alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 17:58 Pagina 1 ANNO LI - N. 11 Giovedì 17 Novembre 2011 € 2,00 Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA 0 5 i n n a Eccovi Alassio che innamora il sole (A. Graf) Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S. Socio Effettivo € 25,00 - Socio Aderente € 22,00 - Socio Aderente estero € 27,00 ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37 E-mail: [email protected] - Sito internet: www.vecchiaalassio.it EX OSPEDALE DI ALASSIO UN FUTURO GIÀ SEGNATO? LA PREMESSA L’ASL 2 Savonese pensa già al 2012. Con queste parole inizia un comunicato sul sito dell’Asl 2 Liguria in cui sono elencate le decisioni conseguenti alla riduzione del bilancio regionale passato da 539 milioni del 2011 a 519 milioni per il 2012. L’ASL ha già presentato il piano strutturale 2012, una manovra da 28 milioni che prevede il taglio di 123 posti letto e la soppressione di 11 reparti. I quattro ospedali savonesi perderanno 123 letti (da 1293 a 1110). Il santa Corona passerà dagli attuali 512 posti letto a 470; l’ospedale di Albenga passerà da 123 a 100. Il San Paolo - 45 letti, da 566 a 521. Cairo perderà 14 posti letto da 78 a 64; conseguente il taglio dei reparti, ben 11 nei quattro ospedali savonesi. Saranno disattivati: la Chirurgia generale di Cairo, quella Epatobiliopancreatica di Pietra , la Medicina-Gastroenterologia di Savona, Ortopedia e Trauma di Albenga, la Radiologia di Cairo, la Chirurgia Vascolare di Savona, la terapia intensiva di Albenga, Oncologia, Anatomia Patologica, Dermatologia e Medicina trasfusionale di Santa Corona. NECESSITÀ DI FONDI In questo “bollettino di guerra” come si colloca la nostra R.s.a.? Tutto purtroppo si conduce ad una ricerca da parte dell’ASL 2 di fondi e allora ecco l’intenzione di vendere la struttura del Val d’Olivo di Alassio e la Rsa di Varazze, in barba a ciò che si è fatto nel passato; ricordiamo i recenti lavori di ristrutturazione con sopraelevazione del piano attico grazie ad una donazione finalizzata a tale uso; l’inaugurazione dell’asilo del nonno al piano terra; l’azione legale portata egregiamente avanti da un pool di legali guidati dall’avvocato Claudio Bottelli per i beni dell’ex ospedale Paccini. Tutto apparentemente inutile, superato, ignorato, in quel concetto ormai diffuso in cui non esiste più una programmazione certa ma una evoluzione selvaggia di bisogno economico, dove fare e disfare diventa regola prima. Basta ascoltare ciò che si dice sull’ospedale d’Albenga, appena aperto e già con un futuro incerto. NUOVA DENOMINAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO L’assessore alle politiche sociali di Alassio, dott.sa Zavaroni ha chiesto alla Vecchia Alassio di collaborare alla scelta di una nuova denominazione per l’inauguranda Casa di Riposo per anziani, poiché il nome “Poggio Fiorito” appariva troppo legato alla zona geografica in cui la vecchia casa di riposo si trovava. L’AVA desidera coinvolgere i lettori di questo giornale e tutti gli alassini in questa ricerca. Pertanto entro il 15 dicembre potranno pervenire alla sede dell’AVA, manualmente, per posta, o per posta elettronica, proposte per una nuova denominazione della casa di riposo. È ov- vio che la definizione deve essere breve, e adatta allo scopo. Contestualmente l’Assessore Zavaroni ci ha segnalato il bisogno di trovare una denominazione anche per il nuovo centro ricreativo anziani che verrà aperto in via Robutti ad Alassio. Pertanto i lettori che invieranno all’AVA proposte devono specificare se riguardano la Casa di Riposo o il Centro ricreativo Anziani. Ogni cittadino può mandare anche più proposte per ciascuna sede. Una apposita commissione comunale valuterà le proposte pervenute e sceglierà quella ritenuta più adatta. LE NOTIZIE Già trasferiti dalla Rsa alassina i materiali di radiologia e fisioterapia, la dialisi in fase di chiusura. Dove andranno le persone attualmente in degenza? Pare in parte ad Albenga nell’Istituto Domenico Trincheri, o in ospedale nei reparti disponibili, il personale della Rsa di Alassio si è dato disponibile al trasferimento… prendere o lasciare L’AMMINISTRAZIONE DI ALASSIO Il sindaco di Alassio Roberto Avogadro rilancia la proposta di “realizzare ex novo nell’area soprastante l’istituto alberghiero una Rsa per 20 posti letto, adiacente all’erigenda Casa di Riposo ex Poggio Fiorito in fase di ultimazione. Che nello stesso edificio trovi il centro diurno per anziani, il così detto Asilo del Nonno. Che venga garantito il servizio Dialisi Turistica. Che vengano passati al comune i locali di proprietà Asl in via Mazzini. A queste condizioni l’amministrazione dichiara che potrebbe non mettersi di traverso alle intenzioni dell’Asl di fare cassa con gli edifici dell’attuale Rsa alassina. MA QUANTO RENDE ALL’ASL2 L’OPERAZIONE ? Notizie attendibili affermano che per la vendita della Rsa di Alassio con la Rsa di Varazze l’Asl avanzerebbe richiesta di 10 milioni di euro, di cui 6 milioni dalla nostra Rsa ed i restanti 4 milioni dalla Rsa di Varazze. al Presidente della Regione Liguria dr. Claudio Burlando Potrete firmare la petizione (entro la fine di novembre) presso la nostra sede ORDINE DEL GIORNO 1) Relazione del Presidente; 2) Relazione finanziaria; 3) Varie ed eventuali. Confidando nella massiccia partecipazione, porgo i migliori saluti. Il Presidente A.V.A. Giovanni Giardini Sono trascorsi pochi mesi da quando ho consegnato come Associazione Vecchia Alassio ai soci fondatori un riconoscimento per i 50 anni della nostra fondazione. Antonio Carossino che ne era stato con il Maestro Richero l’ideatore ed il convinto promotore, per problemi fisici si è fatto rappresentare dall’amata nipote. determinazione ed entusiasmo perché l’Associazione è una cosa importante che noi abbiamo creato ma che voi dovrete portare avanti sempre migliorandola per voi stessi, per Alassio e per gli alassini”. Desidero ricordare Antonio Carossino ringraziandolo per questa pillola di saggezza che contiene tutto lo spirito della Alcuni giorni dopo mi sono recato a trovarlo per un doveroso omaggio personale. Tunin mi ha ringraziato per la visita e per l’omaggio particolarmente gradito, poi siamo rimasti a parlare come un figlio con il proprio padre e quando gli ho espresso le mie preoccupazioni di neo presidente per tutta una serie di problematiche esterne all’associazione, mi ha detto una cosa che non dimenticherò “Tu ascolta tutti, senti come è giusto le opinioni e le critiche di chiunque, dopo di che valuta e poi procedi per la tua strada con convinzione nostra Associazione, mentre inevitabilmente il pensiero ci conduce agli altri due soci fondatori Tomschi e Nello che con lui ci hanno tragicamente lasciato proprio nel compimento dei nostri cinquanta anni di fondazione e che ora sicuramente da Lassù, tutti insieme, ci guarderanno e ci giudicheranno ma ancor di più ci aiuteranno come ci hanno aiutato quando erano tra noi. Il suo consiglio resterà come monito per chiunque vivrà nell’Associazione Vecchia Alassio. GiGi AVA a INTERVISTA SUL CENTRO 4 Festa della Collina Insieme lungo i nostri sentieri DIALISI DI ALASSIO Giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 20.30 in prima convocazione e alle ore 21.00 in seconda convocazione con il seguente GiGi AVA PETIZIONE POPOLARE ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO L’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI IN CONCLUSIONE Siamo certi che agli Alassini questa operazione non possa far in alcun modo piacere, trattandosi di un bene riveniente, se non tutto in buona parte, da lasciti di benemeriti cittadini; inoltre il paese verrebbe a perdere un presidio ospedaliero che in ogni città turistica che si rispetti ha una sua importante valenza. Non sarà certamente questo nostro scritto a far recedere l’ASL 2 dal suo orientamento, ma pensiamo che comunque la volontà dei cittadini possa ancora contare qualche cosa. SALVIAMO ALMENO L’OSPEDALE DI ALBENGA È da parecchio tempo ormai che i più quotati quotidiani dedicano ampie pagine ai problemi veramente grossi che la sanità li- presso la Sede Sociale di Via XX Settembre 7, Alassio è convocata Tenuto conto che l’immobile “Val d’Olivo” sviluppa una superficie utile di circa 4000 mq, ne consegue che il valore a mq attribuito è di circa 1500 euro. Facendo una considerazione in termini di mercato immobiliare nel contesto della nostra realtà cittadina, due domande sorgono spontanee. Ma cosa si sta vendendo? Un immobile vincolato a destinazione d’uso sanitario, oppure una struttura trasformabile con cambio di destinazione da sanitaria a residenziale? Chiunque comprende che la differenza è sostanziale e se è vero che l’Asl ha bisogno di contante, perché svendere un tale immobile in quella posizione privilegiata, senza prima accertarne la potenzialità urbanistica??? È un dubbio che fa pensare… In ricordo del nostro socio promotore e fondatore Antonio Carossino “Tunin” Concerto per S. Ambrogio Nell’ambito dei festeggiamenti in onore del santo patrono si segnala il concerto ormai tradizionale del maestro prof. Roberto Maria Cucinotta nella chiesa collegiata di S. Ambrogio, il 7 dicembre alle ore 21.00. I brani interpretati dall’artista metteranno in evidenza le capacità foniche dei due organi, quello sinfonico di Gandolfo e quello eclettico di Zanin. gure, e in particolare quelli dell’ASL n° 2 Savonese, sta attraversando. Sovente parole in libertà, ipotesi più che certezze, tanta disinformazione legata ai rumors e alle interpretazioni politiche dei vari schieramenti. Per avere qualche certezza in più, soprattutto ai problemi relativi ad Alassio, l’AVA ha deciso di intervistare il suo socio Antonio Tassara, veterano ormai della dialisi ed anche Delegato dell’ANED, Associazione Nazionale Emodializzati, quindi la persona più vicina sia alla Dirigenza dell’Ospedale di Albenga, da cui il Centro Dialisi di Alassio, dipende, sia alla Direzione Generale dell’ASL Savonese. Lasciamo ai nostri lettori l’interpretazione delle risposte che Tassara ha rilasciato al nostro intervistatore. Corrisponde a verità che il Centro Dialisi di Alassio, oggi ospitato nella Villa Flora, accanto alla RSA del Valdolivo, chiuderà presto la sua attività? (continua a pagina 2) Lo scorso 15 ottobre si è rinnovata la festa della collina organizzata dall’AVA con il gruppo Alassio in cornice comprensivo di tutte le associazioni ANA, CAI, SOMS Moglio, SOAMS Solva, ARES, BIKE. L’itinerario prevedeva il raduno e la partenza dal piazzale della Madonna della Guardia: il percorso si sviluppava lungo un sentiero recentemente ripulito dal gruppo Bike e dagli Alpini della Protezione civile di Brescia, che si innesta due tornanti a valle del piazzale del Santuario fronte mare e attraversa tutti i terreni trasversalmente sino a raggiungere località Vegliasco dove “au Prau da Munega” era stata approntata una ricca merenda. (continua a pagina 7) Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Vecchia Alassio invita tutti i Soci, le loro famiglie, tutti i lettori e i loro amici alla tradizionale serata “RITRUVAMMUSE INSEMME” che si terrà nella ex “Chiesa anglicana” Giovedì 22 dicembre 2011 alle ore 20,45 alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 17:59 Pagina 2 2 «L’ALASSINO» INTERVISTA SUL CENTRO DIALISI DI ALASSIO (segue dalla prima pagina) Sì: queste sono almeno le disposizioni giunte dall’alto. Anche se una data ufficiale non è ancora stata stabilita si parla di un trasferimento, in un futuro ormai prossimo, dei 18 pazienti attuali al Centro Dialisi dell’Ospedale ingauno. Il Dott. Giancarlo Mancuso, responsabile del Centro, e il sig. Pietro Gianeri, caposala, stanno già preparando il piano di sgombero e i turni di Dialisi presso l’Ospedale di Albenga. La Villa Flora, insieme con la RSA, dovrebbe essere posta in vendita dall’ASL Savonese, che ne è proprietaria da quando nella metà degli anni novanta le era stata ceduta dal Comune di Alassio, in cambio di altre proprietà. Allora i dializzati del Centro di Alassio si troveranno ad essere penalizzati dal loro trasferimento ad Albenga? A questa domanda devo diversificare la risposta, facendo anche una dovuta premessa. Dei 18 pazienti attuali, 5 sono di Alassio, uno di Andora, tutti gli altri di Albenga o di paesi dell’entroterra di Albenga o di città al suo Levante. Pertanto queste 12 persone saranno notevolmente avvantaggiate quanto a trasporto. Inoltre l’essere dializzato all’interno di una struttura ospedaliera è una tutela molto migliore per il paziente, che, di fronte ad ogni evenienza (problemi cardiaci, problemi di ipertensione, problemi respiratori, ecc. ecc.) ha nell’ospedale un’assistenza diretta e immediata. Medici ed infermieri sarebbero tutti concentrati all’interno del Centro Dialisi dell’Ospedale con una assistenza quindi migliore: ogni giorno, dal lunedì al sabato, ben tre medici sarebbero presenti nel reparto, curando sia la dialisi, sia l’ambulatorio di predialisi, sia l’ambulatorio trapianti. Ma allora il trasferimento ad Albenga è visto in maniera positiva? Sarei disonesto se la mia risposta fosse un deciso sì. Se ragiono col cuore, a me dispiace lasciare Alassio (dal balcone della sala Dialisi vedo casa mia: mi sembra quindi di fare la dialisi a domicilio! Non sarà così ad Albenga). Inoltre ad Albenga, per ospitare gli attuali 76 pazienti dializzati del Centro, si è costretti a fare 3 turni, dalle 7 del mattino fino alle 22-23 della sera. Tante persone, e quindi le loro famiglie, dovranno cambiare abitudini (levata al mattino, ora del pranzo, ora della cena) e questo comporterà un periodo di adattamento non facile (si tenga presente che parecchi dializzati sono anziani e imporre loro un cambio di abitudini non sarà certamente facile). Nei tre turni ci saranno 15 pazienti al primo, 15 al secondo e 8 al terzo: questo per lasciare alcuni letti disponibili sia per le emergenze sia per eventuali Dialisi vacanze. Ma secondo lei la città di Alassio non risulta penalizzata da tale trasferimento, che aggiunto alla chiusura della RSA, la priva di due strutture sanitarie di notevole importanza? Sicuramente sì. Soprattutto se si ragiona tenendo presente la vocazione turistica della città. Ogni anno sono centinaia le richieste di turisti di ogni parte d’Italia ed anche dall’estero, che fanno richiesta per un periodo di ferie nel nostro territorio (seconde case, alberghi) avendo l’opportunità di essere assistiti, e questo su tutto l’arco dell’anno e non soltanto nel periodo estivo: solo alcune decine possono essere accontentati e queste grazie al sacrificio dei nostri medici e dei nostri infermieri che si sobbarcano turni anche di 12 ore giornaliere. Molti politici, a questo riguardo, parlano senza essere a conoscenza esatta dei problemi. Per fare la dialisi non basta avere i locali, i letti bilancia e la macchina! Occorrono medici nefrologi e infermieri professionali altamente specializzati e questi attualmente la ASL non se li può permettere! Forse le istituzioni comunali, le associazioni di categoria (albergatori, ristoratori, commercianti, bagni marini) avrebbero dovuto affrontare un po’ più concretamente il problema. Se ad Alassio il problema fosse stato recepito dai suddetti in tutta la sua importanza e se essi fossero intervenuti offrendo all’ASL un sostegno economico, oggi non saremmo a questi punti. Ma sul latte versato….. Lei pensa che questa situazione che si è venuta a creare sia solo passeggera e in un futuro prossimo le cose potranno ritornare come prima? Non ho la sfera di cristallo per poter dare una risposta certa a questa vostra domanda. Certo è che, a mio avviso, vale l’antico detto che chi ha venduto ha perduto! Voci non controllate sostengono che il sindaco Avogadro abbia ottenuto dal Dott. Neirotti, Direttore generale dell’ASL, e dall’Assessore Regionale, Montaldo, la possibilità di costruire a Costa Lupara un qualcosa che possa parzialmente sostituire sia la RSA, sia il Centro Dialisi. Per ora sono solo parole: il futuro ci dirà l’esatta verità! Intervista rilasciata il 25 ottobre 2011. N. d. R. Al momento di andare in stampa apprendiamo che il trasferimento avverrà dal prossimo mese di gennaio 2012. L’ASSESSORE RINGRAZIA Con questa breve nota intendo ringraziare pubblicamente il gruppo di “Alassio in cornice”, in quanto ha compreso il periodo di crisi finanziaria attraversata dal Comune di Alassio, venendo incontro alle esigenze della comunità. Occorre precisare che questo gruppo è formato dall’aggregazione di Associazioni già preesistenti sul territorio, coordinate dall’Associazione Vecchia Alassio. Lo scopo di tale unione è quello di far scoprire agli Alassini ed ai turisti le nostre bellezze, i panorami e anche la natura ferita, ma sempre viva, della nostra collina. In questa prospettiva, sono state riaperte le antiche mulattiere, un tempo usate dai nostri antenati per raggiungere le campagne: provvedendo alla loro pulizia e manutenzione, queste sono nuovamente agibili e quindi, oggetto di turismo e luogo di manifestazioni sportive. La precedente Amministrazione aveva iniziato e non terminato un progetto di segnaletica solo in alcune zone della collina (precisamente fino alla Regione Palazzo), incaricando una ditta del finalese. I titolari della Ditta, vista la situazione ed usando il buon senso, hanno contattato il gruppo di “Alassio in Cornice” che, tramite i Bikers Alassio, ha fornito le tracce gps dei sentieri, e che, grazie all’esperienza del CAI sez. di Albenga, è riuscita a dare la giusta titolazione, la corretta tempistica di percorrenza. Infine il gruppo è così riuscito a coordinare