CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA
IX LEGISLATURA
III COMMISSIONE CONSILIARE
“SANITA’ E ASSISTENZA”
Seduta del 16 novembre 2011
processo verbale n. 30/2011
Il giorno 16 novembre 2011 alle ore 14.30, è convocata a norma dell’art. 31, primo comma,
del Regolamento generale, presso la sede del Consiglio regionale, la III Commissione
consiliare, per la trattazione degli argomenti di cui all’ordine del giorno.
Presiede la seduta il Presidente Margherita PERONI.
Assistono alla seduta il dirigente dell’Ufficio Assistenza alle commissioni in materia di sanità
e assistenza Pina FIERAMOSCA, la responsabile di posizione organizzativa Germana
RENCRICCA, con funzioni di verbalizzante.
Alle ore 15,00 il Presidente Margherita PERONI, apre la seduta.
Argomento n. 1 dell’o.d.g.
Comunicazioni del Presidente
Informo che sono pervenute alla Commissione alcune note ed alcuni atti comunitari, il cui
elenco è stato trasmesso. Voglio innanzitutto ringraziare la nostra Segreteria perché il trasloco
è avvenuto ieri. Non è stato facile per loro riuscire a permettere a noi oggi di svolgere di
lavori della Commissione, però come vedete ci sono riusciti e quindi li ringraziamo.
È la prima seduta di Commissione che si svolge in questa nuova sede, quindi stiamo
sperimentando il funzionamento di tutto. Se qualcosa non andrà bene abbiate pazienza, ma
questa è la prima occasione.
Riprendiamo oggi la discussione sul PDL n. 66 che avevamo interrotto qualche mese fa.
Prima, però, di partire con la discussione del PDL n. 66 vi faccio presente che avete ricevuto
due note. La prima è del Presidente del Consiglio con la quale trasmette gli atti comunitari.
La seconda nota riguarda una richiesta rivolta alla Commissione dall’Associazione “Senza
Limiti”. Si tratta di una richiesta di audizione per la difficile situazione nei servizi socioassistenziali (RSA, RSD, CDI, CDD) in Lombardia.
Terremo conto di questa richiesta di audizione anche se, nel frattempo, già da qualche
settimana sono state presentate da voi delle richieste di audizione che abbiamo già previsto di
calendarizzare. La prima richiesta riguarda il San Raffaele e l’audizione dai sindacati CGIL,
CISL e UIL. Inoltre, dobbiamo presentare le regole di sistema che la Giunta si appresta ad
approvare, se non i primi di dicembre, alla fine di novembre.
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È un provvedimento sul quale la Commissione è sempre stata chiamata ad esprimersi sia pure
non con un voto, ma con un parere e con delle osservazioni che possono essere fatte ad un
provvedimento così importante.
Per questa ragione vi faccio presente quale potrebbe essere la nostra mappa per le prossime
settimane. Lunedì prossimo, contrariamente a quanto di solito avviene perché noi ci riuniamo
il mercoledì, su richiesta dell’Assessore Bresciani e del Direttore generale Lucchina
anticipiamo la trattazione e l’illustrazione alla Commissione delle regole di sistema. Questo
perché l’Assessore Bresciani e il Direttore Lucchina sono impegnati a Roma mercoledì. Ci
ritroveremo lunedì dalle ore 14 alle ore 15.30 per un provvedimento che merita
approfondimento e poi fino alle ore 16 incontreremo l’Assessore Boscagli perché la
presentazione delle regole di sistema prevede tutte e due le partite, sia quella sanitaria che
quella delle politiche per la famiglia.
Mercoledì, che è giorno di seduta ordinaria, ci riuniremo con un primo momento dedicato alle
audizioni dei sindacati per quanto riguarda il San Raffaele e nella seconda parte, quindi alle
ore 15, ci occuperemo dell’illustrazione del bilancio.
Non è detto che gli Assessori possano essere presenti in Commissione anche per il bilancio
che noi dobbiamo licenziare entro il 30, quindi nella seduta della settimana successiva. Penso
che in occasione della discussione e dell’illustrazione delle regole di sistema potremmo
chiedere all’Assessore Bresciani e all’Assessore Boscagli di integrare l’illustrazione delle
regole anche con la partita bilancio, che oltretutto vede i due argomenti integrarsi e quindi è
anche funzionale la discussione. Informo, altresì, che il relatore dei provvedimenti finanziari
sarà il Vice Presidente, Stefano GALLI.
Dobbiamo poi procedere anche alla nomina dei Relatori. Per quanto riguarda la seduta
odierna noi abbiamo soltanto all’ordine del giorno il PDL n. 66.
Chiedo, prima di procedere con l’illustrazione, se da parte vostra ci sono delle richieste, delle
osservazioni.
Consigliere GIRELLI
Presidente, volevo solo chiederle riguardo alle regole di sistema se fosse possibile averne una
copia preventivamente rispetto all’incontro con gli Assessori, proprio per poter rendere più
proficuo l’incontro e arrivare anche preparati nel merito e avere già qualche osservazione,
domande o chiarimenti da poter sottoporre agli stessi.
Presidente PERONI
È una richiesta di buonsenso. Non so se sarà fattibile. La condividiamo perché è di buonsenso,
però credo che stiano lavorando anche in questi giorni a queste regole e probabilmente le
stanno perfezionando. Forse un testo definitivo in questo momento non c’è. È una richiesta
che faremo magari senza pretendere il testo definitivo, ma solo delle schede che facciano
capire quali sono i criteri orientativi e che cosa cambia rispetto alle regole del 2010 per il
2011.
Informo che lunedì dalle 14 alle 15.30 si svolgerà l’incontro con l’assessore Bresciani e poi
dalle 15.30 alle 16-16.30 con l’Assessore Boscagli. Mercoledì ci occuperemo invece del
bilancio e delle audizioni con i sindacati.
Faccio presente agli altri Colleghi che avevano chiesto le altre audizioni che anche queste
verranno programmate, compatibilmente con i tempi a nostra disposizione.
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Argomento n. 3 dell’o.d.g.
PDL N. 66 - Modifiche ed integrazioni
alle leggi regionali 12 marzo 2008, n.3
(Governo della rete degli interventi e
dei servizi alla persona in ambito
sociale e sociosanitario) e 13 febbraio
2003, n.1 ‘Riordino della disciplina delle
Istituzioni pubbliche e beneficenza
operanti in Lombardia
Abbinato a:
PDL N. 72 - Norme per la
partecipazione al costo delle prestazioni
sociali
e
sociosanitarie
e
sperimentazione dell’indicatore fattore
famiglia - Modifiche ed integrazioni alla
legge regionale 12 marzo 2008, n. 3
(Governo della rete degli interventi e
dei servizi alla persona in ambito
sociale e sociosanitario)
Presidente PERONI
Possiamo procedere con il PDL n.66. Avete tutti il materiale che è stato trasmesso dalla
Commissioni, abbiamo oggi due pacchetti di emendamenti. Il primo pacchetto è quello che
voi avete già ricevuto on line e che probabilmente vi è già stato distribuito in forma cartacea.
Procediamo con la distribuzione degli ulteriori emendamenti presentati.
Spiego perché noi abbiamo due pacchetti di emendamenti. Il primo pacchetto che avete
ricevuto on line è il pacchetto che presento come Relatore del provvedimento. È un pacchetto
di emendamenti – è un po’ pretenzioso dire “pacchetto” – di portata molto contenuta. Questi
emendamenti sono soprattutto frutto delle discussioni che ci sono state nelle sedute
precedenti.
Sono emendamenti che non solo nascono dalla volontà del Relatore, ma sono nati proprio per
volontà della Commissione, che su alcuni punti ha ritenuto di apportare delle modifiche al
testo base.
Consigliere BORGHETTI
Presidente, volevamo fare un’osservazione di metodo perché questa è la prima volta che ci
troviamo a riparlare di questo progetto di legge di interesse di tutta la Commissione, come noi
più volte abbiamo sottolineato. Siamo in pendenza di alcune risposte a delle domande che
vennero fatte durante l’ultima volta che abbiamo trattato questo argomento non soltanto da
noi dell’opposizione, ma in maniera molto puntuale anche da alcuni Consiglieri di
maggioranza: ho qui il verbale dell’8 giugno.
Rileggo le parole del Consigliere Galli che appunto chiedeva di avere qualche dato. Siccome
poi non abbiamo più avuto notizie mi sembra giusto, prima di entrare nel merito della
discussione, capire, rispetto a quelle richieste che sono rimaste in sospeso, fatte un po’ da tutta
la Commissione, che prospettive ci dà la Giunta visto che sono presenti dei rappresentanti
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proprio a nome della Giunta.
Sono richieste importantissime rispetto anche al merito nel quale ci possiamo addentrare. Le
richieste riguardavano delle simulazioni sull’applicazione di alcuni criteri, riguardavano le
linee guida di quello che sarà il Regolamento, perché sappiamo tutti che questa non sarà una
legge che potrà moltiplicare le risorse, però dato che deve fare equità, e ci teniamo molto a
questo concetto, sarà fondamentale come poi si tradurranno i principi – sempre se si
tradurranno – di cui stiamo discutendo nella legge.
Mi sembrava giusto che da parte sua, Presidente, o da parte della Giunta, ci fosse detto se
quelle richieste avranno a breve o meno una risposta.
Poi entriamo nel merito, eventualmente, della trattazione. Mi sembrava giusto farvi notare
questo passaggio perché altrimenti sembra che abbiamo dimenticato il punto in cui eravamo
rimasti. Per adesso non aggiungo altro.
Presidente PERONI
Ricordo anch’io questa vostra richiesta e l’impegno a trasmettere la documentazione utile ai
fini della comprensione anche del percorso, oltre che degli obiettivi che si vogliono
raggiungere. Mi è stato dato, e ho chiesto di poterlo trasmettere on line in modo da poterlo
stampare, questo fascicoletto illustrativo che dovrebbe essere utile a capire innanzitutto quali
sono davvero gli obiettivi e poi alcuni dati di natura quantitativa e numerica.
