(Allegato 1)
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
Comune di Paglieta
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ05328
Regionale - Abruzzo
4° CLASSE
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
Dire, fare, riciclare
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Settore: Ambiente
Area d’intervento: C 04 - Salvaguardia e tutela di parchi e oasi naturalistiche
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il
progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
Premessa
Fare la raccolta differenziata e rispettare l'ambiente è sempre più necessario. I
giovani lo sanno. Ma non nascondono i tanti piccoli sacrifici che sono costretti ad
affrontare. E' bene gettare la spazzatura secondo i canoni moderni del riciclaggio
ambientale. E' sensato decidere di trovare un nuovo uso a un oggetto che si pensa
ormai invecchiato. E' urgente che ciascuno si dia da fare, se si vuole evitare la
catastrofe ambientale.
In tale senso, il progetto “Dire, fare, riciclare” intende avviare un percorso di
informazione rivolta ai cittadini del comune di Paglieta, i giovani in particolare,
rispetto alla necessità di abbracciare stili di vita sostenibili dal punto di vista
ecologico e rispettosi dell’ambiente circostante. Particolare rilievo verrà riservato ad
attività di educazione alla raccolta differenziata dei rifiuti ed alle relative modalità di
attuazione.
6.1 Contesto territoriale e area d’intervento
Il progetto “Dire, fare, riciclare” si pone l’obiettivo di potenziare gli interventi di
formazione e sensibilizzazione dei cittadini nei confronti di alcune variabili piuttosto
significative in campo ambientale, quali in particolar modo la raccolta differenziata
dei rifiuti e la produzione pro capite dei rifiuti, nel contesto territoriale del comune
di Paglieta, in provincia di Chieti.
Per avere una panoramica generale del territorio di riferimento riportiamo nella
tabella che segue i dati demografici e territoriali (vedi tab.1).
Tab. 1 - Dati territoriali e demografici per il territorio del comune di Paglieta (CH)
Estensione
Densità
territoriale
Abitativa
(kmq)
(per kmq)
34,18 km²
133ab/km²
Paglieta
Fonte: rielaborazione dati Istat (2011)
Territorio
Comunale
N.
frazioni
Popolazione
residente
10
4.531
I dati riportati nella tabella 1 ci consentono di avere un quadro generale dei territori
da analizzare, alla luce dei dati riportati nella tabella 2 sulla raccolta differenziata e
sulla produzione di rifiuti pro capite.
Tab. 2 – Dati sulla raccolta differenziata nei comuni di riferimento
Comune
Produzione
rifiuti (Kg/Ab)
Indice su media
provinciale
(1,00)
Provincia di
Chieti
517
1,00
Paglieta
380
0,74
% Raccolta differenziata
2004
11,1%
2005
2006
15,8%
17,4%
10,3%
10,1%
Fonte: Rapporto sui flussi dei rifiuti urbani – Provincia di Chieti (2006)
I dati riportati dalla tabella 2 mostrano come il comune di Paglieta a fronte di una
produzione di rifiuti per abitanti sensibilmente inferiore, abbia realizzato delle
percentuali di raccolta differenziata decisamente più basse rispetto alla media
provinciale.
Il dato, già di per se negativo, appare ancor più preoccupante se si considera che la
percentuale di raccolta differenziata sul territorio comunale decresce nel tempo, in
decisa controtendenza rispetto all’andamento sul territorio provinciale.
Al fine di dare un deciso impulso positivo alle percentuali di raccolta differenziata
raggiunte, l’amministrazione comunale di Paglieta ha deciso di inaugurare, a partire
dal primo Gennaio 2013, il sistema “Porta a porta”
In virtù degli importanti cambiamenti sullo stile di vita dei residenti che
l’introduzione del nuovo metodo di raccolta comporta, appare doveroso avviare una
serie di azioni volte alla informazione e sensibilizzazione dei cittadini del comune
di Paglieta sul tema della raccolta differenziata dei rifiuti in particolare sulle
modalità di raccolta previste dal nuovo sistema. Appare altresì fondamentale
accrescere le azioni di vigilanza sul territorio al fine di impedire abbandoni
incontrollati di rifiuti ed il sorgere di discariche abusive.
6.2 Analisi della domanda e dell’offerta di servizi analoghi.
Domanda
Essendo l’attività di raccolta dei rifiuti mediante il sistema “porta a porta” di nuova
attivazione su territorio comunale appare estremamente importante fornire
informazioni diffuse e dettagliate alla popolazione.
In particolare appare strategico dedicare attività di educazione alla condotta di stili
di vita sostenibili verso la popolazione giovanile. I giovani, difatti, costituiscono
tradizionalmente la fascia della popolazione più incline al cambiamento e più
sensibile ai temi legati allo sviluppo sostenibile. Si evince pertanto la necessità di
ideare laboratori didattici di educazione ambientale: con particolare attenzione al
ciclo dei rifiuti, al compostaggio domestico, al risparmio energetico, al risparmio
idrico, all’inquinamento atmosferico.
I Criticità e gli indicatori ad essi associati sono riassunti nella tabella seguente:
Criticità
Indicatori misurabili
Bassa % di RD rispetto alle percentuali Incremento % RD
rilevate su territorio provinciale.
n. iniziative di sensibilizzazione ed
informazione legate alle tematiche
ambientali
Potenziare l’azione di monitoraggio n. avvistamenti di infrazioni e/o abusi
delle discariche abusive dei rifiuti.
ambientali.
Scarsa informazione sul tema del ciclo n. laboratori didattici attivati
rifiuti.
n. studenti coinvolti nelle attività di
educazione ambientale
Offerta di servizi analoghi da parte di altri enti o strutture presenti sul
territorio
La Rieco Spa – Società appaltatrice del servizio di raccolta porta a porta per il
comune di Paglieta, svolge lo stesso servizio in due comuni del medesimo ambito
23 – Basso Sangro. Nello specifico: comune di Rocca San Giovanni e Sant’Eusanio
del Sangro.
La Rieco offre del materiale promozionale che può decisamente contribuire a
favorire l’informazione della cittadinanza circa i tempi e le modalità di svolgimento
della raccolta differenziata.
6.3 Destinatari e beneficiari del progetto
Destinatari del progetto:
I destinatari sono in generale tutti i cittadini del comune di Paglieta, con particolare
attenzione ai giovani in età scolare (età compresa tra i 6 e i 14 anni, per un totale di
406 bambini), che frequentano l’istituto comprensivo comunale, ai quali saranno
dedicati laboratori didattici di educazione ambientale e azioni di sensibilizzazione
sul tema.
Beneficiari del progetto
Dall’insieme delle azioni previste dal progetto “Dire, fare, riciclare” trarranno
beneficio anche altri soggetti che a vario titolo saranno protagonisti di tali azioni,
quali:
 le scuole del territorio e le insegnanti che grazie a questo progetto
potranno usufruire di valide iniziative didattiche da poter affiancare al
piano dell’offerta formativa dell’istituto scolastico e sviluppare così i talenti
e le competenze dei propri alunni.
 L’intero territorio, con il conseguente miglioramento della qualità della
vita per le future generazioni.
 Le Istituzioni, in particolare il Comune che a seguito di un’attività di
informazione adeguata sulla raccolta differenziata, vedranno diminuire nelle
proprie casse le spese per lo smaltimento dei rifiuti stessi.
7) Obiettivi del progetto:
Come già descritto nel punto 6 del contesto sono diverse le criticità che il territorio
di attuazione si trova ad affrontare. Punto di partenza per la definizione e
strutturazione del presente progetto sono dunque i dati riportati nel precedente
punto, che mettono in evidenza come nel comune di Paglieta ci si trovi di fronte ad
una realtà sintetizzata nei seguenti punti:
 Bassa % di RD rispetto ai livelli provinciali.
 Necessaria un’azione di monitoraggio delle isole ecologiche.
 Scarsa informazione sul tema del ciclo rifiuti
In tale contesto, dunque, il progetto “Dire, fare, riciclare”, intende avviare un
percorso di formazione e sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale, intesa come
informazione volta soprattutto alla riduzione dei rifiuti. Questo per migliorare la
qualità ambientale del territorio comunale, preservando e garantendo la tutela del
territorio.
