CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA IX LEGISLATURA III COMMISSIONE CONSILIARE “SANITA’ E ASSISTENZA” Seduta del 16 novembre 2011 processo verbale n. 30/2011 Il giorno 16 novembre 2011 alle ore 14.30, è convocata a norma dell’art. 31, primo comma, del Regolamento generale, presso la sede del Consiglio regionale, la III Commissione consiliare, per la trattazione degli argomenti di cui all’ordine del giorno. Presiede la seduta il Presidente Margherita PERONI. Assistono alla seduta il dirigente dell’Ufficio Assistenza alle commissioni in materia di sanità e assistenza Pina FIERAMOSCA, la responsabile di posizione organizzativa Germana RENCRICCA, con funzioni di verbalizzante. Alle ore 15,00 il Presidente Margherita PERONI, apre la seduta. Argomento n. 1 dell’o.d.g. Comunicazioni del Presidente Informo che sono pervenute alla Commissione alcune note ed alcuni atti comunitari, il cui elenco è stato trasmesso. Voglio innanzitutto ringraziare la nostra Segreteria perché il trasloco è avvenuto ieri. Non è stato facile per loro riuscire a permettere a noi oggi di svolgere di lavori della Commissione, però come vedete ci sono riusciti e quindi li ringraziamo. È la prima seduta di Commissione che si svolge in questa nuova sede, quindi stiamo sperimentando il funzionamento di tutto. Se qualcosa non andrà bene abbiate pazienza, ma questa è la prima occasione. Riprendiamo oggi la discussione sul PDL n. 66 che avevamo interrotto qualche mese fa. Prima, però, di partire con la discussione del PDL n. 66 vi faccio presente che avete ricevuto due note. La prima è del Presidente del Consiglio con la quale trasmette gli atti comunitari. La seconda nota riguarda una richiesta rivolta alla Commissione dall’Associazione “Senza Limiti”. Si tratta di una richiesta di audizione per la difficile situazione nei servizi socioassistenziali (RSA, RSD, CDI, CDD) in Lombardia. Terremo conto di questa richiesta di audizione anche se, nel frattempo, già da qualche settimana sono state presentate da voi delle richieste di audizione che abbiamo già previsto di calendarizzare. La prima richiesta riguarda il San Raffaele e l’audizione dai sindacati CGIL, CISL e UIL. Inoltre, dobbiamo presentare le regole di sistema che la Giunta si appresta ad approvare, se non i primi di dicembre, alla fine di novembre. 2 È un provvedimento sul quale la Commissione è sempre stata chiamata ad esprimersi sia pure non con un voto, ma con un parere e con delle osservazioni che possono essere fatte ad un provvedimento così importante. Per questa ragione vi faccio presente quale potrebbe essere la nostra mappa per le prossime settimane. Lunedì prossimo, contrariamente a quanto di solito avviene perché noi ci riuniamo il mercoledì, su richiesta dell’Assessore Bresciani e del Direttore generale Lucchina anticipiamo la trattazione e l’illustrazione alla Commissione delle regole di sistema. Questo perché l’Assessore Bresciani e il Direttore Lucchina sono impegnati a Roma mercoledì. Ci ritroveremo lunedì dalle ore 14 alle ore 15.30 per un provvedimento che merita approfondimento e poi fino alle ore 16 incontreremo l’Assessore Boscagli perché la presentazione delle regole di sistema prevede tutte e due le partite, sia quella sanitaria che quella delle politiche per la famiglia. Mercoledì, che è giorno di seduta ordinaria, ci riuniremo con un primo momento dedicato alle audizioni dei sindacati per quanto riguarda il San Raffaele e nella seconda parte, quindi alle ore 15, ci occuperemo dell’illustrazione del bilancio. Non è detto che gli Assessori possano essere presenti in Commissione anche per il bilancio che noi dobbiamo licenziare entro il 30, quindi nella seduta della settimana successiva. Penso che in occasione della discussione e dell’illustrazione delle regole di sistema potremmo chiedere all’Assessore Bresciani e all’Assessore Boscagli di integrare l’illustrazione delle regole anche con la partita bilancio, che oltretutto vede i due argomenti integrarsi e quindi è anche funzionale la discussione. Informo, altresì, che il relatore dei provvedimenti finanziari sarà il Vice Presidente, Stefano GALLI. Dobbiamo poi procedere anche alla nomina dei Relatori. Per quanto riguarda la seduta odierna noi abbiamo soltanto all’ordine del giorno il PDL n. 66. Chiedo, prima di procedere con l’illustrazione, se da parte vostra ci sono delle richieste, delle osservazioni. Consigliere GIRELLI Presidente, volevo solo chiederle riguardo alle regole di sistema se fosse possibile averne una copia preventivamente rispetto all’incontro con gli Assessori, proprio per poter rendere più proficuo l’incontro e arrivare anche preparati nel merito e avere già qualche osservazione, domande o chiarimenti da poter sottoporre agli stessi. Presidente PERONI È una richiesta di buonsenso. Non so se sarà fattibile. La condividiamo perché è di buonsenso, però credo che stiano lavorando anche in questi giorni a queste regole e probabilmente le stanno perfezionando. Forse un testo definitivo in questo momento non c’è. È una richiesta che faremo magari senza pretendere il testo definitivo, ma solo delle schede che facciano capire quali sono i criteri orientativi e che cosa cambia rispetto alle regole del 2010 per il 2011. Informo che lunedì dalle 14 alle 15.30 si svolgerà l’incontro con l’assessore Bresciani e poi dalle 15.30 alle 16-16.30 con l’Assessore Boscagli. Mercoledì ci occuperemo invece del bilancio e delle audizioni con i sindacati. Faccio presente agli altri Colleghi che avevano chiesto le altre audizioni che anche queste verranno programmate, compatibilmente con i tempi a nostra disposizione. 3 Argomento n. 3 dell’o.d.g. PDL N. 66 - Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 12 marzo 2008, n.3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario) e 13 febbraio 2003, n.1 ‘Riordino della disciplina delle Istituzioni pubbliche e beneficenza operanti in Lombardia Abbinato a: PDL N. 72 - Norme per la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie e sperimentazione dell’indicatore fattore famiglia - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario) Presidente PERONI Possiamo procedere con il PDL n.66. Avete tutti il materiale che è stato trasmesso dalla Commissioni, abbiamo oggi due pacchetti di emendamenti. Il primo pacchetto è quello che voi avete già ricevuto on line e che probabilmente vi è già stato distribuito in forma cartacea. Procediamo con la distribuzione degli ulteriori emendamenti presentati. Spiego perché noi abbiamo due pacchetti di emendamenti. Il primo pacchetto che avete ricevuto on line è il pacchetto che presento come Relatore del provvedimento. È un pacchetto di emendamenti – è un po’ pretenzioso dire “pacchetto” – di portata molto contenuta. Questi emendamenti sono soprattutto frutto delle discussioni che ci sono state nelle sedute precedenti. Sono emendamenti che non solo nascono dalla volontà del Relatore, ma sono nati proprio per volontà della Commissione, che su alcuni punti ha ritenuto di apportare delle modifiche al testo base. Consigliere BORGHETTI Presidente, volevamo fare un’osservazione di metodo perché questa è la prima volta che ci troviamo a riparlare di questo progetto di legge di interesse di tutta la Commissione, come noi più volte abbiamo sottolineato. Siamo in pendenza di alcune risposte a delle domande che vennero fatte durante l’ultima volta che abbiamo trattato questo argomento non soltanto da noi dell’opposizione, ma in maniera molto puntuale anche da alcuni Consiglieri di maggioranza: ho qui il verbale dell’8 giugno. Rileggo le parole del Consigliere Galli che appunto chiedeva di avere qualche dato. Siccome poi non abbiamo più avuto notizie mi sembra giusto, prima di entrare nel merito della discussione, capire, rispetto a quelle richieste che sono rimaste in sospeso, fatte un po’ da tutta la Commissione, che prospettive ci dà la Giunta visto che sono presenti dei rappresentanti 4 proprio a nome della Giunta. Sono richieste importantissime rispetto anche al merito nel quale ci possiamo addentrare. Le richieste riguardavano delle simulazioni sull’applicazione di alcuni criteri, riguardavano le linee guida di quello che sarà il Regolamento, perché sappiamo tutti che questa non sarà una legge che potrà moltiplicare le risorse, però dato che deve fare equità, e ci teniamo molto a questo concetto, sarà fondamentale come poi si tradurranno i principi – sempre se si tradurranno – di cui stiamo discutendo nella legge. Mi sembrava giusto che da parte sua, Presidente, o da parte della Giunta, ci fosse detto se quelle richieste avranno a breve o meno una risposta. Poi entriamo nel merito, eventualmente, della trattazione. Mi sembrava giusto farvi notare questo passaggio perché altrimenti sembra che abbiamo dimenticato il punto in cui eravamo rimasti. Per adesso non aggiungo altro. Presidente PERONI Ricordo anch’io questa vostra richiesta e l’impegno a trasmettere la documentazione utile ai fini della comprensione anche del percorso, oltre che degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Mi è stato dato, e ho chiesto di poterlo trasmettere on line in modo da poterlo stampare, questo fascicoletto illustrativo che dovrebbe essere utile a capire innanzitutto quali sono davvero gli obiettivi e poi alcuni dati di natura quantitativa e numerica. Ho chiesto di trasmetterlo on line in modo da poterlo stampare per poterne dare copia a ciascuno di voi, in modo che prima della fine della Commissione la