la posa dei cartelli di indicazione. Quando il Sindaco mi ha conferito l’incarico di Assessore alla collina, il mio primo impegno è stato quello di prendere visione degli atti del progetto accantonato, ed ho provveduto, senza indugi, ad indire una riunione con i responsabili del Gruppo, spiegando loro la situazione. Al fine di uscire con urgenza dalle “sabbie mobili”, nonostante le note difficoltà finanziarie attraversate da tutti i comuni in questo momento, ho ritenuto necessario un intervento diretto di “Alassio in cornice” che, con il contributo dato in precedenza dalla vecchia Amministrazione, a breve acquisterà la segnaletica mancante in modo da completare le mulattiere delle zone ancora rimaste incompiute. L’intervento di “Alassio in cornice” è stato determinante: ha creato nuovi scenari turistici, mostrando alla cittadinanza ed all’Amministrazione la propria coesione e operatività. In alcune zone di Alassio verranno inoltre posti dei tabelloni già previsti nella precedente delibera con la piantina della Città dove saranno ben visibili tutte le mulattiere segnate con le adeguate indicazioni. Ora che la segnaletica sarà completata, questi tabelloni avranno finalmente un senso. Con immenso piacere posso dire di aver portato a termine un lavoro doveroso alla cittadinanza ed incentivante a fini della promozione turistica. Ribadisco pertanto pubblicamente il mio grazie, anche a nome dell’Amministrazione Comunale, ad ogni componente del gruppo “Alassio in cornice”, formato da Gruppo ARES, Gruppo BIKERS, CAI sez. Albenga, Gruppo ALPINI Alassio, SOAMS Solva (di cui sono il rappresentante), SMS Moglio e l’AVA coordinatrice del gruppo. Assessore alla Collina del Comune di Alassio Nattero Giacomo CINEFORUM AD ALASSIO Perdurante la chiusura delle due sale cinematografiche nella nostra città, alcune Associazioni, tra cui il Cineclub di Alassio, hanno deciso di organizzare un Cineforum presso l’Auditorium “Roberto Baldassarre” della Biblioteca Civica. L’inizio dell’evento, molto atteso dalla cittadinanza alassina, è già avvenuto lunedì 14 Novem- bre alle ore 21,00 e si protrarrà fino al 21 maggio 2012, sempre di lunedì. Il programma comprende 25 film elencati in un depliant distribuito un po’ dappertutto, anche in sede Vecchia Alassio. Le opere sono di vario genere e di grandi registi italiani e stranieri. La programmazione ha lo scopo di aggregare i cinefili della città. L’iniziativa vuole rispettare le regole canoniche del Cineforum, con la presentazione del film tramite una scheda, la presentazione iniziale della pellicola, il dibattito finale. Gli organizzatori sono certi che l’ampia partecipazione darà l’opportunità di trascorrere momenti di condivisione in un contesto soprattutto culturale. Giovedì 17 Novembre 2011 LE TRE SCIMMIETTE VEDO SENTO PARLO Da una nostra concittadina riceviamo un caloroso appello a non disfarsi di vecchi libri e riviste gettandoli nei cassonetti di raccolta carta, bensì di portarli nel sottopassaggio della stazione, “GALLERIA C. CHAPLIN”, a beneficio dell’AIRC, per la ricerca sul cancro. Complimenti e un plauso all’amministrazione; non sappiamo se è stato colto un nostro suggerimento in merito alla pulizia periodica di via Neghelli, ma comunque ottimo il programma di lavaggio a giorni differenziati delle vie e marciapiedi della nostra cittadina…ci voleva Ci viene segnalato che a seguito delle recenti piogge si è evidenziato in modo esagerato l’inconveniente creato dagli scarichi dei pluviali sui marciapiedi. Andrebbero incanalati per un deflusso nella rete di smaltimento mentre in questo modo innondano il passaggio pedonale. AVVISO Il Distretto Socio sanitario Albenganese, che comprende diversi comuni tra cui il Comune di Alassio, emana un bando per l’erogazione di voucher a sostegno delle famiglie che utilizzano servizi socio educativi per la prima infanzia: Nidi d’infanzia e Centri Bambini/e (Servizi integrativi al Nido). I fondi sono destinati alle famiglie residenti ad Alassio con figli in età compresa tra i tre mesi ed i tre anni, con una certificazione I.S.E.E. inferiore a € 25.000,00. Possono usufruire dei voucher anche le famiglie con minori affidati, che sono equiparate ai genitori naturali e genitori stranieri residenti sul territorio con i documenti in regola. La cifra massima mensile che potrà essere erogata sarà di € 250,00. La domanda, corredata di certificazione I.S.E.E., copia di iscrizione ad un nido di infanzia e/o centro bambini/e pubblico ai quali per vari motivi non si è stati ammessi, l’attestazione di iscrizione a servizi educativi privati, i documenti relativi all’attività lavorativa dei genitori, stato di famiglia, eventuale certificazione di invalidità di uno dei familiari deve essere presentata presso: Distretto Sociosanitario n°4 Albenganese Casella Postale 141 Ufficio Postale di Albenga Via dei Mille n°25 17031 Albenga Ulteriori informazioni e la modulistica sono disponibili presso lo sportello integrato sociosanitario di Albenga, sito in via Trieste 54, aperto il lunedì ed il venerdì mattina dalle ore 11.00 alle ore 13.00 ed il martedì pomeriggio dalle ore 15.00 alle 17.00 oppure presso il Comune di Alassio, Sportello di Cittadinanza, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle 12,30, il martedì ed il giovedì dalle 15,30 alle 16,30. Il Bando ed il modulo di domanda sono inoltre scaricabili all’indirizzo internet: http://www.comune.albenga.sv.i t/upload/albenga_ecm8/bandi/B ando_148_978.9p http://www.comune.alassio.sv.it Per presentare la domanda c’è tempo fino al 23/11/2011. L’Assessore alle Politiche Sociali Dott.ssa Loretta Zavaroni DISCARICA TRICOLORE? L’immagine ci mostra il verde della macchia mediterranea, il bianco dei calcinacci ed il rosso dei mattoni. A qualcuno potrebbe sembrare un monumento o un modo particolare di celebrare la ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma invece si tratta del comportamento di incivili che non meritano neppure di essere chiamati Italiani. Purtroppo non c’è nulla da festeggiare anzi da rammaricarsi perché si tratta della discarica abusiva di materiale edile, che alcune settimane or sono, è stata effettuata sulla strada comunale di Costa Lupara e che tutt’ora è presente. L’abbandono di tali rifiuti impedisce tra l’altro di accedere al promontorio dal quale si gode una delle splendide panoramiche che offre il nostro bellissimo golfo. Speriamo che avvicinandosi la conclusione dei festeggiamenti qualcuno provveda a rimuovere il tutto per non incentivare ulteriori depositi.….. perché allora non ci sarebbe proprio più nulla da celebrare! Michele Manera Associazione “U’Massatoiu” alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:00 Pagina 3 Giovedì 17 Novembre 2011 Barche, bagnanti, bagnini… racconti alassini… Insomma: cose… così! HANS Diceva di chiamarsi Johann van den Brink, detto Hans e, per quanto ne so, poteva anche essere vero. Era un giovanottone di oltre un metro e ottanta, più o meno della mia età (indovinavo), con un rado pizzo ricciuto e la pelle color carruba. Di nazionalità olandese, era il mio primo cliente di colore, per cui aveva destato subito il mio interesse o meglio la mia curiosità. Mi piaceva conversare con lui: era simpaticissimo, vivace, colto e parlava un ottimo inglese. Forse era anche lui del Suriname, come i vari Gullit e Rejkardt, ma a quei tempi non erano ancora diventati di moda i calciatori di colore, almeno qui da noi, per cui mi resterà questo dubbio... Ma non importa! Avevo, allora, una nutrita colonia di olandesi che popolava un terzo della mia spiaggia per tre settimane in luglio. Scendevano in un albergo che non era quello dove alloggiava Hans, ma lo adottarono subito perché, come ho detto, era un ragazzo brillante e divertente. Anzi: uno del gruppo (baffi alla Groucho Marx ed enorme naso a becco) ne andava particolarmente orgoglioso ed un giorno, come se parlasse di un oggetto di sua proprietà, mi disse: «Ha visto che cosa abbiamo noi in Olanda? E pensi che è anche ingegnere!» Non sapevo che Hans fosse ingegnere, lui non me lo aveva detto ed io non glielo avevo mai chiesto... Cosa faceva per vivere non era affare mio: mi bastava che pagasse il conto! Di due cose il cliente baffuto si vantava con me: del nero Hans, e del numero che gli avevano tatuato sul braccio in campo di concentramento; naturalmente lo faceva in modo diverso quando si riferiva all’uno o all’altro, ma di entrambi era ugualmente fiero. Un pomeriggio, durante il quale faceva un caldo asfissiante, conversavo con Hans e, a turno, ci si lamentava della temperatura. «Ma» dicevo io «tu dovresti soffrire meno di me: voi ci siete più abituati?» Lui mi guardò con occhi sorridenti. Perché? chiese. Farfugliai qualcosa… «Guarda» disse lui «che sono nero, sì, ma non africano. E poi, anche se fossi africano, soffrirei il caldo certo più di voi bianchi!» «Come più di noi bianchi» ribattei: «gli africani vivono in posti caldissimi e si abituano certo a temperature più elevate di quelle italiane…» «Intanto» mi spiegò Hans «non tutta l’Africa è così calda come pensi tu: in alcuni posti il clima è quasi uguale al vostro; e poi» continuò «anche in Italia ci sono località con temperature estive elevatissime: guarda la Sicilia, per esempio». Dovetti convenire che aveva ragione. «E alcune nazioni europee» riprese «raggiungono punte di caldo forse superiori all’Africa: la Grecia insegna... e lì vivono uomini bianchi». Cominciavo a sentirmi un po’ seccato e un po’ in imbarazzo; ma lui continuava, imperterrito: «E, se ci pensi bene, il colore della pelle non aiuta certamente i neri: il nero attira il sole, mentre il bianco lo respinge!» Forse si accorse del mio leggero risentimento, perché, sorridendo, concluse: «Dunque, come vedi, è appurato che io posso lamentarmi del caldo almeno quanto te!» La lezione era finita; Hans era riuscito, parlando solo del caldo, ad abbattere un sacco di preconcetti ed anche qualche piccolo pregiudizio. Come ho detto, Hans era un ragazzo brillante, ed alloggiava in un albergo che mi era di strada quando mi recavo al lavoro. Più di una volta l’avevo visto rientrare al mattino poco dopo le cinque perché, a quei tempi, i bagnini si recavano molto presto alla spiaggia: a parte il lavoro che avevano da sbrigare, c’era sempre qualche fanatico del bagno ante-colazione e noi, con il miraggio di una buona mancia (visto che i soldi scarseggiavano un tantino!) an- 3 «L'ALASSINO» davamo ad aprigli le cabine e l’acqua della doccia. Quindi, di quando in quando passando in bicicletta, incrociavo lui che rientrava, e ci salutavamo con un cenno della mano. Non so quali locali e quali compagnie frequentasse. Anch’io avevo i miei giri, ma, strano a dirsi, non ci eravamo mai incontrati. Mi accorsi, più di una volta, che anche lui aveva la sua buona dose di preconcetti e, forse, una leggera patina di razzismo. Per esempio, non poteva soffrire gli svizzeri; forse era a causa di qualche negativa esperienza personale, forse per quei preconcetti dei quali ho detto (che non saprei su cosa potevano essere basati), ma quando parlava di loro si alterava sempre un po’. Hanno un modo di dirti: «ich bin Schweizer!», sosteneva che sottintende: «io sono il più bello, il più intelligente, il più nobile!» Ricordo un episodio che può essere portato ad esempio classico di questa sua fobia: avevo in quei giorni un cliente di quella nazionalità da Hans cosi vituperata; era un omino gentile, schivo e quieto, che passava buona parte dei suoi pomeriggi a passeggiare tranquillamente immerso in mare fino alle ginocchia, percorrendo la lunghezza dello stabilimento, avanti e indietro, finché non si sentiva rinfrescato o ritemprato abbastanza. Quel giorno, lo vidi presentarsi di corsa (fatto questo di per sé sufficientemente allarmante!) ed affannato per spiegarmi, con parole mozze, che: «...un ragazzo... con una maschera col tubo rosso e le pinne... si è tuffato là (indicava) e non l’ho più visto uscire!» Il mare era in completa bonaccia, ma ciò nonostante dopo cinque minuti era coperto di mosconi di salvataggio che perlustravano la zona in un’affannosa ricerca che, dopo una buona mezz’ora, non aveva dato alcun frutto... Con il cuore stretto d’ansia, io (accompagnato da Hans che si era offerto di aiutarmi) tornai a terra per farmi ripetere i fatti. Il buon omino, mi ripeté che: «... era un ragazzo con i capelli riccioli, intorno ai quindici-sedici anni... indossava una maschera con il tubo rosso e le pinne, nere... si è tuffato là (e indicava un punto davanti a sé) e non l’ho più visto uscire!» Accanto a noi, con le braccia conserte, con i riccioli bagnati ed in mano la maschera con il tubo rosso, le pinne nere ancora ai piedi, il figlio quindicenne dell’albergatore ascoltava, interessato, la propria descrizione! Anche lui, diligentemente, ci aveva aiutati per più di mezz’ora nella ricerca di se stesso! Il senso di sollievo fu talmente grande che resta difficile da dire: mi sentii liberato da un peso, come se si fosse dissolto il senso di impotenza che fino a quel momento mi era pesato sul cuore. Colui che aveva dato l’allarme, dopo aver anch’egli riconosciuto il ragazzo, tentava di spiegare, imbarazzato ed avvilito, che il giovane doveva essergli riemerso alle spalle, cosa della quale lui non si era reso conto: di qui tutto il suo inutile spavento. «Scusate, scusate!...» ripeteva. E mentre io cercavo di consolarlo dicendogli che era sempre meglio un falso allarme anziché un mancato allarme, udii alle mie spalle la voce di Hans: «Svizzeri!» Non mi sono mai neppure provato a fargli cambiare opinione. Eppure qualche bravo svizzero l’ho conosciuto! Hans mi aveva prenotato (e pagato) il posto per un paio di settimane; allo scadere della seconda, mi confermò per una terza dandomi un piccolo acconto. «Ho dimenticato i soldi in albergo» mi disse: «comunque domani o dopodomani vado a cambiare i travellers-cheques e ti pago». Poi, fissandomi negli occhi, chiese: «Ti fidi?» Come avrei potuto dirgli che non mi fidavo? Passarono così un paio di giorni. Il terzo giorno, Hans si presentò in spiaggia armato di valigia e ombrello; appese l’ombrello a uno degli attaccapanni della cabina dove si spogliava e vi depositò la valigia. Accorgendosi che lo guardavo incuriosito, mi spiegò: «Oggi devo andare a pranzo con degli amici che ho incontrato, e siccome non voglio perdere troppa spiaggia, invece di andare in albergo a cambiarmi, lo faccio qui per guadagnare tempo». Era una spiegazione che aveva una sua logica, anche se stramba, ma visto chi me la forniva, la presi per buona. Cominciai a crederci un po’ di più verso mezzogiorno, quando lo vidi allontanarsi vestito di tutto punto, ma lasciando in cabina l’ombrello e le altre cose. Poi mi rassicurai definitivamente quando lo vidi tornare verso le due e mezza per rispogliarsi ed andare a occupare la sua sdraio: non che mi dovesse moltissimo ma, come ho detto, a quei tempi davamo al denaro maggior importanza: quello che circolava aveva valore reale! Comunque sia, dopo un paio di altri giorni che si cambiava in cabina e andava “a pranzo con degli amici” senza liquidarmi quanto mi doveva, inforcai la bicicletta e mi recai a parlare con il proprietario dell’albergo dove era alloggiato. «Hans?» mi disse questi dopo che gli ebbi prospettato i fatti: «Non c’è problema! Ha ancora tutti i suoi travelle-cheques depositati qui da me in cassaforte. Anzi: siccome deve ancora pagare anche me, ha detto che domattina li ritira e nel pomeriggio va a cambiarli in un’agenzia che glieli sconta bene...» Io non mi intendo molto di travellers-cheques, ed all’epoca me ne intendevo ancor meno; se si potessero cambiare altrove che in banca non lo sapevo e non lo so tuttora, ma se andava bene per l’albergatore... «Anzi» continuava lui: «non è che mi debba molto: solo la camera dell’ultima settimana, perché da qualche giorno prende i pasti fuori...» Il giorno dopo, Hans si presentò fornito di ombrello, ma senza la valigia. «Oggi» mi spiegò «pranzo in albergo: i miei amici sono partiti. Domani sera vado via anch’io, così questo pomeriggio vado a cambiare per venire a pagarti, domattina». Quando, intorno alla mezza, uscì dalla sua cabina in pantaloni e maglietta, lo stavo tenendo discretamente d’occhio e vidi, dalla porta semiaperta, che lasciava lì la borsa e l’ombrello, per cui mi tranquillizzai. Ma all’ora di chiusura, non vedendolo ancora tornare mi sentii un po’ meno tranquillo. Ho già spiegato che il suo albergo mi era di strada e tornando verso casa mi fermai a chiedere nuovamente di lui. «La sua roba è ancora tutta in camera» mi disse l’albergatore, ma questa volta era sfumatamente inquieto. Capii perché, quando aggiunse: «Non è gran ché, come bagaglio...» e poi, quasi a rassicurarsi da solo: «comunque ho i documenti!» Quella sera feci il giro di tutti i locali, anche quelli che di norma non frequentavo, ma non vidi Hans. Lo vidi, invece, la mattina dopo intorno alle cinque e mezza, mentre transitavo in bicicletta davanti all’albergo, per recarmi al lavoro: stava uscendo in mezzo a due agenti di Pubblica Sicurezza (allora non si chiamava ancora Polizia di Stato) che lo fecero salire su di una vettura in attesa, poi si allontanarono... Non ebbi il coraggio di entrare e chiedere cosa era accaduto e non lo chiesi mai in seguito, così, ancora oggi, non lo so. La borsa e l’ombrello di Johann van den Brink rimasero in cabina fin quando, a fine stagione, li tolsi di là e li buttai in un contenitore dei rifiuti, senza guardare cosa contenessero. Non so che fine abbia fatto lui: spero che il suo non sia stato un reato grave, che se la sia