LANDSCHAFTSPLANUNG PIANIFICAZIONE PAESAGGISTICA Plann dla contrada Martin de Tor de San Landschaftsplan St. Martin in Thurn Piano paesaggistico di S. Martino in Badia Beschluss der Landesregierung Nr. 860 vom 23.03.2009 Delibera della Giunta Provinciale n. 860 del 23/03/2009 Planverfasser / Redattore del piano: Dr. KONRAD STOCKNER Tel.: 0471-417739 Amt für Landschaftsökologie / Ufficio Ecologia del paesaggio www.provinz.bz.it/natur AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 1 Relazione illustrativa 1. Punto di partenza ed obiettivi 2 2. Descrizione del territorio 3 Viles ..............................................................................................................................5 3. Misure di tutela 9 Zone di interesse paesaggistico ....................................................................................9 Zone di rispetto ...........................................................................................................11 Biotopi .........................................................................................................................14 Monumenti naturali......................................................................................................14 Elementi strutturali paesaggistici .................................................................................16 Zone di tutela archeologica .........................................................................................17 Nuova delimitazione del Parco naturale Puez-Odle.....................................................17 4. Sviluppo e cura del paesaggio 19 I vincoli paesaggistici non bastano ..............................................................................19 Progetto di sviluppo paesaggistico per il Comune .......................................................19 Partecipazione dei cittadini ed informazione................................................................19 Misure di promozione ..................................................................................................19 Linee guida natura e paesaggio in Alto Adige..............................................................20 AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 2 1. Punto di partenza ed obiettivi Il piano paesaggistico del Comune di S. Martino in Badia è stato approvato con D.P.G.P. 6 aprile 1982, n. 112/V/81. L’elaborazione del piano è quindi avvenuta più di 25 anni fa. Dato che nel frattempo si sono fortemente modificate le disposizioni generali, i criteri di pianificazione, il piano urbanistico comunale, nonché le esigenze della tutela ambientale e del paesaggio è sembrato urgente rielaborare il piano, seguendo anche i desideri del Comune. Inoltre, con l’approvazione del piano di settore LEROP, “Linee guida natura e paesaggio in Alto Adige”, sono state stabilite nuove strategie d’attuazione per la conservazione e lo sviluppo ecologico del paesaggio altoatesino. Un particolare impulso per la rielaborazione del piano paesaggistico del Comune di S. Martino in Badia è rappresentato dalla necessaria ridefinizione delle zone di rispetto. Come già stabilito nel articolo 6 della legge provinciale del 25 luglio 1970, n. 16 sono escluse dai vincoli paesaggistici le zone abitative e produttive fornite di piano di attuazione approvato. A causa di varie modifiche al piano urbanistico comunale ed alla sua ultima rielaborazione, le zone per insediamenti ed infrastrutture sono sottoposte ad essenziali cambiamenti. Il piano paesaggistico rielaborato dovrebbe tenere conto di questa situazione. Il piano paesaggistico del Comune di S. Martino in Badia non interessa l’intero territorio comunale. L'intera zona dolomitica appartenente al territorio del Comune di S. Martino in Badia dal Piz de Puez fino al Sas de Putia/Pütia fa parte del Parco Naturale Puez-Odle e pertanto non rientra in questa proposta di vincolo. Vincoli Nel piano paesaggistico rielaborato è completamente nuovo il settore dello sviluppo e della cura del paesaggio. Oggi fanno parte di un rapporto sostenibile con la natura ed il paesaggio non solo i vincoli, ma anche la cura di preziosi paesaggi coltivati nonché misure di rivitalizzazione per aree paesaggistiche impoverite. Assume un’importanza centrale l’accettazione di nuove tendenze degli sviluppi paesaggistici locali. Con l’ausilio di linee guida per il paesaggio o di piani di sviluppo del paesaggio comunali possono essere denunciati sviluppi negativi e fissate misure atte a contrastarli. Ma è importante anche riconoscere e rafforzare tendenze positive. Le linee guida natura e paesaggio in Alto Adige analizzano profondamente la situazione paesaggistica dell’Alto Adige, propongono numerose misure atte a pilotare lo sviluppo paesaggistico e rappresentano una base importante per il lavoro di tutela paesaggistica nel Comune. I vincoli paesaggistici vengono in parte alquanto modificati rispetto al piano paesaggistico del 1982, sia per quanto riguarda i confini che per le norme di tutela. Con l’individuazione di due nuovi biotopi, di quattro nuovi monumenti naturali, delle singole zone umide e dei boschi ripariali ancora esistenti nonché la determinazione di disposizioni di tutela per una serie di elementi paesaggistici, come i cespugli di campo, la tutela degli habitat dovrebbe trovare maggiore riconoscimento nel piano paesaggistico rielaborato. Il piano paesaggistico rielaborato contiene alcune novità anche rispetto alle zone di tutela paesaggistica. Nelle zone di rispetto vige un divieto assoluto di costruzione; però non sussiste l’obbligo generale da parte dell’autorità provinciale per la tutela del paesaggio di autorizzare i progetti. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft Sviluppo e cura paesaggistica UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 3 2. Descrizione del territorio Il territorio del Comune di S. Martino in Badia comprende la parte centrale della Val Badia inferiore e due valli laterali, che deviano dalla località principale S. Martino; una di queste valli si estende fino ad Antermoia/Antermëa ed al Passo delle Erbe/Börz (il territorio comunale di S. Martino in Badia si estende ancora oltre il Passo delle Erbe, fino al Rio Lasanca); l’altra giunge - lungo il Rio Longiarù/Rü de Lungiarü - fino ai piedi dell’Antersasc. L'altezza sul mare oscilla dai 1.086 m di Piccolino/Picolin ai 2.908 m del Piz Duleda. Il clima corrisponde a quello delle Alpi meridionali. Le precipitazioni medie annue raggiungono a S. Martino 774 ed a Longiarù/Lungiarü 950 mm; gran parte delle precipitazioni avviene sotto forma di neve. La temperatura media annua si aggira sui 5,5°C. I pendii sono per lo più esposti a sud ricevendo in tal modo a lungo i raggi di sole e nello stesso tempo risultano riparati dagli improvvisi colpi di freddo dalle alte cime dei monti circostanti. A livello geologico la parte nord del territorio comunale appartiene alla fillade quarzifera di Bressanone, mentre la parte mediana e meridionale va ascritta alle Dolomiti dell’Alto Adige. Alla fillade quarzifera di Bressanone seguono le arenarie della Val Gardena, che affiorano sulla linea San Martino – Passo delle Erbe; seguono inoltre gli scisti della Formazione di Werfen e conglomerati di calcare conchilifero. La fazies dolomitica è costituita dalla dolomia dello Sciliar. Lo strato superficiale è composto dalla cosiddetta formazione di S. Cassiano, alla quale seguono le formazioni di Raibl, a sua volta ricoperte dalla Dolomia principale (Sas de Putia, Puez). In alcune località i pendii sono soggetti a smottamenti (fenomeni abbastanza frequenti nelle zone alpine della valle di Longiarù di dentro). Questi pendii sono ricchi di sorgenti, di piccole zone paludose e laghetti. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft La vegetazione è dominata da folti boschi di abeti rossi, comminciando alle quote più basse con la pecceta montana (LuzuloPicetum) e lasciando poi il posto alla pecceta subalpina (Homogyue-Picetum), a quote tra i 1.700 e i 1.800 m. Il sottobosco si compone prevalentemente di diverse specie di mirtilli. Sui pendii più soleggiati alle quote più basse, attorno a S. Martino, si trovano boschi di pini silvestri. Verso i 1.800 m i boschi subalpini di abeti rossi lasciano il posto ai larici e cembri (Larici-Cembretum). I larici si trovano mescolati praticamente in tutte le associazioni boschive, mentre solo nei pressi di Antermoia si hanno boschi unicamente di larici, tra cui si distinguono bellissimi esemplari secolari. L'abete bianco è praticamente scomparso ovunque. Rare sono grosse estensioni di cespugli nani a causa dello sfruttamento ad alpe. Le associazioni esistenti si incuneano nei nardeti. Sui pendii esposti a sud si hanno ginepri, mirtilli rossi e neri, uva ursina, festuca rubra, trifolium alpinum, campanula barbata ecc., mentre nelle zone ombrose dominano rododendri e mirtilli. Nelle valli dolomitiche si incontrano mugheti di notevole estensione. I tappeti erbosi alpini tipici con substrati calcarei vanno dal Thlaspieto-Papavereto, al Dryadeto-Firmetum fino al Seslerio-Semperviretum, che ha una maggior estensione e che presenta, nelle aree a pascolo intensivo, fenomeni di transizione verso il nardeto. Sulle sponde dei torrenti di fondovalle crescono rigogliosi folti boschi di ontani grigi, mentre alle quote subalpine troviamo l'ontano verde. I centri principali del comune sono S. Martino in Badia (1.132 m, sede comunale), Piccolino (1.086 m), Longiarù (1.395 m) e Antermoia (1.512 m). S. Martino ed Antermoia hanno conosciuto un grande sviluppo edilizio con la costruzione di varie strutture alberghiere e la creazione di zone di espansione. UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 4 Le altre località si trovano sparpagliate su tutto il territorio comunale. Nonostante l’aumento del patrimonio edilizio negli ultimi decenni, le suddette località continuano a presentarsi come aree insediative molto compatte. Al di fuori degli abitati, come tipologie insediative, predominano i masi sparsi e i gruppi di masi (come sul pendio di Mirì e Prousc sopra S. Martino); le viles vere e proprie sono invece molto più rare in confronto a Marebbe/Mareo. Rispetto alla maggior parte dei comuni della Val Badia, S. Martino in Badia ha subito un impatto relativamente basso ad opera del turismo. La valle laterale di Longiarù è una delle poche aree estese della Val Badia ad essere priva di impianti di risalita e di piste di discesa. Ciononostante assume il turismo anche in questa valle una certa importanza, è quel turismo che cerca luoghi intatti e non congestionati dal turismo di massa degli sport invernali ed estivi. L’intatto paesaggio culturale e naturale di Longiarù. Ma anche il restante territorio comunale non è propriamente un pullulare di impianti di risalita e piste da sci. Ad Antermoia si trova una piccola zona sciistica e da poco è stato creato un impianto di collegamento con relativa pista di discesa da Piccolino, attraverso Jù fino a S. Vigilio/Plan de Corones, AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft che ha provocato non poche conseguenze sul paesaggio. Il colle molto esposto di Jù è profondamente segnato da una cabinovia e da un largo tratto di pista da sci. A causa della sua posizione esposta al sole, la pista risalta anche in inverno, in quanto innevata artificialmente, rispetto alle superfici prative circostanti, spesso prive di neve. Una concentrazione di varie infrastrutture per lo sport sciistico è sorta presso la stazione a valle del nuovo impianto di risalita, comprendendo un grande parcheggio, un albergo, il noleggio per gli sci e strutture simili. I corsi d’acqua più importanti, il Rio Gadera/La Gran Ega, il Rio Longiarù ed il Rio d’Antermoia/Rü d’Antermëa si trovano in uno stato ancora relativamente naturale, dato che il grado di sistemazione è limitato. A Longiarù il torrente Longiarù viene comunque deviato per scopi idroelettrici e fino allo sbocco nel Rio Gadera si presenta in stato di magra, con i relativi danni all’ecologia del paesaggio. Il Rio Gadera ed il Rio d’Antermoia, invece, presentano ancora in gran parte la portata d’acqua originaria. Il dislivello altimetrico del tratto del Rio Gadera lungo 5 km, che va dal confine del Comune di La Valle fino al confine del Comune di Marebbe, risulta essere solo poco più di 50 m. Un utilizzo idroelettrico su questo tratto del Rio Gadera non dovrebbe quindi essere preso in considerazione, in quanto è dubbia la convenienza economica di un impianto del genere e, in rapporto al danno all’ecologia paesaggistica, il profitto economico risulta in ogni caso troppo esiguo. Ciò riguarda soprattutto il tratto fra Preroman e Piccolino. Qui sono rimasti ancora intatti i più bei popolamenti di boschi ripariali di tutta la Val Badia. Comunque, presso Piccolino gli ontaneti hanno dovuto far posto agli impianti produttivi e sportivi. In questa zona il Rio Gadera presenta anche un grado di sistemazione maggiore. UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 5 Viles La struttura insediativa originaria, a parte i 4 centri principali (S. Martino, Piccolino, Longiarù e Antermoia), si compone prevalentemente di masi singoli o di viles. Le viles del Comune di San Martino in Badia si concentrano anzitutto nella Valle di Longiarù e a Jù, mentre a Mirì, nei dintorni di Antermoia e nel tratto inferiore della Valle di Longiarù predominano i masi singoli o i gruppi di masi. Dal punto di vista insediativo, questa osservazione non fa che confermare l'ipotesi che questa comunità ladina della VaI Badia che ancora oggi con tanta cura conserva l'idioma reto-romano, si sia formata a seguito di immigrazione, sia di popolazione di origine retica, già in parte colonizzata dai romani, che – successivamente - di popolazioni baiuvare. In particolare la popolazione reto-romana, prima colonizzatrice della valle, si insediò in VaI Badia, proveniente principalmente dalla Pusteria, sfuggendo alle invasioni slave, in maggioranza sui pendii del lato orografico destro – i meglio esposti – mentre la popolazione di origine baiuvara, proveniente dalla VaI d’Isarco, Bressanone, Luson, ecc. si stabilì sul lato orografico sinistro, dando origine anche a modelli tipologico insediativi profondamente differenziati. E così sui versanti di Marebbe, La Valle/La Val, S. Leonardo/S.Linert e S. Cassiano/ S. Ćiascian troviamo un prevalere di insediamenti di tipo morfologico a vila, mentre sui versanti di Rina, Antermoia/Antermëia, Longiarù/Lungiarü e Pederoa, prevalgono i masi sparsi o gruppi di masi. La struttura insediativa chiusa a vila, riconoscibile ancora oggi nelle valli ladine dolomitiche ed in Alta VaI Venosta riporta ai caratteri dell'edificazione e degli insediamenti romani. Per vila si intende un insediamento costituito da un insieme di aziende agricole (almeno 3) che si identificano sia per un rapporto edilizio ed urbanistico (spazi comuni, edificazione a contatto, sottopassaggi, passaggi pedonali), sia per un rapporto di tipo socio-organizzativo (forno comune, AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft fontana comune, usi civici), mentre i gruppi di masi sono semplicemente masi