VNION ACADÉMIQVE INTERNATIONALE
C ∆ RΠ VS VASORVM
ANTIQVORVM
ITALIA
VIBO VALENTIA - MVSEO STATALE «VITO CAPIALBI»
A CURA DI
MONICA DE CESARE
OPERA PVBBLICATA DALLA VΝΙΟΝΕ ACCADEMICA NAZIONALE
«L'ERMA»
ITALIA -
FASCICOLO LXVII
di BRETSCHNEIDER - ROMA
VIBO VALENTIA - MVSEO STATALE «VITO CAPIALBI» -
FASCICOLO I
Testo di 50 pagine di stampa così ripartite
3-4
5-8
Introduzione
Abbreviazioni bibliografiche
9-48
Testo
Indici
49
Tavole segnate Italia da 3008 a 3047
1-5
ceramica corinzia
5-23
24-30
ceramica attica a figure nere
ceramica attica a figure rosse
31-32
ceramica attica configurata
31-32
33
ceramica attica configurata
ceramica apula configurata
34
35-36
36-37
ceramica protocampana
ceramica siceliota
ceramica italiota (?)
38-40
ceramica spula
Commissione Italiana per il CIA:
Presidente — PAOLO ENRICO ARIAS
Membri — FULVIO CΑNCIANI, FILIPPO GIUDICE, MARINA MARTELLI, ENRICO PARIBENI
Segretaria di redazione — ELISABETTA MANGANI
Le fotografie sono state eseguite da Μ. de Cesare
La redazione del presente fascicolo
è stata effettuata con il contributo del CNR.
ISBN 88-7062-729-2
© COPYRIGHT 1991 «L'ERMA» di BRETSCHNEIDER - ROMA
Via Cassiodoro 19
INTRODUZIONE
La Collezione Capialbi fu costituita dal conte Vito Capialbi 1 nella prima metà
dell'800 con materiali provenienti da scavi, talvolta da lui stesso condotti nel
territorio di Vibo Valentia (ma molto probabilmente anche Rosarno, Locri e
Stilo), o anche acquisiti mediante donazioni, acquisti sul mercato antiquario,
permute e cessioni. La Collezione fu concessa in deposito dagli eredi (ad eccezione di gemme, monete, bronzi ed iscrizioni 2) al Museo Archeologico Statale di
Vibo Valentia, nel 1969, al momento de lla sua costituzione. I pezzi pííì significativi sono attualmente esposti nella sala II Cesare Capialbi del suddetto Museo, al
secondo piano di Palazzo Gagliardi; gli altri pezzi si trovano nei magazzini di
esso.
Il nucleo della Collezione conservato al Museo vibonese si compone di materiali greci, ellenistici, romani e medievali: ceramiche, terrecotte votive ed architettoniche, bolli laterizi.
Il complesso vascolare della Collezione presentato in questa sede comprende í
vasi corinzi 3 , i vasi plastici e la ceramica figurata, che costituisce uno dei nuclei
numericamente più cospicui de lla Collezione. Essa consiste in 35 vasi a figure
nere di importazione attica 4 e 27 a figure rosse, tra attici, italioti e sicelioti.
Solamente per tre esemplari è possibile rintracciare le circostanze esatte del
rinvenimento, che attesterebbero una provenienza locale. Si tratta di un piatto
(tavv. 8,3; 9,1-2) e di una lekythos (tav. 10,1-4) a figure nere, e di una lekythos
* Vorrei esprimere un vivo ringraziamento al prof. S. Settis, che mi ha affidato e seguito nella
presente ricerca, oggetto, per una parte, de lla mia tesi di laurea, discussa nel luglio '88. Si ringraziano inoltre il Soprintendente Archeologo de lla Calabria, dott.ssa E. Lattanzi e l'Ispettore Archeologo di zona, dott.ssa M.T. Ianelli, per avermi permesso con grande disponibilità di studiare e
pubblicare i materiali; un ringraziamento particolare va al prof. P.E. Arias per il generoso interessamento e per l'aiuto offertomi, consigliandomi nella presente ricerca. Desidero ringraziare anche il
prof. G. Bejor, il prof. F. Canciani, il prof. G. Nenci, il dott. M. Paoletti e la dott.ssa M.C. Parra
per í preziosi suggerimenti.
Fotografie e disegni a cura dell'A. ; in particolare, per í disegni, si ringrazia per il valido aiuto
M. Epifani, del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Università di Pisa.
Per notizie bio-bibliografiche su V. Capialbi v. S. SErrIs, s.v. Capialbi Vite, in Dizionario
Biografico degli Italiani XVΙΙΙ, 1975, 521 -525 =Archeologia in Calabria, figure e temi, RomaReggio Calabria 1987, 13-23.
2 Uno studio de ll e gemme de ll a Collezione è di Pugliese Carratelli (G. PUGLIESE CARRATELLI,
Gemme magiche in Calabria, in ArchStorCalabria XXII, 1953, 23-30); il medagliere è stato
studiato da Procopio (G. PRocoplo, Il medagliere della Collezione Capialbi a Vibo Valentia, in
Annistltlum II, 1955, 172-181); le epigrafi sono state pubblicate dal Capialbi stesso (V. CAPIALBI,
Inscriptionum Vibonensium specimen, Nespoli 1845), dal Mommsen (CIL X, 7-12) e dal Buonocore (M. BUoNocoRE, La collezione epigrafica Capialbi a Vibo Valentia, in RendPontAcc LX, 19871988, 267-282). Quanto ai bronzetti, alcuni di essi sono stati studiati da Arias (P.E. A RIAS,
Bronzetti inediti di provenienza italiota, in Crd Á V, 1940, 1-5 = Cinquanta anni di ricerche archeologiche sulla Calabria (1937-1987), Rovito (CS) 1988, 79-89).
3 Fra questi è compresa, per motivi di sintesi e di completezza, anche una kotyle a fasce di
tipo corinzio, ma di produzione locale.
4 Sono contenuti in quest'ambito anche alcuni esemplari di black bodied lekythoi e pa tt ern
lekythoi, perché riconducibili a lle stesse offi cine produttrici di lekythoi a figure nere ed a fondo
bianco. V. a riguardo C.H.E. I-IASPELS, Attic Black-figured Lekythoi, I-II, Paris 1936, 181 sgg. e C.
KURTZ, Athenian white lekythoi, Patterns and Painters, Oxford 1975, 115 sgg. La Kurtz sottolinea
in questa sede la perfetta corrispondenza nella resa de lla decorazione sussidiaria fra questo tipo di
vasi e le lekythoi figurate.
a figure rosse (tal. 26,1-4). Di queste infatti troviamo menzione nel Giornale
degli scavi di Montelione di V. Capialbi 5 . Altri generici accenni a ritrovamenti o
ad acquisti di vasi si possono trovare nell'epistolario, fonte importante per conoscere alcuni aspetti relativi a ll a formazione della Collezione.
Qui di seguito viene data la serie completa delle classi ceramiche sopra citate.
Si tratta di vasi tutti inediti — ad eccezione dei tre sopra menzionati e dei pezzi
tali. 27,2; 27,3-4; 31,1-4, che sono stati attribuiti, per quanto possibile, ed
ordinati per forma e per tipo o per «atelier» di produzione in successione cronologica. In assenza di contesti si è reso infatti necessario privilegiare i dati formali,
le caratteristiche tipologiche e stilistiche. Ciononostante, ipotizzando una generica provenienza dei materiali dall'area di Hipponion-Medma-Locri e di Stilo 6 , e
ponendo la riserva di una altrettanto possibile acquisizione a lla Collezione di
alcuni pezzi mediante donazioni, permute, cessioni ed acquisti, è possibile ricavare alcuni dati interessanti sui flussi di prodotti indirizzati, assorbiti e richiesti
nell'area locrese-ipponiate. L'analisi del materiale è stata infatti condotta in vista
della costruzione di una griglia di concordanze riscontrabili nelle importazioni,
imitazioni, diffusione di prodotti nella zona locrese-ipponiate-medmea, anche
rispetto al restante ambito magno-greco e siceliota. Accanto alla descrizione
tecnica e formale ed all'individuazione tipologica e cronologica dei singoli pezzi,
si è cercato dunque di fornire dati quantitativi sulle attestazioni dei gruppi e delle
classi individuate, nell'area in esame '.
MONICA DE CESARE
5 V. CAPIALBI, Cenno sulle mura d'Ipponio, in Memorie dell'Instituto di Corrispondenza Archeologica I, 2, 1832, 183-186, in parte ripubblicato in Documenti inediti per servire alla Storia dei
Musei d'Italia pubblicati per cura del Ministero della Pubblica Istruzione, IV, Firenze-Roma 1880,
100-101 ed in M. DE RUGGIERO, Degli scavi di antichità nelle province di terra-ferma dell'antico
Regno di Napoli dal 1743 al 1876. Documenti, Napoli 1888, 597-598. Un riesame del Giornale
degli scavi ed in particolare di questi passi è in M. PAOLEAAI, Il «Giornale degli scavi di Montelione»
di Vito Capialbi: una rilettura, in AnnPisa XIX, 1989, 471-501.
ό A
Stilo infatti Capialbi aveva una villa.
Nelle Epistole del Capialbi troviamo spesso generica menzione di ritrovamenti da lui effettuati
dί «stoviglie». D'altra parte il particolare interesse manifestato dal Capialbi per í vasi (per lo meno
all'inizio), è apertamente dichiarato dall'autore nella lettera che egli scrisse ad O. Gerhard il 24
ottobre 1829. In questa sede Capialbi parla di «un centinaio circa di vasi figurati, o neri di varie
dimensioni, tutti sotto í miei occhi ritrovati nei sepolcri della Magna Grecia (strettamente
compresa), o nella Brettia». (V. CAPIALBI, Opuscoli vani III, Napoli 1849, 78).
