Arancia, non solo vitamine
Territorio e divertimento
Premana, il paese dell’eroica
industria italiana di forbici
Buon cibo
Chicchi preziosi
in tante qualità, il riso è servito
Salute, benessere e famiglia
La notte ti fa bella
con le beauty abitudini serali
Anno 3 - Numero 1
gennaio/febbraio 2016
Costo € 1, una copia omaggio per i
possessori di CartAmica
nuova operazione 2016
ScontiAmica,
una grande novità
dal 4 febbraio 2016
2
RivistAmica
Comincia la nuova
operazione 2016 di
: una raccolta
semplice, vantaggiosa
e sopratutto
conveniente!
informa
Il 4 febbraio inizia la nuova campagna di fidelizzazione CartAmica 2016: una raccolta diversa dal passato,
semplice e ancora più vantaggiosa!
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tati e il vantaggio di una convenienza che si va ad aggiungere a quella delle altre numerose offerte promozionali.
Come funziona
I PuntiAmica, erogati in passato prevalentemente
sull’importo dello scontrino (1 punto ogni Euro, oltre
i primi 5 Euro di spesa), sono sostituiti dai nuovi
SCONTIAMICA, distribuiti copiosamente acquistando fra centinaia di prodotti selezionati.
Riempire di ScontiAmica il salvadanaio sarà molto più
semplice rispetto ai vecchi punti sulla spesa, perché i
prodotti coinvolti sono veramente tantissimi e sono costituiti da prodotti di consumo frequente e giornaliero (frutta, verdura, carne, gastronomia…) e di
marca, ben evidenziati sugli scaffali dei nostri negozi e
sui volantini promozionali.
La spesa non è mai stata più conveniente e vantaggiosa.
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In cosa consistono questi nuovi ScontiAmica?
Sono sconti in denaro da accumulare nel nostro
simpatico salvadanaio Porcellino, che potremo
utilizzare fino all’ultimo centesimo in qualsiasi
momento, a partire dalla spesa successiva.
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Fino al 31 dicembre 2016
Gli ScontiAmica potranno essere accumulati fino al
prossimo 31 dicembre 2016 ed utilizzati entro il 31
gennaio 2017, ultimo giorno di validità: tutti gli ScontiAmica contenuti nel salvadanaio possono essere utilizzati da subito, entro tale data e fino all’ultimo centesimo.
3
L’inverno da
profuma di arancia
4
RivistAmica
Che le scegliamo
bionde o rosse, sono le
arance le regine della
stagione fredda. Ricche
di proprietà preziose per
la salute. Portiamole in
tavola per fare un pieno
di sana energia
Primo piano
Le giornate invernali ci portano a vivere la casa e a colorare il grigio dei mesi freddi con le pietanze che portiamo a tavola. Gli agrumi, innanzitutto. Con le arance
indiscusse regine della stagione tra i frutti, perché ci
portano tutto il gusto e i profumi delle località assolate
dove sono maturate.
Tra leggenda e storia
Sono un regalo di terre spesso affacciate sul mare, così
prezioso che, secondo la leggenda, furono conservate
da Zeus nel giardino delle ninfe Esperidi, guardiane dei
succosi pomi insieme al terribile serpente Ladone. Una
sorveglianza che non bastò però a sconfiggere l’astuzia
di Ercole, l’eroe che in una delle sue dodici fatiche riuscì
a rubarle. Meno romanticamente, la storia parla di un
frutto originario della Cina, giunto in Europa grazie agli
arabi attorno al IX secolo d.C., ma la cui coltivazione
prese davvero piede nel bacino del Mediterraneo più di
cinquecento anni dopo in seguito alle spedizioni del navigatore portoghese Vasco Da Gama (tanto che ancora
oggi in alcune espressioni dialettali italiane, le arance
vengono indicate con il termine “Portogallo”). In Italia la
produzione si concentra principalmente nel Meridione: il
primato incontrastato spetta alla Sicilia, dove vengono
coltivati quasi i due terzi delle arance nostrane, seguita
da Calabria, Puglia e Basilicata.
Tante varietà
Sono innumerevoli le tipologie presenti sul mercato, ma
per semplicità è possibile distinguerle in base al colore
della polpa in bionde e rosse. Tra le prime troviamo la
varietà Valencia, molto succosa e priva di semi, e quelle
del gruppo Navel (tra le altre, Washington Navel, Navelina e Navelate), caratterizzate dalla forma sferica, dalla
bassa acidità che esalta la dolcezza del loro succo e
dalla presenza al loro interno di un più piccolo “frutto gemello”, situato dalla parte opposta rispetto al picciolo (in
una cavità detta appunto Navel, che significa ombelico).
Ma è nelle arance rosse, nel loro sapore dolce sfumante
in un retrogusto leggermente acre e nel classico colore
sanguigno dovuto alle particolari caratteristiche climatiche della zona di produzione, che ritroviamo tutti i profumi della costa orientale della Sicilia, a sud dell’Etna,
racchiusi in tre diverse varietà: Tarocco, sferica e priva di
semi, Moro, dalla tipica forma ovoidale e particolarmente adatta per le spremute, e Sanguinello, poco zuccherina, ma con un elevato contenuto di acido citrico. Grazie
a queste molteplici varianti e al loro diverso periodo di
maturazione, è possibile trovare arance di stagione da
novembre fino a metà maggio.
Le trovi da
Nell’assortimento dei nostri punti vendita il Tarocco,
proveniente esclusivamente dalla Sicilia, è la varietà più
venduta, richiesta dai clienti soprattutto per realizzare
spremute e perché prediligono le arance rosse. Sono
ottime non solo per il succo ma anche da mangiare: entrambi gli usi vanno bene anche per le altre due tipologie
dell’assortimento, le Navel e le Valencia. Anche queste
ultime provengono principalmente dalla Sicilia mentre le
Navel arrivano anche dalla Spagna, oltre che dalle nostre regioni del Sud (Sicilia, ma anche Calabria e Puglia). La confezione più venduta è la borsa da 3 Kg di
arance piccole, che coprono il 75% delle vendite, mentre il restante 25% è coperto dalle arance più grosse.
Nel reparto ortofrutta dei nostri punti vendita trovate le
Navel a partire da fine ottobre-inizio novembre, le arance
Tarocco da fine novembre-inizio dicembre e le Valencia
fino a marzo.
[ segue ]
5
Primo piano
Amiche della salute
Oltre al noto apporto di vitamina C (uno-due frutti bastano per l’intero fabbisogno giornaliero), che rinforza
il sistema immunitario e difende le vie respiratorie, importante è la presenza di vitamine P e del gruppo B,
che agiscono su ossa e vasi sanguigni. Grazie poi al
contenuto di sali minerali (come zolfo, magnesio, calcio,
fosforo e zinco) e di acido citrico, sono una vera “ricarica” per l’organismo, magari dopo l’attività sportiva. Altre
componenti con proprietà antitumorali e antiossidanti
sono gli antociani e le pectine (contenute nei filamenti
bianchi tra uno spicchio e l’altro, che quindi è meglio
non scartare). Tante ragioni per fare una bella scorta di
un frutto adatto a tutti, dai più piccoli agli anziani, anche
grazie alla bassa concentrazione di zuccheri.
Risotto all’arancia,
facile e originale
Un carrello della spesa
al gusto di arancia!
Nei nostri negozi
L’aroma di questo agrume è sicuramente tra i più apprezzati per arricchire dolci, liquori e cioccolato. E il frutto è
anche alla base di marmellate dallo stuzzicante contrasto
dolce-amaro. Ecco alcuni prodotti al gusto di arancia che
trovate nei nostri punti vendita.
Confettura di arance dolci
Un classico a colazione: fette biscottate e
marmellata. Ma questa confettura dal gusto agrodolce è perfetta anche per condire squisite crostate fatte in casa e biscotti
farciti.
Cioccolato Novi Fondente nero
con scorzette di arancia e mandorle
Un quadratino a fine pasto per accompagnare il caffè è l’ideale per coccolarsi nelle fredde giornate d’inverno. Consistenza
morbida e piacevole contrasto con la frutta secca e le scorze di agrume.
Countreau
Il liquore all’arancia per eccellenza si gusta sia liscio sia con ghiaccio. Alla base
di invitanti cocktail da preparare anche in
casa, è usato anche per aromatizzare dolci e torte.
La ricetta per 4 persone: lavate un’arancia non trattata e pelate la buccia con un pelapatate. Quindi spremetela e conservate il succo. In una padella soffriggete in 40 g di burro una cipolla finemente affettata.
Aggiungete 350 g di riso, fate tostare, sfumate con
mezzo bicchiere di vino bianco. Una volta evaporato l’alcol, aggiungete man mano il brodo vegetale
e le scorze di arancia a fettine sottili. A fine cottura
aggiungete il succo di arancia. Aggiustate di sale e
pepe, togliete dal fuoco e mantecate con burro e
Grana grattugiato. Guarnite con qualche scorzetta
di arancia e servite.
Orange snack
Un morbido pan di Spagna con il dolce
aroma dell’arancia e il gusto deciso del
cacao. Senza alcol né grassi idrogenati:
la merendina ideale in ogni momento della giornata.
Spremuta di arance
Un pieno di energia e vitamine a colazione per cominciare bene la giornata, la
spremuta d’arancia è anche lo spuntino
ideale per una pausa sana e leggera.
spesa
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6
RivistAmica
Indice
informa
2
ScontiAmica, una grande novità dal 4 febbraio 2016
primo piano
L’inverno da Iperal profuma di arancia
4
TERRITORIO e DIVERTIMENTO
10 Premana, il paese dell’eroica industria italiana di forbici
16 Museo d’Arte Contemporanea da scoprire a Lissone
20 Pietro Ligari, artista valtellinese tra quadri e orologi
24 Alla fiera di Darfo, tante bancarelle e divertimenti
28 Santa Maria delle Grazie e Cenacolo, capolavori di Milano
4
LE BUONE RICETTE DI
32 Ravioli all’arancia
34 Carciofi alla fiorentina
35 Riso alla creola
36 Cosciotti di pollo con verdure e agrumi
38 Tiramisù con arancia e cantuccini
10
RICETTA
39 Tagliolini gamberetti e pistacchi al profumo d’arancia
BUON CIBO
40 Chicchi preziosi in tante qualità, il riso è servito
44 Prosciutto cotto, quando italiano è sinonimo di qualità
40
48
Arance e clementine
, gusto e salute per l’inverno
IN EVIDENZA
50 Valle Camonica, un Distretto Culturale a servizio del territorio
SALUTE, BENESSERE e FAMIGLIA
54 La notte ti fa bella con le beauty abitudini serali
58 Preziosi consigli per l’alimentazione degli amici pelosi
54
62
My Fuentes, eventi, arte e gusto
66
Lo sapevate che...
