Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it
Anno 2 Numero 103 del 29/05/2012
Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli. Redazione: G. Fiorellini, G. Mafaro, N. Nicoletti Tel. 0971.668145 Fax 0971.668155
Il presidente della Regione De Filippo conclude il dibattito consiliare aperto nella scorsa seduta
Mosse per superare
il Patto di stabilità
Lavoro,
l’analisi
del Comitato:
testo unico su
apprendistato
e un sito
“Azione corale della Basilicata perché siano esclusi i fondi delle spese
per la ricostruzione del dopo terremoto e le royalties del petrolio”
Maggio: “Non si parte
dall’anno zero”
Tutte le forze unite per uscire dalle secche della crisi
superando, là dove sia possibile, gli strettissimi paletti
imposti da quello spauracchio di pubbliche amministrazioni - e privati creditori - che si chiama “Patto di stabilità”: è la sintesi del messaggio che il presidente della
Regione, Vito De Filippo, ha voluto lanciare nella conclusione del dibattito consiliare sui problemi del Patto di
stabilità che si è sviluppato oggi dopo la relazione che
lo stesso De Filippo aveva tenuto in aula martedì scorso.
“La Basilicata - dice il presidente - deve mettere in campo un’azione corale affinché i fondi relativi alle royalties
del petrolio e alle spese per la ricostruzione del dopo
terremoto siano escluse dal Patto di stabilità. Però, mentre, come auspico, questo avviene, recependo l’indicazione data dal consiglio, dobbiamo evitare lo sforamento del Patto di stabilità. Per questo, dobbiamo lavorare
sulle iniziative di verticalizzazione del Patto, con il trasferimento di quote di spesa tra gli enti della regione,
utilizzando gli strumenti messi in campo con la cessione
dei crediti vantati presso la pubblica amministrazione”.
Per dribblare i paletti del Patto di stabilità ci vuole un’azione corale
A PAG. 2
Protocollo Regione-Ufficio scolastico
per l’educazione alla salute
Imparare
tra i banchi
a viver sani
Martorano: previsto un Comitato
tecnico che realizzerà un piano
formativo per docenti e operatori
A PAG. 3
Nuova riunione
Il concetto di “vita sana” deve svilupparsi fin dai primi anni di scuola
N
uova riunione ieri a
Potenza del Comitato di coordinamento istituzionale per le politiche
del lavoro per fare il punto
sulla situazione lavorativa in Basilicata e cercare
di individuare le strade e
i mezzi per migliorare le
potenzialità di crescita e
di sviluppo economico e
sociale.
Il presidente del Comitato, Giuseppe Maggio,
nella sua relazione, ha
evidenziato gli strumenti
contrattualistici che la Regione Basilicata ha individuato per dare nuova linfa
al mercato lavorativo con
la predisposizione del Protocollo d’intesa relativo al
testo unico dell’apprendistato.
“In questo settore - ha
detto Maggio - la Regione
non parte dall’anno zero
perché a monte c’è già
una serie di studi e ricerche”.
“La valenza del protocollo - ha aggiunto, riferendosi all’intesa relativa al
testo unico sull’apprendistato - appare di grande
spessore, non solo dal
punto di vista squisitamente politico, ma anche
e specialmente in quanto
portatore di molteplici
potenzialità di sviluppo
dell’economia e del lavoro”.
A PAG. 4
Il valore
del “pezzo
di carta”
L’identità
“turca”
di una città
Sul Pollino
si torna
a ballare
A cosa serve
oggi la laurea
Oggi la celebre
sfilata a Potenza
Nuove scosse
di terremoto
Totò e Peppino la chiamavano “laura”; i nostri
genitori, “pezzo di carta”.
La laurea - titolo che certifica la preparazione di
livello universitario di chi
la consegue - ha perso valore: non sempre si riesce
La Parata dei Turchi (a tutti
nota, fino a poco tempo
fa, come “sfilata”) è la manifestazione in cui i potentini, in un mix di fede
e favola, riconoscono la
propria identità. Come la
Bruna a Matera. Stasera,
Sembrava esaurito lo
sciame sismico che aveva
fatto avvertire, nella zona
fra Calabria e Basilicata,
centinaia di scosse in un
anno. Ma, dopo mesi di
quiete, si è tremato per
due notti di seguito. Su
a metterla a frutto. E ci si
chiede: oggi a cosa serve?
La Gazzetta del Mezzogiorno
come sempre, tutti vedranno passare il corteo.
Il Quotidiano della Basilicata
tutto ciò, la paura degli
eventi in Emilia.
La Nuova del Sud
29.05.2012 N. 103
PAG. 2
Basilicata Mezzogiorno
Le conclusioni affidate al presidente De Filippo al termine del dibattito della seduta consiliare
Risorse fuori dal Patto
Intervenire per eliminare le voci delle royalties e dei fondi per la ricostruzione
del dopo terremoto dai limiti del Patto di stabilità, senza sforare dai vincoli di spesa
Escludere royalties e fondi per la ricostruzione dal
Patto di stabilità stando
sempre attenti a non superare i limiti di spesa
imposti. Questa la linea
da seguire per la Regione,
secondo il presidente De
Filippo, che ha raccolto alcuni spunti nella sua conclusione dopo il dibattito
consiliare sui problemi del
Patto di stabilità.
“La Basilicata deve mettere in campo un’azione co-
“Qualche spiraglio può arrivare
dai provvedimenti del governo
per sbloccare i crediti delle imprese”
rale affinché i fondi relativi
alle royalties del petrolio e
alle spese per la ricostruzione del dopo terremoto
siano escluse dal Patto di
stabilità. Mentre questo
avviene, come auspico,
recependo l’indicazione
data dal consiglio regionale, dobbiamo evitare lo
sforamento del Patto di
stabilità. Per questo dobbiamo lavorare sulle ini-
ziative di verticalizzazione
del Patto, con il trasferimento di quote di spesa
tra gli enti regionali, utilizzando gli strumenti messi
in campo con la cessione
dei crediti vantati presso
la pubblica amministrazione con le formule del
pro soluto e pro solvendo
e valutando, in assenza di
fatti nuovi, anche possibili
iniziative di legge per al-
leggerire i tassi sostenuti
dai creditori per queste
operazioni”.
“Mi auguro - ha detto De
Filippo, riguardo l’esclusione di alcune voci di spesa dai limiti del Patto - che
riusciamo a mobilitarci in
tutte le sedi decisionali
per ottenere il risultato
su cui tutti concordiamo.
Quando abbiamo fatto
proposte analoghe come
Regione, abbiamo trovato
sempre l’opposizione del
governo, ed è per questo
che mi auguro che ora
ci sia un’azione corale e
trasversale di tutta la Ba-
silicata. La Regione farà la
sua parte, ma è necessario
che lo stesso avvenga a
ogni livello, con i parlamentari che si impegnino
sulla stessa battaglia, con
le organizzazioni professionali e di categoria che
mobilitino i loro vertici
nazionali”.
Necessaria resta una riflessione sulla congiuntura attuale, visto che “la
situazione più difficile
l’hanno determinata i
tagli previsti nel 2011 a
valere sugli anni seguenti” mentre, per il futuro,
“sono da ritenere non tra-
scurabili i provvedimenti
annunciati dal governo
lo scorso 22 maggio per
sbloccare i crediti vantati
dalle imprese”.
gamenti da 5mila a 10mila
euro, ma ha confermato la
volontà di continuare a
lavorare d’intesa col consiglio, nel caso sia che venga redatto un documento
d’indirizzo oppure che
un testo conclusivo sia
rimandato dopo un ulteriore approfondimento in
commissione.
“Posto che i limiti sono né
troppo liberali né enormi
e che il consiglio mi dà
l’indicazione di non sforare - ha concluso il presidente - ci sono margini
possibili per introdurre
nella strategia con cui
abbiamo affrontato fino
a ora il problema qualche
“Il 2011 l’anno più difficile, i tagli
effettuati continuano a valere
anche sugli anni successivi”
De Filippo si è detto pronto a valutare possibili azioni da mettere subito in
campo, dalla cessione di
quote di spesa ad altri enti
regionali
all’elevazione
del tetto di sblocco dei pa-
elemento aggiuntivo, anche contando sugli effetti
positivi che potranno venire dal recepimento delle decisioni del governo
dello scorso 22 maggio”.
(bm8)
Ritorna in commissione la bozza del documento a favore delle imprese creditrici della Pa
“Non superare i limiti
del Patto di stabilità”
Lungo dibattito sul tema nel corso
della seduta consiliare, nata dopo
la relazione di De Filippo del 22 maggio
Patto di stabilità al centro della discussione nella riunione del consiglio regionale della Basilicata. In particolare
il dibattito si è incentrato sull’analisi dei vincoli e degli
effetti derivanti dal rispetto dei limiti imposti dal Patto,
con particolare attenzione alle situazioni concrete che
sta vivendo la regione.
Dopo la relazione del presidente De Filippo, presentata
nella precedente seduta del 22 maggio, sono intervenuti i consiglieri Vita (Psi), Venezia, Rosa e Pagliuca (Pdl),
Romaniello (Sel), Straziuso e Braia (Pd), Mollica e Falotico (Mpa), Singetta (Api), Scaglione (Pu), Autilio e Bene-
L’incontro nazionale del Giros
Parco Appennino Lucano
Totaro al convegno sulle orchidee
Al termine “Occhi del parco”
Si conclude domani il
progetto “Occhi del Parco”, realizzato dal Parco
Appennino Lucano e
dal Ceas “Nova Terra” di
Pugnola, con l’incontro
finale che vedrà protagonisti le classi dell’Istituto
comprensivo “G. Racioppi” di Moliterno, coinvolte
nelle diverse azioni del
progetto di educazione
ambientale, per sensibilizzare sulle tematiche della
legalità ambientale.
Per il commissario del
detto (Idv). Al termine della discussione è intervenuto,
a conclusione del dibattito, il presidente della Regione
De Filippo.
Dopo una breve pausa dei lavori, il presidente dell’assemblea, Franco Mattia, ha comunicato all’aula che
la conferenza dei capigruppo ha deciso di rimettere
all’esame della commissione consiliare competente, per
gli opportuni approfondimenti tecnici, la bozza di un
documento conclusivo del dibattito, che prevede una
serie di misure per affrontare i problemi delle imprese
creditrici della pubblica amministrazione. Alla stesura
del documento parteciperanno anche le associazioni
imprenditoriali.
Successivamente, sul voto del disegno di legge sul bilancio di previsione 2012 dell’Arpab, l’assemblea è stata
sciolta per la mancanza del numero legale. (bm8)
parco, Domenico Totaro
“educare i giovanissimi
alla legalità in materia
ambientale è un investimento sul futuro che
ha un valore simbolico
e un risvolto concreto di
grande importanza”.
Unire conoscenza e tutela del mondo vegetale
con educazione e turismo. E’ in sintesi quanto
sostiene il commissario
del parco dell’Appennino Lucano, Domenico
Totaro, al convegno del
Giros, gruppo italiano ricercatori orchidee spontanee, che si è tenuto a
Moliterno. Le ricerche
hanno portato all’individuazione di 18 generi e
65 specie di orchidee, tra
cui alcune specie tipiche
dell’Appennino CalabroLucano, poco diffuse sul
territorio nazionale. “La
presenza di questa rara
orchidea - dice Totaro ci spinge ad adoperarci
sempre più per tutelarne
le aree di fioritura”.
29.05.2012 N. 103
PAG. 3
Basilicata Mezzogiorno
Siglato un protocollo tra Regione e Ufficio scolastico regionale contro malattie croniche e dipendenze maturate fra i banchi
Salute nelle scuole, importante
acquisire subito abitudini sane
L’assessore Martorano: “Insieme promuoviamo il benessere all’interno del sistema dell’istruzione”
Concorrere
a tutelare
lo studente
Un Comitato tecnico
realizzerà un Piano
di formazione per docenti
e operatori sociosanitari
Partecipazione attiva alla vita sociale
dei giovani nella scuola e nella comunità
Il consumo
di alcool e droga
è tra i fenomeni
che si vuole
combattere
con questo
provvedimento
Salute e benessere all’interno delle scuole.
Soltanto corretti stili di
vita e abitudini sane e regolari donano la salute.
Prevenire un’alimentazione sbagliata, sovrappeso,
sedentarietà, consumo di
alcool e tabagismo.
Favorire
la
cultura
dell’educazione alla salute
tra operatori scolastici e
operatori territoriali delle
Aziende Sanitarie Locali.
