Periodico Mensile fondato da Ennio Vincenti – Autoriz. Tribunale di Teramo N. 364 del 27/10/1994 – Abbonamento annuo euro 6,00 da versare all’Editore incaricato sul conto corrente postale n. 41965435 – C.M.P. di Ascoli Piceno CPO – Stampa Linea Grafica snc Centobuchi AP – Editore Rotary International rappresentante Antonio Guarino Governatore Distretto 2090 – Via Gramsci, 36, Larino – Direttore Responsabile Giuseppe Ferruccio Squarcia – Direttore di testata Antonio Guarino – Redazione via delle Rose, 6 - 63100 Ascoli Piceno – Tel. 0736 342668 Fax 0735 701966 - E-Mail: [email protected] - Pubblicazione non in vendita ma distribuita ai soci dei Rotary Club. Anno XII giugno 2006 N° 87 CAMPUS MARCHE ASSISI: XXII ASSEMBLEA GI UGNO CAMPUS ABRUZZO-MOLISE www.rotary2090.org 2 GGII O U UG NO GN APPUNTAMENTI DISTRETTUALI 2090 ANTONIO GUARINO GOVERNATORE 2005 – 2006 Rotary Abitazione: Via Gramsci 36 86035 LARINO (CB) TEL. 0874 825112 – CELL. 348 7393838 E mail [email protected] Giugno 2006 SOMMARIO Segreteria distrettuale Via Gramsci 34 86035 LARINO (CB) Tel. / fax 0874 822621 Tel./fax 0875 703980 E mail [email protected] E mail [email protected] 4 Lettera del Governatore 5 XXII Assemblea 10 CONTO CORRENTE BANCARIO: Intestato a: Antonio Guarino - Governatore Distretto 2090 Presso BANCA POPOLARE DI LANCIANO E SULMONA Filiale di Larino C/C 486240 ABI 05550 CAB 41050 CIN K Ambasciatori del Rotary 20 Dai Club PROSSIMI APPUNTAMENTI DISTRETTUALI 4 Giugno Campus disabili Abruzzo – Molise 4-11 Giugno Campus Disabili Abruzzo 1-8 Giugno Campus disabili Marche 3-4 Giugno Vasto Congresso Distrettuale 11-14 Giugno Malmo/Copenaghen Convention internazionale LA FESTA DELLA FIORITURA 2006 in copertina: Vasto ospita il Congressso Distrettuale COMITATO PER LA STAMPA ROTARIANA E REDAZIONE DEL GIORNALE DISTRETTUALE Presidente Ennio Vincenti Dir. Resp. Ferruccio G. Squarcia Componenti Antonio Guarino, Tullio Tonelli, Luciano Pierini, Mauro Bignami, Bernardo Razzotti, Berardo Zocaro, Antonio Mucciaccio, Angelo Buonumori, Luigi Medea Redazione: Via delle Rose, 6 63100 Ascoli Piceno Fax 0735 701966 E-mail: [email protected] Sabato 24 Giugno 2006, il consueto appuntamento a Castelluccio di Norcia, per una scampagnata nel Pian Grande in occasione della “Festa della Fioritura”.Come l’anno passato, il Rotary club Norcia San Benedetto invita a trascorere una piacevole giornata all’aperto, in uno degli scenari più incantevoli del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e degusteremo prodotti tipici come lenticchie e salsicce. Nel corso della giornata, sono previste escursioni ed intrattenimenti vari. Il pranzo, avrà un costo di 25,00 a persona. L’appuntamento è direttamente sul Pian Grande, dalle ore 10,00 in poi. Vi saremo grati se le adesioni perverranno entro il 15 Giugno ad uno dei seguenti riferimenti: 3 GGII O U UG NO GN LETTERA DEL GOVERNATORE Cari amici, giunto alla fine del mio mandato, sento di dovere affermare con franchezza che ho vissuto un periodo straordinario della mia vita. Senza dubbio, è stato un anno per me denso di soddisfazioni, ma anche di grande responsabilità. La prima trepidazione è stata quella di essere all’altezza delle aspettative dei tanti amici che hanno creduto in me, nelle mie qualità umane, nel mio profondo attaccamento al Rotary. Ricordo di avere vissuto il Congresso di Tullio Tonelli con un misto di impazienza, di entusiasmo e di voglia di fare, ma con la trepidazione dell’incertezza, del dubbio e con un atto di umiltà che viene dalla consapevolezza dei propri limiti. A distanza di un anno, spero che alle domande: «ho conseguito i miei obiettivi? Ho conseguito gli obiettivi del Rotary International? Ho dato tutto il mio sostegno ai Club del mio Distretto?» la vostra risposta possa essere «SÌ». Se sarà un sì convinto, avrò modo di verificarlo dalla numerosa partecipazione dei soci al Congresso e di questo vi ringrazio fin d’ora. E’ fondamentale essere presenti a questi incontri perché credo che ogni occasione nella quale abbiamo la possibilità di ricordare gli obbiettivi raggiunti, ma anche di riflettere e ulteriormente approfondire alcuni temi estremamente importanti per la nostra azione, divenga un appuntamento da non perdere. Inoltre, ho sempre sostenuto che questi incontri distrettuali servono per ritrovare amici, per incontrarne nuovi, per approfondire la nostra conoscenza e, quindi, dare maggiore forza al Rotary. Cari amici vi ringrazio per avere riservato a me e a Chiara, sempre, una calorosa ospitalità sia durante le visite che nelle tante occasioni in cui ho partecipato alle vostre iniziative. Ho cercato di esser sempre con voi e ho riscontrato non solo il rispetto e l’onore tributati alla mia carica, ma anche un’atmosfera di sincera amicizia. GIUGNO 2006 BELLA SODDISFAZIONE Grazie anche per il grande fervore nelle attività di molti Club e nello spirito di servizio di molti soci che hanno assorbito con salda tenacia il significato del messaggio del Internazionale Presidente Servire al di sopra di ogni interesse Personale. E’ del 21 maggio la mia visita ad Ancona dove, con visibile commozione non solo mia, ho consegnato i diplomi di partecipazione a 16 giovani che hanno frequentato il corso di informatica per non vedenti. Un sincero ringraziamento agli amici di Ancona, Ancona Riviera del Conero, Falconara e Fano, che hanno organizzato il corso e fatto da tutor durante la quattro giornate di lezione. Un grazie di cuore a tutti gli amici che si apprestano a organizzare i due Campus per disabili in Abruzzo e nelle Marche: anche queste sono grandi opportunità di servizio, orgoglio del Distretto 2090. Per quanto riguarda il lavoro svolto dai Club, non posso che trarre un bilancio positivo: pur nella diversità degli obiettivi, i progetti sono stati validissimi e hanno portato aiuto concreto a situazioni difficili e, seguendo quel principio della continuità di azione che ci caratterizza, potranno fungere da filo conduttore per i Presidenti del prossimo anno. Cari amici, vi giunga il mio saluto affettuoso con un riconoscente grazie per l’amicizia che mi avete dimostrato, per la collaborazione, per il sostegno che mi avete offerto in questa avventura dalla quale mi congedo arricchito nel cuore e nello spirito. Con sincera amicizia 4 GGII O U UG NO GN ATTIVITA’ DISTRETTUALE XXII ASSEMBLEA Ferruccio Squarcia - foto servizio di Italo Gaudenzi Luciano Pierini ha presentato i punti salienti del suo programma distrettuale ad assisi ed ha scelto proprio la cittadina umbra per iniziare un percorso di attività, servire ed impegno nel segno della pace , in funzione del motto dell’anno “apriamo la via” dettato dal presi- dente internazionale W. Bill Boyd. Dopo il significativo risultato di presenze e contenuti ottenuto con il SIPE di Ortona, Pierini si è mosso nell’intento di “migliorare il cammini già iniziato insieme“. Lo ha fatto occupando con i simboli del Rotary la stupenda ed unica “sala Papale” dove i concetti di santità e di tranquillità che promanano dalla cittadina, si fondono con il messaggio dai forti contenuti di internazionalizazione di San Francesco d’Assisi . Invito migliore non poteva giungere dal Governatore in procinto di iniziare il suo cammino “ il mio auspicio è che si possa crescere in qualità e con armonia, dando al nostro sodalizio sempre migliore visibilità, che sarà tanto più grande per quanto sapremo fare nello scegliere gli uomini e le donne migliori nel concetto del Servire”! I lavori - coordinati dal Past Governor Mario Bellucci che ha saputo dare tono e concetti ai diversi momenti della giornata – s sono ovviamente aperti con i saluti di rito e di benvenuto pronunciati dal presidente del club Rotary d’Assisi Mauro Natali, dal custode del Sacro Convento il ben noto Padre Vincenzo Coli e dal dott. Di APPUNTAMENTI DISTRETTUALI 3 luglio Perugia 7 luglio Perugia 15 luglio Spoleto 29 luglio Macerata 19 agosto Pesaro 26 agosto Foligno 27 – 28 agosto L’Aquila Ancona 9 – 10 settembre 7 – 8 ottobre Pisa Ortona 4 – 5 novembre Ancona 18 novembre 20 – 25 novembre Ancona 28 gennaio Pescara 17 febbraio Fabriano Ancona 17 marzo Roma 23 – 24 marzo 31 marzo - 1 aprile Isernia 14 – 15 aprile Termoli Avezzano 28 aprile Fano 5 maggio 26 maggio Arcevia Fine maggio – inizio giugno Fano 1-9 giugno Fano 8-9 giugno Corso del centro giovanile rotariano Il Rotary Festival Il Rotary Festival Il Rotary Festival Il Rotary Festival Gara di tiro a volo Perdonanza Celestiana Coppa di Golf del Governatore Premio Galileo Galilei Seminario Rotay Foundation Manifestazione culturale al teatro delle Muse RYLA Seminario sviluppo ed effettivo Forum su “mobilità globale , strumenti e servizi per le aree marginali” Forum “ competitività piccole imprese” Manifestazione dei 10 distretti italiani “acqua sorgente di vita” Premio internazionale di archeologia “I sanniti “ XXX edizione premio D’Andrea “ solidarietà umana” Forum “ infanzia ed adolescenza nei e con i mass media” Forum su “ le biotecnologie” Premio Mannucci Campus Abruzzo e campus marche Mostra itinerante sul Rotary Congresso Distrettuale 5 GGII O U UG NO GN ATTIVITA’ DISTRETTUALE Prisco commissario prefettizio del comune di Assisi. Parole necessarie quelle del Governatore in carica Antonio Guarino che ha portato il suo saluto fissando bene il prossimo passaggio di consegne in programma a Vasto quando toccherà a lui tracciare le linee che hanno contraddistinto l’attività del Distretto nell’anno 2005 – 2006 . La relazione del Governatore Pierini si è proposta in un articolato susseguirsi d’ipotesi di lavoro, di fasi progettuali, d’impegni, fissati anche in un CD come modernizzazione del lavoro che attende i presidenti dei club del Distretto. Pierini ha preso spunto da Assisi “ la città è piena di spiritualità , di storia , di forti sentimenti “……” non pensate che – ha sottolineato – la carta di identità datata 1905 sia ingiallita con i suoi 101 anni di età “….”i suoi principi – ha precisato sono più vivi e validi che mai !”