dottoressa Palmieri e la dottoressa Marzi, anche con un’illustrazione non troppo approfondita, ce lo possano presentare. Valuterete voi poi se questo materiale è sufficiente o è ancora insufficiente ai fini della prosecuzione dei nostri lavori. È certamente interessante, quindi facciamo in modo che questo possa essere non solo distribuito, ma anche presentato. In attesa che sia trasmesso e distribuito questo fascicolo illustrativo riprendiamo la questione emendamenti. Come vi dicevo ci sono due pacchetti di emendamenti. Il primo riguarda gli emendamenti che sono già frutto di discussioni in Commissione sui quali poi ritornerò in modo analitico ad uno ad uno. Il secondo pacchetto di emendamenti è quello che come Relatore presenterò, ma che sono frutto di un lavoro fatto dall’Assessorato che ha prodotto questi emendamenti per la Commissione. Sono emendamenti corposi che meritano di essere considerati con attenzione perché riguardano delle partite importanti. Se siete d’accordo, inizierei a ripercorrere il lavoro che abbiamo fatto sul testo base, sul PDL n. 66 e a richiamare gli emendamenti che vi sono stati inviati. Consigliere BORGHETTI Il tempo è prezioso, però c’è anche un ordine logico che forse potrebbe esserci utile. Onestamente sarebbe meglio che la Giunta o gli uffici ci aggiornassero su questo lavoro che risponde, speriamo, ai quesiti che abbiamo posto l’ultima volta che ci siamo incontrati piuttosto che entrare direttamente nel merito. Non voglio dire che dalla risposte di oggi dipende il futuro di questa legge, però certamente molto dipende dai dati che aspettiamo di conoscere dagli uffici per il prosieguo dell’iter di 5 questa legge. Non credo di dover aggiungere troppo. Presidente PERONI Innanzitutto vi ricordo che abbiamo in discussione il bilancio e la Finanziaria,. il Relatore sarà il Vice Presidente Galli. Non abbiamo in discussione il collegato perché quest'anno nel testo del collegato non ci sono norme che riguardano la III Commissione e, quindi nella seduta che riguarda gli atti di bilancio abbiamo soltanto la legge finanziaria e bilancio di previsione. Tutti i fascicoli sono stati distribuiti, quindi possiamo riprendere i nostri lavori. Le dottoresse Palmieri e Marzi sono presenti – le ringrazio – per l’Assessorato. Inizia la dottoressa Palmieri. Dott.ssa PALMIERI L’opuscolo riprende gli obiettivi del progetto di legge. In particolare, abbiamo preparato delle slide. La prima slide riguarda un breve momento di comparazione anche con la ridefinizione delle tendenze europee che tengono conto delle peculiarità: l’invecchiamento della popolazione, che incrementa la domanda di cura - oggi già due milioni di anziani sono presi in carico – la circostanza che comunque le politiche per la famiglia e la conciliazione nel nostro Paese non vedono destinate tantissime risorse e, quindi, occorre trovare il sistema di ottimizzare le esistenti; la bassa crescita del nostro Paese e quindi ci saranno dei tagli, di cui tutti siamo a conoscenza, sui fondi sociali. In particolare, c’è la bozza di riforma della delega assistenziale che prevede la revisione degli indicatori di situazione economica equivalente, con particolare attenzione alla composizione del nucleo familiare e al riordino dei criteri per l’accesso alle prestazioni socio-assistenziali. Poi abbiamo le riforme di tutta Europa e i criteri di rimodulazione per garantire i servizi sociali di base, in particolare, a chi ne ha più bisogno, quindi comunque è necessario introdurre dei criteri di accesso che tengano conto della reale valutazione del bisogno della persona. Per quanto riguarda la nascita e i limiti dell’ISEE abbiamo ripercorso, con una slide apposita, quella che è l'esperienza lombarda e abbiamo evidenziato quello che è il particolare limite dell'ISEE, cioè non tenere sufficientemente conto della composizione del nucleo familiare in termini di carichi di cura che la famiglia riesce a dare, la condizione lavorativa dei componenti la famiglia e la presenza di persone disabili non autosufficienti o anziane. Abbiamo ricordato quelle che sono le esperienze lombarde in materia di ISEE: in particolare il buono scuola e il fondo sostegno affitti che hanno fatto riferimento all'ISEE e il fatto che la disciplina del PDL n. 66 si ispira a principi di equità e di certezza introducendo un metodo di valutazione della situazione economica familiare che tutela maggiormente la famiglia bisognosa. È bene specificare fin dall’inizio che tutta l’attuazione del PDL è nei Regolamenti attuativi che, su espressa disposizione della proposta di legge, saranno approvati anche dalla Commissione consiliare. Quindi, l’immediato effetto dell’entrata in vigore del PDL n. 66 non è un diverso calcolo del fattore famiglia, ma è l’obbligo di approvare un Regolamento che preveda i sistemi di graduazione del fattore famiglia, che sono tutti rinviati alla disciplina attuativa. Per quanto riguarda gli obiettivi abbiamo ripreso l’oggetto e le modifiche proposte al progetto 6 di legge anche in termini di riferimento alle aziende dei servizi pubblici, mentre per quanto riguarda gli obiettivi del fattore famiglia abbiamo ricordato quelli che sono gli obiettivi principali: riconoscere i compiti di cura della famiglia, commisurando lo strumento di valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura, garantire il principio di uguaglianza sostanziale aumentando l’offerta dei servizi e la loro accessibilità da parte dei soggetti più deboli o in stato di bisogno, assicurare la piena giustizia redistributiva commisurando il grado di compartecipazione all'effettiva situazione economica della persona e del suo nucleo familiare, bilanciare esigenze di stabilità finanziaria e diritto all'assistenza ampliando l'offerta dei servizi su base regionale e garantendo l'effettività del diritto sociale all’assistenza senza fare esplodere la spesa. Abbiamo in breve ripercorso quelle che sono le risorse gestite dai Comuni. I dati che abbiamo a disposizione sono i dati ISTAT riferiti al 2009. Vengo al totale delle risorse della parte sociale. A pagina 6 c’è l’esplosione delle due spese, quelle gestite dai Comuni (la spesa sociale) e quelle erogate dalla Regione (la spesa sociosanitaria). La spesa dei Comuni è stimata nel 2009 su 1.336 milioni di euro. La spesa di Regione Lombardia nel 2009 era 1.500 milioni di euro. Abbiamo anche evidenziato nella slide 7 quelli che sono gli elementi di differenziazione tra l'ISEE tradizionale e il fattore famiglia lombarda. In particolare, abbiamo l'introduzione dei redditi esenti nel computo dell'indicatore reddituale, l'introduzione di massimali reddituali e franchigie patrimoniali rivalutate sul numero dei componenti, l'introduzione di maggiorazioni per anziani soli, gravi disabili, monogenitorialità, componenti a carico con un'età inferiore ai ventisei anni, monoreddito, affidamento eterofamiliare. Per le RSA e i centri diurni integrati, ai fini del calcolo dell’indicatore reddituale, il fattore famiglia considera non solo il reddito dell'assistito e del suo nucleo, bensì anche quello dei parenti fino al primo grado. Per quanto riguarda, invece, le singole scale di equivalenza e le maggiorazioni, trovate delle simulazioni che sono del tutto ipotetiche, perché queste simulazioni sono state fatte presumendo in via ipotetica che l’approvazione del Regolamento prevedesse determinate cose. La simulazione tiene conto, quindi, di una cosa che in questo momento non esiste, cioè il Regolamento. Se si approva la legge, ma non si approva il Regolamento tutto quello che c’è scritto qua non si applicherà mai perché la legge demanda per la parte applicativa al Regolamento. Ci siamo, quindi, immaginati di diventare legislatori, di approvare anche il Regolamento e di applicarcelo. Quindi, le simulazioni che adesso vi illustrerà la dottoressa Marzi non sono gli effetti del progetto di legge o della legge in approvazione ora, ma sono gli effetti di un ipotetico Regolamento che la Giunta approverà e che questa Commissione vedrà come da espressa previsione legislativa. Quindi, se il Regolamento prossimo futuro nulla dirà sugli asili nido questa simulazione resterà un esercizio che abbiamo fatto per avere un’idea di quella che può essere l’introduzione del fattore famiglia. Siamo partiti dalle due ipotesi che maggiormente sono vicine alle famiglie e che quindi, presumibilmente, saranno disciplinate per prime senza, però, con questo voler occupare campi 7 che sono della politica e non sono della tecnica. Comunque, adesso vi forniamo le simulazioni con questa specificazione. Dott.ssa MARZI Riagganciandomi a quello che diceva la dottoressa Palmieri, siamo partiti dall’allegato presente nel decreto legislativo n. 109 che va a individuare le scale di equivalenza. Siamo partiti da questo per fare un’ipotesi di applicazione del fattore famiglia, per poterlo sperimentare tenuti fermi i principi sanciti dal decreto legislativo n. 109. Abbiamo previsto dei correttivi sulle scale di equivalenza che trovate a pagina otto. Abbiamo preso due Comuni e quindi gli asili nido gestiti dal Comune di Arese e dal Comune di Bergamo e abbiamo applicato in via esemplificativa, queste scale di equivalenza. Abbiamo provato, in base a quello che ci dice il PDL n. 66, a fare dei correttivi sulle scale di equivalenza, che saranno poi successivamente oggetto del Regolamento attuativo partendo sempre dalle scale di equivalenza disciplinate dall’ISEE e facendo dei correttivi in base ai principi