ASSESSORATO REGIONALE
DELLA COOPERAZIONE, DEL COMMERCIO, DELL'ARTIGIANATO E DELLA PESCA
DIPARTIMENTO COOPERAZIONE COMMERCIO ARTIGIANATO
ASSE 6 – RETI E NODI DI SERVIZIO
MISURA 6.06 – INTERNAZIONALIZZAZIONE DELL’ECONOMIA SICILIANA
SOTTOMISURA 6.06 A2 PROGETTO PAESE
P.O.R. SICILIA 2000 - 2006
Dossier Progetto Paese Russia
Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 1 Sommario Introduzione e ragioni di scelta del Paese ......................................................................................... 5 1. 2. 3. Scheda Paese .............................................................................................................................. 8 1.1. Geografia ............................................................................................................................ 8 1.2. Aspetti socio‐demografici .................................................................................................. 8 1.3. Storia e Turismo ................................................................................................................. 9 1.4. Governo ............................................................................................................................ 10 1.5. Economia .......................................................................................................................... 11 1.6. Interscambio commerciale ............................................................................................... 12 1.7. Investimenti ...................................................................................................................... 17 1.8. Relazioni Unione Europea ‐ Russia ................................................................................... 20 1.9. Valutazione della penetrazione commerciale dei prodotti italiani sul mercato locale ... 22 Individuazione delle Regioni Russe più attrattive .................................................................... 27 2.1. Mosca (città) ..................................................................................................................... 28 2.2. Mosca(Regione) ................................................................................................................ 33 2.3. San Pietroburgo ................................................................................................................ 40 2.4. Sverdlovsk ........................................................................................................................ 45 2.5. Krasnodar ......................................................................................................................... 49 2.6. Samara .............................................................................................................................. 56 Scelta Settori ............................................................................................................................ 61 3.1. 4. Agroalimentare ................................................................................................................ 61 3.1.1. Vitivinicolo .............................................................................................................. 68 3.1.2. Olivicoltura ............................................................................................................. 75 3.1.3. Ortofrutticolo e conserve ....................................................................................... 79 3.1.4. Specialità dolciarie: pasticceria, gelati etc… ........................................................... 80 3.2. Hi Tech .............................................................................................................................. 81 3.3. Tessile e abbigliamento .................................................................................................... 83 3.4. Nautica ............................................................................................................................. 85 3.5. Arredo e lusso .................................................................................................................. 88 3.6. Turismo ............................................................................................................................. 90 Iniziative già in corso ................................................................................................................ 92 4.1. Ciao Russia ........................................................................................................................ 92 Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 2 4.2. Programma Straordinario di promozione del “Made in Italy” sul Mercato Russo .......... 93 Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 3 Il presente documento dell’Assistenza Tecnica del Commercio Internazionale, si pone l’obiettivo di raccogliere in un quadro ragionato tutte le informazioni che inducono a riconoscere la valenza di posizionare l’offerta produttive della Regione Siciliana, soprattutto con riferimento ad alcuni settori, in India. L’analisi desk è stata sviluppata in piena collaborazione tra i soggetti del sistema regionale per l’internazionalizzazione e del sistema Italia. Un particolare ringraziamento va all’ICE per i dati e le analisi fornite e alle risorse umane in “Training on the Job” presso lo Sprint Sicilia. Si è fatto infine ricorso al patrimonio informativo presente nei siti web degli Sprint regionali.
Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 4 Introduzione e ragioni di scelta del Paese Tra le grandi economie mondiali emergenti, la Russia è da circa cinque anni al terzo posto come dinamica di sviluppo, dopo la Cina e l’India. Nel 2005 il Pil russo è cresciuto del 6,4 percento, e nel 2006 è proseguito il ciclo positivo, con un aumento del 6,7% , mentre la produzione industriale ha registrato un aumento del 3,9 percento rispetto al 2005. Tale risultato, però, è fortemente influenzato dall’andamento, sui mercati mondiali, dell’aumento di prezzo delle materie prime energetiche. Nel 2006, infatti, il petrolio e il gas naturale hanno contribuito al PIL per il 40%, mentre hanno raggiunto circa il 60% delle esportazioni. A lungo termine tale andamento può però risultare nefasto. Molti analisti hanno parlato della cosiddetta “Maledizione del Petrolio”, ovvero la sindrome che distrae i capitali russi dalle attività economiche di sviluppo per essere indirizzati quasi esclusivamente alla lotta per la distribuzione dei proventi dell’energia, colpita da tassi altissimi sia di corruzione che di concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi oligarchi controllati dal Cremlino. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 5 Inoltre, i tentativi del Presidente Putin di bloccare la nascita del gasdotto del Mar Caspio testimonia la volontà di mantenere il controllo sull’energia e sul consumo della stessa da parte dell’Europa. Detto questo, la classe imprenditoriale russa comincia a crescere, pur con tante difficoltà, puntando su una classe media che ormai rappresenta il 20% della popolazione russa e che comincia ad assumere comportamenti di consumo simili a quelli occidentali. Esempi di best practices in tal senso si verificano nell’Hi‐Tech (Ogoniok, che opera nel settore delle protesi mediche) nei prodotti per la persona (Antik e il suo sapone fatto a mano), nell’abbigliamento (Gloria Jeans leader nell’abbigliamento per bambini ) e nell’alimentare, dove esempi quali l’Emporio Ars, che vende prodotti di alta qualità con l’immagine della Russia pre‐rivoluzionaria, sono diventati esempi di imprenditoria un tempo impensabili e che oggi permettono di guardare al Paese con grande ottimismo soprattutto nell’ambito di Joint‐Venture possibili. Analizzando ad un livello Macroeconomico la Federazione Russa risulta che: a) La Federazione Russa nel gennaio‐ottobre 2006, secondo i dati doganali russi, ha registrato esportazioni per 246,9 miliardi di dollari, con un aumento del 26,6% rispetto al corrispondente periodo 2005, mentre le importazioni sono state pari a 106,8 miliardi dollari, con un aumento di ben il 37,3% rispetto ai primi sei mesi del 2005. Il saldo attivo è stato di ben 140,1 miliardi di dollari, contro i 117,2 miliardi del gennaio‐ottobre 2005, dovuto principalmente all’esportazione di Gas naturale e petrolio; b) I redditi reali della popolazione continuano comunque a crescere: dopo il boom del 14,5% in valore reale nel 2003, e il 9,9% nel 2004, nel 2005 essi sono aumentati del 9,9%. Nei primi 4 mesi del 2006 essi sono aumentati del 7,7% e nel 2006 del 10 percento. Il valore nominale del reddito pro‐capite è stato nel 2005 di 7.848 rubli, ovvero di 277 dollari, contro circa 220 dollari di un anno prima, mentre il salario medio mensile era di 8.530 rubli (circa 301 dollari) contro 253 dollari nel 2004. A dicembre 2006 le rispettive cifre erano di 14.757 (557 dollari) per i redditi e 14.354 rubli (542 dollari) per i salari. c) A partire dal 2003‐2004, si sta sviluppando una importante tendenza, ovvero l’allargamento crescente del benessere anche alla classe medio‐bassa, con l’avvio di un vero e proprio “mercato di massa”, che coprirebbe già oggi fino al 40% della popolazione russa, ovvero 56‐57 milioni di persone. Questo sta avvenendo, mentre nel frattempo anche la popolazione “povera” sta diminuendo da un circa un terzo a meno di un quarto del totale. d) L’Italia è il 3° partner commerciale della Federazione, con una quota del 7,9% per le importazioni, per oltre il 73 % dovuta alla fornitura di gas e petrolio e che hanno evidentemente risentito del noto andamento dei valori di mercato, e del 4,6% per le esportazioni. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 6 e) La creazione delle ZES (Zone Economiche Speciali) per favorire l’insediamento produttivo di imprese straniere sul territorio russo nei settori Tecnologici e Industriali. La Federazione Russa si propone dunque come una delle economie più vive nel mercato mondiale, in buona crescita e con un potenziale pubblico di consumatori che si allarga ogni anno, consumatori già consapevoli del significato del Made in Italy come dimostrato dall’indagine condotta dall’Istituto Piepoli nel 2004. Fonte: Ricerca dell’Istituto Piepoli commissionata dal Comitato Leonardo – Ice Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 7 1. Scheda Paese 1.1.
Geografia Superficie: 17.075.200 Kmq (12.836.900 Kmq parte asiatica, 4.238.500 Kmq parte europea) ‐ pari a 57 volte la superficie dell'Italia Capitale : Mosca (10.407.000 abitanti, 2005) 1.2.
Aspetti socio‐demografici Popolazione : 142,8 milioni (2006) Popolazione totale, urbana e rurale Anno Popolazione totale Di cui
% corrispondente mln. di persone
urbana rurale urbana
rurale 2006 142.8 104.1
38.7
73
27 Fonte: http://www.gks.ru Città principali e numero di abitanti : Chelyabinsk 1.078.300 ab.(2002); Kazan 1.153.000 ab.(2002); Mosca 11.273.400 ab.(2004); Nizhny Novgorod 1.334.249 ab.(2003); Novosibirsk 1.425.600 ab.(2002); Omsk 1.140.200 (2003); Perm 1.000.100 ab.(2003); Rostov‐on‐Don 1.012.300 ab.(2003); Samara 1.157.880 ab.(2002); San Pietroburgo 4.7 mln ab.(2002); Ufa 1.1 mln ab.(2003); Volgograd 1.012.000 ab. (2002); Yekaterinburg 1.3 mln ab.(2002) (Fonte: http://www.reference.com) Maturità tecnologica : • Linee telefoniche in uso: 35,5 milioni (2002) • Telefoni cellulari in uso: 17.608.800 (2002) • Host internet: 560,874 (2004) • Utenti internet: 6 milioni (2002) Il sistema telefonico ha subito cambiamenti significativi nel corso degli anni '90. Esistono più di 1.000 compagnie con la licenza di prestare servizi di comunicazione. L'accesso alle linee digitali è migliorato, soprattutto nei centri urbani. Migliorano anche internet ed i Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 8 servizi di e‐mail. La Russia ha compiuto progressi nella costruzione delle infrastrutture per le telecomunicazioni necessari in un'economia di mercato. Tuttavia, la forte domanda di servizi di linee telefoniche fisse non viene soddisfatta. (Fonte: http://www.cia.gov ) 1.3.
Storia e Turismo Storia : La storia della Russia è sempre stata legata all'intrecciarsi di varie popolazioni di origini slava e di origine asiatica. Le prime strutture commerciali si svilupparono grazie ad insediamenti greci. Dopo il succedersi di varie invasioni, lo sviluppo della Russia di Kiev (882d.c.) segno il formarsi del primo nucleo della futura Russia, caratterizzata da un ' unica lingua derivata dal alfabeto greco (cirillico). Con la decadenza di Kiev si crearono le condizioni favorevoli all'invasione mongola del 1223. Il dominio mongolo durò fino al1380, quando, dopo la sconfitta di Kulikovo, i mongoli furono costretti a lasciare lo spazio allo sviluppo sempre più rapido della Russia di Mosca. L'espansione turca e la caduta di Costantinopoli fece si che la chiesa ortodossa vedesse in Mosca l'erede diretta di Costantinopoli. Da questo periodo in poi la storia della Russia è legata alla costante espansione di Mosca e al formarsi, pur attraverso lotte interne tra le dinastie degli zar, di un impero sempre più potente. Con l'ascesa al potere della famiglia Romana e con l'incoronazione di Pietro il Grande, la Russia consolidò ulteriormente il suo potere uscendo vittoriosa dalla guerra contro gli svedesi. Questa vittoria dette la possibilità a Pietro il Grande di avere gli sbocchi sul mar Baltico dove venne costruita la nuova capitale che dal nome del imperatore Pietro fu chiamata Pietroburgo . Katerina ll di Russia continuò la politica di grandezza perseguita da Pietro il Grande, ma non riuscì a favorire la modernizzazione interna del Paese. Katerina ll fu tanto abile in politica estera quanto incapace di cogliere la necessità di un rinnovamento interna della Russia. Questa incapacità di cogliere la necessità della trasformazione del Paese, sarà una caratteristica più o meno forte di tutti gli zar successivi e sarà uno dei motivi che nel1917 porteranno al crollo del Impero Zarista e alla rivoluzione d'Ottobre. Nel 1991, dopo circa 75 anni di potere sovietico, la Russia entrava in quella che è la fase politica attuale. Il periodo di Eltsin non ha contribuito a risolvere i drammatici problemi di fondo che ancora contraddistinguano la situazione della Russia contemporanea. L'emergere di categorie come quelle dei nuovi ricchi è stato accompagnato da condizioni di miseria che hanno colpito prima di tutto le fasce sociali più deboli: i vecchi ed i bambini. La miseria prima sconosciuta alla stragrande maggioranza della popolazione, è diventata un fenomeno molto comune nelle grandi e piccole città; parallelamente si è sviluppato anche il fenomeno della delinquenza comune ed organizzata. In breve, la situazione della Russia di oggi è tutt'altro che stabile ed essa si riflette nella politica. Anche la cultura russa è caratterizzata da profonde differenze nate dalle influenze culturali provenienti da altre nazioni o diversi gruppi etnici. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 9 1.4.
Governo Organi federali: La Russia è uno Stato federale con una forma di governo repubblicana. Il Capo di Stato e il Presidente della Federazione Russa che è anche il comandante in Capo delle Forze armate. Il Presidente viene eletto per 4 anni con scrutinio segreto sulla base del diritto elettorale diretto. Nel 2000 Vladimir Putin è stato eletto Presidente della Federazione Russa. Putin è stato rieletto nel 2004. L 'organo rappresentativo e legislativo della Federazione Russa e l'Assemblea Federale che consiste di due camere (il Consiglio della Federazione e la Duma di Stato). Del Consiglio della Federazione fanno parte rappresentanti di tutti i soggetti della Federazione. La Duma di Stato e composta da 450 deputati. L'attuale Duma di Stato (IV legislatura) è stata eletta il 7 dicembre 2003. La frazione «Russia Unita» detiene la maggioranza (305 deputati), 36 posti appartengono al Partito liberal‐democratico, 51 al Partito comunista della Federazione Russa, 39 alla frazione «Patria», 15 deputati sono indipendenti. Il potere esecutivo e rappresentato dal Governo della Federazione Russa. Il Presidente del Governo viene nominato dal Presidente con l'approvazione della Duma di Stato. Suddivisione amministrativa: La Federazione Russa è composta da 88 diversi soggetti federali, dopo che a novembre 2005 il distretto autonomo di Komi‐Permyaks è stato assorbito dall'oblast di Perm. Della Federazione fanno parte 21 repubbliche che godono di un alto grado di autonomia in gran parte dei settori e corrispondono ad alcune dei gruppi etnici minoritari della Russia. Gli altri soggetti consistono in 49 province (oblast), 6 territori (krai), 9 distretti regionali (okrug) ed una provincia autonoma. Inoltre, vi sono le due città‐entità federali: Mosca e San Pietroburgo. Recentemente, è stata introdotta anche la suddivisione in sette distretti (quattro nella Russia europea, tre in quella asiatica), come ulteriore livello tra quello regionale e quello nazionale: Distretto Federale Centrale, Distretto Federale Meridionale, Distretto Federale del Volga, Distretto Federale Nordoccidentale, Distretto Federale degli Urali, Distretto Federale Siberiano, Distretto dell'Estremo Oriente Russo. (Fonte: www.ambrussia.com / www.russiatourism.ru ) Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 10 1.5.
Economia Prodotto interno lordo: +6,6% (2006) (Fonte: www.economy.gov.ru ) Andamento del prodotto interno lordo : A partire dal 2000 il Paese ha visto i più alti tassi di crescita della sua economia degli ultimi 35 anni. Stando alle previsioni del governo, nel 2006 il prodotto interno lordo aumenterà del 6,6%, nel 2007 del 6% e nel 2008 del 5,8%. Questi tassi di crescita relativamente alti, in confronto con gli standard mondiali, sono comunque inferiori ai risultati ottenuti pochi anni fa: nel 2003 e nel 2004 il PIL è cresciuto del 7% annuo. Diversi economisti ritengono che questo processo sia piuttosto naturale, visto che le riforme strutturali di vasta portata in corso nell'economia russa hanno condotto non solo alla rapida crescita in alcuni settori e nell'industria manifatturiera, ma allo stesso tempo anche alla riduzione dei beni di produzione non redditizie in numerose industrie ereditate dall'inefficiente economia sovietica. Il ritmo di crescita della produzione industriale negli ultimi anni è anch'esso rallentato. Ciò sarebbe dovuto, secondo gli analisti, alle riforme strutturali in corso. Ad esempio, nel 1999 e nel 2000 l'industria manifatturiera russa è cresciuta di oltre l'11% all'anno, nel 2001 del 4,9% e nel 2002 del 3,1%. Nel 2003, tuttavia, lo sviluppo ha ripreso a salire attestandosi al 7,3%, seguito dal 6,1% nel 2004. Nel 2005 la crescita industriale è scesa nuovamente al 4%, ma nella prima metà del 2006 ha segnato un +4,4%. La situazione favorevole nel mercato mondiale dell'energia ha permesso alla Russia non solo di assicurare una forte crescita delle entrate del budget statale, ma anche di creare un surplus. Nel 2004 le entrate hanno superato le spese di 3,4 trilioni di rubli e nel 2005 il surplus è stato di 5 trilioni di rubli. I dati del 2006 dovrebbero aggirarsi sui 6,2 trilioni di rubli. Ciò ha consentito nel 2005 di pagare completamente il debito con il Fondo Monetario Internazionale. (Fonte: www.economy.gov.ru ) Inflazione: Il governo aveva previsto di mantenere l'inflazione del 2005 al 10%, ma ha raggiunto poi il 10,9% alla fine dell'anno. Questo dato è ancora troppo elevato anche se è inferiore a quanto registrato negli anni precedenti: 2000 ‐ 20%; 2001 ‐ 18,6%; 2002 ‐ 15,1%; 2003 ‐ 12%; 2004 ‐ 11,7%. La discrepanza tra i dati reali e quelli previsti dal governo è dovuta, tra l'altro, alle riforme economiche in corso in Russia, ad esempio nel settore dei servizi che ha visto aumenti delle tariffe del 20‐30%. In ogni caso il governo ha fiducia nel fatto che nei prossimi anni i tassi di crescita dell'inflazione diminuiranno e che nel 2006 il dato sarà del 9%, nel 2007 tra il 7,5% e l'8% e nel 2008 tra il 4,5% ed il 6%.. (Fonte: www.economy.gov.ru ) Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 11 1.6.
Interscambio commerciale Interscambio commerciale: La Federazione Russa è un Paese che si sta gradualmente aprendo al commercio internazionale ed agli investimenti esteri. Se da un lato la Russia, principale Paese esportatore mondiale di gas e secondo di greggio, è destinata a svolgere un ruolo sempre più importante di fornitore di energia a livello mondiale, esistono ostacoli di diversa natura (tariffaria, amministrativa e legislativa) che non sempre rendono agevole l'accesso di beni e servizi al mercato russo e disincentivano gli investitori stranieri. Il quadro delineato è in graduale costante miglioramento grazie all'impegno dell'Amministrazione, che si è prefissa l'obiettivo della piena integrazione della Russia nell'economia mondiale. Secondo i dati del WTO le importazioni e le esportazioni della Russia corrispondono, rispettivamente, all'1,5% ed allo 0,7% dell'interscambio mondiale, mentre la partecipazione russa al commercio di servizi è pressoché simbolica. Comunque, dopo anni di riforme economiche le esportazioni sono diventate il settore maggiore dell'economia, incidendo infatti per un quarto del prodotto interno lordo (nell'ex‐Unione Sovietica questo dato non superava il 10%). Le esportazioni russe, però, hanno un'evidente sviluppo asimmetrico che lascia indietro le industrie ad alta tecnologia. Nel 2005 le esportazioni di macchinari ed attrezzature corrispondeva ad un modesto 5,6% del totale. Le importazioni sono invece dominate dai beni di consumo (alimentari di base e materie prime per la loro produzione; elettrodomestici) che incidono per quasi il 50%. Alla luce della globalizzazione dell'economia, dello sviluppo delle relazioni commerciali ed economiche interstatali e della divisione internazionale del lavoro, la Russia ripone crescente interesse verso i partner stranieri. I negoziati sull'ingresso della Russia nel WTO, World Trade Organization, entrati ormai nella loro fase conclusiva, sono, assieme alle trattative in corso per diventare membro dell'OECD, indicative di tale interesse e del riconoscimento della Russia come economia di mercato e non più come un'economia in transizione. A testimonianza della crescente posizione di Mosca sui mercati internazionali, è da rilevare il continuo aumento dell'interscambio russo con i Paesi non‐CSI che ha fatto registrare nel 2005 (ultimi dati disponibili) un totale di 288,33 miliardi di dollari, di cui 208,75 rappresentano l'export russo e 79,75 l'import. Nel volume totale delle esportazioni russe nel 2005, le quote percentuali sono le seguenti: Olanda 10,2%, Germania 8,2%, Italia 7,9%, Cina 5,4%, Turchia 4,5%, Svizzera 4,3%, Polonia 3,6%, Regno Unito 3,4%, Finlandia 3,2%, USA 2,6%. Per le importazioni russe nel 2005 la divisione in quote è così rappresentata: Germania 13,5%, Cina 7,4%, Giappone 5,9%, Italia e USA 4,6%, Francia 3,7%, Finlandia 3,1%, Regno Unito e Polonia 2,8%, Olanda 2%. Occorre far rilevare che i dati statistici russi non riflettono le reali dimensioni dell'interscambio con molti Paesi, tra cui l'Italia, in quanto indicano per le esportazioni il Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 12 Paese di prima destinazione e per le importazioni l'eventuale Paese di transito. Per tale motivo, vi è una forte sovrastima dell'interscambio russo verso i Paesi confinanti oppure di smistamento (come ad esempio i Paesi Bassi, che precedono l'Italia nella classifica dei principali partner commerciali della Russia). Volume dell’interscambio, espresso in milioni di dollari, dei primi quindici Paesi partner commerciali della Federazione Russa basato su dati statistici russi relativi al 2005 Paese export
import
Tot.interscambio
Germania 19.736
13.260
32.996 Olanda 24.608
1.935
26.543 Italia 19.052
4.413
23.465 Cina 13.048
7.259
20.307 Turchia 10.857
1.738
12.595 Polonia 8.623
2.745
11.368 Svizzera 10.476
875
11.351 Regno Unito 8.277
2.776
11.053 USA 6.318
4.562
10.880 Finlandia 7.651
3.089
10.740 Francia 6.111
3.670
9.781 Giappone 3.743
5.832
9.575 Ungheria 5.004
1.099
6.103 Cipro 4.966
47,2
5.013,2 Repubblica Ceca 3.817
988
4.805 (Fonte: www.economy.gov.ru) Andamento dell'interscambio commerciale con l'Italia: Secondo i dati ISTAT COEWEB nell’anno 2006 l'interscambio italo‐russo ha registrato importanti variazioni rispetto all’anno 2005. Dalla comparazione dei due periodi in esame emerge una crescita delle esportazioni italiane del 26%, che hanno raggiunto in valore i 7,63 miliardi di euro, ed a questo ha corrisposto un incremento delle importazioni dalla Russia di circa il 16% per un valore di 13,5 miliardi di euro. Questo andamento ha contribuito ad incrementare il saldo negativo dell'interscambio, arrivato nel periodo a 5,93 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale italiana con la Russia è peraltro tradizionalmente sfavorevole data la relativa rigidità delle nostre importazioni, costituite per il 70% da gas e petrolio e che hanno evidentemente risentito del noto andamento dei valori di mercato. Va tuttavia sottolineato che, secondo i dati Istat, la Russia è il Paese dove le esportazioni italiane stanno registrando i più significativi incrementi. Nel periodo gennaio‐agosto 2006, l'Italia ha fatto registrare un interscambio con la Federazione Russa per un valore di 21 miliardi di euro. La Russia è dunque destinata a diventare un partner commerciale sempre Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 13 più importante, anche se al momento attuale essa incide solo per il 5,16% nelle nostre esportazioni verso i Paesi extra‐UE e per il 9,08% sulle nostre importazioni extra‐UE. Per quanto riguarda la composizione merceologica dell'interscambio italo‐russo, nel periodo di rilevamento conclusosi ad agosto 2006, le voci principali delle esportazioni italiane in Russia risultano essere le seguenti (dati ISTAT): macchine e apparecchi meccanici 29%, prodotti tessili e abbigliamento 12%, mobili 10%, cuoio e prodotti in cuoio 7%, prodotti chimici metalli e prodotti in metallo 6 %. In quasi tutti i settori si sono registrati forti incrementi dell'export. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 14 Interscambio commerciale in valore Italia-Federazione Russa per DIVISIONI 'CPATECO'-Gennaio-Dicembre 2006
IMP2004
IMP2005
IMP2006
EXP2004
EXP2005
EXP2006
Quota* Tendenza**
19.562.703
33.685.539
24.715.468
1.512.318.149 2.008.760.826 2.237.923.650
2.255.409
1.568.983
542.535.751
677.536.975
17.162.631
13.754.274
518.743.854
108.895.467
133.646.225
364.464.189
(Valori in Euro, dati cumulati)
DK29-Macchine ed apparecchi meccanici
DB18-Articoli di abbigliamento; pellicce
4.236.313
DN36-Mobili e altri prodotti delle industrie manufatturiere
n.c.a.
15.401.015
DC19-Cuoio, articoli da viaggio, borse, marocchineria,
selleria e calzature
95.843.515
889.230.292
29% 12% 11% 31% 606.786.966
769.923.773
10% 27% 413.918.474
548.779.495
7% 6% 6% 5% 4% 3% 3% 33% 31% 45% 26% 15% 34% 85% 2% 2% 2% 2% 1% 46% 29% 56% 18% 38% 1% 1% 19% 31% 1% 1% 17% 45% 0% 0% 0% 0% 17% 109% 93% 14% DG24-Prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali
172.353.877
201.768.411
206.986.122
304.115.070
352.261.895
461.929.623
DJ28-Prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti
16.903.615
16.645.816
16.021.592
265.546.411
313.231.920
455.273.266
DB17-Prodotti tessili
53.318.336
30.769.703
26.955.624
282.827.575
304.599.691
382.833.759
DA15-Prodotti alimentari e bevande
36.140.397
60.837.694
64.448.076
188.444.091
236.269.958
271.453.096
DL31-Macchine ed apparecchi elettrici n.c.a.
