IL PUNTO I siciliani, il welfare, il volontariato di Vincenzo Borruso e prospettive sociali ed economiche della nostra regione non promettono niente di positivo poiché risultano conseguenti, oltre che alla attuale generale depressione economica, ad una serie di fattori interni allo stesso nostro paese. Fra questi, la non felice congiuntura economica, che impone sacrifici in tutti i settori compresi quelli socio-sanitari, la povertà della popolazione meridionale, l'attuazione del federalismo fiscale che costringerà le regioni a fare i conti quasi esclusivamente con le sole risorse finanziarie disponibili nell'ambito regionale. Nel settore sanitario il problema del sud ha l'aggravante di sforamenti economici, di debiti accumulati negli anni pregressi che non riescono ad essere saldati finora con l'aiuto del fondo sanitario nazionale. Quando scatterà il federalismo fiscale i fondi da impegnare dovranno considerare la gestione corrente e il pagamento dei debiti residui. Lo sanno le regioni del sud come la Sicilia, la Campania, la Calabria per le quali i piani di rientro dai debiti accumulati rappresentano la conflittualità maggiore con il Governo nazionale. Uguale, se non peggiore, è la situazione degli enti locali meridionali: la povertà delle popolazioni meridionali, che torna con manifestazioni di carattere pubblico che avevamo dimenticato nei tanti anni che ci hanno separato dal secondo dopoguerra e dalla miseria conseguente. Sono tornate le mense pubbliche e i banchi alimentari organizzati dalla Caritas, da parrocchie e da associazioni di volontariato e hanno una "clientela" che un decennio fa non avremmo nemmeno immaginato. La sufficienza economica, compresa quella alimentare, come è noto, nel nostro paese è stata raggiunta dolorosa- L | 04 | Mondo Solidale mente con l'emigrazione dal sud verso il nord di almeno 9 milioni di persone fra gli anni '50 e '70; così come è nota la situazione dei Comuni meridionali e siciliani in particolare, i quali, fino ad ora, hanno dovuto prevedere, dove ci sono state risorse pubbliche sufficienti, ai redditi di sussistenza di alcune famiglie senza lavoro. Non possiamo dire che la giustizia retributiva e il soddisfacimento dei bisogni siano stati caratteristiche salienti del nostro paese. Tuttavia, in questi ultimi due decenni, si sono accentuate le differenze economiche nelle popolazioni che hanno visto i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Le spie più evidenti sono state le speculazioni finanziarie, i trattamenti economici dei rami alti delle amministrazioni pubbliche, le trasformazioni in aziende private, o pubbliche-private, di tanti servizi pubblici i cui vertici, occupati dai cosiddetti "manager", hanno beneficiato di compensi stratosferici, rispetto al resto degli impiegati, ed esorbitanti sul piano delle competenze esibite. Esempi eclatanti sono presenti anche nel processo di "aziendalizzazione" della sanità che non ha saputo, specie nel meridione, formare manager all'altezza di questa definizione e ha generosamente ricompensato funzionari pubblici senza esperienza nel campo sanitario, industrialotti e dirigenti di industrie manifatturiere abilitati dall'oggi al domani a guidare ospedali e aziende sanitarie locali, le cui logiche di conduzione economica e professionale spesso sono state a loro ignote fino all'occupazione della poltrona. Conquistata più per spartizione politico-clentelare che per accertate capacità nel campo. Tali comportamenti sono alla base di una miseria che è diventata sempre più evidente, di una povertà che va colpendo anche una classe professionale ed impiegatizia che da qualche decennio si è ritenuta fuori dai bisogni elementari, quali IL PUNTO quelli del vitto, di una casa dignitosa e della certezza di un avvenire per i propri figli. E' percezione comune, suffragata da recenti ricerche, che i figli di queste ultime generazioni vivranno in situazioni socio-economiche precarie rispetto a quelle dei genitori. La notevole mobilità sociale dei primi decenni del dopoguerra, che vide figli di contadini e operai raggiungere la laurea e la condizione di liberi professionisti, è ormai un ricordo. Non a caso, alcune situazioni di eccellenza socio-economica della pubblica amministrazione tendono ad essere gestite con finalità di tipo ereditario. Come, ad esempio, fra i deputati e i professori universitari.. Una società che si cristallizza in alto non può che provocare un aumento nelle classi subalterne di indici di povertà sempre più accentuati. Ne sono testimoni le tante associazioni di volontariato che tentano di rispondere a bisogni sociali della popolazione non più garantiti e, in Sicilia, le gravi crisi sofferte dai Comuni in conseguenza delle quali l'assistenza ad infanzia, anziani e disabili, erogata a percentuali minime di popolazione bisognosa, tende a diventare sempre più precaria. Il ripristino dell'elenco dei poveri riapre, nella memoria dei cittadini più anziani, lo scenario di comunità nelle quali il diritto alla salute veniva approssimativamente garantito dal medico condotto, dall'armadio farmaceutico comunale, dal ricovero nell'ospedale più vicino come estrema risorsa. Un elenco che è sopravvissuto per anni alla Costituzione repubblicana (1948) che, al suo art. 1 dice: "La Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene, elimina o riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezze di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia…" La miseria delle nostre comunità, la presenza di disoccupati, anziani, disabili in misura superiore alle risorse delle municipalità, impedì la sollecita sparizione degli elenchi dei poveri che rimasero ancora per qualche decennio a testimoniare l'incapacità della pubblica amministrazione a dare attuazione al dettato costituzionale. Fino alla promulgazione della legge 833/78, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, e fino alla approvazione di una serie di leggi nazionali e regionali dedicate ai cittadini anziani, ai disabili, alla adolescenza, etc. Leggi ,queste ultime, che tuttavia non sono riuscite a creare un Servizio sociale nazionale capace di dare a tutti i cittadini le stesse chances sul piano dell'assistenza. La pubblicazione nell'anno 2000 della legge 328, sulla integrazione sociosanitario, ha fatto sperare che finalmente sorgesse un servizio sociale, operante con la sanità, e in grado di dare servizi che alleggerissero le situazioni di cittadini in difficoltà. E vi sono state regioni che hanno saputo applicare la legge, in genere quelle del nord, più ricche. Altre, quasi tutte nel meridione, compresa la Sicilia, non hanno colto l'occasione che la legge Turco, dal nome del Ministro che l'ha sollecitato, ha offerto con risorse aggiuntive a quelle che i Comuni ricevono con le leggi di settore. Non hanno saputo applicarla e oggi nella nostra regione sono a rischio i minori delle case-famiglia che chiudono, i servizi di accudimento domiciliare, in uno con l'assistenza sanitaria a domicilio, i servizi agli invalidi e agli anziani non autosufficienti. Secondo un dato Istat del 2003, che sarà senz'altro peggiorato nel quinquennio, sono circa 300 mila in Sicilia i cittadini non autosufficienti per disabilità fisica, psichica, sensoriale, relazionale. Fra loro, quelli che hanno possibilità di accedere ai servizi saranno circa il 10 %. Per i rimanenti l'alternativa sarà la famiglia, se ce l'hanno. O sarà l'iscrizione nell'elenco dei poveri, in cambio di servizi un'elemosina che non permetterà alcun serio aiuto. Quando uno Stato non ha una politica economica cerca di cavarsela con una offerta ai cittadini poveri di denaro, in genere non sufficiente per alcunché. Saranno circa 120 mila i cittadini siciliani che potranno iscriversi nelle liste dei poveri e avere un buono, una tessera, con la quale acquistare non servizi, ma un po' più di alimenti o di vestimenta. A parte l'offa di una offerta che non cambia nulla nella vita di una famiglia povera, quanti saranno quelli veramente bisognosi sul piano della salute o del benessere che usufruiranno della tessera? Tranne che l'"arruolamento" non derivi da un lavoro di carattere epidemiologico e burocratico, discreto, ma costoso tanto quanto le cifre impegnate per questo inadatto "respiro" Un lavoro che non ci sarà. E sarà possibile che siano scelti e coinvolti "amici e clienti", ma non veri poveri che spesso sopportano con dignità e riservatezza la loro condizione di bisogno, poiché, come dice un teatrante palermitano, la povertà non è vergogna, ma nemmeno un vanto. Mondo Solidale | 05 | DOSSIER Palermo si confronta Resoconto dell’incontro tenutosi lo scorso 20 maggio a Villa Niscemi di Salvatore Crispi l coinvolgimento delle Organizzazioni di volontariato, delle Associazioni di promozione sociale, del mondo della cooperazione e dei cittadini nelle attività e nei lavori del Distretto socio-sanitario D-42 ha trovato un'ulteriore occasione di confronto nella riunione, svoltasi a Palermo, a Villa Niscemi, il 20 maggio u.s., organizzata dai tre referenti del Terzo Settore (Filippo Ales per la Cooperazione, Salvatore Crispi per le Organizzazioni di volontariato, Francesco Di Giovanni per le Associazioni di promozione sociale) nel Gruppo Piano dello stesso D-42. L'incontro, affollato, almeno all'inizio, ha consentito un confronto tra i cittadini e le loro Associazioni sui temi più scottanti che fino ad ora hanno impedito alla maggioranza delle azioni, che costituiscono il Piano di Zona, di decollare per rispondere alle esigenze reali dei cittadini. La mancata realizzazione di un sistema integrato ed effettivo tra gli ambiti sanitari e sociali è stata una delle cause principali, che hanno portato a non dare esecutività a molte delle azioni previste, alcune delle quali, forse le più importanti per quanto riguarda l'impegno di risorse umane ed economiche da mettere in campo, riguardano le persone anziane e le persone con disabilità. L'integrazione tra i servizi sanitari, e r o g a t i dall'Azienda USL 6, e quelli sociali, che forniscono i Comuni che, per competenza, agiscono nel territorio del D-42, è essenziale sia per l'accesso dei cittadini alle azioni previste, sia per dare continuità alle stesse azioni, che non devono interrompersi o essere frenate per incertezza, limiti di competenza o I | 06 | Mondo Solidale variegata interpretazione delle Istituzioni e degli Enti, che operano sul territorio. L'avvento nel novembre 2007 di un Commissario, inviato dall'Assessore regionale della Famiglia per colmare grandi ritardi del D-42, per la completa attuazione del Piano di Zona, le cui risorse economiche sono congelate da tempo, proprio per la mancata operatività delle stesse azioni e per accompagnare il processo di riallineamento, voluto nel marzo dell'anno scorso dall'Assessorato della Famiglia per dare risorse economiche ed implementare i Piani di Zona con un potenziamento di alcune aree (per esempio l'area della disabilità) se da un lato ha provocato, almeno inizialmente, un rallentamento del lavoro del D-42 e delle forti tensioni, che, per altro, ancora permangono, dall'altro lato è stata, almeno in apparenza, l'occasione per rendere più attivo e costante il lavoro delle stesso D-42; tanto è vero che il Piano di Zona con il relati- vo riallineamento è già, da qualche settimana, all'esame degli specifici Uffici dell'Assessorato della Famiglia e, forse, questo non sarebbe ancora avvenuto senza la presenza del Commissario, il quale, intervenuto all'incontro, ha ribadito e fatto la storia delle attività da lui svolte, per arrivare a questo risultato. Il rappresentante dell'Azienda USL 6, pure intervenuto, ha ribadito l'azione in sinergia, svolta con i Comuni, ricadenti nel territorio del D-42 ed ha stimolato il Terzo Settore ad essere più presente ed a indicare le soluzioni più confacenti per riempire di contenuti, utili ai cittadini, questo ed anche i Piani di Zona, che devono essere elaborati ed approvati. La realtà, stigmatizzata anche durante l'incontro, è quella che ci sono poche occasioni plenarie degli organi istituzionali del D-42, per un confronto sulle attività dello stesso D-42; tant'è vero che i Tavoli tematici, che dovrebbero affrontare, nello specifico, i singoli argomenti, per poi affidarli alla discussione del Gruppo Piano, non si riuniscono da oltre due anni e le decisioni assunte dagli organi tecnici (Tavoli tematici e Gruppo Piano) sono state e sono, molto spesso disattese e/o stravolte dall'organo politico, che è il Comitato dei Sindaci, nonostante la legge richiami alla partecipazione, concertazione e condivisione delle decisioni e delle azioni in virtù dei principi di territorialità e di cittadinanza attiva. Ed anche le Conferenze cittadine non sono state convocate con la frequenza utile e necessaria, né sono state adeguatamente pubblicizzate. Alla considerazione che il Distretto socio-sanitario D-42 è il più popoloso dell'intera nazione si è accompagnata l'osservazione che l'attuale dotazione di risorse economiche del Piano di Zona del D-42 è molto consistente (perché ci sono DOSSIER somme delle precedenti annualità non spese, a causa delle azioni non partite) ed è stato rilevato, con forza e veemenza, che esse non possono essere non spese, ma che devono essere veicolo per rispondere, nel più breve tempo possibile, alle esigenze dei cittadini. La legge 328/2000 ed il decreto del Presidente della Regione siciliana del 4 novembre 2002, che ne ha consentito l'applicazione in Sicilia, sono provvedimenti di grande riforma, per la costruzione di un sistema integrato e non sono, quindi, assimilabili a normative essenzialmente di spesa. Seguendo questo concetto, è stato ribadi- to, ancora una volta, che le azioni, previste dal Piano di Zona, sono innovative ed aggiuntive e non devono, quindi, essere considerate sostitutive dei servizi che, normalmente, devono erogare, secondo le normative vigenti, l'Azienda USL 6 ed i Comuni. La situazione attuale, in cui versa soprattutto il territorio del Comune di Palermo, con l'assenza di servizi primari fondamentali ed il rischio di chiusura di Enti e di Associazioni, che erogano servizi per conto della stessa Amministrazione, proprio per il mancato pagamento di quanto dovuto e per i gravi ritardi con cui questi avvengono, hanno indotto anche gli stessi partecipanti all'incontro a non distinguere più e