sanciti dalla proposta di progetto di legge. Come vedete, a pagina otto, abbiamo, in base al numero dai componenti, l’ISEE sulla colonna di destra e al centro il fattore famiglia lombardo che si incrementa in base alla numerosità dei componenti della famiglia. Tenuto conto di quello che diceva prima la dottoressa Palmieri sul dato dell’equità sociale, sulla colonna di destra avete anche dei correttivi che non sono presi in considerazione dalle scale di equivalenza del decreto legislativo n. 109. Quindi, il fattore famiglia lombardo prende in considerazione l’anziano solo, quindi dà un peso maggiore all’anziano solo con delle maggiorazioni, alla condizione di monogenitorialità e dà un peso maggiore anche al discorso dell’invalidità, della disabilità grave (vediamo che rispetto all’ISEE c’è una maggiorazione dello 0,20) e dei minori con disabilità grave che passa da 0,50 a 0,90. Considera, poi, anche l’affidamento eterofamiliare. Ci sono, quindi, dei correttivi che poi, in base alle simulazioni, ci hanno portato ad un mero calcolo, oggetto della simulazione. Abbiamo visto cosa succede come esempio di calcolo dell’indicatore del fattore famiglia a confronto con l’ISEE. Abbiamo preso quattro caratteristiche di nuclei familiari. Abbiamo visto cosa succede se il numero di componenti è costituito da tre, di cui due genitori con un minore di ventisei anni, di cui uno percettore di reddito con un affidamento eterofamiliare, con un reddito, un patrimonio mobiliare e canone di locazione. Poi abbiamo preso in considerazione la famiglia con un componente, quindi l’ipotesi della monogenitorialità e quando c’è un soggetto maggiore di 65 anni, quindi l’anziano solo, percettore di reddito. Abbiamo considerato un reddito di 25.000 euro, un patrimonio mobiliare di 5.000 euro e canoni di locazione. Poi, per esaminare tutte le fattispecie dell’esemplificazione abbiamo preso in considerazione quattro componenti di cui due genitori e due minori di ventisei anni. Abbiamo preso in considerazione la presenza di un disabile invalido perché volevamo vedere appunto come andava a incidere, sempre per il discorso dell’equità, percettori di reddito due, affidamento eterofamiliare, reddito 55.000 euro, patrimonio immobiliare e gli altri sono uguali. Poi abbiamo la caratteristica del nucleo familiare con tre componenti di cui uno è genitore. 8 Abbiamo un percettore di reddito, una famiglia senza un disabile e quindi abbiamo visto anche l’ipotesi di presenza e assenza di disabili nel nucleo familiare con un reddito inferiore. A pagina tredici vedete i due casi che abbiamo preso in considerazione: i casi di Arese e i casi di Bergamo. Li abbiamo scelti perché avevamo i dati a disposizione. Non è così facile andare comunque a recuperare i dati comunali. Questo è stato il campione preso come riferimento. Naturalmente hanno due Regolamenti ISEE diversi. Arese ha quattro scaglioni, Bergamo ne ha otto. Arese prevede un’esenzione per ISEE uguale a zero, mentre Bergamo prevede una retta minima. Bergamo non prevede, quindi, esenzioni. Abbiamo ad Arese una retta massima di 493 euro al mese, a Bergamo invece la retta è di 527 euro al mese. Abbiamo, quindi, una diversità. L’ultimo scaglione ISEE per Arese è 33.500 euro, per Bergamo è 21.700. La retta media – abbiamo fatto un’analisi - per Arese è di 304 euro e per Bergamo è di 214 euro. Naturalmente negli asili lombardi si riscontrano strutture tariffarie molto diversificate perché i Regolamenti di applicazione dell’ISEE sono molto diversificati. Da questo deriva anche il fatto che abbiamo comportamenti sul territorio molto disomogenei. Questi sono due campioni, ma avevamo fatto una prima analisi di Regolamenti sulla situazione anche di Comuni che non applicano l’ISEE. C’è una situazione disomogenea, come potete vedere già nell’applicazione di questi due campioni. Naturalmente per assorbire l’eventuale maggiore spesa i Comuni potranno intervenire sulla struttura tariffaria, agendo sulla retta massima o sugli scaglioni di reddito. Queste poi sono scelte comunali perché i Comuni hanno una loro autonomia nell’applicazione dei principi dettati dalla legge e dal Regolamento. Sul fattore famiglia lombardo bisogna fare un’altra importante considerazione, anche perché poi la simulazione bisogna verificarla caso per caso perché proprio in base ai campioni che prendiamo la situazione cambia anche come impatto del fattore famiglia lombardo. Ecco perché la Giunta regionale ha voluto sperimentare il fattore famiglia lombardo in alcuni Comuni della Lombardia. L’introduzione del fattore famiglia lombardo è un criterio di compartecipazione alla spesa da parte degli utenti. La sperimentazione, che partirà all’inizio dell’anno prossimo, sarà mirata a scegliere un campione di Comuni lombardi - si sta lavorando con ANCI per l’individuazione di questi Comuni - per valutare eventuali criticità operative dello strumento del fattore famiglia in Lombardia. Il problema è sperimentare il tutto per capire dove sono le criticità. Questo servirà per l’adozione del Regolamento e l’applicazione del progetto di legge. Avremo quindi l’adozione del fattore famiglia nei Comuni di sperimentazione attraverso l’introduzione di nuovi Regolamenti comunali. La sperimentazione ci servirà anche per costruire con i Comuni il Regolamento attuativo e vedere i correttivi che vanno maggiormente ad impattare. C’è poi la valutazione puntuale degli impatti dell’applicazione del fattore famiglia sui Comuni della sperimentazione. Entro l’inizio dell’anno prossimo inizieremo questa sperimentazione. Vengo al tema della convergenza dei livelli istituzionali e impatto sulla normativa. Con il 9 progetto di legge n. 66 si otterranno uniformità e differenziazioni sul territorio regionale e i criteri di accesso alla compartecipazione in servizi. Non vengono lese le prerogative dei Comuni che restano liberi di stabilire, sulla base delle risorse disponibili e delle scelte politiche, i limiti degli scaglioni e gli importi delle prestazioni sociali. Vengono individuati quelli che potrebbero essere i potenziali ambiti di applicazione del fattore famiglia come estensione. A pagina diciassette, sempre prendendo in considerazione la fonte ISTAT, c’è l’impatto del fattore famiglia sui Comuni. Una parte sarà compensata comunque dalla sperimentazione che è stata stanziata con la delibera di luglio sul discorso bando della legge n. 23. Dott.ssa MARZI Abbiamo stanziato 1,5 milioni di euro. Vengo all’ultima slide. Sono stati calcolati a partire da un campione estratto dall’indagine sui bilanci delle famiglie italiane di Banca d’Italia. Tali simulazioni effettuate sono valide sotto alcune ipotesi di lavoro come la rappresentatività del campione. Comunque, come dicevo prima, caso per caso, bisogna andare ad individuare quello che è l’impatto. Comunque, i fattori da prendere in considerazione sono tanti e ci sono tante variabili, partendo dall’ipotesi di lavoro che ci siamo prefissati. Presidente PERONI Ringrazio la dottoressa Palmieri e la dottoressa Marzi per l’illustrazione. Credo che ci abbiate fatto capire anche la complessità del lavoro che bisogna sostenere per avere un’idea sempre più precisa di quello che può determinarsi, a maggior ragione se, come si dice nella slide numero sedici, gli ambiti di applicazione del fattore famiglia possono essere non soltanto quelli riservati ai servizi alla persona in campo sociale, assistenziale e sociosanitario, ma anche quelli che riguardano l’istruzione, la formazione lavoro, i trasporti, la casa, la sanità stessa. E’ evidente che dobbiamo fare un lavoro con grande ponderazione ed equilibrio e anche con grande determinazione. Chiedo ai Colleghi se possiamo a questo punto procedere o se hanno in merito a questa illustrazione delle domande da porre o delle considerazioni da fare. Consigliere GALLI Volevo solo fare una richiesta alla dottoressa Palmieri perché nella sua illustrazione ha parlato delle simulazioni. Queste simulazioni le ha definite “ipotetiche”. Se sono ipotetiche volevo chiedere come si stanno utilizzando 1,5 milioni di euro che l’Assessorato si è assegnato per questi studi. 