Atti
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Parlamentari
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Oamera dei Deputati
l 8 SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
CCLXIX.
TORNATA DI MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 1882
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABINI.
SOMMARIO. Il presidente dà lettura di una lettera del ministro della marinerìa nella quale comunica
alla Camera la promozione del deputato Albini a contrammiraglio. = È data lettura di una lettera
del procuratore del Re il quale chiede sia data facoltà di procedere contro i deputati Cavallotti e Berti
Ferdinando per duello, di due petizioni relative alla linea Faenza-Firenze. = Comunicazioni del ministro degli affari esteri riguardanti danni sofferti dagli italiani durante la guerra fra i Chileni ed i
Peruviani — Sopra questa comunicatone parlano i deputati Savini e Massari. = Il presidente dà
comunicazione di una lettera con la quale il deputato Mazzarella presenta le sue dimissioni dall'ufficio
di deputato — Il deputato Fìlopanti propone gli si accordi invece mi congedo — La Camera approva.
*=Il presidente dà comunicazione della visita fatta dalla Presidenza a 8. 31, il Re in occasione del capo
d'anno. «= Estrazione a sorte degli uffici. = Giuramento del deputato Maggi. = Il presidente dà lettura
di una domanda di interpellanza al ministro degli esteri ed al presidente del Consiglio del deputato Ricotti, riguardante le condizioni della nostra politica estera e le conseguenze che ne potrebbero derivare
sull'indirizzo da darsi alla difesa dello Stato e di una domanda di interrogazione del deputato Serio al
medesimo ministro degli affari esteri sui danni che cagiona all'Italia la casa di giuoco di Montecarlo
(principato di Monaco). = Il deputato Coppino pesenta la relazione intorno al disegno di legge: riforma
della legge elettorale politica — I deputati Giovagnoli, Guala e Zeppa propongono che sia inscritto
all'ordino del giorno il detto disegno di legge — La Camera approva l'inscrizione del disegno di legge
per venerdì. ~ Seguito della discussione del disegno di legge: ordinamento del corpo del genio civile —
Il deputato Marchiori relatore riferisce sull'articolo 20 — Sono approvati gli articoli 20 e 31 — Sull'articolo 32 partano i deputati Feruzzi, Cavalletioy il relatore deputato Marchiori ed il ministro dei lavori
pubblici — Approvasi l'articolo 32 — Sull'articolo 33 parlano i deputati Cavalletto, Nocito, il relatore
ed il ministro — Approvansigli articoli 33e 34—Sull'articolo Sparlano i deputati Amadei, Cavalletto,
il relatore ed il ministro — Sono approvati gli articoli dal 35 al 38 — Sull'articolo 39 svolge un suo emendamento il deputato De Renzis — Risposta del ministro — L'articolo 39 è approvato — Sull'articolo 40
parlano il deputato Cavalletto, il relatore ed il ministro — Approvasi l'articolo 40 — Sull'articolo 41
parlano il deputato Ercole ed il ministro — Sì approvano gli articoli 41 e 42-— Sull'articolo
Sparlano
il deputato Cavalletto, il relatore ed il ministro — Approvasi l'articolo 43 — Sull'articolo 44 discorrono i deputati De Renzis, Colaianni, il relatore ed il ministro — L'articolo 44 è approvato.
La seduta comincia alle ore 2 15 pomeridiane.
Il segretario Solidati legge il processo verbale
della seduta antimeridiana del 12 dicembre e quello
della seduta del 22 dicembre, che sono approvati ;
quindi legge il seguente sunto di
PETIZIONI.
2720. La Giunta comunale di Favara, provincia
di Girgenti, rinnova alla Camera l'istanza già inoltrata da quel Consiglio comunale, per-l'abolizione
1006
completa delle decime e di ogni altra prestazione
tuttora esistente in Sicilia, sotto qualsiasi denominazione.
2721. II Consiglio dell'ordine degli avvocati di
Macerata chiede una riforma del Codice di procedura civile, circa la facoltà di agire come mandatari innanzi le preture.
2722. Il Consiglio comunale di Isolabona, provincia di Porto Maurizio, fa voti perchè nel disegno
di legge per l'esazione delle imposte sia adottata
una disposizione, la quale assoggetti Ja riscossione
'ÂUi Barlmmtan
Omtem dei Deputati
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LIGISL. XIV — l SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1882
a
delle readite patrimoniali alle stesse norme delle
imposte erariali.
2723. La Giunta comunale di Oderzo, per delegazione di quel Consiglio, ed il comizio agrario
del circondario, rivolgono &lìa Camera vive istanze
perchè venga respinto il trattato di commercio colla
Francia, qualora non si ottenga almeno un più equo
reggimento daziario per il nostro bestiame e pei
vini.
2724. Moroni Luigi ed altri cittadini della società
dei reduci cacciatori dei Tevere, domandano che sia
riconosciuta come campagna con facoltà di fregiarsi del relativo distintivo, il combattimento di
Mentana del 1867.
2725. Il sindaco e parecchi abitanti deì^comune
di Palazzo Canavese, circondado d'Ivrea, implorano
dalla Camera una diminuzione sul prezzo del sale.
2726. La Giunta municipale di Pelago, provincia
di Firenze, fa istanza perchè, per la ferrovia ToscoRomagnola sia decretata la costruzione di ambedue
i tracciati transappenninici, Borgo San LorenzoFirenze, e Borgo San Lorenzo-Pontassieve.
2727. Giorno Bernardino di Cajazzo, già militare
del 1848, si rivolge alia Camera per ottenere di essere riammesso in tempo a far valere i suoi diritti
per godere dei benefizi della legge 4 dicembre 1879.
2728. Busoni, presidente del circolo marittimo di
Venezia, rassegna un voto di quel circolo per ottenere che sia differita la discussione del secondo
libro del Codice di commercio, fino a quando la
Commissione d'inchiesta parlamentare sulle condizioni della marina italiana, abbia presentate, colla
sua relazione, le risultanze dell'inchiesta e le sue
deduzioni e proposte.
2729. Il Consiglio comunale di Calati, provincia
di Messina, chiede di venir esonerato dal pagamento
ai demanio dell'annua prestazione per l'ex-convento
dei Minori Osservanti che trovasi in quel comune.
2730. lì Consìglio comunale di Dicomano, provincia di Firenze, domanda voglia la Camera adottare, nel tratto inferiore della linea Tosco-Romagnola
Faenza-Firenze, il tratto Borgo San Lorenzo-Pontassieve, quando non credesse ordinare la costruzione di ambedue i tracciati Borgo San LorenzoFirenze e Borgo San Lorenzo-Pontassieve.
2731. Il sindaco ed i consiglieri comunali dell'isola
della Maddalena, rivolgono alla Camera vive istanze
perchè voglia sospendere ogni deliberazione intorno
al disegno di legge relativo alla linea ferroviaria da
Terranova al Golfo degli Aranci,, ed invitare il Governo a far eseguire degli studi comparativi fra la
lineaipredetta e quella Palau-Santo Stefano, che essi
affermano meglio rispondere ai bisogni commerciali,
politici, militari ed economici della nazione.
OHAGGI.
PRESIDENTE. Si dà lettura degli omaggi pervenuti
alia Camera.
CAPPONI, segretario, legge :
Dal Ministero delle finanze — Relazione sul servizio dell'amministrazione delle gabelle per l'anno
1880, copie 350;
Dallo stesso — Statistica del commercio speciale
d'importazione ed esportazione dal 1° gennaio al 30
novembre 1881, copie 100;
Dallo stesso — Statistica delle fabbriche di spiriti, birra, acque gazose e delle tasse relative, dal
1° gennaio ai 31 ottobre 1881, copie 25 ;
Dallo stesso — Relazione del catasto e del macinato per l'anno 1880, copie 150;
Dâl Ministero di agricoltura, industria e commercio — Bollettino dei fallimenti n° IV pei mesi
di luglio ed agosto 1881, copie 5;
Dal Ministero degli affari esteri — Resoconti
parlamentari badesi, volumi 3, una copia;
Dalla Giunta per l'inchiesta agraria — Volume IIÏ,
fascicolo I. Atti di quella Giunta. La Toscana agricola. Relazione sulle condizioni dell'agricoltura e
degli agricoltori nella IX circoscrizione, provincia
di Firenze, Arezzo, Siena, Lucca, Pisa e Livorno,
copie 520;
Dalla delegazione governativa presso la Regia
cointeressata dei tabacchi — Relazione sull'anda*
mento della gestione del monopolio dei tabacchi
durante l'anno 1880, copie 300 ;
Dalla Commissione di alta vigilanza sull'amministrazione del Fondo per il culto — Relazione sull'andamento dell'amministrazione del Fondo per il
culto per gli anni 1878 e 1879, copie 520;
Dal direttore generale delle poste — Elenco del
giornali o delle opere periodiche dell'interno, le cu!
associazioni si ricevono dagli uffizi delle poste del
regno d'Italia, copie 2 ;
Dallo stesso — Indicatore postale del regno d'Ita«
lia 1882, copie 10;
Dalla direzione generale dei telegrafi — Guidaindice degli uffici e dei cirooiti telegrafici del regno,
una copia ;
Dal direttore dell'Osservatorio dell'ufficio centrale di metereologia al Collegio Romano — Calendario dell'Osservatorio dell'ufficio centrale ài metereologia per Tanno 1882, copie 10;
Dal presidente del Parlamento nazionale fran<cese — Tome I ? e II. Procès-verbaux d'enquête scolaire, una copia;
e
étti FatUmeMavì
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Oamera dei
Deputali
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a
Dal presidente del Parlamento nazionale francese — Recueil des pièces imprimées par ordre de
la Chambre des représentants. Session de 1879 et
1880, vol, 4, una copia;
ïd, — Session extraordinaire de 1880, una copia;
Dal prefetto della provincia di Treviso — Atti
del Consiglio provinciale pel 1881, una copia;
Dal prefetto della provincia di Bologna — Atti
del Consiglio provinciale dal 3 maggio al 6 giugno
1881, una copia;
Dal prefetto della provincia di Milano — Atti
del Consiglio provinciale riferibili all'anno 1880,
copie 12 ;
Dal sindaco del comune di Pontedecimo — La
succursale dei Giovi. Notizie ed osservazioni, còpie
500;
N. N. — Cenni comparativi sullo sbocca inferiore della ferrovia centrale italiana Faenza-Pontassieve, copie 2 ;
Id. — Seconda appendice all'opuscolo suddetto,
copie 2 ;
Dal signor J. J. Garnier, professeur de littérature
française de l'école supérieure de guerrô, Turin —
Biographie de l'économiste Joseph Garnier, sénateur, membre de l'institut de France, una copia;
Dal signor Enrico Grimala Lubansky, professore
di lingua russa -— Les Israélites devant la loi ou la
situation politique et sociale des Israélites d'autrefois et d'aujord'hui en Europe et particulièrement en
Pologne et en Russie, una copia ;
Dal deputato Pellegrini avvocato Clemente —
Considerazioni sulla razionalità e punibilità del
duello e dei mezzi proposti per toglierne il prestigio,
specialmente per mezzo delle società antiduellarie,
una copia ;
Dal signor Giuseppe Silvestrini, Sassari — Discorso per la inaugurazione degli studi, pronunziato
nella regia Università di Sassari il 5 novembre 1881,
sulla malaria in Sardegna, una copia ;
Dal signor Ascanio Gineviri-Blasi di Pergola —
Manuale teorico-pratico per la coltivazione della
vigna latina, una copia ;
Dallo stesso — Grotta di Frasassi nei subappennini dell'Italia centrale, presso il castello dei conti
della Genga, una copia ;
Dal signor Tommaso Passeri, Roma — Arsoli ed
i nobilissimi signori Massimo, una copia;
Dal signor Virginio Guazzugli Ginevri-Blasi —
Lezioni di pedagogia e didattica, una copia ;
Dal signor Ascanio Ginevri-Blasi — Osservazioni
e proposte sulla legge del macinato, una copia ;
Dalla signora Rosa Nannarone, vedova Scillitani
— In morte di Lorenzo Scillitani, una copia.
CONGEDI.
PRESIDENTE. Chiedono congedi, per motivi di famiglia: gli onorevoli Pepe di giorni 90; Serazzi
di 8; Favara di 6; Fazio Enrico e Turella di 10;
Mascilli di 20 ; Di Pisa di 8; Cannella di 20 ; Marolda Petilli di 30 ; Romanin Iacur di 5 ; Emo Capodilista di 80.
Per motivi di salute : gli onorevoli Incagnoli di
giorni 8; Morelli di 60; Ronchetti Scipione di 10.
Per ufficio pubblico: gli onorevoli Curio ni di
giorni 18; Righi di 15.
(Sono accordati.)
C O R N I C C I O S E DEL MINISTRO DELLA MARINERIA RELATIVA ALLA PROMOZIONE A CONTRAMMIRAGLIO DEL
DEPUTATO ALBINI.
PRESIDENTE. Do lettura di alcune comunicazioni
giunte alla Presidenza durante l'aggiornamento della
Camera.
Dal Ministero della marineria è giunta la seguente
lettera :
« Compio al debito di partecipare a Y. E. che
l'onorevole Augusto Albini, capitano di vascello nello
stato maggiore generale della regia marina, è stato
con regio decreto del 25 dicembre prossimo passato
promosso al grado di contrammiraglio.
« Il ministro — Acton. »
Fu già da me dichiarato vacante, durante l'aggiornamento, il collegio di Spezia.
COMUNICAZIONE DEL GUARDASIGILLI RELATIVA ALLA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE PER PROCEDERE CONTRO I
DEPUTATI CAVALLOTTI E BERTI FERDINANDO.
PRESIDENTE. Dal guardasigilli è giunta la seguente
lettera :
« Con la lettera del 17 luglio 1879, n° 7211, spedii
all'È. V. una istanza, con la quale il procuratore
del Re in Bologna, giusta l'articolo 45 dello Statuto, chiese il permesso di procedere contro l'onorevole deputato signor Felice Cavallotti, perchè
imputato di più duelli; ma su tale istanza non fu
deliberato durante la Legislatura, nella quale fu
presentata.
« Avendola il suddetto procuratore del Re rinnovata, estendendola anche all'onorevole deputato
Ferdinando Berti per aver preso parte ad uno dei
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mentovati duelli, io adempio al dovere di far pervenire all'È. V. questa nuova dimanda, affinchè Le
piaccia di sottoporla alla deliberazione di cotesta
onorevole Assemblea.
« La E. V. vorrà con la sua solita cortesia informarmi a suo tempo della deliberazione che sarà
presa e restituirmi gli atti alla presente allegati.
« Il ministro — Zanardelli. »
Gli atti, ai quali si riferisce la comunicazione
dell'onorevole guardasigilli saranno trasmessi agli
uffici, perchè deliberino intorno alla chiesta autorizzazione.
COMUNICAZIONE DEL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI RELATIVA A DUE PETIZIONI RIGUARDANTI LA COSTRUZIONE
DI DUE TRONCHI D! STRADA FERRATA.
PRESIDENTE. Dal ministro dei lavori pubblici è
giunta la seguente lettera :
« Roma, 14 gennaio 1882.
« Ho l'onore di comunicare all'È. V. perchè siano
uniti agli altri documenti relativi agli studi comparativi eseguiti pei tracciati Borgo San LorenzoPontassieve, Borgo San Lorenzo-Firenze della linea
Faenza-Firenze, trasmessile colla nota del 14 dicembre passato, numeri 93017-15482, due petizioni
delle rappresentanze comunali di Dicomano e di
Pelago, a me rimesse da S. E. il presidente del Consiglio dei ministri e dirette alla Camera dei deputati, per ottenere che sia autorizzata la costruzione
di entrambi i suddetti tronchi di ferrovia per Pontassieve e per Firenze.
« Pel ministro — Valsecohi. »
Ora di queste carte trasmesse dall'onorevole ministro dei lavori pubblici, alcune sono documenti
che erano uniti a quegli già depositati al banco della
Presidenza, e che si trovano negli uffici di segreteria a disposizione degli onorevoli deputati; due poi
sono petizioni, che furono rivolte alla Camera e che
saranno trasmesse alla Commissione delle petizioni.
COMUNICAZIONE DEL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI
RELATIVA AD UNA PETIZIONE PRESENTATA ALLA CAMERA DAGLI ITALIANI RESIDENTI A M0NTEV1DE0.
PRESIDENTE. Dall'onorevole ministro degli affari,
esteri è giunta la seguente comunicazione:
Roma, 11 gennaio 1882.
« La petizione n° 2607 presentata alla Camera
dagli italiani residenti in Montevideo e rimessa al
Ministero da codesta onorevole Presidenza con la
nota del 13 dicembre ultimo, prende origine e motivo dalla notizia, chiarita poi insussistente e falsa
del tutto, che avesse combattuto sotto la bandiera
peruviana e fosse stata trucidata dai Cileni nella
battaglia di Chorrillos o in quella diMiraflores una
legione d'italiani. Senza peritarsi a mettere in dubbio la verità e la lealtà delle smentite, che il regio
ministro in Santiago stimò suo dovere di far pubbliche, le associazioni italiane che sottoscrissero la
petizione biasimano la condotta di lui, e ne traggono argomento per lamentare la insufficienza della
rappresentanza nazionale presso i Governi dell'America meridionale.
« Una breve relazione dei fatti, corredata di documenti, farà chiaro che gli autori della petizione,
indotti forse ad agire precipitosamente dalla emozione che il falso annunzio doveva naturalmente
destare, s'ingannarono nei loro giudizi.
Il 25 gennaio 1881, dieci giorno dopo la battaglia di Mirsflores e dodici giorni dopo quella di
Chorrillos, il seguente telegramma, trasmesso dal
Governo cileno di Arica, era pubblicato nel Giornale Ufficiale del Chili.
(Traduzione.)
« Ricevuto a Santiago alle 8 20 pomeridiane del
« 24 gennaio 1881.
« Signor presidente. — Il vapore Paita prove« niente dal Callao, ancorò alle 4 1[2 pomeridiane*
« Conduce settecento feriti...
« Si conferma la perfidia del nemico che ruppe il
« fuoco durante la tregua.
« Chorrillos completamente distrutta, come pure
« Barranco e Miraflores.
« A Chorrillos combattè un corpo Garibaldi, for*
« maio di italiani. Fu sterminato.
« Firmato : L. Zanartu. »
« Dai giornali di Santiago e Valparaíso pubblicavasi il giorno stesso altro simile telegramma, di
fonte privata, che parimente si trascrive qui sotto :
(Traduzione.)
« Ricevuto in Valparaíso alle 9 20 pomeridiane
« del 24 gennaio 1881.
« Le perdite dei Peruviani a Chorrillos e Miraflo»
« res si calcolano da 8 a 10,000 uomini ; i morti
« nostri a 5000. Tutto l'esercito cileno combattè
« mirabilmente.
« Una legione italiana di 700 uomini fu passata
« a coltello dalle nostre truppe. Si dice che morì il
« colonnello Cesare Canevaro.
« Il colonnello Suarez è ferito.
« Il corrispondente. »
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Dfputati
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« L a notizia che una legione di italiani avesse mi- ! passare inosservate quelle ingiurie e d'impedire ad
litato a Miraflores o a Cfaorrillos e fosse stata diun tempo che si accogliesse senza riserva la inverostrutta, cagionò, come facilmente lo si può immasimile notizia telegrafata dal governatore di Arica,
ginare, una impressione profonda, di aperta ostiscrisse al direttore del Los Tiempos una lettera,
lità verso gli italiani nella maggioranza del popolo
della quale si unisce copia (allegato B ) insieme
cileno, come lo mostrarono le intemperanze e le
alla copia della, risposta del direttore. La situazione
villanie di alcuni giornali, e come può darne esempio
era in quel momento assai difficile, coma lo prolo sconcio articolo del giornale Los Tiempos del dì
vano i rapporti del conte Sanminiatelli, qui annessi
8 febbraio, riportato fra i documenti annessi alla
in copia (allegato G), Poteva anche esservi peripetizione; di agitazione e inquietudine nella colocolo per la sicurezza della popolazione italiana
nia italiana residente al Chili, la tranquillità della
stabilita nel territorio peruviano occupato dai
quale era minacciata dal contegno preso a suo ricileni.
guardo dalla popolazione ; di dolore poi e di sor« I sottoscrittori della petizione, credendo forse
presa nell'animo del regio ministro, che pochi mesi
che possa usarsi da chiunque e in ogni occasiona
innanzi aveva ricevuto dalla legazione di Lima forla violenza di linguaggio permessa ai giornalisti,
mali assicurazioni che gli italiani del Perù avrebcensurano la lettera del regio ministro al direttore
bero continuato ad osservare, come sempre fecero
del Los Tiempos. Basta la semplice lettura della
la più rigorosa neutralità. Egli aveva infatti indirizmedesima, per dimostrare invece che egli agì con la
zata ai Governo di Santiago, fino dal 2 agosto, la
dignità e la prudenza richieste dalla sua posinota qui annessa in copia (alligato A).
zione.
« Queste medesime assicurazioni però che non
« Giova aggiungere, come utile informazione, che
erano state contraddette, e la circostanza che nei
l'incidente nato dalla rissa triviale avvenuta presso
telegrammi parlavasi anche della creduta morte del
la Tensione del Globo, terminò con il ritiro della
colonnello Canevaro, appartenente a famiglia di
querela da parte del soldato che pretendeva di èsorigine italiana, persuasero subito il conte Sanmisere stato offeso.
niatelli che vi fosse errore od equivoco nella no* 11 regio ministro faceva pubblicare altresì nel
tizia che il governatore di Arica aveva telegrafato,
Giornale officiale una nota che dichiarava infonsulla fede delle relazioni raccolte in fretta dai soldata, secondo le comunicazioni officiali precedenti
dati reduci dal teatro della guerra. Egli scrisse
e secondo le informazioni private ultimamente da
senza indugio al suo collega di Lima, per sapere
lui raccolte, la notizia della presenza di un corpo
in via officiale come stessero veramente le cose.
o legione d'italiani sotto la bandiera del Perù.
Nel tempo medesimo si diede premura di assumere
« La copia della nota trovasi nell'allegato 0 . L à
informazioni private interrogando ufficiali che torregia legazione riceveva poi, il 16 febbraio, una
navano dal campo e viaggiatori venuti da Lima, i
lettera dell' agente consolare in Iquique, con la
quali tutti lo accertarono, che nelle battaglie di
quale si annunziava che i giornali di quella città,
Chorrillos è di Miraflores non aveva combattuto
dietro ragguagli più sicuri ivi recati dall'ultimo corcorpo alcuno composto d'italiani, e che la notizia,
riere, smentivano recisamente la disgraziata notizia.
con tanta leggerezza, telegrafata dal governatore
L'agente consolare rimetteva l'articolo qui unito
di Arica aveva probabilmente preso origine dal ru(allegato D) del giornale El 21 de mayo, aggiunmore còrso che in una trincea di Miraflores, difesa
gendo che relazioni degne di fede, a lui fatte persoda un battaglione della riserva di Lima, formato di
nalmente confermavano la smentita.
volontari di quella capitale, che potevano al colorito
« Giungevano intanto telegrammi da Buenos
e al portamento giudicarsi in iscambio di nazionaAyres
e Montevideo, dai quali raccoglievasi che la
lità europea, erano stati trovati, chi diceva due o
favola
del massacro dei volontari stranieri aveva
tre berretti, e chi diceva due o tre fasce da portarsi
destato
grande impressione nelle colonie straniere
al braccio con la leggenda: Garibaldi.
del
Piata
e soprattutto in quelle italiane ; che si
« Cotesta versione fu poi confermata dai corriapparecchiavano
comizi consigliati da generosi sen»*
spondenti dei giornali, benché alcuni di essi contitimenti
di
umanità
e di patriottismo ; e si aveva in
nuassero a volerne inferire la presenza di una leanimo
di
fare
pubbliche
dimostrazioni di lutto e di
gione straniera, non più composta di soli italiani,
solenne
protesta.
m a d'italiani, francesi e spagnuoli.
« Il conte Sanminiatelli si affrettò a telegrafare
« In questo mentre pubbìicavasi nel giornale
Los Tiempos l'articolo di cronaca, di cui è detto più i ai suoi colleghi di Buenos Ayres e di Montevideo
nei termini seguentij;
sopra, Il regio ministro cui premeva di non lasciar
Aiti Parlamentari
Camera dei Deputati
LEGISLe XIV — I SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL. 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
a
« Santiago, 18 febbraio 1881.
..
...
.
,
..
{l Buenos
«Al Ministro italiano
, .,Àyres
f Montevideo
« È smentita la notizia che vi fosse tra corpo
« composto d'italiani nelle ultime battaglie. »
« Scrisse loro altresì l'officio qui annesso in copia
(allegato E).
« Il regio ministro era in debito di far conoscere
la verità e di prevenire per quanto stava in lui una
sterile e pericolosa agitazione, nella quale le colonie
straniere erano disinteressate, che avrebbe dovuto
giovare soltanto a chi avesse voluto farsene mezzo
per turbare viemaggiormente le relazioni, allora
assai fredde, fra la repubblica Argentina e il Chili.
È nota infatti la parte avuta in quel movimento dal
signor Gómez Sánchez, ministro del Perù a Buenos
Ayres, del quale si unisce (allegato F) il discorso
pronunziato al comizio tenuto in quella città e una
lettera di ringraziamento alle colonie italiana e
spagnola.
« Il 19 febbraio giunse finalmente alla regia lega*
sione in Santiago un officio del ministro del Re. in
Lima, col quale si smentiva non solo, nel modo il
più assoluto, la notizia della presenza di un corpo
d'italiani nelle battaglie di Chorillos e di Mirañores,
ma si affermava di più che nemmeno individualmente vi aveva partecipato italiano alcuno, e che
nessun nome d'italiano figurava nelle liste dei morti
e dei feriti dell'esercito peruviano, pubblicate a cura
delle autorità locali di Lima. Con lo stesso officio
si accompagnava una dichiarazione in termini simili
fatta pubblicare dal « Comitato italiano » costituitosi a Lima per la difesa degl'interessi della colonie,
che può leggersi nell'allegato 6r.
« Lo stesso Comitato spediva copia di detta dichiarazione alla società italiana di beneficenza di
Santiago, sicché della favola telegrafata dai governatore di Arica non rimaneva altro che la voce,
non mai bene accertata, che si fossero trovati a .Mirañores dei berretti, ovvero delle fascie da braccio
con la leggenda « Garibaldi ® usate forse da volontari peruviani, che possedevano quel distintivo perchè impiegati come ausiliari (auxiliares) dalla compagnia di pompieri che porta quel nome.
« Dopo queste comunicazioni non poteva più aversi
dubbio alcuno, e la regia legazione poteva pubblicare nel giornale ufficiale la nota qui annessa (allegato H).
« Nuovi telegrammi però di Buenos Ayres e Montevideo assicuravano che gli italiani uniti a francesi
e spagnuoli persistevano, nonostante le smentite
della regia legazione in Santiago, nel proposito di
far dimostrazioni di lutto e di protesta. Gli italiani
di Montevideo erano in particola? modo irritati,
con giusto motivo, da un ingiurioso ed arrogante
articolo anonimo pubblicato da un cileno colà residente.
« Fu allora che il conte SaÉminiatelli telegrafò di
nuovo in questi termini :
« Santiago 21 febbraio 1881.
,, . . .
( Buenos Ayres.
« Al ministro italiano < „ .
( Montevideo.
« Ripeto essere falso che vi fossero italiani nelle
« ultime battaglie. Smentisca officialmente e recisa« mente quella assurda notizia. »
« Nemmeno a questo secondo telegramma si volle
prestar fede e le dimostrazioni ebbero luogo.
« Questa è la narrazione genuina dei fatti. Dimostrata falsa la voce delia esistenza e del massacro
della supposta legione italiana, la condotta del regio ministro a Santiago rimane pienamente giustificata e cade di per se sola la censura generica, che
la petizione intese di muovere sulla insufficenza
della rappresentanza italiana.
« Non sarà inutile di osservare che la petizione
non porta data. Fa duopo credere tuttavia che fossa
sottoscritta e trasmessa prima che la insussistenza
del fatto, da cui ebbe origine, fosse a sazietà confermata e divenisse di pubblica e universale notorietà. A pagina 48 del fascicolo a stampa annesso
alla petizione, sotto la rubrica « Ragione delia protesta » trovasi detto : « Ammesso anche che stra« nieri organizzati a legioni non esistessero nel« l'esercito peruviano e ammesso perfino che nes*
« sun massacro sia stato commesso e che tutto fosse
« effetto di una fantasmagorìa telegrafica, la profi testa sarebbe sempre giusta, attendibile ed opporli tuna perchè a mancanza di fatti contro cui prosi testare, vi sarebbero le teorie sostenute nello
« stesso Parlamento cileno e dalla stessa stampa del
« Chili. »
« Che queste considerazioni si riferiscano alia
condotta delle truppe cilene durante la guerra, ovvero al linguaggio disumano, oltraggioso e riprovevole di una parte della stampa cilena nel commentare, ritenendolo come vero, l'annunzio del
massacro della legione straniera, esse possono dare
ragione di una protesta, dettata da sensi di patriottismo, di civiltà e di giusto risentimento ; ma non
hanno relazione alcuna con la petizione e col contegno tenuto dai regi rappresentanti presso i Governi dell'America meridionale, i quali non vennero
meno ai debito loro di tutelare, in ogni congiuntura, la dignità dell'ufficio e gli interessi loro affidati. Vuoisi aggiungere, a scanso di equivoci, che
nei rapporti dei comandanti cileni e nel seno del
Parlamento di Santiago, non fu mai scritta o detta
parola alcuna circa la presenza e il preteso massa*
-
8251
LEGISL. XIV — - I a SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
ero di una legione di stranieri nelle battaglie presso
Lima.
« Il sottoscritto, in ossequio al voto della Camera, che ordinava il rinvio della petizione al
Ministero degli affari esteri e per mantenere importanza ed utilità al diritto di petizione, si è creduto
in dovere di compiere ìe più accurate indagini per
chiarire l'incidente e si affretta di comunicarne alla
Camera il
risultato.
« Mancini. »
(NB. Vedi gli allegati in fine del resoconto di questa
seduta.)
Do atto all'onorevole Mancini di queste comunicazioni, le quali saranno stampate insieme agli
allegati che l'onorevole ministro vi ha unito.
SAVINI. Chiedo di parlare su queste comunicazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
SA VI AI. Io sono entrato alla Camera, quando
l'onorevole presidente aveva già incominciata la
lettura dei documenti presentati dall'onorevole
Mancini. Chi ha suscitata questa questione sono
stato io ; e comprenderà la Camera che non posso
lasciarla cadere, perchè la risposta dell'onorevole
Mancini è uBa smentita a parecchi dei fatti da me
affannati. Mi riserbo quindi, dopo aver preso conto
di questi documenti, di ritornare sulla questiona.
Affermo però che tutto quel che fu da me riferito
alla Camera, mi risulta da informazioni ufficiali ;
tanto peggio se vi sarà scandalo.
MASSARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
MASSARI. Siccome il documento del quale ella,
onorevole presidente, ha dato testé lettura alla Camera, si riferisce ad un argomento sul quale parecchie volte ho richiamata l'attenzione dsl Governo e
della Camera ; e siccome durante le vacanze parlamentari, mi sono pervenute da quei paesi comunicazioni della nostra colonia, così credo che l'onorevole presidente e la Camera non troveranno inop*
portuno, che io pure alla mia volta faccia la riserva di
esaminare i documenti che sono stati letti, e quindi
se occorrerà, richiamare su di essi di nuovo l'attenzione dell'onorevole ministro degli affari esteri.
PRESIDENTE. Sta hene.
C01ÜNICAZ10NB BELLE DIMISSIONI DA DEPUTATO
DELL'ONOREVOLE MAZZARELLA.
PRESIDENTE. È giunta alla Presidenza la seguente
lettera :
« Genova, 11 gennaio 1882.
« Ottimo signor presidente,
« Avendo io per gli anni dei senile, è mio obbligo
di rinunciare all'ufficio onorevole di deputato. Altri
con energia e giovanile virilità saprà meglio adempirne le funzioni. Perciò do la convenevole rinuncia ;
e della quale non farò di meno ormai.
« Ringrazio lei, signor presidente e la Camera intera delia gentilezza che hanno adoperato verso di
me, durante la mia debole, benché lunga vita parlamentare; gentilezza che le signorie loro non hanno
giammai interrotta.
« I miei più profondi ossequi.
« Bonaventura Mazzarella ex-deputato. »
SFIORANTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
F1L0PANT1. Fino a tanto che il regolamento della
Camera non prescriva che le dimissioni dei deputati siano accettate puramente e semplicemente,
parmi che sia lodevole la continuazione dell'uso cortese di respingerle, salvo casi particolari.
Senza far torto ad alcuno dei miei colleghi, io
credo di poter affermare che l'onorevole Mazzarella
è quegli che dà le più frequenti prove di una costante attenzione alle discussioni della Camera, in
modo ancora da costringere qualche volta il nostro
presidente a richiamarci all'obbligo del silenzio che
tutti abbiamo, se non ci è data facoltà di parlare.
Ma sono sempre improntati di buon umore, di opportunità ed anche di brevità i segni che dà l'onorevole Mazzarella di essere attento alle discussioni
della Camera. {Ilarità)
Non ostante la contestabile
regolarità, di tali segni, certo è che l'onorevole Mazzarella gode non solamente la stima dei suoi colleghi, ma ancora la simpatie. Per conseguenza io propongo: 1° che non siano accettate ìe dimissioni dell'onorevole Mazzarella; 2® che invece di accordargli,
come si suole, 2 mesi di congedo, se ne accordi uno
solo 5 per mostrare vieppiù il nostro desiderio che
l'onorevole Mazzarella sia presto di ritorno fra noi.
(Approvatone)
PRESIDENTE. Dunque l'onorevole Filopanti propone che la Camera non prenda atto delle dimissioni dell'onorevole Mazzarella e che gli accordi invece un congedo di un mese.
(La Camera accorda all'onorevole Mazzarella un
congedo di un mese.)
COMUNICAZIONE DSL PRESIDENTE DELLA CASISBA RELATIVA AL RICEVIMENTO FATTO DAI SOVRANI ALLA COIMISSIONE DELLA CAMBRA RECATASI A COMPLIMENTARLI
il PIMO DELL'ANNO.
PRESIDENTE. Il primo giorno dell'anno l'ufficio di
Presidenza, insieme con gli altri colleghi appositamente incaricati, si recava al Quirinale ad espri«
Damera dei Deputati
Atti Parlamentari
LEGISL. XIV — l SESSIONE — DISCUSSIONI — TOBNATA DEL 18 GENNAIO 1882
a
mere a S. M. il Re ed a S. M. la Regina i voti e gli
augurii della Camera dei deputati per il nuovo anno.
Le Loro Maestà accolsero la vostra Deputazione
con ogni segno di benevolenza e ci incaricarono di
ringraziarvi per la novella manifestazione del vostro reverente affetto.
E S. M. il Re volle inoltre felicitarsi con noi pai
lavori dalla Camera compiuti nell'anno decorso ed
augurare che gli altri, che noi stiamo ora per intraprendere, siano condotti con uguale solerzia, e riescano altrettanto fruttiferi pel bene della patria, sua
cura costante ed unico suo scopo.
SORTEGGIO DEGÙ IFF1CI.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il sorteggio
degli uffici. Si procede all'estrazione a sorte dei
nomi degli onorevoli deputati.
GUlGCiOLI, segretario, fa il sorteggio.
Ufficio I. — Toscanelli, Abignente, Ricotti, Farina N., Simonelli, Catiani»Cavalcanti, Di Biasio,
Ungaro, Celesia, Gattelli, Dì Santa Croce, Sandonnini, Spalletti, Martini G. B., Taiani R., Q ¡¡artieri,
Chidichimo, Nanni, Olivieri F., Mari, Merzario,
Martinelli, Colesanti, Geymet, De Cristoforo, Rinaldi, Di Biasio L., Basalti A., Barelli B., Gessi,
Zucearo, Messedaglia, Giordano, Serra V., Sole,
Roberti, Odescalchi, Cantoni, Carcani, Seismi tDoda, De Dominicis, Podestà, Cocconi, Fazio E.,
Raffaele, Nocito, Lacapra, Melodia, Cardarelli, Spa»
venta, Luzzani, Goggi, Cappelli, Chiaves, Sperino,
Genala,
Ufficio I I . — Palomba, De Witt, Moscatelli,
Trompeo, Luchini 0 , Solidati Tiburzi, Maggi, Fornaciari, Capo, Serena, Olivieri A., Marolda Petilli,
Caminneci, Billia, Gori Mazzoleni, Mezzanotte, Cairoli, Arisi, Bassi, Pericoli, Del Prete, Colaianni,
Borromeo, Spantigati, Cavalletto, Zeppa, Filopanti,
Faranaa, Petriccione, Tortorici, Romano G,, Maiocchi, Papadopoli A., Broccoli, Rizzardi, Ceci, Baonomo, Alario, Serra T., Faina Z., Mantellini, De
Rolland, Puccioni, Mattei, Lazzaro, Damiani, Pandolfi, Di San Giuseppe, Diligenti, Martinetti, Fabbrica. Bianchi, Arbib, Piccoli, Bovio, Parisi-Parisi.
Ufficio III. — Franzosini, Ferrati, Arese, Ricci,
Lioy Giuseppe, Di Sant'Onofrio, Codronchi, Fortunato, Barracco L., Viarana, Ferracciù, V&yra, Napodano, Mocenni, Parenzo, Bernini, Da Bassecourt,
Vollaro, Marzotto, Secondi, Ercolani, Lugli, Fresco!, Martelli Bolognini, Simeoni, Marzi, Papado-
poli N., Villa, Lagasi, Bertolucci, Cagnola G. B.,
Torrigiani, Righi, Cadenazzi, Turella, Salemi-Oddo,
Folcieri, Garibaldi G., Martini F., Arcieri, Borelli
D.,Petruccelli, Grassi, Lanzara, D'Arco, Riolo, Adamoli, Luporini, Agostinelli, Della Scala, Ranco,
Morini, Carancmi, Capponi, Patrizi!, Incagnoli.
Ufficio IV. — Della Rocca, Pavoncelli, Di Ca*
salotto, Trincherà, Ruggeri, Berardi T., Berti D.,
Massari, De Renzis, Morelli, Pellegrino L., Cordova,
Cucchi F., Morana, Guala, Fili, De Riseis, Finzi,
Mori, Ercole, Fiorena, Barracco G., Pasquali, Calciati, Antonibon, Di Carpegna, Alvisi, Ranieri, Luscia,
Ruspoli E,, Lualdi, Molfino, Riberi A , Di Baucina,
Valsecchi, Lanza, Marcora, Golia, Sella, Castoldi,
Della Croce, Omodei, Tittoni, Del Zio, Bonghi, Ganzi,
Pedroni, Soro Pirino, Marchiori, Di Sambuy, Borgoiui, Romeo, Sambiase, Fano, Genia.
Uffizio V. — Ronchetti E., Aogeloni, De Zerbi,
Boselli, Crispi, Miceli, Di Radici, Briganti-Bellini,
Bonacci, Chimirri, Di Villa Dorata, Di Revel, Gerardi, Pellegrini C., Garibaldi M., Polvere, Polti,
Grossi, Sorrentino, Lovito, Colombini, Massarucci,
Nicotera, Fabbris, Pulcrano, Basetti G. L., Fazio
L., Perrone, Bonoris, Lorenzini, Panattoni, Sani,
Campostrini, Sennino S., Cerulli, Di Lenna, Baccelli, Alli-Maecarani, Savini, Meardi, Tedeschi, Vaccheli!, Berardi F., Orilia, Germanetti, Saluzzo,
Pepe, Serafini, Lolli, Berio, Balestra, Amadei,
Lucca, Fa vara, Fabrizi N,, Foppoli.
Ufficio VI. — Paternostro, Carcani, Bordonaro,
De Sanctis, Conopans, Samarelli, Cancellieri, Maurogonato, Tummicelìi, Sforza Cesarmi, Pianciani,
Lucchini G., Gorio, Mareseotti, Comin, Maurigi,
Toaldi, Bonavoglia, Ferraris, Gorla, Cucchi L., Di
Belmonte G., Raggio, Varè, Menichini, Oliva, Greco,
Dini, Martelli, Biancheri, Correnti, Cocozza, Chigi
Zondadari, Fortis, Avati, Bizzozero,' Gì era, Cagnola F., Acquaviva, Berti L,, Brunetti, Mordini,
Saiadini, Zucconi, Negri, Pelloux, Maldini, Maranca,
Baccarini, Piccardi, Visintini, Castellano, Giovannino, Ronchei, Delle Favare.
Ufficio VII. — Di Sant'Elisabetta, Mancini, San
Martino, Corvetto, Minacci, Cutillo, Fabrizi P.,
Baiocco, Farinoìa, Parpaglia, Cannella, Aporti,
Cocco-Ortu, Msffei N., Massa, Billi, Di Balrne, Imperatrice, Simoni, Elia, Mangila, Dari, Nervo, Salarle, Ferrari L., Plutino F,, Plebano, Leardi, Frenfanelli, Cafici, Pastore, Nicastro, Gagliardo, Piccinelli, Sanguinetti, Ruggiero, Cavallini, Gaetani, Faldel]a,Tenereìli Baraz2Uolij Indelli, Luzzatti, Branca,
Ciardi, Carrelli, Randaccio, Bardoscia, Sacchetti,
Donati, Lioy P., La Russa, Falconi, Severi, RiolaE.
;
Áíü Parlamentan
— 8258 »
üam&ra M
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LEG-ISL. XIV — T SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
Ufficiò Vili. — Capilengo, Pace, Ruspoli A.,
Mussi, Costantini, Bolinas Apostoli, Sprovi «ri, M I •
lerio, Basso, Guiccioii, Di San Donato, Suardo, Vastarini-Cresi, Zanardelli, Marietti, Indelicato, Favaie, Melchiorre, Emo Capodilista, Ferrini, D'Ippolito, Ballanti, Solimbergo, Berti F., Farina L. E.,
Del Giudice, Chinaglia, Falco, Gamici, CarnazzaAmari, Del vecchio, Romania lacur, Faina E., Perazzi, Mameli, Caposzi, Panzera, Pierantoni, Ronchetti S., Botta, Robecchi, Davico, Della Cananea,
Siccardi, Di Belmente G., La Porta, Pirisi Siotto,
Serazzi, Riberi S., Della Somaglia, Tranfo, Sonnino G., Depretis, Di Teano, Correaje,
Ufficio IX. — Monzani, Minghett?, Sanguinetti
A,, Trevisani, Basterà, Lunghini, Macry, Franetcs,
Peruzzi, Pacelli, Seri/istori, Isolani, Brtratieri, Di
P Ì S H , Corsini, Coppino, Roncalli, Squarcio a, Platino A., Mascilii, Grimaldi, Guevara Suardo, Villani, Dell'Angelo, Ioghilleri, Argenti, Curioni, Visconti-'Venosta, Marselli, Cavallotti, Gritti, Ferrari
C., Fabbriconi, Rogadeo, Mazzarella, Fusco, GhíaaíMameli, Bonvicini, Asperti, Cherubini, Fri sci a, Giovaguoli, Tenani, Pullè, Mazziotti, Gattoni, Vis occhi,
Mazza, Di Gaeta, Romano G. D., Marazio, Taiani
D., Oddone, Lscava, Colleoni.
6 H J R A M B N I 0 B E L D E P U T A T O MAGGI.
PRESIDENTE. Essendo presente l'onorevole Maggi
l'invito a prestaro giuramento.
MAGGI. Giuro.
ANNUNZIO DI mh DOMANDA D'interpellanza DELL'ONOTEVOLE RICOTTI IL PRESIDENTE PEL CONSIGLIO ; E
DI UNA INTERROgAZlONE DEL DEPUTATO DEMO AL
MINISTRO BEGLI AFFARI ESTERI.
PRESIDENTE. È stata presentata alla Presidenza la
seguente domanda d'interpellanza : « Il sottoscritto
chiede d'interpellare 1' onorevole ministro degli
esteri ed il presidente del Consiglio intorno alle
condizioni della nostra politica estera ed alle conseguenze che ne potrebbero derivare sull'indirizzo
da darei alla difesa delio Stato. »
« Ricotti. »
L'onorevole presidente del Consiglio ha facoltà
di parlare.
DEPRETIS, presidente del Consìglio, Dirò nella tornata di domani se e quando il Ministero sarà in
grado di rispondere all'interpellanza dell'onorevole
Ricotti.
1001
PRESIDENTE. Un'altra domanda d'interrogatone è
stata presentata alla Presidenza, ed è la seguente:
« Il sottoscritto chiede d'interrogare l'onorevole
ministro degli affari esteri sui danni che cagiona
all'Italia la casa di giuoco di MoUèa Carlo (principato di Monaco).
« Beri©, »
Prego l'onorevole presidente del Consiglio di comunicare questa domanda al ministro degli affari
esteri.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Comunicherò questa
domanda all'onorevole ministro degli affari esteri,
il quale dichiarerà nella tornata di domani se e
quando potrà accettare l'interrogazione dell'onorevole deputato Berlo.
PRESENTAZIONE d e l l a relazione sul dissono di L S «
PER LA RIFORMA ELETTORALE,
PRESIDENTE. Invito l'onorevole Doppino a recarsi
alla tribuna, per presentare una. relazione.
COPPIA®, relatore. Mi onoro di presentare alla Camera la relazione della Commissione sul disegno di
legge riguardante la riforma della legge elettorale
politica emendata dal Senato.
PRESIDENTI. Questa relazione sul disegno di legga
per ia riforma delia legge elettorale politica, sarà
stampata e distribuita ai signori deputati.
GiOVMNOLÌ. Chiedo ài parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
GIOVAGNOLI. Pregherei la Camera, senza esporne
le ragioni, perchè essa potrà comprenderle e sentirle senza che io le esponga, di volere, a seconda
del regolamento, porre all'orsine del giorno, se non
per la tornata di domani, almeno per quella di dopodomani il'disegno di legge, di cui ha presentata
testò la relazione l'onorevole Coppino. (Movimenti)
PRESIDENTE. Onorevole Giovagnoìi, poiché ella
invoca il regolamento, mi permetto di osservarle che
esso stabilisce che non si possa Iscriverà all'ordine
del giorno un disegno di legge la cui relazione noa
sia stampata e distribuita 24 ore prima. Ora, per
quanta sollecitudine si possa mettere a stampare e
distribuire questa relazione, non per la mole di
essa, ma per la tabella che vi è unita, non si potrà
farne la distribuzione prima di domani mattina.
Quindi per domani non si può iscrivere all'ordine
del giorno la discussione di questo progetto.
GIOVINOLI. Allora dopodomani.
ZEPPA. Sabato.
PRESIDENTE. Dunque, onorevole Glovsgaoli, ella
propone che sia messa all'ordine del giorno di venerdì?
Mlì Farlammt&ri
— 8254 —
Oameva dei Deputati
LEGISL. XIY — r SESSIONE — DISCUSSIONI — TOENATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
GIOVINOLI. Sì, precisamente, propongo che sia
messa all'ordine del giorno di venerdì.
PRESIDENTE. L'onorevole Giovagnoli propone che
la discussione di questo disegno di legge sia inscritta
all'ordine del giorno di venerdì.
GUALA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUALA. Propongo che sia posta all'ordine del
giorno di lunedì 23. (Movimento in senso contrario)
ZEPPA. Per sabato.
PRESIDENTE. Li prego, chiedano di parlare se vogliono fare delie proposte.
Dunque abbiamo due proposte, l'una che stabilisca per venerdì la discussione del disegno di legge
per la riforma della legge elettorale politica ; l'altra
che rimanda questa discussione a lunedì.
ZEPPA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZEPPA. Chiedo che la discussione di questo progetto sia posta all'ordine del giorno di sabato.
Voci. No ! no ! (Conversazioni)
PRESIDENTE. Prego di far silenzio.
Allora abbiamo tre proposte. L'una fissa la discussione per venerdì, l'altra per sabato, la terza
per il lunedì della prossima settimana.
La proposta che deve nella votazione avere la precedenza è quella che fissa per questa discussione il
giorno di veneidì.
Pongo ai voti questa proposta.
Quelli che intendono che la discussione del disegno di legge per la riforma della legge elettorale
politica abbia luogo venerdì sono pregati d'alzarsi.
(Dopo prova e controprova la proposta è ammessa.)
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DSL DISEGNO DI LEGGE
SULL'ORDINAMENTO DEL CORPO DEL GEMO CIVILE
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito
della discussione del disegno di legge sull'ordinamento del corpo del genio civile.
Come la Camera ricorda, furono] già discussi ed
approvati i tre primi capitoli di questo disegno di
legge. Però rimase sospeso l'articolo 20 del capitolo
secondo, e quindi ora prego l'onorevole relatore di
voler riferire intorno a questo articolo 20.
HARCHIORI, relatore. L'articolo 20 era stato rimandato alla Commissione perchè fosse chiarito un
dubbio che poteva sorgere sugli aumenti sessennali
per gli aiutanti di prima classe e per gli impiegati
d'ordine pure di prima classe. Ora la Commissione,
d'accordo coli'oiorevole ministro, avrebbe compi-
lato un comma da aggiungere all'articolo 20, che sa*
rebbe del seguente tenore :
« Lo stipendio degli aiutanti di prima classe, con
l'aumento sessennale, può arrivare sino a lire 3500,
e quello degli impiegati d'ordine, pure di prima
classe, sino a lire 2400. »
Lo stipendio degli aiutanti di prima classe è di
lire 3000 ; mentre che quello della classe immediatamente superiore, che è quella degli ingegneri allievi,
sarebbe di 2000 lire. Da queste cifre risulta la ragione della aggiunta che è stata fatta a questo articolo 20 per gli aiutanti di prima classe. Così per
gl'impiegati d'ordine si pone una disposizione analoga, consigliata dal confronto tra gli stipendi degl'impiegati d'ordine di prima classe con quello
degli aiutanti allievi. L'aggiunta concordata toglie
ogni dubbio, ed assicura l'aumento sessennale a
queste due classi d'impiegati.
PRESIDENTE. Vuole avere la compiacenza di mandare questa proposta ? (L'onorevole relatore invia
la sua proposta al banco della Presidenza)
Il testo dell'articolo 20 qual era stato concordato
tra il Ministero e la Commissione, era del seguente
tenore :
« Gli ufficiali del genio civile, provvisti di stipendio non superiore a lire 8000, hanno diritto all'aumento di un decimo del loro stipendio dopo ogni
periodo sessennale di servizio attivo nel medesimo
grado e classe, senza però poter mai eccedere lo
stipendio del grado o della classe superiore. »
La Commissione ora propone che a quest'articolo
si aggiunga il seguente comma :
a Lo stipendio degli aiutanti di prima classe Con
gli aumenti sessennali può arrivare fino a lire 3500 e
quello degl'impiegati d'ordine, pure di prima classe,
sino aulire 2400. »
Nessuno chiedendo di parlare e non essendovi
oratori iscritti pongo ai voti l'articolo 20 che rileggo :
« Gli ufficiali del genio civile, provvisti di stipendio non superiore a lire 8000, hanno diritto all'aumento di un decimo del loro stipendio dopo ogni
periodo sessennale di servizio attivo nel medesimo
grado e classe, senza però poter mai eccedere lo
stipendio del grado o della classe superiore.
« Lo stipendio degli aiutanti di prima classe con
gli aumenti sessennali può arrivare fino a lire 3500 e
quello degl'impiegati d'ordine, pure di prima classe,
fino a lire 2400. »
Chi approva questo articolo 20, come è letto, è
pregato di alzarsi.
(È approvato.)
Passeremo ora al capo IV: « Norme per l'ammis| sione e per l'avanzamento del personale, a
làtti Parlamentari
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Camera dei Deputati
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SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
Articolo 31, che eorrisponde all'antico articolo 34
del progetto della Commissione.
Tt L a prima nomina e le promozioni di grado e
classe del personale superiore e subalterno $el genio civile, non che le nomine degli ufficiali d'ordine
sono fatte per decreto reale.
« Le promozioni degli ufficiali d'ordine nonché le
nomine e promozioni degli inservienti sono fatte
per decreto ministeriale.
« Non si fanno ammissioni, se non nell'ultimo
grado e classe di ciascuna categoria. »
Nessuno chiedendo di parlare e non essendovi
oratori iscritti, pongo ai voti l'articolo 31, che ho
letto.
Chi l'approva è pregato di alzarsi.
( È approvato.)
Articolo 32, che corrisponde all'articolo 85 del
primitivo progetto.
« Nei corpo del genio civile potranno essere ammessi in soprannumero pel grado di ingegneri-capi,
ingegneri od architetti segnalati per opere di singolare importanza o per meriti riconosciuti.
« Tali ammissioni non supereranno il trentesimo
dei posti stabiliti dal ruolo normale pel grado corrispondente ; e saranno sempre fatte col voto favorevole di due terzi dei componenti il comitato di
cui all'articolo 40. »
All'articolo 32 sono stati presentati due emendamenti, uno dell'onorevole Peruzzi che è del tenore
seguente:
« Si sostituisca il ventesimo al trentesimo. »
Un altro è dell'onorevole Ruspoli Emanuele che è
del tenore seguente :
« Art. 32. Potranno essere chiamati a progettare
e dirigere opere d'indole determinata e speciale col
grado di ingegnere-capo, sia idraulica, architettonica e ferroviaria, ingegneri ed architetti di notoria
capacità in quel ramo di opere e non appartenenti
al corpo del genio civile.
« La direzione temporaneamente affidata non dà
altro diritto al chiamato tranne quello degli onorari
pattuiti durante il tempo in cui presterà la sua
opera. »
Questo emendamento però si intende rigirato, non
potendo l'onorevole Ruspoli per lutto domestico intervenire alla seduta.
L'onorevole Peruzzi ha facoltà di parlare.
PERUZZI. Il mio emendamento non ha bisogno di
dilucidazioni, perchè il suo scopo mi pare evidente.
Dirò solamente che questo mio emendamento trova
un appoggio autorevole in un precedente importante, in un altro disegno dì legge presentato, se non
isbaglio, dall'onorevole ministro Menabrea sullo
stesso argomento, io credo che, specialmente nelle
condizioni presenti dei lavori pubblici in Italia, importi moltissimo di lasciare un certo numero di posti
disponibili per quegli ingegneri, e specialmente per
gli architetti, i quali abbiano dimostrato in servigio
dei privati e di grandi imprese e società la loro valentia nel dirigere fabbriche e grandi lavori.
Faccio inoltre una osservazione aritmetica : stabilendo il trentesimo, come dimostrai nella discus •
sione generale, rispetto al numero d'ingegneri dei
gradi e classi in cui sarebbero ammessi questi ingegneri estranei, il quozienti? darebbe delle frazioni
che ridurrebbero a tre soli gli ammittendi. Se invece si mettesse il ventesimo, non vi sarebbero frazioni ; se ne potrebbero ammettere cinque ; si guadagnerebbe qualche cosa per uno scopo, che a me
pare assai importante.
Spero che l'onorevole ministro e la Commissione
vorranno ammetterei! mio emendamento fatto nello
stesso spirito della proposta della Commissione
accettata dall'onorevole ministro.
PRESI DENIS. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro dei, lavori pubblici.
BACCAR1NI, ministro dei lavori pubblici.
Io mi
sono già acconciato con qualche difficoltà all'ammissione di questa disposizione, non perchè io ritenga, in modo assoluto, che non vi possano essere
distintissimi ingegneri all'infuori del corpo del genio
civile, ma perchè, ripeto, se questi hanno veramente
la notorietà a cai allude l'onorevole Peruzzi, senza
di che non ci sarebbe ragione di fare alcuna proposta, difficilmente potranno rassegnarsi alle condizioni ordinarie dei genio civile. Ma, ad ogai modo,
colia Commissione questo principio è stato ammesso
fino al trentesimo, lo che vorrebbe dire che sopra i
100 ingegneri-capi circa del ruolo, ve ne sarebbero
4, o meglio una volta 3 ed una volta 4, perchè 3 1/2
ncn si può fare. L'onorevole Peruzzi domanda di
stabilire 'un 20°, il che vorrebbe dire 5 invece di
4. Per contentarlo in qualche modo, dividiamo per
metà, e mettiamo il 25°. Questo lo faccio per essere
condiscendente.
PERUZZI. Ringrazio l'onorevole ministro della sua
condiscendenza.
CAVAJLLEITO. Domando di p a r l a r e .
PRESIDENTE. L'onorevole Cavalletto ha facoltà di
parlare.
CAVALLETTO. Io credo che l'introduzione di questi
ingegneri estranei al corpo degli ingegneri che vi
hanno già una carriera, sia una cosa assai pericolosa, assai scoraggiante per gl'ingegneri cèe da
tempo si trovano al servizio dello Stato.
Vengono le promozioni (che già non sono molto
sollecite, nè molto frequenti), si presenta un ings-
AUi ParìauerMri
LESISI. XIV —
—
8256
—
Camera dei
Deputati
1* SESSIONS — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
gnere estraneo, e porta via la promozione ad un ingegnere che ha già 20, 24 o SO anni di servizio.
u m m m DEI i m m PUBBLICI. Domando di parlare.
CAVALLETTO. Questa è una cosa scoraggiante. (Bis*
tiglio) Non è così?
Voci dal banco della Commissione. No, no I Sono
fuori pianta.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Chiedo di parlare.
Mi sono dimenticato di spiegare questo punto.
CAVALLETTO. Attenderò la spiegazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro dei lavori pubblici.
MINISTRO Di! LAVORI PUBBLICI. Io sarei stato perCottamente nell'ordine d'idee dell'onorevole Cavalletto, ma lo prego d'osservare che tra Commissione
e Ministero si è stabilito che codesti straordinari,
codesti estranei al corpo del genio civile che per i
loro meriti speciali potessero essere introdotti nel
corpo medesimo, resterebbero in soprannumero. E
questa determinazione io l'ho invocata e l'ho voluta
appunto per le considerazioni state fatte dall'onorevole Cavalletto, perchè, se può sembrare opportuno d'infoniere un po' di nuovo sangue, qualche
po' di sangue più nobile e gentile in quel corpo,
non è però giusto che si vadano ad usurpare i diritti acquisiti da altri, i quali avranno forse nello
stesso numero, e non piccolo, la stessa capacità degli introdotti. Dunque questi sarebbero sempre fuori
del ruolo, non usurperebbero mai i diritti acquisiti
dagli altri e non verrebbero ad occupare i posti
spettanti al ruolo ; sópra 100 ingegneri potrebbero
diventare 104, ma farebbero parte da sè. Dico poi
anche che mi sono adattato a questa seconda condizione, perchè i meriti per essere ammessi a questi
pochissimi posti devono essere stabiliti con i due
terzi dei voti dei componenti il Comitato, che è per
me una garanzia sufficiente. Se tali meriti non
saranno veri e riconosciuti ampiamente, non si potrà prender posto nel corpo del genio civile.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cavalletto.
6AVALLETT0. Avute queste spiegazioni, prima di
tutto osservo che quando noi ammettiamo questi
estranei nel corpo del genio civile, sia pur anche in
soprannumero, diminuiamo la probabilità d'aumentare la pianta organica la quale, secondo k nostra
legge, si può modificare ed aumentare colla legge
del bilancio, quindi facciamo effettivamente un
danno agli ingegneri di carriera, perchè si toglie
loro il vantaggio di questa probabilità.
Quanto poi al nuovo sangue da aggiungere onde
ravvivare questo corpo, non ne è punto il caso1; il
corpo del gemo civile, e l'onornole ministro lo sa
meglio di me, non ha bisogno di nuovo sangue ; del
sangue ne ha a sufficienza, e sangue molto vivo e
molto fecondo di operosità. Chi potrà venire in
questo corpo, non largamente retribuito, che non
vi appartenga? Verranno delle mediocrità, e in un
paese costituzionale, dove le influenze sono molto
potenti, le mediocrità forse arriveranno a togliere i
posti agl'impiegati benemeriti.
È per ciò che io mi oppongo non solo al ventesimo, ma anche al trentesimo, e non voglio ammissione di estranei.
HARCHIORI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole relatore.
E4RCSI10RI, relatore. Veramente la Commissione
non è tanto numerosa, perchè io possa parlare a
nome suo : ma fortunatamente si erano già presi
degli accordi, pel caso, che fosse stato oppugnato il
« trentesimo » proposto, stabilendo che si potesse
appunto estendere fino al venticinquesimo ; quindi
non ostante l'assenza di molti dei componenti posso
parlare in nome della Commissione.
Sull'emendamento dell'onorevole Peruzzi rispondo
adunque a nome della Commissione, accettando il
limite di un venticinquesimo per l'introduzione di
questi ingegneri straordinari.
Le osservazioni fatte dall'onorevole Cavalletto,
non possono venire accettate sebbene partano da un
altissimo e nobile principio, quale è quello, che
anche il corpo del genio civile sia rispettato e mantenuto in una considerazione elevata e non sia ogni
giorno offeso col dubbio, che non abbia elementi sufficienti per prestare quei servizio, che le leggi sulle
opere pubbliche possono da lui esigere. Io la prego di
osservare, onorevole Cavalletto, che abbiamo i precedenti non solo del progetto di legge presentato
dall'onorevole Menabrea nel 1864, che assegnava
un ventesimo dei posti per gli straordinari, e questo non solo per gli ingegneri-capi, ma per tutti i
gradi e per tutte le classi dei corpo del genio civile;
ma abbiamo anche i precedenti della legge, del
1859, la quale permetteva l'assunzione di straordinari, per il servizio dei fabbricati, ritenendo questo
servizio come speciale e che perciò non sempre
si potesse presumere esservi nel genio civile ingegneri all'altezza delie necessità architettoniche»
Si può ricordare anche la legge italica del 1806,
che pure ammetteva il principio in forma generica.
Quindi vede l'onorevole Cavalletto che dei precedenti ve ne sono e rispettabilissimi. D'altronde io
credo che non sia fare ingiuria o portar nocumento
al corpo del genio civile, se si procède con le cautele proposte, come già ha fatto egregiamente osservare l'onorevole ministro.
AU% Farlamentan
LEGISL. XIV —
— 8257 —
O^mra
elei
Deputati
1* SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
Consideri l'onorevole Cavalletto che occorrono
i due terzi dei voti del Comitato pel personale per
accettare questi ingegneri straordinari,
Io credo poi che sia eccessivo l'ammettere che
nel genio civile ci sia sempre per ogni lavoro speciale tutta la competenza che può richiedersi, o può,
essere necessaria, per la importanza delle opere da
eseguire. Vi sono delle questioni locali che sono
state studiate da ingegneri, i quali hanno consumato tutta la loro vita intorno ad esse ; il non valersi della loro opera è privarsi di un elidente vantaggio.
La proposta concordata tra ministro e Commissione, credo soddisfi ad un vero bisogno, e apra poi
una nobile gara tra gli ufficiali del genio civile e
quelli straordinari, i quali eventualmente saranno
chiamati nel corpo ; e non sarà mai causa di danni
e di perturbazioni nel personale di carriera.
PRESIDENTE. Onorevole Peruzzi, le pare di accettare il 25* invece del 20° che aveva proposto ?
PERUZZI. Mi contenterò.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro dei lavori pubblici.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Prima che termini
la discussione, e che si passi alla votazione di quest'articolo, io credojdi ubbidire ad un sentimento di
delicato riguardo verso l'onorevole Ruspali, che per
dolorosa cagione è assente, facendo direttamente
una modificazione all'emendamento che egli aveva
proposto all'articolo 32.
PRESIDENTE. Oramai l'emendamento dell'onorevole Ruspoli non esiste più, se non lo si presenta
da altri.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Lo faccio io direttamente.
Io propongo di aggiungere un terzo comma, il
quale spero avrà l'adesione della Commissione;
questo comma dice:
« Potranno egualmente essere assunti in servizio
provvisorio per opere speciali, e per un tempo determinato ingegneri ed ^architetti distinti, sentito il
parere del comitato dei personale. »
PRESIDENTE. Vuol avere la compiacenza di mandarmelo scritto ?
L'onorevole ministro propone che all'articolo 32
si aggiunga il seguente comma :
« Potranno egualmente essere assunti in servizio
provvisorio per opere speciali, e per un tempo determinato ingegneri ed architetti distinti, sentito il
parere del comitato del personale. »
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cavalletto.
CAVALLETTO. Parliamoci chiaro; si ammettano,
anche per servizi speciali, questi ingegneri estra-
nei ; ma come si pagheranno, quale sarà il loro correspettivo ? Io desidero che sia almeno ben chiarita
questa cosa.
MINISTRO BEI LAVORI PUBBLICI. Avranno lo stipendio degli ingegneri ordinari.
CAVALLETTO. Va bene, ma sarebbe necessario che
ciò fosse esplicitamente espresso.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Come avrà osservato l'onorevole Cavalletto io cautelo molto l'assunzione anche degli straordinari col voto del comitato del personale per la qualità delle persone.
Egli sa che adesso il ministro può pigliare uno
speziale e farlo ingegnere in capo, ed io non amo
questa libertà, e questa legge non fa che legare le
mani all'amministrazione cominciando dal ministro ;
ma può accadere qualche caso eccezionale in cui
occorra di eseguire un lavoro straordinario, e la
qualità del lavoro stesso, come sarebbe un'opera di
meccanica, od un monumento, consigli all'amministrazione di ricercare qualcuno all'infuori del suo
corpo, e qualche specialità. Ora sarebbe veramente
troppo legame non avere il modo di sopperire a
questo eccezionale bisogno, ma resta ben inteso che
ognuno di quelli che sarebbero assunti sarebbe parificato ad uno dei gradi, non mai al di là dell'ingegnere-capo, perchè quando il Consiglio che è stato
formato con gli articoli precedenti ammette in qualità di ingegnere di prima, di seconda o di terza od
anche di ingegnere-capo, questi avrebbero gli emolumenti corrispondenti. Se l'onorevole Cavalletto
tiene ad inserirlo nella legge non ho nessuna difficoltà che si inserisca essendo questo l'intendimento
mio e non altro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cavalletto.
CAVALLETTO. Non si improvvisano così queste cose !
Io vedo un indirizzo che non è punto favorevole ad
organizzare, a rialzare il corpo del genio civile ; e
lo deploro ! Non ho altro da aggiungere.
PRESIDENTE. Dunque non fa proposte.
CAVALLETTO. No.
PRESIDENTE. Onorevole relatore, può parlare.
MARCHIORI, relatore. La Commissione, non nascondendosi che così l'articolo può avere una latitudine
indefinita, accetta tuttavia il comma aggiuntivo dell'onorevole ministro, perchè è conseguenza di quanto
ho avuto l'onore di esporre alla Camera pochi minuti fa. Lo abbiamo detto : vi sono opere speciali
intorno alle quali si sono costituite delle competenze riconosciute, nei paesi in cui questi lavori debbono esser fatti. Vi sono uomini che hanno dedicato la loro vita a studiare certi problemi (come
sarebbero quelli per opere di bonifiche, o di speciali
ferrovie od altro) i quali si sono così immedesimati in
Tarlamentari
8258 —
Camera dei Deputati
LEGISL. XIY — l SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
a
Q-gsi dettaglio dei lavori da eseguirsi che il privarsi
feiu opera loro per Ja direzione e compimento di
«§oei lavori sarebbe un vero svantaggio. Il provvedimento, secondo è esposto nel comma aggiuntivo dell'onorevole ministro, corrisponde a questo concetto.
Credo, per altro, convenga esprimere che 1' emolumento sarà pari a quello degli ingegneri del genio civile che adempiono ad analoghe funzioni. Mi
pare che l'onorevole ministro stia facendo quest'aggiunta.
«INISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Sì.
MARCHIORI, relatore. Va bene. Allora è tolta la
possibilità di predilezioni pericolose, nè vi saranno
emolumenti esagerati sempre dannosi per il confronto, allo spirito di un corpo di impiegati.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Il comma sarebbe
completato così: « Potranno egualmente essere assunti in servizio provvisorio, per opere speciali e
per un tempo determinato, ingegneri ed architetti distinti, sentito il parere del Comitato del personale. I loro emolumenti saranno pareggiati a
quelli del genio civile, nei gradi corrispondenti che
loro verranno assegnati. »
PRESIDENTI. L'onorevole ministro propone ancora
questa aggiunta:
« Potranno ugualmente essere assunti in servizio
provvisorio, per opere speciali e per un tempo determinato, ingegneri ed architetti distinti, sentito
il parere dei Comitato del personale.
« I loro emolumenti saranno pareggiati a quelli
del genio civile nei gradi corrispondenti che loro
verranno assegnati. *
Nessuno chiedendo di parlare, pongo ai voti quest'emendamento aggiuntivo dell'onorevole ministro
accettato dalla Commissione.
(È approvato.)
Pongo ai voti l'intero articolo 32 emendato, che
rileggo :
« Nel corpo del genio civile potranno essere ammessi in soprannumero nel grado di ingegneri-capi
ingegneri ed architetti segnalati per opere di singolare importanza o per meriti riconosciuti. Tali ammissioni non supereranno il 25" dei posti stabiliti
dal ruolo normale pel grado corrispondente; e saranno sempre fatte col voto favorevole di due terzi
dei componenti il Comitato di cui all'articolo 40.
« Potranno ugualmente essere assunti in servizio
provvisorio, per opere speciali e per un tempo determinato, ingegneri ed architetti distinti sentito il
parere del Comitato del personale.
« I loro emolumenti saranno pareggiati a quelli
del genio civile nei gradi corrispondenti che loro
verranno assegnati. »
(È approvato.)
Ora veniamo all'articolo 33 che corrisponde al*
l'articolo 36 antico.
« I posti d'ingegnere allievo sono conferiti ai giovani che hanno ottenuto il diploma nelle scuole di
applicazione o negli istituti tecnici superiori, e che
non hanno superato il 30° anno di età.
« Una metà dei posti sarà conferita in seguito a
regolare esame di concorso, al quale nessuno potrà
presentarsi più di due volte.
« Per l'altra metà sarà assegnata a ciascuna della
predette scuole un numero di posti proporzionale
al numero dei laureati nel precedente anno scolastico, e la scelta fra i concorrenti sarà fatta per
ordine di merito a seconda dei numeri di classificazione riportati nelle rispettive scuole. »
L'articolo si ferma qui: le ultime parole devono
essere cancellate.
Sono stati presentati due emendamenti a questo
articolo 33 : uno è dell'onorevole Chimirri, ed è del
seguente tenore:
« I posti di ingegnere allievo saranno conferiti ai
giovani che hanno superato il 28° anno di età e cha
hanno ottenuto il diploma di ingegnere in una scuola
di applicazione o io un istituto tecnico superiore.
« In ogni ammissione sarà assegaato a ciascuno
della predetta scuola un numero di posti proporzionala al numero dei laureati nel precedente anno
scolastico ; e la scelta tra i concorrenti sarà fatta
per ordine di merito, a seconda della media dei punti
riportati nelle rispettive scuole negli ultimi anni di
corso. »
È presente l'onorevole Chimirri?
(Non è presente.)
Non essendo presente, il suo emendamento s'intende ritirato.
Un altro emendamento è dell'onorevole Di Gaeta:
« Però nei primi tre anni dalla pubblicazione della
presente legge i posti d'ingegnere allievo saranno conferiti a preferenza s quei giovani, i quali non avendo
oltrepassato il 28° anno di età, ed essendo stati classificati nell'esame di laurea tra la prima metà della
loro classe, si trovassero oltre a ciò a prestar servizio nell'amministrazione dei lavori pubblici da
più di due anni, in qualità di ingegneri applicati, e
con piena soddisfazione del Governo. »
È presente l'onorevole Di Gaeta ?
(Non è presente.)
Non essendo presente par isvolgere il suo emen»
damento, s'intende ritirato.
CAVALLBTT®. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
CAVALLB1T0. Per assicurarsi che questi ingegneri
che si assumono nel Corpo siano veramente distinti,
l'amministrazione che li ammette al servizio dello
Camera dei Deputati
Atti Parlamentari
LEGISL. XIV — i SESSIONE — DISCUSSIONI — TONNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
a
Stato deve avere tutto l'interesse che siano giovani,
che, e per studiosità e per profitto negli studi abbiano effettivamente raggiunti i migliori gradi nella
classificazione. Per assicurarsi di questo, siccome
l'articolo non ne fa parola, io al primo comma aggiungerei dopo le parole « il trentesimo anno di
età » le altre « e che nei due ultimi anni, o nell'esame di laurea, abbiano riportato 80 per cento del
massimo dei punti di classificazione. »
Io vorrei, insomma, che fosse indicato il grado
di classificazione per ammettere questi ingegneri al
concorso. Mi limito all'80 per cento del massimo
dei punti di classificazione nell'esame di laurea,
oppure dei due ultimi anni del corso. Ma io vorrei
che fosse proprio stabilito che il giovane, che vuole
entrare nel corpo del genio civile, debba avere almeno
ottenuto l'80 per cento del massimo dei punti di
profitto ; perchè l'esame non è una norma sicura.
Vi sono dei giovani valentissimi che ammessi all'efeame perdono, per commozione o apprensione, qualche volta la bussola; ed io che ho presieduto a qualche Commissione" esaminatrice ho potuto verificare
che giovani, molto valenti, all'esame scomparivano
e venivano quasi quasi dopo i mediocri, dopo quelli
che avevano fatta mediocre prova nelle scuole. Io
ricordo un giovane valentissimo, che era uno dei
migliori allievi della scuola di applicazione di Milano, una scuola dove si studia molto, il quale da ultimo era assistente di un professore della scuola di
Roma; ebbene questo giovane, che era certamente
uno dei migliori fra i concorrenti, appena appena
raggiunse l'idoneità. Perchè? Perchè in quel momento tutti non hanno il sangue freddo ; e nella risoluzione di un problema egli deviò dalla vera via
che lo portava alla soluzione completa, e riuscì appena appena idoneo ; mentrechè effettivamente era
quello un giovane valentissimo. E1 è perciò che io
vorrei che fosse assicurata la amministrazione che i
giovani che si ammettono nei corpo siano veramente
distinti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro dei lavori pubblici.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Io non ho bene
compresa l'intiera portata dell'emendamento dell'onorevole Cavalletto. Io credo che quest'articolo
troverà forti opposizioni, se non in questa discus*
sione, in un'altra sede, da tutto ciò che si è visto
dalla pubblica stampa, e da indirizzi che io ho ricevuti da collegi d'ingegneri, e specialmente da
quello di Napoli. E dirò che quasi quasi sono stato
meravigliato che si desideri dai capi delle scuole
degli ingegneri, e dai collegi degli ingegneri quello
che io credeva fino ad un certo punto contrario, ai
loro desideri!. Le manifestazioni, che ho ricevute,
nella loro grande maggioranza sono perchè si mantenga esclusivamente l'esame fra coloro che escono
dalle scuole di applicazione.
Ad ogni modo la Commissione, anche col mio
consenso, ha proposto un temperamento di mezzo,
metà per il concorso libero, però sempre fra gli
allievi delle scuole di applicazione, e metà da distribuirsi secondo i risultati delle scuole stesse.
Ora, se l'onorevole Cavalletto propone che colore^
i quali devono ottenere l'inclusione nel ruolo degli
allievi del genio civile pel fatto solo delle risultanze
delle scuole, debbano avere gli ottanta centesimi
dei punti, io sono di accordo con lui, e lo ringrazio,
perchè questo viene a temperare forse quell'opposizione che si faceva appunto all'aver adottata questa
seconda parte. Ma in quanto a quelli che si presentano al concorso* non credo che debbasi porr©
alcuna esclusione purché vengano dalle scuole eli
applicazione , imperocché uno, che si presenta, due
anni dopo avere finita la scuola, all'esame degli allievi ingegneri civili, potrebbe darsi che avesse studiato tanto da comparire all'esame meglio che non
abbia potuto comparire alla scuola. Altrimenti^
tanto varrebbe assegnare tutti i posti, senza v e i w
concorso, secondo i risultati ottenuti nelle sew'ie
medesime.
Io dunque ringrazio l'onorevole Cavp,i}<etto di
questa sua osservazione, che, per me, migliora l'articolo nella seconda sua parte ; e mi pure che basterebbe aggiungere a quest'articolo le parole:
« sarà fatto per ordine di merito», a seconda dei
numeri di classificazione riportati nella scuola non
inferiormente agii ottanta centesimi » od altra
espressione di questo genere, lasciando sussistere la
condizione del concorso, perchè in sostanza il concorso è una palestra in cui ciascuno misura le propria
forze. Non mi pare che si debba andare a ricercare
se tre anni prima una abbia ottenuto nelle scuole
un punto di più od un punto di meno, perchè, Io
ripeto, egli può avere guadagnato collo studio ulteriore quello che non aveva guadagnalo nelle scuole.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare? l' onorevole relatore.
MARCHIORI, relatore. Riguarda alla prima parta
dell'articolo l'onorevole ministro ha posto chiaramente la questione. Se non ammette il concorsa
puro e semplice, senza vincolo alcuno, è meglio ritornare alla prima proposta della Commissione.
Essa ha transato perchè voleva salvare almeno in,
parte il principio propugnato, principio ch'essa te««
meva potesse r tn venire accolto, le quante volto
l'onorevole rainistro non fosse stato disposto a sostenerlo validamente qui ed altrove.
Quanto^ ammettere la condizione, éhiesta dal»
1
À
Atti Parlamentan
LEGISL. XIV —
8260 —
I a SESSIONE — DISCUSSIONI —
l'onorevole Cavalletto, nell'ultimo comma, la Commissione non ha difficoltà a farlo sebbene creda
che, anche colla attuale dizione dell'articolo, si &•
vranno sempre i migliori giovani delle nostre scuole
d'applicazione, essendo esiguo, specie colla riduzione a metà dei posti, il numero di richieste che
si faranno ad ogni singola scuola di applicazione.
Sarà impossìbile che proprio tutti i primi delle
varie scuole non vogliano venire, e che la scelta
debba quindi cadere sopra gli ultimi, non essendovi
alcuna prova, alcuna alea ad entrare in una carriera che per le disposizioni della presente legge
cifre buone condizioni e sufficiente avvenire.
L a proposta dell'onorevole Cavalletto costituisce una cautela maggiore, e la Commissione Faccetta perchè già essa intende che nel genio civile
sieno ammessi i migliori e non i peggiori. A questo
scopo mirava la sua prima proposta, ritenendo il
sistema da essa propugnato assai più sicuro che
non quello degli esami.
L'esame dato in Roma restringe la portata dei
concorsi, almeno fino a else non viene provveduto al
rimborso delle spese di viaggio ai concorrenti.
Molte volte i più studiosi sono anche i meno ricchi.
L e spese dovute incontrare coll'odierno sistema, e
che possono riescire abbastanza rilevanti per coloro
che si trovano ai punti estremi d'Italia, la incertezza
dell'esito, la grossa parte spett&nte al caso in una
prova di corta durata, in ambiente nuovo, la formazione delle Commissioni esaminatrici e mille altre
eventualità che accompagnano sempre una prova
per esame, sono tutte ragioni che militano contro
questo sistema.
L& disposizione fisica dell'esaminando, un turbamento momentaneo, possono decidere della sua
sorte. Quante volte non si è veduto cadere all'esame
o riescire scadenti giovani forniti di eccellenti e sode
cognizioni?
Il metodo da noi proposto, che potrà non essere
scevro da taluni inconvenienti, ci pare assai più sicuro che non quello dell'esame, e tanto più che il
modo come sono organizzate quasi tutte le nostre
scuole d'applicazione è tale, che la classificazione
complessiva riesce una misura esatta e reale della
capacità dei giovani. L a classificazione è fatta sopra
lavori eseguiti nella scuola stossa sotto la vigilanza
dei professori.
Non si tratta più del vecchio sistema universitario,
dei pochi quesiti dettati dai professori, e sui quali
era facile prepararsi in pochi giorni e con poca fatica, come con tutta prontezza si dimenticavano
poi le mal cucite cognizioni. Oggi bisogna far
dei progetti, bisogna sviluppare dei problemi nelle
singole materie, e nella scuola, bisogna per tutto
Camera dei Deputati
TÜKNATA DEL 18 GENNAIO 1 8 8 2
l'anno dar prova dei proprio sapere. Quindi il giovane è perfettamente conosciuta dal professore ed
il giudizio risulta esatto e sicuro. D'altra parte,
questo sistema ha esempi e precedenti eccellentissimi, ne accennerò due soli : quello della Francia
che ha indiscutibilmente uno dei migliori corpi di
ingegneri governativi, e quello ctell'ex-Stato pontificio che reclutava nella scuola di Roma, i propri
ingegneri con eccellenti risuitamenti.
L a Commissione aveva adottato il sistema in via
assoluta, come dissi ha transatto unicamente per
assicurare la possibilità di un esperimento, sicura
che ne verrà vantaggio al corpo de! genio civile, e
sarà dimostrata dai fatti la bontà del proposto sistema.
Spiegato così il concetto della Commissione, e
ritornando alla proposta Cavalletto, mi pare cho
egli possa rimanere soddisfatto della seguente aggiunta all'ultimo comma: « purché abbiano riportato almeno ottanta centesimi del massimo dei numeri di classificazione. » Se l'onorevole Cavalletto
crede che questa dicitura corrisponda al suo pensiero, io lo prego di desistere dalla sua opposizione,
ed accettare l'articolo come viene ora modificato.
CAVALLETTO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
CAVALIETTO, l o desisto quando si ammetta, sia
pure nella seconda parte, questa condizione relativamente ai giovani che si accettano nella amministrazione senza esame. Desiato dall'applicazione
generale pei due modi di ammissione, ma noto che
la mia proposta quale l'aveva formulata applicabile ad ambidue i casi, aveva uno scopo non ingiusto, bensì uno scopo di vera garanzia ; perchè
l'esame a me non dà una garanzia assoluta: l'esame,
per me, è una prova aleatoria, e perciò,.,
iABCBIORI, relatore. Ma come vuol fare ?
CAVALLETTO. Ma non c'è niente di meraviglioso. È
un esperimento aleatorio; in quanto che potete
avere dei giovani con ingegno svegliato s i , ma
niente studiosi, i quali, all'esame vi supereranno
quelli di vero merito ; è perciò che io voleva che
anche all'esame fossero ammessi i giovani di accertato merito. Ma queste cose non si vogliono
capire, ed è quindi inutile che io predichi ai sordi.
Soltanto vorrei (il ministro dell'istruzione pubblica era qui presente or ora, ed adesso è assente;
ad ogni modo parlerò al ministro dei lavori pubblici, il quale sparo potrà intendersi col suo collega
della istruzione pubblica) soltanto, io dico, vorrei
che fosse escogitato un metodo di migliore accertamento negli esami delia capacità degli alunni, affinchè i punti che si danno nelle diverse scuole di
applicazione dei regno, possano e debbano possi»
Aiti Fmìamentan
826 i —
(Mmem des Deputati
LEaiSL. XIY — r SESSIONI — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1 8 8 2
bilmente avere un ugnale valore ; iò vorrei che i
due ministri si mettessero d'accordo affinchè l'insegnamento in tutte le nostre scuole d'applicazione,
abbia un eguale estensione ed intensità, affinchè le
classificazioni che si fanno, per esempio, a Napoli,
a Torino, a Milano, a Padova abbiano al più possibile lo stesso valore, perchè finora, ed io lo so per
cognizione avutane, in qualche scuola l'insegna»
mento è rilassato e si danno facilmente punti di
molto merito a chi ne ha poco o nessuno.
MSCII0. Domando di parlare.
PRESIDENTI Ha facoltà di parlare l'onorevole
Nocito.
NOCITO. Io mi permetto di richiamare l'attenzione
dell'onorevole ministro dei lavori pubblici sull'articolo 11 del regio decreto 8 ottobre 1878 in ordine
alle nostre scuole d'applicazione degli ingegneri.
Quest'articolo 11 dice così:
« Alla fine dell'anno scolastico lo studente riceverà un certificato del profitto in ciascuna materia
di studio.
« Col regolamento interno di ogni singola scuola
sarà determinato il modo di accertare tale profitto. »
Quindi avviene che da scuola a scuola varia il
modo di accertare il profìtto dei giovani ; così, per
esempio, nella scuoia d'applicazione di Napoli
questo certificato si dà alla fine di ogni anno ; nella
scuoia d'applicazione degl'ingegneri di Roma si dà
di trimestre in trimestre; in altre scuole d'applicazione, come credo in quella di Padova, si dà d'anno
in anno.
Ora ognuno vede che quest'articolo 33 non risponde alle diverse condizioni dei regolamenti interni per accertare il profìtto degli allievi delle
nostre scuole d'applicazione degl'ingegneri ; dappoiché può benissimo darsi il caso che un allievo
delia scuola d'applicazione, di Napoli per esempio,
risulti buono per l'esame di laurea, e quindi abbia
il primato sopra un allievo della scuola d'applicazione di Roma, il quale, quantunque non abbia
fatto buona prova nell'esame di laurea, abbia poi
riportato sempre tutti i punti negli esami bimestrali, che avesse dovuto dare nella stessa scuoia di
applicazione.
Quindi io pregherei l'onorevole ministro dei lavori pubblici di volersi mettere d'tccordo col suo
collega dell'istruzione pubblica perchè, per tutte le
scuole di applicazione degl'ingegneri, si determini
un modo unico per accertare il profitto degli allievi. Così la legge poserà sopra una base solida e
non darà luogo ad ingiustizie involontarie.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro.
1008
MINISTRO BEI LAVORI PUBBLICI. Io accetto volentieri
le raccomandazioni fatte prima dall'onorevole Cavalletto e poi dall'onorevole Nocito, e me ne varrò
per promuovere, -d'intesa col mio collega dell'istruzione pubblica, l'unificazione dei metodi per l'insegnamento da impartirsi nelle scuole di applicazione
degli ingegneri, essendo evidente che questa uniformità condurrà a migliori risultati anche per il
reclutamento dal personale del genio civile, inquantochè il livello dell'istruzione potrà essere più elevato.
Accetto dunque, poiché mi pars che siamo tutti
d'accordo, la dizione in aggiunta, secondo l'emendamento dell'onorevole Cavalletto, ohe mi pare abbia
formulato il relatore della Commissione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole relatore.
HIRCHÉRI, relatore. Io credo che l'impegno assunto dall'onorevole ministro, quando coronato da
esito felice, riescirà giovevole nella scelta del personale, perchè l'uguaglianza nei metodi di classificazione sarà un beneficio indiscutibile. A me preme
però di fare osservare all'onorevole Nocito che il
concetto che ha guidato la Commissione nel fare
la sua proposta è stato questo: che scegliendo i
primi giovani di ogni scuola, si è sicuri di avere
elementi intelligenti e ben fondati nei principi! della
scienza dell'ingegneria. Potranno essere figli di differenti metodi di insegnamento, ma la base della
loro istruzione sarà sempre larga, e tale da permettere a ciascuno di loro di mettersi a quell'eguaglianza di livello compatibile colla differenza delle
attitudini, delle intelligenze, dell'amore al lavoro ecl
allo studio.
L'esame oggi in vigore non- ha la virtù certo di
portare tutti gli aspiranti ad un livello. Le disuguaglianze sono inseparabili dalla natura umana,
La proposta della Commissione aveva questo vantaggio, che gii allievi prescelti essendo i primi della
scuole rispettive, è sicuro sarebbero stati in possesso di tutti gii elementi della scienza, e questo
è quello che più importa. Nella ingegneria, si fa
prontamente del cammino quando si ha basi salda
per chiarezza ed armonia di cognizioni ben digerite.
L'amministrazione avrebbe avuti giovani intelligenti, i quali in onta a qualche disuguaglianza nell'insieme delle cognizioni di cui fossero andati
forniti, avrebbero avuta la attitudine per portarsi
prontamente ad un livello molto elevato. Con l'esame si potrà anche avere una maggiore apparente
e momentanea eguaglianza, ma dovuta in parte a
studi improvvisati, almeno per le cognizioni non
acquistate alla scuola, avrà meno probabilità di
ÉM Parlm-entem
8262 —
Ornerà dei Deputati
LSGISL. XIY — I* SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DSL 18 GENNAIO 1 8 8 2
mantenersi, e certo si correrà II pericolo di tutte le
sorprese che sogliono accompagnare simili esperimenti,
Mi preme di fare osservare die il concetto della.
Commissione mirava ad assicurare la scelta di buoni
impiegati, pure avendo presente le note disposizioni sulla organizzazione delia scuola d'applicazione, e spero che di ciò vorrà rimanere persuaso
anche l'onorevole Nocito.
-PRESIDENTE. È stata mandata alia Presidenza questa proposta, concordata, roi pare, tra l'onorevole
Cavalietto e la Commissione.
HARGHIORI, relatore. Sì, signore.
PRESIDENTE. Lg proposta consiste nell'aggiungere
all'ultimo comma dell'articolo 33, dopo la parola
scuole, le paro le: purché abbiano riportato almeno
80 centesimi dei numeri ài classificazione.
Nessuno chiedendo di parlare pongo ai voti l'aggiunta proposta dalla Commissione d'accordo coll'onorevole ministro : « purché abbiano riportato almeno 80 centesimi del massimo dei numeri
di classificazióne. »
(È approvato.)
Pongo ai voti l'intero articolo coll'aggiunta testé
votata,
(E approvato.)
Articolo 34, corrispondente all'articolo 37 :
, « 1 posti di aiutante allievo e di ufficiale d'ordine
di 3 classe sono conferiti per esame, al quale non
possono presentarsi i rimandati in due prove successive,
« Per essere ammessi agli esami di aiutante, al"
llevo i candidati devono presentare almeno la patenta di perito-agrimensore, o dì architetto rilasciata da Istituti tecnici o di beile arti e non avere
compiuto il 30° anno di età. »
(È approvato.)
« Art, 35. Per l'ammissione ai posti di ufficiali
d'ordine è necessaria la licenza ginnasiale o di
scuola tecnica, nè si deve aver compiuto il 25° anno
di età ; per coloro che avessero servito nell'esercito
o nell'armata, questo limite di età sarà aumentato
di tanti anni quanti ne avrà passati sotto le bandiere. »
CAVALLETTO. Domando GÌ parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Cavalletto ha facoltà di
parlare.
CAVALLETTO. A quest'articolo, come è formulato,
io vorrei che fosse fatta un'aggiunta, la quale sarebbe in conformità ad una legge che già abbiamo
votata, e che è oramai legge dello Stato, cioè quella
relativa agli scrivani locali dell'amministrazione
militare. la quella legge, colla quale si soppresse
l'ultima categoria degli scrivani locali, oltre a quea
sta soppressione, si è stabilito che una metà dei
posti disponibili degli impiegati o ufficiali d'ordine
delle amministrazioni civili sia riservata ai sott'a ffidali che hanno servito per undici anni nell'esercito, o nell'armata, che è appunto la categoria degli
scrivani locali, la conformità quindi a quella legge,
elio è legge dello Stato, io vorrei che fosse fatta
quest'aggiunta: « Ai sott'uffìciali però, che per 11
anni abbiano servito con onore e fedeltà nell'esercito, o nell'armata, è riservata una metà dei posti
di ufficiali d'ordine. Per la loro ammissione dovranno esibire il certificato del servizio militare
lodevolmente prestato, e subire un esame d'idoneità
secondo norme speciali da fissarsi con regolamento. »
L'esigere per i sott'uffìciali la licenza ginnasiale
od il certificato d'aver compiuta la scuola tecnica è
un'esigenza eccessiva, un'esigenza che dai sott'uffìciali dell'esercito noi non possiamo pretendere, in*
quantoohè il sott'ufficiale nell'esercito ha una vera
educazione per impiegato d'ordine, è un piccolo
amministratore, è un computista, uà ragioniere, ha
nell'esercito un'educazione che lo rende un eccellente Impiegato d'ordine per le amministrazioni civili ; e come già ho altre volte ricordato all'onorevole ministro dei lavori pubblici, se egli vorrà verificare quale condotta tengano e valore abbiano quegli ufficiali d'ordine della sua amministrazione che
furono sott'uffìciali dell'esercito o dell'armata, vedrà
che sono i migliori impiegati di quella categoria,
quantunque non abbiano nè la licenza ginnasiale,
nè la patente di avere compiute le scuole tecniche.
La idoneità per buoni ufficiali d'ordine l'acquistano nell'amministrazione militare ; undici anni di
servizio prestati nell'esercito e prestati per alcuni
anni come sott'uffìciali valgono più degli insegnamenti avuti nelle scuole tecniche, cha si dimenticano presto, e della licenza ginnasiale che non so a
che cosa possa servire per un ufficiale d'ordine. È
certo che un ufficiale d'ordine non tradurrà nè Virgilio, nè Orazio, nè Cicerone, Omero, ecc., nè si occuperà di classici, latini o greci ; egli deve occuparsi d'amministrazione, deve saper stendere un
rapporto, se occorra, tenere prospetti, registri e
fare qualche piccolo conto. L'ufficiale d'ordine, ripeto, è un piccolo computista, uno scrivano, in una
parola, quindi non c'è bisogno di cognizioni molto
elevate, ma occorre inveca un'educazione disciplinata quale si acquista nell'esercito, e una condotta
da uomo d'onore quale è quella del sott'ufficiale che
milita nell'esercito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Amadei.
AfiADEI. Nel 1879 il ministro dei lavori pubblici
Camera dei Deputati
MU Parlamentari
LEGISL. XIV — I SESSIONE — DISCUSSIONI — TOENATA DEL 1 8 GENNAIO 1882
a
assumeva In servizio straordinario, per gli studi e
per la costruzione delle ferrovie, alcuni ingegneri
fra i più distinti delle scuole d'applicazione del
regno, chiamandoli applicati e classificandoli gerarchicamente, li grado di questi ingegneri del genio
civile, in quanto alle attribuzioni, venne equiparato
agli ingegneri allievi. Ora io pregherei l'onorevole
ministro di voler dire quale sorte è riservata a
questi giovani ingegneri, in seguito all'applicazione
della presente legge.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. La legge del 22 luglio 1881 ha già reso obbligatorio per tutte le amministrazioni civili dello Stato di dare, per la metà
del ruolo, agli scrivani locali che provengono dallo
esercito, un posto nei ruoli rispettivi. L'articolo 2
mi pare così chiaro, che non vedo la necessità di
nessuna aggiunta speciale in questa legge; poiché
altrimenti bisognerebbe fare una simile aggiunta in
tutte le altre leggi che riguardano le diverse amministrazioni. L'artiolo 2 di quella legge stabilisce:
« Una metà dei posti vacanti nell'ultima classe degli
ufficiali d'ordine delle varie amministrazioni dello
Stato è riservata agli scrivani locali riconosciuti
idonei, giusta le norme che saranno prescritte col
regolamento da approvarsi per decreto reale. Questa
disposizione non sarà applicata se non dopo che
saranno passati ad ufficiali d'ordine gli impiegati del
macinato, le guardie doganali o di finanza e coloro che, a norma dei regolamenti vigenti subirono
l'esame, e furano dichiarati idonei prima della pubblicazione della presente legge. »
Ora l'onorevole Cavalletto domanda che si dia un
esame, e non si richieda loro la patente. Or bene,
per ciò non c'è bisogno ài nessuna nuova prescrizione, giacché questa legge non domanda altro ohe
l'idoneità, la quale deve essere constatata, secondo
le disposizioni del regolamento.
Noi quindi faremo un regolamento che stabilirà
quali sono le norme con cui si devono dichiarare
idonei questi impiegati ; ed è evidente che se noi
per idoneità volessimo richiedere una- data patente,
gli effetti di questa legge, alia quale l'amministrazione non può sottrarsi, sarebbero elusi. Già a quest'ora noi stiamo per comunicare alla Corte dei
conti il numero dei posti disponibili fin dalla promulgazione della legge, affinchè si possa cominciare
fin d'ora ad applicarla. Quindi io non vedo proprio
il bisogno di nessuna disposizione speciale ; salvo
che io non abbia inteso completamente la portata
della proposta dell'onorevole Cavalletto.
Piuttosto avrei un' osservazione da fare, ma che
credo anche sia superflua. Con questa legge noi
veniamo a riconoscere una specie di diritto ad
essere introdotti per effetto delle disposizioni transitorie tutti quegli impiegati straordinari che sono
in servizio dello Stato da un certo tempo, come
verrà determinato dagli articoli successivi. Ora sarebbe il caso di stabilire, corno è stabilito dalla
legge stessa per gli ufficiali del macinato, e per le
guardie doganali, che questi dovranno prima occupare i posti, e poi per io vacanze ulteriori la metà
dovrà riservarsi per gli ufficiali dell'esercito ; ma io
non cerco nemmeno di fare questa distinzione, la
esamineremo quando saremo all'applicazione della
legge stessa, molto più che l'applicazione di questa
legge durerà un triennio.
Ora io penso che coi numero dei ruoli stabiliti
già per gli impiegati d'ordine potranno trovar posto
tutti coloro che sono in servizio straordinario dal
tempo prescritto dalla legge, e lo potranno pure
una certa quantità di scrivani locali.
Quanto all'onorevole Amadei lo pregherei di far
attenzione agli articoli delle disposizioni transitorie
dove è provveduto non solo per gli ingegneri allievi
usciti dalla scuola di applicazione, e presi in servizio
straordinario, ma per tutti quanti in genere gli ingegneri ed aiutanti che sono da lungo tempo al servizio
dello Stato, perchè là sono stabilite le norme per
la loro classificazione. In sostanza essi saranno
classificati individualmente secondo il merito che in
ciascuno di essi sarà riconosciuto, sia per il titolo di
scuola, sia per i servizi che avranno prestato, par
cui chi sarà un ingegnere attualmente allievo provvisorio potrà prendere il posto di effettivo, come ci
sarà qualche ingegnere entrato come allievo provvisorio qualche anno addietro ohe ora potrà diventare anche di sezione, secondo che avrà fatto il servizio corrispondente a quello che è richiesto per- un
ingegnerà di sezione. Ora io pregherei l'onorevole
Cavalietto a volere spiegare, se io non l'ho compreso bene, il suo concetto, ed a voler dichiarare se
basti la legge la quale fu votata nel luglio dell'anno
scorso.
PRESIDEME Ha facoltà di parlare l'onorevole Cavalletto.
CAVALLETTO. La legge deve essere chiara, non
deve ammettere interpretazioni o dubbi.
L'articolo 35, come è stilato, non .contempla mìnimamente, nè si riferisce all'articolo della leggo
degli scrivani locali ; perchè effettivamente qui si
ammette per principio che l'ufficiale d'ordine per
essere ammesso in servizio tteve avere la licenza
liceale, o di scuola tecnica, e non deve avere compiuto il venticinquesimo anno di età. Soltanto per
l'età si fa un'eccezione per quelli che furono militari ; ma non si parla nemmeno di quelli che furono
Atti
Parlmwnimì
8264
—
(temerà
ilei
Deputati
LÈGISL. XIY — T SESSIÓNE —» DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
sott'ufficiali, ma solo di quelli che avessero servito
nell'esercito o nell'armata, e per questi iì limite
dell'età si dice che sarà aumentato di tanti anni,
quanti ne avranno passati sotto le bandiere. Evidentemente quest'articolo non fa neppure la più
lontana allusione a quell'articolo, che fu già promulgato con legge, relativo agli scrivani locali;
quindi se noi ammettessimo così come è questo articolo, è certo che i sott'ufficiali anziani congedati
non vi sarebbero punto contemplati, nè qui per loro
si farebbe per legge nessuna riserva, nè una possibile applicazione legale. È perciò che io insisto nel
mio emendamento. Se la forma dell'emendamento
non aggrada all'onorevole ministro, esprima il concetto come vuole; purché sia bene espresso che la
metà dei posti degli ufficiali d'ordine è riserbi ta ai
sott'ufficiali anziani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole relatore.
MARCBIOfil, relatore. Io credo che l'onorevole Cavalletto debba domandare efae sia applicata la legge
22 luglio 1881; o meglio l'articolo 2 di quella
legge, nulla più, nulla meno. Esigere di più mi pare
che corrisponda a perturbare una legge che ha un
carattere generale.
Ora io credo-che quando nell'articolo 34 si ponesse
la condizione : « Salve le disposizioni dell'articolo 2
¿ella legge 22 luglio 1881 » egli potrebbe essere
completamente soddisfatto, e che i pericoli ehe egli
paventa sarebbero scongiurati. Solamente bisogna
considerare che noi abbiamo tutto il personale
straordinario, il quale ha pure dei diritti, e si trova
in una posizione speciale rispètto all'amministrazione dei lavori pubblici nella quale ha prestato servizio da così lungo tempo.
Quindi io credo che bisogna mettere in testa a
quell'articolo che « dopo la prima applicazione del
ruolo e salva l'applicazione dell'articolo 2 delia
legge 22 luglio 1881, n° 341 (serie 3 a ), per l'ammissione ai posti d'ufficiale d'ordine è necessario la licenza liceale, ecc. »
Con ciò l'articolo non fa che richiamare tassativamente, esplicitamente, quei diritti e quelle disposizioni che da leggi anteriori sono stati accordati
agli scrivani locali.
Che se l'onorevole Cavalletto domanda invece che
con questa legge si faccia ancora una larghezza
maggiore, e si stabilisca cioè, che quelli che hanno
servito nell'armata non sono tenuti a presentare
quei requisiti che le singole amministrazioni possano richiedere, domanda troppo, a mio avviso. Il
regolamento potrà precisare meglio, ma certo le singole amministrazioni hanno diritto di scegliere il
personale a loro occorrente con quei criteri e con
quelle condizioni che stimeranno più convenienti.
Ai militari potrà farsi un'ulteriore concessione, ma
sono necessari dei limiti, delle norme.
Quindi io proporrei la seguente dicitura :
« Dopo la prima applicazione del ruolo, e salva
l'applicazione dell'articolo 2 della legge 22 luglio
1881, n° 341 (serie 3 S ), per l'ammissione ai posti di
ufficiale d'ordine è necessaria la licenza liceale, ecc. »
PRESIDENTE. Vuole avere la compiacenza di mandare per iscritto l'emendamento?
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cavalietto.
CAVALLETTO. Io ho la efortuna di non farmi capire.
Coll'onorevole ministro dei lavori pubblici però ci
siamo già intesi : egli mi ha capito perfettamente.
L'onorevole ministro non sogna nemmeno di pretendere dai sott'ufficiali che hanno servito 11 anni
nell'esercito o nell'armata la licenza ginnasiale o la
licenza delle scuole tecniche; cosa a cui tiene molto
il relatore, non so perchè. Oggi si tratta dell'amministrazione dei lavori pubblici, e quindi possiamo
benissimo stabilire che il sott'uffìeiale, che è già
scrivano locale, può entrare come ufficiale d'ordina
nell'amministrazione dei lavori pubblici. Ma a sostenere iì mio asserto io poi invoco una autorità,
che è molto maggiore della mia. Invoco l'autorità
di un progetto di legge presentato al Senato il 4
febbraio 1881 dall'onorevole Depretis, allora ministro dell'interno, e dall'onorevole Cairoli, presidente
del Consiglio dei ministri. In questo progetto di
legge c'è un articolo, l'articolo 13, ?il quale in un
ultimo capoverso, dove si discorre della categoria
degli impiegati ufficiali d'ordine, si dice : a gli aspiranti alla categoria d'ordine, sulla esibizione della
licenza di ginnasio o di scuola tecnica, potranno
ammettersi all'esperimento di che al successivo articolo 17. Per verificare l'idoneità all'accettazione
nella categoria d'ordine dei sott'ufficiali dell'esercito e della marina saranno stabilite norme speciali
nei regolamenti di ciascuna amministrazione. » Per
questi non si domanda licenza nè tecnica, nè ginnasiale. Quindi io vorrei che fosse bene espresso che
quando abbiano i requisiti voluti per essere fatti
scrivani locali, possano essere anche impiegati d'ordine nell'amministrazione dei lavori pubblici.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro dei lavori pubblici.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Io ripeto la mia dichiarazione esplicita. Io non ho fatto opposizione
dì nessuna sorta alla proposta o, per meglio dire,
alla considerazione svolta dall'onorevole Cavalletto.
Ho dichiarato solamente che credeva che non ci
foss-3 bisogno di una disposizione speciale, perchè
quella della legge generale relativa agli scrivani locali non domanda che l'idoneità, ed io ho sempre
diti
Parlamentari
— 8265 —
Domerà
dei
Deputati
LEGISL. XIY «— l a SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
inteso appunto quello elle intende egli, perchè se
avesse voluto delle patenti o altro avrebbe dovuto
dirlo. Ora il regolamento si sta già redigendo di
comune accordo con tutte le amministrazioni. Si
farà dare un esamuccio di idoneità, così per la cosa,
senza andare a vedere se hanno o non hanno una
patente speciale. La patente sarà la nomina del ministro della guerra come scrivani locali. Ecco tutto.
Dei resto io credo che dopo queste esplicitissime dichiarazioni basterà introdurre quell'inciso che propone la Commissione per salvare anche più formalmente l'applicazione della legge del 1881 in cui non
si domanda che la idoneità.
PRESIDENTE. L'onorevole Cavalletto, dopo queste
dichiarazioni, mantiene o ritira la sua aggiunta ?
CAVALLETTO. Ma se hanno modificato l'articolo...
PRESIDENTE. Permetta. La Commissione propone
che l'articolo 35 sia formulato nel seguente modo:
« Dopo la prima formazione del ruolo, e salve le
disposizioni dell'articolo 2 della legge 22 luglio
1881, n° 341, serie 3% per l'ammissione ad ufficiale d'ordine è necessaria la licenza ginnasiale, o
di scuola tecnica, nè si deve aver compiuto il 25°
anno di età. »
E poi dice : « Per coloro che hanno servito nell'esercito o nell'armata, questo limite di età sarà
aumentato di tanti anni quanti ne avrà passati sotto
le bandiere. »
Questa è la modificazione che propone la Commissione.
5IARCHI0RI, relatore. Chiedo di parlare.
CAVALLETTO. Questo è niente.
PRESIDENTE. Permetta che risponda l'onorevole
relatore.
MARCH10R1, relatore. Io voleva dire, che a me pure
toccò la disgrazia di non farmi intendere dall'onorevole Cavalletto, lo ho detto che tutti i diritti, i
quali dalle leggi precedenti sono stati assicurati a
chi ha servito nell'armata, la Commissione intende
che rimangano illesi, perchè è sempre fedele al suo
principio, che questa legge non deve modificare
nessuna legge organica. Non ha fatto appunto
alcun richiamo, perchè non lo credeva necessario.
Sperando di potere soddisfare ad un desiderio dell'onorevole Cavalletto, aveva proposto di richiamare
la disposizione della legge del luglio prossimo passato, non conoscendo altre leggi su questa materia,
ma comprendo di non avere avuta la fortuna di
rilevare tutto il suo pensiero e quindi di non ottenere la sua adesione.
Se si tratta di creare condizioni speciali ciò non
è nel pensiero della Commissione, ed io credo neppure in quello dell'onorevole ministro ; solo il regolamento fisserà quelle norme che a seconda delia
legge saranno reputate le più convenienti e le più
larghe. Ebbi la disgrazia di non esprimermi bene,
ma certamente non ebbi il pensiero che l'onorevole
Cavalletto mi ha affibbiato.
PRESIDENTE. L'onorevole Cavalletto ha facoltà
di parlare.
CAVALLETTO. Mi resta poco a dire. Io mi rimetto
alle dichiarazioni fatte dall'onorevole ministro dei
lavori pubblici, le quali sono chiare ed esplicite;
accetto con quest'intelligenza l'articolo come è modificato.
PRESIDENTE. Dunque l'onorevole Cavalletto accetta ?
CAVALLETTO. Accetto colla modificazione introdotta
ora dalla Commissione di accordo coll'onorevola
ministro, cioè che basti per il sott'ufficiale la semplice idoneità.
PRESIDENTE. Onorevole Cavalletto, questo io non
posso far votare perchè non è stato scritto. Non
vi è di scritto altro che questa parte che rileggo :
« Dopo la prima formazione del ruolo, salve le disposizioni dell'articolo 2 della legge 22 luglio 1881,
serie 3% per l'ammissione al posto di ufficiale d'ordine è necessaria la licenza ginnasiale o della scuola
tecnica. » Il resto come è stampato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro dei lavori pubblici.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. L'espressione « dopo
la prima formazione del ruolo » è diretta a provvedere prima di tutto al perdonale ch'è in servizio,
poi alle vacanze del ruolo. Che cosa ha detto la
legge del 1881? Ha detto : voi avete un ruolo di 100
impiegati d'ordine ; ebbene 100 impiegati d'ordine
ci sieno. Si producono vacanze? Dovete disporne
per la metà in favore dei nuovi concorrenti e per
l'altra metà in favore degli scrivani locali. Ora colla
parole « dopo la prima formazione del ruolo » si
viene a stabilire che non sia tolto il diritto di quelli
che ci sono e che i posti vacanti verranno divisi per
metà, salvo il disposto della legga riguardo all'idoneità stabilita.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cavalletto.
CAVALLETTO. Non posso accettare questa nuova
formula. Nelle ultime sedute in cui si discusse questo
disegno di legge e quando io voleva l'abolizione della
terza categoria degl'impiegati d'ordine, l'onorevole
ministro disse : a che abolire la terza categoria, se
in questa non ne abbiamo oramai che cinque. Oia
egli secondo la nuova formula deve completare il
ruolo e completarlo con altro personale, senza riserva per gli ex-sott'ufficiali anziani ; poi, come a
dare speranze per l'avvenire, si dice : provvederemo
in caso di vacanze future, a senso della legge del
LEGISL. XXY — l SESSIONE — DISCUSSIONI — TOBNATA DEL 18 GENNAIO 1882
a
1881. Non capisco questo modo di fare le cose ; per
completare la terza categoria degli impiegati di ordine, che è quella che ora difetta quasi totalmente
di personale, io intendo che per metà il nuovo personale sia preso dagli ex-sott'uffici&li anziani congedati, quindi domando che si ommettano le parole : dopo la formazione del primo ruolo ; e che
soltanto si gggiunga e si ricordi infine : il disposto
dell'articolo 2 della legge 1881.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Domando di par-
lare.
PRESIDENTE. L'onorevole ministro ha facoltà di
parlare.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. P*r mia parte, acconsento a sopprimere anche quelle parole, e prego
la Commissione di associarsi a me prò borio pacis,
imperocché la questione non si riduce che a 25
posti. La terza elasse è di 50 nel ruolo e restano
25. Fra questi 25 voci dire che, se ci sono degli
straordinari in servizio da lungo tempo e che abbiano dei diritti acquisiti, questi o troveranno posto
più avanti se hanno dei titoli, oppure aspetteranno
e in tre anni probabilmente si potrà fare il posto
anche a loro. Ad ogni modo, io propongo, e spero
che aderirà anche la Commissione, di levare le parole: e dopo il primo ruolo » e cominciare l'articolo : « Salve le disposizioni dell'articolo. »
PRESIDENTE, Onorevole Commissione, accetta ?
iiaCHIOHI, relatore, SSiooome la Commissione nel
suo articolo non aveva messo alcuna condizione,
sembrandole superflua, così accetta la proposta Cavalletto, specialmente poi dopo il gentile invito dell'onorevole ministro. Il relatore aveva fatta l'aggiunta credendo di soddisfare al desiderio dell'onorevole Cavalietto. Non è stato così fortunato da
avere la sua annuenza, e quindi ritira la proposta,
e mantiene solo il richiamo alla legge del loglio
prossimo passato.
PRESIDENTE. Onorevole Cavalletto, ritira la sua
proposta, dopo questa dichiarazione ?
CAVALLETTO. L a ritiro.
PRESIDENTE. Dunque, onorevole ministro, credo
che l'articolo 35 potrebbe essere compilato così:
« Per l'ammissione ai posti di ufficiali d'ordine è
necessaria la licenza ginnasiale o di scuola tecnica,
nè si deve aver compiuto il 25 anno di età, salve
le disposizioni dell'articolo 2 delia legge 22 luglio
1881, numero 341, serie terza. »
Mi pare che debba essere inserito qui questo
emendamento. (81! sì!)
E poi si continua: « Per coloro che avessero servito nell'esercito o nell'armata, questo limite di età
sarà aumentato di tanti anni quanti ne avranno
passati sotto le bandiere. »
p
Va bene così ? (81! sì!)
Dunque, ritirato l'emendamento dell'onorevole
Cavalletto, pongo ai voti l'aggiunta : « salve le disposizioni dell'articolo 2 delia legge 22 luglio 1881,
numero 841, serie terza- »
(È approvata )
Rileggo ora l'articolo come è stato emendato :
« Art. 35. Per l'ammissione ai posti di ufficiali
d'ordine, è necessaria la licenza ginnasiale o di scuola
tecnica, nè si deve aver compiuto il 25® anno di età,
salve le disposizioni dell'articolo 2 della legge 22
luglio 1881, numero 841, serie terza, »
« Per coloro che avessero servito nell'esercito o
nell'armata, questo limite di età sarà aumentato di
tanti anni quanti ne avranno passati sotto le bandiere. »
(È approvato.)
« Art. 36. Le promozioni hanno luogo soltanto
nell'ordine progressivo di grado e di classe.
« Le promozioni di grado non possono ottenersi
se non dopo tre anni di servizio nella classe più
elevata del grado precedente ; quelle di classe se
non dopo aver servito due anni nella classe precedente. »
(È approvato.)
« Art. 37. Le promozioni ai gradi di ingegnere
capo e di ispettore sono fatte esclusivamente per
merito.
« Le altre promozioni hanno luogo per quattro
quinti in ordine di anzianità, e per un quinto per
merito.
« Non concorre alle promozioni per anzianità chi
ha raggiunto il limite di età e di servigio, ohe a termine della legge 16 aprile 1864, n° 1731, conferisce
il diritto di collocamento a riposo. »
A quest'articolo era stato proposto un emendamento dall'onorevole Emanuele Raspoli. Non essendo egli presente, l'emendamento s'intende ritirato.
Nessuno chiedendo di parlare, e non essendovi
oratori iscritti, pongo ai voti l'articolo 37 testò
letto.
(È approvato.)
Art. 38. Il ruolo di anzianità del personale tecnico
del genio civile, approvato dal ministro dei lavori
pubblici, è pubblicato ogni anno.
(È approvato.)
Art. 39. Gii aiutanti di l classe, con grado accademico di ingegnere, possono concorrere, per merito, al decimo dei posti di ingegnere di 3 classe
quando abbiano dieci anni almeno di servizio.
A quest'articolo è stato presentato un emendamento dagli onorevoli De Rsnzis e Ungaro, col quale
1 si propone si dica ;
a
a
Alti Parlamentari
—* 82Q7
w
Camera
dei
Deputati
LEGISL. XIV — I a SESSIONE — DISCUSSIONI <— TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
« Gli aiutanti di I a classe con grado accademico di
ingegnere, o quelli attualmente in servigio da oltre
cinque anni con diploma di istituto tecnico, ecc. »
L'onorevole De Renzis ha facoltà di parlare per
svolgere il suo emendamento.
DE RS^ZSS, Il mio emendamento è presto svolto.
Le parole scritte in corsivo sono quelle che io vorrei
aggiungere, imperocché mi pare che gli aiutanti di
I a classe, per l'ufficio che debbono diaimpegnare,
quando abbiano il diploma d'istituto tecnico e
quando abbiano la pratica di cinque ansi in servizio
delio Stato, possano perfettamente adempiere quelle
incombenze con la sicurezza di far bene ; e siccome
ve ne sono molti attualmente in servizio, io credo
che l'onorevole ministro potrebbe accettare di ammetterli.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro.
SINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI Io spero che l'onorevole mio amico De Renzis si rassegnerà a ritirare il suo emendamento, il quale sconvolge completamente il principio della legge.
Egli avrà osservato che la difisiona delle due carriere, superiore ed inferiore, di concetto e di esecuzione, è fondata appunto sull'università e sull'istituto tecnico. Si reclutano come ingegneri tutti quelli
che escono dalla scuola di applicazione ; si reclutano come aiutanti tutti quelli che escono dagli
istituti tecnici, perchè per diventare aiutanti bisogna avere il diploma di perito-agrimensore. Ora lo
ammettere che chi ha la patente di perito-agrimensore può passare ingegnere equivale a sconvolgere
tatto quanto l'ordine delle cose.
Se si trattasse di applicare questa massima al
personale attualmente in servizio avrebbe ragione
l'onorevole De Renzis. Ma per questo resta riservato
il diritto antico, perchè tutto il personale attualmente in servizio nella classe degli ingegneri ha diritto di concorrere, per esame, al decimo dei posti,
secondo la legge del 1859 ; qualunque sia il grado
accademico del concorrente ed anche se non ne
avesse nessuno.
Per conseguenza, per il personale attualmente in
servizio non c'è niente di mutato ; la regola che ora
si stabilisce è pei futuri reclutamenti. E dal momento che noi abbiamo stabilito anche per gli stipendi due carriere distinte, al punto che l'aiutante
di prima classe viene a percepire uno stipendio superiore all'ingegnere di terza classe, è evidente che
sono due carriere parallele, ma che non possono
confondersi se non che per un decimo dei posti vacanti e nel caso che i concorrenti abbiano originariamente, o si siano procurati, lo stesso titolo. È
una deferenza che sì usa a coloro che avendo lo
stesso titolo, e che, o per mancanza di studi o per
poca voglia non abbiano potuto valersene per ottenere il posto di ingegnere-allievo in origine, ma con
l'andare del tempo abbiano dato prova di maggiori
cognizioni, perchè possano avere la maniera di sperimentare ancora il passaggio, se lo credono, da un
ordine ad un altro, dalla classe degli aiutanti alla
classe superiore degli ingegneri; altrimenti operando, noi verremo di nuovo a confondere tutto.
Dunque resta fermo che per gli aiutanti attuali non
c'è nulla di pregiudicato, anzi c'è una disposizione
speciale nelle transitorie, che tutti coloro che hanno
già il grado d'ingegnere saranno trattati come gli
straordinari. Poiché sarebbe curioso che noi ammettessimo per il solo titolo del grado accademico
che possiedono, e per i buoni sarvizi introducessimo
nel ruolo effettivo del genio civile, quelli che non
hanno nessun grado, e escludessimo coloro che hanno
gli stessi titoli e che sono in servizio permanente
dello Stato.
Quindi anche senza più bisogno di un esame speciale per riempire i ruoli possono far valere i loro
titoli. Quei che già ci sono restano coi loro diritti,
e i nuovi che varranno reclutati ne profitteranno se
avranno le cognizioni necessarie. Spero che dopo
queste spiegazioni l'onorevole Do Renzis vorrà ritirare il suo emendamento.
DE RENZIS. Le dichiarazioni dell'onorevole ministro mi accontentano, e quindi ritiro il mio emendamento.
PRESIDENTE Pongo dunque ai voti l'articolo 89
come è stato formulato dalla Commissione, e che
ho ietto.
(È approvato.)
ALLI-HACCARANI. Domando di parlare per un articolo aggiuntivo che diverrebbe 39 bis.
PRESIDENTE. Cioè, diverrà articolo 40, perchè nelle
leggi non si ammettono i bis.
Ha facoltà di parlare.
ALLI-MAC€ARANI. Non dirò che brevi parole. Coll'articolo 33 abbiamo stabilito che i posti d'ingegnere saranno accordati ai giovani che abbiano ottenuto il diploma delle scuole di applicazione o
degli istituti tecnici superiori. Noi sappiamo che in
Toscana l'istituto tecnico era considerato quasi
come un istituto politecnico, e i giovani che ottenevano il diploma...
PRESIDENTE. Scusi, codesta è una quistione che si
riferisce alle disposizioni transitorie. C è tempo
prima di arrivarci!
ALLI-MACCARANI. Allora miriservodi parlare quando
ci arriveremo.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo all'articolo 40:
« Per tutti i provvedimenti relativi al personale
Atti Parlamentari
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Camera dei Deputati
LEGISL. XIV — l a SESSIONE — DISCUSSIONI — TOBNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
dei genio civile, di cui nella presente legge, è istituito un comitato, eon voto consultivo, presieduto
dal ministro, e composto del segretario generale,
del presidente del Consiglio superiore, dei presidenti di sezione, dei direttori generali e di nove
ispettori da designarsi con decreto ministeriale a
tempo determinato.
« È segretario del comitato il segretario capo del
Consiglio superiore. »
CAVALLETTO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Cavalletto ha facoltà di
parlare.
CAVALLETTO. Qui è detto che « è istituito un Comitato, con voto consultivo, presieduto dal ministro
e composto del segretario generale, del presidente
del Consiglio superiore, dei direttori generali... »
(No! no!)
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cavalletto, qui c'era
un errore di stampa che fa corretto ; deve dire
« del presidente del Consiglio superiore e dei presidenti di sezione » perchè, dopo Ja votazione della
Camera, sono stati tolti i vice-presidenti.
CAVALLETTO. Sta bene. Ma poi si dice: « e di nove
ispettori da designarsi con decreto ministeriale a
tempo determinato. »
Io credo che invece di dire in generale « di nove
ispettori, » si dovrebbe dire « degli ispettori di circolo e degli ispettori speciali dalle ferrovie. » Io desidererei che questi formassero parte del Comitato
del personale, in quantochè gl'ispettori di circolo
e quelli speciali ferroviari sono quelli che conoscono
più da vicino il personale, sono quelli che conoscono il valore degli ufficiali tecnici del genio civile,
che ne conoscono la operosità e le attitudini, e cne
possono dare nel Comitato del personale informazioni molto opportune e molto esatte pei giudizi e
per la scelta.
Quindi io pregherei l'onorevole ministro di abbandonare questa indeterminatezza della qualità
degli ispettori, ed a voler precisamente designare
e far parte del Comitato in questione gli ispettori
di circolo e gii ispettori speciali per le ferrovie.
PRESIDENTE. L'onorevole ministro dei lavori pubblici ha facoltà di parlare.
MINISTRO OSI LAVORI PUBBLICI. Nessuna opposizione
di sostanza, imperocché ii mio fine non è altro che
quello a cui allude l'onorevole Cavalietto. Solamente
si è detto « nove ispettori, » perchè collestensione
che si dà adesso alle ispezioni di circolo e agii ispettori speciali, è il caso che si portino a 14 o 15 invece di 9. Si sa che il numero dei circoli è stabilito
annualmente. Ora sono 3 i posti d'ispettore speciale
per le ferrovie, ma l'anno venturo potrebbero essere
5 ; quindi, secondo la sua proposta dovrebbero es-
sere tutti introdotti nel Consiglio, cosa che non mi
sembra poi tanto agevole in pratica. 11 mio scopo,
fissando il numero di 9, è stato quello di non avere
mai ii Comitato deficiente di maggioranza, come accade quando vi prende parte un gran numero di persone, quando cioè vi appartengano tutti gli ispettori.
Dunque se l'onorevole Cavalietto tiene a che sia
assolutamente stabilito che tutti gli ispettori di circolo debbano far parte del Comitato, io non ho
niente di sostanziale da opporre alla sua proposta.
Gli ho accennato gli inconvenienti ai quali con
questo sistema si può andare incontro, ma ad ogni
modo non insisto nel mantenere la mia proposta
ed accetto volentieri la sua.
CAVALLETTO. Poiché l'onorevole ministro è disposto ad accettare la variazione da me proposta, lo
ringrazio ; lo pregherei però di ammetterla senza timore dell'inconveniente da lui accennato, giacché
i membri non saranno tutti presenti, è vero, ma la
maggioranza ci sarà sempre, e basta che ci sia la
maggioranza nel Comitato del personale per deliberare.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Allora, invece di
dire : < e di nove ispettori da designarsi con decreto ministeriale a tempo determinato » si deve
dire: « e degli ispettori di circolo. » Tatto finisce lì.
PRESIDENTE. « da designarsi con decreto ministeriale a tempo determinato » va tolto?
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Non c'è bisogno di
parlare di questo, perchè gli ispettori di circolo
sono nominati per decreto ministeriale.
PRESIDENTE. La Commissione accetta questa nuova
dizione, cioè : « e degli ispettori di circolo ? »
MARCHI0R1, relatore. La Commissione fa riflettere
soltanto che, ampliandosi in tal modo la composizione del Comitato, sarà molto menomata la responsabilità dei componenti il Comitato stesso.
La responsabilità a quanto maggior numero di
individui la si estende e tanto più pèrde di intensità. Detto ciò, è certo che il principio sostenuto
dall'onorevole Cavalletto è fondato sul vero perchè
nessuno meglio degli ispettori di circolo conosce il
personale ; e la Commissione non ha ragione per
rifiutare la sua proposta una volta che il ministro
l'accetta.
PRESIDENTE. Dunque la Commissione accetta ?
MARCHIOHI, relatore. Sì.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta dell'onorevole Cavalletto accettata dal Ministero e dalla Commissione, cioè di sostituire alle parole « e di nove
ispettori da designarsi con decreto ministeriale a
tempo determinato » le altre « e degli ispettori di
circolo. »
AUi
Parlamentari
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LEGISL. XIY —
&é%
Deputati
V SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
PRESIDENTE. Chi approva questo emendamento
dell'onorevole Cavalietto, è pregato di alzarsi.
(È approvato.)
Ora pongo ai voti l'articolo 4.0 che rileggo modificato :
« Art. 40. Per tutti i provvedimenti relativi al
personale del genio civile, di cui nella presente
legge, è istituito un Comitato, con voto consultivo,
presieduto dal ministro e composto del segretario
generale, del presidente del Consiglio superiore,
dei presidenti di sezione, dei direttori generali e
degli ispettori di circolo. »
(È approvato.)
« Art. 41. Un regolamento approvato con reale
decreto, stabilirà i programmi, ìe norme e le condizioni di ammissione, i criteri per le promozioni
per merito, le norme per le deliberazioni del Comitato del personale, nonché le condizioni secondo le
quali potranno assumersi gli impiegati straordinari
temporanei di cui all'articolo 30. »
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. No, di cui agli articoli 30 e 32 mi pare.
Voci. Noi All'articolo 30»
PRESIDENTE. Non mi pare che basti citare il solo
articolo 30.
MARCHIGRI, relatore. No, perchè si è fatta l'aggiunta contemplata dall'articolo 32 e bisogna citare quindi gli articoli 30 e 32.
PRESIDENTE... « Gli impiegati straordinari temporanei... » Forse non converrebbe dire solamente
« temporanei di cui agli articoli 30 e 32 ? »
ERCOLE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'articolo 41 ?
ERCOLE. Sì.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
ERCOLI. Io desidererei una spiegazione dall'onorevole ministro e dall'onorevole relatore intorno a
questo articolo. Ultimamente, quando l'onorevole
Baccelli doveva difendersi dagli attacchi a lui mossi
da diversi oratori per non avere osservate alcune
disposizioni dei regolamenti vigenti in materia di
pubblica istruzione, egli disse : dei regolamenti io
non me ne occupo ; e l'onorevole ministro dei lavori
pubblici, che siedeva a lui vicino, soggiunse : ed io
non ne ho fatti mai. Io allora presi nota di queste
parole : ed ora, leggendo quest'articolo, ini pare di
vedere che noi, nella compilazione delle leggi, siamo
sempre imitatori dei francesi. Perchè, una delle due ;
questa dei regolamenti o è una facoltà legislativa, e
noi non dobbiamo darla, o è un pleonasmo, e così
credo che sia, e allora sopprimiamo addirittura queste disposizioni. Quante leggi abbiamo fatte in cui il
potere legislativo incarica il potere esecutivo di stabilire diverse norme ! Ma i miei onorevoli colleghi sanno
1099
Camera.
quante dispute si sono fatte davanti ai tribunali ed
alla Corti di cassazione per la interpretazione di
queste facoltà; l'onorevole Indelli sa quanta questioni si sono fatte intorno alla facoltà che il potere
legislativo affida talvolta al potere esecutivo con
questa formala (che io ho chiamata* e continuo, non
ostante il dissenso dell'onorevole mio amico D e
Renzis, a chiamare francese) di compilare dei regolamenti.
Adunque, ripeto: o è una facoltà legislativa, e
allora diciamolo in modo esplicito, e l'affare è finito; oppure è un pleonasmo, come io credo, perchè
chiunque legga quest'articolo vede che è un pleonasmo, e allora io dico: si sopprima, come non necessario, perchè lo Statuto all'articolo 6 dice :
« Il Re fa i decreti ed i regolamenti necessari per
l'esecuzione delle leggi. »
Vorrei adunque sapere sa questo articolo è ne-'
'cessa-rio, perchè se non lo fosse, sarebbe davvero
un inutile pleonasmo.
PRESIDENTE, Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro.
Ili BISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Io riconosco che le
considerazioni fatte dall'.onorevole Ercole hanno il
loro fondamento, perchè senza dir nulla è sempre
in facoltà del potere esecutivo di fare quei regolamenti di cui crede potere aver bisogno per il miglior
funzionamento dei singoli uffici, ed io non mi opporrei alla soppressione di questo articolo, se non
avessimo pregiudicata la cosa coll'articolo 14, che
è stato già votato dalla Camera, in cui è detto che
« un regolamento approvato per decreto reale stabilisce le norme per ìe ispezioni ordinarie di circolo
e per ìe speciali, per l'ordinamento, ecc. » Ora ee
abbiamo già cominciato a mettere nella legge che
il Governo avrà non più la facoltà, ma l'obbligo,
non c'è niente di male che venga anche conservato
in questo articolo.
Io confesso, che è un pleonasmo che si ripete costantemente in tutte le nostre leggi, e tutte le volte
che il Governo non ha pensato ad inserirlo nelle
leggi, l'onorevole Ercole, molto più pratico di me
nelle cose parlamentari, ricorderà che d'ordinario
si aggiunga sempre quest'articolo, che si farà un
regolamento, che si presenterà una relazione alla
fine dell'anno, ecc.; tutte cose che si possono sempre
fare, ma è sempre inteso che quando il Parlamento
dice questo, toglie la facoltà al potere esecutivo • e
gl'impo&e l'obbligo. Adunque, siccome qui non c'è
pericolo che un regolamento turbi la sostanza della
legge, potrebbe lasciarsi come sta,Non si tratta che
di stabilire delle norme per vedere quali sono i titoli
che debbano essere esaminati ; insomma si tratta di
dare delle garanzie che il procedimento sarà più
Mi
JterUmentarì
LEGISL. XIV —
—* 8 2 7 0 —?
Gamera
dei
Debutati
l a SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
impersonale e sottratto a qualunque considerazione
del ministro stesso.
Io credo dunque che l'onorevole Ercole, specialmente per la considerazione che la cosa è già pregiudicata, possa lasciar correre l'articolo come sta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Ercole.
BUGOLE. Ringrazio l'onorevole ministro delle benevole spiegazioni che mi ha date. Veramente non
ho sott'oecMo il testo dell'articolo 14, non avendo
qui che gli articoli concordati tra la Commissione
e l'onorevole ministro ; ma una volta che è stato
votato l'articolo 14 così, non c'è altro a fare. Sono
lieto però che l'onorevole ministro abbia riconosciuta giusta la mia osservazione ; e vorrei che da
ora in avanti noi, come legislatori e còme italiani,
cessassimo di copiare i francesi nel fare le leggi ;
perchè questo è proprio un sistema imitato dai
francesi.
PRESIDENTI!. Ha facoltà di parlare l'onorevole relatore.
MARC0I9RS, relatore. Io voleva soltanto dire che,
come ha benissimo risposto l'onorevole ministro, la
questione è già pregiudicata con la votazione dell'articolo 14. Inoltre, quello che è più importante,
è che qui si. dà l'obbligo, e non si lascia in facoltà del
ministro, di regolare tassativamente e con norme
chiare e precise alcuni atti dell'amministrazione che
per la natura loro potrebbero facilmente dischiudere
la porta a qualche simpatia o preferenza. Se l'onorevole Ercole osserva le cose a cui dovrà provvedere
il regolamento, vedrà la sua necessità, essendo impossibile, e poco conveniente, di mettere nel testo
della legge una serie di norme che limitino, o tolgano la possibilità di gravi inconvenienti. Io non
ho l'orrore che ha lui per i regolamenti quando servono a precisare norme che concernono la assunzione di personale straordinario, e credo necessario
prescriverli per legge, quando sieno di natura piuttosto larga, la legge non avendo posto che alcuni
punti cardinali. Dobbiamo garantirci che l'arbitrio
di un ministro con la assunzione degli straordinari
non pregiudichi mai la condizione del personale
ordinario, ma quella assunzione corrisponda sempre al maggior lustro e decoro del corpo del genio
civile.
PRESIDENTE; Non vi sono proposte.
1ARCH10RI, relatore. Ho voluto dare solamente
una spiegazione all'onorevole Ercole.
PRESIDENTE. Verremo ai voti. Rileggo l'articolo 41 :
« Un regolamento, approvato con reale decreto,
stabilirà i programmi, le norme e le condizioni di
ammissione, i criteri per le promozioni per merito,
le nonne per le deliberazioni del Comitato del per*
sonale non che le condizioni secondo le quali potranno assumersi gli impiegati temporanei di cui
agli articoli 30 e 32.
Chi l'approva è pregato di alzarsi.
(È approvato.)
« Capo V. Incarichi estranei al servizio del genio
civile. — Art. 42. Gli ufficiali del genio civile non
possono prendere alcuna ingerenza in servizio dei
privati, di società, di provincie, comuni ed altri
corpi morali, nè accettare delegazioni dai tribunali,
senza una speciale autorizzazione del Ministero dei
lavori pubblici.
« Eguale autorizzazione è necessaria per qualsiasi
servizio da prestarsi all'estero. »
L'onorevole Lugli ha presentato un emendamento
all'articolo 42. È presente l'onorevole Lugli ?
(Non è presente.)
L'emendamento dell'onorevole Lugli s'intende
dunque ritirato.
OOCITO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Sull'articolo 42 ?
NOC1TO. Sul 43.
PRESIDENTE. Allora aspetti che prima abbia posto
ai voti l'articolo 42.
(L'articolo 42 è approvato.)
« Titolo IL Capitolo 6. Disposizioni
transitorie.
— Articolo 43.1! ruolo del personale, contemplato
dalla presente legge, sarà formato colle norme degli
articoli seguenti, udito il parere del Comitato per il
personale.
« Questo ruolo avrà il suo pieno effetto entro tre
anni dalla pubblicazione della legge. »
Ha facoltà di parlare l'onorevole Nocito.
K0CIT0. Mi sono sbagliato ; doveva parlare sull'articolo 42.
PRESIDENTE. Io glielo ho domandato due volte, e
ormai l'articolo è votato. Ella non pud più ritornarvi sopra.
K0CIT0. Perciò, dico, non ha più luogo q uel che doveva dire sull'articolo 43 del progetto ministeriale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cavalletto.
CAVALLETTO. Su quest'articolo io avrei da esporre
alcune osservazioni. Qui si tratta del nuovo ruolo
del personale del genio civile. Io osservo che per la
formazione di questo ruolo, concorrono gli attuali
ufficiali del genio civile, gli ufficiali fuori ruolo, ma
che sono addetti ad un ufficio governativo e che
sono in pianta stabile, e gli ufficiali tecnici straordinari in servizio dello Stato nelle strade ferrate od
in altri rami speciali di lavori pubblici.
Io domando : quali norme si avranno per la formazione di questo ruolo? Si stabiliranno, per esempio, delle proporzioni per il completamento delle di-
Atti Parlamentari
LEGrISL. XIV —
— 8271 —
l 8 SESSIONE —
Camera dei Depuiuti
DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
verse classi e dei diversi gradi ? Noi passiamo da un
dato numero di persone, quale lo abbiamo nei ruolo
presente per i diversi gradi e classi, ad un numero
molto più ampio per ogni categoria.
Chi avrà la precedenza nel completare il nuovo
ruolo d'ingegneri-capi, e così per gli altri gradi e
classi degli ufficiali tecnici ? Questa è una questione
ancora indeterminata. Io non so quali sieno le idee,
quali sieno i criteri che si avranno per la formazione
di questi ruoli definitivi. Per me la giustizia sarebbe
che la precedenza l'avessero quelli che sono pres®ntemente iscritti nel ruolo del corpo reale del genio
civile. Questo corpo è la base, il fondamento, e la
forza della nostra amministrazione tecnica ; poi dovrebbero seguire quelli che sono addetti a servizi
speciali governativi e che sono in pianta stabile;
infine gli straordinari ai servizio dello Stato. Io
credo che ciò sia di tutta giustizia. Infatti, quando
io esamino l'ultimo annuario del genio civile, trovo
che gl'ingegneri-capi di prima classe presentemente
in servizio sono 30. La loro età varia dai 75 ai 50
anni ; il loro servizio varia dai 45 ai 80 anni, mediamente 88 anni di semaio, e mediamente 11 anni di
grado. Gli ingegneri-capi di seconda classe sono 57,
dell'età dai 67 ai 48 anni, con servizio dai 40 ai 23
anni, e mediamente di 31 anni, colla media di grado
di 5 anni e mezzo. Gii ingegneri ordinari dì prima
classe sono 52, dell'età dai 67 ai 46 anni con un numero d'anni di servizio variabile dai 40 ai 24 e sono
ancora nella prima classe. Queiii che h&nnno il minimo di servizio, hanno 24 anni. Essi hanoo ben
diritto di andare avanti.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Ma sicuro. E chi
loro lo toglie?
CAVALLETTO. Il loro servizio medio è di 32 [anni,
la durata di grado di 11 anni e mezzo in media.
Gli ingegneri ordinari di seconda classe sono 98;
e l'età di questi varia dai 61 ai 45 anni, la durata
del servizio da 32 a 20 anni; la media 31, e di
grado mediamente 5 anni e mezzo.
Poi vengono gli ingegneri di terza classe, che
sono 199. Ed anche qui abbiamo la loro età variante dai 52 ai 32 anni, e da 27 a 5 anni la me»
dia dei loro anni di servizio.
Poi vengono gli ingegneri allievi, i quali non sono
ammessi nel corpo che in seguito ad un esame abbastanza rigoroso di prima ammissione, e non possono essere nominati ingegneri ordinari di terza
classe che in seguito sd un nuovo esame, anche
questo abbastanza rigoroso, e quindi sono vagliati
e rivagliati prima di entrare nel corpo e nelle varie
classi. Nei vari gradi di tutti questi ufficiali tecnici,
noi vediamo quanto ristagno c'è. E di questi inge-
gneri ce ne sono dei valentissimi, pieni di zelo e riechi di meriti. Io ne conosco parecchi e li apprezzo
assai. Essi sono padri di famiglia, e sono uomini
provetti; hanno più di trent'anni di servizio, e
molta capacità. E di questi ne trovate molti ancora
nella seconda classe; e, se si dovesse avere riguardo
all'anzianità di servizio e ai loro meriti effettivi, meriterebbero, non di essere nella seconda, ma di appartenere alla classe degli ingegneri-capi, poiché molti
di essi hanno capacità eguale, e forse anche superiore a parecchi ingegneri-capi, ma, per fatalità,
perchè le promozioni sono lente in questo corpo,
trovansi ancora alla seconda classe. E ve ne sono
pure dei valentissimi e provetti che si trovano alla
terza, cioè all'ultima classe.
Ora, io domando all'onorevole ministro: quali criteri avrà nella formazione del ruolo ? Io spero che
avrà criteri di giustizia, che avrà molto riguardo
all'anzianità effettiva di servizio. E devo ricordare
pure che questi ingegneri, i quali servono nel corpo
del genio civile, e che sono qui troppo spesso bistrattati, ed a torto, sono invece la base, il fondamento
della nostra amministrazione, sono ingegneri zelantissimi. Potrei citare nomi di molti che furono vìttime del loro dovere. Potrei citare, per esempio, i
nomi dello Strobele, dello Scudellari, del Perottini,
del Belloni, dello Zambaldi, ecc., che morirono per
eccesso di zelo, che morirono per avere trascurata
la loro salute in presenza delle necessità di servizio.
Ciò ben sa l'onorevole ministro. Insisto quindi perchè agl'ingegneri del genio civile che si mostrarono
zelanti ed attivi si usino i riguardi cui hanno diritto.
Nella formazione del ruolo essi debbono avere la
precedenza su quelli che servono lo Stato coma
straordinari, e non appartengono effettivamente al
ruolo del genio civile. Attenderò le dichiarazioni dell'onorevole ministro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro dei lavori pubblici.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Io veramente non
mi aspettava nemmeno un dubbio sull'argomento
svolto dall'onorevole Cavalletto, perchè tutti gii
articoli delle disposizioni transitorie stabiliscono
appunto che coloro i quali sono in servizio effettivo,
hanno la precedenza sopra quelli che sono in servizio straordinario. Se l'onorevole Cavalletto osserverà le disposizioni degli articoli susseguenti, vedrà
che vi si dice sempre che i primi ad occupare i posti vacanti nel ruolo, se si parla per esempio della
classe degli aiutanti, sono gli aiutanti attuali; poi
vengono quelli dei canali Cavour, poi quelli che non
hanno altro titolo che quello di aver prestato servizio
straordinario. L'articolo 43 che si discute è simile
a quello che eccepiva testé l'onorevole Ercole, non
Aiti
Parlamentari
Gamera dei Deputati
LEGI8L. XIV — 1* SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1882
è un articolo assolutamente necessario, ma è stato
introdotto per istabilire ancora un'altra garanzia.
In prima era necessario far qualche disposizione per
la durata delle attribuzioni del Governo nella formazione del ruolo. Con tanta massa di personale
cui bisogna dare usa posizione rispetto all'anzianità di classe ci vuole un certo tempo per esaminar©
i titoli che ognuno può produrre, per esaminare 1
rapporti rispetto al servizio prestato. La Commissione ed il ministro hanno stabilito che questa definizione dei ruoli nella applicazione a tutte le categorie duri tre anni.
Dunque bisognavi, fare un articolo per istabilire
almeno fin quando durava questo potere di includere questi straordinari; altrimenti il ministro
avrebbe ancora avuta la facoltà che ha adesso
(adesso se li nomina direttamente) ed avrebbe potuto seguitare ad introdurli continuamente. Dunque una prima necessità era il tempo. Un'altra garanzia si è introdotta, ed è il voto del comitato del
personale. Si è voluto accennare che questa classificazione sarà fatta sentito il voto del comitato del
personale, perchè è sempre bene che ci sia una specie di tribunale, un corpo che giudichi più imparzialmente di quello che possa fare il ministro. Così
si dà luogo ai ricorsi; si esaminano e si può più facilmente badarvi. In quanto poi al posporre ehi
attualmente è investito di diritti acquisiti, questo
non mi è passato nemmeno per ìa mente. Intanto
gli aiutanti ed allievi aiutanti cominciano a numerarsi dal n° 1, e nessuno può spostare il n° 1 e portarlo indietro. Si tratta di sapere però con quali
norme si procederà a classificare no a le categorie
diverse, ma gli individui in ogni singola categoria.
Noi avremo molte persone da aggiungere nei posti
vacanti di ogni categoria ; ed importa di sapere quale
sarà il n° 30, quale il 81, il 32, e così via. È per
questi che importa avere delle norma per classificarli; ma in quanto a coloro che sono già in servizio effettivo, questi sono già classificati ; e, se ci
saranno dei posti, saranno essi i preferiti nella misura ohe è stabilita dagli articoli che seguono, a
tutti quelli che sono estranei, (Interruzione dell'onorevole Cavalletto)
È espresso pel fatto : tutti gli articoli che succedono lo dicono chiaramente: poiché è stabilito
che la ammissione comincia, da coloro che sono in
servizio della amministrazione dello Stato. Per
esempio, nella terza classe degli Ingegneri i primi
che hanno diritto di entrare sono gli aiutanti di
prima classe che sono ingegneri. Quindi incominciano loro a i ocapare i primi posti. Poi vengono
gli altri delle altre categorie In servizio e poi quelli
else saranno straordinari. Ora la classificazione è
per costoro che vengono dal di fuori, che non hanno
comparazione di diritti.
Finché si tratta delle persone attuali, esse hanno
già una classificazione ; e non si può cambiare la
loro anzianità sia di tempo sia di grado, ma in
quanto ai nuovi bisogna pur fare una classificazione.
Ora durante questi tre anni tale classificazione
sarà fatta dal ministro, sentito il voto del comitato,
il quale procederà con le norme stabilite con il regolamento di cui si è parlato testé. Per cui questo
articolo non è che una maggior garanzia e non può
secondo me dar luogo al dubbio che possa esser
leso il diritto degl'impiegati attualmente in servizio,
i quali hanno in ogni classe la loro posizione assicurata, perchè cominciano dal numero uno e vanno
sempre per ordine, per modo che i posti nuovi saranno sempre gli ultimi in ogni classe. Certamente
che non si può cominciare dal dire per esempio :
tutta la classe terza passerà nella seconda prima
che si possa collocare alcuno. Gli articoli susseguenti stabiliscono quanti posti d'ingegneri possono
essere riservati ad alcune categorie negli articoli
stessi indicate, quando, s'intende, vi sia il posto vacante.
Se in questi tre anni si verificheranno 10 posti se
ne ammetteranno 10; se non se ne verificheranno
che 9 se ne ammetteranno 9 soltanto, ma sempre dopo coloro che vi hanno un diritto acquisito,
che nessuno può menomare.
Non è stata proposta alcuna disposizione & questo riguardo perchè bisognerebbe farla allora soltanto, quando si volesse menomare il diritto acqui»
sito, ma quando non si vuol togliere nulla, quando
non si vuol far altro che provvedere a coloro che
non hanno ancora una posizione, è inutile qualunque
disposizione speciale.
PRESIDENTI. L'onorevole Cavalletto ha facoltà di
parlare.
CAVALLETTO. Io non mi dava pensiero del pericolo
di veder peggiorata la posizione attuale agli ufficiali del genio civile nei diversi loro gradì ; questo
non è possibile. Ma si tratta che, allargandosi il
corpo §1 ingrossano tutte la categorie e le classi ;
quindi io voleva che fosse ben precisato che in
queste promozioni (giacché nell'aumentarsi di queste categorie bisogna addivenire alle promozioni
passando gì' ingegneri-capi di seconda alla classe
prima, gl'ingegneri ordinari di prima ad ingegneri
capi di seconda, gli ordinari di seconda classe alla
prima classe e via discorrendo) vorrei precisato,
dico, che la precedenza in queste promozioni per
completare le diverse classi sarà sempre mante-
Camera
Aiti Parlamentari
LEGISL. XIV —
ilei
Deputati
l a SESSIONE — DISCUSSIONI —• TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
unta per gli ufficiali presenti del corpo reale del
genio civile.
S I N I S T R O mi LAVORI P U B B L I C I . sicuro.
CAVALIETTO. È questo che l'onorevole ministro intende, ma io avrei desiderato che ciò fosse spiegato
apertamente; perchè a me piacciono le leggi chiare.
E perciò nelle disposizioni di questa vorrei che
fosse stabilito che gli ufficiali del genio civile nelle
promozioni per la formazione del nuovo ruolo
avranno la precedenza. È vero che potrà essere ciò
precisato col regolamento, ma intanto, per togliere
ogni dubbio, e per rassicurare questi bravi impiegati
che aspettano questo movimento, avrei desiderato
cb.a lo affermasse apertamente la legge.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole ministro.
MINISTRO MS LAVORI PUBBLICI. Meno i pochi posti
nella classe degl'ingegneri, che sono riservati dagli
articoli precedenti, tutte le classificazioni riguardano
la massa degli aiutanti i quali sono stati portati a
1100. Per cui tutto il movimento per 600 o 700 posti avverrà iu questa classe. Ora gli articoli che seguono delincano la condotta del ministro e del comitato in modo assoluto. Per esempio, l'articolo 45
parla di quelli che sono al commissariato delle
ferrovie ; poi l'articolo 48 dice : « Gli aiutanti del
genio civile al servizio delle opere pubbliche da più
dì cinque assi, i quali abbiano grado accademico
d'ingegnere, e ne siano giudicati meritevoli, potranno
essere nominati ingegneri ordinari di terza classe. »
Questo potranno
che si ripete tanto per gl'impiegati stabili, che per i provvisori, equivale a dovranno. Si dice potranno per il caso in cui avessero
degli addebiti tali che, malgrado la loro capacità
non potessero ottenere tale promozione. In tutte le
leggi si tiene sempre questa dizione; è una specie
di facoltà che si dà al potere esecutivo perchè sia
armato contro certi casi, ma non possono essere
che eccezioni di questo genere. Poi dies : « Questa
disposizione potrà applicarsi anche agl'impiegati
straordinari i quali coprano attualmente con
lode, ecc. »
Poi:
« Gl'ingegneri straordinari al servizio delio Stato
da più di tre anni, i quali hanno ottenuta in un concorso, eco. »
Poi venendo all'artìcolo 47 :
« Saranno compresi fra gii aiutanti di 1» classe,
salvi i diritti che potessero avere per l'applicazione
dell'articolo 46 : »
(Che è quello ci poter dare anche l'esame per
passale ingegnere di 8 a )
« a) Gli attuali aiutanti di prima classe ;
k b) Gli ufficiali tecnici dei canali demaniali e per
la sorveglianza dell'esercizio delle ferrovie, i quali
abbiano una posizione corrispondente al grado di
aiutante di prima classe nel genio civile ;
a c) Gii aiutanti di seconda classe riconosciuti
meritevoli di promozione ;
« d) Gli aiutanti delle altre classi, che hanno il
grado accademico d'ingegnere o d'architetto od altro
equivalente. »
Vede dunque che si comincia sempre dalle classi
in servizio effettivo, e poi si passa alle altre classi.
« I posti, che rimanessero vacanti, potranno essere conferiti agli impiegati straordinari dei vari
rami delle opere pubbliche, i quali contino non meno
di 3 anni di servizio, e ne siano riconosciuti meritevoli per le loro cognizioni, capacità e servizi. »
Ed ecco l'ultima classificazione che è sempre
quella che non ha nessun diritto acquisito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole relatore.
MARCHIORI, relatore. Alla Commissione poco resta
da dire dopo le dichiarazioni fatte dall'onorevole
ministro, che sono state molto esplicite sul modo in
cui dovrà essere formato il nuovo ruolo del genio
civile. L a Commissione aveva già fatto uguale domanda a quella fatta dall'onorevole Cavalletto, ed
aveva ottenuto uguali chiarissime dichiarazioni.
Tutte le disposizioni transitorie poi dimostrano
che la formazione del ruolo procederà secondo le
dichiarazioni dell'onorevole ministro.
Certo è che essendosi stabilito un unico corpo
dei genio civile, il personale ordinario compreso
nei ruoli per l'esercizio delle ferrovie, per i canali
demaniali ed altri, che è necessariamente un personale stabile, con diritto a pensione, dovrà essere
compenetrato, e dovrà concorrere col genio civile
alla prima formazione dei ruolo. Per questa perso»
naie quindi non si tratta che di riconoscere una posizione di diritto.
Le disposizioni poi dell'articolo 46, e più la se»,
guenti che riflettono gli aiutanti, dimostrano che il
personale straordinario non verrà che a colmare le
lacune che resteranno dalle promozioni che varranno fatte nel genio civile, e dopo fatto il debito
posto al personale di cui si è parlato più sopra.
Se si considera la posizione fatta agli straordinari, si comprenda come vi sia la impossibilità
quasi di non prendere corno punto di partenza il
personale del genio civile. Sarebbe la maggiore
delle ingiustizie se essi venissero in alcun modo
pretermessi o sacrificati ; nè può cadere alcun dubbio che essi devono essere i primi ad usufruire di
un miglioramento da tanto tempo atteso, i servizi
eminenti da loro prestati per tanti anni, giacendo
in condizione deplorevolissima, perchè malamente
Atti Parlamentari
Gamsm dei
Dèputaii
LEGISL. XIY — l SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1882
a
retribuiti, perche nessun vantaggio è sceso mai sino
a loro, perchè bersagliati da traversie d'ogni fatta,
e tenuti in un fatale e lunghissimo stato di incertezza, meritano i più completi riguardi, il più ampio guiderdone.
Quindi la Commissione è convinta che la formazione del ruolo debba procedere con la precedenza
pel genio civile, come un diritto sacrosanto che
spetta agli impiegati dì questo corpo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Cavalietto.
CAVALLETTO. Dal complesso di queste dichiarazioni risulta evidente che la provocazione delle spiegazioni che io ho avute era necessaria ; e la stessa
Commissione ha confessato adesso che su questa
questione ha interloquito coll'onorevole ministro
per avere spiegazioni e schiarimenti.
Io desiderava che tali dichiarazioni fossero espresse nel testo della legge ; ma giacché ci è tanta
concordia, io confido che un regolamento non la
romperà, e che si manterrà tede alle fatte dichiarazioni.
PRESIDENTE. Non essendovi proposte, pongo ai
voti l'articolo 43 quale l'ho letto.
Chi l'approva è pregato d'alzarsi.
(È approvato.)
« Art. 44. Gli ufficiali, che abbiano appartenuto
al genio civile, e che attualmente si trovino in servizio straordinario, potranno essere nominati con
grado corrispondente a quello che avevano nel corpo
e con l'anzianità relativa, purché ne siano giudicati
meritevoli dal Comitato per il personale. »
All'articolo 44 gli onorevoli De Renzis e Ungaro
propongono il seguente emendamento :
« Gli ufficiali che abbiano appartenuto al genio
civile, o al genio militare con laurea di ingegnere
e che attualmente, ecc. »
L'onorevole De Renzis ha facoltà di parlare.
DB RENZIS. Io voglio augurarmi che questa mia
proposta trovi maggior grazia presso il ministro di
quella che ha trovato l'altra. La stessa dizione del
mio emendamento è tale che si scorge a prima vieta come attualmente presso il genio civile abbiano
ripreso servizio alcuni uffiziaìi che vi avevano altra volta appartenuto in qualità permanente. Fra
questi ce ne sono anche di quelli che hanno appartenuto al genio militare, uffiziaìi che hanno servito
il loro paese, e che hanno tutte le qualità necessarie
per servirlo nella qualità d'ingegneri nel genio civile; vai quanto dire che hanno esperienza, pratica
e laurea, e credo che solamente per dimenticanza
siasi trascurato di stabilire la possibilità di dare
un col Incarnente a coloro che pi trovano in questa
posizione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Colaianni.
C0LA1.4NM. Dirò poche parole per ricordare all'onorevole ministro la posizione degli impiegati straordinari addetti alle costruzioni delle strade obbligatorie; mi para che la posizione ad essi fatta dall'articolo della legge non sia ben determinata, ed io
vorrei che per legge fosse stabilito che d'ora innanzi, prima di prendere come straordinari, o anche
come effettivi, ingegneri estranei al corpo del genio
civile, si preferissero quelli che oggi si trovano già
occupati pel servizio delle strade obbligatorie. Si
tratta di funzionari che da parecchi anni prestano
servizio allo Stato, e che non sanno come andranno
a finire.
DI m DOMTO. Non sono pagati?
COLAIANM. Sono pagati, è vero ; ma intanto perchè li volete mettere sul lastrico per dare la preferenza a coloro che non hanno reso nessun servizio?
Yoi avete fra essi degl'ingegneri laureati, usciti ^alle
scuole di applicazione; dunque date loro un posto
corrispondente al loro grado e alla loro intelligenza ;
avete degli aiutanti, date loro un ufficio confacente
alla loro capacità, ma fate qualche cosa, e soprattutto determinate per legge quel che dovete fare.
L'onorevole ministro rifletta che di questo personale si potrà anche averne bisogno, perchè si dovranno pure stabilire degli uffici tecnici per la manutenzione delle sfcrnde obbligatorie che sono state
costruite, ovvero, volete abbandonarle alla discrezione dei poveri comuni che si sono dissanguati per
farle? Essi naturalmente non potranno tenere degli
ingegneri a stipendio perchè ne curino la manutenzione.
Avete occupati tanti ingegneri straordinari per
la costruzione delle ferrovie ; potevate ben pensare
ad adoperare questi poveri disgraziati, i quali in fin
dei conti hanno speso i primi anni della loro carriera, a servizio del paese ; quindi io proporrei,
come emendamento a quest'articolo, un'aggiunta,
che spero possa essere accettata dall'onorevole ministro.
L'emendamento è questo : « Gli ufficiali ei ingegneri che abbiano appartenuto al genio civile, e che
attualmente si trovino in servizio straordinario,
potranno essere nominati con grado corrispondente
a quello che avevano nel corpo, e coli'anzianità
relativa ; non si potranno ammettere nel corpo del
genio civile ingegneri estranei, finche non si sia
provveduto ad assicurare una posizione stabile agli
straordinari che ne siano giudicati meritevoli dal
comitato per il personale. »
PRESIDENTE. OnorevoI e Colaianni. vuole mandarmi il suo emendamento ?
étti Parlamentari
in IIMI • min IN iiii'iMWin'iniimii
— 8215 —
FR"" »»- ' ^ j j / J I M A A A M H W M M W B M ^ ^
LEGISL, XIV —
Camera dei Deputali
» W M B M M M M M M H Ì I W I I I B I I 1Ì i n n i n i ' i u a M a w i u r j i IMMIISII B M g B g r e r e a t T r e K a p i H ^
l a SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
Ha facoltà di parlare l'onorevole relatore.
MARCHIQRI, relatore. L'emendamento proposto
dall'onorevole De Renzis non capisco proprio come
possa stare nell'articolo 45; in esso è detto:
« gli ufficiali che hanno appartenuto al genio civile, ecc., ci ritornano col grado e colla classe che
avevano nel corpo e ooll'anzianità relativa. » Ma
se noi aggiungiamo anche gli ufficiali del genio
militare, aggiungiamo una disposizione che non ha
alcuna relazione, non essendo possibile un confronto tra la gerarchia militare e quella del genio
civile. Sarebbe una aggiunta che resterebbe, quasi
direi, per aria.
D'altronde non vi è bisogno di una disposizione
speciale, se questi ufficiali non appartengono alla
amministrazione dei lavori pubblici, è inutile parlarne; Se invece hanno il grado accademico d'ingegneri e si trovano nellefiledegli straordinari, avranno
la posizione che è fatta agli altri. Per esempio, potrebbero, eventualmente, secondo l'articolo 46, trovar posto tra gl'ingegneri di terza classe.
L'amministrazione terrà nota del loro servizio, e
il signor ministro, se lo crede, potrà fare delle dichiarazioni su questo rapporto. Ma non si può,
onorevole De Renzis, accettare il suo emendamento
all'articolo 45. Ella può vedere se nell'articolo 46 ci
possa essere luogo ad una qualche disposizione speciale in vantaggio di quésti ufficiali che hanno appartenuto al genio militare. Credo difficile stillare
una disposizione qualunque, ma quella parmi la
vera sede per una questione di questo genere.
Quanto alla proposta dell'onorevole Colaianni,
essa tende in poche parole a far passare tutto il
personale straordinario attuale nel genio civile. La
alimentazione del genio civile, con quella proposta,
d'ora in avanti e per varii anni dovrebbe essere
fatta adunque con personale straordinario.
Io credo che col ruolo che si è stabilito una
buona parte degli straordinari verranno collocati;
abbiamo adottate deEe^disposizioni larghe, le quali
provvedono in ogni caso per coloro che hanno merito e valore; ma lo stabilire adesso che il genio
civile non si alimenterà che di quel personale, pare
alla Commissione sia eccessivo, e si procuri un
danno alla futura composizione del corpo.
Noi dobbiamo studiare che ci sia sempre una
corrente viva tra il corpo del genio civile e gli istituti nostri che vanno giorno per giorno perfezionandosi. Colla proposta Colaianni, la si interromperebbe invece per qualche tempo togliendo la possibilità all'amministrazione di rifornirsi di eccellenti giovani, freschi degli ottimi studi che si vanno
rapidamente svolgendo nelle nostre scuole di applicazione.
Il personale straordinario ha reso dei servigi
egregi, ed io sono il primo a riconoscerlo, ma mi
pare che esso abbia avuto, nel massimo numero dei
casi, un trattamento superiore a quello che aveva il
genio civile, e quindi non sia stato tenuto in condizione da accampare diritti di fronte alle necessità
dell'amministrazione. La Commissione quindi non
accetta la proposta dell'onorevole Colaianni che
crede di pregiudizio per l'avvenire del corpo del
genio civile.
Quanto al diritto del personale addetto alla viabilità obbligatoria, la presente legge non provvede
che agli impiegati dell'amministrazione dei lavori
pubblici ; ma non dà facoltà di rendere tali quelli
che non io sono.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole
ministro.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Io sono veramente
sfortunato colì'onorevole De Renzis, perchè anche
per questo emendamento non mi è possibile assecondare la sua proposta, che però se non ha un significato molto più limitato di quello che paia a
prima vista, potrebbe anche essere soddisfatta dagli
articoli che sono nelle disposizioni transitorie.
Infatti il suo emendamento dice: « Gli ufficiali
che abbiano appartenuto al genio civile, o ai genio
militare con laurea di ingegnere, e che attualmente
si trovano in servizio straordinario, potranno, ecc. »
Or bene, quest'articolo innanzitutto non fa che
regolare la posizione di alcuni ufficiali, che senza
loro volontà e senza loro colpa, furono nel 1865
messi fuori pianta sia per la creazione degli uffici
provinciali, sia perchè una volta accadde che in un
momento di buon umore furono radiate dal capitolo del genio civile 200,000 lire nel bilancio, e bon
gre mal gré, il ministro si trovò nella necessità di
mettere fuori pianta per 200,000 lire di personale.
Alcuni di questi furono mantenuti in servizio straordinario, alcuni altri andarono ad altri servizi, poi
rientrarono in servizio fuori ruolo, e non hanno
potuto mai riottenere il loro posto ; per cui è stata
una ressa sia per quelli passati alle provincie, sia
per quelli lasciati fuori, onde riavere il posto che
loro spettava di diritto. Ora parecchi sono invecchiati ed oramai non è più questione di loro, perchè o non ne cercano più, o sono arrivati ad una
certa età che poco si curano di venire in servizio
attivo, come si può da loro richiedere con questa
legge.
Questo articolo non regola che casi speciali, che
non regolati costituirebbero una vera e patente ingiustizia, rispetto ad un personale che aveva già dei
diritti acquisiti. Invece l'emendamento dell'onorevole De Renzis, se dovessi intenderlo come sta
— 8276 —
Atti P&tlamntafi
Càmera ié Deputati
2
LEGISL. XIV — l SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1882
8
scritto, non avrebbe luogo perchè lo scopo che si
propone è raggiunto. Egli dice: « che abbiano appartenuto al genio civile o al genio militare, con
laurea d'ingegnere in servizio straordinario. Ma se
sono in servizio straordinario come ingegneri di
sezione e ritenuti come tali, avranno diritto a quella
metà di posti che è stabilita dall'articolo 46 ; se
non hanno questa elevatezza hanno 3 articoli che
soddisfano loro, perchè c'è l'articolo 47 il quale
stabilisce che i posti che rimanessero vacanti, potranno essere conferiti agli impiegati straordinari
dei vari rami delle opere pubbliche, i quali contino
non meno di 3 anni di servizio, ecc.
Poi viene l'altro articolo. Poi vi sono altri tre articoli in proposito, ad una condizione che siano in
servizio del Ministero dei lavori pubblici, perchè se
poi l'emendamento volesse alludere agii ufficiali che
sono o furono in servizio del Ministero della guerra,
francamente dovrei rispondere che il genio civile
non è il refugium peccatorum di nessun'aitra amministrazione, perchè codesti ufficiali se non stanno
più in quell'amministrazione è segno che non vi potevano rimanere, o perchè sono anziani, e noi non
cerchiamo certamente degli anziani, perchè io desidero delle disposizioni per ringiovanire il corpo del
genio civile, e sono lieto che la Camera le abbia già
votate ; oppure sono stati licenziati dal loro corpo
per altre ragioni, e non so perchè il genio civile dovrebbe dar loro rifugio. Ogni amministrazione, direi
quasi ogni categoria di corpo, dovrebbe provvedere
ai suoi. Ora se il corpo del genio militare dovesse
ampliare il suo ruolo, per esempio, io sono persuaso
che non vorrebbe mica dare il diritto ad ingegneri,
che furono nel genio civile di entrare nel genio militare. Tutt'al più prenderebbe gli ingegneri in servizio attivo, ma quando ne avesse la necessità.
Ora io spero che la portata dell'emendamento
sia nel senso da me prima accennato, vale a dire
che l'onorevole De Kenzis non l'abbia proposto che
per avere lo schiarimento, se siano o no compresi anche quelli che sono ingegneri militari. Ma ripeto che
se sono ingegneri delle strade ferrate o delie strade
obbligatorio in servizio dello Stato, per conto della
amministrazione dei lavori pubblici, avranno la classificazione che loro potrà essere conferita dal voto
del comitato, qualunque sia la scuola da cui sono
.usciti, anche militare.
Venendo all'onorevole Coìaianni bisogna proprio
che gli dica che egli si farebbe fautore di una vera
e patente ingiustizia.
Io dico : se gli impiegati delle strade obbligatorie
a cui egli allude, sono al servizio dello Stato, allora
hanno la classificazione che loro competerà secondo
i meriti individuali, perchè spero bene che non vorrà
che li collochiamo in una posizione stabile unicamente perchè sono impiegati nelle strade obbligatorie. Bisogna ad ogni modo che si assoggettino anche loro a far vedere quali sono i loro titoli, quali
sono i loro meriti, e questo diventerà aiutante di
quello di 3 , se sono al servizio dello Stato,
Se poi non sono al servizio dello Stato c'è poco
da fare.
Ripeterò quello che diceva adesso per il servizio
militare. Noi non facciamo adesso una legge per
dare un rifugio a nessuno. Facciamo una legge equitativa per vedere di dare un collocamento definitivo
a quelli che servono da lungo tempo lo Stato e di
cui lo Stato ha già bisogno. L'onorevole Coìaianni
mi potrà rispondere : ma sono tutti ia servizio dello
Stato 1 Sa lo sono tutti correranno tatti la sorte di
quelli che sono in servizio delle strade ferrate. Io
non comprendo perchè egli voglia fara una distinzione fra il personale delle strade ferrata e quello
delle strade obbligatorie. Se dovessi farne una direi,
cominciamo prima da quelli che sono alle strade
ferrate e poi andiamo a quelli che costruiscono le
straducole comunali, perchè credo che ci voglia
maggior capacità a costruire le grandi strado ferrate che non le piccole strade comunali obbligatorie.
Ma è meglio spiegarsi chiaramente a questo riguardo. Dunque nelle strade obbligatorie ci sono
degli ingegneri, degli aiutanti di nomina forse veramente governativa ; ed è quando ci sono le nomine
ex officio. Molte volte i comuni non hanno voluto
eseguire i lavori, ed è accaduto che lo Stato ha designato lui gl'ingegneri.- Ci sono degl'ingegneri elei
genio civile che fanno i lavori delle strade obbligatorie, come ci sono degli straordinari che sono nominati per questo. Ma vi sono forse molti (non
saprei adesso quanti) che sono al servizio diretto
dei comuni.
I comuni che lavorano per loro stessi adoperano
gli ingegneri comunali. Deve lo Stato serbare un
posto anche agl'ingegneri comunali ? Deve lo Stato
provvedere anche a questi ? L'onorevole Coìaianni
diceva: ma voi ne avrete poi bisogno perchè dovrete anche mantenerle queste strade. Non ci mancherebbe altro, onorevole Coìaianni, che lo Stato
dovesse anche provvedere alla manutenzione dello
strade obbligatorie.
Ma io sto per presentare un pregetto di legge di
modificazioni alla legge del 1868, in cui proporrò
delle modificazioni per rendere obbligatoria la manutenzione, che lo è già, molto in astratto però, per
la legge comunale e provinciale ; perchè tutti sanno
che i comuni hanno l'obbligo di mantenere le strade
appunto per quella legge. Ma bisogna proporrà
qualche cosa sul modo di agire per farle effettivaa
'Mi
Camera dei Deputati
fatìamenlarì
LEGUSL. XIV — r
SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1 8 8 2
ménte mantenere; perchè l'obbligo lo sanno, ma
poi abbandonano la strada e non fanno niente.
Dunque Io Stato non potrà mai provvedere direttamente alla manutenzione delle strade comunali, altrimenti perturbiamo qualunque idea amministrativa, a meno che io Stato non si faccia esercente di
tutti i lavori dei comuni. E allora facciamo una
cosa comune, che potrà essere anche un affare più
semplice. Ma questo poi non sarebbe discentramento.
Dunque per gli impiegati delle strade obbligatorie non ci è bisogno di disposizioni speciali ; altrimenti ce ne vuole una speciale per le ferrovie, ce ne
vuole una speciale per i canali Cavour, ce ne vuole
una speciale pei lavori idraulici. Ciò è perfettamente
ozioso. Io prego gli onorevoli colleghi di considerare quale è la dizione degli articoli che vengono
dopo : la dizione è sempre questa, che i posti i quali
rimanessero vacanti, dopo quelle categorie che sono
in servizio, potranno essere conferiti agli impiegati
straordinari di quel servizio delle opere pubbliche,
i quali contino non meno di tre anni, o di cinque,
secondo i gradi. Dunque sono tutti compresi. 0
hanno il titolo di servizio del Governo, e lo faranno
valere, uno per entrare in un grado, un altro per
entrare in un altro, secondo il giudizio del Comitato, o non hanno il servizio governativo, ed io non
10 posso imprimere, non ci è Ywflatum della parola
del ministro che possa crearli impiegati governativi
se non lo sono.
Dunque io non escludo, e non ammetto ; o meglio,
11 metto nella condizione di tutti gli altri, a condizione che facciano valere i loro titoli, da cui risulti
per prima prova che sono al servizio dello Stato, ed
allora saranno nella categoria di tutti gli altri, e
correranno la sorte.
Dopo di ciò, credo che l'onorevole Colaianni non
insisterà per introdurre una disposizione, la quale,
lo ripeto, sarebbe una manifesta ingiustizia.
PRESIDENTE. L'onorevole Colaianni mantiene, o
ritira il suo emendamento ?
COLAIANNI. Io vorrei rettificare innanzitutto alcune apprezzazioni fatte dall'onorevole relatore.
Egli ha detto che io, colla mia proposta, precludeva
0 precludo, per dire meglio, l'ingresso nel genio civile ai giovani distinti che escono oggi dalle diverse scuole di applicazione. Questa non è punto la
mia intenzione ; io intendo soltanto di assicurare
una posizione a giovani, che si trovano nelle stesse
condizioni, nelle quali si trovano moltissimi ingegneri del genio civile, cioè a giovani laureati.
E se si volesse adottare il principio esposto dal
relatore di lasciare libero l'ingresso ai giovani che
1100
escono dalle scuole di applicazione, perchè forniti
di studi più recenti, e per migliorare così il corpo
del genio civile, io allora direi : incominciate a togliere gl'ingegneri che hanno avuta la laurea venti
o trenta anni fa, e che sono in condizioni inferiori
a quelle degl'ingegneri che sono oggi nel servizio
delle strade obbligatorie. Questo dico per farcomprendere la conseguenza a cui si va, seguendo il
ragionamento dell'onorevole relatore.
L'onorevole ministro dice che se questi impiegati
straordinari sono al servizio del Governo, la loro
condizione è stabilita dalla legge. Accetto quest'osservazione dell'onorevole ministro, ma per quelli
che furono nominati dai prefetti, che cosa fa l'onorevole ministro ? Li mette sul lastrico.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Faranno valere t
loro titoli.
Una voce. Faranno gl'ingegneri.
COLAIANNI. A proposito della manutenzione della
strade obbligatorie che cosa intende fare l'onorevole ministro? Vuole che ogni comune tenga un ufficio tecnico? Questo è impossibile. I comuni potranno pagare le spese di manutenzione, ma in
quanto agli uffici tecnici ci deve pensare il Governo.
Ciò nonostante, dopo le dichiarazioni fatte dall'onorevole ministro, ritiro il mio emendamento e mi
auguro che davvero egli possa pensare all'avvenire
dei funzionari dei quali ho parlato.
PRESIDENTE. L'emendamento dell'onorevole Colaianni è dunque ritirato.
L'onorevole De Renzis mantiene o ritira quello
che ha proposto ?
DE RENZIS. Vedo che l'aria non spira propizia
agli emendamenti, e quantunque le ragioni dell'onorevole ministro non mi abbiano interamente persuaso, recedo dal mio emendamento, ma non voterò
la proposta della Commissione.
PRESIDENTE. Così sono ritirati i due emendamenti
proposti all'articolo 44.
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.'
MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. Una semplice parola
di schiarimento all'onorevole Colaianni.
Egli ha chiesto che cosa si farà di coloro che sono
stati nominati dai prefetti. Ho già detto in proposito
che se sono al servizio dello Stato faranno valere !
loro diritti e saranno trattati come gli altri. Se non *
saranno al servizio dello Stato, nulla posso fare
per essi, qualunque sia l'autorità che li ha nominati. L'onorevole Colaianni spera che il ministro
provvederà alla sorte di quelli. È invece la legga
che provvederà, il ministro nulla ha da provveder©
Atti Parlamentari
LEGISL. XIY — T
SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
in proposito. Ho proposto un disegno di legge che
favorisce il personale straordinario, ed è facile vedere che dopo l'aumento degli stipendi, il genio civile nulla guadagna con questa legge 8 forse perde
qualche cosa.
Dunque, sia ben inteso, che questa legge è fatta
più che altro per coloro che non fanno parte del
genio civile. In quanto alla manutenzione delle strade
obbligatorie, l'onorevole Colaianni ha detto che
i comuni dovranno pagare le spese di manutenzione
ed il Governo dovrà pensare agli uffici tecnici; ma
questo per me è una cosa strana.
Tutti i giorni si domanda il discentramento, e
adesso lo Stato dovrà provvedere agli uffici tecnici
delle strade comunali ? Ma, onorevole Colaianni, io
non so che cosa possa accadere in un comune del
regno d'Italia, ma conosco migliaia di comuni che
hanno i loro uffici tecnici, i loro ingegnerucci che
tante volte valgono quanto i grandi ingegneri del
Governo ; fanno i consorzi in tre o in quattro e
vanno avanti. Ad ogni modo, questo non ha niente
a che fare colla regolarizzazione del personale.
PRESIDENTE. Onorevole relatore, Ella ha facoltà di
parlare.
iMCHIOitl, relatore. Una parola sola. Io tengo ad
accertare che la proposta Colaianni avrebbe questo
effetto : che, per una serie di anni, cioè fino a che
non saranno collocati tutti gli straordinari, non si
avranno chiamate di allievi nè per concòrso, nè
dalle scuole direttamente, e ciò, a mio avviso, con
grave danno per la futura composizione del genio
civile. Quanto all' idea che bisognerebbe mandar
via gli ufficiali laureati venti anni fa, capisce bene
l'onorevole Colaianni, che accettando questa idea,
le amministrazioni dovrebbero cambiare tutti i proprii impiegati ad ogni momento, perchè fossero sempre freschi degli studi, la scienza progredendo, e
non rimanendo stazionaria.
Mi pare che le mie idee non conducano ad una
proposta così strana, e che il suo non sia un ragionamento atto a menomare le ragioni che io ho
avuto l'onore di esporre alla Camera.
PRESIDENTE. Onorevole Cavalletto, parli pure.
CAVAILETTO. Io domando solamente una spiegazione. Qui è detto che gli ufficiali già appartenenti
al genio civile, e che adesso sono al servizio dello
Stato come straordinari potranno rientrare nel
corpo del genio civile e ottenere il grado corrispondente a quello che avevano nel genio e con la
anzianità relativa. È abbastanza chiaro? È meglio
che ci intendiamo esplicitamente. Questa anzianità
relativa è quella che avevano quando già appartenevano al genio ; gli anni passati fuori dai corpo
non si contano, perchè altrimenti ciò sarebbe una
cosa ingiustissima, e la ragione n'è evidente.
PRESIDENTE. Non essendovi proposte, pongo ai
voti l'articolo 44 nel testo che ho letto.
(È approvato,)
Rimanderemo a domani il seguito di questa discussione.
Domani, alle 11, riunione degli Uffici, per costituirsi ed esaminare diversi disegni di legge.
Alle 2 seduta pubblica.
La seduta è levata alle 6 25.
Ordine del giorno per la tornata di giovedì :
(Alle ore 2 pomeridiane.)
1° Seguito della discussione del disegno di legge
sull'ordinamento dei corpo del genio civile;
2° Facoltà al Governo di pubblicare e mettere in
esecuzione il Codice di commercio ;
3° Riordinamento deli' imposta fondiaria nel
compartimento ligure-piemontese ;
4° Abolizione del contributo (ratizzi) pagato da
alcuni comuni delle provincie napolitano ;
5° Bonificazione delle paludi e dei terreni paludosi ;
6° Sullo scrutinio di lista;
7° Trattamento di riposo degli operai permanenti di marina e dei lavoranti avventizi di essa;
8° Provvedimenti a favore dei danneggiati dal*
l'uragano 29 giugno 1881 ;
9° Aggregazione del comune di Bargagli al man*
damento di Staglieno ;
10. Aggregazione del comune di Brandizzo al
mandamento di Chivasso;
11. Conversione in legge del decreto 16 dicembre
1878, concernente la fondazione di due istituti femminili superiori in Roma ed in Firenze;
12. Aggregazione dei comuni che costituiscono
il mandamento di Montechiari al distretto notarile
di Brescia ;
13. Proroga dei termini fissati per la vendita
dei beni incolti patrimoniali dei comuni ;
14. Concessione alla società delle ferrovie sarde
della costruzione e dell'esercizié di una ferrovia da
Terranova al Golfo degli Aiaiaci.
'Mf
Parlamentari
8279
-
Oamera
dei
Deputati
LEGrISL. XIV — 1* SESSIONE «•— DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
Alligato A .
II ministro del Re a Santiago al ministro degli affari
esteri del Chili.
Santiago, 2 agosto 1880.
Signor ministro,
Essendo corso il rumore, accolto con molta leggerezza da alcuni giornali, che gli stranieri residenti in Lima, e in particolar modo gl'italiani, avevano deliberato di formare guardie urbane, dietro
l'invito fatto loro con un decreto di quel Governo
del 27 giugno, credo opportuno, a scanso di equivoci e di mal fondati commenti, di far conoscere a
V. E. le informazioni che su questo proposito mi
furono comunicate dalla regia legazione al Perù.
Le colonie straniere, anziché rispondere a quell'invito, hanno deciso, in massima generale, di rinforzare l'effettivo delle compagnie di pompieri volontari di ogni nazionalità ivi stabilite da molti
anni, le quali rimarranno in ogni caso soggette alle
disposizioni del corpo diplomatico. Le colonie straniere, se da una parte intendono, come ne hanno il
diritto, di essere rispettate dai belligeranti nelle
persone e negli averi, intendono dall'altra di osservare i doveri della più rigorosa neutralità.
Gradisca, ecc.
Firmato: F. S a n m i n i a t e l l i .
ALLEG4T0 B .
momento respecto de mis nacionales, la noticia que
han circulado los diarios sobre haberse encontrado
en la batalla de Miraflores un rej ¡miento formado
de italianos, noticia acojida mui líjeramente como
cierta i comentada con pasión. Permitame usted decirle a este respecto, que aun cuando no tengo todavía los informes oficiales que he pedido sin dilación, puedo asegurar, según precedentes comunicaciones oficiales, informaciones particulares i ciertos
detalles de los corresponsales de los diarios, que no
habia ningún cuerpo especialmente compuesto de
italianos que siguiera las banderas del Perú.
« Pues bien, ¿es laudable de parte de la prensa,
que. sobre la fe de una noticia vaga, pronuncie los
juicios mas severos i atice pasiones i odios de mala
leí, no solo respecto de toda una colonia tranquila
i honorable, sino, en jeneral, respecto de los ciudadanos de un pais que siempre ha mantenido con
Chile las mas cordiales relaciones? Si por acaso
hubo italianos que tomaron las armas por él Perú,
dejando de ser italianos por ese solo hecho, ¿seria
ese solo hecho motivo para excitar al odio i al desprecio de los que han observado religiosamente los
deberes de la neutralidad i las leyes de la hospitalidad de que gozan? ¿Eso es cuerdo, digno i jensroso? Le hago a usted jaez.
« Dejando a su discreción de usted que haga de
esta carta el uso que juzgue mas conveniente, aprovecho esta ocasion para renovar a ustéd, querido
señor i amigo, los sentimientos de mi considerado^
mui distinguida.
a F. SÁNMINIATELLI. »
Señor don Justo Arteaga
Alemparte.
El señor ministro de Italia dirijio ayer a nuestro
director la siguiente carta:
He aqui la respuesta de nuestro director:
Santiago, 8 de febrero de 1881.
<r Querido señor i amigo,
« Veo con sorpresa i sentimiento en la crónica de
Los Tiempos, de esta mañana, un largo parrafo en
que el escritor parece que se complaciera en lanzar
al rostro de la colonia italiana de Chile i de los italianos en jeneral, ultrajes e injurias mui crueles. í
todo ello a proposito de un incidente vulgar ocurrido en la noche de ayer en la calle del Chirimoyo,
cuyas circunstancias, según la relación que tengo
de el, difieren esencialmente de las que el señor cronista ha publicado.
« Me impresiona penosamente, querido señor i
amigo, la lectura de esos increibles ataques en las
columnas de un diario tan justamente estimado. Se
insiste en ellos, i quizas es la causa de la animosidad i las prevenciones que parecen existir en este
« Santiago, febrero 8 de 1881.
« Distinguido señor i amigo,
« Me apresuro a responder i publicare en Los
Tiempos de mañana su atenta carta de usted de hoi,
motivada por el deplorable incidente ocurrido en
la noche de ayer en la calle del Chirimoyo.
« Seria inescusable, como parece temerlo usted,
distinguido señor i amigo, que se atribuyera a la
honorable i discreta colonia italiana de Chile la
responsabilidad o una responsabilidad cualquiera
en el suceso de anoche.
« Ni ha sido ese el pensamiento del redactor noticioso de Los Tiempos, ni ningún chileno, puede
usted vivir de ello seguro, incurrirá en tal lijereza,
tan injusta como odiosa.
« Chile, cuya hospitalidad es unn de sus nobles
'Atti
Parlamentari
Camra dei Bepuiütí
LEGISL. XIV — I SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
a
virtudes i cuyo afecto pór la Italia es sincero, cordial i antiguo, nunca caera en movimientos de colera
indignos de el, hasta confundir a la nación italiana
i a los italianos, sus huespedes amigos, laboriosos
obreros de su progreso, con unos cuantos estragados.
« Todas las naciones tienen hijos prodigos, desventurados o perdidos.
« No puede haber nubes, señor conde, entre Italia
i Chile cuando tiene un representante como usted.
« Al honorable ministro i al ilustre amigo los
saludos i las consideraciones de su amigo mui atento
« JUSTO ARTEAGA ALEMPARTE. »
Al señor conde Sanminiatélli, ministro
plenipotenciario de Italia en Chile.
ALLEGATO CV
Il ministro del Re a Santiago al ministro
degli afari esteri.
Santiago, 25 gennaio 1881.
Signor ministro,
Furono pubblicati oggi due telegrammi, dai quali
apparirebbe che un corpo composto d'italiani prese
parte alla battaglia data a Chorrillos. Codesto fatto
che smentirebbe, ove fosse vero, le assicurazioni da
me date ai Governo cileno, dietro le informazioni
comunicatemi dalla regia legazione in Lima, sarebbe gravissimo e sommamente deplorabile. Ho
chiesto subito schiarimenti al cavaliere Viviani.
Potrebbe avere dato luogo ad equivoco il trovarsi
al comando di una divisione dell'esercito peruviano
il colonnello Cesare Canevaro, appartenente a famiglia di origine italiana.
Gradisca, ecc.
Firmato: F. SANMINIATELLI,
Il ministro dei He a Santiago ai ministro
degli affari esteri.
Santiago, 16 febbraio 1881.
Signor ministro*
Il rumore corso e divulgato dai giornali, che una
legione composta d'italiani avesse combattuto a
Miraflores sotto la bandiera peruviana, diede motivo, come facilmente lo si poteva prevedere, a manifestazioni di sentimenti ostili verso i nostri connazionali qui residenti.
La copia qui unita di un rapporto del signor
Magliano mostrerà a V. E. quale fosse la situazione
in Valparaíso, dove mancò poco che avesse tristi
conseguenze, un attentato diretto contro la persona
del regio vice-console. Ugualmente minacciosa era
la disposizione degli animi in Santiago, e non passava giorno che io non ricevessi ricorsi di connazionali, che dolevansi di essere stati provocati e
ingiuriati. Disgraziatamente i giornali fomentavano
i rancori popolari, e mostravansi non meno violenti
del volgo nell'insultare e vilipendere la nostra colonia. Valga come esempio di quello che si giunse
a stampare contro la colonia medesima, l'estratto
qui unito del giornale Los Tiempos del dì 8 cor*
rente.
Codesta sconcia pubblicazione non potendosi lasciar passare inosservata, e le informazioni private
da me raccolte essendo tutte concordi nel dimostrare falsa la notizia della presenza di un corpo
composto di italiani sul campo di battaglia di Miraflores, stimai opportuno di scrivere una lettera al
signor direttore del giornale Los Tiempos. La mia
lettera fu pubblicata insieme con la risposta soddisfacente del signor direttore, come apparisce dal
frammento qui alligato del giornale suddetto.
Non cessando tuttavia la situazione delle cose di
essere grave e minacciosa, benché non vi fosse conferma alcuna dei rumore che ne era stato il motivo,
credetti mio dovere altresì di richiamare sulla medesima l'attenzione di questo Governo con due comunicazioni del 4 e del 10 corrente, invitandolo al
tempo stesso a far pubblicare nel Giornale Ufficiale una nota della legazione che dichiarava in«
fondata la voce corsa, che militasse un corpo composto di italiani nelle file dell'esercito peruviano.
Scrissi anche una lettera confidenziale al signor
Valderrama. La risposta del signor ministro degli
affari esteri è stata soddisfacente, come V. E. potrà
vedere dalla copia qui unita della corrispondenza.
La pubblicazione nel Giornale Ufficiale della nota
della legazione è preceduta da una dichiarazione,
che in nome del Governo convalida la smentita
della notizia e deplora l'accaduto.
Fatò pubblicare in seguito le informazioni officiali, che spero di ricevere tra pochi giorni dalla
regia legazione in Lima.
Ogni pericolo è stato in questo mòdo allontanato
e le cose sono ritornate alio stato loro normale.
Dirò di più : le pubblicazioni fatte in occasione di
questo disgraziato incidente per correggere il traviamento deplorabile della opinione popolare, gioveranno a sradicare le prevenzioni che in generale
prevalevano contro la nostra colonia, nella credenza
che gl'italiani dimoranti al Perù avessero cercato di
Atti
Farhmentm%
Camera dei Deputali
8281 —
LEGISL. XIV — I SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1882
a
favorire in ogni modo, durante la guerra, la causa
di quel paese.
Gl'italiani di Santiago e di Valparaiso, consigliati
dalla legazione e dal consolato, si sono condotti in
questa difficile congiuntura con molta prudenza.
Anche ad Iquique l'attitudine della popolazione
cilena verso quella numerosa colonia italiana erasi
fatta provocante e minacciosa. Ora tutto è tranquillo, secondo quello che mi scrive il regio agente
consolare, essendo stato smentito dai giornali locali
il falso annunzio, che aveva suscitato le animosità
popolari. Uno di essi, El 21 de mayo, pubblicò a
quel proposito un articolo in lode della colonia italiana, ch'io feci riprodurre dai giornali di Santiago
e di Valparaiso.
Spero che V. E. si degnerà di approvare la condotta da me osservata.
Gradisca, ecc.
Firmato: F. Sanminiatelll
H vice-console a Valparaiso al ministro de! Re
a Santiago.
Valparaiso, 2 febbraio 1881.
Signor ministro,
Verso le ore 9 pomeridiane del 30 gennaio ora
scorso, mentre io passavo nella vìa San Juan de
Dios diretto a mia casa, reduce dalla solita mia
passeggiata alla Esplanada, ove in quella sera ebbe
luogo lo sbarco dei feriti trasportati dal Patta, e
trovandomi precisamente sul marciapiedi dal lato
sinistro in vicinanza della imboccatura di detta via
colla via di Bellavista, venni improvvisamente colpito da una sassata ai capo. La pietra, che sembra
essere un ciottolo della contrada, sfiorandomi la
tempia destra, mi colpì leggermente l'occhio destro
ed il naso. L'ala del cappello riparò il colpo, che
per tal guisa non mi produsse che una leggera ferita. Tuttavia sentii un acuto dolore, che mi cagionò un breve stordimento, iì quale m'impedì di
guardare immediatamente intorno a me. Riavutomi
dopo brevi istaati, guardai tosto da ogni parte, e
interrogai le persone che mi passarono dappresso
per verificare di dove o da chi la pietra fu scagliata ;
ma nulla potei scoprire, nè tampoco raccogliere
alcun indizio valevole a spiegare la cosa. Un capitano di polizia, che veniva dietro di me, da me interpellato, mi dichiarò di nulla aver visto, e proseguì il suo cammino dopo avermi indicato la vicina
farmacia per farmi medicare.
Il dottore Ti ucco, venuto nella stessa sera a visitarmi, constatò essere cosa di nessuna conseguenza,
ed effettivamente bastarono i bagni d'acqua ghiac-
ciata fatti nella notte sulle parti offese per far scomparire ogni infiammazione. Ora mi trovo quasi completamente guarito.
Io non diedi alcuna importanza a questo fatto,
nè punto l'avrei riferito alla S. V. Ill.ma ritenendolo
un mero accidente, che mi spiegavo col supporre
che quel ciottolo fosse stato gettato da qualche monello senza intenzione di colpirmi, e tanto meno di
offendermi in considerazione della carica di cui sono
rivestito.
Però stamane trovai alla posta una interessante
lettera anonima. Per quanto in massima nessun
conto debba farsi di uno scritto anonimo, questo
tuttavia offrirebbe argomento per ammettere la
possibilità che non si sia trattato di un semplice
caso fortuito, ma bensì d'una offesa premeditata.
Vi sarebbe poi da aggiungere che in questi ultimi
giorni vari regi sudditi vennero a lagnarsi d'ingiurie
e di minaccie di cui alcuni cittadini cileni si sarebbero resi colpevoli a loro riguardo; e che inoltre
nella sera del 25 gennaio prossimo passato, in occasione dell'arrivo di S. E. il presidente della Repubblica, parecchi popolani, i quali percorrevano
la città sui carri del tramivay, avrebbero emesso
delle grida insultanti contro l'Italia e gli italiani,
facendo sentire le loro voci specialmente quando
passavano sotto le finestre del consolato.
Ciò stante, ho stimato mio dovere di riferire ogni
cosa alla S. V. lli , e frattanto, riservandomi di
conformarmi esattamente a quelle istruzioni ch'Ella
per avventura avesse da darmi, e senza pregiudizio
di ogni eventuale operato di codesta legazione, ho
creduto conveniente di non tardare a richiamare
l'attenzione delle autorità locali sui disordini che
già ebbero luogo o che potrebbero ulteriormente
succedere. A tale effetto mi recai oggi dal signor
Tommaso Eastman, intendente ad interim di questa
provincia e gli esposi quel che si passò. Il signor
Eastman ha vivamente deplorato quanto è accaduto, e mi ha dichiarato che avrebbe impartito severi ordini, affinchè dagli agenti della polizia venga
esercitata la più rigorosa vigilanza all'oggetto di
prevenire e reprimere ogni altro disordine o colpevole fatto.
In pari tempo non ho mancato á." inculcare ai
connazionali, che ho avuto occasione di vedere, la
maggior prudenza e riservatezza, procurando altresì
di tranquillizzare gli animi alquanto agitati,
Del resto, signor ministro, io sono d'avviso che
la situazione non presenta alcun serio pericolo, a
che fra breve, calmato l'eccitamento naturalmente
prodotto dalle notizie, forse inesatte od esagerate,
giunte dal teatro della guerra relativamente al concorso degli italiani nella difesa peruana, tutto rima
Atti Parlamentan
8282
Camera dei
LEGISL. XIY —I I SESSIONS — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
A
tornerà nel suo stato normale, cessando quel po' di
tensione che attualmente si nota nei rapporti delia
nostra colonia con la popolazione indigena.
Gradise a, ecc.
Firmato : E. MAGLIANO.
11 ministro del Ee a Santiago
al ministro degli affari esteri del Chili.
Santiago, 4 febbraio 1881.
Signor ministro,
La sera del 30 gennaio, mentre il signor Magìiano,
vice-console d'Italia, in Valparaiso, ritornava dal
passeggio della Esplanada, dove allora si sbarcavano i feriti trasportati dal Patta, fu colpito da
una sassata, che lo ferì leggermente nella faccia
presso l'occhio destro. Avendogli l'acuto dolore cagionato un breve stordimento, non potè riconoscere
l'offensore nè raccogliere indizio alcuno.
La cosa non avrebbe avuto in sè medesima grande
importanza, se non fosse stato il concorso di altre
circostanze che danno argomento per ritenere come
probabile che non si trattasse eli un semplice caso
fortuito, ma bensì di una offesa premeditata contro
il signor vice-console. Egli riceveva infatti il dì seguente una lettera anonima piena d'insolenti minaccio verso il consolato e di italiani, e al tempo
stesso gii si presentavano alcuni italiani a lagnarsi
di essere stati ingiuriati e minacciati da gente del
popolo. La sera poi del 25 gennaio, nella occasione
dell'arrivo a Valparaiso di S. E. il presidente della
Repubblica, parecchi popolani, i quali percorrevano
la città sui carri della ferrovia urbana, proferirono
grida insultanti contro l'Italia e gli italiani, specialmente nel passare davanti la casa consolare.
Il signor intendente di Valparaiso, informato di
tutto questo dal signor Magìiano, manifestò il suo
rincrescimento e assicurò che avrebbe dato or dia e
alla polizia di esercitare una rigorosa vigilanza allo
effetto di prevenire ogni altro disordine.
È mio dovere tuttavia di far conoscere al Governo
di V. E. questi spiacevoli avvenimenti, i quali sarebbero indizio di un sentimento di animosità, che
potrebbe avere gravi conseguenze, verso i miei connazionali, destato probabilmente dalla notizia che i
giornali divulgarono, e sulla quale mi riserbo di fornire schiarimenti che ristabiliscano la verità, circa
la esistenza di un corpo composto d'italiani nelle
file dell'esercito peruviano. Io voglio augurarmi,
signor ministro, che la vigilanza e la energia delle
autorità impediranno che simili fatti si rinnovino»
Gradisca, ecc.
Firmato : F. BANMINIATELLI.
Il ministro del Ee a Santiago al ministro
degli afari esteri dei Ciiilì.
Santiago, 10 febbraio 1881.
Signor ministro,
Con altra mia comunicazione del 4 corrente ebbi
l'onoie di informare V. E. di alcuni incidenti spiacevoli accadati in Valparaíso, i quali palesavano la
esistenza di prevenzioni e sentimenti ostili verso i
miei connazionali residenti al Chili, destati probabilmente dalla notizia pubblicata dai giornali, cha
un corpo composto d'italiani avrebbe preso parte,
nelle file dell'esercito peruviano, alla battaglia di
Miraflores. Duolmi ora di dovere aggiungere che si
ebbero altre prove manifesta della prevalenza delle
disposizioni e delle prevenzioni suddette in vari articoli minacciosi e ingiuriosi per la colonia italiana
e per gli italiani in generale, che la stampa periodica diede alia luce in questi ultimi giorni, pigliando
motivo da fatti artificiosamente svisati, come può
servire d'esempio l'estratto qui accluso della cronaca del giornale Los Tiempos del dì 8 corrente.
L'attitudine presa dalla stampa, la quale non rifugge dal fomentare le passioni di quella parte numerosissima della popolazione, che giudica solo
sulle apparenze e si lascia guidare dalle preoccupazioni volgari, mi costringe a chiamare di nuovo, e
nel modo il più urgente, l'attenzione dell'E. V. sulla
situazione difficile e pericolosa creata ai miei connazionali dalla propaganda di rancori e di odi che
si va facendo a loro danno, e sulle ingiurie e le contumelie cui è fatto segno pubblicamente il nome
italiano, alle quali non può rimanere indifferente
questa legazione nè il Governo che la medesima ha
l'onore di rappresentare.
Io non dubito che il Governo dell'E. V., penetrandosi della gravità delle circostanze, vorrà adottare i provvedimenti necessari per tutelare in ogni
caso la sicurezza personale dei miei connazionali,
che potrebbe essere messa in pericolo e impedire le
conseguenza dolorose di un traviamento deplorabile
della opinione pubblica, provocato da ohi dovrebbe
invece illuminarla e dirigerla.
Per ciò che riguarda la notizia data della presenza di una legione formata d'italiani sul campo
di battaglia di Miraflores, bsnchò io non abbia ricevuto ancora lo informazioni officiali che non
omisi di chiedere, credo tuttavia di poterà affermare
fin d'ora, sulla fede delle comunicazioni officiali
precedenti e dei ragguagli privati da me raccolti in
questi ultimi giorni, che nessun corpo composto di
italiani militava sotto le bandiere del Perù. Sarò
molto riconoscente a V. E. sa vorrà degnarsi, a
Aiti
Ornerà dei
Farìamentari
LEGISL. XIV — I SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
a
qnesto proposito, di far pubblicare nel Giornale
Ufficiale la nota che mi permetto di accompagnarle
qui acclusa.
Gradisca, ecc.
Firmato: F. SANMINIATELLI.
legazione d'Italia ai Chili
Santiago, 10 febbraio, 1881.
Fa pubblicato dai giornali che una legione composta d'italiani avrebbe preso parte alla battaglia
di Mirafiores nelle file dell'esercito peruviano. Questa legazione, benché non abbia ancora ricevuto le
informazioni officiali che si affrettò a chiedere su
tale proposito, crede tuttavia di potere dichiarare
fin d'ora, fondandosi sopra le comunicazioni officiali
precedenti e sopra ragguagli privati ultimamente
raccolti, che nessun corpo formato d'italiani, militava sotto la bandiera del Perù. La legazione deplora vivamente che un semplice annunzio, privo di
comprovazione e conferma, abbia potuto dar luogo
a commenti e giudizi precipitati e passionati, che
sarebbe stato opportuno di evitare e prudente di
differire.
Il ministro degli affari esteri del Chili
ai ministro dei Re a Santiago.
(Traduzione)
Valparaiso, 12 febbraio 1881.
Signor ministro,
Ho avuto l'onore di ricevere la nota di V. S. del
4 corrente, con la quale la S. V. m'informa di alcuni incidenti spiacevoli accaduti al signor MIgliano, vice-console d'Italia in questo porto, chiamando al tempo stesso l'attenzione del mio Governo
sui sentimenti poco amichevoli di cui sarebbe animata una certa classe dei nostro popolo.
Non tralascierò di significare fin d'ora a V. S.
che il mio Governo riprova e condanna altamente
ciò che accadde al signor Magliano nella notte del
SO del passato mese. Disgraziatamente i fatti hanno
rivestito un carattere anonimo, che non permise di
infliggere agli autori dei medesimi il dovuto castigo.
Ho raccomandato ciò nonostante alle autorità di
questo porto di vigilare premurosamente affine di
impedire la ripetizione di avvenimenti deplorabili
sotto ogni riguardo.
Gradisca, ecc.
Firmato: M. VALDERRAMA,
ii ministro degli affari esteri dei Chili
al ministro del Re a Santiago.
(Traduzione)
Valparaiso, 12 febbraio 1881.
Signor ministro,
Ho sott'occhio la nota che V. S. si compiacque
scrivermi il 10 corrente. V. S., riferendosi all'altra
che mi fece l'onore di dirigermi il 4 corrente, chiama
di nuovo l'attenzione del mio Governo sulle manifestazioni ostili della stampa e sui pericoli che possono nascere per i suoi connazionali dalla propaganda odiosa iniziata contro di loro.
Senza tralasciare di prendere, dal canto mio,
tutti i provvedimenti, cui può ricorrere il Governo
per evitare che gli italiani sieno molestati in modo
alcuno, non posso tuttavia omettere di osservare
che forse la S. V. si è formata un concetto esagerato delle prevenzioni di cui V. S. crede animata la
stampa e una parte del nostro popolo.
È vero che la notizia ricevuta dal teatro della
guerra, la quale attribuiva a un corpo d'italiani una
partecipazione attiva nella sanguinosa giornata di
Mirafiores, commosse un poco il sentimento pubblico ; quella ingrata impressione però si è dissipata
mano a mano che passava il tempo, senza che la notizia ricevesse conferma.
Le parole che V. S. accompagna alla sua nota, e
che rimetto oggi stesso perchè sieno pubblicate nel
Giornale Officiale, distruggeranno completamente
la prevenzione odiosa che tuttavia potesse rimanere
nell'animo di alcuni pochi.
V. S. ha potuto convincersi nel tempo che ha risieduto tra noi che la colonia italiana è stata sempre
giustamente stimata ; e questa stima, per un istante
alterata, seguiterà come per lo innanzi a circonGradisca, ecc.
Firmato : M. VALDERRAMA.
Estratto dal Diario Oficial del Chili:
Sección editorial»
Nos apresuramos a dar publicidad a una comunicación que el señor ministro de Su Majestad el Reí
de Italia ha creído deber dirijir a nuestro Gobierno
para desautorizar la noticia que circuló en loa últimos dias de que un cuerpo de ejercito, compuesto
de italianos, habia luchado, bajo las banderas del
Perú, contra nuestras tropas en Miraflores.
Cumplimos este deber con tanta mayor satisfacción cuanto que habíamos podido observar que la
'Atti
Camera
Parlamentari
LEGISL. XIV —
dei
Deputati
l f t SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
noticia circulada despertó en nuestro pais un sentimiento de desagrado, capaz de modificar la simpatía
i respeto de que la colonia italiana ha gozado justamente en nuestro pais.
La palabra respetable del señor ministro de Italia
nos hace ver que la opinior publica ha sido mal informada a este respecto.
Por nuestra parte, podemos agregar también que
hasta la fecha el Gobierno no ha recibido informe
alguno oficial que confirme la existencia del cuerpo
de italianos en la batalla de Miraflores.
Las susceptibilidades despertadas por esa noticia
no tienen hasta ahora razón de ser ; ni hai nada,
por fortuna, que pueda debilitar la antigua amistad
i estrechos lazos que ligan a los hijos de nuestro
pais con los hijos del reino de Italia.
La comunicación a que hemos aludido dice asi:
Traducción, « Legación de Italia en Chile.
« Santiago, febrero 10 de 1881.
« Se ha publicado en los diarios que una lejion
compuesta de italianos ha tomado parte en la batalla de Miraflores en las filas del ejercito peruano.
Esta legación, aunque no ha recibido aun los informes oficiales que se apresuro a pedir a este respecto, cree, sin embargo, poder declarar desde luego,
fundándose en las comunicaciones oficiales anteriores i en informes privados recojidos últimamente,
que no militaba bajo la bandera del Perú ningún
«uerpo formado por italianos. La legación deplora
vivamente que un simple anuncio, destituido de
comprobacion i que no ha sido confirmando, haya
podido dar lugar a comentarios i juicios anticipados
i apasionados, que habria sido oportuno evitar i
prudente diferir. »
21 ministro del He a Santiago al ministro
degli affari ester! del Cülií.
Santiago, 10 février 1881.
Cher ministre.
Permettez-moi d'ajouter quelques ligues confidentielles à la communication que j'ai l'honneur de vous
adresser sous cette date, au sujet de la propagande
de haine qu'on vient d'initier contre les italiens.
Mes sentiments et ma manière de penser vous
sont assez connus pour que vous puissiez croire que
je me laisse entraîner par des craintes exagérées ou
par des vaines susceptibilités. La chose est réellement grave, et elle vaut la peine que le Gouvernement s'en préoccupe de la manière la plus sérieuse.
J e ne conçois pas quel est le but que la presse et
les classes, les moins éclairées du peuple, se proposent en poursuivant de leurs menaces et de leurs
injures la colonie italienne du Chili et les italiens
en général, qui paraissent être considérés comme
ennemis actuels ou comme ennemis désignés.
Le fait est que tout cela ne peut aboutir à rien
de bon, et qu'il peut en surgir des incidents pénibles qui me placeraient dans une situation délicate
et fort embarrassante. Vous même pouvez juger de
l'impression que îa connaissance de tout ceci produira en Italie.
Ma situation serait-elle tenable si je devais assister à des égarements pareils de la part du public
et des journaux? Je m'étonne surtout de la conduite
de la presse, qui, en même temps qu'elle ne cesse
de se plaindre des jugements peu favorables au Chili
portés par quelques journaux étrangers depuis le début de la guerre, cherche le moyen de créer, par ses
agissements incroyables et très-peu généreux, une
situation qui peut amener, non sans motif, des discussions passionnées et des mésintelligences re*
grettables.
Je veux espérer que le Gouvernement de la république avisera aux moyens de mettre terme à cefc
état de choses. Même sans recourir aux lois, l'in*
fluenee d'un Gouvernement justement respecté na
peut, manquer d'atteindre le but désiré. Ii me serait
agréable aussi de recevoir un mot de regret au sujet
de l'attentat dont M. Magliano, vice-consul d'Italie,
a été 1a victime à Valparaiso dans la soirée du SO
janvier.
Je vous prie de faire publier, au plus tôt possible»
dans le Journal Officiel, dans la partie réservée
aux publications officielles, la note ou avis que ja
vous envoie à propos du prétendu régiment composé
d'italiens qui aurait pris part à la bataille de Miraflores, ce qui serait en grande partie la cause malheureuse des attaques dirigées contre mes nationaux.
Je dois ajouter que M. Arteaga Alemparte vient
de me donner satisfaction, pour la part qui le regarde, des outrages dirigés contre les italiens dans
la cronique de Los liempos d'avant hier.
F. S a n m i n i a t e l l i .
11 ministro degli affari esteri del Chili
al ministro del Re a Santiago.
{Confidenziale)
{Traduzione)
Valparaiso, 18 febbraio 1881.
Caro signore,
Ho avuto il piacere di ricevere la sua lettera d'ieri
l'altro, al contenuto della quale ho prestato speciale
attenzione.
— 8285 —
Atti Farlamentari
mmi
l'imn n mi
Camera dei
unr
Deputali
LEGISL. XIV — V SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1 8 8 2
Mi rincresce sommamente delle molestie cagionatele dalle manifestazioni ostili comparsene! giornali. Quelle manifestazioni sono molte lontane dall'essere l'eco delle persone sensate. Eila avrà osservato che figuravano nella parte meno rispettabile
del giornale, e che quando fu chiamata sulle medesime l'attenzione dell'editore, questi non vacillò a
riprovarle.
Io spero che la dichiarazione che Elia desidera
pubblicare nel Giornale Officiale, e che ho fatto
precedere da alcune parole, contribuirà efficacemente a cancellare qualsiasi sentimento poco amichevole che alcuni illusi potessero nutrire.
Dalle persone coìte, da tutto il paese (salva forse
qualche rara eccezione) la colonia italiana nel Chili
è sinceramente stimata, come lo sono tutti i suoi
rappresentanti nel Chili.
Non ho tardato, ciò nonostante, a dare alle autorità rispettive gli ordini necessari per evitare la ripetizione di fatti, che il Governo è il primo a lamentare»
M. VALDERRAMA.
I! ministro del Re a Santiago al minstr©
degli affari esteri.
Santiago, 19 febbraio 1881.
Signor ministro,
La voce corsa che una legione composta d'italiani
avesse combattuto a Miraflores e fosse stata distrutta, destò profonda impressione nelle colonie
nostre di Buenos Ayres e Montevideo, dove fu comunicata per telegrafo. Sulla fede di un semplice
telegramma, e senza aspettare che quella vaga e inverosimile notizia ricevesse conferma, i nostri connazionali del Piata giuDsero finó al segno, se devo
credere agli ultimi telegrammi, di fare pubbliche
manifestazioni di lutto e sollevare inutili agitazioni.
Appena io seppi che si aveva intenzione a Montevideo di celebrare onoranze funebri per quelle
supposte vittime, telegrafai al commendatore Garrou smentendo quella notizia. Ieri poi ho mandato
altro simile telegramma alla regia legazione in
Buenos Ayres. Non lo feci prima, perchè in verità
non poteva cadérmi in mente che si volesse procedere con tanta leggerezza.
Stimando probabile che il falso rumore sia stato
telegrafato dal Piata in Italia, ho diretto ieri a
V. E. il seguente telegramma : « Fu smentita la notizia che un corpo d'italiani si trovasse nelle ultime battaglie. »
Sono lieto adesso di potere aggiungere che ho
1101
ricevuto stamane dalla regia legazione di Lima una
comunicazione, che smentisce e nel modo il più assoluto quanto si ebbe la imprudenza di pubblicare
circa la pretesa partecipazione di un corpo d'italiani negli ultimi combattimenti.
Le prevenzioni che si erano concepite quaggiù
contro gl'italiani si dileguano rapidamente. Farò
pubblicare subito la smentita ufficiale.
Gradisca, ecc.
Firmato : F. SANMINIATILLI.
ALLEGATO I > .
Estratto dal giornale El 21 de Mayo d'Iquique
del 3 febbraio 1881:
La colonia italiana en Iqulpe.
Vamos a interrumpir por hoi la serie de artículos
que venimos publicando sobre la interesante cuestión de la paz que se aproxima, para ocuparnos,
aunque sea brevemente, de un asunto que debe llamar la atención de todos ios que se preocupen de la
tranquilidad y porvenir comercial de este departa*
mentó.
Con motivo del rumor propalado, hace algunos
dias, acerca de la destrucción por el ejercito chileno
de un batallón Qaribalái compuesto de italianos,
la corriente de animosidad que se habia dejado correr inconsultamente en el pueblo contra la colonia
formada por esos estranjeros, vino a tomar una mayor
consistencia.
Afortunadamente, el ultimo vapor nos trajo el
desmentido de la noticia y nos parece llegada la hora
oportuna de hacer las reflexiones sujeridas por ese
hecho y que podemos emitir con la franqueza que
acostumbra este diario, calmados ya loa ánimos y
apaciguadas las pasiones.
Chile, nuestra querida patria, ha gozado siempre
del renombre de ser un pueblo culto y moderado
que sabe respetar ajenos derechos y recibe en su
seno con franca y abierta hospitalidad a los estranjeros que vienen a ganar honradamente su existencia y a ofrecernos su intelijencia y sus esfuerzos
para el adelanto moral y material del país.
No es posible de ningún modo que ahora se reniegue de esa justa nombradia, fomentando en este
puerto una rivalidad que, a nuestro juicio, no tiene
una razón seria de existir.
Todos los que piensen por si mismos y sepan colocar los hechos en su verdadero punto do vista,
Aiti Parlamentan
LEGISL. XIV
— 8286 —
(ternera dei Deputati
I SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1 8 8 2
a
están obligados a reaccionar contra esa propaganda funesta y perniciosa de recelos y antipatías
infundadas entre los nacionales y cualquiera de las
colonias estranjeras.
La prensa, llenando su elevada misión, debe hacerse un eco de armonía y de fraternidad para propender al mismo fin.
Si es cierto que algunos italianos han tenido la
imprudencia de manifestar sus simpatías por la
causa del Perü, ha sido sin duda entre jente que en
su ignorancia y rudeza no sabe comprender la neutralidad que debe guardar toda colonia estranjera
que vive tranquila al amparo de nuestras leyes.
Pero esta no es causa para tratar de establecer
una equiparación injustamente odiosa entre italianos
y peruanos.
El pueblo debe abandonar estas ideas y desoír á
los que pretendan inculcárselas.
Asi como ha demonstrado que sabe defender heroicamente a su patria y ser infatigable en las rudas
labores de la industria, también ha de probar su moderación y su cultura social, obteniendo asi para su
frente la triple corona del valor, del trabajo y de la
educación.
La rivalidad no tiene razón en este puerto exclusivamente comercial, en que todos debemos ayadarnos en el camino hacia la anhelada prosperidad.
Los miembros caracterizados y respetables de la
colonia italiana lamentarían, y con justicia, el incremento que puede tomar esa corriente de antipatías
que no tiene fundamento solido y razonable.
Estamos en la aurora de la paz.
El sol hermoso derramara muy presto sus benéficos rayos en el cielo de la República, y preciso es
que en fraternal abrazo de civilización, todo el
mundo, nacionales y estranjeros, ocupen su puesto
de labor en el taller del progreso, a la sombra protectora del victorioso pabellón de Chile.
II ministro del He a Santiago
ai ministri del Re a Buenos iyres e Montevideo,
Santiago, 18 febbraio 1881.
Illustrissimo signore,
Con un mio telegramma di questa medesima data
ho annunziato alla S. V. che era stata smentita la
voce corsa, che un corpo composto d'italiani avesse
combattuto nelle file dell'esercito peruviano. Non
ho ancora ricevuto dalla regia legazione di Lima le
informazioni che mi affrettai a chiedere su quel particolare ; i ragguagli privati però, incluse le ultime
lettere dei corrispondenti dei giornali cileni, mani-
festano chiaramente che quella notizia è del tutto
infondata.
Deploro vivamente le manifestazioni fatte da cotesta colonia sulla fede di telegrammi, che non erano
stati in alcun modo confermati. Tali manifestazioni
potrebbero risvegliare i sentimenti ostili della
stampa cilena e del pubblico verso la colonia nostra qui stabilita, che si trovò nei giorni passati in
una situazione molto difficile e non senza pericolo.
Spero che la S. Y. vorrà adoperarsi per quietare
gli animi ed evitare odiose polemiche ed inutili
pubblicità.
V. S. vedrà dal numero qui accluso del Giornale
Officiale del Chili, la dichiarazione che io feci pubblicare. Le notizie posteriori confermano la smentita.
Gradisca, ecc.
Firmato : F. SANMINIATELLI.
PS. 19 febbraio. Ho ricevuto stamane un dispaccio della regia legazione di Lima che smentisce officialmente e nel modo il più assoluto la notizia cui
si riferisce la presenta comunicazione.
Firmato : F. SANMINIATELLI.
Allegato F.
Discurso de! ministro de! Peru.
(De El Nacional de Buenos Aires).
Desde los balcones de su casa el señor ministro
del Perü dirijio la palabra a los asistentes al meeting
de protesta de los italianos, en los siguientes términos :
Qae espectáculo, señores, el que acabais de ofrecer al universo!
Estudiémoslo, si posible es en momentos tan ajitados, con la tranquilidad del filosofo.
El es grande, con una grandeza hasta hoi desconocida en America; verdadero, cual todo lo que
emana de la conciencia; bueno, con la suprema
bondad de la moral; bello, en fin, con la inimitable
belleza de la armonía humana.
Lo habéis visto por vuestros propios ojos.
Millares de hombres libres venidos de apartada
rejion, do reinara un día la beneficiosa paz de la
fraternidad entre individuos i naciones, congregados
aqui, en este pais clasico de la democracia, en el
recinto sagrado del patriotismo platense, para protestar con magnifica solemnidad contra los excesos
de la guerra.
Atti P&tlamenfml
— 8287 —
Oamera dm Deputati
LEGrISL. XIV — I SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 18 GENNAIO 1882
a
De la guerra, que es en si misma la mayor de las
calamidades, explicable solo por la necesidad de
dar reparación al derecho conculcado, i que, para
imponer la neutralidad a los que la expectan, debe
ser justa en su orijén, en sus medios i en su termine—que es la paz, garantizada por la magnanimidad del vencedor, mas aun que por el exterminio
del vencido.
La ausencia de tales caracteres en la que Chile
hace al Perú i Bolivia, i muí especialmente su barbara impiedad para con el caído, justifica i enaltece,
señores, vuestra actitud de duelo respecto de las
victimas, de aliento hacia sus hermanos de causa
que sobreviven i se preparan a nuevas luchas, para
salvar el principio civilizador i mantener incólume
el sentimiento fraterno,
No: no sois extranjeros los que tal hacéis; que
la cuitara, a la vez que las bien entendidas conveniencias, tiende a borrar ese nombre de las instituciones americanas, puesto que desaparece ya, afortunadamente, de sus costumbres!
I se borrara de aquellas, no lo dudéis, señores,
pues seria oprobioso para la America que en sus
leyes siguiese designándose con esa palabra a los
que nos están dando dia a día los mas clasicos testimonios de su adhesión si continente que elijieron
por propría voluntad para patria suya i de sus postreros.
Bien venidos sean a esta rejíon de la libertad, de
la igualdad i de la fraternidad, todos los que, cual
vosotros, dejan, con lagrimas en los ojos, el hogar
en que nacieron, trayendo en la cabeza la idea civilizadora, en el corazon el sentimiento de la dignidad
i en el brazo la azada con que ha de ser abierta la
tierra virjen que os ofrece sus abundantes i sabrosos
frutos, a condicion de que la enriquezcáis con el
trabajo inteligente i honrado i de que contribuyáis
a su engrandecimiento, amandola en la guerra como
en la paz.
iltalianos, españoles, franceses!
Descenáeis de un gran pueblo.
La historia de Roma es vuestra historia.
La señora del mundo domino a este civilizándolo;
i fue tanto su poder que la barrie vencedora de un dia
se prosterno a sus pies, vencida i para siempre.
Sois raza de dominadores. Separados de la patria
común, para vivir la propría vida, los pueblos latinos, cada uno a su turno, extendieron los confines
de la tierra, pero como su jenitor, para civilizarla.
¿Que no haréis otra vez unidos con estrecho perdurable lazo?
Sois invencibles uno a uno, como el pueblo de que
prccedeis. Vuestras decadencias mismas sen breves
eclipses, pasados los cíales reapareceis en el con-
cierto de las naciones, dando pruebas inequívocas
de vuestra inmortalidad.
j Asta donde iríais juntos, cuan garantido quedaría
el derecho moderno, si llegaseis a un perfecto
acuerdo sobre el modo de cumplir vuestra misión
civilizadora, por la paz i para la libertad!
Porque tengo fe en vuestros eternos destinos, no
he admitido ni por un instante el vencimiento definitivo de mi patria, que de vosotros vive en el pasado,
como de vuestras ideas i sentimientos vive en el
presente i vivirá en el porvenir.
I si mi fe pudiera vacilar con la dura prueba de
angustiosas horas, ella se fortificaría con el recuerdo
de ese haz de hermanos vuestros, quel el corvo chileno corto sin alcanzar a desatarlo, i con la esperanza que enjendra en mi alma vuestra unión para
honrarlos i vengarlos.
Si: para vengarlos; pues que la índole de su inmolación clama venganza.
Esta ha comenzado ya, i los estremecimientos do
Chile a la sola nueva de que estáis en pie para enviar
a los cuatro vientos una palabra de maldición, os el
mejor síntoma de que su conciencia lo condena
anunciándole el vencimiento moral, precursor de su
caída.
Contra Chile, Chile mismo.
Sus excesos i demasías os han levantado cual si
fuérais un solo hombre; i tenedlo por seguro, vuestra protesta, que el cable trasatlántico trasmite ya
a la Europa, conmoverá, con conmocion electrica, a
las tres grandes naciones qua aqui representáis tan
dignamente.
Os felicito, pues, por vuestra obra de hoi, i por
sus consecuencias de mañana: — ía exclusión de
Chile del rol de las naciones civilizadas, que fcraera,
mui luego, su anonadamiento en America,
Nota áe agradecimientos del ministro peruano
en Buenos Aires a las colonias italiana y española.
T E i E O B i y O THASÀKDINO.
Buenos Aires, febrero 14 de 1881.
Señores directores de los diarios italianos y españoles de las Repubiicas del Plata. — Señores directores: Dígnense IJds. hacerse organo de la legación
del Perù, para que pueda llegar una palabra suya,
de simpatia y fraternidad, a los españoles e italianos
de estas comarcas, con motivo del bizarro comportamiento de las columnas italiana y española que
defendieron en Chorrillos y Miraflores, la capital de
su segunda patria.
La causa de la civilización, como la de la libertad
Affli
Farlamenéari
LEGISL. XIY —
8288
Camera
dei
Deputati
] * SESSIONE — DISCUSSIONI — TORNATA DEL 1 8 GENNAIO 1 8 8 2
es cosmopolita. AHi donde la barbarie amenaza de alianza Perú-boliviana y que clamaran venganza
muerte, o de retroceso a la sociedad, alli se encon- contra el implacable victimador de sus hermanos,
traran siempre los hombres de corazon de todas las es el fruto que de pronto ha de recojer aquella de
razas, confundidos en un solo cuerpo de ejercito, la insigne proeza de que se jacta Chile.
Gloria y prez a los españoles e italianos guarpara pelear la batallas de la justicia y del derecho.
La raza latina señalóse en todos los tiempos y dianes de los puertos de Lima!
lugares por sus levantados sentimientos, no menos
¡¡Honra y gloria a España e Italia!!
que por su valor indomable. Heredera de tradiciones
Con vivo reconocimiento para las colonias itagloriosas y de heroicos hechos, ha debido a sus pe- lianas y españolas da la República del Plata, y en
culiares dotes el salir triunfante de las mas duras especial para Uds. señores directores, tengo el honor
pruebas que hayan soportado las naciones, siendo su de suscribirme su mui atento y obligado seguro serdestino luchar a la vanguardia en defensa de los vidor.—(Firmado).
fueros de la humanidad. La historia de todos los
EVARISTO GÓMEZ SÁNCHEZ.
siglos atestiguara eternamente esta verdad.
A nadie estrañara pues, que dos grupos de demócratas españoles e italianos hayan hecho el sacrificio
de su vida en aras de la independencia del Perú i
ALLIGATO CÍ.
para oponerse a la conquista americana.
Lo que asombrara si al mundo es que la fuerza reRectificación del Comité italiano.
gular de un pueblo que osa llamarse civilizado haya
inmolado en su sed hidrópica de sangre, los restos
(De la Actualidad.)
inermes de esas huestes sagradas, y que no satisfecho
Chile con ellos, reclame para si el triste privilejio de
Lima, febrero 9.
no haber tenido piedad para con el huesped del Perü,
Consedemos con gusto un lugar de preferencia en
que creyó un deber darle voluntariamente su sangre,
nuestras
columnas a la que sigue:
en retribución de jenerosa hospitalidad, no menos
«
El
Comité
italiano establecido en Lima desde
que por rendir culto a las ideas.
«
el
principio
de
la guerra actual, por voto unánime
Justa, mui justa, es la indignación de las colonias
«
de
la
colonia,
con
el objeto de representarla en la
españolas e italianas del Plata, por este acto sal«
defensa
de
su
honra,
vida e intereses, bajo la base
vaje, y mas aun, si cabe por la indignidad chilena,
«
de
la
mas
estricta
neutralidad,
y en armonía con
que se disculpa ya de tan atroz crimen attribuyendo
«
el
Comité
internacional,
del
que
hace parte, cree
al oro peruano el sacrificio nobilísimo que solo pudo
«
haber
llegado
el
caso
de
desmentir
formal y soinspirar una idea tal como la de la justicia asociada
«
lemnemente,
cuanto
hasta
la
fecha
se
ha escrito
a un sentimiento cual el de la gratitud.
«
en
los
periódicos
ias
Novedades
de
Santiago
y el
Garibaldi, combatiendo por la libertad en las
«
Mercurio
de
Valparaiso;
tanto
relativamente
a
la
raarjenes del Plata, donde conquistara inmarcesi«
actitud
tomada
por
la
eolonia
italiana
en
la
actual
bles lauros: Prim renunciando a la gloria militar en
Méjico, para no deservir la causa de los principios: « guerra, cuanto por las supuestas lejiones garibal« dina o bersagliera, que falsos o malévolos notihe aqui dos bellas figuras que tuvieron, sin duda
los mártires españoles e italianos al decidirse a « ciosos han dado como existentes; reservándose
« presentar documentos auténticos con las debidas
hacer propia la causa del Perü.
« apreciaciones, siempre y cuando fuera necesaMi patria no olvidara tan jeneroso holocausto, y
« rios. •— Lima, febrero 7 de 1881.
al paso que hara suyas las familias italianas y españolas que han quedado huérfanas, erijira a las vic« EL COMITE. »
timas en privilejiado recinto, purificado que sea,
un monumento que conmemore a perpetuidad el
No podemoB menos que confirmar, apoyándonos
elocuente hecho que rejistrara la historia con carac- en el testimonio del ejercito chileno y del publico
teres indelebles en sus immortales pajinas, y que de Lima, la declaración de los directores de la reservirá en el porvenir para estrechar mas y mas los spetable colonia italiana, cuya actitud de estricta
lazos que unen a los americanos con las honradas neutralidad y cuyos jenerosos esfuerzos en defensa
y laboriosas colonias establecidas en la tierra des- de las propiedades en peligro hemos tenido, antes
cubierta por el jenio italo-hispanc.
de ahora, ocasion de aplaudir en este diario.
Cincuenta millones de españoles e italianos, que
No estara de mas manifestar aqui también, que
simpatizan hoi mas que ántea con la causa de la en las primeras horas que siguieron a la batalla de
Atti Parlamentari
Camera dei
— 8289 —
LEGISL. XIV — I S E S S I O N E — D I S C U S S I O N I — T O R N A T A D E L 18 GENNAIO
A
Miraflores circulo en las filas del ejercito vencedor
la especie de que habia combatido bajo banderas
peruanas un numero considerable de ciudadanos de
Italia. Y ello provenia de que entre los cadaveres
que cubrían las lineas peruanas, sa encontraban
muchos que parecían de europeos por el color rubio
de los cabellos y la blancura del cutis. Algunos de
ellos llevaban prendida al brazo una cinta con el
letrero Garibaldi.
Luego se supo que esos cadaveres eran los de
hombres de la buena sociedad de Lima pertenecientes a los batallones de la reserva. Algunos de
ellos eran de hijos de italianos, nacidos en el Perú
y conocidos como ciudadanos peruanos. El lema
Garibaldi lo usaban los miembros de una compatiia
de bombas, muchos de los cuales son peruanos y
tomaron las armas.
Es de sentir que estas esplicaciones, que obtuvimos deapues de la entrada del ejercito a Lima, no
llegaran oportunamente al conocimiento de los corresponsales de los diarios de Chile, y que alcanzara
a propagarse, en el primer momento, el falso rumor
que con razón ha herido la susceptibilidad de una
comunidad laboriosa y considerada, que ha dado,
en mas de una ocasion, pruebas elocuentes de que
sabe cumplir con los deberes de la neutralidad y
que, si alguna intervención ha tomado en los asuntos
públicos, ha sido para prestar valiosos servicios a
la causa del orden y de la civilización, causa que no
es del Perú ni de Chile, sino de la humanidad.
Deputati
1882
Allegato H .
PODER EJECUTIVO
MINISTERIO DE RELACIONES ESTERIORBS,
legación fle Italia en Chile.
Santiago, fttafro 21 de 1831.
Señor ministro,
Refiriendome a mí comunicación anterior del 10
del corriente, en que rogaba a Y. E. se dignara hacer
publicar una declaración que desmentía el rumor,
reproducido por la prensa, de que un cuerpo compuesto de italianos habia combatido bajo la bandera
del Perm i habia sido destruido, me apresuro a informar abora a V. E. que un despacho de la lega*
cion de Italia en Lima, recibido esta mañana, confirma oficialmente que no hubo alli italianos que
tomaron parte en las ultimas batallas.
Rogando a V. E. se digne hacer publicar esta
nota en el Diario Oficial, aprovecho la ocasion para
suscribirme 4e V. E. con sentimientos de alta consideración,
Obediente servidor,
F. SANMINIATELLI;
A S. E. él señor Melquíades Talderrama,
de relaciones estertores, etc.
Prof. Ayv. Luigi Ravahi
Capo dell'ufficio di revisione.
E«ma, 1882 — Tip. 3redi Botta.
ministro
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