Accertata poi, risulta essere la provenienza di alcuni vasi figurati da Locri, come si pub ricavare
dalla lettera del 1833, scritta dal Capialbi a Pietro Bellotti, Commissario onorario dell'Instituto di
Corrispondenza Archeologica di Roma (V. CAPIALBI, op. cit., 385-386).
7 Un importante e recente contributo allo studio de ll a ceramica locrese di importazione attica
a lla luce del ruolo svolto da questa città lungo le rotte verso l'occidente è in F. GIUDICE, Vasi e
frammenti «Beazley» da Locri Epizefiri, I, Catania 1989 (con analisi qualitative e dati statistici sulla
distribuzione di vasi di varie classi e gruppi presenti a Locri, fra cui la Classe di Phanyllis, il Pittore
dί Teseo, il Pittore di Eschine, il Pittore della Seireniske e la Classe N degli Head Vases). V. inoltre
Ρ.E. Α mns, L'arte locrese nelle sue principali manifestazioni artigianali. Terrecotte, bronzi, vasi, arti
minori, in Locri Epizefiri. Atti XVΙ Cony. St. Magna Grecia, Napoli 1977, 556 sgg. = Cinquanta
anni di ricerche archeologiche sulla Calabria (1937-1987), Rovíto (CS) 1988, 292 sgg.
ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE
ΑA.W. 1983
AA.W., Locri Ερizefiri. Ricerche archeologiche su un abitato della Magna
Grecia, Lien í 1983.
ΛA.W. 1985
ΑA.W., Naxos (Messina). Gli scavi extraurbani oltre il Santa Venere (197375), in ‚Sc 1985, 253-496.
AA.W. 1986
ΑA.W., Selinunte-Malophoros. Rapporto preliminare sulla II campagna di
scavi, in SicA XIX, 60-61, 1986, 13-88.
Α.Α.W. 1987
ΑA.W., Il Museo Nazionale di Reggio
Calabria, a cura di E. LATTANZI, RomaReggio Calabria 1987.
AA.W. 1988
ΑA.W., Veder greco - Le necropoli di
Agrigento, Roma 1988.
AA.W. 1989
ΑA.W., Locri Ερizefiri IL Gli isolati 12
e 13 dell'area di Centocamere, a cura di
M. BARRA BAGNASCO, Firenze 1989.
AB'
J.D. BEAZLEY, Attic Black-figure VasePainters, Oxford 1956.
Add. I
Beazley Addenda, compiled by L. BURN
& R. GLYNI at the Beazley Archive,
Oxford 1982.
Add. II
Beazley Addenda II, compiled by T.H.
CARPENTER at the Beazley Archive, Oxford 1989.
AMυx 1961
D.A. AMYx, I vasi corinzi di Reggio Calabria, in Klearchos III, 1961, 5-16.
ΑMYx 1988 D.A. AMYx, Corinthian Vase painting of
the Archaic Period I-III, Berkeley-Los
Angeles 1988.
AMYx-LAWRENCE 1975
D.A. AMυx-P. LAWRENCE, Archaic corinthian pottery and the Anaploga well,
Corinth VII, II, Princeton (NJ) 1975.
ARV 2
J.D. BEAZLEY, Attic Red-figure VasePainters, I-III, Oxford 1963.
BACC Ι 1977
G. BACCI, Ceramica protocorinzia, subgeometrica ed orientalizzante, in Locri
Epizefiri I, Firenze 1977, 73-82.
BALENSIEFEN 1990
L. BALENSIEFEN, Die Bedeutung des
Spiegelbides als ikonographisches Motiv
in der Antiken Kunst, Tiibingen 1990.
ΒΑΝΤΙ 1966
L. Bλντι, s.v. Sirene con barba a punta,
Pittore delle, in ΕEΑ VAI, 1966, 345.
BEAZLEY 1921
J.D. BEAZLEY, An askos by Makron, in
AIA XXV, 1921, 325-336.
B ΕΑΖLΕΥ 1929
J.D. BEAZLEY, Charinos, in JHS XLIX,
1929,38-78.
BEAZLEY 1932
J.D. BEAZLEy, Not in Providence, in AIA
XXXVΙ, 1932, 139 -142.
B ΕΑZLΕΥ 1944
J.D. BEAZLEY, Groups of early Attic
Black-figure, in Hesperia XIΙΙ, 1944,
38-57.
BEAZLEY, Paralipomena
J.D. BEAZLEY, Paralipomeni, Oxford
1971.
Beazley gifts
H.W. CATLING, Select exhibition of Sir
John and Lady Beazley's gifts to the
Beni culturali 1978
BENSON
1953
BENSON
1956
BERMOND MONTANARI
1950
BERNABÓ BREA-
CAVALIER
BLEGEN
1965
et
Άlií
1964
BOARDMAN
1975
BOARDMAN
1980
BOARDIAN - HAYES
1966
BOARDIAN - HAYES
1973
BONACASA
BOULIER
BROMMER
1970
1963
1973
BURROWS-URE 1907-8
BURROWS -URE 1909
CALLIPOLITIS FEYTMANS
1948
CALLIPOLITIS FEYTMANS
1974
CAIBITOGLOU
1954
Ashmolean Museum 1912-1966, Oxford 1967.
Beni culturali a Monteleone di Calabria, Chiaravalle Centrale (Cz) 1978,
147-159.
J.L. BENSON, Die Geschichte der korinthischen Vasen, Basel 1953.
J.L. BENSON, Some Notes on Corinthian
Vase-Painters, in AJA LX, 1956, 219230.
G. BERMOND MONTANARI, Vasi attici
conflgurati a testa umana nel Museo
Civico di Bologna, in ArchCl II, 1950,
194-197.
L. ΒΕ RΝΑBÓ BREA-I. CAVALIER, La necropoli greca e romana nella contrada
Diana, Meligunìs-Lipàra II, Palermo
1965.
C.W. BLEGEN et Iii, The North Cemetery, Corinth XI ΙΙ, Princeton (N.J.)
1964.
J. BOARDMAN, Athenian Red-figure
Vases. The Archaic Period, London
1975.
J. BOARDMAN, Athenian Black-figure
Vases, London 1980.
J. BOARDMAN-J.W. RAYES, Excavations
at Tocra 1963-1965. The archaic deposits I, Oxford 1966.
J. BOARDMAN-J.W. ΗλYEs, Excavations
at Tocra 1963-1965. The archaic deposits II and later deposits, Oxford 1973.
N. BONACASA, L'area sacra, in Rimera
I. Campagne di scavo 1963-1965,
Roma 1970, 51-237.
C.G. BOULIER, Graves in Lenormant
Street, Athens, in Hesperia XXXIΙ,
1963, 113-137.
F. BROMMER, Vasenlisten, Marburg
1973.
R.M. BURROWS-P.N. URE, Excavations
at Rhitsona in Boeotia, in BSA XII,
1907-8, 226-318.
R.M. BuRROWS-P.N. URE, Excavations
at Rhitsona in Boeotia, in JHS XXIX,
1909, 308-353.
D. CALLIPOLITIS FEYTIANS, À propos de
deux assiettes attiques à figures noires
des Musées Royaux d'Art et d'Histoire,
in AntCl 17, 1948, 183-192.
D. CALLIPOLITIS FEYTMANS, Les plats attiques à figures noires, Paris 1974.
A. CAMBITOGLOU, Groups of Apulian
Red-figured Vases decorated with heads
of women or of Nike, in JHS LXXIV,
1954, 111-121.
VIBO VALENTIA - MUSEO STATALE «VITO CAPIALBI»
6
CAMPBELL 1938
M.T. CAMPBELL, A Well of the Blackfigured Period at Corinth, in Hesperia
7, 1938, 557-611.
V. CAPIALBI, Cenno
sulle mura d'Ipponjo. Vi si aggiunge Giornale degli
scavi di Montelione, in Memorie dell'Instituto di Corrispondenza Archeologica I, 2, 1832, 157-193 (segue Avviso,
194).
CAVALIER 1981
M. CAVALIER, Appendice ΙΙ. Le terrecotte liparesi di argomento teatrale e la ceramica. Ι dati di rinvenimento e la crinologia, in L. ΒειτνλΒb BREA, Menandro e il teatro greco nelle terrecotte
liparesi. Genova 1981, 259-309.
CoRBETT 1949 P.E. CIRBETT, Attic potte ry of the later
fifth centu ry from the Ahenian Agora, in
Hesperia 18, 1949, 298-351.
CRISTIFANI 1968
M. CRISTIFANI, 1 Campani a Reggio, in
StEtr XXXVI, 1968, 37-53.
CYGIELMAN 1981
M. CYGIELMAN, Carta archeologica del
territorio a nord del fiume Mèsima, in
Medma ed il suo territorio, a cura di M.
CAPIALBI 1832
D'ANDREA 1989
thenaea, in Proceedings of the 3rd Symposium on ancient Greek and related
pottery, Copenhagen August 31-September 4 1983, Copenhagen 1988,
PAOLΕΤΤΙ E S. SETTIS, BARI 1981, 4792.
M. D'ANDREA, Recenti campagne di
FRANCIOSI
1977
FRICKENHAUS
et Iii
gebnisse der Ausgrabungen des Instituts,
1912
I, Athen 1912.
Η. FRONING, Katalog der griechischen
1982
FRONING
and italischen Vasen. Museum Folkwang Essen, Essen 1982.
GABRICI, Rinvenimenti nelle zone archeologiche di Panormo e di Lilibeo, in
'Sc 1941, 261-302.
P. GARDNER, Vases added to the Ashmolean Museum, in JHS XXV, 1905,
1941
GABRICI
GARDNER
1905
65-85.
G.V. GENTILI, Megara Hyblaea (Sira-
GENTILI 1954α
cusa). Tombe arcaiche e reperti sporadici nella proprietà della «Raimom», e
tomba arcaica in predio Vinci, in 'Sc
1954, 80-113.