10 Dott.ssa PALMIERI Perché è una sperimentazione e la sperimentazione dà delle basi. La sperimentazione è concordata con l’ANCI sulla base della delibera di luglio. Dall’accordo quindi con l’ANCI si scelgono quelle che sono le unità d’offerta dove verrà effettuata la sperimentazione e quelli che saranno i parametri. L’accordo è in corso adesso con ANCI. La sperimentazione partirà dal 1° gennaio. Vista la pressante richiesta di valutazioni e di anticipare quelli che possono essere i possibili effetti abbiamo cercato di effettuare una sperimentazione che potesse dare dati più certi di quelli che abbiamo adesso. A parte che adesso abbiamo usato tutti i dati ufficiali come Banca d’Italia piuttosto che ISTAT, però la facciamo anche sulla realtà visto che cambia molto velocemente. La facciamo anche su delle realtà precise della situazione lombarda. Come avrete visto nelle slide c’è una forte frammentazione. I Comuni di Arese e Bergamo sono stati scelti non solo perché si sono prestati a darci i dati, ma anche perché erano due aree abbastanza omogenee. Su quelle due aree già c’è una disparità in termini di rette e in termini di quanto paga la famiglia. Quindi, se io mi trasferisco da Arese a Bergamo mi costa quasi 200 euro al mese, 104 euro avevamo visto. Questa è una delle principali finalità del PDL: uniformare quelle che sono le compartecipazioni comunali e le compartecipazioni degli utenti alle spese sociali. È ovvio che se il Regolamento si sposta su Bergamo o su Arese questo può cambiare l’effetto. Il Regolamento potrebbe introdurre criteri più strong o più blandi a seconda di quella che sarà la situazione economica di quando entrerà in vigore il Regolamento, perché se non ci saranno più i fondi sociali forse questi Regolamenti diranno delle cose molto più pesanti di quanto non pensiamo adesso che possano dire. Consigliere GALLI A che punto siamo con i Regolamenti? Dott.ssa PALMIERI A questo punto aspettiamo che entri in vigore la legge. La sperimentazione c’è e possiamo portare in Commissione eventualmente gli esiti quando si avvierà il tutto. Consigliere GALLI Sarebbe meglio evitare la parola “eventualmente”. Li porti perché comincio ad avere forti perplessità. Presidente PERONI Questa sperimentazione è molto importante da seguire. Visto che state con l’ANCI scrivendo i contenuti di questo accordo, quindi di come si svilupperà questa sperimentazione, magari la volta prossima portate qualche informazione in più sulla sperimentazione e sull’intesa con l’Associazione dei Comuni in modo che la Commissione possa conoscerla. Credo che abbia trovato sorpresi un po’ tutti i Colleghi perché non si aveva idea di questo accordo con l’ANCI per la sperimentazione. 11 Consigliere BORGHETTI Deduco dalla domanda del Presidente Galli che la sperimentazione avrà un costo, come sperimentazione, di 1,5 milioni di euro. È una cifra consistente ed è interessante capire più in dettaglio di che cosa si tratta. Non sono soldi messi su dei servizi, ma sono soldi messi per fare una sperimentazione. La risposta è “sì”: 1,5 milioni di euro è il costo della sperimentazione che si avvierà in collaborazione con ANCI Lombardia. Dott.ssa PALMIERI Però la sperimentazione è sui servizi. Consigliere BORGHETTI Sono soldi che vanno a pagare dei servizi? Dott.ssa PALMIERI Sì, vanno ai Comuni per pagare dei servizi. Consigliere BORGHETTI Va bene. Dott.ssa PALMIERI 1,5 milioni di euro sono tanti soldi! Consigliere BORGHETTI Sono 1.500 Comuni. Dott.ssa PALMIERI Vari Comuni sono compresi nella sperimentazione e vari servizi. Consigliere BORGHETTI Cerco di capire meglio. Si tratterebbe di risorse aggiuntive che vengono date ai Comuni in qualche modo a compensare quello che questa prima proiezione dimostra, cioè che i Comuni verrebbero a supportare una spesa sociale e sociosanitaria maggiore. Dott.ssa PALMIERI No, non necessariamente. In questo momento sicuramente sosteniamo i costi, ma a regime 12 non sono costi maggiori perché se lei vede Arese e Bergamo uno spende più dell’altro. Quindi, se io li uniformo è ovvio che uno spenderà meno e uno spenderà di più. È diverso prendere la spesa globale di tutti i Comuni e la spesa del singolo Comune. A livello globale la spesa non cambia. Ovviamente se uniformo i criteri di Arese e Bergamo per uno dei due cambia. Consigliere BORGHETTI Chiedo scusa. Sicuramente sono un po’ tardo io, però a pagina tredici della presentazione si parla di strutture tariffarie vigenti per Bergamo e per Arese, non quelle che sarebbero esito dell’applicazione del fattore famiglia. Dott.ssa PALMIERI Quelle vigenti sono diverse. Con il fattore famiglia cambiamo il Regolamento comunale, perché queste tariffe nascono dai loro Regolamenti comunali che sono già correttivi dell’ISEE. Nel momento in cui uniformiamo quindi il fattore correttivo che il singolo Comune usa a livello generale la spesa non cambia. Se metto insieme Arese e Bergamo e faccio la somma tanto è prima e tanto è dopo, ma nel momento in cui, a livello regionale, regolamento quello che è il correttivo che i singoli Comuni introducono, è ovvio che per le famiglie è meglio, perché se mi trasferisco da Bergamo ad Arese ho lo stesso prezzo e pago lo stesso, ma per il singolo Comune cambia, perché adesso uno spende cento euro di più e uno spende cento euro di meno. Consigliere BORGHETTI Sì, però il saldo è quello di pagina diciassette, con l’aumento della spesa per gli utenti da una parte e per i Comuni dall’altra. Giusto? Dott.ssa PALMIERI No. Consigliere BORGHETTI A pagina diciassette si deduce che il fattore famiglia porta a un risparmio di risorse regionali pari a 50 milioni di euro, a fronte del fatto che c’è un incremento di spesa da parte delle famiglie di circa 48 milioni. Dott.ssa PALMIERI No, sta confondendo le due slide, sta confondendo le due colonne. Una è l’ipotesi fatta sul fattore famiglia-quota sociale; l’altra, invece, è l’ipotesi fatta nell’ipotetica soluzione che la compartecipazione del fattore famiglia passi anche sulla quota socio sanitaria. Quindi, sono due spese diverse che non vanno a compensazione l’una dell’altra. 13 Consigliere BORGHETTI Se ci limitassimo, quindi, all’applicazione del fattore famiglia sulla quota sociale avremo l’aumento di esborso sarebbe sulle spalle dei Comuni, giusto? Non sto criticando, ma sto cercando di chiarire il punto a beneficio della Commissione. Dott.ssa PALMIERI Sì, potrebbe essere eventualmente sul bilancio regionale, se il bilancio regionale stanziasse questi 3 milioni a favore dei Comuni. Questa è una scelta politica diversa, non necessariamente deve essere del Comune: può essere la Regione che, nell’ambito delle risorse, anziché finanziare certe politiche, finanzia questa politica. Consigliere BORGHETTI Mentre, sulla quota socio sanitaria la musica cambia in maniera ancora più evidente. Dott.ssa PALMIERI Quello è un altro film. Consigliere BORGHETTI Più consistente, perché anche le famiglie si troverebbero a sopportare un incremento non indifferente, però risparmierebbe la Regione. Dott.ssa PALMIERI La questione non è far risparmiare la Regione, ma se la Regione nel futuro avrà i fondi. Se li ha, sicuramente non è necessario che risparmi. Consigliere BORGHETTI Se alla fine il saldo è zero e abbiamo ottenuto gli obiettivi della legge, abbiamo fatto un’operazione positiva. Da questo punto di vista, sono convinto: abbiamo fatto più equità, abbiamo ridistribuito diversamente e in maniera più coerente rispetto ai bisogni e, anche a saldo zero, anzi magari fosse così, avremmo fatto un’operazione utile con regole uguali per tutti. Si tratta di capire se poi il saldo è zero, perché se il saldo, invece, è negativo per i Comuni e per le famiglie bisogna ragionarci. Dott.ssa PALMIERI Sì, bisogna ragionarci nel senso che comunque, per quanto riguarda la spesa sociale, le famiglie ci guadagnano sicuramente, perché comunque è più equo. È più riferito a quello che può essere il trasferimento dalla Regione ai Comuni. 14 Per quanto riguarda, invece, l’altro argomento, il discorso è diverso: è ovvio che l’altro fattore entra in gioco solo se dovessero venir meno o dovessero diminuirsi sensibilmente le quote del fondo socio sanitario. Consigliere BORGHETTI Nazionale, dice, per la Regione? Dott.ssa PALMIERI Sì, della Regione. Consigliere BORGHETTI È una prospettiva abbastanza concreta. Dott.ssa PALMIERI A quel punto, tagliamo i servizi. È lo stesso ragionamento del ticket. Consigliere BORGHETTI Insomma, ci stiamo preparando. Presidente PERONI Fatemi fare solo una battuta: prima o poi a questi ragionamenti, che riguardano le simulazioni, dovevamo arrivare. Credo che la seduta di oggi serva per cominciare a ragionare di numeri, di impatto, di condizioni oggettive reali delle persone e delle famiglie, con tutta la complessità che questa partita richiede, quindi anche con tutte le necessità di capire, lo dico soprattutto per loro, che sono il nostro front office, che devono fronteggiare le nostre richieste che – come diceva il Collega Borghetti – sono richieste di comprensione, di chiarimento. Anche la sperimentazione che state elaborando, e che noi non conosciamo, con l’ANCI. Poi darò la parola al Collega Carugo che prima mi chiedeva quali sono i Comuni coinvolti nella sperimentazione. Si tratta della necessità di capire che cosa si sta facendo per, giustamente e intelligentemente, arrivare all’applicazione del fattore famiglia nelle migliori delle condizioni. Noi possiamo anche aver scritto il testo di cui ci siamo innamorati e che ci piace tanto e poi, alla fine, prima dell’approvazione del Regolamento, vediamo che la sperimentazione, le simulazioni ci danno dei risultati, che magari ci motivano ad apportare delle correzioni. L’importanza – sottolineo, l’importanza – e la complessità del fattore famiglia l’abbiamo ben presente tutti. Ogni iniziativa che si conosce, sulla quale si ragiona e che si intraprende per avviare un lavoro serio finalizzato all’approvazione, ma soprattutto all’applicazione del fattore famiglia all’insegna dell’equità, del rigore e anche del buon utilizzo delle risorse, ben venga. Anche la seduta di oggi, tutte le problematicità, le osservazioni e le critiche vanno in questa direzione e credo che debbano essere colte con questo spirito di necessità di chiarezza. 