cavata bene: mi era simpatico. Ancora oggi, dopo tanto tempo, buona fortuna Johann van den Brink, detto Hans. Antonio Boscione CRONACA DI ANDATE MESE DI NOVEMBRE 2011 Tsun-ami o non tsun-ami? La terribile notizia del violento temporale abbattutosi sulle coste di Levante della Liguria e a Genova, con frane, alluvioni, e danni dolorosi a persone e cose è giunta anche ad Andate provocando nella popolazione sentimenti di pena e solidarietà per le popolazioni delle zone colpite. Però, apprendendo che, dalle prime indagini risulterebbe che il disastro è stato facilitato dalla scarsa cura delle colline e dalla cementificazione selvaggia, un senso profondo di tranquillità ha pervaso il cuore degli abitanti di Andate. Infatti gli amministratori del loro governo locale precedente li hanno assicurati per anni che la collina di Andate è perfettamente mantenuta nel verde originale, con i muretti a secco curati quotidianamente, e, soprattutto, senza che un solo quintale di cemento armato sia stato versato per rovinare o turbare il panorama di uno dei luoghi più incantevoli d’Italia. Però... c’è sempre un però. Qualcuno ha cominciato a riflettere che dalla collina scendono verso il lago sei o sette torrenti, quasi sempre a livello di ruscelli o rigagnoli, ma che potrebbero diventare molto pericolosi, se, come nelle Cinque Terre, cadessero dal cielo cinquanta centimetri di acqua in poche ore. Anche perché questi torrenti, nel tratto cittadino, non scorrono mai a cielo aperto, ma passano sotto non solo alla linea ferroviaria ma, spesso, direttamente alle abitazioni e alle strade, e sgorgano in mare quasi sempre intubati in manufatti adatti a scaricare la cloaca. Il tutto, ovviamente alla faccia di sette o ottocento leggi dello stato, non ultima quella famosa dell’onorevole Merli. E allora gli amministratori in carica hanno deciso di prendere provvedimenti drastici ed efficienti per tutelare la popolazione andatina, perché è meglio prevenire che curare, ed è più piacevole avere trenta giorni di sole che tre giorni di alluvione. Perciò per tutti gli abitanti nei dintorni o sopra i torrenti verranno organizzati corsi intensivi di nuoto, obbligatori per qualsiasi età. Verranno poi distribuiti modernissimi salvagenti autogonfiabili, che devono essere indossati costantemente giorno e notte (quando si è in casa): pesano pochissimo, non più di una normale camicia, e si attivano e autogonfiano in presenza di umidità rilevante. E pazienza se, negli esperimenti, a qualcuno si è gonfiato improvvisamente il salvagente mentre si lavava la faccia. È meglio essere gonfi di vergogna che d’acqua scesa dal cielo. I bambini inferiori a tre anni dovranno dormire in speciali culle di gomma a forma di canotto. Tali culle verranno fornite di latte e di omogeneizzati per tre giorni, oltre ad un chip individuabile da un apposito satellite. Ma i nuovi amministratori comunali, per non sapere né leggere né scrivere, come si dice da queste parti, hanno voluto monitorare la collina per constatare se tutto è a posto, verde pub- blico e privato compreso, muretti a secco e a bagnato, e assenza di cemento armato. Ed hanno visto che, in linea generale, tutto è a posto in grande maggioranza. C’è solo una piccola percentuale di edifici collinari, solo cinquemila sui duecentocinquantamila recentemente costruiti, quindi poca roba, che sono edificati in zone pericolose o sono essi stessi fonte di pericoli. Subito si è pensato di demolirli immediatamente, meno, è ovvio, quelli costruiti nella zona collinare denominata, da secoli “La frana”; perché se un costruttore sceglie una zona di tal nome per edificare, è chiaro che sa cosa fa e va rispettato. Poi, dopo lunghe e approfondite discussioni, stante la situazione economica del Comune di Andate, che non è migliore di quella nazionale, anzi è peggiore perché il Municipio non può emettere neppure BTP al venti per cento, interessanti sul mercato, è stata presa una deliberazione drastica ma risolutiva. Il Comune si affiderà alla protezione del cielo facendo organizzare alcune novene di preghiera a Santa Reparata, affinché, in prima istanza non piova più con violenza, e come seconda richiesta che piova in un altro comune, lontano da Andate. Così, risolti magistralmente tutti i problemi, ad Andate ci prepariamo ad affrontare un altro tranquillo, pacifico, sonnolento, periodo invernale. Luca Caravella CONCERTO DI GIOVANI MUSICISTI In occasione della 3ª Giornata Nazionale dell’A.V.O. L’A.V.O. (Associazione Volontari Ospedalieri), benemerito sodalizio che assiste i degenti negli ospedali, in collaborazione con l’Assessorato all’Associazionismo e Volontariato del Comune di Alassio, ha organizzato il 22 ottobre scorso un concerto di giovani musicisti nell’ex Chiesa anglicana. La serata è iniziata con un breve saluto della Presidente locale dell’A.V.O. Signora Aureliana Leppori. Tre gli strumenti ascoltati nel concerto: Chitarra, Piano- forte e Voci bianche. La Maestra di Chitarra Lavinia Carbone, ben conosciuta dai lettori de “L’Alassino”, ha proposto quattro allievi: Andrea Maurizio, Mirko Guerra, Federica Manca e Francesco Pisano; cinque gli allievi pianisti del Maestro Alessandro Torregrossa: Riccardo Minucci, Davide Ripamonti, Luigi Basso, Sara Cesana e Alessandro Villa; Anita Frumento ha diretto il Coro di Voci Bianche “Città di Loano”. Tutti hanno dimostrato una singolare bravura esecutiva, nonostante l’età, i più grandicelli eseguendo brani abbastanza impegnativi. Il Coro Città di Loano ha iniziato il concerto e lo ha concluso col “Canto degli italiani” (Inno di Mameli) particolarmente apprezzato. Era presente l’Assessore all’Associazionismo e Volontariato dottoressa Loretta Zavaroni. Meritati applausi per tutti dal numeroso pubblico. Carlo Bertolino COMUNE DI ALASSIO Servizio 1.4 - Protezione Civile - Tutela del territorio OGGETTO: stato di consistenza di un muro di sostegno in Comune di Alassio, strada provinciale per Moglio Nell’anno 2008, in ottemperanza a specifica ordinanza sindacale, le SS.LL. hanno realizzato appositi lavori di consolidamento strutturale dell’opera di cui in oggetto. Odiernamente comunque, corre l’obbligo da parte di questo ufficio segnalare, anche all’Ente proprietario della strada, il notevole spanciamento del muro di sostegno, come si evince dall’allegata documentazione fotografica. In effetti le opere a suo tempo realizzate, se possono avere contribuito a garantire la stabilità strutturale dell’elemento di sostegno, non hanno ridotto minimamente il disassamento dall’asse verticale. Ne consegue che la larghezza della carreggiata stradale viene notevolmente ridotta dal cedimento in parola, oltretutto in prossimità di un lungo tratto curvilineo dove la visibilità è già di per sé assai ridotta per conformazione naturale dei luoghi. La strettoia così originata, come sopra sommariamente descritta, costituisce un indubbio pericolo per l’incolumità degli utenti della strada. Le SS.LL. quindi, sono invitate a realizzare ogni accorgimento idoneo ed opportuno, di concerto con la Provincia di Savona, atto ad eliminare la criticità sopra evidenziata. La presente viene redatta altresì ai sensi dell’art. 1172 del C.C., specificando che lo scrivente Ente locale si ritiene manlevato da eventuali danni a cose e/o per- sone dovessero derivare da quanto sopra indicato. A disposizione per ogni ulteriore necessità, con l’occasione si porgono distinti saluti. Il Consigliere delegato alla Protezione Civile (Dr. Alessandro SCARPATI) Il Dirigente (Dr. Demetrio VALDISERRA) alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:00 Pagina 4 4 «L’ALASSINO» Lettere del pubblico L’ordinanza infernale Inizio modificando una celebre frase: “Perdete ogni speranza oh voi che non potete entrare!!!” Sono una persona disabile al cento per cento da 23 anni. La mia patologia consente una autonomia motoria di 100 / 150 metri, per cui necessito di una macchina per ogni spostamento. care, in una giornata così particolare, alla tomba dei miei cari solo perché non in grado di camminare. I disabili trattati come appestati, il signor Sindaco ci impone a tavolino orari ben precisi. Siamo cittadini normali quando dobbiamo pagare le tasse, i nostri quattrini fanno cumulo per offrire L’ingresso al cimitero di Alassio regolato dalla sbarra. Oggi 2 Novembre, commemorazione dei Defunti, alle ore 10,45 mi sono recata al cimitero, avendo cura di esporre in modo ben visibile il contrassegno invalidi. Con grande stupore mi sono vista negare l’accesso dal custode di turno, alle mie rimostranze è stato risposto che un’ordinanza del sindaco lo vietava e che i disabili in macchina sarebbero potuti entrare dalle ore 16,30 alle 17,30. Non posso descrivere l’umiliazione provata per non potermi re- pochi servizi alla comunità e molti privilegi alla classe politica. Ringrazio la redazione per avermi permesso di raccontare la triste giornata di una persona disabile discriminata dalle istituzioni che maggiormente dovrebbero tutelarla. A tutti i concittadini auguro ogni bene, ne avremo bisogno in futuro. 02/11/2011 Quale futuro? Illustrissimo Signor sindaco: Sono un vecchio cameriere in pensione ormai da due anni, mi chiamo Catozzi Gianfranco, sono nato 63 anni fa in provincia di Ferrara; dicevo: sono in pensione e quindi non dovrebbe importarmi più di tanto l’andamento turistico di Alassio, tanto più che io abito ad Andora... Ma mi stanno a cuore i nostri figli che tutti gli anni la scuola alberghiera sforna: futuri camerieri, cuochi etc.etc. dove andranno a lavorare? Se tutti gli anni il turista ad Alassio è sempre più assente e fuggente? Perché lei signor Sindaco non si fa promotore di una invitante iniziativa! Proprio lei di fronte ai giornali- riceviamo e pubblichiamo (le lettere anonime non vengono pubblicate) Studio & cultura Una volta si diceva: “Non scholae sed vitae discimus” cioè: “Non studiamo per la scuola, ma per la vita” e significava che l’importante era imparare per prepararsi ad affrontare i casi della vita e non solo per superare l’esame all’anno successivo! C’è una poesia del “Clasio”, poeta del fine 1700 Luigi Fiacchi (la trovate su internet) intitolata “I due susini” che tutti dovrebbero conoscere e meditare; cito soltanto alcuni versi per stuzzicare la vostra curiosità e spingervi così a consultarla: “Potea non volle, or che vorria non puote” e ancora “Solo i frutti cangiar, cangiar le fronde, nella prima si può età felice, or quest’etade è trapassata ormai, tu sempre rozzo e vile resterai”. Infatti tanta saggezza che si perde non studiando da giovani, da vecchi o maturi si rimpiange. Purtroppo oggi lo studio del classici latini è caduto in disuso, il latino è considerato lingua morta... che guaio!!! Mi frulla in testa una citazione che vi voglio riportare: “Festinanti sempre locupletior obstat” che tradotta letteralmente dice: “A chi corre sta sempre avanti il sti non dà la prima pennellata di bianco su quelle detestabili strisce blu che deturpano e soprattutto allontanano il turista da Alassio? Lo so, entreranno meno soldi nelle casse del comune ma Santo Dio rimetta i vigili sulle strade, dove regna l’anarchia più assoluta (e con le multe rientreranno anche dei soldi). Certo non mi permetto di insegnarle il mestiere (sarei l’ultima persona a poterlo fare) ma ne converrà che il turista ci porta da vivere e, quindi, va rispettato e non sfruttato. Grazie per avermi concesso un po’ del suo tempo spero di non averla fatta arrabbiare. Con il dovuto rispetto più veloce”, cioè in italiano corrente: “Per quanto tu voglia essere il primo di tutti in tutte le cose, troverai sempre uno più rapido di te che ti precederà al traguardo”. Cosa ne consegue? Che nella vita qualunque cosa tu faccia o qualunque méta tu ti prefigga, devi affrontarla con il tuo passo, tranquillamente senza affrettarti, con umiltà e dedizione. Devi desiderare sì di migliorare il tuo risultato, ma dosando le tue forze, senza esaltarti o insuperbirti, riconoscendo i tuoi limiti e non adombrarti se altri per merito o fortuna ti precederanno nel successo all’arrivo. Chi invece non vuole accettare o seguire questa massima-consiglio che Orazio ci ha lasciato oltre 2000 anni or sono, si predisporrà all’ansia, alla gelosia che rode l’anima, alla continua insoddisfazione egoistica di sé; tutti tarli che rovinano la salute mentale, spirituale e fisica, che distruggono la serenità della vita. 28/10/11 Silvio Viglietti Un meraviglioso mattino di aprile Alla redazione dell’Alassino. Isa Signorini Fabotti Giovedì 17 Novembre 2011 Mi permetto di mandarvi il racconto di un giorno per me veramente speciale: “Un giorno da non dimenticare” Siamo giornalmente tartassati da immagini tremende che ci trasmette la televisione e che ci feriscono il cuore e l’anima. Ragazzi giovanissimi belli e sani, con gli occhi iniettati di sangue e di odio che, nonostante il periodo difficile che stiamo attraversando, ci lasciano una tristezza e un dolore non facile da capire. Mare un manto leggero ti copre d’argento al passare del vento nuove luci appaiono silenziosa l’isola troneggia sull’acqua lo sguardo si perde nell’infinita tua bellezza per godere ancora la magia del tuo golfo sto sognando una splendida realtà. Luisa Martino Nel 1585, seguendo le prescrizioni del Concilio di Trento da poco terminato, viene inviato dalla Santa sede presso la diocesi di Albenga il vescovo Nicolò Mascardi col compito di tracciare un quadro dettagliato dello stato delle chiese. Purtroppo nella vastissima documentazione manca proprio quella su Alassio; ma sono presenti, comunque, i suoi decreti, gli ordini emanati nel 1586 per rendere più dignitoso ogni edificio sacro. A proposito di S. Ambrogio, il delegato apostolico prescrive che siano aperte tre porte in corrispondenza delle tre navate e che quella centrale debba essere più ampia e più elaborata. Verso la fine del Cinquecento, quindi, S. Ambrogio aveva una sola entrata, quella dall’attuale via Mazzini (Aurelia), che immetteva anche direttamente al cimitero più importante, situato in piazza Don Francesco Della Valle. Analizzando i testamenti del Quattrocento e del Cinquecento, si nota che alcuni Alassini desiderano essere sepolti in uno dei “cimiteri” di S. Ambrogio. Il secondo sepolcreto, allora, era situato sul lato della chiesa dove ora svettano le magnolie e dove in quel periodo non esistevano aperture. le ad un pittore di fine Seicento. Ma, in apparenza, con questa datazione contrastano due testimonianze importanti: il decreto sempre di Mascardi e alcuni documenti archivistici. Il vescovo prescrive che la volta della chiesa sia decorata da un’immagine di S. Ambrogio di proporzioni adeguate. Il 3 luglio del 1604 si prendono accordi in Genova col pittore Bartolomeo Il selciato di Sant’Ambrogio. Gianfranco Catozzi mo mai di amare. Col passare dei giorni la spiaggia si spopolava, il vento leggero ci dava le sue carezze, il castelletto arrivava all’improvviso a ridonarci i ricordi dei tempi passati quando Alassio era un vero incanto. I pesciolini che si facevano vedere a gruppi attraversi l’acqua così pulita e tersa da donarci piaceri nuovi. Diceva il poeta “Alassiu ti sei bella bei, lu u to ma’ “ ” sei sempre bella, con il golfo che ci accoglie, ci protegge e ci da sensazioni stupende quando il nostro sguardo ti abbraccia tutto, ci accorgiamo di averti sempre amata tanto e di essere orgogliosi quando possiamo dire “sono alassina” Sant’Ambrogio nei documenti: selciato e quadro provviso suonare delle campane, un suono forte, potente, ma festoso. In quel momento tornò suor Anacleta in lacrime, non capivo il perché, ero confusa, mi prese in braccio e portandomi dalla finestra disse: “Facciamoci il segno della Croce e ringraziamo il Signore perché oggi è finita la guerra”. Sentii nel cuore un’emozione intensa ed un grande sollievo per tutte le paure che avevo sempre provato. Nella mia ingenuità bambina dissi: “Non più bombe, non più mitragliatrici né bengala” già perché li vedevo dalla finestra chiedendomi cosa Un bellissimo settembre Ci accoglieva ogni mattina la piccola spiaggia libera dietro la chiesa di Sant’Anna, ed ogni mattina la vita ci regalava ore felici. Subito un bagno di sole la carezza lieve della brezza marina, e poi tutte assieme a tuffarci fra le braccia del mare che ci invitava e tratteneva nel suo splendido azzurro. Eravamo in tante , Luciana, Loredana Pina, Anna, Graziella ed io, ma durante lo scorrere del tempo arrivavano sempre nuove amiche a salutarci e che invitavamo a rimanere con noi. Felici e libere in quel mare che abbiamo amato già da bambine, cominciavamo a contarcele tutte, barzellette, poesie; a tratti si levavano canti al cielo per ringraziare di averci fatto nascere e vivere in uno stupendo paese che non finia- In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome (leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione. Questo mi fa tornare con la mente a un giorno di tanti anni fa. Era il 25 aprile del 1945. Io avevo nove anni e quel mattino mi trovavo seduta davanti a un pianoforte nell’istituto San Francesco di Alassio. La mia insegnante era suor Anacleta, una persona dolcissima alla quale ero molto affezionata, un fisico rotondetto, anziché camminare, trottorellava e anche per questo provavo una tenerezza infinita. Mentre mi esercitavo, la suora si era momentaneamente allontanata; ad un certo punto feci un soprassalto causato dall’im- fossero. Suor Anacleta mi rispose: “Mai, mai più!!”