una
nel"
di
lo
Celeste
Maria
letto
speranza
che
fa argomento
ne
suor
diviene
'^.
trionfare
per
discepolied
glieloinvia
elezione
Galileo
i
mira
asserisce
Castelli
Francesco
persino
Saggiatore
La
Giampoli
discepoli;Leopoldo
gusto;
suo
le
;
che
e
ne
questa compositione
F hanno
ammirata^
e
cre^
prwate^
misara
suoi
coi
sol
scisto
applauso pubblico^. Il
di
sereno.
leggere manoscritto^
a
amici
fuor
sguardo
tuo
tardarono.
molti
r
Taltro
appieno
non
lo diede
e
seno,
Altii si crede
Mirarlo
Le
nel
cela
lare
popo-
tutti inteso.
ponteficecrebbe
Roma
gli animi
bano
copernicano. Urdi
lettere^ bene-
LXXII
Tolo
lincei
ai
ed
in
scritto, quando
aveva
Galileo
ispeciea
quale
cardinale,
ancora
era
il
per
versi
lode.
di
Galileo
da
confortato
Celeste
Maria
suor
raccolse
papa
sollecitato
e
in
venne
bel
un
breve
di averlo
Urbano
Vili
bellissimo
un
dove
il
dono
dei^ di
,
con
e
gli fece
e
di molti
quadro
agnus
pensione per il figliuolo,dandogli
di
amici
Roma
cortesia
grande
con
dagli
inoltre
in
una
prova
singolarissima
stima
.
discorsi
Quali
Galileo
e
tenessero
quest*occasione, intorno a Copernico, ignoriamo.
Certo
è però che Urbano
Vili nel i 624 non
nava
incliil sistema
verso
copernicano né vi inclinò
inesattamente
affermano
come
negli anni appresso
in
alcuni.
fuori
posta
del
verità
La
di
da
dubbio
di
ad
In
dire
sia
non
ora
della medesima
sostegno
certa
riferisse
questa
a
alla
quindi
esercitava
su
Perocché
liberamente
lunga
o
i
suoi
amici.
se
La
stesso
mentre
scritti
ma
e
non
per
i
copernicana,
una
stampa
privata agli
insino
esporre
suoi
dettò
lettera
in
contro
da
ogni
indirettamente
questionidi teologia.Non
confuta
pato
stam-
e
mosso,
di
direttamente
che
argomento
sebbene
Ingoli*, astenendosi
dell'
scrittura
Roma,
in Roma
era
alla dottrina
pensieri intorno
raccolto
desiderio
dal
tormentato
noi
pubblicato\
ancora
Galileo
quellache
in
è
epistolario inedito
un
da
Campanella che venne
coi
tipi del Botta
asserzione
nostra
questa
si
affidò tuttavia
ne
die
cazione
comuni-
compressione
che
doveva
lorosissi
tornargli doKeplero pubblicaya
liberamente
in
Italia
LXXIV
Primati
dirò
mio
sento
ingegno;
li
impresa^
Dialoghi^
s"alide
purché
che
pros"ar
il
cielo
che
quelle
mi
conceda
mi
al
trow
mi
spas"ento
la
condurre
di
e
a{"uta
seguitare
a
e
tenue^
sempre
che
tosto
animosità
accrescere
minciata
ho
che
piii
e
quella
parte
opinione
pusillanime
del
in
rinfrancano
cO'-
fine
a
forze
più
che
presente
^
alla
debili
troppo
son
pur
quale
la
per
lo
appunto
scris^ere
sanità^
mala
mia
è
capitalissimo
nemico^^.
»
del
dicembre
Nel
Onde
in
yivo
sì
delle
di
mai
il
figliole
Quante
dottrina
gli
aveva
e
in
della
e
del
cure
per
parlare!
stato
pubblica
la
scoperta
che
inyogliato
giorni
fare
la
stato
era
essendo
trenta
era
tre
indarno
di
della
Galileo
dorè
Roma
quale
interdetto
più
ordine
Arcetri
giunge
fatiche
priorità
sentì
in
tutto
da
si
quale
minati.
ter-
uscì
"1630
col
Nell'aprile
dÌYulgarli.
maggio
la
per
solari^
manoscritto
primo
le
contrasto
macchie
nel
Scheiner
dello
pressoché
erano
prima
come
Ursina^^
Uosa
^629
parte
parte
a
vedere
appresso.
quella
teologica
il
IL
GAP.
SOMMARIO
Galileo
di
Venuta
in
Firenze
—
levatisi
in
Roma
per
Papa
Sua
far
per
al
visita
dei
stampa
pubblicazione
Membri
—
a
del
Galileo
Roma
Rumori
—
Papa
—
—
in
giunge
—
gregazione
ConOrdini
Congregazione
detta
Galileo
di
Dialoghi
Dispetto
Niccolò
padre
Ritorno
—
dei
—
di
Galileo
venire
Dialoghi
Pubblicazione
—
detta
particolare
del
la
trattative
Nuove
?
Il
—
per
—
Niccolini
marchese
—
Trattative
Riccardi
in
II
Roma
Roma
Generale.
Commissario
—
È
accolto
aiutato
affetto
con
dalla
e
molto
e
650,
lui,
sua
scrivevano
gentilissima
quando
^\
""
di
donna
dotata
al
della
sotto
Siamo
«
sua
per
rara
trambi
en-
segretario
conversazione^
lascierà
di
che
Gioii
:
eie-
animo
tenevano
presenza
secondo
ci
lini^
Nicco-
uomo
Si
ed
Roma
marchese
sentire'*.
contentissimi
strano^
Firenze
dalla
Ferdinando
casa
virtuosa
a
i
Duca
questa
di
alto
onorati
maggio
Gran
di
e
così
4 9
toscano,
moglie
intelligenza
dal
operoso
ambasciatore
Tato
in
ospitale larghezza
con
tutti
il di
del
di
(di Galileo)
e
ci
parrà
tornarsene
LXXVI
che
Egli
non
libro, cercò,
fu
come
Palazzo.
teologo
valente
cognizioni
scarse
stelle
le
angelici'*.
L'opera
della
^626
che
è
Madonna^
Aveva
di
ma
Trento,
delle
delle
intrapresola
mandò
ne
nomiche
astrotutte
e
spiriti
in
nova
Ge-
Litanie
incredibili
più
del Concilio
Storia
che
fuori
di
da
titolo
per
grande
cose
governate
porta
del
uomo
sole^ la terra,
e
piena
non
di
principalestampata
sua
e
stranezze".
il
animate
fossero
nel
che
tamente
pron-
però
era
suo
maestro
fama
avesse
jgnaro
tanto
credeva
che
di abboccarsi
scrittore
e
il
che
mente
Riccardi,
sebbene
Questi
di
e
in
giunto,
Niccolò
col' Padre
Sacro
altro
avcTa
primo
un
così gremiti di secentismi
opuscolo. I suoi scritti sono
da disgradarne FAchillini
i suoi seguaci.
con
che
Teneva
così vigorosa memoria
però da natura
i coetanei
in omaggio
il
a
quella lo chiamavano
Abbiamo
molte
lettere del Campanella
padre Mostro.
ed
di esso
al Campanella
contro
una
esso
dalla
tezza
mibontà
che
quale appare
e
egli aveva
d'animo
il filosofo
che
che
e
da
non
era
Stilo
di
reo
taluni
soverchio
per
di
fatti
nazione
imagi-
gli apponeva".
Il Padre
Riccardi
il Galileo
,
dei
e
Dialoghi
quale
cui
non
al
si dimostrò
lo
die
lo esaminò
al
e
conosciamo
padre Riccardi,
tempo
avere
La
e
non
da
ebbe
come
vi
che
esso
talune
fece
Visconti;
tenne
vi appose
prima
pigliatole
moglie
del Niccolini, il
V
presso
di
imprimatur
il
di
correzioni
l'indole, indi lo
lo
verso
il manoscritto
Raffaello
frate
bene
cortesissimo
rimise
sé
quanto
al-
senza
pontefice".
Niccolini, e tutti gli
istruzioni
dal
Lxxvn
amici
di
Galileo
lasciarono
quello
e
la
perchè
imprimatur
in
cui
il
fu
fosse
cosa
lui nulla
in cui
il tempo
tra
consegnato
da
sollecitati
e
di intentato
fu
Y
mossi
scritto
mano-
apposto
spedita
con
prestezza.
Padre
Il
che
Riccardi
ayrebbe
Roma
ed
eseguite
il dì
Roma
la
presentata
Riccardi
Padre
fede
correzioni
indicherebbe.
29
giugno
intera
la
che
si
Galileo
con
Galileo
in
stampa
prefazione e
le
tutte
da
la
d'incominciarne
ayanti
esso
però
ottenne
clusione
conesso
parti da
satisfa^-
sua
meritata
dal
speditione intera
di
s"alore e dalle
suo
sue
gentilissime maniere
aromatico
negotio^^.
quel suo
Non
contenti
si dimostravano
meno
parecchi
amici
suoi
sarebbe
ripromettendosi che la cosa
tiene
ita
e
con
bene
e
decreto
la
che
del
Il
taluni
avrebbe
Roma
Ma
'16'! 6.
passato
queste
principiidi
cui
nei
pochi
fallaci speranze.
erano
O (Tizio obbediva
S.
il
sopra
suoi
giudizi
si rendevano
a
chiara
coscienza.
Dal
c'è
1651
il
di
fine
Riccardi
Padre
Roma^
tra
e
Duca
sono
i
lettere
che
abbiano
in
toscano
il governo
stampa
Galileo
tra
dei
del
Gran
Dialoghi.
questo
quanto
tanto
diplomatiche altretfrequenti.In queste trattative
trattative
a
e
Galileo
è validamente
moglie
del Niccolini
aveva
la
circa
libri
continuate
che
ed
l'ambasciatore
occasione
porto
di
luglio del
T Ambasciatore
e
Firenze
in
Pochi
scambio
vivo
al
sino
"1630
giugno
aiutato
e
dai
tuttavia
da
Caterina
numerosi
in Roma.
Riccardi
amici
e
noscenti
co-
Dall'intensità
LXXYIII
che
di
Yolere
si
può argomentare
al
yero
il
l'altezza del
e
ribatte
in
mette
ora
sì ostinata
Duca^
che
costanza
ora
in
sua
dalle
e
ed
Firenze,
Padre
Riccardi
ordini
dare
lo
ed
in
secondo
vìncere
licenza
di
le
di
e
stampare
i
sotto
questivanno
compaiono alla luce nel
^\
tipi del Landini
Le prime copie furono
suoi
amici
mandarne
in
durò
ne
Toscana
molto
erano
di
il
non
venuti
fosse
due
Il
compete
non
manoscritto
tanto
frat-
il
fine,
corretto
si
Galileo
il
a
Ma
V
fine
di
esemplari
di
ai
Galileo
il Niccolini
insino
coi
^1652
da
distribuite
cessata.
verso
del
febbraio
Roma
in
poiché
vola
inta-
Roma.
con
proemio,
Firenze, esortandolo
alcuna
sitore
Inqui-
adopera con
tanto
accorgimento che riesce
difficoltà ed a conseguire la
i Dialoghi in Firenze.
Onde
torchi
nell'agostodel i 651 e
Ma
insorte
vazione
appro-
giurisdizione,e
l'intiero
con
T
quindi
e
sé
a
mandargli
convenuto.
energia
ha
non
parola
il
tanta
a
dove
prega
una
che
oppone
pare
stam-
Padre
dal
trattative
nuove
con
senza
spese
ottiene
ne
civili
autorità
proposito
suo
i
potuto
,
in
il
e
nevoli
più beEgli perdura e ya
di Galileo
palesano
migliori
i
Monsignor Vicario,
da
Batte
presso
affaticati.
quasi cedono
avanti.
Questi tratti della vita
straordinaria
grandezza d'animo.
Intanto
sembrandogli che avrebbe
nuovi
sottostare
a
disagi ed a nuove
r opera
porta
i conoscenti
ed
gli amici
presso
che
amore
convincimento.
suo
ben
disegno
suo
profondo
il Gran
presso
segretario^ora
questo
a
la
che
indugio
non
peste
non
maggio già
cui
uno
indi-
LXXIX
dallo
rizzato
ed
Barberini
a
una
copia
appresso
del Padre
in
sappiamo
concepì tosto
che
wei^a
medesimi.
ed
a
al
Roma
S.
nominare
particolare
e
seco,
sentite
lui che
raccomandazioni
dell'oratore
Commissione
Toscano
ed
indotto
Congregazione
o
di
da
tutte
Fautore
trattenuto
colP incarico
con
usato
le
se
avessero
una
cendo
di-
termini
immediatamente
Offizio,
lo
non
che
Galileo
gagliardo in
sì
le insistenze
e
è
poteva ignorare dove
non
deferito
Granduca
in
il fatto
avesse
dispettofu
Il
avrebbe
il libro
del
Galileo
Papa
capitò
^632.
agosto
leggesse, ma
le difficoltà avendole
consistessero
forse
7
Al
ne
non
addì
Galileo
che
Francesco
altri.
dispetto contro
usati
meglio
grave
quello
soggiungeva che
noi
la
se
di
Riccardi
che
mano
Non
esso
parecchi
in
detta
però
al Cardinale
Galileo
stesso
esaminare
il libro
e
sione
preliminare. Cotesta Commissi voglia chiamare
che
o
Congregazione
sollecitata
il quale come
dal Papa
forse
stesso,
vedremo
più sotto voleva ad ogni costo che Galileo
fosse
nel maggiore
punito, tenne
cinque tornate
caldo
del mese
di agosto
rassegnando nel mese
di
dare
di
settembre
avviso
un
quale
enumerava
apporre
a
come
quistioni
erano
la
state
il Niccolini
particolare
a
così
per
al
per
la
che
scrisse
di
a
cui
con
quelli
contezza
si
potevano
pubblicazione dei
maniera
in
nella
Pontefice
i carichi
tutti
Galileo
Dialoghi
ebbe
memoria
una
Appena
trattate.
questa
Firenze
erano
componenti la medesima
assicurato
Galileo, poi venendo
le. varie
zione
Congregache
male
dal
Padre
le
sone
per-
affette
Rie-
1
LXXX
cardi
del
Maestro
coetanei
ricordato
e
il
che
ciò
nelle lettere del Niccolini
si disdisse. Ma
dei
Palazzo
S.
negli
di
nome
delle
nissuna
era^
in
quelle
è
biografinon
dei
scritti
non
mentoyate
11 Padre
Castelli fu lasciato fuori", e
persone.
il Campanella il quale desiderava
così pure
enin
trarri
qualità
Galileo".
A
di
avvocato
avviso
nostro
fecero
ne
di
procuratore
o
parte
del
Oregio teologo del Papa^j il
Pasqualigo.
gesuitaMelchiorre Inchofer, Zaccaria
Cotesta asserzione è fondata primieramente sul fatto
che la Memoria
presentata al Papa dai componenti
nelle
la Congregazione è perfettamenteconforme
parole e nei giudizi ai pareri dei mentovati
nel processo,
noi per
e che
teologi che si trovano
la prima volta pubblichiamo^^;
secondamente
e
il Cardinale
sicuro
sulla
che
del
lettera
vi
Niccolini
il
entravano
Cardinale
teologo del Papa (che
ed
Oregio)
Riccardi
Maestro
è
un
che
siccome
E
Inchofer.
il Zaccaria
nel
fosse
Gesuita
il parere
a
di
quello
il
era
proposto
dal
Melchiorre
appunto
era
accoppiato
deir Inchofer
Cioli in cui è detto
al
Zaccaria
dell'
squaligo
Pa-
Oregio
e
così è da ritenere che
processo,
membro
della mentovata
pure
dinale
Congregazione. A questitre aggiungiamo il Carforse il seggio sia
Scaglia che ne teneva
nel processo
nome
già compare
perchè il suo
del 4646,
sia perchè sappiamo anche
tezza
cercon
che
si
die
i
le
colF aiuto
esaminare
ad
settembre
fossero
esso
nei
di
Benedetto
mesi
Castelli
agosto e di
SistemV^
Quali
di
Dialoghi dei Massimi
cognizioni scientifiche
.
e
quali le
di-
LXXXII
quali certificano che Galileo è
V Inquisitore a
malato
realmente
; epperciò manda
visitarlo in persona^
restare
ingiungendogli di farlo artradurre
incatenato
Roma
se
a
e
può reggere
allora conal viaggio. Ove
ciò non
si possa^
sente
che
si aspetti la guarigione per
eseguire
di
medici^
tre
r ordine.
Il
(scrive il
andare
i
Gioii
Duca
da
dici di
la
Tra
venuta
quella
tra
di
indicibile
questo
è
e
quello
benché
che
già era triste
Dialoghi che
osservazioni
e
scusa
per
non
scarsissima
una
cui
le
del
suo
animo
vecchia
suoi
pensate
aveva
cagionati
di
in
si
mal
le
Roma,
età, la ristrettezza
,^
e
si
i
vi
stretto
coe
Egli
introdurre
delle
le
ora
scritte. A
aggiungano
dalla
nemici
e
in
suo
è
difesa.
diverso
senso
E
scritto^
parte
meditazioni, doveva
scorsero
tra-
cautela
naturale,
in
stesso
nel
che
potuto
avere
lo
soffrire
averlo
parola
ogni
nuova
continua.
Galileo
per
Roma.
processo
lotta
filosofia
Tun-
la
è
che
grandissima
la
del
sotto
e
coscienza
con
interpretarequasi
con
di
dovette
ad
Pisa
del
che
ha
Il Gran
costà.
palpta per
ciò
o
di
pericolo
Dialoghi
mesi
chiedere
rinunziare
minacciosi
dei
più
rinnovare
di
dei
e
dettato
da
di
altre
obbedisca
Mentre
tempo.
tanto
nei
da
Tincominciamento
e
dieci
libro
Galileo
Galileo,
letto
sì fiera insistenza
a
pubblicazione
Roma
a
che
e
gennaio perchè
in
messo
con
tanta
scrivere
fa
è
et
mondo
altro
sgomento
pontefice
Niccolini)
a
piìi nelV
si
Galileo
povero
une
da
questo
patimenti
sue
e
le
quello
stato
rali
corpo-
ferma
salute^» gli ordini
visite
la
dell'Inquisitore,
domestica, la baldanza
avrà
idea
della
misera
LXXXIII
condizione
in
del
41635
stesso
cui
nel
braio
feb-
415 dello
mese.
raddoppiò di
segretario del Granduca
il
dimesso
scriyesse
tunque
cortesia
toscano
lui; ed
Terso
di
questo recusò
di
Roma^
per
L'ambasciatore
per
quando parti
dorè
giunse il
yersaya
mostrasse
e
quan-
fornirgliprontamente
raccomandazione
i
per
non
paura^
cardinali
lettere
Desiderato
Scaglia^ Guido
Bentivoglio^Borgia^ Zaccbia
e
gli
altri componenti la congregazione del S. Offizio.
Il giorno appresso
alla sua
fece Tisita
Tenuta
all'Assessore
Macolano
fosse
in
del
Commissario
Serristori
dei
il Commissario
di
mai
fu
della
di
in
Tano
un
che
è
per
che
il Granduca
oltre le
linguaggio
con
accetto
e
e
e
che
fossero
S.
facendo
Padron
perciò
in
a
tutti
Offizio
altri
Terso
di
e
sonaggi
per-
cuore
Tolte le
casioni
oc-
il Cardinale
entrambi
Toscana
raccomandazioni,
al
cessaTa
secondaTa
ne
dolcezza
starsene
non
presso
doTe
dell'ambasciatore
la Corte
carezzcTole
procedcTano
serTÌtore
benché
e
lui, scrisse
mezzo
solo
non
di
del
casa
Monsignore
S. Offizio
preTcniva quantunque
consentissero.
Il Papa ed
Barberini
Granduca),
di
sembra
dalla
uscì
li
ma
andare
Toscana,
il Pontefice
Niccolini, il quale
che
del
faTore
ragguardcToli
Francesco
quale
TÌsitarlo
a
Congregazione
uffici presso
lo
Vincenzo
generale gliraccomandò
adoperarsi
i comandi
col
più
non
consultori
Il Granduca
i membri
fece
dove
uno
al Padre
generale
^\ Indi
relazione
deir Ambasciatore
ritirato.
Offizio ed
S.
non
osa-
tencTano
pure
dire
suasi
per-
e
scriTcre
Galileo, perchè
serenissimo
riguardo
della
(del
stima
LXXXIV
doTuta
a
litandolo
Ma
che
al
occorso
carcere.
Galileo
già
S.
Offizio
di
ritenerlo
villa
di
Vediamo
non
quwi
Ieri
era
dei
Trinità
ora
quali
a
sono
Jòsse
comodo
abilitato
Monti^
tarsi
rappresenche
essere
per
fifrofv
ancora
erano
chiamato
era
firbi^
deH'iLÀìbadcia*
ca^
potendo
causa^\
medesima
nella
nella
parole
queste
pmilègiarlò
voluto
avevano
trattenersi
a
tore".
ferite
A.
S.
delia
a
oggi
i
suoi
starsene
già
è
giudici.
ib
GAP.
so
più
che
Personaggi
Cardinale
Gli
della
Inchofer
col
titolo
loro
S.
di
tìyoglio
e
Urbano
Ul^eo
Vili
stima
che
e
giovanili
fatti
scienze
della
))astasse
con
cui
è
gesuiti
dottrina.
dall'
recar
e
poi
dal
Cardinale
Guido
Ben-
di
l'ingegno
la
che
contro
Cardinale
fondità
pro-
poco
sua
V intelligenza
credeva
essa
di
Ga-
studii
Gli
l'indole
Tanto
colla
pure
difficile
onnipotenza
riferito
Melchiorre
pensamenti.
gli reqdevano
atterrarla
derivato
9iento
Ukinì
nuova
per
i
sotto
i
il Cardinale
misurarne
sapesse
com^prenderne
alle
portata
però
per
dente
presi-
come
il Cardinale
Scaglia.
questo
0£5zio^
S.
di
Desiderato
senza
in
Concorsero
giudizio
aveva
Bentivoglio.
Pasqualigo,
Clemente.
nel
autorità
Guido
VIU
del
Vili
Inchofer
precipua
Macolano
Vincenzo
e
e
Urbano
Zaccaria
Oregio^
Melchiorre
parte
Congregazione
Urbano
—
—
Scaglia
sono
processo
Galileo
di
Pasqualigo
hanno
che
uomini
secondo
nel^ processo
Desiderato
—
I o
AR
n
Zaccaria
—
Macolano
Vincenzo
M
figurarono
Oregio
m.
Dio
che
Targonei
Oregio
tere
da
LXXXVl
Galileo'
so
assicurandolo
ZoUer
alcuno
fosse
Tera".
Non
Galileo
mai
poesia
cannocchiale^
lettere
ayeya
Cardinale
che
temere
necessariamente
della
senso
fondandosi
di lui
parola^ di
su
che
qualcelebre
sulla
e
del
il ritrovamento
quella
esso
per
bencTO-
Barberini
giava
larghegpatronale di cui casa
di lettere.
in quei giorni verso
gli uomini
devesi
che
al disopra di questa
dimenticare
lenza
Non
letteraria
benevolenza
che
faceva
a
alle
il
era
alla
di
lo sfacelo
che
amava
vi
terra
essa
della
e
si
dal
che
temeva
agli altri
astri
religione.Vi
ne
ed anche
la condanna^
approvasse
desse
air infelice
Pisano.
tregua
è
uomo
Offizio.
il
non
mato
pri-
derivare
il
nelle
e
bedire
ob-
mento
pareggia-
dovesse
saggio di comando
nelle
letterarie
e. spirituali^
dell'animo^ e
Questo stato
Oregio
dal
infine
era
dar
Cardinale
S.
tolto
voleva
non
di Simplicio
qualificazione
Urbano
dirigessein persona
Il
restii ad
mostrassero
approvate
che
che
coi
^^
come
il pontefice
Urbano
gìudizii suoi o con
suggeriti^ che si sdegnava
risoluzioni
teologo
in
era
fidanza
quelli che gli venivano
perchè gli astronomi
Vi
nel
commendaya
ma
da
era
non
affermano
dalle
cui
con
ripetevaal
dimostrarla
per
alcuni
tolta
frase
che
amico,
era
come
cui lo
quellicon
con
o
5
principe
porali
tem-
cose
nelle
la
ci rende
tifiche.
scien-
tata
sospet-
ragione
il
giudizio^ ne
dopo questa non
di
buona
po-
Tespressione del padre Riccardi'^
di molta
dottrina
e
teologica^ ma
digiuno delle
il più
disciplinescientifiche e inchinevole
come
dei teologi romani
d'allora
a
riporre nella teo-
lontà
secondo
LXXXVII
il
logia
cui
con
il
espone
yill
mal
dell' astronomia.
criterio
il valore
apprezzare
scientifiche
ben
che
e
non
Vili
suo
di
e
lui
si
zioni
dimostra-
astronomici.
la
bano
Ur-
che
caro
lo
minò
no-
nalizia^
cardi-
porpora
nella
valse
che
famigliarialla
erano
pensamenti
lo ebbe
però tanto
teologo^ gli conferì
bano
Ur-
sì scorge
delle
i nuovi
mente
parole
che
argomento
Galileo
a
opponeva
sapeva
sua
celebre
Dalle
leiana
gali-
causa
'*.
al disotto
Assai
dell' Oregio
Pasqualigo.
si
giudice
dei
alla
il
atto
di
tribunale
di
apparisce
certamente
cadde
di
dei
loghi
Dia-
passaggio
anni
esso
fare
a
negozio
Vuoisi
lui
teologia,di
tutte
Pasqualigo alquanti
dì Galileo
del
In
consiglierenel
sistem^i.
è Zaccaria
abbiamo
argomenti
non
e
massimi
condanna
giudizio
da
o
che
notare
ad
giurisprudenza'\
mediocre
scrittore
da
di
e
che
opere
intorno
raggirano
metafisica
Le
dottrina
per
appresso
il
sotto
pure
dell'inquisizioneper
certe
opinioni attinenti a quistioni di metafisica.
Il terzo
Consigliere del S. Offizio nella causa
di quache ci contentiamo
galileiana è un
uomo
lificare
come
appellarlobisbetico
singolare,per non
sino alla grossolanità cominciò
Credulo
strano.
e
sue
dallo
stampare
alcune
lettere
alla Madonna
di Messina
od alla
in
che
le sue
Vergine Messinense^ per usare
role,
pacui si contenevano
parecchie proposizioni
furono
egli dovette
dal
ritrattarsi".
qualche tempo,
nelle
grazie dei
per
entrare
censurate
S.
OflTizio
Lasciata
e
venuto
Barberini
e
per
Messina
in
quali
dove
Roma
ed
le
segnò
in-
seppe
acquistare
tiXXXVIII
autorità
qualche
éo^f
Nelle
lettere
pìniana
susurratore
di
alle dottrine
di
di
le
inedita
scritta
Francesco
»
stro
»
la
»
Barberini
generale
Sacra
cui
3"
da
nuovo
et
hora^
impicci domestici".
levatura
poca
memoria
di
$orta
che
citazioni
del
tempo
no-
Romano
mio
Germanico
solo
di
(di
libri
ma
filosofia^ le
di
uomo
giosa
prodi-
così
di
riempiva
tutta
cessivamente
suc-
insegnava
^
la
Cardinale
protett^ore)lìbero
fornito
non
suoi
i
al
Quantunque
tuttavia
era
lettera
sua
singolare
Collegio
»
messo
com-
testimcH
Collegio
con
desideratissimo
è
dal
poi
letto in
nel
una
"1647
ho
qui
trovo
E.
V.
tolte da
io
«
gli fu
fanno
ne
marzo
:
Scrittura
mi
gusto
*
2^
torno
in-
Collegio Romano^
come
seguenti parole
addì
che
e
nel
piamo
sap-
controversia
Giansenio^
Germanico^
nianza
Nondinreno
nella
leggere dapprima
nel
poi
di
irrequieto^
uomo
appare
consultato
era
oiella Barbe-
restano
misura.
poca
appog|^.
tanto
un
ci
Ghigiana
e
che
lui
di
che
nella
e
mercè
matematiche^
la
e
teologia. Tra
con
questi svariati argomenti si fermò
alle quistioni astronomiche^
compiacenza intorno
chiarendosi
in
copernicano
abbiano
occhi
dal
S.
del
suoi
punto
conóscere,
i
Offizio
sappiamo
due
o
poco
opportuno
accanito
intorno
Pasqualigo
ai
e
valore
che
ai
due
scrisse
Dialoghi^
Oregio
pareri
si
condanna
è
stri
no-
richiesto
ed
ora
ed
a
che
quelli
la
attenne
a' qualialludiamo,
libri'',
i
sotto
sono
esso
del S. Offizio nella
Dei
scientifico^ pure
che
mentovati
dell'
sistema
libri^ i quali comecché
ora
pareri
che
oppositore del
gregazione
Con-
di Galileo.
uno
è
a
stampa
xc
ferma
sole
il
che
terra
si
terram
:
fide^
fede
di
cosa
come
sed
etiam
della
nell' interno
entrare
senza
la
che
terra
circolarmente
stare
non
mo?e
de
deducitur
immediate
eoo
mos^eri
est^ solem
propositione de Jide^ quae
circulariter
in
proprie
qua
alla
est
se
per
alia
e
intorno
solum
quatenus
si
non
moTe
quistione
virtualiter
con"
,
tinetur^\
a
tutti
Di
dell' Inchofer
detta
Scrittura
quanto
in
sopra
cielo
yerarsi
descendisse
ad
coelos.
symholum
sono
S.
scrive
ubi
quaerite^
ed
Cristo
terram*^.
ai Colossesi
Chris
Le
tus
eresia
atti
ispecie in
degli
S. Paolo
"
in
sunt
sursum
quae
:
est
sunt
totum
Flnchofer
proposizioninegli
in
:
ascen^
air
secondo
ed
ay-
Simbolo
nel
V adito
aprono
Giovanni
rocché
Pe-
centro.
inferos^ deinde
sostenitori
di
Copernico
sursum
quae
nel
Sacra
la terra
pone
ad
poche
apostoli^in
:
di
alla
potrebbe più
non
^\ Medesimamente
non
quando
I
detto
es"ertunt
yalentiniana
dens
è
che
il sole
ed
nessuno
contrario
Copernicano
fesse^
cosa
quanto
scilicet
yi
il
astronomici
è tanto
Venere
tal
se
disse
i sistemi
Dei
deoctera
sapite^ non
^e-
super
quae
rebbero
dell'Apostolotorneammettendo
la dottrina copernicana.
errate
è che
Ond'
non
già insegnare ma
questa vuoisi
falsa sis^e eoo
proscrivere e dichiarare
principiis
mente
theologicis^\Né medesimaphisicis sis^e etiam
é
da
quali
concedere
Nessuna
etiam
di
sit
Galileo
s"eram
non
che
essa
sia
dìcesi^ in filosofia
come
o^
sentenze
vera
e
camente
scientifi-
falsa
in teologia.
in filosofia nisi
proposizioneé vera
secundum
theologiam. Se il nome
è
espresso
in
questo
libro^
sono
XCI
riferiti
però
contro
*
testualmente
riyolte
esso
Ma
il
piuto
molte
nel
che
più
pensiero
nel
il
quale
necessario
che
etc.
di
nome
nel
dei
sentenza
de
tamquam
modestamente
a
penna
iterura
et
Fautore
Silletico
è conforme
la
di
alla
dovette
tarsi.
ritratdi
ripeteree
sine
stesse
cose
che
Galileum
quale
suspectum
le
la Gasa-
Tolume
semel
intende
egli
com*
Vindiciae
presso
per
e
^\
affermando
tribunali
vehementi
il che
Per
sono
Galileo
trattato
sacri
giudizi
appare
nelle
discreto
un
nominatur^
disse
quanto
Silletico
dell' Inchofer
formano
e
suoi
argomentazioni
trattato
apostolicae sedis^
natense
taluni
sinuare
in-
cuiusdam
praeiudicio^ ma non
inopportunamente per coloro
ai quali si riferiscono.
di un
dalla
Queste parole che cadevano
penna
il quale attribuiva
il vanto
di avere
sé
a
uomo
meglio che gli altri i motivi della sentenza^
espresso
minacciose
dovevano
ai discepolied amici
suonare
di
Galileo.
libro
Cotesto
il
Copernico.
un
per
di
camminare
di
come
sepulta^ e
religione
haerere.
le
ragioni
empia
ac
non
che
si
la
di
quando
che
fu
più
per
tot
saecula
mai
e
iam
V
nione
opi-
volta
vata
ripro-
in
inferis
conciliarsi
religione poterit
rono
cor-
cercano
adottando
d'una
tematici
ma-
favore
matematici
I
:
teologia
potrà
in
recavano
sdrucciolo
terreno
Pittagora
cura
appresso
intendimento
fermo
il sunto
Eccone
senza
che
col
anni
argomenti teologicifilosofici
con
tutte
due
composto
Silletico
trattato
combattere
di
fu
nunquam
con
la
co^
xcn
]!lon tì
fu
quale
cke
è
apostoliad
che
sario
che
di
peccato
origine ed
redenzione.
della
Galileo
altri
astri
deranno
r
di
magnete^
filosoficamente
empia^
Nel
fine
poi
del libro
medesima^
della
di
del
Aggiunge
i 655
come
per
fu
le
le
e
ci dà
22
della
sogni
i
Galileo
motivo
della
quivi
rientrò
cose
storia
i 64
nel
stampate.
S.
è
In
sia
eretica,
proibizione
464
marzo
9, col quale
de
in
pubblicazio9e
sé
terra
erronea.
della
libro
chiamato
in
tai;-
dissipati.
la
che
gli
con
non
sono
6,
'^
si
revoluti^
pontifice
summo
che
terra
matematicamente
correzioni
salut^
cja Keplero
copernicana
la
dal
la
quali
si
gli
isyariati argon;ieQ^ti
con
novembre
Copernico
siano
immuni
dette
cose
del Decreto
cioè
quello del
introducono
nibus
che
la dottrina
che
provare
le
si studia
e
fo^sec;o pi^
yadau;0
dissiparsise già nion
opinione del Gilberto
a
Gonfiita
Perciò
sono
non
mundio
quali
la similitudine
circa
coi^^l^
quali si emenda
a
liit^^Q^Sr
hoc
mondi
mondi
altri
negli
i
ove
ipai^dò gU
terra
humcmum
determinare
saprebbe
uomini
Iddio
sia^M) «eUa
genus
gli
peccatum
Ijs gei^ti, è
tutte
genti
Peroccliè
si
non
un
le
tutte
tutti
hominem
unum
inaegnajre a.
conclusunu
da. cui
uomo,
intr^is^isse. Se
TJnis^er"um
Bute:
solo^ 1^ feerra^ it^U^i
iaìo
pr
et per
mundum
in huMC
e
il
craatx"
discesero;
uomini
mondo
«a
annuente.
IVoma
dei
n^l
Dialoghi
tando
resipuit^ ritratla Congregazione
appresso
et
25
pubblicò addi
un
agosto
col quale pose
all'Indica con
parecchi
i mentovati
che le
Dialoghi. Conclude
della
dell'Indice
Congregazione
Decreto
altri libri
zioni
delibera-
debbono
xcin
ntiìicla
d5a
doversi
non
Cristiano".
deirinchofer
nel
S.
OfBiio.
Ebbe
parte
la
presso
di
processo
il S.
OflSzio
ed
geometria
sue
di
S.
Clemente.
S.
come
parecchie
nel
dell' Ordine
Cardinale
poi
era
del
in
Malta.
di Urbano
ad
in
ed
inclinava
Vili
Pisano,
i
il sistema
come
sedettero
tutti
li
quale
più
narra
primo
suo
da
noi
nella
il Cardinale
sotto
nelle
che
di
giudici,per
comprenda,
aggiungere
diremo
fu
presso
stima
ed
sue
si
Onde
di
sono
airinfelice
usarono
difesa
duca
Gran-
risoluzioni
Congregazione.
riguardi
appigliò dopo il
A questi uomini
che
Roma
in
Margherita
Vili
le
chitettura;
ar-
fortificazione,
S.
forte
temperare
della
e
così
sua
opera
a
di
nosceva
co-
nelF
la grande
pontificatoattesa
Desiderava
tenuto.
compiacere il
era
Urbano
Padre
il
ottenere
cui
la morte
cenzo
Vin-
Domenico^
di
specialmente quelle
missario
Com-
padre
versatissimo
e
Dopo
il
Questo
lodate
assai
opere
dìi
non
testimonianza
fanno
ne
che
meglio
di
nome
palesi nella peì^
opinioni che prevalevano
principale
Macolano
il
porta
tale
e
rendono
d
le
Generale
pereiì)
erróre
spacciaÉa perette
e
ohi
il
prò-
Scrittura
libro
questo
tsibghì ragionamenti
so^tia
da
tollerare
Da
in
Dwina
alla
contraria
e
presente
i^aso
è bella
potendo
'h^odl
cadere
copernicana
dòttrilaa
die
^
nel
Cathedra^''
€.a?
J^alsd
l^gge^
qufitndo^conce
P#ntè£tce
la
Ai
hi ccmto
«èkl«f8i
cui
si
Galileo
interrogatorio.
imparzialmente descritti
usare
causa
un
che
galileianasono
Desiderato
il Cardinale
Memorie^
vocabolo
da
di cui
Scaglia'''*
Bentivoglio,
che
in
Padova
il
XCIV
la
Sfera;
che
e
in
terra
il
contro
che
Opinioni
di
luogo
diajutare
di
abate
pubblicare
opinioni
intorno
senso
s^ero
io
sua
causa^
le
al
quanto
un
lui
per
me-
stampe
della
moto
Chiesa.
della
qui
allora
inquisitore^
di
colpa
capitare
privato
divenisse
che
comune
fecero
do\"e
supremo
la
per
in
Gornaro
dolse
voluto
lo
Roma^
gli
infelice
as^er
nuos"e
sue
Jizio
perciò
così
desimo
all'
a
Archimede
le
ed
lui
lesse
Galileo
nel
S.
Of-^
esercitavo
dove
e
mi
fu
un
procurai
possibile^^
.
GAP.
IV.
SOMMARIO
del
Interrogatorio
Parere
dei
—
del
27
12
Commissario
dello
stesso
10
nel
Decreto
Addì
don
4 .^
intorno
notificata.
lui
il
«
»
»
Se
2.°
padre
addi
Terzo
—
Prescrizioni
nute
conte-
nel
nel*
esame^
nel
a
quali
termini
informò
di
dei
due
capi.
dialoghi
'l G'1 6
a
venne
tale
palazzo
sacro
senza
pre-
fiscale
del
febbraio
lazzo
pa-
quale
alla
procuratore
del
maestro
aprile
Macolano
in
esso
Galileo
sottoposto
suo
fatta
e
—
30
intorno
manoscritto
il
gli consegnò
simi
fu
Copernico
a
primo
Sincero
Carlo
risoluzione
Quale
fu
quio
Collo-
1633
con
—
difesa
T intenzione.
sopra
sostanzialmente
interrogò
giugno
Vincenzo
Commissario
di
giugno
Galileo
al
Macolano
16
di
sistema
aprile
interrogatorio
Decreto
21
Esame
—
Offizìo
S.
padre
Io
—
aprile^
i2
del
maggio
15
Vincenzo
Secondo
—
Suo
—
addi
presentato
Generale
mese
Galileo
di
Risposta
—
consultori
tre
interrogatorio
il
aprile
luzione
riso-
quando
dei
mas-'
sistemi.
Alla
prima
domanda
Una
mattina
il
mandò
ticolare
a
signor
chiamare
qual
il
io
e
vorrei
Galileo
cardinale
mi
disse
dire
risponde
che:
Bellarmino
mi
certo
par-
un
alU
orecchio
di
XCVI
»
S.
Santità
»
fu
poi
»
nico
»
contrariante
che
«
»
memoria
né
dopo^
mi
meno
»
»
essere
»
io
Il
ma
»
cosa
che
mi
non
di
Galileo
è
presenti
disse
la
che
tenere,
può
et
qualche precetto che
detta
difendessi
opinione,
memoria,
parecchi
vennero
fossero
mi
poteva
o
fatto
ne
ho
ne
si
fusse
tenessi
non
Cardinale
San
soggiunge:
prima
se
senti
predi
padri
Galileo
c'erano
come
Erano
»
alcuni
ricordo
quando il signore
detta
opinione non
»
scritture.
quali
se
difender^
ne
notificazione
ai
conclusione
l'opinione del Coper-
tener
alle Sacre
intorno
ho
non
altri^ ma
che
poteva
questa
Domenico^
ad
disse
mi
si
non
a
che
prima
anni.
pienamente,
è
perchè questa
una
»
buona
in
fede
in questa
Bellarmino
palazzo del Cardinale
addì 26
febbraio
mente
4 61 6 si compierono simultaneadue fatti i quali avendo
stessa
una
zione
significamiravano
medesimo
ad un
Il primo
scopo.
dell' incarico
è V eseguimento
che
il Bellarmino
ebbe
dal S. Offizio di ammonire
Galileo o meglio
di denunziargli che
la dottrina
copernicana era
sua
risposta.Nel
sentenziata
stata
Carte.
Il secondo
del Cardinale
potuto
sotto
insegnare
•missario
'da
lungo
£
parole con
Bellarmino
che
d'
disse
ora
qualsiasiragione
la detta
dottrina.
cui il padre Commissario
che
conosceva
in
la denunzia
avrebbe
poi non
tenere,
di intimazion
forma
sotto
difendere, t)d
Il Cardinale
adempierono
naturale
tempo
alle Sbcpc
repugnante
Angelo Seghizzi dopo
Galileo
Generale
ricevuti.
le
sono
Generale
a
e
erronea
entrambi
ed il Com-
agliordini
il
il Bellarmino
Galileo^
lo
quale
ammo-
XCVIII
al
licenza
lo
padre
informato
avesse
di- stamparla
maestro
del
precettQ
i
diarl^g^,.
q\ì
ch^
stato
era
.
nel
fatto
dissi
febbraio
del
alcuna
io;
'IG'IG, rispose^,:
«
nai\
al P. Maestro
»
di('3a^^cro.pa)A4zo
licenza
di stamparceli
quando gli domandai
libro
del sudetto prepetto^ perchè non
stim^yp
il dirglielo^non
io scrupolo
necessario
havendo
)»
alcuno^
»
nuta
»
1»
1»
cosa
difesa
ne
io
harendo
non
F
detto
con
libro
ne
opinipne della mobilità
t%
della
.
»
ci
terra
pare
quanto
libro
della
e
Galileo
che
nelle
e
Qui pep
nelle parole sopra
Fesame
stesso
dei
ciAfto^?/
recata)
soggiunge chctnel^suQ
ragionideì Copernipofo^o
si allontani dal^
gli si assegnò
del
;Conjti:a
»
cui
concludenti
Terminato,
dorniìtorio
con
che /e
non
palazzo
del Sole.
tanto
seguenti
eglidimostra
invalide
nel
stabilità
S.
Offizio^ una
T ordine
con
cai^cere
per
camera
di
yero.
non
ne}
uscire-,
speciale licenza"'.
Il sistema di difesa al qua|e Galileo
si.appjgli^^
la prefazione nella
s'accorda
se
con
quale, dice
che
libro
nello scrivere.il
intese
semplicemente
le ragioni hinc
inde
della dottrina.
et
esporre
il tenore
Copernicana^ contraddice
pei^ò a tutto
del, medesimo.
Quindi nelle risposteci si sente lo
si vede
T incertezza
del pensiero.^
stento
e
di aprile cioè
Il giorno ì^
tre
giorni dopo
rintei^rogatorio^furono presentati al S. Offizio i
di Zaccjaria
e
pareri dell'Oregio^ dell' Inchofer
teologo del
Pasqualigo. L'Oregio afferma
come
della
theologus^ e consultore
Papa, Sanctissimi
Romana
inquisizioneche Galileo tiene e difende
da
quella
senza
,
la
mobilità
della
terra
e
la
stabilità
del
Sole.
XCIX
L' iDchofer
solo
non
sospetto di
adduce
adhuc
Galileo
lettera
dire
all'Arciduchessa)
Copernicana^
della
luoghi
et
lido
sto
pene
Sacra
Soggiunge
che
paucorum
manibus
dovevano
più
Il
delle
favorevole
che
esso
difesa
in
hic
già
si
era
procedere
e
i fatti; non
e
da
taluni
sentono.
urbe
non
minuta
e
i
lisi
ana-
brani
che
Congregazione
che
adopera
ad
è
del
quello di
ignaro
tempo
un
lo
Galileo,
a
quindi
trasse
quando
attesoché
i
tenza
sen-
hebetes
in
rilievo
sulla
senso
come
i
fossero
chiarito
quando
lo accertò
arrebbe
ne
ben
molta
con
discutere
solo
quelle istesse
errori", ma
imposto
e
cautela
riscontrare
perchè
di
anche
dal
in
le lettere
Galileo
dei
il
rendeva
quindi
questa
razione,
nar-
ponderazione
contemporanei
vanno
non
perchè
S. Offizio
tutta
con
che
al S. Offizio
d' uopo
E
la
preso
provano
deferiti
contrario.
il
errore
l' Inchofer
documenti
Dialoghi
in
che
assicurò
(padre Riccardi)
che
la
diversamente
,
avanti
(intenderà
risolvere
lunga
con
linguaggio
così
era
in
chiamando
scritto
pone
^
Riccardi
padre
Niccolini
prima
astronoiniche.
scienze
Il
di
approvò
cercò
appassionato,parziale,e
uomo
studia
tenetur.
far
OflSzio.
S.
solo
che
indi
dialoghi
Firenze
non
questo
Addentrandosi
ne
di
Scrittura,
coloro
s^
si
Toto
assai tempo
ancora
ma
Copernicana^
ragioni che
Nelle
suo
che
all' Arciduca
una
veementemente
alla dottrina
del
Galileo^ dicendo
aggravare
dell' O-
parere
è
tenere.
eam
conforto
a
il
adesione
dato
ayer
atque
esso
che
aggiunge
regio^ ma
conferma
vincolo
immuni
del
creto
se-
difficilissimo
il
in
conoscere
le
E
cose.
dagli altri^
che
Nel
suo
ed
copernicana
I
—
dell' Indice,
che
aderisse.
poteva
e
vi
della
veemente
ultima
Questa
è
opinione
contravvenne
zione
Congregadue
di
essi
sospetto
che
tavia
tut-
soprappiù
per
era
dichiarazione
grandemente
nuocere
non
Galileo
vi
decisero
adunque
decreto
al
consente,
all'
ancora
libro
ed
soggiunsero
parole
che
pure
consultori
suo
all'ammonizione
esso
aderisca
tre
col
che
unanimi
aggiunge
Galileo
che
sospetto
ora
per
parere
altri
gli
con
uni
dagli
ora
verità, talune
fossero
il
cernere
complimento**.
Zaccaria
Pasqualigo
dicevano
si
riferite
se
come
realmente
stessero
difficile tornava
meno
non
falso^ venendo
dal
yero
termini
quali
a
non
Galileo
come
il tribunale
del S. Offizio
quella che autorizzava
a
procedere rigorosamente. Arrogi che i mentovati
lileo,
presentati in quella che Gapareri poi venivano
missario,
rispondendo alle interrogazioni del Comasseriva
già
difendere
per
Le
Macolano,
per
del
tare
derlo
di
del povero
scienze
S. OfBzio
che
capace
il
delVerror
lo conosca^
di
suo^
dal
vecchio, il cui
non
la
gli concedessero
col
ma
padre Vincenzo
Gran
Niccolini,
componenti
non
ragioni.
sollecitato
meccaniche
estraiudicialmente
il libro
Copernico,
delle
piega,
vivamente
ai Cardinali
quando
sentenza
dell'ambasciatore
mezzo
nelle
propose
scritto
invalidità
fosse
o
compassione
valore
aveva
pigliando mala
cose
Duca
la
la
mostrarne
per
che
gli era
o
tisse
sen-
grande
ignoto^
Congregazione
facoltà
di trat^
Galileo
e
affine di ren^
redurloa
termine^
confessarlo;
parve
aprima
CI
la
faccia
cepi\"a molta
speranza
si tenei"a
mentre
tento^
ragioni;
con
troppo animosa
proposta
ma
si
non
con^
di
conseguire questo
la
strada
kasher io
con
e
^
di
in^
cons^incerlo
iljbhda^
accennato
n^ hanno
a
quale ni a{"anza{^o
questo me
data facoltà. E per
non
perder tempo hieri dopo
il pranzo
col Galileo
e
miposi a discorrere
dopo
molti
molti
e
argomenti e risposte passate fra
noi^ ottenni
gratia del Sigf^ V intento mio^
per
che
terror
sì che
mano
con
glifeci toccar
suo^
col
mento
libro
di hai"er
conobbe
chiaramente
ecceduto
di has^er
il che
tutto
di
molto
sentimento^
si
dispose
mi
dimandò
però
sare
al
suo^
e
modo
darne
mio
a
col
confessione^
guirà nella
che
cognitione deUerror
confessarlo giudifialmente ;
alla
quanto
parte
V.
altro
niun
modo
la
si ponga
Il
la
se^
obligo
as"endolo
non
S. Santità
in
che
in termine
causa
difficoltà si possi spedire.
nella
stimato
perchè
pen-^
spero
sodisfatti^che
resteranno
spero
Ho
/^. E.
a
^
T E.
sostanza
sudetta.
maniera
a
tro"
alquanto di tempo per
quale eglipoteva honestare
subito
communicato
si
della
consolatissimo
passe
che
come
suo
con
espresse
^
parole
nel
et
errato^
et
sto
que-
senza
Tribunale
sarà
si potrà
usare
reputatione^ col reo
che si spedisca^ cobenignità; e in ogni modo
noscerà
la gratia che gli sarà
tutte
fatta^ con
sua
l'altre
si
conseguenze
desiderano.
Oggi
hai^ere
spero
la
non
detta
tintentione
e
^
sodisfatione
di
penso
confessione^
resterà
mi
di
altro
dargli
le
che
et
che
in
essaminarlo
has"endosi
ciò
per
come
interrogarlo sopra
dijfese^e
ciò
fatto
si
cu
alla
habilitare
potrà
E.
V.
accennò
alla
casa
carcere
per
quale faccio
mi
come
huniilissimu
ri-^
i^eren^a^^
le
Ma
cose
sortirono
non
f|aantp qui sì ripromette
.Galileo
si arrese^
jS. Officio
non
il
Papa
gli
fecero
conformemente
il Macolano.
e
la
a
Perocché
del
Congregazione
merito
della
se
arren-*
sua
jJeyoie;5a5a.
Addì
nel
30
quale Galileo^
essendosi
a
posto
considerare
senza
lo
Commissario
dre
ed
aprile ebbe
a
luogo
il secondo
quasi aspettare
interrogasse^si fa
leggere
con
(^i dialoghi)^ella
mi
si
che
il Fa-
dire
a
che
attenzione
somma
minutissimamente
esame
la
tura
scrit-
sua
rappresentò
in
piìi
che
il lettore
non
luoghi distesa in tal forma
harehbe
mio
havuto
consapes"ole deW intriseco
che gli argomenti
concetto
cagione di formarsi
portati per la parte falsa^ e ch^ io intendevo
di confutare^ fossero in tal guisa pronunciati
la loro
che piuttosto per
efficacia fussero po^
tenti
sciolti:
a
stringere che facili ad essere
da Tana
ambizione^
aggiunge che a ciò fu mosso
V opinione coperniè pronto
che
confutare
a
e
cana
in quel più efficace modo
che
da
Dio
nedetto
besomministrato.
I
termini
di
gli Terrà
andando
quasi al di là del
questa confessione
necessario^ paiono quindi o in parte o in tutto
Galileo
Commissario.
dosuggeriti dallo stesso
di se e proTare
fare gran
forza
yette
su
dissima
profonmestizia
nel proferirli;
perchè egli sette
giorni prima dell'interrogatorioe quattro aTanti
il colloquiodescrittoci
dal Commissario^
cioè sotto
^
CUI
il di
Bocchinerì
parente
Geri
nuii
{Visitare
che
a
che
più
di
il
quante
cerità
sia
sperato^
modo
per
essere
ora
più
e
Jinisco
e
è
animo
visto
mia
sono
le illusioni in
con
lui
suoi
amicì^
parole
che
conietture^
Scrivo
mai.
per
esperienza
per
sin'-
e
io rho
poche
le
date
innocenza
Non
i
promessa
state
sono
conosciuta
che
allegra^
e
questa
piii sulle
la
spedirmi
sempre
inco'^
con
.
contraddizioni^
e
si
Che
la scienza.
sopra
mi
speranze
quali
fondate
state
di
letto^ replicandomi
buon
di
stia
le
passato^
essere
e
io
hanno
mi
e
intenzione
fo piìi capitale di
Io
mente.
che
che
volte
il
e
suq
fa i^eFiscale^
poco
disaminano,
les^i dal
mi
io
letto al
sono
Commissario
il
quelliche mi
parola e ferma
subito
Mi
:
son
dato
dal
scriveva
aprile ^1635
25
si
che
quindi
già
come
cui
cade
nelle
le
poche
non
i
tra
osservammo,
trovano
Galileo
lettere
fatti
in
sue,
dei contemporanei.
e
quelle del Niccolini
di questo secondo
Il giorno stesso
interrogatorio
dal S. Offizio al
(50 aprile) Galileo se ne tornò
Toscano.
