e-
SAVIA
Sistema per l’Analisi e la Valutazione Integrata
dell’Ambiente
E-TECA
LINEE GUIDA per la VALUTAZIONE
AMBIENTALE
Settembre 2007
I seguenti CD raccolgono Linee Guida liberamente disponibili in forma elettronica, derivate dal web o
fornite dalle organizzazioni produttrici.
Ogni documento e’ successivamente sintetizzato in una scheda. I link ai siti web riportati nelle schede
successive possono essere direttamente cliccati all’indirizzo www.e-savia.org (sezione Linee
Guida).
I link sulle schede sono quelli copiati originalmente, e potrebbero essere stati rimossi o modificati nel
tempo dai gestori dei siti relativi. Per ovviare a tale problema i documenti successivamente schedati
sono anche disponibili in forma elettronica e su CD presso le seguenti organizzazioni:
•
Biblioteca del Dipartimento di Ecologia del Territorio dell’Universita’ di Pavia
1
VIA – Valutazione di Impatto Ambientale
5
Linee guida nazionali
7
VIA - Ministero dell’Ambiente , ANPA – Linee Guida VIA Parte Generale
7
VIA - Ministero dell’Ambiente , ANPA – Linee Guida VIA Appendici
9
VIA – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio – Linee Guida per l’utilizzo dei
sistemi innovativi nella valutazioni di impatto ambientale
11
VIA – Commissione speciale di Valutazione di Impatto Ambientale –Linee Guida per il
Progetto di Monitoraggio Ambientale delle opere di cui alla Legge Obiettivo
13
Linee guida internazionali
15
VIA – Commissione Europea – Guida alla redazione di un SIA
15
VIA – Commissione Europea – Guida allo scoping
17
VIA – Commissione Europea – Guida allo screening
19
Linee guida regionali
21
VIA – Regione Lombardia – Manuale per la Valutazione di Impatto Ambientale I parte
21
VIA – Regione Lombardia – Manuale per la Valutazione di Impatto Ambientale II parte
23
VIA – Regione Toscana , Giunta Regionale – Legge Regionale n. 79/98 sulla valutazione
di impatto ambientale – Linee Guida
25
VIA – Regione Toscana , Giunta Regionale – Valutazione di Impatto Ambientale: un
approccio generale
27
VIA – Provincia di Lecce , Settore ambiente e territorio – Linee Guida per la redazione
degli studi di impatto ambientale
31
VIA – Regione Toscana – Linee guida per la Valutazione dell'
Impatto Ambientale degli
impianti eolici
33
VIA – Regione Lombardia - Linee guida per la valutazione degli impatti delle grandi
infrastrutture sul sistema rurale e per la realizzazione di proposte di interventi di
compensazione
37
VAS – Valutazione Ambientale Strategica
39
Linee guida nazionali
41
VAS – Ministero dell’Ambiente – Linee guida per la valutazione ambientale strategica
(Vas). Fondi strutturali 2000-2006
41
VAS – Programme Interreg MEDOCC , Gruppo ENPLAN – Linee Guida ENPLAN
43
Linee guida internazionali
47
VAS – Commissione europea, DG XI “Ambiente, sicurezza nucleare e protezione civile” –
Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo Regionale e dei
Programmi dei Fondi strutturali dell’Unione europea – Rapporto finale
47
2
VAS – Commissione Europea – Attuazione della Dir. 2001/42/CE concernente la
valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente
51
VAS – UNECE – Resource Manual to support application of the UNECE Protocol on SEA 53
VAS – Inghilterra , Office of the Deputy Prime Minister – The Strategic Environmental
Assessment Directive: Guidance for Planning Authorities
57
VAS – Greening Regional Development Programmes Network - Handbook on SEA for
Cohesion policy 2007-2013
59
VAS – Scozia , Scottish Executive – A Consultation on Proposed Legislative Measures to
inroduce SEA in Scotland
61
VAS – Government of Ireland – Assessment of the effects of certain plains and
programmes on the environment
63
VAS – European Commision , DG TREN - Indicative guidelines on evaluation methods:
evaluation during the programming period
67
VAS – UK , ODPM – A practical guide to the SEA directive
69
VAS – IIED – SEA. A Sourcebook and reference guide to international experience
73
VAS – OECD - Applying SEA: good-practice guidance
77
VIA/VAS – The Netherlands , Commission for Environmental Assessment - Biodiversity
on EIA and SEA: voluntary guidelines on biodiversity-inclusive impact assessment81
VAS – Canada - SEA on policy, plans and programs proposals: CIDA Handbook
83
VAS – UNDP Lebanon, European Commission, Lebanon Ministry of Environment – SEA
and Land Use Planning in Lebanon training manual
85
VAS – UK , Department for Transport – SEA for Transport Plans and Programmes
89
VAS – Austria – SEA from scoping to monitoring
91
VAS – Agenzia di valutazione ambientale canadese - The Environmental Assessment of
Policy, Plan and Program Proposals. Guidelines for Implementing the Cabinet
Directive
95
Linee guida regionali
97
VAS – Regione Lombardia, Direzione Generale Territorio e Urbanistica – Indirizzi generali
per la valutazione ambientale di piani e programmi
97
VAS – Regione Piemonte , Direzione Generale Territorio e Urbanistica – La valutazione
ambientale di piani e programmi
99
VAS – Regione autonoma Valle d’Aosta , Assessorato del territorio, ambiente e opere
pubbliche – Indicazioni per la valutazione ambientale dei piani regolatori generali
comunali
103
VAS – Regione Marche – Applicazione della procedura VAS a piani e programmi regionali105
VAS – Regione autonoma della Sardegna – Piano energetico ambientale regionale: linee
guida di indirizzo per la VAS
107
AIA – Autorizzazione Integrata Ambientale (Dir.IPPC)
109
IPPC – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD per impianti di decontaminazione degli apparecchi contenenti PCB e per gli
impianti di stoccaggio
111
IPPC – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD per gli impianti di selezione, produzione di CDR e trattamento di
apparecchiature elettriche ed elettroniche dimesse
113
3
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD per gli impianti di incenerimento dei rifiuti
117
IPPC - Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD per gli impianti di trattamento chimico-fisico e biologico dei rifiuti liquidi
121
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD per gli impianti di rigenerazione degli oli usati
125
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD per gli impianti di trattamento chimico fisico dei rifiuti solidi
129
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD per gli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti
133
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD in materia di sistemi di monitoraggio
137
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD in materia di fabbricazione di carta e affini.
139
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione
delle MTD in materia di fusione e lega di metalli non ferrosi
141
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD in materia di produzione e trasformazione di metalli ferrosi
143
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione
delle MTD in materia di produzione e trasformazione di metalli non ferrosi
145
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD in materia di allevamenti
147
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD in materia di macelli e trattamento di carcasse
149
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD in materia di prodotti ceramici
151
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD in materia di vetro e fritte vetrose
153
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per l’individuazione delle
MTD in materia di raffinerie di petrolio e di gas
155
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio
157
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – Linee Guida Generali
158
4
VIA – Valutazione di Impatto
Ambientale
5
6
Linee guida nazionali
VIA - Ministero dell’Ambiente , ANPA – Linee Guida VIA Parte Generale
AUTORE
ANNO
ANPA
2001
TITOLO
Linee guida VIA - Parte Generale
TIPO DOCUMENTO
Linee Guida
WEB: http://www.apat.gov.it/site/itIT/Temi/Sviluppo_sostenibile/Strumenti/Valutazione_di_Impatto_Ambientale/
36
VIA070807-01_Linee Guida VIA_parte generale.pdf
255
7/8/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Note:
7
VIA - Ministero dell’Ambiente , ANPA – Linee Guida VIA Parte Generale
CONTENUTI:
CAPITOLO 1 IL NUOVO CONTESTO
NORMATIVO E PROCEDURALE
1.1 Premessa
1.2 Requisiti della procedura di VIA definiti dalla
direttiva 97/11/CE
1.3 Norme di riferimento vigenti a livello
nazionale
1.4 Norme sui Lavori Pubblici e sulla Conferenza
dei Servizi
1.5 Articolazione funzionale e possibili esiti della
CAPITOLO 3 ATTIVITA’ PER LA
REALIZZAZIONE DEGLI STUDI DI IMPATTO
AMBIENTALE
3.1 Determinazione del quadro informativo e
analisi preliminare ai fini dello scoping
3.2 Caratterizzazione del progetto
3.3 Caratterizzazione dell’ambiente
3.4 Stima degli impatti
3.5 Misure di mitigazione
3.6 Misure di compensazione
procedura di VIA
1.6 Obiettivi generali, impostazione ed
articolazione degli studi di impatto
CAPITOLO 2 L’IMPATTO AMBIENTALE E I
CRITERI DI VALUTAZIONE
2.1 L’ambiente di riferimento
2.2 Gli impatti ambientali
2.3 Criteri di valutazione della compatibilità
ambientale
8
VIA - Ministero dell’Ambiente , ANPA – Linee Guida VIA Appendici
AUTORE
ANNO
ANPA
2002
TITOLO
Linee guida VIA - Appendici
TIPO DOCUMENTO
Linee Guida
WEB:http://www.apat.gov.it/site/itIT/Temi/Sviluppo_sostenibile/Strumenti/Valutazione_di_
Impatto_Ambientale/
39
VIA070807-02_Linee Guida VIA_appendici parte generale.pdf
500
7/8/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Note:
9
VIA - Ministero dell’Ambiente , ANPA – Linee Guida VIA Appendici
CONTENUTI:
APPENDICE 2.A Descrizione delle principali
linee di impatto
APPENDICE 2.B Unità ambientali sensibili di cui
verificare la presenza sulle aree interessate
dal progetto, e da tradurre in apposite
cartografie
APPENDICE 3.A Indicazioni per la redazione
degli studi di impatto ambientale
APPENDICE 3.B Criteri realizzativi per
mitigazioni e compensazioni di ricostruzione
ambientale
10
VIA – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio – Linee Guida per
l’utilizzo dei sistemi innovativi nella valutazioni di impatto ambientale
AUTORE
ANNO
TITOLO
TIPO DOCUMENTO
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Note:
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
territorio
2004
Linee guida per l'utilizzo dei sistemi innovativi
nelle valutazioni di impatto ambientale
Linee Guida
WEB:
http://via.regione.piemonte.it/dwd/normativa/statale/d
m_01_04_04.pdf
16
VIA070725-01_dm_01_04_04.pdf
136
25/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
VIA – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio – Linee Guida
per l’utilizzo dei sistemi innovativi nella valutazioni di impatto ambientale
CONTENUTI:
Scheda tecnica MR 001 : Linee guida VIA
Scheda tecnica MR 002 : Inquinamento acustico
di infrastrutture di trasporto
Scheda tecnica MR 003 : Metodologia per la
valutazione dell’inquinamento acustico
prodotto da Centrali Termoelettriche nel
territorio circostante
Scheda tecnica MR 004 : RELAZIONE DELLA
direttiva VIA (direttiva 85/337/CEE, modificata
dalla direttiva 97/11/CE) - Risultati ottenuti
dagli Stati membri nell’attuazione della
direttiva VIA
Scheda tecnica ST 001 : Inquinamento
atmosferico
Scheda tecnica ST 002 : Inquinamento delle
acque e dei suoli
COMMISSIONE AL PARLAMENTO
Scheda tecnica ST 003 : Inquinamento acustico
EUROPEO E AL CONSIGLIO
Scheda tecnica ST 004 : Inquinamento acustico
sull’applicazione e sull’efficacia della
e atmosferico
Scheda tecnica ST 005 : Inquinamento acustico
ed energia fotovoltaia
12
VIA – Commissione speciale di Valutazione di Impatto Ambientale –Linee
Guida per il Progetto di Monitoraggio Ambientale delle opere di cui alla
Legge Obiettivo
AUTORE
ANNO
TITOLO
TIPO DOCUMENTO
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Commissione speciale di Valutazione di Impatto
Ambientale
2003
Linee Guida per il Progetto di Monitoraggio
Ambientale delle opere di cui alla Legge Obiettivo
Linee Guida
WEB:
http://www.dsa.minambiente.it/PageLoadObject.aspx
?ID=DSA-00\DSA-SC-00\DSA-SC-TA-00\DSA-SCTA-GIS-00\DSA-SC-TA-GIS04\Linee_guida_monitoraggio.pdf
67
VIA070711-02_Linee_guida_monitoraggio.pdf
214
11/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
13
VIA – Commissione Speciale di Valutazione di Impatto Ambientale –Linee
Guida per il Progetto di Monitoraggio Ambientale delle Opere di cui alla
Legge Obiettivo
CONTENUTI:
PREMESSA pag.4
1. ASPETTI GENERALI DEL MONITORAGGIO
AMBIENTALE (MA) pag.5
1.1 Obiettivi del Monitoraggio Ambientale pag.5
1.2 Requisiti del Progetto di Monitoraggio
Ambientale pag.5
APPENDICE CRITERI SPECIFICI DEL PMA
PER SINGOLE
COMPONENTI E/O FATTORI AMBIENTALI
pag.19
1. ATMOSFERA pag.19
2. AMBIENTE IDRICO pag.22
1.3 Articolazione temporale pag.6
3. SUOLO E SOTTOSUOLO pag.24
1.4 Criteri metodologici di redazione del PMA
3.1 Suolo pag.24
pag.6
1.5 Modalità di attuazione del monitoraggio
ambientale pag.7
1.6 Modalità di gestione e rappresentazione dei
risultati pag.8
1.7 Modalità di gestione delle varianze pag.8
1.8 Struttura organizzativa preposta
3.2 Inquinamento del sottosuolo pag.26
3.3 Processi morfoevolutivi e meccanica dei
terreni in ambiente continentale pag.28
3.4 Processi morfoselettivi marini e di
transizione pag.30
4. VEGETAZIONE, FLORA, FAUNA E
ECOSISTEMI pag.32
all’effettuazione del monitoraggio ambientale
4.1 Vegetazione e flora pag.32
pag.8
4.2 Fauna pag.34
1.8.1 Responsabile Ambientale pag.9
4.3 Ecosistemi pag.36
1.8.2 Competenze specialistiche pag.10
5. RUMORE E VIBRAZIONI pag.40
2. CRITERI PER LA REDAZIONE DEL PMA
5.1 Rumore pag.40
pag.11
2.1 Componenti ambientali pag.11
2.2 Criteri generali comuni a tutte le componenti
ambientali per sviluppare il PMA pag.12
2.2.1 Articolazione temporale del monitoraggio
pag.12
5.2 Vibrazioni pag.42
6. RADIAZIONI IONIZZANTI E NON
IONIZZANTI pag.47
6.1 Radiazioni ionizzanti pag.47
6.2 Radiazioni non ionizzanti – Campi Elettromagnetici pag.48
2.2.2 Struttura della rete di monitoraggio pag.12
6.3 Inquinamento luminoso pag.50
2.2.3 Modalità di esecuzione e di rilevamento
7. PAESAGGIO pag.52
del monitoraggio pag.13
2.2.4 Individuazione delle aree sensibili pag.14
2.2.5 Individuazione dei punti da monitorare
all’interno delle aree sensibili pag.14
2.2.6 Individuazione delle tipologie di postazione
per effettuare il monitoraggio pag.14
3. CRITERI DI RESTITUZIONE DEI DATI DI
8. STATO FISICO DEI LUOGHI, AREE DI
CANTIERE E VIABILITÀ pag.56
9. RIFIUTI – ROCCE E TERRE DA SCAVO
pag.60
9.1 Rifiuti pag.60
9.2 Rocce e terre da scavo pag.61
10. AMBIENTE SOCIALE pag.63
MONITORAGGIO pag.15
3.1 Sistema informativo pag.16
14
Linee guida internazionali
VIA – Commissione Europea – Guida alla redazione di un SIA
AUTORE
ANNO
European Commission
2001
TITOLO
Guidance on EIA - EIS Review
TIPO DOCUMENTO
Linee Guida
WEB:
http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/ >
GUIDE > Guida UE alla redazione di un SIA
32
VIA060131-01_guideUE_redazioneSIA_g-review-fulltext.pdf
400
31/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Note:
15
VIA – Commissione Europea – Guida alla redazione di un SIA
CONTENUTI:
PREFACE TO EU GUIDANCE ON EIA
FOREWORD TO THE GUIDANCE ON EIS
REVIEW
PART A REVIEW IN ENVIRONMENTAL
IMPACT ASSESSMENT
A1 Environmental Impact Assessment (EIA)
A2 The Information Requirements of Directives
85/337/EEC and 97/11/EC
A3 Implementation of Review in the EU
PART B PRACTICAL GUIDANCE ON REVIEW
B1 Introduction
B2 Use of the Guidance
B3 An Overview
EIS REVIEW CHECKLIST
Appendix A ENVIRONMENTAL INFORMATION
REQUIREMENTS SET OUT
IN ANNEX IV OF DIRECTIVE 97/11/EC
16
VIA – Commissione Europea – Guida allo scoping
AUTORE
ANNO
European Commission
2001
TITOLO
Guidance on EIA - Scoping
TIPO DOCUMENTO
Linee Guida
WEB: http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/
> GUIDE > Guida UE allo scoping
38
VIA060131-02_guideUE_scoping_g-scoping-fulltext.pdf
428
31/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Note:
17
VIA – Commissione Europea – Guida allo scoping
CONTENUTI:
FOREWORD TO THE GUIDANCE ON
SCOPING
B4 Scoping Information and Outputs
B4.1 Information for Scoping
PART A SCOPING IN EIA
B4.2 Scoping Outputs
A1 Environmental Impact Assessment (EIA) and
B5 Scoping Consultations
B5.1 Who to Consult
B5.2 How to Consult
Scoping
B5.3 Essentials for Effective Scoping
B5.4 Constraints on Scoping Consultation
A2 The Scoping Requirements of Directives
85/337/EEC and 97/11/EC
B6 Scoping Tools
B6.1 Identifying Significant Effects
A3 Implementation of Scoping in the EU
B6.2 Identifying Possible Alternatives and
A3.1 Mandatory and Voluntary Scoping Systems
Mitigation
A3.2 Scoping Reports and Opinions
CHECKLIST OF INFORMATION NEEDED FOR
A3.3 Scoping Consultations
PART B PRACTICAL GUIDANCE ON
SCOPING
B1 Introduction
B2 Use of the Guidance
B3 Scoping Procedures
B3.1 Scoping by the Competent Authority
SCOPING
CONSULTATIONS CHECKLIST
SCOPING CHECKLIST
CHECKLIST OF CRITERIA FOR EVALUATING
THE SIGNIFICANCE OF IMPACTS
Appendix A ENVIRONMENTAL INFORMATION
REQUIREMENTS SET
B3.2 Scoping by the Developer
18
VIA – Commissione Europea – Guida allo screening
AUTORE
ANNO
European Commission
2001
TITOLO
Guidance on EIA - Screening
TIPO DOCUMENTO
Linee Guida
WEB:
http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/ >
GUIDE > Guida UE allo screening
33
VIA060131-03_guideUE_screening_g-screening-fulltext.pdf
424
31/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Note:
19
VIA – Commissione Europea – Guida allo screening
CONTENUTI:
B4 Case-by-Case Screening Tools
PREFACE TO EU GUIDANCE ON EIA
FOREWORD TO THE GUIDANCE ON
SCREENING
PART A SCREENING IN EIA
A1 Environmental Impact Assessment (EIA) and
Screening
A2 The Screening Requirements of Directives
85/337/EEC
and 97/11/EC
A3 Implementation of Screening in the EU
A3.1 Approaches to Screening
A3.2 Habitats Directive Assessments
A3.3 Initiating the Screening Process
A3.4 Recording the Screening Decision
PART B PRACTICAL GUIDANCE ON
SCREENING
B1 Introduction
B2 Use of the Guidance
B3 The Steps in Screening
B3.1 Step 1 - Is the Project an Annex I or II
Project?
B3.2 Step 2 - Is the Project on a Mandatory List
Requiring EIA?
B3.3 Step 3 - Is the Project on an Exclusion List
B4.1 The Checklists
B4.2 Interpreting the Results
B4.3 Using the Checklists as a Record and
Preparing Project
B3.4.3 Consultations during Case-by-Case
Screening
B3.5 Step 5 - Recording and Publicising the
Screening Decision
Specific
CHECKLIST OF INFORMATION NEEDED FOR
SCREENING
SCREENING CHECKLIST
CHECKLIST OF CRITERIA FOR EVALUATING
THE SIGNIFICANCE OF ENVIRONMENTAL
EFFECTS
Appendix A PROJECTS LISTED IN ANNEX I
OF DIRECTIVE 97/11/EC
Appendix B PROJECTS LISTED IN ANNEX II
OF DIRECTIVE 97/11/EC
Appendix C ANNEX III SCREENING
SELECTION CRITERIA
Appendix D ENVIRONMENTAL INFORMATION
REQUIREMENTS SET
OUT IN ANNEX IV OF DIRECTIVE 97/11/EC
Exempting it from
EIA?
B3.4 Step 4 - Case-by-Case Consideration: Is
the Project Likely to
have Significant Effects on the Environment?