G.V. GENTILI, Megara Hyblaea. Scoper-
GENTILI 1954b
scavo alla necropoli occidentale di Hippinion, in AnnPisa XIX, 1989, 765D'ANDRIA 1975
DAVIEs 1985
Metaponto. Scavi nella
zona del Kerameikos (1973), in 'Sc
couché dans le proche-orient et le
monde grec du VII au IV siècle avant
J.C., Roma 1982.
C. DUGAS, Les vases de l'Heraion,
Délos X, Paris 1928.
DUGAS 1952
C. DUGAS, Les vases attiques à figures
rouges, Délos XXI, Paris 1952.
DUNBABIN et Alii 1962 Τ. J. DUNBABIN et Alii, Perachora. The
FERRARI P111EV 1988
GIUDICE
1966
GIUDICE
1971
GIUDICE, Una pisside del Museo
di Ragusa e il problema dei rapporti
tra officine campane e siceliote nel IV
sec. a.C., in CronAStorArt V, 1966, 72-
1975, Supp1., 335-447.
M.I. DAVIES, Ajax at the boume of life,
in ΕΙA ΩΑΟΠΟΙΑ. Actes du colloque
117.
Dε FRANCISCIS 1960
A. D ε FιτANC ιsc ιs, Metauros, in Attil
Grecia, N.S. 3, 1960, 21-67.
Dε Juilis 1982
E.M. Dε JuLlis, L'attività archeologica in Puglia, in legale Hellas. Nome e
immagine. Atti XXI Coni. St. Magna
Grecia, Taranto 1982, 291-321.
DENTIER 1982 J. Μ. DENTIER, Le motif du banquet
FALLIco 1971
ta di nuove tombe arcaiche nella necropoli meridionale, in 'Sc 1954, 390402.
786.
F. D'ANDRIA,
sur les problèmes de l'image dans le
monde Méditerranéen classique.
Chateau de Lourmarin en Provence: 23 Septembre 1982, Rome 1985, 83-
DUGAS 1928
Sanctuaries of Hera Akraia and Li renia. Excavations of the British
School of Archaeology at Athens 19301933, II, Oxford 1962.
A.D. FALLICO, Siracusa. Saggi di scavo nell'area della Villa Maria, in NSc
1971, 581-639.
G. FERRARI P111EV,
465-477.
C. FRANcIosI, in Locri Epizefiri. Atti
XVΙ Coni. St. Magna Grecia, Napoli
1977, 586-589.
A. FRICKEIHAUS et Alii, Tiryns, Die Er-
Pallas und Panα -
GIUDICE
1978
GIUDICE
1983
GIUDICE
1985
GRAFF
1886
GRAFF
1909
76.
F. GIUDICE, Giovani e cavalli: adden-
da al gruppo del guerriero che si arma,
in CronAStorArt X, 1971, 64-73.
F. GIUDICE, La classe di Phanyllis ed il
problema delle importazioni di ceramica
attica in Sicilia alla fine del VI e agli
inizi del V sec. a.C., in Un decennio di
ricerche archeologiche (Quad. Ric.
GRAS 1974
GREIFENHAGEN
1933
GREIFENHAGEN
1935
Scient., 100), Roma 1978, 631-640.
F. GIUDICE, ' pittori della classe di Phanyllis I, Catania 1983.
F. GIUDICE, Nuovi «addenda» alla
classe di Phanyllis, in Scavi e Ricerche
Archeologiche 1976-1979 (Quad. Ric.
Scient., 112), Roma 1985, 439-445.
B. GRAFF, Peleus and Thetis, in JdI 1,
1886, 192-204.
B. GRAFF, Die antiken Vasen von der
Akropolis zu Athen, I, Berlin 1909.
M. GRAS, Les importations du VI siècle
avant J.C. à Tharros (Sardaigne), in
MEFRA LXXXVI, 1974, 78-139.
A. GREIFENHAGEN, Antiken in Braunsberg, in AA 1933, cc. 419-453.
A. GREIFENHAGEN, Attische schwarzfigu-
rige Vasen im Akademischen Kunst Museum zu Bonn, in AA 1935, cc. 407491.
7
ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE
GREIFENHAGEN
GREIFENHAGEN
1977
1981
1966
GUERRINI
Guzzo 1982
HAMPE
1976
1936
HASPELS
HASPELS 1938
HOPPER
1949
1984
JACOUEMIN
KNIGGE 1976
KOSSATZ DEISSMANN
1981
ΚUNISCH
KURTZ
LAGONA
1972
1975
1973
Α.
GREIFENHAGEN, Zeichnungen nach
attisch rotfigurigen im Deutschen Archiiologischen Institut, Rom, in ΑΑ
1977, 204-246.
Α. GREIFENHAGEN, Addenda 77 zu Zeichnungen nach Vasen, in ΑΑ 1981,
305-316.
L. GUERRINI, S.V. Encelado, in ΕA Α III,
1960, 335-336.
P.G. Guzzo, Le città scomparse della
Magna Grecia, Roma 1982.
HAMPE, Tönemer Phormiskos aus
Metapont, in AA 1976, 192-202.
C.H.E. HASPELS, Attic Black-figured
Lekythoi, I-II, Paris 1936.
C.H.E. HASPELS, Note, in JHS LVIII,
1938, 256-258.
R.J. HOPPER, Addenda to Necrocorinthia, in BSA XLIV, 1949, 162-257.
Α. JACOUEMIN, Céramique des époques
archaique, classique et hellénistique, iχι
L'antre corycien II, BCH, Suppl. LX,
1984, 27-155.
U. KNIGGE, Der Südhiigel, Kerameikos
IX, Berlin 1976.
Α. KOSSATZ DEISSMANN, 5.1. Achilleus,
in LIMC I, 1981, 37-200.
N. Kυνι sc η, Eine neue Fikellura-Vase,
in AA 87, 1972, 553-567.
C. KURTZ, Athenian white lekythoi, Patterns and Painters, Oxford 1975.
LAGONA, La collezione Santapaola
nel Museo archeologico di Lentini, Ca-
the Casting of Greek Bronze Statuary in
the Early Fifth Century B.C., AIA 84,
MC PHEE- TRENDALL
1980,435-444.
Q. MAURE, Greek vases in Arkansas, in
AJA LXXV, 1971, 86-91.
I. Mc PHEE-A.D. TRENDALL, Greek
Red-figured Fish-Plates, Basel 1987.
I. Mc PHEE-A.D. TRENDALL, Addenda
1990
to Greek Red-Figured Fish-Plates, AntK
MAULE
1971
MC PHEE -TRENDALL
1987
ΜΙΝ GΑΖΖΙΝΙ
1930
MINGAZZINI
1967
LATTAIZI
LISSARAGUE
1990
Lτss ι 1961
Lo PORTO 1959-60
Lo PORro 1967
MAFFRE
1971
MARUGGI
MASSEI
1982
1978
67-128.
F.G. Lo PORTO, Ceramica arcaica della
necropoli di Taranto, in ASAtene XXI XXII, 1959-60, 7-230.
F.G. Lo PORTO, Tombe di atleti tarentini, in AttiMGrecia, N.S. 8, 1967, 3198.
Achill and Aias
pflichtvergessen?, in TINI. Festschrift
fur Roland Hampe, I-II, Mainz a. Rh.
MOMMSEN
1988
Zur Deutung der Exechias-Amphora im Vatikan, in Proceedings of the 3rd Symposium on Ancient
Greek and Related Pottery, Copenhagen
August 31-September 4 1983, Copen-
1980, 139-152.
MOORE-PHIL[PPIDES
1986
MORESCHINI
1988
ORLANDIN τ
1957
ORLANDINI
1963
MATTUSCH
1980
ORSI
1898
ORSI 1906
ORSI
1907
hagen 1988, 445-464.
M.B. MOORE-M.Z.P. PHILIPPrnEs, Attic
Black-figured Pottery, Athenian Agora
XXI ΙΙ, Princeton (N.J.) 1986.
MOREscHINI, Catalogo delle tombe
arcaico-classiche della necropoli di via
Argentina a Taranto, in AnnPisa XVΙΙΙ,
1988, 891-936.
P. ORLANDINI, Tipologia e cronologia
del materiale archeologico di Gela, in
ArchCl IX, 1957, 44-75.
P. ORLANDINI, Gela. La stipe votiva arcaica del predio Sola, in MonAnt XLVI,
1963, cc. 2-78.
P. ORSI, La necropoli di Licodia Eubea,
in RM XIII, 1898, 305-366.
P. ORSI, Gela. Scavi del 1900-1905, in
Mof λnt XVΙΙ, 1906, cc. 6-758.
P. ORSI, Sicilia. Relazione preliminare
ORSI 1913α
1907, 741-778.
P. ORSI, Locri Epizephyrii, in 'Sc
1911, Suppl., 3-76.
P. ORSI, Scavi di Calabria nel 1913 (re-
1913b
lazione preliminare). Locri Epizephyrii,
in 'Sc 1913, Suppl., 3-54.
P. ORSI, Rosarno (Medina), in 'Sc
ORSI
1911
ORsI
(1984), 51-80.
L. MASSEl, Gli askoi a fi gure rosse nei
PAOLETTI
1989
PARIBENI
1965
C. MATTUSCH, The Berlin Foundiy cup:
H. MOMISEN,
sulle scoperte archeologiche avvenute
nel sud-est della Sicilia nel biennio 1/2
1905-1/2 1907. VI. Siracusa, in 'Sc
J.J. MAFFRE, Vases grecs de la collection
Zénon Piérides a Larnaca (Chypre), in
BCH XCV, 1971, 627-702.
G.A. MARUGGI, Taranto- Rinvenimenti
nella necropoli, in Taras II, 1982
corredi funerari delle necropoli di
Spina, M ilano 1978.
1967, 344-361.