L'Ambasciatore
palazzo del Governo
fu tutto
vedendolo
giungere improvvisamente ne
lieto
e
Addi
Offizio
In
die
ne
maggio
JO
e
avviso
fu
Galileo
di
nuovo
Firenze.
al
chiamato
interrogatorio,che
terzo
la
riconferma
in
in
S.
interrogato.
nuovamente
questo
chiamandosi
tosto
di
colpa
al
Commissario
del
Bellarmino
fu
confessione
avere
già
ecceduto,
l'autografo della
e
ad
un
tempo
simo,
brevis-
una
e
fatta
segna
con-
zione
dichiaradifesa
CIV
per
iscritto
gli
fossero
presentarla.
aver
del
le
che
contro
febbraio
mancato
avere
al
riparare
egli più
lo
corporale^
nel
di
per
Jlizion
mente
gli incommodi
nella
piìi
di
degVanni
parte
mi
natura
che
il
la fede
che
persuade
benignità degV eminentissimi
alla
loro
tanti
patimenti
delitti
lo
siano
parole
nulla
Addì
i 6
ho
da
^
che
il
ordina
che
stesso
giorno
sopra
l'intenzione, che
di
stato
invita
ni
clemenza
miei
e
dici^
giu-
parere
mancasse
a
de
miei
condonarle
per
anch'essa
humil^
»
sì
con
poterono
giugno
anni
maggior
castigo
pur
confessati
tuttavia
70
fare
signori
pregati
me
con
tra\"aglioso
et
nella
adequato
per
vecchiezza
mancamenti
ciò
a
a/-
continui
quello che potesse
segli raccomando.
mente
zione
considera-
perpetua
una
giustizia che
intera
alla cadente
I
che
speranza
lottare.
precedente
che
prometterla
guisce
ar-
sizione
indispo-
mesi
mio
con
si
per
in
m^ettere
dieci
tavia
tut-
pronto
commiseranda
e
con
forza
di
stagione^ nelTetà
perdita della
con
ridotto
palazzo
troppo
pur
quale
non
difesa
sua
viaggio lungo
un
orrida
hanno
mi
il
di
mio
stato
la
aveva
ultimo
per
se
si dichiara
quali
non
dopo
6, concede
i 6i
Conclude
fallo.
per
difesa
fatta nel
fu
quindi
e
seguenti parole, dalle
Restami
gli
tempo
intenzione
sua
che
il 26
Bellarmino
che
«
fu
di
di
scrittura
questa
Tingìunzione
di
a
In
permesso
osservò
sé, sebbene
egli già portava con
assegnati otto
giorni
che
Papa
sull'animo
con
Galileo
gli sia
commoventi
dei
Decreto
sia
comminata
dici.
giudello
interrogato
la
tor-
GAP.
y
SOMMARIO
suir
Esame
intenzione,
tortura
con
esame
—
Si
rigoroso
lettere
Addì
alle
interroga
scienze,
an
:
motu
diurno.
same
all'edi Vincenzo
fatto
per
di Galileo
nocque
intellettuale
rale
mo-
e
vel
del
risposta
a
dire
ad
la
\ 61
di
di
quanto
et
della
6, io sempre
né
Il Padre
questa
a
lo
Galileo,
aliter
gregazione
Con-
tennis
ed
verissima
Tolomeo.
esorta
devenietur
et
facti
ter^
etiam
mos^eri
et
per
iuris
a
mundi
ancora
yerità;
remedia
et
centrum
acquietandosi
seconda
tenuerit
nella
Macolano
determinazione
la
esame
introdotto
è
mundi
l'opinione
alF
sottoposto
Vincenzo
esse
tengo
non
ipsum
dì
sottoposto
processo
debolezza
prima
teneat
Dopo
come
indubitata
catamente
Il
è
Còme
deirindice
una
stato
sottoposto
—
di
causa
centrum
—
risponde,
fu
Galileo
solem
esse
non
e
sia
fu
non
Commissario
citra^
ram
che
generale
giugno,
il Padre
tempore
Galileo
se
sinonimo
rigoroso
—
Italiani.
21
stanza,
ricerca
conchiude
l'intenzione.
sopra
lo
Si
commissario
ed
gli
per
L'esame
giugno
—
Macolano,
alle
21
addi
missario
Comné
ad
repliirà
cond-
oppor^-
CVIII
luna;
e
poco
ad
dei"enietur
Alla
Galileo
minaccia
iterata
si
Tolge
giudici
et
ho
non
dopo la determinatione
Qui finisce Tesarne
chiude
aliud
decreti^ habita
ad
suum.
A
452
recto
del
455
pagina
ordini
del
della
poi
del
compiutisi
Per
le
o
Il
gina
pa-
due
la
l'altro
pubblicazione
la relegacirca
zione
Nelle
pagine
degli
volume
di
a
foglio
stesso
del
nulla
atti
atti
steriori
po-
processo,
nuovi
con
cessive
suc-
registra
più
qualunque
Galileo
di
parte
guida
la
sentenza,
cardinali
che
sedevano
Minerva.
Cum
te
seguono
processo,
mentre
adunque quello che
conoscere
da
per
del
attinenza
replicate minacce
porre
et
o
internatura
ancora
Roma*\
in
era
Offizio
è
documenti
i
rispetto a
per
S.
verbale^ che
Siena.
in
ventuno,
esami
rogatorii o
del
detto.
seguenti parole:
circa
uno
abbia
che
opinione
ho
come
far
per
questa
dello
condanna.
l'esame
rammenta
volume
vengono
alla
dopo
questo
V
Galileo,
di
le
con
in Firenze,
sentenza
qua
il notaio
ed
\"erso
:
papa
tenuta
segnazione
ras-
cupa
in
eocecutionem
possit haberi
fuit
ejus subscriptione^ remissus
locum
nella
di
sono
fatta
il Verbale
nihil
cum
io
:
sulle
tornare
senza
accento
con
a' suoi
Fobbedienza
ne
parole:aliter
torturam.
già dette,
cose
dure
più
con
appresso^
integram
intentionem;
il
volume
s^eritatem
concedendo
giudici nel
nobis
la
Convento
i^ideretur
necesse
esse
di
pigliare
parola ai
e
pronunciatam
iudicas^imus
dopo
costretti
siamo
tortura
mentovato
i"ero
accadde
non
circa
della
esse
a
tuctm
venire
ad
CIX
dicio
aliquo
eorum^
quae
centra
te
ctam
tuam
La
tu
reyole
del
leggi
della
^
sunt
è il documento
buona
dicano
diritto
ha
di
crìtica
dobbiamo
la
i
le
dici
giu-
mandoci
confor-
sentenza
Vediamo
che
ora
rigoroso. Aprendo
esame
auto^
mente
necessaria-
secondo
Galileo
sottoposto al rigoroso esame.
questo
che
perciò
yero,
ay-
secondo
supporre
il
pienamente
che
di quanto
principalee più
Ninno
processo.
concludere
fosse
di''
circa
supra
fedele
narratrice
è
alle loro affermazioni
fu
{absque proeiu^
et
confessus es
intentionem) respondisti catholice.
Essa
non
quo
quae
deducta
sentenza
yenne.
in
tui^
eocamen
rigorosum
trattato
un
qualunque di diritto inquisizionale e quello che
il titolo di Arcitato sotto
è più comunemente
senale
deirinquisizione^noi leggiamo; quando il
lui
as)rà purgato
a
non
reo
gli indicii che contro
risultano
la
dal
s?erità^venir
ESSENDO
al
STATA
difetto
di
contro
RITROVATA
dei
di
lui al
LA
testimoni^
yede
Ognun
è necessario
processo^
che
qui
esame
/'
rigoroso
TORTURA
e te.
'\
è
nella
ultimo
ed
altro
un
semplice
ragione.
a
;,
di dubbio
ombra
che
conservansi
knetà
e
del
che
questo
nella
poteva
non
ci
ma
che
di due
varremo
Biblioteca
tutti
decimosettimo.
era
più
esame
un
fine di
Al
tortura.
appartengono
secolo
orali^ vi
orale,
esame
con
ogni
intenzione
delle proye
esame
esame
sulF
esame
nonimo
si-
,
serie
un
o
Roma,
V
dopo
se
è
rigoroso
esame
,
Perocché
esame;
Supplire
per
tortura
con
hài^erne
per
due
L'
uno
gere
esi-
goroso
ri-
dissipare
manoscritti
Casanatense
e
cora
an-
alla
ha
di
prima
per
ex
titolo: avvertimenti
tribunale
S.
del
procedere
tanto
casi
làre^ nei
del
reo^
che
confessi
o
havesse
che
procedere
in
virtù
di
che
lui
è
deve
per^
negò^
quali
le
che
giudice
co-
determinò
rigoroso^
s' aggiungerà
confessato^
Vuna^
per
di-
e
Sentenza
alF esamine
haverà
se
le suddette
quanto
tortura
al
esposto alla corda
tutte
per
cui^
lo
confessato^
di
contro
parte
nella
ecc.
tortura
o
si ritrovano
parendo
non
alla
negata
in
se
Sede^
seguenti parole,
interamente
di
o
le
usare
:
verità
la
partico^
offensiyo
procede
il delitto,
tutto
Galileo
contro
si
e
havere
quelle stesse
sono
lui
primo,
per
si dovranno
in
generale quanto
appartenenti alla Santa
il
fensiyo^ dice
di
theorica
la
il processo
nel
sentenze
in
terminato
è
Quando
le
formare
Officio: l'altro:
per
o
piii,
per
condo
Se-
ragioni^ confessò^ etc.
qui prescrittoT applicazione della
indicata
essere
nella
Sentenza,
le
con
non
rigoroso.Il secondo manoscritto
di esso
è meno
è Diodato
autore
esplicito.E come
di Melfi, nipote e segretariodel Cardinale
Scaglia vescovo
parole esamine
Desiderato
tra
Cardinali
i
così la
nel
che
tempo
in
Le
che
questo
secondo
pr asello
è
giudice di Galileo,
Scaglia^
il cui
che
nome
scritto
esso
di
processo
questo
scritto
mano-
delle
tenze
sen-
praticavansi.In
adunque che per so-
appunto
al Cardinale
il
terzo
Condanna^
formazione
manoscritto
dedicato
il
in
sono
la
per
quelle
sono
alla
compievasi
norme
viene
nome
essendo
è massima
cui
indicate
cui
sottoscrissero
autorità
sua
Galileo.
Scaglia^ il
Barberini,
**
mentovato
è
posto
Vescovo
sotto
la
altro
Diodato
lettera
di
iu
dedica
lediamo
^
l6 SQgumJti :
pro|i(i^i?iofli
tre
.
darli la
corda
farne
poof^v
che^ si
di
di
confra
in
cercare
Si dirà
et e.
tormento,
fu
air esamina
te
assicurarci
maggiormente
rigoroso
della
del
di
rigorosa
per
della,
si
reo
quella/
questa,
risoluto-
E^
.
tortura
spiegare- distintamente
e
presule
fu risoluto
credulità
e
di
necessario
esame
menz^ione
/intenzione
su
rmnè
il dire^
alP
te
facendosi
SL^^^re^soi
aggiungere
puq
di
contro
decretata,
basta
m»
y
aU
la
tra
.Jìidecretato
^e
al reo^
r^efita
menzione
procedersi
e
al ; codice
C9p""
pfirfe
col
procedere
e
sapere
intenzione
tua.
credulità^^.
recate
moltiplichiamo le ciitazioni^perchèle arche
più che, b"staiiti; per dimostrare
sono
nel liieiguaggiodel Santo
l'esame
rigoro3o" suona,
Non,
0^2^10
esame,
quando
noii
reputarasi
rigoroso, la
Tesame
Senza
tortura.
con
che
che
di- renire
nece^ario
formola
è noto
che
adoperaya il
mig$^l*io neir esortare
l'inquisitoa confessare
lo più uu
Terit4 6i*a
semplice appello
per
^
frugasse ben
che
la. vmtà;
bène
che
e
nella
contro
per
coscienza,
sua
quanto
resol\"at
a^
contra
mente
dicere
remedia
sempre
Mt
DD.
veritatem^
juris
ripetevasi:
eum
nella
dicentibus,
DD.
de^enietur
sentenza
clare
ad
anche
contro
nisi
se
des"enietur
eum
e
dicentibus
Galileo,
esse
costituto
quod^
torturam.
affina
usciva
facti opportuna;
et
et
contra
la
deliberaya^i
il Commissario
procedere alla tortura
lo più nelle seguenti parole,che sono
pqr
conformi
a
quelle registrate nell'ultimo
Galileo:
Gom»-
dicesse
e
di
di
al«-
quasi
quod
Medesima-»
si ritroyano
cxn
le
parole con cai prima di yenire
il
piglìayasìatto di quanto
neir
reo
intenzione.
sulF
esame
ali!esame
róso
rigo-
ayeva
Non
fessato
con-
è
giunge
sog-
^
lo
quella clausola
gere
raggiunrisoluto
fu
tortura
è detto
sentenza
ad
venire
esse
cesse
soyerchio
con
confessatorum;
sinepraejudiciurìi
nella
infatti
tutto
della
il decreto
che
ed
in
Scaglia,
iudica\?imus
rigorosum
ne--
tui^ in
eacamen
tu
(absque praejudicio aliquo eorunt
quae
confessus es etcj. Nella sentenza
ridicament
adunque è giu-
quo
che
fermato
del
ebbe
46
r
serba
esso
dal
iteratamente
l'esame
habita
eius
,
suir intenzione
processo
attribuire
diamo
ve-
il silenzio
rigoroso
esame
e
dal
minacciato
che
decretato
sario,
Commisdella
autori
tenza.
sen-
sario
sull'intenzione, il Commis-
subscriptione
rimandò
lileo
Ga-
^
al
luogo.
suo
al
assistè
detto
Il notaio
esame,
non
del
S.
aggiunge
Offizio, che
altra
j
parola
riferite.
hanno
Quanti
Offizio
non
della
pratica della
procedura del J
le prescriignorano che, secondo
zioni
medesima,
l'esame
del
di
del
eseguito dagli
come
Terminato
gli
Tesame
5
dato
S.
il Decreto
tortura.
volume
all'
intorno
Papa
alle
della
si debba
che
a
al
ora
secondo
patiredopo
a
esperimento
Ritorniamo
Galileo
è
condurre
adduci
rigoroso e
medesimo.
occhi
ad
il notaio
indicato
Nei
i
yerbali
era
più
che
tenuto
minuti
abbiamo
di
gistrare
re-
lari
particosotto
dapprima l'ordine che si dà
V inquisitoal luogo della
tortura,
locum
torturae;
poi le parole che a
CXIV
E
il Commissario
avrebbe
perchè
Galileo
O
perchè
ne
avrebbe
dal
straziata
gente
sentisse
il
mentre
di
umanitario
che
decretavano
che
ne
quii
che
non
seppe
sé
con
la
con
molta
col
ebbe
solo
S.
gognati
ver-
dovesse
sere
es-
sizioni,
suppo-
o
spiegazione,
Offizio in
filosofo
un
relazioni
Maria
egli ripone
anzi
era
ciò
tutte
le
uomo
di
è
non
sue
lileo,
Gae
il
diamo
cre-
collo-
processo
fiducia
e
attirarlo
nella
sua
mente
tanto
Bocchineri
Celeste,
tutto
parecchi
operare
Geri
lileo?
Ga-
durante
acquistarne la
ma
con
toscano,
Nei
era
aveva
conosceva
l'oratore
Galileo
con
a
ipotesi.Chi
dottrina,
con
persuasione. E
suor
erano
con
Granduca.
TafFetto,
scrivendo
a
la
gognasse
ver-
torturato,
si
che
alla seconda
famigliare
anche
che
del
si
testimonianza.
di
e
numerosa
fu
non
agevolano
adunque
mite
era
ed
Galileo
padre Macolano, quali
Il padre Macolano
indole
Offizio,
profonditàdi mente
posteri, quasi presagendo che
solo
gli uomini
riprovato non
Tatto
crudele, ma
quelliancora
facevano
Veniamo
S.
Ovverò
Decreto
anticipa
giudizio dei
questi avrebbero
che
biamo
dob-
immaginazioni
non
sul
a
nel
il notaio
trasformano
Galileo?
Coteste
oltrecchè
del
rigorosi di
i Cardinali
ordinare
torturato?
Forsecchè
notaio
che
ed
Papa
non
ingegno degli uomini,
per
scrivere
notaio?
all'esame,
verbale?
feroce
compassione
di
il
il
disteso
immaginarci che un
registrare gli esami
a
uso
notaio, intervenendo
il
del
intervento
senza
destinament
clan-
torturato
fa
vero
suo
altro
speranze
che
lileo,
Ga-
congiunto
che
nel
dire
padre
cxv
Commissario^
che
e
medesime".
alle
dopo
è sicuro
ciò è
E
il
colloquio del
figliuolache esso
che
tanto
fallirà
questinon
che
yero
Galileo,
aprile, scrive festante
alla
sicuro
mai
è più che
che
i suoi
nemici
vinceranno, e che egli uscirà
non
dal
eziandio
che
vittorioso *\ Sappiamo
processo
mente
intierasi rimise
Galileo
dopo il primo esame
del padre Commissario^
mani
nelle
che
e
sistema
di difesa
il suo
mutò
sigli.
seguirne i conper
Il Macolano
che
senza
si
e
rigoroso
dì
fosse
e
senza
che
chiaro
è
obblighi
che
facoltà
e
con
punito mitemente
abiura^ come
al cardinale
scrisse
colloquio
avvenuto
le addotte
il Macolano
il Galileo
verso
delle
dopo T
Per
aprile*'.
ramente
since-
terminato
venisse
Barberini
ventisette
uso
lettera
desiderava
volta
Galileo
dalla
Francesco
far
che
esame
inferisce
del
sua
il processo
sollecitudine
e
a
27
esso
aveva
pure
inclinare
doveva
discrezionali
razioni
conside-
che
la
a
dura
proce-
dell'inquisizione
gli dava'*, cioè di non
sare
pasalla tortura
chiaia
quando l'inquisitoo per vecavrebbe
o
corso
ragione di infermità
per
lasciando
da parte
pericolo della vita. Od anche
la facoltà
discrezionale, egli che ben sapeva che
Galileo
che
era
e
travagliato da un' ernia
per
in condizioni
di mal
ferma
lute,
sasoprappiù versava
allo sperimento prepoteva^ senza
passare
scritto
,
dal
se
fosse
corpo
Decreto,
accertato
del
nostro
all'esame
ragione
per
ritenere
dallo
filosofo
fermo
sperimento
non
rigoroso. Ecco
cui
per
il Macolano
stesso,
avrebbe
a
non
e
nostro
die
come
che
potuto
il
gere
reg-
avviso
la
principioal
CXVI
medesimo.
o
Quindi
merito
è
non
di Urbano
VISI
Congregazione del S. Offizio^ma del
di S. Clemente^
cardinale
le membra
se
della
Galileo
Ma
Telli
si
come
nella
che
spiega
l'esame
se
come
dall' inumano
straziate
furono
non
dì
plizio.
sup-
si
Sentenza
fosse
rigoroso
turo
fu-
fa-
da
stato
lileo
Ga-
sostenuto?
sull'intenzione
L'esame
Ora^
la
siccome
fu
in
siccome
piena Congregazione^ e
essere
leggesse già doyette
dai
Cardinali^ è indubitato
l'esame
scritta
contemporaneamente
giugno^
del
in
e
mentovato
ventuno
ogni
dove
al
della
convento
del
compilata
tutto
Abbiamo
che
in
il Decreto
nel
parola due
una
del
Papa,
la
ci portano
a
sostenne
la
processo
non
ne
ci
sembra
si
potesse
perchè
dietro
parte
non
dimostrato
aflfermare
è
lo
nella
lo
era
come
sentenza
gregazione
Confa
eseguito
prescritto.
L'uno
è
l'esame
il
l'intenzi
sul-
del
volume
namento
ragio-
nostro
per
che
avesse
éhe
Galileo
che
esperimentOj,e
esperimento non
stato
registrato dal
l'Inquisi
del-
sentenza
stato
e
Dal
del
la
stato
fatti.
che
fii
iS
palazzo
la
concludere
fa menzione.
del
sedeva
fosse
sentenza
l'altro
tortura,
tenesse
un'altra
Decreto
che
singoliesami,
Dunque
previsioneche
nella
quello
i
dove
Offizio.
scritta
il verbale
dal
si facevano
S.
fu
Decreto
trasmesso
Minerva,
firmata
crediamo
che
si
che
e
essa
anzi
prima
fosse
esame
ayanti
che
al
caso
yentidue
approvata
j
yetituno.
addì
si lesse
sentenza
ayanti
il dì
fatto
parte
una
alla
come
naccia
miper
luogo
sì
notaio^ sì per-
CXVII
II
ehè
pailre Commissario
«d'animo
doTer
da
provTedimenti
Al
fine poi
di
rimuoyere
che
documenti
che
vuoi
atti
la
per
sopra
^
dove
nella
sedeva
la
della
del
lunque
quasia
dei
esso
ed alla
al
scorrem
di-
che
i.
sentenza
i
dosi
essen-
della
convento
Congregazione,
tenza^
sen-
quale
avvertire:
giova
sala
in
mancanza
intorno
e
ogni
processo
all'abiura
dell'abiura, cioè^
compiuti
i
aggravare
ultimo
del
il volume
il silenzio
più
non
per
si riferiscono
per
e
Vili".
Urbano
vuoi
falsificato^
stato
due
temperare
di
dubbio
tal^ condizione
in
era
è
nerva
Mi-
naturale
documenti
restassero
chigli
negli arrispettivi
di questa"; 2. che
di
motivo
vi era
non
toglierlidal volume
se
già fossero stati inseriti,
essendosene
spedita copia a tutti gli inquisitori
del mondo
con
obbligo di darne
pronta lettura;
la falsificazione
5. che
era
d'uopo
operare
per
solo levare
via le pagine nelle quali si fosse
non
parlato dell'esame
mente
rigoroso,ma
quelle principalche
del 46
il Decreto
contenevano
giugno
che
è
i
l'esame
del
d'uopo sopprimere
sola
le
a
dar
la
forza, sino
asserzioni
4.
ventuno;
che
comprovanti
era
bastando
sentenza,
a
infine
questa
contraria,
prova
l'atto
pur
a
giuridico
tutte
del
goroso
ri-
esame.
Tra
inflitte al
punizioni che vennero
tornargli gravissima quella onde
le
dovette
astretto
di affermare
abiurando
di ciò che
il contrario
Galileo
fu
co-
pensava,
pernicana.
piena Congregazione la dottrina coche
Certo
invece
degli Inchofer
se
in
,
dei
Zaccaria
Pasqualigo
o
di
Urbano
YIII
vi
CXVIII
stati
fossero
i
ancora
Polo
tarioì^ i Regìnaldo
sarebbe
si
non
Al
che
Sadoleto^
Paolo
né
né
esso
cioè
la
al
persona
alla
rinunzia
mondo
cui
Tabiura
yerità
dei Cardinali
pena
secolo
E
Galileo
lità
faci-
prima
yolta
la
che
leggerezza
Urbano
Vili
alla
compete
la coscienza
seguente
a
sua
yerità
popolare^
yolta
i
teologi
si mo{^€^\
eppur
che di sé eccitò in Roma
sublime:
il timore
la condanna.
e
dopo l'abiura
yigila e lo fa yigilare né
anche
lo
Vili
che
condannando
e
quel motto
singolare
con
la
per
scientifica^attesta
dominio
all'assoluto
protestò nel
giudicando
La
propria ragione e ne'suoi strambi
all'onnipotenzadiyina^\
alla dignità umana
così contraria
nella
Contro
ed
obbedirle.
fiducia
l'orgogliosa
e
intorno
concetti
ali^ obbligo
^
introdusse
si
in materia
riponeya
potè^
ricercarla^ amarla
con
atto
l'abiura
con
,
di
i Con-
tale
III;,un
domandaTasi
Galileo
dare
yano
e
i
compiuto.
poyero
quello
Bembo^
bano
Urvuole
,
che
comunichi
Castelli
di
il
sopra
altre
cautele
fanno
che
payentayano
ancora
rendesse
Neanco
solitudine
sua
uscire
dubbia
oggi
coraggio e
la
il
con
manifesto
dalla
italiani.
si
Il
consenta
intrattenersi
non
L'inquisitore di
terra.
intorno
Roma
nella
Galileo
della
moto
informa
ed
riprega perché gli
e
prega
stranieri
yisitarlo^promettendo di
lui
con
dotti
coi
con
renze
Fi-
alle
occupazioni di
di Arcetri.
Queste ed
che in fondo
i giudici
yoce
dell'abiurante
tesse
po-
che
qualche testimonianza
condanna.
profferita
é
trattato
negozio Galileiano
da
indipendenza di mente
CXIX
quella parte
Storia
nella
yill
bano
fosse.
e
più
del
Carte,
che
lamenta
mentre
della
moto
in
ordine
Sante
(ciò
nel
prudenza
poca
Ur.
sacerdote
Galileo
sidererebb
de-
di
panegirista
che
terra
ricerca
quello che
è^ ma
profuso
yero) dimostrasse
è
non
vi
che
scrittori
il
dell'inquisizione^
e
Pieralisi^
quello
non
L' ultimo
di
numerosa
alle
che
tare
trat-
Sacre
chiamare
imprudenti i teologi
le interpretavano a
loro
che
piacimento quasi
il diritto. Esso
avessero
non
s'accorge che non
ne
sia stato
che
vi è atto illegittimodi autorità
non
dai giudici di Galileo; che
l'abiura
fu
commesso
anche
solo
alle cognizioni che
immorale
stando
allora si avevano
intorno
alla materia.
Come
già
altri scritt.ori precedenti, coi quali ha comuni
le
osa
non
,
idee,
senza
di
pur
lontano
avvertire
che
il Tribunale
deir
fatalissimo
inquisizione tornò
Galileo
non
seguita a dire che
Chiesa,
dimostrare
del
'IG'IG
di voler
modo
assoluto;
elette
nobile
e
la
lamentare
rinunziare
ancora
il
sapeva
tori
i consul-
quelli del "1635 lo
sistema
Copernicano
troppo".
oblia
e
che
che
la
verità
Galileo
attirato
era
profondo
e
al
verso
da
un
obbliga
paro
di
quella
interno
in
tutte
da
un
ed
vincibile
in-
in che
d'uopo disconoscere
dignità e la grandezza dell'uomo
per
che
abbia
Galileo
non
preferito di
alla pubblicazione del libro
loghi
dei Dia-
impulso.
consista
mentre
terra^
defendere
provare
parimenti
amore
più
e
E
le anime
della
moto
di bis
accusano
e
il
alla
de' massimi
E
sistemi, anziché
disobbedire
al
cxx
precetto Bellarmìniano.
avrebbe
fatto Galilei^
avendo
irasti
a
i
e
cui
si
r
su
che
più
legato
il
i forti
passati^ il
aveva
continuare
per
senno
Pieralisi^
memoria
a
che
bìnon
quanto
esclama
gli altri
pericoli
era
Oh
«
con"
vincolo
il
la
opinione Copernicana^
se
silenzio
conversazione
misurata
e
pontefice^che con
prudente he-lo favoriva in tutto
nevolenza
fuorché nel per^
di pubblicare questo
libro
si fosse ap^
messo
^ol
^
^
pigliato
al
consiglio
grandissima
cki
stima
doloroso
E
ardisce
prova
di
Terità
ed
due
più
«documenti
")he
Galileo
secoli
dal
gli
doveva
legato
era
del
per
Copernicana^
4ivesse
spontaneamente
^e
Il
imposto
quasi
cui
parole
assunto
si
L'Aproino
nomini
i
a
ben
conoscendo
quali
esso
avrebbero
qualche stravaganza
si
cut
suitopi^
che
Galileo
tant'obbligo,e
potuto mantenere?
del
sincero
amico
e
ponderarle
che
coi
chi
sia
vincolo
un
avesse
allude
il Pieralisi
senza
fosse
co^^
dopo
che
silenzio
il
e
il Pieralisi^
come
rispettare il
consiglio delTAproino,
a
le
od
assunto
dica^
al
ridotto
fosse
yi
processo
occhi
fatto
ìnTjestigarela
doloroso
pari
continuare
jiione
si
og^^iancora
proclamato
Tece
sua
E
sotto
ave^Hi
ayrebbe
anziché
se
in
sia
tì
Galileo
che
senno^
ayesse
Terrore.
ma.
di cui
accorti
esporla agli uomini^
fessalo
Castelli
il
y
che
il pensare
buon
affeidonaii
.3»
afTermare
^silenzio od
e
ed
Ciampoli
più veggenti ed
amici
degli
non
il
erano
come
de' troppo
Galileo
di
cui
lileo,
Ga-
riferiwje
è affatto diverso.
aveva
a
fare
potuto lasciarsi
{fraseche
con
tare
traspornon
torna
CXXII
Telo
talvolta
che
in
egli legge
documento
un
c'è^ come
tato
nopiù sopra abbiamo
quello che non
volta
riportando la lettera dell' Aproino^ e talsi accorge
dizioni
non
degli errori e delle contradche
si incontrano
apparirà qui
come
Il
del
Decreto
documenti
i 6
volte
più
Il
mentovammo.
del
volume
che
si
lo
del
tenevano
galileiano.
l'opuscolo
TEpinois nelvestro
professore Silnoi
già
pure
che
dalla
copiò
la
^Si
pag.
il secondo
processo^
presso
cumenti
do-
de
dal
e
dei
uno
processo
scritto
primo
è
i 635
Enrico
citato
nello
Gherardi
verso
da
stampato
venne
riferiti^
appresso.
giugno
più importanti del
Esso
dai
gistri
re-
del
Congregazione
Offizio.
S.
Nella
Nella
esse
oh
de
habitationis
in
ties
sub
quoties
gationis
lilaeum^
hoc
urbe
de
ac
poenis
se
arbitrio
proposita
pro^
inter-
«
Galilaei
Offitio carcerati
ac
de
senectutem
electae
domo
representando tosacrae
Gongrerelato
causa
votis^ Sanctissimus
etc.
S.
giamo
leg-
»
Gherardi:
discedendo
non
ipsum
etc.
valetudinem
habilitati
auditis
in
noi
supra
quo
decrevit
prof.
adversam
praecepto
cum
del
fiorentini
eius
de
intentione^
super
stampa
TEpinois
Galilaeis
Sanctissimus
Galilaeis
et
de
Enrico
de
Galilaei
«
posito CAUTus
rogandum
de
di
stampa
:
et
nei
decrevit
processa
ipsum
Ga-
»
Confrontando
le
giunta
che
invece
di
causa^
ed
ogni
due
TEpinois
versioni
lesse
attesoché
buona
si scorge
a
erroneamente
è
contro
regola che
il
prima
cautus
ogni
Papa
nienza
conve-
sia chia-
CXXIII
di
titolo
Decreto
elogio in un
fatto collegialmentedalla Congregazione del S. Offizio^ di cui il Papa stesso
era
presidente.Or il
cautus
mato
Pieralisi,
essere
a
non
al
cautus
balzo^
cioè che
nel
qui vi potesse
trascrizione^ coglie la voce
di
errore
un
e
vi fabbrica
sopra
s^ien chiamato
cauto
fare questo Decreto^
correità
pericolo di
ragionamento
i
perchè
in
S. Offizio
solennità
si siano
il
che
Papa
misura
Ponte/tee
il Galilei
quale
nella
si dice
affrettati
fu
il
torturato^^.
essere
esso
cinio^
razio-
suo
un
del
senza
ha
non
.
del
che
pensando
pur
dichiarare
a
golarità:
sin-
i Cardinali
che
nel
cauto
sua
testo
Co-
fare
con
nelFap-
o
il mentovato
Decreto, quasi essi potessero
provare
fin d'allora
prevedere che i posteri vi avrebbero
malignato
sopra;
cauto^
con
nel
avesse
suo
perchè, se il Papa^ qualificato
finezza d'accorgimento non
rara
ordinato
di
Decreto
all'inquisitore
2.
esperimentare se
questi correva
Galileo
ossia
intimata
che
tortura
venne
si
non
pericolo
di
arriva
comprendere
al
vocabolo
di
Decreto
passaggio,
in
entrare
errate
e
Pieralisi
veniamo
cautus^
la
polemica
inesatte
che
si
torturato;
essere
perchè della
parlare. Noi siamo
a
nostra
mente
Barberiniana
Ma
nostro
di
o
tura,
tor-
tortura^,
introdottosi
essendo
non
alla
reggere
non
speculazionetroppo
della
Vili.
Urbano
di
la
che
confessare
Bibliotecario
del
la
più
avesse
costretti
a
potesse
nel
sia
detto
intendimento
rilevare
trovano
intorno
erroneamente
ciò
le
tile
sot-
di
di
asserzioni
così nel libro del
bunale
quellidegli apologistidel trifacciamo
quindi punto e
dell'Inquisizione;
come
alla
in
conclusione.
CXXIV
proibizionedel
La
fu
ad
Galileo
che
causa
sistema
copernicano nel 4646
vasse
ogni pie sospinto tro-
nelle
speculazioni e
alla
Grande
ricerche.
nelle sue
traraglio derirava
mente
dall'obbligodi guardare a destra e sini-"
sua
stra
prima di parlare^ di non
potere pubblicamente
i pensatori di Europa
sulle cose
consultare
sue,
di smettere
di essere
gli studi
e
quasi costretto
nel
di critica scientifica,nella
aveva
quale iion
meteo
secolo
chi gli fosse
a
suo
pari. Il mito di Proincatenato
alla
ritrae
ci
alquanto
rupe
intoppo
la
condizione
e
che
anima.
Fatto
cari
più
cando
di
or
nelle
mie
vi
scrive
della
ad
tenebre
sono
sua
de' suoi
uno
i"ofantasti^
quello effetto
dar
come
qualche
posso
inquieto cervello^ agitazione che
questo
né
mio
mi
tutto
tere
let-
sue
il dolore
cieco
«
Nelle
postillemanoscritte
e
esprimono
quasi già
sopra
al
quiete
sue
filosofo.
nostro
appunti
amici:
natura^
molto
del
ne' suoi
parole
freno
e
or
sopra
vorrei
tenendomi
nuoce,
poco
che
meno
in
torno
Per
s}igilia^\y^
portare retto giudizio inGalileo
è d'uopo ponderare attentamente
a
lo stato
psicologico di lui, i legami aspri e duri
che lo stringevano da
le parti, la pienezza
tutte
della
vita interna^ T amore
sua
profondissimo che
perpetua
sentiva
per
che
animo.
un
la
verità
dalla
circa
la
commozione
meditazione
Negli ultimi
amico
e
di
mesi
una
sua
di
medesimo
con
quasi giovanile:
fine
«
La
acre
suo
vita, interrogatoda
sua
dubitazione
ed
al
quella veniva
ironia
falsità
del
al
intorno
copernicano, eglirisponderendendo
al
mento
esalta-
ed
e
stema
si-
omaggio
con
vivacità
sistema
co^
cxxv
pernicduo
dei"e
non
in
dubbio^
la
irrefragabile autorità
massime
e
interpretate
concorde
dai
de'
assenso
della
mobilità
del
Sole
per
le
poi
seguaci^
terra
hanno
quel
Onnipotenza
tutte
in
con
di
in
elle
dobbiamo
poteva
la
vanità
saldissimo
il calcolo
ed
ed
non
il
giudice^
col
ragionamento
di
la
quello
»
lievo
ri-
maggiore
chiamando
che
Urbano
quale
di
Vili
ingannarci^
quali la esperienza^
siano
persona
in untai
.
singolare ufficio
non
alla
dimostrano.
Ma
fatta
Galileo^ il processo
e
alle scienze
funestissimi
proibizione tornarono
alla speculazione in Italia. I discepoli di lui
il vasto
i migliori^ o
eccettuati
disertarono
che
campo
loro
soverchiamente
infatti
del
cose
dalla
astrazione
la
le
che
che
abbreviare
in
porre
suo
il
Dio
a
fatta
ingannati
quell'argomento
assegnava
facendo
del
dalla
sostenere
fermo
per
suoi
si lessano
quello
svolere
essere
altri
preso
par
tenacemente
e
conget^
quale potendo fare
osser{"azione
e
della
e
Le
essa.
argomento
la
della
certi
centro^
infinitimodi^
possiamo
Non
ad
Sacre^
Teologia^ il
ci rende
nel
posta
Iddio^
in
Dio^
in
quali il Copernico ed
profferitoil contrario^
particolare^ non
mano
Scritture
sommi
quali
messa
ascendo
cattolici^,
noi
intorno
d'
opinione
alcuno
conto
delle
saldissimo
dii^ersi^ anzi
nostra
da
maestri
stabilità
ture
in
essere
nulla
aveva
esso
timidi*»
disse
Mondo^
intorno
la
disdiceva
alla
Castelli
costituzione
nuo?a
scriveva
che
la dottrina
consenzienti
divennero
o
infecondi.
quindi
Campanella
professare pubblicamente
Viviani
aperto
di
non
osava
Copernico^
gli amici^
Ca-
CXXVI
Talleri, Torricelli
il
la
Magalotti, il
da
si lasciasse
nello
parte. La
fu
speculare
dei
il
dopo
meraviglioso periodo
ma
del
domestica
il secondo
dopo
sua
nel
unica
Cimento.
del
T Italia
civiltà
una
secolo
cademia
ac-
tempo,
suo
Onde
di
rosa
vigo-
decimoterzo,
periodo
di
civiltà
ancora,
perchè latina,
una
dell'
prima
morte
Lincei, istituzione
tutta
e
di libertà
mancanza
di
causa
dell'accademia
poi
mente
parlarono e medesimaquale voleva pur esso che
ne
non
linga,
casa-
meno
nel
secolo
principiodi
terzo
non
sazioni
un
e
meno
splendido periodo. Le vesle proibizioni scemarono
e
gagliardia e
alla nostra
lo
mente,
spontaneità e universalità
decimpquinto,
divenne
stile
il
trattare
ci
volgemmo
Alle
aventi
di
religione,
frivole
cose
accademie
di
V
amore
del
nazione
diviene
avvera
nazioni
vaste
cui
è dato
regioni
dello
ristretta,priva di
Nascono
coU'intento
abitudini
cui
V
o
di
di
e
la
per
tanto
e
nuoce
esprimere
solo
velarlo.
spaziare
scibile.
La
inferiore
liberamente
coltura
sua
originalità,
vaporosa,
e
di
condizione
questa
servili
operosità
sentimenti
cosa
obbligo
di
dei
intelettualmente
di
la
ricerche
Ninna
carattere.
in
le
grandezza
popolo quanto
il pensiero
metà
La
conto.
poco
scapitarono
per
un
per
di
e
istituite
Ne
sorta.
obbiettiva, la
nobiltà
o
gli studi speculativie di
le
sottentrarono
piccole non
naturale
scopo
verità
scienza
promuovere
,
si
di
governo,
intellettuale
ad
interdetto
grandi
filosofia
la
ed
a
e
in sul
arrestata
incerto, indeterminato;
di
rinnovare
vide
si
di
cose
alle
nelle
si
fa
ombratile.
dissimulazione;
CXXVII
i
scompaiono
grandi
tre
Il
propositi.
secoli^
la
grandissima
percossa
che
persona
a
le
grandi
spiega
in
speculazione
fatica
nella
libri^
grandi
riayersi
di
dopo
come
Italia
dal
Galileo.
i
persone^
proyi
colpo
con
circa
ancora
cui
fu
cxxx
18
1625.
aprile
^
Opp.
in
ritornato
del
piedi
i
voi.
che
temeva
Ciampoli
^®
a
desse
lettere
più
il
compimento
del
12
comunicazione,
aprile
1633
afferma
in
{il Dialogo)
stato
^*
Riferiamo
nis
contrariisque
dHctis,
^^
Opp.
"
Il libro
in
hoc
onmihus
dello
centrum
alium
voi.
compp.,
libro
ed
Opp.
quasi
aveva
condotto
interrogatorio
primo
in
qua,
del
»
Ghiaramonti:
adversus
posto
com-
ci sarò
e
continovamente.
rationibus
il
Pare
censura.
anni
non
suo
servitù
quanto al luogo io Tho
dodici
o
tissimi
san-
al Pontefice.
Nel
ma
del
opere
pure
legato. »
grave
già
Apologia
Joon"
Hyperaspitem
parallaxi praeserlim
eoo
sublunares
rejectis,cometas
esse
non
cae^
et
mobilem
polos proprios,
svevo,
germano
Ducem
Libris
e
intitolato
in
ortu
coepta Anno
Paulum
Ad
1626, finita
Scheiner
Id.
Junii.
BracDucalem.
Typographum
1630.
vero
non
super
II. Ursinum
Jordanum
ex
circaque
annua,
Christophoro
Phaeum
Andream
nec
quasi menstrua,
A
ostensus.
Sol
sive
Yarius,
ortum
conversione
Mobilis
Jesu.
in
occasu
occasum
quatuor
societate
ab
Ursina
Rosa
«
:
Phoenomeno
suarum
fixum
Bracciani, Apud
—
Impressio
è cosi
axem
ab
?ìÌO.
pag.
macularum
et
suum
axem
VI,
Scheiner
facularum
ad mirando
—
anni,
Tycone
Anti^
mentre
questa risposta, perchè
sunto,
In
la
perchè
antica
tenevano
1626
«
dieci
otto
1624,
quale
Venetiis, 1626, in-4.
lestes,
ciani
segue:
il titolo
prò
in
sistemi.
da
o
intiero
per
Confirmatur
Kepleri.
circa
sette
Claramontii
Scipionis
quanto
lettera, nella
quale
qualche
nel
massimi
Fiorenza
intorno
occupato
dei
Dialogo
Galilei,
nel
al
tuttavia
solo
che
ricaviamo
al
di
mi
Sua
addosso
ma
mandò
rispose, allora
Vili,
pubblicò
Non
Galilei,
egli dice, quell'obbligo ai
Santità
potesse attirargli
essa
Da
63.
II, pag.
ne
dalla
ricevuti
forma
non
come
Urbano
Pontefice
Sommo
a
1616
gli rispose
ma
pagare,
«
per
favori
molteplici
compp.,
Roma
in
Galileo
troppo fresca,
Guiducci
79.
dalFanno
scrittura
sua
di Mario
pag.
sino
Copernicana;
proibizione dittagli era
era
IX,
Ravenna,
da
una
la dottrina
combatteva
lettera
una
voi.
compp.,
Roma,
in
era
proposito
Ingoli
Francesco
mentre
sul
anche
V.
panella.
licentia
Cum
superiorum.
^^
La
moglie delPambasciatore
mostrò
stima.
Maria
Celeste
commediole
talvolta
né
siansi
nel
che
in
comparsa
dettasse
zelo
grandissimo
La
alla
a
favorire
quando
d'Arcetrì,
Monastero
Maria
suor
qualcuna
serbate
Riccardi,
Monastero
detto
nel
Niccolini, che
si
Celeste.
sollecitazione
letteratura
italiana.
e
crediamo
fosse
Galilei, il quale
veniva
in
si dilettava
recitavano,
Anzi
crediamo
appunto
della
e
Firenze,
cardi,
Ric-
una
faceva
ne
golarissima
sin-
visitava
nell^assistere
nelle
quali
che
il nostro
figlia.Peccato
a
suor
talune
faceva
pur
filosofo*
che
non
CXXXI
^^
Wolynaki.
Arturo
Gioii, 19
^'
^^
fu
VI, pag.
di
qui
acri
Opp.
parole
19
nulla
avea
Dialogo
Taltra
^
dal
nei
sistemi
del
seconda
una
del
S.
del Castelli, portare
che
di
mancanza
egli
stavano
per
virtù
riferiamo
voi.
(opp. compp.,
che
velo
IX,
facesse
e
della
a
y.
Mercoledì
quale
S.
ero
della
fuori
da
opeye
nel
fare
Forse
egli
di
mese
loro
Niceolini
scritte
furono
al
lileo
Ga-
ma
ogni
giudizio.
al nostro
si
dopo
i
tempi
del
sue
il
verso
gli
Se
le
Castelli
parole
la
giudicar
Galileo
a
e
saggezza
effetti del
i
le circostanze
o
per
quanta
con
e
le
l'orgoglio e
spesso
si richiedono
l'importanza
cioè
Roma
tenne
tornò,
dovuto,
vegga
in
deliberazioni.
sue
la lettera
295), onde
indicata
già innanzi, perchè
sempre
sempre
testualmente
vedere
quando
come
sono
quanto
134),
si trovava
prima
opera,
Tuna,
IX, pag.
non
intelletto, ma
che
per
sopra
proponendo
la ragione
per
come
Non
si discorre
1632.»
agosto,
precipitasse nelle
morali,
pag.
Riccardi
247.
pag.
tanto
voi.
(opp. compp.,
giudizio,
dare.
«
«
lazzo,
Paè
le
e
P.
Copernicano,
e
rimasto
Galilei.
di
qui
del
giornate
appassionati, avrebbero
diverso
quelle
Noi
rettamente.
chiarezza
vita
Francesco
Landini,
B.
sia
non
meno
fisicciano
di
Naturali
e
particolare;
Ufficio
stati
fossero
G.
per
lettera
mancò
non
IX,
quando
ma
Tolemaico
Filosofiche
luglio
di
35),
pag.
mondo
Congregazione
il Tribunale
giudici
S.
ottenere.
parziale pel
settembre,
di
La
lettera
voi.
congressi di quattio
sua
metà
la
adunanze
fine
in
troppo
era
ecc.,
una
la
e
lettera
Castelli
il P.
243-44,
in
Fiorenza,
—
che
Niceolini
nella
del
ispecie che
in
scritto:
nostro
ibid.
le ragioni
parte.
Pare
perchè
derico
Fe-
principe
parte del Campanella.
per
pag.
trovano
dove
indeterminatamente
per
al
Maestro
Quello
luglio 1631,
potuto
ancora
massimi
i due
si
Toscana,
{Diplomazia
«
Galilei
di
Domenicani,
dei
è nel
voi. IX,
compp.,
Queste
'*
lettera
296,
censure
accennata
all'Inquisitoredi Firenze,
Gioii
al
Niccolini
Francesco
Campanella,
V.
***
di
libri mediocrissimi.
parecchi
lettera
La
^*
di
soggetto
Tommaso
dì
voi.
Riccai'di, dell* ordine
autore
citato
lettera
Acquasparta.
Niccolò
fu
noi
in
la
1874,
Galilei, di
Galileo
e
1630.
compp.,
Cesi
Toscana
Diplomazia
Firenze,
maggio
Opp.
*'
La
nell^opuscolo:
V.
passato ritornai
già
stato
ricevuta
avvisato
della
in
Roma,
La
Roma,
mentre
lettera, mi
e
ero
ha
2
ritrovai
fuori,
detto
ottobre
i632,
la lettera
e
quegli
di averla
che
di
V.
S.,
riscrisse
assicurata,
come
CXXXII
la
è, che
veiità
io
ho
non
precipitasse in
deliberazione
dichiarandomi
alla
eccelso
questo
riputazione
che
impedire
por
in
procedesse
quella
ho
loro
con
ogni
strapazzo
sebben
toccava
di
punto
garbo
del
moto
Padre
«
:
che
questione,
questa
»
»
penetrata
»
portando
»
passati
»
pernico,
il
»
voluzioni
degli
»
dal
Cardinale
»
litteratissimi, mandò
»
tefìce
»
delle
»
dario,
da* sacrì
scrìttorì,
salute
alla
nulla
secoli, è
molti
quale
Orbi
celesti
Niccolò
emidi tissimo, che
tavole, la
sue
in
che
modo
al
fatiche
e
della
il
Madre
Topera
di N.
Santa
vata
»
ramente
»
ragioni eflScacissime, e
da
tante
»
zioni, che
si
mova
di
di
confesso
la
Terra
di
Chiesa
aver
non
e
questo
i qualinon
teologi pii e intelligentissimi,
»
e
però
stante
tutte
queste
cose,
io
non
e
alla
natura
mille
P.
Dialoghi
si tratta
vedo
questo
di
molto
che
guono
se-
espres-
è ben
stata
im-
non
S.
Agostino
Niccolò
il volume
Mondo,
Co-
delle
Ri-
stimolato
e
cattolici, pii
vescovi
Sommo
Pon-
queste supposizioni,con
Taiuto
a
un
la riforma
è stata,
da
si
tutte
nessuno
pili volte
mi
modi.
sario,
Commis-
dei
dopo
del
a
che
quei movimenti,
»
tutto
che
del
Calen-
può dire,
appro-
queste
hanno
ho
avuto
mosso
ragione
da
tenere, persuaso
gli
osserva-
assegnati
sono
ha
trattare
con
sciiipolonessuno
nessuna,
e
libe-
cose,
riprove d'esperienzeed
tante
dal
fare
e
di
la
a
insegnata,
scrisse
io
scrupolo
scritti dalle
no,
o
e
terminò
Mosso
che
Padri
questi
in S. Agostino
muova
altri
Copernico
»
Copernico.
E
III; sopra
quali
renti
reve-
dirgli le parole
l'alto ingegno
e
era
nei
persona
libro, dedicandolo
Chiesa.
»
quali
essendo
erculee
si
altri scriverebbero
Rev.
Padre
Costituzione
suo
fu Paolo
si
anzi
Scombergio,
luce
nei
scrìtto
mondo
e
in mille
il libro
determinata
anime:
Dio
a
fatica
di
Terra
non
Santa
di
dairautorità
ma
venuto
in
se
delle
studj
con
la
che
soggiunto
còl
assicurai
io ritrovo
Commissario,
Rev.
samente
gran
mi
ho
lunga
questo
esser
per
particolaramorevole,
mio
e
Anzi
Terra.
Io
secreti
quei luoghi principalmente,
della
era
cosa
compagni,
proibire
minor
sua
non
passati gagliardamente
si estendeva
non
alla
parlato
ho
Roma,
di
che
proibire i fogli
reconditi
dichiarargliper
in
e
i suoi
dire
a
potevano
ne
modi
solo
significando anco
però
S.,
scapito della
ma
che
non
di V.
diceva
cagione
o
si
modestissimamente,
sarebbero
autorità
tempo
in
a
quella parte
in
in
tempo
offerendomi
loro
suoi
scritto
proibire
si movesse,
o
ritornato
Ora
»
il
loro
disposizione.
aveva
in
io
officjho
e
non
i debiti
quanto
Maestro
risolutamente,
loro
la
si fermasse
rivelarci
di
che
fatica
gran
il libro,
simili
buona
uno,
e
a
degli uomini,
Terra
P.
riservatissimamente,
e
con
mani
ad
contro
che
e
si potesse da
di
e
Rev.
assai
apparenza
ssimamente
che
col
riverenza
coisi
fossero
proibito:
e
fin che
a
ridondalo
condannasse
il fatto
dopo
opera
con
sarebbe
si deve,
proibisse e
che
avevano
in
ritrovata
se
si
non
modo,
che
il tutto
gli
che
ogni
camminandosi
non
Tribunale,
riverenza
e
che
far
nobile, utile
cosi
contro
scoperta
santo
e
di
mancato
per
la
:
quale
CXXXIII
»
si dovessero
che
quanto
dovesse
altro
fare
in
di
onora
io
cosi
M.
Resti
paix)le che
Dionisio
io
di
gli
ridotto
a
dirmi
riuscendogli
giovine
che,
al
D.
Don
S. G.
tanto
fo
Castelli, che
del
diligenza posta
ppca
fii escluso
questa
^^
pag.
di
detto
aopra,
quale
egli
fatica.
si
Sfera,
ad
matemati-
Inchini
sarà
il mio
signor PziOi-
»
ha
del
lo
che
profetico,è
intorno
V
scritto
aveva
si dichiarava,
contradicesse
ad
un
ebbero.
della terra
al movimento
pefatto
stu-
Apologia
se
in
non
quantunque,
;
più
e
pi,ù volte
materia.
Basta
accertarsene
per
i Documenti
confrontai'e
LYIII*IX
LJiA
col
XXXII.
Documento
*^
già
in
di
il tempo
consultori
principalmente perchè
floi'entino, nella
mathematico
abbìapo
scientifica
importanza
poca
che
luoghi
dai
e
modità
co-
accaduto
delle
S.
riverenza.
alcuni
in
avuto
e
airiUusti'issimo
e
umilissima
assoluto, in relativo, favorevole
qome
In
337,
una
lettera
è detto
ooirassistenza
del
che
P.
di
Don
Scaglia
forse
forse
stando
alla
perchè
presidentene
419.
fosse
Niccolò
il Cardinale
il Cai'dinale
pag.
S.