singoli a distanza ravvicinata, con un unico elemento comune, costituito dalla strada d’accesso. La vila della VaI Badia, nato come espressione di una mediazione tra due cuIture diverse, quella reto-romana e quella baiuvara, ha plasmato originalmente in sè elementi dell'una e dell'altra. Non riassume in sè tutte le caratteristiche dell’insediamento chiuso di tipo romano, con case in linea, vicoli stretti e mossi, piazzette, fabbricati in pietra (tipico dei Grigioni e dell’Alta VaI Venosta), come del resto assume solo in piccola parte la forma insediativa tipica tirolese, quella del maso singolo. I segni della cultura reto-romana sono ancora riconoscibili nella separazione tra casa abitativa e rustico, il "Paarhof" e nella predilezione per le aggregazioni, laddove gli edifici vengono disposti attorno ad uno o più spazi scoperti, mentre la cultura baiuvara è presente soprattutto nello stile edilizio e nell’uso dei materiali da costruzione. Proprio per la presenza così massiccia del tipo insediativo a vila (stimata per tutta la VaI Badia dai 120 ai 150 esempi), che trova le sue origini storiche in un periodo che va dal 1100 al 1500 e che si è tramandata fino a noi in modo mirabilmente integro, rappresenta una delle peculiarità della VaI Badia, costituendo un patrimonio etnologico, storico, culturale e paesaggistico di primaria importanza. Dal punto di vista tipologico si presentano storicamente diversi edifici che rispondono sostanzialmente a due funzioni differenziate: costruzioni residenziali e costruzioni agricole (stalla e fienile). Normalmente a funzioni diverse corrispondono edifici diversi e solo molto raramente si ha promiscuità. Le case di abitazione sono per lo più costruite in pietra fino al 1° piano, per problemi di isolazione dall'umidità del terreno e poi, nei piani superiori - compreso il tetto, che è sempre un tetto freddo non abitabile - sono costruite in legno, l'unico materiale termica- UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 6 mente isolante reperibile e conosciuto fin dall'antichità. Troviamo allora balconi a ballatoio incassati nel mantello ligneo, di solito rivolti solo a valle, o più raramente su tre lati. Tipiche sono le finestre, piccole e incassate nei profondi muri perimetrali, i tetti a due falde con una contropendenza caratteristica solo sul timpano a valle - la "mozza" - per proteggere la facciata dalla pioggia battente, la pendenza accentuata delle falde (almeno 30 gradi), la copertura in scandole di larice e camini in pietra intonacata. Stranamente parecchie residenze sono state costruite interamente in pietra o muratura o con l'uso del legno limitato al tamponamento del timpano, sia per dimostrare potenza economica, imitando il clero (chiese e canoniche) e l'istituzione politica (edifici di giurisdizione e case signorili) sia, recentemente, per evitare incendi (molte case sono state colpite dal fulmine). Queste case interamente in muratura sono assolutamente prive di balconi. Le costruzioni agricole - per lo più fienili con stalla incorporata - hanno anch'essi l'attacco al suolo in muratura, essendo il legno troppo deperibile, per ospitare la stalla con i suoi liquami. Il piano terra è generalmente seminterrato a monte, per favorire l'ingresso al livello del fienile (con rampe o tipici ponteggi). Il piano superiore e il sottotetto hanno struttura e tamponamento ligneo per garantire la necessaria aerazione al fieno, che viene inoltre posto a seccare su tralicci a balconata posti sulla facciata a valle. Il tetto è sempre rivestito in scandole. I tamponamenti in legno, sia delle abitazioni, che dei fienili, sono sempre costituiti da tavole verticali inchiodate sulla struttura portante (i più vecchi hanno ancora la chiodatura in legno). L’intatta vila Lagoscel nella Valle di Longiarù. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 7 Purtroppo nel frattempo molte viles hanno subito radicali processi di trasformazione e/o contemporaneamente di degrado architettonico-urbanistico. In alcuni casi le residenze costruite negli ultimi anni rappresentano la stragrande maggioranza della consistenza edilizia e l’originaria struttura insediativa non è più riconoscibile. In altri il degrado architettonico ed urbanistico ha raggiunto livelli tali che sarebbero richiesti interventi immediati per il recupero e la salvaguardia di questo eccezionale patrimonio. Ma, indubbiamente il tipo di intervento che più pesantemente incide nel processo di trasformazione ambientale e va ad intaccare il delicato e mirabile equilibrio esistente tra insediamento compatto a vila e paesaggio agrario circostante, è quello che riguarda le nuove edificazioni. In alcuni viles particolarmente compatti, ove si ha un prevalere di costruzioni in aderenza e di continua, straordinaria alternanza fra vuoti e pieni, tra spazi pubblici e privati, anche un solo nuovo intervento edificatorio, sia per la difficile scelta localizzativa, che per la scarsa sensibilità di progettisti o di organi competenti a rispettare impianto urbanistico, proporzione, materiali, tipo morfologico della preesistente struttura, può rivelarsi deleterio, compromettendo gravemente il quadro paesaggistico-ambientale e l'omogeneità del vila. Anche nel caso di processi "spontanei" di trasformazione (sostituzione di tetti in scandole, consolidamento superfetazioni e latrine esterne, balconi, modifiche ai serramenti ecc.) agli organi decisionali spetta una grande responsabilità. Miscì D'altra parte, anche nelle viles più intatte, si sono avviati inevitabili processi di trasformazione, attraverso interventi parziali sul patrimonio edilizio, motivati per lo più da necessità di manutenzione (sostituzione dei manti di copertura in scandole con materiali meno costosi e meno necessari di costante manutenzione: tegole, lamiera, eternit, ecc.) o di adeguamento agli standards igienicosanitari (consolidamento in muratura o calcestruzzo dei cubicoli aggettanti delle vecchie latrine in legno), o ancora dall' adeguamento a spinte e modelli culturali esterni. (ingrandimento di finestre con avvolgibili, vetrature isolanti senza riquadro, costruzione di balconi aggettanti a tutta facciata, completamente estranei alla tipologia locale, ecc.). È evidente la negatività che ognuno di questi interventi comporta alla conservazione dell'omogeneità dell'ambiente, pur essendone ben comprensibili le motivazioni. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft Oltre al controllo sulle richieste di nuove edificazioni, anche la concessione di contributi nell’ambito dell’attività di restauro ambientale (mantenimento di costruzioni di particolare interesse paesaggistico, manutenzione di tetti in scandole ecc.) nonché un’ ampia campagna informativa (informazione e sensibilizzazione sul valore del patrimonio edilizio tipico della Val Badia assieme a consigli e soluzioni concrete per la sua migliore salvaguardia possibile) assumono un ruolo importante. Si rimanda in questo contesto all’opuscolo informativo dell’Amministrazione provinciale “Forme e colori del costruire in Val Badia”. Molte di queste viles dovrebbero essere sottoposte senza ombra di dubbio a tutela specifica in qualità di "insiemi", ai sensi della legge urbanistica provinciale 11 agosto 1997, n. 13. A tale proposito, anche la conservazione dei manufatti secondari come forni, fontane, favas, steccati, mulini ecc., riveste una importanza considerevole. Come esempi interessanti vanno segnalati i UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 8 mulini ristrutturati lungo il Rio Seres. Una particolarità rappresenta la fontana in