Join In a Job! – Fasi chiave del processo
Colloquio valutativo iniziale
Silvia Exenberger
Il colloquio iniziale è uno strumento utilizzato al primo incontro tra un consulente e un
giovane. In questa parte del manuale descriveremo il colloquio iniziale e il modo di
utilizzarlo. Innanzitutto ci concentreremo sul gruppo target e sugli obiettivi. Successivamente
spiegheremo le quattro parti del processo – la raccolta dei dati personali, le questioni
principali, il bisogno di intervento e il piano di intervento. Alla fine del capitolo forniremo
una descrizione delle condizioni ambientali con le quali il colloquio deve essere condotto e la
sua posizione all’interno del metodo Join In a Job!.
Obiettivi e gruppo target del colloquio valutativo iniziale
L’obiettivo principale del colloquio valutativo iniziale è quello di quantificare l’assistenza
necessaria al giovane migrante per raggiungere con successo l’integrazione professionale nel
mercato del lavoro.
Ci sono due livelli di bisogno di assistenza: nessuno/poco bisogno o medio/alto bisogno.
Nessuno/poco bisogno significa che il giovane può accedere al mercato del lavoro utilizzando
semplicemente l’assistenza necessaria alla ricerca e alla domanda di lavoro. Medio/alto
bisogno significa che invece ci sono degli ostacoli o delle difficoltà in alcune aree esistenziali
(vedi capitolo 1.2).
Il gruppo target del colloquio iniziale comprende i giovani migranti che visitano un centro per
l’orientamento professionale per la prima volta, senza tenere conto del livello di difficoltà
personale.
Dati personali / spiegazione dei compiti – parte I
Si parla di colloquio iniziale già durante il primo incontro tra il candidato e il consulente.
Durante il servizio sociale questa conversazione viene chiamata “sessione iniziale”.
Nonostante quest’ultima sia simile al colloquio valutativo iniziale, specialmente dal punto di
vista funzionale non possiamo scambiarli tra loro, perché fondamentalmente essi sono
doversi. La differenza principale risiede nello svolgimento della conversazione. Durante la
sessione iniziale è infatti il candidato che sceglie l’argomento di discussione e ne controlla lo
svolgimento (vedi Kähler 2000).
Spiegazione del compito / assegnazione delle aree tematiche
La prima domanda posta durante il colloquio iniziale (“Di quale problema vuoi parlare?”), è
un quesito aperto che, proprio nel caso della sessione iniziale, incoraggia il candidato a
parlare liberamente delle sue difficoltà e dei suoi problemi personali. Anche se i candidati
potranno parlare liberamente, sono incoraggiati a cercare di esprimere le loro aspettative
attuali verso l’orientamento professionale in modo sintetico. Questa domanda aiuta i
consulenti a spiegare il loro compito. Tutte le aree tematiche che i candidati includono in
questa risposta saranno elaborate dai consulenti. In questo modo, essi vengono a conoscenza
di aree tematiche di cui si dovrebbe tener conto nel corso della seconda parte del colloquio
iniziale.
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Raccolta di dati personali
Dopo aver spiegato il compito, il consulente raccoglie alcuni dati di base da parte del
candidato:
•
Nome
•
Indirizzo / contatto
•
Sesso
•
Data e luogo di nascita
•
Stato civile e numero di figli
•
Cittadinanza
L’ultima domanda in materia di cittadinanza è particolarmente importante nel caso dei
giovani immigrati. A seconda della loro cittadinanza, i giovani hanno libero accesso al
mercato del lavoro e la libertà di insediamento o devono ottenere un permesso di lavoro e un
permesso di soggiorno (vedi Hafelekar 2006). Maggiori informazioni riguardanti i documenti
e lo status giuridico dei giovani saranno date nella seconda parte della valutazione iniziale, dal
titolo “Documenti e aspetti legali”.
Vale la pena ricordare che questi dati possono essere raccolti in qualsiasi punto del contatto
iniziale. A volte nessun dato viene raccolto durante il primo contatto visto che l’orientamento
professionale in quel momento deve essere considerato il più possibile “non-invasivo”, e i
giovani che “temono la consulenza” non dovrebbero esserne scoraggiati.
