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INTORNO
AGLI
ORGANI ITALiANi
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TRE ARTICOLI
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del!' AmealG
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P. C. REMONDINI
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Estratti da diversi Periodici
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riveduti dall' Autore
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GENOVA
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TiPOGRAFIA DEL R. lSTITU'l'O DE' SORnO-~lUTr
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18'79
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1.
L'ORGANO
U:.l2.l'è
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1"'flOJICù
a e quale dovrebbe essere
Magica S"cm di Mdano N.
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:1, 4. 1879j.
italiana degli organi da chiesa è ::ìopnt
una 1<11sa VhL. e la musica proprht dell' organo è quasi sco­
nosclllttl, ill n,dia. Così s' (~ detto e :stampato le molte volte
in questi nltimi temI)]. e il Congresso Cattolico di Bergamo
!leI 1877 lo proclamò altament.e, fhceJl(lo voti per un miindirizzo dell' uno e dell' altra. A molti parrà avven­
tata simile proposizione, e nOli riusciranno forse et compren­
dere eOllle ciò possa essere con tanti elogi che si leggono
spesso sug'li organi che si vanno lllan mano costruendo: ma
liDi hL sosteniamo, e confidiamo che i lettori nostri, se spas­
vorraUllO tener dietro al nostro ragionare, al pal'
di noi si C'onvÌnceranuo che l' orgauo nos1,rale è male incam­
minato, e vorranno adoperarsi per porvi riparo.
L'organo, antichissimo strumento, fu ammesso nella
nel secolo VII o, secondo altri, VIII a solo fine di accompa­
//ilai'e il ccodo. Basta considerar la sua prima forma e la
storia per perslladersene. Constava esso da principio di ben
voei diatoniche, e i suoi lArghi, lnng'hi e
-6­
tasti doveallo abbassarsi Gol pugno e col gomito; e un se­
condo organista si richiedeva q ualldo alla consonanza di
(luinta si voleva aggiungere quella di ottava, Iu questa eon­
si trovava ai tempi di Guido d'Arezzo (secolo XI)
nei quali piaceva di armonizzare il canto fermo
quinte e otbwe parallele al canto. Col
anche. l' organo si ingentilì. Si fecero più piccoli e pii!
i tasti, si introdussero i semitoui (secolo XIV) per
agevolare i trasporti dei toni ecclesiastici a comodo delle
voci, si amnnsero più ordini dì caune che al secolo XV si
fecero sonare o tacere secondo che, per mezzo di registri, si
dava, o si intercettava il vento.
L'organo a,ttuale data da questo punto. Il RijJùmo benchè
di poelw canne è l'organo accettato dalla Chiesa per accom­
pagnare il canto o supplirlo, non già per imitare i mondani
, che si vollero anzi coll' introduzione dell' organo
allontanare dal tempio. Hoc solo ln?tsico instì'1t1Iteiltolttit1w
Ncclesia in di'oC1'sis cailtio?lib1ts et in
d i1t lt//1Jtilis
(t1ntS1tm hist1'tOnU1n
com'm1mite1' inst1"1t?n(!ntis, scrisse Giovanni
eolo xrr. Questi però rientrarono in chiesa 80ttO
caUIle d'organo IleI 8ecolo XYl, c con essi tornarOllO gli
11busi, contro i quaIi alzarono la voce a più riprese i Papi
e i Concili i , e si stabilirono da allora norme severe a re­
iI suono dell' organo. Da quel tempo l'organo di­
venne strumento ecclesiastico, e come tale deve non solo
uniformarsi alle leggi del bello artistico, ma mettersi in
, come dice l'abate Rògnier (1) col servizio litur­
gico così per la sua fattura, come per lo stile della sua
lIlUsica, e la scelta non solo dei suoi artisti, ma ben allCO
dei suoi costruttori, affinchè « presentando a Dio le nostre
lodi non sia soltanto una macchina insensibile. venduta
e trattata da mani mercenarie, ma avente la sostanza e
la forma d'un Ilensiero veramente religioso, aoostolico e
romano ».
Hi:GNJER,
L'
Naney, 1850.
troit"tt~nH' .
"
.1
Primi ad introdurre stl'llmen ti d' imitaliolle nell' organu
furono i Tedeschi, elle avanti delle altre nazioni si diedero
alla costruzione degli organi per chiesa (1). Troviamo
nel 1585 la chiesa di S. .iViartino a Dam.~w
fatti (2) che
ìssedeva un organo a tre tastiere e pedali con contrabbassi
in 32 piedi, e provvisto di canne {te? ancia imitanti vari
strumenti, mentre quelli di Costanzo Antegllati, famoso (:0­
italiano al principio del secolo XVII, non aveano
che Ripieno fino alla 33." Fla'ltt?:) COTiletti., e Voce Umrt1lrt
ehe diceallo FiJ1a'l·(t (3), per cui possiam dire ehe in Italia
più tardì che altrove, prendesse l'organo la tinta profan<l,
<trricchendosi di timbri più atti IL servire la musica imita­
tiva e dmmmatica, che non ad accompagnare e sostenere lfl
voci dei cantori.
Noi vediamo ehe nel Recolo XVII stranieri costruttori
provvidero d'organi (li concerto le chiese italiane (4), basta
il gesuita G. Hermanll autore di quello di Como (1650)
con 3 tastiere, pedali e 48 registri, di quello di Carignano
in Genova con 3 tastiere, 42 registri di cui f) ai
(~ dell' altro di S. Ambrogio nella stessa città, che servil'@/)
di modello ai costruttori llostl'ali, e che dopo 150 anni go­
devano ancora grande riputazione (6).
Illtrodottasi la moda dei registri di concerto si vollero da
per tutto, a qualunque costo, anche nei piccoli stnunenti ad
una sola tafìtiera, sulla quale, seguendo l'esempio dell' An­ ~ar.""t; che per l'organo di S, Marco a .iVIilano avea intro­ slìezzati (7), eioè divisi in soprani e bassi, ma tacentI snp'l1it,() fra loro, applicarono certi strumenti a,i di economia, ed altri ai soli has;;i lI)
Ueba die Stmctltl' etc. der 01'gel. Leipzig, lì::i25, pago 7.
Orgalwgl'. cito da KOTlIB. Abrùis dcl' "vlusikge­
Leipzig, 1877, pago 172.
C. ANTEGNxrr. L'arte G)·gwlica. Bre8cia, 1608, pago 7.
SEllASSI. Lettere sugli O)·pani. Brescia, 1816, pago 33.
HOPKINS Thc organo London, 1877, pago 4:30 e 433.
BERASSI. Op. e luog, cit.
cito pag, 9.
SCmUIBAClI.
M.
,d,ichte.
(3) V.
V.
V.
(6) V,
(7) V.
PllAllTOIUUS.
I
::::
-9
--
per ragion di varietà. Crearono in tal modo il nemÌéI)
grande all' esecuzione della musica seria, cioè la COi:iÌ
detta divisione la quale mettendo un' argine insupera­
bile tra i bassi e i soprani, divise l' organo in due metà,
di circa flue ottave ciascuna, e condannò la mano sinistra
al puro accompagnamento della destra, e questa alla esecu­
;done di legg'iere cantilene di poca estensione con Flauto,
CorNetto, Tromba o Voce umaìla che èrano i registri piìl
adoperati.
In questo stato di cose rimase l' orgallo italiano per tutto
il secolo scorso, finchè sorsero i fratelli Semssi di Berganw
dle diedero alla fabbricazione dell' organo un nuovo impulso,
e vennero riputrlti in Lombardia come i creatori dell' organo
m ...lm,>",.
n rom,; stando bella fama anche presso
stranieri
parecchie loro innovazioni. Ma i progressi clw
resero il loro nome popolare, si fecero in gran parte sopra Ulla
falsa strada, il loro esempio fu contagioso. Dopo di loro hl
sonorità divenne eccessiva e gli ist1'U?Jw!lti da accessori di­
vennero jJrineipali. E'lauti d'ogni
corni inglesi, tomi da ulccia,
elanmi, bombarde, pifferi,
bande t?wclte invasero il Santuario. Si fosse almeno
mantenuto il RiJliel10 dei Serassi che invero,
inesperte non
abbiano alterato, possiede
t' do!eezza insuperabile; ma no. Esso dovette fiLI' posto a,lla
tm'ba volgare dei nuovi venuti, e si fece sottile sottile. LI:'
canne grosse sparirono le piceole ne presero il luogo, e
intesero supplire alla piccolezza loro eon nl7.ar la voce com!:'
fa ehi ha torto che più forte grida. L'organo italiano prmw
;l11ol'a il earattere stridente che tanto e con tanta ragiOllt'
gli rimproverano gli stranieri (l) e che noi a vvez:d a non
"enti!' di meglio confondiamo colla f()rza e col brio.
La tastiera italiana crebbe, è vero, negli acuti, nHt ileI
basso, son pochi anni che si cominciò a far cromatica. ('
r
(1) Y.
VAN ELEWVGK.
xelles, 1875, pago 55.
De l'étal actnel è/e la
CII
Ita.lie, Hm­
',o
lllolti organisti ancora non solo tollerano, ma preferiscono la
ottava raccorCÌata, o come dicono, in sesta perchè
nell' apparente intervallo di una sesta mi-do contiene tutta
]a scala, mancante però di. quattro selllitoni, il che rende
la musica onnitonica dei moderni, e certi indi­
spensabili rivolti d'accordi anche nei toni
Due tastiere si usano da noi talvolta ma anclle in
caso sono ambedue affette dallo stesso morbo, cioè con 1'e­
incompleti che pamlizz,1ll0 in gran parte i vantaggi
d'una seconda tLtstie1'a, la quale dovrebbe avere ben altri
che non auello di servir d'eco
non parllamo. Tuttora si fanno le pedaliere
in sesta, come le tastiere, e qnand' anche siano
han sempre tasti corti da non potersi abbassare che colla
punta del piede e dell' estensione di un' ottava e mez~o in
apparenza, ma in sostanza con sole 12 note di contrabbassi
o bomlm,rc1e (l).
Con istrumenti costrutti in codesta guisa, la musica seria.