nettamente tra i servizi comunali e le azioni che devono essere attivate dal Piano di Zona del D-42 con i suoi fondi aggiuntivi per innovazione ed implementazione di servizi. Invece la distinzione deve essere chiara e netta, poiché su questa confusione si possono basare politici e dirigenti delle Amministrazioni pubbliche per creare ulteriori divisioni all'interno del Terzo Settore, che deve, al contrario, essere unito e compatto proprio per rivendicare con consapevolezza, con competenza ed in sinergia, i servizi necessari sul territorio, che sono previsti dalla legislazione vigente. Quest'incontro è servito, anche, essenzialmente, per illustrare i contenuti del Regolamento di funzionamento del D42, approvato dal Comitato dei Sindaci nel marzo dello scorso anno, col contributo, determinante, del Terzo Settore. In questo Regolamento, tra le altre cose, sono previste la costituzione della Conferenza permanente del Terzo Settore ed anche Conferenze cittadine generali e tematiche per un coinvolgimento sempre più forte di tutti i cittadini del Distretto. In questo senso sono già state distribuite ad ogni organizzazione di volontariato, Associazioni di promozione sociale e Cooperative presenti all'incontro, delle schede da compilare e da inviare al Coordinatore del Gruppo Piano del D-42 per aderire alla Conferenza permanente del Terzo Settore e, di fatto, codificare la partecipazione di tutti alle attività dello stesso D-42, dando incarico ai referenti delle stesse aree di renderle note e distribuirle anche agli organismi non presenti. DOSSIER Non vogliamo ragazzi invisibili ma cittadini in crescita Lettera aperta del Coordinamento enti gestori progetti ex Lege 285 nel Comune di Palermo a legge 285/97 è il principale strumento di attuazione in Italia della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, ratificata da quasi tutti i paesi del mondo. Con questa legge i Comuni, singoli o associati, sono stati chiamati a promuovere condizioni di vita sociali, familiari e personali dirette a garantire a tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze una crescita equilibrata ed armoniosa, quale presupposto per diventare adulti capaci di affrontare con competenza la propria vita individuale e sociale. Il Fondo Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza, istituito dalla legge 285/97, è ripartito agli enti locali perché, attraverso il coinvolgimento, l'integrazione e il potenziamento delle risorse presenti nella comunità civile ed associativa, pianifichino e realizzino progetti integrati, favorendo così l'attivazione di percorsi di salute e benessere che portino al miglioramento della vita dell'intera collettività e allo sviluppo delle competenze sociali dei singoli cittadini. Oggi vogliamo presentarvi tutte le attività che nell'ultimo anno abbiamo realizzato nella nostra amata città. Con gioia e creatività. Con amore e professionalità. Lo facciamo insieme ai bambine/i e ai ragazze/i, alle famiglie, a tutti gli operatori con cui abbiamo percorso le nostre piazze, i nostri quartieri, le nostre strade. Abbiamo costruito, infatti, significativi rapporti educativi, mettendo al centro del nostro lavoro i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, cercando di rendere visibile e realizzabile la partecipazione alla vita della nostra città in un serio per- L corso di cittadinanza. La nostra città vive un periodo di profonda sofferenza ed inquietudine, che per le fasce più disagiate e fragili della popolazione raggiungono livelli drammatici. Nel caso dell'attuazione del Piano per l'Infanzia e l'Adolescenza previsto dalla legge 285, dal mese di novembre dello scorso anno i vari enti che gestiscono i progetti non ricevono più i pagamenti dal Comune di Palermo, che aspetta i riaccrediti da parte del Ministero della Solidarietà Sociale delle somme non tempestivamente utilizzate: un totale di circa 17.000.000,00 di euro, fra accredito del fondo 2008 e il riaccredito dei residui dei fondi 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007 impegnati per i progetti del Piano infanzia e adolescenza della città di Palermo, con creditori certi nelle organizzazioni del terzo settore che gestiscono più di 50 progettualità. Tutti i soggetti impegnati con serietà ed onestà nel sociale subiscono quotidianamente i costi, in termini di pesanti sacrifici personali, con forti ricadute sociali, di una gestione inadeguata di tale delicato e strategico settore: alla precarietà di progetti e servizi, appesi al filo di scelte nelle quali raramente si riconoscono le linee di un piano generale di intervento sul territorio (e dunque di una seria programmazione, da portare avanti con coerenza e continuità), si unisce il dramma della precarietà di centinaia di qualificatissimi operatori sociali, la cui professionalità ed il cui impegno sono mortificati dall'impossibilità di programmare il proprio futuro. Come responsabili ed operatori di enti impe- |08| Mondo Solidale gnati in progetti di forte impatto sociale, oggi vogliamo provare, per non lasciare alibi al silenzio indifferente o colpevolmente inconsapevole, ad accendere i riflettori sulle incertezze che incombono sugli interventi che, in attuazione di una legge nazionale innovativa, la legge 285 del 1997, sono stati per quasi dieci anni realizzati, con passione e competenza, in favore dell'infanzia e dell'adolescenza a Palermo. Sono attivi nella nostra città 51 progetti finanziati con i fondi trasferiti dallo stato ai sensi della Legge 285, in misura correlata alle gravi carenze riscontrate nei servizi in favore dei minori e ai gravi fattori di rischio sociale rilevati nella popolazione minorile palermitana : si tratta di servizi sperimentali per la fascia 0-5 anni, educativa domiciliare e di strada, centri aggregativi per bambini e adolescenti, centri per bambini disabili, centri per l'integrazione dei ragazzi immigrati, servizi per le famiglie e per la prevenzione delle dipendenze, la mediazione familiare, lo spazio neutro, la mediazione penale. Tutti gli interventi in atto vedono coinvolte 63 organizzazioni, circa 1.000 DOSSIER operatori, circa 10.000 minori e almeno altrettante le famiglie. I dati numerici relativi agli interventi realizzati (numero di utenti raggiunti, servizi coinvolti, reti create ecc.), rilevati e resi pubblici, appaiono straordinari, eppure rendono conto solo in parte della "qualità" ed "efficacia" degli interventi, in termini ad esempio, di attivazione di potenzialità individuali e sociali, di riduzione del rischio, di emersione del sommerso, di evoluzione del grado di coesione sociale, di solidarietà, partecipazione, responsabilità, cittadinanza attiva. I risultati degli interventi consistono, d'altra parte, prevalentemente in relazioni. Relazioni all'interno delle quali si progettano e si realizzano percorsi interistituzionali di sostegno, di ascolto, di aiuto, di riabilitazione di minori con disagio psichico o che abbiano compiuto reati o abbandonato la frequenza scolastica o vittime/autori di abusi e tanto altro ancora. Relazioni di fiducia e di reciproco riconoscimento delle competenze che hanno consentito di realizzare progetti individualizzati per i minori e le loro famiglie, lasciando a questi stessi minori e famiglie l'autorialità degli interventi proposti loro, in modo da non incoraggiare mai meccanismi di delega e deresponsabilizzazione. Con la formazione, il metodo, l'esperienza maturati riteniamo di avere contribuito ad attivare un processo, la prevenzione, che però per la sua natura di prodotto sociale non è misurabile nel presente ma solo a lungo termine e che non trova espressione compiuta nel ricorso ad indicatori numerici, ma richiede continuità, perseveranza ed unità d'intenti fra tutte le istituzioni, pubbliche e private, coinvolte. Ci siamo sempre impegnati nella verifica dell'efficacia delle azioni e nella loro attenta programmazione, allo scopo di non perdere di vista gli obiettivi, di perseguirli rispettando i criteri di efficacia, efficienza ed economicità. Senza, cioè, spreco di risorse, sperimentando interventi innovativi e, al contempo, orientando o raddrizzando il tiro degli interventi, senza farci scoraggiare dalla dimensione dei problemi, dai limiti interni ed esterni , dalla frustrazione del non riuscire a cogliere su larga scala quelle trasformazioni radicali che richiedono, per decenni, lo sforzo ed il contributo di tutti i pezzi della società civile e delle istituzioni; imparando a mettere nel conto gli errori e gli insuccessi, anche i più dolorosi, e a valorizzare ed apprezzare i successi, anche piccoli ma con un forte potenzialità di "moltiplicazione" dei benefici; e in ultimo, continuando a coltivare la capacità di pensare e programmare nonostante la precarietà derivante, negli ultimi anni, dalla annualità delle "proroghe" e dal ritardo nei pagamenti. In questo cammino abbiamo avuto come compagni di strada tante serie istituzioni scolastiche e della giustizia minorile, consultori familiari ed operatori dei distretti sanitari, insieme ad un numero purtroppo sempre più limitato di assistenti sociali. Sulla scorta dell'esperienza maturata, vorremmo oggi porre alcune domande per incoraggiare il confronto con gli amministratori e i cittadini: - A pochi mesi dalla scadenza (dicembre) stabilita dall'amministrazione per i servizi che negli anni hanno dato un corpo ed un'anima all'originario Piano, quale visione dell'intervento in favore dell'infanzia e dell'adolescenza a Palermo esiste? - In coerenza con l'idea di pianificazione partecipata promossa dalla legge, come e quando si intende aprire, un serio confronto per la ri-progettazione, partendo dall'analisi e valutazione degli interventi sin qui realizzati? - Come si pensa di non disperdere e di preservare il ricchissimo patrimonio esperienziale prodotto dall'investimento iniziale, il cui valore centrale è rappresentato dalle centinaia di operatori che in questi anni hanno sviluppato competenze e professionalità uniche, costruito preziosi rapporti di fiducia e di ascolto con i minori e le loro famiglie, sperimentato percorsi difficili, ma autentici e spesso efficaci, di integrazione e collaborazione con i servizi territoriali (scuole, servizio sociale professionale, consultori, neuropsichiatria infantile, centro per la giustizia minorile, etc.)? - Il Piano di intervento previsto dalla legge 285 è finanziato da un Fondo "certo" e "vincolato" che annualmente viene dallo Stato messo a disposizione del Comune al fine di consentire agli attuatori del Piano di disporre con tempestività e continuità delle risorse necessarie a garantire condizioni di lavoro serene e dignitose agli operatori, che con il loro lavoro quotidiano sul territorio, contribuiscono ad alimentare la speranza di un futuro "normale" per tanti bambini e giovani di Palermo. Viste le difficoltà esistenti, la mancanza della corresponsione dell'anticipazione per l'anno 2008, sono stati identificati meccanismi e concreti strumenti per garantire liquidità agli enti, evitando che su di essi e sui lavoratori ricadano le conseguenze di ritardi non accettabili? Vogliamo, con forza, una città in cui le politiche per l'infanzia siano una priorità, dove i bambini e i ragazzi possano essere parte attiva e destinatari, insieme alle loro famiglie, di interventi educativi seri e programmati. Dove siano considerati a tutti gli effetti cittadini che stanno crescendo e che costruiranno il loro futuro. Ma vogliamo anche una città dove le centinaia di operatori sociali impegnati nei vari progetti possano programmare con serenità il loro futuro e utilizzare le loro competenze per il bene comune. Questo percorso deve essere fatto da tutti, e tutti insieme. Mondo Solidale |09| DOSSIER Emergenza Alzheimer Ancora oggi, viene dato spazio a tecniche di rieducazione e di mantenimento della memoria con terapie che gli spagnoli definiscono "blande" di Gaetano Lisciandra algrado le ricerche sulla malattia di Alzheimer, condotte da illustri studiosi di tutto il mondo, non è stata ancora trovata una soluzione farmacologica per guarire o bloccare il decorso della malattia, migliorare le attività della vita quotidiana, i sintomi neuropsichiatrici. M Un paziente di Alzheimer compromette la qualità di vita della famiglia modificando in maniera pesante le abitudini e le relazioni sociali (scambio di ruoli, isolamento ecc.) In più, la sua assistenza continuata aumenta le spese e riduce i redditi delle famiglie per l'abbandono del lavoro di chi ne ha l'assistenza (care giver). La realizzazione di interventi di supporto, anche psicologico, ed aiuti alle famiglie indirizzati principalmente sulle modalità di gestione del malato, costituiscono una valida risposta all'isolamento ed alle diverse problematiche quotidiane, diminuendo sensibilmente il carico assistenziale e lo stress delle famiglie. Pertanto, ancora oggi, viene dato spazio a tecniche di rieducazione e di mantenimento della memoria con terapie che gli spagnoli definiscono "blande". In tale prospettiva, il coinvolgimento dei congiunti risulta notevole e stressante. Considerando anche che la malattia può | 10 | Mondo Solidale durare 10-15 anni prima che i pazienti diventino assistibili solo con terapie terminali. In Sicilia non esistono servizi dedicati a questi pazienti, con la eccezione di una rete di U. V. A. (Unità di Valutazione Alzheimer) per la diagnosi e la valutazione dello stadio patologico. L'assistenza domiciliare a Palermo riguarda solamente 18 malati sui 6.000 stimati in città. Nella quale esiste una sola iniziativa di volontariato, il Centro Educativo Alzheimer (CEA), che ha ospitato in regime di semiresidenzialità da 8 a 25 malati e che, sito in Palermo presso locali dell'ex ospedale psichiatrico (circa 400 mq fra superficie coperta e scoperta), comprende un "Giardino Terapeutico Alzheimer" annoverato tra i migliori d'Europa. La sua attività è iniziata nel giugno del 2000; può ospitare almeno 50 malati in regime di semiresidenzialità e 8 - 10 in "ricovero di sollievo". Il Centro, gestito dalla Associazione Alzheimer, ha operato con enormi difficoltà economiche ed organizzative, e con il validissimo contributo di alcuni volontari. Non ha mai funzionato a pieno regime. Le convenzioni stipulate col Comune di Palermo, discontinue e di pochi mesi fino al 30 aprile 2005, hanno consentito il soggiorno