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smartphone e tablet
7
TERRITORIO
E
DIVERTIMENTO
Foto: Sullo sfondo il paese di Premana
Premana, il paese
dell’eroica industria
italiana di forbici
10
RivistAmica
Ha saputo resistere alla
posizione svantaggiosa,
all’avvento della grande
industria europea e
perfino alla concorrenza
asiatica. Andiamo in Val
Varrone in provincia di
Lecco, a caccia di segreti,
tra la natura e le viuzze
del centro storico
Territorio e divertimento
Osservando ciò che distingue le vallate alpine italiane
da quelle dei nostri vicini svizzeri o austriaci, ti accorgi della diversità dello spirito della nostra gente che,
dalla lotta contro la natura e gli elementi ostili, è uscita
con uno spirito imprenditoriale come ce ne sono pochi
al mondo: come spiegare altrimenti i terrazzamenti del
versante retico della Valtellina, dai quali nascono i suoi
impareggiabili vini? Ma, oltre ad un’“agricoltura eroica”, nel nostro territorio c’è anche un’“industria eroica”. Come quella del distretto delle forbici, che in Italia non sorge in un anonimo capannone nel bel mezzo
della pianura, come accadrebbe in un qualsiasi Paese
del mondo, ma a mille metri d’altitudine, a due passi
dal Lago di Como. Siamo in Val Varrone all’imbocco
dell’impervia Valsassina: a Premana (Lecco).
Il fiume e le miniere
Già nel 1574, quando Premana contava solo 652 anime (oggi sono 2300), in paese c’erano 4 spadari, 3
Foto: Vista invernale di Premana
maniscalchi e ben 40 fabbri capaci di forgiare coltelli, forbici ma anche inferriate, chiavi, serrature. Merito
delle miniere che sorgevano nei dintorni e della forza
idrica fornita dal torrente Varrone per il funzionamento
dei magli. Le miniere vennero scoperte nel XIII secolo,
ma la posizione maestosa che occupa il centro di Premana suggerisce che, già prima d’allora, il paese era
un importante baluardo sulle vie di comunicazione tra
Valtellina e Valsassina.
La Parrocchiale di San Dionigi
Il borgo, come oggi, era dominato dalla Parrocchiale di
San Dionigi, radicalmente rimaneggiata nel XVI secolo.
All’interno della chiesa si può oggi ammirare una pala
seicentesca con i Santi Rocco e Sebastiano; e un’ancona con la Vergine, Sant’Ambrogio e San Dionigi.
Dopo la peste manzoniana del 1630 (i lanzichenecchi,
dalla Germania, passarono proprio per la Valsassina) la
chiesa viene nuovamente rimaneggiata, con un organo,
un nuovo pavimento e l’arrivo, da Venezia, delle spoglie
di Sant’Ilario martire, grazie al reverendo Giacomo Gianola. La facciata, invece, risale al XIX secolo.
Foto: Un dettaglio suggestivo delle case del paese di Premana
Crisi e rinascita
All’inizio dell’Ottocento, con l’avvento dell’industria e la
concorrenza dei prodotti internazionali, Premana entra
[ segue ]
11
Territorio e divertimento
però in crisi. Fino al 1860, quando Ambrogio Sanelli,
capostipite di uno dei più prestigiosi marchi dell’industria premanese, da Venezia ritorna in paese e rimette
in moto i vecchi magli sul torrente Varrone. Nasce così
la prima industria moderna a Premana, che produce
lame da taglio. All’inizio del ‘900, nuove strade e una
centrale idroelettrica renderanno il territorio di Premana finalmente competitivo, con le materie prime che
arrivavano dalle fonderie di Lecco. Coltelli da tasca,
da cucina o serramanico, forbici, attrezzi agricoli: nascono nuove industrie come Rusconi, Gianola Giovan
Battista, Gianola Carlo, Fazzini Biagio, i fratelli Pomoni (attrezzi agricoli). Il numero degli occupati, una cinquantina compresi i titolari, è ancora piuttosto basso.
Nel Primo Dopoguerra, sbarcano a Premana i Collini:
originari del Trentino ma operanti a Milano, sono i più
importanti operatori commerciali nel settore delle coltellerie, e a Premana si mettono a produrre anche loro
con dei nuovi macchinari importati dalla Germania. Il
distretto cresce, mentre si moltiplicano, in tutta Italia, le
coltellerie gestite da premanesi: Torino, Venezia, Verona, Massa e Carrara solo per citare alcuni esempi.
Il boom
Il decollo, però, arriverà nel Secondo Dopoguerra: nel
1951 le aziende sono ormai 31 e occupano 302 addetti, nel 1961 sono già salite a 85 con 477 addetti.
Nel 1981 si arriva a 184 aziende con 871 dipendenti,
quasi la metà degli abitanti del paese! Nel frattempo,
nel 1974, nasce la Premax, il consorzio dei produttori
di forbici di Premana. Le forbici, infatti, nel corso degli
anni sono progressivamente diventate il prodotto principale di Premana: dal 1972 al 1992 si è passati da 7
a 16 milioni di pezzi all’anno, che corrisponde a circa
due terzi della produzione nazionale. Non meno rilevante la produzione di coltelli che, con circa 2 milioni e
mezzo di pezzi all’anno, copre oltre il 50% dell’intera
produzione del nostro Paese. L’unica industria che non
produce forbici o coltelli è la Camp. Che però si dedica
a qualcosa, tutto sommato, di simile: piccozze, ramponi, chiodi e moschettoni, che l’azienda produce da più
di settant’anni.
Innovazione contro la crisi
Negli ultimi anni, il distretto di Premana ha compiuto un
mezzo miracolo, resistendo alla crisi e alla concorrenza asiatica nonostante il calo produttivo che ha segnato l’economia locale dagli anni ‘90 in poi. “Secondo i
manuali di economia, probabilmente, il distretto delle
forbici e degli articoli da taglio di Premana dovrebbe
12
[ segue ]
RivistAmica
Territorio e divertimento
essere chiuso da tempo”, scriveva nel 2012 il Sole-24
Ore. E invece no. La crisi e la concorrenza cinese e pakistana hanno colpito duro, e oggi le aziende, secondo
i dati forniti da Giovanni Gianola, direttore di Premax
“sono circa 60 e danno lavoro a 250 dipendenti. Ma
il distretto di Premana resiste, e resiste bene. Grazie
soprattutto all’innovazione, con la creazione ad esempio del Ring lock system, un sistema che incrementa
la precisione del taglio eliminando il gioco tra le due
lame. E la valorizzazione delle eccellenze, con le aziende del consorzio Premax che hanno deciso di esporsi
in prima persona - con i marchi Premax e Premana - sui
mercati senza produrre per soggetti terzi, soprattutto
tedeschi, come avveniva in passato”. Oggi l’84% della
produzione viene destinato all’export, e grazie a Premana l’Italia è il quarto produttore al mondo di forbici
(www.premax.it).
Premana e i costumi
tradizionali femminili
Le curiose sorprese
del museo etnografico
Il museo etnografico di Premana, in via Roma, è un
piccolo gioiello che comprende la Sala del ferro, che
documenta la storia industriale del paese, dai primi
minatori all’odierna produzione di forbici e coltelli; la
Sala del costume, con i costumi tradizionali e i macchinari per la tessitura. E infine la Sala dell’agricoltura, al centro della quale c’è la ricostruzione di una
casinè, locale adibito alla trasformazione del latte. Il
museo è aperto da aprile a ottobre il martedì mattina
e la domenica, tutti i giorni ad agosto.
www.museo.premana.lc.it
Feste e “past” per tutti
Premana è uno dei pochi paesi della Lombardia dove sono molto diffusi i costumi tradizionali, soprattutto femminili. Come “ol morèl”,
sfarzoso abito da nozze di color viola-azzurro
con bordo rosso, indossato sopra la tradizionale camicia. Oppure “ol cotoon”, più semplice,
abbinato sulle spalle dal vivace “mocarööl da
spal” o dal più sobrio “strasciööl” bianco. Secondo gli etnografi “ol morèl” potrebbe avere
addirittura un legame con i costumi tradizionali
greco-albanesi, mediati dallo storico rapporto
dei fucinatori di Premana con Venezia.
I costumi tradizionali di Premana si possono
ammirare in ricorrenze come la processione del
Corpus Domini. Oppure la festa dei tre re, il 5
gennaio, che rievoca l’arrivo dei Re Magi con i
tipici canti popolari del paese. O la festa della Madonna del Rosario, la prima domenica di ottobre.
Tipici, poi, i “past” sugli alpeggi, alla fine dell’estate: canti, balli e una grande festa con decine di
persone, attorno a un risotto preparato con brodo
di pecora. www.prolocopremana.it
13
i
luoghi
della
cultura
Museo d’Arte
Contemporanea
da scoprire a Lissone
Una superficie complessiva di 1680 metri quadri nei
quali tele e installazioni artistiche possono occupare
senza soluzione di continuità le superfici interne e quelle
esterne. Si presenta così l’edificio che ospita il Museo
d’Arte Contemporanea di Lissone. Progettato dal 1996
al 1998, è stato realizzato nei due anni successivi per
l’Amministarazione Comunale cittadina e inaugurato nel
2000.
16
RivistAmica
Un sito espositivo che
ospita i quadri acquisiti
durante gli anni del
Premio Lissone e un
laboratorio di idee che
coinvolge spettatori
adulti e bambini in
un ricco calendario di
mostre e attività
Riqualificazione e arte
I presupposti della progettazione si inseriscono nell’ambito della riqualificazione delle aree della stazione ferroviaria di Lissone-Muggiò, sulla linea Milano-Como-Chiasso,
valorizzando la parte più significativa dell’insediamento
originario: l’avancorpo esistente, realizzato all’inizio del
Novecento, è stato svuotato per creare l’unico volume
destinato alle esposizioni. La costruzione è costituita da
Territorio e divertimento
tre livelli fuori terra e uno interrato, separato da una grande
vetrata. L’intento è quello di dare l’idea di un grande oggetto in movimento, con il percorso espositivo che si dilata
dall’interno all’esterno che ospita spazi lastricati e alberati. E proprio all’esterno si snoda un sedile continuo, tra gli
alberi e nel cortiletto con pergolato. Le attività all’interno
si percepiscono da fuori, grazie a una vetrata che sporge
dalla facciata del lato est. La visita del museo si conclude
all’aperto sul terrazzo del piano superiore.
Il Premio e la collezione
Il Museo ospita una collezione di quadri contemporanei
premiati e acquisiti durante gli anni del Premio Lissone, dal
1946 al 1967: fra questi, opere di rilievo internazionale di
Birolli, Moreni, Morlotti, Schifano, Vedova, Reggiani. Fondatore del Premio Lissone fu Gino Meloni, grande pittore
lissonese scomparso nel 1989, al quale è ora dedicata una
sezione del museo che ne illustra la vita e l’opera. Dal 2005
al tradizionale Premio Lissone, dedicato alla pittura e tornato a cadenza biennale, si affianca il più recente Premio
Lissone Design, la cui prima edizione è avvenuta nel 2006.
I due concorsi hanno in comune l’obiettivo di evidenziare le
potenzialità dei giovani creativi. Come dimostrano l’ampia
partecipazione e la qualità dei progetti presentati, il premio
brianzolo si inserisce a pieno titolo in un tessuto di ricerca
e sviluppo internazionale che coinvolge i giovani creativi.
Artisti in gara nel nuovo
“Premio Lissone”
Dal 2002 è cominciata la nuova era del Premio
Lissone, che ha ripreso a esistere prima a cadenza
annuale e poi, a partire dal 2006, alternandosi con
il Premio Lissone Design. Il regolamento del nuovo
Premio Lissone prevede la partecipazione di artisti
invitati da una apposita commissione composta da
critici o direttori di musei. La giuria nomina l’opera
vincitrice che viene acquisita per la collezione del
museo e può riconoscere “premi di stima” ad altre
opere meritevoli.
