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Giornalino dell’ I.C. Mater Domini di Catanzaro
Anno scolastico 2013-2014
Sito: www.icmaterdominicz.gov.it ; E-mail [email protected]
Sommario:
Pagine di diario: ritorno Pag.2
a scuola
Un anno difficile
È finito da poco l’anno
scolastico e all‟I.C. Mater
Domini si ripresentano i
problemi di sempre. Quest‟anno è stato un anno
travagliato, vuoi per l‟assenza del Dirigente Scolastico per motivi di salute,
vuoi per i numerosi problemi di gestione di una
scuola di 1300 alunni circa, fortemente caratterizzata per la qualità di una
offerta formativa che da
anni la contraddistingue.
Per chi non ne fosse ancora al corrente, l‟anno
scolastico appena concluso si è caratterizzato per
l‟accorpamento al nostro
Istituto anche dell‟Istituto
comprensivo di Gagliano.
Riassumere in poche battute quello che è accaduto
nello spazio di circa 200
giorni di scuola è praticamente impossibile. C‟è da
fare qualche semplice
considerazione, un altro
anno scolastico è passato,
è stato un anno intenso,
un anno molto faticoso, un
anno in cui grazie anche
alla dott.ssa Macrillò reggente pro tempore fino ai
primissimi giorni di marzo,
tutto è andato liscio perché con il suo garbo ha
saputo unire le anime dei
due istituti accorpati ha
saputo mediare con docenti e genitori fino a
quando non è rientrata la
dott.ssa Cannistrà, titolare
della sede, assente da
circa un anno per motivi di
salute.
Il rientro della nostra Dirigente ha dato nuovo impulso e nuova vitalità a
tutti gli operatori del nostro
istituto. In estrema sintesi
possiamo dire che l‟anno
trascorso, anche se travagliato, ha lasciato in chi ha
operato fra mille difficoltà,
la convinzione di aver
speso bene il proprio tem-
la festa dell’albero
Pag.3
Razzismo e diversità:
nelson Mandela
Pag.5
Progetto legalità
Pag.6
Progetto Gutenberg
Pag.12
Il giorno della memoria
Pag.13
I diritti delle donne
Pag.14
Dedicato al mio papà
Pag.15
La nostra aula botanica
Pag.17
XIX giornata della memoria e dell’impegno in
ricordo delle vittime
delle mafie.
Pag.18
Giardino di orticole a
scuola
Pag.20
XI Giornata Nazionale
del Giardino
Pag.21
Pasqua
Pag.22
La fattoria didattica del
miele
Pag.23
Progetto Scuole Associate UNESCO rete Italia
Pag.24
Alla scoperta dei vigili
del fuoco
Pag.26
Un ringraziamento particolare
Progetto Unesco
Pag.27
ad
Visita guidata a Reggio
Calabria
Pag.28
Dedicato alla mamma
Pag.29
Viaggio d’istruzione
Pag.30
Finisce la scuola prima- Pag.32
ria ricordi e propositi
Educazione ambientale
Pag.33
ACQUA LEO
che sostiene sempre le iniziative
della nostra scuola
po e di aver come sempre, dato agli alunni e alle
famiglie un servizio abbastanza soddisfacente. Alla
fine dell‟anno scolastico,
però, la dott.ssa Cannistrà
rientrata in sede da pochi
mesi, oltre all‟onere di gestione di una scuola molto
complessa, si è trovata
nelle condizioni di doversi
rapportare, ancora una
volta, come due anni fa,
con i genitori dell‟istituto
che ancora una volta confondono le competenze
della scuola e le competenze dell‟Amministrazione Comunale, per ciò che
riguarda la mensa scolastica.
Deve essere chiaro per
tutti che il problema mensa non è il Dirigente Scolastico, a doverlo risolvere
ma è una competenza
specifica dell‟Amministrazione
Comunale. Nulla
deve essere chiesto ai
Dirigenti scolastici e tantomeno alla nostra che, per
risolvere problemi della
scuola, è sempre in “prima
linea”. Le scuole non sono
stazioni appaltanti, né lo
Stato Centrale ha dato
delega di gestione delle
mense ai Dirigenti scolastici. Lo Stato demanda
agli enti locali Comuni,
Province e Regioni la gestione dei servizi essenziali relativi alla Pubblica
Istruzione e la mensa scolastica è una di questi.
Il gruppo di redazione.
Pagina 2
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PAGINA DI DIARIO: RIPENSANDO ALLE VACANZE ESTIVE
a cura della III B plesso L. D’Errico
Caro diario,
io amo il mare perché posso fare
tanti giochi. Quest‟anno, quando ero
al mare, mi sono successe tante
cose. La cosa più rischiosa che mi è
successa è che stavo affogando
nell‟acqua del mare. Grazie a Dio
vicino a me c‟erano i miei cugini più
grandi. Dopo questa brutta esperienza mi sono fatto coraggio e piano
piano ho imparato a nuotare. Ho
nuotato tanto, ho giocato con i miei
amici Matteo e Marco e mi sono divertito un mondo, infatti sono rimasto
tutto il giorno in acqua.