'amliosa, fugata, degna della Chiesa, i capolavori di tanti
i;ommi maestri italiani e stranieri non è possibile esegllire,
Bisogna adattarli alla capacità" o meglio incavacitd dell' 01'­
gmtstarli in altri tennini, e
o QualChe Pì'iNcinftle. il
organisti
monotono, non t'Lrdan
tante ragioni incomodo
combinazioni di cui sono abbon­
a metter mano alle
dantemente provvisti gli organi nost.ri, e ricorrono alle im­
JJì'01nisazioili, che meglio si attagliano agli searsi mezzi
dello strmnento, all' intelligenza degli uditori e a.lla loro
abilità. Ma quali felici idee nascano in capo alla
degli organisti lo udiamo tutto giorno. Cantilene volgarissime
Ulal condotte, o serie d'
Il U'usto del DODolo si guasta
Il solo Cav. C. G. Bianchi di Novi ha iutrodotto la _
completa con registri corrispondenti nel nuovo organo a N. S. del Car­
mine a Genova con univGl'sale soddisfazione.
I
-
-11­
10-
modo, e scompare del tutto il genere sostenuto, polifonico
che da F'rescobaldi al P. Martini così bene avevano curato
i nostri maestri italiani. Basta dare un' occhiata alla pochis­
sima musica per organo che si stampa in Italia, la quale è
tu tta vuota, teatrale, e spesso scurrile, Qualche rara pag'lna
(li qualche raro maestro fa eccezione, ma è appunto
che seartmlO i rarissimi compratori di musica d'organo (l).
La costruzione degli organi poi è quasi un mistero in
Italia, è COllle un segreto di pochi. Nulla se ne scrive e
poco se ne Sèk Ohi ordina, chi paga, chi fabbrica, chi SllOlHt,
chi ascolta, ehi gi udica un organo, son tutta gente (gene­
ralmente parlando) che delle leggi che regolano la costru­
zione dell' organo e del suo vero carattere poco s'intendono,
Gli uni vog'liono molta appariscenza e poca \ipesa, gli altri
]' effetto, la sonorità, la varietà dei timbri. 11 teatro, il pia­
noforte, l'orchestra profi1lla, la banda militare sono il loro
tipo, e tutU concorrono così in buona fede a creare un mo­
stro, uno strumento cioè, piìl o meno grandioso, llJH eziallllio
più o meno imperfetto, perchè monco ilei pedali e llei regi­
;;tri, mancante di ctl.une gravi, rimpinzato di inutili fischietti
eon una tastiera incaricata, di tener. luogo di molte, con unti.
lunghissima serie di stecclw provviste di nOllli imponenti e
speslclO bugiardi le quali innanzi agli ignoranti tengono luogo
di tantiIJe1'i registri,
L'organo è collaudato, pagato, applaudito, è un organo
di 50 registri, è costato 15, 20, 25 mila lire, e per
su una pagina di vera musica cl' organo, serve meuo cl' un
ftT1JWltÙttlt con ped~tliera di Alexandre, d'Estey o di :JIason
CllldHamlin da due mila; e, quel che è peggio, trova chi lo
encomia a voee e per le stampe, e chi lo imita nei suoi
(lifetti.
In tal modo, l' orgallo da strumento li tUl'gico che, seconùo
le intenzioui clelIa Chiesa, dovrebbe unirsi alla voce dei fe­
deli a celebrare le lodi ùell' Altissimo, riempiendo il sacro
recinto delle più elette armonie, diventa un profanatore
(1) Chi suona p, e. l' Offertotio
delllt
Messa di ROBsini '?
,5.
tempio, e coopera al fine diabolico di allollt&Ilttl'e la mente
ed il cuore da
Se noi invece diamo uno sguardo agli organi che si fab­
bricano in altri paesi (mentre non mancano anche là opere
indegne di stare nella casa di Dio) troviamo che la f~tbbri­
C'azione degli organi si fa con criteri molto mig'liori che non
da noi, e la distinzione fra musica e strumenti profani e
religiosi é molto più rispettata, Inventori i Tedeschi, come
s' è detto, dei registri di concerto, li posero sempre sopra
distinta tastiera in modo di essere un aumento non una
'ltS'lt1'pazioue, ed avendo essi conveniente estensione nel
grave e nell' acuto, servono alla varietà, non all' esclusione
della musica a più parti che è la propria dell' org'ano e della
Chiesa, Codesto costume si adottò dai Francesi e dagli lu­
i II uali non solo due, ma fin cinque ta,stiere adoperano
in og'gi, intrecciando cosi voci di tìmbro diverso anche nella
stessa ottava, a rendor pill piacovole e piil distinta la con­
dotta delle diverse melodie, il ehe non puossi ottenere con
un solo ordine di tasti. .La necessità. anzi di più tastiere è
talmente sentita, che anche gli organi piccoli e per camera
ne hanno spessissimo due e così vicine e sporgenti Ulla sul­
l'altra che eolla massima facilità si toccano entrambe colla
stessa mano,
Dei piedi poi non si valgono a toccare eol sinistro un
basso sui telllpi forti d'un ritmo marcato e del destro a solo
fine d'introdurre a titolo di varietà
strumenti eli eoncerto
nel corsO di un pezzo che, tolto quello sfoggio di
mostrerebbe tutta la povertù, del disegno, ma a COllClurre una
parte di basso coi pedali che estesi almello di
due ottave, e spesHo di 32 note, ricchi di registri speciali
e fatti in modo da toccarsi agevolmente colla punttt e col
tallone d'ambo i piedi, svolgono la loro melodia non altri­
menti che un basso canta.nte o un violoncello in un quar­
tetto, lasciando tutta la libertà alle mani.
Vedansi le opere di
S. Bach e si stupirà scorgendo
che eosa già si facesse co' piedi IleI secolo XvII in Ger­
mania.
I
1:3 ­
13 ­
Le tastiere ÌII< sesta r,ome le nostre, (J comunque abbreviate, scomparvero da due secoli (l l. Registri che partono dal 3.0 do son quasi sconosciuti.
I registri di otto piedi. che sono all' unisono della umalla voce, sono i più numerosi, e quelli ad
in ben mag­
gior numero di quelli a lingua. Il Ripieno ben provvisto di canne a suoni
è di-
in modo da non soverchiar mai la voce dei crmtori. della nrecisionf~ dei meccanismi. f(trsi un' negli organi) perehè mente progredito, mentre da noi quella dell' organo è ri­ masta quasi stazionaria. Le leve pneumatiche. le pressioni val'iiìte, le nuove
di canne, le continue in venziOlli insomma suggerite thllla scienza, dall' arte e da uno stndio indeiosi:ìo, tengono la iitbbricazione degli organi sulla via del vero progresso, quello cioè che ha in mira di l'enderlo della Chiesa. Questo specialmente in
[n Germania poi, in FnLllcia, nel Belgio, in
voglia istruirsi nell' arte del costrurre gli organi.
farlo agevolmente. perchè SOllO moltissimi i trattati
specii1Ji cosÌ antichi che model'lli che ne
I committenti così si illuminano, i c:lstruttori progred.lscono.
e l'ane e la
Il solo sig'nor Hmuel nel suo J1::fawl6cl du Facte1w cl' Orgues,
in :3 volnl1li (2); accenna a 69 opere in diverse lingue,
tranne che in italiano, sulla costruzione
organi, e non
nomina tutte quelle che esistevano, nè conosceva ancora le
altre molte che comparvero dopo il 1849, fra le quali il
grosso volume di Hopkins, le opere di :Fischer, di Kothe.
di Régnier, di Schllbert, di Simon, di Schmitt, dell' abate
Lami:tzou, ecc., e gli articoli continui sulla fattura degli 01'­
(1) Y. HA~IBL. 11fanncl fin lt'actew' d'
(:2 j Y 01. 1. pago XVIII. \'01.
1. pago
XLrr. ,~
galli che compariscono settimanalmente nell' Englisk rae­
c1UltìÙ di Londra, fra, i quali gli importantissimi di .J. W.
\Vannall che non saranno terminati prima di einq ue anni.
Il confl'onto parrebbe poco lusinghiero per noi Italiani.
Con tuttociò noi non dobbiamo sconfortarci troppo. Molti
pregi che
organi nostri posseggono mancano a quelli di
altri paesi, e gli scrittori di buona fede ne convengono.
:ì\:folti de' nostri strumenti antichi, e che noi troppo dimen­
godono bella fama presso gli stranieri, e se ac­
celmiamo al progresso che altrove s' è fatto ed è innegabile,
gli è solo pei desiderio che la fabbricazione ita,liana non
abbia a rimanere indietro, ma riacquisti la stima di cui go­
deva ai tempi degli Antegnati, dei Valvassori, dei
Pr rimetterei al livello delle altre nazioni non ci resta
moltissimo a fare. Basta che vogliamo. Senza farci serviI i
imitatori d'alcuno, dobbiam noi studiare seriamcilte la ma­
, sceverare il buono dal cattivo, ed alle buone qualità
nostre aggiungere quelle altre che possono rendere gli
nostri maggiormente atti alla esecuzione delle opere
grandi maestri, mantenendo loro ad ogni costo il carattere
che 1'organo deve avere anzi tutto nella casa del
Signore.
In conclusione, ecco in brevi parole ciò che a parer nostro
si dovrebbe fare in Italia.
.
Dovrebbero anzi tutto i fabbricanti ùìrsi coscienza di stu­
diare i capolavori degli antichi costruttori italiani che eon
tanta facilità distrugg'ono, imitarne specialmente la
e il carattere religioso; mettersi al corrente della fabbrica­
zione estera, e introdurre anche non chiesti quelle modificazioni
sono volute dall' arte e dalla scienza. I committenti poi il­
lnminati, dovrebbero da loro pretendere che visitassero
gli organi dei grandi' costruttori moderni, e tra gli
si dovrebbe sempre dar la preferenza non a chi,
solo per pratica, promette maggior numero di
canne, e chiede minor prezzo, ma a chi otTre gllarantigie
maggiori che le opere sue siano inspirate dalla scienza, dal­
l' arte, dalla religione.
I
14
Dovrebbero tutti figgersi in mente, che uno strumento
piccolo ma ben proporzionato, è di gran lunga preferibile ad
un altro· di maggior mole carico di imperfezioni, e che una
parte anche perfetta non basta se il resto non le corrisponda.
Che se ci è lecito scendere a particolari J noi vorremmo;
1. o Che anche gli organi piccoli avessero due tastiere e
pedali it registri indipendenti, e che le tastiere avessero
non meno di 58 nè più di 61 tasti in progressione cromatica
a cominciare da do, e i pedali a tasti lunghi almeno di 27
note, e quelle e questi costrutti in modo che non si udisse
sonande il menomo rWllwre nelle catenacciature.