ad un massimo di 25 ospiti. L'intervento straordinario della Provincia di Palermo ha permesso, con convenzioni da uno a tre mesi, l'assunzione di 4 operatori per 20 ore settimanali e il soggiorno di 8 - 14 malati. Oggi il Centro è aperto solo per pochi ospiti, grazie all'opera di alcuni volontari, in quanto l'ultima convenzione con la Provincia scaduta il 6 luglio u.s.. non è stata rinnovata e nessuna istituzione si è occupata di provvedere, malgrado le insistenti sollecitazioni da parte dell'Associazione. Come è evidente, dall'inizio della sua attività assistenziale l'Associazione ha usufruito di convenzioni discontinue e della durata di pochi mesi, ognuna. E' noto a tutti, personalità politiche ed istituzionali comprese, che l'aspettativa di vita di un alzheimeriano è di 10 - 15 o addirittura 18 anni. E' dal 2000 che il CEA mantiene la sua attività con convenzioni di pochi mesi, discontinue, nel tentativo di venire incontro alle esigenze dei malati e dei familiari, stanchi avviliti e costantemente illusi delle promesse, specie nei periodi elettorali, mai mantenute. E' ora che anche in Sicilia, tralasciando eventuali interessi politici e/o economici, si risolva il problema Alzheimer e si permetta ai malati, ai loro familiari ed anche agli operatori di vivere con dignità e serenità la loro esistenza, così come avviene in tutti i paesi civili. ASSOCIAZIONI Feste del volontariato 2008 Nei mesi di maggio e giugno le associazioni di Caltanissetta, Canicattì, Campobello di Mazara, Gela, Palermo e Termini Imerese hanno incontrato i loro territori. di Danilo Conigliaro a Festa del volontariato, nonostante la sua tradizione, non è una semplice ricorrenza che si ripete. A chi la visita e agli stessi volontari riserva sempre delle novità e delle sorprese. Infatti, sono giorni in cui la vivacità e la creatività del volontariato si mette in mostra. Passeggiando fra i gazebo espositivi si possono scoprire così progetti, idee e azioni che stupiscono per freschezza e innovatività. Anche nel 2008 il CeSVoP ha organizzato questa manifestazione sia a Palermo che nei territori di sua competenza, attraverso le delegazioni territoriali. In particolare, nei mesi di maggio e giugno iniziative simili si sono tenute a Campobello di Mazara, Caltanissetta, Gela, Palermo, Trapani e Canicattì. Il 9 e 10 maggio, con un convegno sul tema "supporto e sostegno delle famiglie che vivono situazioni di disagio socio-economico-culturale" si è aperta la festa del volontariato di Campobello di Mazara, che, durante le due giornate, ha visto, presso la direzione didattica "Don Bosco", alternarsi attività sportive, workshop e animazione per i più piccoli proposte dai volontari di più di 30 associazioni. Qualche giorno prima, il 3 e 4 L maggio è Termini Imerese protagonista, con una manifestazione basata sulle attività sportive legate alla gara podistica "24h ternitana". A Caltanissetta invece, l'evento si è tenuto a Villa Cordova, il 23, 24 e 25 maggio; fra le iniziative proposte, la rassegna "Volontariando", spazio ricreativo-musicale gestito dai giovani studenti. Nello stesso periodo, la festa del volontariato si è svolta anche a Gela, e, all'interno della manifestazione, il 24 maggio, si è svolta la "giornata dell'arte e della solidarietà" dove, 3000 Studenti e 30 organizzazioni di volontariato sono scese "in Piazza per una nuova Resistenza Civile all'individualismo". I giovani di Gela, insieme alle associazioni di volontariato, hanno raccontato questo cambiamento con la musica, con i cortometraggi, con la break dance, con dibattiti, con murales. L'appuntamento palermitano con la festa del volontariato si è svolto invece dal 30 maggio al 1 giugno al Giardino Inglese: 100 organizzazioni, in 60 stand per circa 1.200 mq di spazio espositivo, attraverso convegni, spettacoli e animazioni, hanno lanciato alla cittadinanza un messaggio ben preciso: "per garantire legalità e tutela dei diritti occorre riscoprire la gratuità". In questa prospettiva, si è attivato un confronto dibattito fra i soggetti del terzo settore sul contributo dato allo sviluppo della città, a nuove forme di partecipazione, alla costruzione del senso civico, al diffondersi di una cultura solidaristica e di un tessuto comunitario.Il 13 e 14 giugno invece più di 40 associazioni protagoniste della festa del volontariato a Trapani, hanno incontrato la città nella piazza mercato del pesce, proponendo diverse attività culturali e un convegno sul tema "Povertà e risorse". Si è tenuta infine, il 21 e il 22 giugno, presso la villa comunale, la festa del volontariato a Canicattì: le associazioni del territorio si sono incontrate e confrontate con la cittadinanza proponendo workshop, degustazione di prodotti tipici, spettacoli e musica sul tema: "Volontari insieme, condividere un cammino". Prossimi appuntamenti a San Cataldo, Valledolmo, Alcamo e Marsala, per un volontariato che ha voglia di incontrare e proporsi alla cittadinanza con le proprie idee, attività e iniziative. Mondo Solidale | 11 | ASSOCIAZIONI Volontariato in Movimento ….2 Festa del volontariato a Termini Imerese 3 e 4 maggio 2008 - Villa Palmeri di Laura Leonardis* nche quest'anno a Termini Imerese, splendida cittadina palermitana che si affaccia sul mare, volontariato e solidarietà incontrano lo sport in un connubio di allegria, passione ed entusiasmo. Presso la splendida ottocentesca Villa Palmeri, provetti ed improvvisati maratoneti provenienti da tutta Italia, si sono dati appuntamento per disputare il 3 ed il 4 maggio la 24 ore Termitana "3° Memorial Nino Sagona", una gara podistica non competitiva, patrocinata dal Comune di Termini Imerese, dedicata ad un generoso maratoneta volontario venuto a mancare. Tale evento dimostra come la maratona possa essere disputata non solo da atleti professionisti, ma anche da gente comune e semplice che trova nella corsa un momento da dedicare a se stessi, un'occasione per mettersi in gioco e per sentire l'ebbrezza della disputa e del confronto, un momento per pensare lo sport come luogo in cui esercizio fisico, impegno e fatica incontrano la solidarietà facendo della gara sportiva un momento di aggregazione ed integrazione. La manifestazione è stata promossa ed organizzata dalla delegazione Ce.S.Vo.P. di Termini Imerese e condivisa con entusiasmo dal Ce.S.Vo.P. ( Centro Servizi Per Il Volontariato) di Palermo, che l'ha sostenuta fortemente quale iniziativa di promozione del volontariato e della cultura della solidarietà. Fattore vincente a cui si deve il buon esito della manifestazione è stata la passione, la forza e l'impegno delle Odv locali, che insieme al caloroso sostegno professionale ed umano del Tutor Prov.ale Dott. A. Ficano, hanno, step dopo step, attivato tutti i tasselli di un bellissimo mosaico, i cui ingredienti precipui son stati: gioia, condivisione, e solidarietà. L' Advs - Fides di Termini Imerese, ha curato la parte organizzativa della maratona e dei permessi necessari per organizzare la stessa, inoltre come da mission istituzionale, la stessa ha fortemente sensibilizzato la cittadinanza tutta alla dona- A | 12 | Mondo Solidale zione di sangue. Le associazioni la Goccia e Crescere Insieme di Termini Imerese, hanno curato l'organizzazione di due laboratori artistici e creativo per bambini e ragazzi, che già da aprile si sono prontamente organizzati per dar vita ad attività che hanno coinvolto tanti piccoli e giovani termitani, che giocando, manipolando e disegnando hanno dato il loro contributo al senso metaforico profondo della manifestazione, evidenziare le diverse anime della solidarietà e dell'impegno sociale tutti in movimento per il bene comune. L'Auser e l’Anteas di Termini Imerese, hanno curato le due gremitissime serate danzanti che hanno avuto luogo presso la sede Auser di Termini Bassa e che hanno coinvolto oltre le persone meno giovani anche tutti coloro che volevano festeggiare la fine del percorso di tale progetto inter-associativo. Tutto quanto sopra esposto ha goduto dell'attentissimo supporto tecnico-professionale-logistico dell'Associazione di protezione civile Himera Soccorso, e dell'Agesci e del Gruppo Masci di Termini Imerese. In merito alla gara, alle prime ore di luce della mattina di giorno 2 maggio i coraggiosi maratoneti si sono dati appuntamento presso Villa Palmeri, punto di partenza del percorso della maratona; qui supportati dalle competenze del gruppo sportivo dell'Odv ADVS-Fides, si è dato inizio alla gara che ha visti gareggiare ben 111 partecipanti, per 24 ore consecutive, con la possibilità di rallentare e fare una piccola pausa per un massaggio ristoratore, o per poter prendere un dolcetto o una bibita, presso i punti di ristoro allestiti all'interno della zona di neutralizzazione. Per gli atleti venuti da fuori è stato predisposto, grazie alle attrezzature fornite dalla delegazione del Ce.S.Vo.P. locale organizzate dalle Odv che si sono occupate della parte logistico-strutturale, un locale dormitorio, con docce, bagni e spogliatoi. Nella Villa in concomitanza con la gara, le Odv che hanno effettuato il percorso laboratoriale per bambini e ragazzi, l'Ass. Crescere Insieme e La Goccia, hanno esposto i lavori di fine laboratorio ed organizzato uno step ludico-creativo in villa, mentre i piccoli e giovani volontari in erba, insieme a tutti i bimbi e giovani intervenuti come visitatori, hanno avuto la possibilità di essere allietati dallo spettacolo dei clown volontari dell'Odv V.I.P. (Viviamo In Positivo) di Palermo. La sera mentre gli atleti continuavano a correre, altri "arzillissimi" atleti si divertivano a Termini Bassa nelle due serate danzanti organizzate dalle Odv Auser e Anteas. Il vincitore assoluto della maratona è stato Rizzitelli Michele , originario di Barletta , il secondo posto è invece andato a Napoli Melchiorre, originario di Alcamo ed il terzo posto è stato assegnato a Gargano Angela, di Barletta; sicuramente si può affermare che il vincitore massimo di tutta la seconda edizione dell'iniziativa di promozione del volontariato Termitano "Volontariato in Movimento 2" è senza dubbio la splendida ricchezza rappresentata dalle realtà solidaristiche di Termini Imerese, che supportate dal Ce.S.Vo.P., riescono con le loro forze, con la loro passione, con il loro cuore ad implementare giorno dopo giorno tante forme di aiuto a tutte le fasce deboli e disagiate della città. * Coordinatrice del progetto ASSOCIAZIONI Settimana felice a Termini Imerese Interculturalità, ambiente, sport e cultura a Termini Imerese dal 16 al 22 giugno di Anna Volpe* al 16 al 22 giugno a Termini Imerese si è svolta la "Settimana Felice",una settimana che ci ha lasciato una inspiegabile gioia nel cuore...Perchè? Come mai vi starete chiedendo!! Semplice! E' bastato incontrare le persone giuste... al momento giusto!! Sembra banale, ma è andata proprio così: L' associazione di ragazzi diversamente abili "Crescere Insieme" fondata dal Dott. Giuseppe Porto e la "Comunità della Speranza" (Comunità cristiana che ospita l'Ass. Crescere Insieme) hanno incontrato, durante una riunione, il Dott. Adriano Ficano (Tutor provinciale Ce.S.Vo.P Palermo) e desiderosi di fare qualcosa di bello per i "nostri ragazzi" e i bambini di Termini Imerese, hanno deciso di realizzare la "Settimana Felice". In realtà questa iniziativa della "Comunità della Speranza" ha preso il via qualche anno fa, ma la novità di quest'anno è stata l'inserimento dei "nostri ragazzi" diversamente abili. I "nostri ragazzi", davvero speciali, sono stati loro D stessi i veri animatori della settimana, perchè avendo avuto delle precedenti esperienze con il laboratorio di mosaico hanno spiegato ai bambini i vari procedimenti fino ad arrivare alla realizzazione del quadretto-mosaico; Si è potuto notare, particolarmente in questa fase, come si siano integrate perfettamente le due diverse realtà!!! Durante gli incontri che iniziavano alle ore 9,00 e terminavano alle 12,30, i ragazzi hanno cantato inni gioiosi con Anna, che si è occupata oltre che dei canti anche della recitazione per un musical. Hanno guardato e commentato con Ivana, il film: "Le Cronache di Narnia", dal quale appare chiaro il messaggio che ad un certo punto della nostra vita, ognuno di noi deve fare una scelta importante, e decidere se appartenere "al bene" oppure "al male" e le conseguenze che ciò comporta. Hanno preparato con Tula, le brioches con zucchero e cannella, una ricetta finlandese visto che Tula è una donna che arriva proprio dalla Finlandia. Infine, si terminava la giorna- ta giocando con Adri, un ragazzo americano che ha conquistato tutti con la sua semplicità e simpatia. Il sabato mattina, la Dott.sa Laura Leonardis ha spiegato ai ragazzi l'importanza della raccolta differenziata dei rifiuti, del risparmio energetico e tanto altro ancora, con un'attiva partecipazione dei bambini molto interessati agli argomenti trattati dalla Dott.ssa in modo chiaro ed efficace. A fine settimana, la domenica pomeriggio, si è tenuto lo spettacolo per i genitori che visto l'entusiasmo dei loro figli, hanno chiesto di continuare l'iniziativa.... A fine serata i ragazzi hanno mangiato la pizza (offerta dal Ce.S.Vo.P) guardando in TV la partita dell' Italia. Sicuramente tutto ciò è stato possibile realizzarlo grazie al lavoro di volontari che insieme al Ce.S.Vo.P credono che occuparsi oggi dei bambini è un investimento per il futuro della nostra società!!! * Volontaria Associazione «Crescere Insieme» di Termini Imerese Mondo Solidale | 13 | ASSOCIAZIONI Nochiedonada: una favola che diventa realtà!!! Nasce una giovane associazione di studenti con tanta voglia di costruire cultura a Palermo di Vita D’Asaro* 'era una volta …. È una forma linguistica poco appropriata per un giornale, ma mi prendo il privilegio di usarla. C'era una volta una canzone e un gruppo di amici in macchina ad ascoltarla :" No Quiero Nada" di Roy Paci, da lì il nome dell' Associazione Culturale Studenti Universitari . Perché proprio " Nochiedonada"? Perché certe cose, certi diritti quali il diritto all'informazione, alla conoscenza, all' espressione culturale in ogni sua forma, alla formazione di un pensiero libero e critico, alla formazione e al miglioramento della propria personalità non possono essere chiesti, pretesi dal singolo, giacché il chiedere significherebbe ammettere di non avere!Non si può