Sono gli scopi principali
del Protocollo per la promozione dell’educazione
alla salute nelle scuole,
siglato dall’assessore regionale alla Salute Attilio
Martorano e dal direttore
dell’Ufficio Scolastico Regionale Franco Inglese.
“Il Protocollo –ha spiegato
l’assessore Martorano- si
inserisce nel più ampio
Progetto Salute e Scuola
promosso dal Dipartimento Salute e Sicurezza
Sociale della Regione Basilicata.
Prevede l’istituzione di un
Comitato Tecnico paritetico interistituzionale che
avrà il compito di indicare
le priorità e di orientare
l’azione regionale e dovrà realizzare un Piano
regionale di formazione
per docenti e operatori
sociosanitari anche con
il coinvolgimento di altre
Asm, navette
garantite
verso il Crob
Nessuna interruzione per il servizio Asm di navetta
che porta al Crob di Rionero.
“Le persone che si devono recare all’Istituto di Rionero in Vulture - precisa l’Azienda sanitaria materana -per sottoporsi alle terapie programmate
in quella struttura sanitaria non è stato sospeso,
continua
infatti
ad essere assicu“Era rimasto
rato in modo più
un solo paziente:
che soddisfacente
il servizio era
dall’amministradiventato
zione provinciale
di Matera”.
un doppione
“Il
servizio
inutile”
dell’Asm, che assicurava solo otto posti, ormai trasporta un solo
paziente e rappresenta un doppione inutile. Per
i cittadini dunque non vi saranno penalizzazioni ed ogni ente si occuperà primariamente delle
questioni di sua specifica competenza e quelle
dell’Asm sono rivolte ad assicurare prestazioni sanitarie e relativi servizi con efficacia ed efficienza”.
istituzioni, enti pubblici e
privati il cui apporto venga ritenuto significativo.
Con questo Protocollo- ha
precisato Martorano-in
continuità con quanto già
realizzato in questi anni
con il mondo della scuola
,la Regione e l’Ufficio Scolastico Regionale raggiungono il comune interesse
di promuovere la salute e
il benessere all’interno del
sistema dell’istruzione.
E’ questa un’azione finalizzata a fronteggiare la
crescente diffusione di
malattie croniche, legate
a comportamenti dannosi
acquisiti in età adolescenziale e alla persistente
emergenza legata al consumo di sostanze dannose.
In Basilicata già da alcuni
anni è stata rafforzata e
migliorata la collaborazione tra il sistema sanitario e
il sistema della scuola.
Sono stati attivati, a livello
territoriale, protocolli d’Intesa tra le Aziende sanitarie e la direzione dell’Ufficio Scolastico Provinciale
per la promozione e la realizzazione di attività integrate per il benessere e
il successo formativo fra i
giovani.
L’educazione alla salute
attuata nella scuola si
colloca in modo trasversale tra tutte le discipline
e costituisce un ambito di
apprendimento a partire
dalla scuola dell’infanzia.
Gli interventi di prevenzione dei fattori di rischioha concluso l’assessoredevono diventare una
costante dei programmi
di educazione alla salute
nelle scuole”.
La Regione e l’Ufficio scolastico regionale si impegnano a compartecipare finanziariamente, in ragione delle proprie specificità e in relazione alle risorse
ministeriali assegnante, alla realizzazione delle azioni
previste dall’accordo siglato ieri a Potenza dall’assessore regionale alla Salute Attilio Martorano e dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale Franco Inglese.
Alimentazione salutare, attività fisica, tenersi lontano da fumo, alcool, farmaci, sostanze dopanti e droghe. Educare all’affettività e alla sessualità, tutelare
la salute mentale. Si avvia di fatto un programma di
collaborazione che si basa sui principi della pianificazione partecipata, nel rispetto della piena autonomia
e delle specifiche prerogative del servizio sanitario
regionale e delle istituzioni scolastiche. Il Protocollo
prevede una partecipazione attiva alla vita sociale dei
giovani nella scuola e nella comunità, anche attraverso l’attuazione di Piani di offerta formativa.
Per la realizzazione delle diverse aree d’intervento
sono state condivise una serie di azioni come la realizzazione di interventi specifici per target di riferimento, la condivisione di percorsi di formazione per
docenti e operatori sociosanitari, il coinvolgimento
attivo delle famiglie e degli alunni nei programmi
d’intervento, anche attraverso le associazioni dei genitori e le consulte degli studenti.Con il Protocollo
viene inoltre istituito un Comitato paritetico, composto da referenti per le aree d’intervento, con il compito di curare il raccordo con le altre attività di Regione
e Unità sanitarie regionali su temi della promozione
della salute e del benessere dello studente.
Prevista inoltre la possibilità di collaborare, fin dal
momento della progettazione degli interventi, con gli
enti locali, il mondo del volontariato, le organizzazioni sportive, le associazioni e i media locali.
I colori della vista e del cuore:
una manifestazione a Venosa
Giornata per l’infanzia dell’Asp dedicata alla memoria del piccolo Michele Teora
I colori della vista e del cuore. La manifestazione è stata organizzata dall’Asp in collaborazione con le agenzie
edicative territoriali per promuovere una cultura rispettosa dei diritti dell’infanzia. “Tra i principali diritti quello
relativo alla tutela della salute, intesa come benessere
psico-fisico e sociale- ha evidenziato Nicolangela Marangelli, responsabile Ufficio Relazioni per il Pubblico
dell’Asp- Riteniamo che per entrare in sintonia con i
bambini e dialogare con loro occorra guardare la realtà
con i loro occhi e prestare attenzione all’affettività con
la quale si relazionano al mondo esterno”. Per raggiungere questo obiettivo l’Asp ha imboccato la strada della
sperimentazione e della innovazione, che prevede il
coinvolgimento delle varie agenzie territoriali sia in fase
di progettazione che di realizzazione delle iniziative.
La manifestazione, progettata dall’Asp con il patrocinio
della Regione Basilicata, della Provincia di Potenza, del
Comune di Venosa, dell’Istituto dei Padri Trinitari, della
Pro Loco Venusia è stata realizzata dalla Scuola Elementare Giovanni XXIII d’intesa con tutte le Cooperative di
servizio e le Associazioni di Volontariato che collaborano con l’Asp.
“Per promuovere la salute-ha detto il direttore sanitario Asp Giuseppe Cugno- dobbiamo investire risorse
sui bambini” .“Abbiamo dimostrato che in un momento
di crisi economica- ha aggiunto Elvira Spada, docente
della Elementare Giovanni XXIII - con pochi mezzi e con
buona volontà si possono realizzare progetti validi”
29.05.2012 N. 103
PAG. 4
Lavoro, dal Comitato
l’analisi e le proposte
Basilicata Mezzogiorno
Rete dei sentieri
dell’acqua, un’idea
per Paterno
Analizzati gli strumenti contrattualistici e annunciato
per il 16 giugno un convegno con esperti ministeriali
Illustrato il progetto al presidente
della Regione De Filippo che ha invitato
a elaborare un piano di fattibilità
È tornato a riunirsi ieri a
Potenza il Comitato di
coordinamento istituzionale per le politiche del
lavoro per fare il punto
sulla situazione lavorativa in Basilicata e cercare
di individuare le strade e
i mezzi per migliorare le
potenzialità di crescita e
di sviluppo economico e
sociale.
Il presidente del Comitato, Giuseppe Maggio,
nella sua relazione, ha
evidenziato gli strumenti
contrattualistici che la Regione ha individuato per
dare nuova linfa al mercato lavorativo con la predisposizione del Protocollo
d’intesa relativo al testo
unico dell’apprendistato.
“In questo settore – ha
detto Maggio – la Regione
non parte dall’anno zero
perché a monte c’è già
una serie di studi e ricerche”.
“La valenza del “protocollo” – ha evidenziato
Maggio - appare di grande spessore, non solo dal
punto di vista squisitamente politico, ma anche
e specialmente in quanto
Valorizzare le risorse locali e promuovere il territorio.
E’ quanto si prefigge l’idea progettuale dell’amministrazione comunale di Paterno e del comitato Sor
Aqua che ieri hanno incontrato il presidente della
giunta regionale Vito De Filippo per illustrarla.
Si tratta di una rete dei sentieri che colleghi le varie
sorgenti d’acqua del comune di Paterno e all’interno
un museo dell’acqua che racconti la storia di questo
prezioso elemento da sempre risorsa di quel territorio.
Per De Filippo è un’idea “interessante”, ha, infatti, definito l’incontro con i promotori del progetto “una
ritrovata attività di dialogo con l’amministrazione e il
comitato”.
De Filippo ha inoltre invitato gli ideatori a “elaborare
uno studio di fattibilità” così da poter esaminare concretamente la proposta.
“Potrebbe essere una maniera intelligente per valorizzare le risorse ambientali e promuovere il turismo, in
linea con quanto stiamo facendo in altri Comuni lucani come ad esempio ad Aliano”, ha commentato il
presidente della Regione.
In occasione dell’incontro di ieri è stato annunciato
che lunedì 9 giugno prossimo a Paterno si svolgerà
una “giornata verde” con la visita delle scolaresche alle
sorgenti d’acqua.
Contemporaneamente, ci sarà l’avvio di una campagna informativa per sensibilizzare i cittadini di Paterno
all’uso responsabile e consapevole dell’acqua.
Garantita, sempre da parte del presidente della Regione De Filippo, la collaborazione di Acquedotto lucano,
la società che gestisce il servizio idrico integrato sul
territorio lucano. (m.f.)
portatore di molteplici
potenzialità di sviluppo
dell’economia e del lavoro.
Un protocollo che si propone, ha continuato,
come l’espressione della
volontà da parte del governo regionale di compiere una scelta decisiva
e di dare così una rispo-
prendistato, raccogliendo
l’indicazione del governo
nazionale e in alcuni casi
persino anticipandola”.
Nel corso dell’intervento il
presidente ha poi annunciato che il 16 giugno si
terrà il convegno: “Non c’è
democrazia senza lavoro.
Non c’è lavoro senza territorio” dove prenderanno
I provvedimenti
Approfondito il protocollo d’intesa
sul testo unico per l’apprendistato,
definito “risposta efficace
tra domanda e offerta”
sta efficace ai problemi
dell’incontro tra domanda
e offerta di lavoro nella
concreta realtà della Basilicata che com’è noto è
caratterizzata dalla presenza di piccole e medie
imprese”.
Per Maggio, inoltre, “l’iniziativa regionale sopraggiunge come una spinta
potente per il riavvio di
tutto il sistema dell’ap-
parte eminenti esperti ministeriali.
“Un’occasione – ha sottolineato - per affrontare
in maniera approfondita
e precisa il tema del lavoro come fondamento
dell’identità del cittadino
partecipe di una società
democratica e come ragione del suo radicamento sul territorio”.
Tra le novità annunciate,
durante i lavori di ieri, la
nascita del sito istituzionale del Comitato al momento in fase di allestimento e
dove sarà possibile reperire tutte le informazioni e
gli aggiornamenti relativi
alle politiche del lavoro in
Basilicata. Presto sarà reso
noto l’indirizzo internet.
Gli altri rappresentanti del
Comitato presenti hanno
espresso la loro condivisione per la relazione del
presidente Maggio, riservandosi di approfondirne
i contenuti, in vista del
convegno del 16 giugno.
Prima
dell’importante
appuntamento, è stato
annunciato, il Comitato
tornerà a riunirsi per la
valutazione di eventuali proposte aggiuntive.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i sindaci di Acerenza (Rossella
Quinto) e Pietragalla (Rocco Iacovera); gli assessori
alle Politiche sociali e del
Lavoro della Provincia di
Matera (Salvatore Auletta)
e del Comune di Potenza
(Donato Pace); Maria Vulpio del Centro per l’Impiego di Potenza.
Dal Consiglio
Crisi partiti
Pdl
Sulla crisi dei partiti il Pdl
dal proprio sito ha lanciato un sondaggio a risposta multipla che ha ricevuto diversi riscontri. “Il
popolo del Pdl chiede una
strutturazione definitiva
del partito, più vicina alle
comunità ed agli elettori”.
Tema del nuovo sondaggio è ‘Elezione diretta del
Capo della Stato, questa
la proposta di riforma del
Pdl, cosa ne pensi’.
zato alcune proposte al
presidente della Regione
tra cui il blocco totale
alle consulenze esterne
negli enti pubblici e l’eliminazione degli assessori
esterni. Da parte di Venezia la proposta di istituire
una commissione consiliare che in sette giorni
riveda tutto il bilancio regionale e quello degli enti
collegati.”