6.354.696
6.569.411
19.366.227
136.807.165
198.348.795
265.519.755
DI26-Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi
1.061.222
DL33-Apparecchi
medicali,
apparecchi
di
precisione,
strumenti ottici e orologi
3.291.711
854.281
1.039.297
150.405.678
131.714.609
243.109.587
2.002.474
1.899.066
107.340.080
128.667.285
188.031.177
DH25-Articoli in gomma e materie plastiche
4.528.962
6.445.746
9.043.157
131.664.166
139.439.123
180.180.074
DM34-Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi
5.200.125
6.106.779
7.812.505
97.382.570
105.432.944
164.643.025
DJ27-Prodotti della metallurgia
1.655.365.402 1.753.950.121
2.108.886.727
76.808.753
123.084.682
145.677.971
DE21-Pasta da carta, carta, cartone e prodotti di carta
48.094.744
DL32-Apparecchi radiotelevisivi e apparecchiature per le
comunicazioni
1.850.022
50.619.421
55.095.763
49.165.874
60.771.513
83.744.263
1.947.354
2.594.664
67.231.927
68.323.995
81.611.932
AA01-Prodotti dell'agricoltura e della caccia
79.926.247
DD20-Legno e prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili);
articoli in materiali da intreccio
97.551.660
72.104.325
97.527.034
35.532.939
60.597.145
79.586.461
91.539.916
98.977.536
57.340.501
57.645.753
67.636.859
DM35-Altri mezzi di trasporto
DE22-Prodotti dell'editoria e
registrati
2.430.253
8.704.531
5.562.131
37.720.005
44.905.515
65.001.638
399.527
502.030
1.407.771
24.152.842
29.469.026
34.608.544
DL30-Macchine per ufficio, elaboratori e sistemi informatici
245.907
797.682
708.377
5.148.326
5.249.974
10.981.163
OO92-Prodotti delle attivita' ricreative,culturali e sportive
140.526
82.208
119.052
1.332.256
2.406.380
4.646.474
CB14-Altri prodotti delle miniere e delle cave
1.047.945
1.552.915
1.555.123
2.378.237
2.427.295
2.762.839
della
stampa
e
supporti
Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 15 Interscambio commerciale in valore Italia-Federazione Russa per DIVISIONI 'CPATECO'-Gennaio-Dicembre 2006
IMP2004
IMP2005
IMP2006
EXP2004
EXP2005
EXP2006
Quota* Tendenza**
374.340.604
563.842.497
868.108.636
788.595
1.244.983
1.743.796
CB13-Minerali metalliferi
36.897
9.629.167
87.505.705
116.397
363.169
1.001.021
KK72-Prodotti informatici
42.802
34.932
34.126
306.173
250.601
382.478
BB05-Prodotti della pesca e della piscicultura
0
0
2.501
443.303
299.544
281.718
DA16-Prodotti a base di tabacco
0
0
0
1.114.315
824.949
222.483
AA02-Prodotti della silvicoltura
1.503.199
KK74-Prodotti delle attivita' professionali ed imprenditoriali
n.c.a.
1.469
RR99-Merci dichiarate come provviste di bordo, merci
nazionali di ritorno e respinte, merci varie.
1.586.821
1.366.309
724.824
213.491
169.490
178.276
0% 0% 0% 0% 0% 0% 40% 176% 53% ‐6% ‐73% 5% 0
22.846
90.203
44.982
162.740
0% 262% 618.136
853.393
24.260
0
1.750
CA10-Carbon fossile, lignite e torba
131.843.939
120.268.095
96.934.525
0
0
0
CA11-Petrolio greggio e gas naturale
6.884.926.451 8.531.991.480
9.638.217.028
0
0
0
OO93-Prodotti dei servizi alle famiglie
19.460
1.755
273.666
393.806
0
Totale
9.715.550.362 11.703.550.480 13.592.096.133 4.962.776.812 6.075.442.263 7.639.062.978
0% 0% 0% 0% 100% 0% 0% 0% ‐100% 26% (Valori in Euro, dati cumulati)
DF23-Coke,
nucleari
prodotti
petroliferi
raffinati
e
combustibili
0
Dati rielaborati su base Coeweb Istat *il termine “Quota” si riferisce alla percentuale sul totale delle esportazioni ** il termine “Tendenza” misura l’incremento percentuale dell’export su base annua (05/06) Legenda in crescita stabile in caduta Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 16 1.7.
Investimenti Secondo i dati del Servizio statistico federale russo (Rosstat), gli investimenti esteri realizzati in Russia da gennaio a giugno 2006 ammontano a 23,4 miliardi di dollari, pari al +41,9% rispetto allo stesso periodo del 2005. Gli investimenti diretti esteri (IDE) sono stati di 6,4 miliardi di dollari (+43,6%). Il portafoglio investimenti complessivo ha raggiunto 499 milioni di dollari, pari ad un aumento di 2,9 volte. Gli investimenti esteri totali accumulati nell'economia russa hanno raggiunto 128 miliardi di dollari alla fine di giugno 2006, con un incremento del 40.9% rispetto al 2005. La quota più alta del capitale straniero accumulato (50%) appartiene ad investimenti realizzati su basi riscattabili (prestiti, ecc.). Gli investimenti diretti esteri contano per circa il 48%, mentre gli investimenti di portafoglio per l'1,8%. Negli ultimi anni c'è stato uno spostamento negli investimenti esteri di capitale verso diverse industrie. Gli investitori stranieri hanno preferito investire nell'industria manifatturiera (32%). Il settore del commercio e del catering e l'industria estrattiva hanno quote pressoché simili nella struttura degli investimenti (rispettivamente 21,1% e 21,9%). E' rilevante che l'industria dei carburanti sia solo terza nella classifica dell'efficienza delle industrie russe compilata dall'agenzia AK&M. La prima e la seconda posizione sono occupate dalla metallurgia ferrosa e da quella non ferrosa. Gli investimenti nell'ingegneria meccanica sono cresciuti con un ritmo inferiore nonostante le grandi aziende internazionali del settore presenti sul mercato russo. Ha seguito un ritmo più veloce, invece, lo sviluppo dei finanziamenti ai settori dei trasporti e delle comunicazioni (17% degli investimenti del 2006). Tale sviluppo è stato facilitato dalla rapida crescita di nuovi tipi di comunicazione, come la telefonia mobile e internet. Le aziende di telecomunicazioni hanno mobilitato capitale straniero attraverso il piazzamento delle loro azioni sui mercati finanziari internazionali. L'industria alimentare è un alta interessante destinazione degli investimenti. In termini di investimenti di capitale complessivi, l'industria si colloca ben alle spalle del settore dei carburanti e della metallurgia, ma è la stabilità del mercato russo degli alimentari ad essere il principale fattore di attrattività per gli investitori. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 17 Investimenti esteri nel 2005 (in milioni di dollari) accumulati ricevuti accumulati alla fine all’inizio di di dicembre 2005 gennaio 2005 Agricoltura, caccia e foreste 544
156
645 Pesca ed allevamento di pesci 153
22
645 Estrazione 17,119
6,003
21,660
Manifatturiero 23,439
17,987
34,653
Prodotti alimentari, incluse bevande e 4,702 1,210 4,851 tabacco Tessuti e vestiario
119
20
121 Lavorazione e prodotti di legno 1,102
512
1,519 Carta, stampa e tipografia 579
269
681 Chimica 743
1,440
1,486 Gomma e prodotti di plastica 411
264
582 Altri prodotti minerali non metallici
1,128
640
1,662 Metallurgia e prodotti metallici finiti
7,913
3,420
10,492
Attrezzature elettriche, elettroniche 294 162 415 ed ottiche Mezzi di trasporto ed attrezzature
1,423
948
1,531 Produzione e distribuzione di 463 328 644 elettricità, gas ed acqua Costruzioni 745
228
822 Commercio all’ingrosso ed al dettaglio; riparazione di veicoli a 19,712 20,461
28,373 motore, moto, elettrodomestici e prodotti di uso personale Hotel e ristoranti 404
52
430 Trasporti e comunicazioni 6,804
3,840
9,918 Finanza 4,646
1,813
5,612 Transazioni immobiliari, locazioni e 6,852 2,602 8,329 servizi Amministrazione statale e sicurezza 2,695 0,0 101 militare; sicurezza sociale obbligatoria Istruzione 2
0,1
2 Sanità pubblica e servizi sociali 50
15
34 Altri servizi pubblici, sociali ed 421 144 465 individuali Totale 84,049
53,651
111,835
Dati Rosstat Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 18 Paesi con i maggiori investimenti accumulati nell’economia Russia Milioni di USD 2004
giugno
2005 settembre dicembre
marzo giugno
Germania 10.294
9.378
9.324
8.667 8.977
Cipro 9.254
9.580
13.790
16.096 17.305
USA 5.630
6.670
6.624
6.484 6.751
Gran Bretagna 6.784
7.422
8.673
8.140 8.104
Francia 4.555
4.206
3.874
3.621 3.613
Olanda 8.810
10.678
11.996
12.761 14.236
Italia 1.090
1.047
1.092
896 886
Lussemburgo 7.207
10.560
11.880
13.518 15.361
Svizzera 1.691
1.608
1.684
1.632 1.708
Isole Vergini Britanniche 1.487
1.611
1.902
1.506 1.636
Investimenti totali
66.095
73.429
81.997
85.094 90.820
(Fonte: http://www.gks.ru ) Zone Economiche Speciali: Al fine di sviluppare le attività produttive, soprattutto quelle industriali e della tecnologie, gli organi legislativi della Federazione Russa hanno promulgato, il 22 luglio 2005, una Legge che regola l'istituzione di Zone Economiche Speciali (cd. Z.E.S.). La Legge prevede il conferimento dello status di Z.E.S. a quelle Regioni/Repubbliche. Oblast e Municipalità del territorio doganale della Federazione russa in cui sono in vigore particolari regolamentazioni di favore per l'avvio di attività sia imprenditoriali‐industriali che di ricerca e sperimentazione. Le Z.E.S. sono di due tipi: 1. industriali/produttive: con una superficie minima di 20 kmq; 2. tecnologico‐scientifiche: con una superficie minima di 2 kmq, divise al massimo in due lotti distinti. La Legge ha previsto inoltre l'istituzione di un'Agenzia Federale per la Gestione delle Zone Economiche Speciali. Le ZES avranno una durata di 20 anni, al termine dei quali i residenti avranno la possibilità di riscattare sia gli immobili che i terreni in essa insediati. Zone economiche speciali di tipo portuale, infine, verranno create nell’estremo oriente, nel nord ovest, nel nord e nel sud della Russia, con lavori alle infrastrutture che si ipotizza possano cominciare ad essere costruite nel 2008. (Fonte: www.mincomes.it ) Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 19 1.8.
Relazioni Unione Europea ‐ Russia La partnership con la Russia è di fondamentale importanza per l'Unione Europea. Sul piano geopolitico e della sicurezza , infatti, la Russia rimane uno dei principali attori a livello globale e un alleato indispensabile nella lotta al terrorismo e alle attività illegali transfrontaliere. Inoltre, le forniture energetiche russe rappresentano il 25% del consumo europeo di petrolio e il 25% del consumo di gas naturale: in un'ottica di sicurezza energetica è necessario rafforzare le relazioni bilaterali. L'integrazione e l'apertura dell'economia russa al mercato globale offre enormi opportunità ai produttori europei di beni e servizi, che attualmente sono i maggiori investitori esteri nell'area. L'obiettivo dell'UE è la creazione di un'area di libero scambio con la Russia, e per questo sostiene l'entrata del Paese nel World Trade Organization. Il 50% delle esportazioni russe sono destinate ai paesi europei e la Federazione russa è il quarto partner commerciale per l'UE. La Russia offre elevato know‐how tecnologico, forza lavoro qualificata ed elevata attrattività per gli investimenti. Il Partnership and Cooperation Agreement , entrato in vigore nel dicembre 1997 e con validità decennale, costituisce la base dei rapporti bilaterali. Le previsioni del PCA coprono numerose aree di cooperazione, tra cui economia, settore bancario, commercio, energia, tecnologia. Nel 2004 l'accordo di partenariato e cooperazione è stato esteso ai nuovi paesi membri dell'UE. E' in fase di elaborazione un nuovo accordo che sostituisca il PCA UE‐RUssia, tenendo in considerazione le evoluzioni socio‐politiche degli ultimi anni. Durante il summit di San Pietroburgo (2003) sono stati definiti quattro spazi comuni di cooperazione; i successivi summit di Mosca e Londra (2005) hanno prodotto delle Road Maps sugli obiettivi specifici di breve‐medio periodo. • Spazio economico comune: dialogo su commercio, eliminazione delle barriere commerciali, competitività, investimenti, regolamentazione della competizione e del mercato del lavoro, riforma del sistema bancario e finanziario, telecomunicazioni, energia, ambiente, trasporti, attività spaziale; • Spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia; • Spazio comune di sicurezza esterna; • Spazio comune di ricerca, educazione cultura. Programmi di cooperazione UE ‐ Russia Attualmente l'Unione Europea è impegnata in diversi programmi di cooperazione: • Tacis/ EU‐Russia cooperation programme • New Neighbourhood Instrument and Neighbourhood Programmes • European Initiative for Democracy and Human Rights (EIDHR) • Humanitarian Aid (ECHO) • Youth Programme Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 20 Programma TACIS : è uno strumento essenziale di assistenza tecnica, nato nel 1991 per favorire la transizione verso un'economia di mercato e consolidare la democrazia e lo Stato di diritto nei nuovi stati indipendenti sorti dal collasso dell'Unione Sovietica. Per la Federazione Russa il termine Tacis è stato sostituito da EU‐Russia cooperation programme . Oltre 2.6 milioni di euro sono già stati spesi in 58 regioni russe per 1500 progetti volti a: • sostenere le riforme istituzionali, legali ed amministrative; • fornire assistenza allo sviluppo economico e ai privati; • attenuare le conseguenze sociali della transizione; • potenziare le reti infrastrutturali; • promuovere la tutela ambientale, la gestione delle risorse naturali e lo sviluppo dell'economia rurale. Il programma di cooperazione è integrato nel quadro di riferimento del PCA; tutta l'assistenza tecnica alla controparte russa è data in forma di sussidi e non di prestiti. Le attività sono definite nel Country Strategy Paper secondo le priorità individuate dall'UE e dalla Russia. Alla luce di questo documento, la Commissione Europea ed il governo russo determinano le risorse finanziarie ed elaborano il National Indicative Programme (NIP), al cui interno sono previsti alcuni programmi specifici annuali detti Action Programmes. Quando i progetti possono essere implementati si svolgono delle gare d'appalto per selezionare dei contractors. I progetti possono essere nazionali, transfrontalieri o regionali; ci sono inoltre alcune iniziative che riguardano la sicurezza nucleare. Attraverso il supporto tecnico e finanziario, l'UE ha favorito un processo di riforma economica necessario alla crescita progressiva della Federazione Russa. New Neighbourhood Instrument: è uno strumento di cooperazione transfrontaliera e regionale creato dalla Commissione Europea come parte della strategia Wider Europe (2003). Gli obiettivi prioritari sono : • promuovere sviluppo economico e sociale sostenibile nelle aree di confine; • collaborare nelle sfide comuni riguardanti ambiente, salute pubblica, prevenzione e lotta della criminalità organizzata; • garantire la sicurezza dei confini; • promuovere iniziative locali "people‐to‐people". (Fonte Ice) Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 21 1.9.
Valutazione della penetrazione commerciale dei prodotti italiani sul mercato locale L’Italia ha una forte presenza sul piano commerciale, ma subisce l’aggressiva concorrenza dei mercati emergenti, soprattutto di Cina e India, per i beni di consumo di livello qualitativo medio‐basso. Le quote di mercato italiane più importanti sono quelle del settore dei beni strumentali (macchinari per la lavorazione del legno, della plastica e del materiale di imballaggio per prodotti alimentari), dove siamo al secondo posto dopo la Germania, oltre ad una radicata presenza nel comparto dei beni di consumo (mobili, calzature, tessile, abbigliamento, accessori, mobili, calzature, gioielli), grazie alla forte attrazione esercitata dal “marchio Italia” sui consumatori russi. I nostri concorrenti in questi settori, in particolare della fascia più bassa sono i prodotti cinesi e indiani, che si stanno affacciando prepotentemente sul mercato russo. Tale dinamica e’ inoltre amplificata dal fatto che in Russia la tutela della proprietà intellettuale è ancora insufficiente e ciò favorisce l’arrivo di merce contraffatta. Va inoltre registrato il fatto che la presenza commerciale delle aziende italiane permane debole al di fuori di Mosca e San Pietroburgo e ciò marginalizza i prodotti italiani nei mercati delle province periferiche. Anche le province russe hanno beneficiato negli ultimi anni della sostenuta crescita economica del Paese ed hanno fatto registrare un aumento del tenore di vita e la nascita di una nuova classe media, con una spiccata propensione al consumo di prodotti occidentali. I maggiori mercati regionali russi a ottobre 2006 Chi si accinge a operare sul mercato russo deve aver ben presente le differenziazioni a livello regionale, in termini di produzione industriale, concentrazione di risorse finanziarie e commerciali, redditi e potere d’acquisto, tra Mosca, alcune città principali, e il resto del paese‐continente, che costituisce oggi la Federazione Russa. La crisi del 1998 e la ripresa economica del 2001‐2006 hanno influito in maniera differente sulla dimensione regionale, dove il livello di sviluppo, tenore di vita e relativo potere di acquisto della popolazione variano sensibilmente nelle 89 repubbliche, regioni e territori autonomi della Federazione Russa. Occorre sottolineare che oltre il 60% delle risorse finanziarie ed un terzo delle risorse commerciali della Russia sono accentrati nell’area di Mosca, seguita da San Pietroburgo e dalla Regione di Leningrado, che tuttavia non può competere per livello di reddito, con le più ricche regioni petrolifere siberiane, come Tjumen, o con i poli industriali nella valle del Volga, come Samara. Ma anche il polo agricolo e industriale di Rostov sul Don e Krasnodar nella Russia meridionale sta sempre di più dimostrandosi un mercato promettente. Il commercio al minuto a livello regionale è un indice tra i più interessanti, perché si osserva subito la grande preponderanza di Mosca città, che copre da sola (dati gennaio‐
Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 22 ottobre 2006) il 21,1% di tutto il valore del commercio al minuto russo, seguita dalla Regione di Mosca (5,7%), e poi, più staccato, da San Pietroburgo città (4,0%). Vengono poi la regione petrolifera di Tjumen (3,54%), il polo metallurgico e dell’industria pesante di Sverdlosvk (Ekaterinenburg) negli Urali (3,51), Krasnodar (3,1%%) la regione agricola del Sud, Samara (il polo automobilistico russo sul Volga, con il 3,0%), e l’altra importante regioni del Distretto meridionale, Rostov sul Don (2,7%) Regioni componenti*
Distretto
federale
centrale:
Mosca, Regione di Mosca e
tutta la zona centrale russa
Distretto federale del Volga:
Tatarstan, Nizhnij Novgorod,
Bashkortorstan, Perm, Samara
Distretto federale siberiano:
Kemerovo, Omsk, Novosibirsk,
Altaj, Krasnojarsk, Irkutsk
% sul totale del
mercato russo
per vendite al
minuto
%
progressiva
Caratteristiche del
mercato
Zona centrale europea,
ad alta concentrazione
di mercato
Zona centrale europea,
a
media
concentrazione
Zona
asiatica
siberiana, a medio-alta
dispersione
Zona intermedia euroasiatica, a medio-alta
concentrazione
Zona
meridionale
europea,
ad
alta
concentrazione
36,07
36,07
12,27
48,34
9,6
57,9
9,3
67,2
8,59
75,79
6,0
81,79
Zona
settentrionale
europea,
a
media
concentrazione
2,69
84.48
Zona asiatica-orientale,
a media dispersione
Urali: Sverdlovsk, Celjabinsk,
Tjumen
Distretto federale meridionale:
Rostov, Krasnodar, Stavropol,
Volgograd.
Distretto
federale
NordOccidentale: San Pietroburgo,
Regione
di
Leningrado,
Kaliningrad, Murmansk.
Distretto federale dell’Estremo
Oriente: Primarie (Vladivostok),
Khabarovsk, Jakutja.
Un ostacolo all’incremento della penetrazione commerciale di prodotti italiani è rappresentato dalla totale assenza del nostro Paese nel settore della grande distribuzione commerciale, dove si sono già installate varie Società straniere (svedesi, tedesche, francesi e turche). Per quanto concerne i settori ad alto contenuto tecnologico, vi sono prospettive per lo sviluppo di forme di collaborazione commerciale ed industriale, tenuto conto del fatto che la Federazione Russa dispone ancora di nicchie di eccellenza come l’Accademia delle Scienze, discendente di quella sovietica, all’avanguardia nel settore ingegneristico. Tra le possibili aree di cooperazione vanno menzionati l’aerospaziale, l’energia, le telecomunicazioni, le biotecnologie, la fisica e la tecnologia del laser, le nuove tecnologie per il riutilizzo degli idrocarburi usati e dei lubrificanti, lo sviluppo di nuovi materiali, la genetica. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 23 La GDO russa Il mercato della Grande Distribuzione in Russia, sull'onda di un aumento del potere di acquisto della popolazione del 10% all'anno, ha raggiunto dimensioni considerevoli negli ultimi 5 anni. Il mercato russo dei consumi è, infatti, uno dei più dinamici al mondo, con aumenti minimi stimanti in 70‐80 miliardi di dollari l'anno e 420 previsti nel 2007. Soltanto nella zona di Mosca, negli ultimi 8 mesi sono entrati in funzione il terzo mega‐
mall Belaja Dacja (Dacia bianca) della svedese Ikea, ( 270mila mq di spazi commerciali), il primo centro Evropeisky di 180mila mq, e un ennesimo ipermarket Ramstore da 130mila mq del gruppo turco Ramenka. Contando anche il centro commerciale Gorod, di quasi 134mila mq completato nel maggio scorso, nonché una quindicina di supermarket tra i 20 e i 75mila mq, nell'ultimo anno si sono aperti nella capitale ben 1,2 milioni di mq di spazi commerciali per vendita al minuto. Ciò nonostante, il bisogno dei consumatori non è soddisfatto appieno. Le prime cinque grandi catene di distribuzione in Russia, con vendite superiori a 2,5 miliardi di dollari l'anno, coprono appena il 4% del valore stimato di tutte le vendite al minuto nel 2006. Questo a causa della frammentarietà del commercio al minuto in Russia, e della immaturità del settore del commercio rispetto ai Paesi occidentali. La richiesta degli spazi commerciali vede al primo posto il mercato dell'abbigliamento, con il 20% di richieste, prima di ristoranti e caffè (13%), accessori (11%) e saloni di bellezza (8%). Il Made in Italy, in questo settore, è rappresentato solo marginalmente nel panorama delle grandi catene distributive, e occorre scendere fino al 15esimo posto per trovare Mercury, distributore di molte griffe italiane, da Armani a Roberto Cavalli, con vendite annue stimate sugli 850 milioni di dollari. In realtà, le maggiori catene russe dell'abbigliamento non superano i 200 milioni di dollari ciascuna, ovvero meno del 2% di un settore che è ancora dominato dai mercati rionali, mentre il numero di negozi specializzati incomincia ad aumentare progressivamente. Un discorso analogo vale per gli alimentari, dove le fusioni tra le maggiori catene distributive, come Pyaterochka e Perekrestok, sono appena incominciate. Le prime tre catene russe non superano il 6% di un mercato stimato sui 145 miliardi di dollari, mentre nei Paesi Ue si supera facilmente il 60‐70 per cento. Per inciso, i profitti nelle catene commerciali russe, attualmente sull'11% e oltre, sono tra i più alti in Europa. Tenendo conto che a Mosca città la concorrenza sta diventando molto intensa, i nuovi investimenti nelle catene distributive si stanno dirigendo sia nella regione della capitale sia nelle regioni russe più ricche, come i poli metalmeccanici, chimici e petroliferi nella valle del Volga, degli Urali e della Siberia. Per gli operatori italiani rimane ancora qualche spazio soltanto in determinati segmenti, primo fra tutti quello dei minimarket di quartiere, in cui persistono vistose carenze, qualitative e quantitative. E questo perfino in varie zone centrali di Mosca, che non sono per nulla uniformemente coperte dagli attuali supermarket e negozi alimentari specializzati. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 24 Politica commerciale e di accesso al mercato a) Barriere tariffarie o quantitative. In generale, il livello medio dei dazi russi, pari a circa l’11‐12 %, è già oggi in linea con quello di altri Paesi membri dell’OMC. La Russia impone tuttavia ancora dazi doganali elevati in alcuni settori di interesse per le aziende italiane (mobili, calzature, abbigliamento, articoli di arredamento, ceramica, bevande) ed applica inoltre dazi sull’esportazione per merci quali pelli grezze e rottami non ferrosi che si traducono in costi più elevati per le nostre industrie conciaria e siderurgica. La situazione e’ migliorata decisamente grazie alla firma del protocollo bilaterale con la Commissione Europea, che disciplina le condizioni di accesso della Russia all’OMC. Mosca ha accettato una riduzione generale delle tariffe, compresa una leggera diminuzione dei picchi tariffari nei settori strategicamente sensibili per la propria industria (automobili, aeronautica, acciaio). La media tariffaria dei prodotti industriali sarà pari al 7,6%, un valore sensibilmente inferiore a quello (8,9%) ottenuto dai cinesi al momento della loro accessione all’OMC. La media tariffaria dei prodotti agricoli sarà ridotta al 13,5% a paragone del 15% negoziato a suo tempo con i cinesi. Va sottolineato che alcune delle riduzioni tariffarie concordate riguardano prodotti importanti per l’Italia, quali i mobili (dal 20 al 12,5% nell’arco di 5 anni), i vini (dal 20 al 12,5% nell’arco di 3 anni), l’ olio d’oliva (dal 15 al 5%) e le calzature. b) Barriere non tariffarie. In Russia permangono varie barriere di natura non tariffaria, con numerosi ostacoli tecnici al commercio di prodotti industriali ed agricoli. Il sistema russo delle certificazioni e standardizzazioni, delle regole doganali, dei controlli fitosanitari, delle procedure di registrazione e rilascio di licenze e’ complesso, costoso, poco trasparente e non armonizzato con la normativa internazionale in materia. Pertanto l’esportatore verso la Russia e’ costretto di regola ad affrontare una trafila di controlli e costose procedure per la registrazione e l’ottenimento ed il rinnovo di licenze e permessi, con conseguenti frequenti ritardi. Le Autorita’ statali (l’Ente statale Gostandard ed i singoli dicasteri tecnici) normalmente non accettano le certificazioni comunitarie (ad esempi l’ISO 9000), ma chiedono attestati di qualita’e/o conformità “ad hoc” ed impongono complesse procedure di registrazione. Anche le aziende straniere che hanno avviato investimenti sul territorio russo incontrano spesso difficolta’ per ottenere dalle Autorità locali i permessi e le necessarie autorizzazioni amministrative (in campo sanitario, ambientale, edilizio, allacciamenti ai servizi di energia elettrica ed acqua). Su un piano generale, va sottolineato che uno dei principali problemi è rappresentato dalla scarsa collaborazione della burocrazia nell’applicare le semplificazioni previste dalle leggi di riforma del sistema amministrativo. Un’altra barriera non tariffaria è rappresentata dal cronico problema delle dogane. Nonostante l’entrata in vigore del nuovo Codice Doganale, che prevede una semplificazione ed una riduzione dei margini di discrezionalità delle procedure (ad Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 25 esempio fissando tempi massimi nelle operazioni di sdoganamento), la situazione rimane insoddisfacente. c) Violazione delle norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Sono ancora frequenti le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale: nel quadro dei negoziati di accessione all’OMC tale problema e’ stato sollevato soprattutto dagli Stati Uniti, danneggiati dalla contraffazione su scala industriale degli audiovisivi e “software” (CD Rom, DVD e video). E’ altresì ancora insufficiente la tutela accordata dalle Autorità locali alla registrazione di marchi e brevetti, alle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche. L’Italia è danneggiata sul mercato russo dalla contraffazione, ad opera della Cina, dei beni strumentali a basso contenuto tecnologico e dei beni di consumo di fascia bassa. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 26 2. Individuazione delle Regioni Russe più attrattive Metodologia Al fine di individuare le regioni Russe più appetibili per future azioni di internazionalizzazione delle aziende siciliane sono stati analizzati i principali fattori macroeconomici di ciascuna regione. Sono state individuate 6 variabili fortemente significative in base a fattori demografici, economici e imprenditoriali: • Popolazione • Popolazione urbana (%) • Pil procapite; • Interscambio Totale • N° Aziende • N° PMI Attribuiti alle diverse regioni valori da 1 a 100, e dati dei pesi alle diverse variabili, sono state selezionate 5 regioni, classificandole per Indice di Attrattività: 1 2 3 4 5 Regione N° di PMI Mosca (Città + Regione) San Pietroburgo Sverdlovsk Krasnodar Samara 209.400 106.720 28.600 36.800 32.400 PIL/pro Interscambio % N° di Indice di capite nel totale 2004 popolazione Popolazione
aziende Attrattività
2004(USD) (Mln USD) urbana 6.510 3.943 3.050 9.574 3.846 41.147 10.908 6.224 1.900 4.192 1.285.983
333.501 143.237 130.283 102.909 90% 100% 87% 53% 82% 17.036.700 4.612.000 4.448.000 5.092.900 3.201.300 Le schede a seguire sono estratte e rielaborate dal sito www.regionirusse.it. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 27 62,2
50,0
23,4
22,3
21,7
Schede Regioni 2.1.
