Periodico Mensile fondato da Ennio Vincenti – Autoriz. Tribunale di Teramo N. 364 del 27/10/1994 – Abbonamento
annuo euro 6,00 da versare all’Editore incaricato sul conto corrente postale n. 41965435 – C.M.P. di Ascoli Piceno
CPO – Stampa Linea Grafica snc Centobuchi AP – Editore Rotary International rappresentante Antonio Guarino
Governatore Distretto 2090 – Via Gramsci, 36, Larino – Direttore Responsabile Giuseppe Ferruccio Squarcia –
Direttore di testata Antonio Guarino – Redazione via delle Rose, 6 - 63100 Ascoli Piceno – Tel. 0736 342668 Fax
0735 701966 - E-Mail: [email protected] - Pubblicazione non in vendita ma distribuita ai soci dei Rotary Club.
Anno XII
giugno 2006
N° 87
CAMPUS
MARCHE
ASSISI:
XXII ASSEMBLEA
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UGNO
CAMPUS
ABRUZZO-MOLISE
www.rotary2090.org
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APPUNTAMENTI DISTRETTUALI
2090
ANTONIO GUARINO
GOVERNATORE 2005 – 2006
Rotary
Abitazione: Via Gramsci 36
86035 LARINO (CB)
TEL. 0874 825112 – CELL. 348 7393838
E mail [email protected]
Giugno 2006
SOMMARIO
Segreteria distrettuale
Via Gramsci 34
86035 LARINO (CB)
Tel. / fax 0874 822621
Tel./fax 0875 703980
E mail [email protected]
E mail [email protected]
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Lettera del Governatore
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XXII Assemblea
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CONTO CORRENTE BANCARIO:
Intestato a:
Antonio Guarino - Governatore Distretto 2090
Presso BANCA POPOLARE DI LANCIANO E SULMONA
Filiale di Larino
C/C 486240 ABI 05550 CAB 41050 CIN K
Ambasciatori del Rotary
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Dai Club
PROSSIMI APPUNTAMENTI DISTRETTUALI
4 Giugno
Campus disabili Abruzzo – Molise
4-11 Giugno Campus Disabili Abruzzo
1-8 Giugno Campus disabili Marche
3-4 Giugno
Vasto Congresso Distrettuale
11-14 Giugno Malmo/Copenaghen Convention internazionale
LA FESTA DELLA
FIORITURA 2006
in copertina: Vasto ospita
il Congressso Distrettuale
COMITATO PER LA STAMPA
ROTARIANA E REDAZIONE
DEL GIORNALE DISTRETTUALE
Presidente
Ennio Vincenti
Dir. Resp.
Ferruccio G. Squarcia
Componenti
Antonio Guarino, Tullio Tonelli,
Luciano Pierini, Mauro Bignami,
Bernardo Razzotti,
Berardo Zocaro, Antonio
Mucciaccio, Angelo Buonumori,
Luigi Medea
Redazione: Via delle Rose, 6
63100 Ascoli Piceno
Fax 0735 701966
E-mail: [email protected]
Sabato 24 Giugno 2006, il consueto
appuntamento a Castelluccio di
Norcia, per una scampagnata nel
Pian Grande in occasione della
“Festa della Fioritura”.Come l’anno
passato, il Rotary club Norcia San
Benedetto invita a trascorere una
piacevole giornata all’aperto, in uno
degli scenari più incantevoli del
Parco Nazionale dei Monti Sibillini
e degusteremo prodotti tipici come
lenticchie e salsicce. Nel corso della
giornata, sono previste escursioni
ed intrattenimenti vari. Il pranzo,
avrà un costo di 25,00 a persona.
L’appuntamento è direttamente sul
Pian Grande, dalle ore 10,00 in poi.
Vi saremo grati se le adesioni perverranno entro il 15 Giugno ad uno
dei seguenti riferimenti:
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LETTERA DEL GOVERNATORE
Cari amici,
giunto alla fine del mio mandato, sento di dovere affermare
con franchezza che ho vissuto
un periodo straordinario della
mia vita.
Senza dubbio, è stato un anno
per me denso di soddisfazioni,
ma anche di grande responsabilità.
La prima trepidazione è stata
quella di essere all’altezza delle
aspettative dei tanti amici che
hanno creduto in me, nelle mie
qualità umane, nel mio profondo attaccamento al Rotary.
Ricordo di avere vissuto il
Congresso di Tullio Tonelli con
un misto di impazienza, di
entusiasmo e di voglia di fare,
ma con la trepidazione dell’incertezza, del dubbio e con un
atto di umiltà che viene dalla
consapevolezza dei propri limiti.
A distanza di un anno, spero
che alle domande: «ho conseguito i miei obiettivi? Ho conseguito
gli
obiettivi
del
Rotary
International? Ho dato tutto il
mio sostegno ai Club del mio
Distretto?» la vostra risposta
possa essere «SÌ».
Se sarà un sì convinto, avrò
modo di verificarlo dalla numerosa partecipazione dei soci al
Congresso e di questo vi ringrazio fin d’ora.
E’ fondamentale essere presenti
a questi incontri perché credo
che ogni occasione nella quale
abbiamo la possibilità di ricordare gli obbiettivi raggiunti, ma
anche di riflettere e ulteriormente approfondire alcuni temi
estremamente importanti per la
nostra azione, divenga un
appuntamento da non perdere.
Inoltre, ho sempre sostenuto
che questi incontri distrettuali
servono per ritrovare amici, per
incontrarne
nuovi,
per
approfondire la nostra conoscenza e, quindi, dare maggiore
forza al Rotary.
Cari amici vi ringrazio per avere
riservato a me e a Chiara, sempre, una calorosa ospitalità sia
durante le visite che nelle tante
occasioni in cui ho partecipato
alle vostre iniziative. Ho cercato
di esser sempre con voi e ho
riscontrato non solo il rispetto e
l’onore tributati alla mia carica,
ma anche un’atmosfera di sincera amicizia.
GIUGNO 2006
BELLA
SODDISFAZIONE
Grazie anche per il grande fervore nelle attività di molti
Club e nello spirito di servizio
di molti soci che hanno assorbito con salda tenacia il significato del messaggio del
Internazionale
Presidente
Servire al di sopra di ogni
interesse Personale.
E’ del 21 maggio la mia visita
ad Ancona dove, con visibile
commozione non solo mia, ho
consegnato i diplomi di partecipazione a 16 giovani che
hanno frequentato il corso di
informatica per non vedenti.
Un sincero ringraziamento agli
amici di Ancona, Ancona
Riviera del Conero, Falconara
e Fano, che hanno organizzato
il corso e fatto da tutor durante
la quattro giornate di lezione.
Un grazie di cuore a tutti gli
amici che si apprestano a organizzare i due Campus per disabili in Abruzzo e nelle Marche:
anche queste sono grandi
opportunità di servizio, orgoglio del Distretto 2090.
Per quanto riguarda il lavoro
svolto dai Club, non posso che
trarre un bilancio positivo: pur
nella diversità degli obiettivi, i
progetti sono stati validissimi e
hanno portato aiuto concreto a
situazioni difficili e, seguendo
quel principio della continuità
di azione che ci caratterizza,
potranno fungere da filo conduttore per i Presidenti del
prossimo anno.
Cari amici, vi giunga il mio
saluto affettuoso con un riconoscente grazie per l’amicizia
che mi avete dimostrato, per la
collaborazione, per il sostegno
che mi avete offerto in questa
avventura dalla quale mi congedo arricchito nel cuore e
nello spirito.
Con sincera amicizia
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ATTIVITA’ DISTRETTUALE
XXII ASSEMBLEA
Ferruccio Squarcia - foto servizio di Italo Gaudenzi
Luciano Pierini ha presentato i
punti salienti del suo programma
distrettuale ad assisi ed ha scelto
proprio la cittadina umbra per iniziare un percorso di attività, servire ed impegno nel segno della pace
, in funzione del motto dell’anno
“apriamo la via” dettato dal presi-
dente internazionale W. Bill Boyd.
Dopo il significativo risultato di
presenze e contenuti ottenuto con
il SIPE di Ortona, Pierini si è
mosso nell’intento di “migliorare il
cammini già iniziato insieme“. Lo
ha fatto occupando con i simboli
del Rotary la stupenda ed unica
“sala Papale” dove i concetti di
santità e di tranquillità che promanano dalla cittadina, si fondono
con il messaggio dai forti contenuti di internazionalizazione di San
Francesco d’Assisi .
Invito migliore non poteva giungere dal Governatore in procinto di
iniziare il suo cammino “ il mio
auspicio è che si possa crescere in
qualità e con armonia, dando al
nostro sodalizio sempre migliore
visibilità, che sarà tanto più grande
per quanto sapremo fare nello scegliere gli uomini e le donne
migliori nel concetto del Servire”!
I lavori - coordinati dal Past
Governor Mario Bellucci che ha
saputo dare tono e concetti ai
diversi momenti della giornata – s
sono ovviamente aperti con i saluti di rito e di benvenuto pronunciati dal presidente del club Rotary
d’Assisi Mauro Natali, dal custode
del Sacro Convento il ben noto
Padre Vincenzo Coli e dal dott. Di
APPUNTAMENTI DISTRETTUALI
3 luglio
Perugia
7 luglio
Perugia
15 luglio
Spoleto
29 luglio
Macerata
19 agosto
Pesaro
26 agosto
Foligno
27 – 28 agosto
L’Aquila
Ancona
9 – 10 settembre
7 – 8 ottobre
Pisa
Ortona
4 – 5 novembre
Ancona
18 novembre
20 – 25 novembre Ancona
28 gennaio
Pescara
17 febbraio
Fabriano
Ancona
17 marzo
Roma
23 – 24 marzo
31 marzo - 1 aprile Isernia
14 – 15 aprile
Termoli
Avezzano
28 aprile
Fano
5 maggio
26 maggio
Arcevia
Fine maggio – inizio giugno
Fano
1-9 giugno
Fano
8-9 giugno
Corso del centro giovanile rotariano
Il Rotary Festival
Il Rotary Festival
Il Rotary Festival
Il Rotary Festival
Gara di tiro a volo
Perdonanza Celestiana
Coppa di Golf del Governatore
Premio Galileo Galilei
Seminario Rotay Foundation
Manifestazione culturale al teatro delle Muse
RYLA
Seminario sviluppo ed effettivo
Forum su “mobilità globale , strumenti e servizi per le aree marginali”
Forum “ competitività piccole imprese”
Manifestazione dei 10 distretti italiani “acqua sorgente di vita”
Premio internazionale di archeologia “I sanniti “
XXX edizione premio D’Andrea “ solidarietà umana”
Forum “ infanzia ed adolescenza nei e con i mass media”
Forum su “ le biotecnologie”
Premio Mannucci
Campus Abruzzo e campus marche
Mostra itinerante sul Rotary
Congresso Distrettuale
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ATTIVITA’ DISTRETTUALE
Prisco commissario prefettizio del
comune di Assisi.
Parole necessarie quelle del Governatore in carica Antonio
Guarino che ha portato il suo saluto fissando bene il prossimo passaggio di consegne in programma
a Vasto quando toccherà a lui tracciare le linee che hanno contraddistinto l’attività del Distretto nell’anno 2005 – 2006 .
La relazione del Governatore
Pierini si è proposta in un articolato susseguirsi d’ipotesi di lavoro,
di fasi progettuali, d’impegni, fissati anche in un CD come modernizzazione del lavoro che attende i
presidenti dei club del Distretto.
Pierini ha preso spunto da Assisi “
la città è piena di spiritualità , di
storia , di forti sentimenti “……”
non pensate che – ha sottolineato –
la carta di identità datata 1905 sia
ingiallita con i suoi 101 anni di età
“….”i suoi principi – ha precisato sono più vivi e validi che mai !”.
Ricordando l’esperienza del SIPE
di Ortona ha precisato “ i nostri
progetti necessitano di un continuo ampliamento della conoscenza su regole operative e di comportamento“. Dunque “ sarà
costruttivo chiedere all’Istruttore
Distrettuale – il PDG Giorgio Rossi
– ulteriori interventi invitando i
nuovi e più giovani soci a non mancare a questi appuntamenti formativi“ . Un chiaro invito “ rinnovo lo
stimolo a voi tutti a tenere i più stretti rapporti con club Rotaract ed
Interact ricercando la sempre piacevole realizzazione di un club di giovani“. Importante l’annuncio di un
progetto, sostenuto dai 10 distretti
Italiani, denominato” un cuore
per l’Albania“ per operare almeno 10 neonati con malformazioni
cardiache non operabili a Tirana.