. Ricordando l’esperienza del SIPE di Ortona ha precisato “ i nostri progetti necessitano di un continuo ampliamento della conoscenza su regole operative e di comportamento“. Dunque “ sarà costruttivo chiedere all’Istruttore Distrettuale – il PDG Giorgio Rossi – ulteriori interventi invitando i nuovi e più giovani soci a non mancare a questi appuntamenti formativi“ . Un chiaro invito “ rinnovo lo stimolo a voi tutti a tenere i più stretti rapporti con club Rotaract ed Interact ricercando la sempre piacevole realizzazione di un club di giovani“. Importante l’annuncio di un progetto, sostenuto dai 10 distretti Italiani, denominato” un cuore per l’Albania“ per operare almeno 10 neonati con malformazioni cardiache non operabili a Tirana. Prendendo spunto dalle linee guida fissate dal Presidente Internazionale Bill Boyd, Luciano Pierini ha sviluppato il suo percorso d’azione incentrato su quel Piano Direttivo di Club “oggi consigliato ma che verrà approvato dal Parlamento del Rotary prima dell’inizio dell’anno rotariano 2007 – 2008”, novità come la opportunità di “ costruire un fabbricato più moderno e più semplice che coinvolgerà tutti i club e tutti i soci “. Tornando indietro nella storia del Distretto Pierini ha ricordato “ogni pianificazione, ogni progetto dei club necessariamente passavano attraverso le quattro vie d’azione, rappresentavano la sintesi dello scopo del Rotary, motivando i rotariani a vivere e partecipare“. Per il Governatore incoming “fra non molto saremo chiamati a costruire un fabbricato più moderno , più forte che coinvolgerà tutti i soci e che ha come titolo “i club efficienti sono in grado di ….” Importanti le relazioni successive 6 GGII O U UG NO GN del Presidente dell’ICR Vincenzo Montalbano Caracci che ha tratteggiato un tema caro al suo anno di Governatore la “famiglia del Rotary” favorendo un preciso approfondimento condotto da Federico Barbieri indimenticato RD del Rotaract che ha messo in luce potenzialità e problemi del programma di “scambio Giovani“. Conseguenza naturale il contributo propositivo svolto dal Past Governor Roberto Barbieri che ha analizzato il prossimo impegno del RYLA (in programma ad Ancona dal 20 al 25 novembre 2006) come momento di qualificante attenzione del Rotary ai problemi dei giovani, occasione per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro. Momenti sicuramente importanti le sessioni dedicate alla futura attività, occasione di approfondimento per i futuri dirigenti dei club . In sede plenaria il PDG Mario Giannola ha condotto un analisi esauriente su “sviluppo e mantenimento dell’effettivo” ed il Tesoriere Distrettuale Antimo Venturelli ha dettato le linee guida per il bilancio di Previsione. Una riconferma di sicuro collegamento tra passato, presente e futuro è venuta dagli interventi del rappresentante distrettuale del Rotaract Italo D’Orazio di Pescara e dei Governatori Designati Massimo Massi Benedetti e Giorgio Splendiani. ATTIVITA’ DISTRETTUALE MANTENIMENTO, SVILUPPO DELL’EFFETTIVO, ESPANSIONE P.D.G. Mario Giannola Regional R.I. Membership Zona 12 Coordinator N el concludere la presentazione della XXII Assemblea Distrettuale, Luciano Pierini ha scritto: “il mio auspicio, infine, è quello che si possa crescere in qualità e con armonia, dando al nostro sodalizio sempre migliore visibilità, che sarà tanto più grande per quanto sapremo fare nello scegliere gli uomini e le donne migliori nel concetto del Servire”. E nel corso della sua appassionata relazione nella Sala Papale del Sacro Convento, ha detto: “è indispensabile ed urgente rivitalizzare la vita dei nostri Club per recuperare l’assenteismo, la poca sensibilità ai principi rotariani, controllare le ammissioni che spesso riguardano amici di sempre, impedendo la ricerca di persone valide e capaci, meritevoli di diventare rotariani e, perché no, anche rotariane!”. Luciano ha trasmesso il messaggio ricevuto in occasione dell’Assemblea di S. Diego, del tutto analogo alle direttive comunicate ai 34 Regional Coordinator convenuti ad Evanston nel Marzo scorso per un “Seminar Training” sullo specifico tema.Sia il Presidente Bill Boyd nelle plenarie, sia il Chairman Chris Offer ed i trainer che si sono alternati, prima di esporre le strategie che vedremo in appresso, hanno trattato l’argomento non in termini di emergenza, come in passato, con preciso riferimento al 2001/2002 anno del “Global Quest”, o campagna di reclutamento voluta dal Presidente R. King tendente a raggiungere 1.500.000 soci nell’anno del Centenario !!, ma in termini di priorità (una delle priorità).Non vi è dubbio che lo Sviluppo dell’Effettivo e l’Espansione rappresentano una condizione essenziale per la vita stessa del Rotary che deve continuare a rafforzarsi per potenziare le sue risorse, affermare e perseguire le sue finalità.Vero è che la “campagna di reclutamento” ha portato ad un tumultuoso accrescimento, ad un aumento dei soci nel numero di 63.000 unità al 30.6.2002, con una immediata repentina perdita di 45.000 soci al 30 Dicembre dello stesso anno, proprio in quei territori e in quelle zone che avevano spinto una massiccia campagna di ammissioni.Puntare ad un aumento dell’effettivo “a tutti i costi” avendo come obiettivo la quantità, in ragione di un predeterminato numero di ammissioni ogni mese, si è rivelata una forzatura ed una politica perdente.Ed ecco affermarsi, in ossequio al principio della continuità che si è consolidato negli anni, anche perché ratificato dal Consiglio di Legislazione, un preciso cambiamento di rotta voluto dai Presidenti che si sono succeduti, Bhichai Rattakul, Majiyagbe, Estess e Stenhammer. Anche nell’anno 2006/2007 l’approccio al tema Sviluppo dell’Effettivo – Espansione manterrà una connotazione, peraltro sempre condivisa dalla Zona 12, e potrei dire dal Rotary europeo, improntata alla difesa della qualità del candidato. D’altro canto il Piano Direttivo Distrettuale, la nuova pianificazione dei Club, lo stesso Piano Strategico del R.I., confermano l’”aumento dell’effettivo” come una delle quattro colonne portanti, insieme alla “tutela della qualità”. Affermazione non di poco conto, perché il Club, dichiarandosi “tutore della qualità” dei propri iscritti, ne diviene il garante, assumendo contestualmente ogni responsabilità: in quanto responsabile, dovrà rispondere in termini di efficacia ed efficienza. Varie e quanto mai diverse le implicazioni, uno per tutte il fenomeno dell’assenteismo, al quale è stato dedicato uno specifico Workshop. Poiché tra le qualità del rotariano primeggiano presenza ed impegno, di qui la richiesta di un monitoraggio dell’effettivo, Club per Club, Distretto per Distretto, un effettivo inteso non come mera espressione statistica, ma che si identifica, in chi effettivamente partecipa, con volontà di fare, con spirito di 7 GGII O U UG NO GN aggregazione, di servizio autenticamente disinteressato. Credo che sia giunto, finalmente, il tempo (chi scrive ne è stato sempre convinto e non ha certo avuto bisogno di una conferma ad Evanston) di por fine, dando segnali significativi, alla mala pianta dell’assenteismo, un assenteismo eretto a sistema, irrecuperabile, sistematico, consolidato negli anni, ingiustificato e indifendibile, presente nella quasi totalità dei Club.Aberrante e contrario ai più elementari e noti principi della nostra Associazione è sentir dire, l’espressione è tutt’altro che isolata, che gli assenti costituirebbero, addirittura!, una risorsa per i benefici effetti che producono alle casse e finanze dei Club.Ne deriva che il primo rimedio per mantenere e sviluppare l’effettivo, è la scelta oculata, attenta, rigorosa del nuovo socio e della nuova socia in termini di qualità. Il Rotary è una organizzazione mondiale di persone di diverse estrazioni, cultura e tradizioni in paesi con realtà locali molto diverse, ma che hanno in comune, e ne condividono, identità, valori, obiettivi.I valori e le identità che il Rotary esprime, proprio perché ne costituiscono il fondamento, sono irrinunciabili e non modificabili.L’etica negli affari, nei comportamenti, nelle più diverse attività, è uno dei sette principi fondanti contemplato dal Piano Strategico, presente e futuro del R.I.. La più alta espressione di questi FORUM DISTRETTUALE valori è rappresentata proprio dalla qualità rotariana del socio, da seguire, non appena ammesso, in un continuo processo di informazione e formazione nel rispetto di un articolo del nostro Manuale di Procedura, raramente ricordato, ma fondamentale perché disciplina l’appartenenza: il socio, dal momento in cui è ammesso al Club, accetta l’osservanza dei principi del Rotary ed è vincolato alle regole. A chi deve guardare il Rotary nella sua strategia di crescita: innanzitutto alle possibili rotariane. L’apertura del Rotary alle donne avrebbe dovuto, e potuto, determinare un notevole e qualificato incremento che non si è verificato anche per quelle resistenze ancora largamente presenti in tanti Club. La presenza femminile è esageratamente minoritaria all’interno del Rotary: globalmente appena il 13% in Europa appena il 6%. Altrettanto meritevole della massima attenzione in un programma di crescita dell’effettivo, sono i giovani.Il Rotary sta invecchiando, serenamente, tranquillamente, ma sta invecchiando.Uno studio compiuto regionalmente sull’età, dimostra che tanto più è matura l’età, tanto maggiori sono le presenze rotariane. In Europa, ad esempio, la fascia d’età più presente nel Rotary è quella compresa tra i 50 e i 59 anni. Se andiamo ad esaminare una fascia d’età particolarmente giovane, quella dei trentenni, abbiamo delle evidenze disarmanti: India e Filippine sono al vertice con un 5% e 6%, mentre l’Europa registra una presenza inferiore all’1%. L’Italia (Zona 12) si segnala sui livelli del Giappone e della Corea: 0% Il Presidente Boyd ci invita a rivolgere la nostra attenzione al mondo dei giovani indicato quale “pianeta inesplorato” ed in particolare a quanti hanno già conosciuto il Rotary attraverso la Fondazione o altri Programmi rotariani: - Alumni, così chiamati gli ex Borsisti, che hanno goduto delle Borse di Studio degli Ambasciatori. Un patrimonio umano disperso, dimenticato, da recuperare perché può costituire una risorsa straordinaria per il Rotary del futuro, ma anche del presente. - ex Rotaractiani - i partecipanti ai corsi RYLA - i componenti dei Gruppi di Studio dei G.S.E. che annualmente, grazie alla Fondazione Rotary, godono di soggiorni di studio della durata di un mese in paesi stranieri. Infine, in tema di espansione, il Rotary deve continuare a rafforzarsi e a potenziare 8 GGII O U UG NO GN le sue risorse guardando con altrettanta attenzione alla espansione esterna, e quindi alla costituzione di nuovi Club. Un nuovo Club deve nascere, anche alla luce delle ultime decisioni assunte dal Consiglio di Legislazione, dove esistono reali ed obiettive potenzialità, in presenza di condizioni opportune, concrete, verificate, in completa armonia con il Club padrino che deve vedere nella nascita di un secondo club, non un concorrente da ostacolare, ma l’espressione di una crescita da favorire. Un club deve nascere e crescere nell’armonia, sull’incontro, sulla reciproca comprensione, mentre vanno ostacolati quei tentativi, fortunatamente isolati, ma pur tuttavia presenti, di dare vita a nuovi Club per iniziativa di “dissidenti” che per personalismi, diversità di opinioni, incomprensioni, quasi sempre sanabili all’interno, si allontanano dalla vita del club per progettare la costituzione di un altro club. E’ inimmaginabile, e comunque non condivisibile, che un club possa nascere dalla “spaccatura”, dalla incomprensione, dal dissidio, dallo scontro. Se un Rotary Club deve costituire una risorsa per la comunità, e quindi esprimere un valore, occorre che il socio sia l’espressione di questi valori, consapevole dell’impegno che assume accettando di far parte della nostra Associazione. Dipende solo da noi dequalificare il Rotary avviandolo su una strada che certo non era quella tracciata da Paul Harris o, piuttosto, qualificare la nostra Associazione mantenendola o elevandola in quel trend elitario che ciascuno di noi conosce perfettamente e percepisce nell’esatto significato. ATTIVITA’ DISTRETTUALE CAMPUS MARCHE 2006 T utto è ormai pronto per l’avvio della seconda edizione del Campus Marche edizione 2006. Il comitato organizzatore guidato da Stefano Clementoni con Giovanni Gara responsabile sanitario, Giancarlo Cognini infaticabile, Claudio Petrelli ecc. ha messo a punto tutti i particolari organizzativi per rendere ancora migliore l’evento a cui prenderanno parte 90 ospiti diversamente abili con altrettanti accompagnatori ospitati in 80 bungalow della struttura. Il Campus avrà inizio giovedì 1 giugno nel “Natural Village” di Porto Potenza Picena, confermatosi ottimale per questa iniziativa, e proseguirà fino a giovedì 8 giugno quando, dopo la serata conclusiva, nella mattinata i partecipanti torneranno alle rispettive sedi. Coinvolti