Questioni principali – Parte II
La “corretta” valutazione iniziale consiste in nove aree tematiche (i termini “area tematica” e
“zone di vita” sono usati indistintamente):
• Documenti e aspetti legali
• Posizione
• Istruzione e competenze
• Immigrazione / vita in Austria
• Lavoro
• Situazione finanziaria
• Salute
• Relazioni sociali
• Schema di assistenza e istituzioni
Le nove aree di cui sopra sono espresse in forma di mappa mentale, con il nome della persona
al centro. Le domande relative a ciascuna delle aree tematiche possono essere poste o
formulate in ogni modo. Sembra opportuno porre le domande in modo casuale, in modo da
semplificare la considerazione del livello di conoscenza della lingua del candidato. Nella
prossima parte, si darà uno sguardo da vicino a ciascuna delle aree tematiche presenti nel
colloquio iniziale.
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Documenti e aspetti legali
Gli aspetti legali sulla residenza e sul lavoro in Austria sono spiegati ai candidati che non
hanno la cittadinanza austriaca. Vengono spiegati loro i concetti principali sull’accesso al
mercato del lavoro e al permesso di soggiorno.
Situazione abitativa
La domanda riguarda la situazione abitativa del candidato. La risposta fornisce informazioni
sulle risorse che i giovani hanno a loro disposizione. Se la loro situazione abitativa non è
sicura, potrebbe esserci qualche rischio potenziale.
Educazione e competenze
Essendo l’obiettivo principale del progetto Join In l’integrazione dei giovani immigrati nel
mercato del lavoro, questa parte è oggetto di discussione in modo molto dettagliato. La loro
istruzione e formazione professionale in Austria e / o nel loro paese di origine, partecipanti a
regimi di aiuti e con qualifiche supplementari, sono confrontate con i loro desideri riguardanti
il lavoro che essi vogliono intraprendere. Le domande riguardanti il loro lavoro ideale e la
conoscenza della lingua tedesca dimostrano la reale valutazione della situazione attuale dei
giovani.
Immigrazione / vita in Austria (Italia)
Il quarto settore riguarda la possibile influenza dei giovani immigrati sulla loro futura
integrazione nel mercato del lavoro. La risposta a questa domanda dimostra quanto sia
importante la cultura dei loro genitori e se essi ne rispettano gli usi. Insieme a “Documenti e
aspetti legali”, questa parte è stata aggiunta per il gruppo target dei giovani migranti.
Lavoro
Le domande relative alle esperienze professionali mostrano come i giovani rimangano a lungo
disoccupati, se escludiamo lo studio o le attività non retribuite a casa. Le aree “Lavoro” e
“Istruzione e qualifiche” danno informazioni sugli aspetti formali dei giovani in materia di
istruzione.
Situazione finanziaria
Le domande che riguardano la situazione finanziaria dei giovani (compresi i debiti) aiutano a
valutare la loro sicurezza finanziaria e mostrano le risorse che forniscono loro questa
sicurezza.
Salute
Queste domande riguardano le possibili limitazioni poste da condizioni particolari di salute
che potrebbero influenzare la scelta dei posti di lavoro (ad esempio le dipendenze, disabilità).
Relazioni sociali
Questa area tematica ha lo scopo di valutare se i giovani sono soli o se possono confidare in
qualcuno della loro comunità. La risposta a queste domande aiuta a scoprire se hanno un
qualche tipo di rete di rapporti sociali e, in caso affermativo, in quale misura.
Schemi di assistenza e istituzioni
L’ultima area discussa durante il colloquio iniziale riguarda il ricevere aiuto da altri centri di
orientamento professionale o schemi di assistenza o istituzioni. La questione dovrebbe essere
spiegata in modo dettagliato così che le precedenti consultazioni possano essere prese in
considerazione. I giovani non dovrebbero essere rinviati ad un centro di orientamento
professionale che hanno già visitato.
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Le domande riguardanti una qualsiasi tra le aree tematiche non dovrebbero essere troppo
dettagliate. Il nome stesso di questo processo (“colloquio iniziale”), suggerisce che questa non
è una procedura approfondita. Questo è il motivo per cui dovrebbero essere poste solo le
domande di base. Durante il primo incontro, è molto importante valutare se vi sono problemi
nelle aree tematiche in questione e anche se ci sono delle risorse che possono essere utili.
Come già accennato, il colloquio iniziale è un processo di selezione o, secondo Cronbach e
Gleser (1957, in: Häcker 1994), una strategia sequenziale. Pertanto, si può dire che la
valutazione iniziale prevede la prima spiegazione e permette di decidere se un candidato
dovrebbe essere sottoposto a colloquio approfondito. Esso aiuta ad evitare le situazioni in cui
ogni candidato subisce l’intera procedura di valutazione.
