(Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: Comune di Paglieta 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NZ05328 Regionale - Abruzzo 4° CLASSE CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: Dire, fare, riciclare 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore: Ambiente Area d’intervento: C 04 - Salvaguardia e tutela di parchi e oasi naturalistiche 6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: Premessa Fare la raccolta differenziata e rispettare l'ambiente è sempre più necessario. I giovani lo sanno. Ma non nascondono i tanti piccoli sacrifici che sono costretti ad affrontare. E' bene gettare la spazzatura secondo i canoni moderni del riciclaggio ambientale. E' sensato decidere di trovare un nuovo uso a un oggetto che si pensa ormai invecchiato. E' urgente che ciascuno si dia da fare, se si vuole evitare la catastrofe ambientale. In tale senso, il progetto “Dire, fare, riciclare” intende avviare un percorso di informazione rivolta ai cittadini del comune di Paglieta, i giovani in particolare, rispetto alla necessità di abbracciare stili di vita sostenibili dal punto di vista ecologico e rispettosi dell’ambiente circostante. Particolare rilievo verrà riservato ad attività di educazione alla raccolta differenziata dei rifiuti ed alle relative modalità di attuazione. 6.1 Contesto territoriale e area d’intervento Il progetto “Dire, fare, riciclare” si pone l’obiettivo di potenziare gli interventi di formazione e sensibilizzazione dei cittadini nei confronti di alcune variabili piuttosto significative in campo ambientale, quali in particolar modo la raccolta differenziata dei rifiuti e la produzione pro capite dei rifiuti, nel contesto territoriale del comune di Paglieta, in provincia di Chieti. Per avere una panoramica generale del territorio di riferimento riportiamo nella tabella che segue i dati demografici e territoriali (vedi tab.1). Tab. 1 - Dati territoriali e demografici per il territorio del comune di Paglieta (CH) Estensione Densità territoriale Abitativa (kmq) (per kmq) 34,18 km² 133ab/km² Paglieta Fonte: rielaborazione dati Istat (2011) Territorio Comunale N. frazioni Popolazione residente 10 4.531 I dati riportati nella tabella 1 ci consentono di avere un quadro generale dei territori da analizzare, alla luce dei dati riportati nella tabella 2 sulla raccolta differenziata e sulla produzione di rifiuti pro capite. Tab. 2 – Dati sulla raccolta differenziata nei comuni di riferimento Comune Produzione rifiuti (Kg/Ab) Indice su media provinciale (1,00) Provincia di Chieti 517 1,00 Paglieta 380 0,74 % Raccolta differenziata 2004 11,1% 2005 2006 15,8% 17,4% 10,3% 10,1% Fonte: Rapporto sui flussi dei rifiuti urbani – Provincia di Chieti (2006) I dati riportati dalla tabella 2 mostrano come il comune di Paglieta a fronte di una produzione di rifiuti per abitanti sensibilmente inferiore, abbia realizzato delle percentuali di raccolta differenziata decisamente più basse rispetto alla media provinciale. Il dato, già di per se negativo, appare ancor più preoccupante se si considera che la percentuale di raccolta differenziata sul territorio comunale decresce nel tempo, in decisa controtendenza rispetto all’andamento sul territorio provinciale. Al fine di dare un deciso impulso positivo alle percentuali di raccolta differenziata raggiunte, l’amministrazione comunale di Paglieta ha deciso di inaugurare, a partire dal primo Gennaio 2013, il sistema “Porta a porta” In virtù degli importanti cambiamenti sullo stile di vita dei residenti che l’introduzione del nuovo metodo di raccolta comporta, appare doveroso avviare una serie di azioni volte alla informazione e sensibilizzazione dei cittadini del comune di Paglieta sul tema della raccolta differenziata dei rifiuti in particolare sulle modalità di raccolta previste dal nuovo sistema. Appare altresì fondamentale accrescere le azioni di vigilanza sul territorio al fine di impedire abbandoni incontrollati di rifiuti ed il sorgere di discariche abusive. 6.2 Analisi della domanda e dell’offerta di servizi analoghi. Domanda Essendo l’attività di raccolta dei rifiuti mediante il sistema “porta a porta” di nuova attivazione su territorio comunale appare estremamente importante fornire informazioni diffuse e dettagliate alla popolazione. In particolare appare strategico dedicare attività di educazione alla condotta di stili di vita sostenibili verso la popolazione giovanile. I giovani, difatti, costituiscono tradizionalmente la fascia della popolazione più incline al cambiamento e più sensibile ai temi legati allo sviluppo sostenibile. Si evince pertanto la necessità di ideare laboratori didattici di educazione ambientale: con particolare attenzione al ciclo dei rifiuti, al compostaggio domestico, al risparmio energetico, al risparmio idrico, all’inquinamento atmosferico. I Criticità e gli indicatori ad essi associati sono riassunti nella tabella seguente: Criticità Indicatori misurabili Bassa % di RD rispetto alle percentuali Incremento % RD rilevate su territorio provinciale. n. iniziative di sensibilizzazione ed informazione legate alle tematiche ambientali Potenziare l’azione di monitoraggio n. avvistamenti di infrazioni e/o abusi delle discariche abusive dei rifiuti. ambientali. Scarsa informazione sul tema del ciclo n. laboratori didattici attivati rifiuti. n. studenti coinvolti nelle attività di educazione ambientale Offerta di servizi analoghi da parte di altri enti o strutture presenti sul territorio La Rieco Spa – Società appaltatrice del servizio di raccolta porta a porta per il comune di Paglieta, svolge lo stesso servizio in due comuni del medesimo ambito 23 – Basso Sangro. Nello specifico: comune di Rocca San Giovanni e Sant’Eusanio del Sangro. La Rieco offre del materiale promozionale che può decisamente contribuire a favorire l’informazione della cittadinanza circa i tempi e le modalità di svolgimento della raccolta differenziata. 6.3 Destinatari e beneficiari del progetto Destinatari del progetto: I destinatari sono in generale tutti i cittadini del comune di Paglieta, con particolare attenzione ai giovani in età scolare (età compresa tra i 6 e i 14 anni, per un totale di 406 bambini), che frequentano l’istituto comprensivo comunale, ai quali saranno dedicati laboratori didattici di educazione ambientale e azioni di sensibilizzazione sul tema. Beneficiari del progetto Dall’insieme delle azioni previste dal progetto “Dire, fare, riciclare” trarranno beneficio anche altri soggetti che a vario titolo saranno protagonisti di tali azioni, quali: le scuole del territorio e le insegnanti che grazie a questo progetto potranno usufruire di valide iniziative didattiche da poter affiancare al piano dell’offerta formativa dell’istituto scolastico e sviluppare così i talenti e le competenze dei propri alunni. L’intero territorio, con il conseguente miglioramento della qualità della vita per le future generazioni. Le Istituzioni, in particolare il Comune che a seguito di un’attività di informazione adeguata sulla raccolta differenziata, vedranno diminuire nelle proprie casse le spese per lo smaltimento dei rifiuti stessi. 7) Obiettivi del progetto: Come già descritto nel punto 6 del contesto sono diverse le criticità che il territorio di attuazione si trova ad affrontare. Punto di partenza per la definizione e strutturazione del presente progetto sono dunque i dati riportati nel precedente punto, che mettono in evidenza come nel comune di Paglieta ci si trovi di fronte ad una realtà sintetizzata nei seguenti punti: Bassa % di RD rispetto ai livelli provinciali. Necessaria un’azione di monitoraggio delle isole ecologiche. Scarsa informazione sul tema del ciclo rifiuti In tale contesto, dunque, il progetto “Dire, fare, riciclare”, intende avviare un percorso di formazione e sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale, intesa come informazione volta soprattutto alla riduzione dei rifiuti. Questo per migliorare la qualità ambientale del territorio comunale, preservando e garantendo la tutela del territorio. Il raggiungimento di tale finalità, perché produca risultati concreti, presuppone il conseguimento dei seguenti obiettivi specifici: 1. Incrementare la percentuale di raccolta differenziata, attraverso iniziative di sensibilizzazione ed informazione legate in particolare al nuovo servizio di “raccolta porta a porta”. Indicatore di risultato: % di raccolta differenziata sul territorio comunale; n. iniziative di sensibilizzazione ed informazione legate in particolare al nuovo servizio di “raccolta porta a porta”; Risultato atteso: aumento percentuale di almeno il 10% (raggiungere il 20% di RD); attivare almeno n. 2 iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. 