giugno 2009 Periodico del Rotary Club Cagliari Distretto 2080 • Il Club ha 60 anni! • Conclusioni e programmi di un anno • Gli eventi della nostra storia • Discorrendo con Ugo Carcassi Sommario EDITORIALE Il nostro Club ha sessant’anni – Lucio Artizzu Rotary Club Cagliari Periodico del Rotary Club Cagliari Distretto 2080 Anno di fondazione 1949 n. 3/4 giugno 2009 Pubblicazione riservata ai soci Rotariani Direttore responsabile: Lucio Artizzu Comitato di redazione: Salvatore Fozzi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giovanni Sanjust Segretaria di redazione: Anna Maria Muru Autorizzazione del Tribunale di Cagliari n. 171 del 18 agosto 1965 IN PRIMO PIANO E la Ruota continua a girare – Ettore Atzori Il futuro del Rotary è nelle nostre mani – Marinella Ferrai Cocco Ortu Il nostro Club – Paolo Ritossa Da sessant’anni al servizio della città – Eugenio Lazzari La piramide magica del Rotary International – Angelo Cherchi Ugo Carcassi: scienziato e rotariano – Giovanni Sanjust Una speciale giornata rotariana – Maria Pia Lai Guaita Ricordo di Carlo De Magistris – Marcello Marchi Ricordo di Giorgio Mulas – Andrea Rusconi Benvenuto ai nuovi soci A proposito di “Angelus Novus” e di “Futurismo” – Michele Pintus “S’arrosa de monti” – Antonio Scrugli Riflessi della Guerra di Successione Spagnola – Angelo Deplano Ritratto di Antonio Atza – Mauro Manunza L’impegno politico di Giorgio Asproni – Ugo Carcassi, Tiziana Pusceddu La vita: un regalo da non gettar via – Ulisse Figus Antonio Lenza: Storia della moneta in Sardegna – L.A. L’aeroporto di Cagliari tra passato e futuro – Alessio Grazietti LE RIUNIONI Le presenze Progetto grafico e impaginazione Broken Art – www.brokenart.org fotografie: Archivio Rotary e soci del Club Stampa e allestimento: Press Color, Quartu S.E. (CA) _____________________________ Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano esclusivamente i loro autori. pag. 1 3 6 10 11 21 23 26 28 32 34 35 41 43 49 52 55 57 58 62 Hanno collaborato a questo numero: Lucio Artizzu • Ettore Atzori • Ugo Carcassi • Angelo Cherchi • Marinella Ferrai Cocco-Ortu • Angelo Deplano • Ulisse Figus • Alessio Grazietti • Maria Pia Lai Guaita • Eugenio Lazzari • Mauro Manunza • Marcello Marchi • Michele Pintus • Tiziana Pusceddu • Paolo Ritossa • Andrea Rusconi • Giovanni Sanjust • Antonio Scrugli in copertina: Veduta di Cagliari giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 1 EDITORIALE Il nostro Club ha sessant’anni Lucio Artizzu uella sera del 23 novembre del 1949, nel salone dell’Hotel Excelsior in via Roma (oggi palazzo della Rinascente), si riunì un gruppo di una trentina di persone. Non tutti si conoscevano fra loro ma avevano in comune uno scopo particolare: sentir parlare di un pianeta sconosciuto, il Rotary, per porre possibilmente le fondamenta di quel nuovo sodalizio nato in America agli inizi del secolo e saldamente radicato in Italia oltre che nella stessa Sardegna. Erano, per l’esattezza ventinove persone, rappresentanti di spicco della Cagliari finanziaria, commerciale, burocratica. Si incontravano a conclusione di diversi contatti individuali sollecitati dal generale Zanussi, segretario del Distretto 87 (del quale era governatore Gian Paolo Lang) tesi ad incontrarsi tutti insieme per parlare del Rotary e costituire anche a Cagliari un Club (a Sassari il Rotary aveva fatto la sua comparsa il 6 febbraio di quello stesso 1949). Poco sapevano quei signori degli ideali che un tal Paul Harris aveva posto a fondamento di quel movimento che quattro coraggiosi amici, nella sconosciuta Chicago, avevano posto come base di quel Rotary che sarebbe presto diventato Internazionale fino ad approdare, oltre che in Europa, anche nella sperduta Sardegna. E tuttavia, in questa terra, a Sassari e a Cagliari, e poi via via in diversi altri centri dell’Isola, il Rotary ha finito per inserirsi e porre solide radici. Insomma, quella sera del novembre di 60 anni fa, a Cagliari, è diventata il mo- Q mento d’avvio, la pietra angolare, del Rotary nella nostra città da dove si è poi irradiato nell’Isola, ed è per tale ragione che, nel sentirci fieri di essere gli eredi di quei “29 amici” che credettero entusiasticamente nel Rotary, è doveroso per noi celebrare tale avvenimento rinnovando il nostro impegno agli ideali che ispirarono le felici intuizioni di Paul Harris. «Coloro che amano veramente il Rotary – scrisse lo stesso Paul Harris – nutrono fiducia che lo si possa continuare a considerare, esso ed i suoi figli, come un vero contributo per il progresso; nutrono fiducia che ci si possa riconoscere nella giusta prospettiva; che mai ci si senta soddisfatti, che si sia pronti ad affrontare le avversità e le prosperità, che si possa sempre continuare a crescere». Considerazioni opportune nel particolare momento che il nostro Club si appresta a vivere: dare il giusto merito ai sessant’anni di attività svolta per la crescita del nostro sodalizio ma, soprattutto, la sua fedeltà agli ideali basilari del Rotary, in particolare l’amicizia – che significa soprattutto rispetto per le idee altrui – ed il servizio, cioè concreta disponibilità ad operare sempre al di sopra di ogni interesse. Lo scambio della campana, o meglio il “change of powers”, il passaggio dei poteri, come forse meglio dicono i nostri amici di tradizione anglofona, ci riserva quest’anno un duplice impegno. Vogliamo dare giusta enfasi alla celebrazione del nostro sessantesimo anno di vita attraverso iniziative e manifestazioni che siano il riflesso 2 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 della nostra adesione agli ideali rotariani e dobbiamo altresì salutare con soddisfazione e gioia la “rivoluzione copernicana” che il tempo nuovo ci offre: la prima donna presidente, Marinella Ferrai Cocco Ortu, alla quale tutto il Club dà il benvenuto, fiducioso in un rafforzamento degli ideali e delle opere rotariane che il Club dovrà compiere e delle quali il presidente saprà essere motore e sintesi. Di certo quella sera del 23 novembre di sessant’anni fa, quei 29 amici che iniziarono il cammino del Rotary non avrebbero scommesso sul lungo percorso che il Club avrebbe compiuto e si accinge a compiere, più fiducioso che mai e, di certo, essi non avrebbero immaginato che un giorno a guidare il loro Club sarebbe stata una gentile signora dello stesso nome di uno dei soci fondatori, Francesco Cocco Ortu. Ma questi sono i misteri del destino. A noi, il prenderne atto, come pure a noi il gradito dovere di esprimere al presidente uscente Ettore Atzori l’unanime apprezzamento per l’impegno profuso in un anno che ha visto molte realizzazioni, un anno che la vita generosamente ci ha regalato. L’augurio a “Cent’anni” a questo punto è quanto mai d’obbligo. ■ Un pubblico ufficio ha raggiunto la maggiore età asquale Mistretta, dopo 18 anni, lascia il rettorato della Università di Cagliari. Talvolta abbiamo letto sulla stampa o, comunque, avvertito anche voci di dissenso sulla durata del mandato o sulle attività da lui intraprese: resta però il fatto certo che per ben sei volte gli è stata accordata fiducia. Il che costituisce la conferma che egli, pur tra le critiche mosse da alcune parti, ha trovato, nelle sei tornate elettorali, l’approvazione del suo operato dalla maggioranza degli elettori. Presentando la Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica, sullo stato della ricerca in Sardegna, nello scorso marzo, egli ha ribadito quanto più volte sostenuto sulla necessità di uno stretto dialogo fra Università e territorio, con una continua spinta a stabilire rapporti con il mondo della produzione, dei servizi e delle professioni, «dialogo finalizzato, tra l’altro, alla individuazione del fabbisogno formativo esistente nel contesto regionale, per modulare l’offerta didattica anche in funzione delle esigenze espresse dalle realtà locali». Ha anche tracciato un quadro riassuntivo dell’attività svolta, informata a tale indirizzo. In questa breve nota, limitandoci all’evento che l’opinione pubblica può ritenere più importante per l’impatto che ha nel campo della sanità, possiamo ricordare la creazione e la messa in funzione del Policlinico di Monserrato. Pasquale Mistretta in questi anni ha dedicato tutte le sue energie a sostegno della qualità degli studi servendo con incessante impegno la società in cui ha operato ricoprendo una funzione di vitale rilevanza. Ora che si è reso libero da tale ufficio, ci auguriamo che possa nuovamente essere frequentemente con noi per dare al Club l’apporto della sua intelligenza e cultura. P giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 3 Un felice consuntivo E la Ruota continua a girare Ettore Atzori crivere alla fine dell’anno appena trascorso dovrebbe essere semplice, ma non è così. Forse lo sarebbe se mi limitassi a fare pedissequamente un resoconto dell’attività sviluppata, quasi a svolgere – come si dice in gergo universitario – una tesi compilativa. Trovare qualcosa di originale non è facile, anche perché ciò che avrei voluto dire, in realtà, l’ho detto ed abbondantemente nel corso dei nostri incontri settimanali; ciò che avrei voluto fare spero di averlo, almeno in parte, fatto. Mi auguro, per altro verso, di non aver fatto ciò che tutti Voi avreste voluto non facessi. Ahi ahi ahi, il discorso si complica! Rischio di incartarmi ed allora mi affido al sentimento. La prima cosa che mi viene in mente e che, per chi mi conosce come credo oramai tutti Voi, non stupirà più di tanto è: sono contento! Lo ero già all’inizio del mio mandato, ma la gioia era forse contrastata dall’emozione e – diciamocelo pure – dalla preoccupazione (forse ansia da prestazione?): oggi, però, soddisfatto lo sono ancora di più e per tanti motivi. Primo fra tutti l’aver avuto conferma delle mie aspettative in ordine alle capacità del Club e dei Soci, alla loro collaborazione, alla loro attenzione ed al loro affetto. Grandi, enormi tutte e direi per certi aspetti perfino superiori alle previsioni. Devo a tutti Voi, infatti, la tranquillità che mi ha permesso di portare avanti l’incarico, davvero delicato quando commisurato alla qualità del nostro S Club, con una certa disinvoltura, ma al tempo stesso con tutta la determinazione necessaria per arrivare a certi obbiettivi che non possono essere raggiunti solo da un Direttivo, se non sorretto dal costante apporto dei Soci. Non intendo, peraltro, fare torti a nessuno e devo dire che l’iniezione di fiducia al Direttivo con cui ho lavorato è arrivata certamente dal Club, ma, in più di un occasione è giunta anche, inaspettata ed ancor più stimolante, da chi non socio ha frequentato il Club e che ha avuto la possibilità di esprimersi in modo ancor più disinteressato e devo dire assai stimolante. E di ciò ringrazio, insieme a chi con me ha corso quest’anno, davvero tutti e lo faccio con il cuore. Se non devo fare torti a nessuno, comunque, un altro grazie e grande lo devo alla mia famiglia: a mia moglie ed ai miei figli cui ho chiesto l’ennesimo sacrificio, ma che alla mia richiesta hanno risposto in modo che non esito a definire esemplare. Mai un lamentela, mai un rimbrotto per la mia assenza: anzi spesso il conforto nei momenti in cui posso essere sembrato loro più preoccupato. Spero di poterli ripagare per questo, così come spero di potermi sdebitare con Voi. Probabilmente ho invertito l’ordine del discorso, posto che i ringraziamenti andrebbero fatti alla fine: ma queste sono le sensazioni che per prime mi hanno colto nel mettermi a scrivere e questo è l’ordine 4 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 con cui sono andato. Un ordine – disordine spontaneo, come spontaneo ho cercato di essere nel corso di quest’anno, nella ferma convinzione di dover rispettare il modo di essere mio e del nostro sodalizio che, almeno credo, sulla spontaneità – al pari dell’azione – poggia le sue fondamenta. Oggi mi rendo conto ancora una volta che il vero vantaggio dello scrivere consiste nel poter esprimere qualsiasi pensiero senza essere traditi, come avviene sovente quando si parla (e tanto più, come sono solito fare, a braccio) dall’emozione, che talora fa dimenticare qualcosa o qualcuno. Scrivo volentieri ed ancora una volta riscopro dello scrivere l’importanza e la bellezza: si offre a noi la possibilità di rendere, attraverso le parole, un’immagine. In questo caso una foto di gruppo del nostro Club; una fotografia lunga un anno, un’immagine che ciascuno di noi, ed io per primo, mi auguro potrà completare con i propri ricordi, serbare e riguardare, quando ne abbia desiderio, e spero con soddisfazione. Un’altra impressione ricevo, poi, forte mentre scrivo: quella di una partecipazione costante e numerosa nel corso dell’intero anno. E lo dico senza aver neppure consultato le statistiche o chiesto conferme al nostro “inossidabile” (ricordate così l’ho definito nel mio primo discorso) Segretario. Lo dico facendo mente locale e pensando alla sala piena nei nostri giovedì in occasione dei quali, dopo la conversazione, dopo il nostro piccolo buffet, mai vi è stato il fuggi fuggi per timore dell’ora, seppur a volte anche avanzata, o dell’indomani lavorativo. Non male direi: complimenti a chi ha lavorato bene per l’affiatamento e complimenti a tutti voi che dell’affiatamento avete fatto non un esercizio saltuario, ma – in senso positivo – un’abitudine. Ritengo questo un ottimo risultato del quale ci è stato dato atto a più riprese dagli ospiti – Rotariani e no – che si sono avvicendati al Club, i quali hanno spesso manifestato il loro apprezzamento per la qualità degli argomenti affrontati, per l’accoglienza ed ancor più specificamente per il clima di cordialità ed amicizia immediatamente percepibile. Di questo dobbiamo andare fieri, anche se non possiamo cullarci sugli allori: la fama va alimentata e la fortuna, se ancora ci assiste, come spero, aiutata. Parlando di assiduità e di soci non posso, però, fare a meno di pensare agli Amici che purtroppo nel corso dell’anno sono venuti a mancare, cui va il nostro ricordo. Altri Soci, invece, e me ne dispiaccio ugualmente, hanno lasciato, per motivazioni diverse, il Club: tanto, tuttavia, non deve scoraggiare o indurre a fare valutazioni negative. Deve, casomai, essere di sprone per interrogarci ancora su quanto si possa e si debba fare per mantenere ed incrementare l’effettivo, argomento sul quale già mi sono soffermato e non intendo dilungarmi oltre. Mi compiaccio, peraltro, del fatto che le ammissioni hanno rispettato numericamente le previsioni iniziali. Al proposito richiamo quanto scritto su un precedente numero della rivista: i soci di nuova ammissione rispondono – e sotto ogni aspetto – a tutte le caratteristiche del buon Rotariano. Le premesse per vedere una ulteriore crescita del Club nel segno della continuità, quindi, ci sono tutte, poiché i nuovi Soci sapranno incrementare e rafforzare, con l’apporto di energie fresche, tutte le attività che andremo ad intraprendere. Ed anche questo non può che rendermi soddisfatto. Le considerazioni conclusive, quindi, sono assolutamente positive e devo dire che, a parte un po’ di fatica per conciliare – essendo ancora nel pieno della mia attività professionale – tutti gli impegni, un anno da Presidente è bello. Per certi aspetti, non mi vergogno a dirlo, sullo slancio quasi mi piacerebbe continuare ancora un po’, sfruttando al meglio la conoscenza acquisita dei meccanismi che regolano l’attività del Rotary e la vita del Club. Altrettanto vero è, però, che passare il Collare non mi pesa perché del Club si continua ad essere parte integrante ed attiva: cambia il ruolo, la Ruota gira, ma tu sei sempre lì con la possibilità di lavorare, di fare con gli altri (e per gli altri) sino a quando ne hai voglia. Ed a giudicare dall’esempio dei nostri Soci di più lunga militanza mi pare che questa voglia non passi mai. giugno 2009 — Ho detto in altra occasione che mi apprestavo, un anno fa, a prendere la barra del timone per traghettare il Club sino al volgere del mio anno di presidenza. Spero di essere riuscito a mantenere la rotta segnata. Nonostante avessi ricevuto, e chiare, tutte le coordinate, restare in rotta a volte non è facile come sembra guardando dall’esterno. Di una cosa ora, alla fine del viaggio, sono più che mai convinto: nella navigazione, così come nella vita, non ci si può affidare solo al pilota automatico e non ci si può distrarre. Occorre tenere sempre gli occhi fissi sull’orizzonte, sui punti di riferimento e mantenere il timone stretto sì, ma con tutta la sensibilità necessaria per sentire il variare delle correnti ed evitare scarrocciamenti che, seppur forse non pericolosi, possono rendere più periglioso il raggiungimento della meta. Al proposito voglio, comunque, confortare tutti ed in particolare chi negli anni a venire si troverà a ricoprire l’incarico che oggi mi accingo a lasciare: i punti di riferimento nel Rotary e nel Club li abbiamo chiari e ben visibili. Possiamo contare, inoltre, fortuna non comune, su un equipaggio esperto, ben preparato, allenato a navigare in tutte le acque e soprattutto pronto ad affrontare ogni maroso, anche improvviso. A questo punto che altro posso dire? Solo grazie! Grazie per avermi concesso la possibilità di provare tutte le emozioni che una presidenza può offrire. Grazie per avermi sorretto con tutta la vostra esperienza ed il vostro affetto. Grazie per avermi offerto una ulteriore possibilità di crescita, e non solo in seno al Rotary. Grazie per tutto! Spero solo di non aver troppo abusato della vostra pazienza; di non avervi turbati con il mio fare sicuramente poco sussiegoso, ma che fa parte del carattere e che – lasciatemelo dire – è stato agevolato dal fatto di muovermi tra veri Amici, con i quali mi sono sempre sentito in condizione di propormi con la massima spontaneità e sincerità, senza riserve. Spero apprezzerete queste mie poche (o troppe, a seconda dei punti di vista) paro- Rotary Club Cagliari 5 le, ancora una volta scritte di getto, pensando a tutti voi. Avrei un pensiero per ciascuno, ma non posso scrivere tutto: non mancheranno, però, certamente le occasioni per esprimerlo nel modo dovuto. Altrettanto confido possa fare ciascuno di voi con me anche in chiusura delle nostre serate che continueranno a vedere non noi, ma il Rotary attraverso noi, quale vero protagonista. Ed ora gli ultimi passi per consegnare di slancio il testimone a Marinella, che da ottima staffettista ha già iniziato la sua rincorsa. A lei vanno i miei auguri per il nuovo anno che l’attende, anno segnato dalla tradizione e dalla novità. E già, perché Marinella – questa la vera novità – sarà la prima donna a presiedere il Club e si appresta a farlo nel momento in cui si va a festeggiare, con la dovuta solennità, il nostro Sessantesimo. Tanta responsabilità certamente per la nostra Incoming – che alle imprese importanti, però, è abituata –, ma anche tanti onori. Auguri, quindi, Marinella! Dal canto mio, detto quello che dovevo dire e fatto, spero, quanto il tempo mi ha consentito di fare, sono pronto a tornare al mio posto intorno ad uno dei tavoli della nostra sala: non per riposarmi, ma per continuare a fare quanto mi sarà chiesto, continuare a servire. Perché questa, in fin dei conti, è stata la nostra scelta e la nostra promessa entrando a far parte del Rotary. Ciò che, comunque, so mi renderà ancor più felice è il fatto di poter realizzare altri sogni, come recita il motto dell’anno che si chiude, proprio con Voi. In conclusione, siccome il mio commiato è frutto del girare della Ruota, non devo dare addii né arrivederci, perché fortunatamente, lo ripeto, sono e resto ancora qui. Quel che posso fare, pertanto, è solo l’augurio a tutti noi di poter proseguire serenamente e proficuamente nel cammino avviato sessant’anni fa. Un abbraccio a tutti. Ettore ■ 6 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Alcuni storici avvenimenti Il futuro del Rotary è nelle nostre mani Marinella Ferrai Cocco Ortu ari amiche e amici, due avvenimenti importanti caratterizzano quest’anno rotariano. Sul primo avvenimento, cioè sulla mia presidenza, ha posto già particolare rilievo, col proprio caloroso saluto di “Benvenuta Presidente”, il past governor Lucio Artizzu, il quale lo ha definito generosamente «…un avvenimento storico». Sono trascorsi ormai vent’anni da quel fatidico gennaio 1989, in cui venne presa dal 36° Consiglio di legislazione tenutosi a Singapore la storica decisione che approvò l’ammissione delle donne nel Rotary. Il nostro Club non si sentì pronto a questo passaggio, e ne dibatté in una conversazione tenuta da Cesare Oliveti il 5 aprile 1990 Donne nel Rotary tra il sì e il no!; sono trascorsi altri dieci anni prima che questa ammissione maturasse anche per noi donne (l’altra metà del cielo). Essere la prima donna presidente di un Club così prestigioso, che ha annoverato nel suo album presidenziale personalità di alto profilo, è per me un onore, ma sono anche cosciente che quello che mi ha aspetta costituirà un impegno di non poco conto: lo affronterò con consapevolezza e animata dallo spirito di servizio, dal senso dell’amicizia e da tutti gli ideali di cui mi sono nutrita in questi anni di frequentazione rotariana. So che mi attendete con affetto, ed ho la tranquillità di chi è consapevole di essere in buona e numerosa compagnia di più di cento soci, che la affiancheranno nell’anno di presidenza per sviluppare al massimo l’efficienza del Club. C In questi mesi ho preparato la squadra che più da vicino sarà chiamata a collaborare con me: si spazia dal Consiglio direttivo ai Presidenti delle commissioni, ponendo accanto ai rotariani di comprovata esperienza i più giovani, che potranno così consolidare con la partecipazione attiva il loro inserimento nel Club, fermo restando che solo con la collaborazione di tutti potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Arriviamo quindi al secondo storico avvenimento che rende speciale l’anno 2009. Ricorre il Sessantesimo anniversario della nascita del Club, e sessant’anni non sono pochi; quindi dobbiamo fare festa, renderne partecipi tutti, e dare risalto a questa ricorrenza, portando alla dovuta attenzione dei media quanto di positivo abbiamo realizzato non soltanto in campo internazionale, in aiuto dei Paesi sottosviluppati e con il nostro impegno a favore della campagna Polio Plus, ma anche al servizio della nostra comunità cittadina, cioè al servizio di Cagliari. A questo proposito, ricordo che l’apposita Commissione sta già lavorando ad una manifestazione che avrà per titolo Rotary Club Cagliari: da sessant’anni al servizio della città, manifestazione che prevede una giornata di celebrazione ufficiale per la data del 26 novembre, e l’edizione di un volume commemorativo. giugno 2009 — Uno sguardo rivolto alla memoria del nostro passato, della nostra storia per trarne gli stimoli per l’operare futuro, raccogliendo le nuove e numerose sfide che ci lancia il mondo in trasformazione. Come ha detto il presidente internazionale John Kenny per massimizzare la nostra efficacia è essenziale che il Rotary riconosca e affronti le nuove sfide in corso, e dia una risposta a queste tre domande fondamentali: dove siamo adesso? Dove stiamo andando? Come possiamo arrivarci? Dalle risposte è scaturito il nostro Piano strategico, che definisce missione, visione, priorità e obiettivi, individuando i cinque valori fondamentali che costituiscono la identità rotariana: organizzazione, servizio, amicizia, diversità, integrità, leadership. Il Piano Strategico deve essere un impegno sul quale concentrare gli sforzi verso i nostri obiettivi comuni. Stiamo però anche vivendo un periodo congiunturale sfavorevole, dove le risorse sono limitate, e quindi devono essere spese oculatamente. Questa circostanza sfavorevole non ci deve però né scoraggiare, né condizionare, perché anche con il poco si può fare molto. Non dimentichiamoci che il Club è sorto nel 1949, proprio dopo un periodo di profonda crisi, conseguente alla catastrofe della seconda guerra mondiale. Si vide e si credette allora che il Rotary, con i suoi valori fondanti e con la sua potente organizzazione, potesse contribuire alla ricostruzione non solo urbanistica ma anche morale e intellettuale della città. Com’è avvenuto. Ritroviamo quello spirito, ed esso ci darà la carica di ottimismo necessaria per superare la presente congiuntura. Noi possediamo un patrimonio inestimabile, costituito dalle nostre stesse professionalità, che mettiamo al servizio delle esigenze della comunità nazionale o internazionale, ed un valore aggiunto, che ci viene dal fatto di appartenere ad un Club di servizio unico al mondo, il Rotary, ispirato a principi fondamentali quali il servizio verso il prossimo, la pace nel mondo, l’amicizia: la forza del Rotary deriva dalla sinergia, dall’operare assieme. Rotary Club Cagliari 7 Con il vostro indispensabile aiuto, cari soci, e il vostro coinvolgimento attivo saremo in grado di massimizzare la nostra efficacia nella nostra comunità: tutti insieme … possiamo fare grandi cose! È questo, mi pare, il senso del motto del presidente Kelly Il futuro del Rotary è nelle vostre mani, che ci sollecita ad una partecipazione responsabile. È consuetudine che il Presidente anticipi nella rivista le linee programmatiche generali che intende sviluppare durante il suo anno. Una parte del mio compito concerne taluni aspetti fondanti, qual è il mantenimento dell’effettivo (tema centrale perché i soci sono la vera risorsa del Club); l’impegno che assumeremo, in conformità a quanto richiesto dal Distretto, è quello di incrementare di una unità, e al tempo stesso cercare di ringiovanire il Club Cagliari (l’età media dei soci è di 67 anni) ed allargare il grado di rappresentatività nella società in cui viviamo (ci sono undici classifiche non rappresentate), mantenendo invariato il tradizionale livello qualitativo del Club (che è essenziale quanto e forse più della quantità). Altro tema fondamentale sono i Progetti di servizio del Club, nella cui realizzazione si esplica all’esterno il nostro servizio a favore della collettività. Alcuni rappresentano la prosecuzione di progetti di grande rilievo che non si sono esauriti nel breve lasso di tempo di un singolo anno di presidenza: continua la campagna dell’Acido folico, il cui messaggio con il logo del Rotary e il nome del Rotary Club Cagliari è sempre presente nelle bollette