IL PUNTO
I siciliani, il welfare,
il volontariato
di Vincenzo Borruso
e prospettive sociali ed economiche della nostra regione non promettono niente di positivo poiché
risultano conseguenti, oltre che alla
attuale generale depressione economica,
ad una serie di fattori interni allo stesso
nostro paese.
Fra questi, la non felice congiuntura
economica, che impone sacrifici in tutti i
settori compresi quelli socio-sanitari, la
povertà della popolazione meridionale,
l'attuazione del federalismo
fiscale che costringerà le
regioni a fare i conti quasi
esclusivamente con le sole
risorse finanziarie disponibili
nell'ambito regionale.
Nel settore sanitario il problema del sud ha l'aggravante
di sforamenti economici, di
debiti accumulati negli anni
pregressi che non riescono ad
essere saldati finora con l'aiuto del fondo sanitario nazionale. Quando scatterà il federalismo fiscale i fondi da
impegnare dovranno considerare la gestione corrente e
il pagamento dei debiti residui. Lo sanno le regioni del
sud come la Sicilia, la
Campania, la Calabria per le
quali i piani di rientro dai
debiti accumulati rappresentano la conflittualità maggiore con il Governo nazionale.
Uguale, se non peggiore, è la situazione degli enti locali meridionali: la povertà delle popolazioni meridionali, che
torna con manifestazioni di carattere
pubblico che avevamo dimenticato nei
tanti anni che ci hanno separato dal
secondo dopoguerra e dalla miseria conseguente. Sono tornate le mense pubbliche e i banchi alimentari organizzati
dalla Caritas, da parrocchie e da associazioni di volontariato e hanno una "clientela" che un decennio fa non avremmo
nemmeno immaginato.
La sufficienza economica, compresa
quella alimentare, come è noto, nel
nostro paese è stata raggiunta dolorosa-
L
| 04 | Mondo Solidale
mente
con
l'emigrazione
dal sud verso il
nord di almeno
9 milioni di
persone fra gli
anni '50 e '70;
così come è nota la situazione dei
Comuni meridionali e siciliani in particolare, i quali, fino ad ora, hanno dovuto
prevedere, dove ci sono state risorse
pubbliche sufficienti, ai redditi di sussistenza di alcune famiglie senza lavoro.
Non possiamo dire che la giustizia retributiva e il soddisfacimento dei bisogni
siano stati caratteristiche salienti del
nostro paese. Tuttavia, in questi ultimi
due decenni, si sono accentuate le differenze economiche
nelle popolazioni
che hanno visto i
ricchi sempre più
ricchi e i poveri
sempre più poveri.
Le spie più evidenti sono state le speculazioni finanziarie, i trattamenti
economici dei rami alti delle amministrazioni pubbliche, le trasformazioni in
aziende private, o pubbliche-private, di
tanti servizi pubblici i cui vertici, occupati dai cosiddetti "manager", hanno
beneficiato di compensi stratosferici, rispetto al resto degli
impiegati, ed esorbitanti sul
piano delle competenze esibite. Esempi eclatanti sono presenti anche nel processo di
"aziendalizzazione"
della
sanità che non ha saputo, specie nel meridione, formare
manager all'altezza di questa
definizione e ha generosamente ricompensato funzionari pubblici senza esperienza
nel campo sanitario, industrialotti e dirigenti di industrie
manifatturiere abilitati dall'oggi al domani a guidare
ospedali e aziende sanitarie
locali, le cui logiche di conduzione economica e professionale spesso sono state a loro
ignote fino all'occupazione
della poltrona. Conquistata
più per spartizione politico-clentelare
che per accertate capacità nel campo.
Tali comportamenti sono alla base di
una miseria che è diventata sempre più
evidente, di una povertà che va colpendo
anche una classe professionale ed impiegatizia che da qualche decennio si è ritenuta fuori dai bisogni elementari, quali
IL PUNTO
quelli del vitto, di una casa dignitosa e
della certezza di un avvenire per i propri
figli. E' percezione comune, suffragata
da recenti ricerche, che i figli di queste
ultime generazioni vivranno in situazioni socio-economiche precarie rispetto a
quelle dei genitori. La notevole mobilità
sociale dei primi decenni del dopoguerra, che vide figli di contadini e operai
raggiungere la laurea e la condizione di
liberi professionisti, è ormai un ricordo.
Non a caso, alcune situazioni di eccellenza socio-economica della pubblica
amministrazione tendono ad essere gestite con finalità di tipo ereditario. Come,
ad esempio, fra i deputati e i professori
universitari..
Una società che si cristallizza in alto
non può che provocare un aumento nelle
classi subalterne di indici di povertà
sempre più accentuati. Ne sono testimoni le tante associazioni di volontariato
che tentano di rispondere a bisogni
sociali della popolazione non più garantiti e, in Sicilia, le gravi crisi sofferte dai
Comuni in conseguenza delle quali l'assistenza ad infanzia, anziani e disabili,
erogata a percentuali minime di popolazione bisognosa, tende a diventare sempre più precaria.
Il ripristino dell'elenco dei poveri riapre, nella memoria dei cittadini più
anziani, lo scenario di comunità nelle
quali il diritto alla salute veniva approssimativamente garantito dal medico condotto, dall'armadio farmaceutico comunale, dal ricovero nell'ospedale più vicino come estrema risorsa. Un elenco che
è sopravvissuto per anni alla
Costituzione repubblicana (1948) che, al
suo art. 1 dice: "La Repubblica assicura
alle persone e alle famiglie un sistema
integrato di interventi e servizi sociali,
promuove interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non
discriminazione e diritti di cittadinanza,
previene, elimina o riduce le condizioni
di disabilità, di bisogno e e di disagio
individuale e familiare, derivanti da inadeguatezze di reddito, difficoltà sociali e
condizioni di non autonomia…"
La miseria delle nostre comunità, la
presenza di disoccupati, anziani, disabili
in misura superiore alle risorse delle
municipalità, impedì la sollecita sparizione degli elenchi dei poveri che rimasero ancora per qualche decennio a testimoniare l'incapacità della pubblica
amministrazione a dare attuazione al dettato costituzionale. Fino alla promulgazione della legge 833/78, istitutiva del
Servizio sanitario nazionale, e fino alla
approvazione di una serie di leggi nazionali e regionali dedicate ai cittadini
anziani, ai disabili, alla adolescenza, etc.
Leggi ,queste ultime, che tuttavia non
sono riuscite a creare un Servizio sociale
nazionale capace di dare a tutti i cittadini le stesse chances sul piano dell'assistenza. La pubblicazione nell'anno 2000
della legge 328, sulla integrazione sociosanitario, ha fatto sperare che finalmente
sorgesse un servizio sociale, operante
con la sanità, e in grado di dare servizi
che alleggerissero le situazioni di cittadini in difficoltà. E vi sono state regioni
che hanno saputo applicare la legge, in
genere quelle del nord, più ricche. Altre,
quasi tutte nel meridione, compresa la
Sicilia, non hanno colto l'occasione che
la legge Turco, dal nome del Ministro
che l'ha sollecitato, ha offerto con risorse aggiuntive a quelle che i Comuni ricevono con le leggi di settore. Non hanno
saputo applicarla e oggi nella nostra
regione sono a rischio i minori delle
case-famiglia che chiudono, i servizi di
accudimento domiciliare, in uno con
l'assistenza sanitaria a domicilio, i servizi agli invalidi e agli anziani non autosufficienti. Secondo un dato Istat del
2003, che sarà senz'altro peggiorato nel
quinquennio, sono circa 300 mila in
Sicilia i cittadini non autosufficienti per
disabilità fisica, psichica, sensoriale,
relazionale. Fra loro, quelli che hanno
possibilità di accedere ai servizi saranno
circa il 10 %. Per i rimanenti l'alternativa
sarà la famiglia, se ce l'hanno. O sarà
l'iscrizione nell'elenco dei poveri, in
cambio di servizi un'elemosina che non
permetterà alcun serio aiuto. Quando
uno Stato non ha una politica economica
cerca di cavarsela con una offerta ai cittadini poveri di denaro, in genere non
sufficiente per alcunché. Saranno circa
120 mila i cittadini siciliani che potranno
iscriversi nelle liste dei poveri e avere un
buono, una tessera, con la quale acquistare non servizi, ma un po' più di alimenti o di vestimenta. A parte l'offa di
una offerta che non cambia nulla nella
vita di una famiglia povera, quanti saranno quelli veramente bisognosi sul piano
della salute o del benessere che usufruiranno della tessera? Tranne che l'"arruolamento" non derivi da un lavoro di
carattere epidemiologico e burocratico,
discreto, ma costoso tanto quanto le cifre
impegnate per questo inadatto "respiro"
Un lavoro che non ci sarà. E sarà possibile che siano scelti e coinvolti "amici e
clienti", ma non veri poveri che spesso
sopportano con dignità e riservatezza la
loro condizione di bisogno, poiché, come
dice un teatrante palermitano, la povertà
non è vergogna, ma nemmeno un vanto.
Mondo Solidale | 05 |
DOSSIER
Palermo si confronta
Resoconto dell’incontro tenutosi lo
scorso 20 maggio a Villa Niscemi
di Salvatore Crispi
l
coinvolgimento
delle
Organizzazioni di volontariato, delle
Associazioni di promozione sociale,
del mondo della cooperazione e dei cittadini nelle attività e nei lavori del
Distretto socio-sanitario D-42 ha trovato
un'ulteriore occasione di confronto nella
riunione, svoltasi a Palermo, a Villa
Niscemi, il 20 maggio u.s., organizzata
dai tre referenti del Terzo Settore
(Filippo Ales per la Cooperazione,
Salvatore Crispi per le Organizzazioni di
volontariato, Francesco Di Giovanni per
le Associazioni di promozione sociale)
nel Gruppo Piano dello stesso D-42.
L'incontro, affollato, almeno all'inizio,
ha consentito un confronto tra i cittadini
e le loro Associazioni sui temi più scottanti che fino ad ora hanno impedito alla
maggioranza delle azioni, che costituiscono il Piano di Zona, di decollare per
rispondere alle esigenze reali dei cittadini.
La mancata realizzazione di un sistema
integrato ed effettivo tra gli ambiti sanitari e sociali è stata una delle cause principali, che hanno portato a non dare esecutività a molte delle azioni previste,
alcune delle quali, forse le più importanti
per
quanto
riguarda l'impegno
di risorse umane ed
economiche
da
mettere in campo,
riguardano le persone anziane e le
persone con disabilità.
L'integrazione tra i
servizi
sanitari,
e r o g a t i
dall'Azienda USL
6, e quelli sociali,
che forniscono i
Comuni che, per
competenza, agiscono nel territorio
del D-42, è essenziale sia per l'accesso
dei cittadini alle azioni previste, sia per
dare continuità alle stesse azioni, che non
devono interrompersi o essere frenate
per incertezza, limiti di competenza o
I
| 06 | Mondo Solidale
variegata interpretazione delle Istituzioni e
degli Enti, che operano
sul territorio. L'avvento
nel novembre 2007 di
un Commissario, inviato dall'Assessore regionale della Famiglia per
colmare grandi ritardi
del D-42, per la completa attuazione del
Piano di Zona, le cui
risorse economiche sono congelate da
tempo, proprio per la mancata operatività delle stesse azioni e per accompagnare il processo di riallineamento, voluto
nel
marzo
dell'anno
scorso
dall'Assessorato della Famiglia per dare
risorse economiche ed implementare i
Piani di Zona con un potenziamento di
alcune aree (per esempio l'area della
disabilità) se da un lato ha provocato,
almeno inizialmente, un rallentamento
del lavoro del D-42 e delle forti tensioni,
che, per altro, ancora permangono, dall'altro lato è stata, almeno in apparenza,
l'occasione per rendere più attivo e
costante il lavoro delle stesso D-42; tanto
è vero che il Piano di Zona con il relati-
vo riallineamento è già, da qualche settimana, all'esame degli specifici Uffici
dell'Assessorato della Famiglia e, forse,
questo non sarebbe ancora avvenuto
senza la presenza del Commissario, il
quale, intervenuto all'incontro, ha ribadito e fatto la storia delle attività da lui
svolte, per arrivare a questo risultato.
Il rappresentante dell'Azienda USL 6,
pure intervenuto, ha ribadito l'azione in
sinergia, svolta con i Comuni, ricadenti
nel territorio del D-42 ed ha stimolato il
Terzo Settore ad essere più presente ed a
indicare le soluzioni più confacenti per
riempire di contenuti, utili ai cittadini,
questo ed anche i Piani di Zona, che
devono essere elaborati ed approvati.
La realtà, stigmatizzata anche durante
l'incontro, è quella che ci sono poche
occasioni plenarie degli organi istituzionali del D-42, per un confronto sulle attività dello stesso D-42; tant'è vero che i
Tavoli tematici, che dovrebbero affrontare, nello specifico, i singoli argomenti,
per poi affidarli alla discussione del
Gruppo Piano, non si riuniscono da oltre
due anni e le decisioni assunte dagli
organi tecnici (Tavoli tematici e Gruppo
Piano) sono state e sono, molto spesso
disattese e/o stravolte dall'organo politico, che è il Comitato dei Sindaci, nonostante la legge richiami alla partecipazione, concertazione e condivisione delle
decisioni e delle azioni in virtù dei principi di territorialità e di cittadinanza attiva. Ed anche le Conferenze cittadine non
sono state convocate con la frequenza
utile e necessaria, né sono state adeguatamente pubblicizzate.
Alla considerazione che il Distretto
socio-sanitario D-42 è il più popoloso
dell'intera nazione si è accompagnata
l'osservazione che l'attuale dotazione di
risorse economiche del Piano di Zona del
D-42 è molto consistente (perché ci sono
DOSSIER
somme delle precedenti annualità non
spese, a causa delle azioni non partite) ed
è stato rilevato, con forza e veemenza,
che esse non possono essere non spese,
ma che devono essere veicolo per rispondere, nel più breve tempo possibile, alle
esigenze dei cittadini. La legge 328/2000
ed il decreto del Presidente della
Regione siciliana del 4 novembre 2002,
che ne ha consentito l'applicazione in
Sicilia, sono provvedimenti di grande
riforma, per la costruzione di un sistema
integrato e non sono, quindi, assimilabili
a normative essenzialmente di spesa.
Seguendo questo concetto, è stato ribadi-
to, ancora una volta, che
le azioni, previste dal
Piano di Zona, sono
innovative ed aggiuntive e non devono, quindi, essere considerate
sostitutive dei servizi
che,
normalmente,
devono erogare, secondo le normative vigenti,
l'Azienda USL 6 ed i
Comuni.
La situazione attuale, in
cui versa soprattutto il
territorio del Comune di
Palermo, con l'assenza
di servizi primari fondamentali ed il rischio di
chiusura di Enti e di
Associazioni, che erogano servizi per conto della stessa
Amministrazione, proprio per il mancato
pagamento di quanto dovuto e per i gravi
ritardi con cui questi avvengono, hanno
indotto anche gli stessi partecipanti
all'incontro a non distinguere più e nettamente tra i servizi comunali e le azioni
che devono essere attivate dal Piano di
Zona del D-42 con i suoi fondi aggiuntivi per innovazione ed implementazione
di servizi.