nelle diverse giornate di soggiorno sono tutti i club della regione Marche: l’inaugurazione è in programma per giovedì sera alla presenza del Governatore Antonio Guarino, dell’incoming Luciano Pierini e sicuramente di molti PDG. Gare di ballo, karaoke, commedie musicali, corsi di introduzione al teatro ,m tombolate saranno alcuni dei momenti di una settimana che sicuramente verrà ricordata dai par- tecipanti ma soprattutto dai rotariani che prenderanno parte ai diversi momenti di intrattenimento e di assistenza. Ampio spazio sarà dedicato alle visite mediche che saranno condotte dai tanti medici, di tutte le specializzazioni, presenti nei club. CAMPUS ABRUZZO-MOLISE L a XIX edizione del “Rotary Campus” per i diversamente abili si svolgerà da domenica 4 a domenica 11 giugno 2006 presso il Villaggio Vacanze “Welcome” di Tortoreto Lido (TE), dove già si sono svolte alcune edizioni degli anni scorsi. Il Club Rotary dell’Aquila Gran Sasso d’Italia, al quale è toccato l’onere organizzativo con la supervisione del comitato esecutivo e del comitato permanente, ha scelto di nuovo quella struttura ricettiva per via delle buone garanzie che offre per la riuscita dell’evento (abbattimento delle barriere architettoniche, gruppo dell’animazione con iniziative mirate ai disabili, casello dell’autostrada A 14 a pochi chilometri). Per la prima volta parteciperanno quest’anno i club molisani che hanno aderito all’invito del Governatore Guarino di affiancare nell’organizzazione il comitato permanente costituito già da diversi anni in Abruzzo, tant’è che la nuova denominazione adottata per le future edizioni a partire da quest’anno è “Rotary Campus d’Abruzzo e Molise”. In più si dovrebbero aggiungere, sempre per desiderio del Governatore Guarino, anche disabili ed accompagnatori provenienti dall’Albania che fa parte del Distretto 2090 R.I. Un plauso va all’impegno continuo degli storici componenti del comitato esecutivo 9 GGII O U UG NO GN e permanente, e dei tanti volontari rotariani e non, senza i quali non sarebbe stato possibile confermare ogni anno le settimane di soggiorno vacanze in favore dei disabili. Al termine del XXII Congresso Distrettuale, in programma a Vasto (CH) nei giorni 2, 3 e 4 giugno 2006, una delegazione di rappresentanti degli altri Distretti rotariani italiani, insieme con il rappresentante del Presidente Internazionale, il portoghese Waldemar José Valente de Sà, si recheranno probabilmente presso il Villaggio “Welcome” per visitare i disabili e gli accompagnatori ospiti dei Rotariani abruzzesi e molisani. INIZIATIVE ROTARIANE UN VERO AMBASCIATORE DEL ROTARY Urbano Urbinati S i ironizza spesso sul pomposo appellativo di “ambasciatore” con qualche generosità attribuito ai borsisti annualmente selezionati dalle apposite commissioni rotariane. E’ capitato anche a me in diverse occasioni (et pour cause), specie quando la prima scelta a livello di club sembrava non rispondere ad esclusivi criteri di merito. Ma nel caso di Davide Orsini autore della lettera di seguito riprodotta il discorso cambia. Si avverte subito la sensazione di trovarsi di fronte ad un giovane seriamente motivato, che non sta perdendo il suo tempo né tanto meno fa del turismo a spese del Rotary, ma che dimostra di aver colto l’occasione offertagli per consolidare ed estendere le sue conoscenze in un campo in cui spesso regna l’approssimazione di giudizio e un dilettantismo orecchiante. Il giovane Orsini ha mostrato il suo stile e direi la sua buona educazione anche nel corrispondere puntualmente alle richieste che di regola vengono rivolte ai borsisti, di non perdere cioè i contatti con i club sponsor e la commissione distrettuale, e lo ha fatto con squisita cortesia. Gli avevo chiesto una breve relazione in corso d’opera. Mi ha risposto con la lettera di seguito riportata, interessante, puntuale, ricca di spunti e di osservazioni intelligenti. Meriterebbe un commento analitico, specie laddove si accenna allo “spirito rotariano in America…che mostra il suo più formidabile strumento d’azione, quello dei progetti concreti, delle cose fatte e delle cose da fare.” E’ con vera soddisfazione che metto a disposizione degli amici un testo così interessante. Non capita spesso di sentirsi ripagati di un dovere o, se vuole, di un “servizio” compiuto. Grazie al Rotary: la mia avventura nel Michigan La mia avventura come Ambasciatore del Rotary è cominciata nel Settembre del 2005, dopo essere stato informato di aver vinto la borsa messa a disposizione per questo anno accademico dal Distretto 2090, di cui il Rotary Club di Orvieto fa parte. La mia attività di studente di dottorato in Politica Comparata ed Europea presso l’Università di Siena, ormai giunto al terzo anno, mi ha spinto a guardare oltre la realtà dell’Università Italiana per confrontarmi con una esperienza importante come quella di un lungo soggiorno negli Stati Uniti e la frequenza di corsi e seminari nella prestigiosa University of Michigan, ad Ann Arbor. I miei interessi di ricerca riguardanti in generale lo studio dell’opinione pubblica ed in particolare la percezione degli Stati Uniti presso i cittadini Europei e quelli dei paesi del Medio Oriente, mi hanno subito condotto alla scelta di questa Università per sua lunga e importante tradizione nell’applicazione dei metodi quantitativi in tale ambito di ricerca.Sono stato invitato, infatti, in qualità di Research Scholar presso il Dipartimento di Scienze Politiche della University of Michigan, grazie anche alla gentile collaborazione dei Professori Ronald Inglehart e Andrei Markovits, quest’ultimo da anni coinvolto in importanti progetti di ricerca riguardanti l’AntiAmericanismo in Europa, concretizzatisi ormai in varie pubblicazioni, e sempre pronto ad un confronto aperto ed una preziosa collaborazione.L’approccio con la realtà di Ann Arbor e con la vita universitaria è stato semplificato grazie alla continuo supporto degli amici rotariani, ed in particolare grazie alle premure ed agli utilissimi consigli del Dottor Daniel Balbach e di sua moglie Barbara, i miei host counselors.La cosa che mi ha subito colpito, prima ancora di essere in grado di apprezzare appieno il nuovo ambiente, è stata la continua espressione di interesse e curiosità non soltanto per le mie ricerche ma anche per la mia cultura di origine e per l’Italia. Ciò mi ha reso particolarmente orgoglioso e voglioso di fornire informazioni e trasmettere per quanto possibile il senso di questo orgoglio, che significa soprattutto voglia di confronto e necessità di capire un modo diverso ma complementare di intendere la realtà. Durante le presentazioni fatte nei vari incontri organizzati dai Rotary Club intorno ad Ann Arbor, mi sono sempre confrontato con una platea attenta e partecipante, mai soddisfatta dalla routine dell’evento in sé, ma sempre alla ricerca di un dialogo proficuo e di nuove conoscenze.Lo spirito rotariano qui in America è molto forte e suggestivo. Esso non viene superficialmente propagandato con l’esposizione di nobili ideali, ma viene mostrato attraverso il suo più formidabile strumento di azione, quello dei progetti concreti, delle cose fatte e delle cose da fare. La capacità organizzativa e la voglia di svolgere un ruolo importante nella società, per migliorarla e renderla più adeguata alle esigenze di tutti nei 10 GGII O U UG NO GN diversi angoli del mondo, sono caratteristiche dei rotariani che ho conosciuto nel Michigan. In questo ambiente sono cresciuti in me la curiosità e lo stimolo per vivere tutti gli aspetti del mio soggiorno americano, ampliando l’orizzonte delle mie conoscenze e delle mia attività al di fuori dell’ambito strettamente accademico. Ho avuto la fortuna di vivere un’esperienza che definirei globale, a 360 gradi. Le discussioni ed il piacere di dialogare con tanti studenti provenienti da tutte le parti del mondo, professori universitari, esponenti di associazioni culturali e religiose, e via dicendo. Un viaggio nel viaggio, ricco e affascinante. Come ricca e straordinaria è stata la mia esperienza con un gruppo di lavoro organizzato presso la Wesley Foundation e l’Università del Michigan. Con questo gruppo composto da 26 persone, quasi tutti studenti universitari, ho potuto partecipare alla fine di Febbraio ad una missione di aiuto alle vittime dell’Uragano Katrina, presso Biloxi, sulla costa del Mississippi. Non avrei mai pensato di diventare un esperto di “tetti americani”. Ma è quello che ho fatto per una settimana, riparare i tetti delle case colpite meno ferocemente dalla furia dell’Uragano. Ho potuto così osservare da vicino uno spaccato diverso dell’America. Un’America ferita, un’America ancora divisa, ma un’America orgogliosa e sempre pronta a ricominciare a vivere. Posso dire che essere venuto qui ad Ann Arbor, dove rimarrò fino alla fine di Agosto per seguire altri corsi, ha ampliato i miei orizzonti arricchendo la mia vita come nessun altra esperienza precedente. Per questo vorrei ringraziare quanti hanno creduto in me ed alle mie capacità, a cominciare dal Rotary Club di Orvieto nelle persone di Piero Salituri, Giuliana Bianconi Molajoni, ed i due Presidenti che si sono succeduti durante l’iter della mia candidatura, Marco Marino e Corrado Bottai. Un ringraziamento particolare va al Professor Urbinati che ha dimostrato una dedizione totale e straordinaria al suo ruolo e un interesse costante per la mia esperienza di Ambasciatore del Distretto 2090. Saluti Rotariani. Davide Orsini Vincitore della Borsa 2005 – 2006 degli Ambasciatori del Rotary International. Rotary Club di Orvieto LUTTI ROTARIANI IN MEMORIA DI ROMEO CIANCHETTA Antonio Bellini I n lingua sanscrita gli uccelli sono definiti con l’espressione “nati due volte”: perché gli uccelli nascono due volte: una nel guscio finito dell’uovo e l’altra nella libertà del cielo infinito. Questo è anche il destino dell’uomo che nasce la prima volta nel grembo della mamma e la seconda volta allorché affronta la lotta per liberarsi dai limiti della propria condizione umana per raggiungere la libertà dello spirito. Chi ben conosceva l’amico Romeo non può che convenire che il tratto più caratteristico della sua esperienza terrena sia stato il desiderio e l’amore per la libertà. Libertà non come assenza di limiti, ma come affermazione dell’io, dell’uomo sulle cose, come manifestazione della superiorità dello spirito sulla materia. Guardando a Lui sotto questa luce, non possiamo che constatare che la sua vita è stata un vero capolavoro, ricca come poche, sempre impegnata, affrontata accettando la sfida del momento. Perché, vedete, nessuno di noi può veramente dire di essere fortunato o sfortunato: questi sono valori e concetti che superano la misura dell’uomo, che forse solo la divinità è in grado di cogliere, di valutare e controllare; ma ognuno di noi può comprendere quale sia la sfida che la vita gli pone di fronte e può operare in libertà la propria scelta. Romeo Cianchetta mai, fino all’ultimo giorno della sua terrena esistenza, si è rifiutato di guardare la realtà che aveva di fronte e mai ha rinnegato la propria libertà. Egli è stato l’interprete fedele dì quell’istinto innato che spinge l’uomo a porre continuamente in discussione i propri limiti, a non accettare mai come definitivo il mondo delle apparenze. Egli ha sempre operato per frantumare il guscio che costringe la condizione umana, nel rispetto dei più elevati valori dell’essere. Questa è fa forza che ha permesso all’uomo di raggiungere il più