Ho chiesto di trasmetterlo on line in modo da poterlo stampare per poterne dare copia a
ciascuno di voi, in modo che prima della fine della Commissione la dottoressa Palmieri e la
dottoressa Marzi, anche con un’illustrazione non troppo approfondita, ce lo possano
presentare.
Valuterete voi poi se questo materiale è sufficiente o è ancora insufficiente ai fini della
prosecuzione dei nostri lavori. È certamente interessante, quindi facciamo in modo che questo
possa essere non solo distribuito, ma anche presentato.
In attesa che sia trasmesso e distribuito questo fascicolo illustrativo riprendiamo la questione
emendamenti. Come vi dicevo ci sono due pacchetti di emendamenti. Il primo riguarda gli
emendamenti che sono già frutto di discussioni in Commissione sui quali poi ritornerò in
modo analitico ad uno ad uno.
Il secondo pacchetto di emendamenti è quello che come Relatore presenterò, ma che sono
frutto di un lavoro fatto dall’Assessorato che ha prodotto questi emendamenti per la
Commissione. Sono emendamenti corposi che meritano di essere considerati con attenzione
perché riguardano delle partite importanti.
Se siete d’accordo, inizierei a ripercorrere il lavoro che abbiamo fatto sul testo base, sul PDL
n. 66 e a richiamare gli emendamenti che vi sono stati inviati.
Consigliere BORGHETTI
Il tempo è prezioso, però c’è anche un ordine logico che forse potrebbe esserci utile.
Onestamente sarebbe meglio che la Giunta o gli uffici ci aggiornassero su questo lavoro che
risponde, speriamo, ai quesiti che abbiamo posto l’ultima volta che ci siamo incontrati
piuttosto che entrare direttamente nel merito.
Non voglio dire che dalla risposte di oggi dipende il futuro di questa legge, però certamente
molto dipende dai dati che aspettiamo di conoscere dagli uffici per il prosieguo dell’iter di
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questa legge. Non credo di dover aggiungere troppo.
Presidente PERONI
Innanzitutto vi ricordo che abbiamo in discussione il bilancio e la Finanziaria,. il Relatore sarà
il Vice Presidente Galli.
Non abbiamo in discussione il collegato perché quest'anno nel testo del collegato non ci sono
norme che riguardano la III Commissione e, quindi nella seduta che riguarda gli atti di
bilancio abbiamo soltanto la legge finanziaria e bilancio di previsione.
Tutti i fascicoli sono stati distribuiti, quindi possiamo riprendere i nostri lavori. Le dottoresse
Palmieri e Marzi sono presenti – le ringrazio – per l’Assessorato. Inizia la dottoressa Palmieri.
Dott.ssa PALMIERI
L’opuscolo riprende gli obiettivi del progetto di legge. In particolare, abbiamo preparato delle
slide. La prima slide riguarda un breve momento di comparazione anche con la ridefinizione
delle tendenze europee che tengono conto delle peculiarità: l’invecchiamento della
popolazione, che incrementa la domanda di cura - oggi già due milioni di anziani sono presi
in carico – la circostanza che comunque le politiche per la famiglia e la conciliazione nel
nostro Paese non vedono destinate tantissime risorse e, quindi, occorre trovare il sistema di
ottimizzare le esistenti; la bassa crescita del nostro Paese e quindi ci saranno dei tagli, di cui
tutti siamo a conoscenza, sui fondi sociali.
In particolare, c’è la bozza di riforma della delega assistenziale che prevede la revisione degli
indicatori di situazione economica equivalente, con particolare attenzione alla composizione
del nucleo familiare e al riordino dei criteri per l’accesso alle prestazioni socio-assistenziali.
Poi abbiamo le riforme di tutta Europa e i criteri di rimodulazione per garantire i servizi
sociali di base, in particolare, a chi ne ha più bisogno, quindi comunque è necessario
introdurre dei criteri di accesso che tengano conto della reale valutazione del bisogno della
persona.
Per quanto riguarda la nascita e i limiti dell’ISEE abbiamo ripercorso, con una slide apposita,
quella che è l'esperienza lombarda e abbiamo evidenziato quello che è il particolare limite
dell'ISEE, cioè non tenere sufficientemente conto della composizione del nucleo familiare in
termini di carichi di cura che la famiglia riesce a dare, la condizione lavorativa dei
componenti la famiglia e la presenza di persone disabili non autosufficienti o anziane.
Abbiamo ricordato quelle che sono le esperienze lombarde in materia di ISEE: in particolare
il buono scuola e il fondo sostegno affitti che hanno fatto riferimento all'ISEE e il fatto che la
disciplina del PDL n. 66 si ispira a principi di equità e di certezza introducendo un metodo di
valutazione della situazione economica familiare che tutela maggiormente la famiglia
bisognosa.
È bene specificare fin dall’inizio che tutta l’attuazione del PDL è nei Regolamenti attuativi
che, su espressa disposizione della proposta di legge, saranno approvati anche dalla
Commissione consiliare. Quindi, l’immediato effetto dell’entrata in vigore del PDL n. 66 non
è un diverso calcolo del fattore famiglia, ma è l’obbligo di approvare un Regolamento che
preveda i sistemi di graduazione del fattore famiglia, che sono tutti rinviati alla disciplina
attuativa.
Per quanto riguarda gli obiettivi abbiamo ripreso l’oggetto e le modifiche proposte al progetto
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di legge anche in termini di riferimento alle aziende dei servizi pubblici, mentre per quanto
riguarda gli obiettivi del fattore famiglia abbiamo ricordato quelli che sono gli obiettivi
principali: riconoscere i compiti di cura della famiglia, commisurando lo strumento di
valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura, garantire il principio di
uguaglianza sostanziale aumentando l’offerta dei servizi e la loro accessibilità da parte dei
soggetti più deboli o in stato di bisogno, assicurare la piena giustizia redistributiva
commisurando il grado di compartecipazione all'effettiva situazione economica della persona
e del suo nucleo familiare, bilanciare esigenze di stabilità finanziaria e diritto all'assistenza
ampliando l'offerta dei servizi su base regionale e garantendo l'effettività del diritto sociale
all’assistenza senza fare esplodere la spesa.
Abbiamo in breve ripercorso quelle che sono le risorse gestite dai Comuni. I dati che abbiamo
a disposizione sono i dati ISTAT riferiti al 2009.
Vengo al totale delle risorse della parte sociale. A pagina 6 c’è l’esplosione delle due spese,
quelle gestite dai Comuni (la spesa sociale) e quelle erogate dalla Regione (la spesa
sociosanitaria). La spesa dei Comuni è stimata nel 2009 su 1.336 milioni di euro. La spesa di
Regione Lombardia nel 2009 era 1.500 milioni di euro.
Abbiamo anche evidenziato nella slide 7 quelli che sono gli elementi di differenziazione tra
l'ISEE tradizionale e il fattore famiglia lombarda.
In particolare, abbiamo l'introduzione dei redditi esenti nel computo dell'indicatore reddituale,
l'introduzione di massimali reddituali e franchigie patrimoniali rivalutate sul numero dei
componenti, l'introduzione di maggiorazioni per anziani soli, gravi disabili, monogenitorialità,
componenti a carico con un'età inferiore ai ventisei anni, monoreddito, affidamento
eterofamiliare.
Per le RSA e i centri diurni integrati, ai fini del calcolo dell’indicatore reddituale, il fattore
famiglia considera non solo il reddito dell'assistito e del suo nucleo, bensì anche quello dei
parenti fino al primo grado.
Per quanto riguarda, invece, le singole scale di equivalenza e le maggiorazioni, trovate delle
simulazioni che sono del tutto ipotetiche, perché queste simulazioni sono state fatte
presumendo in via ipotetica che l’approvazione del Regolamento prevedesse determinate
cose.
La simulazione tiene conto, quindi, di una cosa che in questo momento non esiste, cioè il
Regolamento. Se si approva la legge, ma non si approva il Regolamento tutto quello che c’è
scritto qua non si applicherà mai perché la legge demanda per la parte applicativa al
Regolamento.
Ci siamo, quindi, immaginati di diventare legislatori, di approvare anche il Regolamento e di
applicarcelo.
Quindi, le simulazioni che adesso vi illustrerà la dottoressa Marzi non sono gli effetti del
progetto di legge o della legge in approvazione ora, ma sono gli effetti di un ipotetico
Regolamento che la Giunta approverà e che questa Commissione vedrà come da espressa
previsione legislativa.
Quindi, se il Regolamento prossimo futuro nulla dirà sugli asili nido questa simulazione
resterà un esercizio che abbiamo fatto per avere un’idea di quella che può essere
l’introduzione del fattore famiglia.
Siamo partiti dalle due ipotesi che maggiormente sono vicine alle famiglie e che quindi,
presumibilmente, saranno disciplinate per prime senza, però, con questo voler occupare campi
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che sono della politica e non sono della tecnica. Comunque, adesso vi forniamo le simulazioni
con questa specificazione.
Dott.ssa MARZI
Riagganciandomi a quello che diceva la dottoressa Palmieri, siamo partiti dall’allegato
presente nel decreto legislativo n. 109 che va a individuare le scale di equivalenza.
Siamo partiti da questo per fare un’ipotesi di applicazione del fattore famiglia, per poterlo
sperimentare tenuti fermi i principi sanciti dal decreto legislativo n. 109.
Abbiamo previsto dei correttivi sulle scale di equivalenza che trovate a pagina otto. Abbiamo
preso due Comuni e quindi gli asili nido gestiti dal Comune di Arese e dal Comune di
Bergamo e abbiamo applicato in via esemplificativa, queste scale di equivalenza.
Abbiamo provato, in base a quello che ci dice il PDL n. 66, a fare dei correttivi sulle scale di
equivalenza, che saranno poi successivamente oggetto del Regolamento attuativo partendo
sempre dalle scale di equivalenza disciplinate dall’ISEE e facendo dei correttivi in base ai
principi sanciti dalla proposta di progetto di legge.
Come vedete, a pagina otto, abbiamo, in base al numero dai componenti, l’ISEE sulla colonna
di destra e al centro il fattore famiglia lombardo che si incrementa in base alla numerosità dei
componenti della famiglia.