Invece la distinzione deve essere chiara e
netta, poiché su questa confusione si
possono basare politici e dirigenti delle
Amministrazioni pubbliche per creare
ulteriori divisioni all'interno del Terzo
Settore, che deve, al contrario, essere
unito e compatto proprio per rivendicare
con consapevolezza, con competenza ed
in sinergia, i servizi necessari sul territorio, che sono previsti dalla legislazione
vigente.
Quest'incontro è servito, anche, essenzialmente, per illustrare i contenuti del
Regolamento di funzionamento del D42, approvato dal Comitato dei Sindaci
nel marzo dello scorso anno, col contributo, determinante, del Terzo Settore. In
questo Regolamento, tra le altre cose,
sono previste la costituzione della
Conferenza permanente del Terzo
Settore ed anche Conferenze cittadine
generali e tematiche per un coinvolgimento sempre più forte di tutti i cittadini
del Distretto.
In questo senso sono già state distribuite
ad ogni organizzazione di volontariato,
Associazioni di promozione sociale e
Cooperative presenti all'incontro, delle
schede da compilare e da inviare al
Coordinatore del Gruppo Piano del D-42
per aderire alla Conferenza permanente
del Terzo Settore e, di fatto, codificare la
partecipazione di tutti alle attività dello
stesso D-42, dando incarico ai referenti
delle stesse aree di renderle note e distribuirle anche agli organismi non presenti.
DOSSIER
Non vogliamo ragazzi invisibili ma cittadini in crescita
Lettera aperta del Coordinamento enti gestori
progetti ex Lege 285 nel Comune di Palermo
a legge 285/97 è il principale strumento di attuazione in Italia della
Convenzione Internazionale sui
Diritti dell'Infanzia, ratificata da quasi
tutti i paesi del mondo. Con questa legge
i Comuni, singoli o associati, sono stati
chiamati a promuovere condizioni di vita
sociali, familiari e personali dirette a
garantire a tutti i bambini e le bambine, i
ragazzi e le ragazze una crescita equilibrata ed armoniosa, quale presupposto
per diventare adulti capaci di affrontare
con competenza la propria vita individuale e sociale. Il Fondo Nazionale per
l'Infanzia e l'Adolescenza, istituito dalla
legge 285/97, è ripartito agli enti locali
perché, attraverso il coinvolgimento,
l'integrazione e il potenziamento delle
risorse presenti nella comunità civile ed
associativa, pianifichino e realizzino
progetti integrati, favorendo così l'attivazione di percorsi di salute e benessere
che portino al miglioramento della vita
dell'intera collettività e allo sviluppo
delle competenze sociali dei singoli cittadini.
Oggi vogliamo presentarvi tutte le attività che nell'ultimo anno abbiamo realizzato nella nostra amata città. Con gioia e
creatività. Con amore e professionalità.
Lo facciamo insieme ai bambine/i e ai
ragazze/i, alle famiglie, a tutti gli operatori con cui abbiamo percorso le nostre
piazze, i nostri quartieri, le nostre strade.
Abbiamo costruito, infatti, significativi
rapporti educativi, mettendo al centro del
nostro lavoro i bambini e le bambine, i
ragazzi e le ragazze, cercando di rendere
visibile e realizzabile la partecipazione
alla vita della nostra città in un serio per-
L
corso di cittadinanza.
La nostra città vive un periodo
di profonda sofferenza ed
inquietudine, che per le fasce
più disagiate e fragili della
popolazione raggiungono livelli drammatici. Nel caso dell'attuazione del Piano per
l'Infanzia e l'Adolescenza previsto dalla legge 285, dal mese
di novembre dello scorso anno
i vari enti che gestiscono i progetti non ricevono più i pagamenti dal Comune di Palermo,
che aspetta i riaccrediti da parte
del Ministero della Solidarietà
Sociale delle somme non tempestivamente utilizzate: un
totale di circa 17.000.000,00 di
euro, fra accredito del fondo
2008 e il riaccredito dei residui
dei fondi 2002, 2003, 2004,
2005, 2006, 2007 impegnati
per i progetti del Piano infanzia
e adolescenza della città di
Palermo, con creditori certi nelle organizzazioni del terzo settore che gestiscono più di 50 progettualità.
Tutti i soggetti impegnati con serietà ed
onestà nel sociale subiscono quotidianamente i costi, in termini di pesanti sacrifici personali, con forti ricadute sociali,
di una gestione inadeguata di tale delicato e strategico settore: alla precarietà di
progetti e servizi, appesi al filo di scelte
nelle quali raramente si riconoscono le
linee di un piano generale di intervento
sul territorio (e dunque di una seria programmazione, da portare avanti con coerenza e continuità), si
unisce il dramma della
precarietà di centinaia
di
qualificatissimi
operatori sociali, la
cui professionalità ed
il cui impegno sono
mortificati dall'impossibilità di programmare il proprio futuro.
Come responsabili ed
operatori di enti impe-
|08| Mondo Solidale
gnati in progetti di forte impatto sociale,
oggi vogliamo provare, per non lasciare
alibi al silenzio indifferente o colpevolmente inconsapevole, ad accendere i
riflettori sulle incertezze che incombono
sugli interventi che, in attuazione di una
legge nazionale innovativa, la legge 285
del 1997, sono stati per quasi dieci anni
realizzati, con passione e competenza, in
favore dell'infanzia e dell'adolescenza a
Palermo.
Sono attivi nella nostra città 51 progetti
finanziati con i fondi trasferiti dallo stato
ai sensi della Legge 285, in misura correlata alle gravi carenze riscontrate nei servizi in favore dei minori e ai gravi fattori di rischio sociale rilevati nella popolazione minorile palermitana : si tratta di
servizi sperimentali per la fascia 0-5
anni, educativa domiciliare e di strada,
centri aggregativi per bambini e adolescenti, centri per bambini disabili, centri
per l'integrazione dei ragazzi immigrati,
servizi per le famiglie e per la prevenzione delle dipendenze, la mediazione familiare, lo spazio neutro, la mediazione
penale. Tutti gli interventi in atto vedono
coinvolte 63 organizzazioni, circa 1.000
DOSSIER
operatori,
circa
10.000 minori e
almeno altrettante
le famiglie. I dati
numerici relativi
agli interventi realizzati (numero di
utenti raggiunti,
servizi coinvolti,
reti create ecc.),
rilevati e resi pubblici, appaiono straordinari, eppure rendono conto solo in
parte della "qualità" ed "efficacia" degli
interventi, in termini ad esempio, di attivazione di potenzialità individuali e
sociali, di riduzione del rischio, di emersione del sommerso, di evoluzione del
grado di coesione sociale, di solidarietà,
partecipazione, responsabilità, cittadinanza attiva.
I risultati degli interventi consistono,
d'altra parte, prevalentemente in relazioni. Relazioni all'interno delle quali si
progettano e si realizzano percorsi interistituzionali di sostegno, di ascolto, di
aiuto, di riabilitazione di minori con
disagio psichico o che abbiano compiuto
reati o abbandonato la frequenza scolastica o vittime/autori di abusi e tanto
altro ancora. Relazioni di fiducia e di
reciproco riconoscimento delle competenze che hanno consentito di realizzare
progetti individualizzati per i minori e le
loro famiglie, lasciando a questi stessi
minori e famiglie l'autorialità degli interventi proposti loro, in modo da non incoraggiare mai meccanismi di delega e
deresponsabilizzazione. Con la formazione, il metodo, l'esperienza maturati
riteniamo di avere contribuito ad attivare
un processo, la prevenzione, che però per
la sua natura di prodotto sociale non è
misurabile nel presente ma solo a lungo
termine e che non trova espressione
compiuta nel ricorso ad indicatori numerici, ma richiede continuità, perseveranza
ed unità d'intenti fra tutte le istituzioni,
pubbliche e private, coinvolte. Ci siamo
sempre impegnati nella verifica dell'efficacia delle azioni e nella loro attenta programmazione, allo scopo di non perdere
di vista gli obiettivi, di perseguirli rispettando i criteri di efficacia, efficienza ed
economicità. Senza, cioè, spreco di risorse, sperimentando interventi innovativi
e, al contempo, orientando o raddrizzando il tiro degli interventi, senza farci scoraggiare dalla dimensione dei problemi,
dai limiti interni ed esterni , dalla frustrazione del non riuscire a cogliere su larga
scala quelle trasformazioni radicali che
richiedono, per decenni, lo sforzo ed il
contributo di tutti i pezzi della società
civile e delle istituzioni; imparando a
mettere nel conto gli errori e gli insuccessi, anche i più dolorosi, e a valorizzare ed apprezzare i successi, anche piccoli ma con un forte potenzialità di "moltiplicazione" dei benefici; e in ultimo,
continuando a coltivare la capacità di
pensare e programmare nonostante la
precarietà derivante, negli ultimi anni,
dalla annualità delle "proroghe" e dal
ritardo nei pagamenti.
In questo cammino abbiamo avuto come
compagni di strada tante serie istituzioni
scolastiche e della giustizia minorile,
consultori familiari ed operatori dei
distretti sanitari, insieme ad un numero
purtroppo sempre più limitato di assistenti sociali. Sulla scorta dell'esperienza
maturata, vorremmo oggi porre alcune
domande per incoraggiare il confronto
con gli amministratori e i cittadini:
- A pochi mesi dalla scadenza (dicembre)
stabilita dall'amministrazione per i servizi che negli anni hanno dato un corpo ed
un'anima all'originario Piano, quale
visione dell'intervento in favore dell'infanzia e dell'adolescenza a Palermo esiste?
- In coerenza con l'idea di pianificazione
partecipata promossa dalla legge, come e
quando si intende aprire, un serio confronto per la ri-progettazione, partendo
dall'analisi e valutazione degli interventi
sin qui realizzati?
- Come si pensa di non disperdere e di
preservare il ricchissimo patrimonio
esperienziale prodotto dall'investimento
iniziale, il cui valore centrale è rappresentato dalle centinaia di operatori che
in questi anni hanno sviluppato competenze e professionalità uniche, costruito preziosi rapporti di fiducia e di
ascolto con i minori e le loro famiglie,
sperimentato percorsi difficili, ma
autentici e spesso efficaci, di integrazione e collaborazione con i servizi
territoriali (scuole, servizio sociale professionale, consultori, neuropsichiatria
infantile, centro per la giustizia minorile,
etc.)?
- Il Piano di intervento previsto dalla
legge 285 è finanziato da un Fondo
"certo" e "vincolato" che annualmente
viene dallo Stato messo a disposizione
del Comune al fine di consentire agli
attuatori del Piano di disporre con tempestività e continuità delle risorse necessarie a garantire condizioni di lavoro
serene e dignitose agli operatori, che con
il loro lavoro quotidiano sul territorio,
contribuiscono ad alimentare la speranza
di un futuro "normale" per tanti bambini
e giovani di Palermo. Viste le difficoltà
esistenti, la mancanza della corresponsione dell'anticipazione per l'anno 2008,
sono stati identificati meccanismi e concreti strumenti per garantire liquidità agli
enti, evitando che su di essi e sui lavoratori ricadano le conseguenze di ritardi
non accettabili?
Vogliamo, con forza, una città in cui le
politiche per l'infanzia siano una priorità,
dove i bambini e i ragazzi possano essere parte attiva e destinatari, insieme alle
loro famiglie, di interventi educativi seri
e programmati. Dove siano considerati a
tutti gli effetti cittadini che stanno crescendo e che costruiranno il loro futuro.
Ma vogliamo anche una città dove le
centinaia di operatori sociali impegnati
nei vari progetti possano programmare
con serenità il loro futuro e utilizzare le
loro competenze per il bene comune.
Questo percorso deve essere fatto da
tutti, e tutti insieme.
Mondo Solidale |09|
DOSSIER
Emergenza Alzheimer
Ancora oggi, viene dato spazio a tecniche di rieducazione e di mantenimento
della memoria con terapie che gli spagnoli definiscono "blande"
di Gaetano Lisciandra
algrado le ricerche sulla malattia di Alzheimer, condotte da
illustri studiosi di tutto il
mondo, non è stata ancora trovata una
soluzione farmacologica per guarire o
bloccare il decorso della malattia,
migliorare le attività della vita quotidiana, i sintomi neuropsichiatrici.
M
Un paziente di Alzheimer compromette la qualità di vita della famiglia modificando in maniera pesante le abitudini e le
relazioni sociali (scambio di ruoli, isolamento ecc.) In più, la sua assistenza continuata aumenta le spese e riduce i redditi delle famiglie per l'abbandono del
lavoro di chi ne ha l'assistenza (care
giver).
La realizzazione di interventi di supporto, anche psicologico, ed aiuti alle famiglie indirizzati principalmente sulle
modalità di gestione del malato, costituiscono una valida risposta all'isolamento
ed alle diverse problematiche quotidiane,
diminuendo sensibilmente il carico assistenziale e lo stress delle famiglie.
Pertanto, ancora oggi, viene dato spazio a tecniche di rieducazione e di mantenimento della memoria con terapie che
gli spagnoli definiscono "blande". In tale
prospettiva, il coinvolgimento dei congiunti risulta notevole e stressante.
Considerando anche che la malattia può
| 10 | Mondo Solidale
durare 10-15 anni prima che
i pazienti diventino assistibili solo con terapie terminali.
In Sicilia non esistono servizi
dedicati a questi
pazienti, con la eccezione di
una rete di U. V. A. (Unità di
Valutazione Alzheimer) per
la diagnosi e la valutazione
dello stadio patologico.
L'assistenza domiciliare a
Palermo riguarda solamente
18 malati sui 6.000 stimati in
città. Nella quale esiste una sola iniziativa di volontariato, il Centro Educativo
Alzheimer (CEA), che ha ospitato in
regime di semiresidenzialità da 8 a 25
malati e che, sito in Palermo presso locali dell'ex ospedale psichiatrico (circa 400
mq fra superficie coperta e scoperta),
comprende un "Giardino Terapeutico
Alzheimer" annoverato tra i migliori
d'Europa. La sua attività è iniziata nel
giugno del 2000; può ospitare almeno 50
malati in regime di semiresidenzialità e 8
- 10 in "ricovero di sollievo".
Il Centro, gestito dalla Associazione
Alzheimer, ha operato con enormi difficoltà economiche ed organizzative, e con
il validissimo contributo di alcuni volontari. Non ha mai funzionato a pieno regime. Le convenzioni stipulate col
Comune di Palermo, discontinue e di
pochi mesi fino al 30
aprile 2005, hanno consentito il soggiorno ad un
massimo di 25 ospiti.
L'intervento straordinario della Provincia di
Palermo ha permesso,
con convenzioni da uno
a tre mesi, l'assunzione
di 4 operatori per 20 ore
settimanali e il soggiorno di 8 - 14 malati.
Oggi il Centro è aperto
solo per pochi ospiti,
grazie all'opera di alcuni
volontari, in quanto l'ultima convenzione con la
Provincia scaduta il 6
luglio u.s.. non è stata
rinnovata e nessuna istituzione si è occupata di provvedere, malgrado le insistenti
sollecitazioni
da
parte
dell'Associazione.
