Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it Anno 2 Numero 103 del 29/05/2012 Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli. Redazione: G. Fiorellini, G. Mafaro, N. Nicoletti Tel. 0971.668145 Fax 0971.668155 Il presidente della Regione De Filippo conclude il dibattito consiliare aperto nella scorsa seduta Mosse per superare il Patto di stabilità Lavoro, l’analisi del Comitato: testo unico su apprendistato e un sito “Azione corale della Basilicata perché siano esclusi i fondi delle spese per la ricostruzione del dopo terremoto e le royalties del petrolio” Maggio: “Non si parte dall’anno zero” Tutte le forze unite per uscire dalle secche della crisi superando, là dove sia possibile, gli strettissimi paletti imposti da quello spauracchio di pubbliche amministrazioni - e privati creditori - che si chiama “Patto di stabilità”: è la sintesi del messaggio che il presidente della Regione, Vito De Filippo, ha voluto lanciare nella conclusione del dibattito consiliare sui problemi del Patto di stabilità che si è sviluppato oggi dopo la relazione che lo stesso De Filippo aveva tenuto in aula martedì scorso. “La Basilicata - dice il presidente - deve mettere in campo un’azione corale affinché i fondi relativi alle royalties del petrolio e alle spese per la ricostruzione del dopo terremoto siano escluse dal Patto di stabilità. Però, mentre, come auspico, questo avviene, recependo l’indicazione data dal consiglio, dobbiamo evitare lo sforamento del Patto di stabilità. Per questo, dobbiamo lavorare sulle iniziative di verticalizzazione del Patto, con il trasferimento di quote di spesa tra gli enti della regione, utilizzando gli strumenti messi in campo con la cessione dei crediti vantati presso la pubblica amministrazione”. Per dribblare i paletti del Patto di stabilità ci vuole un’azione corale A PAG. 2 Protocollo Regione-Ufficio scolastico per l’educazione alla salute Imparare tra i banchi a viver sani Martorano: previsto un Comitato tecnico che realizzerà un piano formativo per docenti e operatori A PAG. 3 Nuova riunione Il concetto di “vita sana” deve svilupparsi fin dai primi anni di scuola N uova riunione ieri a Potenza del Comitato di coordinamento istituzionale per le politiche del lavoro per fare il punto sulla situazione lavorativa in Basilicata e cercare di individuare le strade e i mezzi per migliorare le potenzialità di crescita e di sviluppo economico e sociale. Il presidente del Comitato, Giuseppe Maggio, nella sua relazione, ha evidenziato gli strumenti contrattualistici che la Regione Basilicata ha individuato per dare nuova linfa al mercato lavorativo con la predisposizione del Protocollo d’intesa relativo al testo unico dell’apprendistato. “In questo settore - ha detto Maggio - la Regione non parte dall’anno zero perché a monte c’è già una serie di studi e ricerche”. “La valenza del protocollo - ha aggiunto, riferendosi all’intesa relativa al testo unico sull’apprendistato - appare di grande spessore, non solo dal punto di vista squisitamente politico, ma anche e specialmente in quanto portatore di molteplici potenzialità di sviluppo dell’economia e del lavoro”. A PAG. 4 Il valore del “pezzo di carta” L’identità “turca” di una città Sul Pollino si torna a ballare A cosa serve oggi la laurea Oggi la celebre sfilata a Potenza Nuove scosse di terremoto Totò e Peppino la chiamavano “laura”; i nostri genitori, “pezzo di carta”. La laurea - titolo che certifica la preparazione di livello universitario di chi la consegue - ha perso valore: non sempre si riesce La Parata dei Turchi (a tutti nota, fino a poco tempo fa, come “sfilata”) è la manifestazione in cui i potentini, in un mix di fede e favola, riconoscono la propria identità. Come la Bruna a Matera. Stasera, Sembrava esaurito lo sciame sismico che aveva fatto avvertire, nella zona fra Calabria e Basilicata, centinaia di scosse in un anno. Ma, dopo mesi di quiete, si è tremato per due notti di seguito. Su a metterla a frutto. E ci si chiede: oggi a cosa serve? La Gazzetta del Mezzogiorno come sempre, tutti vedranno passare il corteo. Il Quotidiano della Basilicata tutto ciò, la paura degli eventi in Emilia. La Nuova del Sud 29.05.2012 N. 103 PAG. 2 Basilicata Mezzogiorno Le conclusioni affidate al presidente De Filippo al termine del dibattito della seduta consiliare Risorse fuori dal Patto Intervenire per eliminare le voci delle royalties e dei fondi per la ricostruzione del dopo terremoto dai limiti del Patto di stabilità, senza sforare dai vincoli di spesa Escludere royalties e fondi per la ricostruzione dal Patto di stabilità stando sempre attenti a non superare i limiti di spesa imposti. Questa la linea da seguire per la Regione, secondo il presidente De Filippo, che ha raccolto alcuni spunti nella sua conclusione dopo il dibattito consiliare sui problemi del Patto di stabilità. “La Basilicata deve mettere in campo un’azione co- “Qualche spiraglio può arrivare dai provvedimenti del governo per sbloccare i crediti delle imprese” rale affinché i fondi relativi alle royalties del petrolio e alle spese per la ricostruzione del dopo terremoto siano escluse dal Patto di stabilità. Mentre questo avviene, come auspico, recependo l’indicazione data dal consiglio regionale, dobbiamo evitare lo sforamento del Patto di stabilità. Per questo dobbiamo lavorare sulle ini- ziative di verticalizzazione del Patto, con il trasferimento di quote di spesa tra gli enti regionali, utilizzando gli strumenti messi in campo con la cessione dei crediti vantati presso la pubblica amministrazione con le formule del pro soluto e pro solvendo e valutando, in assenza di fatti nuovi, anche possibili iniziative di legge per al- leggerire i tassi sostenuti dai creditori per queste operazioni”. “Mi auguro - ha detto De Filippo, riguardo l’esclusione di alcune voci di spesa dai limiti del Patto - che riusciamo a mobilitarci in tutte le sedi decisionali per ottenere il risultato su cui tutti concordiamo. Quando abbiamo fatto proposte analoghe come Regione, abbiamo trovato sempre l’opposizione del governo, ed è per questo che mi auguro che ora ci sia un’azione corale e trasversale di tutta la Ba- silicata. La Regione farà la sua parte, ma è necessario che lo stesso avvenga a ogni livello, con i parlamentari che si impegnino sulla stessa battaglia, con le organizzazioni professionali e di categoria che mobilitino i loro vertici nazionali”. Necessaria resta una riflessione sulla congiuntura attuale, visto che “la situazione più difficile l’hanno determinata i tagli previsti nel 2011 a valere sugli anni seguenti” mentre, per il futuro, “sono da ritenere non tra- scurabili i provvedimenti annunciati dal governo lo scorso 22 maggio per sbloccare i crediti vantati dalle imprese”. gamenti da 5mila a 10mila euro, ma ha confermato la volontà di continuare a lavorare d’intesa col consiglio, nel caso sia che venga redatto un documento d’indirizzo oppure che un testo conclusivo sia rimandato dopo un ulteriore approfondimento in commissione. “Posto che i limiti sono né troppo liberali né enormi e che il consiglio mi dà l’indicazione di non sforare - ha concluso il presidente - ci sono margini possibili per introdurre nella strategia con cui abbiamo affrontato fino a ora il problema qualche “Il 2011 l’anno più difficile, i tagli effettuati continuano a valere anche sugli anni successivi” De Filippo si è detto pronto a valutare possibili azioni da mettere subito in campo, dalla cessione di quote di spesa ad altri enti regionali all’elevazione del tetto di sblocco dei pa- elemento aggiuntivo, anche contando sugli effetti positivi che potranno venire dal recepimento delle decisioni del governo dello scorso 22 maggio”. (bm8) Ritorna in commissione la bozza del documento a favore delle imprese creditrici della Pa “Non superare i limiti del Patto di stabilità” Lungo dibattito sul tema nel corso della seduta consiliare, nata dopo la relazione di De Filippo del 22 maggio Patto di stabilità al centro della discussione nella riunione del consiglio regionale della Basilicata. In particolare il dibattito si è incentrato sull’analisi dei vincoli e degli effetti derivanti dal rispetto dei limiti imposti dal Patto, con particolare attenzione alle situazioni concrete che sta vivendo la regione. Dopo la relazione del presidente De Filippo, presentata nella precedente seduta del 22 maggio, sono intervenuti i consiglieri Vita (Psi), Venezia, Rosa e Pagliuca (Pdl), Romaniello (Sel), Straziuso e Braia (Pd), Mollica e Falotico (Mpa), Singetta (Api), Scaglione (Pu), Autilio e Bene- L’incontro nazionale del Giros Parco Appennino Lucano Totaro al convegno sulle orchidee Al termine “Occhi del parco” Si conclude domani il progetto “Occhi del Parco”, realizzato dal Parco Appennino Lucano e dal Ceas “Nova Terra” di Pugnola, con l’incontro finale che vedrà protagonisti le classi dell’Istituto comprensivo “G. Racioppi” di Moliterno, coinvolte nelle diverse azioni del progetto di educazione ambientale, per sensibilizzare sulle tematiche della legalità ambientale. Per il commissario del detto (Idv). Al termine della discussione è intervenuto, a conclusione del dibattito, il presidente della Regione De Filippo. Dopo una breve pausa dei lavori, il presidente dell’assemblea, Franco Mattia, ha comunicato all’aula che la conferenza dei capigruppo ha deciso di rimettere all’esame della commissione consiliare competente, per gli opportuni approfondimenti tecnici, la bozza di un documento conclusivo del dibattito, che prevede una serie di misure per affrontare i problemi delle imprese creditrici della pubblica amministrazione. Alla stesura del documento parteciperanno anche le associazioni imprenditoriali. Successivamente, sul voto del disegno di legge sul bilancio di previsione 2012 dell’Arpab, l’assemblea è stata sciolta per la mancanza del numero legale. (bm8) parco, Domenico Totaro “educare i giovanissimi alla legalità in materia ambientale è un investimento sul futuro che ha un valore simbolico e un risvolto concreto di grande importanza”. Unire conoscenza e tutela del mondo vegetale con educazione e turismo. E’ in sintesi quanto sostiene il commissario del parco dell’Appennino Lucano, Domenico Totaro, al convegno del Giros, gruppo italiano ricercatori orchidee spontanee, che si è tenuto a Moliterno. Le ricerche hanno portato all’individuazione di 18 generi e 65 specie di orchidee, tra cui alcune specie tipiche dell’Appennino CalabroLucano, poco diffuse sul territorio nazionale. “La presenza di questa rara orchidea - dice Totaro ci spinge ad adoperarci sempre più per tutelarne le aree di fioritura”. 