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Rotary2040
OTTOBRE 2010 N°10
Allegato a Rotary Ottobre n. 10 2010. Registrazione Tribunale di Milano n. 89 dell’8/3/1986 Dir. Responsabile: Andrea Pernice
Una pubblicazione per i Rotariani del Distretto 2040
Direzione e Redazione: via Giuseppe Verdi, 1 - 24121 Bergamo
Tel. 035.241227 E-mail [email protected]
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■
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■
LETTERA
DI
OTTOBRE
La professionalità
perno
del Servizio rotariano
C
ari Amici
rotariani,
“l’Azione professionale”, tema di ottobre, mi
da lo spunto per riassumere
un po’ di pensieri che sull’argomento ci siamo scambiati in diverse occasioni. I
fondamentali sono che il
mettere a disposizione le
nostre competenze professionali per concorrere a
progettare, eseguire e rendicontare i progetti di servizio, è ciò che soprattutto
distingue il Rotary dalle al-
terci in gioco con entusiasmo e passione per aiutare i
meno fortunati a progredire nella loro qualità di vita,
sia localmente che internazionalmente. Nei miei incontri istituzionali di visita
ai Club, se mi vengono presentate iniziative alle quali i
rotariani forniscono solo risorse finanziarie, mi ribello.
Quella infatti che dovrebbe
essere una situazione eccezionale, in alcuni casi sembra essere la regola: ma credo che tutti possiamo con-
3
5
6
Le Sovvenzioni Distrettuali Semplificate
Keys for a Cause
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AquaPlus
10
54° Congresso Distrettuale
11
Appuntamento con la solidarietà
Premio Gavioli
Il 54° Congresso Distrettuale
Impegniamoci nelle comunità,
uniamo i continenti
S
i è chiuso il 45° Congresso Distrettuale, e la
storia di quest’Anno Rotariano 2010/2011 è ancora
tutta da scrivere, o quasi. La
sensazione è particolare, non
ci sono stati consuntivi d’atti-
vità, non premi e riconoscimenti, nulla di tutto quanto
siamo abituati a celebrare, solitamente in un caldo mese di
giugno. Alla concretezza del
fatto, del well-done, si è aggiunta una dimensione più
ampia del sentire rotariano, al
pragmatismo si è accompagnata la filosofia. Chi si aspet-
tava dal Governatore ingegnere un approccio calcolato agli
spunti rotariani, non ha potuto che osservare il calcolo applicato giusto al rigore dei
tempi, e al suo linguaggio, diretto. Tanto da lasciare profonda traccia per la chiarezza e
l’intensità dei messaggi, oltre
che per la volontà di affrontare con decisione tematiche
frizzanti, come il rapporto Rotary - innovazione.
Una sintesi sarebbe presto fatta, dunque, se non fosse per il
desiderio di raccontare a chi
non c’era degli stimoli e delle
emozioni che questo congresso ha suscitato. E per farlo, un
faro. Il cui segnale a intermittenza ha guidato la rotta dell’impegno rotariano, Impegnamoci nelle comunità, uniamo i
continenti.
segue a pag. 6
Aspettando
Keys for a Cause
tre Associazioni di servizio.
Questo infatti è ciò che
sappiamo fare bene: met-
cordare che è importantissimo che i rotariani mettano
a disposizione ciò che sansegue a pag. 3
END POLIO NOW
Il 9 novembre appuntamento nella boutique Tiffany & Co.
di Via della Spiga, a Milano per uno straordinario contributo alla lotta alla Polio.
(servizio a pag. 8)
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w w w. g i o i e l l e r i a c o l o m b o . i t
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2040Rotary
segue dalla prima
no fare meglio dal punto di vista professionale: cosi fecero i quattro fondatori nel 1905, così dobbiamo continuare a fare noi oggi.
È proprio questo metterci in gioco, parte consistente del modo di
presentarci all’esterno come rotariani: chi porta la rotellina, sa che
ha preso l’impegno di comportarsi coerentemente ai principi del
Rotary ogni giorno: e sa che chi ci osserva da fuori, giudica il Rotary per ciò che ci vede fare. Impegnarsi attivamente sui progetti
di servizio è il primo modo di migliorare la nostra immagine come Associazione. Nelle visite, i Consigli mi parlano di classifiche
coperte e scoperte: desidero qui puntualizzare che il tema delle
classifiche professionali per un Club è un fatto non burocratico,
ma di grande sostanza. La mia visione infatti è che un Club debba
affrontare il tema delle classifiche professionali, e di conseguenza
dell’effettivo, partendo dall’analisi del territorio che serve: in base
alle istanze di servizio, che identifica sul territorio, ed alla loro dinamica, in funzione dei grandi temi sociali, il Club potrà decidere
quali sono le professionalità che gli necessitano per poter progettare ed eseguire i relativi progetti di servizio. A questo punto scatta la ricerca, in un certo senso, prima delle professionalità necessarie, che dei Soci relativi: è quindi un vero e proprio cambio di
prospettiva nella gestione dell’effettivo. Va anche rilevato che talvolta i Club demandano l’azione di servizio ad Associazioni che
già operano sul territorio, proprio per carenza di professionalità
preziose per le iniziative identificate: e questo non è un fattore
sempre positivo, perché il nostro ruolo viene confinato al solo reperimento di risorse finanziarie. Ma per reperire solo risorse finanziarie non c’è bisogno del Rotary: oggi esistono già fior di organizzazioni che raccolgono risorse finanziarie per i progetti, e
spesso lo sanno fare anche meglio di noi. Dotandosi delle professionalità importanti il Club si renderà in buona parte autonomo
dalle Associazioni di servizio presenti sul territorio, che in tale
contesto potranno svolgere il ruolo di aiuti per portare materialmente a compimento i progetti, sotto la direzione dei Soci rotariani, professionalmente impegnati; ed inoltre metterà le basi perché i Soci partecipino attivamente, in funzione delle disponibilità,
ai progetti di servizio del Club.
Non ci siamo già detti che il modo migliore che abbiamo per far
innamorare del Rotary i Soci, è quello di coinvolgerli attivamente? Quanto sopra è espresso mirabilmente da Ray Klinginsmith
nel motto “Impegniamoci nelle comunità-Uniamo i continenti”:
e Ray intende esattamente quanto vi ho espresso: il mattone infatti dell’impegno professionale dei rotariani per la comunità, è la
pietra angolare della azione di servizio del Rotary, sia localmente
che internazionalmente, e di conseguenza dell’effettivo. In sintesi
la valorizzazione delle competenze professionali è un nostro pilastro operativo: è per questo che a livello di Club e di Distretto
diamo grande risalto al premiare le professionalità, è per questo
che prestiamo tanta attenzione al problema delle classifiche, è per
questo che affrontiamo i progetti di miglioramento della vita della
comunità che ci circonda, con metodo professionalmente ed eticamente rigoroso, come ci chiede la Rotary Foundation: non solo
ci interessa infatti garantire la totale trasparenza delle nostre azioni, ma anche la certezza di arrivare in fondo con successo: si pensi
in tal senso alla Polio che è l’esempio più brillante di un progetto
rotariano, dove il grande contributo del Rotary è stato di mostrare
la fattibilità dell’azione a livello del pianeta, è stata la capacità di
coinvolgere le maggiori Agenzie deputate a livello globale ad intervenire, sono stati i viaggi dei Rotariani per immunizzare di persona i bambini, ed il coinvolgimento costante dei Club negli anni
per mantenere alta la sensibilità al problema. Noi Rotariani sappiamo identificare la necessità, sappiamo creare un progetto organizzativamente sostenibile, sappiamo eseguirlo su base reale, anche se spesso a causa delle dimensioni, non possiamo affrontarlo
da soli, ma ci dobbiamo limitare a portare avanti progetti pilota,
che però indicano alle Istituzioni preposte a risolvere quel problema, che la cosa è fattibile, e che i risultati attesi possono essere
raggiunti concretamente. Questo abbiamo fatto con la Polio, questo vogliamo fare con qualunque progetto di servizio, piccolo o
grande che sia. Pensate al Progetto Rotary Expo: avere 86 RC del
Distretto 2040, uniti nel progetto, ci consente oggi di essere apprezzati dall’Expo, dal Comune di Milano, dalla Regione Lombardia, perché possiamo muovere tante professionalità utili al nostro interno, e possiamo creare la base di risorse finanziarie per
partire. Poi toccherà a chi di dovere di trarre spunto dai due progetti pilota in Haiti e nell’Africa sub-sahariana, per affrontare su
base planetaria il problema dell’acqua. Nel Congresso dei prossimi giorni, parleremo di territorio che cambia le proprie caratteristiche in funzione delle evoluzione del sistema globale, e di come
ciò sia importante per i Club al fine di capire le nuove esigenze e
le opportunità di servizio. Parleremo altresì di progettualità rotariana, e di come questa sia influenzata dalle considerazioni di cui
sopra, e parleremo infine di giovani. Sono certo che dal Congresso usciremo pronti ad attrezzarci sempre meglio per essere di aiuto alla Comunità locale a livello di Club e di Gruppo, e ai paesi
lontani, sfruttando la rete dei rotariani nel mondo. In fondo non
stiamo facendo altro che mettere in atto ciò che a livello di piano
strategico di Club abbiamo disegnato in questi mesi, aprendoci
alla valorizzazione del l’Azione professionale.
“Impegniamoci nelle Comunità,
Uniamo i Continenti!”.