15 Consigliere CARUGO Condividendo quello che lei ha appena detto, vorrei fare una domanda tecnica. Se un Comune – questo non lo so, mi sfugge – dice: “No, io non voglio applicarlo”, dal punto di vista legislativo lui può rifiutarsi o no? Il Comune di Monza – ne dico uno a caso – decide di non applicare il fattore famiglia, mantenendo il sistema in essere, mi chiedo se la Regione Lombardia può obbligare il Comune di Monza ad applicare il fattore famiglia? È ovvio che in una fase sperimentale può essere che il Comune di Monza non sia inserito in questo, ma la Regione ha potestà per obbligare un Comune ad applicare questo fattore? Dott.ssa PALMIERI Se il Comune di Monza ritiene di finanziare tutto lui, senza far pagare le famiglie, ben venga. Il PDL è uno strumento per un momento di crisi. Poi, se ci sono Comuni – ma pare che non ce ne siano più – che sono in grado di sostenere con risorse autonome, quindi senza i fondi sociali della Regione o dello Stato, i servizi sociali, pagarli in toto e non far compartecipare le famiglie, certo che non può essere peggiorativo. Questo serve come garanzia delle famiglie, affinché non paghino di più rispetto ad altri. Consigliere CARUGO Riformulo la domanda: dal punto di vista legale, la Regione Lombardia può obbligare un Comune ad applicare questo fattore famiglia? Noi non parliamo solo della spesa sociale, ma se potrà essere un giorno applicato sui trasporti e via elencando. Noi abbiamo la facoltà – guardo gli avvocati – di poter applicare, quindi di imporre il fattore famiglia – che io adoro, per ovvi motivi – costringendo il Comune ad applicarlo? Sì o no? Un qualsiasi Comune può dire di “no”, non solo per una questione economica, perché è autosufficiente, ma anche per una questione di principi? Può dire: “No, io non lo voglio applicare”? Presidente PERONI Mi scusi, dottoressa, credo che questo valga per il fattore famiglia come per i Piani di zona, come per tutte le altre politiche sociali, dove la Regione ha una competenza di indirizzo e di programmazione. Se la Regione destina risorse del fondo, credo che possa vincolare l’utilizzo con i criteri che stabilisce la Regione. Se il Comune utilizza solo le sue risorse, fa quello che vuole. Dott.ssa PALMIERI Giusto. In aggiunta, posso anche dire una cosa: nel momento in cui il Comune emette un atto illegittimo, cioè decide di disapplicare la legge regionale e applicare una cosa diversa, le famiglie possono fare ricorso. Il rimedio è anche giustiziale, quindi, come tutte le situazioni di illegittimità, o sono previste delle sanzioni specifiche o il rimedio è giustiziale, e pertanto si vedranno impugnati i loro atti al TAR. 16 Consigliere BORGHETTI Mi scusi, non voglio essere troppo leguleio, però è una materia che mi piace. Già ad oggi i Comuni sono in difficoltà proprio per questo motivo, nel senso che ogni Comune ha contenziosi con le famiglie per la mancanza di una chiara direttiva. Dott.ssa PALMIERI Praticamente noi abbiamo tolto questo elemento di complessità e abbiamo dato la protezione della legge, quindi i loro atti non sono più contestabili, perché sono comunque discendenti da una legge regionale. Uno degli obiettivi della legge – inserito anche nelle relazioni iniziali – è proprio quello di garantire l’uniformità al fine di far risparmiare ai Comuni tutta quella serie di contenziosi che si trovano. Diciamocelo francamente, tanto ormai siamo proprio nel vivo dell’argomento: loro il fattore famiglia se lo stanno applicando a livello comunale, ed è quello che fomenta il contenzioso e che crea una situazione di distorsione e illegittimità a cui il PDL vuole porre rimedio. Consigliere CARUGO Credo che questo sia un argomento da approfondire – giusto, Collega Galli? – perché credo che ci sia un aspetto giuridico-legale non indifferente. Consigliere GIRELLI Volevo chiedere solo una cosa. Relativamente ai dati di bilancio (tabella a pagina diciassette, che è un po’ esemplificativa), mi sembra di aver capito che, per quanto riguarda il sociale, è quello che entrerebbe in vigore, mentre la parte socio sanitaria è un’ipotesi di lavoro. La domanda è questa: le cifre che sono state considerate nelle simulazioni sono quelle che ci troveremo illustrate a bilancio nella prossima settimana, quando ci verrà presentata l’ipotesi di bilancio? Dott.ssa PALMIERI No, proprio perché – come le dicevo – questa è una simulazione. Le cifre prese in considerazione sono quelle del 2009. Ha visto i riferimenti: nel bilancio di quest’anno non ci sono 1.500 milioni di euro per il socio sanitario e 1.333 per il sociale. Consigliere GIRELLI Vorrei spiegarmi bene, senza essere involontariamente irrispettoso: allora, di fatto, noi stiamo guardando delle simulazioni che non sono attinenti alla realtà, nel senso che dovremmo fare i conti con cifre completamente diverse. Dott.ssa PALMIERI Dovremmo inasprirle, ma è quello che ho detto proprio in esordio. Ci hanno chiesto delle simulazioni. In un primo momento ci sembrava quasi impossibile fare le simulazioni senza 17 avere il Regolamento, però ci è stato chiesto: “Per dare un’idea di quella che potrebbe essere l’applicazione futura, prendete ad esempio quelli che possono essere criteri adottabili in un Regolamento”, e abbiamo preso quello, prendendo le cifre ufficiali. È ovvio che, nel momento in cui verrà fatto il Regolamento, verranno presi quelli che sono, invece, i dati attuali. Oltretutto, i dati in questi ultimi due anni sono cambiati, non sul sociosanitario, che non solo hanno tenuto, ma – come vedrete nel bilancio – sono anche un pochino incrementati, ma sul sociale, motivo per cui questo PDL è nato per la parte sociale. Auguro al Comune di Monza di continuare a pagare tutti i servizi, ma secondo me certi Comuni hanno difficoltà. Quindi, prima che i Comuni aumentino in maniera differenziata, e anche molto soggetta a ricorsi, quelle che sono le compartecipazioni è bene che la Regione, invece, regolamenti quelli che sono i criteri generali che regolamentano la compartecipazione sul sociale, proprio al fine di tutelare quelli che sono gli stati di bisogno più pesanti, non solo i bambini, ma anche gli anziani soli. Siccome siamo partiti dagli asili, abbiamo tenuto conto di fattori che riguardano i bambini. Quando, invece, le simulazioni le faremo sui servizi per gli anziani vedremo gli effetti. Consigliere BARBONI L’esercizio delle simulazioni credo che per la dottoressa Palmieri, la dottoressa Marzi e il loro staff dovrà essere praticato più volte. Anche noi, dovendo formulare eventuali proposte o decidere comunque su delle proposte di legge, è evidente che abbiamo bisogno di avere intanto quei dati che non abbiamo mai avuto, e non credo che si possano comunque guardare tutti, considerati i tempi che la Giunta si è data per l’approvazione di questa norma. Partiamo con dei dati del 2009: giustamente sono prove di simulazione per rendersi conto del percorso che stiamo facendo, penso di aver capito bene. A questo punto, nel 2009 noi avevamo già, come Regione Lombardia, esattamente il doppio dei fondi che abbiamo, per esempio, nel 2011 rispetto alla spesa sociale. Socio sanitaria no, perché quelli sono rimasti invariati, ma sociale sì. Nel 2012 saranno ancora meno e, se partiamo dal presupposto che questa legge andrà in funzione dal 1° gennaio 2012 o giù di lì, la previsione sarà, presumo, ardua anche da simulare. Però è evidente che non possiamo andare ad approvare una norma che diventa subito applicabile. A questo voi avete in qualche modo già pensato? La procedura per arrivare ad una proposta definitiva dal punto di vista tecnico, ovviamente, come l’avete preordinata? Dott.ssa PALMIERI Proprio per questo abbiamo immaginato il Regolamento di approvazione della Commissione Consiliare, perché è uno strumento che può essere modificato molto più agilmente della legge e può essere adattato a una realtà che cambia tanto velocemente. Sulla base dell’entrata in vigore della legge, entra in vigore il principio. Per l’applicazione pratica – come diceva prima la Collega Marzi nel corso della trattazione – occorre un Regolamento che stabilisca le scale di equivalenza, ed è sulla base di quelle scale di equivalenza che usciranno le cifre ed è sulla costruzione di quel Regolamento che faremo tutte le simulazioni. Uno dei principi della legge, mi sembra, negli emendamenti che il Presidente Peroni presenterà, è la gradualità dell’applicazione. Il Regolamento potrebbe non prevedere tutti i campi, ma considerare solo alcune unità d’offerta, quindi questo ci permetterebbe di graduare 18 e di essere più attuali, come diceva lei. Questa simulazione è stata fatta anche tenendo conto dell’emendamento sulla gradualità, quindi comunque immaginando che in un primo momento saranno una o due le unità d’offerta interessate al fattore famiglia, e non tutte. Consigliere BARBONI Torniamo sul problema dell’ISEE, di cui abbiamo già parlato nei mesi scorsi: in Lombardia, su 1.546 paesi, ci sono 1.546 Regolamenti ISEE, quindi ogni paese, piccolo o grande che sia, applica purtroppo un suo Regolamento. Forse sarebbe opportuno pensarci a livello regionale, se non quantomeno fare una unificazione di questi Regolamenti ISEE, almeno per ambiti territoriali, visto e considerato che almeno quell’istituto sul territorio esiste. Consigliere GALLI Vorrei fare un paio di considerazioni. Parto dalla prima. Intanto, mi associo anch’io a chi prima parlava delle sperimentazioni. A nostro avviso, noi abbiamo bisogno di dati precisi sulla sperimentazione e non di ipotesi, altrimenti non riusciamo a capire. Da quello che ho sempre imparato, a fronte di una sperimentazione, la stessa mi mette nelle condizioni di poter stabilire se è corretto quello che abbiamo fatto, e quindi si prosegue, oppure se abbiamo commesso degli errori, e quindi si modifica. Questo è il significato di una sperimentazione. Passo all’altro problema: con i disabili e la non autosufficienza cosa facciamo? Rimangono fuori da questo discorso? Dott.ssa PALMIERI Come dicevo prima, bisogna distinguere tra la legge regionale e il Regolamento attuativo. La legge regionale prevede tutto, mentre il Regolamento attuativo lo dobbiamo ancora scrivere. Consigliere LONGONI Lei questa cosa non doveva dirla al Commissario Galli, lo sa? Dott.ssa PALMIERI Però io sono un tipo sincero. Consigliere GALLI Altrettanto sinceramente le dico che se non vedo il Regolamento non voto la legge. Questo glielo dico adesso e le confermo la posizione del mio Gruppo. Passo alla seconda osservazione. Sulla proiezione che lei dà a pagina diciassette sulla quota sociale, vedo che qui viene inserito che l’importo di 72 milioni ISEE per il fattore famiglia sui Comuni aumenta di 3 milioni di euro e va a 75; sulla spesa degli utenti da 924 a 921, quindi quel discorso di ristorno; per la spesa di Regione Lombardia rimane tutto invariato. Dove sta la novità se non cambia nulla? 