Mosca (città) La capitale russa Mosca ha una popolazione di oltre 10,4 milioni di abitanti. La città gode di un doppo status: Città federale e Regione della Federazione Russa. I principali settori sono: bevande ed alimentari, ingegneria meccanica e lavorazione dei metalli, che insieme contano per il 54,6% del PIL della metropoli. Mosca conta per il 25% di tutto il giro d’affari del commercio al dettaglio della Russia. Secondo la World Toursim Organization Mosca potrebbe essere entro il 2020 una delle 10 mete più visitate al mondo. Il giro d’affari degli hotel della città ammontava a 729 milioni USD nel 2004. Sono stati ospitate 3,5 milioni di persone, di cui 1 milione straniere. Nel 2004, Mosca contava quasi 4000 aziende con capitale straniero. Le maggiori imprese totalmente in mano straniera sono: Cargill, Kraft, Procter & Gamble, Hewlett‐Packard, International Paper, ICN Pharmaceuticals, Pepsi, Gillette, RJ Reynold, General Motors, 3M, McDonalds, Coca‐Cola, British American Tobacco, Unilever, Cargill, IBM, Mars, Motorola, GE, Lucent Technologies, DHL, Pratt & Whitney, Wrigley, Ford, United Technologies, Xerox, DuPont, Exxon, Citibank. In base all’ indice degli investimenti stranieri nel 2004 Mosca si è posizionata al 1° posto. Rispetto al totale degli investimenti stranieri effettuati nella Federazione Russa la percentuale degli investimenti nella città di Mosca era dello 37,9%, mentre rispetto agli investimenti di provenienza estera presenti nel Distretto Federale Centrale, di cui Mosca fa parte, tale quota sale allo 79,66% Interscambio e Bilancia Commerciale Nel 2004 la regione ha importato dai paesi non CSI beni e servizi per un valore di 22,587 milioni USD, le importazioni dai paesi CSI ammontavano invece a 1.401 milioni USD. Il grosso delle importazioni riguarda: bevande ed alimentari, prodotti chimici, macchinari, legname, materiali da costruzione. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 28 I principali partner commerciali sono: Germania (4.253 mln USD), Italia (1.477 mln USD), Cina (1.829 mln USD), UK (1.086,5 mln USD), Francia (1.546,8 mln USD) e Giappone (1.936 mln USD). Principali settori e specializzazioni produttive I principali settori sono: bevande ed alimentari, ingegneria meccanica e lavorazione dei metalli, che insieme contano per il 54,6% del PIL della metropoli. Bevande ed alimentari: il settore rappresenta il 29,3% della produzione totale. Vengono prodotti salsicce, carni semilavorate, prodotti da forno, prodotti caseari, pasta, maionese, bevande analcoliche, acqua minerale, birra, pasta, prodotti confezionati, brandy, whiskey, vino. Ingegneria meccanica e lavorazione dei metalli: il settore rappresenta il 25,3% del totale. Le maggiori imprese sono: OAO Likhachev Plant (ZIL), ZAO Moskabelmet, OAO Mostochlegmash, OAO TVEL, OAO Avtoframos, and OAO Karacharovsky Mechanical Engineering Plant. Electronics industry companies include: OAO Angstrem, ZAO Fanfoss, OAO Moscow Electric Lamp Plant, OAO Component Plant, e OAO Elma. Energia: conta per l’11,3%. La capacità termica installate nel 2002 era di 130 Gcal/h. L’azienda principal è OAO Mosenergo. Chimico e petrolchimico: il settore rappresenta il 3,2% del PIL di Mosca. Vengono prodotti pneumatici, resine, plastiche e prodotto farmaceutici. Le maggiori imprese sono: ZAO International Potassium Company, OAO Moscow Tire Plant, OAO Gammakhim e OAO Polimerbyt. Industria leggera: conta per il 2%. Si producono calzature, prodotti in pelle, cotone, lana, seta, maglieria. Commercio al dettaglio: Mosca conta per il 25% di tutto il giro d’affari del commercio al dettaglio della Russia. Molte società commerciali estere operano sul mercato di Mosca: Metro, Spar, Ramenka, IKEA, Danone, e Auchan. Turismo: Mosca potrebbe essere entro il 2020 una delle 10 mete più visitate al mondo (World Tourism organization), il giro d’affari degli hotel della città ammontava a 729 milioni USD nel 2004. Sono stati ospitate 3,5 milioni di persone, di cui 1 milione straniere. Sono stati costruiti nuovi hotel: Hyatt (Ararat Park Hyatt Moscow), Tverskaya, Palace Hotel, Grand Hotel, Vinogradovo, Aurora‐Luxe, Ekaterina, Proton, Holiday Inn at Lesnaya, Marriott on 7, per. Voznesensky, Golden Apple, Swissotel Red Hills, Tiflis, Aquarelle, Finaoda, Luzhniki hotel, e Druzhba. Il Golden Ring Hotel è stato riaperto dopo un accurate restauro. Investimenti Da diversi anni Mosca è la regione leader per afflusso di investimenti. Nella città è stato creato un clima favorevole agli investimenti, cosa confermata dalle principali agenzie di rating mondiali. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 29 Il lavoro più sostanziale legato all’incentivazione e al sostegno degli investimenti è svolto dal Comitato per le Attività Economiche con l’Estero della città di Mosca. Le direttrici prioritarie della politica di investimento nella città di Mosca si concentrano su: • adattamento delle condizioni di investimento esistenti alle reali esigenze e possibilità degli investitori; • elaborazione di una piattaforma normativo‐giuridica municipale per le questioni degli investimenti e della cooperazione all’investimento e per la creazione delle relative strutture di gestione; • orientamento sugli standard internazionali nell’elaborazione della documentazione relativa ai progetti di investimento; • promozione delle potenzialità di investimento presenti a Mosca. Secondo i dati 2004 l’ ammontare degli investimenti stranieri era pari a 15.356.502 mila dollari USA, di cui il 12,09% (1.857.211 mila dollari) erano diretti, lo 0,4% erano portfolio, il resto (87,5%, 13.437.853 mila dollari) altri investimenti. In base all’ indice degli investimenti stranieri nel 2004 Mosca si è posizionata al 1° posto. Rispetto al totale degli investimenti stranieri effettuati nella Federazione Russa la percentuale degli investimenti nella città di Mosca era dello 37,9%, mentre rispetto agli investimenti di provenienza estera presenti nel Distretto Federale Centrale, di cui Mosca fa parte, tale quota sale allo 79,66% La distribuzione degli investimenti stranieri nella città di Mosca secondo i comparti in base ai dati del primo semestre 2006: • Commercio al dettaglio e all’ingrosso – 4 miliardi 71,6 milioni di dollari USA, con un decremento del 6% rispetto al primo semestre 2005 (41,8% del totale degli investimenti pervenuti). • Trasporti e comunicazioni – 3 miliardi 290,5 milioni di dollari USA (33,8% del totale degli investimenti pervenuti); il comparto “Comunicazioni” totalizza 3 miliardi 68,5 milioni di dollari USA. • Attività finanziarie – 1 miliardo 92,6 milioni di dollari USA (10,5% del totale). • Transazioni immobiliari, locazioni, erogazione di servizi – 788,5 milioni di dollari USA (8,1% del totale). • Industria manifatturiera – 369,1 milioni di dollari USA (3,8% del totale di investimenti pervenuti). Distretti industriali Nel territorio di Mosca sono site 18 zone industriali della superficie complessiva di 3.366 ettari. Nella città è in vigore un programma di riorganizzazione finalizzata delle zone produttive del territorio cittadino. In base a questo programma, e anche in base al Piano regolatore della città di Mosca, entro il 2020 nel centro di Mosca non dovranno più esserci Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 30 stabilimenti industriali. (Fonte: Sito ufficiale del Supporto informativo ai progetti di innovazione ‐ projects.innovbusiness.ru). Zone Economiche Speciali Entro i confini amministrativi della città e in parte nella Regione di Mosca sono state create e si stanno sviluppando 4 Zone Economiche Speciali: • “Tecnopolis Zelenograd”; • Zona di Libero Commercio; “Šeremet’evo” (aeroporto Šeremet’evo) • Zona Doganale Franca “Porto franco di Mosca” (aeroporto Vnukovo); • Zona Doganale Franca “Terminal porto franco” (Porto Fluviale Occidentale). Normativa doganale Speciali norme doganali sono in vigore sul territorio delle Zone Doganali Franche “Porto franco di Mosca” e “Porto franco terminal” e sul territorio della Zona di Libero Commercio “Šeremet’evo”. Aeroporti internazionali Mosca è il centro di gran parte delle linee aeree nazionali e internazionali. Gli aeroporti internazionali di Mosca sono: Bykovo, Vnukovo, Domodedovo, Šeremet’evo. La città è collegata alle principali capitali del mondo. Centri di ricerca e parchi tecnologici All’inizio del 2004 a Mosca le attività di ricerca erano effettuate da 816 centri di ricerca e istituti di progettazione. Elenco di alcuni istituti di ricerca della città di Mosca: 1. Istituto di Geologia 2. Centro di Geofisica dell’Accademia Russa delle Scienze (RAN) 3. Istituto di Progettazione Automatizzata della RAN 4. Istituto di Astronomia della RAN 5. Istituto di Biologia Genetica della RAN 6. Istituto di Chimica Bioorganica “M.M. Šemjakin e Ju.A. Ovčinnikov” della RAN 7. Istituto di Fisica Generale “A.M. Prochorov” 8. Istituto di Oceanologia “P.P. Širšov” 9. Istituto di Genetica Molecolare della RAN 10. Istituto per le Problematiche della Meccanica RAN Relazioni internazionali Mosca è la regione in assoluto più attiva dal punto di vista dell’intensità e della quantità di contatti internazionali con enti scientifici e formativi stranieri. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 31 Praticamente tutte le università di Mosca hanno forti legami internazionali sia per quanto riguarda gli scambi di studenti, che per l’insegnamento a studenti stranieri, che anche per le collaborazioni tecnico‐scientifiche, per i programmi culturali e formativi con istituti scientifici di tutto il mondo e organizzazioni scientifiche e di ricerca straniere e fondazioni non commerciali. I più intensi rapporti internazionali riguardano le seguenti università: • Università Statale di Mosca “M‐V.Lomonosov” (Centro per la collaborazione internazionale); • Accademia della Russia per il commercio interno del Ministero per lo sviluppo economico della Russia; • Scuola superiore per il Commercio del Ministero per lo sviluppo economico e del commercio della Federazione Russa; • Scuola Superiore di Business internazionale ANH presso il Governo della Federazione Russa; • Istituto di turismo e accoglienza • Università Statale Tecnologica Russa “K.E. Ziolkovskij” • Accademia di Mosca per il business turistico e ristorativo‐alberghiero presso il Governo di Mosca; • Accademia Agraria moscovita “K.A. Timiryazev”; • Istituto Statale di Mosca per i Rapporti Internazionali; • Accademia di Finanze presso il Governo della Federazione Russa; • Università Statale moscovita Pedagogica Aperta “M.A. Sholochov”; • Università Tecnica Statale di Mosca “P.E. Baumann”; • Università Statale Russa del petrolio e del gas “I.M. Gubkin”. Trasferimento tecnologico A Mosca vi sono 29 Technopark e incubatori d’affari e oltre a questo esistono piani per lo sviluppo in questa direzione. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 32 2.2.
Mosca(Regione) La Regione di Mosca ha la particolarità di includere la capitale russa Mosca, che è anche il capoluogo della Regione stessa. Sono presenti considerevoli risorse minerarie, in particolare di materiali da costruzione. Notevoli sono anche le risorse idriche grazie alla presenza di acque sotterranee. Le foreste coprono una superficie di 2 milioni di ettari. L’industria è il settore trainante dell’economia della Regione. I settori industriali più importanti della Regione di Mosca sono legati ad alimentari e bevande, industria meccanica e lavorazione dei metalli, energia, materiali da costruzione, chimica e petrolchimica, silvicoltura e legname (mobili). Complessivamente, questi settori contano per l’83,1% della produzione industriale della Regione. Nel 2004 la Regione si trovava al 3° posto in Federazione Russa per numero di piccole e medie aziende. Sempre nello stesso anno le PMI rappresentavano il 22,2% di tutte le aziende operanti sul territorio. Interscambio e Bilancia Commerciale Le importazioni della Repubblica da Paesi extra CSI ammontavano nel 2004 a 4.582,9 milioni di dollari, mentre le importazioni dai Paesi CSI hanno totalizzato 1.136,5 milioni di dollari. I beni più importati dalla Repubblica sono stati macchinari, alimentari e bevande, prodotti petrolchimici. I principali Paesi dai quali la Regione importa sono Germania, Bielorussia, Ucraina, Polonia ed Italia. Principali settori e specializzazioni produttive L’industria è il settore trainante dell’economia della Regione. I settori industriali più importanti della Regione di Mosca sono legati ad alimentari e bevande, industria meccanica e lavorazione dei metalli, energia, materiali da costruzione, chimica e petrolchimica, silvicoltura e legname (mobili). Complessivamente, questi settori contano per l’83,1% della produzione industriale della Regione. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 33 Nella Regione si producono locomotive, vagoni per ferrovie e metropolitane, acciaio, fertilizzanti minerali, automobili, autobus, truciolato, ascensori, macchine da cucire, utensili multiuso per la cucina, medicine, linoleum, tessuti, tappeti, stoviglie in porcellana, ecc.. Nel 2004 l’industria è cresciuta con un tasso di quasi il 90% rispetto al 1999 e la produzione complessiva ha raggiunto 14,6 miliardi di dollari, la cifra più alta mai toccata dalla Regione. I settori legati ai prodotti finiti tendono ad incrementare la loro quota rispetto alla produzione industriale totale. Alimentari e bevande: il settore conta per il 26,5% della produzione industriale complessiva. Nel 2004 la produzione è stata superiore del 27% a quella del 2003: la produzione di formaggio è cresciuta del 34,5%, quella di maionese di 18,5 volte, quella di dolciumi di 1,2 volte, quella di analcolici di 1,3 volte, quella di pasta di 1,3 volte, quella di insaccati di 1,2 volte, quella di carne in scatola di 2,2 volte. Il miglioramento delle strutture produttive ha permesso alle aziende del settore di diversificare la loro produzione e di innalzarne la qualità. Industria meccanica e lavorazione dei metalli: il settore conta per il 25% della produzione industriale complessiva. Il settore dell’industria meccanica della Regione comprende quasi tutti i tipi di prodotti. Le aziende producono attrezzi meccanici ed apparecchiature per i settori dei metalli ferrosi, dell’energia, delle costruzioni, dei trasporti, dell’agricoltura e dell’industria leggera (Mytishchi, Lyubertsy, Podolsk, Kolomna, Dmitrov e Yegorievsk), oltre che apparecchiature radioelettriche e spaziali (Korolev e Reutov) e macchinari per l’industria nucleare (Electrostal e Podolsk). Nella Regione ci sono anche aziende del settore meccanico‐ottico (Krasnogorsk, Sergiev Posad e Lytkarino Energia: il settore conta per il 10,9% della produzione industriale complessiva. La produzione totale di energia ammonta a circa 1,59 miliardi di dollari. Materiali da costruzione: il settore conta per il 7,7% della produzione industriale complessiva. La Regione di Mosca è la maggiore produttrice di materiali da costruzione del Distretto Federale Centrale. Chimica e petrolchimica: nel 2004 il settore contava per il 6,8% della produzione industriale complessiva. Nel settore si registra soprattutto la produzione di fertilizzanti minerali, insetticidi, materie plastiche, fibre sintetiche, pitture, vernici. Silvicoltura e legno: il settore conta per il 6,2% della produzione industriale complessiva. Le più grandi produttrici di mobili sono OAO MK Shatura e ZAO Electrogorskmebel. Industria leggera: il settore conta per il 2,7% della produzione industriale complessiva. La Regione è specializzata nella produzione di cotone lana, tessuti di seta e maglie. Nel 2004 la produzione di tappeti è aumentata del 33,4% rispetto al 2003, quella di calzature di 2,2 volte e quella di maglie per bambini di 5,1 volte. Agricoltura: il settore agricolo della Regione è di tipo intensivo e vanta il livello di efficienza più elevato nel Distretto Federale Centrale per quanto riguarda le coltivazioni e l’allevamento. Nel 2004 la produzione del settore ha raggiunto 1.360 milioni di dollari a Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 34 prezzi correnti. L’allevamento è il comparto trainante, in particolare grazie all’allevamento di suini e di bovini da latte e da carne. Edilizia: nel 2004 è stata registrato un aumento dei finanziamenti destinati alla realizzazione di progetti prioritari nell’edilizia sociale. L’edilizia residenziale ha segnato un forte sviluppo. Nel 2004 sono stati costruiti spazi abitativi per 5.637 milioni di metri quadrati. Trasporti: si tratta di uno dei settori trainanti nell’economia della Regione, occupando il 6% della forza lavoro complessiva e concentrando il 20% dei beni immobili. Di particolare importanza è il trasporto su strada. Commercio: il settore del commercio al dettaglio determina la maggior parte delle vendite realizzate nella Regione. Nel 2004 il volume del commercio al dettaglio è aumentato del 34% rispetto al 2003, quello del catering del 14,4% e quello dei servizi pagati del 9,8%. Nel 2004 sono stati aperti i seguenti grandi centri commerciali: ipermercati Auchan nei Distretti di Krasnogorsk e Khimki, centri commerciali e di divertimento nei Distretti di Leninsky e Khimki, il centro commerciale Shchelkovo nel Distretto di Shchelkovo. La Regione di Mosca ha implementato progetti di investimento per le catene Kopeyka, Pyaterochka e Perekrestok. Turismo: la Regione di Mosca presenta un potenziale di attrazione di turisti superiore a quello di molti Paesi europei. La Regione presenta oltre 7.000 siti di interesse storico e culturale, più di 200 ville storiche, 97 musei, 26 centri di arte popolare, svariati monumenti commemorativi e 22 città storiche. Nella Regione operano circa 300 tra centri turistici e motel, centri ricreativi e 270 agenzie turistiche. Oltre 70 hotel offrono sistemazione ai turisti, mentre vi sono numerosi percorsi per realizzare visite turistiche ed escursioni attraverso la Regione. Strutture ricreative e centri vacanza: il settore, che riveste un ruolo importante nell’economia della Regione, ha uno sviluppo guidato soprattutto dalla domanda che viene dalla popolazione locale di maggiori strutture ricreative, centri di villeggiatura e di riabilitazione. Progetti di sviluppo industriale Nel 2003 il Governo della Regione di Mosca ha approvato il progetto di legge per stimolare lo sviluppo dell’industria nel periodo 2004‐2007. Il volume complessivo del finanziamento del programma nel 2004‐2007 ammonta a 95,7 miliardi di rubli, di questi 80 miliardi di rubli provengono da fonti esterne al bilancio e circa 700 milioni di rubli provengono dai fondi del bilancio regionale. Il Programma vuole sostenere la riforma e lo sviluppo delle imprese del complesso industriale bellico, situate sul territorio della Regione di Mosca; il contributo per la realizzazione dei progetti dello sviluppo della produzione, orientato verso la creazione e la produzione regionale di prodotti competitivi e di lavorazione scientifica. Dal 2000 al 2006 nella Regione di Mosca sono state modernizzate 168 imprese, e sono state create 39 nuove grandi imprese. Questo processo proseguirà. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 35 Investimenti L’ ammontare degli investimenti stranieri secondo i dati del 2004 è stato pari a 1.828.952 mila dollari USA, dei quali il 41,7 % (762.905 mila dollari) erano investimenti diretti, il 2,2% (39.922 mila dollari) erano portfolio, mentre il resto, il 56,1 % (1.026.125 mila dollari), erano altri investimenti. Uno dei maggiori investitori nell’ economia della Regione di Mosca è la Finlandia. sul territorio regionale sono registrate 15 società fondate da aziende finlandesi. Il progetto più importante è ООО “Saint‐Gobain Isover Egorevsk”, volto alla produzione di materiali isolanti termici e acustici. Sono già stati investiti 80 milioni di dollari USA e creati 210 posti di lavoro. Nel 2006 è entrato in funzione il secondo stabilimento e nel 2007 è atteso il varo del terzo stabilimento. Altro grande investitore è la Turchia. Sul territorio della Regione di Mosca sono registrate 5 società fondate da imprese turche. Negli ultimi anni gli imprenditori turchi stanno investendo intensamente nella Regione di Mosca. Nel maggio 2004, nella città di Serpuchov, ha aperto i battenti la fabbrica della OOO “Rockland” (volume di investimento pari a circa 10 milioni di dollari USA; 600 nuovi posti di lavoro; capacità produttiva fino a 1,5 milioni di paia di scarpe all’ anno). Tra i più importanti investitori va segnalata anche la Repubblica di Corea. A partire dal 2002 la Repubblica di Corea ha investito oltre 140 milioni di dollari nella Regione di Mosca, di cui 91,2 milioni di dollari USA solo nei primi 6 mesi del 2006. Nella Regione di Mosca sono registrate 2 imprese a partecipazione coreana: ООО “Koja” Provincia di Pamenskij) e ООО ”LG Electronics Rus” (Provincia di Ruzskij).oltre a forti investimenti di “LG Electronics Inc.” e “Hyundai Motor Company” Infine consistenti contributi di investimento provengono da società multinazionali come East Line, Ikea, Danone, Michelin, Pepsi‐Cola, Auchan. Incentivi e leggi a favore degli investimenti esteri Nella Regione di Mosca un ruolo sostanziale nell’aumento dell’attrattività per gli investimenti è assegnato alla creazione di un sistema di fondi di pegno e garanzia. La creazione di un sistema di garanzie sul ritorno dei capitali impiegati dagli investitori russi e stranieri per mezzo della drastica riduzione dei rischi è uno degli obiettivi più importanti atti all’intensificazione dell’attività di investimento nell’economia della Regione di Mosca. La partecipazione dello stato prevede, accanto alla concessione di garanzie pubbliche, anche il ricorso a risorse extra‐bilancio sotto forma di titoli pubblici liquidi e proprietà di pegno in forma liquida, risorse gestite dalla Federazione Russa e dalle entità della Federazione Russa. Allo scopo di rafforzare le funzioni di investimento del mercato dei servizi assicurativi, l’Amministrazione della Regione di Mosca contribuirà attivamente allo sviluppo dell’infrastruttura assicurativa per l’attività di investimento (rischi di investimento, crediti) e all’introduzione di particolari forme di assicurazione obbligatoria, compresa l’assicurazione sui patrimoni. Per uno sviluppo dinamico dell’attività di investimento non meno importante è la formazione di un mercato dell’offerta di progetti di investimento efficaci ai quali possa accedere il capitale privato. A questo scopo è in Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 36 programma l’organizzazione di una Mostra permanente dei progetti di investimento presso la Camera Regionale del Commercio e dell’Industria della Regione di Mosca. Alla creazione di un clima favorevole per gli investimenti contribuiscono anche l’adozione di provvedimenti legislativi e l’approvazione di leggi finalizzate alla riduzione del carico fiscale e all’incentivazione dell’attività di investimento, in particolare tramite: l’inserimento delle spese assicurative nelle voci di costo dei bilanci di impresa, l’eliminazione delle limitazioni di contabilizzazione dei tassi di interesse pagati sui prestiti classificabili a bilancio come costi di impresa, l’introduzione dell’istituto dei gruppi consolidati di contribuenti. Zone Economiche Speciali Il concorso per il conferimento dello status di Zona Economica Speciale (ZES) è stato vinto dalla città della scienza di Dubna con il progetto di un Centro Russo di Programmazione. La ZES verrà edificata su due lotti: il primo è situato sulla parte della città che si trova tra la riva sinistra del fiume Volga e l’ area destinata allo sviluppo urbano e il secondo è sulla parte della città situata sulla riva destra, all’ interno della Nuova Zona Industriale. Il finanziamento delle infrastrutture ingegneristiche, sociali e di trasporto della ZES verrà realizzato a carico del Bilancio Federale (70%), del Bilancio della Regione di Mosca (17,7%) e del Bilancio della Municipalità di Dubna (12,3%). I primi impianti della ZES dell’ hinterland moscovita sono già in fase di edificazione. Gli obiettivi principali della ZES di innovazione tecnico‐scientifica sono i seguenti: • incremento della presenza russa sui mercati mondiali dei prodotti ad alta tecnologia e in particolar modo nel settore della tecnologia informatica; • creazione di un modello russo di parco scientifico tecnologico all’avanguardia, che includa il mondo universitario, i centri ingegneristici e di ricerca, le imprese a contenuto innovativo; • creazione nella città di Dubna di un centro di sviluppo e di promozione della cultura di progettazione e realizzazione dei prodotti informatici. Nel corso della realizzazione del progetto per la ZES di innovazione tecnico‐scientifica verrà data soluzione ai seguenti compiti: • perfezionamento del modello odierno di sviluppo delle città della scienza quali elementi chiave dei sistemi nazionali di innovazione; • perfezionamento nelle condizioni attuali dei meccanismi di concentrazione delle risorse intellettuali e di altre risorse in un determinato territorio per la soluzione di compiti prioritari in campo scientifico e tecnologico; • perfezionamento dei meccanismi di cooperazione tra le istituzioni centrali, regionali e gli enti locali; perfezionamento dei meccanismi di partenariato tra pubblico e privato per la realizzazione di progetti di sviluppo territoriale; • perfezionamento dei meccanismi di creazione e funzionamento delle ZES quali strumenti di pubblico sostegno all’ attività nell’ ambito delle alte tecnologie. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 37 Normativa doganale Nella Regione di Mosca manca una normativa doganale ad hoc; è in vigore la Legislazione Federale. Infrastrutture La Regione di Mosca presenta sviluppate infrastrutture per i trasporti che comprendono 13 linee ferroviarie, 13 arterie stradali ad alta velocità, 3 aeroporti internazionali e 5 nazionali, 2 porti fluviali ed oltre 200 terminal. La Regione è attraversata dai corridoi di trasporti internazionali Berlino–Minsk–Mosca–Nizhny‐Novgorod e Helsinki–San Pietroburgo–Mosca–Novorossiysk–Astrakhan. Aeroporti internazionali I voli internazionali si effettuano dagli aeroporti situati nell'area della capitale Centri di ricerca e parchi tecnologici Nella Regione di Mosca si trovano più di 40 istituti di ricerca dell’Accademia Russa delle Scienze, più di 70 relativi al campo dell’agricoltura e più di 100 relativi ad altri settori. Nel Podmoskov’e è concentrato il 20% dei centri di ricerca di tutta la Russia. Dubna, Protvino, žukovskij, Krasnoarmejsk, Dmitrov, Belozersk, Sergiev‐Posad, Černogolovka, Chimki, Reutov, Frjazino, Kaliningrad, Puščino sono solo una parte della lista dei centri di ricerca e sperimentazione del Podmoskov’e riconosciuti a livello nazionale. La Regione di Mosca è il centro di innovazione della Russia, dalle idee alla produzione in serie. Relazioni internazionali Le relazioni internazionali interessano un numero sempre maggiore di settori, e l’istruzione, in particolare l’istruzione universitaria, non costituisce un’eccezione. Gli istituti universitari della Regione hanno un’ampia autonomia per quanto concerne i rapporti con l’estero, la scelta di partner stranieri, la definizione del volume e delle modalità degli scambi didattici. Più del 40% degli studenti stranieri si iscrivono presso le università russe in seguito a contatti diretti, circa il 25% tramite ex studenti, mentre i restanti tramite terzi e annunci pubblicitari. Va rilevato che l’aumento dell’autonomia ha avuto effetti maggiormente positivi sugli istituti universitari più grandi della Regione aventi rapporti con l’estero, contatti diretti con i propri ex studenti, e in grado di effettuare la selezione degli studenti nei loro paesi di residenza. Inoltre, è sempre più diffusa la prassi di stipulare contratti e accordi diretti in merito a ricerche scientifiche congiunte. La scienza ha sempre avuto un carattere globale, e con la crescente globalizzazione di tutti gli ambiti della vita sociale, compie progressi ponendo le basi per l’integrazione economica e socio‐culturale; Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 38 Trasferimento tecnologico Nel 2006 durante una delle sessioni del Governo della Regione di Mosca è stato approvato il progetto di provvedimento denominato “Realizzazione di un progetto in investimento per la creazione del parco industriale ZАО Kulon‐Istra nella provincia di Istra della Regione di Mosca”. Il progetto di investimento ZAO “Kulon‐Istra” è un progetto pilota per la sperimentazione dei meccanismi di realizzazione dei programmi del Governo regionale per la realizzazione di distretti industriali sul territorio del circondario di Mosca entro il 2010. La finalità principale del progetto è quella di creare un tecnoparco industriale nella provincia di Istra comprendente la costruzione di moduli logistici e produttivi. Il volume complessivo degli investimenti necessari per la realizzazione del progetto ammonta a 2,15 miliardi di Rubli. Il totale degli occupati (operai ed impiegati) sarà di 2.500 persone. In base ai progetti il tecnoparco sarà costruito in tre anni. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 39 2.3.
