Associazione costruttori di apparecchiature ed impianti aeraulici
LIBRETTI TECNICI
Aggiornamenti
Tecnico-Legislativi
Marzo 2010
Libretti Tecnici Co.Aer
Libretto Tecnico n. 1
Aggiornamenti Tecnico-Legislativi: Marzo 2010
A cura della Segreteria Tecnica Co.Aer
Autori
Walter Giuseppe Pennati
Maria Elena Proietti
Elaborazione grafica
Marina Chiara Saibeni
Maria Elena Proietti
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Libretti Tecnici Co.Aer
Segreteria Tecnica
Walter Giuseppe Pennati - tel. 02 45418557
mail - [email protected]
Maria Elena Proietti - tel 02 45418559
mail - [email protected]
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Libretti Tecnici Co.Aer
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Libretti Tecnici Co.Aer
INDICE
Pag.
PREMESSA……………………………………………
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I REQUISITI DI PRODOTTO: IL SETTORE
DEL CONDIZIONAMENTO………………………...
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I REQUISITI DI SISTEMA: L’EDIFICIO E
L’IMPIANTO………………………………………….. 14
I REQUISITI D’ECCELLENZA: IL MERCATO
DELLE ENERGIE RINNOVABILI………………... 19
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Libretti Tecnici Co.Aer
PREMESSA
Il quadro legislativo e normativo degli ultimi anni, sempre più orientato alla sostenibilità
ambientale e alla riduzione dei consumi energetici, ha messo in luce un aspetto
fondamentale che sta interessando tutti i settori produttivi e progressivamente mutando
i mercati di riferimento europei: si tratta dell’ efficienza energetica, prerogativa
essenziale non solo dei prodotti ma anche di strutture e insiemi più complessi, come il
sistema edificio-impianto.
Nello specifico, il settore del condizionamento dell’aria e, più in generale, della
climatizzazione annuale, è direttamente interessato dalla legislazione relativa al
contenimento dei consumi in ambito civile, con particolare riferimento agli edifici. La
gestione eco-compatibile di un edificio inizia infatti dal sistema impiantistico di
termoregolazione installato.
In tale scenario, l’utilizzo di tecnologie finalizzate al controllo ottimale del microclima e
del benessere termico con riduzione dei consumi energetici giocheranno un ruolo
fondamentale. I prodotti del settore climatizzazione dovranno quindi essere in grado di
rispondere alle nuove esigenze del mercato, rispettando:
• sia i requisiti minimi di efficienza energetica secondo i nuovi schemi europei di
progettazione ecosostenibile: si passa dal concetto di EER e COP alle condizioni
di riferimento a quello di SEER e SCOP - Requisiti di Prodotto;
• sia le norme di impianto riguardanti l’integrazione delle macchine per la
climatizzazione estiva ed invernale all’interno degli edifici, garantendo specifiche
prestazioni energetiche - Requisiti di Sistema;
mentre i requisiti di prodotto sono requisiti obbligatori per la libera circolazione dei
prodotti, i requisiti di sistema, da questo punto di vista, non sono vincolanti ma
tenderanno a influenzare i mercati dei prossimi anni.
Oltre che da politiche di contenimento dei consumi energetici, il futuro dell’ Europa in
materia di salvaguardia dell’ambiente, sarà regolato dallo sviluppo delle fonti
rinnovabili di energia. L’attuazione delle disposizioni contenute nella Direttiva RES
sulle fonti rinnovabili e nel GPP (Green Pubblic Procurement), delineerà infatti i requisiti
essenziali che dovranno possedere, non solo i prodotti e gli impianti (ecolabel e marchi
di qualità) ma anche le stesse aziende (formazione e certificazione del personale) per
poter accedere al nuovo mercato dell’ eccellenza e delle fonti rinnovabili.
Sotto la spinta inarrestabile della Green Economy Europea e della legislazione e
normativa di riferimento, le aziende che quindi non sapranno adeguare i propri prodotti,
servizi e processi ai nuovi standard - di prodotto, di sistema e di eccellenza - correranno
il rischio di uscire dal mercato.
Occorre pertanto un approccio nuovo, di tipo sistemico, che risponda all’esigenza di
tutela dell’ambiente e, contestualmente, di sviluppo economico e competitivo del
sistema produttivo.
In questa direzione diventa quindi fondamentale seguire con attenzione e partecipazione
i processi normativi e legislativi attualmente in corso, in Europa e in Italia, che
potrebbero avere impatti significativi sul business delle aziende associate.
A tale scopo il presente documento riporta i recenti aggiornamenti tecnico-legislativi
delle principali direttive, leggi e norme europee e/o nazionali di interesse per il settore
del condizionamento, suddividendo la trattazione secondo i tre ambiti sopradescritti:
prodotto, sistema (edificio-impianto) e mercato dell’eccellenza.
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I REQUISITI DI PRODOTTO:
CONDIZIONAMENTO
IL
SETTORE
DEL
I requisiti di prodotto sono i requisiti minimi per la libera circolazione dei prodotti sui
mercati europei.
EUP (ENERGY USING PRODUCTS)
Direttiva 2005/32/CE del Parlamento Europeo del 6 luglio 2005 relativa all'istituzione
di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei
prodotti che consumano energia.
Stato dei lavori
Studi preparatori condotti con la partecipazione di
imprese e Associazioni
nazionali ed europee, sono stati
incaricati di sviluppare la metodologia di
implementazione della Direttiva EuP, partecipando a Forum Consultivi (specifici
per ciascuna misura di esecuzione), il cui regolamento interno è stabilito dalla
Commissione.
La conformità della direttiva EuP sarà valutata nell’ambito della Marcatura CE,
unitamente alla verifica della conformità alle normative per la sicurezza e per la
compatibilità elettromagnetica. L’ EuP si affianca quindi all’ Ecolabel, alla
certificazione volontaria EMAS e alle altre direttive per l’ambiente.
La prima tranche di studi (19 lotti), alcuni dei quali hanno già originato dei
“Regolamenti”, è stata appaltata dalla Direzione Generale Trasporti ed Energia (DG
TREN) a vari Istituti di Ricerca. Attualmente, anche la Direzione Generale Industria
(DG ENTR) ne sta appaltando altri.
Studi di interesse per il Co.Aer
Le due sopraccitate Direzioni Generali della Commissione Europea, DGTREN e DG
ENTR, si stanno occupando anche dei prodotti di nostro interesse, che rientrano
nei seguenti studi o lotti:
DG TREN (ENV-D1)
Lotto 1 (Ecoboiler 1)
Riguarda l’ etichettatura energetica delle pompe di calore idroniche (Water-Chillers
con funzione HP) e prende in esame il funzionamento in “caldo”, sia per solo
riscaldamento ambientale, sia per quello combinato, “ambientale + acqua calda
sanitaria”.
Lotto 2 (Ecoboiler 2)
Comprende le pompe di calore idroniche (Water-Chillers con funzione HP) per
funzionamento in “caldo” relativo al riscaldamento di acqua calda sanitaria.