. Fu un momento felice e indimenticabile. Ancora adesso, quando mi trovo nella stazione di Alassio, alzo gli occhi verso quella finestra dove suor Anacleta pregava e auspicava un mondo senza guerre, odio e terrore. Quanti bimbi nel mondo vorrebbero provare quello che provai io in quel meraviglioso mattino di Aprile. Preghiamo perché questo possa avverarsi. Luisa Cassani Nattero in Rossi Solo alla fine del Cinquecento o nei primi anni del Seicento vengono eseguiti gli ordini di Mascardi e costruite le tre entrate. Da quel momento cessa di esistere il cimitero rivolto verso l’attuale piazza S. Ambrogio e si crea nel 1638 il bel ciottolato a rissêu, recentemente rimesso a nuovo. Nasce, tuttavia, una difficoltà. Sul portale maggiore è ben visibile una data: 1511. È logico pensare che al termine della ristrutturazione della chiesa, avvenuta nella seconda metà del Quattrocento, il portale artistico ornasse l’entrata di via Mazzini e che sia stato spostato dopo la creazione delle nuove aperture nella posizione attuale. I passaggi da un luogo all’altro di manufatti artistici, allo scopo di ornare un edificio importante o di liberarsi di elementi non più necessari, è un’operazione comune a tutte le epoche. Nell’abside della chiesa di S. Ambrogio domina maestosa l’immagine del nostro santo patrono. Il fedele che entra dal portale maggiore si trova immediatamente di fronte a questo gigante di santità, rappresentato seduto su un trono, che reca nelle mani il flagello, usato contro gli ariani, e il pastorale segno della dignità vescovile. Secondo i critici d’arte questa immagine risa- Rovere del fu Giorgio che promette di presentarsi il giorno seguente ad Alassio e di andare dai massari Nicolosio Scofferi, Andrea Freghetti e Stefano Bonorino per concordare la creazione di una pittura nella chiesa di S. Ambrogio, sulla volta, secondo il decreto di Mascardi: la figura di S. Ambrogio sia centrale e dominante nel dipinto, che può avere le proporzioni definite dallo stesso pittore. Il disegno complessivo deve rispondere ai desideri dei suddetti Nocolosio e soci. Il compenso è stabilito in complessive Lire 80. Il pittore riceve subito L. 40; il resto a lavoro ultimato. Il 23 luglio, dopo soli venti giorni, l’opera è pronta, come attesta l’atto conclusivo in cui il massaro Stefano Bonorino versa a Bartolomeo Rovere le restanti Lire 40. Questa è la documentazione. Gli esperti sostengono, come si è detto, che il S. Ambrogio che vediamo dominare in coro, pieno di dignità e di zelo pastorale, è opera di un artista di fine Seicento; ma recenti restauri del quadro hanno fatto intravvedere al di sotto dell’attuale un dipinto più antico. Forse è quello di Bartolomeo Rovere. Giovanni Puerari alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:01 Pagina 5 Giovedì 17 Novembre 2011 5 «L'ALASSINO» Calamità naturali? Rubrichetta mensile - Un ricordo per... “Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità”. Cari amministratori, parto dalle parole di A. Carrel, riprese da Don Luigi Giussani ne “Il senso religioso”, per darvi un umile consiglio, rispetto ad un problema di gestione del nostro territorio, segnatamente alla piana di Albenga. Sono di povere origini contadine, ma grazie a ciò e all’educazione cristiana ricevuta non riesco a non partire dalla realtà (che ci circonda!) per dare un giudizio su tutto. In questo caso trattasi della a dir poco incosciente politica di governo delle acque a cominciare dalla pulizia dei canali di scolo, dei vari ruscelli più o meno piccoli, delle cunette, dei tombini... etc, per finire alla pulizia dei fiumi (vedasi Arroscia, Centa, Neva,... ). Basta fare un giro nel nostro territorio, tenendo gli occhi ben aperti, per rendersi conto di quanto dico. Le responsabilità sono di tutti, dal cittadino eo contadino che non pulisce i canali, i tombini e le cunette private, fino alla Pubblica Amministrazione che ha abolito, molti anni fa, i cantonieri (facendo i conti oggi, dei danni derivati dall’assenza dei cantonieri, probabilmente si scoprirebbe che i costi hanno superato di gran lunga il risparmio!) e che non si cura della pulizia dei torrenti e dei fiumi. E non mi si dica che la colpa dei disastri idrogeologici è dovuta all’abbandono della montagna o dei cambiamenti climatici (è vero solo in parte!). Ben più grave, a mio parere, è la responsabilità di certa politica, che pur di accattivarsi il consenso di pseudo-ambientalisti (e dei loro amici votanti!) ha avvallato certe tesi di non pulizia dei fiumi. La scusa è che la vegetazione all’interno dei greti è spontanea e quindi non va toccata e la cosa più assurda è che si è arrivati a sostenere che togliere la ghiaia dai fiumi equivale a depauperare il territorio, considerandolo alla stregua di un furto. Parlo ancora nei panni di ligure, amante del proprio territorio. I miei vecchi mi hanno insegnato, che la cura della terra parte dalla pulizia (iniziando dalla montagna!) dei sentieri, degli scoli, delle cunette, fino ai fiumi. Molti anni fa era normale fare tutto ciò. Nell’entroterra c’erano le così dette “giornate comandate” dove tutti, a turno, partivano zappa in spalla per pulire i canali di scolo. Si raccomandavano, soprattutto, di togliere dal greto dei ruscelli, qualsiasi cosa che potesse limitare o bloccare il deflusso delle acque. Eppure erano persone ignoranti, ma ricche di esperienza, e sapevano che se non pulivano mettevano a rischio il territorio e le loro stesse vite. Oggi le strade, i canali e i fiumi sono usati come discariche e in più non ci curiamo di pulirli. La cosa più assurda, come ho già detto per i fiumi, è che nell’odierno mondo supertecnologico, pieno di persone “colte”, addirittura si teorizza il contrario. Desidero lanciare un allarme nell’immediato, per la piana di Albenga. Se fate un giro lungo il Centa e l’Arroscia fino a Ortovero, oppure lungo il Neva, fino a Cisano capirete quanto sto per dirvi. I letti, dei sopracitati fiumi, sono pieni di vegetazione spontanea che in alcuni casi ha assunto le dimensioni di veri e propri alberi, creando dei piccoli boschi, e in più c’è una quantità enorme di ghiaia. Io non sono un esperto ma sono certo che, quando avverrà un evento simile al 94, Albenga si troverà sott’acqua. Se poi analizziamo i dati statistici e se ragioniamo sul fatto che non piove da molti mesi i tempi po- trebbero essere vicini. Dirò alcune cose a supporto della mia tesi. Primo: gli alberi che nascono nei fiumi affondano le loro radici nella ghiaia e nel limo, e quindi sono destinati a sradicarsi con la prima ondata di piena. Secondo: Tutti sanno che il famoso “ponte rosso” non ha più piloni. Da una parte questo è un bene perché la vegetazione sradicata non si ferma più, ma dall’altra l’acqua acquista maggiore velocità. Il problema è il ponte a valle della ferrovia, ricco di piloni. Immaginate l’impatto di centinaia di alberi, arbusti e canne che si abbattessero su di esso. Cosa succederebbe? Resisterebbe all’impatto? O peggio! Piuttosto non farebbe da diga? Causando (Dio non voglia!) l’esondazione del Centa? Un piccolo esempio! Pochi giorni fa c’è stato un forte temporale nell’entroterra di Finale e nei giorni successivi le spiagge di Alassio, Laigueglia e Andora (più in la non so!) si sono riempite di arbusti, alberi e canne. E si è trattato solo di un temporale! Terzo: L’Arroscia tra Albenga e Ortovero è pieno di ghiaia. Siamo sicuri che sia un bene in caso di forti piogge? La mia ignoranza mi dice che ogni metro di ghiaia in più nel letto fluviale corrisponde ad un corrispondente minor deflusso di acqua. Calcolando la larghezza media del fiume in almeno 100 metri non mi sembra poco. (A meno che non si voglia aumentare ancora l’altezza degli argini!?) Mi si dirà che oltre alle paure degli “ambientalisti” esiste anche un problema di soldi che mancano o che il territorio non riceve dallo Stato. Ma nel caso di un’alluvione i cittadini a chi si rivolgeranno? Chiederanno i danni agli ambientalisti? Oppure, cosa più probabile, interverrà lo Stato, mettendo, come al solito, le mani nelle nostre tasche? Chiudo con una nota positiva. Sono un alassino e devo segnalare l’opera di un vero ambientalista. È una persona anziana, che da alcuni anni mantiene pulita la strada panoramica che conduce ai ruderi di S. Bernardo (trattasi di oltre 4 km!). Credo che ciò avvenga per pura iniziativa personale e all’insaputa della pubblica amministrazione. L’omino, da solo e con tanto di zappa e rastrello (che credo nasconda nella vegetazione!), ogni giorno fa un tratto di strada, pulendo accuratamente le cunette, i tombini e i bordi. Che bel esempio civico! Mi ripropongo sempre, quando lo vedo, di ringraziarlo, poi per la solita fretta non lo faccio. Credo che tutti gli abitanti di questa strada dovrebbero ringraziarlo, perché è grazie a lui se in caso di forti piogge non avremo danni. Concludo con un augurio. Auguro a me stesso e a tutti di avere uno sguardo attento alla realtà, e quindi su tutto ciò che ci circonda, come questo piccolo omino che ogni giorno occupa il suo tempo per rendere migliore il nostro ambiente, che è dono di Dio, e che dobbiamo difendere, come recentemente ci ha ricordato il papa. Solo così avremo un territorio a misura d’uomo, accogliente e sicuro. Questo è vero ambientalismo, fatto non di parole e di demagogia (troppo ragionamento!), ma di opere concrete. Forse gli uomini di oggi (nel caso specifico i nostri amministratori!) avrebbero bisogno di stare un po’ meno alla scrivania e negli uffici - teorizzando di mondi virtuali - muovendosi di più, in mezzo alla gente del territorio (informandosi e chiedendo consigli!) e alla natura, guardando attentamente la bella realtà che ci è donata. Riflettiamo tutti! Danilo M. Alassio 20-10.2011 Scuola elementare “Villa Bice” - Anno scolastico 1954 / 55 - Classe 4 a - Maestro: “Emanuele Bonavia” 1a fila in alto da sinistra: Domenico Gallizia - Sergio Grusmeroli - Loris Baudoino - Francesco Foresti - Franco Pelle - Fernando Bottello - Francesco Sibello - “?” - Giovanni Simondo - Giuseppe Schivo - Giovanni Cristiani - “?” - Enrico Ramasso. 2a fila: Domenico Bogliolo - Luigi Secondo - Giorgio Cerasa - “?” Giorgio Chirivì - Mario Antoniolli - Bruno Castagnino - Gerolamo Veneziano - Aldo Molina - Sergio Ramasso. 3a fila: Antonio Falcone - Giorgio Arrigo - Domenico Laguardia - Giovanni D'Andrea - “?” - Giancarlo Ciabini - Romeo Gabellone - Armando Migliorini. UN LUNGIMIRANTE AUTORE Tra i vari e vecchi libri che parlano della nostra Alassio, ne vogliamo ricordare uno (oggi conservato nella biblioteca A.V.A.) che fu stampato nel Giugno del 1911, esattamente cento anni fa nella tipografia della Gioventù di Genova e dal titolo “Alassio nelle origini” il cui autore Federico Lip. In queste pagine dimostra un particolare interesse-amore per la nostra città, sia con riferimenti storici anche attinti da autori quali Giancardi o il Gallo e trattati, a volte, pure con senso critico, o propri, spesso non scevri da fronzoli mitologici. Ma, poiché meno noti, ci preme sottolineare, per chi avrà il piacere di consultarlo, alcuni capitoli del libro di interesse più generale, in particolare “topografico” (quale descrizione esatta di un determinato paese); “toponomastico” (relativo all’origine dei nomi e dei luoghi) e “topologico” (conoscenza e studio dei luoghi). Dettagliatamente, troveremo nella lettura, un interesse particolare per il nostro entroterra che l’autore, con spirito lungimirante e senza remora alcuna collega e per svariati motivi all’avvenire e al progresso di Alassio. Ma l’avvedutezza del “Lip” andò bel oltre trattandosi di un Alassio di cento anni fa, ossia ai primi albori di quella che, cogli anni, sarebbe diventata la sua vocazione turistica tanto da farlo scrivere, tra l’altro, nell’appendice “per l’avvenire di Alassio - cap. XII”. La galleria di allacciamento con Bossoleto: «Inoltre, per parlare di cose principali, si avvererebbe un sogno di reciproca utilità, dalla parte di Bossoleto. L’edilizia richiede sempre di più e di meglio, tanto dal lato della salubrità, che della spesa necessa- ria a costruire ed alle esigenze del vivere. La cura idroterapica prende uno sviluppo di primaria importanza; tutti sentono il bisogno di rinvigorire la salute, di chiedere al mare la giovinezza, straziata dal tormentoso, vorticoso vivere dei nostri tempi. Come provvedere? Ecco la piana orticola di Bossoleto, accessibile a tutte le borse. Ecco che per la via del Tirasso tornano i Liguri al mare, con piccola spesa. Coloro che amano la campagna e il mare possono godere contemporaneamente d’una cosa e dell’altra. Con qualche soldo di tram il problema è sciolto. Credete che non v’ha di meglio che allacciare Alassio a Bossoleto colla galleria del Tirasso. Perchè a Bossoleto si può facilmente costruire un’altra cittadina che rispecchi l’economia, la salubrità campagnola, integrata colle comunicazioni al mare... (...) Come Bossoleto, i paesi circonvicini sono propensi ad entrare in combinazione col centro alassino, che attrae e affascina. La presente generazione è innamorata di Alassio, non tanto per l’ospitalità che accorda al forestiero, quanto per affetto alle tradizioni antiche e recenti». Oggi, malgrado la differenza dei tempi, noi ben sappiamo come quelle futuristiche previsioni si siano in parte avverate. Il “Golf” di Garlenda, l’Aeroporto di Villanova, la stessa Aurelia bis e quant’altro, sono realtà proprie dei nostri giorni che, se amministrate e sfruttate a modo, possono ancora dare molto al nostro paese e non solo che sarebbe, poi, quello che già allora sognava il nostro sagace quanto sconosciuto Autore. G. C. per l’A.V.A. Fiocco Azzurro La cicogna, voleggiando su Alassio ha fatto nuovamente visita ai coniugi Vaccarezza per la felicità di mamma Diana, papà Enrico e particolarmente del piccolo DANIEL per l’arrivo del fratellino MARTINO e per la gioia dei nonni Clara, Alvaro Ottero, Maria e Pierino. L’A.V.A. porge alla famiglia le più vive felicitazioni e augura al NEO-ALASSINO una vita serena. Lions Club Alassio “Baia del Sole”: un aiuto per i nostri bambini in difficoltà Venerdì 21 ottobre 2011 al Diana Grand Hotel di Alassio la Presidente Gianna Maria Croatto ed i soci del Lions Club Alassio “Baia del Sole” hanno organizzato un inter-meeting con altri Lions Club del ponente ligure durante il quale si sono ascoltate le parole e le testimonianze della Dottoressa Giuliana Tondina e del Dottor Giampiero Cavatorta, giudici operanti presso il Tribunale per i minori di Genova. La serata, facente parte di un più ampio progetto del Club per l’aiuto ed il sostegno della Casa Famiglia per l’Accoglienza dei minori delle Suore del “Santo Natale”, ha consentito ai partecipanti di capire l’importanza e l’utilità della pratica dell’Affido, inteso come utile mezzo sociale laddove purtroppo vengono a mancare le condizioni necessarie perché un minore rimanga nella sua famiglia originaria. La dott.ssa Tondina nel suo intervento ha infatti voluto precisare come la famiglia d’origine è intesa come risorsa primaria indispensabile per il benessere e la crescita psico-fisica del bambino e pertanto in suo favore debbano sempre essere realizzati interventi di sostegno e di aiuto. Quando, nonostante tali azioni, il nucleo famigliare non è più in grado di provvedere alla crescita e all’educazione del minore, si ricorre, a seconda dei casi e delle specifiche esigenze all’adozione; all’affido familiare o all’ingresso in strutture laiche e religiose. Spesso proprio la difficoltà di applicare l’affido a causa di un difficile approccio progettuale, che non si basi sulla sola assistenza, hanno fatto crescere la necessità di avere ambienti come le Case Famiglia pronte ad intervenire in tutti gli aspetti del progresso del minore. In quest’ottica il Dott. Cavatorta presentando alcuni casi ha portato ad esempio la Casa del “Santo Natale”, che è un’opera ed un servizio di notevole rilevanza per la nostra comunità ligure, divenuta per i bambini ed i ragazzi ospitati vera famiglia di riferimento che provvede a tutte le esigenze dando, per quanto possibile, la dimensione di una vita regolata ed affettivamente significativa cercando di sostenere ed alleviare il dolore e la sofferenza di essere distanti dai propri genitori. Nella struttura di Ceriale svolge un ruolo straordinario Suor Valeria che, in compagnia della consorella Suor Dina, ha preso parte all’incontro portando il racconto della sua esperienza caratterizzata da tante gioie e soddisfazioni ma anche, purtroppo, da molteplici difficoltà. Un grande aiuto è sicuramente rappresentato dall’azione dei volontari che con la loro partecipazione e solidarietà consentono di portare avanti l’azione dell’Opera. A tal proposito il Lions Club Alassio “Baia del Sole” e la sua associazione giovanile il Leo Club Alassio “Baia del Sole”, opereranno il più possibile per essere d’aiuto ai bambini e alle suore del “Santo Natale”. Lions Club Alassio “Baia del Sole” MERCATO SETTIMANALE Nuova collocazione, ma… nuovi problemi Da alcuni giorni, sui media e in ambienti comunali,circola voce di un futuro possibile spostamento del mercato settimanale dagli attuali spazi di via Pera alla zona di corso Europa. Premesso che la sede attuale dopo l’apertura dell’Aurelia bis non sembra certamente una collocazione ottimale, riteniamo che anche la nuova così prevista, non presenti tutti quei requisiti idonei a soddisfare tale esigenza. Alassio dispone solamente di due direttrici di traffico e chiuderne una, anche solo per un giorno alla settimana, peraltro il sabato, creerebbe non pochi inconvenienti in particolare durante la stagione estiva. Si andrebbe così a congestionare la via Aurelia e a bloccare, an- che se solo per una giornata, un’intera area cittadina che in caso di non augurata