19 Consigliere LONGONI Mi collego all’intervento del Collega Galli e del Consigliere del PdL che mi ha preceduto. Nel corso degli ultimi anni – come lei ben sa – le Amministrazioni comunali hanno subìto dei tagli importanti per quanto riguarda le spese correnti che vanno a incidere, poi, anche sul sociale di ogni Assessorato. Il problema che mi hanno evidenziato molti Amministratori locali e anche Assessori sociali di diversi Comuni è l’impossibilità attualmente di reperire i fondi per sostenere il welfare dell’anno precedente per il 2012. La domanda è sorta spontanea, quando con il Collega Galli abbiamo visto i 3 milioni che escono dai Comuni e rientrano nelle spese degli utenti. Penso che non si possa chiedere, almeno io come Consigliere regionale non andrei mai a chiedere ai nostri Comuni di “sobbarcarsi ulteriormente una legge” che verrà, poi, portata avanti dalla Regione Lombardia. Pertanto, chiedo in modo attento di verificare anche i risultati della sperimentazione nei Comuni lombardi, che daranno delle informazioni. Come diceva il Collega Galli, la legge e il Regolamento sono due cose distinte, giustamente, però non accetterei mai di votare una legge che poi verrà modificata nelle parti attuative da un Regolamento diverso rispetto a quello prefigurato nella legge. Non si possono cambiare le regole del gioco – alla fine il Regolamento rappresenta le regole – quando la partita è già iniziata, cioè quando abbiamo votato la legge. Secondo me, dovrebbero essere almeno su due binari paralleli e, a seguito delle informazioni che arriveranno dalla sperimentazione, bisognerebbe dare con questi dati la possibilità ai Consiglieri di capire bene che legge stiamo votando. Dott.ssa PALMIERI Credo che tra legge e Regolamento ci sia una confusione, nel senso che la legge, senza il Regolamento, non cambia nulla: introduce il principio, ma tutto questo solo con la legge non ci sarà mai, perché per applicarla ho bisogno del Regolamento che passerà dalla Commissione consiliare. Quindi, la legge di per sé non cambia la situazione attuale. La legge non contiene le scale di equivalenza sono infatti nel Regolamento. Consigliere AZZI Voglio provare a fare un po’ di chiarezza, prima di tutto per me stesso, e vediamo se riesco a essere anche utile a tirare insieme le idee, visto che sono l’ultimo che parla. Noi andiamo a fare questa legge fondamentalmente per due motivi. Primo, perché riteniamo che un certo modo di erogare questi fondi non sia sufficientemente equo oggi e che possa esistere – dobbiamo essere convinti – un sistema più equo per distribuirli che non passi più attraverso le norme ISEE. Secondo, per fare una legge che consenta di eliminare la giungla che c’è adesso in Regione Lombardia e far sì che il cittadino che si trasferisce da Busto Arsizio a Varese abbia lo stesso trattamento a Varese che aveva precedentemente a Busto Arsizio. Su questo, credo che nessuno di noi possa non essere concorde, se si dimostra che effettivamente queste regole sono più eque rispetto all’ISEE. Prima osservazione, lo dico fuori dai denti, e mi piacerebbe che facessimo una riflessione su questo: la legge passa in Consiglio; il fatto che il Regolamento, che è scorporato dalla legge, ma che è quello che dice tutto, passi soltanto nella Commissione sinceramente mi fa un po’ paura. Direi che anche il Regolamento, se approvato, dovrebbe passare dal Consiglio: questa come primissima osservazione. 20 Passo alla seconda osservazione. Se io dovessi giudicare questo genere di proiezione – potrebbe anche essere un’altra – direi di non farla neanche perché non è possibile. Non è possibile caricare ulteriormente i Comuni: dovremmo pensare, semmai, purtroppo, come si sta pensando in questo Paese – e mi piacerebbe dirlo a microfoni spenti piuttosto che a microfoni accesi – che magari ci sarà una compartecipazione maggiore e non minore del cittadino complessivamente. Ecco perché ritengo che sia giusta la legge, cioè trovare un sistema ancora più equo per distribuirli, caricando chi può essere caricato e scaricando quelli che non possono ulteriormente essere caricati. Però, se voi mi fate una proiezione del genere, capisco esattamente il contrario di quello per cui io considero positiva questa legge nei presupposti. Non so se sono riuscito a spiegarmi e ad essere chiaro. I Comuni non avranno mai 3 milioni di euro in più da mettere nei loro bilanci, peraltro il cittadino risparmia poco, ma proprio perché, in previsione, se le cose continuano in questo modo, può darsi che i Comuni abbiano ancora meno fondi, è opportuno oggi essere i più equi possibile e difendere davvero quelle situazioni più fragili. Credo che questo sia il nostro dovere fondamentale. Partendo dal presupposto che i Comuni spendono di più, non ci siamo. Semmai, vado a prevedere quello che succede davvero, e cioè che i Comuni abbiano meno soldi da spendere, e vedo in che maniera diversa posso proteggere le categorie più fragili dalla popolazione. È una proiezione che, da un punto di vista politico – io faccio il politico, sono un Consigliere –, mi può confortare sul fatto che il primo presupposto di questa legge, cioè che ci sia una maggiore equità, sia anche un caposaldo per far fronte a una situazione economica che potrebbe scombussolare il sistema del welfare. Lascio perdere la questione del “togliere la giungla”, perché comunque rimane. Lo studio va fatto sulla realtà, con ipotesi reali. Cosa succede se i sei Comuni, invece che avere 72 milioni di euro, a un certo punto ne hanno 70? Penso alle fasce più fragili – giustamente il Collega Galli ha parlato dei disabili – della popolazione. È questo che a noi interessa capire. Anch’io ritengo che il Collega Carugo abbia fatto un discorso da non sottovalutare, ma voglio andare avanti: siamo certi, e da questo punto di vista dobbiamo essere confortati a priori delle proiezioni, che questa legge non possa essere impugnata nella strutturazione? Se così è, le domande che faceva giustamente prima Stefano arrivano a mille, perché le abbiamo in ogni cantuccio e non facciamo sicuramente un’azione di risoluzione del problema, ma lo amplifichiamo per mille. Da Consigliere, chiederei di avere la corretta chiarificazione di questo aspetto, che è fondamentale per poter andare avanti su qualunque altro argomento. In secondo luogo, chiederei di avere delle proiezioni basate su un dato reale. Noi siamo preoccupati della diminuzione dei fondi, non di avere 3 milioni di euro in più da spendere, sennò non saremmo qui a parlarne. Con 3 milioni di euro da spendere, anche con il sistema vecchio, mettiamo certamente in sicurezza quelle fasce più fragili della popolazione. Il Regolamento per me diventa – lo ha detto lei, ma io concordo con lei – parte integrante della legge, perché può snaturare la legge, i presupposti di una legge. Spiego perché. Non guardatelo da un punto di vista tecnico: dovete fare lo sforzo di guardarlo da un punto di vista politico. Io dico di sì a questa legge, perché è equa; se mi fate un Regolamento che non è equo dico che questa legge non va più bene per me. Il Regolamento deve passare dal Consigli perchè è parte integrante della legge. Questo è il mio modo di vedere. 21 Consigliere BORGHETTI Non voglio aggiungere troppe parole, però non possiamo meravigliarci di un certo esito di queste prime simulazioni. Noi con questa legge stiamo introducendo dei fattori correttivi dell’ISEE di equità là dove ci sono delle condizioni di debolezza sociale ed economica nelle famiglie, cioè stiamo dicendo dove alla fine andiamo ad aiutare un po’ di più situazioni di fragilità. Quindi, se dobbiamo andare ad aiutarle un po’ di più, è chiaro che stiamo dicendo che bisogna trovare un po’ di soldi o, perlomeno, non tanto soldi da dare a queste persone, ma stiamo cercando di trovare il modo di far pagare meno queste persone. È chiaro che il saldo di un’operazione del genere è negativo. Noi stiamo mettendo in piedi un sistema che chiede delle risorse: il problema è dove andiamo a reperirle. L’ideale sarebbe una ridistribuzione all’interno di quelle che accedono al servizio, per cui chi può un po’ di più paga un po’ di più e chi non può paga un po’ di meno. In questo momento, ci stiamo occupando solo di chi far pagare un po’ di meno. Però, non possiamo meravigliarci del fatto che qui il saldo sia negativo; il problema è come distribuirlo e la quantità di questo saldo. Sono d’accordo con il Collega Giammario: la quantità di cui stiamo parlando sono 3 milioni di euro, ma per il bilancio di Regione Lombardia cosa sono 3 milioni di euro? Il problema è se non sono 3 milioni, ma neanche 46 milioni sulle famiglie, come