Tenuto conto di quello che diceva prima la dottoressa Palmieri sul dato dell’equità sociale,
sulla colonna di destra avete anche dei correttivi che non sono presi in considerazione dalle
scale di equivalenza del decreto legislativo n. 109. Quindi, il fattore famiglia lombardo prende
in considerazione l’anziano solo, quindi dà un peso maggiore all’anziano solo con delle
maggiorazioni, alla condizione di monogenitorialità e dà un peso maggiore anche al discorso
dell’invalidità, della disabilità grave (vediamo che rispetto all’ISEE c’è una maggiorazione
dello 0,20) e dei minori con disabilità grave che passa da 0,50 a 0,90. Considera, poi, anche
l’affidamento eterofamiliare.
Ci sono, quindi, dei correttivi che poi, in base alle simulazioni, ci hanno portato ad un mero
calcolo, oggetto della simulazione.
Abbiamo visto cosa succede come esempio di calcolo dell’indicatore del fattore famiglia a
confronto con l’ISEE. Abbiamo preso quattro caratteristiche di nuclei familiari. Abbiamo
visto cosa succede se il numero di componenti è costituito da tre, di cui due genitori con un
minore di ventisei anni, di cui uno percettore di reddito con un affidamento eterofamiliare,
con un reddito, un patrimonio mobiliare e canone di locazione.
Poi abbiamo preso in considerazione la famiglia con un componente, quindi l’ipotesi della
monogenitorialità e quando c’è un soggetto maggiore di 65 anni, quindi l’anziano solo,
percettore di reddito.
Abbiamo considerato un reddito di 25.000 euro, un patrimonio mobiliare di 5.000 euro e
canoni di locazione. Poi, per esaminare tutte le fattispecie dell’esemplificazione abbiamo
preso in considerazione quattro componenti di cui due genitori e due minori di ventisei anni.
Abbiamo preso in considerazione la presenza di un disabile invalido perché volevamo vedere
appunto come andava a incidere, sempre per il discorso dell’equità, percettori di reddito due,
affidamento eterofamiliare, reddito 55.000 euro, patrimonio immobiliare e gli altri sono
uguali.
Poi abbiamo la caratteristica del nucleo familiare con tre componenti di cui uno è genitore.
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Abbiamo un percettore di reddito, una famiglia senza un disabile e quindi abbiamo visto
anche l’ipotesi di presenza e assenza di disabili nel nucleo familiare con un reddito inferiore.
A pagina tredici vedete i due casi che abbiamo preso in considerazione: i casi di Arese e i casi
di Bergamo.
Li abbiamo scelti perché avevamo i dati a disposizione. Non è così facile andare comunque a
recuperare i dati comunali. Questo è stato il campione preso come riferimento.
Naturalmente hanno due Regolamenti ISEE diversi. Arese ha quattro scaglioni, Bergamo ne
ha otto. Arese prevede un’esenzione per ISEE uguale a zero, mentre Bergamo prevede una
retta minima. Bergamo non prevede, quindi, esenzioni.
Abbiamo ad Arese una retta massima di 493 euro al mese, a Bergamo invece la retta è di 527
euro al mese. Abbiamo, quindi, una diversità.
L’ultimo scaglione ISEE per Arese è 33.500 euro, per Bergamo è 21.700. La retta media –
abbiamo fatto un’analisi - per Arese è di 304 euro e per Bergamo è di 214 euro.
Naturalmente negli asili lombardi si riscontrano strutture tariffarie molto diversificate perché i
Regolamenti di applicazione dell’ISEE sono molto diversificati.
Da questo deriva anche il fatto che abbiamo comportamenti sul territorio molto disomogenei.
Questi sono due campioni, ma avevamo fatto una prima analisi di Regolamenti sulla
situazione anche di Comuni che non applicano l’ISEE.
C’è una situazione disomogenea, come potete vedere già nell’applicazione di questi due
campioni.
Naturalmente per assorbire l’eventuale maggiore spesa i Comuni potranno intervenire sulla
struttura tariffaria, agendo sulla retta massima o sugli scaglioni di reddito. Queste poi sono
scelte comunali perché i Comuni hanno una loro autonomia nell’applicazione dei principi
dettati dalla legge e dal Regolamento.
Sul fattore famiglia lombardo bisogna fare un’altra importante considerazione, anche perché
poi la simulazione bisogna verificarla caso per caso perché proprio in base ai campioni che
prendiamo la situazione cambia anche come impatto del fattore famiglia lombardo.
Ecco perché la Giunta regionale ha voluto sperimentare il fattore famiglia lombardo in alcuni
Comuni della Lombardia. L’introduzione del fattore famiglia lombardo è un criterio di
compartecipazione alla spesa da parte degli utenti.
La sperimentazione, che partirà all’inizio dell’anno prossimo, sarà mirata a scegliere un
campione di Comuni lombardi - si sta lavorando con ANCI per l’individuazione di questi
Comuni - per valutare eventuali criticità operative dello strumento del fattore famiglia in
Lombardia.
Il problema è sperimentare il tutto per capire dove sono le criticità. Questo servirà per
l’adozione del Regolamento e l’applicazione del progetto di legge.
Avremo quindi l’adozione del fattore famiglia nei Comuni di sperimentazione attraverso
l’introduzione di nuovi Regolamenti comunali.
La sperimentazione ci servirà anche per costruire con i Comuni il Regolamento attuativo e
vedere i correttivi che vanno maggiormente ad impattare.
C’è poi la valutazione puntuale degli impatti dell’applicazione del fattore famiglia sui Comuni
della sperimentazione. Entro l’inizio dell’anno prossimo inizieremo questa sperimentazione.
Vengo al tema della convergenza dei livelli istituzionali e impatto sulla normativa. Con il
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progetto di legge n. 66 si otterranno uniformità e differenziazioni sul territorio regionale e i
criteri di accesso alla compartecipazione in servizi.
Non vengono lese le prerogative dei Comuni che restano liberi di stabilire, sulla base delle
risorse disponibili e delle scelte politiche, i limiti degli scaglioni e gli importi delle prestazioni
sociali.
Vengono individuati quelli che potrebbero essere i potenziali ambiti di applicazione del
fattore famiglia come estensione.
A pagina diciassette, sempre prendendo in considerazione la fonte ISTAT, c’è l’impatto del
fattore famiglia sui Comuni. Una parte sarà compensata comunque dalla sperimentazione che
è stata stanziata con la delibera di luglio sul discorso bando della legge n. 23.
Dott.ssa MARZI
Abbiamo stanziato 1,5 milioni di euro.
Vengo all’ultima slide. Sono stati calcolati a partire da un campione estratto dall’indagine sui
bilanci delle famiglie italiane di Banca d’Italia.
Tali simulazioni effettuate sono valide sotto alcune ipotesi di lavoro come la rappresentatività
del campione. Comunque, come dicevo prima, caso per caso, bisogna andare ad individuare
quello che è l’impatto.
Comunque, i fattori da prendere in considerazione sono tanti e ci sono tante variabili,
partendo dall’ipotesi di lavoro che ci siamo prefissati.
Presidente PERONI
Ringrazio la dottoressa Palmieri e la dottoressa Marzi per l’illustrazione. Credo che ci abbiate
fatto capire anche la complessità del lavoro che bisogna sostenere per avere un’idea sempre
più precisa di quello che può determinarsi, a maggior ragione se, come si dice nella slide
numero sedici, gli ambiti di applicazione del fattore famiglia possono essere non soltanto
quelli riservati ai servizi alla persona in campo sociale, assistenziale e sociosanitario, ma
anche quelli che riguardano l’istruzione, la formazione lavoro, i trasporti, la casa, la sanità
stessa.
E’ evidente che dobbiamo fare un lavoro con grande ponderazione ed equilibrio e anche con
grande determinazione.
Chiedo ai Colleghi se possiamo a questo punto procedere o se hanno in merito a questa
illustrazione delle domande da porre o delle considerazioni da fare.
Consigliere GALLI
Volevo solo fare una richiesta alla dottoressa Palmieri perché nella sua illustrazione ha parlato
delle simulazioni. Queste simulazioni le ha definite “ipotetiche”. Se sono ipotetiche volevo
chiedere come si stanno utilizzando 1,5 milioni di euro che l’Assessorato si è assegnato per
questi studi.
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Dott.ssa PALMIERI
Perché è una sperimentazione e la sperimentazione dà delle basi. La sperimentazione è
concordata con l’ANCI sulla base della delibera di luglio. Dall’accordo quindi con l’ANCI si
scelgono quelle che sono le unità d’offerta dove verrà effettuata la sperimentazione e quelli
che saranno i parametri.
L’accordo è in corso adesso con ANCI. La sperimentazione partirà dal 1° gennaio. Vista la
pressante richiesta di valutazioni e di anticipare quelli che possono essere i possibili effetti
abbiamo cercato di effettuare una sperimentazione che potesse dare dati più certi di quelli che
abbiamo adesso. A parte che adesso abbiamo usato tutti i dati ufficiali come Banca d’Italia
piuttosto che ISTAT, però la facciamo anche sulla realtà visto che cambia molto velocemente.
La facciamo anche su delle realtà precise della situazione lombarda.
Come avrete visto nelle slide c’è una forte frammentazione. I Comuni di Arese e Bergamo
sono stati scelti non solo perché si sono prestati a darci i dati, ma anche perché erano due aree
abbastanza omogenee. Su quelle due aree già c’è una disparità in termini di rette e in termini
di quanto paga la famiglia. Quindi, se io mi trasferisco da Arese a Bergamo mi costa quasi
200 euro al mese, 104 euro avevamo visto.
Questa è una delle principali finalità del PDL: uniformare quelle che sono le
compartecipazioni comunali e le compartecipazioni degli utenti alle spese sociali.
È ovvio che se il Regolamento si sposta su Bergamo o su Arese questo può cambiare l’effetto.
Il Regolamento potrebbe introdurre criteri più strong o più blandi a seconda di quella che sarà
la situazione economica di quando entrerà in vigore il Regolamento, perché se non ci saranno
più i fondi sociali forse questi Regolamenti diranno delle cose molto più pesanti di quanto non
pensiamo adesso che possano dire.
Consigliere GALLI
A che punto siamo con i Regolamenti?
