EFFETTI DELL’ IMPOSTA SULLE SOCIETA’ SULLE
SCELTE DI INVESTIMENTO E SULLE MODALITA’ DI
FINANZIAMENTO
Imposta societaria e investimenti
Il punto essenziale è che l’imposta influenza il rendimento lordo del
capitale investito e quindi aumenta il costo del capitale, cioè le
remunerazione lorda che occorre garantire al finanziatore per indurlo
ad investire. Tale aspetto modifica le scelte di investimento della
società?
Per capire gli effetti delle imposte sugli investimenti occorre:
1) Confrontare il livello ottimale degli investimenti prima e dopo
l’introduzione dell’imposta
2) distinguere tra:
• finanziamento azionario
• finanziamento con debito.
Ipotesi:
• produttività marginale decrescente dell’investimento
• costo del capitale costante
Notazione di riferimento
I = valore unità di investimento
i = costo del capitale (tasso di rendimento che occorre garantire ai
finanziatori)
R = ricavi
CV = costi variabili
A = I = ammortamenti ( = quota di deprezzamento fisico
dell’investimento)
(I) = R – CV = rendimento dell’investimento al netto dei costi variabili
iI = oneri finanziari (costo del capitale X valore del capitale investito)
I profitti di impresa, in funzione degli investimenti saranno pari a
P = (I) - I - iI
IPOTESI 1) finanziamento con debito;
In assenza di imposte il livello di
Investimento ottimale è I*, livello per
cui ’ -  = i.
Il Profitto dell’impresa è
rappresentato dal triangolo ABC
'
A
C=i
Profitto
B
( ' )
I*
I
Esempio nel discreto: impresa che effettua investimenti in successione
(importo unitario pari a 100).
Costi variabili e ammortamenti sono entrambi costanti
Ricavi decrescono all’aumentare del capitale impiegato
Finanziamento con debito (prestiti bancari o emissione di obbligazioni)
Assenza di imposte
 (R-CV)/ I
( (R-CV)- A)/I
Costo del capitale = i tasso di interesse di mercato = 5%
L’impresa investirà fino alla 4 unità (profitto =0)
Analiticamente:
P = R-CV- A - OF
( (R-CV)- A - iI )/I
In presenza di imposte:
IPOTESI: piena deducibilità interessi passivi
obiettivo = max profitto (R-CV- A - OF)(1-t)
Derivando rispetto a I
Il profitto è massimizzato quando:
’ -  = i come nel caso di assenza di imposte
L’imposta riduce il rendimento marginale al netto degli
ammortamenti e il costo del capitale nella stessa proporzione (1-t)
Problemi per la neutralità:
- deducibilità degli interessi passivi sul capitale preso a prestito
- trattamento fiscale della remunerazione del capitale di rischio
• L’imposta sui profitti riduce il rendimento
netto dell’investimento (la retta ’-  ruota)
• La piena deducibilità degli interessi passivi
riduce della stessa proporzione il costo
effettivo del finanziamento (da i a i’). CC’B’B
= risparmio sul debito
• Riduzione rendimenti inframarginali: Profitto
= A’C’B’< Profitto ACB senza imposte
'
A
A’
B
C=i
C’=i’= i(1-t)
( ' )
B’
I*
( ' )(1  t )
I
Finanziamento con debito
1) Deducibilità totale degli interessi
P   ( I )  I  iI (1  t )
( ' )(1  t )  i (1  t )
( ' )  i
 NEUTRALITA’
2) Deducibilità parziale degli interessi
P   ( I )  I  iI  t ( ( I )  I  iI )
0    1 percentual e di deducibili tà
 '  i  t ( '  i )  0
i (1  t )
 ' 
1 t
(1  t )
 1
1
1 t
 NO NEUTRALITA’
In presenza di interessi non completamente deducibili
l’equilibrio è raggiunto solo con un rendimento
marginale maggiore che in assenza di imposte, cioè
con minori investimenti.
'
A
( ' )(1  t )
1  t
( ' )
A’
B
C=i
C’=i’= i(1-t)
I’*
I*
( ' )(1  t )
I
Finanziamento con azioni
L’impresa max P dato il vincolo di garantire al sottoscrittore di azioni un
rendimento marginale (r ) uguale a quello ottenibile da altre forme di
impiego del risparmio, tipicamente obbligazioni (i).
max ( ( I )  I )(1  t )  I  
max ( ( I )  I )(1  t )  iI 
( ' )(1  t )  i  
( ' )
i
i(1-t)
( ' )(1  t )
B’
B
I’*
I*
I
Neutralità se:
1. deducibilità del costo di finanziamento in conto capitale
P   ( I )  I  I (1  t )
 '    i
Neutralità: rendimento del capitale impiegato dall’impresa
(debito o rischio) deve essere tassato in modo uguale (o
stessa aliquota, o no deduzione)
 alle imprese converrà finanziare i propri investimenti
ricorrendo al debito piuttosto che al capitale proprio 
sottocapitalizzazione imprese
NOVITA’ DEL DECRETO SALVA ITALIA – DICEMBRE 2011 – ACE: AIUTO
CRESCITA ECONOMICA
agevolazione per i soggetti IRES:
► le società di capitali (Spa, Sapa, Srl, cooperative e società di mutua assicurazione,
nonché società europee di cui al regolamento (CE) n. 2157/01 e società cooperative
europee di cui al regolamento (CE) n. 1435/03, residenti nel territorio dello Stato);
► enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché trust, che hanno per oggetto
esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
► stabili organizzazioni in Italia di società ed enti ex art. 73, comma 1, lett. d), TUIR,
ossia enti pubblici e privati nonché trust, con o senza personalità giuridica, non
residenti nel territorio dello Stato.