chiedere ciò che già si ha o che si dovrebbe avere di diritto! (almeno sul piano teorico è così!).Avevamo sempre pensato di fare un lavoro di gruppo, delle attività che ci potessero aiutare ad esprimere, a conoscere meglio noi s t e s s i . Vo l e v a m o creare l'opportunità di poter dire la nostra e di confrontarci con gli altri, dare più spazio al talento dei giovani, dare voce, forma e colore alle nostre idee. Ci rendevamo conto che per fare tutto questo non bastava e non basta solo la volontà, l'entusiasmo di fare e di dire ma, la realizzazione del tutto richiedeva l'utilizzo di mezzi e strumenti di cui non potevano disporre. Come fare? C | 14 | Mondo Solidale Daniel di Natale, presidente dell'Ass., venne un giorno da me e mi disse che esisteva un centro servizio per il volontariato: Il CESVOP. Grazie al loro appoggio e alla fiducia che in noi hanno riposto, siamo riusciti a organizzare l' inaugurazione per la nascita dell' Ass. Culturale. Giorno 9 e 10 maggio 2008, presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo, abbiamo presentato l'Ass. Culturale al mondo uni- e animata dalla comicità di Tony Guarino il quale ha tenuto, presso l' atrio della Facoltà, uno spettacolo di cabaret, mentre a seguire gli Zeinot, gruppo musicale di giovani artisti, si sono esibiti con pezzi rock dei Cranberries, Led Zeppelin … su un palco 6 metri per 6 metri … un sogno! A chiusura delle due giornate di manifestazione abbiamo brindato alla favola di un gruppo di amici "stravaganti" che sognando di sognare hanno dato vita a questa nuova realtà: Nochiedonada! * Vicepresidente dell’Associazione versitario e non, con l' esposizione di quadri d' arte contemporanea, curata dall' Ass. culturale Intonarumori e un piccolo rinfresco per i partecipanti. Nella seconda giornata, considerata l'affluenza del giorno precedente, la mostra è stata aperta al pubblico fino a notte tarda ASSOCIAZIONI Cuore che vede Promuovere un'azione pedagogica, a partire dalle comunità ecclesiali presenti nel territorio di Pino Sclafani* 'Associazione "Cuore che vede" nasce dall'esperienza del Centro Caritas Maria SS. Assunta, opera segno della Caritas Diocesana nel cuore del quartiere Sperone ma che abbraccia un territorio vasto che va da Romagnolo a Pomara. L'Associazione, d'ispirazione cristiana ed ecclesiale, prende il nome da una espressione usata da papa Benedetto XV nell'enciclica "Dio è amore", al n. 31 dove parlando della carità operosa dice che il programma caritativo di Gesù nasce da "un cuore che vede". L'Associazione lavora,pertanto, in stretta collaborazione con alcune parrocchie di periferia della città, che operano in un contesto sociale difficile dove alta è la disoccupazione e la marginalità sociale ed in cui, particolarmente nelle zone delle case popolari, esiste un grande bisogno di sostegno culturale, morale ed economico alle famiglie, ai bambini ed ai giovani. In un contesto sociale in cui la scarsa qualità della vita va insieme a fatalismo e rassegnazione, l'associazione "Cuore che vede" nasce con lo scopo di promuovere un'azione pedagogica, a partire dalle comunità ecclesiali presenti nel territorio. Attraverso l'esperienza della "Banca del Tempo", si vuole contribuire a creare un forte volontariato sociale, sensibilizzando le coscienze di tutti e, soprattutto dei giovani più disponibili, a svolgere un lavoro sociale fruttuoso per migliorare il quartiere. L'Associazione sostiene la necessita di promuovere una pedagogia dei fatti, tanto cara ai giovani interessati a dare un po' del loro tempo e delle loro capacità per il volontariato sociale. Nel blog del sito www.permecristo.it è possibile intercettare i commenti dei giovani a testimonianza di quanto detto. Il progetto in cui ciò si sta sperimentando, con relativo successo, è volutamente denominato" Costruire con i giovani la civiltà dell'amore". Un progetto innovativo di volontariato sociale dei giovani a favore dei fanciulli e dei ragazzi bisognosi di aiuto in un quartiere difficile e degradato della nostra città dove c'è grande degrado ( non solo urbanistico ma anche culturale e morale ) ed esclusione sociale. Questa iniziativa di volontariato sociale nel progetto "Costruire con i giovani la civiltà L dell'amore" è un'esperienza di accompagnamento educativo individualizzato ( peer to peer ) con una consistente ricaduta sui giovani volontari che possono raggiungere i seguenti obiettivi: 1. Maturazione dei valori della relazionalità e della cittadinanza attiva. 2. Educazione all'impegno ed alla corresponsabilità sociale contribuendo allo sviluppo ed alla costruzione del tessuto sociale. 3. Rafforzamento delle dimensioni positive della propria personalità Il principio ispiratore del progetto è l'idea che i giovani aiutano i giovani. Così attraverso l'iniziativa della Banca del tempo è stato possibile avere la disponibilità di un notevole gruppo di giovani liceali ed universitari ( più di 50 )che hanno offerto la disponibilità di un'ora alla settimana e ciò ha incoraggiato ad iniziare questo progetto che vuole provare a mettere accanto ad un ragazzo che soffre, un giovane che ama. L'associazione, consapevole che Il quartiere ha urgente bisogno di una scossa psicologica e di una rete di sussidiarietà, ha avviato un'animazione socio-culturale dei minori e delle loro famiglie coinvolgendo le istituzioni e le associazioni in una rete di sussidiarietà che contrapponga il network del bene al network del male, il capitale sociale positivo a quello negativo. L'Associazione punta sul progetto della promozione del volontariato sociale per tentare di scuotere l'ambiente affinché superi quella sorta di sfiduciata rassegnazione in cui sono piombate le istituzioni stanche dei tanti tentativi di animazione andati a vuoto. I principali servizi che, attualmente, l'Associazione si trova a compiere, in stretta comunione con la Caritas, sono: 1 - L'ascolto e l'impegno a rispondere ai bisogni delle famiglie avvalendosi dell'apporto di volontari preparati e competenti in cui sono presenti figure importanti come psicologhe, Assistenti sociali, consulente legale. 2- Il servizio medico di Pediatria e Ginecologia che è portato avanti da due dottoresse volontarie. 3 - Servizio aggregativo delle donne e delle giovani attraverso due laboratori: ricamo e decoupage. 4 - Servizio aggregativo per i ragazzi attraverso due laboratori musicali: Laboratorio di flauto e laboratorio del coro. L'Associazione collabora con le Istituzioni e le Associazioni del territorio, ma ha il grosso problema di trovare spazi adeguati per venire incontro ai bisogni emergenti educativi dei minori che trovano solo nella strada il loro spazio ludico ricreativo. Oltre a mantenere e continuare a fare quanto già fatto finora, in prospettiva si vuole continuare a promuovere il volontariato per migliorare quanto si è iniziato a fare per i minori e sviluppare nuove iniziative come l'educativa domiciliare e l'educativa di strada in collaborazione con altre associazioni di volontariato che hanno esperienza in questo senso. L'associazione guarda con interesse tutti i progetti che sviluppano la cultura della legalità e lottano contro la dispersione scolastica. In questa prospettiva si pensa di sviluppare, anche, un progetto che aiuti le famiglie a tenere pulito l'ambiente nel rispetto delle regole della convivenza civile e ciò si vuole concretizzare attraverso il tema ecologico da portare avanti sempre con l'aiuto di associazioni di volontariato che operano con esperienza nel settore ed in collaborazione con le istituzioni: Scuola ed Amia in particolare. Si sta pensando a due giornate ecologiche da fare una ad ottobre ed una a marzo e tra esse l'organizzazione di un concorso ecologico. Un grande importante evento si pensa di fare per animare l'intero quartiere con una grande festa popolare di grande risonanza e richiamo quale il "Cantasperone". Tale grande progetto ha bisogno di aiuto e di sostegno da parte di tutte le Istituzioni ed Associazioni della Città. Infine si pensa di dotarsi di un mezzo di comunicazione quindicinale (anche se di poche pagine ) in grado di aiutare lo scambio delle informazioni e di comunicare speranza oltre ad essere voce degli ultimi, degli emarginati e di chi non ha voce ed ha bisogno di aiuto. * Presidente dell’ Associazione «Cuore che vede» Mondo Solidale | 15 | ASSOCIAZIONI In memoria di Santi Ci ha lasciato il fondatore dell'associazione A.S.A.I.D.A. luminoso esempio di altruismo al servizio dei più deboli di Gino Torre l 25 Aprile del 2008, all'età di 86 anni, dopo circa due anni di sofferenze sopportate nella piena consapevolezza del suo male, ci ha lasciati Santi Adragna, amorevolmente assistito dalla dolce Anna,dai figli e dai nipoti. La sua morte causa un vuoto incolmabile tra i familiari, i molti amici, i numerosi colleghi e i moltissimi conoscenti che non possono più contare sulla sua vasta cultura, sulla sua saggia esperienza, sulla preparazione professionale, sulla sua operatività nel sociale al servizio dei più deboli e sul suo spontaneo e disinteressato aiuto nei momenti del bisogno. Giovane medico neuro-psichiatra esercita la libera professione definendosi "medico di strada" curando con dedizione i pazienti e instaurando un rapporto amicale con i loro familiari anch'essi bisognevoli di attenzioni particolari. In questo stesso periodo frequenta, con assiduità, i centri notturni dove trovano ricovero, per brevi periodi, i poveri "sbandati" della città, prendendosi cura I | 16 | Mondo Solidale delle loro precarie condizioni di salute. Per un certo periodo decide di aprire uno studio medico che riscuote grande successo: le sale di attesa sono sempre stracolme di pazienti; ma, suo malgrado, è costretto a porre fine all'iniziativa perchè molto spesso è Lui a "pagare" i pazienti, immedesimandosi del loro stato di indigenza. Subito dopo viene assunto all'ospedale psichiatrico di Palermo dove esercita con diligenza e impegno il suo nuovo lavoro ma con un'intima sofferenza, perchè non è convinto che la istituzionalizzazione della malattia mentale in un'apposita struttura ospedaliera sia il mezzo più idoneo per la cura dei pazienti. Ecco perchè, a Palermo, Santi Adragna è uno dei più convinti fautori della legge 180 portata avanti dal Basaglia col quale ha frequenti incontri in congressi nazionali in cui vengono dibattute le problematiche delle malattie mentali e i nuovi protocolli d'intervento per i pazienti, da attuare in centri territoriali di salute mentale previsti dalla stes- sa legge. Dopo avere organizzato e diretto uno di questi centri viene nominato Primario nel reparto di psichiatria dell'ospedale civico di Palermo dove conclude la sua carriera professionale. Dopo il pensionamento continua il suo infaticabile attivismo occupandosi di volontariato nelle sedi dei "tribunali del malato" di vari ospedali cittadini. All'età di 79 anni, come un giovane proiettato nel futuro, dà vita con un gruppo di professionisti ad una Associazione autofinanziata (A.S.A.I.D.A.) che ha come finalità, l'assistenza e il sostegno socio-sanitario dei disabili anziani. In questa nuova attività è infaticabile, ricco di iniziative e luminoso esempio di altruismo al servizio dei più deboli per tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di collaborarlo. Per quanto mi riguarda, desidero concludere questo sintetico ricordo della figura di un vero e carissimo amico, con una frase che mi ripeteva spesso e da me ricambiata: "peccato che non ti abbia conosciuto prima". ASSOCIAZIONI La forza della Provvidenza Donata una cucina di comunità all'associazione "Madre Serafina Farolfi" di Mangano Amodio Aurora Fortunata* 'Ass. Madre Serafina Farolfi con i propri volontari svolge molteplici attività per il sociale a Palermo dal 1997, infatti con grandi sacrifici, forza e coraggio gestiamo 7 case alloggio, 4 vicino all' ospedale dei Bambini e 3 vicino al Civico, rivolte alle Famiglie fuori provincia dei piccoli degenti dei nosocomi palermitani; inoltre è attivo un grande centro diurno per bambini presso l'ex Convento Filippone, in vicolo Filippone 14, in cui tutti i giorni si svolgono attività didattiche, ludiche, artistiche e ricreative per bambini dai 6 ai 13 anni ed infine in altri locali sopra la chiesa della Concezione al Capo, dove si svolgono attività di dopo scuola e altre iniziative per i più piccini. Linfa vitale per portare avanti tutte queste attività a supporto delle famiglie indigenti e dei loro piccoli è certamente l'amore e la passione che ogni volontario mette nel proprio operato. Ma tale dedizione dev'essere supportata anche dall'aiuto delle istituzioni preposte, che non sono sempre attente e puntuali rispetto alle emergenze del territorio. In tale contesto la Provvidenza che si veste delle strade più disparate ci aiuta e ci sostiene, com'è successo con la cucina L di comunità da poco donata a questa Odv e con l'attivazione dell'iniziativa estiva E…Stiamo Insieme. Rispetto al primo dono, da anni ed anni si sognava una cucina di comunità, che è diventata realtà grazie alla generosità del Rotary International Distretto 2110 SiciliaMalta, con cui, grazie alla mediazione del Tutor Prov.ale del Ce.S.vo.P. Dott. F i c a n o Adriano, si è intrapreso un percorso conoscitivo delle attività e della storia dell'associazione, che si è concluso appunto con la donazione di cui sopra. Grazie a queste attrezzature si è potuto anche aiutare altre realtà di volontariato locale e regionale: infatti abbiamo dato ospitalità al gruppo Scout Agesci di Messina e Catania per il loro soggiorno a Palermo, quale supporto logistico delle loro attività nella nostra città. Momento davvero emozionante e ricco di partecipazione di piccoli utenti è stata l'iniziativa E…Stiamo Insieme, due settimane di giochi, festa, socializzazione, per 60 piccole e meravigliose "pesti" che si è svolta al Centro Filippine dal 21/07/2008 al 01/08/2008. Tale manifestazione ideata con la consulenza del Tutor Prov.ale del Ce.S.vo.P. Dott. Ficano Adriano, e per la parte operativa dall'area promozionale, è stata abbracciata dal Centro Servizi per il Volontariato di Palermo, all'interno di un contenitore progettuale più grande di animazione territoriale, come primo esempio corteo di impiego sociale della cucina ricevuta in donazione e come continuità d'intervento rispetto la colonia estiva sviluppata