Buon lavoro
3
Le Sovvenzioni Distrettuali Semplificate (SDS)
Un supporto del Distretto
ai Programmi Umanitari dei Club
Richiesta e assegnazione
Nel numero di settembre è stato pubblicato il Regolamento
di assegnazione delle Sovvenzioni Distrettuali Semplificate
(SDS), note anche come DSG
(District Simplified Grants). Il
modello di domanda è stato
trasmesso a tutti i Presidenti di
Club e ai relativi responsabili
della Commissione Rotary
Foundation (RF). Per la loro
assegnazione, oltre a quanto
indicato dall’art. 8 del Regolamento, si terrà conto anche
delle seguenti caratteristiche
del progetto:
• continuità, nel senso che il
progetto si inserisce in un
quadro di interventi pluriennali nel medesimo settore o sul medesimo territorio;
• preponderante quota del
complessivo importo sostenuta dal Club o dai Club
proponenti.
Come risulta dallo stesso Regolamento, il Club o i Club o
il Gruppo devono:
• riempire una semplice domanda da inoltrare al Distretto entro il 30 novembre
2010;
• a domanda approvata, documentare la spesa almeno
per la quota sovvenzionata
(l’erogazione dell’importo
segue in tempi molto ravvicinati);
• trasmettere entro il 15 giugno 2011 un rapporto sullo
svolgimento del progetto.
In ordine alle spese il cui finanziamento è ammissibile o non
ammissibile (si veda l’art. 9 del
Regolamento), potrà essere utile consultare l’opuscolo “Migliori prassi per la gestione delle sovvenzioni distrettuali semplificate” reperibile sul sito internet del Rotary International.
SDS e Rotary Foundation
Nello scorso anno 25 Club del
nostro Distretto (ma in realtà
molti di più, perchè spesso il
Club agiva anche per conto di
altri Club o di un Gruppo)
hanno ottenuto dal Distretto
una SDS come contributo ad
un progetto umanitario. Come si vede dal prospetto in
questa pagina, il contributo ha
mediamente rappresentato solo il 13% del valore complessivo del progetto: quindi poca
cosa ciononostante, sia i Club
che il Distretto sono rimasti
molto soddisfatti e a ragione.
Infatti:
• ogni progetto è passato al
vaglio dell’apposita sottocommissione distrettuale e
quindi del responsabile distrettuale della Rotary
Foundation e infine dello
stesso Governatore: quindi
il Club ha avuto modo di
ricevere suggerimenti, indicazioni e infine un giudizio
positivo;
• il Distretto ha potuto verificare dal vivo su quale tipo
di iniziative si orientassero i
Club, quali i paesi su cui
ogni progetto sarebbe stato
attuato, con quali fondi (anche di sponsor non rotariani): quindi il Distretto ha
potuto avere un quadro assai valido delle modalità con
cui i programmi umanitari
vengono sviluppati dai suoi
Club;
• si sono annodati o rinsaldati
rapporti di amicizia e collaborazione fra centro e periferia;
• i Club si sono potuti avvicinare alla Rotary Foundation
e apprezzare il ritorno ai
Club di quanto dagli stessi
versato in passato alla stessa
Fondazione.
Cosa c’entra la RF se le Sovvenzioni sono distrettuali?
C’entra perché l’importo complessivo che il Distretto può
erogare per le SDS chieste dai
propri Club costituisce una
parte dei fondi versati dai
Club del Distretto tre anni
prima e svincolati, dopo appunto tre anni, a favore del
Distretto. Dal 2003 ai ben noti Matching Grant (che presuppongono la collaborazione,
anche finanziaria, di ameno
due Club di differenti paesi e
la approvazione della RF) si
sono infatti aggiunte le SDS
(in realtà un sola SDS che la
RF assegna al Distretto e che
questo può utilizzare in vario
modo, per esempio, come accade nel Distretto 2040, per
un supporto ai programmi
umanitari dei propri Club).
Utilizzare la SDS significa,
quindi, sfruttare la possibilità
di recuperare quanto versato
in passato alla Fondazione.
SDS e Distretto (novità
dell’anno 2010/2011)
Come si è detto, istruttoria ed
erogazione delle SDS competono al Distretto, ma i fondi
giungono dalla RF. Quest’anno, però, il Club o i Club possono ottenere un contributo
per i loro programmi umanitari anche attraverso l’erogazione di somme di esclusiva
pertinenza del Distretto, cioè
tratti dalle normali quote versate dai Club al Distretto. Come sapete, la RF a partire dal
2014 si darà un’organizzazione molto diversa dall’attuale,
attribuendo ai Distretti il diretto utilizzo di gran parte dei
fondi. Per mettere a punto
questa importante innovazione, la stessa viene sperimentata da 100 Distretti “pilota”,
parecchi dei quali in Africa,
India, America Latina (potete
vederne l’elenco accedendo al
sito www.rotary.org, visione
futura, elenco). Per ovvi motivi, i Distretti non-pilota (come il nostro) non possono realizzare Matching Grant (MG)
con Club dei Distretti Pilota.
Questo impedisce a diversi
nostri Club di continuare nella collaborazione con Club dei
Distretti Pilota. Per ovviare a
questo inconveniente, il Governatore Koch assegnerà alla
Commissione Distrettuale Rotary Foundation una somma,
il cui importo sarà prossimamente quantificato, per consentire la realizzazione di MG
fra i nostri Club e Club di Distretti Pilota. I criteri saranno
quelli di un normale MG, ma
tutto sarà gestito direttamente
dal Distretto, seconde le regole delle SDS e con utilizzo di
fondi propri, anticipando
quella che sarà la regola generale per tutti i Distretti del
mondo a partire dal 2014. Oltre che per questo specifico
scopo, contributi di esclusiva
provenienza distrettuale potranno essere erogati per qualunque iniziativa umanitaria,
anche fuori dei criteri di ammissibilità della spesa previsti
dalla RF.
Conclusioni
Alla luce di quanto detto fin
qui, appare particolarmente
utile una stretta collaborazione
fra Club e Commissione distrettuale Rotary Foundation
anche prima dell’inoltro della
domanda per un MG o per
una SDS. La Commissione,
infatti, potrà suggerire al Club
o ai Club la via più opportuna
per ottenere il massimo contributo possibile. Fin d’ora si
può dire che, per iniziative
umanitarie da attuare sul territorio di Club facenti parte di
Distretti non-pilota, sarà meglio, possibilmente, avanzare
alla RF una ordinaria domanda di MG (i fondi ci sono e
abbondanti) piuttosto che una
domanda di SDS (i fondi, da
qualunque fonte provengano,
sono relativamente modesti).
Ovviamente, per realizzare un
MG è necessario ottenere la
fattiva collaborazione del Club
del paese estero: meglio se
questo Club è già conosciuto e
magari è un Club gemellato
(non è necessario che il progetto venga attuato in un paese a basso reddito). Oltre a
Cesare Cardani (Presidente
della commissione distrettuale
RF), tutti i componenti della
sotto-commissione Programmi Umanitari sono ovviamente a vostra disposizione. Per
comodità, vi trascriviamo i loro nomi e numeri di cellulare:
Luigi Cella (335.8217817)
Paolo Bassi (335.6158575)
Donato Peduzzi (335.216040)
Amedeo Rosignoli
(348.4490016).
SOVVENZIONI DISTRETTUALI SEMPLIFICATE • ANNO 2009-2010
ROTARY CLUB
PAESE o LOCALITÀ
VALORE TOTALE
MILANO LINATE
REP. DOMENICANA
9.000
LINATE+GRUPPO MI5+MI MONFORTE+MI L. DA VINCI
MILANO
18.000
SONDRIO
BRASILE
4.000
BOLLATE NIRONE
MILANO
7.800
BUGALE TICINO
CUGGIONO (MI)
15.000
RHO
RHO
4.410
GRUPPO ADDA
INDIA
7.500
MILANO EUROPA
MILANO
9.000
MILANO CORDUSIO
MILANO
4.000
LAVENO LUINO ALTO VERBANO
CAMEROUN
5.000
GRUPPO MILANO 3+GRUPPO MILANO 4
MILANO
30.000
MILANO SUD
MILANO
15.801
SARONNO+VAREDO E DEL SEVESO+SEI CLUB STRANIERI
GUINEA BISSAU
31.360
VARESE CERESIO
GAVIRATE
5.000
MEDIA BRUGHIERE+TUNISI
TUNISIA
3.500
BERGAMO SUD
BERGAMO
5.000
SARNICO
UGANDA
2.140
MILANO MANZONI
ZAMBIA
10.000
SEDECA+GRUPPO BRIANZA NORD
INDIA
7.100
MILANO NORD
MILANO
5.000
MILANO FIERA
CONGO
13.000
BERGAMO NORD
CAMEROUN
9.150
AQUILEIA+BERGAMO+BG NORD+MEDA+NOVARA+S. SIRO
BENIN
18.500
COLICO
MALI
10.793
MILANO EST
TCHAD
9.230
Euro 259.284
Commissione distrettuale
Programmi Umanitari
SDS CONCESSE
700
2.000
1.000
1.200
1.500
1.500
1.500
2.000
1.500
1.000
2.500
1.500
2.500
500
750
1.300
700
1.500
1.100
1.250
1.500
4.000
2.500
1.000
1.500
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Riflessioni sulla formazione
Il valore aggiunto della partecipazione consapevole
I
n occasione del primo numero di questa rubrica, lo scorso mese di luglio, invitai i Rotariani
del Distretto ad intervenire su queste pagine
formulando quesiti od alimentando discussioni e
dibattiti. Il primo ad accogliere l’invito è stato Ugo
Gatta, Rotariano di grande esperienza, AG del
Gruppo Visconteo, che mi ha destinato la seguente
lettera i cui contenuti vedremo di condividere da
queste righe.
Caro Istruttore Distrettuale,
vorrei prendere spunto da una tua frase dell’articolo comparso su “Rotary 2040” n. 7/8 di quest’anno
come occasione per riflettere: “Non si può assumere un
incarico nel Rotary senza avere un’adeguata preventiva preparazione per poterlo fare”. Sappiamo che la
ruota gira ed è bene che ogni Socio prima o poi assuma almeno una carica dirigenziale nel proprio Club.