alto livello di civiltà e che gli consente di affrontare la perenne avventura verso l’eterno. Questo è lo spirito del vero militare, dell’uomo consapevole dell’importanza della propria missione che sceglie la libertà anche fino al sacrificio della propria vita a dispetto dell’istinto di conservazione. E ciò è tanto più vero per chi. come Romeo, credeva fermamente nel Dio fattosi uomo, nel Cristo redentore, con il quale egli si è certamente incontrato, che ha costituito per noi umani il paradigma del coraggio che sfida la morte per affermare l’amore e la libertà dell’uomo. Questo spirito Romeo ha trasfuso in tutto quanto ha fatto nella vita: - nella sua famiglia: la sua amata moglie, prematuramente scomparsa, i figli e soprattutto i nipoti erano sempre il punto cardine del suo orizzonte; - nella sua esperienza militare, che lo ha visto scalare le più alte cariche; - nella vita politica ove è assurto al supremo magistero della nostra città, magistero che ha saputo interpretare con particolari lungimiranza e coraggio; 11 GGII O U UG NO GN - nella presenza nelle associazioni di cui è stato animatore: ha sempre infuso uno spirito particolare, quello del pioniere con il senso della frontiera. Ciò in particolare ha fatto nel Rotary, nel cui nome porgo il presente saluto, che egli definiva la sua seconda famiglia. Perché l’associazionismo per lui non era uno scudo protettivo nei confronti delle difficoltà della vita, ma rappresentava lo strumento potente per l’individuo per meglio affrontare e vincere le sfide del presente e del futuro; perfino il combattentismo egli non l’ha mai vissuto nostalgicamente (sentimento che era a lui alieno), ma lo ha praticato consapevole della importanza dei valori che riteneva, e che sono, indispensabili per la società e per i giovani. Questi, i giovani, erano la preoccupazione prima di Romeo: i Giovani e il futuro. In questa ottica lui concepiva anche le sue numerose passioni vissute come mai fini a se stesse: per la storia e per l’arte, che conosceva in maniera magistrale, ma, soprattutto, per l’impegno sociale, vissuto come un dovere verso se stesso e verso le future generazioni. Ha scritto un mistico ebraico: “Forse hai pensato che ti avessi lasciato che ti avessi abbandonato, ma non devi pensarlo perché non ti abbandonerò: finché non avrai fatto quello che ti ho detto, il bene non se ne andrà dalla Tua bocca.” Romeo ci ha lasciati: egli aveva compiuto il suo percorso terreno seguendo i suggerimenti del cuore, testimoniando il bene che l’Altissimo gli aveva concesso come prezioso dono. In questo momento un drammatico senso di vuoto pervade la nostra vita; a noi, però, spetta far tesoro dell’esempio che ci lascia, della sua grande lezione di vita che è, con certezza, il più alto significato della presenza dell’uomo su questa terra. ATTIVITA’ DISTRETTUALE LA CAMPANA DEL CENTENARIO Sandro Valentini … ”Signor Presidente del Rotary International, Carissimo Carl-Wilhelm Stenhammar“………. ……….”Ho l’onore di rappresentare il Distretto 2090 Italia Albania che annovera tra i suoi 64 club il Rotary Club di Agnone” ……………… “Per celebrare il Centenario del Rotary International, il Club Rotary di Agnone ed il suo socio Armando Marinelli, unitamente al Distretto 2090, hanno maturato l’idea di dedicare a questo evento un bronzo commemorativo destinato al “ONE ROTARY CENTER” di Evanston perché possa con i suoi rintocchi espandere il messaggio di Paul Harris e dei suoi amici“………... Così cominciava il discorso pronunciato dal Governatore Antonio Guarino il 15 Ottobre 2005, durante la Cena di Gala presso la “Hall d’Honneur de la Chambre de Commerce et d’Industrie de Lille”, nella meravigliosa cornice dell’Institute Lille, svoltosi dal 14 al 16 Ottobre, che ha visto protagonisti circa 500 rotariani provenienti da 71 Distretti di 46 paesi d’Europa e del Bacino del Mediterraneo ed aggiungendo ... ……….”Le campane sono oggetti complessi, funzionali al loro inconfondibile suono, perfetti sia nella forma, che nella bellezza dei bassorilievi, vere e proprie opere d’arte. Ogni campana ha un cuore e un’anima ed è carica di significati e simbologie in ogni cultura e religione”………. “Ma è anche il simbolo di una chiamata a raccolta di tanti uomini e donne, che animati dal buon volere, si impegnano in una azione di cambiamento verso una nuova civiltà che superi la cultura dell’indifferenza, dell’odio, della prepotenza ed i rotariani devono saper raccogliere la sfida ed essere in grado di rispondere positivamente, confidando sulle inesauribili possibilità che una tale Associazione è in grado di esprimere” ………. così concludeva, rivolgendosi al Presidente Internazionale del R. I. Carl-Wilhelm Stenhammar, consegnandogli la “Campana del Centenario”, alla presenza del Vice Presidente del R. I. 2005-2006 Serge Gouteyron, Convener Institute Lille 2005, del PDG Robert Héline Chairman Institute Lille 2005, del loro staff organizzativo, dell’Amministratore della R.F. 2004-2008 Robert Scott quale Rappresentante del Presidente Internazionale della R.F. Frank Devlyn, del Past President della Rotary Foundation Carlo Ravizza e di Amministratori Attuali, Anziani e Futuri del Board Centrale e tra questi ricordiamo gli italiani Carlo Monticelli e Raffaele Pallotta. La nutrita compagine di rotariani del Distretto 2090, presenti a Lille, composta dal Governatore Antonio Guarino, dal PDG Mario Giannola Presidente Distrettuale R.F. e Relatore negli ateliers dell’Institute, dal PDG Riccardo Marrollo, dal PDG Tullio Tonelli, dal Governatore Eletto Luciano Pierini, unitamente alle consorti Chiarina, Sandra, Franca, Anna e Graziella, da Sandro Valentini dello Staff del Governatore ed ancora, in rappresentanza del Rotary Club di Agnone, da Luigi Falasca Presidente del R.C. Agnone, da Giuseppe Borrelli Assistente del Governatore e da Armando Marinelli Socio R.C. Agnone e Titolare della Pontificia Fonderia Marinelli, festeggiando insieme questo momento solenne e significativo anche per l’intera collettività distrettuale, raccoglieva la promessa del Presidente Internazionale circa la collocazione di tale dono. Felicità per tutti noi, per il Distretto 2090 ……. la promessa è stata mantenuta ! Dopo aver precedentemente appreso dalla 12 GGII O U UG NO GN Gentilissima Laura Mills, Responsabile dell’Archivio del R.I., circa l’arrivo della Campana ad Evanston e della sua sicura custodia in attesa dei lavori di ristrutturazione presso alcuni piani del “One Rotary Center”, abbiamo ricevuto il 18 Aprile 2006 la comunicazione che la “Campana del Centenario” era stata collocata al 18° piano dell’edificio, adibito agli uffici della Presidenza Internazionale, in posizione d’onore tra il General Secretary’s office e la Board of Director’s conference room. Con la complicità della sempre cortese e gentile Elizabeth Lamberti, Manager del Dipartimento GSE, che ricordiamo per il suo cordiale intervento presso il Seminario della Rotary Foundation del nostro Distretto, tenutosi a Jesi il 27 Novembre 2005, riceviamo delle meravigliose immagini della “Campana del Centenario”, consegnata a Lille, ormai ad Evanston ritratta con il Past President Bhichai Rattakul, il Past President e Chair-elect della Fondazione Rotary Luis Giay, il Past President ed attuale Chair della Fondazione Rotary Frank Devlyn, e con la nostra affezionatissima Elizabeth a cui, oltre ad un sentito ringraziamento, inviamo un cordiale abbraccio ed un sicuro arrivederci. Da tutti noi, sottolineando l’impegno del Rotary Club di Agnone e del Distretto 2090, grazie a Carl-Wilhelm Stenhammar ed orgogliosamente grazie ad Antonio Guarino ! ROTARY & ECONOMIA CRISI ECONOMICA ARGENTINA Paolo Appoggetti U n recente viaggio in Argentina mi ha fornito l’opportunità di incontrare i rotariani del Club Mendoza Tajamar del Distretto 4860, di cui è Presidente Ramon Martin Amoros, che si riunivano per la quarta volta dopo aver ottenuto la Carta costitutiva il 25 febbraio scorso. Erano invitati per l’occasione alcuni soci del vicino Club di Palmira insieme al Presidente Ricardo Emilio Vignoni. Il PDG Luis Zea, importante rotariano argentino, ha brillantemente intrattenuto i presenti su La storia del Rotary dalla fondazione a oggi, in cui ha sapientemente focalizzato i momenti decisivi dell’evoluzione rotariana, non dimenticando di evidenziare il ruolo significativo, in alcuni momenti storici, di alcuni soci dell’America Latina. Il clima amichevole dell’incontro, realmente ispirato dalla Amicizia rotariana ha consentito, dopo i rispettivi indirizzi di saluto, di approfondire nel corso della serata alcuni aspetti della situazione del Paese, dello stato di particolare crisi del Rotary argentino, delle sue cause, ma anche della volontà di riscatto e rilancio da parte del nucleo più autenticamente rotariano dei soci ancora rimasti nei Club. La crisi economica argentina, che ha raggiunto l’acme nel 2001, ha sicuramente costituito un motivo determinante per l’abbandono di molti rotariani, angustiati da problemi economici e pressati da altre priorità ma, dicono il PDG e i Presidenti incontrati, «la realtà vera è che l’innegabile crisi economica è servita come scusa/paravento per coprire la profonda crisi del Rotary, che è certamente non solo argentina. I più giovani non sono interessati al Rotary, non vogliono impegnarsi in attività di servizio e la ricerca di nuovi soci è molto più impegnativa, perché è necessario accertare senza ombra di dubbio la valenza rotariana del candidato: dobbiamo usare oggi quell’attenzione che, purtroppo, non abbiamo mai usato in passato.» Questa occasione, pur ponendomi di fronte alla crisi del Rotary argentino, mi ha d’altra parte permesso di constatare come i rotariani, preso atto della situazione e individuate le cause vere, stiano reagendo e ricostruendo il Rotary su basi nuove più solide. La nascita del nuovo Club di Mendoza Tajamar, di cui sono stato ospite, ne è la prova e così pure quello che sta avvenendo nel Club di Palmira dove, dice il Presidente Vignoni: «Eravamo 32 soci, siamo scesi a sei; da qui siamo ripartiti e stiamo lavorando per ricostruire, sicuri di farcela!» Il Presidente Amoros aggiunge: «Un piccolo gruppo proveniente da vari Club, me compreso, insieme a nuovi rotariani convinti, ha fondato un Club che rappresenta il nuovo Rotary che nasce e con fiducia affronta una fase nuova e più autenticamente rotariana.» L’opportunità di collaborazione tra i Club italiani e argentini, confermata con entusiasmo nell’incontro, è cosa già sperimentata con successo sia nel nostro che in altri Distretti italiani e non è quindi la sola ragione di questa mia breve cronaca; essa va anche ricercata in questa domanda: quali insegnamenti possono scaturire da quanto in atto nel Rotary Argentino? Il malessere dei rotariani e del Rotary in generale lo constatiamo tutti i giorni nei nostri Club dove sentiamo talvolta qualcuno esclamare «non è più Rotary!» e vediamo molti altri restare in silenzio, lontani dal problema e spesso addirittura permanentemente assenti dalla vita del Club. Dobbiamo attendere una situazione straordinaria per mettere a nudo e affrontare con decisione, a tutti i livelli, questa innegabile crisi anche italiana del Rotary? E se prendessimo coraggio e affrontassimo il problema con un’azione corale a livello di Club e con un forte coordinamento distrettuale per una analisi/dia- 13 GGII O U UG NO GN gnosi prima e una reazione/rilancio poi? Certo, il rinnovamento nello spirito e negli uomini potrà essere difficile e anche