Quest‟estate mi sono proprio davvero divertito.
Sini Jonathan
quando ero al mare mi sono successe tante cose, la più bella è che
sono diventato abile a nuotare. Mi
sono allontanato da solo a largo con
un canotto e ho dovuto sbattere i
piedi con tanta forza per raggiungere
la riva.
Un giorno il mare era agitato e uno
dei miei amici è stato travolto dalle
onde, infatti è uscito dall‟acqua con il
costume abbassato.
Sono anche andato a Capo Colonna
e ho osservato resti storici sia all‟aperto sia dentro il museo. Ho così
imparato che la mia città ha ospitato
i grandi uomini dell‟antica Grecia.
Sulla spiaggia ho giocato a calcio, a
bocce e a scavare buche profonde.
Luca Errico
...al mare mi diverto davvero tanto e
faccio tante cose. Ho visto con la
maschera un vero delfino e anche
uno squalo; al mare ho imparato a
fare la ruota sott‟acqua e a pescare
alici e gamberetti, che ho anche
mangiato.
Sulla spiaggia ho fatto un falò e ho
anche costruito un castello di sabbia.
Guzzo Giuseppe
...io amo il mare perché posso divertirmi facendo tante cose. Quest‟anno
...preferisco il mare perché posso
fare tanti giochi. Al mare mi sono
successe tante cose: ho imparato ad
andare sott‟acqua e a nuotare senza
braccioli. Nel mese di Agosto ho visto le meduse. Mio padre è andato
al largo e ha visto un pesce lungo
quasi venti metri e la mia amica Giulia ha pescato un calamaro. Mi sono
divertita un mondo.
tanti giochi. Quest‟anno, quando ero
al mare, mi sono successe tante
cose: ho conosciuto nuovi amici, ho
fatto tanti bagni, ho giocato a carte
con tutti i miei amici, sono anche
andata sul gommone di mio padre e
siamo arrivati fino a Soverato dai
miei cugini. Certe volte in spiaggia ci
mangiavo e facevamo anche il
“Karaoke”, mio padre cantava sempre. Io stavo spesso in acqua con la
tavola a motore che mi hanno comprato i miei genitori.
Serena Curto
Ambra Antolini
...io amo il mare perché posso fare
LA GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE
di Magdalena Gigliotti III B scuola primaria L. D’Errico
Ieri, 16 Ottobre, si sono svolte diverse attività sul tema della fame nel
mondo.
Con la LIM abbiamo usato un programma scaricato da Internet: abbiamo eseguito una lettura e dei giochi
interattivi.
La lettura riguardava alcuni alunni
stranieri che parlavano dei “cibi” tipici
dei loro paesi di provenienza.
Alla fine della lezione abbiamo visto,
sempre alla LIM, il video musicale di
“HEAL THE WORLD” di Michael Jackson.
La canzone, che abbiamo anche imparato a cantare ha una bella musica e
delle parole piene di significato. Il vi-
deo ci mostra invece immagini toccanti, che ci hanno fatto riflettere sulla
sofferenza di molti bambini che soffrono per la fame, la guerra, le malattie o
per il fatto di non avere più i genitori.
La canzone e il video, con le sue immagini toccanti, mi hanno fatto diventare gli occhi lucidi e mi sono commossa, soprattutto nella parte finale
del video, quando i bambini hanno
alzato le candele e hanno iniziato a
pregare.
Perciò penso che nessuno dovrebbe
morire di fame e che in nessuna parte
del mondo ci dovrebbero essere persone che soffrono.
Disegno di Alice Lamanna
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Una scuola grande come il mondo
di Gianni Rodari
C'è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri e professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.
Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così...
Si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a voler bene e perfino
ad arrabbiarsi.
Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno puo' fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti,
e riposare un pochino.
Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che si sa già.
Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso!
Il perché di una corretta alimentazione
A cura della IV A L. D’Errico
Quante volte avete sentito i brontolii nello stomaco
o avete esclamato: “ho fame!” e subito dopo avete
mangiato un frutto o una merendina?
Nel mondo ci sono 925 milioni di persone, su una
popolazione complessiva di oltre 7 miliardi, che soffrono la fame.
Tutti abbiamo bisogno del cibo che ci da energia e ci
fornisce le sostanze nutritive, di cui il nostro corpo e
la nostra mente hanno bisogno per crescere, svilupparsi. Così potremmo condurre una vita sana ed attiva, avere una dieta varia, con gli alimenti giusti che
forniscono proteine, vitamine e minerali.
Si parla di cattiva alimentazione quando non si mangia a sufficienza (sotto alimentazione), quando si
mangia cibo povero di importanti vitamine o minerali
(malnutrizione) o quando si mangia troppo e male
(rischiando l’obesità).