2. Migliorare l’azione di monitoraggio delle isole ecologiche, riducendo le infrazioni e gli abusi in tema di rifiuti. Indicatore di risultato: n. avvistamenti di infrazioni e/o abusi ambientali (parchi, spazi verdi, isole ecologiche). Risultato atteso: Riduzione del 10 % delle infrazioni/abusi. 3. Promuovere azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale nelle scuole Indicatore di risultato: n. laboratori didattici attivati; n. studenti coinvolti nelle attività di educazione ambientale; Risultato atteso: Attivare almeno n. 1 laboratorio didattico “Dire, fare riciclare”. Coinvolgere almeno il 50% degli studenti dell’istituto comunale (n.200 alunni). Situazione di arrivo In coerenza con tali obiettivi, il risultato che si auspica di ottenere a conclusione del progetto è definito dall’allineamento della percentuale di raccolta differenziata effettuata presso il comune di Paglieta, almeno a livello della media della provincia di Chieti (+10% rispetto alla percentuale odierna). Data la nuova tipologia di raccolta dei rifiuti si prevede un aumento delle infrazioni e degli abusi in tema di rifiuti, da parte di chi non si adegui da subito al sistema e ricorra allo smaltimento dei rifiuti in zone non adibite. Il monitoraggio di tali spazi, delle isole ecologiche, e delle zone più frequentate dalla cittadinanza: parchi e verde pubblico, consentirà di limitare al massimo tali infrazioni. Questa azione sarà possibile grazie al supporto dei volontari di servizio civile che si immedesimeranno nel ruolo di sentinelle ecologiche. Un altro aspetto di rilievo è rappresentato dall’incremento dei giovani studenti raggiunti dalle attività di educazione ambientale, nello specifico la partecipazione a laboratori didattici, capaci di generare una nuova cultura di attenzione intorno alle tematiche dell’ambiente. I laboratori didattici saranno incentrati su alcuni concetti e idee-chiave, oltre che sulle tecniche per una corretta gestione del processo di trasformazione dei rifiuti organici, scarti di cucina, avanzi di cibo, scarti da giardinaggio e potature degli alberi. Gli incontri con i ragazzi si caratterizzeranno per un approccio attivo, con l'utilizzo di tecniche mirate al coinvolgimento di ognuno dei partecipanti. Per verificare il raggiungimento di tale macro risultato, nonché degli obiettivi prima descritti sono stati utilizzati alcuni indicatori proposti come oggettivamente verificabili che descrivono gli obiettivi del progetto in termini operativi e misurabili seguendo la regola SMART (specifici, misurabili, acquisibili, rilevanti, temporizzati). 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Il progetto “Dire, fare, riciclare” intende rispondere ad alcune necessità segnalate dagli attori del territorio rispetto alla dimensione delle politiche ambientali e di sostenibilità. In particolare, come abbiamo visto nel contesto, risulta necessario incrementare la percentuale di raccolta differenziata (RD), questa azione sarà possibile soltanto attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza in quanto attori protagonisti, ovvero coloro che conferiscono i rifiuti. Partendo da questa consapevolezza, il progetto intende promuovere una serie di attività che coinvolgano i cittadini attraverso azioni di sensibilizzazione a largo raggio. Un ulteriore campo di intervento è rappresentato dall’azione di monitoraggio e controllo del conferimento, che sarà possibile grazie all’istituzione delle sentinelle ecologiche. Laddove dovessero emergere abusi o comportamenti negligenti gli stessi saranno segnalati agli uffici che provvederanno di conseguenza. Un’ultima azione, che sarà svolta parallelamente alle altre, è rappresentata dall’attività di sensibilizzazione sul tema del ciclo rifiuti all’interno delle scuole e rivolta ai ragazzi in età scolastica per stimolare le famiglie e i loro conoscenti al conferimento dei rifiuti. Per una lettura ordinata, coerente e funzionale ad ogni obiettivo individuato nel punto 7, sono state indicate le attività e la tempistica previste per il raggiungimento dello stesso. Obiettivo 1 - Incrementare la percentuale di raccolta differenziata, attraverso iniziative di sensibilizzazione ed informazione legate in particolare al nuovo servizio di “raccolta porta a porta”. Per incrementare la percentuale di raccolta differenziata ed assicurare un’informazione diffusa e puntuale verso la cittadinanza saranno organizzate iniziative di sensibilizzazione e momenti di confronto: finalizzati ad informare i cittadini sul come e dove conferire i rifiuti, ed a risolvere eventuali dubbi ed eventuali segnalazioni di difficoltà da parte della cittadinanza ad aderire al servizio stesso. Inoltre i volontari di servizio civile si troveranno a distribuire, in collaborazione con l'ente gestore che opera sul territorio, opuscoli informativi riguardanti la raccolta differenziata. In questi opuscoli viene spiegato in primo luogo il meccanismo della raccolta differenziata sul territorio: quali materiali possono essere riciclati e in quale contenitore devono essere riposti. Inoltre i volontari saranno impegnati nella realizzazione di volantini stampati in più lingue, in modo da “integrare” nel meccanismo della raccolta differenziata anche cittadini di madrelingua diversa da quella italiana. Un ulteriore elemento che concorre al raggiungimento dell’obiettivo risiede nell’efficienza organizzativa del servizio. A tal fine saranno organizzate attività di verifica del sistema di raccolta sia sotto il profilo logistico, informativo e organizzativo. Sarà infine attivata una linea comunale specificamente dedicata alla ricezione di segnalazioni, richiesta di informazioni ed eventuali disservizi legati al nuovo sistema di raccolta “porta a porta”. Un simile schema consentirà di far emergere eventuali lacune che potranno esser rimosse a vantaggio del servizio e della cittadinanza. Dalle continue verifiche se dovessero emergere lacune le stesse saranno segnalate e arginate dagli uffici di competenza. In sintesi il complesso delle attività, che concorrono al raggiungimento dell’obiettivo relativo all’incremento della raccolta differenziata, è il seguente: A. Attività di sensibilizzazione della cittadinanza intorno al nuovo servizio di raccolta differenziata “porta a porta”. B. Attività di verifica del sistema di raccolta, e di raccolta segnalazioni circa eventuali lacune nell’erogazione del servizio dal punto di visto logistico, informativo, organizzativo. C. Attività di monitoraggio locale destinato a capire come la cittadinanza risponde alle sollecitazioni generate dal progetto. Attività I° mese II° mese III° mese IV° mese V° mese VI° mese VII° mese VIII° mese IX° mese X° mese XI° mese XII° mese A B C Obiettivo 2 – Migliorare l’azione di monitoraggio delle isole ecologiche, riducendo le infrazioni e gli abusi in tema di rifiuti Le azioni tese alla tutela del territorio, rappresentano un’azione di straordinaria importanza per la difesa e la tutela dell’ambiente. Il progetto prevede, a garanzia della riuscita di tutti gli interventi descritti, un’azione di controllo sui comportamenti della cittadinanza e sulle eventuali infrazioni rispetto al nuovo sistema di raccolta “porta a porta”. I volontari si trasformeranno in vere e proprie “sentinelle