La necessità di intervento - parte III
La seconda e la terza parte sono utilizzate simultaneamente. Nella terza parte sono citate tutte
le nove aree tematiche proprio come nella seconda parte. Vi è un po’ di spazio accanto a
ciascuna area tematica in modo che il consulente possa prendere appunti, ad esempio potrebbe
annotare ulteriori informazioni fornite dal candidato o dubbi accennati dal consulente. Le
prime tre parti (parte I “Raccolta dei dati personali”, parte II “Colloquio iniziale” e la parte III
“La necessità di intervento”) servono da base che permette al consulente di creare un piano di
intervento (parte IV) con il candidato.
Piano di intervento - parte IV
Il piano di intervento (parte IV), è diviso in due parti, vale a dire un elenco di priorità e di
interventi / risorse. È necessaria una conclusione della discussione prima di preparare la lista
delle priorità. Si deve evitare l’interpretazione. Dopo la conclusione, un giovane può ancora
presentare la propria visione della sua situazione. Si possono discutere anche diversi punti di
vista. I consulenti devono essere consapevoli del fatto che meglio conoscono il background
culturale dei giovani, maggiore sarà il loro grado di comprensione del candidato. Ciò fornisce
una migliore comprensione del punto di vista di una persona in particolare (vedi Handschuk /
Klawe 2006). Se il consulente e il giovane sono concordi nel loro modo di percepire la
posizione del candidato, il punto di vista del giovane dovrebbe essere simile a quelli che sono
apparsi all’inizio del compito (all’inizio del processo di colloquio iniziale). Se ci sono
discrepanze tra i problemi che hanno portato il giovane a visitare il centro di orientamento
professionale e i problemi che sono stati diagnosticati, deve esserne scoperto il motivo. La
domanda da porsi è il motivo per cui alcuni candidati parlano di problemi diversi da quelli di
cui effettivamente desiderano discutere.
Lista di priorità e di intervento / risorse
Se non ci sono più discrepanze, il consulente e il candidato tenteranno di creare insieme un
elenco di priorità, a cominciare da quelle più pressanti. I modi di affrontare tali questioni
vengono elaborati insieme al candidato, e il consulente deve aggiungere la sua conoscenza
professionale. Le azioni dovrebbero essere formulate in modo tale da consentire al giovane di
assumersene la responsabilità. È importante considerare quale attività gli può essere affidata,
dato che potrebbe essere facile sovraccaricarlo ed arrivare così ad un fallimento.
Dimensione della necessità di assistenza
Dopo aver creato l’elenco di priorità, un consulente decide qual è il livello di assistenza di cui
un giovane può avere bisogno. Sulla base di ciò, viene stabilita un’ulteriore cooperazione e
fissata la data per una consultazione finale. Questa discussione, concernente ulteriori misure
che consentano l’integrazione nel mercato del lavoro, si basa sull’opuscolo “4 passi al lavoro”
(vedi Hafelekar 2006).
In caso di media o alta necessità di assistenza, le aree tematiche che devono essere discusse
nel corso del colloquio approfondito sono contrassegnate in un apposito elenco. Quando un
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candidato viene inviato a un altro ente, il suo nome dovrebbe essere annotato. Con la
creazione del piano d’intervento si conclude il processo di colloquio iniziale.
Funzione del colloquio valutativo iniziale
Il colloquio valutativo iniziale svolge molte importanti funzioni. Esse si basano sulle funzioni
della sessione iniziale (vedi Kähler 2000):
Costruire la fiducia
Fine / Glasser (1996) percepiscono il creare un clima di fiducia come la funzione principale
della sessione iniziale tra un consulente e un candidato. Ciò coinvolge la disponibilità e la
capacità del consulente di ascoltare il candidato e di accettare i suoi punti di vista, senza
cercare di cambiarli. Non è necessario concordare con essi, ma garantire al candidato di poter
presentare la sua situazione, senza essere censurato.
Anche se il colloquio iniziale prevede alcune domande pre - elaborate, creare un clima di
fiducia è di enorme importanza. Spetta al consulente creare un’atmosfera amichevole, ad
esempio chiedendo al candidato di togliere la giacca, offrendogli qualcosa da bere e
permettendogli di parlare liberamente. Il candidato deve avere accesso alle note che il
consulente prende nel corso della riunione, in quanto ciò ne garantisce la trasparenza. Creare
un piano d’azione insieme mira a rafforzare la fiducia che è stata creata in precedenza.