Dott.ssa PALMIERI
A questo punto aspettiamo che entri in vigore la legge. La sperimentazione c’è e possiamo
portare in Commissione eventualmente gli esiti quando si avvierà il tutto.
Consigliere GALLI
Sarebbe meglio evitare la parola “eventualmente”. Li porti perché comincio ad avere forti
perplessità.
Presidente PERONI
Questa sperimentazione è molto importante da seguire. Visto che state con l’ANCI scrivendo
i contenuti di questo accordo, quindi di come si svilupperà questa sperimentazione, magari la
volta prossima portate qualche informazione in più sulla sperimentazione e sull’intesa con
l’Associazione dei Comuni in modo che la Commissione possa conoscerla.
Credo che abbia trovato sorpresi un po’ tutti i Colleghi perché non si aveva idea di questo
accordo con l’ANCI per la sperimentazione.
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Consigliere BORGHETTI
Deduco dalla domanda del Presidente Galli che la sperimentazione avrà un costo, come
sperimentazione, di 1,5 milioni di euro. È una cifra consistente ed è interessante capire più in
dettaglio di che cosa si tratta. Non sono soldi messi su dei servizi, ma sono soldi messi per
fare una sperimentazione. La risposta è “sì”: 1,5 milioni di euro è il costo della
sperimentazione che si avvierà in collaborazione con ANCI Lombardia.
Dott.ssa PALMIERI
Però la sperimentazione è sui servizi.
Consigliere BORGHETTI
Sono soldi che vanno a pagare dei servizi?
Dott.ssa PALMIERI
Sì, vanno ai Comuni per pagare dei servizi.
Consigliere BORGHETTI
Va bene.
Dott.ssa PALMIERI
1,5 milioni di euro sono tanti soldi!
Consigliere BORGHETTI
Sono 1.500 Comuni.
Dott.ssa PALMIERI
Vari Comuni sono compresi nella sperimentazione e vari servizi.
Consigliere BORGHETTI
Cerco di capire meglio. Si tratterebbe di risorse aggiuntive che vengono date ai Comuni in
qualche modo a compensare quello che questa prima proiezione dimostra, cioè che i Comuni
verrebbero a supportare una spesa sociale e sociosanitaria maggiore.
Dott.ssa PALMIERI
No, non necessariamente. In questo momento sicuramente sosteniamo i costi, ma a regime
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non sono costi maggiori perché se lei vede Arese e Bergamo uno spende più dell’altro.
Quindi, se io li uniformo è ovvio che uno spenderà meno e uno spenderà di più.
È diverso prendere la spesa globale di tutti i Comuni e la spesa del singolo Comune. A livello
globale la spesa non cambia.
Ovviamente se uniformo i criteri di Arese e Bergamo per uno dei due cambia.
Consigliere BORGHETTI
Chiedo scusa. Sicuramente sono un po’ tardo io, però a pagina tredici della presentazione si
parla di strutture tariffarie vigenti per Bergamo e per Arese, non quelle che sarebbero esito
dell’applicazione del fattore famiglia.
Dott.ssa PALMIERI
Quelle vigenti sono diverse. Con il fattore famiglia cambiamo il Regolamento comunale,
perché queste tariffe nascono dai loro Regolamenti comunali che sono già correttivi
dell’ISEE.
Nel momento in cui uniformiamo quindi il fattore correttivo che il singolo Comune usa a
livello generale la spesa non cambia.
Se metto insieme Arese e Bergamo e faccio la somma tanto è prima e tanto è dopo, ma nel
momento in cui, a livello regionale, regolamento quello che è il correttivo che i singoli
Comuni introducono, è ovvio che per le famiglie è meglio, perché se mi trasferisco da
Bergamo ad Arese ho lo stesso prezzo e pago lo stesso, ma per il singolo Comune cambia,
perché adesso uno spende cento euro di più e uno spende cento euro di meno.
Consigliere BORGHETTI
Sì, però il saldo è quello di pagina diciassette, con l’aumento della spesa per gli utenti da una
parte e per i Comuni dall’altra. Giusto?
Dott.ssa PALMIERI
No.
Consigliere BORGHETTI
A pagina diciassette si deduce che il fattore famiglia porta a un risparmio di risorse regionali
pari a 50 milioni di euro, a fronte del fatto che c’è un incremento di spesa da parte delle
famiglie di circa 48 milioni.
Dott.ssa PALMIERI
No, sta confondendo le due slide, sta confondendo le due colonne. Una è l’ipotesi fatta sul
fattore famiglia-quota sociale; l’altra, invece, è l’ipotesi fatta nell’ipotetica soluzione che la
compartecipazione del fattore famiglia passi anche sulla quota socio sanitaria. Quindi, sono
due spese diverse che non vanno a compensazione l’una dell’altra.
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Consigliere BORGHETTI
Se ci limitassimo, quindi, all’applicazione del fattore famiglia sulla quota sociale avremo
l’aumento di esborso sarebbe sulle spalle dei Comuni, giusto? Non sto criticando, ma sto
cercando di chiarire il punto a beneficio della Commissione.
Dott.ssa PALMIERI
Sì, potrebbe essere eventualmente sul bilancio regionale, se il bilancio regionale stanziasse
questi 3 milioni a favore dei Comuni. Questa è una scelta politica diversa, non
necessariamente deve essere del Comune: può essere la Regione che, nell’ambito delle
risorse, anziché finanziare certe politiche, finanzia questa politica.
Consigliere BORGHETTI
Mentre, sulla quota socio sanitaria la musica cambia in maniera ancora più evidente.
Dott.ssa PALMIERI
Quello è un altro film.
Consigliere BORGHETTI
Più consistente, perché anche le famiglie si troverebbero a sopportare un incremento non
indifferente, però risparmierebbe la Regione.
Dott.ssa PALMIERI
La questione non è far risparmiare la Regione, ma se la Regione nel futuro avrà i fondi. Se li
ha, sicuramente non è necessario che risparmi.
Consigliere BORGHETTI
Se alla fine il saldo è zero e abbiamo ottenuto gli obiettivi della legge, abbiamo fatto
un’operazione positiva. Da questo punto di vista, sono convinto: abbiamo fatto più equità,
abbiamo ridistribuito diversamente e in maniera più coerente rispetto ai bisogni e, anche a
saldo zero, anzi magari fosse così, avremmo fatto un’operazione utile con regole uguali per
tutti. Si tratta di capire se poi il saldo è zero, perché se il saldo, invece, è negativo per i
Comuni e per le famiglie bisogna ragionarci.
Dott.ssa PALMIERI
Sì, bisogna ragionarci nel senso che comunque, per quanto riguarda la spesa sociale, le
famiglie ci guadagnano sicuramente, perché comunque è più equo. È più riferito a quello che
può essere il trasferimento dalla Regione ai Comuni.
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Per quanto riguarda, invece, l’altro argomento, il discorso è diverso: è ovvio che l’altro fattore
entra in gioco solo se dovessero venir meno o dovessero diminuirsi sensibilmente le quote del
fondo socio sanitario.
Consigliere BORGHETTI
Nazionale, dice, per la Regione?
Dott.ssa PALMIERI
Sì, della Regione.
Consigliere BORGHETTI
È una prospettiva abbastanza concreta.
Dott.ssa PALMIERI
A quel punto, tagliamo i servizi. È lo stesso ragionamento del ticket.
Consigliere BORGHETTI
Insomma, ci stiamo preparando.
Presidente PERONI
Fatemi fare solo una battuta: prima o poi a questi ragionamenti, che riguardano le simulazioni,
dovevamo arrivare. Credo che la seduta di oggi serva per cominciare a ragionare di numeri, di
impatto, di condizioni oggettive reali delle persone e delle famiglie, con tutta la complessità
che questa partita richiede, quindi anche con tutte le necessità di capire, lo dico soprattutto per
loro, che sono il nostro front office, che devono fronteggiare le nostre richieste che – come
diceva il Collega Borghetti – sono richieste di comprensione, di chiarimento. Anche la
sperimentazione che state elaborando, e che noi non conosciamo, con l’ANCI. Poi darò la
parola al Collega Carugo che prima mi chiedeva quali sono i Comuni coinvolti nella
sperimentazione.
Si tratta della necessità di capire che cosa si sta facendo per, giustamente e intelligentemente,
arrivare all’applicazione del fattore famiglia nelle migliori delle condizioni. Noi possiamo
anche aver scritto il testo di cui ci siamo innamorati e che ci piace tanto e poi, alla fine, prima
dell’approvazione del Regolamento, vediamo che la sperimentazione, le simulazioni ci danno
dei risultati, che magari ci motivano ad apportare delle correzioni.
L’importanza – sottolineo, l’importanza – e la complessità del fattore famiglia l’abbiamo ben
presente tutti. Ogni iniziativa che si conosce, sulla quale si ragiona e che si intraprende per
avviare un lavoro serio finalizzato all’approvazione, ma soprattutto all’applicazione del
fattore famiglia all’insegna dell’equità, del rigore e anche del buon utilizzo delle risorse, ben
venga. Anche la seduta di oggi, tutte le problematicità, le osservazioni e le critiche vanno in
questa direzione e credo che debbano essere colte con questo spirito di necessità di chiarezza.
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Consigliere CARUGO
Condividendo quello che lei ha appena detto, vorrei fare una domanda tecnica. Se un Comune
– questo non lo so, mi sfugge – dice: “No, io non voglio applicarlo”, dal punto di vista
legislativo lui può rifiutarsi o no?
Il Comune di Monza – ne dico uno a caso – decide di non applicare il fattore famiglia,
mantenendo il sistema in essere, mi chiedo se la Regione Lombardia può obbligare il Comune
di Monza ad applicare il fattore famiglia? È ovvio che in una fase sperimentale può essere che
il Comune di Monza non sia inserito in questo, ma la Regione ha potestà per obbligare un
Comune ad applicare questo fattore?
Dott.ssa PALMIERI
Se il Comune di Monza ritiene di finanziare tutto lui, senza far pagare le famiglie, ben venga.