Prendendo spunto dalle linee
guida fissate dal Presidente
Internazionale Bill Boyd, Luciano
Pierini ha sviluppato il suo percorso d’azione incentrato su quel
Piano Direttivo di Club “oggi consigliato ma che verrà approvato dal
Parlamento del Rotary prima dell’inizio dell’anno rotariano 2007 –
2008”, novità come la opportunità
di “ costruire un fabbricato più
moderno e più semplice che coinvolgerà tutti i club e tutti i soci “.
Tornando indietro nella storia del
Distretto Pierini ha ricordato “ogni
pianificazione, ogni progetto dei
club necessariamente passavano
attraverso le quattro vie d’azione,
rappresentavano la sintesi dello
scopo del Rotary, motivando i rotariani a vivere e partecipare“. Per il
Governatore incoming “fra non
molto saremo chiamati a costruire
un fabbricato più moderno , più forte
che coinvolgerà tutti i soci e che ha
come titolo “i club efficienti sono
in grado di ….”
Importanti le relazioni successive
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del Presidente dell’ICR Vincenzo
Montalbano Caracci che ha tratteggiato un tema caro al suo anno
di Governatore la “famiglia del
Rotary” favorendo un preciso
approfondimento condotto da
Federico Barbieri indimenticato
RD del Rotaract che ha messo in
luce potenzialità e problemi del
programma di “scambio Giovani“.
Conseguenza naturale il contributo propositivo svolto dal Past
Governor Roberto Barbieri che ha
analizzato il prossimo impegno del
RYLA (in programma ad Ancona
dal 20 al 25 novembre 2006)
come momento di qualificante
attenzione del Rotary ai problemi
dei giovani, occasione per favorire
l’ingresso nel mondo del lavoro.
Momenti sicuramente importanti
le sessioni dedicate alla futura attività, occasione di approfondimento per i futuri dirigenti dei club . In
sede plenaria il PDG Mario Giannola ha condotto un analisi esauriente su “sviluppo e mantenimento dell’effettivo” ed il Tesoriere
Distrettuale Antimo Venturelli ha
dettato le linee guida per il bilancio di Previsione.
Una riconferma di sicuro collegamento tra passato, presente e futuro è venuta dagli interventi del
rappresentante distrettuale del
Rotaract Italo D’Orazio di Pescara
e dei Governatori Designati
Massimo Massi Benedetti e
Giorgio Splendiani.
ATTIVITA’ DISTRETTUALE
MANTENIMENTO, SVILUPPO
DELL’EFFETTIVO, ESPANSIONE
P.D.G. Mario Giannola Regional R.I. Membership Zona 12 Coordinator
N
el concludere la presentazione
della XXII Assemblea Distrettuale,
Luciano Pierini ha scritto: “il mio
auspicio, infine, è quello che si possa crescere in qualità e con armonia, dando al
nostro sodalizio sempre migliore visibilità,
che sarà tanto più grande per quanto sapremo fare nello scegliere gli uomini e le
donne migliori nel concetto del Servire”. E
nel corso della sua appassionata relazione
nella Sala Papale del Sacro Convento, ha
detto: “è indispensabile ed urgente rivitalizzare la vita dei nostri Club per recuperare l’assenteismo, la poca sensibilità ai principi rotariani, controllare le ammissioni
che spesso riguardano amici di sempre,
impedendo la ricerca di persone valide e
capaci, meritevoli di diventare rotariani e,
perché no, anche rotariane!”. Luciano ha
trasmesso il messaggio ricevuto in occasione dell’Assemblea di S. Diego, del tutto
analogo alle direttive comunicate ai 34
Regional Coordinator convenuti ad
Evanston nel Marzo scorso per un
“Seminar Training” sullo specifico tema.Sia
il Presidente Bill Boyd nelle plenarie, sia il
Chairman Chris Offer ed i trainer che si
sono alternati, prima di esporre le strategie
che vedremo in appresso, hanno trattato
l’argomento non in termini di emergenza,
come in passato, con preciso riferimento al
2001/2002 anno del “Global Quest”, o
campagna di reclutamento voluta dal
Presidente R. King tendente a raggiungere
1.500.000 soci nell’anno del Centenario !!,
ma in termini di priorità (una delle priorità).Non vi è dubbio che lo Sviluppo
dell’Effettivo e l’Espansione rappresentano
una condizione essenziale per la vita stessa
del Rotary che deve continuare a rafforzarsi per potenziare le sue risorse, affermare e
perseguire le sue finalità.Vero è che la
“campagna di reclutamento” ha portato ad
un tumultuoso accrescimento, ad un
aumento dei soci nel numero di 63.000
unità al 30.6.2002, con una immediata
repentina perdita di 45.000 soci al 30
Dicembre dello stesso anno, proprio in
quei territori e in quelle zone che avevano
spinto una massiccia campagna di ammissioni.Puntare ad un aumento dell’effettivo
“a tutti i costi” avendo come obiettivo la
quantità, in ragione di un predeterminato
numero di ammissioni ogni mese, si è rivelata una forzatura ed una politica perdente.Ed ecco affermarsi, in ossequio al principio della continuità che si è consolidato
negli anni, anche perché ratificato dal
Consiglio di Legislazione, un preciso cambiamento di rotta voluto dai Presidenti che
si sono succeduti, Bhichai Rattakul,
Majiyagbe, Estess e Stenhammer.
Anche nell’anno 2006/2007 l’approccio al
tema Sviluppo dell’Effettivo – Espansione
manterrà una connotazione, peraltro sempre condivisa dalla Zona 12, e potrei dire
dal Rotary europeo, improntata alla difesa
della qualità del candidato.
D’altro canto il Piano Direttivo
Distrettuale, la nuova pianificazione dei
Club, lo stesso Piano Strategico del R.I.,
confermano l’”aumento dell’effettivo”
come una delle quattro colonne portanti,
insieme alla “tutela della qualità”.
Affermazione non di poco conto, perché il
Club, dichiarandosi “tutore della qualità”
dei propri iscritti, ne diviene il garante,
assumendo contestualmente ogni responsabilità: in quanto responsabile, dovrà
rispondere in termini di efficacia ed efficienza. Varie e quanto mai diverse le implicazioni, uno per tutte il fenomeno dell’assenteismo, al quale è stato dedicato uno
specifico Workshop. Poiché tra le qualità
del rotariano primeggiano presenza ed
impegno, di qui la richiesta di un monitoraggio dell’effettivo, Club per Club,
Distretto per Distretto, un effettivo inteso
non come mera espressione statistica, ma
che si identifica, in chi effettivamente partecipa, con volontà di fare, con spirito di
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aggregazione, di servizio autenticamente
disinteressato.
Credo che sia giunto, finalmente, il tempo
(chi scrive ne è stato sempre convinto e
non ha certo avuto bisogno di una conferma ad Evanston) di por fine, dando segnali significativi, alla mala pianta dell’assenteismo, un assenteismo eretto a sistema,
irrecuperabile, sistematico, consolidato
negli anni, ingiustificato e indifendibile,
presente nella quasi totalità dei
Club.Aberrante e contrario ai più elementari e noti principi della nostra
Associazione è sentir dire, l’espressione è
tutt’altro che isolata, che gli assenti costituirebbero, addirittura!, una risorsa per i
benefici effetti che producono alle casse e
finanze dei Club.Ne deriva che il primo
rimedio per mantenere e sviluppare l’effettivo, è la scelta oculata, attenta, rigorosa
del nuovo socio e della nuova socia in termini di qualità. Il Rotary è una organizzazione mondiale di persone di diverse estrazioni, cultura e tradizioni in paesi con
realtà locali molto diverse, ma che hanno
in comune, e ne condividono, identità,
valori, obiettivi.I valori e le identità che il
Rotary esprime, proprio perché ne costituiscono il fondamento, sono irrinunciabili e
non modificabili.L’etica negli affari, nei
comportamenti, nelle più diverse attività, è
uno dei sette principi fondanti contemplato dal Piano Strategico, presente e futuro
del R.I.. La più alta espressione di questi
FORUM DISTRETTUALE
valori è rappresentata proprio dalla qualità
rotariana del socio, da seguire, non appena
ammesso, in un continuo processo di
informazione e formazione nel rispetto di
un articolo del nostro Manuale di
Procedura, raramente ricordato, ma fondamentale perché disciplina l’appartenenza: il
socio, dal momento in cui è ammesso al
Club, accetta l’osservanza dei principi del
Rotary ed è vincolato alle regole. A chi deve
guardare il Rotary nella sua strategia di crescita: innanzitutto alle possibili rotariane.
L’apertura del Rotary alle donne avrebbe
dovuto, e potuto, determinare un notevole
e qualificato incremento che non si è verificato anche per quelle resistenze ancora
largamente presenti in tanti Club. La presenza femminile è esageratamente minoritaria all’interno del Rotary: globalmente
appena il 13% in Europa appena il 6%.
Altrettanto meritevole della massima attenzione in un programma di crescita dell’effettivo, sono i giovani.Il Rotary sta invecchiando, serenamente, tranquillamente,
ma sta invecchiando.Uno studio compiuto
regionalmente sull’età, dimostra che tanto
più è matura l’età, tanto maggiori sono le
presenze rotariane. In Europa, ad esempio, la fascia d’età più presente nel Rotary è
quella compresa tra i 50 e i 59 anni.
Se andiamo ad esaminare una fascia d’età
particolarmente giovane, quella dei trentenni, abbiamo delle evidenze disarmanti:
India e Filippine sono al vertice con un 5%
e 6%, mentre l’Europa registra una presenza inferiore all’1%. L’Italia (Zona 12) si
segnala sui livelli del Giappone e della
Corea: 0%
Il Presidente Boyd ci invita a rivolgere la
nostra attenzione al mondo dei giovani
indicato quale “pianeta inesplorato” ed in
particolare a quanti hanno già conosciuto il
Rotary attraverso la Fondazione o altri
Programmi rotariani: - Alumni, così chiamati gli ex Borsisti, che hanno goduto delle
Borse di Studio degli Ambasciatori.
Un patrimonio umano disperso, dimenticato, da recuperare perché può costituire
una risorsa straordinaria per il Rotary del
futuro, ma anche del presente.
- ex Rotaractiani
- i partecipanti ai corsi RYLA
- i componenti dei Gruppi di Studio dei
G.S.E. che annualmente, grazie alla
Fondazione Rotary, godono di soggiorni di
studio della durata di un mese in paesi stranieri.
Infine, in tema di espansione, il Rotary
deve continuare a rafforzarsi e a potenziare
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le sue risorse guardando con altrettanta
attenzione alla espansione esterna, e quindi alla costituzione di nuovi Club.
Un nuovo Club deve nascere, anche alla
luce delle ultime decisioni assunte dal
Consiglio di Legislazione, dove esistono
reali ed obiettive potenzialità, in presenza
di condizioni opportune, concrete, verificate, in completa armonia con il Club
padrino che deve vedere nella nascita di un
secondo club, non un concorrente da ostacolare, ma l’espressione di una crescita da
favorire.
Un club deve nascere e crescere nell’armonia, sull’incontro, sulla reciproca comprensione, mentre vanno ostacolati quei tentativi, fortunatamente isolati, ma pur tuttavia
presenti, di dare vita a nuovi Club per iniziativa di “dissidenti” che per personalismi,
diversità di opinioni, incomprensioni,
quasi sempre sanabili all’interno, si allontanano dalla vita del club per progettare la
costituzione di un altro club.
E’ inimmaginabile, e comunque non condivisibile, che un club possa nascere dalla
“spaccatura”, dalla incomprensione, dal
dissidio, dallo scontro.
Se un Rotary Club deve costituire una
risorsa per la comunità, e quindi esprimere un valore, occorre che il socio sia l’espressione di questi valori, consapevole dell’impegno che assume accettando di far
parte della nostra Associazione.
Dipende solo da noi dequalificare il Rotary
avviandolo su una strada che certo non era
quella tracciata da Paul Harris o, piuttosto,
qualificare la nostra Associazione mantenendola o elevandola in quel trend elitario
che ciascuno di noi conosce perfettamente
e percepisce nell’esatto significato.