San Pietroburgo La città di San Pietroburgo si trova nell’area orientale del Golfo di Finlandia, a circa 650 km da Mosca. Ha una popolazione di 4,6 milioni di abitanti. I principali settori produttivi di San Pietroburgo sono legati all’industria meccanica ed alla lavorazione dei metalli, alle bevande ed agli alimentari. Questi settori contano assieme per il 65,5% della produzione industriale complessiva. Nel 2004 la città si trovava al 2° posto in Federazione Russa per numero di piccole e medie aziende. Sempre nello stesso anno le PMI rappresentavano il 32% di tutte le aziende operanti sul territorio. Nella città è presente una Zona Economica Speciale (ZES) che, attualmente, è composta da due lotti con una superficie totale pari a 138 ettari (l’area “Nojdorf” di 18 ettari e l’area “Novorlovskaja” di 120 ettari). Tale ZES di innovazione tecnico‐scientifica è stata creata con una scadenza di 20 anni, non soggetta ad alcuna proroga. Interscambio e Bilancia Commerciale Le importazioni della città da Paesi extra CSI ammontavano nel 2003 a 5.535,7 milioni di dollari, mentre le importazioni dai Paesi CSI hanno totalizzato 259,3 milioni di dollari. I dati relativi al 2004 sono stati, rispettivamente, 6.626 e 289,5 milioni di dollari. I prodotti più importati dalla città sono stati: alimentari e prodotti edibili grezzi (36% del totale importato), prodotti per l’industria meccanica (31%) e prodotti petrolchimici (3%). I principali Paesi dai quali la città importa sono Germania (14%), India (12%), Finlandia (8%), Cina (7%), Olanda (5%), Spagna (5%), Stati Uniti (4%), Ucraina (4%) e Kazakistan (3%). Principali aziende importatrici ed esportatrici: per le caratteristiche specifiche del commercio della città di San Pietroburgo, le esportazioni e le importazioni sono realizzate soprattutto da aziende del settore industriale. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 40 Principali settori e specializzazioni produttive I principali settori produttivi di San Pietroburgo sono legati all’industria meccanica ed alla lavorazione dei metalli, alle bevande ed agli alimentari. Questi settori contano assieme per il 65,5% della produzione industriale complessiva. Industria meccanica e lavorazione dei metalli: l’industria meccanica conta per il 35,4% della produzione industriale complessiva. L’industria legata all’energia ha registrato nel 2004 un aumento della produzione del 31% rispetto al 2003. In crescita anche le industrie delle costruzioni stradali e dell’ingegneria civile (+110%), l’industria automobilistica (+50%), la produzione di trattori e macchine agricole (+39%), la produzione di veicoli (+38%), la produzione di macchinari per l’industria leggera e per quella alimentare e delle bevande, la produzione di elettrodomestici (+28%) e quella di cavi (+19%). Alimentari e bevande: il settore conta per il 30,1% della produzione industriale complessiva. Le aziende produttrici principali sono ZAO Krupskaya Confectionery, OAO Petmol, ZAO Parnas‐M, ZAO Liviz, ZAO British American Tobacco, OAO Petro, OAO Baltika Brewery, OAO Heineken Brewery, OAO Bread House, OAO Vena, OAO ROK‐1 e ZAO Multon. Energia: il settore conta per il 10,8% della produzione industriale complessiva. L’energia è fornita alla città principalmente da centrali combinate termiche ed elettriche che sono sussidiarie della OAO Lenenergo. L’energia viene trasmessa utilizzando linee ad alto voltaggio e centrali di trasformazione sempre della OAO Lenenergo. Progetti di sviluppo industriale Nel 2004 è stato approvato dal Governo di San Pietroburgo il “Piano di provvedimenti per lo sviluppo del potenziale industriale di San Pietroburgo per il 2005‐2007”. Il Piano è stato indirizzato verso la risoluzione dei problemi di competenza degli organi del potere esecutivo della città. Alcuni di questi problemi sono: la formazione di un clima imprenditoriale favorevole, lo sviluppo delle infrastrutture d’ingegneria e dei trasporti, la preparazione e l’aggiornamento professionale del personale principale, lo sfruttamento efficiente del territorio, l’avanzamento dei prodotti sui mercati di sbocco. Distretti industriali Il distretto amministrativo del quartiere dell’Ammiragliato a San Pietroburgo è ritenuto un importante zona industriale della città: vi si contano infatti circa 50 imprese industriali. Inoltre con la presenza di 8 università statali e di 5 università non‐statali questo quartiere rappresenta un grosso centro culturale. Sul suo territorio si trovano il Teatro Statale Accademico d’Opera e Balletto “Mariinsikij”, il Teatro dei giovani spettatori “A.A. Brjancev”, il Conservatorio Statale “N.A. Rimskij‐Korsakov”. (Fonte: portale ufficiale del Supporto informativo ai progetti di investimento ‐ projects.innovbusiness.ru) Zone Economiche Speciali La Zona Economica Speciale (ZES) di San Pietroburgo è attualmente composta da due lotti con una superficie totale pari a 138 ettari (l’area “Nojdorf” di 18 ettari e l’area Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 41 “Novorlovskaja” di 120 ettari). Tale ZES di innovazione tecnico‐scientifica è stata creata con una scadenza di 20 anni, non soggetta ad alcuna proroga. Normativa doganale Manca a San Pietroburgo una normativa doganale ad hoc; è in vigore la Legislazione Federale. Sul territorio della ZES di innovazione tecnico‐scientifica vige un regime doganale di zona doganale franca, in base al quale le merci straniere vengono collocate e impiegate entro i confini del territorio della ZES senza versare i dazi doganali e l’ Iva e senza applicare alle merci indicate le misure di regolamentazione non tariffaria. Le merci russe vengono collocate e impiegate sul territorio della ZES alle condizioni di esportazione applicate, in conformità del regime doganale d’esportazione, versando l accisa e senza pagare i dazi doganali d’esportazione. Infrastrutture Strade: San Pietroburgo conta 3093.3 km di strade principali asfaltate. La città ha collegamenti stradali con Mosca, Murmanks, Pskov ed in confini con Finlandia ed Estonia. Ferrovie: la città conta 1.277 km di ferrovie. Aeroporti: l’aeroporto internazionale di San Pietroburgo Pulkovo è situato 15 km a sud del centro della città. Nel 2004 sono stati 4,4 milioni i passeggeri transitati dall’aeroporto. Porti marittimi e fluviali: il sistema portuale della città comprende un porto commerciale ed uno destinato al legname, una cantiere navale e banchine per la riparazione di navi, i porti fluviali commerciali di Vasileostrovsky e Nevsky ed i porti più piccoli di Lomonosovsky e Kronstadt. Aeroporti internazionali Attraverso San Pietroburgo passa una serie di linee aeree nazionali e internazionali. Nella città ci sono due aeroporti: “Pulkovo” (internazionale) e “Rževka”. Centri di ricerca e parchi tecnologici Centri di ricerca ed elaborazione 2000 2001 2002 2003 2004 Quantità 469
449
432
424
397
Principali linee di ricerca: indirizzo in elettronica e tecniche radio: impianti di scarico dei gas, impianti di commutazione, indicatori, ricevitori radiotelevisivi, laser, sistemi di informazione, impianti radar, attrezzature mediche; indirizzo in medicina: studi nel campo della biochimica, farmacologia, chirurgia, urologia, endocrinologia e altri. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 42 Principali centri di ricerca: • Centro di Ricerca in Sociologia. Tel.: (812) 1126505. E‐mail: [email protected]. • Centro di Elaborazioni al computer. Tel.: 740‐7887. E‐mail: [email protected]. • Centro di Ricerca in Clinica Respiratoria. Tel.: (812)5599877. • Centro di Ricerca in Terapia Farmacologica. Tel./fax: 251‐39‐20. E‐mail: [email protected]. • Centro di Ricerca in Restauro. Tel.: (812)1142715. E‐mail: [email protected]. • Centro di Ricerca in Sicurezza Ecologica – Accademia Russa della Scienze. Tel.: 235‐43‐61. E‐mail: [email protected]. Relazioni internazionali Principali progetti internazionali in essere Informazioni sul Organizzatori, persone progetto, di riferimento annotazioni Denominazione del
Obiettivo progetto «BGTU‐FESTO» Programma “Fulbright” Università Tecnica Formazione del personale
Statale del Baltico per un nuovo settore
«Voenmech» (Istituto Il progetto è dell’industria russa
Tecnico‐militare) attivo dal 2005 «elettromeccanica e affari
Azienda FESTO internazionali» (Germania) Università d’Europa di Il programma si San Pietroburgo e svolge ogni università europee anno dal 1998 Scambio accademico Programma Sollecitare la
universitario estivo partecipazione di giovani Comitato per le Si svolge ogni storico‐culturale connazionali all’estero relazioni internazionali anno dell’Università di interessati allo studio della di San Pietroburgo San Pietroburgo storia russa Tutti gli istituti universitari della città sopraccitati hanno forti relazioni internazionali nell’ambito del programma “Fulbright”. Trasferimento tecnologico A San Pietroburgo presso le strutture dell’Università Statale delle Telecomunicazioni “Prof. M.A. Bonč‐Bruevič” sono iniziati i lavori di costruzione del primo Parco dell’Information Technology della Russia. Nell’ambito di questo progetto, su un territorio di 44 ettari sito nel quartiere Nevskij della capitale del Nord, è prevista la costruzione di immobili per una superficie di 500.000 metri quadrati, tra cui uffici, un centro di ricerca, sale per conferenze, locali per la produzione sperimentale e centri informatici. Si prevede che nel parco tecnologico lavoreranno 5.000 Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 43 specialisti, per le necessità dei quali saranno edificati: un centro residenziale, alcuni garage, un centro sportivo, una piscina e altre strutture per uso sociale. Sul territorio cittadino esistono già alcuni parchi tecnologici e incubatori d’impresa: il Parco scientifico‐tecnologico internazionale del Baltico, il Parto scientifico‐tecnologico dell’Università Statale Politecnica di San Pietroburgo (“Technopark v Lesnom”), l’Incubatore d’impresa russo‐finlandese, il Parco Tecnologico Nord‐Occidentale, il Parco Tecnologico dell’Università Statale di Elettrotecnica “LETI” (“Technopark ETU”), la ОАО “Transfer” e il Parco Tecnologico dell’Accademia Statale dell’Industria Forestale di San Pietroburgo (“Technopark LTA”). Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 44 2.4.
Sverdlovsk La Regione di Sverdlovsk si trova al confine tra l’Europa e l’Asia. Il capoluogo Ekaterinburg (1.323.600 ab.) dista circa 1700 km da Mosca. Il territorio di Sverdlovsk per la maggior parte è costiuito dalla taiga e più dell’80% è coperto da foreste. In totale sono 16 milioni gli ettari di boschi di conifere. La Regione di Sverdlovsk, con il 3,1% della popolazione russa e circa il 3% del prodotto nazionale lordo, è una delle più grandi e sviluppate regioni della Federazione Russa. Per quanto riguarda il potenziale industriale, la Regione di Sverdlovsk occupa uno dei primi posti a livello federale. Grazie alle diverse e abbondanti materie prime vi è stato un forte sviluppo industriale di attività diversificate che hanno visto l’attività sinergica di industrie metallurgiche e metalmeccaniche, istituti tecnico‐scentifici, laboratori e centri di ricerca e progettazione. Nel 2005 il settore industriale ha registrato un tasso di crescita della produzione superiore alla media nazionale del 4‐5%. Nel 2004 la Regione si trovava al 6° posto in Federazione Russa per numero di piccole e medie aziende. Sempre nello stesso anno le PMI rappresentavano il 19,9 % di tutte le aziende operanti sul territorio Interscambio e Bilancia Commerciale La Regione di Sverdlovsk è una delle più grandi regioni degli Urali orientate all’esportazione. Oltre ai Paesi della CSI, con i quali tra l'altro il volume degli scambi aumenta costantemente, la Regione di Sverdlovsk commercia con 115 Paesi del mondo. I principali Paesi con cui la Regione commercia sono: Stati Uniti, Taiwan, Olanda, Germania, Italia, Turchia, Kazakistan ed Ucraina. Nella struttura delle esportazioni dalla Regione di Sverdlovsk prevalgono i prodotti dell’industria metallurgica, chimica e metalmeccanica, che coprono fino al 90% delle esportazioni dalla Regione. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 45 Nel 2005 ad essere importati sono stati principalmente: • i prodotti metalmeccanici (43,1%, +11,5% rispetto al 2004); • i prodotti minerali (20,2% compreso il carbone, +10,4% rispetto al 2004); • i prodotti dell’industria chimica (10,9%, ‐31,6% rispetto al 2004). Nel 2005 l'interscambio della Regione di Sverdlovsk era pari a 7,4 miliardi USD, in aumento del 20% rispetto all'anno precedente. L’export della Regione nel 2005 ammontava a 5,9 miliardi USD. L’import della Regione nel 2005 ammontava a 1,3 miliardi di USD. La Bilancia Commerciale risultava in attivo di 4,6 miliardi USD. Nel 2004 le esportazioni della Regione verso Paesi extra CSI ammontavano a 4.323,3 mln USD, mentre quelle verso Paesi CSI a 584,4 mln USD. Le importazioni da Paesi extra CSI ammontavano nel 2004 a 788,2 mln USD mentre quelle dai Paesi CSI a 527,8 mln USD. Principali settori e specializzazioni produttive La Regione di Sverdlovsk, con il 3,1% della popolazione russa e circa il 3% del prodotto nazionale lordo, è una delle più grandi e sviluppate regioni della Federazione Russa. Per quanto riguarda il potenziale industriale, la Regione di Sverdlovsk occupa uno dei primi posti a livello federale. Grazie alle diverse e abbondanti materie prime vi è stato un forte sviluppo industriale di attività diversificate che hanno visto l’attività sinergica di industrie metallurgiche e metalmeccaniche, istituti tecnico‐scentifici, laboratori e centri di ricerca e progettazione. Nel 2005 il settore industriale ha registrato un tasso di crescita della produzione superiore alla media nazionale del 4‐5%. Per quanto riguarda l’agricoltura e l’allevamento, la Regione di Sverdlovsk produce annualmente fino ad un milione di tonnellate di cereali, 1,1 milioni di tonnellate di patate, 310.000 tonnellate di ortaggi, 900.000 tonnellate di latte, 150.000 tonnellate di carne ed 1,3 miliardi di uova. La Regione è autosufficiente per tutti i prodotti della terra menzionati, ad eccezione dei cereali e della carne, che vede una produzione domestica sufficiente per il 50% del fabbisogno locale. La produzione agricola di Sverdlovsk è quinta fra le regioni degli Urali, dopo Chelyabinsk, Orenburg, Kurgan e la Repubblica di Bashkortostan; la superficie arabile comprende circa 6 milioni di acri. L’industria forestale con le sue 95 imprese grandi e medie pone la Regione di Sverdlovsk tra le 10 regioni più grandi della Russia per il potenziale produttivo. Nella Regione sono ben avviati il taglio del legno, la produzione di legno compensato e pannelli di legno, l’industria della cellulosa e della lavorazione chimica del legno. La Regione degli Urali produce il 20% del legno compensato prodotto in Russia, il 15% dei pannelli di legno truciolato e il 10% della carta. I principali prodotti del settore di metallurgia sono ghisa, acciaio, rame grezzo, alluminio, titanio, nichel, laminato di metallo ferroso e non ferroso, ferroleghe. La Regione produce l’11% del volume nazionale di ghisa, il 12% dell’acciaio, il 10.4% del laminato di metallo ferroso, il 31.7% dei tubi d’acciaio, il 12.6% dei minerali di ferro, il 14.3% del laminato di alluminio. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 46 Il 90% dei carri merci della Russia viene fabbricato da un’impresa della Regione di nome “Uralvagonzavod”, situata nella città di Nizhny Taghil. La struttura dell'industria leggera è caratterizzata dalla prevalenza di industrie di abbigliamento e maglierie, nonché di tessuti, filati e tappeti. Investimenti La Regione di Sverdlovsk presenta delle forti attrattive per gli investitori internazionali. Gli investimenti esteri realizzati nella Regione dal 1999 ammontano a 4,4 miliardi di USD. In particolare, nel 2005 il 75% degli investimenti stranieri ha riguardato il settore della metallurgia non ferrosa, con un fatturato annuo di oltre 388 milioni di USD. Il secondo settore in ordine di importanza è stato quello dell’industria siderurgica, cui sono stati orientati investimenti per oltre 92,5 milioni di USD. Inoltre, altri 7 milioni di USD sono andati all’industria chimica, 6,6 milioni di USD al settore del commercio e della ristorazione pubblica, 6 milioni di USD all’industria alimentare, 4,6 milioni di USD al settore della cultura e dell’arte, 1,1 milioni di USD al settore metalmeccanico. Maggiori investitori Attualmente sul territorio della Regione operano circa 400 società con partecipazione estera di investitori provenienti da 64 Paesi. Nella Regione di Sverdlovsk sono presenti società note in tutto il mondo come, tra le altre, Philips, ABB, Duferco, Coca‐Cola, Pepsi, Henkel, Lufthansa, National Oilwell, Ford, Audi, Volvo, Wrengley’s. Distretti industriali Il centro industriale della Regione di Sverdlovsk è la città di Ekaterinburg. Zone Economiche Speciali Nella Regione di Sverdlovsk mancano Zone Economiche Speciali. Normativa doganale Nella Regione di Sverdlovsk manca una normativa doganale ad hoc; è in vigore la Legislazione Federale. Infrastrutture La Regione di Sverdlovsk è attraversata delle reti ferroviarie, automobilistiche e aeree сhe conducono dalla Siberia alla Russia centrale, dall’Estremo Oriente e dall’Asia meridionale all’Europa, dal nord, ricco di petrolio e di gas, al sud. Aeroporti internazionali Complessivamente, Sverdlovsk è collegata con 26 regioni russe, 9 Paesi CSI e 40 Paesi extra CSI. L'aeroporto di Koltzovo, che è il più grande aeroporto internazionale degli Urali. Vi atterrano gli aerei di più di 75 compagnie sia russe che straniere e sono assicurati voli Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 47 regolari con Germania, Francia, Austria, Inghilterra, Turchia e Stati Uniti. Nella graduatoria degli aeroporti russi Koltzovo è al 5° posto per voli internazionali. La maggior parte dei trasporti internazionali viene effettuata dalla compagnia aerea locale “UralAirlines”. I voli della compagnia aerea tedesca “Lufthansa” mettono in comunicazione Francoforte ed Ekaterinburg. Nel 2004 la compagnia inglese “British Airways” ha inaugurato il volo Londra‐Ekaterinburg. Nel 2006 è iniziato il volo di linea della compagnia aerea “Austrian Airlines”. L’aeroporto di Ekaterinburg , che per volume di traffico, passeggeri e merci occupa il terzo posto in Russia, dopo Mosca e San Pietroburgo, è membro dell’Associazione degli aeroporti internazionali e dell’Associazione degli aeroporti russi e dei Paesi della CSI. Centri di ricerca e parchi tecnologici L’attività scientifica rappresenta un settore importante nella Regione: vengono realizzati diversi programmi federali e regionali, vengono effettuate ricerche fondamentali ed applicate, vengono pubblicate monografie, si tengono conferenze, seminari scientifici regionali, nazionali ed internazionali. Queste attività sono realizzate anche dalla filiale dell’Accademia delle Scienza della Russia negli Urali, che rappresenta un complesso multi‐settoriale di strutture di ricerca scientifica con 22 istituti di rilevanza internazionale. Grazie alle ricerche effettuate sono stati ottenuti diversi risultati di portata mondiale. Di particolare importanza gli studi nell’ambito delle scienze dei materiali, e delle scienze chimico‐tecnologiche. Una forma promettente dell’integrazione di scienza ed industria è quella di creare dei tecno‐park. Tra questi va rilevato il tecno‐park Ural’sky, presso il quale nell’arco di un biennio più di 1.200 manager ed imprenditori hanno seguito i corsi speciali offerti. Inoltre, nell’ambito di 16 mostre nazionali e di 9 all’estero sono state organizzate prove di qualità per i prodotti di piccole imprese della Regione. A creare le condizioni favorevoli per lo sviluppo delle piccole industrie che richiedono ingenti ricerche scientifiche è il techno‐park Zarechny, che include un Fondo per l’appoggio dell’imprenditoria, nonché un centro d’informazioni, di studi e consulenze, di marketing ed un centro fieristico. In totale sul territorio della Regione di Sverdlovsk sono attivi 6 techno‐park. Nel complesso industriale della Regione di Sverdlovsk funzionano 4 centri tecnologici: 1. Istituto tecnologico di ricerche scientifiche degli Urali: specializzato nella lavorazione di lamiere; 2. NPO Oktjabr’: specializzato nella fabbricazione di schede stampate; 3. OKB Navator: specializzato nella costruzione di macchine utensili ed attrezzi; 4. Priborostroitel’ny Zavod: specializzato nella lavorazione meccanica di precisione. Sta inoltre per costituirsi il centro tecnologico di ingegneria di Berezovsky che unirà 15 imprese con diverse forme di proprietà. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 48 2.5.