necessità, sarebbe difficilmente raggiungibile dai mezzi di soccorso. Non dobbiamo inoltre tralasciare, considerato che siamo un paese a sola economia turistica, che in zona sono ubicati alcuni importanti alberghi, che vedrebbero penalizzata la loro attività e in momenti di crisi quale quella attuale, potrebbero innescare pericolose conseguenze economiche. Non dimentichiamo peraltro che i più importanti e conosciuti mercati risultano ubicati in piazze con validi requisiti commerciali. In conclusione non vorremmo che con l’ipotizzato spostamento si cadesse dalla padella alla brace. alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:01 Pagina 6 6 «L'ALASSINO» BANDA CITTÀ DI ALASSIO Un anno interessante Il Complesso Musicale alassino anche nel 2011 si è distinto per la solerte partecipazione ad eventi di rilievo e per l’impegno dimostrato nell’esecuzione. All’inizio dell’anno ha sfilato in occasione degli auguri alla città e per la festa della Befana, con il tradizionale coinvolgimento della banda di Nichelino, formando un bel “bandone” di oltre settanta musicanti. Ha partecipato al Baby Carnaval estivo in versione patriottica. Ha richiamato l’attenzione della cittadinanza per la festa di S. Pietro e per l’inaugurazione dei giardini di levante al conte Luigi Morteo. gliato a fondo e sono emersi l’Ouverture dei Vespri Siciliani, la Sinfonia del Nabucco, oltre ai celebri corali “Va pensiero” e “O Signore dal tetto natio”. Toccante è stato il finale di ogni concerto. Tutto il pubblico era in piedi e si sono visti tanti occhi lucidi all’apertura di un’enorme bandiera tricolore che si stava srotolando sulle note dell’Inno Nazionale Italiano. In occasione della festa della Madonna del Soccorso la banda ha voluto offrire ai Padri Cappuccini un concerto per rimarcare l’affetto e l’apprezzamento a padre Walter, in partenza per la ca- Giovedì 17 Novembre 2011 Ivo Brancaleoni, MODA IN RIVA AL MARE maestro di vita e di calcio Alassio, Bagni Selin, 1/10/2011: Il lungo protrarsi della stagione estiva ha invogliato alcuni commercianti ad organizzare una sfilata di moda alla luce del sole, quindi in spiaggia. Un successone di pubblico. Modelli: tutti bambini, ragazzi e ragazze di Alassio. Ospite d’onore anche di Alassio: il cantautore Franco Fasano. Festa del Volontariato La Banda “Città di Alassio” in concerto. Nel campo religioso la sua presenza viva e concreta ha dato alle festività quel particolare tono di serenità e di gioia necessario per equilibrare i momenti di preghiera e di meditazione. In ogni occasione importante della vita parrocchiale, la banda ha prestato il suo contributo attirando l’attenzione dei fedeli e sollecitando il raccoglimento. Ha fatto la parte del leone durante i festeggiamenti di S. Anna, offrendo la sua collaborazione nelle serate di preparazione all’evento. I concerti in piazza Partigiani, nei giardini del Comune alla presenza di Matteo Monti presidente del Consiglio Comunale di Alassio e di molte altre autorità cittadine sono stati un’occasione per rimarcare le celebrazioni dei centocinquant’anni dell’unità d’Italia. Il repertorio musicale ottocentesco, in special modo quello verdiano, è stato scanda- sa francescana di Sanremo, e per ringraziarli della disponibilità di parcheggio per le uscite di inizio anno. Da ormai più di dieci anni la banda ha portato con successo e onore il nome di Alassio nell’entroterra di Imperia, Diano, Albenga e Pieve di Teco con innumerevoli servizi e con il tradizionale concerto a S. Bartolomeo al Mare. Un plauso va rivolto a tutti i musicanti che hanno dedicato le loro domeniche a tali trasferte. La cultura, l’arte e l’impegno civile, supportati da una presenza giovanile considerevole e ben preparata, dalle scelte coraggiose del maestro, Giovanni Puerari e dalle capacità organizzative della presidente, sono stati sempre il distintivo della banda cittadina in ogni momento della sua attività. Osteria “I Matetti”, 25-10-2011: Giorgio Mordente e Gianni Formento consegnano a Ivo Brancaleoni il “Matetto d’oro”. FOTO SILVIO FASANO PRESSO “CASA DEL DISCO” Domenica 6 Novembre si è svolta la giornata dedicata al Volontariato Alassino. Alle ore 11,00 si sono ritrovate nella chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio le numerose Associazioni presenti in Alassio. Una festa voluta dal Comune di Alassio, Assessorato alle Politiche Sociali, motivata dal continuo e indispensabile sostegno che la comunità Alassina beneficia grazie ai volontari appartenenti alle varie Associazioni. La Santa Messa è stata officiata dal pre- Mutuo Soccorso di Moglio - Soc. Agricola Mutuo Soccorso di Solva - Alpini - Associazione Vecchia Alassio - Amici Padre Hermann - Carabinieri in Congedo - Comando Carabinieri Capitaneria di Porto - Banco di Solidarietà - Azione Cattolica Ass. Padre Pio - Ex Allieve F.M.A. - Protezione Civile e Salvamento - La Grotta - Banda della città di Alassio - Mamma Margherita Volontari Pulizia della Chiesa Amici della Madonna della Guardia - Avis - Corale della Renata Vallò Il parco pubblico di villa Friske “Costa Lupara” Alassio, 25-10-2011: Festeggiato all’Osteria dei Matetti l’ex giocatore alassino del Torino anni 50/60 Ivo Brancaleoni (allora compagno di squadra di Enzo Bearzot). Per lui le vecchie glorie delle squadre del Ponente (tra queste anche il sindaco Roberto Avogadro e il PM Alessandro Bogliolo) hanno organizzato una cena/festa. I titolari de “I Matetti” Giovanni Formento e Giorgio Mordente gli hanno conferito “Il Matetto d’oro” e Pinuccio Cazzaniga (nella foto) gli ha dedicato una poesia in dialetto alassino. FOTO SILVIO FASANO PRESSO “CASA DEL DISCO” Il presidente A.V.A. Gianni Giardini ritira il ricordo consegnato dal prevosto Mons. Angelo De Canis. Au grande Ivo L’ingresso al parco con gli orari di visita. Quarcòsa de càusi au balùn e ammu tirau, a l’uratòriu de pigernò doppu avé studiàu. Poi, ciù bròvi o ciù grammi, a ina çerta etài, au campu spurtivu e semmu tutti picai. Desandiài, aggenai, cin de pure, u l’é lì che t’ammu cunusciüu cumme u nosciu allenature. Mister Ivo Brancaleun, ün veru eroe pe tutti nui garsùi. Ün ommu grande e grossu, galantommu, ün pò severo, in tutti i moddi raru, sc-céttu e sinceru. Nòsu cu assumea a ün picussìn, i te l’a n sciappau quandu ti zigòvi in tu Türin. De là da muscione a zigò au balùn, ti ei eiscì stau pé nui maìsciu de edücassiùn. Quanta pasiensa e ure da to vitta ti n’ai regalau, cumme un segundu pare pommu dì che ti ei stau. Zògaù in serie “A”, allenature, poi pitù, eiscì villan, in te tère de Armu e tra Arasce e Arbenga, delongu cun a sappa in mano Aura che ti ei andau in pensciùn, çerca de gudìte a vitta da pelissùn. Pe nui tütti ancòi a l’é ina grande suddisfàssiùn, pué dì d’ avé zigau in te ina squaddra allenò dau nosciu Amigu e Maisciu Ivo Brancaleùn. vosto Mons. Angelo De Canis che nella sua omelia ha ricordato l’importanza dell’impegno delle Associazioni nel tessuto cittadino, della spontaneità, generosità e altruismo di persone verso il loro prossimo sostenute dalla fede cristiana. Al termine della Santa Messa, il prevosto, ha personalmente ringraziato le Associazioni intervenute: Croce Rossa - Croce Bianca Confraternita S. Caterina - Soc. Mutuo Soccorso Alassio - Soc. Chiesa - Unitre, consegnando loro il volume sulla storia della Parrocchia in “ricordo” della manifestazione. Durante la celebrazione della Santa Messa, sono stati raccolti fondi per l’aiuto alle popolazioni vittime delle alluvioni, quanto incassato sarà consegnato alla Caritas che provvederà all’inoltro. Grazie a tutti e arrivederci al prossimo anno. Fal/. Per l’AVA. Pinuccio Una veduta (parziale) del parco. L’Associazione Vecchia Alassio si congratula con il signor Ivo Brancaleoni allenatore per anni delle squadre alassine in particolare delle giovanili. Grazie Ivo. Foto ricordo delle Associazioni di Volontariato alassine. alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:03 Pagina 7 Giovedì 17 Novembre 2011 Un corso da tecnico TV per i bambini della scuola elementare di Cisano sul Neva che per l’ingresso del digitale terrestre avranno il compito di sintonizzare le televisioni di nonni e vicini di casa Cisano sul Neva 21 ottobre 2011. Bambini entusiasti e alunni dell’istituto tecnico “Galileo Galilei” docenti per un giorno nell’ambient space dedicato all’ingresso del digitale terrestre nell’entroterra ingauno. Si è concluso con successo il progetto didattico rivolto agli alunni della scuola elementare “G. 7 «L'ALASSINO» Ricordo artistico di un Alpino UN BENEFICO “DELITTO” Sabato 22 ottobre si è svolta, nel salone parrocchiale di S. Ambrogio una “cena con delitto” a cui hanno partecipato circa 140 persone. po di lucro affiliata al centro culturale “L’umana avventura”, che mette a disposizione il suo, a dir poco dilettantistico, talento, per collaborare alla realizza- getto, predisposto dai docenti dell’Istituto Tecnico Industriale “G. Galilei” e supportato dagli alunni e dalle stewardess dell’ambiente del corso turistico dell’Alberghiero di Alassio, ha previsto una serie di laboratori didattici. La manifestazione, svoltasi in piazza Gollo, dalle ore 9,30 alle La recita e la cena nel salone. Comanedi” che da oggi, grazie al corso sul digitale terrestre, sono pronti per una nuova “mission”: aiutare nonni e vicini di casa a risintonizzare il proprio televisore. L’iniziativa, organizzata dal Comune di Cisano sul Neva, in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Giancardi - Galilei – Aicardi”, “Aimeri ambiente” e “Unieuro”, oltre al tema del “passaggio al digitale” ha trattato argomenti quali il riciclo del materiale e delle attrezzature elettroniche. Il pro- ore 12,00, è stata finalizzata al recupero e al corretto smaltimento dei rifiuti solido urbani con info-point dedicati al riciclo dei vecchi computer e dei televisori analogici. Come sottolineano il dirigente scolastico Salvatore Manca e il vice sindaco di Cisano sul Neva Sergio Pertuso, “è importante investire sulle nuove generazioni per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e cogliere ogni occasione per rafforzare nei giovani l’etica della responsabilità nella società civile”. PROTEZIONE CIVILE Un opuscoletto, più che altro un vademecum, facile da consultare, per sapere come comportarsi correttamente nei momenti di allerta meteo. È stato realizzato dall’Assessorato alla Protezione civile del Comune, inondazione, l’opuscolo verrà affisso proprio negli ingressi. Nel pieghevole, facile da consultare, viene spiegata cos’è un’allerta meteo ed elencati i comportamenti che devono essere tenuti in caso di emergenze, si guidato dall’assessore Loretta Zavaroni, in collaborazione con la Protezione Civile della Regione Liguria. Il pieghevole verrà presto distribuito ai cittadini di Alassio, sensibilizzando anche i bambini delle scuole. Ma non solo. Nei palazzi di Alassio, soprattutto quelli più a rischio di prima dell’evento atmosferico che durante lo stesso. Viene sottolineata, ad esempio, l’importanza di ascoltare attentamente le indicazioni fornite dalla Protezione civile ma risulta altrettanto importante non usare il telefono, se non per le comunicazioni di emergenza. Il nostro Socio Mastroianni Giuseppe (Pino) ha eseguito un pregevole lavoro su legno d’olivo in ricordo dello zio: Caporal Maggiore alpino MILLO Mastroianni deceduto in Bielrussia. L’opera è stata da lui donata all’A.N.A. di Alassio per la nuova sede di Via Robutti. 4a FESTA DELLA COLLINA (segue dalla prima pagina) Nonostante il vento fortissimo buona la partecipazione alla camminata, circa 70 persone tra cui molti bambini con tutta la famiglia. Bellissimo e poco conosciuto il percorso, una vera scoperta e per la ricchezza di vegetazione e per la eccezionale panoramicità su tutto il golfo alassino. All’arrivo ci aspettava un gruppo Alpini sezione di Alassio e il gruppo Ares oltre a molta altra gente che si era attivata per la preparazione della merenda. Una festa semplice ma in allegria gradita dai grandi ma moltissimo anche dai bambini. I doverosi ringraziamenti a tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione, Loretta Zavaroni e Alessandro Scarpati per il Comune, l’Associazione Albergatori, Hotel dei Fiori, Hotel Corso, Hotel al Mareche ci hanno offerto pizze e focacce, Arecco Marilena per l’ottima torta, le crostate della SOMS Moglio, la Soams di Solva, il gruppo Bike per le bruschette e gli Alpini che avrebbero voluto farci le caldarroste ma che hanno dovuto rinunciarci per il vento che vietava l’accensione dei fuochi. Grazie a tutti e… appuntamento in primavera. AVA Alassio in cornice L’iniziativa è stata realizzata dalla Confraternita di S. Caterina in collaborazione con il centro culturale “L’umana avventura”. Non è la prima volta che le due realtà collaborano, ma questo è stato sicuramente il gesto più impegnativo mai realizzato. La serata, infatti, non sarebbe stata possibile senza la grande generosità dei confratelli, e soprattutto delle loro signore, che hanno deliziato gli ospiti con un menù degno di un ristorante di grido, come riconosciuto da tutti i presenti. Tra una prelibatezza e l’altra la compagnia “Bravi… da morire” ha messo in scena un lavoro dal titolo “un uomo misterioso”, che univa, agli elementi del giallo classico, anche diverse note comiche. I commensali, divisi in squadre, hanno partecipato attivamente alle indagini, condividendo con il detective tutte le informazioni riguardanti il caso ed interrogando direttamente i sospettati. I componenti del gruppo che è giunto per primo ad individuare l’assassina, hanno ricevuto un simpatico omaggio floreale. La compagnia “Bravi da morire” è un’associazione senza sco- zione dei progetti di AVSI (associazione volontari per il servizio internazionale). Questa fondazione è un’organizzazione non governativa, nata nel 1972 ed impegnata con oltre 100 progetti in 38 paesi del mondo. La sua missione è promuovere la dignità della persona attraverso attività di cooperazione allo sviluppo, con particolare attenzione all’educazione, nel solco dell’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica. In particolare in Africa gestisce il campo profughi di Dadaab in Kenia, uno dei più grandi del mondo, dove si rifugiano le popolazioni in fuga dalla siccità che colpisce il Corno d’Africa; ed è proprio per far fronte a questa emergenza che grazie alla nostra iniziativa sono stati raccolti 1.900 €. Approfittando di questo spazio la Confraternita di S. Caterina d’Alessandria e gli amici della compagnia e del Centro culturale, ringraziano la Parrocchia di S. Ambrogio per la preziosa collaborazione, la Pescheria Bongiovanni e tutti gli intervenuti per il contributo apportato e danno appuntamento alle prossime iniziativa. N.P. alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:04 Pagina 8 8 «L'ALASSINO» LETTERA DALLA GERMANIA Alassio: un amore che dura da una vita... e prosegue Pubblichiamo volentieri questa lettera di un turista tedesco indirizzata al nostro concittadino Luciano Berretta (e a suo fratello Mario). Descrive la storia di una vita e di un’amicizia che dura da 53 anni (e in parallelo l’amore per Alassio). Ci paiono molto interessanti i cambiamenti che ha fatto la nostra città, in questo lasso di tempo, visti da uno straniero e la ricchezza di particolari curiosi. La lettera è stata scritta in tedesco e la traduzione leggermente riveduta nella forma. Mio caro Luciano, vorrei scriverti la storia della mia vita, di come sono venuto ad Alassio. Sono nato in un paesino al confine tra quella che oggi è la Repubblica Ceca e la Germania, a pochi chilometri da Pilsen. Alla fine della guerra - nell’ottobre 1945 – siamo stati deportati in una zona interna della Cechia e lì siamo stati per otto mesi ai lavori forzati. Avevo 10 anni. Poi ci hanno portato in Germania, vicino a Rosenheim (Baviera), in un paesino chiamato Riedering. È qui che tu e Mario, amici miei, mi avete visitato spesso, dato che vi ho vissuto dal 1946 al 2003. Vi ricordate la pensione Schiessel, dove avete alloggiato? Bene, la gente di Riedering veniva apposta alla pensione per vedere come erano fatti gli italiani, dato che molti non ne avevano mai visti. Dicevano: “sono fatti come noi, solo che parlano in modo diverso!” Nel 1950 ho cominciato ad imparare il mestiere di sarto, come mio padre. Negli anni ’50 l’Italia andava di moda in Germania grazie alle canzoni di Vico Torriani, Caterina Valente e ai film di Gina Lollobrigida e Sophia Loren. Chi aveva possibilità economiche andava a Roma e sull’Adriatico. Io avrei tanto voluto viaggiare e andare lontano: tra il 1950 e 1956 girai mezza Germania in bicicletta. Ma il mio cuore mi spingeva verso l’Itala, così io e un mio collega decidemmo di fare un viaggio nel vostro paese. Ci recammo in un’agenzia per avere delle informazioni. Ci diedero dei cataloghi. La destinazione principe per il mare era Rimini, ma noi decidemmo per Alassio. Dato che ero sarto, feci qualche vestito per me e per il mio amico da portarci in Italia, ma una volta arrivato ad Alassio mi accorsi che erano troppo pesanti! Poi il mio amico, tre giorni prima della partenza, mi disse che non aveva soldi e non poteva partire: io invece ero deciso a partire a tutti i costi e partii da solo. Il viaggio in treno andata e ritorno mi costava 60 Marchi. All’epoca guadagnavo 160 Marchi al mese. Alla biglietteria di Rosenheim c’era davanti a me un uomo che acquistava un biglietto per Montecarlo e pagò 75 Marchi: la cosa mi impressionò molto. In più quando cambiai i Marchi in Lire e mi diedero 72 Lire per un Marco, mi resi conto di quanto sarebbe stato caro quel viaggio, perché la vita in Italia era più costosa che da noi: a Riedering 1/2 litro di birra costava 50 Pfennig (centesimi di marco), ad Alassio per 1/4 di birra pagai 350 Lire (:72 = 4,86 Marchi!!). In treno c’erano molti tedeschi, la maggior parte venivano da Berlino ed erano stati in Italia diverse volte. Già perché a Berlino all’epoca non si pagavano tasse e in Germania Ovest ogni lettera si affrancava con 2 Pfennig, che andavano in un fondo per la ricostruzione di Berlino: Però nel 1950 a Berlino c’erano già 350 milionari!!! Poi finalmente partii: me lo ricordo come fosse ieri. Era il 10 agosto 1955. Ero molto eccitato. Il treno partì alle 20.00 da Rosenheim: prima fermata a Kufstein e controllo passaporti. Ero stato il primo della mia età a Riedering ad avere il passaporto. E sul Brennero ecco il mio primo timbro per l’entrata in Italia: ne ero molto orgoglioso e conservo ancora questo passaporto. Sul versante italiano c’erano molti Carabinieri e Alpini a presidiare le stazioni e i cavi elettri- ci, dato che all’epoca c’erano stati molti attentati degli altoatesini (“Südtiroler”) contro obiettivi italiani. A Verona dovetti cambiare treno e fu una vera avventura: non capivo una parola, dicevo Milano e mi rispondevano, ma non capivo, finché gni della famiglia De Michelis, i bagni “Minerva”. E alla spiaggia c’erano anche tre tedeschi: pensavo fossero una famiglia, invece erano madre, figlia e amante della madre. Poi conobbi altri amici di Milano e di Torino. Tutti erano molto gentili con me. Mi Panorama di Riedering. un signore gentile scrisse su un foglietto il numero 12 e mi indicò il binario e poi di nuovo il foglietto, allora capii. Il treno per Milano era a vapore. A Milano dovetti cambiare nuovamente. Faceva molto caldo, mi asciugai la fronte e mi guardai intorno. C’era un gruppo di italiani che mi guardavano, mentre cercavano di rinfrescarsi usando dei giornali a mo’ di ventaglio. Mi fecero cenno di avvicinarmi: mi diedero un giornale così che anch’io potessi farmi fresco e mi parlavano come fossi uno di loro. Io non capivo niente, ma scuotevo sempre la testa come per dire “si”. Poi mi hanno chiesto qualcosa e io ho scosso la testa, allora si sono meravigliati e hanno ripetuto la domanda e io ho fatto cenno di si con la testa: uno mi ha dato una pacca sulla spalla e mi ha detto “bravo!”