ISGAS, così come proseguiranno la organizzazione della Mattinata Rotariana per la Prevenzione della Tossicodipendenza, il Concorso di archeologia industriale Serbariu dalla discarica all’Ecoparco minerario, in interclub con i Rotary Club di Carbonia e Iglesias, nonché il programma di “reinserimento giovani” in collaborazione con l’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni. A metà settembre 2009 in collaborazione con l’Unicef e l’associazione Mare Vivo è prevista la manifestazione promossa da Vela solidale Sardegna onlus. Al tema del- 8 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 l’acqua, e precisamente alle problematiche della gestione delle risorse idriche nelle zone costiere, è dedicato un progetto di servizio: a tale proposito vorrei organizzare, d’accordo con il responsabile della Commissione “partner nel servire”, un concorso nelle scuole con premiazione finale, secondo un modello già sperimentato e riuscito nello scorso anno. Ulteriori progetti sono in fase di elaborazione. Inoltre, vorrei dedicare particolare attenzione alla comunità locale, attraverso la giornata della carità e della solidarietà dedicata alla memoria del compianto socio don Gesuino Prost, rivolta all’OASI Vincenziana onlus, nella quale abbiamo modo di affrontare e aiutare a risolvere problemi di integrazione, accesso allo studio per i giovani ospiti (provenienti anche dall’Africa): si tratta chiaramente di temi che il Rotary affronta a livello mondiale, sui quali però abbiamo anche l’occasione di intervenire in un piccolo segmento per così dire “a portata di mano”. Senza naturalmente dimenticare l’Associazione Mondo X-Sardegna, del socio onorario Padre Morittu, al quale non mancheremo di continuare a dare il nostro sostegno. Per quanto concerne i Progetti a favore di Comunità di altri Paesi, spero di riuscire a portare a compimento il Progetto BRAMS con la consegna di attrezzature mediche e ospedaliere (già raccolte) in Afghanistan, approfittando del fatto che la Brigata Sassari vi si dovrebbe recare in missione a ottobre. Voglio infine dedicare un breve cenno ai Programmi, e al ciclo di conversazioni che si terranno durante le riunioni, che costituiscono un elemento essenziale del Programma complessivo. La grande famiglia rotariana ci indica dei temi mensili, è giusto ed opportuno dedicare qualche conversazioni all’argomento del mese rotariano: ad esempio a settembre, mese dedicato alle nuove generazioni, due giovani, figli di rotariani del nostro Club, racconteranno la loro esperienza di un anno di studio in America, ospiti di famiglie di rotariani. Poi, la circostanza che il mese di novembre sia dedicato alla Fondazione Rotary, e che il mese di aprile sia dedicato alla rivista rotariana, ci darà l’occasione di dedicare la dovuta attenzione alla formazione ed informazione, spesso carenti nella vita dei club. Naturalmente non mancheremo di trattare anche diversi temi di attualità aventi carattere più generale, quali economia, energia e ambiente etc. etc. Ho voluto comunque tracciare nel mio anno un filo conduttore, rappresentato dal fatto che ricorrono, come già anticipato, i sessanta anni di vita del Club, attraverso cui evidenzieremo quanto e cosa il nostro Club ha fatto per la città, per la diffusione degli ideali di pace e fratellanza, per la tutela della salute (con il contributo per la campagna per l’eradicazione della Polio, e non solo), in una prospettiva non autocelebrativa, bensì proiettata verso il futuro, tesa cioè ad individuare che cosa il nostro Club può ancora fare nel solco della sua tradizione, ma in una prospettiva di innovazione. Mi sono dunque richiamata ai principi ed alla filosofia del Rotary. Uno degli scopi principali del Club trova la sua cornice nel contesto nel quale si opera: ogni rotariano deve trovare nuove vie per migliorare la qualità di vita nella sua comunità, e così potrà farlo anche in altre comunità in tutto il mondo. Presupposto indispensabile per azioni efficaci è la conoscenza dei problemi: di conseguenza dobbiamo interrogarci, calandoci nell’esame della nostra realtà, su quali siano le risposte che possiamo dare. A questo scopo tendono le conversazioni che avranno come tema Cagliari: quale futuro? La città nei suoi diversi aspetti, non solo storico-culturali, ma anche ambientali, di qualità della vita, urbanistici, di vivibilità, di sicurezza, di traffico, di integrazione e di multiculturalità. Il Rotary, proprio per la sua natura di Club di servizio, può fare molto per indirizzare i processi di cambiamento verso una giusta linea di sviluppo. In questo anno che trascorrerete sotto la mia guida spero di riuscire a interessare e a giugno 2009 — coinvolgere completamente tutti, non solo il consiglio direttivo ed i componenti delle commissioni, ma tutti i soci del Club, indistintamente, ed a garantirvi una piacevole esperienza rotariana in serenità, con l’allegria dello stare insieme in amicizia con le nostre famiglie, così come immaginava Rotary Club Cagliari Paul Harris in quel lontano 1905 quando con quattro amici creò il Rotary, e soprattutto spero di vedervi sempre numerosi e partecipativi, perché ciò che i Rotariani ricevono dal Rotary dipende in gran parte da ciò che danno a loro volta. Marinella ■ Una squadra di governatori sardi N 9 ell’anno rotariano 2009/2010, appena iniziato, il nostro Distretto 2080 avrà come Governatore Luciano DI MARTINO di Cagliari Est. Curiosando nell’annuario si può notare che è l’undicesimo socio di Club sardi a ricoprire tale incarico: da Sanna Randaccio, Peretti, Pirisi Renzo, Mastandrea, Cherchi, Corda, Cabras, Marcialis, Pirisi Filippo, Artizzu, fino a lui, sono tanti, quanti i componenti di una squadra di calcio. Tutti, alcuni vivi solo nel rimpianto, sono ricordati e altamente stimati per il lodevole servizio prestato esercitando le loro funzioni. Altrettanta stima godrà il nostro amico Luciano che nell’Assemblea del 27/28 giugno ha ricevuto dal Governatore uscente, Alberto Cecchini, il collare, segno dell’ufficio al quale è stato chiamato. Egli, come ha più volte dichiarato, affronterà con serenità e determinazione il prossimo anno di servizio rotariano, contando sul contributo dei Presidenti e, più in generale, di tutti i rotariani del Distretto, così da svolgere un lavoro di équipe nel rispetto dell’autonomia dei Club per portare a termine i lavori già iniziati dai predecessori e quelli nuovi che verranno proposti. Luciano Di Martino da moltissimo tempo si è lodevolmente dedicato ad attuare molti programmi rotariani, specie quelli legati ai giovani, raggiungendo sempre grande successo e conseguente ammirazione per i risultati raggiunti. Ben volentieri gli auguriamo la buona riuscita del suo mandato avendo più che la speranza la certezza di un esito felice. 10 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Il nostro Club Paolo Ritossa S essant’anni di impegno nel dare una mano a chi cerca aiuto o cerca sostegno Sessant’anni fecondi di cure incessanti a bimbi colpiti da mali tremendi Sessant’anni votati a dare risorse di acqua e di strade ai diseredati Sessant’anni al servizio del tuo territorio lasciando l’impronta del tuo sodalizio Sessant’anni di impegno per genti e paesi per uomini e donne che inseguono un sogno In quel che tu fai rinnovi l’impegno e speri che questo non termini mai. La mente ed il cuore ai soci scomparsi racchiudi in un unico abbraccio un mondo di amici li inviti ad amarsi. E sogni che in terra remota un bimbo con mano esitante su un limpido foglio di carta disegni… una ruota. giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 11 Inizia un’affascinante avventura Da sessant’anni al servizio della città Eugenio Lazzari a celebrazione di un’importante ricorrenza, altresì “non storica”, come il raggiungimento del traguardo dei 60 anni di vita di un Club di servizio, può assumere una propria consistenza, quando non si esaurisca nello sterile autocompiacimento, ma diventi, con il pensiero rivolto a ciò che è stato fatto per la comunità nella quale operiamo, stimolo per una azione futura. Per tale motivo, in occasione del compimento del 60° Anniversario del nostro Club, ho accolto di buon grado l’invito del Presidente dell’apposita Commissione Coordinatrice di questo importante avvenimento, di riassumere, ancora una volta1, la cronistoria dei fatti che hanno preceduto e portato successivamente alla costituzione del Rotary Club Cagliari, facendo a ritroso la strada dei nostri sessant’anni rotariani, meditando sul retaggio di dignità, di neoumanesimo dei nostri insigni predecessori, alla ricerca dei grandi ideali della vita e di nuove piste di solidarietà. Perché lo scopo del Rotary International è di incoraggiare e sviluppare l’ideale del “servire” inteso come motore propulsore di ogni attività. La storia della nascita del Rotary International ormai la conosciamo tutti: per chi desiderasse approfondire l’argomento, ba- L 1 sta rileggere il volume “Origine e uomini del Rotary”2 nel quale il nostro socio Lucio Artizzu riporta la traduzione di alcune pagine, scelte tra le più significative, tratte dal libro “This Rotarian Age” del nostro fondatore Paul Harris, pubblicato a Chicago nel 1935. Queste pagine scelte sono essenziali e straordinarie per conoscere il Rotary e i suoi primi aderenti che nel libro sono descritti in maniera mirabile. Vediamo, velocemente, la nascita di questa affascinante avventura: il Rotary si è formato, per la volontà e l’iniziativa di un uomo, il giovane avvocato Paul Harris, che, il 23 febbraio 1905, si incontrò, sulle sponde del lago Michigan di Chicago, con altri tre amici professionalmente impegnati, per esporgli, come lui stesso scrive, «un programma molto semplice di cooperazione reciproca e di semplice amicizia», dando vita al primo Rotary Club. Nel primo Congresso dei vari Club del Rotary, tenuto nel 1911, Paul Harris venne eletto Presidente dell’appena formata “Associazione Nazionale dei Rotary Club”, nome che al Congresso di Duluth, in Minnesota, venne modificato in “International Association of Rotary Clubs”, ed in seguito abbreviato, nel 1922, in “Rotary International”. Nel 1916, Vedi la mia pubblicazione Il Rotary in Sardegna, stampato dalle edizioni Della Torre di Cagliari. Origine e uomini del Rotary, pagine scelte di Paul Harris, a cura di Lucio Artizzu, edizioni Della Torre, Cagliari, 2005. 2 12 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Il duplicato, rilasciato nel 1969, della Carta d’iscrizione al Rotary del Club di Cagliari nel 1949 andato smarrito nel Congresso di San Francisco, si iniziò a raggruppare i Club Rotary in Distretti. Lo scoppio della prima guerra mondiale rallentò l’espansione del Rotary nell’Europa continentale, per cui solo tra il 1920 ed il 1922 nascono i Club di Madrid, Parigi, Copenaghen, Oslo e Amsterdam. Il primo Club Rotary italiano venne fondato a Milano il 19 dicembre 1923: il promotore fu un ingegnere di origine irlandese, Leo Giulio Culleton, ed il primo presidente Sir James Henderson, cittadino britannico, presidente della Società Cucirini Cantoni Coats, Sir James. Successivamente, nell’anno 1925, furono fondati i Club di Trieste (31/1/1925), di Firenze (7/3/1925), di Livorno (8/3/1925), di Bergamo (13/6/1925), e di Cuneo (18/10/1925), che costituirono il 46° Distretto, primo e unico Distretto in Italia, di cui il predetto Sir James Henderson, che viene ricordato come Padre del Rotary italiano, fu il primo Governatore, eletto nel 1924/25. L’espansione dei Rotary Club in Italia fu piuttosto lenta ed ostacolata dalla voce corrente in quel tempo, che il Rotary fosse una filiazione della Massoneria. Inoltre per l’indipendenza dalla soggezione politica era malvisto e sospettato dalla dittatura fascista, la quale il 14 novembre 1938 impose la chiusura di tutti i 34 Club esistenti allora in Italia. Nel 1947, dopo la seconda guerra mondiale, avvenne la rinascita del Rotary italiano con la riapertura di 29 Club ed una adesione di 1406 soci effettivi facenti capo all’unico Distretto italiano, il 46°, sotto la guida del governatore Achille Bossi del Club di Milano. Da quel momento ebbe inizio il poderoso slancio che portò il Rotary in Italia, in soli due anni, ad un incremento del 73,5 % giugno 2009 — nel numero dei club e del 35,6% nel numero dei Soci: infatti nell’anno 1949-50 il Distretto italiano, passato dal 46° all’87° dell’universo rotariano ma restando unico in Italia, con governatore Gian Paolo Lang del club di Livorno, contava 59 club, sparsi un po’ in tutta Italia, ai quali avevano aderito 2764 soci effettivi. Ricorda infatti Ernesto Cianci3 che furono anni di grande espansione e molto «eloquente è il raffronto con i 34 Club ed i 1650 soci dell’anno 1938 all’atto dello scioglimento del sodalizio in Italia». In Sardegna non esistevano Club Rotary, ma fu proprio in quell’anno di rinascita completa e pieno sviluppo del Rotary italiano, che ha inizio la “Storia del Rotary in Sardegna”. Il 1949 fu un anno cruciale per la Sardegna. Segnò, infatti, il passaggio da un periodo difficile, quale l’ultimo dopoguerra e gli stenti conseguenti al quasi totale isolamento dell’economia sarda rispetto al resto d’Italia, ad un periodo aperto alla speranza, caratterizzato dell’attuazione dell’istituto autonomistico. Un anno in cui anche il Rotary mise radici nell’Isola, trasferendovi il credo di Paul Harris, vale a dire il verbo “servire” nell’interesse della società, del prossimo, della pace nel mondo, con la costituzione dei primi due Club: è il 6 febbraio del 1949 quando viene ammesso al Rotary International il Club di Sassari, e, trascorsi poco più di nove mesi, il 23 novembre è la volta del Club di Cagliari. Entrambi quest’anno compiono il loro 60° Anniversario. Non sono moltissimi i Club rotariani che hanno raggiunto questo traguardo, e che possono guardare con la maturità propria di chi è stato da tempo svezzato, un mondo rotariano che sicuramente è molto diverso 3 Rotary Club Cagliari 13 da quello del novembre 1949, data di fondazione del nostro Club. Non posso dire se è migliore il mondo rotariano di oggi o quello di allora, semplicemente, perché allora ero troppo giovane per capirne e condividerne gli ideali, impegnato a fondo nella mia, appena iniziata, carriera universitaria. Tutto quello che so e conosco di quel periodo rotariano lo ho appreso da due dei padri fondatori del nostro Club: Francesco Rocchi e, soprattutto, Paolo Tronci, che mi ha onorato, nonostante la differenza di età che ci separava, della sua amicizia, e mi raccontava delle iniziative, di cui era venuto a conoscenza, precedenti la nascita del Club di Cagliari, e soprattutto dei suoi primi anni di vita. In occasione della celebrazione del quarantennale è stato pubblicato un volume4 sulla storia, sugli uomini e sugli apporti del Club, sia a livello cittadino, sia nell’ambito dei vari Distretti di cui via via ha fatto parte, fino all’attuale 2080. Rimando, quindi, alla lettura di tale pubblicazione tutti coloro, nuovi soci e non, che desiderino rendersi conto più nel dettaglio del modo in cui il Rotary Club Cagliari si è affermato in Città e nell’Isola. In queste poche pagine, invece, voglio semplicemente fare un breve riassunto degli eventi principali per ricordare, in ossequio ad una tradizione, il sessantesimo anniversario. Già all’inizio dell’anno rotariano 194849 il Governatore Arch. Pietro Portaluppi sollecitò alcuni Rotariani del Settentrione che avevano parentele, amicizie e rapporti di affari nell’Isola perché prendessero l’iniziativa per la costituzione dei Club. Difatti il dott. Guglielmo Pernis, rotariano del Club di Como, durante una sua visita a Cagliari ne parlò con il cugino dott. Enrico Pernis e con il sig. Marco Pili, consegnando vedi: Ernesto Cianci – “Il Rotary nella società italiana”. Chi desidera conoscere con maggior dettaglio la storia, gli uomini e gli apporti del R.C. di Cagliari, e vogliono rendersi conto nel dettaglio di come il Club si è affermato in città e nell’entroterra, rimandiamo alle seguenti pubblicazioni, edite come numeri speciali del Bollettino del R.C. di Cagliari: • volume pubblicato nel novembre 1984 in occasione del 35° anniversario della nascita del Club; • “40 anni al servizio della Città” pubblicato in occasione del 40° anniversario del Club; • “Una storia dentro la città” pubblicato nell’annata 1994-95 in occasione del 45° anniversario del Club. • “Cagliari – Storia e Futuro della Città”: Angelo Cherchi “L’espansione in città” a cura del Rotary Club Cagliari in occasione del 50° anniversario del Club. 4 14 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 a quest’ultimo i moduli della domanda di iscrizione. Contemporaneamente il noto commerciante di legname, sig. Paolo Leone, fece qualche indagine in città su invito di un rotariano di Trieste, e lo stesso fece anche il rag. Luigi Marraccini, agente marittimo, su invito di un suo collega di Livorno. Mi diceva Paolo che durante quel periodo in città si sentiva parlare di Rotary in forma vaga e piuttosto nebulosa, quasi segreta, e, secondo il suo parere, l’insuccesso delle varie iniziative fu dovuto non soltanto ad uno scarso impegno delle persone, ma soprattutto alla mancanza di conoscenza delle finalità del Rotary e dei suoi principi etici. Alle domande di chiarimenti nessuno era in grado di dare esaurienti risposte. Sembrava, in definitiva, che il Rotary fosse un’associazione fra amici il cui scopo principale era quello di andare a cena insieme una volta alla settimana. Nel febbraio del 1948, come annotava Francesco Rocchi,5 l’Avv. Camillo Giussani, Presidente della Banca Commerciale Italiana, nonché del R.C. di Milano, scrisse allo stesso Rocchi che allora era il Direttore della Filiale della Banca in Cagliari chiedendo la segnalazione di personalità da interpellare per la costituzione di un Club Rotary. Fu inviato un elenco di nomi (forse sei) ma tutto fini lì, anche perché il Rocchi fu trasferito nell’aprile del 1948 alla direzione di Napoli, ed a Cagliari venne sostituito dal dott. Salvatore Marcello. Nel 1949, come detto, fu eletto Governatore dell’unico Distretto italiano Gian Paolo Lang, il quale decise di intervenire direttamente per la costituzione di Rotary Club in Sardegna, e, come ho già precisato, il 6 febbraio 1949 fu costituito il R.C. di Sassari del quale fu eletto primo Presidente il Cav. Francesco Sisini. Per quanto riguarda Cagliari, il Governatore Lang conferì questo delicato incarico direttamente al Segretario Generale del Distretto, Generale dei Bersaglieri Giacomo Zanussi, inviandolo nella nostra Città. Il 5 Generale Zanussi venne a Cagliari ai primi di agosto del 1949, prese contatto con il predetto Dott. Salvatore Marcello, con l’On. Avv. Raffaele Sanna Randaccio, col Dott. Andrea Borghesan, consulente amministrativo e commerciale, e con lo stesso dott. Paolo Tronci, chiedendo loro di riunire un piccolo gruppo di persone, che potevano essere interessate, nell’Hotel Excelsior. In detta riunione, alla quale intervennero, oltre alle persone sopra ricordate, il prof. Mario Aresu, ordinario di clinica medica, l’ing. Gustavo Carboni Boy, il dott. Stanislao Caboni, rappresentante del Governo presso la Regione Sarda, l’avv. Giuseppe Musio ed il conte Raimondo Orrù, vennero affrontati diversi argomenti: dai princìpi fondamentali del Rotary International all’etica rotariana, dal rispetto della personalità e delle opinioni altrui alla comprensione ed allo scopo di orientare l’attività privata, professionale e pubblica dei singoli al concetto di “servizio”. Mi fece presente Paolo Tronci che fu soltanto allora che si cominciò a conoscere il Rotary ed a comprenderne l’essenza: lo scetticismo iniziale veniva fugato e tutti mostrarono un vivo interessamento, tanto che l’on. Sanna Randaccio, il dott. Marcello ed il prof. Aresu si impegnarono ad approfondire gli argomenti ed esporli agli eventuali futuri soci. Queste in breve le premesse: successivamente furono chiamati a comporre il nucleo dei Soci Fondatori anche l’avv. Giuseppe Asquer; il dott. Ettore Bonafini, direttore del Credito italiano; il dott. Vincenzo Buttiglione, direttore generale della Soc. Elettrica Sarda; il sig. Domenico Capra, amministratore delegato della SPA Vinalcool; l’ing. Mario Carta, allora ingegnere capo del Distretto minerario Sardegna; l’ing. Lorenzo Cassinis, direttore della SPA Ferrobeton; l’avv. Francesco Cocco Ortu; il dott. Luigi Contivecchi, titolare dell’azienda delle saline; il cav. Manfredi Gessa, titolare dell’azienda di selvicoltura; il prof. “Il Rotary Club di Cagliari” di Achille Sirchia e Franco Spina, da “40 anni al servizio della città” numero speciale del Bollettino del R.C. di Cagliari, stampato da Passamonti, 1989. giugno 2009 — Carlo Lauro, direttore dell’istituto di mineralogia; il dott. Pasquito Lauro, magistrato; il dott. Enzo Loy, dirigente della Camera di Commercio di Cagliari; il dott. Giuseppe Martelli, direttore della Società nazionale Argille e Caolini, l’ing, Vittorio Minio Paluello, consigliere d’amministrazione della SPA Ali Flotte Riunite; il prof. Francesco Passino, ispettore generale per l’agricoltura; il dott. Enrico Pernis, titolare della propria Agenzia di navigazione; il prof. Pino Pinetti, ordinario di dermosifilopatica; il prof. Salvatore Rattu, ordinario di disegno; e il conte Giulio Spetta, direttore de L’Unione Sarda. Il Club provvisorio di Cagliari venne così costituito il 16 ottobre 1949 con 29 soci e furono eletti: Presidente Rafaele Sanna Randaccio; vicepresidente Salvatore Marcello; segretario Andrea Borghesan; tesoriere Giuseppe Musio. Ma ufficialmente il Rotary Club Cagliari entrava a far parte del Rotary International con la consegna della Carta di Ammissione da parte del Governatore Lang il 23 novembre del 1949: fu il secondo Club sardo, il terzo dell’attuale distretto 2080 (dopo Roma e Sassari), ed il cinquantottesimo dell’allora 87° Distretto unico. Uno sguardo nel passato vede una città che riprendeva coraggiosamente a pulsare dopo i terribili bombardamenti aerei del 1943, e dove erano ancora evidenti le profonde ferite subite dal patrimonio edilizio, dagli impianti industriali e dai servizi. La Città si sforza di superare il momento difficile ed i Soci Fondatori del Rotary si impegnano per la rinascita, offrendo le proprie capacità professionali di gente responsabile, al di sopra di ogni interesse personale, senza interferire con l’autorità costituita, se non per porgere l’aiuto concreto derivante dalla loro professionalità. Così all’inizio, e così sarà per i sessant’anni futuri, in cui i soci del Club di Cagliari si dedicheranno sempre ai princìpi della crescita della vita della comunità. Ma tornando alla cronaca di questi sessant’anni, nella primavera del 1951, il governatore De Courten concesse alla Sardegna, ed in sostanza ai due Club sardi di Sas- Rotary Club Cagliari 15 sari e di Cagliari appena nati, il privilegio dell’organizzazione del XV Congresso Distrettuale del Rotary International, che in realtà fu un vero Congresso Nazionale in quanto l’allora 87° Distretto era l’unico in Italia: fu un attestato lusinghiero di fiducia nella capacità organizzativa dei due giovani Club e dei loro Presidenti Sanna Randaccio per Cagliari e Gavino Alivia per Sassari. Il successo del Congresso fu reale: ad appena due anni dallo loro costituzione, i due Club sardi avevano dato prova di maturità ed efficienza portando all’attenzione dei rotariani di tutta Italia le opportunità e le necessità dell’Isola. Maturità ed efficienza che diedero vita, da allora, all’espansione del Rotary in Sardegna, mentre il Club di Cagliari continuò l’opera di approfondimento mobilitando le migliori energie interne ed esterne, e già nei suoi primi anni di attività avviò realizzazioni concrete che, di per sé, costituirono una luminosa testimonianza del “servizio rotariano” a favore delle comunità della Città e dell’Isola, ma non solo, anche italiana, europea e mondiale. Il primo decennio di vita del Club, nel quale i soci passarono dai 29 iniziali a 57, terminò con due grandi avvenimenti rotariani: l’organizzazione, di nuovo affidata al Club di Cagliari, dell’assemblea distrettuale e l’elezione a Governatore del Distretto, per l’anno rotariano 1959-60, del nostro socio fondatore avv. Rafaele Sanna Randaccio, primo Governatore sardo. Nel frattempo furono notevoli le modifiche all’interno dell’organizzazione del Rotary International, fra cui, la più importante fu il frazionamento dei Distretti italiani: con Governatore Omero Ranelletti, ultimo del Distretto unico, nel 1955-56, l’Italia fu divisa in quattro Distretti, e la Sardegna fece parte, unitamente al Lazio, Marche, Abruzzo, Umbria e Molise, del nuovo Distretto n° 188, sino al 1977-78 in cui assunse il n° 208. Il secondo decennio di vita del Club di Cagliari fu improntato a quelli che furono chiamati gli “anni della rinascita”, infatti nel 1962 venne promulgato il “Piano per la rinascita economica e sociale della Sarde- 16 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 gna”. Ed il Rotary di Cagliari ne intuì subito le esigenze e le tendenze, specie quelle dell’ambiente cittadino, e si adoperò nella fase di promozione e di appoggio alle varie iniziative ritenute valide. Alla guida del Club si alternavano ancora i soci fondatori, e il decennio finì con due presidenze di notevole spessore: quella di Giuseppe Peretti, (1965-67), nel cui biennio di presidenza, il Club raggiunse il numero di 90 soci, e quella dell’attivissimo e rotariano per eccellenza Paolo Tronci (1967-69), ultimo dei soci fondatori ad essere nominato presidente. Il suo cavallo di battaglia, ed anche quello del suo nuovo segretario Renzo Pirisi, fu la diffusione dell’ideale rotariano: entrambi erano molto conosciuti e sapevano come muoversi per cui, in modo abbastanza rapido, riuscirono a fondare nel 1968, a breve distanza uno dall’altro, i due Club di Oristano e di Iglesias. Ma la prontezza di questo Presidente e la sua abilità di manager, gli fece intuire che era anche giunto il momento di presentare un nuovo aspirante all’elezione del governatore per l’anno 1969-1970: infatti quando il Club presentò la candidatura a tale carica di Giuseppe Peretti non ci furono problemi. E fu così che il ventennale del Club venne festeggiato, il 23 novembre 1969, con in carica il secondo governatore sardo. In quell’occasione il prof. Gianfranco Lenti, succeduto nella presidenza del Club