Patto di stabilità / 1
Venezia (Pdl)
Il consigliere del Pdl ha
presentato una mozione
per impegnare la giunta regionale “ad attivare
ogni utile iniziativa per il
Sul Patto di stabilità il consigliere del Pdl ha avan-
Tribunale Lagonegro
Pici (Pdl)
mantenimento del presidio giudiziario importante
per garantire legalità e sicurezza dell’area sud della
Basilicata”. Tra l’altro la paventata soppressione del
Tribunale impatterebbe
inevitabilmente con la reale e concreta situazione
deficitaria delle infrastrutture di collegamento dei
comuni del circondario”
Consiglio/1
Romaniello (Sel)
Il capogruppo Sel in riferimento allo scioglimento
dei lavori consiliari per
mancanza del numero legale. “La politica significa
assunzione di responsa-
bilità, chi è per la buona
politica lo dimostri quotidianamente con atti e atteggiamenti concreti”.
Consiglio/2
Rosa (Pdl)
L’esponente Pdl ha commentato l’ennesimo scioglimento della seduta del
consiglio che seppur convocata in sessione straordinaria, si è sciolta per
mancanza del numero legale. “Il gruppo Pdl, come
al solito, era presente” ha
commentato. “Noi rispettiamo il mandato elettorale conferitoci dal voto
popolare, al resto del parlamentino lucano, invece,
il titolo della maggioranza
variabile”
Patto di stabilità/3
Benedetto (Idv)
Patto di stabilità/2
Braia (Pd)
Per il consigliere di Idv diversi gli obiettivi da tenere
fuori dal Patto: tra questi i
fondi terremoto e le royalties del petrolio. “L’unico
modo efficace per contrastare il disagio socioeconomico che continua
a diffondersi nelle nostre
comunità locali, ha detto,
è quello di creare più posti
di lavoro e favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese”.
Sulle problematiche della finanza regionale per il
consigliere regionale occorre “richiedere un apposito Ufficio”.
Il capogruppo del Partito
democratico ha illustrato
le misure proposte per
venire incontro alle esigenze dell’imprenditoria.
“Tutelare, accompagnare
e sostenere il più possibile
il sistema delle Pmi lucane è un assoluto dovere
che il gruppo Pd assume
totalmente nelle proprie
responsabilità in maniera
prioritaria. E’ un dramma
morire di debiti ma è un
paradosso inaccettabile
morire di crediti”.
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 29.05.2012
PAG. 5
Basilicata Mezzogiorno
II I BASILICATA PRIMO PIANO
Martedì 29 maggio 2012
OCCUPAZIONE
In Basilicata, ogni cento persone di 25 Nel territorio lucano c’è una bassa
domanda di lavoro qualificato. Richiesti
anni, ci sono 28 laureati rispetto alla
LUCANI SCOLARIZZATI E AL VERDE media di 24 registrata nel Mezzogiorno imbianchini, tornitori e saldatori
Laureati. E poi a spasso
il pezzo di carta serve?
Almalaurea: la laurea non è più un «lasciapassare» per il lavoro
MASSIMO BRANCATI
l Quel pezzo di carta tanto agognato
rischia di avere un uso soltanto «decorativo», incorniciato e dimenticato su
una parete dello studio. E c’è chi l’accomuna, per futura destinazione, a certi
rotoloni che non finiscono mai.
La realtà è che la laurea sta perdendo
sempre di più il suo valore spendibile
sul mercato del lavoro. Non è solo una
percezione, lo dicono anche i dati di
Almalaurea, il consorzio interuniversitario pubblico al quale aderiscono
numerosi atenei italiani: trovare un
lavoro dopo aver completato il percorso
di studi sembra essere il nuovo dramma
dei giovani. Scende a picco la possibilità
di assunzione ad alta specializzazione
sia in campo scientifico che in quello
intellettuale. Il rapporto Almalaurea assume particolare significato in Basilicata, regione in cui l’incidenza di laureati sulla popolazione residente è tra le
più alte d’Italia. Si attesta attorno al
50% il numero di lucani che si è iscritto
ad un’università italiana, in netto aumento rispetto al 40% del resto del
Mezzogiorno e poco meno del centro
nord. Per ogni cento persone di 25 anni,
ci sono in Basilicata 28 laureati rispetto
ai 24 del Mezzogiorno, e a laurearsi sono
soprattutto donne, che studiano di più,
hanno voti più alti, ma che trovano
meno lavoro, secondo uno schema estremamente consolidato al sud.
Se è vero che ci si laurea di più nel
territorio lucano, è anche vero che le
competenze giovanili sono mediamente
più basse rispetto al resto del Paese. Lo
dice la Svimez in un recente studio.
Questo vuol dire che al grosso investimento in termini di quantità dello
studio non si è fatto discendere un
analogo livello qualitativo. La qualità
dell’istruzione dipende dalla forte cor-
relazione tra degrado e carenze delle
strutture scolastiche e competenze acquisite dagli studenti: c’è in tutto il sud
un problema di carenze di laboratori, di
attività extrascolastiche e di rapporto
scuola-mondo lavorativo che inevitabilmente incide sulla qualità degli studenti. In un mercato del lavoro sempre
più «globalizzato» e alla ricerca di specializzazioni, una preparazione puramente scolastica (anche se universi-
TRAGUARDO La laurea in mano. E poi?
taria) senza quello scatto necessario sul
fronte qualitativo finisce per relegare i
ragazzi lucani nel limbo dell’attesa
(sommando qui e là stage non retribuiti
e lavori che nulla hanno a che fare con la
loro laurea) prima di finire nell’infer no
della lunga disoccupazione.
È anche vero che in Basilicata c’è una
bassa domanda di lavoro qualificato,
costringendo i giovani laureati, soprattutto quelli che dimostrano talento e
attitudini, ad emigrare. Chi vuol restare? Deve puntare su altre professionalità: imbianchini, tornitori, addetti per le presse, caldaisti, saldatori. Sono
le figure professionali più richieste in
Basilicata che emergono incrociando i
dati degli Osservatori del lavoro regionale e provinciali. Ciò significa che
l'imprenditoria locale (quel che resta
dalle macerie della crisi e del patto di
stabilità) è alla continua ricerca di lavoratori «manuali» nonostante il territorio continui a sfornare laureati. Le
aziende, insomma, continuano a snobbare manager e figure apicali, con le
grandi realtà (Fiat, Ferrero, Coca-Cola)
che hanno già in casa i «cervelloni»,
mentre i piccoli imprenditori appaiono
riottosi ad investire risorse economiche
in profili professionali che tendono ad
assorbire nelle proprie competenze.
Della serie, faccio tutto da me.
Secondo elemento di riflessione: la
richiesta crescente di operai specializzati non trova riscontro nell'attività
formativa messa in campo dalla Regione che preferisce intervenire sulla
specializzazione di giovani «supermasterizzati» molti dei quali, dopo il periodo formativo, vanno via. Si spiega
così il risultato di uno studio di Fondazione italiana Accenture e Università
Bocconi, secondo il quale Potenza e
Matera sono agli ultimi posti fra le
province italiane per capacità di attrarre e creare opportunità per professionalità «innovative» ed «elevate».
Se da un lato c’è poco terreno fertile per
i manager, dall’altro la Basilicata rischia di ritrovarsi anche con operai che
hanno un accento poco familiare. I nostri giovani sono orientati verso attività
concernenti le professioni impiegatizie.
Accade così che nel Metapontino, tanto
per fare un esempio, il 60% della forza
lavoro regolare viene dalla Puglia. Tutto ha origine in un approccio culturale
delle famiglie che tendono ad escludere
certi lavori dal futuro dei propri figli.
Condannandoli alla disoccupazione.
GENITORI
E FIGLI
A sinistra
l’insegnante
Stefania
Corbisiero, a
destra lo
studente
Silvano Mecca
LAUREATI
Nella foto a
destra
Jessica Corbo
e Francesco
Petraglia
laureati
rispettivamente in
Lettere e in
Ingegneria
.
TESTIMONIANZE TRA I MESTIERI CHE «TIRANO» DI PIÙ SCOMPAIONO AVVOCATI E MEDICI. ESPERIENZE A CONFRONTO
L’ingegnere che fa l’elettricista
«Meglio questo che il precario»
l Quali sono i mestieri che «tirano» di
più e che garantiscono un futuro occupazionale? Né il medico, né l'avvocato,
né l'ingegnere e né l'architetto. Al primo
posto troviamo cuochi e camerieri. Leader per la percentuale di aumento: le
badanti. Ma anche vigilantes, camionisti,
giardinieri, infermieri. Una caratteristica unifica questi lavori «gettonati»: i
servizi alla persona. La sfera del benessere individuale, dell'assistenza, dell'aiuto, avrà un boom con l'invecchiamento della popolazione, fenomeno riscontrabile soprattutto in Basilicata.
Inoltre sono le uniche attività per le quali
è impossibile la delocalizzazione nei Paesi emergenti. Ma sono questi i mestieri
per i quali stanno studiando i nostri figli?
Dipende: come status e come remunerazione rischiano di essere al di sotto
delle aspettative dei giovani. Ma attenzione: per quanto possano sembrare sotto-qualificate, le professioni del futuro
richiederanno comunque studi universitari.
Da un nostro rapido giro di commenti
tra studenti e insegnanti emergono venature di sfiducia dei ragazzi nell’«istituzione» Università quando si parla di
binomio laurea-posto di lavoro: «I tempi
che corrono sono davvero difficili e a mio
figlio che quest’anno si diploma ho già
consigliato di seguire le sue attitudini e le
sue intuizioni. Personalmente - dice Stefania Corbisiero, insegnante elementare - mi piacerebbe che si iscrivesse
all’università, ma so bene che la laurea
non garantisce un lavoro. Anche se si
consegue con il massimo dei voti. La mia
idea? La cultura è importante e io l’abbinerei a un mestiere come l’idraulico o
l’elettricista. Sono diventati più «preziosi» dei medici».
Silvano Mecca, studente universitario, ha scelto di frequentare un ateneo
fuori regione, a Pisa. «Non ho nulla
contro la nostra università - spiega - ma
da queste parti le chance di trovare
un’occupazione dopo la laurea sono molto
più alte. Forse perché qui le aziende sono
molto più attente al mondo universitario.
In Basilicata credo che ci sia ancora uno
scollamento tra sistema accademico e
imprenditoria».
Due laureati lucani testimoniano la
difficoltà di trovare un lavoro che garantisca loro una gratificazione professionale ed economica: «Mi arrabatto tra
supplenze e precariato - dice Jessica
Corbo, laureata in Lettere - e alla soglia
dei trent’anni questa situazione mi spaventa. Così diventa difficile mettere su
una famiglia. Se potessi tornare indietro
certamente non sceglierei Lettere come
facoltà da seguire, ma era l’unica realtà
universitaria nelle mie corde. Non potevo
certo iscrivermi a Ingegneria, è un ambito che non mi appartiene». Proprio in
Ingegneria si è laureato Francesco Petraglia che ha individuato una strada per
uscire dalla disoccupazione: «La mia laurea la spendo in uno studio professionale,
ma non si guadagna molto. Ho cominciato a occuparmi di impianti elettrici e
devo dire - sottolinea con orgoglio - che
ricevo numerose chiamate per piccoli
interventi domestici. È una soluzione che
consiglio a chi, come me, non ha santi in
paradiso e nonostante la laurea deve fare
i conti con un mercato occupazionale
poco ricettivo. Gli elettricisti o gli idraulici sono mestieri ormai svuotati. Dobbiamo puntare su questi per poter guadagnare. La laurea? Anche per aggiustare
un circuito e stare a contatto con gli altri
serve una buona base di cultura».
[ma.bra.]
L’INTERVISTA IL RETTORE DELL’ATENEO LUCANO MAURO FIORENTINO
«Alle scuole superiori
purtroppo riscontro
un alto livello di sfiducia»
l Il rettore dell’Università di Basilicata, Mauro Fiorentino,
non ha avuto modo di approfondire il rapporto di Almalaurea. È
completamente assorbito da altro: «Siamo in una fase di grande
trasformazione sulla scia della riforma Gelmini. Cambia tutto e
consegneremo alla comunità un ateneo completamente modificato. È un processo che catalizza energie e attenzione».
Ma c’è un dato su tutti su cui riflettere: trovare lavoro
dopo la laurea è diventato complicato...