B3.4.1 Further Guidance on Case-by-Case
Screening
B3.4.2 Project Information required for Case-byCase Screening
20
Linee guida regionali
VIA – Regione Lombardia – Manuale per la Valutazione di Impatto
Ambientale I parte
AUTORE
ANNO
Regione Lombardia
1994
TITOLO
Manuale per la Valutazione di impatto ambientale
- prima parte
TIPO DOCUMENTO
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Linee Guida
WEB:
http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/ >
GUIDE > Manuale per la Valutazione di impatto
ambientale > prima parte
60
VIA060131-04_manualeVIA_1.pdf
372
31/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
Note :
21
VIA – Regione Lombardia – Manuale per la Valutazione di Impatto
Ambientale I parte
CONTENUTI:
Introduzione
2. Schede di caratterizzazione e analisi di fattori
Presentazione
e componenti ambientali
Autori
3. Scheda di descrizione dell'
assetto progettuale
Indirizzi metodologici per la redazione dello
4. Scheda di descrizione dell'
assetto
studio di impatto ambientale
programmatico e pianificatorio
1. Linee generali
Il ruolo della partecipazione
2. L'
ambiente nello studio di impatto ambientale
1. Il ruolo della partecipazione
3. La fase di orientamento
Appendici
4. La fase di descrizione
1. Definizioni dei termini adottati
5. La fase di individuazione e stima degli impatti
2. Il sistema informativo territoriali regionale
6. La fase di valutazione
3. Il ruolo dell'
informatica
7. L'
implementazione dell'
intervento
4. La banca modelli
Schede tecniche per la formazione dello studio
5. Le liste per l'
individuazione dell'
impatto
di impatto ambientale
ambientale
1. Introduzione
22
VIA – Regione Lombardia – Manuale per la Valutazione di Impatto
Ambientale II parte
AUTORE
ANNO
TITOLO
TIPO DOCUMENTO
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Regione Lombardia
1994
Manuale per la Valutazione di impatto ambientale
- seconda parte
Linee Guida
WEB:
http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/ >
GUIDE > Manuale per la Valutazione di impatto
ambientale > seconda parte
148
VIA060131-05_manualeVIA_2.pdf
279
31/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
23
VIA – Regione Lombardia – Manuale per la Valutazione di Impatto
Ambientale II parte
CONTENUTI:
1. Descrizione di fattori e componenti ambientali
2. Selezione dei punti di attenzione
3. Misure di mitigazione e compensazione
4. Misure di monitoraggio
24
VIA – Regione Toscana , Giunta Regionale – Legge Regionale n. 79/98 sulla
valutazione di impatto ambientale – Linee Guida
AUTORE
ANNO
Regione Toscana - Giunta Regionale
1999
TITOLO
Legge Regionale n. 79/98 sulla valutazione di
impatto ambientale - LINEE GUIDA
TIPO DOCUMENTO
FONTE
N° pagine
NOME FILE BASE
DIMENSIONI (KB)
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
NOME FILE ALLEGATI
ARCHIVIO
Linee Guida
WEB:
http://www.rete.toscana.it/sett/pta/via/linee_guida.pdf
26
VIA060131-06_linee_guida.pdf
132
31/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
25
VIA – Regione Toscana , Giunta Regionale – Legge Regionale n. 79/98
sulla valutazione di impatto ambientale – Linee Guida
CONTENUTI:
PREMESSA pag.5
LINEE GUIDA RELATIVE ALL’ATTUAZIONE
DELLA LR 79/98 pag.7
Strumento di consultazione ad uso del
proponente pag.7
1. Introduzione pag.7
2. Glossario pag.7
3. Criteri e metodi per l’effettuazione delle
procedure disciplinate dall’art. 11 e seguenti
pag.11
3.1. Domanda di attivazione della procedura di
verifica (art. 11, comma 2) pag.11
3.2. Domanda di avvio della fase preliminare
(art. 12, comma 2) pag.14
3.3. Contenuti dello studio di impatto ambientale
pag.16
4. Modalità applicative e di attuazione degli
obblighi previsti dalla presente legge
relativamente all’informazione, alla pubblicità
ed alla partecipazione degli interessati alle
procedure di VIA pag.24
5. Eventuali modalità semplificate per la
pubblicità di progetti di dimensioni ridotte o di
durata limitata realizzati da artigiani o da
piccole imprese pag.26
26
VIA – Regione Toscana , Giunta Regionale – Valutazione di Impatto
Ambientale: un approccio generale
AUTORE
ANNO
Regione Toscana - Giunta Regionale
1999
TITOLO
Valutazione di Impatto Ambientale: un approccio
generale
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Linee Guida
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218
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774
31/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
27
VIA – Regione Toscana , Giunta Regionale – Valutazione di Impatto
Ambientale: un approccio generale
CONTENUTI:
Presentazione pag.7
1.2.1. Atmosfera
PARTE I - ASSESSMENT PRELIMINARE,
1.2.2. Acqua
SCREENING E SCOPING:
DEFINIZIONI E CRITERI NELLE ESPERIENZE
INTERNAZIONALI
1.2.3. Suolo e Sottosuolo
1.2.4. Vegetazione e flora
1.2.5. Fauna
1. L’ASSESSMENT PRELIMINARE pag.9
1.2.6. Ecosistemi
2. L’ASSESMENT PRELIMINARE SECONDO IL
1.2.7. Paesaggio e patrimonio culturale
MODELLO CANADESE pag.16
1.2.8. Ambiente antropico
Criteri generali
1.2.9. Fattori di interferenza
La strategia
1.3. Strumenti di sintesi
3. L’ASSESSMENT PRELIMINARE
1.4. Il Sistema Informativo
NELL’ESPERIENZA STATUNITENSE pag.23
3.1 Categoria di Esclusione
3.2 Valutazione ambientale/Nessun Impatto
Significativo
2. METODI DI ELABORAZIONE DELLO
STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE pag.97
2.1. Descrizione del progetto
2.2. Descrizione dell’ambiente
3.3 Bilancio di Impatto Ambientale
2.3. Individuazione degli impatti ambientali
4. LA FUNZIONE DI SCREENING pag.27
2.4. Stima degli impatti ambientali
4.1 Definizioni Generali
2.5. Valutazione degli impatti ambientali
4.2 Il Class Screening
2.6. Analisi delle alternative
4.3 Lo screening mediante le “soglie di
2.7. Gestione e monitoraggio degli impatti
significatività”
4.4 Lo screening ambientale
4.5 Lo screening con “liste di domande”
ambientali
3. LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE PER
LE CATEGORIE
4.6 Lo screening secondo l’Unione Europea
DI PROGETTI ASSOGGETTATE A VIA pag.127
5. LA FUNZIONE DI SCOPING pag.41
3.1. Le categorie di progetti assoggettate a VIA
5.1 Concetti generali
3.2. Lo studio di via per le diverse categorie di
5.2 Le alternative pag.42
progetti
5.3 Ruoli e responsabilità
3.2.1 Attività di cantiere
5.4 I prodotti dello scoping
3.2.2. Agricoltura, silvicoltura, acquacoltura
5.5 I metodi di scoping
3.2.3. Industria estrattiva
5.6 L’approccio consigliato
3.2.4. Industria energetica
5.7 L’approccio europeo
3.2.5. Altre attività industriali
6. RIASSUMENDO pag.52
3.2.6. Progetti di riassetto del territorio
PARTE II - LO STUDIO DI IMPATTO
3.2.7. Infrastrutture lineari di trasporto
AMBIENTALE
1. L’AMBIENTE NEGLI STUDI DI IMPATTO
AMBIENTALE pag.55
1.1. Il concetto di ambiente
1.2. Componenti e fattori ambientali
3.2.8. Porti e altre opere costiere
3.2.9. Aeroporti
3.2.10. Opere di gestione delle risorse idriche
3.2.11. Impianti per la gestione e lo smaltimento
dei rifiuti
28
3.2.12. Impianti per la depurazione delle acque
PARTE III - LA PARTECIPAZIONE DEL
PUBBLICO:
TIPOLOGIE E MODELLI CONCETTUALI A
CONFRONTO
1. ESPERIENZE STRANIERE A CONFRONTO
pag.167
3.1.1. Non avere un visione riduttiva o
burocratica del pubblico
3.1.2. Individuare gli obiettivi che ciascuna parte
vuol raggiungere attraverso la
partecipazione
3.1.3. Individuazione degli interessi che
muovono i partecipanti
1.1. L’esperienza statunitense
3.2. Avvio campagna di informazione
1.1.1. L’evoluzione della normativa
3.3. Indirizzi per l’informazione del pubblico
1.1.2. Il dibattito sulla environmental mediation
3.3.1. Illustrazione dell’intervento
1.2. L’esperienza canadese
3.3.2. Schema modalità di presentazione dello
1.2.1. La normativa sulla VIA in generale
studio di impatto
1.2.2. La procedura canadese
3.3.3. Invio di opuscoli e newsletter
1.2.3. La procedura del Quebec
3.3.4. Predisposizione di video o mostre
1.2.4. La procedura dell'
Ontario
3.3.5. Utilizzo dei mezzi di informazione
1.3. L’esperienza inglese
3.3.6. Predisposizione di sportelli informativi
1.3.1. La normativa sulla VIA in generale
3.4. Indirizzi per il coinvolgimento del pubblico:
1.3.2. Piani di struttura
1.3.3. Piani Locali
1.3.4. Il ruolo dell’Ispector e la natura
dell’Inchiesta Pubblica
1.3.5. Accesso del pubblico
1.3.6. Effetti dell’inchiesta pubblica
1.4. L’esperienza francese
1.4.1. La normativa sulla VIA in generale
1.4.2. La partecipazione del pubblico
1.5. Conclusioni finali
2. INDIRIZZI PER UN METODOLOGIA DI
COSTRUZIONE DEI MODELLI
CONCETTUALI DALLE ESPERIENZE
STRANIERE pag.185
2.1. Gli indirizzi per un modello tipo di
partecipazione del pubblico
2.2. Un problema particolare: la copertura dei
costi della partecipazione
le udienze e le inchieste pubbliche
3.4.1. Responsabile della gestione della
campagna di coinvolgimento del pubblico
3.4.2. Udienze e incontri pubblici: finalità
3.4.3. Udienze e incontri pubblici:
organizzazione e modalità di conduzione
3.4.4. La selezione dei membri della
commissione
3.4.5. Le Relazione tra udienze tecniche e
udienze generali o comunitarie
3.4.6. Gruppi di lavoro congiunti
3.4.7.Costituzione di gruppi di consulenza:
monitoraggio della partecipazione
3.4.8. Tecniche di negoziazione
3.5. Metodi di analisi delle osservazioni del
pubblico
3.5.1. I rapporti tra l’analisi delle osservazioni del
pubblico ed i modelli di
del pubblico
partecipazione
2.3. I modelli di partecipazione tipo
3.5.2. Il metodo dell’U.S. Forest Service
dall’esperienza estera
3.5.3. Conclusioni
2.4. I rischi di fallimento della partecipazione. Un
elenco dall’esperienza estera
2.4.1. I limiti della procedura di partecipazione
come processo giudiziale
3. LE FASI DELLA PROCEDURA DI
PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO pag.192
3.1. indirizzi per l’identificazione del pubblico
29
VIA – Provincia di Lecce , Settore ambiente e territorio – Linee Guida per la
redazione degli studi di impatto ambientale
AUTORE
ANNO
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Provincia di Lecce; Settore Ambiente e Territorio
2004
Linee guida per la redazione degli studi d’impatto
ambientale
Linee Guida
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21
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432
1/2/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
31
VIA – Provincia di Lecce , Settore ambiente e territorio – Linee Guida per
la redazione degli studi di impatto ambientale
CONTENUTI:
Contenuti dello studio di impatto ambientale
Lista di controllo per la predisposizione dello
studio di impatto ambientale
Descrizione del progetto
Descrizione dell’ambiente
Analisi degli impatti
Analisi delle alternative
Misure di mitigazione
Monitoraggio
Aspetti metodologici e operativi
32
VIA – Regione Toscana – Linee guida per la Valutazione dell'
Impatto
Ambientale degli impianti eolici
AUTORE
ANNO
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Regione Toscana
2004
Linee guida per la Valutazione dell'Impatto
Ambientale degli impianti eolici
Linee Guida
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olico/linee_guida_via_impianti_eolici.pdf
122
VIA070711-01_linee_guida_via_impianti_eolici.pdf
1324
11/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
33
VIA – Regione Toscana – Linee guida per la Valutazione dell'
Impatto
Ambientale degli impianti eolici
CONTENUTI:
Premessa pag.7
2.2 Strumenti di indagine
LA VALUTAZIONE DELL'
IMPATTO SULLE
2.3 Categorie oggetto di valutazione
COMPONENTI
2.4 Metodi di valutazione
NATURALISTICHE pag.9
3. Definizione delle aree di studio pag.61
Introduzione pag.11
3.1 Area dei siti di impianto potenziali (ASIP)
I) Individuazione delle tipologie di aree critiche
3.2 Area di impatto locale (AIL)
per gli aspetti naturalistici pag.13
3.3 Area di impatto potenziale (AIP)
I.1 Sintesi della metodologia seguita
3.4 Area di impatto visuale assoluto (AIVA)
I.2 Tipologie di aree critiche per aspetti
LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE
naturalistici
I.3 Requisiti progettuali
DELL'
IMPATTO AMBIENTALE DEGLI
IMPIANTI EOLICI
I.4 Aree non opportune
4. La "Metodologia estesa" pag.68
II) Linee guida per la valutazione dell’impatto
4.1 Le analisi nell’Area dei Siti di Impianto
ambientale pag.18
Potenziali
II.1 Procedura di verifica in aree prive di criticità
4.2 Le analisi nell’Area di Impatto Locale
II.2 Procedura di verifica in aree critiche
4.2.1 Strumenti di indagine
II.3 Linee guida per la valutazione d'
incidenza
4.2.1.1 Struttura del paesaggio
ALLEGATO A: Elenco delle aree in cui è
4.2.1.2 Indagine storico ambientale
risultata non opportuna la realizzazione
di impianti eolici, per la presenza di elementi
naturalistici di elevato valore pag.27
ALLEGATO B: Aree risultate non opportune per
la localizzazione
di impianti eolici - Schede sintetiche dei
principali elementi di criticità pag.28
ALLEGATO C: Specie e gruppi avifaunistici
particolarmente sensibili
4.2.1.3 Simulazioni
4.2.2 Categorie oggetto di valutazione
4.2.2.1 Significato storico-ambientale
4.2.2.2 Frequentazione del paesaggio.
4.2.3 L'
analisi della sensibilità
4.3 Le analisi nell’Area di Impatto Potenziale
4.3.1 Strumenti di indagine
4.3.1.1. Analisi dell’intervisibilità
4.3.1.2 Simulazioni
agli impatti generati dagli impianti eolici pag.43
4.3.1.3 Struttura del paesaggio
ALLEGATO D: Impatti ambientali connessi alla
4.3.1.4 Indagine storico ambientale
realizzazione
di impianti eolici: stato delle conoscenze sulla
componente naturalistica pag.44
4.3.2 Categorie oggetto di valutazione
4.3.2.1 Significato storico ambientale
4.3.2.2 Patrimonio culturale
Bibliografia di riferimento pag.50
4.3.2.3 Frequentazione del paesaggio
LA VALUTAZIONE DELL'
IMPATTO SUL
4.3.3 L’analisi della sensibilità
PAESAGGIO E SUL
PATRIMONIO STORICO, ARCHITETTONICO E
ARCHEOLOGICO pag.57
4.4 Elaborati e cartografia relativa
all’applicazione della “metodologia estesa"
4.4.1 Area dei siti di impianto potenziali (ASIP)
1. Premessa pag.59
4.4.2 Area di impatto locale (AIL)
2. Impostazione metodologica pag.60
4.4.3 Area di impatto potenziale (AIP)
2.1 Definizione delle aree di studio
4.4.4 Area di impatto visuale assoluto AIVA
34
5. "Metodologia semplificata" pag.90
Bibliografia generale pag.105
5.1 L’Area di Impatto Locale (AIL)
APPENDICE I: Metodologia di individuazione di
5.2 Analisi nell’Area di Impatto Potenziale
5.2.1 Strumenti di indagine
5.2.1.1 Analisi dell’intervisibilità
5.2.1.2 Simulazioni fotografiche
5.2.2 Categorie oggetto di valutazione
settori di indagine
aggiuntivi “t” per l’area di impatto potenziale
pag.109
APPENDICE II: Calcolo degli indici di Shannon,
Hill e Sharpe pag.115
5.2.2.1 Significato storico ambientale
APPENDICE III: Indice storico pag.118
5.2.2.2 Patrimonio culturale
ASPETTI GENERALI E CENNI SULLE
5.2.2.3 Frequentazione del paesaggio
5.2.3 Analisi della sensibilità
5.3 Elaborati e cartografia da produrre per
l’applicazione della metodologia semplificata
COMPONENTI ATMOSFERA,
CLIMA ACUSTICO, AMBIENTE IDRICO,
SUOLO E SOTTOSUOLO pag.123
1. Aspetti generali pag.125
6. Alternative e mitigazione pag.94
2. Atmosfera pag.126
6.1 Introduzione
3. Rumore e vibrazioni pag.126
6.2 L’altezza delle torri eoliche
4. Ambiente idrico pag.127
6.3 La forma delle torri e del rotore
5. Suolo e sottosuolo pag.127
6.4 Il colore delle torri eoliche
6. Salute pubblica pag.127
6.5 Lo schema di impianto
7. Attività agro-forestali pag.128
6.6 La viabilità
6.7 Linee elettriche
6.8 Gli annessi tecnici
6.9 Le attività di cantiere
6.10 La sistemazione definitiva dell’area
6.11 La manutenzione dell’impianto
6.12 Dismissione e ripristino
35
36
VIA – Regione Lombardia - Linee guida per la valutazione degli impatti delle
grandi infrastrutture sul sistema rurale e per la realizzazione di proposte di
interventi di compensazione
AUTORE
Politecnico di Milano, CeDat
ANNO
2006
Linee guida per la valutazione degli impatti delle
grandi infrastrutture sul sistema rurale e per la
realizzazione di proposte di interventi di
compensazione
Linee Guida
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http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/admin/rla_
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169
VIA070828-01_RL_valter_dic2006_completo.pdf
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28/8/2007
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CD n.1
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Note:
37
VIA – Regione Lombardia - Linee guida per la valutazione degli impatti
delle grandi infrastrutture sul sistema rurale e per la realizzazione di
proposte di interventi di compensazione
CONTENUTI:
1. Il quadro di riferimento pag.1
1.1. Il Progetto Val.Te.R. della D.G. Agricoltura
della Regione Lombardia pag.3
1.2. I temi, gli obiettivi e le scelte pag.4
1.3. Soggetti coinvolti pag.13
1.4. Definizioni di base. Compensazione e
mitigazione pag.14
1.5. Descrizione del metodo pag.16
1.6 Criteri di elaborazione degli indicatori e degli
indici pag.21
1.6.1. Criteri di aggregazione degli indicatori
pag.21
1.6.2. Criteri di classificazione pag.21
1.6.3. Criteri di scalabilità tra i livelli geografici
pag.21
1.7 Val.Te.R.-Explorer pag.22
2. I tematismi ordinatori pag.26
2.1. Unità Tipologiche di Paesaggio pag.26
2.2. Sistemi Territoriali Agricoli pag.28
2.3. Comuni pag.29
2.4. La griglia pag.30
2.4.1 Scelta della struttura di campionamento
pag.30
2.4.2 Criteri di calibrazione della griglia pag.30
2.4.3 Livello di dettaglio pag.31
2.4.4 Criteri di discretizzazione pag.34
3. Descrizione, misurazione e classificazione
della qualità delle aree rurali pag.38
3.1. Definizione degli indicatori relativi all’Indice
Sintetico“Rilevanza Ambientale” pag.38
3.1.1. Landscape Biodiversity Index (LBI) pag.38
3.1.2. Densità di aste idriche pag.48
3.1.3. Specie a rischio di estinzione pag.53
3.1.4. Continuità territoriale rispetto alle
infrastrutture stradali pag.60
3.2. Definizione degli indicatori relativi all’Indice
Sintetico“Rilevanza Paesistica” pag.67
3.2.1. Complessità morfologica pag.67
3.2.2. Rilevanza del paesaggio culturale pag.75
3.2.3. Dotazione vegetazionale pag.83
3.3. Definizione degli indicatori per l’analisi degli
aspetti socio-economici pag.89
3.3.1. Numero di aziende agricole pag.90
3.3.2. Numero di aziende agrituristiche pag.90
3.3.3. Dimensione media della Superficie
Agricola Utilizzata aziendale pag.91
3.3.4. Unità Bovino Adulto (UBA) pag.92
3.3.5. Finanziamenti per misure di tutela
ambientale pag.92
3.3.6. Finanziamenti per misure di sviluppo
economico-produttivo pag.93
4. Lettura integrata degli indicatori per la
costruzione di quadri interpretativi pag.106
4.1. Interpretazione dell’Indice sintetico
“Rilevanza ambientale” pag.106
4.1.1. Ambito di montagna/collina pag.106
4.1.2. Ambito di pianura pag.114
4.2. Interpretazione dell’Indice sintetico
“Rilevanza paesistica” pag.125
4.2.1. Ambito di montagna/collina pag.125
4.2.2. Ambito di pianura pag.133
4.3. Interpretazione degli indicatori socioeconomici pag.141
4.3.1. Ambito di montagna/collina pag.141
4.3.2. Ambito di pianura pag.143
4.4. Conclusioni pag.145
5. Valutazione, compensazioni, mitigazioni:
procedure e strumenti per la sostenibilità degli
interventi pag.151
5.1 Alcune considerazioni come premessa per la
condivisione di un percorso di lavoro pag.151
5.2 Val.Te.R come strumento di inquadramento
delle problematiche progettualie ambientali e
per la definizione di interventi di mitigazione e
compensazione pag.152
5.2.1 Analisi degli impatti sul contesto
economico-produttivo pag.153
5.2.2 Analisi degli impatti sul contesto
paesistico-ambientale pag.155
5.2.3 Identificazione dell’ambito di ricaduta
spaziale del progetto pag.157
38
VAS – Valutazione Ambientale
Strategica
39
40
Linee guida nazionali
VAS – Ministero dell’Ambiente – Linee guida per la valutazione ambientale
strategica (Vas). Fondi strutturali 2000-2006
AUTORE
ANNO
Ministero dell'Ambiente
1999
TITOLO
Linee guida per la valutazione ambientale
strategica (Vas). Fondi strutturali 2000-2006
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Linee Guida
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WEB: http://www.interregenplan.org/doc/Lg_esistenti/Linee_guida_VAS.pdf
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527
14/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
41
VAS – Ministero dell’Ambiente – Linee guida per la valutazione ambientale
strategica (Vas). Fondi strutturali 2000-2006
CONTENUTI:
1. Introduzione
Allegato 1 • Schema Dpsir
2. Valutazione strategica
Allegato 2 • Tabelle
2.1 Valutazione della situazione
Tabella 1 Indicatori di pressione per tematiche
ambientale,elaborazione dei dati di riferimento
2.2 Obiettivi, finalità, proprietà
2.3 Bozza di proposta di sviluppo e
individuazione delle alternative
2.4 Valutazione ambientale della bozza di
proposta
2.5 Indicatori in campo ambientale
2.6 Integrazione dei risultati delle valutazioni
nella decisione definitiva in merito ai piani e
programmi
Bibliografia
ambientali
Tabella 2 Indicatori di pressione e di stato per
aree tematiche e principali fonti di dati
Tabella 3 Settori d’intervento • Criteri di
sostenibilità
Tabella 4 Tematiche ambientali • Obiettivi di
sostenibilità
Tabella 5 Criteri e obiettivi di sostenibilità
Tabella 6 Obiettivi di sostenibilità e settori di
intervento
Tabella 7 Indicatori Pressione • Stato • Obiettivi •
Schemi
Azioni di politica ambientale • Rilevamenti e
- Ruolo Autorità ambientali nello sviluppo
monitoraggio
regionale sostenibile
- Autorità dello sviluppo/Autorità competenti in
materia
Tabella 8 Esempio di scheda di valutazione
Tabella 9 Obiettivi/priorità • Indicatori di
prestazione • Finalità degli interventi
- Fasi della Vas/Descrizione
- Schema Pressione/Stato/Obiettivi
42
VAS – Programme Interreg MEDOCC , Gruppo ENPLAN – Linee Guida
ENPLAN
AUTORE
ANNO
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Gruppo ENPLAN
2004
Linee Guida ENPLAN - Programme Interreg
MEDOCC
Linee Guida
WEB: http://www.interreg-enplan.org/guida/index.htm
330
VAS060201-02_Enplan
20.800
1/2/2006
no
NOME FILE ALLEGATI
CONTENUTI
VAS060201-02_Enplan_00.pdf
Ringraziamenti e indice
VAS060201-02_Enplan_01.pdf
VAS060201-02_Enplan_03.pdf
Parte 01 - Verso una pianificazione sostenibile
Parte 02 - L’integrazione della Valutazione Ambientale nel
processo di Piano o Programma
Parte 03 - Il manuale operativo
VAS060201-02_Enplan_04A.pdf
Parte 04a - Sperimentazioni
VAS060201-02_Enplan_04B.pdf
Parte 04b - Strumenti
TITOLO
VAS060201-02_Enplan_02.pdf
VAS060201-02_Enplan_04B figure.pdf
Parte 04b - Figure
VAS060201-02_Enplan_05.pdf
Parte 05 - Allegati
ARCHIVIO
CD n.1
Note:La cartella contiene 8 files in formato pdf,
corrispondenti ad altrettanti capitoli della guida
43
VAS – Programme Interreg MEDOCC , Gruppo ENPLAN – Linee Guida
ENPLAN
CONTENUTI:
Introduzione
Lo sviluppo sostenibile
La sostenibilità ambientale
Pianificazione e programmazione sostenibile
Il Progetto Enplan
L'
integrazione della Valutazione Ambientale
Pianificazione e VIA dei progetti
La Direttiva 01/42/CE: il contesto normativo
L'
ambito di applicazione
Il procedimento di valutazione
Raccomandazioni per il recepimento
La linee Guida Enplan: obiettivi e destinatari
Le componenti della base di conoscenza:
informazioni, modelli e indicatori
La partecipazione / negoziazione /
concertazione dei diversi soggetti
Importanza e ruolo della partecipazione del
pubblico
Il processo di partecipazione integrato nel piano
o programma
Gestione e programmazione del processo di
partecipazione
Applicabilità delle metodologie della
partecipazione alla pianificazione
Indicazioni per l'
utilizzazione della Guida
Negoziazione / Concertazione Consultazione
L’INTEGRAZIONE DELLA VALUTAZIONE
Comunicazione / Informazione
AMBIENTALE
NEL PROCESSO DI PIANO O PROGRAMMA
Modalità di integrazione della dimensione
ambientale nei piani e programmi
L'
integrazione della dimensione ambientale nelle
sperimentazioni del Progetto Enplan
La “Sintesi non Tecnica” del Rapporto
Ambientale
La Dichiarazione di Sintesi come componente
del piano o programma
Trasparenza delle procedure
IL MANUALE OPERATIVO
Caratterizzazione degli aspetti strategici
La Valutazione Ambientale continua
Caratterizzazione degli aspetti strutturali
Valutazione Ambientale nella fase di
Caratterizzazione degli aspetti attuativi
La Valutazione Ambientale nelle fasi del piano o
programma
Valutazione Ambientale nella fase di
orientamento e impostazione
Valutazione Ambientale nella fase di
elaborazione e redazione
Valutazione Ambientale nella fase di
consultazione e adozione /approvazione
Valutazione Ambientale nella fase di attuazione
e gestione
Aspetti trasversali
La base di conoscenza comune
orientamento e impostazione
Orientamenti iniziali e impostazione del P/P
L'
analisi di sostenibilità degli orientamenti iniziali
La Verifica di esclusione: finalità e contenuti
Struttura della Verifica di esclusione
Criteri di esclusione e loro significatività
Valutazione Ambientale nella fase di
elaborazione e redazione
Definizione dell'
ambito di influenza del P/P
(scoping)
La costruzione del quadro pianificatorio e
programmatico
L'
analisi di contesto
Identificazione dell'
ambito spazio-temporale del
P/P
Il processo di configurazione della base di
Identificazione dei soggetti da coinvolgere
conoscenza comune
44
Strumenti per la definizione dell'
ambito di
influenza del P/P
Determinazione degli obiettivi generali
La costruzione dello scenario di riferimento
Le variabili ambientali chiave per la definizione
dello scenario di riferimento
Variante Generale del Piano Regolatore
Generale del Comune di Arluno
Piano Regolatore Generale del Comune di
Madesimo
Plan General de Ordenación Urbana de Palma
del Río
Analisi di coerenza esterna
Strumenti
Costruzione delle alternative di P/P: obiettivi
Modelli di Valutazione Ambientale
specifici e linee di azione
Base di conoscenza comune
L'
analisi ambientale e territoriale di dettaglio
Introduzione
La definizione degli obiettivi specifici del P/P
Contenuto della parte IV
L'
identificazione delle linee di azione e delle
Struttura delle schede relative alle
ragionevoli alternative
Stima degli effetti ambientali delle alternative di
P/P
sperimentazioni
Struttura delle schede relative agli strumenti