Celebrata nel plesso Laura D’Errico il 5 dicembre insieme a
Corpo Forestale dello Stato e Legambiente
La Giornata Nazionale dell’Albero
SOLIDALI CON LA NATURA
di Raffaele Greco classe V A
La gente continua ad inquinare il
paesaggio con rifiuti che potrebbero
essere riutilizzati in modo più appropriato. Nelle periferie delle grandi
città d‟America alcuni ragazzi hanno
colto l‟occasione per guadagnare
qualche dollaro raccogliendo lattine
vuote per poi rivenderle. Mi stupisce
e mi impaurisce pensare che finché
un piatto di plastica si decomponga
ci vogliono cento anni, cosi come i
mozziconi di sigaretta, che addirittura potrebbero incendiare il paesaggio. C‟è gente che rispetta il mondo
circostante, ma c‟è anche gente che
non lo fa. Molti ragazzacci distruggono o imbrattano monumenti storici,
con bombolette di tanti colori e, se
venissero scoperti, verrebbero addirittura mandati in prigione. Da alcune
indagini è emerso che per i senza
tetto e i barboni trovare un cassonetto è come trovare un tesoro, perché
all‟interno riescono a trovare del cibo
e in casi più estremi ci dormono.
Grande rispetto meritano gli Indiani
d‟America di 150 anni fa, i quali rispettavano il territorio come se fosse
la loro madre, mai sfruttando la natura, al contrario di come fa invece la
maggior parte di persone al giorno
d‟oggi.
Non possiamo dimenticare che la
natura è fondamentale per vivere:
pensiamo all‟ossigeno, ai frutti, agli
animali selvatici e al piacere che
possono dare paesaggi incantevoli
ai nostri occhi.
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L’importanza degli alberi
di Magda Gigliotti classe III B
Gli alberi sono indispensabili per la
nostra sopravvivenza. E‟ a loro che
dobbiamo la vita di uomini e animali.
Gli alberi ci permettono di respirare
aria pulita, ottenuta attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana
che trasforma l‟acqua e l‟anidride
carbonica in ossigeno, utilizzando
l‟energia proveniente dai raggi solari
che colpiscono le foglie.
Le radici degli alberi sono necessarie per trattenere il terreno e per assorbire l‟acqua in eccesso, limitando
così le frane.
Dagli alberi si ricava la carta e il carDisegno di Jennifer Raso III B tone che usiamo tutti i giorni a scuola e a casa sotto forma di quaderni,
Ogni anno il 21 novembre
celebriamo gli alberi e il loro
indispensabile
contributo
alla vita.
Essi assorbono anidride
carbonica restituendo ossigeno, proteggono la biodiversità, hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Insieme ai giovani e giovanissimi studenti di tutte le
scuole italiane bisogna mettere a dimora giovani alberi
per fare più belle e verdi le
nostre città.
Disegno di Giulia Sinopoli III A
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libri, scatole, tovaglioli giornali ecc.
Gli alberi ci danno anche la legna
da ardere nei caminetti e nelle stufe,
così possiamo riscaldarci in inverno.
Dagli alberi si ricava il legno per fare
i mobili che fanno belle le nostre case.
Gli alberi poi ci danno fiori e frutti.
Alcuni alberi da frutto sono ad esempio il melo, il pero, il caffè, il noce, il
susino, il ciliegio, il mandarino e tanti
altri.
Grazie a questi alberi possiamo
mangiare frutta fresca di stagione,
oppure possiamo fare delle belle
marmellate. Gli alberi infine ci regalano tanta ombra fresca per difenderci dal caldo. Gli anni di un albero
si contano con segni circolari visibili
sul tronco reciso.
Come sarebbe la nostra vita
senza alberi? Sicuramente
più grigia, più inquinata, più
rumorosa.
Per sottolineare l'importanza delle piante, non solo negli equilibri globali ma anche nella vita di tutti i giorni,
sin dalla fine dall’antichità
viene celebrata annualmente la Festa degli alberi, che
trova il suo momento più
simbolico nell’innesto di
nuove piante nel terreno.
Disegno di Francesca Cosentino III A
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THE TREE DAY
RADICI = roots
TRONCO = trunk
CORTECCIA = bark
RAMI = branches
FOGLIE = leaves
GEMME = gems
FIORI = flowers
FRUTTI = fruit
Disegno di Giulia Natali III B
Disegno di Giorgia Tallarico III B
DIVERSITA’ = RAZZISMO?!?
di Valentina Fratto V A Scuola primaria Laura D’Errico
Nel mondo ci sono moltissime persone che non comprendono il fatto
che tutti quanti siamo fratelli, figli di
un unico Padre e, soprattutto, che
non ci sono distinzioni.
A volte ci lasciamo condizionare dal
fatto che una persona abbia un carattere differente dal nostro, un difetto particolare, una malattia o un colore di pelle diverso dal nostro.