Informazioni utili
Didattica museale ed eventi
L’attività museale comprende anche lo sviluppo di progetti
di didattica rivolti agli studenti delle scuole, come i percorsi
creativi dedicati al recupero dei materiali o alla conoscenza
dell’acqua e delle energie naturali o gli affascinanti laboratori di filosofia per bambini, per conoscere i concetti di
tempo e spazio e per approfondire lo sviluppo e la crescita
nel rapporto con gli altri.
Il museo ospita anche l’organizzazione di mostre contemporanee, concerti, conferenze ed eventi artistici nell’ambito dell’arte e del design.
Il Museo d’Arte Contemporanea di Lissone si trova
in viale Padania 6, di fronte alla ferrovia: si raggiunge facilmente in treno da Milano, Como e Canton
Ticino. Aperto mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13,
giovedì dalle 16 alle 23, sabato e domenica dalle
10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Chiuso il lunedì e il
martedì.
Per informazioni: [email protected];
tel. 039 2145174 - 039 7397368
Fax 039 461523
17
i
personaggi
illustri
Foto: Pietro Ligari: Davide consacrato re dal
profeta Samuele, Collezione Credito Valtellinese
Pietro Ligari
artista valtellinese
tra quadri e orologi
20
RivistAmica
Il pittore di Ardenno, vissuto fra il XVII e il XVIII
secolo, aveva anche
la passione di riparare
congegni meccanici. A
Sondrio si trova la casa
dove soggiornò
Territorio e divertimento
Le sue opere sono sparse per tutta la Valtellina. Pietro
Ligari, al secolo Giovan Pietro, fu innanzitutto un pittore
di ambito classicista, nato ad Ardenno nel 1686 e morto
a Sondrio nel 1752. Nella sua vita fu anche agronomo e
architetto. Una curiosità: aveva la passione di costruire e
riparare congegni meccanici e orologi a pendolo.
I viaggi
La sua famiglia era di tradizione notarile ed ecclesiastica:
Pietro fu il primo a intraprendere la professione di pittore. A 14 anni imparò a Roma l’arte del disegno presso
Lazzaro Baldi e continuò la sua formazione nei maggiori
centri artistici dell’Italia del Nord, Venezia in particolare.
Dopo una breve permanenza a Sondrio si trasferì a Milano, dove soggiornò dal 1710 al 1727 e dove sposò
Annunziata Steininger dalla quale ebbe i tre figli Vittoria,
Giovan Antonio, morto in fasce, e Cesare.
Le opere valtellinesi
Per la città di Sondrio firmò nel 1717 una delle due tele
poste ai lati dell’altare maggiore dell’oratorio di palazzo
Sertoli, “S. Francesco Saverio battezza una principessa
indiana”, attualmente presso la Banca Popolare di Sondrio. Nel 1720 realizzò la “Messa di S. Gregorio”, che dal
1864 si trova nella collegiata dei Ss. Gervasio e Protasio.
Palazzo Giulini,
villa nobiliare di Sorico
Palazzo Giulini è la villa nobiliare eretta per volontà
dell’omonima famiglia nel XVII secolo, poi ampliata
nel primo ventennio del XVIII secolo: si suppone
che fu proprio il Ligari a progettarne l’abbellimento. È invece certo che fu il pittore e architetto valtellinese a disegnare la cancellata d’ingresso alla
Villa Giulini, ora a Villa Camilla a Domaso.
Casa Ligari a Sondrio
Foto: Pietro Ligari - San Francesco Saverio battezza la principessa indiana Neachile
1717 - olio su tela - cm 183x320 - Banca Popolare, Sondrio
Tra il 1726 e il 1727 Pietro Ligari si trasferì definitivamente a Sondrio nella casa dello zio canonico
Giovan Pietro Ligari, che ereditò nel 1735. A Sondrio Ligari si dedicò all’attività di architetto: al 1727
risale il progetto per il rifacimento della collegiata,
che dotò di sei cappelle laterali, di un’ampia crociera con cupola, di due transetti e del presbiterio.
Si occupò in seguito della progettazione del relativo campanile, dell’ossario di Lanzada, e di alcune
dimore signorili della città.
È del 1722 la Crocifissione della rotonda del cimitero di
Delebio e dell’anno successivo, il S. Ciriaco in adorazione del Ss. Sacramento, eseguito per l’omonimo oratorio
di Albosaggia, nonché la Sacra Famiglia con S. Anna
della parrocchiale di Tresenda. Rappresentativa della sua
opera anche la decorazione dell’abside e del catino absidale per la Collegiata di Morbegno. Fra le altre opere si
ricordano l’ovale della chiesa di S. Marta a Bellano raffigurante la Madonna col Bambino, l’angelo custode e S.
Nicola da Tolentino e la Madonna col Bambino e santi
della parrocchiale di Cedrasco.
21
GLI EVENTI
DEL
MESE
Alla fiera di Darfo,
tante bancarelle
e divertimenti
Una festa di tutti, dove la comunità si raccoglie per
ritrovare il senso dello stare insieme. Questa, da sempre, è la Festa dei Santi Faustino e Giovita, che come
ogni anno il paese di Darfo si prepara a festeggiare. Il
programma religioso e una ricca serie di divertimenti
si intersecheranno tra sacro e profano. Si comincerà
l’8 febbraio con una serie di incontri di riflessione e
preghiera presso la parrocchia dei Santi Faustino e
24
RivistAmica
Una comunità in festa
per celebrare i suoi
patroni Faustino e
Giovita, tra sacro e
profano, con bancarelle,
messe solenni e il
concerto della banda
musicale cittadina
Giovita, che si protrarrà fino al 10 febbraio. Poi, la sera
di venerdì 12 febbraio, si svolgerà il tradizionale concerto della banda musicale cittadina di Darfo Boario Terme.
Il clou sarà però lunedì 15 febbraio, con le due messe
solenni nella chiesa a loro dedicata. In via Roma e nelle
strade limitrofe, poi, si terrà la fiera, che come ogni anno
attirerà decine di commercianti da tutto il territorio. Sarà
una fiera in cui si potrà trovare ogni genere di prodotto
Territorio e divertimento
e mercanzia, con una particolare attenzione ai prodotti
tipici come i salumi e i formaggi della Valcamonica.
Pane e strinù, street food camuno
Lo street food della festa sarà pane e strinù, la tipica
salsicca della Valcamonica a base di carne suina mescolata con quella bovina. Ma siamo a metà febbraio, la
primavera è alle porte, così come la Pasqua: ecco allora
che alla fiera si potrà assaporare anche la spongada, il
tipico dolce pasquale della Valcamonica, piccola e soffice focaccina zuccherata. A margine della fiera ci saranno anche divertimenti per i più piccoli e soprattutto
le giostre, presenti nelle due settimane a cavallo della
festività.
Dove, come, quando
La Fiera dei Santi Faustino e Giovita si svolgerà in via
Roma e nelle vie circostanti a Darfo Boario Terme, il
15 di febbraio. Gli incontri serali dell’8, 9 e 10 febbraio avverranno presso la Chiesa di San Faustino (via
Breda), così come le messe solenni del 15 febbraio,
che si terranno alle 8, alle 10,30 e alle 18. Il concerto
della banda del 12 febbraio inizierà alle 20,30 presso
il Teatro San Filippo, in via Cimavilla. Le giostre, invece, saranno in piazza Aldo Moro.
www.turismovallecamonica.it
L’agenda degli eventi da non dimenticare
Sabato 30 gennaio
Festa della giubiana - Seregno (MB)
Addio alla fase più dura dell’inverno con il tradizionale falò
della vecchietta che si terrà in via Cagnola, nell’area della
Madonna della Campagna. Alle 21, distribuzione del tradizionale risotto con zafferano e luganega. Alle 21,30 si accenderà il falò.
www.madonnadellacampagnaseregno.com
Da venerdì 5 a sabato 20 febbraio
Sagra di San Bello - Berbenno di Valtellina (SO)
Appuntamento con la sagra che si svolgerà nei primi tre
fine settimana di febbraio (venerdì, sabato e domenica)
presso il Monastero di San Benigno. Piatto forte, lo stand
gastronomico con un gustosissimo menù tipico: risotti (al
maroggia, ai funghi o con i fegatini), gallina lessata, pollo arrosto e pollo San Bello (con crema di funghi). Il 12 febbraio
è previsto un mercatino. www.sagradisanbello.it
so, invece, nel pomeriggio, alle 15, festa per i più piccoli in
oratorio, in via Garibaldi.
www.comune.casnigo.bg.it
Sabato 13 e sabato 20 febbraio
Passeggiata in notturna nel bosco ai Prati Resinelli
- Abbadia Lariana (LC)
Il Parco avventura Resinelli organizza una vigilia di San Valentino con escursione tra i boschi al chiaro di luna. Appuntamento alle 17 alla casetta del parco (piazzale delle Miniere), con aperitivo prima della partenza. Lungo il percorso,
degustazione e spiegazione della storia del parco. Stessi
orari il 20 febbraio. In caso di neve si useranno le ciaspole.
www.parcoavventuraresinelli.it
Domenica 14 febbraio
San Valentino alla Villa Reale - Monza
Menù d’epoca, merende in stile settecentesco e visita guidata alla villa: è un San Valentino diverso quello che si può
trascorrere alla Villa Reale di Monza. L’edificio e i suoi amori
saranno raccontati dalle guide del monumento, intervallate
da merende a base di cioccolata. E per finire, cena romantica alle Cucine di Villa Reale. Prenotazione obbligatoria.
www.villarealedimonza.it
Da domenica 7 a martedì 9 febbraio
Carnevale casnighese - Casnigo (BG)
Si rinnova il tradizionale appuntamento con la sfilata che
prenderà il via alle 14,30 in piazza Giovanni XXIII, seguita
da un rinfresco a base di frittelle e vin brulé. Il martedì gras-
25
RITAGLIA IL COuPON
SAPORE E TRADIZIONE DEL TERRITORIO DAL 1966
TORREFAZIONE Brasilmoka Srl
Via Nazionale 42 - 23030 Villa di Tirano (So)
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tra i
patrimoni
unesco
Foto: Il Cenacolo - Leonardo Da Vinci
1494-1498 - tempera grassa su intonaco, cm 460×880
Santa Maria delle Grazie, Milano
Santa Maria delle
Grazie e Cenacolo,
capolavori di Milano
Nell’Uomo vitruviano, quel ritratto di un uomo inquadrato
con le gambe e le braccia aperte come ad avvolgere o ridisegnare il mondo (presente anche sulla moneta da un
euro) c’è tutto il genio di Leonardo da Vinci. Una figura
unica di scienziato e intellettuale che, nonostante le origini fiorentine e il lungo soggiorno francese, ha lasciato
a Milano alcuni dei suoi segni più indelebili. La chiesa
di Santa Maria delle Grazie custodisce le due testimonianze dove l’impronta di Leonardo è più evidente: il Cenacolo e il Codice Atlantico. La chiesa, che si trova nel
28
RivistAmica
La chiesa di Santa Maria
delle Grazie, inserita
nel 1980 nella World
Heritage List dell’Unesco,
è una delle massime
testimonianze dell’arte
rinascimentale. Custodisce
l’opera del genio di
Leonardo: l’Ultima Cena e
il Codice Atlantico
cuore del capoluogo lombardo, è stata inserita nel 1980
nella World Heritage List dell’Unesco perché una delle
massime testimonianze dell’arte rinascimentale.