Krasnodar Il Territorio di Krasnodar comprende anche la Repubblica di Adygeya ed è una delle regioni più meridionali della Federazione Russa; nella parte meridionale si trova il Mare d’Azov, ad ovest il Mar Nero. Il territorio è stato formato nel settembre del 1937 e conta oggi all’incirca 5 milioni di abitanti ed un’estensione di quasi 76.000 kmq. Il clima varia da moderatamente continentale a sub‐tropicale, nelle zone costiere del Mar Nero. Una delle principali ricchezze di Krasnodar è rappresentata dalle foreste che coprono un territorio di circa 1,5 milioni di ettari. Vi crescono alberi da legno prezioso come querce e faggi. Vasta è inoltre la varietà di materie prime: nel sottosuolo sono presenti 60 tipi diversi di minerali e numerosi sono i giacimenti di petrolio e gas naturale sfruttati. Tra le risorse vanno ricordate anche le cave di marmo e le le acque minerali ad effetto curativo. La regione rappresenta uno snodo fondamentale per la rete dei trasporti federale, soprattutto per quanto riguarda le esportazioni energetiche. Il settore più importante dell’economia locale è quello agricolo, con coltivazioni di riso, grano, girasole, uva, frutta e verdura. Anche il settore del turismo negli ultimi anni è in crescita: grazie allo sviluppo di nuove infrastrutture sulla costa del Mar Nero che attirano più di un milione di turisti l’anno nel solo capoluogo termale di Sochi. Interscambio e Bilancia Commerciale Secondo i dati statistici doganali, il turnover della Territorio di Krasnodar nel 2004 era pari a 1,9 miliardi di USD, con esportazioni per un valore di 907 milioni di USD ed importazioni pari a 996,6 milioni di USD. La bilancia commerciale era dunque in deficit. Nel 2005 il valore degli scambi commerciali di Krasnodar è aumentato decisamente fino a raggiungere i 2,889 miliardi di USD. L’export della regione ammontava a 1,54 miliardi di USD, mentre l’import a 1,34 miliardi di USD, il che determinava un avanzo nella bilancia commerciale pari a 20 milioni di USD. La regione ha importato merci per 1195,1 milioni di USD dai Paesi esteri non CSI e per 148,1 milioni di USD dai Paesi della CSI. La struttura dell’import regionale si suddivideva come segue: • 46,4%: generi alimentari (623,9 mln di USD); Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 49 •
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22,0%: macchinari (294,0 mln di USD); 10,5%: prodotti chimici (140,7 mln di USD); 7,6%: metalli (102,6 mln di USD); 4,4%: tessile (59,4 mln di USD). Sempre nel 2005 i Paesi principali partner del Territorio di Krasnodar sono stati: • Turchia – 644,7 mln di USD; • Francia – 177,5 mln di USD; • Italia – 176,5 mln di USD; • Egitto – 160,7 mln di USD; • Germania – 122,4 di USD; • USA – 106,7 mln di USD; • Ucraina – 141,6 mln di USD. Per quanto riguarda l’interscambio commerciale con l’Italia, nel 2001 ammontava a 262,6 milioni di USD. Nel 2002 è stato registrato un aumento che ha portato il valore a quota 443 milioni di USD, mentre nel 2003 gli scambi sono leggermente diminuiti toccando i 389,5 milioni di USD. In ogni caso l’Italia ha continuato a mantenere, anche nel 2003, il ruolo di maggiore partner commerciale della regione (rappresentando il 21,5% del suo intero commercio estero). Nel 2004 l’interscambio con l’Italia ha superato i 300 milioni di USD. Nel 2005 il volume è nuovamente sceso ed ha raggiunto i 176,5 milioni di USD. Principalmente, le importazioni di Krasnodar riguardano: prodotti tessili, materiali per la costruzione edilizia, asfalto e materiali simili, tubazioni di vario tipo, prodotti metallurgici, macchine e impianti tecnologici per l’industria agroalimentare, macchinari e tecnologie per la lavorazione del legno, elettrodomestici, beni di consumo, generi alimentari, concimi chimici, ecc. Le esportazioni della regione riguardano invece: materie prime, gas naturale, greggio e derivati del petrolio, concimi chimici, minerali e legname, grano, generi alimentari, zucchero, tabacco, ecc. Principali settori e specializzazioni produttive Facendo riferimento ai dati del 2005, nel sistema produttivo del Territorio di Krasnodar le industrie più rilevanti appartengono ai seguenti settori: • agricoltura/industria alimentare; • industria meccanica e lavorazione dei metalli; • industria leggera; • industria dei combustibili; • industria chimica; • produzione di materiali da costruzione, lavorazione del legno. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 50 Agricoltura e allevamento rappresentano il settore primario della Regione. Le principali attività agricole riguardano: la coltivazione di grano, la trasformazione dei grassi, dell’olio (girosole), dello zucchero, della carne, del latte, del pesce, la produzione di conserve in scatola. Nella Regione sono operativi 16 zuccherifici, 43 caseifici, 23 complessi industriali per la lavorazione della carne, 24 fabbriche per la produzione di conserve in scatola, 2 manifatture di tabacchi, 51 aziende vinicole, 11 fabbriche di produzione del vino e 4 distillerie. La regione produce più di un terzo dei volumi nazionali di: • zucchero (2 milioni di tonnellate); • olio (mezzo milione di tonnellate, il 27%); • verdure in scatola (420 milioni di pezzi, il 10%); • formaggi duri e latticini (8%). ed è uno delle maggiori regioni produttrici di: • semi di girasole (60% della produzione russa); • riso (60% della produzione russa); • frutta (30% della produzione russa); • cereali (10% della produzione russa). Nella regione si producono inoltre 10 milioni di decalitri di vini di varie tipologie: dolci, spumanti Abrau Durso, liquorosi, secchi ed un milione e mezzo di bottiglie di cognac. L’allevamento conta per più del 5% di quello complessivo della Federazione russa, mentre la produzione di latte conta per più del 4% nella produzione nazionale, cosi come quella di uova. L’allevamento di suini presso fattorie di grandi e medie dimensioni vanta più di 1,2 milioni da capi. L’industria metalmeccanica e della lavorazione dei metalli sono molto importanti quanto alla produzione delle macchine utensili, di mezzi di automazione, di macchine poligrafiche, agricole, di pompe, di compressori, di macchine per l’industria chimica. L’industria dei combustibili è rappresentata dall’estrazione del petrolio e del gas naturale. Quella chimica dalla produzione di concimi minerali. Riguardo all’industria leggera, vi è una prevalenza della produzione dei tessuti di lana e cotone, di abbigliamento e calzature, nonché di cuoio, pelli e pellicce. Andamento dei settori produttivi Negli ultimi anni la regione di Krasnodar ha registrato un continuo incremento della produzione industriale. Nel primo semestre del 2005 il volume della produzione nei singoli settori industriali è aumentato, rispetto al primo semestre del 2004, come segue: • 42% per l’industria meccanica e della lavorazione dei metalli; • 28% per l’indusrtia chimica; • 18% per l’ industria dei combustibili; Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 51 •
13% per l’industria leggera; • 8% per l’industria della lavorazione del legno. Anche la produzione di cereali del Territorio di Krasnodar è in continua crescita e l’area del Mar Nero potrebbe coprire da sola, entro il prossimo quadriennio, un quarto di tutto il commercio internazionale di grano. I campi seminati a grano nella regione di Krasnodar hanno rese medie di 7 tonnellate ad ettaro, rispetto alla media globale degli ultimi 5 anni di appena 2,7 tonnellate per ettaro. I settori economici che si sviluppano piu velocemente sono infine quelli dell’abbigliamento e delle calzature, il settore chimico, quello del turismo e della lavorazione del legno. Investimenti Gli investimenti di capitale nel 2003 sono stati pari a 7.0426,4 milioni di rubli. Per volume di investimenti raccolti, il Territorio di Krasnodar si trova al terzo posto tra le altre regioni e repubbliche della Russia. Negli ultimi anni l’interesse degli investitori esteri è via via cresciuto ed è stato determinato dai seguenti fattori d’attrazione: • la vantaggiosa posizione geografica del territorio regionale; • Krasnodar è la più sviluppata regione agraria della Russia, con un notevole potenziale di sviluppo delle aziende del settore grazie a terreni molto fertili e dalla gran resa; • i porti marittimi e fluviali presenti favoriscono le relazioni economiche estere ed il giro d’affari con i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, grazie all’accesso diretto alle principali vie marittime; • presenza di porti petroliferi, terminali, oleodotti, impianti per la produzione e trasformazione del petrolio; • leggi e norme moderne, elaborate a favore degli investitori. Progetti di investimento Attualmente nel Territorio di Krasnodar sono in corso più di 300 progetti di investimento. I principali progetti di investimento del Territorio sono: Settore viti‐vinicolo: • Modernizzazione della produzione vinicola e sviluppo della viticoltura presso la ZAO “Agrofirma MYSCHAKO” • Modernizzazione della produzione vinicola dell’Azienda Pubblica Regionale “Suk‐
Dere” nella provincia di Krymsk • Ammodernamento delle attrezzature della cantina ОАО “Tuapinskij vinzavod” • Ammodernamento dell’imballaggio tecnologico della cantina della ZAO “Agropromyšlennaja firma Mirnyj” nella provincia di Temrjuk • Organizzazione di un vivaio per la produzione di piante di vite presso la OAO “Agropomyšlennaja firma Južnaja” nella provincia di Temrjuk Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 52 • Organizzazione di un vivaio per la produzione di piante di vite presso la ООО “Agropredprijatie Raevskoe” a Novorossijsk • Impianto e coltivazione di vigneti presso la ZAO “Agropromyšlennaja firma Mirnyj” • Sviluppo della viticoltura e della produzione vinicola della ОАО “Aurora” nella provincia di Krymsk • Sviluppo della produzione vinicola del Complesso Agro‐Industriale ZAO “Gelendžik” • Ristrutturazione dei vigneti e imbottigliamento di vini tranquilli presso la ZAO “Abrau Durso”. Turismo: • Piano di investimento urbanistico della ООО “JUMAKO”, per la costruzione e lo sfruttamento degli impianti e delle infrastrutture turistiche nel territorio di Soči • Costruzione di strutture sul territorio di pubblico utilizzo della baia “Inal” nella provincia di Tuapse • Distretto di cura e villeggiatura “Blagoveščenskij” • Sviluppo del Centro Panrusso per l’Infanzia “Orlenok” nella provincia di Tuapse • Sviluppo del turismo nella provincia di Apšeronsk • Ristrutturazione delle file superiore e inferiore della sezione centrale del lungomare con l’allestimento di un approdo per yacht • Complesso di cura e villeggiatura “Semejnyj Otdych” (“Le vacanze della famiglia”) con una ricettività di 550 posti • Costruzione di un complesso fieristico ad Anapa • Creazione di un parco per l’infanzia denominato “Družba” • Creazione e sviluppo del complesso turistico‐sportivo climatico‐montano “Krasnaja Poljana” nella città di villeggiatura Soči Incentivi e leggi a favore degli investimenti esteri Si concedono agevolazioni fiscali alle aziende che investono capitali sia propri che acquisiti nella realizzazione di progetti ai quali la regione riconosce lo status di "approvati". Gli investitori russi e stranieri godono di pari diritti nell’ottenimento delle agevolazioni fiscali. Una delle forme di sostegno pubblico agli investitori, prevista dalla Legge regionale sulla “Incentivazione statale all’attività di investimento nella Regione di Krasnodar”, è rappresentata dall’attività di accompagnamento dei progetti di investimento. Distretti industriali Sul Territorio di Krasnodar non ci sono distretti industriali. A Krasnodar è però attivo un Tecnoparco per le innovazioni. Zone Economiche Speciali Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 53 Il Governo della Federazione Russa ha pubblicato la delibera del 3 febbraio 2007 N° 70, ai sensi della quale verrà creata una Zona Economica Speciale (ZES) nel Territorio di Krasnodar. Nella delibera si parla della creazione di una ZES a vocazione turistico‐
ricreativa sul territorio delle città di Anapa, Gelendžik, sedi di stazioni di cura, della città di Soci e della Municipalità Tuapsinskij del Territorio di Krasnodar, collocandola su lotti di terreno definiti dall’ Accordo di creazione di ZES a vocazione turistico‐ricreativa. Normativa doganale Nel Territorio di Krasnodar manca una normativa doganale ad hoc; è in vigore la Legislazione Federale. Infrastrutture Per quanto riguarda le infrastrutture stradali, il Territorio di Krasnodar può contare su circa 10.800 km di arterie stradali che la collegano al resto della Russia, nonché alla Georgia, al Kazakistan, all’Ucraina e all’Azerbaijan. Le condizioni generali delle infrastrutture viarie non sono comunque buone. Quanto agli aeroporti, la regione ne conta 4 internazionali: Krasnodar, Anapa, Sochi e Ghelengik, tutti con voli regolari per diversi paesi europei e dei Medio Oriente. Sono almeno 4 i collegamenti giornalieri con Mosca. La rete ferroviaria si estende per circa 2.100 km e collega la regione alle maggiori città russe. I maggiori traffici commerciali si dirigono verso i porti marittimi e riguardano principalmente greggio, petrolio raffinato, legname, grani, zucchero, materiali da costruzione e attrezzature. Anche per quel che riguarda le ferrovie, le condizioni generali necessitano di miglioramenti. Strade e ferrovie non sono purtroppo oggetto di costante manutenzione. Il Territorio dispone del più grande bacino fluviale navigabile della Russia con 447 km di vie navigabili. Il porto fluviale di Krasnodar registra il 40% dei noli di tutti i porti della Federazione. Nella regione ci sono 8 porti marittimi: Novorossijsk, Tuapse, Sochi, Anapa, Iejsk, Ghelengik, Temrjuk, Porto‐Kavkaz. Servizi regolari di traghetto collegano la regione con l’Europa attraverso Istanbul. Sviluppo delle infrastrutture Il Territorio ha una precisa strategia di sviluppo per i prossimi anni. Il Programma per lo sviluppo sociale ed economico di Krasnodar è stato delineato con particolare attenzione ai vantaggi competitivi. In tale ottica, i principali obiettivi del programma coincidono con il miglioramento del clima per gli investimenti e l’accelerazione dei settori prioritari dell’economia. Tra questi appunto il settore trasporto che necessità di modernizzazione. A livello federale il governo considera quali priorità d’investimento per i prossimi dieci anni i due corridoi internazionali: “Nord‐sud” e il “Transsib”. Gli investimenti per tali corridoi risulteranno in una continua crescita ad esempio della città di Novorossijsk e delle sue infrastrutture. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 54 Relazioni internazionali Il Territorio di Krasnodar e l’Italia collaborano in vari settori tra cui l’istruzione pubblica e gli interscambi culturali. L’Università di Krasnodar ha concluso accordi di collaborazione con le Università di Roma e di Napoli. Inoltre, l’Università di Genova ha discusso la realizzazione di un progetto Tempus ‐ Tacis per il conferimento di borse di studio in campo artistico, economico, politico e legale, al quale partecipano quattro istituzioni: Università di Genova, Università di Nizza, Università di Mosca ed Università statale di Kuban. Sono stati attivati programmi di scambio linguistico per l’insegnamento delle lingue russa e italiana, così come lo scambio di studenti con tutti gli istituti che partecipano a questa iniziativa transeuropea. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 55 2.6.
Samara La Regione di Samara è situata nella parte sud‐orientale della Russia europea, nel medio corso del più grande fiume europeo, il Volga. Il capoluogo dista circa 1050 km da Mosca. La maggior parte del territorio (in particolare le aree meridionali ed orientali) è coperto da foreste. Le principali risorse fossili naturali della Regione di Samara sono il petrolio, il gas ad esso collegato ed il gas naturale. La loro esplorazione, estrazione, produzione e raffinamento da lungo tempo sono diventati il principale elemento del potenziale economico regionale. La Regione di Samara possiede un ottimo potenziale agricolo, così come per la produzione petrolifera e metalmeccanica. E' una delle regioni russe più sviluppate commercialmente ed occupa il 7° posto a livello federale in termini di sviluppo produttivo. I settori economici più importanti per la Regione sono la metallurgia, la metalmeccanica, l’industria aerospaziale, la petrolchimica e l’agricoltura. Quanto al settore industriale, Samara è il centro russo della lavorazione dell’alluminio e rifornisce le industrie aerospaziale, navale e militare, con lo “Stabilimento metallurgico di Samara”, maggiore fornitore di semilavorati in alluminio in tutta Europa: le sue esportazioni in 40 paesi esteri contano per il 30% dell’export totale regionale. Nel 2004 la Regione si trovava al 5° posto in Federazione Russa per numero di piccole e medie aziende. Sempre nello stesso anno le PMI rappresentavano il 31,48% di tutte le aziende operanti sul territorio. Interscambio e Bilancia Commerciale Samara esporta principalmente automobili (“AvtoVAZ” assembla il 70% di tutte le automobili russe), componentistica per l’automotive, macchine utensili, trasformatori, cavi, ecc.; ciononostante, quasi tutte le imprese del settore devono fronteggiare problematiche debitorie, di basso profitto ed alti costi, nonché, infine, il basso livello delle vendite, che causa spesso ingenti stock d’invenduto. Gli scambi commerciali sono aumentati nel 2005 del 13,6% e il volume dei pagamenti per servizi del 10,1%. Le esportazioni sono aumentate rispetto all’anno precedente del 2,6%, arrivando a 3,243.3 Milioni USD, dato che comprende l’esportazione di merci nei paesi ex Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 56 CSI del 63,4% (662.9 Milioni USD), mentre l’esportazione ad altri paesi stranieri è diminuita del 6.3% (2,580.5 Milioni USD). Le esportazioni di prodotti alimentari e agricoli sono state pari a 47.7 Milioni USD. Le esportazioni di bibite alcoliche e analcoliche è anche incrementata di quasi il doppio del volume del 2003. Comunque, complessivamente è diminuita considerevolmente l’esportazione di grano e pertanto il totale delle esportazioni è stato pari al 92% del 2003. Le importazioni del 2004 sono aumentate del 10,7% per un importo pari a 949 Milioni USD . Le importazioni dai paesi del ex CSI hanno totalizzato 158.9 Milioni USD (20.4%), mentre le importazioni da altri paesi stranieri sono arrivate a 790.1 Milioni USD (9%). Più della metà delle importazioni (522 Milioni USD) sono macchinari, attrezzature e strumenti di trasporto. Le importazioni sono aumentate del 19%. La Regione di Samara collabora con più di 100 paesi in tutto il mondo. Il commercio internazionale con l’occidente mantiene un constante trend di crescita. Nel 2004, questi paesi occupavano l’80% delle esportazioni della Regione di Samara e l’83% delle importazioni. I maggiori partner commerciali nel 2004 sono stati: Cipro, Germania, USA, e Turchia. Dei Paesi CSI– Kazakistan e Ucraina sono stati i partner più importanti, registrando un incremento nel volume di scambio commerciale pari al 16% superiore al 2003. Principali settori e specializzazioni produttive I settori economici più importanti per la Regione sono la metallurgia, la metalmeccanica, l’industria aerospaziale, la petrolchimica e l’agricoltura. Il settore agricolo è favorito da un terreno fertile e da un buon clima; le aziende agricole coltivano girasole, barbabietola da zucchero e lino. Altrettanto diffuso è l’allevamento di bestiame da latte e da carne, nonché quello ovino da lana. Occasionalmente l’agricoltura di Samara può soffrire della siccità, durante la quale la produzione locale non basta a soddisfare la domanda interna; le aziende agricole domestiche più moderne hanno già iniziato ad implementare tecnologie d’avanguardia occidentali atte a migliorare la redditività dei terreni, attraverso fertilizzanti e nuovi macchinari, soprattutto con l’holding tedesca AHT Systems. Quanto al settore industriale, Samara è il centro russo della lavorazione dell’alluminio e rifornisce le industrie aerospaziale, navale e militare, con lo “Stabilimento metallurgico di Samara”, maggiore fornitore di semilavorati in alluminio in tutta Europa: le sue esportazioni in 40 paesi esteri contano per il 30% dell’export totale regionale. La Regione di Samara è un importante centro per la produzione energetica nella Russia europea: rifornisce infatti il 40% dell’energia elettrica generata nella Regione del Volga, pari all’8,5% di quella russa; le azioni dell’energetica “Samaraenergo” sono fra le più scambiate sulla piazza russa, assieme a quelle del gruppo petrolifero “Samaraneftegaz”. L’industria alimentare comprende distillerie e stabilimenti per la produzione di birra, e la lavorazione del latte. I settori delle costruzioni e farmaceutico sono fra quelli che registrano il maggiore ritmo di sviluppo. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 57 Investimenti Nel 1996 si sono stabilite nella Regione le prime 42 imprese con partecipazione di capitali esteri. L’investimento internazionale a Samara diviene sempre più consistente. Il volume degli investimenti nei primi 11 mesi del 2005 nella Regione di Samara è stato di 1.7 Mld USD, pari all'1.7% dello stesso periodo del 2004. Sono settori d’investimento privato della Regione di Samara : • Industria chimica e petrolchimica • Costruzione di macchinari e metalmeccanica • Industria della costruzione ed edilizia • Industria alimentare • Industria di prodotti biologici • Trasporti e Telecomunicazioni • Industria farmaceutica • Altri progetti Incentivi e leggi a favore degli investimenti esteri Il Governo della Regione applica il principio della porta aperta a tutti gli investitori, senza distinzione. Proporziona agli investitori diverso supporto, non solo alle industrie che ne hanno bisogno, ma anche ai leader nella Regione, che creano nuovi posti di lavoro, apportano processi innovativi nel campo industriale e implementano nuove tecnologie. In generale, il Governo Regionale crea un clima molto favorevole agli investitori, attirandoli con agevolazioni e una ottima rete di supporto e assistenza. Distretti industriali Non prevista al momento la costruzione di alcun distretto industriale in questa Regione seguendo il modello dei distretti industriali italiani. Zone Economiche Speciali Samara ha fatto domanda per essere compresa tra le Zone Economiche a regime Speciale, adottate con provvedimento rilevante dal parlamento il 13 luglio 2005 ed entrato in vigore a fine agosto, dopo la firma del presidente Putin. Normativa doganale Non è presente alcuna normativa doganale ad hoc. Infrastrutture Strade ‐ Vi sono complessivamente 10.000km di strade (incluse strade locali e autostrade federali). Il totale di km di arterie stradali ad alta velocità in Regione è pari a 6.948 km, mentre la lunghezza delle strade locali è pari a 2.193 km. Fino ad oggi, 217 villaggi rurali con un totale di 13.000 persone non dispongono di strade asfaltate. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 58 Ferrovie ‐ la rete ferroviaria si dirama nella Regione fino a raggiungere un totale di più di 1,300 km. Aeroporti ‐ L’aeroporto della Regione di Samara, a metà strada fra i due centri principali Samara e Togliatti, è collegato con voli infrasettimanali a Francoforte, Vienna, e Tel Aviv, con altri per la Grecia e la Turchia, nonché alle città più importanti della Russia e della CSI. I collegamenti autostradali permettono una velocità standard per i convogli merci di 400 chilometri al giorno; i giorni mediamente necessari per le consegne da Samara a Mosca sono due, per San Pietroburgo tre, per Odessa, sul mar Nero, tre. Via ferrovia, utilizzata soprattutto per la movimentazione delle merci, Samara è collegata con gli Urali, la Siberia, il Kazakistan e l’Asia centrale; il mezzo ferroviario, su di una rete per metà elettrificata, è importantissimo per le raffinerie locali e per i gruppi automobilistici di Togliatti. La Regione sfrutta anche la via fluviale offerta dal bacino del Volga, il più grande in Russia, che collega i mari del nord Baltico, Bianco, di Barents, e di Kara con il Caspio, il mare d’Azov, il mar Nero ed il Mediterraneo a sud; sia Samara che Togliatti dispongono di porti ben sviluppati, che manovrano soprattutto container di prodotti petroliferi raffinati. Tre sono i condotti di gas che attraversano la Regione, e altri tre i condotti petroliferi. L’incidenza del trasporto nel PIL regionale è del 8,9% e il 7,2% della popolazione della Regione è impiegata in questo settore. Aeroporti internazionali L’aeroporto della Regione di Samara è collegato con voli infrasettimanali a Francoforte, Vienna, e Tel Aviv, con altri per la Grecia e la Turchia. Centri di ricerca e parchi tecnologici La Regione di Samara ha un grosso potenziale scientifico e tecnologico, in quanto nella Regione hanno sede 16 centri di ricerca industriale e sviluppo e 7 filiali dell’Accademia Russa delle scienze; vi sono poi 27 unità tra università e college. La ricerca e lo sviluppo è divisa come di seguito: • Centri speciali di ricerca e sviluppo – 71 % • Dipartimenti di ricerca dell’Università – 17% • Dipartimenti di ricerca di imprese private – 12% Totale di ricercatori: 25.400 persone. I progetti di ricerca e sviluppo da implementare per settori e obiettivi sono: • Ricerca ingegneristica e sviluppo da applicare alle imprese – 95% • Istituti di ricerca e centri del Governo (ricerca base) – 3% • Ricerca applicata – 2% Valore totale dei progetti di ricerca 6.000 milioni di rubli, come di seguito indicato: Progetti realizzati dall’industria e dall’impresa privata – 86% (5.200 milioni di rubli), di cui Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 59 • Ricerca e sviluppo – 82% • Ricerca ingegneristica e altri servizi– 18% Fonti di finanziamento dei progetti di ricerca e sviluppo: • Fondi privati delle società – 45.6% • Fondi del bilancio federale – 34.9% • Altri Fondi regionali fuori dal bilancio – 6.8% • Investimenti stranieri – 5.4% Techno‐park OAO Industrial Park (43 Gaya St., Suite 37, Samara 443086) è una joint venture del Governo della Regione di Samara, Università Aerospaziale statale di Samara e Università di Medicina Statale di Samara. Il parco è progettato per fondere il potenziale educazionale, scientifico, industriale ed imprenditoriale al fine di dare una mano allo sviluppo di nuove tecnologie ed innovazioni. Relazioni Internazionali Per dimostrare e supportare l’internazionalizzazione dell’Università Statale di Samara è stato istituito il Diploma supplementare, che è un documento internazionale di riconoscimento del Diploma universitario all’estero. Detto documento è stato istituito da una commissione formata da rappresentanti della Commissione Europea e dall’UNESCO. E’ anche rinomata la scuola di lingue di Samara, che dal 1996 insegna russo per cittadini stranieri e offre la possibilità di ottenere i diplomi di lingua russa ufficiali (TORFL) attestando la conoscenza di questa lingua per l’ammissione di cittadini stranieri in università o centri di ricerca all’interno della federazione Russa o russi all’estero. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 60 3. Scelta Settori 3.1.