Risultati principali delle sperimentazioni
Possibili metodi di misurazione e di controllo
Sperimentazioni
La valutazione e il confronto tra alternative di
Componente strategica di piani e programmi
P/P
Analisi di coerenza interna
Estrategia de Gestión Integrada de Zonas
Costeras
La costruzione degli indicatori
Piano Regionale di Sviluppo Economico
La scelta dell'
insieme di indicatori
Piano di Coordinamento della Provincia di Prato
Gli indicatori prestazionali per la valutazione
Piano di tutela delle acque della Valle d'
Aosta
degli effetti del P/P
La redazione del Rapporto Ambientale: finalità e
contenuti
Modalità di redazione del Rapporto Ambientale
Valutazione Ambientale della fase di
consultazione, adozione e approvazione
Consultazione e partecipazione sul Rapporto
Ambientale
La “Dichiarazione di Sintesi” del P/P
Valutazione Ambientale nella fase di attuazione
e gestione del P/P
Monitoraggio dello stato dell'
ambiente e
monitoraggio del P/P
Componente strutturale di piani e programmi
Piani Strutturali Comunali in forma Associata –
Associazione Intercomunale Bassa
Romagnola
Piano Strutturale Comunale - Comune di
Bertinoro
Area Campione del Piano Energetico
Ambientale Regionale
Specificazione d'
Ambito del Piano Territoriale
Regionale Regione Liguria
La partecipazione dei diversi soggetti
Comunicazione / Informazione
I rapporti di monitoraggio: contenuti e periodicità
Definizione dell'
ambito di influenza del piano
Gli strumenti per il monitoraggio ambientale
Determinazione degli obiettivi generali
I meccanismi di retroazione sul P/P e sulla base
Costruzione dello scenario di riferimento
di conoscenza comune
Analisi di coerenza esterna
SPERIMENTAZIONI E STRUMENTI
Costruzione delle alternative
Plan de Desarrollo Sostenible y Ordenación de
Stima degli effetti ambientali
los Recursos
Naturales de la Comarca Noroeste de la Región
de Murcia
Valutazione e confronto tra alternative di piano o
programma
Analisi di coerenza interna
Componente attuativa di piani o programmi
Indicatori
Piano Regolatore del Comune di Chieri
Monitoraggio dello stato dell'
ambiente e
Piano Regolatore del Comune di Grugliasco
monitoraggio del piano o programma
45
Linee guida internazionali
VAS – Commissione europea, DG XI “Ambiente, sicurezza nucleare e
protezione civile” – Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di
Sviluppo Regionale e dei Programmi dei Fondi strutturali dell’Unione
europea – Rapporto finale
AUTORE
ANNO
TITOLO
Commissione europea, DG XI “Ambiente, sicurezza nucleare e
protezione civile”
1998
Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo
Regionale e dei Programmi dei Fondi strutturali dell’Unione
europea - Rapporto finale
DATA ACQUISIZIONE
COPYRIGHT
Linee Guida
246
WEB: http://www.interregenplan.org/doc/Lg_esistenti/Manuale_PSR_PFS%20.pdf
14/1/2006
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VAS060114-02_Manuale_PSR_PFS%20.pdf
1889
CONTENUTI
CD n.1
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FONTE
Note:
47
VAS – Commissione europea, DG XI “Ambiente, sicurezza nucleare e
protezione civile” – Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di
Sviluppo Regionale e dei Programmi dei Fondi strutturali dell’Unione
europea – Rapporto finale
CONTENUTI:
GLOSSARIO E ACRONIMI vi
3.3.6 Indicatori ambientali per il piano pag.51
PREMESSA xii
3.3.7 Integrare i risultati della valutazione nel
PARTE 1 - INTRODUZIONE pag.1
1.1 CONTESTO DEL MANUALE pag.2
1.2 FINALITÀ E OBIETTIVI DEL MANUALE
pag.3
piano definitivo pag.54
3.4 LA VALUTAZIONE AMBIENTALE E LA
PREDISPOSIZIONE DEI QUADRI
COMUNITARI DI SOSTEGNO pag.57
1.3 A CHI È DESTINATO IL MANUALE pag.4
3.4.1 Introduzione pag.58
1.4 CONTENUTO DEL MANUALE pag.4
3.4.2 Obiettivi e priorità del Quadro Comunitario
PARTE 2 - FONDI STRUTTURALI E
VALUTAZIONE AMBIENTALE pag.5
2.1 BREVE RASSEGNA DEL CONTESTO
DELLA POLITICA DI COESIONE
DELL’UNIONE EUROPEA pag.6
2.2 LA PROCEDURA DEI FONDI
STRUTTURALI pag.7
2.2.1 Tappe della procedura pag.7
2.2.2 Il manuale nel contesto pag.10
2.3 LA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DEL
MANUALE pag.18
di Sostegno e ruolo
delle autorità competenti in materia ambientale
pag.60
3.4.3 La valutazione ambientale nel contesto del
Quadro Comunitario
di Sostegno pag.62
3.4.4 Indicatori ambientali e Quadri Comunitari
di Sostegno pag.64
3.5 LA VALUTAZIONE AMBIENTALE E LA
PREDISPOSIZIONE
DEI PROGRAMMI OPERATIVI pag.66
2.3.1 Introduzione pag.18
3.5.1 Introduzione pag.67
2.3.2 Fasi della VAS pag.18
3.5.2 Valutazione della situazione ambientale -
2.3.3 I Fondi strutturali e la VAS: un processo
integrato pag.20
PARTE 3 - IL MANUALE pag.23
3.1 STRUTTURA DEL MANUALE pag.24
3.2 RUOLI E RESPONSABILITÀ AI FINI DELLA
VALUTAZIONE AMBIENTALE pag.27
3.3 LA VALUTAZIONE AMBIENTALE E LA
PREDISPOSIZIONE
DEI PIANI DI SVILUPPO REGIONALE pag.29
3.3.1 Introduzione pag.31
3.3.2 Valutazione della situazione ambientale elaborazione di dati di riferimento pag.33
3.3.3 Elaborazione degli obiettivi e delle priorità
pag.38
3.3.4 Elaborazione della bozza di piano e delle
sue alternative pag.44
3.3.5 Valutazione ambientale della bozza di
piano pag.46
elaborazione di dati di riferimento pag.69
3.5.3 Elaborazione degli obiettivi e delle finalità
pag.72
3.5.4 L’elaborazione della bozza di Programma
Operativo e le sue alternative pag.75
3.5.5 Valutazione ambientale delle bozze di
Programmi Operativi pag.79
3.5.6 Indicatori ambientali per i Programmi
Operativi pag.82
3.6 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEGLI
IMPATTI AMBIENTALI DEI PROGRAMMI
DEI FONDI STRUTTURALI pag.84
BIBLIOGRAFIA pag.87
ALLEGATO I VALUTAZIONE DELL’ATTUALE
SITUAZIONE AMBIENTALE –
“I DATI DI RIFERIMENTO” I.1
ALLEGATO II DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI
E DELLE PRIORITÀ II.2
48
ALLEGATO III TECNICHE PER LA
VALUTAZIONE AMBIENTALE DEI PIANI DI
SVILUPPO
REGIONALE E DEI PROGRAMMI OPERATIVI
III.1
Tabella 2.1 Tipologia dei progetti di sviluppo, dei
regimi di aiuto e di altri interventi nel quadro
degli obiettivi 1, 2, 5b e 6 pag.8
Tabella 2.2 Alcuni esempi di atti legislativi chiave
in campo ambientale e loro relazione con la
ALLEGATO IV INDICATORI IV.1
gamma-tipo di interventi a titolo dei Fondi
ALLEGATO V MONITORAGGIO E
strutturali pag.15
VALUTAZIONE V.1
ALLEGATO VI METTERE IN ATTO I
RISULTATI DELLA VALUTAZIONE EX ANTE
DEI
PROGRAMMI OPERATIVI VI.1
ALLEGATO VII LISTA DI CONTROLLO PER
L’INTEGRAZIONE DEGLI ASPETTI
AMBIENTALIVII.1
ELENCO DEI QUADRI, DELLE TABELLE E
DELLE FIGURE
QUADRI
Quadro 1.1 Requisiti in vigore ai fini della
valutazione ambientale dei
piani regionali pag.2
Quadro 3.1 Principali attori coinvolti nella
valutazione dei piani e
programmi dei Fondi strutturali pag.27
Quadro 3.2 La situazione ambientale – esempio
tratto dal QCS della
Grecia nel periodo 1994-99 pag.62
Quadro 3.3 Un esempio di ottimizzazione dei
benefici e delle opportunità pag. 76
Quadro 3.4 Possibili contenuti di un Programma
Operativo (PO) pag.78
Quadro I.1 Dati di riferimento: introduzione I.2
Quadro I.2 Punti di forza e punti deboli I.4
Quadro III.1 Incertezze e mancanza di
conoscenze III.2
Quadro III.2 Possibili aree geografiche nelle
Tabella 2.3 Fasi della VAS nella
programmazione relativa ai Fondi strutturali
pag.19
Tabella 2.4 Differenza tra la VAS e la VIA
pag.20
Tabella 3.1 Formato generale di presentazione
degli stadi della VAS nel manuale pag.24
Tabella 3.2 Criteri di sostenibilità per la
definizione degli obiettivi del programma
pag.41
Tabella 3.3 Esempio di matrice di valutazione a
livello di PSR pag.49
Tabella 3.4 Esempio di presentazione delle
priorità ambientali in un QCS pag.60
Tabella 3.5 Esempio di continuità tra priorità,
obiettivi e indicatori ambientali allo stadio di
QCS pag. 65
Tabella 3.6 Esempi di obiettivi e finalità
ambientali per differenti priorità pag. 74
Tabella I.1 Esempio di dati di riferimento per i
settori dell’energia e dei trasporti
Tabella I.2 Esempi di dati di riferimento per i
temi principali I.5
Tabella III.1 Formato-tipo di una matrice
d’impatto ambientale III.1
Tabella III.2 Analisi sintetica dell’impatto
ambientale III.4
Tabella III.3 Criteri relativi alla dotazione
ambientale e indicatori di impatto ambientale
quali effettuare l’analisi degli effetti cumulativi
proposti per la regione occidentale dell’Irlanda
sulle risorse naturali e sugli ecosistemi III.10
III.5
Quadro IV.1 Criteri principali per la scelta degli
indicatori IV.1
Quadro VI.1 Esempio di alcuni criteri di
screening VI.2
Quadro VI.2 Esempio di tecnica di classifica per
i progetti VI.7
TABELLE
Tabella III.4 Esempio di una matrice sintetica di
comparazione delle finalità e degli obiettivi per
una priorità denominata “Sviluppo
dell’industria turistica” prevista da un
programma III.7
Tabella III.5 Esempio di matrice di valutazione
per una misura nell’ambito dei PO III.8
Tabella IV.1 Esempi di indicatori di base
ambientali IV.2
49
Tabella IV.2 Esempi di indicatori di prestazione
ambientali IV.2
Tabella IV.3 Esempio di indicatori e obiettivi
ambientali a livello di QCS IV.5
Tabella IV.4 Esempio di indicatori di prestazione
e obiettivi per un PO IV.6
Tabella IV.5 Esempi di indicatori di impatto
ambientale IV.6
Tabella IV.6 Indicatori di base per il settore idrico
IV.7
Tabella IV.7 Indicatori di prestazione per il
settore idrico IV.7
Tabella IV.8 Indicatori di impatto per il settore
idrico IV.7.
Tabella VI.1 Esempio di sistema di classifica dei
progetti - Trasporti e comunità VI.4
Tabella VI.2 Esempio di sistema di classifica dei
progetti - Sostegno alle imprese VI.5
Tabella VI.3 Esempio di sistema di classifica dei
progetti – Qualità ambientale e immagine
regionale VI.6
FIGURE
Figura 2.1 Sintesi della procedura dei Fondi
strutturali pag.9
Figura 2.2 Integrazione tra la procedura dei
Fondi strutturali e la procedura VAS pag.22
Figura 3.1 Come usare il manuale - Parte 3
pag.26
Figura 3.2 I PSR e la procedura VAS pag.32
Figura 3.3 I QCS, i DOCUP e la valutazione
ambientale pag.59
Figura 3.4 I PO e la procedura VAS pag.68
Figura 3.5 Continuità tra la procedura VAS e la
procedura dei Fondi strutturali pag.69
Figura 3.6 Vari livelli di interazione e di
coordinamento allo stadio di PO pag.77
50
VAS – Commissione Europea – Attuazione della Dir. 2001/42/CE concernente
la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente
AUTORE
Commissione Europea
ANNO
2003
ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2001/42/CE CONCERNENTE
LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DI DETERMINATI PIANI E
PROGRAMMI SULL’AMBIENTE
Linee Guida
WEB: http://www.interregenplan.org/doc/1_030923_sea_guidance_it.pdf
68
VAS060114-03_1_030923_sea_guidance_it.pdf
3693
14/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
TITOLO
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Note:
51
VAS – Commissione Europea – Attuazione della Dir. 2001/42/CE
concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi
sull’ambiente
CONTENUTI:
PREMESSA pag.2
1. Introduzione pag.3
9. Relazione con le altre disposizioni della
2. Obiettivi della direttiva pag.5
normativa comunitaria pag.49
3. Ambito di applicazione della direttiva pag.6
Appendice I Orientamenti pratici sul
4. Obblighi generali pag.23
monitoraggio
5. Il rapporto ambientale pag.25
Appendice II Componenti del gruppo di lavoro
6. Qualità del rapporto ambientale pag.34
Appendice III Bibliografia
7. Consultazione pag.36
8. Monitoraggio pag.45
52
VAS – UNECE – Resource Manual to support application of the UNECE
Protocol on SEA
AUTORE
UNECE
ANNO
2007
Resource Manual to Support Application of the
UNECE Protocol on Strategic Environmental
Assessment
Linee Guida
WEB:
http://www.unece.org/env/eia/sea_manual/doc
uments/SEAmanualDraftFinalApril2007.pdf
224
VAS070530-01_SEAmanualDraftFinalApril2007.pdf
1700
30/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
TITOLO
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N° pagine
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Note
53
VAS – UNECE – Resource Manual to support application of the UNECE
Protocol on SEA
CONTENUTI:
List of tables v
List of figures v
List of boxes v
Abbreviations and acronyms vii
INTRODUCTION TO THE MANUAL pag.1
0.1 Preamble pag.2
0.2 Purpose, target audience and status pag.3
0.3 Structure pag.4
0.4 Revision and adaptation of the Manual pag.6
PART A: APPLICATION OF THE PROTOCOL
pag.7
CHAPTER A1: A BRIEF INTRODUCTION TO
STRATEGIC ENVIRONMENTAL
ASSESSMENT pag.9
A1.1 Introduction to the Chapter pag.10
A1.2 What is SEA? pag.11
A1.3 Benefits and costs of SEA pag.13
A1.4 Guiding principles for application of SEA
pag.6
A1.5 Some broader considerations pag.7
CHAPTER A2: INTEGRATION OF SEA INTO
PLAN AND PROGRAMME MAKING pag.21
A2.1 Introduction to the Chapter pag.22
A2.2 Plan and programme making, SEA and the
links between them pag.23
A2.3 Practical approaches to integrating SEA
into plan and programme making pag.33
A2.4 Options for applying the Protocol during
plan and programme making pag.36
CHAPTER A3: DETERMINING WHETHER
PLANS AND PROGRAMMES REQUIRE SEA
UNDER THE PROTOCOL pag.43
A3.1 Introduction to the Chapter pag. 44
A3.2 Legal obligations pag.45
A3.3 Detailed description of tests pag.52
A3.4 Possible practical arrangements pag.63
CHAPTER A4: SEA OF PLANS AND
PROGRAMMES pag.65
A4.1 Introduction to the Chapter pag.66
A4.3 Public participation pag.87
A4.4 Consultation with authorities pag.94
A4.5 Transboundary consultations pag.97
A4.6 Decision pag.100
A4.7 Monitoring pag.102
CHAPTER A5: OVERVIEW OF BASIC TOOLS
FOR SEA pag.105
A5.1 Introduction to the Chapter pag.106
A5.2 Analytical and participatory tools in SEA
pag.107
A5.3 Overview of basic analytical tools pag.111
iv Resource Manual to Support Application of
the UNECE Protocol on SEA
Draft Final, April 2007
A5.4 Overview of basic public participation tools
pag.116
CHAPTER A6: POLICIES AND LEGISLATION
pag.119
A6.1 Introduction to the Chapter pag.120
A6.2 Possible approaches pag.122
PART B: TRAINER’S GUIDE pag.127
CHAPTER B1: CAPACITY DEVELOPMENT
FRAMEWORK FOR THE PROTOCOL
pag.129
B1.1 Introduction to the Chapter pag.130
B1.2 Introduction to capacity development for
the Protocol pag.131
B1.3 Capacity assessment pag.135
B1.4 Tips for designing SEA capacitydevelopment strategies pag.137
B1.5 Concluding remarks pag.138
CHAPTER B2: EXAMPLE STRUCTURE OF
PRACTICAL EXERCISE FOR USE IN
TRAINING COURSE ON THE PROTOCOL
pag.139
B2.1 Introduction to the Chapter pag.140
B2.2 Tasks for work on a case study pag.143
ANNEXES pag.153
A4.2 Scoping and environmental report pag.67
54
ANNEX A0.1: UNECE PROTOCOL ON SEA
pag.155
ANNEX A1.1: LEGAL AND POLICY
LANDMARKS IN THE EVOLUTION OF SEA
pag.177
ANNEX A1.2: IAIA PERFORMANCE CRITERIA
FOR SEA pag.181
ANNEX A5.1: DESCRIPTION OF SELECTED
ANALYTICAL TOOLS pag.183
IMPLEMENTATION OF THE PROTOCOL
USED IN SELECTED EECCA COUNTRIES
pag.207
ANNEX B1.2: EXAMPLE OF SIMPLE TERMS
OF REFERENCE USED FOR NATIONAL
CAPACITY-DEVELOPMENT STRATEGIES
FOR IMPLEMENTATION OF THE
PROTOCOL IN SELECTED EECCA
COUNTRIES pag.213
ANNEX A5.2: DESCRIPTION OF SELECTED
PUBLIC PARTICIPATION TOOLS pag.197
ANNEX B1.1: EXAMPLE OF A DETAILED
CAPACITY ASSESSMENT FOR THE
55
56
VAS – Inghilterra , Office of the Deputy Prime Minister – The Strategic
Environmental Assessment Directive: Guidance for Planning Authorities
AUTORE
ANNO
TITOLO
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Inghilterra - Office of the Deputy Prime Minister
2003
The Strategic Environmental Assessment
Directive: Guidance for Planning Authorities
Linee Guida
WEB: http://www.interregenplan.org/doc/2_SEA%20UK%20guidance.pdf
66
VAS060114-04_2_SEA%20UK%20guidance.pdf
341
14/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
57
VAS – Inghilterra , Office of the Deputy Prime Minister – The Strategic
Environmental Assessment Directive: Guidance for Planning Authorities
CONTENUTI:
CHAPTER 1
Introduction pag.5
CHAPTER 2
Background and Context pag.7
Objectives and requirements of the Directive
pag.7
SEA and the planning process pag.9
SEA and Sustainability Appraisal pag.9
Plans for which SEA is not always required
pag.11
Consultation pag.11
Who should undertake the SEA? pag.12
CHAPTER 3
Stages of SEA pag.13
Stage A: Setting the context and establishing the
baseline pag.16
Stage B: Deciding the scope of SEA and
developing alternatives pag.20
Stage C: Assessing the effects of the plan
pag.22
Stage D: Consultation on the draft plan and
Environmental Report pag.25
Stage E: Monitoring implementation of the plan
pag.27
Glossary pag.29
Appendices pag.31
Appendix 1. Application of the SEA Directive to
plans and programmes pag.31
Appendix 2. Other relevant plans, programmes
and objectives pag.32
Appendix 3. Devising SEA and sustainability
appraisal objectives and indicators pag.34
Appendix 4. Sources of baseline data pag.39
Appendix 5. Presenting baseline information
pag.42
Appendix 6. Assessing secondary, cumulative
and synergistic effects pag.43
Appendix 7. Identifying and comparing
alternatives pag.46
Appendix 8. Prediction and evaluation pag.51
Quality Assurance Checklist pag.54
References and further information pag.56
The SEA Directive pag.59
58
VAS – Greening Regional Development Programmes Network - Handbook on
SEA for Cohesion policy 2007-2013
AUTORE
ANNO
TITOLO
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Greening Regional Development Programmes
Network
2006
Handbook on SEA for Cohesion policy 20072013
Linee guida
WEB:
http://www.ambiente.regione.marche.it/sito/Portals/0
/pagine/prog_int/grdp_sea_handbook.pdf
48
VAS070530-04_grdp_sea_handbook.pdf
846
30/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
59
VAS – Greening Regional Development Programmes Network - Handbook
on SEA for Cohesion policy 2007CONTENUTI:
Foreword by the GRDP Project 2
Acknowledgements 3
1 INTRODUCTION 4
1.1 Objectives and purpose of this Handbook 4
1.2 Nature of this Handbook 4
1.3 Relationship to previous guidance and
experience 5
1.4 User guide 5
1.5 Key definitions 6
2 SEA AND THE COHESION POLICY
PROGRAMMING PROCESS 7
2.1 Which Cohesion Policy programming
documents are subject to SEA Directive? 7
2.2 Logical linkages between the programming
process, SEA, ex-ante evaluations,and
partnership consultations 7
3 GENERAL PRINCIPLES FOR
MANAGEMENT OF THE SEA DURING
PROGRAMMING
FOR COHESION POLICY FUNDING 9
3.1 Treatment of alternatives within SEA 9
3.2 Internal management of the SEA process 9
3.3 Consultations with relevant environmental
authorities and concerned public 10
4 RECOMMENDED STEPS IN THE SEA
PROCESS 12
4.1 Determination of the environmental issues,
objectives, and indicators that should be
considered within SEA 12
4.2 Evaluation of the current situation and trends
and their likely evolution if the programming
document is not implemented 16
4.3 Assessment of development objectives and
priorities 18
4.4 Assessment of proposed measures and
eligible activities 20
4.5 Assessment of the cumulative effects of the
entire programming document 25
4.6 Evaluation of selection criteria for activities
or projects to be implemented through the
programming document 26
4.7 Evaluation of the monitoring system for the
programming document 30
4.8 Compilation of the Environmental Report and
its submission for consultations with
environmental authorities and the public 31
4.9. Decision-making and information on the
decision 33
5 CONCLUDING COMMENTS ON THE MOST
COMMON MYTHS ABOUT SEA 34
5.1 Concern that SEA requires detailed analyses
which may not be appropriate for a given
programming document 34
5.2 Concern that SEA does not enable
assessment of economic and social impacts
and does not facilitate consideration of
sustainability issues 34
5.3 Concern that SEA poses significant
additional costs and prolongs the planning
process 34
6 KEY DOCUMENTS, REFERENCES,
GUIDANCE 36
6.1 Key documents for Cohesion Policy
Programming and SEA 36
6.2 SEA References and Guidance 36
Annex I Examples of alternatives at the level of
objectives/priorities and at the level of
measures and eligible activities 37
Annex II Example of environmental objectives
and indicators used in SEA practice 39
Annex III Contents of the Environmental Report
as outlined in Annex I of the SEA Directive 41
Annex IV SEA Review Checklist 42
60
VAS – Scozia , Scottish Executive – A Consultation on Proposed Legislative
Measures to inroduce SEA in Scotland
AUTORE
Scotland – Scottish Executive
ANNO
2003
Strategic Environmental Assessment - A
Consultation on Proposed Legislative Measures to
Introduce Strategic Environmental Assessment in
Scotland
Linee Guida
WEB: http://www.interregenplan.org/doc/3_Consulta%20Escòcia.pdf
68
VAS060201-01_3_Consulta%20Escòcia.pdf
168
1/2/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
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Note:
61
VAS – Scozia , Scottish Executive – A Consultation on Proposed
Legislative Measures to inroduce SEA in Scotland
CONTENUTI:
Summary pag.1
1 Introduction pag.4
2 Consultation on the draft Regulations pag.7
3 Consultation on the principles of the proposed
Bill pag.16
4 Sets out the specific issues on which the
Scottish Executive invites views pag.18
5 Lists the consultation questions pag.34
Annex A – draft Regulations to give effect to the
Directive in Scotland
Annex B – the full text of Directive 2001/42/EC
62
VAS – Government of Ireland – Assessment of the effects of certain plains
and programmes on the environment
AUTORE
ANNO
TITOLO
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Government of Ireland
2004
Assessment of the effects of certain plains and
programmes on the environment
Linee Guida
WEB:
http://www.environ.ie/en/Publications/Developmenta
ndHousing/Planning/FileDownLoad,1616,en.pdf
97
VAS070530-08_FileDownLoad,1616,en.pdf
609
30/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
63
VAS – Government of Ireland – Assessment of the effects of certain plains
and programmes on the environment
CONTENUTI:
Chapter 1. Introduction 1
• Purpose of the Guidelines 1
• Contents and Main Objectives of the Plan and
its Relationship with other relevant Plans 26
• Description of the Current State of the
• Operative Date 1
Environment,Environmental Characteristics of
• Status of the Guidelines 1
the Area likely to be affected, and
• Objectives of the SEA Directive 2
Identification of any Existing Environmental
• Background to the SEA Directive 2
Problems 26
• What is Strategic Environmental Assessment
(SEA)? 2
• Environmental Protection Objectives relevant
to the Plan and Description of how those
• Benefits of SEA 3
Objectives and any Environmental
• Relevant Provisions of the Planning and
Considerations have been taken into account
Development Act 2000 4
• Transposition of the SEA Directive into
Planning Law 4
in preparing the Plan 29
• Likely Significant Effects on the Environment
31
• Structure of the Guidelines 5
• Assessment/Matrix Approach 33
Chapter 2. Integrating SEA into
• Significant Effects 34
Plan-making 7
• Cumulative Effects 34
• Overview 7
• Measures envisaged to Prevent, Reduce and
• Integrating SEA into Plan-making 8
as fully as possible Offset any Significant
• Who should be Responsible for carrying out
Adverse Environmental Effects 35
SEA? 9
• Outline of reasons for Selecting Alternatives
• A Step-by-Step guide to the SEA Process 9
and Description of how the Assessment was
• Documenting the SEA Process 11
undertaken, including any Difficulties 36
Chapter 3. SEA: Screening and
• Alternatives 36
Scoping 12
• Assessment Methods (including Difficulties) 37
• Definitions 12
• Proposed Monitoring Measures 38
• Screening - what the SEA Directive requires 12
• Non-Technical Summary 38
• Mandatory National Requirements 13
• Layout of Environmental Report 39
• Screening of Plans 14
• Quality of Environmental Report 40
• Criteria for Determining the Likely Significance
Chapter 5. Consultations on Plan 41
of Environmental Effects 15
and Environmental
• Scoping of Environmental Report 16
Report
• Consultation with Environmental Authorities 18
• Public Participation 41
• Designation of Environmental Authorities 19
• Consultations with Environmental Authorities
• Contact Points in Environmental Authorities 20
and the Public 41
Chapter 4. The Environmental Report 22
• Transboundary Consultations 42
• Introduction 22
• Practical Application of Transboundary
• Scope of Information to be included in
Environmental Report 23
• Mandatory Contents of Environmental Report
24
Requirements 43
• Plans in the Republic of Ireland 43
• Contact Point in Northern Ireland 44
• Timing of Transboundary Consultations 45
64
• Consulting the Minister for the Environment,
Heritage and Local Government 45
Appendix C - Checklist of Policy
Documents,Strategies, Guidelines,
• Timeframe for Completing Consultations 45
Directives,Conventions, etc. which are
Chapter 6. Adoption of Plan 47
relevant to the Setting of Environmental
• Overview 47
Protection Objectives 79
• SEA Statement 47
Appendix D - Sources of Environmental Data 87
• Recommended Format for SEA Statement 48
Appendix E - Further Reading 91
• Consideration of Submissions 49
Chapter 7. Monitoring 50
• Requirements of the SEA Directive 50
• Purpose of Monitoring 50
• Monitoring Arrangements and Methods 50
• Scope of Monitoring 51
• Who is Responsible for Monitoring? 51
• When does Monitoring take place? 52
• Indicators 52
• Possible Additional Guidance 56
Appendices
Appendix A - Text of SEA Directive 57
Appendix B - Integration of SEA with the
Preparation or Review of a Development Plan
77
65
66
VAS – European Commision , DG TREN - Indicative guidelines on evaluation
methods: evaluation during the programming period
AUTORE
ANNO
TITOLO
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European Commision , DG TREN
2005
Indicative guidelines on evaluation methods:
evaluation during the programming period
Manuale
WEB: http://ec.europa.eu/environment/eia/sea-studiesand-reports/beacon_manuel_en.pdf
89
VAS070531-01_beacon_manuel_en.pdf
1450
31/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
67
VAS – European Commision , DG TREN - Indicative guidelines on
evaluation methods: evaluation during the programming period
CONTENUTI:
