E enti Settimanale - Anno 2 TERRITORIO | ISTITUZIONI | N° 47 Lunedì 9 Novembre 2009 IMPRESE Spedizione con tariffa Posta Target Magazine conv. naz./304/2008 del 01-06-2008 Varata la finanziaria per il 2010: protezione del lavoro, sviluppo dell’impresa Riduzione dell’Irap per il rilancio dell’occupazione I REPORT MARCHE Accesso al credito, agevolazioni per il lavoro e riduzioni fiscali: ecco il piano L a manovra regionale di “resistenza e attacco” si stima che per il 2010 possa interessare circa 10.000 lavoratori, attivando oltre 400 milioni di finanziamenti e investimenti specifici per la protezione dell’occupazione e il rilancio dell’economia. Di seguito sono indicati alcuni degli interventi previsti con le relative risorse rese disponibili dalla Regione (valori in milioni di euro): • 30 milioni per: contratti e contributi di solidarietà, fondi di garanzia per l’accesso al credito delle Pmi, ammortizzatori sociali in deroga Fse piccole imprese, agevolazioni alle prestazioni sanitarie per i lavoratori colpiti dalla crisi integrazione ai Comuni per le politiche sociali; • 20 milioni per: riduzione Irap legata all’occupazione, aiuti all’occupazione, voucher formativi, stabilizzazione contratti a termine, sostegni ai precari della scuola, borse-lavoro per giovani laureati, prestiti d’onore per nuove imprese; • 100 milioni per: finanziamenti aggiuntivi Bei per le Pmi. l Governo regionale delle Marche ha varato la manovra finanziaria per il 2010. È ora iniziato l’iter di discussione in Consiglio regionale, per poter arrivare a una definitiva approvazione in anticipo, entro la fine dell’anno. Per il presidente della Regione Gian Mario Spacca “è fondamentale la velocità con cui vengono attivati importanti interventi a favore di cittadini, famiglie e imprese. Con il bilancio regionale 2010, nel complesso, aumentiamo le risorse disponibili per la comunità marchigiana, raddoppiamo l’impegno della Regione per le misure anti-crisi a difesa del lavoro e per il rilancio dell’economia, riduciamo ulteriormente il debito e le tasse”. Spacca sottolinea che “prosegue così il trend costante di riduzione della pressione fiscale regionale, che da inizio legislatura ha registrato un -40%. L’intervento di riduzione fiscale Irap, in particolare, viene legato al rilancio occupazionale. Si tratta di una nuova misura che prefigura un vero “patto sociale” tra mondo del lavoro e delle imprese, per sostenere insieme crescita e occupazione”. Con la proposta di bilancio 2010 del Governo regionale rimangono confermati anche altri benefici di riduzione Irap, come quelli legati all’export. Inoltre, a testimonianza dell’equità sociale della manovra finanziaria della Regione, il 68% di cittadini marchigiani (le fasce sociali con i redditi più bassi) rimane esente dal pagamento dell’addizionale regionale Irpef. Vengono integrati i fondi per le politiche sociali dei Comuni a fronte dei tagli nazionali; sono previsti agevolazioni per le prestazioni sanitarie rivolte ai lavoratori colpiti dalla crisi. Il presidente Spacca evidenzia anche che “sono stati confermati nel 2010 una serie di misure di “resistenza” che già nel 2009 hanno contributo alla protezione del lavoro, delle piccole imprese e della coesione sociale: contratti e contributi di solidarietà, ammortizzatori sociali in deroga e fondi di garanzia per l’accesso al credito delle Pmi”. Afferma Spacca: “Abbiamo integrato queste misure con nuovi interventi per il lavoro e lo sviluppo, per realizzare anche una strategia di “attacco”, capace di aiutare l’economia regionale ad agganciare la ripresa dell’economia internazionale e favorire l’occupazione”. Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 2 ■ TECNOMARCHE / Accrescere la competitività del territorio regionale Un Parco scientifico e tecnologico per la conoscenza delle Marche T ecnoMarche PST Marche “opera per accrescere la competitività del territorio regionale attraverso la promozione, attivazione e realizzazione di progetti finalizzati alla creazione di conoscenza ed al trasferimento e applicazione della stessa, mediante collaborazioni con le Università e i Centri di ricerca”. La società, presieduta dall’architetto Umberto Alesi, presenta oggi un assetto societario pubblico-privato di 70 soggetti, a prevalenza privato, e con la partecipazione di aziende dell’intero territorio regionale. I soci di riferimento pubblici sono la Provincia di Ascoli Piceno, la Provincia di Macerata e la Regione Marche, mediante Sviluppo Marche. E enti TERRITORIO | ISTITUZIONI | IMPRESE DIN NEWSLETTER Settimanale - Anno 2 - Numero 47 Lunedì 9 Novembre 2009 TecnoMarche PST Marche ha oggi due sedi operative, ad Ascoli Piceno e a Civitanova Marche. Nello specifico, il PST promuove e realizza progetti nei seguenti ambiti: • ricerca e sviluppo; • servizi tecnologici standard; • innovazione e trasferimento tecnologico; • formazione avanzata. I settori produttivi target sono: • manifatturiero, (calzaturiero, mobiliero, meccanico, stampi, cantieristica navale); • building automation, domotica; • energie rinnovabili e risparmio energetico. Presso il PST Marche è attivo Proprietario ed editore Il Sole 24 Ore Business Media S.r.l. Via Patecchio, 2 - 20141 Milano Direttore responsabile: Antonio Greco Stampatore: Il Sole 24 ORE S.p.A. – Milano, Via Busto Arsizio 36; Carsoli (AQ), Via Tiburtina Valeria km. 68,7 Registrazione Tribunale di Milano numero 208 del 21 marzo 2005 il “Laboratorio di ricerca industriale per il manifatturiero”, ove operano attualmente oltre 15 ricercatori, aventi principalmente lauree in ambito tecnologico e scientifico. Il laboratorio è articolato nelle seguenti unità: • ET_LAB Unità elettronica e nuove tecnologie; • IT_LAB Unità information & communication technology; • P3_LAB Unità progettazione, processi e produzione. Particolare attenzione è ora posta all’Industrial design e al dominio dei materiali innovativi. Nell’ultimo quinquennio, il PST ha sviluppato rapporti operativi con circa 530 imprese, principalmente Pmi. Le attività progettuali sono state sviluppate per circa 60 progetti di R&S e con oltre 80 milioni di euro di investimenti. Solo nel 2008 è stata svolta un’attività di animazione con oltre 300 aziende, riuscendo a coinvolgere effettivamente in progetti di R&S 79 aziende e 15 gruppi di ricerca universitari e/o centri tecnologici. È importante evidenziare che negli ultimi anni l’azione del PST Marche si è incentrata molto nello sviluppo di attività di R&S coniugate ad azioni di qualificazione professionale di “giovani tecnologi” poi inseriti, mediante le attività stesse di R&S, nelle strutture tecniche delle imprese coinvolte, sostenendo quindi fattivamente il processo volto alla migliore qualificazione professionale di giovani laureati, considerati i reali vettori di trasferimento di nuova conoscenza nelle Pmi locali. Nel Piceno, territorio che subisce sempre più il processo di de-industrializzazione con rilevanti conseguenze sul piano occupazionale, TecnoMarche ha assunto di fatto un ruolo via via più importante nelle attività di promozione e attuazione della ricerca e innovazione: prova ne è che, sempre nell’ultimo quinquennio, quasi il 50% delle imprese locali che hanno sviluppato investimenti in R&S su programmi finanziati, hanno avuto come partner di ricerca proprio PST Marche. Parimenti un volume di progettazione sempre più consistente è rilevabile nell’area maceratese, anche grazie alla pluriennale e consolidata collaborazione della struttura con la Camera di Commercio di Macerata, stabilmente impegnata nella promozione della ricerca industriale e di innovazione nel territorio locale. Percorsi nuovi di collaborazione sono ora prospettati con la stessa amministrazione provinciale di Macerata. Tra le attività strategiche sviluppate nell’ultimo periodo, assume rilevanza il progetto per la realizzazione del Polo scientifico e tecnologico, quale obiettivo prioritario di intervento nell’ambito del progetto di riqualificazione e riconversione dell’area “SGL Carbon” di Ascoli Piceno, sviluppato su incarico della Provincia di Ascoli Piceno. Le tematiche prospettate sono: Nell’ultimo quinquennio, il PST ha sviluppato rapporti operativi con circa 530 imprese, principalmente Pmi. Le attività progettuali sono state sviluppate per circa 60 progetti di R&S e con oltre 80 milioni di euro di investimenti energie rinnovabili e manifatturiero sostenibile. Attualmente, TecnoMarche PST Marche è impegnato nella progettazione afferente al bando di “Nuove tecnologie per il made in Italy”, inserito nel programma di industria 2015 promosso dal ministero dello Sviluppo economico, in merito al quale sono in fase di definizione le seguenti progettazioni esecutive: • prodotti innovativi realizzati attraverso metodologie, processi e strumenti di progettazione basati sui nuovi bisogni dei consumatori finali nel mercato mondiale; • soluzioni robomeccatroniche, per applicazioni di domotica; • presidio strategico dei mercati, per il settore fashion. In questi progetti, c’è il coinvolgimento di circa 30 imprese regionali di primaria importanza. Nell’ultimo quinquennio hanno operato nelle varie attività 40 giovani laureati progettisti-ricercatori, 20 progettisti senior in qualità di consulenti, 25 stagisti-tesisiti; nell’ultimo anno circa 50 giovani ricercatori sono stati inseriti nelle Pmi marchigiane su progetti di ricerca promossi dal PST. Inoltre sono stati oggetto di formazione avanzata 14 project manager Ricerca e innovazione (ministero Università e ricerca) e 20 project manager Ricerca e innovazione accordo Italia – Canada (ministero del Lavoro). Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 3 Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 4 ■ ANCONA / Intervento di Patrizia Casagrande: occorre creare presupposti di competitività La Provincia investe 25 milioni di euro per fronteggiare la crisi e orientare la ripresa L a crisi morde l’economia reale e, come immediata conseguenza, l’occupazione. Mollerà la presa solo tra molti mesi. Intanto, oltre a salvare il salvabile, è necessario pensare ad orientare politicamente l’uscita dalla congiuntura negativa. I dati e i numeri della disoccupazione rilevati dai nostri Centri per l’impiego riportano una situazione preoccupante. Come nel resto d’Italia, molte delle piccole e medie imprese della nostra provincia subiscono un calo delle ordinazioni, lamentano difficoltà nell’ottenere crediti e, in buona parte, sembrano non avere le risorse per affrontare lunghi mesi di sofferenza. Nonostante le più recenti rilevazioni Istat assegnino alle Marche la migliore crescita economica nel decennio 1998-2008, solo qualche giorno fa il tradizionale report della classifica che la Fondazione Aristide Merloni commissiona all’Istao di Ancona, registrava, per la prima volta nei 23 anni di della classifica stessa, un segno negativo Patrizia Casagrande, presidente della Provincia nell’andamento delle vendite delle imprese manifatturiere. Ovvero, quel sistema distrettuale che negli scorsi decenni faceva della flessibilità e della adattabilità gli ingredienti di successo dell’attività imprenditoriale, oggi mostra segni di cedimento. Ma alle qualità imprenditoriali del nostro territorio si è sempre affiancato quel buon governo, omogeneo nell’Itala centrale, che ci fa oc- cupare i primi posti nella classifica nazionale del Bil, pubblicata il mese scorso su queste colonne. Un patrimonio socio-economico da investire nell’andamento congiunturale e la possibilità che il dibattito sul potenziale ruolo politico del Centro Italia (anche in vista del federalismo fiscale) possa incidere nell’orientare la ripresa sia interna alle rispettive aree che sul piano nazionale. Un Centro Italia dunque che non sia solo cerniera geografica, ma ago della bilancia tra un Nord e un Sud politicamente posizionati ma in difficoltà economica. Si tratta di una delle questioni principali che, in veste di neopresidente dell’Upi Marche, voglio affrontare con i presidenti delle province della regione. Non farsi trovare impreparati alla ripresa vuol dire