alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
17:58
Pagina 1
ANNO LI - N. 11
Giovedì 17 Novembre 2011
€ 2,00
Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA
0
5
i
n
n
a
Eccovi Alassio che innamora il sole (A. Graf)
Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S.
Socio Effettivo € 25,00 - Socio Aderente € 22,00 - Socio Aderente estero € 27,00
ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37
E-mail: [email protected] - Sito internet: www.vecchiaalassio.it
EX OSPEDALE DI ALASSIO
UN FUTURO GIÀ SEGNATO?
LA PREMESSA
L’ASL 2 Savonese pensa già al
2012.
Con queste parole inizia un comunicato sul sito dell’Asl 2
Liguria in cui sono elencate le decisioni conseguenti alla riduzione del bilancio regionale passato
da 539 milioni del 2011 a 519 milioni per il 2012.
L’ASL ha già presentato il piano
strutturale 2012, una manovra da
28 milioni che prevede il taglio di
123 posti letto e la soppressione
di 11 reparti.
I quattro ospedali savonesi perderanno 123 letti (da 1293 a 1110).
Il santa Corona passerà dagli
attuali 512 posti letto a 470;
l’ospedale di Albenga passerà da
123 a 100. Il San Paolo - 45 letti, da
566 a 521. Cairo perderà 14 posti
letto da 78 a 64; conseguente il taglio dei reparti, ben 11 nei quattro
ospedali savonesi. Saranno disattivati: la Chirurgia generale di
Cairo, quella Epatobiliopancreatica di Pietra , la Medicina-Gastroenterologia di Savona, Ortopedia
e Trauma di Albenga, la Radiologia di Cairo, la Chirurgia Vascolare di Savona, la terapia intensiva di Albenga, Oncologia, Anatomia Patologica, Dermatologia e
Medicina trasfusionale di Santa
Corona.
NECESSITÀ DI FONDI
In questo “bollettino di guerra” come si colloca la nostra
R.s.a.?
Tutto purtroppo si conduce ad
una ricerca da parte dell’ASL 2 di
fondi e allora ecco l’intenzione di
vendere la struttura del Val d’Olivo di Alassio e la Rsa di Varazze,
in barba a ciò che si è fatto nel
passato; ricordiamo i recenti lavori di ristrutturazione con sopraelevazione del piano attico
grazie ad una donazione finalizzata a tale uso; l’inaugurazione
dell’asilo del nonno al piano terra;
l’azione legale portata egregiamente avanti da un pool di legali
guidati dall’avvocato Claudio
Bottelli per i beni dell’ex ospedale Paccini.
Tutto apparentemente inutile,
superato, ignorato, in quel concetto ormai diffuso in cui non esiste più una programmazione certa ma una evoluzione selvaggia di
bisogno economico, dove fare e
disfare diventa regola prima.
Basta ascoltare ciò che si dice
sull’ospedale d’Albenga, appena
aperto e già con un futuro incerto.
NUOVA DENOMINAZIONE
DELLA CASA DI RIPOSO
L’assessore alle politiche sociali di Alassio, dott.sa Zavaroni
ha chiesto alla Vecchia Alassio
di collaborare alla scelta di una
nuova denominazione per l’inauguranda Casa di Riposo per anziani, poiché il nome “Poggio
Fiorito” appariva troppo legato
alla zona geografica in cui la vecchia casa di riposo si trovava.
L’AVA desidera coinvolgere i lettori di questo giornale e tutti gli
alassini in questa ricerca. Pertanto entro il 15 dicembre potranno pervenire alla sede
dell’AVA, manualmente, per posta, o per posta elettronica, proposte per una nuova denominazione della casa di riposo. È ov-
vio che la definizione deve essere breve, e adatta allo scopo.
Contestualmente l’Assessore
Zavaroni ci ha segnalato il bisogno di trovare una denominazione anche per il nuovo centro ricreativo anziani che verrà aperto in via Robutti ad Alassio.
Pertanto i lettori che invieranno all’AVA proposte devono
specificare se riguardano la
Casa di Riposo o il Centro ricreativo Anziani. Ogni cittadino
può mandare anche più proposte per ciascuna sede. Una apposita commissione comunale
valuterà le proposte pervenute
e sceglierà quella ritenuta più
adatta.
LE NOTIZIE
Già trasferiti dalla Rsa alassina
i materiali di radiologia e fisioterapia, la dialisi in fase di chiusura.
Dove andranno le persone attualmente in degenza? Pare in parte
ad Albenga nell’Istituto Domenico Trincheri, o in ospedale nei reparti disponibili, il personale della Rsa di Alassio si è dato disponibile al trasferimento… prendere o lasciare
L’AMMINISTRAZIONE
DI ALASSIO
Il sindaco di Alassio Roberto Avogadro rilancia la proposta di
“realizzare ex novo nell’area soprastante l’istituto alberghiero una Rsa
per 20 posti letto, adiacente all’erigenda Casa di Riposo ex Poggio
Fiorito in fase di ultimazione. Che
nello stesso edificio trovi il centro
diurno per anziani, il così detto Asilo
del Nonno. Che venga garantito il
servizio Dialisi Turistica.
Che vengano passati al comune
i locali di proprietà Asl in via
Mazzini. A queste condizioni l’amministrazione dichiara che potrebbe non mettersi di traverso alle intenzioni dell’Asl di fare cassa con
gli edifici dell’attuale Rsa alassina.
MA QUANTO RENDE ALL’ASL2
L’OPERAZIONE ?
Notizie attendibili affermano
che per la vendita della Rsa di
Alassio con la Rsa di Varazze l’Asl
avanzerebbe richiesta di 10 milioni di euro, di cui 6 milioni dalla
nostra Rsa ed i restanti 4 milioni
dalla Rsa di Varazze.
al Presidente della Regione Liguria dr. Claudio Burlando
Potrete firmare la petizione (entro la fine di novembre)
presso la nostra sede
ORDINE DEL GIORNO
1) Relazione del Presidente;
2) Relazione finanziaria;
3) Varie ed eventuali.
Confidando nella massiccia partecipazione,
porgo i migliori saluti.
Il Presidente A.V.A.
Giovanni Giardini
Sono trascorsi pochi mesi da
quando ho consegnato come
Associazione Vecchia Alassio
ai soci fondatori un riconoscimento per i 50 anni della nostra
fondazione.
Antonio Carossino che ne era
stato con il Maestro Richero
l’ideatore ed il convinto promotore, per problemi fisici si è fatto rappresentare dall’amata nipote.
determinazione ed entusiasmo perché l’Associazione è
una cosa importante che noi
abbiamo creato ma che voi
dovrete portare avanti sempre migliorandola per voi
stessi, per Alassio e per gli
alassini”.
Desidero ricordare Antonio
Carossino ringraziandolo per
questa pillola di saggezza che
contiene tutto lo spirito della
Alcuni giorni dopo mi sono recato a trovarlo per un doveroso
omaggio personale.
Tunin mi ha ringraziato per la
visita e per l’omaggio particolarmente gradito, poi siamo rimasti a parlare come un figlio
con il proprio padre e quando
gli ho espresso le mie preoccupazioni di neo presidente per
tutta una serie di problematiche
esterne all’associazione, mi ha
detto una cosa che non dimenticherò “Tu ascolta tutti, senti
come è giusto le opinioni e le
critiche di chiunque, dopo di
che valuta e poi procedi per la
tua strada con convinzione
nostra Associazione, mentre
inevitabilmente il pensiero ci
conduce agli altri due soci fondatori Tomschi e Nello che con
lui ci hanno tragicamente lasciato proprio nel compimento
dei nostri cinquanta anni di fondazione e che ora sicuramente
da Lassù, tutti insieme, ci guarderanno e ci giudicheranno ma
ancor di più ci aiuteranno come
ci hanno aiutato quando erano
tra noi.
Il suo consiglio resterà come
monito per chiunque vivrà
nell’Associazione Vecchia Alassio.
GiGi AVA
a
INTERVISTA SUL CENTRO 4 Festa della Collina
Insieme lungo i nostri sentieri
DIALISI DI ALASSIO
Giovedì 15 dicembre 2011
alle ore 20.30 in prima convocazione e
alle ore 21.00 in seconda convocazione con il seguente
GiGi AVA
PETIZIONE POPOLARE
ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO
L’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI
IN CONCLUSIONE
Siamo certi che agli Alassini
questa operazione non possa far
in alcun modo piacere, trattandosi di un bene riveniente, se non
tutto in buona parte, da lasciti di
benemeriti cittadini; inoltre il
paese verrebbe a perdere un presidio ospedaliero che in ogni città
turistica che si rispetti ha una sua
importante valenza.
Non sarà certamente questo
nostro scritto a far recedere
l’ASL 2 dal suo orientamento,
ma pensiamo che comunque la
volontà dei cittadini possa ancora contare qualche cosa.
SALVIAMO ALMENO L’OSPEDALE DI ALBENGA
È da parecchio tempo ormai
che i più quotati quotidiani dedicano ampie pagine ai problemi
veramente grossi che la sanità li-
presso la Sede Sociale di Via XX Settembre 7, Alassio
è convocata
Tenuto conto che l’immobile
“Val d’Olivo” sviluppa una superficie utile di circa 4000 mq, ne
consegue che il valore a mq attribuito è di circa 1500 euro.
Facendo una considerazione
in termini di mercato immobiliare nel contesto della nostra realtà
cittadina, due domande sorgono
spontanee.
Ma cosa si sta vendendo?
Un immobile vincolato a destinazione d’uso sanitario, oppure
una struttura trasformabile con
cambio di destinazione da sanitaria a residenziale?
Chiunque comprende che la
differenza è sostanziale e se è vero che l’Asl ha bisogno di contante, perché svendere un tale immobile in quella posizione privilegiata, senza prima accertarne la
potenzialità urbanistica???
È un dubbio che fa pensare…
In ricordo del nostro socio
promotore e fondatore
Antonio Carossino “Tunin”
Concerto per
S. Ambrogio
Nell’ambito dei festeggiamenti in onore del santo patrono si segnala il concerto
ormai tradizionale del maestro prof. Roberto Maria
Cucinotta nella chiesa collegiata di S. Ambrogio, il 7 dicembre alle ore 21.00. I brani interpretati dall’artista
metteranno in evidenza le
capacità foniche dei due organi, quello sinfonico di
Gandolfo e quello eclettico
di Zanin.
gure, e in particolare quelli
dell’ASL n° 2 Savonese, sta attraversando. Sovente parole in libertà, ipotesi più che certezze,
tanta disinformazione legata ai
rumors e alle interpretazioni politiche dei vari schieramenti.
Per avere qualche certezza in
più, soprattutto ai problemi relativi ad Alassio, l’AVA ha deciso di
intervistare il suo socio Antonio
Tassara, veterano ormai della dialisi ed anche Delegato dell’ANED,
Associazione Nazionale Emodializzati, quindi la persona più vicina sia alla Dirigenza dell’Ospedale di Albenga, da cui il Centro
Dialisi di Alassio, dipende, sia alla Direzione Generale dell’ASL
Savonese. Lasciamo ai nostri lettori l’interpretazione delle risposte che Tassara ha rilasciato al
nostro intervistatore.
Corrisponde a verità che il
Centro Dialisi di Alassio, oggi
ospitato nella Villa Flora, accanto alla RSA del Valdolivo,
chiuderà presto la sua attività?
(continua a pagina 2)
Lo scorso 15 ottobre si è rinnovata la festa della collina organizzata dall’AVA con il gruppo
Alassio in cornice comprensivo
di tutte le associazioni ANA, CAI,
SOMS Moglio, SOAMS Solva,
ARES, BIKE.
L’itinerario prevedeva il raduno e la partenza dal piazzale della Madonna della Guardia: il percorso si sviluppava lungo un
sentiero recentemente ripulito
dal gruppo Bike e dagli Alpini
della Protezione civile di Brescia, che si innesta due tornanti
a valle del piazzale del Santuario
fronte mare e attraversa tutti i
terreni trasversalmente sino a
raggiungere località Vegliasco
dove “au Prau da Munega” era
stata approntata una ricca merenda.
(continua a pagina 7)
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Vecchia Alassio
invita tutti i Soci, le loro famiglie, tutti i lettori
e i loro amici alla tradizionale serata
“RITRUVAMMUSE INSEMME”
che si terrà nella ex “Chiesa anglicana”
Giovedì 22 dicembre 2011 alle ore 20,45
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
17:59
Pagina 2
2
«L’ALASSINO»
INTERVISTA SUL CENTRO DIALISI DI ALASSIO (segue dalla prima pagina)
Sì: queste sono almeno le disposizioni giunte dall’alto. Anche se
una data ufficiale non è ancora stata stabilita si parla di un trasferimento, in un futuro ormai prossimo, dei 18 pazienti attuali al Centro Dialisi dell’Ospedale ingauno.
Il Dott. Giancarlo Mancuso, responsabile del Centro, e il sig.
Pietro Gianeri, caposala, stanno
già preparando il piano di sgombero e i turni di Dialisi presso
l’Ospedale di Albenga.
La Villa Flora, insieme con la
RSA, dovrebbe essere posta in
vendita dall’ASL Savonese, che ne
è proprietaria da quando nella
metà degli anni novanta le era stata ceduta dal Comune di Alassio,
in cambio di altre proprietà.
Allora i dializzati del Centro di
Alassio si troveranno ad essere
penalizzati dal loro trasferimento ad Albenga?
A questa domanda devo diversificare la risposta, facendo anche
una dovuta premessa. Dei 18 pazienti attuali, 5 sono di Alassio,
uno di Andora, tutti gli altri di
Albenga o di paesi dell’entroterra
di Albenga o di città al suo Levante. Pertanto queste 12 persone saranno notevolmente avvantaggiate quanto a trasporto. Inoltre l’essere dializzato all’interno di una
struttura ospedaliera è una tutela
molto migliore per il paziente,
che, di fronte ad ogni evenienza
(problemi cardiaci, problemi di
ipertensione, problemi respiratori, ecc. ecc.) ha nell’ospedale
un’assistenza diretta e immediata.
Medici ed infermieri sarebbero
tutti concentrati all’interno del
Centro Dialisi dell’Ospedale con
una assistenza quindi migliore:
ogni giorno, dal lunedì al sabato,
ben tre medici sarebbero presenti
nel reparto, curando sia la dialisi,
sia l’ambulatorio di predialisi, sia
l’ambulatorio trapianti.
Ma allora il trasferimento ad
Albenga è visto in maniera positiva?
Sarei disonesto se la mia risposta fosse un deciso sì. Se ragiono
col cuore, a me dispiace lasciare
Alassio (dal balcone della sala
Dialisi vedo casa mia: mi sembra
quindi di fare la dialisi a domicilio!
Non sarà così ad Albenga). Inoltre
ad Albenga, per ospitare gli attuali 76 pazienti dializzati del Centro,
si è costretti a fare 3 turni, dalle 7
del mattino fino alle 22-23 della sera. Tante persone, e quindi le loro
famiglie, dovranno cambiare abitudini (levata al mattino, ora del
pranzo, ora della cena) e questo
comporterà un periodo di adattamento non facile (si tenga presente che parecchi dializzati sono anziani e imporre loro un cambio di
abitudini non sarà certamente facile). Nei tre turni ci saranno 15 pazienti al primo, 15 al secondo e 8 al
terzo: questo per lasciare alcuni
letti disponibili sia per le emergenze sia per eventuali Dialisi vacanze.
Ma secondo lei la città di
Alassio non risulta penalizzata
da tale trasferimento, che aggiunto alla chiusura della RSA, la
priva di due strutture sanitarie di
notevole importanza?
Sicuramente sì. Soprattutto se
si ragiona tenendo presente la vocazione turistica della città. Ogni
anno sono centinaia le richieste di
turisti di ogni parte d’Italia ed anche dall’estero, che fanno richiesta per un periodo di ferie nel nostro territorio (seconde case, alberghi) avendo l’opportunità di
essere assistiti, e questo su tutto
l’arco dell’anno e non soltanto nel
periodo estivo: solo alcune decine
possono essere accontentati e
queste grazie al sacrificio dei nostri medici e dei nostri infermieri
che si sobbarcano turni anche di
12 ore giornaliere. Molti politici, a
questo riguardo, parlano senza essere a conoscenza esatta dei problemi. Per fare la dialisi non basta
avere i locali, i letti bilancia e la
macchina! Occorrono medici nefrologi e infermieri professionali
altamente specializzati e questi attualmente la ASL non se li può permettere! Forse le istituzioni comunali, le associazioni di categoria
(albergatori, ristoratori, commercianti, bagni marini) avrebbero
dovuto affrontare un po’ più concretamente il problema. Se ad
Alassio il problema fosse stato recepito dai suddetti in tutta la sua
importanza e se essi fossero intervenuti offrendo all’ASL un sostegno economico, oggi non saremmo a questi punti. Ma sul latte versato…..
Lei pensa che questa situazione che si è venuta a creare sia solo passeggera e in un futuro prossimo le cose potranno ritornare
come prima?
Non ho la sfera di cristallo per
poter dare una risposta certa a
questa vostra domanda. Certo è
che, a mio avviso, vale l’antico detto che chi ha venduto ha perduto!
Voci non controllate sostengono
che il sindaco Avogadro abbia ottenuto dal Dott. Neirotti, Direttore
generale dell’ASL, e dall’Assessore
Regionale, Montaldo, la possibilità
di costruire a Costa Lupara un
qualcosa che possa parzialmente
sostituire sia la RSA, sia il Centro
Dialisi. Per ora sono solo parole: il
futuro ci dirà l’esatta verità!
Intervista rilasciata il 25 ottobre
2011.
N. d. R.
Al momento di andare in stampa apprendiamo che il trasferimento avverrà dal prossimo mese
di gennaio 2012.
L’ASSESSORE RINGRAZIA
Con questa breve nota intendo
ringraziare pubblicamente il gruppo di “Alassio in cornice”, in quanto ha compreso il periodo di crisi
finanziaria attraversata dal Comune di Alassio, venendo incontro alle esigenze della comunità.
Occorre precisare che questo
gruppo è formato dall’aggregazione di Associazioni già preesistenti
sul territorio, coordinate dall’Associazione Vecchia Alassio. Lo
scopo di tale unione è quello di far
scoprire agli Alassini ed ai turisti
le nostre bellezze, i panorami e anche la natura ferita, ma sempre viva, della nostra collina. In questa
prospettiva, sono state riaperte le
antiche mulattiere, un tempo usate dai nostri antenati per raggiungere le campagne: provvedendo
alla loro pulizia e manutenzione,
queste sono nuovamente agibili e
quindi, oggetto di turismo e luogo
di manifestazioni sportive.
La precedente Amministrazione aveva iniziato e non terminato
un progetto di segnaletica solo in
alcune zone della collina (precisamente fino alla Regione Palazzo),
incaricando una ditta del finalese.
I titolari della Ditta, vista la situazione ed usando il buon senso,
hanno contattato il gruppo di
“Alassio in Cornice” che, tramite i
Bikers Alassio, ha fornito le tracce
gps dei sentieri, e che, grazie
all’esperienza del CAI sez. di
Albenga, è riuscita a dare la giusta
titolazione, la corretta tempistica
di percorrenza. Infine il gruppo è
così riuscito a coordinare la posa
dei cartelli di indicazione.