2.0 Che i registl'i di otto piedi, di canne così aperte come
otturate, fossero pre(lominanti e distribuiti equabilrnente fra
le dne tastiere.
3.0 Che quelli (b Un.rJua si ammettessero con gran par­ nè mai troppo clamorosi. 4.° Che il Ripieno non fosse mai stridulo, ma ricco di
CJllllC 1:1 suono gl'ave, robusto quanto si vuole, ma dolce
sempre.
Che la varietà dei timbri fosse ben determinata.
G. o Che venisse abolita la così detta dÌ1)isione, ma tutti
i registri cominciassero dal primo tasto, e per eccezione al
2. o do non mai al :3.°, ed in tal caso, a mantener l' eqni­
librio, si supplisse la 1." ottava con canne d'altri registri
che piil si avvicinassero.
'
7, o Che si abolissero tutti i registri destinati a far fra­
casso, o ad ottenere effetti puerili.
8. o Che l'organo non si facesse emulo delle orchestre
protalle, e molto meno delle bande militari, ma si confor­
masse alla maestà, alla gravità, alla santità della Casa del
Signore, eù alle leggi ecclesiastiche.
Il bisogno d'una riforma nell' organo, come in tutto ciò
cile riguarda la musica sacra, è fortemente sentito in Italia,
ma generalmente la si crede impossibile. Essa è invece faci­
lissima. Basta cOIllinuiare e poi la verità si fa strada da sè
Al bello, al vero, al grande, non sono ancora insensibili, la
Dio mercè. gli Italiani.
II.
LETTERA AL CAV. LUIGI lINGIARDI
(Dallo Spelta/Ol"e di Milano N. 81,S, 49, 50, Settemhre IS79).
EGREGIO
,r
SIGNOn
CA VALIE1W ,
Quando scrissi gli artieoli elle furono pubblicati nel pe­
riodieo ilfusica Sacra di Milano, N. 2, 8 e 4 di quest' anno,
intorno all' organo q naIe attualmente si trova in Italia, io
m
non supponeva di recar dispiacere alla S. V. Preg. . , nè si
conteneva in essi sillaba elle ferisse la fabbricazione Ijin­
giardi più di quella di tanti altri llloderni costruttori italiani.
lo credeva d'altra parte di trovarmi in eccellente relazione
colla S. V. come sempre ho ambito di essere e come le cor­
tesi lettere scambiateci lo scorso anno, in cui Ella mi dava
ragione in massima, um ftttribuiva ai tempi l'uso in chiesa
della 1l11csica dilettevole e teat1'ale. mi autorizzavano a cre­
dere che fossi.
I difetti ehe ne' miei articoli indicava e ai quali invitava
cosÌ i costruttori come i committenti a portar rimedio, non
riguardavano alcuna fabbrica in particolare, ma tutta la fab­
bricazione nostra in generale, la quale. Ella ha bel dire,
I
III
17
è rimasta molto indietro a quella di tante altre nazioni,
specialmente per ciò che riflette la religiosità e la parte
eosÌ meccanica che Illusicale dell' organo, malgrado le inno­
vazioni dalla S. V. introdotte. E a far fede delle mIe
non tardò l'arrivo a Milano del celehre Saint-Saens il qnale
trovò al COllservatorio un organo su cui non potè metter le
lllani, presentandoglisi secondo un sistema elle eominciò a
sparire in Germània nel 1576 e scomparve dal resLo di Eu­
ropa, tranne che in Italia e in qualche
sui primi anni del nostro secolo, perchè
ganista che voglia trattar con libertà e varietà non solo lo stile
fugato e il genere polifonico che sono propri del sacro stru­
mento, che feeel'o la gloria degli antichi organisti
in cui si esercitano tuttavia gli organisti degni di tal nome,
t'ome il Saint-Saens, ma lo stile moderno eziandio come lo
Lef~bure- W ély Batiste, Lemmens e
quale
non abbiamo in Italia sgraziatamente quasi esempio.
Prendendo oecasione da codesto fittto e in un momento di
eattivo umore, la S. V. s'è laseiata andare a scrivere e
una Ietterà (l) in cui nOll eOllfuta g'ià i miei arti­
eoli, ma mi attribuisce desideri e aspirazioni, che
cun tutto l'animo, non aver avuto mai, e accumula contro
eli me le ac.CJlse seguenti:
1.0 d'ignoranza
,llerchtì parlo SCi!Z{( cognizione di
4. o di tentata distrm~ione dell' arte cercando io di
colle mie teorie l' nltùno
5. di disamore ,tlla patria - preferendole gli stranieri
per sola .'oaghezza di tutto cio che sa di olt1'e11lOilte, ecc.;
6. o di nuerile petlllallza - volendo, ignorante come
l'lulnd(ll'e a SC1Wlrl nientemeno che la S. Y.
cavaliere, io compatisco il fabbricantp di
, avvez;r,o COllle è a trattar tutta hl
vita con persone clIe dell' arte sua non s'intendono punto e
che, se rivali lo str;l,zictno calulluiosèunellte, (), se benevole,
ne fanno esag'erati panegirici e troppo spesso venali, si truva
in terreno nuovo quando s'imbatte in umt critica
dente, imparziale e, per qmwto può, illuminata; lo compii'
tisco, dico, se allom si mette sulle (lifese ed esprime
amici le sue difiìl1cllze; ma da questo a
leggerezzeL accuse come quelle che la S.
creduto bene di htllciarmi contro, diffondendole per la posta
ed il lllezzo di fidi amiti su larga scala, v' è una iJell~~ dif-­
fenmz,t, e nOIl cTe(lo ehe io debba spingere il riguardo elw
mi piace llsare verso le persone al punto di non d,trilli:]1\:
per inteso, cllè eiù tornerebbe a da,nno della santa e,tIlSkL
per la qlU11e cumbatto. E nel caso attuale è tanto
cIle lo scherzo mi vien fatto in un giornale amico e
tabile come lo Spettatore e da persona che gode mel'itameut"
fama di onesto e intelligente costruttore e che, pe!' ginnf,il"
mi fa gm;r,ia di
Wì/1,ic/lCvoZ,mente ùtl1Utuu.
Permetta perciò che alle ,1,ccuse della S. V. stimatissillm
jo fttecia hreve rispostft e resteremo sempre più MitÌci. Ce,,­
seranno andte così le istanze di chi mi prega a nOli ti1,/'(:
jJolemiche con Lei, come g'li eceitamenti di chi mi sehel'llisl't,
raltsa;
2.° d'allucinamento del prossimo - perchè Ella spera
che i com'fnittehti non si lascie?ytnno allucinare da codesti
credttti tecnici ed ol'acoli
"
3. o di malinteso spirito religioso e anche un poehillo
e di furto
perchè Ella osserva con patente
ehe nel santo scopo di eccita?'e il fr.?1'vol'e
qioso, eee., io detto c.on altri teorù i1lcompi'ensibili ecc.,
e intanto le tolgo il presente e le illvolo persi/w i pensieri
e le opinioni
(1) V. Spettatore di ~1ilan" '\f. 7!J4.
colhlga SiI!. G . .\[ellwsti,
~uo
LrJtt('),<l
lkl Cav.
cunfnso non Prima accusa: SUIIII v
Non lo nego. L'ignoranza è relatim, nè ho lIJ,ti
per i miei pochi studi eli potermi dire
Tutti d'i­
gnoranza ne abbiamo ht nostra parte, e finchè non ce ne
e non ne usiamo a danno altrui, si nnò tolle­
rare. Non (\ vero ')
"
I
18 .­
Seconda accusa: 3fa io
gli inscienti (l da'lì/IO
dell' (lrt(; enOmc italiano, de in fatto di 1n'ltsica ti
tuttora. CM/W se1njJJ'e ftt ,il più glorioso del 1Jwndo.
passa la burla. Bisognerebbe provarlo. lo non le
Solo domando a I..Iei ehe cosa c'entra invocare le
in f",tto di musiea, mentre non è per ora con
Tlei quistione di musica. ma di eostruzioIle più o meno con­
\'eniente di strumellti e s,leeialmente di miglioramenti in
e"s,), ehe altre llftzioni hanno da. molti anni unanimernente
e che noi, ili gmn parte per la poca coltllra dei no­
stri orgallari, non ancora (;onoseiamo Oh StiéUIlO a
ehe sftremo aceusilti di miscolloscere le (llo?'ie daliane in.
di 1il/llsicr~, se preferiremo llll Pleyel, un Erard a un
, di Mola; e che diremo
pÌ,tUoforte d' Aymunino, di
,lllol'", di ehi. non /In niallot'orte straniero, ma due 11e tenesse
i 11 ca.s;t comn un
Jjer JJI'r;­
Tel'l':<t aeemm:
il
/;i/rì,
doti i'Ìii {{ ,
. io detto
i/OII possono
della musica, la (llmle non
da certi
!li strumenti; ma, dleo io, che
sui q llnIi la 1J1,1tsica cl'
non si può eseguire '!
Clw utile le rce:l. ulla scala di sole 12 Ilote di lleclaii che,
ftttti pochi gradi Ili, obbliga a un capitomLolo elH~ rovina la
fr;tse. storpia r imitazione, ecc. '? Che utile porta all' ~trte
una sola tastiera la quale non è 1;e7'O che possa far
di aue, come dicono certi
e rinetono certe
i, se non davanti
pos­
Che utile l'C(:,t all' arte che
più
estesi
sesso di
per poco r ap­
se nell'
acco1JòJW//JUl1JbMlto
di
canto (\ un
parellza di
gli
accordi.
a
obbliga il
timbri
-
19­
limiti, se non
ripiegare la melodia, a non passare
a mancar la terra sotto i
nel canto, o estranee
Ilote prodursi nell' accompagnamento?