Spesso si considerano queste persone diverse e capita anche di ridere
di loro. Ma il mondo è appunto bello
perché c‟è diversità fra la gente: una
bambina castana è uguale ad una
bambina nera, a una bionda, ad una
disabile o ad una malata.
Purtroppo non tutti la pensano così,
e dovremmo renderci conto che questi “particolari” fanno parte della vita,
siamo tutti esseri umani e non cose
o animali, che pur meritano il rispetto
di tutti.
Spesso le persone che vengono
“escluse” dalla vita sociale sono proprio quelle di colore. Secondo me le
cose che dovrebbero contare nella
vita sono ben altre e bisognerebbe
non fermarsi mai solo all‟apparenza.
Essere liberi non significa
solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un
modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri.
Nelson Mandela,
paladino dei diritti umani
di Gianmario Collia V A Scuola primaria Laura D’Errico
Nelson Mandela è stato il leader
del Sudafrica e, per tutta la vita, ha
combattuto il razzismo.
È morto il 5 dicembre 2013, a 95
anni, dopo mesi di sofferenza, entrando nella storia come simbolo di
giustizia sociale e libertà.
Nel 1993 gli venne conferito il Premio Nobel per la pace e nel 1947,
dopo 27 anni di carcere, divenne il
presidente del Sudafrica.
Il messaggio che ha diffuso è che
nessuno è nato schiavo, né padrone,
che tutti siamo nati liberi e siamo
fratelli e che nessuno merita di vivere nella miseria.
Il mondo sarà sempre grato a Mandela per aver realizzato il miracolo
politico di sconfiggere il razzismo e d
aver contribuito a liberare e tenere
unita una nazione, che era stata attaccata dalla più radicale delle ingiustizie: l‟apartheid che costringeva i
neri a vivere separati dai bianchi.
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Progetto ”Io Tu Noi e… le regole dello Stato Italiano”
Breve sintesi del percorso di educazione alla legalità effettuato dalle classi V B e V A
del plesso T. Campanella.
Siamo partiti con due domande alle quali ognuno di noi ha dato una risposta . Per capire quali sono i nostri
diritti, ma anche i nostri doveri
1. Cosa possiamo fare noi ragazzi a casa e a scuola.
2. Cosa non possiamo fare noi ragazzi a casa e a scuola.
ci ECCO LE NOSTRE RISPOSTE:
COSA SI FA
A CASA
A SCUOLA
SI AIUTA LA MAMMA QUANDO NE HA BISOGNO
SI ASCOLTA LA MAESTRA
SI RISPETTANO IN CASA E FUORI LE PERSONE
SI SALUTA QUANDO SI ENTRA IN CLASSE
ADULTE
CI SI COMPORTA BENE A TAVOLA
SI ARRIVA PUNTUALI A SCUOLA
SI CURA LA PROPRIA IGIENE PERSONALE
SI CHIEDE IL PERMESSO PER PARLARE
SI OBBEDISCE AI PROPRI GENITORI
SI CHIEDONO SPIEGAZIONI ALLA MAESTRA QUANDO
SI RISPETTANO LE PIANTE DELLA MAMMA
NON CAPIAMO I COMPITI
SI RISPETTANO I COMPAGNI
SI STA COMPOSTI SULLA SEDIA
SI RISPETTANO LE REGOLE DEL LABORATORIO INFORMATICO
SI RISPETTA IL REGOLAMENTO DI CLASSE
COSA NON SI FA
A CASA
A SCUOLA
GUARDARE LA TV MENTRE SI MANGIA
ANDARE CONTINUAMENTE IN BAGNO
DISTURBARE I VICINI
LITIGARE CON I COMPAGNI
ALZARSI DA TAVOLA PRIMA CHE TUTTI FINISCA-
RISPONDERE MALE ALLA MAESTRA
NO
SALTARE SUI DIVANI O GIOCARE A PALLA IN CA-
CHIACCHIERARE DURANTE LA SPIEGAZIONE
SA
URLARE IN CASA
INTERROMPERE CONTINUAMENTE
DIRE PAROLACCE
COPIARE DAI COMPAGNI
STARE CONTINUAMENTE ALLA TV
GRIDARE O LANCIARE OGGETTI
RISPONDERE MALE ALLE PERSONE ADULTE
CORRERE NEI CORRIDOIO O TRA I BANCHI
USCIRE DA CASA SENZA PERMESSO
PRENDERE LE COSE DEGLI ALTRI
FARE IN CASA GIOCHI VIOLENTI
BUTTARE IL CIBO NELLA SPAZZATURA
LANCIARE GLI OGGETTI DAL BALCONE
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Abbiamo stilato in classe il nostro Regolamento, basandoci su ciò che abbiamo ritenuto
necessario nelle nostre comunità classi
Nel regolamento della classe da noi elaborato ci sono le regole che, a scuola, dovremmo
rispettare sempre per essere alunni educati, rispettosi delle regole e della civile convivenza.