aprire l’angolo di osservazione oltre le soluzioni-tampone, per elaborare chiare prospettive socio-economiche di lunga durata. A conforto di ciò, il report della classifica commissionata dalla Fondazione Aristide Merloni ad una delle più anziane scuole manageriali operanti in Italia, di cui dicevo prima, indica come prioritaria la necessità di puntare sulle risorse immateriali delle aziende. Quindi sull’innovazione e la ricerca, sulla formazione di manager e dipendenti. In tale quadro, si inseriscono i 25 milioni di euro, provenienti dall’Unione europea, che la Provincia di Anco- na destina alle misura anticrisi. Tra i numerosi interventi del piano anticrisi (anticipo di cassa integrazione, bilancio preventivo votato in anticipo per liberare risorse, sostegno alle piccole e medie imprese, ecc.) la Provincia mette in campo 25.420.222 euro, provenienti da fondi europei e dal Ministero, per orientamento, ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione ordinaria e straordinaria), borse lavoro, corsi di formazione, sostegno alla creazione di nuove imprese. I Centri per la formazione e l’impiego sono protagonisti della manovra. Di fatto per la prima volta l’Ue ha voluto vincolare i fondi ai corsi di formazione. Ciò significa che l’accesso alle misure di sostegno al reddito e alla ricollocazione sarà sempre accompagnato da un’atti- I colori della campagna della provincia di Ancona vità di formazione per riqualificare i lavoratori disoccupati e orientarli grazie a un rapporto personalizzato con il formatore. Tra l’altro, la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche ci garantisce l’attivazione di borse di ricerca per innovazione tecnologica rivolte a giovani laureati e l’inserimento in aziende ad alta specializzazione. Su un altro fronte, per garantire l’occupazione e la sopravvivenza delle imprese, abbiamo avviato un piano delle opera pubbliche da 95 milioni di euro per il prossimo triennio. In conclusione, più che attrezzarsi a resistere ai morsi della crisi si tratta di interpretare un nuovo sistema economico-finanziario complessivo, creando presupposti di competitività e di buona qualità della vita. Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 5 La nostra avventura di terminalisti portuali: ad Ancona, siamo protagonisti della logistica Intervento di Paolo Galli, presidente di Ancona Merci, che racconta la storia della sua società e del suo sviluppo T utto ha inizio nel 1994 con la riforma dei porti, quando con la dismissione dell’azienda Mezzi Meccanici del Porto di Ancona, azienda pubblica, io con altri 16 gruisti decidemmo di costituire una cooperativa, la Co.m.m.p.a, con la quale assieme ai principali operatori del Porto di Ancona abbiamo costituito una società consortile, Ancona Merci, per aggiudicarci, tramite gare internazionali, la concessione per la gestione delle banchine e delle gru del porto di Ancona. Così con coraggio e intraprendenza abbiamo iniziato la nostra avventura di terminalisti portuali, svolgendo un servizio di primaria importanza, con imparzialità e trasparenza, e nonostante le vecchie e insufficienti strutture, supportando le crescenti richieste delle utenze nazionali e internazionali che scalano Ancona, passando da un movimentato di circa 650.000 tonnellate alle attuali quasi 2.000.000 tonnellate. Abbiamo sempre pensato al miglioramento nonostante le difficoltà. Riteniamo di credere e di perseguire un progetto di miglioramento continuo del nostro servizio, ottenendo tra l’altro la certificazione di qualità Iso 9001 e approntandoci a certificare, tra i primissimi in Italia in ambito portuale, la nostra organizzazione secondo i più evoluti standard per la sicu- rezza BS Ohsasa 18001:2007, così tanto auspicati dal D.lgs 81/2008 e altre normative sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Oggi che la crisi e la sfiducia imperversa, cosa accade? Noi di Ancona Merci, anche in questo momento, ci siamo guardati in faccia, tutti, come abbiamo fatto sempre in questi anni, e ci siamo detti: “Questo è il momento di reagire”. Così in poco tempo abbiamo assunto tre persone, assorbendo esuberi di aziende in crisi e deliberato un investimento di 2,8 milioni di euro per l’acquisto di una gru, allo scopo di potenziare le strutture di accoglimento per i grandi armatori. Ma sappiamo che non è sufficiente. Ancona e il suo por- “Ci rendiamo conto del momento, della crisi finanziaria, delle difficoltà delle nostre imprese manifatturiere, ma è proprio per questo che guardiamo al futuro e scommettiamo per il rilancio del Porto di Ancona come piattaforma di crescita di un’imprenditorialità marchigiana e non solo” Paolo Galli, presidente di Ancona Merci CARIFANO: LA BANCA DEL TERRITORIO DEL GRUPPO CREVAL VICINA AI MARCHIGIANI Parisini: il nostro sostegno contribuirà al rilancio dell’economia La Cassa di Risparmio di Fano è fin dalla sua costituzione, nel lontano 1842, una importante realtà di riferimento per le Marche. La storia recente di Carifano è caratterizzata da vari passaggi di proprietà della Banca a diversi Gruppi bancari fino all’individuazione di un partner strategico in grado di preservarne ed ulteriormente valorizzarne il radicamento storico e le competenze distintive sul territorio. Dal 3 dicembre 2008, Carifano è entrata a far parte del Gruppo Bancario Credito Valtellinese diventando la banca destinata al presidio del territorio nel Centro Italia. Fondato a Sondrio nel 1908, nel solco della tradizione culturale del cattolicesimo popolare, il Credito Valtellinese è una banca popolare cooperativa, fortemente radicata sul territorio. Il Gruppo Creval si compone di realtà nate dalla stessa matrice sociale ed è attualmente presente in 10 regioni attraverso le proprie “banche del territorio”, ciascuna delle quali fortemente orientata allo sviluppo economico e sociale delle aree di insediamento. Da sempre il Credito Valtellinese ha avuto quali obiettivi primari la soddisfazione dei propri clienti e l’allargamento graduale del proprio perimetro, secondo una strategia di espansione costante sul territorio e un business model improntato alla trasparenza e alla prudente gestione dei rischi. Una crescita dunque non fine a se stessa, ma indirizzata a servire al meglio le famiglie e le imprese, grazie ad un modello di “impresa a rete” fondato su partnership e accordi commerciali con primarie realtà finanziarie e indirizzato a conseguire adeguate sinergie ed economie di scala nel lungo periodo. Secondo il modello di business del Gruppo, Carifano continua a sviluppare la propria mission di banca del territorio con particolare riferimento alle famiglie, ai professionisti, alle PMI, agli industriali, agli artigiani e alle istituzioni no profit. Attualmente Carifano opera attraverso una rete di 43 sportelli nella regione Marche nelle province di Pesaro Urbino, Ancona e Macerata, in Umbria a Perugia e in Emilia-Romagna nelle province di Rimini, Forlì-Cesena. Le direttrici di espansione del Piano Industriale prevedono uno sviluppo territoriale in tutti i principali centri della regione Marche entro i prossimi 2 anni. Nello specifico verrà rafforzata la presenza nella provincia di Ancona nonché nei maggiori centri non ancora presidiati dalla Banca. “La Cassa di Risparmio di Fano si pone quale banca di relazioni di lungo periodo – ha dichiarato il Direttore Generale Maurizio Parisini - e tale caratteristica costituisce l’asse portante del nostro modo di fare banca. Nonostante il difficile contesto economico, nel corso del 2009 Carifano ha continuato a sostenere l’economia reale attraverso l’erogazione costante di credito alla clientela. Nei primi nove mesi dell’anno i crediti erogati sono cresciuti di circa il 7%, del 10% su base annua a testimonianza del fatto che la Banca è attenta alle esigenze del territorio di radicamento. Puntiamo a una relazione stabile con i clienti di riferimento, essenzialmen- to necessitano di infrastrutture in grado di rispondere alle moderne esigenze di logistica, e quindi, resici conto che nella situazione attuale difficilmente lo Stato sarà in grado di intervenire in tempi brevi a finanziarle completamente, ci siamo mossi nell’intento di essere noi stessi i protagonisti dello sviluppo. Come? Proponendoci quali realizzatori e gestori della nuova banchina di 1000 metri e del piazzale retrostante: infrastrutture progettate nel 1988 e non ancora realizzate se non nei primi 300 metri. La nuova banchina avrà un pescaggio di 14 metri e il piazzale per circa 10 ettari sarà destinato prevalentemente al deposito e alla movimentazione di containers e di merci varie. Per far questo abbiamo sviluppato una partnership con società di primaria importanza nella costruzione di strade e porti, e sviluppato il progetto di realizzazione e gestione delle nuova banchina che prevede, assieme ai mezzi meccanici necessari per la movimentazione delle merci, un investimento com- plessivo di circa 100 milioni di euro e che consentirà uno sviluppo occupazionale di circa 15/20 addetti. Con in mano un “business plan”, realizzato da una società specializzata, abbiamo interpellato le banche locali le quali hanno già manifestato il loro forte interesse a finanziare il progetto in “pool”. In questo progetto intendiamo coinvolgere tutti i grandi vettori marittimi che mostrino interesse e che credano nello sviluppo del Porto di Ancona. Siamo pronti a ogni iniziativa imprenditoriale protesa al futuro. Questo significa anche lavoro. Certamente ci rendiamo conto del momento, della crisi finanziaria, delle difficoltà delle nostre imprese manifatturiere, ma è proprio per questo che guardiamo al futuro e scommettiamo per il rilancio del Porto di Ancona come piattaforma di crescita di un’imprenditorialità marchigiana e non solo. In conclusione, ci rendiamo conto del grande salto che abbiamo fatto. Questo nostro progetto, per passare rapidamente dalla fase di progettazione alla fase di implementazione ha bisogno di tempi e risposte certe. In questa direzione è auspicabile un’attenta collaborazione di tutte le forze politiche locali e in particolar modo delle istituzioni, trattandosi di una iniziativa unica nel suo genere anche per la presenza del mondo cooperativo quale protagonista. te famiglie e piccole medie imprese, cui dare risposte con un personale qualificato ed una gamma di prodotti e servizi innovativi e all’avanguardia che siamo in grado di fornire grazie alle strutture specializzate del Gruppo Creval. Siamo una banca locale, “un operatore a fianco di altri operatori”, presente nei territori di riferimento con l’intento di creare ricchezza per tutta la collettività, mantenendo una forte interrelazione con il tessuto socio-economico locale. Proprio nell’ottica di sostenere l’economia reale e “finanziare la ripresa” che sembra non essere così lontana, sono state intraprese numerose iniziative rivolte essenzialmente alle PMI e alle famiglie: • • • • • adesione all’accordo siglato da ABI e Associazioni di categoria sulla moratoria dei debiti alle PMI, adesione all’accordo ABI- Cassa Depositi e Prestiti per finanziare iniziative delle PMI relative ad investimenti da realizzare e/o in corso di realizzazione attraverso un plafond di Gruppo di 33 milioni di euro; rinnovo del plafond di finanziamento garantito da Bei da 100 a 200 milioni di euro sempre per il sostegno alla PMI; sottoscrizione dell’accordo con la Regione Marche per il sostegno ai lavoratori e alle imprese in situazione di crisi e relative all’anticipo delle prime mensilità della Cassa Integrazione straordinaria; adesione all’accordo siglato tra ABI e Conferenza Episcopale Italiana per sostenere le famiglie in difficoltà. per informazioni www.creval.it Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 6 ■ LAVORI / Terminato il restauro dell’edificio storico Palazzo Buonaccorsi, una nuova sede per i musei di Macerata I l 9 dicembre aprirà al pubblico, al termine di un complesso restauro dopo il terremoto delle Marche e dell’Umbria del 1997, uno degli edifici storici più belli delle Marche, il settecentesco palazzo Buonaccorsi di