a Paolo Tronci, fu impeccabile nel ricostruire i vent’anni di attività e che stavano per concludersi con l’organizzazione, nuovamente a Cagliari, del Congresso distrettuale. Infatti per la terza volta il compito di ospitare il Congresso distrettuale fu assegnato al Club di Cagliari, che alla fiducia rispose con il più fattivo impegno, riuscendo a superare difficoltà anche imprevedibili. L’inizio del terzo decennio si aprì con il distacco della Toscana dal 188° Distretto. Il Rotary Cagliari era ormai maturo e pienamente inserito nelle molteplici attività del Distretto, ed ebbe, come novità, l’espansione dell’ideale rotariano in città: fu infatti creato il secondo sodalizio cagliaritano. Ormai il Club di Cagliari aveva quasi rag- giunto la quota dei 100 soci, e questo fatto agevolò l’idea del past-presidente Paolo Tronci per la realizzazione di un nuovo Club. Perciò nell’ottobre del 1972, il predetto past-presidente, appositamente delegato dal governatore avv. Carlo D’Amelio, e affiancato dai soci Pirisi e Fara Puggioni, propose ai soci del Club la suddivisione del territorio i quali, all’unanimità, optarono per la cessione al nuovo Club del territorio urbano alla periferia est di Cagliari: da qui il nome di “Club Rotary Cagliari Est”. Il suo primo presidente fu il dott. Raffele Isola. Ma non fu solo questa la novità del decennio in corso: anzi direi che furono diverse. Nell’anno 1973-74 prese le redini del Club il prof. Renzo Pirisi, che dopo aver svolto con notevole merito le funzioni di segretario nella presidenza Tronci, ricoprì con grande dignità le cariche di vice presidente e di segretario distrettuale. La sua azione si imperniò soprattutto nel riordinamento delle file del Club: infatti, nel giro di pochi anni, non solo era cresciuto il numero dei soci ma era soprattutto avvenuto un notevole avvicendamento degli stessi; inoltre Pirisi seguì molto da vicino i giovani del Rotaract, impegnandosi a fondo nell’organizzazione in Sardegna del terzo campus giovanile internazionale che riscosse, essendo quasi l’unico del genere in Italia, l’ammirazione e il plauso presso i vertici del Distretto. L’espansività e la capacità di trasmettere di questo Presidente dilagò a livello regionale, per cui, quando l’anno seguente, si dovette indicare il nuovo governatore del Distretto per l’anno 1976-77, non vi furono dubbi sul nome: la nomina di Pirisi fu condivisa da tutto il distretto e la gioia fu tanta da indurre, come scrive Achille Sirchia, «i due Club della città a riunirsi per festeggiare assieme l’avvenimento. All’interclub, del 22 maggio 1975, vollero intervenire anche gli altri Club sardi, unanimi nell’appoggiare la candidatura». Il suo Congresso distrettuale lo programmò, in omaggio ai Club sardi del centro-nord che avevano contribuito alla sua elezione, a Baia Sardinia il 6 e l’8 maggio 1977 e fu l’ultimo giugno 2009 — congresso del Distretto 188, poiché dal 1° luglio di quell’anno il Distretto assunse il numero 208. In quell’anno reggeva il Club un altro rotariano di grande spessore, il prof. Angelo Cherchi, definito in un suo profilo da Gianni Filippini «cortesia e scienza, intelligenza e cultura, disponibilità e rigore, serietà e impegno». Con l’aiuto di numerosi collaboratori centrò diversi obiettivi. Il primo fra tutti, fu la creazione del terzo Club, Cagliari Nord, di cui il riconoscimento ufficiale avvenne il 22 giugno 1977, con la consegna della “Carta” al primo presidente, col. Ignazio Satta, a mani del past-governatore Vianelli e del governatore Pirisi. Verso la fine del suo anno di presidenza, Cherchi condusse felicemente a conclusione anche altri importanti obiettivi del suo programma, tra cui, l’approvazione del regolamento del “premio La Marmora”, e il varo dell’“Inner Wheel”, organizzazione prevista dal R. I. per le donne mogli o parenti di rotariani: il primo sorto in Sardegna ed il secondo in assoluto in Italia dopo quello di Napoli. Gli anni Ottanta iniziarono con un ottimo auspicio per il Rotary in Sardegna, infatti viene eletto governatore per l’anno 1982-83 il prof. Giuseppe Mastrandrea, del R.C. Alghero, il quarto Governatore Distrettuale espresso dall’Isola. A lui, unitamente ai pdg Mario Pozzi e Carlo D’Amelio, il Distretto 208 deve la fondazione della propria rivista “Voce del Rotary”. Il nuovo decennio fu in generale denso di profonde trasformazioni nella società italiana, e sarda in particolare che risultava fortemente provata dal ridimensionamento dell’avventura industriale degli anni precedenti. Si anelava a un nuovo clima di progresso civile, di sviluppo economico e culturale. A ciò non si sottrasse il Rotary sardo. Si ebbe così in quegli anni l’espansione maggiore dei club, sia nel Distretto che in Sardegna: vi fu un autentico “boom” di espansione, in buona parte favorito da una profonda ristrutturazione dell’Italia rotariana, che si trovava divisa in nove Distretti. Il nostro, diventato il 208°, subì un dra- Rotary Club Cagliari 17 stico ridimensionamento: tre regioni, l’Umbria, le Marche e l’Abruzzo, furono staccate e accorpate per dar vita al 209° Distretto. Eppertanto il nostro Distretto fu limitato alle sole tre zone attuali: Sardegna, Lazio e Roma, e da allora rimase integro. Di questo decennio è da ricordare l’anno rotariano 1985-86 con presidente Antonio Romagnino che dedicò il ciclo delle conversazioni “Al mondo che cambia” ed ebbe l’intuizione di raccogliere una brillante idea di Salvatore Campus organizzando il primo Archeotour, ossia un itinerario archeologico nel Sud Sardegna per i rotariani di tutta l’Italia, al quale parteciparono 120 rotariani, provenienti da più parti della penisola e dalla Sicilia. L’indice di gradimento fu talmente elevato che ad esso ne seguirono molti altri coinvolgendo rotariani di tutta Italia, con crescente enorme successo. E non è da dimenticare l’anno rotariano 1987-88, con alla guida del Club Rafaele Corona, poiché fu un anno caratterizzato dal segno del quarto governatore espresso dal Club di Cagliari e quinto governatore sardo: Angelo Cherchi, un vero rotariano da antologia, sempre pronto ad ascoltare e comprendere, a stimolare e consigliare. Con Cherchi al timone del Distretto si registrò una forte crescita, quantitativa e qualitativa, sia di club che di soci. Il suo Congresso distrettuale si tenne, ai primi di maggio del 1988, presso l’Hotel Capo Boi di Villasimius, e viene ancora ricordato sia per il notevole numero di partecipanti (oltre 400), sia soprattutto per il tema congressuale incentrato su una mirabile relazione di Tiziano Bolelli sugli indirizzi della cultura nella società di oggi. Come tutti i precedenti congressi in città e dintorni, anche questo, fu organizzato in modo più che perfetto da Luigi Cosentino e Antonio Cocco, e costituì un fiore all’occhiello per il Club di Cagliari. E così, giunti alla fine degli anni Ottanta, il Rotary Club di Cagliari, durante la presidenza di Cesare Olivetti, nella piena consapevolezza della propria funzione, festeggiò il suo quarantesimo anno di vita. In 18 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 tale occasione, nell’aprile del 1990, a Cagliari si svolse, fortemente voluta dal Segretario del Club, Franco Valentino, una speciale sessione del Comitato distrettuale interpaese Italia-Portogallo, con la presenza in città di 150 portoghesi. Con loro si concentrarono a Cagliari altrettanti rotariani di ogni parte d’Italia: i partecipanti, tra i quali abbondavano governatori di entrambi i Paesi, definirono il meeting “un boom d’amicizia e di realizzazioni”. Nei tre giorni si susseguirono relazioni e dibattiti mirati a qualificare l’economia ed i rapporti tra i due Paesi alle soglie dell’Europa unita. Non mancarono le manifestazioni d’amicizia culminate nella celebrazione di ben sei gemellaggi, tra cui quelli tra i Club di Cagliari e Lisboa Oeste e Cagliari Est e Loulè. Il nuovo decennio, quello degli anni Novanta, iniziò con qualche piccola rivoluzione. Nel 1991-92 i nove Distretti italiani cambiarono numerazione, aggiungendo uno zero al numero esistente: per cui il nostro Distretto da 208 divenne 2080, pur rimanendo integro nelle zone di competenza. Altra novità particolare, fu l’abolizione della norma statutaria che vietava l’ammissione al Rotary delle donne, storica decisione che venne presa dal 36° Consiglio di Legislazione tenutosi a Singapore nel gennaio 19896. Il presidente che traghettò il Club negli anni Novanta, dopo Cesare Olivetti, fu Marcello Marchi, su impulso di Beppe Cascìu, che lanciò l’operazione “Giardino di San Lucifero”7, operazione che approderà al successo più tardi, sotto la presidenza di Lucio Artizzu. Il Club di Cagliari ormai marciava a pieno ritmo ed i suoi soci erano pienamente inseriti nelle molteplici attività del Distretto e del Rotary International. Alla fine del decennio il Club venne affidato alla guida di due giornalisti, Giovanni Sanjust di Teulada (1997-98) e Lucio Artizzu (1998-99), il cui anno di presidenza coinci6 se con l’inizio del nostro cinquantesimo anniversario di fondazione, non solo, ma anche con la nascita del quarto Club nella città di Cagliari, quello di Cagliari Sud, il 62° del Distretto. Fu merito dei due presidenti di Cagliari e di Cagliari nord, Lucio Artizzu e Salvatore Nioi, ma soprattutto del pdg Angelo Cherchi, per avere sostenuto l’idea vincendo anche qualche naturale resistenza. E siamo giunti così al 1999, anno che, come dicevo, segnò il cinquantenario della nascita del nostro Club, ma anche il cinquantenario della nascita del Rotary in Sardegna. Fu questa la grande occasione per consegnare il Club, in quell’anno così importante (1999-2000), per il suo secondo mandato presidenziale, al pdg Renzo Pirisi, il più fervente rotariano, che riscuoteva, per le sue indubbie particolari doti di umanità e di simpatia, la stima e l’affetto non solo dei soci del sodalizio cagliaritano ma di tutti i rotariani sardi. Fu per suo tramite e per le sue amicizie maturate sotto le insegne del Rotary, che il Club di Cagliari, in occasione del suo cinquantenario di fondazione, ebbe la prestigiosa visita del presidente del Rotary International, Carlo Ravizza. Prima di allora, nonostante la grande diffusione dell’ideale rotariano in Sardegna, un presidente del Rotary International non era mai venuto in visita nell’Isola. Quindi, passata questa festosa ed importante ricorrenza, con il saluto ben augurante dell’ottimo presidente Renzo Pirisi, si iniziò l’anno 2000, primo gradino del XXI secolo, ed il Club entrò nel sesto decennio di vita con l’attivissimo presidente Giovanni Barrocu, al quale fece seguito, nella linea della continuità, Andrea Rusconi, che, come tutti i presidenti precedenti, terrà alto il livello operativo e culturale del Club. Sotto la sua presidenza, per la prima volta, ad oltre cinquant’anni dalla sua fondazione, il Club ammise fra i soci due signore, Giulia Vacca Cau e Marinella Ferrai Cocco Ortu: “Le donne nel Rotary” di Luigi Cimino – bollettino periodico del Rotary Club Cagliari, n° 3/4, 2004. “Ut rotarum dentes donantes et accipientes” di Marcello Marchi – bollettino periodico del Rotary Club Cagliari, n° 3, 2005. 7 giugno 2009 — l’ammissione di queste due prime socie determinò la “svolta” che diede una nuova misura della mutata mentalità del nostro sodalizio che, forse con ritardo, si adeguava ai tempi. A Rusconi seguì alla guida del Club Angelo Aru che, da pedologo di fama internazionale, volle mettere a fuoco alcune problematiche relative all’ambiente, all’inquinamento dei metalli pesanti ed al recupero e l’utilizzo delle acque non convenzionali. Con Mauro Rossella nell’anno rotariano 2003-2004, invece, l’attenzione venne rivolta soprattutto al problema della famiglia, specialmente al suo coinvolgimento con i grandi problemi della società contemporanea. Sotto la sua presidenza, il Club di Cagliari ha avuto il piacere di ospitare Sua Eccellenza Sir Ivor Roberts, ambasciatore britannico in Italia, e di incontrare, in una serata veramente commovente e prestigiosa, i militari della Brigata Sassari, reduci dalla missione “nuova Babilonia” in Iraq. E proprio in quegli anni sembrò fosse giunto il momento di presentare da parte del Club di Cagliari un’altra candidatura alla carica di Governatore del Distretto. Pertanto, nel 2002 il Consiglio direttivo del Club designò uno dei suoi soci più prestigiosi e rappresentativi, Lucio Artizzu, a detta carica per l’anno rotariano 20042005, anno molto importante ed impegnativo poiché coincideva con un grande evento di risonanza mondiale: il Centenario del Rotary. A ottobre di quell’anno giunse la grande notizia che il nostro carissimo amico e socio Lucio fu nominato governatore, il decimo sardo ed il quinto presentato dal Club di Cagliari. Conseguentemente nacque una perfetta sintonia tra il nostro Club ed il Distretto, sintonia che consentì al presidente Adriano Corrias, nell’anno 2004-2005, di portare a compimento, secondo la consuetudine rotariana della continuità, sia le iniziative locali programmate negli anni precedenti, sia i molteplici impegni a livello internaziona- Rotary Club Cagliari 19 le, nazionale e distrettuale che il particolare anno del centenario imponeva. Tra i tanti, merita attenzione il progetto interclub del centenario “Largo Carlo Felice”, che, dopo il parco di San Lucifero, si sta realizzando, sotto l’esperta regia di Beppe Cascìu, per il miglioramento della Città: si tratta di riqualificare urbanisticamente la più importante arteria cittadina, appunto il Largo Carlo Felice, strada definita “la più bella e ricca di Stampace”. Inoltre, fra le iniziative intraprese, si deve includere un progetto di grande rilievo umanitario, come il grande gesto di solidarietà verso le popolazioni del Rwanda, a cui diede il suo fattivo apporto il compianto amico Giorgio Mulas Mameli. Il 2005 è stato anche per il nostro Club un anno di particolare importanza, e, come scrive Lucio Artizzu in un suo editoriale, «esso ha segnato lo spartiacque fra l’annata dedicata alla celebrazione del centenario e l’avvio di una nuova era proiettata verso l’ambizioso traguardo del nuovo secolo»8. E da qui si aprì, per il Club di Cagliari, il primo capitolo del secondo Centenario, con la presidenza di Salvatore Fozzi, durante la quale il Club iniziò un nuovo percorso di rinnovamento e di coesione. Per la prima volta una donna ha presieduto una delle riunioni rotariane settimanali, precisamente quella del 6 ottobre 2005: si tratta di Maria Luigia Muroni, vicepresidente per l’anno 2004-2005, e che, in quella serata, sostituì il presidente in carica impegnato in un altro inderogabile impegno, sempre rotariano. Non sto qui a descrivere le altre importantissime azioni svolte dal Club sotto la guida di Fozzi, basta elencare le più importanti: modifica ed approvazione del nuovo regolamento del Club, la creazione di un “archivio storico” che potrà diventare, una volta riordinato e sistemato, di grande utilità a ricordo della nostra storia, la suggestiva giornata di Solidarietà Rotariana, organizzata su iniziativa di Gesuino Prost. 8 “Il primo capitolo del secondo Centenario” editoriale di Lucio Artizzu – bollettino periodico del Rotary Club Cagliari, n° 1/2, 2005. 20 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Alla presidenza di Fozzi seguono quelle di Gian Paolo Ritossa per l’anno 2006-2007 e di Paolo Pittaluga per l’anno a seguire. Ritossa improntò la sua attività sul tema del mare, per lui componente essenziale della vita, collegandolo con quello dell’amicizia: ciò accadde quando nell’Aula Magna dell’Università di Cagliari venne ricordata, con grande affetto e commozione, la figura del nostro socio Achille Sirchia, rotariano illustre e impegnato, a cui si deve la realizzazione del Porto Canale di Cagliari. Il presidente Paolo Pittaluga, nell’anno 2007-2008, spaziando su diversi temi molto attuali legati alla nostra Isola ed in particolare alla nostra Città, affiancati a temi su argomenti del passato, ha dato vivacità e interesse al Club. Inoltre si deve a lui ed al suo predecessore se il Club è riuscito, dopo una lunga interruzione, a ritrovare lo spirito per riprendere l’iniziativa dell’organizzazione della decima edizione dell’Archeotour, che ha registrato un notevole successo. Siamo, quindi, giunti ai giorni nostri con l’attuale presidente del Club, Ettore Atzori, che, in quest’anno 2008-2009, sta impegnando e indirizzando l’azione del suo consiglio direttivo verso un settore molto importante per la vita di ogni Club, ossia all’evoluzione e all’incremento dell’effettivo. «Non possiamo accontentarci – scrive Atzori – di quello che abbiamo raccolto, ma dobbiamo provvedere alla semina per consentire ulteriori, e possibilmente floridi, raccolti, incrementando il patrimonio costituito dai soci». Questo è molto importante per un Club che si accinge a festeggiare il traguardo dei suoi sessant’anni di vita. Ma nel corso dell’anno 2009 sono due gli avvenimenti straordinari che si incrociano e che il Rotary Club Cagliari deve festeggiare in modo adeguato: il sessantesimo anniversario della sua fondazione e la presidenza, per l’anno rotariano 20092010, di Marinella Ferrai Cocco Ortu, prima donna in assoluto che sia stata chiamata alla guida del nostro sodalizio. Così, giorno dopo giorno, giovedì dopo giovedì, gli anni sono passati, con tutto quello che ne deriva: da quel lontano 23 novembre 1949 la società è rapidamente cambiata, il Rotary ha cercato di adeguarsi ai cambiamenti, il nostro Club ha, come è peraltro logico succeda in così tanti anni, vissuto momenti di grande importanza e visibilità ed altri meno sfavillanti, ma l’importante è che oggi siamo ancora qua a festeggiare un evento che, come dicevo all’inizio, non è da tutti poter vantare. Evento che ci permette di celebrare il ricordo doveroso soprattutto di quelle 29 persone, che, sessant’anni fa, hanno creduto in un ideale allora forse non facile da capire ma che oggi riconosciamo come una speranza per un mondo sempre più difficile da vivere: «il servire al di sopra del proprio interesse personale». Non solo, ma ci permette di rivolgere un pensiero commosso e riverente a chi oggi non c’è più, e purtroppo sono tanti gli Amici che in questi anni ci hanno lasciato, e che possiamo ricordare con un pensiero di Jean Paul Sartre: «Il ricordo è l’unico paradiso dal quale non possiamo venir cacciati». ■ Service Above Self rthur Frederic Sheldon, di Chicago, contribuì a rendere a noi più chiare le responsabilità nel servire nell’ambito della nostra professione e dobbiamo ringraziarlo per il motto “He profits most who serves best”. Ciò ad indicare, anche se può sembrare strano, che chi si adopera al meglio al servizio degli altri, può trarne il massimo beneficio per se stesso. I rotariani di Minneapolis hanno invece diffuso l’altro motto che ancor più chiaramente pone il servizio al di sopra di se stessi: Service Above Self. A giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 21 Uno sguardo sul nostro mondo La piramide magica del Rotary International Angelo Cherchi l Rotary International (RI) è l’associazione internazionale dei Rotary Club di tutto il mondo. Pertanto, il Rotary International è un’organizzazione di individui appartenenti al mondo degli affari, delle professioni e dei servizi comunitari, uniti in tutto il mondo allo scopo di fornire servizi umanitari, incoraggiare elevati standard etici in tutte le attività, e favorire buona volontà e pace nel mondo. In particolare, la funzione del Board (Consiglio Centrale) consiste nel propugnare la diffusione dei princìpi del RI a tutto il mondo e nella supervisione dell’amministrazione dei Rotary Club di tutto il mondo. La struttura del RI può essere immaginata come una piramide alla cui base stanno i Club Rotary, al cui centro si pone il Distretto rotariano con funzioni di collegamento, mentre all’apice sta il Consiglio Centrale. A capo delle tre strutture stanno il Presidente del Club, il Governatore distrettuale, il Presidente internazionale. I soci dei Club appartengono al mondo del Rotary in quanto soci del Club, per cui cessano di essere rotariani se il loro Club cessa di esistere. Il mondo del RI viene guidato dal Consiglio Centrale (Board). Il Consiglio Centrale è composto da dirigenti centrali (Officers) in numero di 19 così ripartiti: il Presidente Centrale, il Presidente eletto e 17 Consiglieri centrali (Directors). Altro dirigente centrale è il Segretario Centrale nominato dal CC e non eletto. Nel mondo del Rotary vi è anche un altro dirigente, il Governatore distrettuale, tuttavia solo con competenza limitata al proprio distretto. Si noti un punto importante: i Consiglieri centrali ed i Governatori vengono solo proposti (nomina- I ted) dai rispettivi ambiti, ma vengono eletti alla rispettive cariche nel corso della Convention da tutti i club di tutto il mondo, quindi con competenze più estese. I Dirigenti centrali del RI sono i seguenti: • Il Presidente è la più alta Autorità del RI, viene eletto da una speciale Commissione, dura in carica un anno, ed è l’unica persona in grado dei parlare in nome del RI; • Il Presidente eletto: fa parte del CC, in genere senza particolari incarichi; • Il Vice presidente: viene scelto dal Presidente entrante nella prima riunione della sua attività tra i componenti del CC in servizio per il secondo anno ed entra in servizio con il primo luglio; dura in carica un anno; svolge i compiti assegnati dal Presidente; • Il Tesoriere viene scelto dal Presidente entrante nel corso della prima riunione tra i Consiglieri che devono servire per il secondo anno; • Il Segretario centrale, nominato non eletto, unico componente del CC ad essere rimunerato e responsabile dell’Amministrazione. La scelta dei dirigenti centrali e dei governatori seguono le regole presenti nel Regolamento del RI. In particolare la selezione del Presidente internazionale e dei Direttori (Consiglieri Centrali) è di competenza esclusiva delle Commissioni di designazione (Nominated Committee), mentre quella del governatore è soggetta anche a rilanci. In tutti i casi l’elezione definitiva avviene nel corso del Congresso internazionale ad opera dei Club di tutto il mondo. L’elezione dei dirigenti centrali (directors) avviene per zone. Per tale scopo il mondo del Rotary viene suddiviso in 34 zo- 22 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 ne,ciascuna di esse composta da un numero pressoché eguale di rotariani; ogni zona elegge un direttore alternativamente ogni quattro anni. Inizialmente si procede alla nomina della commissione di designazione, composta da Past governatori, proposti dai club del distretto ed eletti in numero di un componente e di un supplente nel corso del Congresso distrettuale annuale che precede l’anno di attività. In caso di mancata nomina si procede con il metodo del ballottaggio per corrispondenza. La commissione di nomina, riunita a cura del convocatore nominato dal consiglio centrale, procede alla designazione del futuro direttore nella persona del candidato che ha ricevuto almeno il 60% dei voti. Il Manuale di Procedura riporta molte varianti. Anche la nomina del Presidente Internazionale avviene mediante il metodo della Commissione di designazione, che è composta da 34 membri, uno per ciascuna delle 34 zone, nelle quali il mondo del Rotary è stato suddiviso per la nomina dei director. A tale scopo il Segretario Centrale invia una lettera a tutti i Past Directors del mondo chiedendo loro se hanno l’intenzione di far parte del Nominated Committee per la designazione del futuro Presidente. In caso di più di un candidato per zona si procede con il metodo del ballottaggio per corrispondenza. La commissione si riunisce validamente con la presenza di 24 membri. Gli argomenti in discussione vengono approvati con la votazione della maggioranza, con l’eccezione della designazione del Presidente, per la quale è necessario il voto favorevole di almeno venti membri della Commissione. Si ricorda infine che le designazioni per Presidente Internazionale, Consiglieri centrali (Director) e Governatori distrettuali necessitano del voto favorevole dei Club di tutto il mondo, durante la Convention. ■ Paolo e Francesco on intervenga il correttore di bozze! Non è un richiamo, errato nell’ultima vocale, al dramma delle due vittime dell’amore cantate da Dante. Il titolo, come appare chiaramente, dovrebbe essere colorato di celeste perché annuncia la nascita di due maschietti che allietano nonni rotariani. N FRANCESCO Sanguinetti, nato il 9 gennaio 2009, è figlio di Andrea e Marcella Mastinu, figlia di Maria Luigia Muroni, nostra simpaticissima socia, e di Salvatore Mastinu. PAOLO Ritossa, nato il 25 marzo 2009, è figlio di Andrea e di Camilla Pedrazzini, nipote ed omonimo del nostro Paolo e di Nella. Auguri doppi, ai bimbi, ai genitori, ai nonni. giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 23 Una grande figura del nostro Club Ugo Carcassi: scienziato e rotariano Giovanni Sanjust e da ragazzo non avesse contratto la malaria, la vita e la carriera di Ugo Carcassi avrebbero certamente preso un altro indirizzo. Perché è stata la malattia la molla che lo ha spinto, giovane studente, a iscriversi in Medicina, per cercare di studiarne le cause, capirne i meccanismi e proporne i rimedi. Era il 1940, l’anno dell’entrata in guerra. Come universitario avrebbe avuto diritto alla esenzione dal servizio militare, ma il senso del dovere verso la Patria e il disagio nel sentirsi privilegiato lo spinsero ad arruolarsi – volontario – nelle truppe corazzate. Il suo reggimento, di stanza a Siena, fu presto inviato in Africa settentrionale. Un’avventura straordinaria: catturato da una pattuglia britannica, durante un bombardamento riuscì a fuggire ed a raggiungere le linee italiane. Un’epidemia di itterizia fra le truppe dell’Asse lo colpì duramente, ma da convalescente fece le sue prime esperienze in sala operatoria, poiché nell’ospedale da campo n. 45, scarseggiavano i medici ed anche uno studente in Medicina poteva dare un valido contributo. Poi (erano passati 14 mesi dal suo arruolamento) venne rimpatriato e destinato a un reparto di stanza a Palombara Sabina, un paese non molto lontano da Roma. Ebbe così modo di frequentare, all’Università La Sapienza, le lezioni di due illustri clini- S ci, i professori Cesare Frugoni e Flaviano Magrassi. Esperienze preziose, che facilitarono il suo rientro nella vita universitaria