l'anno scorso autonomamente dall'Odv Madre Serafina Farolfi. La motivazione cardine alla base di tale intervento sul territorio è stata ed è quella della tutela dei minori e della loro età, cercando di trasmettere una sana cultura del gioco e del sano relazionarsi, che ha però sempre bisogno di ulteriori e sistematici interventi che possano garantire una continuità di azione grazie alla quale si possa operare realmente per la crescita delle anime e delle coscienze per il territorio del Capo e di tutta la città di Palermo. *Pres. Ass. Madrea Serafina Farolfi Mondo Solidale | 17 | ASSOCIAZIONI Volontariato e discipline olistiche nuovi campi di intervento? di Baldo Todaro i intendono come discipline Olistiche tutte quelle attività svolte da persone specializzate che hanno alla base la considerazione che lo stato di malattia non è altro che il risultato di un cattivo funzionamento dei meccanismi biologici della persona. Conseguentemente, l'attenzione del terapeuta è volta alla persona nella sua interezza, alla rimozione di stati di squilibrio, al sostegno di elementi fisici, mentali, sensoriali che consentano il ripristino dell'equilibrio. Ovviamente tali pratiche non sostituiscono gli interventi di carattere medico e sanitario ma si pongono quali ausiliari degli stessi. Tra le discipline olistiche più conosciute vi sono agopuntura, chiropratica, ipnosi, pranoterapia, shiatsu, Yoga, training, massaggi vari. L'elenco completo è molto lungo però possiamo provare a raggruppare le varie discipline a seconda dei campi di intervento. In un primo gruppo vi possiamo comprendere le discipline che intervengono nella sfera psichica e comportamentale al fine di rimuovere o alleviare stati di disagio latenti o legati a malattie cercando di far conseguire ad un individuo uno stato di benessere e serenità generale : Yoga nelle sue varie specializzazioni - Analisi Transazionale - Arte Terapia - Clown Terapia - Educazione Prenatale e Perinatale - Allattamento Naturale Training - …….. In un secondo gruppo possiamo comprendere tutte le tecniche che prevedono un contatto fisico con l'operatore attraverso massaggi o pressioni sul corpo : Agopuntura - Agopressione - Shiatsu Cranio Sacrale - Chiropratica - Touch For Heath - Auricoloterapia - Massaggi (energetico - bioenergetico - ayurvedico - californiano - ecc.) …….. S | 18 | Mondo Solidale In un terzo gruppo possiamo comprendere quelle tecniche che utilizzano movimenti lenti e dolci del corpo : Antiginnastica - Tai-Chi - Danceability …….. In un ulteriore gruppo possiamo elencare quelle tecniche che utilizzano prodotti naturali per procurare benessere : Argilloterapia - Aromaterapia Idroterapia - Cristalloterapia - ……… Naturalmente possono essere fatti altri raggruppamenti in quanto il campo delle discipline in questione è molto vasto. La maggior parte di loro sono in linea di massima riconducibili alle medicine tradizionali orientali la cui validità è ormai fuori discussione. Vi è semmai da porre la dovuta attenzione alla preparazione professionale ed al rigore comportamentale degli specialisti. La breve descrizione fatta - seppure alquanto schematica e se vogliamo generica - ci permette di intravedere campi di attività di volontariato che già cominciano ad essere esplorati e che sarebbe utilissimo incrementare. Un dato incontestabile è che la nostra società è ormai sempre più caratterizzata da un elevato numero di persone della cosiddetta terza età che, pur essendo ancora fondamentalmente valide sia dal punto di vista fisico che psichico, risentono dei problemi propri dell'età non più giovane e della poca attività fisica. Inoltre tanti individui sono soggetti a stati di malattia che necessariamente influiscono sull'umore , a stress ed insoddisfazione che non con- sentono loro di "star bene" con se stessi e con gli altri. Infine ci sono gli individui affetti da disturbi per lo più articolari che vengono da loro sopportati senza che vi siano interventi sociali a loro sostegno. Potremmo quindi delineare i campi di intervento di un volontariato moderno attento alle nuove necessità della popolazione facendo riferimento ai gruppi di discipline cui si è accennato. Vi sono già esempi a Palermo per quanto riguarda il primo gruppo: L'attività di volontariato nel campo dell'Educazione Prenatale e Perinatale e particolarmente dell'Allattamento Naturale è svolta nei confronti delle donne in stato di gravidanza, successivamente sostenendole nella pratica dell'allattamento al seno che comporta anche risvolti psicologici nelle mamme. Durante la gravidanza e nei primi mesi dopo la nascita il benessere psicofisico del bambino dipende enormemente dalla salute, dalla serenità e dallo stile di vita dei genitori. Inoltre con l'attaccamento al seno il bambino entra in comunicazione con il mondo esterno e sperimenta protezione, calore, piacere ed intimità. Da alcuni mesi si è ufficialmente costituita a Palermo l'Associazione "Cerchi di Vita" che già da alcuni anni svolgeva la sua attività con il sostegno di personale specializzato ospedaliero. Nel campo della Clownerie già dal 2004 operano a Palermo i volontari della Associazione "Viviamo in Positivo" che applicano i principi della clown terapia, strumento per affrontare situazioni di dolore e di disagio attraverso un approccio basato sul gioco e sul buonumore. Con il loro intervento i "dottori clown" migliorano la qualità della vita dei pazienti e li aiutano, attraverso il gioco, a comprendere ed elaborare le emozioni che derivano dal loro stato. Attività alta- ASSOCIAZIONI mente meritoria nel caso dei bambini ricoverati in reparti oncologici. Altre sezioni di V.I.P. sono attive a Catania e Messina. Per quanto riguarda il secondo gruppo le uniche realtà di attività di volontariato si riferiscono: a quella svolta da una Onlus di Caltagirone che già dal 2002 effettua gratuitamente con i suoi operatori di Shiatsu trattamenti nei confronti dei sordomuti assistiti dell'Ente Nazionale Sordomuti di Catania, dei soci dell'Università delle Tre Età, dell'Auser, degli anziani della Casa di Ospitalità "A. Aldisio" di Gela, di persone con disagi fisici, psicomentali e visivi di Augusta, degli ospiti del C.T.A. della A.U.S.L. n. 3 di Caltagirone e di altri ancora presso l'Azienda Ospedaliera S. Elia di Caltanissetta, degli utenti dell'A.N.F.F.A.S. di Favara. A Palermo soltanto nel settembre 2007 è iniziata l'attività di volontariato da parte di un gruppo di operatori shiatsu formatisi con i corsi che dal 2004 vengono realizzati nella città da una Scuola Shiatsu di Firenze. La loro attività di volontariato consiste nel prestare la loro opera gratuitamente a favore dei ragazzi cerebrolesi assistiti dalla Associazione Recupero Cerebrolesi (A.R.C.) nata nel 1991 su iniziativa di alcuni genitori. Il gruppo degli operatori shiatsu preliminarmente ha svolto un corso base rivolto alle mamme dei ragazzi per spiegare loro i principi e le tecniche dello shiatsu e per insegnare loro a praticare piccoli interventi nei confronti dei loro figli. Per alcuni giorni al mese i volontari intervengono non solo con massaggi nei confronti dei ragazzi ma continuano la loro opera nei confronti delle mamme al fine di realizzare, attraverso il massaggio shiatsu da loro praticato, un percorso di sollievo psicologico e comportamentale che le aiuta nella difficile condizione quotidiana. Non si conoscono ulteriori esperienze di volontariato realizzate da altre associazioni che utilizzano le tecniche delle discipline di cui parliamo. Non c'è dubbio però che sarebbe di grande importanza sociale che sorgessero associazioni con lo scopo di intervenire in settori nei quali alcune discipline olistiche possano essere praticate a favore della collettività. L'Antiginnastica ed il Tai Chi, ad esempio, sono esperienze corporee che utilizzano movimenti dolci e semplici ma estremamente precisi che consentono di imparare ad ascoltare il proprio corpo coinvolgendo tutte le parti di esso e ricercando l'equilibrio tra la muscolatura anteriore, spesso sottoutilizzata, e quella posteriore, contratta e rigida. Per quanto detto prima gli anziani e le persone nei confronti delle quali l'intervento sociale pubblico è carente sarebbero i destinatari ideali di nuove e moderne associazioni di volontariato. Mondo Solidale | 19 | ASSOCIAZIONI Io ero al giro I volontari dell'associazione ciclistica al giro d'italia di Giovanna D’Angelo o ero al giro! Non ero dietro ad una transenna, non ero affacciata al balcone di casa mia e non ero tra la folla dei curiosi che passeggiavano in una affascinante via Ruggero Settimo effervescente di preparativi alla partenza; non ero lì a sbalordirmi dinanzi a quelle ruote con soltanto 3 raggi, a ridacchiare dinanzi a quella strana bicicletta bassa bassa sul davanti e più alta dietro. Non ero tra le bande di piciuttieddi all'inseguimento del cappellino dello sponsor, "io ho questo e tu non ce l'hai", "guarda là! Quelli ne stanno lanciando degli altri!" Io non ero sul lungomare di Mondello, sconcertata ed un po' delusa, perchè "sono troppo veloci!" questi campioni sono silenziosissimi, neanche spostano l'aria, riesci a malapena a vedere il colore della maglia!" Eppure io c'ero! Sono arrivata insieme ad altri 11 tandem proprio lì alla partenza del giro, dentro al circuito, io ero lì da protagonista, ero tra coloro che hanno fatto da apripista al giro d'Italia, a Piazza Politeama e all'ultimo tratto della tappa Cefalù-Agrigento. Ancora oggi, prima di decidere di fissare le mie emozioni e poggiare le dita sulla tastiera del mio portatile,continuo a ripetere tra me e me queste due parole "apripista", "giro d'Italia"...ma chi l'avrebbe mai detto... Un mese fa circa, un amico che riesce alla fine sempre a coinvolgermi, mi è venuto a trovare a casa insieme ad un veterano ciclista, hanno portato un tandem in disuso, hanno insistito affinchè io provassi a fare un giro e confesso assai titubante, mi sono lasciata convincere ad uscire l'indomani mattina per una passeggiata insieme a tutto il gruppo di già esperti ciclisti e tandemisti. Ero sbalordi- I | 20 | Mondo Solidale ta quando, a prima uscita, sono arrivata a Villagrazia di Carini e non ho accusato alcun dolore alle gambe; ho ringraziato per questo, la mia costanza nel frequentare la palestra vicino casa, ero assai contenta e stupita di me stessa. Da quel giorno, è stato un susseguirsi di uscite quasi giornaliere, un fare miei preziosi tesori, i consigli della mia guida, un incontrare su strada e fare amicizia con altri "chicchi", prova questa e quella sella, miglioriamo i rapporti per le salite, cambia il filo dei freni ma sopratutto, è stato una scoperta di me stessa, ce la potevo fare, chilometro dopo chilometro, salita dopo salita. Ero l'ultima arrivata ed i miei nuovi compagni tandemisti mi incoraggiavano ma sopratutto Silvano, la mia guida, ormai una amico per me, mi dava fiducia, una fiducia che assolutamente non avevo nei miei confronti. Occhi umidi e falsa indifferenza quando sono arrivata in cima al monte Pellegrino, avrei urlato di gioia, ho chiamato la mia mamma con il cellulare, ce l'avevo fatta, ero paonazza ma ce l'avevo fatta. Non avevo soltanto scalato con il tandem il monte che sovrasta la mia città, avevo vinto una scommessa con me stessa: cosa importava essere una non vedente, dietro sul tandem io sono uguale agli altri, pedalo e vado. E poi...fare da apripista al giro d'Italia! Io, una neofita ciclista non vedente, tra le stelle del ciclismo mondiale. Eravamo una squadra di 22 completini bianchi, blu e fuxia, tutti uguali, tutti in sella a tandem preparati da corsa, qualcuno più qualcuno meno; persone e mezzi protagonisti per pochi momenti alla partenza del giro d'Italia. Emozionata... assai riduttivo: avevo intorno i miei compagni di squadra e li sentivo vitali, percepivo i loro battiti accelerati e serpeggiava tra di noi una incontrollabile voglia di prenderci in giro. Una foto di gruppo, una con il mitico Moser, appena finisce il numero di danza con i palloni, partiamo...pedala- re in gruppo sull'asfalto di Via Libertà sul quale, tra poco, dopo di me sfrecceranno campioni venuti qui nella mia Palermo da tutte le parti del mondo. Non se la prenderanno a male se faccio mia una briciola della loro gloria, se faccio miei soltanto una decina di chilometri dei loro 3400 lungo lo stivale italiano. Loro non si accorgeranno neanche di me ed invece per me saranno pochi momenti di gloria, un ricordo, una emozione da conservare e da tirare fuori all'occorrenza nei momenti neri della mia vita. Siamo pronti, tutti in sella, Bianca, Ciro, Gressy, Giuseppe, Rita, Girolamo, Francesca, Leonardo da Agrigento, Peppino, Piero e le nostre rispettive guide, in formazione, affiancati due per due, ho agganciato il piede destro al pedale e sarà proprio Moser a darci il via: ho un nodo alla gola, non vedo niente ma non importa, mi basta la mente per vedermi, sono alla partenza del giro d'Italia... ho una lunga strada dinanzi da percorrere, rettilinei, tornanti, grandi viali alberati, polverose strade di campagna, curve a gomito, bivi, lunghe ed estenuanti salite, stringi i denti e pedala, ce la puoi fare, riuscirò ad arrivare alla fine, c'è sempre una discesa dopo una salita, il vento mi sferzerà il viso, potrò smettere per un pò di pedalare, potrò lasciare il manubrio e sentirmi libera di alzare le braccia al cielo, ce lo fatta...ma... sono davvero al giro d'Italia o...