Da qui consegue che la preparazione deve essere comune all’intero mondo rotariano. Molto opportunamente
quest’anno tu e la tua squadra di formatori avete iniziato un itinerario attraverso il Distretto per informare e formare tutti i Soci sui cambiamenti in atto nell’universo Rotary. Azione tanto più necessaria in questo momento storico che vede il nostro sodalizio impegnato in una sfida dalla quale dovrà uscire forzatamente vincente, pena un suo naturale, ovvio declino.
Allora, se la conoscenza del nostro mondo si rivela un
presupposto imprescindibile per “le magnifiche sorti e
progressive” del nostro sodalizio, rifletto e subito dopo
domando: “perché alle nostre Assemblee, ai nostri
Congressi e alle manifestazioni in genere dove si ‘respira’ formazione e conoscenza la frequenza dei rotariani
è così scarsa”? In casi passati e recenti le dita della mano sono state più che sufficienti a contare la percentuale dei partecipanti a quegli eventi. Forse bisognerà
ricordare che l’associazione e l’adesione sono atti ben
diversi dalla partecipazione che, per essere proficua, ha
stretto bisogno di momenti formativi. Solo così il prendere e sentirsi parte diventa consapevolezza fattiva di
appartenenza ad un sodalizio che aggrega risorse e intelligenze per realizzare progetti condivisi.
La questione posta dall’amico Ugo, che ringrazio, è
certamente centrale in termini assoluti e, ancor più,
se riferita ad un’associazione di persone: il tema della partecipazione! Ha senso aderire e non partecipare? È opportuno rifiutare una carica, all’interno del
proprio Club? È ammessa l’indifferenza in un Club
di servizio? Certo che no! È tuttavia pur vero che
dei cinquemila Rotariani che popolano il nostro
Distretto partecipano agli eventi distrettuali circa il
10%! Sulla scorta di quanto emerge dai bollettini
dei singoli Rotary l’adesione media agli incontri di
Club non è spesso edificante. Tornando alle occasioni distrettuali, le principali sono certamente l’Assemblea ed il Congresso, non meno importante il
Seminario Rotary Foundation che, tradizionalmente, si tiene nel mese di novembre, il mese della Fondazione appunto. Generalmente l’Assemblea rap-
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presenta il momento attraverso il quale il Governatore entrante traccia le linee guida del suo anno
condividendo, con il suo Distretto, gli indirizzi e le
strategie del Presidente Internazionale; l’Assemblea
è, per definizione, prioritariamente diretta ad un
pubblico “privilegiato”: i dirigenti di Club; se vogliamo, rispetto alla generalità dei Congressi, l’Assemblea si distingue per un taglio di carattere più
organizzativo. Si direbbe, un appuntamento fondamentale, imperdibile per chi desidera conoscere di
più e meglio cosa c’è alla base della sua adesione al
Rotary International. Il Congresso è, invece, generalmente e diversamente da quest’anno rotariano, il
momento di sintesi e verifica dell’intero anno, dunque l’occasione per conoscere ed apprezzare gli effetti dell’impegno di un intero Distretto, verificare
quanto l’azione del nostro Club è coerente con
quella del Rotary International, constatare come essa si colloca nel perimetro di attività dell’intero Distretto. Il Congresso, evento spesso di taglio culturale, è rivolto a tutti, con un respiro ampio mira ad
allargare la base rotariana; se posto in chiusura di
anno rappresenta un’occasione di memoria e sintesi
se, come nell’anno del Governatore Koch ed in
passato del Governatore Cardani, è collocato nella
prima parte dell’anno, si qualifica come un deciso
sprone. Sabato 20 novembre si terrà il Seminario
sulla Rotary Foundation, un’occasione unica per
conoscere i programmi della nostra fondazione e
come essi vengono declinati dal nostro Distretto; se
confrontiamo poi il senso di questa opportunità
con la diffusa disinformazione che è circolata negli
ultimi mesi sulla Fondazione, il desiderio di apprendere informazioni certe e corrette, la garanzia
della fonte, dovrebbero riempire la sala che ci ospiterà. E poi c’è il tema dei Forum distrettuali, e no;
eventi la cui organizzazione richiede risorse non indifferenti e che, sovente, prevedono il coinvolgimento di relatori di chiara fama e primissimo livello. Ciononostante talvolta essi vengono disattesi
dagli stessi Soci dei Club organizzatori oppure, nel
caso di quelli distrettuali, sistematicamente evitati.
E qui vale la pena di registrare un paradosso rotariano: il nostro è un sodalizio fondato sulla professione ed è per la nostra professione che siamo stati
ammessi al Rotary; a me è capitato di partecipare a
forum con panel di eccellenza, seminari che prevedevano interventi di consulenti ai quali, spesso,
professionisti rotariani si affidano per questioni
professionali; curioso, il fatto che, in ambiente rotariano, quelle voci vengano snobbate da quegli
stessi professionisti rotariani che ad essi si affidano
su base contrattuale. Dunque fa bene l’amico Gatta
ad evidenziare questo malvezzo rotariano. Quali
possono essere le cause di una tale disaffezione agli
appuntamenti fondamentali dell’anno rotariano?
Detto che l’agenda distrettuale viene resa pubblica
all’inizio di ogni anno, evitiamo di occuparci di
quelle strettamente connesse con la vita privata e
professionale del singolo, quelle sono le variabili.
Assenze pari al 90% del potenziale ci devono certamente far riflettere, ed io vorrei evitare di dare risposte e fornire chiavi di lettura, in quanto il senso
(o forse il non senso) di ciò andrebbe proprio chiesto agli assenti. Ho il sospetto, però, che anche in
questo caso c’entri la Formazione e le procedure
connesse con l’ammissione dei nuovi Soci. Spesso,
inoltre, i nuovi Soci non vengono informati e coinvolti negli eventi distrettuali, quasi che il Congresso
e l’Assemblea siano un appuntamento per “addetti
ai lavori”; detto che nel Rotary siamo tutti “addetti
ai lavori”. In realtà, come correttamente lascia intendere l’amico Gatta, ogni evento distrettuale cela
in sé un’occasione di formazione e di approfondimento sulla cultura rotariana in senso lato ma anche su procedure e processi che rendono questa
cultura opportunità di servizio, si pensi alle sessioni
pomeridiane dei Congressi distrettuali. Da ultimo,
noi Rotariani prestiamo, a ragione, molta attenzione alla forma ed alle relazioni; certamente non è
una forma di attenzione verso il proprio Presidente
(nell’anno in cui egli serve più di tutti) fargli avvertire la solitudine dei leader piuttosto che fargli apprezzare la gioia della condivisione e del sostegno,
anche. Ma non solo, nelle occasioni di incontro
con il Distretto, con gli altri Club che lo formano e
lo arricchiscono. Partecipare significa anche informarsi attraverso la stampa rotariana e, perché no,
contribuire ad essa, rinnovo pertanto l’invito ad intervenire a questa rubrica mensile.
Alberto Ganna
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2040Rotary
5
IL PROGETTO ROTARY-EXPO
D
opo la pausa estiva il
progetto procede su
tre piani principali:
• definizione degli aspetti tecnici ed organizzativi e quindi
di preventivazione economica;
• definizione formale degli accordi fra Rotary ed EXPO
2015, scelta di un logo adeguato, definizione degli
aspetti giuridici;
• inserimento ufficiale del progetto nel contesto pubblico
ed istituzionale di Haiti.
Con riferimento al terzo dei
punti suddetti:
• il 16 settembre scorso vi è
stato un lungo incontro con
la dott.ssa Géri Benoit, Ambasciatrice di Haiti in Italia
in cui si sono discussi tutti
gli aspetti del progetto anche
al fine del suo inserimento
nel piano di sviluppo agricolo di Haiti;
• il 12 ed il 13 ottobre prossimi incontreremo a Roma, ad
una riunione della FAO, il
Ministro dell’Agricoltura di
Haiti ed il suo staff per approfondire quanto visto con
l’Ambasciatrice.
Presentiamo ora la seconda
puntata del diario di Filippo
Ciancia sul sopralluogo fatto
ad Haiti nei giorni 11-19 giugno scorsi. La prima puntata è
stata accolta con molto interesse dai nostri lettori.
PierMarco Romagnoli
DIARIO DI VIAGGIO
SECONDA PUNTATA
Il campo delle Nazioni Unite
si trova nei pressi dell’aeroporto. Per arrivarci dall’hotel Kinam dobbiamo attraversare la
città. Il traffico è particolarmente intenso. Un’ora e mezzo di gimcana tra buche e
mucchi di macerie e arriviamo
alla distesa di container che
costituisce la base delle Nazioni Unite a Port Au Prince. Alla piacevole temperatura fornita dall’aria condizionata del
container n.1, incontriamo il
vice rappresentante per Haiti
AQUA
plus
A CHE PUNTO SIAMO?
del Programma Alimentare
Mondiale (PAM), Thiry Benoit, con la sua assistente,
l’italiana Sara Sarno. Siamo
lievemente in ritardo ma Benoit ci dedica tutta la mattina
e ci introduce ai nodi cruciali
della situazione agricola e alimentare del paese. Ci sono
problemi di urgenza come nutrire gli studenti che ritornano
a scuola e fornire supplementazione alimentare ai gruppi a
rischio come bambini piccoli e
donne gravide: metà delle gravide e due terzi dei bambini
sono anemici; oltre il 31% dei
bambini soffrono di malnutrizione cronica. Haiti è uno dei
paesi più poveri nel mondo: il
76% degli haitiani vive con
equatoriale “nebulare” haitiana rimane solo l’1,5% del patrimonio originale. Occorre
affrontare l’esistenza di
un’enorme quantità di rifiuti
di plastica da un lato e dall’altro la gestione del watershed
per prevenire l’erosione del
territorio. Troviamo qui la
conferma di quello che ci hanno detto in molti, rispondendo alla domanda: da dove ripartire per la ricostruzione?