Architettura perfetta
Simbolo della Milano rinascimentale che annuncia una
nuova era nella storia dell’arte europea, la chiesa, situata
nella piazza omonima, è una meraviglia del XV secolo, che
presenta su ciascun lato sette cappelle quadrate, che
furono decorate da importanti artisti dell’epoca, come
la Cappella di Santa Caterina che custodisce sculture
Territorio e divertimento
di Antonello da Messina o quelle della Vergine Adorante
e di Santa Corona ornate con gli affreschi di Gaudenzio
Ferrari. Il convento è articolato attorno a tre chioschi ed
è costituito, a nord, dal fianco nord della chiesa e sugli
altri tre lati da un portico di colonne con capitelli gotici
a foglie lisce. Il lato sud è occupato dal refettorio, contenente sia la Crocifissione, opera del pittore milanese
Donato Montorfano, sia il Cenacolo Vinciano.
Ingegno senza tempo
Nell’Ultima Cena (altro nome con cui il Cenacolo è noto),
Leonardo cattura il drammatico momento in cui Gesù
Cristo, seduto e circondato dagli apostoli, rivela l’imminente tradimento di uno di loro. Le figure sono animate
da uno straordinario campionario di gesti, sguardi ed
espressioni, e la costruzione prospettica crea l’illusione che il dipinto sia tutt’uno con lo spazio circostante:
all’interno di una stanza Leonardo ambientò, infatti, in
primo piano la lunga tavola della cena, con al centro la
figura isolata di Cristo, dalla forma quasi piramidale per
le braccia distese; attorno a Cristo gli apostoli sono disposti in quattro gruppi di tre, diversi, ma equilibrati simmetricamente. L’utilizzo prospettico e la disposizione dei
personaggi attraggono l’occhio al punto che sembra di
assistere all’ultima cena di Gesù dal vivo.
Per dipingere l’affresco commissionatogli da Ludovico
Come prenotare
la visita al Cenacolo
La prenotazione per visitare il Cenacolo è sempre
obbligatoria ed è consigliato farlo con largo anticipo. Per prenotare, acquistare e ricevere informazioni su percorsi didattici e visite guidate: tel +39
02 92800360 (lun-sab dalle 8 alle 18.30). I turni
di visita durano 15 minuti per un numero massimo
di 30 persone per volta. Il costo varia da 6,50 (intero) a 3,50 euro (ridotto) ai quali va aggiunto 1,50
euro per il diritto di prenotazione. Per acquistare
online: www.cenacolovinciano.net.
Il Codice Atlantico
Foto: Chiesa di Santa Maria delle Grazie - Milano
All’interno di Santa Maria delle Grazie si trova anche la sacrestia del Bramante, una delle due sedi,
insieme alla Pinacoteca Ambrosiana, che permette
di ammirare il non meno suggestivo Codice Atlantico, nel quale tutto il multiforme ingegno di Leonardo è illustrato dalla più grande raccolta dei suoi
disegni e scritti che toccano ogni possibile disciplina, dall’anatomia e la chimica fino alla matematica e la geografia.
il Moro, Leonardo usò la tecnica a tempera – perché
consentiva di intervenire sull’intonaco asciutto e, quindi,
di poter tornare a più riprese sull’opera curandone ogni
minimo particolare – che tuttavia non ha retto alle mutevoli condizioni climatiche, creando notevoli problemi
all’affresco e rendendo necessari interventi di restauro
per salvare il capolavoro, l’ultimo dei quali si è concluso
nel 1999 dopo oltre vent’anni di lavoro.
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Le buone
Ricette di
da staccare e conservare
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Anno 3 - Numero 1
gennaio/febbraio 2016
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Con ripieno di ricotta
e liquore all’arancia
32
RivistAmica
Per la pasta:
400 g di farina
4 uova
1 cucchiaino di olio EVO
1 cucchiaino di sale
Per il ripieno:
150 g di ricotta
1 arancia non trattata, sbucciata
e privata del bianco, tagliata a
fettine, raccogliendo il succo
1 cucchiaio di succo di limone
40 ml di liquore all’arancia
50 g di zucchero
Per il condimento:
farina
3 cucchiai di burro
100 g di zucchero di canna
Procedimento
Per fare la pasta, lavorate insieme la farina, le uova, l’olio e il sale fino ad ottenere
un impasto liscio. Se necessario aggiungete un po’ d’acqua o della farina. Fate
una palla, coprite e lasciate a riposo per circa 30 minuti. Per ottenere il ripieno,
mixate la ricotta, le fettine di arancia, il succo di limone, il liquore e lo zucchero.
Spolverate di farina il piano di lavoro e stendetevi la pasta. Ricavate dei tondi di
8 cm di diametro. Versate 1-2 cucchiaini di ripieno su metà di ciascun tondo di
pasta, e piegatevi sopra l’altra metà per chiudere. Premete tra di loro i bordi del
raviolo con una forchetta per chiuderlo bene.
Sciogliete il burro in un pentolino e caramellate lo zucchero di canna. Aggiungete il succo dell’arancia.
Togliete i ravioli dall’acqua con una schiumarola, disponeteli sui piatti e spruzzate
con la salsa d’arancia. Servite subito. Per 4 persone
LIA
IG T
Tempo di preparazione: 35 min
DA IP
Ristorante Granozero
Corso Promessi Sposi 14
23900 Lecco (LC)
granozerolecco.blogspot.it
[email protected]
Tel. 0341 282182
Ingredienti
O
I piatti della tradizione come
polenta o stinco di maiale,
il ricco aperitivo del giovedì
sera, i pranzi di lavoro, le proposte pensate per vegetariani,
vegani o per chi ha intolleranze
o allergie alimentari. Nell’accogliente locale di via Promessi
Sposi ciascuno può trovare
un piatto su misura per sé. Da
non perdere i menu stagionali, le serate con degustazioni
a tema e il menu dedicato ai
bambini.
Ravioli all’arancia
CONS
“Il tocco in più? L’uva
sultanina: da aggiungere
nell’impasto e per guarnire“
- Chef Alessandro Gritti -
Le buone ricette di
AL
ER *
Il consiglio del
Ristorante Granozero
Difficoltà: facile
spesa
online
DOLCETTO ASTI DOCG
PODERE PREVINCA
Scheda vino a pagina 38
33
Con pancetta
e menta fresca
Carciofi
alla fiorentina
Ingredienti
8 carciofi piccoli
150 g di pancetta affumicata
3 spicchi d’aglio
3 ciuffi di menta fresca
2 cucchiai di prezzemolo
sminuzzato
70 ml di olio EVO
Succo di un limone
Sale
Pepe nero macinato fresco
Procedimento
Lavate i carciofi. Tenete pronto un contenitore con circa un litro e mezzo di acqua fredda e il succo di limone.
Togliete le foglie più esterne dei carciofi, e tagliate le punte alle foglie
rimanenti (lasciando la parte più chiara). Tagliate i gambi e con un
cucchiaino pulite il cuore.
Mettete i carciofi a bagno nell’acqua e limone. Pelate l’aglio e spremetelo sopra la pancetta tagliata a cubetti. Fate rosolare la pancetta.
Lavate e sgocciolate la menta. Sminuzzatela, mescolatela alla pancetta e aggiustate di pepe. Togliete i carciofi dall’acqua e sgocciolateli.
Riempite lo spazio tra le foglie con il misto di pancetta e menta. Disponete i carciofi su un tegame, uno affianco all’altro, e cospargeteli
con il prezzemolo e il sale. Oliateli, copriteli e fateli cuocere a fiamma
media per circa 10 minuti. Poi aggiungete una tazza di acqua calda
e cuocete con il coperchio per altri 20 minuti o finché non sono cotti.
Per 4 persone
Tempo di preparazione: 45 min
Tempo di cottura: 30 min
spesa
online
LIA
IG T
O
DA IP
CONS
Difficoltà: media
AL
ER *
GUTTURNIO DOC
RISERVA BOLLO
ROSSO
Scheda vino a pagina 38
34
RivistAmica
Le buone ricette di
Profumi e sapori
d’oriente
Riso alla creola
Ingredienti
1 peperone verde
100 g di prosciutto cotto affettato
2 cipolle rosse
2 peperoncini rossi
20 gamberoni
2 spicchi d’aglio
il succo di un lime
500 ml di brodo vegetale
250 g di riso a chicco lungo
pimentón (paprika affumicata)
polvere di chiodi di garofano
foglie di coriandolo
1-2 cucchiai di crème fraîche
olio
sale
Per 4 persone
Tempo di preparazione: 40 min
Difficoltà: facile
Procedimento
LIA
IG T
DA IP
CONS
spesa
online
O
AL
ER *
Lavate il peperone, mondatelo e tagliatelo a listarelle per la lunghezza. Tritate finemente il prosciutto e le cipolle dopo averle sbucciate. Sbucciate l’aglio. Lavate i
peperoncini, tagliateli a metà ed eliminate i semini. Pulite e sgusciate i gamberoni.
Portate all’ebollizione il brodo e fateli cuocere per circa 2-3 minuti nel brodo bollente. Tirateli fuori e metteteli da parte. Il brodo fatelo intiepidire.
Spremete l’aglio e mescolatelo con il succo di limetta ed il sale. Unite i gamberoni
e fateli marinare per circa 10 minuti. Cuocete il riso come descritto sulla confezione e fatelo sgocciolare per bene. Riscaldate 2-3 cucchiai d’olio in un tegame capiente e fatevi rosolare la cipolla ed il prosciutto a fiamma moderata mescolando.
Aggiungete il riso ed il peperoncino e continuate a cuocere a fiamma moderata.
Bagnate con poco brodo e continuate a cuocere per circa 2-3 minuti. Unite il peperone ed i gamberi (con tutta la marinata), ancora un poco di brodo e continuate
a cuocere sempre a fiamma moderata per altri 3-4 minuti, mescolando spesso e
aggiungendo poco brodo appena ce n’è bisogno.
Condite con sale, pimentón, un pizzico di polvere di chiodi di garofano, crème
fraîche e fogliette di coriandolo tritato. Servite subito.
SPUMANTE
PERLAGE
VALTIDONE BRUT
Scheda vino a pagina 38
35
Le buone ricette di
Con limone
sottosale
Cosciotti di pollo
con verdure e agrumi
Ingredienti
RivistAmica
Grado di difficoltà: facile
spesa
online
LIA
IG T
DA IP
36
Tempo di preparazione: 50 min
Tempo di marinatura: 3 h
Tempo di cottura: 45 min circa
O
Procedimento
Sciacquate il limone sotto sale, mettete da parte la scorza e tritate finemente la
polpa. Mescolate 3 cucchiai d’olio con il ras-el-hanout, il peperoncino, l’aglio e
la polpa del limone sotto sale in una scodella capiente. Aggiungete i cosciotti di
pollo e mescolateli bene con la marinata, poi coprite la scodella e fateli marinare
per 2-3 ore. Tritate finemente la scorza messa da parte. Riscaldate il forno a
200° C calore statico sopra e sotto. Passate i cosciotti in una teglia da forno,
distribuite sopra il resto della marinata rimasta nella scodella e la scorza tritata.
Fate cuocere per 45 minuti. Nel frattempo mondate e lavate le bietole, eliminate
la parte dura dei gambi, poi tagliatele grossolanamente. Riscaldate 1 cucchiaio
d’olio in una padella capiente e fatele appassire a fiamma moderata per circa
5-6 minuti. Insaporite con sale e pepe. Mondate i carciofi, staccate via le foglie
esterne dure e tagliateli a metà con tutto il gambo. Eliminate la barba e metteteli
in acqua acidulata con il limone. Riscaldate 2 cucchiai d’olio in un tegame capiente e fatevi rosolare i carciofi a fiamma moderata. Bagnate con il vino bianco
e insaporite con sale e pepe. Dopodiché coprite il tegame, abbassate la fiamma
e fate cuocere i carciofi per circa 15-20 minuti a fiamma lenta. Servite i cosciotti
di pollo con le bietole ed i carciofini.
Per 4 persone
CONS
2 spicchi d’aglio, tagliato a fettine
400 g di bietole
4-8 carciofini teneri
il succo di un limone
sale
pepe, macinato fresco
100 ml di vino bianco secco
AL
ER *
4 cosciotti di pollo
1 limone sottosale
olio d’oliva
2 cucchiaini di ras-el-hanout,
miscela di spezie
1 cucchiaino di peperoncino
a fiocchi
TEROLDEGO DOC
MEZZACORONA
Scheda vino a pagina 38
55 ml di Grand Marnier
55 ml di succo d’arancia
250 g di cantuccini
in grossi pezzetti
425 g di mascarpone
3 tuorli d’uovo
425 ml di panna fresca
55 g di zucchero
150 g di arancia sbucciata
e tagliata a pezzetti
110 g di croccante di mandorle
a pezzetti
Procedimento
Mescolate il Grand Marnier con il succo d’arancia e versate la miscela
sopra i pezzi di cantuccini. Mettete da parte.
Mescolate il mascarpone e i tuorli d’uovo con un mixer che avrete impostato alla velocità più
bassa. In un altro contenitore, frustate la panna e lo zucchero fino a che
il tutto non risulta omogeneo. Aggiungete la miscela di mascarpone e
uova e mescolate finché il tutto non è ben omogeneo e denso. Mettete
in frigorifero per almeno un’ora.
Versate in un bicchierino da dessert dei pezzi di cantuccini, poi uno
strato di crema, alcuni pezzi di arancia, un altro strato di cantuccini ed
un ultimo stato di crema.
Ripetete fino a terminare gli ingredienti. Guarnite con i pezzetti di croccante di mandorle prima di servire.
Per 4-6 persone
Tempo di preparazione: 25 min
Tempo in frigorifero: 1 h
Grado di difficoltà: facile
38
RivistAmica
AL
ER *
Ingredienti
CONS
LIA
IG T
DA IP
Tiramisù
con arancia e cantuccini
La Cantinetta
del mese
O
Le buone ricette di
DOLCETTO ASTI DOCG PODERE
PREVINCA cl75
Regione: Piemonte
Vitigno: Dolcetto in purezza
Colore: rosso con riflessi violetti
Profumo: Fruttato e vinoso
Gusto: vellutato, asciutto e armonico
Gradi alcolici: 12,5% vol
Temperatura di servizio: 18°C
GUTTURNIO DOC
RISERVA BOLLO ROSSO cl75
Regione: Emilia
Vitigno: Barbera e Bonarda
Colore: avvolto in un mantello granato
con riflessi purpurei
Profumo: ciliegie mature
Gusto: caldo e avvolgente
Gradi alcolici: 13% vol
Temperatura di servizio: 18°C
SPUMANTE PERLAGE
VALTIDONE BRUT cl75
Regione: Emilia
Vitigno: Pinot nero e Chardonnay
Colore: intensa tonalità giallo oro brillante,
con intreccio di finissime perle
Profumo: toni calibrati di lavanda e mandarino cinese con un leggero soffio di menta
e vaniglia
Gusto: fresco e sapido. Voluminosa e
allargata fragranza con piacevole chiusura agrumata
Gradi alcolici: 12,5% vol
Temperatura di servizio: 9°C
TEROLDEGO DOC
MEZZACORONA cl75
Regione: Trentino
Vitigno: Teroldego Rotaliano
Colore: rosso Rubino Carico con intense
sfumature violacee
Profumo: di frutti di bosco, in particolare
bacche rosse di montagna, di ribes, lampone e mirtillo; un forte richiamo alla tipicità di un territorio alpino
Gusto: mirtillo e mora, sono molto
persistenti e riconoscibili. Nel finale è
fruttato, con note di legno, vaniglia e
cacao che lasciano il palato speziato.
Gradi alcolici: 13% vol
Temperatura di servizio: 18°C
Ricetta Primia
Da preparare
con prodotti
Tagliolini
gamberetti e pistacchi
al profumo d’arancia
Ha l’aspetto e il sapore di un piatto gourmet, ma anche i meno esperti ai fornelli saranno capaci di
realizzare questo piatto. Semplice e di grande effetto
Facile da realizzare e di grande effetto, questo primo piatto che vede protagonisti l’arancia, il pistacchio e i gamberi.
Sono arrivati improvvisamente degli amici a trovarvi? Aprite
il freezer e la dispensa e mettetevi all’opera: tra una chiacchiera e l’altra in pochissimo tempo porterete in tavola questi
tagliolini che uniscono il sapore del mare e quello dolce e
aspro dell’agrume, con un tocco di cremosità data dal pesto
di pistacchi.
Gli ingredienti
Per 4 persone vi serviranno 350 gr di tagliolini all’uovo, un’arancia, 300 g di pistacchi, 100 g di Parmigiano grattugiato, 6
cucchiai di olio extravergine di oliva, 250 g di gamberetti (o di
code di gambero) surgelati, sale e pepe.
La preparazione
Per prima cosa dedicatevi al pesto: sbollentate i pistacchi
sgusciati, basterà un minuto per far sì che la buccia violacea
possa poi essere eliminata facilmente con le mani. A questo
punto frullateli in un mixer con 4 cucchiai d’olio, sale, pepe e
Parmigiano grattugiato, lasciando la crema piuttosto consistente: non deve essere troppo liscia. Ricavate delle listarelle dalla buccia dell’arancia (facendo attenzione ad eliminare
tutta la parte bianca, che ha un sapore amaro) e poi filtrate il
succo. Fate saltare i gamberi in 2 cucchiai d’olio in un tegame largo che possa contenere i tagliolini, sfumate con il succo d’arancia, salate, pepate e proseguite la cottura a fuoco
vivace per 3-4 minuti. Scolate i tagliolini al dente e tenete da
parte un po’ d’acqua di cottura. Versateli sui gamberi all’arancia, mescolate sul fornello a fiamma dolce, unite il pesto
di pistacchi e formaggio e aiutatevi con dell’acqua di cottura
della pasta per ottenere una consistenza morbida e vellutata.
Decorate sui piatti con le listarelle di buccia d’arancia.
Il carrello
Un primo piatto dal sapore sofisticato che potete
preparare affidandovi interamente alla qualità dei
prodotti a marchio Primia. A cominciare dai tagliolini all’uovo e dal Parmigiano da acquistare già
grattugiato nelle comode buste, per poi passare ai
gamberetti (o alle code di gambero, se le preferite)
surgelati, e finire con pistacchi, arance, sale, pepe
e ottimo olio extravergine di oliva.
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39
Dai tondi ai superfini
un viaggio culturale
Chicchi preziosi
in tante qualità,
il riso è servito
40
RivistAmica
La grande varietà oggi
disponibile è in realtà
una conquista piuttosto
recente. Risotti, insalate,
sushi, arancini: ecco quale
tipologia scegliere in base
alla ricetta
Buon cibo
Il riso è una delle pietanze più salutari e consumate al
mondo, alla base di una delle tipicità della gastronomia
italiana e lombarda in particolare, il risotto. Ma accanto a
uno dei simboli della cucina nostrana ci sono tante altre
pietanze in cui il riso è protagonista. Dal sushi, nell’accoppiata vincente con il pesce crudo, fino agli arancini,
tra i più tipici esempi di street food, senza dimenticare
i classici timballi e i tanti dolci nei quali questo cereale
riserva piacevolissime sorprese. Ma come scegliere la
varietà giusta a seconda della ricetta?
Il tesoro delle paludi
Fino al 1839, di problemi non ce n’erano: in Italia veniva
coltivata un’unica qualità di riso, il Nostrale, la prima ad
arrivare nel nostro Paese dall’Oriente. L’introduzione di
questa coltura sul nostro suolo avvenne nel XV secolo per volontà degli Sforza, e in particolare di Galeazzo
Maria, probabilmente nella tenuta di Villanova di Cassolnovo, in Lomellina. Superato lo stupore iniziale, il riso divenne immediatamente il cibo contadino del Nord Italia,
il “tesoro delle paludi”, che invece le corti rinascimentali
snobbavano. I risotti nacquero proprio allora. Nel XVII
secolo le risaie vennero accusate di favorire la diffusione della malaria, ma nel Settecento i nuovi metodi d’irrigazione ne incentivarono nuovamente la coltivazione,
soprattutto nel Piemonte sabaudo. Il Nostrale, dal chicco rotondeggiante, era però scarsamente produttivo e
soggetto a malattie. Nel 1839 un missionario di Vercelli,
padre Calleri, portò dalle Filippine ben 43 chicchi diversi: fu l’inizio della ricerca che porterà allo sviluppo delle
qualità odierne, nate in gran parte nella Stazione sperimentale di risicoltura di Vercelli. Il primo fu il Vialone
nano, nel 1937, particolarmente diffuso in Veneto; seguito dal Carnaroli nel 1945 e dall’Arborio nel 1949.
I tondi
I nostri risi si dividono in quattro categorie. La prima è
quella del riso tondo, dai chicchi piccoli, adatto a minestre in brodo, timballi e dolci. Va bene anche per il sushi.
Cuoce in 12-13 minuti e comprende le varietà Balilla,
Cripto, Originario (corrispondente all’antico Nostrale),
Pierrot e Selenio. Ha tempi di cottura piuttosto rapidi,
12-14 minuti, e tende a rilasciare molto amido.
I semifini
Si passa poi al riso semifino, dai chicchi leggermente
allungati e di media grandezza. Ha una buona capacità
di rilasciare amido e si presta a timballi, minestroni e risotti in cui è prevista un’intensa mantecatura, o la tipica
preparazione “all’onda”. E cioè la media consistenza del
risotto, né troppo compatto, né troppo liquido, in modo
[ segue ]
La gamma
I risi Primia disponibili nei nostri punti vendita si
distinguono per l’alta qualità e l’origine italiana.
Ne fanno parte le varietà Arborio, Carnaroli e
Roma per quanto riguarda i superfini, Ribe per
i fini e Vialone nano per i semifini. Non mancano però nemmeno i Parboiled e il Basmati.
Quest’ultimo, originario dell’India e del Pakistan, si presta alla cottura pilaf, una doppia cottura che avviene in padella e poi al forno.