ecologiche”che indagheranno sullo stato di salute del proprio territorio. I volontari compileranno una scheda di salute ambientale redatta tramite la tecnica scelta dai volontari stessi: foto, video, scrittura. Questa scheda dovrà poi contenere i consigli utili per andare verso una condotta responsabile nei confronti dell’ambiente. Il complesso delle attività che concorrono al raggiungimento dell’obiettivo 2 è il seguente: A. Attività di ricognizione del verde pubblico, dei parchi e delle isole ecologiche secondo la tipologia di destinazione; B. Attività di rilevazione di eventuali anomalie o abusi di carattere ambientale riscontrati; C. Attività di registrazione delle anomalie emerse e segnalazione agli uffici preposti; Attività I° mese II° mese III° mese IV° mese V° mese VI° mese VII° mese VIII° mese IX° mese X° mese XI° mese XII° mese A B C Obiettivo 3 – Promuovere azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale nelle scuole. Tante energie verranno investite anche per la sensibilizzazione dei ragazzi che frequentano l’istituto comprensivo di Paglieta. Il ruolo dell’educazione ambientale all’interno dei percorsi educativi e formativi è ritenuto sempre di maggiore importanza nella formazione alla cittadinanza attiva. In questa fase si richiede ai volontari di servizio civile di collaborare all’organizzazione di laboratori didattici, che utilizzino metodologie di educazione non-formale, il gioco in particolare, per aiutare i giovani partecipanti a comprendere l’importanza della raccolta differenziata ed in particolare della conduzione di stili di vita sostenibili dal punto di vista ambientale. In particolare si propone l’utilizzo del misuratore “Footprint – Impronta ecologica” elaborato dal WWF per evidenziare l’impatto dello stile di vita individuale sulle risorse del nostro pianeta. Tale misuratore, di grande efficacia e di semplice utilizzo, potrà essere applicato ai giovani ed alle loro famiglie e metterà in evidenza, in maniera lampante, l’impatto dannoso che uno stile di vita non rispettoso dell’ambiente ha sul nostro pianeta. Si proporrà ulteriormente realizzazione, assieme ai ragazzi delle scuole, di un video sottoforma di fiction, spot o documentario sul tema della raccolta differenziata dal titolo “Dire, fare, riciclare”, dove protagonisti saranno gli studenti che durante i laboratori si cimenteranno come attori, registi e sceneggiatori. Il video, una volta realizzato grazie anche alla collaborazione dei partner del progetto, verrà distribuito in tutte le famiglie degli studenti protagonisti dell’iniziativa e in tutte le scuole del territorio, con l’obiettivo di sensibilizzare alla raccolta differenziata. Il complesso delle attività che concorrono al raggiungimento dell’obiettivo 3 è il seguente: A Organizzazione delle attività laboratoriali tese a valorizzare i concetti d rifiuto-risorsa, l’importanza della raccolta differenziata, il valore del riuso, l’importanza del risparmio energetico, dell’acqua e delle risorse naturali in genere; B Attività di promozione e sensibilizzazione intorno alle attività di laboratorio all’interno delle scuole del territorio cittadino C Raccolta adesioni e avvio dei laboratori didattici D Realizzazione del video “Dire, fare, riciclare” e diffusione alle famiglie e alle scuole del territorio. Attività I° mese II° mese III° mese IV° mese V° mese VI° mese VII° mese VIII° mese IX° mese X° mese XI° mese XII° mese A B D E 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività Comune di Paglieta Profilo/professionalità n. 1 responsabile del settore Ambiente Ruolo nel progetto Tipologia d’impiego Svolge funzioni di programmazione Dipendente delle seguenti attività: erogazione dei servizi di n. 1 agente di polizia municipale n. 2 tecnici in materia ambientale informazione e sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza sui temi ambientali, organizzazione di momenti informativi, realizzazione opuscoli. Organizzazione e controllo dei servizi ambientali del comune (Raccolta Rifiuti) Direzione delle attività di monitoraggio dei servizi ambientali a step periodici Programmazione controllo del territorio e verifiche dei fenomeni di micro discariche abusive e abbandono dei rifiuti Svolge controlli sul territorio e dipendente sulla raccolta differenziata. Segnala le disfunzioni dei servizi al fine di far intervenire la struttura tecnica per la risoluzione delle problematiche. Collaborano con i volontari dipendenti nell’organizzazione dei laboratori didattici da proporre nelle scuole. 8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto In relazione agli obiettivi descritti nel punto 7 del presente formulario e alle conseguenti azioni descritte nel precedente punto 8.1, nello schema che segue, riportiamo le attività in cui saranno impegnati i volontari di servizio civile, con la descrizione del ruolo all’interno del progetto per ogni singola attività. Obiettivo 1 - Incrementare la percentuale di raccolta differenziata, attraverso iniziative di sensibilizzazione ed informazione legate in particolare al nuovo servizio di “raccolta porta a porta”. Azioni Attività e ruolo dei volontari di servizio civile A.1 Attività di Supporto nell’ideazione e progettazione di sensibilizzazione della interventi di sensibilizzazione della cittadinanza cittadinanza intorno al intorno al nuovo servizio di raccolta differenziata nuovo servizio di raccolta “porta a porta”; differenziata “porta a Supporto nell’organizzazione di eventi di porta”. sensibilizzazione; Affiancamento nell’animazione degli eventi di sensibilizzazione; Presidio dell’ufficio comunale dedicato alla diffusione di informazioni alla cittadinanza rispetto al nuovo servizio di raccolta differenziata; Affiancamento nell’erogazione delle informazioni richieste presso l’ufficio comunale dedicato al B.1 Verifica del sistema di raccolta. C.1 Attività monitoraggio locale. di nuovo servizio di raccolta “porta a porta”; Animazione numero telefonico dedicato alle segnalazioni o richiesta informazioni circa il servizio di raccolta “porta a porta” attivato; Raccolta segnalazioni e smistamento al referente interessato; Supporto nella progettazione di strumenti, di interventi ed eventi di comunicazione ed informazione ambientale; Attività redazionale nel redigere strumenti informativi: opuscoli, newsletter, manifesti, volantini, da diffondere sul territorio interessato dal progetto; Attività di disseminazione dei risultati delle attività informative; Attività di aggiornamento del sito istituzionale nella sezione dedicata alle politiche ambientali. Supporto nelle azioni di verifica del sistema della raccolta dei rifiuti; Supporto nelle relazioni con le società consortili addette allo smaltimento dei rifiuti; Supporto nella predisposizione di schede di rilevazione del gradimento del servizio da parte della cittadinanza; Supporto nella predisposizione delle schede reclamo per l’erogazione del servizio; Elaborazione delle schede somministrate alla cittadinanza; Informatizzazione dei dati e segnalazione dei risultati agli uffici competenti; Attività di supporto nelle azioni di controllo e verifica della modalità di conferimento Obiettivo 2 - Migliorare l’azione di monitoraggio delle isole ecologiche, riducendo le infrazioni e gli abusi in tema di rifiuti Azioni Attività e ruolo dei volontari di servizio civile A.2 Ricognizione del Studio del territorio coinvolto dal progetto e verde pubblico, dei individuazione dei parchi, aree verdi e isole parchi e delle isole ecologiche presenti; ecologiche secondo la Calendarizzazione delle attività di vigilanza tipologia di destinazione; continua delle aree individuate; Supporto in attività di vigilanza tese a prevenire l’accensione di fuochi, l’abbandono e la combustione di rifiuti e gli atti di vandalismo nei parchi cittadini e nelle aree verdi. Azioni di stimolo e di sensibilizzazione nei confronti dei fruitori degli spazi, al fine di diffondere comportamenti eco-compatibili; Supporto nell’organizzazione di eventi per B.2 Rilevazione