Y.
a
della
Campanella
Galilaeo
senso
su.
e
esame,
V
prò
E
Y.
degna
e
quattro
con
libri
ì suoi
elevato, studiosissimo
onorata
un
astronomia,
e
attonito
puerili.L'istesso
Serenissima
Madama
a
irrefragabiledella
proya
tanto
sua
tutti
pur
con
portate in quelli, si è
ragioni
che
b^ne
parlerò
trattato
avendo
dopo
che
se
di fuori
modo
ogni
e
che
A.,
ho
mi
credo
non
S., restando
si consoli
E
in
e
abbruciare
spiritoassai
questa
lettera
Quesj;a
voleva
Padre.
S.
Perugia
V.
chiare
spropositipiù
detto
Lorenzo.
delle
e
io
modo
ogni
subito,
di
Dialoghi
de'
bene
assicuri
In
signore, che
mio
se
in
S., perchè
irragipnevole.
Duca
ne
e
si converti
che
e
e
S.,
desidero
non
dì Y.
intelligentedi geometria
assai
voce
volte
di
del
di
cipe
in
novità
genovese
giusto giudice
nome
dissi
più
V.
Io
il libro
causa,
questa opinione,
a
debolezze
allievo
e
Veglia,
grandi
questa
Congregazioni,
leggergli parte
delle
di
Gran
si
persino che
disse
mostrata.
sentenza
Ser.
rispose,
mi
questa quistione non
intenda
e
all'obbligomio.
avversissimo
era
al
sicura
nelle
mancherò
non
si studj
obbligo
però
entrare
Pier
quale
un
infinito
che
l'avrebbe
me
Padre
detto
lettele, e mi
sacre
precipeterà in
eleggermi procuratore
che
tal P.
si
non
che
H
»
parere
delle
scrittura, e che
con
potrò
non
tanto,
medesimo
l'autorità
con
chiamato.
sarò
del
era
una
che
Resto
»
Dialoghi del Galilei.
i
questo negozio, solo
sicuro
son
luì
a
terminare
voleva
ne
il
proibire
Benedetto
Cini
a
Galileo,
Scaglia leggeva
CastellL
Noi
opp.
il
compp.,
libro
abbiamo
dei
voi.
Dialoghi
afferooato che
presiedevala Congregazione particolare;
lettera
il Cardinale
15
agosto
Francesco
1632
del
Barberino.
Niccolini, pare
Opp.
IX,
compp.,
diciamo
che
il
voi. IX,
CXXXIV
^
Opp.
^
Lettere
2B
voi. IX,
compp.,
Galileo
di
del
Lettera
'^
^°
del
Quanto
airOregio
Morin
Famosi
:
pubblicata dal
la
si trova
^^
dava
Galileo
di
note
forza
si
del
di
de
alFopera
telluris
Dialogo
suo
del
Castelli
e
tista
Bat-
quiete, etc.,
et
1873,
.
361,
Giovan
di
motu
Roma
Urbano
Dal
pag.' 12-13
a
Vili.
che
si vede
che
Urbano
Vili
ripeterlo quasi ":jlanausea
da
argomento
il sistema
e
il
vegga
438.
pag.
Campanella,
Galilei
296.
VI, pag.
questo
a
Wolynski,
502, ed il voi. VII, pag.
Buoncompagni
dell'argomento
voi.
compp.,
tanta
e
IX,
Copernico
.*
Galileo
a
le lettere
principe Baldassarre
confutazione
Opp,
scritto
antiqui problematis
et
il
presso
voi.
compp.,
voi. I, pag.
compp.,
Nelle
ibid.
Magalotti,
Opp.
Quanto
Niccolini, voi. IX,
del
1633,
marzo
il nostro
si vegga
sistemi, opp.
le lettere
al' Gioii.
Italia, pag.. 137.
in
de' massimi
Niccolini
4
57.
pag.
ecc.,
compp.
Niccolini,
al
Lettera
Copernicano
del
Galilei, opp.
Gioii
Diplomajxia Toscana^
322.
pag.
a
chiunque.
®*
Il sacerdote
1875, impiega circa
Roma
ebbe
non
ripeterele
senza
il processo
incominciasse
carteggio che
i suoi
ed
amici
sola
una
ne
parimenti
col
cercando
e
di
di
nel
Aristotile
nulla
ebbe
Il
**
Opp.
'*
Si
^^
Le
voi.
compp.,
vegga
il nostro
del
opere
Barberiniana,
IX,
pag.
Galileo
cesco
Fran-
del
Papa,
andava
(Documento
nei
LVIII).
pareri del-
dei
processo
a
e
vecchi
nella
scepoli
didanna
con-
scritto
:
Pasqualigo
XX.XIX.-54,
vi
sono
424.
Copernico,
Pasqualigi,
che
IIP.
talune
Consultore
delle
dette
di
sono
alcune
teologia speculativa: Propositiones
d'avviso
il
potesse tornare
si trova
nel
che
tutto
che
Simplicio, questo tipo
influenza
in
i sentimenti
parere
parimenti
adunque
avanti
Il Cardinale
che
di
Galileo.
di
riae
che
il P. Riccardi, tra
parola
suo
Galileo
crediamo
autore
Inchofer
lilei,
Ga-
persona
troviamo
Melchiorre
nel
la
P
non
pensierie
ogni
Simplicio
Pasqualigo.
non
2^
Dialogo
rammenta
Zaccaria
i
questo
allusione.
vi faccia
lettere;
semplice peripatetico. E
un
l'Oregio
di
che
che
sotto
documenti:
di Toscana,
conosceva
sue
microscopio
Galileo,
di
carico
come
nelle
certo
sicuri
di
Galileo
e
provare
Vili
il medesimo
durante
parola
Barberini, il quale
tace
più
Vili
per
Urbano
citazioni
confuse
l'ambasciadore
tra
corre
o
Urbano
cinquanta pagine
ai
attenendoci
poter affermare
nell'opera:
di rappresentare
pensiero
mai
Simplicio. Noi
di
Pieralisi
Sante
ex
ecc.
poco
censure
valore.
circa
In
un
talune
theologia speculativa
ed* il P. Commissario
opinioni sapiunt
haeresim.
del
S.
codice
della
proposizioni
P.
Zacca^
Officio
sono
cxxxv
-•
Virginis
e?tm6u^
ad
è pure
lui
il famoso
per
titolo:
niana
^^
hanno
Jesu
vel
Noi
a
Ecco
colle
da
col
alterutra
che
discaro
da
Arcetri
Galileo
Roma,
in
stampato
25
noi
alla
ha
che
e
a
abbiamo
cui
Barberi-
creazione,
si abbia,
a
tutti
anco
ne
1634.
luglio
tale
che
giudizio pronunziato
Congregazione
del
S.
che
della
^'
Il
silettico
1633,
atteso
modo
le
Trattato
**
Ibid., pag.
31.
"
Ibid., pag.
31.
*•
Ibid., pag.
31.
tenere
a
di
Opp.
»
di
disputa e
per
giugno
ha
ribile,
or-
cattedre,
portino argomenti
all'immortalità
si dee
sua
che
maggiore
VII, pag.
49.
servito
aveano
dell'anno
del-
permettere
terra, si che
sacro,
per
voi.
compp.,
lui nel
si
della
opinioni dell'Inchofer
Casanatense
vide
il molto
l'approvazione.
*'
alla stabilità
e
Diodati
è tanto
nelle
che
però
non
ecc.,
Elia
ad
terra)
contro
come
dell'autore
in
questo
modo
razione,
corroboForse
di
innanzi
citato, pag
34.
di
dalla
la luce
tempo
XX.-VlI.-9.
Roma,
nel
che
1634, dovea
si
impiegava
quindi già
allora
per
il
guida
Uffizio.
Manoscritti
nel
di fede,
1 633,
padre gesuita
della
si permetta
quave
Romae
che
scritta
stampe
socieiate
e
sentiendum^
un
mobilità
nelle
e
talmente
contro
*'
trattato
non
solisque mota
terrae
patres
lettera
sebbene
contro
si ha
de
Ultimamente
«
all'incarnazione,
per
ignorava
quelle che
Inchofer
il giudizio
sua
opinione (Ut
instarglisicontro.
filosofo
sancios
bellissima
si argomenti
sopra
confusa.
e
slt br.eviter ostenditur.
pubbliche^dispute
disputi ne
articolo
scritto
di
come
opere
quid
qui riportiamo
prìncipalissimiarticoli
ai
sue
quo
et
tenenda
nella
che
circoli, nelle
Tanìma,
al
1645,
Biblioteca
Melchioris
trattato:
Scripturatn
perniciosa e scandalosa,
nostro
alla
indigesta
ma
le altre
tutte
questo
sententia
Parigi,
alcuno
parimenti
Gallipoli.
appartenenti
Syllepticus, in
S.
il
solo
nel
Jesu.
soc,
e
B,
argomento.
di
secundum
dà
si
verosimilitu^
solipsorum,
di
Terudizione,
parte
nostro
titolo
libro
che
data
et
attribuisce
Venezia
di
Epistola
austriaco
si
monarchia
colla
stampa
traclatus
tornerà
contro
Inchofer
stampe
Europaei
libri abbonda
il
statione
nei
rationibus
Hungaanci;
deirinchofer,
mettiamo
certitudine
del
plurimis
De
Roma.
Austriaci
Non
Annales
è intitolata:
Vergine
Melchiore
uscì
a
inedite
attinenza
*^
che
italiana
Ne' suoi
^^
degli
Comelii
Lettere
di
P.
aucthore
libro
Lucii
B.
coniectatio
autore
yersione
3''
sulla
messanenses
locuples
Esso
tuia
deirinèhofer
L'opera
essere
ottenere
cxxxvi
*?
ma.,
*•
Non
ci ricorda
moltissimi
certo
ma
^^
Noi
e
*®
d'aver
data
correzioni
al
GalHeo,
di
nome
rivolti.
esso
la
il
nel manoscriUp:
si trova
quale
nel
Copernico sia^isipromulga
1619.
L'Inchofer
profferitadal
le
libro
questo
contro
sono
qui riferita
sebbene
nel
non
in
trovato
argomenti
abbiamo
Vincliciae, etc,
1620
58v
pag.
altrettanto
-mette
ex-cathedra^
papa
studio
quanto
ora
ne
se
Toj^
nel sostenere
pone
fu
la 9eutenza
qhe
a, mostrare
posto.
^^
Riferiamo
S.
decreto
banc
Sacrae
in
in
**
homine
christiano
Cini
Niccolò
in
dice
che
i) Cardinale
logo
con
Tassistenza
naie,
molto
come
et
verae
catholieae
sua
Scaglia,
est.
lettera, opp.
compp.,
abbiamo
già
delle
serpentem
voi.
IX,
il Dta-
quel Ciardi-
che
crediamo
337,
pag.
leggeva
notato,
Testensore
fu
fors^
dell'Inquisizione,
cose
pòi
»
:
interpretationirepugnantétn^
Castelli; noi
Benedetto
pratico
veritatis
tolerandum
come
Script
DMnaeque
primis fcdsam
ac
habemus
Pontificis emunito,
catholieae
minime
una
di
in
esse
Judicio
dictis
bactenus
«ex
Summi
pemiciem
Scripture eiusque
cbe
autboritate
opinationem
adversam
omnino
conclusioni:
sue
Congregationis,
neopytagoreorum
turae
e
le
qui
della sentenza.
che
^^
V.
'^
Dalle
il
lettura
96
febbraio
nel
nel
la
245,
t^le
Bellarmino,
••
Primo
'^
Non
%ioni che
che
noi
lunga
del
Cardinale
nota
e
opp.
nel
esempio,
in
Congregazione
afferma:
le vicende
per
il Niccolini
1®
che
qualche luogo
notare
Galileo
non
1633.
gli
non
die
largii acidi
di
dichiarazione
Basta
l'opera
da
esso
si poteva
di
poter
pure
leggere la
dal
Galileo
assisteva
lettera
che
(Questi,
cei'ca
giustarla
d'ag-
mentre
la
già pronunziato
aveva
pè vi
tm
corre
Riccardi.
e
del
eoi Doco^ij^nj^
ricevuta,
esser
emendare,
Cardi*
Ijs Qontradi-
grandissimo ^he
udite
come
tutte
riscontrarla
9
del
ecc.,
?^U3v.
qui indi"^re
il divario
maniera
Cqpemieano,
Documento
423,^
riferisce
rivede
in
sistema
Galileiano.
pag.
particolarealla quale
l'opera del
del
alla
volessimo
carteggio
pubblichiamo,
che
se
incarico
ebbe
esso
1616
nel
chiaro
Bellarmino.
aprile
voi. IX,
compp.,
parole
Uffizio
illustrativa intomo
mai
QjiUleo.
di
interrogatorii appare
S.
del
che
interrogatorio,12
ora
che
generale
Copernico
s'incontrano
i £sitti e le
per
palazzo
la finiremmo
NicQolini,
ne' suoi
delFammonizione
nostro
pag.
Bentivoglìo,i^Itrogiudice
Galileo
da
commissario
verbale
V.
date
risposte
Segbizzi,
del
*'
del Cardinale
Memorie
era
nelujl^lità
CXXXVIII
mi
apportò
mi
causò
Tultima
che
la
i
medesima
mi
veramente
fuori
miti
Le
dalle
il mio
vi
non
sistema
di
entrare,
non
esser
era
già
la
che
Commissario,
In
Commissario
che
loro
dar
della
di
Pesame
tortura,
^^11
Macolano
gravi
le. sue
dove
di
diritto
la
lui
avanti
che
tutti
ad
per
e
è
il sistema
lo
lasciava
moralmente
però
nevano
soste-
minaccia
più
noi
difesa
obbligato
a
sopra.
Galileo,
finito
a
e
presto
e
fin
temperare
deliberati contro
provvedimenti
Scolta
torturati, si potea
sarebbe
processo
P.
stesso
condanna.
una
da
di
cominciat
in-
fosse
Alcuni
detto
per
notare
da
spaventarli colla
ossia
come
il
adottare
E
Papa
vecchi.
ai
grado,
ciò
i
il
parla
si
non
il processo
propriamente
essere
con
Galileo
più
del Macolano
idee
inquisizionale si
suggerito
consentivano
ma
tortura
si sentiva
conseguenze,
di
cosa
assai
sono
quella
delle
particolare,
nuncupatur;
che
sperare
facoltà
di
primo
avendo
notte,
a
Tolemaico,
concludevano
potevano
territio
qnae
quasi
più mite,
rigoroso
quasi j"cendogli
senza
condannato
non
tendo
sen-
dolore
gran
fino
in
giugno;
Copernicano,
applicare
non
questi
se
lui
16
consigliato
avendo
i trattati
tutti
quasi
mattina
difatti nell'ordine
E
Congregazione
il
era
da
del Macolano
lettera
del
Decreto
potea
perchè
al
nella
accennate
delPabiura,
difesa
della
ore
tutte giubilarono
8orpi*e8a
leggere
ri-
e
»
ne
Galileo
che
''^
quattordici
alterazione
più volte leggere
che
fui
tale
tale^e
convenuto
vossignoria,
solito.
punizioni
tortura,
Tabiura
però
di
fii
queste monache,
a
quelle prescritte dal
di
della
ne
lettera
durò
l'essermi
con
e
successi
prossimi
testa, che
^^
questo
con
lettera
amoreYolissima
sua
il nostro
filosofo.
''^
S.
Gli
esami
le tornate
Pietro:
Minerva.
E
si trovassero
abbianio
S.
di
ci
Basta
Urbano
?'^
naturale
Eppur
è noto,
della
si
negli
e
Di
V.
Pieralisi, op.
"
V.
"
Pieralisi, op.
?'^
Opp.
il Documento
Lettera
da
del
questo
secolo
cit., pag.
che
bel
XVII
98.
delPAproino.
cit., pag.
Ibid., VII, pag.
della
convento
perchè rispetto
Archivi,
Niccolini
LVIII.
compp.,
presso
compiuti separatamente
Ecco
due
nel
tenevano
atti
di
attenzione
del
scrittori
'*
»«
poca
muove.
'5
si
delplnquisizione
quello
del
a
non
Galileo
Palazzo
del
Minerva.
le lettere
della
Palazzo
archivio.
stesso
provenienti
leggere
Vili,
i documenti
nello
quello
nel
"cevano
Congregazione
che
sempre
e
si
della
documenti
Uffizio
'^^
singoli
voi
205.
VII, pag.
361.
148.
per
egli dava
detto
un'idea
avere
non
; compare
della
ai suggerimenti
vi ha
in
traccia, per
quelli
del
fierezza
altrui.
quanto
XVIII.
Florentin
33^
EX
Voi.
1182
ARGHIVO
S.
CONT.
GALILEUM
OFFE.
(CONTRA)
GALILEI
MATHEMATIGUM'
•oOOOw
*
Abbiamo
i numeri
che
riprodotto
in
si trovano
nel
questo
nostro
frontispiziotutte
frontispiziodel volume
le
originale
parole e
del
tutti
processo.
PROCESSO
CONTRO
COPIATO
DELL'ARCHIVIO
DAL-
I
VOLUME
DEL
S.
I
SS
OFFIZIO
DOCUMENTO
I.
*)
(Inedito
Nel
di
mese
febbraio
scrittura
del
la
quale
seguendo
si
muova,
Galileo
Chiesa
di
di
Giosuè
In
di
ancora
quando
La
e
del
1616,
quelli
del
nulla
è
Per
sebbene
'
è
stato
maggiore
a
pie
tra
tolto
volume
dal
volume
i
ed
quale
sizioni
propo-
fatte
il X
a
al
nella
capitolo
2)
'
Be-
P..D.
già
non
fu
Enrico
de
nostro
avviso
dei
soli
TEspinois,
atti
ma
compilato
pi'ocessi.
i due
sunto
questo
chiarezza
indicazione
cotesta
trova
solo
un
lezioni
scritta
terra
scrittura
tale
sopra
afferma
fu
la
che
molte
il sunto
sunto
manus,
(Foglio
lèttera
contiene
quale
per
documenti
insino
fu
ci
è
maUevadrice
costituito
principio
da
aggiunto.
stato
L'autore
Il
una
movearis.
inesattamente
1633.
in
riunirono
si
qua
certe
Cacciai
P.
di
inedito
trasmise
che
a
ne
forma
come
corrispondenza
nulla
'
si
si
in
doeumento
questo
processuali
che
è
Sol
colò
Nic-
conteneva
contradire
:
Fra
correva
avvisando
dal
Maestro
Copernico
del
fermo,
Novella
parole
scrittura
La
^
alle
stia
di
Maria
S.
città
quella
temerarie
0
Padre
Fiorenza,
posizioni
Cielo
occasione
per
in
che
le
il
et
sospette,
fatta
di
Domenicano
Lorini,
il
1615,
del
Sunto
di
pagina,
indichiamo
non
si
si
riferisce
secondo
legga
nelle
quanto
il contenuto
negli
sue
del
atti
citazioni
abbiamo
ciascun
di
detto
documento
processo.
alla
numerazione
nella
Introduzione.
che
8
-
Castelli
nedetto
Pisa,
di
Che
false
nella
Che
Che
scrittura
delle
contrarie
e
Vuole
ella
dovrebbe
intendere
non
sua
si
al
condizioni
Giosuè
fatto
non
al
Sole,
di
il sistema
si
non
Sole
al
potè
al
ma
esaminato
l'originaledi questa
haver
Caccini
il Padre
sentito
d' haver
dire
Dio
Che
li miracoli
veri
opinioni
altre
poi
dal
est
Terra
testimoni
la
nel
essersi
centrum
non
cose
dal
erronee
rida, pianga,
fatti da
Santi
de'
si
ecc.
non
fossero
mx"tu
per
assertive
del
Galileo
le due
deduce
Galileo,
proposizioni.
immobilis
mundi,
et secundum
diurno.
lo-
motu
se
totam
{Foglio 34)
assurdo
heretica
in
stampate
omnino
et
centrum
solari
macchie
delle
mundio
est
quali
disputative.
solo
qualificate per
prima
dall'esame
non
libro
medesimo
etiam
Furono
realmente
quali dicesi
discepoli, ma
movetur
E
accidente, che
proposizioni
Veduto
cali.
sia
alcuni
dette
Sol
le
miracoli.
Nominò
Roma
oltre
qual depose
{Foglio 11)
Che
de'
mobile
primo
Copernico.
Galileo.
né
si fermasse
{Foglio 25)
suddette
che
naturali
cose
che
lettera.
sono
sime
lontanis-
sacro.
da
fatte
diligenze
principalissimi
suoi
prevaglia nelle
fatto
tenga
Dio
polo
po-
essenza.
modo
certo
il comando
Fu
riserbata
esser
all'incapacità del
all'istesso
sin
filosofico
l'argomento
quando
parole.
pervertire de'
di
alla
in
che
deve
proposizioni
molte
trovano
accomodarsi
per
attribuendo
dogmi,
Per
senso
si è astenuta
non
si
si
luogo.
la
Che
sacra
naturali
dispute
nelle
nell'ultimo
nudo
al
all' bora
proposizioni.
le infrascritte
scrittura
quanto
matematico
Cassinense,
monaco
contiene
e
-
in filosofia.
formalmente
come
{Foglio 35)
espressa-
-9-
ripugnante
mente
almeno
seconda
Pertanto
25
a
erronea
di
febraio
facesse
di
A
de
alias
illa
al
quale promise
in
S.
di che
col
di 'detta
bilità
sta-
uscì
d'obbedire.
della
fu fatto
della
di
et
nec
et defenderet
36
e
37)
Congregazione
S.
proibì qualmente
moto
padre
Il tenore
procedet. {Foglio
decreto
del
opinione
il
testimoni, gli
e
teneret, doceret,
Ufficio
si
quale
il Galileo
libro
suo
{foglio46)
compagno,
di che
s'ha
relazione
ogni
terra,
facesse
aggiustarsi
il M.
di
il
stesso
foglio
P.
libro
che
stabilità
e
e
lui
P.
*
foglio
gli diede
stampatore
lazzo
Pasi
quanto
un
suo
medesima
maggior
per
curezza
si-
abbreviare
per
ed
di S.
da
nella
nell'atto
che
per
per
revisto
anzi
S.
'
M.
libro, onde
coU'autore
vedere
collo
di
apparisce fede,
sé
per
ordine
per
al
stamparlo
per
voleva
concordò
il tempo
fu
Roma
a
penna
non
che
veder
portò
in
riferisce
glielo
della
{Foglio 38)
1630
il
cuno
al-
presenti
sole.
Del
e
e
modo
{dictam) opinionem
d^
quovis modo
ipsum
dell'indice,
del
Ufficio,notare,
desereret
conformità
tratta
del sole
Cardinale
S.
S.
omnino
centra
In
medesimo
dal
precetto
coetero
in
trattar
non
e
dinale
Car-
S.
{Foglio 36)
del
è che
cui
lasciare,
al
sé il Galileo
terra.
Commissario
il detto
di
avanti
La
teologia.
vera
SJ'
N.
opinione dell'immobilità
detta
detto
26
di
precetto
della
chiamasse
che
la
attesa
ordinò
1616
de* Santi.
opinione
et
in fide
per
Belarmino
gli
scrittura
alla
di
stamparlo
ciò
a
potesse
l'imprimatur
per
Roma.
Andò
dopo
M.
di S. P.
P.
rimise
Si
avocando
ed
^
^
Padre
n
l'autore
per
di
poi
il P.
a
facoltà
il
M.
di
Sacro
di
di S.
Palazzo.
dove
fece
stamparlo colà
negozio
Maesti'o.
Maestro
di
Fiorenza
P.
e
istanza
al
li fu negata.
all'inquisitore di Fiorenza,
da
sé
la
causa,
lasciò
a
10
-
luì
la
ad
osservare
carica
di concederlo
o
quale avvisò
d'aver
Prefazione
scritta
della
e
del
dire
dal
Santo
veduto
il libro
che
ha
coir
imprimatur
di
notazione
di
altri, dove
trovò
e
ha
ordine
per
essendosi
del
Beatitudine
che
S.
ordinò
facesse
non
se
pubblicato
e
coli'
anco
matur
impri-
raccoglier gli
fece
*
che
il
libro
e
ed
il
dall'ipotesi.
questo,
Ufficio
ed
mancamenti
altri
di
23
a
nella
1632
settembre
Sua
all'Inquisitoredi Fiorenza
si scrivesse
al Galileo
precetto
altro,
seppe
S.
ciò
seguenti)
et
Fiorenza,
di N.
receder
riferito
Congregazione
in
al
della
trasgredito gli ordini,
aveva
precetto fattogli con
Ed
non
48
diligenza. Considerò
far
potuto
Galileo
il
che
P.
stampato
P.
opera.
quell'inquisitore, ed
di
Roma,
di S.
M.
S.
libro
del
copia
{Fogli
il P.
di
M.
Ufficio,e
fine dell' istessa
nel
questo
P.
correzione
principio dell'opera, e
e
l'autore
Dopo
ch'aveva
risposta dell'inquisitore
la
comessa
Consigliere
Stefani
doveva
di ciò
ravviso
: e
lettera
copia d'una
all'inquisitoredi Firenze,
Padre
no
nell'impressione.
S' hanno
il
-
venire
di
Roma.
a
{Foglio 52)
Venuto
costituito
e
nel
Ufficio
S.
di
12
a
aprile {foglio
69) 1633.
di
Crede
lui
in
composto
massimi,
cioè
stampato
in
dice
averlo
intorno
a
chiamato
stato
esser
dialogo,
della
composto
l'anno
da
è
stato
dell'anno
1616
vi
quale
Roma
dei
tratta
ha
1632; qual
dieci
o
dodici
occupato
da
sistemi
due
delli
elementi,
riconosciuto,
anni
sette
libro
un
per
disposizione de' Cieli,e
Fiorenza
esso
nel
a
o
in qua
otto
e
e
che
,
anni,
ma
continuamente.
non
Dice
che
convenisse
che
*
Nostro
Signore.
tener
venne
intorno
a
Roma
per
all'opinione
sentir
del
quello
Copernico
11
--
circa
la mobilità
materia
della
terra
più
volte
trattò
ne
ed
in
Araceli,
S.
particolare
Congregazione
Ascoli,
assolutamente
alla
poteva
Scrittura,
suposizione,
notificata
si
ne
che
e
dichiarazione
tal
ha
non
di
fece
abjurato
muova,
però
Confessa
quale
non
Per
di queste
di S.
di
stamparlo
Costretto
il
d.*» M.
chiedere
suddetto
Copernico
30
havendo
sono
di
rivedere
licenza
con
detto
del
al
licenza
concesse
il
per
licenza
di
di
di
voler
contagio
dar
man-
all'inquisitore di
Stefani
P.
e
poi gli
e
ogni ordine
P.
M.
di
dato
S.
necessario
libro
tenuta
della
mobilità
il contrario
mostra
al
esser
suo
Sole
e
che
e
il
il
dirlo,
nione
l'opi-
difesa
della
le
P.
Terra,
ragioni del
invalide.
riflessione
esser
alle
precetto fattovi (sic)di
gtcovis modo
presentò
risposto
dal
tacque
non
aprile. Dimanda
fatto
docercj
lettere
con
consegnò
lo
Roma
detta
esso
lo
stamparlo osservandosi
stabilità
in
che
fede, nella
P.
egli
della
gli
e
potendosi
precetto, stimando
avendo
A
di
S.
a
lo fece
quale
di
ture,
Scrit-
Sacre
modo
Roma,
avendogli
ma
Toriginale, ne
licenza
si
memoria.
a
rivedere
la
la terra
detta
quovis
formato
venne
Galileo
Roma.
pericolo
concesse
libro
suo
parole
ha
ne
Fiorenza,
riveder
Fiorenza,
le
che
difendere.
sopra
partirsi gli domandò
in
senza
al
in
a
stamparlo
anzi
il
né
che
alle
contraria
fondato
ma
non
Topinione
che
fede
denunciata
stata
era
tenere
poteva
P., qual lo fece
M.
gli
era
registrate
sono
P.
Nel
si
precetto,
stampare
nuovo
stia fermo
non
il
che
non
solo
che
ma
Belarmino
ch'esso
attesta
ex-
non
se
dalla
appare
quale
,
il sole
e
e
dal
nella
mano
dichiarazione, cioè,
suddetta
dice
sua
contraria
era
signor Cardinal
come
dalla
suddetta
la
difender
e
ficio,
Of-
S.
Belarmino,
che
presa
,
gliene
del
finalmente
che
e
tener
dal
lui fu
a
Cardinali
dichiarato
fu
opinione del Copernico
S.
sole, della qual
Signori Cardinali
li
ed
del
li SS.
con
indice
deir
stabilità
e
con
Bonzi
Eusebio,
—
la suddetta
non
inteso
{foglio 75)
interrogazioni fattemi
tener, difender,
opinione
pur
allora
et
e
dice
intorno
insegnar
dannata, pensai
12
-
di
rilegger il
in
qua,
per
mi
la
per
mio
fosse
quale
se
contro
uscito
considerato,
disuso, quasi
scrittura
come
in
distesa
luoghi
dell'intrinseco
che
convenirsi
pareva
veramente
e
medesimo
mia
che
E
intenzione
di
s'intende
trovare
anco
che
fare
di
Cicerone
havessi
io
a
le
le
per
discorsi
con
più arguto
«
scriver
probabilità.
avidior
adesso
snerverei
apparente
e
mostra
realmente
in
sim
sono
mavo
li stime
appresso
alieno
dalla
dire,
col
quando
avversa,
e
sime
mas-
maniera,
e
mi
non
della
quella
naturai
proprie sottigliezze,
degli uomini
false
ingegnosi
tutto
questo
gloria
quam
satis
maniera,
di
io internamente
Con
le medesime
quello
portar,
comune
proposizioni
di
e
denti,
inconclu-
per
strana
a
delle
ha
del
di
più
dell'avversario,
ricorrevo
scusa
ciascheduno
che
parte
più
riflusso
e
forti
di
tanto
si debbono
nella
dialogo)
di tal
mostrarsi
del
della
a
particolare
interamente
appagando
disavantaggio
a
dico
compiacenza,
e
in
potenti
flusso
stesso
errore
e
ciati,
pronun-
confutabili
per
me
un
volergli confatar,
pagliargli
appagando,
in
guisa
in
pur
e
di
gli argomenti
(scrivendo
non
mi
non
recitare
nel
iscusa
incorso
d'esser
come
concludenti
per
falsa,
li tenesse
che
uno
parte
del lettore
confutare,
non
per
stimo.
e
ad
li volesse
che
e
orecchie
alle
formarsi
attributi
con
più
in
di
tal
dal
rissimament
libe-
consapevole
due
solari,e l'altro
lungo
autore,
fossero
sciolti, e
veramente
gagliardi avvalorati
in
efficacia
loro
esser
macchie
vengono
mare
ad
facili
dalle
presi, uno
la
per
la
cetto
con-
il
per
non
per
ed
havendolo
Et
cagione
fossero
confutar,
tosto
che
stringer,
del
di
più
che
havuto
portati
me
rappresentò
il lettore
che
gli argomenti
io intendevo
che
forma
cosa,
di
formar
si
mi
zione
inten-
d'inobedienza^
di altro
e
anni
tre
penna
giungendomi
e
nuova
havrebbe
mio,
che
concetto,
tal
dalla
di S. Chiesa.
confesso, ch'ella
da
purissima
macchia
agli ordini
minutissimamente
mia
la
quali si potesse
li
di contraveniente
più revisto
non
arguir
potesse
particolariper
altri
me
inavertenza
per
si
da
libro
osservare,
-
ragioni,
ch'elle
non
non
et
in
renti
appa-
ancorché
sii
»
se
io
è dubbio
potrebbero
zialmente
quella forza, della quale essenprive. È stato dunque l'error
14
-
-
DOCUMENTO
IL
*
( Inedito
GIUDIZIO
GALILEO
DI
Castelli) praeter
al P.
exhibita
hodie
mihi
8. OFFmO
INTORNO
CASTELLI, ADDÌ
P.
AL
scriptura
In
DEL
CONSULTORE
DEL
)
tria
hsec
21
LETTERA
ALU
1613.
DICEMBRE
di Galileo
(cioè la lettera
nihil
seguentia
aliud
ad
iiotandum.
prima pagina ubi dicitur
In
Tìiolte
delle
hanno
parole^
tamen
falsitatis
nomine
beatur, illa
cum
di
semper
Enrico
Espinois
perchè
intorno
portò
alla
21 dicembre
addi
'
addi
parole
di
de' suoi
Galileo
nella
della
copia
al S.
Offitio.
copia
non
sappiamo
Marini
E
fosse
scritta
se
che
crediamo
sia
lettera
ne
«
pervenuta
il consultore
scrisse
Siccome
»
al Padre
dogmi
^
in malum
il
quale
del
Santo
Offitio
è
portantissi
im-
Offitìo
Castelli
Benedetto
al Santo
a
Lettera
al S.
il consultore
si
allude
legga pervertire
Castelli
quale
nato
Roma
a
documento
la scrittura
Benedetto
nel
a
questo
a
nel Documento
inviò
(cosi egli:
documento
si è astenuta
Non
difatti Galileo,
esatta,
*
pervertere
ac
riferendosi
Galileo
di
si è astenuta
non
dal
Padre
cita
come
1615.
febbrajo
principalissimidogmi.
noi
che
7
utitur
enim
principalissimi
denunziata
stata
era
le seguenti:
percertire^
Vho
e
primo
scriptura adhi-
dicitur
di questo
Galileo
ad
et infallibilis veritatis.
il giudizio che
che
che
senso
Licet
ecc.
bene
sacra
abstinere
fa menzione
Marino
Monsignor
modo
i suoi
contiene
si trovano
al nudo
verOy
Non
pagina ubi
lettera
1613
I*)iccoIa LorÌDÌ
videntur.
adombrare
non
dal
ommimoda
est
illa verba
scritture
possint praedicta verba,
quocumque
in secunda
scrittura
diverso
sonare
namque
enim
Ita
^
reduci
male
aspectu
nelle
quali alcune, quanto
aspetto
intellectum
bonum
la
delle
proposizioni^
che
una
era
seconda
Monsig.
Offitio.
di pervertire
egli
e
il sospetto
copia
nel
cosi
dal
mandata
Dini, 16 febb.
pure
pure
Lorini
che
modo
al
detta
giusto
1615), che
non
15
-
de
turse
attribuuntur.
justo
in
historise
tatem
propriis
tionis
seguentium
successu
possint.
abutatur
verbis
semitis
a
verba
conceduto
per
juxta
ora^
veri-
scripturae
sacrae
intelli-
bonam
etsi
illa
videtur
ad
coeteris
In
videntur
concedere
firmati
a
reduci
gentiam
et
cuna
scrip-
sacrse
cum
sonare
Josuè
Solis
quanvis
textum
etiam
Male
pervertitur
et
sonant
pagina, posto adunqite
velie
hoc proposito solum
quarta
namque
malo
a
injustus) male
flt
quìs
in
enim
(abstinemus
sumantur
-
im-
quandoque
catholicse
tamen
locu-
deviat.
non
DOCUMENTO
III
(Edito*)
LETTERA
CON
CUI
IL PADRE
Illustrissimo
Per
che
infinito
è
neri
dal
del
S.
Benché
Ventuii
e
leggere
in
di
nel
suo
che
d'ogni
tutti i frati di S. Domenico
instituiti i cani*
furono
particolare tutti
minimo
io
questo
per
teste
corrosione
dal secondo
e
e
non
libro:
phisiques.
*
versione
Documento
i
di
bianchi
teologi
et predicatori,
tutti, e
in
devo-
francese
italiano, dall' Espinois, non
pagina,
tuttavia
essa
del Gberardi
già del di cinque
come
Gàlilée^ les droits
Paris
del
di
in
cristiano,
buon
questa lettera, pubblicata per la prima volta
Sciences
Nella
Padre
GALILEO.
Signore^
comune
tengono
UfiSzio et in
per
tì.q\YAppendice)^
Martin
che
poi dairAlberì
la data
ricavasi
come
debito
al
S. lor
ecco
^
Reverèndissimo
l'obbligo
che
come
e
oltre
DENUNZIA
LORINI
de
è del
7
si possa
Febbraio
(Vedi questo Documento
afferma
la science
inesattamente
et
la méthode
1868.
Venturi,
i cani
sono
dal
trasformati
in canonici.
Enrico
des
16
—
tissimo
di
tutti,fatta
che
la
mani
alle
capitato
particolare di
e
servo
da
molte
dentro
merariey
come
dire
Scrittura
sieno
inconvenienti,
naturali
e
di
Lei,
nelle
naturali
cose
astronomico
vedrà
Josuè
quando
intendere
che
che
senza
questa
fare
si
il
la
serve
tutta
dalla
buona
d'avviarla,
*
de'
Dove
spinois.
a
le mani
superiori, e
modo
difendere
la
filosofia
si dicono
la città nostra
natura
di lei
Principi,
come
diceva
per
a
giudizio di
tutti
V.
che
di S.
e
in
comune
si favella
Tommaso
che
somma
impertinenze,
tanto
mantenuta
dalla
come
questo mi
e
per
si
minano
se-
cattolica,
vigilanza de'
stri
no-
io
risoluto
sono
Illustrissima, acciocché
zelo
questi nostri,
la
d'Aristotile,della quale
mille
S.
vogliono
che
opinione apparente
antichi
Padri
vedendo
d'ogn'uno
contro
e
ch'ai
altro
pertanto
per
che
si deve
non
ad
Lettere, sentendo
piena di santissimo
come
io
teologia scolastica, et
bell'ingegno
Serenissimi
ella
rattenga
si calpesta tutta
per
così
corre
de'S.
filosofico
finalmente
e
fatto
sole:
scrittura
S.
che
e
sopradetta
fermasse,
fusse
e
luogo,
fede,
nella
me
si
che
lor
fetti
ef-
impacciar
l'argomento
copia,
a
Sacra
divino, quali proposizioni
vera
istesso
alle
la
la
al Sole
te-
o
esposizioni
si deva
da
Padri,
onorevolmente
che
tanto
Santi
nelle
lineate
Scritture
contraria
tutto
poco
e
la
veruno
esposizione de'
in
mando
essendo
le Sante
esporre
et il
della
l'ultimo
tenga
forza
sono
dispute degli
nelle
concernenti
più
vi
sospette
o
errano
il comandamento
che
solo
non
le
che
e
Scrittura,non
sacro
comandò
mobile,
primo
il
paiono
di favellare
spesso
Illustrissima
cui
di
scrittura
ben
habbia
che
S.
V.
ci
delli articoli
che
cosa
le
seguendo
di S. Marco
scrittura
la medesima
che
e
d'altra
e
espositori
i suoi
che
fermo,
Convento
certi modi
medesima
la
sta
giudizio di tutti questi nostri
a
proposizioni, che
che
mani
*
religiosissimo
di questo
nelle
qua
GalUeisti, affermanti
il Cielo
et
muove
corrente
domandano
posizioni di Copernico, dove
Padri
essendomi
Illustrissima,
S.
V.
scrittura
una
questi che
si
terra
—
e
e
che
non
il
per
dove
a
già
grado
come
che
neU*E-
17
—
tiene,
le
occhi
tocca
necessarii
più
sit
in
magnus
copia
di
dove,
Mi
dico
anche
(io
supplico
non
dico
che
certo,
son
lei,
stata
di
una
o
Maria
S.
Caccini,
delle
^
Mi
protesto,
Questa
uno
lettera
dei
la
non
e
è
mi
può
tosto,
al
componenti
tera
let-
com'io
modo
di
tra
nella
et
la
il
Chiesa
Tommaso
capitolo
sacra
domandandole
cendole
fa-
e
nostra
Fra
me
scrittura
questa
nostro.
di
X
dizione,
bene-
sua
qualche
ticella
par-
*
come
Cardinale
la
non
mia
in
presa
di
Giosuè,
e
orazioni.
indirizzata
principali
veste,
se
singolarissimo,
domandandole
sante
sue
di
libro
finisco
cosi
baciandole
e
*
il
Padre
un
come
avviso
fatte
pubbliche
cristiani,
tenuta,
amorevole
si
che
muovo
lei
T occasione
che
linceos
questa
sia
non
padrone
e
da
esponente
e
solo
ma
lettioni
mi
da
po-
opinioni,
che
sia
Fede
buoni
loro
non
mi
segreta
Novella
libro;
detto
scrittura)
sapere
due
nelle
sto
que-
scrivevo
e
costoro
e
Illustrissima
S.
farà
bene
servizio
servitore
più
di
è
V.
la
duretti
S.
tutti
tengo
da
questo
la
Bernardo,
ch'io
e
la
tra
come
S.
in
tanto,
sa
non
astenuto,
sono
che
huomini
deposizione,
giudiciale
e
in
che
e
zelo,
da
eisti
saccenti
poco
un
disse
Scrittura
mene
medesima
protesto*
Galil
domandano
lei
come
habet.
oculos
ma
a
modestia
cherà
giudi-
mandarle
potuto
detta
sopra
la
sia
principio
havrei
forse
ci
che
che
errorin
pa^'^tts
fatte
per
ripari
li
tenere
a
parrà
le
se
quei
bene
se
tuttavia
scrivevo
Roma
che
annotazioni
convento,
a
E
colleghi
possa,
metterci
per
fine.
certe
sciachè
materie,
correzione,
di
illustrissimi
suoi
simil
in
aperti
bisogno
i
con
-
nella
stampa
Mellini,
Congregazione
deU'Espinois.
col
titolo
del
S.
di
Ofiìtio.
S.
cilia,
Ce-
18
-^
—
DOCUMENTO
IV
(Edito*)
COPIA
DELLA
LETTERA
DI
GALILEO
P.
AL
BENEDETTO
21
Firenze
CASTELLI.
16i3,
dicembre
y
fu
Ieri mi
dette
in
sentir
quello,
soddisfazione
di
alli
di
tutte
avvenire
ristretto
ancora
quietarsi,se
che
il
fu
Noi
fosse
Don
parole
Lorini.
Ma
che
siamo
ben
altro.
abbiamo
nei
nostri
siccome
quelle della copia
ce
che
tutte
è
questa lettera
di
seconda
nota
TAlberi,
dal
copiavamo
le
tra
parole
negli atti del
in
la
copia
corsivo
processo.
al
e
il mio
ebbe
tezze,
Al-
in
come
Noi
—
S.
poi
Uffizio
Documento,
secondo
la ristampiamo
carattere
corsivo
sottolineate
originale non
processo
ne
continuare
Galileo.
mettendo
se
ch'ella
mandata
del
indicate
trovammo
diversità
essere
che
dà
ne
di
e
dal
vamo
suppone-
Toiiginale, perciò
rispondano
che
nome
Serenissime
coteste
loro,
che
tutto
ragionamenti
di
essi
cangi
e
quelli
a
bene
emulazione,
tale
sigillo di
alPautografo del
appunti
quando
vi potesse
sicuri
nella
conforme
che
i
tavola
copia
accennato
pienamente
che
la
che
più
il
come
dovranno
virtù, degenere
Ma,
non
d'esercizio,ma
che
benignità
alla
promovere
degli emoli,
questi pochi
e
studio,
qual applauso
numero
dannoso
e
alla
suiresemplare
le
di
il
simili
sono
sentirgliraccontare
crediamo
già
come
il
titolo
nessun
a
occasione, mercè
di
nazioni:
codesto
della
agli stessi lettori
quanto
vorranno
non
biasimevole
effetto
guato
a
meritar
talvolta
vestono
le
cioè
punto,
tutto
a
esso,
pochissimi,
l'aveva
suole
dava
di
quelli che
a
presi diletto infinito
dubitavo
non
di lei accresciuto
verso
suole
*
io
Arrighetti, il quale
io
onde
P.,
ch'ella
grande
scolari
aveva
in
che
a'.sopraintendenti
tanto
Signor Niccolò
di V.
ragguaglio
mi
ed
il
trovare
a
esattamente
non
a
19
-
in
di
Camera
Duca
ecqellentissimi
alcuni
favore
maggior
Li
mi
alcune
circa
cose
che,
e
tezze
Al-
Loro
discorrere
seco,
resoluzioni
risposte
disse, riferitimi
mente,
final-
e
Paternità
della
alcune
stabilità del
qualche
alla
parmi
conceduto
mai
i suoi
dimanda
prima
di
aggiunto
nondimeno
potrebbe
espositori
vari
in
de'
modi,
solo
non
orecchi
e non
ira, di pentimento,
delle
passate
cose
nella
Scrittura
Cristina
*
Maddalena
d'Austria
'
Dai
appunti
processo,
nostri
si
Lorena
h^gQi
Sul
ed
ignoranza
ed
si trovano
*
di
d'odio,
Scrittura
così
del
madre
moglie
risulta
puro
Gran
di
che
senso
Duca
Dio
e
mani,
come
d'oblivione
Onde
siccome
delle
quali
II.
II.
copia
letterale.
sul
eresie
umani,
che
talvolta
Cosimo
ed
apparireb-
a
proposizioni^
Cosimo
nella
ci
gravi
ma
future.
errare,
sempre
dare
delle
Solo
gravissimo
fermarci
corporali
sere
es-
ma
interpreti
sarebbe
ancora
quella,
puoi
non
de'swoi
perchè
molte
da
verità.
inviolabile
uno
nissima,
Sere-
errare,
o
necessario
affetti
meno
con
reverendissima,
mentire
volessimo
sarebbe
della
Madama
di
molto
V.
quali
parole^
luogo
Madre,
proposto
contraddizioni,
diverse
poiché
bestemmie;
piedi,
delle
significato
fosse
alcuno
errare
frequentissimo, quando
bono
la
sebbene
che,
il
mobilità
duchessa
ed
assoluta
dispute
Arciduchessa.
Scrittura
Sacra
decreti
P.
in
Sacra
generica
dalla
considerare
a
della
Gran
prudentemente
che
la
dalla
Arri-
Signor
particolare sopra
Serenissima
stabilito
e
poter
puro
Scrittura
in
altre
Sole,
della
replica
Quanto
'
la
portare
dal
tornare
propostogli in contraddizione
e
avrei
di
occasione
al
naturali, ed
cose
Terra
d'
dato
hanno
di Giosuè
e
dalle
filosofi:
di
le
ascoltar
appagate
particolari ch'ella
ghetti
non
soddisfazione
ed
Giordano,
il veder
che
ed
?
Vostra
e
Paolo
Signori
desiderare,
dubbi, di
restare
di
ella
il Gran
pure
gli illustrissimi
e
D.
eccellenti
prendere
promovergli
di
*
Antonio,
D.
molto
puoi
medesime
6
Arciduchessa
Signori
codesti
di
presenti
Serenissima*,
Mad.
la Serenissima
e
-
che
si trova
negli
atti del
"^
20
—
alcune
al nudo
quanto
dal
verOy
delle
senso
poste in
sono
ma
-
parole^
cotal
hanno
guisa per
verso
di-
aspetto
accomodarsi
incapacitàdel volgo, cosi per quei pochi che meritano
d'esser
separatidalla plebe, è necessario che i saggi espositori
producano i veri sensi,e ne additino le ragioni particolari
perchè siano cotali parole proferite.Stante adunque
solamente
che la Scrittura in molti luoghi è non
capace, ma
diversa
novamente
bisognosa d'esposizione
dall'apparente
significatodelle parole, mi pare che nelle dispute mate-alV
dovrebbe
ella
maliche
perchè procedendo dal
la Natura^
quella come
questa
più
nelle
convenuto
significato^ma
air incontro
e
e
nulla
siano
di operare
modi
diverse
che
o
la
le
*
e
al
aspetto quanto
inesorabile
natura
sue
siano
non
Sacra
alPintendimento
in
essendo
curante
luogo;
Spirito Santo, e
Dio, ed essendo di
Scritture accomodarsi
cose
ultimo
dello
degli ordini di
in molte
immutabile
nelP
la Scrittura
dettatura
dell'universale
e
divino
Verbo
esecutrice
come
riserbata
esser
ragioni
capacità
recondite
espostialla
degliuomini, perlochèella mai trasgredisceil termine delle
leggi imposteli,pare che quanto agli effetti naturali,che
sensata
sarie
esperienza ci pone avanti gli occhi o le neces0
dimostrazioni
ad
alcuno
che
ci concludono,
in dubbio
revocati
essere
avessino
abbiano
non
in
senso
tura,
luoghi della Scritmille parole diverse stiracchiate;
ché
poidella Scrittura è legato ad obblighi così
per
ogni detto
severi, come
ogni eflFetto di Natura. Anzi se per questo solo
alla capacitàdegli uomini
rozzi e
rispetto,di accomodarsi
la Scrittura
s'è astenuta
i
d'adombrare
non
indisciplinati,
all' istesso Dio consuoi principalissimi
dizioni
dogmi, attribuendo
non
lontanissime
sostenere
e
contrarie
eh'
asseverantemente
0
d'altra
creatura,
sua
essenza,
ella,posto
incidentemente
nel parlare anco
rispetto,
Sole
alla
abbia
da
^
Qui
ci sembra
esse
creature
eziandio
banda
della Terra
eletto di contenersi
delle parole, e
rigore ai ristretti significati
di
cose
che vi debba
lontanissime
essere
chi vorrà
una
con
massime
dai
yariante.
cotale
o
del
tutto
nunziando
pro-
primario
22
—
dello
stesso
"ji ha
dotati
Spirito Santo.
Fuso
che
il
necessario
cui
di
nella
tutti
numerati
avessino
è
che
si
la
dunque
direttamente
che
da
di
il
avere
in
e
a
che
quello
esperienze
sua,
che
e
e
a
e
in
che
So
mille
l'altro
fallacie.
la
parte
puole
non
Ma
se
di
poi
al
ed
che
prima
fronte
bene
spesso
mente
malacredono
tura,
Scrit-
d'aver
gran
naturale
all'altro,a
potrà
necessarie
se
di
dentro
che
le
la
parte
logismi
paraa' termini
filosofiche,
subito
por
con
la
ad
mano
vista
sola
un'arme
atterrisce
inevitabile
Nella
copia
del
8. Uffizio
vi
e:
—
^
abbia
la volontà
e
ogni più destro
esperto campione?
^
e
mille
sofismi,
non
chi
si
avere
per
eglino, contenendosi
armi
taggio
van-
s'incontra
risponderanno
avere
mano
disputare,
stimano,
sopra
vera
altre
in
superiori all'avversario,perchè nel venir
essere
congresso
tremenda
loro
mi
dimostrazioni
nella
intendono
che
dico
che
dispute naturali
sicuri
disputa
vantaggio
sostiene
e
dinatamente
disor-
erro,
particolare della
se
una
naturali, né producendo
sanno
in
che
tali veramente
tengono
questione
il falso?
che
fede,
quel luogo
si
il vero,
sostenere
tocca
comparazione
non
nelle
questi
se
io
se
Scrittura,
ingenuamente,
colui
sostenere
di
sono
Ma
della
appresso
avere
avrebbono
ne
in
sizioni
dispo-
ammirande
ed
quanto,
della
senso
vero
verità
dicano
altissime
le
popolo
niente
un
quelli, che
conseguenza
l'assoluta
come
non
intesi.
loro
al
persuadere
V.
P.
luoghi
costituiscono
pur
sacri
contengono.
procedano
e
se
Tastronomia,.
scrittori
primi
i
se
si trovano
corpi celesti, non
de'
conclusioni
infinite
Vegga
di
pensiero
movimenti
scienza
Però
non
delle
diverse,
è
appunto
sia
che
scienze
quelle
piccola parte, che
volutOy
penso
conclusioni
in
che
le notizie
mezzo
non
in
massime
e
pianeti.
cosi poco,
trattato
tale
i
avuto
dei
delle
cosi
altro
con
Scrittura, quale
è
vi
ne
darci
particella, e
minima
una
legge
ne
crederlo,
Dio
d'intelletto,abbia
e
conseguire,
quelli possiamo
per
quali
*
questi
di
quel medesimo
che
Ma
sensi, di discorso
di
posponendo
-
proponendo.
23
-
Ma
dire
devo
io
se
—
il vero,
sentendosi
credo
inabili
atterriti,e
che
gli assalti
dell'avversario, tentino
lo
se
lasciare
che
quello
ora^
accostare
anzi
che
noi
ascoltati
da
Giosuè,
di
particolare
Serenissime
Altezze
produsse
detto
averle
altra
ch'elle
la
medesima
al
quanto
falsità
e
e
chi si
voglia,
d'essere
e
cerate
ul-
il
apportò
ella
più,
la
loro
terza
la
è ;
quale
luogo
alle
piglio
e
giungo
v'ag-
ma
credo
non
Dio
vittoria
;
che
vaglia
o
giorno,
ma
mutare
i
l'impossibilità del
onde
me
si,
di
restar
esso
che
versario
l'av-
che
libero,
significati delle
lico
Aristote-
sistema
mondano
role,
pa-
manifestamente
ci mostra,
benissimo
all'incontro
cesse
fa-
io ancora,
per
legare,
luogo
questo
e
a'prieghi
il
punto
ap-
senso
di Giosuè
richiedendo
ma
di
nel
le
che
ora
per
prendere
a
prolungasse
e
alterare
Tolemaico,
biamo
dob-
considerare
a
all'avversario
che
presumerà
dirò,
io
cioè
la
potere
non
veramente
di
determinazione
non
ora
s'abbiano
il Sole,
conseguisse
è
perchè
e
parlare
dichiarazioni,
conceduto
sono,
ne
taggio,
van-
gran
interessi.
mia, siccome
sacro
fermare
pur
volta.
e
del Testo
parole
non
soverchiamente
non
quale
considerazione
dunque
Posto
il
per
di
e
ed
vengo
tre
come
alcuna
la
di che
ha
sua
fatti da
campo
di
detto
ho
contrariino, però
intendenti,
persone
conflrmazione
ch'ella
dato
contro
modo
come
primi
i
forti
star
l'avversario,
ci vengano
che
sia
ancora
si
sieno
trovar
dalla
sopra
verità
due
di
vera
preposterè passioni
da
In
parte
d'assalti
temere
a
la
poter
a
perchè,
ma
grandissimo,
impossibile
purché
ha
:
ch'essi
al
accomoda
si
Copernicaiio.