dopo il congedo. Era nel frattempo passato dall’Esercito alla Marina Militare. In appena 18 mesi riuscì a mettersi in pari con gli esami universitari e poi a laurearsi a Sassari, nel giugno 1946, in Medicina e Chirurgia con 110 e lode nella sessione estiva del sesto anno. Tesi di laurea: Anemia mediterranea e malaria. Prima della laurea, nel 1944 aveva conseguito il diploma in Malariologia. Un’occasione irripetibile si presentò qualche anno dopo. Nel frattempo era stato assunto come medico condotto, era stato assistente volontario in Clinica Medica all’Università di Sassari e nel 1949 aveva sposato Paola Marcellino (Inner Wheel Past Governor), la compagna della sua vita. L’occasione è stata la campagna per l’eradicazione della malaria, condotta in Sardegna dall’ERLAAS coi finanziamenti della Rockefeller Foundation. L’ultimo responsabile del “Progetto Sardegna”, il dottor Mayer, aveva favorito ed incoraggiato la costituzione, a Cagliari, di una équipe di giovani Medici universitari che avevano iniziato una ricerca tendente a studiare l’incidenza nell’Isola di malaria, talassemia e favismo. Ugo Carcassi con 24 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Franco Pitzus e Ruggero Cepellini riuscirono a dimostrare – era il 1957 – che in Sardegna, nonostante l’identicità del profilo genetico degli abitanti delle zone di montagna (A) e di quelli delle zone di pianura (B) la malaria, la talassemia e il favismo presentavano frequenze molto basse nelle zone A e frequenze molto alte nelle zone B. Questi dati consentivano di documentare scientificamente per la prima volta il ruolo di fattore di selezione genetica esercitato, in una popolazione, dalla malaria, che favoriva la sopravvivenza dei talassemici e dei fabici che non contraevano questa affezione e penalizzava i normali, cioè i non portatori dei geni talassemici e/o fabici, che per questo motivo venivano colpiti dalla malaria. In altre parole, i talassemici e i fabici non contraevano la malaria e sopravvivevano; i sani invece venivano colpiti frequentemente da questa malattia, con conseguenze spesso mortali. Queste ricerche, poi approfondite, vennero anche estese, con un grosso contributo dell’Istituto Nazionale delle Ricerche degli Stati Uniti, allo studio sulla possibilità di utilizzare come mezzo terapeutico il trapianto di midollo emopoietico nei malati di Morbo di Cooley (Talassemia Maior). In Sardegna, sotto la guida del professor Carcassi si formò una scuola di eccellenza (ricorderemo le ricerche del professor Licinio Contu) che ancor oggi dialoga con le migliori scuole internazionali. Le esperienze maturate in questo periodo hanno dato l’indirizzo definitivo alla vita professionale di Ugo Carcassi. «La ricerca – afferma – è da sempre l’interesse più importante della mia vita». Ancora oggi, alla soglia dell’ottantottesimo compleanno, si cimenta nello studio dei comportamenti dei protagonisti della Storia mondiale (Napoleone, per citarne uno) alla luce dei difetti fisici e delle malattie subite, pubblicando monografie di ineccepibile rigore storico e di piacevolissima scrittura. Stupisce la vastità e la varietà dei suoi interessi professionali, culturali ed umani, manifestati in conferenze, articoli, interventi vari. Ugo Carcassi mantiene ancora i contatti con il mondo scientifico internazionale. È tuttora membro della New York Academy of Sciences, della Royal Society of Medicine (U.K.) e del Royal College of Physicians of London (U.K.). Le tappe della vita universitaria scandiscono la progressione della carriera di un Maestro della Medicina. A cominciare dalle tre libere docenze conseguite a Roma in un anno (1951-52) quando l’attribuzione delle libere docenze era a numero chiuso. Prima sede da professore ordinario l’Università di Siena, quindi Cagliari ed infine l’Università La Sapienza di Roma. Frutto dei suoi studi e delle sue ricerche 350 lavori scientifici, comprendenti monografie, un trattato di Reumatologia in due volumi e un testo di Reumatologia geriatrica (il primo stampato in Italia). Nel primo anno da Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Cagliari (lo è stato per 10 anni) prese una decisione che mise i giovani laureati cagliaritani in posizione di vantaggio rispetto ai colleghi delle altre Università. Era il 1971 e ancora vigevano le aberrazioni del ’68. Era entrata in vigore una Legge che consentiva la liberalizzazione dei piani di studio, e tanti studenti ne approfittavano per evitare gli esami più pesanti. Carcassi, con il parere favorevole della Facoltà, non consentì questo escamotage: gli esami fondamentali dovevano essere sostenuti, e tutti secondo logica: lo studente cioè non poteva sostenere l’esame di fisiologia se prima non aveva superato quello di anatomia e altrettanto non poteva affrontare l’esame di farmacologia senza aver prima dato quello di chimica. Con due conseguenze importantissime: i laureati potevano iniziare onorevolmente la professione, da medici, e inoltre potevano presentarsi ai concorsi medici internazionali col solo diploma di laurea. I laureati di tutte le altre Università italiane dovevano invece dimostrare di aver sostenuto gli esami nelle materie fondamentali rispettando le propedeuticità. «Nonostante qualche piccola perplessità – afferma orgogliosamente – rifarei le scel- giugno 2009 — te di vita e le cose che ho fatto, compresa l’attività e la frequentazione rotariana che rappresenta, specie nella senilità, una risorsa di vita, uno stimolo intellettuale e una affermazione dell’amicizia». Già, perché anche nel Rotary, dove è stato ammesso nel 1972, presentato dal professor Bruno Boles Carenini, ha offerto un contributo di cultura e di intelligenza. Esemplare il Convegno da lui organizzato nell’anno della sua presidenza (199596) dal titolo “Ecologia della vita e Società del futuro”, con la partecipazione di studiosi e cattedratici di fama internazionale quali il Professor Rafael Puyol, Rettore dell’Università Complutense di Madrid, il Professor Luciano Modica, Rettore dell’Università di Pisa, il Professor Adriano Bompiani, Ordinario di Ostetricia dell’Università Cattolica di Roma, il Professor Aldo Isidori, Professore Ordinario di Andrologia nell’Università la Sapienza di Roma e Vice Presidente della Commissione Nazionale di Bioetica, etc. etc. Il Convegno anticipò di Rotary Club Cagliari 25 diversi lustri il confronto su temi bioetici che oggi sono al centro del dibattito internazionale. Sempre in quell’anno propose e curò la pubblicazione – edita dal nostro Distretto – del “Liber de Conservanda Sanitate” scritto dall’unico Papa medico nella storia bimillenaria della Chiesa, Pietro Hispano, Papa Giovanni XXI, che regnò negli anni 1276-77. Un Libro che rappresenta in assoluto uno dei primi contributi sistemici di medicina preventiva. Sempre assiduo alle nostre riunioni settimanali, Ugo, sollecitato, offre un suggerimento: almeno due volte all’anno riuniamoci per parlare di come essere rotariani. A conclusione della chiacchierata, Ugo offre un’altra pillola di saggezza: «Ho avuto una vita lunga, intensa e gratificante, allietata da sei figli (fra i quali Carlo, socio del nostro Club) e da dieci nipoti. Ora Paola, a cui devo molto, ed io attendiamo di essere bisnonni». ■ Il tremolar della Marina… di Olbia l 23 maggio è stato inaugurato il nuovo porto turistico di Olbia. Giornali e reti televisive hanno dato ampio risalto all’avvenimento sottolineando l’importanza dello scalo nautico per l’offerta ai diportisti di un approdo dotato di servizi eccellenti, in parte già realizzati, costruito con assoluto rispetto del magnifico ambiente così da renderlo, grazie alla posizione nel bacino del Mediterraneo e alla prevista politica di tariffe equilibrate, particolarmente concorrenziale. Il Presidente della Regione ha posto in rilievo che l’impresa significa lavoro e crescita e si pone quindi come segnale di sviluppo in questo periodo in cui ci si impegna per uscire dalla crisi. Giusto merito per La Marina di Olbia (270 posti per imbarcazioni fino a 60 metri) va al nostro socio Paolo Ritossa ed al figlio Andrea che hanno progettato e diretto i lavori dell’opera sfruttando nel migliore dei modi le loro competenze specifiche, con una visione che fa convivere in perfetta armonia la bellezza dei luoghi, la salvaguardia della natura e le esigenze tecniche della struttura. I 26 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Impegno contro la droga Una speciale giornata rotariana Maria Pia Lai Guaita l sette marzo di quest’anno 2009 si è svolto il secondo incontro rotariano sul fenomeno droga. Anche questo secondo è stato progettato e organizzato dalla Commissione Aspetti Sociali in collaborazione con l’Associazione di volontariato Ichnusa, sorta per il sostegno alla famiglia in generale ed in particolare per quella con congiunti implicati nella tossicoesperienza. L’impegno rotariano in quest’ultimo ambito è in generale recente in quanto lo sguardo è sempre andato lontano verso altri problematiche drammatiche come la poliomielite sul piano della salute fisica e, per esempio l’acqua, su quello della salute in generale. In tema di sofferenza, oggi, non si può e non si deve ignorare quella mondiale legata all’uso ed abuso delle varie droghe. Un abuso che giustamente la Chiesa cattolica ha definito «la nuova povertà» per quante conseguenze negative comporta sul piano individuale e sociale. Una presa di coscienza, questa della Chiesa, che l’ha vista protagonista di interventi ammirevoli nell’ambito del recupero. Si potrebbe dire senza tema di smentita, che l’ambito della prevenzione I primaria è stato a livello mondiale carente, forse perché estremamente complesso e difficile da realizzare. Basta riflettere sui tempi necessari per il significativo e fondamentale cambiamento dei comportamenti collettivo sociali in generale e specialmente di quelli articolati ed intrecciati che stanno alla base di una immersione abitudinaria nella droga. Tempi lunghi certamente che non coincidono con quelli, per esempio, politici. Infatti i risultati di queste battaglie complesse possono essere visibili al di là dei tempi del mandato di quel certo governo, togliendo meriti all’impegno profuso e, pertanto, motivazione ad esso! Un meccanismo che, aggiunto alla obiettiva difficoltà dell’intervento, può spiegare come la prevenzione primaria sia stata carente nel mondo e il fenomeno droga sia andato assumendo proporzioni catastrofiche. Intendendo per “prevenzione primaria” i cambiamenti di quell’humus socio-culturale, che alimenta i comportamenti collettivi che danno vita alle devianze dalla norma sana. Eppure la lettura attenta della storia porta ad affermare che, anche le realtà umane e le sue giugno 2009 — istituzioni più apparentemente immutabili sono trasformate dall’azione dell’uomo. Pertanto, mutevoli e mutabili. In riferimento al fenomeno in questione così come è nato nella sua fisionomia contemporanea nell’America degli anni ’50, oggi può apparire non superabile tanto diffuso e stabile. Occorre al contrario agire sulle aspettative individuali specie giovanili definibili “recettori psicologici”. Se questi sono riempiti di ideali, finalità attraenti e coinvolgenti, impegni perduranti, non lasceranno spazio alle attrazioni subdole degli effetti delle sostanze, veicolati dai coetanei e purtroppo anche dai massmedia e dalla accettazione della società che ci circonda. Aggiungasi la visibile fragilità dell’istituzione familiare e la sua solitudine dinanzi alle pressioni più o meno mascherate di una cultura superficiale. Nella mattinata del 7 marzo si è ribadita l’importanza del compito educativo della famiglia, che, quando offerto, diventa patrimonio profondo e quasi indistruttibile per ciascun individuo. A questo si finirà per attingere sempre, anche inconsciamente. Ne consegue che è fondamentale aiutare, oggi più che mai, tale istituzione sull’arte della maieutica guidandola anche nella ricerca e conoscenza dei percorsi d’appoggio per la crescita positiva della prole. Occorre aiutarla nel sapere dare e negare nel momento opportuno per fortificare l’io dinanzi le scelte esistenziali. Le famiglie, per esempio, della Associazione Ichnusa che sono state aiutate, ripetono quanto questo sia stato importante e come in questo periodo storico un sostegno a tale istituzione dovrebbe esserci sempre per un buon percorso pedagogico. Metaforicamente, in questa assemblea del sette marzo, è stata proposta l’immagine di Rotary Club Cagliari 27 una pianta in un vaso, con le radici ben nutrite dalla terra (famiglia) dove affondano che garantiscono il verde e il rigoglio del resto della pianta nonostante esposta agli stimoli circostanti non sempre ottimali. Dopo la dotta e opportuna introduzione di Ettore Atzori, presidente del Club Cagliari, tutti questi ed altri temi sulla tossicodipendenza e sulla sua prevenzione sono stati affrontati da relatori importanti e preparati in modo magistrale. Hanno parlato: Pietro Soggiu già nel 2004 Commissario Straordinario del governo per il fenomeno droga, il Maggiore della Guardia di Finanza Mario Leone Piccinni, Vito Carpi Presidente del Rotary di Senigallia, la dirigente scolastica Marcella Vacca. L’Associazione Ichnusa attraverso le due psicologhe della sua équipe Cristiana Monni e Valeria Loddo, ha proposto i dati di una interessante e originale ricerca dell’Associazione sui temi della problematiche famigliari. Se la sottoscritta aveva dato inizio ai lavori con la personale interpretazione dei compiti e delle fragilità della famiglia di oggi, Padre Salvatore Morittu l’ha concluso con sue osservazioni su quanto era emerso dall’incontro e dando la parola a quanti intendevano intervenire sul tema. L’incontro è stato chiuso da alcuni pezzi suonati con is launeddas da Nicola Agus; un giovane esempio per quei coetanei che cercano, spegnendosi, lo “sballo” nella droga. Nicola attraverso l’impegno musicale e lo studio di più strumenti, ha saputo trovare quegli ideali che l’hanno lasciato totalmente indifferente davanti alla “tentazione” droga. Un modello da proporre. ■ 28 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Nostalgico pensiero ad un amico Ricordo di Carlo De Magistris Marcello Marchi l compito di ricordarlo è toccato a me che, presentandolo come nuovo socio l’8 maggio 1997, avevo dato inizio alla sua partecipazione al Club durata, purtroppo, appena dodici anni. È in tutti noi, specie in chi ha avuto più familiarità con lui, una grande tristezza per la perdita di un amico, scomparso nel fior degli anni per un morbo che non ha avuto rimedio. Se parlare “in memoria” di taluno vale come atto diretto a conservarne vivo il ricordo e a riconoscere i meriti di lui e delle sue opere, il termine “memoria” di per sé e per le accezioni che può assumere e per le conseguenti facoltà che origina, si addice particolarmente a Carlo. Come ciascuno di noi sa, la memoria è il procedimento mentale che ci fa apprendere cognizioni e ritenerle fermamente e rende possibile richiamare quanto si è appreso. Seguono, naturalmente – e in maniera più o meno appropriata e completa a seconda della capacità di ciascuno – la rielaborazione dei dati percepiti e richiamati, l’analisi, il confronto e, nei rapporti con gli altri, la comunicazione. In Carlo tali capacità erano sviluppate in sommo grado; ne qualificavano l’intelletto. Il suo spirito era di continua ricerca, di appassionata propensione ad esplorare il passato in tutti i suoi aspetti, dall’arte alla storia in particolare, con speciale riguardo a quella della Sardegna e di Cagliari, la sua città che ha profondamente amato. Percorreva così la strada seguita dalla sua famiglia. Gli avi piemontesi si erano distinti ricoprendo importanti uffici pubblici tanto da ricevere la corona comitale da I Carlo V; i discendenti continuarono le nobili tradizioni impegnandosi nel servizio della giustizia, nella carriera militare e nella professione religiosa, stringendo legami, anche con matrimoni, con le famiglie di maggior prestigio del Piemonte. Uno dei De Magistris, Edoardo, conte di Castella, ufficiale dell’esercito sabaudo, venne in Sardegna e nel 1842 vi sposò la sorella del Cardinale Amat. Da loro, ritrasferitisi in Piemonte e mai più tornati nell’isola, nacque un figlio, Casimiro. Lo zio di Carlo, Paolo De Magistris, da noi conosciuto e rimpianto, scrive in un delizioso libro Infanzia come una sinfonia che Casimiro, giunto nella nostra terra «a conoscere i parenti materni, vi trovò moglie e vi si stabilì, sardo fra i sardi, per morirvi». I riferimenti alla famiglia di Carlo sono necessari per comprenderne gli interessi, gli studi, le convinzioni, lo stile di vita: perché nello spirito di questa famiglia, radicatasi in Sardegna, la sua formazione e il suo modo di essere hanno radice, forza e sviluppo. Scrive ancora Paolo «... la Provvidenza ha voluto (la nostra vita) colma di beni reali: la Fede prima di tutto, granitica e provata da una tradizione secolare che distingue la nostra famiglia; la cultura, il senso innato dell’arte, l’amore alla natura, la semplicità e, infine, sale di tutto, il buon umore». Queste virtù, queste attitudini dello spirito, questi modi di agire, questa maniera di mettersi in relazione con gli altri erano presenti in Carlo ed intensamente vissuti. In primo luogo la Fede che si manifestava anche in attività esterne, basterebbe ricordare la sua devozione a sant’Efisio ed il giugno 2009 — Rotary Club Cagliari suo impegno nella Confraternita, ma, soprattutto, nella pratica della carità con la riservatezza con la quale i suoi familiari avevano sempre operato. Poi, l’amore per la giustizia, secolare tanto da potersi considerare gene di famiglia, derivatogli, da ultimo, dal padre Edoardo, giudice esemplare per capacità, probità ed impegno, lo aveva spinto a scegliere la professione di avvocato. Carlo l’ha svolta egregiamente, mettendo in luce, in modo speciale, quelle doti di serenità e di equilibrio che gli erano proprie e che hanno sempre caratterizzato ogni sua azione. La stima unanime di cui godeva fra gli avvocati determinò, più volte, la sua elezione a Consigliere dell’Ordine. Oltre che avvocato, quindi necessariamente con funzione di “parte” in un conflitto di interessi, è stato anche giudice, quindi “terzo”, nella “Commissione Vertenze Arbitrali” della Federazione Italiana Pallacanestro. Sport che aveva esercitato non solo da giocatore ma anche da allenatore. Questo esempio è già sufficiente per dare segno della varietà di campi in cui egli operava sempre con molta passione. L’amore alla natura, retaggio familiare come ricordava lo zio Paolo, lo portò ad impegnarsi nella delegazione di Cagliari del FAI, promuovendo mostre ed iniziative alle quali contribuiva fornendo alla visione del pubblico, oggetti e carte propri della vita sociale di epoche passate. Ma, soprattutto, la cultura governava tutto il suo agire; era il valore sotteso alle sue ricerche. Appare di grandissimo rilievo per i risultati già raggiunti e per l’incidenza nel futuro sullo studio e la divulgazione della Storia della Sardegna e sulle attività culturali connesse o promosse anche in altri campi, la Fondazione Istituto Storico Giuseppe Siotto. Ad essa, 29 Carlo, con altri benemeriti studiosi, ha dedicato moltissime energie, riuscendo, col ricorso alle capacità professionali, ad avviarne il cammino e a predisporre un adeguato piano per poter svolgere le funzioni alle quali era chiamata. Godeva fama di collezionista particolarmente abile a trovare e riconoscere oggetti con pregi artistici o storici. Raccoglieva libri antichi con grande passione ed intelligenza, così da essere un bibliofilo molto raffinato. Altrettanto amore nutriva per gli argenti: per quelli di famiglia e per gli altri che l’abilità 30 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 della ricerca e la conoscenza altamente specifica gli consentivano di individuare e, se possibile, acquistare. Eguale interesse aveva per i mobili o altre cose del passato. Non era però l’arido raccoglitore che tiene per sé i suoi tesori, compiacendosi di ammirarli in segreto, anzi, poneva particolare cura nel rendere manifeste le sue acquisizioni ed esperienze. Così, tanto per citare uno fra i tanti interventi, diede valido contributo alla Libreria Antiquaria Pregliasco di Torino per la pubblicazione del catalogo La Sardegna attraverso i suoi libri, ed ancora, organizzò con altri due famosi collezionisti di argenti, Beppe Deplano e Giovanni Garbato, nell’ottobre del 1994, nei locali che erano stati dell’antica Farmacia Saluz, la splendida mostra “Argenti & Argentieri del Regno di Sardegna”. Le antiche stampe, specie quelle che rappresentano la Sardegna o Cagliari, erano anch’esse oggetto di ricerca, di studio e di piacere: e mi pare opportuno sottolineare che questa sensazione che Carlo provava, certamente in misura intensa al momento della scoperta della stampa e, più in generale, dell’oggetto o del fatto storico che il passato aveva sino ad allora celato, appariva rinnovarsi in lui quando ne metteva al corrente gli altri, quasi rendendoli partecipi della propria emozione. Non perdeva occasione di illustrare questi documenti della nostra storia; ricordo, fra l’altro, che nell’aprile-maggo del 2003, al Castello di San Michele, vi fu la mostra “Cagliari attraverso i secoli. Dal 1500 al 1900” con stampe di collezioni private. Carlo collaborò sia conferendo molti esemplari della sua raccolta, sia organizzando la scelta e la esposizione delle opere. Carlo, in questo incessante prodigarsi per la cultura e per la sua diffusione rendeva attuale e continuo il principio del servire, fondamento del Rotary, principio che aveva sempre informato le sue azioni ben prima di professarlo come socio del Club. Era disponibile in ogni momento ad offrire alle iniziative rotariane il valido apporto della sua cultura. Per l’Archeotour del 1999, presentò ai 150 ospiti rotariani la Collezione di stampe, acquerelli, dipinti ed altri oggetti antichi legati alla rappresentazione e alla storia della Sardegna che Luigi Piloni, con lungo, appassionato e colto impegno di una vita, aveva raccolto spinto dall’amore per l’isola e per Cagliari, donandola poi all’Università. L’illustre studioso era legato alla famiglia De Magistris da stretti vincoli affettivi e Carlo, ricco delle proprie esperienze aveva anche collaborato con lui, così che poté illustrare con grande successo l’insieme delle opere con chiari riferimenti alla storia della Sardegna che esse richiamano. Occorre mettere in rilievo che le antiche nobili origini, il titolo di Conte di Castella che gli era passato alla morte del padre, le indagini genealogiche (era presidente della Commissione Araldica Genealogica), la ricchezza delle virtù e dei meriti dei familiari, pur essendo fonte di comprensibile compiacimento, non incidevano nelle sue relazioni sociali. Conservava la semplicità che aveva sempre distinto i De Magistris con uno speciale atteggiamento di umana comprensione per gli altri, specie se in condizioni meno felici della propria. Questa virtù accentuava il suo stile di vita: affabile, cortese, elegante nel dire, spesso con un velo di ironia, mai malevola, con l’atavico buon umore della sua gente e la propensione ad esprimerlo nel verace idioma cagliaritano, così da rendere ancora più piacevole trattare con lui. Aveva mano felice nel suo operare e specialmente felice fu la scelta della sposa: Maria Giulia Lo Faso di Serradifalco di antica, nobile famiglia siciliana, che conta nel suo seno studiosi di grande livello culturale. Carlo, il collezionista, aveva trovato il suo tesoro. Dalla loro unione felice sono nati due figli: Edoardo di 11 anni e Maria Teresa di 9. Le grandi doti di Maria Giulia le hanno consentito di affrontare, con l’aiuto dei suoi cari, le sofferenze di quest’ultimo periodo segnato dal male che ha colpito Carlo. Egli, quando, per l’afasia sopraggiunta, aveva perso quasi del tutto la parola, si sforzava in giugno 2009 — tutti i modi di esprimere il suo pensiero e Maria Giulia, con la sintonia che può esservi solo tra chi si ama, riusciva a comprendere quanto voleva esprimere ed a tradurlo in aperto linguaggio. Ho avuto diretta esperienza di questi fatti provando tristezza per la pena di Carlo ma viva commozione per l’amore del gesto di Maria Giulia e per la forza dello spirito di lui che, lungi dal commiserarsi per le afflizioni che pativa, continuava, come sempre, a trattare argomenti legati ai suoi interessi culturali. La Fede, che animava Carlo, ed anima Maria Giulia e tutti i suoi cari, dona il conforto della Speranza cristiana, virtù Rotary Club Cagliari 31 che, officiando le esequie dell’amato nipote, Monsignor Luigi ha proposto alla meditazione di tutti in una omelia commossa ed intensa; Speranza che la liturgia celebrata racchiude nelle parole del Prefazio: «Vita mutatur non tollitur». Se, come scriveva Paolo De Magistris, qui più volte richiamato, nel congedare il suo libro, «è bene strappare alla memoria voci ed echi di un passato, perché i figli imparino, imitino, ripetano» altrettanto può dirsi, per la memoria di Carlo, rivolgendoci con amorevole sentimento ai piccoli Edoardo e Maria Teresa. ■ a SO.G.AER è la Società per azioni costituita nel 1990 dalla Camera di Commercio di Cagliari (che detiene il 94% delle azioni) per gestire, in regime di concessione, l’Aeroporto di Cagliari per curare organizzazione dei servizi centralizzati diretti ai passeggeri, alle merci, agli aeromobili, alle attività di scalo; progettazione, realizzazione e manutenzione delle strutture e degli impianti delle aree aeroportuali e gestione e sviluppo di attività commerciali. Compiti molto complessi, sol che si noti che nel 2008 lo scalo ha avuto un movimento di quasi 3 milioni di passeggeri, con un incremento del 9,7% rispetto al 2007 (che sale al 21% se si considerino soltanto i voli internazionali). Nei primi mesi del corrente anno si è avuta, purtroppo, una notevole diminuzione a causa della crisi economica in atto. L Dal primo gennaio 2009 il nostro amico Alessio GRAZIETTI, già direttore tecnico della società, è stato chiamato al comando di essa quale Direttore Generale. La nomina è un meritato riconoscimento delle sue doti. Siamo certi, nel formulargli gli auguri, che saprà rendere ancora migliore l’efficienza del servizio che ha primaria importanza per la comunità. 