giugno 2009
Periodico del Rotary Club Cagliari
Distretto 2080
• Il Club ha 60 anni!
• Conclusioni e programmi di un anno
• Gli eventi della nostra storia
• Discorrendo con Ugo Carcassi
Sommario
EDITORIALE
Il nostro Club ha sessant’anni – Lucio Artizzu
Rotary Club Cagliari
Periodico del Rotary Club Cagliari
Distretto 2080
Anno di fondazione 1949
n. 3/4
giugno 2009
Pubblicazione riservata
ai soci Rotariani
Direttore responsabile:
Lucio Artizzu
Comitato di redazione:
Salvatore Fozzi,
Mauro Manunza,
Marcello Marchi,
Giovanni Sanjust
Segretaria di redazione:
Anna Maria Muru
Autorizzazione
del Tribunale di Cagliari
n. 171 del 18 agosto 1965
IN PRIMO PIANO
E la Ruota continua a girare – Ettore Atzori
Il futuro del Rotary è nelle nostre mani
– Marinella Ferrai Cocco Ortu
Il nostro Club – Paolo Ritossa
Da sessant’anni al servizio della città
– Eugenio Lazzari
La piramide magica del Rotary International
– Angelo Cherchi
Ugo Carcassi: scienziato e rotariano – Giovanni Sanjust
Una speciale giornata rotariana – Maria Pia Lai Guaita
Ricordo di Carlo De Magistris – Marcello Marchi
Ricordo di Giorgio Mulas – Andrea Rusconi
Benvenuto ai nuovi soci
A proposito di “Angelus Novus” e di “Futurismo”
– Michele Pintus
“S’arrosa de monti” – Antonio Scrugli
Riflessi della Guerra di Successione Spagnola
– Angelo Deplano
Ritratto di Antonio Atza – Mauro Manunza
L’impegno politico di Giorgio Asproni
– Ugo Carcassi, Tiziana Pusceddu
La vita: un regalo da non gettar via – Ulisse Figus
Antonio Lenza: Storia della moneta in Sardegna – L.A.
L’aeroporto di Cagliari tra passato e futuro
– Alessio Grazietti
LE RIUNIONI
Le presenze
Progetto grafico e impaginazione
Broken Art – www.brokenart.org
fotografie:
Archivio Rotary e soci del Club
Stampa e allestimento:
Press Color, Quartu S.E. (CA)
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Le opinioni espresse negli
articoli firmati impegnano
esclusivamente i loro autori.
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Hanno collaborato a questo numero:
Lucio Artizzu • Ettore Atzori • Ugo Carcassi • Angelo Cherchi
• Marinella Ferrai Cocco-Ortu • Angelo Deplano • Ulisse Figus
• Alessio Grazietti • Maria Pia Lai Guaita • Eugenio Lazzari
• Mauro Manunza • Marcello Marchi • Michele Pintus
• Tiziana Pusceddu • Paolo Ritossa • Andrea Rusconi
• Giovanni Sanjust • Antonio Scrugli
in copertina: Veduta di Cagliari
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Rotary Club Cagliari
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EDITORIALE
Il nostro Club
ha sessant’anni
Lucio Artizzu
uella sera del 23 novembre del
1949, nel salone dell’Hotel Excelsior in via Roma (oggi palazzo della Rinascente), si riunì
un gruppo di una trentina di
persone. Non tutti si conoscevano fra loro ma avevano in comune uno
scopo particolare: sentir parlare di un pianeta sconosciuto, il Rotary, per porre possibilmente le fondamenta di quel nuovo sodalizio
nato in America agli inizi del secolo e saldamente radicato in Italia oltre che nella stessa
Sardegna. Erano, per l’esattezza ventinove
persone, rappresentanti di spicco della Cagliari finanziaria, commerciale, burocratica.
Si incontravano a conclusione di diversi contatti individuali sollecitati dal generale Zanussi, segretario del Distretto 87 (del quale
era governatore Gian Paolo Lang) tesi ad incontrarsi tutti insieme per parlare del Rotary
e costituire anche a Cagliari un Club (a Sassari il Rotary aveva fatto la sua comparsa il
6 febbraio di quello stesso 1949).
Poco sapevano quei signori degli ideali
che un tal Paul Harris aveva posto a fondamento di quel movimento che quattro
coraggiosi amici, nella sconosciuta Chicago, avevano posto come base di quel Rotary che sarebbe presto diventato Internazionale fino ad approdare, oltre che in Europa, anche nella sperduta Sardegna.
E tuttavia, in questa terra, a Sassari e a
Cagliari, e poi via via in diversi altri centri
dell’Isola, il Rotary ha finito per inserirsi e
porre solide radici.
Insomma, quella sera del novembre di
60 anni fa, a Cagliari, è diventata il mo-
Q
mento d’avvio, la pietra angolare, del Rotary nella nostra città da dove si è poi irradiato nell’Isola, ed è per tale ragione che,
nel sentirci fieri di essere gli eredi di quei
“29 amici” che credettero entusiasticamente nel Rotary, è doveroso per noi celebrare tale avvenimento rinnovando il nostro impegno agli ideali che ispirarono le
felici intuizioni di Paul Harris.
«Coloro che amano veramente il Rotary
– scrisse lo stesso Paul Harris – nutrono fiducia che lo si possa continuare a considerare, esso ed i suoi figli, come un vero contributo per il progresso; nutrono fiducia
che ci si possa riconoscere nella giusta prospettiva; che mai ci si senta soddisfatti, che
si sia pronti ad affrontare le avversità e le
prosperità, che si possa sempre continuare
a crescere».
Considerazioni opportune nel particolare momento che il nostro Club si appresta a
vivere: dare il giusto merito ai sessant’anni
di attività svolta per la crescita del nostro
sodalizio ma, soprattutto, la sua fedeltà agli
ideali basilari del Rotary, in particolare l’amicizia – che significa soprattutto rispetto
per le idee altrui – ed il servizio, cioè concreta disponibilità ad operare sempre al di
sopra di ogni interesse.
Lo scambio della campana, o meglio il
“change of powers”, il passaggio dei poteri, come forse meglio dicono i nostri amici
di tradizione anglofona, ci riserva quest’anno un duplice impegno. Vogliamo dare giusta enfasi alla celebrazione del nostro
sessantesimo anno di vita attraverso iniziative e manifestazioni che siano il riflesso
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della nostra adesione agli ideali rotariani e
dobbiamo altresì salutare con soddisfazione e gioia la “rivoluzione copernicana” che
il tempo nuovo ci offre: la prima donna
presidente, Marinella Ferrai Cocco Ortu,
alla quale tutto il Club dà il benvenuto, fiducioso in un rafforzamento degli ideali e
delle opere rotariane che il Club dovrà
compiere e delle quali il presidente saprà
essere motore e sintesi.
Di certo quella sera del 23 novembre di
sessant’anni fa, quei 29 amici che iniziarono il cammino del Rotary non avrebbero
scommesso sul lungo percorso che il Club
avrebbe compiuto e si accinge a compiere,
più fiducioso che mai e, di certo, essi non
avrebbero immaginato che un giorno a
guidare il loro Club sarebbe stata una gentile signora dello stesso nome di uno dei soci fondatori, Francesco Cocco Ortu. Ma
questi sono i misteri del destino. A noi, il
prenderne atto, come pure a noi il gradito
dovere di esprimere al presidente uscente
Ettore Atzori l’unanime apprezzamento
per l’impegno profuso in un anno che ha
visto molte realizzazioni, un anno che la
vita generosamente ci ha regalato. L’augurio a “Cent’anni” a questo punto è quanto
mai d’obbligo.
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Un pubblico ufficio ha raggiunto la maggiore età
asquale Mistretta, dopo 18 anni, lascia il rettorato della
Università di Cagliari. Talvolta abbiamo letto sulla stampa
o, comunque, avvertito anche voci di dissenso sulla durata
del mandato o sulle attività da lui intraprese: resta però il fatto
certo che per ben sei volte gli è stata accordata fiducia. Il che costituisce la conferma che egli, pur tra le critiche mosse da alcune
parti, ha trovato, nelle sei tornate elettorali, l’approvazione del
suo operato dalla maggioranza degli elettori.
Presentando la Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica,
sullo stato della ricerca in Sardegna, nello scorso marzo, egli ha ribadito quanto più
volte sostenuto sulla necessità di uno stretto dialogo fra Università e territorio, con
una continua spinta a stabilire rapporti con il mondo della produzione, dei servizi e
delle professioni, «dialogo finalizzato, tra l’altro, alla individuazione del fabbisogno
formativo esistente nel contesto regionale, per modulare l’offerta didattica anche in
funzione delle esigenze espresse dalle realtà locali». Ha anche tracciato un quadro
riassuntivo dell’attività svolta, informata a tale indirizzo. In questa breve nota, limitandoci all’evento che l’opinione pubblica può ritenere più importante per l’impatto
che ha nel campo della sanità, possiamo ricordare la creazione e la messa in funzione del Policlinico di Monserrato.
Pasquale Mistretta in questi anni ha dedicato tutte le sue energie a sostegno della qualità degli studi servendo con incessante impegno la società in cui ha operato
ricoprendo una funzione di vitale rilevanza.
Ora che si è reso libero da tale ufficio, ci auguriamo che possa nuovamente essere
frequentemente con noi per dare al Club l’apporto della sua intelligenza e cultura.
P
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Rotary Club Cagliari
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Un felice consuntivo
E la Ruota
continua a girare
Ettore Atzori
crivere alla fine dell’anno appena
trascorso dovrebbe essere semplice, ma non è così. Forse lo sarebbe
se mi limitassi a fare pedissequamente
un resoconto dell’attività sviluppata,
quasi a svolgere – come si dice in
gergo universitario – una tesi compilativa.
Trovare qualcosa di originale
non è facile, anche perché ciò che
avrei voluto dire, in realtà, l’ho
detto ed abbondantemente nel
corso dei nostri incontri settimanali; ciò che avrei voluto fare
spero di averlo, almeno in
parte, fatto. Mi auguro, per
altro verso, di non aver fatto
ciò che tutti Voi avreste voluto
non facessi.
Ahi ahi ahi, il discorso si complica! Rischio di incartarmi ed allora mi affido al
sentimento.
La prima cosa che mi viene in mente e
che, per chi mi conosce come credo oramai
tutti Voi, non stupirà più di tanto è: sono
contento! Lo ero già all’inizio del mio mandato, ma la gioia era forse contrastata dall’emozione e – diciamocelo pure – dalla
preoccupazione (forse ansia da prestazione?): oggi, però, soddisfatto lo sono ancora
di più e per tanti motivi.
Primo fra tutti l’aver avuto conferma delle mie aspettative in ordine alle capacità del
Club e dei Soci, alla loro collaborazione, alla
loro attenzione ed al loro affetto. Grandi,
enormi tutte e direi per certi aspetti perfino
superiori alle previsioni. Devo a tutti Voi, infatti, la tranquillità che mi ha permesso di
portare avanti l’incarico, davvero delicato
quando commisurato alla qualità del nostro
S
Club, con una certa disinvoltura,
ma al tempo stesso con tutta la determinazione necessaria per arrivare a certi obbiettivi che non possono
essere raggiunti solo da un Direttivo, se non sorretto dal costante apporto dei Soci. Non intendo, peraltro, fare torti a nessuno e devo dire che l’iniezione
di fiducia al Direttivo con cui
ho lavorato è arrivata certamente dal Club, ma, in più
di un occasione è giunta
anche, inaspettata ed
ancor più stimolante,
da chi non socio ha
frequentato il Club e
che ha avuto la possibilità di esprimersi in modo ancor più disinteressato e devo dire assai stimolante.
E di ciò ringrazio, insieme a chi con me
ha corso quest’anno, davvero tutti e lo faccio con il cuore.
Se non devo fare torti a nessuno, comunque, un altro grazie e grande lo devo
alla mia famiglia: a mia moglie ed ai miei
figli cui ho chiesto l’ennesimo sacrificio,
ma che alla mia richiesta hanno risposto in
modo che non esito a definire esemplare.
Mai un lamentela, mai un rimbrotto per la
mia assenza: anzi spesso il conforto nei momenti in cui posso essere sembrato loro più
preoccupato. Spero di poterli ripagare per
questo, così come spero di potermi sdebitare con Voi.
Probabilmente ho invertito l’ordine del
discorso, posto che i ringraziamenti andrebbero fatti alla fine: ma queste sono le
sensazioni che per prime mi hanno colto
nel mettermi a scrivere e questo è l’ordine
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
con cui sono andato. Un ordine – disordine
spontaneo, come spontaneo ho cercato di
essere nel corso di quest’anno, nella ferma
convinzione di dover rispettare il modo di
essere mio e del nostro sodalizio che, almeno credo, sulla spontaneità – al pari dell’azione – poggia le sue fondamenta.
Oggi mi rendo conto ancora una volta
che il vero vantaggio dello scrivere consiste
nel poter esprimere qualsiasi pensiero senza essere traditi, come avviene sovente
quando si parla (e tanto più, come sono solito fare, a braccio) dall’emozione, che talora fa dimenticare qualcosa o qualcuno.
Scrivo volentieri ed ancora una volta riscopro dello scrivere l’importanza e la bellezza: si offre a noi la possibilità di rendere,
attraverso le parole, un’immagine. In questo caso una foto di gruppo del nostro
Club; una fotografia lunga un anno, un’immagine che ciascuno di noi, ed io per primo, mi auguro potrà completare con i propri ricordi, serbare e riguardare, quando ne
abbia desiderio, e spero con soddisfazione.
Un’altra impressione ricevo, poi, forte
mentre scrivo: quella di una partecipazione
costante e numerosa nel corso dell’intero
anno. E lo dico senza aver neppure consultato le statistiche o chiesto conferme al nostro “inossidabile” (ricordate così l’ho definito nel mio primo discorso) Segretario. Lo
dico facendo mente locale e pensando alla
sala piena nei nostri giovedì in occasione
dei quali, dopo la conversazione, dopo il
nostro piccolo buffet, mai vi è stato il fuggi
fuggi per timore dell’ora, seppur a volte
anche avanzata, o dell’indomani lavorativo. Non male direi: complimenti a chi ha
lavorato bene per l’affiatamento e complimenti a tutti voi che dell’affiatamento avete fatto non un esercizio saltuario, ma – in
senso positivo – un’abitudine. Ritengo questo un ottimo risultato del quale ci è stato
dato atto a più riprese dagli ospiti – Rotariani e no – che si sono avvicendati al Club,
i quali hanno spesso manifestato il loro apprezzamento per la qualità degli argomenti affrontati, per l’accoglienza ed ancor più
specificamente per il clima di cordialità ed
amicizia immediatamente percepibile.
Di questo dobbiamo andare fieri, anche
se non possiamo cullarci sugli allori: la fama va alimentata e la fortuna, se ancora ci
assiste, come spero, aiutata.
Parlando di assiduità e di soci non posso,
però, fare a meno di pensare agli Amici che
purtroppo nel corso dell’anno sono venuti a
mancare, cui va il nostro ricordo. Altri Soci,
invece, e me ne dispiaccio ugualmente,
hanno lasciato, per motivazioni diverse, il
Club: tanto, tuttavia, non deve scoraggiare
o indurre a fare valutazioni negative. Deve,
casomai, essere di sprone per interrogarci
ancora su quanto si possa e si debba fare
per mantenere ed incrementare l’effettivo,
argomento sul quale già mi sono soffermato
e non intendo dilungarmi oltre. Mi compiaccio, peraltro, del fatto che le ammissioni hanno rispettato numericamente le previsioni iniziali. Al proposito richiamo quanto scritto su un precedente numero della rivista: i soci di nuova ammissione rispondono – e sotto ogni aspetto – a tutte le caratteristiche del buon Rotariano. Le premesse
per vedere una ulteriore crescita del Club
nel segno della continuità, quindi, ci sono
tutte, poiché i nuovi Soci sapranno incrementare e rafforzare, con l’apporto di energie fresche, tutte le attività che andremo ad
intraprendere. Ed anche questo non può
che rendermi soddisfatto.
Le considerazioni conclusive, quindi, sono assolutamente positive e devo dire che, a
parte un po’ di fatica per conciliare – essendo ancora nel pieno della mia attività professionale – tutti gli impegni, un anno da Presidente è bello. Per certi aspetti, non mi vergogno a dirlo, sullo slancio quasi mi piacerebbe continuare ancora un po’, sfruttando al
meglio la conoscenza acquisita dei meccanismi che regolano l’attività del Rotary e la vita del Club. Altrettanto vero è, però, che passare il Collare non mi pesa perché del Club si
continua ad essere parte integrante ed attiva: cambia il ruolo, la Ruota gira, ma tu sei
sempre lì con la possibilità di lavorare, di fare con gli altri (e per gli altri) sino a quando
ne hai voglia. Ed a giudicare dall’esempio
dei nostri Soci di più lunga militanza mi pare che questa voglia non passi mai.
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Ho detto in altra occasione che mi apprestavo, un anno fa, a prendere la barra del timone per traghettare il Club sino al volgere
del mio anno di presidenza. Spero di essere
riuscito a mantenere la rotta segnata. Nonostante avessi ricevuto, e chiare, tutte le coordinate, restare in rotta a volte non è facile
come sembra guardando dall’esterno. Di
una cosa ora, alla fine del viaggio, sono più
che mai convinto: nella navigazione, così come nella vita, non ci si può affidare solo al
pilota automatico e non ci si può distrarre.
Occorre tenere sempre gli occhi fissi sull’orizzonte, sui punti di riferimento e mantenere il timone stretto sì, ma con tutta la sensibilità necessaria per sentire il variare delle
correnti ed evitare scarrocciamenti che, seppur forse non pericolosi, possono rendere
più periglioso il raggiungimento della meta.
Al proposito voglio, comunque, confortare tutti ed in particolare chi negli anni a
venire si troverà a ricoprire l’incarico che
oggi mi accingo a lasciare: i punti di riferimento nel Rotary e nel Club li abbiamo
chiari e ben visibili. Possiamo contare,
inoltre, fortuna non comune, su un equipaggio esperto, ben preparato, allenato a
navigare in tutte le acque e soprattutto
pronto ad affrontare ogni maroso, anche
improvviso.
A questo punto che altro posso dire? Solo grazie! Grazie per avermi concesso la
possibilità di provare tutte le emozioni che
una presidenza può offrire. Grazie per
avermi sorretto con tutta la vostra esperienza ed il vostro affetto. Grazie per avermi offerto una ulteriore possibilità di crescita, e non solo in seno al Rotary. Grazie
per tutto!
Spero solo di non aver troppo abusato
della vostra pazienza; di non avervi turbati
con il mio fare sicuramente poco sussiegoso, ma che fa parte del carattere e che – lasciatemelo dire – è stato agevolato dal fatto
di muovermi tra veri Amici, con i quali mi
sono sempre sentito in condizione di propormi con la massima spontaneità e sincerità, senza riserve.
Spero apprezzerete queste mie poche (o
troppe, a seconda dei punti di vista) paro-
Rotary Club Cagliari
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le, ancora una volta scritte di getto, pensando a tutti voi. Avrei un pensiero per ciascuno, ma non posso scrivere tutto: non
mancheranno, però, certamente le occasioni per esprimerlo nel modo dovuto. Altrettanto confido possa fare ciascuno di voi con
me anche in chiusura delle nostre serate
che continueranno a vedere non noi, ma il
Rotary attraverso noi, quale vero protagonista.
Ed ora gli ultimi passi per consegnare di
slancio il testimone a Marinella, che da ottima staffettista ha già iniziato la sua rincorsa. A lei vanno i miei auguri per il nuovo anno che l’attende, anno segnato dalla
tradizione e dalla novità. E già, perché Marinella – questa la vera novità – sarà la prima donna a presiedere il Club e si appresta
a farlo nel momento in cui si va a festeggiare, con la dovuta solennità, il nostro
Sessantesimo. Tanta responsabilità certamente per la nostra Incoming – che alle imprese importanti, però, è abituata –, ma
anche tanti onori.
Auguri, quindi, Marinella!
Dal canto mio, detto quello che dovevo
dire e fatto, spero, quanto il tempo mi ha
consentito di fare, sono pronto a tornare al
mio posto intorno ad uno dei tavoli della
nostra sala: non per riposarmi, ma per continuare a fare quanto mi sarà chiesto, continuare a servire. Perché questa, in fin dei
conti, è stata la nostra scelta e la nostra
promessa entrando a far parte del Rotary.
Ciò che, comunque, so mi renderà ancor
più felice è il fatto di poter realizzare altri
sogni, come recita il motto dell’anno che si
chiude, proprio con Voi.
In conclusione, siccome il mio commiato è frutto del girare della Ruota, non devo
dare addii né arrivederci, perché fortunatamente, lo ripeto, sono e resto ancora qui.
Quel che posso fare, pertanto, è solo
l’augurio a tutti noi di poter proseguire serenamente e proficuamente nel cammino
avviato sessant’anni fa.
Un abbraccio a tutti.
Ettore
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Alcuni storici avvenimenti
Il futuro del Rotary
è nelle nostre mani
Marinella Ferrai Cocco Ortu
ari amiche e amici, due avvenimenti importanti caratterizzano
quest’anno rotariano.
Sul primo avvenimento, cioè sulla
mia presidenza, ha posto già particolare rilievo, col proprio caloroso
saluto di “Benvenuta Presidente”, il past governor Lucio Artizzu, il quale lo ha definito generosamente «…un avvenimento
storico».
Sono trascorsi ormai vent’anni da quel
fatidico gennaio 1989, in cui venne presa
dal 36° Consiglio di legislazione tenutosi a
Singapore la storica decisione che approvò
l’ammissione delle donne nel Rotary. Il nostro Club non si sentì pronto a questo passaggio, e ne dibatté in una conversazione
tenuta da Cesare Oliveti il 5 aprile 1990
Donne nel Rotary tra il sì e il no!; sono trascorsi altri dieci anni prima che questa ammissione maturasse anche per noi donne
(l’altra metà del cielo).
Essere la prima donna presidente di un
Club così prestigioso, che ha annoverato nel
suo album presidenziale personalità di alto
profilo, è per me un onore, ma sono anche
cosciente che quello che mi ha aspetta costituirà un impegno di non poco conto: lo affronterò con consapevolezza e animata dallo spirito di servizio, dal senso dell’amicizia
e da tutti gli ideali di cui mi sono nutrita in
questi anni di frequentazione rotariana.
So che mi attendete con affetto, ed ho la
tranquillità di chi è consapevole di essere in
buona e numerosa compagnia di più di
cento soci, che la affiancheranno nell’anno
di presidenza per sviluppare al massimo
l’efficienza del Club.
C
In questi mesi ho
preparato la squadra che più da vicino
sarà chiamata a collaborare con me: si spazia
dal Consiglio direttivo ai
Presidenti delle commissioni, ponendo accanto ai
rotariani di comprovata esperienza i più giovani, che potranno così consolidare con la partecipazione attiva il loro
inserimento nel Club, fermo restando che
solo con la collaborazione di tutti potremo
raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.
Arriviamo quindi al secondo storico avvenimento che rende speciale l’anno 2009.
Ricorre il Sessantesimo anniversario della nascita del Club, e sessant’anni non sono
pochi; quindi dobbiamo fare festa, renderne
partecipi tutti, e dare risalto a questa ricorrenza, portando alla dovuta attenzione dei
media quanto di positivo abbiamo realizzato non soltanto in campo internazionale, in
aiuto dei Paesi sottosviluppati e con il nostro
impegno a favore della campagna Polio
Plus, ma anche al servizio della nostra comunità cittadina, cioè al servizio di Cagliari.
A questo proposito, ricordo che l’apposita Commissione sta già lavorando ad una
manifestazione che avrà per titolo Rotary
Club Cagliari: da sessant’anni al servizio
della città, manifestazione che prevede una
giornata di celebrazione ufficiale per la data
del 26 novembre, e l’edizione di un volume
commemorativo.
giugno 2009 —
Uno sguardo rivolto alla memoria del nostro passato, della nostra storia per trarne gli
stimoli per l’operare futuro, raccogliendo le
nuove e numerose sfide che ci lancia il mondo in trasformazione. Come ha detto il presidente internazionale John Kenny per massimizzare la nostra efficacia è essenziale che
il Rotary riconosca e affronti le nuove sfide
in corso, e dia una risposta a queste tre domande fondamentali: dove siamo adesso?
Dove stiamo andando? Come possiamo arrivarci? Dalle risposte è scaturito il nostro Piano strategico, che definisce missione, visione, priorità e obiettivi, individuando i cinque valori fondamentali che costituiscono la
identità rotariana: organizzazione, servizio,
amicizia, diversità, integrità, leadership.
Il Piano Strategico deve essere un impegno sul quale concentrare gli sforzi verso i
nostri obiettivi comuni.
Stiamo però anche vivendo un periodo
congiunturale sfavorevole, dove le risorse
sono limitate, e quindi devono essere spese
oculatamente.
Questa circostanza sfavorevole non ci
deve però né scoraggiare, né condizionare,
perché anche con il poco si può fare molto.
Non dimentichiamoci che il Club è sorto nel
1949, proprio dopo un periodo di profonda
crisi, conseguente alla catastrofe della seconda guerra mondiale. Si vide e si credette
allora che il Rotary, con i suoi valori fondanti e con la sua potente organizzazione,
potesse contribuire alla ricostruzione non
solo urbanistica ma anche morale e intellettuale della città. Com’è avvenuto.
Ritroviamo quello spirito, ed esso ci
darà la carica di ottimismo necessaria per
superare la presente congiuntura.
Noi possediamo un patrimonio inestimabile, costituito dalle nostre stesse professionalità, che mettiamo al servizio delle
esigenze della comunità nazionale o internazionale, ed un valore aggiunto, che ci
viene dal fatto di appartenere ad un Club
di servizio unico al mondo, il Rotary, ispirato a principi fondamentali quali il servizio verso il prossimo, la pace nel mondo,
l’amicizia: la forza del Rotary deriva dalla
sinergia, dall’operare assieme.
Rotary Club Cagliari
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Con il vostro indispensabile aiuto, cari
soci, e il vostro coinvolgimento attivo saremo in grado di massimizzare la nostra efficacia nella nostra comunità: tutti insieme
… possiamo fare grandi cose!
È questo, mi pare, il senso del motto del
presidente Kelly Il futuro del Rotary è nelle
vostre mani, che ci sollecita ad una partecipazione responsabile.
È consuetudine che il Presidente anticipi
nella rivista le linee programmatiche generali che intende sviluppare durante il suo
anno. Una parte del mio compito concerne
taluni aspetti fondanti, qual è il mantenimento dell’effettivo (tema centrale perché i
soci sono la vera risorsa del Club); l’impegno che assumeremo, in conformità a quanto richiesto dal Distretto, è quello di incrementare di una unità, e al tempo stesso cercare di ringiovanire il Club Cagliari (l’età
media dei soci è di 67 anni) ed allargare il
grado di rappresentatività nella società in
cui viviamo (ci sono undici classifiche non
rappresentate), mantenendo invariato il tradizionale livello qualitativo del Club (che è
essenziale quanto e forse più della quantità).
Altro tema fondamentale sono i Progetti di servizio del Club, nella cui realizzazione si esplica all’esterno il nostro servizio a
favore della collettività. Alcuni rappresentano la prosecuzione di progetti di grande
rilievo che non si sono esauriti nel breve
lasso di tempo di un singolo anno di presidenza: continua la campagna dell’Acido
folico, il cui messaggio con il logo del Rotary e il nome del Rotary Club Cagliari è
sempre presente nelle bollette ISGAS, così
come proseguiranno la organizzazione della Mattinata Rotariana per la Prevenzione della Tossicodipendenza, il Concorso di archeologia industriale Serbariu
dalla discarica all’Ecoparco minerario, in
interclub con i Rotary Club di Carbonia e
Iglesias, nonché il programma di “reinserimento giovani” in collaborazione con l’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni.
A metà settembre 2009 in collaborazione con l’Unicef e l’associazione Mare Vivo è
prevista la manifestazione promossa da Vela solidale Sardegna onlus. Al tema del-
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
l’acqua, e precisamente alle problematiche
della gestione delle risorse idriche nelle zone costiere, è dedicato un progetto di servizio: a tale proposito vorrei organizzare,
d’accordo con il responsabile della Commissione “partner nel servire”, un concorso
nelle scuole con premiazione finale, secondo un modello già sperimentato e riuscito
nello scorso anno.
