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Settimanale - Anno 2
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N° 47
Lunedì 9 Novembre 2009
IMPRESE
Spedizione con tariffa Posta Target Magazine conv. naz./304/2008 del 01-06-2008
Varata la finanziaria per il 2010: protezione
del lavoro, sviluppo dell’impresa
Riduzione dell’Irap per il rilancio dell’occupazione
I
REPORT
MARCHE
Accesso al credito, agevolazioni per il lavoro
e riduzioni fiscali: ecco il piano
L
a manovra regionale di “resistenza e attacco”
si stima che per il 2010 possa interessare circa 10.000 lavoratori, attivando oltre 400 milioni
di finanziamenti e investimenti specifici per la
protezione dell’occupazione e il rilancio dell’economia. Di seguito sono indicati alcuni degli interventi previsti con le relative risorse rese disponibili dalla Regione (valori in milioni di euro):
• 30 milioni per:
contratti e contributi di solidarietà, fondi di
garanzia per l’accesso al credito delle Pmi,
ammortizzatori sociali in deroga Fse piccole
imprese, agevolazioni alle prestazioni sanitarie per i lavoratori colpiti dalla crisi integrazione ai Comuni per le politiche sociali;
• 20 milioni per:
riduzione Irap legata all’occupazione, aiuti
all’occupazione, voucher formativi, stabilizzazione contratti a termine, sostegni ai precari
della scuola, borse-lavoro per giovani laureati, prestiti d’onore per nuove imprese;
• 100 milioni per:
finanziamenti aggiuntivi Bei per le Pmi.
l Governo regionale delle
Marche ha varato la manovra finanziaria per il 2010. È
ora iniziato l’iter di discussione in Consiglio regionale, per
poter arrivare a una definitiva
approvazione in anticipo, entro la fine dell’anno.
Per il presidente della Regione Gian Mario Spacca “è fondamentale la velocità con cui
vengono attivati importanti
interventi a favore di cittadini, famiglie e imprese. Con il
bilancio regionale 2010, nel
complesso, aumentiamo le risorse disponibili per la comunità marchigiana, raddoppiamo l’impegno della Regione
per le misure anti-crisi a difesa del lavoro e per il rilancio dell’economia, riduciamo
ulteriormente il debito e le
tasse”.
Spacca sottolinea che “prosegue così il trend costante di
riduzione della pressione fiscale regionale, che da inizio
legislatura ha registrato un
-40%. L’intervento di riduzione fiscale Irap, in particolare,
viene legato al rilancio occupazionale. Si tratta di una
nuova misura che prefigura
un vero “patto sociale” tra
mondo del lavoro e delle imprese, per sostenere insieme
crescita e occupazione”.
Con la proposta di bilancio
2010 del Governo regionale
rimangono confermati anche
altri benefici di riduzione
Irap, come quelli legati all’export.
Inoltre, a testimonianza
dell’equità sociale della manovra finanziaria della Regione,
il 68% di cittadini marchigiani (le fasce sociali con i redditi più bassi) rimane esente dal
pagamento dell’addizionale
regionale Irpef.
Vengono integrati i fondi per
le politiche sociali dei Comuni a fronte dei tagli nazionali; sono previsti agevolazioni
per le prestazioni sanitarie
rivolte ai lavoratori colpiti
dalla crisi.
Il presidente Spacca evidenzia anche che “sono stati confermati nel 2010 una serie
di misure di “resistenza” che
già nel 2009 hanno contributo alla protezione del lavoro,
delle piccole imprese e della
coesione sociale: contratti e
contributi di solidarietà, ammortizzatori sociali in deroga
e fondi di garanzia per l’accesso al credito delle Pmi”.
Afferma Spacca: “Abbiamo
integrato queste misure con
nuovi interventi per il lavoro
e lo sviluppo, per realizzare
anche una strategia di “attacco”, capace di aiutare l’economia regionale ad agganciare
la ripresa dell’economia internazionale e favorire l’occupazione”.
Eventi
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■ TECNOMARCHE / Accrescere la competitività del territorio regionale
Un Parco scientifico e tecnologico
per la conoscenza delle Marche
T
ecnoMarche PST Marche “opera per accrescere
la competitività del territorio
regionale attraverso la promozione, attivazione e realizzazione di progetti finalizzati alla
creazione di conoscenza ed al
trasferimento e applicazione
della stessa, mediante collaborazioni con le Università e i
Centri di ricerca”.
La società, presieduta dall’architetto Umberto Alesi, presenta oggi un assetto societario
pubblico-privato di 70 soggetti, a prevalenza privato, e con
la partecipazione di aziende
dell’intero territorio regionale.
I soci di riferimento pubblici
sono la Provincia di Ascoli Piceno, la Provincia di Macerata
e la Regione Marche, mediante
Sviluppo Marche.
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DIN NEWSLETTER
Settimanale - Anno 2 - Numero 47
Lunedì 9 Novembre 2009
TecnoMarche PST Marche
ha oggi due sedi operative, ad
Ascoli Piceno e a Civitanova
Marche.
Nello specifico, il PST promuove e realizza progetti nei
seguenti ambiti:
• ricerca e sviluppo;
• servizi tecnologici standard;
• innovazione e trasferimento
tecnologico;
• formazione avanzata.
I settori produttivi target sono:
• manifatturiero, (calzaturiero, mobiliero, meccanico,
stampi, cantieristica navale);
• building automation, domotica;
• energie rinnovabili e risparmio energetico.
Presso il PST Marche è attivo
Proprietario ed editore
Il Sole 24 Ore Business Media S.r.l.
Via Patecchio, 2 - 20141 Milano
Direttore responsabile: Antonio Greco
Stampatore: Il Sole 24 ORE S.p.A. – Milano, Via Busto
Arsizio 36; Carsoli (AQ), Via Tiburtina Valeria km. 68,7
Registrazione Tribunale di Milano numero
208 del 21 marzo 2005
il “Laboratorio di ricerca industriale per il manifatturiero”,
ove operano attualmente oltre
15 ricercatori, aventi principalmente lauree in ambito tecnologico e scientifico. Il laboratorio è articolato nelle seguenti
unità:
• ET_LAB Unità elettronica e
nuove tecnologie;
• IT_LAB Unità information
& communication technology;
• P3_LAB Unità progettazione, processi e produzione.
Particolare attenzione è ora
posta all’Industrial design e al
dominio dei materiali innovativi.
Nell’ultimo quinquennio, il
PST ha sviluppato rapporti
operativi con circa 530 imprese, principalmente Pmi. Le
attività progettuali sono state
sviluppate per circa 60 progetti
di R&S e con oltre 80 milioni di
euro di investimenti.
Solo nel 2008 è stata svolta
un’attività di animazione con
oltre 300 aziende, riuscendo a
coinvolgere effettivamente in
progetti di R&S 79 aziende e 15
gruppi di ricerca universitari
e/o centri tecnologici.
È importante evidenziare che
negli ultimi anni l’azione del
PST Marche si è incentrata
molto nello sviluppo di attività
di R&S coniugate ad azioni di
qualificazione professionale di
“giovani tecnologi” poi inseriti,
mediante le attività stesse di
R&S, nelle strutture tecniche
delle imprese coinvolte, sostenendo quindi fattivamente il
processo volto alla migliore
qualificazione professionale di
giovani laureati, considerati i
reali vettori di trasferimento
di nuova conoscenza nelle Pmi
locali.
Nel Piceno, territorio che subisce sempre più il processo di
de-industrializzazione con rilevanti conseguenze sul piano
occupazionale, TecnoMarche
ha assunto di fatto un ruolo
via via più importante nelle
attività di promozione e attuazione della ricerca e innovazione: prova ne è che, sempre
nell’ultimo quinquennio, quasi il 50% delle imprese locali
che hanno sviluppato investimenti in R&S su programmi
finanziati, hanno avuto come
partner di ricerca proprio PST
Marche. Parimenti un volume
di progettazione sempre più
consistente è rilevabile nell’area
maceratese, anche grazie alla
pluriennale e consolidata collaborazione della struttura con la
Camera di Commercio di Macerata, stabilmente impegnata
nella promozione della ricerca
industriale e di innovazione
nel territorio locale. Percorsi
nuovi di collaborazione sono
ora prospettati con la stessa
amministrazione provinciale
di Macerata. Tra le attività strategiche sviluppate nell’ultimo
periodo, assume rilevanza il
progetto per la realizzazione
del Polo scientifico e tecnologico, quale obiettivo prioritario
di intervento nell’ambito del
progetto di riqualificazione e
riconversione dell’area “SGL
Carbon” di Ascoli Piceno,
sviluppato su incarico della
Provincia di Ascoli Piceno. Le
tematiche prospettate sono:
Nell’ultimo quinquennio,
il PST ha sviluppato rapporti
operativi con circa 530
imprese, principalmente Pmi.
Le attività progettuali sono
state sviluppate per circa 60
progetti di R&S
e con oltre 80 milioni
di euro di investimenti
energie rinnovabili e manifatturiero sostenibile. Attualmente, TecnoMarche PST Marche è
impegnato nella progettazione
afferente al bando di “Nuove
tecnologie per il made in Italy”,
inserito nel programma di industria 2015 promosso dal ministero dello Sviluppo economico, in merito al quale sono
in fase di definizione le seguenti progettazioni esecutive:
• prodotti innovativi realizzati
attraverso metodologie, processi e strumenti di progettazione basati sui nuovi bisogni dei consumatori finali
nel mercato mondiale;
• soluzioni robomeccatroniche, per applicazioni di domotica;
• presidio strategico dei mercati, per il settore fashion.
In questi progetti, c’è il coinvolgimento di circa 30 imprese regionali di primaria importanza. Nell’ultimo quinquennio
hanno operato nelle varie attività 40 giovani laureati progettisti-ricercatori, 20 progettisti
senior in qualità di consulenti,
25 stagisti-tesisiti; nell’ultimo
anno circa 50 giovani ricercatori sono stati inseriti nelle
Pmi marchigiane su progetti di
ricerca promossi dal PST. Inoltre sono stati oggetto di formazione avanzata 14 project
manager Ricerca e innovazione (ministero Università e
ricerca) e 20 project manager
Ricerca e innovazione accordo
Italia – Canada (ministero del
Lavoro).
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
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Eventi
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■ ANCONA / Intervento di Patrizia Casagrande: occorre creare presupposti di competitività
La Provincia investe 25 milioni di euro
per fronteggiare la crisi e orientare la ripresa
L
a crisi morde l’economia
reale e, come immediata
conseguenza, l’occupazione.
Mollerà la presa solo tra molti
mesi. Intanto, oltre a salvare il
salvabile, è necessario pensare ad orientare politicamente
l’uscita dalla congiuntura negativa. I dati e i numeri della disoccupazione rilevati dai
nostri Centri per l’impiego riportano una situazione preoccupante.
Come nel resto d’Italia, molte
delle piccole e medie imprese
della nostra provincia subiscono un calo delle ordinazioni,
lamentano difficoltà nell’ottenere crediti e, in buona parte,
sembrano non avere le risorse
per affrontare lunghi mesi di
sofferenza. Nonostante le più
recenti rilevazioni Istat assegnino alle Marche la migliore
crescita economica nel decennio 1998-2008, solo qualche
giorno fa il tradizionale report
della classifica che la Fondazione Aristide Merloni commissiona all’Istao di Ancona,
registrava, per la prima volta nei 23 anni di della classifica stessa, un segno negativo
Patrizia Casagrande,
presidente della Provincia
nell’andamento delle vendite
delle imprese manifatturiere.
Ovvero, quel sistema distrettuale che negli scorsi decenni
faceva della flessibilità e della
adattabilità gli ingredienti di
successo dell’attività imprenditoriale, oggi mostra segni
di cedimento. Ma alle qualità
imprenditoriali del nostro territorio si è sempre affiancato
quel buon governo, omogeneo
nell’Itala centrale, che ci fa oc-
cupare i primi posti nella classifica nazionale del Bil, pubblicata il mese scorso su queste
colonne. Un patrimonio socio-economico da investire
nell’andamento congiunturale
e la possibilità che il dibattito sul potenziale ruolo politico del Centro Italia (anche in
vista del federalismo fiscale)
possa incidere nell’orientare la
ripresa sia interna alle rispettive aree che sul piano nazionale. Un Centro Italia dunque
che non sia solo cerniera geografica, ma ago della bilancia
tra un Nord e un Sud politicamente posizionati ma in difficoltà economica. Si tratta di
una delle questioni principali
che, in veste di neopresidente dell’Upi Marche, voglio affrontare con i presidenti delle
province della regione.