Il raggiungimento di tale finalità, perché produca risultati concreti, presuppone il
conseguimento dei seguenti obiettivi specifici:
1. Incrementare la percentuale di raccolta differenziata, attraverso
iniziative di sensibilizzazione ed informazione legate in particolare al nuovo
servizio di “raccolta porta a porta”.
Indicatore di risultato: % di raccolta differenziata sul territorio comunale; n.
iniziative di sensibilizzazione ed informazione legate in particolare al nuovo
servizio di “raccolta porta a porta”;
Risultato atteso: aumento percentuale di almeno il 10% (raggiungere il 20% di
RD); attivare almeno n. 2 iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.
2. Migliorare l’azione di monitoraggio delle isole ecologiche, riducendo le
infrazioni e gli abusi in tema di rifiuti.
Indicatore di risultato: n. avvistamenti di infrazioni e/o abusi ambientali (parchi,
spazi verdi, isole ecologiche).
Risultato atteso: Riduzione del 10 % delle infrazioni/abusi.
3. Promuovere azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale nelle
scuole
Indicatore di risultato: n. laboratori didattici attivati;
n. studenti coinvolti nelle attività di educazione ambientale;
Risultato atteso: Attivare almeno n. 1 laboratorio didattico “Dire, fare
riciclare”. Coinvolgere almeno il 50% degli studenti dell’istituto comunale
(n.200 alunni).
Situazione di arrivo
In coerenza con tali obiettivi, il risultato che si auspica di ottenere a conclusione
del progetto è definito dall’allineamento della percentuale di raccolta differenziata
effettuata presso il comune di Paglieta, almeno a livello della media della provincia
di Chieti (+10% rispetto alla percentuale odierna). Data la nuova tipologia di
raccolta dei rifiuti si prevede un aumento delle infrazioni e degli abusi in tema di
rifiuti, da parte di chi non si adegui da subito al sistema e ricorra allo smaltimento
dei rifiuti in zone non adibite. Il monitoraggio di tali spazi, delle isole ecologiche, e
delle zone più frequentate dalla cittadinanza: parchi e verde pubblico, consentirà di
limitare al massimo tali infrazioni. Questa azione sarà possibile grazie al supporto
dei volontari di servizio civile che si immedesimeranno nel ruolo di sentinelle
ecologiche.
Un altro aspetto di rilievo è rappresentato dall’incremento dei giovani studenti
raggiunti dalle attività di educazione ambientale, nello specifico la partecipazione a
laboratori didattici, capaci di generare una nuova cultura di attenzione intorno alle
tematiche dell’ambiente. I laboratori didattici saranno incentrati su alcuni concetti e
idee-chiave, oltre che sulle tecniche per una corretta gestione del processo di
trasformazione dei rifiuti organici, scarti di cucina, avanzi di cibo, scarti da
giardinaggio e potature degli alberi. Gli incontri con i ragazzi si caratterizzeranno
per un approccio attivo, con l'utilizzo di tecniche mirate al coinvolgimento di
ognuno dei partecipanti.
Per verificare il raggiungimento di tale macro risultato, nonché degli obiettivi
prima descritti sono stati utilizzati alcuni indicatori proposti come oggettivamente
verificabili che descrivono gli obiettivi del progetto in termini operativi e
misurabili seguendo la regola SMART (specifici, misurabili, acquisibili, rilevanti,
temporizzati).
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le
attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in
servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che
quantitativo:
8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
Il progetto “Dire, fare, riciclare” intende rispondere ad alcune necessità segnalate
dagli attori del territorio rispetto alla dimensione delle politiche ambientali e di
sostenibilità. In particolare, come abbiamo visto nel contesto, risulta necessario
incrementare la percentuale di raccolta differenziata (RD), questa azione sarà
possibile soltanto attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza in quanto
attori protagonisti, ovvero coloro che conferiscono i rifiuti. Partendo da questa
consapevolezza, il progetto intende promuovere una serie di attività che coinvolgano
i cittadini attraverso azioni di sensibilizzazione a largo raggio. Un ulteriore campo
di intervento è rappresentato dall’azione di monitoraggio e controllo del
conferimento, che sarà possibile grazie all’istituzione delle sentinelle ecologiche.
Laddove dovessero emergere abusi o comportamenti negligenti gli stessi saranno
segnalati agli uffici che provvederanno di conseguenza.
Un’ultima azione, che sarà svolta parallelamente alle altre, è rappresentata
dall’attività di sensibilizzazione sul tema del ciclo rifiuti all’interno delle scuole e
rivolta ai ragazzi in età scolastica per stimolare le famiglie e i loro conoscenti al
conferimento dei rifiuti.
Per una lettura ordinata, coerente e funzionale ad ogni obiettivo individuato nel
punto 7, sono state indicate le attività e la tempistica previste per il raggiungimento
dello stesso.
Obiettivo 1 - Incrementare la percentuale di raccolta differenziata, attraverso
iniziative di sensibilizzazione ed informazione legate in particolare al nuovo servizio
di “raccolta porta a porta”.
Per incrementare la percentuale di raccolta differenziata ed assicurare
un’informazione diffusa e puntuale verso la cittadinanza saranno organizzate
iniziative di sensibilizzazione e momenti di confronto: finalizzati ad informare i
cittadini sul come e dove conferire i rifiuti, ed a risolvere eventuali dubbi ed
eventuali segnalazioni di difficoltà da parte della cittadinanza ad aderire al servizio
stesso. Inoltre i volontari di servizio civile si troveranno a distribuire, in
collaborazione con l'ente gestore che opera sul territorio, opuscoli informativi
riguardanti la raccolta differenziata. In questi opuscoli viene spiegato in primo
luogo il meccanismo della raccolta differenziata sul territorio: quali materiali
possono essere riciclati e in quale contenitore devono essere riposti. Inoltre i
volontari saranno impegnati nella realizzazione di volantini stampati in più lingue,
in modo da “integrare” nel meccanismo della raccolta differenziata anche
cittadini di madrelingua diversa da quella italiana.
Un ulteriore elemento che concorre al raggiungimento dell’obiettivo risiede
nell’efficienza organizzativa del servizio. A tal fine saranno organizzate attività di
verifica del sistema di raccolta sia sotto il profilo logistico, informativo e
organizzativo. Sarà infine attivata una linea comunale specificamente dedicata alla
ricezione di segnalazioni, richiesta di informazioni ed eventuali disservizi legati al
nuovo sistema di raccolta “porta a porta”. Un simile schema consentirà di far
emergere eventuali lacune che potranno esser rimosse a vantaggio del servizio e
della cittadinanza. Dalle continue verifiche se dovessero emergere lacune le stesse
saranno segnalate e arginate dagli uffici di competenza.
In sintesi il complesso delle attività, che concorrono al raggiungimento
dell’obiettivo relativo all’incremento della raccolta differenziata, è il seguente:
A. Attività di sensibilizzazione della cittadinanza intorno al nuovo servizio di
raccolta differenziata “porta a porta”.
B. Attività di verifica del sistema di raccolta, e di raccolta segnalazioni circa
eventuali lacune nell’erogazione del servizio dal punto di visto logistico,
informativo, organizzativo.
C. Attività di monitoraggio locale destinato a capire come la cittadinanza
risponde alle sollecitazioni generate dal progetto.
Attività
I°
mese
II°
mese
III°
mese
IV°
mese
V°
mese
VI°
mese
VII°
mese
VIII°
mese
IX°
mese
X°
mese
XI°
mese
XII°
mese
A
B
C
Obiettivo 2 – Migliorare l’azione di monitoraggio delle isole ecologiche, riducendo
le infrazioni e gli abusi in tema di rifiuti
Le azioni tese alla tutela del territorio, rappresentano un’azione di straordinaria
importanza per la difesa e la tutela dell’ambiente. Il progetto prevede, a garanzia
della riuscita di tutti gli interventi descritti, un’azione di controllo sui comportamenti
della cittadinanza e sulle eventuali infrazioni rispetto al nuovo sistema di raccolta
“porta a porta”. I volontari si trasformeranno in vere e proprie “sentinelle
ecologiche”che indagheranno sullo stato di salute del proprio territorio. I volontari
compileranno una scheda di salute ambientale redatta tramite la tecnica scelta dai
volontari stessi: foto, video, scrittura. Questa scheda dovrà poi contenere i consigli
utili per andare verso una condotta responsabile nei confronti dell’ambiente.