Ulteriori progetti sono in fase di elaborazione.
Inoltre, vorrei dedicare particolare attenzione alla comunità locale, attraverso la
giornata della carità e della solidarietà dedicata alla memoria del compianto socio
don Gesuino Prost, rivolta all’OASI Vincenziana onlus, nella quale abbiamo modo
di affrontare e aiutare a risolvere problemi
di integrazione, accesso allo studio per i
giovani ospiti (provenienti anche dall’Africa): si tratta chiaramente di temi che il Rotary affronta a livello mondiale, sui quali
però abbiamo anche l’occasione di intervenire in un piccolo segmento per così dire “a
portata di mano”. Senza naturalmente dimenticare l’Associazione Mondo X-Sardegna, del socio onorario Padre Morittu, al
quale non mancheremo di continuare a dare il nostro sostegno.
Per quanto concerne i Progetti a favore
di Comunità di altri Paesi, spero di riuscire a
portare a compimento il Progetto BRAMS
con la consegna di attrezzature mediche e
ospedaliere (già raccolte) in Afghanistan,
approfittando del fatto che la Brigata Sassari vi si dovrebbe recare in missione a ottobre.
Voglio infine dedicare un breve cenno ai
Programmi, e al ciclo di conversazioni che
si terranno durante le riunioni, che costituiscono un elemento essenziale del Programma complessivo.
La grande famiglia rotariana ci indica
dei temi mensili, è giusto ed opportuno dedicare qualche conversazioni all’argomento del mese rotariano: ad esempio a settembre, mese dedicato alle nuove generazioni,
due giovani, figli di rotariani del nostro
Club, racconteranno la loro esperienza di
un anno di studio in America, ospiti di famiglie di rotariani.
Poi, la circostanza che il mese di novembre sia dedicato alla Fondazione Rotary, e
che il mese di aprile sia dedicato alla rivista
rotariana, ci darà l’occasione di dedicare la
dovuta attenzione alla formazione ed informazione, spesso carenti nella vita dei club.
Naturalmente non mancheremo di trattare anche diversi temi di attualità aventi
carattere più generale, quali economia,
energia e ambiente etc. etc.
Ho voluto comunque tracciare nel mio
anno un filo conduttore, rappresentato dal
fatto che ricorrono, come già anticipato, i
sessanta anni di vita del Club, attraverso
cui evidenzieremo quanto e cosa il nostro
Club ha fatto per la città, per la diffusione
degli ideali di pace e fratellanza, per la tutela della salute (con il contributo per la
campagna per l’eradicazione della Polio, e
non solo), in una prospettiva non autocelebrativa, bensì proiettata verso il futuro, tesa cioè ad individuare che cosa il nostro
Club può ancora fare nel solco della sua
tradizione, ma in una prospettiva di innovazione.
Mi sono dunque richiamata ai principi
ed alla filosofia del Rotary.
Uno degli scopi principali del Club trova la sua cornice nel contesto nel quale si
opera: ogni rotariano deve trovare nuove
vie per migliorare la qualità di vita nella
sua comunità, e così potrà farlo anche in
altre comunità in tutto il mondo.
Presupposto indispensabile per azioni
efficaci è la conoscenza dei problemi: di
conseguenza dobbiamo interrogarci, calandoci nell’esame della nostra realtà, su quali siano le risposte che possiamo dare.
A questo scopo tendono le conversazioni
che avranno come tema Cagliari: quale futuro? La città nei suoi diversi aspetti, non
solo storico-culturali, ma anche ambientali,
di qualità della vita, urbanistici, di vivibilità, di sicurezza, di traffico, di integrazione
e di multiculturalità. Il Rotary, proprio per
la sua natura di Club di servizio, può fare
molto per indirizzare i processi di cambiamento verso una giusta linea di sviluppo.
In questo anno che trascorrerete sotto la
mia guida spero di riuscire a interessare e a
giugno 2009 —
coinvolgere completamente tutti, non solo
il consiglio direttivo ed i componenti delle
commissioni, ma tutti i soci del Club, indistintamente, ed a garantirvi una piacevole
esperienza rotariana in serenità, con l’allegria dello stare insieme in amicizia con le
nostre famiglie, così come immaginava
Rotary Club Cagliari
Paul Harris in quel lontano 1905 quando
con quattro amici creò il Rotary, e soprattutto spero di vedervi sempre numerosi e
partecipativi, perché ciò che i Rotariani ricevono dal Rotary dipende in gran parte da
ciò che danno a loro volta.
Marinella
■
Una squadra
di governatori sardi
N
9
ell’anno rotariano 2009/2010, appena iniziato, il nostro
Distretto 2080 avrà come Governatore Luciano DI
MARTINO di Cagliari Est. Curiosando nell’annuario si
può notare che è l’undicesimo socio di Club sardi a ricoprire tale incarico: da Sanna Randaccio, Peretti, Pirisi Renzo, Mastandrea, Cherchi, Corda, Cabras, Marcialis, Pirisi
Filippo, Artizzu, fino a lui, sono tanti, quanti i componenti di una
squadra di calcio. Tutti, alcuni vivi solo nel rimpianto, sono ricordati e altamente stimati per il lodevole servizio prestato esercitando
le loro funzioni.
Altrettanta stima godrà il nostro amico Luciano che nell’Assemblea del 27/28 giugno ha ricevuto dal Governatore uscente, Alberto
Cecchini, il collare, segno dell’ufficio al quale è stato chiamato.
Egli, come ha più volte dichiarato, affronterà con serenità e determinazione il prossimo anno di servizio rotariano, contando sul
contributo dei Presidenti e, più in generale, di tutti i rotariani del
Distretto, così da svolgere un lavoro di équipe nel rispetto dell’autonomia dei Club per portare a termine i lavori già iniziati dai predecessori e quelli nuovi che verranno proposti.
Luciano Di Martino da moltissimo tempo si è lodevolmente dedicato ad attuare molti programmi rotariani, specie quelli legati ai
giovani, raggiungendo sempre grande successo e conseguente ammirazione per i risultati raggiunti.
Ben volentieri gli auguriamo la buona riuscita del suo mandato
avendo più che la speranza la certezza di un esito felice.
10
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Il nostro Club
Paolo Ritossa
S
essant’anni di impegno
nel dare una mano
a chi cerca aiuto
o cerca sostegno
Sessant’anni fecondi
di cure incessanti
a bimbi colpiti
da mali tremendi
Sessant’anni votati
a dare risorse
di acqua e di strade
ai diseredati
Sessant’anni al servizio
del tuo territorio
lasciando l’impronta
del tuo sodalizio
Sessant’anni di impegno
per genti e paesi
per uomini e donne
che inseguono un sogno
In quel che tu fai
rinnovi l’impegno
e speri che questo
non termini mai.
La mente ed il cuore ai soci scomparsi
racchiudi in un unico abbraccio
un mondo di amici
li inviti ad amarsi.
E sogni che in terra remota
un bimbo con mano esitante
su un limpido foglio di carta
disegni… una ruota.
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
11
Inizia un’affascinante avventura
Da sessant’anni
al servizio della città
Eugenio Lazzari
a celebrazione di un’importante ricorrenza, altresì “non storica”, come il
raggiungimento del traguardo dei 60
anni di vita di un Club di servizio, può assumere una propria consistenza, quando non
si esaurisca nello sterile autocompiacimento,
ma diventi, con il pensiero rivolto a ciò che è
stato fatto per la comunità nella quale operiamo, stimolo per una azione futura.
Per tale motivo, in occasione del compimento del 60° Anniversario del nostro
Club, ho accolto di buon grado l’invito del
Presidente dell’apposita Commissione
Coordinatrice di questo importante avvenimento, di riassumere, ancora una volta1, la
cronistoria dei fatti che hanno preceduto e
portato successivamente
alla costituzione del Rotary Club Cagliari, facendo a ritroso la strada
dei nostri sessant’anni
rotariani, meditando sul
retaggio di dignità, di
neoumanesimo dei nostri
insigni predecessori, alla
ricerca dei grandi ideali
della vita e di nuove piste
di solidarietà. Perché lo
scopo del Rotary International è di incoraggiare e
sviluppare l’ideale del
“servire” inteso come
motore propulsore di
ogni attività.
La storia della nascita del Rotary International ormai la conosciamo tutti: per chi
desiderasse approfondire l’argomento, ba-
L
1
sta rileggere il volume “Origine e uomini
del Rotary”2 nel quale il nostro socio Lucio
Artizzu riporta la traduzione di alcune pagine, scelte tra le più significative, tratte
dal libro “This Rotarian Age” del nostro
fondatore Paul Harris, pubblicato a Chicago nel 1935. Queste pagine scelte sono essenziali e straordinarie per conoscere il Rotary e i suoi primi aderenti che nel libro sono descritti in maniera mirabile.
Vediamo, velocemente, la nascita di
questa affascinante avventura: il Rotary si
è formato, per la volontà e l’iniziativa di un
uomo, il giovane avvocato Paul Harris,
che, il 23 febbraio 1905, si incontrò, sulle
sponde del lago Michigan di Chicago, con
altri tre amici professionalmente impegnati, per
esporgli, come lui stesso
scrive, «un programma
molto semplice di cooperazione reciproca e di
semplice amicizia», dando vita al primo Rotary
Club.
Nel primo Congresso
dei vari Club del Rotary,
tenuto nel 1911, Paul Harris venne eletto Presidente dell’appena formata
“Associazione Nazionale
dei Rotary Club”, nome
che al Congresso di Duluth, in Minnesota, venne
modificato in “International Association of
Rotary Clubs”, ed in seguito abbreviato, nel
1922, in “Rotary International”. Nel 1916,
Vedi la mia pubblicazione Il Rotary in Sardegna, stampato dalle edizioni Della Torre di Cagliari.
Origine e uomini del Rotary, pagine scelte di Paul Harris, a cura di Lucio Artizzu, edizioni Della Torre, Cagliari, 2005.
2
12
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Il duplicato, rilasciato nel 1969, della Carta d’iscrizione al Rotary del Club di Cagliari nel 1949 andato smarrito
nel Congresso di San Francisco, si iniziò a
raggruppare i Club Rotary in Distretti.
Lo scoppio della prima guerra mondiale
rallentò l’espansione del Rotary nell’Europa continentale, per cui solo tra il 1920 ed il
1922 nascono i Club di Madrid, Parigi, Copenaghen, Oslo e Amsterdam.
Il primo Club Rotary italiano venne fondato a Milano il 19 dicembre 1923: il promotore fu un ingegnere di origine irlandese, Leo Giulio Culleton, ed il primo presidente Sir James Henderson, cittadino britannico, presidente della Società Cucirini
Cantoni Coats, Sir James.
Successivamente, nell’anno 1925, furono
fondati i Club di Trieste (31/1/1925), di Firenze (7/3/1925), di Livorno (8/3/1925), di Bergamo (13/6/1925), e di Cuneo (18/10/1925),
che costituirono il 46° Distretto, primo e unico Distretto in Italia, di cui il predetto Sir James Henderson, che viene ricordato come
Padre del Rotary italiano, fu il primo Governatore, eletto nel 1924/25.
L’espansione dei Rotary Club in Italia fu
piuttosto lenta ed ostacolata dalla voce corrente in quel tempo, che il Rotary fosse una
filiazione della Massoneria. Inoltre per l’indipendenza dalla soggezione politica era
malvisto e sospettato dalla dittatura fascista, la quale il 14 novembre 1938 impose la
chiusura di tutti i 34 Club esistenti allora
in Italia.
Nel 1947, dopo la seconda guerra mondiale, avvenne la rinascita del Rotary italiano con la riapertura di 29 Club ed una
adesione di 1406 soci effettivi facenti capo
all’unico Distretto italiano, il 46°, sotto la
guida del governatore Achille Bossi del
Club di Milano.
Da quel momento ebbe inizio il poderoso slancio che portò il Rotary in Italia, in
soli due anni, ad un incremento del 73,5 %
giugno 2009 —
nel numero dei club e del 35,6% nel numero dei Soci: infatti nell’anno 1949-50 il Distretto italiano, passato dal 46° all’87° dell’universo rotariano ma restando unico in
Italia, con governatore Gian Paolo Lang
del club di Livorno, contava 59 club, sparsi un po’ in tutta Italia, ai quali avevano
aderito 2764 soci effettivi. Ricorda infatti
Ernesto Cianci3 che furono anni di grande
espansione e molto «eloquente è il raffronto con i 34 Club ed i 1650 soci dell’anno
1938 all’atto dello scioglimento del sodalizio in Italia».
In Sardegna non esistevano Club Rotary, ma fu proprio in quell’anno di rinascita completa e pieno sviluppo del Rotary
italiano, che ha inizio la “Storia del Rotary
in Sardegna”.
Il 1949 fu un anno cruciale per la Sardegna. Segnò, infatti, il passaggio da un periodo difficile, quale l’ultimo dopoguerra e
gli stenti conseguenti al quasi totale isolamento dell’economia sarda rispetto al resto
d’Italia, ad un periodo aperto alla speranza, caratterizzato dell’attuazione dell’istituto autonomistico. Un anno in cui anche il
Rotary mise radici nell’Isola, trasferendovi
il credo di Paul Harris, vale a dire il verbo
“servire” nell’interesse della società, del
prossimo, della pace nel mondo, con la costituzione dei primi due Club: è il 6 febbraio del 1949 quando viene ammesso al
Rotary International il Club di Sassari, e,
trascorsi poco più di nove mesi, il 23 novembre è la volta del Club di Cagliari. Entrambi quest’anno compiono il loro 60°
Anniversario.
Non sono moltissimi i Club rotariani che
hanno raggiunto questo traguardo, e che
possono guardare con la maturità propria
di chi è stato da tempo svezzato, un mondo
rotariano che sicuramente è molto diverso
3
Rotary Club Cagliari
13
da quello del novembre 1949, data di fondazione del nostro Club. Non posso dire se
è migliore il mondo rotariano di oggi o
quello di allora, semplicemente, perché allora ero troppo giovane per capirne e condividerne gli ideali, impegnato a fondo nella mia, appena iniziata, carriera universitaria. Tutto quello che so e conosco di quel
periodo rotariano lo ho appreso da due dei
padri fondatori del nostro Club: Francesco
Rocchi e, soprattutto, Paolo Tronci, che mi
ha onorato, nonostante la differenza di età
che ci separava, della sua amicizia, e mi
raccontava delle iniziative, di cui era venuto a conoscenza, precedenti la nascita del
Club di Cagliari, e soprattutto dei suoi primi anni di vita.
In occasione della celebrazione del quarantennale è stato pubblicato un volume4
sulla storia, sugli uomini e sugli apporti del
Club, sia a livello cittadino, sia nell’ambito
dei vari Distretti di cui via via ha fatto parte, fino all’attuale 2080. Rimando, quindi,
alla lettura di tale pubblicazione tutti coloro, nuovi soci e non, che desiderino rendersi conto più nel dettaglio del modo in cui il
Rotary Club Cagliari si è affermato in Città
e nell’Isola. In queste poche pagine, invece,
voglio semplicemente fare un breve riassunto degli eventi principali per ricordare,
in ossequio ad una tradizione, il sessantesimo anniversario.
Già all’inizio dell’anno rotariano 194849 il Governatore Arch. Pietro Portaluppi
sollecitò alcuni Rotariani del Settentrione
che avevano parentele, amicizie e rapporti
di affari nell’Isola perché prendessero l’iniziativa per la costituzione dei Club. Difatti
il dott. Guglielmo Pernis, rotariano del
Club di Como, durante una sua visita a Cagliari ne parlò con il cugino dott. Enrico
Pernis e con il sig. Marco Pili, consegnando
vedi: Ernesto Cianci – “Il Rotary nella società italiana”.
Chi desidera conoscere con maggior dettaglio la storia, gli uomini e gli apporti del R.C. di Cagliari, e vogliono rendersi conto nel dettaglio di come il Club si è affermato in città e nell’entroterra, rimandiamo alle
seguenti pubblicazioni, edite come numeri speciali del Bollettino del R.C. di Cagliari:
• volume pubblicato nel novembre 1984 in occasione del 35° anniversario della nascita del Club;
• “40 anni al servizio della Città” pubblicato in occasione del 40° anniversario del Club;
• “Una storia dentro la città” pubblicato nell’annata 1994-95 in occasione del 45° anniversario del Club.
• “Cagliari – Storia e Futuro della Città”: Angelo Cherchi “L’espansione in città” a cura del Rotary Club
Cagliari in occasione del 50° anniversario del Club.
4
14
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
a quest’ultimo i moduli della domanda di
iscrizione. Contemporaneamente il noto
commerciante di legname, sig. Paolo Leone, fece qualche indagine in città su invito
di un rotariano di Trieste, e lo stesso fece
anche il rag. Luigi Marraccini, agente marittimo, su invito di un suo collega di Livorno. Mi diceva Paolo che durante quel
periodo in città si sentiva parlare di Rotary
in forma vaga e piuttosto nebulosa, quasi
segreta, e, secondo il suo parere, l’insuccesso delle varie iniziative fu dovuto non soltanto ad uno scarso impegno delle persone,
ma soprattutto alla mancanza di conoscenza delle finalità del Rotary e dei suoi principi etici. Alle domande di chiarimenti nessuno era in grado di dare esaurienti risposte. Sembrava, in definitiva, che il Rotary
fosse un’associazione fra amici il cui scopo
principale era quello di andare a cena insieme una volta alla settimana.
Nel febbraio del 1948, come annotava
Francesco Rocchi,5 l’Avv. Camillo Giussani, Presidente della Banca Commerciale
Italiana, nonché del R.C. di Milano, scrisse
allo stesso Rocchi che allora era il Direttore
della Filiale della Banca in Cagliari chiedendo la segnalazione di personalità da interpellare per la costituzione di un Club
Rotary. Fu inviato un elenco di nomi (forse
sei) ma tutto fini lì, anche perché il Rocchi
fu trasferito nell’aprile del 1948 alla direzione di Napoli, ed a Cagliari venne sostituito dal dott. Salvatore Marcello.
Nel 1949, come detto, fu eletto Governatore dell’unico Distretto italiano Gian Paolo Lang, il quale decise di intervenire direttamente per la costituzione di Rotary Club
in Sardegna, e, come ho già precisato, il 6
febbraio 1949 fu costituito il R.C. di Sassari del quale fu eletto primo Presidente il
Cav. Francesco Sisini.
Per quanto riguarda Cagliari, il Governatore Lang conferì questo delicato incarico direttamente al Segretario Generale del
Distretto, Generale dei Bersaglieri Giacomo
Zanussi, inviandolo nella nostra Città. Il
5
Generale Zanussi venne a Cagliari ai primi
di agosto del 1949, prese contatto con il
predetto Dott. Salvatore Marcello, con
l’On. Avv. Raffaele Sanna Randaccio, col
Dott. Andrea Borghesan, consulente amministrativo e commerciale, e con lo stesso
dott. Paolo Tronci, chiedendo loro di riunire un piccolo gruppo di persone, che potevano essere interessate, nell’Hotel Excelsior. In detta riunione, alla quale intervennero, oltre alle persone sopra ricordate, il
prof. Mario Aresu, ordinario di clinica medica, l’ing. Gustavo Carboni Boy, il dott.
Stanislao Caboni, rappresentante del Governo presso la Regione Sarda, l’avv. Giuseppe Musio ed il conte Raimondo Orrù,
vennero affrontati diversi argomenti: dai
princìpi fondamentali del Rotary International all’etica rotariana, dal rispetto della
personalità e delle opinioni altrui alla comprensione ed allo scopo di orientare l’attività privata, professionale e pubblica dei
singoli al concetto di “servizio”.
Mi fece presente Paolo Tronci che fu soltanto allora che si cominciò a conoscere il
Rotary ed a comprenderne l’essenza: lo
scetticismo iniziale veniva fugato e tutti
mostrarono un vivo interessamento, tanto
che l’on. Sanna Randaccio, il dott. Marcello ed il prof. Aresu si impegnarono ad approfondire gli argomenti ed esporli agli
eventuali futuri soci.
Queste in breve le premesse: successivamente furono chiamati a comporre il
nucleo dei Soci Fondatori anche l’avv. Giuseppe Asquer; il dott. Ettore Bonafini, direttore del Credito italiano; il dott. Vincenzo Buttiglione, direttore generale della Soc.
Elettrica Sarda; il sig. Domenico Capra,
amministratore delegato della SPA Vinalcool; l’ing. Mario Carta, allora ingegnere
capo del Distretto minerario Sardegna;
l’ing. Lorenzo Cassinis, direttore della SPA
Ferrobeton; l’avv. Francesco Cocco Ortu; il
dott. Luigi Contivecchi, titolare dell’azienda delle saline; il cav. Manfredi Gessa, titolare dell’azienda di selvicoltura; il prof.
“Il Rotary Club di Cagliari” di Achille Sirchia e Franco Spina, da “40 anni al servizio della città” numero
speciale del Bollettino del R.C. di Cagliari, stampato da Passamonti, 1989.
giugno 2009 —
Carlo Lauro, direttore dell’istituto di mineralogia; il dott. Pasquito Lauro, magistrato; il dott. Enzo Loy, dirigente della Camera di Commercio di Cagliari; il dott. Giuseppe Martelli, direttore della Società nazionale Argille e Caolini, l’ing, Vittorio Minio Paluello, consigliere d’amministrazione
della SPA Ali Flotte Riunite; il prof. Francesco Passino, ispettore generale per l’agricoltura; il dott. Enrico Pernis, titolare della
propria Agenzia di navigazione; il prof. Pino Pinetti, ordinario di dermosifilopatica;
il prof. Salvatore Rattu, ordinario di disegno; e il conte Giulio Spetta, direttore de
L’Unione Sarda.
Il Club provvisorio di Cagliari venne così
costituito il 16 ottobre 1949 con 29 soci e furono eletti: Presidente Rafaele Sanna Randaccio; vicepresidente Salvatore Marcello;
segretario Andrea Borghesan; tesoriere Giuseppe Musio. Ma ufficialmente il Rotary
Club Cagliari entrava a far parte del Rotary
International con la consegna della Carta di
Ammissione da parte del Governatore Lang
il 23 novembre del 1949: fu il secondo Club
sardo, il terzo dell’attuale distretto 2080
(dopo Roma e Sassari), ed il cinquantottesimo dell’allora 87° Distretto unico.
Uno sguardo nel passato vede una città
che riprendeva coraggiosamente a pulsare
dopo i terribili bombardamenti aerei del
1943, e dove erano ancora evidenti le
profonde ferite subite dal patrimonio edilizio, dagli impianti industriali e dai servizi.
La Città si sforza di superare il momento
difficile ed i Soci Fondatori del Rotary si
impegnano per la rinascita, offrendo le
proprie capacità professionali di gente responsabile, al di sopra di ogni interesse
personale, senza interferire con l’autorità
costituita, se non per porgere l’aiuto concreto derivante dalla loro professionalità.
Così all’inizio, e così sarà per i sessant’anni
futuri, in cui i soci del Club di Cagliari si
dedicheranno sempre ai princìpi della crescita della vita della comunità.
Ma tornando alla cronaca di questi sessant’anni, nella primavera del 1951, il governatore De Courten concesse alla Sardegna, ed in sostanza ai due Club sardi di Sas-
Rotary Club Cagliari
15
sari e di Cagliari appena nati, il privilegio
dell’organizzazione del XV Congresso Distrettuale del Rotary International, che in
realtà fu un vero Congresso Nazionale in
quanto l’allora 87° Distretto era l’unico in
Italia: fu un attestato lusinghiero di fiducia
nella capacità organizzativa dei due giovani
Club e dei loro Presidenti Sanna Randaccio
per Cagliari e Gavino Alivia per Sassari. Il
successo del Congresso fu reale: ad appena
due anni dallo loro costituzione, i due Club
sardi avevano dato prova di maturità ed efficienza portando all’attenzione dei rotariani di tutta Italia le opportunità e le necessità
dell’Isola. Maturità ed efficienza che diedero vita, da allora, all’espansione del Rotary
in Sardegna, mentre il Club di Cagliari continuò l’opera di approfondimento mobilitando le migliori energie interne ed esterne,
e già nei suoi primi anni di attività avviò
realizzazioni concrete che, di per sé, costituirono una luminosa testimonianza del
“servizio rotariano” a favore delle comunità della Città e dell’Isola, ma non solo,
anche italiana, europea e mondiale.
Il primo decennio di vita del Club, nel
quale i soci passarono dai 29 iniziali a 57,
terminò con due grandi avvenimenti rotariani: l’organizzazione, di nuovo affidata al
Club di Cagliari, dell’assemblea distrettuale e l’elezione a Governatore del Distretto,
per l’anno rotariano 1959-60, del nostro socio fondatore avv. Rafaele Sanna Randaccio, primo Governatore sardo.
Nel frattempo furono notevoli le modifiche all’interno dell’organizzazione del Rotary International, fra cui, la più importante fu il frazionamento dei Distretti italiani:
con Governatore Omero Ranelletti, ultimo
del Distretto unico, nel 1955-56, l’Italia fu
divisa in quattro Distretti, e la Sardegna fece parte, unitamente al Lazio, Marche,
Abruzzo, Umbria e Molise, del nuovo Distretto n° 188, sino al 1977-78 in cui assunse il n° 208.
Il secondo decennio di vita del Club di
Cagliari fu improntato a quelli che furono
chiamati gli “anni della rinascita”, infatti
nel 1962 venne promulgato il “Piano per la
rinascita economica e sociale della Sarde-
16
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
gna”. Ed il Rotary di Cagliari ne intuì subito le esigenze e le tendenze, specie quelle
dell’ambiente cittadino, e si adoperò nella
fase di promozione e di appoggio alle varie
iniziative ritenute valide. Alla guida del
Club si alternavano ancora i soci fondatori,
e il decennio finì con due presidenze di notevole spessore: quella di Giuseppe Peretti,
(1965-67), nel cui biennio di presidenza, il
Club raggiunse il numero di 90 soci, e
quella dell’attivissimo e rotariano per eccellenza Paolo Tronci (1967-69), ultimo dei
soci fondatori ad essere nominato presidente. Il suo cavallo di battaglia, ed anche
quello del suo nuovo segretario Renzo Pirisi, fu la diffusione dell’ideale rotariano: entrambi erano molto conosciuti e sapevano
come muoversi per cui, in modo abbastanza rapido, riuscirono a fondare nel 1968, a
breve distanza uno dall’altro, i due Club di
Oristano e di Iglesias. Ma la prontezza di
questo Presidente e la sua abilità di manager, gli fece intuire che era anche giunto il
momento di presentare un nuovo aspirante
all’elezione del governatore per l’anno
1969-1970: infatti quando il Club presentò
la candidatura a tale carica di Giuseppe
Peretti non ci furono problemi.
E fu così che il ventennale del Club venne festeggiato, il 23 novembre 1969, con in
carica il secondo governatore sardo. In
quell’occasione il prof. Gianfranco Lenti,
succeduto nella presidenza del Club a Paolo Tronci, fu impeccabile nel ricostruire i
vent’anni di attività e che stavano per concludersi con l’organizzazione, nuovamente
a Cagliari, del Congresso distrettuale. Infatti per la terza volta il compito di ospitare il Congresso distrettuale fu assegnato al
Club di Cagliari, che alla fiducia rispose
con il più fattivo impegno, riuscendo a superare difficoltà anche imprevedibili.
L’inizio del terzo decennio si aprì con il
distacco della Toscana dal 188° Distretto. Il
Rotary Cagliari era ormai maturo e
pienamente inserito nelle molteplici attività
del Distretto, ed ebbe, come novità, l’espansione dell’ideale rotariano in città: fu infatti
creato il secondo sodalizio cagliaritano. Ormai il Club di Cagliari aveva quasi rag-
giunto la quota dei 100 soci, e questo fatto
agevolò l’idea del past-presidente Paolo
Tronci per la realizzazione di un nuovo
Club. Perciò nell’ottobre del 1972, il
predetto past-presidente, appositamente
delegato dal governatore avv. Carlo D’Amelio, e affiancato dai soci Pirisi e Fara Puggioni, propose ai soci del Club la
suddivisione del territorio i quali, all’unanimità, optarono per la cessione al nuovo
Club del territorio urbano alla periferia est
di Cagliari: da qui il nome di “Club Rotary
Cagliari Est”. Il suo primo presidente fu il
dott. Raffele Isola.