Non farsi trovare impreparati alla ripresa vuol dire aprire
l’angolo di osservazione oltre le soluzioni-tampone, per
elaborare chiare prospettive socio-economiche di lunga durata. A conforto di ciò,
il report della classifica commissionata dalla Fondazione
Aristide Merloni ad una delle
più anziane scuole manageriali operanti in Italia, di cui
dicevo prima, indica come
prioritaria la necessità di puntare sulle risorse immateriali
delle aziende. Quindi sull’innovazione e la ricerca, sulla
formazione di manager e dipendenti. In tale quadro, si inseriscono i 25 milioni di euro,
provenienti dall’Unione europea, che la Provincia di Anco-
na destina alle misura anticrisi. Tra i numerosi interventi
del piano anticrisi (anticipo
di cassa integrazione, bilancio
preventivo votato in anticipo
per liberare risorse, sostegno
alle piccole e medie imprese, ecc.) la Provincia mette in campo 25.420.222 euro,
provenienti da fondi europei
e dal Ministero, per orientamento, ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione ordinaria e straordinaria),
borse lavoro, corsi di formazione, sostegno alla creazione di nuove imprese. I Centri
per la formazione e l’impiego
sono protagonisti della manovra. Di fatto per la prima
volta l’Ue ha voluto vincolare
i fondi ai corsi di formazione.
Ciò significa che l’accesso alle
misure di sostegno al reddito
e alla ricollocazione sarà sempre accompagnato da un’atti-
I colori della campagna della provincia di Ancona
vità di formazione per riqualificare i lavoratori disoccupati e
orientarli grazie a un rapporto
personalizzato con il formatore. Tra l’altro, la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche ci garantisce
l’attivazione di borse di ricerca per innovazione tecnologica rivolte a giovani laureati
e l’inserimento in aziende ad
alta specializzazione.
Su un altro fronte, per garantire l’occupazione e la sopravvivenza delle imprese, abbiamo
avviato un piano delle opera pubbliche da 95 milioni di
euro per il prossimo triennio.
In conclusione, più che attrezzarsi a resistere ai morsi della crisi si tratta di interpretare
un nuovo sistema economico-finanziario complessivo,
creando presupposti di competitività e di buona qualità
della vita.
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La nostra avventura di terminalisti portuali:
ad Ancona, siamo protagonisti della logistica
Intervento di Paolo Galli, presidente di Ancona Merci, che racconta la storia della sua società e del suo sviluppo
T
utto ha inizio nel 1994
con la riforma dei porti, quando con la dismissione
dell’azienda Mezzi Meccanici
del Porto di Ancona, azienda
pubblica, io con altri 16 gruisti
decidemmo di costituire una
cooperativa, la Co.m.m.p.a,
con la quale assieme ai principali operatori del Porto di Ancona abbiamo costituito una
società consortile, Ancona
Merci, per aggiudicarci, tramite gare internazionali, la concessione per la gestione delle
banchine e delle gru del porto
di Ancona.
Così con coraggio e intraprendenza abbiamo iniziato la nostra avventura di terminalisti
portuali, svolgendo un servizio di primaria importanza,
con imparzialità e trasparenza, e nonostante le vecchie e
insufficienti strutture, supportando le crescenti richieste
delle utenze nazionali e internazionali che scalano Ancona,
passando da un movimentato
di circa 650.000 tonnellate alle
attuali quasi 2.000.000 tonnellate.
Abbiamo sempre pensato al
miglioramento nonostante le
difficoltà.
Riteniamo di credere e di perseguire un progetto di miglioramento continuo del nostro
servizio, ottenendo tra l’altro
la certificazione di qualità Iso
9001 e approntandoci a certificare, tra i primissimi in Italia
in ambito portuale, la nostra
organizzazione secondo i più
evoluti standard per la sicu-
rezza BS Ohsasa 18001:2007,
così tanto auspicati dal D.lgs
81/2008 e altre normative sulla sicurezza e salute nei luoghi
di lavoro.
Oggi che la crisi e la sfiducia imperversa, cosa accade?
Noi di Ancona Merci, anche
in questo momento, ci siamo
guardati in faccia, tutti, come
abbiamo fatto sempre in questi
anni, e ci siamo detti: “Questo
è il momento di reagire”.
Così in poco tempo abbiamo
assunto tre persone, assorbendo esuberi di aziende in crisi
e deliberato un investimento
di 2,8 milioni di euro per l’acquisto di una gru, allo scopo
di potenziare le strutture di
accoglimento per i grandi armatori.
Ma sappiamo che non è sufficiente. Ancona e il suo por-
“Ci rendiamo conto
del momento, della crisi
finanziaria, delle difficoltà
delle nostre imprese
manifatturiere, ma è proprio
per questo che guardiamo
al futuro e scommettiamo per
il rilancio del Porto di Ancona
come piattaforma di crescita
di un’imprenditorialità
marchigiana e non solo”
Paolo Galli, presidente di Ancona Merci
CARIFANO: LA BANCA
DEL TERRITORIO DEL
GRUPPO CREVAL VICINA AI
MARCHIGIANI
Parisini: il nostro sostegno
contribuirà al rilancio
dell’economia
La Cassa di Risparmio di Fano è fin dalla sua costituzione, nel lontano 1842,
una importante realtà di riferimento per le Marche. La storia recente di
Carifano è caratterizzata da vari passaggi di proprietà della Banca a diversi
Gruppi bancari fino all’individuazione di un partner strategico in grado di
preservarne ed ulteriormente valorizzarne il radicamento storico e le competenze distintive sul territorio.
Dal 3 dicembre 2008, Carifano è entrata a far parte del Gruppo Bancario
Credito Valtellinese diventando la banca destinata al presidio del territorio
nel Centro Italia.
Fondato a Sondrio nel 1908, nel solco della tradizione culturale del cattolicesimo popolare, il Credito Valtellinese è una banca popolare cooperativa,
fortemente radicata sul territorio.
Il Gruppo Creval si compone di realtà nate dalla stessa matrice sociale ed
è attualmente presente in 10 regioni attraverso le proprie “banche del territorio”, ciascuna delle quali fortemente orientata allo sviluppo economico e
sociale delle aree di insediamento.
Da sempre il Credito Valtellinese ha avuto quali obiettivi primari la soddisfazione dei propri clienti e l’allargamento graduale del proprio perimetro,
secondo una strategia di espansione costante sul territorio e un business
model improntato alla trasparenza e alla prudente gestione dei rischi. Una
crescita dunque non fine a se stessa, ma indirizzata a servire al meglio le
famiglie e le imprese, grazie ad un modello di “impresa a rete” fondato su
partnership e accordi commerciali con primarie realtà finanziarie e indirizzato a conseguire adeguate sinergie ed economie di scala nel lungo periodo.
Secondo il modello di business del Gruppo, Carifano continua a sviluppare
la propria mission di banca del territorio con particolare riferimento alle
famiglie, ai professionisti, alle PMI, agli industriali, agli artigiani e alle istituzioni no profit.
Attualmente Carifano opera attraverso una rete di 43 sportelli nella regione
Marche nelle province di Pesaro Urbino, Ancona e Macerata, in Umbria a
Perugia e in Emilia-Romagna nelle province di Rimini, Forlì-Cesena. Le direttrici di espansione del Piano Industriale prevedono uno sviluppo territoriale
in tutti i principali centri della regione Marche entro i prossimi 2 anni. Nello
specifico verrà rafforzata la presenza nella provincia di Ancona nonché nei
maggiori centri non ancora presidiati dalla Banca.
“La Cassa di Risparmio di Fano si pone quale banca di relazioni di lungo periodo – ha dichiarato il Direttore Generale Maurizio Parisini - e tale caratteristica costituisce l’asse portante del nostro modo di fare banca. Nonostante
il difficile contesto economico, nel corso del 2009 Carifano ha continuato a
sostenere l’economia reale attraverso l’erogazione costante di credito alla
clientela. Nei primi nove mesi dell’anno i crediti erogati sono cresciuti di
circa il 7%, del 10% su base annua a testimonianza del fatto che la Banca
è attenta alle esigenze del territorio di radicamento.
Puntiamo a una relazione stabile con i clienti di riferimento, essenzialmen-
to necessitano di infrastrutture in grado di rispondere alle
moderne esigenze di logistica,
e quindi, resici conto che nella
situazione attuale difficilmente
lo Stato sarà in grado di intervenire in tempi brevi a finanziarle completamente, ci siamo
mossi nell’intento di essere noi
stessi i protagonisti dello sviluppo. Come? Proponendoci quali realizzatori e gestori
della nuova banchina di 1000
metri e del piazzale retrostante: infrastrutture progettate nel
1988 e non ancora realizzate
se non nei primi 300 metri. La
nuova banchina avrà un pescaggio di 14 metri e il piazzale
per circa 10 ettari sarà destinato prevalentemente al deposito e alla movimentazione di
containers e di merci varie. Per
far questo abbiamo sviluppato
una partnership con società di
primaria importanza nella costruzione di strade e porti, e
sviluppato il progetto di realizzazione e gestione delle nuova
banchina che prevede, assieme
ai mezzi meccanici necessari
per la movimentazione delle
merci, un investimento com-
plessivo di circa 100 milioni di
euro e che consentirà uno sviluppo occupazionale di circa
15/20 addetti.
Con in mano un “business
plan”, realizzato da una società specializzata, abbiamo interpellato le banche locali le
quali hanno già manifestato il
loro forte interesse a finanziare
il progetto in “pool”.
In questo progetto intendiamo coinvolgere tutti i grandi
vettori marittimi che mostrino
interesse e che credano nello
sviluppo del Porto di Ancona.
Siamo pronti a ogni iniziativa
imprenditoriale protesa al futuro. Questo significa anche
lavoro. Certamente ci rendiamo conto del momento, della
crisi finanziaria, delle difficoltà delle nostre imprese manifatturiere, ma è proprio per
questo che guardiamo al futuro e scommettiamo per il
rilancio del Porto di Ancona
come piattaforma di crescita
di un’imprenditorialità marchigiana e non solo.
In conclusione, ci rendiamo
conto del grande salto che abbiamo fatto. Questo nostro
progetto, per passare rapidamente dalla fase di progettazione alla fase di implementazione ha bisogno di tempi e
risposte certe. In questa direzione è auspicabile un’attenta
collaborazione di tutte le forze
politiche locali e in particolar
modo delle istituzioni, trattandosi di una iniziativa unica nel
suo genere anche per la presenza del mondo cooperativo
quale protagonista.
te famiglie e piccole medie imprese, cui dare risposte con un personale
qualificato ed una gamma di prodotti e servizi innovativi e all’avanguardia
che siamo in grado di fornire grazie alle strutture specializzate del Gruppo
Creval.
Siamo una banca locale, “un operatore a fianco di altri operatori”, presente
nei territori di riferimento con l’intento di creare ricchezza per tutta la collettività, mantenendo una forte interrelazione con il tessuto socio-economico
locale.
Proprio nell’ottica di sostenere l’economia reale e “finanziare la ripresa” che
sembra non essere così lontana, sono state intraprese numerose iniziative
rivolte essenzialmente alle PMI e alle famiglie:
•
•
•
•
•
adesione all’accordo siglato da ABI e Associazioni di categoria sulla
moratoria dei debiti alle PMI,
adesione all’accordo ABI- Cassa Depositi e Prestiti per finanziare iniziative delle PMI relative ad investimenti da realizzare e/o in corso di
realizzazione attraverso un plafond di Gruppo di 33 milioni di euro;
rinnovo del plafond di finanziamento garantito da Bei da 100 a 200
milioni di euro sempre per il sostegno alla PMI;
sottoscrizione dell’accordo con la Regione Marche per il sostegno ai
lavoratori e alle imprese in situazione di crisi e relative all’anticipo
delle prime mensilità della Cassa Integrazione straordinaria;
adesione all’accordo siglato tra ABI e Conferenza Episcopale Italiana
per sostenere le famiglie in difficoltà.
per informazioni
www.creval.it
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
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■ LAVORI / Terminato il restauro dell’edificio storico
Palazzo Buonaccorsi, una nuova
sede per i musei di Macerata
I
l 9 dicembre aprirà al pubblico, al termine di un
complesso restauro dopo il
terremoto delle Marche e
dell’Umbria del 1997, uno degli edifici storici più belli delle
Marche, il settecentesco palazzo Buonaccorsi di Macerata.
Oggetto di un integrale intervento di consolidamento e di
rifunzionalizzazione iniziato
nel 2002 e finanziato dalla
Regione Marche e dallo stesso
Comune su progetto di Paolo
Marconi, l’edificio - restituito
alle originarie fattezze mediante la riapertura della corte
inferiore - è stato restaurato
in tutti gli apparati decorativi, nei pregevolissimi infissi
lignei e soffitti cassettonati e
nel complesso delle statue che
ornano la corte principale e la
panoramica terrazza.