Parboiled e asiatici
Per le insalate di riso è utile ricorrere a un riso
Parboiled, ossia parzialmente bollito e poi essiccato: in questo modo il riso può essere conservato più facilmente una volto cotto. Tra i risi
asiatici, dalla forma più lunga e stretta, si distinguono il Basmati (India e Pakistan) e il Jasmine
(Thailandia) per le ricette indiane e cinesi. Oppure i giapponesi Okomesan e Koshihikari per
il sushi.
41
Buon cibo
che muovendo la pentola si formi proprio un’ “onda”.
Cuoce in 13-15 minuti. Sono semifini l’Italico, il Padano,
il Lido, il Maratelli, il Rosa Marchetti e il Vialone nano. Le
ricette più famose arrivano dal Veneto: il risotto all’isolana, con carne di maiale, e il risotto all’amarone.
I fini
Il riso fino è adatto a timballi, insalate di riso, arancini e
supplì ma è estremamente versatile e si può utilizzare
anche nei risotti: i chicchi, lunghi e affusolati, cuociono
in 13-15 minuti. Ne fanno parte le varietà Ribe, Ariete,
Cervo, Europa, Razza 77, Loto e Sant’Andrea.
I superfini
Dai chicchi grandi e molto lunghi, i superfini tengono
bene la cottura (che avviene in 18-20 minuti) e rilasciano poco amido. Perfetti per insalate di riso e paella, ma
soprattutto per i risotti. Ne fanno parte l’Arborio (dall’omonimo paese in provincia di Vercelli), il Carnaroli, il Baldo, il Corallo e il Roma. Alcune ricette? Il celebre risotto
alla milanese, utilizzando riso Carnaroli (ma anche Arborio e Vialone nano). Per il risotto ai funghi, ottimo sia il
Carnaroli che l’Arborio; Arborio, invece, per la paniscia
novarese e la panissa vercellese, per le quali si può però
utilizzare anche un fino come il Razza 77.
Riso alla valtellinese
Mettete 200 g di fagioli borlotti secchi a bagno
per una notte. Fateli lessare per 2 ore e poi scolateli. Prendete una verza, tagliatela a listarelle.
In una pentola, fate bollire assieme la verza e
400 g di riso Razza 77 per 13 minuti. Aggiungete i fagioli e fate cuocere per altri 2 minuti. In
un padellino fate soffriggere 3 foglie di salvia in
80 g di burro, che utilizzerete come condimento
assieme a Grana, sale e pepe.
Mistero alla milanese
Qual è il riso giusto per il risotto alla milanese?
Vialone nano, Carnaroli o Arborio? L’Accademia
italiana della cucina li ammette tutti e tre: con il
primo si otterrà un risotto più cremoso e mantecato. Il Carnaroli è invece adatto se vi piacciono i
risotti più asciutti, con i chicchi belli sgranati l’uno
dall’altro. Tra i superfini, l’Arborio è uno di quelli
che rilascia più amido, e quindi può rivelarsi alla
fine un buon compromesso.
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RivistAmica
Novità
www.orogel.it
Bontà e tradizione
da riconoscere
Prosciutto cotto,
quando italiano
è sinonimo di qualità
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RivistAmica
Suini italiani, cosce
col giusto equilibrio
grasso-magro, mix di
spezie e temperature
non elevatissime. La
parola all’esperto,
che ci spiega cosa
fa la differenza in un
prodotto di qualità
Buon cibo
Consumato al naturale o come ingrediente, il prosciutto
cotto è una delle tante eccellenze della cucina italiana.
Panini, involtini, nella pasta sotto forma di cubetti:
la nostra cucina sarebbe davvero più povera senza
questa straordinaria, e sana, pietanza. Ma come nasce
un prosciutto cotto di qualità? Lo abbiamo chiesto ad
Andrea Bonazzi, responsabile controllo qualità della
Gardani, l’azienda di Viadana (Mantova) che produce,
tra l’altro, il prosciutto cotto “Premium”.
Strato esterno e marezzature
Dipende tutto dal maiale. «I maiali che noi utilizziamo sono
gli stessi del prosciutto di Parma e di San Daniele: quelli
del suino pesante italiano, macellato a un’età di 9 mesi.
Animali nati, allevati e macellati rigorosamente in Italia
da allevamenti selezionati, concentrati principalmente in
Emilia e in Lombardia». L’origine italiana non è solo un
elemento che aggiunge genuinità e maggiori garanzie
sull’alimentazione dell’animale: è anche un dettaglio di
gusto. «I suini importati dalla Germania e dall’Olanda,
infatti, sono solitamente molto più piccoli e più magri».
Un prosciutto cotto di qualità, invece, deve avere il
giusto equilibrio tra parte grassa e parte magra. «È infatti
la parte grassa, con il suo strato esterno non superiore
ai 3-4 cm e le sue giuste marezzature interne, a fare la
differenza in termini di gusto».
Colore
La selezione delle cosce «viene effettuata sulla base delle
quantità di grasso, ma anche del colore. Che non deve
essere né troppo scuro, né troppo chiaro. E poi deve
avere il giusto grado di PH per sposarsi perfettamente
con la salatura».
Elisir di erbe
La coscia viene quindi sottoposta per qualche giorno
a frollatura, mediante la collocazione in particolari celle.
E poi viene disossata. In un prosciutto cotto di qualità
si segue la procedura della “sgorbiatura”: «Si estrae
cioè l’osso senza tagliare la carne, in modo da non
danneggiarla». Il giorno successivo la carne viene messa
in salamoia con una soluzione liquida con sale e spezie.
«È un altro passaggio decisivo - dice Bonazzi - Il mix di
spezie è uno dei segreti custoditi più gelosamente da
ogni produttore, in grado com’è di differenziare il gusto
del proprio prosciutto cotto da quello di tutti gli altri».
Rosmarino, aglio e ginepro sono alcuni dei possibili
ingredienti di questi mix. Dopo la salamoia si passa
alla zangolatura, una sorta di massaggio vigoroso e
prolungato che permette il perfetto assorbimento degli
aromi.
[ segue ]
La qualità di
da chiedere al banco
Il prosciutto cotto Premium Gardani è solo una
delle eccellenze dei prodotti da banco Iperal. Altri
esempi? Il petto di tacchino al forno, 100% italiano. Oppure, direttamente dalla Bassa, il prosciutto
crudo nazionale Don Camillo. O anche la bresaola
di black angus, dall’aspetto lievemente marezzato e
il gusto marcatamente dolce che la rende adatta ai
palati più raffinati.
Torta salata con
prosciutto e Casera
Preparate un impasto con 250 g di farina, 100 ml di
olio di semi di mais, 100 ml di acqua calda, un cucchiaino di lievito per torte salate e uno di sale. Stendetela
(spessore 1 cm) e mettetela in uno stampo antiaderente. Coprite con carta da forno e distribuitevi 300 g
di fagioli secchi. Mettete in forno per 15 minuti a 210°.
Togliete i fagioli e la carta. Sistemate sulla torta 200 g di
prosciutto cotto a fette e 200 g di Casera grattugiato.
Rimettete in forno per altri 10 minuti.
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Buon cibo
Forni a vapore
Sistemato negli appositi stampi, il prosciutto viene
immesso nei forni a vapore per la cottura. «In un
prosciutto cotto di qualità come il nostro Premium, la
cottura avviene a 70°C per preservarne al meglio i
valori nutrizionali». Una volta raffreddato, il prosciutto
cotto viene confezionato e ripastorizzato, dopodiché
sarà pronto per la vendita. «In definitiva un prosciutto
cotto di qualità si contraddistingue per tutta questa
serie di fattori, primo fra tutti la provenienza dei suini. Ai
quali vanno aggiunti l’assenza di allergeni, polifosfati e
proteine del latte».
Dai Romani a D’Annunzio
Si tratta dell’evoluzione di una tecnica vecchia di millenni.
L’antenato del prosciutto cotto, infatti, era conosciuto già
dai Romani, che lessavano la coscia del maiale con fichi
secchi e alloro prima di cuocerla in crosta. Contenuto
nel ricettario “De arte coquinaria” di Martino da Como
(XV secolo), iniziò a diffondersi a partire dal Medioevo
dopo la “scoperta” dell’allevamento del maiale: nacque
probabilmente dalla necessità di conservare la coscia
di maiale utilizzando poco sale, un tempo assai caro
e non facilmente reperibile. Negli anni ‘30, un 70enne
Gabriele D’Annunzio ne apprezzerà le doti ricostituenti
dopo movimentate notti amorose. Fino agli inizi del
Novecento, la coscia veniva messa in salamoia per giorni
e poi avvolta in pezze di tela per poi essere bollita in
grandi contenitori. Fino all’avvento della tecnica odierna.
Prosciuttini al pepe
della Valtellina
Tipico dell’Alta Valtellina in provincia di Sondrio, il
Prosciuttino al pepe è una noce di prosciutto caratterizzato da una ridotta percentuale di grasso
e ottenuto con una stagionatura di soli due mesi.
Aromatizzato con sale, cannella, chiodi di garofano, pepe, aglio e vino rosso (utilizzato per macerare l’aglio), il Prosciuttino della Valtellina ha una
forma sferoidale e ovalizzata. Di colore rosato, è
ricoperto dal pepe nero macinato e ha un peso
variabile fra 1 e 1,5 chilogrammi.
Un Praga di Trieste
arrivato a Milano
Il prosciutto cotto, un prodotto italiano e... ceco,
direste voi, visto che esiste anche il prosciutto di
Praga. E invece no. Il Praga, benché derivante da
un’antica ricetta austroungarica, è un prodotto tipico della salumeria triestina. Anzi, una tradizione
pasquale, che però fu portata a successo a Milano
alla fine dell’800 da Francesco Peck. Leggermente affumicato, può essere consumato crudo o, più
spesso, alla brace.
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RivistAmica
PROSCIUTTO COTTO NAZIONALE
PREMIUM
Il Prosciutto Cotto Nazionale Premium deriva dalla lavorazione di
cosce di suino 100% italiane provenienti esclusivamente da allevamenti
certificati e selezionati, cotto lentamente al forno a vapore al naturale,
senza glutine, senza polifosfati aggiunti e senza derivati del latte.
PRODOTTO
ITALIANO
PRODOTTO
ITALIANO
Arance e clementine
,
gusto e salute per l’inverno
Sono tra i frutti più consumati in questa stagione, grazie al loro sapore sfizioso e a proprietà
benefiche utili all’organismo contro i malanni del periodo più freddo dell’anno
“La nostra marca di qualità
e convenienza”
Succose, fresche, saporite e con un colore che riporta il
gusto del sole anche nelle fredde giornate invernali. Tra la
frutta di stagione di questo periodo gli agrumi occupano un
posto fondamentale per la loro diffusione nelle preferenze
dei consumatori e anche per le loro proprietà. Benefici di
cui fare scorta grazie all’assortimento della gamma Primia,
che comprende anche le arance bionde e quelle tarocco
(entrambe disponibili in una confezione da 2 kg) e le clementine (in formati da 1,5 e 2 kg).
Freschezza 100% italiana
Questi prodotti Primia sono accomunati da una provenienza 100% italiana e dal loro perfetto grado di freschezza e
maturazione. Così è possibile non solo assaporarne appieno le qualità organolettiche, ma anche sfruttarne le proprietà nutritive grazie a un elevato contenuto di vitamina C che
rafforza il sistema immunitario contro i malanni di stagione,
di sali minerali e di altre sostanze come i flavonoidi che svolgono una funzione antiossidante.