1. INTRODUCING SEA AND ITS CRITICAL
ISSUES
1.1. WHAT IS SEA?
1.2. SEA AND PROJECT EIA
1.3. THE SEA DIRECTIVE CONTENT,
OBJECTIVES AND PURPOSES
2. PRINCIPLES AND RULES FOR MANAGING
AN EFFECTIVE SEA
2.1. THE APPROACH TO SEA:
PARTICIPATORY AND INTEGRATIVE
2.1.1 The '
SEA steps'
2.1.2 Distinguishing between '
SEA steps'and
'
approach to SEA'
2.2. SETTING OUT THE SEA: PRINCIPLES,
PROCESS AND STRUCTURE
2.2.1 Principles, Process and Structure
2.2.2 The Concept of SEA Integration into
Planning and Decision Making Process
2.2.3 Pro-active identification and evaluation of
options and alternatives
2.2.4 Raising Strategic Questions
2.3. MANAGING THE SEA PROCESS
2.3.1 Introduction: framework conditions for
effective SEA
2.3.2 Applying management tools
2.3.3 Barriers to Effective SEA Implementation
2.3.4 Further reading
3.2.2 Why scoping?
3.2.3 Identifying and agreeing on objectives
3.2.4 Identifying the indicators for appraising
strategic alternatives
3.2.5 Further reading
3.3. ENVIRONMENTAL ASSESSMENT
3.3.1 Definitions and requirements
3.3.2 Environmental Assessment within the SEA
participatory and integrative approach
3.3.3 Tools and techniques
3.3.4 Further reading
Table of Contents
3.4. REVIEW
3.4.1 Purpose
3.4.2 How to review
3.4.3 Further reading
3.5. IMPLEMENTATION AND MONITORING
3.5.1 Purpose
3.5.2 How to monitor
3.5.3 Further reading
3.6. CONSULTATION AND PARTICIPATION
3.6.1 Why consultation and participation?
3.6.2 Further reading
GLOSSARY
INDEXES OF BOXES, TABLES AND FIGURES
BEACON NETWORK
3. CONDUCTING THE SEA PROCESS
3.1. SCREENING
3.1.1 Which infrastructure plans require an
SEA?
3.1.2 How to screen?
3.1.3 The time dimension
3.1.4 Further reading
3.2. SCOPING
3.2.1 What is scoping and how to do it
68
VAS – UK , ODPM – A practical guide to the SEA directive
AUTORE
ANNO
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ODPM (UK)
2005
A practical guide to the strategic environmental
assessment directive
Linee guida
WEB:
http://www.communities.gov.uk/pub/290/APracticalG
uidetotheStrategicEnvironmentalAssessmentDirectiv
e_id1143290.pdf
110
VAS07053102_APracticalGuidetotheStrategicEnvironmentalAss
essmentDirective_id1143290.pdf
777
31/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
69
VAS – UK , ODPM – A practical guide to the SEA directive
CONTENUTI:
1. Introduction 6
Purpose of the Practical Guide 6
Other guidance on SEA 7
Acknowledgements 8
2. Background and Context 9
Objectives and requirements 9
The Directive’s field of application 9
Provisions on screening and exemptions 12
The Directive and SEA practice 14
Who should do SEA? 14
The level of detail in SEA 14
SEA and other forms of assessment 15
The regulatory impact of the Directive 15
3. SEA and Consultation 16
Requirements for consultation 16
The Consultation Bodies 17
Consulting the public 18
Practical aspects of consultation 19
Transboundary consultation with EU Member
States 19
4. SEA and Sustainable Development 20
5. Stages of SEA 23
Introduction 23
Stage A: Setting the context and objectives,
establishing the baseline and 26
deciding on the scope
Stage B: Developing and refining alternatives
and assessing effects 30
Stage C: Preparing the Environmental Report 35
Stage D: Consultation and decision-making 37
Stage E: Monitoring implementation of the plan
or programme 39
EC Directives and other international
instruments related to the 41
SEA Directive
Glossary 42
Appendix 1 – Indicative list of plans and
programmes subject to the 44
SEA Directive
Appendix 2 – Other relevant plans, programmes
and environmental 47
protection objectives
Appendix 3 – Collecting and presenting baseline
information 49
Appendix 4 – Sources of baseline information 52
Appendix 5 – Developing SEA objectives,
indicators and targets 64
Appendix 6 – Developing and assessing
alternatives 68
Appendix 7 – Prediction and evaluation of
effects 74
Appendix 8 – Assessing secondary, cumulative
and synergistic effects 78
Appendix 9 – Quality Assurance checklist 84
Appendix 10 – Monitoring 86
Frequently Asked Questions on the SEA
Directive 91
References and Further Information 94
The SEA Directive 98
List of Figures
1. The SEA Directive’s requirements 10
2. Application of the SEA Directive to plans and
programmes 13
3. Summary of consultation requirements under
the SEA Directive 17
4. Extract from UK Sustainable Development
Strategy, March 2005 21
5. Stages in the SEA process 24
6. Relationship between the SEA Tasks 25
7. Possible structure and contents of the
Environmental Report 36
8. Possible approach to documenting links with
other relevant plans and 48
programmes or environmental protection
objectives
9. Possible way of organising and presenting
baseline information 51
10. Sources of baseline information 52
70
11. Examples of SEA objectives and indicators
65
21. Stages of SEA and the consideration of
cumulative, secondary and 79
12. Testing compatibility of SEA objectives 67
synergistic effects
13. Example of discrete alternatives 68
22. Techniques for assessing cumulative,
14. ‘Hierarchy’ of alternatives 69
15. Examples of alternatives 70
16. Example of comparison of alternatives 72
17. Example table for assessment of alternatives
against SEA objectives 73
secondary and synergistic effects 82
23. Example of a table for recording cumulative
effects and their causes 83
24. Example of a table for recording cumulative
effects of plan or 83
18. Illustration of documentation of effects 74
programme on receptors
19. Prediction and evaluation techniques for
25. Quality Assurance checklist 84
SEA 76
Contents
20. The process of assessing the effects of a
plan or programme 77
71
72
VAS – IIED – SEA. A Sourcebook and reference guide to international
experience
AUTORE
ANNO
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B.Dalal-Clayton - B. Sadler
2004
Strategic environmental assessment - A
Sourcebook and reference guide to international
experience
Manuale
WEB: http://www.iied.org/Gov/spa/docs.html#sea
410
VAS070531-03_TitleContents_Oct04.pdf
2551
31/5/2007
no
CONTENUTI
VAS070531-03_TitleContents_Oct04.pdf
Copertina e indice, prefazione, acronimi e abbreviazioni
VAS070531-04-1_Chapter1_Oct04.pdf
Capitolo 1: la VAS in prospettiva internazionale
VAS070531-04-2_Chapter2_Oct04.pdf
Capitolo 2: panoramica sulla VAS
VAS070531-04-3_Chapter3_Oct04.pdf
VAS070531-04-5_Chapter5_Oct04.pdf
Capitolo 3: l’esperienza della VAS nei paesi sviluppati
Capitolo 4: l’esperienza della VAS nella cooperazione per lo
sviluppo
Capitolo 5: l’esperienza della VAS nei paesi in transizione
VAS070531-04-6_Chapter6_Oct04.pdf
Capitolo 6: l’esperienza della VAS nei paesi in via di sviluppo
VAS070531-04-4_Chapter4_Oct04.pdf
VAS070531-04-7_Chapter7_Oct04.pdf
Capitolo 7: Conclusioni
VAS070531-04-8_References_Oct04.pdf
Riferimenti
VAS070531-04-9_Appendices_Oct04.pdf
Appendice
ARCHIVIO
CD n.1
Note: La cartella contiene 10 files in formato pdf,
corrispondenti ad altrettanti capitoli della guida
73
VAS – IIED – SEA. A Sourcebook and reference guide to international
experience
CONTENUTI:
Preface v
Acknowledgements viii
Acronyms and abbreviations xii
1 SEA in international perspective 1
2 Surveying the field of SEA 7
2.1 Overview of the SEA literature and key
references 7
2.2 Terms and definitions 10
2.3 SEA principles 14
2.4 Rationale, benefits, capacity requirements
and preconditions for SEA 19
2.5 Opportunities and constraints 24
2.6 Evolution and trends in SEA 26
2.6.1 SEA in the context of EIA history 26
2.6.2 The status of SEA systems 27
2.6.3 International legal instruments 29
2.6.4 Evolution of para SEA, including global
and integrative approaches 29
3 SEA experience in developed countries 33
3.1 Brief overview of SEA institutional
arrangements in developed countries 33
3.2 SEA experience in the European Union 41
3.2.1 EU legal and policy frameworks 43
3.2.2 New areas of application 44
3.2.3 The EU SEA Directive in perspective 45
3.2.4 Toward implementation 47
3.3 National experience with SEA 49
3.3.1 Australia 49
3.3.2 Austria 53
3.3.3 Canada 55
3.3.4 Denmark 59
3.3.5 Finland 64
3.3.6 France 66
3.3.7 Germany 71
3.3.8 The Netherlands 73
3.3.9 New Zealand 79
3.3.10 Norway 85
3.3.11 United Kingdom 86
3.3.12 USA 93
3.3.13 SEA in other industrialised countries 96
Japan 96
Korea 97
Portugal 97
Spain 99
Cases
3.1 SEA of Parliamentary Bills in Denmark 101
3.2 SEA of the Netherlands National Waste
Management Plan 2002 104
3.3 Proposed SEA of Point of Immigration Entry
Enhancements, USA 110
4 SEA experience in development cooperation
113
4.1 SEA in multi-lateral development agencies
113
4.1.1 The World Bank 113
4.1.2 African Development Bank 120
4.1.3 Asian Development Bank 122
4.1.4 Inter-American Development Bank 125
4.1.5 United Nations Development Programme
(UNDP) 126
4.1.6 United Nations Environment Programme
(UNEP) 130
4.1.7 A proposed comprehensive approach for
multilateral development banks 133
4.2 SEA in bilateral aid agencies 134
4.2.1 Canadian International Development
Agency 134
4.2.2 Department for International Development
(DFID), United Kingdom 135
4.2.3 The Netherlands 138
4.2.4 OECD Development Assistance
Committee 140
4.2.5 Swedish International Development
Agency (Sida) 141
74
4.2.6 United States Agency for International
Development (USAID) 143
6.1.10 Zimbabwe 227
6.2 SEA in Francophone Africa 228
Cases
6.2.1 Benin 231
4.1 Application of the Strategic Environmental
6.2.2 Burkina Faso 231
ANalysis (SEAN)
Methodology in Cameroon, and in Honduras and
Nicaragua 154
6.2.3 Cote d’Ivoire 232
6.2.4 Madagascar 232
6.2.5 Morocco 233
5 SEA experience in countries in transition 157
6.2.6 Senegal 234
5.1 Newly Independent States 159
6.2.7 Other countries 235
5.1.1 Main features of SER/OVOS systems 159
6.3 SEA in the rest of sub-Saharan Africa 236
5.1.2 Regional trends and variations 160
6.3.1 Nile basin 236
5.1.3 Implementation of SER provision and
6.3.2 Cape Verde 236
procedure 161
6.3.3 Ghana 236
5.1.4 SEA practice in NIS 164
6.3.4 Uganda 237
5.1.5 Recent developments and issues in the
6.4 SEA in Latin America and the Caribbean 239
Russian Federation 165
6.4.1 Bolivia 240
5.2 Central and Eastern Europe 168
6.4.2 Brazil 241
5.2.1 Origins of SEA in CEE
6.4.3 Chile 242
5.2.2 Recent developments in SEA
6.4.4 Dominican Republic 243
arrangements and implementation 170
6.4.5 Guatemala 244
5.2.3 SEA practice in land use planning 173
6.5 SEA in Asia 244
5.2.4 SEA of sector plans and programmes 178
6.5.1 China 245
5.2.5 SEA of programming documents for EU
6.5.2 Hong Kong 247
structural funds in all EU accession countries
6.5.3 Indonesia 248
181
6.5.4 Nepal 248
5.2.6 SEA of policy 184
6.5.5 Pakistan 250
5.3 Future development of SEA in the NIS and
6.5.6 Thailand 253
CEE regions 186
6.6 SEA elsewhere 253
Cases
6.6.1 Lebanon 253
5.1 SEA of Slovak Energy Policy (EP 2000) 190
6.6.2 Pacific islands 255
5.2 Framework SEA of the Polish National
Cases
Development Plan 2004-2006 194
5.3 SEA of Energy Policy of the Czech Republic
(EP-CR) 199
6 SEA experience in developing countries 205
6.1 SEA in southern Africa 205
6.1.1 South Africa 208
6.1.2 Botswana 214
6.1.3 Lesotho 216
6.1 SEA for the Proposed East London Industrial
Development Zone,South Africa 259
6.2 SEA of Tofo, Barra, Tofinho and Rocha
(TBT) beaches area,Mozambique 263
6.3 SEA of the Great Western Development
Strategy, China 268
6.4 SEA for Second National Development Plan,
Namibia 271
6.1.4 Malawi 217
6.5 SEA for Water Use, South Africa 276
6.1.5 Mozambique 217
6.6 Transboundary SEA of the Nile Basin 281
6.1.6 Namibia 218
6.7 SEA in the South African National Ports
6.1.7 Swaziland 222
6.1.8 Tanzania 223
6.1.9 Zambia 226
System 284
6.8 Land use Plan for the Sperrgebiet, Namibia
291
75
6.9 Sectoral SEA: Generic Environmental
Management Programme for Marine Diamond
Mining off the West Coast of South Africa 296
7 Advances and conclusions 299
7.1 Points of departure 299
7.2 Conclusions and recommendations 299
7.2.1 SEA revisited and reconsidered 300
7.2.2 Key trends in SEA process development
301
7.2.3 Status of SEA and experience in different
parts of the world 302
7.3 Future directions and ways forward 307
7.3.1 Improving SEA quality and effectiveness
307
7.3.2 Towards a sustainability approach 308
7.3.3 Promoting integrated assessment and
planning 309
7.4 Challenges to real progress? 310
References 313
Appendices 343
6. Principles, their implications for CIDA and key
factors for SEA 359
7. Sub-national economic and environment
planning (E-c-E) 361
8. Legal requirements for SEA in selected
Spanish regions 364
9. Sustainability impact assessment of WTO
multilateral trade negotiations 366
10. Examples of integration mechanisms and
role of environmental assessment
from selected EU member states 368
11 Step-by-step guidance on application and
use of procedures and methods in
SEA good practice 375
12. Considerations for UNDP quality
programming 378
13. Analytical strategic environmental
assessment, ANSEA 381
14. Steps for starting, managing and improving a
sustainable development strategy 383
1 SEA legal and policy benchmarks 345
2 Some examples of SEA training initiatives 347
3 The situation regarding SEA in countries in
transition prior to 1997 350
4 Millennium ecosystem assessment 353
5 Recommendations for SEA of regional
development plans in CEE countries 358
76
VAS – OECD - Applying SEA: good-practice guidance
for development co-operation
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ANNO
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OECD
2006
Applying SEA: good-practice guidance for
development co-operation
Linee guida
WEB:
http://www.oecd.org/dataoecd/4/21/37353858.pdf
164
VAS070531-05_37353858.pdf
2281
31/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
77
VAS – OECD - Applying SEA: good-practice guidance
for development co-operation
CONTENUTI:
Acronyms 12
Preface 14
Executive Summary 17
Part I
Chapter 1. Introduction 23
1.1. New approaches to development cooperation.24
1.2. SEA meets the challenge of more strategic
development co-operation 24
1.3. Legal requirements for SEA 25
1.4. SEA supports donors’ harmonisation and
alignment efforts 26
1.5. What does this Guidance seek to achieve?
27
1.6. How should this Guidance be used? 27
1.7. Agreed development approaches
underpinning this Guidance 28
Chapter 2. Understanding Strategic
Environmental Assessment 29
2.1. Positioning SEA in the decision-making
hierarchy 30
2.2. How SEA has evolved to address the
strategic levels of decision making 31
2.3. SEA: A family of approaches using a variety
of tools 32
2.4. SEA: A continuum of applications 34
2.5. The relationship of SEA with other policy
appraisal approaches
and supporting tools 35
Notes 39
Chapter 3. The Benefits of Using Strategic
Environmental Assessment
in Development Co-operation 41
3.1. Supporting the integration of environment
and development 42
3.2. Identifying unexpected potential impacts of
3.3. Improving the identification of new
opportunities 43
3.4. Preventing costly mistakes 45
3.5. Building public engagement in decision
making for improved governance 45
3.6. Facilitating transboundary co-operation 46
3.7. Safeguarding environmental assets for
sustainable development and poverty
reduction 47
Chapter 4. Towards Strategic Environmental
Assessment Good Practice:Principles and
Processes 49
4.1. Basic principles for SEA50
4.2. The institutional dimension of SEA 51
4.3. Stages and steps for undertaking SEA at
the plan and programme level 54
Notes 61
Part II
Chapter 5. Applications of Strategic
Environmental Assessment in Development
Co-operation 65
5.1. Key entry points for SEA 66
5.2. Donor harmonisation for SEAs 69
5.3. Guidance Notes71
A. Guidance Notes and Checklists for SEA Led
by Partner Country Governments 72
Guidance Note and Checklist 1: National
Overarching Strategies, Programmes and
Plans72
Guidance Note and Checklist 2: National Policy
Reforms and Budget Support Programmes 77
Guidance Note and Checklist 3: National
Sectoral Policies, Plans and Programmes 81
Guidance Note and Checklist 4: Infrastructure
Investments Plans and Programmes 86
reform proposals 43
78
Guidance Note and Checklist 5: National and
Sub-National Spatial Development Plans and
Programmes 90
Guidance Note and Checklist 6: Trans-National
Plans and Programmes 93
B. Guidance Notes and Checklists for SEA
Undertaken in Relation to Donor
Agencies’ Own Processes 98
Guidance Note and Checklist 7: Donors’ Country
Assistance Strategies and Plans 98
Guidance Note and Checklist 8: Donors’
Partnership Agreements with other Agencies
101
Guidance Note and Checklist 9: Donors’ SectorSpecific Policies103
Guidance Note and Checklist 10: Donor-Backed
Public Private Infrastructure
Support Facilities and Programmes106
C. Guidance Notes and Checklists for SEA in
Other, Related Circumstances 111
Guidance Note and Checklist 11: Independent
Case example 5.7. Energy Environment Review
in Iran and Egypt 85
Case example 5.8. Regional environmental
assessment of Argentina flood protection 88
Case example 5.9. The Sperrgebiet land use
plan, Namibia 91
Case example 5.10. SEA of the Great Western
Development Strategy, China 92
Case example 5.11. Transboundary
environmental assessment of the Nile basin
95
Case example 5.12. Mekong River Commission
Basin Development Plan 96
Case example 5.13. SEA in Sida’s country
strategy for Viet Nam 100
Case example 5.14. The DFID-WWF
Partnership Programme Agreement 103
Case example 5.15. CIDA action plan for
HIV/AIDS. 105
Case example 5.16. Environment due diligence
for financial intermediaries, based on
Review Commissions (which have
European Bank for Reconstruction and
implications for donors’ policiesand
Development (EBRD) procedures108
engagement).111
Guidance Note and Checklist 12: Major Private
Sector-Led Projects and Plans115
Case example 5.1. Mainstreaming environment
into Poverty Reduction
Strategies – SEA of Poverty Reduction Strategy
Papers:Uganda and Rwanda 75
Case example 5.2. Incorporating environmental
considerations into Ghana’s
Poverty Reduction Strategy processes: SEA of
Poverty
Reduction Process 76
Case example 5.3. SEA of poverty reduction
credit, Tanzania (budget support) 79
Case example 5.4. SEA for policy reform in the
water and sanitation sectors in Colombia
(development policy lending). 80
Case example 5.5. The Kenya Education
Support Programme 83
Case example 5.6. Sector EA of Indonesia
Water Sector Adjustment Loan (WATSAL) 84
Case example 5.17. Environmental risk
management of a community-driven
development project – Programme National
de Développement Participatif (PNDP)
Cameroon109
Case example 5.18. The World Commission on
Dams 113
Case example 5.19. The Extractive Industries
Review114
Case example 5.20. Nam Theun 2 Hydropower
Project, Lao PDR117
Case example 5.21. The potential of SEA in
relation to major oil and gas investments 118
Notes 119
Part III
Chapter 6. How to Evaluate Strategic
Environmental Assessment 123
6.1. The role of evaluation124
6.2. Evaluating the delivery of envisaged
outcomes 125
6.3. Evaluation as quality control check126
79
Checklist 6.1. Key questions for evaluating the
delivery of envisaged outcomes of a PPP125
Checklist 6.2. Key questions for evaluation as a
quality control check 126
Chapter 7. Capacity Development for Strategic
Environmental Assessment 129
7.1. Why is SEA capacity development needed?
130
7.2. Mechanisms for developing capacities for
SEA in partner countries131
7.3. SEA capacity development in donor
organisations
7.4. SEA as a foundation for capacity
Case example 7.5. Assessing the potential to
introduce SEA in Nepal135
Case example 7.6. Results-based monitoring in
the water and sanitation sector in
Colombia136
Case example 7.7. Sofia Initiative on Strategic
Environmental Assessment 137
Case example 7.8. The SAIEA node model for
EA support 137
Case example 7.9. Sida SEA Helpdesk –
University of Gothenburg 139
Case example 7.10. Donor sharing of SEA
experience 139
development and learning societies138
References and Bibliography141
Case example 7.1. Capacity-building needs
Annex A. Glossary of Terms145
assessment for the UNECE SEA Protocol
Annex B. Assessment Approaches
Implementation in five countries in the Eastern
Complementary to Strategic Environmental
Europe, Caucasus and Central Asia region
Assessment 149
(EECCA) . 131
Case example 7.2. SEA training course in China
133
Case example 7.3. SEA development in
Annex C. Analytical and Decision-making Tools
for Strategic Environmental Assessment 153
Annex D. Selected Sources of Information on
Strategic Environmental Assessment 159
Mozambique
Case example 7.4. UNDP initiative for SEA
capacity-building in Iran134
80
VIA/VAS – The Netherlands , Commission for Environmental Assessment Biodiversity on EIA and SEA: voluntary guidelines on biodiversity-inclusive
impact assessment
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ANNO
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R.Slootweg - A.Kolhoff - R.Verheem - R.Hoft
2006
Biodiversity on EIA and SEA: voluntary
guidelines on biodiversity-inclusive impact
assessment
Linee guida
WEB:
http://www.eia.nl/ncea/pdfs/biodiversityeiasea.pdf
81
VAS070531-06_biodiversityeiasea.pdf
1470
31/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
81
VIA/VAS – The Netherlands , Commission for Environmental Assessment Biodiversity on EIA and SEA: voluntary guidelines on biodiversityinclusive impact assessment
CONTENUTI:
Chapter 1 : Introduction
Chapter 2: CoP Decision VIII/28. Impact
Assessment. Voluntary guidelines o
biodiversity-inclusive impact assessment
Chapter 3: How to interpret the biodiversity: a
broad view
Chapter 4 Conceptual reflections
Chapter 5 Voluntary guidelines on biodiversityinclusive EIA
Chapter 6 Draft guidance on biodiversityinclusive SEA
Annex 1 : Case study contributions
Annex 2: Important features of the Ecosystem
approach
Annex 3: Additional information on SEA
Annex 4: Summary of lessons from case studies
on biodiversity in SEA
82
VAS – Canada - SEA on policy, plans and programs proposals: CIDA
Handbook
AUTORE
ANNO
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Canadian International Development Agency
(CIDA)
2004
SEA on policy, plans and programs proposals:
CIDA Handbook
Manuale
WEB:
http://www.seataskteam.net/indexAction.cfm?modul
e=Library&action=GetFile&DocumentAttachmentID=
977
24
VAS070531-07_indexAction.pdf
306
31/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
83
VAS – Canada - SEA on policy, plans and programs proposals: CIDA
Handbook
CONTENUTI:
1.0 Introduction 1
1.1 What is Strategic Environmental
Assessment? 1
1.2 Purpose of the SEA handbook 1
2.0 Requirements for an SEA 1
2.1 Cabinet Directive on Strategic Environmental
Assessment 1
2.2 Preliminary Scan (to determine if there are
important environmental effects) 5
3.0 Preparing for an SEA 6
3.1 Principles for conducting an SEA 6
4.0 Conducting the SEA 7
4.1 What is the existing situation (in a particular
sector or region7
4.2 What are the goals and objectives of the
policy, plan, or program7
4.3 What are the feasible options for delivering
4.5 How significant are these environmental
effects? 8
4.6 What can be done to avoid or lessen the
negative effects, and enhance the positive
ones9
4.7 What is the most feasible policy, plan, or
program9
4.8 How can environmental effects be
measured, monitored, and reported? 9
5.0 The SEA Report 9
APPENDIX A – Strategic Environmental
Assessment Principles:
Their Implications and Key Actions 11
APPENDIX B – SEA Checklist 14
APPENDIX C – SEA Applicability Form 17
APPENDIX D – Bibliography 18
the policy, plan, or program? 8
4.4 What are the most pronounced
environmental issues (positive and
negative)associated with each of the preferred
options8
84
VAS – UNDP Lebanon, European Commission, Lebanon Ministry of
Environment – SEA and Land Use Planning in Lebanon training manual
AUTORE
ANNO
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VAS070531-08_Chapter1.pdf
VAS070531-08_Chapter2.pdf
VAS070531-08_Chapter3.pdf
VAS070531-08_Chapter4.pdf
VAS070531-08_Chapter5.pdf
VAS070531-08_Chapter6.pdf
VAS070531-08_Chapter7.pdf
VAS070531-08_Disclaimer.pdf
VAS070531-08_Foreword.pdf
VAS070531-08_Preface.pdf
VAS070531-08_Table of contents.pdf
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UNDP Lebanon, European Commission,
Lebanon Ministry of Environment, 2005-10
2005
SEA and Land Use Planning in Lebanon training
manual
Linee Guida
WEB:
http://www.seataskteam.net/index.cfm?module=Libr
ary&page=Document&DocumentID=5517
123
VAS070531-08_lebanonseatrainingmodule.zip
19300
31/5/2007
no
CONTENUTI
Allegati
Capitolo1
Capitolo2
Capitolo3
Capitolo4
Capitolo5
Capitolo6
Capitolo7
Riferimenti
Introduzione
Prefazione
Tavola dei contenuti
CD n.1
Note: La cartella contiene 12 files in formato pdf,
corrispondenti ad altrettanti capitoli della guida
85
VAS – UNDP Lebanon, European Commission, Lebanon Ministry of
Environment – SEA and Land Use Planning in Lebanon training manual
CONTENUTI:
ACKNOWLEDGEMENTS
FOREWORD
PREFACE
LIST OF ABBREVIATIONS
GLOSSARY
CHAPTER 1. INTRODUCTION
1.1. DEFINITION
1.2. POTENTIAL STAKEHOLDERS
1.3. INTERRELATION BETWEEN SEA AND
EIA
1.4. INTERFACE BETWEEN SEA AND THE
PLANNING PROCESS
1.5. WHAT IS THE LEGAL BASIS FOR SEA IN
LEBANON?
1.6. WHO PAYS FOR SEA?
1.7. WHAT ARE THE ADVANTAGES OF SEA
APPLICATION IN LEBANON?
1.8. THE SEA PROCESS IN BRIEF
1.9. SEA IN LEBANON
CHAPTER 2. SEA INITIATION
2.1. DESCRIBING THE PROPOSED
STRATEGIC ACTION
2.1.1. What are the Plan or Program Objectives?
2.1.2. What are the Indicators for Measuring
Progress Towards Set Objectives?
2.1.3. What are the Plan or Program Specific
Targets?
2.2. SCREENING
2.3. SCOPING
CHAPTER 3. PERFORMING THE
ASSESSMENT
3.1. DETERMINING WHO SHOULD CARRY
OUT SEA
3.2. SAMPLE TERMS OF REFERENCE
3.3. ASSESSMENT OF BASELINE
CONDITIONS
3.4. POSSIBLE ALTERNATIVES FOR THE
PLAN OR PROGRAM
3.5. IMPACT ASSESSMENT
3.5.1. Which Impacts Should be Assessed?
3.5.2. How to Predict Potential Impacts?
3.5.3. How to Evaluate Potential Impacts of
Alternative Options?
3.5.4. Cumulative Impact Assessment
TABLE OF CONTENTS
XIII Strategic Environmental Assessment of
Plans and Programs in Lebanon
3.6. ENHANCING POTENTIAL BENEFITS
3.7. COHERENCE WITH LEGAL,
INSTITUTIONAL AND PLANNING
FRAMEWORKS
3.8. ENVIRONMENTAL MANAGEMENT PLAN
3.9. REPORTING
CHAPTER 4. REVIEW, DECISION MAKING &
QUALITY ASSURANCE
4.1. SEA REPORT REVIEW
4.2. DECISION MAKING
4.3. INTEGRATION OF SEA RESULTS INTO
THE PROPOSED PLAN OR PROGRAM
4.4. QUALITY ASSURANCE OF THE SEA
PROCESS
CHAPTER 5. STAKEHOLDER INVOLVEMENT
5.1. DEFINITION AND STATUS IN LEBANON
5.2. TYPES OF STAKEHOLDER
INVOLVEMENT
5.3. STAKEHOLDER INVOLVEMENT IN THE
SEA PROCESS
5.4. BENEFITS OF STAKEHOLDER
INVOLVEMENT
5.5. REQUIREMENTS FOR SUCCESSFUL
STAKEHOLDER
INVOLVEMENT
5.6. SETTING A STRATEGY FOR
STAKEHOLDER
INVOLVEMENT
CHAPTER 6. METHODS AND TOOLS OF SEA
CHAPTER 7. CONCLUSION
86
57
3. MINIMUM SEA REPORT REQUIREMENT
60
4. REVIEW CHECKLIST TO EVALUATE SEA
REFERENCES
USEFUL WEBSITES
NATIONAL WEBSITES
REPORT
5. ENVIRONMENT RELATED LEGISLATION IN
LEBANON
REGIONAL WEBSITES
6. SEA METHODS AND TOOLS
INTERNATIONAL WEBSITES
7. METHODS OF PUBLIC PARTICIPATION
ANNEXES
1. ENVIRONMENTAL AND SOCIOECONOMICINDICATORS LIKELY TO
AFFECT ENVIRONMENTAL
SUSTAINABILITY IN LEBANON
2. EXAMPLES OF ALTERNATIVE OPTIONS
87
88
VAS – UK , Department for Transport – SEA for Transport Plans and
Programmes
AUTORE
ANNO
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Department for Transport (UK)
2004
SEA for Transport Plans and Programmes
Linee Guida
WEB:
http://www.webtag.org.uk/webdocuments/2_Project
_Manager/11_SEA/2.11.pdf
57
VAS070601_2.11.pdf
557
1/6/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
89
VAS – UK , Department for Transport – SEA for Transport Plans and
Programmes
CONTENUTI:
Introduction 1
1.1 Purpose of the guidance 1
1.2 Structure of the guidance 2
2 SEA in transport planning 4
2.1 Introduction 4
2.2 SEA requirements 4
2.3 Who should carry out the SEA? 10
3 Stage A: Setting the context, identifying
objectives, problems and opportunities,
and establishing the baseline 10
3.1 Introduction 10
3.2 Developing SEA objectives and indicators 11
3.3 Assembling environmental baseline data and
developing a future baseline 12
3.4 Identifying environmental problems and
opportunities 13
4 Stage B: Developing alternatives and deciding
the scope of SEA 13
4.1 Introduction 13
4.2 Scoping and involving the Consultation
Bodies 14
4.3 Relationship with other relevant plans and
programmes, and environmental
objectives 14
4.4 Identifying alternatives 15
5 Stage C: Assessing and mitigating the effects
of the plan 17
5.1 Introduction 17
5.2 Effects prediction 17
5.3 Effects assessment 18
5.4 Mitigation of significant adverse effects 21
5.5 Choosing preferred alternatives 21
6 Stage D: Consultation on the draft plan and
Environmental Report 22
6.1 Introduction 22
6.2 The Environmental Report 22
6.3 Consultation on the plan and Environmental
Report 22
6.4 Decision making and provision of information
on the plan 23
7 Stage E: Monitoring the implementation of the
plan 24
7.1 Introduction 24
7.2 Developing aims and methods for monitoring
24
7.3 Responding to adverse effects 24
8 Further Information 24
9 References 25
10 Document Provenance 25
Appendix 1: Glossary 26
Appendix 2: The application of SEA to LTPs 28
Appendix 3: Avoiding duplication in SEA:
"tiering" 31
Appendix 4: Environmental baseline 32
Appendix 5: Cumulative Effects Assessment 35
Appendix 6: Dealing with uncertainty 41
Appendix 7: Quality Assurance 48
Appendix 8: Monitoring 51
90
VAS – Austria – SEA from scoping to monitoring
AUTORE
ANNO
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Andreas Sommer
2005
SEA: from scoping to monitoring
Manuale operativo
WEB: http://www.seainfo.net/files/general/From_scoping_to_monitoring.pdf
128
VAS070607_2.11.pdf
1215
7/6/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
91
VAS – Austria – SEA from scoping to monitoring
CONTENUTI:
Acknowledgement 5
List of figures and tables 5
Abbreviations5
Executive Summary8
1. Introduction 9
1.1. Terms: A short SEA glossary 9
2. Contents and structure of the study 11
2.1. Scope 11
2.2. Methodological starting points in the SEA
Directive 13
2.2.1. Principles and objectives 14
2.2.2. Environmental assessment 15
2.2.3. Environmental report 15
2.2.3.1. Information to be provided 16
2.2.3.2. Ensuring quality 19
2.2.4. Avoiding duplication of assessment 19
2.2.5. Taking into account the results and
decision-making 19
2.2.6. Monitoring 20
3. Framework conditions 21
3.1. Purpose and potential of SEA 21
3.2. Integration into existing procedures 21
3.3. Challenges 22
3.4. Requirements to be met by the approach 22
3.5. Effects on the environment 23
3.5.1. Terms 23
3.5.2. Integrated approach 25
4.Approach 26
4.1. Methodologically relevant steps 26
4.2. Support by check-lists 27
4.2.1. Check-list design 27
4.2.2. Application of the check-lists 29
4.3. Documentation 30
4.4. Determining the need for SEA (screening)
30
5. Scoping 32
5.1. Implementation 33
5.1.1. Alternatives 35
5.1.1.1. Reasonable alternatives 36
5.1.1.2. Zero alternative 38
5.2. A compact SEA due to no-impact
statements 38
5.3. K.o. criteria 39
5.4. Economic and social aspects 40
-36. Preparation of the environmental report 42
6.1. Contents and structure of the environmental
report 43
6.1.1. Scope and level of detail 45
6.1.1.1. Data and information 46
6.1.1.2. Data and knowledge gaps 47
6.2. Basic information 48
6.2.1. Planning objectives and other relevant
planning processes 48
6.2.2. Environmental conditions 49
6.3. Environmental protection objectives 50
6.3.1. Additional information on environmental
quality objectives 52
6.3.1.1. Standards and indicators 53
6.4. Effects on the environment 55
6.4.1. Assessment of environmental effects 56
6.4.1.1. Principles for selecting methods 58
6.4.1.2. Expert judgement 60
6.4.1.3. Overall assessment 61
6.5. Measures 63
6.5.1. Mitigation measures 64
6.5.2. Monitoring measures 64
6.6. Information on the selection of alternatives
and methods used 65
6.7. Summary 66
6.8. Ensuring quality 66
6.9. Avoiding duplication of assessment 67
7. Taking into account the results and decisionmaking 70
7.1. Approach 70
7.1.1. The summarising statement 71
8. Monitoring 72
92
8.1. Objectives and possibilities of performance
monitoring 73
8.2. Design and organisation 74
8.2.1. Timing and intervals 75
A.4. Check-list on factors and interests to be
protected 17
A.4.1. Assessment rules for factors and interests
to be protected 19
8.2.2. Documentation 76
A.5. Relevance matrix 21
8.3. Contents and implementation 76
A.6. Notes 22
8.3.1. Significant environmental effects 76
Annex B: Environmental report 25
8.3.1.1. Measurability of success 77
B.1. Environmental report check-list 29
8.3.1.2. Data and information 78
B.1.1 Assessment rules for data and knowledge
8.3.2. Measures 78
gaps 35
8.4. Consequences 79
B.2. Assessment matrix 36
9. References 80
Annex C: Taking into account results, decision-
Annex: Working materials 1
Annex A: Scoping 5
A.1. General assessment rules 10
making 37
C.1. Check-list for taking into account results,
decision-making 38
A.2. Check-list on scoping 12
Annex D: Monitoring 40
A.3. Check-list on causes of effects 14
D.1. Check-list on monitoring 41
A.3.1. Assessment rules for causes of effects.
16
93
94
VAS – Agenzia di valutazione ambientale canadese - The Environmental
Assessment of Policy, Plan and Program Proposals. Guidelines for
Implementing the Cabinet Directive
AUTORE
Agenzia di Valutazione ambientale canadase
ANNO
1999
Traduzione del documento "Strategic
Environmental Assessment - The Environmental
Assessment of Policy, Plan and Program
Proposals - Guidelines for Implementing the
Cabinet Directive"
Linee Guida
WEB:
http://www2.minambiente.it/sito/settori_azione/via/d
ocs/vas_canada_ppp.pdf
15
VAS070530-07_vas_canada_ppp.pdf
152
30/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
TITOLO
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Note:
95
VAS – Agenzia di valutazione ambientale canadese - The Environmental
Assessment of Policy, Plan and Program Proposals. Guidelines for
Implementing the Cabinet Directive
CONTENUTI:
Premessa
Introduzione
Linee Guida per l’implementazione della direttiva
del governo
Procedure per condurre una valutazione
ambientale strategica
Interessi pubblici
Documentazione e rapporti
Ruoli e responsabilità
96
Linee guida regionali
VAS – Regione Lombardia, Direzione Generale Territorio e Urbanistica –
Indirizzi generali per la valutazione ambientale di piani e programmi
AUTORE
ANNO
TITOLO
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ARCHIVIO
Regione Lombardia - Direzione Generale Territorio e
Urbanistica / Unità Organizzativa Pianificazione territoriale e
urbana
2005
Indirizzi generali per la valutazione ambientale di piani e
programmi.(comma 1, articolo 4 della legge regionale 11
marzo 2005, n. 12 recante “Legge per il governo del
territorio”).
Atto amministrativo
WEB:http://www.regione.lombardia.it/servlet/BlobServer?blobcol=
urlfilepath&blobkey=id&blobtable=Allegato&blobwhere=11348866
55557&blobheadername2=ContentDisposition&blobheadername1=ContentType&blobheadervalue2=i
nline%3B+filename%3Ddocumento%20VAS%
20L12&blobheadervalue1=application/pdf
24
VAS060108-01_http___www.regione.lombardia.pdf
671
8/1/2006
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
97
VAS – Regione Lombardia, Direzione Generale Territorio e Urbanistica –
Indirizzi generali per la valutazione ambientale di piani e programmi
CONTENUTI:
1.0 Finalità
2.0 Definizioni
3.0 Integrazione della dimensione ambientale
nei piani e programmi
4.0 Ambito di applicazione
5.0 La valutazione ambientale (fasi
metodologiche procedurali)
6.0 Il processo di partecipazione integrato nel
piano/programma
7.0 Raccordo con altre procedure
8.0 Sistema informativo lombardo valutazione
ambientale piani e programmi
98
VAS – Regione Piemonte , Direzione Generale Territorio e Urbanistica – La
valutazione ambientale di piani e programmi
AUTORE
ANNO
TITOLO
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Regione Piemonte - Direzione Generale Territorio
e
Urbanistica/ Settore pianificazione territoriale
2000
La valutazione ambientale di piani e programmi
Metodo, esperienze, indicazioni operative
WEB:
http://www.regione.piemonte.it/sit/argomenti/pianifica/
pubblic/dwd/quadsit8.pdf
125
VAS070530-02_quadsit8.pdf
471
30/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
99
VAS – Regione Piemonte , Direzione Generale Territorio e Urbanistica – La
valutazione ambientale di piani e programmi
CONTENUTI:
INTRODUZIONE pag. 7
1. LA VALUTAZIONE AMBIENTALE
STRATEGICANEL PROCESSO DI
DECISIONE pag. 13
1.1. La valutazione ambientale strategica nel
quadro legislativo europeo e nazionale pag.
13
1.2. Dalla VIA sui progetti alla valutazione
Ambientale Strategica (VAS) di piani
programmi.Le innovazioni nel quadro
legislativo regionale pag. 14
1.2.1. Politica dell’ambiente e politica
urbanistica. Le interazioni tra norme per il
governo del territorio e per la valutazione
ambientale dei piani nelle leggi regionali di
Toscana e Liguria pag. 16
1.2.2. Ambito di applicazione della VAS. pag. 17
1.2.3. Ruolo e modalità di interazion e dei
soggetti di pianificazione nel processo di
valutazione strategica pag. 20
1.3. Valutazione Ambientale Strategica:
procedura autorizzativa o processo di
autovalutazione? pag. 21
Bibliografia del capitolo 1 pag. 27
2. LA VALUTAZIONE AMBIENTALE DI PIANI
E PROGRAMMI. LE ESPERIENZE IN CORSO
pag. 29
2.1. La metodologia di lettura dei casi pag. 29
2.1.1. La griglia di lettura pag. 31
2.2. Valutazione delle scelte di piano e
valutazione per le scelte di piano pag. 34
2.2.1. Valutare le scelte e gli obiettivi dei piani
2.2.1.2. Il Sistema Informativo Ecosistema Città
di Pisa come strumento per la valutazione
delle e per le scelte di piano pag. 38
2.2.1.3. La fase quantitativa e la fase qualitativa
della procedura di valutazione delle scelte nel
PTCP di Milano pag. 40
2.2.2. Valutare per formulare le scelte e gli
obiettivi pag. 46
2.2.2.1. Lo Studio del Sistema Ecologico
Ambientale per Reggio Emilia e lo Studio del
Sistema Ambientale per Parma come
strumenti di formulazione ed indirizzo delle
scelte di piano pag. 46
2.2.2.2. Lo Studio preliminare per la
compatibilità ambientale per il P.R.G. di
Cesena pag. 49
2.2.2.3. La certificazione EMAS di Varese Ligure
come premessa per la creazione di strategie,
obiettivi e scelte della pianificazione pag. 51
2.2.2.4. Le valutazioni all’interno dei Documenti
strategici pag. 55
2.3. Valutazioni sulle esperienze analizzate pag.
60
Bibliografia del capitolo 2 pag. 65
3. RACCOMANDAZIONI pag. 69
3.1. Una agenda di questioni su cui assumere
iniziative legislative e procedurali pag. 69
3.2. Un pro-memoria su alcuni aspetti tecnici
rilevanti delle iniziative “raccomandate” pag.