Realizzato all’inizio del ‘700
con forti intenti di rappresentanza dai conti Buonaccorsi,
su progetto di Giovan Battista
Contini, allievo del Bernini,
il palazzo appare in effetti del
tutto consono alle esigenze
di una residenza cardinalizia
nello stile romano. Dopo la
morte di Simone Buonaccor-
Museo della carrozza, Berlina sec. XIX
si nel 1708, fu proseguito da
suo figlio Raimondo con l’appoggio dei fratelli. Negli stessi
anni, nella vicina Monte Santo,
attuale Potenza Picena, i Buonaccorsi edificavano un grande
complesso residenziale rurale
trasformando un antico casale
fortificato in una elegante villa
con giardino all’italiana ornato da una ricca statuaria. Nel
periodo compreso tra il 1702 e
il 1718 Raimondo Buonaccorsi sovrintendeva nel palazzo
maceratese alla realizzazione
delle opere decorative, in gran
parte riunite nella fastosa Galleria dell’Eneide, un vasto salone nel quale ruolo e prestigio
della famiglia venivano esaltati attraverso la rievocazione
di episodi salienti del poema
virgiliano (su grandi tele alle
pareti) e con la celebrazione
degli dei dell’Olimpo (nell’affresco sulla volta a botte). Attraverso un programma preciso di committenze ai maggiori
esponenti delle diverse scuole
italiane del tempo che vedeva
riuniti pittori napoletani, veneti, romani e bolognesi, nonché scegliendo e sorvegliando
personalmente i marmi, gli
■ STARK / Una dinamica azienda specializzata in comunicazione
Un Museo Emozionale unico
per comunicare e stupire
I
l futuro dell’arte e della comunicazione è nell’emozione.
Questa è la convinzione profonda che sta alla base del percorso artistico di Paolo Buroni,
famoso visual designer che ha
firmato spettacolari eventi in
multivisione immersiva in Italia e nel mondo, dalle olimpiadi
di Pechino ai mondiali di nuoto
agli eventi per Inter e Ferrari.
Per primo ha applicato questo
concetto anche agli spazi museali coniando la definizione di
“Museo Emozionale” e realizzando la famosa installazione
della biblioteca virtuale al Palazzo Ducale di Urbino.
Se non c’è emozione non c’è comunicazione e questa convinzione ha portato Paolo Buroni
nel suo lungo percorso artistico a un modo profondamente
innovativo di concepire un
evento o un museo che da tradizionale è diventato “Museo
Emozionale”.
Il Museo Emozionale si riconoscerà immediatamente già
dall’esterno perchè le superfici
dell’edificio saranno completamente avvolte ed affrescate
dalle immagini che preannun-
ciano quello che troveremo
all’interno.
Questa parte di multivisione
architetturare esterna sarà visibile da grande distanza e potrà
diventare essa stessa spettacolo
autonomo fortemente suggestivo da ripetere nei week end
oppure la sera.
Il concetto di allestimento sarà
più dinamico che statico più
emozionale che Razionale con
l’ambizione di comunicare i
contenuti storici ed artistici in
modo originale e soprattutto
con grande spettacolarità.
L’idea è quella di creare un luogo di racconto affascinante e
dinamico che permetta di raccontare le bellezze delle opere,
spettacolarizzarne i simboli
l’architettura e la storia. Una
raffinata grafica ed immagini
spettacolari potranno affrescare
i pavimenti e le pareti attorno ai
visitatori creando atmosfere affascinanti, eleganti ed emozionali. Una esposizione dinamica
e spettacolare con un’attenzione particolare ai temi culturali che sono in sintonia con la
tradizione scientifica e storica
del Museo. La visita al Museo
Emozionale diventa, anche per
un pubblico giovane, un modo
suggestivo ed attraente per passare un’ora piacevole ed allo
stesso tempo acquisire conoscenza e cultura.
Spettacolarizzazione
La spettacolarizzazione è un
momento importantissimo in
cui la curiosità dello spettatore
viene solleticata e soddisfatta
attraverso stimoli ludici con
qualcosa che lo coinvolge in
modo particolare ed attraente;
in questo modo potranno essere rappresentati importanti
aspetti storici e/o artistici del
personaggio e dei luoghi in
modo affascinante ed originale.
Inoltre tutto il museo offrirà
nuovi spunti notiziabili per i
mezzi di comunicazione grazie
ad una grande spettacolarizzazione realizzata con innovative
tecnologie interattive e visive,
che costituirà un’importantissima e potente attrazione sul
pubblico e nuove fasce di visitatori con un target più giovane
che solitamente non sono interessati al museo tradizionale.
Per raggiungere questi obbietti-
Veduta della corte interna del Palazzo
arredi e tutte le decorazioni,
Raimondo Buonaccorsi diede
vita a uno dei più felici esempi del gusto tardo barocco. Il
sontuoso palazzo fu regolarmente visitato dai principali
personaggi di passaggio a Macerata, fin quando il mutare
delle fortune della famiglia e la
diversa sensibilità estetica non
ne attenuarono la fama.
Tornato all’attenzione degli storici grazie alle pagine
che Francis Haskell dedicò a
Raimondo Buonaccorsi nel
suo Patrons and painters del
1963, il palazzo è stato oggi
destinato dal Comune a nuova
sede dei musei. Le collezioni si
presenteranno al pubblico in
fasi successive. Dal 9 dicembre sarà fruibile il Museo della
carrozza che occupa il piano
delle vecchie scuderie, con affaccio sul cortile inferiore. Saranno visitabili anche i saloni
del piano nobile e la Galleria
dell’Eneide dopo i recenti restauri.
Nato nel 1962 dalla pionieristica attenzione di un gruppo
di appassionati e del locale
Lions Club nei confronti di un
patrimonio di mezzi a rischio
di dispersione, il Museo della
carrozza è stato oggi riallestito
su progetto di Luca Schiavoni
dello Studio Museum Engineering. Esso presenta 22 carrozze mettendone in luce in
modo suggestivo la naturale
capacità di evocare gli stili di
vita del passato e illustrandone le caratteristiche di funzio-
namento e di utilizzo, grazie ai
ricchi corredi di cui sono dotate e con l’ausilio di supporti
comunicativi di tipo tecnologico. Un apparato ad hoc per
il pubblico dei più piccoli fa
tesoro della già sperimentata
vocazione educativa del museo stesso. Infine, uno spazio
del museo è riservato a un
singolare “invito al viaggio”
nel territorio maceratese con
l’impiego di strumentazioni
multimediali realizzate appositamente dallo studio Ennezerotre. Il progetto per i nuovi
musei di Macerata proseguirà
nel 2010 con l’allestimento
della collezione antica della
Pinacoteca al piano nobile e
delle opere del Novecento al
piano superiore.
vi non è stato sufficiente basarsi
solo sulla propria creatività ma,
attingendo alle più innovative
tecnologie di comunicazione
visiva ed interattiva esistenti, è
stato necessario creare e sviluppare una serie di nuovi prodotti
estremamente innovativi come
la Starklibrary e lo StarkFloor,
Libreria interattiva Touchless.
La StarkLibrary è una sofisticata libreria interattiva già adottata da importanti musei nazionali ed internazionali. Questo
esclusivo sistema ci permette,
ad esempio, di sfogliare e visualizzare in modo spettacolare i
preziosissimi libri rinascimentali della biblioteca del Duca
di Montefeltro, nel Museo di
Torino i manifesti del cinema,
negli show-room della Pirelli il
famoso calendario, o nel Museo del Kazakistan le bellezze
del Paese. Tutti contenuti, altrimenti non fruibili, che ad un
nostro gesto usciranno magicamente dal muro e si lasceranno
sfogliare con un semplice gesto
nell’aria.
Nata per i Musei, StarkLibrary è un modulo brevettato
integrato e “Plug and Play”
(100x70x90cm). Non richiede
alcuna installazione muraria
comprendendo al suo interno
un sofisticato sistema di proiezione ed un esclusivo sistema
di elaborazione digitale e di
Tracking interattivo. La parte
grafica è renderizzata in 3D
con un impatto visivo spettacolare di 2x1,5mt. Lo scopo è
di offrire il contenuto di libri
antichi, oggetti, filmati ecc. in
modo emozionale e spettacolare. Il sistema ha un aspetto
elegante e di minimo impatto
estetico in quanto nasconde
completamente le tecnologie al
suo interno.
Stark, è una dinamica azienda
multimediale marchigiana specializzata nella comunicazione
emozionale a 360° e nella ideazione e produzione di nuove
tecnologie visuali ed interattive, capaci di rendere unico ogni
evento.
Leader da oltre vent’anni nel
campo delle proiezioni architetturali, rappresenta l’evoluzione nel campo delle maxi proiezioni più spettacolari, capaci di
fondere performances visive e
musica.
Da San Siro ad Istanbul,dai
Mondiali di Bormio al Gp
di Formula 1 di Dubai, dalla
Grand Place di Bruxelles alle
Olimpiadi di Pechino al Grattacielo Pirelli. Grandi Spazi
architettonici, grattacieli, locations per eventi, allestimenti
fieristici centri storici, rappresentano potenziali ambienti
per suggestive ed emozionanti
installazioni artistiche.
I proiettori Stark vantano un
esperienza sul campo con i più
grandi show ed eventi a livello
internazionale, vere e proprie
invasioni urbane capaci di stupire ed emozionare.
Per maggiori informazioni:
www.stark1200.com
www.paoloburoni.com
Installazione a Bruxelles
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
7
■ CIIP / Servizio idrico integrato, oltre 100 anni di storia
L’acqua nel Piceno, un valore rispettato
Più di cinquemila chilometri di reti a servizio del cittadino
U
na storia che muove i
primi passi dal 1896 e
arriva ai giorni nostri con la
costituzione di una società
per azioni a totale capitale
pubblico. Questa è Ciip spa
- Cicli integrati impianti primari, un’impresa operante nel
Servizio idrico integrato (Sii)
marchigiano, gestore unico
nel territorio dell’Ambito territoriale ottimale 5, composto
da 59 comuni delle province
di Ascoli Piceno e Fermo, tutti
soci Ciip.
Ciip si occupa del ciclo completo dell’acqua nel territorio
di riferimento: dalla captazione alla depurazione, passando per l’adduzione, la distribuzione e il mantenimento
di collettori e fognature. Nel
2008 il volume del fatturato è
stato di 27.517.829 euro e la
previsione stimata per il 2009
è di 29.880.039 euro, con una
crescita che dovrebbe attestarsi attorno al 8,6%. Dal 2008 è
inoltre partito il Piano degli
investimenti venticinquenna-
le, il Programma degli interventi che definisce le opere di
manutenzione straordinaria,
le nuove opere del Sii e i servizi connessi da realizzare.
Gli investimenti previsti, concentrati nei primi anni di attuazione, hanno un importo
lordo di 382.797.648 euro.
Ciip serve una popolazione di
circa 300.000 abitanti residenti e 170.000 fluttuanti, su una
superficie di 1.813 kmq. La
rete idrica attuale è il risultato
di lavori e interventi avvenu-
Impianto di depurazione San Leonardo sito nel Comune di Grottammare (AP)
Il ruolo dei consorzi di bonifica
delle Marche nel XXI secolo
Dopo la fusione, l’Aso-Tenna-Tronto ha ridotto
le spese e migliorato i servizi
Q
uale il ruolo, nel XXI secolo, per i consorzi di bonifica? Il processo che ha portato alla fusione in una unica
entità dei preesistenti consorzi
dei fiumi Aso, Tenna e Tronto deliberata dal Consiglio regionale delle Marche nella seduta
del 6 maggio 2004 - è significativo del percorso fatto in
tutta Italia da analoghi istituti,
una volta esaurita la mission
iniziale. I tre consorzi, fino
agli anni ’70 – andando oltre i
propri compiti istituzionali di
difesa fluviale e sanificazione
dei territori circostanti i corsi
d’acqua, con regimazioni superficiali e sistemazioni idrauliche - avevano provveduto alla
crescita degli stessi, dotandoli,
ad esempio, di strutture di trasformazione dei prodotti agricoli, con la realizzazione di
grandi cantine per lavorazione
delle uve, essicatoi di cereali,
frantoi per olive, impianti per
la conservazione di prodotti
ortofrutticoli o produzione di
cremogenati e succhi di frutta.