Ma non fu solo questa la novità del
decennio in corso: anzi direi che furono
diverse. Nell’anno 1973-74 prese le redini del
Club il prof. Renzo Pirisi, che dopo aver
svolto con notevole merito le funzioni di
segretario nella presidenza Tronci, ricoprì
con grande dignità le cariche di vice presidente e di segretario distrettuale. La sua
azione si imperniò soprattutto nel riordinamento delle file del Club: infatti, nel giro di
pochi anni, non solo era cresciuto il numero
dei soci ma era soprattutto avvenuto un notevole avvicendamento degli stessi; inoltre
Pirisi seguì molto da vicino i giovani del
Rotaract, impegnandosi a fondo nell’organizzazione in Sardegna del terzo campus
giovanile internazionale che riscosse, essendo quasi l’unico del genere in Italia, l’ammirazione e il plauso presso i vertici del
Distretto. L’espansività e la capacità di trasmettere di questo Presidente dilagò a livello
regionale, per cui, quando l’anno seguente,
si dovette indicare il nuovo governatore del
Distretto per l’anno 1976-77, non vi furono
dubbi sul nome: la nomina di Pirisi fu condivisa da tutto il distretto e la gioia fu tanta
da indurre, come scrive Achille Sirchia, «i
due Club della città a riunirsi per festeggiare assieme l’avvenimento. All’interclub,
del 22 maggio 1975, vollero intervenire
anche gli altri Club sardi, unanimi nell’appoggiare la candidatura». Il suo Congresso
distrettuale lo programmò, in omaggio ai
Club sardi del centro-nord che avevano
contribuito alla sua elezione, a Baia
Sardinia il 6 e l’8 maggio 1977 e fu l’ultimo
giugno 2009 —
congresso del Distretto 188, poiché dal 1°
luglio di quell’anno il Distretto assunse il
numero 208.
In quell’anno reggeva il Club un altro
rotariano di grande spessore, il prof.
Angelo Cherchi, definito in un suo profilo
da Gianni Filippini «cortesia e scienza,
intelligenza e cultura, disponibilità e
rigore, serietà e impegno». Con l’aiuto di
numerosi collaboratori centrò diversi
obiettivi. Il primo fra tutti, fu la creazione
del terzo Club, Cagliari Nord, di cui il
riconoscimento ufficiale avvenne il 22
giugno 1977, con la consegna della “Carta”
al primo presidente, col. Ignazio Satta, a
mani del past-governatore Vianelli e del
governatore Pirisi. Verso la fine del suo
anno di presidenza, Cherchi condusse
felicemente a conclusione anche altri
importanti obiettivi del suo programma,
tra cui, l’approvazione del regolamento del
“premio La Marmora”, e il varo dell’“Inner
Wheel”, organizzazione prevista dal R. I.
per le donne mogli o parenti di rotariani: il
primo sorto in Sardegna ed il secondo in
assoluto in Italia dopo quello di Napoli.
Gli anni Ottanta iniziarono con un ottimo auspicio per il Rotary in Sardegna, infatti viene eletto governatore per l’anno
1982-83 il prof. Giuseppe Mastrandrea, del
R.C. Alghero, il quarto Governatore Distrettuale espresso dall’Isola. A lui, unitamente ai pdg Mario Pozzi e Carlo D’Amelio, il Distretto 208 deve la fondazione della propria rivista “Voce del Rotary”. Il nuovo decennio fu in generale denso di profonde trasformazioni nella società italiana, e
sarda in particolare che risultava fortemente provata dal ridimensionamento dell’avventura industriale degli anni precedenti. Si anelava a un nuovo clima di progresso civile, di sviluppo economico e culturale. A ciò non si sottrasse il Rotary sardo. Si ebbe così in quegli anni l’espansione
maggiore dei club, sia nel Distretto che in
Sardegna: vi fu un autentico “boom” di
espansione, in buona parte favorito da una
profonda ristrutturazione dell’Italia rotariana, che si trovava divisa in nove Distretti. Il nostro, diventato il 208°, subì un dra-
Rotary Club Cagliari
17
stico ridimensionamento: tre regioni, l’Umbria, le Marche e l’Abruzzo, furono staccate e accorpate per dar vita al 209° Distretto. Eppertanto il nostro Distretto fu limitato alle sole tre zone attuali: Sardegna, Lazio e Roma, e da allora rimase integro.
Di questo decennio è da ricordare l’anno
rotariano 1985-86 con presidente Antonio
Romagnino che dedicò il ciclo delle
conversazioni “Al mondo che cambia” ed
ebbe l’intuizione di raccogliere una brillante idea di Salvatore Campus organizzando il primo Archeotour, ossia un itinerario archeologico nel Sud Sardegna per i
rotariani di tutta l’Italia, al quale parteciparono 120 rotariani, provenienti da più
parti della penisola e dalla Sicilia. L’indice
di gradimento fu talmente elevato che ad
esso ne seguirono molti altri coinvolgendo
rotariani di tutta Italia, con crescente
enorme successo.
E non è da dimenticare l’anno rotariano
1987-88, con alla guida del Club Rafaele
Corona, poiché fu un anno caratterizzato
dal segno del quarto governatore espresso
dal Club di Cagliari e quinto governatore
sardo: Angelo Cherchi, un vero rotariano
da antologia, sempre pronto ad ascoltare e
comprendere, a stimolare e consigliare.
Con Cherchi al timone del Distretto si
registrò una forte crescita, quantitativa e
qualitativa, sia di club che di soci. Il suo
Congresso distrettuale si tenne, ai primi di
maggio del 1988, presso l’Hotel Capo Boi di
Villasimius, e viene ancora ricordato sia
per il notevole numero di partecipanti
(oltre 400), sia soprattutto per il tema
congressuale incentrato su una mirabile
relazione di Tiziano Bolelli sugli indirizzi
della cultura nella società di oggi. Come
tutti i precedenti congressi in città e
dintorni, anche questo, fu organizzato in
modo più che perfetto da Luigi Cosentino e
Antonio Cocco, e costituì un fiore all’occhiello per il Club di Cagliari.
E così, giunti alla fine degli anni Ottanta, il Rotary Club di Cagliari, durante la
presidenza di Cesare Olivetti, nella piena
consapevolezza della propria funzione, festeggiò il suo quarantesimo anno di vita. In
18
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
tale occasione, nell’aprile del 1990, a Cagliari si svolse, fortemente voluta dal Segretario del Club, Franco Valentino, una
speciale sessione del Comitato distrettuale
interpaese Italia-Portogallo, con la presenza in città di 150 portoghesi. Con loro si
concentrarono a Cagliari altrettanti rotariani di ogni parte d’Italia: i partecipanti,
tra i quali abbondavano governatori di entrambi i Paesi, definirono il meeting “un
boom d’amicizia e di realizzazioni”. Nei tre
giorni si susseguirono relazioni e dibattiti
mirati a qualificare l’economia ed i rapporti tra i due Paesi alle soglie dell’Europa
unita. Non mancarono le manifestazioni
d’amicizia culminate nella celebrazione di
ben sei gemellaggi, tra cui quelli tra i Club
di Cagliari e Lisboa Oeste e Cagliari Est e
Loulè.
Il nuovo decennio, quello degli anni Novanta, iniziò con qualche piccola rivoluzione. Nel 1991-92 i nove Distretti italiani
cambiarono numerazione, aggiungendo
uno zero al numero esistente: per cui il nostro Distretto da 208 divenne 2080, pur rimanendo integro nelle zone di competenza.
Altra novità particolare, fu l’abolizione
della norma statutaria che vietava l’ammissione al Rotary delle donne, storica decisione che venne presa dal 36° Consiglio
di Legislazione tenutosi a Singapore nel
gennaio 19896. Il presidente che traghettò il
Club negli anni Novanta, dopo Cesare Olivetti, fu Marcello Marchi, su impulso di
Beppe Cascìu, che lanciò l’operazione
“Giardino di San Lucifero”7, operazione
che approderà al successo più tardi, sotto
la presidenza di Lucio Artizzu.
Il Club di Cagliari ormai marciava a
pieno ritmo ed i suoi soci erano pienamente inseriti nelle molteplici attività del Distretto e del Rotary International. Alla fine
del decennio il Club venne affidato alla
guida di due giornalisti, Giovanni Sanjust
di Teulada (1997-98) e Lucio Artizzu
(1998-99), il cui anno di presidenza coinci6
se con l’inizio del nostro cinquantesimo anniversario di fondazione, non solo, ma anche con la nascita del quarto Club nella
città di Cagliari, quello di Cagliari Sud, il
62° del Distretto. Fu merito dei due presidenti di Cagliari e di Cagliari nord, Lucio
Artizzu e Salvatore Nioi, ma soprattutto
del pdg Angelo Cherchi, per avere sostenuto l’idea vincendo anche qualche naturale
resistenza.
E siamo giunti così al 1999, anno che,
come dicevo, segnò il cinquantenario della
nascita del nostro Club, ma anche il cinquantenario della nascita del Rotary in
Sardegna. Fu questa la grande occasione
per consegnare il Club, in quell’anno così
importante (1999-2000), per il suo secondo
mandato presidenziale, al pdg Renzo Pirisi,
il più fervente rotariano, che riscuoteva,
per le sue indubbie particolari doti di umanità e di simpatia, la stima e l’affetto non
solo dei soci del sodalizio cagliaritano ma
di tutti i rotariani sardi. Fu per suo tramite
e per le sue amicizie maturate sotto le insegne del Rotary, che il Club di Cagliari, in
occasione del suo cinquantenario di fondazione, ebbe la prestigiosa visita del presidente del Rotary International, Carlo Ravizza. Prima di allora, nonostante la grande diffusione dell’ideale rotariano in Sardegna, un presidente del Rotary International non era mai venuto in visita nell’Isola.
Quindi, passata questa festosa ed importante ricorrenza, con il saluto ben augurante dell’ottimo presidente Renzo Pirisi, si
iniziò l’anno 2000, primo gradino del XXI
secolo, ed il Club entrò nel sesto decennio
di vita con l’attivissimo presidente Giovanni Barrocu, al quale fece seguito, nella linea
della continuità, Andrea Rusconi, che, come tutti i presidenti precedenti, terrà alto il
livello operativo e culturale del Club. Sotto
la sua presidenza, per la prima volta, ad oltre cinquant’anni dalla sua fondazione, il
Club ammise fra i soci due signore, Giulia
Vacca Cau e Marinella Ferrai Cocco Ortu:
“Le donne nel Rotary” di Luigi Cimino – bollettino periodico del Rotary Club Cagliari, n° 3/4, 2004.
“Ut rotarum dentes donantes et accipientes” di Marcello Marchi – bollettino periodico del Rotary Club Cagliari, n° 3, 2005.
7
giugno 2009 —
l’ammissione di queste due prime socie determinò la “svolta” che diede una nuova
misura della mutata mentalità del nostro
sodalizio che, forse con ritardo, si adeguava ai tempi.
A Rusconi seguì alla guida del Club Angelo Aru che, da pedologo di fama internazionale, volle mettere a fuoco alcune problematiche relative all’ambiente, all’inquinamento dei metalli pesanti ed al recupero
e l’utilizzo delle acque non convenzionali.
Con Mauro Rossella nell’anno rotariano
2003-2004, invece, l’attenzione venne rivolta soprattutto al problema della famiglia, specialmente al suo coinvolgimento
con i grandi problemi della società contemporanea. Sotto la sua presidenza, il Club di
Cagliari ha avuto il piacere di ospitare Sua
Eccellenza Sir Ivor Roberts, ambasciatore
britannico in Italia, e di incontrare, in una
serata veramente commovente e prestigiosa, i militari della Brigata Sassari, reduci
dalla missione “nuova Babilonia” in Iraq.
E proprio in quegli anni sembrò fosse
giunto il momento di presentare da parte
del Club di Cagliari un’altra candidatura
alla carica di Governatore del Distretto.
Pertanto, nel 2002 il Consiglio direttivo del
Club designò uno dei suoi soci più prestigiosi e rappresentativi, Lucio Artizzu, a
detta carica per l’anno rotariano 20042005, anno molto importante ed impegnativo poiché coincideva con un grande evento di risonanza mondiale: il Centenario del
Rotary. A ottobre di quell’anno giunse la
grande notizia che il nostro carissimo amico e socio Lucio fu nominato governatore,
il decimo sardo ed il quinto presentato dal
Club di Cagliari.
Conseguentemente nacque una perfetta
sintonia tra il nostro Club ed il Distretto,
sintonia che consentì al presidente Adriano
Corrias, nell’anno 2004-2005, di portare a
compimento, secondo la consuetudine rotariana della continuità, sia le iniziative locali programmate negli anni precedenti, sia
i molteplici impegni a livello internaziona-
Rotary Club Cagliari
19
le, nazionale e distrettuale che il particolare anno del centenario imponeva. Tra i tanti, merita attenzione il progetto interclub
del centenario “Largo Carlo Felice”, che,
dopo il parco di San Lucifero, si sta realizzando, sotto l’esperta regia di Beppe Cascìu, per il miglioramento della Città: si
tratta di riqualificare urbanisticamente la
più importante arteria cittadina, appunto il
Largo Carlo Felice, strada definita “la più
bella e ricca di Stampace”. Inoltre, fra le
iniziative intraprese, si deve includere un
progetto di grande rilievo umanitario, come il grande gesto di solidarietà verso le
popolazioni del Rwanda, a cui diede il suo
fattivo apporto il compianto amico Giorgio
Mulas Mameli.
Il 2005 è stato anche per il nostro Club
un anno di particolare importanza, e, come
scrive Lucio Artizzu in un suo editoriale,
«esso ha segnato lo spartiacque fra l’annata dedicata alla celebrazione del centenario e l’avvio di una nuova era proiettata
verso l’ambizioso traguardo del nuovo secolo»8. E da qui si aprì, per il Club di Cagliari, il primo capitolo del secondo Centenario, con la presidenza di Salvatore Fozzi,
durante la quale il Club iniziò un nuovo
percorso di rinnovamento e di coesione.
Per la prima volta una donna ha presieduto una delle riunioni rotariane settimanali,
precisamente quella del 6 ottobre 2005: si
tratta di Maria Luigia Muroni, vicepresidente per l’anno 2004-2005, e che, in quella serata, sostituì il presidente in carica impegnato in un altro inderogabile impegno,
sempre rotariano. Non sto qui a descrivere
le altre importantissime azioni svolte dal
Club sotto la guida di Fozzi, basta elencare
le più importanti: modifica ed approvazione del nuovo regolamento del Club, la
creazione di un “archivio storico” che potrà diventare, una volta riordinato e sistemato, di grande utilità a ricordo della nostra storia, la suggestiva giornata di Solidarietà Rotariana, organizzata su iniziativa di
Gesuino Prost.
8
“Il primo capitolo del secondo Centenario” editoriale di Lucio Artizzu – bollettino periodico del Rotary
Club Cagliari, n° 1/2, 2005.
20
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Alla presidenza di Fozzi seguono quelle
di Gian Paolo Ritossa per l’anno 2006-2007
e di Paolo Pittaluga per l’anno a seguire.
Ritossa improntò la sua attività sul tema
del mare, per lui componente essenziale
della vita, collegandolo con quello dell’amicizia: ciò accadde quando nell’Aula Magna dell’Università di Cagliari venne ricordata, con grande affetto e commozione, la
figura del nostro socio Achille Sirchia, rotariano illustre e impegnato, a cui si deve la
realizzazione del Porto Canale di Cagliari.
Il presidente Paolo Pittaluga, nell’anno
2007-2008, spaziando su diversi temi molto
attuali legati alla nostra Isola ed in particolare alla nostra Città, affiancati a temi su
argomenti del passato, ha dato vivacità e
interesse al Club. Inoltre si deve a lui ed al
suo predecessore se il Club è riuscito, dopo
una lunga interruzione, a ritrovare lo spirito per riprendere l’iniziativa dell’organizzazione della decima edizione dell’Archeotour, che ha registrato un notevole successo.
Siamo, quindi, giunti ai giorni nostri con
l’attuale presidente del Club, Ettore Atzori,
che, in quest’anno 2008-2009, sta impegnando e indirizzando l’azione del suo consiglio direttivo verso un settore molto importante per la vita di ogni Club, ossia all’evoluzione e all’incremento dell’effettivo.
«Non possiamo accontentarci – scrive Atzori – di quello che abbiamo raccolto, ma
dobbiamo provvedere alla semina per consentire ulteriori, e possibilmente floridi, raccolti, incrementando il patrimonio costituito dai soci». Questo è molto importante per
un Club che si accinge a festeggiare il traguardo dei suoi sessant’anni di vita.
Ma nel corso dell’anno 2009 sono due
gli avvenimenti straordinari che si incrociano e che il Rotary Club Cagliari deve festeggiare in modo adeguato: il sessantesimo anniversario della sua fondazione e la
presidenza, per l’anno rotariano 20092010, di Marinella Ferrai Cocco Ortu, prima donna in assoluto che sia stata chiamata alla guida del nostro sodalizio.
Così, giorno dopo giorno, giovedì dopo
giovedì, gli anni sono passati, con tutto
quello che ne deriva: da quel lontano 23
novembre 1949 la società è rapidamente
cambiata, il Rotary ha cercato di adeguarsi
ai cambiamenti, il nostro Club ha, come è
peraltro logico succeda in così tanti anni,
vissuto momenti di grande importanza e
visibilità ed altri meno sfavillanti, ma l’importante è che oggi siamo ancora qua a festeggiare un evento che, come dicevo all’inizio, non è da tutti poter vantare.
Evento che ci permette di celebrare il ricordo doveroso soprattutto di quelle 29
persone, che, sessant’anni fa, hanno creduto in un ideale allora forse non facile da capire ma che oggi riconosciamo come una
speranza per un mondo sempre più difficile da vivere: «il servire al di sopra del proprio interesse personale». Non solo, ma ci
permette di rivolgere un pensiero commosso e riverente a chi oggi non c’è più, e purtroppo sono tanti gli Amici che in questi
anni ci hanno lasciato, e che possiamo ricordare con un pensiero di Jean Paul Sartre:
«Il ricordo è l’unico paradiso dal quale
non possiamo venir cacciati».
■
Service Above Self
rthur Frederic Sheldon, di Chicago, contribuì a rendere a noi più chiare
le responsabilità nel servire nell’ambito della nostra professione e dobbiamo ringraziarlo per il motto “He profits most who serves best”. Ciò ad
indicare, anche se può sembrare strano, che chi si adopera al meglio al servizio
degli altri, può trarne il massimo beneficio per se stesso.
I rotariani di Minneapolis hanno invece diffuso l’altro motto che ancor più
chiaramente pone il servizio al di sopra di se stessi: Service Above Self.
A
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
21
Uno sguardo sul nostro mondo
La piramide magica
del Rotary International
Angelo Cherchi
l Rotary International (RI) è l’associazione internazionale dei Rotary Club di
tutto il mondo. Pertanto, il Rotary International è un’organizzazione di individui appartenenti al mondo degli affari, delle professioni e dei servizi comunitari, uniti in tutto il mondo allo scopo di fornire
servizi umanitari, incoraggiare elevati
standard etici in tutte le attività, e favorire
buona volontà e pace nel mondo. In particolare, la funzione del Board (Consiglio
Centrale) consiste nel propugnare la diffusione dei princìpi del RI a tutto il mondo e
nella supervisione dell’amministrazione dei
Rotary Club di tutto il mondo.
La struttura del RI può essere immaginata come una piramide alla cui base stanno i Club Rotary, al cui centro si pone il Distretto rotariano con funzioni di collegamento, mentre all’apice sta il Consiglio
Centrale. A capo delle tre strutture stanno
il Presidente del Club, il Governatore distrettuale, il Presidente internazionale. I
soci dei Club appartengono al mondo del
Rotary in quanto soci del Club, per cui cessano di essere rotariani se il loro Club cessa
di esistere.
Il mondo del RI viene guidato dal Consiglio Centrale (Board). Il Consiglio Centrale
è composto da dirigenti centrali (Officers)
in numero di 19 così ripartiti: il Presidente
Centrale, il Presidente eletto e 17 Consiglieri centrali (Directors). Altro dirigente centrale è il Segretario Centrale nominato dal
CC e non eletto. Nel mondo del Rotary vi è
anche un altro dirigente, il Governatore distrettuale, tuttavia solo con competenza limitata al proprio distretto. Si noti un punto
importante: i Consiglieri centrali ed i Governatori vengono solo proposti (nomina-
I
ted) dai rispettivi ambiti, ma vengono eletti
alla rispettive cariche nel corso della Convention da tutti i club di tutto il mondo,
quindi con competenze più estese.
I Dirigenti centrali del RI sono i seguenti:
• Il Presidente è la più alta Autorità del
RI, viene eletto da una speciale Commissione, dura in carica un anno, ed è l’unica persona in grado dei parlare in nome del RI;
• Il Presidente eletto: fa parte del CC, in
genere senza particolari incarichi;
• Il Vice presidente: viene scelto dal Presidente entrante nella prima riunione della
sua attività tra i componenti del CC in servizio per il secondo anno ed entra in servizio
con il primo luglio; dura in carica un anno;
svolge i compiti assegnati dal Presidente;
• Il Tesoriere viene scelto dal Presidente
entrante nel corso della prima riunione tra
i Consiglieri che devono servire per il secondo anno;
• Il Segretario centrale, nominato non
eletto, unico componente del CC ad essere
rimunerato e responsabile dell’Amministrazione.
La scelta dei dirigenti centrali e dei governatori seguono le regole presenti nel Regolamento del RI. In particolare la selezione del Presidente internazionale e dei Direttori (Consiglieri Centrali) è di competenza esclusiva delle Commissioni di designazione (Nominated Committee), mentre
quella del governatore è soggetta anche a
rilanci. In tutti i casi l’elezione definitiva
avviene nel corso del Congresso internazionale ad opera dei Club di tutto il mondo.
L’elezione dei dirigenti centrali (directors) avviene per zone. Per tale scopo il
mondo del Rotary viene suddiviso in 34 zo-
22
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
ne,ciascuna di esse composta da un numero pressoché eguale di rotariani; ogni zona
elegge un direttore alternativamente ogni
quattro anni. Inizialmente si procede alla
nomina della commissione di designazione,
composta da Past governatori, proposti dai
club del distretto ed eletti in numero di un
componente e di un supplente nel corso del
Congresso distrettuale annuale che precede
l’anno di attività. In caso di mancata nomina si procede con il metodo del ballottaggio
per corrispondenza. La commissione di nomina, riunita a cura del convocatore nominato dal consiglio centrale, procede alla designazione del futuro direttore nella persona del candidato che ha ricevuto almeno il
60% dei voti. Il Manuale di Procedura riporta molte varianti.
Anche la nomina del Presidente Internazionale avviene mediante il metodo della
Commissione di designazione, che è composta da 34 membri, uno per ciascuna delle 34
zone, nelle quali il mondo del Rotary è stato
suddiviso per la nomina dei director. A tale
scopo il Segretario Centrale invia una lettera
a tutti i Past Directors del mondo chiedendo
loro se hanno l’intenzione di far parte del
Nominated Committee per la designazione
del futuro Presidente. In caso di più di un
candidato per zona si procede con il metodo
del ballottaggio per corrispondenza. La
commissione si riunisce validamente con la
presenza di 24 membri. Gli argomenti in discussione vengono approvati con la votazione della maggioranza, con l’eccezione della
designazione del Presidente, per la quale è
necessario il voto favorevole di almeno venti
membri della Commissione.
Si ricorda infine che le designazioni per
Presidente Internazionale, Consiglieri centrali (Director) e Governatori distrettuali
necessitano del voto favorevole dei Club di
tutto il mondo, durante la Convention.
■
Paolo e Francesco
on intervenga il correttore di bozze! Non è un richiamo, errato
nell’ultima vocale, al dramma delle due vittime dell’amore
cantate da Dante. Il titolo, come appare chiaramente, dovrebbe essere colorato di celeste perché annuncia la nascita di due maschietti che allietano nonni rotariani.
N
FRANCESCO Sanguinetti, nato il 9 gennaio 2009, è figlio di Andrea e Marcella Mastinu, figlia di Maria Luigia Muroni, nostra simpaticissima socia, e di Salvatore Mastinu.
PAOLO Ritossa, nato il 25 marzo 2009, è figlio
di Andrea e di Camilla Pedrazzini, nipote ed
omonimo del nostro Paolo e di Nella.
Auguri doppi, ai bimbi, ai genitori, ai nonni.
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
23
Una grande figura del nostro Club
Ugo Carcassi:
scienziato e rotariano
Giovanni Sanjust
e da ragazzo non avesse contratto la
malaria, la vita e la carriera di Ugo
Carcassi avrebbero certamente preso
un altro indirizzo. Perché è stata la malattia la molla che lo ha spinto, giovane studente, a iscriversi in Medicina, per cercare
di studiarne le cause, capirne i meccanismi
e proporne i rimedi.
Era il 1940, l’anno dell’entrata in guerra. Come universitario avrebbe avuto diritto alla esenzione dal servizio militare, ma il
senso del dovere verso
la Patria e il disagio nel
sentirsi privilegiato lo
spinsero ad arruolarsi –
volontario – nelle truppe corazzate. Il suo reggimento, di stanza a
Siena, fu presto inviato
in Africa settentrionale.
Un’avventura straordinaria: catturato da una
pattuglia britannica,
durante un bombardamento riuscì a fuggire
ed a raggiungere le linee italiane. Un’epidemia di itterizia fra le
truppe dell’Asse lo colpì
duramente, ma da convalescente fece le sue
prime esperienze in sala operatoria, poiché
nell’ospedale da campo n. 45, scarseggiavano i medici ed anche uno studente in Medicina poteva dare un valido contributo.
Poi (erano passati 14 mesi dal suo arruolamento) venne rimpatriato e destinato
a un reparto di stanza a Palombara Sabina,
un paese non molto lontano da Roma. Ebbe così modo di frequentare, all’Università
La Sapienza, le lezioni di due illustri clini-
S
ci, i professori Cesare Frugoni e Flaviano
Magrassi. Esperienze preziose, che facilitarono il suo rientro nella vita universitaria
dopo il congedo. Era nel frattempo passato
dall’Esercito alla Marina Militare.
In appena 18 mesi riuscì a mettersi in
pari con gli esami universitari e poi a laurearsi a Sassari, nel giugno 1946, in Medicina e Chirurgia con 110 e lode nella sessione estiva del sesto anno. Tesi di laurea:
Anemia mediterranea e malaria.
Prima della laurea,
nel 1944 aveva conseguito il diploma in Malariologia.
Un’occasione irripetibile si presentò qualche anno dopo. Nel
frattempo era stato assunto come medico
condotto, era stato assistente volontario in Clinica Medica all’Università di Sassari e nel
1949 aveva sposato
Paola Marcellino (Inner
Wheel Past Governor),
la compagna della sua
vita.
L’occasione è stata la campagna per l’eradicazione della malaria, condotta in Sardegna dall’ERLAAS coi finanziamenti della Rockefeller Foundation.
L’ultimo responsabile del “Progetto
Sardegna”, il dottor Mayer, aveva favorito
ed incoraggiato la costituzione, a Cagliari,
di una équipe di giovani Medici universitari che avevano iniziato una ricerca tendente a studiare l’incidenza nell’Isola di malaria, talassemia e favismo. Ugo Carcassi con
24
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Franco Pitzus e Ruggero Cepellini riuscirono a dimostrare – era il 1957 – che in Sardegna, nonostante l’identicità del profilo
genetico degli abitanti delle zone di montagna (A) e di quelli delle zone di pianura (B)
la malaria, la talassemia e il favismo presentavano frequenze molto basse nelle zone
A e frequenze molto alte nelle zone B.
Questi dati consentivano di documentare scientificamente per la prima volta il
ruolo di fattore di selezione genetica esercitato, in una popolazione, dalla malaria, che
favoriva la sopravvivenza dei talassemici e
dei fabici che non contraevano questa affezione e penalizzava i normali, cioè i non
portatori dei geni talassemici e/o fabici,
che per questo motivo venivano colpiti dalla malaria. In altre parole, i talassemici e i
fabici non contraevano la malaria e sopravvivevano; i sani invece venivano colpiti frequentemente da questa malattia, con
conseguenze spesso mortali.