32 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Un generoso rotariano Ricordo di Giorgio Mulas Andrea Rusconi ra il mese di ottobre 1936 R. Ginnasio Siotto, che allora si trovava nella piazzetta dopo il portico di S. Antonio, classe 1a ginnasiale: il mitico prof. Atzeni, morto ultra centenario due anni or sono e padre del nostro attuale socio Ambrogio, entra in classe ed inizia la lezione con alcune domande informative a tutti gli allievi per averne una prima impressione sulla provenienza e sulle rispettive famiglie. Io mi trovavo per la prima volta in una classe numerosa (eravamo in 30 se non ricordo male) poiché avevo compiuto gli studi delle classi elementari privatamente in “continente”; l’impatto con la nuova situazione mi aveva un po’ frastornato: ero seduto al banco ed avevo avanti a me un “bambino” (avevamo tutti 10 anni!) alquanto agitato e che pareva conoscere tutti gli altri. Mi colpirono per prima cosa gli occhi chiari e la pettinatura con un piccolo ciuffo ricadente sulla fronte (l’avrete visto nella foto di gruppo della classe pubblicata sull’Unione Sarda, in “come eravamo”, qualche tempo fa). E Nei giorni e nei mesi che seguirono imparai a conoscere Giorgio seduto nel banco avanti a me, sempre molto agitato e, come si diceva allora, molto discolo che costringeva l’insegnante fosse il prof. Atzeni o quello di matematica o altri a frequenti e ripetuti richiami. Nel ’39 lo perdo di vista perché la mia famiglia si trasferisce a Roma per gli impegni di mio padre con l’Ordine di Malta. Gli anni passano in fretta: il 1939 ci porta le prime avvisaglie di un terribile futuro: nella lontana Polonia i cannoni iniziano a tuonare dando l’avvio alla seconda guerra mondiale. Intanto il discolo Giorgio cresce ma rimane sempre discolo così che in famiglia decidono di inviarlo in collegio a Lanusei dove frequenta la quarta e quinta ginnasiale. Ottenuta la licenza ginnasiale si iscrive al classico presso il R. Liceo Dettori di Cagliari (al Siotto, allora, esisteva solo il ginnasio). Alla fine “maturato”, e, finita la guerra, per lui si aprono le porte dell’Università: giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 33 In questo quadro per un certo periodo si due anni a Cagliari facoltà di Chimica e due a Napoli Chimica Industriale con il fa- occupò anche attivamente della redazione del nostro “bollettino” prima che questo moso prof. Tavazzi. passasse nelle mani del nostro compianto Finalmente Giorgio con la laurea in ta- Achille Sirchia. Arriva il 1985: io dopo il vagabondare sca, rientra a Cagliari ed entra nell’azienda di famiglia allora “f.lli Mulas” poi “Calci- tra guerra, laurea, lavoro in varie parti del mondo approdo nuovamente a Cagliari con trata S.p.A.”. Siamo al 1955: arriva anche per il “di- il seguito di una moglie, sorella del nostro scolo” Giorgio l’ora di mettere le testa a socio Marcello Caletti, e tre splendide (conposto: una bella ragazza, Micaela Pellec- cedetemelo!) figlie: avviene che il mio citachia, prende le redini del suo cuore, lo to cognato ha la peregrina idea di presenporta all’altare e gli regala quattro splen- tarmi al Rotary. Così ritrovo il mio vecchio compagno di didi figli: Lidia sposata Francesco Lecis Cocco Ortu, Marco sposato con Angelica scuola ed apprendo inoltre che è cugino di Volz, Carola sposata ad Alberto Lixi e Ste- mia suocera: oltre che l’amicizia rotariana fano; una nidiata, si fa per dire perché so- quindi mi lega a lui anche un vincolo di pano già grandi e laureati, (uno è già inge- rentela anche se… acquisita! Ricordo qui solo alcuni episodi signifignere) di 9 nipoti completa il quadro delcativi del carattere, forse un po’ ombroso e la famiglia di Giorgio. Nel campo del lavoro, pur restando so- schivo, del rotariano Giorgio: come “delecio della Calcitrata, col nome di dott. Gior- gato ai giovani” alcuni anni fa seppe dirigio Mulas Mameli dà vita ad un’altra mere e condurre a buon fine con rara paazienda tuttora in attività che si occupa es- zienza e diplomazia una spiacevole diatriba in seno al Rotaract, che rischiava di spasenzialmente di depurazione delle acque. A questo secondo nome, Mulas-Mameli, rire; poi vennero alcuni anni di “ombra” Giorgio ci teneva moltissimo anche se il co- che lo rattristarono non poco, infine la sua gnome Mameli viene a Giorgio da due ge- generosità ed il grande spirito di servizio nerazioni e, ovviamente, per linea femmi- ebbero il sopravvento e, facendo propri gli nile: lui comunque si sentiva molto legato a intendimenti dei presidenti Adriano Corquesta discendenza cui appartiene il famo- rias, Salvatore Fozzi, e Giampaolo Ritossa so Goffredo poeta, patriota e compositore si dedicò con la competenza che gli era prodel nostro attuale inno nazionale – ricorde- pria con vero spirito rotariano alla raccolta rete una conversazione di Giorgio qui al di medicinali ed attrezzature ospedaliere da inviare in Africa ottenendo dei risultati Rotary proprio su questo argomento! Da industriale quale è entra a far parte veramente oltre le aspettative e mettendo dell’Associazione Industriali di Cagliari e per questo a disposizione gli spazi della sua nel 1970 in seno a codesta Associazione azienda e curandone inoltre il carico e la crea la sezione “Giovani Industriali”, nel spedizione. ’72, poi ormai consigliere dà vita alla pubAlla fine Giorgio, inaspettatamente, ci blicazione “Industria Oggi” diretta, allora, da Renzo Diliberto e che ancora oggi è la ha lasciato in un triste pomeriggio di questo piovoso inverno, rimpianto oltre che voce ufficiale dell’Associazione. Nel 1979 Nino Fara Puggioni presenta dalla sua numerosa famiglia da tutti noi Giorgio al Rotary di Cagliari e il 31 maggio Rotariani lasciando un vuoto non facildi quell’anno Giorgio entra a tutti gli effet- mente colmabile. ■ ti a far parte del Rotary cui da subito dedica la sua attività ricoprendo negli anni vari incarichi con la passione e la competenza che gli era propria. 34 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Benvenuto ai nuovi soci EFISIO BAIRE ERCOLE BARTOLI CATERINA LILLIU CECILIA ONNIS Medico Chirurgo Notaio in Cagliari Archeologa Avvocato patrocinante in Cassazione È nato e risiede a Capoterra, dove esercita la professione di medico di Medicina generale. Si è laureato in Medicina presso l’Università di Cagliari nel 1974. Dal 1972 a tutt’oggi è Consigliere comunale di Capoterra; ha ricoperto più volte il ruolo di Assessore comunale e per due volte (nel 1992 e nel 1998) è stato eletto Sindaco di quel Comune. È sposato con la dottoressa Giulia Puddu (titolare della farmacia di Capoterra) ed ha due figli: Anselmo, dottore in farmacia, e Josto, laureando nella stessa disciplina. Siciliano di nascita, dal 1981 vive ed opera in Sardegna. Si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Catania nel 1977, procuratore legale l’anno successivo, nel 1980 ha superato il concorso notarile. Appassionato d’arte fin da ragazzo, ha frequentato l’Istituto d’Arte e nel 1983, con i familiari, ha costituito a Cagliari una Fondazione, riconosciuta come ONLUS dalla Regione Sardegna, per la promozione dei giovani artisti isolani. Da anni organizza mostre d’arte, pubblica cataloghi, collabora, oltre che con altre istituzioni pubbliche e private, con il Comune di Cagliari come consulente artistico. È docente esterno del Liceo musicale di Cagliari. Ercole Bartoli è sposato con Marialodovica Felter, anch’essa notaio, ed ha due figli, Federico, diplomato allo IED di Milano, e Maria Pia, studentessa in Giurisprudenza. Laureata col massimo dei voti e la lode in lettere classiche presso l’Università di Cagliari si è specializzata in Archeologia (sempre col massimo dei voti e la lode) presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha partecipato a numerose campagne di scavi in varie parti d’Italia e all’allestimento di mostre e rassegne. Autrice di numerose pubblicazioni, ha curato la realizzazione di due volumi dedicati ai Musei della Sardegna. Nel 1997 opera presso la Presidenza della Regione sarda – Servizio della Comunicazione istituzionale come responsabile del Settore documentazione e Archivio informatico. Dall’ottobre 2005 lavora all’Assessorato regionale alla Pubblica istruzione curando gli aspetti archeologici del sito tematico “Sardegna Cultura”. Dal 2007 rappresenta la Regione nel direttivo della Fondazione Costantino Nivola di Orani ed inoltre è consigliere di amministrazione della Fondazione “Barumini Sistema Cultura”. È titolare dal 1995 di studio legale in Cagliari. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Cagliari nel 1990 con una tesi di Diritto amministrativo ed ha subito iniziato ad esercitare la professione forense sotto la guida dell’avvocato Giovanni Mandas. Iscritta dal luglio 1993 all’albo degli avvocati di Cagliari, dal 2006 è iscritta nell’Albo speciale dei Cassazionisti. È specializzata in Diritto amministrativo e in Diritto Civile commerciale ed è esperta di Diritto penale militare. Figlia di rotariano, ha sposato l’ingegner Giacomo Damele, ed ha due figli: Giulio di 11 anni e Marco di 8. giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 35 Grandi testimonianze a Cagliari A proposito di “Angelus novus” e di “Futurismo”... Michele Pintus he cosa succede a Cagliari, nello stesso periodo, in architettura? Come abbiamo avuto modo di sentire nelle recenti brillanti conversazioni di Alessandro Fonti e di Giorgio Pellegrini: nella figura dell’angelo di Paul Klee (1920) si sostanzia «la superiorità del divenire sull’essere, del brutto sul bello, della purezza ed essenziale capacità conoscitiva propria dei bambini, dei folli, dei primitivi, degli artisti, rispetto a quella degli adulti, delle persone cosiddette sane, civilizzate, comuni»; nel movimento futurista espresso dal Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti (1909) si esalta «l’amore del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerarietà, il coraggio, l’audacia, la ribellione…» che in architettura (Antonio Sant’Elia, manifesto diffuso in un opuscolo stampato l’11 luglio 1914 a Milano dalla Direzione del Movimento futurista e poi pubblicato il 1 agosto nella rivista fiorentina Lacerba) diventa «l’architettura del calcolo, dell’audacia temeraria e della semplicità; l’architettura del cemento armato, del ferro, del vetro, del cartone, della fibra tessile e di tutti quei surrogati del legno, della pietra e del mattone… delle linee oblique ed ellittiche…». C A Cagliari il secolo XIX (14 aprile 1899) si conclude con la posa della prima pietra del nuovo palazzo comunale alla presenza dei reali d’Italia, Umberto I e Margherita, e il nuovo secolo inizia con una fervente attività di edilizia pubblica: viene inaugurata (1900) la scuola di Sant’Avendrace, un piccolo edifico a due piani con semplici aperture ad arco, la scuola “S. Satta” (1904), nella piazza del Carmine, in calcare e cotto, cromaticamente alternati secondo lo stile medioevale “lombardo”, con archi acuti, archi ciechi e colonnine. Il palazzo comunale, che raccoglie echi di architetture gotico-catalane o neorinascimentali frammisti a novità Liberty, viene realizzato secondo il progetto vincitore di un concorso nazionale, scelto fra altri, di gusto spiccatamente ottocentesco, avendo prevalso l’originale tendenza al nuovo, anche se non di stampo italiano, e perfettamente rispondente ai fermenti europei del momento (Horta, Mackintosch, Berlage). È un momento particolare a Cagliari animato soprattutto dalla necessità di dotare la città di servizi e infrastrutture indispensabili alla vita pubblica e caratterizzaAngelus Novus, Paul Klee 36 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Il Palazzo Comunale di Cagliari to da proposte estemporanee, da progetti cervellotici e molto spesso non rispettosi dei luoghi e dei valori storici e ambientali del contesto urbano; tanti sono i progetti non realizzati che danno una immagine nuova della città di Cagliari. Migliore o peggiore di quella reale? Non importa, certo è che a quella reale ci siamo ormai affezionati, ma pensiamo al Bastione di Saint Remy o alla piazza Jenne modificati da uno dei tanti progetti che li hanno interessati (Regio casamento Scolastico (1876), Convitto Nazionale Congregazione di Carità e Poste (1889), Università (1914), ecc.). È del 1914 il progetto dell’ingegner Gustavo Tognetti (titolare della Scuola di Disegno e Architettura che era stata di Gaetano Cima) per l’ampliamento del palazzo settecentesco di via Università e l’accorpamento di tutti gli istituti scientifici in una sorta di “campus” nella zona di Tuvumannu. L’ampliamento è frutto di un drastico intervento sul retro dell’antico palazzo universitario, affacciato sul bastione del Balice con un prospetto eclettico. La veste Casamento scolastico “Sebastiano Satta” via Crispi, piazza del Carmine giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 37 Ampliamento del palazzo universitario (G.Tognetti, 1914). Prospetto nuovo neorinascimentale che conclude lo storico edificio settecentesco verso il bastione del Balice rinascimentale di questo ampliamento è simile a quella del campus universitario di Tuvumannu: un complesso edilizio con corpi di fabbrica a raggiera intorno a un cortile centrale, caratterizzati da piante perfettamente simmetriche e a schemi alternati. Tutti gli istituti trovano posto in corpi separati e indipendenti, riuniti in un unico luogo. È facile rilevare la particolare attenzione all’aspetto formale degli edifici piuttosto che alla loro funzionalità. I riferimenti architettonici sono neociquecenteschi e ripropongono nei prospetti il solito repertorio di cornici, paraste, colonne e archi. La facilità di predisporre progetti ricorrendo a stili del passato si accompagna alla spregiudicatezza di reperire le aree dove collocarli, vengono interessate aree anche già edificate, nel centro urbano o nelle immediate periferie, che implicano massicci sventramenti e demolizioni spericolate. È il caso delle scuole superiori di via Maddalena e via Sassari. Nel novembre 1919 vengono affidati gli incarichi di progettazione per liceo classico e istituto tecnico, per la scuola normale femminile e la scuola tecnica maschile, il problema sono appunto le aree, che vengono indicate genericamente qualche mese dopo; La scuola elementare in viale S.Avendrace 38 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 che prevede anche l’apertura della traversa, la futura via Malta, tra via Sassari e via Maddalena. Il progetto viene rielaborato l’anno successivo dall’ingegnere Giovanni Illario, ed è costituito da un grandioso complesso edilizio su quattro piani. Elabora due soluzioni, la seconda delle quali semplifica notevolmente le forme monumentali neoclassiche della prima dove si impongono il timpano curvilineo con orologio nel corpo cenNuova sede della Banca d’Italia (C. Valle, 1939) trale e le paraste giganti che separano le grandi vetrate nelle ali laterali. Nella seconda versione invece «i prospetti principali sono stati studiati in stile rinascimento in pietra artificiale finto calcare, con sobrietà di decorazioni, rispondenti al carattere e al genere degli edifici». Decisamente più moderna è la soluzione proposta da Cesare Valle per la sede della Banca d’Italia prevista in un isolato della via Roma, tra la via Arquer e la via Sardegna. L’edificio, rispettando la tipologia del palazzo a portici imposta per la via Roma, è caratterizzato da un’architettura con forti richiami aulici ed eclettici. Le aperture sono semplicemente ritagliate nella parete liscia e non hanno cornici, è evidente il richiamo all’architettura di Marcello Piacentini. Con l’istituzione della facoltà di Ingegneria Mineraria nel 1938 si pone il problema di realizzare un edificio adeguato, vince il concorso, bandito dal Planimetria generale della facoltà di Ingegneria Mineraria (C. Ministero per i Lavori Pubblici Valle, 1940). È evidente il massiccio intervento di sventramento di e riservato a “10 camerati”, il Stampace tra l’Ospedale civile e la chiesa di Sant’Efisio progetto di Cesare Valle. L’aetra ripensamenti e trasformazioni nel 1932 viene final- rea, individuata nel quartiere di mente approvato il progetto predisposto dall’ingegnere Stampace, sopra la chiesa di Giuseppe Onnis in un’area dietro il palazzo delle poste Sant’Efisio, impegna diversi giugno 2009 — Prospetto della Latteria Mussolinia (1939) in viale Trieste Casa del Fascio (S. Rattu, 1938-39) in piazza Jenne Rotary Club Cagliari 39 isolati del quartiere e quindi la disinvolta demolizione di un buona parte del tessuto edilizio storico. Lo sventramento ha anche lo scopo di collegare piazza Jenne con l’ospedale civile. Viene progettato un edificio a forma di croce, ispirato al «clima classico mediterraneo» con vari corpi di fabbrica che sfruttano la configurazione naturale del terreno. Vengono avviati gli espropri, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale ne interrompe l’iter e la facoltà, finita la guerra, viene realizzata in una vasta area demaniale della piazza d’Armi. Dal linguaggio funzionalista di regime di Salvatore Rattu (architetto, docente di Architettura elementare e Disegno nell’Università degli studi di Cagliari) già sperimentato per committenti privati nell’ambito dell’edilizia residenziale cagliaritana, nasce il progetto per la Caserma della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale (1937): un grandioso complesso costituito da quattro blocchi, tutti differenti fra loro ma funzionalmente disposti intorno a un cortile centrale. L’ampio frontone presenta al centro un imponente avancorpo con fascio, garitte e pennoni per l’alzabandiera. Prospetto della Caserma della Milizia Volontaria Nazionale (S. Rattu, 1937) in viale Merello 40 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Il prospetto sulla piazza Sant’Efisio della facoltà di Ingegneria Mineraria ha un disegno razionale in linea con la nuova architettura del Ventennio I prospetti della “Latteria Mussolinia” in viale Trieste, dello stesso Rattu e anch’essa non realizzata, costituiscono un interessante esempio di architettura razionalista. Il progetto per la “Casa del Fascio” da riprova del totale disinteresse per il centro storico con disinvolti sventramenti e demolizioni anche di edifici di indiscutibile valore storico. Questo caso prevede la demolizione della chiesa di Santa Maria Chiara e la totale trasformazione della piazza Jenne, ribattezzata piazza Littorio e raccordata alla parte alta della città con una nuova scala. La stessa statua di Carlo Felice lascia il posto a un nuovo edificio completamente estraneo al contesto ottocentesco originario. Non meno complessa è “la sistemazione della nuova piazza Bonaria” con un’architettura caratterizzata da porticati con ordini giganti e bugnati convergenti verso la Basilica, che ne diventa il “fuoco” prospettico. Al di là degli edifici non realizzati e delle proposte estemporanee, rivoluzionarie, l’architettura a Cagliari rispecchia le caratteristiche dell’architettura contemporanea italiana, che si alterna tra passato, classico, e futuro, razionalista. Anche guardando gli edifici realizzati possiamo notare quelli caratterizzati da cornici, timpani, colonne, con chiari riferimenti storici e quelli a superfici lisce, bucature regolari senza cornici e decorazioni, volumi puri e squadrati ma imponenti, tipici dell’architettura del Ventennio. ■ Sistemazione della nuova piazza Bonaria (Karalis VI, S. Rattu e a., 1930) giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 41 Uno splendido fiore “S’arrosa de monti” Antonio Scrugli l fascino che sprigionano i paesaggi montani e submontani della Sardegna è dovuto alla presenza di un’elevata biodiversità vegetale che nell’isola ammonta a 2.400 specie di cui il 10% (240) endemiche. Ognuna di esse ha un grande valore scientifico e naturalistico che testimoniano le vicende storiche che hanno segnato le fasi della loro genesi e della loro evoluzione. Ciò nonostante alcune specie di particolare bellezza quali le orchidee, le scille, i pancrazi, i ranuncoli, i colchici, le viole, i cisti, le aquilegie, le ginestre, ecc. suscitano un maggior interesse. Quella però che merita un posto sul podio dei vincitori è senza dubbio “sa rosa de monti”, pianta endemica delle zone montane della Sardegna e della Corsica. Nonostante il nome sardo alluda alle sembianze molto strette con la “vera” rosa, dalla quale peraltro si discosta per non possedere spine, la peonia non appartiene alla famiglia botanica delle Rosaceae ma a quella delle Paeoniaceae. La sua comparsa lungo le ampie e silenziose vallate prative dei monti sembra annunciare l’entrata della primavera e con essa il risveglio di tutta la componente biotica che caratterizza questi paesaggi da favola. In contrasto con la sua esuberanza vegetativa, la peonia presenta un periodo fenologico piuttosto breve (circa 15 giorni). I Peonie nel Gennargentu La bellezza di questa pianta, simbolo della Sardegna, è rappresentata dai suoi grandi fiori purpurei incastonati in un abbondante fogliame verde ceruleo e assemblati in uno splendido arbusto che fa concorrenza alle più accurate e preziose composizioni dei fiorai. Aspetto sublime, fragranza che incanta, trionfo di colore, la peonia fiorita offre un’esibizione indimenticabile. Non è un caso che nell’antica Grecia essa era l’unico fiore che poteva dischiudersi nell’Olimpo e che meritava l’ammirazione da parte degli Dei. Oltre ad essere bella è anche importante dal punto di vista fitofarmaceutico. Legata alla tradizione medica antica, le sue radici hanno effetti decongestionanti, narcotici, purgativi e antinfiammatori. È una delle più belle piante della flora spontanea sarda tanto che difficilmente alcuni escursionisti rinunciano alla tentazione di reciderle o estir- 42 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 stata variamente indicata come appresso riportato: – Paeonia corallina var. pubescens Moris – Paeonia corallina var. pubescens f. hypoleuca Briquet – Paeonia corallina var. russoi f. hypoleuca (Briquet) Asch. & Graebn. – Paeonia russoi var. leiocarpa (Coss.) Stern – Paeonia corallina var. triternata (Pall. ex DC.) Boiss pro parte – Paeonia corallina f. triternata (Pall. ex DC.) Rouy & Foucaud quoad nom. – Paeonia officinalis subsp. corallina var. triternata (Pall. ex DC.) Fiori quoad nom. Nome italiano: Peonia della Corsica Nomi dialettali: Arrosa de monti, Arrosa piònica, Franca de zirulìa, Piona, Rosa de coga, Rosa ’e monte, Rosa de padenti, Rosa peonia, Rosa pionica, Rosa veronica, Ungra de zurrulìu. parle per trapiantarle nel proprio giardino, spesso con risultati negativi. Da questo punto di vista l’apparire in modo esuberante può rappresentare un handicap per la sua conservazione. Questo fatto conferma la necessità di tutelare questi meravigliosi gioielli naturali tramite strumenti normativi regionali più volte sollecitati da diverse istituzioni scientifiche e naturalistiche ma mai concretamente recepiti da chi di dovere nonostante la specie sia stata inserita nella lista rossa dell’Unione internazionale per la Conservazione della natura (IUCN). Descrizione morfologica: pianta perenne, erbacea, rizomatosa, con fusti semplici di 30-60 cm provvisti di foglie composte di 7-13 foglioline ovato-lanceolato, lunghe 68 cm. Ha fiori grandi di 7-10 cm, soffici e carnosi che sbocciano da aprile a maggio e coprono la gamma cromatica dal bianco al porpora, con spettacolari punte di rosa. Frutto costituito da 3-5 follicoli che si aprono lungo una sutura superiore. Semi a maturità nero-lucenti. SCHEDA BOTANICA Habitat: indifferente al tipo di substrato, in Sardegna la si rinviene nelle zone montane del Gennargentu, del Sarcidano, del Supramonte di Orgosolo, del Monte di Oliena, della Barbagia di Seulo, del M. Albo, del M. Linas, del Limbara, dei tacchi dell’Ogliastra, in luoghi erbosi, freschi e soleggiati a quote intorno ai 600-1200 metri. ■ Nome scientifico: Paeonia corsica Sieber ex Tausch, 1828 Synonimi: il binomio latino sopra riportato è quello ad oggi ritenuto più corretto in quanto il più antico e più rispondente ai risultati emersi dalle analisi molecolari più recenti. Nel tempo, questa pianta sarda, è Areale geografico: è specie esclusiva (endemica) della Sardegna e della Corsica. giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 43 Vicende della nostra città Riflessi della Guerra di Successione Spagnola Angelo Deplano I bombardamenti effettuati contro la città di Cagliari da parte della flotta inglese (1708) e da parte di un corpo d’esercito Spagnolo (1717) olti ricordano (alcuni per esperienza diretta) i bombardamenti aerei che Cagliari ebbe a subire durante la seconda guerra mondiale dalle forze inglesi e da quelle dei loro alleati americani; non molti invece sanno che il 14 agosto 1708 Cagliari dovette subire, sempre da parte delle forze inglesi e da quelle dei loro alleati in quella circostanza olandesi, un altro violento bombardamento. Infatti in quella data una potente flotta agli ordini dell’Ammiraglio Sir John Leake, comprendente ben quaranta vascelli, la maggior parte dei quali battente bandiera britannica e, in numero minore, olandese, effettuò una dura azione di fuoco sulla città, quindi sbarcò delle truppe (tedesche per la precisione) e se ne impossessò. L’episodio è stranamente meno noto dell’altra azione navale, peraltro non coronata dal successo, che la flotta rivoluzionaria francese dell’ammiraglio Trouguet effettuò contro Cagliari nel 1793, eppure riveste, nella storia della città e dell’isola, un’importanza ben maggiore di quest’ultima. Infatti il bombardamento del M 1708 è la causa diretta e determinante della fine di tutta un’epoca, quella del predominio dapprima aragonese e quindi spagnolo in Sardegna, che, come è noto, si era protratto complessivamente per quasi quattro secoli. Interrompe bruscamente quel lunghissimo periodo di relativa stabilità per dare il via ad un inarrestabile ciclo di avvenimenti che vedremo e che si succederanno veloci fino al 1720, quindi per 12-13 anni complessivi, con l’assegnazione della Sardegna ai Savoia. Il tutto va inquadrato nel turbine della Guerra di Successione Spagnola, che si scatenò dopo la morte di Carlo II d’Asburgo, re di Spagna. Era questi il sovrano che aveva concesso al Consigliere Capo della città di Cagliari l’autorizzazione a fregiarsi di una medaglia d’oro con la sua effigie, quale solenne riconoscimento dei meriti e dell’impegno dimostrati dalla città «en el real servicio». La