«Lo so. E non c’era bisogno che ce lo ricordasse Almalaurea».
Cosa può fare l’Università per arginare il problema?
«Dobbiamo fare al
meglio il nostro lavoro,
magari intensificando
la collaborazione con gli
studenti nella prima fase post-laurea. Il nostro
ateneo aderisce a programmi nazionali di sostegno e ha potenziato
gli per l’assistenza ai
laureati. Devo dire che
dagli studenti ricevo
qualche elemento di
conforto».
La difficoltà a trovare un posto di lavoro RETTORE Mauro Fiorentino
può tradursi anche
in sfiducia nell’Università. I suoi studenti cosa ne pensano?
«Sinceramente non ho riscontrato una crisi di fiducia soprattutto nei più bravi. Che, semmai, decidono di prendere il
treno per andare più lontano e trovare la loro strada professionale».
Sì, ma dietro c’è una generazione che comincia a nutrire
dubbi sull’utilità della laurea...
«È vero. E questo mi spaventa. È pericoloso il livello di sfiducia
nel sistema che riscontro nei giovani degli istituti superiori. Può
innescare un fenomeno di allontanamento dagli studi universitari».
Cosa suggerirebbe a un giovane appena diplomato?
«Di guardare al futuro con uno spirito autonomo. I giovani
devono diventare innovatori e per innovare ci vuole cultura. Più
che tentare di inseguire le dinamiche dei mercati, l’Università
deve formare i futuri innovatori del nostro Paese, dotandoli di
una solida cultura».
[ma.bra.]
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 29.05.2012
PAG. 6
BASILICATA PRIMO PIANO I III
Martedì 29 maggio 2012
ISTRUZIONE & CONCORSI
Basilicata Mezzogiorno
DIRITTO DI REPLICA
«Quando ho partecipato al corso
il concorso non era stato bandito»
SELEZIONE PER DIRIGENTI SCOLASTICI
l «Non ho tenuto lezioni. La mia è
stata solo una conversazione su questioni didattiche. E poi all’epoca il concorso non era stato ancora bandito».
Francesco Fasolino, ispettore tecnico
dell’Ufficio scolastico regionale, sgombra il campo da equivoci e «cattive interpretazioni» sulla sua partecipazione
al corso per dirigenti scolastici. «È vero
- dice - a giugno ero a quel corso, ma
quando lo Snals, a cui sono iscritto ormai da trent’anni, l’ha organizzato del
concorso non c’era ancora traccia. Chi
ha partecipato alle lezioni doveva poi
superare lo sbarramento dei test d’ingresso. Non vedo, insomma, alcuna ombra in tutto questo».
Nel precisare di essere intervenuto al
corso senza percepire un compenso, Fasolino sottolinea che la sua attività di
consulenza è stata chiesta perché è il
SCUOLA La scuola (e i suoi concorsi) tornano nell’occhio del ciclone
SCUOLA
Polemiche
per il
concorso
per nuovi
dirigenti
scolastici
responsabile del livello regionale della
formazione: «Se avessi partecipato al
corso sapendo di far parte della commissione del concorso - conclude Fasolino - allora sì che si sarebbe prefigurato
un conflitto d’interesse. Ma i tempi sono
stati diversi. E, ripeto, a giugno dello
scorso anno non si sapeva quando sarebbe stato bandito il concorso».
Prima docente per i concorrenti
poi li valuta come commissario
Il caso sollevato su un corso preparatorio promosso dallo Snals materano
MIMMO SAMMARTINO
l Concorso per dirigenti scolastici. E la
scuola torna nell’occhio del ciclone. Tra
lagnanze, proteste, ricorsi e maldicenze,
s’intorbida l’orizzonte di una concorso che
ha il compito di indicare i dirigenti futuri
chiamati a evitare il naufragio di quella
scuola, già tagliata, offesa, messa sul lastrico, maltrattata.
In queste settimane si sono moltiplicate,
su vari organi di informazione locali, lettere di denuncia di chi - alla luce della
prova - si è sentito quantomeno poco tutelato. Qualcuno si è rivolto ai giornali.
Qualcun altro al Tar. Ma, si dirà, è cosa
fisiologica quando ci si trova a non superare un determinato concorso. Fino a
prova contraria, in un Paese normale, i
concorsi sono vinti dai più bravi. Ma è
ormai senso comune temere che le logiche
premiali possano avere riferimenti diversi
dalla valutazione del merito dimostrato
con le prove sostenute.
Tra le segnalazioni evidenziate, se n’è
aggiunta una relativa alla stessa composizione della commissione valutatrice.
Composizione per la quale, alla luce di
SCUOLA La scuola pubblica in sofferenza. Clima surriscaldato per i concorsi per presidi
altre precedenti vicende, viene avanzato
qualche dubbio. I fatti: la commissione del
concorso per esami e titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici si è riunita
il 29 settembre 2011, presso l’Ufficio scolastico regionale. L’organismo è costituito
da un presidente - il prof. Antonio Sergio
De Franchi, docente di agronomia e col-
tivazioni erbacee presso la Facoltà di Agraria dell’ateneo lucano - e da due componenti: la dirigente scolastica Maria Adele
Trotta e l’ispettore tecnico Usr di Basilicata, Francesco Fasolino. Segretario di
commissione è Marcello Marino, coordinatore di un ufficio della Direzione generale di Basilicata. Primo atto della com-
missione, esplicitato nel verbale, è la presa
visione dell’elenco dei candidati partecipanti e la sottoscrizione della mancanza di
incompatibilità.
Che cosa ha fatto scattare diffidenze e
sospetti? Il fatto che, nei mesi precedenti
(tra maggio e luglio e poi a settembre 2011),
sia stato organizzato un corso di preparazione al concorso in questione, da parte
dello Snals di Matera tramite l’Isfol, con 40
ore di lezioni teoriche e 30 di esercitazioni.
Il corso aveva un costo di 400 euro per gli
iscritti al sindacato e di 600 euro per gli
altri partecipanti. Tra i docenti del corso
(tutti di provenienza universitaria, ispettori scolastici, ricercatori esperti nella preparazione a concorsi) figura anche il nome
dell’ispettore Francesco Fasolino che successivamente (come tiene a precisare l’interessato) sarà chiamato a comporre la
commissione esaminatrice. La conferma,
oltre che dall’interessato, viene anche da
alcuni partecipanti ai corsi. Uno di loro che chiede di poter mantenere l’anonimato
- comunque assicura: «La lezione l’ha tenuta. Ma si tratta di una persona al di sopra
di ogni sospetto». Sarà anche così, ma può
definirsi una procedura normale?
IL SINDACATO SNALS PREFERISCE NON REPLICARE. UN PARTECIPANTE: «DOCENTE AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO»
giudicatrice si presenta affetta da marcati vizi di irragionevolezza, dal momento che l’esercizio della discrezionalità tecnica non appare improntato
ai necessari canoni di logicità, congruità e completezza del giudizio». E si
rimarca inoltre: «il suddetto organo
non si è previamente dotato di rigorosi
parametri di valutazione, invero necessari per circoscrivere l’ampio potere discrezionale e, così, rendere trasparenti le operazioni selettive. In tal
senso, i criteri indicati nella griglia
approvata nella seduta del 13 gennaio
2012 costituiscono null’altro che una
mera indicazione dei punteggi attribuibili - in una serie numerica da un
minimo di zero a un massimo di 5 - per
ogni singolo aspetto singolo aspetto
affrontato dal candidato nella stesura
del compito. Del tutto inopitamente,
non è stato precisato alcunché sui descrittori di tali punteggi, né è stata
indicata la modalità di assegnazione al
fine di orientare i commissari nel giudizio e fornire uniformità ai criteri
adottati; e ciò tanto più a fronte della
circostanza che le operazioni selettive
normalmente si protraggono per alcuni mesi, di talché è necessario evitare ingiustificate oscillazioni nella
formulazione dei giudizi...».
Tra le lettere pubblicate su periodici
(ad esempio, il quotidiano online «La
tecnica della Scuola» e il periodico
«Controsenso»), quella di una docente-concorrente che è stata esclusa e che
afferma tra l’altro: «i dubbi che mi
assalgono sono tanti». E dinanzi a scenari che, a suo giudizio, appaiono poco
trasparenti, lamenta: «Mi vergogno di
essere un’insegnante, mi vergogno di
aver studiato tanto, riportando danni
fisici alla persona e restrizioni alla
famiglia». E aggiunge: «Certo la valutazione di una commissione è in-
REGIONE: CCIPL
Esperti del Ministero
a convegno sul lavoro
n Il Comitato di coordinamento istituzionale per le politiche del lavoro, presieduto
da Pino Maggio, si è riunito
per fare il punto sulla situazione lavorativa in Basilicata. Maggio ha annunciato
che il 16 giugno si terrà il
convegno «Non c’è democrazia senza lavoro. Non c’è lavoro senza territorio».
All’incontro interverranno
esperti del Ministero.
VIABILITÀ
Lavori sulla A3
chiuso il tratto lucano
n Dalle 17 di giovedí 31 maggio
alle 6 di venerdí 1 giugno sarà chiuso al traffico il tratto
compreso tra gli svincoli di
Padula e Lagonegro nord, in
entrambe le direzioni, dal
km 103,800 al km 123,300 dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Il provvedimento è finalizzato al
completamento della nuova
autostrada nel 2° macrolotto
per l'apertura, a due corsie
per senso di marcia.
COMUNE DI POTENZA
Vendita del tribunale
L’Idv è contraria
n «Già dalla passata consiliatura l’Italia dei Valori ha espresso le proprie perplessità sulla
vendita del tribunale di Potenza, se pure con il fine di affrontare una situazione debitoria
asfissiante. Non si tratta di un
semplice patrimonio da dismettere, ma di una struttura
pubblica costruita con il contributo pubblico e che ancora
serve al pubblico». Lo dice Nicola Stefano Laguardia, responsabile cittadino dell’Idv.
La denuncia di una esclusa
«Mi vergogno di essere prof»
l Impossibile per tutto il pomeriggio di ieri riuscire a ottenere una replica, sulla vicenda del corso di preparazione per il concorso di dirigenti
scolastici, allo Snals. Non risponde al
telefono la segretaria provinciale
Snals di Matera, Lucia Fiore. Risponde
invece «non conosco i fatti» il segretario provinciale dello Snals di Potenza, Saverio Lolaico. D’altronde su questo concorso si è sollevato un polverone di polemiche e di sospetti. Denunce, ricorsi, pubblicazioni di lettere.
In uno di questi ricorsi, che risulta
essere stato presentato al Tar della Basilicata, si paventa, fra l’altro, una
«manifesta ingiustizia». E si punta il
dito sulla valutazione: tra l’altro, «eccesso di potere, difetto di motivazione,
disparità di trattamento». Si afferma
fra le contestazioni: «l’attività valutativa posta in essere dalla Commissione
le altre notizie
ERRATA CORRIGE
Il premio a Papaleo
dal Rotary Club Pz
sindacabile, ma anche il sentimento di
vergogna che provo, la vergogna di
essere un’insegnante, la vergogna di
aver scelto di lavorare e sacrificarmi
per questa scuola, la vergogna di essere stata valutata alla stregua di chi
non è in grado di comprendere e di
scrivere “in un certo qual modo” è
insindacabile. Mi vergogno di essere
un’insegnante: abbandonata dal sindacato, non tutelata dal Ministero di
appartenenza, senza alcuna garanzia
dagli uffici competenti, eppure tutti
[mi.sa.]
parlano di sussidiarietà».
CONCORSO
Il concorso
per dirigenti
scolastici, a
Potenza, che
- nello
scorso
ottobre - è
stato vietato
ai fotografi
[foto Tony
Vece]
.
n Per un refuso di stampa
nell’articolo di ieri sul premio consegnato a Rocco Papaleo nel titolo è stata attribuita la manifestazione al
Lions Club. In realtà l’evento è stato organizzato dal Rotary Club Potenza, presieduto da Luigi Padula. Ce ne
scusiamo con i lettori e gli
interessati. In particolare,
con le due associazioni che
organizzano incontri e conferenze tutto l’anno.