Status: il lotto 1 (e 2) ha lo scopo di “normare” l’etichetta di classe energetica dei
prodotti in esame. In prima analisi lo studio tende a favorire le pompe di calore
rispetto al riscaldamento con caldaie a gas ma solo nel caso in cui il metodo di calcolo
consideri anche alcune parti dell’ impianto tra cui i sistemi di regolazione e controllo,
le pompe di circolazione acqua, etc. Lo studio è stato consegnato alla Commissione
Europea all’ inizio del 2008, ma continuano ad esserci richieste di modifica alla
proposta di valutazione energetica, che, nel frattempo, sembra parzialmente allinearsi
ai criteri utilizzati nel lotto 10. La classificazione energetica sarà ottenuta compilando
un foglio di lavoro elettronico ancora in fase di perfezionamento. Saltuariamente
avvengono ancora incontri con gli stakeholders.
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Nota
Attualmente il foglio di calcolo “Mathematical Model” è oggetto di revisioni e
modifiche, più o meno importanti, dovute a correzioni di errori e/o suggerimenti degli
stakeholders. L’aspetto preoccupante riguarda il calcolo dell’efficienza stagionale che
prevede l’ inserimento di 16 valori di input, differenti dai 4 previsti dalla prEN 14825.
Infatti, per ciascuna temperatura di riferimento, -7°, +2°, +7° e +12°C, il metodo di
calcolo in oggetto non prevede, come la norma, un’ unica prova a un dato grado
parzializzazione ma due prove: la prima da effettuare in funzionamento a pieno carico
e la seconda in corrispondenza del gradino minimo di parzializzazione. Inoltre, le otto
prove sopracitate dovranno essere effettuate sia per funzionamento con pannelli a
pavimento (acqua a +35°C), sia con radiatori (acqua a +55°C); i fan-coil non sono
presi in considerazione. E’ possibile che la proposta finale del documento venga
sottoposta all’ esame degli Stati Membri entro la fine di marzo.
Lotto 10 (Ecoaircon)
Comprende i climatizzatori (freddo e pompa di calore) “aria-aria” fino a 12 kW, oltre ai
ventilatori domestici.
Status: lo studio del lotto 10, recentemente terminato, prende in considerazione
un’ estensione più massiccia delle BAT (Best Available Technologies). Il criterio dell’
efficienza stagionale sviluppato in tale ambito, prevede un’ etichettatura dell’efficienza
basata sul clima di Strasburgo e, in maniera facoltativa, anche su quelli di
Helsinki o Atene. Anche per l’ efficienza dei ventilatori (Comfort Fans) viene preso in
considerazione un utilizzo sia a pieno carico che a carico parzializzato. Gli incontri
con gli stakeholders avvengono di rado.
Lotto 11 (Ecomotors)
Ventilation fans (non residential, da 125 W a 500 kW di potenza assorbita, oltre a
Electric Motors, Pumps, Circulators).
Esiste un contrasto, anche all’interno di Eurovent, fra chi ritiene che “tutti” i
ventilatori debbano essere etichettati (posizione tedesca) e coloro che sostengono che
i ventilatori incorporati in altre macchine non debbano richiedere l’ etichettatura
autonoma (posizione belga). La posizione italiana è di esentare dall’ etichettatura
energetica i ventilatori incorporati in tutte quelle macchine già etichettate “nel loro
complesso”. Normalmente gli stakeholder meetings vengono tenuti insieme a quelli
del lotto 10.
Status: recentemente è circolata una bozza non ufficiale del futuro REGOLAMENTO
per l’EFFICIENZA ENERGETICA dei VENTILATORI.
In tale documento, sono compresi anche i ventilatori facenti parte di macchine finite
(es. chillers, torri di raffreddamento, condensanti VRF, grossi fan-coils canalizzati,
armadi canalizzati, UTA, …).
La bozza, che potrebbe comunque subire ulteriori revisioni e/o modifiche, si prevede
venga votata dal Regolatory Committee entro il marzo 2010.
La principale modifica rispetto allo studio portato avanti fini a questo momento
riguarda l’estensione dello scopo ai ventilatori incorporati in altri macchinari, tra cui
terminali dei sistemi di climatizzazione, UTA, etc.
I ventilatori tangenziali (sopra i 125 W), attualmente usati sui terminali d’ambiente,
non potrebbero più essere usati a partire dal 2015. E’ stato richiesto di concedere
almeno 6 anni di tempo all’industria per adeguare i propri prodotti e di escludere
dallo scopo i “box fans” e i “roof fans” poiché il metodo di calcolo dell’ efficienza usato
nello studio non è appropriato; esso infatti non tiene conto del funzionamento a
carico parzializzato.
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Infine, è stata avanzata la richiesta di escludere le unità di immissione ed espulsione
aria a recupero di calore, perché non prese in esame dallo studio.
Ci sarebbero infine alcune proposte di correzioni da apportare a definizioni e limiti di
efficienza.
DG ENTR
Lotto 1 (Chillers)
Comprende i chillers per refrigerazione, compresi quelli destinati ai processi
industriali (quindi un utilizzo specifico di nostri chiller di normale produzione). Non è
del tutto chiaro ma dovrebbero essere esclusi i chillers per il condizionamento (cioè
quelli per il funzionamento in freddo, tra i quali, quindi, anche quelli del lotto 1 DG
TREN, Ecoboilers ).
Status: è già stato tenuto un primo incontro dagli stakeholders.
Lotto 6 (Air conditioning and ventilation systems)
Comprende gli impianti di condizionamento e di ventilazione; al momento non si
hanno informazioni precise sullo studio.
Status: si attende la convocazione della prima riunione degli stakeholders, per
cercare di capire quali saranno gli indirizzi specifici dello studio in oggetto.
ERPD (ENERGY RELATED PRODUCTS)
L’Ecodesign EuPD 2005/32/CE è stata rivista con estensione dello scopo, diventando
ErPD (Energy Related Products Directive) 2009/125/EC.
Scopo
In linea di principio viene introdotta la definizione di prodotto connesso all’
energia ovvero qualsiasi bene che abbia un impatto sul consumo energetico durante l’utilizzo e venga immesso sul mercato e/o messo in servizio.
La nuova direttiva prevede quindi l’estensione dell'ambito di applicazione a tutti i
prodotti connessi all’ energia, garantendo la possibilità di armonizzare a livello
comunitario le specifiche per la progettazione ecocompatibile.
Il motivo di questa estensione è sostanzialmente legato alla potenzialità intrinseca
di tali prodotti di contribuire a un notevole risparmio energetico in fase di
utilizzazione.
In sintesi, rispetto alla 2005/32/CE, viene superato il concetto di prodotto che
consuma energia a favore di un nuovo e più ampio concetto di beni o prodotti
direttamente o indirettamente legati al consumo di energia.
Stato dei lavori:
la Direzione Generale della Commisione Europea DG ENVI (Environment –
Ambiente) ha incaricato l’istituto BioIS di condurre lo studio preliminare “Technical
support to identify product categories for further eco design measures under the
Ecodesign Directive”.