Queste ricerche, poi approfondite, vennero anche estese, con un grosso contributo dell’Istituto Nazionale delle Ricerche degli Stati Uniti, allo studio sulla possibilità
di utilizzare come mezzo terapeutico il trapianto di midollo emopoietico nei malati di
Morbo di Cooley (Talassemia Maior).
In Sardegna, sotto la guida del professor
Carcassi si formò una scuola di eccellenza
(ricorderemo le ricerche del professor Licinio Contu) che ancor oggi dialoga con le
migliori scuole internazionali.
Le esperienze maturate in questo periodo hanno dato l’indirizzo definitivo alla vita professionale di Ugo Carcassi. «La ricerca – afferma – è da sempre l’interesse più
importante della mia vita». Ancora oggi,
alla soglia dell’ottantottesimo compleanno,
si cimenta nello studio dei comportamenti
dei protagonisti della Storia mondiale (Napoleone, per citarne uno) alla luce dei difetti fisici e delle malattie subite, pubblicando monografie di ineccepibile rigore
storico e di piacevolissima scrittura.
Stupisce la vastità e la varietà dei suoi
interessi professionali, culturali ed umani,
manifestati in conferenze, articoli, interventi vari.
Ugo Carcassi mantiene ancora i contatti
con il mondo scientifico internazionale. È
tuttora membro della New York Academy
of Sciences, della Royal Society of Medicine
(U.K.) e del Royal College of Physicians of
London (U.K.).
Le tappe della vita universitaria scandiscono la progressione della carriera di un
Maestro della Medicina. A cominciare dalle
tre libere docenze conseguite a Roma in un
anno (1951-52) quando l’attribuzione delle
libere docenze era a numero chiuso.
Prima sede da professore ordinario l’Università di Siena, quindi Cagliari ed infine
l’Università La Sapienza di Roma. Frutto
dei suoi studi e delle sue ricerche 350 lavori scientifici, comprendenti monografie, un
trattato di Reumatologia in due volumi e
un testo di Reumatologia geriatrica (il primo stampato in Italia).
Nel primo anno da Preside della Facoltà
di Medicina dell’Università di Cagliari (lo è
stato per 10 anni) prese una decisione che
mise i giovani laureati cagliaritani in posizione di vantaggio rispetto ai colleghi delle
altre Università. Era il 1971 e ancora vigevano le aberrazioni del ’68. Era entrata in
vigore una Legge che consentiva la liberalizzazione dei piani di studio, e tanti studenti ne approfittavano per evitare gli esami più pesanti. Carcassi, con il parere favorevole della Facoltà, non consentì questo
escamotage: gli esami fondamentali dovevano essere sostenuti, e tutti secondo logica: lo studente cioè non poteva sostenere
l’esame di fisiologia se prima non aveva superato quello di anatomia e altrettanto non
poteva affrontare l’esame di farmacologia
senza aver prima dato quello di chimica.
Con due conseguenze importantissime: i
laureati potevano iniziare onorevolmente
la professione, da medici, e inoltre potevano presentarsi ai concorsi medici internazionali col solo diploma di laurea. I laureati di tutte le altre Università italiane dovevano invece dimostrare di aver sostenuto
gli esami nelle materie fondamentali rispettando le propedeuticità.
«Nonostante qualche piccola perplessità
– afferma orgogliosamente – rifarei le scel-
giugno 2009 —
te di vita e le cose che ho fatto, compresa
l’attività e la frequentazione rotariana che
rappresenta, specie nella senilità, una risorsa di vita, uno stimolo intellettuale e
una affermazione dell’amicizia».
Già, perché anche nel Rotary, dove è
stato ammesso nel 1972, presentato dal
professor Bruno Boles Carenini, ha offerto
un contributo di cultura e di intelligenza.
Esemplare il Convegno da lui organizzato nell’anno della sua presidenza (199596) dal titolo “Ecologia della vita e Società
del futuro”, con la partecipazione di studiosi e cattedratici di fama internazionale
quali il Professor Rafael Puyol, Rettore dell’Università Complutense di Madrid, il
Professor Luciano Modica, Rettore dell’Università di Pisa, il Professor Adriano Bompiani, Ordinario di Ostetricia dell’Università Cattolica di Roma, il Professor Aldo
Isidori, Professore Ordinario di Andrologia
nell’Università la Sapienza di Roma e Vice
Presidente della Commissione Nazionale di
Bioetica, etc. etc. Il Convegno anticipò di
Rotary Club Cagliari
25
diversi lustri il confronto su temi bioetici
che oggi sono al centro del dibattito internazionale.
Sempre in quell’anno propose e curò la
pubblicazione – edita dal nostro Distretto –
del “Liber de Conservanda Sanitate” scritto dall’unico Papa medico nella storia bimillenaria della Chiesa, Pietro Hispano,
Papa Giovanni XXI, che regnò negli anni
1276-77. Un Libro che rappresenta in assoluto uno dei primi contributi sistemici di
medicina preventiva.
Sempre assiduo alle nostre riunioni settimanali, Ugo, sollecitato, offre un suggerimento: almeno due volte all’anno riuniamoci per parlare di come essere rotariani.
A conclusione della chiacchierata, Ugo
offre un’altra pillola di saggezza: «Ho avuto una vita lunga, intensa e gratificante, allietata da sei figli (fra i quali Carlo, socio
del nostro Club) e da dieci nipoti. Ora Paola, a cui devo molto, ed io attendiamo di essere bisnonni».
■
Il tremolar della Marina… di Olbia
l 23 maggio è stato inaugurato il nuovo porto turistico di Olbia. Giornali e
reti televisive hanno dato ampio risalto all’avvenimento sottolineando l’importanza dello scalo nautico per l’offerta ai diportisti di un approdo dotato
di servizi eccellenti, in parte già realizzati, costruito con assoluto rispetto del
magnifico ambiente così da renderlo, grazie alla posizione nel bacino del Mediterraneo e alla prevista politica di tariffe equilibrate, particolarmente concorrenziale.
Il Presidente della Regione ha posto in rilievo che l’impresa significa lavoro
e crescita e si pone quindi come segnale di sviluppo in questo periodo in cui ci
si impegna per uscire dalla crisi.
Giusto merito per La Marina di Olbia (270 posti per imbarcazioni fino a 60
metri) va al nostro socio Paolo Ritossa ed al figlio Andrea che hanno progettato
e diretto i lavori dell’opera sfruttando nel migliore dei modi le loro competenze
specifiche, con una visione che fa convivere in perfetta armonia la bellezza dei
luoghi, la salvaguardia della natura e le esigenze tecniche della struttura.
I
26
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Impegno contro la droga
Una speciale
giornata rotariana
Maria Pia Lai Guaita
l sette marzo di quest’anno 2009 si è svolto il secondo incontro rotariano sul fenomeno droga. Anche questo secondo è
stato progettato e organizzato dalla Commissione Aspetti Sociali in collaborazione
con l’Associazione di volontariato Ichnusa,
sorta per il sostegno alla famiglia in generale ed in particolare per quella con congiunti implicati nella tossicoesperienza. L’impegno rotariano in quest’ultimo ambito è in
generale recente in quanto lo sguardo è
sempre andato lontano verso altri problematiche drammatiche come la poliomielite
sul piano della salute fisica e, per esempio
l’acqua, su quello della salute in generale.
In tema di sofferenza, oggi, non si può e non
si deve ignorare quella mondiale legata all’uso ed abuso delle varie droghe. Un abuso
che giustamente la Chiesa cattolica ha definito «la nuova povertà» per quante conseguenze negative comporta sul piano individuale e sociale. Una presa di coscienza,
questa della Chiesa, che l’ha vista protagonista di interventi ammirevoli nell’ambito
del recupero. Si potrebbe dire senza tema di
smentita, che l’ambito della prevenzione
I
primaria è stato a livello mondiale carente,
forse perché estremamente complesso e difficile da realizzare. Basta riflettere sui tempi necessari per il significativo e fondamentale cambiamento dei comportamenti collettivo sociali in generale e specialmente di
quelli articolati ed intrecciati che stanno alla base di una immersione abitudinaria nella droga. Tempi lunghi certamente che non
coincidono con quelli, per esempio, politici.
Infatti i risultati di queste battaglie complesse possono essere visibili al di là dei
tempi del mandato di quel certo governo,
togliendo meriti all’impegno profuso e, pertanto, motivazione ad esso! Un meccanismo
che, aggiunto alla obiettiva difficoltà dell’intervento, può spiegare come la prevenzione primaria sia stata carente nel mondo
e il fenomeno droga sia andato assumendo
proporzioni catastrofiche. Intendendo per
“prevenzione primaria” i cambiamenti di
quell’humus socio-culturale, che alimenta i
comportamenti collettivi che danno vita alle devianze dalla norma sana. Eppure la
lettura attenta della storia porta ad affermare che, anche le realtà umane e le sue
giugno 2009 —
istituzioni più apparentemente immutabili sono trasformate
dall’azione
dell’uomo. Pertanto,
mutevoli e mutabili.
In riferimento al fenomeno in questione così come è nato
nella sua fisionomia
contemporanea nell’America degli anni
’50, oggi può apparire non superabile
tanto diffuso e stabile. Occorre al contrario agire sulle
aspettative individuali specie giovanili definibili “recettori
psicologici”. Se questi sono riempiti di ideali, finalità attraenti e coinvolgenti, impegni
perduranti, non lasceranno spazio alle attrazioni subdole degli effetti delle sostanze,
veicolati dai coetanei e purtroppo anche dai
massmedia e dalla accettazione della società che ci circonda. Aggiungasi la visibile
fragilità dell’istituzione familiare e la sua
solitudine dinanzi alle pressioni più o meno
mascherate di una cultura superficiale. Nella mattinata del 7 marzo si è ribadita l’importanza del compito educativo della famiglia, che, quando offerto, diventa patrimonio profondo e quasi indistruttibile per ciascun individuo. A questo si finirà per attingere sempre, anche inconsciamente. Ne
consegue che è fondamentale aiutare, oggi
più che mai, tale istituzione sull’arte della
maieutica guidandola anche nella ricerca e
conoscenza dei percorsi d’appoggio per la
crescita positiva della prole. Occorre aiutarla nel sapere dare e negare nel momento opportuno per fortificare l’io dinanzi le scelte
esistenziali. Le famiglie, per esempio, della
Associazione Ichnusa che sono state aiutate, ripetono quanto questo sia stato importante e come in questo periodo storico un
sostegno a tale istituzione dovrebbe esserci
sempre per un buon percorso pedagogico.
Metaforicamente, in questa assemblea del
sette marzo, è stata proposta l’immagine di
Rotary Club Cagliari
27
una pianta in un vaso, con le radici ben
nutrite dalla terra
(famiglia)
dove
affondano che garantiscono il verde e
il rigoglio del resto
della pianta nonostante esposta agli
stimoli circostanti
non sempre ottimali.
Dopo la dotta e
opportuna introduzione di Ettore Atzori, presidente del
Club Cagliari, tutti
questi ed altri temi
sulla tossicodipendenza e sulla sua prevenzione sono stati affrontati da relatori importanti e preparati in modo magistrale.
Hanno parlato: Pietro Soggiu già nel 2004
Commissario Straordinario del governo per
il fenomeno droga, il Maggiore della Guardia di Finanza Mario Leone Piccinni, Vito
Carpi Presidente del Rotary di Senigallia,
la dirigente scolastica Marcella Vacca.
L’Associazione Ichnusa attraverso le due
psicologhe della sua équipe Cristiana Monni e Valeria Loddo, ha proposto i dati di
una interessante e originale ricerca dell’Associazione sui temi della problematiche famigliari. Se la sottoscritta aveva dato inizio
ai lavori con la personale interpretazione
dei compiti e delle fragilità della famiglia
di oggi, Padre Salvatore Morittu l’ha concluso con sue osservazioni su quanto era
emerso dall’incontro e dando la parola a
quanti intendevano intervenire sul tema.
L’incontro è stato chiuso da alcuni pezzi
suonati con is launeddas da Nicola Agus;
un giovane esempio per quei coetanei che
cercano, spegnendosi, lo “sballo” nella
droga. Nicola attraverso l’impegno musicale e lo studio di più strumenti, ha saputo
trovare quegli ideali che l’hanno lasciato
totalmente indifferente davanti alla “tentazione” droga.
Un modello da proporre.
■
28
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Nostalgico pensiero ad un amico
Ricordo di
Carlo De Magistris
Marcello Marchi
l compito di ricordarlo è toccato a me
che, presentandolo come nuovo socio l’8
maggio 1997, avevo dato inizio alla sua
partecipazione al Club durata, purtroppo,
appena dodici anni.
È in tutti noi, specie in chi ha avuto più
familiarità con lui, una grande tristezza per
la perdita di un amico, scomparso nel fior
degli anni per un morbo che non ha avuto
rimedio.
Se parlare “in memoria” di taluno vale
come atto diretto a conservarne vivo il ricordo e a riconoscere i meriti di lui e delle
sue opere, il termine “memoria” di per sé e
per le accezioni che può assumere e per le
conseguenti facoltà che origina, si addice
particolarmente a Carlo.
Come ciascuno di noi sa, la memoria è il
procedimento mentale che ci fa apprendere
cognizioni e ritenerle fermamente e rende
possibile richiamare quanto si è appreso.
Seguono, naturalmente – e in maniera più
o meno appropriata e completa a seconda
della capacità di ciascuno – la rielaborazione dei dati percepiti e richiamati, l’analisi,
il confronto e, nei rapporti con gli altri, la
comunicazione.
In Carlo tali capacità erano sviluppate
in sommo grado; ne qualificavano l’intelletto. Il suo spirito era di continua ricerca,
di appassionata propensione ad esplorare il
passato in tutti i suoi aspetti, dall’arte alla
storia in particolare, con speciale riguardo
a quella della Sardegna e di Cagliari, la sua
città che ha profondamente amato.
Percorreva così la strada seguita dalla
sua famiglia. Gli avi piemontesi si erano distinti ricoprendo importanti uffici pubblici
tanto da ricevere la corona comitale da
I
Carlo V; i discendenti continuarono le nobili tradizioni impegnandosi nel servizio
della giustizia, nella carriera militare e nella professione religiosa, stringendo legami,
anche con matrimoni, con le famiglie di
maggior prestigio del Piemonte.
Uno dei De Magistris, Edoardo, conte di
Castella, ufficiale dell’esercito sabaudo,
venne in Sardegna e nel 1842 vi sposò la sorella del Cardinale Amat. Da loro, ritrasferitisi in Piemonte e mai più tornati nell’isola, nacque un figlio, Casimiro.
Lo zio di Carlo, Paolo De Magistris, da
noi conosciuto e rimpianto, scrive in un delizioso libro Infanzia come una sinfonia che
Casimiro, giunto nella nostra terra «a conoscere i parenti materni, vi trovò moglie e
vi si stabilì, sardo fra i sardi, per morirvi».
I riferimenti alla famiglia di Carlo sono
necessari per comprenderne gli interessi, gli
studi, le convinzioni, lo stile di vita: perché
nello spirito di questa famiglia, radicatasi
in Sardegna, la sua formazione e il suo modo di essere hanno radice, forza e sviluppo.
Scrive ancora Paolo «... la Provvidenza
ha voluto (la nostra vita) colma di beni
reali: la Fede prima di tutto, granitica e
provata da una tradizione secolare che distingue la nostra famiglia; la cultura, il
senso innato dell’arte, l’amore alla natura,
la semplicità e, infine, sale di tutto, il buon
umore».
Queste virtù, queste attitudini dello spirito, questi modi di agire, questa maniera
di mettersi in relazione con gli altri erano
presenti in Carlo ed intensamente vissuti.
In primo luogo la Fede che si manifestava anche in attività esterne, basterebbe ricordare la sua devozione a sant’Efisio ed il
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
suo impegno nella Confraternita, ma, soprattutto, nella pratica della carità con la riservatezza con la quale i
suoi familiari avevano sempre operato.
Poi, l’amore per la giustizia, secolare tanto da potersi considerare gene di famiglia, derivatogli, da ultimo, dal padre Edoardo, giudice esemplare per capacità, probità ed impegno, lo aveva spinto a scegliere la
professione di avvocato. Carlo l’ha svolta egregiamente, mettendo in luce, in modo speciale, quelle doti di
serenità e di equilibrio che gli erano proprie e che hanno sempre caratterizzato ogni sua azione. La stima
unanime di cui godeva fra gli avvocati determinò, più
volte, la sua elezione a Consigliere dell’Ordine. Oltre
che avvocato, quindi necessariamente con funzione di
“parte” in un conflitto di interessi, è stato anche giudice, quindi “terzo”, nella “Commissione Vertenze Arbitrali” della Federazione Italiana Pallacanestro. Sport
che aveva esercitato non solo da giocatore ma anche da
allenatore.
Questo esempio è già sufficiente per dare segno della varietà di campi in cui egli operava sempre con molta passione.
L’amore alla natura, retaggio familiare come ricordava lo zio Paolo, lo portò ad impegnarsi nella delegazione di Cagliari del FAI, promuovendo mostre ed iniziative alle quali contribuiva fornendo alla visione del
pubblico, oggetti e carte propri della vita sociale di
epoche passate.
Ma, soprattutto, la cultura governava tutto il suo
agire; era il valore sotteso alle sue ricerche.
Appare di grandissimo rilievo per i risultati già raggiunti e per l’incidenza nel futuro sullo studio e la divulgazione della Storia della Sardegna e sulle attività
culturali connesse o promosse anche in altri campi, la
Fondazione Istituto Storico Giuseppe Siotto. Ad essa,
29
Carlo, con altri benemeriti studiosi, ha dedicato moltissime
energie, riuscendo, col ricorso
alle capacità professionali, ad
avviarne il cammino e a predisporre un adeguato piano per
poter svolgere le funzioni alle
quali era chiamata.
Godeva fama di collezionista
particolarmente abile a trovare
e riconoscere oggetti con pregi
artistici o storici.
Raccoglieva libri antichi con
grande passione ed intelligenza,
così da essere un bibliofilo molto raffinato.
Altrettanto amore nutriva
per gli argenti: per quelli di famiglia e per gli altri che l’abilità
30
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
della ricerca e la conoscenza altamente
specifica gli consentivano di individuare e,
se possibile, acquistare. Eguale interesse
aveva per i mobili o altre cose del passato.
Non era però l’arido raccoglitore che
tiene per sé i suoi tesori, compiacendosi di
ammirarli in segreto, anzi, poneva particolare cura nel rendere manifeste le sue acquisizioni ed esperienze.
Così, tanto per citare uno fra i tanti interventi, diede valido contributo alla Libreria Antiquaria Pregliasco di Torino per
la pubblicazione del catalogo La Sardegna
attraverso i suoi libri, ed ancora, organizzò
con altri due famosi collezionisti di argenti,
Beppe Deplano e Giovanni Garbato, nell’ottobre del 1994, nei locali che erano stati
dell’antica Farmacia Saluz, la splendida
mostra “Argenti & Argentieri del Regno di
Sardegna”.
Le antiche stampe, specie quelle che
rappresentano la Sardegna o Cagliari, erano anch’esse oggetto di ricerca, di studio e
di piacere: e mi pare opportuno sottolineare che questa sensazione che Carlo provava, certamente in misura intensa al momento della scoperta della stampa e, più in
generale, dell’oggetto o del fatto storico che
il passato aveva sino ad allora celato, appariva rinnovarsi in lui quando ne metteva al
corrente gli altri, quasi rendendoli partecipi della propria emozione.
Non perdeva occasione di illustrare questi documenti della nostra storia; ricordo,
fra l’altro, che nell’aprile-maggo del 2003,
al Castello di San Michele, vi fu la mostra
“Cagliari attraverso i secoli. Dal 1500 al
1900” con stampe di collezioni private.
Carlo collaborò sia conferendo molti esemplari della sua raccolta, sia organizzando la
scelta e la esposizione delle opere.
Carlo, in questo incessante prodigarsi
per la cultura e per la sua diffusione rendeva attuale e continuo il principio del servire, fondamento del Rotary, principio che
aveva sempre informato le sue azioni ben
prima di professarlo come socio del Club.
Era disponibile in ogni momento ad offrire alle iniziative rotariane il valido apporto della sua cultura. Per l’Archeotour
del 1999, presentò ai 150 ospiti rotariani la
Collezione di stampe, acquerelli, dipinti ed
altri oggetti antichi legati alla rappresentazione e alla storia della Sardegna che Luigi
Piloni, con lungo, appassionato e colto impegno di una vita, aveva raccolto spinto
dall’amore per l’isola e per Cagliari, donandola poi all’Università. L’illustre studioso era legato alla famiglia De Magistris
da stretti vincoli affettivi e Carlo, ricco delle proprie esperienze aveva anche collaborato con lui, così che poté illustrare con
grande successo l’insieme delle opere con
chiari riferimenti alla storia della Sardegna
che esse richiamano.
Occorre mettere in rilievo che le antiche
nobili origini, il titolo di Conte di Castella
che gli era passato alla morte del padre, le
indagini genealogiche (era presidente della
Commissione Araldica Genealogica), la
ricchezza delle virtù e dei meriti dei familiari, pur essendo fonte di comprensibile
compiacimento, non incidevano nelle sue
relazioni sociali. Conservava la semplicità
che aveva sempre distinto i De Magistris
con uno speciale atteggiamento di umana
comprensione per gli altri, specie se in condizioni meno felici della propria. Questa
virtù accentuava il suo stile di vita: affabile, cortese, elegante nel dire, spesso con un
velo di ironia, mai malevola, con l’atavico
buon umore della sua gente e la propensione ad esprimerlo nel verace idioma cagliaritano, così da rendere ancora più piacevole trattare con lui.
Aveva mano felice nel suo operare e specialmente felice fu la scelta della sposa: Maria Giulia Lo Faso di Serradifalco di antica,
nobile famiglia siciliana, che conta nel suo
seno studiosi di grande livello culturale.
Carlo, il collezionista, aveva trovato il
suo tesoro. Dalla loro unione felice sono
nati due figli: Edoardo di 11 anni e Maria
Teresa di 9.
Le grandi doti di Maria Giulia le hanno
consentito di affrontare, con l’aiuto dei suoi
cari, le sofferenze di quest’ultimo periodo
segnato dal male che ha colpito Carlo. Egli,
quando, per l’afasia sopraggiunta, aveva
perso quasi del tutto la parola, si sforzava in
giugno 2009 —
tutti i modi di esprimere il suo pensiero e
Maria Giulia, con la sintonia che può esservi solo tra chi si ama, riusciva a comprendere quanto voleva esprimere ed a tradurlo
in aperto linguaggio. Ho avuto diretta esperienza di questi fatti provando tristezza per
la pena di Carlo ma viva commozione per
l’amore del gesto di Maria Giulia e per la
forza dello spirito di lui che, lungi dal commiserarsi per le afflizioni che pativa, continuava, come sempre, a trattare argomenti
legati ai suoi interessi culturali.
La Fede, che animava Carlo, ed anima
Maria Giulia e tutti i suoi cari, dona il
conforto della Speranza cristiana, virtù
Rotary Club Cagliari
31
che, officiando le esequie dell’amato nipote, Monsignor Luigi ha proposto alla meditazione di tutti in una omelia commossa ed
intensa; Speranza che la liturgia celebrata
racchiude nelle parole del Prefazio: «Vita
mutatur non tollitur».
Se, come scriveva Paolo De Magistris,
qui più volte richiamato, nel congedare il
suo libro, «è bene strappare alla memoria
voci ed echi di un passato, perché i figli imparino, imitino, ripetano» altrettanto può
dirsi, per la memoria di Carlo, rivolgendoci con amorevole sentimento ai piccoli
Edoardo e Maria Teresa.
■
a SO.G.AER è la Società per azioni costituita nel 1990 dalla
Camera di Commercio di Cagliari (che detiene il 94% delle
azioni) per gestire, in regime di concessione, l’Aeroporto di
Cagliari per curare organizzazione dei servizi centralizzati diretti ai
passeggeri, alle merci, agli aeromobili, alle attività di scalo; progettazione, realizzazione e manutenzione delle strutture e degli impianti delle aree aeroportuali e gestione e sviluppo di attività commerciali. Compiti molto complessi, sol che si noti che nel 2008 lo scalo ha
avuto un movimento di quasi 3 milioni di passeggeri, con un incremento del 9,7% rispetto al 2007 (che sale al 21% se si considerino
soltanto i voli internazionali). Nei primi mesi del corrente anno si è
avuta, purtroppo, una notevole diminuzione a causa della crisi economica in atto.
L
Dal primo gennaio 2009 il nostro amico Alessio GRAZIETTI, già
direttore tecnico della società, è stato chiamato al comando di essa
quale Direttore Generale. La nomina è un meritato riconoscimento
delle sue doti. Siamo certi, nel formulargli gli auguri, che saprà rendere ancora migliore l’efficienza del servizio che ha primaria importanza per la comunità.
32
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Un generoso rotariano
Ricordo di
Giorgio Mulas
Andrea Rusconi
ra il mese di ottobre 1936 R. Ginnasio Siotto, che allora si trovava nella
piazzetta dopo il portico di S. Antonio, classe 1a ginnasiale: il mitico prof. Atzeni, morto ultra centenario due anni or sono e padre del nostro attuale socio Ambrogio, entra in classe ed inizia la lezione con
alcune domande
informative a tutti
gli allievi per averne una prima impressione
sulla
provenienza e sulle
rispettive famiglie.
Io mi trovavo
per la prima volta
in una classe numerosa (eravamo
in 30 se non ricordo male) poiché
avevo compiuto gli
studi delle classi
elementari privatamente in “continente”; l’impatto
con la nuova situazione mi aveva un
po’ frastornato: ero
seduto al banco ed
avevo avanti a me
un
“bambino”
(avevamo tutti 10
anni!) alquanto agitato e che pareva conoscere tutti gli altri. Mi colpirono per prima
cosa gli occhi chiari e la pettinatura con un
piccolo ciuffo ricadente sulla fronte (l’avrete visto nella foto di gruppo della classe
pubblicata sull’Unione Sarda, in “come
eravamo”, qualche tempo fa).
E
Nei giorni e nei mesi che seguirono imparai a conoscere Giorgio seduto nel banco
avanti a me, sempre molto agitato e, come
si diceva allora, molto discolo che costringeva l’insegnante fosse il prof. Atzeni o
quello di matematica o altri a frequenti e
ripetuti richiami.
Nel ’39 lo perdo
di vista perché la
mia famiglia si
trasferisce a Roma
per gli impegni di
mio padre con
l’Ordine di Malta.
Gli anni passano in fretta: il 1939
ci porta le prime
avvisaglie di un
terribile futuro:
nella lontana Polonia i cannoni iniziano a tuonare
dando l’avvio alla
seconda
guerra
mondiale.
Intanto il discolo Giorgio cresce
ma rimane sempre
discolo così che in
famiglia decidono
di inviarlo in collegio a Lanusei dove
frequenta la quarta e quinta ginnasiale.
Ottenuta la licenza ginnasiale si iscrive
al classico presso il R. Liceo Dettori di Cagliari (al Siotto, allora, esisteva solo il ginnasio).
Alla fine “maturato”, e, finita la guerra,
per lui si aprono le porte dell’Università:
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
33
In questo quadro per un certo periodo si
due anni a Cagliari facoltà di Chimica e
due a Napoli Chimica Industriale con il fa- occupò anche attivamente della redazione
del nostro “bollettino” prima che questo
moso prof. Tavazzi.
passasse nelle mani del nostro compianto
Finalmente Giorgio con la laurea in ta- Achille Sirchia.
Arriva il 1985: io dopo il vagabondare
sca, rientra a Cagliari ed entra nell’azienda
di famiglia allora “f.lli Mulas” poi “Calci- tra guerra, laurea, lavoro in varie parti del
mondo approdo nuovamente a Cagliari con
trata S.p.A.”.
Siamo al 1955: arriva anche per il “di- il seguito di una moglie, sorella del nostro
scolo” Giorgio l’ora di mettere le testa a socio Marcello Caletti, e tre splendide (conposto: una bella ragazza, Micaela Pellec- cedetemelo!) figlie: avviene che il mio citachia, prende le redini del suo cuore, lo to cognato ha la peregrina idea di presenporta all’altare e gli regala quattro splen- tarmi al Rotary.