Fornire un quadro della situazione
Il colloquio iniziale fornisce una prima bozza della situazione del giovane. Si tratta di creare
le prospettive per sviluppare obiettivi comuni. Il piano d’intervento dovrebbe essere concepito
in modo tale da consentire una valutazione comune delle azioni. Il risultato è che i candidati
devono mirare a particolari azioni concrete, invece di fare riferimento a obiettivi astratti.
Fiducia in se stesso del candidato
Fin dall’inizio, i candidati devono essere consapevoli della propria fiducia. Per raggiungere
questo obiettivo dovrebbero essere discussi anche i punti di forza e le risorse, non solo le
debolezze, che spesso sono più visibili.
Durante la valutazione iniziale, i giovani sono incoraggiati ad assumersi la responsabilità
delle proprie azioni:
• Spiegazione del compito: Il candidato si chiede perché è venuto a cercare aiuto e
consiglio.
• Presentazione del problema da parte del consulente: I candidati non sono d’accordo
con il consulente quando pensano che egli possa aver frainteso qualcosa. Il consulente
può inoltre rilevare eventuali discrepanze. Essi devono essere consapevoli del fatto
che le persone provenienti da diverse culture sono particolarmente sensibili solo per il
fatto di appartenere ad una minoranza. Ciò significa che il rifiuto li induce a trattare
tutto molto personalmente (vedi Handschuk / Klawe 2006). Pertanto, un consulente
deve essere molto attento quando contraddice queste persone.
• Creare una lista di priorità / cercare il modo di risolvere i problemi: i giovani sono
incoraggiati a mettere le loro difficoltà in ordine di importanza. Viene inoltre detto
loro di pensare a possibili soluzioni ai problemi.
Spiegare la competenza
Quando viene stabilita la scala della necessità di assistenza, la questione successiva è che cosa
dovrebbe essere fatto in seguito. Il colloquio iniziale contribuisce ad evitare errori nel valutare
la posizione di una persona.
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Impostazione e quantità del tempo
Impostazione singola
Il colloquio iniziale è stato creato per l’orientamento professionale individuale e, quindi, non
dovrebbe essere utilizzato in un gruppo. I giovani dovrebbero presentare le loro difficoltà e
venire con le idee preliminari per risolverle con un consulente. Rafforzare la fiducia è più
importante a quel punto.
Persone importanti durante il colloquio valutativo iniziale
In sostanza, la valutazione iniziale si svolge tra un consulente e un candidato. Ciò significa
che la presenza dei genitori o di altre persone importanti non è necessaria. Se i genitori o altre
persone insistono nell’essere presenti durante l’orientamento professionale o se il giovane
insiste sulla presenza dei genitori o di altre persone nel corso della prima consultazione, il
colloquio iniziale deve essere effettuato in loro presenza.
La stanza
La disposizione della sala di consultazione è molto importante. Come già accennato, il
colloquio iniziale serve a creare un clima di fiducia. Esso funziona in modo ottimale se svolto
in stanze ben organizzate e ordinate. Se possibile, non ci dovrebbero essere telefoni che
potrebbero interrompere il processo.
Livello linguistico
Il colloquio iniziale è stato creato in tedesco poiché il suo principale obiettivo è l’integrazione
nel mercato del lavoro. Questo è il motivo per cui la conoscenza della lingua tedesca è di
estrema importanza. Se il primo colloquio non può essere eseguito in tedesco, ci dovrebbe
essere un traduttore nel centro di orientamento professionale o il giovane dovrebbe essere
inviato ad un centro di orientamento professionale che può svolgere il processo di
orientamento nella sua lingua.
Volontariamente
Alcuni giovani sono “inviati” o incoraggiati a visitare un centro di orientamento professionale
da parte di terzi, principalmente da parte di altre istituzioni. In un primo momento, questo li
rende restii e sulle difensive. Il corso della discussione è influenzato dal grado di
indipendenza dei giovani ad adottare una decisione. Nel caso di giovani che si avvicinano al
centro volontariamente, è ovvio che veramente vogliano cambiare la loro situazione, mentre
nel caso di persone “inviate” al centro, un consulente ha bisogno di passare più tempo a
costruire una rapporto con loro prima di avviare il processo di orientamento professionale.