di eventuali anomalie o abusi di carattere ambientale riscontrati; C.3 Registrazione delle anomalie emerse e segnalazione agli uffici preposti favorire la pulizia dei parchi al fine di sensibilizzare i fruitori sull’importanza della qualità degli spazi comuni. Supporto nella predisposizione di una scheda di salute ambientale redatta tramite la tecnica scelta dai volontari stessi: foto, video, scrittura; Supporto nella rilevazione di eventuali anomalie o abusi di carattere ambientale riscontrati; Compilazione della scheda redatta tramite la tecnica scelta dai volontari: foto, video, scrittura. La scheda dovrà poi contenere i consigli utili per andare verso una condotta responsabile nei confronti dell’ambiente. Supporto nella rendicontazione delle anomalie riscontrate, da segnale agli uffici preposti; Obiettivo 3 - Promuovere azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale nelle scuole. Azioni Attività e ruolo dei volontari di servizio civile A.3 Organizzazione delle Attività di formazione tese a trasferire nello attività laboratoriali. specifico la conoscenza delle tecniche e degli strumenti dell’Educazione Ambientale; Supporto nell’ideazione e progettazione di laboratori tematici sulle problematiche ambientali; Supporto nell’organizzazione delle attività laboratoriali tese a valorizzare i concetti d rifiutorisorsa, l’importanza della raccolta differenziata, il valore del riuso, l’importanza del risparmio energetico, dell’acqua e delle risorse naturali in genere; Supporto nell’elaborazione schede di rilevazione dell’”Ecological footprint”; Supporto nell’organizzazione del laboratorio teso alla realizzazione del video “Dire, fare, riciclare” Contatti con i partner del progetto per supportare i volontari nella realizzazione del montaggio video; Calendarizzazione degli incontri; Partecipazione alle riunioni organizzative B.3 Promozione e Contatti con le scuole del territorio; sensibilizzazione intorno Supporto nelle azioni di promozione delle attività alle attività di laboratorio di laboratorio all’interno delle scuole del territorio all’interno delle scuole cittadino, con particolare riferimento all’iniziativa del territorio cittadino “Dire, fare, riciclare” Supporto nelle azioni di sensibilizzazione del corpo docente delle scuole raggiunte dal progetto; Predisposizione di moduli di adesione ai C.3 Raccolta adesioni e avvio dei laboratori didattici D.3 Realizzazione del video “Dire, fare, riciclare” e diffusione alle famiglie e alle scuole del territorio laboratori da inviare alle scuole. Raccolta delle adesioni Calendarizzazione dei laboratori da attivare Supporto nelle azioni di animazione dei laboratori didattici organizzati; Animazione del laboratorio dedicato al rilevamento dell’”ecological footprint”; Distribuzione e raccolta schede di rilevazione; Supporto all’avvio del laboratorio specifico “Dire, fare, riciclare” volto alla realizzazione del video finale; Supporto nell’individuazione dei ruoli (attori, sceneggiatori, costumisti, ecc) all’interno della classe; Supporto nella realizzazione dei singoli laboratori dedicati alla sceneggiatura del video, dedicati alla regia, dedicati ai costumi, alla scenografia, ecc. Supporto nella realizzazione del video; Diffusione del video alle famiglie dei ragazzi coinvolti nell’iniziativa e alle scuole del territorio, Diffusione del video ai comuni come materiale promozionale. 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 2 10) Numero posti con vitto e alloggio: 0 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 2 12) Numero posti con solo vitto: 0 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 36 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 5 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: Si chiede ai volontari la massima disponibilità e la flessibilità oraria. Ciò vuol dire: disponibilità a partecipare anche eventualmente ad incontri svolti nelle ore serali e/o svolti occasionalmente nei fine settimana (come per esempio, rappresentazioni, laboratori, eventi vari o quant’altro realizzato e organizzato dalle strutture coinvolte nel progetto). Per facilitare il pieno raggiungimento degli obiettivi, si richiede inoltre ai volontari la disponibilità ad effettuare visite presso strutture partner e/o enti presenti sul territorio che possono risultare utili e strategici per la realizzazione delle attività stesse, come per esempio: comuni, scuole, parrocchie, ecc. Si richiede poi l’eventuale frequenza di corsi, di seminari e ogni altro momento di incontro e confronto utile ai fini del progetto e della formazione dei volontari coinvolti. Infine si richiede il massimo rispetto della privacy, specie sui dati trattati nel corso delle diverse attività. 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: N. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Sede di attuazione del progetto Comune Comune di Paglieta Paglieta Indirizzo Via Martelli Di Matteo, 10 Cod. N. vol. per ident. sede sede 100753 2 Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Cognome e Data di nome nascita C.F. Mazzoni 20/05/ MZZGLC77 Gianluca 1977 E20A485O Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato Cognome e Data di nome nascita C.F. 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: La comunicazione, la promozione e la sensibilizzazione del progetto “dire, fare, riciclare” e delle sue attività rappresenta un elemento di assoluto valore nella dimensione generale del progetto. La condivisione ed il collegamento con il territorio in cui si realizzano le attività progettuali, saranno garantite attraverso una serie di azioni e di interventi integrati. Infatti, un elemento di qualità, con valore aggiunto, è quello relativo alla trasferibilità del valore sociale dell’intervento sul territorio ed in particolar modo nei confronti delle nuove generazioni. L’idea è quella, attraverso la comunicazione del progetto, di comunicarne anche e soprattutto il valore sociale che in esso è sotteso. Per ciò che concerne quindi gli strumenti e le strategie di promozione e sensibilizzazione dell’intervento saranno adottate tutte le forme e modalità ritenute efficaci al raggiungimento dello scopo. Nello specifico le attività di promozione e sensibilizzazione, tese a garantire il giusto legame con il territorio e la sua corretta diffusione alla comunità locale, che si andranno a realizzare saranno: Organizzazione di INFODAY. Organizzazione di 3 INFODAY sul servizio civile dove sarà presentata l’esperienza del servizio civile e nello specifico il progetto “Dire, fare, riciclare”. In occasione delle giornate informative sarà distribuito materiale informativo sul servizio civile e la modulistica relativa alla presentazione delle domande di servizio civile. Ogni giornata sarà articolata su 5 ore di attività per un totale di 15 ore dedicate alle azioni e attività di comunicazione e sensibilizzazione sul servizio civile. Gli INFODAY saranno organizzati preoccupandoci di raggiungere la più vasta gamma di giovani possibili ma tenendo in considerazione anche la specificità del target. Gli INFODAY saranno organizzati durante momenti particolarmente significativi al fine di garantire la giusta azione di promozione e sensibilizzazione. Flyers. Un'altra azione di comunicazione sarà garantita attraverso la predisposizione e realizzazione di un logo destinato a promuovere l’esperienza del servizio presso il comune di Paglieta e la predisposizione di Flyers che saranno distribuiti su tutto il territorio coinvolto dal progetto, con il coinvolgimento dei principali luoghi di interesse giovanile (Biblioteche, cinema, pub, pizzerie, ecc). (La durata degli interventi di promozione e sensibilizzazione sul servizio civile sarà di 14 ore) Sito Internet. Il progetto sarà altresì promosso attraverso il sito del comune di Paglieta, che ha destinato un’intera pagina al Servizio Civile Nazionale, e attraverso tutti i siti degli Enti coinvolti nell’attività progettuale e partner nell’esperienza di Servizio Civile Nazionale. (La