Tanti sono i dubbi, ma gli
esperti insistono su un punto
comune. Occorre un progetto
di ampio respiro per Haiti,
che deve puntare sulle risorse
principali dell’isola: ambiente
e agricoltura. Anche il console
italiano De Matteis ci incorag-
ro del cielo. La strada asfaltata
è in buone condizioni, ma
spesso interrotta da spaccature
che ricordano che ci stiamo allontanando dall’epicentro di
un terremoto devastante. Un
paio di ponti sono interrotti e
li superiamo con brevi deviazioni nella boscaglia. Lentamente il panorama cambia e
pare d’essere in un altro mondo man mano che ci avviciniamo al Les Cayes. Nella città
un solo edificio è stato danneggiato dal sisma, mentre
l’altra importante città della
costa sud, Jacmel, nel passato
importante centro turistico,
ha subito parecchi danni.
AVSI e MLFM sono presenti
da anni nel Dipartimento
promuovere. Ci spostiamo da
Les Cayes nel comune di Torbek, da dove saliamo verso le
colline, su una strada sì sterrata, ma che al confronto con le
strade di Port Au Prince pare
una superstrada di ultima generazione. Siamo nella stagione delle piogge, la vegetazione
è rigogliosa e nel verde intenso
spiccano le case, dignitose, in
stile coloniale. Vicino sorgono, spesso imponenti e in genere ben tenute e dipinte di
colori sgargianti, le tombe di
famiglia. I defunti vengono
generalmente sepolti vicino a
casa, con grande cura e onore.
Attorno ad ogni casa ci sono
orti coltivati, curati anche se
modesti. Ci troviamo in un
meno di 2 dollari il giorno e il
56% con meno di 1 dollaro! A
queste urgenze si aggiungono
problematiche strutturali di
grave entità: la proprietà della
terra ancora caratterizzata dal
grande latifondo, un degrado
ambientale ed energetico
drammatico, un’importante
dipendenza alimentare dalle
importazioni. Nel 2009, prima del terremoto quindi, la
produzione locale copriva il
50% delle necessità alimentari, il 47% era garantito dalle
importazioni e il 3% dagli
aiuti. Oggi il 10% del cibo è
garantito dagli aiuti umanitari, il 50% è importato e il
40% prodotto nel paese. La situazione ambientale è caratterizzata dal taglio sistematico
della vegetazione. Della foresta
gia in questa direzione.
Martedì 14 partiamo per la regione del Sud, verso Les Cayes. Al gruppo si è intanto aggiunto l’assessore del Comune
di Milano Andrea Mascaretti,
ritardato da importanti impegni istituzionali.
I Taino Arawak, antichi abitanti dell’isola, la chiamarono
Haiti, Terra Montagnosa. Infatti, dopo aver attraversato i
centri colpiti dal sisma, Carrefour, Gressier, Léogane, Petit
Goave, deviamo a sud e incontriamo le montagne di
Haiti, coperte dalla vegetazione tropicale ricca di palme e
bananeti. In questi giorni il
clima è caratterizzato da notti
piovose e giornate con un sole
scintillante che esalta i colori
dei boschi e del mare e l’azzur-
Sud. AVSI ha iniziato la sua
presenza contribuendo alla
fondazione dell’Università Notre Dame di Haiti (UNDH).
Il prof Bassi partecipò a questa
prima iniziativa in Haiti: dal
1998 al 2003 regolarmente
supervisionava la crescita della
fattoria (ferme) sperimentale
della facoltà di Agraria. Inoltre
monitorava lo sviluppo curriculare e il team di professori
dell’università di Milano che
svolgevano alcuni corsi, con
grande vantaggio per gli studenti, che in una giovane università in un’area rurale del
paese, già partecipavano di
una contesto internazionale.
Ci rechiamo subito a visitare
l’acquedotto Ducis, che costituirà il perno del progetto che
Rotary ed Expo intendono
ambiente dove famiglia, agricoltura e religione, con un
particolare culto per i morti,
caratterizzano la vita delle comunità.
Arriviamo alla sorgente Belle
Source, da cui partono due
condotte, per l’acqua potabile
e per l’irrigazione. Incontriamo il comitato di gestione
delle acque e alcuni notabili
della zona cui presentiamo gli
obiettivi della missione di valutazione e l’intenzione di realizzare un progetto legato al
tema dell’Expo Milanese.
La visita si prolunga seguendo
i canali e le varie deviazioni,
osservando le camere di decantazione e purificazione, i
chioschi di distribuzione, tutte
installazioni prive di manutenzione ed in gran parte non
funzionanti. Guadiamo con le
auto un fiume e ne osserviamo
stupiti l’erosione causata dalle
piene nel periodo degli uragani. In questa situazione una
buona gestione dell’acqua può
essere il perno di un processo
di sviluppo e di ricostruzione.
Si fa sera e dobbiamo rientrare
in Les Cayes. Dopo la sistemazione in albergo finalmente
possiamo sederci a un tavolo
sulla spiaggia, al rumore discreto delle onde dell’oceano,
a discutere del progetto Aquaplus e delle varie strategie che
si possono identificare per la
sua realizzazione. Siamo interrotti dall’arrivo del pesce e dei
gamberetti. Per un lungo periodo il dialogo s’interrompe.
La seconda giornata nel dipartimento sud è caratterizzata da
una ricognizione in elicottero
del territorio d’intervento dei
comuni di Torbek e Chantal e
del parco del Pic Macaya. Il
parco nazionale Macaya è un
sistema sociale, economico e
ambientale complesso, caratterizzato dall’ultima foresta nebulare del paese.
La ricognizione aerea è stata
possibile grazie all’elicottero
messoci a disposizione dal Minustah, l’agenzia delle Nazioni
Unite di stanza ad Haiti.
Il volo è stato straordinario
per la conoscenza del territorio e la valutazione dell’erosione e dell’impoverimento ambientale. Ci ha anche fatto godere la bellezza del paesaggio e
apprezzare la necessità di intervenire sul minacciato bacino imbrifero. L’assessore Mascaretti procede per Port Au
Prince a bordo dell’elicottero.
Domani prima di partire potrà visitare l’ospedale Saint
Damien e la Città dei Mestieri
curati dalla Fondazione Rava e
Father Rick.
Abbiamo trovato un paese ricco di risorse, che vanno protette e sviluppate, ma la risorsa
più importante, come sempre,
è la risorsa umana, che va valorizzata e accompagnata.
Filippo Ciantia
Les Cayes, 17 giugno 2010
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CONGRESSO
L’
apertura dei lavori, del Vice Presidente del Rotary Club
Milano Panza di Biumo; il Sindaco di Milano, Letizia
Moratti, e poi il Presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni.
Le istituzioni hanno indirizzato decise e partecipi il loro saluto
al Rotary, e i Rotariani hanno gradito, innegabilmente, per la
preparazione e la collaborazione che le autorità civili hanno
mostrato in relazione all’attività di servizio: AquaPlus e alfabetizzazione, Comune e Regione, giusto per ricordare gli esempi
più eclatanti delle partnership in corso.
A rappresentare il Presidente Internazionale Catherine Noyer
Riveau, la prima donna del Rotary, prima Board Director, prima Rappresentante del Presidente Internazionale al Distretto
2040. Delicata e convinta ha portato e commentato il messaggio di Ray Klinginsmith. A lei il benvenuto affettuoso della platea, naturalmente del Governatore, del Past Presidente Internazionale Carlo Ravizza, del Board Director Elio Cerini, in una
condivisa e gradevolissima espressione di amicizia.
Ed è stato poi il momento della Tavola Rotonda Nuove opportunità di Servizio per i Club nel territorio che muta coordinata
dal Prof. Marco LOMBARDI e aimata dagli ospiti Dott. Stefano
COFINI, Resp. Ufficio Studi Confindustria Bergamo; Prof. Vincenzo CESAREO, Segretario Generale Fondazione ISMU; Dott.
Dario LONARDONI DG Ferrovie Nord; Prof. Stefano PAREGLIO, dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia;
Dott. Giuseppe SPATA DG Ospedale San Gerardo Monza.
I relatori hanno affrontato in analitici interventi i temi relativi
alle rispettive competenze, in termini di rapporto con la comunità di riferimento e di sensibilizzazione degli interlocutori, civili e istituzionali alle problematiche di relazione con la società
civile. Il Rotary, in questo senso, è sollecitato a una proattiva
azione di mediazione culturale.
Intenso il messaggio del discorso del Board Director Elio Cerini
Dalla comunità al mondo, viaggio nel Rotary, partendo dal crocevia delle abitudini, delle esperienze, delle aspettative di ciascuno, proiettate nel crocevia del mondo, dove si incrociano i
bisogni e le risposte dell’umanità. Molti gli spunti per portare
nei Club riflessioni sulla missione di Rotariani, nel Rotary e nel
mondo.
Il Convegno Interdistrettuale di Assisi sul tema cruciale dell’acqua, in programma nel mese di aprile 2011 per iniziativa di
AERA e dei dieci Distretti italiani del RI; e poi la presentazione
del Gruppo di Giovani in Scambio annuale in Italia: in due
momenti successivi, una prospettiva allargata, che va oltre i
confini territoriali del 2040, sull’attività cui il Distretto partecipa a livello nazionale e sulla validità dei progetti internazionali
per i giovani.