Il PDL è uno strumento per un momento di crisi. Poi, se ci sono Comuni – ma pare che non ce
ne siano più – che sono in grado di sostenere con risorse autonome, quindi senza i fondi
sociali della Regione o dello Stato, i servizi sociali, pagarli in toto e non far compartecipare le
famiglie, certo che non può essere peggiorativo. Questo serve come garanzia delle famiglie,
affinché non paghino di più rispetto ad altri.
Consigliere CARUGO
Riformulo la domanda: dal punto di vista legale, la Regione Lombardia può obbligare un
Comune ad applicare questo fattore famiglia? Noi non parliamo solo della spesa sociale, ma
se potrà essere un giorno applicato sui trasporti e via elencando. Noi abbiamo la facoltà –
guardo gli avvocati – di poter applicare, quindi di imporre il fattore famiglia – che io adoro,
per ovvi motivi – costringendo il Comune ad applicarlo? Sì o no? Un qualsiasi Comune può
dire di “no”, non solo per una questione economica, perché è autosufficiente, ma anche per
una questione di principi? Può dire: “No, io non lo voglio applicare”?
Presidente PERONI
Mi scusi, dottoressa, credo che questo valga per il fattore famiglia come per i Piani di zona,
come per tutte le altre politiche sociali, dove la Regione ha una competenza di indirizzo e di
programmazione. Se la Regione destina risorse del fondo, credo che possa vincolare l’utilizzo
con i criteri che stabilisce la Regione. Se il Comune utilizza solo le sue risorse, fa quello che
vuole.
Dott.ssa PALMIERI
Giusto. In aggiunta, posso anche dire una cosa: nel momento in cui il Comune emette un atto
illegittimo, cioè decide di disapplicare la legge regionale e applicare una cosa diversa, le
famiglie possono fare ricorso. Il rimedio è anche giustiziale, quindi, come tutte le situazioni di
illegittimità, o sono previste delle sanzioni specifiche o il rimedio è giustiziale, e pertanto si
vedranno impugnati i loro atti al TAR.
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Consigliere BORGHETTI
Mi scusi, non voglio essere troppo leguleio, però è una materia che mi piace. Già ad oggi i
Comuni sono in difficoltà proprio per questo motivo, nel senso che ogni Comune ha
contenziosi con le famiglie per la mancanza di una chiara direttiva.
Dott.ssa PALMIERI
Praticamente noi abbiamo tolto questo elemento di complessità e abbiamo dato la protezione
della legge, quindi i loro atti non sono più contestabili, perché sono comunque discendenti da
una legge regionale.
Uno degli obiettivi della legge – inserito anche nelle relazioni iniziali – è proprio quello di
garantire l’uniformità al fine di far risparmiare ai Comuni tutta quella serie di contenziosi che
si trovano. Diciamocelo francamente, tanto ormai siamo proprio nel vivo dell’argomento: loro
il fattore famiglia se lo stanno applicando a livello comunale, ed è quello che fomenta il
contenzioso e che crea una situazione di distorsione e illegittimità a cui il PDL vuole porre
rimedio.
Consigliere CARUGO
Credo che questo sia un argomento da approfondire – giusto, Collega Galli? – perché credo
che ci sia un aspetto giuridico-legale non indifferente.
Consigliere GIRELLI
Volevo chiedere solo una cosa. Relativamente ai dati di bilancio (tabella a pagina diciassette,
che è un po’ esemplificativa), mi sembra di aver capito che, per quanto riguarda il sociale, è
quello che entrerebbe in vigore, mentre la parte socio sanitaria è un’ipotesi di lavoro.
La domanda è questa: le cifre che sono state considerate nelle simulazioni sono quelle che ci
troveremo illustrate a bilancio nella prossima settimana, quando ci verrà presentata l’ipotesi di
bilancio?
Dott.ssa PALMIERI
No, proprio perché – come le dicevo – questa è una simulazione. Le cifre prese in
considerazione sono quelle del 2009. Ha visto i riferimenti: nel bilancio di quest’anno non ci
sono 1.500 milioni di euro per il socio sanitario e 1.333 per il sociale.
Consigliere GIRELLI
Vorrei spiegarmi bene, senza essere involontariamente irrispettoso: allora, di fatto, noi stiamo
guardando delle simulazioni che non sono attinenti alla realtà, nel senso che dovremmo fare i
conti con cifre completamente diverse.
Dott.ssa PALMIERI
Dovremmo inasprirle, ma è quello che ho detto proprio in esordio. Ci hanno chiesto delle
simulazioni. In un primo momento ci sembrava quasi impossibile fare le simulazioni senza
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avere il Regolamento, però ci è stato chiesto: “Per dare un’idea di quella che potrebbe essere
l’applicazione futura, prendete ad esempio quelli che possono essere criteri adottabili in un
Regolamento”, e abbiamo preso quello, prendendo le cifre ufficiali. È ovvio che, nel
momento in cui verrà fatto il Regolamento, verranno presi quelli che sono, invece, i dati
attuali.
Oltretutto, i dati in questi ultimi due anni sono cambiati, non sul sociosanitario, che non solo
hanno tenuto, ma – come vedrete nel bilancio – sono anche un pochino incrementati, ma sul
sociale, motivo per cui questo PDL è nato per la parte sociale. Auguro al Comune di Monza
di continuare a pagare tutti i servizi, ma secondo me certi Comuni hanno difficoltà. Quindi,
prima che i Comuni aumentino in maniera differenziata, e anche molto soggetta a ricorsi,
quelle che sono le compartecipazioni è bene che la Regione, invece, regolamenti quelli che
sono i criteri generali che regolamentano la compartecipazione sul sociale, proprio al fine di
tutelare quelli che sono gli stati di bisogno più pesanti, non solo i bambini, ma anche gli
anziani soli.
Siccome siamo partiti dagli asili, abbiamo tenuto conto di fattori che riguardano i bambini.
Quando, invece, le simulazioni le faremo sui servizi per gli anziani vedremo gli effetti.
Consigliere BARBONI
L’esercizio delle simulazioni credo che per la dottoressa Palmieri, la dottoressa Marzi e il loro
staff dovrà essere praticato più volte. Anche noi, dovendo formulare eventuali proposte o
decidere comunque su delle proposte di legge, è evidente che abbiamo bisogno di avere
intanto quei dati che non abbiamo mai avuto, e non credo che si possano comunque guardare
tutti, considerati i tempi che la Giunta si è data per l’approvazione di questa norma.
Partiamo con dei dati del 2009: giustamente sono prove di simulazione per rendersi conto del
percorso che stiamo facendo, penso di aver capito bene. A questo punto, nel 2009 noi
avevamo già, come Regione Lombardia, esattamente il doppio dei fondi che abbiamo, per
esempio, nel 2011 rispetto alla spesa sociale. Socio sanitaria no, perché quelli sono rimasti
invariati, ma sociale sì.
Nel 2012 saranno ancora meno e, se partiamo dal presupposto che questa legge andrà in
funzione dal 1° gennaio 2012 o giù di lì, la previsione sarà, presumo, ardua anche da simulare.
Però è evidente che non possiamo andare ad approvare una norma che diventa subito
applicabile. A questo voi avete in qualche modo già pensato? La procedura per arrivare ad
una proposta definitiva dal punto di vista tecnico, ovviamente, come l’avete preordinata?
Dott.ssa PALMIERI
Proprio per questo abbiamo immaginato il Regolamento di approvazione della Commissione
Consiliare, perché è uno strumento che può essere modificato molto più agilmente della legge
e può essere adattato a una realtà che cambia tanto velocemente. Sulla base dell’entrata in
vigore della legge, entra in vigore il principio. Per l’applicazione pratica – come diceva prima
la Collega Marzi nel corso della trattazione – occorre un Regolamento che stabilisca le scale
di equivalenza, ed è sulla base di quelle scale di equivalenza che usciranno le cifre ed è sulla
costruzione di quel Regolamento che faremo tutte le simulazioni.
Uno dei principi della legge, mi sembra, negli emendamenti che il Presidente Peroni
presenterà, è la gradualità dell’applicazione. Il Regolamento potrebbe non prevedere tutti i
campi, ma considerare solo alcune unità d’offerta, quindi questo ci permetterebbe di graduare
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e di essere più attuali, come diceva lei. Questa simulazione è stata fatta anche tenendo conto
dell’emendamento sulla gradualità, quindi comunque immaginando che in un primo momento
saranno una o due le unità d’offerta interessate al fattore famiglia, e non tutte.
Consigliere BARBONI
Torniamo sul problema dell’ISEE, di cui abbiamo già parlato nei mesi scorsi: in Lombardia,
su 1.546 paesi, ci sono 1.546 Regolamenti ISEE, quindi ogni paese, piccolo o grande che sia,
applica purtroppo un suo Regolamento. Forse sarebbe opportuno pensarci a livello regionale,
se non quantomeno fare una unificazione di questi Regolamenti ISEE, almeno per ambiti
territoriali, visto e considerato che almeno quell’istituto sul territorio esiste.
Consigliere GALLI
Vorrei fare un paio di considerazioni. Parto dalla prima. Intanto, mi associo anch’io a chi
prima parlava delle sperimentazioni. A nostro avviso, noi abbiamo bisogno di dati precisi
sulla sperimentazione e non di ipotesi, altrimenti non riusciamo a capire. Da quello che ho
sempre imparato, a fronte di una sperimentazione, la stessa mi mette nelle condizioni di poter
stabilire se è corretto quello che abbiamo fatto, e quindi si prosegue, oppure se abbiamo
commesso degli errori, e quindi si modifica. Questo è il significato di una sperimentazione.
Passo all’altro problema: con i disabili e la non autosufficienza cosa facciamo? Rimangono
fuori da questo discorso?
Dott.ssa PALMIERI
Come dicevo prima, bisogna distinguere tra la legge regionale e il Regolamento attuativo. La
legge regionale prevede tutto, mentre il Regolamento attuativo lo dobbiamo ancora scrivere.
Consigliere LONGONI
Lei questa cosa non doveva dirla al Commissario Galli, lo sa?
Dott.ssa PALMIERI
Però io sono un tipo sincero.
Consigliere GALLI
Altrettanto sinceramente le dico che se non vedo il Regolamento non voto la legge. Questo
glielo dico adesso e le confermo la posizione del mio Gruppo.