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CEN/TC 113 - Unità di condizionamento dell’aria e pompe di
calore
PREN 14825
Scopo e campo di applicazione
La norma ha lo scopo di stabilire la metodologia di calcolo delle prestazioni a carico
parzializzato dei climatizzatori e, in particolare, delle efficienze stagionali, sia in
funzionamento estivo che in quello invernale (SEER e SCOP).
Stato dei lavori
Il gruppo di lavoro WG7 ha presentato la proposta di norma al TC 113 che dovrà
trasmettere al Formal Vote in tempi rapidissimi o a una seconda inchiesta
pubblica, visti gli ampi rimaneggiamenti imposti dai consulenti EuPD della
Commissione Europea.
La norma stabilisce il metodo di calcolo dell’ efficienza energetica stagionale
“A” (Average = media) di tutte le macchine per la climatizzazione, sia estiva che
invernale, attraverso test eseguiti a vari gradi di parzializzazione del carico, legati
alle temperature esterne di riferimento.
Più in dettaglio, si tratta della media “pesata” in base al numero di ore annuali di
ogni °C fatto registrare a Strasburgo, località di riferimento del clima medio
europea, di tutti gli EER da +17° a +40°C (SEER, Seasonal Energy Efficiency Ratio)
e di tutti i COP da -10°C a +16°C (SCOP, Seasonal Coefficient of Performance).
Per l’inverno è previsto anche il calcolo di un’efficienza stagionale per i climi caldi,
“W” (Warmer = più caldo), basata sulle temperature di Atene, e di una per i climi
freddi “C” (Colder = più freddo), basata sul clima di Helsinki.
SEER e SCOP (A) serviranno, tra l’altro, come base di riferimento per l’etichettatura
energetica secondo EuPD delle macchine del lotto 10 DG-TREN (unità aria-aria
fino a 12 kW, sia in raffrescamento che in riscaldamento).
Attualmente un WG dell’ ISO sta lavorando su un argomento analogo noto come
APF (Annual Performance Factor). Si tratta del TC 86-SC6-WG1/APF per la
determinazione dell’efficienza annuale dei climatizzatori, cioè quella complessiva
che comprende sia la stagione estiva che quella invernale.
PREN 14511
Scopo e campo di applicazione
La norma ha lo scopo di stabilire la metodologia di calcolo delle prestazioni a pieno
carico dei climatizzatori, sia in funzionamento estivo che in quello invernale (EER e
COP).
La norma, emessa nel 2004, è stata rivista nel 2007, in vigore dal 31-5-2008
(condizioni di funzionamento delle prestazioni riportate sui cataloghi).
Stato dei lavori
Nel 2008 è stata richiesta una nuova revisione allo scopo di normare le prestazioni
delle macchine a CO2, dei portatili a pompa di calore, per riesaminare i valori
ammessi di tolleranza; attualmente il documento è in inchiesta pubblica.
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CEN/TC 113 – WG14
È stato istituito il WG 14 che si occupa della revisione della norma europea EN1397
sulle prestazioni dei fan-coils.
Per quanto riguarda i fan coil si ricorda che è in inchiesta pubblica (Enquiry stage 40.00
– DIS registered) l’analoga bozza di norma internazionale ISO 17533 Room fan-coil units
– Testing and rating for thermal performance (ISO/TC 86/SC 6/WG 7).
ISO TC 205
Per l’ implementazione della Direttiva EPB, la Commissione, con il mandato M343 ha
incaricato il CEN di preparare apposite norme. Purtroppo i TC 156 (Ventilazione) e 228
(Riscaldamento) hanno prodotto una tal quantità di norme che risultano di fatto
inapplicabili. Infatti, in base a tale mandato:
•
Il CEN/TC 89 (riguardante gli edifici) ha prodotto la 13790;
•
L’ ISO/TC 163 ha lavorato sullo stesso argomento per cui, congiuntamente al
CEN (Vienna Agreement), è stata emessa la EN-ISO 13790 che riguarda il calcolo
nelle condizioni sia invernali che estive;
•
CEN 156 (ventilazione edifici) ha prodotto 8 norme;
•
CEN/TC 228 (impianti di riscaldamento) ha prodotto più di 30 norme, che però
non risultano adeguate allo scopo, in quanto ridondanti, non coordinate e
soprattutto ponderose (anche 100 pagine l’ una) così da non essere di facile
utilizzo.
E’ per questo motivo che gli stessi addetti ai lavori hanno concordato di semplificare tale
processo di normazione, utilizzando la scorciatoia dell’ ISO: in particolare ci si è rivolti
all’ ISO per ampliare lo scopo del TC 205 e, quindi, coprire tutti gli argomenti trattati dai
CEN TC228 e TC156, facendo riferimento al solo gruppo WG 9 (coordinato dalla
Francia). Conseguentemente, sono stati proposti una serie di Nuovi Items di Lavoro.
L’aspetto che vale la pena evidenziare è che tali norme, oltre ai DATI di IMPIANTO,
prenderanno in considerazione i DATI di MACCHINA, allo scopo di poter calcolare il
comportamento globale del SISTEMA IMPIANTO-EDIFICIO, analogamente a quanto già
avviato in Italia con la UNI 11300-3 e, probabilmente anche con la UNI 11300-4.
Inoltre, le stesse norme ISO potrebbero costituire le basi di una futura revisione della
UNI/TS 11300 allo scopo di avviare un processo di armonizzazione a livello europeo.
Una prima norma già proposta e di nostro interesse è la ISO/WD 13612-2: Heat Pump
Systems for heating and cooling - Part 2: Energy calculation.
Sulla base di questi ultimi sviluppi, il CTI ha deciso di istituire uno o più
MIRROR GROUP per seguire l’intero TC 205 o più gruppi specifici per i vari items,
invitando anche il Co.Aer e i suoi associati a partecipare ai lavori (purchè iscritti al CTI).
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RECEPIMENTO ITALIANO: REGOLAMENTO CE 842/2006 SULL’ UTILIZZO
DEGLI FGAS REGOLAMENTO CE 303/2008 SULLA CERTIFICAZIONE DEL
PERSONALE AUTORIZZATO AD INTERVENIRE SUI CIRCUITI CONTENENTI
FGAS
Scopo e campo di applicazione
Controllare e limitare le perdite degli Fgas ad effetto serra dai circuiti frigoriferi,
impianti di condizionamento e pompe di calore, con imposizione di corsi ed esami
per certificazione degli addetti.
Stato dei lavori
Le disposizioni per la certificazione delle imprese e del personale, per cui il termine
di emanazione era previsto entro la data del 4 luglio 2008, non sono ancora state
rilasciate dal Ministero.