29.05.2012 N. 103 PAG. 3 Basilicata Mezzogiorno Siglato un protocollo tra Regione e Ufficio scolastico regionale contro malattie croniche e dipendenze maturate fra i banchi Salute nelle scuole, importante acquisire subito abitudini sane L’assessore Martorano: “Insieme promuoviamo il benessere all’interno del sistema dell’istruzione” Concorrere a tutelare lo studente Un Comitato tecnico realizzerà un Piano di formazione per docenti e operatori sociosanitari Partecipazione attiva alla vita sociale dei giovani nella scuola e nella comunità Il consumo di alcool e droga è tra i fenomeni che si vuole combattere con questo provvedimento Salute e benessere all’interno delle scuole. Soltanto corretti stili di vita e abitudini sane e regolari donano la salute. Prevenire un’alimentazione sbagliata, sovrappeso, sedentarietà, consumo di alcool e tabagismo. Favorire la cultura dell’educazione alla salute tra operatori scolastici e operatori territoriali delle Aziende Sanitarie Locali. Sono gli scopi principali del Protocollo per la promozione dell’educazione alla salute nelle scuole, siglato dall’assessore regionale alla Salute Attilio Martorano e dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Franco Inglese. “Il Protocollo –ha spiegato l’assessore Martorano- si inserisce nel più ampio Progetto Salute e Scuola promosso dal Dipartimento Salute e Sicurezza Sociale della Regione Basilicata. Prevede l’istituzione di un Comitato Tecnico paritetico interistituzionale che avrà il compito di indicare le priorità e di orientare l’azione regionale e dovrà realizzare un Piano regionale di formazione per docenti e operatori sociosanitari anche con il coinvolgimento di altre Asm, navette garantite verso il Crob Nessuna interruzione per il servizio Asm di navetta che porta al Crob di Rionero. “Le persone che si devono recare all’Istituto di Rionero in Vulture - precisa l’Azienda sanitaria materana -per sottoporsi alle terapie programmate in quella struttura sanitaria non è stato sospeso, continua infatti ad essere assicu“Era rimasto rato in modo più un solo paziente: che soddisfacente il servizio era dall’amministradiventato zione provinciale di Matera”. un doppione “Il servizio inutile” dell’Asm, che assicurava solo otto posti, ormai trasporta un solo paziente e rappresenta un doppione inutile. Per i cittadini dunque non vi saranno penalizzazioni ed ogni ente si occuperà primariamente delle questioni di sua specifica competenza e quelle dell’Asm sono rivolte ad assicurare prestazioni sanitarie e relativi servizi con efficacia ed efficienza”. istituzioni, enti pubblici e privati il cui apporto venga ritenuto significativo. Con questo Protocollo- ha precisato Martorano-in continuità con quanto già realizzato in questi anni con il mondo della scuola ,la Regione e l’Ufficio Scolastico Regionale raggiungono il comune interesse di promuovere la salute e il benessere all’interno del sistema dell’istruzione. E’ questa un’azione finalizzata a fronteggiare la crescente diffusione di malattie croniche, legate a comportamenti dannosi acquisiti in età adolescenziale e alla persistente emergenza legata al consumo di sostanze dannose. In Basilicata già da alcuni anni è stata rafforzata e migliorata la collaborazione tra il sistema sanitario e il sistema della scuola. Sono stati attivati, a livello territoriale, protocolli d’Intesa tra le Aziende sanitarie e la direzione dell’Ufficio Scolastico Provinciale per la promozione e la realizzazione di attività integrate per il benessere e il successo formativo fra i giovani. L’educazione alla salute attuata nella scuola si colloca in modo trasversale tra tutte le discipline e costituisce un ambito di apprendimento a partire dalla scuola dell’infanzia. Gli interventi di prevenzione dei fattori di rischioha concluso l’assessoredevono diventare una costante dei programmi di educazione alla salute nelle scuole”. La Regione e l’Ufficio scolastico regionale si impegnano a compartecipare finanziariamente, in ragione delle proprie specificità e in relazione alle risorse ministeriali assegnante, alla realizzazione delle azioni previste dall’accordo siglato ieri a Potenza dall’assessore regionale alla Salute Attilio Martorano e dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale Franco Inglese. Alimentazione salutare, attività fisica, tenersi lontano da fumo, alcool, farmaci, sostanze dopanti e droghe. Educare all’affettività e alla sessualità, tutelare la salute mentale. Si avvia di fatto un programma di collaborazione che si basa sui principi della pianificazione partecipata, nel rispetto della piena autonomia e delle specifiche prerogative del servizio sanitario regionale e delle istituzioni scolastiche. Il Protocollo prevede una partecipazione attiva alla vita sociale dei giovani nella scuola e nella comunità, anche attraverso l’attuazione di Piani di offerta formativa. Per la realizzazione delle diverse aree d’intervento sono state condivise una serie di azioni come la realizzazione di interventi specifici per target di riferimento, la condivisione di percorsi di formazione per docenti e operatori sociosanitari, il coinvolgimento attivo delle famiglie e degli alunni nei programmi d’intervento, anche attraverso le associazioni dei genitori e le consulte degli studenti.Con il Protocollo viene inoltre istituito un Comitato paritetico, composto da referenti per le aree d’intervento, con il compito di curare il raccordo con le altre attività di Regione e Unità sanitarie regionali su temi della promozione della salute e del benessere dello studente. Prevista inoltre la possibilità di collaborare, fin dal momento della progettazione degli interventi, con gli enti locali, il mondo del volontariato, le organizzazioni sportive, le associazioni e i media locali. I colori della vista e del cuore: una manifestazione a Venosa Giornata per l’infanzia dell’Asp dedicata alla memoria del piccolo Michele Teora I colori della vista e del cuore. La manifestazione è stata organizzata dall’Asp in collaborazione con le agenzie edicative territoriali per promuovere una cultura rispettosa dei diritti dell’infanzia. “Tra i principali diritti quello relativo alla tutela della salute, intesa come benessere psico-fisico e sociale- ha evidenziato Nicolangela Marangelli, responsabile Ufficio Relazioni per il Pubblico dell’Asp- Riteniamo che per entrare in sintonia con i bambini e dialogare con loro occorra guardare la realtà con i loro occhi e prestare attenzione all’affettività con la quale si relazionano al mondo esterno”. Per raggiungere questo obiettivo l’Asp ha imboccato la strada della sperimentazione e della innovazione, che prevede il coinvolgimento delle varie agenzie territoriali sia in fase di progettazione che di realizzazione delle iniziative. La manifestazione, progettata dall’Asp con il patrocinio della Regione Basilicata, della Provincia di Potenza, del Comune di Venosa, dell’Istituto dei Padri Trinitari, della Pro Loco Venusia è stata realizzata dalla Scuola Elementare Giovanni XXIII d’intesa con tutte le Cooperative di servizio e le Associazioni di Volontariato che collaborano con l’Asp. “Per promuovere la salute-ha detto il direttore sanitario Asp Giuseppe Cugno- dobbiamo investire risorse sui bambini” .“Abbiamo dimostrato che in un momento di crisi economica- ha aggiunto Elvira Spada, docente della Elementare Giovanni XXIII - con pochi mezzi e con buona volontà si possono realizzare progetti validi” 29.05.2012 N. 103 PAG. 4 Lavoro, dal Comitato l’analisi e le proposte Basilicata Mezzogiorno Rete dei sentieri dell’acqua, un’idea per Paterno Analizzati gli strumenti contrattualistici e annunciato per il 16 giugno un convegno con esperti ministeriali Illustrato il progetto al presidente della Regione De Filippo che ha invitato a elaborare un piano di fattibilità È tornato a riunirsi ieri a Potenza il Comitato di coordinamento istituzionale per le politiche del lavoro per fare il punto sulla situazione lavorativa in Basilicata e cercare di individuare le strade e i mezzi per migliorare le potenzialità di crescita e di sviluppo economico e sociale. Il presidente del Comitato, Giuseppe Maggio, nella sua relazione, ha evidenziato gli strumenti contrattualistici che la Regione ha individuato per dare nuova linfa al mercato lavorativo con la predisposizione del Protocollo d’intesa relativo al testo unico dell’apprendistato. “In questo settore – ha detto Maggio – la Regione non parte dall’anno zero perché a monte c’è già una serie di studi e ricerche”. “La valenza del “protocollo” – ha evidenziato Maggio - appare di grande spessore, non solo dal punto di vista squisitamente politico, ma anche e specialmente in quanto Valorizzare le risorse locali e promuovere il territorio. E’ quanto si prefigge l’idea progettuale dell’amministrazione comunale di Paterno e del comitato Sor Aqua che ieri hanno incontrato il presidente della giunta regionale Vito De Filippo per illustrarla. Si tratta di una rete dei sentieri che colleghi le varie sorgenti d’acqua del comune di Paterno e all’interno un museo dell’acqua che racconti la storia di questo prezioso elemento da sempre risorsa di quel territorio. Per De Filippo è un’idea “interessante”, ha, infatti, definito l’incontro con i promotori del progetto “una ritrovata attività di dialogo con l’amministrazione e il comitato”. De Filippo ha inoltre invitato gli ideatori a “elaborare uno studio di fattibilità” così da poter esaminare concretamente la proposta. “Potrebbe essere una maniera intelligente per valorizzare le risorse ambientali e promuovere il turismo, in linea con quanto stiamo facendo in altri Comuni lucani come ad esempio ad Aliano”, ha commentato il presidente della Regione. In occasione dell’incontro di ieri è stato annunciato che lunedì 9 giugno prossimo a Paterno si svolgerà una “giornata verde” con la visita delle scolaresche alle sorgenti d’acqua. Contemporaneamente, ci sarà l’avvio di una campagna informativa per sensibilizzare i cittadini di Paterno all’uso responsabile e consapevole dell’acqua. Garantita, sempre da parte del presidente della Regione De Filippo, la collaborazione di Acquedotto lucano, la società che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio lucano. (m.f.) portatore di molteplici potenzialità di sviluppo dell’economia e del lavoro. Un protocollo che si propone, ha continuato, come l’espressione della volontà da parte del governo regionale di compiere una scelta decisiva e di dare così una rispo- prendistato, raccogliendo l’indicazione del governo nazionale e in alcuni casi persino anticipandola”. Nel corso dell’intervento il presidente ha poi annunciato che il 16 giugno si terrà il convegno: “Non c’è democrazia senza lavoro. Non c’è lavoro senza territorio” dove prenderanno I provvedimenti Approfondito il protocollo d’intesa sul testo unico per l’apprendistato, definito “risposta efficace tra domanda e offerta” sta efficace ai problemi dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro nella concreta realtà della Basilicata che com’è noto è caratterizzata dalla presenza di piccole e medie imprese”. Per Maggio, inoltre, “l’iniziativa regionale sopraggiunge come una spinta potente per il riavvio di tutto il sistema dell’ap- parte eminenti esperti ministeriali. “Un’occasione – ha sottolineato - per affrontare in maniera approfondita e precisa il tema del lavoro come fondamento dell’identità del cittadino partecipe di una società democratica e come ragione del suo radicamento sul territorio”. Tra le novità annunciate, durante i lavori di ieri, la nascita del sito istituzionale del Comitato al momento in fase di allestimento e dove sarà possibile reperire tutte le informazioni e gli aggiornamenti relativi alle politiche del lavoro in Basilicata. Presto sarà reso noto l’indirizzo internet. Gli altri rappresentanti del Comitato presenti hanno espresso la loro condivisione per la relazione del presidente Maggio, riservandosi di approfondirne i contenuti, in vista del convegno del 16 giugno. Prima dell’importante appuntamento, è stato annunciato, il Comitato tornerà a riunirsi per la valutazione di eventuali proposte aggiuntive. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i sindaci di Acerenza (Rossella Quinto) e Pietragalla (Rocco Iacovera); gli assessori alle Politiche sociali e del Lavoro della Provincia di Matera (Salvatore Auletta) e del Comune di Potenza (Donato Pace); Maria Vulpio del Centro per l’Impiego di Potenza. Dal Consiglio Crisi partiti Pdl Sulla crisi dei partiti il Pdl dal proprio sito ha lanciato un sondaggio a risposta multipla che ha ricevuto diversi riscontri. “Il popolo del Pdl chiede una strutturazione definitiva del partito, più vicina alle comunità ed agli elettori”. Tema del nuovo sondaggio è ‘Elezione diretta del Capo della Stato, questa la proposta di riforma del Pdl, cosa ne pensi’. zato alcune proposte al presidente della Regione tra cui il blocco totale alle consulenze esterne negli enti pubblici e l’eliminazione degli assessori esterni. Da parte di Venezia la proposta di istituire una commissione consiliare che in sette giorni riveda tutto il bilancio regionale e quello degli enti collegati.” Patto di stabilità / 1 Venezia (Pdl) Il consigliere del Pdl ha presentato una mozione per impegnare la giunta regionale “ad attivare ogni utile iniziativa per il Sul Patto di stabilità il consigliere del Pdl ha avan- Tribunale Lagonegro Pici (Pdl) mantenimento del presidio giudiziario importante per garantire legalità e sicurezza dell’area sud della Basilicata”. Tra l’altro la paventata soppressione del Tribunale impatterebbe inevitabilmente con la reale e concreta situazione deficitaria delle infrastrutture di collegamento dei comuni del circondario” Consiglio/1 Romaniello (Sel) Il capogruppo Sel in riferimento allo scioglimento dei lavori consiliari per mancanza del numero legale. “La politica significa assunzione di responsa- bilità, chi è per la buona politica lo dimostri quotidianamente con atti e atteggiamenti concreti”. Consiglio/2 Rosa (Pdl) L’esponente Pdl ha commentato l’ennesimo scioglimento della seduta del consiglio che seppur convocata in sessione straordinaria, si è sciolta per mancanza del numero legale. “Il gruppo Pdl, come al solito, era presente” ha commentato. “Noi rispettiamo il mandato elettorale conferitoci dal voto popolare, al resto del parlamentino lucano, invece, il titolo della maggioranza variabile” Patto di stabilità/3 Benedetto (Idv) Patto di stabilità/2 Braia (Pd) Per il consigliere di Idv diversi gli obiettivi da tenere fuori dal Patto: tra questi i fondi terremoto e le royalties del petrolio. “L’unico modo efficace per contrastare il disagio socioeconomico che continua a diffondersi nelle nostre comunità locali, ha detto, è quello di creare più posti di lavoro e favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese”. Sulle problematiche della finanza regionale per il consigliere regionale occorre “richiedere un apposito Ufficio”. Il capogruppo del Partito democratico ha illustrato le misure proposte per venire incontro alle esigenze dell’imprenditoria. “Tutelare, accompagnare e sostenere il più possibile il sistema delle Pmi lucane è un assoluto dovere che il gruppo Pd assume totalmente nelle proprie responsabilità in maniera prioritaria. E’ un dramma morire di debiti ma è un paradosso inaccettabile morire di crediti”. Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 29.05.2012 PAG. 5 Basilicata Mezzogiorno II I BASILICATA PRIMO PIANO Martedì 29 maggio 2012 OCCUPAZIONE In Basilicata, ogni cento persone di 25 Nel territorio lucano c’è una bassa domanda di lavoro qualificato. Richiesti anni, ci sono 28 laureati rispetto alla LUCANI SCOLARIZZATI E AL VERDE media di 24 registrata nel Mezzogiorno imbianchini, tornitori e saldatori Laureati. E poi a spasso il pezzo di carta serve? Almalaurea: la laurea non è più un «lasciapassare» per il lavoro MASSIMO BRANCATI l Quel pezzo di carta tanto agognato rischia di avere un uso soltanto «decorativo», incorniciato e dimenticato su una parete dello studio. E c’è chi l’accomuna, per futura destinazione, a certi rotoloni che non finiscono mai. La realtà è che la laurea sta perdendo sempre di più il suo valore spendibile sul mercato del lavoro. Non è solo una percezione, lo dicono anche i dati di Almalaurea, il consorzio interuniversitario pubblico al quale aderiscono numerosi atenei italiani: trovare un lavoro dopo aver completato il percorso di studi sembra essere il nuovo dramma dei giovani. Scende a picco la possibilità di assunzione ad alta specializzazione sia in campo scientifico che in quello intellettuale. Il rapporto Almalaurea assume particolare significato in Basilicata, regione in cui l’incidenza di laureati sulla popolazione residente è tra le più alte d’Italia. Si attesta attorno al 50% il numero di lucani che si è iscritto ad un’università italiana, in netto aumento rispetto al 40% del resto del Mezzogiorno e poco meno del centro nord. Per ogni cento persone di 25 anni, ci sono in Basilicata 28 laureati rispetto ai 24 del Mezzogiorno, e a laurearsi sono soprattutto donne, che studiano di più, hanno voti più alti, ma che trovano meno lavoro, secondo uno schema estremamente consolidato al sud. Se è vero che ci si laurea di più nel territorio lucano, è anche vero che le competenze giovanili sono mediamente più basse rispetto al resto del Paese. Lo dice la Svimez in un recente studio. Questo vuol dire che al grosso investimento in termini di quantità dello studio non si è fatto discendere un analogo livello qualitativo. La qualità dell’istruzione dipende dalla forte cor- relazione tra degrado e carenze delle strutture scolastiche e competenze acquisite dagli studenti: c’è in tutto il sud un problema di carenze di laboratori, di attività extrascolastiche e di rapporto scuola-mondo lavorativo che inevitabilmente incide sulla qualità degli studenti. In un mercato del lavoro sempre più «globalizzato» e alla ricerca di specializzazioni, una preparazione puramente scolastica (anche se universi- TRAGUARDO La laurea in mano. E poi? taria) senza quello scatto necessario sul fronte qualitativo finisce per relegare i ragazzi lucani nel limbo dell’attesa (sommando qui e là stage non retribuiti e lavori che nulla hanno a che fare con la loro laurea) prima di finire nell’infer no della lunga disoccupazione. È anche vero che in Basilicata c’è una bassa domanda di lavoro qualificato, costringendo i giovani laureati, soprattutto quelli che dimostrano talento e attitudini, ad emigrare. Chi vuol restare? Deve puntare su altre professionalità: imbianchini, tornitori, addetti per le presse, caldaisti, saldatori. Sono le figure professionali più richieste in Basilicata che emergono incrociando i dati degli Osservatori del lavoro regionale e provinciali. Ciò significa che l'imprenditoria locale (quel che resta dalle macerie della crisi e del patto di stabilità) è alla continua ricerca di lavoratori «manuali» nonostante il territorio continui a sfornare laureati. Le aziende, insomma, continuano a snobbare manager e figure apicali, con le grandi realtà (Fiat, Ferrero, Coca-Cola) che hanno già in casa i «cervelloni», mentre i piccoli imprenditori appaiono riottosi ad investire risorse economiche in profili professionali che tendono ad assorbire nelle proprie competenze. Della serie, faccio tutto da me. Secondo elemento di riflessione: la richiesta crescente di operai specializzati non trova riscontro nell'attività formativa messa in campo dalla Regione che preferisce intervenire sulla specializzazione di giovani «supermasterizzati» molti dei quali, dopo il periodo formativo, vanno via. Si spiega così il risultato di uno studio di Fondazione italiana Accenture e Università Bocconi, secondo il quale Potenza e Matera sono agli ultimi posti fra le province italiane per capacità di attrarre e creare opportunità per professionalità «innovative» ed «elevate». Se da un lato c’è poco terreno fertile per i manager, dall’altro la Basilicata rischia di ritrovarsi anche con operai che hanno un accento poco familiare. I nostri giovani sono orientati verso attività concernenti le professioni impiegatizie. Accade così che nel Metapontino, tanto per fare un esempio, il 60% della forza lavoro regolare viene dalla Puglia. Tutto ha origine in un approccio culturale delle famiglie che tendono ad escludere certi lavori dal futuro dei propri figli. Condannandoli alla disoccupazione. GENITORI E FIGLI A sinistra l’insegnante Stefania Corbisiero, a destra lo studente Silvano Mecca LAUREATI Nella foto a destra Jessica Corbo e Francesco Petraglia laureati rispettivamente in Lettere e in Ingegneria . TESTIMONIANZE TRA I MESTIERI CHE «TIRANO» DI PIÙ SCOMPAIONO AVVOCATI E MEDICI. ESPERIENZE A CONFRONTO L’ingegnere che fa l’elettricista «Meglio questo che il precario» l Quali sono i mestieri che «tirano» di più e che garantiscono un futuro occupazionale? Né il medico, né l'avvocato, né l'ingegnere e né l'architetto. Al primo posto troviamo cuochi e camerieri. Leader per la percentuale di aumento: le badanti. Ma anche vigilantes, camionisti, giardinieri, infermieri. Una caratteristica unifica questi lavori «gettonati»: i servizi alla persona. La sfera del benessere individuale, dell'assistenza, dell'aiuto, avrà un boom con l'invecchiamento della popolazione, fenomeno riscontrabile soprattutto in Basilicata. Inoltre sono le uniche attività per le quali è impossibile la delocalizzazione nei Paesi emergenti. Ma sono questi i mestieri per i quali stanno studiando i nostri figli? Dipende: come status e come remunerazione rischiano di essere al di sotto delle aspettative dei giovani. Ma attenzione: per quanto possano sembrare sotto-qualificate, le professioni del futuro richiederanno comunque studi universitari. Da un nostro rapido giro di commenti tra studenti e insegnanti emergono venature di sfiducia dei ragazzi nell’«istituzione» Università quando si parla di binomio laurea-posto di lavoro: «I tempi che corrono sono davvero difficili e a mio figlio che quest’anno si diploma ho già consigliato di seguire le sue attitudini e le sue intuizioni. Personalmente - dice Stefania Corbisiero, insegnante elementare - mi piacerebbe che si iscrivesse all’università, ma so bene che la laurea non garantisce un lavoro. Anche se si consegue con il massimo dei voti. La mia idea? La cultura è importante e io l’abbinerei a un mestiere come l’idraulico o l’elettricista. Sono diventati più «preziosi» dei medici». Silvano Mecca, studente universitario, ha scelto di frequentare un ateneo fuori regione, a Pisa. «Non ho nulla contro la nostra università - spiega - ma da queste parti le chance di trovare un’occupazione dopo la laurea sono molto più alte. Forse perché qui le aziende sono molto più attente al mondo universitario. In Basilicata credo che ci sia ancora uno scollamento tra sistema accademico e imprenditoria». Due laureati lucani testimoniano la difficoltà di trovare un lavoro che garantisca loro una gratificazione professionale ed economica: «Mi arrabatto tra supplenze e precariato - dice Jessica Corbo, laureata in Lettere - e alla soglia dei trent’anni questa situazione mi spaventa. Così diventa difficile mettere su una famiglia. Se potessi tornare indietro certamente non sceglierei Lettere come facoltà da seguire, ma era l’unica realtà universitaria nelle mie corde. Non potevo certo iscrivermi a Ingegneria, è un ambito che non mi appartiene». Proprio in Ingegneria si è laureato Francesco Petraglia che ha individuato una strada per uscire dalla disoccupazione: «La mia laurea la spendo in uno studio professionale, ma non si guadagna molto. Ho cominciato a occuparmi di impianti elettrici e devo dire - sottolinea con orgoglio - che ricevo numerose chiamate per piccoli interventi domestici. È una soluzione che consiglio a chi, come me, non ha santi in paradiso e nonostante la laurea deve fare i conti con un mercato occupazionale poco ricettivo. Gli elettricisti o gli idraulici sono mestieri ormai svuotati. Dobbiamo puntare su questi per poter guadagnare. La laurea? Anche per aggiustare un