Quando il Sindaco mi ha conferito l’incarico di Assessore alla
collina, il mio primo impegno è
stato quello di prendere visione
degli atti del progetto accantonato, ed ho provveduto, senza indugi, ad indire una riunione con i responsabili del Gruppo, spiegando
loro la situazione. Al fine di uscire
con urgenza dalle “sabbie mobili”,
nonostante le note difficoltà finanziarie attraversate da tutti i comuni in questo momento, ho ritenuto
necessario un intervento diretto
di “Alassio in cornice” che, con il
contributo dato in precedenza
dalla vecchia Amministrazione, a
breve acquisterà la segnaletica
mancante in modo da completare
le mulattiere delle zone ancora rimaste incompiute.
L’intervento di “Alassio in cornice” è stato determinante: ha
creato nuovi scenari turistici, mostrando alla cittadinanza ed
all’Amministrazione la propria
coesione e operatività.
In alcune zone di Alassio verranno inoltre posti dei tabelloni
già previsti nella precedente delibera con la piantina della Città dove saranno ben visibili tutte le
mulattiere segnate con le adeguate indicazioni.
Ora che la segnaletica sarà completata, questi tabelloni avranno
finalmente un senso.
Con immenso piacere posso dire di aver portato a termine un lavoro doveroso alla cittadinanza
ed incentivante a fini della promozione turistica.
Ribadisco pertanto pubblicamente il mio grazie, anche a nome
dell’Amministrazione Comunale,
ad ogni componente del gruppo
“Alassio in cornice”, formato da
Gruppo ARES, Gruppo BIKERS,
CAI sez. Albenga, Gruppo ALPINI
Alassio, SOAMS Solva (di cui sono
il rappresentante), SMS Moglio e
l’AVA coordinatrice del gruppo.
Assessore alla Collina
del Comune di Alassio
Nattero Giacomo
CINEFORUM AD ALASSIO
Perdurante la chiusura delle
due sale cinematografiche nella
nostra città, alcune Associazioni, tra cui il Cineclub di Alassio, hanno deciso di organizzare
un Cineforum presso l’Auditorium “Roberto Baldassarre” della Biblioteca Civica.
L’inizio dell’evento, molto atteso dalla cittadinanza alassina,
è già avvenuto lunedì 14 Novem-
bre alle ore 21,00 e si protrarrà
fino al 21 maggio 2012, sempre
di lunedì.
Il programma comprende 25
film elencati in un depliant distribuito un po’ dappertutto, anche in sede Vecchia Alassio. Le
opere sono di vario genere e di
grandi registi italiani e stranieri.
La programmazione ha lo scopo di aggregare i cinefili della
città. L’iniziativa vuole rispettare le regole canoniche del Cineforum, con la presentazione del
film tramite una scheda, la presentazione iniziale della pellicola, il dibattito finale.
Gli organizzatori sono certi
che l’ampia partecipazione darà
l’opportunità di trascorrere momenti di condivisione in un contesto soprattutto culturale.
Giovedì 17 Novembre 2011
LE TRE SCIMMIETTE
VEDO
SENTO
PARLO
Da una nostra concittadina riceviamo un caloroso appello a non disfarsi di vecchi libri e riviste gettandoli nei cassonetti di raccolta carta, bensì di portarli nel sottopassaggio della stazione, “GALLERIA
C. CHAPLIN”, a beneficio dell’AIRC, per la ricerca sul cancro.
Complimenti e un plauso all’amministrazione; non sappiamo se è stato colto un nostro suggerimento in merito alla pulizia periodica di via Neghelli, ma comunque ottimo il programma di lavaggio a giorni differenziati delle vie e marciapiedi della nostra cittadina…ci voleva
Ci viene segnalato che a seguito delle recenti piogge si è evidenziato in modo esagerato l’inconveniente creato dagli scarichi dei pluviali sui marciapiedi. Andrebbero incanalati per un deflusso nella rete di
smaltimento mentre in questo modo innondano il passaggio pedonale.
AVVISO
Il Distretto Socio sanitario
Albenganese, che comprende
diversi comuni tra cui il
Comune di Alassio, emana un
bando per l’erogazione di voucher a sostegno delle famiglie
che utilizzano servizi socio
educativi per la prima infanzia: Nidi d’infanzia e Centri
Bambini/e (Servizi integrativi
al Nido).
I fondi sono destinati alle famiglie residenti ad Alassio con
figli in età compresa tra i tre mesi ed i tre anni, con una certificazione I.S.E.E. inferiore a €
25.000,00. Possono usufruire
dei voucher anche le famiglie
con minori affidati, che sono
equiparate ai genitori naturali e
genitori stranieri residenti sul
territorio con i documenti in regola.
La cifra massima mensile che
potrà essere erogata sarà di €
250,00.
La domanda, corredata di certificazione I.S.E.E., copia di iscrizione ad un nido di infanzia e/o
centro bambini/e pubblico ai
quali per vari motivi non si è stati ammessi, l’attestazione di
iscrizione a servizi educativi
privati, i documenti relativi
all’attività lavorativa dei genitori, stato di famiglia, eventuale
certificazione di invalidità di
uno dei familiari deve essere
presentata presso:
Distretto Sociosanitario n°4
Albenganese
Casella Postale 141
Ufficio Postale di Albenga
Via dei Mille n°25
17031 Albenga
Ulteriori informazioni e la modulistica sono disponibili presso lo sportello integrato sociosanitario di Albenga, sito in via
Trieste 54, aperto il lunedì ed il
venerdì mattina dalle ore 11.00
alle ore 13.00 ed il martedì pomeriggio dalle ore 15.00 alle
17.00 oppure presso il Comune
di Alassio, Sportello di Cittadinanza, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle 12,30, il
martedì ed il giovedì dalle 15,30
alle 16,30.
Il Bando ed il modulo di domanda sono inoltre scaricabili
all’indirizzo internet:
http://www.comune.albenga.sv.i
t/upload/albenga_ecm8/bandi/B
ando_148_978.9p
http://www.comune.alassio.sv.it
Per presentare la domanda
c’è tempo fino al 23/11/2011.
L’Assessore alle Politiche Sociali
Dott.ssa Loretta Zavaroni
DISCARICA TRICOLORE?
L’immagine ci mostra il verde
della macchia mediterranea, il
bianco dei calcinacci ed il rosso
dei mattoni. A qualcuno potrebbe sembrare un monumento o
un modo particolare di celebrare la ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma
invece si tratta del comportamento di incivili che non meritano neppure di essere chiamati
Italiani. Purtroppo non c’è nulla
da festeggiare anzi da rammaricarsi perché si tratta della discarica abusiva di materiale edile, che alcune settimane or sono, è stata effettuata sulla strada
comunale di Costa Lupara e che
tutt’ora è presente. L’abbandono di tali rifiuti impedisce tra
l’altro di accedere al promontorio dal quale si gode una delle
splendide panoramiche che offre il nostro bellissimo golfo.
Speriamo che avvicinandosi la
conclusione dei festeggiamenti
qualcuno provveda a rimuovere
il tutto per non incentivare ulteriori depositi.….. perché allora
non ci sarebbe proprio più nulla
da celebrare!
Michele Manera
Associazione “U’Massatoiu”
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:00
Pagina 3
Giovedì 17 Novembre 2011
Barche, bagnanti, bagnini… racconti alassini…
Insomma: cose… così!
HANS
Diceva di chiamarsi Johann
van den Brink, detto Hans e, per
quanto ne so, poteva anche essere vero. Era un giovanottone di
oltre un metro e ottanta, più o
meno della mia età (indovinavo),
con un rado pizzo ricciuto e la
pelle color carruba. Di nazionalità olandese, era il mio primo
cliente di colore, per cui aveva
destato subito il mio interesse o
meglio la mia curiosità. Mi piaceva conversare con lui: era simpaticissimo, vivace, colto e parlava
un ottimo inglese. Forse era anche lui del Suriname, come i vari
Gullit e Rejkardt, ma a quei tempi
non erano ancora diventati di
moda i calciatori di colore, almeno qui da noi, per cui mi resterà
questo dubbio... Ma non importa!
Avevo, allora, una nutrita colonia di olandesi che popolava un
terzo della mia spiaggia per tre
settimane in luglio. Scendevano
in un albergo che non era quello
dove alloggiava Hans, ma lo adottarono subito perché, come ho
detto, era un ragazzo brillante e
divertente. Anzi: uno del gruppo
(baffi alla Groucho Marx ed enorme naso a becco) ne andava particolarmente orgoglioso ed un
giorno, come se parlasse di un
oggetto di sua proprietà, mi disse: «Ha visto che cosa abbiamo
noi in Olanda? E pensi che è anche ingegnere!»
Non sapevo che Hans fosse ingegnere, lui non me lo aveva detto ed io non glielo avevo mai chiesto... Cosa faceva per vivere non
era affare mio: mi bastava che pagasse il conto!
Di due cose il cliente baffuto si
vantava con me: del nero Hans, e
del numero che gli avevano tatuato sul braccio in campo di
concentramento; naturalmente
lo faceva in modo diverso quando si riferiva all’uno o all’altro,
ma di entrambi era ugualmente
fiero.
Un pomeriggio, durante il quale
faceva un caldo asfissiante, conversavo con Hans e, a turno, ci si
lamentava della temperatura.
«Ma» dicevo io «tu dovresti soffrire meno di me: voi ci siete più
abituati?»
Lui mi guardò con occhi sorridenti. Perché? chiese.
Farfugliai qualcosa… «Guarda»
disse lui «che sono nero, sì, ma
non africano. E poi, anche se fossi africano, soffrirei il caldo certo
più di voi bianchi!»
«Come più di noi bianchi» ribattei: «gli africani vivono in posti caldissimi e si abituano certo
a temperature più elevate di
quelle italiane…»
«Intanto» mi spiegò Hans «non
tutta l’Africa è così calda come
pensi tu: in alcuni posti il clima è
quasi uguale al vostro; e poi» continuò «anche in Italia ci sono località con temperature estive elevatissime: guarda la Sicilia, per
esempio».
Dovetti convenire che aveva
ragione.
«E alcune nazioni europee» riprese «raggiungono punte di caldo forse superiori all’Africa: la
Grecia insegna... e lì vivono uomini bianchi».
Cominciavo a sentirmi un po’
seccato e un po’ in imbarazzo;
ma lui continuava, imperterrito:
«E, se ci pensi bene, il colore della pelle non aiuta certamente i neri: il nero attira il sole, mentre il
bianco lo respinge!»
Forse si accorse del mio leggero risentimento, perché, sorridendo, concluse: «Dunque, come
vedi, è appurato che io posso lamentarmi del caldo almeno
quanto te!»
La lezione era finita; Hans era
riuscito, parlando solo del caldo,
ad abbattere un sacco di preconcetti ed anche qualche piccolo
pregiudizio.
Come ho detto, Hans era un ragazzo brillante, ed alloggiava in
un albergo che mi era di strada
quando mi recavo al lavoro. Più
di una volta l’avevo visto rientrare al mattino poco dopo le cinque
perché, a quei tempi, i bagnini si
recavano molto presto alla spiaggia: a parte il lavoro che avevano
da sbrigare, c’era sempre qualche fanatico del bagno ante-colazione e noi, con il miraggio di una
buona mancia (visto che i soldi
scarseggiavano un tantino!) an-
3
«L'ALASSINO»
davamo ad aprigli le cabine e l’acqua della doccia. Quindi, di quando in quando passando in bicicletta, incrociavo lui che rientrava, e ci salutavamo con un cenno
della mano.
Non so quali locali e quali compagnie frequentasse. Anch’io
avevo i miei giri, ma, strano a dirsi, non ci eravamo mai incontrati.
Mi accorsi, più di una volta,
che anche lui aveva la sua buona
dose di preconcetti e, forse, una
leggera patina di razzismo. Per
esempio, non poteva soffrire gli
svizzeri; forse era a causa di qualche negativa esperienza personale, forse per quei preconcetti
dei quali ho detto (che non saprei su cosa potevano essere basati), ma quando parlava di loro
si alterava sempre un po’.
Hanno un modo di dirti: «ich
bin Schweizer!», sosteneva che
sottintende: «io sono il più bello,
il più intelligente, il più nobile!»
Ricordo un episodio che può
essere portato ad esempio classico di questa sua fobia: avevo in
quei giorni un cliente di quella
nazionalità da Hans cosi vituperata; era un omino gentile, schivo
e quieto, che passava buona parte dei suoi pomeriggi a passeggiare tranquillamente immerso
in mare fino alle ginocchia, percorrendo la lunghezza dello stabilimento, avanti e indietro, finché non si sentiva rinfrescato o
ritemprato abbastanza. Quel
giorno, lo vidi presentarsi di corsa (fatto questo di per sé sufficientemente allarmante!) ed affannato per spiegarmi, con parole mozze, che: «...un ragazzo...
con una maschera col tubo rosso
e le pinne... si è tuffato là (indicava) e non l’ho più visto uscire!»
Il mare era in completa bonaccia, ma ciò nonostante dopo cinque minuti era coperto di mosconi di salvataggio che perlustravano la zona in un’affannosa
ricerca che, dopo una buona
mezz’ora, non aveva dato alcun
frutto...
Con il cuore stretto d’ansia, io
(accompagnato da Hans che si
era offerto di aiutarmi) tornai a
terra per farmi ripetere i fatti. Il
buon omino, mi ripeté che: «...
era un ragazzo con i capelli riccioli, intorno ai quindici-sedici
anni... indossava una maschera
con il tubo rosso e le pinne, nere... si è tuffato là (e indicava un
punto davanti a sé) e non l’ho più
visto uscire!»
Accanto a noi, con le braccia
conserte, con i riccioli bagnati ed
in mano la maschera con il tubo
rosso, le pinne nere ancora ai
piedi, il figlio quindicenne dell’albergatore ascoltava, interessato,
la propria descrizione! Anche lui,
diligentemente, ci aveva aiutati
per più di mezz’ora nella ricerca
di se stesso!
Il senso di sollievo fu talmente
grande che resta difficile da dire:
mi sentii liberato da un peso, come se si fosse dissolto il senso di
impotenza che fino a quel momento mi era pesato sul cuore.
Colui che aveva dato l’allarme,
dopo aver anch’egli riconosciuto
il ragazzo, tentava di spiegare,
imbarazzato ed avvilito, che il
giovane doveva essergli riemerso alle spalle, cosa della quale lui
non si era reso conto: di qui tutto
il suo inutile spavento.
«Scusate, scusate!...» ripeteva.
E mentre io cercavo di consolarlo dicendogli che era sempre meglio un falso allarme anziché un
mancato allarme, udii alle mie
spalle la voce di Hans: «Svizzeri!»
Non mi sono mai neppure provato a fargli cambiare opinione.
Eppure qualche bravo svizzero
l’ho conosciuto!
Hans mi aveva prenotato (e pagato) il posto per un paio di settimane; allo scadere della seconda, mi confermò per una terza
dandomi un piccolo acconto.
«Ho dimenticato i soldi in albergo» mi disse: «comunque domani o dopodomani vado a cambiare i travellers-cheques e ti pago».
Poi, fissandomi negli occhi,
chiese: «Ti fidi?» Come avrei potuto dirgli che non mi fidavo?
Passarono così un paio di giorni. Il terzo giorno, Hans si presentò in spiaggia armato di valigia e ombrello; appese l’ombrello
a uno degli attaccapanni della cabina dove si spogliava e vi depositò la valigia. Accorgendosi che
lo guardavo incuriosito, mi spiegò: «Oggi devo andare a pranzo
con degli amici che ho incontrato, e siccome non voglio perdere
troppa spiaggia, invece di andare
in albergo a cambiarmi, lo faccio
qui per guadagnare tempo».
Era una spiegazione che aveva
una sua logica, anche se stramba,
ma visto chi me la forniva, la presi per buona. Cominciai a crederci un po’ di più verso mezzogiorno, quando lo vidi allontanarsi
vestito di tutto punto, ma lasciando in cabina l’ombrello e le
altre cose. Poi mi rassicurai definitivamente quando lo vidi tornare verso le due e mezza per rispogliarsi ed andare a occupare
la sua sdraio: non che mi dovesse moltissimo ma, come ho detto, a quei tempi davamo al denaro maggior importanza: quello
che circolava aveva valore reale!
Comunque sia, dopo un paio di
altri giorni che si cambiava in cabina e andava “a pranzo con degli amici” senza liquidarmi quanto mi doveva, inforcai la bicicletta e mi recai a parlare con il proprietario dell’albergo dove era alloggiato.
«Hans?» mi disse questi dopo
che gli ebbi prospettato i fatti:
«Non c’è problema! Ha ancora
tutti i suoi travelle-cheques depositati qui da me in cassaforte.
Anzi: siccome deve ancora pagare anche me, ha detto che domattina li ritira e nel pomeriggio
va a cambiarli in un’agenzia che
glieli sconta bene...»
Io non mi intendo molto di travellers-cheques, ed all’epoca me
ne intendevo ancor meno; se si
potessero cambiare altrove che
in banca non lo sapevo e non lo
so tuttora, ma se andava bene
per l’albergatore...
«Anzi» continuava lui: «non è
che mi debba molto: solo la camera dell’ultima settimana, perché da qualche giorno prende i
pasti fuori...» Il giorno dopo, Hans
si presentò fornito di ombrello,
ma senza la valigia.
«Oggi» mi spiegò «pranzo in albergo: i miei amici sono partiti.
Domani sera vado via anch’io, così questo pomeriggio vado a cambiare per venire a pagarti, domattina».
Quando, intorno alla mezza,
uscì dalla sua cabina in pantaloni
e maglietta, lo stavo tenendo discretamente d’occhio e vidi, dalla porta semiaperta, che lasciava
lì la borsa e l’ombrello, per cui mi
tranquillizzai. Ma all’ora di chiusura, non vedendolo ancora tornare mi sentii un po’ meno tranquillo. Ho già spiegato che il suo
albergo mi era di strada e tornando verso casa mi fermai a
chiedere nuovamente di lui.
«La sua roba è ancora tutta in
camera» mi disse l’albergatore,
ma questa volta era sfumatamente inquieto. Capii perché, quando
aggiunse: «Non è gran ché, come
bagaglio...» e poi, quasi a rassicurarsi da solo: «comunque ho i
documenti!»
Quella sera feci il giro di tutti i
locali, anche quelli che di norma
non frequentavo, ma non vidi
Hans.
Lo vidi, invece, la mattina dopo
intorno alle cinque e mezza, mentre transitavo in bicicletta davanti all’albergo, per recarmi al lavoro: stava uscendo in mezzo a due
agenti di Pubblica Sicurezza (allora non si chiamava ancora
Polizia di Stato) che lo fecero salire su di una vettura in attesa,
poi si allontanarono...
Non ebbi il coraggio di entrare
e chiedere cosa era accaduto e
non lo chiesi mai in seguito, così,
ancora oggi, non lo so.
La borsa e l’ombrello di
Johann van den Brink rimasero
in cabina fin quando, a fine stagione, li tolsi di là e li buttai in un
contenitore dei rifiuti, senza
guardare cosa contenessero.
Non so che fine abbia fatto lui:
spero che il suo non sia stato un
reato grave, che se la sia cavata
bene: mi era simpatico.
Ancora oggi, dopo tanto tempo, buona fortuna Johann van
den Brink, detto Hans.
Antonio Boscione
CRONACA DI ANDATE
MESE DI NOVEMBRE 2011
Tsun-ami o non tsun-ami?