legno nella piazzetta di Seres. Dei favas solo alcuni esemplari singoli ne sono rimasti (a Seres, Miscì e Vì). Queste imponenti strutture in legno, frequentissime in VaI Badia fino a pochi decenni fa, erano proporzionate dimensionalmente alla quantità di cereali prodotti da ogni maso che vi venivano stesi a maturare e seccare. Perseguendo l’obiettivo di conservare al meglio il paesaggio delle viles, tipico della Val Badia, all’interno del Comune di Marebbe, già nel 1984, con il decreto del Presidente della Giunta provinciale di Bolzano 21 dicembre 1984, n. 160/V/81, sono state emanate apposite disposizioni a tutela delle viles. Questo decreto di tutela contiene un elenco, in cui i villaggi sono stati classificati in due categorie di salvaguardia: Gran Jù, Miscì, Seres e Vì vengono inclusi nella prima categoria, mentre Pice Jù, Anvì, Prousc nonchè Frëina nella seconda. Il piano paesaggistico rielaborato propone una modifica a tale elenco. È previsto di inserire anche la vila Lagoscel particolarmente intatta nella prima categoria di salvaguardia e di stralciare invece Frëina dall’elenco. Il complesso di edifici di Frëina si presenta in parte ancora molto pregevole per cui il suo mantenimento dovrà essere un obbiettivo importante anche per il futuro. La tipica struttura insediativi compatta delle viles però ormai è andata persa dato che sono stati realizzati alcuni nuovi edifici ad una distanza maggiore dal nucleo d’insediamento. Oltre a una serie di norme di tutela concrete che vigono per le viles di entrambe le categorie, per quelle della prima categoria il decreto prevede anche l’elaborazione di Programmi di salvaguardia che non si limitano a conservare, ma presentano anche proposte di sviluppo, sia per le attività agricole che per quelle non agricole. Il decreto di tutela prevede, inoltre, la nomina di un coordinatore che sovrintende l’attuazione dei Programmi di salvaguardia, fornisce pareri sulle misure edilizie nelle viles e valuta la loro conformità alle disposizioni di tutela. Queste prescrizioni sulla tutela delle viles hanno contribuito molto al mantenimento della loro struttura e, nel piano paesaggistico rielaborato del Comune di San Martino in Badia, vengono integrate con alcune lievi modifiche. La Valle dei Molini tra Miscì e Seres / Val di Morins. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 9 3. Misure di tutela Zone di interesse paesaggistico L’intero territorio comunale escluse le zone abitative e produttive fornite di piano di attuazione approvato ai sensi dell’articolo 6, comma 3 della legge provinciale n. 16/1970 viene definito come zona di interesse paesaggistico. Sono quindi comprese in tale categoria di tutela anche tutte le zone d’insediamenti e di infrastrutture non fornite di piano d’attuazione. In generale, per garantire a queste superfici uno sviluppo sostenibile sono sufficienti gli strumenti urbanistici nonché la legislazione vigente in materia forestale. L’autorizzazione di tutela paesaggistica, di regola, viene concessa dal sindaco. Di particolare importanza sono i terreni agricoli. Con i masi caratteristici, edificati secondo tipiche tecniche di costruzione locali, sono una componente importante della tipologia paesaggistica esistente. Rappresentano un paesaggio modificato per mano dell’uomo nel corso del tempo e sono espressione della tradizione storicoculturale della zona. L’individuazione come zona di interesse paesaggistico persegue l’obiettivo di garantire – senza limitare l’attività agricola – un inserimento armonico delle costruzioni ammesse ed un loro adattamento alla struttura paesaggistica ed insediativa esistente. Altri importanti ambiti di interesse paesaggistico sono il bosco, le siepi, i pascoli, il verde alpino, le zone rocciose e le fasce detritiche nonché le acque. Sono di particolare importanza dal punto di vista della tutela paesaggistica ed ambientale, sia come fattore determinante per la protezione ed il microclima, sia perché formano un habitat ideale per tutta una serie di specie animali tipiche e sono parte integrante fondamentale della struttura della zona, del suo equilibrio ecologico e della sua funzione ricreativa. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft Anche le superfici definite a livello cartografico come zone umide rientrano nella categoria Zone di interesse paesaggistico. Nei siti più bassi non si trovano più zone umide di un’estensione significativa. Nei siti più elevati, invece – soprattutto nei prati alpini attorno al Sas de Putia, sia dalla parte del Passo delle Erbe che dalla parte di Longiarù nonché nel area boschiva sotto Juel - si trovano ancora alcune paludi in parte ancora ben intatte. Si tratta in gran parte di torbiere basse, classificabili a livello botanico come cariceti bassi. Pennacchi in una torbiera bassa. Le zone umide rivestono molteplici funzioni di ecologia paesaggistica. Esse arricchiicono il paesaggio, ma rappresentano soprattutto degli habitat preziosissimi per molte specie vegetali ed animali minacciate. Va citata anche la loro importanza per l’equilibrio idrico grazie alla loro funzione di serbatoio. Per questo motivo tutte le zone umide, anche se non sono appositamente vincolate come biotopo o monumento naturale, sono degne di essere conservate e non possono essere prosciugate. Anche i prati e pascoli alberati sono segnate nella cartografia. Si tratta per lo più di aree ad estensione limitata, che presentano una alberatura rada di larice o altri tipi di alberi. Sono piuttosto diffusi lungo i margini del bosco e lungo il confine superiore dei boschi. Vanno segnalati i residui UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 10 dei prati e pascoli alberati di larici nell’ambito dei prati alpini sul Passo delle Erbe e sopra Longiarù. La rada presenza di alberi non comporta solo un arricchimento per il quadro paesaggistico, variandolo, ma protegge questi terreni anche dall’inaridimento: migliora il microclima riparandolo dai venti, impedisce la dispersione della neve, chiude con l’apparato radicale profondo degli alberi il ciclo delle sostanze nutritive e filtra un po’ i raggi del sole. Ne conseguono migliori condizioni di crescita per l’erba. Rinnovazione di larice in un pascolo. Fondamentalmente l’utilizzazione forestale deve essere limitata alla crescita naturale e si deve provvedere alla rinnovazione degli alberi. Laddove si denota una certa preponderanza dell’abete rosso, questo dovrebbe essere tagliato più degli altri alberi. Infatti, l’abete rosso può soppiantare le altre specie arboree e provocare oltre ad un’uniformazione del quadro paesaggistico anche danni considerevoli all’utilizzazione agricola. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft Come albero a radici superficiali influisce su un’area piuttosto estesa sulla crescita dell’erba, perde aghi più difficilmente decomponibili e produce più ombra. Si deve rinunciare ad asportare le ceppaie, in quanto il rilievo mosso del terreno è una caratteristica di queste superfici alberate e proprio i punti con i ceppi sono interessanti per la rinnovazione degli alberi. Pure i boschi ripariali ancora esistenti sono inseriti nel piano paesaggistico. Lungo il Rio Gadera ed il Rio di Longiarù si incontrano ancora alcuni ontaneti preziosissimi. Queste formazioni boschive rappresentano particolari habitat naturali che ospitano determinate associazioni di piante e una fauna particolarmente variegata. I boschi ripariali accompagnavano originariamente tutti i corsi d’acqua in una fascia più o meno larga, soprattutto nei loro settori più piatti. A causa dell’aumentata utilizzazione dei fondovalle da parte dell’uomo essi sono stati fortemente ridotti. I resti residuali sono minacciati in gran parte da opere di sistemazione dei corsi d’acqua. A causa dell’incavo del letto del fiume o del torrente e la costruzione di dighe o altre costruzioni di tutela si toglie acqua alle superfici boschive adiacenti. Ne conseguono condizioni fortemente modificate delle stazioni. Per questo motivo sovente le correlazioni necessarie per la formazione di boschi riparali, ma anche per la loro conservazione, non sono date. Per le associazioni di bosco ripariale ancora esistenti è di importanza essenziale il mantenimento di ottimali condizioni idrologiche. UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 11 Zone di rispetto Esistono settori particolarmente caratteristici e preziosi per il quadro paesaggistico ed insediativo del Comune di San Martino in Badia che vengono individuati come zone di rispetto. Si tratta dei dintorni di edifici di grande valore storico-culturale che caratterizzano il paesaggio, di strutture del paesaggio particolarmente in vista o di estese zone di prati verdi completamente intatti attorno agli insediamenti, da cui si può godere una bellissima vista e la cui intatta tipologia rappresenta un elemento prezioso della struttura paesaggistica ed insediativa esistente. La struttura paesaggistica rurale dominante nella Val Badia è caratterizzata da piccoli gruppi di masi (con i masi molto vicini l’uno all’altro) e dalle aree agricole completamente inedificate che si trovano tra di essi. Anche nel Comune di San Martino in Badia tale tipologia paesaggistica risalta in modo particolare, dato che le viles si presentano ancora ben intatte e situate su pendii molto esposti. Anche se, generalmente, negli ultimi decenni l’attività edilizia fu molto vivace, tali aree verdi molto importanti per il quadro paesaggistico sono rimaste in gran parte intatte e inedificate, anche grazie al fatto che fin dal 1982 sono vincolate come zone di rispetto. Queste zone di tutela paesaggistica già esistenti vengono inserite, con varie correzioni di confine, nel piano paesaggistico rielaborato quali zone di rispetto. Soprattutto nelle immediate vicinanze degli abitati è opportuno ridefinire la delimitazione di tali zone; le aree già fortemente edificate possono essere escluse dalle zone di tutela. Gran Jù; l’obiettivo della zona di rispetto è di proteggere dall’edificazione le aree prative nei dintorni della vila tutelata. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 12 Le zone di rispetto seguenti aree: comprendono le − I magnifici pendii esposti sopra a Piccolino, ove si trovano le viles di Gran Jù, Pice Jù e Anvì. Nei settori limitrofi di S. Martino per il resto sono molto frequenti i masi singoli o radi gruppi di masi; queste viles, col loro paesaggio, sono quindi da porre in particolare rilievo. − I prati piani che circondano l’Ansitz Freyegg a Piccolino e che conferiscono una vista caratteristica tanto più suggestiva proveniendo da Nord, dalle strette gole dell'accesso alla VaI Badia. Una striscia nelle immediate vicinanze del confine nord-occidentale del paese viene esclusa dalla zona di rispetto, come pure l’area della stazione a valle del nuovo impianto di risalita. Per tutelare da nuovi interventi edilizi il dorso prativo molto marcato ed esposto, situato a sudest di Piccolino, si propone una nuova zona di rispetto. zione del piano paesaggistico, dovrebbe essere integrata nell’area protetta anche la valle prativa inedificata fin su a Col, mentre un settore radamente edificato, situato immediatamente sopra S. Martino, ne viene escluso. Il pendio prativo aperto, che raggiunge il fondovalle e che fornisce un prezioso colpo d’occhio dalla strada della Val Badia al castello, viene invece interamente individuato come zona di rispetto. − Con il nuovo piano paesaggistico, l’abitato di Prousc dovrebbe essere inserito in una nuova zona di rispetto. In questa zona di tutela vanno inclusi sia l’intero dorso prativo, che è molto vistoso e giunge fino al rilievo collinare al di sopra di Gscnara, che la fascia collinare sotto Frëina. Il dorso prativo molto esposto con la vila Prousc viene individuato come zona di rispetto. − Una zona di rispetto minore riguarda l’isola disboscata Colmesana, situata su un rilievo collinare ben visibile, di fronte ad Antermoia. L’Ansitz Freyegg, la carta da visita paesaggistica per Piccolino, si trova nella zona di rispetto. − Nelle immediate vicinanze di San Martino, il colle sovrastato da Castel Tor è individuato come zona di rispetto. Questa zona, che si distingue in modo particolare, con il castello visibile da ogni angolazione, è l’emblema del Comune nonché, sotto tutti i punti di vista, l’elemento caratterizzante del paesaggio di S. Martino. Con la rielaboraAMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft Antermoia e le aree agricole a sudovest in gran parte inedificate; sullo sfondo Colmesana. UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 13 − Gli ampi prati che dall'abitato di Antermoia giungono fino a Plaza e Rungatsc per impedire una completa urbanizzazione di questo versante. Antermoia continua ad avere una chiara struttura paesaggistica: da una parte la stessa località con una struttura edilizia compatta e a sud di essa i pendii prativi inedificati. Anche qui sono previste alcune esigue modifiche alla delimitazione della zona di rispetto. Anche per la vila Vì, che si trova in una posizione molto esposta, è prevista una zona di rispetto. − Nella Valle di Longiarù, oltre alle due zone di rispetto già esistenti ne vengono proposte altre due. Per le due zone già esistenti, quella presso Seres/Miscì nonché quella presso Longiarù, sono previsti esigui ampliamenti e minime riduzioni, per tener conto del grado di edificazione leggermente modificato. Per l’intero pendio prativo presso la vila di Vì, che è estremamente ripido ed esposto, viene proposta una nuova zona di rispetto. La stessa cosa vale anche per l’isola disboscata della vila di Lagoscel, tanto intatto da venire inserito ex novo nella lista delle viles protetti. Attraverso l’individuazione come zone di rispetto queste superfici dovrebbero essere possibilmente risparmiate da un’eccessiva opera d’edificazione e d’ allacciamento di cavi. Nelle zone di rispetto vige un divieto assoluto di costruzione di nuovi edifici all’aperto. A differenza del piano paesaggistico precedente, per i progetti di fabbricati o per le AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft opere ammesse, non è più previsto un obbligo generale di autorizzazione paesaggistica rilasciato dall’autorità provinciale competente. Tale norma rimane in vigore per i progetti di nuovi edifici nonché per gli interventi di demolizione e riedificazione di edifici il cui sito venga spostato. Alle scelte localizzative di nuove costruzioni va dedicata particolare attenzione, prevedendo la possibilità - ove venga gravemente compressa l'immagine paesaggistico-ambientale di viles compatte - di derogare da indici urbanistici (in particolare per quanto riguarda le distanze dai confini e dai fabbricati). In via di principio nell'autorizzazione degli interventi ammissibili in queste zone, siano essi di sistemazione, ampliamento o nuove costruzioni, dovrà essere data priorità prima di tutto al recupero del patrimonio edilizio esistente, avendo come obiettivo la tutela della fisionomia urbanistico-ambientale delle viles, tramite oculate scelte localizzative e la migliore ricerca tipo-morfologica possibile per consentire un armonioso inserimento nel contesto