sembra nella slide a pagina diciassette, ma ancora di più considerando che nel 2012 – e qui faccio riferimento all’intervento del Consigliere Girelli – avremo dati su cui fare le proiezioni ben peggiori di questi per quanto riguarda la disponibilità di risorse pubbliche. Dott.ssa PALMIERI I dati, però, sono una questione oggettiva, nel senso che il fatto che nel 2012 o le famiglie, o i Comuni, o la Regione pagherà di più è una situazione oggettiva. Nella nostra simulazione abbiamo fatto risparmiare le famiglie, perché comunque abbiamo messo al centro la persona, quindi comunque il bisogno della persona. La simulazione, quindi, pensa di innalzare il sistema di welfare della famiglia. È ovvio che qualcuno deve pagare per le famiglie. Presidente PERONI La matematica non è un’opinione: i numeri alla fine devono tornare. Consigliere MARCORA Innanzitutto, sono assolutamente d’accordo con quello che diceva il Collega Azzi circa la legge e il Regolamento, ossia che devono andare assolutamente insieme e devono essere visti in Consiglio. Abbiamo fatto delle audizioni nel corso della nostra Commissione e già nelle audizioni era stato evidenziato che c’era un indubbio aumento del costo da parte delle famiglie, che in un modo o nell’altro qui è evidente. Se vengono risparmiati da 852 a 804 qualcuno li va a recuperare questi soldi e noi li andiamo a recuperare a delle famiglie. Questa è la mia opinione. Diciamo le cose come stanno: dobbiamo recuperare delle risorse economiche e in questo momento la Regione Lombardia deve andare a risparmiare, sul tema dell’assistenza. Utilizziamo il fattore famiglia, e questo – chiedo scusa, caro Collega Carugo – non è il fattore famiglia che noi abbiamo sempre ipotizzato. Questo è un fattore famiglia che serve per andare a indorare una pillola: lo abbiamo chiamato fattore famiglia, ma non è il nostro fattore 22 famiglia, quello per cui noi vogliamo aiutare le famiglie numerose e fare in modo che i servizi non le penalizzino, ma le aiutino a incrementare. Questo non è il fattore famiglia: stiamo discutendo una legge che va a costare di più alle famiglie per andare a coprire dei buchi che, all’interno della Regione Lombardia, non andiamo a recuperare. Io vedo questo film. Poi, attenzione, che il film lo dobbiamo andare a trovare in modo più equo va benissimo. Diversamente, noialtri forse ci stiamo raccontando una cosa che non è vista da tutte le parti. Io la vedo come una legge che fa costare di più i servizi, perché in questo momento noi non abbiamo le risorse. Mi dispiace chiamarlo “fattore famiglia”, perché non è proprio del tutto logico chiamarlo in questo modo, però va bene. Credo che questa debba essere l’ottica in cui entrare. La giusta riflessione, che ha sempre fatto il Collega Galli e che ho sollevato anch’io, di avere delle simulazioni, serve per rispondere ai nostri cittadini quanto costa in più questa legge. Credo che questo sia l’argomento di riflessione. Presidente PERONI Solo una battuta al Collega Marcora: se stiamo discutendo da mesi non è perché vogliamo che le famiglie siano penalizzate, ma affinché abbiano qualche vantaggio. Se vogliamo penalizzare, domani mattina ne approviamo subito uno molto più semplice, ma l’obiettivo è quello di aiutare le famiglie. Consigliere MARCORA Sono assolutamente d’accordo, ma non dobbiamo uscire dal seminato in merito a dove noi andiamo a mettere mani. Lo abbiamo visto nelle simulazioni che questo andava a incidere sicuramente di più nelle famiglie. Consigliere CARUGO Per quanto riguarda le famiglie è indubbio che, almeno da queste prime simulazioni, le famiglie, quelle più “bisognose” e numerose, comunque ne hanno un vantaggio, e questo secondo me è un dato di fatto. Poi, per il principio eccezionale di Bernoulli – che tutti voi conoscete, non sto qui a spiegarlo, ossia quello dei vasi comunicanti – la massa è quella lì, il liquido ovviamente è quello, quindi non si può scherzare. Secondo me, le famiglie, in particolar modo quelle più disagiate e bisognose, ne hanno un vantaggio. Quindi, sono assolutamente d’accordo ed è una cosa che va fatta. Dobbiamo vedere bene i Regolamenti, e questo è un dato di fatto ed è fondamentale. Faccio una domanda che mi è venuta in mente adesso, nell’ottica di un principio di equità, circa il rimodulare l’ISEE per chi può. Il Collega Galli lo diceva poco fa come battuta: ad esempio, chi può, un Consigliere regionale che guadagna – come si dice attualmente – particolarmente bene può anche avere un livello di ISEE molto alto. Perché non modifichiamo, ad esempio, per chi può il livello di ISEE per cercare di avere dei fondi per chi, invece, non può? È possibile? Ci avete pensato? Dott.ssa PALMIERI È esattamente quello che si dice quando si parla di correttivo dell’ISEE, con riferimento al reddito: si alza l’asticella per chi può. L’asticella, poi, viene graduata sulla base di quali sono 23 le condizioni e chi può paga di più. Questa è la spesa maggiore che vedono i Colleghi: certo che chi può paga di più. Chi non può dovrebbe pagare di meno, e questo è il risparmio che, invece, c’è sulla parte sociale: chi non può dovrebbe pagare di meno. Di fatto, mi sembra che i principi siano esattamente condivisi. Probabilmente, proprio perché la state vedendo ora, l’implicazione pratica forse non è ancora chiarissima, cioè la spesa di chi può aumenta, perché chi può pagherà di più; la spesa di chi non può dovrebbe diminuire, perché i correttivi dovrebbero servire proprio per quello. Quindi, l’effetto del Regolamento e dell’applicazione finale dovrebbe essere proprio quello. I fondi non bastano più e dobbiamo continuare a dare garanzie a chi ha bisogno. Chi ha bisogno, ed è normale, dovrebbe continuare ad avere garantito il servizio e chi è bisognoso o in una condizione di povertà dovrebbe vedere aumentato il servizio. Chi mette la differenza? Chi ha un reddito superiore a una certa media. È ovvio che le simulazioni, aggregando tutto, non tengono conto di tutto ciò. Mi sembra che il principio della legge sia largamente condiviso; di fatto, probabilmente non sono chiare tutte le implicazioni pratiche. Consigliere BORGHETTI La dottoressa ha toccato un punto decisivo. Il problema è che tutti i fattori correttivi che noi mettiamo nell’ISEE tendono ad abbassarlo, non abbiamo messo un fattore ISEE che lo alza. Per cui – quello che dice lei – come si fa ad ottenere che qualcuno pagherà di più? Infatti, la casistica che avete fatto voi è su tutti i casi in cui i fattori correttivi, che noi condividiamo tutti, vanno ad abbassare l’ISEE. Magari fosse come dice lei, però non capisco tecnicamente come possiamo ottenere il risultato che qualcuno pagherà di più. Dott.ssa PALMIERI Dalla parte relativa al patrimonio, quando mettiamo le franchigie sul patrimonio, che rappresenta l’oggetto del Regolamento. Consigliere BORGHETTI Come calcoliamo il patrimonio dei congiunti, lì aumenta l’ISEE. Brava, giusto. Allora, facciamo anche delle simulazioni di quel caso. Presidente PERONI La scheda diciassette è quella che riporta le percentuali complessive. Ad esempio, nella spesa utenti “RSA quota sociale” noi abbiamo un 49,8 che è complessivo, ma come si determina questo 49,8? Evidentemente con delle situazioni che tengono conto di vantaggi per le famiglie che hanno delle condizioni di disagio, di difficoltà o, comunque, di minore reddito e, invece, di svantaggio, quindi di maggiore onerosità, per le famiglie che hanno un reddito maggiore. Quindi, queste percentuali che sono complessive – il 49,8, il 52 – dovrebbero essere esplose, disaggregate, per far capire come sono più a carico di qualcuno e meno a carico di qualcun altro. Si tratta di simulazioni con il patrimonio. 24 Consigliere BORGHETTI Mi sembra che ormai sia condivisa da tutti l’idea che il Regolamento, comunque, deve diventare parte integrante della legge. Presidente PERONI Questo non significa, però, che noi non ragioniamo sulla legge. Consigliere BORGHETTI A questo punto, però, mi sembra di aver capito dai Colleghi di maggioranza che questa è la richiesta, e noi la condividiamo. Presidente PERONI Vorrei che noi ragionassimo sulla legge e anche su quel poco di migliorativo che abbiamo già condiviso, in modo che i due percorsi vadano avanti paralleli. Per ora, quello del Regolamento deve ancora partire e quello della legge è andato avanti, sia pure a passi lenti, però qualche passo lo ha fatto. Non fermiamo il percorso della legge, ma cerchiamo di farlo percorrere anche dal Regolamento. Consigliere GIAMMARIO A parte che se c’è uno a cui piace criticare sono io, però francamente questa volta faccio fatica a non essere d’accordo, anche perché è una disposizione che avevamo inserito nel nostro programma, tanto per essere chiari, ed è una cosa che personalmente condivido. Anche guardando il tutto in modo un po’ analitico, francamente faccio fatica a capire il disappunto, soprattutto sulla parte più prettamente politica, anche se mascherata da un punto di vista tecnico. Ci sono tantissimi altri provvedimenti in cui si approva prima la legge e il Regolamento lo si affronta successivamente. Non vedo perché su questa ci debba essere il Regolamento ancor prima che si faccia la legge. Abbiamo appena approvato una PDA, per esempio, la n. 18, sui rifiuti della quale ero il Relatore, dove abbiamo approvato una serie di indirizzi che, poi, andremo a verificare, evidentemente, sia con atto di Giunta sia con i poteri della Commissione e del Consiglio. Per cui, mi sembra un po’ tirata questa richiesta di anticipata visione di un Regolamento che non c’è ancora. Detto questo, però, nel merito – come dicevo prima ai Colleghi, e correggetemi se sbaglio – se oggi abbiamo a disposizione cento e domani mi sembra che avremo a disposizione novantacinque, il problema che Regione Lombardia si pone è, al di là della riduzione, che è un fatto oggettivo e non possiamo aumentarlo, come più equamente si possono distribuire questi novantacinque. Se a qualcuno evidentemente devo dare di meno, do di meno a chi si può – consentitemi il termine – permettere di più e cerco, con le forme che andremo a vedere nel Regolamento, di dare di più a chi ha più bisogno. Faccio fatica a credere che non si condivida questo principio. Ragionavo prima con i Colleghi in merito ai numeri. 