REGIONE LAZIO
DISTRETTO RMG6
DISTRETTO SOCIO-SANITARIO RM G 6
ACCORDO DI PROGRAMMA TRA I COMUNI DI
ARTENA, CARPINETO ROMANO, COLLEFERRO, GAVIGNANO, GORGA, LABICO, MONTELANICO, SEGNI,
VALMONTONE- XVIII° COMUNITA’ MONTANA “MONTI LEPINI”- AREA ROMANA e ASL RM G 6
PER LA GESTIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI SOCIALI.
Comune capofila CARPINETO ROMANO
PIANO DI ZONA 2012-2014
ANNUALITA' 2012 - IN CORSO DI REALIZZAZIONE
PROGRAMMAZIONE ANNUALITA' 2013-2014
INDICE
1. Descrizione del territorio (geografica, urbanistica, produttiva, ecc.)
2. Descrizione del territorio dal punto di vista demografico
Pag. 4
Pag. 6
3. Delineare il quadro territoriale dei bisogni
Pag. 19
3.a. Area Minori e Famiglia
Pag. 21
3.b Area Anziani
Pag. 41
3.c Area Disabili
Pag. 46
3.d Area disagio ed esclusione sociale
Pag. 53
3.e Area Immigrati
Pag. 69
4. Delineare il quadro generale dell'offerta dei servizi socio-assistenziali
Pag. 82
indicando dove ed in che misura è stata operata un'integrazione tra i
Comuni e la ASL
4.A. Macroarea Responsabilità Familiari
Pag. 82
4.B. Macroarea Minori
Pag. 83
4.C. Macroarea Persone Anziane
Pag. 84
4.D. Macroarea Contrasto alla Povertà – Dipendenze
Pag. 85
4.E. Macroarea Disabili
Pag. 86
4.F. Macroarea Immigrati
Pag. 87
SPECIFICARE PER CIASCUNA DELLE MACROAREE/LIVEAS IL LIVELLO DI OFFERTA
Pag. 92
- Segretariato Sociale
Pag. 92
- Servizio Sociale Professionale
Pag. 94
- Servizio di pronto intervento sociale per le situazioni di emergenza
Pag. 97
personale e familiare
- Servizi di Assistenza Domiciliare
Pag. 98
- Strutture a ciclo residenziale
Pag. 101
- Strutture semi-residenziali
Pag. 105
- Centri di Accoglienza Residenziali o Diurni a carattere comunitario
Pag. 109
- Altri Servizi
Pag. 110
5. Specificare gli obiettivi strategici del Piano di Zona e successivi articoli per macro aree
Pag. 111
5.a. Area Minori e Famiglia
Pag. 112
5.b. Area Anziani
Pag. 113
5.c. Area Disabili
Pag. 113
5.d. Area Disagio ed Esclusione Sociale
Pag. 114
5.e. Area Immigrati
Pag. 114
6. Quali sono le misure adottate per realizzare l’integrazione socio-sanitaria dei servizi?
Pag. 114
7. Quali sono le modalità adottate per realizzare il coordinamento con gli altri organi dello
Pag. 115
Stato (ad esempio l’amministrazione Penitenziaria e della Giustizia e le Istituzioni
Scolastiche) e con la pluralità dei soggetti locali?
8. Esplicitare gli strumenti di valutazione dei risultati raggiunti (sistema di controllo,
Pag. 115
monitoraggio e verifica dei risultati)
9. Indicare le innovazioni organizzative, operative, gestionali e di sistema del Distretto
Pag.117
PROGETTI
Pag. 119
1. SEGRETARIATO SOCIALE- PORTA UNITARIA DI ACCESSO
Pag. 120
2. "SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DISTRETTUALE"
Pag. 129
3. "CENTRO DIURNO SOCIO-EDUCATIVO PER PERSONE
Pag. 135
DIVERSAMENTE ABILI"
4. " SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA"
Pag. 145
2
5. ASSISTENZA EDUCATIVO-DOMICILIARE PER MINORI
Pag. 153
6. "INSERIMENTI LAVORATIVI QUALE ALTERNATIVA AGLI
Pag. 159
INTERVENTI DI ASSISTENZA ECONOMICA"
7. EROGAZIONE E PROVVIDENZE E CONOMICHE A FAVORE DI PERSONE CON
Pag. 166
SOFFERENZA PSICHICA ASSISTITE DAL CENTRO DI SALUTE MENTALE ASL DISTRETTO
RMG6 - COLLEFERRO
8. PROGETTO "SERVIZIO INTEGRATO DI ASSISTENZA
Pag. 174
PER L’AIUTO ED IL SOSTEGNO A PERSONE
CON HANDICAP GRAVE ED ALLE LORO FAMIGLIE (L. n. 162/98)"
9. "UFFICIO DI PIANO"
Pag. 182
Pag. 189
ALLEGATI
1. PIANO DISTRETTUALE DI INTERVENTO A FAVORE DEI PICCOLI COMUNI
Pag. 190
2. PIANO DISTRETTUALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA - ANNO 2013-2014
Pag. 193
Pag. 196
PROGETTI DA ATTIVARE NELLE ANNUALITA' 2013-2014
PROGETTO 1: CASA FAMIGLIA PER PERSONE ADULTE CON DISAGIO PSICHICO
Pag. 197
PROGETTO 2: CENTRO DIURNO ALZHEIMER
Pag. 200
Pag. 203
PROSPETTI ECONOMICI
A. COMPARTECIPAZIONE DEI COMUNI
Pag. 204
B. COMPARTECIPAZIONE DELL'ASL
Pag. 204
C. COMPARTECIOPAZIONE UTENTI
Pag. 204
D. QUADRI ECONOMICI
Pag. 205
ALLEGATI
Pag. 207
1 - PIANO DI VIGILANZA PER ISPEZIONE DELLE STRUTTURE SOCIO-ASSISTENZIALI
PRESENTI NEL TERRITORIO DEL DISTRETTO SOCIO SANITARIO ASL RM G6
2 - PROGETTO "FATTORIA SOCIALE"
3 - PROGETTO "TEATRANDO"
4 - TAVOLI TEMATICI
5 – I REPORT 2009 – SERVIZIO SEGRETARIATO SOCIALE PUA
6 – INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION CENTRO DIURNO “SPAZIO APERTO” DI
COLLEFERRO E CENTRO DIURNO “IL CERCHIO MAGICO” DI VALMONTONE – ANNO 2011
7 – REPORT SERVIZIO ASSISTENZA EDUCATIVO DOMICILIARE PER MINORI GENNAIOGIUGNO 2011
8 – I REPORT SEMESTRE DICEMBRE 2009-MAGGIO 2010 SERVIZIO L. 162/98
9 – REPORT TOSSICODIPENDENZA – ANNI 2005/2008
RISORSE UMANE
3
1. Descrizione del territorio (geografica, urbanistica, produttiva, ecc.)
Il territorio corrispondente ai nove comuni del Distretto, è costituito da una zona prevalentemente
montuosa, caratterizzata da elementi d’interesse storico, artistico, archeologico e culturale che la
rendono interessante dal punto di vista turistico e da una zona prevalentemente di pianura,
caratterizzata da insediamenti legati all’industria pesante, dalla piccola e media impresa. I nove
Comuni del Distretto sono: Artena, Carpineto Romano, Colleferro, Gavignano, Gorga, Labico,
Montelanico, Segni e Valmontone. I comuni facenti parte della zona di montagna del distretto,
gravitano sull’asse Colleferro-Valmontone: per la fruizione di servizi sanitari, di quelli scolastici,
commerciali, ricreativi e lavorativi su Colleferro e su Valmontone quale nodo di interscambio viario e
commerciale, sia con la zona est della provincia e sia con il limitrofo territorio della periferia romana.
E’ attraversata da importanti sistemi viari e ferroviari, quali la S.S. Casilina, l’Autostrada del Sole e la
rete ferroviaria che congiunge Roma a Napoli. L’intera superficie è di 356, 26 Kmq (illustrata
graficamente su mappa1).
Il Comune più esteso risulta essere
Carpineto Romano (84,48 Kmq), seguito
da Segni (61,03 Kmq) che ha una zona
rurale molto
estesa che confina
con
Colleferro, Gorga, Gavignano e la Provincia
di Frosinone. I Comuni meno estesi sono
Labico (11,79 Kmq) e Gavignano (14,89
Kmq), mentre Colleferro ha una estensione
territoriale di 27,48 Kmq. Come si legge da
una ricerca svolta nel 2000 2 , la città di
Colleferro è nata solamente agli inizi del
secolo appena trascorso, intorno alla fabbrica “Parodi Delfino”, per ospitare i lavoratori dei paesi
limitrofi (quelli del Distretto) che vi lavoravano. Prima nacque come città-dormitorio per questi ultimi
che appena potevano tornavano a casa; successivamente si sviluppò una vera e propria cittadina
dalle caratteristiche “moderne”, dove andavano ad insediarsi questi lavoratori con le loro famiglie: si
può dire che la popolazione di Colleferro è un “crogiuolo” di quelle dei paesi del Distretto.
1
2
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale - SISS, su dati ISTAT – Atlante Statistico dei Comuni.
F. SPIGONE: “Servizi sociali e minori nei Monti Lepini”. Tesi di Laurea in Sociologia, a.a. 1999-2000. Pagg. 312-313.
4
Si illustra con la seguente tabella l’ampiezza del territorio del Distretto:
Tabella 1: Estensione per Kmq e problemi del territorio.
COMUNI
Kmq
Artena
54,35
Carpineto Romano
84,48
Colleferro
27,48
Gavignano
Gorga
14,89
26,38
Labico
11,79
Montelanico
34,99
Segni
61,03
Valmontone
TOTALE
40,87
356,26
Problemi del territorio
Grossa estensione zona rurale
collegamento con il centro urbano
–
scarso
Distanza dai comuni che ospitano i servizi
socio-sanitari
Alta concentrazione di richieste dell’utenza del
distretto
Scarso collegamento viario
Scarso collegamento viario dovuto alla sua
posizione
Sovraffollamento dovuto alla migrazione di
famiglie dalla periferia romana
Assenza di strutture per l’erogazione di servizi
socio-sanitari
Grossa estensione zona rurale – scarso
collegamento con il centro urbano
Pochi servizi rispetto alla richiesta dell’utenza
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Tecnici comunali.
I problemi del territorio più evidenti, che emergono da questa sua prima descrizione, riguardano il
congestionamento dei servizi e delle strutture di Colleferro e Valmontone, su cui si riversano i cittadini
degli altri comuni del distretto e diretta conseguenza di ciò, il problema dello scarso collegamento
viario dei comuni della zona di montagna, che necessitano di un potenziamento delle linee di
comunicazione o, comunque, di un potenziamento dei servizi da proporre in loco.
5
2. Descrizione del territorio dal punto di vista demografico3
La prima analisi dal punto di vista Demografico è quella della tendenza della popolazione del Distretto,
dal 1991 al 2011 (grafico di seguito riportato).
Serie Storica Popolazione residente Distretto RM G6.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale - SISS, su dati ISTAT, Atlante Statistico dei Comuni e Anagrafi Comunali.
Dall'osservazione dei dati della serie storica ventennale (1991-2011) si registra un tendenziale
aumento demografico della popolazione nel territorio del Distretto RM G6; al 31.12.2011 risultano n.
77.033 residenti. L'andamento demografico è sempre positivo, fino al 2003 cresce in maniera
graduale, dal 2004 ad oggi ha registrato una crescita esponenziale.
La tabella seguente mostra chiaramente quanto appena detto ed evidenzia come l'andamento
demografico della popolazione, nel Distretto, tenda sempre più all'aumento (Tab. 2.1).
3
Se disponibili specificare i dati relativi alla popolazione censita nel 1991 e nel 2001, alla popolazione residente per classi di
età (0-14, 15-64, 65 e oltre) nel 2001, alla densità di popolazione, alle famiglie e al numero medio di componenti, agli
stranieri con permesso di soggiorno e ai minori stranieri residenti.
6
Tabella 2.1: Popolazione residente e variazioni % 2005 - 2006 – 2007 - 2008 -2009 - 2010 2011.
Var.
%
Var.
%
Var.
%
Var.
%
Var.
%
Comuni
2005
2006
2007
2008
2009
2010
Artena
12.704
12.892
13.219
13.526
13.763
14.073 13.946
1,46
2,47
2,27
1,72
2,20
-0,91
Carpineto
Romano
4.811
4.770
4.800
4.787
4.748
4.714
4.682
-0,86
0,63
-0,27
-0,82
-0,72
-0,68
Colleferro
21.581
21.502
21.856
22.071
22.170
22.142 22.088
-0,37
1,62
0,97
0,45
-0,13
-0,24
Gavignano
1.897
1.922
1.970
1.976
1.999
1.987
1.999
1,3
2,44
0,3
1,15
-0,60
0,60
Gorga
788
783
814
798
785
799
789
-0,64
3,81
-2,01
-1,66
1,75
-1,27
Labico
4.763
5.078
5.397
5.721
5.834
5.982
6.142
6,2
5,91
5,66
1,94
2,47
2,61
Montelanico
1.971
1.989
2.022
2.064
2.103
2.156
2.192
0,9
1,63
2,03
1,85
2,46
1,64
Segni
9.190
9.228
9.298
9.392
9.350
9.394
9.348
0,41
0,75
1
-0,45
0,47
-0,49
Valmontone
13.683
13.850
14.447
14.862
15.130
15.469 15.847
1,21
4,13
2,79
1,77
2,19
2,39
71.388 72.014 73.823 75.197 75.882 76.716 77.033
0,87
2,45
1,83
0,90
1,09
0,41
TOTALE
2011
Var.
%
(2006- (2007- (2008- (2009- (2010- (20112005) 2006) 2007) 2008) 2009) 2010)
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati anagrafici.
Grafico 2.1: Variazioni % Popolazione residente. Comparazione 2010-2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati anagrafici.
Per quanto riguarda l’andamento demografico registrato per ogni singolo Comune (Tab. 2.1), si
può notare che, dal 2010 al 2011, i paesi di pianura hanno registrato tutti un aumento, tranne
Colleferro che, nell’ultimo anno registra una lieve diminuzione. I paesi montani, invece, registrano dei
dati molto al di sotto della media distrettuale, tranne Montelanico che con 2,46%, nell’ultimo anno,
eguaglia, in percentuale, Labico che è il paese del Distretto con la maggiore crescita. Carpineto
7
Romano rileva invece una diminuzione dei cittadini residenti con – 0,72, quindi una diminuzione del
numero della popolazione residente insieme a Colleferro e Gavignano.
Nel 2011 si registra quindi quasi un rallentamento della crescita della popolazione distrettuale,
dovuta presumibilmente, come vedremo più avanti ad un rallentamento del flusso migratorio nel
Distretto.
Tabella 2.2: Popolazione residente e variazioni % a confronto periodi 1991–2001/20012011/1991-2011.
POPOLAZIONE RESIDENTE
var. %
Comuni
1991
2001
(2001-1991)
2011
(2001-2011)
(1991-2011)
PRIMI DIECI ANNI ULTIMI 10 ANNI ULTIMI VENT'ANNI
Artena
10.731
11.253
13.946
Carpineto
5.189
4.956
4.682
Colleferro
20.392 21.333 22.088
Gavignano
1.606
1.744
1.999
Gorga
778
790
789
Labico
2.488
3.787
6.142
Montelanico 1.878
1.931
2.192
Segni
8.306
8.875
9.348
Valmontone 11.649 12.872 15.847
TOTALE
63.017 67.541 77.033
4,64
19,31
23,05
-4,7
-5,85
-10,83
4,41
3,42
7,68
7,91
12,76
19,66
1,52
-0,13
1,39
34,3
38,34
59,49
2,74
11,91
14,32
6,41
5,06
11,15
9,5
18,77
26,49
6,7
12,32
18,19
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati anagrafici.
L’andamento nel lungo periodo (Tab. 2.2 – anni 1991 – 2001 – 2011), evidenzia che Labico è il
paese che ha avuto la crescita maggiore con + 59,49%. Il paese si è trovato ad affrontare una
situazione di grande disagio quando, molte famiglie della periferia sud di Roma, si sono trasferite nel
suo territorio. Il problema è stato quindi quello di un adeguamento pronto ed efficace delle strutture e
degli interventi dell'Amministrazione, nonché del contesto sociale, per affrontare, nel modo migliore,
questa situazione di emergenza.
L’unico paese che registra invece segno negativo è Carpineto Romano con – 10,83%.
Si studia ora la popolazione dell’anno 2011, per densità, sesso e fasce d’età.
Tabella 2.3: Popolazione residente, per sesso e densità al 31.12.2011.
M
COMUNI
ARTENA
CARPINETO ROMANO
COLLEFERRO
F
TOTALE
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
MF
DENSITA'
6.933
2.291
10.600
18%
7013
2391
11488
18%
13.946
4.682
22.088
257
6%
28%
8
6%
29%
55
804
GAVIGNANO
GORGA
LABICO
MONTELANICO
SEGNI
VALMONTONE
TOTALE
995
384
3.062
1.063
4.565
7.845
37.738
1004
405
3080
1129
4783
8002
39.295
3%
1%
8%
3%
12%
21%
100%
3%
1%
8%
3%
12%
20%
100%
1.999
789
6.142
2.192
9.348
15.847
77.033
134
30
521
63
153
388
216
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale - SISS, su dati Uffici Anagrafe Comunali.
Il dato della densità della popolazione conferma l’ipotesi di suddivisione “funzionale” del Distretto
in zona di pianura e zona di montagna. Anche nell’anno 2011, confrontando il dato di cui sopra con la
media del Distretto (pari a 216), si evince chiaramente che i paesi della zona di pianura hanno la
densità al di sopra della media del Distretto, ossia Colleferro e Labico, hanno le densità più elevate
(804 e 521), caratteristica tipica delle cittadine piuttosto che dei paesi in senso lato, così come
rispecchiano i dati sulla densità degli altri paesi, specialmente quelli montani che hanno tutti la
densità al di sotto della media, come Gorga, Carpineto Romano e Montelanico.
Segni (densità 153) pur essendo un paese montano, ha una estensione territoriale notevole su cui
può “distribuire” la sua popolazione.
Un altro dato che trova conferma è quello riguardante la popolazione di Labico. Questo paese ha
infatti la minore estensione territoriale ma anche la variazione percentuale maggiore per quanto
riguarda l’aumento della popolazione, questo dato è appunto confermato dall’elevata densità della
popolazione: notevolmente aumentata dal 2001 al 2011 (da 321,20 a 521); una delle densità più
elevate tra i paesi di pianura.
Di seguito si presentano i dati riguardanti la composizione per fasce di età della popolazione del
Distretto, per ogni singolo comune:
Tabella 2.4: Popolazione residente, per classi di età e sesso, al 31.12.2011.
CLASSI
COMUNI
POP. 0-14
POP.15-64
D'ETA'
ARTENA
CARPINETO ROMANO
COLLEFERRO
GAVIGNANO
POP. 65+
TOTALE
M
1.111
4.875
947
6.933
F
1.095
4.706
1.212
7.013
T
2.206
9.582
2.158
13.946
M
242
1.568
481
2.291
F
273
1.476
642
2.391
T
515
3.045
1.122
4.682
M
1.499
7.298
1.803
10.600
F
1.441
7.572
2.475
11.488
T
2.941
14.871
4.275
22.088
M
157
700
138
995
F
149
664
191
1.004
T
307
1.364
329
1.999
9
GORGA
LABICO
MONTELANICO
SEGNI
VALMONTONE
DISTRETTO RM G6
M
49
256
78
384
F
38
261
106
405
T
87
517
185
789
M
557
2.164
341
3.062
F
508
2.133
439
3.080
T
1.064
4.298
780
6.142
M
135
745
184
1.063
F
133
734
262
1.129
T
268
1.478
446
2.192
M
641
3.137
787
4.565
F
597
3.033
1.153
4.783
T
1.238
6.171
1.937
9.348
M
1.259
5.531
1.055
7.845
F
1.131
5.546
1.325
8.002
T
2.391
11.076
2.380
15.847
M
5.625
26.258
5.855
37.738
F
5.345
26.093
7.857
39.295
T
10.971
52.352
13.710
77.033
Dati Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe Comunali.
Da
tale
tabella
si
registra,
per
il
Distretto,
una
maggiore
presenza
di
anziani
ultrasessantacinquenni rispetto ai minori da 0 a 14 anni ed una cospicua incidenza della popolazione
attiva sul totale della popolazione (più dei 2/3 della popolazione totale). In particolare, i paesi della
zona di pianura registrano una presenza superiore della popolazione minorile sulla popolazione
anziana, fatta eccezione per il comune di Colleferro.
La struttura piramidale della popolazione del Distretto si presenta caratterizzata da una popolazione a
“demografia controllata”, con bassa fecondità (base è stretta); un rigonfiamento nelle classi centrali
(massimo nelle classi 35-39/40-44) ed un restringimento progressivo verso le classi più anziane.
Piramide Età DISTRETTO SOCIO-SANITARIO RMG6
ANNO 2011
95+
U omi ni
90-94
D onne
85-89
80-84
75-79
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
10-14
5-9
0-4
5
4
3
2
1
0
Valori %
10
1
2
3
4
5
Si riportano di seguito anche le strutture piramidali dei comuni del Distretto, divisi tra paesi di pianura
e montagna.
Piramidi per età dei Comuni di pianura
Pi ra mi de E tà AR TE NA
ANN O 2 011
95+
U om i ni
9 0-94
D onne
8 5-89
8 0-84
7 5-79
7 0-74
6 5-69
6 0-64
5 5-59
5 0-54
4 5-49
4 0-44
3 5-39
3 0-34
2 5-29
2 0-24
1 5-19
1 0-14
5-9
0-4
5
4
3
2
1
0
1
2
3
4
5
Valor i %
Piramide Età COLLEFERRO
ANN O 2011
95+
Uomini
90-94
85-89
80-84
75-79
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
10-14
5-9
0-4
5
4
3
2
1
0
1
Valori %
11
2
3
4
5
Donne
Piramide Età LABICO
ANNO 2011
95+
90-94
Uo m ini
D o nn e
85-89
80-84
75-79
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
10-14
5-9
0-4
7
5
3
1
Va lo r i %
1
3
5
7
P iramide Età VALMO NTON E
ANNO 2011
95+
Uomini
90-94
85-89
80-84
75-79
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
10-14
5-9
0-4
5
4
3
2
1
0
1
Valor i %
12
2
3
4
5
Do nne
Piramidi per età dei paesi di montagna
Piramide Età CARPINETO ROMANO
ANNO 2011
95+
90-94
85-89
80-84
75-79
70-74
65-69
60-64
55-59
Uo m ini
Do n ne
U om in i
Donne
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
10-14
5-9
0-4
5
4
3
2
1
0
1
2
3
4
5
Valo ri %
Piramide Età GAVIGNANO
ANNO 2011
95+
90-94
85-89
80-84
75-79
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
10-14
5-9
0-4
5
3
1
1
3
Valor i %
13
5
7
Piramide Età G ORGA
ANN O 201 1
95+
U om ini
90-94
Do nne
85-89
80-84
75-79
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
10-14
5-9
0-4
5
4
3
2
1
0
1
2
3
4
5
Va lor i %
Piramide Et à MO NTELAN ICO
ANNO 2011
95+
Uom ini
90- 94
85- 89
80- 84
75- 79
70- 74
65- 69
60- 64
55- 59
50- 54
45- 49
40- 44
35- 39
30- 34
25- 29
20- 24
15- 19
10- 14
5-9
0-4
5
4
3
2
1
0
1
Va lo ri %
14
2
3
4
5
Donne
P iramide Età SEGNI
AN NO 2011
95+
Uo mini
90-94
85-89
Do nne
80-84
75-79
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
10-14
5-9
0-4
5
4
3
2
1
0
1
2
3
4
5
Valor i %
La struttura piramidale dei paesi di pianura hanno una base più ampia di quelli dei paesi di
montagna, presumibilmente per effetto di una maggiore popolazione straniera di seconda generazione.
Mentre le caratteristiche dei paesi di montagna sono il rigonfiamento sempre più verso la parte alta
(verso la popolazione anziana) e un restringimento della base (popolazione giovane), tendente ad un
rovesciamento della piramide.
Si riportano di seguito, tab. 2.5, 2.6 e 2.7, i dati più recenti, aggiornati dall'Istat nel 2010 relativi al
bilancio demografico (saldo naturale e migratorio) ed ai nati vivi, divisi per comune, del nostro
Distretto socio-sanitario.
Tabella 2.5: Bilancio Demografico – Comparazione Comuni del Distretto RM G6, anno 2010.
Popolazione al 1°
Gennaio
Saldo Naturale
Saldo Migratorio e
per altri motivi
Popolazione al 31
Dicembre
ARTENA
13.763
50
146
14073
CARPINETO R.
4.748
-22
-12
4714
COLLEFERRO
22.170
-60
32
22142
GAVIGNANO
1.999
-3
-9
1987
GORGA
785
-3
-4
799
LABICO
5.834
39
109
5982
MONTELANICO
2.103
-2
55
2156
SEGNI
9.392
0
47
9394
VALMONTONE
15.130
58
281
15469
Distretto RM G6
75.924
57
645
76.716
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Istat_Mod.P2_Demoistat.
15
Dal bilancio demografico 2010 si trovano conferme a quanto detto finora con entrambi i saldi
positivi.
Si riportano qui di seguito le tabelle sui dati dei nati vivi, con relativa serie storica e grafico:
Tabella 2.6: Nati vivi Distretto RM G6 – Anno 2010
Comuni
Nati - Maschi Nati - Femmine Nati - Totale
Artena
89
68
157
Carpineto Romano
20
17
37
Colleferro
92
96
188
Gavignano
9
11
20
Gorga
4
1
5
Labico
46
33
79
Montelanico
7
11
18
Segni
39
39
78
Valmontone
94
84
178
DISTRETTO RM G6
400
360
760
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati ISTAT.
Tabella 2.7 : Nati vivi Distretto RM G6 – Serie Storica anni 1992-2010
Comune
1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Artena
Carpineto
Romano
129
34
42
40
34
36
33
33
31
34
23
36
32
28
41
44
32
36
43
37
Colleferro
200
232
220
204
216
192
195
162
169
149
177
173
198
172
193
198
213
218
188
Gavignano
19
17
17
17
21
19
16
12
16
13
14
14
24
21
10
23
15
18
20
Gorga
7
10
6
6
4
7
3
5
5
7
4
3
8
6
4
8
7
6
5
Labico
29
29
25
46
31
35
41
35
30
27
58
53
61
64
69
73
67
87
79
116
122
121
127
128
113
126
139
79
112
124
134
131
130
162
138
158
157
Montelanico
20
26
21
17
13
13
14
18
13
14
14
18
19
17
19
11
12
22
18
Segni
75
76
77
90
72
80
76
70
72
69
90
93
59
66
73
73
87
88
78
127
82
134
129
163
153
152
168
156
189
178
605
463
639
639
694
671
694
748
731
829
760
Valmontone 155 129 140 122 107 130 125 120
Distretto
RM G6
668 677 668 657 627 637 616 579
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati ISTAT.
Nati vivi Distretto RM G6 – Serie Storica anni 1992-2010
900
800
700
v.a.
600
500
400
300
200
100
19
92
19
93
19
94
19
95
19
96
19
97
19
98
19
99
20
00
20
01
20
02
20
03
20
04
20
05
20
06
20
07
20
08
20
09
20
10
0
anni
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati ISTAT.
16
Infine si presentano i dati relativi alla popolazione immigrata residente nel nostro Distretto.
Da un ventennio ormai, anche il nostro Distretto è interessato da flussi migratori, non solo
riguardanti la popolazione italiana ma anche da flussi migratori riguardanti la popolazione straniera, in
particolare extra-comunitari. Dopo un primo flusso immigratorio, cosiddetto di prima generazione,
riguardante soprattutto uomini in età lavorativa e richiedenti asilo politico, negli ultimi anni si assiste
ad una trasformazione del fenomeno riguardante la popolazione straniera che man mano si è andato
sempre più caratterizzando come “immigrazione di seconda generazione”, riguardando così i
ricongiungimenti familiari ed andando ad incidere sulla presenza della popolazione straniera, con una
maggiore presenza di donne e minori.
Tabella 2.8: Stranieri residenti per 100 abitanti; anno 2011.
M
F
MF
TOT.
ABITANTI
STRANIERI
RESIDENTI
PER 100
ABITANTI
ARTENA
CARPINETO
ROMANO
542
534
1076
13946
8
118
107
225
4682
COLLEFERRO
835
50
34
326
83
312
986
57
30
296
113
306
VALMONTONE
1087
948
TOTALE
3387
3377
1821
107
64
622
196
618
2035
6764
22088
1999
789
6142
2192
9348
15847
77033
5
8
5
8
10
9
7
13
8
COMUNI
GAVIGNANO
GORGA
LABICO
MONTELANICO
SEGNI
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe Comunali.
Anche per il 2011, il nostro Distretto conferma di trovarsi in linea con quanto accade a livello
nazionale. Infatti, se si osservano i dati rilevati nelle tabelle 2.8) la popolazione straniera residente del
Distretto è di n. 6.764, cioè l’8% della popolazione, sul totale. Considerando i due sub-ambiti, nei paesi
di pianura si registrano le maggiori percentuali di presenza per i comuni di Labico e Valmontone (10%
e 13%). Nel 2011 però l’aumento della popolazione straniera è fortemente rallentata
passando dal 6.366 del 2010 a 6.764 del 2011, mentre nell’anno prima l’aumento
registrato è stato di quasi 1.000 stranieri.
Si registra infatti uno stallo nella crescita per tutti i comuni della zona di pianura, tranne
Valmontone e, per i comuni della zona di montagna, tranne che per Carpineto Romano e Segni.
Nel 2010 è stata la presenza del sesso femminile superiore a quella del sesso maschile. Nel 2011,
anche se solo per 10 persone, sono gli uomini che superano le donne. Il paese con maggiori stranieri
residenti è Valmontone (n. 2.035) seguito da Colleferro (n. 1.821). Il paese, invece, con meno
17
residenti stranieri è Gorga (n. 64) che nel 2008 contava la presenza di n. 17 stranieri residenti
(presenza quasi quadruplicata in soli 4 anni).
Con i dati della Tabella 2.9) si rileva l’incidenza percentuale dei minori sul totale dei residenti stranieri,
al 31/12/2011.
Tabella 2.9: Minori stranieri residenti, per sesso, incidenza percentuale, anno 2011.
COMUNI
MINORI STRANIERI STRANIERI INCIDENZA
RESIDENTI
RESIDENTI % MINORI
SUL
TOTALE
DEI
RESIDENTI
STRANIERI
ARTENA
CARPINETO
ROMANO
COLLEFERRO
GAVIGNANO
GORGA
LABICO
MONTELANICO
SEGNI
VALMONTONE
TOTALE
M
F
MF
MF
MF
88
121
204
1076
19%
19
8
29
225
13%
168
25
11
72
23
60
218
676
175
16
21
57
22
47
171
634
364
45
30
143
47
117
427
1408
1821
107
64
622
196
618
2035
6764
20%
42%
47%
23%
24%
19%
21%
21%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe Comunali.
Come si rileva dalla tabella, il 21% degli stranieri residenti nel Distretto è minorenne. I paesi sopra
la media del Distretto sono Gorga, Gavignano, Montelanico e Labico, mentre i restanti sono uguali o
sotto la media del Distretto.
La presenza del sesso maschile è leggermente maggiore rispetto a quella del sesso femminile
(proprio perché nascono “biologicamente” più maschi che femmine). Anche rispetto alla popolazione
minorile, rimangono Colleferro e Valmontone i Paesi con maggior numero di stranieri residenti; mentre
a Carpineto Romano si registra la minore incidenza dei minori sul totale dei residenti stranieri.
18
3. Delineare il quadro territoriale dei bisogni (specificare i disagi più acuti e gli
squilibri nelle varie zone del Distretto e, successivamente, articolare i bisogni
per macroaree. Per ogni tipologia di disagio indicare l’utenza potenziale e
l’utenza effettiva).
Alla luce dell’analisi territoriale del Distretto, sia dal punto di vista quantitativo, con l’utilizzo dei
principali e più indicativi indici statistici, sia dal punto di vista qualitativo con l’utilizzo della tecnica
del focus group, tra le Referenti della Commissione Tecnico-Progettuale, che sono le professionalità
a più stretto contatto con l’utenza nei Servizi Sociali dei singoli Comuni, si è deciso di suddividere il
territorio dello stesso in due zone, omogenee per conformazione geomorfologia e caratteristiche
socio-economiche: la zona di montagna e la zona di pianura. Tale decisione è di fatto confermata
dall’analisi socio-demografica fatta finora, che ha di fatto confermato l’omogeneità ipotizzata tra i
Comuni raggruppati come zona di montagna e tra quelli raggruppati nella zona di pianura.
La zona di montagna comprende i Comuni di Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Montelanico
e Segni. Le caratteristiche principali che la contraddistinguono sono la grande incidenza della
popolazione anziana (Terza e Quarta età) sul totale della popolazione ed il progressivo diminuire
della popolazione minorile. Anche alla luce dell'analisi dei principali indicatori, usati per un primo
studio della domanda sociale del Distretto, si può confermare quanto detto finora e precisare che
Carpineto Romano risulta il paese con le caratteristiche demografiche, geomorfologiche e socioeconomiche che maggiormente identificano i paesi dell'entroterra lepino, subito seguito da Gorga; il
paese "meno lepino", almeno per ciò che riguarda gli indici di carico sociale minori e degli anziani, è
Gavignano.
Per quanto riguarda il suo profilo socio-economico, ci sono ancora forme tradizionali di attività
come l’agricoltura e l’artigianato, però la maggior parte della popolazione in condizione lavorativa, si
sposta nei paesi limitrofi e verso Roma, impiegata soprattutto nel terziario, dando così luogo ad un
consistente fenomeno del pendolarismo.
La zona di pianura comprende i Comuni di Artena, Colleferro, Labico e Valmontone. Le
caratteristiche principali di questa zona riguardano la minore incidenza della popolazione anziana sul
totale della stessa ed una maggiore presenza della popolazione minorile. Questa affermazione
sembra trovare conferma nell'analisi degli indici di carico sociale minori e degli anziani. A questo
riguardo Labico si mostra come il paese più dinamico, per caratteristiche demografiche,
geomorfologiche e socio-economiche, così come ci conferma la sua posizione a ridosso della
periferia della città di Roma, viene quindi definito come il paese maggiormente rappresentativo di
quelli che costituiscono la zona di pianura, subito seguito da Valmontone. Colleferro, nonostante sia
la cittadina con il numero più elevato di popolazione residente, è il paese che più si avvicina a quelli
di montagna non solo per vicinanza geografica, questo spiega quanto detto prima sul flusso di
19
persone che dai paesi limitrofi si spostano a Colleferro, dando origine ad un vero e proprio
fenomeno di pendolarismo interno. Per quanto riguarda il suo profilo socio-economico, si registra la
presenza di industrie e della PMI, la prima riguarda il settore dell’industria pesante e la
componentistica per auto, mentre la seconda riguarda i servizi ed il terziario in generale4.
Alla luce di questo, per l’eventuale organizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi
sociali, potrà essere di seguito inserito tra i comuni della zona di montagna, facenti parte della XVIII
Comunità Montana dei Monti Lepini.
Tale risultato viene confermato dall’analisi della domanda sociale rilevata per ogni macroarea di
intervento, come di seguito meglio specificato.
Per l'analisi della domanda/offerta, i Report del Distretto Socio Sanitario RMG6 rappresentano un
significativo risultato raggiunto dall’Osservatorio Sociale dell’Ufficio di Piano, insieme al Comitato
Tecnico ed i soggetti gestori dei servizi implementati. Il Report, un sistema di indicatori che assume i
principi di integrazione della 328 e che si pone come strumento a supporto di un modello di
programmazione come quello dei Piani di Zona, deve essere in grado di rispondere alle esigenze che
emergono nel corso dei processi decisionali. Per questo la conoscenza dell’assetto istituzionale e delle
specificità delle aree tematiche rappresenta il punto di partenza del percorso. I Report sui servizi si
articolano in quattro parti: la prima mette a confronto la progettazione dei sei Distretti Socio-Sanitari
della ASL RM G, quale attività di benchmarking; la seconda traccia il profilo dell’utenza e del target
della domanda sociale pervenuta al Servizio; la terza parte vuole invece tracciare il target dell’offerta
relativo al personale impiegato ed al servizio erogato. Infine, la quarta parte presenta l’analisi degli
indicatori quali-quantitativi relativi alle funzioni espletate dai servizi, con indicatori di efficacia,
efficienza e costi.
L'Osservatorio Sociale dell’Ufficio di Piano, attraverso il "Piano di Monitoraggio e Valutazione"
analizza, da un punto di vista quali-quantitativo, i servizi del Piano di Zona, verificando l’appropriatezza
degli interventi, la loro efficacia ed efficienza, in una parola testa la qualità del Servizio. Tale attività di
monitoraggio e valutazione viene effettuata tramite azioni di osservazione costante sul campo, prima
mediante monitoraggio e aggiornamento continuo dei dati, indagando le diverse fonti a disposizione
(Servizi Sociali e Soggetto Gestore), quindi, con attività di analisi statistica e valutazione che viene
svolta a cadenza semestrale con la stesura del Report stesso.
Si passa ora ad illustrare, per ogni area di intervento, i dati relativi ai bisogni della popolazione
e alla tipologia di domanda, potenziale ed effettiva.
4
Ibidem, pagg. 325-336.
20
3.a. Area Minori e Famiglia
Per quanto riguarda l’area Minori e Famiglia è importante prendere in considerazione l’indice di
dipendenza giovanile, come rilevante indicatore economico-sociale che rapporta le persone non
autonome per ragioni demografiche (età) con la popolazione attiva. Con tale indicatore possiamo
individuare i disagi più acuti e gli eventuali squilibri, nelle varie zone del Distretto per poter meglio
articolare i bisogni per macroaree.
Tabella 3.1: Indice di dipendenza giovanile %. Anni 2003-2011.
COMUNI
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
%
%
%
%
%
%
%
%
%
Artena
18
23
23
23
23
24
22
23
24
Carpineto R.
17
16
16
17
17
18
17
17
17
Colleferro
20
20
20
20
20
21
20
21
22
Gavignano
23
24
24
23
22
21
23
23
24
Gorga
18
17
19
15
17
16
17
17
17
Labico
26
25
25
25
25
26
25
26
27
Montelanico
20
20
19
19
18
18
19
20
20
Segni
21
20
20
20
20
20
20
20
20
Valmontone
22
22
21
22
22
22
22
22
22
20
21
22
21
21
21
21
21
21
DISTRETTO
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe Comunali.
Rispetto all’anno 2005, l’indice di dipendenza giovanile medio di Distretto ha avuto un lieve
decremento nel 2006, rimanendo stabile fino ad oggi, quindi si registra una minore incidenza della
popolazione giovane rispetto alla popolazione attiva (15-64). Nel 2011, i paesi che registrano un più
evidente calo del peso della popolazione giovanile, risultano essere Carpineto Romano e Gorga (17%).
E’ ancora Gavignano il paese della zona di montagna “meno lepino”; mentre Colleferro che fino al 2012
è stato l’unico paese della zona di pianura che ha avuto un indice di dipendenza giovanile più basso,
ha quest’anno un indice di dipendenza giovanile superiore, alla media del Distretto, seppure di un solo
punto.
Nel Piano di Zona-Anno 2005, i paesi della zona di pianura avevano, tutti un indice di carico sociale
minori al di sopra della media, mentre i paesi della zona di montagna avevano tutti un indice al di sotto
della media, con Colleferro e Gavignano quali eccezioni per le due zone.
Confrontando l’andamento degli ultimi tre anni, possiamo ancora attenerci alla distinzione tra paesi
di pianura e di montagna. Per quanto riguarda i primi sono tutti in aumento costante, tranne
Valmontone, mentre per i secondi si registra una sostanziale stabilità dell’indice, tranne che per
Gavignano che registra un aumento nell’ultimo anno.
21
Si ipotizza ancora che i Comuni di Pianura sono quelli maggiormente interessati ad adottare una
programmazione dei Servizi e degli interventi a favore di questa fascia di popolazione, sia per quanto
riguarda la prevenzione del disagio minorile e giovanile, con attività ludico-ricreative, sia di recupero e
riabilitazione con specifici interventi dedicati a risolvere i disagi più acuti rilevati.
Si presentano ora i dati relativi alla popolazione residente per stato civile ed alle famiglie:
Tabella 3.2: Stato civile (divisi per sesso), al 31.12.2011.
celibi/nubili
M
F
T
ARTENA
3220
2653
5873
CARPINETO R. 1.026
803
1829
COLLEFERRO
4.726 4.108 8834
GAVIGNANO
441
361
802
GORGA
180
140
320
LABICO
1.445 1.263 2708
MONTELANICO
453
409
862
SEGNI
2.019 1.625 3644
COMUNI
VALMONTONE
TOTALE
coniugati/e
M
F
T
3501
3479
6980
1.189 1.224 2413
5.500 5.688 11188
535
523
1058
194
204
398
1.534 1.535 3069
565
549
1114
2.378 2.388 4766
3.730 3.134 6864 3.914 3.971 7885
17.240 14.496 31.736 19.310 19.561 38.871
divorziati/e
M
F
T
68
101 169
9
20
29
105
233 338
6
6
12
3
6
9
36
64 100
17
24
41
60
75 135
M
144
70
269
22
7
47
28
118
76
82
151
380
611
158
991
856
vedovi/e
F
780
344
1.459
105
55
218
147
695
T
924
414
1728
127
62
265
175
813
810
961
4.613 5.469
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe Comunali.
Dall'osservazione della tabella 3.2 sullo stato civile della popolazione del nostro Distretto, è
interessante notare che le vedove sono cinque volte di più dei vedovi, questo per l'effetto demografico
della popolazione anziana, ovvero che le donne vivono più degli uomini. Inoltre, si può osservare che
le donne divorziate sono il doppio degli uomini.
Tabella 3.3: Numero Famiglie, numero di convivenze e numero
medio di componenti per famiglia al 31/12/2011.
Numero di
Convivenze in
anagrafe
v.a.
v.p.
Numero
medio di
componenti
per famiglia
Artena
Carpineto
Romano
5.456
18%
2
5
16%
1.790
6%
2.07
4
13%
Colleferro
9.004
30%
2.04
8
26%
Gavignano
762
3%
2.05
0
0%
Gorga
318
1%
2.05
0
0%
Labico
2.227
7%
2.07
1
3%
915
3%
2.04
0
0%
Segni
3.744
12%
2.05
9
29%
Valmontone
DISTRETTO RM
G6
6.002
20%
2.07
4
13%
30.218
100%
2,06
31
100%
Numero di famiglie
COMUNI
Montelanico
v.a.
v.p.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe Comunale. Anno 2010.
22
Dalla tabella 3.3. si evince che le famiglie del nostro Distretto si compongono mediamente di più
di due componenti per famiglia, con Labico, Valmontone e Carpineto Romano a 2,07 e Artena che
registra il numero minore con 2.
Nelle Aree Responsabilità Familiari e Minori, possiamo analizzare i dati pervenuti dalle U.U.O.O. che
operano in queste aree di intervento: Consultorio Familiare e Settore Tutela Salute Mentale e
Riabilitazione Età Evolutiva (S.T.S.M.R.E.E.).
Si riportano di seguito i dati dell’attività consultoriale del nostro Distretto.
Tabella 3.4: Utenza dei Consultori Familiari di Colleferro e Valmontone, totale e straniera–Anno 2011.
Utenza totale
Consultorio
di cui stranieri
v.a.
v.p.
Colleferro
1.668
277
17%
Valmontone
1234
81
7%
Totale
2.902
358
12%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
Le donne accolte nei Consultori dei Distretti dell'ASL RM G6 sono in totale 2.902, in leggero aumento
rispetto all’anno passato, di queste il 12% è di nazionalità straniera (n. 358). L’utenza straniera è in
leggero calo passando dal 16% nel 2010 al 12% nel 2011.
Si riporta di seguito (tabelle 3.5, 3.6 e 3.7) la nazionalità di provenienza delle donne straniere seguite
nei consultori di Colleferro e Valmontone.
Nella tabella 3.5, in particolare, si illustrano i dati relativi alla nazionalità di provenienza delle donne
straniere accolte nel consultorio di Colleferro:
Tabella 3.5: Donne straniere seguite nel Consultorio di Colleferro, per nazionalità - anno 2011.
Nazionalità
v.a.
Nazionalità
v.a.
Nazionalità v.a.
Romania
Bulgaria
Albania
Polonia
Cuba
Macedonia
Tunisia
109
71
29
9
1
6
Marocco
Brasile
Congo
Ucraina
Nigeria
Russia
1
Moldavia
11
4
4
5
4
1
5
Algeria
Slovacchia
Spagna
Yemen
Ghana
India
Costa
D'Avorio
Cina
1
TOTALE N. 277
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
23
2
2
2
2
2
2
1
Nella tabella 3.6 si illustrano i dati relativi alla nazionalità di provenienza delle donne straniere accolte
nel consultorio di Valmontone.
Tabella 3.6: Donne straniere seguite nel Consultorio di Valmontone, per nazionalità - anno 2011.
Nazionalità
Romania
Marocco
Camerun
Senegal
Yugoslavia
Equador
Bielorussia
Polonia
Cuba
Bulgaria
v.a.
45
4
1
1
1
2
1
4
2
1
Nazionalità
Perù
Austria
Albania
Germania
Brasile
Bangladesh
v.a.
1
1
3
1
1
1
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
La maggioranza di donne seguite in tutti i Consultori del nostro Distretto proviene dalla Romania, che è
la nazionalità più presente sul territorio.
La seconda nazionalità più presente per il consultorio di Colleferro è la Bulgaria, per quello di
Valmontone la Polonia e il Marocco.
Si riportano, di seguito, le attività svolte nei diversi consultori. Il Consultorio di Colleferro è sicuramente
quello con maggior numero di attività. Le donne che si sono rivolte ai Consultori di Colleferro e
Valmontone, per l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) sono n. 97 (il 14% del totale), in leggera
flessione rispetto all’anno passato (21%).
I partecipanti ai corsi di nascita ed agli "incontri post-parto e primo anni di vita" sono stati in totale
rispettivamente n.223 e n. 138.
I corsi menopausa e gli interventi di educazione alla salute si sono svolti solo presso il consultorio di
Colleferro, con n. 17 partecipanti per il primo, ancora in leggera flessione rispetto agli anni passati, e
n. 57 interventi per il secondo.
Tabella 3.7: Diverse attività nei Consultori di Colleferro, Valmontone - anno 2011.
Attività
Certificazioni IVG
Partecipanti corsi di nascita
Incontri post-parto e primo anni di vita
Partecipanti corsi menopausa
Interventi di educazione alla salute
Totale interventi
Consultorio
Colleferro
64
223
87
17
35
426
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
24
Consultorio
Valmontone
33
138
74
0
22
267
Totale
97
361
161
17
57
693
Le attività principali risultano essere, per tutti i consultori, i corsi di nascita e gli "incontri post-parto e
primo anno di vita", insieme alle certificazioni IVG. Per le prime due attività, si riportano di seguito i
dati per ciascun consultorio, relativi alla provenienza e la nazionalità.
Si riportano di seguito i partecipanti ai corsi di nascita:
Tabella 3.8: Partecipanti ai corsi di nascita nei Consultori di Colleferro e Valmontone per provenienza. Anno 2011.
CONSULTORIO
Provenienza
COLLEFERRO
VALMONTONE
TOTALE
% sul totale
Artena
5
15
20
9%
Carpineto Romano
13
0
13
6%
Colleferro
83
1
84
40%
Gavignano
5
0
5
2%
Gorga
0
0
0
0%
Labico
0
14
14
7%
Montelanico
9
0
9
4%
Segni
16
0
16
8%
Valmontone
1
45
46
22%
NP
0
5
5
2%
DISTRETTO RM G6
132
80
212
94%
FUORI DISTRETTO RM G6
4
10
14
6%
Totale Nazionalità Italiana
136
90
226
100%
Totale utenti Stranieri
Totale utenti maschi
22
65
5
43
27
108
7%
30%
Totale generale
223
138
361
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
Tabella 3.9: Partecipanti ai corsi di nascita nei Consultori di Colleferro e Valmontone per nazionalità. Anno 2011.
NAZIONALITA'
CONSULTORIO
%
sul
totale
Romania
Albania
Moldavia
Slovacchia
Ucraina
Argentina
Marocco
Polonia
COLLEFERRO
12
3
2
1
1
1
1
1
VALMONTONE
4
0
1
0
0
0
0
0
TOTALE
16
3
3
1
1
1
1
1
59%
11%
11%
4%
4%
4%
4%
4%
Totale
22
5
27
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
Le donne partecipano ai corsi per le nascite più degli uomini (circa il doppio) e per la maggior parte
sono di nazionalità italiana.
25
Si riportano di seguito i partecipanti agli incontri post-parto e primo anno di vita:
Tabella 3.10: Incontri post-parto e primo anno di vita, nei Consultori di Colleferro
e Valmontone. Consultori di Colleferro e Valmontone, anno 2011.
Consultorio
Consultorio
Colleferro
Valmontone
V.A.
V.A.
Donne
87
74
Uomini
0
8
Bambini
87
74
Incontri post-parto e primo anni di vita
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
Questa tipologia di attività viene effettuata nei Consultori di Colleferro e Valmontone. Per il
Consultorio di Colleferro circa la metà dell’utenza risiede nello paese stesso, seguita dall’utenza di
Segni (8%); risultano utenti residenti solo in altri tre Comuni, ossia Artena, Carpineto Romano e
Montelanico, Gavignano e Valmontone; mentre il 16% sono stranieri.
Nel Consultorio di Valmontone, più della metà dell’utenza è residente nel Comune di Valmontone;
l’altra metà è residente nel Comune di Labico e nel Comune di Artena. Non risultano utenti di altri
comuni del Distretto; gli stranieri sono il 6,25%.
Si riportano, in tabella 3.11, i dati relativi alla certificazione dell’Interruzione Volontaria di
Gravidanza (IVG):
Tabella 3.11: CERTIFICAZIONI IVG nei Consultori di Colleferro e Valmontone. Anno 2011.
CONSULTORIO
Donne italiane
Donne
straniere
Minori
Totale
COLLEFERRO
VALMONTONE
TOTALE
30
17
47
29
13
42
5
3
8
64
33
97
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
Sul totale di 97 certificazioni, nei due Consultori del Distretto, circa la metà è straniera, l’altra è di
nazionalità italiana, con una maggiore richiesta da parte di donne italiane. Di queste 97, solo 8 sono
state certificazioni rivolte a minori (8,25%).
Nella tabella 3.12 si riportano le certificazioni IVG per nazionalità nei Consultori di Colleferro e
Valmontone.
26
Tabella 3.12 : Certificazioni IVG per nazionalità nei Consultori di Colleferro e Valmontone. Anno 2011.
NAZIONALITA'
Romania
Senegal
Etiopia
Marocco
Bulgaria
Ghana
Slovacchia
Yugoslavia
Brasile
Moldavia
Tunisia
Equador
Ucraina
India
Totale
CONSULTORIO
COLLEFERRO
10
0
0
0
10
1
1
1
1
1
1
1
1
1
29
VALMONTONE
10
1
1
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
13
TOTALE
10
1
1
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
42
% sul totale
24%
2%
2%
2%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
Nella tabella 3.13 si riportano i dati relativi alla tipologia di utenza nei due Consultori del Distretto.
Tabella 3.13: Tipologia di utenza nei Consultori di Colleferro e Valmontone. Anno 2011.
Tipologia utenza
Famiglie
Coppie
Totale
Consultorio
Colleferro
6
15
21
Consultorio
Valmontone
10
23
33
Totale
16
38
54
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G6.
Le problematiche presentate e affrontate con le famiglie sono: sostegno alla genitorialità e primo anno
di vita del bambino; fecondazione assistita; Tribunale dei Minori; sostegno alla genitorialità e sostegno
per affidamento familiare. Le problematiche relative alle coppie sono: conflitti di coppia; sostegno alla
genitorialità; separazione; interruzione volontaria di gravidanza (IVG).
Nella seguente tabella 3.14 si riportano i dati relativi ai ragazzi che si sono rivolti allo “Spazio
giovani”. Il Servizio “Spazio Giovani” accoglie ragazzi dai 14 ai 24 anni ed è attivo nel Consultorio di
Colleferro per un totale di 173 ragazzi. Di questi la maggior parte si è rivolto al servizio del Consultorio
di Colleferro per problematiche ginecologiche.
27
Si riportano, nella seguente tabella, i dati relativi al periodo 2004 – 2011. Come si vede dalla tabella
l’andamento è abbastanza stabile, con un picco di richieste nel 2006 ed una flessione da allora fino al
2011.
Tabella 3.14: N° ragazzi accolti dal Servizio “Spazio Giovani” per tipo di problematiche, Consultorio Colleferro
–Valori assoluti e percentuali. Anni 2004 - 2011.
2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
TIPOLOGIA DI PROBLEMATICHE
v.a. 13
36
v.p. 7%
29% 9%
14% 11% 13% 11% 12%
v.a. 186
90
158
27
25
21
23
20
20
PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE
PROBLEMATICHE GINECOLOGICHE E
OSTETRICHE
269
174
155
156
153
v.p. 93% 71% 91% 86% 89% 87% 89% 88%
TOTALE
199
126
296
183
195
178
176
173
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Consultorio Familiare di Colleferro – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Tabella 3.14.1: Prestazioni del Servizio “Spazio Giovani”,
Consultorio Colleferro – Valori assoluti. Anno 2011.
PRESTAZIONI "SPAZIO GIOVANI"
VISITE GINECOLOGICHE
VISITE OSTETRICHE
CONSULENZE E PSICOTERAPIE
v.a.
261
102
81
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Consultorio
Familiare di Colleferro – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
La maggior parte dei ragazzi, l'88% si rivolge allo “Spazio Giovani” per problematiche ginecologiche,
ossia per disagio relazionale intra ed extrafamiliare, disturbi del comportamento, dell’affettività,
relazioni tra pari, sindromi ansiose, colloqui IVG (interruzione volontaria della gravidanza). Il restante
12%, invece, si rivolge per problematiche psicologiche, quali: contraccezione, pillola post-coitale, visite
in gravidanza, post-parto, pap-test e visita ginecologica, visita seno, infezioni vaginali. Vista la
differenza dei casi seguiti per problematiche ginecologiche e ostetriche rispetto ai casi con
problematiche psicologiche, si deduce che gli utenti che fanno uso di tali servizi siano prettamente di
sesso femminile.
Le adozioni totali nell'anno 2011 sono state in totale n. 36 coppie e n. 19 minori.
Si passa ora ad analizzare i dati relativi alle adozioni nazionali ed internazionali per l'anno 2009 in
quanto non ci sono stati aggiornati per l'anno 2011 relativamente alle variabili socio-demografiche.
Si riporta di seguito il numero di adozioni nell'anno 2009 divise per paese di provenienza:
28
Tabella 3.15: Adozioni per comune di provenienza. Anno 2009.
COMUNE
V.A. V.P.
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
DISTRETTO RM G6
Fuori Distretto RM G6
Totale
5
0
6
0
0
4
0
4
5
24
10
34
21%
0%
25%
0%
0%
17%
0%
17%
21%
71%
29%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Consultorio
Familiare di Colleferro – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Il 71% delle adozioni del Consultorio di Colleferro ha interessato comuni del nostro Distretto. In
particolare Artena (21%), Colleferro (25%), Labico (17%), Segni (17%) e Valmontone (21%). Le
coppie interessate sono state n. 34.
Il GIL Adozioni segue le procedure inerenti le Adozioni nazionali e/o internazionali. La serie storica
riportata in tabella 3.16 e nel grafico seguente, evidenzia un andamento incostante nel tempo con un
picco nell’anno 2004 per le adozioni nazionali ed un picco nel 2005 nelle adozioni internazionali.
Tabella 3.16: Adozioni. Serie Storica 1998-2008.
ANNO
N.
ADN
ADOZIONI
TOTALI
1998
2
2
1999
2
0
2000
8
2
2001
2
0
2002
2
1
2003
3
1
2004
7
3
2005
8
0
2006
2
0
2007
1
0
2008
\
\
Totale 1998-2008
37
9
ADI
0
2
6
2
1
2
4
8
2
1
\
28
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Gruppo Integrato Lavoro Adozioni – ASL RM G, Distretto di Colleferro.
29
ADOZIONI NAZIONALI (ADN) ED INTERNAZIONALI (ADI)
9
8
7
6
5
4
3
2
1
0
1998
1999
2000
2001
2002
2003
ADN
2004
2005
2006
2007
2008
ADI
Nella tabella 3.17 si riportano i dati delle adozioni nazionali ed internazionali per comune di residenza,
aggiornati al 2008 e al 2009.
Tabella 3.17: Adozioni nazionali ed internazionali
per comune di residenza, anni 2008 e 2009.
COMUNE
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
DISTRETTO RM G6
Altri Distretti
ANNI
2008
9
1
10
0
2
4
3
2
6
37
/
2009
5
0
6
0
0
4
0
4
5
24
10
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Gruppo
Integrato Lavoro Adozioni – ASL RM G, Distretto di Colleferro.
Il dato maggiore nel 2008 si osserva per Colleferro (10) e Artena (9), il dato minore viene rilevato per
Carpineto Romano (1); nulla per Gavignano. Nell'anno 2009 il numero di adozioni è diminuito rispetto
all'anno precedente, se si osserva il dato distrettuale, passando da 37 adozioni a 24 adozioni. Si sono
30
registrati, invece, n. 10 le adozioni di minori con famiglie adottive residenti fuori dal nostro Distretto. Il
numero di coppie interessate e formate sono state in totale 24.
Per quanto riguarda le adozioni internazionali, la tabella 3.18 registra il dato, aggiornato all'anno 2008,
per paese di provenienze, quelli che registrano più arrivi sono la Colombia (29%) ed il Brasile (21%).
Tabella 3.18: Adozioni internazionali per Nazione, dal 1998 al 2008.
Nazione
ADI
v.p.
Bulgaria
Ucraina
Bielorussia
Colombia
Russia
Brasile
Polonia
Cile
India
Totale
2
3
1
8
3
6
3
1
1
28
7%
11%
4%
29%
11%
21%
11%
4%
4%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Gruppo
Integrato Lavoro Adozioni – ASL RM G, Distretto di Colleferro.
Altro dato interessante viene rilevato dalla tabella 3.19 e riguarda l’età registrata per i bambini
adottati. Nell’adozione nazionale il 78% dei bambini ha un’età minore o uguale ad un mese; mentre,
nell’adozione internazionale il 93% dei bambini ha un’età maggiore di 36 mesi, fino ad un massimo di
11 anni.
Tabella 3.19: Adozioni totali, ADN (Adozioni Nazionali) e ADI (Adozioni Internazionali) per classi d’età. Anno 2009.
Età
N. ADOZIONI TOTALI
va
vp
Minore o uguale ad un mese
7
19%
da 1-18 mesi
1
3%
da 18-36 mesi
2
5%
Maggiore di 36 mesi (max 11 anni) 27
73%
37
100%
ADN
va vp
7 78%
1 11%
0 0%
1 11%
9 100%
ADI
va
0
0
2
26
28
vp
0%
0%
7%
93%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Gruppo Integrato Lavoro Adozioni – ASL RM G, Distretto di Colleferro.
Passiamo ora ad illustrare i dati relativi al Progetto “Polo Affidi”. La attività svolte dal Polo sono le
seguenti: formazione delle famiglie affidatarie, colloqui informativi, valutazione ed abbinamento
minore-famiglia.
Rispetto a queste attività i dati sono i seguenti:
31
Tabella 3.20: Attività Polo Affidi – dal 1998 al 2005.
TIPO DI INTERVENTO
Formazione famiglie
Colloqui informativi
Abbinamento minore-famiglia
Valutazione coppie
N° INTERVENTI
26
12
4
5
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Polo Affidi.
Nella tabella 3.21 si riportano invece i dati relativi al numero dei minori in affidamento familiare per
l’intero territorio distrettuale:
Tabella 3.21: Numero di minori in affidamento familiare al 31.12.2010.
COMUNI
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
TOTALE N° MINORI
N° MINORI
0
0
1
0
0
3
1
1
1
7
N° MINORI
PATOLOGIA
0
0
1
0
0
1
1
/
/
3
CON
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Servizi Sociali Comunali.
Si passa ora ad analizzare i dati del Servizio Tutela Salute Mentale Riabilitazione Età Evolutiva U.O.S.
TSMREE di Colleferro. Per la non disponibilità di sistemi informativi capaci di confrontare ed incrociare i
dati tra sociale e sanitario, si evidenziare anche per questo aggiornamento, l’impossibilità di illustrare il
numero di minori che vengono seguiti sia dal S.T.S.M.R.E.E. sia dai Servizi Sociali Comunali.
Tabella 3.22: Serie Storica dei Minori seguiti e accolti dall’U.O.S. T.S.M.R.E.E. di Colleferro. Anni 2005-2011.
Anni
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
Nuove
Minori seguiti accoglienze
500
119
543
132
632
148
653
143
638
187
741
199
755
187
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.T.S.M.R.E.E. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
32
Grafico (tab.3.22): Serie Storica dei Minori seguiti e accolti dall’U.O.S. T.S.M.R.E.E. di Colleferro. Anni 2005-2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.T.S.M.R.E.E. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Sia i minori seguiti sia le nuove accoglienze sono in costante aumento, da 500 e 119 del 2005 a 755 e
187 del 2011, tutti e due aumentati di quasi il 50%.
Nelle seguenti tabelle si rilevano i dati relativi alla tipologia di intervento (tab.3.23), al comune di
residenza (tab. 3.24) ed alle classi di età (tab. 3.25) dei minori seguiti dal Servizio:
Tabella 3.23: Tipologia di intervento S.T.S.M.R.E.E. – Anni 2009 - 2010 -2011.
2009
2010
2011
Tipologia d'intervento
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
Servizio Sociale
426
33%
447
31%
455
33%
Neuropsichiatria infantile
480
38%
610
43%
625
46%
Psicologia clinica
230
18%
220
15%
205
15%
Riabilitazione neurolinguistica 113
9%
127
9%
61
4%
Riabilitazione neuromotoria
23
2%
25
2%
18
1%
Totale
1.272
100%
1429
100%
1364
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.T.S.M.R.E.E. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Gli interventi maggiori sono quelli della Neuro Psichiatria Infantile (46%) e dell’Assistenza Sociale
(33%), i primi in leggero aumento rispetto al 2009, i secondi stabili.
Si riportano, di seguito, i minori seguiti dall’U.O.S. T.S.M.R.E.E. di Colleferro per comune di residenza,
comparando gli ultimi quattro anni rilevati (2008, 2009, 2010, 2011).
33
Tabella 3.24: Utenti S.T.S.M.R.E.E. per Comune di residenza – Anni 2008-2009-2010-2011.
Anno 2008
COMUNE
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
DISTRETTO RM G6
FUORI DISTRETTO RM G6
TOTALE
v.a.
140
20
180
18
1
53
15
54
139
620
4
624
Anno 2009
v.p.
23%
3%
29%
3%
0%
9%
2%
9%
22%
99%
1%
100%
v.a.
v.p.
143
23%
25
4%
154
24%
14
2%
4
1%
64
10%
18
3%
59
9%
150
24%
631
99%
7
1%
638 100%
Anno 2010
v.a.
159
26
180
17
7
90
14
69
168
730
11
741
v.p.
21%
4%
24%
2%
1%
12%
2%
9%
23%
99%
1%
100%
Anno 2011
v.a.
172
19
197
16
7
87
13
73
154
738
17
755
v.p.
23%
3%
26%
2%
1%
12%
2%
10%
20%
98%
2%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.T.S.M.R.E.E. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Per il 2011 il 98% dei minori seguiti sono residenti nel Distretto. Diversa è invece la provenienza
all’interno del Distretto: si registra un aumento per i Comuni di Artena, Colleferro e Segni; una
diminuzione per i Comuni di Carpineto Romano e Valmontone; stabilità per il Comune di Gavignano
Gorga, Labico e Montelanico.
Per quanto riguarda l’età, il 67% dei minori seguiti ha tra i 4 e i 10 anni, il 22% tra gli 11 ed i 17 anni
ed il 7% è compreso nella fascia 0-3 anni. I ragazzi seguiti, con età superiore ai 18 anni,
rappresentano il 4% dell’utenza. Da notare il netto calo registrato per l’utenza nella fascia d’età 0-3
anni ed il consistente aumento della fascia d’età 4-10 anni, ciò fa presupporre che ci sia una
prevalenza di minori seguiti di 4 anni d’età.
Tabella 3.25: Utenti S.T.S.M.R.E.E. divisi per classi d’età – Anni 2009-2010-2011.
2009
PARTICOLARI CLASSI
D'ETA'
da 0 a 3 anni
da 4 a 10 anni
da 11 a 17 anni
Maggiorenni
44
300
267
27
TOTALE
638
2010
2011
7%
47%
42%
4%
v.a.
224
403
286
28
v.p.
24%
43%
30%
3%
v.a.
54
508
164
29
7%
67%
22%
4%
100%
941
100%
755
100%
v.a.
v.p.
v.p.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.T.S.M.R.E.E. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
“Questi dati ci indicano che sempre di più l’età di accesso al Servizio si è andata, nel tempo,
abbassandosi gradualmente. Inoltre sempre di più la fascia di età compresa tra 11 /18 anni, accede al
Servizio, per il trattamento di problematiche comportamentali e disturbi di natura psicopatologica non
riferibili all’handicap”5.
5
Dott.ssa Maria Angela Di Ruzza. Nota di invio dati al Direttore del Distretto Sanitario. Anno 2011.
34
Nella tabella 3.26 si riportano i dati relativi alle attività di Neuropsichiatria (NPI) del Servizio
T.S.M.R.E.E. per gli anni 2008 e 2010; per il 2011 non è stato possibile aggiornate il dato:
Tabella 3.26 - Numero totale 1° Visita NPI, Numero totale Visite di controllo,
Numero totale GLH Op. effettuati dai NPI del STSMREE di Colleferro. Anno 2008 e anno 2010.
Attivita'
N. Tot. 1° Visita NPI
Tempi di attesa
N. Tot. Visite di controllo
N. Tot. GLH operativi
ANNI
2008
154
30/40 giorni
2010
198
60/90 giorni
703
218
915
277
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.T.S.M.R.E.E. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
I dati epidemiologici riportati nella tabella, segnalano un carico di lavoro dell’attività di NPI aumentato
globalmente di circa il 25% nell’arco degli ultimi due anni, dal 2008 al 2010; Inoltre si sono allungati
i tempi di attesa, che passano dai 30 / 40 giorni ai 60 / 90 per la 1° visita NPI.
“L’attività di Neuropsichiatria Infantile di un Servizio di TSMREE, si esplica in una presa in carico
complessiva e longitudinale dell’utente, di età compresa tra 0 e 18 anni e comprende oltre a tutte le
prestazioni a carattere prettamente sanitario, tutte quelle volte al supporto e al monitoraggio di
interventi riabilitativi ed educativi, successivi alla diagnosi e alla verifica del trattamento terapeutico.
Tale attività, in tutta la sua articolazione, si occupa in particolare:
dei disturbi psicopatologici dell’età evolutiva che richiedono azioni di prevenzione secondaria, di
diagnosi precoce e di presa in carico;
delle patologie neurologiche e della psicopatologia grave che richiedono interventi terapeutici
immediati e continuativi nel tempo;
della disabilità in età evolutiva che richiede interventi integrati e complessi, volti alla riduzione del
danno e alla prevenzione delle problematiche dette di innesto;
delle attività di prescrizione, verifica e valutazione delle prestazioni riabilitative presso strutture private
accreditate ambulatoriali, semiresidenziali e residenziali;
delle attività relative all’integrazione scolastica degli alunni disabili e di quelli con difficoltà sia di
apprendimento che di comportamento, come previsti dalla lg. 104/92 e dal DPCM del 23.02.06 (DF,
PEI, GLH operativi, GLH di Istituto);
dei collegamenti e dell’attività di integrazione con altri servizi, enti ed istituzioni, coinvolti a diverso
titolo, alla tutela del minore (Comuni, Istituti Scolastici, TDM…).
E’ importante segnalare inoltre, che l’attività di NPI si occupa:
di tutte quelle situazioni a rischio psicopatologico, in particolar modo della fascia adolescenziale con
piani terapeutici in collaborazione con gli Assistenti Sociali e gli Psicologi del Servizio. I NPI
complessivamente hanno effettuato n. 568 sedute individuali nel solo anno 2010;
35
di tutte quelle situazioni che per continuità psicoterapeutica o per necessità contingenti, non essendoci
un Servizio per Handicap adulti, continua a trattare nonostante la loro maggiore età. Nell’anno 2010 i
maggiorenni in totale sono stati n. 28;
della verifica e del controllo dei progetti riabilitativi di minori residenti nel Distretto di Colleferro e
trattati presso strutture private accreditate ambulatoriali, semiresidenziali e residenziali. Nell’anno 2010
sono stati sottoposti a verifica n. 16 progetti di minori trattati all’esterno”6.
Si presentano ora i dati relativi all’utenza dei Servizi Sociali Comunali.
Nelle tabelle seguenti, si riportano i dati dei Servizi Sociali Comunali che rilevano i minori e le famiglie
conosciute e seguite dagli stessi. I minori affidati al Servizio Sociale del Distretto sono per il 33% di
Labico; quelli seguiti dal Servizio Assistenza Educativo-Domiciliare (Sportello Aiuto alla famiglia) sono
n. 38, la quasi totalità seguiti in integrazione con la ASL (n.37). I minori in carico al Servizio Sociale,
oggetto di prestazioni sociali agevolate sono per il 44% di Artena ed il 41% di Colleferro. I minori
disabili sono in totale 129 e sono più del doppio rispetto all’anno 2010, di questi circa il 50% risiede a
Colleferro, il 23% di Labico; di questi 7 usufruiscono del Servizio Integrato L. n. 162/98 (più del 50%
di Valmontone il resto di Artena e Segni). Un terzo dei minori affidati al Servizio Sociale comunale sono
istituzionalizzati. L’asilo nido comunale è presente solamente nei comuni di Carpineto Romano e
Colleferro.
Per l’area Responsabilità Familiari le tab. 3.27-a e 3.27-b rilevano una sensibile diminuzione del
numero delle famiglie in carico al Servizio Sociale oggetto di prestazioni sociali agevolate e delle
famiglie multiproblematiche, nonché delle famiglie in carico al servizio sociale comunale. Riguardo a
queste ultime si registra un aumento del 50% per Artena e un sostanzioso aumento per Gavignano, la
diminuzione più marcata si rileva per Valmontone, che quasi dimezza la percentuale di famiglie in
carico al Servizio Sociale (dal 58% al 34%). Per quanto riguarda il numero delle famiglie
multiproblematiche, Artena triplica la sua percentuale (dal 5% al 14%), Montelanico la quadruplica
(dal 3% al 12%), Colleferro la raddoppia. Percentuali in diminuzioni si registrano solo per Valmontone
(dal 75% al 42%). Rispetto al numero delle famiglie in carico ai Servizi Sociali Comunali oggetto di
prestazioni sociali agevolate si registra una diminuzione generalizzata delle percentuali, la più rilevante
è quella di Valmontone (dal 68% al 29%). Solo Gavignano e Colleferro registrano un aumento della
percentuale rilevando per quest’ultimo un aumento eclatante da (0% a 51%).
6
Dott.ssa Maria Angela Di Ruzza. Nota di invio dati al Direttore del Distretto Sanitario. Anno 2011.
36
37
Tabella 3.27-a: Area Famiglia e Minori, utenti dei Servizi Sociali comunali – Anno 2011. Valori assoluti.
Minori
seguiti
dal
Servizio
Numero
Assisten
Minori
di
za
seguiti dal
famiglie
Educativ
Servizio
in carico
o-
Assistenza
Minor
Domicili
Educativo-
i in
Minori in
Minori
are
Domiciliare
lista
carico al
affidati
(Sportell
(Sportello
al
o Aiuto
Aiuto alla
Servizio
alla
famiglia)
Minori in
al
Servizio
di
Servizio
Mino
Minori che
attes
Sociale
ri in
frequentan
a per
Comunale
Minori
N. famiglie
Sociale
Utenti
Famiglie
multiproble
Comunale
Minori disabili
di
in carico
matiche (in
oggetto
che
servizi
al Servizio
cui più
di
Sociale
famiglia
seguiti in
Mino
affidamen
Casa
o l’Asilo
l’Asil
oggetto di
disabil
usufruiscono
ludico
Sociale
soggetti
prestazio
Comunal
) (n.
integrazion
ri in
to
Fami
Nido
o
prestazioni
i (n.
del Servizio L.
ricreat
Comunale
sono seguiti
ni sociali
Comuni
e
totale)
e con la ASL
AEC
familiare
glia
comunale
Nido
agevolate
totale)
n. 162/98
ivi
(n. totale)
dai Servizi)
agevolate
Artena
0
4
4
16
0
0
0
0
120
16
1
90
100
20
100
Romano
0
0
0
1
0
0
14
0
0
0
0
0
15
5
10
Colleferro
4
8
8
20
2
3
10
0
112
60
0
7
25
15
520
Gavignano
3
2
2
2
0
0
0
0
12
2
0
0
23
5
23
Gorga
0
2
2
0
0
0
0
0
2
0
0
0
6
1
1
Labico
7
3
3
16
3
np
np
0
7
30
np
6
37
18
58
Montelanico
2
2
1
0
2
1
0
0
7
0
0
0
21
17
13
Segni
np
4
5
10
np
np
np
0
12
5
2
np
9
2
3
Valmontone
5
13
12
16
1
2
0
0
0
16
4
0
120
61
300
21
38
37
81
8
6
24
0
272
129
7
103
356
144
1028
Carpineto
Distretto
socio-sanitario
RM G6
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizi Sociali Comunali.
38
Tabella 3.27-b: Area Famiglia e Minori, utenti dei Servizi Sociali comunali – Anno 2011. Valori percentuali.