La terribile notizia del violento temporale abbattutosi sulle
coste di Levante della Liguria e a
Genova, con frane, alluvioni, e
danni dolorosi a persone e cose
è giunta anche ad Andate provocando nella popolazione sentimenti di pena e solidarietà per le
popolazioni delle zone colpite.
Però, apprendendo che, dalle
prime indagini risulterebbe che
il disastro è stato facilitato dalla
scarsa cura delle colline e dalla
cementificazione selvaggia, un
senso profondo di tranquillità
ha pervaso il cuore degli abitanti di Andate. Infatti gli amministratori del loro governo locale
precedente li hanno assicurati
per anni che la collina di Andate
è perfettamente mantenuta nel
verde originale, con i muretti a
secco curati quotidianamente,
e, soprattutto, senza che un solo
quintale di cemento armato sia
stato versato per rovinare o turbare il panorama di uno dei luoghi più incantevoli d’Italia.
Però... c’è sempre un però.
Qualcuno ha cominciato a riflettere che dalla collina scendono
verso il lago sei o sette torrenti,
quasi sempre a livello di ruscelli
o rigagnoli, ma che potrebbero
diventare molto pericolosi, se,
come nelle Cinque Terre, cadessero dal cielo cinquanta centimetri di acqua in poche ore.
Anche perché questi torrenti,
nel tratto cittadino, non scorrono mai a cielo aperto, ma passano sotto non solo alla linea ferroviaria ma, spesso, direttamente alle abitazioni e alle strade, e
sgorgano in mare quasi sempre
intubati in manufatti adatti a
scaricare la cloaca. Il tutto, ovviamente alla faccia di sette o ottocento leggi dello stato, non ultima quella famosa dell’onorevole Merli. E allora gli amministratori in carica hanno deciso
di prendere provvedimenti drastici ed efficienti per tutelare la
popolazione andatina, perché è
meglio prevenire che curare, ed
è più piacevole avere trenta
giorni di sole che tre giorni di alluvione.
Perciò per tutti gli abitanti nei
dintorni o sopra i torrenti verranno organizzati corsi intensivi
di nuoto, obbligatori per qualsiasi età. Verranno poi distribuiti modernissimi salvagenti autogonfiabili, che devono essere indossati costantemente giorno e
notte (quando si è in casa): pesano pochissimo, non più di una
normale camicia, e si attivano e
autogonfiano in presenza di
umidità rilevante. E pazienza se,
negli esperimenti, a qualcuno si
è gonfiato improvvisamente il
salvagente mentre si lavava la
faccia. È meglio essere gonfi di
vergogna che d’acqua scesa dal
cielo. I bambini inferiori a tre anni dovranno dormire in speciali
culle di gomma a forma di canotto. Tali culle verranno fornite di latte e di omogeneizzati per
tre giorni, oltre ad un chip individuabile da un apposito satellite. Ma i nuovi amministratori comunali, per non sapere né leggere né scrivere, come si dice da
queste parti, hanno voluto monitorare la collina per constatare se tutto è a posto, verde pub-
blico e privato compreso, muretti a secco e a bagnato, e assenza di cemento armato. Ed
hanno visto che, in linea generale, tutto è a posto in grande maggioranza. C’è solo una piccola
percentuale di edifici collinari,
solo cinquemila sui duecentocinquantamila recentemente
costruiti, quindi poca roba, che
sono edificati in zone pericolose
o sono essi stessi fonte di pericoli. Subito si è pensato di demolirli immediatamente, meno,
è ovvio, quelli costruiti nella zona collinare denominata, da secoli “La frana”; perché se un costruttore sceglie una zona di tal
nome per edificare, è chiaro che
sa cosa fa e va rispettato. Poi,
dopo lunghe e approfondite discussioni, stante la situazione
economica del Comune di
Andate, che non è migliore di
quella nazionale, anzi è peggiore
perché il Municipio non può
emettere neppure BTP al venti
per cento, interessanti sul mercato, è stata presa una deliberazione drastica ma risolutiva. Il
Comune si affiderà alla protezione del cielo facendo organizzare
alcune novene di preghiera a
Santa Reparata, affinché, in prima istanza non piova più con
violenza, e come seconda richiesta che piova in un altro comune, lontano da Andate.
Così, risolti magistralmente
tutti i problemi, ad Andate ci
prepariamo ad affrontare un altro tranquillo, pacifico, sonnolento, periodo invernale.
Luca Caravella
CONCERTO DI GIOVANI MUSICISTI
In occasione della 3ª Giornata Nazionale dell’A.V.O.
L’A.V.O. (Associazione Volontari Ospedalieri), benemerito sodalizio che assiste i degenti negli
ospedali, in collaborazione con
l’Assessorato all’Associazionismo e Volontariato del Comune
di Alassio, ha organizzato il 22 ottobre scorso un concerto di giovani musicisti nell’ex Chiesa anglicana.
La serata è iniziata con un breve saluto della Presidente locale
dell’A.V.O. Signora Aureliana
Leppori. Tre gli strumenti ascoltati nel concerto: Chitarra, Piano-
forte e Voci bianche.
La Maestra di Chitarra Lavinia
Carbone, ben conosciuta dai lettori de “L’Alassino”, ha proposto
quattro allievi: Andrea Maurizio,
Mirko Guerra, Federica Manca e
Francesco Pisano; cinque gli allievi pianisti del Maestro Alessandro Torregrossa: Riccardo Minucci, Davide Ripamonti, Luigi
Basso, Sara Cesana e Alessandro
Villa; Anita Frumento ha diretto il
Coro di Voci Bianche “Città di
Loano”.
Tutti hanno dimostrato una
singolare bravura esecutiva, nonostante l’età, i più grandicelli
eseguendo brani abbastanza impegnativi. Il Coro Città di Loano
ha iniziato il concerto e lo ha concluso col “Canto degli italiani”
(Inno di Mameli) particolarmente
apprezzato.
Era presente l’Assessore all’Associazionismo e Volontariato
dottoressa Loretta Zavaroni.
Meritati applausi per tutti dal numeroso pubblico.
Carlo Bertolino
COMUNE DI ALASSIO
Servizio 1.4 - Protezione Civile - Tutela del territorio
OGGETTO: stato di consistenza
di un muro di sostegno in
Comune di Alassio, strada provinciale per Moglio
Nell’anno 2008, in ottemperanza a specifica ordinanza sindacale, le SS.LL. hanno realizzato appositi lavori di consolidamento
strutturale dell’opera di cui in oggetto.
Odiernamente comunque, corre l’obbligo da parte di questo ufficio segnalare, anche all’Ente
proprietario della strada, il notevole spanciamento del muro di
sostegno, come si evince dall’allegata documentazione fotografica. In effetti le opere a suo tempo
realizzate, se possono avere contribuito a garantire la stabilità
strutturale dell’elemento di sostegno, non hanno ridotto minimamente il disassamento dall’asse verticale. Ne consegue che la
larghezza della carreggiata stradale viene notevolmente ridotta
dal cedimento in parola, oltretutto in prossimità di un lungo tratto
curvilineo dove la visibilità è già
di per sé assai ridotta per conformazione naturale dei luoghi.
La strettoia così originata, come sopra sommariamente descritta, costituisce un indubbio
pericolo per l’incolumità degli
utenti della strada. Le SS.LL. quindi, sono invitate a realizzare ogni
accorgimento idoneo ed opportuno, di concerto con la Provincia di Savona, atto ad eliminare la
criticità sopra evidenziata.
La presente viene redatta altresì ai sensi dell’art. 1172 del C.C.,
specificando che lo scrivente
Ente locale si ritiene manlevato
da eventuali danni a cose e/o per-
sone dovessero derivare da
quanto sopra indicato.
A disposizione per ogni ulteriore necessità, con l’occasione si
porgono distinti saluti.
Il Consigliere delegato
alla Protezione Civile
(Dr. Alessandro SCARPATI)
Il Dirigente
(Dr. Demetrio VALDISERRA)
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:00
Pagina 4
4
«L’ALASSINO»
Lettere del pubblico
L’ordinanza infernale
Inizio modificando una celebre
frase: “Perdete ogni speranza oh
voi che non potete entrare!!!” Sono
una persona disabile al cento per
cento da 23 anni. La mia patologia
consente una autonomia motoria
di 100 / 150 metri, per cui necessito di una macchina per ogni spostamento.
care, in una giornata così particolare, alla tomba dei miei cari solo
perché non in grado di camminare.
I disabili trattati come appestati,
il signor Sindaco ci impone a tavolino orari ben precisi.
Siamo cittadini normali quando
dobbiamo pagare le tasse, i nostri
quattrini fanno cumulo per offrire
L’ingresso al cimitero di Alassio regolato dalla sbarra.
Oggi 2 Novembre, commemorazione dei Defunti, alle ore 10,45 mi
sono recata al cimitero, avendo cura di esporre in modo ben visibile
il contrassegno invalidi. Con grande stupore mi sono vista negare
l’accesso dal custode di turno, alle
mie rimostranze è stato risposto
che un’ordinanza del sindaco lo
vietava e che i disabili in macchina
sarebbero potuti entrare dalle ore
16,30 alle 17,30.
Non posso descrivere l’umiliazione provata per non potermi re-
pochi servizi alla comunità e molti
privilegi alla classe politica.
Ringrazio la redazione per avermi permesso di raccontare la triste
giornata di una persona disabile
discriminata dalle istituzioni che
maggiormente dovrebbero tutelarla.
A tutti i concittadini auguro ogni
bene, ne avremo bisogno in futuro.
02/11/2011
Quale futuro?
Illustrissimo Signor sindaco:
Sono un vecchio cameriere in
pensione ormai da due anni, mi
chiamo Catozzi Gianfranco, sono
nato 63 anni fa in provincia di
Ferrara; dicevo: sono in pensione e
quindi non dovrebbe importarmi
più di tanto l’andamento turistico
di Alassio, tanto più che io abito ad
Andora...
Ma mi stanno a cuore i nostri figli
che tutti gli anni la scuola alberghiera sforna: futuri camerieri, cuochi etc.etc. dove andranno a lavorare?
Se tutti gli anni il turista ad
Alassio è sempre più assente e fuggente?
Perché lei signor Sindaco non si
fa promotore di una invitante iniziativa!
Proprio lei di fronte ai giornali-
riceviamo e pubblichiamo
(le lettere anonime non vengono pubblicate)
Studio & cultura
Una volta si diceva: “Non scholae sed vitae discimus” cioè: “Non
studiamo per la scuola, ma per la
vita” e significava che l’importante era imparare per prepararsi ad
affrontare i casi della vita e non
solo per superare l’esame all’anno successivo! C’è una poesia del
“Clasio”, poeta del fine 1700 Luigi
Fiacchi (la trovate su internet) intitolata “I due susini” che tutti dovrebbero conoscere e meditare;
cito soltanto alcuni versi per
stuzzicare la vostra curiosità e
spingervi così a consultarla:
“Potea non volle, or che vorria
non puote” e ancora “Solo i frutti
cangiar, cangiar le fronde, nella
prima si può età felice, or quest’etade è trapassata ormai, tu
sempre rozzo e vile resterai”.
Infatti tanta saggezza che si
perde non studiando da giovani,
da vecchi o maturi si rimpiange.
Purtroppo oggi lo studio del classici latini è caduto in disuso, il latino è considerato lingua morta...
che guaio!!!
Mi frulla in testa una citazione
che vi voglio riportare: “Festinanti sempre locupletior obstat”
che tradotta letteralmente dice:
“A chi corre sta sempre avanti il
sti non dà la prima pennellata di
bianco su quelle detestabili strisce blu che deturpano e soprattutto allontanano il turista da
Alassio? Lo so, entreranno meno
soldi nelle casse del comune ma
Santo Dio rimetta i vigili sulle strade, dove regna l’anarchia più assoluta (e con le multe rientreranno anche dei soldi).
Certo non mi permetto di insegnarle il mestiere (sarei l’ultima
persona a poterlo fare) ma ne converrà che il turista ci porta da vivere e, quindi, va rispettato e non
sfruttato.
Grazie per avermi concesso un
po’ del suo tempo spero di non
averla fatta arrabbiare.
Con il dovuto rispetto
più veloce”, cioè in italiano corrente: “Per quanto tu voglia essere il primo di tutti in tutte le cose,
troverai sempre uno più rapido
di te che ti precederà al traguardo”.
Cosa ne consegue? Che nella vita qualunque cosa tu faccia o
qualunque méta tu ti prefigga, devi affrontarla con il tuo passo,
tranquillamente senza affrettarti,
con umiltà e dedizione. Devi desiderare sì di migliorare il tuo risultato, ma dosando le tue forze,
senza esaltarti o insuperbirti, riconoscendo i tuoi limiti e non
adombrarti se altri per merito o
fortuna ti precederanno nel successo all’arrivo.
Chi invece non vuole accettare
o seguire questa massima-consiglio che Orazio ci ha lasciato oltre
2000 anni or sono, si predisporrà
all’ansia, alla gelosia che rode
l’anima, alla continua insoddisfazione egoistica di sé; tutti tarli
che rovinano la salute mentale,
spirituale e fisica, che distruggono la serenità della vita.
28/10/11
Silvio Viglietti
Un meraviglioso mattino
di aprile
Alla redazione dell’Alassino.
Isa Signorini Fabotti
Giovedì 17 Novembre 2011
Mi permetto di mandarvi il racconto di un giorno per me veramente speciale:
“Un giorno da non dimenticare”
Siamo giornalmente tartassati
da immagini tremende che ci trasmette la televisione e che ci feriscono il cuore e l’anima. Ragazzi
giovanissimi belli e sani, con gli
occhi iniettati di sangue e di odio
che, nonostante il periodo difficile che stiamo attraversando, ci
lasciano una tristezza e un dolore non facile da capire.
Mare
un manto leggero
ti copre d’argento
al passare del vento
nuove luci appaiono
silenziosa l’isola
troneggia sull’acqua
lo sguardo si perde
nell’infinita tua bellezza
per godere ancora
la magia del tuo golfo
sto sognando
una splendida realtà.
Luisa Martino
Nel 1585, seguendo le prescrizioni del Concilio di Trento da
poco terminato, viene inviato
dalla Santa sede presso la diocesi di Albenga il vescovo Nicolò
Mascardi col compito di tracciare un quadro dettagliato dello
stato delle chiese. Purtroppo
nella vastissima documentazione manca proprio quella su
Alassio; ma sono presenti, comunque, i suoi decreti, gli ordini
emanati nel 1586 per rendere più
dignitoso ogni edificio sacro. A
proposito di S. Ambrogio, il delegato apostolico prescrive che
siano aperte tre porte in corrispondenza delle tre navate e che
quella centrale debba essere più
ampia e più elaborata. Verso la fine del Cinquecento, quindi, S.
Ambrogio aveva una sola entrata, quella dall’attuale via Mazzini
(Aurelia), che immetteva anche
direttamente al cimitero più importante, situato in piazza Don
Francesco Della Valle. Analizzando i testamenti del Quattrocento e del Cinquecento, si nota
che alcuni Alassini desiderano
essere sepolti in uno dei “cimiteri” di S. Ambrogio. Il secondo sepolcreto, allora, era situato sul
lato della chiesa dove ora svettano le magnolie e dove in quel periodo non esistevano aperture.
le ad un pittore di fine Seicento.
Ma, in apparenza, con questa datazione contrastano due testimonianze importanti: il decreto
sempre di Mascardi e alcuni documenti archivistici.
Il vescovo prescrive che la volta della chiesa sia decorata da
un’immagine di S. Ambrogio di
proporzioni adeguate. Il 3 luglio
del 1604 si prendono accordi in
Genova col pittore Bartolomeo
Il selciato di Sant’Ambrogio.
Gianfranco Catozzi
mo mai di amare.
Col passare dei giorni la spiaggia si spopolava, il vento leggero
ci dava le sue carezze, il castelletto arrivava all’improvviso a ridonarci i ricordi dei tempi passati
quando Alassio era un vero incanto.
I pesciolini che si facevano vedere a gruppi attraversi l’acqua
così pulita e tersa da donarci piaceri nuovi.
Diceva il poeta
“Alassiu ti sei bella
bei, lu u to ma’ “ ”
sei sempre bella, con il golfo che
ci accoglie, ci protegge e ci da sensazioni stupende quando il nostro
sguardo ti abbraccia tutto, ci accorgiamo di averti sempre amata
tanto e di essere orgogliosi quando possiamo dire “sono alassina”
Sant’Ambrogio nei documenti:
selciato e quadro
provviso suonare delle campane, un suono forte, potente, ma
festoso. In quel momento tornò
suor Anacleta in lacrime, non capivo il perché, ero confusa, mi
prese in braccio e portandomi
dalla finestra disse: “Facciamoci
il segno della Croce e ringraziamo il Signore perché oggi è finita
la guerra”.
Sentii nel cuore un’emozione
intensa ed un grande sollievo
per tutte le paure che avevo
sempre provato. Nella mia ingenuità bambina dissi: “Non più
bombe, non più mitragliatrici né
bengala” già perché li vedevo
dalla finestra chiedendomi cosa
Un bellissimo settembre
Ci accoglieva ogni mattina la
piccola spiaggia libera dietro la
chiesa di Sant’Anna, ed ogni mattina la vita ci regalava ore felici.
Subito un bagno di sole la carezza
lieve della brezza marina, e poi
tutte assieme a tuffarci fra le braccia del mare che ci invitava e tratteneva nel suo splendido azzurro.
Eravamo in tante , Luciana,
Loredana Pina, Anna, Graziella ed
io, ma durante lo scorrere del tempo arrivavano sempre nuove amiche a salutarci e che invitavamo a
rimanere con noi.
Felici e libere in quel mare che
abbiamo amato già da bambine,
cominciavamo a contarcele tutte,
barzellette, poesie; a tratti si levavano canti al cielo per ringraziare
di averci fatto nascere e vivere in
uno stupendo paese che non finia-
In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome
(leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione.
Questo mi fa tornare con la
mente a un giorno di tanti anni
fa. Era il 25 aprile del 1945. Io
avevo nove anni e quel mattino
mi trovavo seduta davanti a un
pianoforte nell’istituto San Francesco di Alassio. La mia insegnante era suor Anacleta, una
persona dolcissima alla quale
ero molto affezionata, un fisico
rotondetto, anziché camminare,
trottorellava e anche per questo
provavo una tenerezza infinita.
Mentre mi esercitavo, la suora si
era momentaneamente allontanata; ad un certo punto feci un
soprassalto causato dall’im-
fossero. Suor Anacleta mi rispose: “Mai, mai più!!”.
Fu un momento felice e indimenticabile. Ancora adesso,
quando mi trovo nella stazione di
Alassio, alzo gli occhi verso quella finestra dove suor Anacleta
pregava e auspicava un mondo
senza guerre, odio e terrore.
Quanti bimbi nel mondo vorrebbero provare quello che provai io in quel meraviglioso mattino di Aprile. Preghiamo perché
questo possa avverarsi.