Come è evidente, dall'inizio della sua
attività assistenziale l'Associazione ha
usufruito di convenzioni discontinue e
della durata di pochi mesi, ognuna. E'
noto a tutti, personalità politiche ed istituzionali comprese, che l'aspettativa di
vita di un alzheimeriano è di 10 - 15 o
addirittura 18 anni. E' dal 2000 che il
CEA mantiene la sua attività con convenzioni di pochi mesi, discontinue, nel
tentativo di venire incontro alle esigenze
dei malati e dei familiari, stanchi avviliti
e costantemente illusi delle promesse,
specie nei periodi elettorali, mai mantenute.
E' ora che anche in Sicilia, tralasciando
eventuali interessi politici e/o economici,
si risolva il problema Alzheimer e si permetta ai malati, ai loro familiari ed anche
agli operatori di vivere con dignità e
serenità la loro esistenza, così come
avviene in tutti i paesi civili.
ASSOCIAZIONI
Feste del volontariato 2008
Nei mesi di maggio e giugno le associazioni di Caltanissetta, Canicattì, Campobello di
Mazara, Gela, Palermo e Termini Imerese hanno incontrato i loro territori.
di Danilo Conigliaro
a Festa del volontariato, nonostante la sua tradizione, non è una
semplice ricorrenza che si ripete.
A chi la visita e agli stessi volontari riserva sempre delle novità e delle sorprese.
Infatti, sono giorni in cui la vivacità e la
creatività del volontariato si mette in
mostra. Passeggiando fra i gazebo espositivi si possono scoprire così progetti,
idee e azioni che stupiscono per freschezza e innovatività. Anche nel 2008 il
CeSVoP ha organizzato questa manifestazione sia a Palermo che nei territori di
sua competenza, attraverso le delegazioni territoriali. In particolare, nei mesi di
maggio e giugno iniziative simili si sono
tenute a Campobello
di
Mazara,
Caltanissetta, Gela,
Palermo, Trapani e
Canicattì. Il 9 e 10
maggio, con un convegno sul tema "supporto e sostegno delle
famiglie che vivono
situazioni di disagio
socio-economico-culturale" si è aperta la
festa del volontariato
di Campobello di
Mazara, che, durante le due giornate, ha
visto, presso la direzione didattica "Don
Bosco", alternarsi attività sportive, workshop e animazione per i più piccoli proposte dai volontari di più di 30 associazioni. Qualche giorno prima, il 3 e 4
L
maggio è Termini Imerese protagonista, con una manifestazione
basata sulle attività sportive legate alla gara podistica "24h ternitana". A Caltanissetta invece,
l'evento si è tenuto a Villa
Cordova, il 23, 24 e 25 maggio;
fra le iniziative proposte, la rassegna "Volontariando", spazio
ricreativo-musicale gestito dai
giovani studenti. Nello stesso
periodo, la festa del volontariato
si è svolta anche a Gela, e, all'interno
della manifestazione, il 24 maggio, si è
svolta la "giornata dell'arte e della solidarietà" dove, 3000 Studenti e 30 organizzazioni di volontariato sono scese "in
Piazza per una nuova
Resistenza
Civile
all'individualismo". I
giovani di Gela,
insieme alle associazioni di volontariato,
hanno
raccontato
questo cambiamento
con la musica, con i
cortometraggi, con la
break dance, con
dibattiti, con murales.
L'appuntamento palermitano con la festa
del volontariato si è svolto invece dal 30
maggio al 1 giugno al Giardino Inglese:
100 organizzazioni, in 60 stand per circa
1.200 mq di spazio espositivo, attraverso
convegni, spettacoli e animazioni, hanno
lanciato alla cittadinanza
un
messaggio ben
preciso:
"per
garantire legalità
e tutela dei diritti
occorre riscoprire la gratuità". In
questa prospettiva, si è attivato
un
confronto
dibattito fra i
soggetti del terzo
settore sul contributo dato allo
sviluppo della
città, a nuove
forme di partecipazione, alla costruzione
del senso civico, al diffondersi di una
cultura solidaristica e di un tessuto
comunitario.Il 13 e 14 giugno invece
più di 40 associazioni protagoniste della
festa del volontariato a Trapani, hanno
incontrato la città nella piazza mercato
del pesce, proponendo diverse attività
culturali e un convegno sul tema
"Povertà e risorse". Si è tenuta infine, il
21 e il 22 giugno, presso la villa comunale, la festa del volontariato a Canicattì: le
associazioni del territorio si sono incontrate e confrontate con la cittadinanza
proponendo workshop, degustazione di
prodotti tipici, spettacoli e musica sul
tema: "Volontari insieme, condividere un
cammino". Prossimi appuntamenti a San
Cataldo, Valledolmo, Alcamo e Marsala,
per un volontariato che ha voglia di
incontrare e proporsi alla cittadinanza
con le proprie idee, attività e iniziative.
Mondo Solidale | 11 |
ASSOCIAZIONI
Volontariato in Movimento ….2
Festa del volontariato a Termini Imerese
3 e 4 maggio 2008 - Villa Palmeri
di Laura Leonardis*
nche quest'anno a Termini
Imerese, splendida cittadina
palermitana che si affaccia sul
mare, volontariato e solidarietà incontrano lo sport in un connubio di allegria,
passione ed entusiasmo.
Presso la splendida ottocentesca Villa
Palmeri, provetti ed improvvisati maratoneti provenienti da tutta Italia, si sono
dati appuntamento per disputare il 3 ed
il 4 maggio la 24 ore Termitana "3°
Memorial Nino Sagona", una gara podistica non competitiva, patrocinata dal
Comune di Termini Imerese, dedicata ad
un generoso maratoneta volontario venuto a mancare.
Tale evento dimostra come la maratona
possa essere disputata non solo da atleti
professionisti, ma anche da gente comune e semplice che trova nella corsa un
momento da dedicare a se stessi, un'occasione per mettersi in gioco e per sentire l'ebbrezza della disputa e del confronto, un momento per pensare lo sport
come luogo in cui esercizio fisico, impegno e fatica incontrano la solidarietà
facendo della gara sportiva un momento
di aggregazione ed integrazione.
La manifestazione è stata promossa ed
organizzata dalla delegazione Ce.S.Vo.P.
di Termini Imerese e condivisa con entusiasmo dal Ce.S.Vo.P. ( Centro Servizi
Per Il Volontariato) di Palermo, che l'ha
sostenuta fortemente quale iniziativa di
promozione del volontariato e della cultura della solidarietà.
Fattore vincente a cui si deve il buon
esito della manifestazione è stata la passione, la forza e l'impegno delle Odv
locali, che insieme al caloroso sostegno
professionale ed umano del Tutor
Prov.ale Dott. A. Ficano, hanno, step
dopo step, attivato tutti i tasselli di un
bellissimo mosaico, i cui ingredienti precipui son stati: gioia, condivisione, e
solidarietà.
L' Advs - Fides di Termini Imerese, ha
curato la parte organizzativa della maratona e dei permessi necessari per organizzare la stessa, inoltre come da mission
istituzionale, la stessa ha fortemente sensibilizzato la cittadinanza tutta alla dona-
A
| 12 | Mondo Solidale
zione di sangue.
Le associazioni la Goccia e
Crescere Insieme di Termini
Imerese, hanno curato l'organizzazione di due laboratori artistici e creativo per bambini e
ragazzi, che già da aprile si sono
prontamente organizzati per dar
vita ad attività che hanno coinvolto tanti piccoli e giovani termitani, che giocando, manipolando e disegnando hanno dato il
loro contributo al senso metaforico profondo della manifestazione, evidenziare le diverse anime della solidarietà e dell'impegno sociale tutti in movimento per il bene comune.
L'Auser e l’Anteas di Termini Imerese,
hanno curato le due gremitissime serate
danzanti che hanno avuto luogo presso
la sede Auser di Termini Bassa e che
hanno coinvolto oltre le persone meno
giovani anche tutti coloro che volevano
festeggiare la fine del percorso di tale
progetto inter-associativo.
Tutto quanto sopra esposto ha goduto
dell'attentissimo supporto tecnico-professionale-logistico dell'Associazione di
protezione civile Himera Soccorso, e
dell'Agesci e del Gruppo Masci di
Termini Imerese.
In merito alla gara, alle prime ore di luce
della mattina di giorno 2 maggio i
coraggiosi maratoneti si sono dati appuntamento presso Villa Palmeri, punto di
partenza del percorso della maratona; qui
supportati dalle competenze del gruppo
sportivo dell'Odv ADVS-Fides, si è dato
inizio alla gara che ha visti gareggiare
ben 111 partecipanti, per 24 ore consecutive, con la possibilità di rallentare e fare
una piccola pausa per un massaggio
ristoratore, o per poter prendere un dolcetto o una bibita, presso i punti di ristoro allestiti all'interno della zona di neutralizzazione.
Per gli atleti venuti da fuori è stato predisposto, grazie alle attrezzature fornite
dalla delegazione del Ce.S.Vo.P. locale
organizzate dalle Odv che si sono occupate della parte logistico-strutturale, un
locale dormitorio, con docce, bagni e
spogliatoi.
Nella Villa in concomitanza con la gara,
le Odv che hanno effettuato il percorso
laboratoriale per bambini e ragazzi,
l'Ass. Crescere Insieme e La Goccia,
hanno esposto i lavori di fine laboratorio
ed organizzato uno step ludico-creativo
in villa, mentre i piccoli e giovani volontari in erba, insieme a tutti i bimbi e giovani intervenuti come visitatori, hanno
avuto la possibilità di essere allietati
dallo spettacolo dei clown volontari
dell'Odv V.I.P. (Viviamo In Positivo) di
Palermo.
La sera mentre gli atleti continuavano a
correre, altri "arzillissimi" atleti si divertivano a Termini Bassa nelle due serate
danzanti organizzate dalle Odv Auser e
Anteas.
Il vincitore assoluto della maratona è
stato Rizzitelli Michele , originario di
Barletta , il secondo posto è invece
andato a Napoli Melchiorre, originario
di Alcamo ed il terzo posto è stato assegnato a Gargano Angela, di Barletta;
sicuramente si può affermare che il vincitore massimo di tutta la seconda edizione dell'iniziativa di promozione del
volontariato Termitano "Volontariato in
Movimento 2" è senza dubbio la splendida ricchezza rappresentata dalle realtà
solidaristiche di Termini Imerese, che
supportate dal Ce.S.Vo.P., riescono con
le loro forze, con la loro passione, con il
loro cuore ad implementare giorno dopo
giorno tante forme di aiuto a tutte le
fasce deboli e disagiate della città.
* Coordinatrice del progetto
ASSOCIAZIONI
Settimana felice a Termini Imerese
Interculturalità, ambiente, sport e cultura
a Termini Imerese dal 16 al 22 giugno
di Anna Volpe*
al 16 al 22 giugno a Termini
Imerese si è svolta la "Settimana
Felice",una settimana che ci ha
lasciato una inspiegabile gioia nel
cuore...Perchè? Come mai vi starete
chiedendo!! Semplice! E' bastato incontrare le persone giuste... al momento
giusto!!
Sembra banale, ma è andata proprio così:
L' associazione di ragazzi diversamente
abili "Crescere Insieme" fondata
dal Dott. Giuseppe Porto e la "Comunità
della Speranza" (Comunità cristiana che
ospita l'Ass. Crescere Insieme) hanno
incontrato, durante una riunione, il Dott.
Adriano Ficano (Tutor provinciale
Ce.S.Vo.P Palermo) e desiderosi di fare
qualcosa di bello per i "nostri ragazzi" e
i bambini di Termini Imerese, hanno
deciso di realizzare la "Settimana
Felice". In realtà questa iniziativa della
"Comunità della Speranza" ha preso il
via qualche anno fa, ma la novità di quest'anno è stata l'inserimento dei "nostri
ragazzi" diversamente abili. I "nostri
ragazzi", davvero speciali, sono stati loro
D
stessi i veri animatori della settimana,
perchè avendo avuto delle precedenti
esperienze con il laboratorio di mosaico
hanno spiegato ai bambini i vari procedimenti fino ad arrivare alla realizzazione
del quadretto-mosaico; Si è potuto notare, particolarmente in questa fase, come
si siano integrate perfettamente le due
diverse realtà!!!
Durante gli incontri che iniziavano alle
ore 9,00 e terminavano alle 12,30, i
ragazzi hanno cantato inni gioiosi con
Anna, che si è occupata oltre che dei
canti anche della recitazione per un
musical. Hanno guardato e commentato
con Ivana, il film: "Le Cronache di
Narnia", dal quale appare chiaro il messaggio che ad un certo punto della nostra
vita, ognuno di noi deve fare una scelta
importante, e decidere se appartenere "al
bene" oppure "al male" e le conseguenze
che ciò comporta. Hanno preparato con
Tula, le brioches con zucchero e cannella, una ricetta finlandese visto che Tula
è una donna che arriva proprio dalla
Finlandia. Infine, si terminava la giorna-
ta giocando con Adri, un ragazzo americano che ha conquistato tutti con la sua
semplicità e simpatia. Il sabato mattina,
la Dott.sa Laura Leonardis ha spiegato ai
ragazzi l'importanza della raccolta differenziata dei rifiuti, del risparmio energetico e tanto altro ancora, con un'attiva
partecipazione dei bambini molto interessati agli argomenti trattati dalla
Dott.ssa in modo chiaro ed
efficace. A fine settimana, la domenica
pomeriggio, si è tenuto lo spettacolo per
i genitori che visto l'entusiasmo dei loro
figli, hanno chiesto di continuare l'iniziativa....
A fine serata i ragazzi hanno mangiato la
pizza (offerta dal Ce.S.Vo.P) guardando
in TV la partita dell' Italia. Sicuramente
tutto ciò è stato possibile realizzarlo grazie al lavoro di volontari che insieme al
Ce.S.Vo.P credono che occuparsi oggi
dei bambini è un investimento per il
futuro della nostra società!!!
* Volontaria Associazione «Crescere
Insieme» di Termini Imerese
Mondo Solidale | 13 |
ASSOCIAZIONI
Nochiedonada: una favola che diventa realtà!!!
Nasce una giovane associazione di studenti
con tanta voglia di costruire cultura a Palermo
di Vita D’Asaro*
'era una volta …. È una forma
linguistica poco appropriata per
un giornale, ma mi prendo il privilegio di usarla. C'era una volta una
canzone e un gruppo di amici in macchina ad ascoltarla :" No Quiero Nada" di
Roy Paci, da lì il nome dell'
Associazione
Culturale
Studenti
Universitari .
Perché proprio " Nochiedonada"?
Perché certe cose, certi diritti quali il
diritto all'informazione, alla conoscenza,
all' espressione culturale in ogni sua
forma, alla formazione di un pensiero
libero e critico, alla formazione e al
miglioramento della propria personalità
non possono essere chiesti, pretesi dal
singolo, giacché il chiedere significherebbe ammettere di non avere!Non si
può chiedere ciò che già si ha o che si
dovrebbe avere di diritto! (almeno sul
piano teorico è così!).Avevamo sempre
pensato di
fare un lavoro di gruppo,
delle attività
che ci potessero aiutare
ad esprimere,
a conoscere
meglio noi
s t e s s i .