Macerata. Oggetto di un integrale intervento di consolidamento e di rifunzionalizzazione iniziato nel 2002 e finanziato dalla Regione Marche e dallo stesso Comune su progetto di Paolo Marconi, l’edificio - restituito alle originarie fattezze mediante la riapertura della corte inferiore - è stato restaurato in tutti gli apparati decorativi, nei pregevolissimi infissi lignei e soffitti cassettonati e nel complesso delle statue che ornano la corte principale e la panoramica terrazza. Realizzato all’inizio del ‘700 con forti intenti di rappresentanza dai conti Buonaccorsi, su progetto di Giovan Battista Contini, allievo del Bernini, il palazzo appare in effetti del tutto consono alle esigenze di una residenza cardinalizia nello stile romano. Dopo la morte di Simone Buonaccor- Museo della carrozza, Berlina sec. XIX si nel 1708, fu proseguito da suo figlio Raimondo con l’appoggio dei fratelli. Negli stessi anni, nella vicina Monte Santo, attuale Potenza Picena, i Buonaccorsi edificavano un grande complesso residenziale rurale trasformando un antico casale fortificato in una elegante villa con giardino all’italiana ornato da una ricca statuaria. Nel periodo compreso tra il 1702 e il 1718 Raimondo Buonaccorsi sovrintendeva nel palazzo maceratese alla realizzazione delle opere decorative, in gran parte riunite nella fastosa Galleria dell’Eneide, un vasto salone nel quale ruolo e prestigio della famiglia venivano esaltati attraverso la rievocazione di episodi salienti del poema virgiliano (su grandi tele alle pareti) e con la celebrazione degli dei dell’Olimpo (nell’affresco sulla volta a botte). Attraverso un programma preciso di committenze ai maggiori esponenti delle diverse scuole italiane del tempo che vedeva riuniti pittori napoletani, veneti, romani e bolognesi, nonché scegliendo e sorvegliando personalmente i marmi, gli ■ STARK / Una dinamica azienda specializzata in comunicazione Un Museo Emozionale unico per comunicare e stupire I l futuro dell’arte e della comunicazione è nell’emozione. Questa è la convinzione profonda che sta alla base del percorso artistico di Paolo Buroni, famoso visual designer che ha firmato spettacolari eventi in multivisione immersiva in Italia e nel mondo, dalle olimpiadi di Pechino ai mondiali di nuoto agli eventi per Inter e Ferrari. Per primo ha applicato questo concetto anche agli spazi museali coniando la definizione di “Museo Emozionale” e realizzando la famosa installazione della biblioteca virtuale al Palazzo Ducale di Urbino. Se non c’è emozione non c’è comunicazione e questa convinzione ha portato Paolo Buroni nel suo lungo percorso artistico a un modo profondamente innovativo di concepire un evento o un museo che da tradizionale è diventato “Museo Emozionale”. Il Museo Emozionale si riconoscerà immediatamente già dall’esterno perchè le superfici dell’edificio saranno completamente avvolte ed affrescate dalle immagini che preannun- ciano quello che troveremo all’interno. Questa parte di multivisione architetturare esterna sarà visibile da grande distanza e potrà diventare essa stessa spettacolo autonomo fortemente suggestivo da ripetere nei week end oppure la sera. Il concetto di allestimento sarà più dinamico che statico più emozionale che Razionale con l’ambizione di comunicare i contenuti storici ed artistici in modo originale e soprattutto con grande spettacolarità. L’idea è quella di creare un luogo di racconto affascinante e dinamico che permetta di raccontare le bellezze delle opere, spettacolarizzarne i simboli l’architettura e la storia. Una raffinata grafica ed immagini spettacolari potranno affrescare i pavimenti e le pareti attorno ai visitatori creando atmosfere affascinanti, eleganti ed emozionali. Una esposizione dinamica e spettacolare con un’attenzione particolare ai temi culturali che sono in sintonia con la tradizione scientifica e storica del Museo. La visita al Museo Emozionale diventa, anche per un pubblico giovane, un modo suggestivo ed attraente per passare un’ora piacevole ed allo stesso tempo acquisire conoscenza e cultura. Spettacolarizzazione La spettacolarizzazione è un momento importantissimo in cui la curiosità dello spettatore viene solleticata e soddisfatta attraverso stimoli ludici con qualcosa che lo coinvolge in modo particolare ed attraente; in questo modo potranno essere rappresentati importanti aspetti storici e/o artistici del personaggio e dei luoghi in modo affascinante ed originale. Inoltre tutto il museo offrirà nuovi spunti notiziabili per i mezzi di comunicazione grazie ad una grande spettacolarizzazione realizzata con innovative tecnologie interattive e visive, che costituirà un’importantissima e potente attrazione sul pubblico e nuove fasce di visitatori con un target più giovane che solitamente non sono interessati al museo tradizionale. Per raggiungere questi obbietti- Veduta della corte interna del Palazzo arredi e tutte le decorazioni, Raimondo Buonaccorsi diede vita a uno dei più felici esempi del gusto tardo barocco. Il sontuoso palazzo fu regolarmente visitato dai principali personaggi di passaggio a Macerata, fin quando il mutare delle fortune della famiglia e la diversa sensibilità estetica non ne attenuarono la fama. Tornato all’attenzione degli storici grazie alle pagine che Francis Haskell dedicò a Raimondo Buonaccorsi nel suo Patrons and painters del 1963, il palazzo è stato oggi destinato dal Comune a nuova sede dei musei. Le collezioni si presenteranno al pubblico in fasi successive. Dal 9 dicembre sarà fruibile il Museo della carrozza che occupa il piano delle vecchie scuderie, con affaccio sul cortile inferiore. Saranno visitabili anche i saloni del piano nobile e la Galleria dell’Eneide dopo i recenti restauri. Nato nel 1962 dalla pionieristica attenzione di un gruppo di appassionati e del locale Lions Club nei confronti di un patrimonio di mezzi a rischio di dispersione, il Museo della carrozza è stato oggi riallestito su progetto di Luca Schiavoni dello Studio Museum Engineering. Esso presenta 22 carrozze mettendone in luce in modo suggestivo la naturale capacità di evocare gli stili di vita del passato e illustrandone le caratteristiche di funzio- namento e di utilizzo, grazie ai ricchi corredi di cui sono dotate e con l’ausilio di supporti comunicativi di tipo tecnologico. Un apparato ad hoc per il pubblico dei più piccoli fa tesoro della già sperimentata vocazione educativa del museo stesso. Infine, uno spazio del museo è riservato a un singolare “invito al viaggio” nel territorio maceratese con l’impiego di strumentazioni multimediali realizzate appositamente dallo studio Ennezerotre. Il progetto per i nuovi musei di Macerata proseguirà nel 2010 con l’allestimento della collezione antica della Pinacoteca al piano nobile e delle opere del Novecento al piano superiore. vi non è stato sufficiente basarsi solo sulla propria creatività ma, attingendo alle più innovative tecnologie di comunicazione visiva ed interattiva esistenti, è stato necessario creare e sviluppare una serie di nuovi prodotti estremamente innovativi come la Starklibrary e lo StarkFloor, Libreria interattiva Touchless. La StarkLibrary è una sofisticata libreria interattiva già adottata da importanti musei nazionali ed internazionali. Questo esclusivo sistema ci permette, ad esempio, di sfogliare e visualizzare in modo spettacolare i preziosissimi libri rinascimentali della biblioteca del Duca di Montefeltro, nel Museo di Torino i manifesti del cinema, negli show-room della Pirelli il famoso calendario, o nel Museo del Kazakistan le bellezze del Paese. Tutti contenuti, altrimenti non fruibili, che ad un nostro gesto usciranno magicamente dal muro e si lasceranno sfogliare con un semplice gesto nell’aria. Nata per i Musei, StarkLibrary è un modulo brevettato integrato e “Plug and Play” (100x70x90cm). Non richiede alcuna installazione muraria comprendendo al suo interno un sofisticato sistema di proiezione ed un esclusivo sistema di elaborazione digitale e di Tracking interattivo. La parte grafica è renderizzata in 3D con un impatto visivo spettacolare di 2x1,5mt. Lo scopo è di offrire il contenuto di libri antichi, oggetti, filmati ecc. in modo emozionale e spettacolare. Il sistema ha un aspetto elegante e di minimo impatto estetico in quanto nasconde completamente le tecnologie al suo interno. Stark, è una dinamica azienda multimediale marchigiana specializzata nella comunicazione emozionale a 360° e nella ideazione e produzione di nuove tecnologie visuali ed interattive, capaci di rendere unico ogni evento. Leader da oltre vent’anni nel campo delle proiezioni architetturali, rappresenta l’evoluzione nel campo delle maxi proiezioni più spettacolari, capaci di fondere performances visive e musica. Da San Siro ad Istanbul,dai Mondiali di Bormio al Gp di Formula 1 di Dubai, dalla Grand Place di Bruxelles alle Olimpiadi di Pechino al Grattacielo Pirelli. Grandi Spazi architettonici, grattacieli, locations per eventi, allestimenti fieristici centri storici, rappresentano potenziali ambienti per suggestive ed emozionanti installazioni artistiche. I proiettori Stark vantano un esperienza sul campo con i più grandi show ed eventi a livello internazionale, vere e proprie invasioni urbane capaci di stupire ed emozionare. Per maggiori informazioni: www.stark1200.com www.paoloburoni.com Installazione a Bruxelles Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 7 ■ CIIP / Servizio idrico integrato, oltre 100 anni di storia L’acqua nel Piceno, un valore rispettato Più di cinquemila chilometri di reti a servizio del cittadino U na storia che muove i primi passi dal 1896 e arriva ai giorni nostri con la costituzione di una società per azioni a totale capitale pubblico. Questa è Ciip spa - Cicli integrati impianti primari, un’impresa operante nel Servizio idrico integrato (Sii) marchigiano, gestore unico nel territorio dell’Ambito territoriale ottimale 5, composto da 59 comuni delle province di Ascoli Piceno e Fermo, tutti soci Ciip. Ciip si occupa del ciclo completo dell’acqua nel territorio di riferimento: dalla captazione alla depurazione, passando per l’adduzione, la distribuzione e il mantenimento di collettori e fognature. Nel 2008 il volume del fatturato è stato di 27.517.829 euro e la previsione stimata per il 2009 è di 29.880.039 euro, con una crescita che dovrebbe attestarsi attorno al 8,6%. Dal 2008 è inoltre partito il Piano degli investimenti venticinquenna- le, il Programma degli interventi che definisce le opere di manutenzione straordinaria, le nuove opere del Sii e i servizi connessi da realizzare. Gli investimenti previsti, concentrati nei primi anni di attuazione, hanno un importo lordo di 382.797.648 euro. Ciip serve una popolazione di circa 300.000 abitanti residenti e 170.000 fluttuanti, su una superficie di 1.813 kmq. La rete idrica attuale è il risultato di lavori e interventi avvenu- Impianto di depurazione San Leonardo sito nel Comune di Grottammare (AP) Il ruolo dei consorzi di bonifica delle Marche nel XXI secolo Dopo la fusione, l’Aso-Tenna-Tronto ha ridotto le spese e migliorato i servizi Q uale il ruolo, nel XXI secolo, per i consorzi di bonifica? Il processo che ha portato alla fusione in una unica entità dei preesistenti consorzi dei fiumi Aso, Tenna e Tronto deliberata dal Consiglio regionale delle Marche nella seduta del 6 maggio 2004 - è significativo del percorso fatto in tutta Italia da analoghi istituti, una volta esaurita la mission iniziale. I tre consorzi, fino agli anni ’70 – andando oltre i propri compiti istituzionali di difesa fluviale e sanificazione dei territori circostanti i corsi d’acqua, con regimazioni superficiali e sistemazioni idrauliche - avevano provveduto alla crescita degli stessi, dotandoli, ad esempio, di strutture di trasformazione dei prodotti agricoli, con la realizzazione di grandi cantine per lavorazione delle uve, essicatoi di cereali, frantoi per olive, impianti per la conservazione di prodotti ortofrutticoli o produzione di cremogenati e succhi di frutta. Senza questo supporto non ci sarebbe stato