Senza questo supporto non
ci sarebbe stato il processo di
industrializzazione agricola,
per non dimenticare il ruolo essenziale a sostegno delle
infrastrutture del territorio
rurale, con la costruzione di
scuole, strade, opere di elettrificazione e acquedotti per
garantire energia elettrica e
acqua potabile. Oggi il mondo dell’agricoltura è cambiato e il percorso di mutazione
proseguirà ancora: il ruolo dei
consorzi, dopo la grande crisi
di inizio millennio, dovrà adeguarsi secondo gli indirizzi di
legge emanati dalla Giunta regionale, che ne regolamentano
Opera di presa irrigua sul fiume Tronto ad Ascoli Piceno
ti in oltre 100 anni di storia.
Attualmente Ciip gestisce tre
acquedotti principali (Pescara,
Sibillini e Vettore), coadiuvati
da impianti di soccorso in caso
di crisi idrica, per un totale di
4.131 km di rete idrica.
Fiore all’occhiello dell’azienda
è la qualità dell’acqua che eroga e la coscienza del valore che
questo elemento naturale possiede: l’acqua del Piceno ha un
residuo fisso che varia tra 141
e 277 mg/l, è oligominerale e la
scarsa presenza di sali la rende
adatta al consumo quotidiano.
Sul sito web aziendale (www.
ciip.it) è possibile avere i dettagli delle sue elevate qualità organolettiche. Importanti sono
i controlli di Ciip sulle fonti di
approvvigionamento e sull’intera rete di distribuzione, più
di 700 annui, per garantire il
mantenimento delle qualità
chimiche e batteriologiche
dell’acqua erogata. Ciip è impegnata da tempo nella sensibilizzazione per il risparmio
idrico: dal 2008 è iniziata anche la campagna verso i nuovi
utenti, ai quali viene inviato un
opuscolo informativo con consigli pratici e informazioni utili
sull’attività dell’azienda. Nella
l’attività, le funzioni, e ci sarà il
ritorno alla gestione ordinaria,
di natura elettiva dell’ente (e gli
elettori sono tutti i consorziati,
cioè chi paga, ossia tutti i possessori di immobili iscritti nel
perimetro di bonifica) dopo
gli anni di commissariamento
e amministrazione straordinaria. La Regione Marche, infatti, aveva ordinato la fusione di
questi tre consorzi con l’obiettivo di creare una gestione ottimizzata, dalle forti economie
di scala: il commissario, dopo
aver fotografato la situazione,
aveva iniziato il percorso di
risanamento.
Le gestioni dei vecchi consorzi
avevano subito un certo contraccolpo dopo che la Giunta,
nel 2002, aveva loro impedito
di riscuotere il contributo di
bonifica ordinario, relativo
all’attività svolta per mantenere in ordine il comprensorio sotto il profilo idraulico e
della difesa del suolo, che era
la principale fonte di sostentamento, ma che era contestato
dalla stessa base associativa
che riteneva di non doverlo
più versare a fronte di prestazioni non più espletate. Come
si regge oggi il Consorzio di
bonifica Aso-Tenna-Tronto,
che interessa una superficie
complessiva di 268 mila ettari?
Con i soli proventi del contributo irriguo, cioè del servizio
irrigazione sul territorio, integrati dai ricavi della vendita
di energia elettrica prodotta
dalle centrali realizzate sugli
adduttori irrigui.
Galleria sorgente principale Pescara del Tronto sita nel Comune di Arquata del Tronto (AP).
gestione è compresa una rete
fognaria di 1.200 km, che risponde alle necessità dell’84%
della popolazione servita.
La depurazione è decisiva per
salvaguardare l’ambiente e
deve garantire che le acque affluenti dalla pubblica fognatura siano trattate dagli impianti,
rispettando i limiti allo scarico
prescritti dalla legge ed evitando la contaminazione dell’ambiente. Nel controllo di questa
attività, la qualità dell’acqua
depurata risulta conforme agli
standard di legge per il 100%
dei casi. Grazie alla competenza del personale e alle frequenti verifiche, nel 2006 Ciip
ha ottenuto la certificazione di
qualità ISO 9001:2000 e ambientale ISO 14001:2004.
Nel 2009 è stata pubblicata
sul web la terza customer satisfaction audit realizzata da
Customer Asset Improvement
(ex Databank): già nel 2005 e
nel 2007 erano state fatte rilevazioni per definire interventi
e priorità.
Questa indagine, realizzata
con interviste telefoniche, ha
coinvolto la popolazione servita dell’intero Ambito.
Nella valutazione complessiva è stato confermato il trend
positivo di Ciip con ottimi
risultati raggiunti, anche a
confronto con lo standard di
mercato nazionale e territoriale, secondo l’ultima indagine
disponibile del Barometro italiano del customer satisfaction
index 2008 sui servizi pubblici
locali.
La performance di Ciip risulta
buona anche nei fattori di soddisfazione relativi al singolo
servizio, posizionandola ad un
livello superiore allo standard
di mercato nazionale e a quello
territoriale.
Diga di Geora sul fiume Aso
Le entrate sono sufficienti
perché, grazie alla fusione, c’è
stata una riduzione del 35 %
del personale, la razionalizzazione dei servizi e la diminuzione delle spese.
Il Consorzio gestisce gli impianti collettivi di irrigazione
- regolarmente in funzione dal
1° maggio al 30 ottobre, salvo
anticipi o prolungamenti, in
caso di scarsità di precipitazioni o siccità - della Vallata
del Tronto, su un territorio di
3.800 ettari; il comprensorio
irriguo del Rio Canale, per
650 ettari; quello del fiume
Aso, per complessivi 3.500 ettari e infine quello della vallata
del Tenna, per 3.200 ettari. Gli
impianti sono organizzati per
la distribuzione a pelo libero
(cioè con canali di distribuzione) o in pressione mediante
tubazioni e vengono alimentati con prese sul fiume Tronto e
da invasi artificiali sul torrente
Rio Canale (Diga Omonima),
sul fiume Aso (Diga di Gerosa); sul fiume Tenna (Diga di
San Ruffino). L’ammodernamento in corso degli impianti,
sostenuto dalla Regione Marche, consentirà di migliorare
la gestione e ottenere la diminuzione dei costi. Ma sui ruoli
e le competenze sul territorio
del Consorzio il dibattito, politicamente, è ancora aperto e
si attendono chiarimenti sulla
corrispondente capacità e autonomia operativa.
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
8
■ MACERATA / Gli interventi progettuali della Camera di Commercio
Gettate le basi per una strategia
di sviluppo economico del territorio
Macerata città della cultura, Civitanova nodo logistico dell’intera provincia
e l’area montana come risorsa turistica tutta da valorizzare
D
a tre anni la Camera di
Commercio di Macerata,
sostenuta dalla Fondazione
Carima, ha iniziato un percorso di riflessione verso la
definizione di una strategia
di sviluppo economico del
territorio della Provincia di
Macerata. Nella consapevolezza che un “piano strategico”
provinciale debba nascere da
un’intensa collaborazione istituzionale e nel rispetto delle
competenze istituzionali, la
Camera di Commercio di Macerata si è posta l’obiettivo di
dare, da una parte, un contributo conoscitivo sulla struttura del territorio provinciale e,
dall’altra, di delineare alcune
ipotesi di intervento e di svilupparle a livello meta-progettuale. Fedeli al metodo della
trasparenza, della accountability e del dialogo istituzionale,
i materiali elaborati sono stati
pubblicamente presentati e discussi, nonché resi disponibili
on line alla società locale at-
traverso il sito web (http:www.
ppw.it/stmc), allo scopo di
alimentare il discorso pubblico sullo sviluppo economico
della Provincia e rafforzarne la
base conoscitiva. Tra le ipotesi
progettuali delineate e poste
all’attenzione
dell’opinione
pubblica, di notevole valore
strategico è il rilancio della
stazione ferroviaria di Civi-
tanova Marche, nodo di connessione con la rete ferroviaria
nazionale lungo la direttrice
Bologna-Bari e con la linea
ferroviaria per Roma. L’idea di
fondo è migliorare l’accessibilità alla stazione ferroviaria di
Civitanova Marche dal sistema territoriale di riferimento,
che ha una trama insediativa
dispersa, trasformando questo
nodo nella stazione di riferimento per l’intera Provincia di
Macerata. Un altro intervento
strategico, alla scala intercomunale, proposto dalla Camera di Commercio riguarda il
tema della viabilità sostenibile
e affronta il tema dell’utilizzo
dell’infrastruttura ferroviaria
Civitanova Marche-Fabriano
come treno urbano nel tratto,
Prevenzione e sicurezza, un’opportunità
per le aziende del territorio
Il fatturato in crescita di Global Service Italia è l’esempio della sensibilità
delle imprese italiane che si stanno adeguando a leggi e certificazioni
P
er le aziende la prevenzione
e la sicurezza non devono
essere considerati un obbligo
di legge, ma una opportunità,
un valore aggiunto; un comandamento etico-morale che si
trasforma in una possibilità di
ottimizzare i guadagni economici, favorendo un ulteriore
sviluppo dell’impresa.
Partendo da questo presupposto, Global Service Italia dal
1998 si è prefissa lo scopo di
fornire alle aziende che le si rivolgono un supporto puntuale
e professionale su una materia
che negli ultimi anni si è aperta
su un ampio spettro di campi,
dopo l’adeguamento alle normative europee delle leggi italiane.
La globalizzazione e l’internazionalizzazione dei mercati impone un salto di qualità significativo in chi vuole affermarsi
sui nuovi competitors, ma anche sui vecchi, e rispondere a
quanto richiedono le direttive,
finalizzate a garantire il miglioramento della sicurezza sul
lavoro e la libera circolazione
Sergio Ciavaglia, amministratore unico di Global Service Italia
delle merci: è questo il modo
migliore per risultare vincenti
nella nuova avvincente sfida.
Strutturata in cinque divisioni,
sotto la direzione generale di
Sergio Ciavaglia, Global Service Italia di Servigliano (Fermo)
è il migliore alleato, in quanto è
in grado di rispondere a qualsiasi esigenza della clientela su
tutto il territorio nazionale.
Michela Casoni è il referente delle Divisioni Sicurezza
(D. Lgs. 81/2008 e D. Lgs.
231/2001), Certificazione di Sistema (Qualità ISO 9001:2008;
Ambientale ISO 14001:2004;
Etico SA 8000:2008; Sicurezza
sul lavoro OHSAS 18001:2007)
e Privacy (D. Lgs. 196/2003).
Carlo Cintio è il referente della Divisione Certificazione di
prodotto (Direttiva Macchine
98/37/CE-2006/42/CE; Direttiva Bassa Tensione 2006/95/CE;
Direttiva rumore macchine
destinate a funzionare all’aperto 2000/14/CE; Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/
CEE; Direttiva PED 97/23/
CE; Direttiva ATEX 94/9/CE
e Direttiva Ascensori 95/16/
CE) e Diego Capparuccini
è il referente della Divisione
specializzata in Progettazione
e Realizzazione quadri industriali (impianti di macellazione, ascensori, e rampe).
Inoltre, in qualità di ispettori
di un organismo notificato,
vengono effettuate le verifiche
previste dalla Direttiva Macchine, Direttiva CPD e Direttiva Ascensori.
L’impegno profuso è stato premiato dai tanti fruitori dei servizi offerti per la implementazione dei sistemi di gestione e
per l’applicazione delle direttive
di legge e relative certificazioni,
tanto che il fatturato consolidato del 2008 ha fatto registrare
un incremento del 40% rispet-
ormai densamente urbanizzato, in cui attraversa l’asse
centrale del sistema territoriale del “distretto calzaturiero”.
Si tratta di un progetto che
si muove nella direzione della valorizzazione dell’intera
tratta ferroviaria, oggi ancora
in uso, per una connessione
rapida e sostenibile dei principali sistemi territoriali della
Provincia.
Un’altra linea di riflessione avviata recentemente concerne
il ruolo del settore culturale
nello sviluppo economico del
sistema urbano di Macerata,
il quale attraversa una complessa fase di transizione economica, in cerca di un nuovo
equilibrio nel sistema territoriale provinciale. La presenza
dell’Università, di importanti
eventi culturali - tra i quali
“Macerata Opera Festival” e
“Musicultura” -, di un notevole patrimonio storico-culturale e di un dinamico milieu
artistico suggerisce di porsi
l’obiettivo “Macerata città
della cultura”: una città nella
quale la produzione culturale
è una parte importante della
base economica. Dati i valori paesistico-ambientali delle
aree interne, sullo sfondo del
modello di valorizzazione sostenibile proposto dall’Unione
europea, è stata avviata una
riflessione su una strategia
di valorizzazione del capitale
territoriale esistente. Anche
in questo caso, le ipotesi generali sono articolate in termini
meta-progettuali, identificando, ad esempio, una strategia
to all’anno precedente e una
espansione sull’intero territorio nazionale: malgrado l’attuale congiuntura internazionale
di crisi, il trend è anche oggi in
crescita e l’obiettivo è quello di
confermare, se non migliorare,
i confortanti risultati raggiunti
un anno fa.
Il dato è confortante non solo
per Global Service Italia, ma
per l’intera comunità, dal momento che evidenzia un interesse crescente del mondo industriale per il raggiungimento
della sicurezza e della qualità
da parte delle aziende, stimolate dalle leggi e spinte dalla
certificazioni, ma anche mosse
dalla volontà di garantire un
adeguato standard di prodotto
anche all’utente finale che, nel
caso dei giocattoli, sono persino i bambini.
Il target dei clienti di Global
Service Italia, che offre un servizio completo alle aziende,
sono infatti le piccole, medie
Global Service Italia
da sempre è propositiva
e attiva nei progetti
di sensibilizzazione
e diffusione delle conoscenze
relative alle problematiche
legate alla sicurezza
sul lavoro e all’ambiente
Giuliano Bianchi, presidente
della Camera di Commercio
di Macerata
di valorizzazione per uno dei
micro-sistemi territoriali di
maggiore pregio delle Marche,
quello del comune di Pievebovigliana, ai margini del Parco
Nazionale dei Monti Sibillini.
Dati i valori paesisticoambientali delle aree interne,
sullo sfondo del modello
di valorizzazione sostenibile
proposto dall’Unione
europea, è stata avviata una
riflessione su una strategia
di valorizzazione del capitale
territoriale esistente
e grandi imprese private, e in
piccola parte, sia pure in crescita, gli enti pubblici: a questi
interlocutori vengono trasferite
tutte le conoscenze necessarie
per gestire in modo sostenibile le imprese, consentendo alle
stesse di affrontare con successo il mercato nel rispetto della
sicurezza sul lavoro e dell’ambiente.
Global Service Italia si è distinta per aver lavorato alla stesura
di un testo relativo alla importanza delle misure fisiche dal
punto di vista della sicurezza,
consapevole che il lavoratore, che torna a casa dopo una
giornata di lavoro, deve essere
sereno e tranquillo, sapendo di
aver prestato la propria opera
in un luogo sicuro e senza rischi derivanti da valori anomali
di rumore, temperatura, campi
elettromagnetici e quant’altro.
Global Service Italia, del resto,
da sempre è propositiva e attiva
nei progetti di sensibilizzazione e diffusione delle conoscenze relative alle problematiche
legate alla sicurezza sul lavoro
e all’ambiente, promuovendo
all’interno delle stesse aziende
una azione culturale al riguardo per formazione del personale, e collaborando attivamente
con le istituzioni, ad esempio
con i progetti di Confindustria
Ecomarche e Sicurfermo.
Per maggiori informazioni
potete contattarci al numero
telefonico 0734/710763 oppure
all’indirizzo email:
[email protected].
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
QUI, nelle Marche, si investe per costruire un futuro migliore, per portare le
zone rurali a proporsi come nuovo modello di vita, coerente con l’identità
regionale, attento alla salute, all’utilizzo corretto delle risorse, alla salvaguardia
dell’ambiente, alla valorizzazione delle tipicità e delle radici storiche e culturali.
QUI la nostra regione sta cambiando nel rispetto dell’ambiente e del suo
territorio, grazie agli interventi promossi dal Programma di Sviluppo Rurale, con
il contributo dell’Unione Europea.
www.agri.marche.it
www.quiblogpsrmarche.it
Unione Europea / Regione Marche
PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013
COLTIVIAMO IL TUO FUTURO
Agorà / Ad.Venture
9
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
10
■ PESARO URBINO / Nuovi orizzonti per l’economia locale
Il Teatro Stabile pubblico delle Marche:
un’azienda in piena attività
Dalla tutela ambientale, una spinta
per la ricerca e l’innovazione
L’
organizzazione di una mostra convegno su energie
rinnovabili, risparmio energetico e bioedilizia, nel quartiere fieristico a Campanara di
Pesaro da giovedì 22 a domenica 25 ottobre, ha portato ad
alcune considerazioni su temi
di grande attualità, cui la stessa
manifestazione ha assicurato
interessanti risposte. Il rilancio
dell’economia provinciale non
può prescindere da una strategia che, in una prima fase,
affianchi i settori innovativi ed
emergenti alla struttura produttiva tradizionale, per poi
espandere di continuo il rinnovamento e i suoi benefici effetti.
Il percorso verso un’economia
più moderna, che crei posti
di lavoro qualificati grazie alle
tecnologie più attuali, al sapere,
alla ricerca e all’innovazione,
deve coniugarsi con l’attenzione verso i diversi effetti dell’inquinamento, un fenomeno su
scala mondiale e da arginare
nel più breve tempo possibile.
La cura della vita sul nostro
pianeta e la responsabilità verso le generazioni future possono anche essere un importante
fattore di sviluppo economico.
In questo senso sono, dunque,
necessarie politiche che favoriscano:
1. gli interventi per risanare
l’ambiente;
2. la produzione di energie
rinnovabili e pulite (pannelli solari e parchi eolici, solo
per fare qualche esempio);
3. il risanamento delle risorse
idriche inquinate;
4. gli interventi per prevenire
l’inquinamento dell’aria;
5. la produzione di alimenti
sani, nutrienti e di provenienza certa, quindi il più
possibile vicina al consumatore.
Viviamo una fase storica molto
complessa. Da un lato la crisi,
pesante, impone una profonda
ristrutturazione e un profondo
rinnovamento del sistema imprenditoriale. Dall’altro si avverte l’esigenza di infrastrutture
viarie, portuali e aeroportuali
che rendano le Marche competitive su scala internazionale.
Il primo obiettivo è dunque
porre la massima attenzione ai
segnali di crisi provenienti dal
sistema-Terra nel suo complesso. Occorre individuare tutti
quegli strumenti che consentano lo sviluppo economico pur
nella salvaguardia dell’ambien-
I
Alberto Drudi, presidente
della Camera di Commercio
di Pesaro e Urbino
te e delle bellezze naturali.
Occorre rilanciare i prodotti
locali, riposizionando l’attività
delle nostre imprese. Quando
si parla di energia rinnovabile, si parla di pannelli solari,
pale eoliche, bio-carburanti da
coltivazioni agricole. In Italia,
ma non solo, il consumatore
è sempre più orientato verso i
cibi biologici, così come i prodotti ecologici hanno sempre
maggiore accesso alla vita quotidiana di tutti noi, si tratti di
giocattoli o vestiti oppure arredi di abitazioni o di barche da
diporto.
Abbigliamento professionale:
l’arte di vestire le imprese
Da 40 anni, Toma produce divise da lavoro, con punte
di eccellenza soprattutto nell’offerta per l’Ho.Re.Ca.
Q
uando si entra alla Toma
di Appignano (MC) si è
subito immersi in un’atmosfera
di cordialità, si respira un’aria
familiare e serena. Questo è il
traguardo che raggiungono le
aziende che hanno costruito
valore per se stesse e per tutti
coloro che ne hanno decretato
il successo.
Artefice di questa realtà imprenditoriale è una donna
vincente, Maria Toni, la fondatrice che ha dato il nome
all’azienda (Toma è l’acronimo
delle prime due sillabe del suo
nome) e che dal 1968 produce divise da lavoro per le imprese, con punte di eccellenza
nell’offerta di abbigliamento
professionale per l’Ho.Re.Ca.
La signora Maria è anche la
prima maceratese che si iscrisse 40 anni fa alla Confindustria di Macerata, una pioniera
delle quote rosa in un ambiente fortemente tradizionalista e
spesso diffidente nei confronti
di una self made woman.
Accanto a lei, ormai lanciato
nel cambio generazionale, il
Gianni Marcone e Maria Toni con due modelli per l’Ho.Re.Ca.
figlio Gianni Marcone che dal
1986 ha assunto la direzione
commerciale per conquistare
i nuovi mercati stranieri, che
ad oggi costituiscono una fetta
significativa del fatturato complessivo dell’azienda.
I numeri – La Toma negli
Otto produzioni in tournée, 15 teatri, 150.000 spettatori
anni ha assunto un assetto tipico del modello marchigiano
di impresa, con un’azienda
madre in cui sono impiegati,
tra addetti interni ed esterni,
65 collaboratori. Una squadra capace di produrre più di
400mila capi ogni anno, in-
l Teatro Stabile delle Marche (www.stabilemarche.it), riconosciuto nel 2003 dal
ministero per i Beni e le Attività culturali tra i 17 teatri pubblici nazionali, è tra gli
enti pubblici più importanti per la prosa in
Italia.
Lo Stabile opera a livello regionale e nazionale nei diversi settori del mondo teatrale,
dalla produzione alla programmazione,
dall’organizzazione alla formazione. Una
lavoro a 360 gradi e per 365 giorni l’anno,
per è un’azienda che crea lavoro e indotto.
Rispetto al 2008, per citare alcune cifre, hanno lavorato circa 100 persone, i ricavi totali
hanno raggiunto i 5.297.238,73 euro di cui
2.563.378,08 euro da attività di produzione.
In questa stagione, ben 8 sono gli spettacoli
prodotti che gireranno in tournée in Italia
portando il nome della regione Marche nei
più bei teatri della nostra penisola, dal Duse
di Bologna all’Eliseo di Roma, dal San Ferdinando di Napoli al Gobetti di Torino. Tra
gli spettacoli, si segnalano Tartufo di Molière, per la regia di Carlo Cecchi (che riparte in tournée il 17 novembre dal Teatro La
Fenice di Senigallia), Otello di Shakespeare,
per la regia di Arturo Cirillo (nelle Marche
sarà in prima nazionale ad Ancona dall’11
al 15 novembre). Quindici sono i teatri tra
Ancona e la rete teatrale della provincia di
Pesaro-Urbino che lo Stabile programma
proponendo complessivamente più di 100
titoli all’anno sul territorio regionale per cir-
ca 60.000 spettatori, che uniti agli spettatori
degli spettacoli in tournée danno un bacino
di utenti di circa 150.000 unità. Tra i teatri
lavora, al Teatro delle Muse di Ancona (con
il più alto numero di abbonati nelle Marche),
anche sede dello Stabile e collabora con tanti bellissimi teatri storici nella provincia di
Pesaro Urbino. Numerose le rassegne e i festival che l’ente promuove in collaborazione
con altri operatori del territorio, su tutti il
Teatro alle Cave di Sirolo. Lo Stabile gestisce
una Scuola di Teatro con corsi differenziati per varie tipologie di apprendimento che
vanta ogni anno circa 200 iscritti.
Arturo Cirillo e Danilo Nigrelli in Otello
dossati dai lavoratori appartenenti ad alcune centinaia tra
aziende piccole e medie, oltre
che dai dipendenti di grandi
gruppi alberghieri e della ristorazione mondiale.
Il prodotto – Giacche, pantaloni, gonne, gilet, camicie,
casacche, vestiti, grembiuli
fashion, chef look e divise
sanitarie, sono i prodotti di
punta che la “signora Toma”,
come è spesso chiamata, insieme ad un team di designer
e stilisti, disegna e progetta
per ogni cliente. Come sempre in queste terre, la capacità
artigianale, la qualità dei materiali e la grande abilità nel
proporre sempre novità interessanti per il marcato, sono
elementi che si sposano con
il supporto di una tecnologia
all’avanguardia che garantisce
cura dell’immagine e performance qualitative altissime.
Tutti i prodotti Toma, infatti,
possono essere personalizzati
con ricami, stampe, transfer e
possono essere studiati ad hoc
per ogni singolo cliente.
Lo stile – Eleganza, stile, alto
contenuto fashion costituiscono i must dei prodotti di
Maria Toni, una imprenditrice che nasce soprattutto come
stilista per abiti femminili. Di
lì il passo è stato breve per individuare un ambito di produzione che offriva già negli
anni ‘70 enormi opportunità sulla scia lunga del boom
economico. Oggi l’azienda ha
Il prodotto Toma al servizio dell’alta cucina internazionale
saputo differenziare l’offerta
di abiti da lavoro entrando su
un segmento in forte crescita
come quello dell’Ho.Re.Ca.,
presentandosi da più di 25
anni con un’offerta di innumerevoli combinazioni per i capi
d’abbigliamento professionale
delle catene alberghiere, dei
ristoranti, dei centri benessere
e della grande distribuzione.
Capi studiati per ogni identità,
la maggior parte disegnati direttamente dalla signora Toni
assieme al suo staff di giovani
creativi.
Nell’azienda
madre, lavorano 65
collaboratori, per
produrre oltre 400mila
capi ogni anno, indossati
dai dipendenti di grandi
gruppi alberghieri, della
ristorazione e della
grande distribuzione
Il mercato – Toma, che in passato ha prodotto capi personalizzati per i marchi più importanti del “made in Italy” come
Ferrari, Tod’s, Fiat, Campari,
Magneti Marelli, I Guzzini
e Pieralisi, oggi è impegnata
in un profondo processo di
internazionalizzazione, a partire dall’Europa, Spagna, Grecia e Portogallo soprattutto,
con punte di interesse verso
la Russia e gli Emirati Arabi,
mercati seguiti da vicino dallo
stesso Gianni Marcone.
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
11
www.tombolini.it
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
12
Confartigianato Marche:
salvaguardare il vero made in Italy
Il segretario regionale Giorgio Cippitelli: così si salvano i
posti di lavoro, ma Regione e Banche facciano la loro parte
S
ta dando i suoi frutti il
lungo impegno di Confartigianato per il made in Italy.
Non è solo questione di etichetta, dice Salvatore Fortuna
presidente di Confartigianato
Marche, i consumatori hanno
il diritto di poter riconoscere
e scegliere i prodotti realizzati
interamente nel nostro Paese.
Oggi, possiamo distinguere la
qualità made in Italy da tutto ciò che viene invece fatto
completamente all’estero. Lo
impone una norma, sollecitata da Confartigianato, voluta
dal Governo e all’esame del
Parlamento, che valorizza il
nostro patrimonio produttivo. L’etichetta “made in Italy”
tutela chi investe, produce e
dà lavoro in Italia e dà ai consumatori la certezza di riconoscere la provenienza della
merce acquistata. Si tratta,
dunque, di una legge che tutela chi decide di investire, produrre e dare lavoro nel nostro
Paese e, cosa non secondaria,
continua a pagare imposte e
tasse in questo Paese.
Qualità made in Italy è la
Il segretario Giorgio Cippitelli
competenza acquisita con
l’apprendistato, che trasmette
saperi antichi e abilità tecnologiche d’avanguardia, è il gusto, l’orgoglio, la fatica, la soddisfazione di costruire cose
ben fatte. È il frutto del lavoro quotidiano degli artigiani
e dei piccoli imprenditori che
producono davvero soltanto
in Italia, custodi della seco-
lare tradizione manifatturiera
che ha fatto la storia di una
Regione come le Marche.
“È - aggiunge Fortuna - la
nostra eccellenza manifatturiera: abiti realizzati a regola
d’arte, scarpe, mobili su misura per le nostre case, tecnologia di alto livello, gusto
della tradizione alimentare.
È il ‘saper fare ad arte’, ri-
sorsa creativa contro l’omologazione dei gusti. Questa
è l’Italia dell’artigianato e
delle piccole imprese. Tutto
questo è l’antidoto alla crisi”.
Confartigianato, ribadisce il
segretario regionale Giorgio
Cippitelli, “difende la storia
manifatturiera del nostro Paese, l’abilità, la competenza di
480.000 artigiani e piccoli imprenditori che danno lavoro a
1.800.000 addetti e realizzano
un valore aggiunto di 58 miliardi, il più alto in Europa.
Le nostre imprese costituiscono una risorsa creativa
che supera l’omologazione e
la standardizzazione dei gusti
e dell’offerta della grande distribuzione, sono straordinario esempio del “su misura”,
della personalizzazione e del
“fuori serie”, rappresentano
sia la difesa della memoria e
delle capacità del Paese, sia il
costante investimento su persone e tecnologie”.
Il consumatore acquista, insieme a un prodotto made in
Italy, numerosi vantaggi: garanzia della qualità dei prodotti e delle materie prime
lavorate secondo tradizioni
secolari e rispetto delle leggi,
personalizzazione e durata
nel tempo anche grazie ai servizi resi da abili artigiani che
riparano e preservano i beni,
prezzo corrispondente al valore intrinseco del prodotti,
rispetto dell’ambiente e della sicurezza, sostegno reale
all’economia e ai redditi delle
famiglie, al bilancio dello Stato attraverso imposte e tasse.
Il presidente Salvatore Fortuna
Confartigianato si batte per
la trasparenza del mercato e
affinché non vengano delocalizzate produzioni, competenze, lavoro, reddito, peraltro impoverendo di imposte
dirette lo stesso Paese.
Inoltre, l’impegno di Confartigianato è che resti in Italia
e venga tutelato il patrimonio
manifatturiero che ha reso il
Paese grande nel mondo. “In
questo momento - ribadisce
Cippitelli - ognuno deve fare
la propria parte: competere
significa investire, per investire servono anche le risorse
e quindi gli Istituti di credito,
come le imprese, devono impegnarsi in prima linea”.
È fondamentale, ribadisce il
segretario di Confartigianato Marche Giorgio Cippitelli,
che il sistema bancario “attui
subito un nuovo approccio
nei confronti dei piccoli imprenditori, i quali non hanno
perso la voglia di investire
sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro
propensione deve trovare
un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte delle
banche. L’entusiasmo di chi
fa impresa va concretamente sostenuto. E naturalmente
un ruolo di primissimo piano
lo riveste la Regione Marche,
alla quale Confartigianato
chiede un maggiore impegno
nel sostenere il sistema produttivo fatto per la maggior
parte da piccole e piccolissime imprese artigiane. Sono
tante le misure da mettere
in campo a cominciare dal
rifinanziamento del fondo di
garanzia, per permettere alle
imprese di superare la crisi e
tornare a produrre”.
LEGACOOP MARCHE,
IN COOPERATIVA PER USCIRE DALLA CRISI
Subito un nuovo “Patto con sindacati e imprenditori”
per definire strategie e sinergie per l’occupazione e lo
sviluppo di nuove imprese
E’ una realtà consolidata quelle delle cooperative che aderiscono a Legacoop Marche. Le 289 cooperative associate occupano
10.830 persone, con 212.392 soci e una stima di fatturato, del
2008, pari a 1,6 miliardi di euro. Una realtà cooperativa che sta
affrontando con determinazione anche il periodo di crisi congiunturale. Le imprese cooperative, infatti, hanno dimostrato di
avere una buona capacità di mantenere i livelli di fatturato degli
anni precedenti, di salvaguardare l’occupazione e, in diversi casi,
di aumentarla. Sono aziende che confermano il proprio impegno
a contribuire alla crescita economica e sociale del territorio ma
che, per continuare nei loro risultati, chiedono alla Regione e
agli Enti locali di assumere, al più presto, le misure adeguate a
favorire il cammino verso la ripresa. La crisi sta aiutando a capire
che, nel panorama economico, non c’è solo l’impresa di capitali
ma che è nella pluralità delle forme e nella competizione tra loro
che il mercato diventa più efficiente e, ancora una volta, il modello di impresa cooperativa si conferma certamente all’altezza
delle nuove esigenze. Anche le cooperative, come le altre imprese, subiscono le difficoltà della crisi e si devono confrontare con
fatturati in diminuzione e con banche che hanno chiesto il rientro
di quella parte di liquidità che non lavora o che hanno preteso
garanzie aggiuntive, che non rinnovano cartolarizzazioni venute
a scadenza o chiedono il rinvio di linee di finanziamento per
investimenti già concordate, o non concedono più anticipazioni
per operazioni con l’estero. Come in tutti i settori dell’economia,
ci sono purtroppo cooperative che si sono trovate a dover chiu-
dere linee di produzione, che registrano contrazioni negli ordini
e che incassano con sempre maggiori ritardi dal pubblico come
dal privato o scontano profonde crisi di settore. Ciò accade per i
riflessi della crisi ma anche a causa di alcuni storici punti di debolezza del modello cooperativo, dalla finanza e dalle esigenze
di patrimonializzazione alla governance appesantita di un’impresa, per sua natura, partecipata. Eppure, le cooperative hanno
dimostrato e stanno dimostrando che tendono a reggere anche
questa sfida, sia sul terreno della salvaguardia occupazionale sia
su quello del rapporto forte con il territorio. E queste capacità e
questo pluralismo sono apprezzate dai cittadini, che dimostrano
di riconoscere e apprezzare. Secondo un sondaggio realizzato
da SWG per Legacoop a fine ottobre, su un campione rappresentativo di 2.000 maggiorenni, l’8% degli italiani ha molta fiducia
nelle cooperative, il 64% abbastanza. Percentuali molto più basse per le imprese di capitale, che raccolgono molta fiducia dal
4% e abbastanza dal 46% degli interpellati. A manifestare poca
o nessuna fiducia nelle cooperative sono il 28% dei cittadini,
percentuale che per le imprese di capitale sale al 50%. Opinioni, queste, che incoraggiano l’azione delle cooperative stesse a
proseguire sul cammino intrapreso per lo sviluppo economico e
sociale ma che spingono queste imprese e Legacoop Marche a
sottolineare che occorre un nuovo approccio culturale, anche da
parte di sindacati e imprenditori, verso una prospettiva cooperativa di uscita dalla crisi, che in molti casi potrebbe configurarsi
come una delle più efficaci tra quelle possibili. Un nuovo approc-
http://www.legacoopmarche.coop/
cio che assuma come fondamentale la necessità di una forte
sinergia con i sindacati dei lavoratori e le associazioni imprenditoriali, che ponga tra gli obiettivi principali l’esigenza di garantire “lavoro buono” nel rispetto dei contratti di lavoro sottoscritti
dalle organizzazioni più rappresentative. Oggi, più che mai, c’è
un terreno concreto su cui la cooperazione può misurarsi e dare
ancora una volta un contributo fondamentale, soprattutto se sostenuta, specie in quei settori manifatturieri che più di altri sono
in sofferenza. È il terreno dell’occupazione e delle tante aziende
in crisi in cui forte e crescente è il ricorso alla cassa integrazione.
In questi mesi, alcune cooperative sono già nate da aziende che
non hanno retto il peso della crisi, ma i segnali sono ancora troppo timidi e insufficienti. L’approccio degli attori potenzialmente
coinvolti è inadeguato e troppo spesso i lavoratori, e noi con loro
quando siamo chiamati ad accompagnare il loro percorso, non
riescono ad andare al di là di una pur forte e generosa volontà
di mettersi in gioco. Anche con questo obiettivo, assume un’importanza strategica mettere in agenda, da subito, un nuovo “Patto
con sindacati e imprenditori”, favorito dalla Regione, che può
anche farsene garante, che definisca finalità condivise, rispettivi
ruoli, sinergie possibili, risorse umane, professionali e finanziarie
attivabili, nella consapevolezza che alcuni strumenti già esistono
e possono convenientemente essere messi a regime, dall’istituto
della mobilità al Foncooper alla nostra legge regionale 5 del
2001 per arrivare al nuovissimo “fondo per il capitale di rischio
delle cooperative”.
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
13
■ FERMO / Luca Monaldi eletto all’unanimità
■ TOMBOLINI / Da 40 anni è sinonimo di eccellenza sartoriale
Confindustria ha un nuovo presidente.
Sarà coadiuvato da cinque vice
Passione e capacità manifatturiera,
lusso e qualità nel vestire
L’
azienda nasce nel 1964 a Urbisaglia
(MC), con il marchio Urbis, creato
dal fondatore Eugenio Tombolini che con
grande intuito riesce a creare una realtà
solida ed internazionale in un microcosmo
dell’entroterra marchigiano, nel rispetto
della memoria popolare e dell’innovazione tecnologica. Nel 1987, dopo la prematura scomparsa del fondatore, le redini
dell’azienda passano nelle mani della figlia
Fiorella. Nel 1996 nasce il marchio Tombolini a sancire il rinnovamento strategico e
di prodotto portato avanti dal nuovo management. Oggi Tombolini è cuore, passione, capacità manifatturiera, esclusivo
made in Italy. Quarant’anni di tradizione
sanno interpretare al tempo stesso lo stile
per l’uomo moderno, la classe e la qualità
per il business man, il valore come carattere fondamentale del lusso. Capi di cultura
integralmente italiana, con una produzione
realizzata al 70% in provincia di Macerata,
materiali di pregio e finiture impeccabili.
Tombolini punta tutto sull’innovazione di
prodotto e delle singole linee. Tombolini
Red: un’interpretazione di alto gusto, classe e ricercatezza. Tombolini Blu sintetizza
i valori comuni del made in Italy in una
collezione dallo spirito daily. Tombolini
Flying e Tombolini Dream: due collezioni
di giacche che rivoluzionano l’usabilità, il
comfort e il fitting del capo spalla. Leggere,
sfoderate, insgualcibili. Tombolini Fleur:
linea donna ricercata, femminile e curata
nei dettagli; incide per il 10% sul fatturato dell’azienda. Una produzione destinata
per il 70% al mercato europeo, di cui il 45%
all’Italia e per il resto ai mercati del Medio
Oriente, Canada e Nord America, seguiti
da Sud America, in particolare Argentina,
e Australia. In futuro sono previsti inoltre
partnership locali in Cina e India, che si
concretizzeranno alla fine del 2010 e lo sviluppo di un progetto retail con aperture sui
principali mercati. La politica di comunicazione è diretta in particolare al trade con
politiche comuni.