. Questo è stato il primo segno di un destino a me favorevole in Italia, ma di questo parlerò ancora dopo. Il treno per Genova era strapieno. Mi sedetti sulla valigia nel passaggio di comunicazione tra un vagone e l’altro. Ero così stanco che mi addormentai. Quando mi svegliai vidi che nel vagone accanto c’erano due posti liberi, mi sedetti vicino al finestrino e lo spalancai per avere un po’ d’aria. Ad una curva vidi uno degli italiani che mi avevano dato il giornale, anche lui non aveva posto a sedere: gli feci cenno e gli indicai il posto vuoto; lui capì, venne subito e continuava a parlarmi, finché si accorse che non lo capivo. Gli mostrai il mio dizionario: 3 cm. X 4. Ridemmo. Gli mostrai il mio biglietto e lui il suo: anche lui andava ad Alassio. Poi mi mostrò il suo passaporto: si chiamava Pepe. Comunicavamo a gesti e in questo modo gli feci capire che non sapevo dove andare a dormire una volta arrivato. Con gesti che erano diversi dai miei mi fece capire che non dovevo preoccuparmi e che dovevo andare con lui. Ci misi un po’ a capirlo. Alla stazione di Alassio mi fece consegnare la valigia a un portabagagli e mi guidò a piedi: avevo paura di non rivedere la mia valigia. Finalmente arrivammo ad una casa: lui bussò e ci aprì una donna che lui chiamò “nonna”; io pensavo che fosse sua “mamma”. Lei mi abbracciò e mi baciò come fossi di famiglia; poi uscirono dalla casa e tutti mi baciarono. Pepe spiegò loro che ero tedesco. Poi chiamarono una donna che parlava tedesco la quale mi disse: “fai attenzione a quello che ti dico, non fare domande, perché te lo dico una volta sola”. La nonna aveva una piccola pensione, pagavo 1.600 lire al giorno: erano molti soldi per me, ma mi piaceva. La nonna cucinava anche molto bene: una volta riuscii a infilare la testa in cucina per curiosare, vidi che cucinava in parte sulla stufa a legna e in parte sulla stufa a gas. Il giorno dopo io e Pepe andammo alla spiaggia. Erano i ba- innamorai di una ragazza di Torino e così conobbi alcuni vecchi usi e costumi degli italiani: alla sera, quando uscivamo insieme, c’era sempre un suo parente due metri dopo di noi, poi entro le 23.00 lei doveva essere davanti al portone di casa: “buona notte e arrivederci” e tutto finiva lì, appena solo un piccolo “Bacino” (in italiano nel testo). Quando ritornai in Germania stavo male. Mio padre era molto preoccupato e chiamò il suo amico medico, che dopo avermi parlato scoppiò in una sonora risata, anzi gli vennero addirittura le lacrime agli occhi. Disse: “Hermann, tuo figlio è stato colpito dalla freccia di Cupido!” Mio padre che non sapeva niente, tura italiana. Nel 1956 la mamma di Mario De Michelis mi invitò per la prima volta e da allora mi hanno invitato tutti gli anni a stare con loro. Purtroppo dopo il 1960 cominciò il caos. Arrivarono gli olandesi, poi gli svedesi e i tedeschi. Quegli eleganti turisti inglesi e francesi non si videro più. C’era sempre più rumore e l’atmosfera di fascino scomparve. Scomparvero molti locali da ballo e molti cinema e la città si trasformò. È diventata più bella, ma anche più caotica e più trafficata. Quando vedo quei vecchi film sull’Italia di allora, penso tra me e me: “Io l’ho vissuta”. Erano bei tempi. Finché potrò, verrò sempre ad Alassio in vacanza. Mi ricordo di ogni volta che sono venuto lì, mi ricordo di tutti gli amici che ho incontrato, sia alassini che piemontesi e la loro amicizia dura ancora oggi. Alassio sarà sempre per me la città che più mi ha impressionato e la più bella. Le auguro di non conoscere mai un calo del turismo e di avere sempre la fama e il successo che merita. Dal 1955 ad oggi molti miei amici se ne sono andati. Quando vengo in Italia vado al cimitero a trovarli e accendo un cero sulla loro tomba. Penso alla nostra amicizia e ai bei momenti che abbiamo passato insieme. Erano veri amici. Quando vengo ad Alassio spero sempre che non se ne sia andato qualcun altro. Non ho mai avuto amici veri in Germania come quelli che ho avuto ad Alassio. Vorrei che la nostra amicizia durasse per sempre. D’altronde non credo che ci siano molti amici nel mondo, che possano ancora definirsi tali dopo 53 anni! Una volta un italiano che era ai bagni “San Francesco” ha detto di me: “Questo tedesco non viene in Italia, lui viene dagli italiani”. Questo signore ha centrato in pieno il punto. Invece a Riedering i miei amici dicono di me: “Ecco che arriva l’italiano!” “Arrivederci” ad Alassio. Caro Luciano, ci sarebbe an- Giovedì 17 Novembre 2011 ITALIA NOSTRA “Facciamoli secchi!” - Viaggio alla scoperta dei muri a secco Storia e tecniche di ripristino delle fasce nella Riviera di Ponente Le “fasce” sono certamente una delle caratteristiche più importanti del nostro territorio, non ad opera della natura, ma della mano dell’uomo. Il 21 ottobre scorso nell’Auditorium “R.Baldassarre” dellla Biblioteca “R.Deaglio” la sezione di Alassio dell’Associazione “Italia Nostra”, col patrocinio del Comune e la partecipazione della “Cooperativa Olivicola” di Arnasco ha organizzato un convegno su questo interessante argomento. Sono intervenuti: il professor Massimo Quaini e il professor Diego Moreno dell’Università di Genova; la professoressa Elena Accati dell’Università di Torino, già docente di parchi e giardini; l’architetto Donatella Murtas, Presidente delle sezione italiana dell’Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato. Emilia Romagna. Per il nostro territorio sono importanti le carte del Regno piemontese del 1830 e, prima, del 1770: si nota la scomparsa delle lagune costiere nella zona di Andora. Negli oliveti di Stellanello (del ’700) sono state trovate ceramiche dal ’400 al ’600 della pianura padana e di Albisola. Gli oliveti del Ponente venivano concimati con la transumanza dei greggi di pecore. Bisogna continuamente gestire i terreni terrazzati, mettere al centro i produttori per la conservazione del paesaggio». Prof. Elena Accati: «I terreni terrazzati sono in molti luoghi (In Italia: Valle d’Aosta, Valtellina, Valbrenta; in Europa, in Asia). C’è lo sforzo delle antiche comunità per coltivare i terreni collinari e montuosi, ma molti terrazzamenti sono stati abbandonati. L’UNESCO La prof. Giovanna Fazio, Presidente della sezione di Alassio di “Italia Nostra” in veste di coordinatrice, ha aperto il convegno passando subito la parola al Sindaco prof. Roberto Avogadro, che ha evidenziato l’importanza dei muri a secco nel corso dei millenni e anche dei ciottolati. La delegata alla Cultura Chicca Ienca ha poi detto che: «La collina è molto amata dagli alassini; la giornata è cominciata con la gita degli scolari delle Elementari ad Arnasco». La parola al prof. Massimo Quaini: «Parliamo dell’importanza del paesaggio rurale: definizione, tutela e conservazione. Un fatto di cronaca: i pastori sardi sono stati abbandonati dalle banche e i loro terreni vengono acquistati dalla speculazione, sono stati appoggiati da alcuni scrittori. I paesaggi sensibili, devono esserli non solo all’estetica, ma alla produzione». Prof. Diego Moreno: «Ho scritto un libro sul paesaggio locale: “Fonti per la storia del Paesaggio terrazzato nell’Alassino”. Solo da due anni il Ministero si occupa del paesaggio rurale: questo patrimonio è più ricco in Liguria che in nel 1972 ha posto l’attenzione sui paesaggi agricoli. Nella nostra società purtroppo mancano risorse economiche e umane per la conservazione dei terrazzamenti». Arch. Donatella Murtas: «Per i paesaggi terrazzati assistiamo alla rinascita un nuovo e meritato interesse. Ho cercato di sensibilizzare gli addetti a continuare a conservare i terrazzamenti. Costruire un bel muro a secco è come fare una torta di mele. Per gli esperti fare un muro a secco è una cosa semplice, in realtà per porre le pietre nel modo giusto occorre molta perizia, che varia da zona a zona; gli attrezzi sono pochi. In genere a costruire i muri sono gli stessi contadini, con relativo corredo di scale, archi, bordi. I terrazzamenti sono vita, vanno curati e mantenuti. Nel novembre 2010 a Yunnan in Cina si è tenuta la prima conferenza mondiale sul Paesaggio terrazzato. In Nepal i terrazzamenti sono scale per raggiungere il cielo». Gli interventi sono stati illustrati con proiezioni. È seguito un interessante dibattito. C.B. per A.V.A. Il sig. Erhard (a sinistra) con Luciano Berretta. non riusciva a capire e continuava a chiedergli: “Ma cosa stai dicendo?” Ma volevo aggiungere ancora qualcosa su Alassio. A quei tempi era molto elegante. Quando uscivo la sera, vedevo che gli uomini avevano giacca e cravatta, le signore erano molto eleganti, tutte con la loro stola. Per le strade si sentiva parlare italiano, inglese e francese. C’erano molti turisti inglesi a quel tempo, che alloggiavano per lo più al Grand Hotel. Ci sono stato due volte e mi ricordo che l’arredamento era stupendo. L’aristocratica vecchia Alassio fu fino al 1960 elegante e decorosa. In quegli anni imparai a conoscere la cul- cora tanto da dire. Devo ancora ringraziarti per quello che mi hai insegnato. Mi ricordo di quando andavamo ad Albenga a comprare la frutta, durante il tragitto mi raccontavi tante cose. Da Alassio ad Albenga ci sono solo 8 Km., ma ci mettevamo un’ora buona. Mi ricordo che mi dicevi che quella era la strada per l’inferno. Se penso a quanto avete sgobbato, tu e tuo fratello Mario nel vostro negozio. Vi ho sempre ammirato per come riuscivate a cominciare alle 4 del mattino e lavorare fino alle 8 di sera ed eravate sempre di buon umore! Grazie di tutto. Ciao da Erhard e statemi bene! Aspettative… non mantenute Mi pare se ne sia parlato tempo fa e qualche attenzione era già posta al proposito da parte della Polizia municipale. Oggi tutto è tornato come prima, se non peggio. Sì perché il nostro paese sta diventando come un suk arabo, se non peggio! Torme di rom, provenienti dall’est, continuano indisturbate ad approdare in Liguria e Alassio ne è invasa! Facile constatarlo camminando nel carruggio (oh, mì – mì! Avrei dovuto dire: budèllo), passando in via Dante, via Aurelia, davanti alle chiese e ai super-mercati. Ti rincorrono sui marciapiedi e con intollerabile ribizza faccia tosta chiedono almeno un Euro per un… panino!… un Euro che a fine giornata da panino s’è trasformato in qualche centinaio di monete da trasmettere via-ricarica telefonica ai Soci in attesa oltre i confini! Cari Vigili, carissime Vigilesse, invece di appostarvi se pur doverosamente attorno ai divieti di sosta, perché non cercate di liberare anche i Cittadini da questi furbi… comunitari? F.G. Un Alassino tra i tanti alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:10 Pagina 9 Giovedì 17 Novembre 2011 9 «L'ALASSINO» Nel golfo di Alassio le esercitazioni di sbarco Viabilità e le opere pubbliche del quartiere CENT’ANNI FA INIZIAVA LA GUERRA DI LIBIA Rispetto alle grandi potenze coloniali europee (Gran Bretagna, Francia e Germania), alla fine dell’Ottocento l’Italia si trovava in condizione di netta inferiorità. Le nostre mire sulla Tunisia venivano sventate dalla Francia che l’occupava nel 1881; a noi, nel nordafrica, non rimaneva che la Libia che era sotto il protettorato dell’Impero Ottomano. Avuta via libera dagli stati europei, iniziava la nostra penetrazione economica della “quarta sponda”. Il Banco di Roma sosteneva compagnie di navigazione che toccavano Tripoli e Bengasi e finanziava in quelle terre iniziative industriali e commerciali; nel 1907 apriva anche una sua succursale a Tripoli. In seguito, in un clima di diffusa retorica, alimentata da quasi tutta la stampa italiana, si faceva strada nell’opinione pubblica l’idea di una nostra conquista di quel territorio di cui – si diceva – avrebbero beneficiato le classi popolari non più costrette a emigrare. Il socialista Arturo Labriola sosteneva che col possesso della Libia il Mezzogiorno non sarebbe più stato “il lembo pendente e rilasciato, anzi minacciante il distacco dalla Penisola, ma il centro di essa”. Pochi si opponevano all’intervento: la “Voce” di Prezzolini, la “Critica sociale” di Turati e “L’Unità” di Gaetano Salvemini: la guerra – egli scriveva – avrebbe procurato all’Italia “uno scatolone di sabbia” e non la “terra” che si prometteva demagogicamente alle classi popolari del Meridione. In questo scenario di tensioni anche diplomatiche la guerra appare sempre più una scelta obbligata. “Tripoli, bel suol d’amore / ti giunga lieta questa mia canzon” canta la celebre Gea della Garisenda avvolta nel tricolore, suscitando deliranti entusiasmi. «La guerra è necessaria – scrive la “Gazzetta del Popolo” di Torino – per aprire un uscio nel Mediterraneo che ci permetta di venire e andare a nostro piacimento». Oltretutto molti corrispondenti assicurano la grande facilità INCONTRO PUBBLICO ALLA FENARINA Organizzato dall’associazione Alassina “U Massatoiu” si è svolto, nella serata di Venerdì 4 Novembre, presso il circolo ricreativo LA FENARINA di via Pian del Moro, il primo incontro sulle problematiche, prospettive e programmi per il quartiere della Fenarina. dell’impresa, sia per la debolezza (reale) della Turchia lacerata da una rivoluzione interna, sia per l’affermata benevolenza delle popolazioni locali verso gli italiani. Nel 1910 nella rada di Alassio appariva la flotta della marina militare comandata dall’ammiraglio genovese Giovanni Bettolo, studioso di artiglieria navale e ideatore di due strumenti che portano il suo nome. Alassio non era nuovo a simili avvenimenti. In Alassio: paese e gente di mare, scritti del pit- tore Alberto Beniscelli, curati dal figlio Giannetto (1975), si legge: “Il 12 luglio 1851 danno fondo in rada quattro navi nazionali da guerra”. Ma l’arrivo di tutte le unità della nostra marina militare era uno spettacolo davvero eccezionale. La squadra navale si schierava lungo tutto lo specchio di mare del golfo sotto gli occhi stupiti della popolazione. Poi dalle navi si staccavano numerose lance cariche di marinai armati che, sbarcati, costruivano l’attrezzatura adatta allo sbarco del grosso della truppa. Essa si concentrava lungo la parte occidentale dove una scarpata di terra correva fino alla spiaggia e qui si accampava. Degli avvenimenti esiste una ricca documentazione fotografica, sia degli sbarchi che della popolazione che “fraternizza” coi marinai. “Alassio – si legge nel volume di Beniscelli – fu scelta per le particolari caratteristiche del suo litorale (...) Le unità da battaglia rimasero diversi giorni alla fonda tra Santa Croce e Capo Mele e migliaia di marinai armati partecipavano alla grande manovra”. Era la prova generale di quanto avverrà un anno dopo. Quando un piroscafo turco carico di armi forza il nostro blocco navale intorno alla Libia, è la guerra. Il 3 ottobre la nostra flotta bombarda Tripoli, il 5 circa 2.000 uomini occupano la città già abbandonata dai Turchi; successivamente, altri 22.000 uomini occupano i principali centri della costa, Tobruk, Derna, Bengasi e Homs. “La grande proletaria si è mossa” dichiara Giovanni Pascoli in un famoso intervento. Il 5 novembre, per “tagliarsi i ponti alle spalle” definitivamente, Giolitti induce Vittorio Emanuele III a proclamare l’annessione della Libia al Regno d’Italia. Ma l’avventura non si rivela la “festosa passeggiata” annunciata dalla nostra stampa. In ottobre a Sciara Sciat