Minori
Mino
seguiti dal
Numero
Servizio
di
famiglie
Assistenza
ri
Minori
Educativo-
affid
seguiti dal
Domiciliar
Minori in
in carico
Minor
carico al
al
ati al
Servizio
e
i in
Servizio
Famiglie
Servizio
Servi
Assistenza
(Sportello
lista
Sociale
in carico
Sociale
zio
Educativo-
Aiuto alla
di
Comunale
Soci
Domiciliare
famiglia)
in
ale
(Sportello
seguiti in
affidam
Com
Aiuto alla
integrazio
Mino
unal
famiglia)
ne con la
ri in
Comuni
e
(n. totale)
ASL
AEC
Artena
0%
11%
11%
20%
Minori
Minori
Utenti
al
N. famiglie
Comunale
Minori che
attes
oggetto
Minori
disabili che
di
Servizio
multiproblematic
oggetto
Minori
frequentan
a per
di
disabil
usufruiscon
servizi
Sociale
he (in cui più
di
ento
in Casa
o l’Asilo
l’Asil
prestazio
i (n.
o del
ludico
Comunal
soggetti sono
prestazio
familiar
Famigli
Nido
o
ni
totale
Servizio L.
ricreati
e (n.
seguiti dai
ni sociali
e
a
comunale
Nido
agevolate
)
n. 162/98
vi
totale)
Servizi)
agevolate
0%
0%
0%
0%
44%
12%
14%
87%
28%
14%
10%
Carpineto Romano
0%
0%
0%
1%
0%
0%
58%
0%
0%
0%
0%
0%
4%
3%
1%
Colleferro
19%
21%
22%
25%
25%
50%
42%
0%
41%
47%
0%
7%
7%
10%
51%
Gavignano
14%
5%
5%
2%
0%
0%
0%
0%
4%
2%
0%
0%
6%
3%
2%
Gorga
0%
5%
5%
0%
0%
0%
0%
0%
1%
0%
0%
0%
2%
1%
0%
Labico
33%
8%
8%
20%
38%
np
np
0%
3%
23%
np
6%
10%
13%
6%
Montelanico
10%
5%
3%
0%
25%
17%
0%
0%
3%
0%
0%
0%
6%
12%
1%
Segni
np
11%
14%
12%
np
np
np
0%
4%
4%
29%
np
3%
1%
0%
Valmontone
24%
34%
32%
20%
13%
33%
0%
0%
0%
12%
57%
0%
34%
42%
29%
Distretto socio-
100
sanitario RM G6
%
100%
100%
100%
100%
100%
0%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100
%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizi Sociali Comunali.
39
Sembra importante riportare in questa sede quanto rilevato dalla Direzione Regionale Famiglia e
Servizi alla Persona Area Osservatorio Sociale e Sistema Informativo con “La condizione dell’infanzia e
dell’adolescenza nel Lazio - Rapporto 2004”. Nel Rapporto “… si è inoltre proceduto alla costruzione di
un indicatore sintetico… che considera il rapporto tra l’utenza effettiva e l’utenza potenziale, tenuta
presente la diversa efficienza operativa dei servizi, che permette di stimare i territori in cui le
problematiche del disagio minorile sono più intense”7.
Per queste due aree di intervento, l’utenza potenziale è rappresentata da 13.409 minori e
30.218 famiglie più 31 convivenze residenti nei Comuni del Distretto.
L’utenza effettiva è invece individuata in n. 1.176 utenti minori e 1.528 famiglie in
carico ai Servizi Sociali comunali, tali dati registrano un consistente aumento rispetto ai due anni
precedenti, nonostante nel 2010 si sia avuto una leggera flessione rispetto all’anno precedente.
La maggiore criticità rilevata per l'area minori e conseguentemente anche per l'area delle
responsabilità familiari è quella del disagio latente che sta sempre più diventando manifesto. I dati
sembrano altresì indicare l’opportunità di potenziare i servizi di prevenzione.
Questa affermazione trova conferma nei risultati dati dalla nostra analisi territoriale svolta dal
punto di vista quali-quantitativo che vede nelle segnalazioni provenienti dalle Istituzioni scolastiche
riguardo ai fenomeni della dispersione e dell’abbandono scolastico e dall’Unità Operativa della ASL –
Settore Tutela Salute Mentale e Riabilitazione nell’Età Evolutiva (STSMREE); dalla peculiarità della
situazione in cui si trovano, soprattutto i Comuni di Segni ed Artena, che hanno una vasta zona rurale
abitata, carente dei servizi essenziali e soprattutto di collegamento con i rispettivi centri abitati. Inoltre,
un’ulteriore situazione non trascurabile riguarda i Comuni di Artena e Labico che, come più sopra
specificato, risente dell’esodo dei nuclei familiari che, dalla periferia romana, si spostano verso
l’entroterra provinciale portandosi dietro le problematiche ed il disagio caratterizzante detta periferia.
Infine, la presenza del fenomeno dell’immigrazione di seconda generazione che vede nell’integrazione
la problematica emergente che ha ripercussioni soprattutto nell’ambito scolastico.
Il disagio latente suggerisce, a chi si appresta a programmare le politiche del welfare locale
specificatamente dedicate a questo target di utenza, di progettare tenendo presente due linee
direttrici: la prima vede i minori, i giovani, non solo come fruitori di servizi ma anche e soprattutto
soggetti attivi nella società; la seconda, che ha come presupposto la prima linea direttrice, riguarda la
progettazione di una serie di interventi volti a garantire uno sviluppo armonico delle qualità psico-
7
Direzione Regionale Famiglia e Servizi alla Persona Area Osservatorio Sociale e Sistema Informativo – CENSIS: “La
Condizione dell’infanzia e dell’adolescenza nel Lazio – Rapporto 2004”. Regione Lazio – Anno 2005. Pag. 7.
40
fisiche per prevenire e combattere situazioni di disagio e vere e proprie azioni di contrasto del disagio
minorile, li dove tale criticità si manifesta con più evidenza, prevedendo percorsi attivi integrati, nonché
azioni educativo-formative ma anche di strutturazione del tempo libero in attività più mirate, quale
azione di potenziamento dei servizi di prevenzione che i dati sembrano suggerire.
Per le famiglie, la criticità maggiormente rilevata è la carenza di servizi di mediazione e di sostegno
e supporto alla famiglia nella risoluzione di problematiche interne alle stesse. Ciò si verifica anche per
una mancanza della "cultura del servizio" da parte delle famiglie stesse, che ancora manifestano
reticenza a far uscire i loro problemi dalle mura domestiche.
3.b. Area Anziani
Anche per l’area Anziani è importante analizzare alcuni indici e dati demografici per poter
individuare i disagi più acuti e gli eventuali squilibri, per questi target di popolazione, nelle varie zone
del Distretto. Questo ci aiuterà ad articolare i bisogni per macroaree.
Per quanto riguarda la fascia di popolazione rappresentata dagli anziani, viene utilizzato, come
indicatore per la rilevazione della domanda sociale relativa ai servizi ed alle prestazioni ad essi diretti,
l'indice di dipendenza degli anziani (anche detto indice di carico sociale anziani), come rilevante
indicatore economico-sociale che rapporta le persone non autonome per ragioni demografiche (età
65+) con la popolazione attiva (15-64) e l’indice di vecchiaia, che è un indicatore sintetico del grado di
invecchiamento della popolazione, ottenuto rapportando l’ammontare della popolazione anziana (65+)
a quella dei bambini (0-14).
L'indice di vecchiaia e di dipendenza anziani, relativi alla popolazione del Distretto nel suo
complesso e quello relativo ai singoli comuni dello stesso, sono i seguenti:
Tabella 3.28: Indice di vecchiaia - comparazione % 2005-2006–2007–2008-2009-2010-2011.
COMUNI
2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Artena
97
99
98
99
Carpineto R.
222
218
218
220
Colleferro
129
144
145
146
Gavignano
93
106
107
110
Gorga
322
254
212
220
Labico
70
76
73
72
Montelanico
143
160
166
167
Segni
148
156
156
156
Valmontone
93
101
100
100
DISTRETTO
113
126
124
125
98,25 99
220 222
147 148
111 113
252 257
72
71
169 171
158 159
101 103
126 127
100
223
147
112
258
72
170
160
102
127
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe Comunali.
41
La nostra analisi, anche nell’ultimo anno esaminato, conferma la scelta di suddividere il Distretto
in zona di pianura e zona di montagna, individuate come ambiti omogenei di territorio, seppure con
alcune eccezioni (Gavignano tra i paesi di montagna e Colleferro tra i paesi di pianura).
Per quanto riguarda l’indice di vecchiaia, che passa dal 126% dell’anno 2009 al 127% dell’anno
2011. Dall’anno 2007 si registra un andamento costante tendente alla crescita dell’invecchiamento
della popolazione, con una stabilita rilevata nell’ultimo anno. Inoltre si nota come i paesi di
montagna, negli anni osservati, hanno tutti un indice sopra la media del Distretto, soprattutto
Carpineto Romano (223%) e Gorga (258%) che hanno una elevatissima percentuale di presenza
delle classi anziane a fronte di una ridottissima natalità, subito seguiti, da Montelanico (170%).
L’eccezione è appunto Gavignano che ha un indice di vecchiaia (112%) sotto la media del Distretto,
pur appartenendo ad un paese di montagna. Colleferro è l’unico paese di pianura al di sopra della
media del distretto (147%).
Tabella 3.29: Indice di dipendenza –comparazione % 2005 -2006 – 2007 – 2008 - 2009 - 2010-2011.
Comuni
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
Artena
45
45
46
46
46
Carpineto
52
53
54
55
56
Colleferro
45
49
49
49
48
Gavignano
46
47
47
47
47
Gorga
80
54
53
52
53
Labico
42
44
43
44
43
Montelanico
47
49
48
48
48
Segni
49
52
51
51
51
Valmontone
41
43
43
43
44
TOTALE DISTRETTO
47
47
47
47
47
46
57
49
47
53
44
48
52
45
47
46
57
50
48
55
43
48
52
45
47
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe Comunali.
Tra i paesi della zona di montagna, tutti hanno un indice al di sopra della media del Distretto,
mentre tutti gli altri paesi registrano valori al di sotto della media del Distretto, tranne Colleferro
(50).
L’indice di dipendenza anziani (carico sociale anziani) registra un valore costante nel corso degli
ultimi sei anni. Dall’analisi congiunta dei due indici, si denota una marcata tendenza
all’invecchiamento della popolazione del Distretto che, nel corso dell’ultimo anno è rallentata; su ciò
influisce, presumibilmente, l’aumento della classe attiva (15-64 anni), maggiore dell’aumento della
classe ultrasessantacinquenne, dovuta anche all’aumento costante della popolazione straniera,
anche se, nell’ultimo anno, anche questa ha subito un rallentamento.
Il risultato dato dal calcolo di questi indici, è molto importante in quanto, dandoci informazioni
sul livello di invecchiamento della popolazione e sul rapporto tra la popolazione potenzialmente
42
lavorativa e quella non lavorativa, permette di valutare, l’incidenza della fascia di popolazione
anziana sulla domanda sociale e quindi indicare possibili criticità rispetto a questa fascia di utenza.
Qui di seguito si presentano i dati relativi al Servizio C.A.D. della ASL, per tutto il Distretto
Socio-Sanitario RM G 6.
Tabella 3.30: N° Utenti CAD seguiti per Comune di residenza. Andamento anni 2009-2010-2011.
Anni
2009
COMUNI
2010
2011
v.a.
78
v.p.
10%
v.a.
108
v.p.
13%
v.a.
141
v.p.
15%
Andamento
↑
Carpineto Romano
49
6%
63
8%
47
5%
↓
Colleferro
358
47%
344
42%
365
39%
↑
Gavignano
11
1%
17
2%
20
2%
↑
Gorga
4
1%
6
1%
10
1%
↑
Labico
25
3%
32
4%
36
4%
↑
Montelanico
17
2%
22
3%
31
3%
↑
Segni
111
15%
124
15%
152
16%
↑
Valmontone
104
14%
110
13%
130
14%
↑
DISTRETTO
757
100%
826
100%
932
100%
↑
Artena
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati C.A.D – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Grafico (Tab. 3.30): N° Utenti CAD seguiti per Comune di residenza. Anno 2011
Per i dati riportati in tabella 3.30 e relativo grafico, nel precedente Piano si Zona abbiamo
sottolineato come sarebbe stato interessante evidenziare quali di questi interventi vengono effettuati in
integrazione tra il C.A.D. ed i Servizi Sociali Comunali. Su tale dato ha lavorato l’Osservatorio Sociale,
43
nell’ambito del “tavolo di lavoro ADI” attivo da marzo 2012 che si sta occupando di ottimizzare le
risorse a disposizione del Servizio, omogeneizzando le procedure e le prassi organizzative dello stesso
e di erogazione delle relative prestazioni, nonché per una maggiore integrazione socio-sanitaria.
I risultati di tale lavoro, rispetto all’incrocio dei dati Servizi Sociali-CAD, rilevano che, secondo il
CAD sono 62 gli utenti del Servizio ADI seguiti in integrazione con i Servizi Sociali, mentre, per questi
ultimi questi utenti sarebbero 76, come da tabella 3.33a. Da questi dati si trae la conclusione che
l’integrazione socio-sanitaria non è ancora arrivata ad un livello sufficiente.
Il numero di utenti che fanno richieste al C.A.D. è soprattutto residente nel comune di Colleferro
(39%), seguito da Segni (16%), Valmontone e Artena (14% e 15%), i Comuni più grandi del Distretto.
Tra i Comuni demograficamente più anziani risulta Carpineto Romano con il maggior numero di utenti;
questo dato è in perfetta sintonia con l’effetto demografico dell’allungamento della vita, che porta
sempre più persone in età senile con bisogno di assistenza socio-sanitario. Il comune con minore
richieste, rapportate al numero totale della popolazione residente, è Labico.
Tabella 3.31: N° Utenti C.A.D. per tipo di intervento, anni 2009-2010-2011.
N° utenti/per tipo di intervento
v.a.
andamento 2009
v.a.
andamento 2010
Visite specialistiche
1.295
↑
1282
↓
1274
Interventi infermieristici
12.699
↑
16444
↑
31228
==
↑↑
Interventi di FKT
3.472
↓
3691
↑
3562
↓
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati C.A.D – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Tabella 3.32: N° Utenti C.A.D. istituzionalizzati, anni 2010-2011.
2010
2011
N°utenti Istituzionalizzati
v.a.
v.a.
N° utenti con età superiore a 65 aa. in case di riposo 35
25
N° valutazioni per ricovero in R.S.A./LDG/HOSPICE
77
57
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati C.A.D – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Tabella 3.32.1: N° Utenti C.A.D. con L. 104
Anno 2011
COMUNI
v.a.
v.p.
Artena
17
15%
Carpineto Romano
11
10%
Colleferro
36
33%
Gavignano
1
1%
Gorga
1
1%
Labico
8
7%
Montelanico
4
4%
Segni
16
15%
Valmontone
16
15%
DISTRETTO
110
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati C.A.D – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
44
v.a.
andamento 2011
Se confrontiamo i dati della tabella 3.31 per gli anni 2009-2012-2011 la tipologia di intervento
maggiormente richiesta è quella infermieristica che, nel biennio 2009-2012 aumenta in modo
considerevole (da 12.699 a 16.444 richieste), addirittura raddoppiando dal 2010 al 2011 ( da 16.444
richieste a 31.228). Le visite specialistiche, registrano un leggero e costante calo dall'anno 2009;
mentre gli interventi di FKT sono in aumento, dal 2009 al 2010, ma poi diminuiscono nell’anno 2011.
Dai dati forniti dal C.A.D. si rileva, inoltre, che gli anziani seguiti in Case di Riposo sono, nel 2010 n.
35, il doppio rispetto all'anno 2009, registrando n calo nell’anno 2011. Si rileva, inoltre, che il numero
complessivo di valutazioni per ricovero in R.S.A./Strutture di Lungodegenza (LDG)/ Hospice sono n. 57
rispetto alle 77 effettuate nell’anno 2010 e alle 94 effettuate nell’anno 2009.
Si riporta, nella tabella che segue, l’utenza dell’area anziani rilevata attraverso i Servizi Sociali
comunali:
Tabella n. 3.33.a: Area Anziani, utenti dei Servizi Sociali comunali – Anno 2010. Valori assoluti.
Comuni
Ricoverati
in case di Ricoverati
riposo
in RSA
Utenti
ADI (n.
totale)
Utenti ADI
seguiti in
integrazione
con il CAD
In lista
di
attesa
ADI
Oggetto di
prestazioni
sociali
agevolate
Anziani
iscritti al
Centro
Anziani
Artena
Carpineto
Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
0
7
29
0
1
150
650
15
0
0
0
np
2
21
0
0
3
18
57
11
14
15
2
30
2
1
5
2
0
0
0
2
0
136
16
0
25
650
1200
np
50
630
Montelanico
Segni
Valmontone
0
3
2
1
11
6
19
37
40
4
11
21
2
2
3
4
np
12
188
np
600
343
3968
Distretto Socio20
51
240
76
12
Sanitario RM G6
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati uffici politiche sociali comunali.
Tabella n. 3.33/b: Area Anziani, utenti dei Servizi Sociali comunali – Anno 2010. Valori percentuali.
Comuni
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Utenti
Ricovera
ti in case Ricoverati ADI (n.
di riposo
in RSA
totale)
0%
75%
0%
0%
0%
np
0%
15%
10%
14%
4%
41%
0%
0%
6%
2%
22%
12%
12%
8%
24%
5%
6%
6%
8%
15%
17%
Utenti ADI
seguiti in
integrazione
con il CAD
In lista
di
attesa
ADI
Oggetto di
prestazioni
sociali
agevolate.
Anziani
iscritti al
Centro
Anziani
0%
3%
39%
3%
1%
7%
5%
14%
28%
10%
20%
0%
0%
0%
20%
10%
10%
30%
44%
0%
40%
5%
0%
7%
1%
np
3%
16%
16%
30%
np
1%
16%
5%
np
15%
100%
100%
Distretto socio100%
100%
100%
100%
100%
sanitario RM G6
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati uffici politiche sociali comunali.
45
Per l’area Anziani, l’utenza potenziale è di n. 13.710, individuata nella popolazione anziana
residente nei Comuni del Distretto.
Il bisogno espresso è individuato dagli utenti in carico ai diversi servizi del Distretto: gli anziani
istituzionalizzati, conosciuti dai Servizi sociali comunali sono 71 (20 anziani ricoverati in case di riposo,
51 anziani ricoverati in RSA); 240 sono gli utenti del Servizio A.D.I. del Piano di Zona (12 sono in lista
d’attesa e 76 -62 secondo il CAD- sono seguiti in integrazione con quest’ultimo); infine 343 sono utenti
oggetto di prestazioni sociali agevolate e n. 3.968 sono gli anziani iscritti ai Centri Anziani.
Tale dato deve essere considerato tenendo presente che alcuni utenti seguiti dal CAD sono gli
stessi seguiti dai Servizi Sociali Comunali ed inoltre gli utenti presi in carico dai servizi sociali comunali
possono usufruite contemporaneamente di più servizi.
Uno degli obiettivi di un maggiore coordinamento degli interventi e quindi di una più efficace
integrazione socio-sanitaria risulta essere quello di avere dati più rispondenti alla realtà. Comunque
questo è un primo dato, “grezzo”, da cui partire per mettere a sistema i flussi di dati disponibili.
Tutti questi dati si registrano in aumento, tranne l’utenza del Servizio ADI che è sostanzialmente
stabile. Sono aumentate in modo esponenziale le prestazioni sociali agevolate per questo target di
utenza, facendo pensare che i segni della crisi stiano iniziando a lasciare traccia, unendo queste
informazioni a quelle relative alle prestazioni sociali agevolate erogate a minori e nuclei familiari.
Le necessità ed i bisogni più impellenti che vengono rilevati per l'area anziani derivano soprattutto
dalle tendenze demografiche e dall'andamento di alcuni indicatori statistici che rispecchiano la più
generale tendenza nazionale, cioè a dire il progressivo invecchiamento della popolazione, con
l'aumento degli anni di vita e della qualità della stessa. L'orientamento generale delle politiche sociali
dedicate a questo target di utenza devono di conseguenza concentrarsi ed indirizzarsi verso la
promozione della domiciliarietà (e conseguentemente della deospedalizzazione) con azioni a
favore del mantenimento dell'anziano nel proprio ambiente e nella propria comunità di appartenenza.
Per gli anziani in buono stato di salute le politiche sociali devono progettare interventi volti a
promuovere la visione della persona anziana come una risorsa della società civile, ma anche prevedere
azioni di inclusione sociale per prevenire fenomeni di emarginazione sociale.
3.c. Area Disabili
Per l’area Disabili, si utilizza lo stesso criterio di analisi utilizzato per l’area minori e famiglie e per
l’area anziani. Ciò per poter individuare i disagi più acuti e gli eventuali squilibri, per questi target di
popolazione, nelle varie zone del Distretto. Questo ci aiuterà ad articolare i bisogni per macroaree e ad
individuarne i più impellenti.
46
Prima di riportare i dati sull’utenza socio-sanitaria, è bene recitare la scarsa disponibilità delle fonti
statistiche in quanto in Italia, così come in altri Paesi, non esiste un registro di popolazione specifico
per le persone disabili in grado di valutare la prevalenza alla nascita e la prevalenza nella popolazione
totale, rispetto anche alla patologia. Tali dati devono essere stimati da altre fonti che presentano limiti
sia in termini qualitativi, di copertura territoriale o rispetto alle finalità per cui sono costituiti. Tra di
esse le più attendibili sono le indagini ad hoc, il cui limite, però, è quello di non essere sempre
aggiornate e di essere confinate a specifiche piccole aree. Inoltre diventa necessario disporre di un
campione sufficientemente ampio per poter garantire una stima statisticamente accettabile della
situazione generale. Per ciò si necessita di archivi a livello nazionale per poter gestire un grande
campione di popolazione e che definiscano un’uniformità delle metodologie.
Pertanto, di seguito, viene riportata la fascia di utenza rappresentata dai disabili secondo i commi
previsti dalla Legge n. 104 del 1992, residenti nei Comuni del Distretto, dell'ultimo anno a disposizione
(2008).
Tabella 3.34: Disabili adulti e minori Legge 104/1992,
divisi per non handicap, handicap art.3 comma 1 e handicap
art. 3 comma 3. Anno 2008
legge 104/1992
v.a.
NON HANDICAP
4
HANDICAP - Art. 3, comma 1 133
HANDICAP - Art. 3, comma 3 239
Totale
376
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Si riportano di seguito i dati forniti dalla U.O.S.D. Medicina Legale del Distretto Sanitario RM G6.
Tabella 3.35: Disabili Legge 104/1992, art. 3 comma 3, per
Comune di residenza - Anni 2010-2011.
2010
2011
COMUNI
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
ARTENA
CARPINETO ROMANO
COLLEFERRO
GAVIGNANO
GORGA
LABICO
MONTELANICO
SEGNI
VALMONTONE
DISTRETTO RMG6
80
37
160
9
2
36
17
79
96
516
16%
7%
31%
2%
0%
7%
3%
15%
19%
100%
57
15
109
11
2
26
13
60
55
348
16%
4%
31%
3%
1%
7%
4%
17%
16%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.O.S. Medicina Legale – ASL RM G 6 - Distretto di Colleferro.
47
Tabella 3.36: Disabili Legge 104/1992, art. 3 comma 3, per classi d’età - Anno 2011.
Disabili gravi ai sensi
della L.104/92 art.3
comma 3
HANDICAP GRAVE - rientra
tra i requisiti previsti
dall'art. 3 comma 3;
DISTRETTO RMG6
Minori
Adulti
Ultra65enni
TOTALE
26
146
176
348
26
146
176
348
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.O.S. Medicina Legale – ASL RM G 6 - Distretto di Colleferro.
I dati delle tabelle 3.35 e 3.36 evidenziano che i Comuni con un numero maggiore di disabilità
certificate ai sensi dell’art. 3, comma 3 della L. n. 104/92 sono quelli più grandi. Tra questi una
maggiore incidenza sul totale della popolazione sembra averla Segni, in linea con gli anni precedenti.
Il dato suddiviso per classi d’età ci mostra che il 51% dei disabili gravi sono anziani
ultrasessantacinquenni, il 42% sono adulti (18 – 64 anni) ed l’8% sono minori (0 – 17).
I dati delle tabelle 3.37 e 3.38 sono relativi all’invalidità civile e all’indennità di accompagno per
comune di residenza:
Tabella 3.37: Invalidi civili per comune di residenza - Anni 2010-2011.
Invalidi civili per comune di residenza
2010
2011
VAR %
COMUNI
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
2010/2011
ARTENA
282
17,5%
289
17,3%
2%
CARPINETO ROMANO
120
7,5%
105
6,3%
-14%
COLLEFERRO
470
29,2%
494
29,5%
5%
GAVIGNANO
36
2,2%
34
2,0%
-6%
GORGA
21
1,3%
19
1,1%
-11%
LABICO
107
6,7%
124
7,4%
14%
MONTELANICO
53
3,3%
59
3,5%
10%
SEGNI
195
12,1%
248
14,8%
21%
VALMONTONE
322
20,0%
298
17,8%
-8%
DISTRETTO RMG6
1.606
99,9%
1670
99,8%
4%
FUORI DISTRETTO
1
0,1%
3
0,2%
67%
1.607
100%
1673
100%
4%
TOTALE
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.O.S. Medicina Legale – ASL RM G 6 - Distretto di Colleferro.
48
Tabella 3.38: Invalidità civile con indennità di accompagnamento per comune
di residenza anno 2004 - anno 2007 - anno 2008 - anno 2010 - anno 2011.
COMUNI
N. INVALIDI CIVILI CON INDENNITA’ DI
ACCOMPAGNO
2004
2007
2008
2010
2011
Artena
45
n.p.
37
62
72
Carpineto Romano
40
n.p.
22
35
23
Colleferro
98
n.p.
74
124
137
Gavignano
15
n.p.
3
11
10
Gorga
3
n.p.
2
8
5
Labico
22
n.p.
19
28
32
Montelanico
12
n.p.
10
13
14
Segni
49
n.p.
40
50
80
Valmontone
56
n.p.
37
80
83
DISTRETTO
340
544
244
411
456
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati S.O.S. Medicina Legale – ASL RM G 6 - Distretto di Colleferro.
Il maggior numero di invalidità si registrano per Colleferro e Valmontone, così come per l’indennità di
accompagnamento; queste ultime hanno avuto negli ultimi anni un andamento altalenante con un
aumento dal 2009.
Il numero di invalidità civili registra un aumento del 4% dall’anno 2010 all’anno 2011 con i
comuni di Segni (21%), Labico (14%) e Montelanico (10%); mentre una diminuzione si registra per i
comuni di Carpineto Romano (-14%), Gorga (-11%) e Gavignano (-6%).
Si riportano nella tabella 3.39 i dati relativi ai flussi informativi UOS Cure Primarie.
Tabella 3.39: Flussi informativi UOS Cure Primarie – Anni 2009-2010-2011.
Anni
ESENZIONI per
Andamento
PATOLOGIA
N° TESSERE "ENI"
Andamento
RILASCIATE
2009
1244
-
89
-
2010
2357
↑
84
↓
2011
2190
↓
66
↓
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati U.O.S. cure Primarie - ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Le esenzioni ticket per patologia, nell'anno 2011, sono state n. 2.190, diminuite rispetto all'anno
precedente; mentre rispetto al 2009 sono aumentate notevolmente. Le tessere "ENI", rilasciate
nell'anno 2011, sono state n. 66, in diminuzione rispetto agli anni precedentemente osservati.
49
La programmazione del Piano di Zona, per l’area disabilità, ha previsto l’apertura di un Centro Diurno
Socio-Educativo per persone diversamente abili ed il progetto operativo “Servizio integrato di
assistenza per l’aiuto ed il sostegno a persone con handicap grave ed alle loro famiglie (L.162/98)”.
Tali progetti vengono ripresentati anche nel Piano di zona – Anno 2011, attuazione 2013.
Si riporta, a seguire, l’utenza in carico ai servizi sociali comunali per l’anno 2011.
50
Tabella 3.40/a: Servizi sociali comunali Area Disabili - anno 2011.
Comuni
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
In
Assistenza
In lista di
lista
EducativoIn
Utenti
attesa
Oggetto di
di
Domiciliare
Assistenza prestazioni
Inseriti in
carico attesa
(Sportello
seguiti in
alla
L.
sociali
Inseriti in centri
centri
Disabili Aiuto alla integrazione Educativocon l’ASL Domiciliare agevolate.
semiresidenziali residenziali L.162/98 162/98 in AEC famiglia)
12
0
9
0
16
0
0
3
30
1
2
3
0
1
0
3
0
0
12
5
7
1
20
8
31
0
82
0
0
1
1
2
0
3
0
2
0
0
4
0
0
2
2
0
2
6
np
5
np
16
3
7
2
15
2
1
2
0
0
0
2
0
4
1
1
13
np
2
3
5
np
np
1
0
12
0
16
4
4
0
10
Distretto socio-sanitario RM G6
35
9
56
2
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizi Sociali Comunali.
51
73
20
57
5
145
Tabella 3.40/b: Servizi sociali comunali Area Disabili - anno 2011.
Inseriti in
centri
semiresiden
ziali
34%
3%
34%
0%
0%
17%
6%
3%
3%
Inseriti in
centri
residenziali
0%
22%
56%
0%
0%
np
11%
11%
0%
In carico
alla
L.162/98
16%
5%
13%
2%
7%
9%
4%
23%
21%
In lista di
attesa L. Disabili
162/98
in AEC
0%
22%
0%
1%
50%
27%
50%
3%
0%
0%
np
22%
0%
0%
np
3%
0%
22%
Comuni
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Distretto sociosanitario RM G6
100%
100%
100%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizi Sociali Comunali.
100%
52
Assistenza
EducativoDomiciliare
(Sportello Aiuto
alla famiglia)
0%
0%
40%
0%
10%
15%
0%
15%
20%
Utenti seguiti in
integrazione
con l’ASL
0%
5%
54%
5%
4%
12%
4%
9%
7%
In lista di attesa
Assistenza
EducativoDomiciliare
60%
0%
0%
0%
0%
40%
0%
np
0%
Oggetto di
prestazioni
sociali
agevolate.
21%
0%
57%
1%
1%
10%
3%
np
7%
100%
100%
100%
100%
In conclusione è utile sottolineare che, per l’area Disabili l’utenza potenziale non è facilmente
stimabile in quanto l’universo di riferimento non è reperibile attraverso un’anagrafe, ma necessita
della simultaneità di più fonti.
Il bisogno espresso è individuato dagli utenti in carico ai Servizi Sociali Comunali, di cui n. 35
inseriti in centri semiresidenziali, n. 9 in centri residenziali, n. 56 in carico alla L.162/98, n. 73 utenti
A.E.C., n. 20 utenti del Servizio Assistenza Educativo-Domiciliare per minori e n. 145 utenti che
hanno usufruito di prestazioni sociali agevolate. Tranne i dati relativi agli inserimenti in centri
semiresidenziali e residenziali, tutti gli altri sono in netto aumento. Questo denota anche un
maggiore investimento del Distretto in Servizi socio-sanitari rivolti a persone disabili.
Come appena detto si rileva un aumento anche rispetto all’anno 2009, tranne che per il numero
di utenti disabili seguiti in integrazione con l’UU.OO. della ASL e per il numero dei disabili oggetto di
prestazioni sociali agevolate. Infine è da rilevare che l’aumento dei disabili inseriti in centri
semiresidenziali, registrato lo scorso anno, è dovuto all’attivazione di una convenzione del Distretto
con due Centri Diurni per disabili del territorio per un totale di 32 posti, Inoltre si registra
l’abbattimento della lista di attesa riguardante il Servizio Integrato Disabili Gravi-L. n. 162/98 che
passa da 5 a 2 richiedenti.
3.d. Area disagio ed esclusione sociale
Per quanto riguarda l’area del disagio ed esclusione sociale è importante delineare il quadro socioeconomico del Distretto. Questo quadro, insieme alle altre criticità rilevate nelle singole aree più sopra
analizzate, sarà di rilevante utilità per poter individuare i disagi più acuti e gli eventuali squilibri
presenti sul territorio del Distretto ed articolare i bisogni e le criticità rilevate per macroaree.
Come si legge nel Piano Socio-Assistenziale 2002-2004, il contrasto delle nuove povertà
costituisce uno degli obiettivi strategici del Piano stesso. “I Servizi Sociali dovranno, in particolare
sviluppare le funzioni di facilitazione dei rapporti tra i cittadini, le famiglie, i gruppi e le diverse
strutture e servizi di cittadinanza, sia attraverso adeguati raccordi informativi, sia sollecitando una
lettura ed approccio multidimensionale alle valutazioni ed alle scelte dei diversi settori di regolazione
sociale. L’accento posto sulle nuove povertà non deve indebolire l’attenzione alle forme tradizionali di
povertà intesa come mancanza di reddito, ponendo attenzione ed offrendo soluzioni tanto alle
situazioni individuali (singoli e famiglie) quanto a quelle di gruppi svantaggiati e di aree territoriali
marginali allo sviluppo economico e sociale del Distretto”8.
Una prima precisazione può essere fatta andando ad osservare quali sono gli indici di dipendenza
strutturale alla popolazione dei singoli paesi.
8
D.G.R. n. 1408 del 25 ottobre 2002. Piano Socio-Assistenziale 2002-2004, pag.26.
53
Tabella 3.41: Indici di Dipendenza strutturale dei singoli Comuni–Comparazione 2005-2006-2007-2008-2009-2010-2011.
Comuni
2005
2006
2007
2008
46
2009
46
2010
46
2011
46
Artena
45
45
46
Carpineto
52
53
54
55
56
57
57
Colleferro
45
49
49
49
48
49
50
Gavignano
46
47
47
47
47
47
48
53
55
Gorga
80
54
53
52
53
Labico
42
44
43
44
43
44
43
Montelanico
47
49
48
48
48
48
48
Segni
49
52
51
51
51
52
52
Valmontone
41
43
43
43
44
45
45
TOTALE DISTRETTO
47
47
47
47
47
47
47
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe.
L'indice di dipendenza viene calcolato attraverso dati demografici pur essendo collocato tra gli
indicatori socio-economici. Ciò in quanto esprime la quota di popolazione che "dipende",
approssimativamente, sulla popolazione attiva, cioè a dire esprime il “peso” sociale ed economico
della quota di popolazione che (teoricamente) non lavora sulla quota di popolazione che
(teoricamente) lavora.
Il valore dell’indice, nel Distretto è rimasto invariato negli anni in esame (47), quindi il peso della
popolazione non attiva su quella attiva rimane rilevante. Si può ancora sostenere la suddivisione del
territorio nelle due zone, quella di pianura e quella montagna (dell'entroterra lepino), ancora fa
eccezione Colleferro (50), che nel 2006 è passato sopra la media, quindi simile ai paesi di
“montagna”.
Per la nostra analisi ci sembra importante considerare anche il peso, sociale ed economico delle
fasce di popolazione dei minori e degli anziani, ciò in vista della programmazione delle politiche
sociali del Distretto, obiettivo principale di questo piano di zona e questo è stato fatto nei precedenti
punti specificatamente dedicati a questi target di utenza.
Fino a questo momento sono stati presi in considerazione quegli indici che rilevano la
dipendenza e/o il carico sociale con cui alcune fasce d'età incidono sul tessuto socio-economico del
Distretto. Per analizzare le possibilità di sviluppo socio-economico e le potenzialità che il Distretto
stesso possiede bisogna avvalersi di altri strumenti statistici in grado di valutarle e di dimostrarle.
Risulta quindi utile analizzare, anche se per sommi capi la struttura per età della popolazione attiva.
E' opportuno ricordare che, secondo l'ISTAT, la popolazione attiva include tutti coloro che dai 14
anni in poi risultano esercitare un'attività lavorativa, coloro che sono disoccupati e coloro che sono
alla ricerca di un lavoro.
Gli indici maggiormente significativi per rilevare la composizione di tale struttura sono l'indice di
struttura della popolazione attiva e l'indice di ricambio della popolazione attiva:
54
Tabella 3.42: Indice di struttura - popolazione attiva dei singoli Comuni – Comparazione 2007-2008-2009-2010-2011.
Comuni
Popolazione
Popolazione
Popolazione
Popolazione
Popolazione
2007
2008
2009
2010
2011
40/64 15/39
INDICE
INDICE
2006
40/64 15/39 2007
40/64
15/39
INDICE
INDICE
INDICE
2009 40/65 15/40 2010 40/66 15/41
2011
Artena
4182
4883
86%
4340
4742
92%
4.734
5.005
95%
4830
5106
94%
4975
5098
98%
Carpineto
1597
1517
105%
1618
1503
108%
1580
1532
103%
1612
1563
103%
1660
1560
106%
Colleferro
7407
7024
105%
7613
7102
107%
7.725
6.842
113%
7881
6980
114%
8118
6969
116%
Gavignano
636
670
95%
650
694
94%
652
696
94%
665
710
94%
685
709
97%
Gorga
296
242
122%
269
264
102%
264
259
102%
269
264
102%
277
264
105%
Labico
1609
1917
84%
1736
2040
85%
2.002
2.162
93%
2042
2206
94%
2104
2202
96%
679
660
103%
697
667
104%
722
660
109%
737
673
109%
759
672
113%
Segni
3095
2989
104%
3161
2977
106%
3.475
3.287
106%
3545
3353
106%
3652
3348
109%
Valmontone
4622
5032
92%
4772
5326
90%
5.202
5.479
95%
5307
5590
94%
5466
5581
98%
98%
26.319 26.695
99%
26851 27234
99%
27657 27191
102%
Montelanico
24123 24934
TOTALE
97%
24856 25315
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe.
Con questo indice si rileva il grado di invecchiamento di tale popolazione. Da una prima analisi di
questa tabella si evidenzia un indice di struttura della popolazione attiva del Distretto pari al 102%,
7 punti percentuali in più rispetto al 2006 (95%).
Osservando la media dell’indice si riscontra che i paesi della Zona di Montagna, ad eccezione di
Gavignano (97%), si trovano tutti sopra la media; mentre i paesi della Zona di pianura registrano un
indice al di sotto della media, tutti con 94%, ad eccezione di Colleferro (116%), simile ancora ai
paesi di “Montagna”, anzi con una percentuale maggiore rispetto a questi. Dopo un anno di stabilità,
nella crescita dell’indice, si registra un aumento di ben 3 punti in un solo anno, quindi un
invecchiamento della popolazione attiva (15-64 anni) che, come abbiamo ipotizzato prima, potrebbe
dipendere dal rallentamento del flusso in entrata della popolazione straniera nel nostro Distretto.
La lettura di questa analisi potrebbe suggerire la necessità di adottare ed attivare delle politiche
di valorizzazione dell'economia locale ed una politica di investimento nel territorio per valorizzare le
potenzialità rilevate.
Tabella 3.43: Indice di ricambio popolazione attiva dei singoli Comuni – Comparazione 2007-2008-2009-2010-2011.
Popolazione
Popolazione
Popolazione
Popolazione
Popolazione
2007
2008
2009
2010
2011
INDICE
INDICE
INDICE
INDICE
INDICE
Comuni
60/64 15/19
60/64 15/19
60/65 15/20
60/66 15/21
60/67 15/22
2006
2007
2009
2010
2011
Artena
444
771
58%
597
765
78%
603
790
76%
615
806
76%
647
828
78%
Carpineto
267
219
122%
289
202
143%
295
212
139%
301
216
139%
316
222
142%
Colleferro
1.233
1.069
115%
1.319
1.114
118%
1.402
1.150
122%
1430
1173
122%
1503
1205
125%
Gavignano
85
117
73%
93
122
76%
88
111
79%
90
113
79%
94
116
81%
Gorga
34
50
68%
37
54
69%
38
54
70%
39
55
70%
41
57
72%
Labico
220
270
81%
240
277
87%
250
287
87%
255
293
87%
268
301
89%
Montelanico
113
114
99%
119
110
108%
130
121
107%
133
123
107%
139
127
110%
Segni
473
400
118%
499
444
112%
550
493
112%
561
503
112%
590
517
114%
Valmontone
719
847
85%
752
828
91%
799
892
90%
815
910
90%
857
935
92%
3.916
101%
4025
3995
101%
4455
4306
103%
TOTALE
3.588
3.857
93%
3.945
3.916
101%
3.945
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe.
55
Indice di struttura della popolazione attiva e indice di ricambio della popolazione attiva dei singoli Comuni –
Comparazione in serie storica 2006-2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Anagrafe.
L'indice di ricambio della popolazione attiva permette di entrare più nel dettaglio completando
l’analisi della struttura della popolazione attiva. In particolare, la tabella 3.43 rileva il valore
dell’indice per singolo Comune che sintetizza il rapporto tra le fasce estreme in uscita ed in entrata
della popolazione demograficamente attiva.
Il confronto dei valori in tabella, con quelli dell’anno precedente e con quello della media del
Distretto, risulta interessante. Il valore medio del Distretto è aumentato notevolmente, dopo quattro
anni di stabilità, di 10 punti percentuali, dal 93% del 2006 al 103% del 2011: per ogni 100 persone
che teoricamente escono dal mondo del lavoro ve ne sono 103 che presumibilmente devono
entrare; in generale l’indicatore ha un andamento negativo nel tempo per le persone in cerca di
prima occupazione. Ciò significa che aumenta la popolazione rientrante nella fascia estrema 60-64
anni.
Rispetto ai dati dell’indice relativo ai paesi di pianura e montagna registriamo valori al di sopra
della media, soprattutto per Carpineto Romano (142%) e Montelanico (110%). Gavignano e Gorga
hanno valori sotto la media del Distretto avendo quindi una minore popolazione rientrante nella
fascia estrema 60-64 anni. Per i paesi della zona di pianura si registrano invece valori al di sotto
della media, anche in questo caso l’eccezione è Colleferro (125%) che è secondo solo a Carpineto
Romano.
Dal confronto dei dati delle tabelle 3.42 e 3.43 si può quindi definire un quadro più preciso in
quanto, insieme all’aumento dell’indice di struttura della popolazione attiva del Distretto, con il quale
si rileva il grado di invecchiamento del settore della popolazione attiva, si rileva anche un aumento
dell’indice di ricambio della popolazione attiva, ciò sembra prefigurare un andamento demografico
56
che evidenzia note negative riguardo alla fetta di popolazione attiva più giovane, che incide sempre
meno sulla popolazione attiva distrettuale.
Tale situazione indica quindi che l’attenzione, nell’ambito della programmazione delle politiche del
lavoro locali, debbano prestare grande attenzione alle politiche di accesso al mercato del lavoro, ivi
compresa la formazione professionale e l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, in quanto,
nonostante la maggiore presenza della fascia di popolazione anziana, i giovani sono comunque una
risorsa importante per l’economia, la tenuta e la solidarietà sociale nel territorio.
Un ulteriore approfondimento può essere operato evidenziando come, i comuni del nostro
Distretto, sono stati classificati nella ricerca commissionata al Censis dalla Regione Lazio "La povertà
nel Lazio" con cui si è svolta un'analisi territoriale dei 51 Distretti della Regione rispetto
all'articolazione comunale del disagio, procedendo lungo due linee operative: la prima di natura
quantitativa, la seconda di natura qualitativa. La trasposizione in termini qualitativi dei gruppi di
Comuni è rappresentato da 4 macroaree in cui i nostri Comuni del Distretto sono stati classificati
come segue:
Tabella 3.44: Classificazione per macroaree dei Comuni del Distretto su dati CENSIS, al 31/12/2001.
Comuni
Artena
Carpineto
Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Classificazione per macro aree
Caratteristiche della macro area
Area della precarietà socio-economica Comune con basso livello di disponibilità
socio-economica.
Area della precarietà socio-economica Comune con basso livello di disponibilità
socio-economica.
Area della precarietà socio-economica Comuni con problemi occupazionali
Area della precarietà socio-economica Comune con basso livello di disponibilità
socio-economica.
Area della precarietà socio-economica Comuni con problemi occupazionali
Area del dinamismo Socio-Economico Comune con buone dinamiche economiche e
sperequazioni nella distribuzione dei redditi.
Area di Economia di sussistenza
Comune caratterizzato da un'elevata presenza
di anziani.
Area della precarietà socio-economica Comuni con problemi occupazionali
Area della precarietà socio-economica Comune con basso livello di disponibilità
socio-economica.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Regione Lazio - Piano Socio-Assistenziale 2002-2004.
Da notare che nessuno dei Comuni del nostro Distretto rientra nella macro area del
benessere economico riflesso.
Di aiuto può essere definire meglio le macro aree per comprendere meglio che cosa significa per
i Comuni del nostro Distretto essere inseriti nelle diverse macro aree.
La prima macro area è quella del dinamismo socio-economico, in cui rientra il Comune di
Labico. Questa area, pur definita da tratti positivi sul versante dello sviluppo economico e del tasso
demografico, racchiude gli elementi propri delle grandi aree metropolitane in cui benessere e disagio
si fronteggiano quotidianamente in una coesistenza contraddittoria. La redistribuzione della
ricchezza è soltanto un aspetto del problema, che vede nello sfilacciamento del tessuto sociale e nel
57
venir meno dei solidi retroterra culturali i fattori cardine dell'allentarsi dei vincoli comunitari. In
questo ambito è più marcato il rischio di marginalità e di devianza sociale9. Questo conferma quanto
rilevato finora, dalla nostra analisi della domanda sociale del Distretto, in modo particolare per
quanto riguarda il Comune di Labico.
La seconda macro area è quella dell’economia di sussistenza, in cui rientra il Comune di
Montelanico. Questa area ha, come “tratto più rappresentativo, la forte incidenza della
popolazione anziana e da un quadro problematico del mercato del lavoro. Nell’area la struttura
produttiva è ancora molto condizionata dal settore agricolo, peraltro prevalentemente centrato su
piccolissime coltivazioni, che insieme ad attività di allevamento di animali continuano a svolgere un
ruolo non irrilevante nella formazione dei redditi locali.
In questo ambito, che può evidenziare anche caratteristiche di isolamento, possono far emergere
due diversi tipi di criticità:
-
la concentrazione in frazioni piccole e piccolissime di anziani soli, con crescenti problemi di
autosufficienza, determina una consistente domanda di servizi socio-assistenziali;
-
la seconda, invece, più specificamente legata alla condizione giovanile, indotta dall’intreccio tra
carenza di possibilità lavorative e assenza di opportunità del tempo libero che determina un
disagio diffuso che, spesso, si esprime in un preoccupante grado di diffusione dell’alcoolismo e
dell’uso di droghe”10. Questo conferma quanto rilevato finora, dalla nostra analisi della domanda
sociale del Distretto, in modo particolare per quanto riguarda il Comune di Montelanico.
La terza macro area è quella della precarietà socio-economica, in cui rientrano i Comuni di
Artena, Carpineto Romano, Gavignano e Valmontone classificati come Comuni con bassi livelli
di disponibilità socio-economica; i Comuni di Colleferro, Gorga e Segni classificati come Comuni
con problemi occupazionali.
Si tratta di un’area caratterizzata da dinamiche regressive di carattere economico, con scarsa
disponibilità di risorse finanziarie e bassa tensione del mercato del lavoro che individuano ambiti
socio-culturali in cui gli orizzonti delle identità soggettive e collettive vengono fortemente limitate
nelle potenzialità di sviluppo”11.
I Comuni del Distretto, classificati in questa area si caratterizzano come Comuni con bassi livelli
di disponibilità socio-economica e come Comuni con problemi occupazionali e sono connotati da un
processo di transizione mancata, in cui l’abbandono della struttura produttiva tradizionale non è
sfociata in nuovi modelli produttivi territoriali. Ciò, sul piano del contesto socio-culturale, implica
l’arresto di un processo di costruzione di un’identità collettiva e l’ingresso in un’area di incertezza e
di disorientamento nel quale la questione giovanile assume una centralità innegabile, poiché su di
9
Ibidem, pagg. 96-97.
Ibidem, pagg. 97-98.
11
Ibidem, pag. 98.
10
58
essa si scarica sia la carenza di una identità sociale solida, sia la carenza di opportunità di lavoro”12.
Questo conferma quanto rilevato finora, dalla nostra analisi della domanda sociale del Distretto, in
modo particolare per quanto riguarda i Comuni più sopra elencati.
A distanza di molti anni e con condizione socio-economiche così mutate sarebbe
interessante vedere se, i comuni del Distretto Socio-Sanitario RM G6 sono ancora nelle
stesse macro aree in cui lo studio del Censis li ha inseriti nel 2003, quasi 10 anni fa!
Questa analisi sembra avvalorare l’ipotesi che vede il problema occupazionale, sia per quanto
riguarda i giovani, come ingresso nel mercato del lavoro, sia la popolazione attiva che, per diverse
ragioni, fuoriesce dal contesto lavorativo. Sembra altresì avvalorare quanto più sopra esposto
riguardo alla specifica programmazione delle politiche del lavoro locali, indicando quindi, come punto
nevralgico della stessa, l’attenzione alle politiche di accesso al mercato del lavoro, ivi compresa la
formazione professionale e le modalità di incontro tra domanda ed offerta di lavoro.
Questa è la maggiore criticità rilevata nel Distretto quindi, non a caso, nella programmazione dei
precedenti Piani di Zona, si è pensato ad un progetto che prevede “Inserimenti Lavorativi quale
alternativa agli interventi di assistenza economica”.
Rispetto all’area esclusione sociale, dopo aver analizzato i principali indicatori socio-economici, si passa
ora ad analizzare i dati relativi agli interventi effettuati dal Ser.T. della ASL RM G 6, che si evidenziano
con le seguenti tabelle:
Tab. 3.45: Serie storica degli utenti seguiti dal Ser.T, anni 2005 - 2011.
N. utenti
seguiti
Anni
dal Ser.T.
2005
248
2006
243
2007
122
2008
201
2009
163
2010
277
2011
244
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati SOS Ser.T.
Tossicodipendenze– ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
12
Ibidem, pag.99.
59
Il numero totale degli utenti in carico per dipendenza da sostanze di abuso ed alcool sono 277,
facendo registrare un aumento rispetto al 2009, registrando il dato più alto per gli ultimi 6 anni.
Tab. 3.46: Utenti Ser.T. per tipologia di trattamento – anni 2010-2011.
2010
Tipologia di trattamento
Trattamento farmacologico integrato
v.a.
136
Utenti in comunità terapeutiche
2011
49%
v.a.
83
34%
15
5%
18
7%
Ex detenuti
3
1%
12
5%
Artt. 121 e 75 del DPR 309/90
118
43%
121
50%
Alcolisti
5
277
2%
100%
10
244
100%
Totale utenti
v.p.
v.p.
4%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati SOS Ser.T. Tossicodipendenze– ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Andando ad analizzare i dati sull’utenza del Ser.t., per tipologia di trattamento, si evince come, quasi la
metà dell’utenza (49%), riceve un trattamento farmacologico integrato, mentre il 43% rientra tra gli
artt. 121 e 75 del DPR 309/90 che riguarda segnalazioni da parte della Prefettura e sospensioni di
patenti di guida. Solo 1% dell’utenza è ex detenuto.
Si analizzano ora i dati relativi alle Comunità terapeutiche:
Tab. 3.47: Utenti trattati e seguiti per ingresso in Comunità Terapeutiche. Anni 2005-2008-2010-2011.
2005
2008
2011
2010
COMUNI
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
Artena
5
26%
2
18%
0
0%
1
6%
Carpineto Romano
1
5%
1
7%
0
0%
2
12%
Colleferro
9
47%
5
43%
11
72%
9
53%
Gavignano
0
0%
0
0
0
0%
0
0%
0%
Gorga
0
0%
0
0
0
0%
0
Labico
1
5%
1
7%
1
7%
0
0%
Montelanico
0
0%
0
0
0
0%
0
0%
Segni
1
5%
1
7%
2
14%
1
6%
Valmontone
2
11%
2
18%
1
7%
4
24%
Distretto RMG6
19
100%
12
100%
15
100%
17
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati SOS Ser.T. Tossicodipendenze– ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
60
Il dato più rilevante risulta essere quello di Colleferro (72%) seguito da Segni (14%), Labico e
Valmontone (7%), mentre per gli altri comuni non si rilevano utenti seguiti e trattati per ingresso in
Comunità Terapeutiche.
Si analizzano ora i dati degli utenti Ser.T. in carcere e alcolisti, anche se esigui e quindi non
rappresentativi del fenomeno nel Distretto.
Tab. 3.48: Utenti seguiti dal Ser.T. in carcere. Anno 2011.
2011
COMUNI
v.a.
v.p.
Artena
3
25%
Carpineto Romano
0
0%
Colleferro
4
33%
Gavignano
0
0%
Gorga
0
0%
Labico
0
0%
Montelanico
0
0%
Segni
0
0%
Valmontone
5
42%
Distretto RMG6
12
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati SOS Ser.T. Tossicodipendenze–
ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Tab. 3.49: Utenti seguiti dal Ser.T. alcolisti. Anno 2011.
2011
COMUNI
v.a.
v.p.
Artena
1
9%
Carpineto Romano
2
18%
Colleferro
1
9%
Gavignano
1
9%
Gorga
0
0%
Labico
0
0%
Montelanico
0
0%
Segni
2
18%
Valmontone
4
37%
Distretto RMG6
11
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati SOS Ser.T. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Nelle tabelle seguenti (da 3.50 a 3.52) si riportano invece i dati relativi alle caratteristiche sociodemografiche degli utenti del Ser.T. nell’anno 2011:
61
Tab. 3.50: Caratteristiche socio-demografiche della popolazione tossicodipendente, in carico, anno 2011.
sesso
M
F
v.p.
v.p.
Utenti
in carico
90% 10%
Occupazione
Età
media
36 anni
occupati
occupazione non
saltuaria
occupati
studenti
35%
40%
0%
25%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Tab. 3.51: Caratteristiche socio-demografiche della popolazione tossicodipendente, segnalati, anno 2011.
sesso
M
F
v.p.
v.p.
Utenti
segnalati 80%
20,00%
Età
media
22 anni
Occupazione
occupati
occupazione non
saltuaria
occupati
studenti
40%
0%
30%
30%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
La popolazione tossicodipendente utenza del Ser.T. è per la quasi totalità di sesso maschile (92% nel
2009 e 96,50% nel 2010); per l’80% appartiene alla fascia d’età 35-maggiore di 39 anni; mentre solo il
4% appartiene alla classe 25-29 anni. Riguardo all’occupazione è interessante notare come, nel 2009
quasi la metà dell’utenza del Ser.T. (40%) aveva un lavoro stabile, il resto aveva un’occupazione
saltuaria (23%) o era disoccupato (32%); mentre l’anno dopo, nel 2010, il 50% è disoccupato, l’altra
metà ha un’occupazione stabile (48%) e solo il 2% un’occupazione saltuaria; riflettendo la situazione
di crisi occupazionale sofferta dal territorio.
Si riportano, di seguito, i dati relativi alla tipologia di sostanze consumate, distinti tra utenti in carico e
utenti segnalati, per l'anno 2011.
Tab. 3.52: Tipologia di sostanze consumate, utenti in carico; anno 2011.
TIPOLOGIA SOSTANZE
CONSUMATE
UTENTI
IN
CARICO
EROINA
v.p.
87%
COCAINA
10%
THC
1%
POLIABUSER
3%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. –
ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
62
Tab. 3.53: Tipologia di sostanze consumate, utenti seguiti; anno 2011.
UTENTI
SEGNALATI
TIPOLOGIA SOSTANZE
CONSUMATE
v.p.
EROINA
5%
COCAINA
45,00%
THC
50%
POLIABUSER
0
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. –
ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
La tabella 3.52 rileva la tipologia di sostanze consumate. Nel 2008 il 91% dell’abuso primario avviene
con eroina mentre il 45% di abuso secondario avviene con THC.
Nelle tabelle che seguono sono riportati il numero di utenti segnalati al Prefetto e l’utenza alcool
dipendente:
Tab. 3.54: Utenti segnalati dal Prefetto per uso di sostanza art. 121 DPR n. 309/90 - Anni 2005–2008-2010-2011.
Anni
COMUNI
Artena
2005
2008
2010
2011
11
3
17
24
Carpineto Romano
1
2
8
4
Colleferro
9
16
21
40
Gavignano
0
0
8
2
Gorga
0
0
0
0
Labico
3
4
0
6
Montelanico
1
0
4
2
Segni
4
8
11
13
Valmontone
4
9
33
30
Distretto RM G6
33
42
118
121
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Una incidenza maggiore, riguardo agli utenti segnalati dalla Prefettura, si evince per Colleferro; l’età
media è passata dai 38 anni del 2009 ai 22 del 2010.
Si riportano inoltre i dati relativi alle attività del Centro di Salute Mentale (C.S.M.) di Colleferro.
Il Centro fa parte del Dipartimento di Salute Mentale (D.S.M.) che è l'Unità Operativa Complessa dei
Distretti RMG5 e RMG6. Nel nostro Distretto sono presenti le strutture: - Centro di Salute Mentale e
Centro Diurno.
Il Centro di Salute Mentale eroga prestazioni psichiatriche, psicologiche, infermieristiche e
sociali ad utenti che abbiano problemi inerenti la salute mentale. L’accesso al servizio può essere
diretto, le prestazioni sono soggette al pagamento del ticket, se dovuto. Il Centro Diurno è invece
finalizzato alla riabilitazione e all'integrazione sociosanitaria di utenti con problematiche di salute
mentale. L’accesso al servizio è diretto.
63
Con le seguenti tabelle si presentano i dati più significativi relativi alle attività del CSM del
nostro territorio:
Tab. 3.55: attività strutture DSM nel Distretto Socio-Sanitario RM G6 – Anno 2010
Prestazioni erogate CSM
Prestazioni erogate Centro Diurno
Visite psichiatriche
Prestazioni a domicilio
Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO)
17.203
5.900
circa 5.000
circa 3.000
15
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati C.S.M. – ASL RM G6 – Distretto di Colleferro.
Il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è un procedimento amministrativo legittimato
dall'art. 32 della Costituzione, disciplinato dalle Leggi 180/78 e 833/78, che permette di operare un
ricovero per l'effettuazione di terapie di medicina generale o psichiatrica, contro la volontà del
paziente, ma nel suo interesse.
Riguardo al target dell’utenza si presentano le seguenti tabelle:
Tab. 3.56: Particolari classi d’età – Utenti prevalenti. Anno 2010.
CENTRO SALUTE MENTALE
Fasce d’età
< 24
25 - 34
35 - 44
45 - 54
55 – 64
> 65
Totale
CENTRO DIURNO
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
120
273
547
486
414
467
1.746
7%
16%
31%
28%
24%
27%
100%
0
4
11
17
7
1
40
0
10%
28%
43%
18%
3%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati C.S.M. – ASL RM G6 – Distretto di Colleferro.
La tabella 3.56 ci presenta i dati relativi all’utenza prevalente, cioè l’utenza storica che frequenta il
Centro di Salute Mentale ed il Centro Diurno, sono per il 60,79% donne ed il 39,21% uomini per il
primo e il 34,14% donne ed il 65,85% uomini per il secondo.
Tab. 3.57: Particolari classi d’età media – Nuovi utenti. Anno 2010.
CENTRO SALUTE MENTALE
Fasce d’età
< 24
25 - 34
35 - 44
45 - 54
55 – 64
> 65
Totale
CENTRO DIURNO
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
83
162
328
271
258
305
1.191
7%
14%
28%
23%
22%
26%
100%
0
1
3
5
1
1
11
0%
9%
27%
45%
9%
9%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati C.S.M. – ASL RM G6 – Distretto di Colleferro.
64
La tabella 3.57 ci presenta i dati relativi alla nuova utenza, cioè l’utenza presa in carico nel
corso dell’anno 2010. Sono per il 61,25% donne ed il 38,75% uomini per il primo e il 36,36% donne
ed il 63,63% uomini per il secondo.
In entrambe i casi si rileva una maggiore presenza di donne riguardo all’utenza del Centro di
Salute Mentale ed una prevalenza di uomini riguardo all’utenza frequentante il Centro Diurno.
Tab. 3.58: Utenti istituzionalizzati e suicidi. Anno 2010.
Utenti
Inseriti presso comunità terapeutiche accreditate
Internati presso Ospedale psichiatrico giudiziario
Suicidi
v.a.
19
2
1
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati C.S.M. – ASL RM G6 – Distretto di Colleferro.
Tab. 3.59: Giorni di ricovero. Anno 2010*.
Distretti
RMG5
RMG6
Totali
Clinica
n.
pazienti
24
17
41
Comunità
n.
gg
giorni pazienti SRSR
933
5
911
974
12
3.767
1.907 17
4.678
n.
pazienti
14
7
21
gg
SRTR
4.225
1.745
5.970
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati C.S.M. – ASL RM G6 – Distretto di Colleferro.
I dati della tabella 3.59 sono al 16/12/2010.
In queste ultime due tabelle si riportano i dati relativi alle istituzionalizzazioni effettuate dal Centro di
Salute Mentale di Colleferro presso Comunità terapeutiche accreditate e presso Ospedali psichiatrici
giudiziari; i dati relativi ai suicidi verificatisi ed i giorni di ricovero in clinica e comunità per il nostro
Distretto e per il Distretto Socio-Sanitario RM G5. Si registra un Tasso di ricovero, per il CSM di
Colleferro, nell’anno 2010 dello 0,1%: il più basso registrato nella Regione Lazio.
Con le tabelle 3.60 e 3.61 (valori assoluti e percentuali), si illustrano infine i dati relativi all’utenza
dei Servizi Sociali comunali reperiti nel corso delle attività di monitoraggio e valutazione del Piano di
Zona.
Il bisogno espresso è individuata in n. 1.386 utenti dei servizi sociali comunali: 143 utenti
usufruiscono di borse lavoro, di cui 61 sono inserimenti lavorativi del Piano di Zona; n. 461 oggetto di
prestazioni sociali agevolate, n. 12 per altre prestazioni sociali agevolate (contributi economici) e n. 10
sono gli utenti seguiti dai singoli Servizi Sociali dei Comuni per disagio socio-economico dovuto a
dipendenza.
Per i dati relativi agli inserimenti lavorativi si rileva un aumento considerevole, rispetto al dato
dell’anno 2010, dovuto anche all’aumento del numero di inserimenti previsti nel progetto del Piano
65
di Zona (inserimenti max. attivabili 50 annuali-100 semestrali). Anche gli inserimenti lavorativi
attivati dai singoli Comuni sono in aumento. I dati relativi alle prestazioni sociali agevolate sono
invece in diminuzione, sempre rispetto all’anno precedente, passando da 792 a 461; così come i dati
relativi ai contributi economici.
66
Tabella n. 3.60: Servizi sociali comunali Area Disagio ed esclusione sociale – Dipendenza -2011. Valori assoluti.
Comuni
Adulti
che
hanno
usufruito
di borse
lavoro,
inserime
Inseriment
nti
Inserime i lavorativi
lavorativi
del Piano
Inserimenti
nti
attivati
di Zona
lavorativi del
lavorativi
dal
Piano di Zona
del Piano seguiti in
comune
seguiti in
di Zona collaborazi
(n.
one con il collaborazione
(n.
totale)
DSM
con il Ser.T.
totale)
2
0
5
Adulti che
hanno
usufruito di
borse
lavoro,
inserimenti
lavorativi
attivati dal
comune in
collaborazio
ne con il
DSM
3
Adulti che
hanno
usufruito di
borse lavoro,
inserimenti
lavorativi
attivati dal
Prestazioni
comune in
sociali
collaborazione agevolate
con il Ser.T.
(n. totale)
0
121
Prestazio
ni sociali
agevolate
per
tossicodi
pendenti
Prestazio
ni sociali
agevolate
per ex
detenuti
Prestazio
ni sociali
agevolate
per
disagio
economic
o
20
6
80
Artena
Carpineto
Romano
7
6
5
0
0
0
0
8
0
0
Colleferro
10
0
0
15
0
0
200
0
0
Gavignano
4
0
0
5
0
0
np
2
0
Gorga
3
0
0
7
0
0
8
0
0
Labico
4
1
1
7
2
np
45
8
Montelanico
4
0
0
9
2
0
7
1
Segni
12
np
np
12
2
np
10
Valmontone
Distretto sociosanitario RM
G6
11
0
0
22
0
0
61
8
1
82
9
0
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Politiche Sociali.
67
Utenti di
servizi
diversi
per
disagio
Altre
socioPrestazio
ni sociali Prestazioni economic
o dovute
agevolate
sociali
a
per
agevolate
ragazze (specificare dipendenz
e
madri
):
0
Lista
di
attes
a nei
vari
servi
zi
15
0
0
11
1
np
0
0
200
10
4
0
0
15
0
np
0
0
8
0
np
0
0
2
35
2
np
10
np
0
2
0
np
0
6
np
np
7
3
np
np
np
62
0
10
70
6
8
0
0
461
31
18
428
37
12
10
6
Tabella n. 3.61: Servizi sociali comunali Area Disagio ed esclusione sociale – Dipendenza -2011. Valori percentuali.
Comuni
Inserime
nti
lavorativi
del Piano
di Zona
Inseriment seguiti in
i lavorativi collabora
zione
del Piano
con il
di Zona (n.
DSM
totale)
Adulti
che
Adulti che
Adulti che
hanno
hanno
hanno
usufruito
usufruito di
usufruito di
Inserimen di borse
ti
lavoro,
borse lavoro, borse lavoro,
inserimenti
lavorativi inserimen inserimenti
lavorativi
lavorativi
del Piano
ti
attivati dal
attivati dal
lavorativi
di Zona
comune in
comune in
Prestazio
seguiti in
attivati
dal
collaborazio collaborazio ni sociali
collaboraz
ne con il
agevolate
ione con il comune
ne con il
DSM
Ser.T.
(n. totale)
Ser.T.
(n. totale)
Prestazioni
sociali
agevolate per
tossicodipende
nti
Prestazio
ni sociali
agevolate
per ex
detenuti
Prestazio
ni sociali
agevolate
per
disagio
economic
o
Utenti di
servizi
diversi
per
disagio
socioPrestazio
Altre
ni sociali Prestazioni economic
o dovute
agevolate
sociali
agevolate
a
per
ragazze (specificare dipendenz
e
madri
):
Lista
di
attes
a nei
vari
servi
zi
Artena
Carpineto
Romano
11%
25%
0%
6%
33%
0%
26%
65%
33%
19%
41%
0%
0%
0%
10%
63%
0%
0%
0%
0%
2%
0%
0%
3%
3%
np
0%
0%
Colleferro
16%
0%
0%
18%
0%
0%
43%
0%
0%
47%
27%
33%
0%
0%
Gavignano
7%
0%
0%
6%
0%
0%
np
6%
0%
4%
0%
np
0%
0%
Gorga
5%
0%
0%
9%
0%
0%
2%
0%
0%
2%
0%
np
0%
0%
Labico
7%
13%
100%
9%
22%
0%
10%
26%
11%
8%
5%
np
100%
np
Montelanico
7%
0%
0%
11%
22%
0%
2%
3%
0%
0%
0%
np
0%
100%
Segni
20%
np
np
15%
22%
0%
2%
np
np
2%
8%
np
np
np
Valmontone
Distretto sociosanitario RM
G6
18%
0%
0%
27%
0%
0%
13%
0%
56%
16%
16%
67%
0%
0%
100%
100%
100%
100%
100%
0%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Politiche Sociali.
68
3.e. Area Immigrati
Come già specificato più sopra, da quasi un ventennio anche il nostro Distretto è
interessato da flussi migratori non solo riguardanti la popolazione italiana ma anche da flussi
migratori riguardanti la popolazione straniera, in particolare extra-comunitari. Dopo un primo
flusso immigratorio, cosiddetto di prima generazione, riguardante soprattutto uomini in età
lavorativa e richiedenti asilo politico, negli ultimi anni si assiste ad una trasformazione del
fenomeno riguardante la popolazione straniera che man mano si è andato sempre più
caratterizzando
come “immigrazione
di
seconda
generazione”,
riguardando
così
i
ricongiungimenti familiari ed andando ad incidere sulla presenza della popolazione straniera,
con una maggiore presenza di donne e minori. Il nostro distretto si trova così in linea con
quanto accade a livello nazionale.
Il totale degli stranieri residenti nel Distretto al 31.12.2011 è di n. 6.764, in
costante aumento rispetto agli anni precedenti.
Si riporta di seguito la serie storica della popolazione straniera residente nel Distretto
RMG6 negli ultimi dieci anni (1999-2011).
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ufficio anagrafe (anni 2003-2011) e Istat – Atlante statistico dei
Comuni (anni 1999-2002).
Si riporta, inoltre, la serie storica (anni 2000-2011) della popolazione straniera per
comune di residenza.
69
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ufficio anagrafe (anni 2003-2011) e Istat – Atlante statistico dei comuni
(anni 1999-2002).
Anche per il 2011, il nostro Distretto conferma di trovarsi in linea con quanto accade a
livello nazionale: la popolazione straniera residente del Distretto è pari all’8% della
popolazione totale (n. 6.764). Come specificato anche sopra (tab. 2.8), l’aumento della
popolazione straniera è fortemente rallentata passando dal 6.366 del 2010 a
6.764 del 2011, mentre nell’anno prima l’aumento registrato è stato di quasi
1.000 stranieri; inoltre considerando i due sub-ambiti, nei paesi di pianura si registrano le
maggiori percentuali di presenza per i comuni di Labico e Valmontone (10% e 13%).
Si registra quindi uno stallo nella crescita per tutti i comuni della zona di pianura, tranne
Valmontone e, per i comuni della zona di montagna, tranne che per Carpineto Romano e
Segni.
Si riporta, la distribuzione percentuale della popolazione straniera residente nei comuni
del Distretto RMG6 dell'anno 2011:
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ufficio anagrafe (anni 2003-2011) e Istat – Atlante statistico dei comuni (anni 1999-2002).
70
I comuni di Colleferro e Valmontone registrano (rispettivamente con il 28% ed il 27%)
più della metà (55%) della popolazione residente del Distretto RM G6. Seguono i comuni di
Artena (17%), Labico (10%) e Segni (9%). Infine, i comuni di Carpineto Romano, Gorga,
Montelanico e Gavignano sono i paesi con registrano percentuali esigue (intorno al 2-3%).
Si passa ora ad illustrare la struttura demografica degli stranieri residenti comparando i
dati delle strutture piramidali per età.
Sovrapponendo le due strutture piramidali si può osservare come la popolazione straniera
residente sia presente esclusivamente nelle classi “attive”. Nei paesi di pianura la struttura
piramidale della popolazione straniera nelle classi più giovani è uguale a quella della
popolazione residente; mentre nei paesi di montagna si osserva, in special modo per
Gavignano e Carpineto Romano, una più marcata incidenza della popolazione minorile straniera
rispetto alla stessa popolazione straniera.
Piramidi per età dei Comuni di pianura
71
Piramidi per età dei paesi di montagna
Si presentano ora i dati relativi alla presenza degli stranieri residenti nei Comuni del nostro
Distretto, per paese di provenienza. Più della metà degli stranieri (63%) provengono dagli
Stati dell’Unione Europea. Il resto si suddivide tra Altri Stati Europei (13%) , Africa (14%),
America (8%) e Asia (2%), nulla risulta la provenienza dai Paesi dell’Oceania e Apolide.
Tabella n. 3.62: Popolazione straniera residente per comune di residenza e paese di provenienza.
PAESI DI PROVENIENZA
Gorga
Labico
STATI EUROPEI
756
178
1.112
89
44
489
178
356
1.245
4.447
ALTRI STATI EUROPEI
51
7
313
29
29
73
15
102
109
727
AFRICA
188
10
218
0
0
50
20
69
436
992
AMERICA
111
22
138
0
0
22
4
53
94
445
ASIA
50
3
53
0
0
13
1
10
0
130
OCEANIA
0
0
0
0
0
0
0
1
0
1
APOLIDE
Totale
Artena Carpineto
Colleferro Gavignano
Montelanico Segni
Valmontone Totale
0
0
12
0
0
0
0
9
0
21
1.157
220
1.845
118
74
647
218
601
1.884
6.764
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ufficio anagrafe.
72
Grafico (tab. 3.62): Popolazione straniera residente per paese di provenienza. Anno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati ufficio anagrafe.
Tra gli Stati Europei la prevalenza è per lo più dalla Romania (62%), seguita dalla Bulgaria
(27%); invece, tra gli altri Stati Europei la maggiore provenienza è dall'Albania (65%), seguita
dalla Macedonia (11%), dall’Ucraina (10%), dalla Moldovia (5%). Tra i Paesi dell’Asia la
situazione dell’immigrazione appare più omogenea rispetto ai Paesi sopra osservati. Vi è una
più equa distribuzione di gente che lascia il Paese di provenienza, non vi è un forte scarto
percentuale tra un paese e l’altro. Il 25% dalla Cina, l’16% l’India, Bangladesh e altri Stati
Asiatici 11%, Yemen 10%, Siria e Iran 6%, Filippine e Uzbekistan 4%, Giappone 3%.
Nei Paesi Americani il Brasile registra il 21% dell’immigrazione, l’Argentina il 20%, gli altri
Stati Americani il 19%, l’Ecuador il 16%, la Colombia l’11%, l’Ecuador il 7% e Cuba il 6%.
Nei Paesi Africani il Marocco rimane sempre il Paese con il più alto tasso di emigrazione con
il 45%, seguito dalla Tunisia con l’11%, Nigeria e Altri Paesi Africani il 9%, Egitto il 6%, Congo
Rep. Dem. Il 6%, l’Algeria il 4%, Etiopia e Camerun il 3%, Congo e capo Verde 2%.
Si riportano, infine, i grafici che illustrano la presenza degli stranieri per provenieza in
ciascun paese del nostro Distretto.
In particolare, gli stranieri provenienti da Stati dell'Unione Europea, di seguito illustrati,
sono presenti per lo più nei Comuni di Valmontone (27%) e Colleferro (26%), che insieme
rappresentano più della metà della popolazione straniera di Paesi che fanno parte dell'Unione
Europea presenti nel nostro distretto (53%).
73
Per quanto riguarda, invece, la provenienza di stranieri da altri stati europei non
appartenenti all'UE, la presenza di registra per lo più nel Comune di Colleferro, con il 43%. I
Comuni di Valmontone e Segni registrano entrambi una presenza del 14%, seguiti da Labico
con il 10% e Artena con il 7%; negli altri Comuni la presenza è inferione al 5%, con Carpineto
Romano più basso all'1%.
Inoltre, gli immigrati africani nel nostro Distretto sono maggiormente presenti nel Comune
di Valmontone (44%), di seguito illustrato:
74
Infine, è importante osservare che anche la presenza della popolazione immigrata asiatica,
come quella degli altri paesi europei, si registra principalmente nel Comune di Colleferro
(41%).
Si presentano i dati relativi alle prestazioni sanitarie fruite dagli immigrati attraverso il
quadro sinottico delle attività della S.O.S. Cure Primarie del Distretto Sanitario di Colleferro.
La tabella 3.63 riporta i dati relativi alla Tessera Eni (Europeo Non Iscritto) che vengono
rilasciate ai cittadini neocomunitari bulgari e rumeni.
75
Tabella 3.63: TESSERE rilasciate agli ENI per Comune di residenza, anni 2010-2011.
2010
COMUNI
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
DISTRETTO
Fuori Distretto (Cave)
Totale
2011
v.a. v.p. v.a. v.p.
0
0%
0
0%
20 33%
6 10%
2
3%
3
5%
3
5%
12 20%
12 20%
58 97%
2
3%
60 100%
17 26%
4
6%
18 27%
2
3%
1
2%
0
0%
6
9%
8 12%
9 14%
65 98%
1
2%
66 100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati U.O.S. Cure Primarie
- ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
La tabella 3.63 rileva che il numeri di tessere rilasciate nel 2011 sono state n. 65, poche
in più rispetto all'anno 2010, che se ne registravano n. 58. Nel 2011 la maggior percentuale
di tessere ENI sono state rilasciate a stranieri residenti a Colleferro (27%) e Artena (26%) .
Nessuna Tessera ENI è stata rilasciata a residenti di Labico.
Tabella n. 3.64: n. tessere STP/ENI
rilasciate, anni 2003-2011.
Anni
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
v.a.
392
474
519
304
52
41
61
84
66
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati
S.O.S. Medicina di Base - ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Confrontando i dati dall’anno 2003 all’anno 2011, si rileva un aumento del numero delle
Tessere STP rilasciate fino all’anno 2006, dopodiché si registra una diminuzione per effetto
l’entrata nell’Unione Europea della Romania e della Bulgaria. Dall’anno 2009 si è rilevato anche il
dato relativo alle tessere ENI (Europeo Non Iscritto) che vengono rilasciate ai cittadini
76
neocomunitari bulgari e romeni. Nel 2011 il dato risulta simile al 2009 (circa 60/65 schede),
contro le n. 85 dell'anno 2010.
Una ulteriore rilevazione, che aiuta ad individuare la criticità maggiore, rilevata rispetto alla
presenza ed alla relativa integrazione degli immigrati nella vita sociale ed economica del nostro
Distretto, può essere fatta prendendo spunto dal “XII Rapporto sull’immigrazione Caritas –
Migrantes” (Dossier statistico – anno 2002). Nel Rapporto si legge: “la popolazione che accoglie
si sente fragile ed in pericolo di fronte a diversità sociali, culturali e religiose dei movimenti e
tende a trasformare il diverso/straniero in un capro espiatorio delle sue ansie. E’ una questione
complessa, che si pone a diversi livelli (antropologico, educativo, politico, religioso) ma che
invece a livello operativo può essere riequilibrata attraverso un utilizzo più accorto dei mezzi di
comunicazione di massa" e ad un lavoro di rete per l’integrazione e lo scambio di conoscenze tra
culture diverse che deve essere svolto dai Servizi Sociali locali; un lavoro che ha come principio
fondante la conoscenza dell’altro, primo strumento di “rassicurazione” sulla diversità, senza
dimenticare che l’integrazione degli immigrati passa anche attraverso le formazione e la
qualificazione.
Non a caso nel nostro Distretto, nel corso degli anni, si sono avute diverse esperienze
con progetti specificatamente dedicati alla popolazione straniera residente, per la prevenzione
del disagio con “sportelli” rivolte a donne e minori un progetto di promozione
dell’Associazionismo Etnico; un’esperienza di interventi rivolti all’integrazione socio-culturale
rivolti alla popolazione straniera residente a Valmontone e Labico ed un progetto del Comune
di Colleferro, rivolto a studenti stranieri, per la prevenzione della dispersione scolastica e
dell’abbandono scolastico creando una “rete” tra il Comune, le Istituzioni scolastiche e le
famiglie. Nell’anno scolastico 2007/2008 il Distretto ha attivato, con i finanziamenti del Piano
Provinciale 2004, il progetto “La responsabilità della comunità all’integrazione dei minori e
delle loro famiglie nella scuola e nell’extrascuola”.
Il progetto ha avuto un grande successo e proprio per questo le scuole presenti al Tavolo
Tematico Immigrazione hanno concordato all’idea di ripresentarlo per il finanziamento del
Piano Provinciale 2007. Nell'anno scolastico 2010/2011, il nostro Distretto ha attivato, con i
finanziamenti del Piano Provinciale 2007, la seconda annualità del Progetto in parola,
denominato "Incontriamoci a scuola 2"; per l'anno scolastico 2011/2012, è stato attivato, con
DGR Lazio n. 513 dell’11/11/2010 (L.R. 14 luglio 2008, n. 10), la terza annualità dello stesso,
denominato "Incontriamoci a scuola 3". La finalità progettuale di "Incontriamoci a Scuola"
nelle tre annualità è l’integrazione socio-culturale dei minori stranieri nell’infanzia e
77
nell’adolescenza. Gli interventi attivati in ambito scolastico sono “integrazione linguistica” per
alunni stranieri e non, con la finalità di motivare l’integrazione nel gruppo classe, e il
“laboratori delle culture” con la presenza della figura professionale del Mediatore Culturale, per
favorire la reciproca conoscenza e promuovere il dialogo tra le culture.
Si riportano, nella tabella n. 3.65, gli indicatori di monitoraggio della seconda annualità
del Progetto "Incontriamoci a scuola", seguita dai grafici dello stesso, che illustrano la
percentuale di minori stranieri coinvolti del progetto, nelle due distinte attività (alfabetizzazione
e mediazione interculturale).
Tabella n. 3.65: Indicatori di Monitoraggio Progetto "Incontriamoci a Scuola 2". Valori al 31.12.2011
COMUNI
NUMERO
ISTITUTI
SCOLASTI
CI
COINVOL
TI
TIPOLOGI
A DI
ISTITUTO:
S
(STATALE)
-P
(PARITARI
O)
CLASSI
COINVOLT
E
TIPO
MINORI STRANIERI
CLASSE:
COINVOLTI
E
ATTIVITA' DI
(elementari
ALFABETIZZAZION
)eM
E
(medie)
MINORI
STRANIERI
COINVOLTI
ATTIVITA'
DI
MEDIAZION
E
MINORI
ITALIANI
NELLE
CLASSI
COINVOLT
E
Artena
Carpineto
Romano
1
S
10
E/M
12
12
134
1
S
5
E/M
6
6
92
Colleferro
2
S
19
E/M
24
43
313
Gavignano
/
/
/
/
/
/
/
Gorga
1
S
2
E
3
3
15
Labico
Montelanic
o
1
S
6
E/M
18
18
94
1
S
7
E/M
24
24
89
18
171
/
/
124
908
1
S
9
E/M
18
Segni
Valmonton
/
/
/
/
/
e
Totale
Distretto
8
58
105
Fonte: Report statistico monitoraggio e valutazione - Dr.ssa E. Romanelli - anno 2011.
Gli istituti scolatici che hanno aderito al Progetto "Incontriamoci a scuola" sono stati n. 6. Il
progetto è stato attivato in tutti i Comuni del Distretto, tranne che nei Comuni di Valmontone e
Gavignano. Dai tavoli di lavoro è emersa, in modo chiaro e condiviso, la necessità di conciliare le
attività del progetto con le attività didattiche, già programmate per gli studenti stranieri. Tutti gli
Istituti scolastici hanno aderito all'attivazione di entrambi i percorsi previsti dal Progetto. Solo il I
Circolo didattico GPD di Colleferro ha aderito ad una sola attività (mediazione). Le classi coinvolte
sono in totale n. 58, divise in n. 18 gruppi di attività, così da rendere omogenea la
partecipazione.
78
Sempre per l'area immigrati, è stato attivato nel corso dell'anno 2011-2012, con il Piano
Provinciale 2007 delle "Azioni e degli interventi per l’integrazione dei cittadini extracomunitari”, il
progetto "Risorsa Donna: le badanti -competenze di genere valore aggiunto nel lavoro di cura",
per favorire processi di inclusione sociale, sostenendo l’adeguato inserimento nel tessuto sociale,
economico e culturale degli stranieri regolarmente presenti sul territorio distrettuale. Il progetto
è stato realizzato attraverso l'attivazione del "Corso Badanti", con l’obiettivo di orientare e
formare stranieri, in particolare non comunitari, per favorire l’inserimento e/o il reinserimento
lavorativo. Il Corso Badanti si è svolto per la parte teorica, presso la Biblioteca Comunale di
Carpineto Romano, dal giorno 9 gennaio 2012 e fino al 30 maggio 2012, con esame finale il 30
maggio 2012 e consegna degli attestati il giorno 11 giugno 2012; durante l'ultima parte del
corso, è stata inoltre svolta attività di tirocinio per 25 ore presso i soggetti gestori del Piano di
Zona. Il Corso Badanti ha visti coinvolti n. 15 corsisti, di cui n. 12 donne e n. 3 uomini. Dal
Report di valutazione finale del "Corso Badanti", emerge che la quasi totalità dei rispondenti
(circa il 92%) è molto soddisfatto dell’utilità del percorso formativo, rispetto agli obiettivi, le
aspettative e gli interessi professionali.
Per tutti i corsisti i punti di forza di questa esperienza formativa sono superiori a quelli di
debolezza. Ciò è confermato dalle motivazioni a tale risposta che evidenziano l'entusiasmo e la
positività dei rispondenti, sia dal punto di vista formativo che a livello informativo. Inoltre, nei
rispondenti si rileva una speranza alla prospettiva di lavoro con l'anziano e i familiari. Tutti
i
corsisti suggerirebbero a colleghi di partecipare a questo tipo di percorso. Ciò è confermato dalle
motivazioni a tale risposta in quanto per la maggior parte è stata un'esperienza piacevole e
positiva, con alta professionalità della formazione professionale. La certificazione viene percepita
come una cosa importante, per avere maggiore opportunità lavorativa.
Nel Distretto è attivo il Servizio Segretariato Sociale-PUA che rileva come utenza un gran
numero di cittadini stranieri e diverse attività in ambito extrascolastico, promosse e gestite da
organizzazioni di volontariato (Segni e Gorga).
79
Si registra altresì la presenza del Centro Servizi Immigrati (CSI) della Provincia di Roma,
con il quale i Servizi Sociali Comunali lavorano in “rete” e un Centro di Accoglienza Notturna
per i senza fissa dimora, con sede ad Artena, che nel tempo ha ospitato anche persone
straniere. Per portare avanti una nuova strategia è molto importante l’apporto che può essere
fornito dalle Associazioni degli Immigrati e dalle altre Associazioni che partecipano ai lavori del
Tavolo Tematico “Immigrazione” che, non a caso, sono coinvolti anche nelle attività del
progetto del Piano Provinciale 2007. La criticità maggiore, rilevata per l’area immigrati è
quindi quella di proseguire sulla strada dell’integrazione socio-culturale.
Nella tabella 3.66 si riportano i dati relativi agli utenti immigrati dei Servizi Sociali comunali.
Tabella n. 3.66: Servizi sociali comunali Area Immigrati. Valori assoluti – 2011.
Comuni
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Distretto sociosanitario RM G6
Immigrati che hanno
usufruito di
interventi da parte
del Servizio Sociale
Comunale
(specificare quali
servizi):
SEGRETARIATO
SOCIALE
Immigrati seguiti
dal Servizio
Sociale Comunale
in collaborazione
con il DSM
50
3
10
16
0
15
11
8
0
113
Immigrati seguiti
dal Servizio
Sociale Comunale
in collaborazione
con il Ser.T.
Minori
immigrati
seguiti dal
Servizio
Sportello
aiuto alla
famiglia
Utenti
inviati
al CSI
Lista di
attesa
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
2
1
0
0
0
2
0
2
1
np
2
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
4
7
0
Utenti
inviati
al CSI
Lista di
attesa
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Politiche Sociali.
Tabella n. 3.67: Servizi sociali comunali Area Immigrati. Valori percentuali – 2011.
Comuni
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Distretto sociosanitario RM G6
Immigrati che hanno
usufruito di
interventi da parte
del Servizio Sociale
Comunale
(specificare quali
servizi):
SEGRETARIATO
SOCIALE
Immigrati seguiti
dal Servizio
Sociale Comunale
in collaborazione
con il DSM
Immigrati seguiti
dal Servizio
Sociale Comunale
in collaborazione
con il Ser.T.
Minori
immigrati
seguiti dal
Servizio
Sportello
aiuto alla
famiglia
44%
3%
9%
14%
0%
13%
10%
7%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
25%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
50%
25%
0%
0%
0%
29%
0%
29%
14%
np
29%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
100%
0%
0%
100%
100%
0%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati Uffici Politiche Sociali.
80
In conclusione è utile sottolineare che, per l’area degli immigrati, l’utenza potenziale è
stimata in n. 6.764 residenti nei comuni del Distretto. L’utenza effettiva è individuata in n.
124 utenti, di cui n. 113 sono utenti immigrati che hanno usufruito di interventi da parte dei
Servizi sociali comunali, per la maggior parte degli utenti sono stati erogati da parte dei
comuni contributi economici ed esenzione per il servizio mensa e per il servizio trasporto; n. 4
sono utenti minor i del servizio assistenza educativo domiciliare per minori (già Sportello aiuto
alla famiglia); n. 7 utenti sono stati inviati dai servizi sociali comunali al CSI (Centro Servizi
Immigrati della Provincia di Roma).
81
4. Delineare il quadro generale dell’offerta dei servizi socio-assistenziali
indicando dove e in che misura è stata operata un’integrazione tra i Comuni
e le Asl.
Il quadro generale dell’offerta dei servizi socio-assistenziali viene rappresentato attraverso
una serie di tabelle, ognuna per ogni macroarea ambito di intervento del Piano di Zona, che
mostrano i servizi pubblici e/o privati, sociali e/o sanitari presenti sul territorio distrettuale:
A) MACROAREA RESPONSABILITA’ FAMILIARI.
Tabella 1: Strutture socio-sanitarie del territorio.
COMUNE
Strutture sociali
Strutture sanitarie
Pubbliche
Private
Artena
Uff. Servizi Sociali
Carpineto Romano
Uff. Servizi Sociali
n. 1 Ludoteca
n. 3 Strutture semiresidenziali Consultorio Familiare
n. 1 Asilo Nido-LudotecaDopo Scuola
Centro per la Salute
Colleferro
Uff. Servizi Sociali
Centro per l’impiego
C.I.L.O.
n.1 Ludoteca
n.1 Asilo Nido comunale
Gavignano
Uff. Servizi Sociali
Gorga
Uff. servizi sociali
Labico
Uff. servizi sociali
n. 1 Ludoteca
Montelanico
Uff. servizi sociali
Segni
Uff. Servizi Sociali
n. 1 Ludoteca
n.1
Struttura
semiresidenziale
(Oratorio)
Uff. Servizi Sociali
Valmontone
n. 1 Asilo Nido
n. 1 Centro Ludico Ricreativo
per minori e portatori di
handicap
Caritas
n. 1 Struttura residenziale
(Casa famiglia per minori)
n. 2 Struttura
semiresidenziali (Casa
Famiglia per donne in
difficoltà con figli
minori Centro per donne in
difficoltà con o senza
figli)
n. 1 Struttura
residenziale (Casa
famiglia per minori)
82
Consultorio Familiare
Ospedale
Poliambulatorio
Servizio igiene orale
STSMREE
DSM
Ser.T.
FKT
CRI
Centro Socio-Sanitario
Consultorio Familiare
Ospedale
Tabella2: Servizi ed interventi erogati nel Distretto.
Interventi di sostegno alla famiglia
Interventi di sostituzione alla famiglia
Interventi di prevenzione generale
• Segretariato Sociale - Porta unitaria di accesso (Piano di Zona);
• Servizio Sociale Professionale Distrettuale (Piano di Zona);
• Servizio Assistenza Domiciliare anziani,disabili e adulti con malattie croniche
(Piano di Zona);
• Servizio di Assistenza Domiciliare di tipo educativo per minori a rischio di
devianza e minori disabili (Piano di Zona);
• Mediazione familiare;
• Interventi a sostegno delle famiglie di minori in situazioni di disagio o
devianza;
• Interventi a sostegno della genitorialità e alla crescita dei figli (corsi
preparazione alla nascita e post-parto);
• Supporto psicologico e sociale alle donne che hanno subito traumi da violenza
e da maltrattamento;
• Asili nido;
• Contributi economici (Assegni maternità, per famiglie numerose, per l'affitto,
bandi casa e sussidi);
• Centro Accoglienza per donne maltrattate;
• Centro Accoglienza Immigrati;
• Assistenza oncologica e fisioterapica domiciliare;
• Assistenza specialistica ed educativa culturale.
• Inserimento in strutture residenziali;
• Inserimento in strutture semi-residenziali;
• Affidi e adozioni.
• Interventi di educazione alla salute nelle scuole e non;
• Interventi a tutela della salute relazionale riproduttiva
della donna, della coppia e della famiglia.
Questa macro-area non è stata individuata come prioritaria in quanto, molti degli interventi
sono già attivi.
Per tale macro-area è inserito, nei Piani di Zona, il Progetto del “Polo Affidi” di cui il Comune
di Valmontone è Comune capofila per i Distretti Socio-Sanitari RM G 6, 5 e 4.
B) MACROAREA MINORI
Tabella 1: Strutture socio-sanitarie del territorio
Strutture sociali
Strutture sanitarie
COMUNE
Pubbliche
Private
Uff. Servizi Sociali
n. 1 Asilo Nido-Ludoteca-Dopo
Scuola
n. 1 Gruppo appartamento per
minori;
n. 1 Comunità pronta accoglienza
per minori.
n. 1 Comunità alloggio per disagio
psicosociale
Carpineto
Romano
Colleferro
Uff. Servizi Sociali
n. 1 Ludoteca
Uff. Servizi Sociali
N.1 Ludoteca
N.1 Asilo Nido comunale
Centro per la Salute
AVIS volontariato
n. 1 Asilo Nido
Consultorio Familiare
n. 1 Centro Ludico Ricreativo per Poliambulatorio
minori e portatori di handicap
Ospedale
ASL, sede di distretto
STSMREE
Spazio giovani
CRI
Volontari Assistenza Sanitaria
Gavignano
Uff. Servizi Sociali
Gorga
Uff. Servizi Sociali
Artena
83
Consultorio Familiare
Labico
Uff. Servizi Sociali
Montelanico
Uff. Servizi Sociali
Segni
Uff. Servizi Sociali
Valmontone
AVIS volontariato
AVIS volontariato
n.
n.
Uff. Servizi Sociali
n.
Centro Accoglienza e Ass. Sociale n.
per donne e donne con minori n.
maltrattati
n.
n. 1 Ludoteca
1
1
2
1
1
1
Casa Famiglia per minori
Oratorio
Casa Famiglia per minori
Scuola per l’infanzia
Scuola materna
Ludoteca
Centro Socio-Sanitario
Consultorio Familiare
Ospedale
Tabella 2: Servizi ed interventi erogati nel Distretto.
Interventi di sostegno al minore
Interventi di sostituzione alla famiglia
Interventi di prevenzione generale
- Servizio Sociale Professionale Distrettuale (Piano di Zona);
- Servizio Assistenza Domiciliare Educativa a minori a rischio di devianza e
disabili (Piano di Zona);
- Interventi psicologici, psicoterapeutici, sociali e riabilitativi;
- Asili nido;
- Ludoteche e Centri Ludico-Ricreativi;
- Centro Accoglienza per donne maltrattate e loro
figli.
- Inserimento in strutture residenziali;
- Inserimento in strutture semi-residenziali;
- Affidi e adozioni.
- Interventi di educazione alla salute nelle scuole (punto d'ascolto, educazione
sessuale, prevenzione tossicodipendenze e così via);
- Interventi per la prevenzione del disagio da 0 a 3 anni.
Per questa macro-area è stato riproposto il Progetto Operativo "Assistenza EducativoDomiciliare per minori” presentato a finanziamento dalla prima annualità e già finanziato con i
fondi della L. n. 285/97 (“Sportello Aiuto alla Famiglia”).
Per gli interventi ed i servizi non ancora attivati si prevede un'implementazione nel mediolungo termine.
C) MACROAREA PERSONE ANZIANE
Tabella 1: Strutture socio sanitarie del territorio
Strutture sociali
Strutture sanitarie
COMUNE
Pubbliche
Private
n.6 Strutture residenziali
Artena
Uff. Servizi Sociali
Centro Anziani
Carpineto
Romano
Uff. Servizi Sociali
Centro Anziani
n. 1 Casa di riposo
Centro per la Salute
AVIS volontariato
Colleferro
Uff. Servizi Sociali
Centro Anziani
n. 1 Casa di riposo
Poliambulatorio
FKT
Ospedale
CAD
RSA
CRI
UNITALSI
Studio di riabilitazione
evolutiva
Servizio prelievi ematici
Gavignano
Uff. Servizi Sociali
Centro Anziani
Gorga
Uff. servizi sociali
Centro Anziani
Uff. servizi sociali
Centro Anziani
Labico
Montelanico
n. 1 Case di riposo
Uff. servizi sociali
Centro Anziani
AVIS volontariato
Ambulatorio per prelievi
Servizio prelievi ematici
AVIS volontariato
84
età
Segni
Uff. Servizi Sociali
n. 2 Centri Anziani
Valmontone
Uff. Servizi Sociali
Centro Anziani
n. 3 Strutture residenziali (Case di Centro Socio-Sanitario
riposo)
Ospedale
Tabella 2: Servizi ed interventi erogati nel Distretto
Interventi di sostegno all'anziano e alla famiglia
Interventi di sostituzione alla famiglia
Interventi di prevenzione generale
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Servizio Sociale Professionale Distrettuale (Piano di Zona);
Segretariato Sociale –Porta Unitaria di accesso (Piano di Zona);
Servizio Assistenza Domiciliare Integrata agli anziani;
Pasti a domicilio.
Assistenza infermieristica, medica e riabilitativa;
Aiuto per autonomia (ausili);
Ginnastica dolce;
Vacanze e soggiorni estivi;
Agevolazioni trasporti pubblici;
Sussidi;
Tutele.
Inserimento in strutture residenziali (RSA, Comunità Alloggio,
Case di riposo).
• Orientamento e accoglienza;
• Centri Sociali Anziani.
Per questa macro-area è stato riproposto il progetto operativo "Servizio Assistenza
Domiciliare Integrata" presentato a finanziamento dalla prima annualità.
Per gli interventi ed i servizi non ancora attivati si prevede un'implementazione nel mediolungo termine.
D) MACROAREA CONTRASTO ALLA POVERTA’ – DIPENDENZE – DISAGIO PSICHICO
Tabella 1: Strutture socio sanitarie del territorio
Strutture sociali
Strutture sanitarie
COMUNE
Artena
Carpineto
Romano
Colleferro
Pubbliche
Private
Uff. Servizi Sociali
Informagiovani
n. 1 Comunità
Accoglienza
Uff. Servizi Sociali
Informagiovani
Uff. Servizi Sociali
Centro per l’Impiego
Centro Diurno Acc. Immigrati
C.I.L.O.
Centro Servizi Immigrati (C.S.I.)
Provincia di Roma
Consultorio Familiare
Centro per la Salute
della
Gavignano
Uff. Servizi Sociali
Gorga
Labico
Uff. servizi sociali
Uff. servizi sociali
Montelanico
Segni
Valmontone
Uff. servizi sociali
Uff. Servizi Sociali
Caritas
Uff. Servizi Sociali
Caritas
Centro Accoglienza e Ass. Sociale per donne
e minori in difficoltà
85
Consultorio Familiare
Poliambulatorio
SERT, FKT
Ospedale
CSM
Centro Diurno (DSM)
CRI
Studio di riabilitazione
evolutiva
Alcolisti Anonimi
Centro Socio-Sanitario
Consultorio Familiare
Ospedale
età
Tabella 2: Servizi ed interventi erogati nel Distretto
Interventi di sostegno alla persona e alla famiglia
Interventi di sostituzione alla famiglia
Interventi di prevenzione generale
•
Sussidi;
•
Inserimenti lavorativi;
•
Agevolazioni trasporto pubblico;
•
Tutele;
•
Interventi sociali, psicologici e riabilitativi;
•
Accoglienza immigrati.
•
Strutture di Accoglienza notturna;
Inserimento in strutture residenziali (Comunità Terapeutiche).
•
Servizio Sociale Professionale (Piano di Zona);
•
Segretariato Sociale per orientamento e accoglienza.
Per questa macro-area è stato riproposto il progetto operativo "Inserimenti Lavorativi
quale alternativa agli interventi di assistenza economica" presentato a finanziamento dalla
prima annualità.
Nell’ambito dei lavori del Tavolo Tematico “Disagio Psichico”, il CSM di Colleferro ha
presentato al Distretto una proposta relativa all’apertura di una Casa Famiglia per disagiati
psichici. A seguito di questa, il Comune capofila si è attivato per costruire una rete
istituzionale, con la Provincia di Roma e la ASL RM G, per la programmazione e progettazione
di una “Casa Famiglia per disagiati psichici”. Tale progetto sarà attivato nel breve periodo ed è
allegato al presente Piano di Zona.
Per gli interventi ed i servizi non ancora attivati si prevede un'implementazione nel mediolungo termine.
E) MACROAREA DISABILI
Tabella 1: Strutture socio sanitarie del territorio
Strutture sociali
Strutture sanitarie
COMUNE
Pubbliche
Private
Uff. Servizi Sociali
n. 1 Comunità alloggio per disagio Consultorio Familiare
psicosociale.
Artena
Carpineto
Romano
Colleferro
Uff. Servizi Sociali
Uff. Servizi Sociali
Ufficio H
Centro per l’Impiego
C.I.L.O.
Centro per la Salute
Centro Diurno per disabili
Associazione delle famiglie
ragazzi Down
Gavignano
Gorga
Labico
Uff. Servizi Sociali
Uff. Servizi Sociali
Uff. servizi sociali
n. 1 Comunità alloggio
Montelanico
Segni
Valmontone
Uff. Servizi Sociali
Uff. Servizi Sociali
Uff. Servizi Sociali
n. 1 Centro Diurno per disabili
86
Consultorio Familiare
dei Poliambulatorio
FKT
Ospedale
DSM
CRI
Studio
di
riabilitazione
evolutiva
Centro Socio-Sanitario
Consultorio Familiare
Ospedale
età
Tabella 2: Servizi ed interventi erogati nel Distretto
Interventi di sostegno alla persona e alla famiglia
Interventi di sostituzione alla famiglia
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
o
Segretariato Sociale – Porta unitaria di accesso (Piano di Zona);
Servizio Sociale Professionale Distrettuale (Piano di Zona);
Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata ed Educativa;
Contributi (per abbattimento barriere architettoniche, soggiorni
organizzati, tessere CO.TRA.L.),
Inserimenti lavorativi;
Trasporto elettorale e ai Centri Estivi;
Attività di socializzazione e tempo libero;
Segretariato Sociale per orientamento e accoglienza (Ufficio H);
Contrassegni e parcheggi handicap;
Interventi medici, sociali, psicologici e riabilitativi;
Sportello aiuto alla famiglia.
Inserimento in strutture residenziali.
Questa macro-area è stata individuata come prioritaria e viene presentato a finanziamento
il progetto operativo "Centro Diurno Socio-Educativo per persone diversamente abili”, che
prevede il convenzionamento con i due Centri Diurni per disabili del Territorio ed il progetto
operativo “Servizio Integrato Disabili Gravi-L.162/98”.
Nelle precedenti annualità sono stati finanziati: il progetto operativo “Ippoterapia e
Psicomotricità in acqua” con il Distretto Scolastico 38, il progetto operativo “Promozione
dell’inserimento lavorativo e sociale di pazienti con disturbo psicotico stabilizzato in
integrazione con le attività del Centro Diurno di Colleferro”.
Per gli interventi ed i servizi non ancora attivati si prevede un'implementazione nel mediolungo termine. Altri progetti non ripresentati a finanziamento vengono inseriti in allegato al
presente Piano di Zona ed inseriti nella programmazione distrettuale con altre eventuali
proposte che perverranno dal territorio, attraverso i lavori dei Tavoli Tematici.
Si precisa che i progetti operativi presentati a finanziamento dalla prima annualità,
"Assistenza Domiciliare Integrata" e “Assistenza Educativo Domiciliare” ("Sportello aiuto alla
famiglia"), comprendono anche questa macro-area.
F) MACROAREA IMMIGRAZIONE
Tabella 1: Strutture socio sanitarie del territorio
Strutture sociali
Strutture sanitarie
COMUNE
Pubbliche
Artena
Carpineto
Romano
Colleferro
Gavignano
Private
Uff. Servizi Sociali
Uff. Servizi Sociali
Uff. Servizi Sociali
Centro Diurno Acc. Immigrati
Centro per l’Impiego
C.I.L.O.
Centro Servizi Immigrati (C.S.I.)
Provincia di Roma
Consultorio Familiare
Centro per la Salute
Caritas
della
Uff. Servizi Sociali
87
Consultorio Familiare
Poliambulatorio
SERT
FKT
Ospedale
DSM
CRI
Gorga
Labico
Uff. servizi sociali
Uff. servizi sociali
Montelanico
Segni
Valmontone
Uff. servizi sociali
Uff. Servizi Sociali
Caritas
Uff. Servizi Sociali
Caritas
Centro Accoglienza e Ass. Sociale per donne
e minori in difficoltà
Centro Socio-Sanitario
Consultorio Familiare
Ospedale
Tabella 2: Servizi ed interventi erogati nel Distretto
Interventi di sostegno alla persona e alla
famiglia
Interventi di sostituzione alla famiglia
Interventi di prevenzione generale
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Servizio Sociale Professionale Distrettuale (Piano di Zona);
Sussidi;
Inserimenti lavorativi;
Agevolazioni trasporto pubblico;
Tutele;
Interventi sociali, psicologici e riabilitativi;
Accoglienza immigrati.
Progetti per favorire l’integrazione scolastica “alunni stranieri”.
Inserimento in strutture residenziali;
Inserimento in strutture semi-residenziali.
Segretariato Sociale (Servizio Sociale Professionale Distrettuale Piano di Zona).
Per questa macro-area non è stato inserito nessun progetto specifico. I progetti presentati
per le altre macroaree sono fruibili dagli stranieri residenti.
Il Distretto ha presentato diversi progetti riguardo l’immigrazione rispondendo a bandi
specifici (D. Lgs. n. 286/98 e L.R. n. 17/90). In modo particolare, per quanto riguarda il Piano
Provinciale 2004, è stato attivato il progetto“La responsabilità della Comunità all’integrazione dei
minori e delle loro famiglie nella scuola e nell’extrascuola” che prevedeva interventi di
“integrazione linguistica e socio-culturale” con la presenza, nella scuola e nell’extrascuola, di
insegnanti di lingua italiana, mediatori culturali, sociologi e psicologi e che ha visto l’adesione
entusiasta della quasi totalità degli Istituti Comprensivi del Distretto. La buona esperienza di
questo progetto è stata riproposta con il Piano Provinciale 2007 attraverso il progetto
“Incontriamoci a Scuola”, per l’anno scolastico 2010/2011, con attività di alfabetizzazione (“corsi
di lingua italiana” per alunni stranieri e non, con la finalità di motivare l’integrazione linguistica) e
mediazione culturale (“laboratori delle culture” con la presenza della figura professionale del
Mediatore Culturale, per favorire la reciproca conoscenza e promuovere il dialogo tra le culture)
per implementare azioni in ambito scolastico. Tale progetto è stato ripresentato e attivato per
l’anno scolastico 2011/2012.
Un altro progetto per stranieri realizzato nell'anno 2011/2012 nel nostro Distretto SocioSanitario è stato l'attivazione di un Corso Badanti denominato "Risorsa Donna: le badanti -
competenze di genere valore aggiunto nel lavoro di cura", per favorire processi di inclusione
sociale,
sostenendo l’adeguato inserimento nel tessuto sociale, economico e culturale degli
stranieri regolarmente presenti sul territorio distrettuale. L’obiettivo del progetto è stato quello di
orientare e formare
stranieri, in particolare non comunitari, per favorire l’inserimento e/o il
88
reinserimento lavorativo. Il Corso Badanti ha visti coinvolti n. 15 corsisti, di cui n. 12 donne e n.
3 uomini. Dal Report di valutazione finale del "Corso Badanti", emerge che la quasi totalità dei
corsisti (circa il 92%) è molto soddisfatto dell’utilità del percorso formativo, rispetto agli obiettivi,
le aspettative e gli interessi professionali.
Per maggiore precisione si presenta infine una tabella che evidenzia la “dotazione
organica”, le risorse umane a disposizione del sistema integrato degli interventi e dei servizi
sociali del Distretto Socio-Sanitario RM G 6.
Tabella A: Risorse Umane del Sistema Integrato degli interventi e dei servizi sociali
COMUNI
QUALIFICA
Artena
Amministrativo
n. 1
Assistente Sociale
n. 1
Di ruolo part-time (18 ore) +
18 ore (Piano di Zona)
Ass. Domiciliare
n. 7
Di ruolo part-time (20 ore)
Piano di Zona
Amministrativo
n. 1
Di ruolo
Ass. Sociale
n. 1
CCNL (tempo det.) 24 ore
(Piano di Zona)
Ass. Domiciliare
n. 8
Coop. Sociale
Amministrativo
n. 2
Di ruolo
Assistente Sociale
n. 2
Ass. Domiciliare
n. 10
Una di ruolo, una CCNL
(tempo det.) 36 ore (Piano
di Zona)
ASPER VALLE DEL SACCO srl
(30 ore)
Assistente Sociale
n. 1
Ass. Domiciliare
n. 2
Assistente Sociale
n. 1
CCNL (tempo det.) 12 ore
(Piano di Zona)
Ass. Domiciliare
n. 2
Coop. Sociale (20 – 18 ore
sett.)
Amministrativo
n. 1
LPU
Assistente Sociale
n. 2
n.1 ASPER VALLE DEL
SACCO srl tramite Piano di
Zona (18 ore)
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
TIPO DI CONTRATTO
(ore settiman.)
Di ruolo
CCNL (tempo det.) 18 ore
(Piano di Zona)
Coop. Sociale (16 – 15 ore)
n. 1 CCNL (tempo det.) 6
ore (Piano di Zona)
ASPER VALLE DEL SACCO srl
(30 ore) –
Ass. Domiciliare
n. 2
Sociologa
n. 1
Co.Co.Co. (6 ore)
Amministrativo
n. 1
Di ruolo
Ass. Sociale
n. 1
Ass. Domiciliare
n. 3
Amministrativo
n. 1
CCNL (tempo det.) 18 ore
(Piano di Zona)
Coop. Sociale (circa 18-21
ore)
Di ruolo
Assistente Sociale
n. 1
89
n. 1 CCNL (tempo det.) 36
ore (Piano di Zona)
Valmontone
OSSERVATORIO SOCIALE
DISTRETTUALE-SISS
SEGRETARIATO SOCIALE-PUA
Ass. Domiciliare
n. 6
Coop. Sociale (25-30 ore
sett.)
Amministrativo
n. 3
n. 1 di ruolo part-time, n.1
dipendente ASPER VALLE
DEL SACCO S.r.l. e n. 1 LPU
Assistente Sociale
n. 3
Ass. Domiciliare
n. 6
n. 1 di ruolo
n.1 ASPER VALLE DEL
SACCO srl a 18 ore(tramite
Piano di Zona)
n. 1 CCNL (tempo det.) 6
ore (Piano di Zona)
ASPER VALLE DEL SACCO srl
(36 ore)
Sociologo
n. 2
Statistico
n. 1
Operatore Sociale
n. 1
Mediatore Culturale
n. 2
n. 1 CCNL (tempo det.) 30
ore (Piano di Zona) coordinatore
n. 1 CCNL (tempo det.) 30
ore (Piano di Zona)
n. 1 CCNL (tempo det.) 30
ore (Piano di Zona)
CCNL (tempo det.) 14 ore
(Piano di Zona)
CCNL (tempo det.) 14 ore
(Piano di Zona)
SOGGETTI DI TERZO SETTORE
Si presenta infine la tabella dei soggetti del Terzo Settore presenti sul territorio del Distretto
Socio-Sanitario RM G 6.
Tabella A: Soggetti del Terzo Settore presenti ed operanti nel territorio del Distretto
COMUNI
Artena
Carpineto R.
Soggetti del privato sociale
Ass. A.A.T.HA.I. tutela portatori di handicap
Associazione ONLUS INSIEME
Coop. Sociale Integrata “Il cerchio magico” a rl
Il Giardino
Villa Giulia
Villa Linda
Villa Lidia
Villa delle Muse
Il Chiostro
Coop. Sociale Montefortini a rl
Coop. Nuova Labor a rl
SOLIDARIETA’ Cooperativa Sociale 2 a r.l.
Casa di riposo Villa Agathea srl
Comunità Accoglienza S.Luisa – Centro Accoglienza
Struttura Residenziale per minori “La Casa di Caterina”
Centro di Prima Accoglienza “L’Arcobaleno”
UNITALSI
Coop. Sociale SPEP Lazio a rl
Casa di riposo Leone XIII
90
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
U.I.C. unione italiana ciechi
A.N.M.I.C. mutilati e invalidi Civili
Ass. “Crescendo Insieme” per ragazzi Down
Ass. delle Famiglie di ragazzi diversamente abili
UNITALSI
CRI
Volontari di assistenza sanitaria
Tribunale per i diritti del malato
Alcolisti anonimi
Ass. Pro Zambia
Coop. Sociale “Arcobaleno”
Piccola Coop. Sociale “Lo Scarabocchio”
Coop. Sociale “M. Montessori”
Coop. Sociale “Solidarietà 2” a rl
Studio di riabilitazione età evolutiva
Ludoteca Comunale Madama Dorè
Volontari Assistenza Sanitaria
Associazione genitori di ragazzi diversamente abili “Piccoli Passi”
Centro Diurno disagiati psichici
Coop. “La Coccinella”
Centro Ludico ricreativo “Spazio Aperto” (Coop. Arcobaleno)
Coop. Sociale M. Montessori
Cooperativa Sociale “La Mimosa” a r.l.
Comitato adozioni a distanza
AVIS volontariato
Coop. Sociale Integrata GEA a rl
Coop. Sociale Crono 3000 a rl
OPERARE PER VIVERE a r.l
Coop. Sociale Integrata Risorsa Ambiente a rl
Sportello del Consumatore
Ass. Volontariato “Gruppo Amici di Loredana”
Oratorio Verbo Incarnato
Gruppo Amici della Biblioteca per immigrati
Ricovero “Mons. G. Sagnori”Istituto assistenziale per anziani
Coop. Sociale Bassa Ciociaria a rl
La Capannina casa di riposo per anziani
“Altro Sentiero” casa famiglia per minori
Casa Famiglia “Emmanuel”
Ludoteca privata “La casina delle api”
“Centro di inserimento per minori stranieri” – Progetto Scuola
Ass. di collaborazione per i paesi in via di sviluppo
Piccola Coop. Sociale “Il Melograno”
“Giovani educatori della pace” ONLUS per i giovani
Coop. Sociale OMEGA
Coop. Sociale “Arca di Noè” a rl
Coop. Sociale Valcoop 94
Coop. Sociale Minerva
Gruppo Volontari del Soccorso _ Croce Rossa Italiana
Sul territorio sono presenti un cospicuo numero di ONLUS, associazioni e pro-loco che
operano principalmente nel settore della cultura e del folklore, sono altresì presenti sedi
CARITAS e AVIS.
91
SPECIFICARE PER CIASCUNA DELLA MACROAREE/LIVEAS
IL LIVELLO DI OFFERTA
SEGRETARIATO SOCIALE
Nel Distretto/Municipio è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il bacino
di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del Comune il codice
D; se subdistrettuale S; se comunale C)
ARTENA
C
CARPINETO ROMANO
C
COLLEFERRO
CD
GAVIGNANO
C
GORGA
C
LABICO
C
MONTELANICO
C
SEGNI
C
VALMONTONE
C
Il Servizio di Segretariato Sociale è trasversale a tutte le aree di intervento, quindi il bacino di
utenza è rappresentato dalla popolazione residente nei 9 Comuni del Distretto pari a 77.033
abitanti.
Presso il Distretto Sanitario della ASL, a Colleferro, è presente uno sportello di Segretariato
Sociale, in integrazione con l’URP della ASL definito PUA.
Prestazioni offerte:
Informazione sulle opportunità offerte dalla rete dei servizi e dalla comunità
o
Si X
o
No
Consulenza sui problemi familiari e sociali
o
Si X
o
No
92
Accoglienza
della
domanda
individuale,
collettiva
lettura
del
bisogno,
accompagnamento nell’attivazione nei successivi percorsi di assistenza
o
Si X
o
No
Raccolta sistematica dei dati e delle informazioni
o
Si X
o
No
Promozione di reti solidali, anche ai fini della prevenzione dei rischi del disagio
sociale
o
Si X
o
No
Aiuto alla soluzione di problemi che non necessitano di presa in carico da parte di
servizi specifici
o
Si X
o
No
Mediazione interculturale
o
Si X
o
No
Destinatari:
Famiglie
o
Si X
o
No
Anziani
o
Si X
o
No
Minori
o
Si X
o
No
93
Persone con problematiche psico-sociali (Disagiati psichici, persone con disagio
socio-economico, persone a rischio di devianza sociale)
o
Si X
o
No
Disabili
o
Si X
o
No
Immigrati
o
Si X
o
No
Altro (specificare_________________________________________________)
SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE
Nel Distretto/Municipio è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
ARTENA
C
CARPINETO ROMANO
C
COLLEFERRO
C
GAVIGNANO
C
GORGA
C
LABICO
C
MONTELANICO
C
SEGNI
C
VALMONTONE
C
94
Anche il Servizio Sociale Professionale è trasversale a tutte le aree di intervento, quindi il
bacino di utenza è rappresentato sempre dalla popolazione residente nei 9 Comuni del
Distretto pari a 76.616 abitanti.
SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE ED AI GRUPPI SOCIALI
o
Si X
o
No
Destinatari:
Famiglie
o
Si X
o
No
Anziani
o
Si X
o
No
Minori
o
Si X
o
No
Persone con problematiche psico-sociali (Disagiati mentali)
o
Si X
o
No
Disabili
o
Si X
o
No
Immigrati
o
Si X
o
No
Altro (Soggetti dipendenti da sostanze di abuso ed ex detenuti)
AFFIANCAMENTO E AFFIDO FAMILIARE
o
Si X
o
No
95
Destinatari:
Famiglie
o
Si X
o
No
Minori
o
Si X
o
No
INSERIMENTO LAVORATIVO
o
Si X
o
No
Destinatari:
Disabili
o
Si X
o
No
Persone con problematiche psico-sociali (Disagiati Mentali)
o
Si X
o
No
Giovani a rischio di devianza
o
Si X
o
No
Immigrati
o
Si X
o
No
Altro (Soggetti dipendenti da sostanze di abuso ed ex detenuti)
DEFINIZIONE DEL PROGETTO INDIVIDUALE DI ASSISTENZA
o
Si X
o
No
96
Destinatari:
Disabili
o
Si X
o
No
Anziani
o
Si X
o
No
Persone con problematiche psico-sociali (Disagiati Mentali)
o
Si X
o
No
Minori
o
Si X
o
No
Immigrati
o
Si X
o
No
Altro (Soggetti dipendenti da sostanze di abuso ed ex detenuti)
SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO SOCIALE PER LE SITUAZIONI DI EMERGENZA
PERSONALE E FAMILIARE
Nel Distretto è presente il servizio?
o
Si
o
No X
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il bacino
di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del Comune il codice
D; se subdistrettuale S; se comunale C).
Destinatari:
Famiglie
o
Si
o
No
97
Anziani
o
Si
o
No
Minori
o
Si
o
No
Disabili adulti
o
Si
o
No
Persone con problematiche psico-sociali (specificare_______________)
o
Si
o
No
Immigrati
o
Si
o
No
Donne in difficoltà, gestanti o madri
o
Si
o
No
Altro (specificare_______________________________________________)
SERVIZI DI ASSISTENZA DOMICILIARE
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
ARTENA
D
CARPINETO ROMANO
D
98
COLLEFERRO
D
GAVIGNANO
D
GORGA
D
LABICO
D
MONTELANICO
CeD
SEGNI
D
VALMONTONE
D
Il Servizio di ADI viene erogato per la popolazione anziana, disabili e malati
cronici.
Il Servizio di Assistenza Educativo-domiciliare viene erogato a minori, minori
disabili e minori a rischio di disagio sociale.
Il Servizio Integrato disabili Gravi-L. n. 162/98 viene erogato ai disabili gravi
con certificazione della L. n. 104/92, art. 3, comma 3.
SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE
o
Si X
o
No
Destinatari:
Famiglie
o
Si X
o
No
Minori
o
Si X
o
No
Anziani
o
Si X
o
No
Disabili
o
Si X
o
No
Persone con problematiche psico-sociali (Disagiati Mentali)
o
Si X
99
o
No
Persone in condizione di non autosufficienza o ridotta autosufficienza,
temporanea o protratta
o
Si X
o
No
Altro (specificare_______________________________________________)
ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA
o
Si X
o
No
Destinatari:
Famiglie
o
Si X
o
No
Minori
o
Si X
o
No
Anziani
o
Si X
o
No
Disabili
o
Si X
o
No
Persone con problematiche psico-sociali (Disagiati Mentali)
o
Si X
o
No
Persone in condizione di non autosufficienza o ridotta autosufficienza,
temporanea o protratta
o
Si X
o
No
Altro (specificare___________________________________________)
100
STRUTTURE A CICLO RESIDENZIALE
STRUTTURE RESIDENZIALI PER MINORI
o
Si X
o
No
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
ARTENA
D
SEGNI
D
VALMONTONE
D
Gli utenti possono provenire anche da comuni non appartenenti al Distretto.
Di cui:
Casa Famiglia
o
Si X
o
No
Destinatari
_________Minori_____________
Gruppo appartamento
o
Si
o
No X
Destinatari
__________________________
Altro (specificare___________________________________________)
101
STRUTTURE RESIDENZIALI PER DISABILI
o
Si X
o
No
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si
o
No X
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
Di cui:
Casa Famiglia
o
Si
o
No X
Comunità alloggio
o
Si
o
No X
Altro (specificare___________________________________________)
Destinatari
Disabili adulti
o
Si X
o
No
STRUTTURE RESIDENZIALI PER ANZIANI
o
Si X
o
No
Nel Distretto/Municio è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
102
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
ARTENA
D
CARPINETO ROMANO
D
COLLEFERRO
D
SEGNI
D
VALMONTONE
D
Di cui:
Casa Famiglia
o
Si
o
No X
Comunità alloggio
o
Si X
o
No
Case di riposo
o
Si X
o
No
Casa albergo
o
Si
o
No X
Altro (specificare___________________________________________)
Destinatari
Anziani autosufficienti, soli o in coppia
o
Si X
o
No
Anziani parzialmente non autosufficienti, soli o in coppia
o
Si X
o
No
103
STRUTTURE RESIDENZIALI PER PERSONE CON PROBLEMATICHE PSICOSOCIALI
o
Si X
o
No
Nel Distretto/Municipio è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
VALMONTONE
D
Gli utenti possono provenire anche da comuni non appartenenti al Distretto.
Di cui:
Casa Famiglia
o
Si
o
No x
Comunità alloggio
o
Si x
o
No
Comunità di pronta accoglienza
o
Si
o
No X
Altro (specificare___________________________________________)
Destinatari
Persone con problematiche psico-sociali (Disagio mentale)
o
Si X
o
No
104
STRUTTURE SEMI-RESIDENZIALI
o
Si X
o
No
STRUTTURE
SEMI-RESIDENZIALI
DI
RIABILITAZIONE
SOCIALE
PER
ANZIANI
o
Si X
o
No
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si
o
No X
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
Di cui:
Centri Diurni
o
Si
o
No X
Centri diurni integrati Alzheimer
o
Si
o
No X
Altro (specificare_______________________________________________)
Destinatari
Anziani parzialmente non autosufficienti, con esiti di patologie fisiche e/o sensoriali
o
Si
o
No X
Anziani parzialmente non autosufficienti, affetti da demenza senile e/o Alzheimer
o
Si
o
No X
105
STRUTTURE
SEMI-RESIDENZIALI
DI
RIABILITAZIONE
SOCIALE
PER
PERSONE CON PROBLEMATICHE PSICO-SOCIALI
o
Si X
o
No
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
COLLEFERRO
D
Il Centro è gestito dal D.S.M. della ASL RM G.
Di cui:
Strutture semi-residenziali
socio-riabilitative
o
Si
o
No X
Altro (specificare_______________________________________________)
Destinatari
Persone con problematiche psico-sociali
o
Si
o
No X
STRUTTURE SEMI-RESIDENZIALI DI RIABILITAZIONE SOCIALE PER IL
DISABILE ADULTO
o
Si X
o
No
106
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
COLLEFERRO
D
VALMONTONE
D
Il Centro Diurno di Colleferro è a gestione privata ed ha un bacino di utenza
sovradistrettuale.
Di cui:
Centri diurni socio-riabilitativi
o
Si
o
No X
Centri diurni di terapia occupazionale
o
Si
o
No X
Altro (specificare_______________________________________________)
Destinatari
Disabili adulti
o
Si
o
No X
STRUTTURE SEMI-RESIDENZIALI EDUCATIVE PER MINORI (0-18 anni)
o
Si X
o
No
Nel Distretto è presente il Servizio?
107
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
ARTENA
C
CARPINETO ROMANO
C
COLLEFERRO
C
SEGNI
C
VALMONTONE
C
I servizi possono avere un bacino di utenza distrettuale.
Di cui:
Asili nido
o
Si X
o
No
Micronidi nei luoghi di lavoro
o
Si
o
No X
Altro (Ludoteche e Baby Parking e Centri Diurni Ludico – Ricreativi)
Destinatari
Bambini fino a 3 anni
o
Si X
o
No
Bambini
o
Si X
o
No
Adolescenti
o
Si X
o
No
108
CENTRI DI ACCOGLIENZA RESIDENZIALI O DIURNI A CARATTERE
COMUNITARIO
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
VALMONTONE D
Il servizio può avere un bacino di utenza sovradistrettuale.
Di cui:
Centri di pronta accoglienza Notturna per adulti
o
Si
o
No X
Servizio di mensa sociale
o
Si
o
No X
Altro (specificare_______________________________________________)
Destinatari
Adulti con grave disagio economico, familiare e/o sociale (anche senza fissa dimora)
o
Si
o
No X
Immigrati
o
Si
o
No X
Altro
(specificare__________________________________________________)
109
ALTRI SERVIZI
o
Si X
o
No
CENTRO SOCIALE PER ANZIANI
o
Si X
o
No
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
ARTENA
CARPINETO ROMANO
C
C
COLLEFERRO
C
GAVIGNANO
C
GORGA
C
LABICO
C
MONTELANICO
C
SEGNI
C
VALMONTONE
LUDOTECHE
o
Si X
o
No
C
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si X
o
No
110
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
ARTENA
C
CARPINETO ROMANO
C
COLLEFERRO
C
SEGNI
C
VALMONTONE
C
CENTRI DI AGGREGAZIONE PER BAMBINI
o
Si
o
No X
Nel Distretto è presente il Servizio?
o
Si
o
No X
Indicare in quali Comuni è presente il servizio e per ciascun Comune indicare il
bacino di utenza (se il bacino di utenza è distrettuale segnare subito dopo il nome del
Comune il codice D; se subdistrettuale S; se comunale C).
Altro (specificare ___________________________________)
5. SPECIFICARE
GLI
OBIETTIVI
STRATEGICI
DEL
PIANO
DI
ZONA
E
SUCCESSIVAMENTE ARTICOLARLI PER MACROAREE.
Il Piano di Zona si propone di far assumere al Distretto il ruolo centrale che la normativa gli
riconosce nell’ambito della gestione del Sistema Integrato degli interventi e dei servizi sociali, così
come stabilito dalla Legge Quadro n. 328/2000.
In riferimento alla DGR n. 155/2012, nella quale si evince la ripartizione dei fondi per gli
interventi da attivare nelle diverse macro aree per l’esercizio finanziario 2012, è rilevante il ruolo del
Distretto quale ente gestore dei servizi attraverso una effettiva autonomia tecnico-gestionale e
finanziaria, tesa all’integrazione dell’attività ed erogazione dei servizi.
111
E’ evidente che il raggiungimento di quanto enunciato è in funzione di una reale condivisione
delle proposizioni tra il Distretto, la Asl e le Amministrazioni Comunali, con il pieno coinvolgimento e
valorizzazione del terzo settore.
Il programma delle attività territoriali tiene conto degli obiettivi previsti nel:
a) PSN 2006-2008 e al PSR 2007-2013:
o
contrastare le principali patologie rispetto alle quali possono essere attivati efficaci interventi
preventivi quali le malattie cardio e cerebrovascolari, i tumori, le malattie infettive, altre
patologie di particolare rilievo sociale;
o
rafforzare la tutela dei soggetti deboli, incrementando le garanzie di assistenza per le
persone con maggiore bisogno di tutela (anziani, bambini, immigrati, persone affette da
dipendenza, disagiati psichici, persone nella fase terminale di vita);
b) Legge dell'8 novembre 2000 n. 328, Piano Nazionale degli Interventi e dei servizi sociali 2006 –
2008 e delle indicazioni presenti nella Delibera Regione Lazio dell’ 8 ottobre 2010 n. 433, a tale
proposito gli interventi terranno conto delle seguenti aree:
o
responsabilità familiari;
o
diritti dei minori;
o
contrasto alla povertà;
o
dipendenze da droghe, alcool e farmaci;
o
anziani;
o
disabili;
5.a. AREA MINORI E FAMIGLIA
Obiettivi strategici dell’area Responsabilità Familiari:
o promuovere e sostenere l’ assunzione di responsabilità da parte degli individui nei confronti dei
più piccoli, degli anziani e dei non auto-sufficienti;
o sostenere e valorizzare le capacità genitoriali;
o sostenere le pari opportunità e la condivisione delle responsabilità tra uomini e donne.
Obiettivi strategici dell’area Minori
•
Promuovere dispositivi di socializzazione e di relazioni sociali attraverso attività strutturate per
la gestione del tempo libero ed attività di aiuto e sostegno per il superamento di stati di
disagio sociale ed emarginazione;
•
Attivazione di “sensori” in grado di rilevare precocemente le prime manifestazioni del disagio;
112
•
Potenziare, soprattutto per la prima infanzia, i servizi di tipo prescolastico a completamento
della rete di scuole per l’infanzia;
•
Attivare percorsi di integrazione tra i servizi ASL e servizi Comunali per la realizzazione degli
interventi, in una logica di prevenzione del disagio;
•
Dotare il Distretto di una struttura residenziale e/o semiresidenziale per l’accoglienza dei
minori in difficoltà;
•
Realizzazione di servizi per attività extra-sxolastiche pomeridiana;
•
Sensibilizzazione ed informazione sull’affidamento e l’adozione.
5.b. AREA ANZIANI
Obiettivi strategici
•
Attivazione e potenziamento di sistemi di servizi in grado di rispondere alle reali necessità
e ai bisogni della terza e quarta età, con particolare attenzione alla cura, assistenza e
sostegno alla persona ed alla sua famiglia e prevenzione rispetto alla non autosufficienza
attraverso la lettura delle richieste non formulate, le sofferenze inespresse e il bisogno di
ascolto;
•
Sviluppo ed ottimizzazione del servizio di assistenza domiciliare in modo da aumentarne la
possibilità di presa in carico dell'utenza, garantire standard qualitativi assistenziali del
servizio in generale e delle prestazioni in particolare, al fine di migliorarne la qualità;
•
Interventi formativi per il personale, al fine di qualificare maggiormente la loro figura
professionale e di conseguenza le loro funzioni;
•
Ridurre l’istituzionalizzazione degli anziani favorendone il mantenimento nelle proprie
abitazioni;
•
Miglioramento degli standard qualitativi dell'accoglienza e della degenza nelle case di
riposo;
•
Sviluppo della "rete" dei servizi per un’integrazione socio-sanitaria.
5.c. AREA DISABILI
Obiettivi strategici
•
Superare la logica assistenzialistica, realizzare la piena integrazione delle persone disabili;
•
Messa in rete degli interventi;
•
Implementare gli interventi per i disabili e le loro famiglie che dopo la scuola dell’obbligo non
hanno una rete di aiuto che li sostenga per affrontare i problemi di salute, di gestione del
tempo e della routine familiare.
113
5.d. AREA DISAGIO ED ESCLUSIONE SOCIALE
Obiettivi strategici
•
Migliorare e potenziare le possibilità di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate al
fine di garantire pari opportunità e l’autodeterminazione di soggetti in condizioni di
emarginazione e di povertà: disabilità fisica e psichica, tossicodipendenza, alcolismo, ex
detenuti;
•
Promuovere opportunità e risorse formative e lavorative sul territorio;
•
Implementazione di forme di sostegno al reddito esistenti;
5.e. AREA IMMIGRATI
Obiettivi strategici
•
Potenziamento dei servizi di mediazione culturale e degli “Sportelli Immigrati” attivi in alcuni
Comuni del Distretto,
•
Favorire la costituzione di Associazioni e Consulte per l’integrazione e l’affermazione dei
diritti delle persone immigrate;
•
Interventi socio-culturali e scambi interculturali volti a favorire l’integrazione in ambito
scolastico e non.
6. QUALI SONO LE MISURE ADOTTATE PER REALIZZARE L’INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA DEI SERVIZI?
Coinvolgimento del Terzo Settore:
o
Consultazione (Assemblea Pubblica) X
o
Partecipazione alla stesura del Piano
o
Monitoraggio del Piano X
o
Altro (Laboratorio di co-progettazione attraverso l’attivazione dei Tavoli Tematici)
X
o
Organizzazioni di consulte
NO
o
Predisposizione di uffici o coordinamenti di piano per l’integrazione
NO.
Con l’attivazione del Progetto Operativo “Servizio Sociale Professionale” si realizza la piena
integrazione tra interventi sociali e sanitari. Si prevede anche nell’attivazione degli altri progetti
114
l’integrazione di cui sopra con la costituzione delle Unità Valutative Distrettuali (UVD) e le Unità
Operative Distrettuali (UOD).
o
Promozione di percorsi di formazione e aggiornamento tra operatori sociali e
sanitari
SI (Percorsi formativi Provincia di Roma)
o
Specifici protocolli concordati con le Asl
SI (Protocollo Operativo per il “Servizio Assistenza Educativo- Domiciliare per minori,
disabili e minori a rischio di disagio sociale”)
o
Altro (specificare___________________________________________)
7. QUALI SONO LE MODALITÀ ADOTTATE PER REALIZZARE IL COORDINAMENTO
CON
GLI
ALTRI
ORGANI
DELLO
STATO
(AD
ESEMPIO
L’AMMINISTRAZIONE
PENITENZIARIA E DELLA GIUSTIZIA E LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE) E CON LA
PLURALITÀ DEI SOGGETTI LOCALI?
Detto coordinamento viene realizzato attraverso le attività dell’Ufficio di Piano, della sua
funzione di staff “Osservatorio Sociale” e del Comitato Tecnico.
Molto importanti sono anche gli appuntamenti con le Giornate di studio “Pensare WelFare
Sociale” utilizzati come strumenti di programmazione partecipata per il coinvolgimento del Terzo
Settore e dei cittadini alla programmazione dei servizi, insieme ai lavori dei Tavoli Tematici più
sotto descritti.
Stessa cosa per la concertazione con le OO.SS. CGIL-CISL-UIL per il monitoraggio delle attività
del Piano con le stesse.
8. ESPLICITARE GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE DEI RISULTATI RAGGIUNTI
(SISTEMA DI CONTROLLO, MONITORAGGIO E VERIFICA DEI RISULTATI)
Ll’Osservatorio Sociale del nostro Distretto ha predisposto il Piano di Monitoraggio e
Valutazione dei Servizi del Piano, con l’obiettivo di analizzare, da un punto di vista quali-quantitativo,
i servizi attivi del Piano di Zona, verificando l’appropriatezza degli interventi, la loro efficacia ed
efficienza, in una parola testare la qualità del Servizio. Questo tipo di attività, benché non
direttamente fruibile dall'utente, è direttamente connesso con la gestione dei servizi sul territorio.
Tale attività di monitoraggio e valutazione viene effettuata tramite azioni di osservazione costante
115
sul campo, attraverso la costituzione e la gestione di banca dati e mediante monitoraggio dei dati,
indagando le diverse fonti a disposizione (Servizi Sociali e Soggetto Gestore). L’Osservatorio, quale
funzione di staff dell’Ufficio di Piano, svolge poi attività di controllo, monitoraggio e valutazione, a
cadenza semestrale, con la stesura di Report, che consentono agli enti sottoscrittori dell’Accordo di
Programma (Comuni, ASL, Comunità Montana), all’Ufficio di Piano e agli altri stakeholders di
prevedere, eventualmente, opportune azioni correttive e/o migliorative nel corso dell’anno di
riferimento. Il sistema di monitoraggio e valutazione tiene conto della presenza e delle
caratteristiche del soggetto erogatore dei Servizi e della necessità di specificare gli obiettivi di
valutazione dell’efficacia, dell’efficienza e dell’appropriatezza delle prestazioni fornite.
Le attività di monitoraggio e valutazione sono implementate nel rispetto dei seguenti criteri
metodologici:
o
APPROPRIATEZZA: Insieme di prove attestanti che il servizio soddisfi la domanda
sociale per il quale è stato progettato.
o
ADEGUATEZZA: Rispondenza degli standard del servizio ai bisogni dell’utenza.
o
ACCETTABILITA’: Sociale – capacità del servizio di farsi accettare in termini culturali
e di valore;
Professionale – adeguatezza dei canoni di cura agli standard specialistici della
categoria professionale degli operatori impiegati.
o
EFFICACIA: capacità del servizio di raggiungere l’obiettivo assegnatogli.
o
EFFICIENZA: capacità del servizio di impiegare le proprie risorse in modo ottimale
rispetto ai risultati raggiunti.
o
EQUITA’: capacità del servizio di assicurare eguaglianza di accesso, di trattamento e
di risultato.
o
TEMPESTIVITA’: capacità del servizio di intervenire in modo tempestivo prima che la
situazione si deteriori al punto da rendere inutile la prestazione.
La metodologia seguita dall'Osservatorio Sociale, così come individuata nel piano di
monitoraggio e valutazione, è la seguente:
MONITORAGGIO: il controllo strumentale sui servizi viene monitorato dall'Osservatorio
Sociale attraverso le seguenti fonti: 1. Servizio Sociale Professionale: attraverso una scheda
di rilevazione del bisogno e del target dell’utenza; 2. Soggetto gestore: attraverso schede e
flussi informativi debitamente codificati e informatizzati (diario di bordo).
CREAZIONE
ED
AGGIORNAMENTO
DEL
DATABASE: l'Osservatorio Sociale
Distrettuale – SISS procede alla creazione e all’aggiornamento del Database, cioè
dell’archivio strutturato, che contiene informazioni e dati suddivisi, per argomenti in ordine
logico (tabelle) e per categoria (campi).
116
ANALISI STATISTICA: L’Osservatorio Sociale Distrettuale – SISS, procede all’analisi
statistica descrittiva dei dati, ossia analisi degli indici di posizione e variabilità ed analisi
grafica;
REPORT SEMESTRALI: l’Osservatorio Sociale Distrettuale – SISS, ogni semestre
dell’anno solare, realizza un Report con il seguente schema: 1. Benchmarking nell’ambito
della ASL RM G; 2. Analisi della domanda (utenza - target); 3. Analisi dell’offerta (personale
impiegato); 4. Analisi del servizio (indicatori di efficacia, indicatori di efficienza e indicatori di
costo).
9. INDICARE LE INNOVAZIONI ORGANIZZATIVE, OPERATIVE, GESTIONALI E DI
SISTEMA DEL DISTRETTO
Le innovazioni organizzative attivate nel Distretto RM G6, si possono individuare tre aree
funzionali, rispettivamente a supporto:
1. Pianificazione, programmazione e controllo
2. Erogazione e gestione dei servizi sociali
3. Informazione a supporto del cittadino e degli operatori sociali
Nello specifico:
1. Pianificazione, programmazione e controllo, ossia un insieme di soluzioni per gli enti di
governo, ed in particolare:
A) Attivazione dei Tavoli Tematici.
B) Reportistica dei servizi;
A) ATTIVAZIONE DEI TAVOLI TEMATICI
I Tavoli Tematici, a supporto del processo di costruzione e realizzazione del Piano di Zona, si
configurano come dei veri e propri laboratori di co-progettazione, spazi permanenti di confronto,
studio e di approfondimento.
I TAVOLI TEMATICI sono stati individuati in base a quanto disposto dall’art. 10 dell’Accordo
di Programma del Distretto Socio-Sanitario RM G6 e sono i seguenti:
1 – Tavolo Tematico “Responsabilità Familiari/Minori”;
2 – Tavolo Tematico “Politiche Giovanili”;
3 - Tavolo Tematico “Anziani”;
4 – Tavolo Tematico “Disabili”;
5 – Tavolo Tematico “Esclusione Sociale”,
6 – Tavolo Tematico “Immigrazione”;
7 – Tavolo Tematico “Disagio Mentale”;
117
8 – Tavolo Tematico “Tossicodipendenze”.
I partecipanti ai Tavoli Tematici si possono suddividere in due gruppi:
-
Rappresentanti Istituzionali: formato dal Referente del Tavolo e dal Vice Referente
(facenti parte del Comitato Tecnico), i Referenti individuati dalla ASL RM G 6 ed i
Referenti della Provincia di Roma;
-
Rappresentanti non Istituzionali: che comprendono invece i soggetti del Terzo
Settore che ne hanno fatto richiesta (associazioni, gruppi di volontariato, cooperative
sociali, i rappresentati dei sindacati, nonché alcuni rappresentati di categoria
professionali o di privati (for profit).
B) REPORTISTICA DEI SERVIZI
I Report del Distretto Socio Sanitario RMG6 rappresentano un significativo risultato raggiunto
dall’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS
nell’ambito delle attività dell’Ufficio di Piano, in
collaborazione con il Comitato Tecnico ed i soggetti gestori dei servizi implementati.
I Report si articolano in quattro parti: la prima mette a confronto la progettazione dei sei
Distretti Socio-Sanitari della ASL RM G, quale attività di benchmarking; la seconda traccia il
profilo dell’utenza e del target della domanda sociale pervenuta ai Servizi; la terza parte vuole
invece tracciare il target dell’offerta relativo al personale impiegato ed ai servizi erogati. Infine,
la quarta parte presenta l’analisi degli indicatori quali-quantitativi relativi alle funzioni espletate
dai Servizi.
2. Erogazione e gestione dei servizi sociali, attraverso i seguenti strumenti:
a) Piano Personalizzato di Intervento (PPI);
b) Cartella Sociale;
c) Regolamenti dei servizi.
3. Informazione a supporto del cittadino e degli operatori sociali:
a) Sito Web (www.pianodizonarmg6.it);
b) Brochure dei servizi;
c) Opuscolo “Distretto in cifre”, in corso di distribuzione;
d) Guida ai servizi per immigrati (pubblicata);
e) Giornate di studio “Pensare WelFare Sociale” quali strumento di programmazione
partecipata per il coinvolgimento del Terzo Settore e dei cittadini alla programmazione
dei servizi, insieme ai lavori dei Tavoli Tematici.
118
PROGETTI
119
1. Titolo del progetto
SEGRETARIATO SOCIALE – PUNTO UNICO DI ACCESSO INTEGRATO SOCIOSANITARIO (PUA)
2. Nuovo Progetto
o Si
o No X
Il Progetto presentato nel presente Piano di Zona
è il risultato di una rimodulazione
effettuata in base alle Linee d’indirizzo regionali secondo la DGR n. 315/2011 che vedono il
PUA quale facilitatore dell’accesso integrato ai servizi sociosanitari per tutti i cittadini
soprattutto le persone con fragilità. Inoltre si mantiene l’attività di mediazione culturale che
ha connotato positivamente il Segretariato fin dalla sua attivazione.
3. Progetto già avviato
o
o
Si X
No
Il progetto è attivo dal mese di ottobre 2007.
4. Se il Progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia
l’ambito territoriale e/o l’utenza di riferimento.
Il Segretariato Sociale si propone quale “punto unico di accesso”, per l’ambito territoriale
distrettuale, in riferimento alle funzioni di accoglienza, informazione, orientamento,
accompagnamento e mediazione culturale riguardo ai servizi territoriali presenti nel
Distretto. Dalla scorsa annualità il Segretariato dedica uno spazio maggiore alle attività di
mediazione culturale.
Il progetto è attivo dal 15/10/2007, secondo la rimodulazione del Piano di Zona-Anno 2005,
con proroga delle figure professionali fino al 30/07/2010. Dal 01/08/2010, tramite avviso
pubblico, si è provveduto a reperire il personale impiegato nel Servizio con contratto a
tempo determinato fino al 31/12/2012, con applicazione del C.C.N.L. degli Enti Locali.
5. Descrizione delle attività, dei servizi e/o prestazioni previste dal Progetto (es.
casa famiglia, comunità alloggio, servizio assistenza domiciliare, ADI)
Il Punto Unico di Accesso integrato socio sanitario (PUA) si caratterizza quale modalità
organizzativa che, nell’ottica di fornire risposte integrate, complete ed appropriate a bisogni
semplici ed avviare i percorsi per i bisogni complessi, è funzionale anche alla razionalizzazione
dei processi e delle risorse.
120
ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO
Il Punto Unico di Accesso adotterà uno specifico Regolamento condiviso tra Comuni e ASL che
verrà formalizzato secondo le modalità previste dall’Accordo di Programma/ Protocollo di intesa.
Tale regolamento indicherà:
- Sede / sedi delle funzioni PUA;
- Personale (anche in quote orarie);
- Orari di apertura;
- Tempistica di attivazione della risposta;
- Organizzazione;
- Descrizione dei processi operativi, comprensivi delle singole fasi, dell’individuazione dei
responsabili
dell’esecuzione e delle attività svolte;
- Criteri per l’individuazione del responsabile del PUA e definizione dei relativi compiti.
Il servizio segretariato sociale ha sede presso il Distretto Sanitario di Colleferro (ASL RM G6).
I potenziali attivatori delle funzioni PUA sono individuabili in:
- Persone direttamente interessate alla richiesta o loro familiari;
- Medico di medicina generale;
- Interlocutori istituzionali locali e del Terzo Settore;
- Operatori dei servizi sociali;
- Operatori dei servizi sanitari.
Saranno disponibili al pubblico tutte le informazioni relative alle diverse modalità di accesso.
La presentazione della domanda potrà avvenire o con accesso diretto o tramite altri mezzi di
comunicazione (telefono, fax, mail).
Il Front Office, raccoglie la domanda e, nel caso in cui sia necessario un intervento successivo,
trasmetterà in tempo reale e preferenzialmente per via telematica, le informazioni attraverso una
scheda standardizzata al Back Office del PUA. Nel caso in cui il Front Office risolverà il problema o
risponderà direttamente alla richiesta, lo stesso registrerà comunque le informazioni sulla scheda
standardizzata e le trasmetterà al Back Office per tenere traccia dell’intervento.
Modalità di attivazione delle risposte da parte del PUA
Nel caso di richieste semplici e direttamente risolvibili, il Front Office si farà carico
dell’orientamento e /o dell’attivazione di specifici servizi.
In caso di problematiche più articolate e complesse, il caso va segnalato al Back Office che
provvede a:
- analizzare la domanda e effettuare una pre valutazione, anche integrata;
- attivare direttamente i servizi necessari;
121
-
attivare,
se
necessario,
la
valutazione
multidimensionale
(Unità
di
valutazione
multidimensionale);
- ricevere il ritorno informativo sui servizi attivati.
Tutte le informazioni e le procedure attivate sul singolo caso saranno registrate attraverso un
modello standardizzato di scheda di raccolta e stratificazione della domanda, sarà realizzato dalla
Regione Lazio contestualmente alla definizione da parte della stessa del sistema informativo a
supporto delle funzioni/processi del P.U.A..
Le funzioni di back office di cui al punto b) sono svolte dal personale del PUA organizzato
attraverso il Regolamento di cui sopra.
Le funzioni di back office di cui al punto c) viene svolta dall’Osservatorio Sociale del Distretto
che già svolge queste attività quale funzione di staff dell’Ufficio di Piano.
6. Liveas
SEGRETARIATO SOCIALE.
7. Macroarea
LIVEAS.
8. Costo del progetto
COSTO TOTALE ANNO 2013:
€ 37.428,00
Modalità di impiego delle figure professionali impiegate:
•
•
1 Operatore Sociale per 14 ore sett.;
2 Mediatori Culturali per 14 ore sett. ciascuno.
COSTO TOTALE ANNO 2014:
€ 37.428,00
Modalità di impiego delle figure professionali impiegate:
•
•
1 Operatore Sociale per 14 ore sett.;
2 Mediatori Culturali per 14 ore sett. ciascuno.
8.1 Importo finanziato con risorse assegnate dalla Regione Lazio
ANNO 2013: € 0,0.
ANNO 2014: € 0,0.
9.