75
Elenco dei Siti Internet pag. 77
pag. 35
2.2.1.1. L’Analisi di compatibilità ambientale
delle scelte di P.R.G. di Faenza pag. 35
100
Schede informative sui casi analizzati pag. 85
Piani Regolatori Generali pag. 87
Scheda 1 Comune di Faenza pag. 89
Scheda 2 Comune di Reggio Emilia pag. 93
Scheda 3 Comune di Parma pag. 97
Scheda 4 Comune di Pisa pag. 99
Scheda 5 Comune di Cesena pag. 104
Piani di Area Vasta e Piani Strategici pag. 107
Scheda 6 Provincia di Milano pag. 109
Scheda 7 Comune di Milano pag. 112
Scheda 8 Associazione Sviluppo Nord Milano
pag. 115
Scheda 9 Comune di Torino pag. 118
Certificazione EMAS del Comune di Varese
Ligure pag. 121
Scheda 10 Comune di Varese Ligure pag. 123
101
102
VAS – Regione autonoma Valle d’Aosta , Assessorato del territorio,
ambiente e opere pubbliche – Indicazioni per la valutazione ambientale dei
piani regolatori generali comunali
AUTORE
ANNO
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Regione autonoma Valle d'Aosta -Assessorato
del trritorio, ambiente e opere pubbliche/
Dipartimento territorio, ambiente e risorse idriche
2007
Indicazioni per la valutazione ambientale dei piani
regolatori generali comunali
Linee Guida
WEB:
http://www.regione.vda.it/territorio/VIA/pdf/lineeguida
VASPRG.pdf
14
VAS070530-03_lineeguidaVASPRG.pdf
116
30/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
103
VAS – Regione autonoma Valle d’Aosta , Assessorato del territorio,
ambiente e opere pubbliche – Indicazioni per la valutazione ambientale dei
piani regolatori generali comunali
CONTENUTI:
Riferimenti normativi
Fasi della VAS
Bozza variante sostanziale di un Piano
Regolatore: relazione
Analisi della situazione ambientale
Parte seconda della relazione
Indicatori e monitoraggio
Allegato 1: indicatori
Allegato 2: indirizzi del PTP
104
VAS – Regione Marche – Applicazione della procedura VAS a piani e
programmi regionali
AUTORE
ANNO
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Regione Marche - Giunta Regionale/Servizio
ambiente e difesa del suolo
2006
Applicazione della procedura VAS a piani e
programmi regionali
Metodologia sperimentale
WEB:
http://www.ambiente.regione.marche.it/sito/portals/0
/pagine/ProgFondiStrutt/Bozza_Metodo_Rev3.PDF
27
VAS070530-05_Bozza_Metodo_Rev3.pdf
267
30/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
105
VAS – Regione Marche – Applicazione della procedura VAS a piani e
programmi regionali
CONTENUTI:
Introduzione
Capitolo 1: analisi e valutazione
Capitolo 2: consultazione
Capitolo 3: adozione e approvazione
Capitolo 4: attuazione e gestione
Documenti di riferimento per l’elaborazione della
metodologia
Allegato 1:schema di impostazione del
documento di consultazione preliminare per le
autorità ambientalei rilevanti
Allegato 2: schema di questionario per la
consultazione preliminare delle autorità
ambientali rilevanti
106
VAS – Regione autonoma della Sardegna – Piano energetico ambientale
regionale: linee guida di indirizzo per la VAS
AUTORE
ANNO
TITOLO
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Regiona autonoma della Sardegna
Piano energetico ambientale regionale: linee
guida di indirizzo per la VAS
Linee Guida
WEB:
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_72_200
60804135041.pdf
13
VAS070530-06_1_72_20060804135041.pdf
132
30/5/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
107
VAS – Regione autonoma della Sardegna – Piano energetico ambientale
regionale: linee guida di indirizzo per la VAS
CONTENUTI:
La valutazione ambientale strategica
Rapporto ambientale
Partecipazione
Fasi operative della VAS
Cronoprogramma delle attività
108
AIA – Autorizzazione Integrata
Ambientale (Dir.IPPC)
109
110
IPPC – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD per impianti di decontaminazione degli
apparecchi contenenti PCB e per gli impianti di stoccaggio
AUTORE
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
ANNO
2007
LG per l’individuazione delle MTD per impianti di
decontaminazione degli apparecchi contenenti PCB e
per gli impianti di stoccaggio
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l’individuazione delle MTD per impianti di decontaminazione degli
apparecchi contenenti PCB e per gli impianti di stoccaggio
CONTENUTI:
Premessa
A Scopi ed obiettivi
B Identificazione della normativa ambientale e di
sicurezza del lavoro rilevante nel
settore
B.1 Normativa comunitaria
B.2 Normativa nazionale
B.3 Normativa tecnica
C) Ricognizione della situazione del settore, con
particolare riferimento alle
specificita’ del tessuto industriale nazionale
C.1 Caratteristiche dei PCB e campi di
applicazione
C.2 Dati sulla quantità di apparecchi contenenti
PCB presenti in Italia
C.3 Dati macroeconomici
D) Tecnologie di stoccaggio e di
decontaminazione
D.1 Tecniche di stoccaggio
D.2 Tecnologie disponibili per la
decontaminazione e loro classificazione
D.3 Aspetti ambientali
D.4 Analisi dei rischi per la sicurezza dei
lavoratori e salute pubblica
E) Concetti generali sulla scelta delle migliori
tecniche e tecnologie di settore
E.1 Campo di applicazione e scenari operativi
E.2 Individuazione delle migliori tecniche
E.3 Valutazione comparativa generale
F.1 La tecnologia LTR2 per riciclare le
apparecchiature elettriche contenenti PCB
F.2 Processo “HALOCLEAN” con recupero di
metalli nobili e strageci e materiali da
apparecchiature elettriche ed elettroniche
(WEEE)
F.3 Processi di idrogenazione catalitica
F.4 Fotodistruzione di policlorobifenili mediante
laser ad eccimeri
G) Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle migliori
tecniche disponibili
G.1 La definizione di BAT
G.2 Criteri di individuazione delle BAT
G.3 Processi,sistemi o metodi operativi
sperimentati su scala industriale
G.4 Progressi in campo tecnico e evoluzione
delle conoscenze in campo scentifico
G.5 Natura, effetti e volume delle emissioni
G.6 Messa in funzione degli impianti nuovi o
esistenti
G.7 Tempo richiesto per l’adozione di una
migliore tecnica disponibile
G.8 Consumo di risorse
G.9 Prevenzione e riduzione dell’impatto globale
sull’ambiente
G.10 Prevenzione degli incidenti e
minimizzazione degli effetti
F) Identificazione di eventuali tecniche
alternative e definizione, ove possibile,del
range di prestazione di tali tecniche
112
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l’individuazione delle MTD per gli impianti di selezione, produzione di CDR e
trattamento di apparecchiature elettriche ed elettroniche dimesse
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impianti di selezione, produzione di CDR e
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l’individuazione delle MTD per gli impianti di selezione, produzione di CDR
e trattamento di apparecchiature elettriche ed elettroniche
CONTENUTI:
PREMESSA 5
A - Scopi ed obiettivi 6
B - Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore 8
B.1 Normativa Comunitaria8
B.2 Normativa Nazionale10
C) RICOGNIZIONE DELLA SITUAZIONE DEL
SETTORE CON RIFERIMENTO ALLA
SPECIFICITÀ DEL TESSUTO NAZIONALE
INDUSTRIALE17
D) DESCRIZIONE DEI PROCESSI E DELLE
TECNOLOGIE DI SELEZIONE,
PRODUZIONE
DI CDR, TRATTAMENTO DI
APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED
ELETTRONICHE 18
D.1 Introduzione 18
D.2 Descrizione dei processi: schema generale
20
D.3 Caratteristiche dell’organizzazione della
raccolta differenziata 21
D.4 Piattaforme per il trattamento dei materiali
da raccolta differenziata22
D.5 Processi di produzione del combustibile da
rifiuti26
D 5.1 Il combustibile derivato dai rifiuti (CDR) 28
D.5.2 Produzione di combustibile da rifiuti da
selezione secco-umido e biostabilizzazione
della frazione organica31
D.5.3 Produzione di combustibile da rifiuti
indifferenziati tramite processo di
bioessiccazione35
D.6 Il trattamento dei beni durevoli e delle
apparecchiature elettriche ed elettroniche35
D.7 Descrizione delle tecniche e delle tecnologie
impiegate negli impianti di selezione,
produzione CDR e trattamento apparecchiature
elettriche ed elettroniche38
D.7.1 Impianti di selezione dei rifiuti destinati al
recupero di materia38
D.7.2 Descrizione delle tecnologie disponibili per
la produzione di combustibile da rifiuti 41
Esempi applicativi dei processi di produzione del
combustibile da rifiuti 51
A) Esempio di impianto di produzione di CDR 51
B) Bioessiccazione in biotunnel 55
C) Bioessiccazione in biocelle 57
D) Produzione di CDR arricchito con materiale
ad alto potere calorifico 60
D.7.3 Impianti di trattamento delle
apparecchiature elettriche ed elettroniche.62
E) CONCETTI GENERALI SULLA SCELTA
DELLE MIGLIORI TECNOLOGIE DI
SETTORE 64
E.1 Criteri generali di scelta delle tecnologie 64
E.1.1. Bilancio di materia 65
E.1.2 Rendimento di separazione 65
E.1.3 Rendimento di recupero 65
E.2 Aspetti tecnici e tecnologici del settore 65
E.3 Aspetti ambientali65
E.3.1 Impatto sull’ambiente 65
E.3.2 Consumo di energia 67
E.3.3 Emissioni e produzione di rifiuti 67
E.3.4 Analisi dei rischi 68
E.4 Migliori tecniche e tecnologie degli impianti
di selezione e produzione combustibile da
rifiuti 69
E.4.1 Configurazione base di un impianto 70
E.4.2 Ricezione e Stoccaggio 70
E.4.3 Movimentazioni 70
E.4.4 Modalità di realizzazione di sistemi di
selezione 71
E.4.5 Tecniche da considerare nella
preparazione del combustibile da rifiuti 72
E.4.6 Monitoraggio del funzionamento delle
macchine e programmazione della
manutenzione 75
E.4.7 Accorgimenti per limitare la diffusione di
rifiuti negli ambienti di lavoro 75
114
E.4.8 Limitazione delle emissioni 76
E 4.8.1 Tecniche di trattamento delle emissioni
gassose 77
E.5 Migliori tecniche e tecnologie per gli impianti
di trattamento di apparecchiature elettriche ed
Elettroniche 91
E.5.1 Principi generali 91
E.5.2 Organizzazione e dotazioni dell’impianto
91
G2. Tecniche da considerare nella
determinazione delle BAT per gli impianti di
selezione, produzione di CDR e trattamento
RAEE122
G.2.1 Individuazione delle BAT 122
H) ANALISI DELL’APPLICABILITÀ DELLE
MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI 127
H.1 Applicazione delle BAT 127
H.1.1 Le dimensioni dell’impianto 129
E.5.3 Modalità di gestione: criteri generali 92
H.1.2 L’età dell’impianto129
E.5.3.1 Limitazione delle emissioni 96
H.1.3 Le caratteristiche dei rifiuti trattati129
E.5.4 Trattamento di specifiche tipologie di
H.1.4 Presenza di vincoli di carattere tecnico129
apparecchiature elettriche ed elettroniche:
H.1.5 Interventi per l’applicazione delle BAT129
requisiti minimi 98
H.2 Analisi di applicabilità in termini di costi
E.5.4.1 Trattamento dei televisori e monitors 98
E.5.4.2 Trattamento dei computers (eccetto il
monitor) 99
E.5.4.3 Trattamento di lavatrici e lavastoviglie
100
E.5.5 Requisiti minimi per le operazioni di
benefici 129
I) DEFINIZIONE DEI CRITERI DI
INDIVIDUAZIONE E UTILIZZAZIONE DELLE
MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI 131
I.1 La definizione di BAT131
I.1.1 La direttiva 96/61/CE 131
trattamento di apparecchiature dismesse
I.1.2 Impatto ambientale e rischi131
contenenti sostanze lesive dell’ozono
I.1.3 Fattibilità tecnico-economica131
stratosferico102
I.1.4 Processo decisionale per l’individuazione
E.6 Migliori tecniche di gestione degli impianti di
delle BAT 131
selezione, produzione CDR e trattamento
I.2 Criteri di individuazione delle BAT 131
RAEE 108
I.2.1. Impiego di tecniche a scarsa produzione di
E.6.1 Piano di gestione operativa 108
rifiuti131
E.6.2 Programma di sorveglianza e controllo 113
I.2.2 Impiego di sostanze meno pericolose 132
E.6.3 Strumenti di gestione ambientale 113
I.3 Processi, sistemi o metodi operativi
E.6.4 Aspetti di pianificazione e gestione 114
F) IDENTIFICAZIONE DI EVENTUALI
TECNICHE ALTERNATIVE 116
F.1 Altri processi di preparazione di combustibili
derivati dai rifiuti 116
F.2 Il processo OWS utilizzato a Bassum
(Germania) 116
G) LE MIGLIORI TECNICHE E
TECNOLOGIE118
G1 Comuni tecniche da considerare nella
determinazione delle BAT 118
G 1.1 Caratteristiche di composizione del rifiuto
118
sperimentati su scala industriale 132
I.4 Progressi in campo tecnico e evoluzione
delle conoscenze in campo scientifico 132
I.5 Natura, effetti e volume delle emissioni 132
I.6 Messa in funzione degli impianti nuovi o
esistenti 132
I.7 Tempo richiesto per l’adozione di una
migliore tecnica disponibile 132
I.8 Consumo di risorse 132
I.9 Prevenzione e riduzione dell'
impatto globale
sull'
ambiente 132
I.10 Prevenzione degli incidenti e
minimizzazione degli effetti 133
G 1.2 Ricezione dei rifiuti 119
GLOSSARIO-ABBREVIAZIONI-ACRONIMI 133
G 1.3 Procedure di accettazione dei rifiuti119
BIBLIOGRAFIA 133
G.1.4 Metodi di gestione ambientale 119
115
116
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CONTENUTI:
A) SCOPI ED OBIETTIVI 7
B) IDENTIFICAZIONE DELLA NORMATIVA
AMBIENTALE RILEVANTE NEL SETTORE 9
B.1 Normativa Comunitaria 9
B.2 Normativa Nazionale 11
C) RICOGNIZIONE DELLA SITUAZIONE DEL
D.4 Il recupero energetico dalla combustione dei
rifiuti 46
D.4.1 Produzione di energia elettrica 48
E) DESCRIZIONE DELLE ANALISI
ELABORATE IN AMBITO COMUNITARIO
PER L’INDIVIDUAZIONE DELLE BAT, CON
SETTORE, CON PARTICOLARE
PARTICOLARE RIFERIMENTO,OVE
RIFERIMENTO ALLE SPECIFICITA’ DEL
DISPONIBILI, ALLE CONCLUSIONI DEI
TESSUTO INDUSTRIALE NAZIONALE 19
BREF. 50
C.1 Dati sulla quantità di rifiuti trattati 19
C.1.1 Incenerimento di rifiuti urbani e speciali 19
C.2 Numero del personale impiegato 19
C.3 Dati macroeconomici 19
E.1 Migliori tecniche e tecnologie per lo specifico
settore 50
E.2 Aspetti tecnici e tecnologici dello specifico
settore 50
C.4 Impatto ambientale del settore 19
E.2.1 Aspetti generali 50
C.5 Emissioni gassose 19
E.2.2 Trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati
C.5.2 Residui solidi 20
D) DESCRIZIONE DEL PROCESSO DI
INCENERIMENTO 22
D.1 Gestione dei rifiuti in ingresso e dei residui
in uscita 23
D.1.1 Conferimento, stoccaggio e alimentazione
rifiuti 23
D.1.2 Raccolta, stoccaggio ed evacuazione dei
residui 24
D.2 Tecnologie di combustione dei rifiuti 25
D. 2.1 I forni a griglia 26
D.2.2 I forni a tamburo rotante 28
D.2.3 I combustori a letto fluido 30
D.2.4 Analisi comparata delle diverse tecnologie
di combustione 33
D.2.5 La post-combustione 35
D.2.6 Altre tipologie di apparecchiature di
combustione 35
51
E.2.3 Trattamento dei rifiuti pretrattati 53
E.2.4 Trattamento dei rifiuti pericolosi 55
E.2.5 Trattamento dei fanghi di depurazione 56
E.2.6 Trattamento di rifiuti sanitari 58
E.2.7 Distruzione di rifiuti contenenti PCB tramite
incenerimento 59
E.2.8 Tecniche e tecnologie di recupero
energetico 61
E.2.9 Trattamento dei fumi e controllo delle
emissioni 63
E.2.10 Tecniche di trattamento e controllo delle
acque reflue 68
E.2.11 Gestione e trattamento dei residui solidi
69
E.2.12 Tecniche di monitoraggio e controllo delle
emissioni 71
E.3 Aspetti ambientali 72
D.2.7 Altre tecnologie 38
E.3.1 Consumi di energia e risorse 72
D.3 Trattamento dei fumi 38
E.3.2 Emissioni, reflui, scarichi termici, rumore e
D.3.1 Generalità 38
vibrazioni 73
D.3.2 La rimozione delle polveri 39
E.3.3 Produzione di residui 75
D.3.3 La rimozione degli inquinanti 43
E.4 Migliori tecniche e tecnologie 78
118
F) APPROFONDIMENTO, OVE NECESSARIO,
DELLE TECNICHE ANALIZZATE NEI BREF
H.2.1 Forni a griglia 109
H.2.2 Forni a letto fluido 109
COMUNITARI E DEFINIZIONE, OVE
H.2.3 Forni a tamburo rotante 110
POSSIBILE, DEL RANGE DI PRESTAZIONE
H.2.4 Altri processi e tecnologie 110
DELLE DIVERSE TECNICHE 85
H.2.5 Tecniche per migliorare le prestazioni
F.1 Analisi delle possibili BAT 85
F.1.1 Gestione dei materiali in ingresso ed in
uscita 85
F.1.2 Trattamento termico – tecnologie di
combustione 86
F.1.3 Scambio termico e recupero energetico
87
delle apparecchiature di combustione 110
H.3 Recupero energetico 111
H.3.1 Generatore di vapore 111
H.3.2 Turbogruppo e circuito vapore 111
H.3.3 Ottimizzazione dei livelli di recupero
energetico (vedi anche punto F.1.3) 111
H.4 Trattamento fumi e controllo emissioni 112
F.1.5 Trattamento delle acque di processo 91
H.4.1 Emissioni puntiformi in aria 112
F.1.6 Trattamento dei residui solidi 92
H.4.2 Emissioni diffuse in aria 120
F.2 Condizioni operative e prestazioni 93
H.4.3 Odori 121
G) IDENTIFICAZIONE DI EVENTUALI
H.5 Trattamento delle acque reflue 121
TECNICHE ALTERNATIVE E DEFINIZIONE,
H.5.1 Trattamento acque 121
OVE POSSIBILE, DEL RANGE DI
H.5.2 Protezione della falda 121
PRESTAZIONE DI TALI
H.6 Gestione dei residui solidi 122
TECNICHE 96
H.6.1 Movimentazione e stoccaggio 122
G.1 Processi e tecnologie alternativi 96
H.6.2 Smaltimento e recupero 122
G.1.1 Gassificazione 96
H.6.3 Trattamento dei residui solidi 122
G.1.2 Pirolisi 100
H.7 Impiego di risorse 123
G.1.3 Le tecnologie basate su processi
H.7.1 Materie prime 123
combinati 101
G.1.4 Il recupero energetico tramite
gassificazione e pirolisi 102
G.2 Altre tecnologie in fase di sviluppo per
applicazioni particolari 104
G.2.1 Combustione con aria arricchita o
ossigeno puro 104
G.2.2 Processi all’arco-plasma 106
G.3 Trattamento termico di rifiuti integrato in
impianti di produzione di energia 107
H) DEFINIZIONE (SULLA BASE
H.7.2 Energia 124
H.8 Rumore 124
H.8.1 Modalità di controllo 125
H.9 Strumenti di gestione ambientale 125
H.9.1 Migliori tecniche di gestione degli impianti
di incenerimento dei rifiuti 125
H. 9.2 Programma di sorveglianza e controllo
(PSC) 125
H.9.3 Personale 126
H.9.4 Benchmarking 126
H.9.5 Certificazione 126
DELL’APPROFONDIMENTO E
H.9.6 Sistemi di supervisione e controllo 126
DELL’ESTENSIONE DELLE ANALISI
H.10 Monitoraggio 126
SVOLTE IN SEDE COMUNITARIA) DELLA
H.11 Comunicazione e consapevolezza pubblica
LISTA DELLE MIGLIORI TECNICHE PER LA
127
PREVENZIONE INTEGRATA
H.12 Aspetti di pianificazione e gestione 127
DELL’INQUINAMENTO DELLO SPECIFICO
H.12.1 Ubicazione dell’impianto 127
SETTORE IN ITALIA 108
H.12.2 Potenzialità dell’impianto 127
H.1 Gestione dei rifiuti in ingresso 108
H.12.3 Bacino di utenza 127
H.1.1 Modalità di raccolta 108
H.12.4 Trasporti e collegamento al sistema
H.1.2 Controllo dei rifiuti in ingresso 108
H.1.3 Stoccaggio 109
H.2 Trattamento termico 109
viario 127
I) ANALISI DELL’APPLICABILITA’ AD IMPIANTI
ESISTENTI DELLE TECNICHE DI
119
PREVENZIONE INTEGRATA
DELL’INQUINAMENTO ELENCATE AL
PUNTO PRECEDENTE, ANCHE CON
K) DEFINIZIONE DEI CRITERI DI
INDIVIDUAZIONE E UTILIZZAZIONE DELLE
MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI 136
RIFERIMENTO AI TEMPI DI ATTUAZIONE
K.1 La definizione e l’applicazione delle BAT 136
128
K.1.1 La direttiva 96/61/CE. 136
I.1 Applicazione delle BAT 128
K.1.2 Impatto ambientale e rischi 136
I.1.1 Le dimensioni dell’impianto 128
K.1.3 Fattibilità tecnico-economica 136
I.1.2 L’età dell’impianto 128
K.1.4 Processo decisionale per l’individuazione
I.1.3 L’ubicazione e il contesto locale 128
delle BAT 136
I.1.4 La tipologia di rifiuti trattati 129
K.2 Criteri di individuazione delle BAT 137
I.1.5 Presenza di vincoli di carattere tecnico 129
K.2.1. Impiego di tecniche a scarsa produzione
I.1.6 La legislazione a livello nazionale e
regionale 129
I.2 Interventi per l’applicazione delle BAT 129
I.2.1 Interventi di carattere operativo-gestionale
130
I.2.2 Interventi ristrutturativi 132
di rifiuti 137
K.2.2 Impiego di sostanze meno pericolose 137
K.2.3 Tecniche per il recupero/riciclo delle
correnti in uscita al processo e dei rifiuti 137
K.2.4 Processi, sistemi o metodi operativi
sperimentati su scala industriale 137
I.2.3 Adozione di piano di gestione operativa 132
K.2.5 Progressi in campo tecnico e evoluzione
I.2.4 Adozione di un programma di sorveglianza
delle conoscenze in campo scientifico138
e controllo 132
I.2.5 Benchmarking 133
I.2.6 Certificazione 133
I.2.7 Comunicazione e consapevolezza pubblica
133
J) FATTIBILITA’ ECONOMICA DELLE
K.2.6 Natura, effetti e volume delle emissioni
138
K.2.7 Messa in funzione degli impianti nuovi o
esistenti 138
K.2.8 Tempo richiesto per l’adozione di una
migliore tecnica disponibile 138
TECNICHE ELENCATE ANALIZZATA
K.2.9 Consumo di risorse 138
ATTRAVERSO L’ANALISI DEI COSTI
K.2.10 Prevenzione e riduzione dell'
impatto
BENEFICI 134
J.1 Considerazioni economiche di carattere
generale sugli impianti di incenerimento ....