H. MOMISEN,
1980
Ε.
LANGLOTZ, G riechische Vasen in
Würzburg, Roma 1932.
LAτΤAΝΖΙ, L'attività archeologica in
Calabria, in La Magna Grecia e il lontano Occidente. Atti XXIX Coni. St.
Magna Grecia, c.s.
LISSARAGUE, L'autre guerrier. Archers, peltastes, cavaliers dans l'imagerie attique, Paris-Rome 1990.
E. Lτss ι, La Collezione Scaglione a
Locri, in AttiMGrecia, N.S. 4, 1961,
P. MINGAZZINI, Oual'era la forma del
vaso chiamato dai Greci kothon?, ΑΑ
MOMMSEN
tania 1973.
1932
LANGLOTZ
33, 1990, 31-51 e tau. 8-12.
P. MINGAZZINI, Vasi della Collezione
Castellani. Catalogo, Roma 1930.
ORSI' 1917
1913, Suppl., 55-144.
P. ORSI, Locri Epiz. Campagne di sca-
vo nella necropoli Lucifero negli anni
1914 e 1915, in 'Sc 1917, 101-167.
M. PAOLETTI, Il «Giornale degli scavi di
Montelione» di Vito Capialbi: una rilettura, in AnnPisa XIX, 1989, 471-501.
PARIsENI, s.i. Peleo, in EM VI,
1965,9-12.
8
VIBO VALENTIA - MUSEO STATALE «VITO CAPIALBI»
PARIBEN[
PAYNE
E. PARIBENI, S.V. Teti, in ΕΛΑ VI Ι,
1966, 775-779.
PAVNE, Necrocorinthia, Oxford
1931.
J.C. POURSAT, Les représentations de
1966
1931
POURSAT
1968
A.D. TRENDALL, Attic vases in Australia
and New Zealand, in JHS LXXI, 1951,
178-193.
A.D. TRENDALL, The Cassandra Painter
and his circle, in JbBerlMus 2, 1960, 733.
A.D. TRENDALL, The Red-figured Vases
TRENDALL 1951
TRENDALL 1960
danse armée dans la céramique attique,
in BCH XCII, 1968, 550-615.
Α. RICCARDA, Vasi configurati a testa
RICCARDI 1980
umana di provenienza o produzione canosina nel Museo di Bari, in Canosa I,
umana dalla Peucezia nel Museo Archeologico di Bari, in Taras I, 1981,
RICHTER 1967
RICHTER-MILNE 1935
1959
ROEBUCK
1940
ROEBUCK
1951
SCHEFOLD
1937
SCHEFOLD
1978
SCHEIBLER 1964
SCHEIBLER 1968
SHEAR 1928
SHEAR 1940
SPARKES-TALCOTT
1970
SP ιοο 1977a
SPIGO 1977b
TALGOTT 1935
201-215.
RICHTER, Das Kopfgefiiss zur Typologie einer Gef issform, Köln 1967.
G.M.A. RICHTER-M.!. MILNE, Shapes
and Names of Athenian Vases, New
York 1935.
L. ROCCHETTI, S.V. Busiride, in ΕΛΑ II,
1959, 225-227.
C. ROEBUCK, Pottery from the North
Slope of Acropolis, 1937-1938, in Hesperia IX, 1940, 141-260.
C. ROEBUCK, The Asklepieion and
Lerna, Corinth XIV, Princeton (N.J.)
1951.
K. SCHEFOLD, Statuen auf Vasenbildern, in JdI 52, 1937, 30-75.
SCHEFOLD, Glitter- and Heldensagen
der Griechen in der spätarchaischen
Kunst, Miinchen 1978.
I. SCHEIBLER, Exaleiptra, in JdI 79,
TRENDALL 1936
Oxford 1967.
A.D. TRENDALL, The Red-figured Vases
TRENDALL 1970
TRENDALL 1973
TRENDALL 1983
TRENDALL 1987
TRENDALL 1989
TRENDALL-CAMBITOGLOU 1982
TRENDALL-CAMBITOGLOU 1983
TUSn 1970
URE 1910
URE 1912
1964, 72-108.
I. SCHEIBLER, Kothon-exaleiptron. Addenda, in AA 1968, 389-397.
T.L. SHEAR, Excavations in the theatre
URE 1927
district and tombs of Corinth in 1928,
URE 1937
in AIA XXXII, 1928, 474-495.
T.L. SHEAR, The campaign of 1939, in
Hesperia IX, 1940, 261-307.
A. SPARKES-L. TALCOTT, Black and
plain pottery, Athenian Agora XI Ι, Princeton (N.J.) 1970.
U. SPIGO, Ceramica italiota, in Locri
Epizejiri I, Firenze 1977, 128-146 e
figg. 28-30.
U. SPIGO, in Locri Epizefiri. Atti XVI
Coni. St. Magna Grecia, Napoli 1977,
583-586.
TALGOTT, Attic black-glazed stamped
ware and other pottery from a fifth century well, in Hesperia IV, 1935, 477TRENDALL 1935
of Lucania, Campania and Sicily, I-II,
Bari 1980, 7-21.
Α. RICCARDI, Vasi configurati a testa
RICCARDI 1981
ROCCHETTI
TRENDALL 1967
523.
A.D. TRENDALL, Early Paestan Pottery,
in JHS LV, 1935, 35-55.
A.D. TRENDALL, Paestan Pottery. A
study of the Red-figured Vases of Paestum, London 1936.
1912, 102-119.
P.N. URE, Sixth and fifth century pottery from Rhitsona, London 1927.
P.N. URE, Aryballoi and figurines from
Rhitsona in Boeotia, Cambridge 1934.
A.D. URE, Rec. a C.H.E. Haspels, Attic
URE 1934
Black-figured Lekythoi I-II, Paris 1936,
URE 1938
URE 1955
VALLET
1958
VALLET-VILLARD
VANDERPOOL
WEINBERG 1943
YOUNG 1951
1964
1946
Vos 1963
Per í periodici sono state adottate le abbreviazioni della
Deutschen Archäologischen Instituts).
of Lucania, Campania and Sicily. First
Supplement, London 1970.
A.D. TRENDALL, The Red-figured Vases
of Lucania, Campania and Sicily. Second Supplement, London 1973.
A.D. TRENDALL, The Red-figured Vases
of Lucania, Campania and Sicily. Third
Supplement, London 1983.
A.D. TRENDALL, The Red-figured Vases
of Paestum, Rome 1987.
A.D. TRENDALL, Red-figured Vases of
South Italy and Sicily, London 1989.
A.D. TRENDALL-A. CAMBITOGLOU, The
Red-figured Vases of Apulia. 2 Late
Apulian, Oxford 1982.
A.D. TRENDALL-A. CAMBITOGLOU, First
Supplement to the Red-figured Vases of
Apulia, London 1983.
V. Tusλ, III -Tombe delle necropoli di
Selinunte, in SicA III, 11, 1970, 11-20.
P.N. URE, Excavations at Rhitsona in
Boeotia, in JHS XXX, 1910, 336-356.
P.N. URε, Mykalessòs, in AEphem
in JHS LVII, 1937, 263-265.
A.D. URE, Note, in JHS LVIII, 1938,
258-259.
A.D. URE, Krokotos and White Heron,
in JHS LXXV, 1955, 90-103.
G. VALLET, Rhégion et Zancle, Paris
1958.
G. VALLET-F. VILLARD, Mégara Hyblaea. La céramique archaique, Paris
1964.
E. VANDERPOOL, The Rectangular Rockcut Shaft (The upper fill), in Hesperia
XV, 1946, 265-336.
M.F. Vos, Scythian Archers in Archaic
Attic Vase-Painting, Gröningen 1963.
S.S. WEINBERG, The geometric and
orientalizing pottery, Corinth VII, I,
Cambridge-Massachusetts 1943.
R.S. YOUNG, Sepulturae intra Urbem, in
Hesperia XX, 1951, 67-134.
Archäologische Bibliographie (Jahrbuch des
CERAMICA CORINZIA
ΤAVOLA
1
1-4; Fig. 1. Αιvτrκοτusκοs. Inv. C 11. Alt, cons. cm . 7,1;
diam. max. cm. 5,8; diam. piede cm. 2,4. Mancano orlo,
collo e anse; superficie abrasa. Argilla biancastra; vernice
quasi completamente evanide.
Spalla decorata con raggiera di trattini (tracce graffite).
Sul corpo 'graffiti pertinenti ad una figurazione: teoria di
animali (volatile ad ali spiegate con testa felina?, cervo pascente ed altra figura zoomorfa non ben interpretabile).
Riempitivi a rosette con graffiti a croce.
CM; 600-575 a.C.
Per la forma cfr. PAVNE 1931, 314, figg. 157-158. Per la
figura del cervo cfr. DuGAS 1928, 102, nn. 269-270, tav.
XXIV, B; Lτssτ 1961, 116, n. 191, tal. LV (da Locri).
Esemplari affini per sintassi decorativa sono in DuGAs
1928, 140-141, nn. 468-470, tav. XXV, C; CIA Cambridge
1, tav. V, 19; WEINBERG 1943, 78, nn. 335-336, tal. 42;
Lo PORTO 1959-60, 144-145, n. 1, fig. 121a, 172-173, n.
3e fig. 149c (da Taranto); L τssτ 1961, 114 -116, nn. 185190, tal. LV (da Locri); BONACASA 1970, 95, nn. Ac 1-Ac
4, tav. XXVIII, 3 e 5 (da Himera); MoRΕ SCΗΙΝ I 1988, 908909, n. 49, tav. CCXVIII, 2b (da Taranto). Cfr. inoltre
Aivivx 1988, 227-228, tal. 96 (esemplari attribuiti al Pittore
degli amphoriskoi di Palermo). Altri esemplari provenienti
da Locri, analoghi per il tipo di decorazione e databili nel
CM, sono citati in Αιντm 1961, 16. Per questa classe di vasi,
. ~
/
ιΙ
~
~
Fig. 1. Inv. C 11
(1:1)
~
ιο
VIBO VALENTIA - MUSEO STATALE «VITO CAPIALBI»
/
WEINBERG 1943, 57, n. 194, tav. 28; DUNBABIN 1962, 153,
n. 1624, tav. 63; Awwx-LAWRENCE 1975, 21, n. 36, tav. 6.