doloroso, ma aprirebbe le porte a un’ associazione più autentica dove il motto di quest’anno, Servire al di sopra di ogni interesse personale, assumerebbe valore pieno e reale e si attenuerebbero certamente quelle situazioni in cui il Rotary viene vissuto in maniera impropria. Gli indirizzi provenienti dal R.I. con il varo del nuovo piano direttivo sono chiari e incoraggiano ad agire per il rinnovamento, come d’altra parte confermato dal quadro certo e preciso fornito dagli interventi dei relatori all’ultimo SIPE, in particolare: dell’Incoming Luciano Pierini, che ha delineato le linee programmatiche del Rotary per il 2006-2007; del PDG Giorgio Rossi, che ha richiamato con forza l’impegno a combattere l’assenteismo per incrementare l’amicizia da cui nasce in ciascun socio una migliore disponibilità al vero servire rotariano e, infine, del PDG Antonio Pieretti che, incantando l’uditorio, ha esortato a rispondere alle profonde inquietudini morali di questo tempo con un rinnovato impegno autenticamente rotariano, incardinato su uno stile di vita e comportamenti ispirati da un’elevata dignità morale. Ora non possiamo che attendere il contributo di tutti i soci di buona volontà, pronti a costruire: credo che siano molti quelli disponibili a lavorare per il rinnovamento del Rotary e a far sì che Igino Raspadori… non continui più a sognare GGI IU O UG NO GN PROSSIMAMENTE PREMIO SCULTURA EDGARDO MANNUCCI I l 27 Maggio 2006 alle ore 17,30 si terrà ad, la XIII edizione del Premio di Scultura Edgardo Mannucci. Oggi, dopo tredici anni, si può sicuramente affermare che questo Premio, indetto in onore dello scomparso artista internazionale, definito scultore dell’energia e precursore dell’arte plastica informale europea del XX secolo, ha ampiamente superato gli entusiasmi iniziali confermandosi una valida iniziativa, unica in Italia che si rivolge a giovani scultori, ed è il fiore all’occhiello del Rotary Club Altavallesina Grottefrasassi. il Premio è riservato esclusivamente alle giovani leve dell’arte contemporanea, diplomandi e diplomati in scultura provenienti dalle varie Accademie di Belle Arti italiane. Il Premio vuole anche sottolineare che “l’arte può essere un mezzo di dialogo per oltrepassare i confini, per abbattere barriere linguistiche, per incontrarsi su di un terreno comune, per interrogarsi sui valori tradizionali e per confrontare sensazioni personali”. A tale proposito quest’edizione ospita per la prima volta l’Accademia Studio Art Centers International di Firenze i cui artisti provengono da tutto il mondo. Un confronto di idee e di creatività sempre più ampio che ha avuto inizio nel 1993 tra le varie Accademie di Belle Arti italiane e che continua con l’intento di valorizzare ininterrottamente i giovani artisti meritevoli, dando loro un aiuto tangibile quale stimolo a procedere lungo la via dell’arte: Il vincitore del Primo Premio Assoluto ha la possibilità di allestire una personale che sarà organizzata dall’apposita Commissione del Club nell’anno successivo alla partecipazione. Quest’anno, esporrà Jacopo Mandich dell’Accademia di Belle Arti di Roma, vincitore della XII edizione del Premio. Nella precedente edizione oltre 2000 visitatori hanno apprezzato le sculture presentate ad Arcevia. Quest’anno gli scultori e le scultrici delle Accademie di Firenze Art Centers International, L’Aquila, Macerata, Palermo, Perugia, Urbino e Tirana (Albania) presenteranno ottanta opere, una vasta gamma della loro espressività scultorea. La Mostra rimarrà aperta fino al 30 Agosto. PREMIO ROTARY UMBRIA 2006 I l premio Rotary Umbria, con il dichiarato intento di rendere sempre più incisiva la presenza del Rotary nella realtà regionale, viene assegnato ogni anno a persone fisiche o giuridiche, umbre od operanti in Umbria, che si siano particolarmente distinte in almeno uno del settori di intervento come le iniziative per la pace tra i popoli;l’ecologia e recupero del patrimonio ambientale;la tutela della salute e promozione umana e sociale;la tutela e recupero del patrimonio artistico; la promozione della cultura. Quest’anno il premio, alla sedicesima edizione, è stato assegnato su proposta del club di Foligno alla dottoressa Catia Bastioni ; già responsabile del progetto strategico Montedison sui materiali compositi, dal 1991 è amministratore delegato della Novamont . E’ membro di prestigiosi comitati ed associazioni ed è stata recentemente eletta Presidente dell’Associazione per la Sostenibilità e Competitività Ambientale d’Impresa. E’ autrice di più di 90 articoli di carattere scientifico e divulgativo sulle materie rinnovabili pubblicati su riviste internazionali per conto di grandi organizzazioni istituzionali. Settanta tra brevetti e domande di brevetto depositati nei settori dei polimeri sintetici e naturali. La cerimonia si è svolta nello storico Palazzo Trinci di Foligno alla presenza di numerosi ospiti e rotariani provenienti da tutti i 14 club umbri. Il presidente del Rotary di Foligno,Carlo Nicolini, dopo aver salutato il Antonio Guarino,il Governatore Governatore eletto Massimo Massi Benedetti, la Governatrice dell’Inner Wheell Fausta Sangro, il Sindaco di Foligno Manlio Marini, ha sottolineato l’importanza delle attività di ricerca della dottoressa Bastioli, che si svolgono in un campo nel quale si gioca il nostro futuro: coniugare progresso tecnologico, sviluppo e competitività con la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, 15 GGII O U UG NO GN costituisce infatti la scommessa da vincere per assicurare a noi stessi ed ai nostri figli, non un futuro migliore ma semplicemente un futuro. conseIl Governatore Guarino ha gnato il premio: una scultura in oro e smeraldi rappresentante un olivo stilizzato, realizzata dal maestro Alberico Morena. La dottoressa Bastioli ha sottolineato di essere particolarmente onorata di questo riconoscimento, che valorizza un concetto che lei considera essenziale, e cioè quello per cui la ricerca non può essere qualcosa di isolato, ma deve essere riconosciuta dalla società e dal territorio, dei quali essa è al servizio; questa è l’economia al servizio dell’uomo. DIBATTITO E’ ATTUABILE UN VERO “RINNOVAMENTO”? Igino Raspadori S embra che il termine “Rinnovamento” sia la parola d’ordine, la nuova frontiera del Rotary International. L’organo ufficiale italiano dell’Associazione (il periodico mensile Rotary) da diversi mesi, in ogni suo numero tratta di questa problematica che, come ovvio, è stata recepita dai vertici distrettuali che subentreranno a quelli attuali tanto che hanno già suggerito ai futuri dirigenti dei Club ( nel corso del SIPE e di apposite riunioni) di anticipare le novità regolamentari preannunciate - che entreranno obbligatoriamente in vigore dal 2007 - già dal prossimo 1° luglio. Nell’ ambito del mio Club, la disamina degli elementi di “novità” in argomento è da tempo iniziata, sia pure in modo sommario, con vari interventi sui Notiziari del sodalizio ed anche nel corso di alcune riunioni di Club e del Consiglio Direttivo. Per la verità, la prima iniziativa che può considerarsi armonicamente connessa con il termine in questione, il Rotary di Spoleto la prese ufficialmente al Congresso di Tullio Tonelli, presentando una “Mozione” che proponeva modifiche sulle modalità stabilite dal Distretto per la individuazione del “Governatore. L’accoglienza della proposta, peraltro preventivamente avallata dal Governatore stesso a cui fu inviata con due settimane di anticipo, fu, nella sostanza, di “rigetto” preconcetto, così come estremamente deludenti le successive azioni stancamente portate avanti solo per onor di facciata. Su questi temi mi sono già espresso più volte e lo spunto è sempre venuto da articoli apparsi su Rotary (fondamentali quelli dei PDG Alberto Schiraldi e di Raffaele Pallotta di Acquapendente). Vi ritorno ancora conscio di essere noioso, ripetitivo ed anche puntiglioso - perché ho trovato anche sull’ultimo numero di Rotary (marzo 2006) un “pezzo”del rotariano Fabrizio Longa del Club di Voghera intitolato “Rotariani, chi siamo ?” che fornisce un ulteriore ed interessante apporto sicuramente meritevole di attento esame e approfondita riflessione. Se insiste Rotary mi sento anch’io incoraggiato a intervenire ulteriormente. Questa volta non si tratta di novità regolamentari, ma di un invito a guardare dentro noi stessi, con umiltà e sincerità, ed a confrontare il nostro modo di interpretare il Rotary con le sollecitazioni che pervengono dalla società in cui operiamo per individuare, al di la delle “regole”, i modelli comportamentali di riferimento più idonei per il conseguimento degli scopi che l’Associazione statutariamente persegue. La conclusione di Longa è sintetizzata in una parola: “Innovazione”. Insomma, preso atto del perdurante calo di vitalità e dell’ormai accertato decremento quantitativo in termini di soci e di Club non ostante l’introduzione di misure incentrate sull’espansione a tutti i costi, per rivitalizzare l’Associazione il R.I. ha studiato, messo a punto ed approvato gli aggiornamenti regolamentari ritenuti indispensabili per conferire maggiore funzionalità a tutti gli organismi che lo compongono ed ha dato vita ad un’operazione tendente a far prendere coscienza a tutti i rotariani dell’assoluta necessità di rinnovare nel profondo il modo di intendere la vita associativa che non può prescindere da un coinvolgimento generalizzato, da una corretta pianificazione degli interventi nonché dall’adozione di una attenta e scrupolosa “politica” per le immissioni incentrata su elementi che devono assicurare un apporto fattivo e di qualità. Da queste premesse, che dovrebbero essere da tutti ed a tutti i livelli condivise, dobbiamo passare alla fase operativa, nel senso che si dovrà procedere: all’aggiornamento normativo (e qui i problemi non esistono), al rispetto delle indicazioni relative alle 16 GI UGNO immissioni (e qui è questione di volontà e di “coraggio”degli organi decisionali di Club e del senso di responsabilità dei soci presentatori), alla creazione di una “mentalità dell’ appartenenza” più coinvolgente e quindi aderente a quella auspicata dai superiori livelli. Quest’ultimo aspetto è, a mio avviso, di attuazione tutt’altro che facile, perché presuppone l’abbandono di una concezione e di un modo d’essere rotariani superati ma, in non pochi soci, assolutamente consolidata da una tradizione che è iniziata all’atto della nascita del Rotary nel nostro Paese. Naturalmente, questa è una valutazione del tutto personale che non ha, tra l’altro, alcuna pretesa di essere accettata a scatola chiusa. E’ però basata su un’attenta osservazione dei comportamenti e delle reazioni conseguenti ai primi approcci a questi problemi. Debbo inoltre dire che, sempre a mio avviso, anche nei livelli superiori al Club non c’è, almeno non ho fino ad ora apprezzato, la chiara ed esplicita volontà di attuare quella decisa discontinuità che sono convinto costituisce l’unica strada da percorrere per pervenire all’auspicato “Rinnovamento”. E’ vero che sono stati distribuiti i nuovi “statuti e regolamenti tipo” per i Rotary Club; è altrettanto vero che il Governatore Incoming si è espresso per la loro adozione anticipata, cioè fin dal prossimo 1° luglio, ma nulla di concreto (in termini di espressioni di volontà ed orientamenti) ho recepito circa la “volontà” di procedere davvero verso la “sospirata Innovazione”. Forse la mia è “impazienza” che precorre i tempi e gli eventi. Mi auguro che la