ATTIVITA’ DISTRETTUALE
CAMPUS MARCHE 2006
T
utto è ormai pronto per l’avvio della seconda edizione
del Campus Marche edizione
2006. Il comitato organizzatore guidato da Stefano Clementoni con
Giovanni Gara responsabile sanitario, Giancarlo Cognini infaticabile,
Claudio Petrelli ecc. ha messo a
punto tutti i particolari organizzativi per rendere ancora migliore l’evento a cui prenderanno parte 90
ospiti diversamente abili con altrettanti accompagnatori ospitati in 80
bungalow della struttura.
Il Campus avrà inizio giovedì 1 giugno nel “Natural Village” di Porto
Potenza Picena, confermatosi ottimale per questa iniziativa, e proseguirà fino a giovedì 8 giugno quando, dopo la serata conclusiva, nella
mattinata i partecipanti torneranno
alle rispettive sedi.
Coinvolti nelle diverse giornate di
soggiorno sono tutti i club della
regione Marche: l’inaugurazione è
in programma per giovedì sera alla
presenza del Governatore Antonio
Guarino, dell’incoming Luciano
Pierini e sicuramente di molti PDG.
Gare di ballo, karaoke, commedie
musicali, corsi di introduzione al
teatro ,m tombolate saranno alcuni
dei momenti di una settimana che
sicuramente verrà ricordata dai par-
tecipanti ma soprattutto dai rotariani che prenderanno parte ai diversi
momenti di intrattenimento e di
assistenza.
Ampio spazio sarà dedicato alle
visite mediche che saranno condotte dai tanti medici, di tutte le specializzazioni, presenti nei club.
CAMPUS ABRUZZO-MOLISE
L
a XIX edizione del “Rotary
Campus” per i diversamente
abili si svolgerà da domenica
4 a domenica 11 giugno 2006 presso il Villaggio Vacanze “Welcome”
di Tortoreto Lido (TE), dove già si
sono svolte alcune edizioni degli
anni scorsi.
Il Club Rotary dell’Aquila Gran
Sasso d’Italia, al quale è toccato l’onere organizzativo con la supervisione del comitato esecutivo e del
comitato permanente, ha scelto di
nuovo quella struttura ricettiva per
via delle buone garanzie che offre
per la riuscita dell’evento (abbattimento delle barriere architettoniche, gruppo dell’animazione con
iniziative mirate ai disabili, casello
dell’autostrada A 14 a pochi chilometri). Per la prima volta parteciperanno quest’anno i club molisani
che hanno aderito all’invito del
Governatore Guarino di affiancare
nell’organizzazione il comitato permanente costituito già da diversi
anni in Abruzzo, tant’è che la nuova
denominazione adottata per le future edizioni a partire da quest’anno è
“Rotary Campus d’Abruzzo e
Molise”. In più si dovrebbero
aggiungere, sempre per desiderio
del Governatore Guarino, anche
disabili ed accompagnatori provenienti dall’Albania che fa parte del
Distretto 2090 R.I. Un plauso va
all’impegno continuo degli storici
componenti del comitato esecutivo
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e permanente, e dei tanti volontari
rotariani e non, senza i quali non
sarebbe stato possibile confermare
ogni anno le settimane di soggiorno
vacanze in favore dei disabili.
Al termine del XXII Congresso
Distrettuale, in programma a Vasto
(CH) nei giorni 2, 3 e 4 giugno
2006, una delegazione di rappresentanti degli altri Distretti rotariani
italiani, insieme con il rappresentante del Presidente Internazionale,
il portoghese Waldemar José
Valente de Sà, si recheranno probabilmente presso il Villaggio
“Welcome” per visitare i disabili e
gli accompagnatori ospiti dei
Rotariani abruzzesi e molisani.
INIZIATIVE ROTARIANE
UN VERO AMBASCIATORE DEL ROTARY
Urbano Urbinati
S
i ironizza spesso sul pomposo appellativo di “ambasciatore” con qualche
generosità attribuito ai borsisti
annualmente selezionati dalle apposite commissioni rotariane. E’ capitato anche a me in
diverse occasioni (et pour cause), specie
quando la prima scelta a livello di club sembrava non rispondere ad esclusivi criteri di
merito. Ma nel caso di Davide Orsini autore della lettera di seguito riprodotta il
discorso cambia. Si avverte subito la sensazione di trovarsi di fronte ad un giovane
seriamente motivato, che non sta perdendo il
suo tempo né tanto meno fa del turismo a
spese del Rotary, ma che dimostra di aver
colto l’occasione offertagli per consolidare ed
estendere le sue conoscenze in un campo in
cui spesso regna l’approssimazione di giudizio e un dilettantismo orecchiante. Il giovane Orsini ha mostrato il suo stile e direi la
sua buona educazione anche nel corrispondere puntualmente alle richieste che di regola vengono rivolte ai borsisti, di non perdere
cioè i contatti con i club sponsor e la commissione distrettuale, e lo ha fatto con squisita cortesia. Gli avevo chiesto una breve
relazione in corso d’opera. Mi ha risposto
con la lettera di seguito riportata, interessante, puntuale, ricca di spunti e di osservazioni intelligenti. Meriterebbe un commento
analitico, specie laddove si accenna allo
“spirito rotariano in America…che mostra il
suo più formidabile strumento d’azione,
quello dei progetti concreti, delle cose fatte e
delle cose da fare.”
E’ con vera soddisfazione che metto a disposizione degli amici
un testo così interessante. Non capita spesso
di sentirsi ripagati di un dovere o, se vuole,
di un “servizio” compiuto.
Grazie al Rotary:
la mia avventura
nel Michigan
La mia avventura come Ambasciatore del
Rotary è cominciata nel Settembre del
2005, dopo essere stato informato di aver
vinto la borsa messa a disposizione per
questo anno accademico dal Distretto
2090, di cui il Rotary Club di Orvieto fa
parte.
La mia attività di studente di dottorato in
Politica Comparata ed Europea presso
l’Università di Siena, ormai giunto al terzo
anno, mi ha spinto a guardare oltre la
realtà dell’Università Italiana per confrontarmi con una esperienza importante
come quella di un lungo soggiorno negli
Stati Uniti e la frequenza di corsi e seminari nella prestigiosa University of
Michigan, ad Ann Arbor. I miei interessi
di ricerca riguardanti in generale lo studio
dell’opinione pubblica ed in particolare la
percezione degli Stati Uniti presso i cittadini Europei e quelli dei paesi del Medio
Oriente, mi hanno subito condotto alla
scelta di questa Università per sua lunga e
importante tradizione nell’applicazione
dei metodi quantitativi in tale ambito di
ricerca.Sono stato invitato, infatti, in qualità di Research Scholar presso il
Dipartimento di Scienze Politiche della
University of Michigan, grazie anche alla
gentile collaborazione dei Professori
Ronald Inglehart e Andrei Markovits, quest’ultimo da anni coinvolto in importanti
progetti di ricerca riguardanti l’AntiAmericanismo in Europa, concretizzatisi
ormai in varie pubblicazioni, e sempre
pronto ad un confronto aperto ed una preziosa collaborazione.L’approccio con la
realtà di Ann Arbor e con la vita universitaria è stato semplificato grazie alla continuo supporto degli amici rotariani, ed in
particolare grazie alle premure ed agli utilissimi consigli del Dottor Daniel Balbach
e di sua moglie Barbara, i miei host counselors.La cosa che mi ha subito colpito,
prima ancora di essere in grado di apprezzare appieno il nuovo ambiente, è stata la
continua espressione di interesse e curiosità non soltanto per le mie ricerche ma
anche per la mia cultura di origine e per
l’Italia. Ciò mi ha reso particolarmente
orgoglioso e voglioso di fornire informazioni e trasmettere per quanto possibile il
senso di questo orgoglio, che significa
soprattutto voglia di confronto e necessità
di capire un modo diverso ma complementare di intendere la realtà. Durante le
presentazioni fatte nei vari incontri organizzati dai Rotary Club intorno ad Ann
Arbor, mi sono sempre confrontato con
una platea attenta e partecipante, mai soddisfatta dalla routine dell’evento in sé, ma
sempre alla ricerca di un dialogo proficuo
e di nuove conoscenze.Lo spirito rotariano qui in America è molto forte e suggestivo. Esso non viene superficialmente
propagandato con l’esposizione di nobili
ideali, ma viene mostrato attraverso il suo
più formidabile strumento di azione, quello dei progetti concreti, delle cose fatte e
delle cose da fare. La capacità organizzativa e la voglia di svolgere un ruolo importante nella società, per migliorarla e renderla più adeguata alle esigenze di tutti nei
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diversi angoli del mondo, sono caratteristiche dei rotariani che ho conosciuto nel
Michigan. In questo ambiente sono cresciuti in me la curiosità e lo stimolo per
vivere tutti gli aspetti del mio soggiorno
americano, ampliando l’orizzonte delle
mie conoscenze e delle mia attività al di
fuori dell’ambito strettamente accademico. Ho avuto la fortuna di vivere un’esperienza che definirei globale, a 360 gradi.
Le discussioni ed il piacere di dialogare
con tanti studenti provenienti da tutte le
parti del mondo, professori universitari,
esponenti di associazioni culturali e religiose, e via dicendo. Un viaggio nel viaggio, ricco e affascinante. Come ricca e
straordinaria è stata la mia esperienza con
un gruppo di lavoro organizzato presso la
Wesley Foundation e l’Università del
Michigan. Con questo gruppo composto
da 26 persone, quasi tutti studenti universitari, ho potuto partecipare alla fine di
Febbraio ad una missione di aiuto alle vittime dell’Uragano Katrina, presso Biloxi,
sulla costa del Mississippi. Non avrei mai
pensato di diventare un esperto di “tetti
americani”. Ma è quello che ho fatto per
una settimana, riparare i tetti delle case
colpite meno ferocemente dalla furia
dell’Uragano. Ho potuto così osservare da
vicino uno spaccato diverso dell’America.
Un’America ferita, un’America ancora
divisa, ma un’America orgogliosa e sempre
pronta a ricominciare a vivere. Posso dire
che essere venuto qui ad Ann Arbor, dove
rimarrò fino alla fine di Agosto per seguire altri corsi, ha ampliato i miei orizzonti
arricchendo la mia vita come nessun altra
esperienza precedente. Per questo vorrei
ringraziare quanti hanno creduto in me ed
alle mie capacità, a cominciare dal Rotary
Club di Orvieto nelle persone di Piero
Salituri, Giuliana Bianconi Molajoni, ed i
due Presidenti che si sono succeduti
durante l’iter della mia candidatura,
Marco Marino e Corrado Bottai. Un ringraziamento particolare va al Professor
Urbinati che ha dimostrato una dedizione
totale e straordinaria al suo ruolo e un
interesse costante per la mia esperienza di
Ambasciatore del Distretto 2090. Saluti
Rotariani.
Davide Orsini
Vincitore della Borsa 2005 – 2006 degli
Ambasciatori del Rotary International.
Rotary Club di Orvieto
LUTTI ROTARIANI
IN MEMORIA DI ROMEO CIANCHETTA
Antonio Bellini
I
n lingua sanscrita gli uccelli sono
definiti con l’espressione “nati
due volte”: perché gli uccelli
nascono due volte: una nel guscio
finito dell’uovo e l’altra nella libertà
del cielo infinito.
Questo è anche il destino dell’uomo
che nasce la prima volta nel grembo
della mamma e la seconda volta
allorché affronta la lotta per liberarsi
dai limiti della propria condizione
umana per raggiungere la libertà
dello spirito.
Chi ben conosceva l’amico Romeo
non può che convenire che il tratto
più caratteristico della sua esperienza terrena sia stato il desiderio e l’amore per la libertà.
Libertà non come assenza di limiti,
ma come affermazione dell’io, dell’uomo sulle cose, come manifestazione della superiorità dello spirito
sulla materia.
Guardando a Lui sotto questa luce,
non possiamo che constatare che la
sua vita è stata un vero capolavoro,
ricca come poche, sempre impegnata, affrontata accettando la sfida del
momento.
Perché, vedete, nessuno di noi può
veramente dire di essere fortunato o
sfortunato: questi sono valori e concetti che superano la misura dell’uomo, che forse solo la divinità è in
grado di cogliere, di valutare e controllare; ma ognuno di noi può comprendere quale sia la sfida che la vita
gli pone di fronte e può operare in
libertà la propria scelta.
Romeo Cianchetta mai, fino all’ultimo giorno della sua terrena esistenza, si è rifiutato di guardare la realtà
che aveva di fronte e mai ha rinnegato la propria libertà.
Egli è stato l’interprete fedele dì
quell’istinto innato che spinge l’uomo a porre continuamente in discussione i propri limiti, a non accettare
mai come definitivo il mondo delle
apparenze.