Per questo gruppo di vasi v. PAVNE 1931, 290, nn. 564599, gruppo E; URE 1934, 29-30 e 94, gruppo IV.IVa, tav.
VI; HOPPER 1949, 199-200, gruppo c.
Fig. 2. Inv. C 3
(1:1)
2; Fig. 3. ARVBALLOS GLOBULARE. Inv. C 5. Alt , cons. cm .
6,3 circa; diam. max. cm . 6,8 circa. Mancano bocchello ed
ansa; decorazione quasi completamente scomparsa; superficie abrasa, incrostazioni. Argilla beige-biancastra; vernice
nera opaca.
Spalla decorata con raggiera di trattini. Sul corpo tracce
di una decorazione a fasce.
Prima metà del VI sec. a.C.
attestati dal CM al CT I, con progressivo allungamento e
snellimento della forma v. DUGAS 1928, 78-79; PAYNE
1931, 314, nn. 1073-1089, figg. 157-158 (CM), 324, nn.
1351-1360, fig. 166 (CT I); HOPPER 1949, 245; Avivx
1988, 496-497.
Τnνο LA
2
1; Fig. 2. ARYBALLOS GLOBULARE. Inv. C 3. Alt, cons. cm .
4,8 circa; diam. max. cm . 5,8 circa. Mancano bocchello e
ansa; lacuna alla base; super fi cie abrasa e graffiata. Argilla
biancastra; vernice quasi completamente evanide.
Sul corpo graffiti pertinenti ad una figurazione: sirena ad
ali spiegate. Riempitivi a rosette con graffiti a croce.
CA-CM; 620-590 a.C. ca.
Forma B 2 del Payne; v. PAVNE 1931, 287 e fig. 125;
Kuνιsc 1972, 560 e fig. 6d. Per esemplari simili cfr.
Fig. 3. Inv. C 5
(1:1)
11
TAVOLE 2, 2
Forma Β 2 del Payne; v. esemplare precedente. Per la
decorazione cfr. ORSI 1906, c. 632 (da Gela); URE 1910,
355, nn. 16-18; CIA Copenhague 2, tal. 95,2-3; DuGAs
1928, 83 sgg., tay. XI Ι, Β -D; WEINBERG 1943, 80, nn. 6566, tay. 43 (CT I); Lo PoRTO 1959-60, 97, n. 3 e fig. 71c
(CA; da Taranto); DUNBABIN 1962, 157, n. 1670, gruppo I
(CT I); BLEGEN et Aligi 1964, 176, n. 147-18, tal. 21;
BOARDMAN-HAVES 1966, 29-30, nn. 66-69, tay. 9 (CA);
CIA Basel 1, tay. 16,3 (CM-CT I); JACQUEMIN 1984, 52, n.
94 (CT I). Per questo gruppo e questa classe di vasi v.
PAYNE 1931, 291, gruppo J, nn. 639-642 (CA), 320,
gruppo F, nn. 1261-1262 (CT I); URE 1934, 26-28 e 92,
gruppo IV.IIb, tal. V.
3; Fig. 4. ARYBALLOS GLOBULARE. Inv. C 2. Alt, cons. cm .
4,5; diam. max. cm . 5,9 circa. Mancano bocchello ed ansa;
decorazione quasi completamente scomparsa. Argilla biancastra.
Forma e decorazione sim ili all'aryballos precedente.
Fig. 5. Inv. C 8
Fig. 4. Inv. C 2
(1:1)
4-5; Fig. 5. ARYBALLOS GLOBULARE. Inv. C 8. Alt. cm.
7,7-7,9; diam. bocchello cm. 4; diam. max. cm . 7,6 circa.
Superficie abrasa e graffiata; incrostazioni. Argilla arancio
chiaro-rosata; vernice quasi completamente cyanide.
Sul labbro, bordo esterno del bocchello, spalla e fondo
tracce di vernice nera. Sul corpo graffiti pertinenti ad una
figurazione: sfilata di tre opliti in marcia verso destra, armati di elmo e scudo rotondo, uno dei quali con linee incise
verticali.
Primo trentennio del VI sec. a.C.
Le dimensioni maggiori e la cura nella resa dei volti delle
figure costituiscono caratteri «arcaici» rispetto a lla copiosa
produzione più stilizzata e sciatta già del CM, ma soprattutto del CT I.
Forma Β 1 del Payne; v. PAYNE 1931, 287 e fig. 124;
KUNISCH 1972, 559-560, fig. 6b. Per esemplari affini cfr.
(1:1)
DUGAS 1928, 203, n. 274, tal. XXIV, F; Lτssτ 1961, 117,
n. 198, tav. LVI (da Locri); BLEGEN et Alii 1964, 174, n.
142-d, tav. 19, 176, n. 147-13, tal. 21; CIA Bucarest 1,
tav. 20,3; per la resa simile del volto degli opliti e degli
scudi cfr. inoltre AMYx-LAWRENCE 1975, 21-22, n. 37, tav.
6. Per il soggetto v. PAYNE 1931, 116; AMYx 1988, 442-443
e 647. Per questo gruppo di vasi (aryballoi con parata di
guerrieri in armi) v. DUGAS 1928, 70-71; PAYNE 1931, 288,
gruppo B, nn. 517-519 e 526, tav. 26,6 (= ΑMYx 1988, 99,
nn. 17-19; CA), 320, nn. 1244-1249, fig. 160, gruppo Β
(CT I); URE 1934, 38-41 e 97-99, gruppo IV.VI, tav. VIII;
HOPPER 1949, 200-201, gruppo e; BLEGEN et I ii 1964,
113; MAFFRE 1971, 629-631.
TAVOLA 3
1-2; Fig. 6. ARYBALLOS GLOBULARE. Inv. C 4. Alt. cm. 66,2; diam. bocchello cm. 3,4; diam. max. cm . 6,3 circa.
Lacuna al bocchello; superficie abrasa; incrostazioni. Argilla
biancastra; vernice nero-bruna opaca, quasi completamente
evanide.
Labbro decorato con cerchi concentrici (tracce). Sul
bordo esterno del bocchello, ansa, spalla e fondo tracce di
vernice bruna. Bocchello e collo distinti da linee incise. Sul
corpo sfilata di tre o quattro opliti con scudo rotondo.
Della figurazione si conservano solo gli scudi con disco
centrale segnato a graffiti.
CT I; 575-550 a.C.
12
VIBO VALENTIA - MUSEO STATALE «VITO CAPIALBI»
Fig. 6. Inv. C 4
(1:1)
Forma B 2 del Payne; v. Ταν. 2,1. Per esempi provenienti da Vibo Valentia cfr. D'ANDREA 1989, 773-774, tal.
CIX, 4; altri esemplari, inediti, provengono dal deposito
votivo in contrada Scrimbia. Per esempi provenienti da
Locri cfr. L τss τ 1961, 116 -117, nn. 194-198, tav. LVI; altri
esemplari, inediti, sono conservati nell'Antiquarium di
Locri. Cfr. inoltre URE 1910, 354, nn. 4-9, fig. 18 (con
diverse varianti), ed in particolare nn. 5-8; CIA Heidelberg
1, tav. 12,12; CIA Reading 1, tav. 4,10-11a; Lo PORTO
1959-60, 167, n. 7 e fig. 144f, 179, n. 19, e 205, nn. 6-9 e
fi g. 180 1-o (da Taranto); DE FEAiciscls 1960, 35, n. 75,
tav. IX,f (da Metauro); DUNBABIN 1962, 156, n. 1647,
gruppo E; ORLANDINI 1963, cc. 58-59, nn. 20-26, tav. XXI,
a-e (da Gela); CIA Bucarest 1, tav. 20,4; BOARDMAN-HAYES
1966, 29, nn. 52-60, tav. 9; BONACASA 1970, 97, n. Ac 12,
tav. ΧΧΝ,6, e 98, nn. Ac 22-Ac 24 (da Himera); MAFFRE
1971, 629 e fi g. 1; CIA Kassel 1, tal. 9,10; AA.VV. 1986,
fi g. 12 (da Selinunte); AA.VV. 1988, 274, n. 210-1 (da
Agrigento); MORESCHINI 1988, 907, nn. 40-46, tav.
CCXVIII, la-g (da Taranto). Numerosi esemplari sono in
DUGAS 1928, 103 sgg., tav. XXIV, C-G (con diverse varianti) ed in BLEGEN et Alii 1964. Per questo gruppo di vasi
v. Ταν. 2,4-5.
3-4; Fig. 7. ARYBALLOS GLOBULARE. Inν. C 1. Alt. cm.
6,2-6,5; diam. bocchello cm. 4,2 circa; diam. max. cm . 6,7
circa. Lacuna al bocchello; decorazione quasi completamente scomparsa; superficie abrasa, graffiata e crepata. Argilla giallastro-rosata; vernice nera opaca.
Sul labbro tracce di vernice nera (decorazione a cerchi
concentrici?). Ansa decorata esternamente con motivo a
zig-zag. Su lla spalla raggiera di trattini (tracce). Sul corpo
decorazione a quadrifoglio: tracce di quattro petali lanceo-
Fig. 7. Inv. C 1
(1:1)
lati, uniti in alto da linee ad arco, sormontate da trattini
radiali.
CM-CT I; 580-570 a.C.
La forma presenta ancora elementi di relativa arcaicità,
quali l'ansa larga e leggermente sormontante il piano del
bocchello, mentre la decorazione vegetale mostra i caratteri
de lla fase CT dell'ornato.