Fiorella Tombolini
La ripresa passa per il rilancio
dell’economia e dell’innovazione
Occorre sostenere le imprese che stanno meglio uscendo
dalla crisi, che agiscono sulla struttura dei costi
U
na economia così profondamente manifatturiera
come quella marchigiana, così
legata alla domanda estera, non
poteva non risentire pesantemente della crisi mondiale. Il
Pil regionale, sceso dell’1,2% nel
2008, cala quest’anno di circa altri sei punti. Le esportazioni nei
due anni sono calate complessivamente di un terzo rispetto al
livello del 2007. Gli investimenti hanno rallentato del 4% nel
2008 e del 12% nel 2009. Inevitabilmente, l’impatto di tutto ciò
sull’occupazione è pesante, pur
se attutito dagli ammortizzatori
sociali (la diminuzione degli occupati nei due anni è stimabile
sui tre punti). Sono indicatori
un po’ più negativi rispetto alle
medie nazionali, a causa proprio
delle caratteristiche strutturali e
della concentrazione manifatturiera delle attività economiche
del territorio.
Il calo dei fatturati e della produzione ha interessato particolarmente la meccanica e l’industria
del “bianco”, con forti impatti
sulle piccole imprese dell’indotto e sull’occupazione. Difficoltà
Una economia così
profondamente
manifatturiera come quella
marchigiana, legata alla
domanda estera, non poteva
non risentire pesantemente
della crisi mondiale. Parla
Luciano Goffi, direttore
generale di UBI Banca
Popolare di Ancona
evidenti hanno riguardato anche
i settori legati all’edilizia, comparto che, come è noto, ha subito una brusca frenata rispetto
all’ultimo quinquennio di forte
crescita. Altri settori – come la
calzature, l’abbigliamento, il mobile – pur colpiti da forti cali dei
volumi di vendita, hanno trovato
le imprese un po’ più reattive, in
quanto già da alcuni anni impegnate in un processo di faticoso
adattamento ai rigori della globalizzazione.
La crisi ha colto un po’ tutti
impreparati; pochi avevano immaginato impatti così radicali
sull’economia reale di una crisi
nata dalla finanza americana.
Imprese, istituzioni, sistema
bancario: tutti si sono trovati ad
affrontare una situazione straordinaria, dovendo fare i conti
con debolezze strutturali o orga-
Il suo programma prevede sei punti, tra cui la formazione
e l’offerta di maggiori servizi per le Pmi
L
uca Monaldi è il nuovo
presidente di Confindustria Fermo, il più giovane
d’Italia. Lo ha eletto all’unanimità l’assemblea riunita
venerdì 23 ottobre nei locali
dell’Hotel Royal di Casabianca di Fermo.
Presentato dal suo vecchio
antagonista Lanfranco Beleggia (Brosway), che aveva
preferito poi fare un passo
indietro, e indicato come il
presidente con “cui tutti ora
debbono lavorare”, Monaldi
ha preso in mano il timone della territoriale fermana annunciando i suoi vice.
Ad aiutarlo saranno Angelo Giannini, Federico Alici
Biondi ed Enzo Rossi. Fanno
inoltre parte di diritto della
vice presidenza Domenico
Macerata (Piccola industria)
e Andrea Santori (Giovani
imprenditori).
Monaldi, 35 anni, sposato,
quattro figli, è il presidente della F.lli Monaldi Spa,
azienda di famiglia con oltre 60 anni di vita, operante
nell’ambito agroalimentare,
nizzative, oppure con stringenti
vincoli normativi o di bilancio.
Ma ciascuno ha cercato di fare
la sua parte, peccando magari a
volte di scarso coordinamento
o scarsa concretezza, ma comunque evitando nel complesso
risvolti troppo profondi sulla tenuta sociale del Paese. Le banche
– da più parti oggetto di critiche,
spesso strumentali – stanno subendo un forte peggioramento
della qualità dei propri attivi e
debbono far fronte a pesantissimi accantonamenti. La crisi di
liquidità è stata presto superata e
oggi lo sforzo che stiamo cercando di fare è quello di migliorare
la nostra capacità di individuare
e sostenere le aziende che stanno
reagendo meglio alla crisi, quelle cioè che stanno agendo sulla
struttura dei costi, adeguandola
ai minori livelli di fatturato, e
stanno guardando con coraggio
al mercato, innovando prodotti e processi e cercando nuovi
sbocchi commerciali. A queste
aziende stiamo dando assistenza per rinegoziare le passività,
per favorire il rafforzamento
patrimoniale, per finanziare l’innovazione e le reti commerciali;
perché è su tali aziende che sarà
possibile basare un nuovo sviluppo del Pil e dell’occupazione
nei prossimi anni.
Bisogna dire però che con le altre imprese – quelle la cui crisi
è più seria in quanto di natura
strutturale – il discorso è più
complesso e non possiamo nascondere in tali casi, spesso ad
elevato rischio, che il sistema
bancario non riesce sempre a
di livello europeo, presente
con due stabilimenti in Italia (la casa madre si trova a
Petritoli in provincia di Fermo), uno in Albania e un altro in Romania.
Prima di offrire i sei punti del
programma che sono stati il
suo “manifesto elettorale”, il
neo presidente ha rilevato
l’impegno a operare per una
maggiore coesione e serenità
in Confindustria Fermo. Passando all’operativo, Monaldi
ha riconosciuto la necessità
di intervenire sullo Statuto
per rendere più chiari alcuni aspetti oggi controversi.
Probabile anche la modifica dei tempi di permanenza
dei vertici: passando dagli
attuali due a tre anni o forse
quattro. Confindustria Fermo dovrà inoltre ampliare
il ventaglio dei servizi specie quelli a favore delle Pmi.
Un impegno particolare sarà
dedicato a un nuovo rapporto tra Istituti di credito e
aziende. La formazione resta
un punto improrogabile, sia
intesa nei confronti dei dipendenti e collaboratori, sia
nei confronti degli stessi imprenditori. Attenzione particolare verrà dedicata al “passaggio generazionale”. Infine,
Monaldi sente l’urgenza di
costruire saldi rapporti tra
la territoriale e le istituzioni
pubbliche.
dare soluzioni e supporti efficaci. Occorre aumentare gli sforzi
anche in tali casi, perché alcune
di queste aziende potrebbero
essere salvate, se inquadrate in
piani di ristrutturazione intelligenti e a patto che l’imprenditore
sia disponibile a scelte coraggiose di ripensamento profondo,
di aggregazione, ove possibile
di ricapitalizzazione. È questo
l’approccio che la Popolare di
Ancona sta attuando e sin dalle
prime fasi della crisi – pur nel
rigore selettivo necessario – si è
resa disponibile ad allungare le
scadenze del debito di aziende
e famiglie, ad ampliare il sostegno alle aziende più reattive, a
partecipare alle ristrutturazioni
di quelle più in difficoltà. Con i
Confidi l’alleanza si è fatta ancora più stretta, convinti che solo
lavorando insieme saremo meglio in grado di risalire la china.
Vi è ormai ampio consenso sul
fatto che la discesa sia finita.
L’uscita dal “pozzo” non sarà
però rapida. La ripresa della domanda estera, alimentata dalle
economie emergenti, si potrà
riverberare sulle nostre esportazioni solo gradualmente. Il recupero dei livelli di fatturato ante
crisi richiederà alcuni anni. Un
tempo che potrà essere abbreviato se tutte le forze in campo
– imprenditoriali, istituzionali,
associative, bancarie – uniranno
gli sforzi per rilanciare la competitività complessiva del nostro
Paese.
Luca Monaldi,
neo presidente dell’ente
Centro Direzionale “Esagono”
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
14
■ STATISTICHE / La crescita del Pil nel periodo 2008-1998
CRESCITA DELL’ECONOMIA DELLE REGIONI 1998/2010
La regione registra in Italia
la maggior crescita economica
I
l Sole24Ore ha pubblicato
nei giorni scorsi una classifica da cui risulta che le Marche
sono la regione in Italia che ha
registrato la maggiore crescita
economica in termini di Pil nel
decennio 2008-1998: +18,2%
contro una media delle Regioni di +12,8%.
Il presidente della Regione
Gian Mario Spacca sottolinea
che “si tratta di un primato
che consolida la fiducia della
nostra comunità in sè stessa,
nella sua capacità di crescita
nella prospettiva dell’innovazione e della qualità. La classifica riconosce la solidità del
sistema-Marche, comparato
con tutte le altre realtà regionali, che dimostra di sapersi
adattare con grande intelligenza ai cambiamenti strutturali
dell’economia, grazie anche
alla flessibilità delle piccole imprese, puntando su creatività,
innovazione e internazionalizzazione, nei settori produttivi
ma anche nei servizi del terziario, che dimostrano una forte
crescita qualitativa.”
I dati della ricerca, infatti,
fotografano le risposte delle
economie regionali rispetto ai
processi di globalizzazione e
alle strategie di crescita locali.
La classifica è ancora più significativa sul piano statistico
perché prende in considerazione il Pil a valori concatenati, ovvero la variazione reale
del Pil che così viene depurata
dagli effetti dell’inflazione.
Il presidente Spacca evidenzia
anche che “accanto al primato
Variazione del Pil a valori concatenati 2008/1998 (fonte Istat)
ll Presidente Gian Mario
Spacca sottolinea che
“si tratta di un primato che
consolida la fiducia
della nostra comunità
in sè stessa, nella sua
capacità di crescita nella
prospettiva dell’innovazione
e della qualità”
delle Marche si registra una decisa vitalità anche delle Regioni del Centro-Italia, tutte sopra
la media nazionale, a conferma
delle potenzialità e dell’importanza crescente di quest’area
per le prospettive di sviluppo
dell’intero Paese, come abbiamo più volte sottolineato. Le
Marche, oltre alla maggiore
crescita del Pil nel decennio,
vengono anche inserite nel
gruppo di testa delle Regioni
italiane (insieme a Lazio, Vene-
to, Friuli ed Emilia-Romagna)
che meglio hanno reagito alla
crisi del modello ‘fordista’ di
industrializzazione, sfruttando
al meglio i processi di apertura
internazionale e terziarizzazione dell’economia. Tali risultati
non sono una novità: anche
nella fase attuale così critica
della congiuntura, le Marche
stanno dimostrando di saper
resistere meglio di altri sistemi
territoriali agli effetti della crisi internazionale. l’Istat indica
che gli occupati complessivi
delle Marche a giugno 2009
(657 mila) rimangono gli stessi del giugno 2008 (656 mila);
inoltre, le Marche, l’Emilia
Romagna e il Trentino, sono
le uniche regioni italiane a non
registrare cali dell’occupazione
nello stesso periodo temporale. Ora siamo impegnati in una
linea di politica industriale più
orientata all’attacco, per agganciare la ripresa annunciata
dagli economisti”.
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
15
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
16
Massima eleganza e qualità
garantita da oltre un secolo
Il marchio Nazareno Gabrielli, sostenuto dal Gruppo Lediberg, è
leader nella produzione di agende, rubriche e nei corporate gifts
S
ono giorni difficili per il
Marchio Nazareno Gabrielli
dopo la dichiarazione di fallimento, del 22 ottobre scorso,
di Pelletterie 1907, seguita alla
istanza avanzata il 26 giugno
dai 56 dipendenti della azienda
per il mancato pagamento di tre
mensilità e del trattamento di
fine rapporto, per una somma
complessiva pari a 1,3 milioni
di euro, anche se i due titolari
hanno annunciato appello.
Malgrado queste traversie, lo
storico marchio del made in
Italy continuerà a vivere, per
Cartella professionale in pelle di vitello nera,
agenda giornaliera e penna stilografica in argento
lo meno per quanto riguarda
il settore carta e cartotecnica,
per la produzione di agende,
rubriche, blocchi, oltre che per
il canale corporate gifts e promozionale.
Nel 2001, infatti, il celebre marchio, dopo la grande crisi e il
declino della storica azienda,
venne venduto e frammentato:
il segmento carta e cartotecnica
se lo aggiudicò Lediberg, gruppo leader a livello internazionale del settore per volumi e capacità innovativa, che rifondò
la Nazareno Gabrielli Diaries,
il cui stabilimento a Tolentino,
che offre lavoro a 229 persone,
è tuttora in piena attività.