circuito e stare a contatto con gli altri serve una buona base di cultura». [ma.bra.] L’INTERVISTA IL RETTORE DELL’ATENEO LUCANO MAURO FIORENTINO «Alle scuole superiori purtroppo riscontro un alto livello di sfiducia» l Il rettore dell’Università di Basilicata, Mauro Fiorentino, non ha avuto modo di approfondire il rapporto di Almalaurea. È completamente assorbito da altro: «Siamo in una fase di grande trasformazione sulla scia della riforma Gelmini. Cambia tutto e consegneremo alla comunità un ateneo completamente modificato. È un processo che catalizza energie e attenzione». Ma c’è un dato su tutti su cui riflettere: trovare lavoro dopo la laurea è diventato complicato... «Lo so. E non c’era bisogno che ce lo ricordasse Almalaurea». Cosa può fare l’Università per arginare il problema? «Dobbiamo fare al meglio il nostro lavoro, magari intensificando la collaborazione con gli studenti nella prima fase post-laurea. Il nostro ateneo aderisce a programmi nazionali di sostegno e ha potenziato gli per l’assistenza ai laureati. Devo dire che dagli studenti ricevo qualche elemento di conforto». La difficoltà a trovare un posto di lavoro RETTORE Mauro Fiorentino può tradursi anche in sfiducia nell’Università. I suoi studenti cosa ne pensano? «Sinceramente non ho riscontrato una crisi di fiducia soprattutto nei più bravi. Che, semmai, decidono di prendere il treno per andare più lontano e trovare la loro strada professionale». Sì, ma dietro c’è una generazione che comincia a nutrire dubbi sull’utilità della laurea... «È vero. E questo mi spaventa. È pericoloso il livello di sfiducia nel sistema che riscontro nei giovani degli istituti superiori. Può innescare un fenomeno di allontanamento dagli studi universitari». Cosa suggerirebbe a un giovane appena diplomato? «Di guardare al futuro con uno spirito autonomo. I giovani devono diventare innovatori e per innovare ci vuole cultura. Più che tentare di inseguire le dinamiche dei mercati, l’Università deve formare i futuri innovatori del nostro Paese, dotandoli di una solida cultura». [ma.bra.] Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 29.05.2012 PAG. 6 BASILICATA PRIMO PIANO I III Martedì 29 maggio 2012 ISTRUZIONE & CONCORSI Basilicata Mezzogiorno DIRITTO DI REPLICA «Quando ho partecipato al corso il concorso non era stato bandito» SELEZIONE PER DIRIGENTI SCOLASTICI l «Non ho tenuto lezioni. La mia è stata solo una conversazione su questioni didattiche. E poi all’epoca il concorso non era stato ancora bandito». Francesco Fasolino, ispettore tecnico dell’Ufficio scolastico regionale, sgombra il campo da equivoci e «cattive interpretazioni» sulla sua partecipazione al corso per dirigenti scolastici. «È vero - dice - a giugno ero a quel corso, ma quando lo Snals, a cui sono iscritto ormai da trent’anni, l’ha organizzato del concorso non c’era ancora traccia. Chi ha partecipato alle lezioni doveva poi superare lo sbarramento dei test d’ingresso. Non vedo, insomma, alcuna ombra in tutto questo». Nel precisare di essere intervenuto al corso senza percepire un compenso, Fasolino sottolinea che la sua attività di consulenza è stata chiesta perché è il SCUOLA La scuola (e i suoi concorsi) tornano nell’occhio del ciclone SCUOLA Polemiche per il concorso per nuovi dirigenti scolastici responsabile del livello regionale della formazione: «Se avessi partecipato al corso sapendo di far parte della commissione del concorso - conclude Fasolino - allora sì che si sarebbe prefigurato un conflitto d’interesse. Ma i tempi sono stati diversi. E, ripeto, a giugno dello scorso anno non si sapeva quando sarebbe stato bandito il concorso». Prima docente per i concorrenti poi li valuta come commissario Il caso sollevato su un corso preparatorio promosso dallo Snals materano MIMMO SAMMARTINO l Concorso per dirigenti scolastici. E la scuola torna nell’occhio del ciclone. Tra lagnanze, proteste, ricorsi e maldicenze, s’intorbida l’orizzonte di una concorso che ha il compito di indicare i dirigenti futuri chiamati a evitare il naufragio di quella scuola, già tagliata, offesa, messa sul lastrico, maltrattata. In queste settimane si sono moltiplicate, su vari organi di informazione locali, lettere di denuncia di chi - alla luce della prova - si è sentito quantomeno poco tutelato. Qualcuno si è rivolto ai giornali. Qualcun altro al Tar. Ma, si dirà, è cosa fisiologica quando ci si trova a non superare un determinato concorso. Fino a prova contraria, in un Paese normale, i concorsi sono vinti dai più bravi. Ma è ormai senso comune temere che le logiche premiali possano avere riferimenti diversi dalla valutazione del merito dimostrato con le prove sostenute. Tra le segnalazioni evidenziate, se n’è aggiunta una relativa alla stessa composizione della commissione valutatrice. Composizione per la quale, alla luce di SCUOLA La scuola pubblica in sofferenza. Clima surriscaldato per i concorsi per presidi altre precedenti vicende, viene avanzato qualche dubbio. I fatti: la commissione del concorso per esami e titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici si è riunita il 29 settembre 2011, presso l’Ufficio scolastico regionale. L’organismo è costituito da un presidente - il prof. Antonio Sergio De Franchi, docente di agronomia e col- tivazioni erbacee presso la Facoltà di Agraria dell’ateneo lucano - e da due componenti: la dirigente scolastica Maria Adele Trotta e l’ispettore tecnico Usr di Basilicata, Francesco Fasolino. Segretario di commissione è Marcello Marino, coordinatore di un ufficio della Direzione generale di Basilicata. Primo atto della com- missione, esplicitato nel verbale, è la presa visione dell’elenco dei candidati partecipanti e la sottoscrizione della mancanza di incompatibilità. Che cosa ha fatto scattare diffidenze e sospetti? Il fatto che, nei mesi precedenti (tra maggio e luglio e poi a settembre 2011), sia stato organizzato un corso di preparazione al concorso in questione, da parte dello Snals di Matera tramite l’Isfol, con 40 ore di lezioni teoriche e 30 di esercitazioni. Il corso aveva un costo di 400 euro per gli iscritti al sindacato e di 600 euro per gli altri partecipanti. Tra i docenti del corso (tutti di provenienza universitaria, ispettori scolastici, ricercatori esperti nella preparazione a concorsi) figura anche il nome dell’ispettore Francesco Fasolino che successivamente (come tiene a precisare l’interessato) sarà chiamato a comporre la commissione esaminatrice. La conferma, oltre che dall’interessato, viene anche da alcuni partecipanti ai corsi. Uno di loro che chiede di poter mantenere l’anonimato - comunque assicura: «La lezione l’ha tenuta. Ma si tratta di una persona al di sopra di ogni sospetto». Sarà anche così, ma può definirsi una procedura normale? IL SINDACATO SNALS PREFERISCE NON REPLICARE. UN PARTECIPANTE: «DOCENTE AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO» giudicatrice si presenta affetta da marcati vizi di irragionevolezza, dal momento che l’esercizio della discrezionalità tecnica non appare improntato ai necessari canoni di logicità, congruità e completezza del giudizio». E si rimarca inoltre: «il suddetto organo non si è previamente dotato di rigorosi parametri di valutazione, invero necessari per circoscrivere l’ampio potere discrezionale e, così, rendere trasparenti le operazioni selettive. In tal senso, i criteri indicati nella griglia approvata nella seduta del 13 gennaio 2012 costituiscono null’altro che una mera indicazione dei punteggi attribuibili - in una serie numerica da un minimo di zero a un massimo di 5 - per ogni singolo aspetto singolo aspetto affrontato dal candidato nella stesura del compito. Del tutto inopitamente, non è stato precisato alcunché sui descrittori di tali punteggi, né è stata indicata la modalità di assegnazione al fine di orientare i commissari nel giudizio e fornire uniformità ai criteri adottati; e ciò tanto più a fronte della circostanza che le operazioni selettive normalmente si protraggono per alcuni mesi, di talché è necessario evitare ingiustificate oscillazioni nella formulazione dei giudizi...». Tra le lettere pubblicate su periodici (ad esempio, il quotidiano online «La tecnica della Scuola» e il periodico «Controsenso»), quella di una docente-concorrente che è stata esclusa e che afferma tra l’altro: «i dubbi che mi assalgono sono tanti». E dinanzi a scenari che, a suo giudizio, appaiono poco trasparenti, lamenta: «Mi vergogno di essere un’insegnante, mi vergogno di aver studiato tanto, riportando danni fisici alla persona e restrizioni alla famiglia». E aggiunge: «Certo la valutazione di una commissione è in- REGIONE: CCIPL Esperti del Ministero a convegno sul lavoro n Il Comitato di coordinamento istituzionale per le politiche del lavoro, presieduto da Pino Maggio, si è riunito per fare il punto sulla situazione lavorativa in Basilicata. Maggio ha annunciato che il 16 giugno si terrà il convegno «Non c’è democrazia senza lavoro. Non c’è lavoro senza territorio». All’incontro interverranno esperti del Ministero. VIABILITÀ Lavori sulla A3 chiuso il tratto lucano n Dalle 17 di giovedí 31 maggio alle 6 di venerdí 1 giugno sarà chiuso al traffico il tratto compreso tra gli svincoli di Padula e Lagonegro nord, in entrambe le direzioni, dal km 103,800 al km 123,300 dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Il provvedimento è finalizzato al completamento della nuova autostrada nel 2° macrolotto per l'apertura, a due corsie per senso di marcia. COMUNE DI POTENZA Vendita del tribunale L’Idv è contraria n «Già dalla passata consiliatura l’Italia dei Valori ha espresso le proprie perplessità sulla vendita del tribunale di Potenza, se pure con il fine di affrontare una situazione debitoria asfissiante. Non si tratta di un semplice patrimonio da dismettere, ma di una struttura pubblica costruita con il contributo pubblico e che ancora serve al pubblico». Lo dice Nicola Stefano Laguardia, responsabile cittadino dell’Idv. La denuncia di una esclusa «Mi vergogno di essere prof» l Impossibile per tutto il pomeriggio di ieri riuscire a ottenere una replica, sulla vicenda del corso di preparazione per il concorso di dirigenti scolastici, allo Snals. Non risponde al telefono la segretaria provinciale Snals di Matera, Lucia Fiore. Risponde invece «non conosco i fatti» il segretario provinciale dello Snals di Potenza, Saverio Lolaico. D’altronde su questo concorso si è sollevato un polverone di polemiche e di sospetti. Denunce, ricorsi, pubblicazioni di lettere. In uno di questi ricorsi, che risulta essere stato presentato al Tar della Basilicata, si paventa, fra l’altro, una «manifesta ingiustizia». E si punta il dito sulla valutazione: tra l’altro, «eccesso di potere, difetto di motivazione, disparità di trattamento». Si afferma fra le contestazioni: «l’attività valutativa posta in essere dalla Commissione le altre notizie ERRATA CORRIGE Il premio a Papaleo dal Rotary Club Pz sindacabile, ma anche il sentimento di vergogna che provo, la vergogna di essere un’insegnante, la vergogna di aver scelto di lavorare e sacrificarmi per questa scuola, la vergogna di essere stata valutata alla stregua di chi non è in grado di comprendere e di scrivere “in un certo qual modo” è insindacabile. Mi vergogno di essere un’insegnante: abbandonata dal sindacato, non tutelata dal Ministero di appartenenza, senza alcuna garanzia dagli uffici competenti, eppure tutti [mi.sa.] parlano di sussidiarietà». CONCORSO Il concorso per dirigenti scolastici, a Potenza, che - nello scorso ottobre - è stato vietato ai fotografi [foto Tony Vece] . n Per un refuso di stampa nell’articolo di ieri sul premio consegnato a Rocco Papaleo nel titolo è stata attribuita la manifestazione al Lions Club. In realtà l’evento è stato organizzato dal Rotary Club Potenza, presieduto da Luigi Padula. Ce ne scusiamo con i lettori e gli interessati. In particolare, con le due associazioni che organizzano incontri e conferenze tutto l’anno. Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 29.05.2012 PAG. 7 Basilicata Mezzogiorno XII I MATERA CITTÀ IL PERSONAGGIO È TRA I QUATTRO SIGNORI DEI SAPORI Martedì 29 maggio 2012 L’OBIETTIVO DELLA RICERCA «Stiamo cercando di dare gusto ai prodotti alimentari eliminando quello che non è salutare per il nostro organismo» IL LAVORO D’INNOVAZIONE «Mantenere i sapori, ma senza incentivare l’obesità, diabete e altre patologie scatenate da un’alimentazione sbagliata» Ecco chi decide cosa e come mangeremo nel futuro Aldo Uva, materano alla guida della seconda multinazionale del mondo che si occupa di aromi, la svizzera Firmenich Sa LA SUA FAMIGLIA Aldo Uva con la moglie Lorella, e i tre figli, Caterina, Gioia e Luigi che vivono in giro per il mondo ma parlano anche l’italiano PASQUALE DORIA l Catturato al volo, proveniente da dal quartiere generale di New York e atterrato a Ginevra. Quella storica della città svizzera sul lago Lemano è una delle sette sedi sparse per il mondo di cui è responsabile. Le altre sono operative a Colonia, San Paolo, Shanghai, Tokyo, Dubai e Singapore. La stampa specializzata internazionale lo ha collocato nell’Olimpo dei quattro «signori dei sapori». Una bella responsabilità e un impegno che potrebbe generare anche qualche problema di comunicazione. Ma la disponibilità al dialogo, intanto, non sembra essere cambiata. Il manager costantemente in lotta con i fusi orari è il materano Aldo Uva, 50 anni, amministratore delegato della Divisione aromi della Firmenich Sa, una delle quattro multinazionali leader mondiali nel settore degli aromi e dei profumi. Si tratta di una realtà presente in 64 nazioni che viene da lontano. Fondata nel 1895, nel 1939 il direttore della sezione ricerca e sviluppo della Firmenich, Lavoslav Ruicka, vinse il premio Nobel per la chimica. «Oggi - spiega Uva - il nostro business e focalizzato sulla creazione di sapori in modo naturale ed artificiale. L’obiettivo è comunque fare in modo che tutti i prodotti di cui ci occupiamo siano in grado di assicurare esperienze sensoriali ai consumatori». Una specie di stregoni delle papille gustative, roba da laboratori in cui si studiano le reazioni dei recettori nervosi dei sapori. Ecco perchè si potrebbe immaginare, con il beneficio di qualche ombra di dubbio, laboratori, alambicchi e chissà quali arcani artifici. «Ovviamente non è così - tranquillizza il manager materano - del resto, siamo molto impegnati anche a livello di innovazione e ricerca. Stiamo cercando di dare gusto ai prodotti alimentari eliminando ciò che non è salutare per il nostro organismo, per esempio, eccessi di zuccheri, sale e grasso. In pratica, significa mantenere i sapori senza incentivare l’obesità, diabete e altre patologie scatenate da un’alimentazione sbagliata». Non è tutto. «Mi spiego meglio - aggiunge - perchè questa vicenda, avremo modo di vederlo meglio, diventerà cen- trale da qui ai prossimi anni. Stiamo lavorando per capire come aiutare il Pianeta a non impoverirsi di risorse naturali in modo irreparabile. Una sfida epocale. Attenzione, dobbiamo partire da un’onesta riflessione: adesso che si contano milioni di nuovi consumatori nelle aree in crescita (Africa ed Asia specialmente) e che iniziano a chiedere sempre più prodotti che prima non utilizzavano, possiamo disporre di sufficienti risorse per rispondere a queste nuove esigenze?». Un interrogativo effettivamente cruciale. «In Cina, per esempio, il sapore ed i prodotti all’arancia sono solo di recente adozione. Lo stesso vale per l’India. Gli agrumi tirano, eccome - va avanti Uva ma se i cinesi cominciano a consumare succhi di arancia a ritmi europei, fra dieci anni non ci saranno più arance per soddisfare la domanda mondiale. Lo stesso discorso vale per il cacao, per la menta e molti altri prodotti naturali ancora. Allora, quale tipo di responsabilità bisogna assumere? Ecco ciò che stiamo facendo: le nostre ricerche, in questi casi specifici, sono quelle che ci permetteranno di scoprire molecole presenti in natura e che potranno aiutare a ridurre i problemi di scarsità di arance e cacao, senza dover rinunciare per sempre a questi alimenti di uso quotidiano». Non è poco. Uva rimarca che si tratta di un business di ricerca profonda sostenuto da investimenti cospicui, un business che traguarda il mondo a 10-20 anni mentre deve continuare a soddisfare i bisogni di oggi. Facile avvertire la dose di sfida ed entusiasmo che esprimono i suoi ragionamenti. «Sì - spiega - perchè considero un privilegio la possibilità di lavorare sapendo di concorrere a definire le condizioni per un mondo alimentare diverso, sicuramente più sano e soprattutto piu sostenibile per il Pianeta». Secondo alcuni studi di settore, l’universo dei sapori, quello della grande industria, è già in larghissima parte artificiale e non sempre rispettoso dei consumatori. Non è un mondo artificiale, tutta chimica, quello al quale sembra invece interessato Uva, quanto alla possibilità di affrontare un futuro in cui, se le derrate alimentare saranno sempre meno, bisognerà comunque assicurare almeno un’alimentazione sana per tutti e, al contempo, evitare frigoriferi desolatamente vuoti. VITA DA MANAGER NOMADE DI LUSSO TRA NEW YORK, MOSCA, MEXICO CITY, BARCELLONA, CHICAGO, VEVEY, SATERAMO IN COLLE E GINEVRA «La mia casa è il mondo» Dagli elettrodomestici alle multinazionali del settore alimentare l La sua è una storia di successo, ma non è fuori luogo accomunarla a quella di un intero popolo con la valigia. I lucani residenti in Basilicata forse sono meno di 500 mila, però, secondo alcune stime, 1 milione e mezzo vive fuori dai confini regionali. E nessuno dimentica mai le proprie origini. «È vero, Matera è la mia città. Quì i miei genitori, Gino e Caterina, mi hanno fatto crescere. Hanno fatto diventare me, mio fratello Michele e mia sorella Teresa un’inossidabile famiglia. È a Matera che ho sviluppato un’irrefrenabile curiosità, la voglia di affrontare imprese impossibili. È da Matera che ho iniziato il mio viaggio nel mondo». Oggi Aldo Uva, 50 anni, è amministratore delegato della divisione aromi della seconda multinazionale al mondo in questo settore, la svizzera Firmenich. Intenso il suo racconto. Inutile interromperlo, snocciola una dietro l’altra le tappe di una specie di corsa a perdifiato. «Tutto è iniziato nella Merloni Elettrodomestici. Ero ancora studente della facoltà di economia all’Università di Bologna. Decisi di fare la tesi di laurea lavorando attivamente in un’azienda. Il fortuito incontro con Vittorio Merloni, tramite mio fratello Michele e la mia faccia tosta lucana, mi ha consentito di entrare a far parte della sua azienda, dove ho seguito un progetto sperimentale. E così, in Merloni ci sono rimasto 13 anni, metà dei quali trascorsi in Italia, a Fabriano, e metà all’estero, in Inghilterra e soprattutto Russia, oltre cinque anni nel periodo fra il primo e secondo Eltsin. Merloni elettrodomestici - sottolinea - è stata un’esperienza professionale decisiva, perchè mi ha fatto lavorare accanto a un imprenditore illuminato, in un’azienda nata al cen- tolo. «La vita mi ha messo di fronte ad un altro imprenditore, Calisto Tanzi - va avanti Uva - di lui mi colpì la visione aziendale. Un’azienda che voleva trasformare il latte da un anonimo prodotto senza brand ad un prodotto conosciuto ad ogni latitudine e con un solo marchio. Il suo sogno mi fece venir voglia di passare dai frigoriferi al latte. Ed è così che da Mosca, dove ero amministratore delegato della Merloni elettrodo- ANCHE IN CINA Una delle sedi asiatiche della Firmenich tro del nulla e che stava diventando la terza potenza mondiale nell’elettrodomestico. A Fabriano, patria della Merloni, ho anche avuto l’immensa fortuna di incontrare mia moglie Lorella, la madre dei nostri tre figli, Caterina, Gioia e Luigi». Dopo Merloni un nuovo capi- mestici per Russia ed Europa dell’Est, mi spostai a Mexico City. Posto incredibile. Pericoloso, ma pieno di ricchezze, da quelle archeologiche al cuore caldo delle persone. L’impegno di amministratore delegato a Mexico City per il Centro America y Caribe durò un anno, perchè Parmalat mi chiese di andare a New York a lavorare, oltre per le aree che già gestivo, anche per gli Stati Uniti». Da una metropoli all’altra. «Parmalat - continua Uva - come esperienza durò meno di quattro anni e nel 2001, due mesi dopo l’attacco alle Torri Gemelle, la mia vita professionale prese un’altra direzione. Quella delle multinazionali che non hanno un fondatore o un proprietario, in quanto gestite da manager. Entrai a dicembre del 2001 nella Sara Lee Corporation. Noi lucani forse siamo testardi ed io volevo dimostrare a me stesso di poter lavorare anche in aziende non Italiane. Sara Lee mi offrì l’opportunità. A Barcellona sono stato l’amministratore delegato della divisione in Italia famosa per Fissan, Badedas, Ambipur, Depilzero ed altri prodotti. Poi, sono diventato l’amministratore delegato della divisione caffè e the a New York (dove sono ritornato per la seconda volta), infine, ho gestito la trasformazione di Sara Lee quando l’azienda ha deciso di puntare tutto sul business del food. Per svolgere questo compito sono andato a vivere a Chicago». Nella Sara Lee la scalata fu rapida. Uva arrivò ai piani alti, tra i primi otto amministratori delegati. «Il giovane materano sul tetto di una multinazionale americana, che all’epoca fatturava 21 miliardi TRE FRATELLI Aldo Uva con la sorella Teresa e, in alto, Michele di dollari - commenta - mi riempie ancora oggi di orgoglio. Ma la vita covava già una nuova opportunità. E quando Nestlè mi chiamò nell’estate del 2006, dopo quasi cinque anni di Sara Lee, decisi di cogliere questa nuova occasione. Nella Nestlè sono diventato amministratore delegato della divisione beverages e foodservice, da Nescafè a Nestea, da Perrier a Nesquik. I mie prodotti. E per seguire Nestlè, da Chicago siamo tutti volati a Vevey, piccolo centro sul lago Lemano, quello che bagna Ginevra, dove il colosso alimentare svizzero (106 miliardi di dollari di fatturato) ha il suo quartiere generale». Posto ideale per fermarsi. «A un certo punto - ammette - Nestlè è sembrata la mia casa. Ricordo, però, che la povera nonna Concetta mi ripeteva sempre “ricordati figlio mio, che sei un italiano dell’Italia meridionale”. Non l’ho dimenticato. Quando nel luglio del 2007 ho incontrato a Milano, nel suo negozio in via Durini, Pasquale Natuzzi, è scattato qualcosa. Un segno del destino? Ma Natuzzi - pensai - non è Nestlè... E la mia terra? Quella sì, mi ammalia sempre con forza. Un anno dopo ero da Natuzzi. Esperienza esaltante, ho lavorato con gente fantastica. Ma non era finita, non ancora. Il richiamo delle multinazionali, unitamente ad altri altri fattori, mi hanno spinto a rientrare in Svizzera, dove sono diventato amministratore delegato della della divisione aromi della svizzera Firmenich». Dopo un anno a Ginevra, lo spostamento al quartiere generale di New York. «È l’evento che ha fatto ritornare la mia famiglia di nomadi di lusso nuovamente lì. Finisce nella Grande Mela? Chissà. Quello che oggi mi sento di dire, pensando soprattutto ai giovani della mia città - conclude Uva - è che si può nascere a Matera, ma si può considerare casa propria anche New York, magari dopo essere passati da Mosca, Mexico City, Barcellona, Chicago, Vevey, Sateramo in Colle e Ginevra. Se le radici sono salde, la nostra casa noi lucani lo sappiamo da tempo [p.d.] può diventare il mondo». Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 29.05.2012 PAG. 8 12 Primo piano Basilicata Mezzogiorno Martedì 29 maggio 2012 Calcioscommesse Quando il gioco va in crisi Parla l’ex patron del Potenza «Il sistema c’è anche qui» Postiglione: «In Basilicata ci sono società che hanno fatto i bilanci con le partite combinate» di LEO AMATO POTENZA - «Nel momento in cui c’è l’accordo tra le società, c’è l’accordo tra i giocatori e l’accordo tra gli scommettitori, il sistema è blindato. Ci sono società che hanno fatto i bilanci con le scommesse e le partite combinate. Anche nella nostra regione. Per esempio, mentre sul Potenza sport club non ci sono altro che le chiacchiere di due presunti supertestimoni, su altre squadre lucane coinvolte proprio in quest’indagine ci sono flussi di scommesse anomale, puntate sospese e non solo. Basta guardare gli atti dell’inchiesta di Cremona trasmessi alle procure competenti negli scorsi mesi». Giuseppe Postiglione, giovane patron del Potenza promosso a giugno del 2007 in serie C1, e travolto due anni emezzo dopo da un’indagine sulle infiltrazioni della mala all’ombra del Viviani, segue con attenzione dall’inizio gli sviluppi del lavoro dei pm di Cremona. Lui continua a dichiararsi innocente e il prossimo 18 giugno affronterà il giudice che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei suoi confronti tra l’altro proprio per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Intanto il tribunale federale c’è andato giù duro, sommando squalifiche per quasi quindici anni. Come andranno i ricorsi è ancora da vedere. Certo è che la piccola calciopoli rossoblu impallidisce davanti al quadro che emerge dalle carte raccolte pm Roberto Di Martino. Con gli «zingari» e i singaporegni in ciabatte che si aggirano nei quattro stelle di tutta Italia con valigette piene di banconote, gli azzurri perquisiti nel ritiro della nazionale e i capitani in galera, non c’è proporzione. «A giugno dell’anno scorso pensavo di essere stato chiaro quando dicevo che i primi colpi dell’inchiesta di Cremona avevano scoperto solo la punta di un iceberg. E anche oggi c’è ancora molto da fare emergere perché la verità è che il calcio è malato dal suo interno. Senza le scommesse probabilmente il calcio, dopo che sono venuti meno gli sponsor e gli introiti commerciali, con la crisi che incombe dappertutto, sarebbe già imploso da un pezzo. Basta guardare sulle magliette delle due/tre squadre più importanti della serie A, e del 60-70% delle squadre di serie B. Portano tutte come main sponsor delle società di scommesse, ed è soltanto uno dei modi in cui viene finanziato il sistema calcio. Poi ce ne sono degli altri solo che non si vedono, o meglio si fa finta di non vederli. E’ difficile credere che non ci siano delle connivenze. La stessa Figc, con tutto quel marcio di cui «Senza i bookmakers lo spettacolo sarebbe già imploso da un pezzo» «Le scritte sulle magliette sono solo una delle forme di far entrare soldi alle società» chiunque nell’ambiente sapeva, persino le pietre, perché non si è mai attivata per fare una benché minima verifica di sua iniziativa? Perché ha aspettato sempre che fosse una procura della Repubblica ha fare il primo passo? A quel punto non poteva non intervenire, e questo è emblematico del fat- to che si trattava di andare contro i propri interessi. Non si poteva andare a rompere qualcosa che faceva muovere il giocattolo e la sua economia. Mi meraviglio quando sento quelli che si scandalizzano all’idea che esistano un sistema, delle partite truccate. Il caso più emblematico è successo una settimna, dieci giorni fa. Finale di Coppa Italia: si scontravano Juventus e Napoli. Alla fine grazie a un rigore dubbio da una parte e un rigore non dato dall’altra, vince il Napoli. Dei benefici della Lega calcio per questa vittoria non ne vogliamo parlare? La Supercoppa italiana si sarebbe dovuta disputare sempre e comunque tra Juventus e Napoli, vincente del campionato e vincente della Coppia Italia, o seconda classificatain casoincui lastessa squadra avesse vinto entrambe le competizioni. Si trattava solo di decidere dove e quando, e la Lega aveva già sottoscritto un preliminare per far sì che la Supercoppa italiana per la prima volta nella storia si disputasse a Pechino, grazie anche all'intermediazione dell'ex allenatore della nazionale che in Cina ha già concluso per sé contratti milionari per diversi anni avenire. Ora se ilNapoli non avesse vinto sarebbe stato costretto a giocare i preliminari di Europa League e le date si sarebbero sovrapposte, quindi addio finale a Pechino e annessi contratti milionari. Dobbiamopensare che quell’arbitro pagato dalla Lega, i giocatori e tutto il resto siano stato liberi dal condizionamento di un sistema che grazie a quei soldini vive? Io non ci credo. Se qualcun altro vuol continuare a guardare le partite con le fette di prosciutto sugli occhi faccia pure». Nell’inchiesta di Cremona si parlatanto digiocatorie pocodi sistema calcio quasi fossero livelli non comunicanti «L’inchiesta di Cremona fin’ora ha solo sfiorato le società. C’è arrivata di traverso. Tant’è che il gip Salvini non esclude che sia questo il prossimo passo, perché effettivamente credere che i giocatori abbiano fatto tutto all’insaputa di tutti è difficile. L’esempio più eclatante è il Siena di Massimo Mezzaroma, che è lo stesso che acquista la Salernitana col presidente della Lazio Claudio Lotito. Si può credere che ci sia stata una combine sulla partita Lazio-Siena e i giocatori abbiano fatto tutto senza che Lotito e Mezzaroma ne sapessero nulla? Tra l’altro un Siena crocevia di tanti discepoli della scuola di Luciano Moggi, come Giorgio Perinetti il suo fedele secondo, direttore sportivo. Perinetti prende come allenatore Antonio Conte che fa quello che deve fare, e come premio va a Torino ad allenare la Ju- | L’ALLENATORE | L’ex rossoblu Eziolino Capuano rincara la dose «Provo un orgasmo se vedo in galera questa gente» «Quando cinque anni fa parlai di “forni crematori” per chi vendeva e comprava partite fui crocifisso da tutti. Qualcuno pensò che dovessi esser portato di corsa al manicomio di Montelupo fiorentino. Oggi aggiungo: forse dopo quelle dichiarazioni fui anche stoppato…Perché le verità fanno male». Così commenta Eziolino Capuano, il vulcanico tecnico salernitano sugli ultimi risvolti dello scandalo calcioscommesse. Quando si riferisce a cinque anni fa, Capuano parla proprio del periodo in cui era l’allenatore del Potenza sport club. «Non ebbi paura di urlare che c’erano calciatori “sospetti” e che molti dirigenti non potessero non sapere cosa accadeva. O cosa accade. Però la gente così nel calcio non va bene. Forse è per questo che io oggi alleno ancora in serie C», continua Capuano. Con una chiosa che fa rumore: «Provo un orgasmo nel vedere finire in galera queste persone, colpevoli di ‘sporcare’ il gioco più bello del mondo. Ma poi penso: siamo in Italia. E fra due o tre giorni saranno tutti già fuori». ventus nell’anno in cui la Juventus dovrà tornare a vincere lo scudetto. I calciatori sono solo le pedine di un sistema. O vogliamo credere che i giocatori facevano tutto per conto loro, e un allenatore ancheuna voltacheloveniva asapere non lo ha riferito al direttore sportivo che l’ha messo al suo posto?» Un’allenatore deve accorgersi per forza di quello che succede? «Molte volte un allenatore non dico che è un promotore ma è il primo al quale chi di competenza deve andare a portare la notizia. Ed è anche il garante di quello che succede in campo. Ma Conte dove stava prima di arrivare a Siena? Stava a Bari, altra piazza calcistica sotto inchiesta della magistratura. Dov’era il centro scommesse dell’ex capitano Antonio Bellavista? A Bari. Chi c’era come direttore sportivo della società? Perinetti. Parliamo sempre degli stessi soggetti, delle stesse società e degli stessi proprietari. E alcuni sono davvero i migliori a fare calcio in Italia». Poi ci sono tifosi, a Bari come a Genova. «Ma anche a Castellammare. Anche nell’nchiesta che ha riguardato Potenza, per quanto infondata nel merito, è emerso che il “gioco calcio” è tutt’altro che immune dai comportamenti non solo di giocatori, dirigenza e di Lega calcio, ma anche dei tifosi. Quando ripenso a Giuseppe Sculli, a Genova qualche settimana fa, che va sotto la curva senza togliersi la maglia per impedire un’invasione di campo non mi fa specie credere che avesse di che argomentare con i tifosi visto quanto emerso dall’indagine di Cremona». E i soldi? Come farebbe il sistema calcio ad assorbire i proventi delle scommesse sulle partite combinate? «Le perdite sono tante, i contratti sono spesso molto inferiori a quello che si deve ai giocatori, anche in forza di accordi che non stanno sulla carta.Quindi per coprire l’uno e l’altra cosa entrano in gioco fondi diversamente rinvenuti. Senza usare necessariamente società di comodo Quante volte il proprietario di una squadra di calcio per chiudere un bilancio deve fare un’iniezione di capitali propri. Bisognerebbe vedere da dove vengono quei capitali. A Cremona come in Basilicata. Voglio dire che se Luigi Buffon scommette su una partita non interessa a nessuno, al massimo la procura federale può eccepire qualcosa. Combinarne una è diverso. Un intero sistema calcio che si finanzia così è molto diverso. Su questo a Cremona c’hanno visto giusto». [email protected] «I giocatori sono solo le ultime pedine Dietro ci sono dirigenti allenatori e persino tifosi» «Bisognerebbe vedere da dove vengono i capitali iniettati ogni anno a fine stagione» Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 29.05.2012 PAG. 9 Basilicata Mezzogiorno Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 29.05.2012 PAG. 10 Basilicata Mezzogiorno 30 Martedì 29 maggio 2012 La quindicesima edizione del Pranzo dei Portatori PER il quindicesimo anno di seguito torna l’atteso Pranzo dei Portatori del Santo. Oggi in via del Popolo (ovviamente a orario di pranzo!) siete tutti inviatati a sedersi al tavolo dei Portatori del Santo che, al prezzo di 18 euro, metteranno a disposizione cibo e vino, ma soprattutto musica e allegria. Lo scorso anno in piazza Prefettura si ritrovarono circa mille persone, un successo incredibile. Ma, come ogni evento di successo, anche il Pranzo dei Portatori si è sempre tirato dietro moltissime critiche legate soprattutto all’abuso di vino durante il Pranzo. Ma se è vero che ci sono persone che, approfittando dell’occasione danno il peggio di sè, è anche vero che il Pranzo resta un grande momento di aggregazione per giova- ni e meno giovani. Un momento di unione tra i potentini che, per un giorno, si ritrovano a ballare quella musica popolare che in altri momenti dell’anno magari disprezzano. E a bere al “cannitt”, come facevano i nonni. E così tra un bicchiere e l’altro, a vincere è quel “San G’rard prutettor d Putenza generale/ gl’hanna fa’ venì nu male a chi l’hanna disprezzà”. La festa del giorno prima Una domenica speciale tra consegna degli abiti e ultimi preparativi «LE ali le devi mettere facendo passare questo nastro sotto il braccio, spiega a mamma che questo lo devi mettere così...». E’ in una grande sala di Palazzo Loffredo che, sabato e domenica, hanno consegnato gli abiti. Centinaia di costumi (sono 