Il PDG Cesare Cardani, Presidente della Commissione distrettuale Rotary Foundation, è intervenuto sul tema della Progettualità rotariana, sollecitando il corretto uso delle risorse disponibili e l’approccio alla più corretta impostazione della progettualità in ambito di Club.
Ampio spazio al Progetto Rotary Expo, di cui Rotary2040 pubblica costantemente il progress, e a seguire le sessioni separate,
affollate, proposte ai congressisti per tipologia di progetti, occasione di approfondimento relativamente a iniziative di ampio
respiro, cui aderire e, perché no, ispirare anche eventuali nuove
iniziative progettuali. Sono stati presentati i progetti Progetto
Ghana - Progetto Ambrosiana - Prevenzione sociale delle malformazioni congenite - Guinea Bissau - Il mio sguardo - Progetto handicap - Una rete per l’Africa - Progetto Sinapsi - Rotary
Expo 2015 “AquaPlus”: Acqua energia per la vita.
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Dopo gli adempimenti statutari - tra cui i saluti del DGE Ettore Roche, del DGN Marco Milanesi e dei Rappresentanti di
Rotaract, Interact, e Inner Wheel, Francesca Zottola, Eugenio
Chiaravalloti e Ettorina Ottaviani, seguiti dall’approvazione del
bilancio del Governatore 2009/10 Marino Magri - domenica, al
Congresso, protagonisti i giovani, con la Tavola Rotonda Il Rotary visto dai giovani.
Moderata dal DGN Marco Milanesi e animata dalla partecipazione di giovani Rotariani, Federico Santini, Lavinia Sassoli della Rosa, Luca Locatelli, Massimo Marconi, Matteo Oriani e Filippo Monarca, questa è stata l’occasione per puntare l’attenzione sul Rotary che deve trovare fra tradizione e innovazione il
giusto equilibrio per essere sempre al passo con i tempi. Ricca
di spunti, alcuni forse un poco provocatori, ha decisamente stimolato la platea. E posto l’accento, insieme a tanti interrogativi, sulla necessità di interrogarsi sull’apertura al nuovo - sia
questo persona o situazione - nell’ambito dei singoli Club, dove
si svolge il quotidiano del Rotary.
L’intervento conclusivo della Rappresentante del Presidente Internazionale, di grande soddisfazione per l’esperienza vissuta e
per le risultanze sul Distretto 2040, ha preceduto le conclusioni
del Governatore. Un discorso, quello di Giulio Koch, che ha bilanciato i contenuti della mattinata, fornendo ai giovani le risposte di un Rotary pronto ad affrontare con loro le problematiche
dell’inserimento, del tutoring e del mentoring, nel più tradizionale rispetto della forma, che nel Rotary si traduce in rispetto e
riconoscimento della dignità di ogni sua componente.
Accorato nell’analisi, emozionato e fermo al tempo stesso, il Governatore ha pensato e ottenuto un congresso che ha rispecchiato
fortemente il suo profilo: i Rotariani ne conserveranno il ricordo,
per essere stato un momento di forte slancio, all’attività che resta
da compiere per questo anno, e a quella dalla quale il Rotary non
può prescindere nel segno della continua attenzione all’innovazione. Proprio sul finire ci si è accorti di quanto al pragmatismo
si sia ben accompagnata una filosofia rotariana senza retorica.
Sul prossimo numero di Rotary2040 saranno pubblicati i passaggi più significativi degli interventi dei relatori al 45° Congresso distrettuale Impegniamoci nelle comunità, uniamo i continenti. Gli Atti del Congresso saranno successivamente divulgati nei
Club, con indirizzo ai Presidenti, in forma di DVD interattivo. Questo consentirà la riproduzione dei contenuti, anche nell’ottica di utilizzo degli stessi a fini formativi e informativi.
a cura di Andrea Pernice - fotografie di Emanuele Marazzi
Nelle foto del servizio - A sinistra, dall’alto: il Rettore dell’Università di Milano Bicocca Marcello Fontanesi, il Sindaco di Milano Letizia Moratti, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, la RPIRI Catherine Noyer Riveau, il PPRI Carlo
Ravizza, il BD Elio Cerini, il DGE Ettore Roche, il DGN Marco Milanesi, la RD Rotaract Francesca Zottola, il Governatore Giulio Koch con il PDG Marino Magri, la Governatrice IIW Ettorina Ottaviani, il Governatore con l’Assessore Andrea Mascaretti.
Sotto: particolare della platea.
In questa pagina - In alto: Giulio Koch e Catherine Noyer Riveau; sopra: la Tavola Rotonda Nuove opportunità di Servizio per i Club nel territorio che muta coordinata dal Prof. Marco LOMBARDI e aimata dagli ospiti Dott. Stefano COFINI, Resp.
Ufficio Studi Confindustria Bergamo; Prof. Vincenzo CESAREO, Segretario Generale Fondazione ISMU; Dott. Dario LONARDONI DG Ferrovie Nord; Prof. Stefano PAREGLIO, dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia; Dott. Giuseppe SPATA DG
Ospedale San Gerardo Monza.
Sotto: i giovani in Scambio annuale e la Tavola Rotonda Il Rotary visto dai giovani. Moderata dal DGN Marco Milanesi e animata dalla partecipazione di giovani Rotariani, Federico Santini, Lavinia Sassoli della Rosa, Luca Locatelli, Massimo Marconi,
Matteo Oriani e Filippo Monarca.
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U
Keys for a Cause
END POLIO NOW
Il 9 novembre appuntamento nella boutique Tiffany & Co.
di Via della Spiga, a Milano.
Le chiavi per aprire le preziose teche possono essere ordinate
attraverso il proprio Club, o contattando il Distretto 2040
na Causa: eradicare dal mondo la polio; una Chiave: aprire le teche di Tiffany &
Co.; e il Traguardo da dover raggiungere: “End Polio Now”. Nel 2009 il Distretto
2040 del Rotary International, guidato dal Governatore 2008-2009 Alessandro
Clerici affi ancato dal PDG Alessandra Faraone Lanza, iniziò la sua collaborazione con Tiffany & Co. di Milano, che fece aprire le sue preziose teche in un fruttuoso vincolo operativo per accrescere i fondi a sostegno della storica impresa di debellare il tenace virus. Sulla rivista The Rotarian, nel settembre 1912, Paul Harris, fondatore del centenario sodalizio rotariano,
scriveva: “Il più forte al giorno d’oggi non è chi possiede le unghie e gli artigli più lunghi. È chi ha la piena
consapevolezza che il suo successo dipende dal successo di altri uomini nella comunità in cui vive, che il
successo della sua comunità dipende dal successo di altre comunità. Nessuno può bastare a se stesso, nessuno è in grado di raggiungere il successo da solo”. Gli abbiamo creduto. Abbiamo aperto la collaborazione ad un’altra nobile e centenaria organizzazione, come Tiffany & Co. E il successo non è mancato. Ora
questa collaborazione, condivisa dal Governatore del Distretto 2040 Giulio Koch e dall’Amministratore
Delegato di Tiffany & Co. Raffaella Banchero, continua e si estende anche al Distretto 2080, tramite il
suo Governatore Roberto Scambelluri. Il 9 novembre prossimo, a Milano e a Roma, tutti i Club rotariani
daranno nuovo impulso alla storica impresa. Al fianco del Rotary International i team dei ministeri della
Sanità di tanti Paesi e quelli degli storici partner privati, come Bill & Melinda Gates Foundation e ora anche Tiffany & Co.. Al 25 maggio 2010 i Rotariani nel mondo hanno già raccolto circa 127,4 milioni per
la Sfi da da 200 milioni. I contributi aiuteranno il Rotary a raggiungere i 200 milioni necessari per equiparare i 355 milioni di sovvenzioni sfi da ricevuti dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. I 555 milioni raccolti andranno a sostenere direttamente le campagne di immunizzazione nei Paesi in via di sviluppo, dove
la polio continua ad infettare e paralizzare i bambini, privandoli del proprio futuro e funestando le condizioni di vita già terribili delle loro famiglie.
Bill Gates, in un messaggio ai Rotariani, ha
affermato: “Il lavoro che state facendo per il
programma è critico, soprattutto se teniamo
conto dei bilanci ridotti dei governi e l’aumento dei costi per il programma aggressivo
di lotta alla polio. Il vostro operato come promotori della causa è anche molto importante.
Dobbiamo fare in modo che questa lotta rimanga in alto nelle priorità di tutto il mondo”. E perché in Italia sia ancora più in alto, i
Distretti R.I. 2040 e 2080 adottano un’opportunità unica: aprire con chiavi speciali le
teche di Tiffany & Co. e diventare protagonisti nella sfida dentro le quattro nazioni polioendemiche rimanenti, Afghanistan, India,
Nigeria, Pakistan. Vaccinando tutti i bambini
della Nigeria di età inferiore ai 5 anni, lì sono
stati registrati solo 2 casi in quest’ultimo anno, rispetto ai 193 dell’anno precedente.
Apriremo ancora un numero maggiore di teche di Tiffany & Co. e aumenteremo le vaccinazioni. Finché non avremo trovato e consegnato le chiavi al servizio di una buona causa, Keys for a Cause. Conosciamo la nostra
Causa. E conosciamo Tiffany & Co. Sin dal
1837 presente nel mondo per lo stile e l’eleganza senza tempo. Gusto, raffinatezza e preziosità caratterizzano da allora ogni gioiello e
ogni oggetto del mondo Tiffany & Co.: dalle
esclusive collezioni firmate Paloma Picasso,
Elsa Peretti, Frank Gehry e Jean Schlumberger alla linea uomo, per arrivare ai diamanti,
vera e propria icona del marchio. Ispirata all’arte della scrittura a mano risalta la collezione Notes e ora, ultima nata, Return to Tiffany, finalmente con diamanti. Bisognerà rivolgersi al proprio Distretto per ritirare -tra le
tante disponibili e a fronte di una donazione
di € 20,00 per chiave- proprio la chiave fortunata, che aprirà uno degli scrigni del tesoro.