edilizio esistente, nonché il mantenimento della cubatura residenziale esistente. In queste zone di tutela paesaggistica, la coltivazione dei campi (inclusi i cambi colturali) non è sottoposta ad ulteriori limitazioni ed anche i lavori di miglioria, la costruzione di strade ed altro non sono vietati, per cui restano valide le relative disposizioni di legge. Le aree di tutela proposte sono in gran parte preziosi fondi coltivati, per cui questa misura protettiva è molto importante per l’agricoltura. Effettivamente, l’edificazione e disgregazione di queste aree coltivate rappresenterebbe una perdita inestimabile per l’agricoltura. Attraverso l’individuazione di queste aree quale zona di rispetto viene sottolineata la priorità dell’utilizzazione agricola rispetto ad altri tipi di utilizzazione. UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 14 Biotopi Il piano paesaggistico rielaborato prevede l’individuazione di due biotopi: la Vistlesau ed il Börz-Würzjochmoos. Nel bosco ripariale di Vistles si trovano i più bei popolamenti ripariali residui dell’intera Val Badia. Gli ontaneti, in gran parte intatti, fiancheggiano le due rive del Rio Gadera, nel tratto fra i due ponti delle strade d’accesso per Lovara e per S. Martino. Il settore rivierasco si estende per una lunghezza di più di un chilometro, mentre la larghezza varia fra 50 e 150 m. In questo tratto lo stesso Rio Gadera presenta un aspetto molto naturale, con gran parte delle rive non soggette ad interventi di sistemazione. In molti punti il letto del torrente è molto largo, con la presenza di ampi banchi di sabbia e ghiaia nonché di isole boscose. Quindi, il letto del torrente rappresenta già di per sé un habitat acquatico molto variegato. Un fattore di disturbo non indifferente per la zona rivierasca è rappresentato dall’impianto di lavorazione della ghiaia di Preroman. Questa zona di tutela naturale non ha solo un’estrema importanza sotto il profilo dell’ecologia del paesaggio, in quanto unico habitat ripariale di grandi dimensioni dell’intera Val Badia, ma rappresenta anche un’area ricreativa preziosa per S. Martino. Un sentiero escursionistico, configurato come sentiero naturalistico didattico, attraversa il biotopo sulla sponda orografica sinistra del Rio Gadera. Inoltre, lungo questo sentiero è stato realizzato un laghetto per la pesca. Il Börz-Würzjochmoos si trova invece nel settore alpino, ad un’altitudine oscillante tra i 2.000 ed i 2.050 m s.l.m. Si tratta di una torbiera bassa ben conservata, che in alcuni punti si è quasi trasformata in brughiera, e quindi presenta il carattere di torbiera di transizione. Vi si può trovare una vegetazione tipica per queste torbiere (carici e pennacchi) ed inoltre anche altri tipi di piante caratteristiche per questi siti. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft Il Würzjochmoos risalta particolarmente per la sua estensione (4,5 ha) e compattezza. In tutta la Val Badia si incontra solo un'altra torbiera con un’estensione simile: la torbiera Braia Frëida nel comune di Corvara, anch’essa tutelata come biotopo. L’unico intervento da parte degli esseri umani è il pascolo, che comunque è molto estensivo e quindi produce pochi danni alle aree umide. Nei biotopi, i proprietari terrieri che rinunciano volontariamente al pascolo delle loro superfici, o di parti di esse, hanno la possibilità di ottenere una compensazione finanziaria sotto forma di premi incentivanti per la cura del paesaggio. Anche i costi per la recintazione eventualmente necessaria delle superfici interessate dalla rinuncia al pascolo vengono assunte dall’Amministrazione provinciale. Monumenti naturali I monumenti naturali già contenuti nel piano paesaggistico del 1982 in gran parte possono essere riconfermati: - La zona sorgiva delle cosiddette ´Cialdires, comprese le aree umide di Mangrofëgns; il monumento naturale viene delimitato ex novo: le superfici dei prati di montagna vengono estromesse dal monumento naturale, in cui rimane solo l’area sorgiva, le zone umide e un’isola boschiva situata nel mezzo; UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 15 - le sorgenti di acque solforose in località Bagni di Valdander, note fin dall'antichità. Un larice nei pressi del maso Piciadel viene stralciato dalla lista dei monumenti naturali. Il piano paesaggistico rielaborato contiene inoltre quattro nuovi monumenti naturali, trattandosi della zona sorgiva Lagac e di tre zone umide: il Juelmoos sopra Mangrofëgns, il Serighelamoos sul Passo delle Erbe ed il Crignamoos sotto il Munt d’Antermëa. Zona sorgiva ´Cialdires - il bel tiglio accanto alla chiesa di Piccolino; Nei pressi di Pares si trova la zona sorgiva di Lagac. In uno spazio limitato si trovano varie sorgenti singole, la cui acqua si raccoglie in un piccolo stagno situato in posizione amena. L’acqua proviene dalla valle di montagna Medalges situata a ovest, dove tutte le sorgenti dopo essere sgorgate si infiltrano nuovamente nel terreno, e quindi non si forma alcun ruscello. Solo a Lagac tale acqua compare di nuovo in superficie. Zona sorgiva Lagac Il Juelmoos è la più grande delle numerose torbiere che si trovano nella foresta sopra Mangrofëgns e ´Cialdires. Questa intatta torbiera bassa con uno strato di torba profondo fino a quattro metri, in cui sono inclusi numerosi depositi legnosi, è coperto da uno fitto tappeto di sfagni. Inoltre si AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 16 incontrano varie specie di carici – carice rigonfia (Carex rostrata), carice nigra (Carex nigra), carice pannocchiuta (Carex paniculata) – nonché la gramigna di Parnasso (Majanthemum bifolium), l’equiseta palustre (Equisetum palustre), la calta palustre (Caltha palustris), la radicchiella a pappo giallastro (Crepis paludosa) e la viola montana gialla (Viola biflora). La parte sud della zona umida ospita un piccolo ontaneto ed al posto dei sfagni si trovano i muschi. Secondo i rilievi del Laboratorio biologico al Juelmoos è stato assegnato il più alto livello di protezione nella classificazione delle zone umide degne di tutela. Anche il Serighelamoos è stato inserito dal Laboratorio biologico nel più alto livello di protezione. L’intatta torbiera bassa si estende su alcune vallette strette e collegate tra di loro. È coperta da un tappeto folto di sfagni, di carici a pochi fiori (Carex pauciflora), di pennacchi guainati (Eriophorum vaginatum) e di pennacchi a foglie larghe (Eriophorum latifolium). Al margine si incontrano anche piccoli cirmoli. Il terreno sui dorsali asciutti tra le vallette paludose è di natura minerale. Questi dorsali inoltre sono coperti di un popolamento rado di cirmoli. Si tratta di fatto di una superficie d’acqua, coperta in gran parte da pennacchi. Nella parte interrata a nordest si incontra un fitto tappeto di carici. A est la zona umida viene delimitata da un vero e proprio argine di terra coperto di cirmoli. Per la sua singolare geomorfologia viene anche inserito nella zona di tutela. La sua origine con grande probabilità è riconducibile a fenomeni glaciali. Crignamoos Elementi strutturali paesaggistici Tutte le vie lastricate (e i resti di esse), i muri a secco, ma anche gli argini in pietrame, i cespuglieti ed i boschetti sono tutelati, perché abbelliscono il paesaggio coltivato ed offrono un habitat ad un gran numero di specie animali e vegetali. Il Serighelamoos sul Passo delle Erbe. In una valle di montagna a nord del Passo delle Erbe si trova un'altra zona umida, il Crignamoos, che per le sue caratteristiche paesaggistiche ed ecologiche è da considerare particolarmente degno di tutela. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft Al patrimonio arboreo ed, in generale, al verde delle zone abitate spettano funzioni molto importanti. Lo spazio occupato dagli insediamenti umani aumenta continuamente e di conseguenza si accresce la necessità di lasciare alla natura il suo spazio anche in tali aree. Le aree verdi rappresentano un habitat naturale per numerose specie vegetali e animali e contribuiscono quindi alla conservazione della biodiversità. Altre funzioni importanti del verde sono la protezione dal vento e dai rumori, nonché il contenimento del livello di inquinamento (polvere e sostanze nocive). Ogni macchia di verde urbano rappresenta anche terreno UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 17 non impermeabilizzato e quindi contribuisce a salvaguardare il livello della falda freatica ed a diminuire il deflusso superficiale dell’acqua piovana. Anche l’abitato viene caratterizzato decisamente dal verde esistente, ed in particolare gli alberi ad alto fusto saltano agli occhi. Il verde nelle zone abitate, in generale, influenza in modo sostanziale la qualità della vita dell’uomo ivi residente, tra i cui bisogni c’è anche un certo contatto con la natura. Per tali motivi il verde è da trattare con la necessaria precauzione. L’autorizzazione al taglio di alberi all’interno del centro edificato è rilasciato dal sindaco (ai sensi della legge provinciale per la tutela del paesaggio l.p. 16/1970 e del relativo regolamento di esecuzione), mentre quella relativa agli alberi al di fuori del centro edificato è rilasciata dall’autorità forestale (ai sensi dell’ordinamento forestale l.p. 21/1996). Per migliorare ulteriormente le attività di tutela degli alberi e di gestione del verde, soprattutto in ambito insediativo, il comune può stabilire delle regolamentazioni più severe (regolamenti comunali del verde, apposite disposizioni nel regolamento edilizio comunale). Un aspetto particolare dal punto di vista paesaggistico è dato dai filari di frassini piantati lungo le strade sterrate, che collegano le viles ed i masi singoli situati sui pendii ripidi. I frassini inoltre con le loro fitte radici trattengono la terra impedendo l'erosione sui bordi delle strade. I fossi di bonifica e i corsi dei torrenti, dal punto di vista della tutela naturale, rivestono una particolare importanza come habitat acquatici. Rappresentano importanti corridoi naturali. Soprattutto nelle zone più fortemente antropizzate la loro funzione ecologica è comunque in gran parte danneggiata in modo rilevante (a causa della cementiticazione, il restringimento, il raddrizzamento, l’inquinamento idrico e le derivazioni d’acqua) e con ciò anche una flora e una fauna che sono legate a queste stazioni. Per gli anfibi, ma anche per altre specie animali in pericolo di estinzione, questi fossi possono rappresentare dei rifugi preziosissimi. Da non trascurare, infine, gli uccelli acquatici, che soprattutto durante il periodo della nidificazione e della cova sono molto AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft sensibili ai disturbi. È importante anche la presenza di una vegetazione ripariale intatta e spontanea che è parte integrante di qualsiasi corso d’acqua. Per questi motivi tutti i corsi d’acqua ed i fossi di bonifica – anche se si tratta di brevi tratti che non compaiono nella cartografia – non possono essere interrati o incanalati. Spesso i recinti rappresentano degli elementi importanti del paesaggio culturale modellato dall’uomo. È comunque importante utilizzare forme di recinzioni tipiche del luogo e rinunciare al filo spinato. Altrimenti le recinzioni vengono percepite come elementi di disturbo nel paesaggio. Zone di tutela archeologica Il piano paesaggistico rielaborato del Comune di Marebbe contiene anche alcune zone di tutela archeologica. Si tratta di colline o cupole prative ben riconoscibili presso il Castel Tor ed a est di Antermoia nonché di aree assai ristrette nell’ambito del Passo delle Erbe e dei Pra de Pütia a sud del Sas de Putia. Le due zone di tutela archeologica vengono registrate a livello cartografico secondo le indicazioni della Ripartizione beni culturali, cui competono anche le autorizzazioni di scavo. Nuova delimitazione del Parco naturale Puez-Odle Il parco naturale Puez-Odle è stato individuato nel 1977 (D.P.G.P. 31 ottobre 1977, n. 29/V/LS). Con la rielaborazione del piano paesaggistico del Comune di S. Martino in Badia il confine di parco naturale viene inserito nella documentazione cartografica più recente, utilizzata per la predisposizione del piano. In un punto (a `Cialneur sotto il Sas de Putia), dove il confine del Parco Naturale corre in mezzo ad una zona di prati alpini, ora è una strada alpestre a segnare il confine del Parco Naturale. In sostanza, non si tratta di ampliare o ridurre la superficie del Parco UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 18 Naturale, ma di trovare delle linee di confine che siano più riconoscibili nel paesaggio. Una netta delimitazione della zona di tutela è importante soprattutto in relazione all’esercizio di funzioni di controllo e vigilanza di norme di comportamento. Un affioramento geologico impressionante ai piedi del Sas de Putia nei pressi del Passo delle Erbe. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 19 4. Sviluppo e cura del paesaggio I vincoli paesaggistici non bastano Il presente piano rappresenta quasi esclusivamente uno strumento di tutela per singole zone e per certe specie animali e vegetali, per oggetti naturali e culturali ecc. Ma non basta solo tutelare. Il paesaggio è sottoposto ad uno continuo sviluppo che va pilotato. Soprattutto gli ambiti della cura e della valorizzazione del paesaggio (eliminazione di deficit di ecologia del paesaggio, rinaturazioni) hanno bisogno di ulteriori strumenti. Ciò riguarda sia il paesaggio coltivato, che l’area insediativa. Sono queste misure di tutela attiva del paesaggio, per le quali è particolarmente richiesta l’iniziativa delle autorità locali o degli agricoltori ed ha poco senso che queste misure vengano disposte dall’alto (come formalmente accade nel caso delle misure di tutela). stretto contatto con la popolazione facilita l’accettazione dei progetti da parte della popolazione stessa. Partecipazione dei cittadini ed informazione Per la realizzazione di misure di cura del paesaggio è molto importante la partecipazione dei cittadini. Uno sviluppo sostenibile del paesaggio può riuscire solo se le misure previste vengono sorrette dalla popolazione. Perciò è importante che, sia nella predisposizione che nella realizzazione di un piano paesaggistico vengano coinvolti, anche tramite gruppi di lavoro, tutti i fruitori del territorio, al fine di eliminare possibili conflitti di utilizzo. Nell’ambito della tutela della natura è importante anche l’informazione generale e le delucidazioni, dato che l’uomo rispetta e tutela solo ciò che conosce! Progetto di sviluppo paesaggistico per il Comune L’elaborazione delle linee guida natura e paesaggio o del progetto di sviluppo paesaggistico rende possibile la partecipazione attiva del Comune allo sviluppo paesaggistico. Anche l’inventario paesaggistico, il regolamento del verde urbano, il piano di gestione del verde per le aree insediative o il programma per la gestione del paesaggio culturale contribuiscono ad un miglioramento del lavoro di tutela della natura e del paesaggio all’interno del Comune. Infine, essendo state ampliate le competenze decisorie del Comune, nelle amministrazioni locali è richiesta una maggiore competenza tecnica. Per la tutela