durata degli interventi di promozione e sensibilizzazione sul servizio civile sarà di 20 ore). L’Impegno complessivo nelle attività di comunicazione e promozione del progetto di servizio civile “Dire, fare, riciclare” sarà di 60 ore 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: I criteri fondamentali su cui si fonda la selezione si basano sul concetto che il Servizio Civile debba essere considerato come una grande opportunità di crescita per tutti i giovani del nostro paese che abbiano i requisiti di accesso. Alla luce di tale considerazione, considerato che i requisiti per accedere al servizio civile sono relativi alla cittadinanza italiana e all’età (18 – 28 anni non compiuti) ci sembra importante proporre un sistema di selezione che consenta di gareggiare alla pari tra i ragazzi appena maggiorenni e i giovani in età più avanzata. Alla luce delle riflessioni espresse è importante per l’ente, per cercare di ottenere il migliore risultato possibile, seguire pochi ma fondamentali criteri generali nel processo di selezione. Va detto che il sistema proposto comporta l’attribuzione di un punteggio massimo pari a 100 punti, suddivisi in 60/100 punti per il colloquio di selezione e 40/100 punti per la valutazione dei titoli di studio e delle esperienze di lavoro e volontariato. Il Modello proposto, quindi, come già detto prevede l’articolazione della procedura di selezione in due momenti valutativi: a) Valutazione dei titoli di studio e delle esperienze di lavoro e volontariato; b) Colloquio; La Valutazione dei titoli di studio e delle esperienze di lavoro e volontariato, comporta l’attribuzione di un punteggio complessivo pari a 40 punti. L’articolazione del punteggio è divisa tra i titoli di studio che danno diritto ad un punteggio massimo di 8 punti e le esperienze di lavoro e di volontariato il cui punteggio massimo è pari a 32 punti. Una simile articolazione del punteggio, è finalizzata a premiare quei giovani candidati che nel corso della loro vita sono stati protagonisti di esperienze di lavoro e di volontariato. valutazione dei titoli di studio, Max 8 Punti valutazione delle esperienze di lavoro e volontariato. Max 32 Punti VALUTAZIONE DEI TITOLI DI STUDIO. (Max 8 punti) La valutazione dei titoli di studio, comporta l’attribuzione di punteggio nel modo che segue: LAUREA V.O. e/o MAGISTRALE ATTINENTE AL PROGETTO: LAUREA V.O. e/o MAGISTRALE NON ATTINE AL PROGETTO: LAUREA TRIENNALE ATTINENTE AL PROGETTO LAUREA TRIENNALE NON ATTINENTE AL PROGETTO DIPLOMA ATTINENTE AL PROGETTO: DIPLOMA NON ATTINENTE PROGETTO: 8 PUNTI 7 PUNTI 6 PUNTI 5 PUNTI 4 PUNTI 3 PUNTI LICENZA SCUOLA MEDIA INFERIORE: 2 PUNTI VALUTAZIONE DELLE ESPERIENZE DI LAVORO E DI VOLONTARIATO. (Max 32 punti) La valutazione delle esperienze di lavoro e di volontariato, comportano l’attribuzione di un punteggio massimo pari a 32 punti, attribuendo 2 punti per ogni mese o frazione di mese pari o superiore ai 15gg per un periodo massimo valutabile di 16 mesi. Resta inteso che per procedere alla attribuzione dei punteggi, l’esperienza di lavoro e di volontariato deve esser descritta in maniera chiara e completa con indicazione del luogo, della durata e della tipologia di attività svolta. In mancanza degli elementi descritti non si procederà all’attribuzione dei alcun punteggio. b) COLLOQUIO. (Max 60 punti) Il colloquio di selezione è condotto, congiuntamente, da un selettore e da uno psicologo iscritto all’ordine e/o da altro personale in possesso di titoli accademici idonei riconosciuti dalla legge. Il colloquio comporta l’attribuzione del punteggio massimo di 60 punti è determina l’idoneità dei candidati. Vista la natura della prova, infatti, si ritiene lo strumento del colloquio adatto a determinare l’idoneità dei candidati all’esperienza di servizio civile. La stessa viene determinata dal punteggio minimo di 36/60 raggiunti in fase di colloquio. Indicazioni delle soglie minime di accesso previste dal sistema: Le soglie minime di accesso previste dal Sistema che si intende adottare si riferiscono al punteggio maturato dai giovani volontari in fase di colloquio. Il candidato, alla luce di tale sistema, per essere ritenuto idoneo dovrà pertanto raggiungere il punteggio minimo di 36/60 in fase di colloquio. Il punteggio complessivo del candidato sarà dato dalla somma dei punti ottenuti nella valutazione dei titoli di studio, nella valutazione dell’esperienze di lavoro e di volontariato e dal punteggio ottenuto nel colloquio. Il punteggio massimo ottenibile è pari a 100 punti. I 100 punti sono così articolati: Valutazione Titoli di Studio Valutazione Esperienze di lavoro e di volontariato Colloquio Max 8 Punti Max 32 Punti Max 60 Punti Totale Max 100 Punti Si precisa peraltro che per rispondere alle indicazioni fornite dalla Giunta regionale riportate al punto 5 dell’allegato “Criteri aggiuntivi della Regione Abruzzo”, in fase di selezione verrà, laddove possibile, posta una riserva del 10% dei posti a favore di giovani disabili (certificate ex L.104/92) e/o giovani con bassa scolarizzazione (medie inferiori), in aderenza al principio di universalità del Servizio Civile. 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): SI Associazione Nova Comunicazione 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: Si rimanda al Sistema di Monitoraggio verificato e approvato in sede di accreditamento dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): SI Associazione Nova Comunicazione 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: Si precisa che per rispondere alle indicazioni fornite dalla Giunta regionale riportate al punto 5 dell’allegato “Criteri aggiuntivi della Regione Abruzzo”, in fase di selezione verrà, laddove possibile, posta una riserva del 10% dei posti a favore di giovani disabili (certificate ex L.104/92) e/o giovani con bassa scolarizzazione (medie inferiori), in aderenza al principio di universalità del Servizio Civile. 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Non sono previste risorse finanziarie aggiuntive 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): Sono presenti accordi con i seguenti soggetti profit no profit e università. ECOFERAMBIENTE s.r.l. – Società impegnata attivamente nel panorama delle politiche ambientali (Si allega lettera di partenariato cove sono indicati i ruoli e i contributi dei partners) Cooperativa Formatalenti – Cooperativa Sociale impegnata da anni nello sviluppo del protagonismo giovanile (Si allega lettera di partenariato cove sono indicati i ruoli e i contributi dei partners) Università degli studi di Teramo (Si allega lettera in qualità di copro motore dove sono indicati i contributi concreti garantiti dal partner) 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: Saranno utilizzate e destinate all’attuazione del progetto tutte le risorse tecniche e strumentali necessarie per il completo espletamento delle attività e dei servizi presenti nel progetto. Per cui i volontari potranno contare su tutte le risorse tecniche e strumentali necessarie per le loro attività. In coerenza con gli obiettivi descritti nel punto 7 e con le modalità di attuazione descritte nel punto 8, si indicano di seguito le risorse tecniche e strumentali necessarie ed adeguate per l’attuazione del progetto: Computer (almeno n. 1 per volontario) dotati di software (pacchetto Office) utile per costruire banche-dati, presentazioni con slide e documenti; collegamento internet, posta elettronica e stampante; Telefono, fax e fotocopiatrice Materiale di cancelleria varia (penne, matite, pennarelli, carta, ecc.) macchina fotografica Telecamera Cartografia Automobile Software CAD Mappe catastali Sussidi di documentazione sulla raccolta differenziata: riviste, libri, dvd; Per la realizzazione degli interventi informativi e laboratoriali saranno previste le seguenti risorse: n. 1 Kit informativi: Con materiale informativo sul comune, materiale informativo sulla raccolta differenziata, materiale informativo sull’uso corretto dei parchi e spazi