Così ritrovo il mio vecchio compagno di
didi figli: Lidia sposata Francesco Lecis
Cocco Ortu, Marco sposato con Angelica scuola ed apprendo inoltre che è cugino di
Volz, Carola sposata ad Alberto Lixi e Ste- mia suocera: oltre che l’amicizia rotariana
fano; una nidiata, si fa per dire perché so- quindi mi lega a lui anche un vincolo di pano già grandi e laureati, (uno è già inge- rentela anche se… acquisita!
Ricordo qui solo alcuni episodi signifignere) di 9 nipoti completa il quadro delcativi del carattere, forse un po’ ombroso e
la famiglia di Giorgio.
Nel campo del lavoro, pur restando so- schivo, del rotariano Giorgio: come “delecio della Calcitrata, col nome di dott. Gior- gato ai giovani” alcuni anni fa seppe dirigio Mulas Mameli dà vita ad un’altra mere e condurre a buon fine con rara paazienda tuttora in attività che si occupa es- zienza e diplomazia una spiacevole diatriba in seno al Rotaract, che rischiava di spasenzialmente di depurazione delle acque.
A questo secondo nome, Mulas-Mameli, rire; poi vennero alcuni anni di “ombra”
Giorgio ci teneva moltissimo anche se il co- che lo rattristarono non poco, infine la sua
gnome Mameli viene a Giorgio da due ge- generosità ed il grande spirito di servizio
nerazioni e, ovviamente, per linea femmi- ebbero il sopravvento e, facendo propri gli
nile: lui comunque si sentiva molto legato a intendimenti dei presidenti Adriano Corquesta discendenza cui appartiene il famo- rias, Salvatore Fozzi, e Giampaolo Ritossa
so Goffredo poeta, patriota e compositore si dedicò con la competenza che gli era prodel nostro attuale inno nazionale – ricorde- pria con vero spirito rotariano alla raccolta
rete una conversazione di Giorgio qui al di medicinali ed attrezzature ospedaliere
da inviare in Africa ottenendo dei risultati
Rotary proprio su questo argomento!
Da industriale quale è entra a far parte veramente oltre le aspettative e mettendo
dell’Associazione Industriali di Cagliari e per questo a disposizione gli spazi della sua
nel 1970 in seno a codesta Associazione azienda e curandone inoltre il carico e la
crea la sezione “Giovani Industriali”, nel spedizione.
’72, poi ormai consigliere dà vita alla pubAlla fine Giorgio, inaspettatamente, ci
blicazione “Industria Oggi” diretta, allora,
da Renzo Diliberto e che ancora oggi è la ha lasciato in un triste pomeriggio di questo piovoso inverno, rimpianto oltre che
voce ufficiale dell’Associazione.
Nel 1979 Nino Fara Puggioni presenta dalla sua numerosa famiglia da tutti noi
Giorgio al Rotary di Cagliari e il 31 maggio Rotariani lasciando un vuoto non facildi quell’anno Giorgio entra a tutti gli effet- mente colmabile.
■
ti a far parte del Rotary cui da subito dedica la sua attività ricoprendo negli anni vari
incarichi con la passione e la competenza
che gli era propria.
34
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Benvenuto ai nuovi soci
EFISIO BAIRE
ERCOLE BARTOLI
CATERINA LILLIU
CECILIA ONNIS
Medico Chirurgo
Notaio in Cagliari
Archeologa
Avvocato patrocinante in
Cassazione
È nato e risiede a Capoterra,
dove esercita la professione
di medico di Medicina
generale.
Si è laureato in Medicina
presso l’Università di
Cagliari nel 1974.
Dal 1972 a tutt’oggi è
Consigliere comunale di
Capoterra; ha ricoperto più
volte il ruolo di Assessore
comunale e per due volte
(nel 1992 e nel 1998) è stato
eletto Sindaco di quel
Comune.
È sposato con la dottoressa
Giulia Puddu (titolare della
farmacia di Capoterra) ed ha
due figli: Anselmo, dottore
in farmacia, e Josto,
laureando nella stessa
disciplina.
Siciliano di nascita, dal 1981
vive ed opera in Sardegna. Si
è laureato in Giurisprudenza
presso l’Università di
Catania nel 1977,
procuratore legale l’anno
successivo, nel 1980 ha
superato il concorso
notarile.
Appassionato d’arte fin da
ragazzo, ha frequentato
l’Istituto d’Arte e nel 1983,
con i familiari, ha costituito
a Cagliari una Fondazione,
riconosciuta come ONLUS
dalla Regione Sardegna, per
la promozione dei giovani
artisti isolani.
Da anni organizza mostre
d’arte, pubblica cataloghi,
collabora, oltre che con altre
istituzioni pubbliche e
private, con il Comune di
Cagliari come consulente
artistico.
È docente esterno del Liceo
musicale di Cagliari.
Ercole Bartoli è sposato con
Marialodovica Felter,
anch’essa notaio, ed ha due
figli, Federico, diplomato
allo IED di Milano, e Maria
Pia, studentessa in
Giurisprudenza.
Laureata col massimo dei
voti e la lode in lettere
classiche presso l’Università
di Cagliari si è specializzata
in Archeologia (sempre col
massimo dei voti e la lode)
presso l’Università La
Sapienza di Roma. Ha
partecipato a numerose
campagne di scavi in varie
parti d’Italia e
all’allestimento di mostre e
rassegne. Autrice di
numerose pubblicazioni, ha
curato la realizzazione di
due volumi dedicati ai
Musei della Sardegna.
Nel 1997 opera presso la
Presidenza della Regione
sarda – Servizio della
Comunicazione istituzionale
come responsabile del
Settore documentazione e
Archivio informatico.
Dall’ottobre 2005 lavora
all’Assessorato regionale
alla Pubblica istruzione
curando gli aspetti
archeologici del sito
tematico “Sardegna
Cultura”.
Dal 2007 rappresenta la
Regione nel direttivo della
Fondazione Costantino
Nivola di Orani ed inoltre è
consigliere di
amministrazione della
Fondazione “Barumini
Sistema Cultura”.
È titolare dal 1995 di studio
legale in Cagliari. Ha
conseguito la laurea in
Giurisprudenza presso
l’Università di Cagliari nel
1990 con una tesi di Diritto
amministrativo ed ha subito
iniziato ad esercitare la
professione forense sotto la
guida dell’avvocato
Giovanni Mandas.
Iscritta dal luglio 1993
all’albo degli avvocati di
Cagliari, dal 2006 è iscritta
nell’Albo speciale dei
Cassazionisti.
È specializzata in Diritto
amministrativo e in Diritto
Civile commerciale ed è
esperta di Diritto penale
militare.
Figlia di rotariano, ha
sposato l’ingegner Giacomo
Damele, ed ha due figli:
Giulio di 11 anni e Marco di
8.
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
35
Grandi testimonianze a Cagliari
A proposito di “Angelus
novus” e di “Futurismo”...
Michele Pintus
he cosa succede a Cagliari, nello stesso periodo, in architettura?
Come abbiamo avuto
modo di sentire nelle
recenti brillanti conversazioni di Alessandro Fonti e di
Giorgio Pellegrini:
nella figura dell’angelo di Paul
Klee (1920) si sostanzia «la superiorità del divenire
sull’essere,
del
brutto sul bello,
della purezza ed essenziale capacità conoscitiva propria dei
bambini, dei folli, dei
primitivi, degli artisti, rispetto a quella degli adulti,
delle persone cosiddette sane, civilizzate, comuni»; nel movimento futurista espresso dal Manifesto di Filippo
Tommaso Marinetti (1909) si esalta «l’amore del pericolo, l’abitudine all’energia e
alla temerarietà, il coraggio, l’audacia, la
ribellione…» che in architettura (Antonio
Sant’Elia, manifesto diffuso in un opuscolo
stampato l’11 luglio 1914 a Milano dalla Direzione del Movimento futurista e poi pubblicato il 1 agosto nella rivista fiorentina
Lacerba) diventa «l’architettura del calcolo, dell’audacia temeraria e della semplicità; l’architettura del cemento armato, del
ferro, del vetro, del cartone, della fibra tessile e di tutti quei surrogati del legno, della
pietra e del mattone… delle linee oblique
ed ellittiche…».
C
A Cagliari il secolo XIX (14
aprile 1899) si conclude con
la posa della prima pietra
del nuovo palazzo comunale alla presenza
dei reali d’Italia, Umberto I e Margherita,
e il nuovo secolo inizia con una fervente attività di edilizia pubblica: viene
inaugurata (1900)
la
scuola
di
Sant’Avendrace,
un piccolo edifico a
due piani con semplici aperture ad arco, la scuola “S. Satta” (1904), nella piazza
del Carmine, in calcare e
cotto, cromaticamente alternati secondo lo stile medioevale “lombardo”, con archi
acuti, archi ciechi e colonnine.
Il palazzo comunale, che raccoglie echi
di architetture gotico-catalane o neorinascimentali frammisti a novità Liberty, viene realizzato secondo il progetto vincitore
di un concorso nazionale, scelto fra altri, di
gusto spiccatamente ottocentesco, avendo
prevalso l’originale tendenza al nuovo, anche se non di stampo italiano, e perfettamente rispondente ai fermenti europei del
momento (Horta, Mackintosch, Berlage).
È un momento particolare a Cagliari
animato soprattutto dalla necessità di dotare la città di servizi e infrastrutture indispensabili alla vita pubblica e caratterizzaAngelus Novus, Paul Klee
36
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Il Palazzo Comunale di Cagliari
to da proposte estemporanee, da progetti
cervellotici e molto spesso non rispettosi
dei luoghi e dei valori storici e ambientali
del contesto urbano; tanti sono i progetti
non realizzati che danno una immagine
nuova della città di Cagliari. Migliore o
peggiore di quella reale? Non importa, certo è che a quella reale ci siamo ormai affezionati, ma pensiamo al Bastione di Saint
Remy o alla piazza Jenne modificati da uno
dei tanti progetti che li hanno interessati
(Regio casamento Scolastico (1876), Convitto Nazionale Congregazione di Carità e
Poste (1889), Università (1914), ecc.).
È del 1914 il progetto dell’ingegner Gustavo Tognetti (titolare della Scuola di Disegno e Architettura che era stata di Gaetano Cima) per l’ampliamento del palazzo
settecentesco di via Università e l’accorpamento di tutti gli istituti scientifici in una
sorta di “campus” nella zona di Tuvumannu. L’ampliamento è frutto di un drastico
intervento sul retro dell’antico palazzo
universitario, affacciato sul bastione del
Balice con un prospetto eclettico. La veste
Casamento scolastico “Sebastiano Satta”
via Crispi, piazza del Carmine
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
37
Ampliamento del palazzo universitario (G.Tognetti, 1914). Prospetto nuovo neorinascimentale che conclude
lo storico edificio settecentesco verso il bastione del Balice
rinascimentale di questo ampliamento è
simile a quella del campus universitario di
Tuvumannu: un complesso edilizio con
corpi di fabbrica a raggiera intorno a un
cortile centrale, caratterizzati da piante
perfettamente simmetriche e a schemi alternati.
Tutti gli istituti trovano posto in corpi
separati e indipendenti, riuniti in un unico
luogo. È facile rilevare la particolare attenzione all’aspetto formale degli edifici piuttosto che alla loro funzionalità. I riferimenti architettonici sono neociquecenteschi e
ripropongono nei prospetti il solito repertorio di cornici, paraste, colonne e archi.
La facilità di predisporre progetti ricorrendo a stili del passato si accompagna alla
spregiudicatezza di reperire le aree dove
collocarli, vengono interessate aree anche
già edificate, nel centro urbano o nelle immediate periferie, che implicano massicci
sventramenti e demolizioni spericolate. È il
caso delle scuole superiori di via Maddalena e via Sassari.
Nel novembre 1919 vengono affidati gli
incarichi di progettazione per liceo classico
e istituto tecnico, per la scuola normale femminile e la scuola tecnica maschile, il problema sono appunto le aree, che vengono
indicate genericamente qualche mese dopo;
La scuola elementare in viale S.Avendrace
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
che prevede anche l’apertura
della traversa, la futura via Malta, tra via Sassari e via Maddalena. Il progetto viene rielaborato l’anno successivo dall’ingegnere Giovanni Illario, ed è costituito da un grandioso complesso edilizio su quattro piani.
Elabora due soluzioni, la seconda delle quali semplifica notevolmente le forme monumentali
neoclassiche della prima dove si
impongono il timpano curvilineo con orologio nel corpo cenNuova sede della Banca d’Italia (C. Valle, 1939)
trale e le paraste giganti che separano le grandi vetrate nelle ali
laterali. Nella seconda versione
invece «i prospetti principali sono stati studiati in stile rinascimento in pietra artificiale finto
calcare, con sobrietà di decorazioni, rispondenti al carattere e
al genere degli edifici».
Decisamente più moderna è
la soluzione proposta da Cesare
Valle per la sede della Banca
d’Italia prevista in un isolato
della via Roma, tra la via Arquer e la via Sardegna. L’edificio, rispettando la tipologia del
palazzo a portici imposta per la
via Roma, è caratterizzato da
un’architettura con forti richiami aulici ed eclettici. Le aperture sono semplicemente ritagliate nella parete liscia e non hanno cornici, è evidente il richiamo all’architettura di Marcello
Piacentini.
Con l’istituzione della facoltà di Ingegneria Mineraria
nel 1938 si pone il problema di
realizzare un edificio adeguato,
vince il concorso, bandito dal
Planimetria generale della facoltà di Ingegneria Mineraria (C.
Ministero per i Lavori Pubblici
Valle, 1940). È evidente il massiccio intervento di sventramento di
e riservato a “10 camerati”, il
Stampace tra l’Ospedale civile e la chiesa di Sant’Efisio
progetto di Cesare Valle. L’aetra ripensamenti e trasformazioni nel 1932 viene final- rea, individuata nel quartiere di
mente approvato il progetto predisposto dall’ingegnere Stampace, sopra la chiesa di
Giuseppe Onnis in un’area dietro il palazzo delle poste Sant’Efisio, impegna diversi
giugno 2009 —
Prospetto della Latteria Mussolinia (1939) in viale Trieste
Casa del Fascio (S. Rattu, 1938-39) in piazza Jenne
Rotary Club Cagliari
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isolati del quartiere e quindi la
disinvolta demolizione di un
buona parte del tessuto edilizio
storico. Lo sventramento ha anche lo scopo di collegare piazza
Jenne con l’ospedale civile. Viene progettato un edificio a forma di croce, ispirato al «clima
classico mediterraneo» con vari
corpi di fabbrica che sfruttano
la configurazione naturale del
terreno. Vengono avviati gli
espropri, ma lo scoppio della
seconda guerra mondiale ne interrompe l’iter e la facoltà, finita la guerra, viene realizzata in
una vasta area demaniale della
piazza d’Armi.
Dal linguaggio funzionalista
di regime di Salvatore Rattu
(architetto, docente di Architettura elementare e Disegno nell’Università degli studi di Cagliari) già sperimentato per
committenti privati nell’ambito
dell’edilizia residenziale cagliaritana, nasce il progetto per la
Caserma della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale
(1937): un grandioso complesso
costituito da quattro blocchi,
tutti differenti fra loro ma funzionalmente disposti intorno a
un cortile centrale. L’ampio
frontone presenta al centro un
imponente avancorpo con fascio, garitte e pennoni per l’alzabandiera.
Prospetto della Caserma della Milizia Volontaria Nazionale (S. Rattu, 1937) in viale Merello
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Il prospetto sulla piazza Sant’Efisio della facoltà di Ingegneria Mineraria ha un disegno razionale in linea
con la nuova architettura del Ventennio
I prospetti della “Latteria Mussolinia”
in viale Trieste, dello stesso Rattu e anch’essa non realizzata, costituiscono un interessante esempio di architettura razionalista.
Il progetto per la “Casa del Fascio” da
riprova del totale disinteresse per il centro
storico con disinvolti sventramenti e demolizioni anche di edifici di indiscutibile
valore storico. Questo caso prevede la demolizione della chiesa di Santa Maria
Chiara e la totale trasformazione della
piazza Jenne, ribattezzata piazza Littorio e
raccordata alla parte alta della città con
una nuova scala. La stessa statua di Carlo
Felice lascia il posto a un nuovo edificio
completamente estraneo al contesto ottocentesco originario.
Non meno complessa è “la sistemazione
della nuova piazza Bonaria” con un’architettura caratterizzata da porticati con ordini
giganti e bugnati convergenti verso la Basilica, che ne diventa il “fuoco” prospettico.
Al di là degli edifici non realizzati e delle proposte estemporanee, rivoluzionarie,
l’architettura a Cagliari rispecchia le caratteristiche dell’architettura contemporanea
italiana, che si alterna tra passato, classico,
e futuro, razionalista. Anche guardando gli
edifici realizzati possiamo notare quelli caratterizzati da cornici, timpani, colonne,
con chiari riferimenti storici e quelli a superfici lisce, bucature regolari senza cornici e decorazioni, volumi puri e squadrati
ma imponenti, tipici dell’architettura del
Ventennio.
■
Sistemazione della nuova piazza Bonaria (Karalis VI, S. Rattu e a., 1930)
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Rotary Club Cagliari
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Uno splendido fiore
“S’arrosa
de monti”
Antonio Scrugli
l fascino che sprigionano i paesaggi montani e submontani della Sardegna è dovuto alla presenza di
un’elevata biodiversità vegetale che nell’isola ammonta a 2.400 specie di cui il 10% (240) endemiche.
Ognuna di esse ha un grande valore scientifico e naturalistico che testimoniano le vicende storiche che hanno segnato le fasi della loro genesi e della loro evoluzione. Ciò nonostante alcune specie di particolare bellezza quali le orchidee, le scille, i pancrazi, i ranuncoli, i colchici, le viole, i cisti, le aquilegie, le ginestre,
ecc. suscitano un maggior interesse.
Quella però che merita un posto sul podio dei vincitori è senza dubbio “sa rosa de monti”, pianta endemica delle zone montane della Sardegna e della Corsica. Nonostante il nome sardo alluda alle sembianze
molto strette con la “vera” rosa, dalla quale peraltro si
discosta per non possedere spine, la peonia non appartiene alla famiglia botanica delle Rosaceae ma a quella delle Paeoniaceae.
La sua comparsa lungo le ampie e silenziose vallate prative dei monti sembra annunciare l’entrata della
primavera e con essa il risveglio di tutta la componente biotica che caratterizza questi paesaggi da favola. In
contrasto con la sua esuberanza vegetativa, la peonia
presenta un periodo fenologico piuttosto breve (circa
15 giorni).
I
Peonie nel Gennargentu
La bellezza di questa pianta,
simbolo della Sardegna, è rappresentata dai suoi grandi fiori
purpurei incastonati in un abbondante fogliame verde ceruleo
e assemblati in uno splendido
arbusto che fa concorrenza alle
più accurate e preziose composizioni dei fiorai. Aspetto sublime,
fragranza che incanta, trionfo di
colore, la peonia fiorita offre
un’esibizione indimenticabile.
Non è un caso che nell’antica
Grecia essa era l’unico fiore che
poteva dischiudersi nell’Olimpo
e che meritava l’ammirazione da
parte degli Dei.
Oltre ad essere bella è anche
importante dal punto di vista
fitofarmaceutico. Legata alla
tradizione medica antica, le sue
radici hanno effetti decongestionanti, narcotici, purgativi e
antinfiammatori.
È una delle più belle piante
della flora spontanea sarda tanto che difficilmente alcuni
escursionisti rinunciano alla
tentazione di reciderle o estir-
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
stata variamente indicata come appresso
riportato:
– Paeonia corallina var. pubescens Moris
– Paeonia corallina var. pubescens f. hypoleuca Briquet
– Paeonia corallina var. russoi f. hypoleuca (Briquet) Asch. & Graebn.
– Paeonia russoi var. leiocarpa (Coss.)
Stern
– Paeonia corallina var. triternata (Pall. ex
DC.) Boiss pro parte
– Paeonia corallina f. triternata (Pall. ex
DC.) Rouy & Foucaud quoad nom.
– Paeonia officinalis subsp. corallina var.
triternata (Pall. ex DC.) Fiori quoad nom.
Nome italiano: Peonia della Corsica
Nomi dialettali: Arrosa de monti, Arrosa
piònica, Franca de zirulìa, Piona, Rosa de
coga, Rosa ’e monte, Rosa de padenti, Rosa peonia, Rosa pionica, Rosa veronica,
Ungra de zurrulìu.
parle per trapiantarle nel proprio giardino,
spesso con risultati negativi. Da questo
punto di vista l’apparire in modo esuberante può rappresentare un handicap per
la sua conservazione. Questo fatto conferma la necessità di tutelare questi meravigliosi gioielli naturali tramite strumenti
normativi regionali più volte sollecitati da
diverse istituzioni scientifiche e naturalistiche ma mai concretamente recepiti da chi
di dovere nonostante la specie sia stata inserita nella lista rossa dell’Unione internazionale per la Conservazione della natura
(IUCN).
Descrizione morfologica: pianta perenne, erbacea, rizomatosa, con fusti semplici
di 30-60 cm provvisti di foglie composte di
7-13 foglioline ovato-lanceolato, lunghe 68 cm. Ha fiori grandi di 7-10 cm, soffici e
carnosi che sbocciano da aprile a maggio e
coprono la gamma cromatica dal bianco al
porpora, con spettacolari punte di rosa.
Frutto costituito da 3-5 follicoli che si
aprono lungo una sutura superiore. Semi a
maturità nero-lucenti.
SCHEDA BOTANICA
Habitat: indifferente al tipo di substrato, in Sardegna la si rinviene nelle zone
montane del Gennargentu, del Sarcidano,
del Supramonte di Orgosolo, del Monte di
Oliena, della Barbagia di Seulo, del M. Albo, del M. Linas, del Limbara, dei tacchi
dell’Ogliastra, in luoghi erbosi, freschi e soleggiati a quote intorno ai 600-1200 metri.
■
Nome scientifico: Paeonia corsica Sieber ex Tausch, 1828
Synonimi: il binomio latino sopra riportato è quello ad oggi ritenuto più corretto
in quanto il più antico e più rispondente ai
risultati emersi dalle analisi molecolari più
recenti. Nel tempo, questa pianta sarda, è
Areale geografico: è specie esclusiva
(endemica) della Sardegna e della Corsica.
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
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Vicende della nostra città
Riflessi della Guerra di
Successione Spagnola
Angelo Deplano
I bombardamenti effettuati contro la città di Cagliari
da parte della flotta inglese (1708)
e da parte di un corpo d’esercito Spagnolo (1717)
olti ricordano (alcuni per esperienza
diretta) i bombardamenti aerei che
Cagliari ebbe a subire durante la seconda guerra mondiale dalle forze inglesi e da
quelle dei loro alleati americani; non molti invece sanno che il 14 agosto 1708 Cagliari dovette subire, sempre da parte delle forze inglesi
e da quelle dei loro alleati in quella circostanza olandesi, un altro violento bombardamento. Infatti in quella data una potente
flotta agli ordini dell’Ammiraglio Sir John
Leake, comprendente ben quaranta vascelli,
la maggior parte dei quali battente bandiera
britannica e, in numero minore, olandese,
effettuò una dura azione di fuoco sulla città,
quindi sbarcò delle
truppe (tedesche per la
precisione) e se ne impossessò. L’episodio è
stranamente meno noto dell’altra azione navale, peraltro non coronata dal successo, che
la flotta rivoluzionaria
francese dell’ammiraglio Trouguet effettuò
contro Cagliari nel
1793, eppure riveste,
nella storia della città e
dell’isola,
un’importanza ben maggiore
di quest’ultima. Infatti
il bombardamento del
M
1708 è la causa diretta e determinante della
fine di tutta un’epoca, quella del predominio
dapprima aragonese e quindi spagnolo in
Sardegna, che, come è noto, si era protratto
complessivamente per quasi quattro secoli.
Interrompe bruscamente quel lunghissimo
periodo di relativa stabilità per dare il via ad
un inarrestabile ciclo di avvenimenti che vedremo e che si succederanno veloci fino al
1720, quindi per 12-13 anni complessivi,
con l’assegnazione della Sardegna ai Savoia.
Il tutto va inquadrato nel turbine della
Guerra di Successione Spagnola, che si scatenò dopo la morte di Carlo II d’Asburgo,
re di Spagna. Era questi il sovrano che aveva concesso al Consigliere Capo della città
di Cagliari l’autorizzazione a fregiarsi di
una medaglia d’oro
con la sua effigie, quale solenne riconoscimento dei meriti e dell’impegno dimostrati
dalla città «en el real
servicio». La medaglia, ci riferisce Giancarlo Sorgia in Le
Città Regie, è quella
nota impropriamente
col nome di “Toson de
oro” che ancora oggi il
Sindaco porta il primo
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
maggio in occasione della processione di sant’Efisio.
Morto dunque Carlo II senza
eredi diretti, era asceso al trono
di Spagna nel 1701, col nome di
Filippo V, il Principe francese
Filippo di Borbone, duca d’Angiò, che vantava una parentela
con gli Asburgo di Spagna per
via della nonna Maria Teresa,
consorte di Luigi XIV di Francia, il Re Sole. Poiché però tale
avvenimento comportava la nascita di una temibile alleanza
franco-spagnola, Inghilterra,
Olanda, Hannover, Prussia e
Piemonte decisero di non riconoscere Filippo V e si allearono
per appoggiare le pretese al trono di Spagna avanzate dall’Arciduca Carlo, degli Asburgo
d’Austria, discendente in linea
diretta dall’Imperatore Carlo V.
Fu per questo che la Guerra di
Successione Spagnola si combatté sui campi di battaglia di
tutta l’Europa.
Filippo V si appoggiò a generali francesi famosi quali il
Vendome, il Villars, il Dénain.
L’Arciduca austriaco Carlo ebbe dalla sua il Principe Eugenio
di Savoia e l’Inglese Marlborough (illustre antenato di Winston
Churchill). La Spagna stessa si
divise in due: Catalogna, Aragona e Valenza erano per Carlo,
che fu acclamato a Vienna, anch’egli re di Spagna, col nome
di Carlo III, nel settembre 1703.
Rimasero invece fedeli a Filippo
V le Castiglie e i restanti territori del regno di Spagna, tra cui la
Sardegna.
Il popolo sardo versava in
condizioni di estrema miseria:
la responsabilità della decadenza della nobile isola, che sotto
Pisa e Genova aveva avuto secoli di splendore, era da ascri-
Bombardamento francese 1793
versi alle classi elevate di origine catalano-aragonese:
vantando discendenze dai Cavalieri aragonesi che avevano conquistato la Sardegna, mettendo innanzi immunità e titoli feudali, quella aristocrazia aveva monopolizzato le cariche pubbliche dalle quali aveva praticamente escluso i sardi. Il governo centrale spagnolo,
d’altronde, sempre intento a perseguire una politica di
potenza, aveva dovuto ricorrere a un fiscalismo che,
mungendo le popolazioni, gli consentisse di trovare i
mezzi per realizzare quella politica, anche se in fondo
non era stato del tutto dimentico della Sardegna, né
oscurantista.
Era dunque questa la situazione della Sardegna
nell’anno 1703 allorché, come abbiamo visto, anche
l’arciduca Carlo era stato acclamato re di Spagna.