Il complesso delle attività che concorrono al raggiungimento dell’obiettivo 2 è il
seguente:
A. Attività di ricognizione del verde pubblico, dei parchi e delle isole
ecologiche secondo la tipologia di destinazione;
B. Attività di rilevazione di eventuali anomalie o abusi di carattere ambientale
riscontrati;
C. Attività di registrazione delle anomalie emerse e segnalazione agli uffici
preposti;
Attività
I°
mese
II°
mese
III°
mese
IV°
mese
V°
mese
VI°
mese
VII°
mese
VIII°
mese
IX°
mese
X°
mese
XI°
mese
XII°
mese
A
B
C
Obiettivo 3 – Promuovere azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale
nelle scuole.
Tante energie verranno investite anche per la sensibilizzazione dei ragazzi che
frequentano l’istituto comprensivo di Paglieta. Il ruolo dell’educazione ambientale
all’interno dei percorsi educativi e formativi è ritenuto sempre di maggiore
importanza nella formazione alla cittadinanza attiva. In questa fase si richiede ai
volontari di servizio civile di collaborare all’organizzazione di laboratori didattici,
che utilizzino metodologie di educazione non-formale, il gioco in particolare, per
aiutare i giovani partecipanti a comprendere l’importanza della raccolta differenziata
ed in particolare della conduzione di stili di vita sostenibili dal punto di vista
ambientale. In particolare si propone l’utilizzo del misuratore “Footprint –
Impronta ecologica” elaborato dal WWF per evidenziare l’impatto dello stile di
vita individuale sulle risorse del nostro pianeta. Tale misuratore, di grande efficacia
e di semplice utilizzo, potrà essere applicato ai giovani ed alle loro famiglie e
metterà in evidenza, in maniera lampante, l’impatto dannoso che uno stile di vita
non rispettoso dell’ambiente ha sul nostro pianeta. Si proporrà ulteriormente
realizzazione, assieme ai ragazzi delle scuole, di un video sottoforma di fiction,
spot o documentario sul tema della raccolta differenziata dal titolo “Dire, fare,
riciclare”, dove protagonisti saranno gli studenti che durante i laboratori si
cimenteranno come attori, registi e sceneggiatori. Il video, una volta realizzato
grazie anche alla collaborazione dei partner del progetto, verrà distribuito in tutte le
famiglie degli studenti protagonisti dell’iniziativa e in tutte le scuole del territorio,
con l’obiettivo di sensibilizzare alla raccolta differenziata.
Il complesso delle attività che concorrono al raggiungimento dell’obiettivo 3 è il
seguente:
A Organizzazione delle attività laboratoriali tese a valorizzare i concetti d
rifiuto-risorsa, l’importanza della raccolta differenziata, il valore del riuso,
l’importanza del risparmio energetico, dell’acqua e delle risorse naturali in
genere;
B Attività di promozione e sensibilizzazione intorno alle attività di laboratorio
all’interno delle scuole del territorio cittadino
C Raccolta adesioni e avvio dei laboratori didattici
D Realizzazione del video “Dire, fare, riciclare” e diffusione alle famiglie e alle
scuole del territorio.
Attività
I°
mese
II°
mese
III°
mese
IV°
mese
V°
mese
VI°
mese
VII°
mese
VIII°
mese
IX°
mese
X°
mese
XI°
mese
XII°
mese
A
B
D
E
8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette
attività
Comune di Paglieta
Profilo/professionalità
n. 1 responsabile del
settore Ambiente
Ruolo nel progetto
Tipologia
d’impiego
Svolge funzioni di programmazione Dipendente
delle seguenti attività:
 erogazione dei servizi di
n. 1 agente di polizia
municipale
n. 2 tecnici in materia
ambientale
informazione e sensibilizzazione
nei confronti della cittadinanza
sui
temi
ambientali,
organizzazione di momenti
informativi,
realizzazione
opuscoli.
 Organizzazione e controllo dei
servizi ambientali del comune
(Raccolta Rifiuti)
 Direzione delle attività di
monitoraggio
dei
servizi
ambientali a step periodici
 Programmazione controllo del
territorio e verifiche dei
fenomeni di micro discariche
abusive e abbandono dei rifiuti
 Svolge controlli sul territorio e dipendente
sulla raccolta differenziata.
 Segnala le disfunzioni dei
servizi al fine di far intervenire
la struttura tecnica per la
risoluzione delle problematiche.
Collaborano con i volontari dipendenti
nell’organizzazione dei laboratori
didattici da proporre nelle scuole.
8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
In relazione agli obiettivi descritti nel punto 7 del presente formulario e alle
conseguenti azioni descritte nel precedente punto 8.1, nello schema che segue,
riportiamo le attività in cui saranno impegnati i volontari di servizio civile, con la
descrizione del ruolo all’interno del progetto per ogni singola attività.
Obiettivo 1 - Incrementare la percentuale di raccolta differenziata, attraverso
iniziative di sensibilizzazione ed informazione legate in particolare al nuovo
servizio di “raccolta porta a porta”.
Azioni
Attività e ruolo dei volontari di servizio civile
A.1
Attività
di  Supporto nell’ideazione e progettazione di
sensibilizzazione
della
interventi di sensibilizzazione della cittadinanza
cittadinanza intorno al
intorno al nuovo servizio di raccolta differenziata
nuovo servizio di raccolta
“porta a porta”;
differenziata “porta
a  Supporto nell’organizzazione di eventi di
porta”.
sensibilizzazione;
 Affiancamento nell’animazione degli eventi di
sensibilizzazione;
 Presidio dell’ufficio comunale dedicato alla
diffusione di informazioni alla cittadinanza
rispetto al nuovo servizio di raccolta differenziata;
 Affiancamento nell’erogazione delle informazioni
richieste presso l’ufficio comunale dedicato al






B.1 Verifica
del sistema di raccolta.


C.1
Attività
monitoraggio locale.
di 




nuovo servizio di raccolta “porta a porta”;
Animazione numero telefonico dedicato alle
segnalazioni o richiesta informazioni circa il
servizio di raccolta “porta a porta” attivato;
Raccolta segnalazioni e smistamento al referente
interessato;
Supporto nella progettazione di strumenti, di
interventi ed eventi di comunicazione ed
informazione ambientale;
Attività redazionale nel redigere strumenti
informativi: opuscoli, newsletter, manifesti,
volantini, da diffondere sul territorio interessato
dal progetto;
Attività di disseminazione dei risultati delle
attività informative;
Attività di aggiornamento del sito istituzionale
nella sezione dedicata alle politiche ambientali.
Supporto nelle azioni di verifica del sistema della
raccolta dei rifiuti;
Supporto nelle relazioni con le società consortili
addette allo smaltimento dei rifiuti;
Supporto nella predisposizione di schede di
rilevazione del gradimento del servizio da parte
della cittadinanza;
Supporto nella predisposizione delle schede
reclamo per l’erogazione del servizio;
Elaborazione delle schede somministrate alla
cittadinanza;
Informatizzazione dei dati e segnalazione dei
risultati agli uffici competenti;
Attività di supporto nelle azioni di controllo e
verifica della modalità di conferimento
Obiettivo 2 - Migliorare l’azione di monitoraggio delle isole ecologiche,
riducendo le infrazioni e gli abusi in tema di rifiuti
Azioni
Attività e ruolo dei volontari di servizio civile
A.2 Ricognizione del  Studio del territorio coinvolto dal progetto e
verde
pubblico,
dei
individuazione dei parchi, aree verdi e isole
parchi e delle isole
ecologiche presenti;
ecologiche secondo la  Calendarizzazione delle attività di vigilanza
tipologia di destinazione;
continua delle aree individuate;
 Supporto in attività di vigilanza tese a prevenire
l’accensione di fuochi, l’abbandono e la
combustione di rifiuti e gli atti di vandalismo nei
parchi cittadini e nelle aree verdi.