Forma A del Payne; v. PAVNE 1931, 287, fig. 123;
HOPPER 1949, 198; ΚUΝΙSCΗ 1972, 558 e fig. 6a. Numerosi esemplari analoghi sono esposti nell'Antiquarium di
Locri, altri sono conservati nel Museo Archeologico di Vibo
Valentia. Per la decorazione cfr. anche ORSI 1906, c. 632 e
fi g. 447 (=PΑΥΝΕ 1931, 287, n. 485Α, da Gela); BURROWSURE 1909, 313, nn. 25-104; URE 1910, 353, n. 29 e fig.
14; MiNGAZZiNI 1930, 140-141, nn. 366-369, tav. ΧΧIX,9;
LANGLOTZ 1932, 13, nn. 103-104, tav. 10; CIA Wien, Coll.
Matsch, tav. 2,4-5; CIA Heidelberg 1, tav. 13,1-4 e 7; CIA
Reading 1, tav. 5, ed in particolare tav. 5,2; Lo PORTO
1959-60, 173, nn. 14-18 e fig. 149e (da Taranto); DuiBABIN 1962, 156, nn. 1648-1661, gruppo F (con diverse
varianti); BOARDMAN-HAYES 1966, 30, nn. 78-82 e 87-95,
tav. 9 (tipo II, «with dots on shoulder»); CIA Gela 1, tav.
39 (da Gela); CIA Mainz 1, tav. 17,8; CIA Basel 1, tav.
16,7; FR0NIIG 1982, 95-96, n. 32; JACOUEMIN 1984, 50,
nn. 89-90 e fig. 89, 63, nn. 142-143; ΑΑ.VV. 1988, 278,
n. 1, 280, n. 2, 304, n. 2 (da Agrigento). Numerosi esemplari i n BURROWS -URE 1907-8; DUGAS 1928, 88 sgg., taw.
XXII,E-G, Χ III,Α-B, LXIV,206 (con diverse varianti);
BLEGEN et Alίί 1964; MoRESCHINJ 1988 (da Taranto). Per
la cronologia ed il tipo di questi vasi (quatrefoil aryballoi) v.
BURROWS -URE 1909, 309-310; URE 1912, 113 e figg. 1011; DUGAS 1928, 68-69 e 82; PAVNE 1931, 287, n. 485 Α e
fi g. 54D (CA), 304 (CM), 320, gruppo F, n. 1263, figg.
TAVOLA 4
13
161 e 54E-F (CT); URE 1934, 43-45 e 101-103, gruppo
IV.VIII, tau. IX-X; HOPPER 1949, 201, gruppo f; BLEGEN
et Alii 1964, 114; BOARDIAN-HAYES 1966, 22; CIA Gela 1,
tau. 38,1-5 (con ricca bibliografia); Gι~As 1974, 120-121,
n. 54; CIA Grosseto 1, tau. 19,5-6; ΑMVx 1988, 443 e 647.
Per íl motivo decorativo, la sua origine ed evoluzione v.
PAVNE 1931, 146-148, fig. 54.
5; Fig. 8. ARYBALLOS GLOBULARE. Inv. C 702. Alt. cm. 6;
diam. max. cm . 5,6. Ricomposto da due frammenti; lacuna
al bocchello ed al corpo. Decorazione quasi completamente
scomparsa; superficie abrasa ed in generale molto consunta; incrostazioni. Argilla giallo-verdastra.
Corpo a profilo asimmetrico.
Sul corpo decorazione a quadrifoglio: tracce di quattro
petali lanceolati.
CT I; 575-550 a.C.
Forma Β 2 del Payne; v. Tav. 2,1. Decorazione sim ile
all'aryballos precedente.
Fig. 9. Inv. C 9
(1:2)
Forma C del Payne; v. PAVNE 1931, 291, fig. 128 (CA), ed
ín particolare 304, fig. 140 (CM), 321 e 331 (CT); HOPPER
1949, 200; ΚuνιscH 1972, 560, fig. 6f; ΑMV( 1988, 444445. Perla forma e la sintassi decorativa v. inoltre URε 1934,
35-36 e 95-96, gruppo IV.IV. Un esemplare affi ne è esposto
al Museo Archeologico di Vibo Valentia (aryballos globulare,
mv. 1089, da lla necropoli occidentale); cfr. inoltre CIA
Wien, Coll. Matsch, tay. 3,4 (=BENSON 1953, 56, n. 95.3);
CIA Reading 1, tay. 5,9. Per questo gruppo di vasi v. GRmFENHAGEN 1933, c. 423 e figg. 4-5; BENSON 1953, 55-56, n.
95; IDεM 1956, 229; Bλντι 1966, 345, fig. 433; Αmνx 1988,
241-242, tau. 107,2.
3; Fig. 10. PICCOLA OINOCHOE A BASE PIATTA. 'fu. C 12.
Alt. con ansa cm. 7,9; alt. senza ansa cm. 6,6; diam. piede
Fig. 8. Inv. C 702
(1:1)
TAVOLA 4
1-2; Fig. 9. ARYBALLOS A BASE PIATTA. Inv. C 9. Alt. cm.
11,2; diam. bocchello cm. 5,2; diam. max. cm . 10,4 circa;
diam. piede cm. 6,5. Super fi cie abrasa; ampie scrostature;
incrostazioni. Argilla arancio chiaro-rosata; vernice nera
opaca e rosso-bruna.
Labbro decorato a cerchi concentrici; sul bordo esterno
del bocchello, serie di punti. Sull'esterno dell'ansa, tracce di
una decorazione a vernice rosso-bruna. Sulla spalla, raggiera di trattini (tracce). Sul corpo, sirena barbata ad ali
spiegate, volta a destra, retrospiciente. Particolari graffiti;
riempitivi a rosette rese con doppio cerchiello centrale e
petali radiali graf fi ti.
Attribuibile al Pittore de lle Sirene con barba a punta.
CT I; 575-550 a.C.
Fig. 10. Inv. C 12
(1:1)
14
VIBO VALENTIA - MUSEO STATALE «VITO CAPIALBI»
cm. 5,5. Scheggiatura alla bocca. Argilla beige-rosata; vernice nera opaca e rosso-bruna.
Collo ed ansa a vernice nera, ad eccezione di una fascia
bruna sul labbro e all'attacco inferiore dell'ansa. Collo distinto da una sottile modanatura a vernice bruna. Su ll a
spalla, raggiera di trattini tra linee a vernice bruna. Sul
corpo, decorazione geometrica: doppia fascia di tratti verticali paralleli a vernice nera tra fasce a vernice bruna. Sul
piede, fasce di vernice nera.
CT II; ultimo quarto del VI sec. a.C.
Per esemplari affini cfr. BURROws-URE 1907-8, 272, n.
23, tav. l l,e; FRICKENHAUS et Alii 1912, 104, n. 220, fig.
42; DUCAS 1928, 144, nn. 485-487, tav. XXXV (= PAVNE
1931, 336, nn. 1544-1546); CIA Cambridge 1, tav. IV, 33;
GENTILI 1954a, 83, n. 1, fig. 1,6 (da Megara Hyblaea);
DUNBABIN 1962, 274, n. 2612, tav. 112; BLEGEN et Alii
1964, 109 e 212, n. 253-2, tav. 35; JACQUEMIN 1984, 76,
nn. 269-270. Per la cronologia ed il tipo di queste oinochoai (sma ll broad-bottomed oinochoai with linear pattern)
v. PAVNE 1931, 336, nn. 1542-1548, fi g. 190, tipo Β.
4-5; Fig. 11. PHIALE MESOMPHALOS MINIATURISTICA. Inv.
C 96. Alt. cm. 2; diam. orlo cm. 7,5; spess. cm . 0,2 circa.
Argilla beige rosata; vernice nera opaca, bruna all'esterno.
Fig. 11. Inv. C 96
(1:1)
Orlo decorato a tacche; appena al di sotto di esso, due
fori di sospensione. All'interno, decorazione a fasce e linee.
Esterno a risparmio, ad eccezione di una fascia sotto l'orlo.
CT II; dopo la metà del VI sec. a.C.
Per la forma e la decorazione simili cfr. PAVNE 1931,
338, n. 1555, fig. 197; ROEBUCK 1951, 134, nn. 44-47,
tav. 49, ed in particolare n. 45; CIA Bucarest 1, tav. 20,11.
Numerosi esemplari affini in DUNBABIN 1962, 298-299, tav.
120.
ΤAνο LA
5
1; Fig. 12. PICCOLA KOTYLE. Inv. C 704. Alt. cm. 5,9;
diam. orlo cm. 6,4; diam. piede cm. 2,7. Manca un'ansa;
orlo lacunoso; piede scheggiato. Argilla arancio chiaro; vernice rosso-bruna e paonazza opaca.
Fig. 12. mv. C 704
(1:1)
TAVOLE
Sotto l'orlo, tra le anse, decorazione a tratti verticali a
vernice rosso-bruna. Sulla vasca, tracce di una decorazione
a fasce rossastre.
Fine del VI-inizi del V sec. a.C.
Di produzione locale.
L'esemplare in esame appartiene a lla numerosissima
serie di kotylai votive a fasce, di imitazione corinzia, largamente attestate sia a Locri (cfr. ΒλCCι 1977, 76, n. C 5;
ΑA.VV. 1983, 28 e tav. VII, 1; AA.VV. 1989, 83-84, n. 24,
tal. XX, con indicazione dei confronti con prototipi corinzi,
ai quali sono da aggiungere ROEBUCK 1951, 134, nn. 3842, tav. 49; LATTAizi), che a Vibo Valentia (dal deposito
votivo in contrada Scrimbia, ma soprattutto dall'area sacra
del Cofino). Per esempi provenienti dalla Sicilia cfr. BERNABÓ BREA -CAVALIER 1965, 129 e 201, tav. XLΙΙΙ, 2 -3; LAGoNA 1973, 22-23, nn. 4-5, tav. III (da Lentini). Esemplari
da Taranto in MoRESCHINI 1988, 917-918, nn. 83-94, tal.