Luisa Cassani Nattero
in Rossi
Solo alla fine del Cinquecento
o nei primi anni del Seicento vengono eseguiti gli ordini di
Mascardi e costruite le tre entrate. Da quel momento cessa di esistere il cimitero rivolto verso
l’attuale piazza S. Ambrogio e si
crea nel 1638 il bel ciottolato a
rissêu, recentemente rimesso a
nuovo. Nasce, tuttavia, una difficoltà. Sul portale maggiore è ben
visibile una data: 1511. È logico
pensare che al termine della ristrutturazione della chiesa, avvenuta nella seconda metà del
Quattrocento, il portale artistico
ornasse l’entrata di via Mazzini e
che sia stato spostato dopo la
creazione delle nuove aperture
nella posizione attuale. I passaggi da un luogo all’altro di manufatti artistici, allo scopo di ornare un edificio importante o di liberarsi di elementi non più necessari, è un’operazione comune a tutte le epoche.
Nell’abside della chiesa di S.
Ambrogio domina maestosa
l’immagine del nostro santo patrono. Il fedele che entra dal portale maggiore si trova immediatamente di fronte a questo gigante di santità, rappresentato seduto su un trono, che reca nelle
mani il flagello, usato contro gli
ariani, e il pastorale segno della
dignità vescovile. Secondo i critici d’arte questa immagine risa-
Rovere del fu Giorgio che promette di presentarsi il giorno seguente ad Alassio e di andare
dai massari Nicolosio Scofferi,
Andrea Freghetti e Stefano Bonorino per concordare la creazione di una pittura nella chiesa
di S. Ambrogio, sulla volta, secondo il decreto di Mascardi: la
figura di S. Ambrogio sia centrale e dominante nel dipinto, che
può avere le proporzioni definite dallo stesso pittore. Il disegno complessivo deve rispondere ai desideri dei suddetti
Nocolosio e soci. Il compenso è
stabilito in complessive Lire 80.
Il pittore riceve subito L. 40; il
resto a lavoro ultimato. Il 23 luglio, dopo soli venti giorni,
l’opera è pronta, come attesta
l’atto conclusivo in cui il massaro Stefano Bonorino versa a
Bartolomeo Rovere le restanti
Lire 40.
Questa è la documentazione.
Gli esperti sostengono, come si è
detto, che il S. Ambrogio che vediamo dominare in coro, pieno
di dignità e di zelo pastorale, è
opera di un artista di fine Seicento; ma recenti restauri del quadro hanno fatto intravvedere al
di sotto dell’attuale un dipinto
più antico. Forse è quello di
Bartolomeo Rovere.
Giovanni Puerari
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:01
Pagina 5
Giovedì 17 Novembre 2011
5
«L'ALASSINO»
Calamità naturali? Rubrichetta mensile - Un ricordo per...
“Poca osservazione e molto
ragionamento conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono
alla verità”.
Cari amministratori, parto
dalle parole di A. Carrel, riprese
da Don Luigi Giussani ne “Il senso religioso”, per darvi un umile consiglio, rispetto ad un problema di gestione del nostro
territorio, segnatamente alla
piana di Albenga.
Sono di povere origini contadine, ma grazie a ciò e all’educazione cristiana ricevuta non
riesco a non partire dalla
realtà (che ci circonda!) per
dare un giudizio su tutto. In
questo caso trattasi della a dir
poco incosciente politica di
governo delle acque a cominciare dalla pulizia dei canali di
scolo, dei vari ruscelli più o
meno piccoli, delle cunette,
dei tombini... etc, per finire alla pulizia dei fiumi (vedasi
Arroscia, Centa, Neva,... ).
Basta fare un giro nel nostro
territorio, tenendo gli occhi
ben aperti, per rendersi conto
di quanto dico. Le responsabilità sono di tutti, dal cittadino eo contadino che non pulisce i
canali, i tombini e le cunette private, fino alla Pubblica Amministrazione che ha abolito, molti anni fa, i cantonieri (facendo i
conti oggi, dei danni derivati
dall’assenza dei cantonieri,
probabilmente si scoprirebbe
che i costi hanno superato di
gran lunga il risparmio!) e che
non si cura della pulizia dei torrenti e dei fiumi.
E non mi si dica che la colpa
dei disastri idrogeologici è dovuta all’abbandono della montagna o dei cambiamenti climatici (è vero solo in parte!).
Ben più grave, a mio parere, è
la responsabilità di certa politica, che pur di accattivarsi il
consenso di pseudo-ambientalisti (e dei loro amici votanti!)
ha avvallato certe tesi di non
pulizia dei fiumi. La scusa è che
la vegetazione all’interno dei
greti è spontanea e quindi non
va toccata e la cosa più assurda
è che si è arrivati a sostenere
che togliere la ghiaia dai fiumi
equivale a depauperare il territorio, considerandolo alla stregua di un furto.
Parlo ancora nei panni di ligure, amante del proprio territorio. I miei vecchi mi hanno insegnato, che la cura della terra
parte dalla pulizia (iniziando
dalla montagna!) dei sentieri,
degli scoli, delle cunette, fino ai
fiumi. Molti anni fa era normale
fare tutto ciò. Nell’entroterra
c’erano le così dette “giornate
comandate” dove tutti, a turno,
partivano zappa in spalla per
pulire i canali di scolo.
Si raccomandavano, soprattutto, di togliere dal greto dei
ruscelli, qualsiasi cosa che potesse limitare o bloccare il deflusso delle acque. Eppure erano persone ignoranti, ma ricche di esperienza, e sapevano
che se non pulivano mettevano
a rischio il territorio e le loro
stesse vite.
Oggi le strade, i canali e i fiumi sono usati come discariche
e in più non ci curiamo di pulirli. La cosa più assurda, come ho
già detto per i fiumi, è che
nell’odierno mondo supertecnologico, pieno di persone “colte”, addirittura si teorizza il
contrario. Desidero lanciare un
allarme nell’immediato, per la
piana di Albenga. Se fate un giro
lungo il Centa e l’Arroscia fino a
Ortovero, oppure lungo il Neva,
fino a Cisano capirete quanto
sto per dirvi.
I letti, dei sopracitati fiumi,
sono pieni di vegetazione spontanea che in alcuni casi ha assunto le dimensioni di veri e
propri alberi, creando dei piccoli boschi, e in più c’è una
quantità enorme di ghiaia.
Io non sono un esperto ma sono certo che, quando avverrà
un evento simile al 94, Albenga
si troverà sott’acqua. Se poi
analizziamo i dati statistici e se
ragioniamo sul fatto che non
piove da molti mesi i tempi po-
trebbero essere vicini. Dirò alcune cose a supporto della mia
tesi.
Primo: gli alberi che nascono
nei fiumi affondano le loro radici nella ghiaia e nel limo, e quindi sono destinati a sradicarsi
con la prima ondata di piena.
Secondo: Tutti sanno che il
famoso “ponte rosso” non ha
più piloni. Da una parte questo
è un bene perché la vegetazione sradicata non si ferma più,
ma dall’altra l’acqua acquista
maggiore velocità. Il problema
è il ponte a valle della ferrovia,
ricco di piloni. Immaginate l’impatto di centinaia di alberi, arbusti e canne che si abbattessero su di esso. Cosa succederebbe? Resisterebbe all’impatto? O peggio! Piuttosto non farebbe da diga? Causando (Dio
non voglia!) l’esondazione del
Centa? Un piccolo esempio!
Pochi giorni fa c’è stato un forte temporale nell’entroterra di
Finale e nei giorni successivi le
spiagge di Alassio, Laigueglia e
Andora (più in la non so!) si sono riempite di arbusti, alberi e
canne. E si è trattato solo di un
temporale! Terzo: L’Arroscia
tra Albenga e Ortovero è pieno
di ghiaia. Siamo sicuri che sia
un bene in caso di forti piogge?
La mia ignoranza mi dice che
ogni metro di ghiaia in più nel
letto fluviale corrisponde ad
un corrispondente minor deflusso di acqua. Calcolando la
larghezza media del fiume in almeno 100 metri non mi sembra
poco. (A meno che non si voglia aumentare ancora l’altezza degli argini!?)
Mi si dirà che oltre alle paure
degli “ambientalisti” esiste anche un problema di soldi che
mancano o che il territorio non
riceve dallo Stato. Ma nel caso
di un’alluvione i cittadini a chi
si rivolgeranno? Chiederanno i
danni agli ambientalisti? Oppure, cosa più probabile, interverrà lo Stato, mettendo, come
al solito, le mani nelle nostre
tasche?
Chiudo con una nota positiva.
Sono un alassino e devo segnalare l’opera di un vero ambientalista. È una persona anziana, che da alcuni anni mantiene pulita la strada panoramica che conduce ai ruderi di S.
Bernardo (trattasi di oltre 4
km!). Credo che ciò avvenga
per pura iniziativa personale e
all’insaputa della pubblica amministrazione. L’omino, da solo
e con tanto di zappa e rastrello
(che credo nasconda nella vegetazione!), ogni giorno fa un
tratto di strada, pulendo accuratamente le cunette, i tombini
e i bordi. Che bel esempio civico! Mi ripropongo sempre,
quando lo vedo, di ringraziarlo,
poi per la solita fretta non lo
faccio. Credo che tutti gli abitanti di questa strada dovrebbero ringraziarlo, perché è grazie a lui se in caso di forti piogge non avremo danni.
Concludo con un augurio.
Auguro a me stesso e a tutti di
avere uno sguardo attento alla
realtà, e quindi su tutto ciò che
ci circonda, come questo piccolo omino che ogni giorno occupa il suo tempo per rendere
migliore il nostro ambiente,
che è dono di Dio, e che dobbiamo difendere, come recentemente ci ha ricordato il papa.
Solo così avremo un territorio
a misura d’uomo, accogliente e
sicuro.
Questo è vero ambientalismo, fatto non di parole e di demagogia (troppo ragionamento!), ma di opere concrete.
Forse gli uomini di oggi (nel
caso specifico i nostri amministratori!) avrebbero bisogno di
stare un po’ meno alla scrivania e negli uffici - teorizzando
di mondi virtuali - muovendosi
di più, in mezzo alla gente del
territorio (informandosi e
chiedendo consigli!) e alla natura, guardando attentamente
la bella realtà che ci è donata.
Riflettiamo tutti!
Danilo M.
Alassio 20-10.2011
Scuola elementare “Villa Bice” - Anno scolastico 1954 / 55 - Classe 4 a - Maestro: “Emanuele Bonavia”
1a fila in alto da sinistra: Domenico Gallizia - Sergio Grusmeroli - Loris Baudoino - Francesco Foresti - Franco Pelle - Fernando Bottello - Francesco
Sibello - “?” - Giovanni Simondo - Giuseppe Schivo - Giovanni Cristiani - “?” - Enrico Ramasso. 2a fila: Domenico Bogliolo - Luigi Secondo - Giorgio
Cerasa - “?” Giorgio Chirivì - Mario Antoniolli - Bruno Castagnino - Gerolamo Veneziano - Aldo Molina - Sergio Ramasso. 3a fila: Antonio Falcone
- Giorgio Arrigo - Domenico Laguardia - Giovanni D'Andrea - “?” - Giancarlo Ciabini - Romeo Gabellone - Armando Migliorini.
UN LUNGIMIRANTE
AUTORE
Tra i vari e vecchi libri che
parlano della nostra Alassio, ne
vogliamo ricordare uno (oggi
conservato nella biblioteca
A.V.A.) che fu stampato nel
Giugno del 1911, esattamente
cento anni fa nella tipografia
della Gioventù di Genova e dal
titolo “Alassio nelle origini” il
cui autore Federico Lip.
In queste pagine dimostra un
particolare interesse-amore
per la nostra città, sia con riferimenti storici anche attinti da
autori quali Giancardi o il Gallo
e trattati, a volte, pure con senso critico, o propri, spesso non
scevri da fronzoli mitologici.
Ma, poiché meno noti, ci preme sottolineare, per chi avrà il
piacere di consultarlo, alcuni
capitoli del libro di interesse
più generale, in particolare
“topografico” (quale descrizione esatta di un determinato
paese); “toponomastico” (relativo all’origine dei nomi e dei
luoghi) e “topologico” (conoscenza e studio dei luoghi).
Dettagliatamente, troveremo
nella lettura, un interesse particolare per il nostro entroterra che l’autore, con spirito lungimirante e senza remora alcuna collega e per svariati motivi
all’avvenire e al progresso di
Alassio.
Ma l’avvedutezza del “Lip”
andò bel oltre trattandosi di un
Alassio di cento anni fa, ossia ai
primi albori di quella che, cogli
anni, sarebbe diventata la sua
vocazione turistica tanto da farlo scrivere, tra l’altro, nell’appendice “per l’avvenire di
Alassio - cap. XII”. La galleria di
allacciamento con Bossoleto:
«Inoltre, per parlare di cose
principali, si avvererebbe un
sogno di reciproca utilità, dalla
parte di Bossoleto. L’edilizia richiede sempre di più e di meglio, tanto dal lato della salubrità, che della spesa necessa-
ria a costruire ed alle esigenze
del vivere. La cura idroterapica
prende uno sviluppo di primaria importanza; tutti sentono il
bisogno di rinvigorire la salute,
di chiedere al mare la giovinezza, straziata dal tormentoso,
vorticoso vivere dei nostri tempi. Come provvedere? Ecco la
piana orticola di Bossoleto, accessibile a tutte le borse. Ecco
che per la via del Tirasso tornano i Liguri al mare, con piccola
spesa. Coloro che amano la
campagna e il mare possono godere contemporaneamente
d’una cosa e dell’altra. Con
qualche soldo di tram il problema è sciolto. Credete che non
v’ha di meglio che allacciare
Alassio a Bossoleto colla galleria del Tirasso. Perchè a
Bossoleto si può facilmente costruire un’altra cittadina che
rispecchi l’economia, la salubrità campagnola, integrata
colle comunicazioni al mare...
(...) Come Bossoleto, i paesi
circonvicini sono propensi ad
entrare in combinazione col
centro alassino, che attrae e affascina.
La presente generazione è innamorata di Alassio, non tanto
per l’ospitalità che accorda al
forestiero, quanto per affetto alle tradizioni antiche e recenti».
Oggi, malgrado la differenza
dei tempi, noi ben sappiamo
come quelle futuristiche previsioni si siano in parte avverate.
Il “Golf” di Garlenda, l’Aeroporto di Villanova, la stessa Aurelia bis e quant’altro, sono
realtà proprie dei nostri giorni
che, se amministrate e sfruttate a modo, possono ancora dare molto al nostro paese e non
solo che sarebbe, poi, quello
che già allora sognava il nostro
sagace quanto sconosciuto
Autore.
G. C. per l’A.V.A.
Fiocco Azzurro
La cicogna, voleggiando su Alassio ha fatto nuovamente visita ai
coniugi Vaccarezza per la felicità di mamma Diana, papà Enrico e
particolarmente del piccolo DANIEL per l’arrivo del fratellino
MARTINO e per la gioia dei nonni Clara, Alvaro Ottero, Maria e
Pierino.
L’A.V.A. porge alla famiglia le più vive felicitazioni e augura al
NEO-ALASSINO una vita serena.
Lions Club Alassio “Baia del Sole”:
un aiuto per i nostri bambini in difficoltà
Venerdì 21 ottobre 2011 al Diana Grand Hotel di Alassio la
Presidente Gianna Maria Croatto ed i soci del Lions Club Alassio “Baia
del Sole” hanno organizzato un inter-meeting con altri Lions Club del
ponente ligure durante il quale si sono ascoltate le parole e le testimonianze della Dottoressa Giuliana Tondina e del Dottor Giampiero
Cavatorta, giudici operanti presso il Tribunale per i minori di Genova.
La serata, facente parte di un più ampio progetto del Club per l’aiuto
ed il sostegno della Casa Famiglia per l’Accoglienza dei minori delle
Suore del “Santo Natale”, ha consentito ai partecipanti di capire l’importanza e l’utilità della pratica dell’Affido, inteso come utile mezzo
sociale laddove purtroppo vengono a mancare le condizioni necessarie perché un minore rimanga nella sua famiglia originaria. La dott.ssa
Tondina nel suo intervento ha infatti voluto precisare come la famiglia
d’origine è intesa come risorsa primaria indispensabile per il benessere e la crescita psico-fisica del bambino e pertanto in suo favore debbano sempre essere realizzati interventi di sostegno e di aiuto.
Quando, nonostante tali azioni, il nucleo famigliare non è più in grado
di provvedere alla crescita e all’educazione del minore, si ricorre, a seconda dei casi e delle specifiche esigenze all’adozione; all’affido familiare o all’ingresso in strutture laiche e religiose. Spesso proprio la difficoltà di applicare l’affido a causa di un difficile approccio progettuale, che non si basi sulla sola assistenza, hanno fatto crescere la necessità di avere ambienti come le Case Famiglia pronte ad intervenire
in tutti gli aspetti del progresso del minore. In quest’ottica il Dott.
Cavatorta presentando alcuni casi ha portato ad esempio la Casa del
“Santo Natale”, che è un’opera ed un servizio di notevole rilevanza per
la nostra comunità ligure, divenuta per i bambini ed i ragazzi ospitati
vera famiglia di riferimento che provvede a tutte le esigenze dando,
per quanto possibile, la dimensione di una vita regolata ed affettivamente significativa cercando di sostenere ed alleviare il dolore e la sofferenza di essere distanti dai propri genitori. Nella struttura di Ceriale
svolge un ruolo straordinario Suor Valeria che, in compagnia della
consorella Suor Dina, ha preso parte all’incontro portando il racconto della sua esperienza caratterizzata da tante gioie e soddisfazioni ma
anche, purtroppo, da molteplici difficoltà. Un grande aiuto è sicuramente rappresentato dall’azione dei volontari che con la loro partecipazione e solidarietà consentono di portare avanti l’azione dell’Opera.
A tal proposito il Lions Club Alassio “Baia del Sole” e la sua associazione giovanile il Leo Club Alassio “Baia del Sole”, opereranno il più
possibile per essere d’aiuto ai bambini e alle suore del “Santo Natale”.
Lions Club Alassio “Baia del Sole”
MERCATO SETTIMANALE
Nuova collocazione, ma… nuovi problemi
Da alcuni giorni, sui media e in
ambienti comunali,circola voce di
un futuro possibile spostamento
del mercato settimanale dagli attuali spazi di via Pera alla zona di
corso Europa.
Premesso che la sede attuale
dopo l’apertura dell’Aurelia bis
non sembra certamente una collocazione ottimale, riteniamo che
anche la nuova così prevista, non
presenti tutti quei requisiti idonei
a soddisfare tale esigenza.
Alassio dispone solamente di
due direttrici di traffico e chiuderne una, anche solo per un giorno
alla settimana, peraltro il sabato,
creerebbe non pochi inconvenienti in particolare durante la stagione estiva.
Si andrebbe così a congestionare la via Aurelia e a bloccare, an-
che se solo per una giornata,
un’intera area cittadina che in caso di non augurata necessità, sarebbe difficilmente raggiungibile
dai mezzi di soccorso.
Non dobbiamo inoltre tralasciare, considerato che siamo un paese a sola economia turistica, che
in zona sono ubicati alcuni importanti alberghi, che vedrebbero penalizzata la loro attività e in momenti di crisi quale quella attuale,
potrebbero innescare pericolose
conseguenze economiche.
Non dimentichiamo peraltro
che i più importanti e conosciuti
mercati risultano ubicati in piazze
con validi requisiti commerciali.
In conclusione non vorremmo
che con l’ipotizzato spostamento
si cadesse dalla padella alla
brace.