Servizi/prestazioni erogati
Il Punto unico di Accesso prevede diverse attività riepilogate dalle seguenti funzioni espletati in
tre livelli:
122
a) accesso, in termini di accoglienza, informazione, orientamento e
accompagnamento (Funzioni Front Office):
1. accoglienza e ascolto, raccolta degli elementi caratterizzanti il bisogno della persona
(adozione di
una scheda di segnalazione standardizzata e apertura del fascicolo personalizzato);
2. informazioni relative ai servizi, ai diritti e alle modalità di accesso;
3. primo orientamento
b) Pre valutazione, avvio della presa in carico, identificazione dei percorsi
assistenziali e
attivazione dei servizi (Funzioni Back Office):
1. pre valutazione dei casi segnalati;
2. risoluzione diretta dei casi semplici;
3. eventuale attivazione della funzione di valutazione multidimensionale;
4. funzione di connessione dei nodi della rete territoriale;
5. eventuale attivazione della mediazione culturale
c) Monitoraggio e valutazione (Funzioni Back Office):
1.monitoraggio e valutazione dei percorsi attivati e delle procedure operative per
l’accesso alle prestazioni e ai percorsi assistenziali;
2. aggiornamento della mappa dei servizi e delle risorse del territorio.
10. Bacino di utenza
a. – Distrettuale X
b. – Sub-distrettuale ( specificare i Comuni )
c.
– Comunale ( specificare il Comune )
11. Tipologia di utenza
L’utenza del PUA è rappresentata da tutti i cittadini che vi si rivolgono, il Servizio pone comunque
una particolare attenzione a:
- persone cronicamente affette da patologie multiple, dipendenze, e/o con disabilità, con stato di
salute instabile, in cui gli effetti delle patologie possono essere aggravati da problematiche di
tipo socio-economico;
- persone di età avanzata o molto avanzata, eventualmente con disabilità e/o affetti da
polipatologia, in cui gli effetti dell’invecchiamento possono essere aggravati da problematiche di
tipo socio-economico;
123
- persone con disabilità e limitazione o perdita funzionale;
- persone straniere presenti stabilmente o temporaneamente sul territorio di competenza, che
presentino problematiche sanitarie e/o sociali complicate da difficoltà di relazione con i servizi
determinate da problemi linguistici e/o culturali;
- persone di minore età che presentano situazione di disagio e/o condizioni di salute che ritardino
o ostacolino lo sviluppo psico-fisico e sociale.
12.
Obiettivi del Progetto
o
Assicurare, per tutti i Comuni del Distretto, i livelli essenziali di assistenza;
o
Evitare sovrapposizioni di competenze e settorializzazione di risposte;
o
Migliorare l’efficienza e l’efficacia della risposta dei servizi all’utenza;
o
Punto Unico di Accesso a garanzia dell’universalità dei diritti e dell’equità delle risposte;
o
Riduzione dei tempi di risposta delle richieste.
13.
Tempi di attuazione
Il Servizio ha la durata di un anno a partire, dall’1.01.2013, in continuità per l’anno 2014.
14.
Tipologie di strutture
Numero strutture __/_
Tipologia struttura
o
Gruppo appartamento
o
Casa Famiglia
o
Comunità alloggio
o
Comunità di pronta accoglienza
o
Casa di riposo
o
Casa albergo
o
Strutture semiresidenziali (Specificare__________________________)
o
Altro (1 sede di sportello messa a disposizione dalla ASL).
Capacità di accoglienza della/e struttura/e (n° posti)
Sportello__
____tutta l’utenza che si reca allo
15. Numero Utenti nel 2011
Si riporta il numero di utenti del Segretariato Sociale, diviso per attività di intervento:
Attività
Accoglienza
v.a.
1.400
Informazione/orientamento
1.800
Accompagnamento/invio
150
124
Mediazione culturale
500
Percentuale utenza: 70% stranieri – 30% cittadini italiani.
16. Soggetto che gestisce
o
Comune
o
Convenzione con cooperative
o
Convenzione con associazioni di volontariato
o
Altro (Comune capofila per conto del Distretto Socio-Sanitario RM G 6)
17. Utenza Annuale prevista __4.000 circa___
18. Personale coinvolto nel progetto
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Amministrativi __________
Assistenti sociali ____________
Sociologi_______________
Psicologi_______________
Pedagogisti_____________
Educatori professionali____________
Operatori socio-sanitari____________
Volontari_______________________
Mediatori culturali_____2__________
Operatore Sociale _____1_________
Si assicura la presenza di 1 Operatore Sociale e di 2 Mediatori Culturali, assunti con contratto a
tempo determinato (C1 - CCNL), nello sportello di Segretariato Sociale – Punto Unico di
Accesso con sede presso il Distretto Sanitario di Colleferro.
Si prevede altresì il coinvolgimento, nelle funzioni PUA, di altre professionalità già operanti sia
in ambito sociale, sia sanitario ed in particolare:
•
Assistenti Sociali;
•
Amministrativi;
•
Infermieri;
•
Medici di Distretto.
Tali figure verranno coinvolte nei modi e nei tempi stabiliti dal Regolamento del PUA di cui
sopra e verranno altresì individuate con gli opportuni provvedimenti dal Distretto SocioSanitario.
19. Sede della struttura e/o dell’attività
Il Segretariato Sociale – Punto Unico di Accesso è collocato in una sede stabilmente organizzata
e dotata delle necessarie attrezzature per l’erogazione delle prestazioni.
125
La localizzazione della sede fisica è uno degli aspetti organizzativi fondamentali di cui si è tenuto
conto nell’individuare tale sede, individuata all’interno del Distretto Sanitario di Colleferro.
20. Liste di attesa
o
Si ( specificare i motivi )
o
No X
Si prevede di informare e orientare tutti i cittadini che si rivolgeranno al Segretariato Sociale –
Punto Unico di Accesso.
21. Esistono strumenti di monitoraggio e verifica dei risultati?
o
Si ( specificare quali ) X
o
No
Le attività di monitoraggio e valutazione sono una funzione specifica del Segretariato Sociale –
Punto Unico di Accesso, definite tra le funzioni di back office. Tali funzioni sono attualmente
svolte dall’Osservatorio Sociale del Distretto nel seguente modo:
Contestualmente all’attivazione del servizio e nella prima fase di sperimentazione operativa sono
stati definiti i criteri e le modalità di monitoraggio dello stesso in collaborazione con
l’Osservatorio Distrettuale. Si è definito quindi il Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV)
relativo al progetto con l’individuazione degli indicatori di efficacia e di efficienza, per la
rilevazione della qualità del Servizio.
Il Piano di MV prevede la redazione, da parte dell’Osservatorio Sociale, di un report semestrale
che permette di valutare il servizio al fine di rilevare la qualità dello stesso migliorando gli
standard assistenziali individuati attraverso indicatori di processo e di risultato.
L’Osservatorio Sociale, nella creazione degli strumenti di monitoraggio e valutazione delle attività
realizzate, segue la metodologia di seguito riportata:
• Raccolta dati attraverso la Scheda di Accesso al Servizio con relativa codifica e Diario di
Bordo, creati
dall’Osservatorio Sociali per il Segretariato Sociale;
• Creazione della banca dati con aggiornamento semestrale;
• Analisi dei dati;
• Report semestrale.
Si allega al presente Piano il Report sulle attività del Segretariato Sociale-PUA relativo al periodo
febbraio-giugno 2009.
126
22.
o
Esiste compartecipazione da parte degli utenti?
Si, totalmente
o
Si, parzialmente
o
No X
23. Quali sono le modalità di integrazione con l’ASL?
Il PUA è da considerarsi un punto nodale della Rete dei servizi del territorio; è necessario quindi che
si costituiscano una serie di collegamenti e relazioni con la rete dei servizi sanitari, sociosanitari e
sociali (servizi territoriali di Aziende USL, di Comuni, Municipi, Province, realtà ospedaliere, MMG,
PLS, etc) finalizzati alla definizione di risposte e percorsi assistenziali integrati ed appropriati; inoltre
sono da porre in atto relazioni sinergiche anche con i diversi interlocutori locali (Prefetture, Scuole,
Unità di Strada, Forze dell’Ordine, Servizio Civile, Terzo Settore, Gruppi di interesse, Parrocchie,
Patronati, etc.).
E’ quindi necessario costruire percorsi integrati tra i diversi servizi non solo nell’ambito delle Aziende
USL e degli Enti locali, ma anche con riferimento a quanto il territorio esprime nella sua interezza.
Nella fase di accoglimento della domanda e di pre-valutazione, il PUA potrà fornire elementi utili
anche alla costruzione dei Piani di Assistenza Individuale redatti per la presa in carico dell’utenza.
Inoltre, un elemento di rilievo utile per lo sviluppo del Punto Unico di Accesso è la necessità di
condividere, da parte degli operatori sanitari, e sociali, linguaggi e strumenti.
A tal fine le figure professionali coinvolte dovranno condividere:
- l’attivazione congiunta dei processi e degli strumenti del PUA;
- la pre-valutazione e presa in carico;
- il monitoraggio del processo e degli esiti dei percorsi assistenziali attivati.
Per questo motivo la formazione congiunta rappresenta un momento essenziale, assieme alla
presenza dei suddetti elementi, all’interno dei Protocolli d’Intesa fra Aziende Usl ed Enti locali,
affinché le figure professionali del PUA adottino procedure e strumenti concordati e coerenti.
24. Finanziamenti e Cofinanziamenti previsti: specificare i costi
ANNO 2013
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Comunale
Cofinanziamento
Comp.
ASL
Utenti
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 16.896,77
€ 20.531,23
€ 37.428,00
€ 16.896,77
€ 20.531,23
€ 37.428,00
127
ANNO 2014
Finanziamen
to Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Comunale
Cofinanziamento
Comp.
ASL
Utenti
Altro
TOTALE
FINANZIAMENT
O
€ 16.896,77
€ 20.531,23
€ 37.428,00
€ 16.896,77
€ 20.531,23
€ 37.428,00
128
1. Titolo del progetto
SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE
2. Nuovo Progetto
o Si
o No X
Il Progetto presentato nel Piano di Zona è la continuazione del progetto presentato negli
anni precedenti.
3. Progetto già avviato
o
o
Si X
No
Il Servizio è stato attivato dal 02.11.2006.
4. Se il Progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia
l’ambito territoriale e/o l’utenza di riferimento.
Il Servizio Sociale Professionale Distrettuale si propone quale “luogo” di coordinamento degli
interventi attivati dai servizi sociali comunali e dai servizi sanitari
“al fine di evitare
sovrapposizioni di competenze, settorializzazione di risposte e migliorare l’efficacia delle
prestazioni erogate” (art. 22 L. 328/2000) per rispondere alle esigenze ed ai bisogni delle
persone, nell’area delle responsabilità familiari, dei diritti dei minori, delle persone anziane, del
contrasto alla povertà e dei disabili.
Dà continuità al servizio attivato nell'anno 2004, garantendo le attività di servizio sociale nei
comuni carenti della figura dell’assistente sociale, e potenziando i servizi sociali già esistenti.
5. Descrizione delle attività, dei servizi e/o prestazioni previste dal Progetto (es.
casa famiglia, comunità alloggio, servizio assistenza domiciliare, ADI)
Il Servizio Sociale Professionale Distrettuale prevede un’attività d’aiuto volta a tutta la
popolazione del Distretto e non a singole categorie di utenza o a una specifica area di problemi.
Il processo di aiuto all’utenza si colloca oggi nei servizi territoriali, nell’ambito di una comunità e
nella sua dimensione comprende la prima informazione alla popolazione; la presa in carico
dell’utenza; il collegamento dei vari servizi previsti nel Piano di Zona al fine di ammortizzarle
sull’intero territorio; la conoscenza dello stesso ma anche il lavoro con i gruppi della comunità
soprattutto per lo sviluppo e il potenziamento delle reti di solidarietà, per la promozione di automuto-aiuto
129
L’idea progettuale del Servizio Sociale Professionale Distrettuale nasce dalla esigenza dei singoli
servizi di garantire a tutti i cittadini, pari opportunità e livelli uniformi di assistenza attraverso un
sistema di prestazioni integrate e coordinate, dirette a migliorare la qualità della vita delle
persone e delle famiglie.
ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO
Il servizio verrà attivato attraverso la copertura della figura dell’assistente sociale all’interno dei
servizi sociali dei singoli comuni, prevedendo l’impiego degli Assistenti Sociali selezionati tramite
concorso a tempo determinato.
Per l’espletamento della funzione di attività di servizio sociale si prevede un monte ore pari a
10.920 ore annue.
Il progetto è stato attivato in modo parziale dal 15 luglio 2004; è attivo secondo la rimodulazione
del Piano di Zona-Anno 2005 a partire dal mese di novembre 2006, con proroga fino al
30/07/2010. Dal 02/08/2010, tramite concorso pubblico, si è provveduto a reperire n. 5 Assistenti
Sociali con contratto a tempo determinato fino al 31/12/2012, con applicazione del C.C.N.L. degli
Enti Locali.
6. Liveas
Il Servizio Sociale Professionale viene implementato in ciascun comune con la presenza della
figura professionale dell’Assistente Sociale.
7. Macroarea
LIVEAS.
8. Costo del progetto
COSTO TOTALE ANNO 2013: € 175.000,00
COSTO TOTALE ANNO 2014: € 175.000,00
Nelle due annualità il costo totale comprende esclusivamente il costo del personale impiegato
come segue:
COMUNI
ORE
SETTIMANALI
ARTENA
18
CARPINETO ROMANO
24
COLLEFERRO
36
GAVIGNANO
18
GORGA
12
LABICO
24
MONTELANICO
18
SEGNI
36
VALMONTONE
24
TOTALE
210
130
8.1 Importo finanziato con risorse della Regione Lazio
ANNO 2013: € 100.000,00
ANNO 2014: € 100.000,00
9. Servizi/prestazioni erogati
Il Servizio Sociale assicura la presenza della figura professionale in ciascun Comune del Distretto.
Le funzioni degli operatori sono ovviamente quelle proprie del Servizio Sociale Professionale ed
andranno modulate a seconda delle esigenze e delle modalità organizzative dei singoli comuni.
10. Bacino di utenza
o
– Distrettuale X
o
– Sub-distrettuale ( specificare i Comuni )
o
– Comunale ( specificare il Comune )
11. Tipologia di utenza
I destinatari del Servizio Sociale Professionale sono l’utente singolo, la famiglia o il gruppo e la
comunità intesa come l’insieme delle aggregazioni sociali presenti sul territorio, la popolazione
nel suo complesso, gli organismi di partecipazione popolare e dell’utenza con le loro
caratteristiche socio-culturali e ambientali.
12. Obiettivi del Progetto
•
Assicurare, per tutti i Comuni del Distretto, i livelli essenziali di assistenza;
•
Integrazione delle prestazioni sociali con le prestazioni sanitarie e per una risposta globale ai
bisogni delle persone e delle famiglie;
•
Evitare sovrapposizioni di competenze e settorializzazione di risposte;
•
Migliorare la qualità delle modalità di “presa in carico” dell’utenza e della conseguente
risposta del servizio.
Benefici attesi
o
Riduzione dei tempi di risposta delle richieste;
o
Garanzia di equità, per tutti i cittadini, nella fruizione dei servizi e delle prestazioni erogate.
13. Tempi di attuazione
Il Servizio avrà la durata di un anno a partire dal 01.01.2013, in continuità per l’anno 2014.
131
14. Tipologie di strutture
Numero strutture ____
Tipologia struttura
o
Gruppo appartamento
o
Casa Famiglia
o
Comunità alloggio
o
Comunità di pronta accoglienza
o
Casa di riposo
o
Casa albergo
o
Strutture semiresidenziali (Specificare__________________________)
Altro (Servizio Sociale di ciascun Comune del Distretto)___________________
Capacità di accoglienza della/e struttura/e (n° posti) Tutte le persone che si recano al Servizio
15. Numero Utenti al 31.12.2011
Il numero complessivo dell’utenza (multiutenza) servita dal Servizio Sociale Professionale
Distrettuale, nei n. 9 Comuni del Distretto, è di 5.197.
Si presentano i dati relativi a ciascuna area di intervento:
AREA
N. UTENTI
Responsabilità Familiari/
1.528
Minori
1.176
Anziani
654
Disabili
329
Disagio ed Esclusione Sociale
Immigrati
1.386
124
TOTALE
5.197
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su monitoraggio Servizio Sociale Professionale.
16. Soggetto che gestisce
°
Comune
o
Convenzione con cooperative
o
Convenzione con associazioni di volontariato
Altro (Comune capofila per conto del Distretto Socio-Sanitario RM G 6 - Società
ASPER Valle del Sacco per i Comuni Labico e Valmontone – Comune di Artena).
132
17. Utenza Annuale prevista
L’utenza annuale prevista aumenta presumibilmente in proporzione alla variazione percentuale
positiva della popolazione, quindi si prevedono circa n. 6.500 utenti.
18. Personale coinvolto nel progetto
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Amministrativi __________
Assistenti sociali_____7___
Sociologi_______________
Psicologi_______________
Pedagogisti_____________
Educatori professionali____________
Operatori socio-sanitari____________
Volontari_______________________
Mediatori culturali________________
Altre figure ( specificare_____________________________________)
Dal 02/08/2010 le figure professionali coinvolte nel progetto sono le seguenti:
•
n. 4 Assistenti Sociali a 36 ore (D1 - CCNL) nei Comuni di Carpineto Romano, Colleferro,
Gavignano, Gorga, Montelanico e Segni;
•
n. 1 Assistente Sociale a 36 ore (D1 - CCNL) nei Comuni di Labico e Valmontone;
•
n. 1 Assistente Sociale a 12 ore (D1 - CCNL) nei Comuni di Labico e Valmontone;
•
n. 1 Assistente Sociale a 18 ore (D1 - CCNL) nel Comune di Artena.
19. Sede della struttura e/o dell’attività
Il Servizio Sociale Professionale viene collocato presso gli Uffici del Servizio Sociale di ogni
singolo comune.
20. Liste di attesa
o
Si ( specificare i motivi )
o
No X
Si prevede di accogliere e prendere in carico tutte le richieste che perverranno al Servizio Sociale
Professionale.
21. Esistono strumenti di monitoraggio e verifica dei risultati?
o
Si ( specificare quali ) X
o
No
Con una prima fase di sperimentazione operativa sono stati definiti i criteri e le modalità di
monitoraggio dello stesso in collaborazione con l’Osservatorio Distrettuale. Si è definito quindi il
Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV) relativo al progetto con l’individuazione degli indicatori
133
di efficacia e di efficienza, per la rilevazione della qualità del Servizio. Il Piano di MV prevede la
redazione, da parte dell’Osservatorio Sociale, di un report semestrale, nella prospettiva di un
graduale miglioramento e potenziamento del servizio, al fine di rispondere in maniera rapida ed
efficace ai bisogni dei cittadini.
22. Esiste compartecipazione da parte degli utenti?
o
Si, totalmente
o
Si, parzialmente
o
No X
23. Quali sono le modalità di integrazione con l’ASL?
L’integrazione con i Servizi della ASL avviene attraverso la definizione del Piano Personalizzato
di Intervento, a seconda dei bisogni e delle peculiarità del caso.
Si prevedono riunioni periodiche degli operatori coinvolti nel servizio, per valutare l'andamento
delle attività e delle problematiche eventualmente insorte (Unità Operative distrettuali).
24. Finanziamenti e Cofinanziamenti previsti: specificare i costi
ANNO 2013
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Cofinanziamento
Comp. Utenti
Comunale
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 100.000,00
€ 75.000,00
€ 175.000,00
€ 100.000,00
€ 75.000,00
€ 175.000,00
ANNO 2014:
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Cofinanziamento
Comp. Utenti
Comunale
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 100.000,00
€ 75.000,00
€ 175.000,00
€ 100.000,00
€ 75.000,00
€ 175.000,00
134
1. Titolo del progetto
CENTRO DIURNO SOCIO-EDUCATIVO PER PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
2. Nuovo Progetto
o
o
Si
No X
3. Progetto già avviato
o
o
Si X
No
4. Se il Progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia
l’ambito territoriale e/o l’utenza di riferimento.
Il Progetto dà continuità a quello già in essere con la prospettiva dell'implementazione con
attività esterne del tipo fattoria sociale. Il progetto, nell'annualità 2010, è stato potenziato
con n. 6 ore settimanali totali.
Inoltre, è stato incrementato il fondo a disposizione per permettere il rapporto di lavoro con
gli operatori corrispondente a quanto previsto dal CCNL.
5. Descrizione delle attività, dei servizi e/o prestazioni previste dal Progetto (es.
casa famiglia, comunità alloggio, servizio assistenza domiciliare, ADI)
Il progetto prevede l’utilizzo di due centri diurni per portatori di handicap già autorizzati nel
territorio della RM G6.
L’obiettivo è l’utilizzo di uno spazio appositamente strutturato e pertanto idoneo a favorire il
processo di crescita e di integrazione, aiuto e sollievo alle famiglie.
Il Centro Diurno è una struttura semiresidenziale che accoglie persone disabili con
compromissioni a vari livelli, anche a carico dell’autonomia delle funzioni elementari e
costituisce un centro di aggregazione finalizzato all’integrazione, in stretto collegamento con la
rete dei servizi territoriali e con le agenzie pubbliche e private di tipo culturale, formativo e
socializzante.
Il Centro Diurno pertanto:
•
crea un ambiente ed uno stile di accoglienza confortevole e rispettoso
•
offre una risposta qualificata ai bisogni di crescita, di autonomia e di inclusione sociale
lavorando in gruppi e/o singolarmente
•
favorisce la partecipazione alle attività educativo - occupazionali
•
garantisce sostegno alle famiglie, anche nel compito di accudimento
135
•
migliora la qualità di vita dell’utente
•
previene il disagio e l’emarginazione
•
opera per sviluppare e/o recuperare le capacità residue della persona disabile
•
lavora per mantenere i livelli acquisiti.
METODOLOGIA GESTIONALE
L’efficacia e la razionalizzazione del lavoro esige che le attività siano gestite da un’équipe
multidisciplinare che viene a rappresentare il fulcro operativo del Centro.
Tale équipe vuole:
• orientare ogni azione individuale verso un obiettivo comune
• fornire ad ogni operatore un sostegno per la gestione di situazioni difficili, considerandone
il forte coinvolgimento emozionale ed evitando la comparsa del burn-out
• essere una risorsa di lavoro positiva poiché favorita dalla fusione e dalla integrazione dei
componenti del gruppo pur nel rispetto delle peculiarità del singolo
• offrire agli utenti un'assistenza mirata, globale ed altamente qualificata grazie al continuo
confronto tra i componenti.
ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO
L'utenza è di n. 32 persone.
I Centri Diurni espletano il servizio dal lunedì al venerdì per n. 6 ore giornaliere per 45 settimane
annue. Nell'impiego delle risorse, si terrà conto della graduatoria dei disabili da inserire nei
centri, in particolare per quanto riguarda la presenza di disabili gravi che necessitano di un
maggior carico assistenziale.
Nel caso in cui nel nuovo esercizio non si sia in grado di aprire un centro disabili comprensoriale
con gestione diretta del PdZ, si proseguirà l'affidamento ai due unici Centri esistenti sul territorio
del Distretto, anche alla luce dei risultati riscontrati negli incontri con le famiglie degli assistiti
(indagine di customer satisfaction realizzata dall'Osservatorio Sociale). A fronte di tali risultati le
Cooperative che gestiscono i Centri saranno chiamate ad adeguare la loro gestione al grado di
soddisfacimento raggiunto nell’indagine ed a colmare le carenze rilevate.
Orario 10.00-13.00 oppure 14.00-17.00
Arrivo al Centro con il pulmino o con mezzi
propri
Accoglienza
Cura della persona
Attività secondo gli obiettivi prefissati
Ritorno a casa con il pulmino o con mezzi propri
Giorni ed orari di frequenza saranno adeguati
alle esigenze scolastiche, terapeutiche e
socializzanti degli ospiti.
MEZZI MESSI A DISPOSIZIONE DALLE DUE COOPERATIVE PER LA GESTIONE DEL
CENTRO DIURNO
136
Le Cooperative per la realizzazione del progetto metteranno a disposizione
•
la propria sede operativa, sia i locali interni che gli spazi esterni
•
il personale reperito tra le figure già presenti nelle Cooperative
•
il pulmino attrezzato per disabili
•
il materiale ludico, didattico, multimediale utile alla realizzazione delle attività
6. Liveas
Centri di accoglienza residenziali o diurni a carattere comunitario.
7. Macroarea
AREA DISABILI
8.
Costo del progetto
COSTO TOTALE ANNO 2013: € 250.000,00
•
•
•
Centro diurno:
Trasporto
Mensa
€ 200.000,00
€ 40.000,00
€ 10.000,00
COSTO TOTALE ANNO 2014: € 250.000,00
•
•
•
Centro diurno:
Trasporto
Mensa
€ 200.000,00
€ 40.000,00
€ 10.000,00
8.1 Importo finanziato con risorse della Regione Lazio
ANNO 2013: € 100.000,00
ANNO 2014: € 100.000,00
9. Servizi/Prestazioni erogate
Il servizio prevede:
•
attività sotto forma di laboratori, differenziati per obiettivi e contenuti;
•
composizione dei gruppi in base alle osservazioni effettuate;
•
variabilità nelle dimensioni dei gruppi;
•
raggiungimento degli obiettivi specifici previsti per il singolo.
PRINCIPI GUIDA DEI PROGETTI INDIVIDUALIZZATI
Il Centro Diurno accoglierà persone adulte in situazione di handicap.
Nel progettare le attività sarà posta particolare attenzione agli utenti con pluriminorazioni.
137
Le attività indirizzate saranno volte a:
•
stimolare le abilità cognitive di base
•
valorizzare le potenzialità residue
•
sviluppare l’autonomia
•
sviluppare l’area cognitiva
•
gestire comportamenti problematici
•
potenziare l’autonomia
•
stimolare la capacità di relazione
•
verificare le capacità lavorative
•
proseguire con la formazione in sintonia con quella conseguita a scuola.
FINALITA’ BASILARI DELLE ATTIVITA’
Le attività che verranno realizzate dovranno poter rispondere a precise esigenze:
•
favorire la fiducia nei confronti del personale
•
agevolare il contenimento psicologico ed emotivo dell’utente
•
promuovere la comunicazione per superare la barriera dell’isolamento utilizzando non solo la
modalità verbale ma anche comportamentale, oggettuale, pittografica
•
suscitare il superamento di frustrazione attraverso esperienze concrete positive
•
rafforzare il proprio IO
•
superare stereotipie, aggressività ed autolesionismo.
ATTIVITÁ DISTINTE PER TIPOLOGIA ED OBIETTIVI
Le proposte operative saranno rivolte a tutti gli utenti prescindendo dalla tipologia di handicap. Solo
dopo aver constatato
la risposta che ognuno darà, si valuterà se proseguire o se rimodulare
l’intervento.
Molto spesso, infatti, la capacità reattiva degli utenti prescinde o si discosta dalle valutazioni logiche
e tecniche effettuate.
Tenendo conto di quanto indicato con i principi guida, a titolo esemplificativo, si indicano alcune
delle attività e degli obiettivi che si intendono perseguire.
Tipologia di intervento
Attività di tipo socio-ricreativo: uscite, gite
Attività relative a ricorrenze e feste tradizionali
Utilizzo delle TIC(tecnologie informatiche
computerizzate) e dei comunicatori
Spazio per la lettura e l’ascolto
Attività di tipo psico-sensoriale e psicomotorio
Obiettivi
•
•
Favorire le relazioni interpersonali nel gruppo
estendere gradualmente la conoscenza del
territorio
•
Favorire il potenziamento della dimensione
spazio-temporale
•
Sviluppare le capacità di comunicazione
verbale e non verbale
•
Migliorare la dimensione logica e spaziotemporale
In relazione al testo
•
strutturare la capacità di comprendere,
analizzare e sintetizzare
•
Rafforzare la percezione del se’ corporeo nello
138
•
•
Utilizzo dei principali sistemi di misura funzionali alla
vita quotidiana
•
•
Attività ritmico-musicali e canto
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Attività teatrale
•
•
•
•
spazio e nel tempo
Stimolare la motricità fine, la dimensione
senso-percettiva
Favorire l’autonomia personale
Conoscere ritmi diversi, anche di culture altre
Creare strumenti musicali, anche con oggetti
di uso comune
Sviluppare
la
capacità
manipolativa,
sensoriale e percettiva
Muoversi in relazione allo spazio
Addestrarsi al rispetto del tempo musicale
Eseguire comandi con esattezza
Sviluppare la capacità di lavorare in gruppo
Potenziare la capacità di concentrazione
Sviluppare la capacità di esercizio del canto
guidato
Riprodurre modelli musicali
Esprimere le caratteristiche dei personaggi
attraverso la dizione delle battute, il controllo
della postura e della gestualità, l'espressione
corporea abbinata alla musica, il canto
Migliorare le proprie capacità fonatorie in
termini di chiarezza della dizione e
potenziamento del tono vocale
Potenziare le attività mnemoniche
Eseguire semplicissime coreografie
Interagire
nel gruppo
superando la
timidezza e raggiungendo una
maggiore
sicurezza, autostima e controllo.
ARTETERAPIA
L’arteterapia , per sua natura multidisciplinare, utilizzando le tecniche e la decodifica dell’arte grafico-plastica, ha l’obiettivo di
ottenere dall’utente manufatti che, racchiudendo pensieri ed emozioni, diventano un mezzo di comunicazione.
È perciò questa un codice ed il prodotto artistico funge da mediatore di relazione tra l’utente e lo specialista, dà contenimento
e, pur rispettando i meccanismi di difesa, attiva risorse creative, emozioni da elaborare e capacità residue individuali.
Importante sarà accompagnare l’utente nella scoperta del fare e nel sostenere con la verbalizzazione, laddove sarà possibile, la
consapevolezza di quanto espresso nella forma artistica.
In tale attività l’attenzione non è rivolta però alla mera interpretazione psicologica delle opere ma alla decodifica del linguaggio
grafico-plastico come specchio di vicende interne e relazionali.
La messa in forma visiva e concreta che rende condivisibile il proprio vissuto, permette all’ utente di manifestare e far diventare
riconoscibili desideri, traumi, aspirazioni, inquietudini e problemi.
ATTIVITÁ DI CERAMICA
L’ arte della ceramica permette un approccio variegato, in relazione all’utente che vi si avvicina : la creta,
infatti, si può semplicemente manipolare o essere utilizzata per la creazione di manufatti .
Gli ospiti della struttura saranno guidati:
ad avvicinarsi ad uno dei primi materiali usati dall’uomo fin dalla preistoria per costruire stoviglie,
mattoni, statuette
a ripercorrere un processo affascinante che racchiude in sé tutta la forza ed il fascino dei quattro
elementi primordiali:
la terra e l’acqua che danno l’argilla;
l’aria che la essicca;
il fuoco (il calore del forno) che la trasforma in terracotta, rendendola
resistente ed utilizzabile;
ad esprimersi attraverso un canale che, utilizzando le abilità fino-motorie di ognuno, risulti
particolarmente idoneo a persone in situazione di handicap o di difficoltà di tipo psicologico o
didattico.
139
ATTIVITÁ IN ACQUA
caratterizzante il periodo estivo
L’attività in acqua, per la sua particolarità di essere praticata in un ambiente contro- gravità, risulta accessibile
a molte tipologie di disabilità. Entrando in una piscina infatti si evidenzia la reazione di galleggiamento del
corpo, anche se poi occorre imparare a stare in equilibrio, voltarsi, muoversi all'interno di un fluido.
Il lavoro in tale contesto consente tutta una serie di vantaggi fisici e psicologici.
Sono stati pertanto individuati i seguenti obiettivi
acquisire talune autonomie, schemi motori facilitati dall'immersione
interiorizzare contenuti cognitivi attraverso le esperienze di percezione, di coordinamento,
di
selezione ed esecuzione di movimenti dopo averne memorizzato la catena motoria
socializzare in acqua attraverso il gioco
educare, sviluppare e potenziare la coordinazione segmentaria e globale
praticare attività ludiche in acqua con l'ausilio della musica.
I risultati dell’ attività in acqua sono positivi sul piano
fisico con una notevole riduzione della spasticità, del dolore, un aumento del grado di ampiezza dei
movimenti, un maggior tono muscolare, più equilibrio e facilitazione nella postura
psicologico.
Si potranno organizzare:
attività ricreative con i ragazzi delle due cooperative
campi estivi che avranno l'acqua come leith motiv
10. Bacino di utenza
o
– Distrettuale
X
o
– Sub-distrettuale ( specificare i Comuni )
o
– Comunale ( specificare il Comune )
11. Tipologia di utenza
Persone diversamente abili dai 20 ai 45 anni.
12. Obiettivi del Progetto
• Favorire la socializzazione e l'integrazione attraverso lo sviluppo delle capacità comunicative
e relazionali della persona diversamente abile.
• Valorizzare le potenzialità residue per il raggiungimento di una sufficiente autonomia
personale e sociale.
• Consentire, progressivamente, l’integrazione nella comunità e, possibilmente, nel mondo del
lavoro.
140
OBIETTIVI SPECIFICI
La persona disabile dovrà
•
acquisire il livello d’autonomia possibile
•
mantenere e/o recuperare le capacità residue ed i livelli raggiunti
•
essere capace di relazionarsi con servizi e strutture seppur in modo semplice
•
possedere gli strumenti utili all’inserimento socio-culturale di appartenenza al fine di evitare
l’emarginazione
•
partecipare ad attività formative, lavorative, sportive, artistiche, aggregative e ricreative che
possano favorire la comunicazione in tutte le sue possibili forme
•
conoscere, partecipare e fruire della realtà territoriale e delle possibilità che questa offre
•
stabilire relazioni interpersonali costruttive e solide con i compagni , con gli operatori del
Centro ma altresì, all’esterno della struttura, con tutte quelle realtà con le quali entrerà in
contatto.
13. Tempi di attuazione
Il progetto avrà la durata di un anno a partire dall’1.01.2013, in continuità per l’anno 2014.
.
14. Tipologie di strutture
Numero strutture _2_
Tipologia struttura
o
Gruppo appartamento
o
Casa Famiglia
o
Comunità alloggio
o
Comunità di pronta accoglienza
o
Casa di riposo
o
Casa albergo
o
Strutture semiresidenziali (Specificare______________________)
Altro ( Specificare___CENTRO DIURNO SOCIO-EDUCATIVO_____)
Capacità di accoglienza della/e struttura/e (n° posti) __32__
15. Numero Utenti nel 2011 ______32____________
16. Soggetto che gestisce
o
Comune
141
Convenzione con cooperative
o
Convenzione con associazioni di volontariato
17. Utenza Annuale prevista __32___
18. Personale coinvolto nel progetto
o Amministrativi ___/_
o
Assistenti sociali__1__
o
Sociologi__/___
o
Psicologi__/_
o
Pedagogisti__/__
o
Educatori professionali__3__
o
Operatori socio-sanitari__4__
o
Volontari___/___
o
Mediatori culturali___/__
o
Altre figure (1 Maestro d’Arte – 2 Autisti – 2 Accompagnatori)
Nella gestione del
Centro Diurno è prevista la presenza di figure professionali specifiche
(DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 23 dicembre 2004, n. 1305) ed adeguate
atte ad affrontare con competenza e professionalità il variegato mondo dell’handicap.
19. Sede della struttura e/o delle attività
Centro Diurno “Spazio Aperto” di Colleferro
Cooperativa sociale – sanitaria “ARCOBALENO”
Via Colledoro,45
00034 Colleferro (Rm)
Centro Diurno “Il Cerchio Magico”
Cooperativa sociale integrata “IL CERCHIO MAGICO”
Sede legale Via G. Marconi 158 00031 Artena (Rm)
Sede operativa Via Colle San Giudico, 78
00038 Valmontone (Rm)
142
20. Liste di attesa
o Si (specificare i motivi)
o No X
Sono stati inseriti tutti coloro che hanno presentato domanda a seguito di bando pubblico. Eventuali
nuove domande sono inserite in graduatori, che rimane aperta, e vengono inseriti in caso di posti
liberi, previa valutazione dell’Unità Valutativa.
21. Esistono strumenti di monitoraggio e verifica dei risultati?
o Si (specificare quali) X
o No
Contestualmente all’attivazione del servizio e nella prima fase di sperimentazione operativa sono
stati definiti i criteri e le modalità di monitoraggio dello stesso in collaborazione con l’Osservatorio
Distrettuale. Si è definito quindi il Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV) relativo al progetto con
l’individuazione degli indicatori di efficacia e di efficienza, per la rilevazione della qualità del Servizio.
Il Piano di MV prevede la redazione, da parte dell’Osservatorio Sociale, di un report semestrale, nella
prospettiva di un graduale miglioramento e potenziamento del servizio, al fine di rispondere in
maniera rapida ed efficace ai bisogni dei cittadini.
L’Osservatorio Sociale Distrettuale ha svolto un’indagine di customer satisfaction ai familiari degli
utenti dei due centri.
22. Esiste compartecipazione da parte degli utenti?
o Si, totalmente
o Si, parzialmente X (da rivedere con il regolamento del servizio)
o No
Secondo l’art. 8 del Regolamento per l’accesso el agestione del centro Diurno ogni utente del Centro
Diurno è tenuto a corrispondere una quota mensile di contributo di frequenza:
FASCIA
A
B
C
D
E
REDDITO (ISEE)
FINO A €. 6.500,00
DA €. 6.500,00 A €. 12.500,00
DA €. 12.500,00 A €. 18.500,00
DA €. 18.500,00 A €. 24.500,00
DA €. 24.500,00 IN POI
COSTO MENSILE DEL SERVIZIO
€ 50,00
€ 200,00
€ 250,00
€ 300,00
€ 350,00
Le attività di tipo opzionale saranno riservate agli utenti le cui famiglie ne faranno richiesta.
143
Sarà necessario un contributo a copertura dei servizi erogati per:
•
le attività in piscina durante i mesi estivi
•
visite, uscite e altre attività non incluse nel progetto
La Cooperativa “Il Cerchio Magico” metterà a disposizione la piscina.
23. Quali sono le modalità d’integrazione con l’ASL?
La principale modalità di integrazione con la ASL avviene con la stesura del Piano individuale
d'intervento, redatto dall’èquipe dell'unità valutativa formata da personale sociale e sanitario che
valuterà i singoli casi.
Inoltre, verrà condotto un ampio lavoro di rete che coinvolgerà le strutture presenti nel territorio,
quali scuole, soggetti del privato sociale, associazioni e così via.
24.
Finanziamenti e Cofinanziamenti previsti: specificare i costi
ANNO 2013
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Finanziamento
Regionale
Comp. Utenti
Comunale
Cofinanziamento
€ 100.000,00
€ 18.508,18
€
81.491,82
€
30.000,00
€ 200.000,00
250.000,00
€ 20.000,00
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 50.000,00
€ 100.000,00
€ 38.508,18
€
111.491,82
Finanziamento
Regionale
Comp. Utenti
Comunale
€ 100.000,00
€ 18.508,18
€
81.491,82
€
30.000,00
€ 200.000,00
€
111.491,82
250.000,00
ANNO 2014
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Cofinanziamento
€ 20.000,00
€ 100.000,00
€ 38.508,18
144
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 50.000,00
1. Titolo del progetto13
SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA
2.
o
o
Nuovo Progetto
Si
No X
Il Progetto dà continuità a quello presentato nel Piano di Zona – Anno 2001 e nei Piani di Zona
successivi, attivato a partire dal mese di maggio 2003.
Nel Piano di Zona-Anno 2010, grazie alle economie degli anni precedenti, il servizio è stato ampliato
prevedendo l’erogazione dell’assistenza anche di sabato; inoltre è stato attivato il Regolamento
distrettuale che prevede anche la compartecipazione al costo dell’utenza.
Con questo Piano di Zona il Servizio viene ridimensionato, rispetto all’anno precedente sia perché
sono terminate le economie di cui sopra e sia per la contrazione dei fondi a disposizione. La
decisione è dovuta anche al fatto che, nel tavolo di lavoro, tecnico, istituito dal mese di marzo 2012,
per l’integrazione socio-sanitaria, si sono rilevate alcune diseconomie e quindi la possibilità di
ottimizzare le risorse a disposizione del progetto.
3. Progetto già avviato
o
o
Si X
No
Il progetto è stato attivato dal mese di maggio 2003.
Nel precedente Piano di Zona si è proceduto ad un’ulteriore adeguamento del CCNL delle
Cooperative Sociali (Anno 2008).
4. Se il Progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia l’ambito
territoriale e/o l’utenza di riferimento.
Rilevata l'esigenza di una distrettualizzazione degli interventi e delle prestazioni erogate del
servizio di assistenza domiciliare (ADI), dalla constatazione delle necessità rilevate nel territorio, al
fine di rispondere alle esigenze della popolazione e migliorare la qualità del servizio offerto, si è
proceduto alla progettazione di un Servizio di Assistenza Domiciliare integrata che rispondesse,
appunto alle necessità ed alle richieste rilevate nell'ambito del Distretto.
Il Progetto dà, quindi, continuità alle prestazioni erogate dai Servizi di Assistenza Domiciliare delle
annualità precedenti, ma si propone di omogeneizzare i criteri e le modalità di erogazione dei Servizi
13
Utilizzare un modulo per ciascun progetto relativo all’utilizzazione del finanziamento di cui al Fondo
Regionale lett.C e al Fondo Nazionale.
145
attraverso la gestione di un Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata, unico per il Distretto, in
piena integrazione e collaborazione con l'Unità Operativa CAD della ASL RM G 6. Il Progetto
Operativo "A.D.I.".
Le ore annuali di Assistenza Domiciliare complessivamente erogate nel Distretto sono
43.446.
Il progetto si estende anche al sabato, con le stesse ore mensili.
5. Descrizione delle attività, dei servizi e/o prestazioni previste dal Progetto (es. casa
famiglia, comunità alloggio, servizio assistenza domiciliare, ADI)
Il progetto prevede la continuazione dell'erogazione del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata
nel territorio distrettuale con l'integrazione delle prestazioni socio-assistenziali con quelle sanitarie ed
il potenziamento della rete del Servizio già esistente.
ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO
Utilizzo della scheda unica di accesso uguale per tutti i comuni nella quale siano previsti almeno i
seguenti elementi:
-
Generalità dell’utente (dati anagrafici, ecc.)
-
rete familiare
-
reddito ISEE del nucleo familiare ai fini della compartecipazione
-
disponibilità da parte dei familiari ad assistere l’utente
-
presenza di badanti (ore, qualifica, ecc)
-
valutazione dei bisogni (patologia)
-
piano di intervento
-
segnalazione all’ASL
Stesura di protocolli operativi da parte dell’unità valutativa integrata, per la definizione delle
metodologie di intervento unitarie nell’ambito distrettuale.
Le richieste degli utenti continueranno a pervenire nelle sedi comunali.
Gli uffici preposti, in rete con i servizi specialistici della ASL, provvederanno alla stesura del
progetto individualizzato e alla programmazione degli interventi degli operatori che erogheranno
le prestazioni.
COSTITUZIONE TAVOLO DI LAVORO
Si è costituito, dal mese di marzo 2012, un tavolo di lavoro tra Comitato Tecnico, CAD della ASL e
Referenti dei soggetti gestori del Servizio per la condivisione delle procedure, della metodologia
gestionale e la messa a punto dell’organizzazione del servizio, con la definizione degli standard
minimi dell’erogazione delle prestazioni.
146
Dai lavori del tavolo sono emerse alcune diseconomie per quanto riguarda l’erogazione delle
prestazioni e una integrazione socio-sanitaria da migliorare.
6.
Liveas
ASSISTENZA DOMICILIARE.
7.
Macroarea
AREA PERSONE ANZIANE
8.
Costo del progetto
COSTO TOTALE ANNO 2013: € 840.248,06
Circa 55 Operatori Socio-Sanitari (OSS) coprono il Servizio per 43.446 ore totali al costo orario
di € 19,34.
COSTO TOTALE ANNO 2014: € 840.248,06
Circa 55 Operatori Socio-Sanitari (OSS) coprono il Servizio per 43.446 ore totali al costo orario
di € 19,34.
8.1 Importo finanziato con risorse assegnate dalla Regione Lazio
ANNO 2013: € 516.079,39
ANNO 2014: € 524.010,89
9.
Servizi/prestazioni erogati
L’assistenza domiciliare, intesa come un insieme di prestazioni socio-sanitarie rese a domicilio
dell’utente, rapportate alle sue particolari esigenze, vuole rappresentare un sistema di
organizzazione di risposte adeguate e coordinate di prevenzione, cura e riabilitazione, finalizzate
ad elevare la qualità della vita delle persone assistite e contrastare il ricorso all’ospedalizzazione
impropria.
L’idea è quella di rinforzare la rete dei servizi che favoriscono il permanere della persona nel
proprio ambiente di vita, potenziando quelli esistenti e promuovendo nuove forme di
domiciliarietà.
Nel bando di gara sarà premiata la presenza di personale qualificato (OSS), dando attuazione ai
corsi di riqualificazione ADEST (Assistenti Domiciliari) attuati nel territorio.
Attuazione di specifici corsi per la formazione delle badanti, con la creazione di una banca dati del
personale qualificato. Tali corsi sono in corso di svolgimento.
Attuazione di corsi di informazione e formazione per riservare i familiari disponibili a forme di
assistenza.
147
Attivazione di convenzioni con Università per tirocini.
Attivazione del servizio civile per sviluppare azioni di sostegno agli interventi di assistenza
domiciliare (procedura di accreditamento dell’ente con il piano di zona).
Attivare la rete familiare di conoscenza dei bisogni.
Il progetto, nella sua globalità, vede coinvolti gli operatori dei SAD sociali, quelli dei servizi
sanitari (CAD, DSM, Ospedali), i medici di Medicina Generale, i soggetti del terzo settore e le reti
informali della solidarietà in una logica di community-care.
AZIONI
• Ottimizzazione delle modalità di erogazione del servizio, ore di servizio offerto;
• Informatizzazione del servizio e condivisione delle informazioni con l’ASL.
• Sistema di controllo e verifica della qualità del servizio offerto in termini di efficacia e di efficienza;
• Qualificazione delle badanti e relativa banca dati
• Informazione e formazione dei familiari
• Attivazione del servizio civile distrettuale attraverso accreditamento
• Attivazione
del
regolamento
distrettuale
che
prevede:
modulistica
unica
di
accesso
compartecipazione degli utenti in base al reddito (ISEE)
• Integrazione con il privato sociale che opera nell’ambito dell’assistenza delle persone anziane
10.
Bacino di utenza
Distrettuale
o Sub-distrettuale ( specificare i Comuni )
o Comunale ( specificare il Comune )
11.Tipologia di utenza
Si individuano, come destinatari degli interventi, gli anziani, i disabili e i pazienti con malattie
croniche che si trovano in condizioni di non autosufficienza parziale, temporanea o totale, e le loro
famiglie.
12.
Obiettivi del Progetto
• Miglioramento della qualità dei Servizi offerti alle persone;
• Miglioramento della qualità della vita dell’utente e della sua famiglia;
• Riduzione dell’Ospedalizzazione;
• Riduzione
dell’Ospedalizzazione
impropria
o
semiresidenziali
148
il
ricovero
in
strutture
residenziali
o
e
FINALITA’
• Mantenimento dell’utente destinatario del servizio nel proprio ambiente familiare e sociale;
• Standardizzazione delle modalità d’intervento sul territorio;
• Integrazione delle prestazioni sociali e sanitarie attraverso il Piano Personalizzato di Intervento
con l’integrazione delle risorse apportate dai soggetti del terzo settore per l’erogazione di servizi
aggiuntivi.
13. Tempi di attuazione
Il Servizio avrà la durata di un anno a partire dall’1.01.2013, in continuità per l’anno 2014.
14. Tipologie di strutture
Numero strutture _3_
Tipologia struttura
o
Gruppo appartamento
o
Casa Famiglia
o
Comunità alloggio
o
Comunità di pronta accoglienza
o
Casa di riposo
o
Casa albergo
o
Strutture semiresidenziali (Specificare______________________)
o
Altro (_Sedi dei soggetti gestori per il coordinamento del Servizio).
Il Coordinatore del Servizio gestito dalla Cooperativa Sociale aggiudicataria per i Comuni di
Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Montelanico e Segni ha una sua sede, ma svolge le sue
funzioni in maniera itinerante sui Comuni stessi.
La Società ASPER ha una sua sede da cui gestisce il servizio per i Comuni di Colleferro, Labico e
Valmontone.
Il Comune di Artena gestisce il servizio in economia.
Capacità di accoglienza della/e struttura/e (n° posti) __43.446 ore annuali
15. Numero Utenti nel 2011 ___243__
16. Soggetto che gestisce
Comune (Comune di Artena)
Convenzione con cooperative (ATI Cooperativa Nuova Sair-Omnia per i Comuni di
Carpineto Romano, Gorga, Gavignano, Montelanico e Segni)
149
o
Convenzione con associazioni di volontariato
Altro (Società ASPER VALLE DEL SACCO SPA per i Comuni di Colleferro, Labico,
Valmontone)
17. Utenza Annuale prevista __190 circa___
18. Personale coinvolto nel progetto
o
Amministrativi __/___
o
Assistenti sociali__7 (non a carico del progetto) 1 (Coordinatore del Servizio ADI per la
Cooperativa Nuova Sair-Omnia)
o
Sociologi__1__ (non a carico del progetto)
o
Psicologi__(1 Coordinatore del Servizio ADI per la società Asper Valle del Sacco)__
o
Pedagogisti__/__
o
Educatori professionali___/___
o
Operatori socio-sanitari___/___
o
Volontari__/__
o
Mediatori culturali___/___
o
Altre figure (55 Operatori Socio-Sanitari dipendenti del Comune di Artena, delle
Cooperative erogatrici del servizio e della Società ASPER VALLE DEL SACCO srl).
19. Sede della struttura e/o dell’attività
Le attività di coordinamento verranno svolte presso le sedi dei soggetti gestori ed in maniera
itinerante presso gli uffici Servizi Sociali dei singoli Comuni e dal Comune capofila Carpineto
Romano.
20.
Liste di attesa
o
Si (specificare i motivi)
No
La lista di attesa, di circa n. 12 richieste, è generata da motivi fisiologici inerenti l’organizzazione
del servizio.
21. Esistono strumenti di monitoraggio e verifica dei risultati?
o
Si (specificare quali) X
o
No
150
Contestualmente all’attivazione del servizio e nella prima fase di sperimentazione operativa sono
stati definiti i criteri e le modalità di monitoraggio dello stesso in collaborazione con l’Osservatorio
Distrettuale. Si è definito quindi il Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV) relativo al progetto
con l’individuazione degli indicatori di efficacia e di efficienza, per la rilevazione della qualità del
Servizio. Il Piano di MV prevede la redazione, da parte dell’Osservatorio Sociale, di un report
semestrale, nella prospettiva di un graduale miglioramento e potenziamento del servizio, al fine di
rispondere in maniera rapida ed efficace ai bisogni dei cittadini.
L’Osservatorio Sociale Distrettuale ha svolto un’indagine sul benessere organizzativo in fase di
elaborazione, degli Operatori impiegati nel Servizio presso la Società ASPER Valle del Sacco e
presso la Cooperativa Nuova Sair-Omnia. Il Servizio Sociale del Comune di Artena non ha
permesso la somministrazione dei questionari agli Operatori.
22.
Esiste compartecipazione da parte degli utenti?
o
Si, totalmente
o
Si, parzialmente X
o
No
Secondo l’art. 11 del Regolamento del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), gli
utenti che usufruiranno del servizio di assistenza domiciliare saranno tenuti al pagamento di un
contributo mensile in base alla situazione economica del nucleo familiare quantificato, tenendo conto
delle risultanze dell’I.S.E.E. (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e secondo la
seguente tabella che sarà aggiornata in base alla rivalutazione annuale ISTAT:
FASCIA
A
B
C
D
E
REDDITO (I.S.E.E.)
Fino a € 6.500,00
Da € 6.500,01 a € 12.500,00
Da € 12.500,01 a € 18.500,00
Da € 18.500,01 a € 24.500,00
Da € 24.500,01 in poi
COSTO ORARIO DEL SERVIZIO
ESENTE
€ 1,93 (10%)
€ 6,77 (35%)
€ 9,67 (50%)
€ 19,34 (100%)
23. Quali sono le modalità d’integrazione con l’ASL?
L’integrazione avviene attraverso la scheda unica di accesso, informatizzazione dei servizi e la
condivisione delle informazioni.
Su queste prassi stà lavorando il Tavolo di Lavoro di cui sopra.
151
24. Finanziamenti e Cofinanziamenti previsti: specificare i costi
ANNO 2013
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
€ 516.079,39
€ 516.079,39
Cofinanziamento
Comunale
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
Comp.
Utenti
€
42.508,43
€
281.660,24
€ 840.248,06
€
42.508,43
€
281.660,24
€ 840.248,06
ANNO 2014
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Cofinanziamento
€ 524.010,89
Comp. Utenti
€ 34.576,93
Comunale
€
281.660,24
€ 524.010,89
€ 34.576,93
€
281.660,24
152
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 840.248,06
€ 840.248,06
1. Titolo del progetto14
“ASSISTENZA EDUCATIVO-DOMICILIARE PER MINORI”
2. Nuovo Progetto
o
o
Si
No X
E’ stato presentato con il Piano di Zona – Anno 2001 e riproposto nei successivi con la
denominazione “Sportello aiuto alla Famiglia”. Dal Piano di Zona – Anno 2005 è stato riproposto
con l’attuale denominazione. Gli obiettivi e le azioni del progetto rimangono invariate con una
connotazione però più educativa e socializzante.
3. Progetto già avviato
o
o
Si X
No
4. Se il Progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia
l’ambito territoriale e/o l’utenza di riferimento.
Questo Progetto Operativo è stato inserito nel Piano di Zona - Anno 2001 con l’idea di proseguire e
migliorare l’attività dello “Sportello Famiglia” (istituito con i finanziamenti della L. n. 285/97),
determinata dalle valutazioni comparate e complessive dei benefici ad esso connessi.
L’assistenza educativa domiciliare ha finalità di prevenzione secondaria rispetto a danni quali
l’emarginazione, la devianza, la strutturazione di patologie relazionali, l’handicap e, ovviamente, ha
finalità di carattere riabilitativo. Al fine di affrontare, ad un livello superiore di complessità, i bisogni
dei minori in situazioni di disagio, si è valutata l’opportunità di attivare un intervento educativo
territoriale, potenziando il precedente progetto, con l’inserimento di n° 4 educatori professionali. Il
resto dell’equipe è composta da n° 3 assistenti domiciliari e da n° 1 Psicologa con funzione di
coordinamento del personale e di raccordo con i servizi socio-sanitari del territorio.
5. Descrizione delle attività, dei servizi e/o prestazioni previste dal Progetto (es. casa
famiglia, comunità alloggio, servizio assistenza domiciliare, ADI)
Con il progetto si intende attivare un servizio di assistenza domiciliare educativa nei confronti del
minore e della sua famiglia. Si intende dare inoltre un supporto anche all’adulto, soprattutto in
presenza di nuclei familiari con fragilità sociali o sanitarie, nuclei caratterizzati da carenze culturali,
educative di uno o entrambi i genitori definite rispetto al loro ambiente di vita, carenze relazionali
affettive tra genitori e minori.
14
Utilizzare un modulo per ciascun progetto relativo all’utilizzazione del finanziamento di cui al Fondo Regionale
lett.C e al Fondo Nazionale.
153
Le richieste verranno valutate dall’équipe dell’unità valutativa integrata composta dagli operatori dei
servizi che hanno in carico il caso e verrà data precedenza ai minori sottoposti a provvedimenti
dell’autorità giudiziaria.
L’équipe così formata, provvede alla programmazione degli interventi attraverso il Piano
personalizzato, che rappresenta il momento centrale dell’integrazione tra il sociale ed il sanitario.
6. Liveas
ASSISTENZA EDUCATIVA-DOMICILIARE AI MINORI A RISCHIO DI DISAGIO SOCIALE, MINORI
DISABILI E ALLE LORO FAMIGLIE.
7. Macroarea
MINORI – RESPONSABILITA’ FAMILIARI.
8. Costo del progetto
COSTO TOTALE ANNO 2013: € 145.000,00
COSTO TOTALE ANNO 2014: € 145.000,00
8.1 Importo finanziato con risorse assegnate dalla Regione Lazio
ANNO 2013: € 100.000,00
ANNO 2014: € 100.000,00
9. Servizi/prestazioni erogate
• Sostegno alle figure genitoriali nelle difficoltà educativo-relazionali individuate e sostegno al
minore che si trova all’interno del nucleo familiare attraverso momenti individualizzati tra
minore ed educatore.
• Predisposizione con i servizi territoriali e con le agenzie educative, in primo luogo la scuola,di
piani di intervento con l’obiettivo di favorire l’integrazione del minore all’interno di queste
stesse agenzie e , contemporaneamente , offrire appoggio e sostegno al minore, e ai genitori
per la realizzazione degli obiettivi prevosti dal piano di intervento.
• Osservazione delle dinamiche familiari e delle problematiche al fine di contribuire nel lavoro
di equipe ad una maggiore e migliore precisazione degli obiettivi del progetto personalizzato
condiviso dai servizi che hanno in carico il minore.
• Supporto alla famiglia nella cura del minore
• Verifiche periodiche dell’efficacia e dell’efficienza del servizio svolto con gli operatori che
hanno in carico il caso.
154
10. Bacino di utenza
d.
– Distrettuale X
e.
– Sub-distrettuale ( specificare i Comuni )
f.
– Comunale ( specificare il Comune )
11.
Tipologia di utenza
Minori a rischio di devianza sociale, minori disabili e loro famiglie.
12.
Obiettivi del Progetto
•
Sostegno socio-educativo ai minori a rischio di devianza sociale e ai minori disabili.
•
Prevenire le istituzionalizzazioni attraverso interventi di sostegno alle famiglie.
•
Sostegno allo svolgimento della funzione genitoriale e all’assunzione di responsabilità e
compiti verso i minori.
•
13.
Miglioramento della qualità del servizio.
Tempi di attuazione
Il Servizio avrà durata annuale a partire dall’1.01.2013, in continuità per l’anno 2014.
14.
Tipologie di strutture
Numero strutture __________________
Tipologia struttura
o
Gruppo appartamento
o
Casa Famiglia
o
Comunità alloggio
o
Comunità di pronta accoglienza
o
Casa di riposo
o
Casa albergo
o
Strutture semiresidenziali (Specificare_______________________________)
Altro (Assistenza educativa domiciliare)
Capacità di accoglienza della/e struttura/e (n° posti) ___/_____________________
15. Numero Utenti nel 2011 __34___
16. Soggetto che gestisce
o
Comune
Convenzione con cooperative (ATI Cooperativa Cassiavass - Consorzio UNO)
155
o
Convenzione con associazioni di volontariato
o
Altro (_______________________)
17. Utenza Annuale prevista _____37____
18. Personale coinvolto nel progetto
o
Amministrativi ___/_
o
Assistenti sociali__/__
o
Sociologi__/___
o
Psicologi__1 (con funzioni di coordinamento)_
o
Pedagogisti__/__
o
Educatori professionali__4__
o
Operatori socio-sanitari__/__
o
Volontari___/___
o
Mediatori culturali___/__
o
Altre figure (3 Assistenti Domiciliari)
19. Sede della struttura e/o dell’attività
La sede del Servizio è messa a disposizione dal Comune di Segni presso l’Ufficio Servizi Sociali al
Centro Socio-Sanitario.
20. Liste di attesa
o
Si ( specificare i motivi )
No
21.
Esistono strumenti di monitoraggio e verifica dei risultati?
o
Si ( specificare quali ) X
o
No
Contestualmente all’attivazione del servizio e nella prima fase di sperimentazione operativa sono
stati definiti i criteri e le modalità di monitoraggio dello stesso in collaborazione con l’Osservatorio
Distrettuale. Si è definito quindi il Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV) relativo al progetto con
l’individuazione degli indicatori di efficacia e di efficienza, per la rilevazione della qualità del Servizio.
156
Il Piano di MV prevede la redazione di un report semestrale, risultato di un lavoro multidisciplinare
ed integrato che permette di monitorare il servizio di Assistenza educativo-domiciliare per minori
della sua attività e di valutare la qualità dello stesso, migliorando gli standard assistenziali individuati
attraverso indicatori di processo e di risultato.
L’Osservatorio Sociale, nella creazione degli strumenti di monitoraggio e valutazione delle attività
realizzate, segue la metodologia di seguito riportata:
•
Raccolta dati attraverso il "Diario di Bordo" dall'Ente Gestore;
•
Creazione della banca dati con aggiornamento semestrale;
•
Analisi statistica dei dati;
•
Report semestrale.
Il Report relativo alle attività del servizio nel 1° semestre del 2011, periodo gennaio-giugno
2011, è stato pubblicato dall’Osservatorio Sociale e allegato al presente Piano.
22.
Esiste compartecipazione da parte degli utenti?
o Si, totalmente
o Si, parzialmente
o No X
23.
Quali sono le modalità di integrazione con l’ASL?
E’ stato approvato e adottato dal servizio il protocollo operativo per il funzionamento dello stesso. In
esso viene prevista l’attivazione dell’Unità Valutativa Integrata. L’équipe dell’unità valutativa
integrata con gli operatori sanitari delle UU.OO. ASL interessate al caso e la stesura del Piano
Personalizzato d’Intervento rappresentano il momento cruciale dell’integrazione tra il sociale ed il
sanitario.
E’ costituita altresì l’unità operativa distrettuale per il monitoraggio e valutazione del servizio dove
sono presenti anche i referenti ASL.
24. Finanziamenti e Cofinanziamenti previsti: specificare i costi
ANNO 2013
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
€
100.000,00
Cofinanziamento
Comp.
Utenti
Comunale
€
45.000,00
Costo di
funzionamento
157
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 145.000,00
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
€
€
45.000,00
100.000,00
€ 145.000,00
ANNO 2014
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
€
100.000,00
€
100.000,00
Cofinanziamento
Comp.
Utenti
Comunale
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€
45.000,00
€ 145.000,00
€
45.000,00
€ 145.000,00
158
1. Titolo del progetto15
"INSERIMENTI LAVORATIVI QUALE ALTERNATIVA AGLI INTERVENTI DI ASSISTENZA
ECONOMICA”
Nuovo Progetto
o
Si
o
No X
Tale progetto è stato progettato e presentato a finanziamento con il Piano di Zona – Anno 2001 e
riproposto negli anni seguenti. Viene riproposto anche in questo Piano di Zona.
3. Progetto già avviato
o
Si X
o
No
4. Se il Progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia
l’ambito territoriale e/o l’utenza di riferimento.
Il Progetto dell’annualità 2010 è stato potenziato con l’attivazione di n. 25 inserimenti di tirocinio
formativo annuali in più, rispetto alla programmazione delle precedenti annualità del Piano.
Con questo Piano di Zona il Servizio viene ridimensionato, rispetto alle annualità precedenti sia
perché sono terminate le economie, sia per la contrazione dei fondi a disposizione. Secondo le
direttive della D.G.R. n. 155/2012 si possono attivare servizi non rientranti tra i LIVEAS se non
dopo aver assicurato i servizi rientranti tra questi ultimi e i progetti che rientrano nell’area
istituzionale. Visto l’aumento di compartecipazione dei Comuni del Distretto, dopo aver assicurato i
servizi LIVEAS e quelli dell’area istituzionale; il Comitato Istituzionale ha deliberato il
mantenimento del progetto, all’interno del Piano di Zona, anche se con un budget minore.
L’attivazione, dal 1° gennaio 2013, prevede in tutto n. 19 inserimenti di tirocinio formativo l’anno.
5. Descrizione delle attività, dei servizi e/o prestazioni previste dal Progetto (es. casa
famiglia, comunità alloggio, servizio assistenza domiciliare, ADI)
Sono aumentate le famiglie socialmente ed economicamente disagiate e per questo maggiormente
esposte ai rischi di precarietà ed esclusione sociale.
I problemi più rilevanti derivano dalla mancanza di lavoro o perdita dello stesso, (in particolare per
quei soggetti in una età difficilmente ricollocabile o riqualificabile), specie se prolungata nel tempo,
ovvero da una occupazione precaria o mal retribuita.
15
Utilizzare un modulo per ciascun progetto relativo all’utilizzazione del finanziamento di cui al Fondo Regionale
lett.C e al Fondo Nazionale.
159
Infatti l’assistenza economica, anche se facente parte di un progetto globale di Intervento al
nucleo familiare, non sempre si rivela risolutiva con rischio di marginalità e radicalizzazione del
problema.
Di contro l’inserimento lavorativo di un membro appartenente ad un nucleo familiare disagiato,
attiva l’utente, gli restituisce dignità sociale e lo rende direttamente partecipe al progetto di
cambiamento e di autonomia.
L’impegno in una attività lavorativa ed il far parte di un gruppo di lavoro forniscono quegli stimoli
necessari per una rivalutazione delle proprie capacità.
In tal modo l’assistenza economica diviene non “il fine” del rapporto tra l’utente e il Servizio
Sociale, ma il mezzo per raggiungere obiettivi di promozione della persona.
L’intervento richiede un’alta complessità progettuale a fronte di una buona ricaduta in termini di
qualità della vita dei soggetti coinvolti e di costi per il servizio relativamente bassi.
Per ottenere tale risultato è necessario prevedere forme di collaborazione che
coinvolgano l’Ente promotore e i possibili partner Pubblici o privati, disponibili in base
ad un’attenta indagine territoriale, anche con “bandi” per il reperimento di partner
privati, magari con la creazione di un “logo” per l’identificazione dell’impresa come
identificativo di “buona prassi” e “responsabilità sociale”.
Si prevede altresì di coinvolgere le OO.SS. nella ricerca di imprese private disposte ad
ospitare tali inserimenti.
Si potranno utilizzare protocolli quali strumenti per la realizzazione di Corsi di Formazione
professionale/acquisizione di competenze, Tirocini di Lavoro, Inserimenti Lavorativi Protetti, Borse
di Lavoro.
La valutazione delle proposte di attivazione degli inserimenti verrà effettuata, con cadenza
mensile, in sede di Comitato Tecnico in collaborazione con il Centro per l’Impiego.
Inoltre si prevede di coinvolgere centri e servizi di orientamento al lavoro presenti sul territorio al
fine di attivare l’utente nella definizione del proprio progetto professionale.
Modalità di attivazione:
♦
acquisire le domande con annessi progetti individuali sviluppati a priori dai singoli Servizi
Sociali;
♦
quantificare i tempi di realizzazione dell’impegno lavorativo e rimborso spese;
♦
individuare della struttura produttiva accogliente e relativo tutor;
♦
Valutazione in itinere con i referenti interessati;
♦
Orientamento lavorativo del servizio e distacco graduale dell’utenza dal servizio;
♦
Verifica finale e valutazione del progetto.
Gli strumenti utilizzati sono quelli di seguito elencati:
160
-
Corsi di formazione professionale/Acquisizione di competenze:
Considerando che le persone che si sono rivolte al servizio per prestazioni agevolate spesso hanno
chiesto informazioni circa prospettive di lavoro legate principalmente ad attività assistenziali ad
anziani, operatrici domestiche, lavori di manovalanza e così via. Se un’occupazione adeguatamente
remunerata è la via maestra per contrastare la povertà, non sempre in un momento e in un
contesto dato vi è una domanda di lavoro a coprire l’offerta e non sempre chi si trova in povertà è
immediatamente in grado di accettare una eventuale occupazione per formazione inadeguata.
Da qui l’esigenza di organizzare corsi di formazione al fine di valorizzare le potenzialità dei soggetti
fornendo loro qualifiche spendibili sul mercato del lavoro.
6. Liveas
/
7. Macroarea
CONTRASTO ALLA POVERTA’
8. Costo del progetto
COSTO TOTALE ANNO 2013: € 68.400,00
Il rimborso previsto è pari a € 300,00 per ciascun inserimento formativo, così calcolato:
€ 300,00 mensile per ciascun inserimento lavorativo X 19 inserimenti lavorativi = € 5.700,00 X
12 mesi =
€ 68.400,00
COSTO TOTALE ANNO 2014: € 68.400,00
Il rimborso previsto è pari a € 300,00 per ciascun inserimento formativo, così calcolato:
€ 300,00 mensile per ciascun inserimento lavorativo X 19 inserimenti lavorativi = € 5.700,00 X
12 mesi =
€ 68.400,00
8.1 Importo finanziato con risorse assegnate dalla Regione Lazio
ANNO 2013: € 0,00
ANNO 2014: € 0,00
9. Servizi/prestazioni erogati
La
prestazione
erogata
è,
specificatamente,
l'inserimento
lavorativo
quale
strumento
metodologico di attivazione dell'utenza attraverso la socializzazione e l'integrazione in contesti di
vita e ambientali diversi da quelli frequentati abitualmente dagli stessi, al posto del contributo
economico che vede invece l'utente in una posizione passiva che non lo sollecita a migliorare la
sua qualità di vita ed a riacquistare e/o mantenere un livello di autonomia soddisfacente.
161
10. Bacino di utenza
Distrettuale X
11.
12.
o
Sub-distrettuale ( specificare i Comuni )
o
Comunale ( specificare il Comune )
Tipologia di utenza
-
Persone svantaggiate ai sensi dell’art. 4, comma 1, della L. 8 novembre 1991 n. 381;
-
Soggetti a rischio di esclusione sociale:
-
Soggetti con svantaggio socio-economico;
-
Disabili.
Obiettivi del Progetto
• il miglioramento delle possibilità di inserimento lavorativo dei gruppi più vulnerabili sul piano
economico e sociale;
• il coinvolgimento di Enti, Cooperative, Consorzi, Aziende Private, agenti sul Territorio del
Distretto, Centro per l’Impiego;
• L’aumento del numero di soggetti che usufruiscano degli strumenti a disposizione, con
conseguente diminuzione dei nuclei familiari disagiati;
• Messa in rete al fine di incrociare domanda e offerta, con il Centro d’impiego.
13.
Tempi di attuazione
1.01.2013 – 31.12.2013, in continuità per l’anno 2014.
I Tempi di realizzazione del progetto sono previsti in un anno o un semestre di lavoro a decorrere
dalla data di attivazione dell'inserimento formativo. Tale inserimento potrà avere durata
differente a seconda del soggetto fruitore.
14. Tipologie di strutture
Numero strutture ____
Tipologia struttura
o
Gruppo appartamento
o
Casa Famiglia
o
Comunità alloggio
o
Comunità di pronta accoglienza
o
Casa di riposo
o
Casa albergo
o
Strutture semiresidenziali (Specificare__________________________)
162
Altro (Servizi Sociali comunali).
Capacità di accoglienza della/e struttura/e (n° posti): Inserimenti programmati n. 19 annuali
15. Numero Utenti nel 2011 __43_
16. Soggetto che gestisce
o
Comune
o
Convenzione con cooperative
o
Convenzione con associazioni di volontariato
Altro(Comune capofila per conto del Distretto Socio-Sanitario RM G 6)
17. Utenza Annuale prevista: n. 19/38 utenti a seconda della durata dell’inserimento
(semestrale o annuale).
18. Personale coinvolto nel progetto
o
Amministrativi _____________________________________________
o
Assistenti sociali______7_____________________________________
o
Sociologi___________1______________________________________
o
Psicologi__________________________________________________
o
Pedagogisti_______________________________________________
o
Educatori professionali______________________________________
o
Operatori socio-sanitari______________________________________
o
Volontari_________________________________________________
o
Mediatori culturali__________________________________________
o
Altre figure (Operatore del Centro per l’Impiego e di strutture ed enti con finalità
di orientamento e informazione sulle politiche del lavoro).
19. Sede della struttura e/o dell’attività
La sede è individuata nel Comune dove si riunisce il Comitato Tecnico.
163
20. Liste di attesa
o Si ( specificare i motivi )
No
21. Esistono strumenti di monitoraggio e verifica dei risultati?
o
Si ( specificare quali ) X
o
No
Contestualmente all’attivazione del servizio e nella prima fase di sperimentazione operativa sono
stati definiti i criteri e le modalità di monitoraggio dello stesso in collaborazione con
l’Osservatorio Distrettuale. Si è definito quindi il Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV)
relativo al progetto con l’individuazione degli indicatori di efficacia e di efficienza, per la
rilevazione della qualità del Servizio. Il Piano di MV prevede la redazione, da parte
dell’Osservatorio Sociale, di un report semestrale, nella prospettiva di un graduale miglioramento
e potenziamento del servizio, al fine di rispondere in maniera rapida ed efficace ai bisogni dei
cittadini.
22. Esiste compartecipazione da parte degli utenti?
o
Si, totalmente
o
Si, parzialmente
o
No X
23. Quali sono le modalità di integrazione con l’ASL?
Gli inserimenti lavorativi in corso sono realizzati attraverso una stretta collaborazione tra Enti
Locali ed il Centro per L’Impiego.
24.Finanziamenti e Cofinanziamenti previsti: specificare i costi
ANNO 2013
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Cofinanziamento
Comp.
Utenti
Comunale
€
68.400,00*
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 68.400,00*
€
€ 68.400,00
68.400,00
* Si riferiscono al pagamento dei 19 inserimenti lavorativi annuali attivati come da progetto.
164
ANNO 2014
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Cofinanziamento
Comp.
Utenti
Comunale
€
68.400,00*
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 68.400,00*
€
€ 68.400,00
68.400,00
* Si riferiscono al pagamento dei 19 inserimenti lavorativi annuali attivati come da progetto.
165
1. Titolo del progetto16
“ EROGAZIONE PROVVIDENZE ECONOMICHE A FAVORE DI PERSONE CON SOFFERENZA
PSICHICA ASSISTITE DAL CENTRO SALUTE MENTALE ASL RMG, DISTRETTO RMG6 –
COLLEFERRO.
2.
Nuovo progetto
-
Sì
X
-
No
Primo anno di inserimento nel piano di zona ai sensi della Circolare
Regione Lazio,
Dipartimento
Sociale/Politiche Sociali e Famiglia/Area Integrazione Socio-Sanitaria, n. 52697/DB/03/ del 16.03.2012.
3.