CCXXII, 1 a-n. In seguito ai rinvenimenti acquisiti negli
ultimi scavi di depositi votivi a Locri, si è potuto distinguere
un carattere seriore negli esemplari a base stretta, come il
pezzo qui esaminato, riferibili ad un arco cronologico che si
spinge fino agli inizi del V sec. a.C. Gli esemplari a base
larga sarebbero invece da porsi entro la fine del VI sec. a.C.
(V. LAΤΤΑΝΖΙ) .
CERAMICA ATTICA A FIGURE NERE
2-3; Fig. 13. OINGCHDE MINIATURISTICA. Inv. C 15. Alt.
cm. 4,3; diam. max. cm . 2,8; diam. piede cm. 1,8. Lacuna
sulla bocca; manca l'ansa; labbro e piede parzialmente
ι
5, 6
15
abrasi. Argilla beige-arancio; vernice nera opaca; sovraddipinture paonazze e bianche.
Corpo a profilo asimmetrico.
Spalla decorata con trattini verticali paralleli, delimitati
inferiormente da una fascia paonazza. Sul corpo fascia con
teoria di sei cigni resi a macchia con ritocchi in bianco per
le ali, inframezzati da gruppi di trattini paralleli parzialmente evanidi. Sotto, due fasce paonazze (la prima delimitata da due linee a vernice nera) ed una a vernice nera.
Piede verniciato.
Attribuibile al Gruppo del Cigno.
Primo terzo del VI sec. a.C.
Per la forma simile e per la decorazione cfr. CIA Bucarest 1, tav. 22,5; AA.VV. 1988, 270, n. 8 (da Agrigento, da
un contesto tombale databile nella seconda metà del VI
secolo a.C.); cfr. inoltre ORSI 1907, 743, fig. 4 (da Siracusa). Per questo gruppo di vasi v. GRAEF 1909, 61-63;
ROEBUCK 1940, 172-173; BEAZLEY 1944, 55-57;A ΒV, 655658, 713-714 ed in particolare 658, nn. 128-139; ΒΕΑΖΙΕΥ,
Paralipomeni, 315; Add. I, 69: Add. II, 146-147. Attestazioni di tale gruppo di vasi sono note anche per l'area
reggino-zancles (VALLET 1958, 145).
4 e Tav. 6,1-2; Fig. 14. EXALEIPTRoN COI COPERCHIO.
Inv. C 19. Alt. con coperchio cm. 10,9; alt. senza coperchio
cm. 9,7; diam. orlo cm. 10,9; diam. max. cm . 21,2; diam.
piede cm. 9. Ricomposto da due frammenti. Argilla beigerosata; vernice nera abbastanza lucente.
Coperchio a vernice nera con finta presa ad anello al
centro, a risparmio, inquadrata da due sottili modanature
concentriche marcate da una linea a risparmio. All'esterno
sulla spalla, fascia figurata, inquadrata da due linee a vernice nera all'interno e da due linee incise all'esterno: teoria
di sette animali (equidi, bovidi, capre), quattro allineati in
un senso e tre nell'altro. Metà inferiore del corpo, basso
stelo e parte superiore del piede verniciati. Interno verniciato.
Terzo quarto del VI sec. a.C. ca.
Per la forma simile cfr. RICHTER-MILNE 1935, fig. 146;
SCHEIBLER 1964, 90, n. 14, ma forse anche n. 11; mancano
confronti precisi, specialmente per quanto riguarda la
forma insolita del coperchio, che imita prototipi metallici.
Per il soggetto e lo stile sim ili cfr. LANGLOTZ 1932, 54, n.
296, tav. 85. Per il tipo di decorazione con teoria di animali
e per la controversa questione della funzione e della denominazione ditale tipo di vasi v. RICHTER-MILNE 1935, 2122; SCHEIBLER 1964; MINGAZZINI 1967; SCH ετBLER 1968.
ΤΑνοιλ
Fig. 13. Inv. C 15
(1:1)
1-2. V. Ταν. 5,4.
6
16
VIBO VALENTIA - MUSEO STATALE «VITO CAPIALBI»
Fig. 14. Inv. C 19
Τnνοτ.A 7
1-2; Fig. 15. PICCOLA HYDRIA. Inv. C 16. Alt. cm. 14;
diam. bocca cm. 8,7; diam. spalla cm. 9,6; diam. piede cm.
5,6. Parte della bocca ed ansa verticale ricomposte. Argilla
arancio-rosata; vernice nera lucente.
Bocca, collo, anse e piede a vernice nera. Spalla interamente verniciata ad eccezione di una metopa centrale, decorata con boccioli di loto. Sul corpo, tra le due anse orizzontali, metopa a risparmio con cinghiale volto a sinistra.
(1:2)
Particolari anatomici del cinghiale resi a graffiti. Alla base
del corpo, fascia a risparmio decorata con denti di lupo.
Attribuibile al Gruppo del Delfino.
530 a.C. ca.
Per la forma cfr. RICHTER-MILNE 1935, figg. 78-79, tipo
I; per il tipo di decorazione e per lo stile cfr. YOUNG 1951,
89-90, n. 7-1, tay. 40,b (= SHEAR 1940, 303 e fig. 44;
AB', 458, n. 23; píù arcaica) e 93, tay. 41,c (=ABV, 457,
n. 1); CIA Hamburg 1, tay. 29, 1-2 (= BEAZLEY, Paralipomena, 199; Add. I, 56, n. 457. II ter); per la forma simile e
TAVOLE 7, 8
17
(criniera del leone, collo del cinghiale) in paonazzo. Sul
bordo esterno dell'orlo, tralcio stilizzato di edera tra due
linee a vernice nera. Collo e interno verniciati in nero, ad
eccezione di una bassa fascia paonazza (mm. 5) immediatamente sotto l'orlo.
Attribuibile all'officina del Pittore di Antimenes.
520 a.C. ca.
Per la forma e la decorazione cfr. ΜινGAZZιντ 1930,
216-219, nn. 447-452, tavv. LI, 1-7, LII, 1-4, LIV, 2; CIA
Louvre 12, tav. 177, 1-2 (di provenienza campana); LAGoNA 1973, 32-33, n. 25, tav. V (da Lentini); CIA Boston
2, tal. 108,10-11 (maggiore rigidità nel disegno, forme più
snelle degli animali; più arcaico); per la decorazione sul
labbro cfr. CIA Villa Giulia 3, tal. 23,3-4; CIA Firenze 5,
tav. 22,1; CIA Malibu, tav. 3,1. Per questo gruppo di vasi
v. AB', 266 sgg., 691-692 e 715; BEAZLEY, Paralipomena,
117 sgg. e 518-519; Add. I, 34-36; Add. 11, 69 sgg.
Fig. 15. Inv. C 16
(1:2)
lo stile cfr. anche CIA Heidelberg 1, tay. 39,1 (= BEAZLEY,
Paralipomena, 200, n. 4, considerata vicina al Pittore del
Delfino). Per questo gruppo di vasi v. HASPELS 1936, 1418, 193-194 ed in particolare 16; AB', 457-458 ed in
particolare 458, n. 25; BEAZLEY, Paralipomena, 199-200 e
514; Add. I, 56; Add. 1I, 115.
3 e Tav. 9,1-2; Fig. 17. PIATTO. Inv. C 35. Da Vibo
Valentia; scavo 5 ottobre 1827. Alt. cm. 2,3; diam. orlo cm.
22,4; diam. piede cm. 17,5; spess. cm . 0,4-1. Superficie in
alcuni punti abrasa; sovraddipinture parzialmente evanidi.
Argilla arancio; vernice nera abbastanza lucente, rossiccia
dove è più diluita; sovraddipinture paonazze e bianche.
Sull'orlo, decorato con catena di fiori di loto, solco in
prossimità del labbro e foro di sospensione. Sul medaglione
interno, scena di commiato, su un tralcio di edera stilizzato:
al centro, oplita armato di elmo, schinieri, doppia lancia e
Fig. 16. hv. C 18
TAVOLA 8
1-2; Fig. 16. FRAMMENTO DI ORLO DI CRATERE A COLONNETTE. Inv. C 18. Alt. max. cm . 5; largh. max. cm . 4,9;
spess. cm . 0,6. Argilla arancio; vernice nera non molto lucente; soiraddipinture paonazze.
Sul labbro, leone e cinghiale affrontati; accurata definizione dei particolari anatomici con graffiti; ampie zone
(1:2)
scudo tra coppie di figure maschili avvolte nell'himation e
con lancia. Uso del graffito per í dettagli de lle figure, e delle
sovraddipinture in bianco per l'episema dello scudo raffigurante un tripode, ed in paonazzo per í capelli, i lembi de lle
vesti, il ritocco dell'episema. All'esterno, sul piede, impronte
continue oblique di una cordicella, ottenute a crudo (forse
causate dal distacco dal tornio) . Fondo esterno a risparmio
con duplice cerchio concentrico a vernice nera.
Fig. 17. Inv. C 35
(1:2)
VIBO VALENTIA - MUSEO STATALE «VITO CAPIALBI»
18
/
Fig. 18. mv. C 846b
Attribuito al Pittore dí Ready (Callipolitis Feytmans).
520-510 a.C.