NUOVO REGOLAMENTO (CE)
PER CFC/H-CFC
Il Regolamento (CE) 2037/2000 è stato rimpiazzato dal Regolamento (CE) 1005/2009,
che ha inglobato tutti gli emendamenti successivi e uniformato la frequenza dei controlli
delle macchine in uso al Regolamento (CE)842/2006 (art.23). Si riportano, in sintesi, le
principali disposizioni in esso contenute:
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•
dal 1 gennaio 2010 è vietata la produzione e l’immissione sul mercato di CFC,
H-CFCe Halon vergini, e prodotti contenenti tali sostanze ODS (Ozone
Depleting Substances). Gli HCFC possono essere prodotti in deroga, in
maniera contingentata, fino al 31 dicembre 2019;
•
una specifica deroga consente fino al 31 dicembre 2014 di immettere sul
mercato HCFC rigenerati, utilizzati per attività di manutenzione o assistenza
di apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria e pompe di
calore esistenti, purché il contenitore sia provvisto di etichetta con indicazione
che la sostanza è stata rigenerata e informazioni sul numero di lotto, oltre al
nome e l’indirizzo dell’impianto di rigenerazione;
•
fino al 31 dicembre 2014 gli HCFC riciclati possono essere utilizzati per la
manutenzione o l’assistenza di apparecchiature di refrigerazione e
condizionamento d’aria e pompe di calore esistenti, purché siano stati
recuperati da tali apparecchiature e possano essere utilizzati soltanto
dall’impresa che ha effettuato il recupero nell’ambito della manutenzione o
dell’assistenza o per conto della quale è stato effettuato tale recupero;
•
le apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria e pompe di
calore contenenti 3 kg o più di CFC o HCFC devono essere controllate
periodicamente per la ricerca di eventuali fughe presenti. In caso di presenza
di fughe, esse vanno riparate entro 14 giorni;
•
le imprese (o i singoli) che gestiscono apparecchiature di refrigerazione e
condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti un fluido riciclato in
quantità pari o superiore a 3 kg tengono un registro della quantità e del tipo
di sostanza recuperata e aggiunta, nonché della società o del tecnico che ha
effettuato la manutenzione o l’assistenza.
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NUOVA DIRETTIVA MACCHINE
Per quanto riguarda i nostri prodotti, la nuova direttiva macchine non modifica
significativamente la precedente se non nel punto che introduce la divisione fra le
macchine soggette alla DM e quelle soggette alla BT (Direttiva Bassa Tensione o LVD).
Mentre nella vecchia edizione la discriminante era il rischio (se prevalentemente
elettrico, allora la macchina poteva ricadere sotto la bassa tensione), ora, le nuove
disposizioni introducono il principio dell’ utilizzo (se per ambiente domestico o meno).
In realtà ci ritroviamo con una zona grigia più ampia: cosa è compreso nelle cosiddette
“household appliances”?
Sull’ argomento ci limitiamo a riportare le indicazioni del CENELEC (CLC TC61
WG6/27/INF):
“appliances used under conditions similar as domestic use, such as appliances
intended to be used by laymen (= non expert user) in shops, in light industry and
on farms or appliances intended to be used by non professional users in Bed and
Breakfasts, cafeterias, kitchenettes in offices, canteens, etc…”
CASO VENTILATORI
Per i ventilatori è prevista la Marcatura CE e la Dichiarazione di Conformità anche in
assenza di protezioni (es. rete di protezione).
La prassi consolidata è in molti casi quella di marcare CE e allegare una Dichiarazione
di Conformità alla Direttiva Macchine pur non fornendo con i prodotti tutti i ripari e
demandando all’ installatore la valutazione dei rischi nonché l’eventuale aggiunta dei
ripari. La nuova Direttiva Macchine non modifica la situazione. Ai costruttori resta
quindi da decidere quale tra le seguenti opzioni scegliere:
•
fornitura della macchina completa di tutti i ripari e Marcata CE con allegata
Dichiarazione di Conformità;
•
fornitura della “quasi-macchina” non completa di tutti i ripari, senza Marcatura CE
e con allegata la Dichiarazione di Incorporazione, demandando a chi installa il
prodotto la valutazione dei rischi residui e la eventuale aggiunta dei ripari
necessari;
•
continuare nella prassi corrente di marcare CE e allegare una Dichiarazione di
Conformità alla Direttiva Macchine, pur non fornendo tutti i ripari con i prodotti,
demandando a chi installa il prodotto la valutazione dei rischi e la eventuale
aggiunta dei ripari (richiamando nel manuale di istruzioni l’obbligo di applicare
eventuali ripari aggiuntivi). Questa opzione, pur essendo quella più comune tra i
costruttori, sembra non essere in accordo alla nuova Direttiva Macchine (così come
la precedente).
Probabilmente, su tale questione, occorrerà consultarci anche a livello europeo, ponendo
il problema in sede Eurovent (gruppo1) al fine di raggiungere una posizione comune tra
gli Enti Nazionali Associati e successivamente, qualora necessario, rivolgere un quesito
ufficiale all’ Unione Europea come Associazione Europea.
Nota
Lo scorso 22 febbraio è stato pubblicato il decreto di recepimento italiano della Direttiva
Macchine 2006/42/CE. Si tratta del Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n.17
Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva
95/16/CE relativa agli ascensori. Il decreto è entrato in vigore il 6-3-2010.
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I REQUISITI DI SISTEMA: L’EDIFICIO E L’IMPIANTO
I requisiti di sistema non sono requisiti obbligatori per la libera circolazione dei prodotti
ma sono requisiti che garantiranno alle nostre macchine, qualora correttamente
progettate e integrate nell’edificio secondo le migliori tecnologie impiantistiche, di
accedere al mercato dell’efficienza energetica.
EPBD (ENERGY PERFORMANCE OF BUILDING DIRECTIVE)
Direttiva 2002/91/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002 sul
rendimento energetico nell'edilizia
Scopo e campo di applicazione
L'obiettivo della presente direttiva è promuovere il miglioramento del rendimento
energetico degli edifici nella Comunità, tenendo conto delle condizioni locali e
climatiche esterne, nonché delle prescrizioni per quanto riguarda il clima degli
ambienti interni e l'efficacia sotto il profilo dei costi.
Le disposizioni in essa contenute riguardano:
•
•
•
•
•
il quadro generale di una metodologia per il calcolo del rendimento
energetico integrato degli edifici;
l'applicazione di requisiti minimi in materia di rendimento energetico degli
edifici di nuova costruzione;
l'applicazione di requisiti minimi in materia di rendimento energetico degli
edifici esistenti di grande metratura sottoposti a importanti ristrutturazioni;
la certificazione energetica degli edifici;
l'ispezione periodica delle caldaie e dei sistemi di condizionamento d'aria
negli edifici, nonché una perizia del complesso degli impianti termici le cui
caldaie abbiano più di quindici anni.
Recepimento - Legislazione nazionale
•
D.Lgs 192 del 19/08/2005
•
D.Lgs 311 del 29/12/2006
•
D.Lgs 115 del 30/05/2008
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⇒
Il D.Lgs 115, prescrive l'obbligo di riferirsi alla Norma UNI TS 11300, Parti 1 e 2,
per il calcolo del fabbisogno energetico degli edifici e mandando in deroga le
precedenti Norme UNI.