Agroalimentare Interscambio commerciale in valore Italia‐Federazione russa per CATEGORIE 'CPATECO'‐Gennaio‐Dicembre 2006 (Valori in Euro, dati cumulati) CATEGORIE EXP2004
EXP2005
EXP2006 Quota* Tendenza**
DA15950‐Altre bevande fermentate non distillate 43.568.120 50.790.094 56.607.373 16,1% 11%
AA01134‐Altra frutta, anche a guscio; piante 60%
utilizzate per la preparazione di bevande e spezie 17.203.794 27.953.660 44.698.845 12,7% DA15931‐Vini da tavola e v.q.p.r.d. 15.048.157 22.745.001 26.834.363 7,6% 18%
DA15110‐Carne, non di volatili e prodotti della macellazione 42.331.394 25.992.349 26.041.487 7,4% 0%
DA15330‐Preparati e conserve di ortaggi n.c.a. 11.348.324 23.307.038 23.250.247 6,6% 0%
AA01131‐Uve 10.110.106 11.399.886 18.731.789 5,3% 64%
DA15860‐Caffè e tè 9.692.571 13.582.488 17.153.866 4,9% 26%
DA15890‐Altri prodotti alimentari 12.655.934 12.600.710 16.607.160 4,7% 32%
DA15850‐Paste alimentari, cuscus e prodotti farinacei simili 9.169.412 12.287.301 16.076.657 4,6% 31%
DA15932‐Vini speciali 6.023.042
8.758.313 14.201.304 4,0% 62%
DA15840‐Cacao, cioccolato, caramelle e confetteria 7.367.473 11.478.527 11.993.188 3,4% 4%
AA01114‐Tabacchi 5.616.027 16.355.974 10.979.372 3,1% ‐33%
DA15812‐Prodotti di pasticceria fresca 2.277.270
4.185.385
8.179.559 2,3% 95%
DA15820‐Fette biscottate e biscotti; prodotti di pasticceria conservati 4.567.847 13.563.036
7.924.393 2,3% ‐42%
DA15512‐Prodotti derivati del latte (burro, formaggio ecc..) 3.192.858
4.415.888
6.582.926 1,9% 49%
DA15130‐Prodotti a base di carne lavorata e 22%
conservata 2.419.817
4.831.120
5.907.196 1,7% DA15412‐Oli grezzi da semi oleosi 1.839.661
3.104.986
4.485.825 1,3% 44%
DA15910‐Bevande alcoliche distillate 1.927.878
3.157.517
4.186.571 1,2% 33%
DA15620‐Prodotti amidacei 1.654.874
2.688.316
3.336.324 0,9% 24%
DA15421‐Olio di oliva raffinato 1.542.728
2.311.245
3.220.749 0,9% 39%
DA15430‐Margarina e grassi commestibili simili 3.431.302
3.163.080
3.191.075 0,9% 1%
DA15320‐Succhi di frutta e succhi di ortaggi 1.718.259
1.586.796
2.506.077 0,7% 58%
DA15980‐Acque minerali e bibite analcoliche (esclusi succhi di frutta e di ortaggi) 698.603
2.064.423
2.136.610 0,6% 3%
AA01123‐Fiori e piante ornamentali in piena aria 640.360
1.601.723
1.911.659 0,5% 19%
DA15710‐Prodotti per l'alimentazione del bestiame di allevamento 527.335
1.654.150
1.487.690 0,4% ‐10%
DA15720‐Prodotti per l'alimentazione del bestiame domestico 769.821
1.916.688
1.475.142 0,4% ‐23%
AA01115‐Altri seminativi 344.062
574.062
1.272.735 0,4% 122%
DA15423‐Grassi animali raffinati 863.360
857.155
1.174.182 0,3% 37%
DA15870‐Condimenti e spezie 597.090
1.014.586
1.095.260 0,3% 8%
DA15422‐Olio e grassi da semi e da frutti oleosi 27%
raffinati 535.799
782.347
997.015 0,3% DA15880‐Preparati alimentari omogeneizzati e 105%
alimenti dietetici 306.912
444.853
911.880 0,3% AA01133‐Agrumi 605.371
742.968
699.178 0,2% ‐6%
DA15202‐Prodotti a base di pesce, crostacei e 54%
molluschi anche inscatolati 200.595
377.107
581.304 0,2% DA15614‐Altri semi e granaglie lavorati 143.458
280.097
446.851 0,1% 60%
DA15611‐Farine di frumento 231.786
324.907
442.805 0,1% 36%
DA15120‐Carne di volatili, conigli e prodotti della 602.361
344.420
414.459 0,1% 20%
Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 61 Interscambio commerciale in valore Italia‐Federazione russa per CATEGORIE 'CPATECO'‐Gennaio‐Dicembre 2006 (Valori in Euro, dati cumulati) CATEGORIE EXP2004
EXP2005
EXP2006 Quota* Tendenza**
loro macellazione DA15520‐Gelati 39.083
89.152
414.290 0,1% 365%
AA01121‐Ortaggi in piena aria 225.820
1.117.220
404.417 0,1% ‐64%
AA01252‐Animali da pelliccia e pelli grezze 350.762
334.803
354.103 0,1% 6%
DA15613‐Risone e farine di riso 216.004
277.684
289.087 0,1% 4%
AA01125‐Semi e prodotti dell'orto‐coltura vivaistica specializzata in piena aria 209.483
472.069
275.220 0,1% ‐42%
DA15411‐Olio di oliva grezzo 13.385
48.746
273.913 0,1% 462%
DA15612‐Farine di altri cereali 14.807
456.849
251.583 0,1% ‐45%
DA15201‐Pesci , crostacei e molluschi preparati, surgelati e conservati 809.847
537.098
249.581 0,1% ‐54%
DA16000‐Tabacco e prodotti a base di tabacco 1.114.315
824.949
222.483 0,1% ‐73%
DA15310‐Patate trasformate e conservate 0
30.498
197.126 0,1% 546%
DA15511‐Latte liquido fresco, trattato e/o 156%
conservato 27.857
76.680
196.052 0,1% AA02011‐Prodotti di natura vegetale n.c.a. 213.491
169.490
178.276 0,1% 5%
AA01112‐Semi e frutti oleosi 125.938
1.200
137.141 0,0% 11328%
AA01111‐Cereali (incluso il riso) 0
653
87.500 0,0% 13300%
DA15940‐Sidro e altre bevande fermentate 25.787
38.648
55.983 0,0% 45%
DA15830‐Zuccheri ed estratti degli zuccheri 31.146
41.022
39.194 0,0% ‐4%
DA15960‐Birra 12.134
44.658
36.749 0,0% ‐18%
AA01253‐Prodotti dell'apicoltura 0
9.198
21.951 0,0% 139%
AA01255‐Prodotti dell'allevamento di altri animali 31.498
4.644
12.551 0,0% 170%
AA01132‐Olive e olio di pressione 0
18.349
0 0,0% ‐100%
AA01222‐Animali vivi della specie equina 0
10.736
0 0,0% ‐100%
AA01240‐Pollame vivo, altri volatili e relativi prodotti
69.718
0
0 0,0% 0%
DA15811‐Pane, prodotti di panetteria 0
19.000
0 0,0% ‐100%
Totale 225.304.836 297.861.542 351.440.316 100,0% 18%
Italia (in blu i settori produttivi di interesse per la Sicilia) Sicilia – Agroalimentare con la Federazione Russa Interscambio commerciale in valore Sicilia ‐Federazione russa per GRUPPI 'CPATECO'‐I‐IV trimestre 2006 (Valori in Euro, dati cumulati) GRUPPI IMP2006 EXP2005 DA159‐Bevande 16.073 785.767 AA011‐Prodotti dell'agricoltura, dell'orticoltura e della floricoltura 456.016 287.685 DA158‐Altri prodotti alimentari (pasticceria, caffè, cioccolata etc) 0 708.065 DA155‐Prodotti lattiero‐caseari e gelati 0 DA154‐Oli e grassi vegetali e animali 380.244 52.652 EXP2006 Quota Tendenza
1.173.539 32,2% 49% 1.160.436 31,9% 303% 1.097.280 30,1% 55% 88.454 2,4% 1000% 61.234 1,7% 16% 61.542 59.003 1,6% ‐4% 645 0 0,0% ‐100% 0 DA153‐Preparati e conserve di frutta e di ortaggi 0 DA152‐Pesci conservati e trasformati e prodotti a base di pesce 0 Totale 852.333 1.896.356 3.639.946 100,0% 92% Dati rielaborati su base Coeweb Istat *il termine “Quota” si riferisce alla percentuale sul totale delle esportazioni ** il termine “Tendenza” misura l’incremento percentuale dell’export su base annua (05/06) Legenda in crescita stabile in caduta Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 62 Introduzione: Il mercato russo nel settore Agroalimentare A otto anni dalla crisi finanziaria del 1998, il mercato russo è oggi in piena ripresa, e rimane in prospettiva uno dei più grandi del mondo. Per quanto riguarda il mercato dei prodotti alimentari, in termini di valore delle vendite al minuto alla popolazione, sia della produzione nazionale che di quella importata, l’andamento è il seguente: Come si vede dal grafico, il 1999 è stato l’anno peggiore dopo la crisi, per le vendite al minuto, mentre anche le importazioni sono continuate a diminuire, da 12,7 miliardi di dollari nel 1997 a 10,2 miliardi di dollari nel 1998 a 7,7 miliardi nel 1999 a 6,9 miliardi e un 10% in meno ancora nel 2000. Nel 2001 però, le importazioni di prodotti alimentari sono ritornate a crescere per la prima volta dopo cinque anni, raggiungendo i 9,1 miliardi di dollari e un aumento di quasi il 31% sull’anno prima. Nel 2002, tale tendenza è continuata, raggiungendo i 9,65 miliardi di importazioni ufficiali. In realtà, se togliamo il tabacco, che nei dati russi è incluso nelle importazioni alimentari, la cifra reale per il 2002 è di 8,4 miliardi di dollari. Il settore dei prodotti alimentari occupa in effetti il secondo posto nelle grandi categorie di prodotti importati in Russia, dopo i macchinari e impianti in genere. Nel 2003 le importazioni sono cresciute dell’11,8% fino a 11,3 miliardi di dollari (ma meno di 11 miliardi togliendo i tabacchi), e nel 2004 l’aumento è salito al 13,2% raggiungendo i 12,8 miliardi di dollari (12,0 miliardi di dollari escludendo i tabacchi). Nel 2005, l’import alimentare russo ha accelerato al 17,5%, arrivando a quasi 16,3 miliardi di dollari, e 15,4 miliardi togliendo i tabacchi (890 milioni di dollari). . Nel 2006, sulla base dei dati disponibili sui primi 11 mesi, il tasso di crescita delle importazioni si dovrebbe mantenere sul 23%, arrivando a circa 20,1 miliardi di dollari e quindi almeno 19,2 miliardi di dollari esclusi i tabacchi. Più in dettaglio, osserviamo che nei primi 11 mesi del 2006, le importazioni in Russia di prodotti alimentari (tabacchi compresi) dai paesi Csi sono diminuite del 14,9%, da 2,4 a Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 63 2,1 miliardi di dollari, mentre le importazioni da tutti gli altri paesi, in particolare dall’aera eurasiatica e americana, sono aumentate del 30,7%, da 11,9 a 15,7 miliardi di dollari. (Fonte ICE) Struttura delle esportazioni italiane dei principali prodotti alimentari in Russia nei primi 10 mesi 2006 in milioni di euro La Grande Distribuzione nel settore alimentare L’economia Russia è migliorata notevolmente negli ultimi anni, causando l’aumento del potere di acquisto dei consumatori e conseguentemente determinando la crescita della domanda di beni di alta qualità. Tra i mercati della vendita al dettaglio dei prodotti alimentari quello russo è quello che sta crescendo ai ritmi più veloci del mondo Vista l’attuale crescita molte catene della GDO internazionale sono interessate a questo mercato, che sta diventando sempre più competitivo. A Mosca fin dal 2002 sono stati aperti un numero molto ampio di shopping centers, come "MEGA", "Atrium", "Mosmart" ed altri, dove sono presenti negozi sia russi che stranieri. Questi centri commerciali non sono solo dei luoghi dove fare shopping, ma sono dei luoghi di intrattenimento dove l’intera famiglia può spendere il proprio tempo Le moderne catene di outlets (hypermarkets, supermarkets, econvenience stores) rappresentano non più del 25% delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari a Mosca, e meno del 10% per l’intera Russia. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 64 Strategie di ingresso nella GDO Oltre ad avere un partner commerciale in loco è anche necessario stabilire dei contatti diretti con le aziende di distribuzione. Per evitare problemi con la dogana è opportuno lavorare con gli importanti e distributori locali, la maggior parte dei quali si trovano nella Russia occidentale. Mosca e San Pietroburgo sono i punti più importanti per lo smistamento delle merci. Vladivostok è un centro simile per le regione orientali e per la Siberia. Per diminuire le spese per gli importatori/distributori è opportuno trasportare grandi quantità di prodotti. Al fine di aumentare la competitività molti importatori sono soliti firmare degli accordi di esclusiva per certi brands, questo succede in particolare per il mercato dell’alcol in Russia. Allo stesso tempo, molti importatori importanti stabiliscono rapporti commerciali con più distributori in un’area. Qui di seguiti i format della GDO in Russia: • Ipermercati: negozi con uno spazio superiore a 2,500 m2. Il 35% dello spazio è usato per la vendita non‐food products. • Supermarket: negozi con uno spazio da 400 a 2,500 m2, dove il 70% dei prodotti sono food products. • Cash&Carry: negozi con uno spazio di 1,500 m2, un piccolo ingrosso (e.g. "Lenta", "Metro"). • Discounter: negozi con uno spazio da 300 a 900 m2, dove vengono offerti da 1,000 a 4,000 prodotti a basso prezzo Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 65 •
•
Convenience stores: negozi con uno spazio ridotto fino a 300 m2, localizzato in aree residenziali e rifornimenti di benzina. Lo store serve il mercato locale ed è aperto 24 ore. Coordinated Sales Space: negozi con uno spazio fino 10,000 m2 con un ampio numero di dipendenti operatori al dettaglio che condividono il piano di un immobile, ognuno dei quali offre un ampia gamma di prodotti. N.B. ‐ Nel mercato russo sono presenti 2 distributori italiani da anni in affari in Russia: la Grosseto Eurofood, di Vasco Succi e l'Italmarket di Antonella Rebuzzi, Catene negozi nelle importanti città russe Prospettive future In ogni caso, nella prospettiva dell’aumento dei redditi e della maggiore sofisticazione del gusto alimentare (la nascita della tanto sospirata middle‐class sembra ormai avvenuta come certificato dalla Boston Consulting Group a Mosca. Secondo le sue stime, sono circa 200 milioni i neglected consumers, dal reddito medio‐basso, in Europa centro‐orientale, di cui il 43%, 85 milioni, si trova in Russia) i consumi di olio d’oliva dovrebbero consolidare la tendenza alla crescita, soprattutto qualora sorretti da una adeguata campagna promozionale e di distribuzione presso GDO europee in grande sviluppo in Russia. La Metro Cash and Carry, leader mondiale del self‐service all’ingrosso, ha recentemente Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 66 aperto un nuovo centro commerciale ad Ulyanovsk, arrivando così a quota 31 Cash and Carry e 11 Real (altra insegna della Metro). È necessario anche sottolineare l’importanza sempre crescente che la cucina italiana sta riscuotendo in Russia: l'Accademia del Gusto di Mosca ha organizzato dei corsi per chi voglia imparare a “rosolare come si deve un petto di pollo” al prezzo per quattro lezioni di due ore l'una di 650 euro. Altro fattore da non sottovalutare è la presenza di numerosi punti di ristorazione italiani e un ingente flotta di cuochi italiani (trecento i cuochi italiani in servizio a Mosca: Nino Graziani chè ha aperto il Semifreddo‐Mulinazzo cuoco che ha deliziato Palermo) tutti presenti nelle maggiori città della Russia. Basti pensare al lontano 1995 quando venne inaugurato "Mario". Conto medio, 100 dollari. Un’enormità, per la Mosca di allora. Ma sempre pieno alla catena di ristoranti Nel 2001 i ristoranti italiani di Mosca erano già 36, tre anni dopo 63, oggi sono più di 90. Più le pietanze sono care (e rare) più sono richieste (I russi sono consumatori infinitamente più consapevoli degli americani). Infatti, secondo Massimo Mamberti, ex direttore dell’Ice di Mosca, ogni due o tre mesi a Mosca nasce un nuovo locale italiano. Siamo leader della gola: la cucina italiana occupa il 23 per cento della ristorazione straniera, contro il 15 per cento di quella cinese (assai più a buon mercato), il 9,5 per cento della giapponese e tedesca (cara a Putin), il 9,2 della spagnola e latinoamericana. I francesi stanno solo al 6,6 per cento. Tra i più rinomati “Viaggio in Italia”, che annovera tra le sue fila il Torino, il Firenze e l’Ultimo arrivato il Palermo. Anche gli imprenditori russi si sono rivolti alla cucina italiana: Arkady Novikov, principe indiscusso dei ristoratori russi, famoso per essere stato scartato come cameriere da McDonald's e aver poi fondato l'impero della ristorazione moscovita. Al suo attivo Novikov ha ventiquattro ristoranti, di cui ormai ben dieci sono di impronta italiana Sirena ‐ la Cantinetta Antinori, una trattoria‐ristorante di cucina che è diventato uno dei locali italiani più alla moda della capitale. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 67 3.1.1. Vitivinicolo Il settore vitivinicolo siciliano si caratterizza per la presenza di due tipologie di produzioni: a. una di bassa qualità venduta sfusa e caratterizzata da un basso valore aggiunto le cui quantità esportate sono soggette alla variabilità dell’andamento del raccolto in altre zone di produzione; b. una di elevata qualità orientata al mercato, meno soggetta ad oscillazioni della domanda, ma poco presente da un punto di vista quantitativo sul mercato estero. Nell’ambito delle politiche regionali, al di là delle iniziative promozionali eno‐
gastronomiche realizzate e programmate, occorrerebbe una azione più incisiva, mirata a: • valorizzare maggiormente la creazione di consorzi di tutela e valorizzazione dei prodotti tipici; • attivare strutture di supporto alla commercializzazione e promozione di prodotti vitivinicoli per favorire la visibilità delle aziende siciliane quali interlocutori e interfacce privilegiate delle diverse catene distributive; • promuovere l’eccellenza dei prodotti siciliani DOC, l’elemento di traino e di riferimento commerciale, posizionando le imprese siciliane al top dei vini Made in Italy e stimolando la domanda di prodotti meno conosciuti come il Marsala; • favorire la nascita di organismi focalizzati sulle azioni per la valutazione dei mercati da aggredire e delle più opportune azioni di marketing. Mercato Vitivinicolo in Russia In Russia la domanda di superalcoolici continua a subire un calo netto, di notevoli dimensioni: l'Associazione russa dei produttori di alcoolici ha informato che nel giugno 2005 la produzione di vodka è caduta a 90,78 milioni di litri ed è stata dunque inferiore del 16,3% rispetto a quella del giugno 2004. Anche la produzione di alcool etilico da grano e patate è caduta a 44,4 milioni di litri ed è stata inferiore del 24,2% rispetto a quella del giugno 2004. Al contrario, la vendita di vino in Russia è in ottima salute ed in crescita costante. Sulla base delle ultime analisi di mercato condotte dall' Euromonitor International, tra il 2000 ed il 2004 la vendita di vino in Russia ha raggiunto i 113 milioni di cartoni da 12 bottiglie, crescendo quindi del 42%, un trend stupefacente per il mercato russo. Le importazioni Nel 1997 le importazioni di vino erano aumentate del 30,9% ad un record di 519 milioni di dollari (dati ufficiali, che ricordiamo, possono essere sottostimati). Nei primi nove mesi del 1998 le vendite erano rimaste quasi stabili, ma la crisi si e’ fatta poi sentire, con un calo del 25%, a circa 390 milioni, seguito dal crollo nel 1999 di quasi il 60 percento. Ma dal 2000 le importazioni si sono riprese e nel 2005 esse hanno superato il mezzo miliardo di dollari (+17,6% rispetto al 2004). Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 68 Anche nel 2005 rimane forte il predominio dei vini moldavi (38,7% e 202,829 milioni di dollari), che hanno resistito meglio degli altri ai contraccolpi della crisi, anche per il loro basso prezzo, seguiti a distanza dai vini francesi (12,15% del mercato con 63,6 milioni di dollari), in possesso di una forte immagine di qualità, nonché da quelli georgiani, da sempre popolari fornitori di vino della Russia (8,8%). L’Italia con 19,0 milioni di dollari (‐
23,5% rispetto al 2004) e il 3,6% del mercato è al sesto posto, preceduta da Bulgaria e Spagna, rispettivamente con l’8,8% e il 7,7% del mercato. Per quanto riguarda cresce l’export italiano di Vino vengono segnalate crescite record nei primi due mesi del 2007 (+81% in valore pari a 8,671 milioni di euro contro 4,785 dei primi due mesi del 2006 e quasi +500% in quantità, per un totale di circa 6,252 milioni di litri a gennaio‐febbraio 2007 contro 1,262 dei primi 2 mesi del 2006). Questo exploit di inizio anno per l’export enologico italiano in Russia mette in evidenza che i produttori vitivinicoli del nostro Paese stanno sfruttando al massimo la possibilità offerta dalla chiusura delle frontiere ai vini moldavi e georgiani decretata dal Governo russo all’inizio del 2006, occupando nuove importanti quote di mercato. Tutto questo, inoltre, è ancor più messo in evidenza dal raddoppiato consumo pro capite della Russia, che nel giro di tre anni ha raggiunto i 6,2 litri. In realtà, il vino è scelto principalmente da due gruppi sociali: il ceto più agiato e gli intellettuali, mentre l'81% degli uomini russi e il 51% delle donne consumano regolarmente superalcolici. Soltanto il 34% dei ragazzi (tra 16 e 24 anni) non ne beve. Vodka, cognac e altri superalcolici sono preferiti dalle persone fra 46 e 55 anni d'età. La birra è molto popolare, in particolare tra i giovani. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 69 Dinamica dei consumi Nelle due principali città, Mosca e San Pietroburgo, si concentra il 15% del totale delle vendite di vino nell'intero Paese. I tipi più popolari sono cabernet sauvignon, merlot e chardonnay. Le oscillazioni delle importazioni di vini in Russia sono legate alle stagioni: i picchi dell’import vengono registrati solitamente in maggio, agosto e dicembre. Inoltre, le importazioni aumentano nel periodo maggio‐ottobre. Al fine di effettuare un confronto, è necessario sottolineare che in Francia, Italia e Spagna il consumo del vino si attesta ormai intorno ai 50 litri pro capite mentre in Russia il consumo si aggira intorno ai 7 litri pro capite; inoltre, se consideriamo il totale delle repubbliche ex sovietiche, il dato raggiunge i 12,5 litri pro capite, con una forte crescita nel corso degli ultimi 5 anni considerati. Secondo i dati degli esperti entro il 2009 il mercato russo crescerà ancora del 9% ed il consumo pro capite raggiungerà, da solo, i 12 litri. Alcuni analisti di mercato vanno ancora più in là con le previsioni e sostengono che il consumo aumenterà di tre volte tanto nei prossimi cinque anni, facendo riferimento soprattutto alle grandi città, ed in particolare a Mosca, e ai vini più economici (secondo l’ultimo vinitaly a Mosca il segmento del vino con enormi potenzialità è quello di 2,5/3 euro franco cantina. I principali fattori che favoriscono la crescita delle vendite di vino: • la stabilizzazione della situazione economica del Paese • la crescita dei redditi reali della popolazione • la diffusione tra i russi dell’ideologia di una vita più “sana” • l’interesse nei confronti della cultura internazionale del vino: nascita enoteche • ‐la moltiplicazione della GDO • l'aumento del turismo verso l'Italia e la possibilità di conoscere le qualità della produzione italiana Il cambiamento avvenuto nella cultura dell'alimentazione è stato reso possibile grazie alla maggiore libertà d'informazione che ha consentito ai russi di conoscere meglio le abitudini alimentari dei Paesi mediterranei ed i benefici influssi della loro dieta sulla salute, ed in secondo luogo all'effettivo successo di alcune delle tipicità alimentari mediterranee importate a prezzi sempre più popolari e promosse dai menu dei maggiori ristoranti, un tempo accessibili soltanto agli stranieri con pagamento in valuta straniera. Si moltiplicano i bar, le trattorie ed i ristoranti dove si consumano prodotti e pietanze straniere e questo incide anche sugli acquisti privati e sulla modificazione delle abitudini alimentari delle famiglie. Negli ultimi anni sono comparse anche le prime enoteche, grazie anche all'attività promozionale di alcuni importatori. La costante moltiplicazione dei supermercati e dei loro punti di vendita è la molla che fa crescere il consumo delle bevande alcooliche, al primo posto il vino, perché offre alla Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 70 clientela la possibilità di scegliere sempre più fra prodotti diversi in qualità e prezzo per tutte le fasce d'acquisto. Per gli importatori di vino questi grandi negozi sono un canale importante di distribuzione perché promuovono le novità e sono in grado di misurarne il livello di ricettività e di soddisfazione. Ma l'accesso ai supermercati da parte degli importatori e l'esposizione di ciascuno dei loro vini sugli scaffali ha ancora dei costi molto alti. Non stupisce perciò più di tanto il fatto che molti importatori preferiscano aprire dei propri negozi, dove possono esporre senza costi aggiuntivi tutta la gamma, anche i vini di marca più ricercati che nei supermercati certo non possono stare. Un esempio può essere quello della catena di enoteche Aromatny Mir, che è attiva sul mercato russo dal 1999 ed attualmente possiede una propria rete indipendente di vendita nelle cinque città principali. Anche i distributori e le società di import (società di import alimentare Vkus Mira) godono oggi di maggiore libertà d'azione e cercano autonomamente di raggiungere i consumatori e di interessarli alla propria gamma d'offerta. Per esempio, nel febbraio del 2004 uno dei maggiori distributori russi, Istok OAO, ha lanciato sul mercato "Istok Wine", una nuova linea di quattro vini amabili indirizzata al pubblico femminile, propagandati come vini romantici e particolarmente indicati per le occasioni d'incontro tra donne. Nel 2004 il gruppo spagnolo Freixenet, che produce vini frizzanti e spumanti, ha promosso una popolare campagna di propaganda attraverso i cartelloni stradali. Il sistema di vendita che riesce ad attirare di più la clientela in Russia, specialmente per quanto riguarda i vini economici, è quello del "prendi 2 e paghi 1". Vino Rosso o Bianco? Le importazioni sono dominate da vino rosso che costituisce circa il 60% delle importazioni totali, mentre la quota di vini bianchi ammonta al 38% delle importazioni totali, ed il restante 2% è costituito da vini rosé. Nel 2005 i consumi di vini rossi sono aumentati del 30%, contro il 25% registrato dai vini bianchi. Un altro tratto particolare del mercato russo di vini è legato alla posizione dominante di vini semidolci, che raggiungono il 60% delle importazioni totali. Le importazioni di vini semidolci sono aumentate in maniera particolarmente considerevole nel periodo 2003‐2005 e questa tendenza va d’accordo con le preferenze dei consumatori russi. Dopo la chiusura del mercato russo ai produttori moldavi e georgiani, accusati dalle autorità sanitarie russe di aver fornito surrogati di vino di bassissima qualità e addirittura molto nocivi alla salute dei consumatori, si sono aperte nicchie di mercato nel settore, al momento appannaggio dei produttori dell’America Latina, fornitori di vini di buona qualità e a prezzi molto competitivi. In maniera decisa stanno aumentando le esportazioni di vini dall’Argentina, che già nel 2004 aveva sorpassato l’Italia e il Cile. Vini spumanti All’interno del gruppo indicato col codice doganale 22 0410, l’Italia nel 2005 è il primo paese con 17,2 milioni di dollari (+38,5% rispetto al 2004) e il 32,1% del mercato, viene Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 71 poi la Francia con 14,4 milioni di dollari. Seguono, ma più da lontano Moldavia e Ucraina con rispettivamente 9,6 e 6,2 milioni di dollari di esportazioni. L’importazione di questi vini (codice doganale 22.04 10), calata, bruscamente dopo la crisi sta ben riprendendosi: nel 2004 è stata pari a 43,8 milioni di dollari e nel 2005 ha raggiunto i 53,5 milioni di dollari. Vermut Almeno per quanto riguarda i vermut, l’Italia rimane il leader assoluto nel mercato russo. Nel 2003, le importazioni totali (codice 2205) erano arrivate a 54,5 milioni di dollari e l’Italia con 49,6 milioni di dollari di forniture deteneva il 91,0% del mercato. Nel 2004 le importazioni erano salite a 64,4 milioni di dollari e l’Italia con 59,6 milioni di dollari aveva il 92,5% del mercato. Nel 2005 su un totale di 77,6 milioni, l’Italia aveva forniture per 71,306 milioni di dollari, con il 91,80% del mercato. Seguono l’Italia sempre nel 2005, la Germania con 2,1 milioni di dollari e il 2,8% del mercato e la Moldavia con 2,082 milioni di dollari e il 2,6% del mercato. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 72 Le importazioni di vermut nel primo semestre 2006 hanno subito un calo del 29,2% scendendo da 30,4 milioni di dollari a 21,5 milioni di dollari. L’Italia continua ad essere il leader incontrastato di questo settore (89,9% del mercato), ma con 19,3 milioni di dollari ha registrato rispetto al primo semestre 2005 un calo del 31,1 percento. Seguono,ma a enorme distanza Germania, Bulgaria, Moldavia e Spagna rispettivamente con il 3,3%, il 2,7% , il 2,2% e lo 0,6% del mercato. Le politiche regionali dovrebbero dunque orientarsi a predisporre opportuni sistemi di incentivazione che promuovano e posizionino il Vino siciliano, permettendo di aggredire mercati come quello russo con una classe media in espansione e in cerca di consumo consapevole di prodotti italiani visti come Status Symbol. Per favorire le aziende siciliane nel loro percorso di crescita al fine di ottenere una maggiore dimensione strategica si dovrebbero approntare soluzioni per migliorare l’orientamento al marketing di queste ultime, favorendo la nascita di consorzi per i vini di Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 73 qualità e promuovendo la ricerca nel packaging, nella distribuzione e nell’innovazione di processo. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 74 3.1.2. Olivicoltura L’olio d’oliva siciliano è sicuramente un prodotto di elevata qualità, favorita dalla condizioni climatiche della regione e dall’elevata specializzazione produttiva, che si presta ad essere apprezzato per il suo sapore, soprattutto, nei mercati esteri. Si possono individuare in Sicilia tre aree di produzione olearia DOP, cui corrispondono oli extravergine con caratteristiche differenti: • nella prima (Val di Mazara) l’olio è molto aromatico, dal sapore fruttato con retrogusto dolce e bassa acidità; • nella seconda (Valli Trapanesi) l’olio presenta sapore fruttato con sensazione leggera di piccante e amaro, a volte aromatizzato e toni erbacei, • nell’ultima (Nocellara del Belice) si produce un olio di bassa acidità, ottima conservabilità, fruttato e con una composizione aromatica robusta. Tuttavia, le limitate quantità prodotte e la conduzione affidata ad imprenditori anziani, capaci quanto a competenze professionali ed agronomiche, ma non preparati dal punto di vista commerciale, determinano la necessità in tale comparto di adeguato sostegno quanto a politiche di marketing soprattutto all’estero, dove si lamenta la mancanza di tali prodotti. Le nuove strategie di mercato potrebbero consentire, inoltre, di conquistare mercati che stanno acquisendo consapevolezza nell’equazione mangiare mediterraneo = mangiare sano. Le rinnovate politiche commerciali delle aziende siciliane, unite alle più importanti dimensioni operative, potrebbero consentire ai nostri operatori di porsi sul mercato con buone opportunità di distribuzione mentre lo sfruttamento del Corridoio 8 e di accordi col porto di Costanza permetterebbero di esportare l’olio d’oliva a costi di trasporto più bassi, aggredendo dunque il mercato con una maggiore efficacia. Mercato dell’Olio di Oliva in Russia ‐ Informazioni generali Il consumo di olio di oliva sul mercato russo rimane ancora molto marginale e limitato alla fascia medio‐alta o alta di consumatori, dato il prezzo. In effetti, dopo il 1998, i consumi russi di olio di oliva sono molto calati, per motivi di costo, in favore dell’olio di semi, soprattutto di girasole. Il ministero della salute russo raccomanda l’uso dell’olio di oliva e le qualità “medicamentose” di questo prodotto trovano una conferma nel fatto che, proprio in Russia, in molte farmacie venga venduto e lo si venda bene. Nel 2005, infatti, la produzione di olio di semi ha raggiunto i 2,2 milioni di tonnellate (+16,4% rispetto al 2004) e nel 2006 con un ulteriore aumento del 17,0%, è salita a 2,5 milioni di tonnellate, mentre per ragioni climatiche l’olio di oliva è solo di importazione. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 75 In ogni caso nella prospettiva dell’aumento dei redditi e della maggiore sofisticazione del gusto alimentare, i consumi di olio d’oliva dovrebbero consolidare la tendenza alla crescita, soprattutto qualora sorretti da una adeguata campagna promozionale. Principali Paesi fornitori di olio d’oliva Il mercato dell’olio d’oliva, è un settore in cui l’Italia dovrebbe primeggiare, ma come si vede dalle più recenti statistiche, essa si è lasciata ampiamente superare dalla Spagna, che pratica una politica di prezzi più bassi e un approccio molto più aggressivo al mercato russo. Come risultato, la Spagna nel 2003 è leader sul mercato russo, con vendite per 5,6 milioni di dollari occupando il 67,8% del mercato d’importazione, lasciando all’Italia (1,8 milioni di dollari) solo il 21,8% del mercato. Seguono poi la Grecia, con il 2,3% e infine con il 2,0% la Turchia. Nel 2004 le importazioni sono salite a 10,884 milioni di dollari, la Spagna con 7,7 milioni di dollari detiene il 71,1% del mercato, mentre l’Italia con 2,1 milioni di dollari ne detiene solo il 19,4 percento. Da notare che mentre l’Italia nel 2004 ha avuto un aumento rispetto al 2003 del 15,4%, la Spagna ha invece avuto un incremento del 35,9 percento. Nel 2005 le importazioni sono salite a 18,192 milioni di dollari (+67,1% rispetto al 2004). La Spagna continua ad aumentare le proprie esportazioni (+57,8%) e con 1,2 milioni di dollari detiene il 67,2% del mercato. L’Italia pur avendo aumentate del 91,1% le proprie forniture rimane al secondo posto con 4,05 milioni di dollari e il 22,5% del mercato. Seguono poi Grecia, Turchia e Tunisia con rispettivamente il 5,0%, il 2,8% e l’1,7% del mercato. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 76 Nel 2004 la Russia ha importato olio d’oliva per circa 10,9 milioni di dollari, dei quali la quota della Spagna è stata pari a 7,7 milioni di dollari (il 71,1% del mercato). I produttori italiani, le cui esportazioni in Russia nel 2004 sono state di soli 2,1 milioni di dollari, ne controllano il 19,4 per cento. Nel 2004 le esportazioni di olio d’oliva dalla Spagna e dall’Italia verso la Russia sono aumentate rispettivamente del 35,9% e del 15,4 per cento. Dinamica dei consumi d’olio d’oliva Il consumatore russo preferisce l’olio di girasole sicché il consumo di olio d’oliva rimane ancora piuttosto basso. Il prezzo abbastanza elevato (rispetto agli oli di altri tipi) e l’assenza di una tradizione di consumo di olio di oliva costituiscono i due fattori principali che ostacolano la diffusione del consumo dell’olio d’oliva in Russia. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 77 Il consumo medio di olio in Russia è di circa sette litri all’anno pro capite, un dato molto inferiore rispetto a quello mediamente registrato in Occidente. Gli esperti ritengono che non ci sia da aspettarsi un aumento vertiginoso dei consumi nei prossimi anni. In questa situazione il consumo di olio d’oliva rischia di rimanere “marginale”. Solo l’aumento dei redditi reali e disponibili della popolazione, nonché lancio di campagne pubblicitarie e promozionali, potrebbero far crescere i consumi in Russia in un periodo a medio termine. Rispetto al volume totale delle vendite la quota di mercato dell’olio d’oliva raggiunge appena lo 0,5 per cento, invece, a causa del prezzo molto alto (in media un litro costa 250 rubli circa 8 euro), la quota di mercato, espressa in denaro, ammonta al 2,6 per cento. In sostanza l’intero segmento “premium” del mercato di olio in Russia è occupato dall’olio d’oliva. L’andamento delle vendite può essere interpretato come una graduale riduzione dei consumi di oli nella fascia bassa (olio di soia, di ravizzone) con un graduale potenziamento delle vendite dei prodotti di “qualità”. Infatti la “qualità” del prodotto sta diventando un fattore sempre più importante dal punto di vista della scelta di un marchio concreto. Alla differenza dei prezzi tra i diversi tipi di olio sono vincolati i consumi, che variano da regione a regione. Nelle aree più agiate come la città di Mosca e le regioni del nord‐ovest (San‐Pietroburgo) la quota di olio di mais e di olio d’oliva nei consumi è molto più alta rispetto ad altre regioni del Paese. Ma bisogna anche sottolineare il fatto che le vendite di oli di vario tipo in questo momento dipendono in sostanza dalla politica commerciale dei produttori (sviluppo delle reti di distribuzione, penetrazione nelle regioni, pubblicità). Dal punto di vista del confezionamento di olio preferito dai russi, questo mercato può essere chiamato “omogeneo”. E questo perché il 99% di olio (girasole, mais) è venduto in bottiglie Pet da un litro. Questo standard non vale invece per il segmento dell’olio d’oliva, il 74% del quale è dominato da bottiglie di vetro, mentre il 19% è venduto in lattine di metallo. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 78 3.1.3. Ortofrutticolo e conserve La filiera ortofrutticola siciliana è caratterizzata da una elevata specializzazione delle produzioni sia fresche che trasformate; infatti, grazie al clima favorevole di cui beneficia generalmente il territorio regionale, è possibile ottenere produzioni di ottima qualità, concorrenziali rispetto alle altre produzioni nazionali ed estere, con un calendario di offerta reso molto ampio dalla possibilità di effettuare le coltivazioni tanto in pieno campo che in ambiente protetto. L’insieme di queste condizioni determina, pertanto, un vantaggio competitivo che consente un forte orientamento all’export del prodotto fresco. L’eccezionale potenzialità della filiera viene però limitata da alcuni fattori negativi: la struttura produttiva sconta una spinta polverizzazione aziendale alla quale si accompagna una scarsa concentrazione dell’offerta. Inoltre si rinviene una carenza di imprenditorialità che oltre ad un modesto orientamento al mercato determina una differenziazione relativamente bassa del prodotto finito e una scarsa integrazione con le attività di trasformazione. Nel mercato russo, il dato più importante per le aziende siciliane è il dato sugli Agrumi. Tra le importazioni, il settore agrumicolo è tra quelli che hanno tenuto di più in questi ultimi anni, le cui forniture globali nel 2004 sono state pari a 344,552 milioni di dollari (+25,7% rispetto al 2003) e nel 2005 sono salite a 483,5 milioni di dollari (+40,3%). Gli agrumi, la cui incidenza sull’importazione totale di frutta (22,6%) ha superato quella delle banane, sono ora la voce maggiore mentre mele e pere, salite da 341,6 milioni di dollari nel 2004 a 450,4 milioni di dollari nel 2005 (+31,8%), costituiscono il 21,1% delle importazioni totali di frutta . Anche le forniture di albicocche, ciliegie, pesche e prugne, codice 0809, hanno registrato rispetto al 2004 un aumento (+26,7%) e sono arrivate nel 2005 a 150,4 milioni di dollari. Le importazioni di kiwi, dove l’Italia è il primo paese, hanno registrato un aumento del 28,6% e sono salite da 21,8 a 28,1 milioni di dollari. Un rafforzamento delle politiche commerciali e di distribuzione, potrebbe condurre a una maggiore diffusione del prodotto siciliano, sfruttando, come già detto prima, il grande sviluppo della GDO nel territorio russo, compiendo passi decisivi nella promozione nel territorio. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 79 3.1.4. Specialità dolciarie: pasticceria, gelati etc… La Sicilia è una regione che vanta una grande arte pasticcera, grazie alle influenze delle diverse civiltà susseguitesi nel corso dei secoli. Sono tantissimi i dolci tipici della pasticceria siciliana, tra cui: frutta martorana, paste di mandorla, torrone, dolci al pistacchio, cobaita (un dolcissimo torrone di miele con semi di sesamo e mandorle), buccellati (a base di fichi secchi), torroncini. Da segnalare anche il comparto delle specialità al miele, delle marmellate agli agrumi di Sicilia e dei semilavorati per pasticcerie. Una forte tradizione dolciaria è riferibile al territorio del sud‐est Sicilia: l’area del catanese, siracusano e ragusano. Espressione di quest’ultima area è il cioccolato di Modica, che per la sua unicità può trovare interessanti spazi in nicchie di mercato e che tra i tanti pregi ha quello di poter essere consumato anche durante la stagione estiva senza che le alte temperature ne alterino le caratteristiche. Variamente aromatizzato alla cannella, alla vaniglia, al peperoncino, agli agrumi, al pistacchio, alle nocciole, il cioccolato modicano si presenta granuloso e la sua parte interna è ricca di cristalli di zucchero. I problemi permangono nella filiera produttiva, incapace di assicurare standard qualitativi ai prodotti e ad una mancanza di mentalità imprenditoriale che conduce a non approfittare dell’immagine dei dolci siciliani nel mondo e a lasciare a parenti appartenenti a comunità di italiani all’estero il compito di distribuzione in altri paesi, senza un vero orientamento al mercato. Per quanto attiene al mercato Russo dei prodotti dolciari, i consumi di tutti i prodotti dell’industria dolciaria russa erano scesi da 20 Kg. pro capite all’anno nel 1990 a 11,7 Kg. nel 1995 e a 10,2 Kg. nel 1996. Dopo la crisi e la battuta di arresto del 1998, nel 1999‐
2006 i consumi di dolci sono risaliti, ma c’è ancora un ampio margine di crescita. Anche le importazioni sono dal 2000 in forte ripresa. Nel 2003 con un aumento del 16,4% esse sono salite sui 185,6 milioni di dollari, nel 2004 sono arrivate a 228,8 milioni di dollari. Nel 2005 le importazioni di dolci contenenti cioccolato (codice doganale 1806) sono state di 262,4 milioni di dollari, cioè il 14,6% in più che non nel 2004. L’Ucraina con 140,3 milioni di dollari e il 53,4% del mercato, continua ad essere il leader incontrastato del settore, seguita, ma a molta distanza dalla Germania con 40,5 milioni di dollari, e dalla Polonia con 24,1 milioni di dollari. L’Italia con 9,3 milioni di dollari (21,4% in più rispetto al 2004) e il 3,56% del mercato sale al quarto posto. Vengono poi Olanda (7,4 milioni di dollari), Francia (5,5 milioni) e Belgio (5,1 milioni). Sui quattro milioni di dollari di esportazioni sono Svizzera e Turchia rispettivamente con l’1,6% e l’1,5% del mercato. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 80 3.2.
Hi Tech Interscambio commerciale in valore Sicilia ‐Federazione russa per GRUPPI 'CPATECO'‐I‐IV trimestre 2006 (Valori in Euro, dati cumulati) GRUPPI IMP2006 EXP2005 EXP2006 Quota Tendenza
DL316‐Apparecchi elettrici n.c.a. 0 100.122 119.392 32,2% 19% DL311‐Motori, generatori e trasformatori elettrici 0 446.689 116.571 31,4% ‐74% DL334‐Strumenti ottici e attrezzature fotografiche 695 47.218 95.285 25,7% 102% DL331‐Apparecchi medicali e chirurgici e apparecchi ortopedici 3.318 1.293 30.138 8,1% 2231% DL322‐Apparecchi trasmittenti per la radiodiffusione e la televisione e apparecchi per la telefonia 1.038 0 5.000 1,3% 1000% 12.760 56.753 3.784 1,0% ‐93% 0 0 1.089 0,3% 1000% DL300‐Macchine per ufficio, elaboratori ed apparecchiature per sistemi informatici 0 2.255 0 0,0% ‐100% DL314‐Pile e accumulatori elettrici 0 0 0 0,0% 0% DL315‐Apparecchi di illuminazione e lampade elettriche 0 29.630 0 0,0% ‐100% DL321‐Valvole e tubi elettronici ed altri componenti elettronici 0 0 0 0,0% 0% DL323‐Apparecchi riceventi per la radiodiffusione e la televisione;apparecchi per la registrazione e la riproduzione del suono o dell'immagine e prodotti connessi 41.058 0 0 0,0% 0% Totale 58.869 DL332‐Strumenti ed apparecchi di misurazione, di controllo, di prova, di navigazione e simili (escluse le apparecchiature di controllo dei processi industriali) DL312‐Apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell'elettricità 683.960 371.259 100,0% ‐46% Nonostante l’elevata qualificazione delle risorse umane, lo sforzo degli enti pubblici di creare un’area di attrazione per gli investimenti e la presenza di un parco scientifico collegato all’università, sono poche le imprese locali che da sole riescono ad essere competitive extra‐regione, soprattutto quelle per le quali StMicroelectronics (StM) rappresenta il cliente privilegiato. Le imprese invece i cui rapporti con StM non sono tali da determinare una posizione satellitare e subordinata, sviluppano strategie di internazionalizzazione, sviluppandosi autonomamente sui mercati esteri. Nel passato tali imprese più evolute nel contesto di Etna Valley hanno saputo approfittare della presenza di un gruppo di tale rilevanza, acquisendo un patrimonio di conoscenze e tecnologia che ha consentito di produrre allo stesso livello qualitativo, anche se non quantitativo. L’azione di Internazionalizzazione dovrebbe mirare alla creazione di reti tematiche tra imprese, università e centri di ricerca per condividere i costi relativi alla progettazione e gestione delle iniziative di ricerca e creare una rete di relazioni trasversali per valorizzare le conoscenze locali (anche attraverso processi di interscambio del personale). Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 81 Il mercato russo vive un periodo di grandi cambiamenti. Da una parte, il rafforzamento delle ICT russe sul mercato mondiale e' legato al miglioramento della posizione internazionale dell'economia russa nel complesso. Dall'altra parte, i processi interni di sviluppo del mercato delle comunicazioni e delle tecnologie informatiche permettono già di parlare della creazione in Russia di un mercato competitivo. Stando agli esperti, oltre alla vantaggiosa posizione geografica, la Russia già adesso dispone di tutte le necessarie condizioni giuridiche e tecnologiche per pretendere ad un ruolo chiave sul mercato internazionale del traffico delle telecomunicazioni e dell'interazione tra gli operatori. Conformemente al programma di sviluppo socio‐
economico della Federazione Russa, ratificato dal Governo, il contributo del settore ICT alla crescita economica del Paese sarà tra breve comparabile al contributo dato dall'estrazione del petrolio. Secondo previsioni di esperti, la Russia fa parte del gruppo dei dieci Paesi che nei prossimi anni diventeranno principali fornitori dei prodotti e servizi IT. A ciò contribuiranno, tra l'altro, le iniziative statali per l'appoggio al mercato IT: agevolazioni fiscali per le societa' IT, la creazione di parchi industriali nella sfera delle alte tecnologie (ZES), la formazione del fondo investimenti nelle tecnologie informatiche e comunicative. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 82 3.3.
Tessile e abbigliamento Interscambio commerciale in valore Sicilia -Federazione russa per GRUPPI 'CPATECO'-I-IV trimestre 2006
(Valori in Euro, dati cumulati)
GRUPPI
IMP2006
EXP2005
EXP2006
Quota
Tendenza
DB182-Articoli di abbigliamento in
tessuto e accessori (esclusi quelli in
pelle e pellicce)
DB174-Manufatti tessili confezionati,
esclusi gli articoli di vestiario
0
391.597
464.778
89,0% 19% 0
0
31.855
DB177-Articoli di maglieria
0
9.567
11.356
DB181-Indumenti in pelle
0
781
9.380
DB172-Tessuti
0
57.028
4.605
1.092
0
0
0
23.456
0
6,1% 2,2% 1,8% 0,9% 0,0% 0,0% 1000% 19% 1101% ‐92% 0% ‐100% 1.092 482.429 521.974 100,0% 8% DB175-Altri prodotti tessili
DB183-Pellicce, articoli in pelliccia
Totale
Il settore siciliano del tessile abbigliamento si concentra in poche zone significative che presentano alcune caratteristiche specifiche quali: a) Abbigliamento di Bronte, dove si trovano • Imprese leader che hanno sviluppato un proprio consorzio, svolgono al loro interno tutte le fasi produttive fino al controllo qualità, realizzano un prodotto finito di qualità commercializzato con proprio marchio (si tratta di un caso di eccellenza che non rappresenta l realtà prevalente); • Imprese di piccola dimensione che svolgono al loro interno solo fasi a basso valore aggiunto (taglio e cucito), senza peraltro aver raggiunto una specializzazione produttiva, si adattano ad una domanda che ha carattere di eccezionalità (lavorano su commessa e non hanno un marchio proprio), sono guidate da una mentalità non sviluppata. b) Abbigliamento di Valguarnera, dove le imprese svolgono al loro interno tutte le fasi produttive puntando sulla qualità e sul lavoro programmato (l’export è il punto di forza del settore), Nonostante tali casi di eccellenza, il settore tessile e abbigliamento siciliano necessita dell’avvio di nuove strategie espansive a livello commerciale internazionale, soffrendo il resto del comparto di: • minacce della concorrenza straniera; • scarsa specificità delle fasi di produzione realizzate; • ridotte dimensioni aziendali; • scarsa disponibilità di personale qualificato; Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 83 •
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criticità dei trasporti; diminuzione delle commesse da parte dei grandi committenti. Il mercato dell’abbigliamento in Russia rappresenta oggi uno dei settori più dinamici dell’economia, con volumi che crescono annualmente del 20‐30% (per un confronto, in Europa la crescita annuale di questo mercato non supera il 5%); l’aspetto più importante di questa congiuntura è che la notevole crescita del settore deriva dal corrispondente aumento di importanza della classe media in Russia, la quale tende a spendere in vestiario fra il 13 ed il 17% del bilancio familiare. Dal momento che gli economisti prevedono la continuazione di tale andamento positivo nei redditi della classe media, egualmente roseo dovrebbe essere il futuro del mercato dell’abbigliamento in Russia. Nonostante nel corso degli ultimi due anni il volume delle vendite di abbigliamento sia aumentato notevolmente, le condizioni operative di gran parte dei fornitori non appaiono costantemente stabili: la popolarità dei marchi aumenta e diminuisce in modo altalenante, con la conseguenza che la maggior parte dei distributori non riesce ad ottenere una “linea retta” nell’aumento delle vendite. Questa situazione si spiega con la non sufficiente conoscenza dei brand da parte della classe media russa, vera protagonista del boom nelle vendite di abbigliamento nel paese: di regola si conoscono soltanto alcuni marchi più famosi, mentre in realtà possono essere anche decine le ditte straniere che riforniscono dei loro articoli i mercati di Mosca e San Pietroburgo. In assenza di altri criteri, l’acquirente si affida alla nazione produttrice, talvolta equiparata a vero e proprio brand. Per gli acquirenti appartenenti al segmento superiore della classe media, il fattore più importante nella scelta del vestiario è rappresentato dallo stereotipo ancora fortemente radicato secondo cui un uomo di un certo livello sociale indossa esclusivamente abiti d’importazione. Mentre la domanda del segmento superiore della classe media viene soddisfatta dai produttori stranieri, quella del segmento inferiore è presa in considerazione soprattutto dalle manifatture russe. Per gli acquirenti appartenenti a questa fascia non è importante nè il brand né la nazione di produzione: fattori decisivi sono infatti la comodità della locazione dei punti vendita, e soprattutto il rapporto prezzo‐qualità. E’ per questo che le società di distribuzione cercano di sistemare i loro punti vendita il più vicino possibile ai grandi flussi di potenziali acquirenti (come nei pressi delle sempre affollatissime stazioni della metropolitana). .
Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 84 3.4.