Ma
Noi bambini sappiamo che cos’è una regola? Dove si trovano le regole ?
La regola è una maniera di comportarsi in modo molto diligente e implica un comportamento sempre corretto e civile ovunque.
REGOLAMENTO DI CLASSE
1. Si arriva puntuali a scuola
2. Si saluta quando si entra in classe
3. Si deve portare sempre l’ occorrente
4. Si deve ascoltare chi parla
5. Non si interrompe quando qualcuno parla
6. Si devono rispettare le consegne
7. Si devono rispettare arredi e oggetti scolastici
8. Si aiutano i compagni in difficoltà
9. Si collabora con i compagni
10. Si deve tenere in ordine il materiale scolastico
11. Non si disturba durante la lezione
12. Non si dicono le parolacce
13. Non si disprezza il cibo servito dalla mensa
W LA
SCUOLA
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E per saperne di più
Per saperne di più ci siamo posti delle semplici domande alle quali abbiamo voluto dare delle semplici risposte anche aiutandoci con l’uso del vocabolario…
Che cosa è un regolamento?
Il regolamento è un insieme di norme fissate da organi pubblici o da enti privati che ha lo scopo di
disciplinare certi settori di attività o il proprio funzionamento.
Che cosa è il regolamento della scuola?
È un insieme di regole che ha lo scopo di disciplinare il nostro comportamento a scuola.
Cosa è una regola?
La regola è una norma di comportamento dettata per lo più dalla consuetudine o dall’esperienza.
Che cosa è una norma?
È una regola di comportamento, un modello positivo a cui attenersi.
Che cos’ è una legge?
Una legge è una norma o un insieme di norme che regolano il comportamento morale e sociale degli uomini.
Esempio:
La Costituzione italiana è un insieme di norme che regolano il comportamento dei cittadini.
Quindi è la legge degli italiani.
Che cos’è un comportamento morale?
Il comportamento morale è quello che riguarda la vita pratica dei cittadini considerata come un atto
di scelta tra bene e male, giusto e ingiusto.
Che cos’ è la moralità?
È un insieme di leggi e norme accettate dai componenti di una società e che sono alla base del
comportamento di ognuno.
Chi può fare la regola?
In ogni società le regole sono fatte dagli uomini che rappresentano le istituzioni.
Ma… chi ha fatto le prime regole scritte?
UN PO’ DI STORIA …
A partire dal Paleolitico, ogni comunità si è data delle regole per rafforzare i legami tra i suoi membri e
farli sentire rassicurati e protetti. Le
regole, in un primo momento, vennero tramandate oralmente perché i
gruppi sociali erano poco numerosi,
perciò condividevano le stesse abitudini di vita. Quando le società divennero più grandi e più complesse nacque il bisogno di regolare i rapporti
tra le persone e quindi tramandare le
regole oralmente non bastava più.
La scrittura che era nota inizialmente
con lo scopo di registrare la quantità
delle merci e dei tributi che i cittadini
versavano venne in seguito anche
utilizzata per annotare le norme che
regolavano la vita sociale.
CHI ERA HAMMURABI?
Hammurabi fu il più importante re
di Babilonia, una delle tante cittàstato della Mesopotamia, prima che
diventasse capitale del regno Babilonese. Hammurabi fu un grande condottiero, apparteneva a una tribù
nomade: gli Amorrei che abitavano
nella regione di Amur, a occidente
dell‟Eufrate. Intorno al 1800 a.C. il re
Hammurabi era riuscito a creare un
grandissimo regno, al cui interno
però ogni città conservava la propria
lingua, i propri usi e le proprie tradizioni. Per cercare di unificare tutte
quelle genti, il re Hammurabi introdusse una raccolta di leggi scritte
che oggi conosciamo come il
“Codice di Hammurabi”. In questo
codice fece raccogliere e scrivere su
grandi lastre di pietra tutte le leggi
tradizionali del suo popolo. Le lastre
furono affisse in tutte le città del regno di Babilonia. In questo modo il
re volle che tutti i popoli del suo im-
pero avessero le stesse leggi, che
tutti i cittadini dell‟impero avessero
la possibilità di conoscere le leggi e
di rispettarle. Le leggi, una volta
scritte, restavano sempre uguali e
non cambiavano anche se cambiava il re o il giudice.
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Hammurabi impose a tutte le popolazioni del suo impero le stesse leggi, perciò tutti dovevano osservare
le stesse regole, anche se, il codice
di Hammurabi prescriveva facilmente la morte se il colpevole era
un debole (schiavo o libero senza
soldi), mentre, se si trattava di un
nobile si applicava la legge del taglione, perciò diritti e doveri non
erano uguali per tutti.
Ai bambini delle classi V A e V B del plesso T.