Se noI sa Ella, signor cavaliere, lo so ben io ehe è questo
un ripiego tutt' altro che artistieo, ma puramente economico,
che serve benissimo per allttcinare /Ili in scienti, ma
con danno dell' Il!'te e del nome italiano.
allori mietuti dal nostro compianto 1\11.0 Gambini a
e gli effetti sorprendenti ottenuti a Milano dal chia­
rissimo M. o PetraIi, che Ella adduce a prova della perf'e­
zione dAi snoi organi, non li nego, nè mi meravigliano. .Ma
il trionfo hro è dovuto alla limitata pAclaliera, agli strumenti
monchi, all' avere un' unica tastiera, o Diuttosto ]' ottennero
maggior loro
essi
lllf'rito
Con tale
si dovrebbero far d'ora innanzi i vio­
visto il modo meraviglioso COIl cui
E se il maestro Pe­
Ilon lllira solo all' effetto passeggiero, ma, da
~Lrtisti'l. eonSllmato come è, pregia assai pHl la bontà. intrin­
seca della musicale composizione, avrà nn giorno (e l'avrà
a S11a disposizione Ull organo seul':a i pregi che
secondo IJei, gli organi italiani iL I Illlllto ehe
stranieri non osano toccal'li,
far molto di più e
con molto maggiore Slla soddisfazione, che non istretto sul
letto eli Procuste dei pedali e dei registri accorciati, Creda
non parlo seilz{t cognizione di cansa.
accus,t: Le iìostre teoi'ie damw all' arte M:r;rl1/(wia
clw ori!lrli 'l'o(lJe fil trallumto per })eJlu}'ia di
l' 1~ltilnO traco!1u,
Volg'e ,tI tramonto 'I Ma allora ho proprio ragione io! E
dovrebbero saper gmdo gli org-anari se eel'CO di far
d'organo a, ])l'efercuza di qua­
vivere ]' amore per la
lunque
se mi oppongo all' invasione della mllsica tea­
trale nelle chiese. doye solo le voei e 1'organo dovrebbero
reg'nal'e sovrani; se eccito le fabbrieierie a restaurare gli
organi e fabbricarne, occorrendo, dei nuovi, ",."tont!
I
-
:20
:21
(e pagando ben inteso) un lavoro 11ÌÌl e pÌil in relazione coi progressi in altri paesi, e specialmente se eccito tutti, ol'gana,l'l, orga­ nisti e committenti, a non risparmiare tempD, fatica e da­ naro per non rimanere ÌrHlietro noi soli Italiani, e mante­ ehe i nostri padri otteunern nel mondo
di nmsie" specialmente ecclesiastica e di fab­
lJe pa1' questo dare all'arte l'ultimo
t?'(u;ollo:l Capisco che un organaro llOll è tenuto ad iu­
struil'si nella storia e nella archeologia musicale, ma nella
storia dell' arte sua. poftarlmceo! il dovrebbe. Ammetto a
sua discolpa che 1l0ll possa, ma allora perclIè prendersela
co~ì agra e per le stampe eoutro chi con~acra il suo tempo
e onakhe altra eosa egualmente preziosa a legger ciò elle
dovrebllP aver costa,nLemento alla mano, come
che trattano della materia in _
lingua.
per esser(~ al corrente dei progressi del­
arte
? Ella forse 1'ignonL ma mentre in Italia
non si st~Ll1l pa, ehe qllakhe ampollosa eollandttzione o si fa
quakhe libretto rigurg-iLmte di iucenso e d'
trovittlllo ::;erie pubblicazioni in altri paesi clIe fanno fare al-·
l'ane pas:;i \ht gig1mte. :\ tacer d'altri piacemi notare 11
periodico
T/u: j"'l/glisl? Jfecltanic, che dedica parer.
chie delle sne 96 colonne settimanalmente alla flLbbl'ieazione
e 1'altro in tedesco IJie ()1~r;elb(t1t
che
esce in Berlino tre volte <:tl mese, esclusiT(l1JU?lIte dedicato
alla cOstruziOlW degli Ol'g·[llli. dove seri vono
i niiI eminenti costruttori di tutta la Ger­
nostri tanti
Ma SOlIO opere st l'((I! Ù' l'e codeste, ed io mi dò 111 zappa
sui piedi, perchè sono a·Plllluto accusato di far all' amore
cogli stranieri.
Pe?'
amo}'e (quinta
di tutto
che sa d' 01­
prezzo anzi altamente le buone qualità, che }lUI'
falso progresso va distruggendo, ed è questo che
lo poi amo la mia patria quanto altri mai e potrei dire
ùi qualche altro, ùacchè non vorrei che uno straniero che
la visiti non trovasse un orgaIìo per farsi sentire, a meno
che non fosse esercitato sugli strumenti che usava il nonno
elcI bisnoIlllo di 'suo nonno, E poi: IleI' chi conosce la storia,
è cosa ovvia, chè se fil un Italiano (prete Giorgio di Ve­
nezia, o, secondo alcuni, di Benevento) che costrusse, come
pare, il primo organo, probabilmente idraulico, in occidente
lo collocò nel suo palazzo
è fuor di controversia che il primo organo
spedito a Roma insieme mI un abile orga­
nista. 1'anno 880 da Giovanni Vescovo di JTrisinga per or­
dine di
Giovanni VIII.
l~ quindi dalla
dove l'arte organica fin d'allom
era molto in fiore, che avemlllO lloi Italiani il primo organo
costrutto sull' attuale principio. Oltrecchò l'organo stnunell­
tato, come si vuole in oggi, è doppiamente figlio della Gel' ­
i Tedeschi a.vevano per lo meno da mezzo
a lingua e le eaune di stretta misura
da noi non si usavano ancora, cioè nel
cui pubblicò C. Antegnati il suo libro L'arte
E questo, con buona pace di IJei, signor cavaliere, per sa­
perlo bisogna alle volte impolverarsi le mani coi libri an­
ma chi lo fa evita bene spesso di dire delle grosse
come sarebbe, per esempio, che l' organo-01'che­
stra possa chiamarsi italiano.
Ma che libri. che libri ') Noi Italiani, Ella mi diee, non
abbisogni:wlO di studi. N ai siamo inspi?Ylti dal nostro bel
nè abbiamo ad imitare
dllgli stranieri. Sono
essi che dovrebbero, Ella dice, imitare i nostri or!!'ani. Se
noI fanuo, gli è perchè non sanno,
Questo ba un pochino l'aria di una bestemmIa,
valiere, Ella fa responsale il Cielo delle meceaniclle rumo­
rose, dei pedali allo stato rudimentale, delle tastiere e dei
dimezzati, della falange sempre crescente di canne
r
tremante e di (wtieo, tj'O?'O la pei:!e::ione JÌegh oJ'[!a)li
st1'(tnie?'i e
,r;li or,r;{tni (l'Italia.
cavaliere, non le passo la
alcuna cosa e molto llleno gli ol'!.!'alli italiani. (lei
I
22 a lingua i·tìtttanti il 101'0 tiJ)O, ma che non sono mai accor­
date, che usurpano, quel che è
il posto di quelle ad
anima, le qmdi in sostanza sono la base dell' organo, e di
simili difetti che si rimproverano
e con ra­
gione all' attuale fll,bbrieaziolle italiana.
li cielo d'Italia è
di
benefici influssi; ma tan­
che il nostro
e coi tiratutti e molto
dallo studio.
come vuole J'~lla
che nulla si
mentre ce ne ha dato e ee ne dà continuamente
.! lo lodo, veda,
sforzi ehe Ella, fiL per fltr pro­
gredire l'arte sua, solo vorrei elle il progre::>so fosse sulla
bnona
che
più che ad ottenere il planso
as(\oltanti inscienti (e tra questi figurano talvolta anche dot­
tissi111i teologi), Ella mirètsse a quello dei grandi ingegni di
ogni naziolle versati nella materia e elle sanno distinguere
tra musiett di chiesa e musica di pia.zza.
Ma non mi sfugge (e sono proprio i maledetti libri stra­
nieri e polverosi che me lo dicono) ehe, per esempio, le
wsse, poco propriamente da V. S. ehiamate armoniche, per
ottenere lo ,~fttrnato passaggio dal pianu al forte, siano u
no sullo stesso somiere, suno il sJlJell (gonfiamento) inglese
illventato da Abramo Jordan nel 1712 e (trlottato piÌl te,l'di
in E'l'ancia col nome di bo/te d' eXjJ)'eSSiOil; che le voci
nmane (t lingua, il famoso C01'O di...
si trovava già il,
metù, del secolo XVII
organi di Germania e che r 01'­
ganaro Hatz di Miìhlhausen introdusse la DO;!] 1l iTqijlCa, che
di 4
vento è
il t'i'emolo si usava, noI cre­
su] violino e colla voce del
organo del
trovava inclu::>o in
-
2:~
1608 a CambrÌrlge e in altri del 1665 e 1693 d'altre p,trti
d'Inghilterra, dove pare che si COlloscesse per tradizioue, l'
che sgarlHto da prima venne perfezionato in Francia; clw
i mantici a pompe, a manubrio, a lanterna sono cose vecehil-'
e molto vecchie in Inghilterra, in Francia, in Germania, in
Belgio ed ora già si iltllllo colà a cam)Jarul e si sostitui­
scono loro altri congegni, ecc. ecc.
è già che le faceia il torto di supporre che Ella sia;,;j
rlisitalùtuizzato aI Dunto da
Schlimbacll, i
, ecc., eOll1e ho il rossol't'
io, ma Ilei solo
d1t ]?actcur d'
in 3 vol. con Atlante,
nel 18,19 e elle
si trova, stanno descritte tutte
ta.nte altre, e di
coi loro bravi
in modo cosÌ seducente, che se Ella hl1 resistito
dire che ha smmlito l'
almeno,
addosso contro ehi vorrebbe illtrodurli 11 _
altre storie che
faeilmellte gli iuscienti e costa;l,
poco, ma non bastano a soddisfare le
della mnsie;L
seria e religiosa 'I
Ella può dirmi: a' miei tempi si suonava.no sul]' orgèLllo
le riduzioni d' o)Je1'e o cose simili, e i miei organi sono
inspira,ti da quelle ed a quelle mirabilmente convengouo. --­
È vero, rispondo, e ricordo con compiaceuza d' ~LVer uditi)
la S. V. nella nostra basilica di S. Siro, quando vi collocavH,
l' organo del coro, che colla musica dava.nti, eseguiVit, pl'e­
~ente il nmestro Gambini, la cavatina B1'jwni, B1'lIani in­
'Dolami, riducendo per organo la riduzione del nULestro Luigi
'rruzzi) e qmmto bene!