Egli ha sempre operato per frantumare il guscio che costringe la condizione umana, nel rispetto dei più
elevati valori dell’essere.
Questa è fa forza che ha permesso
all’uomo di raggiungere il più alto
livello di civiltà e che gli consente di
affrontare la perenne avventura
verso l’eterno.
Questo è lo spirito del vero militare,
dell’uomo consapevole dell’importanza della propria missione che sceglie la libertà anche fino al sacrificio
della propria vita a dispetto dell’istinto di conservazione.
E ciò è tanto più vero per chi. come
Romeo, credeva fermamente nel Dio
fattosi uomo, nel Cristo redentore,
con il quale egli si è certamente
incontrato, che ha costituito per noi
umani il paradigma del coraggio che
sfida la morte per affermare l’amore e
la libertà dell’uomo.
Questo spirito Romeo ha trasfuso in
tutto quanto ha fatto nella vita:
- nella sua famiglia: la sua amata
moglie, prematuramente scomparsa,
i figli e soprattutto i nipoti erano
sempre il punto cardine del suo orizzonte;
- nella sua esperienza militare, che lo
ha visto scalare le più alte cariche;
- nella vita politica ove è assurto al
supremo magistero della nostra città,
magistero che ha saputo interpretare
con particolari lungimiranza e coraggio;
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- nella presenza nelle associazioni di
cui è stato animatore: ha sempre
infuso uno spirito particolare, quello
del pioniere con il senso della frontiera.
Ciò in particolare ha fatto nel Rotary,
nel cui nome porgo il presente saluto, che egli definiva la sua seconda
famiglia.
Perché l’associazionismo per lui non
era uno scudo protettivo nei confronti delle difficoltà della vita, ma
rappresentava lo strumento potente
per l’individuo per meglio affrontare
e vincere le sfide del presente e del
futuro; perfino il combattentismo
egli non l’ha mai vissuto nostalgicamente (sentimento che era a lui alieno), ma lo ha praticato consapevole
della importanza dei valori che riteneva, e che sono, indispensabili per
la società e per i giovani.
Questi, i giovani, erano la preoccupazione prima di Romeo: i Giovani e
il futuro.
In questa ottica lui concepiva anche
le sue numerose passioni vissute
come mai fini a se stesse: per la storia e per l’arte, che conosceva in
maniera magistrale, ma, soprattutto,
per l’impegno sociale, vissuto come
un dovere verso se stesso e verso le
future generazioni.
Ha scritto un mistico ebraico:
“Forse hai pensato che ti avessi
lasciato che ti avessi abbandonato,
ma non devi pensarlo perché non ti
abbandonerò: finché non avrai fatto
quello che ti ho detto, il bene non se
ne andrà dalla Tua bocca.”
Romeo ci ha lasciati: egli aveva compiuto il suo percorso terreno seguendo i suggerimenti del cuore, testimoniando il bene che l’Altissimo gli
aveva concesso come prezioso dono.
In questo momento un drammatico
senso di vuoto pervade la nostra vita;
a noi, però, spetta far tesoro dell’esempio che ci lascia, della sua grande lezione di vita che è, con certezza,
il più alto significato della presenza
dell’uomo su questa terra.
ATTIVITA’ DISTRETTUALE
LA CAMPANA DEL CENTENARIO
Sandro Valentini
… ”Signor Presidente del Rotary
International, Carissimo Carl-Wilhelm
Stenhammar“………. ……….”Ho l’onore di
rappresentare il Distretto 2090 Italia Albania che annovera tra i suoi 64 club il
Rotary Club di Agnone” ……………… “Per
celebrare il Centenario del Rotary
International, il Club Rotary di Agnone ed il
suo socio Armando Marinelli, unitamente al
Distretto 2090, hanno maturato l’idea di dedicare a questo evento un bronzo commemorativo destinato al “ONE ROTARY CENTER” di
Evanston perché possa con i suoi rintocchi
espandere il messaggio di Paul Harris e dei
suoi amici“………...
Così cominciava il discorso pronunciato dal
Governatore Antonio Guarino il 15 Ottobre
2005, durante la Cena di Gala presso la
“Hall d’Honneur de la Chambre de
Commerce et d’Industrie de Lille”, nella
meravigliosa cornice dell’Institute Lille,
svoltosi dal 14 al 16 Ottobre, che ha visto
protagonisti circa 500 rotariani provenienti
da 71 Distretti di 46 paesi d’Europa e del
Bacino del Mediterraneo ed aggiungendo ...
……….”Le campane sono oggetti complessi,
funzionali al loro inconfondibile suono, perfetti sia nella forma, che nella bellezza dei
bassorilievi, vere e proprie opere d’arte. Ogni
campana ha un cuore e un’anima ed è carica
di significati e simbologie in ogni cultura e
religione”………. “Ma è anche il simbolo di
una chiamata a raccolta di tanti uomini e
donne, che animati dal buon volere, si impegnano in una azione di cambiamento verso
una nuova civiltà che superi la cultura dell’indifferenza, dell’odio, della prepotenza ed i
rotariani devono saper raccogliere la sfida ed
essere in grado di rispondere positivamente,
confidando sulle inesauribili possibilità che
una tale Associazione è in grado di esprimere”
……….
così concludeva, rivolgendosi al Presidente
Internazionale del R. I. Carl-Wilhelm
Stenhammar, consegnandogli la “Campana
del Centenario”, alla presenza del Vice
Presidente del R. I. 2005-2006 Serge
Gouteyron, Convener Institute Lille 2005,
del PDG Robert Héline Chairman Institute
Lille 2005, del loro staff organizzativo,
dell’Amministratore della R.F. 2004-2008
Robert Scott quale Rappresentante del
Presidente Internazionale della R.F. Frank
Devlyn, del Past President della Rotary
Foundation Carlo Ravizza e di
Amministratori Attuali, Anziani e Futuri
del Board Centrale e tra questi ricordiamo
gli italiani Carlo Monticelli e Raffaele
Pallotta.
La nutrita compagine di rotariani del
Distretto 2090, presenti a Lille, composta
dal Governatore Antonio Guarino, dal PDG
Mario Giannola Presidente Distrettuale R.F.
e Relatore negli ateliers dell’Institute, dal
PDG Riccardo Marrollo, dal PDG Tullio
Tonelli, dal Governatore Eletto Luciano
Pierini, unitamente alle consorti Chiarina,
Sandra, Franca, Anna e Graziella, da Sandro
Valentini dello Staff del Governatore ed
ancora, in rappresentanza del Rotary Club
di Agnone, da Luigi Falasca Presidente del
R.C. Agnone, da Giuseppe Borrelli
Assistente del Governatore e da Armando
Marinelli Socio R.C. Agnone e Titolare della
Pontificia Fonderia Marinelli, festeggiando
insieme questo momento solenne e significativo anche per l’intera collettività distrettuale, raccoglieva la promessa del
Presidente Internazionale circa la collocazione di tale dono.
Felicità per tutti noi, per il Distretto 2090
……. la promessa è stata mantenuta !
Dopo aver precedentemente appreso dalla
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Gentilissima Laura Mills, Responsabile
dell’Archivio del R.I., circa l’arrivo della
Campana ad Evanston e della sua sicura
custodia in attesa dei lavori di ristrutturazione presso alcuni piani del “One Rotary
Center”, abbiamo ricevuto il 18 Aprile 2006
la comunicazione che la “Campana del
Centenario” era stata collocata al 18° piano
dell’edificio, adibito agli uffici della
Presidenza Internazionale, in posizione d’onore tra il General Secretary’s office e la
Board of Director’s conference room.
Con la complicità della sempre cortese e
gentile Elizabeth Lamberti, Manager del
Dipartimento GSE, che ricordiamo per il
suo cordiale intervento presso il Seminario
della Rotary Foundation del nostro
Distretto, tenutosi a Jesi il 27 Novembre
2005, riceviamo delle meravigliose immagini della “Campana del Centenario”, consegnata a Lille, ormai ad Evanston ritratta con
il Past President Bhichai Rattakul, il Past
President e Chair-elect della Fondazione
Rotary Luis Giay, il Past President ed attuale Chair della Fondazione Rotary Frank
Devlyn, e con la nostra affezionatissima
Elizabeth a cui, oltre ad un sentito ringraziamento, inviamo un cordiale abbraccio ed
un sicuro arrivederci.
Da tutti noi, sottolineando l’impegno del
Rotary Club di Agnone e del Distretto 2090,
grazie a Carl-Wilhelm Stenhammar ed
orgogliosamente
grazie ad Antonio
Guarino !
ROTARY & ECONOMIA
CRISI ECONOMICA ARGENTINA
Paolo Appoggetti
U
n recente viaggio in Argentina
mi ha fornito l’opportunità di
incontrare i rotariani del Club
Mendoza Tajamar del Distretto 4860, di
cui è Presidente Ramon Martin Amoros,
che si riunivano per la quarta volta dopo
aver ottenuto la Carta costitutiva il 25
febbraio scorso.
Erano invitati per l’occasione alcuni soci
del vicino Club di Palmira insieme al
Presidente Ricardo Emilio Vignoni. Il
PDG Luis Zea, importante rotariano
argentino, ha brillantemente intrattenuto i presenti su La storia del Rotary dalla
fondazione a oggi, in cui ha sapientemente focalizzato i momenti decisivi
dell’evoluzione rotariana, non dimenticando di evidenziare il ruolo significativo, in alcuni momenti storici, di alcuni
soci dell’America Latina.
Il clima amichevole dell’incontro, realmente ispirato dalla Amicizia rotariana
ha consentito, dopo i rispettivi indirizzi
di saluto, di approfondire nel corso della
serata alcuni aspetti della situazione del
Paese, dello stato di particolare crisi del
Rotary argentino, delle sue cause, ma
anche della volontà di riscatto e rilancio
da parte del nucleo più autenticamente
rotariano dei soci ancora rimasti nei
Club.
La crisi economica argentina, che ha
raggiunto l’acme nel 2001, ha sicuramente costituito un motivo determinante per l’abbandono di molti rotariani,
angustiati da problemi economici e
pressati da altre priorità ma, dicono il
PDG e i Presidenti incontrati, «la realtà
vera è che l’innegabile crisi economica è
servita come scusa/paravento per coprire la profonda crisi del Rotary, che è certamente non solo argentina. I più giovani non sono interessati al Rotary, non
vogliono impegnarsi in attività di servizio e la ricerca di nuovi soci è molto più
impegnativa, perché è necessario accertare senza ombra di dubbio la valenza
rotariana del candidato: dobbiamo usare
oggi quell’attenzione che, purtroppo,
non abbiamo mai usato in passato.»
Questa occasione, pur ponendomi di
fronte alla crisi del Rotary argentino, mi
ha d’altra parte permesso di constatare
come i rotariani, preso atto della situazione e individuate le cause vere, stiano
reagendo e ricostruendo il Rotary su
basi nuove più solide.
La nascita del nuovo Club di Mendoza
Tajamar, di cui sono stato ospite, ne è la
prova e così pure quello che sta avvenendo nel Club di Palmira dove, dice il
Presidente Vignoni: «Eravamo 32 soci,
siamo scesi a sei; da qui siamo ripartiti e
stiamo lavorando per ricostruire, sicuri
di farcela!»
Il Presidente Amoros aggiunge: «Un
piccolo gruppo proveniente da vari
Club, me compreso, insieme a nuovi
rotariani convinti, ha fondato un Club
che rappresenta il nuovo Rotary che nasce
e con fiducia affronta una fase nuova e più
autenticamente rotariana.»
L’opportunità di collaborazione tra i
Club italiani e argentini, confermata con
entusiasmo nell’incontro, è cosa già sperimentata con successo sia nel nostro
che in altri Distretti italiani e non è
quindi la sola ragione di questa mia
breve cronaca; essa va anche ricercata in
questa domanda: quali insegnamenti possono scaturire da quanto in atto nel
Rotary Argentino?
Il malessere dei rotariani e del Rotary in
generale lo constatiamo tutti i giorni nei
nostri Club dove sentiamo talvolta qualcuno esclamare «non è più Rotary!» e
vediamo molti altri restare in silenzio,
lontani dal problema e spesso addirittura permanentemente assenti dalla vita
del Club.
Dobbiamo attendere una situazione
straordinaria per mettere a nudo e
affrontare con decisione, a tutti i livelli,
questa innegabile crisi anche italiana del
Rotary?
E se prendessimo coraggio e affrontassimo il problema con un’azione corale a
livello di Club e con un forte coordinamento distrettuale per una analisi/dia-
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gnosi prima e una reazione/rilancio poi?