Caratteristiche diverse per tutta la giornata
Le arance bionde sono tondeggianti, di grandezza media e
hanno una buccia compatta di un arancione brillante e omogeneo che si ritrova anche nella polpa interna, dal sapore
dolce; ottime sia a fine pasto sia spremute per il consumo
al naturale o come ingrediente base per accompagnamenti
al pesce o ad altri secondi dal gusto delicato.
La “tarocco” è di dimensione simile, ma lievemente schiacciata alle estremità, con la buccia e la polpa succosa, striata
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RivistAmica
di rosso e con un sapore agrodolce che la rende ideale se
spremuta a colazione, ma anche come condimento alternativo per insalate miste di verdure o per donare una nota agrumata a cremosi dessert.
La clementina, infine, è di pezzatura più ridotta e con una
polpa color arancio intenso, facilmente divisibile in spicchi. Il
suo sapore amabile la rende tra i frutti preferiti dei più piccoli,
mentre grazie al suo formato è comodissima per il consumo
fuori casa, quando ci si vuole concedere una pausa di gusto.
Il succo si può invece usare per mitigare quello di arance più
amare in una spremuta.
Non vi resta quindi che scegliere quale tra queste specialità
Primia è la vostra preferita, per un inverno di gusto e salute!
Fonte: Agorà Network
In evidenza
Valle Camonica,
un Distretto Culturale
a servizio del territorio
Nel 2007 Fondazione Cariplo ha deciso di puntare sulla
Valle Camonica perché “il turismo culturale e sostenibile
rappresentava una minima parte delle presenze registrate
ogni anno nell’area”. A distanza di 8 anni da quella che si è
rivelata una scelta vincente, facciamo il bilancio con Simona Ferrarini, presidente del Distretto Culturale e Assessore
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RivistAmica
Dal 2007, quando il
progetto ha vinto un
bando di Fondazione
Cariplo, si sono
moltiplicate le risorse
per la cultura nella
valle. Puntando
soprattutto su borse
di studio, promozione
turistica e formazione
alla Cultura della Comunità Montana di Valle Camonica. «Il
progetto del Distretto è stato il primo a partire in Lombardia – ci racconta – e prevedeva soprattutto iniziative legate
al risveglio culturale della Valle. Solo in un secondo tempo
abbiamo deciso di intervenire nella promozione turistica, e
il motivo è semplice: non c’era nessuno in Valle Camonica
In evidenza
che si occupasse di promozione delle risorse turistiche. Per
questo tutto il lavoro svolto dal Distretto Culturale è stato
trasformato nel progetto turistico della “Valle dei Segni”».
Quali le tappe e i successi del Distretto Culturale?
Seguo il Distretto Culturale dall’inizio delle sue attività. Abbiamo lavorato a 360 gradi: producendo ricerche sul patrimonio culturale, progetti di valorizzazione, attivando nuove
professionalità e competenze. Abbiamo fatto progetti che,
utilizzando i fondi Cariplo, hanno permesso di accedere ad
altri bandi, moltiplicando le risorse per la cultura, che hanno
permesso di sostenere anche associazioni, festival, manifestazioni di vario tipo sul territorio.
In questo periodo state lavorando sul fronte turistico: in che modo?
Dopo la segnaletica stradale, la creazione di nuovi percorsi
turistici, abbiamo organizzato il sito internet ufficiale www.turismovallecamonica.it e l’agenzia di organizzazione e vendita
dei pacchetti turistici (Destination Management Organization Valle dei Segni presso il Centro Congressi di Boario)
e realizzato la piattaforma narrativa www.valledeisegni.it.
Sono tutti strumenti a disposizione del territorio.
Come è cresciuta, grazie al Distretto Culturale, la
consapevolezza dell’importanza delle risorse locali?
Non c’è dubbio che in questi ultimi anni la Valle Camonica
abbia ritrovato una sua identità a partire proprio dalla consapevolezza delle risorse culturali e turistiche. E anche le
imprese ci chiedono sempre di più di collaborare e di dare
visibilità a ciò che fanno: gli imprenditori camuni con il loro
lavoro sono produttori di cultura.
I prossimi progetti in collaborazione con scuole, enti
e associazioni del territorio?
Stiamo lavorando a riorganizzare tutta l’attività del Distretto,
per trasformarlo in una struttura autonoma, in una Fondazione. Ne abbiamo bisogno soprattutto per portare in Valle
Camonica le risorse europee e per cercare di integrare la
gestione delle strutture culturali, in particolare del sito Unesco. Poi dobbiamo moltiplicare gli sforzi per la promozione
turistica, e lo stiamo facendo in collaborazione con tutti gli
operatori del territorio.
Gli obiettivi per il 2016?
Lavorare con le scuole per programmare le attività dei tirocini scuola-lavoro e con le imprese per valorizzare il nostro
patrimonio di storia, tradizioni, prodotti tipici.
Attraverso quali strumenti?
Innanzitutto il dialogo con i Comuni, i sindaci, le comunità
locali. Stiamo anche lavorando sui progetti europei e investendo moltissimo sulla formazione degli operatori culturali
e turistici.
Fondazione Cariplo
una scelta vincente
«Il progetto “Valle dei Segni” racchiude ciò che noi
intendiamo come innovazione culturale», ci spiega
Alessandro Rubini, Area Arte e Cultura di Fondazione
Cariplo. «In un territorio noto per l’archeologia rupestre
si è lavorato per trasportare l’antica idea di segno nella
comunità del futuro, fino a portare a Breno l’opera del
writer toscano Ozmo». Tuttora si vedono i frutti della
scelta fatta nel 2007: «Il turismo, con il recupero delle
produzioni artigianali locali, è una delle forme per monetizzare questo lavoro». www.distretticulturali.it
Premi, borse di studio
e promozione turistica
«Dal 2013 il progetto finanziato da Fondazione Cariplo
si è concluso. Ma noi continuiamo a promuovere nuovi
progetti in continuità con quell’idea – spiega Ferrarini –
Abbiamo coinvolto più di un centinaio di giovani in vari
progetti con incarichi, borse di studio e di ricerca , premi per produzioni di arte contemporanea. Continuiamo
a lavorare per il futuro turistico della Valle dei Segni:
nuovi progetti di promozione, nuovi itinerari e nuovi materiali di comunicazione».
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La notte ti fa bella
con le beauty
abitudini serali
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RivistAmica
Saper usare il latte
detergente, cambiare
spesso le federe del
cuscino, riposare in
serenità e coccolarsi con
due gocce di lavanda:
ecco come curare la
pelle prima di andare a
dormire
Salute, benessere e famiglia
Avere una pelle di luna, pulita e levigata come quella
delle dive del cinema è possibile, e la scusa della stanchezza e della mancanza di tempo non è più valida: per
prendersi cura della pelle del proprio viso vi serviranno
meno di dieci minuti d’orologio. Basta attuare gli accorgimenti giusti, sia al mattino che alla sera. Sì, perché non
è affatto sufficiente lavarsi e spalmarsi la crema appena
sveglie: la beauty routine prima di andare a dormire svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento di un viso
splendente. La prima regola per avere una cute perfetta?
«Riposare tanto e bene, almeno otto ore», spiega Barbara Rossoni, responsabile della parte estetica del centro
Adec Salute di Milano. Il sonno è fondamentale, perché
se la notte tutte le nostre attività corporee, compreso il
metabolismo, rallentano, la pelle invece si rigenera.
Struccare e detergere
Cosa non dimenticarsi di fare dunque prima di coricarsi?
«Bisogna iniziare dagli occhi - illustra Barbara Rossoni
- con uno struccante apposito, detergete tutta la parte
perioculare. Passate poi un latte detergente (o un’acqua
micellare), con i polpastrelli: applicate il prodotto con un
movimento circolare, sempre verso l’alto su tutto il viso,
e risciacquate abbondantemente con acqua tiepida in
modo da portar via tutte le scorie». Evitate i prodotti che
si asportano con cotone o spugnette.
Poi si passa al tonico, da picchiettare con un batuffolo o
un dischetto di cotone: «Questo gesto serve a chiudere i
pori e a riequilibrare il film idrolipidico, che è la protezione
naturale della pelle. Picchiettando, si riattiva la circolazione». Controllate sempre il batuffolo di cotone: se vedete
che non è perfettamente bianco, significa che non avete
pulito bene il viso, quindi ricominciate da capo.
Crema da notte e scrub
A questo punto è la volta della crema da notte: «Prediligete quelle con principi attivi più grassi rispetto a quelli
delle creme che usate il giorno, perché la notte la cute
elimina le tossine e respira molto di più: è il momento
adatto per idratarla e curarla». Per chi soffre di acne,
un prodotto da prendere in considerazione sono le creme contenenti azulene, «un principio attivo calmante e
decongestionante, che nella notte ha tutto il tempo per
andare a disinfiammare», puntualizza Barbara Rossoni.
Una volta alla settimana poi si potrebbe trovare il tempo di farsi un leggero scrub, un vero toccasana per il
viso, che ha il compito di eliminare le cellule morte. Non
dimentichiamoci delle labbra, che vanno sempre curate
e idratate anch’esse: oltre ai rituali di detersione sopracitati, girate sempre con un buon burro cacao a portata
[ segue ]
Un valido aiuto
dalle piante officinali
Preparate la tisana della buonanotte con erbe che
vengono dal nostro territorio. «Procurandosi in erboristeria i frutti di Carum carvi, pianta molto diffusa in Valtellina, si può fare un infuso», spiega Luca
Giupponi, botanico naturalista dell’Università della
Montagna di Edolo. «Un’altra possibilità è impiegare la radice di Genziana maggiore, le foglie di Timo
o i fiori di Achillea millefoglie, piante comunemente
diffuse negli ambienti montani delle Alpi».
Il consiglio prezioso
del naturopata
Chi desidera prendersi cura della propria cute in maniera naturale, dopo aver posto attenzione alla dieta e
al movimento, può puntare sul Timo: «Le piante che
lavorano nello specifico sulla pelle sono quelle con
carattere depurativo - spiega Marco Doria, naturopata
di Sondrio - nel nostro territorio è molto impiegato il
Timo: ha proprietà antisettiche, amaro-digestive, carminative e apporta benefici alle funzioni intestinali e
polmonari, e di riflesso sulla pelle».
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Salute, benessere e famiglia
di mano e non scordatevi di applicarne una generosa
quantità la sera.
Dettagli da non sottovalutare
Per completare al meglio questi rituali di bellezza serale,
fondamentale è l’atmosfera di relax: «Concedetevi un bagno, una doccia, un massaggio alla schiena gentilmente
elargito dal compagno: insomma tutto quello che vi aiuta
a distendervi, perché anche il modo in cui si riposa nelle
otto ore contribuisce al rilassamento cutaneo», avverte
Barbara Rossoni. Per dormire bene, la temperatura in
camera non deve superare i 21 gradi, e la federa del
cuscino (così come l’asciugamano in bagno, che deve
essere dedicato in via esclusiva al viso) va scelta di colore bianco e di tessuti naturali, come lino o cotone, e va
sostituita spesso. Una piccola “coccola” da regalarsi è
qualche goccia di olio essenziale di lavanda sul cuscino,
polsi e tempie per rilassare il sistema nervoso e impedire
ai muscoli facciali di tendersi. «Un buon accorgimento è
anche quello di riposare a pancia in su, per scongiurare
le “rughe del sonno”, ovvero le pieghe che si formano sul
viso mentre dormiamo, a causa della pressione esercitata sul cuscino», conclude l’esperta.