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:01
Pagina 6
6
«L'ALASSINO»
BANDA CITTÀ DI ALASSIO
Un anno interessante
Il Complesso Musicale alassino anche nel 2011 si è distinto
per la solerte partecipazione ad
eventi di rilievo e per l’impegno
dimostrato nell’esecuzione.
All’inizio dell’anno ha sfilato in
occasione degli auguri alla città e
per la festa della Befana, con il
tradizionale coinvolgimento della banda di Nichelino, formando
un bel “bandone” di oltre settanta musicanti. Ha partecipato al
Baby Carnaval estivo in versione
patriottica. Ha richiamato l’attenzione della cittadinanza per
la festa di S. Pietro e per l’inaugurazione dei giardini di levante
al conte Luigi Morteo.
gliato a fondo e sono emersi
l’Ouverture dei Vespri Siciliani,
la Sinfonia del Nabucco, oltre ai
celebri corali “Va pensiero” e “O
Signore dal tetto natio”. Toccante è stato il finale di ogni concerto. Tutto il pubblico era in piedi
e si sono visti tanti occhi lucidi
all’apertura di un’enorme bandiera tricolore che si stava srotolando sulle note dell’Inno
Nazionale Italiano.
In occasione della festa della
Madonna del Soccorso la banda
ha voluto offrire ai Padri Cappuccini un concerto per rimarcare
l’affetto e l’apprezzamento a padre Walter, in partenza per la ca-
Giovedì 17 Novembre 2011
Ivo Brancaleoni,
MODA IN RIVA AL MARE
maestro di vita e di calcio
Alassio, Bagni Selin, 1/10/2011: Il lungo protrarsi della stagione estiva ha invogliato alcuni commercianti ad organizzare una sfilata di moda alla luce del
sole, quindi in spiaggia. Un successone di pubblico. Modelli: tutti bambini,
ragazzi e ragazze di Alassio. Ospite d’onore anche di Alassio: il cantautore
Franco Fasano.
Festa del Volontariato
La Banda “Città di Alassio” in concerto.
Nel campo religioso la sua presenza viva e concreta ha dato alle festività quel particolare tono
di serenità e di gioia necessario
per equilibrare i momenti di preghiera e di meditazione. In ogni
occasione importante della vita
parrocchiale, la banda ha prestato il suo contributo attirando
l’attenzione dei fedeli e sollecitando il raccoglimento. Ha fatto
la parte del leone durante i festeggiamenti di S. Anna, offrendo
la sua collaborazione nelle serate di preparazione all’evento.
I concerti in piazza Partigiani,
nei giardini del Comune alla presenza di Matteo Monti presidente del Consiglio Comunale di
Alassio e di molte altre autorità
cittadine sono stati un’occasione per rimarcare le celebrazioni
dei centocinquant’anni dell’unità d’Italia. Il repertorio musicale
ottocentesco, in special modo
quello verdiano, è stato scanda-
sa francescana di Sanremo, e per
ringraziarli della disponibilità di
parcheggio per le uscite di inizio
anno.
Da ormai più di dieci anni la
banda ha portato con successo e
onore il nome di Alassio nell’entroterra di Imperia, Diano,
Albenga e Pieve di Teco con innumerevoli servizi e con il tradizionale concerto a S. Bartolomeo
al Mare. Un plauso va rivolto a
tutti i musicanti che hanno dedicato le loro domeniche a tali trasferte.
La cultura, l’arte e l’impegno
civile, supportati da una presenza giovanile considerevole e ben
preparata, dalle scelte coraggiose del maestro, Giovanni Puerari
e dalle capacità organizzative
della presidente, sono stati sempre il distintivo della banda cittadina in ogni momento della sua
attività.
Osteria “I Matetti”, 25-10-2011: Giorgio Mordente e Gianni Formento consegnano a Ivo Brancaleoni il “Matetto d’oro”.
FOTO SILVIO FASANO PRESSO “CASA DEL DISCO”
Domenica 6 Novembre si è
svolta la giornata dedicata al
Volontariato Alassino. Alle ore
11,00 si sono ritrovate nella
chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio le numerose Associazioni presenti in Alassio. Una festa voluta dal Comune di Alassio, Assessorato alle Politiche
Sociali, motivata dal continuo e
indispensabile sostegno che la
comunità Alassina beneficia
grazie ai volontari appartenenti
alle varie Associazioni. La Santa
Messa è stata officiata dal pre-
Mutuo Soccorso di Moglio - Soc.
Agricola Mutuo Soccorso di
Solva - Alpini - Associazione
Vecchia Alassio - Amici Padre
Hermann - Carabinieri in Congedo - Comando Carabinieri Capitaneria di Porto - Banco di
Solidarietà - Azione Cattolica Ass. Padre Pio - Ex Allieve F.M.A.
- Protezione Civile e Salvamento
- La Grotta - Banda della città di
Alassio - Mamma Margherita Volontari Pulizia della Chiesa Amici della Madonna della
Guardia - Avis - Corale della
Renata Vallò
Il parco pubblico di
villa Friske “Costa Lupara”
Alassio, 25-10-2011: Festeggiato all’Osteria dei Matetti l’ex giocatore alassino del Torino anni 50/60 Ivo Brancaleoni (allora compagno di squadra di
Enzo Bearzot). Per lui le vecchie glorie delle squadre del Ponente (tra queste
anche il sindaco Roberto Avogadro e il PM Alessandro Bogliolo) hanno organizzato una cena/festa. I titolari de “I Matetti” Giovanni Formento e Giorgio Mordente gli hanno conferito “Il Matetto d’oro” e Pinuccio Cazzaniga
(nella foto) gli ha dedicato una poesia in dialetto alassino.
FOTO SILVIO FASANO PRESSO “CASA DEL DISCO”
Il presidente A.V.A. Gianni Giardini ritira il ricordo consegnato dal prevosto
Mons. Angelo De Canis.
Au grande Ivo
L’ingresso al parco con gli orari di visita.
Quarcòsa de càusi au balùn e ammu tirau,
a l’uratòriu de pigernò doppu avé studiàu.
Poi, ciù bròvi o ciù grammi, a ina çerta etài,
au campu spurtivu e semmu tutti picai.
Desandiài, aggenai, cin de pure,
u l’é lì che t’ammu cunusciüu
cumme u nosciu allenature.
Mister Ivo Brancaleun,
ün veru eroe pe tutti nui garsùi.
Ün ommu grande e grossu, galantommu,
ün pò severo, in tutti i moddi raru, sc-céttu e sinceru.
Nòsu cu assumea a ün picussìn,
i te l’a n sciappau quandu ti zigòvi in tu Türin.
De là da muscione a zigò au balùn,
ti ei eiscì stau pé nui maìsciu de edücassiùn.
Quanta pasiensa e ure da to vitta ti n’ai regalau,
cumme un segundu pare pommu dì che ti ei stau.
Zògaù in serie “A”, allenature, poi pitù, eiscì villan,
in te tère de Armu e tra Arasce e Arbenga,
delongu cun a sappa in mano
Aura che ti ei andau in pensciùn,
çerca de gudìte a vitta da pelissùn.
Pe nui tütti ancòi a l’é ina grande suddisfàssiùn,
pué dì d’ avé zigau in te ina squaddra
allenò dau nosciu Amigu e Maisciu Ivo Brancaleùn.
vosto Mons. Angelo De Canis
che nella sua omelia ha ricordato l’importanza dell’impegno
delle Associazioni nel tessuto
cittadino, della spontaneità, generosità e altruismo di persone
verso il loro prossimo sostenute dalla fede cristiana.
Al termine della Santa Messa,
il prevosto, ha personalmente
ringraziato le Associazioni intervenute:
Croce Rossa - Croce Bianca Confraternita S. Caterina - Soc.
Mutuo Soccorso Alassio - Soc.
Chiesa - Unitre, consegnando loro il volume sulla storia della
Parrocchia in “ricordo” della
manifestazione.
Durante la celebrazione della
Santa Messa, sono stati raccolti
fondi per l’aiuto alle popolazioni vittime delle alluvioni, quanto
incassato sarà consegnato alla
Caritas che provvederà all’inoltro.
Grazie a tutti e arrivederci al
prossimo anno.
Fal/. Per l’AVA.
Pinuccio
Una veduta (parziale) del parco.
L’Associazione Vecchia Alassio si congratula con il signor Ivo
Brancaleoni allenatore per anni delle squadre alassine in particolare delle giovanili. Grazie Ivo.
Foto ricordo delle Associazioni di Volontariato alassine.
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:03
Pagina 7
Giovedì 17 Novembre 2011
Un corso da tecnico TV per i bambini
della scuola elementare di Cisano sul Neva
che per l’ingresso del digitale terrestre
avranno il compito di sintonizzare
le televisioni di nonni e vicini di casa
Cisano sul Neva 21 ottobre
2011. Bambini entusiasti e alunni dell’istituto tecnico “Galileo
Galilei” docenti per un giorno
nell’ambient space dedicato
all’ingresso del digitale terrestre nell’entroterra ingauno. Si
è concluso con successo il progetto didattico rivolto agli alunni della scuola elementare “G.
7
«L'ALASSINO»
Ricordo artistico di un Alpino UN BENEFICO “DELITTO”
Sabato 22 ottobre si è svolta,
nel salone parrocchiale di S.
Ambrogio una “cena con delitto” a cui hanno partecipato circa 140 persone.
po di lucro affiliata al centro culturale “L’umana avventura”,
che mette a disposizione il suo,
a dir poco dilettantistico, talento, per collaborare alla realizza-
getto, predisposto dai docenti
dell’Istituto
Tecnico
Industriale “G. Galilei” e supportato dagli alunni e dalle
stewardess dell’ambiente del
corso turistico dell’Alberghiero di Alassio, ha previsto una
serie di laboratori didattici. La
manifestazione, svoltasi in
piazza Gollo, dalle ore 9,30 alle
La recita e la cena nel salone.
Comanedi” che da oggi, grazie
al corso sul digitale terrestre,
sono pronti per una nuova
“mission”: aiutare nonni e vicini di casa a risintonizzare il proprio televisore. L’iniziativa, organizzata dal Comune di Cisano sul Neva, in collaborazione con l’Istituto di Istruzione
Secondaria Superiore “Giancardi - Galilei – Aicardi”, “Aimeri ambiente” e “Unieuro”, oltre
al tema del “passaggio al digitale” ha trattato argomenti quali
il riciclo del materiale e delle attrezzature elettroniche. Il pro-
ore 12,00, è stata finalizzata al
recupero e al corretto smaltimento dei rifiuti solido urbani
con info-point dedicati al riciclo dei vecchi computer e dei
televisori analogici. Come sottolineano il dirigente scolastico Salvatore Manca e il vice sindaco di Cisano sul Neva Sergio
Pertuso, “è importante investire sulle nuove generazioni per la
tutela e la salvaguardia dell’ambiente e cogliere ogni occasione
per rafforzare nei giovani l’etica
della responsabilità nella società civile”.
PROTEZIONE CIVILE
Un opuscoletto, più che altro
un vademecum, facile da consultare, per sapere come comportarsi correttamente nei momenti di allerta meteo. È stato
realizzato dall’Assessorato alla
Protezione civile del Comune,
inondazione, l’opuscolo verrà
affisso proprio negli ingressi.
Nel pieghevole, facile da consultare, viene spiegata cos’è un’allerta meteo ed elencati i comportamenti che devono essere
tenuti in caso di emergenze, si
guidato dall’assessore Loretta
Zavaroni, in collaborazione con
la Protezione Civile della Regione Liguria. Il pieghevole verrà
presto distribuito ai cittadini di
Alassio, sensibilizzando anche i
bambini delle scuole. Ma non
solo. Nei palazzi di Alassio, soprattutto quelli più a rischio di
prima dell’evento atmosferico
che durante lo stesso. Viene sottolineata, ad esempio, l’importanza di ascoltare attentamente
le indicazioni fornite dalla
Protezione civile ma risulta altrettanto importante non usare
il telefono, se non per le comunicazioni di emergenza.
Il nostro Socio Mastroianni Giuseppe (Pino) ha eseguito un pregevole lavoro su legno d’olivo in ricordo dello zio: Caporal Maggiore alpino MILLO
Mastroianni deceduto in Bielrussia.
L’opera è stata da lui donata all’A.N.A. di Alassio per la nuova sede di Via
Robutti.
4a FESTA DELLA COLLINA (segue dalla prima pagina)
Nonostante il vento fortissimo buona la partecipazione alla
camminata, circa 70 persone tra
cui molti bambini con tutta la
famiglia.
Bellissimo e poco conosciuto
il percorso, una vera scoperta e
per la ricchezza di vegetazione e
per la eccezionale panoramicità
su tutto il golfo alassino.
All’arrivo ci aspettava un
gruppo Alpini sezione di Alassio
e il gruppo Ares oltre a molta altra gente che si era attivata per
la preparazione della merenda.
Una festa semplice ma in allegria gradita dai grandi ma moltissimo anche dai bambini.
I doverosi ringraziamenti a
tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione, Loretta
Zavaroni e Alessandro Scarpati
per il Comune, l’Associazione
Albergatori, Hotel dei Fiori,
Hotel Corso, Hotel al Mareche ci
hanno offerto pizze e focacce,
Arecco Marilena per l’ottima
torta, le crostate della SOMS
Moglio, la Soams di Solva, il
gruppo Bike per le bruschette e
gli Alpini che avrebbero voluto
farci le caldarroste ma che hanno dovuto rinunciarci per il vento che vietava l’accensione dei
fuochi.
Grazie a tutti e… appuntamento in primavera.
AVA
Alassio in cornice
L’iniziativa è stata realizzata
dalla Confraternita di S. Caterina in collaborazione con il centro culturale “L’umana avventura”. Non è la prima volta che le
due realtà collaborano, ma questo è stato sicuramente il gesto
più impegnativo mai realizzato.
La serata, infatti, non sarebbe
stata possibile senza la grande
generosità dei confratelli, e soprattutto delle loro signore, che
hanno deliziato gli ospiti con un
menù degno di un ristorante di
grido, come riconosciuto da tutti i presenti.
Tra una prelibatezza e l’altra
la compagnia “Bravi… da morire” ha messo in scena un lavoro dal titolo “un uomo misterioso”, che univa, agli elementi
del giallo classico, anche diverse note comiche.
I commensali, divisi in squadre, hanno partecipato attivamente alle indagini, condividendo con il detective tutte le
informazioni riguardanti il caso
ed interrogando direttamente i
sospettati. I componenti del
gruppo che è giunto per primo
ad individuare l’assassina, hanno ricevuto un simpatico
omaggio floreale.
La compagnia “Bravi da morire” è un’associazione senza sco-
zione dei progetti di AVSI (associazione volontari per il servizio
internazionale). Questa fondazione è un’organizzazione non
governativa, nata nel 1972 ed
impegnata con oltre 100 progetti in 38 paesi del mondo. La sua
missione è promuovere la dignità della persona attraverso
attività di cooperazione allo sviluppo, con particolare attenzione all’educazione, nel solco
dell’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica. In particolare in Africa gestisce il campo profughi di
Dadaab in Kenia, uno dei più
grandi del mondo, dove si rifugiano le popolazioni in fuga dalla siccità che colpisce il Corno
d’Africa; ed è proprio per far
fronte a questa emergenza che
grazie alla nostra iniziativa sono
stati raccolti 1.900 €.
Approfittando di questo spazio la Confraternita di S. Caterina d’Alessandria e gli amici della
compagnia e del Centro culturale, ringraziano la Parrocchia di S.
Ambrogio per la preziosa collaborazione, la Pescheria Bongiovanni e tutti gli intervenuti per il
contributo apportato e danno
appuntamento alle prossime iniziativa.
N.P.
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:04
Pagina 8
8
«L'ALASSINO»
LETTERA DALLA GERMANIA
Alassio: un amore che dura da una vita... e prosegue
Pubblichiamo volentieri questa
lettera di un turista tedesco indirizzata al nostro concittadino
Luciano Berretta (e a suo fratello
Mario). Descrive la storia di una
vita e di un’amicizia che dura da
53 anni (e in parallelo l’amore
per Alassio). Ci paiono molto interessanti i cambiamenti che ha
fatto la nostra città, in questo lasso di tempo, visti da uno straniero e la ricchezza di particolari curiosi. La lettera è stata scritta in tedesco e la traduzione leggermente riveduta nella forma.
Mio caro Luciano,
vorrei scriverti la storia della
mia vita, di come sono venuto ad
Alassio.
Sono nato in un paesino al
confine tra quella che oggi è la
Repubblica Ceca e la Germania,
a pochi chilometri da Pilsen. Alla
fine della guerra - nell’ottobre
1945 – siamo stati deportati in
una zona interna della Cechia e lì
siamo stati per otto mesi ai lavori forzati. Avevo 10 anni. Poi ci
hanno portato in Germania, vicino a Rosenheim (Baviera), in un
paesino chiamato Riedering.
È qui che tu e Mario, amici
miei, mi avete visitato spesso,
dato che vi ho vissuto dal 1946 al
2003. Vi ricordate la pensione
Schiessel, dove avete alloggiato? Bene, la gente di Riedering
veniva apposta alla pensione
per vedere come erano fatti gli
italiani, dato che molti non ne
avevano mai visti. Dicevano:
“sono fatti come noi, solo che
parlano in modo diverso!”
Nel 1950 ho cominciato ad imparare il mestiere di sarto, come
mio padre.
Negli anni ’50 l’Italia andava di
moda in Germania grazie alle
canzoni di Vico Torriani,
Caterina Valente e ai film di Gina
Lollobrigida e Sophia Loren. Chi
aveva possibilità economiche
andava a Roma e sull’Adriatico.
Io avrei tanto voluto viaggiare e
andare lontano: tra il 1950 e 1956
girai mezza Germania in bicicletta. Ma il mio cuore mi spingeva
verso l’Itala, così io e un mio collega decidemmo di fare un viaggio nel vostro paese. Ci recammo in un’agenzia per avere delle
informazioni. Ci diedero dei cataloghi. La destinazione principe per il mare era Rimini, ma noi
decidemmo per Alassio. Dato
che ero sarto, feci qualche vestito per me e per il mio amico da
portarci in Italia, ma una volta
arrivato ad Alassio mi accorsi
che erano troppo pesanti! Poi il
mio amico, tre giorni prima della partenza, mi disse che non
aveva soldi e non poteva partire:
io invece ero deciso a partire a
tutti i costi e partii da solo. Il
viaggio in treno andata e ritorno
mi costava 60 Marchi. All’epoca
guadagnavo 160 Marchi al mese.
Alla biglietteria di Rosenheim
c’era davanti a me un uomo che
acquistava un biglietto per
Montecarlo e pagò 75 Marchi: la
cosa mi impressionò molto. In
più quando cambiai i Marchi in
Lire e mi diedero 72 Lire per un
Marco, mi resi conto di quanto
sarebbe stato caro quel viaggio,
perché la vita in Italia era più costosa che da noi: a Riedering 1/2
litro di birra costava 50 Pfennig
(centesimi di marco), ad Alassio
per 1/4 di birra pagai 350 Lire
(:72 = 4,86 Marchi!!).
In treno c’erano molti tedeschi, la maggior parte venivano
da Berlino ed erano stati in Italia
diverse volte. Già perché a
Berlino all’epoca non si pagavano tasse e in Germania Ovest
ogni lettera si affrancava con 2
Pfennig, che andavano in un fondo per la ricostruzione di
Berlino: Però nel 1950 a Berlino
c’erano già 350 milionari!!!