Passo alla seconda osservazione. Sulla proiezione che lei dà a pagina diciassette sulla quota
sociale, vedo che qui viene inserito che l’importo di 72 milioni ISEE per il fattore famiglia sui
Comuni aumenta di 3 milioni di euro e va a 75; sulla spesa degli utenti da 924 a 921, quindi
quel discorso di ristorno; per la spesa di Regione Lombardia rimane tutto invariato. Dove sta
la novità se non cambia nulla?
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Consigliere LONGONI
Mi collego all’intervento del Collega Galli e del Consigliere del PdL che mi ha preceduto. Nel
corso degli ultimi anni – come lei ben sa – le Amministrazioni comunali hanno subìto dei
tagli importanti per quanto riguarda le spese correnti che vanno a incidere, poi, anche sul
sociale di ogni Assessorato. Il problema che mi hanno evidenziato molti Amministratori locali
e anche Assessori sociali di diversi Comuni è l’impossibilità attualmente di reperire i fondi
per sostenere il welfare dell’anno precedente per il 2012.
La domanda è sorta spontanea, quando con il Collega Galli abbiamo visto i 3 milioni che
escono dai Comuni e rientrano nelle spese degli utenti. Penso che non si possa chiedere,
almeno io come Consigliere regionale non andrei mai a chiedere ai nostri Comuni di
“sobbarcarsi ulteriormente una legge” che verrà, poi, portata avanti dalla Regione Lombardia.
Pertanto, chiedo in modo attento di verificare anche i risultati della sperimentazione nei
Comuni lombardi, che daranno delle informazioni.
Come diceva il Collega Galli, la legge e il Regolamento sono due cose distinte, giustamente,
però non accetterei mai di votare una legge che poi verrà modificata nelle parti attuative da un
Regolamento diverso rispetto a quello prefigurato nella legge. Non si possono cambiare le
regole del gioco – alla fine il Regolamento rappresenta le regole – quando la partita è già
iniziata, cioè quando abbiamo votato la legge. Secondo me, dovrebbero essere almeno su due
binari paralleli e, a seguito delle informazioni che arriveranno dalla sperimentazione,
bisognerebbe dare con questi dati la possibilità ai Consiglieri di capire bene che legge stiamo
votando.
Dott.ssa PALMIERI
Credo che tra legge e Regolamento ci sia una confusione, nel senso che la legge, senza il
Regolamento, non cambia nulla: introduce il principio, ma tutto questo solo con la legge non
ci sarà mai, perché per applicarla ho bisogno del Regolamento che passerà dalla Commissione
consiliare. Quindi, la legge di per sé non cambia la situazione attuale. La legge non contiene
le scale di equivalenza sono infatti nel Regolamento.
Consigliere AZZI
Voglio provare a fare un po’ di chiarezza, prima di tutto per me stesso, e vediamo se riesco a
essere anche utile a tirare insieme le idee, visto che sono l’ultimo che parla. Noi andiamo a
fare questa legge fondamentalmente per due motivi. Primo, perché riteniamo che un certo
modo di erogare questi fondi non sia sufficientemente equo oggi e che possa esistere –
dobbiamo essere convinti – un sistema più equo per distribuirli che non passi più attraverso le
norme ISEE. Secondo, per fare una legge che consenta di eliminare la giungla che c’è adesso
in Regione Lombardia e far sì che il cittadino che si trasferisce da Busto Arsizio a Varese
abbia lo stesso trattamento a Varese che aveva precedentemente a Busto Arsizio. Su questo,
credo che nessuno di noi possa non essere concorde, se si dimostra che effettivamente queste
regole sono più eque rispetto all’ISEE.
Prima osservazione, lo dico fuori dai denti, e mi piacerebbe che facessimo una riflessione su
questo: la legge passa in Consiglio; il fatto che il Regolamento, che è scorporato dalla legge,
ma che è quello che dice tutto, passi soltanto nella Commissione sinceramente mi fa un po’
paura. Direi che anche il Regolamento, se approvato, dovrebbe passare dal Consiglio: questa
come primissima osservazione.
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Passo alla seconda osservazione. Se io dovessi giudicare questo genere di proiezione –
potrebbe anche essere un’altra – direi di non farla neanche perché non è possibile. Non è
possibile caricare ulteriormente i Comuni: dovremmo pensare, semmai, purtroppo, come si sta
pensando in questo Paese – e mi piacerebbe dirlo a microfoni spenti piuttosto che a microfoni
accesi – che magari ci sarà una compartecipazione maggiore e non minore del cittadino
complessivamente. Ecco perché ritengo che sia giusta la legge, cioè trovare un sistema ancora
più equo per distribuirli, caricando chi può essere caricato e scaricando quelli che non
possono ulteriormente essere caricati. Però, se voi mi fate una proiezione del genere, capisco
esattamente il contrario di quello per cui io considero positiva questa legge nei presupposti.
Non so se sono riuscito a spiegarmi e ad essere chiaro. I Comuni non avranno mai 3 milioni di
euro in più da mettere nei loro bilanci, peraltro il cittadino risparmia poco, ma proprio perché,
in previsione, se le cose continuano in questo modo, può darsi che i Comuni abbiano ancora
meno fondi, è opportuno oggi essere i più equi possibile e difendere davvero quelle situazioni
più fragili. Credo che questo sia il nostro dovere fondamentale.
Partendo dal presupposto che i Comuni spendono di più, non ci siamo. Semmai, vado a
prevedere quello che succede davvero, e cioè che i Comuni abbiano meno soldi da spendere, e
vedo in che maniera diversa posso proteggere le categorie più fragili dalla popolazione. È una
proiezione che, da un punto di vista politico – io faccio il politico, sono un Consigliere –, mi
può confortare sul fatto che il primo presupposto di questa legge, cioè che ci sia una maggiore
equità, sia anche un caposaldo per far fronte a una situazione economica che potrebbe
scombussolare il sistema del welfare.
Lascio perdere la questione del “togliere la giungla”, perché comunque rimane. Lo studio va
fatto sulla realtà, con ipotesi reali. Cosa succede se i sei Comuni, invece che avere 72 milioni
di euro, a un certo punto ne hanno 70? Penso alle fasce più fragili – giustamente il Collega
Galli ha parlato dei disabili – della popolazione. È questo che a noi interessa capire.
Anch’io ritengo che il Collega Carugo abbia fatto un discorso da non sottovalutare, ma voglio
andare avanti: siamo certi, e da questo punto di vista dobbiamo essere confortati a priori delle
proiezioni, che questa legge non possa essere impugnata nella strutturazione? Se così è, le
domande che faceva giustamente prima Stefano arrivano a mille, perché le abbiamo in ogni
cantuccio e non facciamo sicuramente un’azione di risoluzione del problema, ma lo
amplifichiamo per mille.
Da Consigliere, chiederei di avere la corretta chiarificazione di questo aspetto, che è
fondamentale per poter andare avanti su qualunque altro argomento. In secondo luogo,
chiederei di avere delle proiezioni basate su un dato reale. Noi siamo preoccupati della
diminuzione dei fondi, non di avere 3 milioni di euro in più da spendere, sennò non saremmo
qui a parlarne. Con 3 milioni di euro da spendere, anche con il sistema vecchio, mettiamo
certamente in sicurezza quelle fasce più fragili della popolazione.
Il Regolamento per me diventa – lo ha detto lei, ma io concordo con lei – parte integrante
della legge, perché può snaturare la legge, i presupposti di una legge. Spiego perché. Non
guardatelo da un punto di vista tecnico: dovete fare lo sforzo di guardarlo da un punto di vista
politico. Io dico di sì a questa legge, perché è equa; se mi fate un Regolamento che non è equo
dico che questa legge non va più bene per me. Il Regolamento deve passare dal Consigli
perchè è parte integrante della legge. Questo è il mio modo di vedere.
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Consigliere BORGHETTI
Non voglio aggiungere troppe parole, però non possiamo meravigliarci di un certo esito di
queste prime simulazioni. Noi con questa legge stiamo introducendo dei fattori correttivi
dell’ISEE di equità là dove ci sono delle condizioni di debolezza sociale ed economica nelle
famiglie, cioè stiamo dicendo dove alla fine andiamo ad aiutare un po’ di più situazioni di
fragilità. Quindi, se dobbiamo andare ad aiutarle un po’ di più, è chiaro che stiamo dicendo
che bisogna trovare un po’ di soldi o, perlomeno, non tanto soldi da dare a queste persone, ma
stiamo cercando di trovare il modo di far pagare meno queste persone. È chiaro che il saldo di
un’operazione del genere è negativo. Noi stiamo mettendo in piedi un sistema che chiede
delle risorse: il problema è dove andiamo a reperirle. L’ideale sarebbe una ridistribuzione
all’interno di quelle che accedono al servizio, per cui chi può un po’ di più paga un po’ di più
e chi non può paga un po’ di meno. In questo momento, ci stiamo occupando solo di chi far
pagare un po’ di meno. Però, non possiamo meravigliarci del fatto che qui il saldo sia
negativo; il problema è come distribuirlo e la quantità di questo saldo.
Sono d’accordo con il Collega Giammario: la quantità di cui stiamo parlando sono 3 milioni
di euro, ma per il bilancio di Regione Lombardia cosa sono 3 milioni di euro?
Il problema è se non sono 3 milioni, ma neanche 46 milioni sulle famiglie, come sembra nella
slide a pagina diciassette, ma ancora di più considerando che nel 2012 – e qui faccio
riferimento all’intervento del Consigliere Girelli – avremo dati su cui fare le proiezioni ben
peggiori di questi per quanto riguarda la disponibilità di risorse pubbliche.
Dott.ssa PALMIERI
I dati, però, sono una questione oggettiva, nel senso che il fatto che nel 2012 o le famiglie, o i
Comuni, o la Regione pagherà di più è una situazione oggettiva. Nella nostra simulazione
abbiamo fatto risparmiare le famiglie, perché comunque abbiamo messo al centro la persona,
quindi comunque il bisogno della persona. La simulazione, quindi, pensa di innalzare il
sistema di welfare della famiglia. È ovvio che qualcuno deve pagare per le famiglie.
Presidente PERONI
La matematica non è un’opinione: i numeri alla fine devono tornare.