Campanella è stata posta questa domanda:
I diritti sono dei bisogni a cui non è possibile rinunciare, essi sono fondamentali e necessari, ci consentono di vivere serenamente, in pace, nella libertà e nell‟ armonia. I diritti vanno difesi e non vanno
confusi con i capricci. Quali secondo te sono i più
importanti? E qual è l‟organismo internazionale che
si interessa della difesa dei diritti dell‟infanzia?
Ecco le loro risposte:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
il diritto di ricevere un‟ istruzione.
il diritto di avere una casa.
il diritto di avere una famiglia.
il diritto all‟ alimentazione.
il diritto di essere curato.
il diritto di giocare.
il diritto di avere una propria identità.
8. il diritto di avere un nome.
9. il diritto di esprimere la mia opinione.
10. il diritto di avere una nazionalità.
11. il diritto di praticare la mia religione.
12. il diritto ad avere un ambiente pulito.
13. il diritto di essere rispettato nella mia diversità.
14. il diritto di venire al mondo.
15. il diritto di non essere sfruttato.
16. il diritto ad avere un ambiente verde dove poter
giocare.
17. il diritto a non essere rapito né venduto.
18. il diritto a non essere maltrattato.
L’ organismo internazionale che ha il
compito di intervenire in difesa dei diritti dei bambini è l’UNICEF.
ABBIAMO CAPITO CHE….
LA CONVENZIONE DEI DIRITTI DEI
BAMBINI È COME UNO SCUDO
difende da:
1. Lo sfruttamento sul lavoro.
2. Il rapimento e la vendita.
3. I maltrattamenti.
4. L‟abuso e lo sfruttamento sessuale
5. La droga.
6. La tortura.
7. La pena di morte.
8. Comportamenti prepotenti (fatti anche da altri
bambini)
9. La guerra.
10. La fame.
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Per saperne di più
Il diritto al gioco
I diritti umani sono riportati in alcuni documenti
speciali, prima fra tutte la
Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani, emanata
dall’ONU nel 1948, e la
Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia, emanata dall’ONU nel
1989.
ABBIAMO CAPITO CHE:
Dalle discussioni in classe sui diritti dei
bambini abbiamo scoperto anche il concetto di responsabilità. Il concetto di responsabilità ci ha fatto pensare immediatamente che i diritti sono importanti, ma
questi devono essere necessariamente
accompagnati dai doveri. I doveri sono
delle regole che dobbiamo assolutamente
rispettare per poter vivere pacificamente,
con gli altri, in assenza di guerre e di conflitti per poter crescere in modo sano e felice.
Tra i tanti doveri che noi bambini abbiamo ci
sono:
1. Ascoltare i genitori e gli adulti a noi vicini.
2. Non trascorrere tutto il tempo libero davanti ai videogiochi.
3. Essere ubbidienti.
4. Essere educati.
5. Ordinare la propria cameretta.
6. Spegnere la luce quando si esce da una stanza.
7. Lavarsi i denti dopo aver mangiato.
8. Aiutare la mamma a sparecchiare.
9. Consumare i pasti per non buttare il cibo nella
spazzatura.
10. Andare sempre a scuola.
11. Arrivare puntuale a scuola.
12. Eseguire i compiti a casa.
13. Ascoltare le lezioni.
14. Curare la propria igiene personale.
15. Non dare confidenza agli estranei.

I DIRITTI UMANI CONSENTONO AD OGNUNO DI
VIVERE CON DIGNITÀ

DOVE VENGONO RISPETTATI C’E LIBERTÀ, GIUSTIZIA, PACE E DEMOCRAZIA.

I DIRITTI UMANI DEVONO
APPARTENERE
A
TUTTI GLI UOMINI E LE
DONNE DELLA TERRA,
CIOÈ ALL’INTERA UMANITÀ
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PER SAPERNE DI PIU’
DIRITTI E DOVERI DEGLI UOMINI
Diritti e doveri degli uomini sono regolati da
documenti che possono essere nazionali e
internazionali. Noi conosciamo la Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata all‟assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata in
Italia il 27 maggio 1991.
La giustizia
Abbiamo capito che ad ogni
diritto deve corrispondere necessariamente un dovere e
che da questo deriva il concetto di Democrazia fatta di diritti,
ma anche di doveri.
La dichiarazione dei diritti dell’uomo
e del cittadino
È un testo giuridico che è stato elaborato nel
corso della rivoluzione francese e contiene
l‟elenco dei diritti fondamentali dell‟uomo e del
cittadino. Fra questi il diritto alla libertà della
persona. Innanzitutto viene dichiarato il diritto
di uguaglianza di tutti gli esseri umani …Dalla
dichiarazione dei diritti dell‟uomo e del cittadino prendono spunto parecchie Costituzioni
delle nazioni moderne.
E’ nostra convinzione che la
scuola sia luogo privilegiato di
trasmissione ed elaborazione dei
saperi, di formazione umana e
culturale. In essa si può e si
deve imparare “anche e soprattutto” a divenire cittadini italiani.
Vivere nella legalità...