medaglia, ci riferisce Giancarlo Sorgia in Le Città Regie, è quella nota impropriamente col nome di “Toson de oro” che ancora oggi il Sindaco porta il primo 44 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 maggio in occasione della processione di sant’Efisio. Morto dunque Carlo II senza eredi diretti, era asceso al trono di Spagna nel 1701, col nome di Filippo V, il Principe francese Filippo di Borbone, duca d’Angiò, che vantava una parentela con gli Asburgo di Spagna per via della nonna Maria Teresa, consorte di Luigi XIV di Francia, il Re Sole. Poiché però tale avvenimento comportava la nascita di una temibile alleanza franco-spagnola, Inghilterra, Olanda, Hannover, Prussia e Piemonte decisero di non riconoscere Filippo V e si allearono per appoggiare le pretese al trono di Spagna avanzate dall’Arciduca Carlo, degli Asburgo d’Austria, discendente in linea diretta dall’Imperatore Carlo V. Fu per questo che la Guerra di Successione Spagnola si combatté sui campi di battaglia di tutta l’Europa. Filippo V si appoggiò a generali francesi famosi quali il Vendome, il Villars, il Dénain. L’Arciduca austriaco Carlo ebbe dalla sua il Principe Eugenio di Savoia e l’Inglese Marlborough (illustre antenato di Winston Churchill). La Spagna stessa si divise in due: Catalogna, Aragona e Valenza erano per Carlo, che fu acclamato a Vienna, anch’egli re di Spagna, col nome di Carlo III, nel settembre 1703. Rimasero invece fedeli a Filippo V le Castiglie e i restanti territori del regno di Spagna, tra cui la Sardegna. Il popolo sardo versava in condizioni di estrema miseria: la responsabilità della decadenza della nobile isola, che sotto Pisa e Genova aveva avuto secoli di splendore, era da ascri- Bombardamento francese 1793 versi alle classi elevate di origine catalano-aragonese: vantando discendenze dai Cavalieri aragonesi che avevano conquistato la Sardegna, mettendo innanzi immunità e titoli feudali, quella aristocrazia aveva monopolizzato le cariche pubbliche dalle quali aveva praticamente escluso i sardi. Il governo centrale spagnolo, d’altronde, sempre intento a perseguire una politica di potenza, aveva dovuto ricorrere a un fiscalismo che, mungendo le popolazioni, gli consentisse di trovare i mezzi per realizzare quella politica, anche se in fondo non era stato del tutto dimentico della Sardegna, né oscurantista. Era dunque questa la situazione della Sardegna nell’anno 1703 allorché, come abbiamo visto, anche l’arciduca Carlo era stato acclamato re di Spagna. Mentre il popolo sardo rimaneva all’oscuro di tutto, detto avvenimento era destinato invece a scatenare la discordia tra i feudatari, le cui fazioni nutrivano da sempre motivi di rancore reciproco per rivalità di consorteria e invidie personali. Fu determinante l’abbandono del partito di Filippo da parte del potente marchese di Villasor, don Artaldo di Alagon, sia perché parente di un alto dignitario di Carlo III, sia perché offeso dalla nomina a Grande di Spagna concessa a Don Francesco di Castelvì, marchese di Laconi. Da quel momento il Villasor diventò, pur non dichiarandolo apertamente, il capo della fazione favorevole a Carlo III. A far precipitare la situazione intervenne il memoriale di un frate mercedario sardo chiamato Trincas, che soggiornava a Saragozza. Costui, per ingraziarsi Carlo III, gli aveva mandato un cervellotico memoriale cui allegava due lunghi elenchi: uno dei fautori del pretendente austriaco in Sardegna, per i quali auspicava onori e cariche, l’altro dei nemici. Caso volle che questo memoriale andasse invece a finire nelle mani di Filippo V, che ne informò subito il proprio viceré in giugno 2009 — Rotary Club Cagliari Sardegna. Quest’ultimo pensò di far bene deportando in Francia quelli che stimava essere i capi di una congiura, peraltro inesistente: tra questi il marchese di Villaclara, l’arcivescovo di Cagliari e il giudice della Reale Udienza Salvatore Locci. Ciò sollevò un putiferio nella nobiltà sarda, per cui i parenti e gli amici dei deportati si schierarono contro il viceré e, conseguentemente, contro Filippo. Don Francesco Pes, il conte di Cifuentes e gli altri gentiluomini, appartenenti al gruppo di famiglie che si consideravano danneggiate dal viceré, presero addirittura l’iniziativa di recarsi a Vienna per cercare di convincere il pretendente austriaco ad impossessarsi della Sardegna. E così anche Carlo III cominciò a meditare seriamente di effettuare un colpo di mano sull’isola, ovviamente con l’aiuto dei propri alleati, ossia soprattutto della flotta inglese che fin dal 1703 (fatto del tutto nuovo questo) era entrata in forze nel Mediterraneo e bordeggiava insistentemente nei mari prospicienti alla Sardegna. A questo punto il viceré, marchese di Giamaica volle giocare d’astuzia chiamando intorno a sé il conte di Montesanto, genero del marchese di Villasor e che, proprio per questa sua parentela, avrebbe dovuto essere considerato sospetto di intelligenza col nemico. Tenendosi vicino il Montesanto il viceré pensava di poter infrenare gli avversari, ma il Montesanto seppe, come vedremo, intessere un doppio gioco ben più abile di quello del viceré. Ho trovato la copia di una vecchia stampa (il cui originale è nella Biblioteca del Comune di Sassari) in cui il classico fastoso ornato settecentesco con trofei di bandiere, fucili e cannoni incornicia l’episodio del bombardamento di Cagliari, ormai tanto lontano nel tempo, con immagini curiosamente familiari. Vista da uno dei vascelli della flotta che, alla fonda tra le piccole innumerevoli onde del maestrale crestate di bianco, infierisce sulla città, la vecchia Cagliari appare ancora chiusa nella cinta delle sue mura in parte oggi rimosse, come quelle costruite dall’Imperatore Carlo V per proteggerla sul fronte mare. Eppure è facilmente riconoscibile per via delle sue torri pisane, delle sue chiese, delle sue alture, dei suoi dintorni a noi così noti: è ben visibile anche il poggio sormontato dal castello di San Michele. Un vistoso cartiglio in lingua tedesca è iscritto nella parte inferiore dell’ornato; tradotto letteralmente recita, nello stile dell’epoca: «Sardegna, una grande isola, un regno nel Mare Mediterraneo. Il 14 agosto 1708 fu salutata, con i voti più propizi dei grandi alleati, dall’Ammiraglio inglese Leake che, con una flotta ben equipaggiata sconfisse i Francesi. La città di Cagliari 45 Abate Alberoni fu invitata a pronunciarsi a favore del Re Carlo III entro tre ore. In caso contrario avrebbe dovuto aspettarsi un duro bombardamento e quindi uno sbarco di truppe che l’avrebbero ferocemente assalita. Poiché il viceré, marchese di Giamaica, declinò tale invito, la città fu bombardata con particolare violenza. Sotto il bombardamento, nonostante il pericolo, i cittadini di Cagliari si rivoltarono contro il viceré e lo costrinsero a ritirarsi, con numerosi ufficiali e soldati, nel Castello. Quindi la cittadinanza aprì una delle porte delle mura della città e ne consegnò la chiave al conte di Cifuentes, inviato là da Carlo III come suo viceré. Il 16 agosto le truppe sbarcate nell’isola, insieme a 1000 uomini della cittadinanza, assalirono il Castello e lo conquistarono con facilità, facendo prigioniero anche il marchese di Giamaica. Di conseguenza l’intera isola si sottomise. […] In tal guisa gli Inglesi e gli Olandesi, che si erano comportati in modo eccel- 46 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 lente, si stabilirono definitivamente nel Mare Mediterraneo». Fin qui il cartiglio. Ma come si erano svolti i fatti in realtà? Pongo tale interrogativo perché l’estensore del cartiglio è schierato a favore di Carlo con tale evidenza da non darci nessuna garanzia di obbiettività. Infatti è difficile credere che la cittadinanza di Cagliari si fosse, già nel 1708, ribellata all’autorità costituita, quasi che fossero già evidenti i segni del risveglio di una coscienza popolare documentata solo molto più tardi, nel 1794 (su annu de s’acciappa), quando gli abitanti di Stampace promossero la rivolta contro i Piemontesi. Inoltre rileviamo dal cartiglio la notizia dell’arrivo del conte di Cifuentes, il nuovo viceré inviato da Carlo III, imparentato col marchese di Villasor e (guarda caso) fratello del conte di Montesanto. Era, questo Cifuentes, il gentiluomo sardo che a suo tempo era andato a Vienna con don Francesco Pes per invocare la venuta di Carlo in Sardegna. A questo punto ritengo possano aiutarci ad interpretate meglio i fatti alcune significative considerazioni dello stesso Ammiraglio inglese, rilevate dalla sua biografia scritta dal figlio adottivo: «Cagliari è – dice Sir John Leake – una grande e ricca città, estremamente ben fortificata da ottime mura e da bastioni regolari, sui quali sono montati 200 pezzi di artiglieria, cosicché tra i vantaggi che la natura le ha dato e le opere di difesa, essa può essere ritenuta praticamente inespugnabile». Ora, pur tenuto conto della possibilità che l’Ammiraglio abbia avuto qualche interesse a Abdicazione di Carlo V magnificare le difese di Cagliari allo scopo di far meglio risaltare l’esser riuscito ad averne ragione, ovvero che egli si sia, più semplicemente attenuto all’osservanza della tradizione britannica di rispettare il nemico vinto (così si sono sempre regolati gli Inglesi, così con Napoleone e così giù giù fino a Rommel) resta il fatto che tali considerazioni sono state pur sempre espresse da chi ha comunque espugnato Cagliari con tanta facilità. Pertanto noi ci sentiamo autorizzati a formulare seri dubbi circa la validità della difesa. Fu allora che, finalmente, la fazione austriaca venne allo scoperto. Ce ne fa una descrizione telegrafica Carlo Cattaneo in Della Sardegna antica e moderna: «… i cittadini di Cagliari indarno sollecitarono alla difesa il viceré; i congiurati che lo avviluppavano apersero le porte, e i soldati spagnoli fecero ala a un reggimento tedesco che entrò nella Cittadella». Risulta che il Castello e la Cittadella capitolarono appena il Giamaica riuscì ad ottenere l’assicurazione di potersi imbarcare con tutte le sue masserizie. Invece la Magistratura Municipale, nella persona del Consigliere Capo, aveva dato, ci dice il Manno «splendida prova della sua fede» dapprima proponendo al viceré di desistere, e preoccupandosi poi di salvaguardare i diritti della città. Si erano distinti per fedeltà al loro re Filippo, il conte di San Giorgio, il conte del Castiglio, il conte Sanjust di San Lorenzo, don Vincenzo Baccallar (poi marchese di San Filippo) e altri. Destano peraltro molte perplessità sia l’atteggiamento del viceré marchese di Giamaica, che i sistemi giugno 2009 — con i quali i capi della fazione austriaca avevano tutelato gli interessi del loro signore. Gli altri nomi del partito austriaco a Cagliari sono quelli del marchese di Conquistas, del marchese della Guardia, del conte di Villasalto e di don Salvatore Zattrillas. In conclusione, la Piazza di Cagliari, considerata inespugnabile dallo stesso nemico, si arrese senza gloria dopo un solo bombardamento e senza ulteriore resistenza perché, in presenza della flotta assalitrice, la fazione del marchese di Villasor era riuscita a imporsi e a prevalere sull’altra, fedele a Filippo V. La storia, anche quella contemporanea d’altronde, ci insegna che non è mai dato ad una nazione di potersi difendere con successo quando è minata dagli intrighi fra le fazioni e dalle divisioni interne. E vediamo velocemente quali furono le vicende politiche in rapporto alla nuova situazione della Sardegna. L’ascesa al trono imperiale di Carlo III che, dopo una parvenza di elezione, prese il nome di Carlo VI Imperatore del Sacro Romano Impero, staccava dall’Austria gli alleati, preoccupati dell’eventualità di una fusione degli stati austriaci con quelli spagnoli, che avrebbe fatto risorgere il potente impero di Carlo V. Si giunse così alle paci di Utrecht (1713) e di Rastald (1714) che, tra gli altri patti, convalidarono anche il passaggio del Regno di Sardegna dalla Spagna di Filippo V all’Austria di Carlo VI e del Regno di Sicilia ai principi di Savoia. La dominazione austriaca continuerà fino al 1717: nel cagliaritano ebbe un successo accettabile per via della amministrazione della cosa pubblica che fu giudicata decisamente migliore di quella precedente. Purtroppo le uniche vestigia del periodo austriaco rimaste a Cagliari sono le numerose piastrelle di ceramica smaltata, decorate con l’aquila bicipite, che rivestono gli specchi della scalinata d’accesso all’altare maggiore della chiesa di San Lucifero. Per contro, la dominazione austriaca fu accettata con molte riserve nel nord dell’isola, e in particolare nel sassarese, per via Rotary Club Cagliari 47 dei malumori suscitati dalla imposizione di nuovi dazi sulle coltivazioni del tabacco, allora particolarmente estese in quelle campagne. Nel frattempo l’abate Alberoni, parmense accolto dalla corte spagnola, presso la quale era arrivato al seguito della principessa Elisabetta Farnese, seconda moglie del re Filippo V, era riuscito ad ottenere l’incarico di primo ministro del regno di Spagna e successivamente il cappello cardinalizio. Giunto al potere, l’Alberoni aveva convinto il suo re a sviluppare una politica che gli consentisse di recuperare tutti i territori dei quali era stato privato dagli eventi della guerra di successione, protrattasi dal 1701 al 1713. E così, dopo un primo tentativo andato a vuoto per l’opposizione della flotta inglese, una potente squadra navale spagnola di venti vascelli agli ordini del marchese di Leyda, salpata da Barcellona nel luglio del 1717, sbarcò il 20 agosto successivo nella spiaggia di S. Andrea (in prossimità di Quartu S. Elena) un corpo d’esercito forte di novemila fanti, seicento cavalleggeri e di una artiglieria provvista anche di numerosi cannoni da assedio (così si rileva in Di nuovo nella sfera iberica di Paolo Cau, tratto dall’Almanacco di Cagliari del 1996). Le truppe austriache contavano circa millecinquecento uomini appartenenti a diversi corpi, nonché duecento cavalleggeri, e non riuscirono ad evitare nemmeno un secondo sbarco effettuato dagli spagnoli addirittura nel porto di Cagliari per scavare trincee allo scopo di impadronirsi del quartiere Marina. Anche le truppe sbarcate a S. Andrea dopo alcune marce di avvicinamento effettuate senza particolari contrasti e forti di rinforzi sopraggiunti nel frattempo scavarono trincee da assedio col sistema delle “parallele”, utili all’epoca per consentire agli assedianti di avvicinarsi zigzagando, e quindi defilati, alle mura della piazzaforte. Pertanto, a distanza di circa nove anni dal pesante ma brevissimo bombardamento navale effettuato nel 1708 dalla flotta angloolandese che abbiamo visto coronato dal successo (in quella circostanza il comporta- 48 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 mento degli difensori non era stato partico- luttabilità dello scambio cui le potenze lo oblarmente onorevole) la città di Cagliari fu bligavano, abbia addirittura scagliato per bombardata una seconda volta e con eguale terra e calpestato la propria parrucca. È imsuccesso, da parte di un agguerrito corpo portante rilevare che fin dal 1713 si era verifid’esercito spagnolo, ma in questo caso la di- cato un notevole mutamento nei titoli dei fesa fu assolutamente degna e inappuntabile. Principi Sabaudi, che fino a quell’anno si Anche di questo secondo episodio belli- erano fregiati, ma solo nominalmente, dei tico, che ne traumatizzò la città capitale e toli di Re di Cipro e di Gerusalemme. Nel che comunque contribuì anch’esso a cam- 1713, col trattato di Utrecht che, come abbiabiare i destini della Sardegna, risulta esse- mo visto, aveva assegnato la Sicilia a Vittorio re attualmente informato un numero di Amedeo II, i Savoia avevano acquistato il tisardi relativamente molto modesto. tolo regio unito all’effettivo possesso di un reLa fine di ottobre vide gno. Nel 1720 col trattato gli austriaci costretti a cedell’Aia che assegnava loro dere anche la piazzaforte di il Regno di Sardegna al poAlghero e Castellaragonese, sto di quello di Sicilia, ebbeprevia la concessione delro comunque la possibilità l’onore delle armi. Il viceré di conservare a pieno titolo austriaco fu costretto di la dignità regale raggiunta conseguenza ad imbarcarsi effettivamente solo pochi e ad abbandonare la Sardeanni prima. gna, convinto a prendere E così il 4 agosto 1720, tale decisione anche dalle nel Palazzo Viceregio di insurrezioni di Sassari, delCagliari, alla presenza della Gallura e del Logudoro, l’ammiraglio Byngh, che suscitate e dal marchese con alcuni vascelli inglesi Vincenzo Bacallar, persoalla fonda nel porto, ganaggio a noi già noto, e dai rantiva il regolare andamarchesi di Montenegro e mento dell’operazione (ordi Montallegro, tutti focosi mai abbiamo visto che la fautori della reintegrazione presenza degli inglesi nel del dominio spagnolo. Mediterraneo è diventata Subito dopo il corpo Corona sabauda sui quattro mori una realtà, don Gonzales d’esercito proveniente da Chacon, ultimo viceré spaBarcellona, aiutato validagnolo, cedeva l’isola al mente dai predetti agitatori politici, riuscì principe di Ottaiano, il rappresentante delin breve tempo a rioccupare pressoché tut- l’imperatore. Quest’ultimo, dopo aver issata la Sardegna. to per tre giorni le insegne imperiali sul caSenonché una nuova alleanza, formatasi stello di Cagliari, le ammainava il quarto tra Inghilterra, Olanda, Austria e Francia al- giorno per consegnare la città al plenipolo scopo di fronteggiare il pericolo spagnolo, tenziario di Vittorio Amedeo II, il luogotestroncò subito e definitivamente il tentativo nente maresciallo Luigi Desportes. di rivincita del cardinale Alberoni. Di conseInfine, il 2 settembre, Filippo Pallavicino guenza, con i trattati di Londra (1718) e del- barone di Saint Remy, primo viceré sabaudo l’Aia (1720), la Sardegna fu assegnata a Vit- dell’isola si impegnava solennemente in notorio Amedeo II di Savoia che, come è noto, me del suo re, nella cattedrale di Cagliari e dovette cedere a malincuore la Sicilia col suo al cospetto di tutte le autorità civili e religioreddito circa otto volte superiore a quello se, a conservare e rispettare tutti i diritti, della nostra isola. A questo proposito sembra statuti e privilegi dell’antico Regno Sardo. che Vittorio Amedeo II, frustrato dalla ine■ giugno 2009 — Rotary Club Cagliari Un artista che amò Cagliari Ritratto di Antonio Atza Mauro Manunza e Antonio Atza non avesse amato Cagliari, non avremmo alcun ricordo visivo della storica stazione ferroviaria tra il viale Bonaria e il viale Diaz. A parte qualche fotografia privata, il capolinea dei trenini delle Complementari è scomparso con la memoria travolta dallo sviluppo della città moderna: palazzoni e viabilità ridisegnata in funzione di nuove esigenze hanno da tempo cancellato lo scalo della strada ferrata che garantiva il collegamento a ovest con il porto e la stazione di piazza Matteotti, a nord-est con il cuore del Mandrolisai da una parte e l’Ogliastra dall’altra. Resta una targa toponomastica: “Via Stazione Vecchia”, meno male. E restano, per fortuna, alcuni bellissimi quadri creati cinquant’anni fa dal pennello del pittore bauladino: come l’immagine di un vagone-merci davanti alla sagoma lontana della basilica di Bonaria, o la stazioncina animata da persone affrettate tra una locomotiva sbuffante di vapore e alcune palme, testimonianze superstiti che oggi contornano l’imponente edificio del Banco di Sardegna. S 49 Non soltanto il fascino dei treni a carbone indusse Atza a ritrarre Cagliari diventata sua città adottiva: dipinse lirici scorci e solari panorami – distribuiti fra collezionisti – e descrisse un altro scenario poi abbattuto in omaggio alla modernità: i casotti del Poetto. La spiaggia delle pittoresche costruzioni di legno è immortalata con colori a olio non soltanto nella consueta visione sopra lo sfondo della Sella del Diavolo, ma anche nell’eccezionalità di un manto di bianchissima neve disteso sulla bianchissima sabbia. Nato a Bauladu, vissuto ragazzo a Bosa e stabilitosi ancor giovane a Cagliari, Antonio Atza se n’è andato nel gennaio scorso, in silenzio, a raggiungere le nuvole e i gabbiani suoi amici, protagonisti dei tanti paesaggi solari lasciati da uno dei più apprezzati e amati pittori del Novecento sardo. Stava per compiere 84 anni quando è volato via nel cielo di Bosa accarezzando con sguardo affettuoso le rive del fiume dove aveva passato gran parte dell’infanzia, dove cominciò a dipingere, dove un museo custodisce le più significative opere del suo straordinario percorso artistico e dov’era ricoverato da qualche mese in seguito a un’aggressione ischemica che ne aveva indebolito il fisico, pur senza abbatterne lo spirito, la voglia di scherzare e la volontà di tornare ai pennelli. Era un bambino di sei anni quando dovette lasciare i giochi bauladini per seguire la famiglia a Bosa, patria di un altro grande pittore – Melkiorre Melis – dove rivelò la sua natura d’artista. Poté andare a Sassari 50 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 per frequentare l’Istituto d’arte, fu allievo di Stanis Dessy, Filippo Figari, Salvatore Fara. Si presentò a Cagliari nel 1957 con una personale nella sala d’arte “Della Maria” e fu subito amore ricambiato. Conteso dai galleristi di allora, espose ripetutamente al “Cenacolo”, alla “Galleria degli artisti” di Simula, al “Capitello” per affidarsi infine alla “Galleria 13”. La sua strepitosa carriera lo ha visto alternarsi a Roma, Sassari, Milano, Mantova, Parma, Bologna, Nuoro, Oristano, Torino e in altre città italiane oltre che all’estero (Dusseldorf, Barcellona, Tel Aviv), ma si muoveva ancora nell’ambiente artistico cagliaritano quando – trentenne – si liberò dell’ascendenza realistica dei suoi primi maestri: dopo un veloce passaggio d’impronta neofuturista, si sentì risucchiato dal ciclone Mauro Manca, al quale si affiancò come docente nell’Istituto d’arte dopo avere lasciato l’insegnamento scolastico (a Cuglieri, Jerzu, Gavoi, Cagliari). Splendidamente materico, s’impose a Cagliari con le sue sabbie collate e i suoi affascinanti “blues”, malinconiche melodie negre tradotte in immagini amorfe, buie, evanescenti, pessimiste. C’era anche lui – mezzo secolo fa – nel gruppo di giovani artisti (come Pantoli, Mibelli, Rossi, Brundu, Mazzarelli) fondatori di “Studio 58”, movimento che rifiutava la “folcloristica” tradizione pittorica della prima metà del Novecento in Sardegna e che costituì l’avanguardia artistica isolana. La infatuazione era soltanto una tappa di una ricerca che lo avrebbe riportato ai canoni tradizionali in piena maturità artistica e anagrafica. Il suo itinerario artistico proseguì infatti lungo un percorso di fantasmagorie emergenti dall’azzurro cupo (abissi marini o cosmici) e di magie surreali che indussero alcuni critici a tipizzare per lui definizioni quali “arte fantastica” (Salvatore Naitza) ed “ermetismo esoterico” (Mario Ciusa Romagna). Non per caso alcuni editori di rilievo nazionale cominciarono a commissionargli copertine di romanzi fantascientifici. Dopo il periodo materico e quello fantastico, attraversò un’esperienza optical in- ventando le “vibrazioni”, immagini misteriose sotto una cortina di fili di lana geometricamente stesi al di sopra della tela: coloratissimi e capaci di produrre un intrigante effetto di movimento. Quindi l’approdo ai lidi delle “modificazioni”, opere di non modeste dimensioni caratterizzate dalla brillantezza dei colori e da scenari dove il mondo del sogno e quello della realtà si incontrano intersecandosi e separandosi attraverso uno “strappo” di immagine. Un lungo e ammirato periodo quello del surrealismo lirico e della metafisica costruita con rara miscela di naturalismo, visioni oniriche e simbolismo. Poi il ritorno agli originari e assai più luminosi e colorati alvei del realismo puro, che hanno accompagnato gli ultimi anni di attività mai interrotta. Antonio Atza dipingeva ogni giorno e le sue opere sparivano rapidamente, oggetto del desiderio di collezionisti privati e pubblici. Nella sua casa cagliaritana in via Val d’Elsa non aveva più un quadro quando, cinque anni fa, il Comune gli propose una mostra all’Exma’. A lui parve un invito provvidenziale, l’occasione giusta per fissare tempestivamente quegli angosciosi segnali che gli giungevano dalle follie del mondo attraverso la televisione e i giornali: guerre, morti, atrocità, strazi continui e irrefrenabili. Così il l’ormai anziano pittore riaprì una vecchia parentesi di inquietante mostruosità nascosta nel profondo della psiche, ridando corpo agli enigmi della realtà e impregnandola di significati attraverso una tecnica che restituiva talenti già espressi agli esordi: la grafica. Ed ecco dunque le creature fragili, inquietanti nella loro rappresentazione di corpi post-umani straziati dai cui brandelli (carne, ossa, occhi d’incerta collocazione) si sprigionano sgomento, terrore, cattiveria, rimprovero, rassegnazione. Stavolta non galleggiano nello spazio vuoto, ma sono costretti dentro vaghe strutture immobilizzanti, eterni interpreti di quel che l’umanità nasconde nel buio della coscienza sporca. Fu solo una parentesi emotiva: da allora il mondo non si può dire sia migliorato, an- giugno 2009 — zi è peggiorato e qualsiasi denuncia si perde nel fragore del cinismo planetario. Ormai scoraggiato dalla stoltezza umana ma professionalmente appagato – raro artista “musealizzato” in vita – Atza si rifugiò ancora una volta nella ricca cromaticità della sua tavolozza, estraendone paesaggi luminosi, voli di uccelli, pacatezza di acque e campagne. Riemergevano colori e profumi del suo paese d’origine, le case, gli amici e i giochi della prima infanzia, campagne non ancora aggredite da una fagocitante edilizia. Negli ultimi anni dipingeva con grande calma, passando dai colori spalmati sulla tela a quelli altrettanto vivi che ammirava affacciandosi alla finestra aperta su una fetta di città ancora non soffocata dai pa- Rotary Club Cagliari 51 lazzoni: lo stagno di Santa Gilla, le azzurrine montagne di Capoterra, il viaggio quotidiano del sole dalle sfumature dell’alba agli strepitosi colori del tramonto. E il suo sguardo accarezzava in controluce il passaggio dei treni su binari lunghi, lunghissimi, che lo trasportavano idealmente verso Bosa, verso Bauladu, verso i mondi ideali mai perduti di un grande