il processo di industrializzazione agricola, per non dimenticare il ruolo essenziale a sostegno delle infrastrutture del territorio rurale, con la costruzione di scuole, strade, opere di elettrificazione e acquedotti per garantire energia elettrica e acqua potabile. Oggi il mondo dell’agricoltura è cambiato e il percorso di mutazione proseguirà ancora: il ruolo dei consorzi, dopo la grande crisi di inizio millennio, dovrà adeguarsi secondo gli indirizzi di legge emanati dalla Giunta regionale, che ne regolamentano Opera di presa irrigua sul fiume Tronto ad Ascoli Piceno ti in oltre 100 anni di storia. Attualmente Ciip gestisce tre acquedotti principali (Pescara, Sibillini e Vettore), coadiuvati da impianti di soccorso in caso di crisi idrica, per un totale di 4.131 km di rete idrica. Fiore all’occhiello dell’azienda è la qualità dell’acqua che eroga e la coscienza del valore che questo elemento naturale possiede: l’acqua del Piceno ha un residuo fisso che varia tra 141 e 277 mg/l, è oligominerale e la scarsa presenza di sali la rende adatta al consumo quotidiano. Sul sito web aziendale (www. ciip.it) è possibile avere i dettagli delle sue elevate qualità organolettiche. Importanti sono i controlli di Ciip sulle fonti di approvvigionamento e sull’intera rete di distribuzione, più di 700 annui, per garantire il mantenimento delle qualità chimiche e batteriologiche dell’acqua erogata. Ciip è impegnata da tempo nella sensibilizzazione per il risparmio idrico: dal 2008 è iniziata anche la campagna verso i nuovi utenti, ai quali viene inviato un opuscolo informativo con consigli pratici e informazioni utili sull’attività dell’azienda. Nella l’attività, le funzioni, e ci sarà il ritorno alla gestione ordinaria, di natura elettiva dell’ente (e gli elettori sono tutti i consorziati, cioè chi paga, ossia tutti i possessori di immobili iscritti nel perimetro di bonifica) dopo gli anni di commissariamento e amministrazione straordinaria. La Regione Marche, infatti, aveva ordinato la fusione di questi tre consorzi con l’obiettivo di creare una gestione ottimizzata, dalle forti economie di scala: il commissario, dopo aver fotografato la situazione, aveva iniziato il percorso di risanamento. Le gestioni dei vecchi consorzi avevano subito un certo contraccolpo dopo che la Giunta, nel 2002, aveva loro impedito di riscuotere il contributo di bonifica ordinario, relativo all’attività svolta per mantenere in ordine il comprensorio sotto il profilo idraulico e della difesa del suolo, che era la principale fonte di sostentamento, ma che era contestato dalla stessa base associativa che riteneva di non doverlo più versare a fronte di prestazioni non più espletate. Come si regge oggi il Consorzio di bonifica Aso-Tenna-Tronto, che interessa una superficie complessiva di 268 mila ettari? Con i soli proventi del contributo irriguo, cioè del servizio irrigazione sul territorio, integrati dai ricavi della vendita di energia elettrica prodotta dalle centrali realizzate sugli adduttori irrigui. Galleria sorgente principale Pescara del Tronto sita nel Comune di Arquata del Tronto (AP). gestione è compresa una rete fognaria di 1.200 km, che risponde alle necessità dell’84% della popolazione servita. La depurazione è decisiva per salvaguardare l’ambiente e deve garantire che le acque affluenti dalla pubblica fognatura siano trattate dagli impianti, rispettando i limiti allo scarico prescritti dalla legge ed evitando la contaminazione dell’ambiente. Nel controllo di questa attività, la qualità dell’acqua depurata risulta conforme agli standard di legge per il 100% dei casi. Grazie alla competenza del personale e alle frequenti verifiche, nel 2006 Ciip ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001:2000 e ambientale ISO 14001:2004. Nel 2009 è stata pubblicata sul web la terza customer satisfaction audit realizzata da Customer Asset Improvement (ex Databank): già nel 2005 e nel 2007 erano state fatte rilevazioni per definire interventi e priorità. Questa indagine, realizzata con interviste telefoniche, ha coinvolto la popolazione servita dell’intero Ambito. Nella valutazione complessiva è stato confermato il trend positivo di Ciip con ottimi risultati raggiunti, anche a confronto con lo standard di mercato nazionale e territoriale, secondo l’ultima indagine disponibile del Barometro italiano del customer satisfaction index 2008 sui servizi pubblici locali. La performance di Ciip risulta buona anche nei fattori di soddisfazione relativi al singolo servizio, posizionandola ad un livello superiore allo standard di mercato nazionale e a quello territoriale. Diga di Geora sul fiume Aso Le entrate sono sufficienti perché, grazie alla fusione, c’è stata una riduzione del 35 % del personale, la razionalizzazione dei servizi e la diminuzione delle spese. Il Consorzio gestisce gli impianti collettivi di irrigazione - regolarmente in funzione dal 1° maggio al 30 ottobre, salvo anticipi o prolungamenti, in caso di scarsità di precipitazioni o siccità - della Vallata del Tronto, su un territorio di 3.800 ettari; il comprensorio irriguo del Rio Canale, per 650 ettari; quello del fiume Aso, per complessivi 3.500 ettari e infine quello della vallata del Tenna, per 3.200 ettari. Gli impianti sono organizzati per la distribuzione a pelo libero (cioè con canali di distribuzione) o in pressione mediante tubazioni e vengono alimentati con prese sul fiume Tronto e da invasi artificiali sul torrente Rio Canale (Diga Omonima), sul fiume Aso (Diga di Gerosa); sul fiume Tenna (Diga di San Ruffino). L’ammodernamento in corso degli impianti, sostenuto dalla Regione Marche, consentirà di migliorare la gestione e ottenere la diminuzione dei costi. Ma sui ruoli e le competenze sul territorio del Consorzio il dibattito, politicamente, è ancora aperto e si attendono chiarimenti sulla corrispondente capacità e autonomia operativa. Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 8 ■ MACERATA / Gli interventi progettuali della Camera di Commercio Gettate le basi per una strategia di sviluppo economico del territorio Macerata città della cultura, Civitanova nodo logistico dell’intera provincia e l’area montana come risorsa turistica tutta da valorizzare D a tre anni la Camera di Commercio di Macerata, sostenuta dalla Fondazione Carima, ha iniziato un percorso di riflessione verso la definizione di una strategia di sviluppo economico del territorio della Provincia di Macerata. Nella consapevolezza che un “piano strategico” provinciale debba nascere da un’intensa collaborazione istituzionale e nel rispetto delle competenze istituzionali, la Camera di Commercio di Macerata si è posta l’obiettivo di dare, da una parte, un contributo conoscitivo sulla struttura del territorio provinciale e, dall’altra, di delineare alcune ipotesi di intervento e di svilupparle a livello meta-progettuale. Fedeli al metodo della trasparenza, della accountability e del dialogo istituzionale, i materiali elaborati sono stati pubblicamente presentati e discussi, nonché resi disponibili on line alla società locale at- traverso il sito web (http:www. ppw.it/stmc), allo scopo di alimentare il discorso pubblico sullo sviluppo economico della Provincia e rafforzarne la base conoscitiva. Tra le ipotesi progettuali delineate e poste all’attenzione dell’opinione pubblica, di notevole valore strategico è il rilancio della stazione ferroviaria di Civi- tanova Marche, nodo di connessione con la rete ferroviaria nazionale lungo la direttrice Bologna-Bari e con la linea ferroviaria per Roma. L’idea di fondo è migliorare l’accessibilità alla stazione ferroviaria di Civitanova Marche dal sistema territoriale di riferimento, che ha una trama insediativa dispersa, trasformando questo nodo nella stazione di riferimento per l’intera Provincia di Macerata. Un altro intervento strategico, alla scala intercomunale, proposto dalla Camera di Commercio riguarda il tema della viabilità sostenibile e affronta il tema dell’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria Civitanova Marche-Fabriano come treno urbano nel tratto, Prevenzione e sicurezza, un’opportunità per le aziende del territorio Il fatturato in crescita di Global Service Italia è l’esempio della sensibilità delle imprese italiane che si stanno adeguando a leggi e certificazioni P er le aziende la prevenzione e la sicurezza non devono essere considerati un obbligo di legge, ma una opportunità, un valore aggiunto; un comandamento etico-morale che si trasforma in una possibilità di ottimizzare i guadagni economici, favorendo un ulteriore sviluppo dell’impresa. Partendo da questo presupposto, Global Service Italia dal 1998 si è prefissa lo scopo di fornire alle aziende che le si rivolgono un supporto puntuale e professionale su una materia che negli ultimi anni si è aperta su un ampio spettro di campi, dopo l’adeguamento alle normative europee delle leggi italiane. La globalizzazione e l’internazionalizzazione dei mercati impone un salto di qualità significativo in chi vuole affermarsi sui nuovi competitors, ma anche sui vecchi, e rispondere a quanto richiedono le direttive, finalizzate a garantire il miglioramento della sicurezza sul lavoro e la libera circolazione Sergio Ciavaglia, amministratore unico di Global Service Italia delle merci: è questo il modo migliore per risultare vincenti nella nuova avvincente sfida. Strutturata in cinque divisioni, sotto la direzione generale di Sergio Ciavaglia, Global Service Italia di Servigliano (Fermo) è il migliore alleato, in quanto è in grado di rispondere a qualsiasi esigenza della clientela su tutto il territorio nazionale. Michela Casoni è il referente delle Divisioni Sicurezza (D. Lgs. 81/2008 e D. Lgs. 231/2001), Certificazione di Sistema (Qualità ISO 9001:2008; Ambientale ISO 14001:2004; Etico SA 8000:2008; Sicurezza sul lavoro OHSAS 18001:2007) e Privacy (D. Lgs. 196/2003). Carlo Cintio è il referente della Divisione Certificazione di prodotto (Direttiva Macchine 98/37/CE-2006/42/CE; Direttiva Bassa Tensione 2006/95/CE; Direttiva rumore macchine destinate a funzionare all’aperto 2000/14/CE; Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/ CEE; Direttiva PED 97/23/ CE; Direttiva ATEX 94/9/CE e Direttiva Ascensori 95/16/ CE) e Diego Capparuccini è il referente della Divisione specializzata in Progettazione e Realizzazione quadri industriali (impianti di macellazione, ascensori, e rampe). Inoltre, in qualità di ispettori di un organismo notificato, vengono effettuate le verifiche previste dalla Direttiva Macchine, Direttiva CPD e Direttiva Ascensori. L’impegno profuso è stato premiato dai tanti fruitori dei servizi offerti per la implementazione dei sistemi di gestione e per l’applicazione delle direttive di legge e relative certificazioni, tanto che il fatturato consolidato del 2008 ha fatto registrare un incremento del 40% rispet- ormai densamente urbanizzato, in cui attraversa l’asse centrale del sistema territoriale del “distretto calzaturiero”. Si tratta di un progetto che si muove nella direzione della valorizzazione dell’intera tratta ferroviaria, oggi ancora in uso, per una connessione rapida e sostenibile dei principali sistemi territoriali della Provincia. Un’altra linea di riflessione avviata recentemente concerne il ruolo del settore culturale nello sviluppo economico del sistema urbano di Macerata, il quale attraversa una complessa fase di transizione economica, in cerca di un nuovo equilibrio nel sistema territoriale provinciale. La presenza dell’Università, di importanti eventi culturali - tra i quali “Macerata Opera Festival” e “Musicultura” -, di un notevole patrimonio storico-culturale e di un dinamico milieu artistico suggerisce di porsi l’obiettivo “Macerata città della cultura”: una città nella quale la produzione culturale è una parte importante della base economica. Dati i valori paesistico-ambientali delle aree interne, sullo sfondo del modello di valorizzazione sostenibile proposto dall’Unione europea, è stata avviata una riflessione su una strategia di valorizzazione del