Il libro: “260 trattamenti
di bellezza naturale
homemade”
Detergere e curare al meglio la propria cute prima di abbandonarsi nelle
braccia di Morfeo può essere fatto anche con prodotti homemade, rispettosi
al 100% della pelle di chi
li utilizza e anche dell’ambiente. Per avere tutte le
dritte per neofiti, un volume utilissimo in proposito
è “260 Trattamenti di Bellezza Naturale Homemade” (Red Edizioni, 142 pagine) scritto dalla blogger Shannon Buck. Nelle
pagine del libro – che nella sezione LibrOnline del
nostro sito pagherete 15,30 euro con lo sconto
del 15% – si trovano oltre 200 consigli basati
sull’esperienza dell’autrice, ricette e soluzioni per
creare prodotti di bellezza naturali e biologici. Tutto viene fatto nella cucina di casa: l’autrice spiega
quali attrezzature e strumenti usare e come scegliere imballaggi ecologici per confezionare i prodotti realizzati (tonici, creme idratanti, scrub, maschere per viso, occhi e labbra) ma anche come
prendersi cura dei capelli, siano essi lunghi, corti,
secchi o grassi.
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RivistAmica
Nei nostri Punti Vendita
dal 21 gennaio al 3 febbraio
catalogo Animali
Inquadra con il
tuo smartphone
il QR qui a lato
Preziosi consigli
per l’alimentazione
degli amici pelosi
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RivistAmica
Una dieta ricca
e bilanciata nei
nutrienti, con
alimenti specifici per
le diverse esigenze
degli animali
domestici e un occhio
sempre attento alla
qualità dei prodotti
Salute, benessere e famiglia
L’ora della pappa è sempre una festa per tutti gli animali
domestici. Ma non è sempre facile regolarsi in fatto di dosi
e nutrienti per essere sicuri di proporre una dieta sana e
bilanciata ai nostri amici pelosi. A volte, si vorrebbe cucinare per il proprio cane o gatto per coccolarlo e dedicagli
più attenzioni, ma non ci si può illudere di realizzare in casa
alimenti completi dal punto di vista nutrizionale (come minerali e vitamine). Meglio allora optare per alimenti pensati appositamente per gli animali, come le crocchette, che
sono già pasti bilanciati.
A ognuno il suo
Non tutti gli animali, però, sono uguali ed ecco perché sono
state realizzate linee diverse per soddisfare ogni tipo esigenza: esistono prodotti destinati ai cuccioli e altri dedicati
agli animali adulti e anziani, alimenti “light” per gli individui in
sovrappeso o specifici per gli animali sterilizzati.
Per gli allergici/intolleranti
Un fenomeno di questi ultimi anni, che ha colpito gli uomini
ma anche gli animali, è l’aumento esponenziale delle Reazioni Avverse al Cibo ( RAC). «Con questo termine si intende un insieme di fenomeni come intolleranze alimentari
e allergie, causate da un’alimentazione sbilanciata, spesso
a favore di uno stesso prodotto somministrato per lungo
tempo, ma anche dalla scarsa qualità dei cibi proposti, che
prevedono un’eccessiva presenza di cereali, ingredienti
scadenti difficilmente digeribili e presenza di conservanti
o appetizzanti chimici»,spiega la Veterinaria Dott.ssa Benedetta Giannini, responsabile settore Veterinario Almo
Nature. Ecco perché è fondamentale leggere l’etichetta in
modo consapevole: «meglio prodotti con pochi ingredienti
ben specificati, carne fresca al primo posto, e possibilmente assenza di appetizzanti, coloranti e conservanti chimici»,
continua. Come Almo Nature Grain Free, alimento secco
completo per cani; Almo Nature Legend e Almo Nature
Classic, ricette Pollo o Tonno (solo le monoproteiche), per
i gatti. Ma anche la nuova gamma Sensitive Monoproteico
di Affinity formulata per cani di taglia mini, medium e maxi
con problemi di digestione e pelle sensibile. Tutti prodotti
disponibili nei punti vendita Iperal.
L’importanza della qualità
I cuccioli hanno necessità diverse rispetto a cani adulti o
anziani, ma tutti hanno bisogno di alimenti di qualità. Per
gli animali in crescita questo è necessario per evitare errori che possono compromettere il loro sviluppo e creare
problemi che li condizioneranno per tutta la vita. La stessa
indicazione vale anche per cani e gatti anziani per cui è
importante controllare soprattutto la qualità proteica, e cioè
di carne e pesce.
Gatti dal bel manto
Il benessere del gatto passa dalla ciotola. Se per
un bel manto basta una buona alimentazione, per
evitare la formazione di boli di pelo bisogna optare
per cibi specifici che ne facilitano la naturale eliminazione. Un risultato che si ottiene grazie a fibre e
prebiotici che favoriscono la digestione e il benessere intestinale. Di questo tipo sono: lo Sterilised
Hairball della linea Elegance e Almo Nature AntiHairball.
L’assortimento
A disposizione dei proprietari di cani e gatti, Iperal propone una serie di prodotti di alta qualità dei
migliori marchi presenti sul mercato. L’assortimento
prevede diversi brand: Adoc, Affinity, Almo Nature,
Nova Foods (Elegance) e Purina (Friskies e One).
Ognuno di questi marchi propone diverse linee alimentari per soddisfare le esigenze di ogni singolo
animale e farlo crescere forte e sano.
[ segue ]
59
Salute, benessere e famiglia
«Un’alimentazione scadente può infatti provocare importanti difficoltà digestive e un sovraccarico renale – precisa
la dottoressa – In sostanza, un animale anziano non ha bisogno di diminuire l’apporto proteico, ma è importante che
la qualità sia ottimale per garantire una buona digestione e
assimilazione».
Prodotti light
Gli animali che hanno uno stile di vita sedentario e una dieta monotona, con una spropositata quantità di cereali, tendono naturalmente al sovrappeso. Se a questo si aggiunge
un’eccessiva somministrazione di cibo e la sterilizzazione,
la situazione diventa ancora più critica. «In questi casi –
chiarisce la Dott.ssa Giannini – è bene scegliere alimenti
a basso contenuto calorico e prediligere un’alimentazione
secca abbinata ad alimenti umidi il cui apporto calorico sia
inferiore, pur avendo un buon potere saziante così da soddisfare l’animale senza però farlo ingrassare». Per soddisfare queste esigenze, in particolare per i cani di piccola
taglia, Purina propone One My Dog Is… Foodlover nella
ricetta con Tacchino&Riso. Adoc invece, nella linea Day by
Day, ha un prodotto con vitello e aggiunta di L- Carnitnina,
che favorisce l’accelerazione del metabolismo dei grassi.
Tuttavia, bisogna ricordare che non basta un prodotto light
per far dimagrire i vostri pet: a una dieta di questo tipo è
bene infatti associare una bella passeggiata quotidiana per
il cane o un gioco dinamico per il gatto.
Il libro consigliato:
“La dieta Barf”
La sigla sta per “Biologically Appropriate Raw
Food” e indica una dieta
che prevede una corretta
alimentazione per animali a base di cibo crudo. Il
presupposto della “Barf”
si basa sul fatto che ogni
essere vivente sia dotato
di un suo specifico sistema digestivo: il cane e il
gatto, dunque, nascono
carnivori e per questo necessitano di un’alimentazione composta da cibi animali crudi. Imparare questo approccio è importante per rafforzare
il sistema immunitario e le funzionalità digestive
e intestinali del proprio pet. Per scoprire tutte le
ricette vi basterà dotarvi del manuale “La Dieta
Barf per Gatti” (o per cani) scritto da Swanie Simon per Macro Edizioni. Il volume è disponibile
anche sul nostro sito (www.iperal.it), nella sezione
LibrOnline, al costo scontato del 15% di 10,97
euro. 127 pagine ricche di consigli e illustrazioni
che vi aiuteranno a fare esperienza con il metodo
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RivistAmica
Lo sapevate che…
curiosità, storie e leggende dal territorio
Proverbio del mese
Editore e proprietario
IPERAL S.P.A.
Sede legale:
Via Manzoni,41 20121 Milano
Direttore responsabile
Giorgio Gaspari
Marketing e coordinamento:
Alessandro Pizzen
Testi, grafica e impaginazione a
cura di
Imaginor s.r.l.
Febbraio è il mese degli innamorati,
per via di San Valentino: ricordiamolo
con qualche ironico proverbio brianzolo! “Cent’an de murùs, gnanca un dé
de spus”: Sono meglio cento anni da
fidanzati che un un solo giorno da sposati. “I spus e la fritàda, se fan con una
fiamàda”: Sia gli sposi che la frittata si
fanno con una fiammata.
A Lecco i “materiali
della memoria”
Fino al 28 marzo 2016 in mostra nel
museo storico di Lecco le collezioni
della prima guerra mondiale. Oltre ad
armi, mappe e altri reperti bellici, saranno esposti documenti, opuscoli, manifesti, locandine e fotografie. Aperto da
mercoledì a domenica; Torre Viscontea,
Piazza XX settembre, 3.
www.museilecco.org; www.comune.lecco.it
Fotografie
Iperal, Giuseppe Godi, ©Stockfood/La Camera Chiara, Fotolia,
Wikipedia, Marco Bucci, Premax
Caleidograf s.r.l.
via Martiri della Liberazione
23875 Osnago (LC)
Reg. Trib. Sondrio N. 404/2013 del
15/10/2013
Una copia omaggio per
i possessori di CartAmica.
Distribuito presso i punti vendita del
gruppo Iperal.
Anno 3 - numero 1
Chiuso in redazione il 22/12/15.
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riservati.
È vietata la riproduzione anche
parziale di testi e foto.
Tutte le informazioni contenute nel
presente numero sono aggiornate
alla data di chiusura e potrebbero
subire variazioni per cause non
dipendenti dalla volontà della
redazione.
Le immagini riportate sono a scopo
illustrativo. Le ricette sono proposte
e redatte secondo scienza e
coscienza. Non possiamo assumere
responsabilità per la riuscita dei piatti.
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Nuove isole ecologiche Tirano, il 31 gennaio
la festa “Tira li toli”
in Valcamonica
Un territorio virtuoso in fatto di differenziazione dei rifiuti, che si è arricchito di quattro nuovi punti di raccolta: uno a servizio di
Ponte di Legno, Temù e Vione, un altro a
Paisco, il terzo a Valsaviore, nella zona industriale di Berzo Demo e l’ultimo a Cividate, con l’area ambientale a disposizione del
paese e di Malegno.
Per le vostre segnalazioni, curiosità
e suggerimenti contattateci a:
[email protected]
RivistAmica C/O Gruppo Iperal
Via La Rosa, 354 Piantedo (SO)
Lunghe file di latte e barattoli (“li toli” in
dialetto) per fare un gran fracasso e svegliare l’orso in letargo nella sua tana da
mesi. Appuntamento con la tradizione a
Tirano il 31 gennaio, per trascinare tutti
insieme “li toli” lungo le vie del paese esultando e salutando la fine del periodo più
freddo dell’inverno.
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1. Gennaio/Febbraio 2016