 Azioni di stimolo e di sensibilizzazione nei
confronti dei fruitori degli spazi, al fine di
diffondere comportamenti eco-compatibili;
 Supporto nell’organizzazione di eventi per
B.2
Rilevazione
di 
eventuali anomalie o
abusi
di
carattere
ambientale riscontrati;


C.3 Registrazione delle 
anomalie
emerse
e
segnalazione agli uffici
preposti
favorire la pulizia dei parchi al fine di
sensibilizzare i fruitori sull’importanza della
qualità degli spazi comuni.
Supporto nella predisposizione di una scheda di
salute ambientale redatta tramite la tecnica scelta
dai volontari stessi: foto, video, scrittura;
Supporto nella rilevazione di eventuali anomalie o
abusi di carattere ambientale riscontrati;
Compilazione della scheda redatta tramite la
tecnica scelta dai volontari: foto, video, scrittura.
La scheda dovrà poi contenere i consigli utili per
andare verso una condotta responsabile nei
confronti dell’ambiente.
Supporto nella rendicontazione delle anomalie
riscontrate, da segnale agli uffici preposti;
Obiettivo 3 - Promuovere azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale
nelle scuole.
Azioni
Attività e ruolo dei volontari di servizio civile
A.3 Organizzazione delle  Attività di formazione tese a trasferire nello
attività laboratoriali.
specifico la conoscenza delle tecniche e degli
strumenti dell’Educazione Ambientale;
 Supporto nell’ideazione e progettazione di
laboratori
tematici
sulle
problematiche
ambientali;
 Supporto nell’organizzazione delle attività
laboratoriali tese a valorizzare i concetti d rifiutorisorsa, l’importanza della raccolta differenziata,
il valore del riuso, l’importanza del risparmio
energetico, dell’acqua e delle risorse naturali in
genere;
 Supporto nell’elaborazione schede di rilevazione
dell’”Ecological footprint”;
 Supporto nell’organizzazione del laboratorio teso
alla realizzazione del video “Dire, fare, riciclare”
 Contatti con i partner del progetto per supportare i
volontari nella realizzazione del montaggio video;
 Calendarizzazione degli incontri;
 Partecipazione alle riunioni organizzative
B.3
Promozione
e  Contatti con le scuole del territorio;
sensibilizzazione intorno  Supporto nelle azioni di promozione delle attività
alle attività di laboratorio
di laboratorio all’interno delle scuole del territorio
all’interno delle scuole
cittadino, con particolare riferimento all’iniziativa
del territorio cittadino
“Dire, fare, riciclare”
 Supporto nelle azioni di sensibilizzazione del
corpo docente delle scuole raggiunte dal progetto;
 Predisposizione di moduli di adesione ai
C.3 Raccolta adesioni e 
avvio
dei
laboratori 
didattici





D.3 Realizzazione del 
video
“Dire,
fare, 
riciclare” e diffusione
alle famiglie e alle scuole 
del territorio
laboratori da inviare alle scuole.
Raccolta delle adesioni
Calendarizzazione dei laboratori da attivare
Supporto nelle azioni di animazione dei laboratori
didattici organizzati;
Animazione del laboratorio dedicato al
rilevamento
dell’”ecological
footprint”;
Distribuzione e raccolta schede di rilevazione;
Supporto all’avvio del laboratorio specifico “Dire,
fare, riciclare” volto alla realizzazione del video
finale;
Supporto nell’individuazione dei ruoli (attori,
sceneggiatori, costumisti, ecc) all’interno della
classe;
Supporto nella realizzazione dei singoli laboratori
dedicati alla sceneggiatura del video, dedicati alla
regia, dedicati ai costumi, alla scenografia, ecc.
Supporto nella realizzazione del video;
Diffusione del video alle famiglie dei ragazzi
coinvolti nell’iniziativa e alle scuole del territorio,
Diffusione del video ai comuni come materiale
promozionale.
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
2
10) Numero posti con vitto e alloggio:
0
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
2
12) Numero posti con solo vitto:
0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
36
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
5
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
Si chiede ai volontari la massima disponibilità e la flessibilità oraria. Ciò vuol
dire: disponibilità a partecipare anche eventualmente ad incontri svolti nelle ore
serali e/o svolti occasionalmente nei fine settimana (come per esempio,
rappresentazioni, laboratori, eventi vari o quant’altro realizzato e organizzato dalle
strutture coinvolte nel progetto).
Per facilitare il pieno raggiungimento degli obiettivi, si richiede inoltre ai volontari
la disponibilità ad effettuare visite presso strutture partner e/o enti presenti
sul territorio che possono risultare utili e strategici per la realizzazione delle
attività stesse, come per esempio: comuni, scuole, parrocchie, ecc.
Si richiede poi l’eventuale frequenza di corsi, di seminari e ogni altro momento
di incontro e confronto utile ai fini del progetto e della formazione dei volontari
coinvolti.
Infine si richiede il massimo rispetto della privacy, specie sui dati trattati nel corso
delle diverse attività.
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:
N.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
Comune di
Paglieta
Paglieta
Indirizzo
Via Martelli Di
Matteo, 10
Cod.
N. vol. per
ident. sede
sede
100753
2
Nominativi degli Operatori Locali di
Progetto
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
Mazzoni 20/05/ MZZGLC77
Gianluca 1977
E20A485O
Nominativi dei Responsabili Locali di Ente
Accreditato
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
La comunicazione, la promozione e la sensibilizzazione del progetto “dire, fare,
riciclare” e delle sue attività rappresenta un elemento di assoluto valore nella
dimensione generale del progetto. La condivisione ed il collegamento con il
territorio in cui si realizzano le attività progettuali, saranno garantite attraverso una
serie di azioni e di interventi integrati. Infatti, un elemento di qualità, con valore
aggiunto, è quello relativo alla trasferibilità del valore sociale dell’intervento sul
territorio ed in particolar modo nei confronti delle nuove generazioni. L’idea è
quella, attraverso la comunicazione del progetto, di comunicarne anche e soprattutto
il valore sociale che in esso è sotteso. Per ciò che concerne quindi gli strumenti e le
strategie di promozione e sensibilizzazione dell’intervento saranno adottate tutte le
forme e modalità ritenute efficaci al raggiungimento dello scopo.
Nello specifico le attività di promozione e sensibilizzazione, tese a garantire il giusto
legame con il territorio e la sua corretta diffusione alla comunità locale, che si
andranno a realizzare saranno:
Organizzazione di INFODAY. Organizzazione di 3 INFODAY sul servizio civile
dove sarà presentata l’esperienza del servizio civile e nello specifico il progetto
“Dire, fare, riciclare”. In occasione delle giornate informative sarà distribuito
materiale informativo sul servizio civile e la modulistica relativa alla presentazione
delle domande di servizio civile.
Ogni giornata sarà articolata su 5 ore di attività per un totale di 15 ore dedicate alle
azioni e attività di comunicazione e sensibilizzazione sul servizio civile.
Gli INFODAY saranno organizzati preoccupandoci di raggiungere la più vasta
gamma di giovani possibili ma tenendo in considerazione anche la specificità del
target.
Gli INFODAY saranno organizzati durante momenti particolarmente significativi al
fine di garantire la giusta azione di promozione e sensibilizzazione.
Flyers. Un'altra azione di comunicazione sarà garantita attraverso la predisposizione
e realizzazione di un logo destinato a promuovere l’esperienza del servizio presso il
comune di Paglieta e la predisposizione di Flyers che saranno distribuiti su tutto il
territorio coinvolto dal progetto, con il coinvolgimento dei principali luoghi di
interesse giovanile (Biblioteche, cinema, pub, pizzerie, ecc).