Progetto già avviato
-
Sì
X
-
No
Regolamento Regionale 03.02.2000 n.1 per l'erogazione alle persone con sofferenza psichica
delle provvidenze economiche di cui all'articolo 8, primo comma, numero 3), lettera e), della legge
regionale 14 luglio 1983, n. 49” e Regolamento Regionale 09.11.2011 n. 10 approvato con
DGR n. 465/2011 modifiche al regolamento Regionale n. 1 /2000.
4.
Il progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, se ne indica l’ambito territoriale
e/o l’utenza di riferimento
Il progetto è rivolto ai cittadini con disagio psichico dai 18 anni in poi, afferenti al CSM di
Colleferro, referente dei nove Comuni del Distretto Socio-Sanitario RM/G6. In favore di questa
utenza vengono elaborati, dalle équipe, operanti all’interno del CSM, dei progetti
terapeutici
individuali coerentemente alle indicazioni del R.R. n. 1/2000 Art.3 comma 1.
5.
Descrizione delle attività, dei servizi e/o prestazioni previste dal Progetto:
L' erogazione di provvidenze economiche a favore di persone con sofferenza psichica, prese in carico
dal Centro di Salute Mentale è parte integrante del programma terapeutico-riabilitativo finalizzato al
reinserimento sociale del paziente ed è integrato con le attività e gli interventi svolti dai Servizi
Sociali degli Enti Locali e del Terzo Settore.
L’equipe del CSM, che ha in cura il paziente, formula, su domanda del cittadino, la proposta di
concessione della provvidenza economica con motivata relazione socio sanitaria, con omessa
16
Utilizzare un modulo per ciascun progetto relativo all’utilizzazione del finanziamento di cui al
Fondo Regionale lett. C e al Fondo Nazionale
166
diagnosi, al fine di realizzare un erogazione d’intesa con l’ente locale, il progetto è condiviso con il
Servizio Sociale del Comune di Residenza dell’assistito.
-assegno straordinario e assegno di emergenza temporanea / straordinaria (le
provvidenze di
emergenza
sono
concesse
indipendentemente dalla valutazione della
situazione economica dell’assistito e del suo nucleo familiare ( art. 5 comma 1 – R.R. n.1/2000
))– hanno carattere di urgenza e sono finalizzati a fronteggiare situazioni eccezionali in particolare
per agevolare l’avvio del processo terapeutico /sociale.
-assegno di reinserimento Sociale: (le provvidenze di resinserimento sociale e ordinarie sono
concesse in relazione alla valutazione della situazione economica dell’assistito e del suo
nucleo
familiare (art. 5 comma 2 – R.R. n. 1/2000), attraverso acquisizione dell’attestazione ISEE).
–è finalizzato al reinserimento sociale o alla deistituzionalizzazione dell’assisitito ed è proposto
nei
casi il cui l’utente non disponga di mezzi economici e di un valido supporto familiare. Questo tipo di
provvidenza, è finalizzata soprattutto a sostenere la partecipazione dei pazienti alle seguenti attività:
-inserimenti formativi / risocializzanti presso vari centri di aggregazione sociale e culturale esistenti
nel territorio;
-tirocini formativi e di orientamento ai sensi delle LL. 142/98 e 68/99.
- assegno ordinario:
viene concesso per operare un sostegno economico con finalità terapeutica.
Esempio:
coinvolgimento del paziente non collaborativo al progetto clinico/terapeutico
sostegno
economico
ai
pazienti
con
gravi
patologie
in
situazioni
di
estremo
disagio
economico/sociale che rischia di compromettere la partecipazione dei medesimi ai progetti
terapeutici con attenzione particolare all’assunzione regolare della terapia farmacologica e alla
partecipazione delle attività riabilitative e terapeutiche.
6. Liveas
Si
7.
Macroarea
CONTRASTO ALLA POVERTA’ – DISAGIO PSICHICO
8.
Costo del progetto (totale)
ANNO 2013: € 88.890,96
La gestione e l’assegnazione delle provvidenze economiche è in carico alla Commissione di cui al
punto 22.
ANNO 2014: € 88.890,96
La gestione e l’assegnazione delle provvidenze economiche è in carico alla Commissione di cui al
punto 22.
167
8.1.
Importo finanziato con risorse assegnate dalla Regione Lazio:
ANNO 2013: € 88.890,96
ANNO 2014: € 88.890,96
9.
Servizi /prestazioni erogati
Intervento
di sostegno economico ai pazienti coinvolti
nei progetti terapeutici individuali che
comprendono inserimenti risocializzanti/formativi/lavorativi. Sostegno economico
agli utenti, con
gravi patologie in condizioni di difficoltà e di disagio economico al fine di favorirne la partecipazione
al progetto terapeutico, contatti regolari con le equipe curanti e assunzione costante della terapia
farmacologica.
Prestazione erogate con la concessione di:
- assegni straordinari e di emergenza temporanea;
- assegni di reinserimento sociale;
- assegni ordinari.
10. Bacino di utenza
Distrettuale X
a. Sub-distrettuale ( specificare i Comuni )
b. Comunale ( specificare il Comune )
11.
Tipologia di utenza
Cittadini dai 18 anni in poi, con Disagio Psichico, residenti nei Comuni del Distretto Socio-Sanitario
RMG6 o domiciliati per cura nel Distretto RMG6 ma residenti nei Comuni afferenti all’ambito
territoriale ASL RM G (in questo caso la concessione viene proposta in accordo con i Servizi Sociali
dei Comuni e CCSSMM dei Distretti di Residenza RM G).
12.
Obiettivi del progetto:
Questi interventi sono fondamentali per accrescere l’efficacia degli interventi terapeutici
ambulatoriali,
limitare lo stigma nei confronti degli utenti e fronteggiare le gravi situazioni di
isolamento sociale. Gli obiettivi primari sono quelli di favorire l’integrazione sociale nel
territorio e per quanto possibile l’esigibilità di un “diritto di cittadinanza” per troppo
tempo negato ai pazienti portatori di disagio psichico, disincentivando al contempo il ricorso
a ricoveri sanitari impropri a cui il paziente e’ spesso tentato di ricorrere in caso di temporaneo
disagio economico (es. in caso di sospensione dell’accompagno quando si e’ sottoposti a rivedibilità,
per licenziamento ecc. ); tale procedura risulta essere sensibilmente vantaggiosa da un punto di
168
vista della gestione delle risorse economiche, rappresentando un risparmio per la riduzione dei costi.
(degenza giornaliera media in strutture riabilitative euro 125,00).
13.
Tempi di attuazione (data inizio – data fine)
Annuale 01.01.2013 - 31.12. 2013 con rinnovo per l’anno successivo
14.
Tipologia di strutture
Numero strutture
|_|_|_|
Tipologia struttura
-
Gruppo appartamento
-
Casa famiglia
-
Comunità alloggio
-
Comunità di pronta accoglienza
-
Casa di riposo
-
Casa albergo
-
Strutture semiresidenziali (specificare __________________________)
- Altro:
progetto ad uso dell’attività ambulatoriale istituzionale
per rafforzamento degli interventi terapeutico/sociali
Capacità di accoglienza della/e struttura/e (n° posti)
|_|_|_|_|
_____________________----------___________________________________________
15.
Numero utenti nel 2011: __n. 51___
Assegni
Assegno
Straordinario
Assegno
Risocializzante
Assegno
Ordinario
Assegno di
emergenza
temp.
TOTALE
51
€ 3.300,00
€ 50.720,00
€ 77.950,00
€ 0,00
€ 131.970,00
La differenza tra numero utenti e numeri assegni e’ dovuta al fatto che uno stesso utente può
ricevere nel corso dell’anno assegni diversi, ovviamente non sovrapposti nei periodi di erogazione. La
variazione della concessione degli assegni segue ed accompagna il percorso e l’evoluzione del
processo terapeutico riabilitativo: es. nel corso dell’anno il progetto in favore di un utente può
essere avviato con assegno di emergenza e poi variato in assegno ordinario. Successivamente sulla
base dell’evoluzione del progetto terapeutico, nei casi di miglioramento della sintomatologia, si può
169
continuare nel corso dello stesso anno con la concessione di un assegno di reinserimento sociale nei
casi di inserimento socio formativo lavorativo.
16. Soggetto che gestisce
-
Comune
-
Convenzione con cooperative
-
Convenzione con Associazioni di volontariato
- ASL RMG Dipartimento Di Salute Mentale -Centro di Salute Mentale di
Colleferro- Via Degli Esplosivi n.9 00034 Colleferro tel. 06 97097705 fax 0697097707
17. Utenza annuale prevista per il 2012: ___n. 39___
Si fa presente che per l'anno 2012, il CSM di Colleferro sta erogando n.39 assegni di cui:
1. Assegno ordinario.......... ..............n. 21 (di cui n.3 scadenza gennaio 2013)
2. Assegno reinserimento sociale........n. 14 (di cui n.1 scadenza gennaio; n.1 febbraio)
3. Assegno emergenza temporanea...n.
4
Tipologia assegno
n.
scadenza
importo
ORDINARIO
1
aprile
300
ORDINARIO
2
giugno
600
ORDINARIO
5
settembre
1250
ORDINARIO
1
ottobre
150
ORDINARIO
4
novembre
900
ORDINARIO
5
dicembre
1250
totale
18
4450
Tipologia assegno
n.
scadenza
importo
REINSERIMENTO sociale
2
aprile
560
REINSERIMENTO sociale
1
giugno
300
REINSERIMENTO sociale
5
settembre
1250
REINSERIMENTO sociale
1
ottobre
300
REINSERIMENTO sociale
3
novembre
700
REINSERIMENTO sociale
0
dicembre
0
totale
12
Tipologia assegno
n.
scadenza
importo
EMERGENZA
4
giugno
900
Totale
4
3110
900
Tipologia assegno
n.
Importo ANNO 2012
ORDINARIO
21
5100
REINSERIMENTO sociale
14
3710
EMERGENZA
4
900
170
totale
39
Totale
18.
9710
Personale coinvolto nel progetto
-
Amministrativi
|_|_|_|
-
Assistente sociale ( Referente dell’équipe)
||_|1_|
-
Sociologi
|_|_|_|
-
Psicologi
|_|_|_|
-
Pedagogisti
|_|_|_|
-
Educatori professionali
|_|_|_|
-
Operatori socio-sanitari
|_|_|_|
-
Volontari
|_|_|_|
-
Mediatori culturali
|_|_|_|
- Altre figure: Referenti Clinici Medici/ Psicologi dei singoli pazienti per la stesura congiunta
Referente Clinico /Referente Sociale della relazione socio sanitaria di proposta di Concessione
dell’assegno terapeutico da inoltrare in seguito alla Commissione Sussidi Dipartimentale.
|_|_|_|
19.
Sede della struttura e/o dell’attività
Centro di Salute Mentale di Colleferro - Via Degli Esplosivi n.9 00034 Colleferro
tel . 06 97097705
20.
fax 06 97097707
Liste di attesa
-
Sì (specificare i motivi)
-
No
21.
-
Esistono strumenti di monitoraggio e verifica dei risultati?
Sì (specificare quali)
- No
A cadenza mensile, l’equipe curante (referente clinico/referente sociale e referente infermieristico)
valuta la rispondenza della provvidenza erogata rispetto all‘andamento del progetto terapeutico
anche con strumenti standardizzati di valutazione clinico e sociale. Nel caso di assegno di
reinserimento sociale, a fronte di progetto socio formativo lavorativo realizzato con il concorso di
altre strutture, agenzie si procede ad una verifica congiunta, con gli operatori di tali enti. La verifica
viene effettuata a cadenza variabile a seconda delle problematiche emergenti.
L’Osservatorio Sociale provvederà a redigere un Piano di Monitoraggio e Valutazione per la redazione
del Report delle attività progettuali secondo la sua funzione di controllo prevista dal relativo
progetto.
171
22.
Esiste compartecipazione da parte degli utenti?
-
Sì, totalmente
-
Sì, parzialmente nella seguente modalità:
No
In caso di concessione di assegni di reinserimento sociale finalizzati alla partecipazione di utenti CSM
ad attività formative/ricreative/sportive a pagamento, esempio: corso per la patente europea del
Computer, corso di nuoto ecc…il contributo, in accordo con il paziente, viene corrisposto per un
importo che copre solo i due terzi del costo dell’attività che l’interessato andrà a svolgere e a pagare
direttamente una volta ricevuto il sussidio – e’ prevista comunque, da parte del Servizio Sociale CSM
una procedura di verifica che salvaguarda il diritto alla privacy del paziente, il diritto di cittadinanza
e il diritto a partecipare autonomamente alle attività più appropriate e rispondenti alle attitudini
personali. E’ prevista insieme agli utenti la formulazione di accordi e impegni alla partecipazione, la
visione delle ricevute di iscrizione o delle attestazioni di frequenza a corsi di formazione ecc.. In
sintesi le attività a cui partecipano i pazienti non sono ne pagate e ne gestite direttamente dal CSM.
Il paziente vi partecipa con le modalità con cui qualsiasi cittadino accede all’offerta formativa,
sportiva, culturale e risocializzante del territorio. Ovviamente il servizio Sociale CSM effettua una
verifica preventiva in merito all’affidabilità e alla rispondenza di tale offerta alle caratteristiche
dell’utenza che vi accede.
23. Quali sono le modalità di integrazione con la Asl?
L’ integrazione avviene attraverso le seguenti modalità:
1) in ottemperanza al R.R. n. 1 /2000, la proposta di concessione degli assegni ordinari e di
reinserimento sociale, da parte delle equipe referenti del CSM, è concertata con i Servizi
Sociali dei Comuni di residenza dei pazienti attraverso l’invio, per conoscenza, della
relazione socio-sanitaria di proposta della provvidenza, con omessa diagnosi dell’utente.
Tali Comuni fanno riferimento al Distretto Socio Sanitario RMG6;
2) partecipazione dell’Assistente Sociale del Centro di Salute Mentale ASL RMG e
dell’Assistente Sociale del Comune di Colleferro (verrà sostituito dall'Assistente Sociale
del Comune di Carpineto Romano)-Capofila Distretto RMG6 alle riunioni della
Commissione per le provvidenze economiche istituita, ai sensi del R.R. n. 1/ 2000 presso la
Direzione del Dipartimento di Salute Mentale ASLRMG
con Deliberazione ASL RMG n. 724 del
06.09.2002 - istituzione della Commissione per gli interventi economici e di risocializzazione a favore
degli assistiti del Dipartimento di Salute Mentale, pubblicata in data 10.09.2002.
La Commissione e’ convocata non meno di tre volte l’anno presso la Direzione del DSM ASL RMG
ed è presieduta dal Direttore DSM o suo delegato.
172
24.
Finanziamenti e Cofinanziamenti previsti: specificare i costi
ANNO 2013
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento e
gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Cofinanziamento
Comp.
Utenti
Comunale
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 88.889,96
€ 88.889,96
€ 88.889,96
€ 88.889,96
ANNO 2014
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento e
gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Cofinanziamento
Comp.
Utenti
Comunale
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 88.889,96
€ 88.889,96
€ 88.889,96
€ 88.889,96
173
1. Titolo del progetto
“SERVIZIO INTEGRATO DISABILI GRAVI - L. n. 162/98”
Nuovo Progetto
o Si
o No X
Tale progetto è stato presentato e finanziato con il Piano di Zona – Anno 2003 e riproposto negli anni
seguenti.
Viene presentato anche in questo Piano di Zona.
Si allega il progetto così come inserito nel Piano Distrettuale per la NON AUTOSUFFICIENZA
presentato in Regione con questo Piano di Zona sensi della DGR n. 601/2007 e della
determinazione n. D2280 del 3.07.2008 con la quale sono stati ripartiti i fondi.
23.
Progetto già avviato
24. Si X
25. No
Il progetto è attivo dal mese di agosto 2004.
4. Se il Progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia l’ambito
territoriale e/o l’utenza di riferimento.
In questi ultimi anni è apparso sempre più chiaro che l’handicap non può essere considerato un
fenomeno settoriale o istituzionale fuori da ogni connessione con fattori di ordine sociale, economico,
strutturale.
Mentre nel passato ai bisogni dei disabili si è data una risposta che non è andata alla radice dei bisogni
stessi, ma li ha coperti e racchiusi all’interno di interventi esclusivamente sanitari, mettendo in evidenza
solo gli aspetti patologici della persona e consentendo, di conseguenza, la sua esclusione, oggi si pone
l’attenzione allo sviluppo ed al conseguente affinamento delle capacità residue della persona disabile
affinché possa sviluppare tutte le potenzialità che possiede considerando ostacolo alla riabilitazione ed
all’integrazione non solo e non tanto l’handicap in sé, quanto piuttosto l’insieme di fattori sociali che
rendono difficile o impossibile l’approccio della persona disabile con il mondo che lo circonda. Appare
chiaro che questa concezione attivi la promozione sul piano sociale della persona disabile.
Come specificato nel punto 3. il progetto dà continuità agli interventi già attivati negli anni precedenti.
Con il piano distrettuale per la non autosufficienza si intende intervenire potenziando il “servizio integrato
disabili gravi” di cui alla L.162/98 in base alla nuova graduatoria distrettuale degli utenti che hanno fatto
domanda.
La tipologia degli interventi progettati deriva dalle scelte delle persone disabili o dei loro familiari in merito
alle iniziative previste dalla L.162/98, integrative degli interventi già realizzati dagli Enti Locali:
174
la programmazione e l’attuazione degli intervento di sostegno alla persona e alla famiglia attraverso
forme di assistenza domiciliare e di aiuto personale, anche della durata di 24 ore nelle giornate festive e
prefestive;
l’avvio di programmi di aiuto alla persona gestiti in forma indiretta, mediante piani personalizzati per i
soggetti in situazioni di gravità che ne facciano richiesta con verifica delle prestazioni erogate e della loro
efficacia.
5. Descrizione delle attività, dei servizi e/o prestazioni previste dal Progetto (es. casa famiglia,
comunità alloggio, servizio assistenza domiciliare, ADI)
La tipologia degli interventi progettati deriva dalle scelte delle persone disabili o dei loro familiari in
merito alle iniziative previste dalla 162/98, integrative degli interventi già realizzati dagli Enti Locali:
1) la programmazione e l’attuazione degli interventi di sostegno alla persona e alla famiglia
attraverso forme di assistenza domiciliare e di aiuto personale, anche della durata di 24 ore e
anche nelle giornate festive e prefestive;
2) l’avvio di programmi di aiuto alla persona gestiti in forma indiretta, mediante piani
personalizzati per i soggetti in situazioni di gravità che ne facciano richiesta con verifica delle
prestazioni erogate e della loro efficacia.
6. Liveas
Assistenza Domiciliare.
7. Macroarea
AREA DISABILI.
8. Costo del progetto
ANNO 2013: € 296.000,00
ANNO 2014: € 296.000,00
8.1 Importo finanziato con risorse assegnate dalla Regione Lazio
ANNO 2013: € 220.940,41 (Fondo per la non autosufficienza)
ANNO 2014: € 220.940,41 (Fondo per la non autosufficienza)
9. Servizi/prestazioni erogati
a. ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE DIRETTA
L’assistenza domiciliare a persone disabili mira a realizzare una serie di attività volte al conseguimento o
al consolidamento di abilità sociali perdute o mai possedute dai fruitori del servizio.
Il metodo di lavoro su cui si fonda il servizio parte dalla constatazione dei bisogni primari dell’utente, valutati
nella loro globalità, ciò permette in seguito, utente per utente di stabilire un programma di lavoro che tenga
175
conto dello stato di autosufficienza o non autosufficienza, dello stato psico-fisico, dello stato igienicosanitario dell’abitazione, dell’eventuale reti di relazione e non ultimi dei bisogni della loro famiglia.
L’aiuto alla persona rivolto a persone in grave situazione di handicap fisico, psichico e/o sensoriale, è un
servizio attraverso il quale si danno prestazioni volte a far superare le difficoltà connesse allo svolgimento dei
fondamentale atti della vita quotidiana e, in particolare, a favorire processi di integrazione nell’ambiente
sociale.
In un territorio dalle risorse svariate e complesse, risulta fondamentale riuscire a mettere in rete i diversi
servizi specifici per l’handicap al fine di poter elaborare una risposta unitaria e globale ai bisogni degli utenti.
In questo contesto il lavoro d’équipe si configura sempre più come lo strumento operativo ottimale per
erogare servizi di qualità.
A livello operativo il servizio viene erogato attraverso la figura dell’Operatore Socio-Sanitario e/o
dell’Educatore Professionale.
Il Servizio sarà gestito a livello distrettuale con relativa graduatoria che rimane aperta nel corso dell’anno e
scorre all’occorrenza quando sono disponibili ore di servizio.
b. ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI AIUTO PERSONALE SOTTO FORMA DI ASSISTENZA
INDIRETTA
Il servizio di assistenza domiciliare indiretta viene realizzato mediante piani personalizzati previamente
concordati dagli Enti Locali con gli utenti.
Questi ultimi sono quindi liberi di scegliere i propri assistenti personali direttamente e/o indirettamente, per
mezzo di organizzazioni di sua fiducia; in ogni caso è tenuto a regolarizzare il rapporto con i propri assistenti
personali mediante un contratto di lavoro nel rispetto della normativa vigente. Questi ultimi dovranno essere
in possesso di specifica abilitazione in relazione alle prestazioni da effettuare.
Rimane a carico dell’utente la stipula di idonea polizza assicurativa R.C.T. a favore degli operatori impiegati
nel servizio, sollevando i Comuni interessati da ogni onere e responsabilità relativamente all’osservanza di
disposizioni di legge e regolamenti per qualsiasi azione e omissione. Il Comune competente corrisponde
all’utente un contributo periodico nel corso dell’anno di svolgimento, previamente concordato sulla base di
piano personalizzato, comprensivo di ogni onere correlato al servizio.
L’utente è tenuto a presentare all’Ente Locale competente con scadenza quadrimestrale, una rendicontazione
delle spese sostenute. Tale Comune esercita la vigilanza ed il controllo sull’attività svolta dall’operatore nei
confronti dell’utente e verifica, anche sulla base del gradimento dichiarato dall’utente stesso, l’efficacia
dell’intervento rispetto alle finalità auspicate.
10. Bacino di utenza
Distrettuale X
•
Sub-distrettuale ( specificare i Comuni )
•
Comunale ( specificare il Comune )
176
11. Tipologia di utenza
I destinatari del Servizio sono "esclusivamente" persone con handicap grave, ai sensi dell'art. 3,
comma 3 della L. n. 104/92.
Tale condizione deve essere accertata e certificata dalle Commissioni mediche integrate individuate
dall'art. 4 della suddetta Legge.
- Numero ed individuazione degli utenti destinatari degli interventi progettati.
Per l'individuazione del numero e degli utenti destinatari degli interventi progettati si procederà con la
redazione dei Piano Personalizzati di intervento per ogni singolo utente da parte dei Servizi Sociali
Comunali dei Comuni del Distretto.
La graduatoria verrà redatta secondo le direttive della Regione Lazio, contenute nell'allegato 1 della
D.G.R. n. 977 del 10.10.2003, che indicano di tenere presente:
la situazione di gravità ed il conseguente bisogno degli utenti richiedenti sulla base del tipo di
-
disabilità e del conseguente bisogno correlato alla situazione di gravità (Il bisogno derivante dalla
situazione di gravità costituisce priorità assoluta);
la situazione socio-economico familiare degli stessi considerando l'eventuale assenza di
-
conviventi/presenza di conviventi anziani o malati e la contemporanea esistenza o meno di altri
conviventi a carico; la distanza chilometrica della residenza dell'utente dal Centro di Accoglienza o
dai servizi più vicini;
la situazione economica valutata con riferimento alle disposizioni delle normative vigenti (D:L: n.
-
109 del 31 marzo 1998 e successive modifiche ed integrazioni), la dichiarazione ISEE;
in caso di parità, ha priorità il progetto di aiuto personale riguardante l'utente con la dichiarazione
-
ISEE più bassa;
in caso di parità, hanno priorità i progetti di aiuto personale riguardanti utenti già ammessi al
-
finanziamento negli anni precedenti e regolarmente avviati, al fine di assicurarne la continuità.
La tipologia degli interventi progettati deriva dalle scelte delle persone disabili o dei loro familiari in
merito alle iniziative previste dalla L.162/98, integrative degli interventi già realizzati dagli Enti
Locali e sono le seguenti:
•
ASSISTENZA DIRETTA N. 37 UTENTI
•
ASSISTENZA INDIRETTA N. 19 UTENTI
177
12. Obiettivi del Progetto
L’obiettivo principale del progetto è quello di riuscire ad assicurare alle persone disabili il diritto ad una
vita indipendente e il mantenimento nel proprio ambiente sociale e familiare per superare ogni forma
di emarginazione ed esclusione sociale.
Gli altri obiettivi sono i seguenti:
•
promuovere la programmazione e l’attuazione di iniziative che si andranno ad integrare con gli
interventi già realizzati dagli Enti Locali, mediante azioni coordinate tra ASL ed Enti Locali stessi.
•
Amplificare il principio della solidarietà nei confronti dei soggetti più deboli e vulnerabili allocando le
risorse a vantaggio di gruppi di popolazione e di gruppi di individui che presentino bisogni rilevanti
in termini sociali e sanitari.
13. Tempi di attuazione
Il servizio avrà durata annuale a partire dall’1.01.2013, in continuità nell’anno 2014.
14. Tipologie di strutture
Numero strutture _1__
Tipologia struttura
o
Gruppo appartamento
o
Casa Famiglia
o
Comunità alloggio
o
Comunità di pronta accoglienza
o
Casa di riposo
o
Casa albergo
o
Strutture semiresidenziali (Specificare__________________________)
Altro (La sede del coordinamento è situata a Colleferro la sede della cooperativa Sociale Sanitaria
“Arcobaleno”).
Capacità di accoglienza della/e struttura/e (n° posti): Si prevede l’inserimento nel Servizio di 56 utenti
15.Numero Utenti nel 2011 ____56__
16. Soggetto che gestisce
o
Comune
o
Convenzione con cooperative (ATI Cooperativa Omnia-nuova Sair)
o
Convenzione con associazioni di volontariato
o
Altro (__________________)
178
17. Utenza Annuale prevista: 56
18. Personale coinvolto nel progetto
o
Amministrativi ____________________________________________
o
Assistenti sociali___________________________________________
o
Sociologi_________________________________________________
o
Psicologi____1______________________________________________
o
Pedagogisti_______________________________________________
o
Educatori professionali______2_______________________________
o
Operatori socio-sanitari______________________________________
o
Volontari_________________________________________________
o
Mediatori culturali__________________________________________
o
Altre figure (14 Operatori Socio-Sanitari).
19. Sede della struttura e/o dell’attività
La sede del coordinamento è situata a Colleferro la sede della cooperativa Sociale Sanitaria “Arcobaleno”.
20. Liste di attesa
26. Si X (specificare i motivi)
27. No
Le ore a disposizione sono state tutte assegnate. La graduatoria è aperta e viene aggiornata periodicamente.
21. Esistono strumenti di monitoraggio e verifica dei risultati?
o
Si ( specificare quali ) X
o
No
Contestualmente all'attivazione del servizio e nella prima fase, di sperimentazione operativa, verranno
definiti i criteri e le modalità di monitoraggio dello stesso, in collaborazione con l'Osservatorio Sociale
Distrettuale.
Si definirà un sistema di valutazione attraverso indicatori di efficacia e di efficienza nella prospettiva di
un graduale miglioramento e potenziamento del servizio, al fine di rispondere in maniera rapida ed
efficace ai bisogni dei cittadini.
Il Report semestrale è il risultato di un lavoro multidisciplinare ed integrato che permette all'Osservatorio
Sociale di monitorare il Servizio Integrato L. 162/98 nell’ambito della sua attività, con cadenza
179
semestrale, e di valutare la qualità dello stesso, migliorando gli standard assistenziali individuati
attraverso indicatori di processo e di risultato.
L’Osservatorio Sociale, nella creazione degli strumenti di monitoraggio e valutazione delle attività
realizzate, segue la metodologia di seguito riportata:
•
Raccolta dati attraverso il "Diario di Bordo" dall'Ente Gestore;
•
Creazione della banca dati con aggiornamento trimestrale;
•
Analisi statistica dei dati;
•
Report semestrale.
Si allega al presente Piano il Report sulle attività del Servizio Integrato Disabili Gravi-L. n. 162/98 relativo
al periodo dicembre 2009-maggio 2010.
22. Esiste compartecipazione da parte degli utenti?
o Si, totalmente
Si, parzialmente;
L’Assemblea, ad ottobre del 2011 decide di estendere il servizio anche agli utenti con reddito ISEE superiore
ad Euro 14.000,00, facoltà prevista dalla DGR N. 501/2007 (Piano della Non Autosufficienza). Da questa
annualità, per detti utenti, è prevista una compartecipazione così commisurata:
FASCIA
A
B
C
D
REDDITO (I.S.E.E.)
Fino a € 14.000,00
Da € 14000,01 a €
20.000,00
Da € 20.000,01 a €
30.000,00
Da € 30.000,01 in poi
%
COMPARTECIPAZIONE
Esente
COSTO
ORARIO
€ 0,00
40%
€ 8,00
70%
100%
€ 14,00
€ 20,00
23. Quali sono le modalità di integrazione con l’ASL?
Verranno definite modalità operative per la redazione del Piano Personalizzato d’Intervento tra i Servizi
Sociali dei Comuni del Distretto ed i servizi specialistici della ASL, per una effettiva integrazione sociosanitaria.
La collaborazione e l’utilizzo delle risorse offerte dal Volontariato è di fondamentale importanza per
l’attuazione di un programma di lavoro completo e ottimale che copre diversi ambiti di intervento e che
favorisce lo sviluppo e la formazione di nuove reti socio-relazionali.
I Comuni del Distretto si avvarranno, per attuare forme di collaborazione e coordinamento come sopra
specificato, delle seguenti strutture:
Distretto Sanitario;
Servizio Sociale Professionale Distrettuale;
180
Servizi Sociali Comunali;
Soggetti del terzo settore, in particolare Organizzazioni di Volontariato;
Servizio Civile;
Centri Sportivi;
Centri Ludico ricreativi;
Centri riabilitativi;
Centri diurni.
24. Finanziamenti e Cofinanziamenti previsti: specificare i costi
ANNO 2013
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
€ 220.940,41*
Comp. Utenti
€ 39.590,82
Cofinanziamento
Comunale
ASL
€ 35.468,77
€ 220.940,41*
€ 39.590,82
€ 35.468,77
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 296.000,00
€ 296.000,00
* Fondo per le non autosufficienze.
ANNO 2014
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
€ 220.940,41*
Comp. Utenti
€ 39.590,82
Cofinanziamento
Comunale
ASL
€ 35.468,77
€ 220.940,41*
€ 39.590,82
€ 35.468,77
* Fondo per le non autosufficienze.
181
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 296.000,00
€ 296.000,00
1. Titolo del progetto
"UFFICIO DI PIANO"
2.
Nuovo Progetto
o Si
No
3.
Progetto già avviato
Si
o No
Questo progetto si definisce di “Amministrazione e controllo”:
L'Ufficio di Piano, (Amministrazione) si pone quale strumento di coordinamento e di gestione a livello
distrettuale, di cui, secondo la D.G.R. n. 704 del 25.07.2003, ogni Distretto deve dotarsi.
La nuova struttura di piano è stata definita nel nuovo accordo di programma sottoscritto dai Comuni.
Nell'ambito dello stesso accordo sono stati definiti le competenze della stessa.
L'Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS (Controllo), da questa annualità, incluso nel presente progetto,
è
attivo
dal
15/07/2004 ed
è
la
struttura
tecnica
strumento
di
controllo, progettazione,
monitoraggio/valutazione e comunicazione sociale.
4. Se il progetto da continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia l’ambito
territoriale e/o l’utenza di riferimento
L’Ufficio di Piano costituisce la struttura tecnico/amministrativa dove, attraverso opportune forme di
coordinamento, si realizza l’integrazione tra i Comuni, tra i Comuni e la ASL, tra pubblico e privato
sociale.
L’azione strategica dell’Ufficio di Piano si attua essenzialmente attraverso la circolazione delle
informazioni, l’attivazione di tavoli di lavoro tematici e di ordine generale, momenti di verifica e
valutazione dei risultati raggiunti, anche attraverso i lavori dell'Osservatorio; le attività coinvolgono i
Comuni, il distretto, i cittadini singoli o associati ed il Terzo Settore in un’ottica che considera i vari
soggetti protagonisti dell’intero processo programmatorio.
L'Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, previsto dall’art. 8 dell’accordo di programma triennale del
Distretto, risponde all’esigenza di contribuire, a livello distrettuale, all’istituzione del sistema informativo
dei servizi sociali, finalizzato a garantire la conoscenza dei bisogni sociali e del sistema degli interventi e
dei servizi per la predisposizione delle linee di programmazione, per la valutazione delle politiche sociali
e per lo sviluppo di appropriate azioni di coordinamento e di sostegno del sistema locale dei servizi (art.
21, L. n. 328/2000).
182
5. Descrizione delle attività, dei servizi e/o prestazioni previste dal Progetto (es. casa di
accoglienza, comunità alloggio, servizio di assistenza domiciliare, ADI)
COMPETENZE
L’Ufficio di piano ha le competenze previste dall’accordo di programma sottoscritto dai Comuni del distretto,
dalla ASL, dalla Comunità Montana e dalla Provincia di Roma e riportato nelle premesse del presente Piano di
Zona.
Compito prioritario dell’Ufficio è la definizione della pianificazione dei servizi e degli interventi da attivare a
livello locale; a tal fine cura la redazione del Piano di zona attraverso il lavoro dell’Osservatorio Sociale e
individua il budget di distretto.
Compete inoltre al predetto l’attuazione del Piano di zona, con particolare riferimento ai progetti operativi
inseriti nel Piano stesso.
Spettano alla struttura anche le seguenti funzioni specifiche:
a) curare i rapporti con gli uffici dell’Assessorato regionale competente in materia di politiche sociali e
provvede alla trasmissione degli atti fondamentali per l’operatività del distretto, secondo le direttive
ricevute dalla Regione;
b) curare i rapporti con i soggetti, pubblici e privati, interessati all’attività di pianificazione sul tema dei
servizi sociali, attraverso lo sviluppo di “una cultura sociale” che integri e valorizzi i modelli di
intervento;
c) gestire il budget di distretto, effettuare la rendicontazione e inviarla alla Regione;
d) coordinare la predisposizione dei principali atti destinati alla concreta attuazione del Piano di zona e
dei progetti operativi;
e) registrare ed aggiornare tutti i dati indispensabili alla pianificazione distrettuale e, a tal fine,
organizzare la sistematica raccolta e l’analisi dei dati ed informazioni relativi al distretto; in
particolare l’Ufficio individua i servizi e le risorse presenti sul territorio ed i bisogni sociali emergenti;
f)
monitorare l’attuazione del Piano di zona e dei progetti operativi, attuare il sistema dei controlli.
Le funzioni e) ed f) vengono svolte attraverso il lavoro dell’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS.
Quest'ultimo è lo strumento per la conoscenza dei bisogni sociali del territorio, essenziale per la
programmazione dei servizi e per l’elaborazione di elementi di valutazione dello stato di bisogno.
Raccoglie i dati e gestisce la banca dati del Distretto, elaborando gli stessi a fini programmatori;
elabora altresì indicatori, fornendo report semestrali sullo stato di attuazione dei servizi progettati nel
Piano di Zona; gestisce il sito web del Distretto.
L’Osservatorio Sociale, nell'ambito dell'Ufficio di Piano, ha il compito di:
I.
II.
monitorare e valutare i risultati raggiunti con le attività progettuali attivate con il Piano di Zona;
registrare ed aggiornare tutti i dati indispensabili alla pianificazione distrettuale e, a tal fine, organizzare
la sistematica raccolta e l’analisi dei dati ed informazioni relativi ad esso; in particolare individuare i
servizi erogati ed i bisogni sociali (domanda ed offerta sociale) emergenti;
III.
redigere il Piano di Zona;
IV.
monitorare l’attuazione del Piano di Zona e dei relativi progetti operativi, attuare il sistema dei controlli.
183
L’Osservatorio partecipa anche alle riunioni del Comitato Tecnico, come supporto tecnico-organizzativo.
Inoltre, secondo la rimodulazione del progetto “Segretariato Sociale-Punto Unico di Accesso”, l’Osservatorio
svolge anche le Funzioni di Back Office del Servizio riguardo alle attività di monitoraggio e valutazione, in
particolare:
1.monitoraggio e valutazione dei percorsi attivati e delle procedure operative per l’accesso alle prestazioni e
ai
percorsi assistenziali;
2. aggiornamento della mappa dei servizi e delle risorse del territorio.
6. Liveas
//////////////////////////////////////
7. Macroarea
AREA ISTITUZIONALE - AZIONE DI SISTEMA
8. Costo del progetto
COSTO TOTALE ANNO 2013: € 148.200.00
- UFFICIO DI PIANO: € 65.000,00
Costo del personale: € 55.000
Costi di gestione e funzionamento: € 10.000,00
- OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS: € 82.200,00
1 Sociologo Coordinatore – 30 ore sett. (D3 - CCNL)
1 Sociologo – 30 ore sett. (D1 - CCNL)
1 Statistico – 30 ore sett. (D1 - CCNL)
COSTO TOTALE ANNO 2014: € 148.200.00
- UFFICIO DI PIANO: € 65.000,00
Costo del personale: € 55.000
Costi di gestione e funzionamento: € 10.000,00
- OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS: € 82.200,00
1 Sociologo Coordinatore – 30 ore sett. (D3 - CCNL)
1 Sociologo – 30 ore sett. (D1 - CCNL)
1 Statistico – 30 ore sett. (D1 - CCNL)
8.1 Importo finanziato con risorse assegnate dalla Regione Lazio
ANNO 2013: € 78.687,02
ANNO 2014: € 78.687,02
184
9. Servizi/prestazioni erogati
-
Coordinamento e gestione del sistema Integrato degli Interventi e dei Servizi Sociali attraverso l'attività
del Comitato Tecnico (istituita ai sensi della L. n. 328/2000) che si trasforma in Commissione
permanente;
-
Gestione finanziaria dei Progetti Operativi e connesse attività amministrative ed economico-finanziarie
per l'implementazione dei Progetti Operativi;
-
Monitoraggio e Valutazione dei risultati raggiunti e attuazione del sistema dei controlli attraverso il lavoro
dell’Osservatorio Sociale.
In base alla pianificazione e programmazione degli interventi di politica sociale, da parte del Comitato
dei Sindaci del Distretto l’Ufficio di Piano, definisce con l'Osservatorio, gli ambiti di analisi e di studio che lo
stesso provvede ad organizzare ed effettuare, nell'ambito del Distretto.I risultati dello studio effettuato
verranno utilizzati dalla stessa per tarare la progettazione degli interventi e dei servizi, sui reali bisogni e
criticità rilevati.
L'Osservatorio, programma, progetta ed organizza la sua attività istituzionale anche in funzione del
Rapporto annuale sulle politiche sociali del Distretto che redige in collaborazione con il Comitato Tecnico.
Le attività specifiche svolte sono inoltre le seguenti:
a) rilevare la domanda sociale in relazione all’offerta attivata ed alla spesa dedicata al sistema integrato
sociale;
b) acquisire i dati e le informazioni necessarie alla programmazione, gestione e valutazione delle politiche
sociali;
c) fornire un servizio informativo sui servizi rivolti agli utenti;
d) organizzare la raccolta sistematica e l’analisi dei dati ed informazioni relativi all’ambito distrettuale;
e) definizione del sistema dei controlli, del monitoraggio e della verifica dei risultati raggiunti; requisiti di
qualità;
f) ogni altro utile elemento volto a valutare la conformità del Piano di zona alla programmazione regionale
(relazioni, rapporti di ricerca, studi ed analisi del territorio, verifica della qualità dei servizi ecc.).
10. Bacino di utenza
Distrettuale X
o
Sub-distrettuale ( specificare i Comuni )
o
Comunale ( specificare il Comune )
11. Tipologia di utenza
Comitato dei Sindaci ed in generale tutti i soggetti istituzionali coinvolti dalla Legge di Riforma n. 328/2000, i
soggetti del Terzo Settore ed i cittadini.
185
12. Obiettivi del Progetto
-
Sostenere il Comitato dei Sindaci nela programmazione delle politiche del welfare locale;
-
Dare operatività ai Piani di Zona presentati annualmente alla Regione Lazio;
-
Coordinamento delle attività degli Uffici preposti al raggiungimento di detto obiettivo;
-
Trasparenza nella gestione;
-
Inclusione del Terzo Settore e piena attuazione del diritto di "cittadinanza attiva" dei cittadini del
Distretto;
-
Studio e monitoraggio del welfare locale alla scopo di garantire Servizi Socio-Sanitari di qualità, ossia
improntati a criteri di efficacia, efficienza ed economicità;
-
Supportare i decisori politici (policy makers) nella scelta e nella definizione delle linee programmatiche
con i risultati dello studio e delle analisi del territorio del Distretto;
-
Conoscenza di buone prassi attraverso attività di benchmarking;
-
promozione della conoscenza del welfare locale attraverso prodotti specifici (Distretto in cifre, brochure,
sito web).
13. Tempi di attuazione
L’Ufficio avrà durata annuale a partire dall’1.01.2013, in continuità nell’anno 2014.
14. Tipologie di strutture
Numero strutture _____
Tipologia struttura
•
Gruppo appartamento
•
Casa Famiglia
•
Comunità alloggio
•
Comunità di pronta accoglienza
•
Casa di riposo
•
Casa albergo
•
Strutture semiresidenziali (Specificare_______________________________)
Altro Uffici preposti all'attivazione dei Progetti ed al coordinamento delle relative attività previste nel
Piano.
Capacità di accoglienza della/e struttura/e (n° posti) __/////////////________________
15. Numero Utenti nel 2011 __///////////////////________________
16. Soggetto che gestisce
o
Comune
o
Convenzione con cooperative
186
Convenzione con associazioni di volontariato
o
Altro (Comune capofila per conto del Distretto Socio-Sanitario RM G 6)
17. Utenza Annuale prevista ____///////////////___________________
18.
Personale coinvolto nel progetto
Amministrativi __2_____________________________________________
Assistenti sociali____1___________________________________________
Sociologi__2___________________________________________________
o
Psicologi_______________________________________________________
o
Pedagogisti____________________________________________________
o
Educatori professionali___________________________________________
o
Operatori socio-sanitari___________________________________________
o
Volontari______________________________________________________
o
Mediatori culturali_______________________________________________
Altre figure (1 Coordinatore – 1 Responsabile Finanziario - 1 Statistico)
L'Ufficio di Piano è attivo, con questa organizzazione dall'agosto del 2008, con figure professionali interne ai
Comuni del Distretto e alla ASL Distretto di Colleferro; mentre l'Osservatorio Sociale è stato attivato in modo
parziale dal 15/07/2004. Le attività sono a regime dal 15/10/2007, con proroga delle figure professionali fino
al 30/07/2010. Dal 02/08/2010, tramite concorso pubblico, si è provveduto a reperire n. 2 sociologi (di cui 1
Coordinatore) e n. 1 statistico con contratto a tempo determinato fino al 31/12/2012 e con applicazione del
C.C.N.L. degli Enti Locali.
19.Sede della struttura e/o dell’attività
L'Ufficio di Piano del Comune di Carpineto Romano ha sede presso i locali di detto Comune.
L’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS ha sede presso la XVIII Comunità Montana dei Monti Lepini-Area
Romana e presso il Comune capofila.
20.Liste di attesa
o
Si ( specificare i motivi )
No
21. Esistono strumenti di monitoraggio e verifica dei risultati?
Si ( specificare quali )
o No
Nella fase di sperimentazione operativa verranno definiti i criteri e le modalità di monitoraggio dello
stesso, con l'Osservatorio Sociale Distrettuale.
187
Si definirà un sistema di valutazione attraverso indicatori di efficacia e di efficienza nella prospettiva di
un graduale miglioramento e potenziamento del servizio, al fine di rispondere in maniera rapida ed
efficace ai bisogni dei cittadini.
22.Esiste compartecipazione da parte degli utenti?
o
Si, totalmente
o
Si, parzialmente
No
23. Quali sono le modalità di integrazione con l’ASL?
La ASL ha un proprio Referente Tecnico all'interno del Comitato Tecnico ed un “Referente Tecnico”
all'interno dell'Ufficio di Piano.
24. Finanziamenti e Cofinanziamenti previsti: specificare i costi
ANNO 2013
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Cofinanziamento
Comp.
Utenti
Comunale
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 73.687,02
€ 64.512,98
€ 138.200,00
€ 5.000,00
€ 5.000,00
€ 10.000,00
€ 78.687,02
€ 69.512,98
€ 148.200,00
ANNO 2014
Finanziamento
Regionale
Costo risorse
umane
Costo di
funzionamento
e gestione
Costo di
struttura e di
mantenimento
TOTALE
Cofinanziamento
Comp.
Utenti
Comunale
ASL
Altro
TOTALE
FINANZIAMENTO
€ 73.687,02
€ 64.512,98
€ 138.200,00
€ 5.000,00
€ 5.000,00
€ 10.000,00
€ 78.687,02
€ 69.512,98
€ 148.200,00
188
ALLEGATI
189
PIANO DISTRETTUALE DI INTERVENTO
IN FAVORE DEI PICCOLI COMUNI
1 – Premessa
Nel distretto socio sanitario RMG6 sono presenti 2 comuni al di sotto dei 2000 abitanti Gavignano e
Gorga rispettivamente con una popolazione rilevata al 31\12\2011 pari a n. 1999 e n. 789.
Per i comuni limitrofi, quindi anche per Gavignano e Gorga, si può rilevare una carenza di servizi sociali
e sanitari che obbliga gli abitanti dei paesi a recarsi a Colleferro, sede centrale del Distretto.
La densità della popolazione di Gavignano (popolazione/territorio) è nella media che caratterizza i
piccoli paesi collinosi, a prevalente carattere montano, mentre si registra una consistente presenza
della popolazione minorile rispetto a quella anziana, caratteristica questa che lo discosta dalla tipologia
dei paesi a prevalente carattere montano.
Per quanto riguarda i portatori di handicap, è difficile poter individuare il numero esatto dei disabili
presenti nel Comune di Gavignano. Da una prima sommaria analisi dei dati si può affermare che, il
numero dei disabili in situazione di gravità stimate sono circa 20 , di questi circa 8 sono minori, di cui 6
certificati ai sensi della Legge n. 104/92.
La densità della popolazione di Gorga (popolazione/territorio) rispecchia la media dei tipici comuni
montani, tale caratteristica, distintiva del Comune di Gorga è avvalorata da un altro dato che è quello
del numero della popolazione anziana. Si registra, infatti, una maggiore presenza della popolazione
anziana (da 65 anni in poi), rispetto alla popolazione minorile (fino a 17 anni). Per quanto riguarda i
portatori di handicap, è difficile poter individuare il numero esatto dei disabili presenti nel territorio del
Comune. Da una prima sommaria analisi dei dati si può affermare che, il numero dei disabili in
situazione di gravità stimate sul territorio, sono circa 10, di questi 4 sono certificati ai sensi della Legge
n. 104/92.
Il presente progetto viene presentato a richiesta di finanziamento al fine di assicurare il mantenimento
dei livelli essenziali dei servizi sociali in quanto si sono verificate delle emergenze di carattere socioassistenziale per le quali le risorse proprie del Comune ed i servizi e gli interventi erogati con il Piano di
zona del distretto risultano insufficienti.
2 – Bisogni e problemi a cui il progetto intende rispondere
Il progetto intende far fronte in maniera efficace ad una serie di problematiche rilevate dai servizi
sociali comunali negli anni 2010 e 2011:
Esigenza di prosecuzione di emergenze socio assistenziali già precedentemente finanziate visto il
protrarsi delle enormi difficoltà economiche;
Necessità di inserimento sociale di disabili.
190
3 – Finalità generali del progetto
Le attività previste nel progetto dei Piccoli Comuni vedono come finalità generale la prevenzione di
situazioni di emergenza:
Servizi di sostegno a nuclei familiari con minori
Garantire il superamento di situazioni di disagio a nuclei familiari attraverso l’erogazione di contributi
socio-economici
Interventi tesi a ridurre situazioni di sostegno a nuclei familiari e/o persone con disabilità
4 - Obiettivi specifici
Gli obiettivi da raggiungere nelle diverse macro aree prevedono:
Supportare le famiglie con minori laddove si renda necessario inserire il/i minore/i in attività ludicosportive per motivi di carattere sociale e/o riabilitativo
Erogare contributi a nuclei familiari in condizioni di povertà ed esclusione sociale
Predisporre piani individualizzati al fine di integrare disabili all’interno delle comunità di convivenza
sociale, attraverso assegnazione di piccole mansione per l’ acquisizione di competenze specifiche.
5 – Impatto Atteso
Sollievo ai nuclei familiari nei compiti di cura e gestione dell’anziano e\o disabili; del territorio sulla
cultura del sociale facilitando l’individuazione e l’intervento sul disagio sommerso;
Riduzione del fenomeno di perdita o rinuncia al lavoro per la presenza nel nucleo familiare di minori
e\o soggetti portatori di handicap;
Aumento della partecipazione nella comunità da parte di disabili e soggetti svantaggiati;
Incremento dell’accesso ai servizi.
6 – Descrizione delle attività, servizi e/o prestazioni
•
Interventi a servizio dei Comuni per prosecuzione di emergenze socio – assistenziali
già finanziate con L. R. 6\04
Gli utenti interessati alla prosecuzione degli interventi, suddivisi per i 2 piccoli Comuni, per contrastare
anche situazioni di povertà individuate dal servizio sociale comunale.
•
Interventi a sostegno di inserimento sociale di disabili e fasce deboli
Nei piccoli Comuni del Distretto sono numerosi i casi di isolamento sociale, disabilità motorie con integrità
delle funzioni cognitive, o casi di lievi ritardi mentali; questa tipologia di utenti necessita di interventi mirati
all’inserimento sociale poiché non sono patologie tali da poter fruire esclusivamente dei Centri Diurni.
Per tale motivo si propongono progetti di ”inserimento sociale protetto” per otto utenti, intendendo per
alcuni utenti mirati allo svolgimento di semplici attività di autonomia quotidiana, alla conoscenza del territorio
di riferimento e dei principali servizi, alla assegnazione di piccole mansioni all’interno dell’Ente proponente,
con la supervisione di operatori specializzati.
191
Di seguito il prospetto economico delle risorse:
Emergenze socio - assistenziali
€ 11.506,14
Inserimento sociale
€ 15.000,00
7 – Durata del progetto
12 mesi
8 – Utenza annuale prevista
N. 25 utenti
9 – Ente gestore
Comune capofila di Carpineto Romano
10 – Personale coinvolto
Assistenti sociali comune di Gavignano e Gorga
Personale amministrativo
11 – Strumenti di monitoraggio e verifica
Piani personalizzati di intervento;
Visite domiciliari;
Schede di accesso al servizio e di rilevazione dei bisogni.
12 – Piano dettagliato di intervento
Utilizzazione delle risorse:
Costo totale
Emergenze socio - assistenziali
€ 11.506,14
Inserimento sociale
€ 15.000,00
Richiesta finanziamento
€ 26.506,14
192
PIANO DISTRETTUALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA ANNO 2013-2014
1 – Premessa
Con il piano distrettuale per la non autosufficienza si intende intervenire potenziando il “servizio integrato
disabili gravi” di cui alla L.162/98 in base alla graduatoria distrettuale degli utenti.
Il suddetto servizio è stato avviato con il Piano di Zona – Anno 2003 e riproposto negli anni seguenti.
La tipologia degli interventi progettati deriva dalle scelte delle persone disabili o dei loro familiari in merito
alle iniziative previste dalla L.162/98, integrative degli interventi già realizzati dagli Enti Locali:
1) la programmazione e l’attuazione degli intervento di sostegno alla persona e alla famiglia attraverso
forme di assistenza domiciliare e di aiuto personale, anche della durata di 24 ore nelle giornate
festive e prefestive;
2) l’avvio di programmi di aiuto alla persona gestiti in forma indiretta, mediante piani personalizzati per
i soggetti in situazioni di gravità che ne facciano richiesta con verifica delle prestazioni erogate e
della loro efficacia.
Le esigenze terapeutiche, riabilitative e socializzanti dell’utente non autosufficiente sono condizionate da
variazioni anche sostanziali a seconda dei mutamenti dell’ambiente sociale dove è inserito il soggetto
disabile. Ciò significa che, nell’erogazione delle risposte e dei servizi, non è sufficiente tenere in
considerazione le sole caratteristiche organiche della disabilità, ma deve essere data particolare attenzione
all’integrazione dei servizi sanitari con quelli rivolti alle esigenze sociali delle persone disabili e al loro
contesto familiare.
Per quanto riguarda i bisogni della popolazione non autosufficiente emerge come sia sempre più richiesto un
sostegno alle famiglie nella cura della persona, sia in sostituzione che in compartecipazione. D’altra parte
anche in questa realtà si evidenzia la presenza di una famiglia ancora presente ma via via sempre meno
disponibile all’impegno quotidiano. Insieme al bisogno di cura e assistenza a domicilio emerge anche la
richiesta di partecipare alla vita di comunità, quindi un bisogno di inclusione sociale, attraverso momenti di
esplicita aggregazione, e la possibilità di migliorare con questi espedienti le possibilità psicofisiche degli
utenti: contenere l’emarginazione e l’isolamento in casa.
Grave appare il problema di gestione dei minori nei periodi in cui la scuola è chiusa o per i giovani che hanno
concluso il percorso scolastico, infatti nel territorio non sono sufficienti le strutture o i servizi di assistenza
per tempi prolungati e continuativi.
Si mira inoltre a contenere tramite l’assistenza al domicilio l’aggravamento del caso e il ricorso a ricoveri
impropri e a favorire l’accesso del disabile ai servizi pubblici, sanitari o educativo-sociale.
In questo ambito si è cercato di dare una risposta alle famiglie in termini di attuazione di interventi volti a
sollevare il carico di lavoro delle famiglie e al tempo stesso di favorire la socializzazione dell’utente,
inserendolo in ambienti e occasioni diversificate di arricchimento ed esperienza, senza mai dimenticare le
situazioni di emergenza che possono richiedere urgenti interventi di soccorso alle famiglie già molto provate.
193
OBIETTIVI
Obiettivo generale degli interventi è il miglioramento, la tutela ed il sostegno della qualità di vita dei soggetti
interessati.
GESTIONE DEGLI INTERVENTI
I casi, segnalati dal Servizio Sociale Comunale o dai servizi ASL, saranno inseriti in piani individualizzati di
trattamento specifico.
I servizi titolari del caso predisporranno, anche in integrazione tra Comune ed ASL, le azioni ed i tempi di
realizzazione degli interventi, che potranno, in base al lavoro programmato per il singolo caso, avvalersi di
operatori sociali, sanitari, educativi, anche attraverso gestione in affidamento a Cooperative.
Altresì il soggetto o famiglia interessata potrà avvalersi di personale privato se il caso ha carattere di
particolarità per la tipologia di intereventi da effettuare (es. particolari operazioni di cura o igiene) che
magari richiedono esperienza nella realizzazione di ciò.
Si provvede a redigere il Piano d’intervento integrato per l’assegnazione del Servizio; se il caso è già in carico
al Servizio Sociale ma presenta necessità di rinforzo degli interventi, vengono integrati orari e tipologia di
intervento.
Per quanto riguarda la modalità di selezione degli utenti, si sottolinea che questi saranno individuati tramite
bando pubblico criteri di selezione (gravità del caso, gravità della situazione familiare, nucleo sociale a rischio
e situazione reddituale). Questo compito in particolare sarà svolto da una equipe appositamente costituita e
formata da professionisti della ASL coadiuvati dalle assistenti sociali dei Comuni.
La valutazione dei servizi erogati, come descritto meglio nelle schede progettuali allegate, avverrà tramite
schede appositamente predisposte in cui in particolare è riportato l’obiettivo da raggiungere e l’obiettivo
effettivamente raggiunto, il grado di soddisfazione dell’utente (o della famiglia), la corrispondenza
dell’intervento in relazione al piano individualizzato
2 – Modalità organizzative,risorse umane e finanziarie per la realizzazione degli interventi
La graduatoria prevista per il suddetto servizio prevede n. 56 utenti, di cui n. 37 hanno richiesto l’assistenza
diretta e n. 19 l’assistenza indiretta.
La ripartizione oraria è stata valutata in base alla gravità dell'handicap, di tutte le variabili socio-familiari di
ogni singolo utente e del reddito ISEE. Si precisa che solo per gli utenti con ISEE superiore ad Euro
14.000,00, è prevista una compartecipazione al costo orario del servizio, così come deciso dal Comitato
Istituzionale. Pertanto, i piani personalizzati prevedranno un intervento variabile da un minimo di 4 ore
settimanali ad un massimo di 6 ore settimanali. Le figure professionali previste per la realizzazione dei piani
di intervento son: assistente domiciliare, educatore professionale e assistente per non vedenti.
Utilizzando i Fondi per la non autosufficienza si riesce a coprire l’intera graduatoria di n.56 utenti.
I fondi da utilizzare per la copertura del servizio, in base a quanto già previsto nel presente Piano di Zona,
per la programmazione delle attività nel biennio 2013-2014 sono i seguenti:
Fondo per le Non Autosufficienze – Regione Lazio
Compartecipazione ASL
194
€ 220.940,41
€ 35.468,77
Compartecipazione Utenti
€ 39.590,82
___________________
€ 296.000,00
TOTALE
3 – Azioni di verifica e monitoraggio degli interventi
I casi trattati resteranno in carico al Servizio Sociale dei singoli Comuni che monitoreranno costantemente le
fasi degli interventi, potendole così modulare se si rilevano criticità o bisogni di integrazione delle azioni.
Verranno effettuate visite domiciliari di verifica, anche alla presenza degli operatori incaricati sul singolo
caso; con loro verranno analizzati i risultati nel tempo, guidandoli, dove necessario, nell’intraprendere
percorsi alternativi di trattamento.
Il Servizio Sociale si integrerà con gli altri servizi ed attori coinvolti nel caso dove la presa in carico è
congiunta o richiede più specialità.
Si effettueranno colloqui periodici con gli assistiti dove possibile, con i familiari o referenti per le osservazioni
condivise dei trattamenti e le proposte migliorative delle situazioni.
Rispetto ai servizi e prestazioni erogati indirettamente, l’Ente richiede ai destinatari la produzione della
relativa documentazione fiscale, assicurativa ed amministrativa necessaria all’attivazione e allo svolgimento
dell’intervento stesso (copia del contratto di lavoro stipulato, copia versamenti previdenziali, copia buste
paga).
Per la verifica del possesso dell’abilitazione o formazione professionale si chiede curriculum formativo e
lavorativo del personale interessato.
Le rendicontazioni degli interventi erogati saranno richieste secondo le seguenti modalità: per l’erogazione
immediata c’è il riscontro diretto, per l’erogazione diretta la rendicontazione è mensile, per l’erogazione
indiretta la rendicontazione è trimestrale.
4
– Strumenti per la valutazione dei risultati
Contestualmente all’attivazione del servizio e nella prima fase di sperimentazione operativa sono stati definiti
i criteri e le modalità di monitoraggio dello stesso in collaborazione con l’Osservatorio Distrettuale. Si è
definito quindi il Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV) relativo al progetto con l’individuazione degli
indicatori di efficacia e di efficienza, per la rilevazione della qualità del Servizio. Il Piano di MV prevede la
redazione, da parte dell’Osservatorio Sociale, di un report semestrale, nella prospettiva di un graduale
miglioramento e potenziamento del servizio, al fine di rispondere in maniera rapida ed efficace ai bisogni dei
cittadini.
5 – Piano economico degli interventi
Considerato il finanziamento destinato al Distretto di riferimento del progetto, pari a complessivi Euro
296.000,00, nonché il numero attuale degli assistiti mediante tali interventi, si dispone la destinazione di tale
somma per la realizzazione degli interventi di Assistenza diretta ed indiretta a disabili pari a circa 15.200 ore
di assistenza.
195
PROGETTI DA ATTIVARE NELLE
ANNUALITA' 2013 - 2014
196
PROGETTO 1
“CASA FAMIGLIA PER PERSONE ADULTE CON DISAGIO PSICHICO”
Descrizione del fenomeno e motivazioni
L’area territoriale corrispondente al Distretto Socio-Sanitario RM G6 ha attualmente n. 16 pazienti
inseriti presso strutture riabilitative psichiatriche accreditate. Questi si trovano nelle suddette
strutture da molti anni. Per un numero cospicuo di essi la possibilità di rientro sul proprio territorio
di appartenenza, dopo aver svolto un iter riabilitativo completo, non si è potuto attuare a causa
della mancanza di risorse abitative adeguate.
Si è così creata una situazione nella quale vengono erogate prestazioni ad alto impatto
assistenziale con conseguente aggravio di spesa per la nostra ASL. I suddetti 16 pazienti
determinano un costo annuo di € 682.915,00; di questi almeno 7, attualmente ricoverati nelle
comunità terapeutiche private, potrebbero fare immediatamente ritorno sul territorio di
appartenenza se fossero disponibili strutture idonee (come le case famiglia) comportando una
riduzione della spesa complessiva per la ASL RM G, solo per il Distretto G6, corrispondente a €
305.140,00.
Altra significativa e preoccupante considerazione va fatta, per i nuovi pazienti che necessitano di
un inserimento in una struttura residenziale al fine di iniziare un progetto terapeutico-riabilitativo.
Per questi pazienti, l’alta specializzazione raggiunta dagli operatori del CSM di Colleferro, negli
interventi integrati domiciliari, permetterebbe la collocazione immediata degli stessi, in una
struttura Casa Famiglia, sul nostro territorio, senza il “classico” oneroso passaggio in Comunità
Terapeutica. Attualmente, i pazienti che hanno questo profilo clinico sono 9 e, se non inseriti in
casa famiglia comporterebbero un costo di € 433.255,00. A questi vanno poi aggiunti i pazienti
ancora in che verranno dimessi nel prossimo biennio. Si tratta di almeno 7 (sette) persone che,
qualora dovessero rimanere nelle strutture avrebbero un costo totale annuo stimato di circa €
291.270,00.
Il costo complessivo dei pazienti che continueranno a rimanere nelle strutture
riabilitative per il prossimo biennio e dei pazienti che potrebbero essere inseriti è
previsto in (€ 291.270,00 + € 433.255,00) = € 724.525,00 annui.
Si può quindi ipotizzare che, nel corso del prossimo biennio, la ASL RM G
risparmierebbe (€ 724.525,00 - € 85.000,00/40.000,00) = € 639.525,00/685.525,00
annui, dove € 85.000,00/40.000,00 sono il finanziamento massimo e minimo richiesto
alla ASL RM G per il cofinanziamento del progetto (escluse isorisorse con un costo
stimato di € 27.5596,50 – 6 posti- € 55.193,00 – 12 posti).
Il Distretto Socio-Sanitario, attraverso l’Osservatorio Sociale ed il CSM di Colleferro hanno avuto più
incontri, sia con incontri bilaterali, sia attraverso la partecipazione al Tavolo Tematico del Piano di
Zona, al fine di definire una proposta progettuale ed identificare una struttura abitativa idonea alla
realizzazione di Case-Famiglia per persone adulte con disagio psichico per i pazienti
dimissibili dalle Comunità Terapeutiche corrispondenti ai requisiti previsti per le Strutture a ciclo
residenziale per persone con problematiche psico-sociali (Art. 9 L.R. 12 Dicembre
2003, n. 41; di cui all’art. 5 comma 1 lettera a; L. 328/200; DPCM 308/2000).
In questo senso la strutturazione di Case Famiglia sul nostro territorio si tradurrebbe in un
significativo risparmio per l’Azienda ASL RM G, restituendo ai destinatari del progetto dignità
personale e la possibilità di vivere nel proprio territorio, con un miglioramento della loro qualità
della vita.
Obiettivi
Gli obiettivi di questa idea progettuale sono i seguenti:
miglioramento della qualità della vita delle persone con disagio psichico;
197
Aumentare il numero degli utenti seguiti dal Servizio territoriale a favore di una maggiore
deospedalizzazione.
Idea progettuale
L’idea progettuale qui presentata consiste nella realizzazione di una Casa Famiglia per disagiati
psichici, per fornire interventi socio-assistenziali, sulla base di un piano personalizzato di
riabilitazione sociale con la finalità di promuovere lo sviluppo delle potenzialità di ogni ospite.
Nella casa famiglia l’attività della giornata è organizzata in modo tale da soddisfare i bisogni
primari ed assistenziali degli ospiti e di promuoverne l’autonomia e l’autogestione.
L’organizzazione della struttura prevede l’attiva partecipazione degli stessi alla gestione del
servizio, garantendo a questi ultimi prestazioni di carattere sociale e sanitario.
Destinatari
I destinatari della presente idea progettuale sono persone adulte con disagio psichico. Ogni casa
famiglia ospiterà fino ad un massimo di 6 persone.
Sede
In caso di assenza di disponibilità di una struttura pubblica da adibire a casa famiglia, quest’ultima
sarà reperita dal soggetto gestore, individuato con gara ad evidenza pubblica, secondo i criteri
stabiliti nel relativo bando di gara.
Risultati
L’attivazione di una casa famiglia sul territorio del Distretto Socio-Sanitario RM G6 garantirebbe la
riduzione, nel lungo periodo, di nuovi inserimenti in CTR e strutture convenzionate e
nell’immediato, l’ottimizzazione delle risorse erogate per quei pazienti inseriti da lungo tempo.
Il potenziamento delle attività territoriali, supportate quindi da strutture abitative, permetterà la
gestione all’interno della ASL RM G di un gran numero di pazienti ad alto impatto assistenziale
riducendo invii in CTR e strutture convenzionate.
Conclusioni
La linea operativa del CSM di Colleferro è quella di potenziare al massimo l’assistenza domiciliare e
gestire attraverso le case famiglia la maggior parte dei pazienti gravi che necessitano di interventi
riabilitativi e hanno problemi abitativi.
Tale modalità di intervento è supportata dalle più accreditate linee guida internazionali e sono alla
base della buona pratica clinica in quanto riducono sensibilmente la cronicità.
In quest’ottica sarà possibile effettuare inserimenti in CTR molto limitati e per periodi
estremamente brevi (massimo 1 anno). Un’impostazione di questo tipo prevede un abbattimento
significativo dei costi , un miglioramento dell’assistenza, unitamente ad un accesso alle cure più
appropriate. La sensibilità a queste tematiche, riguardanti cittadini svantaggiati a causa di un
disagio psichico grave, è alla base del lavoro del gruppo interdisciplinare dell’Osservatorio Sociale
del Distretto Socio Sanitario e della ASL Roma G e trova la sua piena attuazione nella realizzazione
delle Case Famiglia per pazienti psichiatrici.
198
Costi
VOCI DI COSTO
Struttura privata 12 posti
Struttura pubblica 12 posti
€ 24.000,00
€ 0,00
€ 24.000,00
€ 0,00
Utenze (luce, gas, telefono, riscaldamento)
€ 13.000,00
€ 13.000,00
Spese vitto (€ 800,00 mensili di spesa per 6 persone)
€ 15.600,00
€ 15.600,00
Spese varie
€ 1.000,00
€ 1.000,00
€ 29.600,00
€ 29.600,00
N. 1 Responsabile di progetto (25 ore mensili)
€ 12.072,00
€ 12.072,00
Educatore di comunità (n. 1 per struttura 6 posti e n. 2
per struttura 12 posti) - 36 ore a settimana CCNL D1 Euro 17,15 ora)
€ 64.209,60
€ 64.209,60
Assistenti domiciliari (n. 1 per struttura 6 posti e n. 2
per struttura 12 posti) - 36 ore settimanali CCNL B2 Euro 15,00 ora)
€ 56.160,00
€ 56.160,00
€ 0,00
€ 0,00
€ 132.441,60
€ 132.441,60
€ 55.193,00
€ 55.193,00
€ 241.234,60
€ 217.234,60
COSTI DI STRUTTURA
Locazione (1.000 euro mese)
Totale costi struttura
COSTI DI FUNZIONAMENTO
Totale costi di funzionamento
COSTI DEL PERSONALE
Assistenti sociali (nell'ambito del servizio Sociale)
Totale costi del personale
COSTI PERSONALE SANITARIO
Personale ASL (isorisorse)
TOTALE COSTI
TOTALE COSTI SENZA ASL
COSTI A CARICO DELLA ASL
COSTI A CARICO DEL DISTRETTO
COMPARTECIPAZIONE UTENTI
COMPARTECIPAZIONE PROVINCIA DI ROMA
TOTALE
199
€ 186.041,60
€ 162.041,60
85.000,00
12.841,60
43.200,00
45.000,00
70.000,00
8.841,60
43.200,00
40.000,00
186.041,60
162.041,60
PROGETTO 2
“CENTRO DIURNO ALZHEIMER”
Descrizione del fenomeno e motivazioni
Oggi, nel mondo si stimano 25 milioni di malati di Alzheimer, con 4,6 milioni di nuovi casi l’anno ed
una nuova diagnosi ogni 7 secondi. In Italia i pazienti affetti da forme di demenza sono oltre un
milione e di questi circa 600 mila pazienti con demenza di Alzheimer, probabilmente sottostimati e
destinati a raddoppiare nei prossimi cinque anni. Tra poco più di 20 anni saranno 35 milioni le persone
affette da Alzheimer o da altre forme di demenza, nel 2050 oltre 115 milioni.
L’Alzheimer è la forma più frequente di demenza degenerativa e rappresenta circa il 50-60% di tutte le
forme di questa patologia. La malattia colpisce le aree del cervello che controllano l’ideazione e la
memoria nella loro capacità di comunicare tra loro per elaborare le diverse informazioni. Si manifesta
in modo subdolo, generalmente con piccoli disturbi della memoria che, nel corso degli anni,
lentamente ma costantemente peggiorano fino a rendere la persona completamente dipendente dagli
altri anche per lo svolgimento delle semplici azioni della vita quotidiana. L’Alzheimer colpisce più
frequentemente dopo i 65 anni e prevalentemente le donne, ciò sembra attribuibile alla più elevata
durata media della vita; recentemente però è stato identificato un fattore di rischio genetico femminile.
Oltre all’età ed al sesso femminile, altri fattori di rischio non modificabili sono la familiarità, un
particolare assetto di una proteina (APOE) e la trisomia 21 (S. Down).
In base all’età viene distinta una forma ad esordio precoce o presenile se insorge prima dei 65 anni
(25% dei casi) ed una forma ad esordio tardivo o senile quando si manifesta dopo i 65 anni (75% dei
casi).
Questi numeri hanno fatto definire questa forma di demenza come "l'epidemia silente del terzo
millennio".
L’area territoriale corrispondente al Distretto Socio-Sanitario RM G6 ha attualmente il 4% (n. 10 su un
totale di 238) dell’utenza del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) con demenza di
Alzheimer, di cui, il 4% (n. 2 su un totale di 10) rientrano nella fascia d’età 18-64 quindi con
manifestazione precoce della malattia. La presenza della malattia nel territorio distrettuale è
ovviamente maggiore: da recenti studi in merito si evince che la tendenza della malattia di Alzheimer
nel Distretto è in linea con la media nazionale.
Le demenze sono la quarta causa di morte negli ultrasessantacinquenni, la malattia di Alzheimer è una
delle cause di disabilità più importanti negli anziani, tanto da rappresentare una reale “emergenza
socio-sanitaria”. Tenuto conto dell’invecchiamento progressivo della popolazione, della durata della
malattia e dell’elevata potenzialità invalidante, nonché delle gravi ricadute sui nuclei familiari e degli
elevati costi socio-sanitari, si configura uno scenario socio-sanitario preoccupante, che richiederebbe
interventi specifici e mirati. Si stima che il costo globale di un paziente demente (considerando la
perdita delle capacità lavorative del soggetto, la rinuncia al lavoro del familiare che deve assisterlo, i
costi per l’assistenza socio-sanitaria) è mediamente di circa 60 mila euro/paziente/anno di malattia.
L’assistenza, a questo punto, gioca un ruolo fondamentale: quanto più sarà appropriata tanto più
permetterà di ottenere una buona qualità di vita, la cui durata dipenderà dall’insorgenza di malattie
intercorrenti. Il malato, infatti, non muore di demenza ma, con la sua demenza, per malattie
intercorrenti. Le problematiche sono quindi molte e complesse e possono essere affrontate
efficacemente solo con una rete integrata di servizi assistenziali socio-sanitari che prenda in cura il
malato dal momento della diagnosi e per tutto il decorso della malattia. Solo così si potrà rispondere ai
200
numerosi bisogni correlati a questa condizione, assicurando non solo al malato, ma anche alla famiglia,
gli interventi sanitari e socio-assistenziali per affrontare una malattia così devastante.
In questo contesto il Distretto Socio-Sanitario RM G6 intende completare la rete di servizi che ha già
attivato con l’apertura di un Centro Diurno per malati di Alzheimer che possa aiutare i malati a
mantenere le competenze residue ed i caregivers nella gestione degli stessi.
Obiettivi
Gli obiettivi di questa idea progettuale sono quelli appena detti: sostegno e aiuto ai malati di Alzheimer
ed ai loro familiari con conseguente miglioramento della qualità della vita degli stessi.
Idea progettuale
L’idea progettuale qui presentata consiste nella realizzazione di un Centro Diurno per malati di
Alzheimer e le loro famiglie, al fine di implementare interventi socio-assistenziali, sulla base di un piano
personalizzato di riabilitazione sociale con la finalità di promuovere lo sviluppo delle potenzialità di ogni
utente aiutandolo a mantenere le competenze ed abilità residue ed offrendo un “sollievo” per le
famiglie, con intervento di supporto psicologico e sociale, informazione e formazione dei caregivers.
Nel Centro Diurno l’attività della giornata è organizzata in moduli per le attività socio-assistenziali e
tenendo conto dei tempi di vita e dei bisogni dell’utenza, tenendo altresì conto dei bisogni sociali e
psicologici delle relative famiglie che, in questo modo sono “prese in carico” insieme al loro familiare.
Destinatari
I destinatari della presente idea progettuale sono i malati di Alzheimer e le loro famiglie. Il Centro
Diurno ospiterà fino ad un massimo di 20 persone.