è la mia vita? Ringraziamenti di vero cuore a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo: la Regione Siciliana - il Dipartimento Regionale della Protezione Civile - il Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Palermo - dei Comuni di Palermo Agrigento - il CONI C.R. Sicilia Istituto per Ciechi I. Florio - F. ed A. Salamone di Palermo - la F.C.I. C.R. Sicilia - il C.E.S.VO.P. di Palermo - Con la partecipazione del G.S. AVITI di Palermo - il G.S. dei VVF di Palermo. ASSOCIAZIONI Regala-ti un sorriso People raising ad Alia: i giovani incontrano le associazioni di Francesca Costanza ei giorni 6, 11 e 13 luglio u.s. si è svolta ad Alia la campagna di sensibilizzazione al Volontariato promossa dalla locale Associazione MISERICORDIA, con il patrocinio del CE.S.VO.P. all'interno della progettualità di People Raising Ce.S.Vo.P. RegalaTi un sorriso. All'inizio, quando è stata proposta ai giovani e meno giovani volontari questa iniziativa, nata con la collaborazione ed il sostegno del Tutor Prov.ale Palermo Ce.S.Vo.P. Dott. Ficano Adriano, ho notato dei volti interessati ma un po' perplessi, perché vi è sempre una certa riluttanza ad allontanarsi dalla normalità e dalle abitudini operative, e l'innovativa proposta di contattare i giovani nei luoghi da loro frequentati abitualmente ( pub, pizzeria, discoteca, ecc. ) per avvicinarli, è sembrata alquanto bizzarra e di difficile attuazione. La voglia di ricercare nuove risorse vitali ed energetiche per portare avanti le molteplici attività dell'associazione ha comunque incoraggiato tutti a scendere in piazza per contattare direttamente i giovani aliesi. Così, domenica 6 luglio, i giovani Volontari della Misericordia si sono dati appuntamento alle ore 22,00 per fare un giro in paese e raggiungere i giovani che nel frattempo si andavano " adunando " nei luoghi da loro frequentati. Immaginate lo stupore di quei ragazzi che, al bel fresco di una serata estiva, sta- N vano ad oziare guardandosi in faccia l'uno con l'altro, senza vedersi, quando hanno visto arrivare i Volontari in divisa " sanitaria " e tutti insieme ( c.a. 30 ), quale esempio diretto e forte dell'impegno giovanile del mondo del Volontariato. All'arrivo dei giovani Volontari si è pensato subito ad un incidente o qualcosa di catastrofico. Ma i Volontari, con il sorriso sulle labbra, hanno saputo spiegare, con garbo e convinzione, il motivo di quella " invasione di campo ", invitando i presenti alla festa in programma il venerdì successivo nei locali della nostra Associazione. Nel secondo momento di festa e di aggregazione ( venerdì 11 luglio ) i giovani, invitati nella prima serata, si sono recati al centro dove ha la sede la nostra Associazione e con loro abbiamo trascorso una bellissima serata proponendo immagini sulle attività di Volontariato che la Misericordia svolge, allietando la serata con musica, balli e karaoke e distribuendo gadget a ricordo della serata. La loro massiccia presenza (erano c.a. 120) ha entusiasmato i nostri animi che per certi versi erano abbastanza scettici. Tutti i partecipanti sono stati invitati a prendere parte, la domenica successiva, ad un altro incontro dimostrativo pratico di volontariato. Nella terza fase ( domenica 13 luglio ), i giovani Volontari della Misericordia hanno dato vita ad una vera e propria dimostrazione pratica delle tec- niche di Primo Soccorso , barellaggio, montaggio tenda, supportati dalla proiezione di altri filmati afferenti le attività svolte dal gruppo di Protezione Civile. Anche in questa ultima fase conclusiva della nostra campagna di sensibilizzazione, erano presenti parecchi giovani ( c.a. 150 + 40 volontari ). A conclusione della manifestazione è stato offerto un rinfresco a tutti i partecipanti. Le serate dedicate a tale iniziativa di people raising sono state molto coinvolgenti e sicuramente hanno incuriosito quanti, dall'esterno, guardavano la nostra Associazione di Volontariato solo come un servizio/dovere che alcune persone di buona volontà mettono a disposizione della nostra piccola comunità. La presenza di giovani nella nostra Associazione indubbiamente svolge un ruolo determinante che fa da traino nei confronti di altri giovani che non vivono, ancora, l'esperienza del volontariato. Grazie all'impegno e all'esempio diretto dei nostri giovani Volontari, si è riusciti a smuovere il torpore di molti ragazzi aliesi, che si sono avvicinati all'associazione, con l'intento di farne parte e diventare anch'essi volontari, che potranno essere utilissimi nelle prossime iniziative che quest'Odv implementerà nel territorio. * volontaria Misericordie di Alia Mondo Solidale | 21 | ASSOCIAZIONI Protezione civile e volontariato: ANPAS Intervista al Dott. Lorenzo Colaleo, presidente dell'ANPAS di Nunzio Bruno l sistema della Protezione civile in Sicilia e il contributo dei volontari sono i principali argomenti che abbiamo affrontato con il nuovo presidente dell'ANPAS Sicilia. A lui abbiamo rivolto alcune domande per conoscere funzioni, ruoli e potenzialità del volontariato nella salvaguardia della persona e dell'ambiente. I 1. Dott. Lorenzo Colaleo, innanzitutto, direi di presentare la sua associazione. Cosa è l'ANPAS? R: L'Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze è, oggi, il più grande movimento laico di volontariato nel territorio nazionale. Infatti, nato nel 1860, fu fondato in Federazione nel 1904 a Spoleto e trasformato in Associazione Nazionale nel 1987 a Lerici. L'Anpas, presente con più di 860 associazioni affiliate in tutta italia e 180 sezioni dislocate in tutte le Regioni , è rappresentata in 16 Regioni attraverso le proprie emanazioni di secondo Livello ( Comitati Regionali ) che coordinano e raggruppano, sotto la stessa bandiera, tutte le 860 associazioni. I soci sostenitori sono più di 700.000. I volontari attivi con formazione adeguata sono 100.000; i giovani in Servizio Civile Nazionale sono 2.000 e 1.980 sono gli operatori professionali. Emergenza sanitaria "118" e soccorso sanitario sono storicamente le attività prevalenti dell'ANPAS, tanto che il 40% del trasporto sanitario in Italia è oggi svolto dalle Pubbliche Assistenze. In protezione civile l'ANPAS ha una propria struttura articolata a livello nazionale e regionale in grado di intervenire rapidamente e con efficacia in Italia e all'estero per come ha già, più volte, dimostrato. L'ANPAS è, inoltre, Movimento autorizzato alle adozioni internazionali in Armenia, Bulgaria, Costa Rica, Gambia, Kenia, Mauritius, Nepal, Repubblica Domenicana, Senegal, Sri Lanka, Taiwan e Venezuela e molteplici sono i progetti di cooperazione internazionale | 22 | Mondo Solidale attivati. L'ANPAS è attore protagonista del Forum del Terzo Settore e, anche attraverso di esso, interlocutore importante delle istituzioni a tutti i livelli per le politiche sociali e lo sviluppo del ruolo e della cultura del volontariato. I servizi sul territorio sono svolti con 2.700 ambulanze, 1.600 automezzi per servizi sociali e 500 automezzi specializzati in protezione civile. L'impegno sociale ed assistenza in diverse aree della marginalità: portatori di handicap, anziani, carcerati, tossicodipendenze, AIDS, immigrati ed extracomunitari, Attività internazionali: accoglienza, aiuti e assistenza socio-sanitaria (ex Jugoslavia, Chernobyl, Bulgaria, Saharawi), Emergenza "118", trasporto ammalati e feriti, Guardie mediche e Centri Ambulatoriali, Servizio Civile Nazionale, Corsi di formazione per volontari e cittadini. Ecco, seppur in maniera sintetica e chiaramente non esaustiva questa è l'ANPAS. 2. In poche battute, potrebbe spiegarci come è strutturata la protezione civile in Sicilia? R: Credo che Lei si voglia riferire alla Protezione Civile in generale ed in particolare a quella Regionale!! Se così è Le dico subito che molto è stato fatto ma rispetto al resto del territorio italiano molto ancora vi è da fare. Se pensa che la legge Istitutiva del Servizio Civile Nazionale è dell'anno 1992 (Legge 225) e che la Regione Siciliana ha recepito la stessa e provveduto ad istituire l'Ufficio Regionale nel 1998 con legge n. 14, capirà bene come si siano persi degli anni preziosi per la crescita in questo importante settore. A ciò aggiunga la sordità degli Enti Locali a redigere pianificazioni di emergenza e istituire I Centri Operativi Comunali, si renderà perfettamente conto di quanto ancora vi è da fare. Non basta aver costituito gli Uffici Provinciali del Dipartimento Regionale se non vengono supportati da tutti gli Enti Comunali, primo ed importante anello nel sistema di protezione civile. Vede, la "macchina della Protezione Civile " è come una catena di montaggio, ognuno deve svolgere il proprio ruolo senza interruzioni, ognuno deve operare con piena coscienza, per far si che l'intera catena funzioni a beneficio delle cittadinanze. Purtroppo in Sicilia, e non solo in Sicilia, tutto ciò non è stato perfettamente compreso. 3. Dr. Colaleo, in questo sistema come viene tenuto in considerazione il volontariato e quale ruolo ricopre? R: Apprezzo il ruolo che ultimamente sta svolgendo il Dipartimento Regionale di Protezione Civile e lo stimolo che lo stesso dà, attraverso l'Ing. Cocina, al mondo del volontariato. A Cocina riconosco di essere tra i pochi dirigenti ad aver perfettamente compreso l'importanza di questo mondo e la necessità di renderlo autonomo ed operativo per essere il braccio operativo in emergenza. Purtroppo agli sforzi effettuati dall'Ing. Cocina non sempre seguono gli atti consequenziali da parte degli Enti Locali. In una parola occorrerà al più presto modificare anche la norma regionale al fine di far divenire in ogni comune, dal più grande al più piccolo, strumento importante ed essenziale il Volontariato sempre e comunque quale supporto agli Enti istituzionalmente preposti alla previsione, prevenzione ed emergenza, riconoscendo il ruolo delle Organizzazioni in tutte le fasi operativa previste dalla normativa e non considerandoli unicamente solo "squadre di operai" o fonti di "voti". Bisogna comunque sottolineare che anche il mondo del volontariato non è avulso da colpe nel senso che non sempre le associazioni hanno nel proprio interno l'esclusivo scopo del bene comune e la gratuità delle prestazioni. Ecco perché consiglio a chi si avvicina a questo meraviglioso mondo di fare scelte oculate preferendo organizzazioni solide e ben gestite. ASSOCIAZIONI Solo attraverso un sistema trasparente, legale e legittimo, l'intero mondo del volontariato potrà essere preso in considerazione e ricoprire ruoli sempre più importanti e specialistici per come avviene nelle Regioni quali il Friuli ed il Trentino. 4. Torniamo alla sua associazione. Quale contributo dà l'ANPAS, a livello regionale, al sistema protezione civile? R: Desidero chiarire subito che non è la mia Associazione ma unicamente l'Associazione in cui milito sin dal 1996 e di cui, oggi, immeritatamente, ho il compito di rappresentarla a livello Regionale. Credo che l'ANPAS Sicilia abbia sempre dato un notevole contributo al sistema di Protezione Civile Regionale, attraverso i propri dirigenti, ma ancora di più attraverso i propri volontari che, da qualunque città e paese della Sicilia, non si sono mai sottratti agli interventi nel territorio Siciliano ed anche all'estero in occasione di richieste da parte del Dipartimento Regionale di Protezione Civile. La forza del Movimento che rappresento sta anche nella sua compattezza nazionale e nel saper, qualora e speriamo mai necessario, di poter contare su tutte le altre Regioni ad iniziare dalla Calabria e la Sardegna, per finire alla Liguria, il Veneto e la Lombardia. Infatti l'Anpas, nella sua interezza, ha un proprio sistema di protezione civile con una propria sala operativa nazionale alla quale qualunque Comitato Regionale può affidarsi per ricevere aiuti in termini di uomini e mezzi. 5. Lei è Presidente regionale dell'ANPAS da qualche mese, quali sono i suoi progetti? Quali prospettive vuol dare alla sua associazione? R: Sono centinaia i progetti che molte volte divengono sogni che ogni persona vorrebbe mettere in campo per lasciare un segno del proprio passaggio. Io alcuni di questi sogni li ho già fatti divenire progetti e realizzati. Gliene citerò a memoria alcuni di questi: - la convenzione, già operativa, con il Dipartimento Regionale, un centro di Formazione e l'Università di Enna Facoltà di Ingegneria di Protezione Civile, che specializzerà nel campo della Protezione Civile circa 30 volontari attraverso un corso universitario di 300 ore con attestato di qualifica finale; - la convenzione, già firmata con l'Università di Enna e presentata a quella di Palermo, attraverso la quale, ai sensi della vigente normativa, tutti i volontari di servizio civile che espleteranno tale servizio in una qualunque Pubblica Assistenza siciliana, potranno beneficiare, di circa 18 crediti formativi per le attività svolte; - la convenzione in fase di apposizione di firma per il tirocinio dei laureandi in Protezione Civile ed in Psicologia nelle Pubbliche Assistenze con validità formativa ai fini dei crediti; Queste le cose da un punto di vista istituzionale a questo aggiunga che abbiamo attivato un sito internet molto consultato all'indirizzo www.anpas-sicilia.it ed aperto, grazie ai volontari, gli Uffici per settore di attività ed attraverso ciò stiamo ricevendo quasi giornalmente richieste di adesione da tutto il territorio Siciliano. A ciò aggiunga la mia intenzione di consolidare e riprendere un rapporto con i Centri di Servizio del Volontariato che reputo, oggi, un importante motore per la crescita dei Volontari e per la realizzazione di importanti progetti fornativi. In considerazione di quanto ho detto spero di poter dare, entro massimo tre anni, una prospettiva di movimento solido e presente in tutta la Sicilia facendolo divenire tra quelli con più presenze nei vari territori. Lei mi dirà: progetto ambizioso?...... Le rispondo con una citazione di un noto scrittore inglese: "Tutte le ambizioni sono giustificate eccetto quelle che si arrampicano sulle miserie e sulla credulità umana" Joseph Conrad Grazie a Lei. Mondo Solidale | 23 | ASSOCIAZIONI Minori, maltrattamenti e abusi I requisiti di qualità per le strutture che accolgono le vittime. Ilenia Adamo* N ell'assemblea nazionale del CISMAI - il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento ed Abuso all'Infanzia tenutasi a Cosenza il 28 settembre 2001, è stato approvato un interessante documento, elaborato dalla Commissione Scientifica del coordinamento che si è occupata dell'accoglimento dei bambini vittime di maltrattamento. Il documento è finalizzato alla definizione dei "requisiti" che i centri residenziali per minori devono avere per poter gestire una corretta presa in carico di minori maltrattati o abusati, allontanati temporaneamente dal nucleo familiare per intervento dell'autorità giudiziaria. Si propone di definire le diverse funzioni che i centri residenziali devono svolgere, gli strumenti di cui si devono dotare, nonché l'organizzazione necessaria al loro adeguato operare. Funzioni, strumenti e organizzazione sono stati calibrati in relazione alla tipologia dell'utenza (minori in situazioni di crisi e le cui condizioni psicofisiche sono fortemente compromesse dai