(La durata degli interventi di promozione e sensibilizzazione sul servizio civile sarà
di 14 ore)
Sito Internet. Il progetto sarà altresì promosso attraverso il sito del comune di
Paglieta, che ha destinato un’intera pagina al Servizio Civile Nazionale, e attraverso
tutti i siti degli Enti coinvolti nell’attività progettuale e partner nell’esperienza di
Servizio Civile Nazionale.
(La durata degli interventi di promozione e sensibilizzazione sul servizio civile sarà
di 20 ore).
L’Impegno complessivo nelle attività di comunicazione e promozione del progetto
di servizio civile “Dire, fare, riciclare” sarà di 60 ore
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
I criteri fondamentali su cui si fonda la selezione si basano sul concetto che il
Servizio Civile debba essere considerato come una grande opportunità di crescita
per tutti i giovani del nostro paese che abbiano i requisiti di accesso. Alla luce di tale
considerazione, considerato che i requisiti per accedere al servizio civile sono
relativi alla cittadinanza italiana e all’età (18 – 28 anni non compiuti) ci sembra
importante proporre un sistema di selezione che consenta di gareggiare alla pari tra i
ragazzi appena maggiorenni e i giovani in età più avanzata. Alla luce delle
riflessioni espresse è importante per l’ente, per cercare di ottenere il migliore
risultato possibile, seguire pochi ma fondamentali criteri generali nel processo di
selezione.
Va detto che il sistema proposto comporta l’attribuzione di un punteggio massimo
pari a 100 punti, suddivisi in 60/100 punti per il colloquio di selezione e 40/100
punti per la valutazione dei titoli di studio e delle esperienze di lavoro e volontariato.
Il Modello proposto, quindi, come già detto prevede l’articolazione della procedura
di selezione in due momenti valutativi:
a) Valutazione dei titoli di studio e delle esperienze di lavoro e volontariato;
b) Colloquio;
La Valutazione dei titoli di studio e delle esperienze di lavoro e volontariato,
comporta l’attribuzione di un punteggio complessivo pari a 40 punti.
L’articolazione del punteggio è divisa tra i titoli di studio che danno diritto ad un
punteggio massimo di 8 punti e le esperienze di lavoro e di volontariato il cui
punteggio massimo è pari a 32 punti. Una simile articolazione del punteggio, è
finalizzata a premiare quei giovani candidati che nel corso della loro vita sono stati
protagonisti di esperienze di lavoro e di volontariato.
valutazione dei titoli di studio,
Max
8
Punti
valutazione delle esperienze di lavoro e volontariato.
Max
32
Punti
VALUTAZIONE DEI TITOLI DI STUDIO. (Max 8 punti)
La valutazione dei titoli di studio, comporta l’attribuzione di punteggio nel modo
che segue:
LAUREA V.O. e/o MAGISTRALE ATTINENTE AL PROGETTO:
LAUREA V.O. e/o MAGISTRALE NON ATTINE AL PROGETTO:
LAUREA TRIENNALE ATTINENTE AL PROGETTO
LAUREA TRIENNALE NON ATTINENTE AL PROGETTO
DIPLOMA ATTINENTE AL PROGETTO:
DIPLOMA NON ATTINENTE PROGETTO:
8 PUNTI
7 PUNTI
6 PUNTI
5 PUNTI
4 PUNTI
3 PUNTI
LICENZA SCUOLA MEDIA INFERIORE:
2 PUNTI
VALUTAZIONE
DELLE
ESPERIENZE
DI
LAVORO
E
DI
VOLONTARIATO. (Max 32 punti)
La valutazione delle esperienze di lavoro e di volontariato, comportano
l’attribuzione di un punteggio massimo pari a 32 punti, attribuendo 2 punti per ogni
mese o frazione di mese pari o superiore ai 15gg per un periodo massimo valutabile
di 16 mesi.
Resta inteso che per procedere alla attribuzione dei punteggi, l’esperienza di lavoro
e di volontariato deve esser descritta in maniera chiara e completa con indicazione
del luogo, della durata e della tipologia di attività svolta. In mancanza degli elementi
descritti non si procederà all’attribuzione dei alcun punteggio.
b) COLLOQUIO. (Max 60 punti)
Il colloquio di selezione è condotto, congiuntamente, da un selettore e da uno
psicologo iscritto all’ordine e/o da altro personale in possesso di titoli accademici
idonei riconosciuti dalla legge.
Il colloquio comporta l’attribuzione del punteggio massimo di 60 punti è determina
l’idoneità dei candidati.
Vista la natura della prova, infatti, si ritiene lo strumento del colloquio adatto a
determinare l’idoneità dei candidati all’esperienza di servizio civile. La stessa viene
determinata dal punteggio minimo di 36/60 raggiunti in fase di colloquio.
Indicazioni delle soglie minime di accesso previste dal sistema:
Le soglie minime di accesso previste dal Sistema che si intende adottare si
riferiscono al punteggio maturato dai giovani volontari in fase di colloquio. Il
candidato, alla luce di tale sistema, per essere ritenuto idoneo dovrà pertanto
raggiungere il punteggio minimo di 36/60 in fase di colloquio.
Il punteggio complessivo del candidato sarà dato dalla somma dei punti ottenuti
nella valutazione dei titoli di studio, nella valutazione dell’esperienze di lavoro e di
volontariato e dal punteggio ottenuto nel colloquio. Il punteggio massimo ottenibile
è pari a 100 punti.
I 100 punti sono così articolati:
Valutazione Titoli di Studio
Valutazione Esperienze di lavoro e di volontariato
Colloquio
Max 8 Punti
Max 32 Punti
Max 60 Punti
Totale
Max 100 Punti
Si precisa peraltro che per rispondere alle indicazioni fornite dalla Giunta regionale
riportate al punto 5 dell’allegato “Criteri aggiuntivi della Regione Abruzzo”, in
fase di selezione verrà, laddove possibile, posta una riserva del 10% dei posti a
favore di giovani disabili (certificate ex L.104/92) e/o giovani con bassa
scolarizzazione (medie inferiori), in aderenza al principio di universalità del Servizio
Civile.
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
SI
Associazione Nova Comunicazione
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto:
Si rimanda al Sistema di Monitoraggio verificato e approvato in sede di
accreditamento dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
SI
Associazione Nova Comunicazione
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti
dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Si precisa che per rispondere alle indicazioni fornite dalla Giunta regionale riportate
al punto 5 dell’allegato “Criteri aggiuntivi della Regione Abruzzo”, in fase di
selezione verrà, laddove possibile, posta una riserva del 10% dei posti a favore di
giovani disabili (certificate ex L.104/92) e/o giovani con bassa scolarizzazione
(medie inferiori), in aderenza al principio di universalità del Servizio Civile.
23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
progetto:
Non sono previste risorse finanziarie aggiuntive
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
Sono presenti accordi con i seguenti soggetti profit no profit e università.
ECOFERAMBIENTE s.r.l. – Società impegnata attivamente nel panorama delle
politiche ambientali (Si allega lettera di partenariato cove sono indicati i ruoli e i
contributi dei partners)
Cooperativa Formatalenti – Cooperativa Sociale impegnata da anni nello sviluppo del
protagonismo giovanile
(Si allega lettera di partenariato cove sono indicati i ruoli e i contributi dei partners)
Università degli studi di Teramo
(Si allega lettera in qualità di copro motore dove sono indicati i contributi concreti
garantiti dal partner)
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Saranno utilizzate e destinate all’attuazione del progetto tutte le risorse tecniche e
strumentali necessarie per il completo espletamento delle attività e dei servizi
presenti nel progetto.
Per cui i volontari potranno contare su tutte le risorse tecniche e strumentali
necessarie per le loro attività.
In coerenza con gli obiettivi descritti nel punto 7 e con le modalità di attuazione
descritte nel punto 8, si indicano di seguito le risorse tecniche e strumentali
necessarie ed adeguate per l’attuazione del progetto:
 Computer (almeno n. 1 per volontario) dotati di software (pacchetto Office)
utile per costruire banche-dati, presentazioni con slide e documenti;
 collegamento internet, posta elettronica e stampante;
 Telefono, fax e fotocopiatrice
 Materiale di cancelleria varia (penne, matite, pennarelli, carta, ecc.)
 macchina fotografica
 Telecamera
 Cartografia
 Automobile
 Software CAD
 Mappe catastali
 Sussidi di documentazione sulla raccolta differenziata: riviste, libri, dvd;
Per la realizzazione degli interventi informativi e laboratoriali saranno previste le
seguenti risorse:
n. 1 Kit informativi: Con materiale informativo sul comune, materiale informativo
sulla raccolta differenziata, materiale informativo sull’uso corretto dei parchi e spazi
verdi comunali, etc.