Ricordo pure il duetto Vedi, () N01'?IUl, a' t1wi llinoccM,
dove ella. cambi,wa registro per mezzo dei pedalini di sua in­
venzione) ad
battuta, dicendo per es. Vedi, o JVo)'mct
col corno
, a' tzwi (JinoccM coll' ottavi no , tjuesti rxr.ri
I
-
- 2·1 --
25­
tanto trasformato ehe gli strumenti di 30 anni fa SOllO pres­
:'ioeM oggetti da museo Ora anche l' organo deve
dire, ma senza entrar nella sfera dell' orchestra, della
del pianoforte. Esso deve rimanere organo, cioè lo strumento
sacerdotale che volle la Chiesa cattolie,t, e nella sua sfera
progredir sempre, costruendosi in modo che anche in Italia,
un organista d'altra nazione pOSSét fa,l' gustare le sue com­
posizioni, e lIoi possiamo eseguire le opere dei sommi orga­
nisti d' orrni paese.
uniformità di fabbricazione, almeno per la
che riguarda, il sonatore, è un bisogno del nostro tempo e
V. carissima dovrà segui­
llessuno può contrastarlo. La
tare, voleils, noteils, un impulso ehe avrebbe potuto aver
la gloria d'aver dato pel primo e che è forse appunto per
non aver ciò fatto elle ora inut,ilmellte combatte.
lo non entro nel
personale di uno o di altro fab­
d'organi, non parlo di intonazioni, d'
di equilibrio di voci, di bellezza di timbri, eec. molto me ilO
di golidità di layoro, di bontà di materiali, ecc., cee. Questi
meriti devono essere comuni a tutte le opere dei fabbrieanti
di primo ordine, e scrivendo a Lei non devo fare il panealtri, ma posso dire con
che quanti vipochi miglioramenti all' ordinaria disposizione
per mio suggerimento si sono introdotti con entnsiaSIllo .dal
ca v. Bianchi nell' organo suo al Carmine in Geuova e gli alt l'i
maggiori che adottò, non solo per compiacenza ma eziandil)
per conyim~iolle, la ditta Locatelli di Bergamo nel progetto
di auello per la cltiesa di N. S. della Consolazione
me ne fecero ampii e cordiali rallegramenti. Po­
nomi chiarissimi e che Ella stnna certamente;
anche trascrivere una lettera... ma mi basta per ora
un nome solo clIc le farà esclamare: tu q1toque! Il M.o Vin­
cenzo Sassaroli, il campione dell' italianislIlo in musica, che
Ella sa quanto le sia benevolo, ehe contro di me oppugnatore
opuscoli pepati, ma
dell' Orflano-orcltestl'a scrisse articoli
che ora godo annoverare tra' miei amici, fa plauso alle mo­
che io propongo. ~~ anzi da lui che annresi un
flauto traversiere. tnoi
colla tromba, e via.
; e i preti dI'costanti se ne andavano in S01111­
chero dinanzi a titnta rieehezza dì strumelltazioue e tanta
devozionc di mnsica nella casa di Dio l
a vedere se
ne em clintento il povero Bellini.
Allora i tempi portavano così. Passi
, ma al presente, e molto meno in futuro, di
roba sull' organo non ne deve piil comparire. Ella deve faI'
organi. , ., perdoni tanto la mia stol'(litaggine. Dimenti­
cUova l'ultima aecusa che è questa appunto di ToleTe COli
'iIl'. ZIa,
'inali r1tl1'e la 8. V. a
e
('lll
'Il2W'l'i 1110aetli d' m:fja?tfI) COli pedaliera
, lun,fja., ecc..
pe?' esempio come quello 1/tanrlato
Go­
al ? ' I ! i l e l 786, coll' a,r/.fjlllJ/la in facciatrr
di calme ]fiOllstl'tlS
d7:ametl'o di 43 cei/t.!!
Ma Lei è d'uno spiritI) straordillario! lo l'ammiro davveru
e le cedo la palma, (:olltentandomi di dire colla coda fra le
g-arnbe, che SOIlO ben lungi dal voler fare da maestro ad al­
cuno, e tmlto meno a Lei, ehe assai piil d'altri
Ila le/to f: 1)(?(t!tto e agli altri
; ma iillGhè non sono
a tacere deI tutto che cosa posso dire '? Se dico:
fitte come il Gav. Liugiardi non fa più sono additato sui
g'iornali eOllle un n:tI'ogrado che voglio l' antieo. Se dico:
titte come esso J/(;71
(lflCOi'a. sono un 1tvyenirista, un fi)­
l'estierante. Non resta che dire: fate ('O'flIC
hti, o
tc):,;to.... fate fare da liti. N è io ho diHicoltù a dirlo; lo dis"i
anzi non ha
, interpellato sul restauro dell' organo di
Porto ::vraurizio. e lo ripeterò ancora quando si persuada
anche la S. V. Stimo ehe, si voglia o non si voglia.
r arte orgallaria deve
anche lla
l'indirizzo ehe
la musiea sta prendendo fortunatamente dappertutto; ed
è: TfWna?'c all' ai/tico per 2Jl'oflTeàire nell/U01Jo. Mentre le
antiehe composizioni tornano in onore, l'orchestra, che è la
lllusiea del teatro, s' è arriecbita di molti nuovi mezzi e va
arricchendosi ogni giorno piÌl; la banda militare, che è la
musica della piazza, non le resta indietro se forse non la
.supera; il pianoforte, che rappresenta la musica da sala. è
k.
I
.)­
~(j ­
bel modo di giudicare di un organo. Prendete la
in mano, ei mi diee, e quell' organo che maggiormente si
lJresta alla precisa esecuzione di quella, ditelo migliore, e
vuoI dire: fate l' organo per la nlUsic(~ e non la musica per
r organo.
'l'm lui e me vi
essere forse ancora qualche diver­
genza di
circa i caratteri intrinseci della vera,
musiea di
, ma qltesto nOlI riguarda elle molto da
lontano la fabbrieazione dell' organo. Sulle due tastiere. sui
da potersi premere eo11a
e col calcagno d'ambo i piedi, sulla abolizione della eosi
detta dinùiolle, su ciò insomma che impedì ai Milanesi, di
udire il 8aint-Saens, siamo perfettamente <i' accordo. Questi
tre migliorameuti, la mancanz,t dei quali è sentita da (.)glli
~tl di sopra del comuue, come si rileva chtl i/Il,todo
del l\T. o Maglioni, da quello del 1\I.o Petrali e
del sig. G. B. Castelli, ecc., ecc., rcndono
e fedele la riproduzione sull' organo di una partizione
eosì di voci sole, come di orchestra, e non tol­
gO\lO Uli ette al earn,ttere che distingue gli organi d'una
nazione da quelli dell' <1ltra, come quelli cl' uno e di altro
fabbrieante dello stesso paese, nè l'eeano fastidio a ehi non
vnole profittare degli immensi
che presentano. Essi
sono addottati iII GUQ"i da tutte le naziuni eivilizzate e restar
noi solo indietro, sarebbe a nostro da1l110 e
A Roma, Catania., Genova
SOllO
io, almeno in parte. Gilio i privati si provvedo ilO di a1'1no­
nium e cli pianoforti con pedaliere per lo studio dell' organo
da molti anni ha
anche in Italia, e l' abb. ']'ollladini
fatto applicare la pedaliera moderna all' organo eli
e come belle se ne giova! I negozi di pianoforti si alTicchi­
seOllO delle pedaliere Pleyél a suoni indipendenti da unirsi
al pianoforte. 11 maestro Petrali, il primo
<1' Italia, loda approva e ammira la pedali era inglese a con­
chiglia che Ella mette in burla, e mi autorizza a.
carlo. Lorenzo Paoli, buon fabbrieante d'
accetta
l' abolizione della divisione e unita alle due tastiere la re­
~I
­
Non passemllllO molti anni, signor u(t­
earissimo, elle anche r Italia avrà
all' altezza
e organisti che li sapranno sonare e si riderà dei
ehe Ella or difende come si ride delle tastiere iII
sesta, dei fucili a pietra, del]' acciarino coll' esca, delle
earrozze appese, delle penne d' oea, dell' illuminazione ad
olio per le strade.
lo sono tanto persuaso di quanto dicu elle sto
un bell' articolo per anllunziare al mondo musicale
la completa conversione. '" di chi ?... del
cav. Iju!Gl
LINGIAHDI, il quale se ha creduto per poco di suo interesse
il dipingenni come un grande ignorante, un
nemico della patria, non tarderà a trov,ìre di
maggiore e un pochino anche secondo
un altro linguaggio perehè ha troppo stima dell' ingegno,
del buon senso, della rettitudine della S. V. canSSllmt, pel'
diversamente pensare il suo franeo ma leale e
ti agosto
1.87~J.
dev."'" se?'1JZ:tore
P. C.
RE\IO:'\lll"l.
alla stampa la prese1l te,
lessi eon piacere sulla Gazzetta JJfusicate di
N. 32 che anche l'
professore cl' organo al COllserva­
torio, il 1\[.0 Poli bio Fumagalli porta opinione, come d'al­
tronde non potea dubìtarne, che sarebbe
e desideTabile
ehe si costruissero tutti gli organi secondo
ma non già seeondo il nostro,
oJ:f/ani este?'2:, perehè co] sistema da noi usato il sonatore
non può avere l' i?nJJ~ei~SO '/)(tnta,f/,f/io di ese.f/uil'e i cajJOZa1Jori
dei più J'ep'lltati classici. Contuttociò non ammette che sia
) sb{(f/liato, difettoso un sistema ehe porta seeo quel
piceolo inconveniente! Tutto il cont1'u?'io, egli dice; il che
significa essere il nostro sistema vero) cor7'etto) perfetto,
I
-
28­
<tHZl una specialiteì del JlOstro paese, Sarà! Gli organi nostri
llerò possono, sec.;ondo lui, e con vantaggio essere 1'ibattez~
Mti con altro nome che non con quello di o1'gano, Osserva­
zione giustissima, Ma tiri Lei le conseguenze e le tirino
pure i committenti, i quali credono in buona fede che avranno
nella loro chiesa uno strumento al quale conveng'a almeno
il nome di o1'gai/o,
p,
c,
III. R.
LA QUISTIONE DELL' ORGANO ITALIANO
E IL CAV, LING [AH DI
IDal Cittadino di Genova N. 279, 80, 8[, 82, Ottobre (879).