873 i figuranti), scarpe di ogni misura, tamburi, spade e armature. Fuori dalla porta c’è l’elimina code. E così, pazientemente, i figuranti attendono il loro turno. Dentro è uno straordinario lavoro di squadra. Al tavolocisonoi “tecnici”, quelli che devono registrare le consegne e annotare nomi e dettagli. Poi ci sono le sarte che fanno gli ultimi ritocchi, come in un grande atelier. Tra loro anche la presidente del Comitato tecnico scientifico, Antonella Pellettieri, indaffarata come non mai. E poi ci sono, messi in ordine, quei vestiti che parlano di storia ma anche di emozioni. Sì perché i ragazzi che provano quegli abiti e pèoi se li portano via sono raggianti ed emozionati come a una prima della Scala. E’ la loro festa e questo è certamente il risultato più importante. Fuori ci sono i papà che aspettano che arrivi la figlia : «ha diciotto anni, ma ha voluto partecipare a tutti i costi». «E mio figlio - gli fa eco un altro papà - che mi ha chiesto espressamente di fare il contadino del 1.100?». C’è allegria ed entusiasmo, dentro e fuori, mentre si prendono i vestiti, si misurano le scarpe, si ascoltano i suggerimenti. Nulla deve essere lasciato al caso e tutti prendono l’incarico molto seriamente. E si sono seriamente messi a giocare anche i ragazzi di Potentialmente onlus, che domenica mattina, in Largo Bonaventura, hanno intrattenuto i più piccoli e fatto giocare i più grandi. E poi iniziative per i diversamente abili, «perché la festa - hanno detto - è anche la loro». Nel segno dell’inclusione, del gioco e della solidarietà l’intera giornata, che ha previsto anche una bella merenda a base di pane e nutella che nessuno rifiuta mai. Ma non è finita. Domenica mattina, in piazza Sedile, piccolo spettacolo di falconeria con civette, corvi e falchi che hanno incantato (e spaventato) grandi e piccoli. In piazza Duca della Verdura, invece, i Portatori della Iaccara hanno continuato a lavorare per quell’enorme faò che stasera verrà acceso proprio in piazza Seduile. E mentre tutti erano a passeggio a godersi la festa, l’organizzazione non si è fermata un attimo: blocchetti alla mano, infatti, Loredana Costanza e Piera De Marca - sotto lo sguardo vigile del sin- daco Santarsiero (che ha assicurato di donare tutto in beneficenza in caso di vincita) - hanno continuato a vendere i biglietti della Lotteria. In tempo di crisi bisogna inventarsi delle alternative. E se qualcuno pensava che la festa sarebbe stata intaccata dalla crisi si sbagliava: l’entusiasmo, infatti, è alle stelle. ant. g. IL MEMORIAL ALLA “VITO LEPORE” La grande emozione ricordando Edmondo Landi e Gigi Chiriaco IL ricordo struggente e commosso di due personaggi popolari e amatissimi tra gli sportivi di Potenza, un dvd che ha raccontato i passi salienti della carriera di Edmondo Landi e la vita di Gigi Chiriaco. “Gigi & Eddy” questo il titolo del memorial di pallacanestro svoltosi ieri pomeriggio presso la Palestra Vito Lepore di via Anzio. Prima si è svolta una partita tra due formazioni giovanili, successivamente sono scesi in campo gli amici di Gigi & Eddy e i Portatori del Santo, veri e propri promoter dell'iniziativa, inserita nell'ambito del Maggio Potentino. Amici, compagni di squadra, semplici appassionati si sono dati appuntamento per una sfida il cui risultato ha avuto ovviamente un risvolto simbolico. Antonio Statuto, Alessandro Galella, Giampiero Nicastro, Stefano Tripputi, Vincenzo Bochicchio, Andrea Romano, per i Portatori del Santo, Leo Chiriaco (fratello di Gigi), Carlo Padulosi, Christian Femminini, Gerardo Esposito, Salvatore Molinari per gli amici di Gigi & Eddy. Le due squadre e gli arbitri Loscalzo e Larocca I primi in maglia rossoblu, i secondi in canotta gialla hanno dato vita a una sfida divertente, sotto la guida tecnica di Michele Paternoster e Nicola Bux. Commosso il ricordo di Gigi Chiriaco e Edmondo Landi, grazie al dvd realizzato da Luca Lopomo: forte l’emozione con cui il video è stato accolto, così come forti sono stati gli applausi scroscianti del folto pubblico presente alla Vito Lepore, ivi compreso il presidente della Fip (Federazione Italiana Pallacanestro di Basilicata), Franco Liguori. E sono stati loro, i giocatori, a ricordare i due appassionati di basket scomparsi prematuramente. Da un lato Alessandro Galella: «Oggi - ha detto - intendiamo ricordare due persone di sport, due appassionati di basket, ma soprattutto due brave persone disponibili con tutti. Gigi ed Edmondo hanno spes- so giocato con noi a morra divertendosi e dandoci un esempio di vita meraviglioso». «Sento - ha detto Carlo Padulosi - una forte emozione che sale sulla mia pelle. Parlare di Chiriaco e Landi rappresenta una bella favola di sport e valori sociali e politici. Ci mancano davvero tanto». Francesco Menonna [email protected] Estratto da: La Nuova del Sud - 29.05.2012 PAG. 11 _Basilicata_ _Primo Piano Basilicata _ Basilicata Mezzogiorno Martedì 29 maggio 2012 3 TERREMOTO Lo sciame sismico, che dall’autunno 2010 ha fatto registrare più di 1400 scosse, è ripreso con un fenomeno di magnitudo 4.3 Il Pollino torna a tremare Forte scossa nella notte di domenica tra Calabria e Basilicata: cresce la paura tra i cittadini Rotonda e Viggianello i comuni dove è stato avvertito di più: gente in strada Il geologo Cnr: “In atto un processo deformativo crostale imponente” di DOMENICO DI SANZO ROTONDA- Da qualche mese si dormiva tranquillamente alle pendici del Pollino. Lo sciame che dall’autunno 2010 imperversa al confine calabro-lucano sembrava aver esaurito la sua carica potenzialmente distruttiva e la gente dopo mesi di paura stava dimenticandosi del terremoto. Poi la ripresa dell’attività alla metà di questo mese con scosse di moderata intensità fino allo “scossone” di domenica notte. L’evento, di magnitudo 4.3 e profondità 3 km, si è verificato alle ore 03:06. Attimi di panico nei centri coinvolti, in Calabria come in Basilicata. L’epicentro della scossa “madre” è stato localizzato nel comune di Morano Calabro (Cs) qualche chilometro più a Sud rispetto alle scosse dello scorso autunno. I comuni lucani più coinvolti,dove la gente si è riversata in strada impaurita sono Roton- da e Viggianello. Fenomeno avvertito però in Basilicata anche a Castelluccio Inferiore e Superiore,San Severino Lucano, Episcopia e Latronico. Dall’autunno del 2010 si sono verificate nella zona più di 1400 scosse di terremo- to, ma nella nottata di domenica la tensione ha raggiunto l’apice. Si è trattato infatti della scossa più forte avvertita nella zona dall’inizio dello sciame. Il picco si era toccato nel pomeriggio del 23 novembre 2011 con una scos- sa di 3.6 gradi Richter. Ad accrescere il panico poi si sono aggiunti il buio della notte e le condizioni atmosferiche non proprio ottimali. Nonostante ciò l’altra notte la stragrande maggioranza della gente ha dormito in macchi- na oppure con le porte aperte. Ieri scuole chiuse soltanto a Morano in Calabria, mentre nei comuni lucani si è frequentato più o meno regolarmente. Molti genitori, specie dei più piccoli,hanno preferito far stare a casa i propri figli. Emblematica di nuovo la situazione del plesso scolastico di Rotonda, dove in poco spazio sono concentrate tutte le scuole, dalla materna al liceo scientifico. Il sindaco di Rotonda Pandolfi, da noi intervistato, ha dichiarato: “Fino ad ora non abbiamo fatto accertamenti strutturali veri e propri, ma ci sono pervenute segnalazioni, specie nelle frazioni situate nei pressi del confine calabrese”. “Non nascondo - ha aggiunto che siamo molto preoccupati per quello che sta avvenendo da due anni a questa parte, con più di 1000 scosse registrate”. “Le strutture situate sul nostro comune però non preoccupano più di tanto perché sono state messe a norma dopo i terremoti del 1980 e del 1998” ha concluso Pandolfi. L’attività sismica è ripresa a pieno regime, e dopo la scossa più forte, nella giornata di ieri si sono registrate altre 26 scosse fra cui le più importanti alle ore 03:29 di magnitudo 2.1, ore 03:32 di M 3.2, ore 07:01 di M 2.2 e 07:14 di M 2.3. Per Carlo Tansi, geologo del Cnr, “sul Pollino è in atto un processo deformativo crostale abbastanza imponente, lo sciame sismico iniziato quasi due anni fa evidentemente sta dando segnali di un incremento dell’energia sismica liberata“. Comuni dei Centri Operativi Misti di Lauria e Senise e Calabria nei Centri Operativi Misti di Scalea, Castrovillari e Trebisacce, oltre a rappresentanti delle forze dell’ordine e responsabili della sicurezza di numerosi istituti scolastici della zona e distribuiti alle Associazioni circa 5000 opuscoli informativi. Adoggi le verifiche delle pianificazioni di emergenza si sono concluse e le risultanze sono state illustrate alle rispettive Amministrazioni comunali nel corso di un incontro tenutosi presso l’Università della Basilicata il 13 dicembre scorso. Il quadro complessivo delle verifiche ha evidenziato una generale carenza sulla completezza e qualità delle pianificazioni ed in alcuni casi di totale carenza della stessa, pertanto su questo tema prosegue l’attività di sensibilizzazione dei Comuni da parte della Regione e di supporto tecnico ove richiesto. Nell’ambito di una generale attività di ridefinizione ed aggiornamento del modello d’intervento nazionale facendo seguito ad analoga attività svolta in Calabria nel 2011 il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, d’intesa con la Regione Basilicata sta sviluppando un’attività di pianificazione che sarà testata in autunno con un’esercitazione nazionale. Ma restano “carenze” nelle pianificazioni di emergenza dei Comuni “Non ci facciamo cogliere impreparati” Già diverse le attività di prevenzione messe in atto dalla Regione POTENZA- Lo sciame sismico che sta interessando il Pollino è stato oggetto di numerose attività del sistema regionale e nazionale di protezione civile. A partire dal mese di novembre, la Regione, d’intesa con l’Università della Basilicata e l’Amministrazione provinciale ha infatti avviato una serie di attività congiunte e sinergiche. In particolare si è ritenuto utile svolgere un’attività di informazione ai cittadini sul corretto comportamento da adottare in caso di evento sismico, di verifica delle pianificazioni di emergenza comunale, di acquisizione di informazioni speditive delle condizioni di vulnerabilità di edifici strategici e scolastici, nonché di attività esercitative di volontari di protezione civile al fine di ottimizzare le procedure relative all’eventuale alle- Sismografi e una esercitazione della Protezione civile stimento di un’area di ricovero della popolazione. Quanto convenuto è stato successivamente concordato con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, con la Prefettura di Potenza e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata. Utilizzando il modello d’intervento attualmente in uso in regione sono stati coinvolti i comuni afferenti al Centro Operativo Misto (Com) che in caso di evento svolgerebbe attivi- tà di coordinamento dei soccorsi, e nello specifico del Com di Lauria. Con i sindaci dei Comuni del Com di Lauria, nel corso di una riunione operativa tenutasi a Rotonda il 28 novembre scorso, si è concordato di svolgere più azioni tra loro sinergiche di cui una a valenza tecnica, presso ciascun comune da parte di una apposita task force costituita da gruppi di lavoro misti di tecnici regionali, provinciali e comunali e con il supporto tecnico di ricercatori ed esperti dell’Università della Basilicata, una a valenza informativa, svolta dai volontari di protezione civile dell’area appositamente formati, e una a valenza esercitativa. L’attività di informazione ai cittadini si è sviluppata secondo le modalità definite e testate a livello nazionale dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile nell’ambito del progetto “Terremoto io non rischio” e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nell’ambito del progetto “Edurisk”. Nell’ambito di tali attività sono stati formati circa 200 volontari, appartenenti ad organizzazioni operanti in Basilicata nei Estratto da: La Nuova del Sud - 29.05.2012 PAG. 12 _Basilicata_ _Primo Piano Basilicata _ Basilicata Mezzogiorno Martedì 29 maggio 2012 7 PUBBLICO IMPIEGO “Rigore, equità e crescita? Si è visto solo il rigore”. Torluccio: “Equipariamoci al privato, anche con le norme penalizzanti” Settore pubblico sotto attacco A Maratea il Consiglio generale della Uil Fpl. Dure critiche al governo Monti di CARLA ZITA MARATEA- Oltre 300 delegati della Uil Fpl, arrivati da tutta Italia, ieri hanno affollato la sala convegni dell’hotel “Pianeta Maratea” dove si è svolto il primo incontro organizzato per la riunione del Consiglio generale del sindacato di categoria. Al tavolo della presidenza il segretario generale Giovanni Torluccio che ha evidenziato la necessità “di chiedere alla confederazione uno sciopero di tutte le categorie della Uil, da estendere anche a Cisl e Cgil, contro l’assenza di legittimità, l’ignoranza, la prosopopea, l’inefficienza e il poco senso di responsabilità di questo governo”. L’incontro di ieri, dunque, è servito a lanciare nuove proposte e sfide per il futuro senza risparmiare dure critiche al governo nazionale. La “perla del Tirreno” ospiterà i rappresentanti del sindacato anche oggi e domani per una riflessione ed un confronto aperto sul settore del pubblico impiego in questo momento “sotto attacco”. A salu- L’incontro di ieri a Maratea tare l’assemblea il sindaco di Maratea Mario Di Trani che ha evidenziato quanto, nell’attuale contesto di crisi, sia rilevante e difficile il ruolo del sindacato “in trincea” al fianco dei lavoratori. Per ricordare Veronica, la studentessa uccisa dalla furia stragista a Brindisi all’ingresso della scuola, i tanti che si sono tolti la vita perché portati alla disperazione dalle difficoltà economiche ed i terremotati dell’Emilia Romagna, è stato osservato un minuto di silenzio. Ad introdurre i lavori, in apertura del Consiglio generale, il segretario regionale della Uil Fpl di Basilicata Antonio Guglielmi che ha evidenziato il valore della tre giorni organizzata a Maratea I vertici della Uil Fpl “Riflettere regione per regione sulla fattibilità delle condizioni economiche e sul costo della vita. Sì a contratti regionali o contratti misti” sottolineando le bellezze e le difficoltà del territorio lucano. “Sappiamo bene –ha detto- che ci sono troppe problematiche da discutere e sappiamo bene che in questo momento si è aperto un fuoco concentrico sulla pubblica amministrazione, ma sono sicuro che un appuntamento tanto importante non poteva trovare una cornice più suggestiva di quella che abbiamo scelto”. Ricordando le proposte del sindacato per uscire dalla crisi il segretario regionale della Uil di Basilica- ta Carmine Vaccaro ha sottolineato come dei tre pilastri su cui si dovrebbe impostare l’azione di governo e cioè “rigore, equità e crescita ad oggi si è visto solo il rigore” mentre “la politica per prima dovrebbe dare il buon esempio affinchè ci sia un vero segnale che le cose stanno cambiando”. Dopo aver evidenziato i buoni risultati per le elezione delle Rsu “con un aumento di consensi sia nella sanità che nelle autonomie locali”, è stato duro l’attacco del segretario nazionale Tor- luccio al governo Monti ed al ministro del lavoro Fornero che “cerca di stimolare il conflitto sociale, per questo dobbiamo chiederne la testa. Siamo stufi delle dichiarazioni da parte dei vari ministri e consulenti che vanno tutte nella stessa direzione: insultare, delegittimare e svilire i lavoratori del pubblico impiego. Per non parlare delle assurde dichiarazioni del ministro Fornero sull’auspicio del licenziamento dei dipendenti pubblici. Il ministro dovrebbe sapere che i dipendenti pubblici hanno i loro contratti bloccati già da tre anni, che hanno inique tasse sulla malattia, che non hanno diritto alla tassazione agevolata sul salario accessorio, che per lo- ro non esiste cassa integrazione né indennità di disoccupazione e che già da subito il lavoratore in esubero, dopo due anni di mobilità, perde l’occupazione. Siamo d’accordo ad equiparare il pubblico ed il privato, ma partendo proprio dalla modifica delle norme penalizzanti a danno dei dipendenti pubblici”. Annunciata, inoltre, “la costituzione di un comitato nazionale con lo scopo di raccogliere copia dei certificati elettorali di tutti coloro che non si riconoscono più in questi partiti ed in questo governo. Il prossimo 14 luglio migliaia di certificati saranno consegnati alle Prefetture ed al Viminale”. Il segretario ha, inoltre, la necessità “di ridiscutere il modello contrattuale in maniera seria perché non può esserci un contratto nazionale che possa coprire tutto. Dobbiamo riflettere regione per regione sulla fattibilità delle condizioni economiche di ciascun territorio e sul costo della vita. Al di là del contratto base potremmo pensare a contratti regionali o contratti misti”. Estratto da: La Nuova del Sud - 29.05.2012 PAG. 13 _Basilicata_ _Primo Piano Basilicata _ Basilicata Mezzogiorno Martedì 29 maggio 2012 11 I FATTI DEL GIORNO In Basilicata da 9 a 4. Protocolli di intesa tra Abi e prefetture Rapine in banca, in un anno si sono più che dimezzate POTENZA- Più che dimezzate le rapine in banca in Basilicata. Nel 2011, infatti, sono stati 4 i colpi allo sportello effettuati nella regione contro i 9 del 2010, con un calo del 55,6%. È questa la fotografia che emerge dai dati dell’Ossif, il Centro di ricerca Abi in materia di sicurezza, dai quali risulta un sensibile calo del fenomeno nelle province lucane (vedi tabella). Anche a livello nazionale, del resto, le rapine allo sportello hanno fatto segnare un’importante diminuzione, passando da 1.423 nel 2010 a 1.097 nel 2011 (-22,9%), a conferma del trend positivo già registrato negli ultimi anni: dal 2008 ad oggi, infatti, i colpi si sono dimezzati. In calo del 20,1% anche il cosiddet- POTENZA- Il fenomeno delle frodi creditizie, che si realizza mediante furto di identità e la conseguente richiesta di credito utilizzando illecitamente dati identificativi altrui o creando delle false identità, in Italia conferma avere dimensioni preoccupanti e, soprattutto, essere in costante evoluzione. Dalle evidenze contenute nell’ultima edizione dell’Osservatorio Crif-MisterCredit sulle frodi creditizie emerge che, nel 2011, in Basilicata si sono verificati circa 200 dei circa 22.100 casi rilevati in Italia, con un ‘bottino’ medio di 5.600 euro. Questo dato risulta oltremodo significativo se si considerano la forte contrazione del numero di finanziamenti richiesti dalle famiglie (-19% I dati della regione L’andamento delle rapine consumate negli ultimi 10 anni to indice di rischio - cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli in Italia che è passato da 4,1 a 3,3, il valore più basso registrato negli ultimi venti anni. In Basilicata, negli ultimi tempi, le for- ze dell’ordine hanno inferto un duro colpo con il fermo di alcuni malviventi provenienti dalle vicine Campania e Puglia. Diminuisce anche il bottino medio per rapina, sotto i 23 mila eu- ro, ed in particolare il bottino complessivo che è passato da 33,7 milioni di euro nel 2010 a 25,1 milioni nel 2011 (25,5%): si tratta dell’ammontare più basso registrato negli ultimi venti anni. L’indagine è stata presentata oggi al convegno Abi ”Banche e Sicurezza”, la due-giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca che si chiude domani a Palazzo Altieri. Con riferimento alla collaborazione con le Forze dell’ordine, è stato rinnovato il Protocollo d’Intesa per la prevenzione della criminalità in banca tra Abi, Banche e Prefetture. La nuova versione dell’accordo prevede il rafforzamento delle misure di sicurezza anticrimine adottate in I consigli dell’Osservatorio Crif per evitare brutte avventure per i risparmiatori Frodi creditizie, 200 casi nell’ultimo anno Furto d’identità con un “bottino” medio di 5.600 euro Le medie lucane i mutui ipotecari e -4% i prestiti - fonte Crif) ma, soprattutto, il fatto che le rapine a danno degli istituti di credito italiani nello stesso periodo sono state complessivamente circa 1.100. Entrando nel dettaglio, Potenza è stata la provincia della Basilicata nella quale si è registrato il maggior numero di casi, che la pone al 40° posto assoluto di questa poco invidiabile classifica su base nazionale, mentre Matera si è posizionata al 79°. Ma se consideriamo la classifica per incidenza dei casi di frode rispetto al- Assostampa, nuovo Consiglio direttivo votato domenica dai giornalisti lucani POTENZA- Rinnovati gli organi dirigenti dell’Associazione della Stampa di Basilicata per il triennio 20122015. Nella giornata di domenica scorsa, nei due seggi istituiti a Potenza e Matera, si sono recati alle urne 98 giornalisti (69 professiona- li e 29 collaboratori). Nel nuovo Consiglio Direttivo sono stati eletti i professionali Fabio Amendolara (34 voti) Umberto Avallone (39 voti), Antonio Coronato (36 voti), Davide De Paola (31 voti), Giuseppe Fiorellini (31 voti), Francesco Martina (22 voti), e Luca Mennuni (23 voti), e i collaboratori Mariateresa Labanca (15 voti) e Donato Mastrangelo (13 voti). I professionali Angelo Oliveto (40 voti) e Antonio Savino (14 voti) e il collaboratore Giovanni Martemucci (30 voti) compongono il nuovo Colle- gio dei Revisori dei Conti. Il collegio dei probiviri è formato dai professionali Antonella Inciso (38 voti) e Giovanni Rivelli (15 voti), e dal collaboratore Giuseppe Vinci (37 voti). banca. “In tema di sicurezza - ha detto il vice Presidente dell’Abi Giovanni Pirovano, in apertura del convegno – si stanno ottenendo risultati importanti, anche grazie alla sempre più stretta collaborazione tra banche, Istituzioni e Forze dell’ordine. In questa direzione, il protocollo firmato oggi contiene alcune importanti novità che, a Roma come in tutte le altre province dove l’accordo è già operativo, contribuiranno a rendere ancora più sicuri gli sportelli”. la popolazione residente in provincia, Potenza si è collocata al 29° posto assoluto. Anche in termini di importo medio più elevato, in regione il record è toccato da Potenza, con ben 6.312 euro, seguita da Matera con 5.276 €. Il ragguardevole impatto economico di questo fenomeno criminale è confermato dal fatto che 1 frode su 4 ha prodotto un bottino superiore a 10.000 Euro. Sono però state quelle di importo inferiore ai 3.000 € ad aver fatto registrare l’incremento più consistente, con un +10% rispetto all’anno precedente, anche perché i finanziamenti di piccolo importo, specie se erogati non allo sportello ma presso esercenti e punti vendita, sono quelli che si caratterizzano per tempi di erogazione più rapidi e controlli meno sofisticati. Qualche consiglio utile per evitarle 1) Non rispondere a e-mail che richiedono i tuoi dati personali o le tue credenziali 2)Distruggi tutta la documentazione che riporta i tuoi dati personali prima di cestinarla 3) Proteggi accuratamente i tuoi documenti da occhi indiscreti 4) Aggiorna sempre il sistema di antivirus del tuo pc 5) Prima di fornire i tuoi dati online, verifica sempre l’attendibilità e la sicurezza del sito web