134
globale sull'
ambiente 138
K.2.11 Prevenzione degli incidenti e
minimizzazione degli effetti 139
BIBLIOGRAFIA 140
J.1.1 Costi unitari di investimento 134
GLOSSARIO 141
J.1.2 Costi di gestione 134
a) Abbreviazioni ed acronimi 141
b) Definizioni 144
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biologico dei rifiuti liquidi
CONTENUTI:
A) SCOPI ED OBIETTIVI 6
B. IDENTIFICAZIONE DELLA NORMATIVA
AMBIENTALE RILEVANTE NEL SETTORE8
B.1 NORMATIVA COMUNITARIA8
B.2 NORMATIVA NAZIONALE10
C) RICOGNIZIONE DELLA SITUAZIONE DEL
SETTORE, CON PARTICOLARE
RIFERIMENTO ALLE SPECIFICITA’ DEL
TESSUTO INDUSTRIALE NAZIONALE17
D) DESCRIZIONE DEL PROCESSO DI
PRODUZIONE E DEGLI IMPIANTI PER I
QUALI SONO ANALIZZATE LE MIGLIORI
TECNICHE DISPONIBILI18
D.1 INTRODUZIONE18
D.2 TRATTAMENTI CHIMICO-FISICI DEI
RIFIUTI LIQUIDI 22
D.2.1 Separazione meccanica dei componenti
non solubili 23
D.2.1.1 Sedimentazione/flocculazione23
D.2.1.2 Flottazione26
D.2.1.3 Filtrazione 28
D.2.1.4 Microfiltrazione ed ultrafiltrazione 29
D.2.1.5 Separazione delle emulsioni oleose 31
D.2.2 Separazione chimico-fisica di composti
solubili non biodegradabili 34
D.2.2.1 Osmosi inversa e nanofiltrazione 34
D.2.2.2 Elettrodialisi 37
D.2.2.3 Adsorbimento37
D.2.2.4 Scambio ionico41
D.2.2.5 Precipitazione43
D.2.2.6 Ossidazione chimica45
D.2.2.7 Processo di ossidazione ad umido (wet
air oxidation) 48
D.2.2.8 Riduzione chimica 51
D.2.2.9 Strippaggio con aria 52
D.2.2.10 Distillazione/rettifica53
D.2.2.11 Evaporazione55
D.2.2.12 Estrazione con solvente56
D.3 TRATTAMENTI BIOLOGICI DEI RIFIUTI
LIQUIDI 57
D.3.1 Trattamenti aerobici58
D.3.2 Trattamenti anaerobici 63
D.4 STOCCAGGIO RIFIUTI LIQUIDI, LINEA
FANGHI E DEPURAZIONE GAS ESAUSTI
D.4.1 Stoccaggio rifiuti liquidi 66
D.4.2 Linea fanghi 66
D.4.3 Linea depurazione gas esausti 66
E) INDIVIDUAZIONE DELLE BAT, CON
PARTICOLARE RIFERIMENTO, OVE
DISPONIBILI, ALLE CONCLUSIONI DEI
BREF COMUNITARI68
E.1 CONCETTO GENERALE DELLE MIGLIORI
TECNICHE E TECNOLOGIE PER LO
SPECIFICO SETTORE .68
E.2 ASPETTI TECNICI E TECNOLOGICI
DELLO SPECIFICO SETTORE68
E.3 ASPETTI AMBIENTALI69
E.3.1 Trattamenti chimico-fisici70
E.4 ASPETTI AMBIENTALI: EMISSIONI74
E.4.1 Trattamenti chimico-fisici75
E.4.2 Trattamenti biologici 80
E.5 INDIVIDUAZIONE DELLE MIGLIORI
TECNICHE E TECNOLOGIE PER LO
SPECIFICO SETTORE IN
ITALIA82
E.5.1 Migliori tecniche e tecnologie per il
trattamento dei rifiuti liquidi 82
E.5.1.1 Criteri generali e sistemi di monitoraggio
82
E.5.1.2 Attività di informazione 85
E.5.1.3 Stoccaggio e movimentazione 85
E.5.1.4 Trattamento delle emissioni gassose 87
E.5.1.5 Gestione dei reflui prodotti nell’impianto
92
E.5.1.6 Gestione dei rifiuti prodotti dall’impianto
92
122
E.5.2 Migliori tecniche e tecnologie per i
trattamenti chimico-fisici 93
G.5 RIMOZIONE BIOLOGICA DEL FOSFORO
141
E.5.2.1 Criteri generali 93
G.6 STAGNI BIOLOGICI (O LAGUNAGGI) 142
E.5.2.2 Tecniche specifiche per categoria di
H) DEFINIZIONE (SULLA BASE
inquinante 94
E.5.3 Migliori tecniche e tecnologie per i
trattamenti biologici 98
DELL’APPROFONDIMENTO E
DELL’ESTENSIONE DELLE ANALISI
SVOLTE IN SEDE COMUNITARIA) DELLA
E.5.3.1 Criteri generali 98
LISTA DELLE MIGLIORI TECNICHE PER LA
E.5.3.2 Tecniche specifiche per alcune tipologie
PREVENZIONE INTEGRATA
di sostanze ed impianti di trattamento .....99
DELL’INQUINAMENTO DELLO SPECIFICO
F) APPROFONDIMENTO, OVE NECESSARIO,
SETTORE IN ITALIA 144
DELLE TECNICHE ANALIZZATE NEI BREF
H.1 CONFIGURAZIONE BASE
COMUNITARI E DEFINIZIONE, OVE
POSSIBILE, DEL RANGE DI PRESTAZIONE
DELLE DIVERSE TECNICHE 113
F.1 INTRODUZIONE113
F.2 TRATTAMENTO DI RIFIUTI LIQUIDI
CONTENENTI CIANURI113
F.3 TRATTAMENTO DI RIFIUTI LIQUIDI
CONTENTI CROMO ESAVALENTE 114
F.4 RIUTILIZZO DI ACIDI FORTI ESAUSTI NEI
TRATTAMENTI DI RIFIUTI LIQUIDI116
F.5 RIMOZIONE BIOLOGICA DELLO ZOLFO E
DEI METALLI PESANTI117
F.6 RIMOZIONE BIOLOGICA DELL’AZOTO 119
F.7 TRATTAMENTI DEI FANGHI121
F.7.1 Ispessimento e disidratazione dei
fanghi123
DELL’IMPIANTO 146
H.1.1 Ricevimento, stoccaggio e
movimentazione 147
H.1.2 Migliori tecniche e tecnologie per i
trattamenti chimico-fisici e biologici dei rifiuti
liquidi 147
H 1.3 Limitazione delle emissioni148
H.1.4 Migliori tecniche di gestione degli impianti
di trattamento chimico-fisico e biologico dei
rifiuti liquidi 148
H.1.5 Piano di gestione operativa 149
H.1.6 Programma di sorveglianza e controllo
(PSC) 149
H.2 STRUMENTI DI GESTIONE
AMBIENTALE150
H 2.1 Personale150
F.7.2 Stabilizzazione e condizionamento 124
H 2.2 Benchmarking 150
F.7.3 Ossidazione termica 126
H 2.3 Certificazione 150
F.8 OSSIDAZIONE CHIMICA CON OZONO 128
H 2.4 Sistemi di supervisione e controllo 150
F.9 TRATTAMENTO DEI PERCOLATI DI
H 2.5 Comunicazione e consapevolezza
DISCARICA130
G) IDENTIFICAZIONE DI EVENTUALI
TECNICHE ALTERNATIVE E DEFINIZONE,
OVE POSSIBILE, DEL RANGE DI
PRESTAZIONE DI TALI TECNICHE 133
G.1 REATTORI BIOLOGICI SEQUENZIALI
(SBR SEQUENCING BATCH REACTORS)
133
pubblica 150
H.3 ASPETTI DI PIANIFICAZIONE E
GESTIONE150
H 3.1 Ubicazione dell’impianto150
H 3.2 Trasporti e collegamento al sistema
viario151
I) ANALISI DELL’APPLICABILITA’ AD IMPIANTI
ESISTENTI DELLE TECNICHE DI
G.2 BIOREATTORI (MBR) 137
PREVENZIONE INTEGRATA
G.3 SISTEMI DI ARRICCHIMENTO OSSIGENO
DELL’INQUINAMENTO ELENCATE AL
138
G.4 TRATTAMENTO ANAEROBICO DEL
PERCOLATO DI DISCARICHE DI RIFIUTI
URBANI CON REATTORI
A BIOMASSA ADESA 139
PUNTO
PRECEDENTE, ANCHE CON RIFERIMENTO
AI TEMPI DI ATTUAZIONE152
I.1 APPLICAZIONE DELLE BAT152
I.1.1 Le dimensioni dell’impianto 152
123
I.1.2 L’età dell’impianto.152
I.1.3 Le caratteristiche dei rifiuti trattati 52
I.1.4 Presenza di vincoli di carattere tecnico 152
I.1.5 Interventi per l’applicazione delle BAT 153
J) FATTIBILITÀ ECONOMICA DELLE
TECNICHE ELENCATE ANALIZZATA
ATTRAVERSO ANALISI COSTI-BENEFICI
154
K) DEFINIZIONE DEI CRITERI DI
INDIVIDUAZIONE E UTILIZZAZIONE DELLE
MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI 155
K.1 LA DEFINIZIONE DI BAT 155
K.3 PROCESSI, SISTEMI O METODI
OPERATIVI SPERIMENTATI SU SCALA
INDUSTRIALE 156
K.4 PROGRESSI IN CAMPO TECNICO E
EVOLUZIONE DELLE CONOSCENZE IN
CAMPO SCIENTIFICO.156
K.5 NATURA, EFFETTI E VOLUME DELLE
EMISSIONI 156
K.6 MESSA IN FUNZIONE DEGLI IMPIANTI
NUOVI O ESISTENTI 156
K.7 TEMPO RICHIESTO PER L’ADOZIONE DI
UNA MIGLIORE TECNICA DISPONIBILE 156
K.1.1 La direttiva 96/61/CE 155
K.8 CONSUMO DI RISORSE156
K.1.2 Impatto ambientale e rischi 155
K.9 PREVENZIONE E RIDUZIONE
K.1.3 Fattibilità tecnico-economica 155
DELL'
IMPATTO GLOBALE
K.1.4 Processo decisionale per l’individuazione
SULL'
AMBIENTE156
delle BAT 155
K.2 CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DELLE BAT
155
K.2.1. Impiego di tecniche a scarsa produzione
di rifiuti.155
K.2.2 Impiego di sostanze meno pericolose156
K.10 PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI E
MINIMIZZAZIONE DEGLI EFFETTI157
GLOSSARIO158
DEFINIZIONI 158
ABBREVIAZIONI ED ACRONIMI 159
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI160
124
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Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD per gli impianti di rigenerazione degli oli usati
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ANNO
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impianti di rigenerazione degli oli usati
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125
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l’individuazione delle MTD per gli impianti di rigenerazione degli oli usati
CONTENUTI:
D3.4 Finissaggio 52
PREMESSA 4
A SCOPO E OBIETTIVI 5
B IDENTIFICAZIONE DELLA NORMATIVA
AMBIENTALE RILEVANTE DI SETTORE 7
D4 Conformazioni impiantistiche/situazione
italiana 55
C RICOGNIZIONE DELLA SITUAZIONE DEL
SETTORE, CON PARTICOLARE
D4.1 Panoramica sui Sistemi di Gestione 61
RIFERIMENTO ALLE SPECIFICITÀ DEL
E DESCRIZIONE DELLE ANALISI ELABORATE
IN AMBITO COMUNITARIO PER LA
TESSUTO INDUSTRIALE NAZIONALE18
C1 Dati sulla produzione 20
INDIVIDUAZIONE DELLE BAT, CON
C2 Indicazione della distribuzione territoriale
PARTICOLARE RIFERIMENTO, OVE
DISPONIBILI, ALLE CONCLUSIONI DEI
degli impianti 23
BREF (BAT REFERENCE DOCUMENT) 62
C3 Indicazione del personale impiegato 24
C4 Dati di impatto ambientale del settore.25
E1 Concetto generale di migliori tecniche e
tecnologie per lo specifico settore 62
C4.1 Fase di trasporto primario e secondario 26
C4.2 Fase di stoccaggio 27
E2 Aspetti tecnici e tecnologici dello specifico
settore 62
C4.3 Fase di rigenerazione 28
C5 Dati macroeconomici 29
E3 Utilizzo termico degli oli usati 68
C5.1 Fattori ƒ caratteristici di produzione 29
E3.1 Utilizzo termico dell’olio usato senza alcun
trattamento preliminare 68
C5.1.1 Metodologia di calcolo dei fattori 29
C5.2 Fattori di consumo risorse prime 30
E3.2 Utilizzo dell’olio usato dopo trattamento
chimico-fisico blando 69
C5.3 Fattori di effluenti gassosi 33
C5.4 Fattori di produzione rifiuti 35
E3.3 Utilizzo termico dell’olio usato dopo
trattamento chimico spinto
C5.5 Fattori di produzione reflui 39
C5.6 Considerazioni sulle tre fasi aggregate 40
(Chimico o termico) 70
C5.7 Indicatori fisici 42
3
D DESCRIZIONE DEL PROCESSO DI
E3.4 Utilizzo dell’olio usato per la gassificazione
PRODUZIONE, DEGLI
EVENTUALI SOTTOPROCESSI E DEGLI
IMPIANTI PER I QUALI
SONO ANALIZZATE LE MIGLIORI TECNICHE
DISPONIBILI 44
71
E4 Aspetti ambientali: i consumi (energetici,
idrici, di materie prime) 71
E5 Aspetti ambientali: emissioni (in atmosfera,
negli scarichi idrici, termiche,
D1 Processo produttivo semplificato/generale 44
sonore, da vibrazione) 74
D2 Caratteristiche dell’olio46
E6 Aspetti ambientali: produzione di rifiuti90
D2.1 Caratteristiche dell’olio usato in ingresso46
E7 Aspetti ambientali: analisi dei rischi 90
D2.2 Caratteristiche tipiche dei prodotti finali 46
E8 Migliori tecniche e tecnologie 90
D3 Descrizione dei sottoprocessi e opzioni
F APPROFONDIMENTO, OVE NECESSARIO,
tecnologiche 46
DELLE TECNICHE ANALIZZATE NEI BREF
D3.1 Pretrattamento 47
COMUNITARI E DEFINIZIONE, OVE
D3.2 Cleaning 48
POSSIBILE, DEL RANGE DI PRESTAZIONE
D3.3 Frazionamento 51
DELLE DIVERSE TECNICHE 92
126
G IDENTIFICAZIONE DI EVENTUALI
TECNICHE ALTERNATIVE E DEFINIZIONE,
OVE POSSIBILE, DEL RANGE DI
PRESTAZIONE DI TALI TECNICHE 94
H DEFINIZIONE (SULLA BASE
DELL’APPROFONDIMENTO E
DELL’ESTENSIONE DELLE ANALISI
RIFERIMENTO AI TEMPI DI ATTUAZIONE
112
J FATTIBILITÀ ECONOMICA DELLE
TECNICHE ELENCATE ANALIZZATA
ATTRAVERSO ANALISI COSTIBENEFICI114
K DEFINIZIONE DEI CRITERI DI
SVOLTE IN SEDE COMUNITARIA), DELLA
INDIVIDUAZIONE E UTILIZZAZIONE DELLE
LISTA DELLE MIGLIORI TECNICHE PER LA
MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI 118
PREVENZIONE INTEGRATA
L GLOSSARIO 119
DELL’INQUINAMENTO DELLO SPECIFICO
L1 Definizioni 119
SETTORE IN ITALIA 107I ANALISI
L2 Abbreviazioni e acronimi121
DELL’APPLICABILITÀ AD IMPIANTI
APPENDICE 1 125
ESISTENTI DELLE TECNICHE DI
PREVENZIONE INTEGRATA
DELL’INQUINAMENTO ELENCATE AL
PUNTO PRECEDENTE, ANCHE CON
127
128
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l’individuazione delle MTD per gli impianti di trattamento chimico fisico dei
rifiuti solidi
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impianti di trattamento chimico fisico dei rifiuti
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l’individuazione delle MTD per gli impianti di trattamento chimico fisico
dei rifiuti solidi
CONTENUTI:
A-SCOPI E OBIETTIVI 8
B - IDENTIFICAZIONE DELLA NORMATIVA
AMBIENTALE RILEVANTE DI SETTORE10
B.1 NORMATIVA COMUNITARIA10
D 2.2 - PROCESSI DI
VETRIFICAZIONE/VETROCERAMIZZAZION
B.2 NORMATIVA NAZIONALE12
C - RICOGNIZIONE DELLA SITUAZIONE DEL
SETTORE, CON PARTICOLARE
RIFERIMENTO ALLE SPECIFICITÀ DEL
TESSUTO INDUSTRIALE NAZIONALE 19
D - DESCRIZIONE DEL PROCESSO DI
PRODUZIONE, DEGLI EVENTUALI
SOTTOPROCESSI E DEGLI IMPIANTI PER I
QUALI SONO ANALIZZATE LE MIGLIORI
TECNICHE DISPONIBILI 20
D1 - INERTIZZAZIONE . 20
D 1.1 Introduzione 20
D1.2 Processi a base di cemento 20
D1.3 Processi a base di calce 21
D1.4 Processi a base di argilla21
D1.5 Processi a base di sostanze termoplastiche
21
D1.6 Processi a base di polimeri organici 22
D1.7 Processi a base di composti
macroincapsulanti 22
D1.8 Vetrificazione 22
D1.9 Altri processi 22
D1.10 - Meccanismi chimico-fisici di processo22
D 1.10.1 - Processi a base di reagenti inorganici
- Meccanismi chimico- fisici di processo.22
D 1.10.2 - Processi a base di reagenti organici Meccanismi chimico fisici di processo .....24
D.1.11 Vantaggi e svantaggi dei trattamenti di
inertizzazione25
D.2 - I TRATTAMENTI TERMICI26
D 2.1 - Desorbimento termico e
termodistruzione27
D 2.1.1 Modalità di riscaldamento del terreno28
D.2.1.2 Vantaggi e svantaggi del desorbimento
E 29
D 2.2.1 - Processo di vetrificazione 29
D 2.2.2 - Processo di vetroceramizzazione 29
D.3 ESTRAZIONE DEI CONTAMINANTI DAL
TERRENO 29
3
D 3.1 Descrizione delle tecnologie di estrazione
30
D 3.2 Post-trattamenti nel processo di estrazione
31
D.3.3 Vantaggi e vantaggi delle tecniche di
estrazione 31
D.4 STRIPPAGGIO 33
D.4.1 Vantaggi e svantaggi dello strippaggio 34
D.5 ELETTROCINESI 35
D.6 SEPARAZIONE MECCANICA 36
D.7 TRATTAMENTI DI DISIDRATAZIONE DEI
FANGHI 36
D.8 GESTIONE DEI RIFIUTI CONTENENTI
AMIANTO 38
E - DESCRIZIONE DELLE ANALISI
ELABORATE IN AMBITO COMUNITARIO
PER
LA INDIVIDUAZIONE DELLE BAT, CON
PARTICOLARE RIFERIMENTO, OVE
DISPONIBILI, ALLE CONCLUSIONI DEI BREF.
42
E1 - CONCETTO GENERALE DI MIGLIORI
TECNICHE E TECNOLOGIE PER LO
SPECIFICO SETTORE 42
E2 - ASPETTI TECNICI E TECNOLOGICI
DELLO SPECIFICO SETTORE CONCLUSIONI DEL BREF. 43
termico 28
130
E2.1 –Processi di Trattamento chimico-fisico dei
rifiuti solidi -Conclusioni del Bref 43
E2.1.1 - Estrazione e separazione 43
E2.1.2 - Trattamenti termici 44
G - IDENTIFICAZIONE DI EVENTUALI
TECNICHE ALTERNATIVE E DEFINIZIONE,
OVE POSSIBILE, DEL RANGE DI
PRESTAZIONE DI TALI TECNICHE 71
E2.1.3 - Separazione meccanica 44
G1 - AUTOCEMENTAZIONE 71
E2.1.4 - Inertizzazione 45
G2 - PROCESSO CON PRODUZIONE DI
E2.1.5 – Disidratazione dei fanghi 46
MINERALI O MATERIALI CERAMICI
E2.1.6 - Desorbimento termico 47
SINTETICI71
E2.2 - Migliori tecniche e tecnologie di
trattamento chimico-fisico dei rifiuti solidi 47
E2.2.1 – Operazioni preliminari 47
E2.2.3 - Attività di laboratorio 49
G3 PROCESSO A BASE DI CENERI
VETRIFICATE72
G4 PROCESSO DI INGLOBAMENTO IN UNA
MATRICE DI RIVESTIMENTO72
E2.2.4 - Inertizzazione 49
G5 SISTEMA AL PLASMA72
E2.2.5 - Solidificazione con cemento 51
H - DEFINIZIONE DELLA LISTA DELLE
E2.2.6 - Stabilizzazione con fosfato 53
MIGLIORI TECNICHE PER LA
E2.2.7 - Trattamento termico dei rifiuti solidi 53
PREVENZIONE INTEGRATA
E2.2.8 - Tecniche da considerare per il
DELL’INQUINAMENTO DELLO SPECIFICO
trattamento delle scorie 55
E3 - ASPETTI AMBIENTALI 55
SETTORE IN ITALIA 74
H.1 - MIGLIORI TECNICHE E TECNOLOGIE
E.3.1 Impatto sull’ambiente 55
COMUNI A TUTTE LE TIPOLOGIE DI
E3.2 - Emissioni negli impianti di trattamento
IMPIANTO 76
chimico – fisico dei rifiuti solidi 56
E3.3 Produzione dei rifiuti negli impianti di
trattamento chimico-fisico 59
H 1.1 - Configurazione base di un impianto.77
H 1.2 Ricevimento e Stoccaggio 77
H 1.3 Movimentazione 78
4
H 1.4 Pretrattamenti 78
E3.4 - Aspetti ambientali: analisi dei rischi 61
H 1.5 Migliori Tecniche e tecnologie di
E3.4.1- I fattori di rischio 61
Trattamento chimico – fisico dei rifiuti solidi 78
E3.4.2 - Misure di prevenzione e protezione 62
H 1.6 Post – trattamenti79
E 3.4.3 - L’inquinamento acustico 62
H 1.7 Manutenzione 79
F - APPROFONDIMENTO, OVE NECESSARIO,
H 1.8 Accorgimenti per limitare la diffusione di
DELLE TECNICHE ANALIZZATE NEL
BREF COMUNITARIO E DEFINIZIONE, OVE
POSSIBILE, DEL RANGE DI
PRESTAZIONE DELLE DIVERSE TECNICHE.