Certo, il rinnovamento nello spirito e
negli uomini potrà essere difficile e
anche doloroso, ma aprirebbe le porte a
un’ associazione più autentica dove il
motto di quest’anno, Servire al di sopra
di ogni interesse personale, assumerebbe
valore pieno e reale e si attenuerebbero
certamente quelle situazioni in cui il
Rotary viene vissuto in maniera impropria.
Gli indirizzi provenienti dal R.I. con il
varo del nuovo piano direttivo sono
chiari e incoraggiano ad agire per il rinnovamento, come d’altra parte confermato dal quadro certo e preciso fornito
dagli interventi dei relatori all’ultimo
SIPE, in particolare: dell’Incoming
Luciano Pierini, che ha delineato le
linee programmatiche del Rotary per il
2006-2007; del PDG Giorgio Rossi, che
ha richiamato con forza l’impegno a
combattere l’assenteismo per incrementare l’amicizia da cui nasce in ciascun
socio una migliore disponibilità al vero
servire rotariano e, infine, del PDG
Antonio Pieretti che, incantando l’uditorio, ha esortato a rispondere alle
profonde inquietudini morali di questo
tempo con un rinnovato impegno
autenticamente rotariano, incardinato
su uno stile di vita e comportamenti
ispirati da un’elevata dignità morale.
Ora non possiamo che attendere il contributo di tutti i soci di buona volontà,
pronti a costruire: credo che siano molti
quelli disponibili a lavorare per il rinnovamento del Rotary e a far sì che Igino
Raspadori… non continui più a sognare
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PROSSIMAMENTE
PREMIO SCULTURA EDGARDO MANNUCCI
I
l 27 Maggio 2006 alle ore 17,30 si
terrà ad, la XIII edizione del
Premio di Scultura Edgardo
Mannucci.
Oggi, dopo tredici anni, si può sicuramente affermare che questo Premio,
indetto in onore dello scomparso artista internazionale, definito scultore
dell’energia e precursore dell’arte plastica informale europea del XX secolo,
ha ampiamente superato gli entusiasmi iniziali confermandosi una valida
iniziativa, unica in Italia che si rivolge
a giovani scultori, ed è il fiore all’occhiello del Rotary Club Altavallesina
Grottefrasassi.
il Premio è riservato esclusivamente
alle giovani leve dell’arte contemporanea, diplomandi e diplomati in scultura
provenienti
dalle
varie
Accademie di Belle Arti italiane. Il
Premio vuole anche sottolineare che
“l’arte può essere un mezzo di dialogo
per oltrepassare i confini, per abbattere barriere linguistiche, per incontrarsi su di un terreno comune, per interrogarsi sui valori tradizionali e per
confrontare sensazioni personali”. A
tale proposito quest’edizione ospita
per la prima volta l’Accademia Studio
Art Centers International di Firenze i
cui artisti provengono da tutto il
mondo. Un confronto di idee e di
creatività sempre più ampio che ha
avuto inizio nel 1993 tra le varie
Accademie di Belle Arti italiane e che
continua con l’intento di valorizzare
ininterrottamente i giovani artisti
meritevoli, dando loro un aiuto tangibile quale stimolo a procedere lungo
la via dell’arte: Il vincitore del Primo
Premio Assoluto ha la possibilità di
allestire una personale che sarà organizzata dall’apposita Commissione
del Club nell’anno successivo alla partecipazione. Quest’anno, esporrà
Jacopo Mandich dell’Accademia di
Belle Arti di Roma, vincitore della XII
edizione del Premio.
Nella precedente edizione oltre 2000
visitatori hanno apprezzato le sculture presentate ad Arcevia. Quest’anno
gli scultori e le scultrici delle
Accademie di Firenze Art Centers
International, L’Aquila, Macerata,
Palermo, Perugia, Urbino e Tirana
(Albania) presenteranno ottanta
opere, una vasta gamma della loro
espressività scultorea. La Mostra
rimarrà aperta fino al 30 Agosto.
PREMIO ROTARY UMBRIA 2006
I
l premio Rotary Umbria, con il
dichiarato intento di rendere sempre
più incisiva la presenza del Rotary
nella realtà regionale, viene assegnato
ogni anno a persone fisiche o giuridiche, umbre od operanti in Umbria, che
si siano particolarmente distinte in
almeno uno del settori di intervento
come le iniziative per la pace tra i popoli;l’ecologia e recupero del patrimonio
ambientale;la tutela della salute e promozione umana e sociale;la tutela e
recupero del patrimonio artistico; la
promozione della cultura. Quest’anno il
premio, alla sedicesima edizione, è
stato assegnato su proposta del club di
Foligno alla dottoressa Catia Bastioni ;
già responsabile del progetto strategico
Montedison sui materiali compositi, dal
1991 è amministratore delegato della
Novamont . E’ membro di prestigiosi
comitati ed associazioni ed è stata
recentemente
eletta
Presidente
dell’Associazione per la Sostenibilità e
Competitività Ambientale d’Impresa. E’
autrice di più di 90 articoli di carattere
scientifico e divulgativo sulle materie
rinnovabili pubblicati su riviste internazionali per conto di grandi organizzazioni istituzionali. Settanta tra brevetti e domande di brevetto depositati nei
settori dei polimeri sintetici e naturali.
La cerimonia si è svolta nello storico
Palazzo Trinci di Foligno alla presenza
di numerosi ospiti e rotariani provenienti da tutti i 14 club umbri. Il presidente del Rotary di Foligno,Carlo
Nicolini, dopo aver salutato il
Antonio
Guarino,il
Governatore
Governatore eletto Massimo Massi
Benedetti, la Governatrice dell’Inner
Wheell Fausta Sangro, il Sindaco di
Foligno Manlio Marini, ha sottolineato
l’importanza delle attività di ricerca
della dottoressa Bastioli, che si svolgono
in un campo nel quale si gioca il nostro
futuro: coniugare progresso tecnologico, sviluppo e competitività con la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali,
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costituisce infatti la scommessa da vincere per assicurare a noi stessi ed ai
nostri figli, non un futuro migliore ma
semplicemente un futuro.
conseIl Governatore Guarino ha
gnato il premio: una scultura in oro e
smeraldi rappresentante un olivo stilizzato, realizzata dal maestro Alberico
Morena. La dottoressa Bastioli ha sottolineato di essere particolarmente onorata di questo riconoscimento, che valorizza un concetto che lei considera
essenziale, e cioè quello per cui la ricerca non può essere qualcosa di isolato,
ma deve essere riconosciuta dalla
società e dal territorio, dei quali essa è al
servizio; questa è l’economia al servizio
dell’uomo.
DIBATTITO
E’ ATTUABILE UN VERO “RINNOVAMENTO”?
Igino Raspadori
S
embra
che
il
termine
“Rinnovamento” sia la parola
d’ordine, la nuova frontiera del
Rotary International.
L’organo ufficiale italiano dell’Associazione (il periodico mensile Rotary) da
diversi mesi, in ogni suo numero tratta di questa problematica che, come
ovvio, è stata recepita dai vertici
distrettuali che subentreranno a quelli attuali tanto che hanno già suggerito ai futuri dirigenti dei Club ( nel
corso del SIPE e di apposite riunioni)
di anticipare le novità regolamentari
preannunciate - che entreranno obbligatoriamente in vigore dal 2007 - già
dal prossimo 1° luglio.
Nell’ ambito del mio Club, la disamina degli elementi di “novità” in argomento è da tempo iniziata, sia pure in
modo sommario, con vari interventi
sui Notiziari del sodalizio ed anche
nel corso di alcune riunioni di Club e
del Consiglio Direttivo.
Per la verità, la prima iniziativa che
può considerarsi armonicamente connessa con il termine in questione, il
Rotary di Spoleto la prese ufficialmente al Congresso di Tullio Tonelli, presentando una “Mozione” che proponeva modifiche sulle modalità stabilite dal Distretto per la individuazione
del “Governatore. L’accoglienza della
proposta, peraltro preventivamente
avallata dal Governatore stesso a cui
fu inviata con due settimane di anticipo, fu, nella sostanza, di “rigetto” preconcetto, così come estremamente
deludenti le successive azioni stancamente portate avanti solo per onor di
facciata.
Su questi temi mi sono già espresso
più volte e lo spunto è sempre venuto
da articoli apparsi su Rotary (fondamentali quelli dei PDG Alberto
Schiraldi e di Raffaele Pallotta di
Acquapendente). Vi ritorno ancora conscio di essere noioso, ripetitivo ed
anche puntiglioso - perché ho trovato
anche sull’ultimo numero di Rotary
(marzo 2006) un “pezzo”del rotariano Fabrizio Longa del Club di
Voghera intitolato “Rotariani, chi
siamo ?” che fornisce un ulteriore ed
interessante apporto sicuramente
meritevole di attento esame e
approfondita riflessione. Se insiste
Rotary mi sento anch’io incoraggiato
a intervenire ulteriormente.
Questa volta non si tratta di novità
regolamentari, ma di un invito a guardare dentro noi stessi, con umiltà e
sincerità, ed a confrontare il nostro
modo di interpretare il Rotary con le
sollecitazioni che pervengono dalla
società in cui operiamo per individuare, al di la delle “regole”, i modelli
comportamentali di riferimento più
idonei per il conseguimento degli
scopi che l’Associazione statutariamente persegue. La conclusione di
Longa è sintetizzata in una parola:
“Innovazione”.
Insomma, preso atto del perdurante
calo di vitalità e dell’ormai accertato
decremento quantitativo in termini di
soci e di Club non ostante l’introduzione di misure incentrate sull’espansione a tutti i costi, per rivitalizzare
l’Associazione il R.I. ha studiato,
messo a punto ed approvato gli
aggiornamenti regolamentari ritenuti
indispensabili per conferire maggiore
funzionalità a tutti gli organismi che
lo compongono ed ha dato vita ad
un’operazione tendente a far prendere
coscienza a tutti i rotariani dell’assoluta necessità di rinnovare nel profondo il modo di intendere la vita associativa che non può prescindere da un
coinvolgimento generalizzato, da una
corretta pianificazione degli interventi nonché dall’adozione di una attenta
e scrupolosa “politica” per le immissioni incentrata su elementi che devono assicurare un apporto fattivo e di
qualità.
Da queste premesse, che dovrebbero
essere da tutti ed a tutti i livelli condivise, dobbiamo passare alla fase
operativa, nel senso che si dovrà procedere: all’aggiornamento normativo
(e qui i problemi non esistono), al
rispetto delle indicazioni relative alle
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immissioni (e qui è questione di
volontà e di “coraggio”degli organi
decisionali di Club e del senso di
responsabilità dei soci presentatori),
alla creazione di una “mentalità dell’
appartenenza” più coinvolgente e
quindi aderente a quella auspicata dai
superiori livelli.
Quest’ultimo aspetto è, a mio avviso,
di attuazione tutt’altro che facile, perché presuppone l’abbandono di una
concezione e di un modo d’essere
rotariani superati ma, in non pochi
soci, assolutamente consolidata da
una tradizione che è iniziata all’atto
della nascita del Rotary nel nostro
Paese.
Naturalmente, questa è una valutazione del tutto personale che non ha, tra
l’altro, alcuna pretesa di essere accettata a scatola chiusa. E’ però basata su
un’attenta osservazione dei comportamenti e delle reazioni conseguenti ai
primi approcci a questi problemi.
Debbo inoltre dire che, sempre a mio
avviso, anche nei livelli superiori al
Club non c’è, almeno non ho fino ad
ora apprezzato, la chiara ed esplicita
volontà di attuare quella decisa
discontinuità che sono convinto
costituisce l’unica strada da percorrere per pervenire all’auspicato
“Rinnovamento”.
E’ vero che sono stati distribuiti i
nuovi “statuti e regolamenti tipo” per
i Rotary Club; è altrettanto vero che il
Governatore Incoming si è espresso
per la loro adozione anticipata, cioè
fin dal prossimo 1° luglio, ma nulla di
concreto (in termini di espressioni di
volontà ed orientamenti) ho recepito
circa la “volontà” di procedere davvero verso la “sospirata Innovazione”.
Forse la mia è “impazienza” che precorre i tempi e gli eventi. Mi auguro
che la prossima Assemblea distrettuale apporti qualcosa di nuovo e di positivo.
Le difficoltà sono indubbie; si renderà
necessario procedere per gradi; occorrerà equilibrio, ponderatezza, fantasia
e, soprattutto, coraggio.