Un organo non si può costrurre in Italia che non trovi
:-;ubito il suo collaudatore e il suo panegirista, A udir 101'11
ogni RipiellO è dolce, robusto, ben nudrito, ogni st1'lVrnciltl)
imitato al naturale, ogni meccanismo è perfetto, la Sll<!
pruntezza fulminea, ogni fabbricante dotò 1'arte di nuove
invenzioni ecc, ecc, Insomma in fatto d'organi si corre (l"
noi a Viene vele, nè si potrebbe far meglio,
Ma la f~tccenda invece va tutto al contrario, e, poco più,
poco llleno, gli org'ani di italiana fattura sono plasmati su
lluelli c.;he si usavano in altri paesi al principio del secolo,
per dir poc.;o , e in certe loro parti, su quelli di due sc­
c.;uli fa,
Queste verit~L iu mi adopero a tutt' uomo da un pezzo a
farle capire a llliei connazionali perchè vorrei che non rima­
nessimo vergognosamente indietro noi Italiani agli stranieri;
e mentre trovo che organari distinti, maestri compositori,
org'allisti, dilettanti, prendono interesse alla quistione e me CII
si adoperano per il mag'gior decoro della casa di Dio, peI'
l'incremento dell' arte musicale, pel lustro della patria, un
I
-::n ­
:30 ­
org-anaro di bella fama, il cav. Lingiardi, di Pavia preve­
dendo a torto la rovina della propria fabbrica se noi fos­
simo ascoltati, s' è fitto in capo di porre un argine alla
luce che si va facendo, e dopo avere, con una sua lettera
pubblicata sullo Spettatore di :Milano, N. 7n4, cercato di
screditare le nuove teorie e chi le sostiene. scende nuova­
mente in JJÙtzza
a1'm.ato di pa1t1'a
stesso
un SIlO lunghissimo
come t.ale
N. R:-ì4 e che al principio pare una
contro i
nou continua, vuota il sacco dei
suoi nemici.
Alla prima sua lettera diretta a un suo allievo, il
Mellt,tsti, ho risposto io sullo Spettato?'e N. 848, 4H, ;)0
difendendomi come meglio ho saputo dalle accuse ll1ossemi,
(, all' ibrido suo articolo piìl retente contro il !lottissimo mio
Don Guerrino Amelli, saprà certamente
egli stesso come ha saputo fa,re alla lettem sueeitata, pel'
mezzo del Periodico J/fltsic{[, Sacra di l\Iilano.
utile alla nostra eallsa eS1)01'1'e nella 101'0
del cav. Lillgiardi
per farne rilevare tutto il valore
non siano Vframente
giova ricordare che il tllllore per
In sealldi1lo degli illscienti che sono la parte prediletta de'
e corrono tanto rischio (li venir atlnàì!ali
suoi
dalle nostre
forma J' incnho e la I)(!­
saruola del cav.
Com in eia, egli eOIl protestare che delle gentili
i
/wtle ft S1tO 1'i.lJurt!·r!o dall' Abate Amelli 1'ellde lJIVissimc
[/1'azie.
'litri
si SCi/te cost1'etto dall' (l'11W1'e "dell' m'te et CMI/,­
!)
11liste1'iostt qlllll(11 Clll non r Ila eser­
può conoscerla e
Che ne facciano un mistero
org"anari
è vero pur troppo: Illa è aIlpunto questo che non si
in og·gì. In tutto il resto d'Europa e in America, l'arte
del costrurre gli organi si conosce da chi vuole, comE' tutte
le
arti, e anche da noi conviene farla popolare affinchè il
vero merito si possa distinguere dalla ciarlataneria e si faccia
il progresso; e chi l' ha studiata con qualche 'larghezza di
vedute può parlame benissimo e meglio di chi l'esercita
empiricamente senza vedere più in là del suo interesse pe­
cuniario e della sua officina.
Il periodico di :NIilano intitolato lY/usica Sac1'fl" non può
senza far torto al suo titolo occuparsi di organi
meglio: cOn,j:iossiachè l'organo non ha
che fa/l'e
mnsz:ca saC'i'a e la m?tsica SaC1Y{, coll' organo.
Rispondo. L'organo non ha nulla che fare colla, musica
saera, e la musica sacra coll' organo'? Finora s'era creduto
lJropl'io il contrario. La musica sacra si eseguiva sull' or­
g:ano, e l'organo era destinato in chiesa alla musica sacra
e in teatro a rappresentarla. La cattolica liturgia, ha pre­
scrizioni in proposito
fino i protestanti e gli ehrei usano
organi) nei loro tempi i e nelle loro sinagoghe come stru­
mento de"tillato al culto.
riteneva perciò e da tutti i1l­
genuameute finora che lllUS1ea sacra ed organo avessero
relazione thL di loro. Il cav. Li ngiardi in vece ha
sGoperto che esso;wn
?l1/,lla che laTe
11I.llsica SClC1'a.
u? la musica sacra con quello, bencltè soglia intitolare Lutti
i suoi articoli L' 0110A:\'0 E LA Mw,rCA '"'ACRA.
::VIa ecco la ragione: Può un organista suonar sull' orgallo
l(;Z((
o certi
ehe si
a Afila?lo e
allo1' l'organo
qll allt nqtte sistmna esso sia dùeil t et jJ)"O­
dunque ]' organo non è strumento sacro perchè per
dell' oi:lJallista pul) rH/jedta?'
il cav. Lingiardi i vasi sacri del rl'empio di cui
Scrittura non sono llè fnron mai t; aSI; sacTi
profanò BaldasscLl'e alla sua cena; e
r
Il) j,; f,n'se il
eOlllpito organo del mOlJrlo, costrutto dal eelcbre
Cavaillé-Col! Ilcl ]802 ed l! mirabile SQvratutto per la delicatezza dei
~uoi registri.
I
:32
~38
Lingiardi tanto decantati non sono nè furono mai organi
Intoni, perchè li può suonare un organista cattivo! V à
hene '?
Il cav, Lingiardi suppone che i suoi. avvergari dicano che
seJ"VOJIO come di eSC(l
i mig Zio l'i st1'?l?lWiI ti dc' e
fa
loro Ulla risposta che ad aspimzù))/i p1'~fa!le e lascive
vale due Perù e mezzo. Bisogni), riportarla come sta,
esista un organista di gusto tanto cle­
: la ttUt ispirazione val c per la piazza,
non per la chiesa. ùPP1ll'e recati lì Pa,rigi a ~llonar l' or­
gano di S, SnlpizÌo (1) e vedrai che il
stloleinato ti passerà. Invece di pregare la Divinità colle
tue celestiali (U'manie, eSS,l parlerà a te dall' alto (leI Slli)
trono mostrandoti ht sna potenza con un organo
) elw occupa lo spazio di l:l metri di larghezza,
di altezza, e () metri di profondità con due
(equivalenti ai nostri cannoni elel
metri cubi di bello estetico eontiene esso org[LUO ! I.... ».
ila risposto trionfalmente, come si vede,
sopra riportate. Si può essere pill
e,t}:;mnti e
degli organi a doppio manuale di cui va tanto altero il sig.
Lingiardi dinanzi al SaÌnt-Saens, è verissima pur troppo,
e lungi dall' andarne superbi bisognerebbe rimediarvi. nOli
foss' altro perchè 'ormai è reso necessario il secondo mannaIe
per eseguire la musica dei grandi autori che scrissero e
scrivono pur tuttavia per due e piil tastiere; nè v'lut modo
a supplirvi con una sola ; però solamente chi è affatto di­
g-inno di musica può dire che con una sola tastiera si possa,
t~seguire tutta la musica, come soltanto chi parla abJ'ettio
diciamo a Genova) può affermare che solo al Carmine
si trovi la pedalie?'(t inglese a tasti l1lngki e (rae //Wl!tl11!J
piace dire al cav. Lingiardi). Già in Genova ne ab­
biamo tre e tosto qltattl'O. A Roma, a Catania, a: Cividale
si trovano egualmente, e in Alessandria sta per ess(~re col­
locata e ciÒ senza parlare degli armonium nelle case pri­
Vette. E poi non è forse un' idea peregrina l' invocare r e­
sistenza auasi generale di un difetto (chè ih/elto, rìlanCallZa,
sono zuppa e pan molle) per provare clw quello
. e nel nostro caso tanto più che difetto è
:-;iuonimo di SCOl1eio, ni imperfezione, di inconvenjentt~ e
grave '!
o tuoni possono servire (11: baSSI:
P1'emesso elle 12
ìt tutta
non so il J)erckè (dice 1..in­
dodù:i })(11'
giardi) deobono essc?'e
Slcmuw l' O1'gano.
Rispondo. Ne 1lltra cre}Jida1n, Sltt01'! Se il cav. Lillgiardi
noI sa, n che servano i pednli estesi, lo sanno tutti gli 01'-­
gallari e gli organisti che eapisC'ono qualche cosa. Lo SR.
tutta l' Europa e l'America che gli hanno generalmente
adottati. Lo so fin io che sono un grande ignorante, benchè
;)
o seco nel(t tastiel'(l.
01'IIa11wnto
L(l ?lut1tCaitZ(t
wm
d~fetto
1ln
il
'Iico ece. di CHi si
Sa111t-Sai;:ìis clte Ùt ICtclùt
11·(&1& IW il
rislste
­
non
,:l1te{ler?'i11W e 1'ag{/?lardevole sotto
saliti
(;1'(::\1,) che Si:Ll'i1nno anche di
quindi
al Cielo senza aver lìlai udito un orgall o
se né iHlÒ proprio titl'e ,è meno. Quanto alb rarità, in
per sonar l' organo, a stretto rigore, non sono neanche
i piedi, caro sig. cavaliere, e vorrei proporre che!' organista
li lasciasse in sacristia come in'lltile Ì1?lpaccio; e siecome
sette sole note costituiscono tutta la musica, mi pare che
:-:e mettessimo soli sette tàsti, la cosa andrebbe anche meglio,
e difatti conosco un recentissimo organo Lingiardi dove il
llaiit,t, io credo
ltalùt s{ttiti (d cielo
di lJaclt o l'
udit CI 1U! (t
~!letto
dillil
rappO?'to. Indispell­
I
:34 ­
P'rinr.,<ipale ha i quattro primi tasti corti ehe son lì a far
l' uffizio delle CO?njJa1'se teatrali che non parlano e
Vero è però che in altri organi si trova la Gran Cassa per
simulare le cannonate in tempo di messa, e i Campanelli,
la IIanda albanese con rispettivo C(tJ)pel cltinese compensano
èLd usura la mancanza, la pri1'{tzùme (noli difetto ve' !), di
quelle note inutili all'
estetico.