⇒
D.P.R. n° 59 dello 02/04/2009:
regolamento di attuazione dell'art. 4, comma 1, lettere a) e b) del Decreto
Legislativo del 19 agosto 2005, n°192, concernente l'attuazione della Direttiva
2002/91/CE sul rendimento energetico nell'edilizia (G.U. n. 132 del 10 giugno
2009)
⇒
D.M. del 26/06/2009:
"Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici"
(G.U. n° 158 del 10 luglio 2009) - in attesa di pubblicazione del D.P.R. di
attuazione della lettera c) dell’articolo 4 comma 1 del DLgs. 192/2005 con i criteri
di riconoscimento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e
degli organismi a cui affidare la certificazione energetica.
Libretti Tecnici Co.Aer
EPBD RECAST
Il 23 aprile 2009 il Parlamento Europeo, in sessione plenaria, recependo le principali
raccomandazioni dell’ ITRE (Committee on Industry, Research and Energy), ha votato in
favore del rifacimento della Direttiva sulle Prestazioni Energetiche degli Edifici - EPBD
Recast.Il recast mira a rinforzare l’efficacia ed aumentare l’impatto della direttiva EPBD.
La Commissione Europea, DG TREN e DG Enterprise, hanno emesso quindi il mandato
343 al CEN (2004). Esso richiede al CEN di sviluppare una metodologia di calcolo della
prestazione energetica integrata egli edifici, in conformità ai requisiti stabiliti nella
Direttiva 2002/91/CE.
Punti salienti
Le principali indicazioni contenute nel recast riguardano i seguenti aspetti:
•
i requisiti minimi delle prestazioni energetiche dovranno essere applicati non
solo agli edifici esistenti che saranno soggetti a ristrutturazioni maggiori, ma
anche ai componenti e agli impianti tecnici dell’edificio che non sono coperti
dalla direttiva eco-design e dalle sue misure di implementazione. Dovranno
essere fissati i requisiti per attrezzature operative, impianti tecnici e componenti
nuovi, di ricambio e di sostituzione, degli edifici, e tali requisiti dovranno essere
applicati per quanto tecnicamente e funzionalmente fattibile.
•
entro il 31 dicembre 2010 la Commissione emetterà la definizione comune di
“net zero Energy buildings” (si prevede che sia: “un edificio dove, come risultato
di un altissimo livello di efficienza energetica dell’edificio, il consumo annuale di
energia primaria è uguale od inferiore alla produzione di energia ottenuta da
fonti rinnovabili in sito”)
•
gli Stati Membri dovranno assicurare che entro il 31 dicembre 2016 i nuovi
edifici saranno ad emissione zero, e fissare quale percentuale di edifici sarà ad
emissione zero entro il 2015 e quale percentuale entro il 2020.
Stato dei lavori
Nella discussione del 2 settembre in prima lettura all’ ITRE (Committee on
Industry, Research and Energy del Parlamento Europeo) sono stati respinti alcuni
emendamenti votati dal Parlamento, fra i quali quelli che prevedevano una
metodologia comune per tutta Europa per il calcolo dell’efficienza energetica dei
sistemi “edifici-impianti”, oltre ad altri che prevedevano edifici ad emissioni zero,
etc.
Compromesso sul Recast dell’ EPB Directive
Il 17 novembre 2009 il Parlamento ed il Consiglio dell'Unione Europea hanno
confermato la revisione della EPBD, da effettuarsi nella prima parte del 2010.
A seguito della forte opposizione da parte del Consiglio, il Parlamento non ha potuto
procedere sulla via di una metodologia comune (armonizzata) per il calcolo dei requisiti
minimi di prestazioni energetiche, come richiesto dagli emendamenti presentati da più
associazioni europee negli scorsi mesi.
L’ aspetto positivo riguarda l’ accordo raggiunto sui principi comuni per le procedure di
calcolo a livello europeo. Gli Stati Membri dovranno essere obbligati a usare metodi di
calcolo secondo uno schema comune. Pertanto la possibilità di limitare l' installazione di
prodotti conformi alla legislazione comunitaria sono minime: occorre usare metodi di
prova e di calcolo nonché classi di efficienza energetica sviluppate per le Direttive
Eco-Design e Labelling.
La revisione introduce anche il concetto di "edifici a quasi zero energia" che utilizzano
massicciamente fonti di energia rinnovabile (entro il 2018 per gli edifici pubblici, entro il
2020 per gli altri edifici nuovi).
15
Libretti Tecnici Co.Aer
UNI/TS 11300 - PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI
La Norma UNI TS 11300 è nata allo scopo di definire una metodologia di calcolo
univoca per la determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici.
Essa è suddivisa in quattro parti, di cui le prime 2 sono state già pubblicate, la parte 3
è in inchiesta pubblica presso UNI e la parte 4° è ancora in elaborazione presso il CTI:
1) UNI/TS 11300: PARTE 1
Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione
estiva ed invernale.
2) UNI/TS 11300: PARTE 2
Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti
climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria.
per
la
3) UNI/TS 11300: PARTE 3
Determinazione del fabbisogno
climatizzazione estiva.
per
la
di
energia
primaria
e
dei
rendimenti
4) UNI/TS 11300: PARTE 4
Utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione per il riscaldamento di
ambienti e la preparazione di acqua calda sanitaria (comprese le pompe di calore).
Tali documenti sono coerenti con le norme elaborate dal CEN nell’ambito del Mandato
m/343 a supporto della Direttiva Europea 2002/91/CE sulle prestazioni energetiche
degli edifici.
UNI/TS 11300: PARTE 1
DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO DI ENERGIA TERMICA DELL’EDIFICIO PER LA
CLIMATIZZAZIONE ESTIVA ED INVERNALE
Lo scopo è la normazione nel campo delle prestazioni energetiche degli edifici, inclusa la
trasmissione del calore nei componenti degli edifici e l’ isolamento termico degli
impianti installati negli edifici tramite regole per esprimere le principali proprietà
termiche e i requisiti, metodi di calcolo e di prova, dati di input inclusi i dati climatici,
effetti dell’umidità.
La specifica tecnica definisce le modalità per l’applicazione nazionale della UNI EN ISO
13790:2008 con riferimento al metodo mensile per il calcolo dei fabbisogni di energia
termica per riscaldamento e raffrescamento. Tale specifica è rivolta a tutte le possibili
applicazioni previste dalla UNI EN ISO 13790:2008: calcolo di progetto (design rating),
valutazione energetica di edifici attraverso il calcolo in condizioni standard o in
particolari condizioni climatiche e d’esercizio.
La norma UNI EN ISO 13790:2008 presenta una serie di metodologie di calcolo del
fabbisogno di energia per il riscaldamento ed il raffrescamento ambiente di un edificio e
dell’ influenza delle perdite degli impianti di riscaldamento e raffrescamento, del
recupero termico e dell’ utilizzo delle fonti di energia rinnovabile. Tale norma può essere
utilizzata per le seguenti applicazioni:
a.
b.
c.