ANNIVERSARI
50 ANNI... MA NON LI DIMOSTRA
F.S.
I
l Rotary club d’Isernia ha solennemente festeggiato i suoi primi 50 anni
d’attività. E’ toccato a Peppino De
Marco, presidente per la quinta volta,
tagliare questo fondamentale traguardo
con una serie di costruttive iniziative che
hanno – se mai ce ne fosse stato bisogno
– la vitalità e l’attivismo dei soci e del consiglio al gran completo, di cui fanno
parte, oltre a De Marco, Bruno Di Nezza
vice presidente, Agostino Angelaccio
presidente uscente, i consiglieri Renata
Silvestri, Luisa Di Ninno, Gennaro
Costagliola e Raul Bruno , il prefetto
Umberto Martella, il tesoriere Giustino
Lemme ed il segretario Antonio Sanità
presidente incoming. Il club fu costituito
da Domenico Caranci, primo presidente
nel 1956 e da quel giorno il sodalizio ha
iniziato a partecipare concretamente alla
vita della cittadina, instaurando positivi
contatti con la popolazione e le istituzioni. Istituzioni presenti al gran completo
nella manifestazione ufficiale di festeggiamento in cui hanno preso la parola il presidente della regione Molise Iorio, il sindaco di Isernia Melogli ed il presidente
della Provincia Mauro. Presenti anche il
Governatore Antonio Guarino, i past
Governor Giorgio Rossi e Riccardo
Marrollo, l’assistente del Governatore
Giuseppe Borrelli, il segretario
Peppino
Sciarretta,
Distrettuale
l’Istruttore Distrettuale Francesco
Ottaviano, Prefetto Distrettuale Sandro
Valentini, il presidente del club di
Agnone, Luigi Falasca, rotariani di club
vicini. Oltremodo apprezzate la medaglia
commemorativa e la pubblicazione che
ha sintetizzato i momenti più significativi di servizio in 50 anni di impegno : è
un’immagine elegante ed efficace dell’artista Taccola a legare il Rotary club al territorio: “50 anni di servizio, 50 anni del
Rotary di Isernia“.
Il presidente De Marco ha detto “immensa è la commozione per la gioia di festeggiare il 50° anniversario della fondazione
del nostro club; da quel maggio del 1956
noi oggi celebrando l’evento promettiamo
di continuare ad operare sempre ispirati
dagli ideali del Rotary messaggero di amicizia , pace e libertà. Un pensiero riconoscente al direttivo ed a tutti i soci per
avermi fatto vivere anni indimenticabili
alla guida del sodalizio che resteranno tra
i mie ricordi più cari“.
Il Governatore Guarino ha rivolto al club
in festa ed ai suoi soci “ l’augurio per il
raggiungimento di questa pietra miliare
nella storia del sodalizio e l’auspicio di
tante altre gratificanti realizzazioni, testimonianza di generoso impegno a favore
della comunità e del mondo intero“.
Parole di ricordo quelle pronunciate dal
socio fondatore ancora in piena vitalità
Carlo Petrecca che, dopo avere ricevuto
il “Paul Harris” dal Governatore Guarino,
ha posto l’accento sul “senso profondo di
solidarietà nel lavoro e nel vivere sociale,
la custodia della pace, il senso del servizio durante l’azione, la correttezza delle
17
GI
UGNO
sfide quotidiane“.
Giorgio Rossi da Past Governor si è soffermato con toni di forte coralità su un
tema importante come “servire il Rotary
nel nome di paul Harris” segnalando “in
questa splendida terra molisana..50 anni
sono tanti, è stato questo tra i primi club
del nostro Distretto”; dunque dopo 100
anni il sodalizio è ancora vivo e vitale
….sicuro riferimento anche per le giovani generazioni che trovano nei rotariani
l’esempio del servizio a favore della
società , del territorio e degli altri “.
Giorgio Rossi si è anche soffermato sul
tema del “servire senza aspettare ricompense, il Rotay non ha il potere dei
Governi, non ha la forza degli eserciti, ha
solo la forza del servire disinteressato“.
Dell’assenteismo ha detto “è un tema
serio , bisogna trovare figure di soci che
intendano dare testimonianza di servizio“.
È stato anche ricordato il primo
Governatore Molisano Alessandro Del
Prete anche presidente nel biennio 1966
– 68.
Momento suggestivo la premiazione degli
studenti risultati vincitori del concorso
grafico pittorico sul tema “ amicizia e
solidarietà “ .
esigenze di spazio
impongono di rinviare
la pubblicazione di
DISSONANZE di M.
Bignami”.
RICORDI ROTARIANI
IL RICORDO DI CAMILLO BRANCACCIO
PDG Franco Cianci
I
l Rotary Club di S. Benedetto del
Tronto - presieduto da Gianfranco
Mascaretti - ha doverosamente reso
omaggio, nel 47° anno di fondazione alla
figura dell’avv. Camillo Brancaccio: lo ha
fatto attribuendo a Romana il più meritato dei riconoscimenti …… socio onorario del Rotary Club di San Benedetto”
alla presenza del Governatore Guarino.
Il ricordo di questo grande uomo, rotariano e Governatore è stato svolto con la
incomparabile capacità oratoria dal past
Governor Franco Cianci, amico del compianto.
Un intervento di grande valore, pervaso
di sentimenti sinceri, chiedo anticipatamente scusa per la sintesi all’autore, a
Romana Brancaccio, ai Rotariani tutti.
“Conobbi Camillo Brancaccio come uomo
politico nella seconda metà degli anni 70,
allorquando, nella mia qualità di responsabile nazionale degli Enti Locali del Partito
Liberale, andai ad Ascoli Piceno, per mantenere i contatti e i rapporti con le Direzioni
Provinciali del Partito. Camillo aveva, allora, poco più dì 60 anni, e, se non erro, era il
Presidente della Direzione Provinciale del
Partito.Notai subito la Sua figura vigorosa,
forte, alta, estremamente determinata nelle
Sue idee, che esprimeva con chiarezza.
“…..Dopo avere delineato la scena politica di quegli anni “Avvenimenti tragici,
quelli, che si erano verificati in quella stagione italiana, per le Istituzioni Italiane,
per la politica, per la stabilità della
società”Cianci prosegue”In quella occasione ricordo che Camillo descriveva, con acutissima intelligenza, gli scenari politici italiani, contro le perplessità, che insorgevano
spontanee su quella nuova tendenza del PLI
italiano. Erano tempi assai controversi, in
cui bisognava cavare dal proprio fondo,
tutta la intelligenza, tutte le energie, tendenze in qualche modo rivoluzionarie, per
accettare il nuovo corso.Camillo la aveva
questa forza. Egli dava una mano alla
nuova visione solidaristica, che il partito
aveva assunto, ma che, appunto, nella
drammatica crisi di quei tempi, aveva bisogno di una grande concerto nazionale e di
adesione dei suoi dirigenti. Una sorta di
“grande coalizione nazionale” cui la
Nazione sempre deve ricorrere quando il
clima politico è particolarmente delicato.Ne
riferii agli allora responsabili della
Direzione Centrale, di cui facevo parte,
dicendo che avevo trovato in Brancaccio, ad
Ascoli, un validissimo sostenitore della
nuova linea del PLI. Ed era, Camillo, un
autorevole Uomo delle istituzioni, essendo
stato Consigliere Comunale e Consigliere
Provinciale, e, se non erro, anche membro
del Consiglio Nazionale del PLI, ovvero del
Parlamentino Liberale. L’Uomo politico
Brancaccio fu uno dei veggenti lucidi di
quello che in quegli armi stata accadendo in
Italia e di quanto sarebbe accaduto successivamente”. Il ricordo è dettagliato e lineare
“Camillo avevo già avuto modo di conoscerlo, allorquando, nel 68, riuscii a creare un club Rotary a Termoli.Camillo era
Governatore in-coming del Distretto 188.
Allora i Distretti erano quattro e quello
centrale comprendeva Toscana, Marche,
Umbria Abruzzo, Lazio e Sardegna.Un
comprensorio vastissimo, che era da percorrere con fatica, da parte dei
Governatori: longitudinalmente e latitudinalmente. Camillo era sostenuto molto
affettuosamente da Romana, …………Gli
altri erano il Distretto 190, ovvero quello
Meridionale (dal Molise alla Sicilia).In
quello stesso anno Governatore era
Giuseppe Zaccara , un avvocato potentino: Suo compagno di cordata.Il Distretto
184, che comprendeva Lombardia,
Piemonte e Liguria, Governato da Franco
Agostini, e il Distretto 186, che comprendeva il Veneto e l’Emilia Romagna,
da Pier C. Favaro.
Quattro persone di grande valore e cultura, che reggevano l’intera regione rotariana italiana.
18
GI
UGNO
Era inevitabile che diventassero fraternamente amici, fortemente solidali e
impegnati in azioni comuni- Era del resto
lo spirito del Rotary. E, infatti, nella primavera del 69, i quattro giovani
Governatori idearono un Congresso
comune, scegliendo Venezia come città
della celebrazione.
Una iniziativa inedita, che non sarebbe
stata mai più ripetuta nei decenni successivi. ……………Sembrava che nel mondo
rotariano si avvertisse una serenità assoluta, una gioia di vivere, un entusiasmo,
contemplativo, e, allo stesso tempo, prepositivo, per la storia rotariana, che era
ripartita - tra molte contestazioni e diffidenze, in primo luogo quelle della
Chiesa, che avrebbe trovato, solo nella
metà degli anni 60, un certo accordo con
il Rotary, per opera di alcuni Governatori
italiani, tra cui Roberto Colagrande dello
stesso Distretto 188, e dalla grande apertura, morale ed ecumenica, di Paolo VI verso traguardi riconosciuti e non più
messi in discussione dalla Chiesa. Il
Congresso, cui partecipai come rotanano,
fu una parentesi emozionante ed esaltante, con la messa a punto di nuovi programmi rotariani, per la individuazione
di azioni solidali nel mondo, che avrebbero trovato, di lì a pochi decenni, la
straordinaria, grandiosa opera della
polio-plus conclusasi orgogliosamente
soltanto un anno fa. Era evidente a tutti
che, in quelle tre giornate del Congresso
rotavano a Venezia, Camillo Brancaccio
aveva assunto davvero la leader-ship, non
solo sul piano delle relazioni, degli impegni intellettuali e delle prospettazioni
RICORDI ROTARIANI
morali del Rotary, dell’impulso (che sapeva dare ai sentimenti, all’entusiasmo dei
partecipanti), ma anche, e soprattutto, a
tutto ciò che era l’aspetto gioviale, conviviale, di “intrattenimento”, che ogni
Congresso rotariano registrava…………..
Ricordo tutto, come fosse ieri: le danze di
Camillo con la Sua bella ed elegante
Romana; le volute sinuose e forti dei Suoi
giri di valzer, con la forza del ballerino
autentico, che gli derivava dall’essere rocciatore, scalatore, sciatore, e grande nuotatore.Il sorriso apertissimo dava gioia.La
coppia si aggirava nelle grandi sale del
Palazzo Ducale, in quegli spazi architettonici unici, che ti davano i brividi.Ebbe un
cruccio in quella serata, che Camillo riuscì a buttare alle spalle, provocato dal forfait, che aveva dato una volubile, capricciosa Carla Fracci, che si rifiuto di offrire
il suo spettacolo di danza “La morte del
cigno” di Chaikovski.Nonostante le Sue
doti diplomatiche, Camillo non riuscì a
convincere la grande, ma capricciosa danzatrice, a salire sul palco. II mio sodalizio
con Camillo sarebbe continuato negli
anni successivi; non ci sarebbe stato un
anno in cui non ci scambiammo gli
auguri, nella ricorrenza delle festività E
fu, Lui, il mio primo sponsor e sostenitore
nella mia nomina a Governatore del
Distretto (passato nel frattempo al 2090).