Tutte le chiavi vinceranno: chi il contenuto
della teca: gioielli, accessori e oggettistica Tiffany & Co. in argento, oro, cristallo o addirittura con diamanti; chi un bene più prezioso, la sfi da della polio. Opportunità da non
mancare: martedì 9 novembre 2010 dalle 10
alle 22 presso le boutiques Tiffany & Co..
Tutto quanto sarà incassato dal Rotary -senza
alcun compenso né royalty per Tiffany &
Co.- sarà interamente devoluto al Programma Polio Plus. Possibilità di apertura degli
scrigni, grande: 2 su 100. Possibilità di concorrere a realizzare l’obiettivo End Polio Now,
ancora più grande: 100%.
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zio e difes
a
a
Sp
RC SARONNO
I
n una recente serata presso l’Università Cattaneo-Liuc di Castellanza
il Presidente del Rotary Club Saronno Giuseppe Borroni in collaborazione con i Rotary Club del “Gruppo Olona”, ha organizzato
un incontro dal tema: “Spazio e Difesa. Le tecnologie satellitari al
servizio della nostra sicurezza”. Occasione importante che ha richiamato, oltre ai Soci rotariani, autorità ed esperti del settore. Il giornalista Giovanni Caprara, l’on. Marco Airaghi, vicepresidente
dell’Agenzia Spaziale Italiana e consigliere del Ministro della Difesa
per le Attività Aerospaziali; l’Ing. Giorgio Brazzelli: Presidente di
Alenia Aermacchi spa, di Alenia Aeronautica e Promotore del Distretto Aerospaziale Lombardo, l’Ing. Giovanni Soccodato, Direttore
delle Strategie Gruppo Finmeccanica spa, l’Ing. Massimo Mazzola,
Responsabile dei Rapporti Istituzionali AVIO e Membro del Comitato
Scientifico del C.I.R.A., l’Ing. Carlo Viberti Presidente di Spaceland.
Di notevole spessore e interesse le relazioni di tecnici e dirigenti delle massime aziende ed enti nazionali attivi nel settore ma a focalizzare l’attenzione dei
presenti l’On. Airaghi che ha rimarcato e approfondito l’importanza del settore aerospaziale per il sistema Paese.
L’On. Airaghi ha evidenziato come primo in Italia il ministro La Russa ha voluto creare un ruolo
specifico di consigliere ministeriale mirato al settore, inserendovi proprio lo stesso. Airaghi durante il suo intervento ricordava come l’Italia
sia stata la terza nazione, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, a mettere in orbita un satellite, nel 1964, grazie all’opera pionieristica del
professor Luigi Broglio, ricordando ai presenti che ancor oggi una
base dell’Asi sita a Malindi in Kenya è al professore stesso intitolata. «Siamo il terzo contributore all’agenzia spaziale europea (ESA),
con 3-400 milioni di euro l’anno» ricordava sempre Airaghi, ed è
importante che i governi a venire non perdano di vista il settore aerospaziale perchè un domani «il possesso delle tecnologie satellitari
sarà un discrimine fra le nazioni». L’Europa, per far fronte alla tecnologia americana e cercare di liberarsi dei costi e del monopolio a
stelle e strisce, quello sul GPS, sta realizzando il progetto Galileo: una
rete satellitare concorrente (e più moderna) per la geolocalizzazione e la
navigazione. Al termine del suo intervento Marco Airaghi ha esposto il programma Cosmo SkyMed, una costellazione di satelliti italiani con la migliore
risoluzione d’immagine e radar al mondo, tanto che le immagini sono state acquistate anche dallo stesso Dipartimento della Difesa USA e che vedrà il quarto e ultimo satellite, che completerà la costellazione in orbita il prossimo novembre.
A.I.D.D.
Associazione Italiana
contro la Diffusione della Droga
La Scuola Musicale
di Milano Accademia di Musica
La Scuola Militare Teulié
presentano
IL CONCERTO
“LA MUSICA
È VITA”
11° Concorso riservato agli allievi
della Scuola Musicale di Milano
Ai vincitori del concorso
verranno consegnate
le Borse di Studio
offerte
dalla Scuola Musicale di Milano
Sono i dettagli
a rendere ogni evento
originale
Mettiamo la nostra professionalità
a garanzia dei migliori risultati,
perché ogni vostro momento,
speciale e importante,
sia espressione di eleganza
nell’armonia dei particolari
Serata finale con Concerto Lirico,
intermezzo
della Bocconi Jazz Business Unit
e premiazione
mercoledì 24 novembre 2010
alle ore 20,15 presso il Teatro
della Scuola Militare Teulié
Corso Italia, 58 - Milano
PROGRAMMA
ore 20,15 Accoglienza
ore 20,30 Saluto di benvenuto del
Comandante della Scuola
Militare Teulié
ore 20,35 Saluto del Presidente
dell’A.I.D.D.
ore 20,40 Concerto Lirico riservato
ai finalisti del concorso
ore 21,20 Intermezzo: Bocconi Jazz
Business Unit
[email protected] | www.ubilibet.it
Milano | Bergamo | Carate Brianza | Genova
ore 21,50 Rappresentazione di una
scena in costume della
classe di “Arte Scenica”
ore 22,30 Premiazione e consegna
Borse di Studio
ore 22,40 Cocktail di chiusura della
serata
***
L’ingresso alla Scuola Militare Teulié: pedonale da C.so Italia, 58 con autovettura
da Via Burigozzo, 2 previa autorizzazione su tipo e targa auto
Informazioni ed istruzioni:
Segreteria A.I.D.D. tel. 02.6690741
ore 9/13 - e-mail: [email protected]
RICEVIMENTI | le grandi occasioni | il divertimento
dei più piccoli | le cene con gli amici | MATRIMONI
| i luoghi, i fiori, la tavola | l’abito, la musica, le
fotografie | le partecipazioni, i confetti, la lista nozze
| IL MONDO DEL LAVORO | cene, congressi |
meeting, viaggi aziendali | regalistica
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RC MEDA E DELLE BRUGHIERE
RC MILANO SAN BABILA
Federica Vernò
Rita Brunetti, Gabriele Ferrari, Edoardo Rovida
Appuntamento con la solidarietà
La fondazione San Babila
L
a Fondazione San Babila nasce nel 2006 per
iniziativa degli scriventi, Soci del Rotary Club Milano San Babila ed è una
ONLUS (Organizzazione
Non Lucrativa di Utilità Sociale) riconosciuta dalla Regione Lombardia. In sintonia
con il Rotary Club Milano
San Babila e raccordandosi
con esso, la Fondazione San
Babila persegue finalità umanitarie e sociali, di istruzione,
formazione e cultura.
Tali finalità verranno perseguite anche con l’erogazione
di borse di studio, sussidi e
contributi.
Per il raggiungimento dei
suoi scopi, la Fondazione potrà, tra l’altro:
• promuovere e organizzare
seminari, corsi di formazione, manifestazioni, convegni, incontri procedendo
alla pubblicazione dei relativi atti o documenti, e tutte quelle iniziative idonee a
favorire un organico contatto tra la Fondazione e i
relativi addetti al pubblico;
• partecipare ad associazioni,
enti e istituzioni, pubbliche
e private, la cui attività sia
rivolta, direttamente o indirettamente, al perseguimento di scopi analoghi a quelli
della Fondazione medesima; la Fondazione potrà,
ove lo ritenga opportuno,
anche concorrere alla costituzione degli organismi anzidetti.
In quanto ONLUS, la Fondazione San Babila può beneficiare della speciale trattamento normativo riservato a
questo tipo di organizzazioni,
avvalendosi, ad esempio, della parziale detrazione fiscale
dei contributi elargiti alla
Fondazione, nonché l’acquisizione del 5 per mille dell’imposta sul reddito denunciato annualmente dal sottoscrittore,che può essere rotariano (del San Babila o di altro Club) o non rotariano.
La Fondazione San Babila ha
finora svolto le attività seguenti.
Fondo Ortodonzia
“Misa Ferro”
Nel 2003, in ricordo della
dr.ssa Misa Ferro Ferrari, per
iniziativa del marito Gabriele
Ferrari, uno dei promotori
della Fondazione e fra gli autori del presente scritto, nasce il Premio Ortodonzia Misa Ferro. All’atto della costituzione della Fondazione, il
Premio entra a far parte della
Fondazione stessa. Inizialmente dedicato alle tesi di
laurea e specializzazione in
Ortodonzia, a partire dal
2007 viene trasformato in
Fondo Ortodonzia, per l’erogazione di contributi per il
trattamento ortodontico di
patologie odontoiatriche rilevanti, quali malformazioni
cranio-maxillo-facciali, patologie sistemiche ed oncologiche. Si tratta di una valida
integrazione mirata dell’assistenza fornita dal Servizio Sanitario Regionale a favore di
pazienti appartenenti a famiglie con basso reddito. Con
parte del contributo del 5 per
mille relativo al 2007 (pervenuto nel febbraio 2010) si
potrà rafforzare questo
service.
Il valore sociale di questa iniziativa è sottolineato dal patrocinio dell’Università di
Milano e da quello della Regione Lombardia / Assessorato Famiglia e Solidarietà Sociale.
Il Fondo Ortodonzia attua i
suoi interventi attraverso la
Clinica Odontoiatrica dell’Ospedale San Paolo, una
delle più qualificate strutture
pubbliche italiane,dove la
Dott. Misa Ferro ha, per diversi anni, prestato la sua
opera in qualità di Aiuto del
Prof. Giorgio Vogel.