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
Assenti
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
Assenti
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio,
certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
E’ presente un accordo con l’Ente di Formazione Accreditato
A.F.G.P.
(Associazione Formazione Giovanni Piamarta) – Centro Guerrieri, - sede della
CISCO NETWORKING ACADEMY, attraverso la sottoscrizione di una
convenzione quadro relativa al riconoscimento e certificazione delle competenze e
delle professionalità valide ai fini del curriculum vitae raggiunte dai volontari che
saranno coinvolti nel progetto.
Le competenze effettivamente acquisibili dai volontari saranno:
- Approfondita conoscenza tecnico-scientifica del territorio coinvolto dalla
singola sede di servizio;
- Conoscenza della normativa e della vincolistica connessa alla salvaguardia
delle risorse paesaggistiche;
- Conoscenza e sperimentazione di metodi di rilevamento e monitoraggio
ambientale;
- Conoscenza delle tecniche e modalità di raccolta differenziata;
- Capacità di gestire gruppi in modalità interattive;
- Capacità informatiche connesse all’uso di software specifici
- Conoscenza e sperimentazione di metodi e tecniche di rilevamento
naturalistico-paesaggistico;
- Competenza e abilità nella lettura cartografica e nella restituzione di dati
rilevati
- Capacità inerenti ricerche bibliografiche ed archivistiche
-
Redazione di report tecnico-scientifici
Conoscenza di base di software in particolare inerenti il pacchetto office,
CAD, archivi e grafica
Principi alla base della comunicazione da tener presenti nella definizione di
prodotti informativo-didattico-divulgativi in funzione dei target
Sviluppo di capacità di lavoro in gruppo
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
La formazione generale sarà svolta presso la sede del comune di Paglieta
30) Modalità di attuazione:
In proprio, con formatori della Associazione NOVACOMUNICAZIONE
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
SI
Associazione Nova Comunicazione
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La metodologia adottata nel presente modulo di formazione è incentrata
essenzialmente sul coinvolgimento diretto dei soggetti in formazione al fine di
condividere a tutti i livelli gli argomenti ed i contenuti del progetto di formazione.
Tale aspetto, si ritiene particolarmente importante per il raggiungimento degli
obiettivi espressi; infatti, soltanto attraverso una partecipazione attiva dei ragazzi è
possibile intervenire nei processi di condivisione e di rielaborazione dei concetti
trattati. Al fine di favorire una costante e continua partecipazione attiva dei volontari
si farà ricorso a dinamiche non formali nel processo formativo attraverso tecniche
di brainstorming, animazioni, giochi di ruolo, esercitazioni, simulazioni, il T-group.
L’idea è quella che non ci si deve limitare a trasmettere idee-concetti, ma si deve
anche puntare a far acquisire consapevolezza e attitudini. Si devono fornire, laddove
possibile, risposte ai problemi sollevati ma più di tutto si deve cercare di fornire e
attivare competenze.
Il gruppo in formazione deve essere valorizzato come strumento di
apprendimento.
La metodologia adottata sarà pertanto prevalentemente attiva, anche se nella
microprogettazione delle singole lezioni si farà, laddove necessario, ricorso anche ad
una metodologia più classica: la lezione frontale tesa a favorire il trasferimento di
numerose informazioni utili ai volontari al fine dell’espletamento del loro servizio .
L’intervento formativo avrà, pertanto, nelle sue diverse fasi, due distinte
caratterizzazioni :
Lezione frontale:
Le lezioni frontali affronteranno l’aspetto formativo di tipo colmativo – con lo scopo
di preparare i volontari ad assolvere a specifiche mansioni e attività previste nei
progetti attraverso l’offerta di informazioni indispensabili per gestire al meglio la
propria esperienza di volontari. Tale modalità sarà erogata per circa il 60% del
monte orario complessivo della formazione generale ed in particolare per i moduli 2,
3, 5 e 6 descritti al punto 34 relativi ai temi del dovere difesa della patria, la difesa
civile non armata e non violenta, la normativa vigente e alla Carta di Impegno Etico.
Dinamiche non formali
Il ricorso alle dinamiche non formali affronteranno l’aspetto formativo di tipo
integrativo – con lo scopo di facilitare l’inserimento e l’adattamento dei singoli
nell’organizzazione, agire in un contesto di integrazione sociale, creare senso di
appartenenza e gestire i conflitti. Tale modalità, prevede sarà erogata per circa il
40% del monte orario complessivo della formazione generale ed attraverserà
trasversalmente molti dei moduli formativi previsti con esclusione dei moduli 3 e 6
descritti al punto 34 relativi ai temi del dovere difesa della patria, la difesa civile non
armata e non violenta, la normativa vigente e alla Carta di Impegno Etico
33) Contenuti della formazione:
Il Contenuto della formazione generale sarà strutturato nei seguenti moduli
formativi
1) L’identità del gruppo in formazione- Durata 4 ore
Presentazione dell’intervento formativo
- Introduzione della scaletta dell’intervento formativo, orari, luoghi, contenuti
- Illustrazione della metodologia formativa, il modello di Kolbe, strumenti
partecipativi, brainstorming, role- playing, attività laboratoriali (manufatti,
educativi, teatrali, etc.)
2)
Lavoro sul gruppo in formazione ( aspettative e motivazioni su SCN)
La dimensione e l’identità del Gruppo
Le dinamiche che si presentano all’interno del gruppo
Gruppo auto-centrato, gruppo di lavoro e team;
Gestione del Conflitto
Analisi delle aspettative
Motivazioni e obiettivi individuali;
Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione
storica, affinità e differenze tra le due realtà - Durata :4 ore
- Storia del servizio civile e dell’obiezione di coscienza;
- Studio e Analisi delle Leggi 230/98 e legge n. 64/01;
- Fondamenti istituzionali e culturali del servizio civile nazionale,
- Lettera ai Cappellani Militari di Don Milani
- Caratteristiche e ordinamento del servizio civile, principi ordinamenti della
obiezione di coscienza
- Affinità e differenze tra il servizio civile e l’obiezione di coscienza
3) Il dovere di difesa della Patria - Durata: 4 ore
- Difesa della Patria come diritto dovere del cittadino (articolo 52 della
Costituzione italiana) anche e soprattutto con mezzi non violenti, e nella
difesa dei diritti umani;
- In particolare, si illustreranno i contenuti delle sentenze della Corte
Costituzionale nn.164/85, 228/04, 229/04 e 431/05, in cui si dà contenuto al
concetto di difesa civile o difesa non armata.
- Storia del pacifismo e della non violenza
- Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
- Carta Europea
- Ordinamento Nazioni Unite
4) La Difesa civile non armata e non violenta - Durata: 4 ore
- Art. 11 della Costituzione Italiana:Diversità religiosa, economica e sociale
tra conflitti ed incontri
- Tolleranza e solidarietà
- La Costituzione Italiana come strumento per riconoscere i diritti e costruire
la Pace
- Le operazioni di polizia internazionale;
- Concetti di peacekeeping, peace-enforcing, peacebuilding;
-
5)
6)
-
Diversità religiosa, economica e sociale tra conflitti ed incontri
La protezione Civile - Durata: 4 ore
L’impegno in protezione civile come esempio di cittadinanza attiva;
I rischi;
Il Sistema Informativo territoriale
Gestione dell’emergenza e prova pratica di gestione dell’emergenza
Psicologia delle catastrofi
Comunicazione in emergenza e informazione alla popolazione sui
comportamenti
La solidarietà e le forme di cittadinanza - Durata: 8 ore
Principio costituzionale di Solidarietà Sociale – Art. 2 Costituzione Italiana
Principio Costituzionale di Sussidiarietà Art 117 – Costituzione Italiana
Principi di libertà sanciti dalla Costituzione;
Le competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni nei
vari ambiti in cui opera il servizio civile;
- Il Terzo Settore nell’ambito del welfare;
- Consapevolezza e Responsabilità civica;
- Esempi concreti di esercizio attivo della cittadinanza;
- Cittadinanza italiana e cittadinanza comunitaria;
- Le politiche giovanili in Italia ed UE.