verdi comunali, etc. CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: Assenti 27) Eventuali tirocini riconosciuti : Assenti 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: E’ presente un accordo con l’Ente di Formazione Accreditato A.F.G.P. (Associazione Formazione Giovanni Piamarta) – Centro Guerrieri, - sede della CISCO NETWORKING ACADEMY, attraverso la sottoscrizione di una convenzione quadro relativa al riconoscimento e certificazione delle competenze e delle professionalità valide ai fini del curriculum vitae raggiunte dai volontari che saranno coinvolti nel progetto. Le competenze effettivamente acquisibili dai volontari saranno: - Approfondita conoscenza tecnico-scientifica del territorio coinvolto dalla singola sede di servizio; - Conoscenza della normativa e della vincolistica connessa alla salvaguardia delle risorse paesaggistiche; - Conoscenza e sperimentazione di metodi di rilevamento e monitoraggio ambientale; - Conoscenza delle tecniche e modalità di raccolta differenziata; - Capacità di gestire gruppi in modalità interattive; - Capacità informatiche connesse all’uso di software specifici - Conoscenza e sperimentazione di metodi e tecniche di rilevamento naturalistico-paesaggistico; - Competenza e abilità nella lettura cartografica e nella restituzione di dati rilevati - Capacità inerenti ricerche bibliografiche ed archivistiche - Redazione di report tecnico-scientifici Conoscenza di base di software in particolare inerenti il pacchetto office, CAD, archivi e grafica Principi alla base della comunicazione da tener presenti nella definizione di prodotti informativo-didattico-divulgativi in funzione dei target Sviluppo di capacità di lavoro in gruppo Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: La formazione generale sarà svolta presso la sede del comune di Paglieta 30) Modalità di attuazione: In proprio, con formatori della Associazione NOVACOMUNICAZIONE 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: SI Associazione Nova Comunicazione 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La metodologia adottata nel presente modulo di formazione è incentrata essenzialmente sul coinvolgimento diretto dei soggetti in formazione al fine di condividere a tutti i livelli gli argomenti ed i contenuti del progetto di formazione. Tale aspetto, si ritiene particolarmente importante per il raggiungimento degli obiettivi espressi; infatti, soltanto attraverso una partecipazione attiva dei ragazzi è possibile intervenire nei processi di condivisione e di rielaborazione dei concetti trattati. Al fine di favorire una costante e continua partecipazione attiva dei volontari si farà ricorso a dinamiche non formali nel processo formativo attraverso tecniche di brainstorming, animazioni, giochi di ruolo, esercitazioni, simulazioni, il T-group. L’idea è quella che non ci si deve limitare a trasmettere idee-concetti, ma si deve anche puntare a far acquisire consapevolezza e attitudini. Si devono fornire, laddove possibile, risposte ai problemi sollevati ma più di tutto si deve cercare di fornire e attivare competenze. Il gruppo in formazione deve essere valorizzato come strumento di apprendimento. La metodologia adottata sarà pertanto prevalentemente attiva, anche se nella microprogettazione delle singole lezioni si farà, laddove necessario, ricorso anche ad una metodologia più classica: la lezione frontale tesa a favorire il trasferimento di numerose informazioni utili ai volontari al fine dell’espletamento del loro servizio . L’intervento formativo avrà, pertanto, nelle sue diverse fasi, due distinte caratterizzazioni : Lezione frontale: Le lezioni frontali affronteranno l’aspetto formativo di tipo colmativo – con lo scopo di preparare i volontari ad assolvere a specifiche mansioni e attività previste nei progetti attraverso l’offerta di informazioni indispensabili per gestire al meglio la propria esperienza di volontari. Tale modalità sarà erogata per circa il 60% del monte orario complessivo della formazione generale ed in particolare per i moduli 2, 3, 5 e 6 descritti al punto 34 relativi ai temi del dovere difesa della patria, la difesa civile non armata e non violenta, la normativa vigente e alla Carta di Impegno Etico. Dinamiche non formali Il ricorso alle dinamiche non formali affronteranno l’aspetto formativo di tipo integrativo – con lo scopo di facilitare l’inserimento e l’adattamento dei singoli nell’organizzazione, agire in un contesto di integrazione sociale, creare senso di appartenenza e gestire i conflitti. Tale modalità, prevede sarà erogata per circa il 40% del monte orario complessivo della formazione generale ed attraverserà trasversalmente molti dei moduli formativi previsti con esclusione dei moduli 3 e 6 descritti al punto 34 relativi ai temi del dovere difesa della patria, la difesa civile non armata e non violenta, la normativa vigente e alla Carta di Impegno Etico 33) Contenuti della formazione: Il Contenuto della formazione generale sarà strutturato nei seguenti moduli formativi 1) L’identità del gruppo in formazione- Durata 4 ore Presentazione dell’intervento formativo - Introduzione della scaletta dell’intervento formativo, orari, luoghi, contenuti - Illustrazione della metodologia formativa, il modello di Kolbe, strumenti partecipativi, brainstorming, role- playing, attività laboratoriali (manufatti, educativi, teatrali, etc.) 2) Lavoro sul gruppo in formazione ( aspettative e motivazioni su SCN) La dimensione e l’identità del Gruppo Le dinamiche che si presentano all’interno del gruppo Gruppo auto-centrato, gruppo di lavoro e team; Gestione del Conflitto Analisi delle aspettative Motivazioni e obiettivi individuali; Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà - Durata :4 ore - Storia del servizio civile e dell’obiezione di coscienza; - Studio e Analisi delle Leggi 230/98 e legge n. 64/01; - Fondamenti istituzionali e culturali del servizio civile nazionale, - Lettera ai Cappellani Militari di Don Milani - Caratteristiche e ordinamento del servizio civile, principi ordinamenti della obiezione di coscienza - Affinità e differenze tra il servizio civile e l’obiezione di coscienza 3) Il dovere di difesa della Patria - Durata: 4 ore - Difesa della Patria come diritto dovere del cittadino (articolo 52 della Costituzione italiana) anche e soprattutto con mezzi non violenti, e nella difesa dei diritti umani; - In particolare, si illustreranno i contenuti delle sentenze della Corte Costituzionale nn.164/85, 228/04, 229/04 e 431/05, in cui si dà contenuto al concetto di difesa civile o difesa non armata. - Storia del pacifismo e della non violenza - Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; - Carta Europea - Ordinamento Nazioni Unite 4) La Difesa civile non armata e non violenta - Durata: 4 ore - Art. 11 della Costituzione Italiana:Diversità religiosa, economica e sociale tra conflitti ed incontri - Tolleranza e solidarietà - La Costituzione Italiana come strumento per riconoscere i diritti e costruire la Pace - Le operazioni di polizia internazionale; - Concetti di peacekeeping, peace-enforcing, peacebuilding; - 5) 6) - Diversità religiosa, economica e sociale tra conflitti ed incontri La protezione Civile - Durata: 4 ore L’impegno in protezione civile come esempio di cittadinanza attiva; I rischi; Il Sistema Informativo territoriale Gestione dell’emergenza e prova pratica di gestione dell’emergenza Psicologia delle catastrofi Comunicazione in emergenza e informazione alla popolazione sui comportamenti La solidarietà e le forme di cittadinanza - Durata: 8 ore Principio costituzionale di Solidarietà Sociale – Art. 2 Costituzione Italiana Principio Costituzionale di Sussidiarietà Art 117 – Costituzione Italiana Principi di libertà sanciti dalla Costituzione; Le competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni nei vari ambiti in cui opera il servizio civile; - Il Terzo Settore nell’ambito del welfare; - Consapevolezza e Responsabilità civica; - Esempi concreti di esercizio