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 29.05.2012
PAG. 7
Basilicata Mezzogiorno
XII I MATERA CITTÀ
IL PERSONAGGIO
È TRA I QUATTRO SIGNORI DEI SAPORI
Martedì 29 maggio 2012
L’OBIETTIVO DELLA RICERCA
«Stiamo cercando di dare gusto ai
prodotti alimentari eliminando quello che
non è salutare per il nostro organismo»
IL LAVORO D’INNOVAZIONE
«Mantenere i sapori, ma senza incentivare
l’obesità, diabete e altre patologie
scatenate da un’alimentazione sbagliata»
Ecco chi decide cosa e come
mangeremo nel futuro
Aldo Uva, materano alla guida della seconda multinazionale
del mondo che si occupa di aromi, la svizzera Firmenich Sa
LA SUA
FAMIGLIA
Aldo Uva
con la moglie
Lorella,
e i tre figli,
Caterina, Gioia
e Luigi che
vivono
in giro per
il mondo
ma parlano
anche l’italiano
PASQUALE DORIA
l Catturato al volo, proveniente da dal
quartiere generale di New York e atterrato a Ginevra. Quella storica della città
svizzera sul lago Lemano è una delle sette
sedi sparse per il mondo di cui è responsabile. Le altre sono operative a Colonia,
San Paolo, Shanghai, Tokyo, Dubai e Singapore. La stampa specializzata internazionale lo ha collocato nell’Olimpo dei
quattro «signori dei sapori». Una bella
responsabilità e un impegno che potrebbe generare anche qualche problema di
comunicazione. Ma la disponibilità al
dialogo, intanto, non sembra essere cambiata. Il manager costantemente in lotta
con i fusi orari è il materano Aldo Uva, 50
anni, amministratore delegato della Divisione aromi della Firmenich Sa, una
delle quattro multinazionali leader mondiali nel settore degli aromi e dei profumi. Si tratta di una realtà presente in 64
nazioni che viene da lontano. Fondata nel
1895, nel 1939 il direttore della sezione
ricerca e sviluppo della Firmenich, Lavoslav Ruicka, vinse il premio Nobel per
la chimica.
«Oggi - spiega Uva - il nostro business e
focalizzato sulla creazione di sapori in
modo naturale ed artificiale. L’obiettivo è
comunque fare in modo che tutti i prodotti di cui ci occupiamo siano in grado di
assicurare esperienze sensoriali ai consumatori». Una specie di stregoni delle
papille gustative, roba da laboratori in
cui si studiano le reazioni dei recettori
nervosi dei sapori. Ecco perchè si potrebbe immaginare, con il beneficio di
qualche ombra di dubbio, laboratori,
alambicchi e chissà quali arcani artifici.
«Ovviamente non è così - tranquillizza il
manager materano - del resto, siamo molto impegnati anche a livello di innovazione e ricerca. Stiamo cercando di dare
gusto ai prodotti alimentari eliminando
ciò che non è salutare per il nostro organismo, per esempio, eccessi di zuccheri, sale e grasso. In pratica, significa mantenere i sapori senza incentivare l’obesità, diabete e altre patologie scatenate da
un’alimentazione sbagliata».
Non è tutto. «Mi spiego meglio - aggiunge - perchè questa vicenda, avremo
modo di vederlo meglio, diventerà cen-
trale da qui ai prossimi anni. Stiamo lavorando per capire come aiutare il Pianeta a non impoverirsi di risorse naturali
in modo irreparabile. Una sfida epocale.
Attenzione, dobbiamo partire da un’onesta riflessione: adesso che si contano milioni di nuovi consumatori nelle aree in
crescita (Africa ed Asia specialmente) e
che iniziano a chiedere sempre più prodotti che prima non utilizzavano, possiamo disporre di sufficienti risorse per
rispondere a queste nuove esigenze?».
Un interrogativo effettivamente cruciale. «In Cina, per esempio, il sapore ed i
prodotti all’arancia sono solo di recente
adozione. Lo stesso vale per l’India. Gli
agrumi tirano, eccome - va avanti Uva ma se i cinesi cominciano a consumare
succhi di arancia a ritmi europei, fra
dieci anni non ci saranno più arance per
soddisfare la domanda mondiale. Lo stesso discorso vale per il cacao, per la menta
e molti altri prodotti naturali ancora. Allora, quale tipo di responsabilità bisogna
assumere? Ecco ciò che stiamo facendo:
le nostre ricerche, in questi casi specifici,
sono quelle che ci permetteranno di scoprire molecole presenti in natura e che
potranno aiutare a ridurre i problemi di
scarsità di arance e cacao, senza dover
rinunciare per sempre a questi alimenti
di uso quotidiano».
Non è poco. Uva rimarca che si tratta di
un business di ricerca profonda sostenuto da investimenti cospicui, un business che traguarda il mondo a 10-20 anni
mentre deve continuare a soddisfare i
bisogni di oggi. Facile avvertire la dose di
sfida ed entusiasmo che esprimono i suoi
ragionamenti. «Sì - spiega - perchè considero un privilegio la possibilità di lavorare sapendo di concorrere a definire le
condizioni per un mondo alimentare diverso, sicuramente più sano e soprattutto
piu sostenibile per il Pianeta». Secondo
alcuni studi di settore, l’universo dei sapori, quello della grande industria, è già
in larghissima parte artificiale e non
sempre rispettoso dei consumatori. Non
è un mondo artificiale, tutta chimica,
quello al quale sembra invece interessato
Uva, quanto alla possibilità di affrontare
un futuro in cui, se le derrate alimentare
saranno sempre meno, bisognerà comunque assicurare almeno un’alimentazione
sana per tutti e, al contempo, evitare frigoriferi desolatamente vuoti.
VITA DA MANAGER NOMADE DI LUSSO TRA NEW YORK, MOSCA, MEXICO CITY, BARCELLONA, CHICAGO, VEVEY, SATERAMO IN COLLE E GINEVRA
«La mia casa è il mondo»
Dagli elettrodomestici alle multinazionali del settore alimentare
l La sua è una storia di successo, ma non è fuori luogo accomunarla a quella di un intero
popolo con la valigia. I lucani residenti in Basilicata forse sono
meno di 500 mila, però, secondo
alcune stime, 1 milione e mezzo
vive fuori dai confini regionali. E
nessuno dimentica mai le proprie
origini. «È vero, Matera è la mia
città. Quì i miei genitori, Gino e
Caterina, mi hanno fatto crescere. Hanno fatto diventare me, mio
fratello Michele e mia sorella Teresa un’inossidabile famiglia. È a
Matera che ho sviluppato un’irrefrenabile curiosità, la voglia di
affrontare imprese impossibili. È
da Matera che ho iniziato il mio
viaggio nel mondo».
Oggi Aldo Uva, 50 anni, è amministratore delegato della divisione aromi della seconda multinazionale al mondo in questo
settore, la svizzera Firmenich. Intenso il suo racconto. Inutile interromperlo, snocciola una dietro
l’altra le tappe di una specie di
corsa a perdifiato. «Tutto è iniziato nella Merloni Elettrodomestici. Ero ancora studente della
facoltà di economia all’Università
di Bologna. Decisi di fare la tesi di
laurea lavorando attivamente in
un’azienda. Il fortuito incontro
con Vittorio Merloni, tramite
mio fratello Michele e la mia faccia tosta lucana, mi ha consentito
di entrare a far parte della sua
azienda, dove ho seguito un progetto sperimentale. E così, in Merloni ci sono rimasto 13 anni, metà
dei quali trascorsi in Italia, a Fabriano, e metà all’estero, in Inghilterra e soprattutto Russia, oltre cinque anni nel periodo fra il
primo e secondo Eltsin. Merloni
elettrodomestici - sottolinea - è stata un’esperienza professionale decisiva, perchè mi ha fatto lavorare
accanto a un imprenditore illuminato, in un’azienda nata al cen-
tolo. «La vita mi ha messo di fronte
ad un altro imprenditore, Calisto
Tanzi - va avanti Uva - di lui mi
colpì la visione aziendale.
Un’azienda che voleva trasformare il latte da un anonimo prodotto
senza brand ad un prodotto conosciuto ad ogni latitudine e con
un solo marchio. Il suo sogno mi
fece venir voglia di passare dai
frigoriferi al latte. Ed è così che da
Mosca, dove ero amministratore
delegato della Merloni elettrodo-
ANCHE IN CINA Una delle sedi asiatiche della Firmenich
tro del nulla e che stava diventando la terza potenza mondiale
nell’elettrodomestico. A Fabriano, patria della Merloni, ho anche
avuto l’immensa fortuna di incontrare mia moglie Lorella, la madre dei nostri tre figli, Caterina,
Gioia e Luigi».
Dopo Merloni un nuovo capi-
mestici per Russia ed Europa
dell’Est, mi spostai a Mexico City.
Posto incredibile. Pericoloso, ma
pieno di ricchezze, da quelle archeologiche al cuore caldo delle
persone. L’impegno di amministratore delegato a Mexico City
per il Centro America y Caribe
durò un anno, perchè Parmalat mi
chiese di andare a New York a
lavorare, oltre per le aree che già
gestivo, anche per gli Stati Uniti».
Da una metropoli all’altra.
«Parmalat - continua Uva - come
esperienza durò meno di quattro
anni e nel 2001, due mesi dopo
l’attacco alle Torri Gemelle, la mia
vita professionale prese un’altra
direzione. Quella delle multinazionali che non hanno un fondatore o un proprietario, in quanto
gestite da manager. Entrai a dicembre del 2001 nella Sara Lee
Corporation. Noi lucani forse siamo testardi ed io volevo dimostrare a me stesso di poter lavorare
anche in aziende non Italiane. Sara Lee mi offrì l’opportunità. A
Barcellona sono stato l’amministratore delegato della divisione
in Italia famosa per Fissan, Badedas, Ambipur, Depilzero ed altri
prodotti. Poi, sono diventato l’amministratore delegato della divisione caffè e the a New York (dove
sono ritornato per la seconda volta), infine, ho gestito la trasformazione di Sara Lee quando
l’azienda ha deciso di puntare tutto sul business del food. Per svolgere questo compito sono andato a
vivere a Chicago».
Nella Sara Lee la scalata fu rapida. Uva arrivò ai piani alti, tra i
primi otto amministratori delegati. «Il giovane materano sul tetto di
una multinazionale americana,
che all’epoca fatturava 21 miliardi
TRE FRATELLI Aldo Uva con la sorella Teresa e, in alto, Michele
di dollari - commenta - mi riempie
ancora oggi di orgoglio. Ma la vita
covava già una nuova opportunità. E quando Nestlè mi chiamò
nell’estate del 2006, dopo quasi cinque anni di Sara Lee, decisi di
cogliere questa nuova occasione.
Nella Nestlè sono diventato amministratore delegato della divisione beverages e foodservice, da
Nescafè a Nestea, da Perrier a Nesquik. I mie prodotti. E per seguire Nestlè, da Chicago siamo
tutti volati a Vevey, piccolo centro
sul lago Lemano, quello che bagna
Ginevra, dove il colosso alimentare svizzero (106 miliardi di dollari di fatturato) ha il suo quartiere generale».
Posto ideale per fermarsi. «A un
certo punto - ammette - Nestlè è
sembrata la mia casa. Ricordo, però, che la povera nonna Concetta
mi ripeteva sempre “ricordati figlio mio, che sei un italiano
dell’Italia meridionale”. Non l’ho
dimenticato. Quando nel luglio
del 2007 ho incontrato a Milano,
nel suo negozio in via Durini, Pasquale Natuzzi, è scattato qualcosa. Un segno del destino? Ma
Natuzzi - pensai - non è Nestlè... E
la mia terra? Quella sì, mi ammalia sempre con forza. Un anno
dopo ero da Natuzzi. Esperienza
esaltante, ho lavorato con gente
fantastica. Ma non era finita, non
ancora. Il richiamo delle multinazionali, unitamente ad altri altri fattori, mi hanno spinto a rientrare in Svizzera, dove sono diventato amministratore delegato
della della divisione aromi della
svizzera Firmenich».
Dopo un anno a Ginevra, lo spostamento al quartiere generale di
New York. «È l’evento che ha fatto
ritornare la mia famiglia di nomadi di lusso nuovamente lì. Finisce nella Grande Mela? Chissà.
Quello che oggi mi sento di dire,
pensando soprattutto ai giovani
della mia città - conclude Uva - è
che si può nascere a Matera, ma si
può considerare casa propria anche New York, magari dopo essere
passati da Mosca, Mexico City,
Barcellona, Chicago, Vevey, Sateramo in Colle e Ginevra. Se le
radici sono salde, la nostra casa noi lucani lo sappiamo da tempo [p.d.]
può diventare il mondo».