Vo l e v a m o
creare l'opportunità di poter dire la nostra e di confrontarci con gli altri, dare più spazio al
talento dei giovani, dare voce, forma e
colore alle nostre idee. Ci rendevamo
conto che per fare tutto questo non bastava e non basta solo la volontà, l'entusiasmo di fare e di dire ma, la realizzazione del tutto richiedeva l'utilizzo di mezzi
e strumenti di cui non potevano disporre.
Come fare?
C
| 14 | Mondo Solidale
Daniel di Natale,
presidente
dell'Ass., venne
un giorno da me e
mi disse che esisteva un centro
servizio per il
volontariato: Il
CESVOP. Grazie
al loro appoggio e
alla fiducia che in
noi hanno riposto,
siamo riusciti a
organizzare
l'
inaugurazione per
la nascita dell'
Ass. Culturale.
Giorno 9 e 10
maggio
2008,
presso la facoltà
di Giurisprudenza di Palermo, abbiamo
presentato l'Ass. Culturale al mondo uni-
e animata dalla comicità di Tony Guarino
il quale ha tenuto, presso l' atrio della
Facoltà, uno spettacolo di cabaret, mentre a seguire gli Zeinot, gruppo musicale
di giovani artisti, si sono esibiti con pezzi
rock dei Cranberries, Led Zeppelin … su
un palco 6 metri per 6 metri … un sogno!
A chiusura delle due giornate di manifestazione abbiamo brindato alla favola di
un gruppo di amici "stravaganti" che
sognando di sognare hanno dato vita a
questa nuova realtà: Nochiedonada!
* Vicepresidente dell’Associazione
versitario e non, con l' esposizione di
quadri d' arte contemporanea, curata dall'
Ass. culturale Intonarumori e un piccolo
rinfresco per i partecipanti. Nella seconda giornata, considerata l'affluenza del
giorno precedente, la mostra è stata aperta al pubblico fino a
notte tarda
ASSOCIAZIONI
Cuore che vede
Promuovere un'azione pedagogica, a partire
dalle comunità ecclesiali presenti nel territorio
di Pino Sclafani*
'Associazione "Cuore che vede"
nasce dall'esperienza del Centro
Caritas Maria SS. Assunta, opera
segno della Caritas Diocesana nel cuore del
quartiere Sperone ma che abbraccia un territorio vasto che va da Romagnolo a
Pomara. L'Associazione, d'ispirazione cristiana ed ecclesiale, prende il nome da una
espressione usata da papa Benedetto XV
nell'enciclica "Dio è amore", al n. 31 dove
parlando della carità operosa dice che il
programma caritativo di Gesù nasce da "un
cuore
che
vede".
L'Associazione
lavora,pertanto, in stretta collaborazione
con alcune parrocchie di periferia della
città, che operano in un contesto sociale
difficile dove alta è la disoccupazione e la
marginalità sociale ed in cui, particolarmente nelle zone delle case popolari, esiste
un grande bisogno di sostegno culturale,
morale ed economico alle famiglie, ai bambini ed ai giovani. In un contesto sociale in
cui la scarsa qualità della vita va insieme a
fatalismo e rassegnazione, l'associazione
"Cuore che vede" nasce con lo scopo di
promuovere un'azione pedagogica, a partire dalle comunità ecclesiali presenti nel
territorio. Attraverso l'esperienza della
"Banca del Tempo", si vuole contribuire a
creare un forte volontariato sociale, sensibilizzando le coscienze di tutti e, soprattutto dei giovani più disponibili, a svolgere
un lavoro sociale fruttuoso per migliorare il
quartiere. L'Associazione sostiene la necessita di promuovere una pedagogia dei fatti,
tanto cara ai giovani interessati a dare un
po' del loro tempo e delle loro capacità per
il volontariato sociale. Nel blog del sito
www.permecristo.it è possibile intercettare
i commenti dei giovani a testimonianza di
quanto detto. Il progetto in cui ciò si sta
sperimentando, con relativo successo, è
volutamente denominato" Costruire con i
giovani la civiltà dell'amore". Un progetto
innovativo di volontariato sociale dei giovani a favore dei fanciulli e dei ragazzi
bisognosi di aiuto in un quartiere difficile e
degradato della nostra città dove c'è grande
degrado ( non solo urbanistico ma anche
culturale e morale ) ed esclusione sociale.
Questa iniziativa di volontariato sociale nel
progetto "Costruire con i giovani la civiltà
L
dell'amore" è un'esperienza di accompagnamento educativo individualizzato ( peer
to peer ) con una consistente ricaduta sui
giovani volontari che possono raggiungere
i seguenti obiettivi:
1. Maturazione dei valori della relazionalità e della cittadinanza attiva.
2. Educazione all'impegno ed alla corresponsabilità sociale contribuendo allo sviluppo ed alla costruzione del tessuto sociale.
3. Rafforzamento delle dimensioni positive
della propria personalità
Il principio ispiratore del progetto è l'idea
che i giovani aiutano i giovani. Così attraverso l'iniziativa della Banca del tempo è
stato possibile avere la disponibilità di un
notevole gruppo di giovani liceali ed universitari ( più di 50 )che hanno offerto la
disponibilità di un'ora alla settimana e ciò
ha incoraggiato ad iniziare questo progetto
che vuole provare a mettere accanto ad un
ragazzo che soffre, un giovane che ama.
L'associazione, consapevole che Il quartiere ha urgente bisogno di una scossa psicologica e di una rete di sussidiarietà, ha
avviato un'animazione socio-culturale dei
minori e delle loro famiglie coinvolgendo
le istituzioni e le associazioni in una rete di
sussidiarietà che contrapponga il network
del bene al network del male, il capitale
sociale positivo a quello negativo.
L'Associazione punta sul progetto della
promozione del volontariato sociale per
tentare di scuotere l'ambiente affinché
superi quella sorta di sfiduciata rassegnazione in cui sono piombate le istituzioni
stanche dei tanti tentativi di animazione
andati a vuoto. I principali servizi che,
attualmente, l'Associazione si trova a compiere, in stretta comunione con la Caritas,
sono:
1 - L'ascolto e l'impegno a rispondere ai
bisogni delle famiglie avvalendosi dell'apporto di volontari preparati e competenti in
cui sono presenti figure importanti come
psicologhe, Assistenti sociali, consulente
legale.
2- Il servizio medico di Pediatria e
Ginecologia che è portato avanti da due
dottoresse volontarie.
3 - Servizio aggregativo delle donne e
delle giovani attraverso due laboratori:
ricamo e decoupage.
4 - Servizio aggregativo per i ragazzi attraverso due laboratori musicali: Laboratorio
di flauto e laboratorio del coro.
L'Associazione collabora con le Istituzioni
e le Associazioni del territorio, ma ha il
grosso problema di trovare spazi adeguati
per venire incontro ai bisogni emergenti
educativi dei minori che trovano solo nella
strada il loro spazio ludico ricreativo.
Oltre a mantenere e continuare a fare quanto già fatto finora, in prospettiva si vuole
continuare a promuovere il volontariato per
migliorare quanto si è iniziato a fare per i
minori e sviluppare nuove iniziative come
l'educativa domiciliare e l'educativa di strada in collaborazione con altre associazioni
di volontariato che hanno esperienza in
questo senso. L'associazione guarda con
interesse tutti i progetti che sviluppano la
cultura della legalità e lottano contro la
dispersione scolastica. In questa prospettiva si pensa di sviluppare, anche, un progetto che aiuti le famiglie a tenere pulito l'ambiente nel rispetto delle regole della convivenza civile e ciò si vuole concretizzare
attraverso il tema ecologico da portare
avanti sempre con l'aiuto di associazioni di
volontariato che operano con esperienza
nel settore ed in collaborazione con le istituzioni: Scuola ed Amia in particolare.
Si sta pensando a due giornate ecologiche
da fare una ad ottobre ed una a marzo e tra
esse l'organizzazione di un concorso ecologico.
Un grande importante evento si pensa di
fare per animare l'intero quartiere con una
grande festa popolare di grande risonanza
e richiamo quale il "Cantasperone".
Tale grande progetto ha bisogno di aiuto e
di sostegno da parte di tutte le Istituzioni ed
Associazioni della Città. Infine si pensa di
dotarsi di un mezzo di comunicazione
quindicinale (anche se di poche pagine ) in
grado di aiutare lo scambio delle informazioni e di comunicare speranza oltre ad
essere voce degli ultimi, degli emarginati e
di chi non ha voce ed ha bisogno di aiuto.
* Presidente dell’ Associazione «Cuore che
vede»
Mondo Solidale | 15 |
ASSOCIAZIONI
In memoria di Santi
Ci ha lasciato il fondatore dell'associazione A.S.A.I.D.A.
luminoso esempio di altruismo al servizio dei più deboli
di Gino Torre
l 25 Aprile del 2008, all'età di 86
anni, dopo circa due anni di sofferenze sopportate nella piena consapevolezza del suo male, ci ha lasciati Santi
Adragna, amorevolmente assistito dalla
dolce Anna,dai figli e dai nipoti. La sua
morte causa un vuoto incolmabile tra i
familiari, i molti amici, i numerosi colleghi e i moltissimi conoscenti che non
possono più contare sulla sua vasta cultura, sulla sua saggia esperienza, sulla
preparazione professionale, sulla sua
operatività nel sociale al servizio dei più
deboli e sul suo spontaneo e disinteressato aiuto nei momenti del bisogno.
Giovane medico neuro-psichiatra esercita la libera professione definendosi
"medico di strada" curando con dedizione i pazienti e instaurando un rapporto
amicale con i loro familiari anch'essi
bisognevoli di attenzioni particolari. In
questo stesso periodo frequenta, con
assiduità, i centri notturni dove trovano
ricovero, per brevi periodi, i poveri
"sbandati" della città, prendendosi cura
I
| 16 | Mondo Solidale
delle loro precarie condizioni di salute.
Per un certo periodo decide di aprire uno
studio medico che riscuote grande successo: le sale di attesa sono sempre stracolme di pazienti; ma, suo malgrado, è
costretto a porre fine all'iniziativa perchè
molto spesso è Lui a "pagare" i pazienti,
immedesimandosi del loro stato di indigenza. Subito dopo viene assunto
all'ospedale psichiatrico di Palermo dove
esercita con diligenza e impegno il suo
nuovo lavoro ma con un'intima sofferenza, perchè non è convinto che la istituzionalizzazione della malattia mentale in
un'apposita struttura ospedaliera sia il
mezzo più idoneo per la cura dei pazienti. Ecco perchè, a Palermo, Santi
Adragna è uno dei più convinti fautori
della legge 180 portata avanti dal
Basaglia col quale ha frequenti incontri
in congressi nazionali in cui vengono
dibattute le problematiche delle malattie
mentali e i nuovi protocolli d'intervento
per i pazienti, da attuare in centri territoriali di salute mentale previsti dalla stes-
sa legge. Dopo avere organizzato e diretto uno di questi centri viene nominato
Primario nel reparto di psichiatria dell'ospedale civico di Palermo dove conclude la sua carriera professionale. Dopo
il pensionamento continua il suo infaticabile attivismo occupandosi di volontariato nelle sedi dei "tribunali del malato"
di vari ospedali cittadini. All'età di 79
anni, come un giovane proiettato nel
futuro, dà vita con un gruppo di professionisti ad una Associazione autofinanziata (A.S.A.I.D.A.) che ha come finalità, l'assistenza e il sostegno socio-sanitario dei disabili anziani. In questa nuova
attività è infaticabile, ricco di iniziative e
luminoso esempio di altruismo al servizio dei più deboli per tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di collaborarlo.
Per quanto mi riguarda, desidero concludere questo sintetico ricordo della figura
di un vero e carissimo amico, con una
frase che mi ripeteva spesso e da me
ricambiata: "peccato che non ti abbia
conosciuto prima".
ASSOCIAZIONI
La forza della Provvidenza
Donata una cucina di comunità
all'associazione "Madre Serafina Farolfi"
di Mangano Amodio Aurora Fortunata*
'Ass. Madre Serafina Farolfi con i
propri volontari svolge molteplici
attività per il sociale a Palermo
dal 1997, infatti con grandi sacrifici,
forza e coraggio gestiamo 7 case alloggio, 4 vicino all' ospedale dei Bambini e
3 vicino al Civico, rivolte alle Famiglie
fuori provincia dei piccoli degenti dei
nosocomi palermitani; inoltre è attivo un
grande centro diurno per bambini presso
l'ex Convento Filippone, in vicolo
Filippone 14, in cui tutti i giorni si svolgono attività didattiche, ludiche, artistiche e ricreative per bambini dai 6 ai 13
anni ed infine in altri locali sopra la chiesa della Concezione al Capo, dove si
svolgono attività di dopo scuola e altre
iniziative per i
più piccini.
Linfa vitale per
portare
avanti
tutte queste attività a supporto
delle
famiglie
indigenti e dei
loro piccoli è certamente l'amore e
la passione che
ogni volontario
mette nel proprio
operato. Ma tale dedizione dev'essere
supportata anche dall'aiuto delle istituzioni preposte, che non sono sempre
attente e puntuali rispetto alle emergenze
del territorio.
In tale contesto la Provvidenza che si
veste delle strade più disparate ci aiuta e
ci sostiene, com'è successo con la cucina
L
di comunità da
poco donata a
questa Odv e con
l'attivazione dell'iniziativa estiva
E…Stiamo
Insieme.
Rispetto al primo
dono, da anni ed
anni si sognava
una cucina di
comunità, che è
diventata realtà
grazie alla generosità del
Rotary
International Distretto 2110 SiciliaMalta, con cui, grazie alla mediazione
del Tutor Prov.ale del Ce.S.vo.P. Dott.
F i c a n o
Adriano, si
è intrapreso
un percorso
conoscitivo
delle attività e della
storia dell'associazione, che si è
concluso
appunto con
la donazione di cui sopra.
Grazie a queste attrezzature si è potuto
anche aiutare altre realtà di volontariato
locale e regionale: infatti abbiamo dato
ospitalità al gruppo Scout Agesci di
Messina e Catania per il loro soggiorno a
Palermo, quale supporto logistico delle
loro attività nella nostra città.
Momento davvero emozionante e ricco
di partecipazione di piccoli utenti è stata
l'iniziativa E…Stiamo Insieme, due settimane di giochi, festa, socializzazione,
per 60 piccole e meravigliose "pesti" che
si è svolta al Centro Filippine dal
21/07/2008 al 01/08/2008.
Tale manifestazione ideata con la consulenza del Tutor Prov.ale del Ce.S.vo.P.
Dott. Ficano Adriano, e per la parte operativa dall'area promozionale, è stata
abbracciata dal Centro Servizi per il
Volontariato di Palermo, all'interno di un
contenitore progettuale più grande di
animazione territoriale, come primo
esempio corteo di impiego sociale della
cucina ricevuta in donazione e come
continuità d'intervento rispetto la colonia
estiva sviluppata l'anno scorso autonomamente dall'Odv Madre Serafina
Farolfi.