prossima Assemblea distrettuale apporti qualcosa di nuovo e di positivo. Le difficoltà sono indubbie; si renderà necessario procedere per gradi; occorrerà equilibrio, ponderatezza, fantasia e, soprattutto, coraggio. ANNIVERSARI 50 ANNI... MA NON LI DIMOSTRA F.S. I l Rotary club d’Isernia ha solennemente festeggiato i suoi primi 50 anni d’attività. E’ toccato a Peppino De Marco, presidente per la quinta volta, tagliare questo fondamentale traguardo con una serie di costruttive iniziative che hanno – se mai ce ne fosse stato bisogno – la vitalità e l’attivismo dei soci e del consiglio al gran completo, di cui fanno parte, oltre a De Marco, Bruno Di Nezza vice presidente, Agostino Angelaccio presidente uscente, i consiglieri Renata Silvestri, Luisa Di Ninno, Gennaro Costagliola e Raul Bruno , il prefetto Umberto Martella, il tesoriere Giustino Lemme ed il segretario Antonio Sanità presidente incoming. Il club fu costituito da Domenico Caranci, primo presidente nel 1956 e da quel giorno il sodalizio ha iniziato a partecipare concretamente alla vita della cittadina, instaurando positivi contatti con la popolazione e le istituzioni. Istituzioni presenti al gran completo nella manifestazione ufficiale di festeggiamento in cui hanno preso la parola il presidente della regione Molise Iorio, il sindaco di Isernia Melogli ed il presidente della Provincia Mauro. Presenti anche il Governatore Antonio Guarino, i past Governor Giorgio Rossi e Riccardo Marrollo, l’assistente del Governatore Giuseppe Borrelli, il segretario Peppino Sciarretta, Distrettuale l’Istruttore Distrettuale Francesco Ottaviano, Prefetto Distrettuale Sandro Valentini, il presidente del club di Agnone, Luigi Falasca, rotariani di club vicini. Oltremodo apprezzate la medaglia commemorativa e la pubblicazione che ha sintetizzato i momenti più significativi di servizio in 50 anni di impegno : è un’immagine elegante ed efficace dell’artista Taccola a legare il Rotary club al territorio: “50 anni di servizio, 50 anni del Rotary di Isernia“. Il presidente De Marco ha detto “immensa è la commozione per la gioia di festeggiare il 50° anniversario della fondazione del nostro club; da quel maggio del 1956 noi oggi celebrando l’evento promettiamo di continuare ad operare sempre ispirati dagli ideali del Rotary messaggero di amicizia , pace e libertà. Un pensiero riconoscente al direttivo ed a tutti i soci per avermi fatto vivere anni indimenticabili alla guida del sodalizio che resteranno tra i mie ricordi più cari“. Il Governatore Guarino ha rivolto al club in festa ed ai suoi soci “ l’augurio per il raggiungimento di questa pietra miliare nella storia del sodalizio e l’auspicio di tante altre gratificanti realizzazioni, testimonianza di generoso impegno a favore della comunità e del mondo intero“. Parole di ricordo quelle pronunciate dal socio fondatore ancora in piena vitalità Carlo Petrecca che, dopo avere ricevuto il “Paul Harris” dal Governatore Guarino, ha posto l’accento sul “senso profondo di solidarietà nel lavoro e nel vivere sociale, la custodia della pace, il senso del servizio durante l’azione, la correttezza delle 17 GI UGNO sfide quotidiane“. Giorgio Rossi da Past Governor si è soffermato con toni di forte coralità su un tema importante come “servire il Rotary nel nome di paul Harris” segnalando “in questa splendida terra molisana..50 anni sono tanti, è stato questo tra i primi club del nostro Distretto”; dunque dopo 100 anni il sodalizio è ancora vivo e vitale ….sicuro riferimento anche per le giovani generazioni che trovano nei rotariani l’esempio del servizio a favore della società , del territorio e degli altri “. Giorgio Rossi si è anche soffermato sul tema del “servire senza aspettare ricompense, il Rotay non ha il potere dei Governi, non ha la forza degli eserciti, ha solo la forza del servire disinteressato“. Dell’assenteismo ha detto “è un tema serio , bisogna trovare figure di soci che intendano dare testimonianza di servizio“. È stato anche ricordato il primo Governatore Molisano Alessandro Del Prete anche presidente nel biennio 1966 – 68. Momento suggestivo la premiazione degli studenti risultati vincitori del concorso grafico pittorico sul tema “ amicizia e solidarietà “ . esigenze di spazio impongono di rinviare la pubblicazione di DISSONANZE di M. Bignami”. RICORDI ROTARIANI IL RICORDO DI CAMILLO BRANCACCIO PDG Franco Cianci I l Rotary Club di S. Benedetto del Tronto - presieduto da Gianfranco Mascaretti - ha doverosamente reso omaggio, nel 47° anno di fondazione alla figura dell’avv. Camillo Brancaccio: lo ha fatto attribuendo a Romana il più meritato dei riconoscimenti …… socio onorario del Rotary Club di San Benedetto” alla presenza del Governatore Guarino. Il ricordo di questo grande uomo, rotariano e Governatore è stato svolto con la incomparabile capacità oratoria dal past Governor Franco Cianci, amico del compianto. Un intervento di grande valore, pervaso di sentimenti sinceri, chiedo anticipatamente scusa per la sintesi all’autore, a Romana Brancaccio, ai Rotariani tutti. “Conobbi Camillo Brancaccio come uomo politico nella seconda metà degli anni 70, allorquando, nella mia qualità di responsabile nazionale degli Enti Locali del Partito Liberale, andai ad Ascoli Piceno, per mantenere i contatti e i rapporti con le Direzioni Provinciali del Partito. Camillo aveva, allora, poco più dì 60 anni, e, se non erro, era il Presidente della Direzione Provinciale del Partito.Notai subito la Sua figura vigorosa, forte, alta, estremamente determinata nelle Sue idee, che esprimeva con chiarezza. “…..Dopo avere delineato la scena politica di quegli anni “Avvenimenti tragici, quelli, che si erano verificati in quella stagione italiana, per le Istituzioni Italiane, per la politica, per la stabilità della società”Cianci prosegue”In quella occasione ricordo che Camillo descriveva, con acutissima intelligenza, gli scenari politici italiani, contro le perplessità, che insorgevano spontanee su quella nuova tendenza del PLI italiano. Erano tempi assai controversi, in cui bisognava cavare dal proprio fondo, tutta la intelligenza, tutte le energie, tendenze in qualche modo rivoluzionarie, per accettare il nuovo corso.Camillo la aveva questa forza. Egli dava una mano alla nuova visione solidaristica, che il partito aveva assunto, ma che, appunto, nella drammatica crisi di quei tempi, aveva bisogno di una grande concerto nazionale e di adesione dei suoi dirigenti. Una sorta di “grande coalizione nazionale” cui la Nazione sempre deve ricorrere quando il clima politico è particolarmente delicato.Ne riferii agli allora responsabili della Direzione Centrale, di cui facevo parte, dicendo che avevo trovato in Brancaccio, ad Ascoli, un validissimo sostenitore della nuova linea del PLI. Ed era, Camillo, un autorevole Uomo delle istituzioni, essendo stato Consigliere Comunale e Consigliere Provinciale, e, se non erro, anche membro del Consiglio Nazionale del PLI, ovvero del Parlamentino Liberale. L’Uomo politico Brancaccio fu uno dei veggenti lucidi di quello che in quegli armi stata accadendo in Italia e di quanto sarebbe accaduto successivamente”. Il ricordo è dettagliato e lineare “Camillo avevo già avuto modo di conoscerlo, allorquando, nel 68, riuscii a creare un club Rotary a Termoli.Camillo era Governatore in-coming del Distretto 188. Allora i Distretti erano quattro e quello centrale comprendeva Toscana, Marche, Umbria Abruzzo, Lazio e Sardegna.Un comprensorio vastissimo, che era da percorrere con fatica, da parte dei Governatori: longitudinalmente e latitudinalmente. Camillo era sostenuto molto affettuosamente da Romana, …………Gli altri erano il Distretto 190, ovvero quello Meridionale (dal Molise alla Sicilia).In quello stesso anno Governatore era Giuseppe Zaccara , un avvocato potentino: Suo compagno di cordata.Il Distretto 184, che comprendeva Lombardia, Piemonte e Liguria, Governato da Franco Agostini, e il Distretto 186, che comprendeva il Veneto e l’Emilia Romagna, da Pier C. Favaro. Quattro persone di grande valore e cultura, che reggevano l’intera regione rotariana italiana. 18 GI UGNO Era inevitabile che diventassero fraternamente amici, fortemente solidali e impegnati in azioni comuni- Era del resto lo spirito del Rotary. E, infatti, nella primavera del 69, i quattro giovani Governatori idearono un Congresso comune, scegliendo Venezia come città della celebrazione. Una iniziativa inedita, che non sarebbe stata mai più ripetuta nei decenni successivi. ……………Sembrava che nel mondo rotariano si avvertisse una serenità assoluta, una gioia di vivere, un entusiasmo, contemplativo, e, allo stesso tempo, prepositivo, per la storia rotariana, che era ripartita - tra molte contestazioni e diffidenze, in primo luogo quelle della Chiesa, che avrebbe trovato, solo nella metà degli anni 60, un certo accordo con il Rotary, per opera di alcuni Governatori italiani, tra cui Roberto Colagrande dello stesso Distretto 188, e dalla grande apertura, morale ed ecumenica, di Paolo VI verso traguardi riconosciuti e non più messi in discussione dalla Chiesa. Il Congresso, cui partecipai come rotanano, fu una parentesi emozionante ed esaltante, con la messa a punto di nuovi programmi rotariani, per la individuazione di azioni solidali nel mondo, che avrebbero trovato, di lì a pochi decenni, la straordinaria, grandiosa opera della polio-plus conclusasi orgogliosamente soltanto un anno fa. Era evidente a tutti che, in quelle tre giornate del Congresso rotavano a Venezia, Camillo Brancaccio aveva assunto davvero la leader-ship, non solo sul piano delle relazioni, degli impegni intellettuali e delle prospettazioni RICORDI ROTARIANI morali del Rotary, dell’impulso (che sapeva dare ai sentimenti, all’entusiasmo dei partecipanti), ma anche, e soprattutto, a tutto ciò che era l’aspetto gioviale, conviviale, di “intrattenimento”, che ogni Congresso rotariano registrava………….. Ricordo tutto, come fosse ieri: le danze di Camillo con la Sua bella ed elegante Romana; le volute sinuose e forti dei Suoi giri di valzer, con la forza del ballerino autentico, che gli derivava dall’essere rocciatore, scalatore, sciatore, e grande nuotatore.Il sorriso apertissimo dava gioia.La coppia si aggirava nelle grandi sale del Palazzo Ducale, in quegli spazi architettonici unici, che ti davano i brividi.Ebbe un cruccio in quella serata, che Camillo riuscì a buttare alle spalle, provocato dal forfait, che aveva dato una volubile, capricciosa Carla Fracci, che si rifiuto di offrire il suo spettacolo di danza “La morte del cigno” di Chaikovski.Nonostante le Sue doti diplomatiche, Camillo non riuscì a convincere la grande, ma capricciosa danzatrice, a salire sul palco. II mio sodalizio con Camillo sarebbe continuato negli anni successivi; non ci sarebbe stato un anno in cui non ci scambiammo gli auguri, nella ricorrenza delle festività E fu, Lui, il mio primo sponsor e sostenitore nella mia nomina a Governatore del Distretto (passato nel frattempo al 2090). Era il prodotto delle veemente e rigogliosa Romagna, in cui, nella prima, metà del secolo scorso, nascevano e partivano movimenti importanti, legati alla genialità, alla passionalità, alla creatività di quella gente, anche se naturalmente una delle sue figure fu la metafora della trage- dia di una Nazione, durata venti anni. Ma fu la patria del futurismo………….. In qualche modo Camillo, in quella Sua passione, nel contempo, per le arti, per le “moto”, per il velocismo inebriante dei nuovi