1.
si
il Sole?
muove
quello
da
all'avversario
domando
Io
S'egli
di
muoversi
in
ponente
levante;
se
due
diurno
e
lo
egli
sa,
levante
vimenti
mo-
sponda,
ri-
ch'ei
è forza
movimenti,
da
quanti
di
sa
cioè,
a
annuo
ponente.
Ond'io
2.
e
Gli dimando
quasi contrari
tra
propri egualmente?
uno
solo
è
vero,
due
movimenti,
se
questi
di
loro, competono
Ed
è forza
proprio
e
al Sole
rispondere
di
particolare,cioè
cosi
diversi
sono
e
no,
ma
suoi
che
l'annuo,
e
24
—
è
Taltro
ai
del
dei
moti
dimando
È
notte?
la
Sole
fermare
sarà,
non
che
in cambio
di
il
suo
più
è
più
quale
di
del
che
fa
Sole
quanto
del
dire
che
capacità
il
nascere
al contrario
il
di
o
che
il
di quello che
diurne
tamente
assolu-
adunque
il
sono
del
detto
parole,
che
fatica
a
giorno,
sogna
bi-
vuol
fermò
ma
lomeo
To-
e
adunque
come
delle
Iddio
avrebbe
proprio
movimento
ordinati
tramontare
gerebbe
giun-
conversioni
avvenuto,
che
landosi
annul-
tempo
allungare
primo mobile,
quei
o
moto
di Aristotile
senso
disse
il
si vede
suo
ed
essere
il
movesse
certamente
Essendo
siano
alterare
fermò
il
fatto
contrario
si
Sole
breve
sub
Sole
non
al
ritardare
costituzione
del
Scrittura
la
le
Sole.
nella
i movimenti
quando
alla
tanto
moto
bisogna
il
più
chi
e
diminuendosi
e
giorno
del Sole,
scemato
Sole
a
tanto
la Scrittura
afferma
o
più
da
ma
Anzi
il moto
del
dal
e
d'astronomia,
giorno l'avrebbe
verrebbe
il
il Sole?
fermato
il moto
Sole,
allungare
non
e
istesso.
del
quale accidente
quello
il
fermare
che
e
avesse
il
il
impossibile,
siccome
per
Sole, in
:
quelle
veloce
che
all'Occidente;
del
la
di
tarde
vede
più si
tanto
corso
Luna,
moto
essendo
all'occaso
nella
dal
giorno
mobile,
Tanno
non
diurna, quanto
il moto
primo
e
mobile
Iddio
allungare
Oriente,
con
dal
questi puri elementi
se
conversione
verso
primo
Perchè
breve?
della
il
non
intendendo
che
conosca
più
chi
il
produrrà
moto
stagioni diverse
le
quasi contrario
ecc.,
ore,
risponda,
che
quel primo mobile,
bisogna
qual
giorno dipende
il
se
24
rapisce.
con
forza
dipendere
Or
in
pianeti che
Gli
3.
mobile
primo
-
il
lomeo,
To-
dire,
e
Sole,
lesse
vo-
dosi
accomodanidonei
a
tendere
in-
Sole, ella dicesse
parlando ad uomini
sensati.
Aggiungesi
il Sole
perchè
rispetto
questo,
che
alcuna
tutto, gli aspetti
al
Sole,
della
natura,
delle
celesti
ma
e
non
è credibile
lasciando
solamente,
necessità
senza
l'ordine
a
e
alterato
e
ch'ei
perturbato
fermasse
sfere, le quali, dopo quel tempo
;
perturbato
il
tutto
tutto
masse
fer-
sfere
disposizioni delle altre
grandemente
è credibile
Iddio
l'altre
scorrere
averebbe
le
che
stelle
corso
il sistema
della
quiete
25
—
interposta,
ritornassero
confusione
perchè
Ma
delle
senso
costituzione
e
delle
il
quella
io
del
globo
un
si
che
più
di
Mondo,
dia
luce,
il
ma
gli
raggirano,
noi
costituissimo
chi
conforme
la
che
il restante
alterare
si
delle
lo
perchè
basta
dunque
Ecco
confusione
delle
della
parole
Ho
il
scritto
giorno
più
e
mani,
il
alcuna
allungare
le
le
suonano
però
pregandole
fosse
del
parole
modo,
delle
il
il
parti
del
si
Scrittura,
dei
della
fermato
il
pure
pianeti,
diurna
luminazion
il-
Sole,
come
Testo?
quale,
Mondo
puoi
diurno,
moto
senza
tempo
sacro
secondo
se
Copernico,
rivoluzioni
e
la
intorno
sistema
il
tutto
spazio
del
dà,
del
di
Sole,
cuore
che
pianeti
ed
;
il
che
chiaramente
almeno
scambievoli
punto
ap-
celesti
posizione
muoversi
fermare
per
i
alla
Terra
prolungasse
appunto
tutti
a
verso
quasi
natura,
intera
una
quel
per
com'egli
ancora
se
vede
non
solo
moto
dimostrato,
ragionevole
e
della
solamente,
avvenire.
scorge
conversioni
altre
probabile
massimo
non
incirca
a
rettamente
facendo
stesso,
se
le
tutte
molto
strumento
come
in
saria
si
altra
conforme
se
parole
il
ad
necessariamente
e
lunare
mese
fanno
vedere
veramente
scoperto
alterare
ricorrere
e
delle
rivolgersi
in
necessario
Mondo,
siccome
Sole
conversione
essendo
del
nudo
dunque
senza
opere
doversi
non
è
Testo,
parti
intoppo,
senza
convenuti
sentimento
Avendo
il
del
parole
loro
alcuna.
siamo
già
alle
concordemente
alterazione
o
—
introdurre
senza
e
il
con
senz'alterazione
il
fermare
Sole
intiero.
assai
che
Unisco
con
da
N.
non
offrirmele
S.
le
le
comportano
buone
servitore,
feste
e
ogni
sposizioni,
indi-
mie
e
le
bacio
felicità.
-26^
DOCUMENTO
V.
(Edito M
ORDINE
Die 26
febbruarii
Cardinalis
Dona.
et
1615.
HELLINO.
CARDINALE
DEL
et Reverendissimus
lUustrissimus
ordinavit
mihi
Mellinus
Inquisitori Pisarum
scribatur
ut
chiepiscop
Ar-
habere
qui procurentur
lìtteras originales Galilei.
^
pag.
Questo
documento
venne
la
per
prima
volta
stampato
dall'
Espinois, a
27.
DOCUMENTO
VI.
(Edito»)
LETTERA
DELL'
8 MARZO
III.'^
Quando
passato,
*
Vedi
ARCIVESCOVO
STILE
1614,
et
Don
la
PISA
AL
PadJ^
SigS
lettera
Benedetto
l'opuscolo di Monsignor
CARDINALE
(8 MARZO
FIORENTINO
Rev.*^
io ricevetti
il P.
DI
Marino
1615).
CoL^''
di V.
Castelli
HELLINO.
S.
111."* de' 27
era
Marini,
pag.
a
Firenze,
85.'
del
ma
27
—
arrivò
la
giorni dopo,
due
occasione
quale
li chiesi
egli
1613;
mandato
harebbe
cosi
cadde
detta, né
venire
voluto
ho
affinchè
ordine
dar
detta
lettera.
IH."*
le
D.
Pisa
dal
Di
li vili
V.
di
S.
io
che
a
ci si faccia
proposito
tengo
Signore
Iddio
111.°»* et
farla
a
ricorderò.
S.
tanto
In-
perchè
IH.™*
diligenza,
altra
quàlch'altro
dia
che
sia
bora
mani
a
V.
felicità.
Pisa.
VII
lettera, contrariamente
del
di
Arcivescovo
DI
)
PISA
7
all'asserzione
Marini
Tratti
in
MARZO
1615.
dell'Espinois,non
errore
dalla
si trova
mentovata
serzione
as-
.
non
di
poco
la
momento.
copiammo
S.
Rev,"»*
DELL'INQUISITORE
nell'opuscolo sbvracitato
Tha
me
1615.
marzo
( Inedito
Questa
che
pregato
le
ogni
DOCUMENTO
^
egli
fermo
per
Francesco
LETTERA
ne
umilissimamente
baciando
E
prego
vuole
bre
dicem-
ragionamento
come
a.V.
lileo
Ga-
ma
resa,
gliene
conto
di
de' 21
l'ho
che
non
questo
dove
fu
con
del
seco
Il
risposta
se
giudicasse
Firenze,
lui
da
bisognando
e
se
lo
se
a
altro
prima,
quanto
comandarmi
possa
e
fatto
ho
la
e
parlar
a
datamela.
e
visitare,
a
gliel'havea
che
essa
proposito,
a
ci
ne
disse
per
venne
venuto
scrittagli
lettera
mi
mi
subito
e
essendo
la
-
credendo
che
già
fosse
a
stampa.
Essa
è
cosa
-28
—
DOCUMENTO
Vili.
(Edito*)
ORDINE
Die
ESAMINARE
martii
19
fratrem
DI
deponere
*
la
prima
*
L'Espinois stampa
ille,
'
Nel
*
In
per
Gherardi
Gherardi
volta
Archiepiscopus
*
et
subeunda
dall'
examinari
praedicatorum
Galilaei
excomunicatione
prò
Pubblicato
erroribus
de
GAGCINI.
ordinavit
Cardinalis
dominus
informatum
esse
TOMMASO
ordinis
Caccinum
*
PADRE
Sanctissimus
1615.
Thomam
illustrissimus
IL
instare
quem
dicit
illum
consequenter.
28.
Espinois, pag.
vi è dixit.
:
et
cupere
illos per
conscientiae
exonerationem
DOCUMENTO
deponere.
IX.
(Edito*)
INTERROGATORIO
Comparuit
aula
in
*
Questo
Venturi,
venne
DEL
PADRE
personaliter sponte
magna,
'
examinatus
interrogatorioche
riprodotto
si
TOMMASO
pubblicò
in
Roma
R.
coram
per
CACCINI.
la
italiano
nell'originale
palatio
p. fr.
^rima
S.
Offlcii
Michaele
volta
An-
in francese
dalFEspinois, pag.
85.
dal
-30-
scrittori
gravissimi
da
opinione
dissonante, perchè contradiceva
Scrittura,
Divina
datogli
concordevolmente
il
come
citato
perchè
et
la
il X
capitolo
positione
tutti
di
di
dottrina
tal
come
che
della
non
era
scritture
cori
sotto
Leone
mia
Questa
del
contro
la
tanti
R.
P.
termine
per
luogo
certi
di
da
inquisitore
petulanti
le
vine
di-
Padri
Latera-
a
piacesse,
materia
che
ch'era
casse
predi-
del
io
havendo
il
al
conto
m'era
sopra
parso,
predetto*
il por
bene
lilei,
Ga-
il P.
ritrovare
verità, detti
trattare
molti
a
predetto
di quanto
discepoli
ingegni
del
questa
della
di Firenze
Josuè, avvisandolo
luoghi
S.
quantunque
loro
in
conscientia, di
i
Concilio
dottrina, sì
zelo
per
i
vertii
discorso, av-
tutti
discepoli
di
me
vedere
grandemente
acciò
Duomo,
rumori,
di
devoti
et
Tridentino.
Concilio
certi
a
scolastici
qual
dal
et
tal
sentenza
sapeva
quale
ammonitione
et
che
heretica, per
il
tal
sopra
l'interpretare
vietato
dal
et
14
comune
non
che
nel
alcuni
data
che
che
detto
theologi
Dopo
senso
andorno
che
predicatore
molto
i
Josuè
capaci
T haver
nessuno
a
era
letterati
dispiacque
si
sentito
quel
caritativa
gentiluomini
oltramodo
tutti
quasi
lecito
X
trario
con-
capriccio, lessi
alla
contraria
Scrittura.
perchè ciò
concorrono,
nense-
è
fusse
non
accennati
sopra
mio
da
Padri, soggiungeva
di tutti li S.
il
di
Serrarlo*, questione
filosofi, di
i
Padri
S.
luogo
più gli audienti
Josuè, il.quale dopo
Copernico
quasi
al
oltra
39,
di Nicolò
di
della
deirEcclesiastes
X
procedeva
non
dottrina
loro
tolica
cat-
,
restassero
insegnamento
da
significano
et
Salmo
fede
luoghi
litterale
suonano
Isaia
capitolo, di
primo
molti
a
senso
del
luogo
,
mio
quali in
li
dalla
tenuta
era
suddetto
freno
a
Galilei
,
de'
m'era
quali
detto
stato
menes,
regente
di S.
Maria
haveva
sentite
queste
tre
altrimente
sustanza
^
Espinois legge
^
Predetto
e
non
ma
dal
R.
Novella,
accidente
come
che
Ferdinando
da
propositioni cioè
; Iddio
Serrano.
questo
fra
P.
nelP
Espinois.
alcuni
:
Iddio
è sensitivo
Cidi loro
non
è
perchè
ili
-si-
lui
si
sensi
sono
dicono
mi
fu
mostrata
una
signore
Castello,
Pisa,
è
stata
ho
che
quale mi
mandata
al
signore
di
moto
la
mia
diurno, il
conscientia
scritture
fede
dire
di
si
solem
da
nel
Cortona,
scritture;
dicendomi
la
^
I^cUa
il
stetti
le
perciò noi
corre
oc-
parole
là
de^
et
deU*
le mettiamo
Galilei
non
mi
Fiorenza;
Bardi^y
in
per
vere,
del
bene
in
corsivo.
negli
atti
detto,
ho
di
vescovo
che
alle
medesimo
il nome,
che
le scritture
né
so
prattica
non
originalidel
fio-
Galilei,
opinione,
sua
il
domi
aggiungen-
gentilhuamo
interrogatorio fatta daU'Espinois
tali si trovano
an
consonare
interpretava
ricordo
et
et
Firenza
non
certo
un
alla
so
ho
poi
per
settatore
repugnassero
in
che
da
doceat
movere
come
strano
inteso
predetto
non
sua
stampa
fama
Filippo
molto
piti
gentilhuomo
casa
mi
?
predette propositioni
di
Vho
che
questo
sia
che
tempo
che
modo
ciò
vero
non
Galileus
quod
terramque
pubblica
degV Attavanti^
rentino
in
la
ciò li pareva
che
gnano
repu-
per
adesso
per
intellexerit
Monsignot^e
le
tiene
Galilei
divine
alle
credere
et
sciat
hoc
Oltra
inteso
secondo
conseguentemente
immobilem,
esse
Respondit.
anco
et
muove
che
repugnano
dover
contiene;
Quomodo
aliquo nominatim
ab
et
queste
altro.
Interrogatus.
teneat
Padri,
S.
tenga
si
non
S. Uflazio
questo
a
imobile; propositioni
c'insegna
che
scrittura
nella
che
da
trina
dot-
Cecilia, però
tutta
se
di
buona
predetto Galilei
intelligenza
et
esposte
alla
è
sole
detto
pre-
.copia di quella
la
S.
secondo
terra
dal
Benedetto
non
perchè
et
Cardinale
il
è che
La
don
dunque depongo
;
Lorini
scritta
contenersi
è parso
Nicolò
publico mathematico
et
theologia
propositioni:
due
Padre
al
che
miracoli.
fra
maestro
Galilei
di
fama
publica
veri
sono
lettera
aggiungerci altro
come
P.
Benedettino
materia
in
non
i miracoli
che
copia d'una
Galileo
monaco
nella
dal
successi
questi
veramente
santi
fatti da
esser
Dopo
divinali;
vennero
Processo
et
di
dove
spesso
lineate
sottoe
che
32
—
S.
et
può
barba
profilata,
il
et
questo
del
camera
il detto
che
molto
di
presenza
Ho
che
dicto
ricorso
centra
la
lui,
con
Cimenes,
i
cui
in
sarei
non
stato
sole
del
alla
uscito
sotto
^
ad
eodem
discipuliqui
quem
haberet
sermonem
ab
nome
Cimenes.
Padre
concionator, domi
publice
in
stampato
deponente
talem
petitionem
del
Galileo
del
il
so
queste
è
cose,
detto
dissuase,
Galilei
ne
da
il
manco
giesuita
padre
che
so
dal
detto
ho
manco
cercorùo
che
io
predicatore
detto
quale
né
quale
predicasse
padre
un
perchè
al
Firenze
perchè
nome,
l'ha
me
col
di
Domo
dicatore
pre-
parlato
Emanuele
si
era
siano
sigliato
con-
stati
predicatore
le
cose.
Interrogatus.
ipse loqutus
An
sit
unquam
cum
dicto
?
Respondit.
Non
Interrogatus.
ad
Domi
non
giesuita,
del
^
circa
l'occasione
libro
un
insegnata
me
questo
quei discepoli
^
in
ut
illi
sint
da
lo
rebus
io
come
solari,
sit ille
discepoli
lui
Galileo
^
saputo
ma
sopraddette
faccia
Novella,
con
prestò il detto
predicatore
di
et
di
vastra,
oli-
concionatori?
dottrina
ho
Maria
S.
pariter publice
Il
fecero
et
firmamento
del
lo
me
Quis
quinam
Respondit.
napoletano,
disse
macchie
delle
doctrinam
fecerunt
statura
Cimenes
discipuli Galilei
et
di
dottrina
questa
tratta
edoctam
carnazione
prete
Cimenes.
Interrogatus.
centra
di
di
quest'estate passata,
Ferdinando
il miracolo
esso
confugerant
habito
anni,
convento
Galilei, che
detto
30
in
va
mediocre
Cimenes
letta
anco
Roma
del
nel
Padre
leggere
a
ma
lo disse
me
fra
P.
in
di
castagna,
d'agosto,
mese
di 29
età
di
essere
Firenze,
di
Novella
Maria
in
—
fidem
e
Quinam
non
conosco
Cuius
manco
qui
non
come
come
di
opinionis
sit
spectantibus
domicilii
non
e
lo
si
in
civitate
viso.
dictus
Florentìae?
legge neirEspinois.
si
Galileus
legge nell' Espinois.
in
33
—
Respondit.
tenuto
sii molto
in
di
intimo
Venezia
le
per
passino
Respondit.
de' Cavalieri
di
sopraddette
Galileo
S.
et il
Galileo,
una
volta
flzio
cercava
colse,
di
ci fusse
Lorino
suspetto
del
vote
Non
S.
Subdens
non
so
se
quel
le
in
mi
ha
detto
Paolo
et ch'essendo
il S. Of-
il che
per
del
camera
tomi
scrit-
anzi
maestro
è sospetto
mi
raccordo
lui
la
se
Ferdinando
P.
bene
speciale intellexerit
detto
se
in
altro
habebant
dictum
della
moto
scrittura
lui
terra
sacra
Vhavevano
che
eccetto
che
propositioni
la
quo
predictis
a
fide?
dissero
del
et
Costui
se:
ex
eretta
suo
fra
miliarità
fa-
srospetto
era
non
il
fra
della
teneva
et
perchè
il
contro
bilità
sta-
costui
com-
senso
Padri.
corrispondenza
da
in
mi
per
sole
dei
Cimenes
le
gran
più volte,
adesso
non
et
costui
che
stro
mae-
priore
che
significato come
Equite Cimenes
interpretare
mune
in
suspectum
Respondit.
per
Lorini
passa
fu
mani
che
An
et D.
Galileum
le
le
P.
presente.
Interrogatus.
P.
che
lo disse
me
cugino,
suo
dire
priore poi
porvi
questo
et
di
Roma
a
ciale
spe-
detto
lettere
passano
eh' il Galilei
sol
ma
dal
cose
m'hanno
Niccolò
P.
familiarità
venuto
sudetto,
Padre
Il
della
altramente
questi
replicato ristesso
Roma.
a
qua
in
quibus
sopraddette
et
Paolo
fide, havendomi
di presente
anco
signor priore Cimenes,
il
occasione
con
in
le
dal
cioè
maestro
et
che
vel
quo
a
Stefano,
cose;
dicono
famoso
?
inteso
Lorini,
Nicolò
servita,^tanto
et
recordetur
ho
Io
dicono
di loro.
intellexerit
predicta
Paolo
Fra
tra
An
fede, perchè
della
impietà
sue
cattolico, da altri è
buon
cose
quel
lettere
Interrogatus.
fra
nelle
sospetto
per
è tenuto
molti
Da
-
da
cioè
libro
Interrogatus.
loro
An
che
il detto
delle
a
P.
altri
con
ha
per
Galileo
macchie
sono
titolo i Lincei
per
solari,
Ferdinando
in un'accademia
quanto
con
Cimenes
altri
et hanno
si
vede
di
mania.
Ger-
fuerit
sibi
3
34
-
speciale
in
narratum
illas:
Deum
non
esse
sensitivum
vera
miracula.'
Mi
dicevano
occasione
dictas
prof erre
Respondii.
e
cella
mi
da
et
sua,
occasione
dirmi
di
ricordo
Respondit.
Io
ma
ne
anco
inimicitia
né
anzi
che
et
Respondit.
ne
se
molti
odio
et
non
molti
se
et
col
con
:
ilio
detto
l'Attavante
altri
con
ne
de
lileo,
Gavi
non
discepoli
del
loro.
publice doceat
discipuli ejus sint
il Galileo
in
si chiamano
Galileisti,et
che
et lodando
Flo-
numerosi?
pubblicamente
legga
bene
magnificando
vanno
Galileo
con
Galileus
an
in
et
costoro
discepoli, so
che
la
Firenze
ha
questi
sono
doctrina
sua
opinioni.
Cujus
Interrogatus.
et
jjrofessionis
Respondit.
et
inteso
di
so
più volte,
basso
con
inimicizia
né
per
dictus
tito
sen-
Galilei?
cosi
Dio
et
dicto
ho
non
alcuno,
prego
haver
da
difeso
cum
conosco,
artem
seguaci,
quelli che
qua
altri presente.
stato
solo
An
Io
babbi
et
quella lettione,
feci
haveva
discipulis di
lo
quam
mi
inimicitia
non
Interrogatus.
rentiae
raccordo.
Galileo
del
dormitorio
ch'io
ci ha
De
aliis
ac
Galileo,
che
di
detto
ha
scolari
in
et
dopo
mai
che
Attavantis
mi
quelli
discipulos Galilei
sibi
me
dalli
basso
questo
Interrogatus.
ho
Ferdinando
Il P.
chiostro
in
di
propositiones?
proposizioni
le dette
nominasse
uno
non
esse
non
quibus presentibus,
narravit
Ferdinandus
mi
per
propositioni; d'altri
Ubi, quando,
Deum
accidens,
che
descritto
me
propositiones
impertita
raccordarmi
di
le dette
P.
sanctis
miracula
par
Interrogatus.
sed
substantiam
quello degl'Attavanti, da
che
intellexisse
quibus
a
esse
et
Respofidit.
-
60
la
ha
anni
ubi
Lui
patriae
dictus
Galileus, cujusne
studuerit?
si fa
in
passati.
ho
fiorentino, ma
professione é
studiato
sit
Pisa
di
mattematico,
et
letto
in
inteso
per
Padua
che
sano,
è Pi-
quanto
et
è
di
ho
età
35-
—
fuit
habitis
Quibus
de
juramento
predictis
Io
sibi
dimissus, imposito
Caccini
Tommaso
Fra
le
cum
ejus subscriptione.
obtenta
et
silentio
predette
DOCUMENTO
ho
deposto
cose.
X.
(Edito*)
ORDINE
UNA
MANDARE
DI
COPIA
Caccini
Thomse
testes
natos
*
Aprilis
2
et
L'Espinois,
1615
mittatur
copia
Inquisitori Florentiae
Die
rescribat.
pag.
28.
Risponde
CAGCINI
depositionis
qui examinet
fuit
eiusdem
al
DEL
FIRENZE.
DI
ALL'INQUISITORE
Die
DEPOSIZIONE
DELU
Documento
IV
missa
del Ghei-ardi
patris
nomi-
copia.
con
lievi
Tariazioni.
DOCUMENTO
XI.
( Inedito
SI ATTESTA
Die
tertia
florentiae.
mensis
CHE
LA
)
COPIA
FU
aprilis fuit trasmissa
INVIATA.
copia inquisitori
-36
—
DOCUMENTO
XII.
*
( Edito
LETTERA
già dato
Ho
il P.
come
io
S.
fare.
debba
il
che
perchè
IH."*
Io
ha
non
chiesta, anzi
curiosità,
tien
havendo
massimamente
in
tere
da
e
spedita
facendo
Dio
Di
a
ogni
Pisa
li 28
V.
a
ne
ho
scritto
V.
S.
111.""
dare
di
Marzo
la
in
la
col
io
voglia
padre
vedere
per
bene
di V.
prirmi
sco-
111."*,
S.
dallo
di
sarà
forse
stesso
riverenza,
Arcivescovo
opuscolo
del
Marini,
pag.
85.
di
meV
più
Galileo.
le
prego
servitore
ObbligatissJ^
si
che
Inquisitore,
che
presso
ap-
glie l'abbia
giudicato
P.
che
sia
lettera
modo
tanto
a
quel
1615.
et
xxi
non
felicità.
Francesco,
neir
ora
già lasciare
debbo
111."* umilissima
Umiliss.^^
Trovasi
al
de'
rappresentare
ordine
nuovo
il farsela
via
S.
io
Non
considerazione
agevole
E
ella
destrezza.
con
che
senza
mani:
sue
trattato
amico;
vantaggio
da
seco
procedesse
loro
promesso
lettera
sua
che
perchè
fermo,
presente,
comandarmi
punto,
io
1615.
del
viii
nuovo
di
penetrare
per
come
e
dubito
havendo
potuto
di
favorisca
non
Galileo,
nelle
voluto
MARZO
haveva
la
ritornata
l'ho
mi
mi
li mandasse
ch'era
seguito,
28
agli
IH.""
Castello
perchè
1613,
ciò
essendo
S.
V.
a
PISA,
DI
Benedetto
Don
Dicembre
T.
conto
al Galileo
scrivere
di
DELL'ARCIVESCOVO
)
Pisa.
38
-
—
minciare
del
Padre
positioni
è
il
S.
V.
parerà
IH."*
e
di
acciò
gli
et
di
Die
minet
*
27
Mail
fratrem
Trovasi
in
1615
DI
*
che
che
lileo
Ga-
contro
ne
quello
do
de-
avviso
che
gU
reverenza.
)
MILANO
PERCHE
ESAMINI
inquisitori
scribatur
Ferdinandum
L'Espinois,
le
XV.
( Edito
ALL'INQUISITORE
strissima
Illu-
Galileo
Però
profonda
S.
V.
proposizioni
detto
ordinare
possa
dine
or-
prima
pretendere
DOCUMENTO
ORDINE
tre
prova.
faccio
a
vedere
alle
possa
bisogno
Rev."*
espediente
si
quanto
ha
solo
scrissi
discepoli
dalli
di
fondamento
che
intorno
denuntia
medesimo
del
et
aspettare
Ximenes
asserto
già
come
di
ma
detto
pretendono
et
a
di
Rev."*
nella
Caccini
Galilei
Galileo
e
nominate
persone
Thommaso
Francesco
contro
si
delle
Tesarne
Mediolani
Ximenes.
pag.
28.
È
del
27
Maggio
1615.
XIMENES.
ut
exa-
39
—
—
DOCUMENTO
XVI.
( Inedito
LETTERA
DI
AL
IllJ^
fra
P.
Signore
Ferdinando
a
Firenze,
starvi
et
Illustrissima
di
mandato
ha
tione
da
quella Diocese.
che
dalli
la
la forma
delli 30
detto
il medesimo
Vicario
Sumarii
Consultori
risolutione
è parso
se
n'è
esseguisca
In
tali,et
di
Maggio,
altre
Con
del
passato,
di venir
de'
St.
nelle
segno
a
egli
per
il decreto
debite
che
lo
et
che
strissima,
Illu-
perchè
vivo
esser
monio
testimanda
l'ispeditione
Offltio, et poi à
le
di
Signoria
Ora
parere
torture,
con
est, et di
informato
può
con
jurisditione in
Vostra
mal
ne
à torture
processi
multorum
Pontremoli.
fatta, et
giusto qua,
colà.
resta
piglio il
qua,
di questo
che
dico
che
Monsignore
ordini
o
Clementina
risposta di
In
prescrissi mai
acciò
che
di
parte.
gli altri Inquisitori e' hanno
osservono
processi^
subito
i meriti
participar
senza
l'ordinario, contro
non
delli 29
ove
Signoria
Vostra
in Pontremoli
del St. OfBtio
et sentenze
quello
qua
Sacra
Congregaquanto viene esposto à cotesta
di Sarzana, cioè ch'io prescrivo
Monsignor Vescovo
al Vicario
ordini
darò
Signoria Illustrissima
di Vostra
inteso
ne
andare
tornarsene
lettere
con
Bologna,
doveva
poi
et
nuto
soste-
quello ch'egli
et per
del
ha
in
Theologia
depositioni, che
le
sopra
ColendJ*^
de* Predicatori
19
giorni
15
MILANO
1615.
mio
ordine,
suo
quello risulterà, glie
lettere
ho
mi
Padrone
di
delli
lettere
con
qua
gionto Tessaminerò
et
del
GIUGNO
DI
j
Ximenes,
capitolo generale
scrive
INQUISITORE
24
conclusioni
publicamente
nel
SCAGLIA
MELLINO,
CARDINALE
ReverendJ^
et
Il
DESDERATO
F.
)
lui
se
sentenze,
scrivo
mato,
n'è for-
quello
l'Ordinari
participationidelstesso
Vicario
nel
-40
rifferir
qua gl'atti, che
rOrdinario
che
et
particolar attenzione
Nondimeno
suas.
lo
Con
cinque
lettere
del
presente,
Battista
in
fitio
provisione
è
à Sua
Arconato
per
ottima,
et
di
D.
Milano
li 24
di
Dio
di
ho
né
LEnSRA
e
una
citato
scrittura
perché
ex
DELL*
LUGLIO
che
diceva
la
Reverendissima
Servitore
Desid.
Scàglia.
che
)
INQUISITORE
della
BELLUNO
scrittura
seppi
il decano
haverla
DI
1615.
copia
solamente
Offitio
perchè
Uf-
XVIL
originale né
Galileo
et
S.
bene.
et
( Inedito
Non
questo.
Signor
piedi humilissima-
i
vero
Illustrissima
24
delli
Signoria Illustrissima,
DOCUMENTO
DNA
del
Monti,
F.
DI
tina,
Clemen-
Vicarii.
Humilissimo
OOPU
non
ibis.
Giugno
Signoria
Vostra
fatto, ò
Illustrissima
Consultore
Vostra
a
sempre
vices
deputazione
baccio
datili,
man-
cedit
detta
miei
da
fa
la
ne
pregandole
Da
osservi
che
Princivalle
Signor
Beatitudine
le
l'abbi
non
Signoria
Vostra
inteso
stata
l'Ordinario
si
ho
del
luogo
mente
di
altre
che
intendere,
et
Decreti
intervenire, fa
talvolta
anch'io
dei
può
vi
non
quando
faccio
Giovanni
esseouzione
in
mentione,
faccia, io gli farò
come
fa
—
dal
matico
matemato
chia-
testimonio
di questa
avuta
del
dal
città
lesseli
Galileo,
ecc.
41
—
—
DOCUMENTO
XVIII.
( Inedito
MOVA
IllJ^^
Sacra
cotesta
in
fatta
;
A
al
Predicatori, quale
il contenuto
so
di
io
lettera
questa
di
dove
in
questa
detta
in
matematico
in
Ferdinando
Fra
Xi-
fosse
ch'all'hora
depositione.
e
in
che
si
il d.° Frate
che
Bologna,
scriveva
di
depositione
d'una
s'intendeva
risposi
Capitolo generale
il P/^
ordine
per
il Galileo
esaminassi
ch'io
parte
lettere
sue
con
mandò
mi
di
copia
Sant'OiBF." contro
acciò
de'
menes
Mollino
passato
la
Gong."®
cotesto
Fiorenza,
qua
prossimo
MILANO.
Colend.^
mio
P/«
signor Cardinale
maggio
29
DI
INQUISITORE
SGA6UA
SigJ'
Rev.^o
e
L'illustrissimo
delli
DESIDERATO
DIF.
LETTERA
)
poi
n'era
se
ito
sarebbe
breve
trovato
era
renza
Fio-
a
stato
di
y
ritorno
credo
forse
da
gosa'
ho
ne
cosi
io
voluto
dar
parerà,
saminato
colà.
le vesti
Milano
Di
la
per
q.** Stato,
le
D.
Città, ma
XXI
V-
e
tuttavia
parte
E
dal
ottobre
S. 111."^
a
dar
fine
del
partenza
e
possa
fin' bora
che
se
S.
V.
Signore
a
le
ne
Milano.
crediamo
debba
d.*
Città,
necessarii
V.
S.
prego
IH.""
con
compito
che
sii
se
es-
renza
ogni rivebene.
1615.
e
Rev,"-
Fr.
Noi
in
sta
Ilgno-
Illustrissima, affinchè
Umilissimo
^
della
Marchese
gli ordini
baccio
è comparso,
non
leggersi
Desid.
il marchese
Servitore
Scaglia.
dell* Inojosa
governatore
di
-42
—
XIX.
DOCUMENTO
(Edito*)
ORDINE
Inquisitori
*
Espinois,
1615.
NOVEMBRE
4
examinet
Florentise
et
XX.
( Inedito
DELL'INQUISITORE
Ricevuta
ritrovato
lettera
la
scritture
le
al
Congregatione
esaminato
dell'Ordine
anco
et
che
mio
de'
mando
qui
S.
V.
il
mandate
padre
Attavanti
da
autentica
CARDINALE
delli
Fra
ogni
esso
a
V.
7
MELLINO.
di novembre
da
ho
cotesta
Sacra
conformemente
et
£|;ntecessore
con
annesse.
AL
IH."*
furono
Predicatori
copia
)
FIRENZE
DI
di
giuridicamente
Francesco
certioret.
28.
pag.
DOCUMENTO
LETTERA
XIMENES
ESAMINARE
DI
FIRENZE
DI
ALL' INQUISITORE
Ximenes
Ferdinando
maggiore
ho
diligenza
sopra
ciò
notato
in
S.
IH."*
delle
loro
et
teste
con-
posizioni
de-
43
-
—
DOCUMENTO
XXI
(Edito*)
INTERROaATORIO
ADDÌ
FERDINANDO
PADRE
DEL
13
1615.
NOVEMBRE
Die
litterarum
prsescriptum
Ad
ftcii
novembris
zario
datis
sub
Romanse,
et
anni
1615,
die
generali, in meique
Rev.
fessus
ordinis
delatum
est
prsedicatorum,
tactis, etc,
et
sciat
An
Intevì^ogatus.
Respondit. Padre
Interrogatics.
Mar-
comparuit
sue
quisitore
In-
perso-
sacerdos,
pro-
40,
annorum
dicendo, quod
cui
prestitit
deposuit.
vocationis?
sue
causam
non.
doctorem
quemdam
cognoscat
An
familiariter
Galileum,
nomine
degentem
setatis
infra
ut
Of-
S.
ejus dominii
ac
Ximenes,
veritatis
juramentum
Ì6i5,
s
Laelio
magistro
vocatus
etc.
magister Ferdinandus
naliter
manu
P.
Faventia, civitatis Florentie
de
novembri
septima presentis mensis
R.
coram
i3
Congregationis
sacre
Rome
:
XIMENES
Florentie
quid
et
,
de
ilio
sentiat?
Respondit.
Firenze,
dire
et
ma
a
seco,
*
pag.
dico
dico
che
bene
ch'ho
esser
Questo
con
conforme
dire
sentito
quello
che
ch'ho
da
quelli che
ex
in
sono
sentito
del
et fermezza
contraposita
doctrina
cielo
sano
conver-
diametro
filosofia.
interrogatorio venne
talune
in dui anni
della terra
moto
theologia et
vera
89,
quello
visto
mai
Tho
non
dell'opinione del
anco
alla
Io
inesattezze
pubbUcato
come
per
indicheremo
la
prima
in
volta
nota.
dall'EspinoiS]
44
-
Sibì
Interrogatus.
Respondit.
detto
che
hanno
rerum
non
però
so
opinione
cula
ascribuntur
que
Di
Respondit.
sanctis
A
discipulisejusdem
Deum
titatem
continuam
sed
esse
udito
ho
Io
Respondit.
il Piovano
con
il
gionamenti
le
sig.
predette
essendovi
Ridolfì^
cav.
quan-
et Deum
atributo?
di
disputato
e
chiamato
presente
^
sistere,
nec
de
cose
Fiorentino
audiverit
vacuis
ex
etiam
flentem
ricordo.
et coelum
rerum
discretam
di Castel
fiorentino
Attavantey
moveri
substantiam
tantum
mira-
mi
non
quibus prsesertim
dari
non
vel
miracula.
vera
particolare io
a
sensitivum, risibilem,
esse
esse
per
Galileum
eundem
Galilei terram
accidens,
esse
vel
quo
o
speciale, dicentem:
non
questo punto
Interrogatus.
ex
sopradetto.
in
è sensitivo
opinione
loro
cosa
atributo,
de
Galileo
discipulis illius
ex
piange etiam'
vel
ogni
Iddio
Che
de
audiverit
An
datur
non
che
parlino
maestro
Interrogatus.
quempiam
loro
immobile,
è
ma
hanno
quali
che
et
vacui*.
che
ride,
se
loro
del
de
i
cielo
il
che
è accidente
composta
atributo*,che
de
scolari
quantità continua,
ne
quantità discreta
ma
Iddio
dictum.
explicit suum
suoi
et
muove
che
soggiunto
substantia
è
si
terra
clarius
ut
alcuni
sentito
Ho
la
dicto
-
a
fiorentino,
Gianozzio
questi
rag-
cavaliere
di
Stefano.
S.
De
Interrogatus.
Del
Respondit.
di
S.
Maria
volte,
ma
Contesti
volta,
presenti
alcuni
Espinois legge
^
De
Qui
atrìbuto
pure
e
de
fu in
il
vi
ne
cum
camera
frati nostri
et occasione.
mia
convento
Tanno
di che
mese,
il detto
erano
testibus
fu
tempo
saprei dire
^
'
luogo
Novella;
non
et
loco, tempore
dei
nel
passato,
molte
di che
giorno.
ne
sig. cavaliere,
quali
non
qui
mi
alcuna
ricordo
vami.
zion
divinaliter
atributo
e
non
come
aiella stampa
divinaliter.
deU'Espinois.
cisamente.
pre-
46
-
Io
Respondit,
ho
detto
ho
haute
ma
più
di sopra,
dicto
cum
Galileo,
inimicitia
mai
il
perchè
di
Chiesa
anzi
è
vel
verità
la
contro
Padri
alli
conforme
meno
dottrina
la
bene
come
Attavante
del
orthodosi
istessa.
aliquid velit deponere spectans
An
Interrogatus.
è
non
ne
Piovano
detto
dispiace
amicitia; me
tosto
far seco,
che
haute
con
Galileo,
il detto
veduto
mai
ho
ne
Galileo
ctum
mai
ho
non
detto
S.
vel
Attavante.
plebano
cum
inimicitia
De
Interrogatus.
-
ad
san-
Offlcium?
«
Io
Respondit.
di
habitis
Quibus
sub
Aula
Ximenes
R.
P.
de
Jacobinium,
silentio,
de
juramento
Adm.
dire et
che
magister.
Inquisitoris per
INTERRO"ATORIO
DI
me
coram
quo
GIOVANOZZO
CASTHL
Dominus
r^ntinus. Castri
aetatis
sue
annorum
ubi
supra
lohanotius
Fiorentini
in
Ludovicum
fratrem
cancellarium.
ATTAVANH
FIORENTINO.
litterarum
et
:
)
Die
praedictarum
est
XXII.
DI
PIOVANO
verendissimus
detto
Florentiae
Actum
S. Offlcii Florentiae
Interamna,
( Edito
sonaliter,
ho
ipsius subscriptione
habita
DOCUMENTO
Vigore
che
quel
proedictus pater constitutus, licentiatus
Ferdinandus
Fr.
altro
è verità.
tutto
sopra
ho
non
Novembre
vocatus
in
meique,
per-
etc...
Re-
nobilis
Flo-
initiatus;
minoribus
nominatus
Ì6i5,
comparuit
Attavantius
Plebanus,
33, contestis
14
ad
informan-
47
-
Cui
delatum
dum,
etc...
quod
prestititmanu
An
Respondit.
non
maestri
M.®
Giov.
già
un
P.
Vincenzo
gli
anni
et
sub
passati
Ci vitella
de
dell'ordine
habuèrit
et
il
et
de' Predicatori.
praeceptores
Battista
ha
i casi
letto
Florentie
et
prae-
Io
de
ben
Si
interloquendum
vel
doctrinae
Galileus
doctoris
Galileis
de
letterati et in
lui
di
sotto
di lettere
seco
hic
ab
et
come
suo
ordinariamente
come
particolare
ho
trattato
Non
repugnino
ho
alla
il detto
ho
sentito
del
Copernico,
et
de
che
che
mai
scrittura
alle
scripturae
sacrae
repugnantia
nostre
cose
il sole
nel
sig. Galileo
alla
ne
S.
filosofiche
dire,
suo
parimente
habbia
dal
dire
sacra
sig. Galileo
non
fidei
sentito
la terra
fuori
vel
presertim?
que
intorno
ma
aliqua
vel
discurrendo
Galileo
eodem
ab
unquam
audiverit
et
consona
ma
è
et
de' Predicatori
cujusdam
imparato
philosophicae
Respondit.
centro,
mai
sono
vai
muove
et
filosofiche.
cose
cattolica;
habuit
vocatur
trattato
Interrogatus.
non
dell'Ordine
notitiam
ho
ne
quelli che
con
Roccha
didicit?
Respondit.
ho
della
et
questi Prencipi
di
maestro
gramatica
conscientia.
di
Si
alla
Simone
M.®
Ximenes
degentis qui
litteras
scolare,
hoggi
il P.
che
anno
già
attendevo
m'insegnorno
Interrogatus.
si
lettere
ambidue
io
Mentre
all'Immanità
che
litteris incubuerit
alle
il
alios
An
Respondit.
et
?
seculares?
sertim
seco
atteso
Populeschi,
Interrogatus.
fo
Florentie
stati
sono
Vincenzo
ilio
vocationis
sue
infra.
ut
cos' alcuna.
hic
ho
Io
Respondit.
mi
deposuit
et
preceptoribus?
quibus
P.
causam
so
An
Interrogatus.
miei
sciat
etc...
dicende
veritatis
jaramentum
tactìs,
Interrogatus.
Io
est
-
moto
muove
o
nostra
matematiche
secondo
centro
si
o
Fede
cose
la
nel
suo
dentro
progressivo,
dottrina
globo
il
suo
secondo
48
—
lettere
alcone
macchie
lui date
da
solaH
mala
juxta
Tho
Io
che
sol
stetit
Deum
miracula
si
al
però fuori
del
muove.
Galileum
accidens.
Item
quomodo.
Item
sed
flentem
sanctis
testo
che
dominum
substantiam
ascribuntur
que
che
ma
solis?
confessa
ove
non
sensitivum, ridentem,
esse
et forte
intorno
Gahaon
praedictum
esse
non
dominum
et sistentia
terre
raggionare
progressivo
Si audiverit
tutto.
interpretantem
fermò
si
titolo delle
sotto
praedictum
motu
cantra
il sole
Interrogatus.
asserentem
de
sentito
di moto
centro
quod
in
sacram
opinionem
miracolosamente
Deum
rimetto
audiverit
Si unquam
suam
Giosuè
suo
Roma
aliquam scripturam
Respondit.
di
in
luce
quali mi
alle
Interrogatus.
Galileum
in
-
et
sunt
non
mi-
vera
racula.
Intorno
Respondit.
P.
che
et
addiscendi
camera
gratia,
sit substantia
contra
gentes:
etiam
plangat,
alhora
la
sentendoci
d'opinione
poi
alcuno
et
la
è
non
dottrina
ride^
falso
ai
miracoli
ne
di
ma
è
che
Ut
ut
sopradette
niente^
et
non
cosi
sarebbe
non
è
corpo
sorte,
as-
è
vero.
in modo
si determinò
non
forse
come
cose
secondo
sensitivo,
organico,
ne
il che
simplicissima.
quid cogitaverit vel nominaverit
inter constitutum
Ximenes,
fu trattato
ne
Iddio
che
sostanza
supra
Novella,
P.
sig. Galileo, ma
dei santi
Tomaso
Maria
del
camera
e
catori,
de' Predi-
dell'ordine
disputatione insieme,
le
detto
piange, perchè
ne
Caccinum
habita
so
S.
Interrogatus.
P.
del
alla
modo
prò
io riferissi
che
Quanto
vicina
an
detto
ho
come
S.
maso
S. To-
rideat,
sensitivus, an
pure
in
Deus
an
disputava
che
predicatore in
sua
raggionare
s'immaginò
0
Caccini
con
,
disputationis
attualmente
camera
Tomaso
de' Predicatori
quello
sit
Deus
an
P.
un
di
e
modum
per
altrimenti,
havendo
accidens,
vel
S.
Novella, qui in Firenze,
Maria
S.
di
gli assoluti
sopra
V.
disputationis,
modum
x!imenes, dell'ordine
in
sua
non
particolari sappia
cose
giorno raggioriando io, per
un
Ferdinando
il P.
queste
a
male
et
opinantem
predictum
P.
de
Ferdin.
dictum
disputatione
Ximenem.
49
-
Respondit.
Io
perchè
un'altra
Ximenes
pure
nel
Caccini
et
dire
del
Tnterrogatus.
noi
del
il
sole
che
in
predicarla
De
scientia,
lo
so,
loco
il
P.
detto
fuori
P.
di
mera
ca-
proposi-
una
fermo
et
si
non
di
l'opinione
pulpito
sopra
con
il
era
stasse
secondo
centro
io
sole, uscì
disse
e
di
come
sentendoci
et
moto
che
suo
voleva
che
et
del
Caccini
raggionando
sua,
da
a
fuori
movesse
camera
venne
heretica
il P.
avanti,
volta
proposito
sua,
tione
nominato
ho
in
-
nico
Coper-
segui.
come
contestibus
tempore,
et
occasione.
Respondit.
scientia
di
e
il
1613,
dell'anno
presente
casi
conscientia,
di
circa
Galileo
starebbe
dicto
P.
Respondit.
et
rhora,
detto
modo
si
di
disputa
giorno
Ximenes
venne
et
a
d^
e
;
Ximenes
P.
non
sopradicto
ipso
de
rag-
imparare
domino
serenissimi
inimicitia
altrimente
cattolico,
benissimo
prò
questi
De
vel
prencipi.
malevolentia,
vel
odio
Caccino?
Io
ho
Interrógatus.
mai
ho
non
che
fare
An
aliud
non
ho
parlato,
et
seco
velit
prima
ne
non
so
deponere
ir
ne
suo
poi ch'alnome.
spectans
ad
che
ho
S.
Of-
?
Io
Respondit.
la
l'ho
con
Interrógatus.
è
modo
il
Luglio
fldem?
Io
Respondit.
ficium
questo
sentiat
Quid
Interrógatus.
cum
in
et
di
o
P.
dal
del
altrimente.
non
non
il detto
solo
certa
camera
precisamente
imparavo
predicti, per
gionamenti
et
ch'io
la
d'Agosto
mese
di
sopra,
fu
luogo
ricordo
alcuno,
era
fu
l'occasione
io;
mi
non
ma
di
detto
il
il
fu
tempo
vi
non
ho
come
proprio;
udito
Ximenes;
P.
i
Io
pura
et
vera
verità.
che
dir
altro
e
quel
detto
50
—
XXIII
DOCUMENTO
*
( Edito
Die
novembris
25
lilejeditae
^
TEpinois,
De
videantur
1615
Romae
PROPOSIZIONE
GIUDICATA
S.
NEL
Propositio
mondo
et per
terra
secondo
Erit
33
è
non
*
congregatio
febbruarii
Vedi
De
LIBRO
bora
rEpinois,
del
etiam
DAI
»
il
che
immobile
mondo
di
moto
pag.
34.
SOLARI.
sia
sole
di moto
del
centro
locale
immobile
né
ma
:
si
che
la
move
diurno.
qualificationis
decimaquarta
QUALIFICATORI
MACCHIE
DELLE
—
conseguenza
tutta
se
solari.
)
CENSURABILE
censuranda:
centro
macchie
XXIV.
( Edito
OFFITIO
delle
«
Ga-
93.
DOCUMENTO
DEL
litterae
quaedam
inscriptione
cum
pag.
)
in
cum
S.
Offltio
dimidio.
die
Martis
51
—
DOCUMENTO
XXV.
*
( Edito
Die
PP.
februarj 1616, fuit
19
De
*
Si
missa
l'Epinoispag.
intende
*
omnibus
RR,
della
34.
proposizione
censurata.
DOCUMENTO
XXVL
*
( Edito
Propositìones censurandae.
die
urbis
copia
theologis.
ac
*
)
Mercurii
24
)
Censura
februarii
1616
facta
in
S.
Officio
infrascriptis
coram
patribus theologis.
Sol
Prima:
locali.
motu
Censura.
stultam
liter
hereticam, quatenus
scripturae
verborum
SS.
et
patrum
Secunda:
sed
secundum
in
se
non
totam
dictam
propositioet
forma-
sententiis
expresse
proprietatem
expositionem
comunem
est
immobilis
locìs, secundum
et sensum
doctorum.
theologorum
Terra
omnino
philosophia
contradicit
multis
secundum
et
in
absurdam
et
esse
et
dixerunt
Omnes
nem
sacrae
mundi
centrum
est
centrum
movetur
mundi
etiam
motu
nec
immobilis,
diurno
Cen•
»
Vedi
De
TEpinois, pag.
34-35.
52
—
sura:
philosophia
in
censuram
minus
ad
gicam
in
esse
sacri
Petronius
Hyacintus
Riphoz
Michael
Angelus
*
Hieronimus
pinois) Casali
de
Lemos.
societatis
Frater
Gregorius
lesus.
D.
theologus.
missarii
^
Non
il De
Thomas
ludernus
cler. reg.
Congregatione
ex
socius
l'E-
domini
patris
1616
il frate
doctor
nensi.
Cassicom-
Offitii.
del
lì CommiBsario
Angelo
^
5.
Comm.
et
Frater
Benedictus
Rastellius
Tintus,
lacobus
Frater
S. OfHtii.
Neapoli
a
legge
come
Coronel.
Raphael
Michael
D.
theologiae
Calesa
Consultor
^
Frater
praedìcatorum. Frater
Sacra
(non
Majori.
Frater
armaranus.
apostolicipalatiimagister.
magister
S. Off. Frater
theolo-
erroneam.
generalis ordinis
Raphael
de
fide
eandem
verìtatem
spectando
et
Archyepiscopus
Lombardus
Petrus
propositionem recipere
hanc
dixerunt
omnes
-
Seghezzi
da
Offizio
S.
in
nel
Roma
era
Michele
Lodi.
c*è il Nnnnius
nella
come
del
stampa
De
TEpinois.
XXVII.
DOCUMENTO
(Edito»)
E
CABOINALE
HELUNO
LA
NOTIFICA
CENSURA
PROFFERITA
.
SULLE
Die
linus
*
De
lovis
25
notiflcavit
TEpinois,
PROPOSIZIONI
ifebbruarii
R.
35.
R.
P.
P.
DI
1616.
D.
D.
GALILEO.
III.
D.
assessori
Cardinalìs
Mel-
et commissario
54
-
in mei
continenter
praesentia
eodem
sarius
praedicto Galileo
et
totius
sol
mt
ipsum
centra
ubi
Romae
ractum
de
Nores
Loco
dicti IH.
et
in
S.
abbatis
Rottz
DELLA
opimoterra
aut
scriptis,alias
Officio; cui praecepto
et
idem
quibus
pe-
Badino
ad.
Mongardo
Angustino
Politianeti, familiaribus
testibus.
DOCUMENTO
DECRETO
Pape
et
promisit. Super
diocesis
Cardinalis
verbo
con-
caetero, quovis
de
eam
Cypri,
regno
N.