Collaborazione con il CAM
La collaborazione della Fondazione San Babila con gli
Amici del CAM si attua mediante la Borsa di Addestramento al Lavoro “Attilio ed
Ada Brunetti”, in memoria
dei genitori dell’autrice, il cui
lavoro ha reso possibile la costituzione della Fondazione.
La Borsa è giunta ormai alla
sua terza edizione.
Esemplificativa di ogni storia
che sta dietro ad una borsa di
addestramento al lavoro è
quella di Raffaele(il nome è
di fantasia), fruitore della
prima Borsa. Raffaele è uno
di quei minori che potrebbero definirsi “nati in un nido
sbagliato”. Per una situazione
famigliare complicata non ha
mai avuto vicino una figura
paterna positiva: infatti è rimasto con la madre ed il
convivente, un uomo violento che lo maltrattava e ne
sfruttava il lavoro nero. Sorpreso a lavorare abusivamente per il convivente della madre, Raffaele viene tolto da
quell’ambiente ed affidato ai
servizi sociali che lo sistemano in una Comunità, la quale
chiede l’aiuto del CAM.
Appare subito che la situazione emotiva di Raffaele presenta gravi problemi caratteriali, con una particolare difficoltà a relazionarsi con gli
adulti. Poiché dimostra una
buona intelligenza, il CAM,
grazie ad una borsa di studio,
lo fa arrivare alla licenza media. Poiché Raffele dimostra
una particolare propensione
per la cucina, la Borsa di addestramento lo avvia al lavoro nel settore della ristorazione, con la qualifica di aiuto
cuoco. L’esperienza è molto
positiva: Raffaele impara velocemente e supera bene i
suoi problemi caratteriali. I
risultati sono talmente positivi che il suo datore di lavoro,
ancora prima del termine
della Borsa, decide di assumerlo.
Una ulteriore collaborazione
si è attuata nel corso di
quest’anno: la Fondazione ha
offerto la Sala Puccini del
Conser vatorio “Giuseppe
Verdi”, dove si è tenuto il
concerto del Coro ANA, a
favore del CAM e svoltosi il
18.06.2009.
Il concerto ha avuto un grandissimo successo: la sala era
gremita di rotariani(presenti
anche molte Autorità), da Alpini e di amici. I canti, spesso di struggente bellezza, eseguiti con grande maestria dal
coro che proprio quest’anno
celebra il sessantesimo anniversario di costituzione e che
ha al suo attivo una lunga serie di successi e di riconoscimenti, ha fatto rivivere ai
presenti una fetta di tradizioni montanare ed un pezzo
della nostra storia, risvegliando sentimenti quali il senso
del dovere e l’amore di Patria, troppo spesso, ahimè!,
dimenticati.
La Fondazione è fermamente
convinta che i giovani siano
il patrimonio più prezioso
della nostra società: per questo, nei limiti delle proprie
possibilità sarà sempre lieta
di camminare a fianco degli
Amici del CAM.
Collaborazione al concerto
di Jonathan Fournel
la Fondazione ha contribuito
all’organizzazione di un concerto, promosso da AnneManuelle Gaillet (allora Presidente del RC Milano San
Babila) svoltosi nel maggio
2008, che ha offerto alla popolazione milanese un momento di musica di altissimo
livello. Il concerto era diretto
soprattutto ai giovani: infatti
è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione
“de Musica” che, presieduta
dall’amico Andrea Pirera, si
propone di avvicinare i giovani alla musica, come formidabile mezzo educativo. E
giovanissimo è anche il pianista, Jonathan Fournel che, a
detta degli addetti ai lavori,
ha tutte le carte in regola per
arrivare ad occupare un posto
di assoluto rilievo fra i grandi
interpreti musicali.
Contributo al progetto
del Distretto
la Fondazione ha contribuito
nel 2008 a due progetti distrettuali: Vision + e Io e il
mio cuore, attraverso somme
generosamente elargita dallo
Studio Agnoli&Bernardi il
quale ha potuto avvalersi delle prerogative fiscali della
Fondazione.
Contributo a “Il Laribinto”
onlus per assistenza a soggetti affetti da dislessia
Con la restante parte del
contributo del 5 per mille
2007 si è assegnato un contributo a questa associazione
che persegue finalità di assistenza sociale e socio-sanitaria a soggetti affetti da dislessia e che è appoggiata da un
progetto del “Gruppo 4” del
Distretto.
I doni del Cardinale Tettamanzi
per il Fondo Famiglia Lavoro
“L
a vera solidarietà
non è una concessione a chi è nel bisogno bensì la realizzazione
più piena e umanizzante della
giustizia”. Sono le parole del
cardinale di Milano Dionigi
Tettamanzi che dal pulpito del
Duomo, la notte di Milano del
2008, aveva annunciato la costituzione del Fondo Famiglia
Lavoro a favore di chi perdere
l’occupazione invitando a riflettere, prestare attenzione e
contribuire. Lui lo ha fatto e
ha invitato a farlo anche le comunità cristiane, i privati, le
istituzioni, l’“io” e il “noi” insieme. Quella che il sociologo
Aldo Bonomi «ha definito una
provocazione trasversale per ripensare la crisi economica» è il
sogno del Cardinale che, nella
concretezza tutta brianzola, ha
messo da parte le parole, passando ai fatti. E sono tanti i
brianzoli che hanno risposto.
Fra loro, ci sono i Soci del Rotary Club Meda e delle Brughiere che hanno voluto contribuire al progetto del porporato sostenendo una raccolta
benefica fra Soci e amici nel
mese di novembre. L’Arcivescovo ha raccolto questa disponibilità e ha messo a disposizione del sodalizio, per raccogliere contributi a favore del
Fondo, icone e libri antichi ricevuti in dono. Giovedì 18 no-
vembre, al Golf Club di Carimate, il Presidente Asnaghi
presenterà i risultati della raccolta che sarà accompagnata
da un messaggio di ringraziamento dell’Arcivescovo. Interverrà anche il sociologo Aldo
Bonomi che presenterà
un’analisi sul Fondo e sulla
reazione del territorio alla crisi.
L’Arcivescovo, proprio per il
sodalizio presieduto quest’anno da Daniele Asnaghi che ha
voluto portare avanti l’iniziativa del suo predecessore Giancarlo Caronni, ha messo a disposizione suoi oggetti personali, icone e libri antichi, per
raccogliere contributi a favore
del Fondo, costituito per sostenere chi perde l’occupazione.
Al mese di settembre 2010, in
tutta la Diocesi di Milano, sono stati raccolti quasi 8 milioni e 900 mila euro, tutti distribuiti fra 4 mila famiglie. Più di
4 mila sono le offerte dei privati. Il Fondo Famiglia Lavoro,
formalmente istituito il 23
gennaio del 2009, è costituito
come Fondazione non autonoma all’interno dell’Ente Arcidiocesi di Milano ed è regolamentato da uno statuto e da
un regolamento non solo per
contribuire economicamente
alle necessità quotidiane di chi
si trova strozzato dalla perdita
del posto di lavoro ma intende
anche promuovere una riflessione sulle cause che hanno
prodotto l’attuale crisi econo-
mica e sollecitare, a livello locale, specifiche iniziative di
sensibilizzazione e solidarietà.
Destinato a persone o famiglie,
italiane o straniere, regolarmente residenti sul territorio
della Diocesi, fra le zone da cui
arrivano più richieste d’aiuto
c’è proprio la Brianza con le
aree di Monza, Seregno, Desio
e poi Vimercate. Ma non mancano le aree di Saronno, Busto
Arsizio, Magenta, Legnano,
Cantù. Il numero di chi chiede
aiuto non accenna a diminuire
e nasconde i volti di operai, licenziati, cassaintegrati, uomini
e donne in mobilità o senza un
regolare contratto di lavoro e
con lavori saltuari. A chiedere
sono italiani e stranieri, per la
maggioranza maschi coniugati,
per oltre un terzo con età compresa fra i 41 e 50 anni, con figli minori a carico. C’è anche
una piccola percentuale di dirigenti e professionisti che
hanno avuto il “coraggio” di
rivolgersi al Fondo del Cardinale. Chi volesse partecipare
all’iniziativa del Meda a favore
del Fondo Famiglia lavoro può
contattare Daniele Asnaghi al
numero 335.7072048. Per info sul Fondo Famiglia Lavoro:
www.fondofamiglialavoro.it.
RC CINISELLO SESTO SAN GIOVANNI
La Spiga d’oro al Club
C
on orgoglio e soddisfazione il Presidente del RC Cinisello
Sesto San Giovanni ci ha
comunicato che il Club ha
ricevuto dal Comune di Cinisello Balsamo un importante riconoscimento, “la
Spiga d’oro”, per l’opera
svolta in questi anni sul territorio. “Esprimo un sentito
ringraziamento a tutti i Presidenti che mi hanno preceduto e a tutti i Soci del
Club per la costante azione
di servizio a favore della comunità cittadina. È un titolo che onora il Club, il Distretto ed il Rotary nel suo
complesso. Non si lavora
certo per ottenere le medaglie, ma quando qualcuno
apprezza l’operato altrui
non esiste gratificazione più
grande”, ha affermato Valentino Lembo.
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2040Rotary
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Premio Gavioli
I
l Progetto “I corti di
scuola” collegato con il
premio intitolato alla memoria di un grande maestro
nel campo delle arti visive
quale è stato Roberto
Gavioli, si rinnova anche per
l’anno scolastico 2010-2011 e
si appresta a coinvolgere un
numero sempre crescente di
studenti delle scuole superiori
di secondo grado della Lombardia, a dimostrazione dell’interesse per la proposta ad
essi rivolta da numerosi Club
del Distretto 2040 e da
quest’ultimo sostenuta con
convinzione.