prodotti della tecnica, che vincevano lo spazio, per la Sua passione per gli sports estremi, quali la roccia e la scalata, era in qualche modo dentro quel movimento, quel pensiero, che fu appunto il “futurismo”. Ma fu naturalmente, come già visto, il lucido politico, il realista liberale, che lo portarono nella Sua veste di Consigliere comunale di San Benedetto e, poi, di Consigliere Provinciale della Provincia ascolana, a disegnare le basi concrete di sviluppo di questa straordinaria comunità, che avrebbe raggiunto, nello spazio adriatico, conquiste eccezionali. San Benedetto è, infatti, una delle città affluenti di maggiore attrazione, dell’Adriatico. Non è un caso, ad es., che, anche nel mondo dello spettacolo, San Benedetto abbia attratto una delle prove maggiori della selezione delle bellezze italiane e che si sia dotato, nel tempo, di una rete di strutture recettive, tra le più importanti della costa Adriatica. E’, poi, è diventato uno dei maggiori bacini dell’attività peschereccia, una delle concentrazioni più comprensive del terziario, dell’industria e di altre iniziative. Camillo era nato il 23.05.1912 in Romagna (non perse mai il Suo accento); si era laureato nel 1935 a 23 anni; e dalla Sua Romagna era sceso a San Benedetto del Tronto, dove trovò, nello studio di quegli che sarebbe divenuto Suo suocero, l’Avv. Balilla Galanti (uno degli avvocati più 19 GGII UUGGNNOO importanti delle Marche), le Sue prime esercitazioni, raggiungendo a difendere, con eguale abilità in utroque, in civile e in penale, che gli furono subito Sue proprie, raggiungendo, giovanissimo, la iscrizione nell’Albo dei Cassazionisti. La Sua eloquenza era davvero straordinaria e la Sua voce modulata nei vari toni, secondo gli impulsi e le passioni, era incantevole. Fu Presidente dei Consorzio Agrario di Ascoli Piceno; contribuì alla nascita del club Rotary di Ascoli Piceno rimanendovi per tre anni (anno 55-58). Fondò, nel 59, il club di San Benedetto. Amava fortemente gli amici; ricordo, che mi ospitò nella Sua casa, durante la mia visita di Governatore a San Benedetto del Tronto, chiamando a raccolta la figlia Fausta, il genero Mino e i nipoti, uno dei quali è diventato uno dei velisti internazionali più apprezzati. Aveva una, grande passione per tutto ciò che era la “motoristica”. La “moto” era la Sua passione, per l’ebbrezza della velocità, della vittoria sugli spazi; ed era allo stesso tempo un grande conoscitore e amante dell’arte: dalla letteratura alla poesia, alla musica, alle arti visive. In un giorno del settembre 1999, esattamente il 9, Camillo si spegneva, nella Sua San Benedetto, la città divenuta la Sua. Negli ultimi anni era molto affaticato, si muoveva con estrema fatica. L’ultima volta che lo vidi, in una conviviale a San Benedetto, mi disse: “guarda Franco, come ci si può ridurre, con grande rassegnazione e con illuminatissimo spirito di comprensione dell’avvocatura umana. DAI CLUB IL ROTARACT DI TIRANA TOLENTINO Ergen Kasemaj Carla Passacantando I l club di Tolentino si è mosso alla scoperta del Rinascimento umbro – marchigiano dei primi del Cinquecento. Protagonista Bernardino di Mariotto, il fascino dell’inedito. Trenta opere esposte e un itinerario tra affreschi e quadri sul territorio ricostruisce la carriera di Bernardino di Mariotto che conclude il grande ciclo di attività della scuola marchigiana. Oltre all’artista, maestri ed allievi del Rinascimento intorno a San Severino. I lavori pittorici più rappresentativi di Bernardino di Mariotto sono accompaganti da quelli di altri esponenti della cultura figurativa tra Umbria e Marche C on l’orientamento del RC di Tirana e con la sponsorizzazione dell’Azienda Australiana di Birra Foster’s, è stata organizzata la Conferenza - nell’ Aula Magna dell’ Università Politecnico di Tirana - “Carta di Bologna nelle Universiteta di Albania“, seguita da un party studentesco dove sono stati invitati i partecipanti della conferenza, i rotaractiani ed altri studenti della Città Universitaria di Tirana. Hanno preso parte come relatori il Rettore dell’Università Politecnico di Tirana, prof.Përparim Hoxha, il past Rettore dell’Università degli Studi di Tirana prof. Maringlen Spiro, il Direttore della Divisione delle Relazioni Internazionali, prof.Theodhor Karaj, il prof. Shpëtim Leka (past presidente del Rotary Club di Tirana), Il Direttore del Dipartimento dell’Equipolenza delle Laure presso il Ministero della Pubblica Istruzione, prof.ssa Dhurata Frasheri . La Conferenza è stata seguita dai giornalisti di diverse reti televisivi siccome il Processo di Bologna è di grande interesse in Albania, per gli studenti ma anchè per le loro famiglie. Il Processo di Bologna, chè sta nei primi passi in Albania, si è commentato dalle personalità competenti partecipanti alla conferenza. Molto utili sono stati anchè i suggerimenti degli studenti per migliorare il processo didattico e per sensibilizzare tutte le istituzioni statali chè devono partecipare e contribuire per la messa in opera delle condizioni necessari per la aplicazione di Carta di Bologna dalle università di Albania. I relatori hanno spiegato nei dettagli la storia del processo di equipolenza delle laure negli Stati Uniti e nella Communità Europea, gli accordi internazionali chè reggono l’equipolenza delle lauree tra diversi Paesi, la revisione dei piani e programmi scolastici nelle università di Albania, il Sistema della Transferta dei Crediti. I relatori hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra il corpo dei docenti e gli studenti durante il processo e la necessità chè sia meglio conosciuto dagli studenti stessi. Il prof. Shpëtim Leka si è espresso chè: ”Spetta alla vostra generazione di portare avanti in Albania questa importante iniziativa della istruzione universitaria. I risultati ottenuti dagli studenti albanesi nelle università d’Europa e degli Stati Uniti dimostrano chè voi siete capaci di andare avanti con pari passo con i vostri coetanei di altri Paesi”. Il Rotaract Club Tirana è stato fondato nell’anno 1998, con l’interessamento del Past Governor Mario Giannola. Purtroppo, non curando in continuità il cambio delle generazioni, dopo alcuni anni di intensa attività, il Rotaract ha smesso di funzionare. Grazie al rinovato interessamento del RC di Tirana e l’entusiasmo di un gruppo di spico di giovanni d’età compresa tra 18 e 28 anni, il Rotaract Tirana nel Dicembre 2005 si è riattivizzato, con 20 membri. I membri del Rotaract Tirana sono fiduciosi chè dopo il successo della Conferenza sul Processo di Carta di Bologna, altre attività seguiranno. Tra l’altro, i giovanni stanno cercando di aprire un centro internet presso la Città Universitaria, di cui hanno ottenuto l’approvazione della Casa dello Studente e stanno cercando sponsor. 20 GI UGNO all’inizio del Cinquecento e da esempi di scultura lignea di artisti intagliatori che dal nord Europa scendevano nelle valli dell’Appennino influenando le maestranze locali. Bernardino di Mariotto, Luca Signorelli, Pinturicchio: i pittori del Rinascimento a San Severino. Tra i visitarori della mostra curata da Vittorio Sgarbi ed allestita al piano nobile di palazzo Servanzi Confidati di San Severino Marche anche i soci del Rotary club di Tolentino. La visita risale all’11 aprile scorso. Cicerone: l’assessore alla Cultura del Comune di San Severino, Gabriela Lampa. Un’occasione imperdibile per uno sguardo d’insieme sulla temperie artistica di un Rinascimento dagli esiti suggestivi anche se meno noto al grande pubblico. La mostra è stata promossa dal Comune di San Severino. DAI CLUB CITTA DI CASTELLO: TESTIMONIANZA DI VITA Pasquale Tieri A nche Monica Bellucci ha voluto inviare il suo personalissimo gesto d’affetto a Sandro Bartoccioni, telefonando da Los Angeles nel corso dell’incontro di presentazione in anteprima del libro “Dall’altra parte” che raccoglie l’eccezionale testimonianza di vita del cardiochirurgo tifernate. Così la diva italiana più celebrata del momento ha aggiunto il suo abbraccio a quello, grande, caloroso, commovente che la cittadinanza ha tributato a uno dei suoi figli migliori. Amici ed estimatori hanno applaudito. Fiorenzo Luchetti, Presidente del Rotary di Città di Castello, ha consegnato a Bartoccioni la massima onorificenza rotariana, il “Paul Harris Fellow”, prestigioso riconoscimento che si aggiunge all’affetto apertamente tributatogli. Il sindaco Fernanda Cecchini ha portato il suo saluto, mentre Paolo Barnard ha ripercorso il cammino che lo ha avvicinato a Bartoccioni sino alla pubblicazione, ha anche citato toccanti aneddoti. Il cardiochirurgo, che è stato un autentico innovatore a livello internazionale nelle tecniche d’intervento, ha dato la sua originalissima versione della convivenza con il grande male riuscendo a coglierne ogni aspetto, anche non deteriore; ha quindi auspicato che l’esempio suo, assieme a quello di due altri illustri clinici, la cui parabola viene accomunata nel libro, possa servire ad umanizzare una sanità che troppo spesso, quand’anche professata correttamente sul piano scientifico, dimentica il profilo etico. LANCIANO: ILLUSTRE CONCITTADINO Carmine Lo Schiavo I n occasione del centenario della morte del M° Francesco Masciangelo, il Rotary Club di Lanciano ha voluto ricordare il suo illustre concittadino dedicandogli un busto in bronzo realizzato dalla “Venturi Arte” di Bologna. Nel Teatro ottocentesco Fedele Fenaroli, alla presenza del Governatore Guarino, del Sindaco Paolini di autorità e di un folto pubblico, il Presidente del Club Dott. Angelo Rosato, ha scoperto il busto del M° Masciangelo, illustrando agli intervenuti la statura professionale come compositore e la sua sentita lancianesità. Anche il Sindaco ha scoperto un busto in bronzo commissionato dal Comune che, sull’esempio del Rotary, ne ha fatto dono alla cittadinanza in memoria del M° Fedele Fenaroli , illuminato musicista lancianese che in ambito nazionale collaborò alla definizione tecnica e alla stesura del contrappunto, e di lui il Teatro Comunale porta con vanto il nome. Successivamente il musicologo Prof. Gianfranco Miscia (Direttore del Centro di Documentazione e Ricerche Musicali Francesco Masciangelo) ha ricordato ai presenti la figura del Maestro che nacque a Lanciano il 3 gennaio 1823 e fece della musica la sua professione. Diplomatosi in composizione nel 1845, ottenne il posto di organista della Cattedrale di Lanciano e dal 1850 anche quello di M° di Cappella che conservò per circa sessant’anni. Le sue capacità e il suo impegno fecero di lui un riferimento sicuro nelle varie Istituzioni Musicali dell’intero Abruzzo, e fu spesso chiamato a dirigere le orchestre di importanti città tra cui l’Aquila, Chieti, Penne e Ortona. Francesco Masciangelo fu anche un didatta assai ricercato ed ebbe schiere di allievi ilustri. Francesco Masciangelo, pur avendo prodotto 590 composizioni di ogni genere, viene ricordato soprattutto come compositore di musica sacra, nella quale riuscì ad esprimere uno stile personalissimo ed inconfondibile. Masciangelo concluse la sua esistenza terrena 100 anni fa a Lanciano il 25 marzo 1906. nella rievocazione diretti dal M° Nicola Calabrese sono stati eseguiti dall’Arciconfraternita “San Filippo Neri” e dal Baritono Alessandro Spadano alcuni brani della Settimana Santa: i due Miserere (per coro e voci bianche), il Christus (per coro) e Tibi Soli (per baritono, coro e coro di voci bianche). CIVITANOVA MARCHE A nche nel nostro Distretto può capitare che un relatore sia ospite ripetutamente di club diversi. Sicuramente l’attualità dei temi in discussione o la rilevanza del relatore determinano una sovraesposizione d’impegni e di partecipazioni. E’ il caso del massimo dirigente della Banca delle Marche, dott. Bianconi che è stato ospite in anteprima del club di Civitanova come ci segnala il presidente Ludovico Valentini che tra l’altro informa “ l’iniziativa, così come poi riproposta a Macerata, nasce in realtà a Civitanova Marche, dove si è concretata nella conviviale del 3 febbraio 2006 e solo successivamente è stata ripetuta a Macerata “. Tanto dovevamo per onore di cronaca. 21 GI UGNO DAI CLUB PERUGIA TRASIMENO: IL TERRORISMO Lorenzo Lotito S i è parlato del pericolo del terrorismo e dei rapporti tra libertà e sicurezza giovedì sera nel corso di un interclub organizzato da Rotary Perugia Est, Rotary Trasimeno e Lions Club Augusta Perugia. Ospite l’ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede Jorge Dezcallar De Mazarredo ed al tavolo dei relatori, Giampiero Pimpinelli (Presidente Rotary Est), Gianluca Laliscia (Presidente Rotary Trasimeno) e il Console Onorario di Spagna Clara Lucatelli in Caucci Von Saucken. Presente anche il Prefetto di Perugia Gianlorenzo Fiore. Il dibattito è stato introdotto da Pimpinelli che ha ricordato gli attacchi terroristici con cui l’estremismo islamico sta colpendo ormai da anni l’Occidente. Dalla triste memoria dell’attentato dell’11 marzo 2004 a Madrid, l’ambasciatore Jorge Dezcallar De Mazarredo, ha articolato il discorso, ha toccato temi di attualità come la contrapposizione tra mondo arabo ed occidentale, le lotte intestine agli stessi paesi islamici e le possibili soluzioni per combattere la minaccia del terrorismo. L’idea che l’ambasciatore ha voluto sottolineare con forza è che “Non si può controllare tutto, poiché questo sarebbe orribile. L’immagine di un occhio orwelliano – ha continuato - che tenga sotto controllo senza regole tutti e tutto minerebbe la libertà individuale. Però – ha concluso – è giusto che tutti noi accettiamo alcune limitazioni in nome della sicurezza”. Jorge Dezcallar De Mazarredo ha quindi rimarcato come tutto il mondo occidentale debba rafforzare la propria intelligence e stabilire forme di stretta cooperazione, anche di concerto con i paesi arabi moderati, contro il rischio del terrorismo. Ultimo punto toccato dall’ambasciatore è stato la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. “Spesso – ha ricordato – non c’è una conoscenza profonda del mondo islamico, delle regole e delle contraddizioni che lo governano”. Per questo, rispondendo ad una domanda del pubblico, ha spiegato che non è sbagliato l’insegnamento dell’Islam nelle nostre scuole “Poiché – ha detto – quell’istruzione sarebbe tenuta da islamici moderati e non da personalità estremiste”. Su di un altro punto ha insistito molto l’ambasciatore: i terroristi non vanno definiti islamici ma islamisti. Con questo ha voluto fare una forte distinzione tra paesi arabi amici e gruppi terroristici che si ispirano alle idee di Al Qaeda. In molti ambienti islamici, infatti, le definizioni di terrorismo e di lotta per la libertà purtroppo coincidono. Quello che hanno in comune occidente e mondo islamico, come si è potuto intuire dalle parole di Jorge Dezcallar De Mazarredo mentre rispondeva all’ultima delle tante domande del pubblico, è il desiderio di vivere in un mondo migliore. Per raggiungere questo comune obiettivo si devono adottare gli stessi mezzi: un controllo discreto ma deciso ed il dialogo. ANCONA RIVIERA DEL CONERO Mauro Bignami S viluppo della coscienza civile, conoscenza dei principi istituzionali della democrazia e solidarietà, convivenza civile, ma anche fenomeni giovanili come il bullismo e la microcriminalità. Erano alcuni dei temi alla base del progetto regionale Educazione alla legalità sui quali 150 scuole marchigiane di ogni ordine e grado hanno lavorato, negli ultimi tre anni scolastici, realizzando disegni, pannelli, libri, elaborati scritti, opuscoli informativi, CD-rom, giochi didattici. Il 28 aprile la Mole Vanvitelliana di Ancona, ha ospitato la giornata conclusiva del progetto che ha visto coinvolti più di 400 ragazzi, provenienti da 26 scuole, con 261 lavori. Nato per promuovere in tutte le scuole l’educazione alla legalità e il rispetto della legge e sviluppare la coscienza civile, la conoscenza dei principi istituzionali della democrazia, della solidarietà e della convivenza sulla base della tolleranza e dell’accettazione reciproca, il progetto era sostenuto dagli assessorati all’Istruzione e alla Cultura della Regione Marche, patrocinato dal Club di AnconaRiviera del Conero, che ha catalogato e valutato dei lavori. Dopo l’introduzione di Gioacchini, vicepresidente del Club, l’assessore regionale all’Istruzione Ascoli ha evidenziato come l’adesione di alunni e insegnanti sia stata entusiastica e convinta. “Viviamo purtroppo in un’epoca in cui dobbiamo subire una dose quotidiana di violenza – ha detto - e c’è disattenzione per la qualità della vita e per la persona; dobbiamo reagire cercando di essere indignati per lo spettacolo quotidiano di illegalità, cercare di rafforzare la convivenza civile nel rispetto delle regole.” L’assessore regionale alla Cultura Solari, sottolineando che l’educazione alla legalità parte dai piccoli gesti quotidiani e dall’accettarci a vicenda, ha ricordato il ruolo fondamentale della scuola e l’importanza dei rapporti con le istituzioni, spesso vissute come qualcosa di astratto. Bartolini, presidente della Commissione giovani del Club Ancona Riviera del Conero, ha sottolineato “il ruolo di validissimo interlocutore rivestito dalla Regione in questa iniziativa“. Il PDG Cianci, presidente della Commissione giustizia del Distretto 2090, difendere la legalità, la quale “deve diventare cultura, modo di agire e di operare meditando sul passato per costruire l’avvenire della nostra 22 GI UGNO società”. Per spiegare poi il concetto di legalità Cianci è ricorso a qualche esempio lampante: la gravissima infrazione delle leggi naturali di Caino, che uccise il fratello Abele e l’esempio di Pinocchio, l’illegale congenito, che non ubbidisce, non vuole andare a scuola o il lupo cattivo della favola di Cappuccetto rosso che rappresenta invece la prevaricazione, la violenza”. I lavori premiati sono stati: Un mondo che rispetta le regole è sempre di più a misura di bambino e non di burattino, dell’Istituto comprensivo Quartieri Nuovi - Scuola Elementare G. Falcone di Ancona; Ordini e dis…ordini, dell’Istituto comprensivo G. Bigotti di Pergola; Teniamoci per mano, della Scuola media inferiore N. Strimpelli di Castelraimondo; Alla scoperta dello Stato italiano, dell’Istituto tecnico M. Ricci di Macerata. Premio speciale è stato assegnato all’Istituto comprensivo di Monteroberto. Animato l’incontro degli alunni con gli attori della fiction poliziesca di Rai Tre ‘La squadra’, Massimo Bonetti e Michela Andreozzi che insieme al direttore creativo Giampaolo Tescari, hanno risposto a domande. DAI CLUB TERAMO EST: PER RICORDARE I l Club Teramo Est, grazie al sostanziale contributo del Governatore Antonio Guarino, alla disponibilità del socio Alessandro Quartiglia, alla generosità della sua gentile Signora e con l’ impegno di tutti i soci che si sono prodigati in azioni per la raccolta di fondi e iniziative ludiche a scopo benefico, ha donato ai pescatori della Regione del Taminandu, nelle Indie Orientali colpite dallo Tzunami, otto Barche attrezzate per la pesca. Il prossimo 30 maggio alla presenza del Governatore Guarino, con la partecipazione del Presidente dell’ Organizzazione Prima Stella Sig. Luigi Ferrante e della Dott. Sheilla Ferri, che con la sua determinazione si è imposta per portare a buon fine l’operazione, ci sarà un momento d’ incontro durante il quale sarà proiettato un filmato che darà testimonianza di quanto è stato fatto. A conferma di una notevole vitalità del club, ci giunge notizia del prossimo XI concorso di esecuzione musicale “Rotary – Club Teramo Est” che assegna cinque Borse di studio per le diverse fasce di età e una Borsa Speciale al migliore elemento, finalizzata alla frequenza di un Master – Class presso il Mozarteum di Salisburgo o Accademica simile. Il concorso è perciò dedicato a quei giovani Artisti professionalmente già in via di affermazione. Con l’ iniziativa che si estende alle Regioni del Distretto 2090, comprese Albania, Lazio e Puglia il Rotary Club Teramo Est si propone di: Incoraggiare i giovani che si dedicano alla nobile arte della musica;Gratificare le famiglie;Coinvolgere e avvicinare le Autorità Patrocinanti (Prefetto, Amministrazioni Provinciali e Comunali e cittadinanza); Utilizzare le vie d’ azione del Rotary, per favorire l’ amicizia tra i popoli con l’ utilizzo dell’ azione interna, dell’ azione di Interesse Pubblico, di quella professionale e di quella a favore della gioventù. Le domande dovranno pervenire entro il 1 Giugno 2006, alla Segreteria del Concorso e Direzione Artistica Maestro Piero Di Egidio 347/7161220 [email protected] fax 0861/248816 CHIETI OVEST: SOLIDARIETA’ “ Non beneficenza ma sensibilizzazione e solidarietà”, con queste parole il presidente del Rotary Club di Chieti Ovest, Vincenzo Rabottini, ha spiegato la serata, promossa dal club per la raccolta di fondi da destinare alla Ricerca sul cancro. Una serata che in un perfetto connubio di spensieratezza e serietà, ha visto la partecipazione di Michele Mirabella e di tre grandi esponenti della Ricerca come il prof Stefano Iacobelli, dell’Università di Chieti, il dott. Enrico Ricevuto, dell’Università dell’Aquila, e il dott Antonio Moschetta, ricercatore del Mario Negri Sud. Al teatro Marrucino si è tenuto il dibattito “Elisir in casa nostra” condotto da Mirabella sul tema “Ricerca sul cancro: quali prospettive?”. Mirabella ha dato al tema un aspetto sicuramente non tetro. Infatti, ha esordito col dire che fino a qualche tempo fa questa malattia faceva così spavento che si evitava persino di nominarla, si diceva brutto male, o male che non perdona. Ora non è più così, e questo anche grazie alla ricerca che ha fatto grandi passi in avanti. Da qui il dibattito con i tre qualificati relatori . Innanzitutto è vero che alcuni tipi di tumori sono in aumento, ma è anche vero che la capacità diagnostica si è notevolmente perfezionata, ed è difficile quindi dire se si tratta di un aumento di casi tumorali o piuttosto di una aumentata capacità di individuare il male appena si forma. Oggi, però, è pos- 23 GI UGNO sibile convivere con questa malattia, convivere senza lasciarsi da essa schiacciare, conviverci senza sconfiggerla, ma tenendola a bada. Ma qui il discorso di fa spinoso, in quanto per poter progredire nel campo della ricerca occorrono fondi, cioè soldi, senza dei quali nulla è possibile. Mirabella, ha ricordato che in Italia due campi sono trascurati, quello della scuola e quello della ricerca. E’ importante il contributo di tutti, perché la ricerca è per tutti. Nel corso della serata il Presidente Vincenzo Rabottini ha ringraziato della partecipazione e ha annunciato che i fondi raccolti – ben 10. 000 Euro - saranno devoluti tutti all’AIRC; la presidente del comitato Abruzzo e Molise della associazione Maria Franca De Cecco ha ringraziato calorosamente per la generosa offerta. Il Presidente ha attribuito il Paul Harris a Michele Mirabella, che è diventato così socio onorario del Rotary Club di Chieti Ovest.