Il fa1'o che '!'iscltiara tutto l'edijlzio ar'ln01lico pcr nor'mtt
e li !l1cùla s'letta 1)ia dei
e gittsti ef(sempre l'
in mezzo) è..... indovinate. Forse gli
lasciatici dai nostri classici cOlllpositori '! Tutt' altro.
elle 1'isc1cùJ,1Yt ecc., è la tastiera divisa in due metà.
eÌoè la ricchezza di dlle ottave per la mano sinistm e tre
pcr la destra a venti eiascuna metà un suono diverso; e
perché"! Perchè s1r!l!lerisce: acco1njJ(l!lnate culle pl'i1'lw
rhte otta"/Je e ca?ltate colle {cltre t"e. (E se io volessi accom­
pagnare con tre e cantare con due!) Invece, vedete che mi­
seria. ehe oscu1'itd aver due tastiere complete di timbro di­
vel't-:o che sug;geriscollo : accompagnate liberamente con cinque
intere atta,ve e con libertà anche maggiore cantate con altre
come dapertutto si usa ~ F~ un inutile il1ìJlaccio. In­
veee due ott{lVe ai bassi e tre all'acuto che non solo
geriscono ma eostringono, che bella cosa! lt la felieità che
ehi non ha che pane ed acqua per riscltia?'are tutto
del suo pranzo. Almeno ci non si
cltoix e il ?neJl1t è bello e sug­
trova nell' emb(lT?'aS
!lt!1,it0,
Tutta la musica, dice il cav. Lingiardi, consta di melodia
e di (l l'Jl/.on Ùl. L' amandolino canta, (egli dice) la cltital'ra
, ceco tutto l' ideale di ogni musica, e
anehe della sacra. Si può immaginare cosa piil grandiosa
più nobile. più degna del tempio di T'liut'i'lt?ìttrento e Fa
.8 sempre la stessa storia. 'rutto il nutrirsi const<t
di mangiare e bere. Pane per cibo, acqua per bevanda, ecco
l'ideale cl' ogni pranzo, quindi anche del più lauto. TI resto
è iJmtile i?npaccio. Anche i piatti. L' organo italiano mercè
la spartizione della sua unica tastiera fa l' eJletto (secondo
-
l
•
~
I
f'
l'
I
~,
Lingiardi) di due e di
quando si rompono sogliamo
'y'"
...
0
or,r;ani. Anche dei llÌatti,
in casa che se nè è fatto
mlfl.Uro!
Mi sento tentato eli invitare il sig, cavaliere e far carità
meco tutti i giorni. Potrei farmi onore senza spender
molti quattrini. L'idea non è da disprezzarsi. Che ejfetti,
'che g'ltsto estetico, che brindisi alla salnte delle tastiere
e di chi le sostiene!
Per provare colla teoria dei contrari che il tipo dell'
(sempre l'ejfetto) musicale è un duetto di 1rtandoZino e cM­
tal'},(l, elice Lingianli: si
Z' ejfetto cl' uno stntlnento
che Gai/t(C accompaglmto da altro di eguale natura (che per
lui il Ilutndolino e la chittìrm sono strumenti di natura di­
versa); q1testo ben si potl·ebbe c1ciamare eJfetto pesti/el'o !
Rispondo. Vedete un po' che cosa vuoI dire parlare di quello
è sempre creduto che il tipo
di cui Hon ci intendiamo !
della perfezione sia il quitrtetto di strumenti ad arco o quello
di quattro belle voci umane (non però degli organi
ben intonate. Il Pianoforte stesso è tanto
lo stesso timbro le voci del grave
nossignori, bisogna che venga un orga­
naro ad insegnareÌ elle il quartetto fiorentino dei fratelli
Becker, le IJecme
un Pianotòrte di Érard, di
di Blùthner non possono produrre che eJfeUi
, ca~
perchè, egli dice, se canto e accompagnamento non
sono di timbri diversi, s1tccede nell' esecuzione
E chi SUOllC. anche l'organo col solo Principale, o col solo
Ripieno in cui canto e accompagnamento sono di timbro
eguale (è chiara la conseguenza), non può produrre che la
e la cacofonia. E non ha mica torto l' amico; ricordo
infatti io stesso qualche organo moderno il cui Rir;ieno era
veramente Cctcofonico e pestifero!
L'organo estero (cioè di tutto il mondo) cercò di imitare
l' l'JIetto dell' O?'(jano italiano (evviva l'eJletto) e a forza di
aggiungere e (tg//ùtngere appa1'ati diventò sorprende per la
gran 1fwle, ma quanto a raggiungere l' eJfetto dell' organo
italiano, CUCil!
I
.- 36­
Rispondo. Dev' esser proprio come]' art,icolo del cav. Lin­
che a forza di ag'ginngere e aggiungere ..... parole e
eacoragionarnenti diventò di 9 colollne d'appendice di 53 ri­
ghe l'una. Cavamé-Coll che si affatica invano di imitare
l' effetto dell' organo Linl!iardi!! }<~ roba da far ridere i
polli.
Bisogna proprio non aver mai spinto lo
più in là
del naso, o credersi che i lettori imparino a INIIlP1'P per as­
serirne di cosÌ marchiane.
E poi che gli stranieri non conoscono quellil sublimità dei
registri spezzati, cioè divisi in ùue manuhli da, tirarsi tutti
e due quando si vuole avere un reg'istro intero, e che essi
perciò sono costretti tt eantare e accompagnare sempre
stesso strumento o ?'egistj'o come se, colpiti dal granchio alle
, non potessero portare una mano sulla tastiera vi­
n(1) è graziosa" Non li conoscono '? 1\la sì che li cono­
scono, e li mettono nè più né lllellO di noi; ma
piccoli, quando vogliono far ecollollli,t di tastiere e conten­
OSSièt ùeli' ap}wrel/za saerificando la
tarsi dell'
proprio come ... noi.
Basta, senza uscir di casa, yedere il ilfan uel dn Factezw
rl' O?'(j1UJS, Paris, Hm'et, 1849, a 11ag. 315 voI. I, che dice:
~( On construit quelqnefois des orgues OÙ il n'y a pas de
)\ positif (cioè l'alti'(t tastiera). PonI' cette raisoll OH pour
» quelqnes antres, on demande que plusieurs jeux soient
» brises: c'est-à-dire qn'en tirant un
à droite, 011
}) Ouvl'e seulcment le dessns dn jell brisé indépendamment
» de la ùasse, et qu'en tirant un antre du còté ganche, on
» ouvre la basse ùn méme jell indépendamment dll dessus,
» e11 sorte qui" ponr o11vrir le jeu entier, il faut tirer deux
» tìrants. Ces jeux brises sout commodes pOU!'
» en qnelque f(l,çon (eioe
'ffwglio) au ùMaut (}' un po­
» sitif »
al d~fetto, alla mancan:ut d'
secoi/do ma­
nuale).
Che se noi avessimo poi tuiti ì registri spezzatl. meno
male. Basterebbe tirar due manubri, come suggerisce il sig.
cavaliere-, e tutto sarebbe accomodato. Ma invece pel' chi noI
l
37 ­
sapesse, tranne il Ripieno, le Trombe, i P?'incipah e
Flauto in atta/va, per completar tutti gli altri registri non
si sa che cosa· tirare.
Chi c'inspirò di mette?'e un argine insuperabile (gran
bella inspirazione!) fra i bassi e i sopTani estata la grande
del sor/tiere a 1)ento e a molle mentre gli esteri
hanno ancora il somiere a tiro che non han voluto o sap1bto
cambiare.
Hispondo. Ma se il somiere a vento e molle è più an­
tico (l) di quello a tiro '1 Un organaro scrittore di articoli
tecnico-critici dovrebbe saperlo. G. Serassi co' suoi borsel­
è vero, lo ha alquanto migliorato il somiere a vento,
come dice nella sua Lettera al 1\1. Bigatti 1815, lO ot­
tobre; ma fin dal 1615, in cui Michele Praetorius scriveva
la sua 01'(janograpltùf., lo chiama vecchia invenzione di circa
tre secoli e mezzo, che rimonterebbe perciò al 1250 o 1:300,
e Serassi stesso lo dice tramandatoci dagli antichi. Aba Genova documenti che a 17 maggio 1552 si pat­
tuiva dai Padri del Comune con G. B. Facheto da Brescia.
la costruzione di un organo per il nostro Duomo, dove si
volevà la segreta a Veìtto e non a tiro perché si temeva
che il nuovo ritrovato soffrisse da' venti e dall' umidità.
1!; dico 1tZWVO 1'itrovato perché quantunque sembri, da quanto
scrive Werkmeister, che Rodolfo (non Martino come dice per
errore) Agricola nel 1442 abbia provvisto di somiere a tiro
l'organo di S. 1\Iartino di Groninga, pure studi recenti fis­
sano con maggiore probabilità l' invenzione delle liste 8cor­
.revoli e perforate dal 1500 al 1530.
E poi oltre al bancone a tiro portato al massimo grado
di perfezione, quanti altri sistemi non si usano nella sola
Germania! Ogni giorno ne nasce uno nuovo, 8cMeijlade
{somiere a tiro) e jfegeltade (somiere a valvole coniche) sono
due parole in Germania che accennano a due partiti opposti
(1) Il llÌg, Wangcmann neUa sua Storia dell' oTgalw e' dell' arte ur­
ganica in corso di stampa fase. 3 e 4, lo prova. ad evidenza con docu­
menti e disegni.
38
e bastantemente accaniti; Hahnell,lade poi (somiere a gal­
letti e noi diremmo a 1wttole o a c(mi da fucile), . è parola
nata or son due mesi e accenna ad un nuovo sistema che
pare portar debha una generale riforma nella costruzione
degli organi ed ecclissare tutti i sistemi passati.