La motivazione cardine alla base di tale
intervento sul territorio è stata ed è quella della tutela dei minori e della loro età,
cercando di trasmettere una sana cultura
del gioco e del sano relazionarsi, che ha
però sempre bisogno di ulteriori e sistematici interventi che
possano garantire una continuità di azione grazie alla quale si
possa operare realmente per la
crescita delle anime e delle
coscienze per il territorio del
Capo e di tutta la città di
Palermo.
*Pres. Ass. Madrea Serafina
Farolfi
Mondo Solidale | 17 |
ASSOCIAZIONI
Volontariato e discipline olistiche
nuovi campi di intervento?
di Baldo Todaro
i intendono come discipline
Olistiche tutte quelle attività svolte da persone specializzate che
hanno alla base la considerazione che lo
stato di malattia non è altro che il risultato di un cattivo funzionamento dei meccanismi biologici della persona.
Conseguentemente, l'attenzione del terapeuta è volta alla persona nella sua interezza, alla rimozione di stati di squilibrio, al sostegno di elementi fisici, mentali, sensoriali che consentano il ripristino dell'equilibrio. Ovviamente tali pratiche non sostituiscono gli interventi di
carattere medico e sanitario ma si pongono quali ausiliari degli stessi.
Tra le discipline
olistiche più conosciute vi sono agopuntura, chiropratica, ipnosi, pranoterapia, shiatsu,
Yoga,
training,
massaggi
vari.
L'elenco completo
è molto lungo però
possiamo provare
a raggruppare le
varie discipline a
seconda dei campi
di intervento.
In un primo gruppo vi possiamo comprendere le discipline che intervengono
nella sfera psichica e comportamentale al
fine di rimuovere o alleviare stati di disagio latenti o legati a malattie cercando di
far conseguire ad un individuo uno stato
di benessere e serenità generale : Yoga
nelle sue varie specializzazioni - Analisi
Transazionale - Arte Terapia - Clown
Terapia - Educazione Prenatale e
Perinatale - Allattamento Naturale Training - ……..
In un secondo gruppo possiamo comprendere tutte le tecniche che prevedono
un contatto fisico con l'operatore attraverso massaggi o pressioni sul corpo :
Agopuntura - Agopressione - Shiatsu Cranio Sacrale - Chiropratica - Touch
For Heath - Auricoloterapia - Massaggi
(energetico - bioenergetico - ayurvedico
- californiano - ecc.) ……..
S
| 18 | Mondo Solidale
In un terzo gruppo possiamo comprendere quelle tecniche che utilizzano
movimenti lenti e dolci del corpo :
Antiginnastica - Tai-Chi - Danceability ……..
In un ulteriore gruppo possiamo elencare quelle tecniche che utilizzano prodotti naturali per procurare benessere :
Argilloterapia - Aromaterapia Idroterapia - Cristalloterapia - ………
Naturalmente possono essere fatti altri
raggruppamenti in quanto il campo delle
discipline in questione è molto vasto. La
maggior parte di loro sono in linea di
massima riconducibili alle medicine tradizionali orientali la cui validità è ormai
fuori discussione. Vi è semmai da porre
la dovuta attenzione alla preparazione
professionale ed al rigore comportamentale degli specialisti.
La breve descrizione fatta - seppure
alquanto schematica e se vogliamo generica - ci permette di intravedere campi di
attività di volontariato che già cominciano ad essere esplorati e che sarebbe utilissimo incrementare. Un dato incontestabile è che la nostra società è ormai
sempre più caratterizzata da un elevato
numero di persone della cosiddetta terza
età che, pur essendo ancora fondamentalmente valide sia dal punto di vista fisico che psichico, risentono dei problemi
propri dell'età non più giovane e della
poca attività fisica. Inoltre tanti individui
sono soggetti a stati di malattia che
necessariamente influiscono sull'umore ,
a stress ed insoddisfazione che non con-
sentono loro di "star bene" con se stessi e
con gli altri. Infine ci sono gli individui
affetti da disturbi per lo più articolari che
vengono da loro sopportati senza che vi
siano interventi sociali a loro sostegno.
Potremmo quindi delineare i campi di
intervento di un volontariato moderno
attento alle nuove necessità della popolazione facendo riferimento ai gruppi di
discipline cui si è accennato.
Vi sono già esempi a Palermo per quanto riguarda il primo gruppo: L'attività di
volontariato nel campo dell'Educazione
Prenatale e Perinatale e particolarmente
dell'Allattamento Naturale è svolta nei
confronti delle donne in stato di gravidanza, successivamente sostenendole
nella pratica dell'allattamento al seno che
comporta anche risvolti psicologici nelle
mamme. Durante la gravidanza e nei
primi mesi dopo la nascita il benessere
psicofisico del bambino dipende enormemente dalla salute, dalla serenità e
dallo stile di vita dei genitori. Inoltre con
l'attaccamento al seno il bambino entra
in comunicazione con il mondo esterno e
sperimenta protezione, calore, piacere ed
intimità. Da alcuni mesi si è ufficialmente costituita a Palermo l'Associazione
"Cerchi di Vita" che già da alcuni anni
svolgeva la sua attività con il sostegno di
personale specializzato ospedaliero. Nel
campo della Clownerie già dal 2004 operano a Palermo i volontari della
Associazione "Viviamo in Positivo" che
applicano i principi della clown terapia,
strumento per affrontare situazioni di
dolore e di disagio attraverso un approccio basato sul gioco e sul buonumore.
Con il loro intervento i "dottori clown"
migliorano la qualità della vita dei
pazienti e li aiutano, attraverso il gioco, a
comprendere ed elaborare le emozioni
che derivano dal loro stato. Attività alta-
ASSOCIAZIONI
mente meritoria nel caso dei bambini
ricoverati in reparti oncologici. Altre
sezioni di V.I.P. sono attive a Catania e
Messina.
Per quanto riguarda il secondo gruppo le
uniche realtà di attività di volontariato si
riferiscono: a quella svolta da una Onlus
di Caltagirone che già dal 2002 effettua
gratuitamente con i suoi operatori di
Shiatsu trattamenti nei confronti dei sordomuti assistiti dell'Ente Nazionale
Sordomuti di Catania, dei soci
dell'Università delle Tre Età, dell'Auser,
degli anziani della Casa di Ospitalità "A.
Aldisio" di Gela, di persone con disagi
fisici, psicomentali e visivi di Augusta,
degli ospiti del C.T.A. della A.U.S.L. n.
3 di Caltagirone e di altri ancora presso
l'Azienda Ospedaliera S. Elia di
Caltanissetta,
degli
utenti
dell'A.N.F.F.A.S. di Favara. A Palermo
soltanto nel settembre 2007 è iniziata
l'attività di volontariato da parte di un
gruppo di operatori shiatsu formatisi con
i corsi che dal 2004 vengono realizzati
nella città da una Scuola Shiatsu di
Firenze. La loro attività di volontariato
consiste nel prestare la loro opera gratuitamente a favore dei ragazzi cerebrolesi
assistiti dalla Associazione Recupero
Cerebrolesi (A.R.C.) nata nel 1991 su
iniziativa di alcuni genitori. Il gruppo
degli operatori shiatsu preliminarmente
ha svolto un corso base rivolto alle
mamme dei ragazzi per spiegare loro i
principi e le tecniche dello shiatsu e per
insegnare loro a praticare piccoli interventi nei confronti dei loro figli. Per
alcuni giorni al mese i volontari intervengono non solo con massaggi nei confronti dei ragazzi ma continuano la loro
opera nei confronti delle mamme al fine
di realizzare, attraverso il massaggio
shiatsu da loro praticato, un percorso di
sollievo psicologico e comportamentale
che le aiuta nella difficile condizione
quotidiana. Non si conoscono ulteriori
esperienze di volontariato realizzate da
altre associazioni che utilizzano le tecniche delle discipline di cui parliamo. Non
c'è dubbio però che sarebbe di grande
importanza sociale che sorgessero associazioni con lo scopo di intervenire in
settori nei quali alcune discipline olistiche possano essere praticate a favore
della collettività. L'Antiginnastica ed il
Tai Chi, ad esempio, sono esperienze
corporee che utilizzano movimenti dolci
e semplici ma estremamente precisi che
consentono di imparare ad ascoltare il
proprio corpo coinvolgendo tutte le parti
di esso e ricercando l'equilibrio tra la
muscolatura anteriore, spesso sottoutilizzata, e quella posteriore, contratta e rigida. Per quanto detto prima gli anziani e
le persone nei confronti delle quali l'intervento sociale pubblico è carente
sarebbero i destinatari ideali di nuove e
moderne associazioni di volontariato.
Mondo Solidale | 19 |
ASSOCIAZIONI
Io ero al giro
I volontari dell'associazione
ciclistica al giro d'italia
di Giovanna D’Angelo
o ero al giro! Non ero dietro ad una
transenna, non ero affacciata al balcone di casa mia e non ero tra la folla
dei curiosi che passeggiavano in una
affascinante via Ruggero Settimo effervescente di preparativi alla partenza; non
ero lì a sbalordirmi dinanzi a quelle ruote
con soltanto 3 raggi, a ridacchiare dinanzi a quella strana bicicletta bassa bassa
sul davanti e più alta dietro. Non ero tra
le bande di piciuttieddi all'inseguimento
del cappellino dello sponsor, "io ho questo e tu non ce l'hai", "guarda là! Quelli
ne stanno lanciando degli altri!" Io non
ero sul lungomare di Mondello, sconcertata ed un po' delusa, perchè "sono troppo veloci!" questi campioni sono silenziosissimi, neanche spostano l'aria, riesci
a malapena a vedere il colore della
maglia!"
Eppure io c'ero! Sono arrivata insieme ad
altri 11 tandem proprio lì alla partenza
del giro, dentro al circuito, io ero lì da
protagonista, ero tra coloro che hanno
fatto da apripista al giro d'Italia, a Piazza
Politeama e all'ultimo tratto della tappa
Cefalù-Agrigento. Ancora oggi, prima di
decidere di fissare le mie emozioni e
poggiare le dita sulla tastiera del mio
portatile,continuo a ripetere tra me e me
queste due parole "apripista", "giro
d'Italia"...ma chi l'avrebbe mai detto...
Un mese fa circa, un amico che riesce
alla fine sempre a coinvolgermi, mi è
venuto a trovare a casa insieme ad un
veterano ciclista, hanno portato un tandem in disuso, hanno insistito affinchè io
provassi a fare un giro e confesso assai
titubante, mi sono lasciata convincere ad
uscire l'indomani mattina per una passeggiata insieme a tutto il gruppo di già
esperti ciclisti e tandemisti. Ero sbalordi-
I
| 20 | Mondo Solidale
ta quando, a prima uscita, sono arrivata a
Villagrazia di Carini e non ho accusato
alcun dolore alle gambe; ho ringraziato
per questo, la mia costanza nel frequentare la palestra vicino casa, ero assai contenta e stupita di me stessa. Da quel giorno, è stato un susseguirsi di uscite quasi
giornaliere, un fare miei preziosi tesori, i
consigli della mia guida, un incontrare su
strada e fare amicizia con altri "chicchi",
prova questa e quella sella, miglioriamo
i rapporti per le salite, cambia il filo dei
freni ma sopratutto, è stato una scoperta
di me stessa, ce la potevo fare, chilometro dopo chilometro, salita dopo salita.
Ero l'ultima arrivata ed i miei nuovi compagni tandemisti mi incoraggiavano ma
sopratutto Silvano, la mia guida, ormai
una amico per me, mi dava fiducia, una
fiducia che assolutamente non avevo nei
miei confronti. Occhi umidi e falsa indifferenza quando sono arrivata in cima al
monte Pellegrino, avrei urlato di gioia,
ho chiamato la mia mamma con il cellulare, ce l'avevo fatta, ero paonazza ma ce
l'avevo fatta. Non avevo soltanto scalato
con il tandem il monte che sovrasta la
mia città, avevo vinto una scommessa
con me stessa: cosa importava essere una
non vedente, dietro sul tandem io sono
uguale agli altri, pedalo e vado.
E poi...fare da apripista al giro d'Italia!
Io, una neofita ciclista non vedente, tra le
stelle del ciclismo mondiale. Eravamo
una squadra di 22 completini bianchi,
blu e fuxia, tutti uguali, tutti in sella a
tandem preparati da corsa, qualcuno più
qualcuno meno; persone e mezzi protagonisti per pochi momenti alla partenza
del giro d'Italia. Emozionata... assai
riduttivo: avevo intorno i miei compagni
di squadra e li sentivo vitali, percepivo i
loro battiti accelerati e serpeggiava tra di
noi una incontrollabile voglia di prenderci in giro. Una foto di gruppo, una con il
mitico Moser, appena finisce il numero
di danza con i palloni, partiamo...pedala-
re in gruppo sull'asfalto di Via Libertà
sul quale, tra poco, dopo di me sfrecceranno campioni venuti qui nella mia
Palermo da tutte le parti del mondo. Non
se la prenderanno a male se faccio mia
una briciola della loro gloria, se faccio
miei soltanto una decina di chilometri
dei loro 3400 lungo lo stivale italiano.
Loro non si accorgeranno neanche di me
ed invece per me saranno pochi momenti di gloria, un ricordo, una emozione da
conservare e da tirare fuori all'occorrenza nei momenti neri della mia vita.
Siamo pronti, tutti in sella, Bianca, Ciro,
Gressy, Giuseppe, Rita, Girolamo,
Francesca, Leonardo da Agrigento,
Peppino, Piero e le nostre rispettive
guide, in formazione, affiancati due per
due, ho agganciato il piede destro al
pedale e sarà proprio Moser a darci il
via: ho un nodo alla gola, non vedo niente ma non importa, mi basta la mente per
vedermi, sono alla partenza del giro
d'Italia... ho una lunga strada dinanzi da
percorrere, rettilinei, tornanti, grandi
viali alberati, polverose strade di campagna, curve a gomito, bivi, lunghe ed estenuanti salite, stringi i denti e pedala, ce la
puoi fare, riuscirò ad arrivare alla fine,
c'è sempre una discesa dopo una salita, il
vento mi sferzerà il viso, potrò smettere
per un pò di pedalare, potrò lasciare il
manubrio e sentirmi libera di alzare le
braccia al cielo, ce lo fatta...ma... sono
davvero al giro d'Italia o...è la mia vita?
Ringraziamenti di vero cuore a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo:
la Regione Siciliana - il Dipartimento
Regionale della Protezione Civile - il
Comando Provinciale Vigili del Fuoco di
Palermo - dei Comuni di Palermo Agrigento - il CONI C.R. Sicilia Istituto per Ciechi I. Florio - F. ed A.
Salamone di Palermo - la F.C.I. C.R.
Sicilia - il C.E.S.VO.P. di Palermo - Con
la partecipazione del G.S. AVITI di
Palermo - il G.S. dei VVF di Palermo.