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 29.05.2012
PAG. 8
12 Primo piano
Basilicata Mezzogiorno
Martedì 29 maggio 2012
Calcioscommesse
Quando il gioco va in crisi
Parla l’ex patron del Potenza
«Il sistema c’è anche qui»
Postiglione: «In Basilicata ci sono società che hanno fatto i bilanci con le partite combinate»
di LEO AMATO
POTENZA - «Nel momento in cui
c’è l’accordo tra le società, c’è l’accordo tra i giocatori e l’accordo
tra gli scommettitori, il sistema è
blindato. Ci sono società che hanno fatto i bilanci con le scommesse
e le partite combinate. Anche nella nostra regione. Per esempio,
mentre sul Potenza sport club
non ci sono altro che le chiacchiere di due presunti supertestimoni, su altre squadre lucane coinvolte proprio in quest’indagine ci
sono flussi di scommesse anomale, puntate sospese e non solo. Basta guardare gli atti dell’inchiesta di
Cremona
trasmessi
alle procure competenti negli
scorsi mesi».
Giuseppe Postiglione,
giovane
patron del
Potenza
promosso
a giugno del 2007 in serie C1, e
travolto due anni emezzo dopo da
un’indagine sulle infiltrazioni
della mala all’ombra del Viviani,
segue con attenzione dall’inizio
gli sviluppi del lavoro dei pm di
Cremona. Lui continua a dichiararsi innocente e il prossimo 18
giugno affronterà il giudice che
dovrà decidere sulla richiesta di
rinvio a giudizio avanzata nei
suoi confronti tra l’altro proprio
per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Intanto il tribunale federale c’è andato giù duro, sommando squalifiche per quasi quindici anni. Come andranno i ricorsi è ancora da
vedere. Certo è che la piccola calciopoli rossoblu impallidisce
davanti al
quadro che
emerge
dalle carte
raccolte
pm Roberto Di Martino. Con gli
«zingari» e
i singaporegni
in
ciabatte
che si aggirano nei
quattro
stelle di tutta Italia con valigette
piene di banconote, gli azzurri
perquisiti nel ritiro della nazionale e i capitani in galera, non c’è
proporzione.
«A giugno dell’anno scorso
pensavo di essere stato chiaro
quando dicevo che i primi colpi
dell’inchiesta di Cremona avevano scoperto solo la punta di un iceberg. E anche oggi c’è ancora molto da fare emergere perché la verità è che il calcio è malato dal suo
interno. Senza le scommesse probabilmente il calcio, dopo che sono venuti meno gli sponsor e gli
introiti commerciali, con la crisi
che incombe dappertutto, sarebbe già imploso da un pezzo. Basta
guardare sulle magliette delle
due/tre squadre più importanti
della serie A, e del 60-70% delle
squadre di serie B. Portano tutte
come main sponsor delle società
di scommesse, ed è soltanto uno
dei modi in cui viene finanziato il
sistema calcio. Poi ce ne sono degli altri solo che non si vedono, o
meglio si fa finta di non vederli. E’
difficile credere che non ci siano
delle connivenze. La stessa Figc,
con tutto quel marcio di cui
«Senza
i bookmakers
lo spettacolo
sarebbe già
imploso
da un pezzo»
«Le scritte
sulle magliette
sono solo una
delle forme
di far entrare
soldi alle società»
chiunque nell’ambiente sapeva,
persino le pietre, perché non si è
mai attivata per fare una benché
minima verifica di sua iniziativa?
Perché ha aspettato sempre che
fosse una procura della Repubblica ha fare il primo passo? A quel
punto non poteva non intervenire, e questo è emblematico del fat-
to che si trattava di andare contro
i propri interessi. Non si poteva
andare a rompere qualcosa che
faceva muovere il giocattolo e la
sua economia. Mi meraviglio
quando sento quelli che si scandalizzano all’idea che esistano un
sistema, delle partite truccate. Il
caso più emblematico è successo
una settimna, dieci giorni fa. Finale di Coppa Italia: si scontravano Juventus e Napoli. Alla fine
grazie a un rigore dubbio da una
parte e un rigore non dato dall’altra, vince il Napoli. Dei benefici
della Lega calcio per questa vittoria non ne vogliamo parlare? La
Supercoppa italiana si sarebbe
dovuta disputare sempre e comunque tra Juventus e Napoli,
vincente del campionato e vincente della Coppia Italia, o seconda
classificatain casoincui lastessa
squadra avesse vinto entrambe le
competizioni. Si trattava solo di
decidere dove e quando, e la Lega
aveva già sottoscritto un preliminare per far sì che la Supercoppa
italiana per la prima volta nella
storia si disputasse a Pechino,
grazie anche all'intermediazione
dell'ex allenatore della nazionale
che in Cina ha già concluso per sé
contratti milionari per diversi
anni avenire. Ora se ilNapoli non
avesse vinto sarebbe stato costretto a giocare i preliminari di
Europa League e le date si sarebbero sovrapposte, quindi addio finale a Pechino e annessi contratti
milionari. Dobbiamopensare che
quell’arbitro pagato dalla Lega, i
giocatori e tutto il resto siano stato liberi dal condizionamento di
un sistema che grazie a quei soldini vive? Io non ci credo. Se qualcun altro vuol continuare a guardare le partite con le fette di prosciutto sugli occhi faccia pure».
Nell’inchiesta di Cremona si
parlatanto digiocatorie pocodi
sistema calcio quasi fossero livelli non comunicanti
«L’inchiesta
di
Cremona
fin’ora ha solo sfiorato le società.
C’è arrivata di traverso. Tant’è
che il gip Salvini non esclude che
sia questo il prossimo passo, perché effettivamente credere che i
giocatori abbiano fatto tutto
all’insaputa di tutti è difficile.
L’esempio più eclatante è il Siena
di Massimo Mezzaroma, che è lo
stesso che acquista la Salernitana
col presidente della Lazio Claudio
Lotito. Si può credere che ci sia
stata una combine sulla partita
Lazio-Siena e i giocatori abbiano
fatto tutto senza che Lotito e Mezzaroma ne sapessero nulla? Tra
l’altro un Siena crocevia di tanti
discepoli della scuola di Luciano
Moggi, come Giorgio Perinetti il
suo fedele secondo, direttore
sportivo. Perinetti prende come
allenatore Antonio Conte che fa
quello che deve fare, e come premio va a Torino ad allenare la Ju-
| L’ALLENATORE |
L’ex rossoblu Eziolino Capuano rincara la dose
«Provo un orgasmo se vedo in galera questa gente»
«Quando cinque anni fa parlai di “forni crematori” per chi vendeva e comprava partite fui crocifisso da tutti. Qualcuno pensò che dovessi esser
portato di corsa al manicomio di Montelupo fiorentino. Oggi aggiungo: forse dopo quelle dichiarazioni fui anche stoppato…Perché le verità
fanno male». Così commenta Eziolino Capuano,
il vulcanico tecnico salernitano sugli ultimi risvolti dello scandalo calcioscommesse. Quando
si riferisce a cinque anni fa, Capuano parla proprio del periodo in cui era l’allenatore del Potenza
sport club. «Non ebbi paura di urlare che c’erano
calciatori “sospetti” e che molti dirigenti non potessero non sapere cosa accadeva. O cosa accade.
Però la gente così nel calcio non va bene. Forse è
per questo che io oggi alleno ancora in serie C»,
continua Capuano. Con una chiosa che fa rumore: «Provo un orgasmo nel vedere finire in galera
queste persone, colpevoli di ‘sporcare’ il gioco
più bello del mondo. Ma poi penso: siamo in Italia.
E fra due o tre giorni saranno tutti già fuori».
ventus nell’anno in cui la Juventus dovrà tornare a vincere lo scudetto. I calciatori sono solo le pedine di un sistema. O vogliamo credere che i giocatori facevano tutto
per conto loro, e un allenatore ancheuna voltacheloveniva asapere non lo ha riferito al direttore
sportivo che l’ha messo al suo posto?»
Un’allenatore deve accorgersi per forza di quello che succede?
«Molte volte un allenatore non
dico che è un promotore ma è il
primo al quale chi di competenza
deve andare a portare
la notizia.
Ed è anche
il garante
di quello
che succede in campo. Ma Conte dove stava prima di
arrivare a
Siena? Stava a Bari,
altra piazza calcistica sotto inchiesta della
magistratura. Dov’era il centro scommesse dell’ex capitano Antonio
Bellavista? A Bari. Chi c’era come
direttore sportivo della società?
Perinetti. Parliamo sempre degli
stessi soggetti, delle stesse società e degli stessi proprietari. E alcuni sono davvero i migliori a fare
calcio in Italia».
Poi ci sono tifosi, a Bari come a
Genova.
«Ma anche a Castellammare.
Anche nell’nchiesta che ha riguardato Potenza, per quanto infondata nel merito, è emerso che il
“gioco calcio” è tutt’altro che immune dai comportamenti non solo di giocatori, dirigenza e di Lega
calcio, ma anche dei tifosi. Quando ripenso
a Giuseppe
Sculli, a
Genova
qualche
settimana
fa, che va
sotto
la
curva senza togliersi la maglia
per
impedire
un’invasione
di
campo non
mi fa specie credere
che avesse di che argomentare
con i tifosi visto quanto emerso
dall’indagine di Cremona».
E i soldi? Come farebbe il sistema calcio ad assorbire i proventi delle scommesse sulle
partite combinate?
«Le perdite sono tante, i contratti sono spesso molto inferiori
a quello che si deve ai giocatori,
anche in forza di accordi che non
stanno sulla carta.Quindi per coprire l’uno e l’altra cosa entrano
in gioco fondi diversamente rinvenuti. Senza usare necessariamente società di comodo Quante
volte il proprietario di una squadra di calcio per chiudere un bilancio deve fare un’iniezione di
capitali propri. Bisognerebbe vedere da dove vengono quei capitali. A Cremona come in Basilicata.
Voglio dire che se Luigi Buffon
scommette su una partita non interessa a nessuno, al massimo la
procura federale può eccepire
qualcosa. Combinarne una è diverso. Un intero sistema calcio
che si finanzia così è molto diverso. Su questo a Cremona c’hanno
visto giusto».
[email protected]
«I giocatori sono
solo le ultime
pedine
Dietro ci sono
dirigenti
allenatori
e persino tifosi»
«Bisognerebbe
vedere da dove
vengono
i capitali iniettati
ogni anno
a fine stagione»
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 29.05.2012
PAG. 9
Basilicata Mezzogiorno
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 29.05.2012
PAG. 10
Basilicata Mezzogiorno
30
Martedì 29 maggio 2012
La quindicesima edizione del Pranzo dei Portatori
PER il quindicesimo anno di seguito torna l’atteso Pranzo dei
Portatori del Santo. Oggi in via del
Popolo (ovviamente a orario di
pranzo!) siete tutti inviatati a sedersi al tavolo dei Portatori del
Santo che, al prezzo di 18 euro,
metteranno a disposizione cibo e
vino, ma soprattutto musica e allegria. Lo scorso anno in piazza Prefettura si ritrovarono circa mille
persone, un successo incredibile.
Ma, come ogni evento di successo,
anche il Pranzo dei Portatori si è
sempre tirato dietro moltissime
critiche
legate
soprattutto
all’abuso di vino durante il Pranzo. Ma se è vero che ci sono persone
che, approfittando dell’occasione
danno il peggio di sè, è anche vero
che il Pranzo resta un grande momento di aggregazione per giova-
ni e meno giovani. Un momento di
unione tra i potentini che, per un
giorno, si ritrovano a ballare quella musica popolare che in altri momenti dell’anno magari disprezzano. E a bere al “cannitt”, come facevano i nonni. E così tra un bicchiere e l’altro, a vincere è quel
“San G’rard prutettor d Putenza
generale/ gl’hanna fa’ venì nu male a chi l’hanna disprezzà”.
La festa del
giorno prima
Una domenica speciale tra consegna
degli abiti e ultimi preparativi
«LE ali le devi mettere facendo passare
questo nastro sotto il braccio, spiega a
mamma che questo lo devi mettere così...». E’ in una grande sala di Palazzo
Loffredo che, sabato e domenica, hanno
consegnato gli abiti. Centinaia di costumi (sono 873 i figuranti), scarpe di ogni
misura, tamburi, spade e armature.
Fuori dalla porta c’è l’elimina code.