-
8) La normativa vigente la carta di impegno etico - Durata: 4 ore
- La Carta d’Impegno Etico;
- Legge 64/2001;
- Decreto Legislativo 77/2002;
9) Diritti e doveri del volontario del servizio civile - Durata: 4 ore
- DPCM 4 febbraio 2009: “Prontuario concernente la disciplina dei rapporto
tra enti e volontari del servizio civile nazionale”. Sul GURi n. 70 del 25.03.2009
- DPCM 6 febbraio 2009: “Prontuario contenente le disposizioni per lo
svolgimento delle funzioni di controllo e verifica sull’attuazione dei progetti di
servizio civile nazionale. Doveri degli enti di servizio civile e infrazioni punibili
con le sanzioni amministrative previste dall’art. 3 bis della legge 6 marzo 2001,
n. 64” (GURI n. 109 del 13 Maggio 2009)
- Conoscenza degli aspetti normativi relativamente al servizio civile volontario.
Sono temi relativi a questa area ad esempio la legge 64/2001 e le circolari
attuative, i diritti e doveri del volontario ed i diritti- doveri degli Enti
- Il Contratto di servizio civile;
10) Presentazione dell’Ente - Durata: 4 ore
- Presentazione dell’ente comune
 Storia
 Lo statuto
 I Valori





La mission
La Struttura Organizzativa
La Metodologia di lavoro
La rete istituzionale e civile
Azioni e progetti
11 Il lavoro per progetti - Durata: 4 ore
- Il progetto di Servizio Civile
- Gli obiettivi e le azioni
- Il Ruolo e le attività dei volontari
- Il valore sociale del progetto d’impiego
- Indicatori di efficacia ed Esiti Attesi
- Strumenti di verifica e di valutazione della crescita del volontario
34) Durata:
44 ore
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
La formazione sarà realizzata presso la sede di progetto
36) Modalità di attuazione:
In proprio.
Gli esperti nel settore specifico di intervento, saranno coinvolti in azioni di
formazione specifica al fine di trasferire parte del proprio know-how ai volontari.
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
MAZZONI GIANLUCA nato a Atessa (CH) il 20/05/1977
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Laurea in Architettura.
Gestione tecnico-amministrativa del servizio di raccolta differenziata, monitoraggio
dei dati relativi alle diverse tipologie dei rifiuti prodotti, monitoraggio del territorio
comunale.
Forti capacità comunicative. Attitudine al problem solving. Capacità di lavorare in
gruppo. Ottime capacità organizzative.
Si allega curriculum vitae.
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La metodologia adottata sarà prevalentemente di tipo attivo e nello specifico si
adotterà la metodologia dell’Action Learning. Le tecniche previste, infatti, sono
tranne che per il primo modulo formativo dove si adotterà una tecnica frontale, per
gli altri moduli, si adotterà una metodologia che si caratterizza per un approccio
esperenziale; attraverso l’action learning è possibile vivere l’esperienza diretta dei
processi relazionali e gestionali che caratterizzano il nostro modo di agire. Ogni
tematica viene affrontata legando la teoria con l’esperienza diretta dei singoli
attraverso attività di simulazione role playing che permettono l’uso di strumenti utili
al potenziamento delle abilità personali e professionali
40) Contenuti della formazione:
La formazione specifica sarà centrata sulle attività di progetto e in riferimento alle stesse
affronterà tutti gli argomenti necessari perché i volontari possano crescere e rendersi
autonomi nelle attività di progetto.
La formazione specifica prevede i seguenti contenuti:
Modulo introduttivo dove saranno trattati i seguenti contenuti in linea generale:
Sviluppo sostenibile ed equilibrio ambientale; I problemi ecologici; Il rapporto tra l’energia
e l’ambiente e le fonti rinnovabili; Le direttive italiane in materia di protezione ambiente e
la Legge 475/88.
Durata: 6 ore.
1.
Modulo formativo: La raccolta differenziata: i sistemi di raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi urbani; Le materie prime riutilizzabili: fonti di
ricchezza per il territorio; Le direttive CEE in materia di recupero e riciclo
(n.75/442, n.76/403, n.78/319); Strumenti per la sensibilizzazione della
cittadinanza al rispetto dell’ambiente e alla raccolta differenza; Metodi
disciplinari d’indagine e mappatura dei servizi a favore dei cittadini; Tecniche
e strumenti di monitoraggio del territorio.
Durata: 20 ore.
Il primo modulo formativo andrà a garantire la copertura delle seguenti attività di
progetto:
Attività di sensibilizzazione della cittadinanza intorno al fenomeno della
raccolta differenziata.
2.
Modulo formativo: Il patrimonio verde della città: tipologia di interventi per
la cura del verde pubblico; Tecniche e strumenti per la rilevazione di
anomalie ed abusi: gli indicatori potenziali; Tecniche di ascolto e strumenti
per la raccolta delle richieste da parte dei cittadini.
Durata: 20 ore.
Il secondo modulo formativo andrà a garantire la copertura delle seguenti attività di
progetto:
Attività di verifica del sistema di raccolta, evidenziando eventualmente
alcune lacune nell’erogazione del servizio dal punto di visto logistico,
informativo, organizzativo.
Attività di ricognizione del verde pubblico, dei parchi e delle isole
ecologiche secondo la tipologia di destinazione;
Attività di rilevazione di eventuali anomalie o abusi di carattere ambientale
riscontrati;
Attività di registrazione delle anomalie emerse e segnalazione agli uffici
preposti;
3.
Modulo formativo: Il metodo didattico: concetti e principi che stanno alla
base di un’azione formativa ed informativa; Tecniche e strumenti per il
monitoraggio di interventi formativi; I giovani e l’ambiente: tecniche per la
costruzione di un laboratorio di educazione ambientale a scuola; Il gioco
come strumento educativo: laboratori di riuso creativo degli scarti, Tecniche
di promozione e comunicazione ambientale; Tecniche e metodologie di
aggiornamento ed implementazione siti web, costruzione video.
Durata: 20 ore.
Il quarto modulo formativo andrà a garantire la copertura delle seguenti attività di
progetto:
Attività di organizzazione delle attività laboratoriali tese a valorizzare i
concetti d rifiuto-risorsa, l’importanza della raccolta differenziata, il valore
del riuso, l’importanza del risparmio energetico, dell’acqua e delle risorse
naturali in genere;
Attività di promozione e sensibilizzazione intorno alle attività di laboratorio
all’interno delle scuole del territorio cittadino
Raccolta adesioni e avvio dei laboratori didattici
Realizzazione del video “Dire, fare, riciclare” e diffusione alle famiglie e
alle scuole del territorio.
4.
Modulo formativo: Metodologie per la somministrazione di questionari ed
interviste; Tecniche di classificazione delle informazioni; La costruzione di
report finali.
Il quarto modulo formativo andrà a garantire la copertura delle seguenti attività di
progetto:
Attività di monitoraggio locale destinato a capire come il territorio del
comune risponde alle sollecitazioni generate dal progetto.
Durata: 10 ore.
41) Durata:
76 ore
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Le verifiche relative all’azione di formazione saranno tre e precisamente distribuite
ex ante, in itinere ed ex post rispetto alla formazione dei volontari. Le azioni di
monitoraggio descritte saranno rivolte sia alla formazione generale sia a quella
specifica.
La verifica ex ante tenderà a registrare la situazione di partenza di ciascun
volontario.
In Itinere: durante le attività di formazione per capire se la metodologia adottata
risulta essere efficace rispetto alle caratteristiche e potenzialità dei discenti, Tale
verifica permetterà laddove si dovessero registrare carenze di apprendimento, di
modificare in corsa il progetto formativo e renderlo il più efficace possibile rispetto
ai profili dei discenti;
Ex post: si tenderà a registrare il grado di apprendimento del gruppo e di ciascun
volontario.