Mentre il popolo sardo rimaneva all’oscuro di tutto,
detto avvenimento era destinato invece a scatenare la
discordia tra i feudatari, le cui fazioni nutrivano da
sempre motivi di rancore reciproco per rivalità di consorteria e invidie personali. Fu determinante l’abbandono del partito di Filippo da parte del potente marchese di Villasor, don Artaldo di Alagon, sia perché parente di un alto dignitario di Carlo III, sia perché offeso dalla nomina a Grande di Spagna concessa a Don
Francesco di Castelvì, marchese di Laconi. Da quel
momento il Villasor diventò, pur non dichiarandolo
apertamente, il capo della fazione favorevole a Carlo
III. A far precipitare la situazione intervenne il memoriale di un frate mercedario sardo chiamato Trincas,
che soggiornava a Saragozza. Costui, per ingraziarsi
Carlo III, gli aveva mandato un cervellotico memoriale cui allegava due lunghi elenchi: uno dei fautori del
pretendente austriaco in Sardegna, per i quali auspicava onori e cariche, l’altro dei nemici. Caso volle che
questo memoriale andasse invece a finire nelle mani di
Filippo V, che ne informò subito il proprio viceré in
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
Sardegna. Quest’ultimo pensò di far bene deportando
in Francia quelli che stimava essere i capi di una congiura, peraltro inesistente: tra questi il marchese di
Villaclara, l’arcivescovo di Cagliari e il giudice della
Reale Udienza Salvatore Locci. Ciò sollevò un putiferio nella nobiltà sarda, per cui i parenti e gli amici dei
deportati si schierarono contro il viceré e, conseguentemente, contro Filippo. Don Francesco Pes, il conte di
Cifuentes e gli altri gentiluomini, appartenenti al
gruppo di famiglie che si consideravano danneggiate
dal viceré, presero addirittura l’iniziativa di recarsi a
Vienna per cercare di convincere il pretendente austriaco ad impossessarsi della Sardegna.
E così anche Carlo III cominciò a meditare seriamente di effettuare un colpo di mano sull’isola, ovviamente con l’aiuto dei propri alleati, ossia soprattutto
della flotta inglese che fin dal 1703 (fatto del tutto nuovo questo) era entrata in forze nel Mediterraneo e bordeggiava insistentemente nei mari prospicienti alla
Sardegna. A questo punto il viceré, marchese di Giamaica volle giocare d’astuzia chiamando intorno a sé il
conte di Montesanto, genero del marchese di Villasor e
che, proprio per questa sua parentela, avrebbe dovuto
essere considerato sospetto di intelligenza col nemico.
Tenendosi vicino il Montesanto il viceré pensava di poter infrenare gli avversari, ma il Montesanto seppe, come vedremo, intessere un doppio gioco ben più abile di
quello del viceré.
Ho trovato la copia di una vecchia stampa (il cui originale è nella Biblioteca del Comune di Sassari) in cui il
classico fastoso ornato settecentesco con trofei di bandiere, fucili e cannoni incornicia l’episodio del bombardamento di Cagliari, ormai tanto lontano nel tempo,
con immagini curiosamente familiari. Vista da uno dei
vascelli della flotta che, alla fonda tra le piccole innumerevoli onde del maestrale crestate di bianco, infierisce sulla città, la vecchia Cagliari appare ancora chiusa
nella cinta delle sue mura in parte oggi rimosse, come
quelle costruite dall’Imperatore Carlo V per proteggerla sul fronte mare. Eppure è facilmente riconoscibile
per via delle sue torri pisane, delle sue chiese, delle sue
alture, dei suoi dintorni a noi così noti: è ben visibile anche il poggio sormontato dal castello di San Michele.
Un vistoso cartiglio in lingua tedesca è iscritto nella
parte inferiore dell’ornato; tradotto letteralmente recita, nello stile dell’epoca: «Sardegna, una grande isola,
un regno nel Mare Mediterraneo. Il 14 agosto 1708 fu
salutata, con i voti più propizi dei grandi alleati, dall’Ammiraglio inglese Leake che, con una flotta ben
equipaggiata sconfisse i Francesi. La città di Cagliari
45
Abate Alberoni
fu invitata a pronunciarsi a favore del Re Carlo III entro tre
ore. In caso contrario avrebbe
dovuto aspettarsi un duro bombardamento e quindi uno sbarco di truppe che l’avrebbero ferocemente assalita. Poiché il viceré, marchese di Giamaica, declinò tale invito, la città fu
bombardata con particolare
violenza. Sotto il bombardamento, nonostante il pericolo, i
cittadini di Cagliari si rivoltarono contro il viceré e lo costrinsero a ritirarsi, con numerosi
ufficiali e soldati, nel Castello.
Quindi la cittadinanza aprì una
delle porte delle mura della
città e ne consegnò la chiave al
conte di Cifuentes, inviato là da
Carlo III come suo viceré. Il 16
agosto le truppe sbarcate nell’isola, insieme a 1000 uomini della cittadinanza, assalirono il
Castello e lo conquistarono con
facilità, facendo prigioniero anche il marchese di Giamaica. Di
conseguenza l’intera isola si
sottomise. […] In tal guisa gli
Inglesi e gli Olandesi, che si erano comportati in modo eccel-
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
lente, si stabilirono definitivamente nel Mare Mediterraneo».
Fin qui il cartiglio. Ma come
si erano svolti i fatti in realtà?
Pongo tale interrogativo perché
l’estensore del cartiglio è schierato a favore di Carlo con tale
evidenza da non darci nessuna
garanzia di obbiettività. Infatti
è difficile credere che la cittadinanza di Cagliari si fosse, già
nel 1708, ribellata all’autorità
costituita, quasi che fossero già
evidenti i segni del risveglio di
una coscienza popolare documentata solo molto più tardi,
nel 1794 (su annu de s’acciappa), quando gli abitanti di
Stampace promossero la rivolta
contro i Piemontesi. Inoltre rileviamo dal cartiglio la notizia
dell’arrivo del conte di Cifuentes, il nuovo viceré inviato da
Carlo III, imparentato col marchese di Villasor e (guarda caso) fratello del conte di Montesanto. Era, questo Cifuentes, il
gentiluomo sardo che a suo
tempo era andato a Vienna con
don Francesco Pes per invocare
la venuta di Carlo in Sardegna.
A questo punto ritengo possano aiutarci ad interpretate
meglio i fatti alcune significative considerazioni dello stesso
Ammiraglio inglese, rilevate
dalla sua biografia scritta dal
figlio adottivo: «Cagliari è – dice Sir John Leake – una grande
e ricca città, estremamente ben
fortificata da ottime mura e da
bastioni regolari, sui quali sono
montati 200 pezzi di artiglieria,
cosicché tra i vantaggi che la
natura le ha dato e le opere di
difesa, essa può essere ritenuta
praticamente inespugnabile».
Ora, pur tenuto conto della
possibilità che l’Ammiraglio
abbia avuto qualche interesse a
Abdicazione di Carlo V
magnificare le difese di Cagliari allo scopo di far meglio risaltare l’esser riuscito ad averne ragione, ovvero
che egli si sia, più semplicemente attenuto all’osservanza della tradizione britannica di rispettare il nemico vinto (così si sono sempre regolati gli Inglesi, così
con Napoleone e così giù giù fino a Rommel) resta il
fatto che tali considerazioni sono state pur sempre
espresse da chi ha comunque espugnato Cagliari con
tanta facilità. Pertanto noi ci sentiamo autorizzati a
formulare seri dubbi circa la validità della difesa.
Fu allora che, finalmente, la fazione austriaca venne allo scoperto. Ce ne fa una descrizione telegrafica
Carlo Cattaneo in Della Sardegna antica e moderna:
«… i cittadini di Cagliari indarno sollecitarono alla difesa il viceré; i congiurati che lo avviluppavano apersero le porte, e i soldati spagnoli fecero ala a un reggimento tedesco che entrò nella Cittadella».
Risulta che il Castello e la Cittadella capitolarono
appena il Giamaica riuscì ad ottenere l’assicurazione
di potersi imbarcare con tutte le sue masserizie. Invece
la Magistratura Municipale, nella persona del Consigliere Capo, aveva dato, ci dice il Manno «splendida
prova della sua fede» dapprima proponendo al viceré
di desistere, e preoccupandosi poi di salvaguardare i
diritti della città. Si erano distinti per fedeltà al loro re
Filippo, il conte di San Giorgio, il conte del Castiglio,
il conte Sanjust di San Lorenzo, don Vincenzo Baccallar (poi marchese di San Filippo) e altri.
Destano peraltro molte perplessità sia l’atteggiamento del viceré marchese di Giamaica, che i sistemi
giugno 2009 —
con i quali i capi della fazione austriaca
avevano tutelato gli interessi del loro signore. Gli altri nomi del partito austriaco a Cagliari sono quelli del marchese di Conquistas, del marchese della Guardia, del conte
di Villasalto e di don Salvatore Zattrillas.
In conclusione, la Piazza di Cagliari,
considerata inespugnabile dallo stesso nemico, si arrese senza gloria dopo un solo
bombardamento e senza ulteriore resistenza perché, in presenza della flotta assalitrice, la fazione del marchese di Villasor era
riuscita a imporsi e a prevalere sull’altra,
fedele a Filippo V. La storia, anche quella
contemporanea d’altronde, ci insegna che
non è mai dato ad una nazione di potersi
difendere con successo quando è minata
dagli intrighi fra le fazioni e dalle divisioni
interne.
E vediamo velocemente quali furono le
vicende politiche in rapporto alla nuova situazione della Sardegna.
L’ascesa al trono imperiale di Carlo III
che, dopo una parvenza di elezione, prese il
nome di Carlo VI Imperatore del Sacro Romano Impero, staccava dall’Austria gli alleati, preoccupati dell’eventualità di una
fusione degli stati austriaci con quelli spagnoli, che avrebbe fatto risorgere il potente
impero di Carlo V.
Si giunse così alle paci di Utrecht (1713)
e di Rastald (1714) che, tra gli altri patti,
convalidarono anche il passaggio del Regno di Sardegna dalla Spagna di Filippo V
all’Austria di Carlo VI e del Regno di Sicilia ai principi di Savoia.
La dominazione austriaca continuerà fino al 1717: nel cagliaritano ebbe un successo accettabile per via della amministrazione della cosa pubblica che fu giudicata decisamente migliore di quella precedente.
Purtroppo le uniche vestigia del periodo
austriaco rimaste a Cagliari sono le numerose piastrelle di ceramica smaltata, decorate con l’aquila bicipite, che rivestono gli
specchi della scalinata d’accesso all’altare
maggiore della chiesa di San Lucifero.
Per contro, la dominazione austriaca fu
accettata con molte riserve nel nord dell’isola, e in particolare nel sassarese, per via
Rotary Club Cagliari
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dei malumori suscitati dalla imposizione di
nuovi dazi sulle coltivazioni del tabacco,
allora particolarmente estese in quelle
campagne.
Nel frattempo l’abate Alberoni, parmense accolto dalla corte spagnola, presso
la quale era arrivato al seguito della principessa Elisabetta Farnese, seconda moglie
del re Filippo V, era riuscito ad ottenere
l’incarico di primo ministro del regno di
Spagna e successivamente il cappello cardinalizio. Giunto al potere, l’Alberoni aveva convinto il suo re a sviluppare una politica che gli consentisse di recuperare tutti i
territori dei quali era stato privato dagli
eventi della guerra di successione, protrattasi dal 1701 al 1713.
E così, dopo un primo tentativo andato
a vuoto per l’opposizione della flotta inglese, una potente squadra navale spagnola di
venti vascelli agli ordini del marchese di
Leyda, salpata da Barcellona nel luglio del
1717, sbarcò il 20 agosto successivo nella
spiaggia di S. Andrea (in prossimità di
Quartu S. Elena) un corpo d’esercito forte
di novemila fanti, seicento cavalleggeri e di
una artiglieria provvista anche di numerosi
cannoni da assedio (così si rileva in Di nuovo nella sfera iberica di Paolo Cau, tratto
dall’Almanacco di Cagliari del 1996). Le
truppe austriache contavano circa millecinquecento uomini appartenenti a diversi
corpi, nonché duecento cavalleggeri, e non
riuscirono ad evitare nemmeno un secondo
sbarco effettuato dagli spagnoli addirittura
nel porto di Cagliari per scavare trincee allo scopo di impadronirsi del quartiere Marina. Anche le truppe sbarcate a S. Andrea
dopo alcune marce di avvicinamento effettuate senza particolari contrasti e forti di
rinforzi sopraggiunti nel frattempo scavarono trincee da assedio col sistema delle
“parallele”, utili all’epoca per consentire
agli assedianti di avvicinarsi zigzagando, e
quindi defilati, alle mura della piazzaforte.
Pertanto, a distanza di circa nove anni
dal pesante ma brevissimo bombardamento
navale effettuato nel 1708 dalla flotta angloolandese che abbiamo visto coronato dal
successo (in quella circostanza il comporta-
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
mento degli difensori non era stato partico- luttabilità dello scambio cui le potenze lo oblarmente onorevole) la città di Cagliari fu bligavano, abbia addirittura scagliato per
bombardata una seconda volta e con eguale terra e calpestato la propria parrucca. È imsuccesso, da parte di un agguerrito corpo portante rilevare che fin dal 1713 si era verifid’esercito spagnolo, ma in questo caso la di- cato un notevole mutamento nei titoli dei
fesa fu assolutamente degna e inappuntabile. Principi Sabaudi, che fino a quell’anno si
Anche di questo secondo episodio belli- erano fregiati, ma solo nominalmente, dei tico, che ne traumatizzò la città capitale e toli di Re di Cipro e di Gerusalemme. Nel
che comunque contribuì anch’esso a cam- 1713, col trattato di Utrecht che, come abbiabiare i destini della Sardegna, risulta esse- mo visto, aveva assegnato la Sicilia a Vittorio
re attualmente informato un numero di Amedeo II, i Savoia avevano acquistato il tisardi relativamente molto modesto.
tolo regio unito all’effettivo possesso di un reLa fine di ottobre vide
gno. Nel 1720 col trattato
gli austriaci costretti a cedell’Aia che assegnava loro
dere anche la piazzaforte di
il Regno di Sardegna al poAlghero e Castellaragonese,
sto di quello di Sicilia, ebbeprevia la concessione delro comunque la possibilità
l’onore delle armi. Il viceré
di conservare a pieno titolo
austriaco fu costretto di
la dignità regale raggiunta
conseguenza ad imbarcarsi
effettivamente solo pochi
e ad abbandonare la Sardeanni prima.
gna, convinto a prendere
E così il 4 agosto 1720,
tale decisione anche dalle
nel Palazzo Viceregio di
insurrezioni di Sassari, delCagliari, alla presenza della Gallura e del Logudoro,
l’ammiraglio Byngh, che
suscitate e dal marchese
con alcuni vascelli inglesi
Vincenzo Bacallar, persoalla fonda nel porto, ganaggio a noi già noto, e dai
rantiva il regolare andamarchesi di Montenegro e
mento dell’operazione (ordi Montallegro, tutti focosi
mai abbiamo visto che la
fautori della reintegrazione
presenza degli inglesi nel
del dominio spagnolo.
Mediterraneo è diventata
Subito dopo il corpo Corona sabauda sui quattro mori una realtà, don Gonzales
d’esercito proveniente da
Chacon, ultimo viceré spaBarcellona, aiutato validagnolo, cedeva l’isola al
mente dai predetti agitatori politici, riuscì principe di Ottaiano, il rappresentante delin breve tempo a rioccupare pressoché tut- l’imperatore. Quest’ultimo, dopo aver issata la Sardegna.
to per tre giorni le insegne imperiali sul caSenonché una nuova alleanza, formatasi stello di Cagliari, le ammainava il quarto
tra Inghilterra, Olanda, Austria e Francia al- giorno per consegnare la città al plenipolo scopo di fronteggiare il pericolo spagnolo, tenziario di Vittorio Amedeo II, il luogotestroncò subito e definitivamente il tentativo nente maresciallo Luigi Desportes.
di rivincita del cardinale Alberoni. Di conseInfine, il 2 settembre, Filippo Pallavicino
guenza, con i trattati di Londra (1718) e del- barone di Saint Remy, primo viceré sabaudo
l’Aia (1720), la Sardegna fu assegnata a Vit- dell’isola si impegnava solennemente in notorio Amedeo II di Savoia che, come è noto, me del suo re, nella cattedrale di Cagliari e
dovette cedere a malincuore la Sicilia col suo al cospetto di tutte le autorità civili e religioreddito circa otto volte superiore a quello se, a conservare e rispettare tutti i diritti,
della nostra isola. A questo proposito sembra statuti e privilegi dell’antico Regno Sardo.
che Vittorio Amedeo II, frustrato dalla ine■
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
Un artista che amò Cagliari
Ritratto di
Antonio Atza
Mauro Manunza
e Antonio Atza non avesse amato Cagliari, non
avremmo alcun ricordo visivo della storica stazione
ferroviaria tra il viale Bonaria e il viale Diaz. A parte qualche fotografia privata, il capolinea dei trenini delle
Complementari è scomparso con la memoria travolta
dallo sviluppo della città moderna: palazzoni e viabilità
ridisegnata in funzione di nuove esigenze hanno da tempo cancellato lo scalo della strada ferrata che garantiva il
collegamento a ovest con il porto e la stazione di piazza
Matteotti, a nord-est con il cuore del Mandrolisai da una
parte e l’Ogliastra dall’altra. Resta una targa toponomastica: “Via Stazione Vecchia”, meno male. E restano, per
fortuna, alcuni bellissimi quadri creati cinquant’anni fa
dal pennello del pittore bauladino: come l’immagine di un
vagone-merci davanti alla sagoma lontana della basilica
di Bonaria, o la stazioncina animata da persone affrettate
tra una locomotiva sbuffante di vapore e alcune palme,
testimonianze superstiti che oggi contornano l’imponente
edificio del Banco di Sardegna.
S
49
Non soltanto il fascino dei
treni a carbone indusse Atza a
ritrarre Cagliari diventata sua
città adottiva: dipinse lirici
scorci e solari panorami – distribuiti fra collezionisti – e descrisse un altro scenario poi abbattuto in omaggio alla modernità: i
casotti del Poetto. La spiaggia
delle pittoresche costruzioni di
legno è immortalata con colori a
olio non soltanto nella consueta
visione sopra lo sfondo della
Sella del Diavolo, ma anche nell’eccezionalità di un manto di
bianchissima neve disteso sulla
bianchissima sabbia.
Nato a Bauladu, vissuto ragazzo a Bosa e stabilitosi ancor
giovane a Cagliari, Antonio Atza se n’è andato nel gennaio
scorso, in silenzio, a raggiungere le nuvole e i gabbiani suoi
amici, protagonisti dei tanti
paesaggi solari lasciati da uno
dei più apprezzati e amati pittori del Novecento sardo. Stava
per compiere 84 anni quando è
volato via nel cielo di Bosa accarezzando con sguardo affettuoso le rive del fiume dove
aveva passato gran parte dell’infanzia, dove cominciò a dipingere, dove un museo custodisce le più significative opere
del suo straordinario percorso
artistico e dov’era ricoverato da
qualche mese in seguito a
un’aggressione ischemica che
ne aveva indebolito il fisico, pur
senza abbatterne lo spirito, la
voglia di scherzare e la volontà
di tornare ai pennelli.
Era un bambino di sei anni
quando dovette lasciare i giochi
bauladini per seguire la famiglia a Bosa, patria di un altro
grande pittore – Melkiorre Melis – dove rivelò la sua natura
d’artista. Poté andare a Sassari
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
per frequentare l’Istituto d’arte, fu allievo
di Stanis Dessy, Filippo Figari, Salvatore
Fara. Si presentò a Cagliari nel 1957 con
una personale nella sala d’arte “Della Maria” e fu subito amore ricambiato. Conteso
dai galleristi di allora, espose ripetutamente al “Cenacolo”, alla “Galleria degli artisti” di Simula, al “Capitello” per affidarsi
infine alla “Galleria 13”. La sua strepitosa
carriera lo ha visto alternarsi a Roma, Sassari, Milano, Mantova, Parma, Bologna,
Nuoro, Oristano, Torino e in altre città italiane oltre che all’estero (Dusseldorf, Barcellona, Tel Aviv), ma si muoveva ancora
nell’ambiente artistico cagliaritano quando
– trentenne – si liberò dell’ascendenza realistica dei suoi primi maestri: dopo un veloce passaggio d’impronta neofuturista, si
sentì risucchiato dal ciclone Mauro Manca,
al quale si affiancò come docente nell’Istituto d’arte dopo avere lasciato l’insegnamento scolastico (a Cuglieri, Jerzu, Gavoi,
Cagliari).
Splendidamente materico, s’impose a
Cagliari con le sue sabbie collate e i suoi affascinanti “blues”, malinconiche melodie
negre tradotte in immagini amorfe, buie,
evanescenti, pessimiste. C’era anche lui –
mezzo secolo fa – nel gruppo di giovani artisti (come Pantoli, Mibelli, Rossi, Brundu,
Mazzarelli) fondatori di “Studio 58”, movimento che rifiutava la “folcloristica” tradizione pittorica della prima metà del Novecento in Sardegna e che costituì l’avanguardia artistica isolana. La infatuazione
era soltanto una tappa di una ricerca che lo
avrebbe riportato ai canoni tradizionali in
piena maturità artistica e anagrafica. Il suo
itinerario artistico proseguì infatti lungo un
percorso di fantasmagorie emergenti dall’azzurro cupo (abissi marini o cosmici) e
di magie surreali che indussero alcuni critici a tipizzare per lui definizioni quali “arte
fantastica” (Salvatore Naitza) ed “ermetismo esoterico” (Mario Ciusa Romagna).
Non per caso alcuni editori di rilievo nazionale cominciarono a commissionargli copertine di romanzi fantascientifici.
Dopo il periodo materico e quello fantastico, attraversò un’esperienza optical in-
ventando le “vibrazioni”, immagini misteriose sotto una cortina di fili di lana geometricamente stesi al di sopra della tela:
coloratissimi e capaci di produrre un intrigante effetto di movimento. Quindi l’approdo ai lidi delle “modificazioni”, opere di
non modeste dimensioni caratterizzate dalla brillantezza dei colori e da scenari dove
il mondo del sogno e quello della realtà si
incontrano intersecandosi e separandosi
attraverso uno “strappo” di immagine. Un
lungo e ammirato periodo quello del surrealismo lirico e della metafisica costruita
con rara miscela di naturalismo, visioni
oniriche e simbolismo. Poi il ritorno agli
originari e assai più luminosi e colorati alvei del realismo puro, che hanno accompagnato gli ultimi anni di attività mai interrotta.
Antonio Atza dipingeva ogni giorno e le
sue opere sparivano rapidamente, oggetto
del desiderio di collezionisti privati e pubblici. Nella sua casa cagliaritana in via Val
d’Elsa non aveva più un quadro quando,
cinque anni fa, il Comune gli propose una
mostra all’Exma’. A lui parve un invito
provvidenziale, l’occasione giusta per fissare tempestivamente quegli angosciosi segnali che gli giungevano dalle follie del
mondo attraverso la televisione e i giornali:
guerre, morti, atrocità, strazi continui e irrefrenabili. Così il l’ormai anziano pittore
riaprì una vecchia parentesi di inquietante
mostruosità nascosta nel profondo della
psiche, ridando corpo agli enigmi della
realtà e impregnandola di significati attraverso una tecnica che restituiva talenti già
espressi agli esordi: la grafica. Ed ecco
dunque le creature fragili, inquietanti nella
loro rappresentazione di corpi post-umani
straziati dai cui brandelli (carne, ossa, occhi d’incerta collocazione) si sprigionano
sgomento, terrore, cattiveria, rimprovero,
rassegnazione. Stavolta non galleggiano
nello spazio vuoto, ma sono costretti dentro
vaghe strutture immobilizzanti, eterni interpreti di quel che l’umanità nasconde nel
buio della coscienza sporca.
Fu solo una parentesi emotiva: da allora
il mondo non si può dire sia migliorato, an-
giugno 2009 —
zi è peggiorato e qualsiasi denuncia si perde nel fragore del cinismo planetario. Ormai scoraggiato dalla stoltezza umana ma
professionalmente appagato – raro artista
“musealizzato” in vita – Atza si rifugiò ancora una volta nella ricca cromaticità della
sua tavolozza, estraendone paesaggi luminosi, voli di uccelli, pacatezza di acque e
campagne. Riemergevano colori e profumi
del suo paese d’origine, le case, gli amici e i
giochi della prima infanzia, campagne non
ancora aggredite da una fagocitante edilizia. Negli ultimi anni dipingeva con grande
calma, passando dai colori spalmati sulla
tela a quelli altrettanto vivi che ammirava
affacciandosi alla finestra aperta su una
fetta di città ancora non soffocata dai pa-
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lazzoni: lo stagno di Santa Gilla, le azzurrine montagne di Capoterra, il viaggio quotidiano del sole dalle sfumature dell’alba agli
strepitosi colori del tramonto. E il suo
sguardo accarezzava in controluce il passaggio dei treni su binari lunghi, lunghissimi, che lo trasportavano idealmente verso
Bosa, verso Bauladu, verso i mondi ideali
mai perduti di un grande affabulatore del
pennello, interprete del mistero e del mito,
degli scenari onirici e di quelli reali, dei labirinti freudiani, delle complessità informali e della lettura semplice della natura
così come la vediamo, così come lui la riproduceva arricchendola con la sua anima
gentile e affettuosa.
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Un protagonista del Risorgimento
L’impegno politico
di Giorgio Asproni
Ugo Carcassi, Tiziana Pusceddu
iorgio Asproni, protagonista di rilievo del nostro Risorgimento, era un
uomo eccezionale, dotato di una vivace intelligenza, di una grande tenacia,
con una forte personalità tendenzialmente
bipolare, caratterizzata da fasi di particolare entusiasmo che si alternavano a periodi di notevole scoraggiamento. Egli è stato
descritto come «Uomo di taglia mezzana,
come la generalità dei sardi, tarchiatello,
barba grigia crescente alla romana; passo
cadenzato come un marinaio; parlatore
pacato, riservato», il quale non manifesta
punto la vivacità del corrispondente romano del “Pungolo”: ciò che non contraddice
al suo ritratto psicologico: «calmo, si infiamma solo parlando della Patria».
Nato a Bitti nel 1808 e deceduto a Roma
nel 1876, conseguì nell’Università di Cagliari la Laurea in Utroque Jure nel 1833
prendendo nello stesso anno gli Ordini sacerdotali che abbandonò dopo 16 anni, il
21 aprile 1849. Ottenne nel 1842, per concorso presso la Diocesi di Nuoro, la carica
di Canonico penitenziere che prevedeva
una modesta remunerazione. Convinto che
le proprie capacità non venissero adeguatamente riconosciute, ebbe rapporti difficili con la Curia nuorese, ben descritti dalla
Corona Corrias nel suo pregevole Saggio
“Il Canonico ribelle”. Questi contrasti provocarono l’insorgenza di disturbi epatogastrici ed in parte psicofisici che lo tormentarono per il resto della sua movimentata
esistenza.
Repubblicano convinto, nemico dei Preti e della Monarchia, si stabilì per circa 15
G
anni a Genova, dove fin dal 1848 partecipò
attivamente all’associazionismo patriottico
ed operaio collaborando intensamente ai
giornali democratici e mazziniani: “Il pensiero italiano”, “Italia libera”, “L’unità
italiana”, “Il dovere”. Per due legislature,
la IV e la V, rappresentò alla Camera dei
Deputati il terzo Collegio genovese. Trasferitosi a Napoli nel 1864, accentuò la sua attiva battaglia politica in favore della Sardegna, della Sicilia e del Meridione d’Italia.
A Napoli diresse per due anni “Il popolo
d’Italia” di ispirazione mazziniana e fu anche corrispondente del noto e radicaleggiante foglio “Il pungolo” di Napoli.
È grande merito del Professor Tito Orrù
aver editato, con la collaborazione del Professor Carlino Sole, in maniera magistrale i
7 volumi del “Diario politico”, iniziato dall’Asproni all’età di 47 anni a Torino, il 29
marzo 1855, ed interrotto dalla morte nel
1876. Esso costituisce uno spaccato interessante e preciso degli avvenimenti politici
del travagliato periodo del Risorgimento
italiano.
Asproni si batté per difendere gli interessi della Sardegna, ma fu anche protagonista degli avvenimenti decisivi dell’unificazione nazionale, nelle campagne per
l’indipendenza, dell’impresa dei Mille e
per Roma Capitale. Fu apprezzato dai
maggiori esponenti politici di questo periodo quali Mazzini, Garibaldi, Cattaneo,
Cavour (con cui ebbe violenti dissensi),
Ricasoli, Minghetti, Sella. Per circa un
trentennio fu quindi un convinto sostenitore della democrazia e della Repubblica
* Sintesi della Relazione svolta in occasione del Convegno “Giorgio Asproni, una vita per la democrazia”
(Bitti, Nuoro, 13-16 novembre 2008)
giugno 2009 —
in un periodo in cui era difficile esternare e
difendere questi princìpi. Tanto più meritevole appare questa sua indefessa attività
se si considerano le afflizioni fisiche e psicologiche che, come si è accennato, costellarono la sua esistenza.