Consigliere MARCORA
Innanzitutto, sono assolutamente d’accordo con quello che diceva il Collega Azzi circa la
legge e il Regolamento, ossia che devono andare assolutamente insieme e devono essere visti
in Consiglio. Abbiamo fatto delle audizioni nel corso della nostra Commissione e già nelle
audizioni era stato evidenziato che c’era un indubbio aumento del costo da parte delle
famiglie, che in un modo o nell’altro qui è evidente. Se vengono risparmiati da 852 a 804
qualcuno li va a recuperare questi soldi e noi li andiamo a recuperare a delle famiglie. Questa
è la mia opinione.
Diciamo le cose come stanno: dobbiamo recuperare delle risorse economiche e in questo
momento la Regione Lombardia deve andare a risparmiare, sul tema dell’assistenza.
Utilizziamo il fattore famiglia, e questo – chiedo scusa, caro Collega Carugo – non è il fattore
famiglia che noi abbiamo sempre ipotizzato. Questo è un fattore famiglia che serve per andare
a indorare una pillola: lo abbiamo chiamato fattore famiglia, ma non è il nostro fattore
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famiglia, quello per cui noi vogliamo aiutare le famiglie numerose e fare in modo che i servizi
non le penalizzino, ma le aiutino a incrementare. Questo non è il fattore famiglia: stiamo
discutendo una legge che va a costare di più alle famiglie per andare a coprire dei buchi che,
all’interno della Regione Lombardia, non andiamo a recuperare.
Io vedo questo film. Poi, attenzione, che il film lo dobbiamo andare a trovare in modo più
equo va benissimo. Diversamente, noialtri forse ci stiamo raccontando una cosa che non è
vista da tutte le parti. Io la vedo come una legge che fa costare di più i servizi, perché in
questo momento noi non abbiamo le risorse. Mi dispiace chiamarlo “fattore famiglia”, perché
non è proprio del tutto logico chiamarlo in questo modo, però va bene.
Credo che questa debba essere l’ottica in cui entrare. La giusta riflessione, che ha sempre fatto
il Collega Galli e che ho sollevato anch’io, di avere delle simulazioni, serve per rispondere ai
nostri cittadini quanto costa in più questa legge. Credo che questo sia l’argomento di
riflessione.
Presidente PERONI
Solo una battuta al Collega Marcora: se stiamo discutendo da mesi non è perché vogliamo che
le famiglie siano penalizzate, ma affinché abbiano qualche vantaggio. Se vogliamo
penalizzare, domani mattina ne approviamo subito uno molto più semplice, ma l’obiettivo è
quello di aiutare le famiglie.
Consigliere MARCORA
Sono assolutamente d’accordo, ma non dobbiamo uscire dal seminato in merito a dove noi
andiamo a mettere mani. Lo abbiamo visto nelle simulazioni che questo andava a incidere
sicuramente di più nelle famiglie.
Consigliere CARUGO
Per quanto riguarda le famiglie è indubbio che, almeno da queste prime simulazioni, le
famiglie, quelle più “bisognose” e numerose, comunque ne hanno un vantaggio, e questo
secondo me è un dato di fatto. Poi, per il principio eccezionale di Bernoulli – che tutti voi
conoscete, non sto qui a spiegarlo, ossia quello dei vasi comunicanti – la massa è quella lì, il
liquido ovviamente è quello, quindi non si può scherzare. Secondo me, le famiglie, in
particolar modo quelle più disagiate e bisognose, ne hanno un vantaggio. Quindi, sono
assolutamente d’accordo ed è una cosa che va fatta.
Dobbiamo vedere bene i Regolamenti, e questo è un dato di fatto ed è fondamentale. Faccio
una domanda che mi è venuta in mente adesso, nell’ottica di un principio di equità, circa il
rimodulare l’ISEE per chi può. Il Collega Galli lo diceva poco fa come battuta: ad esempio,
chi può, un Consigliere regionale che guadagna – come si dice attualmente – particolarmente
bene può anche avere un livello di ISEE molto alto. Perché non modifichiamo, ad esempio,
per chi può il livello di ISEE per cercare di avere dei fondi per chi, invece, non può? È
possibile? Ci avete pensato?
Dott.ssa PALMIERI
È esattamente quello che si dice quando si parla di correttivo dell’ISEE, con riferimento al
reddito: si alza l’asticella per chi può. L’asticella, poi, viene graduata sulla base di quali sono
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le condizioni e chi può paga di più. Questa è la spesa maggiore che vedono i Colleghi: certo
che chi può paga di più. Chi non può dovrebbe pagare di meno, e questo è il risparmio che,
invece, c’è sulla parte sociale: chi non può dovrebbe pagare di meno.
Di fatto, mi sembra che i principi siano esattamente condivisi. Probabilmente, proprio perché
la state vedendo ora, l’implicazione pratica forse non è ancora chiarissima, cioè la spesa di chi
può aumenta, perché chi può pagherà di più; la spesa di chi non può dovrebbe diminuire,
perché i correttivi dovrebbero servire proprio per quello. Quindi, l’effetto del Regolamento e
dell’applicazione finale dovrebbe essere proprio quello. I fondi non bastano più e dobbiamo
continuare a dare garanzie a chi ha bisogno. Chi ha bisogno, ed è normale, dovrebbe
continuare ad avere garantito il servizio e chi è bisognoso o in una condizione di povertà
dovrebbe vedere aumentato il servizio. Chi mette la differenza? Chi ha un reddito superiore a
una certa media. È ovvio che le simulazioni, aggregando tutto, non tengono conto di tutto ciò.
Mi sembra che il principio della legge sia largamente condiviso; di fatto, probabilmente non
sono chiare tutte le implicazioni pratiche.
Consigliere BORGHETTI
La dottoressa ha toccato un punto decisivo. Il problema è che tutti i fattori correttivi che noi
mettiamo nell’ISEE tendono ad abbassarlo, non abbiamo messo un fattore ISEE che lo alza.
Per cui – quello che dice lei – come si fa ad ottenere che qualcuno pagherà di più? Infatti, la
casistica che avete fatto voi è su tutti i casi in cui i fattori correttivi, che noi condividiamo
tutti, vanno ad abbassare l’ISEE. Magari fosse come dice lei, però non capisco tecnicamente
come possiamo ottenere il risultato che qualcuno pagherà di più.
Dott.ssa PALMIERI
Dalla parte relativa al patrimonio, quando mettiamo le franchigie sul patrimonio, che
rappresenta l’oggetto del Regolamento.
Consigliere BORGHETTI
Come calcoliamo il patrimonio dei congiunti, lì aumenta l’ISEE. Brava, giusto. Allora,
facciamo anche delle simulazioni di quel caso.
Presidente PERONI
La scheda diciassette è quella che riporta le percentuali complessive. Ad esempio, nella spesa
utenti “RSA quota sociale” noi abbiamo un 49,8 che è complessivo, ma come si determina
questo 49,8? Evidentemente con delle situazioni che tengono conto di vantaggi per le famiglie
che hanno delle condizioni di disagio, di difficoltà o, comunque, di minore reddito e, invece,
di svantaggio, quindi di maggiore onerosità, per le famiglie che hanno un reddito maggiore.
Quindi, queste percentuali che sono complessive – il 49,8, il 52 – dovrebbero essere esplose,
disaggregate, per far capire come sono più a carico di qualcuno e meno a carico di qualcun
altro. Si tratta di simulazioni con il patrimonio.
24
Consigliere BORGHETTI
Mi sembra che ormai sia condivisa da tutti l’idea che il Regolamento, comunque, deve
diventare parte integrante della legge.
Presidente PERONI
Questo non significa, però, che noi non ragioniamo sulla legge.
Consigliere BORGHETTI
A questo punto, però, mi sembra di aver capito dai Colleghi di maggioranza che questa è la
richiesta, e noi la condividiamo.
Presidente PERONI
Vorrei che noi ragionassimo sulla legge e anche su quel poco di migliorativo che abbiamo già
condiviso, in modo che i due percorsi vadano avanti paralleli. Per ora, quello del
Regolamento deve ancora partire e quello della legge è andato avanti, sia pure a passi lenti,
però qualche passo lo ha fatto. Non fermiamo il percorso della legge, ma cerchiamo di farlo
percorrere anche dal Regolamento.
Consigliere GIAMMARIO
A parte che se c’è uno a cui piace criticare sono io, però francamente questa volta faccio
fatica a non essere d’accordo, anche perché è una disposizione che avevamo inserito nel
nostro programma, tanto per essere chiari, ed è una cosa che personalmente condivido. Anche
guardando il tutto in modo un po’ analitico, francamente faccio fatica a capire il disappunto,
soprattutto sulla parte più prettamente politica, anche se mascherata da un punto di vista
tecnico.
Ci sono tantissimi altri provvedimenti in cui si approva prima la legge e il Regolamento lo si
affronta successivamente. Non vedo perché su questa ci debba essere il Regolamento ancor
prima che si faccia la legge. Abbiamo appena approvato una PDA, per esempio, la n. 18, sui
rifiuti della quale ero il Relatore, dove abbiamo approvato una serie di indirizzi che, poi,
andremo a verificare, evidentemente, sia con atto di Giunta sia con i poteri della Commissione
e del Consiglio. Per cui, mi sembra un po’ tirata questa richiesta di anticipata visione di un
Regolamento che non c’è ancora.
Detto questo, però, nel merito – come dicevo prima ai Colleghi, e correggetemi se sbaglio –
se oggi abbiamo a disposizione cento e domani mi sembra che avremo a disposizione
novantacinque, il problema che Regione Lombardia si pone è, al di là della riduzione, che è
un fatto oggettivo e non possiamo aumentarlo, come più equamente si possono distribuire
questi novantacinque. Se a qualcuno evidentemente devo dare di meno, do di meno a chi si
può – consentitemi il termine – permettere di più e cerco, con le forme che andremo a vedere
nel Regolamento, di dare di più a chi ha più bisogno. Faccio fatica a credere che non si
condivida questo principio.
Ragionavo prima con i Colleghi in merito ai numeri. 3 milioni, spalmati su 1.500 Comuni,
sono 2.000 euro a Comune. Evidentemente Milano avrà di più e Rescaldina avrà di meno.