ASSOCIAZIONI
Regala-ti un sorriso
People raising ad Alia:
i giovani incontrano le associazioni
di Francesca Costanza
ei giorni 6, 11 e 13 luglio u.s. si
è svolta ad Alia la campagna di
sensibilizzazione al Volontariato
promossa dalla locale Associazione
MISERICORDIA, con il patrocinio del
CE.S.VO.P. all'interno della progettualità di People Raising Ce.S.Vo.P. RegalaTi un sorriso. All'inizio, quando è stata
proposta ai giovani e meno giovani
volontari questa iniziativa, nata con la
collaborazione ed il sostegno del Tutor
Prov.ale Palermo Ce.S.Vo.P. Dott.
Ficano Adriano, ho notato dei volti interessati ma un po' perplessi, perché vi è
sempre una certa riluttanza ad allontanarsi dalla normalità e dalle abitudini
operative, e l'innovativa proposta di
contattare i giovani nei luoghi da loro
frequentati abitualmente ( pub, pizzeria,
discoteca, ecc. ) per avvicinarli, è sembrata alquanto bizzarra e di difficile
attuazione. La voglia di ricercare nuove
risorse vitali ed energetiche per portare
avanti le molteplici attività dell'associazione ha comunque incoraggiato tutti a
scendere in piazza per contattare direttamente i giovani aliesi.
Così, domenica 6 luglio, i giovani
Volontari della Misericordia si sono dati
appuntamento alle ore 22,00 per fare un
giro in paese e raggiungere i giovani che
nel frattempo si andavano " adunando "
nei luoghi da loro frequentati.
Immaginate lo stupore di quei ragazzi
che, al bel fresco di una serata estiva, sta-
N
vano ad oziare guardandosi in faccia
l'uno con l'altro, senza vedersi, quando
hanno visto arrivare i Volontari in divisa
" sanitaria " e tutti insieme ( c.a. 30 ),
quale esempio diretto e forte dell'impegno giovanile del mondo del
Volontariato. All'arrivo dei giovani
Volontari si è pensato subito ad un incidente o qualcosa di catastrofico. Ma i
Volontari, con il sorriso sulle labbra,
hanno saputo spiegare, con garbo e convinzione, il motivo di quella " invasione
di campo ", invitando i presenti alla festa
in programma il venerdì successivo nei
locali della nostra Associazione.
Nel secondo momento di festa e di
aggregazione ( venerdì 11 luglio ) i giovani, invitati nella prima serata, si sono
recati al centro dove ha la sede la nostra
Associazione e con loro abbiamo trascorso una bellissima serata proponendo
immagini sulle attività di Volontariato
che la Misericordia svolge, allietando la
serata con musica, balli e karaoke e
distribuendo gadget a ricordo della serata. La loro massiccia presenza (erano c.a.
120) ha entusiasmato i nostri animi che
per certi versi erano abbastanza scettici.
Tutti i partecipanti sono stati invitati a
prendere parte, la domenica successiva,
ad un altro incontro dimostrativo pratico
di volontariato. Nella terza fase ( domenica 13 luglio ), i giovani Volontari della
Misericordia hanno dato vita ad una vera
e propria dimostrazione pratica delle tec-
niche di Primo Soccorso , barellaggio,
montaggio tenda, supportati dalla proiezione di altri filmati afferenti le attività
svolte dal gruppo di Protezione Civile.
Anche in questa ultima fase conclusiva
della nostra campagna di sensibilizzazione, erano presenti parecchi giovani ( c.a.
150 + 40 volontari ). A conclusione della
manifestazione è stato offerto un rinfresco a tutti i partecipanti. Le serate dedicate a tale iniziativa di people raising
sono state molto coinvolgenti e sicuramente hanno incuriosito quanti, dall'esterno, guardavano la nostra
Associazione di Volontariato solo come
un servizio/dovere che alcune persone di
buona volontà mettono a disposizione
della nostra piccola comunità. La presenza di giovani nella nostra Associazione
indubbiamente svolge un ruolo determinante che fa da traino nei confronti di
altri giovani che non vivono, ancora,
l'esperienza del volontariato.
Grazie all'impegno e all'esempio diretto
dei nostri giovani Volontari, si è riusciti a
smuovere il torpore di molti ragazzi aliesi, che si sono avvicinati all'associazione,
con l'intento di farne parte e diventare
anch'essi volontari, che potranno essere
utilissimi nelle prossime iniziative che
quest'Odv implementerà nel territorio.
* volontaria Misericordie di Alia
Mondo Solidale | 21 |
ASSOCIAZIONI
Protezione civile e volontariato: ANPAS
Intervista al Dott. Lorenzo Colaleo,
presidente dell'ANPAS
di Nunzio Bruno
l sistema della Protezione civile in
Sicilia e il contributo dei volontari
sono i principali argomenti che
abbiamo affrontato con il nuovo presidente dell'ANPAS Sicilia. A lui abbiamo
rivolto alcune domande per conoscere
funzioni, ruoli e potenzialità del volontariato nella salvaguardia della persona e
dell'ambiente.
I
1. Dott. Lorenzo Colaleo, innanzitutto,
direi di presentare la sua associazione.
Cosa è l'ANPAS?
R: L'Associazione Nazionale Pubbliche
Assistenze è, oggi, il più grande movimento laico di volontariato nel territorio
nazionale. Infatti, nato nel 1860, fu fondato in Federazione nel 1904 a Spoleto e
trasformato in Associazione Nazionale
nel 1987 a Lerici. L'Anpas, presente con
più di 860 associazioni affiliate in tutta
italia e 180 sezioni dislocate in tutte le
Regioni , è rappresentata in 16 Regioni
attraverso le proprie emanazioni di
secondo Livello ( Comitati Regionali )
che coordinano e raggruppano, sotto la
stessa bandiera, tutte le 860 associazioni.
I soci sostenitori sono più di 700.000.
I volontari attivi con formazione adeguata sono 100.000; i giovani in Servizio
Civile Nazionale sono 2.000 e 1.980
sono gli operatori professionali.
Emergenza sanitaria "118" e soccorso
sanitario sono storicamente le attività
prevalenti dell'ANPAS, tanto che il 40%
del trasporto sanitario in Italia è oggi
svolto dalle Pubbliche Assistenze.
In protezione civile l'ANPAS ha una propria struttura articolata a livello nazionale e regionale in grado di intervenire
rapidamente e con efficacia in Italia e
all'estero per come ha già, più volte,
dimostrato.
L'ANPAS è, inoltre, Movimento autorizzato alle adozioni internazionali in
Armenia, Bulgaria, Costa Rica, Gambia,
Kenia, Mauritius, Nepal, Repubblica
Domenicana, Senegal, Sri Lanka,
Taiwan e Venezuela e molteplici sono i
progetti di cooperazione internazionale
| 22 | Mondo Solidale
attivati.
L'ANPAS è attore protagonista del
Forum del Terzo Settore e, anche attraverso di esso, interlocutore importante
delle istituzioni a tutti i livelli per le politiche sociali e lo sviluppo del ruolo e
della cultura del volontariato.
I servizi sul territorio sono svolti con
2.700 ambulanze, 1.600 automezzi per
servizi sociali e 500 automezzi specializzati in protezione civile. L'impegno
sociale ed assistenza in diverse aree della
marginalità: portatori di handicap, anziani, carcerati, tossicodipendenze, AIDS,
immigrati ed extracomunitari, Attività
internazionali: accoglienza, aiuti e assistenza socio-sanitaria (ex Jugoslavia,
Chernobyl,
Bulgaria,
Saharawi),
Emergenza "118", trasporto ammalati e
feriti, Guardie mediche e Centri
Ambulatoriali,
Servizio
Civile
Nazionale, Corsi di formazione per
volontari e cittadini. Ecco, seppur in
maniera sintetica e chiaramente non
esaustiva questa è l'ANPAS.
2. In poche battute, potrebbe spiegarci
come è strutturata la protezione civile in
Sicilia?
R: Credo che Lei si voglia riferire alla
Protezione Civile in generale ed in particolare a quella Regionale!! Se così è Le
dico subito che molto è stato fatto ma
rispetto al resto del territorio italiano
molto ancora vi è da fare. Se pensa che la
legge Istitutiva del Servizio Civile
Nazionale è dell'anno 1992 (Legge 225)
e che la Regione Siciliana ha recepito la
stessa e provveduto ad istituire l'Ufficio
Regionale nel 1998 con legge n. 14,
capirà bene come si siano persi degli
anni preziosi per la crescita in questo
importante settore. A ciò aggiunga la sordità degli Enti Locali a redigere pianificazioni di emergenza e istituire I Centri
Operativi Comunali, si renderà perfettamente conto di quanto ancora vi è da
fare. Non basta aver costituito gli Uffici
Provinciali del Dipartimento Regionale
se non vengono supportati da tutti gli
Enti Comunali, primo ed importante
anello nel sistema di protezione civile.
Vede, la "macchina della Protezione
Civile " è come una catena di montaggio,
ognuno deve svolgere il proprio ruolo
senza interruzioni, ognuno deve operare
con piena coscienza, per far si che l'intera catena funzioni a beneficio delle cittadinanze. Purtroppo in Sicilia, e non solo
in Sicilia, tutto ciò non è stato perfettamente compreso.
3. Dr. Colaleo, in questo sistema come
viene tenuto in considerazione il volontariato e quale ruolo ricopre?
R: Apprezzo il ruolo che ultimamente sta
svolgendo il Dipartimento Regionale di
Protezione Civile e lo stimolo che lo
stesso dà, attraverso l'Ing. Cocina, al
mondo del volontariato. A Cocina riconosco di essere tra i pochi dirigenti ad
aver perfettamente compreso l'importanza di questo mondo e la necessità di renderlo autonomo ed operativo per essere il
braccio operativo in emergenza.
Purtroppo agli sforzi effettuati dall'Ing.
Cocina non sempre seguono gli atti consequenziali da parte degli Enti Locali. In
una parola occorrerà al più presto modificare anche la norma regionale al fine di
far divenire in ogni comune, dal più
grande al più piccolo, strumento importante ed essenziale il Volontariato sempre e comunque quale supporto agli Enti
istituzionalmente preposti alla previsione, prevenzione ed emergenza, riconoscendo il ruolo delle Organizzazioni in
tutte le fasi operativa previste dalla normativa e non considerandoli unicamente
solo "squadre di operai" o fonti di "voti".
Bisogna comunque sottolineare che
anche il mondo del volontariato non è
avulso da colpe nel senso che non sempre le associazioni hanno nel proprio
interno l'esclusivo scopo del bene comune e la gratuità delle prestazioni. Ecco
perché consiglio a chi si avvicina a questo meraviglioso mondo di fare scelte
oculate preferendo organizzazioni solide
e ben gestite.
ASSOCIAZIONI
Solo attraverso un sistema trasparente,
legale e legittimo, l'intero mondo del
volontariato potrà essere preso in considerazione e ricoprire ruoli sempre più
importanti e specialistici per come avviene nelle Regioni quali il Friuli ed il
Trentino.
4. Torniamo alla sua associazione. Quale
contributo dà l'ANPAS, a livello regionale, al sistema protezione civile?
R: Desidero chiarire subito che non è la
mia Associazione ma unicamente
l'Associazione in cui milito sin dal 1996
e di cui, oggi, immeritatamente, ho il
compito di rappresentarla a livello
Regionale. Credo che l'ANPAS Sicilia
abbia sempre dato un notevole contributo al sistema di Protezione Civile
Regionale, attraverso i propri dirigenti,
ma ancora di più attraverso i propri
volontari che, da qualunque città e paese
della Sicilia, non si sono mai sottratti agli
interventi nel territorio Siciliano ed
anche all'estero in occasione di richieste
da parte del Dipartimento Regionale di
Protezione Civile. La forza del
Movimento che rappresento sta anche
nella sua compattezza nazionale e nel
saper, qualora e speriamo mai necessario, di poter contare su tutte le altre
Regioni ad iniziare dalla Calabria e la
Sardegna, per finire alla Liguria, il
Veneto e la Lombardia. Infatti l'Anpas,
nella sua interezza, ha un proprio sistema
di protezione civile con una propria sala
operativa nazionale alla quale qualunque
Comitato Regionale può affidarsi per
ricevere aiuti in termini di uomini e
mezzi.
5. Lei è Presidente regionale dell'ANPAS
da qualche mese, quali sono i suoi progetti? Quali prospettive vuol dare alla
sua associazione?
R: Sono centinaia i progetti che molte
volte divengono sogni che ogni persona
vorrebbe mettere in campo per lasciare
un segno del proprio passaggio. Io alcuni di questi sogni li ho già fatti divenire
progetti e realizzati. Gliene citerò a
memoria alcuni di questi:
- la convenzione, già operativa, con il
Dipartimento Regionale, un centro di
Formazione e l'Università di Enna Facoltà di Ingegneria di Protezione
Civile, che specializzerà nel campo della
Protezione Civile circa 30 volontari
attraverso un corso universitario di 300
ore con attestato di qualifica finale;
- la convenzione, già firmata con
l'Università di Enna e presentata a quella
di Palermo, attraverso la quale, ai sensi
della vigente normativa, tutti i volontari
di servizio civile che espleteranno tale
servizio in una qualunque Pubblica
Assistenza siciliana, potranno beneficiare, di circa 18 crediti formativi per le attività svolte;
- la convenzione in fase di apposizione di
firma per il tirocinio dei laureandi in
Protezione Civile ed in Psicologia nelle
Pubbliche Assistenze con validità formativa ai fini dei crediti;
Queste le cose da un punto di vista istituzionale a questo aggiunga che abbiamo
attivato un sito internet molto consultato
all'indirizzo www.anpas-sicilia.it ed
aperto, grazie ai volontari, gli Uffici per
settore di attività ed attraverso ciò stiamo
ricevendo quasi giornalmente richieste di
adesione da tutto il territorio Siciliano.
A ciò aggiunga la mia intenzione di consolidare e riprendere un rapporto con i
Centri di Servizio del Volontariato che
reputo, oggi, un importante motore per la
crescita dei Volontari e per la realizzazione di importanti progetti fornativi.
In considerazione di quanto ho detto
spero di poter dare, entro massimo tre
anni, una prospettiva di movimento solido e presente in tutta la Sicilia facendolo
divenire tra quelli con più presenze nei
vari territori.
Lei mi dirà: progetto ambizioso?...... Le
rispondo con una citazione di un noto
scrittore inglese:
"Tutte le ambizioni sono giustificate
eccetto quelle che si arrampicano sulle
miserie e sulla credulità umana" Joseph
Conrad
Grazie a Lei.
Mondo Solidale | 23 |
ASSOCIAZIONI
Minori, maltrattamenti e abusi
I requisiti di qualità per le strutture che accolgono le vittime.
Ilenia Adamo*
N
ell'assemblea nazionale del
CISMAI - il Coordinamento
Italiano dei Servizi contro il
Maltrattamento ed Abuso all'Infanzia
tenutasi a Cosenza il 28 settembre 2001,
è stato approvato un interessante documento, elaborato dalla Commissione
Scientifica del coordinamento che si è
occupata dell'accoglimento dei bambini
vittime di maltrattamento.