un reggimento di bersaglieri è decimato da un gruppo di ribelli. I prigionieri vengono massacrati. La guerra si risolverà l’anno seguente con la nostra violazione dei Dardanelli e l’occupazione di Rodi. Il 18 ottobre 1912 viene firmato il trattato di pace con la Turchia. La guerriglia però continuerà per anni e soltanto negli anni Trenta ci impossesseremo dell’entroterra. Giuseppe Cassinelli prevista la realizzazione di un campo da calcio sintetico, due sale polivalenti, una cucina, altre aree comuni ed un giardino destinato a verde pubblico. Mentre venivano proiettate le immagini i progettisti, arch. Leonardo RAVOTTI, l’ing. Renato BERTOLINI ed il geom. Attuale area “mattatoio”. Durante la serata, dedicata a viabilità, opere pubbliche ed urbanistica, sono state presentate le richieste degli abitanti e sono state discusse le principali tematiche che interessano non solo il vivere quotidiano, ma anche lo sviluppo futuro. Sul suo territorio insistono quasi tutti i più importanti servizi pubblici cittadini; da quelli sportivi con il palazzetto dello sport e lo stadio di calcio, a quelli scolastici, da quelli sociali con la nuova casa di riposo, a quelli comunali con la polizia municipale, il deposito della SCA, il vivaio dei giardinieri, i servizi tecnici manutentivi ed infine la centrale elettrica dell’ENEL. La zona è anche quella che avrebbe dovuto ospitare, con il riutilizzo dei fabbricati dell’ex macello comunale dismesso nel 1986, il teatro comunale e le sale polivalenti; progetto che è naufragato dopo l’inizio dei lavori (1995) e da anni ha lasciato il quartiere con un cantiere incompleto. Molti argomenti di particolare interesse pubblico sono stati posti in evidenza durante la riunione che ha visto la partecipazione di molti cittadini oltre che l’assessore all’urbanistica e LL.PP. Domenico BOGLIOLO accompagnato dal collega Giacomo NATTERO. Erano altresì presenti i consiglieri comunali Jan CASELLA rappresentante della lista Sinistra Alassina e Fabio LUCCHINI del gruppo consigliare di Maggioranza Lista Avogadro – A come Alassio. Si è discusso del sistema viario della zona, della percorribilità delle strade ed in particolare di via Cazzulini – devastata dal transito di mezzi pesanti per la costruzione di un complesso residenziale, di via Costa Lupara ed altre arterie. A tal proposito l’assessore competente, che in precedenza aveva personalmente verificato la situazione, ha ribadito la volontà di provvedere a risistemare le strade con i proventi, ancora a disposizione, derivanti dalla costruzione del complesso “La perla”. È stato altresì garantito anche per eventuali future operazioni sarà disposto il limite di portata per il transito dei mezzi di cantiere. A suscitare il maggiore interesse sono state le opere pubbliche ed in particolare la presentazione del progetto per la costruzione di 70 box interrati nell’area parrocchiale della chiesa di S. Giovanni Battista e la relativa sistemazione d tutta la parte esterna nella quale è Andrea GUARDONE, hanno illustrato l’opera. L’intervento proposto, per la quale il Consiglio Comunale ha appena approvato la variante urbanistica, sicuramente riqualifica, rispetto alla situazione attuale, l’area e, a realizzazione avvenuta, permet- nuova R.S.A. (la cd. casa di riposo che è in costruzione per liberare il complesso di Poggio Fiorito) e delle opere future che vedranno la realizzazione in altre parti della città ma che porteranno beneficio anche alla zona di via Neghelli. Per i primi due argomenti, in avanzato stato di attuazione, l’assessore BOGLIOLO ha effettuato un’esauriente illustrazione dello stato di fatto mentre il collega NATTERO ha informato i partecipanti in merito agli interventi sul verde pubblico ed in particolare per quanto attiene il parco di “villa Fiske”. Non sono mancati interventi, anche da parte del pubblico presente atti ad esporre i problemi legati alla sosta dei bus turistici, delle carovane e dei veicoli degli spettacoli viaggianti, dei camper ecc…, o il deposito di materiale nel piazzale dell’ex macello comunale. I rappresentanti dell’Amministrazione Comunale hanno fornito una concreta risposta ad ogni richiesta dei cittadini che ora attendono solo di vedere attuate. L’obiettivo principale del quartiere resta quello della ristrutturazione di una delle poche proprietà comunali, dalla quale nasce il nome dell’associazione, e che veda realizzarsi un progetto di restauro e riqualificazione per la realizzazione Plastico nuovo progetto “San Giovanni”. terà di fruire di nuove opere ed attrezzature, di cui da sempre il quartiere è carente. L’Associazione ha ottenuto dal Comune, tramite il Sindaco, l’impegno che, trattandosi di un operazione non solo con benefici ma con ripercussioni anche se solo temporanee, gli oneri di urbanizzazione, derivanti da tale operazione, saranno utilizzati a favore della zona ed in tal modo si potrebbe avviare il progetto di ristrutturazione e riqualificazione dei ruderi dell’ex macello comunale. Si è parlato, altresì, dello stato di avanzamento dei lavori di altre importanti opere pubbliche tra le quali il Campo sportivo “Sandro Ferrando”, con i relativi parcheggi interrati, della di sale polivalenti, laboratori multifunzionali per i giovani, circoli ricreativi e sociali per bambini ed anziani, aree museali, spazi comuni per manifestazioni, verde pubblico ed anche superfici sportive. L’idea nasce dalla necessità di rendere fruibili spazi per svolgere attività che mancano in tutta la città. Michele MANERA Pres. Consiglio Direttivo Recapiti Indirizzo: Via Neghelli, 80 c/o “A bitega du Zepin” 17021 ALASSIO e-mail: [email protected] president.: Michele MANERA tel.: 338/4280584 alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:10 Pagina 10 10 «L'ALASSINO» Campionato velico delle 2 isole 2011 Si è conclusa la seconda giornata del Week end di apertura del Campionato Invernale delle 2 Isole. Sotto un caldo sole autunnale e un vento da levante, che ha preso il posto alla forte tramontana di ieri, si è svolta l’unica prova di giornata. Ora l’appuntamento è a Finale Ligure, per il secondo Week end di regate, il 29 e 30 Ottobre prossimi. In allegato le classifiche della manifestazione. Buon vento a tutti. Il Comitato delle 2 Isole Giovedì 17 Novembre 2011 154a Riunione di consiglio della Consulta Ligure Domenica 25 settembre 2011 - BOGLIASCO Si è svolta domenica 25 settembre alle ore 10,30 la riunione di consiglio della Consulta Ligure, presso il Policentro comunale “Berto Ferrari” di Bogliasco, ospiti dell’associazione “Centro Studi Storie di Jeri”. All’ordine del giorno, i seguenti punti: 1. Saluto delle autorità; 2. Approvazione verbale della seduta precedente; 3. Comunicazioni del presidente; 4. Progetto “Regole pratiche per la trascrizione fonetica” – proposta; 5. Progetto “Censimento monumenti minori” – Stato di avanzamento; 6. Varie ed eventuali. 1. Il Presidente dell’associazione ospitante “Centro Studi Storie di Jeri”, Pier Luigi Gardella, lieto dell’evento, saluta la Consulta Ligure presentando, nel contempo, gli obiettivi di questo sodalizio bogliaschino realizzati nei sei anni di vita. Il sindaco, Luca Pastorino, nel dare il personale benvenuto e quello dell’intera amministrazione comunale al nostro organismo, esprime parole di lode all’indirizzo dell’associazione “Centro Studi Studi di Jeri” per l’importante contributo mirato essenzialmente al recupero della cultura locale. 2. Aprendo la discussione sul progetto “Regole pratiche per la trascrizione fonetica”, Bazzano sottolinea che la Consulta Ligure ha il sacrosanto dovere ad affrontare questo, seppur difficile, tema. Una proposta in me- rito, quindi, sarà portata all’attenzione della base sociale in occasione della prossima assemblea di novembre; prime e semplici regole per una grafia come sistema di trascrizione che tenda a fissare graficamente i fonemi in modo univoco, tale, cioè, da far corrispondere ad ogni suono articolato un proprio simbolo, eliminando gli inconvenienti insiti negli alfabeti ufficiali delle varie parlate locali. Lo scopo pratico, in buona sostanza, è di mettere in condizioni di leggere alla stessa maniera un determinato testo e conseguentemente di valutarne i suoni. All’uopo è stato costituito un Comitato formato da Marcello Vaglio dell’Associazione “O Castello” di Chiavari, Franco Bampi Presidente dell’Associazione “A Compagna” di Genova e Vice Presidente Vicario del nostro sodalizio, Giorgio Fedozzi dell’Associazione “Cà de Puiö” di San Bartolomeo al Mare con la supervisione di Francesco Gallea; il gruppo di lavoro avrà come riferimento di base il Vocabolario della parlate liguri. “Chiedo pertanto l’approvazione sia del progetto che il nominativo dei componenti il gruppo di lavoro; raccomando, inoltre – precisa Bazzano – la massima obiettività sulle proposte che saranno avanzate. È di grande importanza la realizzazione di questo “strumento” perché rafforzerebbe, nel contempo, i principi dell’unità”. L’assemblea approva a maggioranza. Sull’argomento si registrano alcuni interventi. Traversi concorda pianamente sul progetto “grafia” e propone un eventuale convegno al fine di sensibilizzare ulterior- mente l’opinione pubblica. Giovanni Ghione dell’Associazione “Campanin Russu” di Varazze chiede di evitare certe dichiarazioni, “le associazioni – dice - devono smettere di complimentarsi vicendevolmente nel corso della nostre riunioni su estemporanee iniziative personali, non me ne voglia Bampi, ma bisogna darsi da fare diversamente”. Bampi conferma l’utilità del vocabolario delle parlate liguri. “Un altro aspetto importante è l’utilizzo del computer – precisa il Presidente de A Compagna – perché non permette di utilizzare facilmente i segni ortografici delle varie parlate”. Tra i presenti si accalorano positivamente dichiarazioni stimolanti; “A parte queste piacevolissime testimonianze, quello che si richiede alla base sociale - dice Bazzano - è una obiettiva apertura mentale da parte di tutti, lasciando da parte ogni forma di personalismo o individualismo”. Nei giorni scorsi il Presidente ha inviato all’Assessore Berlangieri ed al Presidente Burlando la lettera appresso riportata, quale segnale mirato a rafforzare ulteriormente l’unità dei liguri anche attraverso la nostra lingua. Ecco il testo: Oggetto: Richiesta di riconoscimento ufficiale lingua ligure. In riferimento all’oggetto, dettagliamo le motivazioni della nostra istanza. La lingua ligure deve ritenersi una Lingua Regionale o minoritaria ai sensi della “Carta Europea delle Lingue Regionali o minoritarie”, che all’Art. 1 afferma che per “lingue re- gionali o minoritarie si intendono le lingue... che non sono dialetti della lingua ufficiale dello stato”. La “Carta Europea delle Lingue Regionali o minoritarie” è stata approvata il 25 giugno 1992 ed è entrata in vigore il 1 marzo 1998. L’Italia ha firmato tale Carta il 27 giugno 2000 ma a tutt’oggi non ancora ratificata. La parlata Ligure è stata riconosciuta anche dall’UNESCU come lingua distinta dall’italiano e non come dialetto di quest’ultimo. Pertanto col nome di lingua ligure si deve intendere una serie di dialetti riconoscibili della nostra Regione come gruppo a sé stante. Inoltre la norma ISO 639-3 (codifica LIJ), citando il compendio Ethnologue, annovera il Ligure fra le lingue anziché fra i dialetti. 3. “Censimento dei monumenti minori”. Nel mese di novembre sarà fatta un’analisi sullo stato di avanzamento dei lavori finora svolti. “La Società Marittima di Mutuo Soccorso di Lerici – sottolinea Bazzano - merita un particolare encomio per il particolare avvio del progetto Antonio Carossino aveva immaginato da tempo la “Vecchia Alassio”, e fu definitiva per la realizzazione del progetto la spinta propulsiva del Maestro Richero, quando i due grandi nostri concittadini riuscirono a coinvolgere quel volonteroso e valido gruppo di alassini amanti della nostra città, quelli che sono ritratti nella foto esposta nella sede dell’AVA. Era stato il primo ad immaginare l’AVA, ed è stato l’ultimo dei Soci Fondatori ad accompagnare l’associazione fino al cinquantesimo anniversario di fondazione, nel 2011, anno che ha visto mancare, l’uno dopo l’altro, gli ultimi tre soci fondatori viventi: Nello Aicardi, Tommaso Schivo, e infine Lui. “Tunin” è stato un uomo di una notevole cultura storica, dote che non proveniva da un curriculum di studi lunghi e regolari, ma dalla sua innata passione per la ricerca di libri e documenti originali, dal suo istinto di studioso e critico, dalla sperimentata e approfondita conoscenza delle fonti storiche della sua città e della Liguria. Sulla storia e la letteratura di secoli come il Seicento e Settecento, sulla storia delle chiese e dei conventi della Liguria sulla storia vera (non sugli aneddoti) di Alassio, Carossino aveva una competenza non comune. Il mio incontro “speciale” con lui, che conoscevo da sempre, avvenne una cinquantina di anni or sono. Stavo preparando la tesi di laurea su una complessa opera storica manoscritta seicentesca di centinaia di pagine, fino ad allora affrontata, parzialmente, da uno studioso albenganese. Ma all’Università di Genova, dotti docenti di storia mi dissero con naturalezza: “Chieda al suo concittadino Antonio Carossino il quale dovrebbe sapere dove si può trovare il tale documento o il tale manoscritto o quel libro raro”. E scoprii che quell’uomo con il quale parlavo spesso di tante cose alassine, possedeva una colta erudizione di grande vali- dità. E imparai che “Tunin” era uno studioso dal carattere particolare: un po’ chiuso e riservato non si proponeva mai per primo, non vantava il suo sapere. Ma, se consultato, sapeva rispondere sempre a tante domande in maniera concreta e reale. E non parliamo della sua competenza sulla vita dei santi. Ma uno dei sentimenti più importanti della sua vita era ed è sempre stato il suo amore per Alassio. Il vedere fiorire e crescere la Vecchia Alassio era per lui una fonte di gioia. Aveva ricoperto varie cariche nell’associazione: ma nell’ultima parte della sua vita ho avuto l’occasione e l’onore di essere nominato, con lui e Claudio Bottelli, ininterrottamente per ventun anni nel consiglio dei Tre Probiviri dell’AVA, dal 1989 al 2010. Nelle nostre riunioni, tenute per risolvere i piccoli problemi che ogni associazione deve affrontare nella sua gestione, il parere legale dell’Avv. Bottelli era fondamentale, ma l’equilibrio di “Tunin”, la saggezza, 1 2 3 10 11 14 15 4 5 Antonio Carossino nei ricordi di Alberto Beniscelli Arrivava nello studio di mio padre, sulla passeggiata, con libri e fogli tra le mani, e ne usciva con altri appunti e fascicoli. L’amicizia tra Antonio e Giannetto era fraterna, legati com’erano dalle frequentazioni giovanili, dalla memoria di fatti e persone, dalla conoscenza della storia locale, contenuta in quei volumi che si scambiavano. Accadeva spesso che fossi presente alle loro chiacchierate, tenute in buon dialetto, col gusto apparentemente divagatorio di acchiappare qua e là un vocabolo diventato raro, di dettagliare un luogo ormai scomparso, di mettere a fuoco volti e nominare oggetti che ricavavano da un paesaggio umano in cui sembravano muoversi a lo- ro agio. Oggi mi domando per quali motivi fossi così attratto dalle loro conversazioni, condotte sul filo del ricordo, e credo di poter rispondere così. Perché il recupero delle tracce del passato era per l’appunto leggero, a due voci, come se esse potessero servire semplicemente d’aiuto a orientarsi meglio per chi oggi avesse avuto voglia di ripercorrerle. Poi il tempo è passato ancora, e papà se ne è andato. È da quel momento che il mio legame con Tunin si è fatto molto forte. Sapeva che sfogliavo con tanto interesse le sue «spigolature mogliesi», pubblicate mensilmente. Si trattava di osservazioni sulle culture dell’ulivo, del carrubo, del castagno; di noti- zie sui lavori tradizionali, nei «gumbi» ad esempio; di spunti toponomastici da cui erano nate dicerie, racconti, modi di dire; di noterelle storiche, sulle incursioni barbaresche o sui commerci d’oltremare; di catalogazioni delle speci botaniche collinari. Formavano, insomma, una piccola mappa storico-geografica, tra realtà e fantasia; costituivano, anche, un “minimo” serbatoio narrativo. Antonio ha continuato a portarmele, e io non ho smesso di leggerle, con l’attenzione che meritavano, e le conservo, raccolte. Così, oltre che un garbato esempio di scrittura memorialistica, le sue «spigolature» sono diventate per me il segno di una durata degli affetti, tra generazioni. Ci sarà certo modo di parlare degli scritti di Antonio Carossino, soprattutto di quelli più noti, strutturati in volume - sulla Chiesa di S. Ambrogio, il Santuario della Guardia, il Palazzo Comunale, gli ordini monastici della città , dove la perizia archivistica dell’autore offre i risultati di ricerche imprescindibili per chi voglia in futuro occuparsi della storia di Alassio. Ma in questo momento il mio intimo ricordo va all’estensore di quelle pagine «mogliesi», e al gesto delicato del caro amico che, se il sabato non mi trovava, le lasciava sotto la porta di casa perché le avessi. Alberto Beniscelli 6 7 18 22 26 29 30 34 19 23 24 27 31 35 32 36 37 38 39 41 43 9 16 21 33 8 13 17 28 Andrea Gallea Il Presidente Elmo Bazzano 12 25 l’amore per Alassio erano linfa vitale. Convinto da sempre che l’AVA dovesse essere una associazione apartitica, ma non apolitica (nel senso dia amore della “polis” cioè della città) Carossino è sempre stato vicino all’AVA con i suoi consigli e la sua esperienza. Con lui è scomparsa una componente fondamentale della storia alassina. Io ho soltanto un rimprovero da farmi nei suoi confronti: di non averlo spinto, di non averlo fatto quasi costringere dalla Vecchia Alassio, a scrivere di più sulla storia di Alassio, a mettere nero su bianco cose e informazioni che probabilmente scompariranno con lui. Tutti i soci dell’AVA, tutti i cittadini di Alassio si inchinano alla sua memoria e a quella di Nello Aicardi, Tommaso Schivo, Nino Bruzzone e Mario Berrino, tutti scomparsi in questo 2011, che hanno dimostrato con tutta la loro esistenza un grande e genuino amore per Alassio. Il Segretario Stefano Pastorino CRUCIALASSINO 20 Mi ricordo di Antonio Carossino seguito da Bernardo Ratti, Presidente della Consorella lericina; infatti tutti gli organi di stampa regionali hanno dato ampio spazio all’iniziativa stimolando l’interesse di molti”. Ora, per una maggiore copertura, altre associazioni sono state invitate ad attivare gruppi di rilevatori. Intanto L’Ardiciocca di Recco, gli Amici di Pentema, Civitas Nauli, Carroggio Drito hanno dato disponibilità quale sede di presentazione del progetto. Il censimento è estremamente facile – precisa il Presidente - perché le schede realizzate da Stefano Roascio, con l’approvazione della Sovrintendenza alle Belle Arti, risultano molto semplici da compilare, accessibili a tutti. Nelle prossime settimane Bazzano stilerà un programma di incontro con le consorelle candidate. 