L’Amministrazione Scolastica
non può che essere grata dell’attenzione che il Rotary riserva agli aspetti che attengono alla formazione dei giova-
ni, attraverso la messa a disposizione delle scuole di risorse
umane e materiali altamente
qualificate.
La moderna pedagogia riconosce l’importanza di una pluralità di linguaggi in grado di favorire la crescita critica ed
estetica degli studenti sollecitandone anche la sfera emozionale che, secondo un’opinione ormai condivisa, costituisce una componente fondamentale dell’educazione e
dell’apprendimento.
Il Progetto si propone, attraverso lo sviluppo della pratica
della realizzazione filmica, di
fornire agli studenti una maggiore capacità di lettura attiva
e critica del reale, di offrire loro un’ulteriore possibilità di
conoscenza e di espressione di
Roberto Gavioli
sé, insieme razionale ed emotiva, di metterli in relazione fattiva e consapevole con altri
soggetti, sia loro pari che adulti esperti.
La convinzione è che lo sforzo
che i giovani partecipanti debbono compiere per realizzare
una produzione filmica, comporti processi di organizzazione e formalizzazione del pensiero e dell’azione in rapporto
all’uso degli strumenti utilizzati e possa porre le basi per lo
sviluppo di capacità di valutazione critico-estetiche, favorendo in loro, nel contempo,
l’autonoma elaborazione di temi e di visioni del mondo.
E ciò può rivelarsi tanto più
opportuno in quanto chi frequenta oggi la scuola cresce in
un mondo fortemente in-
fluenzato dalla presenza delle
immagini come veicolo di comunicazione, che gioca ormai
un ruolo pressoché alla pari
con il verbale e con lo scritto
nello sviluppo della dimensione intellettuale e creativa.
Un altro aspetto, a mio avviso
estremamente rilevante, connesso con la realizzazione del
Progetto riguarda il fatto che
inventare, elaborare, produrre
“corti” favorisce la consapevolezza che questi sono rivolti ad
un pubblico, che l’impegno
profuso ha una dimensione
pubblica e ciò può fornire un
efficace contributo al senso di
appartenenza ad una comunità. In quest’ottica la produzione filmica diventa per ciascuna scuola un’occasione in più
di mostrare la propria capacità
di essere in relazione con i “segni” culturali e sociali del tempo nel quale essa è collocata e
si trova ad operare.
Da ultimo voglio sottolineare
che sia le figure professionali
che hanno seguito i ragazzi
nelle diverse attività, sia i docenti e i dirigenti scolastici
coinvolti, hanno evidenziato
quanto l’insieme delle iniziative messe in atto nelle singole
scuole per dare realizzazione al
Progetto, abbia consentito di
far fruttare, nell’incontro arricchente con forme nuove di
espressività e di confronto, le
potenzialità, spesso latenti, di
molti studenti e studentesse.
Marisa Valagussa
Dirigente Ufficio Scolastico Regionale
per la Lombardia
Ministero dell’Istruzione,
Università, Ricerca
PREMIO “GAVIOLI” ANNO 2010-2011 “LASCIA IL SEGNO”
Il “Premio Gavioli”, al 5° anno di programmazione, è un progetto dei Rotary Club del Distretto 2040, nell’ambito dei programmi per le nuove generazioni. È un premio cinematografico per cortometraggi riservato agli studenti delle Scuole Medie Superiori.
La macchina organizzativa si sta già muovendo e il lavoro per rendere ancor più coinvolgente e entusiasmante il momento della premiazione, rispetto agli
anni passati, è iniziato con grande entusiasmo. Dunque, con decorrenza immediata, i Club sono invitati a prendere contatto con le scuole superiori del territorio e a partecipare attivamente al citato progetto. Il progetto prevede la realizzazione di un soggetto e di un corto cinematografico a tema. A tutti i Rotary Club del Distretto, viene consegnato il sottostante bando di concorso. Ciascun Club, sceglierà l’Istituto Scolastico di riferimento, che una volta individuato, sarà segnalato alla nostra commissione. La prima necessità è pertanto quella di scegliere la scuola, seguita dalla pianificazione in budget di 800 euro
e della nomina di un referente del Premio, a cui potranno far capo sia gli studenti partecipanti che la Commissione Distrettuale che coordina il tutto.
Buon lavoro e buona lettura. Qui di seguito trovate molti aspetti fondamentali a partire dal regolamento. CIAK, girate!
REGOLAMENTO
1. Il tema del Premio Gavioli
2010-2011 è: “LASCIA IL
SEGNO”
2. Ogni studente partecipante
deve scrivere un soggetto aderente al tema
3. I soggetti devono poi essere
vagliati collettivamente dagli
studenti
4. Il soggetto ritenuto migliore deve essere trasformato in
sceneggiatura
5. La storia sceneggiata deve
essere poi illustrata (storyboard)
6. Gli studenti devono costituire un cast e una troupe per
effettuare le riprese cinematografiche (video) del cortometraggio
7. Non verranno accettati cortometraggi di una durata superiore ai 10 minuti
8. Non verranno accettati documentari, videomusicali, video pubblicitari
9. Gli studenti, autori dei corti, dovranno seguire tutto il
percorso formativo proposto
dal Rotary Club sponsor e dovranno osservare il presente
regolamento
10. Non verranno accettati
dalla giuria i cortometraggi ritenuti offensivi o lesivi del
buon gusto e della moralità
11. I cortometraggi iscritti al
Premio Gavioli devono pervenire entro il 5 maggio 2011 al:
Rotary International Distretto
2040 - via Cimarosa, 4 20144 Milano
12. Il giudizio della giuria è
insindacabile
LO SVOLGIMENTO DEL PROGETTO
PREVEDE NELL’ORDINE:
1. La scelta delle Scuole partecipanti. Verranno individuate
dai Rotary Club quelle Scuole
che possano aderire e seguire
corsi e lezioni cinematografiche di primo livello sul linguaggio del cinema.
2. Gli studenti interessati parteciperanno ad un primo incontro con esperti del settore
messi a disposizione del Rotary Club sponsor e successivamente daranno una loro precisa disponibilità.
3. Presentazione dell’iniziativa
e del tema prescelto.
4. Seguiranno almeno due
successivi incontri nelle scuole
interessate con specifico riferimento al mondo del “Cinema” a livello artistico, tecnico
e produttivo. Gli incontri nelle scuole prescelte, saranno tenuti da esperti.
5. Si procederà alla stesura del
soggetto cinematografico secondo il tema prescelto.
6. Si procederà alla lettura in
classe dei soggetti scritti e alla
scelta del soggetto migliore.
7. Verrà, quindi stesa una prima sceneggiatura con l’aiuto
degli esperti.
8. Stesura della “story board”
e successiva verifica della sua
fattibilità.
9. Realizzazione del cortometraggio. Montaggio visivo e
sonoro.
10. I partecipanti al concorso
potranno avere dei crediti formativi da parte della scuola.
SCADENZE
I Rotary Club partecipanti devono inviare l’iscrizione entro
il 30 novembre 2010. La scelta delle Scuole partecipanti
dovrà avvenire entro il 15 dicembre 2010. I corti in DVD,
dovranno pervenire alla sede
distrettuale entro il 5 maggio
2011. Le scuole produrranno i
corti grazie alla sponsorizzazione e alla formazione degli
studenti da parte dei Rotary
Club. I Club padrini, all’atto
della iscrizione al Premio Gavioli, dovranno versare 800
euro. Tale quota servirà alla
copertura delle spese di sponsorizzazione per la produzione
del corto e delle spese generali
della manifestazione e della serata evento.
“LASCIA IL SEGNO”
Nel ribadire che il tema prescelto dovrà essere svolto non
come un documentario ma
coma una storia narrata, ecco
alcune riflessioni per un migliore svolgimento del tema
stesso.
“LASCIA IL SEGNO”, è questa la frase, il motto che il Go-
vernatore del nostro Distretto
2040 ha indicato per il Premio Gavioli 2011. Tante e diverse sono le persone a cui è
rivolta. Tante e diverse possono essere le risposte.
I giovani cosa ne pensano?
Nella vita di ciascuno di noi,
ci sono sempre delle scelte da
fare. In queste occasioni, a
volte improvvise, a volte inaspettate, la nostra scelta può
veramente lasciare un segno.
Che tipo di segno? Un’azione,
un gesto, una frase, una prova,
una testimonianza… Occorre
comunque scegliere, pensando
a sé, alle proprie passioni, ai
propri interessi, senza mai
tradire se stessi. La scelta
giusta: è la tua scelta! La
tua strada e il tuo sogno
possono senz’altro lasciare
il segno. Bisogna volerlo.
Prova a raccontarla con il
cinema.
SCHEDA DI ISCRIZIONE
La scheda è disponibile anche sul sito
www.rotary2040.it
Andrà specificato la scuola
partecipante, la classe o i
gruppi di studenti responsabi-
li della realizzazione del corto.
La scheda va spedita alla sede
Distrettuale all’attenzione della Commissione Programmi
Sottocommissione Premio Roberto Gavioli, firmata dal responsabile del Rotary Club
padrino (sponsor).
PREMIAZIONE
I corti in concorso, saranno
giudicati e premiati da una
Giuria ufficiale, composta da
rotariani e da professionisti del
cinema, il cui giudizio sarà insindacabi-
le. La proiezione e la premiazione avverrà nel mese di giugno 2011.
I referenti del progetto sono:
Flavio Giranzani 339.1831992
[email protected]
Piero Bagolini
Edoardo Costa
Guido Friz 348.6605096
[email protected]
Alberto Ganna
Mario Rozza
Marisa Valagussa
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Ottobre 2010 - Pernice Editori