Poi finalmente partii: me lo ricordo come fosse ieri. Era il 10
agosto 1955. Ero molto eccitato.
Il treno partì alle 20.00 da
Rosenheim: prima fermata a
Kufstein e controllo passaporti.
Ero stato il primo della mia età a
Riedering ad avere il passaporto. E sul Brennero ecco il mio primo timbro per l’entrata in Italia:
ne ero molto orgoglioso e conservo ancora questo passaporto. Sul versante italiano c’erano
molti Carabinieri e Alpini a presidiare le stazioni e i cavi elettri-
ci, dato che all’epoca c’erano
stati molti attentati degli altoatesini (“Südtiroler”) contro
obiettivi italiani. A Verona dovetti cambiare treno e fu una vera avventura: non capivo una parola, dicevo Milano e mi rispondevano, ma non capivo, finché
gni della famiglia De Michelis, i
bagni “Minerva”. E alla spiaggia
c’erano anche tre tedeschi: pensavo fossero una famiglia, invece erano madre, figlia e amante
della madre. Poi conobbi altri
amici di Milano e di Torino. Tutti
erano molto gentili con me. Mi
Panorama di Riedering.
un signore gentile scrisse su un
foglietto il numero 12 e mi indicò
il binario e poi di nuovo il foglietto, allora capii. Il treno per
Milano era a vapore. A Milano
dovetti cambiare nuovamente.
Faceva molto caldo, mi asciugai
la fronte e mi guardai intorno.
C’era un gruppo di italiani che
mi guardavano, mentre cercavano di rinfrescarsi usando dei
giornali a mo’ di ventaglio. Mi fecero cenno di avvicinarmi: mi
diedero un giornale così che anch’io potessi farmi fresco e mi
parlavano come fossi uno di loro. Io non capivo niente, ma
scuotevo sempre la testa come
per dire “si”. Poi mi hanno chiesto qualcosa e io ho scosso la testa, allora si sono meravigliati e
hanno ripetuto la domanda e io
ho fatto cenno di si con la testa:
uno mi ha dato una pacca sulla
spalla e mi ha detto “bravo!”.
Questo è stato il primo segno di
un destino a me favorevole in
Italia, ma di questo parlerò ancora dopo.
Il treno per Genova era strapieno. Mi sedetti sulla valigia nel
passaggio di comunicazione tra
un vagone e l’altro. Ero così
stanco che mi addormentai.
Quando mi svegliai vidi che nel
vagone accanto c’erano due posti liberi, mi sedetti vicino al finestrino e lo spalancai per avere
un po’ d’aria. Ad una curva vidi
uno degli italiani che mi avevano
dato il giornale, anche lui non
aveva posto a sedere: gli feci
cenno e gli indicai il posto vuoto;
lui capì, venne subito e continuava a parlarmi, finché si accorse che non lo capivo. Gli mostrai il mio dizionario: 3 cm. X 4.
Ridemmo. Gli mostrai il mio biglietto e lui il suo: anche lui andava ad Alassio. Poi mi mostrò il
suo passaporto: si chiamava
Pepe. Comunicavamo a gesti e in
questo modo gli feci capire che
non sapevo dove andare a dormire una volta arrivato. Con gesti che erano diversi dai miei mi
fece capire che non dovevo
preoccuparmi e che dovevo andare con lui. Ci misi un po’ a capirlo.
Alla stazione di Alassio mi fece consegnare la valigia a un
portabagagli e mi guidò a piedi:
avevo paura di non rivedere la
mia valigia. Finalmente arrivammo ad una casa: lui bussò e ci
aprì una donna che lui chiamò
“nonna”; io pensavo che fosse
sua “mamma”. Lei mi abbracciò
e mi baciò come fossi di famiglia;
poi uscirono dalla casa e tutti mi
baciarono. Pepe spiegò loro che
ero tedesco. Poi chiamarono
una donna che parlava tedesco
la quale mi disse: “fai attenzione
a quello che ti dico, non fare domande, perché te lo dico una
volta sola”. La nonna aveva una
piccola pensione, pagavo 1.600
lire al giorno: erano molti soldi
per me, ma mi piaceva. La nonna
cucinava anche molto bene: una
volta riuscii a infilare la testa in
cucina per curiosare, vidi che
cucinava in parte sulla stufa a legna e in parte sulla stufa a gas.
Il giorno dopo io e Pepe andammo alla spiaggia. Erano i ba-
innamorai di una ragazza di
Torino e così conobbi alcuni
vecchi usi e costumi degli italiani: alla sera, quando uscivamo
insieme, c’era sempre un suo parente due metri dopo di noi, poi
entro le 23.00 lei doveva essere
davanti al portone di casa: “buona notte e arrivederci” e tutto finiva lì, appena solo un piccolo
“Bacino” (in italiano nel testo).
Quando ritornai in Germania
stavo male. Mio padre era molto
preoccupato e chiamò il suo
amico medico, che dopo avermi
parlato scoppiò in una sonora risata, anzi gli vennero addirittura
le lacrime agli occhi. Disse:
“Hermann, tuo figlio è stato colpito dalla freccia di Cupido!” Mio
padre che non sapeva niente,
tura italiana.
Nel 1956 la mamma di Mario
De Michelis mi invitò per la prima volta e da allora mi hanno invitato tutti gli anni a stare con loro. Purtroppo dopo il 1960 cominciò il caos. Arrivarono gli
olandesi, poi gli svedesi e i tedeschi. Quegli eleganti turisti inglesi e francesi non si videro più.
C’era sempre più rumore e l’atmosfera di fascino scomparve.
Scomparvero molti locali da ballo e molti cinema e la città si trasformò. È diventata più bella, ma
anche più caotica e più trafficata. Quando vedo quei vecchi
film sull’Italia di allora, penso tra
me e me: “Io l’ho vissuta”. Erano
bei tempi.
Finché potrò, verrò sempre ad
Alassio in vacanza. Mi ricordo di
ogni volta che sono venuto lì, mi
ricordo di tutti gli amici che ho
incontrato, sia alassini che piemontesi e la loro amicizia dura
ancora oggi. Alassio sarà sempre per me la città che più mi ha
impressionato e la più bella. Le
auguro di non conoscere mai un
calo del turismo e di avere sempre la fama e il successo che merita. Dal 1955 ad oggi molti miei
amici se ne sono andati. Quando
vengo in Italia vado al cimitero a
trovarli e accendo un cero sulla
loro tomba. Penso alla nostra
amicizia e ai bei momenti che
abbiamo passato insieme.
Erano veri amici. Quando vengo
ad Alassio spero sempre che
non se ne sia andato qualcun altro. Non ho mai avuto amici veri
in Germania come quelli che ho
avuto ad Alassio. Vorrei che la
nostra amicizia durasse per
sempre. D’altronde non credo
che ci siano molti amici nel mondo, che possano ancora definirsi tali dopo 53 anni! Una volta un
italiano che era ai bagni “San
Francesco” ha detto di me:
“Questo tedesco non viene in
Italia, lui viene dagli italiani”.
Questo signore ha centrato in
pieno il punto. Invece a
Riedering i miei amici dicono di
me: “Ecco che arriva l’italiano!”
“Arrivederci” ad Alassio.
Caro Luciano, ci sarebbe an-
Giovedì 17 Novembre 2011
ITALIA NOSTRA
“Facciamoli secchi!” - Viaggio alla scoperta
dei muri a secco
Storia e tecniche di ripristino delle fasce
nella Riviera di Ponente
Le “fasce” sono certamente una
delle caratteristiche più importanti del nostro territorio, non ad
opera della natura, ma della mano
dell’uomo. Il 21 ottobre scorso
nell’Auditorium “R.Baldassarre”
dellla Biblioteca “R.Deaglio” la sezione di Alassio dell’Associazione
“Italia Nostra”, col patrocinio del
Comune e la partecipazione della
“Cooperativa Olivicola” di Arnasco ha organizzato un convegno su questo interessante argomento. Sono intervenuti: il professor Massimo Quaini e il professor
Diego Moreno dell’Università di
Genova; la professoressa Elena
Accati dell’Università di Torino,
già docente di parchi e giardini;
l’architetto Donatella Murtas,
Presidente delle sezione italiana
dell’Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato.
Emilia Romagna. Per il nostro territorio sono importanti le carte del
Regno piemontese del 1830 e, prima, del 1770: si nota la scomparsa
delle lagune costiere nella zona di
Andora. Negli oliveti di Stellanello
(del ’700) sono state trovate ceramiche dal ’400 al ’600 della pianura padana e di Albisola. Gli oliveti
del Ponente venivano concimati
con la transumanza dei greggi di
pecore. Bisogna continuamente
gestire i terreni terrazzati, mettere
al centro i produttori per la conservazione del paesaggio».
Prof. Elena Accati: «I terreni terrazzati sono in molti luoghi (In
Italia: Valle d’Aosta, Valtellina,
Valbrenta; in Europa, in Asia). C’è
lo sforzo delle antiche comunità
per coltivare i terreni collinari e
montuosi, ma molti terrazzamenti
sono stati abbandonati. L’UNESCO
La prof. Giovanna Fazio, Presidente della sezione di Alassio di
“Italia Nostra” in veste di coordinatrice, ha aperto il convegno passando subito la parola al Sindaco
prof. Roberto Avogadro, che ha
evidenziato l’importanza dei muri
a secco nel corso dei millenni e anche dei ciottolati. La delegata alla
Cultura Chicca Ienca ha poi detto
che: «La collina è molto amata dagli alassini; la giornata è cominciata con la gita degli scolari delle
Elementari ad Arnasco».
La parola al prof. Massimo
Quaini: «Parliamo dell’importanza del paesaggio rurale: definizione, tutela e conservazione. Un fatto di cronaca: i pastori sardi sono
stati abbandonati dalle banche e i
loro terreni vengono acquistati
dalla speculazione, sono stati appoggiati da alcuni scrittori. I paesaggi sensibili, devono esserli non
solo all’estetica, ma alla produzione».
Prof. Diego Moreno: «Ho scritto
un libro sul paesaggio locale:
“Fonti per la storia del Paesaggio
terrazzato nell’Alassino”. Solo da
due anni il Ministero si occupa del
paesaggio rurale: questo patrimonio è più ricco in Liguria che in
nel 1972 ha posto l’attenzione sui
paesaggi agricoli. Nella nostra società purtroppo mancano risorse
economiche e umane per la conservazione dei terrazzamenti».
Arch. Donatella Murtas: «Per i
paesaggi terrazzati assistiamo alla
rinascita un nuovo e meritato interesse. Ho cercato di sensibilizzare gli addetti a continuare a conservare i terrazzamenti. Costruire
un bel muro a secco è come fare
una torta di mele. Per gli esperti fare un muro a secco è una cosa
semplice, in realtà per porre le pietre nel modo giusto occorre molta
perizia, che varia da zona a zona;
gli attrezzi sono pochi. In genere a
costruire i muri sono gli stessi
contadini, con relativo corredo di
scale, archi, bordi. I terrazzamenti
sono vita, vanno curati e mantenuti. Nel novembre 2010 a Yunnan
in Cina si è tenuta la prima conferenza mondiale sul Paesaggio terrazzato. In Nepal i terrazzamenti
sono scale per raggiungere il cielo».
Gli interventi sono stati illustrati con proiezioni. È seguito un interessante dibattito.
C.B. per A.V.A.
Il sig. Erhard (a sinistra) con Luciano Berretta.
non riusciva a capire e continuava a chiedergli: “Ma cosa stai dicendo?”
Ma volevo aggiungere ancora
qualcosa su Alassio. A quei tempi era molto elegante. Quando
uscivo la sera, vedevo che gli uomini avevano giacca e cravatta,
le signore erano molto eleganti,
tutte con la loro stola. Per le strade si sentiva parlare italiano, inglese e francese. C’erano molti
turisti inglesi a quel tempo, che
alloggiavano per lo più al Grand
Hotel. Ci sono stato due volte e
mi ricordo che l’arredamento
era stupendo. L’aristocratica
vecchia Alassio fu fino al 1960
elegante e decorosa. In quegli
anni imparai a conoscere la cul-
cora tanto da dire. Devo ancora
ringraziarti per quello che mi hai
insegnato. Mi ricordo di quando
andavamo ad Albenga a comprare la frutta, durante il tragitto
mi raccontavi tante cose. Da
Alassio ad Albenga ci sono solo
8 Km., ma ci mettevamo un’ora
buona. Mi ricordo che mi dicevi
che quella era la strada per l’inferno. Se penso a quanto avete
sgobbato, tu e tuo fratello
Mario nel vostro negozio. Vi ho
sempre ammirato per come riuscivate a cominciare alle 4 del
mattino e lavorare fino alle 8 di
sera ed eravate sempre di buon
umore!
Grazie di tutto.
Ciao da Erhard e statemi bene!
Aspettative… non mantenute
Mi pare se ne sia parlato tempo
fa e qualche attenzione era già posta al proposito da parte della
Polizia municipale. Oggi tutto è
tornato come prima, se non peggio. Sì perché il nostro paese sta
diventando come un suk arabo,
se non peggio! Torme di rom, provenienti dall’est, continuano indisturbate ad approdare in Liguria e
Alassio ne è invasa! Facile constatarlo camminando nel carruggio
(oh, mì – mì! Avrei dovuto dire:
budèllo), passando in via Dante,
via Aurelia, davanti alle chiese e ai
super-mercati. Ti rincorrono sui
marciapiedi e con intollerabile ribizza faccia tosta chiedono almeno un Euro per un… panino!… un
Euro che a fine giornata da panino
s’è trasformato in qualche centinaio di monete da trasmettere
via-ricarica telefonica ai Soci in attesa oltre i confini!
Cari Vigili, carissime Vigilesse,
invece di appostarvi se pur doverosamente attorno ai divieti di sosta, perché non cercate di liberare anche i Cittadini da questi furbi… comunitari?
F.G. Un Alassino tra i tanti
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:10
Pagina 9
Giovedì 17 Novembre 2011
9
«L'ALASSINO»
Nel golfo di Alassio le esercitazioni di sbarco Viabilità e le opere pubbliche del quartiere
CENT’ANNI FA INIZIAVA LA GUERRA DI LIBIA
Rispetto alle grandi potenze
coloniali europee (Gran Bretagna, Francia e Germania), alla
fine dell’Ottocento l’Italia si
trovava in condizione di netta
inferiorità. Le nostre mire sulla
Tunisia venivano sventate dalla Francia che l’occupava nel
1881; a noi, nel nordafrica, non
rimaneva che la Libia che era
sotto il protettorato dell’Impero Ottomano.
Avuta via libera dagli stati
europei, iniziava la nostra penetrazione economica della
“quarta sponda”. Il Banco di
Roma sosteneva compagnie di
navigazione che toccavano
Tripoli e Bengasi e finanziava
in quelle terre iniziative industriali e commerciali; nel 1907
apriva anche una sua succursale a Tripoli. In seguito, in un
clima di diffusa retorica, alimentata da quasi tutta la stampa italiana, si faceva strada
nell’opinione pubblica l’idea di
una nostra conquista di quel
territorio di cui – si diceva –
avrebbero beneficiato le classi
popolari non più costrette a
emigrare. Il socialista Arturo
Labriola sosteneva che col
possesso della Libia il
Mezzogiorno non sarebbe più
stato “il lembo pendente e rilasciato, anzi minacciante il distacco dalla Penisola, ma il
centro di essa”.
Pochi si opponevano all’intervento: la “Voce” di Prezzolini, la “Critica sociale” di Turati
e “L’Unità” di Gaetano Salvemini: la guerra – egli scriveva –
avrebbe procurato all’Italia
“uno scatolone di sabbia” e
non la “terra” che si prometteva demagogicamente alle classi popolari del Meridione.
In questo scenario di tensioni anche diplomatiche la guerra appare sempre più una scelta obbligata. “Tripoli, bel suol
d’amore / ti giunga lieta questa
mia canzon” canta la celebre
Gea della Garisenda avvolta
nel tricolore, suscitando deliranti entusiasmi. «La guerra è
necessaria – scrive la “Gazzetta del Popolo” di Torino – per
aprire un uscio nel Mediterraneo che ci permetta di venire e
andare a nostro piacimento».
Oltretutto molti corrispondenti assicurano la grande facilità
INCONTRO PUBBLICO ALLA FENARINA
Organizzato dall’associazione Alassina “U Massatoiu” si è
svolto, nella serata di Venerdì 4
Novembre, presso il circolo ricreativo LA FENARINA di via
Pian del Moro, il primo incontro
sulle problematiche, prospettive e programmi per il quartiere
della Fenarina.
dell’impresa, sia per la debolezza (reale) della Turchia lacerata da una rivoluzione interna, sia per l’affermata benevolenza delle popolazioni locali verso gli italiani.
Nel 1910 nella rada di Alassio
appariva la flotta della marina
militare comandata dall’ammiraglio genovese Giovanni
Bettolo, studioso di artiglieria
navale e ideatore di due strumenti che portano il suo nome.
Alassio non era nuovo a simili
avvenimenti. In Alassio: paese
e gente di mare, scritti del pit-
tore Alberto Beniscelli, curati
dal figlio Giannetto (1975), si
legge: “Il 12 luglio 1851 danno
fondo in rada quattro navi nazionali da guerra”.
Ma l’arrivo di tutte le unità
della nostra marina militare
era uno spettacolo davvero eccezionale. La squadra navale si
schierava lungo tutto lo specchio di mare del golfo sotto gli
occhi stupiti della popolazione. Poi dalle navi si staccavano
numerose lance cariche di marinai armati che, sbarcati, costruivano l’attrezzatura adatta
allo sbarco del grosso della
truppa. Essa si concentrava
lungo la parte occidentale dove una scarpata di terra correva fino alla spiaggia e qui si accampava. Degli avvenimenti
esiste una ricca documentazione fotografica, sia degli sbarchi
che della popolazione che “fraternizza” coi marinai.
“Alassio – si legge nel volume
di Beniscelli – fu scelta per le
particolari caratteristiche del
suo litorale (...) Le unità da battaglia rimasero diversi giorni
alla fonda tra Santa Croce e
Capo Mele e migliaia di marinai
armati partecipavano alla
grande manovra”.
Era la prova generale di
quanto avverrà un anno dopo.
Quando un piroscafo turco carico di armi forza il nostro
blocco navale intorno alla
Libia, è la guerra. Il 3 ottobre la
nostra flotta bombarda
Tripoli, il 5 circa 2.000 uomini
occupano la città già abbandonata dai Turchi; successivamente, altri 22.000 uomini
occupano i principali centri
della costa, Tobruk, Derna,
Bengasi e Homs.
“La grande proletaria si è
mossa” dichiara Giovanni Pascoli in un famoso intervento.
Il 5 novembre, per “tagliarsi
i ponti alle spalle” definitivamente, Giolitti induce Vittorio
Emanuele III a proclamare
l’annessione della Libia al
Regno d’Italia. Ma l’avventura
non si rivela la “festosa passeggiata” annunciata dalla nostra stampa. In ottobre a
Sciara Sciat un reggimento di
bersaglieri è decimato da un
gruppo di ribelli. I prigionieri
vengono massacrati. La guerra si risolverà l’anno seguente
con la nostra violazione dei
Dardanelli e l’occupazione di
Rodi. Il 18 ottobre 1912 viene
firmato il trattato di pace con
la Turchia. La guerriglia però
continuerà per anni e soltanto
negli anni Trenta ci impossesseremo dell’entroterra.