16
16
valutare il rispetto di regolamenti espressi in termini di obiettivi energetici;
confrontare le prestazioni energetiche di varie alternative progettuali per un
edificio in progetto;
indicare un livello convenzionale di prestazione energetica degli edifici
esistenti;
Libretti Tecnici Co.Aer
d.
e.
stimare l’effetto di possibili misure di risparmio energetico su un edificio
esistente, calcolando il fabbisogno di energia con e senza ciascuna misura;
prevedere le esigenze future di risorse energetiche su scala nazionale o
internazionale, calcolando i fabbisogni di energia di tipici edifici
rappresentativi del parco edilizio.
Le applicazioni sopradescritte trovano riscontro nelle seguenti valutazioni energetiche di
calcolo riportate in tabella:
Tipo di
valutazione
Uso Clima
di Progetto
(Design Rating)
Standard
(dati di ingresso)
Standard
(Asset Rating)
Adattata all’utenza
(Tailored rating)
Standard
In funzione dello
scopo
Edificio
Progetto
(dato di ingresso)
Reale
Reale
Scopo della valutazione
Permesso di costruire,
Certificazione o
Qualificazione energetica del progetto
Certificazione o
Qualificazione energetica
Ottimizzazione, Validazione,
Diagnosi e programmazione di interventi di
riqualificazione
La UNI TS 11300-1 sostituisce la UNI 10379:2005.
UNI/TS 11300: PARTE 2
DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO DI ENERGIA PRIMARIA E DEI RENDIMENTI
PER LA CLIMATIZZAZIONE INVERNALE E PER LA PRODUZIONE DI ACQUA CALDA
SANITARIA
La specifica tecnica fornisce dati e metodi per la determinazione:
•
•
•
del fabbisogno di energia utile per acqua calda sanitaria;
dei rendimenti e dei fabbisogni di energia elettrica degli ausiliari dei sistemi
di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria;
dei fabbisogni di energia primaria per la climatizzazione invernale e per la
produzione di acqua calda sanitaria.
La specifica tecnica di applica a sistemi di nuova progettazione, ristrutturati o esistenti:
•
•
•
per il solo riscaldamento;
misti o combinati per riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria;
per sola produzione di acqua calda per usi igienico-sanitari.
La presente specifica tecnica, unitamente alla UNI EN 15316-2-3:2008, sostituisce la
UNI 10347:1993.
UNI/TS 11300: PARTE 3
DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO DI ENERGIA PRIMARIA E DEI RENDIMENTI
PER LA CLIMATIZZAZIONE ESTIVA
È stata presentata da UNI il 26 febbraio presso la Camera di Commercio di Milano, ed è
di prossima uscita.
La norma si propone di fissare il metodo di calcolo dell’efficienza stagionale estiva
e dei consumi stagionali degli impianti di condizionamento. I conteggi sono
eseguiti su base mensile (in accordo con parte 1) e i valori ottenuti si sommano
per ottenere i risultati annuali, procedendo nel seguente modo:
17
Libretti Tecnici Co.Aer
a.
b.
si trovano i consumi stagionali sommando quelli mensili;
i consumi mensili “convenzionali” si trovano dividendo i fabbisogni termici
mensili calcolati dell’edificio per l’EER mensile dell’impianto;
il metodo di calcolo del fabbisogno mensile si trova nella parte 1° (UNI/TS
11300-1:2008);
l’EER mensile si ricava in corrispondenza del carico % mensile dal grafico di
cui al punto “f”;
il carico % mensile si trova dividendo il fabbisogno mensile (calcolato sulle 24
ore giornaliere) per la capacità a pieno carico mensile (calcolata sulle 24 ore
di funz. come potenza resa a pieno carico moltiplicata per il n. di ore del
mese);
il grafico si ottiene congiungendo i 4 punti che rappresentano i valori di EER
del generatore di calore (macchina frigorifera) al 25%, al 50%, al 75%, a pieno
carico (o altri valori secondo quanto previsto da prEN 14825);
si utilizzano opportuni fattori correttivi per tener conto delle reali condizioni
di funzionamento e climatiche locali;
si calcola il fabbisogno termico stagionale, lo si divide per il consumo
stagionale e si ottiene l’efficienza stagionale.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
Il dettaglio del metodo di calcolo sviluppato nella parte 3 in oggetto è riportato
nell’ ALLEGATO I.
UNI/TS 11300: PARTE 4
UTILIZZO DI ENERGIE RINNOVABILI E DI ALTRI METODI DI GENERAZIONE PER
RISCALDAMENTO DI AMBIENTI E PREPARAZIONE ACQUA CALDA SANITARIA
Scopo di questa norma è la definizione dei dati d’ingresso e delle modalità di calcolo per
la determinazione:
•
•
del fabbisogno mensile di vettori energetici dei sottosistemi di generazione
con pompe di calore per riscaldamento e/o produzione di acqua calda
sanitaria;
della quota di fabbisogno di energia utile della distribuzione a carico di
sistemi di back-up, altri sistemi di generazione da calcolarsi con le
pertinenti parti della presente norma;
È stato preso come base il calcolo basato sui BIN orari mensili (con intervallo di 1K).
Procedura di calcolo
a. si determina il rapporto fra i valori di COP ai carichi parzializzati e a pieno
carico nei punti previsti dalla PrEN 14825;
Inoltre, per ogni bin mensile:
b. si determina il fabbisono energetico dell’edificio;
c. si determinano le temperature della sorgente fredda e del pozzo caldo;
d. si determina la potenza massima erogabile in riscaldamento;
e. si determina il fattore di carico teorico della pompa di calore come rapporto
fra la potenza richiesta (fabbisogno) e la potenza a pieno carico erogabile
dalla pompa di calore
f. si corregge il COP a pieno carico per ottenere quello a carico parzializzato;
g. si calcola la potenza e quindi l’ energia assorbita (consumo) ;
h. si sommano i consumi dei bin mensili, quindi quelli mensili per avere gli
annuali.
18
18
Libretti Tecnici Co.Aer
I REQUISITI D’ECCELLENZA:
ENERGIE RINNOVABILI
IL
MERCATO
DELLE
Oltre ai requisiti minimi e di sistema le aziende dovranno confrontarsi con i cosiddetti
requisiti di eccellenza che selezioneranno il mercato degli anni a venire, sia in ambito
pubblico che privato. Le tecnologie efficienti e le attività/servizi ad esse connessi
(formazione, comunicazione,...) mirate ad uno sviluppo ecosostenibile in termini
energetici ed ambientali saranno infatti al centro di politiche di sostegno e di
incentivazione; che tenderanno a isolare il vecchio mercato senza prescrizioni.