D.
praesentibus ibidem
supra,
in
S.
et
ìmmobilis
et
nec
parere
Nicosia
D.
mundi
defendat,
ant
commis-
Pater
Offlcii,ut supradictam
S.
procedetur
acquievit
Galileus
praesente etiam
nomine
prò
relinquat,
teneat, doceat
modo
et
praesenti
ibidem
ordinavit
centrum
omnino
moveatur
de
et
testium,
adhuc
congregationis
quod
nem
Ili. D.
praecepit
et
Cardinali, supradictus
adhuc
stituto
-
XXIX
CONGREGAZIONE
ADDÌ
DELL'INDICE
1616.
5 MARZO
DECRETUM
Sacrae
Congregationis
nalium
a
Apostolica
S.
D.
ad
Illustrissimorum
N.
PaiUo
indicem
S.
Librorumj
eorumdemq;
sionem, prohibitionem, eoopurgationem,
in
universa
Christiana
Repubblica
Cardi--
E.
Sanctaq.
V.
Papa
R.
et
Sede
permis-
impressionem
specialiter deputar
torunhy ubique
PUBBLICANDUM
Cum
alios
ab
aliquo tempore
nonnulli
nentes,
ideo
Cardinalium
libri,varias
Sacra
ad
citra, prodierint
haereses, atq;
Congregatio
indicem
in
errores
Illustrissimorum
deputatorum,
ne
ex
lucem
eorum
inter
conti-
S. R.
E.
lectione
55
-
in dies damna
graviora
tur,
omnino
eos
sicuti
ubicumq
; et
Mandans,
Librorum
se
legere;
aut
detinere,
illos habent,
nunc
dinariis,
notitia
vel
habuerint
vel
exhibere
in
;
con-
primere,
im-
audeat
eos
in
et
apud
poenis quicumque
futurum, locorum
Or-
Decreti
praesentis
a
libri autem
teneantur,
et
quomodocumque
Inquisitoribus, statim
seu
prohibet
Tridentino,
iisdem
sub
et
et
gradus,
contentis,
curare,
voluit
imprimendosi
aut
Concilio
Sacro
prohibitorum
imprimi
aut
impressos,
orian-
esse
damnat,
deinceps cujuscumque
pòenis in
ditionis, sub
Indice
poenitus
vis idiomate
nullus
ut
atque proibendos
Decreto
quo
Republica Christiana
in tota
damnandos,
praesenti
-
infrascripti,
sunt
vedelicet.
Theologiae
libri tres, auctore
Caluinistarumy
Conrado
SOHLUSSBMBURGO
.
SooTANUs
sìvo
Redininus,
in
ComentaHus
priores
tres
libros, codicis, etc.
Gravtssimae
Occidentts
Christianarum
praesertim
partibus
ad
poribtcs
sianey
quaestionis
et
nostrani
ab
in
ApostoUcis
continiuz
aetatem
usqu»
tem^
succeS"
eooplicatiOj auctore
historica
statu;
Ecclesiarum
Iacobo
USSERIO.
Sacrae
bernos
bet^g.
ropae
professore
habita
Christi
DoNBLLi
de
et
Collegio.
Commentariorum
Civili
Jure
pervenit,
divinaeq;
terrae,
sive
Enucleati,
quia etiam
tionis
Vurtem-
Provincias
Illustri
in
Fulingiae
inter
HyEuAnno
1616.
DoNELLi,
Et
Prineipatu
apud
Dtccis
Achillis.
Friderici
de
Consultano
Academia
Dubliniensi
in
Theologiae
ad
in
notitiam
scripturae omnino
immobilitate
de
revolutionibus
in
Job
etiam
praefatae
jam
ita
Sacrae
quam
coelestium,
divulgari
Congrega-
de
et
Didacus
a
,
mobilitate
Copernicus
Nicolaus
et
etc.
Pithagoricam
doctrinam
adversantem,
solis,
orbium
docent,
Compendium
illam
falsam
Hugonis.
multis
Astunica
recipi;
56
-
—
sicuti
videre
Patris
est
Carmelitae,
Paolo
terra,
in
Pater
Napoli
solis
consonam
ulterius
veritatis
orbium,
aliosq;
damnandum;
atque
docentes
prohibendos,
prohibet,
spectivi
fldem
damnat,
Reverendissimi
signatum,
nensis
P.
t
Il
rifento
TEpinois.
Ex
Thypografia
Decreto
è
del
Gamerae
cinque
fol,
Apostolicae
e
idem
omnes
In
re-
quorum
Alba-
Episcopi
5
martii
et
1616.
Caeciliae
Praedic.
marzo
Patris
Illustrissimi
90.
Capifereus
Magdalenus
Franciscus
Ord.
Romae,
die
S.
Registr,
sigilli,
Ft
sigillo
fuit
Card.
Albanen.
Episc.
Locus
munitum
et
sus-
pariter
Decreto
Caeciliae
S.
Job,
prohibendum,
suspendit.
et
de
vero
libros
manu,
Cardinalis
D.
in
omnino
atque
Decretum
praesens
terrae,
Catholicae
Librum
praesenti
prout
de
Scripturae:
Astunica
omnes
qua
Copemìcum
Nicolaum
Carmelitae
in
doctrinam
perniciem
corrigantur.
della
Sistema
Sacrae
in
Didacum
et
Foscarini
Antonii
Pauli
donec
esse
dictos
nione
l'opi-
mobilitate
et
adversari
non
sopra
1615,
praefatam
opinio
censuit
revolutionibus
pendendos
et
stro
Mae-
mobilità
Scoriggio
mundi,
centro
Padre
Pittagorico
nuovo
Lazzaro
hujusmodi
serpat,
il
ed
conatur,
in
R.
della
Copernico^
per
veritati,
esse
né
sole^
estendere
immobilitate
Ideo
del
del
Carmelitano,
del
e
cujusdam
impressa
Lettera
Foscarini
stabilità
MondOy
epistola
titulus,
Pittagoriciy
e
dictus
cui
Antonio
de
del
quadam
ex
non
Secret.
MDCXVI.
del
sei
come
pone
il
De
-57
—
DOCUMENTO
XXX.
( Inedito
LETTERA
Il
Cardinale
che
le
lettere
Padre
^
Diamo
qaesta
lettera
Mellino,
2
giugno
perchè
1616,
stampò
Foscarini
Antonio
Paolo
Maestro
licenza
senza
CARAITA.
Scoriggio
Lazzaro
carcerare
del
CARDINALE
al Cardinale
Caraffa
fatto
ha
DEL
)
melitano
Car-
\
in
trovandola
sunto
DOCUMENTO
cosi
nelle
nostre
carte.
XXXI.
(Edito)
*
ORDINE
Die
egerit
Jovis
1616.
procedente
FINE
DEL
Rescribatur
centra
DEL
MELLINO.
CARDINALE
IH."*'
impressorem
PROCESSO
DEL
Cardinali
ut
1616.
quod
scribit.
bene
PROCESSO
CONTRO
GALILEO
GALILEI
FATTO
NEL
*
Per
questo
£tciliUtre
secondo
di
S.
le
processo
NELL'ANNO
1633
OFFIZIO
citazioni
0
numero
quelli del primo.
DI
poniamo
in
fronte
ROMA'
ai
progressivo che
singoli Docninenti
è portato
dalla
di
nuazione
conti-
62
—
impressione,
r
-
ad
lasciando
di
carica
la
esso
stamparlo
non.
0
esibito
Ha
come
del
Maestro
Palazzo
S.
Dopo
altro
che
non
se
Stefani
P.
del
il Maestro
questo
publicato
r
al
correggere
a
l'imprimatur
con
di
imprimatur
Si
Roma.
transgrediti gli ordini
assolutamente
del
terra
recedere
habbia
dal
S.
suprad. opinionem
ut
omnino
moveatur
modo
relinquat,
aut
ipsum procedetur
deve
contra
bora
fatto
il Galilei
l'originai suo
punto
un
passar
prò
che
ma
et
contra,
di
Maestro
ad
S.
modo
da
Di
più
fattogli
tenore:
et terra
quovis
scripto, alias
cui praecepto
di
acquie-
procedere
tam
impressum.
jam
ma
farsi
che
di
si
gli si facesse
procedere
anche
contro
fece
e
la
non
in pura
stava
non
et
et
capo
prescrivendolo
di
ragioni
risolutione
il corpo,
il sistema
per
le
il libro
un
et
non
mettendo
si rivedesse
conformasse
se
il libro
che
portò
ordine
Copernicano
subito
et
rivedesse
havuto
decidere, si
che
e
et
1630
si
assolutamente
senza
Palazzo
acciò
negotio
trovato
parlava
l' anno
Roma
sistema
del
hipotetico
con
questo
:
flusso
re-
della
caetero
aut
modo
librum
penna
il
hipotesi matematica,
così,
del
a
in
comunicato
stampa;
verbo
in S. Officio
circa
quam
.
esibì
e
:
Venne
1
flusso
mundi
de
rendo
asse-
stabilità
et
di questo
eam
nec
anco
habbia
precetto
sit centrum
defendat,
deliberare
personam
In
è
et
promisit.
et parere
Si
il
quale
sol
quod
teneat, doceat
centra
vit
1616
nell'anno
Officio
è
vi
mobilità
et
tacciuto
frau dolentemente
Firenza
capi plurimi.
,
che
terra
sole
li
saputo
et
1'.esistente
del
ha
hipotesi
dall'
della
sono
detto
Offizio.
il Galileo
che
ridotto
che
in
l'Inquisitore
stabilità
esistenti
non
non
stampato
pretende
mal
si
S.
del
Palazzo
mobilità
la
nella
mare
S.
de
con
habbia
sole ; che
del
negotio,
questo
consultore
il libro
visto
ha
lettera
l' Inquisitore di haverlo
dice
dove
,
dato
della
risposta dell'Inquisitoreal
copia della
anco
copia
S. Palazzo
del
all'Inquisitore circa
scrisse
lui
che
il Maestro
dal
si riducesse
una
rorazione
pe-
disegnando
a
tutta
Tolemaico,
la disputa
ad
ho-
^63
minem
solamente,
tiene
in
tutte
le
egli
fra RaflEaelle
Palazzo,
rivide
lo
levò
maestro
principio
in
si vedano
lamentandosi
revisione
stabilirsi
trattare
potesse
di cominciarlo
4.
tempo,
Andò
poi
di
Maestro
S.
riveder
ginale
l'ori-
il libro
per
non
esser
del
tempo
il maestro
principio
Firenze
instanza
fece
per
fatte.
di
che
primo
la
a
venne
lo
; et in
del
solita
vedesse
perchè
tanto
l' imprimatur
libro
si aspettava
e
freschi.
a
a
pato
stam-
col
s'è mandato
al torchio
il
al
metter
e
stampatori li si diede
si abbozzò
et
Roma
li
con
nente
rima-
si fusse
mandi
la
lunghezza
mandarlo
quali il
del
per
il libro
Palazzo
l'opera,
li
pretendeva.
l'autore
agevolar
per
mathematiche
fede
correzioni
S.
della
e
foglio per
a
del
st'ordine
que-
del Maestro
luoghi (avvertendo
sua
pure
le
con
havendolo
se
si
come
il Maestro
e
seconda
per
si
si aspetta,
stesso
si suole
all'Inquisitore che
scritto
Volle
la
all'hora
come
perchè
foglio
sentite
rivedere
Fautore,
altro) et
darne
per
era
libro, come
del
ordinario
se
Congrega-
aveva
delle
molti
in
sentir
senza
Roma,
è
3.
S.
compagno
litigaticon
d'altri
approvato,
Si
la
a
professore
emendò
et
*
il libro
Visconti,
esser
per
il maestro
anche
che
Copernicano
si diede
esecutione
al R.
et
il sistema
riprovar
In
S.
monstrare
per
ragioni.
2.
di
e
-
di
l'autore,
istampar
voler
glielo negò
Palazzo
e
qualche
passato
in
quella città.
assolutamente,
e
Il
plicate
re-
.
le
farne
per
avrebbe
fu
risposto
mai
perdita
et
del
il P.
che
causa
rimettendola
*
De
TEpinois legge
di
e
che
stamparlo
l'originale
mandar
di
Maestro
quello s'aveva
pattuita,
contagio
l'intercessione
diente
gli riportassero l'originale
facoltà
data
poter
non
che
revisione
l'ultima
non
della
disse
instanze
et
instando
; per
per
S.
Palazzo
conto
suo
li
pericoli
postasi
tuttavia, inter-
quell'Altezza, si prese
di
questo
senza
avocasse
per
da
ispese
la
all'Inquisitore di Firenze^ disegnandogli
ad
lori
"osservare
vidde.
nella correzione
del
libro,
1
64
—
ad
lasciando
che
uteretur
jure suo,
conformità
In
*
invio
et
maggio
di
di
senza
la littera di
questo scrisse air Inquisitore
questa
con
stamparlo o non, di maniera
impegno deiroflacio del maestro.
di
la carica
esso
—
copia segnata littera
la
ricevuta
I63I
,
B, dove
nella lettera
di
dice
haverlo
Stefani consultore
al P.
di
a
24
dall' Inquisitore
accusata
et
data
A
commesso
S.
quel
per
OflBizio.
reggerò
co-
concepita
dell'opera,
acciochè l'autore V incorporasse al tutto
brevemente
modo, e facesse il fine del Dialogo in
e la fiorisse a suo
è sotto
mandato
questa conformità. La copia dell'abbozzo
Gli fu mandata
la lettera
C
poi
la
prefazione o
della lettera
e
che
con
capo
si mandò
è sotto
la
lettera D.
5.
questo il
di
Dopo
di S. Palazzo
Maestro
ha
non
più parte nel negotio se non
quando stampato e
il
nessuna
sua
saputa, venendone
libro,senza
publicato
in dogana, vedendo
li primi esemplari, li trattenne
non
il
osservati
comandamento
di
gl'ordini e poi avendone
ha potuto
N. Signore gl'ha fatto raccogliereper tutto ove
essere
a
tempo e farne diligenza.
considerare
da
libro poi ci sono
6. Nel
come
per
di
delitto
le
cose
seguenti:
corpo
I. Aver
ordine e
senza
posto l'imprimatur di Roma
chi si dice aver
senza
toscritto.
sotparticipar la publicationecon
havuto
posto' dal
II. Aver
la medicina
Invio
^
Questo secondo
è detto
e
più
precetto che
Galileo
ivi
non
sopra.
si
come
Il P.
le idee
Riccardi
in
contenute
messo
Dialogo quantunque
in bocca
proposte
piacereai
membri
non
ad
un
della
a
scemo;
dal
prefazionecol
quale
del libro.
prefazione,venne
che
efficacia alcuna,
nasceva
e
Congregazione particolare.
altre.
stema
premise al si-
al contenuto
della
che
di quanto
incorporarsialle
contradiceva
senso
parte
TEpinois.
Galileo la
TOsiander, il
fosse nel
et in
De
posto
aver
in conformità
quelladovessero
che
avere
inteso
mandato
avea
pedante
potevano
un
essere
prefazioneimitando
Copernico un'avvertenza
Il fine del
sciocco
legge nelPopuscolodel
paragrafo vuole
pubblicò la
di
di
del fine in bocca
^
dell'opera et
corpo
che
quindi non
le
tavia
tutrezioni
cor-
potevan
65
—
si
anche
ne
trova,
se
non
0
e
il bene
distinguere
non
difficoltà,approvata
con
freddamente
interlocutore,
dall'altro
—
che
con
poi
mente
sola-
accennar
dire
mostra
di
mala
voglia.
Mancarsi
in.
hipotesi,
terra
fonda
la
che
del
aspetti
e
non
V.
Lo
le
far
e
come
contrarli
male
la
si
che
di
e
più
chi
qualche uguaglianza
l'intelletto
tra
del
verità
di
umano
i Tolemaici
passino
che
centra.
e
l'esistente
ridotto
Sole
flusso
mobilità
e
reflusso
e
della
terra
hebbe
non
di
dei
pagine
Dialoghi
profondità
divino
e
Galileo
della
esistente
errava
la
erravano
mobilità
Singolare giudizio.
dicasse
giu-
quale gli si
del
del
dei
di
si
et
al
massimi
vesse
do-
concetti
del
Officio
di
divario
le
quali
che
nioni
opi-
quelle
biasimare
nelle
ut
promisit.
disapprovare
punto
sistemi,
S.
parere
di
appagò
giunse
dal
1616
usque
non
ma
verità
e
Tintelletto
terra,
etc...
Galileo,
si
se
'
particolare
Ck)ngregazioiie
libro
del
precetto
opinionem
emendare
potrebbono
utilità
grazia.
questa
L'autore
con
'
autori
non
e
si
cose
qualche
astronomiche
non
trattando
definizione.
geometriche
mal
quali
dictam
Se
la
dichiararsi
stabilità
esser
^
decisa
non
argomento
Haver
le
bellissime
o
su
*
esistenti.
La
come
cose
per
nella
mare
^
e
Copernicani,
Vili.
supra
necessarii,
e
degli
strapazzo
Dar
a
7.
della
*
VII.
Tutte
cosa
Asserirsi
divino.
del
mobilità
la
impossibile.
la
comprendere
e
l'
dal-
Chiesa.
VI.
nel
recedere
e
qualificando gli argomenti
o
si presupponga
S.
serve
volte
assolutamente
Sole,
per
Tratta
IV.
molte
dimostrativi
per
negativa
parte
si
asserendo
0
stabilità
e
nell'opera
GaL'leo
corre
tra
scorre
ditellètto
l'in-
umano.
nel. ridurre
le
del
e
della
pari
terra,
teorie
più
ì
del
flusso
teologi,
i
e
riflusso
quali
alla
bilità
mo-
dichiaravano
66
-
-
XXXIII
DOCUMENTO
(Edito*)
LETTERA
MAESTRO
DEL
DI
ALL'INQUISITORE
Molto
Il
Signor Galilei
già
che
quale discorre
di
della
de
Fluxu
e
della
la
strade
delle
e
lo
per
di ultimare
l'autore
valersi
della
senz' altra
però,
copernicano
di
mente
esser
intorno
la
lità.
questa uti-
T opera
tutte
Manca
le
al
De
da
che
fu
che
vano
dove-
approvazione
gl'impedimenti
V.
moto
flusso
della
M.
P.
il libro
spedire
non
potrà
R.
revisione, ricordandole
che
terra
di
Dio,
le apparenze
in
il titolo
riflusso,,
ma
e
e
la
getto
sog-
mente
assoluta-
posizione
della
pernicana
co-
di provare
fine
con
e
dottrina
sacra
si
gliendo
questa posizione, scio-
persuasioni contrarie, che dall' esperienza,
peripateticasi potessero
in
per
considerazione
rivelazione
salvare
potrebbono
filosofia
del
o
Signore,
Nostro
mattematica
rimossa
negozio,
mia
della
si proponga
della
il
autorità, e spedire
sua
T intendiment
questa
con
con
l'ultima
farsi
ciò
condo
se-
pericolo degli originali, desiderando
costi
dependenza
non
che
potendo
Non
stampa.
nella
marisj
natura
vedere
farcisi,e riportatici,ricevere
per
opera
pretende d'agevolare
far
a
sua
una
sottoscritta,presupposti gli accomodamenti
me
e
costi
vicendevolmente
Roma
a
Ossame.
sistema
quell'arcano glande
qua
1631.
et refluxu
del
terra,
piosizione,corroborandola
Venne
SAGGIO
di stampare
pensa
probabilmente
mobilità
la
PALAZZO
Inquisitore
il titolo
haveva
U
FIRENZE,
Padre
Rev.
SACRO
DEL
TEpinois, sì
ti*oya nel
addurre.
Marini
pag.
Si
113.
che
mai
si
67
—
assoluta,
le Scritture
senza
a
che
e
bandita
ragioni
le
tutte
sanno
per
non
libro,
il libro
bavera
non
P.
M.
le ricordo
Di
V.
P.
Roma
aggiustati.
in
che
li 24
priego
la
a
fine
del
questa cauzione
Con
in
qui
Roma,
servir
e
sì
mostra
durre,
ad-
sia in Roma
principio e
alcuno
questo
e
parte si possono
l'autore,
sì
che
mostrare,
saperle, si
al
impedimento
servitore
M.
gran
favorirmi
la
e
nissima
Sere-
premura.
de' suoi
mandamenti.
com-
R.
di
1631.
maggio
Nicolò
F.
conforme
potrà compiacer
R.
Altezza,
Me
di
mancamento
mostrarsi
ancora
per
questa
per
manderò
di qua
che
che
hipotetica, e
la
Deve
solamente
sentenza
questa
solamente
ma
questaopinione.
quest'opera si faccia
che
Y.
verità
la
coixceda
—
Maestro
Riccardi,
del
Palazzo.
Sac.
XXXIV.
DOCUMENTO
(Inedito *)
LETTERA
DI
AL
P.
R.mo.
Ricevo
la
si
per
^
Manca
Signor
lettera
di
è
in
De
alla
TEpinois
mio
CoLmo.
Reverendissima
questa
e
stampa
nel
Marino
FIRENZE
RICCARDI.
Patrone,
S.
DI
Serenissima
significare,quello si
compiaciuta
licenziare
mio
V.
da
INQUISITORE
NICOLÒ
PADRE
mandatami
corrente,
quale
CLEMENTE
FRA
delli
24
del
Altezza, nella
debba
vare
osser-
l'opera del signor Galilei,
Marini.
68
—
assicuri
sì
e
eseguire
che
Reverendissima,
S.
V.
-
mancherò
non
ogni diligenza possibile^quanto da lei mi viene
mi
avvertimenti
i suoi
secondo
governerò
e
con
comandato,
di
a
quest'Altezza la stampa
questo particolare.Preme
simo
prontisquest'opera, et il detto Signor Galilei, si mostra
in
et
obbedientissimo
valore
molto
poi
esibisco
mi
occasione
in
conservarmi
a
qualche
et
fine
per
Di
Di
V.
S.
bacio
le
mi
che
di
proemio
molta
quale
vedere
ri-
denza
pru-
questa
con
effetto,col pregarla
et alle
sua,
comandamento
suo
alla
di tutto
servo
gratia
dalla
a
Padre
Oflltio. Il
S.
Reverendissima,
V.
dato
ho
ordine.
suo
aggiustati
si aspetteranno
S.
della
del
di questo
Consultore
e
il fine
et
Stefani
Padre
al
r opera
ogni correzione,
a
farmi
volte
sarà
degno
di
grazia singolare
le mani.
riverentemente
Reverendissima.
Firenze, li 31
1631.
maggio
Fra
di
devotissimo
Servo
Clemente,
Inquisitore
cuore
di
Firenze.
XXXV.
DOCUMENTO
(Edito)
COPIA
PREFAZIONE
DELU
INTORNO
AI
DUE
MASSIMI
TOLEMAICO
Galileo
Si
promulgò
editto, che,
per
imponeva
E
a*
opportuno
EDIZIONE
SISTEMI
DEL
DEI
DIALOGHI
MONDO,
COPERNICANO.
Galilei
agli anni
ovviare
PRIMA
ALLA
al
passati
lettore.
in
Roma
pericolosi scandali
silenzio air
un
deir
salutifero
età
sente,
pre-
opinione Pittagorica
70
-
nicana,
come
assolutamente
se
aggiungendo
-
dovesse
rimanere
vittoriosa;
speculazioni, le qualiperò
nuove
servano
per
.
facilità
Nel
d'astronomia,
trovavo
il moto
luce, ammesso
per
le bocche
che
se
degli uomini,
probabilità
si
Terra
asserir
per
di
contezza
che
nazioni
altre
se
della
altri
Terra,
fusse, da quelle ragioni,
non
conoscimento
dell'ingegno
debolezza
poi pensato,
Ho
questi concetti
ristretto
porge
del
divina
della
alla
ancora
campo
che
aver
non
quando
ma,
altro
pietà,la religione, il
la
molto
di
la coscienza
e
a
proposito
Dialogo, che,
delle
osservanza
a
da
lamente
so-
della
ci somministrano.
umano
forma
rigorosa
pensato,
ad
il contrario
nasce
non
il
il rimettersi
che
onnipotenza,
tornare
in
la
che
navigato più,
prender
e
ci abbia
hanno
e
meno;
capricciomatematico,
quanti
avvertenza
queste considerazioni
da
che
speculato
fermezza
la
la poca
persuasibile, dato
renderebbero
Spero
abbiamo
non
detto, volando-
principale,ho giudicato palesare quelle
movesse.
conoscerà,
mondo
noi
lo
che
qualche
padri caritativi,
trovato
aveva
nostre, ci rinfacci
cosi
accidente
uno
ricevere
mio
Questo
l'ignoto
che
sono,
prole di proprio ingegno. Ora,
tificandos
straniero, che, forcomparire alcuno
r armi
con
ingegnosa.
per
mai
possa
non
anni
potrebbe
mare,
terrestre.
l'adottavano
perchè
in
del
flusso
di natura.
fantasia
una
detto, molti
aver
del
problema
necessità
per
luogo proporrò
terzo
Mi
non
per
lo
spiegare
non
essere
leggi matematiche,
digressioni talora
non
curiose
meno
principale argomento.
Mi
trovai
molt'anni
in conversazione
città di Venezia
là di
quale
il minore
Firenze
splendore
col
il
era
nella
Signor
di nascita
Sagredo, illustrissimo
Venne
più volte
sono,
ed
maravigliosa
Giovan
acutissimo
la chiarezza
del sangue
che
intelletto,
delizia
di
site. Con
questi
due
si nutriva
mi
trovai
materie
con
l'intervento
di
pareva
che
ninna
ostasse
del vero,
Aristoteliche.
cosa
che
la
un
fama
gegno.
d'in-
Signor Filippo Salviati,nel
magnificenza delle ricchezze;sublime
più avidamente
cesco
Fran-
che
spesso
filosofo
a
e
la
di ninna
speculazioni esquìdiscorrere
di
queste
Peripatetico, al quale
maggiormente
per
ligenza
l'intel-
zioni
acquistata nelle interpreta-
7t
-
OraJ poiché
anni
risoluto
ho
prolungar,
forze, la vita alla
ducendoli
il
soverchio
due
suo
affètto
rito
scrittore.
mio
sempre
della
verso
i cementi
morto
mi
amore
aiutino
due
quale, per
grand* anime,
al
cuor
mio
del
monumento
memoria
della
posterità
alla
spiegare
a
al
Ne
cente,
Simplicio, è parso delasciarli quello del reve-
la
con
carte, intro-
di
quelle
e
deboli
controversia.
presente
il nome,
j
Firenze,
e
queste mie
venerabili, questo pubblico
mai
degli
sereno
Venezia
Peripatetico,
al buon
Oradiscano
più bel
vagliono le mie
sopra
luogo
esprimerne
senza
nel
lumi
gran
loro
fama
ha
quanto
per
interlocutori
per
mancherà
non
acerbissima
morte
privato di quei
loro
-
le
loro
quenza
elo-
promesse
speculazioni.
alla
nei
tra
spezzata
loro
però
ingegni
fecero
insieme,
a
questi signori, i quali
ogni
quali, bandito
vagheggiare
di Dio
di trovarsi
risoluzione
nel
Cielo
nella
e
palazzo dell'illustrissimo
nel
però
brevi
complimenti,
tosto
deirimparare
alcune
desse
atten-
speculazionile
dopo
Sagredo,
il Signor Salviati
in
i
raviglie
ma-
radunanza
la
Fatta
Terra.
:
giornate
negozio, si
altro
più ordinate
con
più
avevano
la sete
consolata
che
accesa
saggia
nelle
(come interviene) varj discorsi
occorsi
casualmente
Erano
debiti,
ma
questa maniera
incominciò.
DOCUMENTO
XXXVI.
(EditoM
LETTERA
In
^
DEL
conformità
Stampato
dal
MAESTRO
DEL
deirordine
Marini,
pag.
S.
PALAZZO,
di Nostro
114.
19
LUGLIO
Signore
1631.
intorno
al
72-
libro
del
P.
R.
M.
Galilej,
signor
lo
per
libertà
si
come
Il
fine
di
osservi
la
dovrà
esser
fiorirlo
e
del
sostanza
dello
stesso
*
tionis
in
compareat
quod
eidem
quod
Galileo
luit,
urbe
recipiat
eo
et
parere
inscio,
non
Notarlo
coram
qui
promittat,
fuerit.
^
Si
legge
Del
Marini,
pag.
120.
in
casu
Inquisitori
nomine
Commissario
de
1632.
mandavit
mensis
totum
promissionem
SETTEMBRE
23
Galileo
per
coram
faciat
penitus
eidem
ut
significet
parole,
alle
)
Sanctissimus
1632.
scribi,
Florentise
con
ma
argomento.
GALILEO,
COMPARIRE
Septembris
23
ab
FAR
foglio,
XXXVII.
( Edito
DI
cipio,
prin-
questo
quanto
V.
a
contenuto.
DOCUMENTO
ORDINE
mando
primo
nel
mutarlo
accennai
che
le
mettersi
da
dell'autore
quello
delFopera,
corpo
prefazione
0
oltre
Octobris
generali
testibus,
illud
quo
possint
id
proximi
S.
buie
parendo
et
Congrega-
S.
Offlcii,
et
praecepto,
ipso
tamen
admittere
testiflcari,
no-
si
opus
73
—
-
DOCUMENTO
XXXVIII.
( Inedito
LETTERA
FRA
DI
EminentJ^
Mi
scrive
di
ordine
e
Signore
mandare
Di
li 25
Fiorenza
di
Fra
Castello
donde
forse
posta.
a
è
et
franco,
vesti.
sacre
Rev."'
stessa
ObbligJ^^
et
di
Inquisitore
pagina.
è Tenuta
«
Questo
libro
questa lettera,
o
Fiorenza.
non
yedo,
forse
restato
sarà
alla
»
DOCUMENTO
XXXIX.
( Inedito
ALTRA
LETTERA
Eminent/^
Ho
originale
venghi più sicuro
le
UmilJ^^
Clemente,
nella
per
1632.
Settembre
è la seguente nota
restato
il libro
et acciò
e
Set^o
Vi
costì
umilissimamente
che
Palazzo
Eminentissima,
Eminentissima
S.
V.
S.
V.
a
le bacio
fine
Di
Sacro
mandi
FIRENZE^.
ColendJ^^
,
voluto
per
del
Maestro
DI
P.^
mio
Signor
già dal signor Galilej
stampato
ho
il Padre
nostro
INQUISITORE
CLEMENTE,
RevJ^^
e
)
fatto
quanto
mi
chiamare
il
DI
INQUISITORE
Signor
Rev.'^
e
vien
DELL'
)
mio
e
signor Galileo
comandato
da'Y.
S.
FIRENZE.
P.^
Colend.^^
Galilej conforme
Eminentissima
a
et
74
-
significato il desiderio
avendogli
che
si
il
tutto
per
è mostrato
si
che
et
che
Di
Di
V.
Eminent."^»
S.
li 2
Fiorenza
però
che
copia
in
Rev.'
e
1^
I
le
ATTESTAZIONE
DI
Umil.^
io
che
Roma,
e
io
'
Umm
della
debba
dal
et
io Galileo
intimato
di ordine
dal
quale mi
121.
*
di
ObbligJ^
Fiorenza.
)
1
R."*
di
ottobre
il
come
Padre
OTTOBRE
tutto
il presente
al Padre
sarà
volentieri
i632
in
Firefise,
sopradetto giorno
del S. Officio
mese
commissario
significato quanto
il
1632.
Inquisitore di questa
congregatione
sacra
per
primo
Galilei
presentarmi
accetto
et
XL
GALILEO,
di
A
stato
vesti.
sacre
»»"i»iii
( Edito
è
Eminen-
S.
V.
a
fede
la
ma
DOCUMENTO
Affermo
fatto
questo particolare;
Inquisitore
»
lui subito
Roma,
1632.
Ottobre
Se^-oo
K«^^»—
Congregazione
ha
iie
umilissimamente
bacio
le
in
venghi
eseguire
dovevo
S.
della
quale mando
della
quanto
fine
per
di Ottobre
mese
prontinsima,
ricerca,
tissima;
-
commandamento
di
città
Roma,
transferirmi
del
io
Santo
debba
per
mi
a
ficio
Of-
fare;
tutto
il
75
—
di Ottobre
mese
di
presente
la
propria
in fede
Et
presente.
-
ho
scritto
mano.
Io Galileo
scrissi
Galilei
Girolamo
di questo
quanto
a
di il
sopra
Felice
Fra
:
dine
minorum
Giovanni
Stefano
fili presente
toscrisse
sot-
e
Signor Galileo
come
Senesio, d'Amelia,
l'Or
del-
conventualium.
Fra
da
—
cancelliere
Savona
cancellarius
DOCUMENTO
Apostolico
scrisse
del S. Officio di Firenze.
Savona
j
Ofllcio
S.
promesse,
detto
io Prete
propria
m.
Rasati, Protonotario
Consultore
e
della verità
de
Io Stefanus
—
Offlcii Fiorenti».
S.
XLI.
(Edito*)
LETTERA
DELL'INQUISITORE
fatto
Ho
lui è
che
di
prontissimo
si
come
t'altre
maturità
vedono,
venire;
nel
del
presenza
è
mostrato
gli
ho
Sai
termine
^
pronto
detto
àowo
Die
ho
notare
ho
e
di
ha
le
e
de' medici
venire,
non
termine
so
lui
che
testimonii,
poi
e
presentato
rap-
indispositioni,
sue
mano
sapere
il
supplicato
d'un
e
se
e
mol-
obbedisca
mese
lui di
nuovo
alla
si
l'eseguirà. Io
dovevo.
»
pag.
fatto
di dui
della lettera troviamo
r£^noÌ8,
in
presso
quanto
competente.
solo
e
si trova
gli
gli
e
venire,
1632.
Galilei, quale dice
Galileo
degl'anni
che
e
Hora
cose.
a
KOYEHBRE
%9
mSNZE,
chiamare
nuovo
la
SI
59.
:
«
gli
fii scritto
òhe
gli prefiggesse mi
76
—
—
DOCUMENTO
XLII.
(Edito*)
ORDINE
DI FAR
Sanctissimus
ad
deinde
*
De
ad
unìus
ad
urbem
urbem
9
DICEMBRE
rescrìbi
Inquisitori
1632.
ut
post elap-
Galileo veniendi
mensis
assignàtum
obcogat quibuscumque non
accedere
eique dicat quatenus... et
illum
omnino
urbem,
stantibus
6ALEE0,
mandavit
terminum
sum
VENIRE
se
conferat.
TEpinois,pag. 59.
DOCUMENTO
XLIII
( Inedito )
LETTERA
Eminent.^^
Si
come
io
DI
MICHELANGELO
e
ReverendJ^
porteròsempre
BUONAROTTI, IL
SigJ^^P.^
nella
GIOVANE.
mio
memoria
ColendJ^
le
sime
specialis-
Eminenza
grazie largitemidalla umanità
Reverendissima, cosi ricordandomi
quante volte parlando
simamente
discretisa
quella delli interessi altrui,la trovai sempre
compassionevolee largadel suo amorevol favore,
due
non
rappresentar a Vostra Eminenza, come
posso non
nel Signor Galileo Galilei,e
incontrandomi
giorni sono
di Vostra
78
-
^
DOCUMENTÒ
XLIV
^
( Edito
BSW
LETTERA
INQUISITORE
8
rho
lui è
che
costi
in
ha
non
di
prontissimo
prima,
da
Roma
voluto
esortarlo
e
facendo,
così
dire
^
De
detto
ha
et io
non
in questo
venire
di voler
De
volta
dice
j et
conoscere
anco
ho
lui
Io
non
si
spedisca quanto
altrimenti
fare,*quanto
farà
N.
di soUicitarlo
mancato
S.
e
che
la
è
sacra
quanto
96.
DELL'
Galilei
TEpinois,
si è risoluto
somma
particolare.
XLV.
INQUISITORE
18
*
e
che
mancarò
( Edito
Galileo
perchè
indispositioni, et che
DOCUMENTO
LETTERA
farà
alcuno.
a
Galilei
cotesta
e
sue
modo
et in
a
la resolutione
sentito
TEpinois,
in
persuaderlo
mi
congregatione,
posso
venire
le
CARDIKALE,
Galilea
a
ubbidire
a
medici
fingere
et
ha
S. Exc*
quanto prima
di voler
AL
16S3.
di poterlo fare
iu istato
trovato
FIRENZE
DI
6ENNAJ0
di V.
letta la lettera
Ho
)
pag.
DICEMBRE
si retrova
60.
DI
in
*
)
FIRENZE
AL
CARDINALE,
1632.
letto
visto
dal
mio
vicario,
n-
—
e
è
lui dice che
in modo
li dà Tanimo
non
venire
questa fede
quale
mando
io
S. Et
V.
a
non
30
PAPA^
E
Sanctissimus
di far
manco
ha
dato
man-
città,
quanto
devo.
XLVI
*
( Emio
DEL
mi
E
poter
non
principalidi questa
DOCUMENTO
ORDINE
hwa.
occorseli per
di tre medici
questi tempi
dice
che
oltre
veruno,
Taccideìite
stante
in
prontissimo a venire, ma
DICEMBRE
)
VENIRE
D; farlo
DI FAR
1632,
A
ViaiTASIi
GAIiLiTO
ROMA.
Inquisitorirescribi quod sanctitas Sua et Sacra
Congregatio nullatenus potesf et debet
tolerare
huiusmodi
verificandi
subterfugia,et ad effectum
tali
in
statu
revera
non
an
reperiaturquod
possitad urbem
gregatio
Conet Sacra
absque vite periculo accedere, Sanctissimus
mandavit
*
transmittent
dicis
qui
de
faciant
venire
ut
et
una
transmissio
erit
cessante
transmittatur,
vero
sanitatis
causa
differenda,statim
relationem
periculo carceratus
Commissarius
ejus sumptibus
et
constituit^
temporibus
prseceptum venire
et
*
De
*
n
Gherardi
^
E
non
conticuit^come
^
E
non
facere^
et
autem
et
tempore
cum
quam
et medici
se
ferris
convaluerit
ligatus ac
expensis quia
tali
statu
periculum vite
et ob
post
me-
cum
sinceram
in quo reperitur,et si erit in
et ligatum
possit,illum carceratum
transmittat.
tur
certam
statu
Si
et
illuc commissarium
visitent ut
illum
in
oportuno
cum
ferris
transmittantali statu
ut
ei
et
fuerat
parere* contempsit.
TEpinois,60.
legge effunditus,
come
presso
presso
De
TEpinois.
il medesimo.
.
I
80
-
-
XLVIl
DOCUMENTO
*
( Edito
CERTIFICATO
Noi
il
infrascritti
medici
Galileo
Galilei
signor
tre
a
vitale
culta
e
melancolia
facciamo
e
detto
il
1632.
di
fede
trovatolo
et
impedita
Riferisce
DICEHBRE
17
MEDICI
si
che
di
patire
la
conjettura
in
di
faetà
questa
vertigini
debolezza
hipochondriaca
tente
intermit-
polso
assai
debilitata
visitato
haver
il
con
dal
tiattute,
quattro
essere
declinante.
di
DEI
)
frequenti
gilie,
vi-
stomaco,
,
dolori
carnosa
apportarli
Firmati:
fisico,
medico
De
TEpinois,
pag.
evidente
96.
propria.
mano
fisicOy
db
Giovanni
propria.
mano
Affetti
può
hernia
tutti
esterna
causa
della
Vettori©
mano
^
piccola
ogni
pericolo
altri
un
peritoneo.
dei
per
da
come
riconosciuto
Laviamo
anco
che
consideratione,
si
corpo,
allentatum
con
grave
il
per
Così
attestato.
essere
di
vaganti
trebbe
po-
vita.
medico
Rossi,
Ronconi,
Pietro
propria.
fisico^
medico
Cervieri,
81
-
—
DOCUMENTO
XLYIII.
( Inedito
LETTERA
Eminentiss.'^
ho
costi
20
di Galileo
del
Non
che
Rev.^^
poi
so
è quanto
et
D.
parti
V.
Firenze
debbo
per
fine
S.
li 22
dire
le
Eminent.*
di
gennaio
e
anche
la venuta
giovedì passato
volta.
cotesta
circa
la
le
quarantena,
in
S. Eminent.""
questo
ticolare
par-
vesti.
sacre
Rever."*
1633.
Servitore
Fra
per
havrà
V.
bacio
CoL'^^
finalmente
Firenze
a
CARDINALE,
continuamente
sollecitare
impedimenti
che
P."^ mio
SigS
da
AL
1633.
Galilei, quale
corrente
Di
di
mancato
FIRENZE
GENNAIO
22
Non
DI
INQUISITORE
DELL'
)
Clemente,
humilissJ^
ed
Inquisitore
obb.*^
di
Firenze.
6
1
82
-
-
XIìES
DOCUMENTO
*
( Edito
lamia
IRTERROGATOmO
)
APKILK
1%
GALILEO,
di
in
comparuit personaliterRome
Vocatus
flcii,in mansionibus
Vincentio
]^» P. fratrem
Patris
solitis E.
de
Maculano
assistente
§^iogjea0rali,,et
palatio S.
commissara
Of-
coram
Florentiola,commisSiucero
P. Carolo
R.
1633.
*
tore
procura-
in meique etc. Galileus fllius quondam
Offlcii,
annoruna
Viucentii Galilei florentinus,aetatis suae
LXX,
dilato sibi juramento veritatis dicendee,quod tactis ete.
qui,.
fuit per Reverendissimum
interrogatusquomodoprestitit,
Rome
et a quanto tempore
reperiatur.
fiscali S.
Respondit.
e
arrivai
Io
in
venuto
son
Interrogattis. An
injunctum
fuerit ab
Respondit.
In
venir
a
dovessi
questo
ex
se,
e
de
stato
ordinato
esser
stata
stampato,
vocatus
venerit,
vel
urbem
venir et et
a
ad
ministri
sciat vel
sibi injunctum fuit ut ad
Respondit.
seu
urbem
et cosi mi
fatta al librare
et
a
conto
son
me,
quo?
esso
causam
S.
Officio..
ob
quam
accederet.
m'imagino la causa
ch'io mi presenti al
render
di
imaginet
Io
per
sibi
il P.
il comandamento
An
di quaresima
Inquisitoremi ordinò ch'io
presentarmi al S. OflBicio essendo
Fiorenza
Interrogatus.
prima domeaica
lettica,
aliquo ut
Roma
la
Roma
a
del
mio
per
S.
la
quale mi
Officio in
libro
è
Roma,
ultimamente
imaginato mediante l'impositione
pochi giorni prima che mi fusse
»
De
96.
l'Epinois,
*
I"e
TEpinoislegge inesattamente:
Sincaro.
Ordinato
veàìv
Ai
Roùial, di
a
libri, e àimilniente
s* dOTéfese
che
Roma
a
ai
péròhèr
cùjuB imagìnat
Respóndit.
illum
ùiiò
quisitore
In-
libra
explicet qùisnani sit liber, ration'e
è
Questo
irijunctiim ut
due
veniret.
tratta
e
sistemi
delli
simi,
mas-
elementi.
sibi dictus
liber paratus
suum?
tanquam
Spero di si,che
dei
cieli et
si ostenderet
An
recognoscei^e
Respóndit.
cioè
mondo,
del
ùrbem
ad
scritto in dialogo,
libro
un
dispositione de'
della
Interrogatus.
sit
da;! P.
rotó^iiiàlédel
maMar
sibi fuisse
constitutione
cioè
ài libtórò
Oflacìo.
S.
Intè^rogatUÈ. Òuod
della
ftf oi*diùato
détti
dèi
t"ìù fùòra
dai*
non
sarà
mi
se
il libro
monstrato
riconbscerò.
lo
Et
sibi
ostehso
1632, cujus
in
viso
bène
titulus
de
agitur
quo
conosco
è
come
dicto
libro
mio
et
da
contiene
et
qua
Respóndit.
^
De
omnia
et
lo
et
singula
ch'è
mostratomi
tutto
quello
composto
da
quanto
al
quanto
In
An
alias
in
anni,
otto
o
luogo
anni
dodeci
o
sette
Interrogatus.
lél6
Fiorenza,
nissimo,
be-
che
in
uno
esso
me.
tempore
dictùm
io V ho
composto
librum
ubi?
et
dieci
intorno
libro
e
come
et
Quo
Interrogatus.
da
Fiorenza
riconosco
lo
libro
sua.
questo
in
ipsum
composto.
tanquam
conosco
si
in
anno
linceo,
et per
questo
pariter recognoscat
An
Io
lùe
Galilei
mundi,
conosco
quelli stampati
quelli stampati
Respóndit.
io
di
di
conscripsit
dixit:
impressisi
Galileo
sistematibus
duobus
contenta
Respóndit.
di
Dialogo
est
uno
Interrogatus.
in
Florentie
libris
ex
inspecto
et
et
uno
fuerit
qua,
ma
Rome
ci sarò
e
stato
contino
non
et
in Fiorenza
pato
occu-
vamente.
signate* de
anno
occasione.
Io
fui in
Roma
TEpinois legge: signanter.
neiranno
1616
et
dopo
vi fui
84
-
ranno
ultimamente
vi
dar
fui
terra
libro alla
l'anno
et stabilità
rendermi
in
del
sole,
intorno
Anex
Interrogatus.
fuerit
a
vocatus
Tordine
e
sentire
questa
materia.
vel
et
quo
venni
a
vel
della
celesti,per
l'opinioni
non
che
quello
de
quibus
leva
vo-
dubbia
nisse
conve-
vènerit, dicat
vocatus
cum
se
et
quale
il moto
delle sfere
per
la
moversi
tenere
non
ch^io
per
circa
Copernico,
di
se
Vili,
occasione
per
sentendo
che
Nicolò
?
Urbano
stampa. L'occasione
sicuro
stato
tenere
quare
1616
di
S.
di N.
sono^
fu
cattoliche, venni
et
sante
anni
tre
opinione
la
sopra
fui
il mio
Roma
a
Pontificato
del
secondo
—
causam
supradictis
tractaverit.
Nel
Respondif.
1616
chiamato,
esser
trattai
di
la
per
negotio
questo
ho
che
causa
da
Roma
alcuni
con
stesso,
me
detto,
SS.
senza
in
et
Cardinali
Roma
di
quelli
X
ch'erano
con
il S.
sopra
li
Bonzi
et
Officio
Cardinali
SS.""*
Copernico,
d' intendersi
da
matematica
ed
terra
intorno
alla
circa
del
resolutum
delii
diurno
et
fuerit
Ut
dicat
veritatem
in
il
et
e
hoc
della
sono
orbi
dictis
supra-
della
assai
difficile
quello
circa
il Sole
di
immobile
nel
et intorno
al
et intorno
Romam
habere
negotio?
di
Venere,
questi Marte,
al sole
venerit
del
ut
posset dicat
tender
in-
tesi
all'iponel
prossimo
mette
di
volsero
celesti, conforme
mette
trina
dot-
professione
particolare
al Sole
stessa,
cur
libro
suo
in
fa il sole
se
informati
esser
questo
a
in
cum
i detti SS."** Cardinali
con
com'egli
et
Terra,
moto
Interrogatus.
resolutionem
trattar
non
intorno
il moto
convertibile
stessa
che
astronomia,
pianeti
intorno
;
se
dei
orbi
e
quelli
Copernico,
esso
Mercurio,
Luna
del
essendo
dispositione
la
di
Eusebio,
S.
particulare quid
desideravano
perchè
del
delli
Araceli,
tractaverit.
L'occasione
Respondit.
in
dicat
Cardinalibus
DD.
di
Belarmino,
particolare
in
quel tempo,
d'Ascoli.
Interrogatus. Quod
fu
in
Giove
centro
Torbe
poi
e
centro,
e
sole, cioè
moto
la
turno
Sala
in
annuo.
supradictam
etiam
quid
-86-
contrariante
;^s9olut.amente
pre^a,
sì poteva
non
tenere
ne
pigliar
sitione si poteva
che
tengo
fatta del
fede
duodecim
maggio
1616.
ftiit
è
Bellarmino
lettera
scritto
aliqui
An
et
notificò
nico,
vi
erano
li
An
Mi
TEpinois legge
'
Da
coteste
nel
verbale
che
proibivaa
1616.
si fece
a
e
e
Galileo
Galileo
copernicana.
di
—
le
parole
lettura.
sibi
Tra
Doc.
et
patribus ab
factum
praeceptum
quod?
in
passò
negotio
qoj^st^
pienaniente manifesto
si rende
quando
venne
Comnusaarìo
medesimo
le dette
tenere
XXVIII.
o
difendere
generale
il processo
benissimo
introdotte,
parole yi
che
£eittaa GaliJejQ TaioBiQ-
questi padri spiega
nel
iuG^gnare,
V.
dictis
presente il padre
yì era
di
presenti *, ma
scrivirsene.
dalle seguenti
presenza
mi
più visti.
il
erroneamente:
padri domepicaui
La
Domenico
S.
materiam
Bellarmino
altri
con
nizione
nione
dd
parole
fu^
l'opinione del Copw-
di
che
notìficata
Bellarmino
de
fuerìt
alio
sibi
detto
praesentibus
tunc
raccordo
De
data
Cardinale
signor
Cardinale
li havevo
eamdem
^
forse
apprep^
qui ?
et
padri
aliquo
ab
Respondit.
palazzo
ho
né
conoscevo
vel
Seghizzi
berto
Ro-
«
effectum
in Roma
del
supradicta
signor
il
alcuni
aliquod circa
nel
di
26
sopra,
accepì ad
l'ho
mano
presentes
quanto
Interrogatus.
eisdem
di
quando
Quando
disse
non
di
B.
tutto
essent
Repondit.
io
di
medesimo
quod ego
»
tantum
Cardinal
questo
«
quale
sopradetto.
Interrogatus.
runt
il
facie
Roberto
flniens:
et
»
fendere
di-
ije
della
una
Noi
«
tener
ne
dicp
quale
§acre,
in
l'originaledi questa fede
et
me
scriptum
Bellarmino,
signatum
Subdens
di
è questa.
Subscripto
»
Cardinale
et
et
incipiens:
havendo
3elarmino
scritture
cartse
lineis
può
le
copia
folium
exibuit
cum
la
presento
ne
Et
contro
esser
per
cpnfoppait^ ^
nella
1616
si
non
suppo-
Cardinali Belarmi^
S.
del
26
a
Copernico
del
l'opinione
che
maggio
di
mese
sa";re^
cliyee^
ma
', in
servirsele
e
dell' istesso
fede
una
defendere,
ne
scritture
alle
era
la
e
di
cui
non
celebre frase
qnpvfs tnoilo la
fa
cha
pj^-
«7
—
mamma,
che
z
xod .mandò
io vorrei
ig^iiial
i4one
ccaxtrariaiito
mexuco
ne
t^eva
ch'io
T^etto
non
mi
Vopir^
dif^derj,
s^e
Quelli
Padrì
prima
o
4i
come
S.
opinione
flisse
fatto
il
è
una
l^eg^ntur
èa
f^
si po-
non
qualche
detta
qnesta
Do^
dòpo:^
véni^ero
detta
defendessi
perdiè
dbe
pte-
oprnione,
mk
di pareò-
coȈ
anni.
dieta
posso
detto
Io
e
quando
mi
modo
mi
difeeo
terra^
iet SttabUità
ne
dicto*
te^ihuis
reMr-^
del
quod
facto,
detto
di
quel
che
all'hora
di
del
opinione
hiaver
non
dj^la»
moto
sibi
precepto,
quod
pos^t
non
«et a
tane
q$wm9
opinìoném, dàoftt
dictam
modro
di ndJi
al^euno.
dicto
doc^re
'mi
liberamente
et io diòò
pretendo
altro
quel precetto, cioè
oontxneat
ani
fusse
oonto
in
recordetor, ^o
aa
in
oum
mi
non
detta
sole
che
legga
a
la
tenderei,defeaa"dere
modo
si
contravenuto
tenuto
cor^Mpa
raccordarò
mi
anche
baver
modo
-tì^Bo
,
raccordo
raccordo, perche
alena©
s4bi
mi
non
se
saper
che
quello
£t
^Ufetikt iUorum
prescepto
eutrii
sibi
quse
?
Respondit,
ne
sibi
si
Am
intimata
et
dahitur
in
la
che
ne
memoria,
Interroffatus.
fu
che
esser
tenessi
tton
ho
ne
può
et
tener,
disse
ck6
presenti ^ua^n^do
fussero
se
prima
«disse
teaer
c'erano
se
mi
che
Jxartieól4r6
Santiità
S.
scritture.
raccordo
mi
poi
Beltarnmio
certo
tin
^i
"i poteva
uoix
sacre
Cardinale
dis»e
fu
Jao memoria
mi
gnore
cbi
alle
laon
meno
mi
«
conclusieiìe
Coperaico
del
signor ^Cm^Hate
aU'arecchio
4ire
altri,ina
ad
ouittiiia il
uaa
cbiasaare
^a
—
sibi
inti*
quo
fuerit
mi
fusse
intiniàte
del
Cardinal
matum.
Mespondii.