Tormentato da vari disturbi, sviluppò
un vivo interesse per i trattamenti omeopatici che si ispiravano alla teoria di Samuel
Hahnemann. L’Asproni, quantunque colto
ed intelligente, si mostrò particolarmente
credulone nei confronti di vari personaggi,
pranoterapisti e guaritori di ogni genere,
dai quali ottenne numerose e fantasiose
prescrizioni mediche.
Soffrì per molti decenni di soffocazioni,
disturbi gastrici, epatici, intestinali, di geloni, disturbi oculari e dentari, foruncolosi,
reumi, raffreddori e bronchite cronica che,
variamente combinati, contribuirono a favorire l’insorgenza di una meteorolabilità e
della ipocondria. Per curare i suoi disturbi
di fegato divenne un regolare frequentatore
delle Terme di Montecatini dove si recò sistematicamente bevendo esclusivamente
acqua del Tettuccio che in un ciclo lo portò
a consumarne ben 120 bicchieri.
Rotary Club Cagliari
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Il suo Diario è denso di annotazioni che
si riferiscono al clima in cui denuncia l’eccessivo caldo o l’eccessivo freddo. Nonostante i disturbi gastrici, Asproni mostrò
sempre un vivo interesse per gli stimoli dei
vari cibi, specie quando fa riferimento ai
porchetti ed alle taccole. Il perseverare di
disturbi dentari lo rese edentulo e fu costretto a farsi confezionare una dentiera.
Visse pendolando tra Genova, Napoli,
Firenze, Torino, Roma, a seconda dell’evolvere della situazione politica.
La mutevolezza del suo carattere lo rendeva irritabile ed egli stesso scrive: «Sono
di natura generosa, affabile, semplice, ma
immutabile nei princìpi, tenace nei propositi, fiero come un leone quando mi irritano
o vogliono sottoporre a indiscreta prova la
mia bontà».
Asproni certamente, quale figlio del popolo, tendeva ad evidenziare la sua figura
ed il suo ruolo di Deputato sardo combattivo e stimato.
Nonostante i voti sacerdotali, mostrò
sempre una particolare avversione per il
celibato. Nei confronti delle donne egli ebbe un comportamento curioso. Ad esempio, nel dicembre 1860, scrive di aver osservato le Monache di un Monastero «piuttosto numerose, molte di loro giovani, belle, con occhi neri e lucidi che tramanda un
fuoco nelle vene del povero mortale in cui
si fissano. Esse, anche se furtivamente,
guardano e sono felici di essere guardate».
Egli afferma anche «La donna è fatta per
l’uomo e l’uomo per la donna. Il celibato è
un’offesa alla natura ed alla moralità».
Tuttavia, nei 7 volumi del Diario, non esiste alcun riferimento a specifici rapporti
affettivi di qualunque genere con il sesso
femminile. L’unico sicuro, importante e
documentato rapporto sentimentale fu
quello legato alla frequentazione della
Principessa romena, Contessa Dora d’Istria, con la quale ebbe una relazione intellettuale platonica, fortemente caratterizzata da una affettuosa intimità. Ad un
certo punto l’Asproni apprese che la Contessa era sposata. Questo segnò la fine dei
rapporti tra i due durante i quali egli si era
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
abbandonato a manifestazioni e dichiarazioni d’amore sicuramente sorprendenti.
Contrario per principio al duello, si batté con Paolo
Fabbri, Ufficiale e Giornalista, per una questione collegata al prestigio degli Ufficiali dell’Esercito che sembrava in contrasto con la libertà della stampa.
Assuntore di un numero notevolissimo di farmaci,
egli tuttavia spesso affermava di amare poco le medicine. Circondato da numerosi amici, frequentemente si
lamentava della loro compagnia: «Mi seccano perché
io amo star solo». Dotato di una vis polemica caustica,
i suoi giudizi erano spesso particolarmente pungenti.
Nei confronti di Crispi espresse una valutazione molto
aspra e parlando della moglie la
definì pettegola, incolta, ineducata, brutta, trescona, avventata e provocatrice. Riferendosi a
Garibaldi, usò espressioni forti
quali «Il cuore di Garibaldi è
buono. La testa molto povera di
idee politiche».
Negli ultimi anni si accentuò
il suo senso di noia e di melanconia «Tutto in me si spegne
tranne l’amore di libertà». La
meteorofragilità lo portò a lamentare il caldo insopportabile
di Napoli (13 luglio 1874), salvo
poi annotare, quando il tempo
cambiava, «Fa pioggia e vento:
è la stagione che meno di tutte
mi accomoda».
Da quanto fino ad ora scritto, appaiono evidenti le sue imperfette condizioni psicofisiche
accentuate dalla meteorofragilità e dalla meteoropatia che,
pur influendo sulla qualità della vita, non incisero però sulle
varie e molteplici attività svolte
nel corso della sua esistenza
conclusasi a Roma il 30 aprile
1876, all’età di 67 anni e 8 mesi. Attorno a lui erano pochi
amici intimi. Vennero a rendere
onore alla salma molti personaggi dell’epoca, tra questi Garibaldi che, a causa dell’artrite,
venne aiutato a salire le scale
che portavano all’abitazione
dell’Asproni. Il Generale aveva
perdonato al defunto le numerose intemperanze verbali a lui
indirizzate.
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Rotary Club Cagliari
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Rispetto dei valori etici
La vita: un regalo
da non gettar via
Ulisse Figus
gni uomo è un essere irripetibile,
pieno di tutti i suoi pregi e difetti,
ma pur sempre degno di esistere e di
manifestare i suoi princìpi e le sue idee.
L’errore che possiamo commettere più di
frequente è quello di metterci, talvolta, su
un piedistallo per pontificare e giudicare il
prossimo senza cercare di capire che cosa ci
aggiunga e non ci tolga nel nostro personalissimo modo di vedere le cose.
Vuoi vedere che in questo mondo siamo
tutti necessari ma nessuno si noi è indispensabile proprio perché noi da soli formiamo il particolare mentre, insieme e uniti, formiamo il tutto o perlomeno una grossa fetta del tutto. È molto bello sentirsi utili e sentire gli altri altrettanto utili per portare a compimento i compiti che il nostro
breve percorso terreno ci pone davanti. È
proprio questo che dobbiamo capire.
Ascoltare e interpretare avulsi da preconcetti. Lo so che non è facile come è anche vero che passiamo gran parte delle nostre giornate a sparlare del prossimo, a giudicare e a condannare.
Spesso ascolto il grido di dolore di relatori che lamentano il degrado della società
in cui viviamo e forse oggi lo possono fare
ma, dico io, ci siamo chiesti se l’umanità
del passato non era nuova ad atteggiamenti similari.
L’uomo predica da sempre per mezzo di
filosofi, storici, poeti ma non mi sembra
che abbia fatto tesoro degli errori precedenti.
La sete di potere attanaglia l’uomo
d’oggi e lo rende schiavo delle sue voglie allontanandolo dal mettere in pratica un’etica di comportamento che sia conforme ai
dettami di una coscienza retta.
O
Ci dimentichiamo che la morte, per dirla con Trilussa, ci livella tutti. La morte, il
non far parte di questo mondo. La dipartita di un personaggio, illustre per alcuni risultati del suo modus vivendi, e magari molto meno per altri, riempie le pagine dei quotidiani e occupa gran parte dei telegiornali.
E quindi, giù fiumi di inchiostro e di parole. Giornalisti e persino uomini di Chiesa
quasi a santificare l’operato dell’estinto.
Ma penso che la santità di un uomo non si
costruisca con le parole di un vescovo o con
la particolare predisposizione al canto, alla
politica, allo sport che restano solo l’espressione di un talento espresso nel migliore dei modi. Si dà poi peso al fatto che
l’illustre estinto si sia adoperato nel campo
della beneficenza anche se poi, a distanza
di tempo, si scopre, che non era tutto oro
quello che luccicava.
Un famoso comico sparla a proposito e a
sproposito della politica e dei politici riempiendo gli stadi ove arriva con un suo elicottero privato: ma forse che vengono dette
cose diverse da quelle che diceva Cicerone
a Roma circa duemila anni fa? L’uomo si
ripete come una gallina col suo verso, diceva il Leopardi. Ma forse che cessa la tempesta? Ma neanche per sogno! Torna la
tempesta e anche la gallina avida di potere
nelle sue multiformi espressioni.
Non c’è nessuno che si ponga il problema di creare un partito del dovere nel riconoscere nel suo decalogo le impellenti necessità della società. Si inneggia alla libertà
e di conseguenza si diventa liberticidi.
L’etica non esiste più, chi compie il proprio dovere viene apostrofato con epiteti
sconci. Diamo uno sguardo al quadro politico e osserviamo l’inquinamento culturale
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
e morale che siede negli scranni del parlamento di ogni stato (invertiti, separati, eterosessuali, brigatisti, ladri, ecc. ecc...). Ma
crediamo, in verità,che questi siano capaci
di legiferare? Non credo proprio. Ci rubano
i soldi e le pensioni usando la politica. Ma
come si può restituire l’uomo all’uomo?
Sono però sicuro che non è di questo
mondo la soluzione della convivenza eticamente civile ma almeno che non ci tocchi-
no la famiglia, i figli, la casa, il lavoro giustamente retribuito, il diritto alla libertà e
alla libertà religiosa. La vita è come un regalo mai aperto che non bisogna gettare via
e non è una corsa, quindi bisogna prenderla più piano e ascoltarne la musica prima
che la canzone sia finita.
La cantante Mia Martini ha interpretato
benissimo i versi di Mimmo Cavallo che riporto:
Non esistono più valori nella vita o forse non ci sono mai stati
È il desiderio del denaro che ci guida come un gas che ci spinge su
Dio... Dio... e chi ci crede più! Ma Dio c’è che ti bussa per lavarti i vetri
Proprio lì davanti, dove non lo vedi, fra gli indifferenti, i violenti, gli assassini veri
Dio c’è, non è morto
Dio resiste nonostante questo nero
Ci vogliono far spegnere la testa e andare avanti
Così la morte delle idee non lascia buoni eredi
Vite impedite come code di lucertole tagliate
E chi ci ferma più?
C’è bisogno di un sogno in questa vita senza uscite
Dio c’è!
■
Auguri a Carlo Carcassi
el dicembre scorso, la Giunta della Regione che, per legge, deve identificare uno studioso particolarmente esperto che sovrintenda tutte le attività di
donazione e trapianto d’organi che si svolgono nel suo territorio, ha investito di tale alto incarico, per un quinquennio, il nostro socio Carlo CARCASSI.
L’attribuzione di quest’ufficio, di tanta importanza sociale, è ulteriore conferma del generale prestigio che il caro amico Carlo meritatamente gode per le eccellenti capacità scientifiche e per l’equilibrio, l’autorevolezza e l’impegno che
hanno sempre contraddistinto l’esercizio della professione.
N
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Rotary Club Cagliari
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Rotariani in libreria
Antonio Lenza:
Storia della moneta in Sardegna
L. A.
affascinante storia della moneta, il
mezzo indispensabile dello scambio dei beni in qualunque società
evoluta, è l’argomento del nuovo libro di
Antonio Lenza che si intitola “Storia della
moneta in Sardegna”, pubblicato dalle
Edizioni Della Torre, e si avvale di una dotta ed illuminante prefazione dello storico
Francesco Floris.
L’interessante lavoro di Antonio
Lenza parte dalla
monetazione punico-sarda, con ampi
riferimenti all’insediamento dei Fenici
in Sardegna e all’occupazione cartaginese per addentrarsi
nella storia della
monetazione romano-sarda, vandalica,
bizantina e quindi
per esplorare la circolazione monetaria
nel Medio Evo e
concludersi nel periodo
sardo-piemontese col necessario riferimento alla nuova monetazione del Regno di Sardegna.
È un’opera, questa del Lenza, che a prima vista sembra destinata agli specialisti
ma che, invece, diventa un testo di facile e
affascinante lettura perché fa in sintesi ricostruire la storia della nostra società, non
soltanto quella sarda, con puntuali ed ampi riferimenti alle fonti storiche.
L’
La moneta, nota opportunamente Francesco Floris nella Prefazione, diviene «un
documento storico del contesto politico e
del livello tecnologico del periodo nel quale
è avvenuta la coniazione e si lega a tutte le
altre chiavi di lettura che permettono allo
studioso di spiegare la cultura e la civiltà di
un popolo in un determinato momento della sua storia».
Ne consegue che
muta la nostra abitudine di considerare la moneta una
semplice tessera metallica ma si comprende come essa
divenga uno strumento di scambi,
una realtà tangibile
della storia sociale
ed economica di un
popolo.
In conclusione,
come afferma l’Autore nella premessa
al suo eccellente lavoro, «l’approccio ai
fatti monetari lontani nel tempo è complesso e spesso privo
o assai carente di
concreti agganci con
le vicende del vivere quotidiano» per cui, in
conclusione, il modo più opportuno per ricostruire l’evoluzione di una società, non
soltanto quella sarda, consiste nel far
emergere i fatti salienti della sua storia.
■
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Le grandi infrastrutture
L’aeroporto di Cagliari
tra passato e futuro
Alessio Grazietti *
l passeggero che oggi parte dal “Mario
Mameli” di Elmas usufruisce di una serie di servizi di standard elevato degni
dei migliori aeroporti europei. Sin dall’arrivo nell’area aeroportuale, tra giardini curati, può parcheggiare nel silos coperto e
giungere in aerostazione attraverso la passerella vetrata sospesa, panoramica e
confortevole. Pochi minuti di fila nei 42
banchi check-in e attraverso i sei varchi di
sicurezza può recarsi all’imbarco attraverso uno dei sei loading bridges o attraverso i
comodi percorsi d’imbarco a piedi, prediletti dai vettori low cost.
I
Nel tabellone compaiono ormai decine
di destinazioni dirette, con circa venti collegamenti di linea in Italia e almeno altrettante in Europa, comprese le principali capitali (Parigi, Londra, Berlino, Madrid,
Bruxelles, Oslo, ecc.) e città europee (Barcellona, Siviglia, Valencia, Edimburgo,
Bristol, Manchester, Marsiglia, Basilea,
Monaco di Baviera, Colonia, Stoccarda,
Francoforte, Dusseldorf, ecc.)
della compagnia isolana è la più importante per il vettore).
La gamma dei servizi, commerciali e
non, a disposizione degli utenti e dei vettori aerei è via via più ampia e di qualità.
La gradevolezza ed il comfort dell’aerostazione, dalle linee architettoniche originali ed eleganti, con le sue trasparenze verso i piazzali aeromobili ed i giardini del
land side, che si stagliano sugli sfondi meravigliosi degli stagni e dello skyline di Cagliari, e che ne fanno una delle più belle e
vivibili aerostazioni d’Italia, sono ormai la
linea caratteristica dello scalo cagliaritano,
che si avvia a divenire un aeroporto tra i
più importanti d’Italia, per dimensioni e
volumi di traffico, cosa che solo pochi anni
fa sarebbe stata addirittura impensabile.
La vecchia e non rimpianta aerostazione, buia e un po’ triste, è ormai solo uno
sbiadito ricordo nella mente dei cagliaritani e di tutti gli utenti sardi che ne hanno
usufruito tra il 1980 e il 2001, anno del suo
pensionamento.
Ancora più numerose sono le destinaNella filosofia della società di gestione,
zioni servite da voli charter, che si estendono oltreché all’intera Europa, al Nord Afri- protagonista del cambiamento dello scalo è
ca, al Medio Oriente e a tutto il bacino del sempre stata presente la consapevolezza
che un aeroporto moderno ed efficiente coMediterraneo.
stituisce una straordinaria opportunità di
Tutte le principali compagnie italiane, sviluppo per il territorio di riferimento.
ed i più importanti vettori low cost, hanno
Partendo da questa certezza, nei quasi
inserito Cagliari nel proprio network. Addirittura Meridiana e Ryanair vi hanno vent’anni della sua storia, con un’acceleraaperto una propria base operativa (quella zione importante negli ultimi anni, la
* Direttore Generale SOGAER - Cagliari Airport SpA
giugno 2009 —
So.G.Aer., o Cagliari Airport, come adesso
si chiama, per rendere più riconoscibile la
destinazione in ambito internazionale, ha
conquistato importanti successi, sia sul
piano infrastrutturale, rinnovando ed ampliando tutte le infrastrutture dello scalo,
che sul piano amministrativo, prime fra
tutte l’ottenimento della gestione quarantennale dell’aeroporto, e la conquista del
cambio di status da Militare Aperto al Traffico Civile a Civile a tutti gli effetti. Come
pure straordinari sono i risultati in termini
di sviluppo del traffico, che ha visto sfiorare i tre milioni di passeggeri nel 2008, con
un incremento del 10,4 per cento sul 2007,
e con una previsione di ulteriore incremento a due cifre sia nel 2009 che nel 2010.
Rotary Club Cagliari
59
aeree, in cui si svolgono, ogni anno, le trattative per la creazione di nuove rotte ed il
consolidamento di quelle esistenti, per le
stagioni successive.
Con la nuova aerostazione, considerata
dall’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e dalla UE una eccellenza, e tra le migliori opere realizzate con i fondi comunitari, sia per la qualità e la efficienza, che
per i tempi di realizzazione (circa la metà
di quelli necessari, mediamente, per completare, dal progetto all’inaugurazione,
opere di tale rilevanza e di tali dimensioni,
come riconosciuto dallo stesso Presidente
Ciampi nel corso della cerimonia di inaugurazione), e con le piste di volo e di rullaggio appena rifatte a nuovo, l’aeroporto
Forte della concessione quarantennale, di Cagliari Elmas potrebbe essere consideche consente di pianificare con sufficiente rato a posto sotto il profilo infrastrutturale
prospettiva lo sviluppo futuro dello scalo, per molti anni.
la società di gestione prosegue nella politiInvece, come sempre accade in questi
ca di sviluppo del traffico e di ampliamento del network dei collegamenti nazionali eterni cantieri che sono gli aeroporti, in raed internazionali, che ha già colto impor- gione dell’enorme sviluppo che ha avuto e
tanti successi, e di promozione della desti- continuerà ad avere, secondo le previsioni,
nazione, e del suo territorio, tra i vettori ae- a dispetto della crisi contingente, il trarei ed i tour operator, partecipando alle più sporto aereo, le esigenze crescenti richiedoimportanti manifestazioni di settore, occa- no pressantemente ulteriori investimenti
sioni di incontro tra aeroporti e compagnie per la realizzazione di nuovi piazzali aero-
60
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
mobili, in anticipo sulle previsioni iniziali
del Piano di Sviluppo Aeroportuale, nuove
attrezzature (quali: chioschi self check-in,
sistemi smistamento bagagli automatizzati,
nuovi e più efficienti sistemi di sicurezza,
sistemi informativi più potenti ed efficienti, ecc.), per accrescere l’efficienza e la capacità dell’infrastruttura, di nuove realizzazioni infrastrutturali per offrire ulteriori
importanti servizi all’utenza aeroportuale.
Il più importante traguardo di rilievo
che Cagliari Airport si prefigge prossimamente è quello del conseguimento dello
status di aeroporto comunitario, caratterizzato da una dimensione del traffico superiore ai cinque milioni di passeggeri. È
certamente un obiettivo ambizioso, ma che
gli attuali trend di sviluppo rendono alla
portata dello scalo cagliaritano entro il
prossimo quinquennio, e che comporterà
una serie di vantaggi legati in maniera parLa rivisitazione del sistema dei servizi ticolare alla attenzione che l’Unione Eurocommerciali, e l’ampliamento delle super- pea riserva alle opere di rilevanza strategifici dedicate, della gamma degli esercizi e ca comunitaria nel settore dei trasporti.
delle tipologie, in corso di realizzazione,
Per conseguirlo occorre naturalmente
costituisce una vera e propria ristrutturazione dell’aerostazione, che interesserà tut- proseguire nell’impegno da parte della Soto il sistema dei negozi sia in airside che in gaer nell’attuare le politiche di sviluppo inlandside, i percorsi per i controlli di sicu- frastrutturale, di efficienza gestionale, di
rezza, la posizione delle biglietterie, della promozione delle rotte, ma condizione essala amica, del business centre aeroportua- senziale è che anche le istituzioni e gli opele, del ristorante, delle sale VIP. Con l’occa- ratori economici, si attivino per sostenere
sione verrà varata una nuova tipologia di questi sforzi, impegnandosi ciascuno per la
negozi, più luminosi e trasparenti, dotati di propria parte, a corrispondere alle esigenze
maggior appeal commerciale, dalle super- che questi flussi di traffico, per la gran parfici più ampie, la cui realizzazione è già in te turistici, portano con sé, che sono certamente una sfida importante ed intrigante,
corso avanzato di realizzazione.
ma anche una grande occasione di sviluppo
Uno tra i più importanti segmenti d’at- e di creazione di attività economiche ed imtività su cui si prevede di investire nel- prenditoriali.
l’immediato futuro è certamente l’AviaÈ cioè essenziale che il cosiddetto “terrizione Generale, cui si prevede di dedicare
un proprio terminal separato, che costi- torio” sappia reagire, e reagisca, prontatuirà sempre più un settore d’attività rile- mente, adeguando la capacità ricettiva e
vante e ad alta possibilità di ricaduta eco- l’offerta di servizi, in termini sia di ampieznomica nel territorio, votata com’è al ser- za di gamma che di estensione temporale,
vizio di un’utenza business e turistica di prendendo a riferimento l’intero arco dell’anno.
alto profilo.
La crescita del traffico e la realizzazione
delle infrastrutture al servizio di questo
sviluppo, comporta anche la creazione di
opportunità di lavoro e di investimento diretto in aerostazione e nell’intero scalo, oltre agli enormi effetti sull’indotto esterno,
sia nel comparto dei servizi che in quello
turistico, dove sono stati calcolati effetti
veramente straordinari, dell’ordine di
grandezza delle centinaia di milioni di euro
all’anno.
Se saranno attivate tutte le importanti
sinergie possibili tra le istituzioni, gli imprenditori e gli operatori del settore, certamente il successo dello sviluppo dell’aeroporto di Cagliari Elmas saprà riverberarsi
positivamente e significativamente, in tutte
le sue potenzialità, sull’intera economia regionale.
■
giugno 2009 —
Rotary Club Cagliari
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COMMISSIONI ANNO 2009/2010
EFFETTIVO
Presidente coordinatore: Massimo FRONGIA
A. 070 345029 – U. 070 305456 - 307732 – F. 070 303006
C. 333 5778889 – E-mail: [email protected]
• AMMISSIONI
Presidente: Ettore ATZORI
A. 070 663601 – U. 070 495019 – F. 070 495019 – C. 328 6553019
E-mail: [email protected]
Componenti: Antonio Cabras, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi
• SVILUPPO DELL’EFFETTIVO
Presidente: Roberto NATI
A. 070 401792 – U. 070 650614 – F. 070 401792 – C. 329 6225082
E-mail: [email protected]
Componenti: Marcello Caletti, Maria L. Muroni, Franco Staffa
• INFORMAZIONE ROTARIANA
Presidente: Angelo CHERCHI
A. 070 280329 – U. 070 666142 – C. 349 5643436
E-mail: [email protected]
Componenti: Lucio Artizzu, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi
PROGETTI DI SERVIZIO
Presidente coordinatore: Giuseppe CASCIU
A. 070 480371 – U. 070 303714 – F. 070 344952 – C. 348 3016784
E-mail: [email protected]
• SVILUPPO COMUNITARIO – ASPETTI SOCIALI
Presidente: Maria Pia LAI GUAITA
A. 070 303739 – U. 070 6757280 – C. 333 4730483
E-mail: [email protected]
Componenti: Francesco Birocchi, Antonio Lenza, GianPaolo Piras, Marco Rodriguez
• SVILUPPO COMUNITARIO – ASPETTI SANITARI
Presidente: Giuseppe MASNATA
A. 070 670902 – U. 070 539424 – F. 070 70539570 – C. 348 3359200
E-mail: [email protected]
Componenti: Stefano Oddini Carboni, Carlo Carcassi, Salvatore Lostia di S.
Sofia, Mario Graziano Figus, Ulisse Figus
• SVILUPPO COMUNITARIO – ASPETTI URBANISTICI
Presidente: Michele PINTUS
A. 070 403277 – U. 070 403277 – F. 070 402131 – C. 335 1255480
E-mail: [email protected]
Componenti: Efisio Baire, Giovanni M. Campus, Franco Passamonti, Mauro Rosella
• PROTEZIONE DELL’AMBIENTE – ECO-PARCO
Presidente: Mario FIGUS
A. 070 488251– U. 070 304032 – F. 070 345181 – C. 335 481566
E-mail: [email protected]
Componenti: Maurizio Boaretto, Paolo Piccaluga, Antonio Scrugli
• PROTEZIONE DELL’AMBIENTE –
GESTIONE DEL SISTEMA DELLE ACQUE COSTIERE
Presidente: Giovanni BARROCU
A. 070 664496– U. 070 6755169 – F. 070 275281 – C. 335 409756
E-mail: [email protected]
Componenti: Francesco Birocchi, Giovanni M. Campus, Eugenio Lazzari
• AZIONE INTERNAZIONALE
Presidente: Giorgio LA NASA
A. 070 400584 – U. 070 6092800 – C. 335 219019 – E-mail: [email protected]
Componenti: Giuseppe Cocco, Angelo Deplano, Stefano Liguori, Maria L. Muroni
• PARTNER NEL SERVIRE
Presidente: Maria Luigia MURONI
A. 070 490848 – U. 070 41917 – F. 070 42482 – C. 347 8590788
E-mail: [email protected]
Componenti: Carlo Carcassi, Mario Figus, Stefano Liguori, Caterina Lilliu,
Margherita Mugoni
• GIOVANI
Presidente onorario: Franco STAFFA
A. 070 532102 – U. 070 402835 – F. 070 402966 – C. 328 7299397
E-mail: [email protected]
Componenti: Salvatore Ferro, Mauro Manunza, Maria L. Muroni,
Michele Rossetti
Amministrazione del CLUB
Presidente coordinatore: Michele ROSSETTI
A. 070 304038 – U. 070 400240 – F. 070 4526207
C. 335 7276641 – E-mail: [email protected]
• ASSIDUITÀ
Presidente: Alessandro PALMIERI
A. 070 668556 – F. 070 668556 – C. 335 6547556 – E-mail: [email protected]
Componenti: Vincenzo Cincotta, Alessio Grazietti, Stefano Oddini, Marco Rodriguez
• PROGRAMMI
Presidente: Paolo PICCALUGA
A. 070 486662 – F. 070 486662 – C. 335 6210120 – E-mail: [email protected]
Componenti: Angelo Deplano, Mauro Manunza, Maria L. Muroni
• EVENTI DEL CLUB: 60° ANNIVERSARIO
Presidente onorario: Angelo CHERCHI
Presidente e coordinatore: Salvatore FOZZI
A. 070 272471 – U. 070 2110346 – F. 070 2111165 – C. 335 1230120
E-mail: [email protected]
• RIVISTE E NOTIZIARIO DEL CLUB
Presidente: Lucio ARTIZZU
A. 070 273485 – F. 070 255458 – C. 339 6197991 – E-mail: [email protected]
Componenti: Salvatore Fozzi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giovanni Sanjust
FONDAZIONE ROTARY
Presidente coordinatore: Salvatore FOZZI
A. 070 272471 – U. 070 2110346 – C. 335 1230120
E-mail: [email protected]
Componenti: Antonio Cabras, Ulisse Figus, Marcello Marchi, Roberto Nati,
Giovanni Sanjust di Teulada
PUBBLICHE RELAZIONI
Presidente coordinatore: Francesco BIROCCHI
A. 070 541941 – U. 070 6012341 – C. 338 9457500
E-mail: [email protected]
Componenti: Alessio Grazietti, Antonio Lenza, Mauro Manunza,
Margherita Mugoni
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Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Le riunioni del Club
18 DICEMBRE
Presiede: Ettore Atzori
Riunione conviviale per lo scambio degli auguri di Natale.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Berto Balduzzi, Giovanni
Barrocu, Maurizio Boaretto, Nicola Brignardello, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus,
Mario Giovanni Carta, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Giulia Casula, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo
Cincotta, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Lino Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu,
Salvatore Ferro, Mario Figus, Ulisse Figus, Giuseppe
Fois, Salvatore Fozzi, Giuliano Frau, Paola Giuntelli Pietrangeli, Alessio Grazietti, Maria Pia Lai Guaita, Antonio
Lenza, Andrea Lixi, Giuseppe Loddo, Mauro Manunza,
Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Guido Maxia, Giorgio Mulas Mameli, Margherita Mugoni, Maria Luigia
Muroni, Piero Nuti, Giovanni Olla, Franco Passamonti,
Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Gian Paolo Ritossa,
Marco Rodriguez, Michele Rossetti, Andrea Rusconi,
Giovanni Sanjust di Teulada, Angelo Strinna, Ermenegildo Ugazzi, Giulia Vacca Cau, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
Il presidente del Rotaract Stefano Figus ed il socio Simone Parente. L’ing. Silvia Scanu del Team GSE del Distretto 2080. I ragazzi dello scambio giovani affidati al nostro Club: Nicholas BARTON, da Oregon City, Oregon,
Stati Uniti; Emily MACKINNON, da Castlegar, Canada;
Hannah Dee ROGGE, da Carmel, California, Stati Uniti.