della natura e del paesaggio il Comune rappresenta un ambito di attività molto interessante: da una parte vi si formano importanti decisioni definitive e preliminari su tutti i progetti, dall’altra lo AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft Importanti punti di incontro fra gli utilizzi e la tutela paesaggistica (fonte: linee guida natura e paesaggio in Alto Adige) Misure di promozione Un ulteriore strumento per la cura del paesaggio è rappresentato dalle misure di promozione. La Provincia autonoma di Bolzano, tramite il regolamento CE 1698/ 2005, elargisce premi per la cura del UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 20 paesaggio a favore di un’agricoltura ecocompatibile. Così esistono premi per la lavorazione e la cura di prati di montagna ricchi di specie, di prati magri, di prati e pascoli alberati di larici, castagneti per i cespugli e per la rinuncia al pascolo nelle torbiere e nei boschi ripariali, a condizione che essi sono individuati come biotopo o come monumento naturale.. In collaborazione con l’autorità forestale, il Comune può intervenire, affinché ci si avvalga in modo maggiore di questi incentivi. Inoltre, sono previsti anche contributi per la conservazione e la cura di elementi paesaggistici, quali i tetti in scandole e in paglia, i recinti tradizionali, i muri a secco nonché ulteriori testimonianze di architettura contadina. Rientrano in questo ambito altre misure di tutela del paesaggio (ad es. l’eliminazione di recinti di ferro, la posa sotterranea degli impianti a cielo aperto, la creazione di stagni di anfibi, la rinaturazione dei corsi d’acqua precedentemente regimentati ecc.) nonché progetti di didattica ecologica. Il piano di settore fornisce anche una rappresentazione del paesaggio altoatesino in varie fasce paesaggistiche; per ciascuna di esse ne vengono descritti l’importanza per la tutela della natura, i rispettivi problemi e conflitti, le finalità di utilizzo, le finalità di tutela risp. di rappresentazione e le misure necessarie. Perciò, per il lavoro quotidiano di tutela della natura e del paesaggio all’interno dei comuni, proprio questa parte del piano di settore può rappresentare un ausilio interessante. Linee guida natura e paesaggio in Alto Adige Le linee guida natura e paesaggio in Alto Adige – il piano di settore LEROP nell’ambito della natura e del paesaggio – contengono direttive generali e strategie di attuazione per la salvaguardia a lungo termine del paesaggio altoatesino quale spazio naturale, di vita ed economico. La sola autorità di tutela del paesaggio non riesce a raggiungere questo obiettivo. Si deve riuscire a coinvolgere in questo compito tutti i settori che fruiscono del paesaggio (agricoltura, attività forestale, idrologia, turismo, tempo libero e ricreazione, urbanistica). Suddetto piano analizza ampiamente i punti di contatto fra i vari fruitori del paesaggio, i possibili potenziali di conflitto come anche gli interessi comuni. Inoltre, nelle linee guida natura e paesaggio in Alto Adige sono rappresentati gli strumenti e le strategie di tutela della natura e del paesaggio. AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft Secondo le linee guida natura e paesaggio in Alto Adige il territorio comunale di S. Martino in Badia va attribuito a quattro fasce paesaggistiche. In seguito vengono elencate queste quattro fasce con le misure di gestione previste dal piano di settore, tese verso un’attiva tutela del paesaggio: UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Seite / Pag. 21 a) Fascia paesaggistica – Insediamenti • • • • • • • evitare la dispersione degli insediamenti; realizzazione corretta delle case (integrazione nel paesaggio e negli insiemi esistenti, scelta del materiale, utilizzo dell’acqua piovana, evitare di sigillare il terreno, infiltrazione delle acque piovane ecc.); mantenimento e creazione di aree verdi (fra cui anche rinverdimenti di tetti e facciate) e cura del verde secondo criteri di naturalità; mantenimento degli elementi ecologici degli insediamenti e loro collegamento con il territorio circostante attraverso siepi, viali ecc.; piani ecologici di attuazione e di recupero; predisposizione di piani di gestione del verde; elaborazione di un regolamento del verde urbano; sviluppo della rete di percorsi pedonali e delle piste ciclabili; creazione di zone ricreative attraenti. b) Fascia paesaggistica agricole di montagna Provvedimenti: • Provvedimenti: • • c) Fascia paesaggistica – Bosco – Zone • • • • • • • d) Fascia paesaggistica – Ambiente alpino ed alte quote Provvedimenti: • Provvedimenti: • • • • • • • • • mantenimento delle forme colturali tradizionali e adattamento graduale della concentrazione del bestiame; riduzione del grado di intensità tramite incentivi con premi per il mantenimento e la cura del paesaggio; sovvenzioni per il mantenimento e la cura di elementi paesaggistici (siepi, muri a secco, argini in pietrame, steccati ecc.); eliminazione degli incentivi per modifiche del terreno, eliminazione di elementi strutturali rilevanti per il paesaggio, prosciugamento di siti umidi, irrigazione di siti aridi; verifica degli incentivi alla costruzione di allacciamenti viari; disciplina del pascolo boschivo in base alle caratteristiche dei siti; tutela idrica (sistemazione ecologica dei rii, rivitalizzazione, regolamento sull’utilizzo del liquame, zone di tutela idrica ecc.); determinazione paesaggisticamente compatibile della capacità ricettiva delle strutture turistiche; predisposizione di inventari paesaggistici e di piani per la valorizzazione del paesaggio rurale. mantenimento delle associazioni di bosco come obiettivo generale e individuazione di zone di tutela per boschi rappresentativi; estromissione di zone sensibili per la tutela di specie minacciate (ad es. rapaci); gestione seminaturalistica; determinazione di provvedimenti di mantenimento e cura dei margini boschivi (incentivi); mantenimento delle forme tradizionali di utilizzo molteplice del bosco (ad es. pascolo boschivo); determinazione del corretto fabbisogno di strade forestali con rispettiva salvaguardia dell’ambiente; determinazione ed attuazione dei piani di abbattimento degli ungulati e abbandono della pratica di foraggiamento degli ungulati; limitazione dell’ampliamento di zone sciistiche e limitato impiego di cannoni da neve. • • • • • • • mantenimento dell’alpeggio tradizionale con un adattamento graduale delle intensità d’utilizzo (adeguamento della densità dei capi di bestiame); gestione dell’utilizzo tramite un sistema di incentivi all’agricoltura orientato verso l’aspetto ecologico; eliminazione degli incentivi alle modifiche paesaggistiche ed alle opere di prosciugamento; predisposizione di inventari paesaggistici e di piani per la valorizzazione del paesaggio rurale; mantenimento e rigenerazione di ampie torbiere, tutela di tutte le torbiere esistenti e delle loro associazioni vegetali generatrici di materiale morboso; limitazione dell’ampliamento di zone sciistiche e dell’impiego di cannoni da neve; utilizzo del bene idrico pubblico risp. regolazione idrica secondo criteri ecologici (ad es. misure di sicurezza di ingegneria biologica); regolazione mirata del flusso dei visitatori (costruzione di sentieri su tronchi d’albero attraverso le torbiere, recinzione di settori critici, individuazione di idonei percorsi equestri, individuazione di zone di rispetto per la fauna selvatica). aggiornato: mar-09 AMT FÜR LANDSCHAFTSÖKOLOGIE 28.1 Abteilung 28 - Natur und Landschaft UFFICIO ECOLOGIA DEL PAESAGGIO28.1 Ripartizione 28 - Natura e Paesaggio