Il documento è finalizzato alla definizione dei "requisiti" che i centri residenziali
per minori devono avere per poter gestire una corretta presa in carico di minori
maltrattati o abusati, allontanati temporaneamente dal nucleo familiare per
intervento dell'autorità giudiziaria.
Si propone di definire le diverse funzioni che i centri residenziali devono svolgere, gli strumenti di cui si devono dotare, nonché l'organizzazione necessaria al
loro adeguato operare.
Funzioni, strumenti e organizzazione
sono stati calibrati in relazione alla tipologia dell'utenza (minori in situazioni di
crisi e le cui condizioni psicofisiche sono
fortemente compromesse dai traumi
subìti) e alla complessità del contesto
(familiare, sociale, clinico, giudiziario)
in cui l'intervento dei centri residenziali
si viene a collocare.
In tali situazioni, pur svolgendo nella
quotidianità le essenziali funzioni educative necessarie alla crescita dei bambini,
le comunità devono attivare nei confronti delle persone accolte specifiche azioni
a valenza protettiva e terapeutica.
Date le sue caratteristiche di intervento
sulla crisi, la durata del progetto d'inserimento nella comunità deve essere contenuta nei tempi strettamente necessari allo
svolgimento degli accertamenti diagnostici sul minore e alla valutazione prognostica circa le possibilità di recupero
dei genitori o di altri familiari, per garantire alla vittima la possibilità di godere
del suo diritto a vivere in famiglia, la
propria o adottiva/affidataria, in caso di
persistente inadeguatezza della famiglia
biologica.
Il documento si collega ai precedenti
documenti CISMAI "Dichiarazione di
| 24 | Mondo Solidale
consenso in tema di abuso sessuale all'infanzia" e "Requisiti minimi dei servizi
contro il maltrattamento e l'abuso all'infanzia", di cui è un'integrazione rispetto
alla funzione delle comunità d'accoglienza.
Ribadisce la necessità, nelle differenti
fasi dell'intervento, di una forte integrazione interprofessionale
tra i differenti operatori coinvolti, di
un'elevata specializzazione rispetto ai
problemi affrontati, e di un'adeguata
capacità di rapportarsi con il percorso
giudiziario in cui il minore e la sua famiglia sono coinvolti.
In particolare, si ritiene che il lavoro
della comunità d'accoglienza debba presupporre la presenza di un'équipe psicosociale che abbia in carico il caso e sia
distinta dall'équipe educativa. Rispetto a
tale équipe psicosociale, la comunità
d'accoglienza si costituisce come risorsa
integrata all'interno dell'intervento complessivo.
Nella definizione dei requisiti strutturali
ed organizzativi, si fa riferimento alle
normative nazionali integrate dalle normative regionali secondo l'art. 11 della
Legge 328/2000.
In attuazione dell'art.11 della Legge
328/2000 (Legge Quadro Interventi e
Servizi Sociali), il Decreto della
Presidenza del Consiglio dei Ministri
n.308 del 21/5/01 ha definito i "requisiti
minimi strutturali e organizzativi" per i
servizi residenziali e semi-residenziali.
Relativamente alla Regione Siciliana, il
mancato recepimento della L. 328/00 ha
determinato il permanere - nell'ambito
dei servizi socioassistenziali - degli standards strutturali ed organizzativi previsti
dalla L. 22/86. Oggi quindi diviene difficile, anche quando appare una logica
conseguenza legata alla complessità del
quotidiano ed alle urgenze in termini di
bisogni e di risposte, specializzare le
strutture residenziali per minori in
Sicilia, ancor di più se quelle strutture
operano in convenzione con l'ente locale
il quale riconosce ed applica solo quanto
previsto dalla L. 22/86. In linea con il
documento del C.I.S.M.A.I. dovono
essere realizzate strutture residenziali
con le seguenti caratteristiche: la comunità, che accoglie minori vittime di maltrattamento e abuso, si qualifica come un
contesto capace di fornire al minore la
protezione dalle forme di abuso subite,
l'accompagnamento più idoneo nelle
varie fasi dell'intervento previsto dal progetto di rete, e il sostegno funzionale al
superamento delle condizioni di pregiudizio vissute. In tal modo, assume valenza terapeutica in ordine alla riparazione
del trauma subito dal minore.
Le funzioni da essa espletata sono: protezione efficace ed immediata del minore rispetto ai rischi di ulteriore vittimizzazione; sostegno adeguato del minore
nei momenti critici e nelle fasi più delicate del percorso;
osservazione del
bambino rispetto ai danni fisici e psichici subiti e alle risorse presenti sia a livello individuale, sia a livello relazionale;
osservazione e sostegno delle relazioni
tra il bambino e i familiari (se non sospese dall'autorità giudiziaria) e della loro
evoluzione nel tempo; offerta di esperienze relazionali correttive, adeguate ai
bisogni evolutivi del minore; facilitazione alla rielaborazione delle esperienze
traumatiche vissute; rinforzo agli interventi dell'equipe psicosociali su minori e
genitori; accompagnamento del minore
seguente alla valutazione (rientro in
famiglia, affido, adozione).
Gli strumenti e le azioni che la caratterizzano prevedono la predisposizione di
spazi e tempi adatti al momento dell'accoglienza e al primo periodo di inserimento che aiutino il minore a comprendere il significato dell'intervento protettivo; l'esercizio attivo della vigilanza
rispetto a possibili intromissioni o interferenze di adulti pregiudizievoli in
accordo con il servizio affidatario; il
monitoraggio dei contatti e delle visite
tra genitori e bambino e loro registrazione; la chiarificazione al bambino del percorso istituzionale all' interno del quale
lui e la sua famiglia sono inseriti e delle
diverse figure istituzionali coinvolte nell'
intervento; il dialogo con il minore in
merito alle difficoltà vissute all' interno
ASSOCIAZIONI
della propria famiglia e al percorso che
gli stessi genitori stanno compiendo; il
lavoro di preparazione e di sostegno del
contesto sociale (scuola, tempo libero,
sport) che accoglie il minore tramite un
uso corretto delle informazioni circa la
sua storia e le sue problematiche da
attuarsi in collaborazione con il servizio
sociale territoriale; l' utilizzo di modalità osservative documentabili sui comportamenti del minore e sulle sue relazioni
significative; il riconoscimento e ascolto del materiale simbolico portato dal
minore nelle attività quotidiane e nel
gioco; l'organizzazione della vita della
comunità che garantisca un adeguato
controllo sulle possibili interazioni problematiche tra i minori (comportamenti
aggressivi, comportamenti sessualizzati);
gli interventi educativi basati sul bilanciamento tra contenimento e comprensione dei comportamenti problematici e sintomatici;
l'organizzazione di attività
individuali e/o di gruppo atte a valorizzare le capacità del bambino nella costruzione di un'identità personale positiva ed
a promuovere spazi di "normalità"; la
presenza degli educatori accanto al minore nei vari momenti del percorso giudiziario (perizie, audizione protetta, visite
mediche...) in accordo con le decisioni
della magistratura e del servizio sociale
affidatario; l'attivazione di alleanze educative con genitori valutati recuperabili
ed aiuto al bambino nel riconoscimento
del cambiamento avvenuto; nel caso di
genitori valutati irrecuperabili collaborazione con la famiglia affidataria (o altre
strutture educative) o adottiva nel percorso di accoglienza del minore; le riunioni periodiche di raccordo con l' equipe
psicosociale; le riunioni di equipe per la
progettazione e la verifica degli interventi; gli spazi di analisi e rielaborazione
dei vissuti emotivi degli educatori.
L'organizzazione prevede la presenza di
un'equipe costituita da personale professionale educativo qualificato; il rapporto operatori-utenti consente una corretta
integrazione tra l'esercizio delle quotidiane funzioni di accudimento e cura e la
possibilità di un intervento mirato alle
specifiche esigenze di tutela e riparazione. Nell'organizzazione del lavoro viene
quindi ad essere prevista una costante e
consistente co-presenza di operatori;
l'organigramma della comunità, prevedere la presenza di una figura di coordinatore dell'equipe che garantisce la coerenza degli interventi educativi, la loro connessione con il lavoro dell'equipe psicosociale ed il collegamento con la rete
esterna, eventualmente avvalendosi della
collaborazione di altre figure professio-
nali come quella dell'assistente sociale;
al fine di garantire un adeguata assistenza sanitaria ai minori accolti e per raccogliere ulteriori elementi utili ai fini valutativi la comunità ha stabilito una collaborazione stabile con un medico pediatra; oltre agli standard strutturali indicati dalla normativa vigente le modalità di
accesso alla comunità sono state rese idonee a garantire la protezione del minore
da eventuali comportamenti intrusivi o
violenti; sempre dal punto di vista strutturale (spazi, arredi, ecc) gli ambienti
sono organizzati in modo da limitare il
più possibile i rischi derivanti da condotte pericolose messe in atto dai soggetti
ospitati in momenti di crisi.
Infine l'equipe educativa ritiene parte
integrante del proprio lavoro una formazione permanente che permetta sia di
sviluppare competenze relazionali ed
emotive specifiche per un'adeguata
gestione dei rapporti con i minori e con le
loro famiglie, che di acquisire e aggiornare le conoscenze in merito al ruolo
svolto dalle differenti figure istituzionali
coinvolte nella gestione dei casi.
* Consigliere coordinatore GdL
«Professione e politiche sociali». Ordine
degli Psicologi della Regione Siciliana
Mondo Solidale | 25 |
ASSOCIAZIONI
Un Mondo a colori
Concluso il progetto della delegazione CeSVoP di Marsala
di Giuditta Petrillo
l progetto «Un Mondo a Colori» è
stato rivolto agli allievi delle cinque
classi del corso serale dell'Istituto per
Geometri di Petrosino, per un numero
totale di 25 alunni. Il corso ha avuto la
durata di 30 ore con inizio delle lezioni il
07 aprile 2008, che sono state portate a
termine il 14 maggio 2008; la conclusione di tutto il progetto si è svolta il 13 giugno con una manifestazione nella quale è
stata invitata tutta la cittadinanza alla
visita della mostra dei lavori svolti e agli
interventi del convegno sulla promozione del volontariato. La scansione temporale prevedeva una conclusione più rapida, ma per motivi interni al quadro orario
dell'Istituto, la conclusione è slittata di
una settimana.
Dopo la presentazione del corso, con le
sue finalità ed obiettivi sulla sensibilizzazione e promozione del volontariato,
la fase iniziale è stata caratterizzata dall'intervento della psicologa, Casano
Vitalba, la quale ha promosso e facilitato
le dinamiche di gruppo focalizzando l'attenzione sulla ricerca individuale del
simbolo che rimanda al volontariato
attraverso un brainstorming:" Cos'è il
volontariato per me". In seguito la
docente Bonasera ha insegnato e fatto
eseguire le tecniche pittoriche basilari ai
corsisti, invitando liberamente ad espri-
I
| 26 | Mondo Solidale
mersi attraverso l'arte e ricercando il loro
simbolo sul volontariato. Le attività di
espressione pittorica sono state eseguite
da tutti gli allievi con molto interesse ed
entusiasmo, sia per la novità delle tecniche, sia per la voglia di
ricerca interiore che sfocia
sulla tela la propria disponibilità nei confronti del
prossimo e del volontariato.
Tutto si è svolto in maniera dinamica e in assoluta
libertà; infatti, grazie alla
propria creatività e alla
propria sensibilità, ognuno
ha dato vita a delle proposte che
testimoniamo emozioni.
Un arcobaleno ha colorato
la ricchezza di stati d'animo che esprimono il dono,
la
gratuità, la solidarietà scaturendo con forza un messaggio, che l'Amore abbia
il sopravvento e che il
vuoto, i deserti dell'anima vengono colmati dalla luminosità interiore che, come
un motore, aziona e anticipa il momento
magico del dono.
Dei 25 alunni, 20 hanno frequentato in
maniera complessivamente
costante
in
rapporto alle
proprie possibilità, legate
ad orari di
lavoro e di
impegni extrascolastici di
ordine familiare;
tutti
sono riusciti a
penetrare
all'interno
della tematica
in oggetto e a
fare proprie le
tecniche loro
trasmesse, ad
essi è stato conferito un attestato di partecipazione.
Prima della selezione dei lavori realizzati, la psicologa ha osservato i corsisti
durante l'esecuzione delle attività, notan-
do la passione e la motivazione sulla
ricerca del proprio simbolo che in maniera poliedrica esprima la gratuità, il dono
e la solidarietà del volontariato.
Inoltre, ad ognuno dei partecipanti sono
state date delle personali restituzioni sul
loro percorso artistico e creativo, evidenziando in maniera trasversale l'intelligenza creativa e il pensiero divergente.
La selezione finale si è avvalsa della professionalità del pittore esteta Vito
Linares, che ha tenuto conto dell'equilibrio composito e cromatico riscontrato
negli elaborati; una nota di merito con
stampa su tela è stata data ai seguenti
allievi: Giacalone Francesca, Ferrera
Patricia, Rallo Marisa, Sammartano
Dorotea e Russo Vincenzo.
Anche gli altri frequentanti hanno raggiunto dei risultati molto lusinghieri e,
pertanto, si ritiene che il corso abbia
avuto una valenza culturale ed umana
assai valida che lascerà tracce in ognuno
come esperienza e come stimolo a fare
meglio per sé e per gli altri.
ASSOCIAZIONI
Caltagirone e sanità: un passato da riscoprire
Francesco Di Grande, volontario dell’Avulss di Caltagiorone, racconta l’attività assistenziale svolta
dai Padri Camilliani nella città Calatina
di Mario Panebianco
on molto interesse ho letto il libro
«Caltagirone e sanità: un passato
da riscoprire» scritto dal volontario dell’Avulss di Caltagirone Francesco
Di Grande il quale in questa sua opera ha
voluto raccontare l’attività assistenziale
svolta dai Padri Camilliani nella città
calatina. L’ordine religioso presente fin
dal ‘600 profuse la sua opera fino all’800
e dopo la soppressione degli ordini tale
opera fu continuata con dedizione da
Padre Giacomo Cona che per alcuni
decenni, fino agli inizi dello scorso secolo, continuò a dedicarsi all’assistenza e al
conforto dei sofferenti. Di particolare
interesse, per chi opera nel campo sanitario, risulta il primo capitolo, dove Di
Grande, che è stato dirigente del Servizio
infermieristico dell’Azienda ospedaliera
«Gravina» di Caltagirone, descrive con
un rapido ma esauriente excursus la storia dell’assistenza sanitaria organizzata e
del ruolo importante svolto dalla Chiesa
che vede protagonisti gli Ordini religiosi
che rivolgono la loro attività al sollievo
della sofferenza. E’ nel ‘600 che vivono i
grandi Santi della carità i quali indirizzano la loro azione e quella degli Ordini da
loro fondati verso i sofferenti di malattie,
anche incurabili, e svolgono non solo
un’attività spirituale ma anche una concreta opera assistenziale mediante fondazioni di strutture in grado di accogliere
gli ammalati, soprattutto quelli abbandonati e privi di qualsiasi aiuto; è la nascita
C
| 28 | Mondo Solidale
degli odierni ospedali. Questi Santi sono
stati S.Filippo Neri, S.Giovanni di Dio,
S. Vincenzo dè Paoli, ma in particolare
l’attenzione dell’autore è rivolta al pensiero e all’opera di San Camillo de
Lellis, il cui ordine prese il nome di
Camilliani, detti anche Crociferi per la
grande croce rossa presente nella tonaca.E’ l’opera svolta per tre secoli a
Caltagirone dai Padri Camilliani che
viene narrata con particolarità di notizie
in buona parte del libro, azione ispirata al
pensiero ed alle raccomandazioni che il
Santo fondatore rivolge ai confratelli
quali: «assistenza amorevole agli infermi, visione unitaria dell’uomo che
richiede globalità di prestazioni rivolte
sia allo spirito che al corpo, libertà di
coscienza del malato e soprattutto la
carità concepita come fine e non come
mezzo della sanità». Questi principi sono
accompagnati da consigli pratici su come
stare accanto al malato, fargli sentire
vicina una presenza amorevole anche
attraverso piccoli gesti di attenzione
verso chi soffre, ricordandosi che curare
una persona significa prendersene cura.