La modalità di verifica
Si ritiene utile, al fine di garantire un servizio puntuale ed efficace, procedere alla
valutazione della didattica, dell’apprendimento e della trasferibilità dei concetti
espressi
Gli Strumenti di verifica
Il criterio generale alla base della scelta degli strumenti della valutazione
va riferito al tipo di informazioni che si intende raccogliere:
di tipo quantitativo: consente di ragionare per punteggi. Lo strumento di ricerca
adatto a tale ordine di informazioni è il questionario strutturato, con domande
chiuse, per il quale è prevista una consolidata procedura di elaborazione statistica
dei dati ottenuti;
di tipo qualitativo: consente di ragionare per descrizioni. Lo strumento utilizzabile in
questo caso è l’intervista, costruita con domande aperte, e che implica un dialogo
aperto tra soggetti e ricercatori, per la quale è prevista è prevista una procedura di
analisi di contenuto dei dati raccolti.
Nell’articolazione del progetto d’indagine e nella strutturazione degli strumenti
occorrerà, tuttavia, di volta in volta tener conto degli specifici oggetti d’indagine.
a) Valutazione della didattica: la valutazione della didattica misura il risultato
conseguito dalla formazione in termini di gradimento/apprezzamento dichiarato dai
partecipanti. Quello che si indaga è il grado di soddisfazione per l’esperienza
formativa vissuta, che può rappresentare anche una misura della qualità riconosciuta
a tale esperienza, della sua efficacia.
I differenti strumenti che possono essere utilizzati sono:
Strumenti quantitativi analitici: fanno riferimento al questionario completo, che
indaga a 360° il progetto. Le domande del questionario potranno variare a seconda
degli aspetti considerati, ma in ogni modo si fa sostanzialmente riferimento a tre
soluzioni metodologiche:
Scale di reazione (al soggetto è richiesta una valutazione in base a coppie di
aggettivi opposti, utilizzando una scala di valori).
Scale di punteggio ( al soggetto è richiesto di esprimere il proprio giudizio per
ciascun item, utilizzando una scala di valori progressivi).
Scale di opinione ( vengono presentate al soggetto delle affermazioni, rispetto alle
quali può essere richiesto di esprimere il grado di accordo/disaccordo).
Strumenti quantitativi sintetici: fanno riferimento ad un breve questionario
finalizzato ad esplorare la valutazione complessiva condivisa dai partecipanti circa
l’esperienza formativa. In questo caso la soluzione metodologica più opportuna
ripropone la formula delle scale di reazione, e assume la forma di un differenziale
semantico (coppie di aggettivi opposti).
Strumenti qualitativi sintetici: tale tipologia si traduce in un breve questionario di
autoriflessione, composto da un numero ridotto di domande aperte, finalizzato di a
raccogliere opinioni di ordine prevalentemente generale sull’esperienza formativa
considerata nella sua globalità.
Strumenti qualitativi analitici: si propongono di attivare un momento di
autoriflessione orientato a raccogliere opinioni e valutazioni in forma descrittiva,
puntando tuttavia a cogliere un più completo livello di profondità di analisi, ovvero
ad indagare nel dettaglio molteplici aspetti dell’esperienza formativa. Sarà
necessario quindi in questo caso far riferimento ad un’intervista di autoriflessione,
articolata e capace di individuare molteplici sfumature di vissuto.
b)Valutazione dell’apprendimento: si tratta in questo caso di misurare i contenuti
di ciò che è stato appreso con riferimento sia agli obiettivi didattici proposti, sia agli
argomenti trattati dall’azione formativa.
Gli strumenti che possono essere utilizzati vanno differenziati in funzione di due
criteri principali: il primo fa riferimento alla distinzione tra misurazione quantitativa
e qualitativa, e il secondo rimanda alle caratteristiche più specifiche che distinguono
la natura di tre tipi di sapere oggetto della valutazione: conoscenze, capacità e
qualità.
Gli strumenti quantitativi che misurano i risultati ottenuti in termini di conoscenze
acquisite, si riassumono sostanzialmente nella formula propria di un test di livello.
Si tratta di un insieme di domande altamente formalizzato, capace di segmentare gli
argomenti trattati in singole unità di informazione.
Gli strumenti quantitativi per la valutazione dell’apprendimento di capacità/qualità
assumono la forma di un questionario di follow-up che si propone di misurare
specifici atteggiamenti e comportamenti che possono essere considerati indicatori
del grado con cui tali capacità/qualità sono possedute dai soggetti.
Gli strumenti qualitativi per la valutazione dell’apprendimento di capacità/qualità si
riassumono nella forma di una intervista di autovalutazione, finalizzata a raccogliere
opinioni e giudizi personali in forma descrittiva attraverso un colloquio diretto con i
soggetti, volto a ricostruire gli esiti dell’esperienza formativa.
c) Valutazione della trasferibilità: essa dovrebbe consentire di esplorare quali
contenuto di cambiamento rappresentino un effettivo miglioramento dei modi di fare
e operare, dall’altro quali di essi siano concretamente utilizzati e applicati. In questo
caso gli strumenti utilizzabili vanno differenziati sia rispetto al criterio che distingue
la misurazione quantitativa da quella qualitativa, sia in riferimento all’oggetto di
indagine, distinguendo tra prestazioni e comportamenti.
Gli strumenti quantitativi che misurano il cambiamento ottenuto in termini di
miglioramento della prestazione di lavoro si riassumono sostanzialmente nella forma
di una griglia di analisi, che richiede di valutare il grado in cui la formazione ha
concretamente contribuito agli specifici risultati di lavoro conseguiti. È quasi
sempre consigliato di affiancare alla griglia una intervista di autovalutazione, in
modo tale da permettere ai soggetti di esplorare dal proprio punto di vista il legame
tra formazione e cambiamento.
Gli strumenti quantitativi per la valutazione del cambiamento dei comportamenti
organizzativi ripropongono il questionario di follow-up come soluzione
metodologica appropriata.
Gli strumenti qualitativi per la valutazione della trasferibilità si traducono nella
forma di una intervista di autovalutazione, del tutto analoga a quella descritta per
l’apprendimento.
Il Follow-up
Per follow-up si intende la ripresa dei lavori a distanza di tempo dalla conclusione
del percorso formativo. In questo modo è possibile raccogliere feed-back relativi ai
bisogni ancora attivi e, quindi, scoprire le aree di criticità, le tematiche e le
competenze non ancora sviluppate, per verificare se il percorso formativo ha avuto
effetti e prodotto risultati coerenti con gli obiettivi iniziali.
Le finalità alle quali tale attività risponde sono molteplici:
La valutazione dell’efficacia dell’intervento formativo: di come quindi le
competenze e le capacità che il percorso ha inteso trasferire ai partecipanti siano
state realmente acquisite, consentendo lo sviluppo personale.
La realizzazione dell’ accompagnamento al ruolo dei partecipanti: percorso
attraverso il quale ogni partecipante viene affiancato nel trasferire le tematiche
trattate in aula nel proprio contesto lavorativo;
La risposta all’esigenza di formazione continua: che può essere soddisfatta
solamente se si ha la possibilità di riprendere e rielaborare con i partecipanti le
tematiche trattate nei corsi.
Oggetto del Follow-up potrà pertanto essere:
la verifica delle competenze acquisite e messe in atto nello svolgimento del lavoro;
il confronto su casi reali affrontati dai partecipanti;
la consulenza d’aula per la risoluzione dei problemi professionali, operativi e
relazionali incontrati
l’approfondimento di alcuni temi sviluppati durante il percorso formativo.
La scelta del singolo strumento di valutazione sarà calibrata rispetto alle dinamiche
che sorgeranno all’interno del gruppo e alle singole caratteristiche dei discenti,
cercando di adottare degli strumenti descritti quelli più pertinenti e aderenti ai profili
dei discenti.
Paglieta lì
Il Responsabile legale dell’ente
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