Io
attesto precetto
BellarminrO
potessi teiere,
cera
ne
fusse
vi
ne
raccordo
altri ohe
da
mi
et
ini
non
dalla
raccordo
che
difendere
et
insegnare.
Io
non
mi
quella particola, qvovis
fusse,
non
havendo
che
io fatta
viva
il
può
precetto
che
esser
raccordo
modo,
voce
ma
fu
ch'io
ci fusse
ne
anco
può
esser
;
soli
riflefisione o fonnatàae
aoSH
che
vi
ch'ella
altra
88
-
memoria,
signore Cardinale
del detto
da
presentata,
me
fattomi
di
docere
perchè
credo
mi
quovis
et
et
An
io
contrafatto
al
punto
An
obtinuerit,
Respondit.
e
ogn'altra
e
venni
Roma
a
cioè
primario
di
quale
Visconti
P.
averlo
suo
il detto
e
lo
il libro
Roma
dove
con
Presso
de
mi
di S.
in
la
libri
futarla.
con-
tiam
licen-
alium?
il
sodetto
ricusando
anni
tre
del
mano
con
censore
assoluta
arbitrio
ad
sono,
torità
au-
suo
;
Palazzo
la
lo rividde
licenza
di
venturo,
parola pochi.
Thaveva
gnato,
conse-
ch'io
atteso
lui,
ancor
havendo
stampar
il
scritto
sottolibro
dovessi
che
il
dal
diligentissimamente
appuntamento
prossimo
di
Francia, Alemagna
mossi
mutare
tenere
anzi
guadagno,
in
di haver
non
stampar
Palazzo,
però
ordine
manca
per
poiché io glie
concesse
restammo
TEpinois
S.
veder
fatto
Maestro
Tautunno
^
di
levare,
compagno,
licentiò, cioè
di
mi
di
del Maestro
di
ejusdem
di
anche
libro
fatto
vel
consegnarlo
per
aggiunger,
dopo
licenza
reco-
ricercato
ho
non
opinione
se
per
ipso
riconosciuto, perche
fu
detta
spontaneamente
cosa,
io
me
mi
che
an
offerta
con
quale
?
da
domandato
fusse
nec
alla
ab
scritto detto
la
ottener
mi
Venetia
di
et
fede
librum
impressione
quo
a
Per
ancorché
libro
precetto
prò
cioè
memoria.
precetto
insegnare
ne
altre
memoria
tenuto
detta
le
praecepti intimationem, ali-
haver
per
maggio
Et
precetto
ho
ne
scribendi
il sedotto
Interrogatus.
libro
detto
mia
il sedotto
Dopo
difendere
ne
opinione.
detta
in
di
li 26
significato Tordine
postea typis mandavit
pretendo
non
vien
non
dicti
dopo, quella fede
sotto
di
per
post
scriver
di
licenza
mi
spiegate
obtinuerit
quem
Respondit.
io
tenevo
e
licentiam
gnitum
difender
sono
Interrogatus.
quam
ne
modo,
non
rimesso
son
quale
notificatemi
bora
mesi
»
Bellarmino
nella
tener
non
particole
due
havuto, pochi
haver
per
-
in
tornare
ri-
rispetto
89
—
fuggir il pericolo di
il
tutto
mentre
end'
io
in
ero
di
fusse
voluto
de
padroni
Procacci,
originale,
il detto
si ci potesse
male,
bagnato,
o
Diedi
passi.
condurre,
il libro
da
di
persona
fu
Officio:
di
da
TAntella, revisore
di
Altezza
chiamato
Fiorenza,
il Landini
Inquisitore
ordine
dato
dal
Interrogatus.
facultatem
da
et
lo
An
congregationis
^
Le
parole in
corsivo
de
mancano
al
cimento
compia-
domenicano,
di
Padre
stamparsi
questo
al
per
S. Nicolò
et
fu
stesso
mandò
lo
supradictum
quo
suo
polosissimamente
scru-
Fiorenza,
del
tore
Inquisial
restituito
Nicolò
S.
del-
la Serenissima
il
havendo
stampatore
trattato
col
ogni
puntualmente
petiita supradicto sacri palatii
gistro exposuerit preceptum
S.
fusse
di
di S. Palazzo.
quando
imprimendi
dallo
e
osservando
Maestro
P.
di
che
inquisitore fu consegnato
pigliò
stampò
lo
ficoltà
dif-
questa
consultore
e
il libro
Stefani^
libri da
de
di
pubblico
Altezze
inquisitore % il quale
padre
P.
padre
Giacinto
dei
ordinato
fu
a
strettezza
Stefani
Studio
consegnato
dal
e
padre
Giacinto
serenissime
me
Firenze
sudetto
al
fu
fu
la persona
e
nello
sacra
delle
predicatore
la
che
andato
sodisfattione,il libro
sua
Maestro
di scrittura
lettore
S.
il P.
mi
Duca
assicurare
Maestro
lui
da
e
riveduto
e
P.
Gran
sarebbe
era
che
e
sicuramente
potersi
tale
medesimo
al
conto
di mandar
nuovo
abruggiato,
o
del
fece
possibile
ogni
di mandar
senz'altro
che
e
volesse
originale
usata
verso
per
Firenze; mi
in
il mio
veder
per
ci fu
non
che
primi segretarii
i
commercio,
Palazzo
stampato
Havendo
diligenza, adoperati sino
e
S.
rivedere
glielo mandassi,
io
di
tagio
con-
ricercai
Roma
a
tenuto
trat-
il
poi
il
levato
venire
Maestro
il libro
ch'harebbe
intender
fu
patria
già
Sopragiunse
e
poter
non
P.
che
giugno.
e
alla
sendomi
ammalarmi,
Fiorenza
il medesimo
contentarsi,
pero
maggio
vedendo
lettere
di ritirarmi
sopravegliente desideravo
all'estate
per
-
librum
eidem
alias sibi factum
supra.
presso
il De
TEpinois.
P.
ma-
de mandato
Io
Jte^pondit.
S. Palazzo
del
alcuna
tosa,
qua^udo gli domandai
sudetto
dirglielo^
detto
con
dissi
aon
io
ihaveudo
libro
bilita
della terra
libro
io mostro
nico
et cjbe le
difesa
ne
stabilità
della
e
il conl^cario di
ragioni
stimavo
aaoa
di
il
harveodU^
non
Copernico
mth
pel detto
sole, anzi
opinione
d^tta
ess^
il libico
l'opinione 4eUa
del
^
Mao"tno
n^osas^io
scrupolo alcuno,
tenuta
ne
P.
di stampar
licenza
precetto, perchè
npn
^
d^
«Ckqp^Pr
invalida
sono
'^
concludenti.
non
habit^
Qaibus
ei fuit
dimissum
fuit
dormitorio
quaedam,in
camera
animo
examen
carceris,
di^cedendo
speciali licen^ai,sub
sine
ea?
Gongreg^ionis
S.
fuit ei
et
impotsituni i^enUum
Firmato
:
sub
Gai^'Ileo
Io
assi^n;^
sito
o^ialium,
IMilatioS. Oflicii, loco
ab
et
pr4iecepto de
c\io^
injunctuun
ut
se
vi
nm
penis arbori»
«^ubsc^b^
tìt
juramento.
G^lii^ei,
ho
di
come
(jlejpo$to
DOCUMENTO
scjpro*
L.
(Edito ^)
SBOeiOM)
INTBRftOftATORIO
Constitutus
et
coram
SABATHI
in
personaltfcer Rome
assistente
Oaljileu.^de
DIE
quibus
Gaiileis de
quo
supra
in
supra»
30
aula
APRILIS
1633.
Congregationuin
meique,
etc.
qui
petiissetau-
cum
veritotis dÀceorey q«j9d tactte
dire, 4^1atQ sibi jwt^aixkeiiLìto
fuit per
prei?titi,t,
Interrogatm.
^
De
Po^uu^j,
Ut
dicat
TEpinois, fs^g, ÌOI.
quid sibi dicendum
oecurrit.
R^sporufit. J5fel fsir'ippiù ,gipr»i ponjtinua
pipne
pejnte
rifle^-
gU ipterrogfiitorii
f^ttojpisoUp il (Jì ICdelpre-
9.opra
'
fissa
^
particolare
et in
mi
^oprisi, quello ?e
di
proibitione, aeijici ai^ni fa, jì'prdirie del g. Officio
difendere
tener,
cadde
il
p^to,
pensiero di rileggere il mio
in
diligentemente
per
intentione
co^a
solamente
altri
particplari,per
trovandomi
attorno
^e'miei
libri et havutolo
leggerlo
domi
e
e
esso
presentò
formarsi
falsa %
e
presi,
e
riflusso
forti
e
quello
del
che
e
n
o
*
dalle
uno
mare,
primo
interrogatorio
Qot^lt^ B^olp
verbale
sfcmo
venne
del
pQt^Ui^^e
in
guisa
tal
sciolti, e due
l'altro
e
del
12
li teness.e
pur
e
per
aprile. Errò
più
per
io
dì
di
in-
namente
inter-
confutabili
dunque
o
lileo
Ga-
il 16.
notando
jrprigln^Jp
ticolare
parflusso
dal
lettore
come
tenti
po-
in
attributi
con
phe
uno
fittto il di
nf
la p^rt^
efflcacija fussero
concludenti
processo
lettore
cagiona
avuto
fussero
confutare
non
il
che
rapr
y
per
solari
a
novfi
si
i^lla mi
portati
orecchie
alle
li volesse
per
cK
veramente
conv;enirsi a4
che
del
macchie
unp
scrittura
harebbe
loro
esser
vengono
yeranj^ente
Testensore
la
à,i
giungnen-
E
forma
confutare,
per
ayalorati
pareva
e
rn^
facili ad
che
gagliardi
(joneludenti,
^
piutosto
stringere
tal
in
haver
p
intenzione
come
confesso
di
^i
Chiesa,
S.
spmm^.
gli argomenti
eh' io intendevo
che
con
quasi
distesa
che
n(^
formar
di
considerarlo.
intrinseco
concetto
pronunciati
a
dplì posi
liberamente
deir
arguirp
de' superiori ia libertà
disuso
piijLluoghi
consapevole
rfxm
di
in
di
servitore, procurai
il longo
autore^
si pptes§p
^^li ojdini
minutissimamente
^
per
(jlialtro
mip
un
quali
i
a^sensp
ms^dar
dalla penflijEi
d' iiiobedien^ja
mapchi^
eniente
benigup
per
purissimft
superiori potesserp
alcuna
di contray
concetto
is^e
mi fusse uacito
o
non
me,
^ncora
il lettore
quale
più rivedutp,
^lla mia
contrp
inavvertenza
dialogp, stj9.m-
barevo
pon
se
osse;ryare
mia
per
la
per
in
in qua
quale da tre WAÌ
non
rppiiiioiae pjar
st^^bilitàd^l
e
^lobi^ità delJ?t terra
^llhori^ d^nii^ta deU^
iSole, mi
iiw)do
fii.upvis
inseguar
o
f^t^a
?t^ta
er^
q
noQ
tì^M» sttì|i»pa
4^1^
1
92
-
li stimavo
stimo.
e
E
-
di
iscusa
per
stesso
me
appresso
in un
tanto
alieno
errore
medesimo, d'esser incorso
mi appagando interamente
dalla mia
col
intentione,non
dire, che nel recitar gli argomenti della parte avversa,
quando s'intende di volergliconfutare,si debbono
portare
scrivendo
in dialogo ) nella più stretta maniera,
(e massime
e non
pagliargli a disavvantaggio delF avversario ; non mi
turai
appagando, dico, di tal scusa, ricórrevo a quella della nadelle
ciascheduno
gliezze,
sottiche
ha
compiacenza
proprie
mostrarsi
del
del
comune
più arguto
e
degli huomini in trovare
anco
per le proposizionifalse,ingegnosi
me
apparenti discorsi
et
Cicerone,
con
havessi
apparente
avidior
son
confesso, di
una
et inavvertenza.
sim
gloria
le medesime
in maniera
tutto
quam
questo
satis
sity se
non
io
è dubbio
ragioni,non
eh' elle
ché
ancor-
potrebbero
fare
di
quellaforza,della quale essentialmente
mio, e lo
prive. È stato dunque l' error
mostra
realmente
e
con
probabilità,
scrivere adesso
a
io le snerverei
che
di
ambitione
vana
E
questo
e
di
e
m'
quanto
una
occorre
pura
dire
ignoranza
in questo
nel rileggere il mio
libro.
particolareche mi è occorso
Quibus habitis,habita ejus subscriptioneDD. prò modo
dimiserunt
animo
et imposito sibi silentio sub juexamen
ramento.
Firmato
Et
Io Galileo
Galilei, ho deposto come
post paululum rediens
Et per
ne
:
tener
terra,
e
di sopra.
dixit.
maggior conflrmatione del non haver io ne
la dannata
opinione della mobilità
per vera
stabilità del
sole, se
io
tenuta
della
sarà
mi
conceduta, sì come
di poterne fare più chiara
desidero, habilità e tempo
accinto a farla e r occasione
c'è
dimostratione,io sono
j
nel
libro già pubblicato sono
opportunissima,attesoché
cordi
condi doversi, dopo certo tempo trovar
gl'interlocutori
ancor
insieme
per
discorrere
separatidella materia nei
tale occasione
dunque dovendo
sopra
loro
io
diversi
rali
problemi natucongressi trattata. Con
soggiungere
una
o
due
-^-
J
"•
#
DOCUMÉNTO
LI
f Edito»)
INTERROGATORIO
TERZO
comparuit
Vocatus
gationum
Palatii
dierum
vult
et
sentito
ho
dico
la
sincerità
in
de
Vincentio
F.
generali
flcii,
Of-
S.
terminum
assignavit
defensiones
culano,
Ma-
eideùi
et
supra
quo
commissarius
suas
congre-
facere
si quos
risposta
io
m'ha
mia
diflfesa cioè
per
mia
in
per
signor
di
intentione,
qualche
scrittura,
questa
copia
e
Paternità
per
ecceduto
medesimo
una
in* tutto
che
Vostra
signor cardinale
Emo
del
che
purità deùìa
e
dBtto, presento
già
dixit:
quello
Thaver
affatto
mano
P.
commissario
Galileus
faciendas
ad
aùditis
le
dial
P.
ia aula
Rome
R.
1633.
MAGGIO
10
inteùdit.
Quibus
Io
constit.
sua
octo
Offlcii, coram
Galìleus
meique,
P.
coram
personaliter
praèdicatorum,
òrdinis
in
S.
MARTIS,
DIE
nìia
Bellarmino,
mano
*. Del
alla» solita
tutto
scritta
rf^Ka
cardinale,
e
ho
già
aggiunta
di
propria
gt^afe ^'tóprodussi
rimanente
pietà
scusare
cóme
fede
una
mi
rimetto
di questo
clemenza
Tribunale.
habità
Et
supradicti
jam
tibi
ejus
subscriptione
oratoris
*
magni
remissus
ducis
ad
modo
domum
et
forma
notificatis.
Firmato:
*
serenissimi
fUit
De
TEpinois,
103.
Le
parole
corsivo
in
Io
non
Galileo
si trovano
Galilei,
presso
De
manu
e
mostrar
per
non
parte,
con
detto
propria.
TEpinois.
95^
-
—
*
( Edito
DEL
DIGHIARAZIONil
)
GARDIHALE
BELLARMINO.
I
26
Roma^
Cardinale
Roberto
NcM.
Galilei
Galileo
Signor
in
abiurato
in
ne
attribuita
Sole,
al
da
Scritture,
di
fede
nostra
ciò
et
pero
medesimo
mano
di
pag.
101.
nel
si
:
sopra,
del
centro
sia
che
mondo
questo
Roberto
di
20
di
d'altra»
la dottrina^
alle
al
versi
muo-
Sacre
tenere.
ne
la
maggio
Cardinale.
fatta
Congrega-
senza
contraria
sottoscritta
et
trina,
dot-
o
intorno
muove
difendere,
possa
scritta
Sacra
si
terra
in
meno
di'chiarazione
contienej
la
ne
ha
non
salutari, né
dalla
si
ricereatt
opinione
sua
la
occidente,
non
Roma,
penitenzie
quale
che
in
alcuna
publicata
stia
habbiamo
propria
Marini,
nella
ad
qui
avere
perciò
Galileo
Signor
ii
che
stato
essendo
et
;
denunziata
Copernico,
oriente
di altri
sappiamo,,
et
il sole
che
et
né
stata
Signore,
dell'Indice,
tione
^
é
d'essere
anco
salutari
ricevuto
ha
gli
Nostro
Il
noi
manco
solo
sorte:
ed
inteso
imvputato' di
o
il suddetto
che
nostra,
che
avendo
calunniato
penitenzie
mano
luogo,
altro
da
di
verità^ diciamo
abiurato
sia
nostra,
mano
penitenziato
della,
Bellarmino
Ì6i6,
maggio.
presente
1616.
Bellarmino.
E
in
di
96
—
—
DOCUMENTO
LUI
(Edito*)
DIFESA
il comandamento
del
d'ordine
modo
fattomi
l'opinione
decere
Sole, risposi,che
del
causa
mia
la
simulazione
affetti
in
andando
che
tanto
in
fraudo
spargendo
sig. Cardinale
doctrine,
mi
che
et
supplicarla
con
esplicazione
di
chiaramente
instabilità
della
*
De
*
Mancano
posto
'
E
a
non
di
della
la
stato
dottrina
terra
e
pag.
presso
sopra
nel
alcuni
et
anche
a
S. Eminenza
sua
con
propria
attribuita
stabilità
mano,
produco.
denunziato
del
concernente
la
Dove
si
non
al
nico
Coper-
sole,
a
etc.
tutti
103.
il De
l'Epinoisle precedenti parole: nelVinterrogtxtorio
quale fui.
noti^
opinioni
chiamato;
scrittura
solo
dalFE.
attestazione
stato
era
per
bene
poco
ricorrere
una
questo pronunziato generale
rEpinois,
di
difendere
ne
io
presente
essermi
si vede
poter tenere,
oltre
la
con
facesse
fatta
ottenni
io
io
che
questa
mi
che
mostrar
di-
; dico
abjurare
costretto
di
dall'usar
mie
alcune
abjurare
della
per
chiamato
stato
ero
miei
»
del
occasione
operazione
convenuto
era
quello, perche
quale attestazione
Ma
per
penitentiam, così fui
riceverne
et è
io
come
stabilità
aliena
alcuni
fa,
quovis
il dirla
sempre
mia
nessuna
anni
vel
e
hebbi
necessario
mente,
Bellarmino
16
poi interogato
non
quei tempi
voce,
terra
fui
non
par
purissima
o
della
moto
mi
Hora
soggiugner'altro.
del
significato
l'haver
non
circa
tenere, defendeire
non
perchè
E
no.
del S. Palazzo
R. Maestro
P.
privatamente
Oflìtio di
S.
dato
quale fui* doman-
nel
sopra
significatoal
io havevo
se
et
di
interrogatorio posto
Neir
GALILEO.
DI
come
neU'Epinois.
»7
-
a
comandato
fosse
me
noa
ci
imo
ricordo
vede
ne
s^
naedesipio
intimatore,
di miente
nunziarmi
ia
defendere
tenere,
contenersi
sento
a
me
mi
non
16
0
comandamento
nel
massime
debba
esser
ne
non
havend'
in
fede
haver
perso
alcuna
di
scritto.
Hora
particole et si ritenghino
Mtestazione
in
fatto
decreto
di
della
notificato
al
l' istesso
del
Maestro
così
non
danza
ricordette
presente
il comandamento
che
che
il fatto
Dal
che
del
non
scusato
et
flessione
re-
due
nella
precetto
nel
mi
p^r
haver
precetto fattomi
il
quello della
che
di
corso
valida
notate
Palazzo
S.
credQ
sopra
le
dell'Indice.
ristesso
essendo
et
farci,
dubitare
da
ragionevolmente
P.
di
sole
Congregazione
S.
privatamente
sia
essa
assai
restare
le due
punto
resta
non
registrante
si rimuovine
quando
che
ogni memoria,
havendone
mente
al
et
io nel
che
bisogno
oltre
decere
modo
inaudite,
prestato
haute
che
fattomi
et come
habbia
anni
vis
quo
n.el jj^ro-
si potere, difendere,
non
particole
due
vel
sono
giunte novissime
son
phe
14
che
le
d^
applicaa^QU
altra
le parole usatemi
precetto del
talché
tenere,
ne
per
manuserittS'
dopo più
sopr^.
il detto
voce
particol^rte,
poi havendo
Io
attestazione
feci
non
di,niemoria,
ne
alcuno.
autentica
ia
nìssuna
altra
cosa
vestigio
questa
—
zione
congrega-
dell'Indice.
a
Che
poi
più
strette
di
censure
dell'Indice,io habbia
condecente
di
macchia, parmi
lo
presentai in
Da
questo
che
quelle
che
molti
essere
possa
del
mano
che
dico
che
supremo
mi
in
tissimi
libro
dalle
giudici
si veggono
intenzione
in
più
sicuro
ogni
da
non
stati
più
ombra
manifesto, poiché
medesime
vigore del
decreto.
fermamente
e
sia
sperare
volontariamente
del
restar
per
palliata, e
artiflziosamente
desimi
me-
materie
detto
quei mancamenti
da
il
ed
Inquisitore in quei
fattimi
che
il decreto
modo,
degli eminentissimi
sparsi,
siano
assai
scientemente
menti
modo
sottoposto
quali obbliga
di poter
par
trasgredito ai comandamenti
rimosso
fusse
non
scritti nelle
libri
d'haverMo
il concetto
tutto
alle
il
tenuto
proibiti solamente
venivano
libro
cautelarlo, et espurgarlo
per
tempi
mio
il
che
stante
e
che
men
prudenmio
nel
cera
sin-
che
introdotti,ma
7
•
solo
-os-
ambizione
vana
per
oltre
arguto
temente
al
*
antecedente
sarò
pronto
dalia
scrivere
a
volta
qualunque
comparire
inavverten-
in
pure
,
confessato, il qual
ho
altra
dagli
sia
mia
mancamento
hemendare*
et
mi
o
come
penna
deposizione
di
popolari scrittori
dei
comune
scorsomi
-
compiacimento
e
industria
signori comandato
Em.
o
permesso.
Restami
mio
di
una
perpetua
più
nella
ridotto
afflizione
di
di
mente
viaggio
un
perdita
mio
precedente
fare
m'invita
della
mi
fede
la
benignità degl' eminentissimi
et
speranza
che
quello
giustizia
che
mancasse
castigo
miei
de
alla
l'honore
li
malevoli,
fama
Signori
dall'Em.
questa
con
sig.
decima
Die
necessità
card.
Bellarmino
da
1633
mai
^
De
^
L'originale
^
TEpìnois
la
omette
non
è ben
'
n
*
Omette
il
Id.
eminentissimi
Si
nare
condo-
per
humil-
essa
che
mi
miei
de
nelle
prendano
zioni
detranentissimi
gli Emi®
costrinse
l'attestazione
a
pur
vocar
inhor
me.
ad
exibuit
defensionem
stmm
parola
antecedente.
chiaro;
crediamo
si debba
leggere:
industria.
*
adequato
Gor
Galileus.
lileus
*
con
intera
loro
calunnie
insistere
non
dalla
presentata
clemenza
per
anch'
alle
per
argomento
^
ciò
a
giudici,
alla
il
che
voglio raccomandargli
contro
siano
hanno
che
nella
miei
pur
meno
mia
mi
pregati
me
che
Ne
quali quanto
ho
patimenti
da
siano
lo
reputazion
mia
della
a
continui
degl'anni
parere
tanti
'
raccomanda.
la
et
potesse
quale
travaglioso,
prometteva
che
stato
nel
anni,
70
Signori
vecchiezza
cadente
sogli
mente
che
delitti
di
parte
natura
persuade
et
lo
mesi
et
lungo
maggior
di
stato
dieci
per
stagione, nell'età
orrida
con
considerazione
in
indisposizione corporale,
commiseranda
gl'incommodi
con
il mettere
ultimo
per
De
TEpinois
gli
legge
omette
la
parola:
mancasse,
non,
presso
De
signori,
TEpinois
inarrar
invece
di
invocar.
con
ogni
99
—
—
J)OCUMENTO
OOPU
DILLi
ROTA
DSL
LIV
CARDINALE
BELLARMINO
SOPRA
RIFERITA.
Copia della nota del card. Bellarmino,26 maggio 1616,
in tutto corrispondente alle parole dell'autografo
dotte
ripro-
più
avanti.
DOCUMENTO
LV.
( Inedito )
ATTESTAZIONE
DI AGOSTINO
OREOIO,
Domini
^nno
1633
15 APRILE
mensis
1633.
aprilis die 15,
opere quod inscribitur Dialogo de Galileo Galilei tenetur et defenditur sententia,quae docet moveri
terram,
In
et
quiescere solem
et
praesertimex
ut
ex
toto
notatis in
operis
coUigitur
contextu
scriptura,
quam
jussu Sanctis-
Sacri Palati!
Pater Nicolaus Riccardius
simi,Reverendissimus
ApostoliciMagister et Augustinus Oregius.ejusdem
Sanctissimi Theologus,Sancti Offlciiconsultores,
obtulerunt
Eminentissimis
et Reverendissimis
Cardinalibus
super
he-
Sic sentio ego
pravitategeneralibus inquisitoribus.
RoAugustinus Oregius Sanctissimi Theologus et Sanctae manie
Generalis Inquisitionis
consultor.
retica
./
S18t"62C
IW
-
—
L\V
DOCUMENTO
.(Inkpito)
Galileum
Censeo
nem
seu
quod
et
tantur:
solis
quietem
planetae
et
vehementer
suspectum
esse
ppoprii^
«uia
adhuc
atque
Rationes
secundi
solis
planetae
dem
Hsec
et
et
enim
omnes
absoluté,
et
adstruit
terram
illse
moveri
voto
particulari
Questi
la nostra
Documenti
Nota
e
iUustrativa
P
LVII
tandem
la
centri
terra
dovrebbero
in iìne.
etiam,
absolutis
et in terminis
LVI
et
esse
Galiieus, asseniii
probant
che
^eee-
Copernicano.
solis tamquam
proveria mai
non
due
vero,
quod
terree.
quiescere
quocumque
terrea, necessario
immobilitatem
conversione
de
Solem
et
et
bilitate
immo-
seu
singula capita
per
rationes, quibus
hipotetice
non
motum
Aristotele
Vedi
sunt
primo
prò
INCHOFER.
universi, circa
centrum
reciprocantur in sistemate
Quare
*
allatae
MELCHIORRE
statione, quiete
de
sit
)
DI
moveantur,
duo
centrum,
In
VOTO
voti
quod
terra
sunt
quee
ponunt
SECONDO
DEL
Inchofer.
LVII
( Inedito
RAGIONI
t^ner-e.
eam
Melchior
DOCUMENTO
OQ»vor-
opiuiei^i adhsesioni^
buie
firma
de
universi, circa
centri
inotibu^
stailo-
defendere
et
tamquam
terra
etiam
verum
docere
solum
non
INCHOFER.
DI
ATTESTAZIONE
sia
venir
modo
aut
«up-
universi.
dicit pag.
nel
dopo
25
cefìia'o
il LVIII.
:
102
—
-
DOCUMENTO
LVIII
(Inedito)
'
KÀTIONES
1. Quod
GALIUinH,
TENERE
OPINIONEH
Galilaeus
teirse
AG
controversiam
est,
alio modo
nec
OSTEUDITUR
QUIBUS
TERR£.
scripto doceat,
motum
liber
enim
totus
HOTU
DE
se
prò
posteri et absentes,
docentur
DEFENDERE,
DOGERE,
extra
mittat
vocem
;
autscripto,
quam
traditione.
aut
dere,
dociles
et
magis
est
artis
praecepta
expedita censet,
hoc
nihil
opere,
etiam
aut
aliud
conversione
quse
falsitates
magis
allicere.
lilaeus,
Ga-
adversantur,
difflcultates
contendit,
ut
quam
in-
eorum,
detegere. Galilaeus
constituat,contrariam
terrae
novi-
prsebeat
se
doctrinae
suae
potest dissolvere
quantum
commoda,
et solertem
solet
et
perlegenti.
qui docet,
Praeterea
conatur
librum
totum
patet
3.
dextrum
quam
genere,
ingenia miriflce
curiosa
tra-
ut faciles
discipulos nanciscatur; proposita prsesertim
disciplinse,
quse
tate
In
faciliora
quse
alia
inter
docentis
Munus
2.
toto
hoc
doctriuam
de
penitus
vero
pro-
scribat.
Habet
4.
eflfectus
in natura
assignatae,
unicam,
sunt
'
quae
A
e
tiene
conspicuos,
genuinam
de
LVI,
singulare Galilaeus, ut quosvis alios
latent, in
non
queste
Documento
illud
et
et
maculis
nella
Topinione
del
conversionem
propriam
causam
solis, de
fluxu
ragioni precede
un'attestazione
quale Tlnchofer
moto
della
causae
quorum
dichiara
terra.
V.
aliis
ab
cura
terrae,tanquam
in
referat; cujusmodi
et
refluxu
simile
che
la Nota
a
Galileo
maris,
quella
riferita
insegna
iUustrativa
1\
e
de
nd
difende
103
—
terree
est,
gnum
solum
non
decere
cogitarunt,
seguaces
subinde
Dolet
5.
ob
nomine,
hujus
magistri, qui discipulos
si
Angustino
St.
ex
aliud
est
non
est, quod
spicuum
est
rem
agat
Nec
est
doctrinae
virorum
gnorum
tradita.
Tandem
doctrinam
attinet
1.
taxat
percere
de-
proprie
praeceptoinducit.
loquentes
ratio
si
quam
patet innumeris
ut
et
de
punctum
doctrina
ma-
scripto
Galilaeo, patet
recentem
edito, in
lucem
ipse
quo
ob
ex
hanc
defenditur.
secundum
ad
Quia
defendat.
An
caput.
queat, nihilominus
si defendere
Etsi
ex
sic osten-
indubitate
destructam
dicitur
impugnare
habuit
tabat)
hypothesi
hac
inducit
LlDchofer
muove
censura
Test,
est
a
bis
et
At
interdum
contentus,
non
satis
(ut ipse pu-
Galilaeus
multis
Copernici inventa
defendere
Galileo
contrariam
ibi Bald.
et
faciliori methodó
absolvere.
conquisitis
quod
de
ut
dun-
contrariae
jure, defendere
simplici systemate
coelestia
phoenomena
ex
in
quam
destructione
qui ita defendit,
C.
1.
L.
Copernicus
rationibus
nova
magis
aut
velit. Hinc
prorsus
2. Quia
quis dicitur opinionem,
refutatione
tuetur, absque
sententiae, quanto
^
disciplina
afflrmative.
ditur
et
in
ante
facile deduci
dictis
et
discendi
decere
possit :
non
acre
suis
vel
esse
non
coUaudatur
Quod
108
Academici
Dialogis
priraum
vero
pridem
libello
esse
nomine
tradantur,
sen-
exemplis.
circa
haec
Atque
eo
dialogos
per
altera
docendi
facilior, vel
sub
diligentis
ita
haec
et
opinionem
sub
in
quos
dare,
hanc
et
suam
psalm.
super
sine
altera,
quod
addicti,
proflcere optet. Quare
et
enarrat.
Galilaeum,
eorum
habere
in
soUicitudine
ex
scientiam
magìs,
eoque
in
quam
connexa
sint
peripateticos, si possit
omnes
paucis
a
Simplicium dedocere,
pertrahere. Agit nimirum
tentiam
opinio
haec
opinioni nimis
conatur
causam
alii
nec
velit.
haberi
Galilseo, quod
etiam
Copernicus,
nec
author
inveteratse
percepta, quod
eamque
ipse
ut
procul si-
docendo
sed
volentis,
quibus
dubio
Quod
inculcat.
nauseam
plura illustrantis,de
circa
sit
ad
magnete
—
pr
terea
ae-
stabilit,
\
già perchè
non
dimostri
o
non
104
-
Quìa
3.
omnium
principalis
scopus
impugnare
Christophorum
P.
defendere
quam
0]^nionem
de
motu
hoc
qui recentissimi!»
Scheiner,
in
et
terree,
fortasse
ne
sed
:
est
conservare
impugnata,
aliis
ab
nihil
hoc
velie
robore
suo
Galileei, fait
tempore
Copernicanos
scripserat centra
aliud
—
labefactetur.
Quia
4.
sionis, etiam
éù"iendo
acerrimae,
scilicet
dissolvendo,
si
Quia
cendi
tam
modeste
aut
cenata
eo
sine
nervo
,
ingenii
tam
non
arrogans
eius
et
sectatores,
rationes, veritatis
proponi
ex^-
Aristotelicis,non
et
Aristoteles
investì-
agnoscit.
non
Caput.
quibus conjectura
ex
disputandi,
Ptolemaicis
secundum
circa
et
judicio adversariorum.
,
poterant
ad(Sralilseo,
a
sine
tractationem
hanc
gandse gratia, quam
Hsec
servatur
contrarium,
et
defea-
proprius
appareant
animo
solum
tractandus
superbe
sed
ut
indicendum
erat
in
ingenio
sine
suscepisset
béllum
qui
quam
eluendo
et
magis
modus
argumenta
ratione, denique
5.
alius
est
non
fieri
defensione
De
potest etiam
de
scripto edita
defensione
voce
facta.
Quod
attinet
motu
terrae
de
ad
physico
necessarias
esse^
adhibere
ad
solet
enim
ut
modo
id sentire
vere
ex
verbis
certe
interdum
Decretum
sumendum
ex
Pi'ìibd
ostenditur.
Secundo
hanc
teneat,
ipsiiismet
sequivalentibus.
dicentis, ejusdem verbis
in
ne
ita
assertivis, aut
et
fucatam
valere
nec
dum
duplici
mentem
autem
Galilseus
An
opinionem,
consecutiones.
Galilsei,absolutis
Suppone
Caput.
Affirmativa
convincatur.
per
tertium
alligatam
protestationem,
peccasse
contrario.
facto
videatur.
Sed
quasi
Judi-
veniamus
ostensionem.
Quia
1
illa, qua
caussa
.
«appia
^
9i
dimostrare
legge
in
Cengregationis
Sanctae
la
dottrina
mttrgine:
permotum
ad
scilicet obmurmurasse
Ultramontanos
pfrseftendit
et Consultores
se
in
copernicana,
praefàU
ad
ma
scribendom
decreto
ignorantieè
perdiè
litterctn.
vuole
*,
Astr"mo-
troppo
strare.
dimo-
105
-
Biiiaè
àrgtiisse. Tana
veat
virum
Vidi
non
est
unius
Ultramontanorum
editas^in quibns
€onsultorum
ipsis ignotum.
ipso
si hsm
gationem
suis
cum
tantum
'
argumenti*»
erat, ut
nattis,
et
Italico
cum
aliisque viris doctis
tum
honnines^ quibus
eiiam
voluerit
tentiam
Qui
2.
quia
eertiorem
3.
Promittit
sionibus
ratione,
lineee
eefidum^
ponenda
non
erat
vero
reiecta
tera
at-
demon-
sententiam
de
terree
loquendo
mobilitas
Si lé^g^ ìà Margfhld^:httiuéinócH
Exempli
suht
de
aut
pc^
credit
infinito.
cum
destructione
tote
opere
ratìoHés
con-
esse
intentum
ad
gratia.
data
probat,
proprie
terraa
j
concluh
supetstructum
aut
Mathe-
quae
inflhitam, qua
tamen
probanda
Hypothesi
ex
stabilitur.
contraṛ^5 quemadmodum
éi refiuaoUyiste.
lisy flìMsii
non
putat. Galilaeus
Mathematica
infinitae
infinitae,nutnquam
infinitam
ut
et
neutram
ipsi videtur
acturum
se
lineam
dari
triangulum
Galileo
sen^
velit.
et necessariis
,
^
ea
agit,
tandem
aut
ut
Hypóthesis
est
physicis
dilri lineam
tiad
solidis
Galilaeus
Mathematicus
tentìae
et
propulsam
non
vulgares
disputata
re
eertiorem
ei quam
decernit,
matica, àed
co-
tan^
insident, in
problematice
,
quiete, longe
eiudìt
aliqua
statuendo^
theoreìnatice
strationibus
Petit
de
sentiat, àut
parte, adhserendo
ubique
sit
pertrahere.
ita
altera
partem
munire
fàcillime
tìr
hunc
porrigere, sed
errore»
ingisnii gratia
revera
in
:
novis
Ultramontanis
jam
Éaanum
conse^
contra
nunquam
scribàt, non
Congr^
responderet
ut
praestitisseGalils"utìi,
Copernicana^
erge
eur
ipsi
enim
scribendi
caussee
eogit^rant, sente^tiam
item
hoc
quibus Ultramontani
de
fuisse
St.
et
Decretum
consultoribus,
id
abest
vero
praeseati
re
permoyit Galilaeum,
caussà
praestandum
center
in
nulla
est, id neminem
certum
suscepit defendendum
noEn
lucubra*-
re
mentio,
habetur
tocabulum,
CathoHcìs
De
Demde
aiU8ui".
etiam
quorum
,
hac
super
Decreti
nulla
mo-
sùscipienduan.
laborem
tantum
,
iiones
sufflciens^ ut
fFÌvolà, tèe
et
ad
coràattim
—
Ita
dedusenten-
facit.
^oiitàe
a
fnacuUs
so*
106
-
Quaeritur
4.
Christianus
Theologis
a
Theologus
etìam
ordine
ad
nos,
tiones
quae
contrarium
agere,
tantum
suadere
a
supponere,
hsec
quidem
non
facit
ulla
probatione
5.
aeterno
sed
:
probabiliter
absolute
erat
non
vel
neret
in
narie
concipiendum
ratione
hac
6.
et
decertaret,
ea
tientes, ut
Galilaeus
nomine
cui
a
fide)
esse
ulla
7.
set,
nec
meliorem
omnibus
adversus
quietem
opinionis, etsi
centra
de
ut
coelestia,
eius mente
indicai,
putet, qui Pythagoraei
omnes
aut
acriter
contrarium
inter
sen-
homines.
fidei
ventate
prò
prò
Haereticos, atque
terrae, praesertim
sit defendere
omni
opinionem,
(praescindendo
an
nota,
a
hujus
conatu
illius
aut
defendat.
eam
àgeret,
ingeniose adstruxisconvicisset,possent multa in
non
solide
adhaereret
aliquem privatum
unum
terrae
Copernicanos
bellum
vel
adhaereat; nescio,
quietem
partem
imagi-
moveri,
tam
esse
sit discernendi
futura
conti-
se
tantum
nunquam
haberet
nisi hoc
Certe
Si Galilaeus
qui fortasse
egit
flrmiter
quempiam
verae,
tuentes
lacessitus?
ut
flrmiter
terrae
Catholicus
unquam
adversus
quispiam
motu
numerandos
contentione
amara
et
Ita Galilaeo
moveri,
sed
terno
ae-
haec
aeterno,
secutura.
erant
viliter
tam
putet
non
(Pag. 269) Quis
tam
de
putatae
nec
ab
ab
ducerentur.
sententiae
Galilaeus, tanquam
dicit fuisse
phisice ponendum,
non
que-
potuerit
explicarentur phoenomena
accepta,
Nisi
Mundus
Utrum
mathematica,
numerationes
motuum
et
hypothesi
pura
Et
accipitur.
et
terram
probandum
confutare.
suppositio, absque
fuisset
posito quod
tantum
contrarium,
agatur, sed
Christianus
tamen
nemo
illa necessario
supponitur
philosophi
vo-
qilae videntur
non
sufficit sola
quae
etiam
Quaerunt
ab
esse
rei,
ra-
disputationes interse-
Physicae
cantur, alioquin Mathematico
in
posse,
hypoteticae
solutis
certe
prae-
destruendo
rationes
Mathematice
pure
Galilseus
madmodum
estendi
Si Galilaeus
aut
probare,
si
ostendat,
esse,
iis deinde
terrae, sed
dico
Deum
debebat
afferre
ut
rationibus
suadent.
aut
sed
esse,
(ut dici solet)
motum
aut
Deum
quia dubitet
sit,non
Deus
an
fide,multis
scindendo
lebat
—
adeo
interpretari;
tanquam
Copernicani
sed
cum
homunciones
non
sunt,
ipse
re-
satis
107
~
evidens
est, quid animi
Gilbertum
mum
rissosum
ceteris
Haereticum
ut
hae
nuUibi
dicat
vulnerasse
ipsum
Nam
quod
decidere, id agit
quidquam
noUe
Certe
elicitur.
opere
hujus
mederi
vulnera,
velit,
qui
ac
studio
ne
censeatur.
modo
Veniamus
ad
sententiam
1.
Io
mi
più ragionevole
llSneUa
al
matione.
ne
pensile
e
a
intender
librato
sopra
3.
110.
et alla
fisico,che
mezzi, ciò
frustra
può
leste
ce-
il
et
diurna
del difficile,
corpo
rente
centro, indiffe-
suo
dovesse
non
portata in
esser
per
non
opera
conseguir
plura
flt per
volta,
la terra
come
il
la natura
che
cosa
sfera
molto
moversi
la terra
Prova
la
quiete, etc,
et
ancora
la
babbi
che
pare,
varsi
tro-
per
la conversione
saprei
ella
che
che
fermo*.
restasse
me
havesse
desse
si attribuisce
al moto
cedere
che
quella,
Se
cielo,
che
credibile^
e
terrestre
2.
confer-
persuadere,
posso
alcuno,
potesse
globo
hanc
haec.
non
fosse
ostendamus
ut
aequivalentibus verbis
aut
Habet
asserere.
108.
dicti partem
alteram
etiam
absolutis
GalJlaeum
Pag.
ac
ejusmodi
Galilseum
Physice moveri.
hoc
toto
ex
se
mihi
reddant
suspectum
post inflicta destinata
7™*
plus laudet
,
singulee rationes
et
vehementer
interdum
Pag.
nimio
patronum
omnes
sentire
aliter
Pag.
hujus sententiae
et
perversum,
opinionis quod est, terram
esse
praesertim, quod Guilhel-
eo
prseferat.
Atque
sunt,
gerat,
cavillosum
et
—
quel principio
molti
per
pochi.
per
fieri
quod
volta.
potest
Et
per
panciera.
Pag.
4.
122.
Considerando
credere,
che
col
^
del
che
sono
Abbiamo
riscontrate
1632, che
alcune
fu
volte
compendiati
quella
son
ì suoi
queste
che
uno,
latte,
e
queste citazioni
che
ebbe
tra
pensieri,ma
lascia
mano
talune
seguita
da
del
Tlnchofer;
parole
opinione
una
neiredizione
riportate le identiche
cominciai
cose,
del
volte ciò
e
a
bevuta
im-
infiniti,per
Dialogo
ed
di Galileo
abbiam
trovato
Galileo, più
fatto
assai
spesso
male.
loe
—
—
pochissimi segrmttt,é
negata da tutte le scuole, e che veraniente
sembra
un
paradosso grandissimo,bisognasse
dir
per necessità,che fosse mossa,
per non
forzato da ragioni più efficaci.
Non
a
credo, che alcuno si sia messa
considerar il moto della terra,ma solo jfet^hè
370.
Psig.
altra
venire
in
hanno
trovato
un
quasi del
scritto la terra
resto
ammirabile
di
intelletto humano
babbi
si muerere
sentita
haver
non
questa, né
di
non
opinione yera.
fosse
non
5. Confesso
J^g. 399*.
da
posso
mai
pi4
cosa
credei^e
penetrato
che
itt più
sottile
Pag. 48,
49.
speculatione.
Semplicio oppone la sovversione
della filosofia Aristotelica posto il moto
d^i
ciò
terra : risponde
non
esser
possibilee che
li
che sapessero
bisognerebbe rifare cervelli,
il
dal falso.
distìnguer vero
6. Dove
7. Dice Aristotile haver
Pag. 317.
terrestre
centro,
come
strétto da evidentissime
in
parte questa
rùuiverso
si trovasse
se
do*
co-
esperienzea permutar
et ordine
disposizione
sua
d'essere
et confessar
8. Dice li peripatetici
esser
Pàg. 317.
% Non
ma
il globo
collocato
et direbbero
ingannato,etc.
ristotile,
mancipii d'A-
il mondo
che
del-
sta
come
mando.
scrisse Aristotele et
SiNon
9. Il
usate.
ò
che
dover
non
quando^
^
10.
centro
da
che
Suppone
sì
muove
11. Che
ConcIadè£fi.
la terra
d'attorno,
centro,
vuole
dice potrebbe
coinè
Vero, che
intOfno
al
la terra.
et
ne|
centro
concludesi
perciò concludentissime
osservazioni.
^
ser
es-
fosse così.
il sole sia
evidentissime
nel
non
inconveniente,ma
necessario
vuole la natura.
come
por
li cielisì muovono
chiamar
Ì".
318. è flora
non
Qaestft citazione dilla pagina del libro di OaUleo
è
sbitgliata.
no
—
P.
336.
il fine. Nota
de*
esser
tematici
tali
sien
dal
moto
mostrazioni
Copernico.
e
di saldi
sia
il moto
prove
dottrina,
biano
tioni
contro
l'altra
e
vera,
i termini
tra
ragioni
le
è
cosa,
dottrine
delle
tioni.
della
compendio
404
qui
moti, cosi
in
le
dubita
Non
la terra
con
rare
L'istesso
che
citata
la terra.
fa
vuol
prova
Tlnchofer
dimostrare
la
per
contrario
che
la
scienzia
calamita
s'habbi
et
che
che
da
segna
inper-
dimostra-
che
data
pag.
404
lì varii moti
ficaci.
inef-
et
vane,
necessarie
parte
denti,
conclu-
altrettanto
bisogno,
terra, essendo
della calamita
il
addotte
si manifestino
non
fettionar
vani
costitu-
falsa, impossibile
(stando però
25.
396.
pag.
due
delle
una
stra.
mo-
esser
alla
hab-
non
manifestamente
necessariamente
quanto
Qui
questa
a
sentite, o
tanto
Convenendo
esser
vera
^
(dice)
ragioni.
humane)
Pàg.
poste
sup-
—
bisognare, che
contumaci
necessariamente
che
già
parole.
sue
medesimo
meco
queste
posto
né
solari
go
Questo luo-
vista
congetture
le
sopra
habbiano
non
o
intese
24.
gH
vo'
restano
concludenti
che alla
annuo
Sagredo;
macchie
delle
—
il
necessariamente
concludendo,
quelli,che
dubbio
por
Parlando
le
argumenti,
dice
quanto
vero
23.
348.
più
ma
pri-
telletto
T in-
costringono
esperienze di Copernico,
flrmissime
(dice)conviene
attribuirò.
solari
d'ammetter
Parla
22.
che
dice
come
terra.
8 Sig.
non
il
macchie
Le
21.
Simplicio.
Io
terra,
soli
della
Pag.
Venere
ma"
humano
344.
et
della
annuo
dimostra
acutamente
di-
(pag. 337).
P.
Mercurio
27
che
pag.
le
dice
di
L'apparenze
20.
Verso
-
dal
moto
dalli moti
della
terrai
è proprio inintelligibile.
Galileo
che
come
la calamita
può
ayer
IH
-
Haec
rationes,
sunt
veritatis
rendam
eiusmodi
ad
me
quse
permoverunt,
amore
iudicio
aliorum
meliori
-
libenter
nihilominus
quos
permitto
submitto.
et
Inchofer.
Melchior
LIX.
DOCUMENTO
( Inedito
AVVISO
Zaccharias
Ego
professor
Em.**
Urbani
Papse
Galileis
transgressus
illi
S.
a
motu
doceat
ipsius
illas
particulas
et
etiam
de
potest
valde
solis
modo,
quovis
motum
terrae
suspectum
in
et
esse,
Galileus
edilione
de
suorum
quo
opinionem
centro
verbo
aut
transgressum
si
stabilitatem
quod
mundi
teneat,
scripto
;
censeo
fuisse
quìdem
solis
huiusmodi
de
quoad
nititur
adstruere,
opinionem
teneat.
Atque
prò
horum
assertione
propria
DD.
Gopernicanum
defendat,
aut
D.
huiusmodi
ne
stabilitate
doceat
in
sistema
tradit
S."*.
Geneto
an
praeceptum
diiigenter inspecto,
libro
quantum
fuerit
prohibetur,
defendat
aut
rogatus
theòlogias
sacrae
Cardinali
vicario
quibus
Officio
et
clericus
Rev.""
et
octavi
in
terrse
PASQUALIGO.
Pasqualigus
coram
dialogorum,
)
ZACCARIA
DI
fe-
censuram
manu
subscribo.
m
-
—
LX.
DOCUMENTO
(Inedito)
AVVISO
SECONDO
Benché
il
tesi, nel
et
ragioni
siano
sue
delle
la
non
fecit per
potendosi
se
col
solo
il moto
da
parte
movimento
di
assolute
stima
essa
ne
le
che
ragioni
sue
col
cava
ragioni
nella
tanto
è
o
è
di tutti
più
può
non
la
le
natura
stelle
111.
nel
e
il
suo
salvar
abbia
Torbe
dei
trario
con-
è
quanto
Onde
Saturno
mobile
naturale
moto
ma
conferma
gli orbi
perciò il primo
fare
perciò
occidente
moto.
suo
pure
pianeti,
e
che
Che
e
non
per
in
d'oriente
gionare
ca-
natura
terra,
Aggiunge
Pag.
anni,
30
pauciora
cielo,bisogna
tardo
che
nella
che
son
retto
naturale.
per
posto
dire
del
il moto
in
moto
facere
110.
Pag.
diurno
prima
da
diurno
moto
poi argomenta
e
diurno
moto
terra.
proprio
maggiore
le stelle:
diurni, quanti
habbìano
maggiore
suo
le
mova
bisogna
moti
nella
al
volte
plura quod potest
apparenze,
pianeti,
et alle
si
terra
tutte
posti tanti
che
premesse
hipo-
,
movano
solo
il
ponga
pro-
sub
Tistess'apparenza si abbia
che
suppone
si
uno
dialoghi lascia
dunque
Apporta
—
che
fa il
assoluta,
ch^
o
le
della terra
da
onde
libro
suo
convincenti.
quali
tutte
movimento
assolutamente
assolute
109.
Pag.
principiodel
però de' suoi
prova
conclusione
la
PASQDALIGO.
ZACCARIA
nel
del
trattare
progresso
Thipotesi,
con
Galileo
signor
voler
DI
come
in
24
ore.
Pag.
de'
le
Che
—
il
pianeti trarrebbe
Pag.
che
113.
318.
il centro
conversioni
—
seco
Seconda
del mondo
primo mobile
anche
la terra
ragione.
sia
trahendo
come
celesti, e di qui
ne
pensile.
corpo
Suppone
quello intorno
le sfere
seco
con
al
inferisce
Aristotele
quale
che
si fanno
il sole
sia
tal
centro
al
si
sole
perciò
e
facciano
evidentissime
noi,
terra
che
Saturno
334.
Pag.
si
vicinissimo,
opposizione
vengono
levare
a
cinque pianeti, e ciascuno
de'
diretto
ad
solo
essere
dimostratione
Dice
sì
movesse
et
che
ne
avanti
che
della
tempi
archi
che
quella
et
macchie
parti
occultano
sarà
archi
corpo
dette
solare
al
sole,
macchie)
per
che
saranno
macchie
linea
per
diligente
macchie, ritrovò
retta;
inclinatione
per
alle
due
di
parte
et
et
che
che
tali
contraria
sei mesi
superiore
parte
negli
et
Tincurvatione
la
non
si farebbono
del
disco
occidentali
delTidi
occidentali
esse
quelle
quali appariscono
soli
giorni
per
mesi
gli orientali.
osservatione
corrispondeva
et
si
e
dell'anno
sei
a
il convesso
inferiore
più alti degli occidentali
più alti gli occidentali
facendo
stesso,
se
proprio inclinato,
con
orientali
vicino
in
volga
orientali
termini
torno
in-
intorno
verso
i termini
Che
lari.
so-
ecciittica
perchè
la
verso
macchie
terr^
Che
metà:
gli altri sei
per
orientali
altri sei
poi,
nell'altra
difficoltà.
sue
la
avrà
dell'anno
sua
se
sei
incurvati.
ne
le
vengono
fa la
Che
delle
in
sempre
giudizio.
ecciittica,ma
passaggi
stationi
e
piena osservazione
si
centro
nella
moto
suo
dalle
equilibrati, et negli altri tempi
ranno
mini
archi
(chiama
del
per
di sei mesi
metà
disco.
stesso
i
che
avrà
degli
solare,
istessa
per
la
per
il
cavata
tal
B
annuo
ciò confermare
fece
annuo
come
Tanno
volte
altri
moto
sole
esso
seguirebbe
due
il moto
retrogradationi
facesse
volte,
lontanissimi
retrogradationi
et
per
otto
da
sole,
di essi have
che
macchie,
col
Tasse
con
sono
stesso
ragione
Quarta
—
dette
a
col
sole
quando
vicinissimo.
lineare, la quale però patisce
339.