Nautica Negli ultimi anni gli indici di vendita del mercato russo dei motoscafi e degli yacht sono in salita. Se tre, quattro anni fa le aziende straniere erano leader indiscutibili in questo settore, negli ultimi anni cresce il ruolo occupato dai produttori russi. Tra le tendenze registrate troviamo un aumento d’interesse principalmente a Mosca e San Pietroburgo, per motoscafi e barche di ogni tipo, classe e di diversi prezzi. E se due anni fa l’orientamento era alle barche dai costi più contenuti, negli ultimi anni si è delineato un incremento della domanda per yacht di produzione straniera e dai costi elevati. Analizzando più da vicino il mercato russo degli yacht, è possibile individuare in questo settore tre segmenti, a seconda della categoria di prezzo: 1) le navi di classe “lux” (grandi yacht da crociera e motoscafi per traversate oceaniche con un prezzo che si aggira intorno ad alcuni milioni USD e prodotti da compagnie straniere) 2) yacht medio “lux” (a partire dai 50.000 sino a 1,5 milioni USD) 3) classe di prezzo inferiore (60‐200.000 USD) Annualmente in Russia sono venduti circa 30 yacht d’importazione, appartenenti alla categoria di prezzo inferiore, mentre quelli di produzione locale equivalgono a circa il doppio. In questo settore valutare la capacità di mercato è piuttosto complesso, poiché la maggior parte dei dealers preferiscono non riportare i volumi precisi delle vendite. Oggi, secondo dati approssimativi, la capacità del mercato russo degli yacht supera i 200 milioni di dollari l’anno, mentre in futuro gli specialisti prospettano una vendita in Russia dalle 500 sino alle 1000 barche di piccola stazza all’anno. Nel caso invece degli yacht a motore la struttura del mercato russo è ripartita nel seguente modo: • Yacht dai 4 ai 7 metri: la capacità dei mercato di questo settore viene stimata intorno agli 8‐7 milioni USD (50% del numero totale delle unità vendute) • Dagli 8 ai 15 metri: capacità pari a 70 milioni USD (40%) • Dai 16 ai 23 metri: capacità pari a 81 milioni USD (9%) • Più di 24 metri: capacità pari a 50 milioni (1%) Nel settore degli yacht di lusso dominano i produttori italiani e britannici, che stanno lentamente conquistando posizioni e popolarità a scapito soprattutto della produzione Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 85 americana. Questo discorso è valido soprattutto per i prodotti di valore superiori al mezzo milione di Euro. La preferenza accordata ai prodotti italiani dipende principalmente dal design. Alcuni marchi del settore sono Carver, Silverton, ed il produttore spagnolo Menorquin, mentre nel comparto delle imbarcazioni a vela dominano invece i produttori francesi, quali Dufour, Janneau e Beneteau. L’aumento della domanda per gli yacht, e soprattutto per le navi di classe “lux”, è direttamente collegata da una parte all’aumento del numero della classe benestante, e dall’altro al graduale sviluppo delle infrastrutture necessarie: per esempio, negli ultimi due‐ tre anni molti centri abitati fuori Mosca e quartieri residenziali a Mosca hanno deciso di costruire i propri circoli nautici; è aumentato notevolmente il numero di questi circoli anche a San Pietroburgo. Negli ultimi anni infatti in Russia si è andata formando una generazione di businessmen di successo, che si trovano nelle condizioni di poter spendere cospicue cifre per soddisfare i propri hobby. Si tratta principalmente di uomini di età compresa tra i 30 e i 50 anni. Proprio questa cerchia di persone, che appartengono alla seconda categoria, preferisce in genere gli yacht a motore di lunghezza a partire dai 9 metri. Oggi lo yacht è inoltre un simbolo del prestigio e il prestigio si definisce prima di tutto in base alle misure della barca, poi in base alla velocità, al comfort, alla ricercatezza degli interni. Una barca a vela con rivestimento in vernice senza bagno non risponde certo alle suddette esigenze, e le barche unicamente “di immagine” si rivelano un intralcio inutile, poiché molti dei nuovi russi si stancano velocemente di questi modelli e vanno alla ricerca di barche con motori più potenti. Una caratteristica peculiare del mercato russo è il grande valore che viene attribuito agli allestimenti. Spesso gli acquirenti acquistano l’imbarcazione, e possono arrivare a spendere anche due volte il prezzo dell’imbarcazione stessa solo per la realizzazione degli allestimenti. Se uno yacht da crociera di 14 metri con due motori da 300 cavalli di base si aggira intorno ai 300.000 USD, nel caso dello stesso yacht ma con interni ricercati e con le apparecchiature per la auto‐navigazione il prezzo raddoppia. Nel segmento, invece, degli yacht di classe media, per i quali, secondo l’opinione degli specialisti, si attende una crescita maggiore nei prossimi anni, predominano le aziende straniere, che occupano ben l’80% della produzione. Nel segmento di prezzo inferiore troviamo invece le aziende russe, a cui si attesta il maggior numero di unità vendute. Tuttavia, allo stesso tempo, esistono dei problemi che ostacolano la crescita libera della domanda. Lo sviluppo ancora non del tutto soddisfacente delle infrastrutture (il numero insoddisfacente dei distributori di benzina, il mercato dei servizi ancora non sviluppato) e la difficoltà nell’utilizzo degli yacht, dovuta al clima e all’impossibilità di movimento a grandi velocità (sui fiumi o nei canali, per esempio, il limite di velocità è di 10 Km/h). Questa tendenza non pare essere messa in crisi neanche dai forti costi aggiuntivi che gravano sui prodotti di importazione. Il prezzo originale di una imbarcazione, infatti, può aumentare anche di 1,6 volte al momento dell’importazione, a causa del conteggio delle tasse e dei dazi doganali, che possono arrivare anche al 40% del prezzo di vendita. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 86 Per ovviare questo problema si sta sempre più diffondendo l’abitudine di acquistare uno yacht e lasciarlo nei porti stranieri dei paesi vicini. In questo modo, non solo si riesce ad eludere la dogana, ma si evitano anche le formalità dei visti per l’uscita in mare e la visita dei paesi europei. Molti russi, quindi, ad esempio, lasciano le proprie imbarcazioni ad Helsinki, o in altri porti finlandesi ed ucraini. Si stima che una parte consistente degli iscritti allo yacht club di Helsinki sia costituita da yachtsmen russi. Ciononostante il numero degli yacht club presenti in Russia aumenta. I circoli nautici, che in precedenza erano diretti dai ministeri, dagli istituti e dalle aziende industriali, agli inizi degli anni ‘90 sono stati in parte privatizzati ed in parte venduti. Le ristrutturazioni apportate e la tendenza al lusso hanno fatto si che questi circoli nautici di stampo sovietico si trasformassero in lussuosi yacht club, dislocati principalmente intorno alla città di Mosca e di San Pietroburgo; le restanti città della Russia non possono certo vantare di avere yacht club al passo con i tempi, forniti di attracchi equipaggiati, di soste per la manutenzione e di distributori. Sulle rive del golfo di Finlandia si trovano molti yacht club conosciuti e ben organizzati, forniti di zona manutenzione, distributori e rimesse per motoscafi, yacht a motore e da crociera, in altre parole, club che forniscono tutti i servizi di un buon yachting. Nelle zone fuori Mosca, gli yacht club presenti, principalmente vicino i bacini idrici del fiume Moscova, hanno a disposizione una discreta gamma di infrastrutture. Secondo il parere degli esperti di marketing, quindi, la Russia è un boccone appetitoso, è uno dei mercati più promettenti. Negli ultimi tempi stanno comparendo in numero sempre più elevato rappresentanze di produttori occidentali, soprattutto localizzate nelle città di Mosca e San Pietroburgo, dove si concentra gran parte della ricchezza del paese, e quindi, dei potenziali acquirenti. E’ proprio dal mercato di Mosca, a detta degli analisti, infatti, che oggi proviene il maggior numero di vendite: secondo le stime approssimative del volume di vendita dei motoscafi e degli yacht, così come in relazione all’affollamento dei circoli nautici, sui bacini idrici di Mosca e San Pietroburgo si trovano più di 2500 yacht da più di 1 milione di dollari. Ed a questo proposito molti collegano le prospettive di crescita del mercato in gran parte all’incremento delle vendite di yacht di prezzo medio. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 87 3.5.
Arredo e lusso La Russia, a metà fra Europa e Asia, prende da tutte e due le tradizioni anche in materia di gusto, che si riflette sulla casa, sul mobile e sull’arredamento. Vi troviamo committenti ed architetti che cercano la purezza delle forme in senso rinascimentale ed altri che invece rimangono legati prevalentemente alla qualità del materiale, con una ricerca per materiali preziosi e rari. Rimane in ogni caso in Russia un amore per lo stile classico, con colonne, capitelli, stucchi, etc. particolarmente per le case e appartamenti di fascia medio‐alta, ma questo non esclude affatto la classe media e popolare. Non a caso, si è avviata un’industria moderna che propone a costi contenuti stucchi e ornamentazione classica. In effetti, non sempre i committenti hanno il senso della misura e gli stessi architetti si vedono a dover consigliare la riduzione di elementi in stucco e colonne in ambienti piccoli. Inoltre, perdura in Russia la moda per i soffitti a vario livello, con illuminazione nascosta e con possibilità di regolazione Una buona parte della classe medio‐bassa, che incomincia a servirsi in modo crescente da centri commerciali come l’Ikea a Mosca e in altre città russe, resta analogamente legata ai mobili in legno massiccio dalla forme ridondanti, tipo pseudo 700 veneziano, ormai prodotti anche in Russia, e questi tipi di mobili sono preferiti soprattutto dalla vecchia generazione e anche da quella di mezzo. Nello stesso tempo però esiste e tende a svilupparsi, spesso coadiuvata dalla pubblicità, anche una nuova generazione dal gusto piu sobrio, che si rivolge verso uno stile più minimalista, anche se non rigorosamente minimalista. Aspetto importante, è che ai supermarket del mobile e arredo come l’Ikea, il consumatore medio russo può trovare una gamma di proposte di arredamenti completi, dalla cucina alla camera da letto, già montati e dal vivo, in varie metrature, da 40, 60 o 80 metri quadri. Nel settore delle cucine, anche per motivi pratici e funzionali, appare comunque aumentata in percentuale la proposta di cucine di tipo moderno, mentre rimangono comunque molto popolari le solite cucine di legno massiccio scuro. E’ poi importante sottolineare la relativamente nuova e crescente richiesta di varie tipologie di mobili e arredi per le categorie specializzate, a parte i tavoli da computer, come mobili per alberghi, per centri estetici, per parrucchieri, per negozi e centri commerciali, che devono convogliare esigenze tecniche con una certa unicità di design per soddisfare una clientela spesso capricciosa. Inoltre, i mobili per ufficio, che costituiscono un mercato a sé stante, stimato ad almeno 700 milioni di dollari l’anno, incominciano a sviluppare tendenze precise, dalla modularità e multifunzionalità ad un minimo di stile nei posti di lavoro, anche per le funzioni di segreteria e impiegatizie, oltre che per i funzionari e alti dirigenti. Ormai anche gli uffici devono tenere un certo “status”, che rifletta il livello e l’importanza dei proprietari o dirigenti della società. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 88 In linea di massima, per la classe media, gli appartamenti vengono oggi divisi da 60‐80 a non più di 100 metri quadri standard, dove rimane la necessità di mobili salva spazio, con possibilità di adottare stili vari. Per la classe alta invece, occorre immediatamente avvertire che appartamenti di 400‐500 metri quadri non sono considerati particolarmente grandi, soprattutto a Mosca e nei dintorni di Mosca o San Pietroburgo. Inoltre, per le case in campagna, che se sono relativamente vicine ai centri urbani, possono fungere anche da residenza principale, si calcolano anche 1000 metri quadri. Si tratta per lo più di case nella Regione di Mosca, dove lo stile è sempre diverso, e questo può offrire un’impressione visiva perfino fastidiosa. Infatti, oggi molta campagna attorno alle due città principali russe ha sostituito le vecchie case di legno con nuove villette dove ogni proprietario sceglie che cosa desidera senza badare né alle proporzioni tra casa e giardino, nè a dare uno stile omogeneo all’abitato, dove è raro che esistano o prevalgano concezioni urbanistiche coerenti. D’altra parte, le case di campagna di lusso sono il regno delle sperimentazioni architettoniche, perché gli stili richiesti sono i più vari. Va detto che a differenza di alcuni anni fa, oggi gli architetti e gli arredatori russi sono molti e ci si affida ormai volentieri a loro. La “casta” degli architetti, stilisti e arredatori è significativamente aumentata, ed è ormai formata da persone abituate a soddisfare le esigenze più strampalate, nonchè a viaggiare e a frequentare le varie fiere internazionali del mobile e arredo, inclusa quella di Milano. Esse sono quindi aggiornate e sempre alla ricerca di novità in grado di stupire un pubblico viziato ed esigente, che vede nella case una manifestazione del proprio “status symbol”. L’ospitalità tipica dei russi fa sì che la casa debba essere un luogo dove ricevere gli amici o le persone importanti, e dove è di moda, anzi, quasi obbligatorio, poter avere il cinema privato, il biliardo, la piscina, etc. Rimane infatti l’aspirazione nella classe alta ad avere ed esibire interni unici o di imitare castelli e palazzi visti durante i propri viaggi, o nelle residenze imperiali e nobiliari, che per alcuni rimangono il modello da seguire. Così l’idea di abitare in un castello o palazzo è alla base delle riproposizioni dello stile impero, barocco e rococò, con elementi di gusto anche più massiccio e pesante, se visti con l’occhio dell’europeo moderno. Nelle case russe di lusso, l’architetto o arredatore raramente sceglie di comperare tutti i mobili da un solo paese, perché l’idea spesso prevalente è prendere quanto di meglio offrono tutti i paesi e le tradizioni, stili e scuole ormai presenti sul mercato. In questo ambito, l’Italia rimane in primo piano, e viene citata per le sue idee esclusive per super ricchi, mentre le grandi riviste specializzate di stile e arredamento parlano quasi sempre delle ultime novità del design italiano proposte alle fiere internazional. Molto apprezzati sono anche i lampadari italiani, soprattutto veneziani. Con tutto ciò, esistono ormai studi affermati locali con architetti e arredatori che spesso si sentono in grado di poter criticare il lavoro dei loro colleghi europei, e costituiscono indubbiamente un nuovo lobby influente, con il quale è consigliabile che i produttori di mobili stringano e intrattengano rapporti amichevoli e di potenziale collaborazione. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 89 3.6.
Turismo La Russia e i paesi dell’ex Unione Sovietica hanno complessivamente un bacino d’utenza di quasi venti milioni di turisti. Per quanto riguarda la Russia, e’ previsto una dinamica di crescita costante dei flussi turistici verso l’Italia dell’ordine del 25‐30%, anche per effetto delle iniziative di co‐
marketing che potranno essere attivate con i fondi messi a disposizione dal recente decreto legge sulla competitività, ed incrementando l’utilizzo degli attuali strumenti di informazione e sensibilizzazione della domanda russa (advisory committee, agevolazione nel rilascio dei visti,ecc). L’incremento delle vendite di pacchetti turistici per l’Italia, rispetto al 2004, e’ stato del 5% minimo, ad un massimo del 100%; la crescita della domanda del prodotto Italia per la stagione estate‐autunno 2005 rispecchia una media del 25‐30% circa. Le costanti ricerche condotte trimestralmente presso i TO russi membri dell’Advisory Committee dell’ENIT di Mosca e l’analisi dei dati emersi dall’Istituto di Statistica russo hanno consentito di accertare che in media i flussi turistici verso l’Italia dalla Russia sono aumentati di circa il 25% nei primi 8 mesi del 2005. Dall’analisi complessiva delle segnalazioni sulle destinazioni maggiormente richieste dai turisti russi per l’estate del 2005 l’Italia risulta al 5° posto dopo Turchia, Egitto, Spagna e Tunisia con il 5,7% delle preferenze. Tale incremento e’ dovuto non solo agli investimenti promozionali realizzati da parte dell’Italia nel mercato russo, ma anche alla costante organizzazione di visite istituzionali di Regioni ed Enti italiani a Mosca. Nel 2004 gli esercizi ricettivi italiani hanno registrato 432.805 arrivi di turisti russi, per un totale di presenze pari a 1.487.000 ed una permanenza media di 3,44 giorni. Nel 2005 e` previsto un aumento di circa il 25%. Le Regioni italiane più visitate dai turisti russi sono: Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio. Profilo del turista: a) per fascia d’età Secondo indagini dell’ENIT presso i tour operator russi la popolazione compresa tra i 35 e i 55 anni e` risultata piu` la attiva nei viaggi turistici (42%), seguono poi le fasce dai 21 ai 35 anni (28%), dai 0 ai 20 anni (17%), dai 55 anni in su (13%); b) per professione I segmenti di mercato turistico piu` significativi riguardano, nell’ordine, gli impiegati nelle varie professioni (36,2%), i manager e direttori (20,5%), gli studenti (10,3%), i lavoratori (5,3%), i pensionati (3,5%), altri (24,2%); c) per destinazione Sono confermate le preferenze per le proposte delle citta’/centri d’arte e del turismo culturale, seguite da un ottimo andamento delle richieste sul “prodotto Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 90 balneare”. Si registra un aumento della domanda verso località turistiche (balneari, artistiche, storiche) meno conosciute. La Sicilia, dunque, potrebbe incontrare in modo esaustivo la domanda di turismo da parte dei consumatori russi, potendo contare sia su attrazioni di tipo culturale (siti unesco, architettura e monumenti delle città siciliane, il grande potere attrattivo dei teatri classici di Taormina e Siracusa etc) che attrazioni per il turismo balneare e agrituristico, in forte ascesa. Non si dovrebbe trascurare anche gli itinerari delle Strade del Vino. Come si è visto in precedenza, il mercato del Vino in Russia è rivolto ad una fascia di consumatori medio alta‐alta, con grande potere di spesa e interessati a attrazioni culturali e alla scoperta di itinerari poco battuti. In tal senso gli sforzi dell’Istituto della Vite e del Vino potrebbero essere indirizzati verso operazioni di co‐marketing di consorzi vinicoli e operatori turistici dei territori in cui risiedono, cosi da offrire pacchetti stile “Sideaways” a consumer russi. Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 91 4. Iniziative già in corso 4.1.
Ciao Russia Il programma di promozione straordinaria del Made in Italy in Russia è stato predisposto dal Ministero, in collaborazione con l’ICE, tenendo conto delle proposte avanzate dalle Regioni, dalle Associazioni di categoria e da altri Ministeri. La logica seguita si inserisce nella strategia di accrescere l’efficacia delle iniziative promozionali cercando di costruire progetti “integrati”, che riuniscano cultura, arte, tradizione, creatività ed innovazione. 1. Campagna Di Comunicazione – Siti “Web” e Banca Dati Regioni Russe 2. Meccanica, Beni Strumentali Seminari/Workshop Tecnologici (su Aerospazio, Itc, Telecomunicazioni, Bio e Nanotecnologie, Materiali Innovativi, Etc.), Logistica, Ambiente 3. Moda, Persona, Tempo Libero 4. Abitare, Design, Tecnologie Del Restauro e Recupero Urbano 5. Agroalimentare e Ristorazione 6. Forum fra Imprese Italiane e Russe 7. Formazione 8. Iniziative in collaborazione con Enit 9. Iniziative Culturali Finalizzate alla Promozione Commerciale Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 92 4.2.
Programma Straordinario di promozione del “Made in Italy” sul Mercato Russo A. Campagna di Comunicazione • Creazione di un logo ed uno slogan che identifichino tutte le iniziative e la comunicazione del progetto speciale Russia (previa verifica, sarà utilizzato lo stesso logo del programma CINA) • Assistenza alla produzione tecnica dei materiali di comunicazione, alla individuazione delle aziende fornitrici, alla impostazione grafica del lay‐out del materiale necessario alla comunicazione e alla diffusione • Definizione ed attuazione del piano media a favore del “Made in Italy" in Russia • Presentazione del progetto: • Presentazione in Italia • Conferenza a Mosca ed in altre città B. Potenziamento Mezzi Informatici • Potenziamento dei siti web “Italtrade" (nella parte relativa alla Russia) e “Delovaja Italia” e loro pubblicizzazione (Soggetti partner: ICE, Aziende Russe ed Italiane) • Creazione Banca Dati delle Regioni della Federazione Russa (Soggetto partner: Informest) C. Meccanica, Beni Strumentali, Seminari/Workshop Tecnologici (su Aerospazio, Itc, Telecomunicazioni, Bio e Nanotecnologie, Materiali Innovativi, Etc.), Logistica, Ambiente • Mostra “Mito e Velocità” ‐ Seminari tecnici (Gennaio 2006) (Partner candidati: Regioni Toscana, Emilia‐Romagna, Piemonte, Sicilia, Puglia, Molise) (Altri partner interessati: Confindustria, Anfia (Co‐Organizzatore Dell’evento), Ancma, Ucimu, Assocomaplast, Aiad, Finmeccanica, Aica, Smi, Ati, Tessilvari) • Seminari/Workshop tecnologici (su Aerospazio, ITC, Telecomunicazioni, Bio e nanotecnologie, materiali innovativi, etc.) e Forum finale tra imprese italiane e russe nei settori citati (Partner candidati: Regioni Piemonte, Liguria, Sicilia, Puglia, Molise, Campania) (Altri partner interessati: Aiad, Finmeccanica, Assobiotech, Anasin, Federcomin, Universita’, Centri Di Ricerca, Regione Lazio) • Convegno in materia di Parchi Scientifici e Tecnologici (Partners: Parchi Scientifici e Tecnologici, Universita’, Centri di Ricerca, Regioni Piemonte, Liguria, Sicilia, Puglia, Molise, Campania, Lazio) Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 93 • Partecipazione aziende italiane alla Fiera “Agrofood” (Krasnodar – Novembre 2005) (Partner candidati: Regioni Sicilia, Basilicata. Attesa Risposta Definitiva Da Regione Emilia‐Romagna)(Altri partner interessati: UNACOMA) • Repertori di filiera e settoriali in lingua russa (cartacei, CD, Sito ICE Mosca) o Filiera tessile (Partner Regione Sicilia) (Partner interessati: Acimit, Acfis Federchimica, S.M.I., A.T.I.) o Filiera del legno (Partner candidati:Regione Sicilia) (Partner interessati Avisa Federchimica, Acimall, Federlegno ‐Arredo) o Filiera packaging – alimentare e farmaceutico (Partner candidati:Regione Sicilia) (Partner da coinvolgere:Ucima, Anima, Acimga, Federchimica) o Macchine lavorazione di materiali lapidei (Partner candidati: Regioni Liguria, Sicilia) (Partner interessati: IMM) o Industrie aerospaziali (Partner candidati: REGIONI LIGURIA, SICILIA) (Partner Interessati: AIAD) • Studio su possibilità offerte dai collegamenti via mare tra porti italiani e porti ucraini e russi del Mar Nero (Partner candidati: Regioni Liguria, Sicilia, Puglia) (Altri partner interessati: Ice, Unioninterporti, Ailog, Altre Associazioni Di Logistica, Centri Specialistici Universitari, Informest) • Forum italo‐russo sui collegamenti via mare (Partner candidati:Regioni Liguria, Sicilia, Puglia) (Altri partner interessati: Unioninterporti, Ailog, Altre Associazioni Di Logistica, Centri Specialistici Universitari, Informest) • Progetto italo‐russo di cooperazione economico‐tecnologica, formazione, assistenza tecnica in materia di politiche ambientali ed energetiche (Partner candidati: Regioni Liguria, Sicilia) (Altri partner interessati: Ministero Dell'ambiente, Enel,Confservizi Internationalmunicipalizzate, Varie Regioni Italiane) D. Moda, Persona, Tempo Libero • I prodotti di eccellenza e di fascia alta nelle boutique di Mosca e San Pietroburgo con azioni collaterali (Periodo: Settembre/ Ottobre 2005) (Partner candidati: Regioni Lazio, Marche, Toscana, Sicilia, Puglia, Basilicata, Emilia‐Romagna, Campania, Consorzio Umbria Export) (Altri partner interessati:S.M.I., A.T.I., Anci, Unipro, Anfao, Camera Nazionale Moda, Aimpes, Alta Gamma, Alta Roma) • Partecipazione di aziende italiane alla Mostra autonoma “BYT Italia” (Ekaterinburg, data da programmare) (Partner candidati: Regioni Liguria, Piemonte, Toscana, Sicilia, Campania) Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 94 E. Abitare, Design, Tecnologie Del Restauro E Recupero Urbano • Vetrina dedicata alle imprese italiane del settore del complemento d’arredo e articoli da regalo (Mosca, Novembre 2005) (Partner candidati: REGIONI TOSCANA, SICILIA) (Altri partner interessati: ARTEX) • Azioni collaterali alla Mostra autonoma italiana dedicata al sistema arredo casa/contract organizzata da Federlegno‐Arredo (Mosca, Ottobre 2005) (Partner candidati: Regioni Sicilia, Basilicata, Toscana)(Altri partner interessati: ICE) • Organizzazione in Italia del III Convegno panrusso sul restauro/recupero urbano (I sem. 2005) (Partner candidati: Regioni Toscana, Sicilia, Provincia Autonoma Di Trento, Universita’ Di Trento,Consorzio Umbria Export) (Altri partner interessati:Associazione Italiana Marmomacchine, Assomarmi, Assorestauro, Altre Regioni Italiane, Mibac, Icr, Opificio Pietre Dure, Etc.) • Scuola di restauro per la formazione professionale di architetti, restauratori ed operatori di beni culturali, per l'addestramento di operai specializzati e per la diffusione della cultura italiana del restauro e della conservazione (San Pietroburgo, Giugno 2005) (Partner candidati: Regioni Sicilia, Toscana, Molise) (Altri partner interessati: Associazione Italiana Marmomacchine, Assomarmi, Assorestauro, Altre Regioni Italiane) (Partner candidati: Provincia Autonoma di Trento; Gruppo PASIT Italia/Università di Trento; MiBAC – Regione Siciliana, Assessorato Beni Culturali Ambientali, Centro Regionale per la Progettazione ed il Restauro e per le Scienze Naturali applicate ai Beni Culturali) F. Agroalimentare e Ristorazione • Azioni presso la grande ristorazione e le catene alberghiere in Russia in collaborazione con le grandi scuole di cucina italiane e le aziende presenti sul mercato russo (Mosca, San Pietroburgo e altri centri russi) (Partner candidati: Regioni Piemonte, Toscana, Basilicata, Sicilia, Campania) (Altri partner interessati: Federalimentare, Federvini, Ardi,Buonitalia, Unionvini, Scuole Di Cucina Italiane,Provincia Di Parma, , Associazioni E Consorzi Di Produttori, Altre Regioni Italiane) • Azioni di comunicazione presso i consumatori e presso la GDO alimentare in Russia (Mosca, San Pietroburgo e altri centri russi) (Partner candidati: Regioni Lazio, Liguria, Basilicata, Sicilia) (Altri partner interessati: Buonitalia, Federalimentare, Federvini, Consorzi Di Produzione, Consorzi Di Tutela, Consorzio Del Chianti Classico Gallo Nero, Consorzio Del Formaggio Parmigiano Reggiano, Consorzio Del Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 95 Prosciutto Di Parma, Unione Industriali Pastai Italiani, Provincia Di Parma, Consorzio Umbria Export, Altre Regioni Italiane) G. Forum fra Imprese Italiane e Russe • Le imprese italiane incontrano le imprese russe (Convegno e Workshop sulla collaborazione industriale plurisettoriale) (Partner candidati: Regione Sicilia, Campania) (Altri partner interessati: Ice, Map, Confindustria, Abi) H. Formazione • Formazione di funzionari delle Regioni e Repubbliche della Federazione russa responsabili per gli investimenti delle PMI italiane (Settembre – Dicembre 2005) (Partner candidati: Regioni Liguria, Sicilia) (Altri partner interessati: Centri Di Formazione, Sistema Universitario, Associazioni Di Categoria, Distretti Industriali, Sistema Bancario, Altre Regioni Italiane) • Formazione tecnici e quadri russi occupati presso aziende italiane insediate in Russia (Giugno ‐ Luglio 2005) (Partner candidati: Regione Sicilia) (Altri partner interessati: Centri Di Formazione, Sistema Universitario, Associazioni Di Categoria, Distretti Industriali, Sistema Bancario, Altre Regioni Italiane) • Corsi di formazione on‐line per l'internazionalizzazione delle PMI italiane interessate al mercato russo (e‐learning) (Partner candidati: Regione Sicilia) (Altri partner interessati: Ice, Cuoa, Sistema Universitario) I. Iniziative in collaborazione con Enit 1. Stampa opuscolo “Ciao Italia” o altre guide 2. Iniziative di co‐marketing con i principali tour operator russi 3. Compartecipazione per campagne pubblicitarie 4. Finanziamento di alcune mostre attualmente non finanziate 5. (Partner candidati: Regioni Liguria, Sicilia, Basilicata) 6. (Altri partner interessati: Enit, Altre Regioni) J. Eventi Culturali Di Supporto Alla Promozione Commerciale • Presentazioni di musei settoriali e aziendali italiani (Partner candidati: Regione Sicilia) (Altri partner interessati: Ice, Map) Iniziative regionali (2007) • Sicily 360 srl, Il gusto della Sicilia San Pietroburgo 16/19 maggio 2007 Agroalimentare Missione Promozionale Dossier elaborato dall’Assistenza Tecnica del Ministero Commercio Internazionale in collaborazione con l’ICE e con lo SPRINTSICILIA – gruppo “Training on the Job” ‐ rel. Luglio 2007 96 
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