capitale territoriale esistente. Anche in questo caso, le ipotesi generali sono articolate in termini meta-progettuali, identificando, ad esempio, una strategia to all’anno precedente e una espansione sull’intero territorio nazionale: malgrado l’attuale congiuntura internazionale di crisi, il trend è anche oggi in crescita e l’obiettivo è quello di confermare, se non migliorare, i confortanti risultati raggiunti un anno fa. Il dato è confortante non solo per Global Service Italia, ma per l’intera comunità, dal momento che evidenzia un interesse crescente del mondo industriale per il raggiungimento della sicurezza e della qualità da parte delle aziende, stimolate dalle leggi e spinte dalla certificazioni, ma anche mosse dalla volontà di garantire un adeguato standard di prodotto anche all’utente finale che, nel caso dei giocattoli, sono persino i bambini. Il target dei clienti di Global Service Italia, che offre un servizio completo alle aziende, sono infatti le piccole, medie Global Service Italia da sempre è propositiva e attiva nei progetti di sensibilizzazione e diffusione delle conoscenze relative alle problematiche legate alla sicurezza sul lavoro e all’ambiente Giuliano Bianchi, presidente della Camera di Commercio di Macerata di valorizzazione per uno dei micro-sistemi territoriali di maggiore pregio delle Marche, quello del comune di Pievebovigliana, ai margini del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dati i valori paesisticoambientali delle aree interne, sullo sfondo del modello di valorizzazione sostenibile proposto dall’Unione europea, è stata avviata una riflessione su una strategia di valorizzazione del capitale territoriale esistente e grandi imprese private, e in piccola parte, sia pure in crescita, gli enti pubblici: a questi interlocutori vengono trasferite tutte le conoscenze necessarie per gestire in modo sostenibile le imprese, consentendo alle stesse di affrontare con successo il mercato nel rispetto della sicurezza sul lavoro e dell’ambiente. Global Service Italia si è distinta per aver lavorato alla stesura di un testo relativo alla importanza delle misure fisiche dal punto di vista della sicurezza, consapevole che il lavoratore, che torna a casa dopo una giornata di lavoro, deve essere sereno e tranquillo, sapendo di aver prestato la propria opera in un luogo sicuro e senza rischi derivanti da valori anomali di rumore, temperatura, campi elettromagnetici e quant’altro. Global Service Italia, del resto, da sempre è propositiva e attiva nei progetti di sensibilizzazione e diffusione delle conoscenze relative alle problematiche legate alla sicurezza sul lavoro e all’ambiente, promuovendo all’interno delle stesse aziende una azione culturale al riguardo per formazione del personale, e collaborando attivamente con le istituzioni, ad esempio con i progetti di Confindustria Ecomarche e Sicurfermo. Per maggiori informazioni potete contattarci al numero telefonico 0734/710763 oppure all’indirizzo email: [email protected]. Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 QUI, nelle Marche, si investe per costruire un futuro migliore, per portare le zone rurali a proporsi come nuovo modello di vita, coerente con l’identità regionale, attento alla salute, all’utilizzo corretto delle risorse, alla salvaguardia dell’ambiente, alla valorizzazione delle tipicità e delle radici storiche e culturali. QUI la nostra regione sta cambiando nel rispetto dell’ambiente e del suo territorio, grazie agli interventi promossi dal Programma di Sviluppo Rurale, con il contributo dell’Unione Europea. www.agri.marche.it www.quiblogpsrmarche.it Unione Europea / Regione Marche PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013 COLTIVIAMO IL TUO FUTURO Agorà / Ad.Venture 9 Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 10 ■ PESARO URBINO / Nuovi orizzonti per l’economia locale Il Teatro Stabile pubblico delle Marche: un’azienda in piena attività Dalla tutela ambientale, una spinta per la ricerca e l’innovazione L’ organizzazione di una mostra convegno su energie rinnovabili, risparmio energetico e bioedilizia, nel quartiere fieristico a Campanara di Pesaro da giovedì 22 a domenica 25 ottobre, ha portato ad alcune considerazioni su temi di grande attualità, cui la stessa manifestazione ha assicurato interessanti risposte. Il rilancio dell’economia provinciale non può prescindere da una strategia che, in una prima fase, affianchi i settori innovativi ed emergenti alla struttura produttiva tradizionale, per poi espandere di continuo il rinnovamento e i suoi benefici effetti. Il percorso verso un’economia più moderna, che crei posti di lavoro qualificati grazie alle tecnologie più attuali, al sapere, alla ricerca e all’innovazione, deve coniugarsi con l’attenzione verso i diversi effetti dell’inquinamento, un fenomeno su scala mondiale e da arginare nel più breve tempo possibile. La cura della vita sul nostro pianeta e la responsabilità verso le generazioni future possono anche essere un importante fattore di sviluppo economico. In questo senso sono, dunque, necessarie politiche che favoriscano: 1. gli interventi per risanare l’ambiente; 2. la produzione di energie rinnovabili e pulite (pannelli solari e parchi eolici, solo per fare qualche esempio); 3. il risanamento delle risorse idriche inquinate; 4. gli interventi per prevenire l’inquinamento dell’aria; 5. la produzione di alimenti sani, nutrienti e di provenienza certa, quindi il più possibile vicina al consumatore. Viviamo una fase storica molto complessa. Da un lato la crisi, pesante, impone una profonda ristrutturazione e un profondo rinnovamento del sistema imprenditoriale. Dall’altro si avverte l’esigenza di infrastrutture viarie, portuali e aeroportuali che rendano le Marche competitive su scala internazionale. Il primo obiettivo è dunque porre la massima attenzione ai segnali di crisi provenienti dal sistema-Terra nel suo complesso. Occorre individuare tutti quegli strumenti che consentano lo sviluppo economico pur nella salvaguardia dell’ambien- I Alberto Drudi, presidente della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino te e delle bellezze naturali. Occorre rilanciare i prodotti locali, riposizionando l’attività delle nostre imprese. Quando si parla di energia rinnovabile, si parla di pannelli solari, pale eoliche, bio-carburanti da coltivazioni agricole. In Italia, ma non solo, il consumatore è sempre più orientato verso i cibi biologici, così come i prodotti ecologici hanno sempre maggiore accesso alla vita quotidiana di tutti noi, si tratti di giocattoli o vestiti oppure arredi di abitazioni o di barche da diporto. Abbigliamento professionale: l’arte di vestire le imprese Da 40 anni, Toma produce divise da lavoro, con punte di eccellenza soprattutto nell’offerta per l’Ho.Re.Ca. Q uando si entra alla Toma di Appignano (MC) si è subito immersi in un’atmosfera di cordialità, si respira un’aria familiare e serena. Questo è il traguardo che raggiungono le aziende che hanno costruito valore per se stesse e per tutti coloro che ne hanno decretato il successo. Artefice di questa realtà imprenditoriale è una donna vincente, Maria Toni, la fondatrice che ha dato il nome all’azienda (Toma è l’acronimo delle prime due sillabe del suo nome) e che dal 1968 produce divise da lavoro per le imprese, con punte di eccellenza nell’offerta di abbigliamento professionale per l’Ho.Re.Ca. La signora Maria è anche la prima maceratese che si iscrisse 40 anni fa alla Confindustria di Macerata, una pioniera delle quote rosa in un ambiente fortemente tradizionalista e spesso diffidente nei confronti di una self made woman. Accanto a lei, ormai lanciato nel cambio generazionale, il Gianni Marcone e Maria Toni con due modelli per l’Ho.Re.Ca. figlio Gianni Marcone che dal 1986 ha assunto la direzione commerciale per conquistare i nuovi mercati stranieri, che ad oggi costituiscono una fetta significativa del fatturato complessivo dell’azienda. I numeri – La Toma negli Otto produzioni in tournée, 15 teatri, 150.000 spettatori anni ha assunto un assetto tipico del modello marchigiano di impresa, con un’azienda madre in cui sono impiegati, tra addetti interni ed esterni, 65 collaboratori. Una squadra capace di produrre più di 400mila capi ogni anno, in- l Teatro Stabile delle Marche (www.stabilemarche.it), riconosciuto nel 2003 dal ministero per i Beni e le Attività culturali tra i 17 teatri pubblici nazionali, è tra gli enti pubblici più importanti per la prosa in Italia. Lo Stabile opera a livello regionale e nazionale nei diversi settori del mondo teatrale, dalla produzione alla programmazione, dall’organizzazione alla formazione. Una lavoro a 360 gradi e per 365 giorni l’anno, per è un’azienda che crea lavoro e indotto. Rispetto al 2008, per citare alcune cifre, hanno lavorato circa 100 persone, i ricavi totali hanno raggiunto i 5.297.238,73 euro di cui 2.563.378,08 euro da attività di produzione. In questa stagione, ben 8 sono gli spettacoli prodotti che gireranno in tournée in Italia portando il nome della regione Marche nei più bei teatri della nostra penisola, dal Duse di Bologna all’Eliseo di Roma, dal San Ferdinando di Napoli al Gobetti di Torino. Tra gli spettacoli, si segnalano Tartufo di Molière, per la regia di Carlo Cecchi (che riparte in tournée il 17 novembre dal Teatro La Fenice di Senigallia), Otello di Shakespeare, per la regia di Arturo Cirillo (nelle Marche sarà in prima nazionale ad Ancona dall’11 al 15 novembre). Quindici sono i teatri tra Ancona e la rete teatrale della provincia di Pesaro-Urbino che lo Stabile programma proponendo complessivamente più di 100 titoli all’anno sul territorio regionale per cir- ca 60.000 spettatori, che uniti agli spettatori degli spettacoli in tournée danno un bacino di utenti di circa 150.000 unità. Tra i teatri lavora, al Teatro delle Muse di Ancona (con il più alto numero di abbonati nelle Marche), anche sede dello Stabile e collabora con tanti bellissimi teatri storici nella provincia di Pesaro Urbino. Numerose le rassegne e i festival che l’ente promuove in collaborazione con altri operatori del territorio, su tutti il Teatro alle Cave di Sirolo. Lo Stabile gestisce una Scuola di Teatro con corsi differenziati per varie tipologie di apprendimento che vanta ogni anno circa 200 iscritti. Arturo Cirillo e Danilo Nigrelli in Otello dossati dai lavoratori appartenenti ad alcune centinaia tra aziende piccole e medie, oltre che dai dipendenti di grandi gruppi alberghieri e della ristorazione mondiale. Il prodotto – Giacche, pantaloni, gonne, gilet, camicie, casacche, vestiti, grembiuli fashion, chef look e divise sanitarie, sono i prodotti di punta che la “signora Toma”, come è spesso chiamata, insieme ad un team di designer e stilisti, disegna e progetta per ogni cliente. Come sempre in queste terre, la capacità artigianale, la qualità dei materiali e la grande abilità nel proporre sempre novità interessanti per il marcato, sono elementi che si sposano con il supporto di una tecnologia all’avanguardia che garantisce cura dell’immagine e performance qualitative altissime. Tutti i prodotti Toma, infatti, possono essere personalizzati con ricami, stampe, transfer e possono essere studiati ad hoc per ogni singolo cliente. Lo stile – Eleganza, stile, alto contenuto fashion costituiscono i must dei prodotti di Maria Toni, una imprenditrice che nasce soprattutto come stilista per abiti femminili. Di lì il passo è stato breve per individuare un ambito di produzione che offriva già negli anni ‘70 enormi opportunità sulla scia lunga del boom economico. Oggi l’azienda ha Il prodotto Toma al servizio dell’alta cucina internazionale saputo differenziare l’offerta di abiti da lavoro entrando su un segmento in forte crescita come quello dell’Ho.Re.Ca., presentandosi da più di 25 anni con un’offerta di innumerevoli combinazioni per i capi d’abbigliamento professionale delle catene alberghiere, dei ristoranti, dei centri benessere e della grande distribuzione. Capi studiati per ogni identità, la maggior parte disegnati direttamente dalla signora Toni assieme al suo staff di giovani creativi. Nell’azienda madre, lavorano 65 collaboratori, per produrre oltre 400mila capi ogni anno, indossati dai dipendenti di grandi gruppi alberghieri, della ristorazione e della grande distribuzione Il mercato – Toma, che in passato ha prodotto capi personalizzati per i marchi più importanti del “made in Italy” come Ferrari, Tod’s, Fiat, Campari, Magneti Marelli, I Guzzini e Pieralisi, oggi è impegnata in un profondo processo di internazionalizzazione, a partire dall’Europa, Spagna, Grecia e Portogallo soprattutto, con punte di interesse verso la Russia e gli Emirati Arabi, mercati seguiti da vicino dallo stesso Gianni Marcone. Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 11 www.tombolini.it Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 12 Confartigianato Marche: salvaguardare il vero made in Italy Il segretario regionale Giorgio Cippitelli: così si salvano i posti di lavoro, ma Regione e Banche facciano la loro parte S ta dando i suoi frutti il lungo impegno di Confartigianato per il made in Italy. Non è solo questione di etichetta, dice Salvatore Fortuna presidente di Confartigianato Marche, i consumatori hanno il diritto di poter riconoscere e scegliere i prodotti realizzati interamente nel nostro Paese. Oggi, possiamo distinguere la qualità made in Italy da tutto ciò che viene invece fatto completamente all’estero. Lo impone una norma, sollecitata da Confartigianato, voluta dal Governo e all’esame del Parlamento, che valorizza il nostro patrimonio produttivo. L’etichetta “made in Italy” tutela chi investe, produce e dà lavoro in Italia e dà ai consumatori la certezza di riconoscere la provenienza della merce acquistata. Si tratta, dunque, di una legge che tutela chi decide di investire, produrre e dare lavoro nel nostro Paese e, cosa non secondaria, continua a pagare imposte e tasse in questo Paese. Qualità made in Italy è la Il segretario Giorgio Cippitelli competenza acquisita con l’apprendistato, che trasmette saperi antichi e abilità tecnologiche d’avanguardia, è il gusto, l’orgoglio, la fatica, la soddisfazione di costruire cose ben fatte. È il frutto del lavoro quotidiano degli artigiani e dei piccoli imprenditori che producono davvero soltanto in Italia, custodi della seco- lare tradizione manifatturiera che ha fatto la storia di una Regione come le Marche. “È - aggiunge Fortuna - la nostra eccellenza manifatturiera: abiti realizzati a regola d’arte, scarpe, mobili su misura per le nostre case, tecnologia di alto livello, gusto della tradizione alimentare. È il ‘saper fare ad arte’, ri- sorsa creativa contro l’omologazione dei gusti. Questa è l’Italia dell’artigianato e delle piccole imprese. Tutto questo è l’antidoto alla crisi”. Confartigianato, ribadisce il segretario regionale Giorgio Cippitelli, “difende la storia manifatturiera del nostro Paese, l’abilità, la competenza di 480.000 artigiani e piccoli imprenditori che danno lavoro a 1.800.000 addetti e realizzano un valore aggiunto di 58 miliardi, il più alto in Europa. Le nostre imprese costituiscono una risorsa creativa che supera l’omologazione e la standardizzazione dei gusti e dell’offerta della grande distribuzione, sono straordinario esempio del “su misura”, della personalizzazione e del “fuori serie”, rappresentano sia la difesa della memoria e delle capacità del Paese, sia il costante investimento su persone e tecnologie”. Il consumatore acquista, insieme a un prodotto made in Italy, numerosi vantaggi: garanzia della qualità dei prodotti e delle materie prime lavorate secondo tradizioni secolari e rispetto delle leggi, personalizzazione e durata nel tempo anche grazie ai servizi resi da abili artigiani che riparano e preservano i beni, prezzo corrispondente al valore intrinseco del prodotti, rispetto dell’ambiente e della sicurezza, sostegno reale all’economia e ai redditi delle famiglie, al bilancio dello Stato attraverso imposte e tasse. Il presidente Salvatore Fortuna Confartigianato si batte per la trasparenza del mercato e affinché non vengano delocalizzate produzioni, competenze, lavoro, reddito, peraltro impoverendo di imposte dirette lo stesso Paese. Inoltre, l’impegno di Confartigianato è che resti in Italia e venga tutelato il patrimonio manifatturiero che ha reso il Paese grande nel mondo. “In questo momento - ribadisce Cippitelli - ognuno deve fare la propria parte: competere significa investire, per investire servono anche le risorse e quindi gli Istituti di credito, come le imprese, devono impegnarsi in prima linea”. È fondamentale, ribadisce il segretario di Confartigianato Marche Giorgio Cippitelli, che il sistema bancario “attui subito un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori, i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte delle banche. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. E naturalmente un ruolo di primissimo piano lo riveste la Regione Marche, alla quale Confartigianato chiede un maggiore impegno nel sostenere il sistema produttivo fatto per la maggior parte da piccole e piccolissime imprese artigiane. Sono tante le misure da mettere in campo a cominciare dal rifinanziamento del fondo di garanzia, per permettere alle imprese di superare la crisi e tornare a produrre”. LEGACOOP MARCHE, IN COOPERATIVA PER USCIRE DALLA CRISI Subito un nuovo “Patto con sindacati e imprenditori” per definire strategie e sinergie per l’occupazione e lo sviluppo di nuove imprese E’ una realtà consolidata quelle delle cooperative che aderiscono a Legacoop Marche. Le 289 cooperative associate occupano 10.830 persone, con 212.392 soci e una stima di fatturato, del 2008, pari a 1,6 miliardi di euro. Una realtà cooperativa che sta affrontando con determinazione anche il periodo di crisi congiunturale. Le imprese cooperative, infatti, hanno dimostrato di avere una buona capacità di mantenere i livelli di fatturato degli anni precedenti, di salvaguardare l’occupazione e, in diversi casi, di aumentarla. Sono aziende che confermano il proprio impegno a contribuire alla crescita economica e sociale del territorio ma che, per continuare nei loro risultati, chiedono alla Regione e agli Enti locali di assumere, al più presto, le misure adeguate a favorire il cammino verso la ripresa. La crisi sta aiutando a capire che, nel panorama economico, non c’è solo l’impresa di capitali ma che è nella pluralità delle forme e nella competizione tra loro che il mercato diventa più efficiente e, ancora una volta, il modello di impresa cooperativa si conferma certamente all’altezza delle nuove esigenze. Anche le cooperative, come le altre imprese, subiscono le difficoltà della crisi e si devono confrontare con fatturati in diminuzione e con banche che hanno chiesto il rientro di quella parte di liquidità che non lavora o che hanno preteso garanzie aggiuntive, che non rinnovano cartolarizzazioni venute a scadenza o chiedono il rinvio di linee di finanziamento per investimenti già concordate, o non concedono più anticipazioni per operazioni con l’estero. Come in tutti i settori dell’economia, ci sono purtroppo cooperative che si sono trovate a dover chiu- dere linee di produzione, che registrano contrazioni negli ordini e che incassano con sempre maggiori ritardi dal pubblico come dal privato o scontano profonde crisi di settore. Ciò accade per i riflessi della crisi ma anche a causa di alcuni storici punti di debolezza del modello cooperativo, dalla finanza e dalle esigenze di patrimonializzazione alla governance appesantita di un’impresa, per sua natura, partecipata. Eppure, le cooperative hanno dimostrato e stanno dimostrando che tendono a reggere anche questa sfida, sia sul terreno della salvaguardia occupazionale sia su quello del rapporto forte con il territorio. E queste capacità e questo pluralismo sono apprezzate dai cittadini, che dimostrano di riconoscere e apprezzare. Secondo un sondaggio realizzato da SWG per Legacoop a fine ottobre, su un campione rappresentativo di 2.000 maggiorenni, l’8% degli italiani ha molta fiducia nelle cooperative, il 64% abbastanza. Percentuali molto più basse per le imprese di capitale, che raccolgono molta fiducia dal 4% e abbastanza dal 46% degli interpellati. A manifestare poca o nessuna fiducia nelle cooperative sono il 28% dei cittadini, percentuale che per le imprese di capitale sale al 50%. Opinioni, queste, che incoraggiano l’azione delle cooperative stesse a proseguire sul cammino intrapreso per lo sviluppo economico e sociale ma che spingono queste imprese e Legacoop Marche a sottolineare che occorre un nuovo approccio culturale, anche da parte di sindacati e imprenditori, verso una prospettiva cooperativa di uscita dalla crisi, che in molti casi potrebbe configurarsi come una delle più efficaci tra quelle possibili. Un nuovo approc- http://www.legacoopmarche.coop/ cio che assuma come fondamentale la necessità di una forte sinergia con i sindacati dei lavoratori e le associazioni imprenditoriali, che ponga tra gli obiettivi principali l’esigenza di garantire “lavoro buono” nel rispetto dei contratti di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative. Oggi, più che mai, c’è un terreno concreto su cui la cooperazione può misurarsi e dare ancora una volta un contributo fondamentale, soprattutto se sostenuta, specie in quei settori manifatturieri che più di altri sono in sofferenza. È il terreno dell’occupazione e delle tante aziende in crisi in cui forte e crescente è il ricorso alla cassa integrazione. In questi mesi, alcune cooperative sono già nate da aziende che non hanno retto il peso della crisi, ma i segnali sono ancora troppo timidi e insufficienti. L’approccio degli attori potenzialmente coinvolti è inadeguato e troppo spesso i lavoratori, e noi con loro quando siamo chiamati ad accompagnare il loro percorso, non riescono ad andare al di là di una pur forte e generosa volontà di mettersi in gioco. Anche con questo obiettivo, assume un’importanza strategica mettere in agenda, da subito, un nuovo “Patto con sindacati e imprenditori”, favorito dalla Regione, che può anche farsene garante, che definisca finalità condivise, rispettivi ruoli, sinergie possibili, risorse umane, professionali e finanziarie attivabili, nella consapevolezza che alcuni strumenti già esistono e possono convenientemente essere messi a regime, dall’istituto della mobilità al Foncooper alla nostra legge regionale 5 del 2001 per arrivare al nuovissimo “fondo per il capitale di rischio delle cooperative”. Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 13 ■ FERMO / Luca Monaldi eletto all’unanimità ■ TOMBOLINI / Da 40 anni è sinonimo di eccellenza sartoriale Confindustria ha un nuovo presidente. Sarà coadiuvato da cinque vice Passione e capacità manifatturiera, lusso e qualità nel vestire L’ azienda nasce nel 1964 a Urbisaglia (MC), con il marchio Urbis, creato dal fondatore Eugenio Tombolini che con grande intuito riesce a creare una realtà solida ed internazionale in un microcosmo dell’entroterra marchigiano, nel rispetto della memoria popolare e dell’innovazione tecnologica. Nel 1987, dopo la prematura scomparsa del fondatore, le redini dell’azienda passano nelle mani della figlia Fiorella. Nel 1996 nasce il marchio Tombolini a sancire il rinnovamento strategico e di prodotto portato avanti dal nuovo management. Oggi Tombolini è cuore, passione, capacità manifatturiera, esclusivo made in Italy. Quarant’anni di tradizione sanno interpretare al tempo stesso lo stile per l’uomo moderno, la classe e la qualità per il business man, il valore come carattere fondamentale del lusso. Capi di cultura integralmente italiana, con una produzione realizzata al 70% in provincia di Macerata, materiali di pregio e finiture impeccabili. Tombolini punta tutto sull’innovazione di prodotto e delle singole linee. Tombolini Red: un’interpretazione di alto gusto, classe e ricercatezza. Tombolini Blu sintetizza i valori comuni del made in Italy in una collezione dallo spirito daily. Tombolini Flying e Tombolini Dream: due collezioni di giacche che rivoluzionano l’usabilità, il comfort e il fitting del capo spalla. Leggere, sfoderate, insgualcibili. Tombolini Fleur: linea donna ricercata, femminile e curata nei dettagli; incide per il 10% sul fatturato dell’azienda. Una produzione destinata per il 70% al mercato europeo, di cui il 45% all’Italia e per il resto ai mercati del Medio Oriente, Canada e Nord America, seguiti da Sud America, in particolare Argentina, e Australia. In futuro sono previsti inoltre partnership locali in Cina e India, che si concretizzeranno alla fine del 2010 e lo sviluppo di un progetto retail con aperture sui principali mercati. La politica di comunicazione è diretta in particolare al trade con politiche comuni. Fiorella Tombolini La ripresa passa per il rilancio dell’economia e dell’innovazione Occorre sostenere le imprese che stanno meglio uscendo dalla crisi, che agiscono sulla struttura dei costi U na economia così profondamente manifatturiera come quella marchigiana, così legata alla domanda estera, non poteva non risentire pesantemente della crisi mondiale. Il Pil regionale, sceso dell’1,2% nel 2008, cala quest’anno di circa altri sei punti. Le esportazioni nei due anni sono calate complessivamente di un terzo rispetto al livello del 2007. Gli investimenti hanno rallentato del 4% nel 2008 e del 12% nel 2009. Inevitabilmente, l’impatto di tutto ciò sull’occupazione è pesante, pur se attutito dagli ammortizzatori sociali (la diminuzione degli occupati nei due anni è stimabile sui tre punti). Sono indicatori un po’ più negativi rispetto alle medie nazionali, a causa proprio delle caratteristiche strutturali e della concentrazione manifatturiera delle attività economiche del territorio. Il calo dei fatturati e della produzione ha interessato particolarmente la meccanica e l’industria del “bianco”, con forti impatti sulle piccole imprese dell’indotto e sull’occupazione. Difficoltà Una economia così profondamente manifatturiera come quella marchigiana, legata alla domanda estera, non poteva non risentire pesantemente della crisi mondiale. Parla Luciano Goffi, direttore generale di UBI Banca Popolare di Ancona evidenti hanno riguardato anche i settori legati all’edilizia, comparto che, come è noto, ha subito una brusca frenata rispetto all’ultimo quinquennio di forte crescita. Altri settori – come la calzature, l’abbigliamento, il mobile – pur colpiti da forti cali dei volumi di vendita, hanno trovato le imprese un po’ più reattive, in quanto già da alcuni anni impegnate in un processo di faticoso adattamento ai rigori della globalizzazione. La crisi ha colto un po’ tutti impreparati; pochi avevano immaginato impatti così radicali sull’economia reale di una crisi nata dalla finanza americana. Imprese, istituzioni, sistema bancario: tutti si sono trovati ad affrontare una situazione straordinaria, dovendo fare i conti con debolezze strutturali o orga- Il suo programma prevede sei punti, tra cui la formazione e l’offerta di maggiori servizi per le Pmi L uca Monaldi è il nuovo presidente di Confindustria Fermo, il più giovane d’Italia. Lo ha eletto all’unanimità l’assemblea riunita venerdì 23 ottobre nei locali dell’Hotel Royal di Casabianca di Fermo. Presentato dal suo vecchio antagonista Lanfranco Beleggia (Brosway), che aveva preferito poi fare un passo indietro, e indicato come il presidente con “cui tutti ora debbono lavorare”, Monaldi ha preso in mano il timone della territoriale fermana annunciando i suoi vice. Ad aiutarlo saranno Angelo Giannini, Federico Alici Biondi ed Enzo Rossi. Fanno inoltre parte di diritto della vice presidenza Domenico Macerata (Piccola industria) e Andrea Santori (Giovani imprenditori). Monaldi, 35 anni, sposato, quattro figli, è il presidente della F.lli Monaldi Spa, azienda di famiglia con oltre 60 anni di vita, operante nell’ambito agroalimentare, nizzative, oppure con stringenti vincoli normativi o di bilancio. Ma ciascuno ha cercato di fare la sua parte, peccando magari a volte di scarso coordinamento o scarsa concretezza, ma comunque evitando nel complesso risvolti troppo profondi sulla tenuta sociale del Paese. Le banche – da più parti oggetto di critiche, spesso strumentali – stanno subendo un forte peggioramento della qualità dei propri attivi e debbono far fronte a pesantissimi accantonamenti. La crisi di liquidità è stata presto superata e oggi lo sforzo che stiamo cercando di fare è quello di migliorare la nostra capacità di individuare e sostenere le aziende che stanno reagendo meglio alla crisi, quelle cioè che stanno agendo sulla struttura dei costi, adeguandola ai minori livelli di fatturato, e stanno guardando con coraggio al mercato, innovando prodotti e processi e cercando nuovi sbocchi commerciali. A queste aziende stiamo dando assistenza per rinegoziare le passività, per favorire il rafforzamento patrimoniale, per finanziare l’innovazione e le reti commerciali; perché è su tali aziende che sarà possibile basare un nuovo sviluppo del Pil e dell’occupazione nei prossimi anni. Bisogna dire però che con le altre imprese – quelle la cui crisi è più seria in quanto di natura strutturale – il discorso è più complesso e non possiamo nascondere in tali casi, spesso ad elevato rischio, che il sistema bancario non riesce sempre a di livello europeo, presente con due stabilimenti in Italia (la casa madre si trova a Petritoli in provincia di Fermo), uno in Albania e un altro in Romania. Prima di offrire i sei punti del programma che sono stati il suo “manifesto elettorale”, il neo presidente ha rilevato l’impegno a operare per una maggiore coesione e serenità in Confindustria Fermo. Passando all’operativo, Monaldi ha riconosciuto la necessità di intervenire sullo Statuto per rendere più chiari alcuni aspetti oggi controversi. Probabile anche la modifica dei tempi di permanenza dei vertici: passando dagli attuali due a tre anni o forse quattro. Confindustria Fermo dovrà inoltre ampliare il ventaglio dei servizi specie quelli a favore delle Pmi. Un impegno particolare sarà dedicato a un nuovo rapporto tra Istituti di credito e aziende. La formazione resta un punto improrogabile, sia intesa nei confronti dei dipendenti e collaboratori, sia nei confronti degli stessi imprenditori. Attenzione particolare verrà dedicata al “passaggio generazionale”. Infine, Monaldi sente l’urgenza di costruire saldi rapporti tra la territoriale e le istituzioni pubbliche. dare soluzioni e supporti efficaci. Occorre aumentare gli sforzi anche in tali casi, perché alcune di queste aziende potrebbero essere salvate, se inquadrate in piani di ristrutturazione intelligenti e a patto che l’imprenditore sia disponibile a scelte coraggiose di ripensamento profondo, di aggregazione, ove possibile di ricapitalizzazione. È questo l’approccio che la Popolare di Ancona sta attuando e sin dalle prime fasi della crisi – pur nel rigore selettivo necessario – si è resa disponibile ad allungare le scadenze del debito di aziende e famiglie, ad ampliare il sostegno alle aziende più reattive, a partecipare alle ristrutturazioni di quelle più in difficoltà. Con i Confidi l’alleanza si è fatta ancora più stretta, convinti che solo lavorando insieme saremo meglio in grado di risalire la china. Vi è ormai ampio consenso sul fatto che la discesa sia finita. L’uscita dal “pozzo” non sarà però rapida. La ripresa della domanda estera, alimentata dalle economie emergenti, si potrà riverberare sulle nostre esportazioni solo gradualmente. Il recupero dei livelli di fatturato ante crisi richiederà alcuni anni. Un tempo che potrà essere abbreviato se tutte le forze in campo – imprenditoriali, istituzionali, associative, bancarie – uniranno gli sforzi per rilanciare la competitività complessiva del nostro Paese. Luca Monaldi, neo presidente dell’ente Centro Direzionale “Esagono” Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 14 ■ STATISTICHE / La crescita del Pil nel periodo 2008-1998 CRESCITA DELL’ECONOMIA DELLE REGIONI 1998/2010 La regione registra in Italia la maggior crescita economica I l Sole24Ore ha pubblicato nei giorni scorsi una classifica da cui risulta che le Marche sono la regione in Italia che ha registrato la maggiore crescita economica in termini di Pil nel decennio 2008-1998: +18,2% contro una media delle Regioni di +12,8%. Il presidente della Regione Gian Mario Spacca sottolinea che “si tratta di un primato che consolida la fiducia della nostra comunità in sè stessa, nella sua capacità di crescita nella prospettiva dell’innovazione e della qualità. La classifica riconosce la solidità del sistema-Marche, comparato con tutte le altre realtà regionali, che dimostra di sapersi adattare con grande intelligenza ai cambiamenti strutturali dell’economia, grazie anche alla flessibilità delle piccole imprese, puntando su creatività, innovazione e internazionalizzazione, nei settori produttivi ma anche nei servizi del terziario, che dimostrano una forte crescita qualitativa.” I dati della ricerca, infatti, fotografano le risposte delle economie regionali rispetto ai processi di globalizzazione e alle strategie di crescita locali. La classifica è ancora più significativa sul piano statistico perché prende in considerazione il Pil a valori concatenati, ovvero la variazione reale del Pil che così viene depurata dagli effetti dell’inflazione. Il presidente Spacca evidenzia anche che “accanto al primato Variazione del Pil a valori concatenati 2008/1998 (fonte Istat) ll Presidente Gian Mario Spacca sottolinea che “si tratta di un primato che consolida la fiducia della nostra comunità in sè stessa, nella sua capacità di crescita nella prospettiva dell’innovazione e della qualità” delle Marche si registra una decisa vitalità anche delle Regioni del Centro-Italia, tutte sopra la media nazionale, a conferma delle potenzialità e dell’importanza crescente di quest’area per le prospettive di sviluppo dell’intero Paese, come abbiamo più volte sottolineato. Le Marche, oltre alla maggiore crescita del Pil nel decennio, vengono anche inserite nel gruppo di testa delle Regioni italiane (insieme a Lazio, Vene- to, Friuli ed Emilia-Romagna) che meglio hanno reagito alla crisi del modello ‘fordista’ di industrializzazione, sfruttando al meglio i processi di apertura internazionale e terziarizzazione dell’economia. Tali risultati non sono una novità: anche nella fase attuale così critica della congiuntura, le Marche stanno dimostrando di saper resistere meglio di altri sistemi territoriali agli effetti della crisi internazionale. l’Istat indica che gli occupati complessivi delle Marche a giugno 2009 (657 mila) rimangono gli stessi del giugno 2008 (656 mila); inoltre, le Marche, l’Emilia Romagna e il Trentino, sono le uniche regioni italiane a non registrare cali dell’occupazione nello stesso periodo temporale. Ora siamo impegnati in una linea di politica industriale più orientata all’attacco, per agganciare la ripresa annunciata dagli economisti”. Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 15 Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 16 Massima eleganza e qualità garantita da oltre un secolo Il marchio Nazareno Gabrielli, sostenuto dal Gruppo Lediberg, è leader nella produzione di agende, rubriche e nei corporate gifts S ono giorni difficili per il Marchio Nazareno Gabrielli dopo la dichiarazione di fallimento, del 22 ottobre scorso, di Pelletterie 1907, seguita alla istanza avanzata il 26 giugno dai 56 dipendenti della azienda per il mancato pagamento di tre mensilità e del trattamento di fine rapporto, per una somma complessiva pari a 1,3 milioni di euro, anche se i due titolari hanno annunciato appello. Malgrado queste traversie, lo storico marchio del made in Italy continuerà a vivere, per Cartella professionale in pelle di vitello nera, agenda giornaliera e penna stilografica in argento lo meno per quanto riguarda il settore carta e cartotecnica, per la produzione di agende, rubriche, blocchi, oltre che per il canale corporate gifts e promozionale. Nel 2001, infatti, il celebre marchio, dopo la grande crisi e il declino della storica azienda, venne venduto e frammentato: il segmento carta e cartotecnica se lo aggiudicò Lediberg, gruppo leader a livello internazionale del settore per volumi e capacità innovativa, che rifondò la Nazareno Gabrielli Diaries, il cui stabilimento a Tolentino, che offre lavoro a 229 persone, è tuttora in piena attività. Nonostante la difficile congiuntura economica mondiale, i dati di bilancio del 2008 parlano di un fatturato della Nazareno Gabrielli Diaries pari a 28 milioni di euro, frutto della produzione di oltre 10 milioni di prodotti. L’azienda, insomma, gode di buona salute, come testimoniato dalla mantenuta piena occupazione della intera propria forza lavoro, ad oggi sen- za il ricorso a incentivi statali, ammortizzatori sociali o cassa integrazione, quindi una situazione ben diversa rispetto a quella vissuta dai dipendenti di Pelletterie 1907. Proprio per questo motivo, il marchio Nazareno Gabrielli potrà continuare ad essere, come lo è stato per 102 anni, sinonimo di eleganza e qualità, grazie alla passione vera e all’esperienza delle maestranze di Tolentino, il vero valore aggiunto in oltre un secolo di storia. Il loro impegno quotidiano mantiene viva la grande tradizione artigianale marchigiana, che si esprime, tra l’altro, nel sapere rinnovare oggetti di uso quotidiano, come appunto agende, rubriche, blocchi, per trasformarli in preziosi dettagli di classe, se non in vere e proprie piccole opere d’arte, del resto come le produzioni di pelletteria e accessori (per il canale corporate gifts e promozionale), di cui la Nazareno Gabrielli Diaries è licenziataria del marchio. “Il marchio Nazareno Gabrielli Al di là della difficile crisi internazionale, tutte le aziende che fanno parte del Gruppo Lediberg hanno continuato i programmi di investimento e penetrazione sui mercati esteri La sede di Nazareno Gabrielli Diaries a Tolentino continuerà ad essere sostenuto da parte nostra - dice Maurizio Castelli, amministratore delegato di Nazareno Gabrielli Diaries e del gruppo Lediberg proseguendo, sia a livello d’immagine che a livello di design e qualitativo dei nostri prodotti, la strada tracciata in 102 anni di storia straordinaria. Abbiamo la convinzione che la serietà del nostro operato unita alla massima trasparenza e professionalità dei nostri dipendenti siano i punti chiave per affrontare le sfide del futuro.” Al di là della difficile crisi internazionale, tutte le aziende che fanno parte del Gruppo Lediberg, che occupano complessivamente 1.657 dipendenti, hanno continuato i programmi di investimento e penetrazione sui mercati esteri, oltre al consolidamento su quello nazionale, non solo per la ricerca, preludio di una produzione impeccabile, forti di un fatturato, dichiarato per il 2008, pari a 180 milioni di euro: questo anche grazie, tra l’altro, ai 100 milioni di agende prodotte in un anno e ad una capacità media giornaliera di 600.000 pezzi, apprezzati per la pulizia e il rigore del design, per l’innovazione e la raffinatezza, un vero e proprio punto di riferimento nel concept e nel prezzo. Ecco perché bisogna evitare di fare confusione con altre più difficili e drammatiche situazioni. “Ai dipendenti di Pelletterie 1907 va tutta la nostra solidarietà - conclude Maurizio Castelli -: auspichiamo una celere e positiva risoluzione delle loro problematiche. Con Pelletterie 1907 condividiamo la titolarità del marchio Nazareno Gabrielli che intendiamo difendere con tutte le nostre forze.” www.gberardi.com SEDE: FILIALI: Anzola Emilia, Bari, Caserta, Padova,Pavia, Reggio Emilia, Rimini,Roma,Treviso, Varese Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 17 L’eccellenza nel settore costruzioni Il Consorzio Cooperative Giovanni Querzoli di Forlì vanta oltre 50 anni di storia. Oggi ha 200 dipendenti I l Consorzio Cooperative Giovanni Querzoli di Forlì nasce nel 1951 e, grazie a una costante espansione, si afferma nel settore delle costruzioni e dei suoi derivati, accorpando rilevanti società di settore. Le oltre duecento persone attualmente impegnate nel Gruppo Querzoli rendono concreta l’offerta delle migliori soluzioni tecniche e delle più futuribili personalizzazioni architettoniche. Le società immobiliari del Gruppo, attraverso investimenti mirati in terreni e lottizzazioni, fi nalizzate a favorire lo sviluppo del comparto produttivo, sono in grado di off rire un’assistenza tecnica Tecnici specializzati del Gruppo Querzoli al lavoro professionale acquisita nel corso di oltre cinquant’anni di storia. Fiore all’occhiello di questa sinergia è l’outlet/centro commerciale di Castel Guelfo in provincia di Bologna. Le superfici edificate dal Gruppo Querzoli nei diversi settori, nell’ordine di milioni di metri quadrati, vedono l’impiego di innovazioni tecnologiche, nel rispetto della qualità, della longevità e della sicurezza del prodotto fi nito; il cliente può godere di costi di manutenzione minimi e di tecnici specializzati sempre a disposizione, la cui consulenza va ben oltre i limiti di garanzia fissati dalla legge. “Mai da soli, anche quando il nostro prodotto è diventato il vostro prodotto”, è lo slogan dell’azienda. L’attenzione al cliente, il lavoro a regola d’arte e la continua ricerca tecnologica sono il cuore del Gruppo Querzoli. Risparmio energetico, utilizzo di nuove tecnologie, rispetto dell’ambiente di lavoro, assidua presenza sul Opera edile in fase di realizzazione mercato, rappresentano gli imperativi fissati originariamente dal fondatore Giovanni Querzoli, divenuti parola d’ordine per i gruppi dirigenti successivi, e portano alla pianificazione e alla costruzione del nuovo stabilimento di produzione a Forlì. Un intervento che comprenderà, oltre alla nuova sede direzionale e a un terminale ferroviario per l’arrivo delle materie prime, l’installazione di impianti fotovoltaici e di teleriscaldamento (quest’ultimo già in fase di allacciamento alla rete distributiva in costruzione). Nel nuovo stabilimento saranno presenti anche le società del Gruppo, quali Santerno e Carpentieri e Ferraioli. Le tecnologie del Gruppo Querzoli sono già presenti in molte regioni italiane, nonché in altre nazioni europee ed extraeuropee quali Repubblica Ceca, Grecia, Croazia e l’Arabia Saudita. Le oltre duecento persone attualmente impegnate nel Gruppo Querzoli rendono concreta l’offerta delle migliori soluzioni tecniche e delle più futuribili personalizzazioni architettoniche. Le società immobiliari del Gruppo, attraverso investimenti mirati in terreni e lottizzazioni, finalizzate a favorire lo sviluppo del comparto produttivo, sono in grado di offrire un’assistenza tecnica professionale acquisita nel corso di oltre cinquant’anni di storia Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 18 La vera maschera della crisi L’intervento di Antonio Geronzi, titolare dell’omonimo studio, sull’attuale scenario N el 2002, definivo le Marche come una regione a imprenditoria diffusa, e nello stesso tempo affermavo che i modelli Basilea 2 avrebbero soppresso le “specificità territoriali”. Sono seguiti eventi sconvolgenti. La concentrazione dei sistemi creditizi ha prodotto una significativa riduzione della concorrenza con la cancellazione della pluralità di attori finanziari. La verticalizzazione e l’automazione delle scelte decisionali effetto apparente dell’applicazione di Basilea 2 – in sedi per lo più collocate lungo l’asse Torino-Milano-Brescia-Verona, ha comportato la demotivazione degli operatori del front-office, l’abbassamento medio del livello qualitativo del personale e maggior separazione fra banche e imprese, l’impossibilità insomma del sistema finanziario di percepire caratteristiche ed esigenze dell’economie reale. La crisi iniziata nel 2007, esplosa nel 2008 con l’apparente picco nel 2009, non ha raggiunto il culmine. È molto più vasta di una semplice crisi economico-finanziaria, rappresentandone quest’ultima una parte limitata. È una crisi di valori, di sostituzione della centralità dell’uomo con il denaro e la ricchezza immediata. È il fallimento del sistema capitalistico-finanziario sfrenato. La “ripresa” richiede quindi di riportare l’uomo al centro dell’universo senza restaurare la “status ex-ante”, anche se il tentativo persiste. Al Pil, rappresentativo delle quantità prodotte, si sostituirà un nuovo parametro dato da un mixing tra quantità prodotte, fabbisogni reali, qualità della vita, dell’ambiente e dei rapporti personali. Banche e imprese sono responsabili della creazione di un mondo vivibile per le generazioni che seguiranno, fatto da uomini e per gli uomini. Diversamente, alla ripresa seguirebbe una crisi peggiore di questa, causa potenziale persino di guerre e rivoluzioni. Le Marche, e sicuramente anche la Romagna, organizzate in distretti (metalmeccanica, mobile, moda, turismo, calzaturiero ecc..), soffrono la crisi e ancor più soffriranno nel 2010, con la fine degli ammortizzatori sociali, l’emersione della misura vera della disoccupazione; i bilanci 2009 delle imprese mostreranno i veri comportamenti del sistema creditizio, soprattutto di quelli deresponsabilizzati perché non radicati nel territorio. Imprese e banche sono strutture di interesse sociale e il denaro è un bene di interesse sociale. La relazione bancaimpresa deve basarsi da una parte (l’impresa) su strumenti di comunicazione esaustivi, chiari e veritieri e dall’altra parte (le banche) su rapporti trasparenti, responsabili, ri- “La crisi iniziata nel 2007, esplosa nel 2008 con l’apparente picco nel 2009, non ha raggiunto il culmine. È molto più vasta di una semplice crisi economicofinanziaria, rappresentandone quest’ultima una parte limitata. È una crisi di valori, di sostituzione della centralità dell’uomo con il denaro e la ricchezza immediata” spettosi delle norme e delle persone, investendo sul territorio e rettificando le storture consolidatesi nel tempo. Basilea 2 non impedisce al sistema di concedere crediti, né determina il loro prezzo; i dati acquisiti e/o rielaborati dalla banca, spesso, non sono di sua proprietà; i rating poi non sono rigidi né attribuiti solo dal sistema automatico (queste sono solo scuse utilizzate per coprire l’inadeguatezza nel comprendere i fatti o i progetti). Basilea regolamenta la solidità delle banche, la banca è totalmente libera e responsabile delle sue decisioni; il sistema di rating è un sistema di controllo per la definizione di quello di imprese e operazioni; va valutata tuttavia la capacità restitutiva del prenditore pur in presenza di condizioni avverse (art. 416), vanno considerate poi le informazioni extra modello rating derivanti dalla valutazione umana (art. 417). Il sistema comunque non impone mai alla banca le scelte circa l’erogazione del credito o il suo prezzo; i dati e i flussi informativi agli atti della banca sono di proprietà dell’azienda che ha diritto di conoscerli e Antonio Geronzi, titolare dello Studio Geronzi chiederne la rettifica (art. 7 e 13 legge 196/03). Questo ora è totalmente disatteso, per la verticalizzazione decisionale, per lo più concentrata nel Nord. Quindi, per evitare lo sciacallaggio di prodotti finanziari spinti e rischiosi, raccolta indiscriminata senza corrispondente assistenza concreta, efficiente e tempestiva con gli impieghi, occorre moltiplicare il numero dei competitors fondando nuove banche che nascano dal territorio e vi operino, in totale e assoluta autonomia decisionale, pur conservando l’apertura culturale al mondo. Il nostro Studio Geronzi, con sede a Jesi in corso Matteotti 51 (tel 0731207855 geronzi@ studiogeronzi.com, www.studiogeronzi.com), organizzato in network con altre 16 realtà esterne per assistere le imprese in tutte le attività straordinarie, crede fortemente in questi valori, sui quali ha fortemente investito in danaro, formazione di risorse umane interne ed eventi pubblici, per salvaguardare la vita delle imprese e lo sviluppo del territorio. Lo Studio è disposto a rimettersi continuamente in gioco, a confrontarsi e collaborare a qualsiasi livello. Eventi Lunedì 9 Novembre 2009 19 20 Eventi Lunedì 9 Novembre 2009