attivo della cittadinanza; - Cittadinanza italiana e cittadinanza comunitaria; - Le politiche giovanili in Italia ed UE. - 8) La normativa vigente la carta di impegno etico - Durata: 4 ore - La Carta d’Impegno Etico; - Legge 64/2001; - Decreto Legislativo 77/2002; 9) Diritti e doveri del volontario del servizio civile - Durata: 4 ore - DPCM 4 febbraio 2009: “Prontuario concernente la disciplina dei rapporto tra enti e volontari del servizio civile nazionale”. Sul GURi n. 70 del 25.03.2009 - DPCM 6 febbraio 2009: “Prontuario contenente le disposizioni per lo svolgimento delle funzioni di controllo e verifica sull’attuazione dei progetti di servizio civile nazionale. Doveri degli enti di servizio civile e infrazioni punibili con le sanzioni amministrative previste dall’art. 3 bis della legge 6 marzo 2001, n. 64” (GURI n. 109 del 13 Maggio 2009) - Conoscenza degli aspetti normativi relativamente al servizio civile volontario. Sono temi relativi a questa area ad esempio la legge 64/2001 e le circolari attuative, i diritti e doveri del volontario ed i diritti- doveri degli Enti - Il Contratto di servizio civile; 10) Presentazione dell’Ente - Durata: 4 ore - Presentazione dell’ente comune Storia Lo statuto I Valori La mission La Struttura Organizzativa La Metodologia di lavoro La rete istituzionale e civile Azioni e progetti 11 Il lavoro per progetti - Durata: 4 ore - Il progetto di Servizio Civile - Gli obiettivi e le azioni - Il Ruolo e le attività dei volontari - Il valore sociale del progetto d’impiego - Indicatori di efficacia ed Esiti Attesi - Strumenti di verifica e di valutazione della crescita del volontario 34) Durata: 44 ore Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: La formazione sarà realizzata presso la sede di progetto 36) Modalità di attuazione: In proprio. Gli esperti nel settore specifico di intervento, saranno coinvolti in azioni di formazione specifica al fine di trasferire parte del proprio know-how ai volontari. 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: MAZZONI GIANLUCA nato a Atessa (CH) il 20/05/1977 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: Laurea in Architettura. Gestione tecnico-amministrativa del servizio di raccolta differenziata, monitoraggio dei dati relativi alle diverse tipologie dei rifiuti prodotti, monitoraggio del territorio comunale. Forti capacità comunicative. Attitudine al problem solving. Capacità di lavorare in gruppo. Ottime capacità organizzative. Si allega curriculum vitae. 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La metodologia adottata sarà prevalentemente di tipo attivo e nello specifico si adotterà la metodologia dell’Action Learning. Le tecniche previste, infatti, sono tranne che per il primo modulo formativo dove si adotterà una tecnica frontale, per gli altri moduli, si adotterà una metodologia che si caratterizza per un approccio esperenziale; attraverso l’action learning è possibile vivere l’esperienza diretta dei processi relazionali e gestionali che caratterizzano il nostro modo di agire. Ogni tematica viene affrontata legando la teoria con l’esperienza diretta dei singoli attraverso attività di simulazione role playing che permettono l’uso di strumenti utili al potenziamento delle abilità personali e professionali 40) Contenuti della formazione: La formazione specifica sarà centrata sulle attività di progetto e in riferimento alle stesse affronterà tutti gli argomenti necessari perché i volontari possano crescere e rendersi autonomi nelle attività di progetto. La formazione specifica prevede i seguenti contenuti: Modulo introduttivo dove saranno trattati i seguenti contenuti in linea generale: Sviluppo sostenibile ed equilibrio ambientale; I problemi ecologici; Il rapporto tra l’energia e l’ambiente e le fonti rinnovabili; Le direttive italiane in materia di protezione ambiente e la Legge 475/88. Durata: 6 ore. 1. Modulo formativo: La raccolta differenziata: i sistemi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani; Le materie prime riutilizzabili: fonti di ricchezza per il territorio; Le direttive CEE in materia di recupero e riciclo (n.75/442, n.76/403, n.78/319); Strumenti per la sensibilizzazione della cittadinanza al rispetto dell’ambiente e alla raccolta differenza; Metodi disciplinari d’indagine e mappatura dei servizi a favore dei cittadini; Tecniche e strumenti di monitoraggio del territorio. Durata: 20 ore. Il primo modulo formativo andrà a garantire la copertura delle seguenti attività di progetto: Attività di sensibilizzazione della cittadinanza intorno al fenomeno della raccolta differenziata. 2. Modulo formativo: Il patrimonio verde della città: tipologia di interventi per la cura del verde pubblico; Tecniche e strumenti per la rilevazione di anomalie ed abusi: gli indicatori potenziali; Tecniche di ascolto e strumenti per la raccolta delle richieste da parte dei cittadini. Durata: 20 ore. Il secondo modulo formativo andrà a garantire la copertura delle seguenti attività di progetto: Attività di verifica del sistema di raccolta, evidenziando eventualmente alcune lacune nell’erogazione del servizio dal punto di visto logistico, informativo, organizzativo. Attività di ricognizione del verde pubblico, dei parchi e delle isole ecologiche secondo la tipologia di destinazione; Attività di rilevazione di eventuali anomalie o abusi di carattere ambientale riscontrati; Attività di registrazione delle anomalie emerse e segnalazione agli uffici preposti; 3. Modulo formativo: Il metodo didattico: concetti e principi che stanno alla base di un’azione formativa ed informativa; Tecniche e strumenti per il monitoraggio di interventi formativi; I giovani e l’ambiente: tecniche per la costruzione di un laboratorio di educazione ambientale a scuola; Il gioco come strumento educativo: laboratori di riuso creativo degli scarti, Tecniche di promozione e comunicazione ambientale; Tecniche e metodologie di aggiornamento ed implementazione siti web, costruzione video. Durata: 20 ore. Il quarto modulo formativo andrà a garantire la copertura delle seguenti attività di progetto: Attività di organizzazione delle attività laboratoriali tese a valorizzare i concetti d rifiuto-risorsa, l’importanza della raccolta differenziata, il valore del riuso, l’importanza del risparmio energetico, dell’acqua e delle risorse naturali in genere; Attività di promozione e sensibilizzazione intorno alle attività di laboratorio all’interno delle scuole del territorio cittadino Raccolta adesioni e avvio dei laboratori didattici Realizzazione del video “Dire, fare, riciclare” e diffusione alle famiglie e alle scuole del territorio. 4. Modulo formativo: Metodologie per la somministrazione di questionari ed interviste; Tecniche di classificazione delle informazioni; La costruzione di report finali. Il quarto modulo formativo andrà a garantire la copertura delle seguenti attività di progetto: Attività di monitoraggio locale destinato a capire come il territorio del comune risponde alle sollecitazioni generate dal progetto. Durata: 10 ore. 41) Durata: 76 ore Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Le verifiche relative all’azione di formazione saranno tre e precisamente distribuite ex ante, in itinere ed ex post rispetto alla formazione dei volontari. Le azioni di monitoraggio descritte saranno rivolte sia alla formazione generale sia a quella specifica. La verifica ex ante tenderà a registrare la situazione di partenza di ciascun volontario. In Itinere: durante le attività di formazione per capire se la metodologia adottata risulta essere efficace rispetto alle caratteristiche e potenzialità dei discenti, Tale verifica permetterà laddove si dovessero registrare carenze di apprendimento, di modificare in corsa il progetto formativo e renderlo il più efficace possibile rispetto ai profili dei discenti; Ex post: si tenderà a registrare il grado di apprendimento del gruppo e di ciascun volontario. La modalità di verifica Si ritiene utile, al fine di garantire un servizio