Giuseppe Cassinelli
prevista la realizzazione di un
campo da calcio sintetico, due
sale polivalenti, una cucina, altre aree comuni ed un giardino
destinato a verde pubblico.
Mentre venivano proiettate le
immagini i progettisti, arch.
Leonardo RAVOTTI, l’ing. Renato BERTOLINI ed il geom.
Attuale area “mattatoio”.
Durante la serata, dedicata a
viabilità, opere pubbliche ed
urbanistica, sono state presentate le richieste degli abitanti e
sono state discusse le principali tematiche che interessano
non solo il vivere quotidiano,
ma anche lo sviluppo futuro. Sul
suo territorio insistono quasi
tutti i più importanti servizi
pubblici cittadini; da quelli
sportivi con il palazzetto dello
sport e lo stadio di calcio, a
quelli scolastici, da quelli sociali con la nuova casa di riposo, a
quelli comunali con la polizia
municipale, il deposito della
SCA, il vivaio dei giardinieri, i
servizi tecnici manutentivi ed
infine la centrale elettrica
dell’ENEL. La zona è anche quella che avrebbe dovuto ospitare,
con il riutilizzo dei fabbricati
dell’ex macello comunale dismesso nel 1986, il teatro comunale e le sale polivalenti; progetto che è naufragato dopo l’inizio
dei lavori (1995) e da anni ha lasciato il quartiere con un cantiere incompleto.
Molti argomenti di particolare interesse pubblico sono stati posti in evidenza durante la
riunione che ha visto la partecipazione di molti cittadini oltre che l’assessore all’urbanistica e LL.PP. Domenico BOGLIOLO accompagnato dal collega Giacomo NATTERO. Erano
altresì presenti i consiglieri comunali Jan CASELLA rappresentante della lista Sinistra
Alassina e Fabio LUCCHINI del
gruppo consigliare di Maggioranza Lista Avogadro – A come
Alassio.
Si è discusso del sistema viario della zona, della percorribilità delle strade ed in particolare di via Cazzulini – devastata
dal transito di mezzi pesanti per
la costruzione di un complesso
residenziale, di via Costa Lupara ed altre arterie. A tal proposito l’assessore competente, che
in precedenza aveva personalmente verificato la situazione,
ha ribadito la volontà di provvedere a risistemare le strade
con i proventi, ancora a disposizione, derivanti dalla costruzione del complesso “La perla”. È
stato altresì garantito anche per
eventuali future operazioni sarà
disposto il limite di portata per
il transito dei mezzi di cantiere.
A suscitare il maggiore interesse sono state le opere pubbliche ed in particolare la presentazione del progetto per la
costruzione di 70 box interrati
nell’area parrocchiale della
chiesa di S. Giovanni Battista e
la relativa sistemazione d tutta
la parte esterna nella quale è
Andrea GUARDONE, hanno illustrato l’opera. L’intervento proposto, per la quale il Consiglio
Comunale ha appena approvato
la variante urbanistica, sicuramente riqualifica, rispetto alla
situazione attuale, l’area e, a
realizzazione avvenuta, permet-
nuova R.S.A. (la cd. casa di riposo che è in costruzione per liberare il complesso di Poggio
Fiorito) e delle opere future che
vedranno la realizzazione in altre parti della città ma che porteranno beneficio anche alla zona di via Neghelli. Per i primi
due argomenti, in avanzato stato di attuazione, l’assessore BOGLIOLO ha effettuato un’esauriente illustrazione dello stato
di fatto mentre il collega NATTERO ha informato i partecipanti in merito agli interventi
sul verde pubblico ed in particolare per quanto attiene il parco di “villa Fiske”.
Non sono mancati interventi,
anche da parte del pubblico
presente atti ad esporre i problemi legati alla sosta dei bus turistici, delle carovane e dei veicoli degli spettacoli viaggianti,
dei camper ecc…, o il deposito
di materiale nel piazzale dell’ex
macello comunale. I rappresentanti dell’Amministrazione Comunale hanno fornito una concreta risposta ad ogni richiesta
dei cittadini che ora attendono
solo di vedere attuate.
L’obiettivo principale del
quartiere resta quello della ristrutturazione di una delle poche proprietà comunali, dalla
quale nasce il nome dell’associazione, e che veda realizzarsi
un progetto di restauro e riqualificazione per la realizzazione
Plastico nuovo progetto “San Giovanni”.
terà di fruire di nuove opere ed
attrezzature, di cui da sempre il
quartiere è carente. L’Associazione ha ottenuto dal Comune, tramite il Sindaco, l’impegno
che, trattandosi di un operazione non solo con benefici ma con
ripercussioni anche se solo
temporanee, gli oneri di urbanizzazione, derivanti da tale
operazione, saranno utilizzati a
favore della zona ed in tal modo
si potrebbe avviare il progetto
di ristrutturazione e riqualificazione dei ruderi dell’ex macello
comunale.
Si è parlato, altresì, dello stato di avanzamento dei lavori di
altre importanti opere pubbliche tra le quali il Campo sportivo “Sandro Ferrando”, con i relativi parcheggi interrati, della
di sale polivalenti, laboratori
multifunzionali per i giovani, circoli ricreativi e sociali per bambini ed anziani, aree museali,
spazi comuni per manifestazioni, verde pubblico ed anche superfici sportive. L’idea nasce
dalla necessità di rendere fruibili spazi per svolgere attività
che mancano in tutta la città.
Michele MANERA
Pres. Consiglio Direttivo
Recapiti
Indirizzo: Via Neghelli, 80
c/o “A bitega du Zepin”
17021 ALASSIO
e-mail: [email protected]
president.: Michele MANERA
tel.: 338/4280584
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:10
Pagina 10
10
«L'ALASSINO»
Campionato velico
delle 2 isole 2011
Si è conclusa la seconda giornata del Week end di apertura
del Campionato Invernale delle
2 Isole.
Sotto un caldo sole autunnale
e un vento da levante, che ha
preso il posto alla forte tramontana di ieri, si è svolta l’unica
prova di giornata.
Ora l’appuntamento è a Finale
Ligure, per il secondo Week end
di regate, il 29 e 30 Ottobre prossimi.
In allegato le classifiche della
manifestazione.
Buon vento a tutti.
Il Comitato delle 2 Isole
Giovedì 17 Novembre 2011
154a Riunione di consiglio della Consulta Ligure
Domenica 25 settembre 2011 - BOGLIASCO
Si è svolta domenica 25 settembre alle ore 10,30 la riunione
di consiglio della Consulta
Ligure, presso il Policentro comunale “Berto Ferrari” di
Bogliasco, ospiti dell’associazione “Centro Studi Storie di
Jeri”.
All’ordine del giorno, i seguenti punti:
1. Saluto delle autorità;
2. Approvazione verbale della
seduta precedente;
3. Comunicazioni del presidente;
4. Progetto “Regole pratiche
per la trascrizione fonetica” –
proposta;
5. Progetto “Censimento monumenti minori” – Stato di avanzamento;
6. Varie ed eventuali.
1. Il Presidente dell’associazione ospitante “Centro Studi
Storie di Jeri”, Pier Luigi
Gardella, lieto dell’evento, saluta la Consulta Ligure presentando, nel contempo, gli obiettivi di
questo sodalizio bogliaschino
realizzati nei sei anni di vita. Il
sindaco, Luca Pastorino, nel dare il personale benvenuto e quello dell’intera amministrazione
comunale al nostro organismo,
esprime parole di lode all’indirizzo dell’associazione “Centro
Studi Studi di Jeri” per l’importante contributo mirato essenzialmente al recupero della cultura locale.
2. Aprendo la discussione sul
progetto “Regole pratiche per la
trascrizione fonetica”, Bazzano
sottolinea che la Consulta
Ligure ha il sacrosanto dovere
ad affrontare questo, seppur difficile, tema. Una proposta in me-
rito, quindi, sarà portata all’attenzione della base sociale in occasione della prossima assemblea di novembre; prime e semplici regole per una grafia come
sistema di trascrizione che tenda a fissare graficamente i fonemi in modo univoco, tale, cioè,
da far corrispondere ad ogni
suono articolato un proprio simbolo, eliminando gli inconvenienti insiti negli alfabeti ufficiali delle varie parlate locali. Lo
scopo pratico, in buona sostanza, è di mettere in condizioni di
leggere alla stessa maniera un
determinato testo e conseguentemente di valutarne i suoni.
All’uopo è stato costituito un
Comitato formato da Marcello
Vaglio dell’Associazione “O
Castello” di Chiavari, Franco
Bampi Presidente dell’Associazione “A Compagna” di Genova e
Vice Presidente Vicario del nostro sodalizio, Giorgio Fedozzi
dell’Associazione “Cà de Puiö”
di San Bartolomeo al Mare con la
supervisione di Francesco
Gallea; il gruppo di lavoro avrà
come riferimento di base il
Vocabolario della parlate liguri.
“Chiedo pertanto l’approvazione sia del progetto che il nominativo dei componenti il gruppo
di lavoro; raccomando, inoltre –
precisa Bazzano – la massima
obiettività sulle proposte che
saranno avanzate. È di grande
importanza la realizzazione di
questo “strumento” perché
rafforzerebbe, nel contempo, i
principi dell’unità”. L’assemblea
approva a maggioranza. Sull’argomento si registrano alcuni interventi. Traversi concorda pianamente sul progetto “grafia” e
propone un eventuale convegno
al fine di sensibilizzare ulterior-
mente l’opinione pubblica.
Giovanni Ghione dell’Associazione “Campanin Russu” di
Varazze chiede di evitare certe
dichiarazioni, “le associazioni –
dice - devono smettere di complimentarsi vicendevolmente
nel corso della nostre riunioni
su estemporanee iniziative personali, non me ne voglia Bampi,
ma bisogna darsi da fare diversamente”. Bampi conferma l’utilità del vocabolario delle parlate
liguri. “Un altro aspetto importante è l’utilizzo del computer –
precisa il Presidente de A Compagna – perché non permette di
utilizzare facilmente i segni ortografici delle varie parlate”. Tra
i presenti si accalorano positivamente dichiarazioni stimolanti;
“A parte queste piacevolissime
testimonianze, quello che si richiede alla base sociale - dice
Bazzano - è una obiettiva apertura mentale da parte di tutti, lasciando da parte ogni forma di
personalismo o individualismo”.
Nei giorni scorsi il Presidente
ha inviato all’Assessore Berlangieri ed al Presidente Burlando
la lettera appresso riportata,
quale segnale mirato a rafforzare ulteriormente l’unità dei liguri anche attraverso la nostra lingua. Ecco il testo:
Oggetto: Richiesta di riconoscimento ufficiale lingua
ligure.
In riferimento all’oggetto,
dettagliamo le motivazioni della nostra istanza.
La lingua ligure deve ritenersi una Lingua Regionale o minoritaria ai sensi della “Carta
Europea delle Lingue Regionali o minoritarie”, che all’Art.
1 afferma che per “lingue re-
gionali o minoritarie si intendono le lingue... che non sono
dialetti della lingua ufficiale
dello stato”. La “Carta Europea delle Lingue Regionali o
minoritarie” è stata approvata
il 25 giugno 1992 ed è entrata in
vigore il 1 marzo 1998. L’Italia
ha firmato tale Carta il 27 giugno 2000 ma a tutt’oggi non ancora ratificata.
La parlata Ligure è stata riconosciuta anche dall’UNESCU
come lingua distinta dall’italiano e non come dialetto di quest’ultimo.
Pertanto col nome di lingua
ligure si deve intendere una serie di dialetti riconoscibili della nostra Regione come gruppo
a sé stante. Inoltre la norma ISO
639-3 (codifica LIJ), citando il
compendio Ethnologue, annovera il Ligure fra le lingue anziché fra i dialetti.
3. “Censimento dei monumenti minori”. Nel mese di novembre sarà fatta un’analisi sullo stato di avanzamento dei lavori finora svolti. “La Società
Marittima di Mutuo Soccorso di
Lerici – sottolinea Bazzano - merita un particolare encomio per
il particolare avvio del progetto
Antonio Carossino aveva immaginato da tempo la “Vecchia
Alassio”, e fu definitiva per la
realizzazione del progetto la
spinta propulsiva del Maestro
Richero, quando i due grandi
nostri concittadini riuscirono a
coinvolgere quel volonteroso e
valido gruppo di alassini amanti
della nostra città, quelli che sono ritratti nella foto esposta nella sede dell’AVA.
Era stato il primo ad immaginare l’AVA, ed è stato l’ultimo
dei Soci Fondatori ad accompagnare l’associazione fino al cinquantesimo anniversario di fondazione, nel 2011, anno che ha
visto mancare, l’uno dopo l’altro, gli ultimi tre soci fondatori
viventi: Nello Aicardi, Tommaso
Schivo, e infine Lui.
“Tunin” è stato un uomo di
una notevole cultura storica,
dote che non proveniva da un
curriculum di studi lunghi e regolari, ma dalla sua innata passione per la ricerca di libri e documenti originali, dal suo istinto di studioso e critico, dalla
sperimentata e approfondita
conoscenza delle fonti storiche
della sua città e della Liguria.
Sulla storia e la letteratura di
secoli come il Seicento e
Settecento, sulla storia delle
chiese e dei conventi della
Liguria sulla storia vera (non
sugli aneddoti) di Alassio,
Carossino aveva una competenza non comune. Il mio incontro “speciale” con lui, che
conoscevo da sempre, avvenne
una cinquantina di anni or sono. Stavo preparando la tesi di
laurea su una complessa opera
storica manoscritta seicentesca di centinaia di pagine, fino
ad allora affrontata, parzialmente, da uno studioso albenganese. Ma all’Università di
Genova, dotti docenti di storia
mi dissero con naturalezza:
“Chieda al suo concittadino
Antonio Carossino il quale dovrebbe sapere dove si può trovare il tale documento o il tale
manoscritto o quel libro raro”.
E scoprii che quell’uomo con
il quale parlavo spesso di tante
cose alassine, possedeva una
colta erudizione di grande vali-
dità. E imparai che “Tunin” era
uno studioso dal carattere particolare: un po’ chiuso e riservato non si proponeva mai per primo, non vantava il suo sapere.
Ma, se consultato, sapeva rispondere sempre a tante domande in maniera concreta e
reale. E non parliamo della sua
competenza sulla vita dei santi.
Ma uno dei sentimenti più importanti della sua vita era ed è
sempre stato il suo amore per
Alassio. Il vedere fiorire e crescere la Vecchia Alassio era per
lui una fonte di gioia. Aveva ricoperto varie cariche nell’associazione: ma nell’ultima parte
della sua vita ho avuto l’occasione e l’onore di essere nominato, con lui e Claudio Bottelli,
ininterrottamente per ventun
anni nel consiglio dei Tre
Probiviri dell’AVA, dal 1989 al
2010. Nelle nostre riunioni, tenute per risolvere i piccoli problemi che ogni associazione deve affrontare nella sua gestione,
il parere legale dell’Avv. Bottelli
era fondamentale, ma l’equilibrio di “Tunin”, la saggezza,
1
2
3
10
11
14
15
4
5
Antonio Carossino nei ricordi di Alberto Beniscelli
Arrivava nello studio di mio
padre, sulla passeggiata, con libri e fogli tra le mani, e ne usciva con altri appunti e fascicoli.
L’amicizia tra Antonio e
Giannetto era fraterna, legati
com’erano dalle frequentazioni
giovanili, dalla memoria di fatti
e persone, dalla conoscenza
della storia locale, contenuta in
quei volumi che si scambiavano. Accadeva spesso che fossi
presente alle loro chiacchierate, tenute in buon dialetto, col
gusto apparentemente divagatorio di acchiappare qua e là un
vocabolo diventato raro, di dettagliare un luogo ormai scomparso, di mettere a fuoco volti e
nominare oggetti che ricavavano da un paesaggio umano in
cui sembravano muoversi a lo-
ro agio. Oggi mi domando per
quali motivi fossi così attratto
dalle loro conversazioni, condotte sul filo del ricordo, e credo di poter rispondere così.
Perché il recupero delle tracce
del passato era per l’appunto
leggero, a due voci, come se esse potessero servire semplicemente d’aiuto a orientarsi meglio per chi oggi avesse avuto
voglia di ripercorrerle. Poi il
tempo è passato ancora, e papà
se ne è andato. È da quel momento che il mio legame con
Tunin si è fatto molto forte.
Sapeva che sfogliavo con tanto
interesse le sue «spigolature
mogliesi», pubblicate mensilmente. Si trattava di osservazioni sulle culture dell’ulivo, del
carrubo, del castagno; di noti-
zie sui lavori tradizionali, nei
«gumbi» ad esempio; di spunti
toponomastici da cui erano nate dicerie, racconti, modi di dire; di noterelle storiche, sulle
incursioni barbaresche o sui
commerci d’oltremare; di catalogazioni delle speci botaniche
collinari. Formavano, insomma, una piccola mappa storico-geografica, tra realtà e fantasia; costituivano, anche, un
“minimo” serbatoio narrativo.
Antonio ha continuato a portarmele, e io non ho smesso di
leggerle, con l’attenzione che
meritavano, e le conservo, raccolte. Così, oltre che un garbato esempio di scrittura memorialistica, le sue «spigolature»
sono diventate per me il segno
di una durata degli affetti, tra
generazioni. Ci sarà certo modo di parlare degli scritti di
Antonio Carossino, soprattutto di quelli più noti, strutturati
in volume - sulla Chiesa di S.
Ambrogio, il Santuario della
Guardia, il Palazzo Comunale,
gli ordini monastici della città , dove la perizia archivistica
dell’autore offre i risultati di ricerche imprescindibili per chi
voglia in futuro occuparsi della
storia di Alassio. Ma in questo
momento il mio intimo ricordo
va all’estensore di quelle pagine «mogliesi», e al gesto delicato del caro amico che, se il sabato non mi trovava, le lasciava sotto la porta di casa perché
le avessi.
Alberto Beniscelli
6
7
18
22
26
29
30
34
19
23
24
27
31
35
32
36
37
38
39
41
43
9
16
21
33
8
13
17
28
Andrea Gallea
Il Presidente
Elmo Bazzano
12
25
l’amore per Alassio erano linfa
vitale. Convinto da sempre che
l’AVA dovesse essere una associazione apartitica, ma non apolitica (nel senso dia amore della
“polis” cioè della città) Carossino è sempre stato vicino all’AVA
con i suoi consigli e la sua esperienza. Con lui è scomparsa una
componente fondamentale della storia alassina. Io ho soltanto
un rimprovero da farmi nei suoi
confronti: di non averlo spinto,
di non averlo fatto quasi costringere dalla Vecchia Alassio,
a scrivere di più sulla storia di
Alassio, a mettere nero su bianco cose e informazioni che probabilmente scompariranno con
lui.
Tutti i soci dell’AVA, tutti i cittadini di Alassio si inchinano alla sua memoria e a quella di
Nello Aicardi, Tommaso Schivo,
Nino Bruzzone e Mario Berrino,
tutti scomparsi in questo 2011,
che hanno dimostrato con tutta
la loro esistenza un grande e genuino amore per Alassio.