Non capisco come per acquistar fama alla propria officina
dehba. Ull organaro infischiarsi così della Storia come quando
fece dire ad un suo panegirista, che S. Gregorio avea inven­
tato il canto fermo, detto perciò gteg01'iano, e che S. Am­
brogio provvisto di maggior tatto pratico lo aveva perfezio­
nato e modernizzato, mentre S. Ambrogio col suo tatto pra­
tico se ne era andato in paradiso da circa due secoli
S. Gregorio veniva alla luce!
Dir poi che gli esteri hanno flpparati di 1'egist1'azione
senza ti1'at1ttti, immuòili corne coloilne di bronzo, cosiccltè
pe?' 'l'mttarne l'effetto bisogna sospende?'e l'esecuzione ed im­
alquanti minuti per S1?wntare i 1'egistri e 11wntarnc
altri, è un vero abusarsi della credulità dei lettori. 1vla si
può credere che all' estero esca fuori, a metà della sonata,
il tira-mantici o il chierico ad annunziare ai fedeli alc1tni
minuti di riposo perchè l'organista sta camhiando i registri?
Via, caro cavaliere, ditele da credere. Gli stranieri d'ogni
paese hanno da molti anni in qua mille 1'e.lJistri e pedali di
combinazione, come li dicono, per cui fanno entrare, con pe­
dalini agilisimi, tutto quello che vogliono, dalle voci delica­
tissime come l'arpa eolica a tutta la massa dell' organo,
l' accoppiamento di cinque tastiere se occorre, e
senza aumentare menomamente la resistenza dei tasti. Dei
congegni come il nostro tirat~ttti pei registri montati né
hanno un' infinità, fin troppi, e tutti obhedienti come un
tasto del manuale, nè richiedono come i nostri che l' orga­
nista alzi il ginocchio all' altezza del petto e giù con tutta
la sua forza, per cui i )larecc!zi mintcti gli son necessari
per riposarsi dalla fatica. Gli Inglesi poi hanno per le di­
verse combinazioni fin dei bottoncini che si toccano col pol­
delle due mani, poco più bassi dei tasti, e tutte queste
belle cose non si trovano mica negli organi di 200
~,
39­
(alleri (I), ma in quelli di poche migliaia di lire come si ri­
leva dalle descrizioni di recenti strumenti francesi e inglesi
e di Germania dove specialmente (bisogna pur dirlo), gli or­
gani si costruiscono con molta coscienza, COll molo sapere,
e a minor prezzo che non da noi.
Un' altra graziosa. Si stampa a l'mano il Repertorio
di Musica per Organo che contiene esclusivamente pezzi
scritti da grandi organisti antichi e llloderni e si trova dal
chiarissimo M,o Petrali che non sono adatti a nostri or­
gani benchè sia musica d' Oì'!1a?bO eccellente quella che si
trova nella RaceolZa. Così almeno ci racconta l'egr. cavaChe conclusione ne tira Lingiardi '7 Forse di modificare
alquanto gli organi nostri perchè servano almeno a sonar
la musica d'organo '? Neanche per sogno. Vi pare? Mutar
la musica di tutti i tempi e di tutte le nazioni per adat­
tarla agli amandoloni e chitarroni che i nostri
tori ci vendono per O1'!1ani, ecco la sua conclusione. Si pulì
immaginare una cacologica più piacevole? Eppure il cav.
Lingiardi la sostiene come fosse oro purissimo di coppella.
Meno male però che non vuole arrogarsi la dote dell' in­
fabilità e desidera (mentre non intende più ritorna?'e s~tl­
l'argomento) che da una .çavia discussione si possa 1'iusci,'c
(1) Per far credere. che per aver organi coi miglioramenti che si dc­
siderano, sarebbero necessarie somme spettacolose, porta il cavalier Lin­
giardi l' esempio degli organi di Arlem e della chiesa nuova di Am­
sterdam che costarono 200 mila talleri il primo, e oltre i 100 mila il
secondo e conchiude: qual è la chiesa in Italia che possa spendere lUi
milione di lire in un organo '!
Se invece di copiare materialmente dalla pagina 15 delle Lettere di
tt Serassi stampate fin dal 1816, avesse consultato qualche opera più
recente avrebbe veduto che l'organo d'Arlero data del 1738 e costù
secondo Hopkins 12,000 lire sterline pari a 300 mila lire italiane, e la
chiesa d'Amsterdam dett~ nuova era nuova più di due secoli fa, perchè
il suo organo fu rifabbricato da J. Duysehor van Goor di Dordrecht nel
1673. Oltreccbè UllO strumento come quelli, benehè famosissimi a tempi
non sarebbe per eerto l'organo che vorremmo prendere per tipo
al giorno d'oggi.
ì
r
~
t
f
r
-
40 ­
'ld un ?'isultato soddisfacente (lZ desiato intellto cile è
di addÌ'lHitire ad 16?ut 1'agionevole convenzim1e.
lVla lo dirò io che cosa bisognerebbe fare per addiveni1'e
ad 'lVfI ris1l1tato soddisfacente, Bisognerebbe anzitutto che
organari italiani si contentassero di fabbricare coscien­
ziosamente i loro strumenti e non entrassero a dettar teorie
credendosi di sostenere con ciò la loro riputazione davanti
agli inscienti, mentre è questo invece il mezzo sicuro per
perderla davanti ai non inscieuti. Bisognerebbe poi che in­
vece di riposare sugli allori passati, stuo,iassero più che non
fanno, perchè l'arte organaria è un' arte complessa e vuoI
il progresso di tutte le scienze ed arti.
L' organaro deve intendersi di meccanic~t, di fisica, di
musica, di matematica, di disegno, di storia, deve conoscere le
lingue straniere per tenersi al corrente dei progressi dell' arte
sua in tutto il mondo, dev' essere istruito delle leggi eccle­
siastiche che riguardano la musica sacra, sì, la musica saC1'a,
E se tutto questo non può consegnire, non isdegni di udire
il parere di chi qualche cosa ha studiato e porta all' arte
disinteressato amore, ancorchè non abbia mai esercitato la
lU'ofessione, invece di prenderlo a eombattere con
argomenti.
Così facendo potrà sperare di rendersi utile alla religione
e all' arte musicale e favorire la restaurazione della musica
sacra cile è nel desiderio di tutti.
I suoi strumenti cambieranno allora fisionomia come per
incanto; uguaglieranno, supereranno quelli degli stranieri,
perchè, a dirla col Porta, le idee e il buon gusto no
}Jrivativa di paes, ma de co' clte glt' a/~ jle11~1}ba de studiri.
Invece di piacere soltanto alla folla dei profani, che questa
pare la mira del cav. Lingiardi, si presteranno doeilmente
alla esecuzione della musica seria e propria della Chiesa e
gli organisti d'ogni paese potranno mettervi su le mani si­
curi di trovare un fedele interprete delle loro inspirazioni.
'l'ali organi parleranno al CU01'e, all' intelletto, all' orecchio;
a tutto quello che si vuole e non costeranno milioni. E se
non saranno capaci degli eJ!etti plateali che formano la de­
41­
del yolgo, il gusto estetico dello stesso verrà da essi
educato, migliorato, e non produrranno meno per
ciò per r organaro l' ~ffetto degli effetti che è quello di a vere
molte commissioni che io auguro di cuore a tutti i fabbri­
eanti a cominciare dal
cavo Lingiardi pel primo il
al contrario della gallina di Seneca che cantava bene, ma
raspava male, se canta male, come abbiamo veduto, seppe
raspare bene fin qui in modo di acquistarsi meritata fama,
di valentissimo costruttore, ed ha poi un figlio, il
Ernesto Lingiardi, simpaticissimo g'iovane di non comune
ingegno, di grande abilità e di molta modestia che
a gloria del nostro paese, la, rinomea paterna, se non si con­
tenterà soltanto di far bene e sempre bene, ma vorrà far
meglio, e sempre meglio per l'avvenire.
l
p,
mio scritto lo scherzo con
e con quel buon umore naturale in chi S{).
ma protesto che non intesi per dò di detrarre menomamente alla stima che il ch, cav. Lingiardi si merita. Non credo aver detto parola che possa interpretarsi sulla sua onestà
sua perizia come organaro;
se l' ho detta la ri" ..n+L
e biasimerò sempn~ il
viso del!' arme che
in buona fede, fa aìle
Conosco per­
fettamente
onorifiche
che ottenne per le sue opere, ma ciò non riguarda che la
pastosità del
la perfetta imitazione degli strumenti
da concerto, la bellezza dei timbri, la· precisione della mec­
l'equilibrio generale, la maestà dell' insieme, la mo­
flicità dei prezzi ecc. tutto però giudicato in modo relativo.
e sovratutto poi l'effetto sul pubblico. Queste cose io non le
nego, e spesso ebbi a riconoscerle. Ma gli è appunto per ciò
elle più dolorosa riesce la opposizione del cav. Lingiardi a
innovazioni che farebbero degli. organi da lui costrutti,
ilTeprensibili, opposizione che non farebbe certo
compiacersi di esaminare pacatamente di che si
tratta in fin dei conti, E lo farà, io spero.
che
f
I
42 ­
Che se invece eredesse bene di venir fuori con un altro
articolo sul fare di quello or ora esaminato, lo pregherei da
buon amico a far almeno attenzione che di fiauco agli ultimi
periodi dello stesso non venga sullo 8pettatO?'e inserito di
bel nuovo, come accadde sgraziatamente l'altra volta, l'an­
nunzio del sig, G, Finzi, Milano, via S, Margherita, N, 15,
il quale provvede. a chi ne avesse per avventura di bisogno,
il Nuovo Reggi-fiaschi in metallo inossidabile.
NOTA Pùu:e alt' (wtOI'f, di questi artieoli fa1' conoscere a citi
l'e{!regio suo a'/i1Je?'sa'l'io htngi dall' aversi a 11bate
del modo 1Ut po' vivace con cui e.r;li prese a cmnbatterlo,
lo ollO?'!ì diu?la s~ta cortesisSÙlUt lettera iJlcclricando di
lo stesso di lui figlio, e i11 essa esp1'esse sellti­
menti elle altamellte lo 01l01'allo) per c~ti giova cTedel'e che
se n!)1!- ti in lui ai/CM' llaLo il
della necessità
delle P1'oposte r~ft!'l'?ue iwlla costruzione degli m'gani, la,
discnssio?/e in }il'oposito })Ì'ellrlerfÌ, cl' 01'a in poi nn caTat·
tcj'(' illteranMl/tr: pacifico (id (unichevole,
I
Scarica

P. C. Remondini, Intorno agli organi italiani