E così, pazientemente, i figuranti attendono il loro turno. Dentro è uno
straordinario lavoro di squadra. Al tavolocisonoi “tecnici”, quelli che devono
registrare le consegne e annotare nomi
e dettagli. Poi ci sono le sarte che fanno
gli ultimi ritocchi, come in un grande
atelier. Tra loro anche la presidente del
Comitato tecnico scientifico, Antonella
Pellettieri, indaffarata come non mai. E
poi ci sono, messi in ordine, quei vestiti
che parlano di storia ma anche di emozioni. Sì perché i ragazzi che provano
quegli abiti e pèoi se li portano via sono
raggianti ed emozionati come a una prima della Scala. E’ la loro festa e questo è
certamente il risultato più importante.
Fuori ci sono i papà che aspettano che arrivi la figlia : «ha diciotto anni, ma ha voluto partecipare a tutti i costi». «E mio figlio - gli fa eco un altro papà - che mi ha
chiesto espressamente di fare il contadino del 1.100?».
C’è allegria ed entusiasmo, dentro e
fuori, mentre si prendono i vestiti, si misurano le scarpe, si ascoltano i suggerimenti. Nulla deve essere lasciato al caso
e tutti prendono l’incarico molto seriamente.
E si sono seriamente messi a giocare
anche i ragazzi di Potentialmente onlus,
che domenica mattina, in Largo Bonaventura, hanno intrattenuto i più piccoli e fatto giocare i più grandi. E poi iniziative per i diversamente abili, «perché la
festa - hanno detto - è anche la loro». Nel
segno dell’inclusione, del gioco e della
solidarietà l’intera giornata, che ha previsto anche una bella merenda
a base di pane e
nutella che nessuno rifiuta mai.
Ma non è finita.
Domenica mattina, in piazza Sedile, piccolo spettacolo di falconeria
con civette, corvi e
falchi che hanno
incantato (e spaventato) grandi e
piccoli. In piazza
Duca della Verdura, invece, i Portatori della Iaccara
hanno continuato
a lavorare per quell’enorme faò che stasera verrà acceso proprio in piazza Seduile. E mentre tutti erano a passeggio a
godersi la festa, l’organizzazione non si
è fermata un attimo: blocchetti alla mano, infatti, Loredana Costanza e Piera
De Marca - sotto lo sguardo vigile del sin-
daco
Santarsiero
(che ha assicurato di
donare tutto in beneficenza in caso di
vincita) - hanno continuato a vendere i
biglietti della Lotteria. In tempo di crisi
bisogna inventarsi delle alternative. E
se qualcuno pensava che la festa sarebbe
stata intaccata dalla crisi si sbagliava:
l’entusiasmo, infatti, è alle stelle.
ant. g.
IL MEMORIAL ALLA “VITO LEPORE”
La grande emozione ricordando Edmondo Landi e Gigi Chiriaco
IL ricordo struggente e commosso di due
personaggi popolari e amatissimi tra gli
sportivi di Potenza, un dvd che ha raccontato i passi salienti della carriera di
Edmondo Landi e la vita di Gigi Chiriaco.
“Gigi & Eddy” questo il titolo del memorial di pallacanestro svoltosi ieri pomeriggio presso la Palestra Vito Lepore
di via Anzio.
Prima si è svolta una partita tra due
formazioni giovanili, successivamente
sono scesi in campo gli amici di Gigi &
Eddy e i Portatori del Santo, veri e propri
promoter dell'iniziativa, inserita nell'ambito del Maggio Potentino. Amici,
compagni di squadra, semplici appassionati si sono dati appuntamento per una
sfida il cui risultato ha avuto ovviamente
un risvolto simbolico. Antonio Statuto,
Alessandro Galella, Giampiero Nicastro,
Stefano Tripputi, Vincenzo Bochicchio,
Andrea Romano, per i Portatori del Santo, Leo Chiriaco (fratello di Gigi), Carlo
Padulosi, Christian Femminini, Gerardo
Esposito, Salvatore Molinari per gli amici di Gigi & Eddy.
Le due squadre e gli
arbitri Loscalzo e
Larocca
I primi in maglia rossoblu, i secondi in
canotta gialla hanno dato vita a una sfida
divertente, sotto la guida tecnica di Michele Paternoster e Nicola Bux.
Commosso il ricordo di Gigi Chiriaco e
Edmondo Landi, grazie al dvd realizzato
da Luca Lopomo: forte l’emozione con cui
il video è stato accolto, così come forti sono stati gli applausi scroscianti del folto
pubblico presente alla Vito Lepore, ivi
compreso il presidente della Fip (Federazione Italiana Pallacanestro di Basilicata), Franco Liguori. E sono stati loro, i
giocatori, a ricordare i due appassionati
di basket scomparsi prematuramente.
Da un lato Alessandro Galella: «Oggi - ha
detto - intendiamo ricordare due persone
di sport, due appassionati di basket, ma
soprattutto due brave persone disponibili con tutti. Gigi ed Edmondo hanno spes-
so giocato con noi a morra divertendosi e
dandoci un esempio di vita meraviglioso».
«Sento - ha detto Carlo Padulosi - una
forte emozione che sale sulla mia pelle.
Parlare di Chiriaco e Landi rappresenta
una bella favola di sport e valori sociali e
politici. Ci mancano davvero tanto».
Francesco Menonna
[email protected]
Estratto da: La Nuova del Sud - 29.05.2012
PAG. 11
_Basilicata_
_Primo Piano Basilicata
_
Basilicata Mezzogiorno
Martedì 29 maggio 2012
3
TERREMOTO
Lo sciame sismico, che dall’autunno 2010 ha fatto registrare più di 1400 scosse, è ripreso con un fenomeno di magnitudo 4.3
Il Pollino torna a tremare
Forte scossa nella notte di domenica tra Calabria e Basilicata: cresce la paura tra i cittadini
Rotonda e Viggianello i comuni dove
è stato avvertito di più: gente in strada
Il geologo Cnr: “In atto un processo
deformativo crostale imponente”
di DOMENICO DI SANZO
ROTONDA- Da qualche mese si dormiva
tranquillamente alle
pendici del Pollino. Lo
sciame che dall’autunno
2010 imperversa al confine calabro-lucano sembrava aver esaurito la
sua carica potenzialmente distruttiva e la
gente dopo mesi di paura stava dimenticandosi del terremoto. Poi la
ripresa dell’attività alla
metà di questo mese con
scosse di moderata intensità fino allo “scossone” di domenica notte.
L’evento, di magnitudo
4.3 e profondità 3 km,
si è verificato alle ore
03:06. Attimi di panico
nei centri coinvolti, in
Calabria come in Basilicata. L’epicentro della
scossa “madre” è stato
localizzato nel comune
di Morano Calabro (Cs)
qualche chilometro più
a Sud rispetto alle scosse dello scorso autunno.
I comuni lucani più
coinvolti,dove la gente
si è riversata in strada
impaurita sono Roton-
da e Viggianello. Fenomeno avvertito però in
Basilicata anche a Castelluccio Inferiore e
Superiore,San Severino Lucano, Episcopia e
Latronico. Dall’autunno
del 2010 si sono verificate nella zona più di
1400 scosse di terremo-
to, ma nella nottata di
domenica la tensione ha
raggiunto l’apice. Si è
trattato infatti della
scossa più forte avvertita nella zona dall’inizio dello sciame. Il picco si era toccato nel pomeriggio del 23 novembre 2011 con una scos-
sa di 3.6 gradi Richter.
Ad accrescere il panico
poi si sono aggiunti il
buio della notte e le condizioni atmosferiche
non proprio ottimali.
Nonostante ciò l’altra
notte la stragrande
maggioranza della gente ha dormito in macchi-
na oppure con le porte
aperte. Ieri scuole chiuse soltanto a Morano in
Calabria, mentre nei comuni lucani si è frequentato più o meno regolarmente. Molti genitori, specie dei più piccoli,hanno preferito far
stare a casa i propri figli. Emblematica di nuovo la situazione del plesso scolastico di Rotonda, dove in poco spazio
sono concentrate tutte
le scuole, dalla materna
al liceo scientifico. Il sindaco di Rotonda Pandolfi, da noi intervistato, ha
dichiarato: “Fino ad ora
non abbiamo fatto accertamenti strutturali veri e propri, ma ci sono
pervenute segnalazioni,
specie nelle frazioni situate nei pressi del confine calabrese”. “Non nascondo - ha aggiunto che siamo molto preoccupati per quello che sta
avvenendo da due anni
a questa parte, con più
di 1000 scosse registrate”. “Le strutture situate sul nostro comune però non preoccupano più di tanto perché
sono state messe a norma dopo i terremoti del
1980 e del 1998” ha concluso Pandolfi. L’attività sismica è ripresa a
pieno regime, e dopo la
scossa più forte, nella
giornata di ieri si sono
registrate altre 26 scosse fra cui le più importanti alle ore 03:29 di
magnitudo 2.1, ore
03:32 di M 3.2, ore
07:01 di M 2.2 e 07:14
di M 2.3. Per Carlo Tansi, geologo del Cnr, “sul
Pollino è in atto un
processo deformativo
crostale abbastanza imponente, lo sciame sismico iniziato quasi due
anni fa evidentemente
sta dando segnali di un
incremento dell’energia sismica liberata“.
Comuni dei Centri Operativi Misti di Lauria e Senise e Calabria nei Centri
Operativi Misti di Scalea,
Castrovillari e Trebisacce,
oltre a rappresentanti
delle forze dell’ordine e responsabili della sicurezza
di numerosi istituti scolastici della zona e distribuiti alle Associazioni circa
5000 opuscoli informativi.
Adoggi le verifiche delle pianificazioni di emergenza si sono concluse e
le risultanze sono state illustrate alle rispettive
Amministrazioni comunali nel corso di un incontro tenutosi presso l’Università della Basilicata il
13 dicembre scorso. Il quadro complessivo delle verifiche ha evidenziato una
generale carenza sulla
completezza e qualità delle pianificazioni ed in alcuni casi di totale carenza della stessa, pertanto su
questo tema prosegue
l’attività di sensibilizzazione dei Comuni da parte
della Regione e di supporto tecnico ove richiesto.
Nell’ambito di una generale attività di ridefinizione ed aggiornamento
del modello d’intervento
nazionale facendo seguito ad analoga attività
svolta in Calabria nel
2011 il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, d’intesa con la Regione Basilicata sta sviluppando un’attività di pianificazione che sarà testata
in autunno con un’esercitazione nazionale.
Ma restano “carenze” nelle pianificazioni di emergenza dei Comuni
“Non ci facciamo cogliere impreparati”
Già diverse le attività di prevenzione messe in atto dalla Regione
POTENZA- Lo sciame sismico che sta interessando il Pollino è stato oggetto di numerose attività del
sistema regionale e nazionale di protezione civile.
A partire dal mese di novembre, la Regione, d’intesa con l’Università della Basilicata e l’Amministrazione provinciale ha
infatti avviato una serie di
attività congiunte e sinergiche. In particolare si è
ritenuto utile svolgere
un’attività di informazione ai cittadini sul corretto comportamento da
adottare in caso di evento sismico, di verifica delle pianificazioni di emergenza comunale, di acquisizione di informazioni
speditive delle condizioni
di vulnerabilità di edifici
strategici e scolastici,
nonché di attività esercitative di volontari di protezione civile al fine di ottimizzare le procedure
relative all’eventuale alle-
Sismografi e una
esercitazione della
Protezione civile
stimento di un’area di ricovero della popolazione.
Quanto convenuto è
stato successivamente
concordato con il Dipartimento Nazionale della
Protezione Civile, con la
Prefettura di Potenza e
l’Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata.
Utilizzando il modello
d’intervento attualmente
in uso in regione sono stati coinvolti i comuni afferenti al Centro Operativo
Misto (Com) che in caso di
evento svolgerebbe attivi-
tà di coordinamento dei
soccorsi, e nello specifico
del Com di Lauria.
Con i sindaci dei Comuni del Com di Lauria, nel
corso di una riunione
operativa tenutasi a Rotonda il 28 novembre
scorso, si è concordato di
svolgere più azioni tra loro sinergiche di cui una
a valenza tecnica, presso
ciascun comune da parte
di una apposita task force costituita da gruppi di
lavoro misti di tecnici regionali, provinciali e comunali e con il supporto
tecnico di ricercatori ed
esperti dell’Università della Basilicata, una a valenza informativa, svolta dai
volontari di protezione civile dell’area appositamente formati, e una a valenza esercitativa.
L’attività di informazione ai cittadini si è sviluppata secondo le modalità
definite e testate a livello
nazionale dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile nell’ambito
del progetto “Terremoto io
non rischio” e dall’Istituto Nazionale di Geofisica
e Vulcanologia nell’ambito del progetto “Edurisk”.