4. Nelle varie non si registrano interventi, pertanto la riunione termina alle ore 12.30. 40 42 44 45 46 47 48 49 CruciAlassino – A.V.A. Da un’idea di G.C. & L.F. – Novembre 2011 Orizzontali 1. Non valida – 5. Termine dialettale dello “scricchiolo” – 10. È preposto alla nostra difesa (sigla) – 11. Antica città romana sul Rodano – 13. Guidò i confederati sudisti – 14. Conduttore TV spesso in Alassio (iniziali) – 15. Assennati – 17. La lattuga si compra a... – 18. Voce di richiamo – 20. È dominata dallo storico castello del “Buon consiglio” – 21. Società Nazionale Salvamento – 23. Gioie... di famiglie – 25. Organizzazione ONU per l’agricoltura (sigla) - 26. La tengono ... gli insegnanti – 28. L’antagonista di Atene –31. Vico del Borgo Coscia e pregiato pesce di mare – 33. Al braccio della polizia militare USA – 34. Patria di G.B. Pergolesi e G. Spontini – 36. Nipote di Abramo – 37. Associazione Sportiva – 38. “M. Ippolito” autore della Storia della città di Alassio – 39. Santa venerata in “Borgo Barusso” – 41. Articolo... romanesco – 42. Unità di potenza elettrica – 43. Noto “undici” Ferrarese - 45. Delibera in... Comune - 48. Antico “do” – 49. Confezionano... calzoni Verticali 1. Deplorevole sistema di chi detiene il potere – 2. Sigla sindacale – 3. Cucurbitocca detta anche “zucca del pellegrino” – 4. Insigne filosofo greco discepolo di Platone e suo critico – 5. Puledrini – 6. Dei scandinavi – 7. Se ne estrae un succo amarissimo e purgativo – 8. Ferite, offese o danni... – 9. In antitesi a “lui” – 12. È in una canzone di Lucio Dalla – 16. Termine dialettale del pesce “Donzella” - 17. Il nome di San Pietro – 19. La terza della... scala – 21 La metà di sedici – 22. Fino a... – 24. Luogo alassino riservato ai pescatori – 27. Capitale del Canada – 29. Denota una proprietà privata – 30. Sigla... sanitaria – 32. Giusto, preciso – 35. Metalloide, noto per la sua... tintura - 38. Passo alpino dedicato a San Bernardo che porta in Svizzera – 40. Gli alassini lo usano per dire “no” – 41. Vale... pancia – 43. Sigla di provincia ligure – 44. Sono dispari in lato – 45. Gran Lusso – 46. Articolo indeterminativo – 47. Sigla di cantone svizzero alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:11 Pagina 11 Giovedì 17 Novembre 2011 11 «L'ALASSINO» ANTONIO CAROSSINO: Il suo cuore per Moglio Una grande grazia fattami dal Signore è quella di aver incontrato e frequentato per alcuni anni il nostro amato e compianto Antonio Carossino. Gratitudine profonda per le sue preziose “Spigolature Mogliesi” che, per 24 anni, dalla pagina del nostro Giornalino, ci hanno puntualmente incuriosito e pure divertito; ma anche e soprattutto per la fortuna e l’onore di aver potuto godere l’amicizia sincera e apprezzare la sua intelligenza sempre ammantata di umanità e saggezza. Non posso dimenticare le sue misurate, pacate considerazioni rispetto agli errori o misfatti della cronaca; anche di fronte ai crimini più nefandi dimostrava una tale profonda e consolidata conoscenza delle miserie umane. che non lo sorprendevano e scandalizzavano neppure i delitti più orrendi; in quei frangenti avevo la netta impressione che valutasse ogni fatto e ogni cosa con il criterio della misericordia divina. Nelle sue instancabili ricerche storiche trasparivano evidenti la spontaneità e l’ostinata passione dell’ autodidatta che rendevano i suoi racconti tanto precisi quanto interessanti. Sono tentato di pensare, e mi azzardo ad affermare, che tutta la sua vita, il suo stile inconfondibile di condotta cristiana, il suo esempio di affabilità e rettitudine hanno offerto un contributo di notevole rilievo alla promozione civile e sociale non solo di Alassio ma di tutta la regione. Nessuno può negare Non solo di Alassio ma di tutta la regione: Nessuno può negare che la sua meticolosa, ampia e precisa conoscenza storica spaziasse oltre i limiti del nostro territorio. Non per nulla egli è stato accolto, sia in città che fuori città come maestro informatissimo e costantemente richiesto e consultato da una infinità di studiosi e amici. Mi auguro di vero cuore che vi sia tra i suoi più collaudati amici, chi si assuma il compito di raccogliere e illustrare convenientemente i dati più caratteristici e illuminanti di questa integerrima figura di ricercatore storico sempre impegnato, sino alla fine dei suoi giorni, nel servizio della verità e del Vangelo. Ad ogni amico che parte per l’aldilà, certamente si promette che rimarrà sempre vivo nel nostro ricordo; ad un uomo come “Tunìn” che profuse tanta fatica e talento per far rivivere e portare tra noi innumerevoli personaggi del passato, tale promessa è doveroso che sia onorata. Don Gianni Tabbò LUTTI CITTADINI, NECROLOGI, ANNIVERSARI RINO REGESTA Quando si parla di un dipendente comunale si dicono solo le cose negative non tenendo presente che anche in questo ambiente ci sono delle persone meritevoli, piene di buona volontà e che fanno il loro lavoro con serietà e dedizione. Rino era uno di questi. Una persona mite, di poche parole ma sempre disponibile, sia quanto ha lavorato in Farmacia sia quan- do ha lavorato all’Ufficio Turismo del Comune di Alassio. Ufficio Turismo che all’epoca, anche con il lavoro molto curato e proficuo che lui svolgeva, ha ricevuto, meritatamente, degli encomi e ha sempre portato avanti delle lodevoli iniziative. Rino aveva molti amici sia all’interno del posto di lavoro sia al di fuori, e con alcuni di loro ha coltivato uno dei suoi hobby che era il viaggio. Ha visitato tutto il mondo e ha conosciuto posti veramente belli e significativi e li ha fatti conoscere anche agli altri sapendo fare delle bellissime fotografie. Era un genio dell’informatica e si è anche dedicato all’insegnamento di questa materia presso l’UNITRE di Alassio. Purtroppo Rino ci ha lasciti troppo presto ma rimarrà sempre nel cuore di tutti noi perché era una persona speciale, anche lui naturalmente con i suoi pregi e i suoi difetti. Ciao Rino Ti vogliano bene. Gli amici ex colleghi Piera, Federica, Simona Alfredo Danilo, Domenico, Antonella e Pino CECINA SPAMPINATO IN CARENZO Cecina ringrazia gli amici di Borgo Barusso e tutti gli Alassini per la stima che le hanno dimostrata. L’Associazione Vecchia Alassio la ricorda con affetto e porge sentite condoglianze ai familiari. SAURO PERETTI Lo scorso 11 Settembre è mancato ai suoi cari Sauro Peretti, esempio di onestà e di umana simpatia, appassionato pescatore e cercatore di funghi. La moglie Angela ed il figlio Michele, insieme ai parenti ed agli amici lo ricordano con affetto. Anche l'AVA, confermando quelle qualità che i familiari giustamente ricordano, si associa al loro cordoglio. MARCELLA UBERTALLI FERRERO DE GUBERNATIS VENTIMIGLIA ANNIVERSARI REMO CARDONE 20/10/2010 - 20/10/2011 Come un fulmine sulla moto, te ne sei andato. Ma nel mio cuore e in quello dei tuoi figli ci sarai per sempre. Così come in quello di mamma Stefania e dei nostri quattro angioletti, che ti ricordano sempre. Il giorno 13 ottobre u.sc. è mancata a Torino la signora MARCELLA UBERTALLI FERRERO DE GUBERNATIS VENTIMIGLIA di anni 91. Appartenente ad un’antica casata con sede plurisecolare ad Alassio, la signora MARCELLA era nobile non solo di famiglia, ma di animo e personalità. Tutti coloro che l’hanno conosciuta non dimenticheranno la sua sensibilità, la sua umanità e la sua rettitudine. L’Associazione Vecchia Alassio porge le più sentite condoglianze a tutti i familiari ed è loro vicina in questo momento di profondo dolore. Iole IN MEMORIA DI MARJORIE E PETER In questo mese di Novembre cade il quinto anniversario della scomparsa di Peter Munn, pochi mesi dopo quello di sua moglie Marjorie. Come insegnanti hanno lasciato un caro e riconoscente ricordo in tanti alassini che hanno frequentato la loro casa. Come persone, una tenerissima memoria dei loro modi, affascinanti ed allo stesso tempo un po’ strambi, da inglesi di un tempo che fu. Il loro reciproco affetto, il caldo sorriso, le loro manie, i dolcetti di Natale di Marjorie ed il tabacco masticato di Peter. Ma soprattutto tanta sincera e spontanea umanità. Nati tra le due guerre mondiali la loro gioventù, come molte altre, fu rubata dalla Seconda Guerra Mondiale. Seguirono gli anni della ricostruzione che non fu più facile perché appartenevano ad uno dei paesi vincitori: dovettero inventarsi un mestiere, perché i lunghi anni di guerra li avevano impossibilitati ad impararne uno. Peter come giornalista alla BBC dopo un’esperienza radiofonica durante la guerra di Corea; lei come cantante, carriera precocemente interrotta per i suoi problemi respiratori. Oltre a quella di venditori di “oggetti vari” al mercatino di Portobello Road, attività che li spinse a girare per l’Inghilterra a recuperare oggetti da “Bric-à-Brac”, molti dei quali adornavano la loro casa ad Alassio, suscitando curiosità ed interesse per quei pezzi di un’Inghilterra quasi da film. Giunti in Riviera e poi ad Alassio tra gli anni ’60 e ’70, hanno partecipato a creare, con i loro insegnamenti, un’immagine di lingua e culture vere, reali, contribuendo all’educazione, in un senso molto più ampio di quello solo linguistico, di centinaia di ragazze e ragazzi, che attraverso loro hanno potuto “capire” ed amare l’inglese e l’Inghilterra. Franco Torre L’AVA si unisce al cordoglio del Presidente della Consulta Ligure Dr. Elmo Bazzano. LIBRI-RIVISTE-VHS-CD Gettarli dispiace, però il posto che occupano serve. Che fare? Lasciali sui tavoli posti nella “Galleria C. Chaplin”. Chi li prenderà lascerà un’offerta a favore A.I.R.C. dell’ Recuperi spazio, procuri piacere ad altri e aiuti la ricerca sul cancro. Associazione Volontari Baia del Sole alassino_NOV_2011_senzaPubb 16-11-2011 18:12 Pagina 12 12 «L'ALASSINO» ANNIVERSARI DI MATRIMONIO Nozze d’oro I Fiori di Bach Il 29 ottobre u.sc. i nostri concittadini CLARA VALDORA e PIETRO MARTINO hanno felicemente tagliato il traguardo dei 50 anni di matrimonio. Con gli auguri della figlia, del genero e dell’adorata nipote ai quali si sono uniti Maria, Giovanni e Crispino con le rispettive famiglie. L’Associazione Vecchia Alassio partecipa alla gioia di Clara e Pietro augurandogli tanti anni sereni. Nozze di diamante a cura dell’Osservatorio Don Bosco Ogni anno, con piacere di molti e disappunto di alcuni, all’ultima domenica di ottobre si ritorna all’ora cosiddetta “solare” (anche se per la nostra posizione geografica non ha molto a che fare con il sole). Per quanti seguono queste nostre informazioni meteo, è utile ricordare (ancora una volta) che gli strumenti di rilevamento, non cambiano mai le ore (né all’ultima domenica di marzo né all’ultima di ottobre), ma funzionano sempre con il criterio astronomico. Ciò giustifica eventuali discordanze tra le indicazioni dei tempi di rilevamento e le personali impressioni dei vari fenomeni. Quindi per la meteorologia non esistono variazioni: le lancette degli orologi restano sempre al loro posto. Vediamo allora la nostra sintesi senza preoccuparci di ciò che può essere capitato prima e dopo il 30 di ottobre. Precipitazioni: 63,0 mm in tutto il mese, concentrati in 24 ore tra il 24 e il 25 ottobre: 56,0 millimetri. I rimanenti 7,0 mm sono in data 19 ottobre. Pressione media: 762,0 mmHg; le medie decadali sono: 761,6 mmHg nella prima; 762,7 mmHg nella seconda; 761,7 mmHg nell’ultima decade. Umidità media: 54%; 54% anche nella prima decade; 55% nella seconda; 52% nella terza. Alle ore sette del 25 ottobre (giorno di pioggia) lo strumento per l’umidità toccava il 98%; situazione opposta alle ore 16 del giorno 7 quando l’igrografo si sprofondava verso lo 0%! Temperatura media mensile: 20,3 °C; le medie decadali: 24,2 °C nella prima; 20,3 nella seconda; 16,6 °C nell’ultima. Anche le medie decadali della temperatura massima ci dicono come si corre verso l’inverno! Eccole: 25,3 °C nella prima decade; 21,9 °C nella seconda; 18,1 °C nell’ultima. Giorni sereni: 22; giorni coperti 2. Eliofania totale: 245,5 ore di limpido sole; medie decadali: 9,9 ore nella prima decade; 7,4 ore nella seconda; 6,6 ore nella terza. Tutti i numeri quindi sono concordi nel confermarci l’inesorabile cammino verso l’inverno. Anche il cambio dell’ora ha impresso una accelerazione a questa impressione, togliendoci, di colpo, un’ora di luce ad ogni tramonto. Il Direttore dell’Osservatorio Prof. Don Natale Tedoldi Il 13 ottobre 2011 nella parrocchia di Sant’Ambrogio è stato celebrato il 60° anniversario di matrimonio dei coniugi DAVID FRANCESCO e D’ANDREA NUCCIA. La figlia, il nipote, il genero con parenti e amici augurano ancora tanta felicità insieme. L’Associazione Vecchia Alassio si unisce alla festosità dell’evento augurando a Francesco e Nuccia tanti anni lieti. Cartoline da Alassio cambio di condizione; egli era infatti convinto che un certo tipo di lavoro potesse essere svolto solo sul piano terrestre e altri solamente sui piani spirituali. La sua meravigliosa vitalità, la sua abilità nell’illuminare positivamente tutte le sue sofferenze, oltre alla sua grande allegria e all’interesse per ogni cosa, indussero coloro che gli vivevano vicino a sperare che si sarebbe presto rimesso, ma in realtà, egli diventava ogni giorno più debole. Ci fu un momento in cui sembrò recuperare le forze, riprendendo appetito ed energia, ma fu un recupero di breve durata e la sera del 27 novembre 1936, Edward Bach morì nel sonno». La quiete di domenica 3 ottobre 2011. «Questo periodico è aperto a tutti quanti desiderino collaborarvi ai sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione”. La pubblicazione degli scritti è subordinata all’insindacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione con le testate e, quindi, deve intendersi prestata a titolo gratuito. Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche se non pubblicati, non vengono restituiti». Meteorologia Alassina OTTOBRE 2011 a cura di Caterina Maggi Carissimi Amici, l’ultima volta abbiamo parlato del percorso del Dottor Bach e dei dodici guaritori. Pensavo di parlarvi oggi dei 7 aiuti, ma, nel mese appena trascorso ho avuto occasione di avere molto tempo per leggere e riflettere. Ho riletto per l’ennesima volta “La vita e le scoperte di Edward Bach” la biografia scritta dalla sua segretaria Nora Weeks nel 1940, pochi anni dopo la sua morte. Bullen gli amici più vicini) Mi affascina sempre molto lo stile semplice e “domestico” con cui Nora racconta la vita, il carattere, il modo di vivere di un uomo, un medico, uno scienziato così grande. Forse suggestionata dalle ricorrenze di questo mese e dalle riflessioni sui recenti terribili avvenimenti, ho deciso di proporvi alcuni brani della biografia… chissà che non vi venga voglia di leggerla tutta…!! Ed ecco, alla vostra riflessione… «…Egli (Bach) istruì il suo gruppo con grande attenzione, in quanto ora che il suo lavoro di scoprire le erbe e di perfezionare il nuovo metodo terapeutico era completato, desiderava lasciarlo in dono a loro e a tutti coloro che, sparsi nel mondo, lo stavano già sperimentando. Così poté infine dedicare tutto il suo tempo e la sua attenzione al lavoro futuro, sapendo di dover ancora scoprire altre cose, ma ignorando quali fossero, né se avrebbe svolto questo nuovo lavoro sulla terra o in un’altra dimensione. La vita secondo lui era come lo scorrere continuo, ininterrotto di un torrente e ciò che chiamiamo morte segnalava semplicemente un Giovedì 17 Novembre 2011 DIRETTORE RESPONSABILE: Roberto Pizzorno Direttore Editoriale Presidente protempore A.V.A. EDITORE: A.V.A. TIPOLITOGRAFIA: F.lli Stalla Viale Martiri della Libertà, 30-40 Tel. 0182 50.412/3 - Albenga Telefax 0182 50.412 REGISTRAZIONE: Trib. Civ. Pen. di Savona n. 149 del 30-5-1962 ISCRIZIONE R.O.C. n. 6975 (già R.N.S. n. 9806) LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11 Foto della testata: A.V.A. Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana La mareggiata di sabato 5 novembre 2011. Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano unicamente la responsabilità dei rispettivi Autori. La Redazione si riserva la facoltà di pubblicare o meno gli articoli che le pervengono e di apportare correzioni e tagli agli articoli stessi, firmati o non firmati; nessun manoscritto si restituisce.