Anonimato
Ai candidati deve essere concesso l’anonimato. Quando si invia una persona ad un altro
centro di orientamento professionale, dovrebbe essergli consegnato il modulo di valutazione
iniziale o deve essergli espressamente chiesto se i dati raccolti durante il colloquio iniziale
possono essere trasferiti a quel centro. Le informazioni non devono essere cedute a terzi senza
il consenso della persona. Se un giovane desidera avere un colloquio puramente informativo,
il colloquio iniziale deve essere effettuato senza trascrivere alcun dato.
Quantità di tempo
Come regola generale, il colloquio iniziale durerebbe un’ora. Il termine non deve essere
rigorosamente rispettato, come nel caso di sessioni orarie. Se i giovani vogliono parlare più
ampiamente delle ragioni che li hanno condotti al centro, dovrebbe essere loro permesso di
farlo. Il colloquio iniziale è un incontro importante e dovrebbe essere usato per costruire una
base per i futuri rapporti di lavoro.
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Collegamento col processo generale
Il colloquio iniziale è posto come primissima fase del metodo Join In!. Esso tratta molti
problemi, motivo per cui è utile agli enti per l’orientamento professionale che si occupano di
diversi aspetti dell’orientamento stesso. A seconda della dimensione, un centro di
orientamento professionale può trattare con uno o più problemi in modo approfondito.
Un colloquio valutativo iniziale completo aiuta a valutare la situazione del giovane. È
importante per decidere insieme quali effetti dovrebbe avere. Le tappe successive vengono
quindi determinate al fine di garantire la capacità di far fronte ai requisiti necessari a
conseguire dei risultati.
Poco bisogno di assistenza
Nel caso di persone con poco bisogno di assistenza, è comunque necessario discutere tutti gli
aspetti della vita in modo da risolvere anche possibili ostacoli non legati all’integrazione nel
mercato del lavoro. Se si scopre che un giovane ha bisogno di aiuto per la preparazione dei
documenti necessari per un lavoro o non è a conoscenza degli strumenti efficaci per cercare
un posto di lavoro, egli è invitato ad un altro incontro di consulenza o inviato ad un altro
centro. Nel caso di un altro incontro, i giovani ricevono consigli e informazioni sul modo di
cercare e fare domanda per un posto di lavoro, sulla base dell’opuscolo “4 passi al lavoro”
(vedi capitolo 8). Ciò significa che il giovane deve ricevere assistenza e informazione e può
essere inviato, ad esempio, all’Ufficio del lavoro.
Medio e alto bisogno di assistenza
Come abbiamo accennato prima, tutti gli aspetti importanti della vita di un candidato sono
discussi nel corso del primo colloquio. Grazie ad uno schema già predisposto non viene
trascurato alcun aspetto. È molto importante non trascurare alcuna area. Molte delle persone
che vengono per la consulenza sono disoccupati, ma questo non è il loro maggior problema. Il
problema può essere l’abitazione, la droga o i debiti. La disoccupazione può essere il
problema minore che devono affrontare. Naturalmente, si può presumere che questi problemi
siano correlati. Il loro livello di correlazione può essere valutato nel corso del colloquio
approfondito, quando tutte le aree problematiche sono discusse in dettaglio. Il colloquio
intensivo viene effettuato se i problemi dei giovani sono legati solo al mercato del lavoro. Si
tratta di giovani che hanno un bisogno di assistenza medio o alto. Dopo il colloquio
approfondito, viene presa una decisione riguardo ulteriori interventi. Una descrizione
dettagliata del colloquio approfondito è inclusa nel prossimo capitolo (vedi capitolo 6).
Viene anche illustrato un esempio di colloquio approfondito in pratica.
Il colloquio iniziale si può trovare nel CD-ROM. Al fine di garantirne il corretto utilizzo,
abbiamo anche incluso una checklist inclusa anch’essa nel CD-ROM.
Colloquio valutativo iniziale – primo contatto. L’esempio
di Basma.
Basma ha 19 anni e viene dalla Turchia. Vive in Austria da tre anni. È cittadina austriaca
grazie a suo padre che vive e lavora in Austria già da molto tempo. Basma si è recata dalla
sig.ra Yigitsoy (Verein Multikulturell) perché vorrebbe diventare un’insegnante di scuola
materna. Anche se la consulente ha valutato il sogno di Basma come un obiettivo a lungo
termine, le ha comunque mostrato il modo di realizzarlo. Poi, la sig.ra Yigitsoy ha proposto
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un colloquio valutativo iniziale. Voleva conoscere Basma e riordinare le informazioni su di lei
e Basma ha acconsentito.