RES (RENEWABLE ENERGY SOURCES)
Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla
promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili
Scopo e campo di applicazione
La Direttiva RES stabilisce un quadro comune per la promozione dell'energia da
fonti rinnovabili e stabilisce obiettivi nazionali obbligatori per la quota complessiva
di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia
Secondo quanto disposto dalla direttiva in oggetto le fonti energetiche rinnovabili
sono quelle non fossili, come quelle eolica, solare, geotermica, aerotermica,
idrotermica, l'energia oceanica, idroelettrica, la biomassa, i gas di discarica, i gas
residuati dai processi di depurazione e i biogas.
La RES indica che la quantità di energia ambiente captata dalle pompe di calore da
considerarsi energia rinnovabile, ERES, andrà calcolata come segue:
ERES = Q
USABLE
* (1 - 1/SPF)
dove:
Qusable = il calore totale stimato prodotto da pompe di calore che rispondono ai
criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 4, applicato nel seguente modo: solo le pompe
di calore per le quali SPF > 1,15 * 1/η sarà preso in considerazione.
SPF = il fattore di rendimento stagionale medio stimato per tali pompe di calore
η = è il rapporto tra la produzione totale lorda di elettricità e il consumo di energia
primaria per la produzione di energia (media a livello UE - dati EUROSTAT).
Nota: entro il 1° gennaio 2013, la Commissione stabilirà alcune linee guida sul
valore che gli Stati membri potranno conferire ai valori Qusable e SPF per le varie
tecnologie e applicazioni delle pompe di calore, prendendo in considerazione le
differenze nelle condizioni climatiche, con particolare riferimento ai climi molto
freddi.
Recepimento
Gli Stati Membri dovranno recepire le disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative necessarie per conformarsi alla RES entro dicembre 2010.
In particolare, l’Italia, entro il 30 giugno 2010, dovrà adottare un piano d'azione
che fissi gli obiettivi nazionali in materia di quota di energia rinnovabile nel settore
dei trasporti, dell'elettricità e del riscaldamento e raffreddamento nel 2020.
Stato dei lavori
La Direttiva è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 5 giugno scorso
ed è entrata in vigore il 25 giugno 2009. In attesa del recepimento nazionale.
19
Libretti Tecnici Co.Aer
GPP (GREEN PUBLIC PROCUREMENT)
Il GPP (Green Public Procurement) è definito dalla Commissione Europea come:
“... l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali
in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie
ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e
la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente
lungo l’intero ciclo di vita”.
Scopo e campo di applicazione
Si tratta di uno strumento di politica ambientale volontario riguardante gli acquisti
effettuati dalla Pubblica Amministrazione; esso intende favorire lo sviluppo di un
mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale.
Recepimento
C’è un Piano d’Azione Nazionale che ha l’obiettivo di promuovere la diffusione del
GPP presso gli enti pubblici e intende favorire le condizioni necessarie per far sì
che il GPP possa dispiegare in pieno le sue potenzialità come strumento per il
miglioramento ambientale.
Stato dei lavori
A livello Europeo si prevede l’emanazione di un Regolamento che renderà più
cogente negli Stati Membri sia i target che i criteri di applicazione del GPP.
Nel frattempo è stato avviato il progetto comunitario Buy Smart - Green
Procurement for Smart Purchasing (acquisti verdi per prodotti eco-efficienti) il
cui obiettivo è di promuovere, implementare e sviluppare ulteriormente gli
strumenti di green procurement per l’acquisto di prodotti eco-efficienti non solo
presso le istituzioni pubbliche ma anche presso gli acquirenti privati.
Elementi di criticità
Recentemente la bozza del GPP circolata prevede che gli Enti pubblici possano
acquistare solo pompe di calore “ecolabel” (quindi pochissimi modelli disponibili in
Europa con queste caratteristiche) e climatizzatori estivi con requisiti in linea con
disposizioni di origine extra-europea sul risparmio energetico. Il Co.Aer, tramite
Eurovent, ha comunicato il proprio dissenso su queste posizioni.
ECOLABEL
Ricordiamo che l’ etichettatura ECOLABEL è di carattere “volontario” ma la legislazione
europea degli ultimi anni impone sempre più spesso standard e requisiti di
compatibilità e sostenibilità ambientale di prodotti e servizi che rimandano all’ Ecolabel,
come dimostrano sia la RES che il Green Public Procurement.
Anche a livello nazionale gli incentivi fiscali per il risparmio energetico con l’uso di
pompe di calore sono chiaramente correlati ai valori di efficienza richiesti dall’ Ecolabel.
Nota
Di recente l’ ISPRA ha presentato una proposta alla Commissione Europea finalizzata
all’introduzione del marchio Ecolabel anche per gli edifici; in tale proposta sono
compresi anche gli impianti per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo. Si
attende pertanto il parere della Commissione ed eventuali sviluppi.
20
20
Libretti Tecnici Co.Aer
ALLEGATO I
UNI/TS 11300: PARTE 3
DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO DI ENERGIA PRIMARIA E DEI RENDIMENTI
PER LA CLIMATIZZAZIONE ESTIVA
PROCEDURA DI CALCOLO
Il rendimento energetico del sistema “edificio-impianto” si può definire come il rapporto
fra l’energia termica fornita nell’arco della stagione all’ambiente da climatizzare
(negativa, cioè sottratta, nel caso di ciclo frigorifero) e l’energia consumata per questo
scopo.
Nel caso di macchine con compressore azionato elettricamente, l’energia “consumata”
viene espressa come kWh (elettrici), facilmente trasformabile, poi, in energia primaria.
Come si può stimare a priori il consumo stagionale di macchine come i climatizzatori,
che dipende direttamente – e doppiamente - dalle condizioni climatiche?
Abbiamo un utilissimo strumento, l’EER – Energy Efficiency Ratio – [kW / kW] che
esprime il rapporto fra la potenza (termica) resa e quella (elettrica) assorbita in
raffrescamento.
Questo rapporto, però, è un dato istantaneo, e per il nostro scopo occorre integrarlo per
tutto il periodo di funzionamento stagionale (o meglio, mensile, perché i fabbisogni
dell’edificio sono calcolati su base mensile secondo quanto stabilito nella Parte 1).
L’EER, caratteristica propria di ogni unità di climatizzazione, varia con la temperatura
ambiente, ma fortunatamente le variazioni di temperatura (e di EER) in estate sono
sufficientemente contenute, comunque tali da permetterci di assumere l’EER medio
mensile come l’EER delle temperature medie mensili, senza introdurre errori significativi.
Visto che anche il calcolo del fabbisogno termico dell’edificio – 11300-1 – come detto
viene sviluppato su base mensile, possiamo utilizzare una procedura alquanto
semplificata per calcolare i consumi mensili:
EER = Pr / Pa
→
Effm = Erm / Eam →
Eam = Erm / Effm
(da “EER = potenza resa / potenza assorbita”, ne consegue che “Efficienza mensile =
Energia resa nel mese / Energia consumata nel mese” e di conseguenza l’”Energia
mensile consumata = Energia mensile prodotta / efficienza media mensile”)
•
L’efficienza stagionale si trova dividendo il fabbisogno stagionale “corretto” per
il consumo totale stagionale.