Tante di queste raccomandazioni anticipano di secoli quella che oggi viene definita «relazione d’aiuto» e sulla quale
sono stati scritti numerosi trattati di psicologia. La lettura di questo libro, scritto
con rigore storico ma soprattutto con
passione, è utile a chi desidera conoscere
l’attività assistenziale svolta per secoli in
un’importante città siciliana, ed è da raccomandare alle figure sanitarie profesionali ed agli operatori affinchè si ricordino che qualsiasi attività di cura e di assistenza deve sempre mettere al centro
l’attenzione alla persona.E’ da aggiungere che il libro oltre che per il testo si presenta come un’opera pregevole perchè
corredato da numerose belle riproduzioni fotografiche di opere d’arte presenti
nelle chiese di Caltagirone.
| 30 | Mondo Solidale
ASSOCIAZIONI
"Inchiostro Invisibile", l'occasione
per conoscere gli altri punti di Vista
di Laura Poma
i è concretizzata la nuova iniziativa
editoriale
dell'A.R.I.S.
(Associazione dei Retinopatici ed
Ipovedenti siciliani) attraverso la pubblicazione di "Inchiostro Invisibile", un'antologia di racconti sull'ipovisone nata
grazie alla volontà di un gruppo di scrittori siciliani e di ipovedenti, di diffondere, attraverso racconti autobiografici o
storie nate a seguito di interviste, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente i minorati della vista.
L'Associazione no-profit, che da diciassette anni è costantemente impegnata nel
settore della prevenzione, della ricerca
scientifica, della cura delle patologie
eredo-degenerative retiniche, grazie alla
collaborazione di figure professionali
quali oculisti, ortottisti, psicologi ed assistenti sociali, ma anche grazie al prezioso impegno dei volontari in servizio civile, ha curato il settore dell'informazione,
non solo attraverso opuscoli e riviste, ma
anche con la pubblicazione di volumi
scientifici.
S
"Inchiostro Invisibile" nasce dall'esigenza di diffondere le problematiche
legate all'ipovisione attraverso un
genere mai sperimentato prima
dall'Associazione, la narrativa.
Il libro si propone di far luce su quegli aspetti della vita di chi è affetto da
grave patologia visiva, al fine di
divulgarne la problematica e sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni.
Non è semplice, infatti, definire
"l'ipovedente", avvicinarsi a questo
mondo significa scoprire una realtà a
volte molto dolorosa. Sono storie raccontate da ipovedenti, testimonianze
raccolte da una giornalista e racconti
scaturiti dal rapporto di amicizia tra alcuni scrittori siciliani con un'autrice ipovedente, che forniranno al lettore la possibilità di immergersi in un mondo sconosciuto che potrà sorprenderlo ed emozionarlo.
"Inchiostro Invisibile" è stata l'occasione
per dare voce alle anime sprofondate nel
silenzio a causa del proprio handicap,
che lottano giornalmente contro barriere
insormontabili, che faticano ad accettarsi
e a farsi accettare dai "normodotati". Il
libro pubblicato dalla casa editrice palermitana La Zisa, è stato presentato il 13
giugno scorso alla Camera di
Commercio di Palermo, ed è possibile
acquistarlo al prezzo unitario di 10,00 €.
Mondo Solidale | 31 |
CESVOP
Novità editoriali del CeSVoP
nuove collane tematiche nell’offerta editoriale
del CeSVoP sempre a servizio dei volontari
di N.B.
randi novità nell'offerta editoriale
del CeSVoP. Quest'anno, accanto
ai tradizionali "Quaderni" (collana - curata da Vincenzo Borruso - di cui
nella pagina successiva recensiamo gli
ultimi due numeri), arrivano tre nuove
collane: Imagina. Fotoracconti di solidarietà; Studi e ricerche del CeSVoP;
Videosonica. Volti e suoni del volontariato. Andiamo per ordine e presentiamo le
singole proposte una per una. Si tratta di
un nuovo servizio del CeSVoP che potrebbe interessare molte organizzazioni del
volontariato.
Imagina è un nuovo "contenitore" editoriale che dà spazio a quelle esperienze e a
quelle azioni delle associazioni che possono essere raccontate non solo attraverso le
parole, ma soprattutto mediante immagini. "Infatti - come scrive Ferdinando
Siringo, presidente del
CeSVoP, nella presentazione del primo numero
- queste pubblicazioni si
caratterizzano per la
prevalenza del materiale
fotografico e illustrativo. Ciò perché, tante volte, le esperienze e
le emozioni del volontariato si possono
comunicare solo con le immagini. Vedere
G
| 32 | Mondo Solidale
i volti, gli incontri e le scoperte delle associazioni può
valere più che le sole parole. E Imagina richiama con
la sua ortografia incerta il
termine più familiare
immagina. Sì. Immagina
cosa accadrebbe se...
Immagina come cambierebbe il mondo se si desse
spazio alla gratuità, alla
vicinanza reciproca, alla
solidarietà. Immagina... è
una delle parole cardine del volontariato.
Immaginare situazioni, contesti e rapporti
diversi per poi attuarli con le proprie azioni è quanto fa ogni volontario. Insomma,
vorremmo che questi fotoracconti stimolassero nei lettori la voglia di immaginare
e, soprattutto, di partecipare e costruire un
mondo
nuovo e
più giusto". Di
questa
collana
sono già
usciti i primi tre numeri (ed è in stampa il
quarto): Cittadini del villaggio globale,
diario di bordo del campo estivo condotto
da alcuni ragazzi sui temi
della mondialità e delle
nuove forme di cittadinanza
"globale" (n. 1, a cura dell'associazione
Lvia);
Diecimila passi per Gela,
l'intero percorso delle associazioni di Gela (CL) che,
supportate dal CeSVoP, in
pochi anni si sono conquistate ampi spazi di visibilità
e significatività nella comunità cittadina e hanno realizzato
la
"Casa
del
Volontariato" (n. 2, a cura
della delegazione CeSVoP
di Gela); L'Arte del volontariato, catalogo della mostra
d'arte contemporanea svoltasi a conclusione del concorso promosso da alcune
associazioni socio-sanitarie
che, in rete, hanno realizzato con il Centro
di Servizi un progetto per promuovere il
volontariato fra i giovani artisti (n. 3, a
cura di ASTraFe, AAEE, ADMO, AIM,
ARIS).
Studi e ricerche è la collana di carattere
scientifico diretta da Ferdinando Siringo.
Fornisce spazio alle riflessioni, agli
approfondimenti e agli studi che le organizzazioni di volontariato conducono a
partire dalla loro esperienza. Come pure
contiene saggi e monografie che derivano
dalle attività di ricerca e documentazione
che il CeSVoP porta avanti anche con la
collaborazione delle associazioni, degli
altri Centri di Servizio e di varie
Istituzioni culturali. Vista l'ampiezza e la
diversità dei campi di interesse abbracciati dal volontariato, il piano editoriale della
collana prevede una diversificazione delle
aree tematiche che vengono contraddistinte da una banda colorata in copertina.
Anche in questo caso sono già usciti tre
numeri (e il quarto è in preparazione): La
valutazione nelle organizzazioni del
volontariato siciliano, una ricerca condotta dal CeSVoP in collaborazione con
l'Università di Palermo (n. 1, a cura di A.
La Spina e F.M. Lo Verde); Crescita endogena e misurazione del capitale umano: il
caso del Mezzogiorno d'Italia, saggio di
Barbara Gatto, laureata in Economia e
Commercio e volontaria dal 1999 al 2004
allo ZEN 2 (quartiere periferico di
Palermo) con l'associazione "Laboratorio
Zen Insieme" (n. 2); L'umanizzazione e il
miglioramento della qualità nell'assistenza pediatrica, atti del VII convegno scientifico nazionale del Network "Gli ospedali di Andrea" promosso dall'AGe,
CESVOP
Associazione Italiana Genitori, e svoltosi a Carini (PA) nel dicembre del 2007
(n. 3, a cura di S. La Rosa e E. Lo
Franco).
Videosonica. Non poteva mancare una
collana multimediale. Le associazioni di
volontariato producono sempre più frequentemente filmati, videoracconti,
CDRom interattivi, banche dati, iperte-
sti… Insomma, il CeSVoP offre un servizio di pubblicazione e distribuzione
anche alle organizzazioni che si sono
addentrate nelle forme espressive audiovisive ed elettroniche. Tre numeri pure
per questa collana: il n. 1, Culture in
festa, è stato realizzato dalla delegazione
di Campobello di Licata (AG) ed è un
cofanetto con un doppio DVD su il progetto "Culture a Confronto" e le Feste
del volontariato organizzate nel territorio
della delegazione; il n. 2, Una Casa di
cuore e mattoni, è un documentario prodotto dalla sede direzionale del CeSVoP
sull'esperienza della Casa del volontariato di Gela (regia di Alberto Castiglione);
il n. 3, 40 anni dopo… per non dimenticare, realizzato dalla delegazione di
Campobello di Mazara (TP), ripercorre,
in occasione del quarantesimo anniversario, i ricordi del terremoto in Belice.
Oltre a questi nuovi "contenitori" edito-
riali, sono di imminente uscita altre pubblicazioni riguardanti gli ambiti di azione del CeSVoP (Report delle attività di
progettazione; Piano della formazione
2008; Report di "Scuola e volontariato" e
Promozione del volontariato giovanile;
Bilancio sociale; ecc.) e le iniziative più
significative del volontariato della Sicilia
occidentale. Dunque, c'è grande possibilità per chi volesse usufruire di questo
nuovo servizio. Per informazioni e
richieste, ci si può rivolgere all'Area editoriale
del
CeSVoP:
[email protected]. Spetterà al
Comitato direttivo del Centro valutare il
materiale proposto e decidere circa l'inserimento nella programmazione editoriale del CeSVoP.
Tutte le pubblicazioni sono gratuite e
sono disponibili nella sede direzionale di
Palermo e nelle sedi di delegazione.
Mondo Solidale | 33 |
CESVOP
Partecipare al sistema salute
Pubblicato dal CeSVoP il volume sul volontariato e l'applicazione
in Sicilia della legge sulla integrazione socio-sanitaria
di V.B.
l recente volume di Vincenzo
Borruso e Saverino Richiusa, sulla
integrazione dei servizi socio-sanitari, pone il problema del dualismo che
nella nostra regione caratterizza i servizi
sanitari, erogati di norma da Aziende
sanitarie locali e ospedali, e di quelli
sociali, appannaggio, finora degli enti
locali.
Un dualismo che, nelle regioni a statuto ordinario, è stato superato dalla costituzione delle aziende socio-sanitarie e
che, in tutto il paese, è stato cancellato
dalla approvazione della legge
n.328/2000. Una legge quadro per la realizzazione di un sistema integrato di
interventi sanitari e servizi sociali formulata nella continuazione della tradizione democratica del nostro paese e con
riferimento al valore che la sua
Assemblea Costituente ha assegnato ai
cittadini, ai loro diritti fondamentali, al
I
loro benessere.
Il nostro paese con la legge 833/78 si è
dotato di un servizio sanitario che ha
garantito agli italiani una assistenza
omogenea in tutte le regioni. Ma, fino
alla approvazione della legge 328/2000,
non è stato in grado di creare un sistema
di protezione globale dei cittadini, fondato sulla contemporanea decisione e
operatività dell'assistenza sanitaria e di
quella sociale.
La dualità dei servizi, ancora oggi esistente in Sicilia per l'attribuzione delle
relative competenze a diversi rami dell'amministrazione regionale, poco modificata da iniziative legislative siciliane
anticipatrici della legge nazionale, non
ha tuttavia permesso che potessero essere adottati i meccanismi democratici di
integrazione suggeriti dalla 328. Da questo, una criticità di applicazione sul territorio della normativa di integrazione e il
ritardo nelle programmazione e relativo impegno
economico
delle
tre
triennalità
finora considerate e finanziate dalla legge nazionale.
Dalla constatazione di tale
criticità, il lavoro di Borruso e
Richiusa rivolto, in particolare, ai
volontari che, per la prima volta nella
nostra storia civile, sono invitati dalla
legge a dare un contributo istituzionale e
partecipativo alla elaborazione di una
efficace politica sociale attraverso i
piani di zona, elaborati a pari titolo da
enti pubblici, dal Terzo settore, dal
volontariato socio-sanitario.
Una vita da Cani
volume dedicato al randagismo dei cani
di V.B.
dito dal Centro Servizi per il
volontariato e redatto da Vincenzo
Borruso, vede la luce in questi
giorni un piccolo volume dedicato al randagismo dei cani. Un problema angoscioso per Palermo e la Sicilia, un problema per il quale ha cercato una soluzione Roberto Lagalla, assessore regionale alla sanità siciliana, che il 12 gennaio 2007 ha varato, dopo sette anni di
inerzia dell'amministrazione regionale, il
regolamento operativo previsto dalla l.r.
n.15 dell'anno 2000 e riguardante l'istituzione dell'anagrafe canina.
Una soluzione difficile in quanto i
comportamenti dei cittadini, portatori di
una cultura che sembra tanto vicina e
amorevole nei riguardi dei cani, non ha
finora difficoltà ad abbandonarli quando
la vita degli animali d'affezione conflige
E
| 34 | Mondo Solidale
con la loro. Un costume che né le
leggi, né l'impegno delle associazioni animaliste sembrano capaci
di modificare.
La breve ricerca sul "migliore
amico dell'uomo" tende a mettere
in evidenza sia il pericolo di una
comunità di vita fra uomini e animali senza le dovute cautele igieniche, sia la contraddittorietà di
comportamenti umani che vanno
dall'amore incondizionato alla
insensibilità e ferocia dell'abbandono. Sicuro prologo di morte
violenta o di inedia.
La ricerca vuole anche essere un
richiamo alle finalità comuni, di
solidarietà, difesa della salute,
amore per la natura che debbono essere
perseguite dalle associazioni di volonta-
riato, qualunque sia il campo nel quale
operano.
Scarica

Nell - CeSVoP