Il modulo di valutazione iniziale compilato (senza dati personali) si può vedere qui di seguito.
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Figure 9: Colloquio
iniziale, part II/1
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9
Figure
10:
Colloquio
iniziale, part
II/2
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10
Cosa serve a Basma?
Area tematica
Necessità di assistenza
Documenti e aspetti legali
Situazione abitativa
−
Istruzione e competenze
−
−
Immigrazione / vita in Austria
−
Istruzione turca - non riconosciuta in Austria
Istruzione generale in Austria -> parecchi mesi come
studente speciale; diploma di scuola post-secondaria
Conoscenza insufficiente del tedesco
Si sente inferiore, non è accettata dagli insegnanti e dagli
studenti a scuola
Il desiderio di Basma di diventare maestra di scuola
dell’infanzia è molto lontano dalla realizzazione
− Non vuole spostarsi
−
Lavoro
Situazione finanziaria
Salute
Pochi amici di nazionalità turca, una rete di rapporti sociali
limitata
− Aiuto limitato da parte dei parenti (il padre è l’unico che
lavora in famiglia, vive in Austria da molto tempo, mentre la
madre e i fratelli sono immigrati da solo tre anni); i genitori
non conoscono molto il sistema di istruzione e non le
possono dare una mano, ma le sono vicini moralmente.
−
Relazioni sociali
Schemi di aiuto e enti
Figura 11: Colloquio valutativo iniziale, parte III – necessità di assistenza
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Piano di intervento di Basma
Lista delle precedenze
Qual è l’argomento più importante che deve essere
affrontato subito?
1. Migliorare la conoscenza del tedesco
2. trovare un lavoro che sia una valida alternativa
alla maestra nella scuola d’infanzia
3. Migliorare l’istruzione
Azione / risorse
Che si può fare?
−
Cercare corsi di lingua
−
Iscriverla ad un corso
−
Cercare lavori simili alla maestra d’asilo
−
Iniziare un’istruzione che non interferisca con il
suo desiderio di diventare insegnante.
Ottenere referenze dall’ufficio del lavoro per
rimandare la formazione
−
Di quale area tematica si deve tener
colloquio valutativo approfondito?
O documenti e aspetti legali
O situazione abitativa
istruzione e competenze
immigrazione / vita in Austria
lavoro
Inviare a:
conto
durante
il
O situazione finanziaria
O salute
relazioni sociali
O schema di aiuto e centri di assistenza
O altro:_________________________
1. Ufficio per l’impiego
2. Incontri regolari con la consulente (Verein Multikulturell )
Bisogno di assistenza
O niente o poco bisogno di assistenza
bisogno di assistenza medio alto
Figura 12: colloquio valutativo iniziale, parte IV – piano di intervento
Le risposte alle principali domande hanno consentito alla Sig.ra Yigitsoy di trarre le conclusioni che
la “mancanza di fiducia professionale” di Basma per quanto riguarda le aree di “Istruzione e
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competenze” e “Lavoro” colpisce altre due aree, vale a dire “Immigrazione / vita in Austria” e
“relazioni sociali”. In Turchia, i risultati a scuola di Basma sono stati elogiati da insegnanti e dagli
amici. In Austria, è completamente diverso. Basma non è stata in grado di capire nulla nel suo
nuovo corso e non ha potuto avere qualsiasi contatto con altri studenti. Anche se ha pochi amici
turchi, Basma considera la sua rete sociale come piuttosto limitata.
Tenendo conto dell’insoddisfazione di Basma per la situazione sociale e per la vita in Austria, la
sig.ra Yigitsoy ha deciso che i settori “Immigrazione / vita in Austria” e “Rapporti sociali”
dovevano essere ridiscussi con Basma, insieme con le aree “Istruzione e competenze” e “Lavoro”.
Anche se Basma può fare affidamento su delle risorse (ad esempio una buona situazione abitativa,
nessun problema finanziario), la signora Yigitsoy ha deciso che il bisogno di assistenza della
ragazza era medio - alto per raggiungere la sua piena integrazione nel mercato del lavoro. Alla fine
dell’incontro, la sig.ra Yigitsoy ha suggerito un’altro incontro, durante il quale desidera utilizzare il
colloquio intensivo per valutare con precisione la necessità di assistenza di Basma.
Un colloquio intensivo approfondito sarebbe decisamente troppo lungo per essere incluso in questa
pubblicazione. Un piano per aiutare Basma è descritto nel capitolo 7.8.
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Colloquio iniziale