3 milioni, spalmati su 1.500 Comuni, sono 2.000 euro a Comune. Evidentemente Milano avrà di più e Rescaldina avrà di meno. 25 Non mi sembra che stiamo parlando di chissà quali cifre che vanno a irrompere nel bilancio vero, che è già esiguo, dei singoli Comuni. Sul Regolamento sono d’accordo anch’io: se vi è la possibilità non solo di portarlo in Commissione, ma anche in Consiglio è un’ulteriore garanzia che non guasta. Non credo ci debbano essere preoccupazioni da parte della Giunta. Però, su tutto il resto chiederei, soprattutto ai Colleghi di maggioranza, ma – perché no? – anche a quelli della minoranza di fare una riflessione maggiore. Stiamo cercando di fare qualcosa che vada nella direzione di chi ha più bisogno, eliminando forse, anche in questo caso, qualche privilegio, un qualcosa che forse non era dovuto in passato, a chi già aveva di più. Consigliere AZZI Condivido quello che dice il Collega Giammario. Il Collega Giammario la pensa così, e anch’io sotto il profilo politico, però c’è anche chi non la pensa così, quindi dobbiamo uscire con una Commissione che sia convinta. I 3 milioni di euro in più sono pochi soldi, ma se passiamo da cento a ottanta cominciano a diventare tanti soldi, perché diminuiscono i finanziamenti. Quello che voglio capire, e credo lo vogliano capire tutti, è da dove si prende e dove dare. Per esempio, prima con una parola credo che noi qualche cosa in più abbiamo capito – le prendiamo da qui – oppure, anche senza le simulazioni, voi potete darci qualche concetto per far capire che cosa cambia davvero dal punto di vista pratico, da chi si vanno a prendere questi soldi e nel caso che passi questa crisi e nel caso in cui debbano diminuire i fondi ai Comuni per il sostegno alle categorie più fragili chi, invece, ne beneficia. È questo che volevo chiedere. Presidente PERONI Va bene. Credo che siamo arrivati comunque a un punto di maggiore chiarezza, soprattutto nell’esprimere le domande. Non possiamo passare un anno a fare simulazioni: credo che questo sia un incubo per voi e un tormentone anche per noi, ve lo assicuro. Per fare in modo che il lavoro che voi state facendo e per la necessità di chiarezza, di cui anche noi abbiamo bisogno, credo che le domande di oggi vi possano aiutare ad orientare non solo la sperimentazione, ma anche gli approfondimenti e le simulazioni che state approntando, comprese le scale di equivalenza. Direi che per oggi le domande e gli approfondimenti sulle schede che ci sono nel fascicolo che ci è stato dato, e per il quale vi ringraziamo, possono essere sufficienti. Chiedo ai Colleghi se ritengono opportuno procedere con la seconda parte che permette alla Relatrice di illustrare gli emendamenti che vengono proposti. Va bene, passiamo a una sinteticissima illustrazione. Comincio con gli emendamenti che vengono proposti dal Relatore. Consigliere GIAMMARIO Chiedo scusa, Presidente, ma devo scappare, pensavo che i tempi di discussione fossero più celeri, poiché ci sono anche due miei emendamenti, darei il tempo ai Colleghi per una maggiore riflessione su tali emendamenti, che saranno poi esaminati e votati in una seduta successiva. 26 Presidente PERONI Per semplificare il lavoro ai Colleghi, perché è da un po’ di tempo che non discutiamo sul PDL n. 66, ho diviso in due pacchetti gli emendamenti. Il pacchetto che avrei presentato ora è il pacchetto frutto dei lavori delle Commissioni precedenti, quindi sono i testi o migliorativi o che il Legislativo ci ha fornito o concordati, salvo uno che propongo oggi per la prima volta. Il secondo pacchetto di emendamenti, che sempre il Relatore porta, è però frutto del lavoro fatto in Assessorato che ha trasmesso gli emendamenti che, come Relatore, faccio miei. Vi sono due emendamenti – in questo secondo pacchetto – che presenterebbe il Collega Giammario. Chiedo scusa per questo disordine nel procedere con il nostro lavoro. Prendete, invece, l’altro pacchetto di emendamenti che è stato distribuito; all’interno di questo secondo pacchetto ci sono gli emendamenti che illustra il Collega Giammario e che riguarda in particolare le ASP. Consigliere GIAMMARIO Vorrei illustrarli e votarli congiuntamente in un’unica seduta, non illustrarli oggi e votarli la prossima volta, perché credo che, prima di votarlo, torneremo a discuterne. Sono stati presentati formalmente e chiedo ai Consiglieri di guardarli, abbiamo una settimana di tempo per parlarne. Consigliere BORGHETTI È stata introdotta un’ipotesi della quale non abbiamo discusso. Il Consigliere Giammario ce lo illustra e lo votiamo la prossima volta: non so quando e se li voteremo. Non intendo essere polemico, Presidente, penso che questo mi possa essere concesso, però li abbiamo ricevuti alle ore 11.30 oggi in posta elettronica, quindi, per quanto siano chiari, ci riserviamo di poterli esaminare. Presidente PERONI Ho parlato di illustrazione. Consigliere BORGHETTI A questo punto, ritengo sia opportuno illustrarli tutti la prossima volta. Presidente PERONI Mi rimetto alla vostra volontà. Consigliere BORGHETTI Così li guardiamo e la prossima volta arriviamo tutti anche con un minimo di meditazione. Ce li illustra la prossima volta, d’accordo. 27 Presidente PERONI Va bene, grazie. Buongiorno a tutti. Dichiaro chiusa la seduta. La seduta termina alle ore 16,45. Hanno partecipato ai lavori della seduta: la dott.ssa Ilaria MARZI e la dott.ssa Paola PALMIERI della Direzione generale Famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà sociale. Partecipa, inoltre, il dott. Mario DI STEFANO e la dott.ssa Mara GARGATAGLI del Servizio assistenza legislativa e legale del Consiglio. Hanno partecipato i seguenti Consiglieri componenti della Commissione: ALFIERI Alessandro AZZI Rienzo BARBONI Mario BORGHETTI Carlo CARUGO Stefano GALLI Stefano GIAMMARIO Giuseppe Angelo GIRELLI Antonio LONGONI Giangiacomo MARCORA Enrico PATITUCCI Francesco PERONI Margherita SOLA Gabriele TOSCANI Pierluigi Partito Democratico della Lombardia Il Popolo della Libertà Partito Democratico della Lombardia Partito Democratico della Lombardia Il Popolo della Libertà LL-LN – Padania Il Popolo della Libertà Partito Democratico della Lombardia LL-LN – Padania U.D.C. Italia dei Valori Il Popolo della Libertà Italia dei Valori LL-LN – Padania Risultano assenti i seguenti Consiglieri: CAVALLI Giulio CREMONESI Chiara FATUZZO Elisabetta MINETTI Nicole VALMAGGI Sara ZAMPONI Stefano Sinistra Ecologia Libertà Sinistra Ecologia Libertà Partito Pensionati Il Popolo della Libertà Partito Democratico della Lombardia Italia dei Valori (4) (6) (4) (4) (6) (7) (6) (5) (7) (3) (1) (6) (1) (6) 28 IL PRESIDENTE (Margherita PERONI) IL CONSIGLIERE SEGRETARIO (Gian Antonio GIRELLI) IL RESPONSABILE DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA (Germana RENCRICCA) Allegato: ordine del giorno della seduta 29 III COMMISSIONE SANITA' E ASSISTENZA MERCOLEDÌ 16/11/2011 Ore: 14.30 Seduta di Commissione O.D.G. DELLA SEDUTA DI MERCOLEDÌ 16 NOVEMBRE 2011 TRATTAZIONE RELATORE 1 Comunicazioni del Presidente 2 Approvazione dei processi verbali della riunione precedente 3 PDL N. 66 MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLE LEGGI REGIONALI 12 MARZO 2008, N.3 (GOVERNO DELLA RETE DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI ALLA PERSONA IN AMBITO SOCIALE E SOCIOSANITARIO) E 13 FEBBRAIO 2003, N.1 "RIORDINO DELLA DISCIPLINA DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE E BENEFICIENZA OPERANTI IN LOMBARDIA" Atto di iniziativa del Presidente della Giunta Assegnazione: 20-12-2010 Abbinato a: PDL n. 72 NORME PER LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI E SOCIO-SANITARIE E SPERIMENTAZIONE DELL'INDICATORE FATTORE FAMIGLIA - MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 12 MARZO 2008 N. 3 (GOVERNO DELLA RETE DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI ALLA PERSONA IN AMBITO SOCIALE E SOCIOSANITARIO) REFERENTE PERONI M. 30 4 PDL N. 0130 "DISPOSIZIONI PER L'ATTUAZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICOFINANZIARIA REGIONALE, AI SENSI DELL'ART. 9TER DELLA LEGGE REGIONALE 31 MARZO 1979, N. 34 (NORME SULLE PROCEDURE DELLA PROGRAMMAZIONE, SUL BILANCIO E SULLA CONTABILITA' DELLA REGIONE) - COLLEGATO 2012” Atto di iniziativa del Presidente della Giunta Assegnazione: 10-11-2011 5 PDL N. 0131 LEGGE FINANZIARIA 2012 Atto di iniziativa del Presidente della Giunta Assegnazione: 10-11-2011 6 PDL N. 0132 BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2012 E BILANCIO PLURIENNALE 2012/2014 A LEGISLAZIONE VIGENTE E PROGRAMMATICO" Atto di iniziativa del Presidente della Giunta Assegnazione: 10-11-2011 CONSULTIVA NOMINA RELATORE CONSULTIVA NOMINA RELATORE CONSULTIVA NOMINA RELATORE