traumi subìti) e alla complessità del contesto (familiare, sociale, clinico, giudiziario) in cui l'intervento dei centri residenziali si viene a collocare. In tali situazioni, pur svolgendo nella quotidianità le essenziali funzioni educative necessarie alla crescita dei bambini, le comunità devono attivare nei confronti delle persone accolte specifiche azioni a valenza protettiva e terapeutica. Date le sue caratteristiche di intervento sulla crisi, la durata del progetto d'inserimento nella comunità deve essere contenuta nei tempi strettamente necessari allo svolgimento degli accertamenti diagnostici sul minore e alla valutazione prognostica circa le possibilità di recupero dei genitori o di altri familiari, per garantire alla vittima la possibilità di godere del suo diritto a vivere in famiglia, la propria o adottiva/affidataria, in caso di persistente inadeguatezza della famiglia biologica. Il documento si collega ai precedenti documenti CISMAI "Dichiarazione di | 24 | Mondo Solidale consenso in tema di abuso sessuale all'infanzia" e "Requisiti minimi dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso all'infanzia", di cui è un'integrazione rispetto alla funzione delle comunità d'accoglienza. Ribadisce la necessità, nelle differenti fasi dell'intervento, di una forte integrazione interprofessionale tra i differenti operatori coinvolti, di un'elevata specializzazione rispetto ai problemi affrontati, e di un'adeguata capacità di rapportarsi con il percorso giudiziario in cui il minore e la sua famiglia sono coinvolti. In particolare, si ritiene che il lavoro della comunità d'accoglienza debba presupporre la presenza di un'équipe psicosociale che abbia in carico il caso e sia distinta dall'équipe educativa. Rispetto a tale équipe psicosociale, la comunità d'accoglienza si costituisce come risorsa integrata all'interno dell'intervento complessivo. Nella definizione dei requisiti strutturali ed organizzativi, si fa riferimento alle normative nazionali integrate dalle normative regionali secondo l'art. 11 della Legge 328/2000. In attuazione dell'art.11 della Legge 328/2000 (Legge Quadro Interventi e Servizi Sociali), il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri n.308 del 21/5/01 ha definito i "requisiti minimi strutturali e organizzativi" per i servizi residenziali e semi-residenziali. Relativamente alla Regione Siciliana, il mancato recepimento della L. 328/00 ha determinato il permanere - nell'ambito dei servizi socioassistenziali - degli standards strutturali ed organizzativi previsti dalla L. 22/86. Oggi quindi diviene difficile, anche quando appare una logica conseguenza legata alla complessità del quotidiano ed alle urgenze in termini di bisogni e di risposte, specializzare le strutture residenziali per minori in Sicilia, ancor di più se quelle strutture operano in convenzione con l'ente locale il quale riconosce ed applica solo quanto previsto dalla L. 22/86. In linea con il documento del C.I.S.M.A.I. dovono essere realizzate strutture residenziali con le seguenti caratteristiche: la comunità, che accoglie minori vittime di maltrattamento e abuso, si qualifica come un contesto capace di fornire al minore la protezione dalle forme di abuso subite, l'accompagnamento più idoneo nelle varie fasi dell'intervento previsto dal progetto di rete, e il sostegno funzionale al superamento delle condizioni di pregiudizio vissute. In tal modo, assume valenza terapeutica in ordine alla riparazione del trauma subito dal minore. Le funzioni da essa espletata sono: protezione efficace ed immediata del minore rispetto ai rischi di ulteriore vittimizzazione; sostegno adeguato del minore nei momenti critici e nelle fasi più delicate del percorso; osservazione del bambino rispetto ai danni fisici e psichici subiti e alle risorse presenti sia a livello individuale, sia a livello relazionale; osservazione e sostegno delle relazioni tra il bambino e i familiari (se non sospese dall'autorità giudiziaria) e della loro evoluzione nel tempo; offerta di esperienze relazionali correttive, adeguate ai bisogni evolutivi del minore; facilitazione alla rielaborazione delle esperienze traumatiche vissute; rinforzo agli interventi dell'equipe psicosociali su minori e genitori; accompagnamento del minore seguente alla valutazione (rientro in famiglia, affido, adozione). Gli strumenti e le azioni che la caratterizzano prevedono la predisposizione di spazi e tempi adatti al momento dell'accoglienza e al primo periodo di inserimento che aiutino il minore a comprendere il significato dell'intervento protettivo; l'esercizio attivo della vigilanza rispetto a possibili intromissioni o interferenze di adulti pregiudizievoli in accordo con il servizio affidatario; il monitoraggio dei contatti e delle visite tra genitori e bambino e loro registrazione; la chiarificazione al bambino del percorso istituzionale all' interno del quale lui e la sua famiglia sono inseriti e delle diverse figure istituzionali coinvolte nell' intervento; il dialogo con il minore in merito alle difficoltà vissute all' interno ASSOCIAZIONI della propria famiglia e al percorso che gli stessi genitori stanno compiendo; il lavoro di preparazione e di sostegno del contesto sociale (scuola, tempo libero, sport) che accoglie il minore tramite un uso corretto delle informazioni circa la sua storia e le sue problematiche da attuarsi in collaborazione con il servizio sociale territoriale; l' utilizzo di modalità osservative documentabili sui comportamenti del minore e sulle sue relazioni significative; il riconoscimento e ascolto del materiale simbolico portato dal minore nelle attività quotidiane e nel gioco; l'organizzazione della vita della comunità che garantisca un adeguato controllo sulle possibili interazioni problematiche tra i minori (comportamenti aggressivi, comportamenti sessualizzati); gli interventi educativi basati sul bilanciamento tra contenimento e comprensione dei comportamenti problematici e sintomatici; l'organizzazione di attività individuali e/o di gruppo atte a valorizzare le capacità del bambino nella costruzione di un'identità personale positiva ed a promuovere spazi di "normalità"; la presenza degli educatori accanto al minore nei vari momenti del percorso giudiziario (perizie, audizione protetta, visite mediche...) in accordo con le decisioni della magistratura e del servizio sociale affidatario; l'attivazione di alleanze educative con genitori valutati recuperabili ed aiuto al bambino nel riconoscimento del cambiamento avvenuto; nel caso di genitori valutati irrecuperabili collaborazione con la famiglia affidataria (o altre strutture educative) o adottiva nel percorso di accoglienza del minore; le riunioni periodiche di raccordo con l' equipe psicosociale; le riunioni di equipe per la progettazione e la verifica degli interventi; gli spazi di analisi e rielaborazione dei vissuti emotivi degli educatori. L'organizzazione prevede la presenza di un'equipe costituita da personale professionale educativo qualificato; il rapporto operatori-utenti consente una corretta integrazione tra l'esercizio delle quotidiane funzioni di accudimento e cura e la possibilità di un intervento mirato alle specifiche esigenze di tutela e riparazione. Nell'organizzazione del lavoro viene quindi ad essere prevista una costante e consistente co-presenza di operatori; l'organigramma della comunità, prevedere la presenza di una figura di coordinatore dell'equipe che garantisce la coerenza degli interventi educativi, la loro connessione con il lavoro dell'equipe psicosociale ed il collegamento con la rete esterna, eventualmente avvalendosi della collaborazione di altre figure professio- nali come quella dell'assistente sociale; al fine di garantire un adeguata assistenza sanitaria ai minori accolti e per raccogliere ulteriori elementi utili ai fini valutativi la comunità ha stabilito una collaborazione stabile con un medico pediatra; oltre agli standard strutturali indicati dalla normativa vigente le modalità di accesso alla comunità sono state rese idonee a garantire la protezione del minore da eventuali comportamenti intrusivi o violenti; sempre dal punto di vista strutturale (spazi, arredi, ecc) gli ambienti sono organizzati in modo da limitare il più possibile i rischi derivanti da condotte pericolose messe in atto dai soggetti ospitati in momenti di crisi. Infine l'equipe educativa ritiene parte integrante del proprio lavoro una formazione permanente che permetta sia di sviluppare competenze relazionali ed emotive specifiche per un'adeguata gestione dei rapporti con i minori e con le loro famiglie, che di acquisire e aggiornare le conoscenze in merito al ruolo svolto dalle differenti figure istituzionali coinvolte nella gestione dei casi. * Consigliere coordinatore GdL «Professione e politiche sociali». Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana Mondo Solidale | 25 | ASSOCIAZIONI Un Mondo a colori Concluso il progetto della delegazione CeSVoP di Marsala di Giuditta Petrillo l progetto «Un Mondo a Colori» è stato rivolto agli allievi delle cinque classi del corso serale dell'Istituto per Geometri di Petrosino, per un numero totale di 25 alunni. Il corso ha avuto la durata di 30 ore con inizio delle lezioni il 07 aprile 2008, che sono state portate a termine il 14 maggio 2008; la conclusione di tutto il progetto si è svolta il 13 giugno con una manifestazione nella quale è stata invitata tutta la cittadinanza alla visita della mostra dei lavori svolti e agli interventi del convegno sulla promozione del volontariato. La scansione temporale prevedeva una conclusione più rapida, ma per motivi interni al quadro orario dell'Istituto, la conclusione è slittata di una settimana. Dopo la presentazione del corso, con le sue finalità ed obiettivi sulla sensibilizzazione e promozione del volontariato, la fase iniziale è stata caratterizzata dall'intervento della psicologa, Casano Vitalba, la quale ha promosso e facilitato le dinamiche di gruppo focalizzando l'attenzione sulla ricerca individuale del simbolo che rimanda al volontariato attraverso un brainstorming:" Cos'è il volontariato per me". In seguito la docente Bonasera ha insegnato e fatto eseguire le tecniche pittoriche basilari ai corsisti, invitando liberamente ad espri- I | 26 | Mondo Solidale mersi attraverso l'arte e ricercando il loro simbolo sul volontariato. Le attività di espressione pittorica sono state eseguite da tutti gli allievi con molto interesse ed entusiasmo, sia per la novità delle tecniche, sia per la voglia di ricerca interiore che sfocia sulla tela la propria disponibilità nei confronti del prossimo e del volontariato. Tutto si è svolto in maniera dinamica e in assoluta libertà; infatti, grazie alla propria creatività e alla propria sensibilità, ognuno ha dato vita a delle proposte che testimoniamo emozioni. Un arcobaleno ha colorato la ricchezza di stati d'animo che esprimono il dono, la gratuità, la solidarietà scaturendo con forza un messaggio, che l'Amore abbia il sopravvento e che il vuoto, i deserti dell'anima vengono colmati dalla luminosità interiore che, come un motore, aziona e anticipa il momento magico del dono. Dei 25 alunni, 20 hanno frequentato in maniera complessivamente costante in rapporto alle proprie possibilità, legate ad orari di lavoro e di impegni extrascolastici di ordine familiare; tutti sono riusciti a penetrare all'interno della tematica in oggetto e a fare proprie le tecniche loro trasmesse, ad essi è stato conferito un attestato di partecipazione. Prima della selezione dei lavori realizzati, la psicologa ha osservato i corsisti durante l'esecuzione delle attività, notan- do la passione e la motivazione sulla ricerca del proprio simbolo che in maniera poliedrica esprima la gratuità, il dono e la solidarietà del volontariato. Inoltre, ad ognuno dei partecipanti sono state date delle personali restituzioni sul loro percorso artistico e creativo, evidenziando in maniera trasversale l'intelligenza creativa e il pensiero divergente. La selezione finale si è avvalsa della professionalità del pittore esteta Vito Linares, che ha tenuto conto dell'equilibrio composito e cromatico riscontrato negli elaborati; una nota di merito con stampa su tela è stata data ai seguenti allievi: Giacalone Francesca, Ferrera Patricia, Rallo Marisa, Sammartano Dorotea e Russo Vincenzo. Anche gli altri frequentanti hanno raggiunto dei risultati molto lusinghieri e, pertanto, si ritiene che il corso abbia avuto una valenza culturale ed umana assai valida che lascerà tracce in ognuno come esperienza e come stimolo a fare meglio per sé e per gli altri. ASSOCIAZIONI Caltagirone e sanità: un passato da riscoprire Francesco Di Grande, volontario dell’Avulss di Caltagiorone, racconta l’attività assistenziale svolta dai Padri Camilliani nella città Calatina di Mario Panebianco on molto interesse ho letto il libro «Caltagirone e sanità: un passato da riscoprire» scritto dal volontario dell’Avulss di Caltagirone Francesco Di Grande il quale in questa sua opera ha voluto raccontare l’attività assistenziale svolta dai Padri Camilliani nella città calatina. L’ordine religioso presente fin dal ‘600 profuse la sua opera fino all’800 e dopo la soppressione degli ordini tale opera fu continuata con dedizione da Padre Giacomo Cona che per alcuni decenni, fino agli inizi dello scorso secolo, continuò a dedicarsi all’assistenza e al conforto dei sofferenti. Di particolare interesse, per chi opera nel campo sanitario, risulta il primo capitolo, dove Di Grande, che è stato dirigente del Servizio infermieristico dell’Azienda ospedaliera «Gravina» di Caltagirone, descrive con un rapido ma esauriente excursus la storia dell’assistenza sanitaria organizzata e del ruolo importante svolto dalla Chiesa che vede protagonisti gli Ordini religiosi che rivolgono la loro attività al sollievo della sofferenza. E’ nel ‘600 che vivono i grandi Santi della carità i quali indirizzano la loro azione e quella degli Ordini da loro fondati verso i sofferenti di malattie, anche incurabili, e svolgono non solo un’attività spirituale ma anche una concreta opera assistenziale mediante fondazioni di strutture in grado di accogliere gli ammalati, soprattutto quelli abbandonati e privi di qualsiasi aiuto; è la nascita C | 28 | Mondo Solidale degli odierni ospedali. Questi