Era il prodotto delle veemente e rigogliosa Romagna, in cui, nella prima, metà del
secolo scorso, nascevano e partivano
movimenti importanti, legati alla genialità, alla passionalità, alla creatività di
quella gente, anche se naturalmente una
delle sue figure fu la metafora della trage-
dia di una Nazione, durata venti anni. Ma
fu la patria del futurismo………….. In
qualche modo Camillo, in quella Sua passione, nel contempo, per le arti, per le
“moto”, per il velocismo inebriante dei
nuovi prodotti della tecnica, che vincevano lo spazio, per la Sua passione per gli
sports estremi, quali la roccia e la scalata,
era in qualche modo dentro quel movimento, quel pensiero, che fu appunto il
“futurismo”. Ma fu naturalmente, come
già visto, il lucido politico, il realista liberale, che lo portarono nella Sua veste di
Consigliere comunale di San Benedetto e,
poi, di Consigliere Provinciale della
Provincia ascolana, a disegnare le basi
concrete di sviluppo di questa straordinaria comunità, che avrebbe raggiunto,
nello spazio adriatico, conquiste eccezionali. San Benedetto è, infatti, una delle
città affluenti di maggiore attrazione,
dell’Adriatico. Non è un caso, ad es., che,
anche nel mondo dello spettacolo, San
Benedetto abbia attratto una delle prove
maggiori della selezione delle bellezze italiane e che si sia dotato, nel tempo, di una
rete di strutture recettive, tra le più
importanti della costa Adriatica. E’, poi, è
diventato uno dei maggiori bacini dell’attività peschereccia, una delle concentrazioni più comprensive del terziario, dell’industria e di altre iniziative. Camillo era
nato il 23.05.1912 in Romagna (non
perse mai il Suo accento); si era laureato
nel 1935 a 23 anni; e dalla Sua Romagna
era sceso a San Benedetto del Tronto,
dove trovò, nello studio di quegli che
sarebbe divenuto Suo suocero, l’Avv.
Balilla Galanti (uno degli avvocati più
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GGII
UUGGNNOO
importanti delle Marche), le Sue prime
esercitazioni, raggiungendo a difendere,
con eguale abilità in utroque, in civile e in
penale, che gli furono subito Sue proprie,
raggiungendo, giovanissimo, la iscrizione
nell’Albo dei Cassazionisti. La Sua eloquenza era davvero straordinaria e la Sua
voce modulata nei vari toni, secondo gli
impulsi e le passioni, era incantevole. Fu
Presidente dei Consorzio Agrario di
Ascoli Piceno; contribuì alla nascita del
club Rotary di Ascoli Piceno rimanendovi per tre anni (anno 55-58). Fondò, nel
59, il club di San Benedetto. Amava fortemente gli amici; ricordo, che mi ospitò
nella Sua casa, durante la mia visita di
Governatore a San Benedetto del Tronto,
chiamando a raccolta la figlia Fausta, il
genero Mino e i nipoti, uno dei quali è
diventato uno dei velisti internazionali
più apprezzati. Aveva una, grande passione per tutto ciò che era la “motoristica”.
La “moto” era la Sua passione, per l’ebbrezza della velocità, della vittoria sugli
spazi; ed era allo stesso tempo un grande
conoscitore e amante dell’arte: dalla letteratura alla poesia, alla musica, alle arti
visive. In un giorno del settembre 1999,
esattamente il 9, Camillo si spegneva,
nella Sua San Benedetto, la città divenuta
la Sua. Negli ultimi anni era molto affaticato, si muoveva con estrema fatica.
L’ultima volta che lo vidi, in una conviviale a San Benedetto, mi disse: “guarda
Franco, come ci si può ridurre, con grande rassegnazione e con illuminatissimo
spirito di comprensione dell’avvocatura
umana.
DAI CLUB
IL ROTARACT DI TIRANA
TOLENTINO
Ergen Kasemaj
Carla Passacantando
I
l club di Tolentino si è mosso alla
scoperta del Rinascimento umbro –
marchigiano
dei
primi
del
Cinquecento. Protagonista Bernardino
di Mariotto, il fascino dell’inedito.
Trenta opere esposte e un itinerario tra
affreschi e quadri sul territorio ricostruisce la carriera di Bernardino di
Mariotto che conclude il grande ciclo di
attività della scuola marchigiana. Oltre
all’artista, maestri ed allievi del
Rinascimento intorno a San Severino. I
lavori pittorici più rappresentativi di
Bernardino di Mariotto sono accompaganti da quelli di altri esponenti della
cultura figurativa tra Umbria e Marche
C
on l’orientamento del RC di Tirana e con la sponsorizzazione dell’Azienda
Australiana di Birra Foster’s, è stata organizzata la Conferenza - nell’ Aula
Magna dell’ Università Politecnico di Tirana - “Carta di Bologna nelle
Universiteta di Albania“, seguita da un party studentesco dove sono stati invitati i partecipanti della conferenza, i rotaractiani ed altri studenti della Città Universitaria di
Tirana.
Hanno preso parte come relatori il Rettore dell’Università Politecnico di Tirana,
prof.Përparim Hoxha, il past Rettore dell’Università degli Studi di Tirana
prof.
Maringlen Spiro, il Direttore della Divisione delle Relazioni Internazionali,
prof.Theodhor Karaj, il prof. Shpëtim Leka (past presidente del Rotary Club di Tirana),
Il Direttore del Dipartimento dell’Equipolenza delle Laure presso il Ministero della
Pubblica Istruzione, prof.ssa Dhurata Frasheri . La Conferenza è stata seguita dai giornalisti di diverse reti televisivi siccome il Processo di Bologna è di grande interesse in
Albania, per gli studenti ma anchè per le loro famiglie. Il Processo di Bologna, chè sta
nei primi passi in Albania, si è commentato dalle personalità competenti partecipanti
alla conferenza. Molto utili sono stati anchè i suggerimenti degli studenti per migliorare il processo didattico e per sensibilizzare tutte le istituzioni statali chè devono partecipare e contribuire per la messa in opera delle condizioni necessari per la aplicazione
di Carta di Bologna dalle università di Albania. I relatori hanno spiegato nei dettagli la
storia del processo di equipolenza delle laure negli Stati Uniti e nella Communità
Europea, gli accordi internazionali chè reggono l’equipolenza delle lauree tra diversi
Paesi, la revisione dei piani e programmi scolastici nelle università di Albania, il Sistema
della Transferta dei Crediti.
I relatori hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra il corpo dei docenti
e gli studenti durante il processo e la necessità chè sia meglio conosciuto dagli studenti stessi. Il prof. Shpëtim Leka si è espresso chè: ”Spetta alla vostra generazione di
portare avanti in Albania questa importante iniziativa della istruzione universitaria. I
risultati ottenuti dagli studenti albanesi nelle università d’Europa e degli Stati Uniti
dimostrano chè voi siete capaci di andare avanti con pari passo con i vostri coetanei di
altri Paesi”.
Il Rotaract Club Tirana è stato fondato nell’anno 1998, con l’interessamento del Past
Governor Mario Giannola. Purtroppo, non curando in continuità il cambio delle generazioni, dopo alcuni anni di intensa attività, il Rotaract ha smesso di funzionare.
Grazie al rinovato interessamento del RC di Tirana e l’entusiasmo di un gruppo di spico
di giovanni d’età compresa tra 18 e 28 anni, il Rotaract Tirana nel Dicembre 2005 si è
riattivizzato, con 20 membri. I membri del Rotaract Tirana sono fiduciosi chè dopo il
successo della Conferenza sul Processo di Carta di Bologna, altre attività seguiranno.
Tra l’altro, i giovanni stanno cercando di aprire un centro internet presso la Città
Universitaria, di cui hanno ottenuto l’approvazione della Casa dello Studente e stanno
cercando sponsor.
20
GI
UGNO
all’inizio del Cinquecento e da esempi di
scultura lignea di artisti intagliatori che
dal nord Europa scendevano nelle valli
dell’Appennino influenando le maestranze locali. Bernardino di Mariotto,
Luca Signorelli, Pinturicchio: i pittori
del Rinascimento a San Severino. Tra i
visitarori della mostra curata da Vittorio
Sgarbi ed allestita al piano nobile di
palazzo Servanzi Confidati di San
Severino Marche anche i soci del Rotary
club di Tolentino. La visita risale all’11
aprile scorso. Cicerone: l’assessore alla
Cultura del Comune di San Severino,
Gabriela Lampa. Un’occasione imperdibile per uno sguardo d’insieme sulla
temperie artistica di un Rinascimento
dagli esiti suggestivi anche se meno
noto al grande pubblico. La mostra è
stata promossa dal Comune di San
Severino.
DAI CLUB
CITTA DI CASTELLO: TESTIMONIANZA DI VITA
Pasquale Tieri
A
nche Monica Bellucci ha voluto inviare il suo personalissimo gesto d’affetto a Sandro
Bartoccioni, telefonando da Los
Angeles nel corso dell’incontro di presentazione in anteprima del libro
“Dall’altra parte” che raccoglie l’eccezionale testimonianza di vita del cardiochirurgo tifernate. Così la diva italiana più celebrata del momento ha
aggiunto il suo abbraccio a quello,
grande, caloroso, commovente che la
cittadinanza ha tributato a uno dei
suoi figli migliori.
Amici ed estimatori hanno applaudito. Fiorenzo Luchetti, Presidente del
Rotary di Città di Castello, ha consegnato a Bartoccioni la massima onorificenza rotariana, il “Paul Harris
Fellow”, prestigioso riconoscimento
che si aggiunge all’affetto apertamente
tributatogli. Il sindaco Fernanda
Cecchini ha portato il suo saluto,
mentre Paolo Barnard ha ripercorso il
cammino che lo ha avvicinato a
Bartoccioni sino alla pubblicazione,
ha anche citato toccanti aneddoti.
Il cardiochirurgo, che è stato un
autentico innovatore a livello internazionale nelle tecniche d’intervento, ha
dato la sua originalissima versione
della convivenza con il grande male
riuscendo a coglierne ogni aspetto,
anche non deteriore; ha quindi auspicato che l’esempio suo, assieme a
quello di due altri illustri clinici, la
cui parabola viene accomunata nel
libro, possa servire ad umanizzare una
sanità che troppo spesso, quand’anche
professata correttamente sul piano
scientifico, dimentica il profilo etico.
LANCIANO: ILLUSTRE CONCITTADINO
Carmine Lo Schiavo
I
n occasione del centenario della morte
del M° Francesco Masciangelo, il Rotary
Club di Lanciano ha voluto ricordare il
suo illustre concittadino dedicandogli un
busto in bronzo realizzato dalla “Venturi
Arte” di Bologna.
Nel Teatro ottocentesco Fedele Fenaroli,
alla presenza del Governatore Guarino, del
Sindaco Paolini di autorità e di un folto
pubblico, il Presidente del Club Dott.
Angelo Rosato, ha scoperto il busto del M°
Masciangelo, illustrando agli intervenuti la
statura professionale come compositore e la
sua sentita lancianesità.
Anche il Sindaco ha scoperto un busto in
bronzo commissionato dal Comune che,
sull’esempio del Rotary, ne ha fatto dono alla
cittadinanza in memoria del M° Fedele
Fenaroli , illuminato musicista lancianese
che in ambito nazionale collaborò alla definizione tecnica e alla stesura del contrappunto, e di lui il Teatro Comunale porta
con vanto il nome. Successivamente il musicologo Prof. Gianfranco Miscia (Direttore
del Centro di Documentazione e Ricerche
Musicali Francesco Masciangelo) ha ricordato ai presenti la figura del Maestro che
nacque a Lanciano il 3 gennaio 1823 e fece
della musica la sua professione.
Diplomatosi in composizione nel 1845,
ottenne il posto di organista della Cattedrale
di Lanciano e dal 1850 anche quello di M° di
Cappella che conservò per circa sessant’anni.
Le sue capacità e il suo impegno fecero di lui
un riferimento sicuro nelle varie Istituzioni
Musicali dell’intero Abruzzo, e fu spesso
chiamato a dirigere le orchestre di importanti città tra cui l’Aquila, Chieti, Penne e
Ortona. Francesco Masciangelo fu anche un
didatta assai ricercato ed ebbe schiere di
allievi ilustri. Francesco Masciangelo, pur
avendo prodotto 590 composizioni di ogni
genere, viene ricordato soprattutto come
compositore di musica sacra, nella quale riuscì ad esprimere uno stile personalissimo ed
inconfondibile. Masciangelo concluse la
sua esistenza terrena 100 anni fa a Lanciano
il 25 marzo 1906. nella rievocazione diretti
dal M° Nicola Calabrese sono stati eseguiti
dall’Arciconfraternita “San Filippo Neri” e
dal Baritono Alessandro Spadano alcuni
brani della Settimana Santa: i due Miserere
(per coro e voci bianche), il Christus (per
coro) e Tibi Soli (per baritono, coro e coro di
voci bianche).