Nonostante la difficile congiuntura economica mondiale,
i dati di bilancio del 2008 parlano di un fatturato della Nazareno Gabrielli Diaries pari a
28 milioni di euro, frutto della
produzione di oltre 10 milioni
di prodotti.
L’azienda, insomma, gode di
buona salute, come testimoniato dalla mantenuta piena
occupazione della intera propria forza lavoro, ad oggi sen-
za il ricorso a incentivi statali,
ammortizzatori sociali o cassa
integrazione, quindi una situazione ben diversa rispetto a
quella vissuta dai dipendenti di
Pelletterie 1907.
Proprio per questo motivo, il
marchio Nazareno Gabrielli potrà continuare ad essere,
come lo è stato per 102 anni,
sinonimo di eleganza e qualità, grazie alla passione vera e
all’esperienza delle maestranze di Tolentino, il vero valore
aggiunto in oltre un secolo di
storia. Il loro impegno quotidiano mantiene viva la grande
tradizione artigianale marchigiana, che si esprime, tra l’altro,
nel sapere rinnovare oggetti di
uso quotidiano, come appunto
agende, rubriche, blocchi, per
trasformarli in preziosi dettagli di classe, se non in vere
e proprie piccole opere d’arte,
del resto come le produzioni
di pelletteria e accessori (per
il canale corporate gifts e promozionale), di cui la Nazareno
Gabrielli Diaries è licenziataria
del marchio.
“Il marchio Nazareno Gabrielli
Al di là della difficile crisi
internazionale, tutte le
aziende che fanno parte
del Gruppo Lediberg hanno
continuato i programmi di
investimento e penetrazione
sui mercati esteri
La sede di Nazareno Gabrielli Diaries a Tolentino
continuerà ad essere sostenuto
da parte nostra - dice Maurizio Castelli, amministratore
delegato di Nazareno Gabrielli
Diaries e del gruppo Lediberg proseguendo, sia a livello d’immagine che a livello di design e
qualitativo dei nostri prodotti,
la strada tracciata in 102 anni di
storia straordinaria. Abbiamo
la convinzione che la serietà del
nostro operato unita alla massima trasparenza e professionalità dei nostri dipendenti siano
i punti chiave per affrontare le
sfide del futuro.”
Al di là della difficile crisi internazionale, tutte le aziende che
fanno parte del Gruppo Lediberg, che occupano complessivamente 1.657 dipendenti,
hanno continuato i programmi
di investimento e penetrazione
sui mercati esteri, oltre al consolidamento su quello nazionale,
non solo per la ricerca, preludio
di una produzione impeccabile,
forti di un fatturato, dichiarato
per il 2008, pari a 180 milioni
di euro: questo anche grazie, tra
l’altro, ai 100 milioni di agende
prodotte in un anno e ad una
capacità media giornaliera di
600.000 pezzi, apprezzati per
la pulizia e il rigore del design,
per l’innovazione e la raffinatezza, un vero e proprio punto
di riferimento nel concept e nel
prezzo.
Ecco perché bisogna evitare di
fare confusione con altre più
difficili e drammatiche situazioni. “Ai dipendenti di Pelletterie
1907 va tutta la nostra solidarietà - conclude Maurizio Castelli -: auspichiamo una celere
e positiva risoluzione delle loro
problematiche. Con Pelletterie
1907 condividiamo la titolarità
del marchio Nazareno Gabrielli
che intendiamo difendere con
tutte le nostre forze.”
www.gberardi.com
SEDE:
FILIALI: Anzola Emilia, Bari, Caserta, Padova,Pavia, Reggio Emilia,
Rimini,Roma,Treviso, Varese
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
17
L’eccellenza nel settore costruzioni
Il Consorzio Cooperative Giovanni Querzoli di Forlì
vanta oltre 50 anni di storia. Oggi ha 200 dipendenti
I
l Consorzio Cooperative
Giovanni Querzoli di Forlì nasce nel 1951 e, grazie a
una costante espansione, si
afferma nel settore delle costruzioni e dei suoi derivati,
accorpando rilevanti società
di settore.
Le oltre duecento persone
attualmente impegnate nel
Gruppo Querzoli rendono
concreta l’offerta delle migliori soluzioni tecniche e
delle più futuribili personalizzazioni architettoniche.
Le società immobiliari del
Gruppo, attraverso investimenti mirati in terreni e lottizzazioni, fi nalizzate a favorire lo sviluppo del comparto
produttivo, sono in grado di
off rire un’assistenza tecnica
Tecnici specializzati del Gruppo Querzoli al lavoro
professionale acquisita nel
corso di oltre cinquant’anni
di storia.
Fiore all’occhiello di questa sinergia è l’outlet/centro
commerciale di Castel Guelfo
in provincia di Bologna.
Le superfici edificate dal
Gruppo Querzoli nei diversi
settori, nell’ordine di milioni di metri quadrati, vedono
l’impiego di innovazioni tecnologiche, nel rispetto della
qualità, della longevità e della
sicurezza del prodotto fi nito;
il cliente può godere di costi
di manutenzione minimi e di
tecnici specializzati sempre
a disposizione, la cui consulenza va ben oltre i limiti di
garanzia fissati dalla legge.
“Mai da soli, anche quando il
nostro prodotto è diventato il
vostro prodotto”, è lo slogan
dell’azienda.
L’attenzione al cliente, il lavoro a regola d’arte e la continua ricerca tecnologica sono
il cuore del Gruppo Querzoli.
Risparmio energetico, utilizzo di nuove tecnologie,
rispetto dell’ambiente di lavoro, assidua presenza sul
Opera edile in fase di realizzazione
mercato, rappresentano gli
imperativi fissati originariamente dal fondatore Giovanni Querzoli, divenuti parola
d’ordine per i gruppi dirigenti successivi, e portano alla
pianificazione e alla costruzione del nuovo stabilimento
di produzione a Forlì.
Un intervento che comprenderà, oltre alla nuova sede
direzionale e a un terminale
ferroviario per l’arrivo delle
materie prime, l’installazione
di impianti fotovoltaici e di
teleriscaldamento (quest’ultimo già in fase di allacciamento alla rete distributiva in
costruzione). Nel nuovo stabilimento saranno presenti
anche le società del Gruppo,
quali Santerno e Carpentieri
e Ferraioli.
Le tecnologie del Gruppo
Querzoli sono già presenti in
molte regioni italiane, nonché in altre nazioni europee
ed extraeuropee quali Repubblica Ceca, Grecia, Croazia e
l’Arabia Saudita.
Le oltre duecento persone attualmente impegnate nel Gruppo Querzoli rendono concreta
l’offerta delle migliori soluzioni tecniche e delle più futuribili personalizzazioni architettoniche.
Le società immobiliari del Gruppo, attraverso investimenti mirati in terreni e lottizzazioni,
finalizzate a favorire lo sviluppo del comparto produttivo, sono in grado di offrire un’assistenza
tecnica professionale acquisita nel corso di oltre cinquant’anni di storia
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
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La vera maschera della crisi
L’intervento di Antonio Geronzi, titolare dell’omonimo studio, sull’attuale scenario
N
el 2002, definivo le Marche come una regione a
imprenditoria diffusa, e nello
stesso tempo affermavo che i
modelli Basilea 2 avrebbero
soppresso le “specificità territoriali”. Sono seguiti eventi
sconvolgenti. La concentrazione dei sistemi creditizi ha
prodotto una significativa
riduzione della concorrenza
con la cancellazione della pluralità di attori finanziari. La
verticalizzazione e l’automazione delle scelte decisionali effetto apparente dell’applicazione di Basilea 2 – in sedi per
lo più collocate lungo l’asse
Torino-Milano-Brescia-Verona, ha comportato la demotivazione degli operatori del
front-office, l’abbassamento
medio del livello qualitativo
del personale e maggior separazione fra banche e imprese,
l’impossibilità insomma del
sistema finanziario di percepire caratteristiche ed esigenze dell’economie reale.
La crisi iniziata nel 2007,
esplosa nel 2008 con l’apparente picco nel 2009, non ha
raggiunto il culmine. È molto più vasta di una semplice
crisi economico-finanziaria,
rappresentandone quest’ultima una parte limitata. È una
crisi di valori, di sostituzione
della centralità dell’uomo con
il denaro e la ricchezza immediata. È il fallimento del sistema capitalistico-finanziario
sfrenato. La “ripresa” richiede
quindi di riportare l’uomo
al centro dell’universo senza
restaurare la “status ex-ante”,
anche se il tentativo persiste.
Al Pil, rappresentativo delle
quantità prodotte, si sostituirà
un nuovo parametro dato da
un mixing tra quantità prodotte, fabbisogni reali, qualità
della vita, dell’ambiente e dei
rapporti personali. Banche
e imprese sono responsabili
della creazione di un mondo
vivibile per le generazioni che
seguiranno, fatto da uomini e
per gli uomini. Diversamente,
alla ripresa seguirebbe una
crisi peggiore di questa, causa
potenziale persino di guerre e
rivoluzioni.
Le Marche, e sicuramente anche la Romagna, organizzate
in distretti (metalmeccanica,
mobile, moda, turismo, calzaturiero ecc..), soffrono la
crisi e ancor più soffriranno
nel 2010, con la fine degli ammortizzatori sociali, l’emersione della misura vera della
disoccupazione; i bilanci 2009
delle imprese mostreranno
i veri comportamenti del sistema creditizio, soprattutto
di quelli deresponsabilizzati
perché non radicati nel territorio. Imprese e banche sono
strutture di interesse sociale e
il denaro è un bene di interesse sociale. La relazione bancaimpresa deve basarsi da una
parte (l’impresa) su strumenti
di comunicazione esaustivi,
chiari e veritieri e dall’altra
parte (le banche) su rapporti
trasparenti, responsabili, ri-
“La crisi iniziata nel 2007,
esplosa nel 2008 con
l’apparente picco nel 2009,
non ha raggiunto il culmine.
È molto più vasta di una
semplice crisi economicofinanziaria, rappresentandone
quest’ultima una parte
limitata.
È una crisi di valori, di
sostituzione della centralità
dell’uomo con il denaro e la
ricchezza immediata”
spettosi delle norme e delle
persone, investendo sul territorio e rettificando le storture consolidatesi nel tempo.
Basilea 2 non impedisce al
sistema di concedere crediti,
né determina il loro prezzo;
i dati acquisiti e/o rielaborati
dalla banca, spesso, non sono
di sua proprietà; i rating poi
non sono rigidi né attribuiti
solo dal sistema automatico
(queste sono solo scuse utilizzate per coprire l’inadeguatezza nel comprendere i
fatti o i progetti). Basilea regolamenta la solidità delle
banche, la banca è totalmente
libera e responsabile delle sue
decisioni; il sistema di rating
è un sistema di controllo per
la definizione di quello di imprese e operazioni; va valutata
tuttavia la capacità restitutiva
del prenditore pur in presenza di condizioni avverse (art.
416), vanno considerate poi
le informazioni extra modello
rating derivanti dalla valutazione umana (art. 417). Il sistema comunque non impone
mai alla banca le scelte circa
l’erogazione del credito o il
suo prezzo; i dati e i flussi informativi agli atti della banca
sono di proprietà dell’azienda
che ha diritto di conoscerli e
Antonio Geronzi, titolare dello Studio Geronzi
chiederne la rettifica (art. 7 e
13 legge 196/03). Questo ora
è totalmente disatteso, per la
verticalizzazione decisionale, per lo più concentrata nel
Nord. Quindi, per evitare lo
sciacallaggio di prodotti finanziari spinti e rischiosi,
raccolta indiscriminata senza corrispondente assistenza
concreta, efficiente e tempestiva con gli impieghi, occorre moltiplicare il numero
dei competitors fondando
nuove banche che nascano
dal territorio e vi operino, in
totale e assoluta autonomia
decisionale, pur conservando
l’apertura culturale al mondo.
Il nostro Studio Geronzi, con
sede a Jesi in corso Matteotti
51 (tel 0731207855 geronzi@
studiogeronzi.com, www.studiogeronzi.com), organizzato
in network con altre 16 realtà
esterne per assistere le imprese in tutte le attività straordinarie, crede fortemente in
questi valori, sui quali ha fortemente investito in danaro,
formazione di risorse umane
interne ed eventi pubblici,
per salvaguardare la vita delle
imprese e lo sviluppo del territorio. Lo Studio è disposto a
rimettersi continuamente in
gioco, a confrontarsi e collaborare a qualsiasi livello.
Eventi
Lunedì 9 Novembre 2009
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Lunedì 9 Novembre 2009
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Varata la finanziaria per il 2010: protezione del lavoro