63
F.1 - Trattamenti di cementificazione a base
neutra 63
F 1.1 Processo CHEMIFIX.63
F 1.2 Processo LITOSINTESI 64
F 1.3 Processo SEALOSAFE-STABLEX 65
rifiuti negli ambienti di lavoro79
H 1.9 Limitazione delle emissioni79
H. 2 MIGLIORI TECNICHE DI GESTIONE
DEGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO
CHIMICO - FISICO80
H 2.1 Piano di gestione operativa 80
H.2.2 Programma di sorveglianza e controllo
(PSC) 81
H.3 - STRUMENTI DI GESTIONE
AMBIENTALE81
F 1.4 Processo PETRACEM66
H 3.1 - Personale 81
F.2 - Trattamenti di cementificazione a base
H 3.2 - Benchmarking 81
acida66
H 3.3 - Certificazione81
F 2.1 Processo SOLIROC 66
H 3.4 - Sistemi di supervisione e controllo 81
F.3 - Trattamenti a base di calce 67
H 3.5 - Comunicazione e consapevolezza
F 3.1 - Processo PETRIFIX 67
pubblica82
F 3.2 - Processo CIRIBELLE 68
131
H.4 - ASPETTI DI PIANIFICAZIONE E
GESTIONE82
H 4.1 - Ubicazione dell’impianto82
H 4.2 - Trasporti e collegamento al sistema
viario 82
H.5 INDICAZIONI SPECIFICHE PER LA
GESTIONE DEI RIFIUTI CONTENENTI
AMIANTO 82
I. ANALISI DELL’APPLICABILITÀ AD IMPIANTI
ESISTENTI DELLE TECNICHE DI
PREVENZIONE INTEGRATA
DELL’INQUINAMENTO ELENCATE AL
PUNTO
PRECEDENTE, ANCHE CON RIFERIMENTO
AI TEMPI DI ATTUAZIONE 85
I1. - APPLICAZIONE DELLE BAT 85
I1.1 - Le dimensioni dell’impianto 85
I1.2 - L’età dell’impianto 85
I1.3 - Le caratteristiche dei rifiuti trattati 85
I1.4 - Presenza di vincoli di carattere tecnico 85
I2- INTERVENTI PER L’APPLICAZIONE DELLE
BAT 85
J - FATTIBILITÀ ECONOMICA DELLE
TECNICHE ELENCATE ANALIZZATA
ATTRAVERSO ANALISI COSTI-BENEFICI 87
K - DEFINIZIONE DEI CRITERI DI
INDIVIDUAZIONE E UTILIZZAZIONE DELLE
MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI 88
K1.3 - Fattibilità tecnico-economica 88
K1.4 - Processo decisionale per l’individuazione
delle BAT 88
K2 - CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DELLE BAT
88
K2.1 - Impiego di tecniche a scarsa produzione
di rifiuti 88
K2.2Impiego di sostanze meno pericolose 89
K3 - PROCESSI, SISTEMI O METODI
OPERATIVI SPERIMENTATI SU SCALA
INDUSTRIALE 89
K4 - PROGRESSI IN CAMPO TECNICO E
EVOLUZIONE DELLE CONOSCENZE IN
CAMPO SCIENTIFICO 89
K5 - NATURA, EFFETTI E VOLUME DELLE
EMISSIONI 89
K6 - MESSA IN FUNZIONE DEGLI IMPIANTI
NUOVI O ESISTENTI 89
K7 - TEMPO RICHIESTO PER L’ADOZIONE DI
UNA MIGLIORE TECNICA DISPONIBILE 89
K8 - CONSUMO DI RISORSE89
K9 - PREVENZIONE E RIDUZIONE
DELL'
IMPATTO GLOBALE SULL'
AMBIENTE
89
K10 - PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI E
MINIMIZZAZIONE DEGLI EFFETTI 90
L – GLOSSARIO 91
L1 - ABBREVIAZIONI E ACRONIMI . 91
K1 - LA DEFINIZIONE DI BAT 88
K1.1 - La direttiva 96/61/CE 88
6
K1.2 - Impatto ambientale e rischi 88
132
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Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD per gli impianti di trattamento meccanico
biologico dei rifiuti
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133
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Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD per gli impianti di trattamento meccanico
biologico dei rifiuti
CONTENUTI:
A. SCOPI ED OBIETTIVI 5
B. IDENTIFICAZIONE DELLA NORMATIVA
D.3.4 Post-Trattamenti: principali operazioni e
tecnologie disponibili 52
D.3.5 Stoccaggio finale 62
AMBIENTALE RILEVANTE DEL SETTORE 7
B.1 Normativa Comunitaria 7
B.2 Normativa Nazionale 9
B.3 La normativa specifica sul trattamento
meccanico biologico 16
C. RICOGNIZIONE DELLA SITUAZIONE DEL
SETTORE, CON PARTICOLARE
RIFERIMENTO ALLE
SPECIFICITA’ DEL TESSUTO INDUSTRIALE
NAZIONALE 18
C.1 Dati sulla quantità dei rifiuti trattati 18
C.2 La digestione anaerobica in Italia 18
C.3 Numero del personale impiegato 18
C.4 Dati macroeconomici 19
C.5 Impatto ambientale del settore 19
D. DESCRIZIONE DEI PROCESSI DI
PRODUZIONE, E DEGLI IMPIANTI PER I
QUALI SONO ANALIZZATE LE MIGLIORI
TECNICHE DISPONIBILI 21
D.1 Il Trattamento Meccanico Biologico (TMB)
21
D.1.1 Biostabilizzazione21
D.1.2 Bioessiccazione 23
D.1.3 I fondamenti del processo di
biotrasformazione 25
D.2 La digestione anaerobica 25
D.2.1 Le fasi del processo di digestione
anaerobica 26
D.2.2 I diversi processi di digestione anaerobica
30
D.2.2.1 Processi di digestione a fase unica 30
D.2.2.2 Processi di digestione a due fasi 36
D.3 I sistemi tecnologici 37
D.3.1 Stoccaggio 37
D.3.2 Pretrattamenti 40
D.3.3 Fase di Trattamento Biologico 45
D.4 I presidi ambientali 63
E. DESCRIZIONE DELLE ANALISI
ELABORATE IN AMBITO COMUNITARIO
PER LA INDIVIDUAZIONE DELLE BAT, CON
PARTICOLARE RIFERIMENTO, OVE
DISPONIBILI, ALLE
CONCLUSIONI DEI BREF 72
E.1. Concetto generale di migliori tecniche e
tecnologie per lo specifico settore 72
E.2 Aspetti tecnici e tecnologici del Trattamento
Meccanico – Biologico73
E.2.1 Aspetti tecnici e tecnologici del
Trattamento Aerobico 73
E 2.2 Aspetti tecnici e tecnologici della
Digestione Anaerobica
78
E.2.3 Aspetti tecnici e tecnologici dei presidi
ambientali 81
E.3 Aspetti ambientali 84
E.3.1 Impatto sull’ambiente 84
E.3.2. Bilancio di materia 84
E.3.3 Consumi negli impianti di trattamento
biologico 90
E 3.4 Rendimenti. 93
E.3.5 Emissioni e produzione di rifiuti 98
E.3.6 Analisi dei rischi 110
E.4 Migliori tecniche e tecnologie degli impianti
di trattamento meccanico - biologico 113
E.4.1 Configurazione base di un impianto 113
E.4.2 Stoccaggio 116
E.4.3 Movimentazioni 116
E.4.4 Modalità di realizzazione delle linee di
trattamento 116
E.4.5 Manutenzione 118
134
E.4.6 Accorgimenti per limitare la diffusione di
rifiuti negli ambienti di lavoro 118
E.4.7 Limitazione delle emissioni 119
E.4.8 Sicurezza e prevenzione degli infortuni
121
E.5 Migliori tecniche di gestione degli impianti di
trattamento meccanico - biologico 122
I.1.1 Costi di investimento e di gestione per
impianti di trattamento aerobico 136
I.1.2 Costi di investimento e di gestione per
impianti di trattamento anaerobico 137
J. DEFINIZIONE DEI CRITERI DI
INDIVIDUAZIONE E UTILIZZAZIONE DELLE
MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI 138
E.5.1 Piano di gestione operativa 122
J.1 La definizione di BAT 138
E.5.2 Programma di sorveglianza e controllo
J.1.1 La direttiva 96/61/CE 138
(PSC) 122
J.1.2 Impatto ambientale e rischi 138
E.5.3 Strumenti di gestione ambientale 128
J.1.3 Fattibilità tecnico-economica 138
E.5.4 Aspetti di pianificazione e gestione 128
J.1.4 Processo decisionale per l’individuazione
F. IDENTIFICAZIONE DI EVENTUALI
delle BAT 138
TECNICHE ALTERNATIVE E DEFINIZIONE
J.2 Criteri di individuazione delle BAT 138
OVE POSSIBILE DEL RANGE DI
J.2.1 Impiego di tecniche a scarsa produzione di
PRESTAZIONE130
G.DEFINIZIONE (SULLA BASE
DELL’APPROFONDIMENTO E
DELL’ESTENSIONE DELLE ANALISI
SVOLTE IN SEDE
H . ANALISI DELL’APPLICABILITA’ AD
IMPIANTI ESISTENTI DELLE TECNICHE DI
PREVENZIONE INTEGRATA
rifiuti 138
J.2.2 Impiego di sostanze meno pericolose 139
J.3 Tecniche per il ricupero/riciclo delle correnti
in uscita al processo e dei rifiuti 139
J.4 Processi, sistemi o metodi operativi
sperimentati su scala industriale139
J.5 Progressi in campo tecnico e evoluzione
delle conoscenze in campo scientifico 139
DELL’INQUINAMENTO ELENCATE AL
J.6 Natura, effetti e volume delle emissioni 139
PUNTO PRECEDENTE134
J.7 Messa in funzione degli impianti nuovi o
H.1 Applicazione delle BAT134
H.1.1 Le dimensioni dell’impianto134
H.1.2 L’età dell’impianto 134
esistenti 139
J.8 Tempo richiesto per l’adozione di una
migliore tecnica disponibile 139
H.1.3 L’ubicazione e il contesto locale 134
J.9 Consumo di risorse 140
H.1.4 Le caratteristiche dei rifiuti trattati. 134
J.10 Prevenzione e riduzione dell'
impatto
H.1.5 Presenza di vincoli di carattere tecnico
135
H.2 Interventi per l’applicazione delle BAT 135
I. FATTIBILITÀ ECONOMICA DELLE
TECNICHE ELENCATE ANALIZZATA
globale sull'
ambiente 140
J.11 Prevenzione degli incidenti e
minimizzazione degli effetti 140
BIBLIOGRAFIA 141
GLOSSARIO142
ATTRAVERSO ANALISI
COSTI-BENEFICI 136
I.1 Considerazioni economiche di carattere
generale sugli impianti di trattamento
meccanico biologico 136
135
136
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di sistemi di monitoraggio
AUTORE
ANNO
TITOLO
TIPO DOCUMENTO
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio
2005
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
sistemi di monitoraggio
Linee guida
FONTE
WEB:
http://www.dsa.minambiente.it/PageLoadObject.aspx
?ID=DSA-00\DSA-RIS-00\DSA-RIS-D96-00\DSARIS-D96-20\LG_MTD%20_monitoraggio.pdf
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10/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
137
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di sistemi di monitoraggio
CONTENUTI:
Premessa
Principi del monitoraggio applicati ai settori IPPC
Identificazione degli aspetti rilevanti di
Identificazione di eventuali tecniche alternative
monitoraggio nella normativa ambientale
Definizione della lista delle migliori pratiche
Ricognizione della situazione del settore
per la redazione del piano di monitoraggi oe
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
controllo
comunitario, con particolare riferimento, ove
Glossario
disponibili, alle conclusioni dei bref
Il piano di controllo dell’impianto ed il sistema di
monitoraggio delle emissioni
138
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di fabbricazione di carta e affini.
AUTORE
ANNO
TITOLO
TIPO DOCUMENTO
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio
2005
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
fabbricazione di carta e affini.
Linee guida
FONTE
WEB:
http://www.dsa.minambiente.it/PageLoadObject.aspx
?ID=DSA-00\DSA-RIS-00\DSA-RIS-D96-00\DSARIS-D96-20\LG_MTD_carta.pdf
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10/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
139
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di fabbricazione di carta e affini
CONTENUTI:
Premessa
Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore
Ricognizione della situazione del settore
Descrizione del processo di produzione, degli
eventuali sottoprocessi e degli impianti per i
quali sono analizzate le migliori tecniche
disponibili
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
comunitario per la individuazione delle BAT
con particolare riferimento, ove disponibili, alle
conclusioni dei bref
Approfondimento, ove necessario, delle tecniche
analizzate nei bref comunitari e definizione,
ove possibile, del range di prestazione delle
Definizione della lista delle migliori tecniche per
la prevenzione integrata dell’inquinamento
dello specifico settore in Italia
Analisi dell’applicabilità ad impianti esistenti
delle tecniche di prevenzione integrata
dell’inquinamento elencate al punto
precedente, anche con riferimento ai tempi di
attuazione
Fattibilità economica delle tecniche elencate
analizzata attraverso analisi costi – benefici
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle mgliori tecniche disponibili
Glossario
Bibliografia
diverse tecniche
140
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di fusione e lega di metalli non ferrosi
AUTORE
ANNO
TITOLO
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Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio
2005
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
fusione e lega di metalli non ferrosi
Linee guida
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http://www.dsa.minambiente.it/PageLoadObject.aspx
?ID=DSA-00\DSA-RIS-00\DSA-RIS-D96-00\DSARIS-D96-20\LG_MTD_fonderie-non-ferrosi.pdf
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10/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
141
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di fusione e lega di metalli non
ferrosi
CONTENUTI:
Premessa
Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore
Ricognizione della situazione del settore
Descrizione del processo di produzione, degli
eventuali sottoprocessi e degli impianti per i
quali sono analizzate le migliori tecniche
disponibili
La produzione di residui / rifiuti
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
comunitario per la individuazione delle BAT
con particolare riferimento, ove disponibili, alle
conclusioni dei bref
Approfondimento, ove necessario, delle tecniche
Definizione della lista delle migliori tecniche per
la prevenzione integrata dell’inquinamento
dello specifico settore in Italia
Analisi dell’applicabilità ad impianti esistenti
delle tecniche di prevenzione integrata
dell’inquinamento elencate al punto
precedente, anche con riferimento ai tempi di
attuazione
Fattibilità economica delle tecniche elencate
analizzata attraverso analisi costi – benefici
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle mgliori tecniche disponibili
Glossario
analizzate nei bref comunitari e definizione,
ove possibile, del range di prestazione delle
diverse tecniche
142
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di produzione e trasformazione di
metalli ferrosi
AUTORE
ANNO
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Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio
2005
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
produzione e trasformazione di metalli ferrosi
Linee guida
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no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
143
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di fusione e lega di metalli non
ferrosi
CONTENUTI:
Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore
Ricognizione della situazione del settore
Descrizione del processo di produzione, dei
sottoprocessi e degli impianti per i quali sono
analizzate le migliori tecniche disponibili
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
comunitario per la individuazione delle BAT
Migliori tecniche per la prevenzione integrata
dell’inquinamento in Italia
Approfondimenti
144
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di produzione e trasformazione di
metalli non ferrosi
AUTORE
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Territorio
2005
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
produzione e trasformazione di metalli non
ferrosi
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CONTENUTI
CD n.1
Note:
145
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di produzione e trasformazione di
metalli non ferrosi
CONTENUTI:
Premessa
Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore
Ricognizione della situazione del settore
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
comunitario per la individuazione delle BAT
con particolare riferimento, ove disponibili, alle
conclusioni dei bref
Processi comuni
Produzione di piombo, zinco, cadmio, mercurio
Produzione di piombo secondario
Processi per la prpduzione di alluminio da
materie secondarie
Analisi dell’applicabilità ad impianti esistenti
delle tecniche di prevenzione integrata
dell’inquinamento elencate al punto
precedente, anche con riferimento ai tempi di
attuazione
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle mgliori tecniche disponibili
Glossario
Produzione di allumina
Processi per la produzione di alluminio primario
146
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di allevamenti
AUTORE
ANNO
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Territorio
2006
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
allevamenti
Linee guida
FONTE
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10/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
147
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di allevamenti
CONTENUTI:
Premessa
Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore
Ricognizione della situazione del settore
Descrizione del processo di produzione, degli
eventuali sottoprocessi e degli impianti per i
quali sono analizzate le migliori tecniche
disponibili
La produzione di residui / rifiuti
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
comunitario per la individuazione delle BAT
con particolare riferimento, ove disponibili, alle
conclusioni dei bref
Approfondimento, ove necessario, delle tecniche
analizzate nei bref comunitari e definizione,
ove possibile, del range di prestazione delle
diverse tecniche
Identificazione delle eventuali tecniche
alternative e definizione, ove possibile, del
range di prestazione di tali tecniche
Definizione della lista delle migliori tecniche per
la prevenzione integrata dell’inquinamento
dello specifico settore in Italia
Analisi dell’applicabilità ad impianti esistenti
delle tecniche di prevenzione integrata
dell’inquinamento elencate al punto
precedente, anche con riferimento ai tempi di
attuazione
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle mgliori tecniche disponibili
Categoria avicola
Glossario
Bibliografia
148
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di macelli e trattamento di carcasse
AUTORE
ANNO
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Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio
2006
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
macelli e trattamento di carcasse
Linee guida
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559
10/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
149
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di macelli e trattamento di carcasse
CONTENUTI:
Premessa
Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore
Ricognizione della situazione del settore
Descrizione del processo di produzione, degli
eventuali sottoprocessi e degli impianti per i
quali sono analizzate le migliori tecniche
disponibili
La produzione di residui / rifiuti
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
comunitario per la individuazione delle BAT
con particolare riferimento, ove disponibili, alle
conclusioni dei bref
Approfondimento, ove necessario, delle tecniche
analizzate nei bref comunitari e definizione,
ove possibile, del range di prestazione delle
Identificazione delle eventuali tecniche
alternative e definizione, ove possibile, del
range di prestazione di tali tecniche
Definizione della lista delle migliori tecniche per
la prevenzione integrata dell’inquinamento
dello specifico settore in Italia
Analisi dell’applicabilità ad impianti esistenti
delle tecniche di prevenzione integrata
dell’inquinamento elencate al punto
precedente, anche con riferimento ai tempi di
attuazione
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle mgliori tecniche disponibili
Glossario
Bibliografia
diverse tecniche
150
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di prodotti ceramici
AUTORE
ANNO
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Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio
2006
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
prodotti ceramici
Linee guida
FONTE
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4003
10/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
151
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di prodotti ceramici
CONTENUTI:
Scopi e obiettivi
Impianti ceramici coperti dalla Direttiva IPPC
Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore
LATERIZI:
Ricognizione della situazione del settore, con
particolare riferimento alla specificità del
tessuto industriale nazionale
Descrizione del processo di produzione, degli
eventuali sottoprocessi e degli impianti per i
quali sono analizzate le migliori tecniche
disponibili
Quadro delle tecniche utilizzate ai fini
dell’identificazione delle BAT
Le tecniche utilizzate e le relative prestazioni
Identificazione delle eventuali tecniche
alternative e definizione, ove possibile, del
range di prestazione di tali tecniche
Identificazione e specificazione delle migliori
tecniche disponibili per le industrie italiane di
produzione di laterizi
Analisi dell’applicabilità ad impianti esistenti
delle tecniche di prevenzione integrata
dell’inquinamento elencate al punto
precedente, anche con riferimento ai tempi di
attuazione
Fattibilità economica delle tecniche elencate
analizzata attraverso analisi costi – benefici
PIASTRELLE DI CERAMICA PER PAVIMENTO
E RIVESTIMENTO
Ricognizione della situazione del settore, con
particolare riferimento alla specificità del
tessuto industriale nazionale
Descrizione del processo di produzione, degli
eventuali sottoprocessi e degli impianti per i
quali sono analizzate le migliori tecniche
disponibili
Quadro delle tecniche utilizzate ai fini
dell’identificazione delle BAT
Le tecniche utilizzate e le relative prestazioni
Identificazione delle eventuali tecniche
alternative e definizione, ove possibile, del
range di prestazione di tali tecniche
Identificazione e specificazione delle migliori
tecniche disponibili per le industrie italiane di
produzione di laterizi
Analisi dell’applicabilità ad impianti esistenti
delle tecniche di prevenzione integrata
dell’inquinamento elencate al punto
precedente, anche con riferimento ai tempi di
attuazione
Fattibilità economica delle tecniche elencate
analizzata attraverso analisi costi – benefici
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle mgliori tecniche disponibili
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle mgliori tecniche disponibili
152
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di vetro e fritte vetrose
AUTORE
ANNO
TITOLO
TIPO DOCUMENTO
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio
2006
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
vetro e fritte vetrose
Linee guida
FONTE
WEB:
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779
10/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
153
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di vetro e fritte vetrose
CONTENUTI:
INDUSTRIA DEL VETRO
Piano di monitoraggio
Glossario
Scopi e obiettivi
Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore – Normative ambientali
rilevanti perl’industria vetraria
Ricognizione della situazione del settore, con
particolare riferimento alla specificità del
tessuto industriale nazionale
Descrizione dei processi e delle tecniche di
produzione
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
comunitario per l’individuazione delle BAT
Approfondimento delle BAT e definizione dei
livelli di prestazione
Eventuali tecniche e tecnologie alternative
Identificazione delle eventuali tecniche
alternative e definizione, ove possibile, del
range di prestazione di tali tecniche
Identificazione e specificazione delle migliori
tecniche disponibili per le industrie italiane di
produzione di laterizi
Analisi dell’applicabilità ad impianti esistenti
delle tecniche di prevenzione integrata
dell’inquinamento elencate al punto
precedente, anche con riferimento ai tempi di
attuazione
Fattibilità economica delle tecniche elencate
analizzata attraverso analisi costi – benefici
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle mgliori tecniche disponibili
Definizione della lista di migliori tecniche per la
prevenzione integrata dell’inquinamento
Analisi dell’applicabilità delle BAT individuate
agli impianti esistenti e tempi di attuazione
Fattibilità economica delle migliori tecniche
PRODUZIONE DELLE FRITTE
Scopi e obiettivi
Identificazione della normativa ambientale
rilevante di settore
Ricognizione della situazione del settore, con
particolare riferimento alla specificità del
tessuto industriale nazionale
Descrizione del processo di produzione, degli
eventuali sottoprocessi e degli impianti per i
quali sono analizzate le migliori tecniche
disponibili
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
comunitario per l’individuazione delle BAT,
con particolare riferimento, ove disponibile,
alle conclusioni dei bref
Approfondimento delle BAT e definizione dei
livelli di prestazione
Identificazione delle eventuali tecniche
alternative e definizione, ove possibile, del
range di prestazione di tali tecniche
Identificazione e specificazione delle migliori
tecniche disponibili per le industrie italiane di
produzione di laterizi
Definizione della lista di migliori tecniche per la
prevenzione integrata dell’inquinamento
Analisi dell’applicabilità delle BAT individuate
agli impianti esistenti e tempi di attuazione
Fattibilità economica delle migliori tecniche
disponibili
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle migliori tecniche disponibili
Piano di monitoraggio
disponibili
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle migliori tecniche disponibili
154
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di raffinerie di petrolio e di gas
AUTORE
ANNO
TITOLO
TIPO DOCUMENTO
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio
2006
LG per l’individuazione delle MTD in materia di
raffinerie di petrolio e di gas
Linee guida
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?ID=DSA-00\DSA-RIS-00\DSA-RIS-D96-00\DSARIS-D96-20\LGRaffinerie.pdf
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1931
10/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
Note:
155
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – LG per
l’individuazione delle MTD in materia di raffinerie di petrolio e di gas
CONTENUTI:
Definizione della lista delle migliori tecniche per
Premessa
la prevenzione integrata dell’inquinamento
Identificazione della normativa ambientale
dello specifico settore in Italia
rilevante di settore
Analisi dell’applicabilità ad impianti esistenti
Ricognizione della situazione del settore
delle tecniche di prevenzione integrata
Descrizione del processo di produzione, degli
dell’inquinamento elencate al punto
eventuali sottoprocessi e degli impianti per i
precedente, anche con riferimento ai tempi di
quali sono analizzate le migliori tecniche
attuazione
disponibili
Descrizione delle analisi elaborate in ambito
Definizione dei criteri di individuazione e
utilizzazione delle mgliori tecniche disponibili
comunitario per la individuazione delle MTD
Glossario
con particolare riferimento, ove disponibili, alle
Appendice: esempi di valutazione economica di
conclusioni dei bref
Identificazione delle eventuali tecniche
tecniche ambientali attraverso analisi costi –
efficacia
alternative e definizione, ove possibile, del
range di prestazione di tali tecniche
156
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio
– Linee Guida Generali
ANNO
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio
2005
TITOLO
Linee Guida Generali
TIPO DOCUMENTO
Linee guida
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39
10/7/2007
no
CONTENUTI
CD n.1
AUTORE
Note:
157
IPPC – Ministero dell'
Ambiente e della Tutela del Territorio – Linee Guida
Generali
CONTENUTI:
Premessa
Principi
Criteri per l’individuazione e l’utilizzazione delle
migliori tecniche disponibili
158
159
160
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