CIVITANOVA MARCHE
A
nche nel nostro Distretto può capitare che un relatore sia ospite ripetutamente di club diversi. Sicuramente l’attualità dei temi in discussione
o la rilevanza del relatore determinano una sovraesposizione d’impegni
e di partecipazioni. E’ il caso del massimo dirigente della Banca delle Marche,
dott. Bianconi che è stato ospite in anteprima del club di Civitanova come ci
segnala il presidente Ludovico Valentini che tra l’altro informa “ l’iniziativa, così
come poi riproposta a Macerata, nasce in realtà a Civitanova Marche, dove si è
concretata nella conviviale del 3 febbraio 2006 e solo successivamente è stata
ripetuta a Macerata “. Tanto dovevamo per onore di cronaca.
21
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UGNO
DAI CLUB
PERUGIA TRASIMENO: IL TERRORISMO
Lorenzo Lotito
S
i è parlato del pericolo del terrorismo e
dei rapporti tra libertà e sicurezza giovedì sera nel corso di un interclub organizzato da Rotary Perugia Est, Rotary
Trasimeno e Lions Club Augusta Perugia.
Ospite l’ambasciatore spagnolo presso la
Santa Sede Jorge Dezcallar De Mazarredo ed
al tavolo dei relatori, Giampiero Pimpinelli
(Presidente Rotary Est), Gianluca Laliscia
(Presidente Rotary Trasimeno) e il Console
Onorario di Spagna Clara Lucatelli in Caucci
Von Saucken. Presente anche il Prefetto di
Perugia Gianlorenzo Fiore. Il dibattito è
stato introdotto da Pimpinelli che ha ricordato gli attacchi terroristici con cui l’estremismo islamico sta colpendo ormai da anni
l’Occidente. Dalla triste memoria dell’attentato dell’11 marzo 2004 a Madrid, l’ambasciatore Jorge Dezcallar De Mazarredo, ha
articolato il discorso, ha toccato temi di
attualità come la contrapposizione tra
mondo arabo ed occidentale, le lotte intestine agli stessi paesi islamici e le possibili
soluzioni per combattere la minaccia del terrorismo.
L’idea che l’ambasciatore ha voluto sottolineare con forza è che “Non si può controllare tutto, poiché questo sarebbe orribile.
L’immagine di un occhio orwelliano – ha continuato - che tenga sotto controllo senza
regole tutti e tutto minerebbe la libertà individuale. Però – ha concluso – è giusto che
tutti noi accettiamo alcune limitazioni in
nome della sicurezza”. Jorge Dezcallar De
Mazarredo ha quindi rimarcato come tutto il
mondo occidentale debba rafforzare la propria intelligence e stabilire forme di stretta
cooperazione, anche di concerto con i paesi
arabi moderati, contro il rischio del terrorismo. Ultimo punto toccato dall’ambasciatore è stato la sensibilizzazione dell’opinione
pubblica. “Spesso – ha ricordato – non c’è
una conoscenza profonda del mondo islamico, delle regole e delle contraddizioni che lo
governano”. Per questo, rispondendo ad una
domanda del pubblico, ha spiegato che non
è sbagliato l’insegnamento dell’Islam nelle
nostre scuole “Poiché – ha detto – quell’istruzione sarebbe tenuta da islamici moderati e non da personalità estremiste”. Su di un
altro punto ha insistito molto l’ambasciatore:
i terroristi non vanno definiti islamici ma
islamisti. Con questo ha voluto fare una forte
distinzione tra paesi arabi amici e gruppi terroristici che si ispirano alle idee di Al Qaeda.
In molti ambienti islamici, infatti, le definizioni di terrorismo e di lotta per la libertà
purtroppo coincidono.
Quello che hanno in comune occidente e
mondo islamico, come si è potuto intuire
dalle parole di Jorge Dezcallar De Mazarredo
mentre rispondeva all’ultima delle tante
domande del pubblico, è il desiderio di vivere in un mondo migliore. Per raggiungere
questo comune obiettivo si devono adottare
gli stessi mezzi: un controllo discreto ma
deciso ed il dialogo.
ANCONA RIVIERA DEL CONERO
Mauro Bignami
S
viluppo della coscienza civile, conoscenza dei principi istituzionali della
democrazia e solidarietà, convivenza
civile, ma anche fenomeni giovanili come il
bullismo e la microcriminalità. Erano alcuni
dei temi alla base del progetto regionale
Educazione alla legalità sui quali 150 scuole marchigiane di ogni ordine e grado
hanno lavorato, negli ultimi tre anni scolastici, realizzando disegni, pannelli, libri, elaborati scritti, opuscoli informativi, CD-rom,
giochi didattici. Il 28 aprile la Mole
Vanvitelliana di Ancona, ha ospitato la giornata conclusiva del progetto che ha visto
coinvolti più di 400 ragazzi, provenienti da
26 scuole, con 261 lavori. Nato per promuovere in tutte le scuole l’educazione alla
legalità e il rispetto della legge e sviluppare
la coscienza civile, la conoscenza dei principi istituzionali della democrazia, della solidarietà e della convivenza sulla base della
tolleranza e dell’accettazione reciproca, il
progetto era sostenuto dagli assessorati
all’Istruzione e alla Cultura della Regione
Marche, patrocinato dal Club di AnconaRiviera del Conero, che ha catalogato e
valutato dei lavori. Dopo l’introduzione di
Gioacchini, vicepresidente del Club, l’assessore regionale all’Istruzione Ascoli ha evidenziato come l’adesione di alunni e insegnanti sia stata entusiastica e convinta.
“Viviamo purtroppo in un’epoca in cui dobbiamo subire una dose quotidiana di violenza – ha detto - e c’è disattenzione per la qualità della vita e per la persona; dobbiamo reagire cercando di essere indignati per lo spettacolo quotidiano di illegalità, cercare di
rafforzare la convivenza civile nel rispetto
delle regole.” L’assessore regionale alla
Cultura Solari, sottolineando che l’educazione alla legalità parte dai piccoli gesti quotidiani e dall’accettarci a vicenda, ha ricordato
il ruolo fondamentale della scuola e l’importanza dei rapporti con le istituzioni, spesso
vissute come qualcosa di astratto. Bartolini,
presidente della Commissione giovani del
Club Ancona Riviera del Conero, ha sottolineato “il ruolo di validissimo interlocutore
rivestito dalla Regione in questa iniziativa“.
Il PDG Cianci, presidente della Commissione giustizia del Distretto 2090, difendere
la legalità, la quale “deve diventare cultura,
modo di agire e di operare meditando sul
passato per costruire l’avvenire della nostra
22
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UGNO
società”. Per spiegare poi il concetto di legalità Cianci è ricorso a qualche esempio lampante: la gravissima infrazione delle leggi
naturali di Caino, che uccise il fratello Abele
e l’esempio di Pinocchio, l’illegale congenito,
che non ubbidisce, non vuole andare a scuola o il lupo cattivo della favola di
Cappuccetto rosso che rappresenta invece la
prevaricazione, la violenza”. I lavori premiati sono stati: Un mondo che rispetta le
regole è sempre di più a misura di bambino e
non di burattino, dell’Istituto comprensivo
Quartieri Nuovi - Scuola Elementare G.
Falcone di Ancona; Ordini e dis…ordini,
dell’Istituto comprensivo G. Bigotti di
Pergola; Teniamoci per mano, della Scuola
media inferiore N. Strimpelli di
Castelraimondo; Alla scoperta dello Stato italiano, dell’Istituto tecnico M. Ricci di
Macerata. Premio speciale è stato assegnato
all’Istituto comprensivo di Monteroberto.
Animato l’incontro degli alunni con gli attori della fiction poliziesca di Rai Tre ‘La squadra’, Massimo Bonetti e Michela Andreozzi
che insieme al direttore creativo Giampaolo
Tescari, hanno risposto a domande.
DAI CLUB
TERAMO EST: PER RICORDARE
I
l Club Teramo Est, grazie al sostanziale
contributo del Governatore Antonio
Guarino, alla disponibilità del socio
Alessandro Quartiglia, alla generosità della
sua gentile Signora e con l’ impegno di tutti
i soci che si sono prodigati in azioni per la
raccolta di fondi e iniziative ludiche a scopo
benefico, ha donato ai pescatori della
Regione del Taminandu, nelle Indie
Orientali colpite dallo Tzunami, otto Barche
attrezzate per la pesca. Il prossimo 30 maggio alla presenza del Governatore Guarino,
con la partecipazione del Presidente dell’
Organizzazione Prima Stella Sig. Luigi
Ferrante e della Dott. Sheilla Ferri, che con
la sua determinazione si è imposta per portare a buon fine l’operazione, ci sarà un
momento d’ incontro durante il quale sarà
proiettato un filmato che darà testimonianza
di quanto è stato fatto.
A conferma di una notevole vitalità del club,
ci giunge notizia del prossimo XI concorso
di esecuzione musicale “Rotary – Club
Teramo Est” che assegna cinque Borse di
studio per le diverse fasce di età e una Borsa
Speciale al migliore elemento, finalizzata alla
frequenza di un Master – Class presso il
Mozarteum di Salisburgo o Accademica
simile. Il concorso è perciò dedicato a quei
giovani Artisti professionalmente già in via
di affermazione. Con l’ iniziativa che si
estende alle Regioni del Distretto 2090, comprese Albania, Lazio e Puglia il Rotary Club
Teramo Est si propone di: Incoraggiare i giovani che si dedicano alla nobile arte della
musica;Gratificare le famiglie;Coinvolgere e
avvicinare le Autorità Patrocinanti (Prefetto,
Amministrazioni Provinciali e Comunali e
cittadinanza); Utilizzare le vie d’ azione del
Rotary, per favorire l’ amicizia tra i popoli
con l’ utilizzo dell’ azione interna, dell’ azione di Interesse Pubblico, di quella professionale e di quella a favore della gioventù.
Le domande dovranno pervenire entro il 1
Giugno 2006, alla Segreteria del Concorso e
Direzione Artistica Maestro Piero Di Egidio
347/7161220 [email protected] fax
0861/248816
CHIETI OVEST: SOLIDARIETA’
“
Non beneficenza ma sensibilizzazione e solidarietà”, con queste parole
il presidente del Rotary Club di
Chieti Ovest, Vincenzo Rabottini, ha
spiegato la serata, promossa dal club
per la raccolta di fondi da destinare alla
Ricerca sul cancro. Una serata che in un
perfetto connubio di spensieratezza e
serietà, ha visto la partecipazione di
Michele Mirabella e di tre grandi esponenti della Ricerca come il prof Stefano
Iacobelli, dell’Università di Chieti, il dott.
Enrico
Ricevuto,
dell’Università
dell’Aquila, e il dott Antonio Moschetta,
ricercatore del Mario Negri Sud. Al teatro
Marrucino si è tenuto il dibattito “Elisir
in casa nostra” condotto da Mirabella sul
tema “Ricerca sul cancro: quali prospettive?”. Mirabella ha dato al tema un aspetto sicuramente non tetro. Infatti, ha esordito col dire che fino a qualche tempo fa
questa malattia faceva così spavento che
si evitava persino di nominarla, si diceva
brutto male, o male che non perdona.
Ora non è più così, e questo anche grazie
alla ricerca che ha fatto grandi passi in
avanti. Da qui il dibattito con i tre qualificati relatori . Innanzitutto è vero che
alcuni tipi di tumori sono in aumento,
ma è anche vero che la capacità diagnostica si è notevolmente perfezionata, ed è
difficile quindi dire se si tratta di un
aumento di casi tumorali o piuttosto di
una aumentata capacità di individuare il
male appena si forma. Oggi, però, è pos-
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GI
UGNO
sibile convivere con questa malattia, convivere senza lasciarsi da essa schiacciare,
conviverci senza sconfiggerla, ma tenendola a bada. Ma qui il discorso di fa spinoso, in quanto per poter progredire nel
campo della ricerca occorrono fondi, cioè
soldi, senza dei quali nulla è possibile.
Mirabella, ha ricordato che in Italia due
campi sono trascurati, quello della scuola e quello della ricerca. E’ importante il
contributo di tutti, perché la ricerca è per
tutti. Nel corso della serata il Presidente
Vincenzo Rabottini ha ringraziato della
partecipazione e ha annunciato che i
fondi raccolti – ben 10. 000 Euro - saranno devoluti tutti all’AIRC; la presidente
del comitato Abruzzo e Molise della associazione Maria Franca De Cecco ha ringraziato calorosamente per la generosa
offerta. Il Presidente ha attribuito il
Paul Harris a Michele Mirabella, che è
diventato così socio onorario del Rotary
Club di Chieti Ovest.
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