Sede
In caso di assenza di disponibilità di una struttura pubblica idonea ad ospitare le attività del Centro,
quest’ultima sarà reperita dal soggetto gestore, individuato con gara ad evidenza pubblica, secondo i
criteri stabiliti nel relativo bando di gara.
Risultati
In ottemperanza alle linee guida della Legge n. 381/2000 sull’integrazione socio-sanitaria
nell’assistenza pubblica, gli Enti Locali e le Aziende Unità Sanitarie Locali italiane hanno adottato
modelli di assistenza integrata per i soggetti disabili di tutte le età. In alcune zone più “lungimiranti” in
termini di programmazione e progettazione di servizi la terza età ha visto sorgere i Centri Diurni per
anziani fragili (CDAF) ed i Centri Diurni per Alzheimer (CDA).
Nel Lazio sono attivi 14 CDA, di cui 10 a Roma e Provincia.
L’attivazione di un Centro Diurno sul territorio del Distretto Socio-Sanitario RM G6, migliorerebbe la
rete integrata di servizi, garantendo interventi di riabilitazione cognitivo-funzionale adeguati ai diversi
momenti della malattia, soprattutto nella fase della diagnosi e nella fase iniziale della malattia (2-4
anni) e nella fase della progressione della stessa, nella quale si può già pensare di richiedere
un’assistenza continuativa (2-10 anni).
Inoltre l’attivazione di un Centro Diurno nel territorio permetterebbe di ottimizzare le risorse
economiche portando ad un sensibile risparmio sulle cifre indicate nella premessa (circa 60 mila
euro/paziente/anno di malattia). Senza dimenticare il fatto che l’utenza quasi mai “migra” dal territorio
per andare in un Centro Diurno, o altro servizio, situato fuori Distretto: un Centro Diurno sul territorio
Distrettuale di riferimento premetterebbe all’utenza di usufruire in tempi congrui di un servizio idoneo
alle loro esigenze di cura e con conseguente miglioramento della loro qualità di vita.
201
Costi
VOCI DI COSTO
Struttura privata 20 posti
Struttura pubblica 20 posti
COSTI DI STRUTTURA
Locazione (1.000 euro mese)
Totale costi struttura
€ 12.000,00
€ 0,00
€ 12.000,00
€ 0,00
COSTI DI FUNZIONAMENTO
Utenze (luce, gas, telefono, riscaldamento)
€ 6.500,00
€ 6.500,00
Spese vitto (€ 4,00 giornalieri)
€ 20.800,00
€ 20.800,00
Spese varie
Totale costi di funzionamento
€ 500,00
€ 500,00
€ 27.800,00
€ 27.800,00
€ 6.036,00
€ 6.036,00
€ 71.344,00
€ 71.344,00
€ 62.400,00
€ 62.400,00
COSTI DEL PERSONALE
N. 1 Responsabile di progetto (25 ore mensili)
Terapista Occupazionale/Educatore di comunità (n. 2 per
struttura 20 posti e n. 4 per struttura 40 posti) - 40 ore a
settimana CCNL D1 - Euro 17,15 ora)
Assistenti domiciliari (n. 2 per struttura 20 posti e n.4 per
struttura 40 posti) - 40 ore settimanali CCNL B2 - Euro
15,00 ora)
Assistenti sociali (nell'ambito del servizio Sociale)
Totale costi del personale
€ 0,00
€ 0,00
€ 139.780,00
€ 139.780,00
COSTI PERSONALE SANITARIO
Totale costi personale sanitario
TOTALE COSTI
TOTALE COSTI SENZA ASL
COSTI A CARICO DELLA ASL
COSTI A CARICO DEL DISTRETTO
COMPARTECIPAZIONE UTENTI
COMPARTECIPAZIONE PROVINCIA DI ROMA
TOTALE
€ 27.596,50
€ 27.596,50
€ 207.176,50
€ 195.176,50
€ 179.580,00
€ 167.580,00
75.000,00
12.493,59
42.086,41
50.000,00
75.000,00
12.493,59
30.086,41
50.000,00
€ 179.580,00
€ 167.580,00
LA COMPARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI VIENE CALCOLATA IPOTIZZANDO UNA
CONTRIBUZIONE CON LE FASCE PREVISTE PER IL CENTRO DIURNO DISABILI
202
PROSPETTI ECONOMICI
203
A. COMPARTECIPAZIONE DEI COMUNI
I comuni del Distretto socio-sanitario RM G6, appartenenti a questo Piano di Zona, comparteciperanno
alla realizzazione dei servizi dello stesso, con la somma di euro 693.297,00, ripartita tra gli stessi
comuni in ragione percentuale sulla base della popolazione residente al 31.12.2011, come riportato
nella tabella n.1 seguente, per ciascuna annualità di programmazione del Piano di Zona annualità 2013
e 2014:
Tab. 1 – Compartecipazione dei Comuni per la programmazione del Piano di Zona - annualità 2013
e 2014:
Comuni
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Totale
Compartecipazione
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
125.514,00
42.138,00
198.792,00
17.991,00
7.101,00
55.278,00
19.728,00
84.132,00
142.623,00
693.297,00
B. COMPARTECIPAZIONE DELL'ASL
L’Azienda ASL Roma G6 - Distretto Sanitario di Colleferro concorrerà con la somma di euro 56.000,00
per ciascuna annualità di programmazione del Piano di Zona annualità 2013 e 2014.
C. COMPARTECIPAZIONE UTENTI
Gli utenti dei vari servizi compartecipano, per ciascuna annualità di programmazione del Piano di Zona
2013-2014, complessivamente per euro 120.607,43, con le modalità previste nei singoli regolamenti
dei servizi attuati, come riportato nella seguente tabella n. 2 :
Tab. 2 – Compartecipazione utenti per la programmazione del Piano di Zona - annualità
2013 e 2014:
Servizi
TOT. COMPART. ANNUA
ADI
CENTRO DIURNO
L.162/98
TOT.
€ 42.508,43
€ 38.508,18
€ 39.590,81
€ 120.607,43
204
D. QUADRI ECONOMICI
Si riportano di seguito i quadri economici relativi alle attività dei servizi programmate per le annualità 2012-2014, precisando che:
•
l'annualità 2012, in corso di realizzazione, è finanziata dalla Regione Lazio con i fondi regionali 2010, già accreditati, ammontanti ad euro
1.004.783,00 (di cui euro 534.757,00 dal Fondo Nazionale; euro 331.102,00 dal Fondo Regionale e euro 138.924,00 dalla L. 285/97);
•
le annualità 2013 e 2014 sono programmate con i fondi regionali 2011 e 2012, secondo i seguenti quadri economici (tabb. 3 e 4):
Tab. 3 - Quadro economico programmazione Piano di Zona annualità 2013
FONTI DI FINANZIAMENTO
Nome del Progetto
Assistenza domiciliare integrata
Assistenza educativo domiciliare
Inserimenti lavorativi
Servizio sociale professionale
Centro diurno socio educativo
Ufficio di Piano (amministrazione e controllo)
Progetto disabili gravi
Contributi economici per disagiati psichici
Segretariato sociale
Casa famiglia per disagiati psichici
Centro Diurno Alzheimer
TOTALE
Costo complessivo
840.248,06
145.000,00
68.400,00
175.000,00
250.000,00
148.200,00
296.000,00
80.889,96
37.428,00
12.841,60
12.493,59
2.066.501,21
Quota budget
Compartecipaz
Piano non
Compartecip
Compartecipa
regionale (DGR:
ione dei
Autosufficie
azione Utenti
zione ASL
n. 307/2011)
Comuni
nza
516.079,39
100.000,00
100.000,00
100.000,00
78.687,02
281.660,24
45.000,00
68.400,00
75.000,00
111.491,82
69.512,98
42.508,43
38.508,18
39.590,82
220.940,41
35.468,77
80.889,96
975.656,37
205
16.896,77
12.841,60
12.493,59
693.297,00
20.531,23
120.607,43
220.940,41
56.000,00
Tab. 4 - Quadro economico programmazione Piano di Zona annualità 2014
Nome del Progetto
Assistenza domiciliare integrata
Assistenza educativo domiciliare
Inserimenti lavorativi
Servizio sociale professionale
Centro diurno socio educativo
Ufficio di Piano (amministrazione e controllo)
Progetto disabili gravi
Contributi economici per disagiati psichici
Segretariato sociale
Casa famiglia per disagiati psichici
Centro Diurno Alzheimer
TOTALE
FONTI DI FINANZIAMENTO
Quota budget
Compartecipaz
Piano non
Compartecip
Compartecipa
regionale (DGR:
ione dei
Autosufficie
azione Utenti
zione ASL
n. 155/2012)
Comuni
nza
840.248,06
524.010,89
281.660,24
34.576,93
145.000,00
100.000,00
45.000,00
68.400,00
68.400,00
175.000,00
100.000,00
75.000,00
250.000,00
100.000,00
111.491,82
38.508,18
148.200,00
78.687,02
69.512,98
296.000,00
39.590,82
220.940,41
35.468,77
80.889,96
80.889,96
37.428,00
16.896,77
20.531,23
12.841,60
12.841,60
12.493,59
12.493,59
2.066.501,21
983.587,87
693.297,00
112.675,93
220.940,41
56.000,00
Costo
complessivo
206
ALLEGATI
207
ALLEGATO 1
PIANO DI VIGILANZA PER L’ISPEZIONE DELLE STRUTTURE SOCIO-ASSISTENZIALI PRESENTI NEL
TERRITORIO DEL DISTRETTO SOCIO-SANITARIO ASL RM G 6
In ottemperanza alle direttive Regionali, nelle quali viene demandata la vigilanza ed il controllo attraverso le
ispezioni semestrali dei Comuni, singoli e associati su tutti i servizi pubblici e privati, nonché sulle attività svolte
dagli Enti pubblici e privati e dai soggetti di Terzo Settore iscritti nei relativi Registri Regionali.
Ogni sei mesi l’équipe composta da personale socio-sanitario, dietro protocollo d’intesa con la ASL – Servizio
Igiene e Sanità e dall’Assistente Sociale del Comune dove ha sede legale la struttura.
La vigilanza ed il controllo previsti dai vari regolamenti tende in particolare:
i. ad accertare la rispondenza dei servizi ai requisiti organizzativi, strutturali e funzionali stabiliti dai
Regolamenti Regionali;
ii. a verificare il rispetto delle disposizioni che regolano l’istituzione, l’organizzazione ed il funzionamento dei
servizi e la permanenza dei requisiti;
iii. a controllare le condizioni dei soggetti ospiti e l’adeguatezza delle prestazioni, sotto il profilo quantitativo e
qualitativo, nonché l’attuazione degli interventi educativi e riabilitativi;
iv. a sospendere l’attività del servizio in assenza di autorizzazione ed in presenza di gravi irregolarità;
v. la vigilanza sulle attività svolte dagli Enti privati e dalle organizzazioni di volontariato è esercitata secondo le
modalità stabilite, rispettivamente, dal regolamento previsto dalla Legge Regionale n. 38/96;
vi. le strutture socio-assistenziali debbono essere in possesso dei requisiti di carattere organizzativo, strumentale
e funzionale, indispensabili per garantire la sicurezza degli utenti e degli operatori, nonché la compatibilità
del servizio con gli obiettivi del Piano Socio-Assistenziale regionale e l’idoneità ad espletare le relative attività.
Tali requisiti riguardano, in particolare, la dotazione organica e la qualificazione del personale in rapporto
all’utenza, le caratteristiche dei locali, delle attrezzature e degli arredi, i livelli e gli standard qualitativi e
quantitativi delle prestazioni.
Nelle visite ispettive semestrali, gli strumenti metodologici di rilevazione della situazione esistente e dei dati
relativi alla struttura in generale ed agli utenti in particolare, sono i seguenti moduli che verranno utilizzati
durante ed al termine della stessa per rendicontare l’avvenuta ispezione:
1. Scheda Struttura;
2. Scheda Utente (una per ogni utente ospite della struttura);
3. Verbale di Ispezione.
Tale Piano di Vigilanza verrà stilato in modo più dettagliato, non appena verrà siglato il protocollo operativo con il
Servizio “Igiene e Sanità” della ASL e definiti i relativi iter procedurali e le eventuali relative schede utilizzate per
l’ispezione.
SCHEDA STRUTTURA
1. DENOMINAZIONE STRUTTURA:____________________________________
2. LEGALE RAPPRESENTANTE:_______________________________________
3. TIPO DI STRUTTURA:____________________________________________
4. N. AUTORIZZAZIONE:________ENTE AUTORIZZANTE:__________________
5. ISCRIZIONE ALBO REGIONALE:_________N.________DEL______________
6. VIA______________________________________________N.__________
7. C.A.P._________CITTA’__________________(PR)____________________
8. RECAPITO TELEFONICO________________SITO INTERNET_____________
9. E-MAIL__________________
10. N. UTENTI___________________________
11. PERSONALE IMPIEGATO E QUALIFICHE
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
________________________________________________________
12. SERVIZI EROGATI:
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
SCHEDA UTENTE
1. DATI DELL’UTENTE
NOME:______________________COGNOME:_______________________
NATO A ____________________________IL _______________________
ULTIMA RESIDENZA A__________________________________________
IN VIA________________________________N._____TEL.____________
CODICE FISCALE__________________CODICE REGIONALE____________
ESENZIONE TICKET_______________
DATA INSERIMENTO NELLA STRUTTURA___________________________
MOTIVAZIONI________________________________________________
2. MEDICO DI BASE___________________________________________
INDIRIZZO STUDIO____________________________________________
TEL.:________________GIORNI E ORARI DI RICEVIMENTO ___________
___________________________________________________________
3. INFORMAZIONI SOCIO-ASSISTENZIALE
COMPOSIZIONE NUCLEO FAMILIARE: _____________________________
___________________________________________________________
RECAPITI DEI PARENTI: _______________________________________
___________________________________________________________
RECAPITI VICINI DI CASA: _____________________________________
___________________________________________________________
BREVE ANAMNESI SULLA SITUAZIONE DELL'UTENTE: _________________
____________________________________________________________________________
______________________________________________________
ALTRE NOTIZIE UTILI: _________________________________________
___________________________________________________________
OSSERVAZIONI ISPEZIONE: _____________________________________
____________________________________________________________________________
______________________________________________________
ASSISTENTI SOCIALI
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
VERBALE DI ISPEZIONE
L’anno ________________________, il mese______________, il giorno___________, alle ore ________, in
_______________ presso ________________________________
I sottoscritti:
Assistenti Sociali__________________________________________________________
_______________________________________________________________________
Vigile Urbano _________________________ del Comune di ______________________
Personale sanitario ________________________________________________________
su specifica delega dell’Ente Regione si è proceduta all’ispezione presso _____________
__________________________
è
presente
il
Responsabile
della
Struttura,
ovvero
facente
funzioni__________________________________________ si visionano gli elenchi, ovvero la documentazione
inerente ____________________________________ qui presenti, con contestuale verifica delle singole
autorità o dei parenti che ne hanno richiesto il collocamento, delle loro date di ingresso e dei relativi motivi.
La tenuta di detti elenchi risulta: _____________________________________________
______________________________ .
Si acquisisce copia del predetto elenco, ovvero lo si trascrive sul foglio_______________
Si visiona la struttura con particolare attenzione alla sua igiene, al decoro ed alla pulizia accertando
______________________________________________________________
Si vedono alcuni _________________, collocati al momento presenti, il cui apparente stato psico-fisico pare
_____________________________________________________
Nel corso della ispezione si constata altresì ____________________________________
Si da atto che non si rilevano negli elenchi dei visitatori, ne in altro modo, elementi o dati di sorta dai quali
dedurre lo stato ________________________________________
Il Responsabile di cui sopra, per quanto concerne il rapporto degli utenti, con i loro____
___________________________ dichiara _____________________________________
_______________________________________________________________________
Il
predetto
viene
formalmente
avvertito
che
la
struttura
che
rappresenta
ha
l’obbligo
_______________________________________________________________________
VIGILI URBANI
ASSISTENTI SOCIALI
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
IL RESPONSABILE
di
Allegato 2
FATTORIA SOCIALE
1. INTRODUZIONE/MOTIVAZIONE
I soggetti interessati all’Agricoltura Sociale sono innanzitutto quelle persone che, provate da forme
diverse di disagio, pensano di trovare nelle attività agricole una chance per dare significato alla propria
vita. In una società dove aumentano gli individui sotto la soglia di povertà e diminuiscono le risorse
pubbliche destinate al sostegno delle fasce deboli della popolazione, cresce l’attenzione verso
l’agricoltura, intesa come giacimento di risorse naturali e culturali da mettere a frutto per realizzare
progetti in grado di assicurare un’esistenza dignitosa. Naturalmente si guarda all’agricoltura non
omologata ai processi industriali. Si mira, in altre parole, a quel nucleo di relazioni informali, di attività
produttive e di saperi contestuali, tradizionali, tecnici e scientifici, che si fondano sul rapporto tra
l’uomo e la natura e che costituiscono il patrimonio culturale e naturale che caratterizza un territorio
rurale.
Le persone interessate sono quelle con disabilità fisiche, psichiche o mentali, ex tossicodipendenti,
detenuti o ex detenuti, donne che hanno subìto violenza. Ma possono anche essere persone che non
presentano bisogni speciali, cioè problematiche sanitarie o difficoltà sociali di particolare gravità. Si
tratta di soggetti che provengono da ambiti lontani dall’agricoltura e che trovano le loro
motivazioni profonde nel disagio provocato dagli aspetti quantitativi, standardizzati e consumistici del
modello di sviluppo della società contemporanea e, quindi, nel bisogno di sperimentare nuove forme di
vita, di produzione e di consumo per dare un senso alla propria esistenza.
Inoltre, sono sempre più interessati quegli agricoltori “nuovi” che già svolgono attività diversificate
nell’ambito dell’agriturismo e dei servizi legati al mondo della scuola. E incominciano a mostrare
attenzione anche quegli agricoltori “tradizionali”, i quali spinti dalla globalizzazione ad abbandonare
modelli produttivi eccessivamente specializzati perché non premiati dai mercati, sono
indotti, per integrare il reddito, a sperimentare modelli agricoli multifunzionali. Sia nel caso di soggetti
“rurbanizzati” che di agricoltori alla ricerca di nuove opportunità, alla base di questi processi vi sono
sempre motivazioni etiche. E a guidare i nuovi percorsi sono soprattutto le donne. Esse sono portatrici
di una capacità di inventare le risorse e valutare in modo attento e duttile le opportunità. Un’attitudine
che probabilmente hanno acquisito nella società rurale, quando l’assolvimento di ruoli sostitutivi di
quelli maschili, ritenuti irrilevanti nell’assetto formale del sistema che all’epoca vigeva, permetteva loro
di saggiare continuamente le innovazioni e di introdurle informalmente e senza contraccolpi.
Sono, infine, interessati alla progettazione di iniziative di Agricoltura Sociale tecnici, ricercatori, liberi
professionisti, animatori sociali, amministratori, fortemente motivati a sperimentare modalità di offerta
di servizi alla persona in contesti non medicalizzati, in grado di contribuire, in modo rilevante, a
riqualificare i sistemi socio-assistenziali e socio-sanitari dei contesti territoriali.
All’Agricoltura Sociale guardano con interesse persone e gruppi che provengono da contesti socioculturali differenti e da ambiti settoriali che non sono avvezzi a confrontarsi e a collaborare. I due
ambiti principali sono l’Agricoltura e il Servizio Sociale.
A torto si attribuisce la difficoltà di dialogo solo a coloro che svolgono attività agricola, per il fatto che il
mondo rurale si stato percepito per un lungo periodo come un mondo a sé, separato dal resto. Non è
così. Questa ridotta capacità a collaborare non deriva dall’antica frattura tra città e campagna, che da
tempo ormai si va cicatrizzando ed è stata soppiantata da forme molto diversificate
di integrazione, a partire dal fenomeno molto esteso della periurbanità e della ruralità non agricola. Ma
è l’esito di cesure più recenti, derivanti da una particolarità che accomuna le politiche pubbliche,
l’organizzazione del sapere scientifico e delle competenze tecniche e il mondo delle professioni e delle
imprese: l’eccessiva parcellizzazione e la scarsa propensione a interagire e a collaborare tra ambiti e
discipline differenti. Per favorire il dialogo tra queste diverse realtà bisogna innanzitutto mettere a
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
fuoco le caratteristiche più salienti che contraddistinguono i due principali ambiti che vengono a
incrociarsi nell’Agricoltura Sociale: l’Agricoltura e il Servizio Sociale.
L’imprenditore agricolo è l’attore principale delle aree rurali essendo profondamente inserito nel
contesto socio-economico delle stesse assolvendo il ruolo di presidiare, tutelare e valorizzare le risorse
ambientali esistenti. Accertata la multifunzionalità dell’agricoltura moderna, è importante conferire agli
agricoltori la possibilità di fornire servizi necessari alla popolazione delle aree rurali, periurbane e di
quelle limitrofe. Il riconoscimento della multifunzionalità dell’agricoltura, rappresenta un’opportunità
economica di vitale importanza per i conduttori di aziende e per i componenti della famiglia agricola.
In tal senso l’imprenditore agricolo è visto come soggetto inserito nel contesto economico, sociale e
territoriale delle aree rurali con compiti di presidio tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e di
servizio alla popolazione residente e non. La misura intende perseguire la diversificazione delle attività
agricole svolte dalle aziende in modo da permettere un’ integrazione del reddito mediante l’attuazione
di attività normalmente considerate non agricole, che invece risultano strettamente connesse al settore
primario; di conseguenza si favorisce l’aumento occupazionale ed economico tra i membri della
famiglia agricola, incentivando altresì lo sviluppo del lavoro autonomo.
Le fattorie sociali sono aziende agricole che affiancano alla propria attività principale, quella produttiva,
uno o più progetti a sfondo sociale. Questi generalmente si concretizzano in iniziative di tipo
culturale, didattico o formativo rivolte a persone in situazione di disagio: detenuti e tossicodipendenti
durante il loro percorso di reinserimento sociale, ad esempio, ma anche anziani e persone con
disabilità fisiche, sensoriali, intellettive o psichiche.
Per realizzare queste attività alternative, che possono avere risvolti molto positivi in ambito
terapeutico e riabilitativo, le fattorie sociali spesso collaborano con scuole, enti ed associazioni (ad
esempio quelle operanti nell’assistenza ai disabili). Va sottolineato che le fattorie sociali non seguono
logiche assistenzialistiche: esse conservano la propria natura imprenditoriale tentando però di
riprodurre in agricoltura quel modello di economia sociale che mira a coniugare il profitto dell’azienda
con il “bene” della collettività ed in particolare delle fasce socialmente svantaggiate.
Dalla coltivazione dell'orto alla cura degli animali al ciclo biologico e naturale, le attività in campagna
offrono stimoli nuovi. Nelle fattorie, come pensa la Provincia di Roma, si posso prevedere percorsi di
assistenza e cura di anziani non autosufficienti insediare ludoteche, centri di produzione artistica e
un'ampia gamma di servizi "di prossimità".
E’ ormai ampiamente condiviso della letteratura scientifica la possibilità di attivare efficaci interventi
terapeutici e riabilitativi attraverso il rapporto con gli animali. Viene inoltre considerato fondamentale in
qualsiasi progetto riabilitativo il recupero o l’acquisizione di specifiche abilità e competenze nell’ambito
lavorativo. Più percorsi propone la fattoria sociale, l’ortoterapia, il giardinaggio, la pet terapy,
riabilitazione equestre e aspetti ludici.
2. OBIETTIVI/FINALITA'
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Mettere a disposizione un luogo accogliente e stimolante sia dal punto di vista relazionale sia da
quello ambientale.
Favorire le relazioni all’interno del gruppo, senza trascurare le caratteristiche individuali
Coinvolgere le persone in un’attività fisica e, al contempo, in un lavoro di cura minuta delle
piante officinali, con un’attenzione alla dimensione estetica e sensoriale.
Offrire loro un’attività strutturata, caratterizzata da spazi e tempi determinati, stabiliti sia dalle
regole concordate all’interno del gruppo, sia dai ritmi naturali.
Consentire alle persone di acquisire abilità relative all’attività specifica
Valorizzare il lavoro, eventualmente inserendolo in un processo produttivo, finalizzato alla
vendita dei prodotti, con modalità terapeutiche individualizzate
nascita di interessi in persone che spesso ne sono prive.
miglioramento dello stato generale di salute fisica e psicofisica negli utenti coinvolti e
miglioramento della loro qualità di vita.
implementazione del progetto in altre realtà del territorio. Diffusione del biocentrismo in
alternativa all’antropocentrismo con il rafforzamento della cultura del rispetto verso i non
umani.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
3. ATTIVITA'
GIARDINO DEGLI AROMI: si offre come aiuto alle persone che cercano di recuperare un proprio
equilibrio, che sia mentale, fisico, affettivo o emotivo. E lo fa nel modo più semplice e immediato:
dando loro l’opportunità di svolgere un’attività al suo interno, di entrare in rapporto diretto con la
natura e i suoi ritmi partecipando alla coltivazione e alla trasformazione delle piante. Il Giardino degli
Aromi è costituito da aiuole con piante aromatiche e orticole. Tutto coltivato secondo i principi
dell’agricoltura biologica. Operatori esperti nella coltivazione, con competenze nell’ambito del rapporto
con le persone con disabilità, possono accogliere gli ospiti in piccoli gruppi per accompagnarli in un
lavoro che permetta loro di recuperare il rapporto con la terra e con i ritmi della natura, in un clima di
collaborazione reciproca e in una dimensione di gruppo attenta tuttavia alle caratteristiche e alle
preferenze dei singoli. L’obiettivo è quello di proporre alle persone un’attività di coltivazione che le
coinvolga in un’attività fisica impegnativa e nel contempo non troppo pesante, ma anche in un lavoro
di cura minuta delle piantine e di sistemazione delle piccole aree dedicate a ogni specie. Durante tali
attività, viene prestata un’attenzione particolare ai nomi delle piante, alle forme e ai colori di foglie,
fiori e frutti, e ai profumi, estendendo quindi l’intervento agli ambiti estetico e sensoriale. Gli utenti
saranno accompagnati a confrontarsi con una dimensione concreta dello spazio e del tempo: dovranno
infatti considerare uno spazio delineato dove svolgere i lavori in un tempo stabilito, determinato in
parte dalle regole che il gruppo si dà e in parte dai ritmi naturali. L’attività di coltivazione e cura sarà
completata dalla raccolta (anche con l’eventuale organizzazione di uscite in luoghi dove la crescita è
spontanea), dall’essiccazione e dall’uso delle piante officinali, aromatiche e orticole in un laboratorio di
cucina naturale. Quest’ultima attività sarà svolta soprattutto nei periodi invernali e nei giorni piovosi.
Gli operatori sono a disposizione anche per progettare, insieme con gli interessati, percorsi specifici da
realizzare presso altre strutture, oppure per allestire in altre sedi giardini di piante officinali, aromatiche
o orti, fornendo agli operatori delle comunità un’adeguata formazione in merito.
ORTICOLTURA E FLORICULTURA questa attività prevede le seguenti azioni:
• Realizzazione nella serra-tunnel di un Orto;
• Cura di tutte le fasi del ciclo produttivo;
• Preparazione del terreno;
• Semina di piantine di ortaggi e fiori nella serra nel periodo primaverile ed estivo;
• Semina di semi di ortaggi e fiori nel semenzaio nel periodo invernale e autunnale;
• Trapianto ortaggi e fiori nella serra;
• Eliminazione delle erbe infestanti;
• Irrigazione ortaggi e fiori coltivati in serra e nel semenzaio;
• Cura e raccolta degli ortaggi;
• Trasformazione dei prodotti coltivati in funzione della eventuale vendita;
• Eventuale vendita prodotti al mercato del paese;
• Concimatura.
Si provvederà alla personalizzazione degli interventi, partendo dalle abilità acquisite ed emergenti.
Rispetto delle motivazioni e interessi di ciascuno. Gradualità delle proposta e degli aiuti. Utilizzo di
supporti alla comunicazione, all’organizzazione della giornata e delle attività allo scopo di ottenere il
massimo delle autonomie e prevedibilità (adattamento ed organizzazione degli spazi ed utilizzo degli
schemi). Apertura sistematica all’esterno. Utilizzo di rinforzi sia interno che esterni alla richiesta. Lavoro
in piccoli gruppi. Mantenere un sorta di ritualità delle azioni da proporre agli utenti frequentanti.
PET THERAPY (cani e cavalli): vari studi ci dicono che la pet-therapy aiuta il movimento fisico
rispettando la possibilità del disabile, aiuta a conoscere in diretta la natura, la diversità, i limiti dei cicli
vitali, sia biologici che sessuali, stimola l’elaborazione del linguaggio verbale a partire dai toni della
voce, aiutando a conoscersi e a migliorare la propria immagine dinamica, aiuta ad individuare i segnali
non-verbali nella comunicazione, aiuta a sviluppare la fiducia in se stessi, inducendo o a esperienze di
movimenti nuove, di modi sconosciuti di comportarsi, di sentire e di essere, offre un senso di
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
protezione e quello di un legame di dipendenza e di cura,aiuta ad apprendere e ad interiorizzare il
senso di responsabilità e funziona da valvola di sfogo emotivo.
Sono ormai numerosi i riscontri dell’effetto benefico prodotto dalla presenza di animali in un contesto
sanitario, sia che l’animale venga utilizzato come parte integrata di un programma terapeutico (Terapia
Assistita con Animali o AAT, secondo l’acronimo inglese Animal - Assisted Therapy) sia che venga
utilizzato in attività più informali (Attività Assistita con Animali o AAA Animal - Assisted Activies).
Questo tipo di attività, definito genericamente con il termine anglosassone di Pet Therapy ( terapia
condotta con animali da affezione o animali domestici ) ha suscitato notevole interesse essendo
finalizzata ad un miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive delle persone a cui sono
dirette. La prescrizione, la progettazione e l’attuazione di un simile intervento di tipo educativo e/o
ricreativo, richiede la presenza di un équipe multidisciplinare, a seconda del paziente e della patologia
da trattare. I meccanismi d’azione fondamentali di questo tipo di intervento sono:
1. il rapporto uomo-animale, affettivo ed emozionale, in grado di arrecare non solo benefici
emotivi e psicologici, ma anche fisici, quali l’abbassamento della pressione sanguigna, il
rallentamento del battito cardiaco;
2. la comunicazione uomo-animale, che si basa su una forma di linguaggio molto semplice,
cadenzato, con ripetizioni frequenti, tono crescente e interrogativo, che produce un
effetto rassicurante, sia in chi parla, sia in chi ascolta;
3. la stimolazione mentale, che si verifica grazie alla comunicazione con l’altro, alla
rievocazione di ricordi, all’intrattenimento, al gioco, fattori che riducono il senso di
alienazione e isolamento;
4. il tatto, il contatto corporeo, il piacere tattile permettono la formazione di un confine
psicologico, della propria identità, del proprio Sé e della propria esistenza;
5. l’elemento ludico, cioè il gioco e il divertimento, che portano benefici psicosomatici. Le
persone, giocando, possono liberare le proprie energie e ricavare sensazioni di
benessere e di calma;
6. la facilitazione sociale, la presenza di un animale, spesso, costituisce un’occasione di
interazione con altre persone;
7. la responsabilità, proporzionale alla propria età e alle proprie possibilità, nella cura di un
eventuale animale di proprietà;
8. l’attaccamento, il legame che si viene a creare tra uomo e animale può, almeno in parte,
compensare la mancanza eventuale di quello interumano, e, comunque, favorire lo
sviluppo di legami di attaccamento basati sulla fiducia, che potranno, in seguito, essere
anche trasferiti ad altri individui;
9. l’empatia: la capacità di identificarsi con l’animale, nel tempo, viene trasferita anche alle
relazioni con gli altri esseri umani;
10. l’antropomorfismo: l’attribuzione di alcune caratteristiche umane all’animale, può
rappresentare un valido meccanismo per superare un eventuale egocentrismo e
focalizzare la propria attenzione sul mondo esterno;
11. il senso di comunione con la natura.
Questa attività è innovativa e rivoluzionaria per la mentalità corrente. Riassumendo i concetti
fondamentali per i quali la Pet Therapy viene considerata salutare sono:
•
•
•
•
•
gli animali forniscono compagnia;
sono essere attivi;
offrono un supporto emozionale;
fanno sentire accettata la persona;
risvegliano il senso di responsabilità.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
FRUTTETO: Si propone la realizzazione di un orto biologico sperimentale, condotto e gestito dagli
afferenti al progetto. All’orto si affiancheranno altre strutture e attività complementari (erbario per
essenze officinali, semenzaio, gestione produttiva dei preesistenti alberi da frutta), sempre condotte
con metodi rigorosamente biologici. L’impianto coprirà la superficie della fattoria. Le attività saranno
condotte da gruppi composti al massimo da 20 persone supportate dagli operatori.
L’impianto dell’orto biologico seguirà le seguenti fasi preliminari:
•
•
•
•
•
•
•
perimetrazione e recinzione dell’area adibita a orto biologico;
preparazione e dissodamento del terreno attraverso lavorazione meccanica;
scelta delle specie da coltivare a seconda delle esigenze stagionali;
preparazione del semenzaio e dell’erbario;
progettazione e realizzazione dell’impianto automatico di irrigazione;
avvio delle attività colturali;
potatura e interventi gestionali sugli alberi da frutta.
Gli addetti utilizzeranno attrezzature leggere a mano, adeguate alle dimensioni contenute della
superficie coltivata e alle tipologie orticole e compatibili con le proprie competenze psico-motorie
L’obiettivo principale è di creare uno luogo protetto in cui si cerca di sviluppare e mantenere tutte le
abilità che “la persona” possiede. Inoltre si vuole creare spazi di relazione dove ci si propone di
sviluppare anche la maturazione affettiva e relazionale della persona. Il giardino vuole essere un luogo
di comunicazione, interazione ed integrazione.
4. DATI DI RIFERIMENTO DEL PROGETTO
Bacino d’utenza
Tipologia della struttura
Utenza complessiva prevista
Tipologia di utenza
Sede
Distretto socio-sanitario RM/G 6
Fattoria Sociale
N. 35 utenti
Soggetti deboli, per raggiungere un effettivo
stato di inserimento sociale e creare un "Dopo
di Noi"; tale iniziativa, proposta dai partecipanti
al tavolo tematico nonché genitori dei ragazzi
diversamente abili costituisce una valida
opportunità per mettere a frutto capacità a
tessere nuove relazioni sociali e inserimenti in
una struttura lavorativa.
La sede sarà individuata su una fattoria sociale
con i requisiti di cui alla Misura 311 presente sul
territorio del Distretto RM G6, con il requisito
della biodiversità.
5. PERSONALE IMPIEGATO
L’implementazione delle azioni del progetto prevedono il coinvolgimento delle seguenti figure con i
relativi compiti:
•
2 TECNICI/RESPONSABILI
•
1 ADDETTO SERVIZI GENERICI
•
3 OSS
•
1 BRACCIANTE AGRICOLO
•
5 VOLONTARI
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
6. PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO
6.1 COSTI DEL PERSONALE
Ore lavorative su una base MENSILE (DURATA DEL PROGETTO - 35 SETTIMANE)
FIGURE PROFESSIONALI
ORE
SETTIMANALI
ORE
COMPLESSIVE
(35 SETT)
COSTO ORARIO
COSTO
COMPLESSIVO
€ 28.000,00
2 TECNICI/RESPONSABILI
1 ADDETTO SERVIZI GENERICI
14
490
€ 14,00
€ 6.860,00
3 OSS
14
1470
€ 16,00
€ 23.520,00
1 BRACCIANTE AGRICOLO
/
/
/
€ 7.000,00
5 VOLONTARI
/
/
/
€ 17.500,00
TOTALE
/
/
/
€ 82.880,00
6.2 COSTI DI FUNZIONAMENTO
VOCI DI COSTO
Mensa
Spese di funzionamento
Materiale
Trasporto
Totale
COSTO
€
16.000,00
€
50.000,00
€
30.000,00
€
20.000,00
€
116.000,00
6.3 COSTI DI INFORMAZIONE
Campagna informativa progetto
MANIFESTI
Totale
€ 1.120,00
€ 1.120,00
6.4 TABELLA DEI COSTI RIEPILOGATIVA
VOCI DI COSTO
COSTO
COSTI DEL PERSONALE
€ 82.880,00
COSTI DI FUNZIONAMENTO
COSTI DI INFORMAZIONE
TOTALE COSTO
€ 116.000,00
€ 1.120,00
€ 200.000,00
TOTALE RICHIESTA FINANZIAMENTO:
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
€ 200.000,00
RIFERIMENTI NORMATIVI
Articolo 53 del Regolamento CE n.1698/05.
Articolo 35 del Reg. CE n. 1974/2006 e comma 5.3.3.1.1 dell’Allegato II.
Sarà adottata la formula comunitaria Misura 311.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
ALLEGATO 3
PROGETTO TEATRANDO
L’idea del Progetto nasce dalla conoscenza delle persone con disabilità, di diversa severità,
appartenenti al territorio, conosciute attraverso l’erogazione di altri Servizi alla persona con handicap.
L’idea proposta attraverso il Progetto è quella di offrire la possibilità concreta di frequentare spazi e
attività diverse e pensate su misura secondo la tipologia di disabilità che potremmo orientativamente
suddividere in tre ampi filoni:
• disabilità lieve
• disabilità medio-grave
• disabilità grave
Questo consentirà di organizzare gli spazi , i tempi e le attività secondo le reali caratteristiche delle
persone a cui sono destinate e le effettive potenzialità delle stesse con l’obiettivo principe di rendere
realmente approcciabile e fruibile il servizio proposto.
Laboratorio teatrale e di espressione corporea per persone con disabilità di differente
severità
I Progetto è destinato a persone con differente grado di disabilità e quindi con diversa possibilità di
partecipazione all’interno di un unico progetto di ampio raggio. Tale proposta di giornate di laboratorio
teatrale consentirà di organizzare incontri con una progettazione sequenziale, tipica di un lavoro che
va svolto giorno per giorno, accumulando le acquisizioni e i progressi effettuati nelle giornate
precedenti.
La proposta vede l’organizzazione di incontri della durata di un anno , un pomeriggio a settimana ,
dalle 15.00 alle 18.00, ( per un totale di circa 46 incontri)
Fare teatro, così come giocare o fare altre attività creative, permette di liberare energie positive che
possono rivelarsi utili ad esprimere e sviluppare le proprie potenzialità, aumentando la conoscenza di
sé e la voglia di mettersi in gioco. Il teatro aiuta inoltre a conoscere gli altri, a relazionarsi attraverso
uno scambio che facilità la comunicazione e la condivisione, in un clima di fiducia, partecipazione,
spontaneità e mutuo-aiuto. Ripercorrendo i presupposti e i fondamenti essenziali dell’animazione
teatrale, il lavoro valorizza l’unicità e la particolarità della persona favorendo la spontaneità, con
l’obiettivo primario di dare spazio all’espressività alle emozioni e alle relazioni, nel gruppo, luogo vitale
di scambi, collaborazione, rispetto e contatto . Tutto questo verrà pensato e organizzato secondo
all’interno di in unico progetto che vede la partecipazione di circa 30 persone con disabilità lieve;
medio-grave e grave, con uno spazio e attività pensate per la persona e per le reali caratteristiche che
essa possiede e potenzialità utilizzabili.
Inevitabilmente l’espressività entra in gioco anche attraverso il movimento del corpo e la danza.
L’espressività corporea viene utilizzata con successo da oltre sessant’anni in ambito clinico, riabilitativo
e pedagogico. Attraverso il processo creativo e l’ampliamento del repertorio individuale di movimento,
questa pratica genera un’esperienza globale che è al tempo stesso corporea, psichica e relazionale.
Questa è un’ulteriore impronta che si vuole dare al Progetto: l’utilizzo del movimento del corpo come
canale di comunicazione……
Caratteristica peculiare di questo progetto all’interno di una programmazione generale mirata a
prevenire e contrastare condizioni di emarginazione e solitudine tipiche delle persone con disabilità , è
quella di offrire delle giornate di ritrovo e di aggregazione fuori dai contesti familiari o abitualmente
frequentati. I laboratori in realtà si caratterizzano come spazi , dove i partecipanti vanno ad integrarsi
con realtà già presenti sul territorio, come le scuole o tutte le persone che volessero partecipare alla
realizzazione degli incontri a qualsiasi livello. Tutto questo può contribuire a favorire la socializzazione
e a stimolarle capacità e le potenzialità individuali insieme ad altre persone normodotate e non.
Il Progetto ha le seguenti finalità:
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
•
•
•
Offrire al disabile una struttura come punto di riferimento, per progettare e dare voce e corpo
alla propria espressività, a qualunque livello ciò possa essere fatto, assicurando loro un
ambiente che possa accoglierli.
Favorire la socializzazione e l’integrazione sociale con particolare attenzione allo sviluppo di
capacità relazionali e di comunicazione
Sviluppare capacità creative e comunicative attraverso attività di manipolazione e stimolazione
sensoriale allo stesso tempo offrire momenti collettivi di uscite e spazi da vivere (anche per le
persone con un’accentuata difficoltà)
DESTINATARI DEL LABORATORIO TEATRALE E DI ESPRESSIONE COPROREA
Il Progetto è destinato a persone, ragazzi e adulti, con diversi livelli di disabilità (da lieve a mediograve e grave),di carattere intellettivo e relazionale o di handicap fisico , pari ad un numero di circa
30 partecipanti (prevedendo una media di 7 con disabilità grave; 13 con media disabilità e 10 con
compromissione lieve delle potenzialità psico-fisiche) con i quali si sceglierà un testo, di facile
realizzazione con un a rappresentazione teatrale che potrà anche trasformarsi in itinerante. Tutte le
persone che vi prenderanno parte, riusciranno, attraverso un’organizzazione del lavoro adeguatamente
pensata, a partecipare secondo le possibilità e le attività proponibili e affrontabili.
FIGURE PROFESSIONALI:
Viene stabilito un rapporto utenti-operatori sociali in base al grado di disabilità. Sono previsti 10
operatori (aventi qualifica di assistenti domiciliari o animatori socio-culturali) e un maestro d’arte per la
realizzazione e organizzazione dello spettacolo.
Il progetto si avvarrà del coordinatore del progetto e dello psicologo con funzioni di:
- programmazione e monitoraggio delle attività;
- rapporto sistematico con i servizi responsabili e le famiglie;
- rapporto con il territorio per l’organizzazione delle attività.
LOCALIZZAZIONE E DURATA DELLE ATTIVITA’:
La localizzazione delle attività verrà stabilita in base alla reale aderenza al progetto, il periodo di
effettiva realizzazione e la provenienza dei partecipanti al fine di garantirne una più adeguata
realizzazione. Sono previsti circa 46 incontri, (per permettere al Progetto di svilupparsi su un intero
anno di lavoro) realizzabili nel pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00. (circa in incontro a settimana).
E’ previsto un Servizio trasporto che provvederà allo spostamento per l’accompagno e il rientro in casa
dei partecipanti alle attività.
DURATA: 1 anno circa.
COSTO DEL SERVIZIO:
La realizzazione del progetto “Laboratorio teatrale espressione corporea”, per un numero di
partecipanti pari a 30 prevede:
la presenza di 10 operatori e un maestro d’arte per ciascun incontro
Gli incontri saranno di un pomeriggio a settimana per 46 settimane (circa un anno). Ogni incontro avrà
durata di 3 ore.
Il Laboratorio sarà coordinato da un Responsabile del Progetto il quale si avvarrà della collaborazione
di uno psicologo.
E’ previsto un servizio di accompagnamento.
TOTALE COSTO PROGETTO: Euro 40.000
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
ALLEGATO 4
I TAVOLI TEMATICI
1. Premessa
Il rapporto che segue si propone si offrire una sintesi conclusiva sull’esperienza della
programmazione partecipata 2010-2012, realizzata dal Distretto RM G6 ai sensi della L. 328/2000.
Il rapporto si basa sui principali risultati emersi dalle attività dei Tavoli Tematici, a supporto del
processo di costruzione e realizzazione del Piano di Zona.
La costruzione del Piano di Zona è il banco di prova per l’attuazione della Riforma dei Servizi e
degli interventi sociali attivata dalla Legge n. 328/2000, il cui spirito è di ripensare gli interventi sociali
non più come meramente assistenzialistici, ma di programmarli mettendo al centro la comunità locale
ed il suo sviluppo, orientando le politiche sociali locali verso i bisogni sociali rilevati sul territorio.
Il Piano di Zona è uno strumento altamente innovativo che permette di mettere “in rete” le
risorse sociali già presenti sul territorio affinché lavorino in modo concertato e partecipativo attorno ad
un obiettivo comune.
Per far si che questo si realizzi è stato necessario prevedere delle modalità di incontro tra la
Comitato Tecnico e tutti i soggetti interessati al Piano. Ciò ha reso possibile la fattiva collaborazione di
questi ultimi alla stesura del documento programmatorio delle politiche sociali locali rappresentato dal
Piano di Zona.
2. Finalità dei Tavoli Tematici
In questa sede tutti i soggetti, attraverso proposte progettuali, contribuito alla definizione delle
linee progettuali del Piano di Zona mentre, il Comitato Tecnico valida scientificamente tali proposte,
per il tramite delle attività dell’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, che ha a disposizione la banca
dati, il monitoraggio e la valutazione dei progetti e altri documenti utili per la programmazione degli
interventi e per una migliore e più rispondente mappatura delle risorse e dei bisogni del territorio.
Si attivano in questo modo dei veri e propri laboratori di co-progettazione, spazi permanenti di
confronto, studio e di approfondimento, ma anche proposte sulle specifiche aree di intervento (D.G.R.
n. 471/2001) e su vari aspetti riguardanti l’erogazione dei servizi socio-sanitari.
Il Comitato Istituzionale definirà, sulla base di questo lavoro, il sistema integrato dei servizi e
degli interventi sociali del territorio: il profilo del welfare locale.
3. Composizione dei Tavoli Tematici
I TAVOLI TEMATICI sono stati individuati in base a quanto disposto dall’art. 10 dell’Accordo di
Programma del Distretto Socio-Sanitario RM G6 e sono i seguenti:
1
2
3
4
5
6
7
8
–
–
–
–
–
–
–
Tavolo Tematico “Responsabilità Familiari/Minori”;
Tavolo Tematico “Politiche Giovanili”;
Tavolo Tematico “Anziani”;
Tavolo Tematico “Disabili”;
Tavolo Tematico “Esclusione Sociale”,
Tavolo Tematico “Immigrazione”;
Tavolo Tematico “Disagio Mentale”;
Tavolo Tematico “Tossicodipendenze”.
I partecipanti ai Tavoli Tematici si possono suddividere in due gruppi:
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
- Rappresentati Istituzionali: formato dal Referente del Tavolo e dal Vice Referente (facenti parte
del Comitato Tecnico), i Referenti individuati dalla ASL RM G 6 ed i Referenti della Provincia di
Roma;
- Rappresentati non Istituzionali: che comprendono invece i soggetti del Terzo Settore che ne
hanno fatto richiesta (associazioni, gruppi di volontariato, cooperative sociali, i rappresentati dei
sindacati, nonché alcuni rappresentati di categoria professionali o di privati (for profit).
Nello specifico, i Rappresentati Istituzionali, dei diversi Tavoli Tematici, sono:
Tabella n.1 - Rappresentati Istituzionali Tavoli Tematici
Tavolo Tematico famiglia e minori
Referente
Vice Referente
Rappresentante ASL
Referente tecnico Provincia di Roma
Monica Pellacchia – Ass. Sociale Comune di
Valmontone
Sandra Goffi - Ass. Sociale Comune di
Labico
Fazzini Bruna Ass. Sociale Cons. Familiare
Tavolo Tematico politiche giovanili
Referente
Sandra Goffi - Ass. Sociale Comune di
Labico
Monica Pellacchia – Ass. Sociale Comune di
Valmontone
Dott. Carapellese Carlo Medico Psichiatra
UOS TSMREE
Vice Referente
Rappresentante ASL
Referente tecnico Provincia di Roma
Tavolo Tematico anziani
Referente
Vice Referente
Rappresentante ASL
Referente tecnico Provincia di Roma
Francesca De Rosa – Ass. Sociale Comune
di Carpineto Romano
Maria Cristina Canali – Ass. Sociale Comune
di Colleferro
Dott. Galliano Alfredo Maria Resp. UOS CAD
Tavolo Tematico disabili
Referente
Vice Referente
Rappresentante ASL
Referente tecnico Provincia di Roma
Maria Cristina Canali – Ass. Sociale Comune
di Colleferro
Francesca De Rosa – Ass. Sociale Comune
di Carpineto Romano
Teresa Matrigiani – Ass. Sociale CAD
Tavolo Tematico disagio mentale
Referente
Vice Referente
Rita Gizzi – Ass. Sociale Comune di Segni
Dr.ssa Federica Spigone – Sociologa
Comune di Montelanico
Chiara Cacciotti – Ass. Sociale Comune di
Gavignano
Dott. Pompili Enrico Medico Psichiatra Resp.
Centro di Salute Mentale Colleferro
Rappresentante ASL
Referente tecnico Provincia di Roma
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tavolo Tematico esclusione sociale
Referente
Vincenza Latini – Ass. Sociale Comune di
Artena
Alessandra Conti – Ass. Sociale Comune di
Colleferro
Ass. Sociale Viola Valentina Coord. Socio
Sanitario di Distretto
Vice Referente
Rappresentante ASL
Referente tecnico Provincia di Roma
Tavolo Tematico tossicodipendenze
Referente
Vice Referente
Rappresentante ASL
Referente tecnico Provincia di Roma
Alessandra Conti – Ass. Sociale Comune di
Colleferro
Vincenza Latini – Ass. Sociale Comune di
Artena
Dr.ssa Sarno Cristiana Resp. UOS Sert
Tavolo Tematico immigrazione
Referente
Vice Referente
Rappresentante ASL
Referente tecnico Provincia di Roma
Dr.ssa Federica Spigone – Sociologa
Comune di Montelanico
Rita Gizzi – Ass. Sociale Comune di Segni
Chiara Cacciotti – Ass. Sociale Comune di
Gavignano
Dott. Fabi Mario Resp. UOS Cure Primarie
Dr.ssa Daniela Gardenia
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
ALLEGATO 5
Realizzata della Segreteria Operativa dell’Osservatorio Sociale Distrettuale - SISS
Indice
Premessa .…………………………………………………………………..……..pag. 2
Note metodologiche ……………………………………………………………. pag. 3
1
Benchmarking ……………………………………………………………. pag. 4
2
2.1
2.2
Analisi della domanda …………………………………..……………… pag. 5
Target utenza ……………………………………………….………………pag. 5
Target domanda .…………………………………………….………….... pag. 10
3
3.1
3.2
Analisi dell’offerta ………………………………………………………. pag. 12
Risorse umane ……….... ………………………………………………… pag. 12
Target offerta ……………………………………………………………… pag. 13
4
Analisi degli indicatori ………………………………………………….. pag 14
5
Conclusioni …………………………….………………………………... pag. 21
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Premessa
I Report del Distretto Socio Sanitario RMG6 rappresentano un significativo risultato raggiunto
dall’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS nel contesto del tavolo di lavoro con l’Ufficio di Piano, il
Comitato Tecnico ed i soggetti gestori dei servizi implementati.
Questo elaborato si articola in quattro parti: la prima mette a confronto la progettazione dei sei
Distretti Socio-Sanitari della ASL RM G, relativa al Servizio di Segretariato Sociale-PUA, quale attività
di benchmarking; la seconda traccia il profilo dell’utenza e del target della domanda sociale
pervenuta al Servizio; la terza parte vuole invece tracciare il target dell’offerta relativo al personale
impiegato ed al servizio erogato. Infine, la quarta parte presenta l’analisi degli indicatori qualiquantitativi relativi alle funzioni espletate dal Segretariato.
Il periodo analizzato è febbraio-giugno 2009 per il quale si illustrano le attività svolte dal
Segretariato Sociale nei primi due trimestri dell’anno, a partire dalla data di attivazione del servizio.
Note metodologiche
Il presente Report è il primo risultato di un lavoro multidisciplinare ed integrato che permette di
monitorare il Segretariato Sociale – PUA nell’ambito della sua attività con cadenza trimestrale e di
valutare il servizio al fine di rilevare la qualità dello stesso migliorando gli standard assistenziali
individuati attraverso indicatori di processo e di risultato.
L’Osservatorio Sociale, nella creazione degli strumenti di monitoraggio e valutazione delle attività
realizzate, segue la metodologia di seguito riportata:
•
•
•
•
Raccolta dati attraverso la Scheda di Accesso al Servizio con relativa codifica e Diario di Bordo,
creati dall’Osservatorio Sociali per il Segretariato Sociale;
Creazione della banca dati con aggiornamento trimestrale;
Analisi dei dati;
Report trimestrale.
1. Benchmarking
In questa prima parte del Report viene analizzata la programmazione del Servizio di
Segretariato Sociale – PUA nei Distretti Socio-Sanitari ROMA G.
Nell’allegato 2 delle Linee Guida per la stesura del Piano Attuativo Locale (PAL) triennale
2008-2010, si individua quale obiettivo 1: “la progressiva organizzazione del Punto Unico di Accesso
integrato sanitario e sociale (PUA), inteso quale funzione del Distretto in grado di fornire
informazioni e orientamento al cittadino, risolvere problemi semplici e rinviare i casi a maggior
complessità verso le sedi adeguate (funzione filtro triage); attivazione di un’unità funzionale di prevalutazione integrata, che potrebbe essere svolta anche a livello del punto unico di accesso, una
volta consolidatosi, con utilizzo di strumenti di valutazione multidimensionale standardizzati e
semplificati. Il PUA non deve essere considerato necessariamente un luogo fisico, ma una modalità
di approccio ai problemi dell’utenza e di interfaccia con la rete dei servizi. Deve quindi diventare una
modalità di lavoro propria degli operatori sanitari e sociali piuttosto che una specializzazione di
alcuni addetti”.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
La programmazione del Servizio di Segretariato Sociale – PUA, nei Distretti Socio-Sanitari
ROMA G, è stata analizzata partendo dalla lettura dai Piani di Zona 2008-2010 di ciascun Distretto,
estrapolando le variabili comparabili che vengono riportate nella tabella 1.1.
Il Servizio di Segretariato Sociale – PUA è progettato in tutti i Distretti Socio-Sanitari RM G ad
esclusione del Distretto G4 (Capofila Subiaco), dove è stato attivato per un solo anno (gennaio
2003-gennaio2004) e non più ripresentato.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
TABELLA 1.1: SERVIZI DI SEGRETARIATO SOCIALE NEI DISTRETTI SOCIO-SANITARI RM G
Distret
to
Comune
capofila
G1
Monterotondo
G2
Guidonia
Montecelio
G3
Tivoli
Ubicazione del
servizio
Monterotondo
Mentana
Fonte Nuova
no
comuni
del
distretto
si
G5
San Vito
Romano
Caprinica Predestina,
Castel San Pietro
Romano, Cave,
Gallicano nel Lazio,
Genazzano, Palestrina,
Rocca di Cave, San
Sede ASL RM G6 Edificio Rosa_ Piano
Terra
Via degli Esplosivi, 9
- Colleferro
Disabilità
Anziani
Minori e
Responsabilità
Familiari,
Immigrazione,
si
Tutti i
comuni
del i
Tutti
Servizio non presente
Macroarea
3
Tutti i
comuni
del
distretto
Subiaco
Carpineto
Romano
Progetto
già
avviato
Guidonia Montecelio,
Marcellina, Montelibretti,
Monteflavio, Montorio
Romano, Morione, Neroli,
Palombara
Sabina,
Servizio
on-line
G4
G6
N. Sedi
Tutti i
comuni
del
distretto
Costo del
progetto
€ 30.000,00
€ 126.541,27
si
Famiglia
Disabilità
Anziani
Minori e
Responsabilità
Familiari,
Immigrazione,
no
€ 1.000,00
Disabilità
Anziani
Minori e
Responsabilità
Familiari,
Immigrazione,
Disabilità
Anziani
Minori e
Responsabilità
Familiari,
Immigrazione,
Disagio ed
€
82.365.00
si
1
si
0
€
36.491,52
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA
Dall’analisi della Tabella 1.1 si riscontra che sulla programmazione inerente l’attivazione del
Servizio di Segretariato Sociale – PUA non c’è stato confronto tra i sei Distretti Socio-Sanitari. Il
Distretto G1 (Capofila Monterotondo), ha attivato, con il Servizio di Segretariato Sociale, tre sedi per
attività di front-office, ubicate nei Comuni di Monterotondo, Mentana e Fonte Nuova; nel Distretto G3
(Capofila Tivoli) il servizio non prevede attività di front-office ma esclusivamente on-line; nel
Distretto G2 (Capofila Guidonia Montecelio) il servizio è attivo in tutti i comuni, ma solo per l’area
famiglia, con uno Sportello di informazione e counseling per tutte le problematiche e le esigenze
della famiglia con un servizio di informazione telefonica indirizzato in particolare alle persone
anziane; nel Distretto G5 (Capofila San Vito Romano) il servizio è attivo in tutti i Comuni.
Nei Comuni in cui il Servizio è presente in più sedi si presuppone che l’attività di Segretariato
Sociale è svolta dal personale del Servizio Sociale Professionale.
I dati relativi alle risorse umane impiegate non sono stati analizzati per mancanza di fonti
esaustive, dove è stato possibile reperire tali informazioni, è stata rilevata la presenza di Assistenti
Sociali, tranne che in quello del G6.
Infine, nel Distretto G6 la sede del Servizio di Segretariato Sociale è dislocata presso l’Ufficio
URP del Distretto Sanitario di Colleferro e prevede esclusivamente attività di front-office. Le attività
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
di back office relative al monitoraggio e valutazione delle attività sono svolte dall’Osservatorio
Sociale.
2. Analisi della domanda
2.1 Target utenza
Nella seconda parte del Report si procede tracciando il profilo dell’utente, preso in carico dal
Servizio di Segretariato Sociale - PUA, attraverso la rilevazione delle variabili socio-demografiche,
economiche e del bisogno espresso.
A partire dalla data di attivazione del servizio e fino al 16 giugno 2009, sono state compilate,
previo colloquio delle operatrici del servizio, n. 123 schede di accesso al Servizio, con la media di
una scheda compilata al giorno.
Tabella 1.1: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale –PUA, divisi per provenienza.
Provenienza
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
v.a.
18
6
49
2
0
13
7
7
10
v.p.
15%
5%
40%
2%
0%
11%
6%
6%
8%
Totale Distretto
Fuori Distretto
112
10
91%
8%
n.p.
Totale generale
1
123
1%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA.
La maggior parte degli utenti provengono da Colleferro (40%), a seguire Artena (15%), Labico
(11%) e Valmontone (8%), tutti gli altri sono inferiori al 6%. Solo per il Comune di Gorga non si
registrano utenti.
Il totale degli utenti appartenenti al Distretto sono n. 112, quelli provenienti da Comuni fuori
Distretto n.10.
Grafico 1.1: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale – PUA, divisi per provenienza.
8%
1%
91%
Totale Distretto
Fuori Distretto
n.p.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA.
Il grafico mostra i dati in valore percentuale rilevando che il 91% degli utenti presi in carico dal
Servizio Segretariato Sociale – PUA sono residenti nei comuni del Distretto e l’8% sono invece
residenti in comuni non facenti parte del Distretto.
Si riporta, di seguito, l’utenza divisa per sesso:
Tabella 1.2: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per sesso.
Sesso
F
M
Totale
v.a.
75
46
121
v.p.
62%
38%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA.
Come si evince dal grafico 1.2 il 62% degli utenti presi in carico dal Servizio Segretariato
Sociale – PUA sono di sesso femminile, mentre il 38% di sesso maschile.
Grafico 1. 2: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per sesso.
38%
62%
F
M
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA.
Nella successiva tabella si riportano i dati relativi allo stato civile:
Tabella 1.3: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per stato civile.
Stato civile
celibe/nubile
coniugata/o
divorziata/o
separata/o
vedova/o
n.p.
Totale
v.a.
30
50
2
12
12
17
123
v.p.
24%
40%
2%
10%
10%
14%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA.
La maggior parte degli utenti sono coniugati (41%), seguiti dai celibi/nubili (24%) mentre il
14% non ha dichiarato il proprio stato civile.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Grafico 1.3: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per stato civile.
14%
24%
10%
10%
2%
40%
celibe/nubile
coniugata/o
divorziata/o
separata/o
vedova/o
n.p.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA.
Il target rilevato rispetto alla scolarità è rappresentato dalla tabella 1.4 che però evidenzia una
percentuale di non risposte del 43%:
Tabella 1.4: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per titolo di studio.
Titolo di studio
diploma
laurea
lic elementare
lic media
senza titolo
n.p.
Totale
v.a.
27
6
7
22
8
53
123
v.p.
22%
5%
6%
18%
7%
43%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA.
La maggior parte dei cittadini che si sono rivolti allo sportello hanno conseguito un diploma di
scuola media superiore (22%), seguiti da cittadini che hanno conseguito la licenza media (18%). I
laureati sono solo il 5%, percentuale inferiore a quelli con licenza elementare e quelli senza titolo.
Si può quindi affermare che la percentuale del livello di scolarità si attesta su livelli medio-bassi.
Grafico 1.4: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per titolo di studio.
22%
42%
5%
6%
6%
diploma
laurea
lic elementare
1%
lic media
18%
nessuno
senza titolo
n.p.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA
Nella tabella e nel grafico 1.5 si rileva il target dell’utenza rispetto alla lingua:
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 1.5: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per lingua.
Lingua
albanese
bulgara
bulgaria
cinese
coreana
francese
Inglese
italiana
macedone
moldava
peruviana
polacca
romena
russa
spagnola
tunisina
n.p.
Totale
v.a.
5
22
1
1
2
4
3
36
1
1
1
2
31
1
1
1
10
123
v.p.
4%
18%
1%
1%
2%
3%
2%
29%
1%
1%
1%
2%
25%
1%
1%
1%
8%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA.
Con il relativo grafico:
Grafico 1.5: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per lingua.
n.p.
tunisina
spagnola
russa
romena
polacca
peruviana
v.a.
moldava
macedone
italiana
Inglese
francese
coreana
cinese
bulgaria
bulgara
albanese
0
5
10
15
20
25
30
35
40
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA
Come si evince dalla tabella e dal grafico 1.5 e 1.6 i cittadini italiani che si sono rivolti allo
sportello sono il 29%, subito seguiti da romeni (25%) e bulgari (19%) che, secondo i dati del Piano
di Zona, sono anche le nazionalità più presenti nel nostro territorio.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 1.6: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per cittadinanza.
Cittadinanza
albanese
algerina
benin
bulgara
cinese
concolese
coreana
equador
italiana
macedone
moldava
nigeriana
peruviana
polacca
romena
russa
togolese
tunisina
n.p.
v.a.
4
1
2
23
1
2
2
1
36
2
1
3
1
2
31
1
1
1
8
v.p.
3%
1%
2%
19%
1%
2%
2%
1%
29%
2%
1%
2%
1%
2%
25%
1%
1%
1%
7%
Totale complessivo
123
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA
Grafico 1.6: Utenti del Servizio di Segretariato Sociale divisa per cittadinanza.
n.p.
tunisina
togolese
russa
romena
polacca
peruviana
nigeriana
v.a.
moldava
macedone
italiana
equador
coreana
concolese
cinese
bulgara
benin
algerina
albanese
0
5
10
15
20
25
30
35
40
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale - PUA
Dall’osservazione dei dati si rileva, inoltre, che il numero di mancate risposte totali per le
variabili relative alla situazione economica, alla pensione, al grado di autonomia, al medico curante,
all’invalidità civile e di accompagnamento è elevato, quindi non è statisticamente significativo
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
analizzare tali variabili. E’ però significativo rilevare che dei n.123 utenti presi in carico, n. 33
richieste sono state fatte da un richiedente diverso dall’utente.
2.2 TARGET DOMANDA
Si riportano di seguito i bisogni espressi dagli utenti che si sono rivolti al Servizio di
Segretariato Sociale-PUA nel periodo 9.02.2009 – 16.06.2009.
Tabella 1.7: Informazioni richieste dagli Utenti del Servizio di Segretariato Sociale-PUA.
Informazioni
immigrazione
immigrazione e servizio sanitario
servizio sanitario e consolato
servizio sanitario
servizio sanitario e comunale
servizio sociale
servizio socio sanitario
np
Totale complessivo
v.a.
10
9
1
79
1
8
9
6
123
v.p.
8%
7%
1%
64%
1%
7%
7%
5%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
Dalla tabella 1.7 si evince che più della metà delle richieste pervenute allo sportello del
Segretariato sono di tipo sanitario (64%), subito seguite da informazioni sull’area immigrazione
(8%).
Da notare la netta superiorità di richieste inerenti il servizio sanitario su quelle inerenti il
servizio sociale, sicuramente influenzato dalla dislocazione del Servizio all’interno della sede del
Distretto Sanitario RM G6. Così come nella precedente annualità del progetto le richieste sono state
prevalentemente sociali e la sede del Segretariato Sociale era presso il Comune di Colleferro. Tale
netta superiorità ben si evidenzia nel grafico qui di seguito riportato:
Grafico 1. 7: informazioni richieste dagli Utenti del Servizio di Segretariato Sociale-PUA.
np
servizio
socio
sanitario
servizio
sociale
servizio
sanitario e
comunale
servizio
saniatrio
servizio
sanitario e
consolato
immigrazione
e servizio
sanitario
immigrazione
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
La tabella 1.8 illustra invece la tipologia delle informazioni richieste. Da tale tabella si evince
che la richiesta maggiore è per esenzione ticket (15%) e per altre tipologie di richieste sanitarie
(13%) tra cui aborto, anticipo visita, esami gratuiti in gravidanza, lunga degenza, medico di
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
base,scelta pediatra, trasporto per fisioterapia e vaccinazioni. Le altre richieste maggiori riguardano
l’iscrizione anagrafica (per i cittadini stranieri) ed informazioni inerenti il tesserino ENI. Per quanto
riguarda le richieste sul tesserino ENI e STP è interessante notare che le prime sono di gran lunga
superiori alle seconde in considerazione del fatto che da dicembre 2007 la Romania e la Bulgaria
sono diventati paesi appartenenti all’Unione Europea (UE) e proprio i cittadini di questi due paesi
rappresentano gli stranieri maggiormente presenti nel territorio distrettuale.
Le risposte non pervenute (np) incidono per il 37%, ciò è dovuto a problemi di codifica e
trascrizione dei dati da parte degli Operatori del Segretariato in quanto il sistema informativo di
raccolta dati, non ha potuto essere sperimentato preventivamente per problemi legati alla
tempistica di implementazione del Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV).
Tabella 1.8: Tipologia di informazioni richieste dagli Utenti del Servizio di Segretariato SocialePUA.
Tipologia
Iscrizione anagrafe
L.32
altre tipologie di richieste sociali
esenzione ticket
invalidità civile
tesserino ENI
tesserino STP
visita specialistica
Iscrizione SSN
altre tipologie di richieste sanitarie
n.p.
Totale
v.a.
9
3
5
18
6
8
3
5
4
16
46
123
v.p.
7%
2%
4%
15%
5%
7%
2%
4%
3%
13%
37%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
Il grafico seguente mostra i dati della tabella 1.8:
Grafico 1.8: Tipologia di informazioni richieste dagli Utenti del Servizio di Segretariato SocialePUA.
Tipologia di informazioni richieste dagli utenti del
Servizio di Segretariato Sociale-PUA
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
n.
p.
di
L.
ric
32
hi
es
te
so
ci
es
al
en
i
zi
on
e
tic
ke
in
va
t
lid
ità
ci
vi
le
te
ss
er
in
o
EN
te
I
ss
er
in
vi
o
si
ST
ta
P
sp
al
ec
tr
ia
e
lis
tip
tic
ol
I
s
a
og
cr
iz
ie
i
o
di
ne
ric
SS
hi
es
N
te
sa
ni
ta
rie
tip
ol
og
ie
al
tr
e
Is
cr
iz
io
ne
an
ag
ra
fe
50
45
40
35
30
25
20
15
10
5
0
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
3. Analisi dell’offerta
In questa parte del Report si vuole tracciare il profilo del servizio che viene erogato a risposta
dei bisogni espressi dai cittadini che vi si rivolgono.
3.1 Risorse Umane
Il Servizio di Segretariato Sociale -PUA è stato attivato nella prima annualità nel mese di ottobre
2007, con sede presso il Comune di Colleferro. Nella seconda annualità è stato attivato nel mese di
febbraio 2009, nella nuova sede del Distretto Sanitario di Colleferro.
L'Equipe del Servizio è formata da un Operatore sociale (Psicologo) e due Mediatori culturali,
una di lingua romena l’altra italiana (per le lingue inglese e francese).
Il Segretariato lavora in equipe con gli Operatori impiegati nell’Ufficio Relazioni con il Pubblico
(URP), condividendo saperi e professionalità.
Tutte le figure professionali coinvolte nel progetto del PUA si impegnano nell’accoglienza
dell’utente, nell’analisi e nella rilevazione del bisogno sociale e l’eventuale invio al servizio di
competenza.
Si presentano di seguito gli indicatori rilevati inerenti il lavoro svolto dagli Operatori del
Segretariato Sociale:
Tabella 2.1: Indicatori sul Servizio di Segretariato Sociale-PUA dal 09.02.2009 al 30.06.2009
Indicatore
Valore attuale
Valore (dal
09.02.2009 al
30.06.2009)
Giorni lavorati
Carico di lavoro giornaliero (utenti in media)
Carico di lavoro giornaliero per accoglienza
Carico di lavoro giornaliero per informazioni
Carico di lavoro giornaliero per
accompagnamento
Carico di lavoro giornaliero per mediazione
culturale
Giorni lavorati per operatore
94
54
16
33
2
Valore atteso
Al 30.09.2009
141
81
24
50
3
3
31
5
25
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
Dalla tabella 2.1 si evince che la media degli utenti che transitano nello Sportello è di 54 ed il carico di
lavoro maggiore riguarda la funzione di informazione, seguita da quella dell’accoglienza. La funzione che
incide meno sul carico di lavoro è quella dell’accompagnamento presso i Servizi socio-sanitari.
3.2 Target Offerta
Il Segretariato Sociale è una funzione che l’art. 22 della L. n. 328/2000 individua come Livello
Essenziale delle Prestazioni Sociali (LIVEAS). Detto articolo definisce tali livelli per macro-aree come
indirizzi e non come standard di erogazione e vincola la definizione dei LIVEAS alle risorse
economiche disponibili.
Il Segretariato Sociale è quindi rivolto alle famiglie, agli anziani, ai minori, agli immigrati, ai
disabili, alle persone con problematiche psico-sociali, e alla comunità intesa come l’insieme delle
aggregazioni sociali presenti sul territorio e la popolazione nel suo complesso.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Gli obiettivi del Servizio sono:
- assicurare, per tutti i comuni del Distretto, la funzione di segretariato sociale quale livello
essenziale di assistenza;
- evitare sovrapposizioni di competenze e settorializzazione di risposte;
- migliorare l’efficienza e l’efficacia della risposta dei servizi all’utenza;
- fungere, insieme al Servizio Sociale Professionale, da porta unitaria di accesso a garanzia
dell’universalità dei diritti e dell’equità nell’erogazione del servizio.
METODOLOGIA DI RETE:
Nello svolgimento della sua attività il Segretariato Sociale collabora con tutti i servizi sociosanitari territoriali: Servizio Sociale Professionale, Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Unità
Operative Semplici (UU.OO.SS.), Dipartimento Salute Mentale, Polo Ospedaliero e l’Ufficio Relazione
con il Pubblico (URP) della ASL RM G6.
ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO:
Sede: Via degli Esplosivi, 9 – Sede Distretto Sanitario di Colleferro – Palazzina Rosa
Tel.: 06/97097584
Fax: 06/97097532
e-mail: sito web del Distretto non ancora attivato
Operatori:
1 Operatore Sociale
2 Mediatori Culturali (Lingua Inglese, Francese, Romeno)
Orari:
Dal Lunedì al Venerdì ore 8,00 – 14,00
Martedì pomeriggio ore 15,30 – 18,30
Giovedì pomeriggio ore 14,30 – 17,30
Funzioni operative svolte dallo Sportello di Segretariato Sociale:
1. Accoglienza – ascolto, analisi della domanda sociale, supporto alla compilazione della
modulistica, raccolta dati.
2. Informazione – informazioni sui servizi e sulle strutture socio-sanitarie, pubbliche e
private, distrettuali ed extradistrettuali, informazioni sulle prestazioni e modalità di accesso alle
stesse, informazioni in merito ai diritti, alle norme e ai provvedimenti nazionali, regionali e locali in
materia di politiche sociali e sanitarie.
3. Accompagnamento – invio ai servizi socio-sanitari territoriali.
4. Mediazione culturale – facilitare l’accesso delle persone immigrate ai servizi sociosanitari, pubblici e privati e altri servizi territoriali, informazioni e consulenza in merito alle pratiche
amministrative (permesso di soggiorno, ricongiungimenti familiari, cittadinanza e altro).
Per la definizione delle modalità Operative di svolgimento delle funzioni del Segretariato è stato
redatto un Protocollo Operativo per l’integrazione socio-sanitaria nel Servizio di Segretariato Sociale
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
(Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS in collaborazione con l’Ufficio di Piano e gli Operatori del
Segretariato Sociale).
4. Analisi degli indicatori
In questa quarta parte del Report si analizzano gli indicatori quali-quantitativi inerenti le funzioni
svolte dal Segretariato.
Nel prevedere il valore atteso per il terzo trimestre di attività (verificato con il II° Report) si è
distinto tra attività inerenti l’ambito sanitario e quelle inerenti l’ambito sociale. Per l’area sanitaria si
è quindi calcolato un valore atteso superiore del 30%, rispetto al valore rilevato nel presente
Report, mentre,per l’area sociale, si è calcolato un valore atteso superiore del 50% del valore
rilevato. Questo in quanto si presuppone debbano essere incrementate ulteriormente le attività
svolte per l’area sociale vista la connotazione del Segretariato come punto unico di accesso ai
servizi territoriali tout court.
La serie storica relativa alle attività del Segretariato Sociale – PUA, nel periodo esaminato, è la
seguente:
Grafico 3.5: Serie Storica attività del Segretariato Sociale – PUA. Febbraio 2009–giugno 2009
Serie Storica delle attività del Segretariato Sociale - PUA - febbraio-giugno 2009
1000
900
800
700
v.a.
600
500
400
300
200
100
0
Febbraio
ACCOGLIENZA
Marzo
INFORMAZIONI
Aprile
ACCOMPAGNAMENTO
Maggio
Giugno
MEDIAZIONE CULTURALE
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
I relativi indicatori sono riportati di seguito per ogni funzione svolta. Nella seguente tabella 3.1
vengono rilevati, in numero assoluto, gli indicatori inerenti l’attività di accoglienza.
Questa funzione include attività di ascolto, analisi della domanda sociale, supporto alla
compilazione della modulistica, raccolta dati.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 3.1: Indicatori attività di accoglienza
Indicatore
N. accessi
N. accessi diretti
N.
N.
N.
N.
accessi allo sportello
accessi telefonico
accessi Fax
accessi e-mail
N. accessi indiretti
N.
N.
N.
N.
accessi servizi sociali comunali
accessi UU.OO.SS.
accessi DSM
accessi Polo Ospedaliero ASL
Valore attuale
Valore atteso
(dal 09.02.2009 Al 30.09.2009
al 30.06.2009)
1384
2010
1381
2000
1303
1900
78
100
0
0
0
0
3
10
2
5
0
0
0
0
1
5
N. di utenti supportati nella
compilazione della domanda
26
40
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
Dalla tabella si evince che la modalità principale con cui si è svolta l’attività di accoglienza è
quella dell’accesso diretto, allo sportello. Gli accessi indiretti sono 3 su 1.384, tra i quali solo uno
perviene dal Polo Ospedaliero ASL.
Del totale del numero di accessi solo 26 utenti sono stati supportati nella compilazione della
modulistica dei diversi servizi territoriali.
Segue il relativo grafico:
Grafico 3.1: Indicatori Attività di Accoglienza
ACCOGLIENZA
2%
98%
Accessi
Utenti supportati nella compilazione della domanda
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
Nella tabella 3.2 vengono rilevati, in numero assoluto, gli indicatori inerenti l’attività di
informazione.
Questa funzione include attività per informazioni sui servizi e sulle strutture socio-sanitarie,
pubbliche, private, distrettuali ed extradistrettuali, informazioni sulle prestazioni e modalità di
accesso alle stesse, informazioni in merito ai diritti, alle norme e ai provvedimenti nazionali,
regionali e locali in materia di politiche sociali e sanitarie.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 3.2: Indicatori attività di informazione
Indicatore
Valore attuale
(dal 9.02.2009 al
30.06.2009)
N. informazioni
N. informazioni sui servizi sociali comunali
Valore atteso
Al 30.09.2009
1543
2315
25
1279
15
- sociali
0
- sanitarie
13
- altro
2
N. informazioni sulle strutture private
3
- sociali
1
- sanitarie
1
- altro
1
N. informazioni provvedimenti nazionali
194
N. informazioni Terzo Settore
8
- minori/famiglie
0
- anziani
0
- disabili
0
- immigrati
8
- disagio ed esclusione sociale
0
- tossicodipendenze
0
- altro
0
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
N. informazioni sui servizi sanitari
N. informazioni sulle strutture pubbliche
38
1650
23
0
20
3
5
2
2
2
291
12
0
0
0
12
0
0
0
Dalla tabella 3.2 si evince che il tipo di informazione maggiormente richiesta è sui servizi
sanitari (83%), seguiti da informazioni su provvedimenti nazionali (13%). Le informazioni sui servizi
sociali rappresentano solo l’1,6% del totale delle informazioni date.
Segue il relativo grafico:
Grafico 3.2: Indicatori Attività di Informazione
INFORMAZIONI
13%
1%
2%
0%
1%
83%
N. informazioni sui servizi sociali comunali
N. informazioni sulle strutture pubbliche
N. informazioni provvedimenti nazionali
N. informazioni sui servizi sanita
N. informazioni sulle strutture pr
N. informazioni Terzo Settore
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
Nella tabella 3.3 vengono rilevati, in numero assoluto, gli indicatori inerenti l’attività di
accompagnamento.
Tale attività prevede l’invio e/o l’accompagnamento ai servizi socio-sanitari territoriali.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 3.3: Indicatori attività di accompagnamento
Indicatore
Valore attuale Valore atteso
(dal 09.02.2009 Al 30.09.2009
al 30.06.2009)
N. utenti inviati ai Servizi Sociali
Comunali
N. utenti accompagnati presso il Servizio
Sociale competente
N. utenti inviati ai Servizi Sanitari
N. utenti accompagnati presso il Servizio
Sanitario competente
12
18
2
138
3
180
11
14
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
Dalla tabella si evince che il numero maggiore di utenza viene inviata e/o accompagnata ai
Servizi Sanitari mentre, l’utenza inviata e/o accompagnata ai servizi sociali, rappresenta il 9% sul
totale dell’attività svolta per la funzione di accompagnamento.
Segue il relativo grafico:
Grafico 3.3: Indicatori Attività di Accompagnamento
A CCOMPA GNA MENTO
7%
7%
1%
85%
N . utenti inviati ai S erviz i S oc iali Com unali
N . utenti ac c om pagnati pres s o il S erviz io S oc iale c om petente
N . utenti inviati ai S erviz i S anitari
N . utenti ac c om pagnati pres s o il S erviz io S anitario c om petente
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
Nella tabella 3.4 vengono rilevati, in numero assoluto, gli indicatori inerenti l’attività di
mediazione culturale.
Questa funzione include attività di facilitazione per l’accesso delle persone immigrate ai servizi
socio-sanitari, pubblici e privati e altri servizi territoriali, informazioni e consulenze in merito alle
pratiche amministrative (permesso di soggiorno, ricongiungimenti familiari, cittadinanza e altro).
Indicatore
N. utenti immigrati accolti
N. utenti immigrati inviati ai Servizi Sociali Comunali
N. utenti immigrati inviati ai Servizi Sanitari
N. utenti immigrati accompagnati al Servizio Sociale
competente
N. utenti immigrati accompagnati al Servizio Sanitario
competente
Valore attuale
(dal 09.02.2009
al 30.06.2009)
91
5
69
Valore atteso
Al 30.09.2009
0
0
14
18
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
137
8
90
N. informazioni utenti immigrati sui servizi sociali
N. informazioni utenti immigrati sui servizi sanitari
N. informazioni sulle strutture pubbliche
10
66
12
- sociali
2
- sanitarie
7
- altro
3
N. informazioni sulle strutture private
0
- sociali
0
- sanitarie
0
- altro
0
N. informazioni provvedimenti nazionali
20
N. informazioni Terzo Settore
5
- minori/famiglie
0
- anziani
0
- disabili
0
- immigrati
5
- disagio ed esclusione sociale
0
- tossicodipendenze
0
- altro
0
N. altre informazioni
6
N. consulenze pratiche amministrative
23
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Servizio Segretariato Sociale – PUA
15
86
18
3
11
5
0
0
0
0
30
8
0
0
0
8
0
0
0
9
35
Tabella 3.4: Indicatori attività di mediazione culturale
La tabella 3.4 conferma ancora la predominanza delle richieste di informazioni sui servizi
sanitari, di utenti inviati e/o accompagnati presso i servizi sanitari. Seguono le consulenze per
pratiche amministrative e ancora informazioni sui provvedimenti nazionali.
Segue il relativo grafico:
Grafico 3.4: Indicatori Attività di Mediazione culturale
MEDIAZIONE CULTURALE
N. informazioni Terzo
Settore
2%
N. informazioni
N. altre informazioni
2%
provvedimenti nazionali
6%
N. informazioni sulle
strutture private
0%
N. consulenze pratiche
amministrative
7%
N. informazioni sulle
strutture pubbliche
4%
N. utenti immigrati
accolti
28%
N. utenti immigrati
inviati ai Servizi Sociali
Comunali
2%
N. informazioni utenti
immigrati sui servizi
sanitari
21%
N. informazioni utenti
immigrati sui servizi
sociali
3%
N. utenti immigrati
inviati ai Servizi Sanitari
21%
N. utenti immigrati
accompagnati al
Servizio Sanitario
competente
4%
N. utenti immigrati
accompagnati al
Servizio Sociale
competente
0%
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
5. CONCLUSIONI
Come specificato in premessa, questo primo Report analizza il periodo febbraio-giugno 2009
andando a illustrare le attività svolte dal Segretariato Sociale nei primi due trimestri dell’anno, a
partire dalla data di attivazione del servizio.
Il Report, diviso in sezioni, presenta gli indicatori relativi all’analisi della domanda, all’analisi
dell’offerta e all’analisi degli indicatori quali-quantitativi.
Nella prima parte è stata analizzata la programmazione del Servizio di Segretariato Sociale –
PUA nei Distretti Socio-Sanitari ROMA G come attività di benchmarking.
Partendo dalla lettura dai Piani di Zona 2008-2010 di ciascun Distretto si è riscontrato che, sulla
programmazione inerente l’attivazione del Servizio di Segretariato Sociale – PUA peraltro indicata
anche da una Delibera regionale del 2008, non c’è stato confronto tra i sei Distretti Socio-Sanitari
della ASL RM G. Riguardo al personale, dai dati a disposizione si è riscontrato che, nei Comuni in cui
è presente in più sedi l’attività di Segretariato Sociale, la stessa è svolta dal personale del Servizio
Sociale Professionale, rilevandosi la presenza di Assistenti Sociali, tranne che in quello del G6.
Infine, solo nel Distretto G6 la sede del Servizio di Segretariato Sociale è dislocata presso la
ASL piuttosto che in sedi che ospitano servizi sociali.
Nella seconda parte si è tracciato il profilo dell’utente che si è rivolto al Segretariato
definito dalle seguenti caratteristiche:
Provenienza: 91% del Distretto – 8% fuori Distretto. Gli utenti provenienti dal Distretto
sono principalmente dei paesi della zona di pianura (Colleferro, Artena, Labico e
Valmontone);
Sesso: circa il 60% degli utenti presi in carico dal Segretariato Sociale sono di sesso
femminile.
Stato civile: Il 41% degli utenti sono coniugati, il 24% sono celibi/nubili;
Scolarità: la percentuale del livello di scolarità si attesta su livelli medio-bassi con il 22%
di diplomati (scuola media superiore) ed il 18% di utenti che hanno conseguito la licenza
media;
Lingua e cittadinanza: i cittadini italiani che si sono rivolti allo sportello sono il 29%,
subito seguiti da romeni (25%) e bulgari (19%).
Il target della domanda sociale rilevata è il seguente:
Informazioni richieste: Il 64% delle richieste pervenute allo sportello del Segretariato
sono di tipo sanitario, subito seguite da informazioni sull’area immigrazione con l’8%; si
evince la netta superiorità di richieste inerenti il servizio sanitario su quelle inerenti il
servizio sociale, dato sicuramente influenzato dalla dislocazione del Servizio all’interno
della sede del Distretto Sanitario RM G6 e dal mancato avvio della campagna informativa
preventivata dall’URP della ASL RM G6;
Tipologia delle informazioni richieste: la richiesta maggiore (28%) è per esenzione ticket
e per altre tipologie di richieste sanitarie tra cui aborto, esami gratuiti in gravidanza,
lunga degenza, medico di base,scelta pediatra, trasporto per fisioterapia e vaccinazioni.
Le altre richieste maggiori riguardano l’iscrizione anagrafica (per i cittadini stranieri) ed
informazioni inerenti il tesserino ENI.
Riguardo alla tipologia delle informazioni richieste si rileva la grande incidenza (37%) di risposte
non pervenute, ciò è stato causato da problemi di codifica e trascrizione dei dati da parte degli
Operatori del Segretariato in quanto il sistema informativo di raccolta dati, non ha potuto essere
sperimentato preventivamente per problemi legati alla tempistica di implementazione del Piano di
Monitoraggio e Valutazione (MV).
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Nella terza parte del Report si è tracciato il profilo del servizio che viene erogato a risposta
dei bisogni espressi dai cittadini che vi si rivolgono.
Riguardo alle risorse umane impiegate si rileva che l’équipe del servizio è formata da un
Operatore sociale (Psicologo) e due Mediatori culturali, una di lingua romena l’altra italiana (per le
lingue inglese e francese).
Il Segretariato lavora in equipe con gli Operatori impiegati nell’Ufficio Relazioni con il Pubblico
(URP), condividendo saperi e professionalità.
Gli indicatori rilevati inerenti il lavoro svolto dagli Operatori del Segretariato Sociale evidenziano
che la media degli utenti che transitano nello Sportello è di 54 ed il carico di lavoro maggiore
riguarda la funzione di informazione, seguita da quella dell’accoglienza. La funzione che incide meno
sul carico di lavoro è quella dell’accompagnamento presso i Servizi socio-sanitari.
Il target dell’offerta sociale è il seguente:
normativa: il Segretariato Sociale è una funzione che l’art. 22 della L. n. 328/2000
individua come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali (LIVEAS);
destinatari: il Segretariato Sociale è rivolto alle famiglie, agli anziani, ai minori, agli
immigrati, ai disabili, alle persone con problematiche psico-sociali, e alla comunità intesa
come l’insieme delle aggregazioni sociali presenti sul territorio e la popolazione nel suo
complesso;
obiettivi: assicurare, per tutti i comuni del Distretto, la funzione di segretariato sociale
quale livello essenziale di assistenza; evitare sovrapposizioni di competenze e
settorializzazione di risposte; migliorare l’efficienza e l’efficacia della risposta dei servizi
all’utenza; fungere, insieme al Servizio Sociale Professionale, da porta unitaria di accesso a
garanzia dell’universalità dei diritti e dell’equità delle risposte;
metodologia: il Segretariato Sociale collabora con il Servizio Sociale Professionale,
l’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, le Unità Operative Semplici (UU.OO.SS.), il
Dipartimento Salute Mentale, il Polo Ospedaliero e l’Ufficio Relazione con il Pubblico (URP)
della ASL RM G6;
funzioni: accoglienza, informazione, accompagnamento, mediazione culturale.
Nella quarta parte del Report sono stati analizzati gli indicatori quali-quantitativi inerenti le
funzioni svolte dal Segretariato:
Accoglienza: la modalità principale con cui si è svolta l’attività di accoglienza è quella
dell’accesso diretto, allo sportello;
Informazione: il tipo di informazione maggiormente richiesta è sui servizi sanitari (83%), le
informazioni sui servizi sociali rappresentano solo l’1,6% del totale delle informazioni date;
Accompagnamento: il numero maggiore di utenza viene inviata e/o accompagnata ai
Servizi Sanitari mentre, l’utenza inviata e/o accompagnata ai servizi sociali, rappresenta il
9% sul totale dell’attività svolta per la funzione di accompagnamento;
Mediazione culturale: i dati sull’attività di mediazione culturale confermano ancora la
predominanza delle richieste di informazioni sui servizi sanitari, di utenti inviati e/o
accompagnati presso i servizi sanitari rispetto a quelle inerenti l’area sociale.
La serie storica evidenzia una netta superiorità delle attività di informazione, subito seguita
dall’accoglienza. L’ accompagnamento è l’attività che impegna meno gli Operatori del Segretariato
mentre, la mediazione culturale, ha avuto un andamento pressoché costante con un andamento
sempre crescente. La serie storica denota quindi il Segretariato come un servizio tipicamente di
front-office.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
ALLEGATO 6
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
DEL
DISTRETTO SOCIO-SANITARIO RM G6
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
INDICE
Premessa metodologica
Il Servizio
Analisi Dati
Centro Diurno “Spazio Aperto di Colleferro”
Centro Diurno “Il Cerchio Magico” di Valmontone
Conclusioni generali
pag. 2
pag. 3
pag. 6
pag. 7
pag. 16
pag. 27
PREMESSA METODOLOGICA
Con il presente Report si illustrano i risultati dell’indagine di Customer Satisfaction svolta sulle attività dei Centri
Diurni per ragazzi diversamente abili, convenzionati con il Distretto Socio-Sanitario RM G6: Centro diurno “Il
Cerchio Magico” ed il Centro Diurno “Spazio Aperto”.
Con la presente indagine i servizi dei Centri Diurni Disabili passano sotto la lente della “customer satisfaction”,
attraverso la compilazione di un questionario richiesto ai genitori degli utenti . I Questionari sono stati
somministrati il giorno 25.10.2010 a Colleferro presso la sede del Centro “Spazio Aperto” ed il giorno 8.11.2010 a
Valmontone presso la sede del Centro “Il Cerchio Magico” e sono stati consegnati solo ai presenti alla riunione
(11 genitori dei ragazzi presenti al Centro di Colleferro e 11 genitori dei ragazzi presenti al Centro di
Valmontone).
Le risposte agli item del Questionario sono state codificate in un code book ed elaborate dall’Osservatorio Sociale
nei mesi di Agosto e Settembre 2011.
Le aree interessate dall’indagine riguardano:
1) la struttura e gli ambienti - l’adeguatezza, la cura e l’igiene degli spazi comuni, dei servizi igienici e delle
stanze dove si svolgono le diverse attività;
2) il personale – la preparazione e la professionalità degli Operatori, la loro cortesia e disponibilità e la loro
numerosità rispetto alle attività ed all’utenza del Centro;
3) i servizi offerti – la qualità del servizio mensa e l’adeguatezza del trasporto, il grado di soddisfazione
verso gli interventi sanitari e assistenziali predisposti nel Centro e delle attività educativa proposte nello
stesso, il gradimento verso le attività di svago e di socializzazione proposte agli ospiti (vacanze/gite), la
qualità della comunicazione verso le famiglie;
4) la soddisfazione delle aspettative verso il Centro;
5) gli aspetti del servizio da migliorare ed eventuali critiche rispetto alla gestione del servizio.
Su 32 utenti dei due Centri, solo a 22 dei loro familiari sono stati somministrati i questionari (i presenti al
momento della somministrazione). Degli 11 questionari somministrati presso il Centro Diurno di Colleferro, 4
sono stati riconsegnati non compilati; gli 11 questionari somministrati presso il Centro Diurno di Valmontone sono
stati tutti riconsegnati compilati.
Prima di illustrare i risultati dell’indagine si descrivono brevemente le caratteristiche principali del Servizio come
da progetto del Piano di Zona che ha dato vita a questa esperienza di convenzionamento con i suddetti Centri.
IL SERVIZIO
1) Centro Diurno “Il Cerchio Magico”.
Questo Centro si trova a Valmontone in Via Colle Santo Giudico n. 78 ed ospita n. 15 utenti residenti nei Comuni
di Artena, Valmontone e Labico.
2) Centro Diurno “Spazio Aperto”.
Questo Centro si trova a Colleferro in Via Colle D’Oro n. 45, ospita n. 17 utenti residenti nei Comuni di Carpineto
Romano, Colleferro, Gavignano, Gorga, Montelanico e Segni.
ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO
Il Centro Diurno, struttura semiresidenziale che accoglie persone disabili con compromissioni a vari livelli, anche
a carico dell’autonomia delle funzioni elementari, costituisce un centro di aggregazione finalizzato all’integrazione
in stretto collegamento con la rete dei servizi territoriali e con le agenzie pubbliche e private di tipo culturale,
formativo e socializzante.
Il servizio prevede:
• attività sotto forma di laboratori, differenziati per obiettivi e contenuti;
• composizione dei gruppi in base alle osservazioni effettuate;
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
•
•
variabilità nelle dimensioni dei gruppi;
raggiungimento degli obiettivi specifici previsti per il singolo.
Gli utenti inseriti sono 32 e frequentano i Centri per tre giorni a settimana:
o Lunedì;
o Mercoledì;
o Venerdì;
con orario dalle 10,30 alle 15,30.
METODOLOGIA GESTIONALE
L’efficacia e la razionalizzazione del lavoro esige che le attività siano gestite da un’équipe multidisciplinare che
viene a rappresentare il fulcro operativo del Centro.
Tale équipe vuole:
• orientare ogni azione individuale verso un obiettivo comune;
• fornire ad ogni operatore un sostegno per la gestione di situazioni difficili, considerandone il forte
coinvolgimento emozionale ed evitando la comparsa del burn-out;
• essere una risorsa di lavoro positiva poiché favorita dalla fusione e dalla integrazione dei componenti del
gruppo pur nel rispetto delle peculiarità del singolo;
• offrire agli utenti un'assistenza mirata, globale ed altamente qualificata grazie al continuo confronto tra i
componenti.
FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE
Nella gestione del Centro Diurno è prevista la presenza di figure professionali specifiche (DELIBERAZIONE
DELLA GIUNTA REGIONALE 23 dicembre 2004, n. 1305) ed adeguate atte ad affrontare con competenza
e professionalità il variegato mondo dell’handicap.
Il personale deve essere altresì dotato delle necessarie doti umane per conseguire gli obiettivi individuati per
ciascun utente.
Il personale impiegato nei due Centri è il seguente:
Tab. 1.: Personale Centro Diurno “Spazio Aperto” di Colleferro.
Figure professionali
Quantità
Ore al dì
per ciascuna sede
Coordinatrice e Assistente Sociale
1
6
Educatore professionale
3
6
O.S.S.
2
6
Maestro d’arte
1
6
Autista
2
3
Accompagnatore
2
3
Giorni settimanali
Tab. 1.1: Personale Centro Diurno “Il Cerchio Magico” di Valmontone.
Figure professionali
Quantità
Ore al dì
Giorni
per ciascuna sede
Coordinatore
1
/
Educatore professionale
3
6
O.S.S.
1
6
A.D.E.S.T.
1
6
Maestro d’arte
2
3-4
Autista
2
3
Accompagnatore
2
3
GLI UTENTI
Si presentano qui di seguito il target degli utenti ospiti dei due Centri:
Tab. 2: Utenti per genere e comune di residenza.
TOT. N.
COMUNE
MASCHI
FEMMINE UTENTI
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tre
Tre
Tre
Tre
Tre
Tre
giorni
giorni
giorni
giorni
giorni
giorni
settimanali
Tre
Tre
Tre
Tre
Tre
Tre
/
giorni
giorni
giorni
giorni
giorni
giorni
ARTENA
4
CARPINETO
ROMANO
0
COLLEFERRO
7
GAVIGNANO
0
GORGA
0
LABICO
4
MONTELANICO
1
SEGNI
1
VALMONTONE
1
TOTALE
18
Tab.3: Utenti per classi d’età.
CLASSI D'ETA'
N. UTENTI
< 15
0
15 - 20
3
21 - 30
19
31 - 40
8
> 40
2
TOTALE
32
4
8
0
4
1
1
0
0
2
2
14
0
11
1
1
4
1
3
3
32
Tab. 4: Utenti carrozzati e per patologia.
PATOLOGIA
N. UTENTI
RITARDO MENTALE GRAVISSIMO
DOPPIA EMIPARESI, TETRAPARESI SPASTICA, PARESI
SPASTICA
SINDROME DI DOWN
SINDROME DI COHEN
ART. N. 3, COMMA 3 l. N. 104/92
OLIGOFRENIA GRAVE
AUTISMO
DISTURBO PSICOTICO DELLA PERSONALITA
EPILESSIA
TRISOMIA 13
IPOPLASIA DEL CORPO CALLOSO
RITARDO PSICOMOTORIO PER SOFFERENZA
PERINATALE
ENCEFALOPATIA PERINATALE
TOTALE
N. UTENTI
CARROZZATI
4
1
7
7
2
2
2
2
1
1
1
1
6
1
1
32
1
1
10
1
Come si evince dalla tabella n. 2 gli utenti sono in maggior numero di sesso maschile e risiedono nei Comuni di
Colleferro ed Artena, non si registrano presenze dal Comune di Carpineto Romano.
La classe di età che registra la maggiore presenza è quella 21-30, sono altresì presenti due utenti che hanno
superato il limite di età previsto dal Regolamento del Servizio (tab. n. 3).
Riguardo alle patologie, risultano maggiormente presenti la sindrome di down e le patologie della doppia
emiparesi, tetraparesi spastica, paresi spastica; evidenziando che quasi la metà degli utenti (14 su 32) hanno
pluripatologie.
Si rileva inoltre che 1/3 degli utenti dei due centri sono carrozzati.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
ANALISI DATI
Centro Diurno “Spazio Aperto”
di COLLEFERRO
A) Struttura e ambienti
1. La struttura e gli spazi del SERVIZIO LE SEMBRANO adeguati rispetto alla
funzione?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
2. Gli spazi comuni sono curati e puliti?
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
3. I servizi igienici sono adeguatamente igienizzati?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
4. Le STANZE DOVE si svolgono le diverse attività le sembrano pulite e in ordine?
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
Come specificato nella premessa metodologica le aree interessate dall’indagine riguardano la struttura e gli
ambienti, in particolare l’adeguatezza, la cura e l’igiene degli spazi comuni, dei servizi igienici e delle stanze dove
si svolgono le diverse attività.
Dall’analisi degli item del questionario di gradimento dell’adeguatezza degli spazi, emerge che l’86% dei familiari
sono “per nulla o poco soddisfatti”, solo il 14% si dichiara “abbastanza soddisfatti”.
La cura e la pulizia degli spazi comuni sono invece per l’86% dei familiari “molto o abbastanza soddisfatti”,
mentre il 14% è “poco soddisfatto”.
La pulizia dei servizi igienici è per il 72% “molto o abbastanza soddisfatto”, il 28% è “poco soddisfatto”.
La pulizia e l’ordine delle stanze dove si svolgono le diverse attività è per il 57% “molto o abbastanza
soddisfatto”, il 29% “poco soddisfatto” e il 14% non da nessuna risposta.
B) Personale
5. Il personale le sembra sufficiente per rispondere alle caratteristiche del
Servizio?
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
6. Il personale le sembra professionalmente preparato per i compiti richiesti?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
7. Il personale è cortese e disponibile?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
La seconda area analizzata riguarda il personale, in particolare la preparazione e la professionalità degli
Operatori, la loro cortesia e disponibilità e la loro numerosità rispetto alle attività ed all’utenza del Centro:
rispetto all’adeguatezza del numero del personale presente nel Centro il 72% dei familiari si dice“molto o
abbastanza soddisfatto”, il 28 % “poco soddisfatto”.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Riguardo la competenza professionale del personale sempre il 72% si dice “molto o abbastanza” soddisfatto,
il 14% “poco soddisfatto” mentre l’altro 14% non da nessuna risposta.
L’item che valuta il gradimento della cortesia e della disponibilità del personale registra il 100% di
soddisfazione (86% “molto soddisfatto- 14% “abbastanza soddisfatto”).
C) Servizi offerti
8. Il servizio mensa le sembra soddisfacente?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
9. Il servizio di trasporto le sembra adeguato?
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
10. Il servizio predispone adeguati interventi sanitari e sociali?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
11. Le attività educative proposte rispondono ai bisogni individuali di sviluppo
delle autonomie?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
12. Le vacanze/gite organizzate rispondono adeguatamente ai bisogni di svago e
di socializzazione degli ospiti?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
13. Il servizio le sembra disponibile alla comunicazione con le famiglie?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il
Centro Diurno "Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
Il questionario, nella terza parte analizza i servizi offerti, in particolare la qualità del servizio mensa e
l’adeguatezza del trasporto, il grado di soddisfazione verso gli interventi sanitari e assistenziali predisposti nel
Centro e delle attività educativa proposte nello stesso, il gradimento verso le attività di svago e di
socializzazione proposte agli ospiti (vacanze/gite), la qualità della comunicazione verso le famiglie:
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
il servizio mensa e il servizio trasporto registrano le stesse risposte, l’86% è molto soddisfatto, il 14% non da
nessuna risposta.
Per il 43% dei familiari gli interventi sanitari e sociali predisposti dal Centro sono “abbastanza soddisfacenti”,
per il 29% sono “poco soddisfacenti”, il 28% non risponde.
Riguardo le attività educative i familiari si dividono esattamente a metà: il 43% si dice “molto/ abbastanza
soddisfatto”, l’altro 43% “poco/per nulla soddisfatto”, il 14% non risponde.
Riguardo alle vacanze/gite organizzate il 100% dei familiari rispondono che queste sono adeguate ai bisogni
di svago e socializzazione degli ospiti.
La disponibilità del servizio alla comunicazione con le famiglie viene giudicata “abbastanza soddisfacente dal
71% dei familiari, mentre il 29% la giudica “poco soddisfacente”.
D) ASPETTATIVE
Ritiene soddisfatte le aspettative che aveva al momento dell’inserimento del
figlio?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno
"Spazio Aperto" - Colleferro. Giorno 25/10/2010.
La quarta parte del questionario valuta la soddisfazione delle aspettative verso il Centro:
il 71% dei familiari risponde che è “molto o abbastanza soddisfatto” delle aspettative rispetto a quelle avute nel
momento dell’inserimento, il 14% è “poco soddisfatto” il 15% non da risposte.
E) EVENTUALI ASPETTI DEL SERVIZIO DA
MIGLIORARE
Si riportano qui di seguito le risposte date dai familiari sugli eventuali aspetti del Servizio da migliorare. La
risposta a tale domanda è stata volutamente lasciata aperta:
1.
2.
3.
4.
Ci vorrebbe uno spazio più grande dell'ambiente e portare a cinque i giorni di frequenza dei ragazzi.
Sono molto perplessa poiché ogni cosa (attività e servizi) sono molto compromessi dallo spazio.
Spazi più grandi con annesso giardino.
Interazione con scuole, altre strutture: palestre, centri sportivi. Spazi più ampi. Articolazione delle
attività.
5.
Bisogna tenere presenti i problemi di ogni singolo individuo. Inserire a mio avviso attività ricreative,
musicali.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
F) EVENTUALI CRITICHE RISPETTO ALLA
GESTIONE DEL SERVIZIO
1. Non ci sono commenti.
Conclusioni
Come si evince dagli aspetti segnalati si conferma la necessità, per il Centro di Colleferro, di
ampliare e migliorare gli spazi interni ed esterni dello stesso, si richiede una maggiore articolazione
delle attività tenendo presente le problematiche di ogni singolo utente, personalizzando
l’intervento e una maggiore interazione con il territorio, magari collegando il Centro con scuole
palestre e centri sportivi.
I punti deboli del Centro di Colleferro risultano quindi gli spazi della struttura e dell’ambiente e la
tipologia delle attività che in esso si svolgono.
I punti di forza dello stesso sono invece la cortesia e la disponibilità del personale e le gite e le
vacanze da loro organizzate.
VALMONTONE
A) Struttura e ambienti
1. La struttura e gli spazi del SERVIZIO LE SEMBRANO adeguati rispetto alla
funzione?
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
2. Gli spazi comuni sono curati e puliti?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
3. I servizi igienici sono adeguatamente igienizzati?
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
4. Le STANZE DOVE si svolgono le diverse attività le sembrano pulite e in ordine?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
Come specificato nella premessa metodologica le aree interessate dall’indagine riguardano la struttura e gli
ambienti, in particolare l’adeguatezza, la cura e l’igiene degli spazi comuni, dei servizi igienici e delle stanze dove
si svolgono le diverse attività.
Dall’analisi degli item del questionario di gradimento dell’adeguatezza degli spazi, emerge che il 100% dei
familiari è “molto o abbastanza soddisfatto”.
Anche la cura e la pulizia degli spazi comuni sono per il 100% dei familiari “molto o abbastanza soddisfacenti”.
La pulizia dei servizi igienici è per il 100% “molto o abbastanza soddisfatto”.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
La pulizia e l’ordine delle stanze dove si svolgono le diverse attività è per il 100% “molto o abbastanza
soddisfatto”.
B) Personale
5. Il personale le sembra sufficiente per rispondere alle caratteristiche del
Servizio?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
6. Il personale le sembra professionalmente preparato per i compiti richiesti?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
7. Il personale è cortese e disponibile?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
La seconda area analizzata riguarda il personale, in particolare la preparazione e la professionalità degli
Operatori, la loro cortesia e disponibilità e la loro numerosità rispetto alle attività ed all’utenza del Centro:
rispetto all’adeguatezza del numero del personale presente nel Centro il 100% dei familiari si dice“molto o
abbastanza soddisfatto”.
Riguardo la competenza professionale del personale sempre il 91% si dice “molto o abbastanza soddisfatto”,
il 9% non da nessuna risposta.
L’item che valuta il gradimento della cortesia e della disponibilità del personale registra il 55% di risposte non
date e il 45% di risposte “abbastanza soddisfatte”.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
C) Servizi offerti
8. Il servizio mensa le sembra soddisfacente?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
9. Il servizio di trasporto le sembra adeguato?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
10. Il servizio predispone adeguati interventi sanitari e sociali?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
11. Le attività educative proposte rispondono ai bisogni individuali di sviluppo
delle autonomie?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
12. Le vacanze/gite organizzate rispondono adeguatamente ai bisogni di svago e
di socializzazione degli ospiti?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
13. Il servizio le sembra disponibile alla comunicazione con le famiglie?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
Il questionario, nella terza parte analizza i servizi offerti, in particolare la qualità del servizio mensa e
l’adeguatezza del trasporto, il grado di soddisfazione verso gli interventi sanitari e assistenziali predisposti nel
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Centro e delle attività educativa proposte nello stesso, il gradimento verso le attività di svago e di
socializzazione proposte agli ospiti (vacanze/gite), la qualità della comunicazione verso le famiglie:
il servizio mensa e il servizio trasporto registrano le stesse risposte, il 100% dei familiari è “molto/abbastanza
soddisfatto”.
Per il 64% dei familiari gli interventi sanitari e sociali predisposti dal Centro sono “molto o abbastanza
soddisfacenti”, per il 18% sono “poco o per nulla soddisfacenti”, il 18% non risponde.
Riguardo le attività educative il 73% si dice “molto/ abbastanza soddisfatto”, l’altro 27% “poco soddisfatto”.
Riguardo alle vacanze/gite organizzate il 27% dei familiari risponde che queste sono “molto o abbastanza”
adeguate ai bisogni di svago e socializzazione degli ospiti, il 9% valuta queste “poco adeguate”, ben il 64%
non si espone cioè non risponde.
La disponibilità del servizio alla comunicazione con le famiglie viene giudicata “molto o abbastanza
soddisfacente” dal 100% dei familiari.
D) ASPETTATIVE
Ritiene soddisfatte le aspettative che aveva al momento dell’inserimento del
figlio?
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Elaborazione "Questionario sulla qualità del Servizio" alle Famiglie presso il Centro Diurno "Il
Cerchio Magico" - Valmontone. Giorno 08/11/2010.
La quarta parte del questionario valuta la soddisfazione delle aspettative verso il Centro:
il 100% dei familiari risponde che è “molto o abbastanza soddisfatto” delle aspettative rispetto a quelle avute nel
momento dell’inserimento.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
E) EVENTUALI ASPETTI DEL SERVIZIO DA
MIGLIORARE
Si riportano qui di seguito le risposte date dai familiari sugli eventuali aspetti del Servizio da migliorare. La
risposta a tale domanda è stata volutamente lasciata aperta:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
Aumento di un ora del centro; un ora di riabilitazione per fisioterapia.
Anticipare l'orario e aumentare i giorni.
Orario di apertura anticipato.
Aumento dell'orario e servizio riabilitativo
Più movimento
Aumento di ore più fisioterapie
Aumento orari più servizio fisioterapia
Migliorare o modificare l'orario e avere a disposizione un fisioterapista per chi ne ha bisogno
F) EVENTUALI CRITICHE RISPETTO ALLA
GESTIONE DEL SERVIZIO
1 Non ci sono note
Conclusioni
Come si evince dagli eventuali aspetti del servizio da migliorare i familiari mostrano l’esigenza di un servizio
riabilitativo e di fisioterapia, la richiesta di adeguare l’orario alle esigenze degli utenti anticipandolo e di
aumentare di un’ora il servizio. Ulteriore richiesta riguarda il bisogno di svolgere, all’interno del centro, attività
meno statiche, richiedendo espressamente “più movimento”.
Sembrano non rilevarsi punti deboli per il Centro di Valmontone. La grande incidenza delle risposte
non date, soprattutto sulla cortesia e la disponibilità del personale e sulle vacanze e le gite che
addirittura sembrano non essere state mai organizzate, fa si però che questi possano essere
aspetti della gestione su cui i responsabili del Centro debbano riflettere.
I punti di forza dello stesso sono invece gli ambienti e gli spazi a disposizione degli utenti e la
comunicazione con le famiglie. Quest’ultimo dato è in conflitto con le non risposte date.
Conclusioni generali
Mettendo a confronto le conclusioni a cui si è giunti con la presente indagine di customer
satisfaction per la valutazione del gradimento degli utenti riguardo gli aspetti strutturali dei servizi
del personale e comunicativi dei due Centri, convenzionati con il Distretto Socio Sanitario RM G6, si
valuta molto buona la soddisfazione delle aspettative rispetto a quelle avute al momento
dell’inserimento.
Curiosità da rilevare è che i punti deboli di un centro risultano essere i punti di forza dell’altro e
viceversa, quasi ad indicare che un unico Centro con i punti di forza dei due sia un’ottima soluzione
per superare i punti di debolezza degli stessi.
Da non sottovalutare il dato delle risposte non date che sembrerebbero suggerire all’Osservatorio,
per la prossima indagine di customer satisfaction, di somministrare i questionari in un ambiente
neutro in modo da far sentire i familiari a proprio agio nel dare le loro risposte.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
ALLEGATO 7
Realizzato dalla Segreteria Operativa dell’Osservatorio Sociale Distrettuale – SISS
Indice
Premessa
pag. 2
1. Note metodologiche
pag. 3
2. Benchmarking
pag. 3
3. Analisi della domanda
4.1 TARGET UTENZA
4.2 TARGET DOMANDA
pag. 5
pag. 5
pag. 10
5. Analisi dell’offerta
5.1 RISORSE UMANE
5.2 OFFERTA
pag. 12
pag. 12
pag. 13
6. Analisi degli indicatori
6.1 EFFICACIA
6.2 EFFICIENZA
6.3 COSTI
pag.
pag.
pag.
pag.
7. Conclusioni
pag. 20
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
16
16
18
19
Premessa
I Report del Distretto Socio Sanitario RMG6 rappresentano un significativo risultato raggiunto
dall’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS nel contesto del tavolo di lavoro con l’Ufficio di Piano, il
Comitato Tecnico ed i soggetti gestori dei servizi implementati.
Questo elaborato si articola in quattro parti: la prima illustra l’attività di benchmarking svolta
dall’Osservatorio sui sei Distretti della ASL RM G, in particolare l’Osservatorio ha messo a confronto la
progettazione dei sei Distretti Socio-Sanitari relativa al Servizio di Assistenza educativo-domiciliare per
minori; la seconda traccia il profilo dell’utenza e del target della domanda sociale pervenuta al Servizio;
la terza parte vuole invece tracciare il target dell’offerta relativo al personale impiegato ed al servizio
erogato. Infine, la quarta parte presenta l’analisi degli indicatori quali-quantitativi relativi alle funzioni
espletate dal Servizio.
Il periodo analizzato è il semestre gennaio-giugno 2011.
1. Note metodologiche
Il presente Report è il primo risultato di un lavoro multidisciplinare ed integrato, che permette di
monitorare il Servizio di Assistenza Educativo-Domiciliare per minori della sua attività, con cadenza
semestrale e di valutare la qualità dello stesso, migliorando gli standard assistenziali individuati
attraverso indicatori di processo e di risultato.
L’Osservatorio Sociale, nella creazione degli strumenti di monitoraggio e valutazione delle attività
realizzate, segue la metodologia di seguito riportata:
•
•
•
•
Raccolta dati mensile attraverso il "Diario di Bordo" dall'Ente Gestore;
Creazione della banca dati con aggiornamento semestrale;
Analisi statistica dei dati;
Report semestrale.
2. Benchmarking
In questa prima parte del Report viene analizzata la programmazione del Servizio di assistenza
educativo-domiciliare per minori, nei Distretti Socio-Sanitari ROMA G.
La programmazione del Servizio Assistenza educativo-domiciliare per minori nei Distretti SocioSanitari ROMA G, è stata analizzata partendo dalla lettura dei Piani di Zona 2008-2010 di ciascun
Distretto, estrapolando le variabili comparabili che vengono riportate nella tabella 1.1.
TABELLA 1.1: SERVIZIO ASSISTENZA EDUCATIVO-DOMICILIARE PER MINORI, NEI DISTRETTI SOCIOSANITARI RM G: numero di utenti e costo del progetto. Ultimo anno a disposizione.
Distretto
Comune capofila
Denominazione del Servizio
N.
Utenti
G1
MONTEROTONDO
SERVIZI L. 285/97
/
€ 259.483,00
GUIDONIA MONTECELIO
CENTRO PER LA FAMIGLIA INTERVENTI A FAVORE
DELL’INFANZIA E
DELL’ADOLESCENZA
E DI SOSTEGNO ALLA
GENITORIALITÀ
129
€ 293.886,10
G3
TIVOLI
LEGGE 285/95 – INTERVENTI IN
FAVORE DELLA
FAMIGLIA E DEI MINORI
/
G4
SUBIACO
CENTRO PER LA FAMIGLIA
CENTRI LUDICO-RICREATIVI
/
G2
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
€
€
€
€
Costo del
progetto
158.467,00
120.000,00
45.000,00
54.600,00
Budget
per
utente
€ 2.278,19
SOGGIORNI ESTIVI PER MINORI
G5
G6
SAN VITO ROMANO
SOSTEGNO ALLA
GENITORIALITA’
0-3 ANNI
30
€ 80.000,00
€ 2.666,67
ASSISTENZA EDUCATIVODOMICILIARE PER MINORI
CARPINETO ROMANO
(SPORTELLO AIUTO ALLA FAMIGLIA)
34
€ 145.000,00
€ 4.264,70
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Rielaborazione dati Piani di Zona Distretti RM G.
Dall’analisi della Tabella 1.1 si riscontra che sulla programmazione inerente l’attivazione dei Servizi per
minori e famiglie, L. 285/97, i sei Distretti Socio-Sanitari non hanno avuto nessun confronto in merito
alla programmazione e progettazione degli interventi.
Il Distretto G1 (Capofila Monterotondo), ha attivato, due servizi: "L. 285/97 interventi del disagio
adolescenziale e gestione centri diurni" e "L. 285/97 Tamburi di pace".
Il Distretto G2 (Capofila Guidonia Montecelio) ha, invece, attivato un centro per la famiglia - interventi
a favore dell’infanzia e dell’adolescenza e di sostegno alla genitorialità, con interventi di sostegno e
supporto sociale, psicologico ed educativo per nuclei familiari seguiti dai servizi socio sanitari del
territorio; l'attivazione di "spazi protetti" per favorire il recupero delle relazioni familiari e prevenire, tra
l’altro, l’allontanamento del minore dalla famiglia; l'attivazione di spazi di prevenzione e mediazione
destinati a minori, adolescenti, operatori e insegnanti delle scuole del territorio.
Il Distretto G3 (Capofila Tivoli), con i fondi della L. n. 285/97 ha attivato progetti che prevedono il
servizio di assistenza domiciliare educativa e servizi ricreativi ed educativi di prevenzione del disagio
itineranti presso le scuole del Distretto, con l’obiettivo di offrire sostegno alle famiglie, per l’esercizio
delle funzioni genitoriali e di socializzazione di soggetti in difficoltà e attivare percorsi culturali ed
educativi che contrastino ogni forma di disagio, solitudine, alienazione, anche a titolo preventivo. Non
è stato rilevato il numero dell’utenza dei Servizi in quanto è in corso di perfezionamento il sistema di
rilevazione dell’utenza diretta.
Il Distretto G4 (Capofila Olevano Romano) ha attivato diversi progetti, sempre con i fondi L. n. 285/97.
Naturalmente, come per gli altri cinque Distretti, tali fondi sono integrati da altri (Fondo nazionale,
compartecipazione dei Comuni e compartecipazione utenti, dove questa sia prevista).
I progetti attivati dal Distretto RM G4 sono: il Centro per la Famiglia, i Centri ludico aggregativi ed i
soggiorni estivi per minori.
Il Centro per la famiglia ha l’obiettivo di offrire sul territorio uno “spazio di incontro” per famiglie di
diversa tipologia e fornire servizi e strumenti concreti in grado di sviluppare tutti i possibili interventi
relativi alla prevenzione per potenziare e offrire una migliore qualità della vita delle famiglie. Non è
stato rilevato il numero dell’utenza dei Servizi attivati.
Il Distretto G5, con i finanziamenti della L. n. 285/97 ha progettato, nei Piani di Zona, il Servizio
Educativo 0-3 anni “Centri per bambini e famiglie”. I Centri sono luoghi aggregativi nei quali bambini e
genitori si incontrano; per i bambini sono spazi ludici per giocare, esplorare, socializzare ed apprendere
insieme ai propri genitori ed al personale qualificato; mentre per i genitori è un modo di confrontarsi,
attraverso incontri e seminari, con esperti sui temi relativi all’infanzia ed al supporto delle funzioni
genitoriali.
Il Distretto G6, con il Servizio di Assistenza Educativo-Domiciliare, ha progettato interventi di sostegno
alle figure genitoriali nelle difficoltà educativo-relazionali individuate e sostegno al minore che si trova
all’interno del nucleo familiare attraverso momenti individualizzati tra minore ed educatore; la
predisposizione con i servizi territoriali e con le agenzie educative, in primo luogo la scuola, di piani di
intervento con l’obiettivo di favorire l’integrazione del minore all’interno di queste stesse agenzie e
contemporaneamente, offrire appoggio e sostegno al minore e ai genitori per la realizzazione degli
obiettivi previsti dal piano di intervento.
Il Servizio prevede altresì l’osservazione delle dinamiche familiari e delle problematiche al fine di
contribuire, nel lavoro di equipe, ad una maggiore e migliore precisazione degli obiettivi del progetto
personalizzato condiviso dai servizi che hanno in carico il minore; il supporto alla famiglia nella cura del
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
minore.
Se si confronta il budget destinato a ciascun utente, per ogni progetto, si vede che è il Distretto SocioSanitario RM G5 a destinare la maggior percentuale di spesa per utente rispetto al budget totale
destinato al progetto (3,3%), seguito dal Distretto RM G6 (2,94%) e dal Distretto RM G2 (0,77%).,
mentre il Distretto RM G6 è quello che, in valore assoluto, destina una quota maggiore pro capite per
utente.
Per gli altri non è stato possibile quantificare il rapporto Costo/Utente per mancanza di dati.
4. Analisi della domanda
La seconda parte del Report traccia il profilo dell’utenza e del target della domanda sociale a cui il
Servizio da risposta.
4.1 Target utenza
In questo paragrafo si procede tracciando il profilo dell’utente, preso in carico dal Servizio
Assistenza Educativo-Domiciliare per minori, attraverso l’analisi delle seguenti variabili: Comune di
residenza, genere e classi d’età, paese di provenienza e condizione di autosufficienza/non
autosufficienza, tipologia del nucleo familiare, tipologia di famiglia e multi problematicità della stessa.
Tabella 4.1: Utenti minori per Comune di residenza; al 30 giugno 2011.
Comune
Artena
Carpineto
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
v.a.
5
1
4
4
2
3
1
4
10
v.p.
15%
3%
12%
12%
6%
9%
3%
12%
29%
Distretto RMG6
34
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Come si evince dalla tabella 4.1 il maggior numero di utenza viene registrato per Valmontone (29%),
seguito da Artena (15%). Il numero minore di utenza viene invece registrata per Carpineto Romano e
Montelanico (3%).
Da notare che i primi due sono Comuni rientranti nella zona di pianura, mentre Carpineto Romano e
Montelanico rientrano tra i Comuni della zona di montagna.
Grafico 4.1: Utenti minori per Comune di residenza; al 30 giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Riguardo al genere, gli utenti sono per quasi il doppio maschi (21), mentre le femmine sono 13. Così
come gli utenti rientranti nella classe d’età 11-17 sono il doppio rispetto a quelli delle altre classi d’età:
11 per la classe 4-11 e 1 per la classe 0-3. questi dati sono rappresentati nella seguente tabella:
Tabella 4.2: Utenti minori per genere e classi d'età; al 30 giugno 2011.
SESSO
CLASSI D'ETA'
0-3
4-10
11-17
TOTALE
F
M
0
1
4
7
9
13
13
21
TOTALE
1
11
22
34
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
I dati della tabella 4.2 sono ben rappresentati dal seguente grafico:
Grafico 4.2: Utenti minori per genere e classe d'età; al 30 giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Nella tabella 4.3 sono riportati i dati sulla provenienza degli utenti:
Tabella 4.3: Utenti minori per provenienza; al 30 giugno 2011.
UTENTI
ITALIANI
IMMIGRATI
v.a.
32
2
v.p.
94%
6%
Totale
34
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Il 94% dell’utenza è italiana, mentre il restante 6% è migrante.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Grafico 4.3: Utenti minori per provenienza; al 30 giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Nella tabella 4.4 si riportano i dati relativi alla disabilità: il 35% dell’utenza presenta patologie correlate
alla disabilità.
Tabella 4.4: Utenti minori disabili; al 30 giugno 2011.
UTENTI
DISABILI
NO
SI
v.a.
v.p.
22
12
65%
35%
Totale
34
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Grafico 4.4: Utenti minori disabili; al 30 giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Rispetto alla numerosità del nucleo familiare, la tabella 4.5 rileva che l’85% dell’utenza vive in una
famiglia con un minore (figlio unico), mentre il 12% vive in famiglia con 2 minori e solo il 3% vive in
una famiglia con 3 minori.
Tabella 4.5: Numerosità del nucleo familiare; al 30 giugno 2011.
NUCLEO FAMILIARE
v.a.
Famiglia con 1 minore 29
Famiglia con 2 minori
4
Famiglia con 3 minori
1
Totale
34
v.p.
85%
12%
3%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Grafico 4.5: Numerosità del nucleo familiare; al 30 giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore
Continuando la nostra analisi sulla tipologia del nucleo familiare, la tabella 4.6 rileva che più della metà
dei minori utenti del Servizio sono con entrambi i genitori (68%), il 26% vive con un solo genitore
mentre il restante 6% vive con un solo genitore ed in affido intrafamiliare.
Tabella 4.6: Utenti minori per tipologia di famiglia; al 30 giugno 2011.
Tipologia di famiglia
CON ENTRAMBI I GENITORI
CON UN SOLO GENITORE
CON UN SOLO GENITORE E IN
AFFIDO
TOTALE
v.a.
23
9
2
v.p.
68%
26%
6%
34
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore
Grafico 4.6: Utenti minori per tipologia di famiglia; al 30 giugno 2011.
CON UN
SOLO
GENITORE
26%
CON UN
SOLO
GENITORE E
IN AFFIDO
6%
CON
ENTRAMBI I
GENITORI
68%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore
Ancora un altro dato significativo: quasi il 60% dei minori utenti del Servizio vive in una famiglia
multiproblematica. Ciò significa che anche altri membri della famiglia sono seguiti da Servizi Sociali e/o
sanitari e quindi, oltre al Servizio di Assistenza Educativo-Domiciliare, intorno alla famiglia, ruotano altri
Servizi. Questo dovrebbe far presupporre che ci siano èquipe multidisciplinari che seguono la famiglia
in modo integrato, nella sua globalità.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 4.7: Utenti minori con famiglia multiproblematica; al 30 giugno 2011.
FAMIGLIA
MULTIPROBLEMATICA
NO
SI
v.a
v.p.
14
20
41%
59%
Totale complessivo
34
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore
Grafico 4.7: Utenti minori con famiglia multiproblematica; al 30 giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore
4.2 TARGET DOMANDA
In questo paragrafo si delinea, invece, il target della domanda sociale per la quale il Servizio è stato
progettato. Il target viene definito con l’analisi delle seguenti variabili individuate, dall’Osservatorio, in
base alla struttura organizzativa del Servizio. Detta struttura è stata analizzata attraverso incontri di
monitoraggio e valutazione avuti con il soggetto gestore dello stesso e rilevate attraverso la
costruzione degli strumenti di rilevazione (diario di bordo).
Nella tabella 4.8 si dividono gli utenti minori per categoria di bisogno espresso:
Tabella 4.8: Utenti minori per categoria di bisogno espresso; al 30 giugno 2011.
Categoria di bisogno
v.a.
SUPPORTO ALLA GENITORIALITA'
8
SUPPORTO ALLA GENITORIALITA' E MULTIPROBLEMATICITA'
8
SUPPORTO ALLA GENITORIALITA' E DISABILITA'
2
MULTIPROBLEMATICITA'
8
DISABILITA'
8
Totale complessivo
34
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
v.p.
24%
24%
6%
24%
24%
100%
Grafico 4.8: Utenti minori per categoria di bisogno espresso; al 30 giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore
Dalla tabella 4.8 e relativo grafico si nota che gli utenti si dividono in modo equo per ciascuna
categoria di bisogno (circa ¼), ad eccezione della categoria “Supporto alla genitorialità e disabilità”
che rileva solo il 6%.
Nel target “disabilità” sono compresi tutti gli utenti che presentano handicap fisici e/o cognitivi; nel
target “multiproblematicità” vengono invece compresi tutti gli utenti che vivono in un contesto
familiare problematico; nel target “supporto alla genitorialità e disabilità” vengono compresi gli utenti
che presentano un qualche tipo di handicap e vivono in un contesto familiare che deve essere aiutato
nelle funzioni genitoriali.
Nel target “supporto alla genitorialità” sono compresi gli utenti che vivono in contesti familiari e sociali
particolarmente disagiati.
Nel target “supporto alla genitorialità e multiproblematicità” vengono compresi utenti che vivono in
contesti familiari e sociali particolarmente disagiati in cui, oltre alle difficoltà della famiglia ad assolvere
le funzioni genitoriali, sono presenti anche altre situazioni che connotano la situazione come
multiproblematica.
Tabella 4.9: Utenti minori con disagio sociale al 30 giugno 2011.
DISAGIO
SOCIALE
NO
SI
v.a.
v.p.
10
24
29%
71%
Totale
34
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Il 71% dei minori utenti è con disagio sociale, mentre il 29% dei minori utenti del Servizio sono inseriti
in famiglie abbastanza integrate che non presentano problematiche sociali.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Grafico 4.9: Utenti minori con disagio sociale al 30 giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Le segnalazioni dei casi provengono tutte, contemporaneamente, dall'U.O. Settore Tutela Salute
Mentale Riabilitazione Età Evolutiva (S.T.S.M.R.E.E.) della Asl territoriale e dal Servizio Sociale
comunale di competenza del caso. Tale prassi di buona integrazione socio-sanitaria viene dalle attività
dell’Area Minori del vecchio progetto del Servizio Sociale Professionale. Nell’ambito di queste attività è
stato redatto il Protocollo Operativo del Servizio Sportello Aiuto alla Famiglia (vecchio progetto di cui il
Servizio di Assistenza Educativo-Domiciliare è il prosieguo); il protocollo regolamenta i rapporti tra i
servizi socio-sanitari che fanno rete nella gestione del caso, per quanto riguarda la segnalazione
l’attivazione ed il monitoraggio del caso, nonché il monitoraggio e la valutazione del Servizio, prassi,
questa, non più seguita vista la rimodulazione avuta dal progetto del Servizio Sociale Professionale.
Uniche eccezioni sono: un caso segnalato dalla Asl per un utente residente nel Comune di
Valmontone ed un solo caso segnalato dal Servizio Sociale Professionale per un utente residente nel
Comune di Labico.
5. Analisi dell’offerta
5.1 Risorse umane
La terza parte di questo Report si pone l’obiettivo di tracciare il target dell’offerta relativo al
personale impiegato ed al profilo del servizio che viene erogato a risposta della domanda sociale
rilevata.
Tabella 5.1 - Risorse Umane
mesi
INDICATORI
N° ASSISTENTI DOMICILIARI
gen-11 feb-11 mar-11 apr-11 mag-11 giu-11
4
4
4
4
4
4
N° EDUCATORI PROFESSIONALI
3
3
3
3
3
3
N° ORE DI LAVORO ASSISTENTI
DOMICILIARI
N° ORE DI LAVORO EDUCATORI
PROFESSIONALI
332
307
358
275
319,5
254,5
227
262
302
212
255
262
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Nella tabella 5.1 viene evidenziato il numero e la qualifica degli Operatori impiegati nel servizio. Nel
progetto
In esso lavorano n. 4 Assistenti Domiciliari con titolo O.S.S. e n. 3 Educatori Professionali con
laurea in Scienze dell’Educazione e Psicologia. Nel progetto, inserito nel Piano di Zona si prevedeva il
potenziamento dello stesso con l’aumento di una unità per la figura dell’Educatore Professionale. Nel
bando di gara sono però state indicate il numero di ore totali, per ciascuna figura professionale, che il
Soggetto Gestore deve assicurare: 2.340 ore di assistenza educativo-domiciliare con operatori ADEST
e/o OSS; 4.160 ore di assistenza domiciliare con Educatori Professionali.
Grafico 5.1.1: Risorse Umane
Comparazione n° ore di lavoro assistenti domiciliari e
n° ore di lavoro educatori professionali
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Per quanto riguarda il numero delle ore lavorate, l’andamento, per le due figure professionali è
sostanzialmente identico, tranne che nel periodo maggio-giugno, in cui le ore lavorate dagli Assistenti
Domiciliari sono diminuite fino quasi a coincidere con quelle lavorate dagli Educatori Professionali per
assenza per ferie degli Assistenti domiciliari. Ciò in quanto, vista la particolarità del Servizio e del
rapporto che si crea tra l’Operatore e il minore e la sua famiglia, in caso di assenza degli Operatori il
servizio si interrompe.
Nel complesso le ore di Servizio sono andate aumentando fino a marzo 2011 per poi diminuire per
esigenze organizzative.
Tabella 5.2. N. Operatori impiegati per Comune sede di lavoro
COMUNE SEDE DI LAVORO
N. OPERATORI ADEST/OSS
N. EDUCATORI PROF.
ARTENA
CARPINETO ROMANO
COLLEFERRO
GAVIGNANO
GORGA
LABICO
MONTELANICO
SEGNI
VALMONTONE
3
1
2
1
1
1
0
1
1
1
1
0
2
2
1
2
1
3
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Nella tabella 5.2 vengono riportati i dati relativi al numero ed alla qualifica degli Operatori impiegati
nel Servizio erogato in ogni singolo Comune del Distretto.
L’impiego di diverse qualifiche dovrebbe essere deciso dalla peculiarità ed esigenze del caso che si
segue. Nella tabella, non viene fatta una sommatoria relativa al totale del numero degli operatori del
servizio in quanto gli stessi lavorano su più comuni spostandosi sul territorio.
5.2. Offerta
Nella tabella 5.3 vengono osservati i seguenti indicatori relativi all’offerta del Servizio: numero
utenti seguiti, numero riunioni svolte dal Coordinamento del Servizio con i Servizi Sociali e/o le UU.OO.
preposte della ASL, il numero delle sospensioni dal Servizio, il numero delle rivalutazioni dei casi in
carico ed il numero dei casi chiusi, quindi dell’utenza che “esce” dal Servizio.
In ultimo viene calcolato un indicatore, che valuta l’operatività del Coordinamento, rapportando il
numero delle rivalutazioni dei casi effettuate sul numero degli utenti seguiti.
Tabella 5.3 - Offerta
INDICATORI
N. UTENTI SEGUITI
N. RIUNIONI CON SERVIZI SOCIALI
E/O ASL
N. SOSPENSIONI
N. RIVALUTAZIONI
N. CONCLUSIONI
N. RIVALUTAZIONI/ N. UTENTI
SEGUITI
gen-11 feb-11 mar-11 apr-11 mag-11 giu-11
34
34
34
34
34
34
22
21
21
21
21
23
0
6
0
0
6
0
1
5
0
1
11
0
0
11
1
0
10
0
18%
18%
15%
32%
32%
29%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Il numero degli utenti seguiti è rimasto stabile nel semestre di riferimento; il numero delle riunioni si
riferisce alla rivalutazione dei singoli casi che il Coordinamento ha fatto insieme ai Servizi Sociali
competenti ed agli Operatori della ASL. Ovviamente l’alto numero di riunioni si riferisce alle
rivalutazioni dei singoli casi, avvenute però in un minor numero di riunioni, ossia in una riunione si
sono rivalutati più casi.
Nella tabella 5.3 vengono illustrati altresì i dati relativi alle sospensioni, alle rivalutazioni ed alle
conclusioni dei casi in carico al Servizio. Per sospensione si intende l’interruzione temporanea del
servizio all’utente per diversi motivi (assenza da casa, vacanze, ricovero ecc.) prevedendo però che
l’erogazione del servizio riprenda non appena cessino le condizioni per cui lo stesso è stato interrotto.
Per rivalutazione si intende la rimessa in discussione della situazione del minore, il monitoraggio di
quest’ultima al fine di ritarare il servizio e l’intervento in funzione dei nuovi obiettivi emersi dalla
rivisitazione del piano personalizzato. Per conclusione si intende invece la chiusura definitiva del caso e
l’uscita dell’utente dal servizio per raggiunti obiettivi del piano personalizzato, per il raggiungimento
della maggiore età e/o per decisione dei Servizi quando ravvisano l’inutilità della permanenza
dell’utente in carico al Servizio.
Il numero di sospensioni e di casi chiusi nel semestre è invece vicino allo zero. Si rileva un solo caso
chiuso a maggio 2011 (Comune di Colleferro) e due sospensioni nei mesi di marzo e aprile 2011
(Comuni di Labico e Segni).
Riguardo all’operatività del Coordinamento, studiata con l’indicatore del numero di rivalutazioni e
l’indicatore riportato in tabella, si evince come, nel semestre analizzato, il Coordinamento ha rivalutato
un numero sempre crescente di casi soprattutto degli utenti residenti nei Comuni di Artena, Colleferro,
Gavignano, Gorga e Labico, a giugno anche di Carpineto Romano e Valmontone.
L’indicatore su calcolato rileva una buona percentuale di operatività del Coordinamento con valori che
variano dal15% al 32%.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 5.4: Ore mensili previste per Comune di Residenza dell'utente.
Periodo gennaio - giugno 2011.
COMUNE
Artena
Carpineto
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Distretto RM
G6
gen11
70
20
72
52
56
68
40
68
158
604
ORE MENSILI PREVISTE
feb-11 mar- apr-11 mag11
11
70
70
32
32
20
20
16
16
72
72
76
76
52
52
52
52
56
56
56
56
68
68
56
56
40
40
40
40
68
68
68
68
158
158
132
132
604
604
528
528
giu-11
32
16
76
52
56
56
40
68
132
528
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Nella tabella 5.4 si riportano i dati relativi al numero delle ore mensili previste ripartite per
Comune di residenza dell’utente seguito. Il monte ore maggiore di Servizio viene assorbito da
Valmontone, subito seguito da Colleferro e Artena. Il minor numero di ore mensili sono erogate per
Carpineto Romano e Montelanico. Nel secondo trimestre del 2011 le ore sono state riviste per essere
adeguate al monte ore disponibile; inoltre sono stati rivalutati più di 1/3 dei casi in carico. Da questa
rimodulazione del Servizio i cambiamenti più visibili sono registrati per Artena, che ha subito una
diminuzione del 50% del monte ore previsto; una lieve diminuzione si è registrata per Carpineto
Romano e Labico; è altresì diminuito a Valmontone. Un leggero aumento lo ha avuto Colleferro,
mentre i restanti Comuni sono rimasti invariati.
I dati sono illustrati anche con il seguente grafico:
Grafico 5.4.1.: Ore mensili previste per Comune di Residenza dell'utente.
Periodo gennaio - giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Nella tabella 5.5 vengono analizzati i dati relativi alle ore mensili erogate, suddivise per comune
di residenza dell’utente. L’andamento generale, così come riportato anche nel grafico 5.5.1., rispecchia
quello già visto per le ore previste (tabella e grafico 5.4 e 5.4.1). Nella tabella si registrano le effettive
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
ore di servizio erogate nel corso dei mesi in esame, quindi i leggeri scostamenti verificatisi sono dovuti
anche ad eventuali assenze degli utenti, degli Operatori e altre situazioni che si verificano
ordinariamente nel corso del mese lavorativo.
Tabella 5.5: Ore mensili erogate per Comune di Residenza dell'utente.
Periodo gennaio - giugno 2011.
COMUNE
ORE MENSILI EROGATE
gen11
feb11
mar11
apr11
mag11
giu11
Artena
Carpineto
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
58,5
22
55,5
43,5
65
71
40
50
153,5
56,5
20
70
52
59
47
40
64
160,5
74,5
23
94,5
63,5
63
55
48
70
168,5
28
22
59
49,5
60
49
34
60
125,5
34
16
68
53,5
68
60
40
74
161
34
16
84,5
42,5
46
60
16
78
139,5
Distretto RM
G6
559
569
660
487
574,5
516,5
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Grafico 5.5.1: Ore mensili erogate per Comune di Residenza dell'utente.
Periodo gennaio - giugno 2011.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
6. Analisi degli indicatori
In questa quarta parte del Report si analizzano gli indicatori quali-quantitativi di:
•
EFFICACIA
•
EFFICIENZA
•
COSTI
Affinché le informazioni contenute nel presente documento siano correttamente interpretate e
comprese dai soggetti destinatari, appare opportuno specificare alcune definizioni.
Con il termine “indicatore” si intende, in termini generali, un parametro o un valore derivato da
parametri, capace di fornire indicazioni relative ad uno specifico fenomeno.
6.1 EFFICACIA
Gli indicatori di efficacia misurano il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tali obiettivi possono
essere diversi:
Efficacia interna – misura la capacità di raggiungere determinati obiettivi prefissati;
Efficacia esterna – misura la capacità di soddisfare i bisogni dell’utenza.
Nelle tabelle 6.1.1 e 6.1.2. vengono illustrati gli indicatori di efficacia individuati come significativi nel
Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV).
Gli indicatori misurano tutti l’efficacia interna. Si ricorda qui che lo strumento principe per la rilevazione
della soddisfazione dell’utenza, quindi della misurazione dell’efficacia esterna, è la customer
satisfaction, che però non è indicata per questo Servizio in quanto di secondo livello e quindi non è
stato ne l’utente, peraltro minore, ne la sua famiglia a fare richiesta.
Tabella 6.1.1.: Indicatori di efficacia interna/esterna: Lista d’attesa per
Comune di residenza. Periodo gennaio-giugno 2011.
Comune
Artena
Carpineto
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Distretto
RMG6
gen-11
feb-11
mar-11
apr-11
mag-11
giu-11
0
0
0
0
0
1
0
1
1
3
0
0
0
0
0
1
0
1
0
2
0
0
0
0
0
1
0
1
0
2
1
0
0
0
0
1
0
0
0
2
1
0
1
0
0
1
0
0
1
4
1
0
1
0
0
1
0
0
1
4
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
La lista di attesa è mediamente di 2-4 persone, nel mese di giugno 2011 sono 4 di cui 3 segnalati dalla
ASL (Comuni di Artena, Colleferro e Valmontone) e 1 segnalato dal Servizio Sociale di competenza
(Comune di Labico); due dei quali sono disabili e con disagio sociale. Il bisogno rilevato è bisogno e
supporto alla genitorialità. Tutti e quattro i casi sono seguiti sia dai Servizi Sociali Comunali, sia dalle
UU.OO. della ASL competenti.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 6.1.2.: Indicatori di efficacia interna/esterna: numero di ore mensili
Erogate sul totale utenza. Periodo gennaio-giugno 2011.
Comune
gen- feb-11 mar- apr-11 mag- giu-11
11
Artena
Carpineto
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Distretto
RMG6
15
22
11
11
33
18
40
17
15
16
11
14
20
14
13
30
12
40
21
16
17
19
23
19
16
32
14
48
23
17
19
11
7
22
12
12
30
16
34
15
13
14
9
16
14
13
34
20
40
19
16
17
7
16
21
11
23
20
16
20
14
15
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore
L’indicatore analizzato nella tabella 6.1.2. (numero di ore mensili erogate sul totale utenza) ci evidenzia
il dato del numero di ore per utente: il servizio eroga, nel semestre di riferimento, dalle 14 alle 19 ore
per utente nel corso di un mese, circa 4 ore a settimana per utente.
Riguardo ai singoli comuni, il dato del numero di ore per utente, nel semestre analizzato, ha visto
andamenti diversi: Gavignano, Labico, Segni e Valmontone rimangono sostanzialmente stabili;
Colleferro ha visto raddoppiare le ore mensili erogate ai suoi utenti; Gorga e Carpineto hanno visto
diminuire tali ore (da 8 a 4 ore mensili e da 6 a 4 ore mensili); Artena e Montelanico hanno visto
dimezzare le ore erogate ai loro utenti (Montelanico passa da 40 a 16 ore mensili).
Questo indicatore da informazioni sulla qualità del Servizio erogato, seppure con un dato quantitativo.
Da questo Gorga e Colleferro, subito seguito da Segni e Labico, hanno il numero di ore mensili erogate
per utente maggiore; mentre Artena e Gavignano hanno il numero di ore mensili erogate per utente
minore (Artena poco più che un ora a settimana).
6.2 EFFICIENZA
Gli indicatori di efficienza misurano il raggiungimento dell’obiettivo del massimo rapporto tra risultati
ottenuti e mezzi impiegati.
Tabella 6.2: Indicatori di efficienza.
mesi
INDICATORI
gen-11 feb-11 mar-11 apr-11 mag-11 giu-11
559
569
660
487
574,5
516,5
ORE MENSILI EROGATE
ORE MENSILI PREVISTE
604
604
604
528
528
528
Var. ore mensili previste/ore mensili
erogate
45
35
-56
41
-46,5
11,5
Nella tabella 6.2 vengono analizzati gli indicatori di efficienza. Le ore mensili previste sono
sostanzialmente stabili, dipendendo dal monte ore a disposizione del Servizio. L’indicatore misurato ci
dice che nei mesi di marzo e maggio sono state lavorate più ore di quelle previste nel budget
mensile,negli altri mesi invece tale budget non è stato completamente utilizzato, come si evince dai
grafici 6.2.1 e 6.2.2:
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Grafico 6.2.1: Indicatori di efficienza.
Comparazione
ore mensili previste/ore mensili erogate
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
Grafico 6.2.2: Indicatori di efficienza.
Var. ore mensili previste/ore mensili erogate
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
6.3 COSTI
Gli indicatori di costo intendono misurare il servizio dal punto di vista economico.
Nel Piano di Zona-Triennio 2008-2010 il costo programmato del servizio è di € 145.000,00, finanziato
con il fondo della Legge n. 285/97 e residui dei precedenti anni.
Il costo previsto, riportato in tabella 6.3.1, è quello risultante dall’aggiudicazione del Servizio tramite
bando di gara al Consorzio UNO (CassiAvass Società Cooperativa Sociale onlus in ATI con Cooperativa
Athena), mentre il costo effettivo è quello risultante dalla fatturazione presentata mensilmente dalla
stessa:
Tabella 6.3.1: Indicatori di costi. Periodo gennaio-giugno 2011.
mesi
INDICATORI
gen-11
Costo effettivo (FATTURA)
feb-11
€ 12.167,38 € 12.360,82
mar-11
apr-11
€ 14.121,12
€ 10.774,61
mag-11
€ 12.467,21 €
Costo orario assistenti domiciliari
€
7,73 €
7,73 €
7,73
€
7,73
€ 7,73
(lordo in busta paga)
Costo orario educatori
€
8,19 €
8,19 €
8,19
€
8,19
€ 8,19
professionali (lordo in busta paga)
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
giu-11
€
€
11.354,26
7,73
8,19
7. CONCLUSIONI
Come specificato in premessa, questo primo Report analizza il periodo gennaio-giugno 2011 andando a
illustrare le attività svolte nel Servizio di Assistenza Educativo-Domiciliare per minori a rischio di disagio
sociale nel primo semestre dell’anno 2011. Il Servizio è partito a giugno 2011 con il nuovo appalto ed il
nuovo Soggetto Gestore: Consorzio UNO (CassiAvass Società Cooperativa Sociale onlus in ATI con
Cooperativa Athena).
Nella prima parte è stata analizzata la programmazione dei Servizi per minori finanziati in parte con i
fondi della L. n. 285/97 nei Distretti Socio-Sanitari ROMA G come attività di benchmarking. Si riscontra
che sulla programmazione inerente l’attivazione dei Servizi per minori e famiglie, L. 285/97, i sei
Distretti Socio-Sanitari non hanno avuto nessun confronto in merito alla programmazione e
progettazione degli interventi.
Se si confronta il budget destinato a ciascun utente, per ogni progetto, si vede che è il Distretto SocioSanitario RM G5 a destinare la maggior percentuale di spesa per utente rispetto al budget totale
destinato al progetto (3,3%), seguito dal Distretto RM G6 (2,94%) e dal Distretto RM G2 (0,77%),
mentre il Distretto RM G6 è quello che in valore assoluto destina una quota maggiore pro capite per
utente.
Per gli altri non è stato possibile quantificare il rapporto Costo/Utente per mancanza di dati.
Nella seconda parte si è tracciato il profilo dell’utente del Servizio di Assistenza EducativoDomiciliare e del target della domanda sociale a cui il Servizio da risposta.
Il profilo dell’utente è definito dalle seguenti caratteristiche:
Comune di residenza: il maggior numero di utenza viene registrato per Valmontone (29%), seguito
da Artena (15%), Comuni rientranti nella zona di pianura. Il numero minore di utenza viene invece
registrata per Carpineto Romano e Montelanico (3%), che rientrano tra i Comuni della zona di
montagna.
Genere: gli utenti sono in totale 34 di cui quasi il doppio sono maschi (21), mentre le femmine
sono 13.
Classi d’età: gli utenti rientranti nella classe d’età 11-17 sono il doppio rispetto a quelli delle altre
classi d’età: 11 per la classe 4-11 e 1 per la classe 0-3.
Paese di provenienza: Il 94% dell’utenza è italiana, mentre il restante 6% è migrante.
Condizione di autosufficienza/non autosufficienza: il 35% dell’utenza presenta patologie correlate
alla disabilità.