Nell’ambito di tali attività sono stati formati circa 200 volontari, appartenenti ad organizzazioni
operanti in Basilicata nei
Estratto da: La Nuova del Sud - 29.05.2012
PAG. 12
_Basilicata_
_Primo Piano Basilicata
_
Basilicata Mezzogiorno
Martedì 29 maggio 2012
7
PUBBLICO IMPIEGO
“Rigore, equità e crescita? Si è visto solo il rigore”. Torluccio: “Equipariamoci al privato, anche con le norme penalizzanti”
Settore pubblico sotto attacco
A Maratea il Consiglio generale della Uil Fpl. Dure critiche al governo Monti
di CARLA ZITA
MARATEA- Oltre 300
delegati della Uil Fpl, arrivati da tutta Italia, ieri hanno affollato la sala convegni
dell’hotel
“Pianeta
Maratea”
dove si è
svolto il primo incontro organizzato per la
riunione
del Consiglio generale del sindacato di
categoria.
Al tavolo
della presidenza il segretario generale Giovanni Torluccio
che ha evidenziato la necessità “di chiedere alla
confederazione uno sciopero di tutte le categorie
della Uil, da estendere anche a Cisl e Cgil, contro
l’assenza di legittimità,
l’ignoranza, la prosopopea, l’inefficienza e il poco senso di responsabilità di questo governo”.
L’incontro di ieri, dunque,
è servito a lanciare nuove proposte e sfide per il
futuro senza risparmiare dure critiche al governo nazionale. La “perla
del Tirreno” ospiterà i
rappresentanti del sindacato anche oggi e domani per una riflessione ed
un confronto aperto sul
settore del pubblico impiego in questo momento “sotto attacco”. A salu-
L’incontro di ieri a Maratea
tare l’assemblea il sindaco di Maratea Mario Di
Trani che ha evidenziato
quanto, nell’attuale contesto di crisi, sia rilevante e difficile il ruolo del
sindacato “in trincea” al
fianco dei lavoratori. Per
ricordare Veronica, la
studentessa uccisa dalla
furia stragista a Brindisi all’ingresso della scuola, i tanti che si sono tolti la vita perché portati alla disperazione dalle difficoltà economiche ed i
terremotati dell’Emilia
Romagna, è stato osservato un minuto di silenzio. Ad introdurre i lavori, in apertura del Consiglio generale, il segretario regionale della Uil Fpl
di Basilicata Antonio Guglielmi che ha evidenziato il valore della tre giorni organizzata a Maratea
I vertici della Uil Fpl
“Riflettere regione per regione
sulla fattibilità delle condizioni
economiche e sul costo della vita. Sì
a contratti regionali o contratti misti”
sottolineando le bellezze
e le difficoltà del territorio lucano. “Sappiamo bene –ha detto- che ci sono
troppe problematiche da
discutere e sappiamo bene che in questo momento si è aperto un fuoco
concentrico sulla pubblica amministrazione, ma
sono sicuro che un appuntamento tanto importante non poteva trovare una cornice più
suggestiva di quella che
abbiamo scelto”. Ricordando le proposte del sindacato per uscire dalla
crisi il segretario regionale della Uil di Basilica-
ta Carmine Vaccaro ha
sottolineato come dei tre
pilastri su cui si dovrebbe impostare l’azione di
governo e cioè “rigore,
equità e crescita ad oggi
si è visto solo il rigore”
mentre “la politica per
prima dovrebbe dare il
buon esempio affinchè ci
sia un vero segnale che
le cose stanno cambiando”. Dopo aver evidenziato i buoni risultati per le
elezione delle Rsu “con
un aumento di consensi
sia nella sanità che nelle autonomie locali”, è stato duro l’attacco del segretario nazionale Tor-
luccio al governo Monti
ed al ministro del lavoro
Fornero che “cerca di stimolare il conflitto sociale, per questo dobbiamo
chiederne la testa. Siamo
stufi delle dichiarazioni
da parte dei vari ministri
e consulenti che vanno
tutte nella stessa direzione: insultare, delegittimare e svilire i lavoratori del
pubblico impiego. Per
non parlare delle assurde dichiarazioni del ministro Fornero sull’auspicio del licenziamento dei
dipendenti pubblici. Il ministro dovrebbe sapere
che i dipendenti pubblici hanno i loro contratti
bloccati già da tre anni,
che hanno inique tasse
sulla malattia, che non
hanno diritto alla tassazione agevolata sul salario accessorio, che per lo-
ro non esiste cassa integrazione né indennità di
disoccupazione e che già
da subito il lavoratore in
esubero, dopo due anni di
mobilità,
perde l’occupazione.
Siamo d’accordo ad
equiparare
il pubblico
ed il privato, ma partendo proprio dalla
modifica
delle norme
penalizzanti a danno
dei dipendenti pubblici”. Annunciata,
inoltre, “la costituzione di
un comitato nazionale
con lo scopo di raccogliere copia dei certificati elettorali di tutti coloro che
non si riconoscono più in
questi partiti ed in questo governo. Il prossimo
14 luglio migliaia di certificati saranno consegnati alle Prefetture ed al
Viminale”. Il segretario
ha, inoltre, la necessità
“di ridiscutere il modello contrattuale in maniera seria perché non può
esserci un contratto nazionale che possa coprire tutto. Dobbiamo riflettere regione per regione
sulla fattibilità delle condizioni economiche di
ciascun territorio e sul costo della vita. Al di là del
contratto base potremmo
pensare a contratti regionali o contratti misti”.
Estratto da: La Nuova del Sud - 29.05.2012
PAG. 13
_Basilicata_
_Primo Piano Basilicata
_
Basilicata Mezzogiorno
Martedì 29 maggio 2012
11
I FATTI DEL GIORNO
In Basilicata da 9 a 4. Protocolli di intesa tra Abi e prefetture
Rapine in banca, in un anno
si sono più che dimezzate
POTENZA- Più che dimezzate le rapine in
banca in Basilicata. Nel
2011, infatti, sono stati
4 i colpi allo sportello effettuati nella regione
contro i 9 del 2010, con
un calo del 55,6%. È questa la fotografia che
emerge dai dati dell’Ossif, il Centro di ricerca
Abi in materia di sicurezza, dai quali risulta un
sensibile calo del fenomeno nelle province lucane
(vedi tabella). Anche a livello nazionale, del resto,
le rapine allo sportello
hanno fatto segnare
un’importante diminuzione, passando da 1.423
nel 2010 a 1.097 nel
2011 (-22,9%), a conferma del trend positivo già
registrato negli ultimi
anni: dal 2008 ad oggi,
infatti, i colpi si sono dimezzati. In calo del
20,1% anche il cosiddet-
POTENZA- Il fenomeno
delle frodi creditizie, che
si realizza mediante furto
di identità e la conseguente richiesta di credito utilizzando illecitamente dati identificativi altrui
o creando delle false identità, in Italia conferma avere dimensioni preoccupanti e, soprattutto, essere in costante evoluzione.
Dalle evidenze contenute
nell’ultima edizione dell’Osservatorio Crif-MisterCredit sulle frodi creditizie emerge che, nel 2011,
in Basilicata si sono verificati circa 200 dei circa
22.100 casi rilevati in Italia, con un ‘bottino’ medio
di 5.600 euro. Questo dato risulta oltremodo significativo se si considerano
la forte contrazione del numero di finanziamenti richiesti dalle famiglie (-19%
I dati della regione
L’andamento delle rapine consumate negli ultimi 10 anni
to indice di rischio - cioè
il numero di rapine ogni
100 sportelli in Italia che è passato da 4,1 a
3,3, il valore più basso registrato negli ultimi
venti anni. In Basilicata,
negli ultimi tempi, le for-
ze dell’ordine hanno inferto un duro colpo con
il fermo di alcuni malviventi provenienti dalle
vicine Campania e Puglia. Diminuisce anche
il bottino medio per rapina, sotto i 23 mila eu-
ro, ed in particolare il
bottino complessivo che
è passato da 33,7 milioni di euro nel 2010 a
25,1 milioni nel 2011 (25,5%): si tratta dell’ammontare più basso
registrato negli ultimi
venti anni. L’indagine è
stata presentata oggi al
convegno Abi ”Banche e
Sicurezza”, la due-giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in
banca che si chiude domani a Palazzo Altieri.
Con riferimento alla collaborazione con le Forze dell’ordine, è stato rinnovato il Protocollo d’Intesa per la prevenzione
della criminalità in banca tra Abi, Banche e Prefetture. La nuova versione dell’accordo prevede
il rafforzamento delle
misure di sicurezza anticrimine adottate in
I consigli dell’Osservatorio Crif per evitare brutte avventure per i risparmiatori
Frodi creditizie, 200 casi nell’ultimo anno
Furto d’identità con un “bottino” medio di 5.600 euro
Le medie lucane
i mutui ipotecari e -4% i
prestiti - fonte Crif) ma, soprattutto, il fatto che le rapine a danno degli istituti di credito italiani nello
stesso periodo sono state
complessivamente circa
1.100. Entrando nel dettaglio, Potenza è stata la
provincia della Basilicata
nella quale si è registrato
il maggior numero di casi, che la pone al 40° posto assoluto di questa poco invidiabile classifica su
base nazionale, mentre
Matera si è posizionata al
79°. Ma se consideriamo
la classifica per incidenza
dei casi di frode rispetto al-
Assostampa, nuovo Consiglio direttivo
votato domenica dai giornalisti lucani
POTENZA- Rinnovati
gli organi dirigenti dell’Associazione della
Stampa di Basilicata
per il triennio 20122015. Nella giornata di
domenica scorsa, nei
due seggi istituiti a Potenza e Matera, si sono
recati alle urne 98 giornalisti (69 professiona-
li e 29 collaboratori). Nel
nuovo Consiglio Direttivo sono stati eletti i
professionali Fabio
Amendolara (34 voti)
Umberto Avallone (39
voti), Antonio Coronato
(36 voti), Davide De Paola (31 voti), Giuseppe
Fiorellini (31 voti), Francesco Martina (22 voti),
e Luca Mennuni (23
voti), e i collaboratori
Mariateresa Labanca
(15 voti) e Donato Mastrangelo (13 voti). I professionali Angelo Oliveto (40 voti) e Antonio Savino (14 voti) e il collaboratore Giovanni Martemucci (30 voti) compongono il nuovo Colle-
gio dei Revisori dei Conti. Il collegio dei probiviri è formato dai professionali Antonella Inciso
(38 voti) e Giovanni Rivelli (15 voti), e dal collaboratore Giuseppe
Vinci (37 voti).
banca. “In tema di sicurezza - ha detto il vice
Presidente dell’Abi Giovanni Pirovano, in apertura del convegno – si
stanno ottenendo risultati importanti, anche
grazie alla sempre più
stretta collaborazione
tra banche, Istituzioni e
Forze dell’ordine. In questa direzione, il protocollo firmato oggi contiene
alcune importanti novità che, a Roma come in
tutte le altre province dove l’accordo è già operativo, contribuiranno a
rendere ancora più sicuri gli sportelli”.
la popolazione residente in
provincia, Potenza si è collocata al 29° posto assoluto.
Anche in termini di importo medio più elevato, in
regione il record è toccato da Potenza, con ben
6.312 euro, seguita da Matera con 5.276 €. Il ragguardevole impatto economico di questo fenomeno
criminale è confermato dal
fatto che 1 frode su 4 ha
prodotto un bottino superiore a 10.000 Euro. Sono
però state quelle di importo inferiore ai 3.000 € ad
aver fatto registrare l’incremento più consistente,
con un +10% rispetto all’anno precedente, anche
perché i finanziamenti di
piccolo importo, specie se
erogati non allo sportello
ma presso esercenti e
punti vendita, sono quelli che si caratterizzano per
tempi di erogazione più rapidi e controlli meno sofisticati. Qualche consiglio
utile per evitarle
1) Non rispondere a e-mail
che richiedono i tuoi dati personali o le tue credenziali
2)Distruggi tutta la documentazione che riporta i tuoi dati personali prima di cestinarla
3) Proteggi accuratamente i
tuoi documenti da occhi indiscreti
4) Aggiorna sempre il sistema di antivirus del tuo pc
5) Prima di fornire i tuoi dati online, verifica sempre l’attendibilità e la sicurezza del sito web
Scarica

Mosse per superare il Patto di stabilità