Pag.
apparenti;
è
le
eguale, et le stationi
ed
quasi
Posto
tutte
che
tani
lon-
più lontana
quando
dello
ragione.
Terza
—
Marte
e
maggiore
volte
da,
più
ora
grande,
sei
congiunzione
in
in
tanto
cavarsi
osservazioni;
vicini
più
ora
si ritrova
volte
Giove
e
terra
è
60
vicinissimi
esse
pianeti
poi intorno
dice
concludenti
differenza
con
quando
apparendo
e
i
è lontanissimo
Venere
celesti
conversioni
le
trovarsi
dalla
inpimobile. Che
necessariamente
e
sono,
come
stia
ne
se
sar
i ter-
negli
Soggiunge
intorno
del tutto
di
al moto
alla
ma8
114
—
niera
disegnata,
il moto
346
Pag.
della
et 347.
Tecclittica
macchie.
de
coglie
rac-
può
facto
il moto
salvare
del
sole
apparente
de
in
fondata
inferisce
che
mostrare,
il moto
et
terra,
ne
di
per
tali
dente
antece-
un
la conclusione
che
de
,
sit.
facto
410.
Pag.
mare:
può
ad
venga
medesimo
nel
420
della
terra
si
nelle
trahendo
assai.
tardato
vien
il
fissamente
attaccata
moto,
crescere
qualche
per
scioglie però
Non
sicome
tardanza
del
bore, cosi
dodici
in
il
anco
dodici
di
439.
—
sei
I
della
terra, cagionata
causa
nell'istesso
et
dal
orbe
di
segue
l'abbassarsi
l'acqua
necessità
il moto
venga
essere
il
piena d'acqua,
barca
stante
ad
di
sarebbe
a
variarsi
tal
dottrina
massima
e
dodici
dovrebbe
modo
ogni
in dodici
di
essere
l'esperienza
segna
in-
sei.
menstrui
variatione
nella
e
essendo
non
reflusso
e
periodi
in
ad
de-
ritardamento
e
acceleratione
terra
in bore
come
e
somma
flusso
bore,
Topposta
poi
una
moto
tardanza.
della
moto
essere
Pag.
in
dal
assoluto
difficoltà,che
di
mutatione
la
il moto
non
muova,
e
la
tano
por-
nelFaltre
portata
l'alzarsi,
terra,
si
lago
celerità
alla
quanto
alla
parti
che
e
verso
calare, perchè
e
apparisce
come
terra
diurno
necessariamente
dell'acqua,
fa
ne
alcune
terra
acceleratione
tal
Da
cagionato
suo
la
all'altro,vieri
moto
un
dal
et
parte,
una
terra,
e
diurno
e
si
,
parti essendo
opposte
verso
annuo
la medesima
parte
Vuole
nell'altre
in
sia
diurno,
e
Perchè
—
del
terra
parti della
ritardarsi
moto
della
annuo
alcune
lineare.
riflusso
riflusso.
e
moto
in
a
congiongono
ristessa
verso
annuo
tempo
dimostratione
pag.
cioè
il moto
accelerare
flusso
del
mistione
dalla
che
dunque
il
bile
immo-
terra
et
diurno
e
annuo
cagionato
necessariamente
la
posta
il flusso
naturalmente
fare
il movimento
posto
e
Che
ragione.
Quinta
—
si
non
in
macchie
esse
sforzando
va
questa ragione essendo
E
quod
che
si
E
—
della
si
non
di
moto
terra.
Timmobilità
stando
et
perciò dal
e
—
de
del
menstrua
moto
della
insieme
con
flussi
luna,
la
la
terra
li
moto
riduce
annuo
quale
vendosi
mo-
intorno
al-
115
-
ristessa
tempo
della
celere
(e di
oltre
tal velocità
quando
la
de
menstrua
451.
Pag.
cagiona
annuo
le diverse
per
terrestre,
linee
però queste
Tutte
alle
in
vien
NUOVE
il S.
Avendo
Galileo
nequé
terra
e
del
accelerarsi
il
portato
globo
lineare.
lineari
rietà
va-
—
soggiacciono
LXI.
verbo
il suddetto
risponde
aut
DI
)
ZAGGAEU
gli anni
PA8QUAU"0.
addietro
airopinione
doceat,
scripto,
et avendo
detta
materia,
avuto
precetto
del
Copernicana
stabilità del sole nel
ncque
teneat,
intomo
Si
ad
si
che
mistione
dimostrazione
con
dimonstrationi
RÀaiONI
Offltio intorno
della
modo,
sità
diver-
nella
pure
assoluto
quali viene
le
( Inedito
che
da
difficoltà.
sue
S.
et
la
riflusso,
e
dalla
quanto
DOCUMENTO
dal
cagionata
flusso
il moto
dichiara
sue
sole,
sole,
esso
solstitii la riduce
e
per
lo
come
del
terra
diurno
e
dal
reflussi.
e
diversità
della
moto
terra) di
discosta
di
nel
più
luna
la
anco
più
vien
sole, cioè
della
moto
oppositione
velocita
negli equinottii
del
moto
in
flussi
La
—
è
luna
minor
e
il
il
et
terra,
partecipa
ne
essa
et
terra,
maggior
questa
la
congìontione, riesce
quello riesca
cioè
è tra
terra, quando
«-
centro
defendat
ncque
stampato
si ricerca
del
se
mento
movi-
mondo,
quovis
i suoi
abbia
loghi
dia-
dito
trasgre-
precetto.
aver
contravenuto
al
precetto in quanto proi-
116
—
che
bisce
chi
doceat
non
stampa
scrive
e
S.
libro, onde
anditorum
dottrina,
capito, può
dire
di
di
ragione
dottrina
sua
nelle
in
tal
maniera
che
ha
quovis
modo.
consiste
in
Perchè
altro
l'altra
il
che
nel
ogni
sforzo
si
la
sua
protesti
in
ne
le
(p. 109) che,
da
318,
il sole
esser
la
veri
conclusione
ragioni
che
tempo
le
e
è altro
la
natura
evidentissime
e
intorno
del
che
che
al
moto
mondo.
defendat
non
opinione
che
nel
almeno
da
e
Pag.
ché
ben-
e
però
suo
risce
appa-
particolarmente
pianeti
non
si
,
le
sono
necessariamente
de'
con
il
come
superfluo
quante
e
antecedenti
secondo
assoluta,
il
fa
esso
provar
,
non
ragione
dialoghi,
suoi
apporta,
moti
centro
perchè
4.
;
qualche
con
hipotesi
sub
moltiplicar tanti
osservazioni
intendenti
non
qualche
dei
sono
abborrendo
che
; il che
l'ipotesi»perchè
facto
cava
tutte
la
l'opinione della
contrario, il
il progresso
parlare
de
che
sentimento,
Pag.
di
pernicana,
co-
apporta
il
speso
che
difendere
in
opinione inchiude
assoluti,e
hanno
tutto
pervia
l'opinione
anco
particella
fondarla
sciogliere gli argomenti
in
dire
probabile.
trasgredita
anco
può
si
persuasi
persuaso
sia stolta
insegnare.
per
molti
ben
aver
perciò può
E
perchè,
3.
discepolo
quod dicendum
capace
restano
non
sia
è
che
stima
terra
chi
in
opinione;
almeno
della
Ha
quanto
tale
che
mentre
persuadere
dicendo
matematiche
(pag. 213) dice
mobilità
necessario
imprimere
scienze
parole,
era
quanto
insegna
dixi
il
percepit.
non
il dire
che
capita qual-
avendo
ei
decere
che
altro
venga
non
ego
:
didicit, quia
non
per
che,
dire
sig. Galileo,
il
acciocché
dice
insegna
fatto
aver
dire
St.
l'insegnare,
che
importa
non
aliud
est
soggiunge
poi
insegna,
perciò
et
chi
ille
perciò
chi
Quid
118.
tro
è al-
non
insegna
come
,
psal.
e
necessario
quello ch'è
fuit, sed
in
17
corcìibus
in
insegnare
dottrina
il
contiene
4, dice:scri-
ar.
doctrinse
perchè
; 2.
di
lo scopo
che
quest. 42,
par.,
qualche
dare,
di
parte
3
perchè
1.
la dottrina
insegnar
flnem
conciono
scientiam
dalla
E
ad
comunicare
Agostino,
modo,
impressionem
ad
sicut
che
quam
è
Tomaso,
ordinatur
ptura
vis
quo
-
stelle.
denti
conclu-
dimostrano
339, che,
posto
il
118
-
—
DOCUMENTO
LXII
(EditoM
DBDING
PAPA
DEL
mTERROGARE
DI
SOPRA
GALILEO
U
DITEIIZIOlfS,
I
Die
proposita*
dum
1633.
junii
16
previa
CQngregatione
et
ipsum
tortura,
in
vehementi
de
ad
ei
injuncto
suprà
quo
interrogan-
ei
condemnandum
congregationis
sacrae
de
comminata
abjuratione
Offlcii
S.
Galileis
de
decrevit
intentione
super
sustiuuerit,
si
Galilei
—
Saactissimus
causa
esse
1633.
GID"NO
16
ac
piena
carcerem
de
ne
bitrio
ar-
coetero
,
vel
scripto
verbo
terree
Librum
relapsus.
Dialogo
de
piena
mathematicae
DeTEpinois,
^
De
Nel
noi,
'
de
Nel
quo
supra
Gherardi
e
sub
centra
cui
fore.
accersitis
qui
'etiam
professoribus
Pre-
nuncios
omnes
pravitatis
est:
sententide
exemplaria
ad
poena
titulus
prohibendum
jussit
litate
mobi-
de
apo-
inquisitores,
ac
intimet
eam
et
ple-
coram
pubblice
in
legi.
66.
legge
XIII
documento
artis
pag.
TEpinois
Linceo,
Florentiae
congregatione,
*
et
conscriptum
eo
hereticae
omnes
inquisitorem
ad
precipue
risque
ad
et
solis
innotescant,
transmitti
ferendae
stolicos
eius
Galilei
omnibus
haec
supra
ab
vero
Galileo
di
ut
terea
stabilitate
de
nec
modo
quovis
amplius
tractet
del
erroneamente
prof.
prcposita
leggesi
:
Silvestro
de
quo
supra
Gherardi
causa,
consultoribus
accersitis.
proposito
leggasi»
come
cautus
presso
—
di
119
—
—
DOCUMENTO
LXIII.
*
( Edito
INTERRO"ATOSIO
QUAKTO
Constitutus
Offlciì urbis
S.
flcii,assistente
leus
R.
Galileis
de
veritatis
mento
fuit
D.
fiscali in
Procuratore
florentinus
de
tactis
aliquid ei
occurat
Of-
S.
Gali-
meique,
alias, cui
quo
quod
dicendae
Palatii
generali
commissario
P.
1633.
GIUGNO
Congregatiouum
in aula
R.
coram
21
GALILEO,
DI
personaliter
)
jura-
delato
prestiti!
etc
etc.
....
An
Interrogatus.
Io
Respondit.
An
Interrogatus.
citra
solem
mundi
centrum
mi
della
fusse
le
vevo
moveri
opinioni cioè
dalla
e
de'
prudenza
tenni, si
ancora,
l'opinione di Tolomeo,
mobilità
la
ei
Et
del
dicto
defenditur
quod,
dieta
librum
opinionem
veritatem
'
De
ex
modo
e
di
poteva
che
prima
indifferente
et
ha-
Copernico
per
in
vera
esser
la
in
ogni ambiguità
me
verissima
stabilità
tata
indubi-
et
della
opinio,
tenuisse
illam
imo
ex
TEpinois, pag.
post dictum
teneat
105.
et
serie
quibus
typis mandato,
tempus
typis mandaverit
an
e
terra
et
sole.
ipso post dictum
ab
per
cioè
determinar
sopradicta assicurato
superiori, cessò
tengo
come
l'altra
esse
non
la
dell'Indice
determinatione
la
dopo
ma
terram
avanti
io stavo
o
pore
tem-
quanto
a
diurno.
motu
di Tolomeo
l'una
o
et
et
cioè
tempo
quel precetto
disputabili, perchè
natura,
mundi
Congregatione
sacra
due
tenuerit
etiam
molto
alcuna.
cosa
vel
centrum
esse
Già
fatto
dire
da
teneat
et
Respondit.
tione
ho
non
dicendum?
se
ex
vel
eo
presumitur
tenuerit?
libro
tractatur
et
ctum
scripserit et di-
quod
tempus,
in
ipsum
ideo
dicat
dictam
libere
Circa
Re^ondit.
cato
mi
non
son
copernicana,
che
Tana
per
e
ingegnandomi
di
né
opinione
questa
per
l'altra
per
manifesto
far
né
sicurezza
tione
di
luoghi
si possono
produrre,
come
né
né
havessero
dicto
ei
ductis
sit immobilis
sol
ipsum
nisi
Io
Respòndit.
Copernico
del
dovessi
io
eodem
ex
presumitur
ut
vel
fateri
juris
remedìa
né
tengo
non
che
dopo
mi
del
lasciarla
et
ho
resto
faccino
pore
tem-
tenuta
questa
opinione
precetto
con
nelle
loro
che
mani,
quello gli piace.
ei dicto
Et
pernici
Co-
devenietur
opportuna.
qua
et
tenuerit
facti
son
ad-
opinionem
verìtatem
,
nione.
opi-
moveatur
illam
intimato
fu
tenuto
rationibus
fuit
quod
Concludo
dannata
terra
dictum
molti
e
haver
la
et
quod
saltem
resolvat
né
libro
velut
determina-
si vede.
tenere
di
dere
proce-
molti
in
superiori
afiìrmativa
se
ad
ipsum
centra
imo
tenere
ideo
et
delli
per
alla
come
né
medesimo
me
quod
parte
prò
si
quelle
forza
perciò
che
manifestamente
determinatione
la
Et
di
queste
ricorrere
dottrine
che
astronomi-
et
parte
e
dovesse
dialogo
esso
dentro
dunque
dopo
sublimi
più
di
si
beneficio
fare
naturali
,
con
l'opinione
vera
dì
quella
per
demostrativamente
concludere
tenga
raggioni
le
già publi-
dialogo
stimando
solamente
esplicate
il
io
perchè
mosso
ma
ho
commune
scritto
Thavere
quod
dicat
alias
veritatem
devenietur
ad
tor-
non
ho
turam.
Respondit.
tenuta
ho
Io
son
qua
opinione
questa
dopo
Tobedìenza
far
per
la
et
determinatione
fatta
come
detto.
Et
nihil
cum
habita
aliud
haberi
posset
ejus subscriptione
in
executionem
remissus
fuit
ad
creti,
delocum
,
«uum.
Firmato
^
Io
Documento
Questo
parlando,
:
al
processo.
Galileo
è Tultimo
Galilei
di
ho
quelliche
deposto
come
appartengono,
di
sopra^.
propriamente
121
—
DOCUMENTO
liXIV.
(Edito)
ORDINE'
PAPA
DEL
SENTENZA
LA
30
SIENA,
A
CONTRO
GALILEO
GIUGNO
1633.
tentiae
Abiurationis
et
Consultoribus
coram
in
tatis
pariter
copiam
Nuntiis
Apostolicis
dent
eorum
tiam
omnino
'
è
la
abitava
Villa
23
di
de* Medici
SS.mus
pure
DD,
al
che
Pincio,
cioè
del
S.
dal
floreotini, quod
urbis
il
giorno
è
ora
dopo
et
proprietà
che
Offizio, presieduta
di
vi
dal
Papa,
noti-
in
il
a
in
la
pimento
com-
Siena.
cui
ossia
francese.
Galileo
fece
processo
manca
camera
Governo
a
del
Ptncio,
monte
letta
fu
man-
ad
volume
Galileo
nella
del
primis
Mathem.
Gherardi;
in
in
notiflcari
dal
copiare
Medicis
de
et
omnibus
deveniat
Galileo
a
Civi-
eamdemque
mitti
ut
dal
etiam
eiusdem
illam
relegazione
notificato
fu
Viridario
mandavit
EJtniriae
quelli pubblicati
Pro-
legi faciat
illum
locorum,
qui
di
omettemmo
alla
Fiorentini
Abiurationis
Philosoph.
si riferisce
che
1633,
Congregazione
pubblicato
da
relegazione
palatio
giugno
Ducis
che
Seii-
copiam
levato:
Diocaesanis,
et
GALILEO
Offlcii, vocatis
velo
Paduae
et
Professorum
parte
mitti
ut
S.
Inquisitoribus
et
Bononiae
Documento
L*ordine
et
RELEGARE
Mathematicae
0.,
Sententia^
testualmente
tolto
S.
Vicariis
Questo
et
PUBBLICARE
DI
Galilaeis
de
Offieialibus
et
Congregatione
Inquisitoribus
DI
MathematicaB,
et
Philosophiae
Professoribus
ORDINE
—
Galilaei
Philosophiae
phessoris
FIRENZE
DI
Inquisitori FlorentisB
maiidavit
SS.mus
INQDI8IT0RE
ALL'
egli
nella
Il dì
sentenza,
seguente
la
Decreto,
Gherardi.
habilitari
prope
palatium
a
SS.
teneat
carceribus
Trìnitatis
looo
C.
S.
montium
carceris.
0.
ad
palatium
Galilseum
de
magni
Galilseis
122-
—
DOCUMENTO
LXV.
(Edito*)
SUPPLICA
Padre.
Beatissimo
Galileo
Vostra
a
in
Galileo
volerli
Santità
alla
otto
con
altri
aiuto
Marini,
sorella
una
et indirizzo.
Il tutto
Vostra.
Quam
RISPOSTA
ab
et
1633.
eadem
B.
—
civitate
Congregationis
'
De
sua
infermità^
et
di Germania
potrà
riceverà
Deus,
parrà
da
essere
per
somma
etc.
LXVL
( Edito
Junii
di
cere
car-
per
136.
DOCUMENTO
30
ragione
per
Santità
dove
Fiorenza
in
quali difllcilmente
Santità
pag.
questo
l'oratore
figliuoli,a
grazia dalla
}
e
la
luogo assegnatogli
simile
altro
un
Vostra,
recato
il
commutare
aspettando
anco
umilissimamente
supplica
in
Roma
PAPA.
AL
GALILEO
BI
rEpinois, pag.
106.
non
*
DEL
)
PAPA.
fecit eidem
discedere
gratia eundi
Senas
licentia
Sanctse
sine
123
-
—
LXVII/
DOCUMENTO
BISPOSTA
L'Inquisitore di Firenze
significa al
Cardinale
della
pubblicazione
^
Questo
taluno
e
fionto, sia perchè
della
'
Il tenore
rardi
(Doc. XYIII,
lectis
Fiorenti»
perchè
coram
tatis:
SSmus
licentiam
ci
Gonsultoiibus
imprimendi
Feria
dato
abiurationem
et
aliis
Philosophis
Galilsei.
DI
in
Siena
con
a
la
dì 9
del
ed
effetti
del
1633.
de
eiusdem
Ghe-
Inquisitoria
iuxta
Galilseis
ordinem
Mathema-
professionis Cividederit
moneii
quia
S.
ONOFRIO,
»
LXVIII.
SIENA
quale
in
perchè
documento
septembris
Oalikei
preei
copiarli.
a
Inqidsitorem graviter
dicti
10
Lettera
la
sia
esecuzione
quibus significatse
et
DOCUMENTO
L'ARCIVESCOVO
alla
dal seguente
die 8
V,
solo
già pubblicati,
il tempo
27 Augusti
eumdem
opera
altri
ad
meno
ci è
«
literis datis
mandavit
circa
noi
da
vennero
semplicemente
venne
33):
publicasse sententiam,
SSmi
matici
Documenti
ma
processo,
pag.
luglio 1633,
9
gli ordini
eseguirà
conformi
e
questa lettera
di
lettera,
una
sentenza'.
dei 8uccessÌTÌ
al
sia
sentenza,
con
che
conosciuti
si rìferiscono
non
DI FIRENZE.
DELL'INQUISITORE
AL
LUGLIO
esso
CARDINALE
1633.
annunzia
medesimo.
DI
che
Galileo
è giunto
124
—
-
DOCUMENTO
LETTERE
CON
LE
d'Ascoli,
Vescovo
12
di
agosto;
Brescia,
^
S.
17
perchè
riferiamo,
spedite
muova
Officio
opinione;
supponendo
detta
Santo
questo
Cardinali, è stato
formale
ad
essi
eglino
e
in
dell'errore
da
che
da
sarebbono
ad
delle
tutti
i
modo
si è
per
in
trattato
ricevere.
di
sentenza
abjurare
la
per
—
di
Loro,
a' suoi
che
e
della
sentenza
e
se
ne
Galileo, comprendano
il
reso
cerato
car-
signori
caixsero
altre penitenze salutari,
il detto
fine
si è
n^la
e
matematica,
evitarlo insieme
teticamen
iponon
inquisito e
stare
la
posto);
trattare
filosofia
Per
ha
(come
voler
guisa tale,
Vicarii,
di
libro
un
palesare
senza
onde
fendere
di-
la« detta
contuttociò, benché
opinione
e
scritto
questi Eminentissimi
fare
Terra
contraria
comporre
e
tale opinione ;
la notifichi
lui commesso,
quello,
dall'allegatacopia
professori di
di
ecc.,
trattatone
Eminenze
vedrà
affinchè
di
la
Congregazione
in
alle stampe
porlo
Sacra
Copernico
che
opinione
o
ardito
ha
tenuto
Nicolò
Firenze, di tenere,
voce
Copernico,
Offizio, per
Reverenza
le manda,
se
e
di
ha
fine
di
qvi
dcile
nella
si sostenta
di
in
Linceo,
di
alcuno,
modo
condannato
arbitrio
Vostra
come
opinione
sospetto d'aver
veementemente
ehe
in
potesse trattare
in
licenza
estorto
principio,mezzo
della
ne
di
proibizione, ha
«
che
compiute
opere
questa Sacra
da
Galilei
Galileo
di
Perchè
del mondo,
centro
Galilei
nelle
412.
quale
qualsivogliamodo,
Galileo
Cardinale
il tenore
dipresso
un
a
il trattato
nel
Galileo
a
sono
di
Uffizio, la lettera
S.
pag.
proibito
stato
agosto;
dal
riceveva
Trovasi
sospeso
il medesimo
Dialogo
nel
sia
in
nondimeno
intitolato:
IX,
stato
questo sia
ma
anni
più
insegnare
e
sia
e
Venezia
Nunzii.
Tom.
nezia,
Ve-
agosto.
del
Coelestium,
il Sole,
Scrittura;
Santo
detta
Alberi.
15
Ceneda,
ritrarre
possiamo
essa
Orbium
non
e
Sacra
del
di
27
Congregazione
deU* Indice
Revolutionibus
alla
da
da
Edizione
Galileo,
si
Firenze,
singoli Inquisitorie
ai
Congregazione
e
della
di
agosto; dair Arcivescovo
13
di
agosto;
luglio; dal
6
dall'Inquisitore di Vicenza,
agosto;
Venezia,
Onofrio, membro
de
dagli Inquisitori di Padova,
luglio; di Napoli,
16
RICETUTA
FATTANE.
di
Inglio 1633, Ilnquistitore
2
Addi
altre
6
SENTENZA
DELLA
agosto*; dalllnquisitore
6
di
scritte
sono
luglio; di Bologna,
15
ATTO
PUBBUCAZIONB
DELLA
lettere
Queste
SI DA
QUALI
E
LXIX.
con
Signore
abbia
abjura,
notizia
perchè sapendo
la pena,
Iddio
ed
la
che
gravità
dovi,
caden-
la conservi.
»
126
-
aggiunge
che:
Liceti
Fortunio
ed
era
da
scrupolo
tenuto
Dialoghi,
perchè
voi.
fosse
della
di
Galileo
E
feima
per
S.
si
può,
con
servo
si
vi
sia
aspettare
il
—
Fortunio
delli
della
favore
di
potrà
Liceti.
DELL'INQUISITORE
Poiché
me
e
se
e
si
di
DI
il libro
potrei dire
bene
etc,
monimento
tuttavia
per
il triennio;
massimi
ottenere
—
alla
gliela
concessione,
arricchita
sia
o
proroga,
due
cenza
li-
già
della
con-
Devotissimo
....
»
)
FIRENZE
ALL'AMMONIZIONE
SETTEMBRE
di
dichiarato
stato
essere
pubblicare
difesa
è
teca
Biblio-
LXXII
( Inedito
17
prima
riaverla
DOCUMENTO
RISPOSTA
nel
particolarissima obbligazione
bisogno
si
Trovasi
Ebbi
dei
de*
inedita;
presente
Dialoghi
preso
il libro
nella
—
la
Galileo,
con
ancora
sono
di
spira
d'impetraimene
terrò
che
tempo
che
Colendissimo,
raggiunta
ne
lettera,
Pozzo,
libri:
degni
che
Galilei^
del
loghi
Dia-
mentre,
tempo)
leggere quel libro.
di
molti
di
con
carteggio
suo
seguente
Padrone
«
:
del
dotti
la
Cassiano
Aosta
V.
quel maggior
ObbHgatissimo
di
giudicando
alligata,
mando
scriveva
Inquisizione
se
e,
cortesia.
sua
di
perciò
confirmazione,
sistemi
lettere
in
era
di Padova
all'Inquisitore
il permesso
conceduto
Santa
supplico
sanno,
più
uomini
dopo
tempo
Duchessa
dalla
tatti
come
dei
il libro
\
stesso
immediatamente
delle
XXVIII
gli mandò
Galileo
degli
uno
per
da
(che,
mandava
alquanto
gli
Liceti
dono
in
avuto
^
Fortunio
-
cosi
di
chiedo
Tavvenire.
1633.
stati
male
lasciar
dare
essere
facile
Galileo
assai
PATTAGLI,
sopra
a
opera
tanto
alle
et
ciò
da
stampe
perniciosa,
particolare
questo
perdono,
serviti
mi
sarà
in
et
mia
d'amr
1«7
—
-
DOCUMENTO
NUOVE
LXXIIl.
LETTERE
DI
BICEYUTÀ
DELU
rinquisitore
;
17
di
settembre;
di
di
27
Pisa,
di
giunta
;
di
;
copia
1 1
di
settembre
;
Le
Uno
la
dottrina
Questo
degli
risposte
di
loro
eretica
povero
dell'opera,
di
scrive
e
non
si
credeva
un
tembre;
set-
deir
7
quisitore
In-
ottobre;
colFagdel
stampa;
Inquisitore
13
di
fece
Piacenza,
bene
che
qualificativo
di
zio
Nun-
Casale,
l'Inquisitor
del-
settembre;
a
nel
Linceo
27
più
lo
per
pubblicò
Galileo
inquisitore
dell'
rivelano
che
1
settembre
Polonia,
inquisitori
che
Francia,
Gubbio,
a
ottobre;
18
bre
settem-
settembre;
di
tembre;
set-
,
notificazione
della
Novara,
28
21
28
,
Nunzio
del
settembre;
;
Pavia
,
18
6
settembre
di
di
tembre
set-
Faenza,
Milano,
Cremona,
Nunzio
25
; di
di
di
del
Siena,
settembre
Bruxelles,
settembre
di
settembre;
settembre;
30
Belgio
del
16
Mantova,
una
14
Ferrara,
ottobre
4
Nunzio
del
di
di
16
Reggio,
di
;
dell'Inquisizione
Como,
Crema,
PUBBLICAZIONE
DI
SENTENZA.
il Vicario
Rispondono
0
tobre.
ot-
ranza.
igno-
condannare
Linceo.
suo
fosse
accademico
il
tolo
ti-
l'autore.
del-
128
-
—
DOCUMENTO
domanda
relegazione
di
gli
che
in
Siena
il
commutato
venga
in
altro
un
PAPA.
AL
GALILEO
DI
SUPPUGA
NUOTA
Galileo
LXXIV.
luogo
di
Toscana.
.
LXXV-
DOCUMENTO
(Edito*)
PERMISSIONE
Sanctissimo
A
stet,
*
«
De
eius
vocet
nec
cutiones;
'
in
in
habilitatio
TEpinois,
il
Galilaei
oratorem
habilitavit
ubi
in
viyat
aUocutiones.
ad
eius
nec
rurem
eo
conceditur
in
ut
solitudine
recipiat
ad
collo-
SS.*.
3.
nota
Documento
Fiorentini,
solitudine,
»
73,
ibi
illuc
1633.
Offlcii
S.
arbitrio
tempus
.DIGEHBRE
1
tamen
venientes
corrispondente
Galilaeis
de
modo
aut
ad
pag.
GALILEO,
congregatione
rure,
eo
hoc
et
Riferiamo
A
AGGOBDATA
Senìs
per
amoveatur
pubblicato
relegati
tempus
aut
lecto
arbitrio
venientes
dal
prof.
memoriali:
S.
Gherardi
:
SS.mus
Congregatioms,
illuc
recipiat
ad
129
-
—
DOCUMENTO
NUOVE
del
Sono
di
LETTERE
11
INTORNO
ALU
dì Lucerna,
Nunzio
Madrid,
LXXVI.
12
SENTENZA.
; del Nunzio
novembre
dell'Inquisitoredi Tortona,
novembre;
19
dicembre.
DOCUMENTO
LXXVIl
( Edito
LETTERA
DEL
III.^^
Mi
farmi
nel
"
villa
da
tempo
e
di
V.
e
con
Padrone
quale
affetto
ottenere
la
grazia del
ritorno
desiderata.
TEm.
Marini,
suo
p.
non
Questo
e
abbia
Em.
che
meno
comandamento
mano
Fobbligo
si
mentre
:
intercessione
sua
alla
mille altri
benigna
sua
Vostra,
V.
miei, et in particolare di quanto
la
dalla
1633.
CoL*^^
mio
ultimamente
ricevuti
17 DICEMBRE
BARBERINI,
stata
qualche
*
)
sia
me
riverire
noto
gli avvenimenti
il desiderio
me
Sig.
stato
mi
momento
CARO.
Rev.^^
et
è sempre
compatito
AL
GALILEO
*
né
della
favori, in ogni
in
confermano
,
di sempre
compiaccia
altro
quiete
servire
di onorarmi
potendo
di pre-
140.
9
130
—
gli rendo
sente
desiderata
sopramodo
me
grazie della
dovute
le
e
;
gli bacio
chinandomegli
-
ottenuta
riverentissimo
con
da
affetto
in-
felicissimo
veste, augurandole
la
grazia
santissimo.
il Natale
Dalla
villa d'Arcetri, U
Di
S.
V-
17
di
Em."'
1633.
dicembre
Rev."
e
Humilissimo
Obb.^^
et
Servitore
Galilei.
Galileo
LXXVIII.
DOCUMENTO
(Edito)
LETTERA
avvisa
Il nunzio
Il Venturi,
«
aliquot
contendit,
hanc
quod
opinionem
postmodum
Sacra
a
sententiam
cum
quemdam,
Officio
vitatem
EE.
qui Bialogus
ausus
Cardinalibus
DD.
coactus
est
sufficienter
:
in
custodia
Belgicis significariprsedicta Sacra
conformare
se
Professores
a
omnes
dominatione
velini.
tua
Ideo
de
hoc
non
eo
Verum
erronei
eousque
Congregatio
admoneri
est,
eo
etiam
Quam
docere,
voce
obstante
idem
pernici
inscrìbitur, quique Co-
est.
caeteros
an-
centram
suppressus
hic
quoque
in
Saneto
dogmatis
detinendua,
egisse poenitentiam videbitur.
Academiis
primario
tamen
scripto quam
Galiloei
La-
di
la riferiamo:
constet.
Congregalo,
veritati
tatis
librorum
tam
Fabio
qui
mundi
repugnare
Fiorentino,
Officii
di
retolutionihus
de
Inquisitionisexibitus, carcerique mancipatus,
penitus abiurare
e
bizione
proi-
alla
Giansenio,
Noi
moveri,
Indicis
redolet, prselo mandare
doctrinam
1633.
Ck)pemici
paginis prorsus
Galilsei
prohibuisset
Galilaeus libellum
a
Solem
non
Sancti
ed
lettera
una
Cornelio
1. settembre
Congregatione
sacris
Galilseo
riferisce
Nicolai
tractatus
iccelestium, qui Terram
bium
esse
iam
di Galileo
Belgio,
Bruxelles,
in Lovanio.
annis
Ab
176,
nel
Apostolico
Nunzio
gonessa.
di Donai
Copernico*.
di
parte II, pag.
1633.
alle Accademie
condanna
alla
dottrina
della
Professore
scrisse
DICEMBRE
13
BRUXELLES,
01
che
intorno
di Lovanio
^
ITONZIO
DEL
pradoòec
Atque
voluit,
hoc
hnic
at
ipsius Dniverà-
cupimus. Vale.
»
131
—
—
DOCUMENTO
LXXIX.
(EmtoM
LETTERA
DEL
DELL*ACCADEHIA
RETTORE
A
dell'Università
opinione
Donai
,
vato, né
dalle
scuole.
soggiunge
mai
lo
TEpinois,
p.
sarà.
73
Nel
questo
,
in
che
AL
dichiara
contrarii
tanto
erano
DOUTII
NUNZIO
1633.
Donai
a
{phanaticae opinioni)
proscriverla
De
DECEHBRE
Kellison, professore
Matteo
^
7
BRUXELLES,
DI
hanno
nostro
paradosso
a
"c
che
qnesta
i professori
strana
creduto
sempre
collegio inglese
fu
non
mai
a
appro-
»
nota.
LXXX
DOCUMENTO
(Edito*)
DENUNZIA
CONTRO
Eminentissimi
città
opinioni
suo
*
De
L'ARCIVESCOVO
Signori.
Il Galileo
hospite, il quale
p.
SENA,
ha
cattoliche, fomentato
poco
FEpinois,
DI
74
in
nota.
ha
1634.
1 FEBBRAIO
seminato
da
suggerito
in
questo
a
molti
questa
scovo
arciveche
co-
132
—
stai
sia
ingiustamente
stato
Congregatione
che
e
opinioni filosofiche
e
e
sostenute,
vere,
viverà
ne^Suoi
sempre
i moderni
tutti
semi
da
se
di
dà
ne
con
un
né
e
che
è il
a
DELL'AMBASCIATORE
Galileo
DI
dalla
possa
Hi
martii
et
De
E
che
da
perché questi
frutti perniciosi
sua
TOSCANA.
villa
in Arcetri
nare
tor-
licentiam
cedere
con-
Firenze.
LXXXIl
*
( Edito
^
mondo,
LXXXI.
DOCUMENTO
23
del
produrre
prelato potranno
tiche
matema-
proibiti,e
seguitato.
le
reprobare
huomo
primo
Sacra
conto.
LETTERA
che
doveva
scritti ancorché
DOCUMENTO
Chiede
cotesta
ragioni invincibili
migliori viene
e
bocca
lui
da
aggravato
poteva
non
da
-
PAPA
1634.
mandavit
TEpinoìs,
p.
RICUSA,
SS.mus
23
noluit
)
MARZO
1634.
huiusmodi
inquisitori Florentiae
74, in nota.
scribi
quod
si-
-134
—
LXXXIV.
DOCUMENTO
*
( Edito
DI BENEDETTO
LETTERA
CON
CUI
chiedere
grazia,
benigna
poter servire
per
né
né
punto
ci lasciare
vita.
la
tissime
di
passati
Dio
che
desidera,
tavole
essendo
questo
cosi
in
parte
Dimani
e
non
andare
sig. Galileo,
De
afln
grazia,
sua
servitore
prostrato
Per
i'Epinois,p.
honorata
per
e
non
107.
la
ad
V.
e
E.
altri
secunda
trattare
a
altro
giorni
e
plico
re-
stabilire
Principe
possa
la
con
levarmi
sua
il
Ella
portare
autorità
Topera
sa
supplico
di
quello che
un
habsuo
honore.
questo
concessami
che
negozio
come
la
con
Spagna,
pieno delle
humiltà
volta
al
anco
a
in
a
importante
impresa
di
honora-
si tratta
che
per
ser.
che
cose
istruisca
ogni
con
il
che
tesoro,
tocchi
ed
grave
quelle
trasgredire
passarsene
Medicei
tare
trat-
Principe Gio. Carlo,
ser.
mi
sig. Galileo
tanto
longitudine,
Spagna
*
il
che
il
di
non
Scrissi
di
Dio
utili
nessuna.
dovendo
e
in
assolutamente
destinato
mare
che
servirli
principale
periodi dei pianeti
e
benissimo.
bia
ed
sua
obligo grande
con
qua
scusa
il punto
del
generalissimo
in
trovo
ho
non
e
E.
V.
a
hora
della
mi
importantissime
e
servizio
della
Io
a
più presto
et
E.
sig. Galileo
che
concernenti
cose
Chiesa
il
si assicuri
e
questi principi, ricercato
servire
si
S.
Ser.,
di
poco
da
prohibite
sono
A.
queste
di
amor
per
V.
a
della
nuovo
visitare
di
licenza
più larga
impetrarmi
perdono
humilmente
restì servita
che
e
1638,
GALILEO.
supplicarla di
in
apparisco importuno
se
il
a
VISITAR
DI
OTTOBRE
23
CARDINALE,
PERMESSO
CREDE
necessitato
Sono
AL
CASTELLI
)
a
visitare
mi
tocca
136
-
officio
per
di carità.
credo
e
il
Hora
che
—
ser.
si trova
Duca
gran
l'Ambrosi
al-
il Boria.
aspetti
«
dosso
Sul
25
f
di questa
Ximenes
qui permittat
Galileo
cum
Sanctissimus
1638.
nov.
Galileo
medicearum
tarum
longitudinem.
del
Vi
frequentius
investigandam
della
de
artem
agore
periodis planenàvigandi per
di
condizione
per
inquisitori
iussit
scribi
possit instrui
si mette
movimento
:
Benedictum
D.
ut
ad
»
è scritto
lettera
lare
par-
non
terra.
LXXXV.
DOCUMENTO
(Edito*)
L'INQUISITORE
PANANO
25
Il
Fiorenza,
è per
se
o
ciò
altro
per
al
e
le
rispetto.
e
V.
lett.,tom.
sin
impedimento
So
bene
e
con
queste
che
quelli
304
che
tedeschi
che
p.
però
e
sono
sono
opp.
un
rispetto, mia
che
in
rette
difidente,
con-
regali
sigillo di
involto,
di
li
ha
con
Il Galileo
compiute
lettere
con
sigillate
d'argento.
delle
regali
stesso
in
viaggio,
nel
capitati qua
di
quello
sato,
avvi-
sono
avuto
persona
parso
com-
potuto' penetrare
ora
sono
i
è
non
che
quello
per
ho
BARBERINI,
Galilei
per
d'oro
X,
CARDINALE
Galileo
a
non
parlato
manifatture
^
1638.
Galileo,
ha
Olandesi,
LUQUO
meno,
mercanti
lettere, dice
Stati
o
segua
medesimo
che
né
e
comparire:
di alcuni
mano
AL
destinato
personaggio
in
SCRIVE
ha
Galileo.
e
si
rano
figu-
ricusato
136
-
dì
costantissimamente
regali,
sia
o
in
feci
al
qualche
dovea
venire,
meno
è in
di
di
termine
navigare
cieco,
che
mento,
si
insuperabili:
di lasciarlo
di
in
uniti
Principi
questa
con
DOCUMENTO
LETTSM
DELL*INQniSITORE
UNA
PERSONA
riferita
nell'altra
prima,
star
lo
^
parole
Le
chiare
e
conformi
Pays-Bas
cui
con
a
al
fait
della
suo
il De
del
processo
mici
ini-
GIUGNO
1638,
SOPRA
VISITAR
quistione
stessa
ma
dopo,
che
dovuto
avrebbe
tempo,
vien
GALILEO.
siccome
così
nel
noi
guiamo
se-
^
TEpìnois
contenuto.
entendre
permesso
ec.
noi, anzi
dà
l'ordine
del
avria
scorso
di-
è quanto
PER
tratta
ordine
stesso
26
DALL'OLANDA
si
secondo
s'è
Che
Casa.
FIRENZE,
qui innanzi
originale
volume
des
lettera
questa
In
si rendono
termine,
non
con
LXXXVL
DI
VENUTA
chd
stranieri, eretici, e
di
mano
àgli
dell'istru-
Tuso
in
avuto
quest' Altezza
capitare
sepoltura,
potendo
rè
e
il modo
perfezione
difficoltà, che
molte
l'avesse
che
qua
ridotto,
ha
nella
e
che
Polo, ritrovandosi
testa
gli
io
che
non
a
del
matematici,
quando
egli
correre
in-
non
personaggio
questo
ridurre
colla
figurava,
e
anche
più
e
studi
ne'
ringegno
di
eflfetto
poter
di
avuto
i
quanto
Tammonizione
per
longitudine
la
per
totalmente
in
perchè
o
lettera
egli abbia
s'ebbe
che
la
tanto
che
pericolo
avviso
primo
ricevere
timore
per
—
à
Le
Galilée
rìassume
questa
riportiamo
qu*il
ne
:
«
fallait
lettera
Une
pas
non
ci
paiono
personne
la
recevoir.
Tenue
»
137
-
-
DOCUMENTO
LXXXVIL
(EWTO*)
ORDINE
LUGLIO
13
PAPA,
DEL
Julii
1638.
permittat
Galileo
ctet
de
nem
alias
De
ad
accessum
prohibeat,
hoc
catholica,
^
ventura
Galileum, sit heretica,
quendum
sed
vel
motu
et
terrae
0
stabilitate
ad
civitate
de
predictum
quando
Germania
ex
NO
allo-
heretica,
Galileum, eidemque
civitas et persona
impediat negociationem,
non
RICEVERE
Inquisitori rescribi
mandarunt
DD.
Florentiam
si persona
quod
non
Ex.
AL
PERSONA.
DETTA
13
INTORNO
1638,
dummodo
coeli
esset
non
iuxta
tra-
prohibitio-
factam.
TEpinois,
pag.
108.
DOCUMENTO
LXXXVIII.
(Edito*)
IL PAPA
ORDINA
CHE
SIA
RICEVUTO
Die
5
augusti
signiflcarihanc
*
De
rEpinois,
LA
1638.
actionem
pag.
106.
RINORAZIATO
GALILEO
PERSONA
DI CUI
Sanctissimus
fuisse
valde
PER
NON
AVER
SOPRA.
iussit
eidem
gratam
buie
Galileo,
S. Beatitudini.
138
—
—
LXXXIX.
DOCUMENTO
(Edito')
DI FRA
LETTERA
in
se
Terezione
deposito
(già
in
di
di detto
legato
al
in
fosse
1689
spesa
si medita
di sontuoso
del
suoi
di
Galileo
fu
eredi
da
un
in
scudi
4,000
vi sia
gato
le-
per
l'effectuazione
pel passato
se
vietata
stata
Croce
a
di
ordine
errori) imposta
colla
ricercato
dendomi
richie-
alcun
memoria
notori
Galilei
cui
di S.
dall'anno
presente
stato
sono
chiesa
di lui
fin
testamentario
vegliasse
1734.
Neroni
sig. cav.
per
bronzo
o
pei
circa, e perchè
UflBizzio
nostra
marmi
condannato
discendente
il
me
Congregatione
questa
8 GIUGNO
CARDINALI,
AI
da
S.
questo
et S.
S,
AMBR.
è stato
mattina
Questa
codesta
PAOLO
di tal
stata
runa
ve-
proibizione.
*
De
TEpinois,
108,
pag.
il testo
ma
datoci
DOCUMENTO
Galilei
Galileo
di
0.
^
De
Firenze
Questo
le
che
Documento,
TEpinois,
si trova
DEL
matematico
per
a
pag.
lui è tutto
errato.
XC.
( Inedito
SUNTO
da
*
)
PROCESSO.
fiorentino
fu
inquisito nel
S.
seguenti proposizioni:
non
559
ci è dato,
del
volume
e
neanco
accennato
originale,
e
va
dal
tra
signor
gli
im-
139
—
immobile
di
Che
si
sii in
il sole
Che
la
propostasi
Santità
gasse
arbitrio
giongesse
più
trattasse
libro
lui
da
della
a
si
—
i nunzi
piena
avanti
fu
Sig. abilitato
dalle
del
G.
Trinità
villa
sua
alcuno
dicembre
primo
il
e
alla
Duca
per
detta
del
del
il
e
in
de' professori
sentenza,
detto
fu
di
lazzo
pacere
car-
abilitato
ammettesse
ad
tempo
anno
al
luogo
anno
ticolarment
parnella
Officio
S.
solitudine, ne
per
lilei
Ga-
leggesse
la
stesso
in
il
Che
gli esemplari
che
Monti
de'
terra,
di Galileo
giugno
23
in-
parole
della
particolarmente
dello
discorrere
seco
in
cere
car-
si
gli
relapso.
quale
carceri
vivesse
che
con
il
Li
—
N.
da
alla
a
in
si trasmettessero
publìcamente
eseguito
alla
e
e
farsi
gli inquisitori,
tutti
congregazione,
fu
tortura,
ne
di
sopra
Firenze
il tutto
intero-
da
mobilità
inoltre,
et
quello di
matematica
la
Dialogo
—
ed
della
come
intitolato
apostolici
a
si
Galilei
pena
proferirsi come
da
1633.
,
sotto
proibisse,
giugno
iscritto
della
dove
0.
condanasse
si
in
ne
sole,
li 16
S.
congregazione
sagra
del
questo
vehementi
de
ma
diurno.
in
Officio
S.
immobile,
comminargli
qualsia modo
in
sentenza
tutti
sua
del
composto
linceo
conseguenza
ne
il detto
che
avvenire
in
stabilità
della
per
moto
papa
l'abiura
della
che
il
con
precedente
congregatione
ad
ne
decretò,
r intenzione
sostenendo,
di
carcerato
avanti
causa
sua
sopra
piena
etiam
fu
Roma
a
la
et
mondo,
del
tutta
se
chiamato
Fu
La
è centro
non
secondo
muove
mondo
del
centro
locale.
moto
terra
—
arbitrio
di
S. Santità.
portanti, perchè
di
tutti
termina:
i
riassume
il
tutto
fU
la
Introduzione,
disposizione
non
Notiamo
almeno
alFesperimento
dopo
fossero
ragioni
eziandio
che
fu
che
salde
questo
sunto
compiuto
16,
credere
tortura,
Commissario,
tanto
il processo.
enumerazione
esatta
del
far
della
del
d'animo
La
Decreto
eseguito, potrebbero
assoggettato
e
il processo.
prescritti dal
provvedimenti
realmente
anno
tutto
da
e
se
la
a
sia stato
mancata
strazione
reginella
qualunque
stato
fa,
cui
con
notammo
come
essere
parole
Galileo
che
reggere
deve
le
che
scritto
posizione.
opun
140
-
-
DOCUMENTO
XCL
(Edito*)
MONUMENTO
A
GALILEO, 14
GIUONO
1734.
2», die 14 junii 1734. DD. fuerunt in voto rescribendum
Galilaei
P. Inquisitori
quod constructionem depositi
non
impediat, sed curet soUìcite sibi communicari
inscriptionem
dicto
ad
S. Gondepositofaciendam illamque
supra
gregationem transmittat ad effectum circa illam dandi orFeria
dines
opportunos antequam
Feria
tum
*
DD.
De
fiat.
junii 1734. Eminentissimi
consultorum
approbarunt.
4', die
16
TEpinois,pag.
108.
sumptum
vo-
APPENDICE
I.
SENTENTIA
Nos
Tituli
Gaspar
Frater
S.
Crucis
Hjerosolimae
Tituli
Centinus
Felix
GALIUIDM.
IN
S.
Borgia.
Anastasiee
dictus
de
dictus
de
Asculo.
Guidus
Tituli
Frater
Desiderivi
Marise
S.
Populi,
Scaglia
Bentivolus.
Tituli
Caroli,
S.
Cremona.
Frater
Antonius
Latuìivius
S.
dictus
Barherinus,
Tituli
Zacchia
S.
S.
in
Petri
Onuphrii.
dictus
vinculis,
Sixti.
Berlingeritis Tituli
Fabricitcs
S.
S.
Augustini,
Laurentii
in
in Damaso
pane
Gypsius.
et perna,
Verosimsy
ctus
di-
presbyter.
Fabricius
S.
Laurentii
Martinus
S.
Mariae
ricordiam
Dei
S.
R.
publica Christiana
tores
generales
Novse
Ecclesiae
a
Sede
Ginettus,
Cardinales
hsereticam
centra
ap.
Barberinus,
Diaconi.
in
et
mise-
Per
universa
pravitatem
specialiterdeputati.
Re-
Inquisì-
144
—
Cum
Vincentii
tu, Galilaee,fili quondam
aetatis
1615, in
tuse
hoc
multis
a
Mundi
centro
70,
annorum
Officio, quod
S.
doctrinam
in
—
denunciatus
teneres
fueris
tamquam
et
anno
sami
fal-
veram,
solem
videlicet
terram
moveri
traditam;
immobilem
et
Galilaei Fiorentini,
esse
mota
,
etiam
diurno:
item
dem
correspondentiam
servares
mathematicis
in
quod
doctrinam
eamdem
Scriptura
Sacra
tuum
juxta
ram
fuerit
tum
perhibebatur
in
et
tuum,
proinde
Volens
nientibus
damnis
ac
in
motu
Terram
non
motu
in
erronea
Sed
contineas
auctori-
et
sensum
olim
cum
hinc
proveniebant,
:
De
inconve-
prospicere
Domini
mandato
Cardinalium
increbre-
et
hujus
N.
ac
supremae
et immobilem
Mundi,
centro
in
et falsa
est
expresse
esse
centrum
etiam
qua-
solis
et
contraria
mundi,
diurno
Philosophia,
S.
est
et
nec
item
locali,
motu
Philosophia,
,
in
stabilitate
et
infra.
propositio absurda,
haeretica; quia
nus
quae
discipulum
propositiones de
duse
in
esse
falsa
epistolse
a
qualiflcatoribusTheologis
Inquisitionis,
terrse, ut
Solem
et
exhibi-
coram
hypoteses
verum
ex
Scriptu-
,
quemdam
S. Fidei
DD.
liflcatae fuerunt
moveri
sumptis
dictam
forma
Tribunal
S.
quae
perniciem
universalis
est
ad
contra
hoc
Eminentissimorum
de
in
obje-
Scripturse.
S.
scebant
te
deinceps
Copernici
sectatus
ea
propositiones
nonnuUas
tatem
scripta
te
a
quod
et
:
glossando
scriptionis
epi-
quibus expUca-
contra
cumque
exemplar
Germaniae
,
sensum:
eam-
quasdam
in
veram
flebant
respondebas
,
dedisses
solaribus,
quàe identidem
,
circa
quod
quibusdam
cum
tanquam
,
ctionibus
item
:
lucem
maculis
inscriptas de
stolas
bas
item
:
discipulos,
quosdam
doctrinam
eamdem
docebas
quos
haberes
quod
et formaliter
Scripturae.
immobilem,
sed
propositio absurda,
theologicé considerata,
ad
mi-
Fide.
placeret interim
procedere, decretum
fuit
in
tunc
S.
nobis
técum
Congregatione,
benigne
habita
co-
145^'-
ram
D.
D.
Card.
die' 25
N.
februarii
Bellarmìnùs
tibi
rio S. Offlcii
ìllain posses
neque
illa
tractare
in
cere
in
Card.
ad
Testibus,
posterum
neque
ut^prorsu^
dieta falsa
a
dimissus
crse
ac
tolleretur
Sacra
a
sistemi
del
fuit
editus
inscriptio ostendebat
te
de
motu
TeiTae
magis
tìies
et
omnino
contraria
Galilei
esse
,
et
magisque
in
delli
due
siquidem
massimi
simul
cum
,
impressione prsedicti libri
ex
opinionem
falsam
Solis, fuit praedictus liber
stabilitale
diligenter consideratus,
ipso deprehensa
est
aperte
fue-
trantìgressiopràédicti praecepti, quod tibi iutimatum
rat:
eo
quod
tu in eodem
iam
damnatam,
libro
et
nionem
praedictam opi-
defendisses
coram
te
prò
tali declaratam:
siquidem in dicto libro varijs circumvolutionibus
ut
per^adeas,
expresse
eam
probabilem
te
a
,
Sa-
praeterito,cujus
Copernicano
e
ctrina;
dò-
comparuisset
postremo
proxime
Galileo
di
Indicis,
hujusmodi
illius authorem
cogtìovisset S. Congregatio
in
falsa,et
anno
verita-
de
tractant
Tolemaico
mmidò^
convalescere
Catholìcae
,
Dialogo
:
promi-
Congregatione
Scripturse.Cumque
Florentiae
erat
; et ut
perniciosa dòctrina, neque
detrimentum
grave
declarata
ea
titulus
et
decere
aut
scriptis; cumque
tam
decretum
Divinse
hic'liber
Notario
fuisti.
prohibiti libri qui
fuèrunt
et
pore
tem-
eo
opinione
defendere
eam
neque
voce,
serperót in
eriianavit
'
Offlcii
S.