•
Il fabbisogno stagionale “corretto è dato dalla somma dei fabbisogni mensili
“corretti”.
•
Il fabbisogno mensile “corretto” si ottiene aggiungendo al fabbisogno mensile
calcolato dell’edificio le perdite dovute all’impianto: ai sistemi di controllo
clima (termostati, …), ai terminali (fan-coils, …), ai sistemi di distribuzione
esterni agli ambienti climatizzati (canali aria o tubazioni acqua, …).
•
Il metodo di calcolo del fabbisogno mensile dell’edificio si trova nella parte
1° (UNI/TS 11300-1:2008).
•
Se del caso (es. ambienti commerciali), il fabbisogno va ulteriormente
“corretto” aggiungendo i carichi termici dovuti alla ventilazione, sia come
carico sensibile (raffrescamento), che come latente (deumidificazione).
21
Libretti Tecnici Co.Aer
•
Si trovano poi i consumi stagionali totali sommando quelli mensili totali.
•
I consumi mensili totali sono dati dai consumi mensili delle unità di
climatizzazione (cicli frigoriferi) ai quali vanno aggiunti quelli degli apparati
ausiliari (ventilatori, pompe, etc.).
•
I consumi mensili dei climatizzatori si trovano dividendo i fabbisogni mensili
per l’EER mensile, come detto in precedenza.
•
L’EER mensile si ricava dal grafico in corrispondenza del fattore di carico %
mensile.
Curva Efficienze a carico ridotto in funzione del fattore di carico:
22
22
•
Il fattore di carico % mensile si trova dividendo il fabbisogno mensile corretto
(calcolato sulle 24 ore giornaliere) per la capacità a pieno carico mensile
(calcolata sulle 24 ore di funzionamento, come potenza resa a pieno carico
moltiplicata per il n. di ore del mese: potenza termica x il numero di ore
mensili. Es: fabbisogno mensile = 2160 kWh; potenza frigorifera
macchina = 5 kW;
capacità mensile macchina = 5 kW x 24 h/gg x 30
gg/mese = 3600 kWh; F[%] = (2160 / 3600) x 100 = 60 %).
•
Il grafico si ottiene congiungendo i 4 punti che rappresentano i valori di EER
al 25%, al 50%, al 75%, e a pieno carico (o altri valori secondo quanto
previsto da prEN 14825).
•
I dati di EER a queste % del fattore di carico sono però ottenuti, secondo la
norma, a particolari condizioni climatiche, che in generale non coincidono
con quelle delle temperature medie mensili “actual”, cioè dell’edificio/località
in questione.
Libretti Tecnici Co.Aer
•
Si utilizzano allora opportuni fattori correttivi, per ogni EER “parzializzato” per
tener conto delle reali condizioni di funzionamento e climatiche locali.
•
Gli EER devono essere corretti, poi, anche per tener conto delle condizioni
dello specifico impianto (deviazioni rispetto allo standard normativo delle
temperature di utilizzo, dei salti termici/portate acqua o aria, etc.).
•
si possono allora calcolare i consumi mensili delle unità PdC usando la
formula inversa dell’EER:
EER = Pr / Pa
→ Effm = Erm / Eam
→ Eam = Erm / Effm
•
Sommandovi i consumi delle apparecchiature ausiliarie (normalmente fissi,
visto che che non dipendono dalle condizioni climatiche), si possono ottenere i
consumi mensili totali.
•
A questo punto si possono calcolare anche i consumi totali stagionali.
•
Dividendo il fabbisogno termico stagionale corretto per il consumo stagionale
totale si ottiene l’efficienza stagionale.
•
Il consumo totale stagionale, “elettrico”, moltiplicato per l’apposito fattore
correttivo indicato periodicamente dall’autorità competente (ministeriale ? ),
permette di ottenere il fabbisogno stagionale di energia primaria.
•
Di qui, secondo quanto verrà indicato dall’autorità competente, si potrà
calcolare il consumo specifico, es. kWh/m2/anno, o kWh/m3/anno,…, che
consentirà la classificazione energetica dell’edificio.
23
Associazione costruttori di apparecchiature ed impianti aeraulici
GRUPPO ITALIANO POMPE DI CALORE
il Gruppo Italiano Pompe di Calore opera in seno all’associazione Co.Aer, l’associazione dei costruttori di apparecchi di climatizzazione dell’aria, federata ad Anima.
Fra i suoi scopi ha :
⇒
⇒
⇒
la promozione e lo sviluppo del mercato delle Pompe di Calore
la promozione delle attività di formazione di installatori, progettisti e operatori del settore
la collaborazione con le istituzioni, gli enti e le associazioni europee allo scopo di promuovere l’efficienza energetica e lo sviluppo di impianti che applicano la tecnologia delle pompe di calore.
In particolare l’attività del Gruppo è orientata a seguire :
⇒
⇒
⇒
L’evoluzione tecnico legislativa relativa a:
Requisiti dei prodotti : direttiva EUP
Requisiti del sistema edificio impianto; direttiva EPBD
Requisiti del mercato di eccellenza: direttive RES e GPP
La conoscenza del mercato:
Studi statistici sulle vendite
Studi sui sistemi tariffari
Studi sugli andamenti climatici
Sviluppo di scenari sui potenziali risparmi di energia primaria
La comunicazione : per sensibilizzare
il legislatore e gli enti normatori
gli operatori del settore
gli utilizzatori
Il programma del Gruppo Italiano Pompe di Calore, in realtà è ampio ed articolato; le aziende che lo sostengono
stanno acquistando sempre più consapevolezza della coincidenza della loro attività con gli interessi nazionali,
per la riduzione dei consumi di energia primaria, per una minore dipendenza dell’approvvigionamento, per un
ambiente migliore.
Il Gruppo Italiano Pompe di Calore intende agire di concerto con le strutture ed associazioni europee che operano nel settore delle pompe di calore, dell’ambiente e dell’energia rinnovabile e che contribuiscono con il loro operato a diffondere cultura ambientale.
Il Gruppo Pompe di Calore aderisce :
⇒
all’EHPA (European Heat Pump Association), l’associazione che rappresenta gli interessi dell’industria
europea di HP
⇒
all’Eurovent (European Committee of Air Handling and Refrigeration Equipment Manufacturers)
A livello nazionale, l’associazione sta realizzando varie iniziative per promuovere il settore, che comprendono la
comunicazione (documenti, opuscoli, etc.), la collaborazione con Enti, Istituzioni, Opinion Leaders e la realizzazione di convegni e interventi sul territorio.
Associazione COAER
Via A. Scarsellini, 13
I - 20161 - Milano
Gruppo Italiano Pompe di calore
Via A. Scarsellini, 13
I - 20161 - Milano
tel 02 45418 556fax 02 45418 707
tel 0245418 556 fax 0245418 707
mail - [email protected]
www.coaer.it
mail - [email protected]
www.pompedicalore.org
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