Le Signore: Mariolina Casardi ed Alessandra Sequi Deriu.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Annuska Aru, Luisanna Atzeni, Maria
Grazia Atzori, Mariuccia Balduzzi, Elia Maria Cabras,
Maria Gabriella Caletti, Mirella Campus, Nina Carta,
Haydee Casciu, Giulietta Casciu, Maria Pia Ciani, Emilia
Cimino, Franca Cincotta, Maria Rosaria Corona, Maria
Corrias, Antonella Figus, Lina Fois, Franca Fozzi, Maria
Teresa Frau, Maria Rosaria Lenza, Lia Lixi, Bruna Loddo, Mariangela Manunza, Tiziana Masnata, Maria Vittoria Maxia, Micaela Mulas Mameli, Maria Laura Nuti, Gabriella Olla, Giovanna Passamonti, Maria Teresa Piccaluga, Marina Pintus, Giuseppina Ritossa, Diana Rodriguez, Maria Rosaria Rusconi, Elisabetta Sanjust di Teulada, Paola Strinna, Donatella Ugazzi ed i consorti:
Antonello Cau, Francesco Lauro, Michele Pietrangeli.
Ospiti dei soci:
di Marcello Caletti: l’ing. Antonio Giua Marassi e la
sig.ra Marce; di Marinella Ferrai Cocco Ortu: il figlio avv.
Francesco Cocco Ortu; di Giuseppe Masnata: la Mamma
sig.ra Cecilia Marchi Masna; di Margherita Mugoni: la
dott.ssa Caterina Lilliu; di Franco Passamonti: il dott.
Giovanni Caria e la sig.ra Iole; di Paolo Piccaluga: la
sig.ra Rita Masala; di Michele Pintus: il sig. Fabrizio Maltinti e la sig.ra Paola; di Giulia Vacca: la dott.ssa Francesca Perella ed il sig. Marcello Mazzella.
8 GENNAIO
Presiede: Ettore Atzori
Assemblea ordinaria dei soci.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Antonio Cabras, Flavio Carboni, Carlo Carcassi, Giulia Casula, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella
Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Mauro
Manunza, Marcello Marchi, Margherita Mugoni, Maria
Luigia Muroni, Roberto Nati, Paolo Piccaluga, Gian Pao-
lo Ritossa, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni
Sanjust di Teulada, Franco Staffa, Alberto Villa Santa.
Sono presenti in sala le Signore:
Emilia Cimino.
15 GENNAIO
Presiede: Ettore Atzori, Angelo Cherchi (Iglesias) e
Giovanni Porro (Carbonia)
Riunione Interclub con i Rotary di Iglesias e Carbonia
per la presentazione del Progetto Serbariu: “Dalla discarica all’ecoparco”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Ugo Carcassi, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi,
Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Silvano
Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai
Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Ulisse Figus,
Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Andrea Lixi, Mauro
Manunza, Marcello Marchi, Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Paolo Piccaluga,
Michele Pintus, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Antonio Scrugli, Alberto Villa
Santa.
Ospiti dell’InterClub:
L’Ing. Salvatore CHERCHI – Sindaco del Comune di Carbonia; Il Sig. Giuseppe CASTI – Assessore Ambiente del
Comune di Carbonia; il dr. Giampiero PINNA – Presidente del Parco Geo-minerario, Storico ed Ambientale,
della Sardegna e la sig.ra Mimma; L’Ing. Giorgio BOGNIN – Responsabile Operativo di LIGESTRA
Ospiti del Club:
Il presidente del Rotaract Stefano Figus ed i soci Andrea
Carboni e Alessandro Coa.
Rotariani in visita:
Il dr. Pietro Reali del Rotary Club Roma Aeroporto di
Fiumicino.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Elia Maria Cabras, Emilia Cimino, Antonella Figus, Marina Pintus.
Ospiti dei soci:
Di Angelo Cherchi: il dr Marco Dessi, sindaco del comune di Pabillonis e la sig.ra Daniela, la d.ssa Linda Serra,
il dr Luigi Piano e l’arch. Alceo Vado; di Salvatore Ferro,
la d.ssa Orsola Altea – presidente del Rotary Club Cagliari Anfiteatro; di Claudio Facchini, il figlio Claudio; di
Pasquale Mistretta, l’ing. Ginevra Balletto e l’arch. Alessandro Artizzu; di Margherita Mugoni: la d.ssa Caterina
Lilliu; l’ing. Giovanni Corrao e l’ing. Gianni Liguori con
la sig.ra Paola Gallus; Di Andrea Lixi: l’arch. Gaetano
Lixi; di Antioco Orrù: l’Ing. Emanuele Orrù, l’Ing. Antonio Corda e l’Ing. Paolo Mura con la sig.ra Rosetta; di
Mario Figus: la figlia Laura.
Presenze degli altri Club:
Rotary Club Iglesias: soci e consorti n° 21
Rotary Club Carbonia: soci e consorti n° 21
22 GENNAIO
Presiede: Ettore Atzori
Dr. Angelo Pani: “Nuvole – cronaca di una disastrosa alluvione”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Giovanni Barrocu, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Flavio Carboni,
Carlo Carcassi, Ugo Carcassi, Giulia Casula, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo
Frongia, Paola Giuntelli Pietrangeli, Giorgio La Nasa,
Maria Pia Lai Guaita, Eugenio Lazzari, Carlo Andrea
Lecca, Antonio Lenza, Stefano Liguori, Andrea Lixi, Mar-
cello Marchi, Giorgio Mulas Mameli, Maria Luigia Muroni, Alessandro Palmieri, Paolo Piccaluga, Gian Paolo Ritossa, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Antonio Scrugli,
Franco Staffa, Giulia Vacca Cau, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
Il dr. Angelo Pani.
Rotariani in visita:
Il prof. Giuseppe De Ferraris di Cagliari EST.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Maria Vittoria Carcassi, Emilia Cimino,
Anna Frongia, Elena Lazzari, Lia Lixi, Micaela Mulas
Mameli.
Ospiti dei soci:
di Silvano Costa: il cav. Gino Caproni.
29 GENNAIO
Presiede: Ettore Atzori
Roberto Nati: “Etica ed Impresa. Responsabilità da reato delle società”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu,
Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Ugo Carcassi, Mario Giovanni Carta, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo
Ciani, Luigi Cimino, Rafaele Corona, Silvano Costa, Lino
Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu,
Salvatore Ferro, Mario Graziano Figus, Ulisse Figus,
Massimo Frongia, Alessio Grazietti, Antonio Lenza, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giuseppe
Masnata, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Roberto Nati, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo
Piras, Gian Paolo Ritossa, Michele Rossetti, Giovanni
Sanjust di Teulada, Franco Staffa, Alberto Villa Santa.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Emilia Cimino, Maria Grazia Figus, Marina Pintus.
Ospiti dei soci:
di Ugo Carcassi: la sig.na Sandrine Monlezun.
5 FEBBRAIO
Presiede: Ettore Atzori
Angelo Cherchi e Salvatore Fozzi: “Il piano di visione futura. La storia, gli scopi, i programmi umanitari e la
campagna Polio Plus”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Giovanni Barrocu, Antonio
Cabras, Ugo Carcassi, Giovanni Casciu, Angelo Cherchi,
Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Silvano
Costa, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Maria Pia
Lai Guaita, Antonio Lenza, Salvatore Lostia di S. Sofia,
Mauro Manunza, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras,
Gian Paolo Ritossa, Michele Rossetti, Andrea Rusconi,
Ermenegildo Ugazzi, Alberto Villa Santa.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Emilia Cimino, Marina Pintus.
12 FEBBRAIO
Presiede: Ettore Atzori
Paolo Fadda: “Il porto di Cagliari: le sue prospettive di
sviluppo”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Antonio Cabras,
Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Giovanni Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Rafaele Corona, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Giuseppe Fois, Massimo Frongia, Maria Pia Lai Guaita, Antonio Lenza, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello
Marchi, Giuseppe Masnata, Guido Maxia, Margherita
Mugoni, Maria Luigia Muroni, Piero Nuti, Giovanni Olla,
Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa,
giugno 2009 —
Marco Rodriguez, Michele Rossetti, Alberto Villa Santa.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Anna Maria Fadda, Lia Lixi.
Ospiti dei soci:
di Paolo Fadda: l’ammiraglio Silenti Nicola ed il capitano di vascello Cristiano Aliperta; di Andrea Lixi. Il figlio
Alessandro.
19 FEBBRAIO
Presiede: Ettore Atzori
Angelo Cherchi, scrittore e presidente del Rotary club
Iglesias: “Sulla via di Dom Perignon”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori, Antonio Cabras, Ezio Castagna, Angelo
Cherchi, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Silvano Costa, Lino Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus,
Ulisse Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo
Frongia, Vittorio Giua Marassi, Giorgio La Nasa, Maria
Pia Lai Guaita, Salvatore Lostia di S. Sofia, Marcello
Marchi, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Piero
Nuti, Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Marco Rodriguez, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada.
Ospiti del Club:
L’assistente del governatore distrettuale, avv Italo Doglio; lo scrittore Angelo Cherchi.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Luisella Castagna, Emilia Cimino, Franca
Cincotta, Maria Rosaria Corona, Maria Corrias, Maria
Lostia di S. Sofia, Diana Rodriguez.
Ospiti dei soci:
di Marinella Ferrai Cocco Ortu: il figlio, avv. Francesco
cocco Ortu.
12 MARZO
Presiede: Ettore Atzori
Notaio Ercole Bartoli: “Arte contemporanea tra concetto
e materia”.
Sono presenti
I soci: Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras,
Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Mario Giovanni
Carta, Giulia Casula, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi
Cimino, Rafaele Corona, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore
Ferro, Mario Graziano Figus, Salvatore Fozzi, Gaetano
Giua Marassi, Maria Pia Lai Guaita, Giuseppe Loddo,
Salvatore Lostia di S. Sofia, Mauro Manunza, Marcello
Marchi, Giuseppe Masnata, Maria Luigia Muroni, Giovanni Olla, Alessandro Palmieri, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Marco
Rodriguez, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
Il notaio Ercole Bartoli e la sig.ra notaio Lodovica Felter
Locci. L’ing. Silvia Scano del Tem GSE e la studentessa
Alice Molino.
Sono presenti in sala le Signore:
Mirella Campus, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Maria
Grazia Figus, Maria Lostia di S. Sofia, Giovanna Passamonti, Maria Teresa Piccaluga, Marina Pintus, Diana Rodriguez, Maria Grazia Rosella.
Ospiti dei soci:
di Paolo Piccaluga, la cognata sig.ra Rita Masala; di
Marco Rodriguez, il figlio Michele – rotariano di Cagliari Anfiteatro.
19 MARZO
Presiede: Ettore Atzori
Oasi di San Vincenzo, località Terra Mala: Giornata della Carità in memoria di Don Gesuino Prost.
Rotary Club Cagliari
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Antonio Cabras,
Marcello Caletti, Angelo Cherchi, Rafaele Corona, Lino
Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro,
Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Maria Pia Lai
Guaita, Andrea Lixi, Marcello Marchi, Paolo Piccaluga,
Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti.
Ospiti del Club:
Padre Don Sergio Visca e gli ospiti della sua comunità.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Maria Grazia Atzori, Maria Gabriella Caletti, Maria Rosaria Corona, Lia Lixi, Micaela Mulas Mameli, Maria Teresa Piccaluga, Maria Grazia Rosella.
26 MARZO
Presiede: Ettore Atzori
Maggiore G.d.F. Mario Leone Piccinni: “Il business del
traffico di stupefacenti ed il ruolo delle mafie italiane e
delle organizzazioni criminali straniere”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Michele Bajorek,
Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Ugo Carcassi, Giovanni Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Alberto Cocco-Ortu, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano,
Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Ulisse Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Giuliano Frau, Massimo Frongia, Giorgio La Nasa, Maria Pia
Lai Guaita, Giuseppe Loddo, Mauro Manunza, Marcello
Marchi, Giuseppe Masnata, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras,
Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Franco Staffa, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
Il Generale Stefano Baduini, Comandante della G.d.F.
per la Regione Militare della Sardegna; il Colonnello Francesco Bucarelli, Comandante Provinciale della
G.d.F.; il maggiore Mario Leone Piccinni.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Maria Vittoria Carcassi, Maria Grazia Rosella.
Ospiti dei soci:
di Silvano Costa, il cav. Gino Caproni; di Mauro Rosella:
l’ing. Antonello Giua Marassi e la sig.ra Marcella; il dott.
Efisio Bayre e la sig.ra Giulia; il sig. Fabrizio Maltinti e
la sig.ra Paola.
2 APRILE
Presiede: Ettore Atzori
Prof. Alessandro Fonti: “Gli ‘angeli’ di Paul Klee”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori,
Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Ugo
Carcassi, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias,
Lino Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Maria Luigia Muroni, Alessandro Palmieri, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Antonio Scrugli, Angelo Strinna, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
L’assistente del governatore, avv. Italo Doglio; Il presidente del Rotaract Cagliari, Stefano Figus ed i soci: Carmen Piras, Alessandro Coa e Andrea Fanni; il prof. Alessandro Fonti e l’ing. Maddalena Mameli.
Rotariani in visita:
Lo scrittore Angelo Cherchi, presidente del Rotary club
d’Iglesias; il dott. Giovanni Porro, residente del Rotary
club di Carbonia e il dott. Roberto Monticelli, segretario
del Rotary club di Carbonia.
63
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Emilia Cimino, Maria Rosaria Corona, Antonella Figus, Lina Fois, Giovanna Passamonti, Maria Teresa Piccaluga, Marina Pintus, Maria Grazia Rosella,
Paola Strinna.
Ospiti dei soci:
Di Michele Pintus: l’arch. Felice Carta con la signora
Franca ed il prof. Enrico corti e sig.ra Anna;
di Mario Figus: l’ing. Giorgio Bognin.
16 APRILE
Presiede: Ettore Atzori
Mons. Michele Fiorentino: “Il processo di nullità matrimoniale canonico. Problematiche attuali”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Maria
Campus, Flavio Carboni, Carlo Carcassi, Ugo Carcassi,
Giuseppe Casciu, Giulia Casula, Angelo Cherchi, Paolo
Ciani, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Piergiorgio
Corrias, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano,
Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Ulisse Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia,
Maria Pia Lai Guaita, Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele
Rossetti, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
Mons. Michele Fiorentino.
Sono presenti in sala le Signore:
Giulietta Casciu, Antonella Cherchi, Maria Rosaria Corona, Maria Corrias.
Ospiti dei soci:
di Alberto Cocco-Ortu: l’avv. Maria Paola Manca; di Paolo
Ritossa: il senatore Massimo Fantola, rotariano di Ca Est.
23 APRILE
Presiede: Ettore Atzori
Prof. Giorgio Pellegrini: “Caffeina d’Europa: 100 anni di
futurismo in 50 immagini”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Maurizio Boaretto,
Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Ugo Carcassi,
Mario Giovanni Carta, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu,
Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Lino Cudoni,
Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore
Ferro, Mario Figus, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Stefano Liguori, Andrea Lixi, Salvatore Lostia di S. Sofia, Mauro Manunza, Margherita Mugoni, Maria Luigia
Muroni, Giovanni Olla, Alessandro Palmieri, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Marco Rodriguez, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust
di Teulada, Ermenegildo Ugazzi, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
Il prof. Giorgio Pellegrini, Il dott. Efisio Baire e la sig.ra
Giulia, Il notaio Ercole Bartoli e la sig.ra Marialodovica
Felter, Il colonnello Gustavo Cicconardi, la dott.ssa Caterina Lilliu.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Haydee Casciu, Giulietta Casciu, Emilia
Cimino, Franca Cincotta, Maria Rosaria Corona, Elena
Lazzari, Marina Pintus, Giuseppina Ritossa, Diana Rodriguez, Maria Grazia Rosella, Donatella Ugazzi.
Ospiti dei soci:
di Alberto Cocco Ortu, l’onorevole Gian Franco Anedda,
la sig.ra, avv. Anna Endrich e la figlia avv. Enrica Anedda; Di Mauro Rosella, il sig. Fabrizio Maltinti e la sig.ra
Paola.
30 APRILE
Presiede: Ettore Atzori
Avv. Antonello Angioni: “La sagra di Sant’Efisio: fede e
cultura”.
64
Rotary Club Cagliari — giugno 2009
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Angelo Cherchi, Luigi Cimino, Silvano Costa,
Lino Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia, Maria Pia Lai
Guaita, Antonio Lenza, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Maria Luigia Muroni, Paolo Piccaluga, Michele Rossetti, Franco Staffa.
Ospiti del Club:
L’avv. Antonello Angioni, rotariano di Cagliari Nord,
I ragazzi dello scambio giovani affidati al nostro Club:
Nicholas BARTON, da Oregon City, Oregon, Stati Uniti;
Emily MACKINNON, da Castlegar, Canada; Hannah Dee
ROGGE, da Carmel, California, Stati Uniti.
Rotariani in visita:
Il presidente del Rotary club di Chiavari-Tigullio Sergio
Santi e sig.ra Laura ed i soci dello stesso club: Luciano
Boggia e sig.ra Silvana, Franco Cavagnaro e sig.ra Ornella, Corrado Cavalca e sig.ra Luciana, Roberto Napolitano e sig.ra Maria Luisa, Armando Rosi e sig.ra Loredana. Dal Rotary club Rapallo-Tigullio: Francesco Di
Sciorno e sig.ra Fausta
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Maria Grazia Atzori, Antonella Cherchi,
Emilia Cimino, Maria Rosaria Lenza, Maria Teresa Piccaluga.
7 MAGGIO
Presiede: Ettore Atzori
Prof.ssa Nereide Rudas: “L’identità tra memoria e progetto”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu,
Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Ugo Carcassi,
Giuseppe Casciu, Giulia Casula, Angelo Cherchi, Paolo
Ciani, Luigi Cimino, Rafaele Corona, Silvano Costa, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Gaetano Giua
Marassi, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Antonio
Lenza, Andrea Lixi, Giuseppe Loddo, Mauro Manunza,
Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Giampaolo Piras,
Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti,
Giovanni Sanjust di Teulada, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
La Prof.ssa Nereide Rudas.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Mirella Campus, Giulietta Casciu, Emilia
Cimino, Maria Rosaria Corona, Lia Lixi, Bruna Loddo,
Maria Grazia Rosella.
Ospiti dei soci:
di Silvano Costa: il cav. Gino Caproni.
14 MAGGIO
Presiede: Ettore Atzori
– Andrea Rusconi: “In ricordo del compianto Giorgio
Mulas Mameli”.
– Prof. Giulio Paulis. “Il discorso persuasivo”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Flavio Carboni, Ugo
Carcassi, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Angelo
Cherchi, Luigi Cimino, Rafaele Corona, Marinella Ferrai
Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi, Gaetano
Giua Marassi, Maria Pia Lai Guaita, Eugenio Lazzari,
Antonio Lenza, Marcello Marchi, Guido Maxia, Roberto
Nati, Giovanni Olla, Michele Pintus, Gian Paolo Ritossa,
Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di
Teulada, Angelo Strinna, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
Il prof. Giulio Paulis e la Sig.ra Annalisa; la d.ssa Micae-
la Pellecchia Mulas Mameli ed i figli di Giorgio Mulas
Mameli: Livia con il marito ing. Francesco Lecis Cocco
Ortu; Carola con il marito architetto alberto Lixi; Marco
e Stefano ed i nipoti Marta, Matteo e Martin.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Maria Gabriella Caletti, Mirella Campus,
Giulietta Casciu, Antonella Cherchi, Emilia Cimino, Franca Fozzi, Luisanna Giua Marassi, Elena Lazzari, Maria
Rosaria Lenza, Giovanna Passamonti, Marina Pintus,
Giuseppina Ritossa, Maria Rosaria Rusconi, Marinella
Corrias, Nenè Bucci Deplano e Mariolina Casardi.
21 MAGGIO
Presiede: Ettore Atzori
– Marcello Marchi: “In ricordo del compianto Carlo De
Magistris”.
– D.ssa Rita Pitzalis: “Giustizia minorile e giovani: quale ruolo per il Rotary”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu,
Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras,
Marcello Caletti, Ugo Carcassi, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias,
Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella
Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia, Giorgio La
Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Andrea Lixi, Marcello Marchi, Maria Luigia Muroni, Roberto Nati, Alessandro Palmieri, Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada,
Franco Staffa, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
L’assistente del governatore, avv. Italo Doglio; il presidente del Rotary Club Cagliari Nord, dott. Gabriele Andria; il presidente del Rotaract Cagliari, Stefano Figus;
la d.ssa Rita Pitzalis; la d.ssa Maria Giulia Lo Faso De
Magistris; la d.ssa Maria Francesca De Magistris; l’avv.
Giovanni Fara Puggioni; il dott. Piergiorgio Pirisi.
Sono presenti in sala le Signore:
Giulietta Casciu, Emilia Cimino, Maria Rosaria Corona,
Lina Fois.
Ospiti dei soci:
di Marinella Ferrai Cocco Ortu: il figlio, avv. Francesco
Cocco Ortu; di Marcello Marchi, la sorella sig.ra Cecilia
Masnata Marchi.
28 MAGGIO
Presiede: Ettore Atzori
Rafaele Corona: “Libertà, diritto, verità: interrogativi”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu,
Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Ugo Carcassi, Angelo Cherchi, Paolo
Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo
Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro,
Mario Graziano Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi,
Gaetano Giua Marassi, Maria Pia Lai Guaita, Andrea
Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Roberto Nati, Piero Nuti,
Franco Passamonti, Paolo Piccaluga, Michele Pintus,
Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella,
Michele Rossetti, Angelo Strinna, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
Mons. Michele Fiorentino, la d.ssa Giulia Puddu Baire, la
d.ssa Lodovica Felter Locci, l’avv. Cecilia Onnis.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Maria Gabriella Caletti, Mirella Campus,
Antonella Cherchi, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Maria
Rosaria Corona, Maria Grazia Figus, Lina Fois, Maria
Laura Nuti, Giovanna Passamonti, Marina Pintus, Giuseppina Ritossa, Maria Grazia Rosella, Paola Strinna.
Ospiti dei soci:
di Rafaele Corona: il dott. Rodolfo Donzelli e la sig.ra
Patrizia; di Margherita Mugoni: la sig.ra Maria Antonietta Petroni Floris e la d.ssa Maria Giovanna Mugoni;
di Michele Pintus: il dott. Claudio Pinna e la sig.ra Franca; di Mauro Rosella: il sig. Fabrizio Maltinti e la sig.ra
Paola.
4 GIUGNO
Presiede: Ettore Atzori
CP Cristiano Aliperta: “Il fenomeno della pirateria moderna”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ettore Atzori, Efisio
Baire, Ercole Gabriele Bartoli, Giovanni Maria Campus,
Carlo Carcassi, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta,
Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella
Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Ulisse
Figus, Giuseppe Fois, Massimo Frongia, Maria Pia Lai
Guaita, Eugenio Lazzari, Caterina Lilliu, Andrea Lixi,
Salvatore Lostia di S. Sofia, Giuseppe Masnata, Maria
Luigia Muroni, Piero Nuti, Giovanni Olla, Alessandro
Palmieri, Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras, Gian Paolo
Ritossa, Marco Rodriguez, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust di Teulada, Antonio Scrugli, Ermenegildo Ugazzi, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
Il presidente del Rotaract Cagliari Stefano Figus, il CP
Cristiano Aliperta e la sig.ra Patrizia l’avv. Cecilia Onnis.
Rotariani in visita:
La d.ssa Cinzia Cincotta del club Cagliari Anfiteatro.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Giulia Baire, Giulietta Casciu, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Elena Lazzari, Lia Lixi, Maria
Laura Nuti, Diana Rodriguez, Maria Grazia Rosella.
Ospiti dei soci:
di Vincenzo Cincotta: il CP Michele Russo e la sig.ra Graziella.
11 GIUGNO
Presiede: Ettore Atzori
Mauro Rosella e avv. Cecilia Onnis: “Politiche e legislazioni di sicurezza collettiva: sistemi internazionali a confronto”.
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori,
Efisio Baire, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino,
Rafaele Corona, Silvano Costa, Marinella Ferrai Cocco
Ortu, Salvatore Ferro, Giuseppe Fois, Massimo Frongia,
Maria Pia Lai Guaita, Luigi Lepori, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Margherita Mugoni, Maria
Luigia Muroni, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Mauro Rosella, Angelo Strinna, Ermenegildo Ugazzi, Alberto Villa Santa.
Ospiti del Club:
L’avv. Cecilia Onnis ed il marito ing. Giacomo Damele; la
d.ssa Alice Molino; il col. Gustavo Cicconardi.
Sono presenti in sala le Signore:
Maria Artizzu, Giulia Baire, Maria Gabriella Caletti, Giulietta Casciu, Antonella Cherchi, Emilia Cimino, Maria
Rosaria Corona, Ginetta Lepori, Giovanna Passamonti,
Marina Pintus, Maria Grazia Rosella, Paola Strinna.
Ospiti dei soci:
di Efisio Baire: il sig. Fabrizio Maltinti e la sig.ra Paola.
■
ROTARY INTERNATIONAL – DISTRETTO 2080 ITALIA
ROTARY CLUB CAGLIARI
ORGANIGRAMMA DEL CLUB
Anno Rotariano 2009 / 2010
Presidente
Marinella
FERRAI COCCO-ORTU
A. 070 284643 – U. 070 669450 – F. 070 653401
C. 338 2258309 – E-mail: [email protected]
Presidente uscente
Ettore ATZORI
A. 070 663601 – U. 070 495019 – F. 070 495019
C. 328 6553019 – E-mail: [email protected]
Presidente eletto
Ninni CABRAS
A. 070 401767 – U. 070 401767 – F. 070 401767
C. 347 0780364 – E-mail: [email protected]
Vicepresidente
Salvatore FOZZI
A. 070 272471 – U. 070 2110346 – F. 070 2111165
C. 335 1230120 – E-mail: [email protected]
Segretario
Lino CUDONI
A. 070 725463 – C. 339 1126137
E-mail: [email protected]
Tesoriere
Salvatore FERRO
A. 070 488321 – U. 070 6094345 – F. 070 4520704
C. 347 0391241 – E-mail: [email protected]
Prefetto
Paolo CIANI
A. 070 371787 – U. 070 371913 – F. 070 371913
C. 328 9844811 – E-mail: [email protected]
Consiglieri
Francesco STAFFA
A. 070 532102 – U. 070 402835 – F. 070 402966
C. 328 7299397 – E-mail: [email protected]
Massimo FRONGIA
A. 070 345029 – U. 070 305456 - 070 307732
F. 070 303006 – C. 333 5778889
E-mail: [email protected]
Giuseppe CASCIU
A. 070 480371 – U. 070 303714 – F. 070 344952
C. 348 3016784 – E-mail: [email protected]
Michele ROSSETTI
A. 070 304038 – U. 070 400240 – F. 070 4526207
C. 335 7276641 – E-mail: [email protected]
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Cover rivista dic 07 - Rotary Club Cagliari