OBIETTIVO:
• Incentivare il rafforzamento della struttura patrimoniale delle società
STRUMENTO
• deduzione sul reddito di impresa pari al 3% (fino al periodo di imposta in corso al
2013) degli incrementi di capitale proprio.
EFFETTO
• Riequilibrio nella convenienza, da parte delle imprese, tra il ricorso al debito e il
ricorso a capitale proprio  neutralità nelle scelte di finanziamento
Riguardo all’applicazione dell’agevolazione ai soggetti IRES, secondo quanto previsto
dal decreto in commento:
► rilevano come elementi positivi della variazione del capitale proprio ai fini della
determinazione dell'Ace i conferimenti in denaro tra cui anche le rinunce
incondizionate dei soci alla restituzione di crediti verso la società;
► tra gli accantonamenti di utili a riserve avranno rilevanza anche le riserve legali
così come le riserve indivisibili effettuate dalle cooperative e dai loro consorzi;
► le eccedenze di quote Ace calcolate dalle singole società partecipanti alla
tassazione di gruppo possono essere trasferite alla cosiddetta "fiscal unit" che potrà
utilizzarle fino a concorrenza del reddito complessivo globale del gruppo
VANTAGGI ACE
• calcolo progressivo nel tempo, per cui non solo il rendimento nozionale
dell’incremento del capitale proprio genera ogni anno il risparmio (per i primi
tre anni del 3%), ma il risparmio si incrementa con la corresponsione di nuovo
capitale proprio.
• Ai fini ACE il capitale proprio di partenza per la determinazione dell’incremento
successivo è il dato del bilancio al 31.12.2010, quindi in ogni successivo esercizio
si opererà il confronto sempre con il patrimonio netto 2010.
La norma prevede anche:
► un regime semplificato di accesso all'Ace per i soggetti Irpef;
► alcune precisazioni sulle riserve legali, che rileveranno per i soggetti Ires;
► applicazione dell’ACE per le imprese che hanno optato per la tassazione di
gruppo o per la trasparenza;
► condizioni antielusive.
IMPRESE INDIVIDUALI E LE SOCIETÀ DI PERSONE (regime di contabilità ordinaria)
meccanismo di accesso all'Ace semplificato: si assume come quota agevolabile agli
effetti dell'Ace il patrimonio netto risultante al termine di ciascun esercizio. In
questo modo tutto il patrimonio netto contabile costituirà la base su cui applicare il
rendimento nozionale. In sostanza poco importa se si tratti di capitale di vecchia
formazione (cioè risultante dall'esercizio 2010) ovvero di nuova formazione, anche
derivante da apporti in natura.
Esercizio 1 - IRES
La società Beta, nel corso del 2014 ha ottenuto i seguenti
risultati:
• Ricavi per 200.000 euro
• Interessi su titoli di Stato per 3.000 euro
Nel corso dello stesso anno la società ha sostenuto costi di
produzione per 160.000 euro, di cui:
• Ammortamenti per 2.000 euro
Infine la società ha pagato interessi passivi per 13.000 euro.
Calcolare la base imponibile IRES e l’imposta dovuta
Esercizio 2 - IRES
La Società ALPHA nel 2014 ha conseguito ricavi per 400.000
euro e ha effettuato le seguenti operazioni:
- acquisto di materie prime: 150.000
- corresponsione di salari: 100.000
- corresponsione di compensi per prestazioni liberoprofessionali: 5.000
- acquisto di beni di investimento (coeff. di ammortamento
ordinario 20%): 25.000
- pagamento di interessi passivi: 10.000
Si calcolino la base imponibile e il debito d’imposta IRES per il
2014.
Esercizio 3 – IRES
La società per azioni Beta ha conseguito nel 2014 i seguenti
redditi:
- ricavi: 4.000
- dividendi da partecipazioni qualificate in società italiane: 100
- interessi su titoli di Stato: 20
- interessi passivi: 1.200
Nello stesso anno ha inoltre sostenuto spese per acquisto di
beni intermedi per 200 e per stipendi di 180. L’anno
precedente aveva acquistato macchinari per 100 (coeff. di
ammortamento ordinario 15%).
Si calcolino per l’impresa Beta:
a) la base imponibile IRES per il 2014;
b) il debito di imposta IRES per il 2014.
4. Imposta societaria e imposta personale
Nel Paese X vige un’imposta societaria con aliquota t = 30% ed
un’imposta personale con aliquota tP = 20%. Nell’anno corrente,
l’impresa Beta, operante in X, ha prodotto utili (U) per 200,
distribuendone tra i soci una percentuale d.
Si calcoli il carico fiscale complessivo nei seguenti casi:
a. Sistema classico
- In caso di distribuzione totale degli utili (d=1)
- In caso di ritenzione totale degli utili (d=0)
b. Integrazione completa degli utili di impresa nella base imponibile
personale
c. Esenzione totale
d. Credito d’imposta totale
- In caso di distribuzione totale degli utili (d=1)
- In caso di ritenzione totale degli utili (d=0)
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