Santi sono stati S.Filippo Neri, S.Giovanni di Dio, S. Vincenzo dè Paoli, ma in particolare l’attenzione dell’autore è rivolta al pensiero e all’opera di San Camillo de Lellis, il cui ordine prese il nome di Camilliani, detti anche Crociferi per la grande croce rossa presente nella tonaca.E’ l’opera svolta per tre secoli a Caltagirone dai Padri Camilliani che viene narrata con particolarità di notizie in buona parte del libro, azione ispirata al pensiero ed alle raccomandazioni che il Santo fondatore rivolge ai confratelli quali: «assistenza amorevole agli infermi, visione unitaria dell’uomo che richiede globalità di prestazioni rivolte sia allo spirito che al corpo, libertà di coscienza del malato e soprattutto la carità concepita come fine e non come mezzo della sanità». Questi principi sono accompagnati da consigli pratici su come stare accanto al malato, fargli sentire vicina una presenza amorevole anche attraverso piccoli gesti di attenzione verso chi soffre, ricordandosi che curare una persona significa prendersene cura. Tante di queste raccomandazioni anticipano di secoli quella che oggi viene definita «relazione d’aiuto» e sulla quale sono stati scritti numerosi trattati di psicologia. La lettura di questo libro, scritto con rigore storico ma soprattutto con passione, è utile a chi desidera conoscere l’attività assistenziale svolta per secoli in un’importante città siciliana, ed è da raccomandare alle figure sanitarie profesionali ed agli operatori affinchè si ricordino che qualsiasi attività di cura e di assistenza deve sempre mettere al centro l’attenzione alla persona.E’ da aggiungere che il libro oltre che per il testo si presenta come un’opera pregevole perchè corredato da numerose belle riproduzioni fotografiche di opere d’arte presenti nelle chiese di Caltagirone. | 30 | Mondo Solidale ASSOCIAZIONI "Inchiostro Invisibile", l'occasione per conoscere gli altri punti di Vista di Laura Poma i è concretizzata la nuova iniziativa editoriale dell'A.R.I.S. (Associazione dei Retinopatici ed Ipovedenti siciliani) attraverso la pubblicazione di "Inchiostro Invisibile", un'antologia di racconti sull'ipovisone nata grazie alla volontà di un gruppo di scrittori siciliani e di ipovedenti, di diffondere, attraverso racconti autobiografici o storie nate a seguito di interviste, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente i minorati della vista. L'Associazione no-profit, che da diciassette anni è costantemente impegnata nel settore della prevenzione, della ricerca scientifica, della cura delle patologie eredo-degenerative retiniche, grazie alla collaborazione di figure professionali quali oculisti, ortottisti, psicologi ed assistenti sociali, ma anche grazie al prezioso impegno dei volontari in servizio civile, ha curato il settore dell'informazione, non solo attraverso opuscoli e riviste, ma anche con la pubblicazione di volumi scientifici. S "Inchiostro Invisibile" nasce dall'esigenza di diffondere le problematiche legate all'ipovisione attraverso un genere mai sperimentato prima dall'Associazione, la narrativa. Il libro si propone di far luce su quegli aspetti della vita di chi è affetto da grave patologia visiva, al fine di divulgarne la problematica e sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. Non è semplice, infatti, definire "l'ipovedente", avvicinarsi a questo mondo significa scoprire una realtà a volte molto dolorosa. Sono storie raccontate da ipovedenti, testimonianze raccolte da una giornalista e racconti scaturiti dal rapporto di amicizia tra alcuni scrittori siciliani con un'autrice ipovedente, che forniranno al lettore la possibilità di immergersi in un mondo sconosciuto che potrà sorprenderlo ed emozionarlo. "Inchiostro Invisibile" è stata l'occasione per dare voce alle anime sprofondate nel silenzio a causa del proprio handicap, che lottano giornalmente contro barriere insormontabili, che faticano ad accettarsi e a farsi accettare dai "normodotati". Il libro pubblicato dalla casa editrice palermitana La Zisa, è stato presentato il 13 giugno scorso alla Camera di Commercio di Palermo, ed è possibile acquistarlo al prezzo unitario di 10,00 €. Mondo Solidale | 31 | CESVOP Novità editoriali del CeSVoP nuove collane tematiche nell’offerta editoriale del CeSVoP sempre a servizio dei volontari di N.B. randi novità nell'offerta editoriale del CeSVoP. Quest'anno, accanto ai tradizionali "Quaderni" (collana - curata da Vincenzo Borruso - di cui nella pagina successiva recensiamo gli ultimi due numeri), arrivano tre nuove collane: Imagina. Fotoracconti di solidarietà; Studi e ricerche del CeSVoP; Videosonica. Volti e suoni del volontariato. Andiamo per ordine e presentiamo le singole proposte una per una. Si tratta di un nuovo servizio del CeSVoP che potrebbe interessare molte organizzazioni del volontariato. Imagina è un nuovo "contenitore" editoriale che dà spazio a quelle esperienze e a quelle azioni delle associazioni che possono essere raccontate non solo attraverso le parole, ma soprattutto mediante immagini. "Infatti - come scrive Ferdinando Siringo, presidente del CeSVoP, nella presentazione del primo numero - queste pubblicazioni si caratterizzano per la prevalenza del materiale fotografico e illustrativo. Ciò perché, tante volte, le esperienze e le emozioni del volontariato si possono comunicare solo con le immagini. Vedere G | 32 | Mondo Solidale i volti, gli incontri e le scoperte delle associazioni può valere più che le sole parole. E Imagina richiama con la sua ortografia incerta il termine più familiare immagina. Sì. Immagina cosa accadrebbe se... Immagina come cambierebbe il mondo se si desse spazio alla gratuità, alla vicinanza reciproca, alla solidarietà. Immagina... è una delle parole cardine del volontariato. Immaginare situazioni, contesti e rapporti diversi per poi attuarli con le proprie azioni è quanto fa ogni volontario. Insomma, vorremmo che questi fotoracconti stimolassero nei lettori la voglia di immaginare e, soprattutto, di partecipare e costruire un mondo nuovo e più giusto". Di questa collana sono già usciti i primi tre numeri (ed è in stampa il quarto): Cittadini del villaggio globale, diario di bordo del campo estivo condotto da alcuni ragazzi sui temi della mondialità e delle nuove forme di cittadinanza "globale" (n. 1, a cura dell'associazione Lvia); Diecimila passi per Gela, l'intero percorso delle associazioni di Gela (CL) che, supportate dal CeSVoP, in pochi anni si sono conquistate ampi spazi di visibilità e significatività nella comunità cittadina e hanno realizzato la "Casa del Volontariato" (n. 2, a cura della delegazione CeSVoP di Gela); L'Arte del volontariato, catalogo della mostra d'arte contemporanea svoltasi a conclusione del concorso promosso da alcune associazioni socio-sanitarie che, in rete, hanno realizzato con il Centro di Servizi un progetto per promuovere il volontariato fra i giovani artisti (n. 3, a cura di ASTraFe, AAEE, ADMO, AIM, ARIS). Studi e ricerche è la collana di carattere scientifico diretta da Ferdinando Siringo. Fornisce spazio alle riflessioni, agli approfondimenti e agli studi che le organizzazioni di volontariato conducono a partire dalla loro esperienza. Come pure contiene saggi e monografie che derivano dalle attività di ricerca e documentazione che il CeSVoP porta avanti anche con la collaborazione delle associazioni, degli altri Centri di Servizio e di varie Istituzioni culturali. Vista l'ampiezza e la diversità dei campi di interesse abbracciati dal volontariato, il piano editoriale della collana prevede una diversificazione delle aree tematiche che vengono contraddistinte da una banda colorata in copertina. Anche in questo caso sono già usciti tre numeri (e il quarto è in preparazione): La valutazione nelle organizzazioni del volontariato siciliano, una ricerca condotta dal CeSVoP in collaborazione con l'Università di Palermo (n. 1, a cura di A. La Spina e F.M. Lo Verde); Crescita endogena e misurazione del capitale umano: il caso del Mezzogiorno d'Italia, saggio di Barbara Gatto, laureata in Economia e Commercio e volontaria dal 1999 al 2004 allo ZEN 2 (quartiere periferico di Palermo) con l'associazione "Laboratorio Zen Insieme" (n. 2); L'umanizzazione e il miglioramento della qualità nell'assistenza pediatrica, atti del VII convegno scientifico nazionale del Network "Gli ospedali di Andrea" promosso dall'AGe, CESVOP Associazione Italiana Genitori, e svoltosi a Carini (PA) nel dicembre del 2007 (n. 3, a cura di S. La Rosa e E. Lo Franco). Videosonica. Non poteva mancare una collana multimediale. Le associazioni di volontariato producono sempre più frequentemente filmati, videoracconti, CDRom interattivi, banche dati, iperte- sti… Insomma, il CeSVoP offre un servizio di pubblicazione e distribuzione anche alle organizzazioni che si sono addentrate nelle forme espressive audiovisive ed elettroniche. Tre numeri pure per questa collana: il n. 1, Culture in festa, è stato realizzato dalla delegazione di Campobello di Licata (AG) ed è un cofanetto con un doppio DVD su il progetto "Culture a Confronto" e le Feste del volontariato organizzate nel territorio della delegazione; il n. 2, Una Casa di cuore e mattoni, è un documentario prodotto dalla sede direzionale del CeSVoP sull'esperienza della Casa del volontariato di Gela (regia di Alberto Castiglione); il n. 3, 40 anni dopo… per non dimenticare, realizzato dalla delegazione di Campobello di Mazara (TP), ripercorre, in occasione del quarantesimo anniversario, i ricordi del terremoto in Belice. Oltre a questi nuovi "contenitori" edito- riali, sono di imminente uscita altre pubblicazioni riguardanti gli ambiti di azione del CeSVoP (Report delle attività di progettazione; Piano della formazione 2008; Report di "Scuola e volontariato" e Promozione del volontariato giovanile; Bilancio sociale; ecc.) e le iniziative più significative del volontariato della Sicilia occidentale. Dunque, c'è grande possibilità per chi volesse usufruire di questo nuovo servizio. Per informazioni e richieste, ci si può rivolgere all'Area editoriale del CeSVoP: [email protected]. Spetterà al Comitato direttivo del Centro valutare il materiale proposto e decidere circa l'inserimento nella programmazione editoriale del CeSVoP. Tutte le pubblicazioni sono gratuite e sono disponibili nella sede direzionale di Palermo e nelle sedi di delegazione. Mondo Solidale | 33 | CESVOP Partecipare al sistema salute Pubblicato dal CeSVoP il volume sul volontariato e l'applicazione in Sicilia della legge sulla integrazione socio-sanitaria di V.B. l recente volume di Vincenzo Borruso e Saverino Richiusa, sulla integrazione dei servizi socio-sanitari, pone il problema del dualismo che nella nostra regione caratterizza i servizi sanitari, erogati di norma da Aziende sanitarie locali e ospedali, e di quelli sociali, appannaggio, finora degli enti locali. Un dualismo che, nelle regioni a statuto ordinario, è stato superato dalla costituzione delle aziende socio-sanitarie e che, in tutto il paese, è stato cancellato dalla approvazione della legge n.328/2000. Una legge quadro per la realizzazione di un sistema integrato di interventi sanitari e servizi sociali formulata nella continuazione della tradizione democratica del nostro paese e con riferimento al valore che la sua Assemblea Costituente ha assegnato ai cittadini, ai loro diritti fondamentali, al I loro benessere. Il nostro paese con la legge 833/78 si è dotato di un servizio sanitario che ha garantito agli italiani una assistenza omogenea in tutte le regioni. Ma, fino alla approvazione della legge 328/2000, non è stato in grado di creare un sistema di protezione globale dei cittadini, fondato sulla contemporanea decisione e operatività dell'assistenza sanitaria e di quella sociale. La dualità dei servizi, ancora oggi esistente in Sicilia per l'attribuzione delle relative competenze a diversi rami dell'amministrazione regionale, poco modificata da iniziative legislative siciliane anticipatrici della legge nazionale, non ha tuttavia permesso che potessero essere adottati i meccanismi democratici di integrazione suggeriti dalla 328. Da questo, una criticità di applicazione sul territorio della normativa di integrazione e il ritardo nelle programmazione e relativo impegno economico delle tre triennalità finora considerate e finanziate dalla legge nazionale. Dalla constatazione di tale criticità, il lavoro di Borruso e Richiusa rivolto, in particolare, ai volontari che, per la prima volta nella nostra storia civile, sono invitati dalla legge a dare un contributo istituzionale e partecipativo alla elaborazione di una efficace politica sociale attraverso i piani di zona, elaborati a pari titolo da enti pubblici, dal Terzo settore, dal volontariato socio-sanitario. Una vita da Cani volume dedicato al randagismo dei cani di V.B. dito dal Centro Servizi per il volontariato e redatto da Vincenzo Borruso, vede la luce in questi giorni un piccolo volume dedicato al randagismo dei cani. Un problema angoscioso per Palermo e la Sicilia, un problema per il quale ha cercato una soluzione Roberto Lagalla, assessore regionale alla sanità siciliana, che il 12 gennaio 2007 ha varato, dopo sette anni di inerzia dell'amministrazione regionale, il regolamento operativo previsto dalla l.r. n.15 dell'anno 2000 e riguardante l'istituzione dell'anagrafe canina. Una soluzione difficile in quanto i comportamenti dei cittadini, portatori di una cultura che sembra tanto vicina e amorevole nei riguardi dei cani, non ha finora difficoltà ad abbandonarli quando la vita degli animali d'affezione conflige E | 34 | Mondo Solidale con la loro. Un costume che né le leggi, né l'impegno delle associazioni animaliste sembrano capaci di modificare. La breve ricerca sul "migliore amico dell'uomo" tende a mettere in evidenza sia il pericolo di una comunità di vita fra uomini e animali senza le dovute cautele igieniche, sia la contraddittorietà di comportamenti umani che vanno dall'amore incondizionato alla insensibilità e ferocia dell'abbandono. Sicuro prologo di morte violenta o di inedia. La ricerca vuole anche essere un richiamo alle finalità comuni, di solidarietà, difesa della salute, amore per la natura che debbono essere perseguite dalle associazioni di volonta- riato, qualunque sia il campo nel quale operano.