Il Segretario
Stefano Pastorino
CRUCIALASSINO
20
Mi ricordo di Antonio Carossino
seguito da Bernardo Ratti,
Presidente della Consorella lericina; infatti tutti gli organi di
stampa regionali hanno dato
ampio spazio all’iniziativa stimolando l’interesse di molti”.
Ora, per una maggiore copertura, altre associazioni sono state
invitate ad attivare gruppi di rilevatori. Intanto L’Ardiciocca di
Recco, gli Amici di Pentema,
Civitas Nauli, Carroggio Drito
hanno dato disponibilità quale
sede di presentazione del progetto. Il censimento è estremamente facile – precisa il Presidente - perché le schede realizzate da Stefano Roascio, con
l’approvazione della Sovrintendenza alle Belle Arti, risultano
molto semplici da compilare, accessibili a tutti. Nelle prossime
settimane Bazzano stilerà un
programma di incontro con le
consorelle candidate.
4. Nelle varie non si registrano interventi, pertanto la riunione termina alle ore 12.30.
40
42
44
45
46
47
48
49
CruciAlassino – A.V.A. Da un’idea di G.C. & L.F. – Novembre 2011
Orizzontali
1. Non valida – 5. Termine dialettale dello “scricchiolo” – 10. È preposto
alla nostra difesa (sigla) – 11. Antica città romana sul Rodano – 13. Guidò i
confederati sudisti – 14. Conduttore TV spesso in Alassio (iniziali) – 15.
Assennati – 17. La lattuga si compra a... – 18. Voce di richiamo – 20. È dominata dallo storico castello del “Buon consiglio” – 21. Società Nazionale
Salvamento – 23. Gioie... di famiglie – 25. Organizzazione ONU per l’agricoltura (sigla) - 26. La tengono ... gli insegnanti – 28. L’antagonista di Atene
–31. Vico del Borgo Coscia e pregiato pesce di mare – 33. Al braccio della polizia militare USA – 34. Patria di G.B. Pergolesi e G. Spontini – 36. Nipote
di Abramo – 37. Associazione Sportiva – 38. “M. Ippolito” autore della
Storia della città di Alassio – 39. Santa venerata in “Borgo Barusso” –
41. Articolo... romanesco – 42. Unità di potenza elettrica – 43. Noto “undici” Ferrarese - 45. Delibera in... Comune - 48. Antico “do” – 49.
Confezionano... calzoni
Verticali
1. Deplorevole sistema di chi detiene il potere – 2. Sigla sindacale – 3.
Cucurbitocca detta anche “zucca del pellegrino” – 4. Insigne filosofo greco
discepolo di Platone e suo critico – 5. Puledrini – 6. Dei scandinavi – 7. Se
ne estrae un succo amarissimo e purgativo – 8. Ferite, offese o danni... – 9.
In antitesi a “lui” – 12. È in una canzone di Lucio Dalla – 16. Termine dialettale del pesce “Donzella” - 17. Il nome di San Pietro – 19. La terza della...
scala – 21 La metà di sedici – 22. Fino a... – 24. Luogo alassino riservato
ai pescatori – 27. Capitale del Canada – 29. Denota una proprietà privata –
30. Sigla... sanitaria – 32. Giusto, preciso – 35. Metalloide, noto per la sua...
tintura - 38. Passo alpino dedicato a San Bernardo che porta in Svizzera –
40. Gli alassini lo usano per dire “no” – 41. Vale... pancia – 43. Sigla di provincia ligure – 44. Sono dispari in lato – 45. Gran Lusso – 46. Articolo indeterminativo – 47. Sigla di cantone svizzero
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:11
Pagina 11
Giovedì 17 Novembre 2011
11
«L'ALASSINO»
ANTONIO CAROSSINO: Il suo cuore per Moglio
Una grande grazia fattami dal
Signore è quella di aver incontrato e frequentato per alcuni anni il
nostro amato e compianto
Antonio Carossino. Gratitudine
profonda per le sue preziose
“Spigolature Mogliesi” che, per 24
anni, dalla pagina del nostro
Giornalino, ci hanno puntualmente incuriosito e pure divertito; ma anche e soprattutto per la
fortuna e l’onore di aver potuto
godere l’amicizia sincera e apprezzare la sua intelligenza sempre ammantata di umanità e saggezza. Non posso dimenticare le
sue misurate, pacate considerazioni rispetto agli errori o misfatti della cronaca; anche di fronte
ai crimini più nefandi dimostrava
una tale profonda e consolidata
conoscenza delle miserie umane.
che non lo sorprendevano e
scandalizzavano neppure i delitti
più orrendi; in quei frangenti avevo la netta impressione che valutasse ogni fatto e ogni cosa con il
criterio della misericordia divina. Nelle sue instancabili ricerche storiche trasparivano evidenti la spontaneità e l’ostinata
passione dell’ autodidatta che
rendevano i suoi racconti tanto
precisi quanto interessanti.
Sono tentato di pensare, e mi
azzardo ad affermare, che tutta la
sua vita, il suo stile inconfondibile di condotta cristiana, il suo
esempio di affabilità e rettitudine
hanno offerto un contributo di
notevole rilievo alla promozione
civile e sociale non solo di
Alassio ma di tutta la regione.
Nessuno può negare
Non solo di Alassio ma di tutta
la regione: Nessuno può negare
che la sua meticolosa, ampia e
precisa conoscenza storica spaziasse oltre i limiti del nostro territorio. Non per nulla egli è stato
accolto, sia in città che fuori città
come maestro informatissimo e
costantemente richiesto e consultato da una infinità di studiosi
e amici.
Mi auguro di vero cuore che vi
sia tra i suoi più collaudati amici,
chi si assuma il compito di raccogliere e illustrare convenientemente i dati più caratteristici e illuminanti di questa integerrima
figura di ricercatore storico sempre impegnato, sino alla fine dei
suoi giorni, nel servizio della verità e del Vangelo.
Ad ogni amico che parte per
l’aldilà, certamente si promette
che rimarrà sempre vivo nel nostro ricordo; ad un uomo come
“Tunìn” che profuse tanta fatica e
talento per far rivivere e portare
tra noi innumerevoli personaggi
del passato, tale promessa è doveroso che sia onorata.
Don Gianni Tabbò
LUTTI CITTADINI, NECROLOGI, ANNIVERSARI
RINO REGESTA
Quando si parla di un dipendente
comunale si dicono solo le cose negative non tenendo presente che anche in questo ambiente ci sono delle persone meritevoli, piene di buona volontà e che fanno il loro lavoro
con serietà e dedizione.
Rino era uno di questi.
Una persona mite, di poche parole ma sempre disponibile, sia quanto ha lavorato in Farmacia sia quan-
do ha lavorato all’Ufficio Turismo
del Comune di Alassio.
Ufficio Turismo che all’epoca, anche con il lavoro molto curato e proficuo che lui svolgeva, ha ricevuto,
meritatamente, degli encomi e ha
sempre portato avanti delle lodevoli iniziative.
Rino aveva molti amici sia all’interno del posto di lavoro sia al di fuori, e con alcuni di loro ha coltivato
uno dei suoi hobby che era il viaggio.
Ha visitato tutto il mondo e ha conosciuto posti veramente belli e significativi e li ha fatti conoscere anche agli altri sapendo fare delle bellissime fotografie.
Era un genio dell’informatica e si
è anche dedicato all’insegnamento
di questa materia presso l’UNITRE
di Alassio.
Purtroppo Rino ci ha lasciti troppo presto ma rimarrà sempre nel
cuore di tutti noi perché era una
persona speciale, anche lui naturalmente con i suoi pregi e i suoi difetti.
Ciao Rino Ti vogliano bene.
Gli amici ex colleghi Piera, Federica, Simona Alfredo Danilo, Domenico, Antonella e Pino
CECINA SPAMPINATO
IN CARENZO
Cecina ringrazia gli amici di
Borgo Barusso e tutti gli Alassini per la stima che le hanno dimostrata.
L’Associazione Vecchia Alassio la ricorda con affetto e porge sentite condoglianze ai familiari.
SAURO PERETTI
Lo scorso 11 Settembre è mancato ai
suoi cari Sauro Peretti, esempio di onestà e di umana simpatia, appassionato
pescatore e cercatore di funghi.
La moglie Angela ed il figlio Michele,
insieme ai parenti ed agli amici lo ricordano con affetto.
Anche l'AVA, confermando quelle
qualità che i familiari giustamente ricordano, si associa al loro cordoglio.
MARCELLA UBERTALLI FERRERO
DE GUBERNATIS VENTIMIGLIA
ANNIVERSARI
REMO CARDONE
20/10/2010 - 20/10/2011
Come un fulmine sulla moto, te
ne sei andato. Ma nel mio cuore e
in quello dei tuoi figli ci sarai per
sempre.
Così come in quello di mamma
Stefania e dei nostri quattro angioletti, che ti ricordano sempre.
Il giorno 13 ottobre u.sc. è mancata a
Torino la signora MARCELLA UBERTALLI
FERRERO DE GUBERNATIS VENTIMIGLIA
di anni 91.
Appartenente ad un’antica casata con
sede plurisecolare ad Alassio, la signora
MARCELLA era nobile non solo di famiglia, ma di animo e personalità.
Tutti coloro che l’hanno conosciuta
non dimenticheranno la sua sensibilità, la
sua umanità e la sua rettitudine.
L’Associazione Vecchia Alassio porge
le più sentite condoglianze a tutti i familiari ed è loro vicina in questo momento di
profondo dolore.
Iole
IN MEMORIA DI MARJORIE E PETER
In questo mese di Novembre cade
il quinto anniversario della scomparsa di Peter Munn, pochi mesi dopo quello di sua moglie Marjorie.
Come insegnanti hanno lasciato un
caro e riconoscente ricordo in tanti
alassini che hanno frequentato la loro casa. Come persone, una tenerissima memoria dei loro modi, affascinanti ed allo stesso tempo un po’
strambi, da inglesi di un tempo che
fu. Il loro reciproco affetto, il caldo
sorriso, le loro manie, i dolcetti di
Natale di Marjorie ed il tabacco masticato di Peter. Ma soprattutto tanta sincera e spontanea umanità.
Nati tra le due guerre mondiali la
loro gioventù, come molte altre, fu
rubata dalla Seconda Guerra
Mondiale. Seguirono gli anni della ricostruzione che non fu più facile
perché appartenevano ad uno dei
paesi vincitori: dovettero inventarsi
un mestiere, perché i lunghi anni di
guerra li avevano impossibilitati ad
impararne uno. Peter come giornalista alla BBC dopo un’esperienza radiofonica durante la guerra di Corea;
lei come cantante, carriera precocemente interrotta per i suoi problemi
respiratori. Oltre a quella di venditori di “oggetti vari” al mercatino di
Portobello Road, attività che li spinse a girare per l’Inghilterra a recuperare oggetti da “Bric-à-Brac”, molti
dei quali adornavano la loro casa ad
Alassio, suscitando curiosità ed interesse per quei pezzi di
un’Inghilterra quasi da film. Giunti in
Riviera e poi ad Alassio tra gli anni
’60 e ’70, hanno partecipato a creare,
con i loro insegnamenti, un’immagine di lingua e culture vere, reali, contribuendo all’educazione, in un senso molto più ampio di quello solo linguistico, di centinaia di ragazze e ragazzi, che attraverso loro hanno potuto “capire” ed amare l’inglese e
l’Inghilterra.
Franco Torre
L’AVA si unisce al cordoglio del Presidente della Consulta Ligure Dr.
Elmo Bazzano.
LIBRI-RIVISTE-VHS-CD
Gettarli dispiace, però il posto che occupano serve.
Che fare?
Lasciali sui tavoli posti nella “Galleria C. Chaplin”.
Chi li prenderà lascerà un’offerta a favore
A.I.R.C.
dell’
Recuperi spazio, procuri piacere ad altri
e aiuti la ricerca sul cancro.
Associazione Volontari Baia del Sole
alassino_NOV_2011_senzaPubb
16-11-2011
18:12
Pagina 12
12
«L'ALASSINO»
ANNIVERSARI DI MATRIMONIO
Nozze d’oro
I Fiori di Bach
Il 29 ottobre u.sc. i nostri concittadini CLARA VALDORA e PIETRO MARTINO
hanno felicemente tagliato il traguardo dei 50 anni di matrimonio. Con gli auguri della figlia, del genero e dell’adorata nipote ai quali si sono uniti Maria,
Giovanni e Crispino con le rispettive famiglie.
L’Associazione Vecchia Alassio partecipa alla gioia di Clara e Pietro augurandogli tanti anni sereni.
Nozze di diamante
a cura dell’Osservatorio Don Bosco
Ogni anno, con piacere di molti e disappunto di alcuni, all’ultima domenica di ottobre si ritorna all’ora cosiddetta “solare” (anche se per la nostra posizione geografica non ha molto a che
fare con il sole). Per quanti seguono queste nostre informazioni meteo, è utile ricordare (ancora una volta) che gli strumenti di rilevamento, non cambiano mai le ore (né all’ultima
domenica di marzo né all’ultima di ottobre), ma funzionano
sempre con il criterio astronomico. Ciò giustifica eventuali
discordanze tra le indicazioni dei tempi di rilevamento e le
personali impressioni dei vari fenomeni.
Quindi per la meteorologia non esistono variazioni: le lancette degli orologi restano sempre al loro posto.
Vediamo allora la nostra sintesi senza preoccuparci di ciò
che può essere capitato prima e dopo il 30 di ottobre.
Precipitazioni: 63,0 mm in tutto il mese, concentrati in 24
ore tra il 24 e il 25 ottobre: 56,0 millimetri. I rimanenti 7,0 mm
sono in data 19 ottobre.
Pressione media: 762,0 mmHg; le medie decadali sono:
761,6 mmHg nella prima; 762,7 mmHg nella seconda; 761,7
mmHg nell’ultima decade.
Umidità media: 54%; 54% anche nella prima decade; 55%
nella seconda; 52% nella terza.
Alle ore sette del 25 ottobre (giorno di pioggia) lo strumento per l’umidità toccava il 98%; situazione opposta alle
ore 16 del giorno 7 quando l’igrografo si sprofondava verso
lo 0%!
Temperatura media mensile: 20,3 °C; le medie decadali:
24,2 °C nella prima; 20,3 nella seconda; 16,6 °C nell’ultima.
Anche le medie decadali della temperatura massima ci dicono come si corre verso l’inverno!
Eccole: 25,3 °C nella prima decade; 21,9 °C nella seconda;
18,1 °C nell’ultima.
Giorni sereni: 22; giorni coperti 2.
Eliofania totale: 245,5 ore di limpido sole; medie decadali:
9,9 ore nella prima decade; 7,4 ore nella seconda; 6,6 ore nella terza.
Tutti i numeri quindi sono concordi nel confermarci l’inesorabile cammino verso l’inverno. Anche il cambio dell’ora
ha impresso una accelerazione a questa impressione, togliendoci, di colpo, un’ora di luce ad ogni tramonto.
Il Direttore dell’Osservatorio
Prof. Don Natale Tedoldi
Il 13 ottobre 2011 nella parrocchia di Sant’Ambrogio è stato celebrato il 60°
anniversario di matrimonio dei coniugi DAVID FRANCESCO e D’ANDREA
NUCCIA. La figlia, il nipote, il genero con parenti e amici augurano ancora
tanta felicità insieme.
L’Associazione Vecchia Alassio si unisce alla festosità dell’evento augurando a Francesco e Nuccia tanti anni lieti.
Cartoline da Alassio
cambio di condizione; egli era infatti convinto che un certo tipo di
lavoro potesse essere svolto solo sul piano terrestre e altri solamente sui piani spirituali.
La sua meravigliosa vitalità, la sua abilità nell’illuminare positivamente tutte le sue sofferenze, oltre alla sua grande allegria e all’interesse per ogni cosa, indussero
coloro che gli vivevano vicino a
sperare che si sarebbe presto rimesso, ma in realtà, egli diventava ogni giorno più debole.
Ci fu un momento in cui sembrò
recuperare le forze, riprendendo
appetito ed energia, ma fu un recupero di breve durata e la sera
del 27 novembre 1936, Edward
Bach morì nel sonno».
La quiete di domenica 3 ottobre 2011.
«Questo periodico è aperto a tutti quanti desiderino collaborarvi ai
sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno
diritto di manifestare il proprio
pensiero con la parola, lo scritto e
ogni mezzo di diffusione”.
La pubblicazione degli scritti è
subordinata all’insindacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione con le testate e, quindi, deve intendersi prestata a titolo gratuito.
Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche
se non pubblicati, non vengono
restituiti».
Meteorologia
Alassina
OTTOBRE 2011
a cura di Caterina Maggi
Carissimi Amici,
l’ultima volta abbiamo parlato del percorso del Dottor Bach e dei
dodici guaritori. Pensavo di parlarvi oggi dei 7 aiuti, ma, nel mese
appena trascorso ho avuto occasione di avere molto tempo per
leggere e riflettere. Ho riletto per
l’ennesima volta “La vita e le scoperte di Edward Bach” la biografia scritta dalla sua segretaria
Nora Weeks nel 1940, pochi anni
dopo la sua morte.
Bullen gli amici più vicini)
Mi affascina sempre molto lo stile
semplice e “domestico” con cui
Nora racconta la vita, il carattere,
il modo di vivere di un uomo, un
medico, uno scienziato così grande.
Forse suggestionata dalle ricorrenze di questo mese e dalle riflessioni sui recenti terribili avvenimenti, ho deciso di proporvi alcuni brani della biografia… chissà
che non vi venga voglia di leggerla tutta…!!
Ed ecco, alla vostra riflessione…
«…Egli (Bach) istruì il suo gruppo
con grande attenzione, in quanto
ora che il suo lavoro di scoprire le
erbe e di perfezionare il nuovo
metodo terapeutico era completato, desiderava lasciarlo in dono
a loro e a tutti coloro che, sparsi
nel mondo, lo stavano già sperimentando.
Così poté infine dedicare tutto il
suo tempo e la sua attenzione al
lavoro futuro, sapendo di dover
ancora scoprire altre cose, ma
ignorando quali fossero, né se
avrebbe svolto questo nuovo lavoro sulla terra o in un’altra dimensione.
La vita secondo lui era come lo scorrere continuo, ininterrotto di un
torrente e ciò che chiamiamo morte segnalava semplicemente un
Giovedì 17 Novembre 2011
DIRETTORE RESPONSABILE:
Roberto Pizzorno
Direttore Editoriale
Presidente protempore A.V.A.
EDITORE: A.V.A.
TIPOLITOGRAFIA: F.lli Stalla
Viale Martiri della Libertà, 30-40
Tel. 0182 50.412/3 - Albenga
Telefax 0182 50.412
REGISTRAZIONE: Trib. Civ. Pen.
di Savona n. 149 del 30-5-1962
ISCRIZIONE R.O.C. n. 6975
(già R.N.S. n. 9806)
LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11
Foto della testata: A.V.A.
Associato all’USPI
Unione Stampa
Periodica Italiana
La mareggiata di sabato 5 novembre 2011.
Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano unicamente la responsabilità dei rispettivi Autori.
La Redazione si riserva la facoltà di pubblicare o meno
gli articoli che le pervengono e di apportare correzioni e
tagli agli articoli stessi, firmati o non firmati; nessun manoscritto si restituisce.
Scarica

Novembre - Associazione Vecchia Alassio