L'esemplare in esame trova confronto con un frammento
di piatto conservato al Museo Archeologico di Vibo Valentia (Inv. 45006, dal deposito votivo in contrada
Scrimbia). Per la forma, la decorazione accessoria e lo stile
cfr. inoltre CIA Leiden 2, tal. 70,1-4 (= CALLIPOLITIS
FEYTMANS 1948, 186-187 e tay. II F; Add. I, 15, n. 131.1);
DUGAS 1928, 185, n. 633, tay. 51, Β (= ABV, 130): vicini
al Pittore di Ready. Per questo gruppo di vasi v. AB', 129130 e 685-686; BEAZLEY, Paralipomeni, 53-54; CALLIPOLITΙS FEYTMANS 1974, 130 e 327-328; Add. I, 15; Add. II,
35.
CAPIALBI 1832, 183-184; CALLIPOLITIS FEYTMANS 1974, 328, n. 32
(su segnalazione di Ch. Clairmont); Beni culturali 1978, 157;
GREIFENHAGEN 1981, 312-313, n. b, fig. 13 (disegno); PAILETTI
1989, 475-477 e 495-496, tau. VIII, XI e XI ΙΙ, 1.
ΤAνο LA 9
1-2. V. Ταν. 8,3.
3; Fig. 18. FRAMMENTO DI ORLO DΙ sκυν-οs. Inv. C 846
b. Alt. max. cm . 3,9; largh. max. cm . 7,8; spess. cm . 0,40,5 circa. Argilla arancio scuro; vernice nera abbastanza
lucente.
Orlo distinto, a profilo concavo, decorato con tralcio
stilizzato di edera tra due fasce a vernice nera. Sotto,
traccia di una decorazione a figure nere (rimane la parte
terminale di un tralcio di edera reso a linea continua e
punti). Interno verniciato, ad eccezione di una fascia risparmiata sull'orlo.
Il frammento in esame mostra affinità con skyphoi a figure nere di fine VI secolo a.C. (v. URE 1927, 59-62, classi
Β e Cl, tav. XVΙΙΙ), riferibili alla produzione del Krokotos
Group e all'officina del Pittore di Teseo (White Heron
skyphoi) .
Fig. 19. lnv. C 846a
(1:2)
(1:2)
Ultimo quarto-fine del VI sec. a.C.
Numerosi frammenti analoghi sono conservati al Museo
Archeologico di Vibo Valentia e provengono dal deposito
votivo in contrada Scrimbia; v. ad esempio Inv. 17181,
17182, 44617, 44641, 44669 e inv. 44746 (Coll. Albanese).
Per la forma e la decorazione cfr. CIA Lecce 1, III He, tay.
3,1-2; CIA Paris-Musée Rodin, tay. 12,9-10 (=ABV, 521,
n. 1); VANDERPOOL 1946, 289-291, nn. 61-67, tau.
XXXVΙΙ -XLΙ; Lτss τ 1961, 123, n. 220, tal. LX (da Locri);
CIA Lain 1, tau. 25,8-10; Lo PORTO 1967, 54-55, n. 8, tay.
XVΙΙ,α-b, e 65-66, n. 1, tay. XXIV,c (da Taranto); CIA
Heidelberg 4, tal. 166,19; BOARDMAN-HAVES 1973, 48, n.
2169, tay. 28; BOARDMAN 1980, 108 e figg. 181-182, 147 e
figg. 245-247; AA.VV. 1985, 427, n. 81 e fig. 145 (da
Naxos); MOORE-PHILIPPIDES 1986, 279-280, nn. 14831484 e 1486-1490, tau. 100-101. Per questo gruppo di
vasi v. MINGAZZlNl 1930, 313-317, n. 590, tay. XC; HASPELS
1936, 142-144 e 249-251; URE 1955;ABV, 617.
4; Fig. 19. FRAMMENTO DΙ ORLO DΙ sκυι nοs. Inv. C 846
a. Alt. max. cm . 2,2; largh. max. cm . 5,7; spess. cm . 0,50,6 circa. Argilla arancio scuro; vernice nera abbastanza
lucente.
Orlo distinto, a profilo concavo, decorato con tralcio
stilizzato di edera tra due fasce a vernice nera. Interno
verniciato, ad eccezione di una fascia risparmiata sull'orlo.
Per l'attribuzione, la datazione ed i confronti v. l'esemplare precedente, rispetto al quale il frammento in esame
mostra una maggiore stilizzazione nella decorazione.
5-6; Fig. 20. PIEDE DI s κrnιos. Inv. C 855. Alt , cons.
cm. 3,7; diam. piede cm. 14. Argilla arancio; vernice nera
lucente.
All'esterno, sulla parte inferiore de lla vasca, decorazione
a tratti verticali. Interno e piede interamente verniciati, ad
eccezione di una fascia risparmiata sul profilo del piede.
Base d'appoggio e fondo esterno a risparmio, con cerchiello e punto centrale a vernice nera.
Fig. 20. Inv. C 855
(1:2)
TAVOLA
19
9
Fig. 21. Inv. C 42
(1:2)
20
VIBO
VALENTIA - MUSEO STATALE «VITO CAPIALBI»
Il frammento in esame mostra affinità con skyphoi a figure nere di fine VI secolo a.C. (v. URE 1927, 63-68, classi
E e J, taw. XIX-XX) .
Ultimo quarto-fine del VI sec. a.C.
Numerosi frammenti analoghi sono conservati al Museo
Archeologico di Vibo Valentia e provengono dal deposito
votivo in contrada Scrimbia. Per la forma e la decorazione
cfr. CIA Villa Giulia 3, tay. 47,1-5; CAMPBELL 1938, 560,
n. 18 e fig. 3; GABRICI 1941, 265 e fig. 9 (da Palermo); Lo
PORTO 1967, 55, n. 1, taw. XVII,c-d e XVIII,c (da Taranto). Per esemplari provenienti dalla Sicilia v. inoltre FALLICO 1971, 586 e figg. 4 e 6 (da Siracusa; con altri confronti).
TAvoLA
10
1-4 e Tav. 11,4; Fig. 21. LEKYTHOs. Inv. C 42. Da Vibo
Valentia; scavo 5 ottobre 1827. Alt. cm. 31,2; diam. bocchello cm. 6,5; diam. spalla cm. 14,4; diam. piede cm. 9.
Lacuna sulla spalla; superficie in alcuni punti abrasa; sovraddipinture in parte evanidi; piede parzialmente di restauro. Argilla arancio; vernice nera non molto lucente, in
alcuni punti alquanto diluita e poco coprente; sovraddipinture paonazze e bianche.
Bocchello, esterno dell'ansa, terzo inferiore del corpo e
piede a vernice diluita; collo distinto da linea incisa. Spalla
decorata con catena d ί fiori di loto inframezzati da punti,
sormontata da una raggiera di tratti. Sul corpo, scena di
commiato, inquadrata in alto ed in basso da una linea di
vernice rossiccia: al centro, dietro il cavallo, figura maschile
volta a destra con petaso, clamide e doppia lancia. Alle sue
spalle, una figura virile anziana in chitone e himation, con
barba e capelli a trecce (in bianco evanide), lo saluta con la
sinistra, mentre con la destra impugna un lungo scettro
(?). Dinanzi al cavallo, figura femminile ammantata con
tenia sui capelli, armata d ί lancia (?). All e due estremità un
opliti: ciascuno di essi indossa elmo, clamide (i lembi inferiori della clamide sono visibili lungo le gambe fino ai
polpacci), scudo, schinieri e doppia lancia; sono volti a sinistra, ma quello di sinistra è retrospiciente. Particolari graffiti abbastanza curati, con l'uso del compasso per gli scudi.
Sovraddipinture in bianco e paonazzo per capelli, panneggi,
episemata degli scudi ecc. Leggibile l'episema dello scudo
del guerriero d ί sinistra (delfino).
Attribuito al Gruppo del Guerrieri che si arma (Gruppo
Β della Classe di Phanyllis) (Paoletti).
Fine del VI sec. a.C.
Per la forma ed il soggetto simili, la decorazione accessoria e lo stile cfr. CIA Agrigento 1, tali. 40,3-4 e 42,2
(= HASP εLS 1936, 202, n. 29) ; AA.VV. 1988, 102, n. 4
(variante: due opliti e due personaggi; da Agrigento); per le
figure del vecchio e della donna, e per lo stile cfr. GIUDICE
1983, 63, n. 54, tav. XV,5. La figura del vecchio in piedi,
barbato e panneggiato, è comune al repertorio di questi
vasi e mostra ascendenze amasiane. Per questo gruppo di
vasi v. HASPELS 1936, 64-65 e 201-202; AB', 463-464 e
699; BEAZLEY, Paralipomeni, 205-206; GIUDICE 1971;
IDEM 1978, 634-635; Add. I, 57; GIUDICE 1983, 35-38,
63-83, 124-125 e taw. XV-XXIX; IDEM 1985, 440-441;
Add. II, 116. Alcuni esemplari inquadrabili nella Classe di
Phanyllis sono esposti nell'Antiquarium di Locri, altri nel
Museo Archeologico di Vibo Valentia; y. ad esempio mv.
1697 (Coll. Albanese), proveniente da Scrimbia; inv. 515
Ρ20, dalla necropoli occidentale; D'ANDREA 1989, 785, n.
58, tal. CVIII. Per Locri v. inoltre ORSI 1913a, 20.
1832, 183-184; GREIFENHAGEN 1981, 312, n. a, figg. 812; Guzzo 1982, 51 (disegno); PAOtETTI 1989, 474-476 e 495497, taw. VI-VII e XI -XII.
CAPIALBI
TAVOLA 11
1-3; Fig. 22. PICCOLA LEKYTHOs. Inv. C 47. Alt. cm.
17,8; diam. bocchello cm. 4; diam. spalla cm. 7,3; diam.
piede cm. 5,4. Collo con bocchello riapplicato; piede scheggiato integrato; superficie non dipinta in alcuni punti
abrasa. Argilla arancio-rosata; vernice nera lucente; sovraddipinture paonazze e bianche.
Fig. 22. mv. C 47
(1:2)
Scarica

c∆rπvs vasorvm antiqvorvm