puntuale ed efficace, procedere alla valutazione della didattica, dell’apprendimento e della trasferibilità dei concetti espressi Gli Strumenti di verifica Il criterio generale alla base della scelta degli strumenti della valutazione va riferito al tipo di informazioni che si intende raccogliere: di tipo quantitativo: consente di ragionare per punteggi. Lo strumento di ricerca adatto a tale ordine di informazioni è il questionario strutturato, con domande chiuse, per il quale è prevista una consolidata procedura di elaborazione statistica dei dati ottenuti; di tipo qualitativo: consente di ragionare per descrizioni. Lo strumento utilizzabile in questo caso è l’intervista, costruita con domande aperte, e che implica un dialogo aperto tra soggetti e ricercatori, per la quale è prevista è prevista una procedura di analisi di contenuto dei dati raccolti. Nell’articolazione del progetto d’indagine e nella strutturazione degli strumenti occorrerà, tuttavia, di volta in volta tener conto degli specifici oggetti d’indagine. a) Valutazione della didattica: la valutazione della didattica misura il risultato conseguito dalla formazione in termini di gradimento/apprezzamento dichiarato dai partecipanti. Quello che si indaga è il grado di soddisfazione per l’esperienza formativa vissuta, che può rappresentare anche una misura della qualità riconosciuta a tale esperienza, della sua efficacia. I differenti strumenti che possono essere utilizzati sono: Strumenti quantitativi analitici: fanno riferimento al questionario completo, che indaga a 360° il progetto. Le domande del questionario potranno variare a seconda degli aspetti considerati, ma in ogni modo si fa sostanzialmente riferimento a tre soluzioni metodologiche: Scale di reazione (al soggetto è richiesta una valutazione in base a coppie di aggettivi opposti, utilizzando una scala di valori). Scale di punteggio ( al soggetto è richiesto di esprimere il proprio giudizio per ciascun item, utilizzando una scala di valori progressivi). Scale di opinione ( vengono presentate al soggetto delle affermazioni, rispetto alle quali può essere richiesto di esprimere il grado di accordo/disaccordo). Strumenti quantitativi sintetici: fanno riferimento ad un breve questionario finalizzato ad esplorare la valutazione complessiva condivisa dai partecipanti circa l’esperienza formativa. In questo caso la soluzione metodologica più opportuna ripropone la formula delle scale di reazione, e assume la forma di un differenziale semantico (coppie di aggettivi opposti). Strumenti qualitativi sintetici: tale tipologia si traduce in un breve questionario di autoriflessione, composto da un numero ridotto di domande aperte, finalizzato di a raccogliere opinioni di ordine prevalentemente generale sull’esperienza formativa considerata nella sua globalità. Strumenti qualitativi analitici: si propongono di attivare un momento di autoriflessione orientato a raccogliere opinioni e valutazioni in forma descrittiva, puntando tuttavia a cogliere un più completo livello di profondità di analisi, ovvero ad indagare nel dettaglio molteplici aspetti dell’esperienza formativa. Sarà necessario quindi in questo caso far riferimento ad un’intervista di autoriflessione, articolata e capace di individuare molteplici sfumature di vissuto. b)Valutazione dell’apprendimento: si tratta in questo caso di misurare i contenuti di ciò che è stato appreso con riferimento sia agli obiettivi didattici proposti, sia agli argomenti trattati dall’azione formativa. Gli strumenti che possono essere utilizzati vanno differenziati in funzione di due criteri principali: il primo fa riferimento alla distinzione tra misurazione quantitativa e qualitativa, e il secondo rimanda alle caratteristiche più specifiche che distinguono la natura di tre tipi di sapere oggetto della valutazione: conoscenze, capacità e qualità. Gli strumenti quantitativi che misurano i risultati ottenuti in termini di conoscenze acquisite, si riassumono sostanzialmente nella formula propria di un test di livello. Si tratta di un insieme di domande altamente formalizzato, capace di segmentare gli argomenti trattati in singole unità di informazione. Gli strumenti quantitativi per la valutazione dell’apprendimento di capacità/qualità assumono la forma di un questionario di follow-up che si propone di misurare specifici atteggiamenti e comportamenti che possono essere considerati indicatori del grado con cui tali capacità/qualità sono possedute dai soggetti. Gli strumenti qualitativi per la valutazione dell’apprendimento di capacità/qualità si riassumono nella forma di una intervista di autovalutazione, finalizzata a raccogliere opinioni e giudizi personali in forma descrittiva attraverso un colloquio diretto con i soggetti, volto a ricostruire gli esiti dell’esperienza formativa. c) Valutazione della trasferibilità: essa dovrebbe consentire di esplorare quali contenuto di cambiamento rappresentino un effettivo miglioramento dei modi di fare e operare, dall’altro quali di essi siano concretamente utilizzati e applicati. In questo caso gli strumenti utilizzabili vanno differenziati sia rispetto al criterio che distingue la misurazione quantitativa da quella qualitativa, sia in riferimento all’oggetto di indagine, distinguendo tra prestazioni e comportamenti. Gli strumenti quantitativi che misurano il cambiamento ottenuto in termini di miglioramento della prestazione di lavoro si riassumono sostanzialmente nella forma di una griglia di analisi, che richiede di valutare il grado in cui la formazione ha concretamente contribuito agli specifici risultati di lavoro conseguiti. È quasi sempre consigliato di affiancare alla griglia una intervista di autovalutazione, in modo tale da permettere ai soggetti di esplorare dal proprio punto di vista il legame tra formazione e cambiamento. Gli strumenti quantitativi per la valutazione del cambiamento dei comportamenti organizzativi ripropongono il questionario di follow-up come soluzione metodologica appropriata. Gli strumenti qualitativi per la valutazione della trasferibilità si traducono nella forma di una intervista di autovalutazione, del tutto analoga a quella descritta per l’apprendimento. Il Follow-up Per follow-up si intende la ripresa dei lavori a distanza di tempo dalla conclusione del percorso formativo. In questo modo è possibile raccogliere feed-back relativi ai bisogni ancora attivi e, quindi, scoprire le aree di criticità, le tematiche e le competenze non ancora sviluppate, per verificare se il percorso formativo ha avuto effetti e prodotto risultati coerenti con gli obiettivi iniziali. Le finalità alle quali tale attività risponde sono molteplici: La valutazione dell’efficacia dell’intervento formativo: di come quindi le competenze e le capacità che il percorso ha inteso trasferire ai partecipanti siano state realmente acquisite, consentendo lo sviluppo personale. La realizzazione dell’ accompagnamento al ruolo dei partecipanti: percorso attraverso il quale ogni partecipante viene affiancato nel trasferire le tematiche trattate in aula nel proprio contesto lavorativo; La risposta all’esigenza di formazione continua: che può essere soddisfatta solamente se si ha la possibilità di riprendere e rielaborare con i partecipanti le tematiche trattate nei corsi. Oggetto del Follow-up potrà pertanto essere: la verifica delle competenze acquisite e messe in atto nello svolgimento del lavoro; il confronto su casi reali affrontati dai partecipanti; la consulenza d’aula per la risoluzione dei problemi professionali, operativi e relazionali incontrati l’approfondimento di alcuni temi sviluppati durante il percorso formativo. La scelta del singolo strumento di valutazione sarà calibrata rispetto alle dinamiche che sorgeranno all’interno del gruppo e alle singole caratteristiche dei discenti, cercando di adottare degli strumenti descritti quelli più pertinenti e aderenti ai profili dei discenti. Paglieta lì Il Responsabile legale dell’ente __________________________________