Tipologia del nucleo familiare: l’85% dell’utenza vive in una famiglia con un minore (figlio unico),
mentre il 12% vive in famiglia con 2 minori e solo il 3% vive in una famiglia con 3 minori.
Tipologia di famiglia: più della metà dei minori utenti del Servizio sono con entrambi i genitori
(68%), il 26% vive con un solo genitore mentre il restante 6% vive con un solo genitore ed in
affido.
Un altro dato significativo: quasi il 60% dei minori utenti del Servizio vive in una famiglia
multiproblematica. Ciò significa che anche altri membri della famiglia sono seguiti da Servizi Sociali e/o
sanitari e quindi, oltre al Servizio di Assistenza Educativo-Domiciliare, intorno alla famiglia, ruotano altri
Servizi. Questo dovrebbe far presupporre che ci siano èquipe multidisciplinari che seguono la famiglia
in modo integrato, nella sua globalità.
Il target della domanda sociale rilevata viene definito con l’analisi delle seguenti variabili:
bisogno espresso: questo viene analizzato secondo le categorie “disabilità”, “multiproblematicità”,
“supporto alla genitorialità e disabilità”, “supporto alla genitorialità”, “supporto alla genitorialità e
multiproblematicità”. Gli utenti si dividono in modo equo per ciascuna categoria di bisogno (circa
¼), ad eccezione della categoria “Supporto alla genitorialità e disabilità” che rileva solo il 6%.
Disagio sociale: il 71% dei minori utenti è con disagio sociale, mentre il 29% dei minori utenti del
Servizio sono inseriti in famiglie abbastanza integrate che non presentano problematiche sociali.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Provenienza delle segnalazioni: le segnalazioni dei casi provengono tutte, contemporaneamente,
dall'U.O. Settore Tutela Salute Mentale Riabilitazione Età Evolutiva (S.T.S.M.R.E.E.) della Asl
territoriale e dal Servizio Sociale comunale di competenza del caso. Uniche eccezioni sono: un caso
segnalato solo dall'Asl per un utente residente nel Comune di Valmontone ed un solo caso
segnalato solo dal Servizio Sociale Professionale per un utente residente nel Comune di Labico.
Nella terza parte del Report si è tracciato il profilo del servizio che viene erogato a risposta dei
bisogni espressi dai cittadini che vi si rivolgono.
Riguardo alle risorse umane impiegate si rileva che nel Servizio sono impiegati n. 4 Assistenti
Domiciliari (con qualifica OSS) e n. 3 Educatori Professionali (con laurea in Scienze dell’Educazione o
Psicologia).
Gli Operatori lavorano con il Coordinamento di uno Psicologo ed il Servizio è impostato secondo
una metodologia di rete per la presa in carico e la gestione del caso. Ciò secondo il Protocollo
Operativo del Servizio che regolamenta i rapporti tra i servizi socio-sanitari, che fanno rete nella
gestione del caso, sia per quanto riguarda la segnalazione l’attivazione ed il monitoraggio del caso, sia
per il monitoraggio e la valutazione del Servizio, prassi, questa, non più seguita in quanto l’unità
valutativa non si è più riunita.
Per quanto riguarda il numero delle ore lavorate, l’andamento, per le due figure professionali è
sostanzialmente identico. Nel complesso le ore di Servizio sono andate aumentando fino a marzo 2011
per poi diminuire per esigenze organizzative.
Il Servizio è l’unico del Piano di Zona che ha una prassi di buona integrazione socio-sanitaria.
Il target dell’offerta sociale è il seguente:
numero utenti seguiti: 34, dato stabile nel semestre di riferimento.
numero riunioni: si riferisce a quelle svolte dal Coordinamento del Servizio con i Servizi Sociali e/o
le UU.OO. preposte della ASL per la rivalutazione dei singoli casi. L’alto numero di riunioni si
riferisce alle rivalutazioni dei singoli casi, avvenute però in un minor numero di riunioni, ossia in
una riunione si sono rivalutati più casi.
numero delle sospensioni dal Servizio: per sospensione si intende l’interruzione temporanea del
servizio all’utente per diversi motivi (assenza da casa, vacanze, ricovero ecc.) prevedendo però
che l’erogazione del servizio riprenda non appena cessino le condizioni per cui lo stesso è stato
interrotto. Si rilevano due sospensioni nei mesi di marzo e aprile 2011 (Comuni di Labico e Segni).
numero delle rivalutazioni dei casi in carico: per rivalutazione si intende la rimessa in discussione
della situazione del minore, il monitoraggio di quest’ultima al fine di ritarare il servizio e l’intervento
in funzione dei nuovi obiettivi emersi dalla rivisitazione del piano personalizzato. Il numero delle
rivalutazioni ha avuto un andamento crescente nel corso del semestre.
numero delle conclusioni: per conclusione si intende invece la chiusura definitiva del caso e l’uscita
dell’utente dal servizio per raggiunti obiettivi del piano personalizzato, per il raggiungimento della
maggiore età e/o per decisione dei Servizi quando ravvisano l’inutilità della permanenza dell’utente
in carico al Servizio. Si rileva un solo caso chiuso a maggio 2011 (Comune di Colleferro).
Viene altresì calcolato un indicatore, che valuta l’operatività del Coordinamento, rapportando il numero
delle rivalutazioni dei casi effettuate sul numero degli utenti seguiti. Nel semestre analizzato, il
Coordinamento ha rivalutato un numero sempre crescente di casi soprattutto degli utenti residenti nei
Comuni di Artena, Colleferro, Gavignano, Gorga e Labico, a giugno anche di Carpineto Romano e
Valmontone.
L’indicatore su calcolato rileva una buona percentuale di operatività del Coordinamento con valori che
variano dal15% al 32%.
numero delle ore mensili previste: i dati relativi alle ore mensili previste, ripartite per Comune di
residenza dell’utente seguito, segnalano che il monte ore maggiore di Servizio viene assorbito da
Valmontone, subito seguito da Colleferro e Artena. Il minor numero di ore mensili sono erogate
per Carpineto Romano e Montelanico. Nel secondo trimestre del 2011 le ore sono state riviste per
essere adeguate al monte ore disponibile; inoltre sono stati rivalutati più di 1/3 dei casi in carico.
Da questa rimodulazione del Servizio i cambiamenti più visibili sono registrati per Artena, che ha
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
subito una diminuzione del 50% del monte ore previsto; una lieve diminuzione si è registrata per
Carpineto Romano e Labico; è altresì diminuito a Valmontone. Un leggero aumento lo ha avuto
Colleferro, mentre i restanti Comuni sono rimasti invariati.
Numero delle ore mensili erogate: i dati relativi alle ore mensili erogate, suddivise per comune di
residenza dell’utente, rispecchiano quello già visto per le ore previste. I leggeri scostamenti
verificatisi sono dovuti anche ad eventuali assenze degli utenti, degli Operatori e altre cose che si
verificano normalmente nel corso del mese lavorativo.
Nella quarta parte del Report sono stati analizzati gli indicatori quali-quantitativi di efficacia,
efficienza e relativi ai costi. Con il termine “indicatore” si intende, in termini generali, un parametro o
un valore derivato da parametri, capace di fornire indicazioni relative ad uno specifico fenomeno.
Gli indicatori di efficacia misurano il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tali obiettivi possono
essere diversi:
Efficacia interna – misura la capacità di raggiungere determinati obiettivi prefissati;
Efficacia esterna – misura la capacità di soddisfare i bisogni dell’utenza.
Gli indicatori di efficacia individuati come significativi nel Piano di Monitoraggio e Valutazione (MV)
misurano tutti l’efficacia interna. Per quanto riguarda la misurazione dell’efficacia esterna, si ricorda qui
che lo strumento principe per la rilevazione della soddisfazione dell’utenza, la customer satisfaction,
che però non è indicata per questo Servizio in quanto di secondo livello e quindi non è stato ne
l’utente, peraltro minore, ne la sua famiglia a fare richiesta, bensì i Servizi che hanno in carico il caso.
Gli indicatori individuati sono i seguenti:
lista di attesa: questa è mediamente di 2-4 persone, nel mese di giugno 2011 sono 4 di cui 3
segnalati dalla ASL (Comuni di Artena, Colleferro e Valmontone) e 1 segnalato dal Servizio Sociale
di competenza (Comune di Labico); due dei quali sono disabili e con disagio sociale. Il bisogno
rilevato è bisogno e supporto alla genitorialità. Tutti e quattro i casi sono seguiti sia dai Servizi
Sociali Comunali, sia dalle UU.OO. della ASL competenti.
numero di ore mensili erogate sul totale utenza: questo indicatore evidenzia il dato del numero di
ore per utente che, nel semestre ha visto andamenti diversi per ciascun Comune. Gavignano,
Labico, Segni e Valmontone rimangono sostanzialmente stabili; Colleferro ha visto raddoppiare le
ore mensili erogate ai suoi utenti; Gorga e Carpineto hanno visto diminuire tali ore (da 8 a 4 ore
mensili e da 6 a 4 ore mensili); Artena e Montelanico hanno visto dimezzare le ore erogate ai loro
utenti (Montelanico passa da 40 a 16 ore mensili). Questo indicatore da informazioni sulla qualità
del Servizio erogato, seppure con un dato quantitativo. Da questo Gorga e Colleferro, subito
seguito da Segni e Labico, hanno il numero di ore mensili erogate per utente maggiore; mentre
Artena e Gavignano hanno il numero di ore mensili erogate per utente minore (Artena poco più che
un ora a settimana).
Gli indicatori di efficienza misurano il raggiungimento dell’obiettivo del massimo rapporto tra risultati
ottenuti e mezzi impiegati. In questo report gli indicatori di efficienza analizzati sono i seguenti:
Rapporto ore mensili previste/ore mensili erogate: queste sono sostanzialmente stabili,
dipendendo dal monte ore a disposizione del Servizio. L’indicatore misurato ci dice che nei mesi di
marzo e maggio sono state lavorate più ore di quelle previste nel budget mensile,negli altri mesi
invece tale budget non è stato completamente utilizzato andando a compensare le ore eccedenti i
mesi precedenti.
Gli indicatori di costo intendono misurare il servizio dal punto di vista economico.
Nel Piano di Zona-Triennio 2008-2010 il costo programmato del servizio è di € 145.000,00, finanziato
con il fondo della Legge n. 285/97 e residui dei precedenti anni.
Il costo previsto è quello risultante dall’aggiudicazione del Servizio tramite bando di gara alla
CassiAvass Società Cooperativa Sociale onlus e Consorzio UNO (in ATI) mentre il costo effettivo è
quello risultante dalla fatturazione presentata mensilmente dalla stessa ed oscilla tra € 10.000,00 ed €
14.000,00 mensili.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
ALLEGATO 8
Realizzata della Segreteria Operativa dell’Osservatorio Sociale Distrettuale – SISS
Indice
Pag.
1
Premessa
Pag.
2
1. Fonte dati e disabilità in Italia
2. Note metodologiche
3. Benchmarking
4. Analisi della domanda
Pag.
Pag.
Pag.
Pag.
3
5
6
7
4.1 TARGET UTENZA
4.2 TARGET DOMANDA
5. Analisi dell’offerta
Pag. 11
5.1 RISORSE DI RETE
5.2 METODOLOGIA DI RETE
5.3 FUNZIONI OPERATIVE
6. Analisi degli indicatori
Pag. 13
6.1 EFFICACIA
6.2 EFFICIENZA
6.3 COSTI
7. Conclusioni
Pag. 21
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Premessa
I Report del Distretto Socio Sanitario RMG6 rappresentano un significativo risultato raggiunto
dall’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS nel contesto del tavolo di lavoro con l’Ufficio di Piano, il Comitato
Tecnico ed i soggetti gestori dei servizi implementati.
Questo elaborato si articola in quattro parti: la prima mette a confronto la progettazione dei sei Distretti
Socio-Sanitari della ASL RM G, relativa al Servizio L. 162/98, quale attività di benchmarking; la seconda
traccia il profilo dell’utenza e del target della domanda sociale pervenuta al Servizio; la terza parte vuole
invece tracciare il target dell’offerta relativo al personale impiegato ed al servizio erogato. Infine, la quarta
parte presenta l’analisi degli indicatori quali-quantitativi relativi alle funzioni espletate dal Servizio.
Il periodo analizzato è il semestre dicembre 2009 - maggio 2010.
1. Fonte dati e disabilità in Italia
In Italia, così come in altri Paesi, non esiste un registro di popolazione specifico per le persone
disabili in grado di valutare la prevalenza alla nascita e la prevalenza nella popolazione totale, rispetto
anche alla patologia. Tali dati devono essere stimati da altre fonti che presentano limiti sia in termini
qualitativi, di copertura territoriale o rispetto alle finalità per cui sono costituiti. Tra di esse le più attendibili
sono le indagini ad hoc, il cui limite, però, è quello di non essere sempre aggiornate e di essere confinate a
specifiche piccole aree. Inoltre diventa necessario disporre di un campione sufficientemente ampio per
poter garantire una stima statisticamente accettabile della situazione generale. Per ciò si necessita di archivi
a livello nazionale per poter gestire un grande campione di popolazione e che definiscano un’uniformità
delle metodologie.
La rilevazione corrente ed esaustiva delle nascite di fonte Stato Civile è stata realizzata dall’Istat dal
1926 al 1998, raccogliendo informazioni sulle nascite verificatesi in Italia. Tale fonte permetteva di fornire
informazioni relativamente le notizie di Stato Civile e Anagrafe, notizie di tipo sanitario tratte dal certificato
di assistenza al parto (che il genitore doveva esibire al momento della dichiarazione come prova
dell’avvenuto nascita), e di natura socio-demografica (titolo di studio, condizione professionale, …). Questa
rilevazione è stata interrotta a causa dell’entrata in vigore della legge 127/97 sulla “Semplificazione
amministrativa”, che ha determinato la cessazione della rilevazione di un flusso informativo che l’Istat
conduceva dal 1926, venendo a creare un vuoto informativo che riguarda essenzialmente le caratteristiche
socio-demografiche dei genitori, le informazioni sanitarie ed epidemiologiche dei parti e la natimortalità. Si è
resa, dunque, necessaria una rivisitazione organizzativa dell’intero impianto di produzione di statistiche sulle
nascite che hanno condotto all’istituzione, nel 1999, della nuova rilevazione delle iscrizioni in Anagrafe per
nascita, che permette la conoscenza a livello territoriale comunale dei soli nati.
Nel 2002 si è realizzata la prima edizione dell’indagine campionaria sulle nascite, mediante intervista
delle madri a circa 18-21 mesi dalla nascita dei figli permettendo la raccolta di informazioni sui genitori, il
nato, il parto e su alcuni aspetti familiari e sociali di contesto; infine, con la promulgazione del decreto
349/2001, vengono attuate delle “modifiche al certificato di assistenza al parto (CEDAP) per la rilevazione
dei dati di sanità pubblica e statistici di base relativi agli eventi nascita, natimortalità ed ai nati affetti da
malformazioni”.
Un’altra fonte importante di dati è data dalla Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO) che
rappresenta, a partire dal 1995 (sostituendo la precedente rilevazione sui ricoveri attuata con il modello
ISTAT/D10), lo strumento di raccolta delle informazioni relative ad ogni paziente dimesso dagli istituti di
ricovero pubblici e privati in tutto il territorio nazionale. Secondo l’ISTAT essa è “Sintesi della cartella clinica
finalizzata a consentire una raccolta corrente, economica e di qualità controllabile di alcune fra le
informazioni contenute nella cartella stessa. La SDO contiene informazioni relative a dati anagrafici,
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
informazioni rilevate al momento dell’accettazione del paziente nell’istituto di cura, nel corso della degenza
e al momento della dimissione”.
In essa si reperiscono informazioni che descrivono sia aspetti clinici del ricovero (diagnosi e sintomi
rilevanti, interventi chirurgici, procedure diagnostico-terapeutiche, impianto di protesi, modalità di
dimissione), sia organizzativi (ad esempio: unità operativa di ammissione e di dimissione, trasferimenti
interni, …).
Le SDO costituiscono un archivio ricco di informazioni e praticamente esaustivo per ciò che
concerne il ricorso al ricovero ospedaliero. Per tale motivo la SDO costituisce la base informativa
maggiormente fornita, disponibile a livello nazionale, per un’ analisi del fenomeno della disabilità dal punto
di vista sanitario.
Poiché è previsto la compilazione obbligatoria della SDO nel caso di neonati che presentano delle
patologie, l’Istat utilizza tali dati per pervenire ad una misura di prevalenza alla nascita considerando il
rapporto tra i casi accertati (nati vivi) ed il totale dei nati vivi.
In Italia si stima che vi siano circa 2 milioni 824mila disabili. Di questi il 33% (894mila persone, il
3,4% della popolazione) è rappresentato dal sesso maschile e il restante 67% (1 milione 721mila, il 6,2%
della popolazione) da quello femminile. La disabilità riguarda prevalentemente le persone di 60 anni e più:
risulta disabile il 17% degli ultrasessantenni (2 milioni 57mila individui) e il 37,7% delle persone di 75 anni
e più. I disabili di età inferiore ai 60 anni sono 620mila, in particolare 188mila hanno fino a 14 anni17.
2. Note metodologiche
Il presente Report è il primo risultato di un lavoro multidisciplinare ed integrato che permette di monitorare
il Servizio Integrato L. 162/98 nell’ambito della sua attività, con cadenza trimestrale, e di valutare la qualità
dello stesso, migliorando gli standard assistenziali individuati attraverso indicatori di processo e di risultato.
L’Osservatorio Sociale, nella creazione degli strumenti di monitoraggio e valutazione delle attività realizzate,
segue la metodologia di seguito riportata:
•
•
•
•
Raccolta dati attraverso il "Diario di Bordo" dall'Ente Gestore;
Creazione della banca dati con aggiornamento trimestrale;
Analisi statistica dei dati;
Report semestrale.
3. Benchmarking
In questa prima parte del Report viene analizzata la programmazione del Servizio L. 162/98 nei
Distretti Socio-Sanitari della ASL ROMA G.
La programmazione del Servizio L. 162/98, è stata analizzata partendo dalla lettura dai Piani di Zona
2008-2010 di ciascun Distretto ed estrapolando le variabili comparabili che vengono riportate nella tabella
1.1.
Il Servizio L. 162/98 è progettato in tutti i Distretti Socio-Sanitari della ASL RM G. Bisogna sottolineare
il fatto che, il servizio è presente in tutti i Distretti, anche perché la D.G.R. n. 61/2007 avvia il fondo
regionale per la non autosufficienza, istituito dalla legge regionale n. 20 del 23 novembre 2006. Quindi, in
ottemperanza a quanto stabilito da detta D.G.R., le relative risorse possono essere utilizzate nell’ambito di
appositi Piani Distrettuali per la non autosufficienza, tenendo conto delle iniziative inserite nei Piani di
Zona, in modo da evitare duplicazioni e sovrapposizioni.
Tutti i Distretti, dovendo presentare i Piani distrettuali, hanno quindi progettato interventi e servizi in
favore della popolazione disabile.
17
Istat-www.disabilitàincifre.it
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Non è stato possibile individuare il numero di utenti per due Distretti (G1 e G5), perchè non indicato
nei relativi Piani di Zona.
TABELLA 3.1: Servizio L. 162/98 nei Distretti Socio-Sanitari della ASL RM G: numero di utenti, costo
del progetto e spesa pro-capite. Ultimo anno a disposizione.
Distretto
G1
G2
G3
G4
G5
G6
Comune capofila
Monterotondo
Guidonia Montecelio
Tivoli
Subiaco
San Vito Romano
Carpineto Romano
N. Utenti
/
20
20
20
/
39
Costo del progetto
€ 149.497,00
€ 96.503,00
€ 79.187,00
€ 81.000,00
€ 52.242,00
€ 234.000,00
Spesa pro-capite
/
€ 4.825,15
€ 3.959,35
€ 4.050,00
/
€ 6.000,00
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS. Rielaborazione dati Piani di Zona Distretti RM G.
Dall’analisi della Tabella 1.1 si riscontra che il Servizio L. 162/98 è attivo nei sei Distretti Socio-Sanitari.
Rispetto al numero di utenti in carico il nostro Distretto è quello con il maggior numero di persone
disabili assistite (39), il doppio rispetto agli altri Distretti (dove è stato possibile rilevare il dato). Di
conseguenza, anche il costo del servizio è maggiore nel nostro Distretto, così come il costo pro-capite,
indicatore medio di spesa per utente, pari a € 6.000,00.
Nel nostro Distretto, con il Piano di Zona, è attivo, dal 2004, il progetto “Servizio Integrato Disabili
Gravi-L. n. 162/98. Il Servizio erogato a livello distrettuale ha l’obiettivo di riuscire ad assicurare alle
persone disabili il diritto ad una vita indipendente e il mantenimento nel proprio ambiente sociale e
familiare per superare ogni forma di emarginazione ed esclusione sociale.
Mentre nel passato ai bisogni dei disabili si è data una risposta che non è andata alla radice dei bisogni
stessi, ma li ha coperti e racchiusi all’interno di interventi esclusivamente sanitari, mettendo in
evidenza solo gli aspetti patologici della persona e consentendo, di conseguenza, la sua esclusione,
oggi si pone l’attenzione allo sviluppo ed al conseguente affinamento delle capacità residue della
persona disabile affinché possa sviluppare tutte le potenzialità che possiede considerando ostacolo alla
riabilitazione ed all’integrazione non solo e non tanto l’handicap in sé, quanto piuttosto l’insieme di
fattori sociali che rendono difficile o impossibile l’approccio della persona disabile con il mondo che lo
circonda.
La tipologia degli interventi progettati deriva dalle scelte delle persone disabili o dei loro familiari in
merito alle iniziative previste dalla L.162/98, integrative degli interventi già realizzati dagli Enti Locali e
sono le seguenti:
• ASSISTENZA DIRETTA: la programmazione e l’attuazione degli intervento di sostegno alla
persona e alla famiglia attraverso forme di assistenza domiciliare e di aiuto personale, anche
della durata di 24 ore nelle giornate festive e prefestive;
• ASSISTENZA INDIRETTA: l’avvio di programmi di aiuto alla persona gestiti in forma
indiretta, mediante piani personalizzati per i soggetti in situazioni di gravità che ne facciano
richiesta con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia.
4. Analisi della domanda
4.1 Target utenza
Nella seconda parte del Report si procede tracciando il profilo dell’utente, preso in carico dal Servizio L.
162/98, attraverso la rilevazione delle variabili socio-demografiche, economiche e del bisogno espresso.
Assistenza diretta
L’erogazione del servizio in forma diretta prevede la programmazione e l’attuazione degli intervento di
sostegno alla persona e alla famiglia attraverso forme di assistenza domiciliare e di aiuto personale, anche
della durata di 24 ore nelle giornate festive e prefestive, attraverso la gestione del Servizio da parte di un
soggetto di Terzo Settore (di solito Cooperative Sociali).
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 4.1: Utenti del Servizio L. 162/98 in assistenza diretta, divisi per Comune di
residenza. Periodo dicembre 2009-maggio 2010.
Comune
Artena
Carpineto
Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Distretto RM
G6
dic-09
gen-10
feb-10
mar-10
apr-10
mag-10
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
2
9%
2
9%
2
8%
2
8%
2
8%
2
8%
2
3
1
2
3
1
3
5
9%
14%
5%
9%
14%
5%
14%
23%
2
3
1
2
3
1
3
5
9%
14%
5%
9%
14%
5%
14%
23%
2
3
2
2
3
1
4
5
8%
13%
8%
8%
13%
4%
17%
21%
1
3
2
2
3
1
4
6
4%
13%
8%
8%
13%
4%
17%
25%
1
3
2
2
3
1
4
6
4%
13%
8%
8%
13%
4%
17%
25%
1
3
2
2
3
1
4
6
4%
13%
8%
8%
13%
4%
17%
25%
22 100% 22 100% 24 100% 24 100% 24 100% 24 100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Nella tabella 4.1. il n. totale dell’utenza in assistenza domiciliare discorda dal dato riportato nella tabella
1.1 in quanto, nella stessa si considerano sia gli utenti che usufruiscono dell’assistenza diretta (erogata dalla
Cassiavass Coooperativa Sociale Onlus), sia gli utenti che usufruiscono dell’assistenza indiretta (gli utenti
ricevono e gesticono il contributo con la supervisione del Servizio Sociale di competenza).
Valmontone è quello con la maggior parte degli utenti (25% nell’ultimo mese), a seguire Segni (17%),
Labico e Colleferro (13% circa); Montelanico è quello che usufruisce in misura minore del servizio con il 4%
degli utenti; tutti gli altri sono inferiori al 10%.
Il grafico mostra i dati della tabella 4.1.
Grafico 4.1: Utenti del Servizio L. 162/98, per Comune di residenza.
Periodo dicembre 2009-maggio 2010.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Si riporta, di seguito, l’utenza divisa per sesso:
Tabella 4.2: Utenti del Servizio L. 162/98, divisi per sesso.
M
Mese
v.a.
14
14
15
16
16
16
dic-09
gen-10
feb-10
mar-10
apr-10
mag-10
F
v.p.
64%
64%
63%
67%
67%
67%
v.a.
8
8
9
8
8
8
T
v.p.
36%
36%
38%
33%
33%
33%
v.a.
22
22
24
24
24
24
v.p.
100%
100%
100%
100%
100%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Come si evince dalla tabella 4.2 gli utenti del Servizio per quasi il 70% sono di sesso maschile.
Grafico 4. 2: Utenti del Servizio L. 162/98, divisi per sesso.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Per quanto riguarda invece l’età degli utenti del Servizio, la tabella 4.3 rileva che quasi il 50%
dell’utenza del Servizio ha un’età compresa tra i 18 ed i 39 anni, seguita dall’utenza della classe 40-64. In
numero minore è presente utenza delle altre classi d’età, questo si può in parte spiegare con il fatto che la
classe d’età oltre i 65 anni usufruisce già del Servizio ADI.
Tabella 4.3: Utenti del Servizio L. 162/98, divisi per classi d'età.
dic-09
gen-10
feb-10
mar-10
apr-10
mag-10
Classi
d'età
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
v.a.
v.p.
< 18
tra 18 e 39
tra 40 e 64
> 64
Totale
1
11
8
2
22
5%
50%
36%
9%
100%
1
11
8
2
22
5%
50%
36%
9%
100%
1
12
9
2
24
4%
50%
38%
8%
100%
2
11
9
2
24
8%
46%
38%
8%
100%
2
11
9
2
24
8%
46%
38%
8%
100%
2
11
9
2
24
8%
46%
38%
8%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Grafico 4.3: Utenti del Servizio L. 162/98, divisi per classi d'età. Maggio 2010.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Assistenza indiretta
L’assistenza in forma indiretta prevede l’avvio di programmi di aiuto alla persona gestiti in forma
indiretta, mediante piani personalizzati per i soggetti in situazioni di gravità che ne facciano richiesta con
verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia da parte del Servizio Sociale del Comune di
competenza che provvede, trimestralmente a rendicontare la regolarità e l’andamento del Servizio all’Ufficio
di Piano del Piano di Zona.
Tabella 4.4: Utenti del Servizio L. 162/98 in assistenza indiretta, divisi per Comune di residenza. Periodo
Dicembre 2009/Maggio 2010.
COMUNE
V.A.
V.P.
ARTENA
0
0%
CARPINETO ROMANO
0
0%
COLLEFERRO
1
8%
GAVIGNANO
1
8%
GORGA
3
23%
LABICO
2
15%
MONTELANICO
0
0%
SEGNI
5
38%
VALMONTONE
1
8%
TOTALE
13 100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Gli utenti del Servizio che usufruiscono dello stesso in forma indiretta sono, per la maggior parte,
residenti a Segni (38%) e Gorga (23%), mentre la totalità degli utenti di Artena, Carpineto Romano e
Montelanico hanno scelto di avvalersi del Servizio attraverso l’attuale Soggetto gestore: la Cooperativa
CASSIAVASS.
4.2 TARGET DOMANDA
I destinatari del Servizio sono "esclusivamente" persone con handicap grave, ai sensi dell'art. 3,
comma 3 della L. n. 104/92.
Tale condizione deve essere accertata e certificata dalle Commissioni mediche integrate individuate
dall'art. 4 della suddetta Legge.
Prima dell’aggiudicazione della gara di appalto al Soggetto Gestore, il Comune capofila pubblica
l’avviso pubblico per l’ammissione dei richiedenti al Servizio, la Commissione Tecnico-Progettuale del
Distretto redige la graduatoria distrettuale in base a criteri e direttive della L. n. 162/98 e di Delibere
Regionali che dettano i criteri da osservare. L’Osservatorio elabora la griglia di valutazione che la
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Commissione utilizza per l’attribuzione dei punteggi e la redazione della graduatoria degli utenti del
Servizio.
Il numero degli utenti è quindi stabile nel corso dello svolgimento del servizio e si modifica solamente
a causa del decesso o del recesso da parte di un utente, al quale però può subentrare altri richiedenti che
vengono inseriti in “lista di attesa”.
5. Analisi dell’offerta
In questa parte del Report si vuole tracciare il profilo del servizio che viene erogato a risposta dei bisogni
espressi dai cittadini che lo richiedono.
5.1 RISORSE DI RETE
Tabella 5.1: Risorse di rete. Periodo dicembre 2009/maggio 2010.
RISORSE DI RETE
N. operatori domiciliari OSS
N. Educatori professionali
N. operatori domiciliari sostituiti
N. giorni lavorati operatore
N. ore formazione operatori totale
N. ore di formazione I° livello (start up)
N. ore di formazione II° livello (in
progress)
N. ore di formazione III° livello (in aula)
N. utenti con compresenza di operatori
dic09
gen10
feb10
mar-10
apr-10
mag-10
10
0
1
260
6
3
10
0
1
265
3
1
12
0
2
265
10
6
13
0
1
313
4,5
1,5
13
0
0
329
7,5
0
13
0
1
337
4
0
3
0
0
2
0
0
4
0
0
3
0
0
7,5
0
0
4
0
0
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Come si evince dalla tabella 5.1 le figure professionali impiegate nello svolgimento del servizio sono solo
Operatori Socio-Sanitari. Nella tabella si sono però inseriti anche gli Educatori Professionali in quanto, i Piani
Personalizzati Individuali (PPI) presentati, prevedevano l’impiego di tale figura, non previsti però dal Bando di
Gara. Questa criticità dovrà quindi essere superata con l’inserimento di tale figura nel prossimo bando di
gara triennale, in quanto gli Educatori Professionali sono stati previsti anche nei PPI della nuova graduatoria
distrettuale.
Dal mese di marzo 2010, il numero degli Operatori Socio-Sanitari impiegati nel servizio sono aumentati
(da 10 a 13) in coincidenza dell’inserimento di nuovi utenti nel servizio.
Le sostituzioni rispettano gli standard di servizio, non provocando un eccessivo turn over; mentre i giorni
lavorati per operatore sono circa 26 mensili.
Riguardo la formazione si rileva l’assenza di quella in aula ed un avvicendarsi di quella in progress che ha
man mano sostituito la formazione di start up, nel rispetto delle fasi di implementazione del servizio. Nelle
ore di formazione di I° livello si sono svolte attività, predisposte dal Coordinatore del servizio, relative alla
discussione dei PPI dei singoli utenti, seguito da un incontro con le famiglie degli stessi per la presa in carico
e l’avvio del servizio da parte del soggetto gestore. Nelle ore di formazione di II° livello, sempre predisposte
dal Coordinatore del servizio, si sono svolti incontri, con cadenza mensile, per la discussione dei singoli casi e
relativo monitoraggio.
Infine, dalla tabella 5.1 si rileva l’assenza di utenti che usufruiscono del servizio attraverso il lavoro di più
operatori in compresenza, quindi la prestazione viene erogata all’utente da un singolo Operatore. In caso di
erogazione di prestazioni di pulizia personale l’Operatore viene supportato dai familiari dell’utente.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
5.2 METODOLOGIA DI RETE
Tabella 5.2: Metodologia di rete. Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
METODOLOGIA DI RETE
N. riunioni d’equipe tra i singoli comuni e soggetto
gestore
N. riunioni d’equipe tra i comuni e soggetto gestore
(in plenaria)
N. riunioni per gestione (UDP)
N. riunioni per monitoraggio e valutazione
(Osservatorio)
N. contatti mensili
N. operatori per l'organizzazione del servizio
(coordinatore, supervisore, ecc)
dic-09 gen-10 feb-10 mar-10 apr-10 mag-10
6
3
2
2
1
1
0
0
1
0
0
0
0
1
1
1
0
0
1
11
0
13
1
10
0
66
1
45
0
48
4
4
4
4
4
4
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Nella tabella 5.2 vengono illustrate le attività che il soggetto gestore ha implementato per la costruzione
della “rete”.
Come da relazione progettuale gli strumenti sono: le riunioni, la comunicazione e gli strumenti
organizzativi del Servizio.
Riguardo al primo, si sono distinte le riunioni svoltesi tra i singoli Comuni ed il soggetto gestore, che
hanno ad oggetto la discussione dei casi ad esso afferenti, dalle riunioni il plenaria, tra tutti i Comuni del
Distretto (Commissione Tecnico-Progettuale e partecipazione al Tavolo Tematico Disabilità) e riunioni con
l’Ufficio di Piano, aventi ad oggetto la gestione del servizio ed il suo andamento generale, anche dal punto di
vista amministrativo. Si sono svolte altresì riunioni con l’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS per il
monitoraggio e la valutazione del servizio che hanno avuto ad oggetto la discussione dello stesso, nelle sue
modalità organizzative e di implementazione delle prestazioni e degli interventi.
Come si rileva dai dati monitorati nel Diario di Bordo, le riunioni tra singolo Comune e soggetto Gestore si
sono svolte regolarmente in tutti i comuni, tranne che per il Comune di Colleferro.
La comunicazione è stata attivata sia con comunicazioni settimanali, riguardo al lavoro degli operatori sui
singoli utenti, sia come contatti telefonici per il disbrigo di piccole problematiche organizzative sempre
inerenti l’implementazione delle prestazioni e degli interventi.
Gli strumenti organizzativi che il soggetto gestore ha messo in campo è il personale impiegato per la
gestione del servizio: il Coordinatore, il Responsabile, il personale dell’Ufficio Risorse Umane e quello per la
Formazione.
5.3 FUNZIONI OPERATIVE
Tabella 5.3: Funzioni operative. Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
FUNZIONI OPERATIVE
N. sospensioni delle prestazioni (totale)
N. sospensioni delle prestazioni per:
ricovero temporaneo in ospedale
ricovero temporaneo in strutture
residenziali
allontanamento temporaneo dal proprio
domicilio per motivi diversi
rinuncia temporanea
N. riattivazioni
N. rivalutazioni (totale)
N. rivalutazioni per:
passaggio dall'assistenza indiretta
all'assistenza diretta
scadenza intervento programmato
variazione delle condizioni dell'utente con
dic09
1
0
0
gen10
0
0
0
feb10
0
0
0
mar10
0
0
0
apr10
0
0
0
mag10
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
0
5
0
0
0
6
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
4
0
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
aumento delle ore
variazione delle condizioni dell'utente con
diminuzione delle ore per recupero
dell'autonomia
variazione delle condizioni dell'utente con
diminuzione delle ore per maggiore
presenza dei familiari
N. casi conclusi (totale)
N. casi conclusi per:
completamento intervento programmato
decesso
trasferimento in struttura residenziale
cambio residenza fuori distretto
cambio residenza nel distretto
rinuncia
voltontà dell'utente di passare da
assistenza diretta a quella indiretta
richiesta scritta
0
6
0
0
0
0
0
2
0
0
0
1
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Nella tabella 5.3 vengono analizzate le funzioni operative del servizio attraverso una serie di indicatori
che permettono di valutare, da un lato la flessibilità del servizio a soddisfare le esigenze dell’utenza e
dall’altro la stabilità dello stesso, raggiunta attraverso un sistema organizzativo definito in modo chiaro.
Nel semestre considerato si è verificata una sola sospensione dal servizio, per rinuncia temporanea dello
stesso, avvenuta nel mese di dicembre 2009, a fronte di una riattivazione registrata a marzo 2010.
Sempre nello stesso periodo le rivalutazioni dei casi sono state 12, le cause di tali rivalutazioni sono state:
scadenza dell’intervento programmato, variazione delle condizioni dell’utente con aumento delle ore
(peggioramento delle condizioni dello stesso) e variazione delle condizioni dell’utente con diminuzione delle
ore (per recupero dell’autonomia).
Si sono conclusi 2 casi, uno per decesso dell’utente (Comune di Gorga) e l’altro per rinuncia (Comune di
Carpineto Romano).
6. Analisi degli indicatori
In questa quarta parte del Report si analizzano gli indicatori quali-quantitativi di:
• EFFICIENZA
• EFFICACIA
• COSTI
Affinché le informazioni contenute nel presente documento siano correttamente interpretate e comprese
dai soggetti destinatari, appare opportuno specificare alcune definizioni.
Con il termine “indicatore” si intende, in termini generali, un parametro o un valore derivato da
parametri, capace di fornire indicazioni relative ad uno specifico fenomeno.
6.1 EFFICIENZA
Gli indicatori di efficienza misurano il raggiungimento dell’obiettivo del massimo rapporto tra risultati
ottenuti e impiegati.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
INTERNE
Tabella 6.1:Prestazioni erogate. Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
dic09 gen-10 feb-10 mar-10 apr-10
PRESTAZIONI
Igiene alla persona
113
Sostegno e ausilio nei servizi igienico/sanitari
30
Ausilio consumazione pasti
56,5
Poten. mantenimento delle abilità cognitive
111,5
Attività motorie
54,5
Totale parz. 365,5
101
15
86,5
119
45
118
50
90,5
138,8
60
54%
398,5
54%
366,5
49%
457,3
53%
37
70
80
96
33
33
100,5
75
107
26
45,5
63,5
120
154
0
70,5
100,5
120,5
120
341,5
46%
383
51%
740
749,5
868,8
316
Perc. 46%
Totale parz.
Totale
ESTERNE
Perc.
Attività sportive;
Socializzazione;
Attività ludico-ricreative
Accompagno
Laboratori
101,5
30
70
140
57
681,5
mag10
120
50
90
115,65
55
130
107
87,85
119
83
430,65 526,85
51%
61%
0
50
100
130
130
0
46
87
110
51
40
411,5
47%
410
49%
334
39%
840,65 860,85
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Nella tabella 6.1 vengono illustrate le prestazioni erogate dal servizio, in termini di monte ore, suddivise
per categorie: all’interno ed all’esterno del domicilio dell’utente, anche a supporto della famiglia. Le
prestazioni che vengono erogate maggiormente sono quelle all’interno del domicilio dell’utente (50-60%),
rispetto a quelle svolte all’esterno (40-50%).
All’interno del domicilio vengono svolte attività di cura e sostegno rivolte all’utente e quindi anche di
sostegno al nucleo familiare: igiene e cura della persona, sostegno e ausilio nei servizi igienico/sanitari,
ausilio nella consumazione dei pasti, potenziamento e mantenimento delle abilità cognitive e attività motorie.
Si specifica che nelle attività di potenziamento e mantenimento delle abilità cognitive l’utente utilizza le
tecnologie informatiche (pc ed altri ausili informatici).
La prestazione che viene erogata per il maggior numero di ore è stata il potenziamento e mantenimento
delle abilità cognitive e l’igiene e cura della persona (25% circa). Quella meno erogata è quella relativa ad
attività motorie (16% circa) ed il sostegno e ausilio nella consumazione dei pasti (8% circa).
All’esterno del domicilio vengono svolte attività sportive, di socializzazione, ludico-ricreative e laboratori.
Le attività sportive prevedono l’accompagno presso piscine, maneggi, palestre e passeggiate in bicicletta; la
socializzazione prevede uscite presso Centri Commerciali, giardini e corso del paese dell’utente; le attività
ludico-ricreative si svolgono presso ludoteche, uscite al cinema e attività organizzate da associazioni di terzo
settore; l’accompagno avviene per la soddisfazione di esigenze personali (parrucchiere, spesa, acquisiti di
prima necessità); i laboratori attivati sono stati i seguenti: “dal natale al nuovo anno” e “una primavera
insieme” con attività di lettura, manipolazione, visione di film e preparazione al concorso svoltosi a
Valmontone nel mese di maggio 2010 dall’Associazione Terra Nostra dal titolo “Il futuro della terra è nelle
nostre mani”.
Nel semestre analizzato la prestazione che viene erogata per il maggior numero di ore è stata quella
inerente l’accompagno (32% circa), mentre quella meno erogata è quella relativa ad attività svolte attraverso
l’organizzazione di laboratori.
Bisogna precisare che, queste attività sono state proposte ed organizzate dal Soggetto Gestore con
l’implementazione delle ore di Servizio che non sono state erogate ai singoli utenti per motivi diversi
(decesso, assenze e così via).
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
I grafici 6.1.1., 6.1.2. e 6.1.3. mostrano la serie storica dei dati qui analizzati.
Grafico 6.1.1: Serie storica. N. ore di assistenza erogate per tipologia di prestazione
(interna ed esterna). Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Grafico 6.1.2: Serie storia. N. ore di assistenza erogate per la tipologia di prestazioni
interne erogate. Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Grafico 6.1.3: Serie storica. N. ore di assistenza erogate per la tipologia di prestazioni
esterne erogate. Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Nella tabella 6.2 vengono analizzati i dati del semestre relativi alle ore erogate in ciascun Comune del
Distretto. Nei primi tre mesi del semestre dicembre 2009-maggio 2010, il Comune a favore del quale
vengono erogate il maggior numero di ore è Valmontone (18-25%) subito seguito da Segni (15-22%),
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
mentre il Comune che riceve il Servizio in misura minore è Montelanico con il 3-4%, seguito da Carpineto
Romano (5-6%).
Nel periodo marzo-maggio 2010, il Comune a favore del quale sono state erogate il maggior numero di
ore è Valmontone (18-22%) subito seguito da Colleferro (16-19%), mentre i Comuni che ricevono il Servizio
in misura minore è sempre Montelanico (3-4%), seguito da Carpineto Romano (5-6%).
Da notare che, la serie storica che presenta il maggiore scostamento, nel corso del semestre in esame, è
quella relativa al Comune di Gavignano e Colleferro che hanno visto il numero delle ore erogate aumentare
di circa il 50%, così come Segni (30%).
I grafici 6.2.1. e 6.2.2. mostrano la serie storica dei dati qui analizzati.
Tabella 6.2: Numero di ore totali erogate per ciascun Comune del Distretto RMG6.
Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
N. ore totali erogate
Mese
Artena
Carpineto
Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Totale
dic-09
gen-10
feb-10
mar-10
apr-10
65
69
58,5
53,5
63
60,5
37
44,5
42
48,4
44
45,2
101,5
115
112,5
157,65
140,65
175,15
25
56
115
131,7
129
124,5
54
49
42
88,5
76
80
94,5
83,5
90
58
82
79,5
30
24
24
30
24
27
102
159,5
131
145
146,5
130,5
173
139,5
135
156
198,5
198,5
682
740
750
868,75
903,65
920,85
mag-10
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Grafico 6.2.1: Serie storica n. ore di Servizio erogate per mese.
Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Grafico 6.2.2: Serie storica n. ore di Servizio erogate per Comune. Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Nella tabella 6.3 vengono analizzati dati utili a definire lo standard assistenziale del Servizio erogato.
Dall’analisi dei dati si evince che i Comuni di Colleferro e Gavignano hanno una media settimanale, per
numero di ore di assistenza erogate ad utente, sopra quella del Distretto, rispettivamente di 10,3 e 12,7. I
Comuni con una media inferiore sono Montelanico (6,1) e Labico (6,3).
Analizzando i dati per ciascun mese si registra però un numero di ore minore per Carpineto Romano nel
periodo dicembre 2009-febbraio 2010, mentre nel trimestre successivo (marzo-maggio 2010) il numero di
ore di assistenza a settimana per utente è più che raddoppiato, ciò dovuto al potenziamento del servizio, per
alcuni utenti, attivato con l’utilizzo delle ore di un utente rinunciatario. Per Gavignano il numero è più che
triplicato, per Colleferro è quasi raddoppiato. Questo aumento è dovuto alla ritardata attivazione del servizio
ad alcuni utenti residenti nei suddetti comuni.
Tabella 6.3: Numero di ore di assistenza a settimana per utente e media settimanale.
Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
Mese
dic-09
Artena
7,5
Carpineto Romano
4,3
Colleferro
7,8
Gavignano
5,8
Gorga
6,2
Labico
7,3
Montelanico
6,9
Segni
7,9
Valmontone
8,0
Totale
7,2
gen-10
feb-10
mar-10
apr-10
mag-10
media
settimanale
8,0
5,1
8,9
12,9
5,7
6,4
5,5
12,3
6,4
7,8
6,8
4,8
8,7
13,3
4,8
6,9
5,5
7,6
6,2
7,2
6,2
11,2
12,1
15,2
10,2
4,5
6,9
8,4
6,0
8,4
7,3
10,2
10,8
14,9
8,8
6,3
5,5
8,5
7,6
8,7
7,0
10,4
13,5
14,4
9,2
6,1
6,2
7,5
7,6
8,9
7,1
7,7
10,3
12,7
7,5
6,3
6,1
8,7
7,0
8,0
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Grafico 6.3: Numero di ore di assistenza a settimana per utente e media settimanale.
Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
6.2 EFFICACIA
Gli indicatori di efficacia misurano il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tali obiettivi possono essere
diversi:
Efficacia interna – misura la capacità di raggiungere determinati obiettivi prefissati;
Efficacia esterna – misura la capacità di soddisfare i bisogni dell’utenza.
Nella tabella 6.4 vengono illustrati gli indicatori di efficacia individuati come significativi nel Piano di
Monitoraggio e Valutazione (MV).
Gli indicatori misurano tutti l’efficacia interna, tranne il numero dei reclami pervenuti, mentre quello
relativo alle richieste di passaggio da assistenza diretta ed assistenza indiretta potrebbe essere un indicatore
“sentinella” di insoddisfazione dell’utenza. Si ricorda qui che lo strumento principe per la rilevazione della
soddisfazione dell’utenza, quindi della misurazione dell’efficacia esterna, è la customer satisfaction, a cui
l’Osservatorio Sociale lavorerà non appena il sistema di monitoraggio e valutazione andrà a regime
nell’implementazione dei Piani di Zona distrettuali.
Tabella 6.4: Indicatori di efficacia. Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
dic09
N. richieste soddisfatte
7
N. richieste non soddisfatte
1
N. dei reclami pervenuti dagli utenti
1
N. operatori sostituiti
0
N. ritardi presenze da parte degli operatori
2
N. mancate presenze da parte degli operatori 0
N. richieste di passaggio da assistenza
diretta ad assistenza indiretta
0
N. richieste di passaggio da assistenza
indiretta ad assistenza diretta
0
Indicatori
gen10
4
1
1
0
2
0
feb10
2
0
1
0
1
0
mar10
1
0
0
0
0
0
apr- mag10
10
1
2
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
1
0
0
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
Le richieste soddisfatte riguardano cambio di orario del servizio, la sospensione ed il recupero delle ore di
servizio, sostituzione di operatore, disponibilità ad effettuare rapidamente incontri per la valutazione del caso
con le famiglie dell’utenza.
Si sono reclami per mancato rispetto dell’orario di servizio da parte degli Operatori e per alcune
sostituzioni degli stessi; stesse motivazioni si registrano per l’item “n. richieste non soddisfatte”.
Nei mesi di febbraio e marzo 2010 si sono avute 2 richieste di passaggio, dalla modalità di fruizione del
Servizio, da indiretta (utente) a diretta (Soggetto gestore) da parte di utenti residenti nei comuni di
Gavignano e Valmontone.
Non si rilevano invece richieste di passaggio dalla modalità diretta a quella indiretta.
6.3 COSTI
Gli indicatori di costo intendono misurare il servizio dal punto di vista economico.
Nel Piano di Zona-Triennio 2008-2010 il costo programmato del servizio è di € 234.000,00, finanziato con
il fondo della non autosufficienza, il fondo della L. n. 162/98 e residui dei precedenti anni.
L’intero ammontare finanzia il progetto che prevede l’erogazione del Servizio sia con la modalità diretta,
sia con quella indiretta. La prima prevede l’erogazione delle prestazioni da parte di un soggetto gestore
individuato attraverso pubblica evidenza; la seconda prevede l’avvio di programmi di aiuto alla persona
gestiti mediante piani personalizzati con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia da parte del
Servizio Sociale del Comune di competenza.
Il costo previsto, riportato in tabella 6.5, è quello risultante dall’aggiudicazione del Servizio tramite
bando di gara alla CassiAvass Società Cooperativa Sociale onlus, mentre il costo effettivo è quello risultante
dalla fatturazione presentata mensilmente dalla stessa.
L’ultimo indicatore evidenzia la variazione tra costo previsto e costo programmato. Il valore è sempre
negativo; ciò vuol dire che il costo del servizio supera quello previsto.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tabella 6.5: Indicatori di costi. Periodo Dicembre 2009/Maggio 2010.
Indicatori
dic-09
gen-10
feb-10
mar-10
apr-10
mag-10
Costo orario assistenti
€ 19,49
€ 19,50
€ 19,50
€ 19,50
€ 19,50
€ 19,50
Costo medio per assistito (spesa procapite)
€ 604,06
€ 655,91
€ 609,38
€ 705,86
€ 734,22
€ 748,19
Costo previsto
Costo orario lordo operatore (risultante
dalla busta paga percepita)
Costo effettivo del servizio (nel periodo di
osservazione)
Variazione tra costo previsto ed il costo
effettivo
€ 12.341,15 € 12.341,15 € 12.341,15 € 12.341,15 € 12.341,15 € 12.341,15
€ 9,41
€ 9,41
€ 9,41
€ 9,41
€ 9,41
€ 9,41
€ 13.289,24
€ 14.430,00
€ 14.625,00
€ 16.940,63
€ 17.621,18
€ 17.956,58
-€ 948,09
-€ 2.088,85
-€ 2.283,85
-€ 4.599,48
-€ 5.280,03
-€ 5.615,43
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS su dati Diario di Bordo Ente Gestore: Cassia-Vass.
7. CONCLUSIONI
Come specificato in premessa, questo primo Report analizza il periodo dicembre 2009 - maggio 2010,
andando ad illustrare il Servizio Integrato Disabili Gravi-L. n. 162/98, erogato nel primo semestre di
aggiudicazione dello stesso dalla Cassiavass Coooperativa Sociale Onlus.
Il Report, diviso in sezioni, presenta gli indicatori relativi all’analisi della domanda, all’analisi dell’offerta e
all’analisi degli indicatori quali-quantitativi.
Nella prima parte è stata analizzata la programmazione del Servizio, finanziato con i fondi della
Regione Lazio relativi alla L. n. 162/98 e progettato dai Distretti Socio-Sanitari ROMA G come attività di
benchmarking. Partendo dalla lettura dai Piani di Zona 2008-2010 di ciascun Distretto si è riscontrato che,
rispetto al numero di utenti in carico, il nostro Distretto è quello con il maggior numero di persone disabili
assistite (39), il doppio rispetto agli altri Distretti (dove è stato possibile rilevare il dato). Di conseguenza,
anche il costo del servizio è maggiore nel nostro Distretto, così come il costo pro-capite, indicatore medio di
spesa per utente, pari a € 6.000,00.
Nel nostro Distretto, la tipologia degli interventi progettati deriva dalle scelte delle
persone disabili o dei loro familiari in merito alle iniziative previste dalla L.162/98, integrative degli interventi
già realizzati dagli Enti Locali e sono: assistenza diretta e assistenza indiretta.
Nella seconda parte si è tracciato il profilo dell’utente relativamente alla tipologia di
assistenza richiesta.
L'utente dell'assistenza diretta, che usufruisce del servizio qui monitorato, è definito dalle seguenti
caratteristiche:
Provenienza: il 25% è residente a Valmontone, a seguire Segni (17%), Labico e Colleferro
(13% circa). Il comune di Montelanico è quello che usufruisce in misura minore del servizio con
il 4% degli utenti; tutti gli altri sono inferiori al 10%;
Età: il 50% dell’utenza del Servizio ha un’età compresa tra i 18 ed i 39 anni, seguita dall’utenza
della classe 40-64. In numero minore è presente utenza delle altre classi d’età;
Sesso: il 70% degli utenti sono di sesso maschile.
L'utente dell'assistenza indiretta, invece, è definito dalle seguenti caratteristiche:
Provenienza: il 38% sono residenti a Segni e il 23% a Gorga. La totalità degli utenti di Artena,
Carpineto Romano e Montelanico hanno scelto di avvalersi del Servizio attraverso l’attuale
Soggetto gestore: la Cooperativa CASSIAVASS.
I destinatari del Servizio (target della domanda sociale) sono "esclusivamente" persone con
handicap grave, ai sensi dell'art. 3, comma 3 della L. n. 104/92.
Il numero degli utenti è quindi stabile nel corso dello svolgimento del servizio e si modifica solamente
a causa del decesso o del recesso da parte di un utente, al quale però può subentrare altri richiedenti che
vengono inseriti in “lista di attesa”.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Nella terza parte del Report si è tracciato il profilo del servizio che viene erogato a risposta dei
bisogni espressi dai cittadini utenti dello stesso.
Riguardo alle risorse umane impiegate, si rileva che le figure professionali impiegate nello
svolgimento del servizio sono solo Operatori Socio-Sanitari. Si sono tuttavia inseriti anche gli Educatori
Professionali in quanto, i Piani Personalizzati Individuali (PPI) presentati, prevedevano l’impiego di tale figura,
non previsti però dal Bando di Gara. Questa criticità dovrà quindi essere superata con l’inserimento di tale
figura nel prossimo bando di gara triennale, in quanto gli Educatori Professionali sono stati previsti anche nei
PPI della nuova graduatoria distrettuale.
Dal mese di marzo 2010, il numero degli Operatori Socio-Sanitari impiegati nel servizio sono aumentati
(da 10 a 13) in coincidenza dell’inserimento di nuovi utenti nel servizio.
Le sostituzioni rispettano gli standard di servizio, non provocando un eccessivo turn over; mentre i giorni
lavorati per operatore sono circa 26 mensili.
Riguardo la formazione si rileva l’assenza di quella in aula ed un avvicendarsi di quella in progress che ha
man mano sostituito la formazione di start up, nel rispetto delle fasi di implementazione del servizio. Nelle
ore di formazione di I° livello si sono svolte attività, predisposte dal Coordinatore del servizio, relative alla
discussione dei PPI dei singoli utenti, seguito da un incontro con le famiglie degli stessi per la presa in carico
e l’avvio del servizio da parte del soggetto gestore. Nelle ore di formazione di II° livello, sempre predisposte
dal Coordinatore del servizio, si sono svolti incontri, con cadenza mensile, per la discussione dei singoli casi e
relativo monitoraggio.
Si rileva l’assenza di utenti che usufruiscono del servizio attraverso il lavoro di più operatori in
compresenza, quindi la prestazione viene erogata all’utente da un singolo Operatore. In caso di erogazione di
prestazioni di pulizia personale l’Operatore viene supportato dai familiari dell’utente.
Il soggetto gestore per la costruzione della “rete” ha implementato le seguenti attività: riunioni,
comunicazione e strumenti organizzativi del Servizio.
Riguardo al primo, si sono distinte le riunioni svoltesi tra i singoli Comuni ed il soggetto gestore, che
hanno ad oggetto la discussione dei casi ad esso afferenti, dalle riunioni il plenaria, tra tutti i Comuni del
Distretto (Commissione Tecnico-Progettuale e partecipazione al Tavolo Tematico Disabilità) e riunioni con
l’Ufficio di Piano, aventi ad oggetto la gestione del servizio ed il suo andamento generale, anche dal punto di
vista amministrativo. Si sono svolte altresì riunioni con l’Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS per il
monitoraggio e la valutazione del servizio che hanno avuto ad oggetto la discussione dello stesso, nelle sue
modalità organizzative e di implementazione delle prestazioni e degli interventi.
Le riunioni tra singolo Comune e soggetto Gestore si sono svolte regolarmente in tutti i comuni, tranne
che per il Comune di Colleferro.
La comunicazione è stata attivata sia con comunicazioni settimanali, riguardo al lavoro degli operatori
sui singoli utenti, sia come contatti telefonici per il disbrigo di piccole problematiche organizzative sempre
inerenti l’implementazione delle prestazioni e degli interventi.
Gli strumenti organizzativi che il soggetto gestore ha messo in campo è il personale impiegato per la
gestione del servizio: il Coordinatore, il Responsabile, il personale dell’Ufficio Risorse Umane e quello per la
Formazione.
Le funzioni operative, poi, analizzate attraverso una serie di indicatori del servizio permettono di
valutare, da un lato la flessibilità del servizio a soddisfare le esigenze dell’utenza e dall’altro la stabilità dello
stesso, raggiunta attraverso un sistema organizzativo definito in modo chiaro.
Nel semestre considerato si è verificata una sola sospensione dal servizio, per rinuncia temporanea dello
stesso, avvenuta nel mese di dicembre 2009, a fronte di una riattivazione registrata a marzo 2010.
Sempre nello stesso periodo le rivalutazioni dei casi sono state n. 12. Le cause di tali rivalutazioni sono
state: scadenza dell’intervento programmato, variazione delle condizioni dell’utente con aumento delle ore
(peggioramento delle condizioni dello stesso) e variazione delle condizioni dell’utente con diminuzione delle
ore (per recupero dell’autonomia).
Si sono conclusi 2 casi, uno per decesso dell’utente (Comune di Gorga) e l’altro per rinuncia (Comune di
Carpineto Romano).
Infine, nella quarta parte del Report, sono stati analizzati gli indicatori quali-quantitativi inerenti le
prestazioni erogate, che in sintesi hanno prodotto le seguenti considerazioni:
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
EFFICIENZA
Prestazioni: il 50-60% delle prestazioni vengono erogate all'interno; il restante 4050% all’esterno;
2. Tipologia di prestazione: all'interno viene erogata per il maggior numero di ore il
potenziamento e mantenimento delle abilità cognitive e l’igiene e cura della persona;
all'esterno, invece, viene erogata per il maggior numero di ore quella inerente
l’accompagno. Quelle meno erogate sono, all'interno attività motorie ed al sostegno e
ausilio nella consumazione dei pasti, mentre all'esterno è relativa ad attività svolte
attraverso l’organizzazione di laboratori (bisogna precisare che, queste attività sono state
1.
proposte ed organizzate dal Soggetto Gestore con l’implementazione delle ore di Servizio
che non sono state erogate ai singoli utenti per motivi diversi, quale decesso, rinuncia, e
così via);
3. Ore erogate: il 18-25% delle ore sono erogate nel Comune di Valmontone (primi tre
mesi del semestre dicembre 2009-maggio 2010), subito seguito da Segni (15-22%),
mentre il Comune che riceve il Servizio in misura minore è Montelanico con il 3-4%,
seguito da Carpineto Romano (5-6%). Nel periodo marzo-maggio 2010, il Comune a
favore del quale sono state erogate il maggior numero di ore rimane sempre Valmontone
(18-22%) subito seguito però da Colleferro (16-19%), mentre i Comuni che ricevono il
Servizio in misura minore è sempre Montelanico (3-4%), seguito da Carpineto Romano
(5-6%). Nel semestre considerato il maggiore scostamento è quello relativo ai Comuni di
Gavignano e Colleferro che hanno visto il numero delle ore erogate aumentare di circa il
50% (questo aumento è dovuto alla ritardata attivazione del servizio ad alcuni utenti
residenti nei suddetti comuni).
4.
Standard assistenziale: i Comuni di Colleferro e Gavignano hanno una media
settimanale al di sopra della media settimanale distrettuale, per numero di ore di
assistenza erogate ad utente, rispettivamente di 10,3 e 12,7. I Comuni con una media
inferiore sono Montelanico (6,1) e Labico (6,3).
EFFICACIA
1. Efficacia interna: Le richieste soddisfatte riguardano cambio di orario del servizio, la
sospensione ed il recupero delle ore di servizio, sostituzione di operatore, disponibilità ad
effettuare rapidamente incontri per la valutazione del caso con le famiglie dell’utenza. Si
sono avute 2 richieste di passaggio, dalla modalità di fruizione del Servizio, da indiretta
(utente) a diretta (Soggetto gestore) da parte di utenti residenti nei comuni di Gavignano e
Valmontone. Le richieste di passaggio da assistenza diretta ed assistenza indiretta
potrebbe essere un indicatore “sentinella” di insoddisfazione dell’utenza.
2. Efficacia esterna: la qualità del servizio è rilevata attraverso l'indicatore "numero dei
reclami pervenuti". Ci sono reclami per mancato rispetto dell’orario di servizio da parte
degli Operatori e per alcune sostituzioni degli stessi.
COSTI
⇒ Costo programmato: € 234.000,00 (l’intero ammontare finanzia il progetto che prevede
l’erogazione del Servizio sia con la modalità diretta, sia con quella indiretta).
⇒ Costo mensile previsto modalità diretta: € 12.341,15 (risultante dall’aggiudicazione del
Servizio tramite bando di gara alla CassiAvass Società Cooperativa Sociale onlus)
⇒ Costo mensile effettivo modalità diretta: è quello risultante dalla fatturazione presentata
mensilmente dalla stessa.
⇒ Variazione tra costo previsto ed il costo effettivo modalità diretta: valore negativo
(costo del servizio supera quello previsto).
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
ALLEGATO 9
Premessa
Sono 171.323 le persone che nel 2006 sono state seguite dai 544 Sert, i Servizi pubblici per le
tossicodipendenze del Ssn, operanti nelle diverse regioni italiane. E’ quanto si rileva dal
rapporto annuale sull’attività dei Sert per l’anno 2006, redatto dal Ministero della Salute. I
nuovi utenti dei Sert rappresentano il 20,9% (pari a 35.766 assistiti), mentre il 79,1% è
costituito da soggetti rientrati o già in carico dagli anni precedenti.
Dal primo anno di rilevazione, il 1991, l’identikit dell’utente dei Sert è molto cambiato. Sia per
l’età sia per il tipo di sostanza stupefacente per la quale si è rivolto al Servizio. Se nel ’91 la
classe di età più ampia degli utenti, pari al 37,1% del totale, era compresa tra i 25 e i 29 anni,
quindici anni dopo, nel 2006, la classe di età più numerosa, con il 27,5%, è diventata quella
dei maggiori di 39 anni che nel 1991 rappresentavano appena il 2,8% degli assistiti dai Sert.
Quasi dimezzati, invece, i minorenni che rappresentavano il 4,8% del totale nel 1991, e solo il
2,7% nel 2006. Da segnalare tuttavia che, tra i minorenni, si è registrato un abbassamento
dell’età delle prime esperienze di consumo, in particolare di cannabis. I minori di quindici anni
sono infatti passati dallo 0,1% del totale degli utenti dei Sert del 1991, allo 0,2% del 2006.
Questo dato, in ogni caso, non modifica il profilo anagrafico dell’utente “tipo” dei Sert che
ormai è in forte prevalenza di età superiore ai 39 anni. Per quanto riguarda le sostanze
stupefacenti per le quali ci si è rivolti o si è stati segnalati dalle Prefetture ai Sert, l’eroina
resta la droga più presente con il 71,3% degli utenti in carico. Al secondo posto la cocaina con
il 14% e al terzo la cannabis con il 9,6%. Da notare che nel 1991 l’eroina rappresentava il
90,1% dei casi e la cocaina solamente l’1,3%. La cannabis resta invece stabile negli ultimi
cinque anni su percentuali di segnalazione costanti attorno al 10%. Nessun cambiamento di
rilievo, invece, nel sesso dell’utente del Sert, che resta in grande prevalenza maschio (86,6%
del totale degli assistiti).
Da sottolineare, infine, che i Sert assistono l’82,7% degli utenti di servizi di recupero per le
tossicodipendenze, mentre il 10,3% è assistito dai servizi all’interno delle carceri e il 7% dai
servizi del privato sociale.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Utenti Ser.T. del Distretto RM G6
Nel nostro Distretto, una prima analisi del fenomeno può essere fatta dalla rilevazione degli
utenti del Ser.T. della ASL RM G 6, di seguito riportata.
Tab. 1: Utenti Ser.T, per comune di residenza, anno 2005 – anno 2006–anno 2007–anno 2008.
2005
COMUNI
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
TOTALE DISTRETTO
v.a.
28
10
49
1
0
7
7
11
135
248
2006
%
11%
4%
20%
0%
0%
3%
3%
4%
54%
100%
v.a.
27
34
61
1
1
10
24
41
44
243
%
11%
14%
25%
0%
0%
4%
10%
17%
18%
100%
2007
v.a.
21
10
45
0
0
5
11
10
20
122
2008
%
17%
8%
37%
0%
0%
4%
9%
8%
16%
100%
v.a.
28
12
70
0
0
8
10
14
58
201
%
14%
6%
35%
0%
0%
4%
5%
7%
29%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati SOS Ser.T. Tossicodipendenze– ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
300
UTENTI SER.T - DISTRETTO RM G6 - ANNI 2005-2008
250
200
150
100
50
0
2005
2006
2007
2008
Il numero totale degli utenti in carico per dipendenza da sostanze di abuso ed alcool sono nel
2008 n. 201, facendo registrare un aumento rispetto al 2007, anche se comunque inferiore al trende
rilevato per gli anni precedenti (2005-2006).
Nel 2008 l’aumento più consistente si rileva per Valmontone che passa dal 16% al 29%, anche
se è Colleferro il paese che si caratterizza per una crescita costante del fenomeno e che, nel 2008 ha
il 35% degli utenti del Ser.T.
Tab. 2: Interventi Ser.T. per tipologia di trattamento – anno 2008.
Tipologia di trattamenti
solo psicologico
farmacologico e supporto psicosociale
solo sociale
Totale
v.a.
20
223
8
251
v.p.
8%
89%
3%
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati SOS Ser.T. Tossicodipendenze– ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Nella tabella 2 si rilevano i dati relativi agli interventi effettuati dal Servizio Tossicodipendenze
per tipologia di trattamento. L’89% riguarda trattamenti farmacologici e supporto psicosociale.
Nella tabella 3 si rilevano i dati relativi ad utenti ex detenuti seguiti dal Ser.T.:
Tab. 3: Utenti Ser.T ex detenuti, per comune di residenza-anno 2005-anno 2008.
COMUNI
UTENTI EX DETENUTI INTERVENTI EX DETENUTI UTENTI EX DETENUTI
2005
2008
Artena
Carpineto R.
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
3
0
2
0
0
1
0
1
2
9
102
0
85
0
0
47
0
35
76
345
4
0
3
0
0
3
0
0
3
9
TOTALE DISTRETTO
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, su dati SOS Ser.T. Tossicodipendenze– ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Nella tabella 4 si rilevano invece i dati relativi ad utenti trattati e seguiti per ingresso in comunità
terapeutiche. L’utenza maggiore è quella di Colleferro (43%), mentre non si rilevano utenti di
Gavigano, Gorga e Montelanico.
Tab. 4: Utenti trattati e seguiti per ingresso in Comunità Terapeutiche - anno 2005- anno 2008.
2005
COMUNI
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
Distretto RMG6
v.a.
5
1
9
0
0
1
0
1
2
19
v.p.
26%
5%
47%
0%
0%
5%
0%
5%
11%
100%
2008
v.a.
v.p.
2
18%
1
7%
5
43%
0
0
0
0
1
7%
0
0
1
7%
2
18%
12
100%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Le caratteristiche degli utenti del Ser.T. nell’anno 2008 sono le seguenti:
Tab. 5: Caratteristiche della popolazione tossicodipendente, anno 2008.
CARATTERISTICHE POPOLAZIONE TOSSICODIPENDENTE
SESSO
M 92%
ETA’ MEDIA
38
OCCUPAZIONE
Stabile 40%
F 8%
Saltuaria 23%
Disoccupati 32%
Studenti 5%
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
La tabella 6 rileva la tipologia di sostanze consumate: il 91% dell’abuso primario avviene con
eroina mentre il 45% di abuso secondario avviene con THC (tetraidrocannabinolo, delta-9-THC - è
uno dei maggiori e più noti principi attivi della Cannabis).
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Tab. 6: Tipologia di sostanze consumate, anno 2005 – anno 2008.
2005
Utenti per tipologia
TIPOLOGIA SOSTANZE
CONSUMATE
EROINA
COCAINA
THC
BDZ
POLIABUSER
ALCOOL
abuso
60%
20%
3%
5%
12%
\
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. –
2008
abuso
abuso
primario secondario
91%
3%
6,50%
30%
2%
45%
\
2%
\
\
0,50%
20%
ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Nelle tabelle che seguono sono riportati il numero di utenti segnalati al Prefetto e l’utenza
alcooldipendente. Per tutte e due le problematiche si rileva una incidenza maggiore per Colleferro.
Tab. 7: Utenti segnalati dal Prefetto per uso di sostanza art. 121 DPR n. 309/90-anno 2005–anno 2008.
2005
2008
COMUNI
art. 121 art. 121
Artena
11
3
Carpineto Romano
1
2
Colleferro
9
16
Gavignano
0
0
Gorga
0
0
Labico
3
4
Montelanico
1
0
Segni
4
8
Valmontone
4
9
TOTALE
33
42
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
Tab. 8: Utenti alcooldipendenti, anno 2005 – anno 2008
COMUNI
Artena
Carpineto Romano
Colleferro
Gavignano
Gorga
Labico
Montelanico
Segni
Valmontone
TOTALE
2005
1
\
5
\
\
\
\
2
2
2008
1
\
\
\
\
\
\
1
1
10
3
Fonte: Osservatorio Sociale Distrettuale-SISS, Ser.T. – ASL RM G 6 – Distretto di Colleferro.
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
Servizi Sociali ASL RMG per Tossicodipendenti
Nella tabella n.9, vengono riportati i progetti ed i relativi servizi, per interventi di inserimento
lavorativo, rivolto a soggetti tossicodipendenti, implementati nei Distretti del territorio della ASL RM G.
SERVIZI SOCIALI ADULTI E INTERVENTI DI INSERIMENTO LAVORATIVO PER
TOSSICODIPENDENTI E SVANTAGGIO ECONOMICO
presenti sul territorio della ASL RMG
SERVIZIO
STEP BY STEP
TIPOLOGIA INTERVENTO
Tirocini di lavoro in azienda
▪
( RM G1)
Punto e a capo
(RMG 1)
▪
▪
Tirocini di lavoro in azienda
Ospitalità residenziale
Sportello di orientamento e
inserimento lavorativo
▪
Tirocini di lavoro in azienda
▪
Tirocini di lavoro in azienda
Centro Comunale di Aggregazione
▪
Giovanile ed Orientamento al Lavoro
“Il Cantiere”
Tirocini di lavoro in azienda
(RMG 3)
Contrasto alla povetà
(RM G 1)
DESTINATARI
Adulti con problemi legati all’uso
ed all’abuso di sostenze
stepefacenti
▪ Ex detenuti
▪ Adulti con problemi legati all’uso
ed all’abuso di sostenze
stepefacenti
▪ Ex detenuti
▪ Adulti con problemi legati all’uso
ed all’abuso di sostenze
stepefacenti
▪ Adulti con svantaggio socio
economico
▪ Adulti con svantaggio socio
economico
▪ Minori e giovani con svantaggio
socio economico
▪
(RM G 1)
Centro per l’Orientamento
(RMG 1)
Borse lavoro Donne Immigrate
▪
▪
▪
Tirocini di lavoro in azienda
Agenzia Formativa
Tirocini di lavoro in azienda
▪
▪
Centro Diurno a bassa soglia
▪
▪
Riabilitazione e cura
▪
▪
Reinserimento socio-lavorativo
▪
▪
Unità di Strada Polivalente
(prevenzione e miglioramento
qualità della vita)
▪
Unità di Strada Polivalente
(prevenzione e miglioramento
qualità della vita)
▪
Adulti con disabilità fisica o
psichica
Donne immigrate
(RMG 1)
Centro Diurno Nautilus
(RMG 3)
Comunità Terapeutica Dianova
(RMG 2)
Progetto “La Fonte”
(RMG 4)
Progetto Force
(RMG 3,4,5,6)
Progetto Altrestrade
(RMG 1,2,3,4)
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS
▪
▪
▪
▪
▪
Persone con problemi legati
all’uso ed all’abuso di sostenze
stepefacenti
Adulti con problemi legati all’uso
ed all’abuso di sostenze
stepefacenti
Adulti con problemi legati all’uso
ed all’abuso di sostenze
stepefacenti
Ex detenuti
Minori e giovani
Persone con problemi legati
all’uso ed all’abuso di sostenze
stepefacenti
Minori e giovani
Persone con problemi legati
all’uso ed all’abuso di sostenze
stepefacenti
RISORSE UMANE
UFFICIO DI PIANO:
Coordinatore – Dr. Antonio Gagliarducci
Responsabile Finanziario – Dr. Massimo Santucci
Responsabile Amministrativo - Dr. Pasquale Loffredo
Referente ASL – Dr.ssa Valentina Viola
Referente Sociale – Laura Longo
Collaboratrice: Simonetta Cappucci
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE - SISS:
Sociologa - Dr.ssa Federica Spigone
Sociologa - Dr.ssa Alessia Piacentini
Statistico - Dr.ssa Eleonora Romanelli
COMITATO TECNICO
Artena – Ass. Sociale Vincenza Latini
Carpineto Romano – Ass. Sociale Francesca De Rosa
Colleferro – Ass. Sociale Maria Cristina Canali
Gavignano – Ass. Sociale Chiara Cacciotti
Gorga – Ass. Sociale Francesca De Rosa
Labico – Ass. Sociale Sandra Goffi
Montelanico – Sociologa Dr.ssa Federica Spigone
Segni – Ass. Sociale Rita Gizzi
Valmontone – Ass. Sociale Monica Pellacchia
IL PIANO DI ZONA E’ STATO REDATTO DALLA
SEGRETERIA
OPERATIVA
DELL’OSSERVATORIO
SOCIALE DISTRETTUALE:
Coordinatore Sociologa - Dr.ssa Federica Spigone
Sociologa – Dr.ssa Alessia Piacentini
Statistico – Dr.ssa Eleonora Romanelli
OSSERVATORIO SOCIALE DISTRETTUALE-SISS