D.
benigne
Card,
D.
prsesentibus
,
,
qua
conji-
,
Decreti, die
ejusdem
eodem
fuit
tibi
liceret
siss^eià'
obedientiam,
ulterius
acquiesceres
,
quovis modo,
Et
de
nec
,
Commissario
desisteres
non
doctrinam,
defendere
nec
non
ab
praeceptum
ut omnino
Coinmissa-
a
supradicto Eminentissimo
D.
a
recederis
dictam
executionem
coram
fueras; tibi
fungente,
tis
si
Bellarmino, postquam
admònitus
in
decere
prsecepto
Palatio
tibi
desereres
,
et
carcerem:
sequenti
alios
cui
:
omnino
ut
; et recusanti
préeciperetur, ut
Eminentissìmus
ut
1616,
injungeret,
pi'edlctafalsa' dòctrina
a
anni
relinqùi tamqùam
qui paritér
est
satagis
indecisam
gravissimus
et
error,
10
146
-
nullo
cum
clarata
modo
probabilis esse
definita
ac
de
Quapropter
OflBicium,in
missum.
annis
fUisse,
conscriptum
te
decem
es
postquam
tibi factuiù
illum
evulgandi,
librum.
com-
circiter
prseceptum
ut
quod
pe-
signiflcans
non
tibi
,
il-
tamen
prseceptum
quovis modo
teneres, defenderes, doceresve
ne
typìs
Item
dederunt
facultatem
talem
et
,
fuerat
S.
agnovisti di-
duodecim
aut
dictum
scribi
te
a
hoc
ad
es
iuramento
confessus
tijstilicentiam
lis,qui tibi
evocatus
cum
a
de-
jam
Scripturae divinae.
contraria
examinatus
coeptum
supra,
possit opinio, quse
mandato
tamquam
Item
bine
ab
faerit
nostro
quo
librum,
ctum
^
lem
ta-
doctrinam.
Confessus
locis
in
es
ita
compositam
ducta
argumenta,
tius
scripseris in
formam
placentiam
quam
et in
bus,
muniter
,
quilibet
estendendo
et
,
ingeniosos,
falsarum
et
enunciata,
incurreris
quod
ut po-
in
intentione, eo
tua
de
er-
quod
naturalem
propter
habet
inveniendo
possit
adstringere intellectum,
a
magis
se
in
homines
sitionum
dialogi
existimare
ita
esse
te
(ut dixisti)alienum
adeo
prsedictilibri pluribus
Lector
efficacia possent
dissolvi, excusans
facile
rorem
ut
esse,
parte falsa,
prò
illorum
prae
quam
pariter, Scripturam
com-
proprijs subtilitatisint
argutum;
quam
etiam
favorem
ad
com-
propo^
apparentis probabilitatis
discursus.
Et
tui
adsignatus
cum
defensionem
autographo
Eminentissimi
a
S.
Officio
et
tibi fuisse
promulgatam
tinetur
trariam
:
defenderes
qua
a
Sacris
S.
de
a
calumnijs
abjurasse
te
fuisse
et
sed
ex
ut
inimi-
punitum
non
jurasse,
ab-
denun-
tantummodo
,
factum
Congregatione
motu
ad
te,
a
testiflcatìone dicitur te
declarationem
doctrinam
esse
in
punitum
ncque
tiatam
te
convenieus
Bellarmini
Card.
qui dictitabant,
tuorum^
fuisse
D.
ut
terminus
protulistitestiflcationem
faciendam,
dicebas, procuratam
corum
tibi fuisset
terrse
et
a
Domino
Indicis,in
stabilitate
Scripturis,ideoque
defendi
Nostro,
qua
solis
non
-iconcon-
posse
147
—
teneri.
nec
ibi mentio
cum
praecepti, videlicet
larum
dam
in decursu
est
tibi
eas
Quare
docere
ob
hanc
tacuisse
typis mandandi,
sed
rorem,
Sed
sionem,
tuam
et
ausus
probabilem
artificiose
te
a
staveris
circa
pronunciatam
venire
esse
necesse
centra
ad
deducta
te
ctis tuis
meritis
S.
tibi
esse
contra
ad
te
istius
:
tui
circa dictam
visis
una
causae,
Christi,
jure videndis
quibusvis
et
per
hanc
sedendo
prò
tribunali
nostram
de
Consilio
sententiam
quam
flcum
Carolum
reum
utrìusque
in
his
Procuratorem
hic
de
inquisitum, examinatum,
ex
una
Doctorum
scriptis circa
inter
controversas
utriusque Juris.
Sincerum
jus OfflcjjFiscalem
Galilaei
nobis
coram
causas
judicio Reverendorum
et Juris
proferimus
Consultorum
et
et
Jesu
Virginis
semper
deflnitivam
Sacrae/Theologiae
causam
ptura
:
,
Magistrorum
nostrorum
devenimus
nostri
Domini
ipsius gloriosissimae Matris
et
tionem)
inten-
supradi-
cum
Sententiam
nomine
et
et mature
considerandis,
infrascriptam deflnitivam
Mari^,
lilaeum
et
quo
es
tuam
excusationibus
et
in
confessus
tu
Quapropter
tuae
judicavimus
,
quae
supra
veri-
integram
examen
eorum,
sunt
te
intentionem
igitur Sanctissimo
Invocato
manife-
non
,
de
et persuadere
suffragatur fa-
cum
a
rigorosum
confessionibus
alijsrebus
ea
Scripturse,
defendere,
extorta,
non
respondisti Catholice.
consideratis
in
siquidem
,
eam
neque
tuam
(absque praejudicio aliquo
quae
defen-
impositum.
videretur
nobis
vero
:
quam
tui
ad
contrariam
callide
et
tibi
praeceptum
Cum
tatem
aggravavit
esse
er-
potius,
producta
de illa tractare,
es
tanquam
•
magis
causam
librum
excusandum
ambitioni
ipsa testiflcatio
hsec
ad
non
vanae
prsedictam opinionem
tamen
cultas
dici
te
a
ut adscribèretur
malitiae.
dicitur
hoc
et
causam
petijstifacultatem
quando
praeceptum,
annorum
ipsam
,
te
creden-
sexdecim
aut
et
particu-
qtcovis modo,
et
excidisse
fiat duarum
non
quatordecim
memoria
e
—
Doctorem
parte,
MagniS.
hu-
et te
Ga-
praesenti processionali
et confessum
ut
supra
scriex
148
—
altera, dicimus,
te
Galilseum
pronunciamus
sù^radictum
scripturse,
buie
haeresi
hoc
est
falsam
vidéliéet
Oriènte
ab
et
Occidentem,
ad
et
ut
supra,
te
de
doctrinam
tenueris
Scripturis, Solem
et
terrae,
cessa
pro-
suspectum
Divinis
ac
orbis
centrum
esse
credideris
in
sunt
es
vehementer
Sacris
contrariam
et
confessus
tu
declaramus
et
deducta
eà, qu8e
Officio
S.
quod
,
judicamus
,
ob
qùse
et
reddidisse
ipsum
-
eum
moveri
Terram
moveri
non
nec
esse
,
Mundi,
centrum
et
aliquam,
opinionem
babilem
ftierit contraria
incurrisse
delinquentes
hujusmodi
placet nobis
fide
steris
absolvaris,
ut
flcta
non
stolicae
contrariam
Ecclesiae
Romanae
et
dete-'
et
quamcumque
et
tibi
quae
,
quibus
sincero
Catholicae
formula
ea
et
centra
A
corde
,
haeresim
et
errorem
te
Canonibus
maledicas
haereses
et
errores
consequenter
prius
abjures,
nita
defi-
ac
promulgatis.
et
pro-
particularibus
et
dummodo
nobis
coram
supradictos
alium
statutis
et
Sacris
a
generalibus
tamquam
declarata
postquam
et pcenas
censuras
omnes
deféndi
ac
Scripturae ;
Sacrae
alijs Constitutionibus
et
teneri
posse
Aponobis
a
exhibebitur.
Ne
autem
transgressio
cautior
rum
edictum
ad
evadas,
semel
in
nostro
praecipimus,
nobis
in
omirino, vel
parte
ex
carcerem
tribus
ut
poste-
alijs, ut
absti-
tu
et
annis
publicum
per
Galilaei
limitandum,
Galilaei, te
Officii
hujus
S.
titulo
poeniten-
futuris
recites
poenitentiales ;
psalmos
septem
potestatem
ut
ac
error
in
et
exemplum
Dialogorum
formalem
hebdomada
servàntes
impunitus,
sis
liber
ad
arbitrio
tiée salutaris
perniciosus
et
delictis,decernimus
damnamus
tempus
lendi
et
prohibeatur
autem
gravis
omnino
remaneat
hujusmodi
ab
neant
iste
tuus
^nutandi,
moderandi,
supradictas
pcenas
aut
et
re-
tol-
poeni-
tentias.
Et
ita
dicimus
,
'
,
pronunciamus,
statuimus
ac
et
damnamus
,
,
per
claramus
de-
sententiam
reservamus
hoc
et
150
—
Mundi
trum
immobìlem
et
~
et
terram
moveri,
ac
nec
modo
quovis
mihi
repugnantem
notiflcatum
adduco
rationes
vehementer
cum
crediderim, Solem
et
terram
Idcirco
strarum
hanc
fide
supradictos
alium
que
adversum
et
haereses,
errorem
et
sectam
rum,
aut
quod
possit
asserturum
ciaturum
rum
quo
huic
fuero.
S.
contingat
aliquibus
me
testationibus
subjicio
nonibus
me
omnibus
poenis
centra
fuerunt
quae
hujusmodi
:
tango
Galilaeus
Ego
et
propria
me
manu
Sic
me
ab
hoc
S.
Ordinario
impletu-
me
Deus
Officio. Quod
generalibus
et
si
avertat) contraire,
suppliciis,quae
adjuvet
mihi
promissionibus, pro-
delinquentes
Deus
si cogno-
poeaitentias^quae
omnes
ac
dictu-
haeresi, denun-
promitto,
ac
et aliis Constitutionibus
laribus
de
S.
propter
sed
Inquisitori et
(quod
juramentis
et
amplius
suspicio;
dictis meis
ex
quemcum-
supradictae
nunqùam
aut
imponentur
aut
generaliter
suspectum
insuper
integre
detestor
et
scripto quidquam,
Officio
Juro
et observaturum
impositae sunt,
aut
corde
,
,
et
similis
me
Ve-
conceptam
contrariam
aut
haereticum
illum
loci, in
de
tenuerim
vehementem
,
posterum
voce
haberi
aliquem
vero
in
me
sum
immobilem,
et
maledico
abjuro
errores,
Ecclesise, et juro
quod
Catholici
jure
me
flcta
non
judicatus
Eminentiarum
mentibus
a
Christiani
cujuscumque
et
ipsius,
moveri.
ac
eximere
ego
in favorem
Mundi,
centrum
centrum
suspicionem
sincero
doctrinam
traete,
haeresi, videlicet
de
esse
esse
volens
et
et
damnatam
idcirco
solutionem;
suspectus
et
jam
efficacia
magna
ullam
non
doctrinam,
prsedictam
doctrinam
eamdem
aflFerendo
non
falsam
fuerat
decere
aut
SacraeScripturse; scripsiet typis mandavi
esse
librum, in quo
et
scripto prsedictam
vel
postquam
defendere
tenere,
possem
centrum
esse
non
,
statuta
Sancta
a
Sacris
Ca-
et
particu-
et
gata
promul-
gelia,
ipsiusEvan-
propriis manibus.
Galilaei
obligavi
ut
supradictus abjuravi, juravi, promisi
supra,
et
in
horum
subscripsi praesenti chirographo
fldem
meae
mea
abju-
151
-
rationis, et recitavi
Minervse
ventu
ad
verbo
die
hac
GaliLjEUS
Ego
de
—
Junii
22
Galilei
verbum
anni
abjuravi
in Con-
Romae
—
1633,
ut
propria.
manu
supra
III.
CONSULTO
SARPI
DEL
DEL
INTORNO
LIBRO
ALLA
PROIBIZIONE
COPERNICO'.
DI
7
Serenissimo
Principe.
il Decreto
Veduto
r Indice
della
riUustrissimo
Conte
Signor
parti.
riverentemente
protestanti, già poco
quali
doi
contraria
alla
santa
di
fermo
vatione
^
Questo
Repubblica,
cura
parte
di Nicolò
libro
e
Venezia.
con
parere
ci
venne
tanta
heretica
del
Copernico
dato
contiene
Decreto
dal
alla
de /la
se
onde
servitio
due
de
Monti, de
heretica
ben
si
autori
trattano
non
dentro
per
può
Dio
et
tener
et
per
conser-
religione.
Santa
è la
Decreto
celebre
P.
da
dottrina
tre
al-
nità,
Sere-
Vostra
nondimeno
la
per
dall' illustre
mandato
dottrina
che
dal-
assistente
di
stampati
hanno
religione
purità della
seconda
La
quel
altro
prohibirli sia
della
savio
Zaflfo
fede, gli altri
dottrina
il
che
che
tempo
contengono
molta
sparsa
:
non
principaliter
dal
sopra
prohibitione di cinque libri de
è la
prima
La
Roma
Collegio
il commandamento
rheresia, essequendo
dirò
di
Congregatione
libri,portato neirEccellentissimo
de
Ì6i6,
maggio
Astronomo,
Sarpi
al
signor Cechetti,
conservazione
di
suspensione
Doge
che
et
della
con-
Serenissima
attende
dell'Archivio
in
un
di
con
Stato
tanta
di
di
seguenza
prohibitione
la
con
medesma
della
Cardinale,
da
dotto
la
XIII.
Per
dutione
il
di
suspendere
mondo,
et
di Trento
l'altra
non
modo
può
l'arte
che
in
ne
riceverne
netia
pensiero
cip
di
sorte
sopra
che
le
permettere
importanti rispetti, et essendo
possi i^ascer
conceder
ffe
li|)rinon
Ma
ben
racorderei
si
prestato
ì^\litotra
del
1596
possi
la
in
con
sede
et
non
molto
alcun
apparisse
el
pregiudicio
m
TO^tì
le^e
j^^oco
stimerai cb^
d^
aiRpo
pregiudic^Q
che
il
.^u^3ti
publico.
qìjandQ
1^ prohibitione
publico
consenso
al
concordato
Serenissima
la
materia
di
prohibitione
conservar
per
può
si
et
et necessario
.fi^i^
le persone
Apostolica
questa
quale è giusto
di
QQga
licenzp hai^Lervì
non
suspensiotnp
riverentemente
publicasse
sarebbe
esser
jtq^Qa
prohibitione
pochissime
et
jn
quQgto
fosseiro $t^i
$candolo, pertanto
prohibitione
la
ìocjc^
in ¥e^taizi^pal^Q
debite
jstttepdonoalla professione d'astrononiia
.tgpierche
tutto
Concilio
al
essendo
quando
con
non
introda
no^
mei)o
è jxxai stato
libri
libro
l'auto^^tà ^eppQr|t{e
ne
Stato,
questo
Roma,
il
et
rio
Grego-
,coi]iSÌder;a»dQdal-
dottrina
alcuno,
stapipati qui
tempo
gran
in
si bene
ma
^iQun
di
questi
di
nessuno
ne
il
quello
nova
censurato
beneficio
stampa
questa
non
tutto
di
del
veduto
potestà de Principi
la
della
suspensione
letto
stato
Papa
vecchio
con
questa
dal
è
il mondo
che
libro
passato
Roma,
che
parte
alcun
il
per
un
fatta
admirata
sia
che
senza
et
dottrina
la
era
libro
suo
anni, veduto
sopra
la
mentre
il
et
Astronomia,
che
cause
III,
quell'autore sia
dell'anno
queste
riuscire
per
anzi
correzione
fondata
di
liare
umi-
et. molto
Papa,
che
professione
Catho-
Prete
Roma,
di 100
dotirì^a
in "IN^Apo}i
iPeUa
un
Paulo
creato
stima,
havuto,
di
Papa
meno
poco
con
nella
mai
habbia
è
già
Europa
tutta
di
dopo
anco
stampato
più
è
et
studio
nello
^
fu
Copernico
memoria
santa
jlajSua
sQgue
lettera stampista
Nicolò
lettor
che
autore
d'una
materia.
lico, pubblico
stato
al^ro
un
vivo
con
sta-
Republica
de
libri,
il
ogni ^aqui-
sita
diligentia
importantissimi
innumerabilì
per
ris
petti
,
il
per
che
publicasse
si
Romano
altra
0
in
data
yado
il
che
che
neir
Ufficio
iA9SisteiM^ia
^i
formasse
^iu
Inquisitione
{@t
fr:Indi:C^,
ìin
el
se
acciò
Venetia,
insieme
sentanti
il
mio
Gratie,
(Consulti
Romano
Decreto
et
da
sarà
chi
veduto
il
resti
conservato
alla
parere
publicarlo,
pensiero
non
gli
il
atto
far
stampar
permesso,
se
nell'Ufficio
dai
di
publici
di
Roma
rapre-
sottomettendo
concordato,
di
visto
sopra
questo
prohibitione
la
sapienza
somma
di
fosse
prestato
consenso
tali,
quell'Ufficio,
di
articolo
della
Roma
et
publici
in
veduta
dicesse
si
Signori
di
la
con
l'Ufficio
111.""*
sopradetto
del
aggionta
con
venisse
Inquisitore
sario
neces-
quale
congretgato
atti
dagli
libro
nel
il
di
deliberato
stato
P.
V.enetia
iMm
sia
è
per
esser
Gongregaticoie
della
Decreto
registrato
rfoese
teX
tal
io
ma
j
congregato
nel
delli
rassiatentia
con
il
letto
tale
parola
come
fare
crederei
Decreto,
giorno
il
che
aostane:^:
di
pensi
ragioni
.un
sola
la
quisitore,
In-
P.
assistenti,
Inquisitione
delF
Decreto
dal
con
Inquisitor
P.
publiche
delle
Venetia
in
Savii
Signori
I11."*V
il
quando
ecclesiastica
persona
credendo
conservatione
esseguisse
et
dalli
voce
publico
servitio
sarebbe
non
Vostra
Serenità.
ecc.
di
Fra
Paolo,
Voi.
dal
1613
Arch.
al
di
1616,
Stato
pag.
Venezia.
308)
154
-.
-
IV.
LETTERA
Riferiamo
qui il
prima
nota
IV, die
Feria
lectis
mittit
copiam
Xbris
1613
Profess.
tinent
datis
tionem
Sacrae
et
Oalilsei
Scripturse, decretum,
Inquisitoridictae Civitatis
et
dat.
mittant
7
huius
die
interpreta-
scribatur
hanc
N.
1.
con-
quse
et
^d
21
Cassi-
Pisarum
ut curent
Ord.
quibus
Monachum
sensum
ut
Lorini,
Fiorentine
studio
circa
erroneas
originales diicti Galilaei
die
Castelli
in
nella
volume.
Nicolai
Fiorenti»
Mathemat.
propositiones
quale accenniamo
Fr.
—
Benedictum
D.
LORINI.
di questo
1615.
Literarum
ad
al'
xv
febr.
25
literis
Prsed.
nensem
Documento
pagina
della
NICCOLÒ
DI
scopo
Archiepiliteras
habere
S.
Congrega-
tionem.
V.
NOTA
Chiamiamo
chofer
e
consultori
Zaccaria
il titolo
e
tre
furono
di
Consultori
consultati
Dall'attestazione
una
che
memoria
sopra
così
Agostino
Pasqualigo,
originale degli
ricava
ILLUSTRATIVA
i
ed
come
il
agli eminentissimi
r eretica
S.
loro
Offizio,ma
e
tre
Insero
aves-
perchè tutti
pareri inseriti
nel
lume
vo-
atti.
(Documento
esso
Melchiorre
perchè tutti
non
del
Oregio,
pravità
LV)
di
Agostino Oregio si
padre Riccardi
Cardinali
al fine
presentarono
inquisitorigenerali
di provare
che
Galileo
155
-
conformemente
libro
muoversi
insegna
memoria
fu
non
relativa
al
Nel
LVII,
volume
del
sebbene
il LVII
Zaccaria
il
dirette
separate
tutti
e
stati
prima
e
e
dei
loro
consultori
forse
ordinari
qualità espressa
prima
LVIII
al
segue
il LVIII.
professore di
e
noi
A
Sacra
logia
teo-
memorie
due
con
Ginetto.
che
sembra
Commissione
S.
Offlzio
al
essendo
non
ticolare,
par-
Inchofer
appartenevano
non
del
e
Offlzio. Melchiorre
al S.
Pasqualigo
la
LVIII.
Documento
Congregazione
poi trasmessi
sole.
del
e
una
rispettive esplicazioni siano
le
con
letti nella
Zaccaria
LVI,
avvalora
lo
e
Cardinale
pareri
i
tre
al
stabilità
alla
il Documento
chierico
suo
Questa
attestazioni, V
due
presupponga
parere
suo
del
il
processo.
Documento
processo
Pasqualigo
dà
del
sono
dal
all'intitolazione
conforme
riposare il sole.
e
terra, l'altra
della
di tutto
contesto
volume
vi
è costituita
Quest'ultima
è
nel
Inchofer
moto
dal
la terra
posta
Melchiorre
Del
risulta
quanto
a
-
novero
questa
sottoscrizione.
nella
VI.
NOTA
LETTERA
Vossignoria
und
cui
mi
fece
die
lo
del
Romische
volle
H.
SIGNOR
TON
KARL
6EBLER
Signore
Illustre
che
AL
2.
ILLUSTRATIVA
consentirà
che
ragguardevole
curie
accompagnare.
e
della
renda
le
suo
libro:
grazie del dono
Galileo
gentilissima
Cotesto
libro
è
Galilei
lettera
nuova
con
prova
156
ha nella storia la travagliosalotta che
che
iihportànza
della
Galileo
con la
sostenne
—
discórso intorno
del
Óòngregazione
Offlzio. Nel
S.
Copernicoe le vicende del sistema
che giunse in Germania, quando già il libro
Cùpef^icàho,
mio
a
prossimo a vedere la luce, mi sono studiato di
ben fermare il significato
di quéstalotta,che troverà iiel
di lei èra
presente volume
documénti
"dìxare
è
mi
a
profondo
per
cioè essére
è in
Ed
omaggio
la tesi 'messa avanti
da lei pure
e
riavvi-
a
ed eletta erudizione
il vero.
fo lécito di dirle che
,
testi
Co-
giudìzi
degli
i
concordia
a vasta
Vossignoria,
in Germania
prin6ij)^lmente
che possa
singoliatti.
gioveranno
quelligià pubblicati
"accoppianoamore
qtiestòche
i
segnano
ne
foreseàiiche a ridurre
e
ttomiiii,
che,come
a
che
tutti i documenti
con
ed illustrata
particolari
ne' suoi
narrata
propugnata,
falsificato il documento
del 26
bràio,
feb-
"àiénel présente volume
XXVlII,
porta il numero
affatto
"èoine già notai nel citato mio discorso,si discosta
dal vero.
E perchè questa mia affermazione torni chiara e
rimettiamo
convincente
Addi
25 febbraio
e
che
del
il Cardinale
Bellarmino
recusaverit
testibus
doctrinam
tractare:
cioè
ad
parere^
si
il di 26,
non
il Cardinale
ricevuto, ed il Padre
8. D.
et totiuè
senza
et ordinavit
le
prò
parole
nomine
ìut««S. Ójfjihny
Conjsfréffàtimis
VììòbQis et terra
omnino
nìoveatur
aspettare che
indicare
sembravano
sòl sit
quòviàmòdo
hiusmodi
compie l'ordine
Bellarmino
pradictam opinioUém quòd
conferò i
abstineat
et
aut
Mellini,prcecepit
iir.
Papce
et si
notario
coram
omnino
Commissario
Galileo rispondesse,come
del Cardinale
Galileo,
se
a
dinò
or-
defendere seu de ea
All'indomani,
acquieveritcarceretur.
opinixmem
vero
Padre
optnionem;
Commissarius
docere
il S.
chiami
dictam
deserendam
pater
sessore
significaall'As-
S. Offlzio che
faciatUH p^^oeceptumut
et
i fatti.
Mellini
il Cardinale
Commissario
moneat
eumqtie
gli occhi
sotto
cèhtrum
munili
rèlinquat
tenéàty aocéatj
aut
nec
et
eam
iwr
de
défendatjverto
168
-
del
segnò rintervento
il
che
la
nella tornata
dato
Pietro, l'altra è
nei
né
tenere,
màggio
1616,
di
e
denuntiata
la
pubblicata
la
nel
terra
centro
sia
si
del
la dottrina
mtwva
intorno
alle
defendere
Bellarmino
accennati.
documenti
documento
del
compie
vrebbe
Se
da
al
r esortazione
nel
quali è appunto
del
e
il documento
26
febbraio,
sincero
del
e
fosse
col
il sole
Oriente
et
ad
stia
dente
Occisi
peì-^ònon
rilasciare
maggio
la
che
mai
a-
la mentovata
non
sanzione.
rende
il
sario
Commis-
come
Galileo
parole
quindi questo
quanto quello.
a
i tre
autentico
il Padre
Bellarmino,
comminata
26
ed
vero
quale
del
le ultime
polizza comprendervi
vede
CopemicOy
che
et
et
nella
chiaramente
riassume
non
febbraio,
26
potuto questi
nelle
stata
tenere.
ne
polizza del
La
è
Signore
y
possa
il di 26
delVIndice^
sole,
la
impugnare
Nostro
Scritture
Sacre
dere
difen-
Galileo
attribuita
mvx)versi
senza
contraria
da
al
Sacre
prova
di
a
Congregatione
che
mondo
che
fatta
alle
sotto
avvisò
afferma
le
contenere
Galileo
mai
nessuno
flzio
Of-
S.
del
irrecusabile
a
serita
innel
si potessero
non
e
fu
che
contrarie
e
Bellarmino
Sacra
si contiene
si
che
buite
proposizioni attri-
le
che
ampia
dichiaratione
dalla
taio
no-
conservavano
precetto dovesse
quale si
la
dal
volume
Congregazione
la
erronee
fa
cui
si
che
conseguenza
dal
con
l'autenticità;
che
il
ne
pienamente
Bellarmino,
del
decreti
che
ce
polizza rilasciata
quale
la relazione
per
cosa
palazzo dell'Inquisizione presso
Copernico fossero
Scritture, e che
la
scritta
nel
condo
se-
Dall'ordine
marzo.
febbraio
inserita
dichiarazione
la
3
relazioni che
26
fu
del
E
parti, cioè
al
del
Minerva, dove
si radunava.
due
che
registri dei
della
convento
del
due
quella
negli archivi
teneva
S.
è
Offlzio, e
S.
le
riferire
nel
Bellarmino
partono
monianza
testi-
appunto
acquetò airammonizione,
si
dal
fanno
Congregazione
Tuna
concordano;
del
Galileo
della
Mellini
dal
Commissario
usata
parola
—
profferì
Come
ragione di
è altrettanto
e
Ella
quello
autentico
159
—
L'origine dell'
soverchia
nel
quindi
Galileo
importanza
al
credere
senza
le
potuto
essere
che
avrebbe
non
Dopo
ed
maturo
così
compiuta
dei
Tepistolariodel
sia che
le
polizza
nella
del
formola
La
differenziasi
ciò
in
formola
si
che
può
si
non
difendere
o
dal
sì
così
né
S.
tenere
ed
braio,
feb-
gono
leg-
il Bellarmino.
Bellarmino
26
Offizio
sotto
tenere
febbraio
nicana
Coperseconda
e
o
formolo
la
siccome
il dì 24
Bellarminiano
insegnare
due
Nelle
assoluta;
altrettanto
con
sì
che
nella
e
riferiscono, escludono
il divieto
giudici
26
dottrina
la
le
sizioni
propo-
febbraio,
alle
zione
qualsiasi condi-
i)oteva
,
dai
dal
del
che
iscritti.
con
prescrizione è definitiva
quali ambedue
del
data
dannato,
con-
espresso
gli rilasciò
qualsiasi ragione
per
censurate
stato
niamo
ve-
,
parole
con
è
ci
noi
stato
quelle
che
è detto
difendere
può
fosse
documento
del
prima
nella
,
non
sarebbe
con
espresso
che
dì tutto
come
documento
nel
precetto
dalla
che
Galileo
dichiarazione
o
notizia
la
dopo
corrispondenti,
che
stato
e
quello contenute,
e
precetto personale
fosse
che
febbraio,
26
processo,
suoi
si trovano
che
parole
sia
il
esame
dei
e
dare
nel
condannato.
del
documenti
in
parole
imparziale
Galileo
del
Documento
conclusione
nella
con
avviso, consiste
mìo
a
errore,
-
il
rigore quanto
applicarsi
divieto
del
Commissario.
È
tuttavia
naturale
enunciare
il
che
precetto
Commissario,
il
sotto
la
forma
al
quale spettava
più imperativa,
parole più rigide di quelle del Bellarmino.
il
fatto
precetto
a
dal
parole adoperate
state
sufficienti
Avanti
il Papa
same
che
fosse
stato
Bellarmino,
tuttavia, a
nostro
ad
Congregazione
cosa,
una
questa
nella
sole
avviso,
il processo
memoria
posto
significato
queste
incominciasse
commesso
della
Galileo
Ma
usasse
per
del
le
con
sarebbero
farlo
1633
dannare.
con-
avendo
particolare
che
che
trasmise
T
e-
al
WOv-
—
Galileo
contro
Papa
:
serendo
del
flusso
del
terra
plurimi
particolare
taciuto
al
Papa,
enumera,
delle
sione
del
E
nel
facienti
di
cui
in
cui
la
navasi, insistendo
Galileo
sizione, il Papa
le
che
atteso
dannate
il
Galileo
che
dogmi
tutte
le
ne
lettere.
gli altri Cardinali
Questa
ed
con
passa
la
vi
braio
sono
cosi
con
le
che
preoccupazione
più indifferenza.
due
di
una
esso
Galileo
era
volte
si lamenta
bero
quali potrebresiste
I\ Papa
a
raccomandazioni,
Barberini
al libro
dopo quella,
di animo,
Dietro
scritto
e
da
disubidi^okza*
sua
ed
e
è
mentata
ram-
ci si
se
il precetto
proposizioni censurate,
1616, le quali contengono
esiziale.
più
alla
non
statar
da
trattate
il Cardinale
assai
istanza
erano
altrettante
a
di
fine
427). E quante
p.
né
ascolto
ai
alla
Galileo
eresie.
quasi, sempre
minore
frase,
dà
dottrine,
è rammentata
tegoria
ca-
dell'Inqui-
aderire
pessime, dalle
guardavano
alle
IX,
argomento,
il Papa,
Come
nella
Papa
il libro
che
voi.
dottrine
non
principio al
Tribunale
le materie
particolari ed
rimostranze,
Galileo
al
da
che
anni,
cotesto
presentò
che
il
poteva
non
pericolose,
sostenga
uscire
a
in
entra
Papa
esprime.
particolare radu-
presso
deferito
pernicioso (Opere compiute,
il
precetto
si
dar
Congregazione
fosse
e
que-*
discorriamo.
opinioni propugnate
fastidiose
erano
della
delitto, la transgres-
di
Niccolini
sedici
di
re^
In
»
del
essa
conclusioni
corpo
rispose che
circa
da
etc.
parimenti comprenderla
precetto
che
come
e
Congregazione
la
accusa
Galileo
nelle
senza
cose
tempo
evitare
di
quali questi deliberò
sulle
e
processo,
dal
Congregazione
plurimi,
transgressione
la
compi-ende
non
detta
li capi
sono
flusso
mobilità
et
as^
stabilità
et
terra
sole
hab^
Bypotesì,
l'esistente
del
capi maggiori
o
fraudolentemente
la
stabilità
esistenti,che
della
ridutto
mai
nella
mare
noA
sti capi
habbia
che
dall'
recedere
con
il Galilea
che
pretende
la mobilità
assolutamente
sole:
si
«
trasgrediti gli ordini
bìa
E
dice
dottrina
sonale
per-
il di 24
tenuta
e
febs*
duta
cre-
161
-
pareri dell'Oregio, deirinchofer
I
confermano
Nel
noi
che
Pasqualigo,
qicod
opere
inscribitur
defenditur
più.
Nel
quietem
seu
la
ancora
Galileo
al
Galileo
insegna
ancora
la
suo
voto
si
e
contraria
e
dà
alle
Sacre
di
diverso
è
del
questi
nel
che
il
del
senso
lo
la
nel
del
ha
ogni
Copernicano,
in sostegno
di
Tolomeo
di Thorn.
Dal
che
delle
il libro
stato
avvenuta
proibizione
non
fatto.
vi
tenere
del
In
e
fossero
le
ogni
sarebbe
le
stata
sole
anzi
del
sia
che
dal
la
di-
l'astronomo
delche
fossero
tenere, insegnare, difendere, qtcovismodo
due
dei
precetto personale
che
di
sia
nella
che
difendere
non
le
condanna
la
stessa,
parole
vi
di
è pronto
Dialogo
proposizioni Copernicane
Bellarmino,
solo
confutazione
è certo
caso
il secondo
non
che
in
troviamo
noi
proposizioni, Galileo
per
che
missario
Com-
manifestissimo
due
sistemi, indipendentemente
ligo.
Pasqua-
dopo
cosa
appare
famose
condannato
Copernicano.
1633,
ma
ed
falsa
Macolano,
Galileo
con
avanti
esorta
è
processo
niassimi
di
forse
finge
Zaccaria
di
Padre
stato
sarebbe
che
corrobora,
e
tuttavia
al
sarebbe
era
e
dichiarata
sostiene
parere
consultori
proibizione
la
ap-.
ciò
su
artificiosamente
sia
che
colloquio che
non
.
dopo
che
dà
Copernicana
mentre
Scritture,
S. Offlzio
interrogatorio,
scrivere
cui
intiero
Copernicana,
credere
dai
Passando
a
fendere
sospetto
con
per
la dottrina
dottrina
la
sospetto
chiarare
secondo,
de
et
vi è
che
ma
,
raggirano
difende
e
docere
nulla
e
è il
che
in
tenetur.
:
terram,
prolisse memorie
due
l'Inchofer,Galileo
di combattere
che
etc.
che
tiene.
Secondo
non
moveri
solum
soliSy etc.
Le
tenga.
poggio
E
Galileo,
Inchofer
non
volta,
parola del
,
censeo
stationem
si fa
non
de
docet
di Melchiorre
prima
semplicemente
Dialogo
sententia, qiuB
parere
leggiamo:
Oregio
si afferma
ma
la
per
affermiamo.
quanto
Cardinale
del
parere
quello di Zaccaria
e
pubblichiamo
pienamente
precetto personale,
ac
-
come
nella
parole
verbo
aut
di
e
lizza
ponon
scripto
11
la
ledi-
-
proposizioni
dette
si incontrano
cbe
febbraio
25
il documento
Galileiano
detto
qualche
in
ombra
che
potuto
d'uopo
e
intendere
modo
assoluto
della
marzo
del
amassi
non
se
per
febbraio
la
Galileiano
dal
proposizioni Copernicane,
cui
con
il libro
delle
dal
e
del
Of-
S.
proibirono
si
quale
dell'Indice
se
strare
dimo-
cosa,
il processo
col
ove
lasciare
meglio
stessi
se
1616,
Congregazione
1620,
che
ancora,
distinguere il giudizio
le
nute
conte-
nuovi
Potrei
esservi.
rettamente
accuratamente
il di 24
quelle
non
dissipano ogni ombra,
chiariscano
per
flzio sotto
5
avesse
i documenti
che
in
volume
infastidirla
temessi
non
questo
non
il processò
i documenti
4** che
gli
sendo
es-
documento
; S"" che
che
né
argomento
il detto
che
chiarare
l*" di-
può
1616,
stesso
condanna
sulla
documento;
si ritrovano
allo
2"
si
non
febbraio
26
ragioni più profonde
ha
in
è
di sorta
influenza
ebbe
concordi;
tutti
essi
del
intorno
posteriori
i
o
cbe
signor Gebler,
adunque,
falso
anteriori,
di
del
Mellini
Cardinale
del
nell'ordine
quelle
a
lftl6.
vede
Ella
pienamente
rifondono
che
Decreto
Decreto
rivoluzioni
steriore
povenne
corretto.
confusione
Dalla
dell'Indice
quello
con
Galileo
che
Copernicana,
del
Decreto
Bellarmino.
quale
del
Ma
febbraio
In
questo
fo
nel
Di
per
dalla
Roma
14
maggio
la
sostenere
della
mancare
che
di
nulla
stessa
del
signore,
stesso,
più di quello
ossequi.
1876.
Dev,mo
Berti
che
dell'Indice.
promessa.
i miei
il
dichiarazione
la
Congregazione
alla
dottrina
dal
il Galileo
afferma
cetto
con-
interdetto
dichiarazione
cadde
errore
intanto, egregio
l'erroneo
assolutamente
era
non
Congregazione
sorse
hypotesi
ex
e
Decreto
della
Offizio
esprimeva
non
qui punto
Accolga
S.
interrogatori
Bellarmino
si contenesse
del
ciò
24
Decreti
due
potesse
mentre
suoi
nei
dei
Aff.mo
Domenico.
3Sr
I
ID
G
I
PARTE
Introduzione
E
I.
al
storica
1616.
del
processo
»
1 182
volume
Galileiani
processi
nel
rubati
al
1848
College
Trinity
Pubblicazione
II.
Descrizione
—
Docunmeti
a^
del
viene
in
che
al
nel
riceve
esso
sistema
in
Galijeo
di
Lettera
Invettiva
Oliorevoli
coglienze
ac-
conversazioni
e
colloquio
Suo
torno
in-
col
Papa
»
Benedetto
a
fatta
Galileo
dal
Roma
Firenze
21
è
dicembre
1613
Caccini,
al
denunziato
Niccola
frate
—
Tommaso
da
xvu
Galileo
contro
Castelli,
Galileo,
—
in
Offizio
Visita
—
—
di
t
teologi
1611
Cardinali
—
teologi
contro
Domenicano
frate
del
marzo
dei
Firemze
dei
Rumori
—
duti
ven-
Opposizioni
parte
per
Discorsi
—
Copernicano
ritorno
Suo
S.
Sidereo
Sospetti
—
parecchi
e
e
Pag.
Nunzio
Roma
Romano
Collegio
—
Roma
Dublino
di
peripatetici
dei
parte
III.
—
—
Galileo
Capo
di
originali
volume
detto
vii
Archi
—
—
di
—
per
il
gli atti
contenente
—
dei
Capo
del
Storia
I.
Capo
tribunale
Lorini
del
Giudizio
—
del
Padre
del
Castelli
Padre
de*
e
piovano
al
indirizzata
Caccini
—
Attavanti
Deposizioni
il
presso
S.
»
viene
—
in
Roma
—
Medici
Roma
del
lettera
Firenze
Carattere
—
11
Guicciardini
in
del
Deposizione
-»
Galileo
IV.
alla
intorno
Ximenee
di
Offizio
Capo
Consultore
teologo
—
Condanna
—
E
delPambasciatore
Qaerenghi
addi
e
24
le
Toscano
conversazioni
febbraio
nella
ospitato
della
Villa
Pietro
di
Galileo
dottrina
del
xxix
164
—
della terra
moto
Cardinale
del
1616
Ammonizione
^
—
fatta
Bellarmino
Galileo
a
del 5
Decreto
—
della Ck)ngregazione deir Indice
nel palazzo
Giudizio
—
mai-zo
intorno
al processo
Pag.
Note
LY
»
PARTE
Introduzione
Capo
I.
Copernico
Galileo
Saggiatore
—
Vili
Violenza
—
scritture intorno
sue
II.
colini
H
—
levatisi in Roma
—
per detta
Ordini
—
Galileo
Trattative
—
di Galileo
giunge
Papa
in
far
la
—
Dispetto del
Membri
per
Roma
di
detta
Galileo
venire
Sua visita al Commissario
—
Generale
III.
Capo
—
Personaggiche più figurarono nel
Urbano
—
Pasquali
go
IV.
Capo
—
—
Cardinale
—
Melchiorre
—
Scaglia e
Desiderato
—
Vili
Inchofer
Guido
di difesa
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Generale
dello stesso
Prescrizioni
Secondo
contenute
con
nei Decreto
—
—
Esame
sull'intenzione,addi
missario
Com-
Galileo addi
interrogatorio30
—
lileo
Ga-
tori
dei tre Consul-
aprile
27
—
Decreto
16
giugno
Esame
21
giugno
l'intenzione
sopra
V.
—
lxxxv
Macolano
Colloquiodel
?—
Macolano
10 maggio
interrogatorio
Terzo
—
mese
Vincenzo
»
di Galileo
Rispostadi
Parere
presentatoaddi 15 aprile1633
lxxy
voglio
—
sistema
»
Zaccaria
—
Vincenzo
Interrogatorio del 12 aprile
Suo
processo
Oregio
—
Benti
lxvh
Rumori
—
pubblicazione
Pag.
Nicper
Dialoghi
dei
.
.
Firenze
in
—
del
.
Il marchese
—
^
al Dialogo
mano
del mondo
—
—
pubblicarele
Mette
—
sistemi
Ritorno
—
il Bellarmino
e
non
per
Copernico
mino
Bellar-
—
bano
per visitare Ur-
Congregazione particolare
—
Roma
se
Pubblicazione
Congregazione
a
a
padre Niccolò. Riccardi
trattative
Papa
1"
massimi
stampa del Dialogo
Nuove
Cesi
losguardo
Bel-
Tita in
Adami
Tiene in Roma
di Galileo in Roma
Venuta
—
Federico
—
1633.
del
Sua
—
Tobia
con
che
a
ai due
intomo
Capo
al processo
storica
Conversazioni
corregge
—
II.
di Galileo
Qualità dell'ingegno
—
—
Capo
xi^
...»
21
giugno
—
xcT
L'esame
/.
i66
—
XIX.
Documento
Ordine
-"
4
Ximanes,
XX.
Documento
airiaquifiitoredi
Letteiu
nare
esami-
di
Firenze
1615
noveoabre
^
-
Pag.
Firenze
di
dell'Inquisitore
al Cardinale
Mellini
13
addi
ivi
»
XXI.
Documento
Interrogatorio del
—
P.
Ximenes,
Ferdinando
43
1615
novembre
42
.
Documento
XXII.
di
Interrogatorio di
—
Castel
Documento
XXIII
Documento
XXIV.
Giovanozzo
Attavanti, piovano
Fiorentino.
-
Proposizione
—
qualificatoridel S.
Documento
XXV
Documento
XXVI.
libro
Proposizioni
Il
—
XXVIII.
della
Documento
5
addì
solari
addi
censura,
Mellini
notifica
all'avviso
la
dato
a
Congregazione
XXX.
Documento
XXXI.
—
Lettera
del
Cardinale
Caraffa
Ordine
del
Cardinale
Mellini
—
....
Documento
XXXII.
passate
Documento
dal
Memoria
—
1630
sino
XXXIII.
—
al
riassuntiva
principio
di Firenze,
all'Inquisitore
XXXIV.
Documento
Lettera
—
Firenze, al Padre
Documento
XXXV.
del
Documento
kglio
DocuMENix)
del
maggio
Fra
di
le
della
intorno
processo
....
Sacro
del
1631
Clemente,
prefazione
ai due
massimi
del
Lettera
—
Maestro
di far
Ordine
—
alla
sistemi
prima
XXXVIII.
di
—
di
Lettera
del
del
Documento
XL.
Documento
XLI.
—
lettera
Altra
Attestazione
-—
Lettera
~
comparire Galileo,
23
1632
XLII.
—
Ordine
di
Fra
Clemente,
53
»
54
»
57
»
ivi
far
dell' Inquisitoredi Firenze.
1632
Galileo, 1 ottobre
venire
»
61
»
66
»
67
;"
68
»
71
s"
72
inquisitore
.
di Firenze,
dell'Inquisitore
di
»
tembre
set-
20
GalQeo,
9
.
»
73
t"
ivi
»
74
»
75
»
76
vembre
no-
1632
Documento
52
Palazzo,
Sacro
.
XXXIX.
»
mondo,
Firenze
Documento
ivi
zione
edi-
1632
Documento
»
Inquisitore di
1631
XXXVII.
51
Palazzo
Copernicano
e
»
pratiche
Riccardi
Copia
—
XXXVI.
19
Nicolò
Dialogo
Tolemaico
24
di tutte
Maestro
del
Lettera
-
ivi
dell* Indice,
•
Documento
»
lileo
Ga-
1616
marzo
50
censura
1616
febbraio
della
Decreto
—
»
.
intorno
26
Consultori.
dai
Galileo
Relazione
—
XXIX.
Macchie
censurate
Cardinale^
profferitasulle proposizioni di
Documento
delle
46
dai
.
—
XXVII.
Documento
nel
Offizio
censurabile
giudicata
»
dicembre
167
—
Documento
XLIII.
Lettera
—
^
Miclielaingelò Buonarotti
di
il
,
giovane
Pag.
XLIV.
Documento
XLY.
dinaie, 18
Documento
XLVIL
Documento
XLVUI.
22
Documento
di
deirinquisitore
farlo
di
e
venire
al
Caj"
Roma
a
medici, 17
dei
dicembre
1632.
Firenze
al Cardinale,
L.
Secondo
—
interrogatorio,die
30
sabathi
LI.
Terzo
—
interrogatorio,die martis,
10
LII.
Documento
LUI.
Documento
LIV.
sopra
Dichiarazione
—
del
Bellannino
Cardinale
.
Difesa
—
della
del
nota
Cardinale
LV.
di
Attestazione
—
LYI.
Documento
LVII.
Attestazione
—
Inchofer
di
del
Ragioni
—
secondo
di
voto
defendere,
LX.
sopra
la intenzione, 10
di
del
terrse
•
.
Zaccaria
Papa
di
•
....
Pasqualigo
Pasqualigo
.
.
di
LXIV.
Documento
LXV.
DocuME^TO
LXVI.
Documento
LXVII.
94
"
95
»
96
»
99
»
ivi
la sentenza
Siena,
a
30
—.Risposta
—
Galileo
giugno
Supplica
—
di
Papa all'Inquisitore
contro
di
del
al
ivi
»
102
»
111
"
112
»
115
»
118
»
119
»
121
»
122
gno
giu-
—
Ordine
Firenze
di
gare
rele-
1633
Galileo
100
interrogare Galileo
interrogatorio di Galileo, 21
del
Ordine
—
pubblicare
Galileo
»
.
1633
Documento
90
.
1633
giugno
Quarto
—
nK)tu
ragioni di Zaccaria
Ordine
—
LXIII.
Documento
»
Galilseum, do»
Pasqualigo
Zaccaria
avviso
Nuove
—
LXII.
Documento
di
Secondo
—
de
opinionem
tenere
Avviso
—
LXI.
Documento
ac
ostenditur
quibns
Rationes
—
LIX.
Documento
82
»
LYIIL
Documento
»
Melchiorre
.
cere,
81
»
Inchofer.
Documento
»
aprile
15
Agostino Oregio,
1633
Documento
80
Bellarmino
riferita
Documento
»
.
Galileo
di
Copia
—
79
maggio
1633.
Documento
»
aprilis
1633
Documento
ivi
interrogatorio di Galileo, 12 aprile
Primo
1633
Documento
»
1632, di fiw
dicembre
1633
gennaio
—
78
Firenze
delllnquisitoredi
Lettera
—
30
Papa,
Certificato
—
XLIX.
del
Ordine
—
Documento
dinale,
Car-
1632
dicembre
Galileo
al
••...»
Lettera
—
XLVL
visitare
Firenze
gennaio 1633
8
Documento
delllnquisitoredi
Lettera
«^
76
Papa
Papa
di
Risposta dell'Inquisitore
»
Firenze
.
.
»
ivi
123
168
—
Documento
LXVIII.
—
L'Arcivescovo
—
di
al
Siena
Cardinale
di
«
10
Onofrio,
S.
LXIX.
Documento
della
LXXI.
della
della
lettere
di ricevuta
supplica
Nuova
—
Permissione
—
di
Galileo
accordata
al
Papa
LXX
Documento
lettere
Nuove
—
LXX
Documento
Lettera
—
alla
intorno
sentenza
Vili.
128
al Cardinale
del
Nunzio
Bruxelles,
di
del
Bruxelles, 7 dicembre
a
Denunzia
—
....
di
»
130
»
131
Siena,
1634
»
LXXXI.
dell'Ambasciatore
Lettera
—
di
ivi
di
1633
l'Arcivescovo
contro
129
13
dell'Accademia
Rettore
ivi
rini,
Barbey"
Lettera
Nunzio
febbraio
Documento
Galileo
di
Lettera
—
—
LXXX.
Documento
"
"
1633
al
127
.
1633
LXXIX.
Douvai
1
vii.
dicembre
dicembre
»
cembre
Galileo, 1 di-
a
.
17
126
"»
LXXVI.
DocubIbnto
»
.
.
1633
Documento
ivi
zione
pubblica-
di
o
sentenza
LXXV.
Documento
125
alla
Firenze
1633
settembre
Nuove
—
LXXIV.
»
zione
pubblica-
di
o
Risposta dell'Inquisitoredi
fattagli,17
LXXIII.
Documento
.
di ricevuta
124
Firenze
Galileo
di
opere
»
»
—
ammonizione
Documento
delle
123
sen-
fattane
Tlnquisitoredi
stampatore
lettere
della
atto
sentenza
LXXIL
Documento!
le quali si dà
di ammonire
Nuove
—
Pag.
•
.
pubblicazione
allo
data
.
con
Ordine
—
licenza
Documento
della
e
LXX.
Documento
•
Lettere
—
ricevuta
tenza
1633
luglio
Toscana
»
ivi
132
.
Documento
LXXXIL
Documento
Il
—
LXXXIII.
aprile
Documento.
Papa ricusa,
Lettera
—
23
1634.
marzo
"
dell'Inquisitoredi Firenze,
1
1634
LXXXI
V.
Lettera
—
1638,
2'à ottobre
di
chiede
cui
con
Castelli
Benedetto
LXXXV.
LXXX
giugno
luglio
25
Barberini,
Documento
L'Inquisitore
—
VI.
1638,
una
sopra
di Firenze,
dell'Inquisitore
venuta
persona
LXXXVII.
al ricevere
Documento
Galileo
Documento
o
no
LXXXVIII.
per
non
LXXXIX.
Cardinali, 8
Ordine
—
—
aver
—
giugno
detta
Il
dall'Olanda
Lettera
Papa,
13
ordina
la
di
persona
Fra
che
di
Paolo
»
135
j"
136
»
137
sitar
vi-
per
luglio 1638,
torno
in-
persona
Papa
ricevuto
1734
del
134
26
Galileo
Documento
»
al Cardinale
scrive
1638
Lettera
—
J33
di visitare
permesso
Fanano
»
al Cardinale,
Galileo
Documento
ivi
.
.
sia
ringraziato
cui
sopra
Ambrogio
^
.
ivi
.
ai
"
138
169
—
Documento
del
Sunto
XC.
—
Documento
Pag,
processo
Monumento
XCI.
—
a
—
Galileo,
14
1734.
giugno
»
138
140
.
APPENDICE.
«
I.
II.
III.
Sententia
in
Galilseum
Pag.
Galilsei
Abjuratio
Consulto
del
»
intorno
Sarpi
alla
proibizione
del
libro
di
Lettera
di
Niccolò
Lorìni
V.
Nota
illustrativa
N.
VI.
Nota
illustrativa
N.
»
1
»
Lettera
2
—
al
signor
Karl
von
149
pernico
Co-
"
IV.
141
Gebler.
151
154
ivi
155
"
ERRATA-CORRIGE
Pa^.
XIII,
»
XX,
»
XXiy,
»
XXXn,
»
XLVII,
S:
V.
i6
26:
V.
Licetti;
i^
3:
V.
Liceti,
leg«i:
23
t7 di
1633,
Querengki,
leggi:
febbredo;
fifoWo
24:
V.
leggi:
;
leggi:
Querengo.;
.10:
V.
Ì6i6
giugno
i6
febbraio;
féébrmo.
leggi:
il
ADonit
dì
i9
feb-
brodo*
»
XLVIII,
padre
»
LXI,
»
7,
25:
V.
at
reverendi
padri
assessori;
leggi:
ai
reverendo
assessore,
3:
V.
Nota
leggi:
i632,
1,
V.
2:
Enrico
»
14,
V.
4:
seguentia;
»
14,
Y.
12:
ommtmoc2(z
»
28,
V.
16:
Roma;
»
29,
V.
ì:
»
32,
V.
25:
»
42,
V.
5:
"
44,
Y.
1
"
48,
Y.
5:
de
50
examinet;
:
leggi:
mala;
:
so
leggi:
easplicit; leggi
leggi:
Enrico
De
VEpinois.
leggi:
omnimoda
veritas.
i2om(?.
leggi
leggi:
leggi:
sequeniia,
i?mtoft9;
;
cA«;
VEspinois\
de
leggi:
Lauda
i^57.
"2? Laude,
chi,
examinet
Ximenes,
explicet,
mAie.
^u/
Scarica

IL Processo Originale DI Galileo Galilei