25
Non mi sembra che stiamo parlando di chissà quali cifre che vanno a irrompere nel bilancio
vero, che è già esiguo, dei singoli Comuni.
Sul Regolamento sono d’accordo anch’io: se vi è la possibilità non solo di portarlo in
Commissione, ma anche in Consiglio è un’ulteriore garanzia che non guasta. Non credo ci
debbano essere preoccupazioni da parte della Giunta.
Però, su tutto il resto chiederei, soprattutto ai Colleghi di maggioranza, ma – perché no? –
anche a quelli della minoranza di fare una riflessione maggiore. Stiamo cercando di fare
qualcosa che vada nella direzione di chi ha più bisogno, eliminando forse, anche in questo
caso, qualche privilegio, un qualcosa che forse non era dovuto in passato, a chi già aveva di
più.
Consigliere AZZI
Condivido quello che dice il Collega Giammario. Il Collega Giammario la pensa così, e
anch’io sotto il profilo politico, però c’è anche chi non la pensa così, quindi dobbiamo uscire
con una Commissione che sia convinta.
I 3 milioni di euro in più sono pochi soldi, ma se passiamo da cento a ottanta cominciano a
diventare tanti soldi, perché diminuiscono i finanziamenti. Quello che voglio capire, e credo
lo vogliano capire tutti, è da dove si prende e dove dare. Per esempio, prima con una parola
credo che noi qualche cosa in più abbiamo capito – le prendiamo da qui – oppure, anche senza
le simulazioni, voi potete darci qualche concetto per far capire che cosa cambia davvero dal
punto di vista pratico, da chi si vanno a prendere questi soldi e nel caso che passi questa crisi
e nel caso in cui debbano diminuire i fondi ai Comuni per il sostegno alle categorie più fragili
chi, invece, ne beneficia. È questo che volevo chiedere.
Presidente PERONI
Va bene. Credo che siamo arrivati comunque a un punto di maggiore chiarezza, soprattutto
nell’esprimere le domande. Non possiamo passare un anno a fare simulazioni: credo che
questo sia un incubo per voi e un tormentone anche per noi, ve lo assicuro.
Per fare in modo che il lavoro che voi state facendo e per la necessità di chiarezza, di cui
anche noi abbiamo bisogno, credo che le domande di oggi vi possano aiutare ad orientare non
solo la sperimentazione, ma anche gli approfondimenti e le simulazioni che state approntando,
comprese le scale di equivalenza.
Direi che per oggi le domande e gli approfondimenti sulle schede che ci sono nel fascicolo
che ci è stato dato, e per il quale vi ringraziamo, possono essere sufficienti. Chiedo ai
Colleghi se ritengono opportuno procedere con la seconda parte che permette alla Relatrice di
illustrare gli emendamenti che vengono proposti.
Va bene, passiamo a una sinteticissima illustrazione. Comincio con gli emendamenti che
vengono proposti dal Relatore.
Consigliere GIAMMARIO
Chiedo scusa, Presidente, ma devo scappare, pensavo che i tempi di discussione fossero più
celeri, poiché ci sono anche due miei emendamenti, darei il tempo ai Colleghi per una
maggiore riflessione su tali emendamenti, che saranno poi esaminati e votati in una seduta
successiva.
26
Presidente PERONI
Per semplificare il lavoro ai Colleghi, perché è da un po’ di tempo che non discutiamo sul
PDL n. 66, ho diviso in due pacchetti gli emendamenti. Il pacchetto che avrei presentato ora è
il pacchetto frutto dei lavori delle Commissioni precedenti, quindi sono i testi o migliorativi o
che il Legislativo ci ha fornito o concordati, salvo uno che propongo oggi per la prima volta.
Il secondo pacchetto di emendamenti, che sempre il Relatore porta, è però frutto del lavoro
fatto in Assessorato che ha trasmesso gli emendamenti che, come Relatore, faccio miei. Vi
sono due emendamenti – in questo secondo pacchetto – che presenterebbe il Collega
Giammario.
Chiedo scusa per questo disordine nel procedere con il nostro lavoro. Prendete, invece, l’altro
pacchetto di emendamenti che è stato distribuito; all’interno di questo secondo pacchetto ci
sono gli emendamenti che illustra il Collega Giammario e che riguarda in particolare le ASP.
Consigliere GIAMMARIO
Vorrei illustrarli e votarli congiuntamente in un’unica seduta, non illustrarli oggi e votarli la
prossima volta, perché credo che, prima di votarlo, torneremo a discuterne. Sono stati
presentati formalmente e chiedo ai Consiglieri di guardarli, abbiamo una settimana di tempo
per parlarne.
Consigliere BORGHETTI
È stata introdotta un’ipotesi della quale non abbiamo discusso. Il Consigliere Giammario ce lo
illustra e lo votiamo la prossima volta: non so quando e se li voteremo.
Non intendo essere polemico, Presidente, penso che questo mi possa essere concesso, però li
abbiamo ricevuti alle ore 11.30 oggi in posta elettronica, quindi, per quanto siano chiari, ci
riserviamo di poterli esaminare.
Presidente PERONI
Ho parlato di illustrazione.
Consigliere BORGHETTI
A questo punto, ritengo sia opportuno illustrarli tutti la prossima volta.
Presidente PERONI
Mi rimetto alla vostra volontà.
Consigliere BORGHETTI
Così li guardiamo e la prossima volta arriviamo tutti anche con un minimo di meditazione. Ce
li illustra la prossima volta, d’accordo.
27
Presidente PERONI
Va bene, grazie. Buongiorno a tutti.
Dichiaro chiusa la seduta.
La seduta termina alle ore 16,45.
Hanno partecipato ai lavori della seduta: la dott.ssa Ilaria MARZI e la dott.ssa Paola
PALMIERI della Direzione generale Famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà
sociale.
Partecipa, inoltre, il dott. Mario DI STEFANO e la dott.ssa Mara GARGATAGLI del
Servizio assistenza legislativa e legale del Consiglio.
Hanno partecipato i seguenti Consiglieri componenti della Commissione:
ALFIERI Alessandro
AZZI Rienzo
BARBONI Mario
BORGHETTI Carlo
CARUGO Stefano
GALLI Stefano
GIAMMARIO Giuseppe Angelo
GIRELLI Antonio
LONGONI Giangiacomo
MARCORA Enrico
PATITUCCI Francesco
PERONI Margherita
SOLA Gabriele
TOSCANI Pierluigi
Partito Democratico della Lombardia
Il Popolo della Libertà
Partito Democratico della Lombardia
Partito Democratico della Lombardia
Il Popolo della Libertà
LL-LN – Padania
Il Popolo della Libertà
Partito Democratico della Lombardia
LL-LN – Padania
U.D.C.
Italia dei Valori
Il Popolo della Libertà
Italia dei Valori
LL-LN – Padania
Risultano assenti i seguenti Consiglieri:
CAVALLI Giulio
CREMONESI Chiara
FATUZZO Elisabetta
MINETTI Nicole
VALMAGGI Sara
ZAMPONI Stefano
Sinistra Ecologia Libertà
Sinistra Ecologia Libertà
Partito Pensionati
Il Popolo della Libertà
Partito Democratico della Lombardia
Italia dei Valori
(4)
(6)
(4)
(4)
(6)
(7)
(6)
(5)
(7)
(3)
(1)
(6)
(1)
(6)
28
IL PRESIDENTE
(Margherita PERONI)
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO
(Gian Antonio GIRELLI)
IL RESPONSABILE DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA
(Germana RENCRICCA)
Allegato: ordine del giorno della seduta
29
III COMMISSIONE
SANITA' E ASSISTENZA
MERCOLEDÌ
16/11/2011
Ore: 14.30
Seduta di Commissione
O.D.G. DELLA SEDUTA DI
MERCOLEDÌ 16 NOVEMBRE 2011
TRATTAZIONE
RELATORE
1
Comunicazioni del Presidente
2
Approvazione dei processi verbali della riunione precedente
3
PDL N. 66
MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLE LEGGI REGIONALI 12 MARZO
2008, N.3 (GOVERNO DELLA RETE DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI
ALLA PERSONA IN AMBITO SOCIALE E SOCIOSANITARIO) E 13
FEBBRAIO 2003, N.1 "RIORDINO DELLA DISCIPLINA DELLE ISTITUZIONI
PUBBLICHE E BENEFICIENZA OPERANTI IN LOMBARDIA"
Atto di iniziativa del Presidente della Giunta
Assegnazione: 20-12-2010
Abbinato a:
PDL n. 72
NORME PER LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI
SOCIALI E SOCIO-SANITARIE E SPERIMENTAZIONE DELL'INDICATORE
FATTORE FAMIGLIA - MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA LEGGE
REGIONALE 12 MARZO 2008 N. 3 (GOVERNO DELLA RETE DEGLI
INTERVENTI E DEI SERVIZI ALLA PERSONA IN AMBITO SOCIALE E
SOCIOSANITARIO)
REFERENTE
PERONI M.
30
4
PDL N. 0130
"DISPOSIZIONI PER L'ATTUAZIONE DELLA
PROGRAMMAZIONE
ECONOMICOFINANZIARIA
REGIONALE, AI SENSI DELL'ART. 9TER DELLA LEGGE
REGIONALE 31 MARZO 1979, N. 34 (NORME SULLE PROCEDURE
DELLA PROGRAMMAZIONE, SUL BILANCIO E SULLA CONTABILITA'
DELLA REGIONE) - COLLEGATO 2012”
Atto di iniziativa del Presidente della Giunta
Assegnazione: 10-11-2011
5
PDL N. 0131
LEGGE FINANZIARIA 2012
Atto di iniziativa del Presidente della Giunta
Assegnazione: 10-11-2011
6
PDL N. 0132
BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2012 E
BILANCIO PLURIENNALE 2012/2014 A LEGISLAZIONE VIGENTE E
PROGRAMMATICO"
Atto di iniziativa del Presidente della Giunta
Assegnazione: 10-11-2011
CONSULTIVA
NOMINA
RELATORE
CONSULTIVA
NOMINA
RELATORE
CONSULTIVA
NOMINA
RELATORE
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CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA