Nardò, 20 giugno 2014
Relazione educativa e
insegnamento della
Religione Cattolica
Marcello Tempesta - Università del Salento
Quale scuola?
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Una terza stagione dopo la scuola d’élite e la
scuola di massa?
Un ripensamento del senso e delle dinamiche
della scolarità
Un riposizionamento della scuola all’interno dello
scenario socio-culturale postmoderno,
superando modelli ottocenteschi e
novecenteschi
Un’integrazione tra processi di riforma top down
e processi evolutivi bottom up
La scuola nel mondo globale
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La società dell’informazione e della
conoscenza
L’irruzione delle nuove tecnologie
L’economia dematerializzata ed
ecosostenibile, la valorizzazione del capitale
umano
La trasformazione dei modelli di sviluppo,
l’attenzione allo sviluppo locale e personale
L’interdipendenza planetaria e il processo di
multiculturalizzazione
La scuola nel tempo del nichilismo
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Ipertrofia delle informazioni, degli strumenti e dei
metodi, ipotrofia delle conoscenze, dei significati e
delle motivazioni
Il sistema formativo è interessato da una profonda
emergenza, che non è anzitutto di natura materiale e
organizzativa, ma culturale ed educativa, ed ha
profonde ricadute sui vissuti quotidiani
U. Galimberti parla di un “ospite inquietante”
dell’esperienza giovanile, il nichilismo, che “confonde
i pensieri, cancella prospettive, fiacca le anime,
intristisce le passioni. La scuola, ovviamente, non
suscita alcun interesse”
La percezione di un paradosso e di una
profonda emergenza educativa
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Nella cosiddetta“società della conoscenza”
(caratterizzata da una enorme disponibilità di
sapere e una facilità di accesso mai avuta prima)
c’è una diffusa povertà della vita scolastica ed una
profonda riduzione delle sue dimensioni di senso,
con inevitabili ricadute sulle inadeguate
performances da parte delle giovani generazioni

Crescenti problemi di molti allievi (disaffezione,
insuccesso, meccanicità, acriticità) e di molti docenti
(atteggiamenti fatalistici e minimalistici, affannosa
ricerca di stratagemmi per promuovere gratificazione
e risultati nell’apprendimento disciplinare e nelle
educazioni trasversali)
Gli adulti davanti al «mal di scuola»
«Il prof. ha detto che…» è una frase che conoscono.
Si, la speranza riposta dal somaro in quella litania …
Le parole del professore sono solo tronchi
galleggianti cui lo studente che va male si aggrappa
in un fiume dove la corrente lo trascina verso le
cascate. Ripete quello che ha detto il prof. Non
perché questo abbia senso, non perché la regola si
incarni, no, solo per trarsi momentaneamente
d’impaccio, solo perché «mi lascino in pace». O mi
vogliano bene. A qualunque prezzo.
D. Pennac, Diario di scuola
Una scuola che si interroga
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Quali soluzioni? Attenzione all’inclusione sociale,
ritorno alla serietà e ai contenuti o
preoccupazione metodologica e tensione a
formare una “testa ben fatta”?
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Appare necessario un coraggioso ripensamento
dei processi educativo-didattici che
caratterizzano la scuola ed una profonda
ricomprensione culturale della sua mission:
accogliere integralmente il bisogno educativo
degli studenti per permettere loro l’accesso
all’esperienza culturale, strappare dalla
passività, mobilitare talenti, mettere in azione
(più che fornire alfabeti e contenuti di base)
La scuola educa?
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Tre termini connessi, ma non sovrapponibili:
istruzione, formazione, educazione
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Interpretazioni prevalenti dell’esperienza
scolastica in termini di istruzione,
socializzazione, formazione, autoeducazione
La scuola deve eliminare il «soggettivo»?
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Generale tendenza a rendere «oggettivo» il
processo di insegnamento-apprendimento, a
sfumare la sua natura educativa, a ridurre la
centralità della relazione interpersonale
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Non vi è crescita e apprendimento senza
relazione educativa, senza un incontro ed un
legame interpersonale nel quale si è accolti,
stimolati a crescere, invitati a scoprire la realtà a
partire da una testimonianza
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La specificità della scuola è l’educare istruendo
attraverso una comunicazione viva del
patrimonio culturale
Il bambino/ragazzo è un grumo di bisogni

I bisogni di chi cresce: salute, relazioni familiari e
sociali, conoscenza, competenza, sviluppo
affettivo e comportamentale, rappresentazione
sociale, identità
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I compiti di chi educa: dare cure primarie,
assicurare sicurezza e accoglienza, stimolare,
guidare e porre limiti, correggere e promuovere
la stabilità, introdurre alla scoperta di sé, degli
altri, del mondo
Bisogno educativo e insegnamento della
religione cattolica
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Il senso religioso: punto estremo del bisogno
umano di verità e di felicità
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Il fenomeno religioso: dimensione viva e centrale
del fenomeno culturale
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Religiosità, religioni, religione cattolica
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Un insegnamento collegato con un fatto di vita
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Un insegnante/testimone
“No, la scuola non offriva soltanto un’evasione dalla vita
in famiglia. Almeno nella classe del Sig. Bernard
appagava una sete ancor più essenziale per il ragazzo
che per l’adulto, la sete della scoperta. Certo, anche
nelle altre classi s’insegnavano molte cose, ma un po’
come s’ingozzavano le oche. Si presentava loro un cibo
preconfezionato e s’invitavano i ragazzi ad inghiottirlo.
Nella classe del sig. Bernard, per la prima volta in vita
loro, sentivano invece di esistere e di essere oggetto
della più alta considerazione: li si giudicava degni di
scoprire il mondo”
(A. Camus)
L’insegnante che introduce al mondo
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Il piacere nell’apprendere e la riuscita
nell’esperienza scolastica non sono da ricondurre
principalmente al possesso di capacità innate,
prerequisiti, tecniche, sforzo di volontà
La conoscenza è eminentemente un problema di
educazione, fiorisce all’interno di un incontro nel
quale avviene un processo di promozione
intenzionale in grado di suscitare:
relazioni educativo-didattiche significative e
collaborative
motivazioni chiare e intrinseche
esercizio di una razionalità aperta alla realtà e
all’esperienza
sviluppo di competenze metodologiche
Relazioni significative
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Nesso profondo tra qualità delle relazione educativodidattiche e qualità della conoscenza (M. Baldacci)
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La relazione educativa muove la ragione e la libertà
quando provoca lo studente a uscire dalla caverna
nella quale può rintanarsi l’io, invitandolo
all’esperienza affascinante dell’incontro con la
ricchezza inesauribile del reale (anche approcciando
aspetti apparentemente particolari del sapere)

La relazione collaborativa tra pari fa maturare forme
di apprendimento cooperativo e disposizioni
prosociali, cercando di evitare il rischio
dell’omologazione e del gregarismo
Motivazioni chiare

Troppi nostri allievi non sono aiutati a porre la
domanda «perché studiare?» e a darvi risposta (in
generale e in riferimento alla disciplina)
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Una scuola dominata da esigenze di esaustività
(l’oggetto) ma disattenta alle esigenze di
apprendimento (il soggetto)
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Concezione entitativa e non incrementale della
motivazione
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Motivazioni estrinseche e motivazioni intrinseche
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Interventi di educazione motivazionale: di tipo
affettivo-relazionale, cognitivo, metodologico
Razionalità aperta alla realtà
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Una serie complessa di operazioni mentali
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Meraviglia, osservazione, interrogazione
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Acquisizione, comprensione, memorizzazione
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Rielaborazione, esercizio, ricerca
Competenze metodologiche
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Troppi nostri allievi non sono aiutati a porre la
domanda «come studiare?» e a darvi risposta (in
generale e in riferimento alla disciplina)
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Metodo, metodi e tecniche
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Differenze individuali e stili di pensiero
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Consapevolezza, organizzazione, flessibilità,
controllo
Una scuola inclusiva di qualità
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Davanti alle ipotesi dichiarate o striscianti di
descolarizzazione
abbiamo bisogno di costruire una scuola inclusiva
di qualità
fondata su relazioni significative e autorevoli
centrata sull’accoglienza, la ragione e l’esperienza
che generi conoscenza competente
contribuendo a introdurre alla scoperta di sé, degli
altri e della realtà e a superare la distanza tra
saperi e mondo della vita
animata da una nuova generazione di
insegnanti/testimoni, disposti a correre il rischio
della relazione educativa
“Gli uomini cercano sempre di evadere
sognando sistemi talmente perfetti
che più nessuno avrebbe bisogno
d’essere uomo”
(T.S. Eliot)
”Se vuoi costruire una nave non
radunare uomini per far loro raccogliere
il legno, per distribuire compiti e
suddividere il lavoro, ma insegna loro la
nostalgia del mare ampio e infinito”
A. de Saint- Exupéry
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