Vivere nella legalità significa...
essere cittadini onesti
avere un lavoro
rispettare le regole
credere nella pace
capire che tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge
rispettare il punto di vista degli altri
essere liberi da condizionamenti da
bullismo
avere la propria dignità
credere nell’uguaglianza
avere un mondo senza guerre
avere un mondo senza alcun tipo di
mafie
avere la possibilità di esprimere le
proprie idee
decidere di fare ciò che si ritiene giusto senza, però, danneggiare gli altri.
Se volete saperne di più sul nostro progetto della legalità potete scaricare l’intero
opuscolo dal sito: icmaterdominicz.gov.it
nella sezione “progetti”
a cura delle classi VB e VA scuola primaria
pl. T.Campanella
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27 gennaio: Giorno della Memoria
LA SHOAH
a cura della cl V A scuola primaria pl . T. Campanella
Ogni anno, quando si avvicina il 27
gennaio, che è la Giornata della Memoria, la nostre docenti ci fanno
riflettere sull‟Olocausto, cioè sul sacrificio degli Ebrei che sono stati uccisi dai Tedeschi. Insieme ai compagni vediamo alcuni film che raccontano la storia di bambini che hanno
vissuto nel periodo del nazismo e
che sono morti ingiustamente, solo
perché considerati di una razza inferiore e impura. La parola Olocausto
deriva
dal
greco
olokaustos,
“bruciato interamente”, ed ora questo termine indica lo sterminio nazista nei confronti degli Ebrei e verso
tutte
quelle
persone
ritenute
”indesiderabili”. A scuola abbiamo
visto alcuni film come “Il bambino
con il pigiama a righe” e “La vita è
bella” e abbiamo letto libri quali “I
chiodi di Spatausen” e “L‟albero della memoria”. Siamo rimasti molto
colpiti dalla cattiveria dei Tedeschi
che, nei campi di concentramento,
hanno fatto morire tante persone
nelle camere a gas e nei forni crematori.
Abbiamo capito che nel
1939 è iniziata la seconda Guerra
Mondiale. I Tedeschi facevano guerra ai Russi perché volevano conquistare altri territori. A capo dei nazisti
c‟era Hitler, che voleva sterminare
tutti gli Ebrei. Nel 1942 vennero costruiti i campi di concentramento.
Essi erano circondati da filo spinato
così le persone che si trovavano al
loro interno non potevano evadere.
Gli Ebrei venivano arrestati e deportati in questi campi e avevano la
stella di Davide sugli abiti, per essere riconosciuti dai soldati. Molti morirono per fame perché mangiavano
solo brodo fatto di acqua con dentro
qualche verdura, altri morirono di
stenti. Affinché non si sapesse della
loro morte Hitler fece in modo di
sterminarli nelle camere a gas. I
Russiarrivarono il 27 Gennaio 1945
nel campo di sterminio di Auschwitz
e tutto il mondo venne a conoscenza
delle atrocità commesse dai Tedeschi. Il 27 gennaio 1945, pertanto, gli
ultimi superstiti del campo di Auschwitz furono liberati dall‟armata russa,
ecco perché oggi si ricorda questa
data come “Il giorno della Memoria”.
Celebrare questa giornata significa
per tutti noi esprimere un atteggiamento di ribellione nei confronti degli
atti di persecuzione che i soldati tedeschi hanno perpetrato nei confronti di coloro che furono dichiarati
“diversi”. Abbiamo sempre pensato
che è stata una cosa assurda e ingiusta, perché noi esseri umani sia-
mo tutti uguali e non è il colore della
pelle o la religione a renderci diversi.
Quello che è accaduto non può cambiare la storia. L‟unica cosa che si
può fare è sperare che non accada
mai più. Parlare della Shoah è un
po‟ deprimente per noi bambini, ma
non si può far finta di niente. Noi
abbiamo il diritto di sapere cosa è
successo prima della nostra nascita,
senza alcun timore, per evitare che
si possa ripetere.
Progetto Gutenberg
di Marina Papasidero classe I D s. secondaria di I grado Lampasi-Todaro
Giorno 19 Maggio io ed altri miei
compagni ci siamo recati presso il
salone „‟Ameduri‟‟ del Liceo Classico
di Catanzaro, per incontrare Michele
D‟Ignazio, autore del libro “STORIA
DI UNA MATITA”. E‟ un trentenne
nato a Cosenza. Dall‟età di 18 anni
ha sempre seguito la passione per la
scrittura e alla fine ha coronato il suo
sogno. Durante l‟estate gestisce una
piccola locanda sull‟alto tirreno Cosentino. Dopo essersi presentato,
noi ragazzi abbiamo avuto la possibilità di rivolgere delle domande all‟
autore. La mia grande sorpresa è
stata quando Michele D‟Ignazio ci ha
fatto vedere la bozza della seconda
parte del libro che s‟intitolerà
„‟STORIA DI UNA MATITA, A
SCUOLA‟‟. Molte classi hanno consegnato i loro lavori all‟autore e dopo
aver fatto autografare i nostri libri
siamo ritornati a casa. Secondo me
questa esperienza è stata molto divertente e istruttiva e l‟autore ci ha
insegnato una cosa molto importante: bisogna sempre credere nei propri sogni….!!!
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IN ALTO
IL GIORNO DELLA MEMORIA: QUANTO ABBIAMO IMPARATO DAL NOSTRO PASSATO?
a cura della V A plesso Laura D’Errico
Durante la II Guerra Mondiale i
tedeschi sterminarono milioni di persone solo perché le ritenevano di
razza inferiore alla loro. Soprattutto
perseguitarono gli Ebrei, uccidendone circa 6 milioni.
I tedeschi costruirono diversi campi
di sterminio, dove deportavano gli
Ebrei su carri di bestiame. In questi
campi li facevano lavorare come
schiavi, li torturavano e poi li uccidevano nelle camere a gas e ne bruciavano i cadaveri.
Io penso che l‟Olocausto rappresenti
una delle tragedie più orribili della
storia, perché milioni di persone innocenti furono uccise soltanto perché erano di razza e di religione diversa da quella tedesca. Per molto
tempo la gente ignorò l‟olocausto.
Negli ultimi anni però il 27 Gennaio si
commemora “La Giornata della Memoria”, per ricordare tutte quelle persone innocenti che furono uccise dai
nazisti.
La Giornata della Memoria esiste per
ricordare a tutto il mondo la tragedia
dell‟olocausto e per far conoscere
quello che è successo alle persone
perseguitate dai tedeschi.
Secondo me è giusto celebrare questa giornata, perché tutte quelle vittime non avevano nessuna colpa e
anche perché non devono mai più
succedere tragedie come queste.
Giada Guzzo
Molte persone pensano che basta
piangere per celebrare il ricordo di
eventi drammatici, che sono avvenuti a causa delle azioni crudeli di persone razziste. Invece no! Bisogna
ricordare studiando la storia, informandosi,
leggendo
documenti,
ascoltando testimonianze, partecipando a dibattiti.
Questo giorno, che solo ai “razzisti”
e alle persone indifferenti può sembrare un giorno come tanti altri, è
invece un giorno speciale. Oggi le
nostre preghiere, i pensieri, i ricordi
sono rivolti soltanto a quelle persone
che hanno sofferto nei campi di concentramento, luoghi che hanno tolto
a loro due cose preziose: la dignità e
la vita!!! La cosa più brutta che capitava a queste persone è che, prima
di ucciderli, li torturavano terribilmente, ad esempio toglievano loro le
unghie dai piedi o dalle mani, li frustavano a sangue e gli facevano
molte altre cose terribili che non voglio ricordare.
Più di sei milioni di ebrei sono stati
uccisi per mano di Adolf Hitler e dei
suoi uomini.
Purtroppo, nonostante la storia ci
abbia dato testimonianza di queste
cose atroci, la situazione non è del
tutto cambiata, perché ancora oggi si
assiste a manifestazioni e atti di razzismo in varie parti del mondo e questo mi dispiace molto.
Significa che l‟uomo non ha imparato
molto dal passato.
Marzia Squillace
PENSIERI SULLA SHOAH
a cura della IV A plesso Laura D’Errico
Il Giorno della Memoria ci ricorda
un momento triste della storia, perché ci ricorda che sono morte milioni
di persone per colpa del dittatore
Hitler.
Egli pensava che solo i tedeschi erano “perfetti” e superiori a tutte le razze, e iniziò a perseguitare gli ebrei e
tutti quelli che considerava inferiori.
Hitler ordinava ai suoi uomini di dire
ai prigionieri che venivano portati a
fare un doccia, invece venivano soffocati col gas o mitragliati. Hitler faceva dire agli impiegati-ebrei che gli
avrebbe fatto avere un buon lavoro,
invece li faceva caricare sui treni e
per condurli ai campi di concentramento.
Il 27 novembre del le truppe sovietiche aprirono finalmente i cancelli di
Auschwitz e liberarono i superstiti.
Io, quattro anni fa, sono andato a
visitare questo campo di concentramento con la mia famiglia. Non ricordo molto, ma posso dire che è un
posto molto grande e anche “freddo”
e triste.
Gabriele Gallelli
Hitler era un folle che ha ucciso e
fatto uccidere molte persone ed è
stato ripagato con la stessa moneta;
ma alla violenza non si risponde con
altra violenza.
In questi giorni la televisione ha trasmesso diversi film sulla Shoah, ma
a me questi film non piacciono mol-
Disegno di Giorgia Longo
to, perché mi fanno venire in mente
quei brutti momenti. E se ripenso a
tutti quei bambini ebrei, allontanati
dalla loro famiglia e tenuti prigionieri
nei lager, penso che se fossi stato
al loro posto sarei stato molto triste
e non sarei stato per niente coraggioso.
Francesco Sità
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