affabulatore del pennello, interprete del mistero e del mito, degli scenari onirici e di quelli reali, dei labirinti freudiani, delle complessità informali e della lettura semplice della natura così come la vediamo, così come lui la riproduceva arricchendola con la sua anima gentile e affettuosa. ■ SITO INTERNET DEL CLUB: www.rotarycagliari.org E-mail del club: [email protected] 52 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Un protagonista del Risorgimento L’impegno politico di Giorgio Asproni Ugo Carcassi, Tiziana Pusceddu iorgio Asproni, protagonista di rilievo del nostro Risorgimento, era un uomo eccezionale, dotato di una vivace intelligenza, di una grande tenacia, con una forte personalità tendenzialmente bipolare, caratterizzata da fasi di particolare entusiasmo che si alternavano a periodi di notevole scoraggiamento. Egli è stato descritto come «Uomo di taglia mezzana, come la generalità dei sardi, tarchiatello, barba grigia crescente alla romana; passo cadenzato come un marinaio; parlatore pacato, riservato», il quale non manifesta punto la vivacità del corrispondente romano del “Pungolo”: ciò che non contraddice al suo ritratto psicologico: «calmo, si infiamma solo parlando della Patria». Nato a Bitti nel 1808 e deceduto a Roma nel 1876, conseguì nell’Università di Cagliari la Laurea in Utroque Jure nel 1833 prendendo nello stesso anno gli Ordini sacerdotali che abbandonò dopo 16 anni, il 21 aprile 1849. Ottenne nel 1842, per concorso presso la Diocesi di Nuoro, la carica di Canonico penitenziere che prevedeva una modesta remunerazione. Convinto che le proprie capacità non venissero adeguatamente riconosciute, ebbe rapporti difficili con la Curia nuorese, ben descritti dalla Corona Corrias nel suo pregevole Saggio “Il Canonico ribelle”. Questi contrasti provocarono l’insorgenza di disturbi epatogastrici ed in parte psicofisici che lo tormentarono per il resto della sua movimentata esistenza. Repubblicano convinto, nemico dei Preti e della Monarchia, si stabilì per circa 15 G anni a Genova, dove fin dal 1848 partecipò attivamente all’associazionismo patriottico ed operaio collaborando intensamente ai giornali democratici e mazziniani: “Il pensiero italiano”, “Italia libera”, “L’unità italiana”, “Il dovere”. Per due legislature, la IV e la V, rappresentò alla Camera dei Deputati il terzo Collegio genovese. Trasferitosi a Napoli nel 1864, accentuò la sua attiva battaglia politica in favore della Sardegna, della Sicilia e del Meridione d’Italia. A Napoli diresse per due anni “Il popolo d’Italia” di ispirazione mazziniana e fu anche corrispondente del noto e radicaleggiante foglio “Il pungolo” di Napoli. È grande merito del Professor Tito Orrù aver editato, con la collaborazione del Professor Carlino Sole, in maniera magistrale i 7 volumi del “Diario politico”, iniziato dall’Asproni all’età di 47 anni a Torino, il 29 marzo 1855, ed interrotto dalla morte nel 1876. Esso costituisce uno spaccato interessante e preciso degli avvenimenti politici del travagliato periodo del Risorgimento italiano. Asproni si batté per difendere gli interessi della Sardegna, ma fu anche protagonista degli avvenimenti decisivi dell’unificazione nazionale, nelle campagne per l’indipendenza, dell’impresa dei Mille e per Roma Capitale. Fu apprezzato dai maggiori esponenti politici di questo periodo quali Mazzini, Garibaldi, Cattaneo, Cavour (con cui ebbe violenti dissensi), Ricasoli, Minghetti, Sella. Per circa un trentennio fu quindi un convinto sostenitore della democrazia e della Repubblica * Sintesi della Relazione svolta in occasione del Convegno “Giorgio Asproni, una vita per la democrazia” (Bitti, Nuoro, 13-16 novembre 2008) giugno 2009 — in un periodo in cui era difficile esternare e difendere questi princìpi. Tanto più meritevole appare questa sua indefessa attività se si considerano le afflizioni fisiche e psicologiche che, come si è accennato, costellarono la sua esistenza. Tormentato da vari disturbi, sviluppò un vivo interesse per i trattamenti omeopatici che si ispiravano alla teoria di Samuel Hahnemann. L’Asproni, quantunque colto ed intelligente, si mostrò particolarmente credulone nei confronti di vari personaggi, pranoterapisti e guaritori di ogni genere, dai quali ottenne numerose e fantasiose prescrizioni mediche. Soffrì per molti decenni di soffocazioni, disturbi gastrici, epatici, intestinali, di geloni, disturbi oculari e dentari, foruncolosi, reumi, raffreddori e bronchite cronica che, variamente combinati, contribuirono a favorire l’insorgenza di una meteorolabilità e della ipocondria. Per curare i suoi disturbi di fegato divenne un regolare frequentatore delle Terme di Montecatini dove si recò sistematicamente bevendo esclusivamente acqua del Tettuccio che in un ciclo lo portò a consumarne ben 120 bicchieri. Rotary Club Cagliari 53 Il suo Diario è denso di annotazioni che si riferiscono al clima in cui denuncia l’eccessivo caldo o l’eccessivo freddo. Nonostante i disturbi gastrici, Asproni mostrò sempre un vivo interesse per gli stimoli dei vari cibi, specie quando fa riferimento ai porchetti ed alle taccole. Il perseverare di disturbi dentari lo rese edentulo e fu costretto a farsi confezionare una dentiera. Visse pendolando tra Genova, Napoli, Firenze, Torino, Roma, a seconda dell’evolvere della situazione politica. La mutevolezza del suo carattere lo rendeva irritabile ed egli stesso scrive: «Sono di natura generosa, affabile, semplice, ma immutabile nei princìpi, tenace nei propositi, fiero come un leone quando mi irritano o vogliono sottoporre a indiscreta prova la mia bontà». Asproni certamente, quale figlio del popolo, tendeva ad evidenziare la sua figura ed il suo ruolo di Deputato sardo combattivo e stimato. Nonostante i voti sacerdotali, mostrò sempre una particolare avversione per il celibato. Nei confronti delle donne egli ebbe un comportamento curioso. Ad esempio, nel dicembre 1860, scrive di aver osservato le Monache di un Monastero «piuttosto numerose, molte di loro giovani, belle, con occhi neri e lucidi che tramanda un fuoco nelle vene del povero mortale in cui si fissano. Esse, anche se furtivamente, guardano e sono felici di essere guardate». Egli afferma anche «La donna è fatta per l’uomo e l’uomo per la donna. Il celibato è un’offesa alla natura ed alla moralità». Tuttavia, nei 7 volumi del Diario, non esiste alcun riferimento a specifici rapporti affettivi di qualunque genere con il sesso femminile. L’unico sicuro, importante e documentato rapporto sentimentale fu quello legato alla frequentazione della Principessa romena, Contessa Dora d’Istria, con la quale ebbe una relazione intellettuale platonica, fortemente caratterizzata da una affettuosa intimità. Ad un certo punto l’Asproni apprese che la Contessa era sposata. Questo segnò la fine dei rapporti tra i due durante i quali egli si era 54 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 abbandonato a manifestazioni e dichiarazioni d’amore sicuramente sorprendenti. Contrario per principio al duello, si batté con Paolo Fabbri, Ufficiale e Giornalista, per una questione collegata al prestigio degli Ufficiali dell’Esercito che sembrava in contrasto con la libertà della stampa. Assuntore di un numero notevolissimo di farmaci, egli tuttavia spesso affermava di amare poco le medicine. Circondato da numerosi amici, frequentemente si lamentava della loro compagnia: «Mi seccano perché io amo star solo». Dotato di una vis polemica caustica, i suoi giudizi erano spesso particolarmente pungenti. Nei confronti di Crispi espresse una valutazione molto aspra e parlando della moglie la definì pettegola, incolta, ineducata, brutta, trescona, avventata e provocatrice. Riferendosi a Garibaldi, usò espressioni forti quali «Il cuore di Garibaldi è buono. La testa molto povera di idee politiche». Negli ultimi anni si accentuò il suo senso di noia e di melanconia «Tutto in me si spegne tranne l’amore di libertà». La meteorofragilità lo portò a lamentare il caldo insopportabile di Napoli (13 luglio 1874), salvo poi annotare, quando il tempo cambiava, «Fa pioggia e vento: è la stagione che meno di tutte mi accomoda». Da quanto fino ad ora scritto, appaiono evidenti le sue imperfette condizioni psicofisiche accentuate dalla meteorofragilità e dalla meteoropatia che, pur influendo sulla qualità della vita, non incisero però sulle varie e molteplici attività svolte nel corso della sua esistenza conclusasi a Roma il 30 aprile 1876, all’età di 67 anni e 8 mesi. Attorno a lui erano pochi amici intimi. Vennero a rendere onore alla salma molti personaggi dell’epoca, tra questi Garibaldi che, a causa dell’artrite, venne aiutato a salire le scale che portavano all’abitazione dell’Asproni. Il Generale aveva perdonato al defunto le numerose intemperanze verbali a lui indirizzate. ■ SITO INTERNET DEL CLUB: www.rotarycagliari.org E-mail del club: [email protected] giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 55 Rispetto dei valori etici La vita: un regalo da non gettar via Ulisse Figus gni uomo è un essere irripetibile, pieno di tutti i suoi pregi e difetti, ma pur sempre degno di esistere e di manifestare i suoi princìpi e le sue idee. L’errore che possiamo commettere più di frequente è quello di metterci, talvolta, su un piedistallo per pontificare e giudicare il prossimo senza cercare di capire che cosa ci aggiunga e non ci tolga nel nostro personalissimo modo di vedere le cose. Vuoi vedere che in questo mondo siamo tutti necessari ma nessuno si noi è indispensabile proprio perché noi da soli formiamo il particolare mentre, insieme e uniti, formiamo il tutto o perlomeno una grossa fetta del tutto. È molto bello sentirsi utili e sentire gli altri altrettanto utili per portare a compimento i compiti che il nostro breve percorso terreno ci pone davanti. È proprio questo che dobbiamo capire. Ascoltare e interpretare avulsi da preconcetti. Lo so che non è facile come è anche vero che passiamo gran parte delle nostre giornate a sparlare del prossimo, a giudicare e a condannare. Spesso ascolto il grido di dolore di relatori che lamentano il degrado della società in cui viviamo e forse oggi lo possono fare ma, dico io, ci siamo chiesti se l’umanità del passato non era nuova ad atteggiamenti similari. L’uomo predica da sempre per mezzo di filosofi, storici, poeti ma non mi sembra che abbia fatto tesoro degli errori precedenti. La sete di potere attanaglia l’uomo d’oggi e lo rende schiavo delle sue voglie allontanandolo dal mettere in pratica un’etica di comportamento che sia conforme ai dettami di una coscienza retta. O Ci dimentichiamo che la morte, per dirla con Trilussa, ci livella tutti. La morte, il non far parte di questo mondo. La dipartita di un personaggio, illustre per alcuni risultati del suo modus vivendi, e magari molto meno per altri, riempie le pagine dei quotidiani e occupa gran parte dei telegiornali. E quindi, giù fiumi di inchiostro e di parole. Giornalisti e persino uomini di Chiesa quasi a santificare l’operato dell’estinto. Ma penso che la santità di un uomo non si costruisca con le parole di un vescovo o con la particolare predisposizione al canto, alla politica, allo sport che restano solo l’espressione di un talento espresso nel migliore dei modi. Si dà poi peso al fatto che l’illustre estinto si sia adoperato nel campo della beneficenza anche se poi, a distanza di tempo, si scopre, che non era tutto oro quello che luccicava. Un famoso comico sparla a proposito e a sproposito della politica e dei politici riempiendo gli stadi ove arriva con un suo elicottero privato: ma forse che vengono dette cose diverse da quelle che diceva Cicerone a Roma circa duemila anni fa? L’uomo si ripete come una gallina col suo verso, diceva il Leopardi. Ma forse che cessa la tempesta? Ma neanche per sogno! Torna la tempesta e anche la gallina avida di potere nelle sue multiformi espressioni. Non c’è nessuno che si ponga il problema di creare un partito del dovere nel riconoscere nel suo decalogo le impellenti necessità della società. Si inneggia alla libertà e di conseguenza si diventa liberticidi. L’etica non esiste più, chi compie il proprio dovere viene apostrofato con epiteti sconci. Diamo uno sguardo al quadro politico e osserviamo l’inquinamento culturale 56 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 e morale che siede negli scranni del parlamento di ogni stato (invertiti, separati, eterosessuali, brigatisti, ladri, ecc. ecc...). Ma crediamo, in verità,che questi siano capaci di legiferare? Non credo proprio. Ci rubano i soldi e le pensioni usando la politica. Ma come si può restituire l’uomo all’uomo? Sono però sicuro che non è di questo mondo la soluzione della convivenza eticamente civile ma almeno che non ci tocchi- no la famiglia, i figli, la casa, il lavoro giustamente retribuito, il diritto alla libertà e alla libertà religiosa. La vita è come un regalo mai aperto che non bisogna gettare via e non è una corsa, quindi bisogna prenderla più piano e ascoltarne la musica prima che la canzone sia finita. La cantante Mia Martini ha interpretato benissimo i versi di Mimmo Cavallo che riporto: Non esistono più valori nella vita o forse non ci sono mai stati È il desiderio del denaro che ci guida come un gas che ci spinge su Dio... Dio... e chi ci crede più! Ma Dio c’è che ti bussa per lavarti i vetri Proprio lì davanti, dove non lo vedi, fra gli indifferenti, i violenti, gli assassini veri Dio c’è, non è morto Dio resiste nonostante questo nero Ci vogliono far spegnere la testa e andare avanti Così la morte delle idee non lascia buoni eredi Vite impedite come code di lucertole tagliate E chi ci ferma più? C’è bisogno di un sogno in questa vita senza uscite Dio c’è! ■ Auguri a Carlo Carcassi el dicembre scorso, la Giunta della Regione che, per legge, deve identificare uno studioso particolarmente esperto che sovrintenda tutte le attività di donazione e trapianto d’organi che si svolgono nel suo territorio, ha investito di tale alto incarico, per un quinquennio, il nostro socio Carlo CARCASSI. L’attribuzione di quest’ufficio, di tanta importanza sociale, è ulteriore conferma del generale prestigio che il caro amico Carlo meritatamente gode per le eccellenti capacità scientifiche e per l’equilibrio, l’autorevolezza e l’impegno che hanno sempre contraddistinto l’esercizio della professione. N giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 57 Rotariani in libreria Antonio Lenza: Storia della moneta in Sardegna L. A. affascinante storia della moneta, il mezzo indispensabile dello scambio dei beni in qualunque società evoluta, è l’argomento del nuovo libro di Antonio Lenza che si intitola “Storia della moneta in Sardegna”, pubblicato dalle Edizioni Della Torre, e si avvale di una dotta ed illuminante prefazione dello storico Francesco Floris. L’interessante lavoro di Antonio Lenza parte dalla monetazione punico-sarda, con ampi riferimenti all’insediamento dei Fenici in Sardegna e all’occupazione cartaginese per addentrarsi nella storia della monetazione romano-sarda, vandalica, bizantina e quindi per esplorare la circolazione monetaria nel Medio Evo e concludersi nel periodo sardo-piemontese col necessario riferimento alla nuova monetazione del Regno di Sardegna. È un’opera, questa del Lenza, che a prima vista sembra destinata agli specialisti ma che, invece, diventa un testo di facile e affascinante lettura perché fa in sintesi ricostruire la storia della nostra società, non soltanto quella sarda, con puntuali ed ampi riferimenti alle fonti storiche. L’ La moneta, nota opportunamente Francesco Floris nella Prefazione, diviene «un documento storico del contesto politico e del livello tecnologico del periodo nel quale è avvenuta la coniazione e si lega a tutte le altre chiavi di lettura che permettono allo studioso di spiegare la cultura e la civiltà di un popolo in un determinato momento della sua storia». Ne consegue che muta la nostra abitudine di considerare la moneta una semplice tessera metallica ma si comprende come essa divenga uno strumento di scambi, una realtà tangibile della storia sociale ed economica di un popolo. In conclusione, come afferma l’Autore nella premessa al suo eccellente lavoro, «l’approccio ai fatti monetari lontani nel tempo è complesso e spesso privo o assai carente di concreti agganci con le vicende del vivere quotidiano» per cui, in conclusione, il modo più opportuno per ricostruire l’evoluzione di una società, non soltanto quella sarda, consiste nel far emergere i fatti salienti della sua storia. ■ 58 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Le grandi infrastrutture L’aeroporto di Cagliari tra passato e futuro Alessio Grazietti * l passeggero che oggi parte dal “Mario Mameli” di Elmas usufruisce di una serie di servizi di standard elevato degni dei migliori aeroporti europei. Sin dall’arrivo nell’area aeroportuale, tra giardini curati, può parcheggiare nel silos coperto e giungere in aerostazione attraverso la passerella vetrata sospesa, panoramica e confortevole. Pochi minuti di fila nei 42 banchi check-in e attraverso i sei varchi di sicurezza può recarsi all’imbarco attraverso uno dei sei loading bridges o attraverso i comodi percorsi d’imbarco a piedi, prediletti dai vettori low cost. I Nel tabellone compaiono ormai decine di destinazioni dirette, con circa venti collegamenti di linea in Italia e almeno altrettante in Europa, comprese le principali capitali (Parigi, Londra, Berlino, Madrid, Bruxelles, Oslo, ecc.) e città europee (Barcellona, Siviglia, Valencia, Edimburgo, Bristol, Manchester, Marsiglia, Basilea, Monaco di Baviera, Colonia, Stoccarda, Francoforte, Dusseldorf, ecc.) della compagnia isolana è la più importante per il vettore). La gamma dei servizi, commerciali e non, a disposizione degli utenti e dei vettori aerei è via via più ampia e di qualità. La gradevolezza ed il comfort dell’aerostazione, dalle linee architettoniche originali ed eleganti, con le sue trasparenze verso i piazzali aeromobili ed i giardini del land side, che si stagliano sugli sfondi meravigliosi degli stagni e dello skyline di Cagliari, e che ne fanno una delle più belle e vivibili aerostazioni d’Italia, sono ormai la linea caratteristica dello scalo cagliaritano, che si avvia a divenire un aeroporto tra i più importanti d’Italia, per dimensioni e volumi di traffico, cosa che solo pochi anni fa sarebbe stata addirittura impensabile. La vecchia e non rimpianta aerostazione, buia e un po’ triste, è ormai solo uno sbiadito ricordo nella mente dei cagliaritani e di tutti gli utenti sardi che ne hanno usufruito tra il 1980 e il 2001, anno del suo pensionamento. Ancora più numerose sono le destinaNella filosofia della società di gestione, zioni servite da voli charter, che si estendono oltreché all’intera Europa, al Nord Afri- protagonista del cambiamento dello scalo è ca, al Medio Oriente e a tutto il bacino del sempre stata presente la consapevolezza che un aeroporto moderno ed efficiente coMediterraneo. stituisce una straordinaria opportunità di Tutte le principali compagnie italiane, sviluppo per il territorio di riferimento. ed i più importanti vettori low cost, hanno Partendo da questa certezza, nei quasi inserito Cagliari nel proprio network. Addirittura Meridiana e Ryanair vi hanno vent’anni della sua storia, con un’acceleraaperto una propria base operativa (quella zione importante negli ultimi anni, la * Direttore Generale SOGAER - Cagliari Airport SpA giugno 2009 — So.G.Aer., o Cagliari Airport, come adesso si chiama, per rendere più riconoscibile la destinazione in ambito internazionale, ha conquistato importanti successi, sia sul piano infrastrutturale, rinnovando ed ampliando tutte le infrastrutture dello scalo, che sul piano amministrativo, prime fra tutte l’ottenimento della gestione quarantennale dell’aeroporto, e la conquista del cambio di status da Militare Aperto al Traffico Civile a Civile a tutti gli effetti. Come pure straordinari sono i risultati in termini di sviluppo del traffico, che ha visto sfiorare i tre milioni di passeggeri nel 2008, con un incremento del 10,4 per cento sul 2007, e con una previsione di ulteriore incremento a due cifre sia nel 2009 che nel 2010. Rotary Club Cagliari 59 aeree, in cui si svolgono, ogni anno, le trattative per la creazione di nuove rotte ed il consolidamento di quelle esistenti, per le stagioni successive. Con la nuova aerostazione, considerata dall’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e dalla UE una eccellenza, e tra le migliori opere realizzate con i fondi comunitari, sia per la qualità e la efficienza, che per i tempi di realizzazione (circa la metà di quelli necessari, mediamente, per completare, dal progetto all’inaugurazione, opere di tale rilevanza e di tali dimensioni, come riconosciuto dallo stesso Presidente Ciampi nel corso della cerimonia di inaugurazione), e con le piste di volo e di rullaggio appena rifatte a nuovo, l’aeroporto Forte della concessione quarantennale, di Cagliari Elmas potrebbe essere consideche consente di pianificare con sufficiente rato a posto sotto il profilo infrastrutturale prospettiva lo sviluppo futuro dello scalo, per molti anni. la società di gestione prosegue nella politiInvece, come sempre accade in questi ca di sviluppo del traffico e di ampliamento del network dei collegamenti nazionali eterni cantieri che sono gli aeroporti, in raed internazionali, che ha già colto impor- gione dell’enorme sviluppo che ha avuto e tanti successi, e di promozione della desti- continuerà ad avere, secondo le previsioni, nazione, e del suo territorio, tra i vettori ae- a dispetto della crisi contingente, il trarei ed i tour operator, partecipando alle più sporto aereo, le esigenze crescenti richiedoimportanti manifestazioni di settore, occa- no pressantemente ulteriori investimenti sioni di incontro tra aeroporti e compagnie per la realizzazione di nuovi piazzali aero- 60 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 mobili, in anticipo sulle previsioni iniziali del Piano di Sviluppo Aeroportuale, nuove attrezzature (quali: chioschi self check-in, sistemi smistamento bagagli automatizzati, nuovi e più efficienti sistemi di sicurezza, sistemi informativi più potenti ed efficienti, ecc.), per accrescere l’efficienza e la capacità dell’infrastruttura, di nuove realizzazioni infrastrutturali per offrire ulteriori importanti servizi all’utenza aeroportuale. Il più importante traguardo di rilievo che Cagliari Airport si prefigge prossimamente è quello del conseguimento dello status di aeroporto comunitario, caratterizzato da una dimensione del traffico superiore ai cinque milioni di passeggeri. È certamente un obiettivo ambizioso, ma che gli attuali trend di sviluppo rendono alla portata dello scalo cagliaritano entro il prossimo quinquennio, e che comporterà una serie di vantaggi legati in maniera parLa rivisitazione del sistema dei servizi ticolare alla attenzione che l’Unione Eurocommerciali, e l’ampliamento delle super- pea riserva alle opere di rilevanza strategifici dedicate, della gamma degli esercizi e ca comunitaria nel settore dei trasporti. delle tipologie, in corso di realizzazione, Per conseguirlo occorre naturalmente costituisce una vera e propria ristrutturazione dell’aerostazione, che interesserà tut- proseguire nell’impegno da parte della Soto il sistema dei negozi sia in airside che in gaer nell’attuare le politiche di sviluppo inlandside, i percorsi per i controlli di sicu- frastrutturale, di efficienza gestionale, di rezza, la posizione delle biglietterie, della promozione delle rotte, ma condizione essala amica, del business centre aeroportua- senziale è che anche le istituzioni e gli opele, del ristorante, delle sale VIP. Con l’occa- ratori economici, si attivino per sostenere sione verrà varata una nuova tipologia di questi sforzi, impegnandosi ciascuno per la negozi, più luminosi e trasparenti, dotati di propria parte, a corrispondere alle esigenze maggior appeal commerciale, dalle super- che questi flussi di traffico, per la gran parfici più ampie, la cui realizzazione è già in te turistici, portano con sé, che sono certamente una sfida importante ed intrigante, corso avanzato di realizzazione. ma anche una grande occasione di sviluppo Uno tra i più importanti segmenti d’at- e di creazione di attività economiche ed imtività su cui si prevede di investire nel- prenditoriali. l’immediato futuro è certamente l’AviaÈ cioè essenziale che il cosiddetto “terrizione Generale, cui si prevede di dedicare un proprio terminal separato, che costi- torio” sappia reagire, e reagisca, prontatuirà sempre più un settore d’attività rile- mente, adeguando la capacità ricettiva e vante e ad alta possibilità di ricaduta eco- l’offerta di servizi, in termini sia di ampieznomica nel territorio, votata com’è al ser- za di gamma che di estensione temporale, vizio di un’utenza business e turistica di prendendo a riferimento l’intero arco dell’anno. alto profilo. La crescita del traffico e la realizzazione delle infrastrutture al servizio di questo sviluppo, comporta anche la creazione di opportunità di lavoro e di investimento diretto in aerostazione e nell’intero scalo, oltre agli enormi effetti sull’indotto esterno, sia nel comparto dei servizi che in quello turistico, dove sono stati calcolati effetti veramente straordinari, dell’ordine di grandezza delle centinaia di milioni di euro all’anno. Se saranno attivate tutte le importanti sinergie possibili tra le istituzioni, gli imprenditori e gli operatori del settore, certamente il successo dello sviluppo dell’aeroporto di Cagliari Elmas saprà riverberarsi positivamente e significativamente, in tutte le sue potenzialità, sull’intera economia regionale. ■ giugno 2009 — Rotary Club Cagliari 61 COMMISSIONI ANNO 2009/2010 EFFETTIVO Presidente coordinatore: Massimo FRONGIA A. 070 345029 – U. 070 305456 - 307732 – F. 070 303006 C. 333 5778889 – E-mail: [email protected] • AMMISSIONI Presidente: Ettore ATZORI A. 070 663601 – U. 070 495019 – F. 070 495019 – C. 328 6553019 E-mail: [email protected] Componenti: Antonio Cabras, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi • SVILUPPO DELL’EFFETTIVO Presidente: Roberto NATI A. 070 401792 – U. 070 650614 – F. 070 401792 – C. 329 6225082 E-mail: [email protected] Componenti: Marcello Caletti, Maria L. Muroni, Franco Staffa • INFORMAZIONE ROTARIANA Presidente: Angelo CHERCHI A. 070 280329 – U. 070 666142 – C. 349 5643436 E-mail: [email protected] Componenti: Lucio Artizzu, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi PROGETTI DI SERVIZIO Presidente coordinatore: Giuseppe CASCIU A. 070 480371 – U. 070 303714 – F. 070 344952 – C. 348 3016784 E-mail: [email protected] • SVILUPPO COMUNITARIO – ASPETTI SOCIALI Presidente: Maria Pia LAI GUAITA A. 070 303739 – U. 070 6757280 – C. 333 4730483 E-mail: [email protected] Componenti: Francesco Birocchi, Antonio Lenza, GianPaolo Piras, Marco Rodriguez • SVILUPPO COMUNITARIO – ASPETTI SANITARI Presidente: Giuseppe MASNATA A. 070 670902 – U. 070 539424 – F. 070 70539570 – C. 348 3359200 E-mail: [email protected] Componenti: Stefano Oddini Carboni, Carlo Carcassi, Salvatore Lostia di S. Sofia, Mario Graziano Figus, Ulisse Figus • SVILUPPO COMUNITARIO – ASPETTI URBANISTICI Presidente: Michele PINTUS A. 070 403277 – U. 070 403277 – F. 070 402131 – C. 335 1255480 E-mail: [email protected] Componenti: Efisio Baire, Giovanni M. Campus, Franco Passamonti, Mauro Rosella • PROTEZIONE DELL’AMBIENTE – ECO-PARCO Presidente: Mario FIGUS A. 070 488251– U. 070 304032 – F. 070 345181 – C. 335 481566 E-mail: [email protected] Componenti: Maurizio Boaretto, Paolo Piccaluga, Antonio Scrugli • PROTEZIONE DELL’AMBIENTE – GESTIONE DEL SISTEMA DELLE ACQUE COSTIERE Presidente: Giovanni BARROCU A. 070 664496– U. 070 6755169 – F. 070 275281 – C. 335 409756 E-mail: [email protected] Componenti: Francesco Birocchi, Giovanni M. Campus, Eugenio Lazzari • AZIONE INTERNAZIONALE Presidente: Giorgio LA NASA A. 070 400584 – U. 070 6092800 – C. 335 219019 – E-mail: [email protected] Componenti: Giuseppe Cocco, Angelo Deplano, Stefano Liguori, Maria L. Muroni • PARTNER NEL SERVIRE Presidente: Maria Luigia MURONI A. 070 490848 – U. 070 41917 – F. 070 42482 – C. 347 8590788 E-mail: [email protected] Componenti: Carlo Carcassi, Mario Figus, Stefano Liguori, Caterina Lilliu, Margherita Mugoni • GIOVANI Presidente onorario: Franco STAFFA A. 070 532102 – U. 070 402835 – F. 070 402966 – C. 328 7299397 E-mail: [email protected] Componenti: Salvatore Ferro, Mauro Manunza, Maria L. Muroni, Michele Rossetti Amministrazione del CLUB Presidente coordinatore: Michele ROSSETTI A. 070 304038 – U. 070 400240 – F. 070 4526207 C. 335 7276641 – E-mail: [email protected] • ASSIDUITÀ Presidente: Alessandro PALMIERI A. 070 668556 – F. 070 668556 – C. 335 6547556 – E-mail: [email protected] Componenti: Vincenzo Cincotta, Alessio Grazietti, Stefano Oddini, Marco Rodriguez • PROGRAMMI Presidente: Paolo PICCALUGA A. 070 486662 – F. 070 486662 – C. 335 6210120 – E-mail: [email protected] Componenti: Angelo Deplano, Mauro Manunza, Maria L. Muroni • EVENTI DEL CLUB: 60° ANNIVERSARIO Presidente onorario: Angelo CHERCHI Presidente e coordinatore: Salvatore FOZZI A. 070 272471 – U. 070 2110346 – F. 070 2111165 – C. 335 1230120 E-mail: [email protected] • RIVISTE E NOTIZIARIO DEL CLUB Presidente: Lucio ARTIZZU A. 070 273485 – F. 070 255458 – C. 339 6197991 – E-mail: [email protected] Componenti: Salvatore Fozzi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giovanni Sanjust FONDAZIONE ROTARY Presidente coordinatore: Salvatore FOZZI A. 070 272471 – U. 070 2110346 – C. 335 1230120 E-mail: [email protected] Componenti: Antonio Cabras, Ulisse Figus, Marcello Marchi, Roberto Nati, Giovanni Sanjust di Teulada PUBBLICHE RELAZIONI Presidente coordinatore: Francesco BIROCCHI A. 070 541941 – U. 070 6012341 – C. 338 9457500 E-mail: [email protected] Componenti: Alessio Grazietti, Antonio Lenza, Mauro Manunza, Margherita Mugoni 62 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Le riunioni del Club 18 DICEMBRE Presiede: Ettore Atzori Riunione conviviale per lo scambio degli auguri di Natale. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Berto Balduzzi, Giovanni Barrocu, Maurizio Boaretto, Nicola Brignardello, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Mario Giovanni Carta, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Giulia Casula, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Lino Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Ulisse Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Giuliano Frau, Paola Giuntelli Pietrangeli, Alessio Grazietti, Maria Pia Lai Guaita, Antonio Lenza, Andrea Lixi, Giuseppe Loddo, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Guido Maxia, Giorgio Mulas Mameli, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Piero Nuti, Giovanni Olla, Franco Passamonti, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Gian Paolo Ritossa, Marco Rodriguez, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Angelo Strinna, Ermenegildo Ugazzi, Giulia Vacca Cau, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: Il presidente del Rotaract Stefano Figus ed il socio Simone Parente. L’ing. Silvia Scanu del Team GSE del Distretto 2080. I ragazzi dello scambio giovani affidati al nostro Club: Nicholas BARTON, da Oregon City, Oregon, Stati Uniti; Emily MACKINNON, da Castlegar, Canada; Hannah Dee ROGGE, da Carmel, California, Stati Uniti. Le Signore: Mariolina Casardi ed Alessandra Sequi Deriu. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Annuska Aru, Luisanna Atzeni, Maria Grazia Atzori, Mariuccia Balduzzi, Elia Maria Cabras, Maria Gabriella Caletti, Mirella Campus, Nina Carta, Haydee Casciu, Giulietta Casciu, Maria Pia Ciani, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Maria Rosaria Corona, Maria Corrias, Antonella Figus, Lina Fois, Franca Fozzi, Maria Teresa Frau, Maria Rosaria Lenza, Lia Lixi, Bruna Loddo, Mariangela Manunza, Tiziana Masnata, Maria Vittoria Maxia, Micaela Mulas Mameli, Maria Laura Nuti, Gabriella Olla, Giovanna Passamonti, Maria Teresa Piccaluga, Marina Pintus, Giuseppina Ritossa, Diana Rodriguez, Maria Rosaria Rusconi, Elisabetta Sanjust di Teulada, Paola Strinna, Donatella Ugazzi ed i consorti: Antonello Cau, Francesco Lauro, Michele Pietrangeli. Ospiti dei soci: di Marcello Caletti: l’ing. Antonio Giua Marassi e la sig.ra Marce; di Marinella Ferrai Cocco Ortu: il figlio avv. Francesco Cocco Ortu; di Giuseppe Masnata: la Mamma sig.ra Cecilia Marchi Masna; di Margherita Mugoni: la dott.ssa Caterina Lilliu; di Franco Passamonti: il dott. Giovanni Caria e la sig.ra Iole; di Paolo Piccaluga: la sig.ra Rita Masala; di Michele Pintus: il sig. Fabrizio Maltinti e la sig.ra Paola; di Giulia Vacca: la dott.ssa Francesca Perella ed il sig. Marcello Mazzella. 8 GENNAIO Presiede: Ettore Atzori Assemblea ordinaria dei soci. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Antonio Cabras, Flavio Carboni, Carlo Carcassi, Giulia Casula, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Roberto Nati, Paolo Piccaluga, Gian Pao- lo Ritossa, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Franco Staffa, Alberto Villa Santa. Sono presenti in sala le Signore: Emilia Cimino. 15 GENNAIO Presiede: Ettore Atzori, Angelo Cherchi (Iglesias) e Giovanni Porro (Carbonia) Riunione Interclub con i Rotary di Iglesias e Carbonia per la presentazione del Progetto Serbariu: “Dalla discarica all’ecoparco”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Ugo Carcassi, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Ulisse Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Antonio Scrugli, Alberto Villa Santa. Ospiti dell’InterClub: L’Ing. Salvatore CHERCHI – Sindaco del Comune di Carbonia; Il Sig. Giuseppe CASTI – Assessore Ambiente del Comune di Carbonia; il dr. Giampiero PINNA – Presidente del Parco Geo-minerario, Storico ed Ambientale, della Sardegna e la sig.ra Mimma; L’Ing. Giorgio BOGNIN – Responsabile Operativo di LIGESTRA Ospiti del Club: Il presidente del Rotaract Stefano Figus ed i soci Andrea Carboni e Alessandro Coa. Rotariani in visita: Il dr. Pietro Reali del Rotary Club Roma Aeroporto di Fiumicino. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Elia Maria Cabras, Emilia Cimino, Antonella Figus, Marina Pintus. Ospiti dei soci: Di Angelo Cherchi: il dr Marco Dessi, sindaco del comune di Pabillonis e la sig.ra Daniela, la d.ssa Linda Serra, il dr Luigi Piano e l’arch. Alceo Vado; di Salvatore Ferro, la d.ssa Orsola Altea – presidente del Rotary Club Cagliari Anfiteatro; di Claudio Facchini, il figlio Claudio; di Pasquale Mistretta, l’ing. Ginevra Balletto e l’arch. Alessandro Artizzu; di Margherita Mugoni: la d.ssa Caterina Lilliu; l’ing. Giovanni Corrao e l’ing. Gianni Liguori con la sig.ra Paola Gallus; Di Andrea Lixi: l’arch. Gaetano Lixi; di Antioco Orrù: l’Ing. Emanuele Orrù, l’Ing. Antonio Corda e l’Ing. Paolo Mura con la sig.ra Rosetta; di Mario Figus: la figlia Laura. Presenze degli altri Club: Rotary Club Iglesias: soci e consorti n° 21 Rotary Club Carbonia: soci e consorti n° 21 22 GENNAIO Presiede: Ettore Atzori Dr. Angelo Pani: “Nuvole – cronaca di una disastrosa alluvione”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Giovanni Barrocu, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Flavio Carboni, Carlo Carcassi, Ugo Carcassi, Giulia Casula, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia, Paola Giuntelli Pietrangeli, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Eugenio Lazzari, Carlo Andrea Lecca, Antonio Lenza, Stefano Liguori, Andrea Lixi, Mar- cello Marchi, Giorgio Mulas Mameli, Maria Luigia Muroni, Alessandro Palmieri, Paolo Piccaluga, Gian Paolo Ritossa, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Antonio Scrugli, Franco Staffa, Giulia Vacca Cau, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: Il dr. Angelo Pani. Rotariani in visita: Il prof. Giuseppe De Ferraris di Cagliari EST. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Maria Vittoria Carcassi, Emilia Cimino, Anna Frongia, Elena Lazzari, Lia Lixi, Micaela Mulas Mameli. Ospiti dei soci: di Silvano Costa: il cav. Gino Caproni. 29 GENNAIO Presiede: Ettore Atzori Roberto Nati: “Etica ed Impresa. Responsabilità da reato delle società”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Ugo Carcassi, Mario Giovanni Carta, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Rafaele Corona, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Graziano Figus, Ulisse Figus, Massimo Frongia, Alessio Grazietti, Antonio Lenza, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Roberto Nati, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust di Teulada, Franco Staffa, Alberto Villa Santa. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Emilia Cimino, Maria Grazia Figus, Marina Pintus. Ospiti dei soci: di Ugo Carcassi: la sig.na Sandrine Monlezun. 5 FEBBRAIO Presiede: Ettore Atzori Angelo Cherchi e Salvatore Fozzi: “Il piano di visione futura. La storia, gli scopi, i programmi umanitari e la campagna Polio Plus”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Ugo Carcassi, Giovanni Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Silvano Costa, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Maria Pia Lai Guaita, Antonio Lenza, Salvatore Lostia di S. Sofia, Mauro Manunza, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Ermenegildo Ugazzi, Alberto Villa Santa. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Emilia Cimino, Marina Pintus. 12 FEBBRAIO Presiede: Ettore Atzori Paolo Fadda: “Il porto di Cagliari: le sue prospettive di sviluppo”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Giovanni Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Rafaele Corona, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Giuseppe Fois, Massimo Frongia, Maria Pia Lai Guaita, Antonio Lenza, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Guido Maxia, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Piero Nuti, Giovanni Olla, Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, giugno 2009 — Marco Rodriguez, Michele Rossetti, Alberto Villa Santa. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Anna Maria Fadda, Lia Lixi. Ospiti dei soci: di Paolo Fadda: l’ammiraglio Silenti Nicola ed il capitano di vascello Cristiano Aliperta; di Andrea Lixi. Il figlio Alessandro. 19 FEBBRAIO Presiede: Ettore Atzori Angelo Cherchi, scrittore e presidente del Rotary club Iglesias: “Sulla via di Dom Perignon”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori, Antonio Cabras, Ezio Castagna, Angelo Cherchi, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Silvano Costa, Lino Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Ulisse Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia, Vittorio Giua Marassi, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Salvatore Lostia di S. Sofia, Marcello Marchi, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Piero Nuti, Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Marco Rodriguez, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada. Ospiti del Club: L’assistente del governatore distrettuale, avv Italo Doglio; lo scrittore Angelo Cherchi. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Luisella Castagna, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Maria Rosaria Corona, Maria Corrias, Maria Lostia di S. Sofia, Diana Rodriguez. Ospiti dei soci: di Marinella Ferrai Cocco Ortu: il figlio, avv. Francesco cocco Ortu. 12 MARZO Presiede: Ettore Atzori Notaio Ercole Bartoli: “Arte contemporanea tra concetto e materia”. Sono presenti I soci: Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Mario Giovanni Carta, Giulia Casula, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Rafaele Corona, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Graziano Figus, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Maria Pia Lai Guaita, Giuseppe Loddo, Salvatore Lostia di S. Sofia, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Maria Luigia Muroni, Giovanni Olla, Alessandro Palmieri, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Marco Rodriguez, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: Il notaio Ercole Bartoli e la sig.ra notaio Lodovica Felter Locci. L’ing. Silvia Scano del Tem GSE e la studentessa Alice Molino. Sono presenti in sala le Signore: Mirella Campus, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Maria Grazia Figus, Maria Lostia di S. Sofia, Giovanna Passamonti, Maria Teresa Piccaluga, Marina Pintus, Diana Rodriguez, Maria Grazia Rosella. Ospiti dei soci: di Paolo Piccaluga, la cognata sig.ra Rita Masala; di Marco Rodriguez, il figlio Michele – rotariano di Cagliari Anfiteatro. 19 MARZO Presiede: Ettore Atzori Oasi di San Vincenzo, località Terra Mala: Giornata della Carità in memoria di Don Gesuino Prost. Rotary Club Cagliari Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Angelo Cherchi, Rafaele Corona, Lino Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Maria Pia Lai Guaita, Andrea Lixi, Marcello Marchi, Paolo Piccaluga, Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti. Ospiti del Club: Padre Don Sergio Visca e gli ospiti della sua comunità. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Maria Grazia Atzori, Maria Gabriella Caletti, Maria Rosaria Corona, Lia Lixi, Micaela Mulas Mameli, Maria Teresa Piccaluga, Maria Grazia Rosella. 26 MARZO Presiede: Ettore Atzori Maggiore G.d.F. Mario Leone Piccinni: “Il business del traffico di stupefacenti ed il ruolo delle mafie italiane e delle organizzazioni criminali straniere”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Ugo Carcassi, Giovanni Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Alberto Cocco-Ortu, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Ulisse Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Giuliano Frau, Massimo Frongia, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Giuseppe Loddo, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Franco Staffa, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: Il Generale Stefano Baduini, Comandante della G.d.F. per la Regione Militare della Sardegna; il Colonnello Francesco Bucarelli, Comandante Provinciale della G.d.F.; il maggiore Mario Leone Piccinni. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Maria Vittoria Carcassi, Maria Grazia Rosella. Ospiti dei soci: di Silvano Costa, il cav. Gino Caproni; di Mauro Rosella: l’ing. Antonello Giua Marassi e la sig.ra Marcella; il dott. Efisio Bayre e la sig.ra Giulia; il sig. Fabrizio Maltinti e la sig.ra Paola. 2 APRILE Presiede: Ettore Atzori Prof. Alessandro Fonti: “Gli ‘angeli’ di Paul Klee”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Ugo Carcassi, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Lino Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Maria Luigia Muroni, Alessandro Palmieri, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Antonio Scrugli, Angelo Strinna, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: L’assistente del governatore, avv. Italo Doglio; Il presidente del Rotaract Cagliari, Stefano Figus ed i soci: Carmen Piras, Alessandro Coa e Andrea Fanni; il prof. Alessandro Fonti e l’ing. Maddalena Mameli. Rotariani in visita: Lo scrittore Angelo Cherchi, presidente del Rotary club d’Iglesias; il dott. Giovanni Porro, residente del Rotary club di Carbonia e il dott. Roberto Monticelli, segretario del Rotary club di Carbonia. 63 Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Emilia Cimino, Maria Rosaria Corona, Antonella Figus, Lina Fois, Giovanna Passamonti, Maria Teresa Piccaluga, Marina Pintus, Maria Grazia Rosella, Paola Strinna. Ospiti dei soci: Di Michele Pintus: l’arch. Felice Carta con la signora Franca ed il prof. Enrico corti e sig.ra Anna; di Mario Figus: l’ing. Giorgio Bognin. 16 APRILE Presiede: Ettore Atzori Mons. Michele Fiorentino: “Il processo di nullità matrimoniale canonico. Problematiche attuali”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Maria Campus, Flavio Carboni, Carlo Carcassi, Ugo Carcassi, Giuseppe Casciu, Giulia Casula, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Ulisse Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia, Maria Pia Lai Guaita, Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: Mons. Michele Fiorentino. Sono presenti in sala le Signore: Giulietta Casciu, Antonella Cherchi, Maria Rosaria Corona, Maria Corrias. Ospiti dei soci: di Alberto Cocco-Ortu: l’avv. Maria Paola Manca; di Paolo Ritossa: il senatore Massimo Fantola, rotariano di Ca Est. 23 APRILE Presiede: Ettore Atzori Prof. Giorgio Pellegrini: “Caffeina d’Europa: 100 anni di futurismo in 50 immagini”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Ugo Carcassi, Mario Giovanni Carta, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Stefano Liguori, Andrea Lixi, Salvatore Lostia di S. Sofia, Mauro Manunza, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Giovanni Olla, Alessandro Palmieri, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Marco Rodriguez, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust di Teulada, Ermenegildo Ugazzi, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: Il prof. Giorgio Pellegrini, Il dott. Efisio Baire e la sig.ra Giulia, Il notaio Ercole Bartoli e la sig.ra Marialodovica Felter, Il colonnello Gustavo Cicconardi, la dott.ssa Caterina Lilliu. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Haydee Casciu, Giulietta Casciu, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Maria Rosaria Corona, Elena Lazzari, Marina Pintus, Giuseppina Ritossa, Diana Rodriguez, Maria Grazia Rosella, Donatella Ugazzi. Ospiti dei soci: di Alberto Cocco Ortu, l’onorevole Gian Franco Anedda, la sig.ra, avv. Anna Endrich e la figlia avv. Enrica Anedda; Di Mauro Rosella, il sig. Fabrizio Maltinti e la sig.ra Paola. 30 APRILE Presiede: Ettore Atzori Avv. Antonello Angioni: “La sagra di Sant’Efisio: fede e cultura”. 64 Rotary Club Cagliari — giugno 2009 Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Angelo Cherchi, Luigi Cimino, Silvano Costa, Lino Cudoni, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia, Maria Pia Lai Guaita, Antonio Lenza, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Maria Luigia Muroni, Paolo Piccaluga, Michele Rossetti, Franco Staffa. Ospiti del Club: L’avv. Antonello Angioni, rotariano di Cagliari Nord, I ragazzi dello scambio giovani affidati al nostro Club: Nicholas BARTON, da Oregon City, Oregon, Stati Uniti; Emily MACKINNON, da Castlegar, Canada; Hannah Dee ROGGE, da Carmel, California, Stati Uniti. Rotariani in visita: Il presidente del Rotary club di Chiavari-Tigullio Sergio Santi e sig.ra Laura ed i soci dello stesso club: Luciano Boggia e sig.ra Silvana, Franco Cavagnaro e sig.ra Ornella, Corrado Cavalca e sig.ra Luciana, Roberto Napolitano e sig.ra Maria Luisa, Armando Rosi e sig.ra Loredana. Dal Rotary club Rapallo-Tigullio: Francesco Di Sciorno e sig.ra Fausta Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Maria Grazia Atzori, Antonella Cherchi, Emilia Cimino, Maria Rosaria Lenza, Maria Teresa Piccaluga. 7 MAGGIO Presiede: Ettore Atzori Prof.ssa Nereide Rudas: “L’identità tra memoria e progetto”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Ugo Carcassi, Giuseppe Casciu, Giulia Casula, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Rafaele Corona, Silvano Costa, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Gaetano Giua Marassi, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Antonio Lenza, Andrea Lixi, Giuseppe Loddo, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giuseppe Masnata, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust di Teulada, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: La Prof.ssa Nereide Rudas. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Mirella Campus, Giulietta Casciu, Emilia Cimino, Maria Rosaria Corona, Lia Lixi, Bruna Loddo, Maria Grazia Rosella. Ospiti dei soci: di Silvano Costa: il cav. Gino Caproni. 14 MAGGIO Presiede: Ettore Atzori – Andrea Rusconi: “In ricordo del compianto Giorgio Mulas Mameli”. – Prof. Giulio Paulis. “Il discorso persuasivo”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Flavio Carboni, Ugo Carcassi, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Luigi Cimino, Rafaele Corona, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Maria Pia Lai Guaita, Eugenio Lazzari, Antonio Lenza, Marcello Marchi, Guido Maxia, Roberto Nati, Giovanni Olla, Michele Pintus, Gian Paolo Ritossa, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Angelo Strinna, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: Il prof. Giulio Paulis e la Sig.ra Annalisa; la d.ssa Micae- la Pellecchia Mulas Mameli ed i figli di Giorgio Mulas Mameli: Livia con il marito ing. Francesco Lecis Cocco Ortu; Carola con il marito architetto alberto Lixi; Marco e Stefano ed i nipoti Marta, Matteo e Martin. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Maria Gabriella Caletti, Mirella Campus, Giulietta Casciu, Antonella Cherchi, Emilia Cimino, Franca Fozzi, Luisanna Giua Marassi, Elena Lazzari, Maria Rosaria Lenza, Giovanna Passamonti, Marina Pintus, Giuseppina Ritossa, Maria Rosaria Rusconi, Marinella Corrias, Nenè Bucci Deplano e Mariolina Casardi. 21 MAGGIO Presiede: Ettore Atzori – Marcello Marchi: “In ricordo del compianto Carlo De Magistris”. – D.ssa Rita Pitzalis: “Giustizia minorile e giovani: quale ruolo per il Rotary”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Ugo Carcassi, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Massimo Frongia, Giorgio La Nasa, Maria Pia Lai Guaita, Andrea Lixi, Marcello Marchi, Maria Luigia Muroni, Roberto Nati, Alessandro Palmieri, Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras, Michele Rossetti, Andrea Rusconi, Giovanni Sanjust di Teulada, Franco Staffa, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: L’assistente del governatore, avv. Italo Doglio; il presidente del Rotary Club Cagliari Nord, dott. Gabriele Andria; il presidente del Rotaract Cagliari, Stefano Figus; la d.ssa Rita Pitzalis; la d.ssa Maria Giulia Lo Faso De Magistris; la d.ssa Maria Francesca De Magistris; l’avv. Giovanni Fara Puggioni; il dott. Piergiorgio Pirisi. Sono presenti in sala le Signore: Giulietta Casciu, Emilia Cimino, Maria Rosaria Corona, Lina Fois. Ospiti dei soci: di Marinella Ferrai Cocco Ortu: il figlio, avv. Francesco Cocco Ortu; di Marcello Marchi, la sorella sig.ra Cecilia Masnata Marchi. 28 MAGGIO Presiede: Ettore Atzori Rafaele Corona: “Libertà, diritto, verità: interrogativi”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Ugo Carcassi, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Alberto Cocco-Ortu, Rafaele Corona, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Graziano Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Maria Pia Lai Guaita, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Roberto Nati, Piero Nuti, Franco Passamonti, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Angelo Strinna, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: Mons. Michele Fiorentino, la d.ssa Giulia Puddu Baire, la d.ssa Lodovica Felter Locci, l’avv. Cecilia Onnis. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Maria Gabriella Caletti, Mirella Campus, Antonella Cherchi, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Maria Rosaria Corona, Maria Grazia Figus, Lina Fois, Maria Laura Nuti, Giovanna Passamonti, Marina Pintus, Giuseppina Ritossa, Maria Grazia Rosella, Paola Strinna. Ospiti dei soci: di Rafaele Corona: il dott. Rodolfo Donzelli e la sig.ra Patrizia; di Margherita Mugoni: la sig.ra Maria Antonietta Petroni Floris e la d.ssa Maria Giovanna Mugoni; di Michele Pintus: il dott. Claudio Pinna e la sig.ra Franca; di Mauro Rosella: il sig. Fabrizio Maltinti e la sig.ra Paola. 4 GIUGNO Presiede: Ettore Atzori CP Cristiano Aliperta: “Il fenomeno della pirateria moderna”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Ettore Atzori, Efisio Baire, Ercole Gabriele Bartoli, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giovanni Casciu, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Vincenzo Cincotta, Silvano Costa, Lino Cudoni, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Ulisse Figus, Giuseppe Fois, Massimo Frongia, Maria Pia Lai Guaita, Eugenio Lazzari, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Salvatore Lostia di S. Sofia, Giuseppe Masnata, Maria Luigia Muroni, Piero Nuti, Giovanni Olla, Alessandro Palmieri, Paolo Piccaluga, Giampaolo Piras, Gian Paolo Ritossa, Marco Rodriguez, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust di Teulada, Antonio Scrugli, Ermenegildo Ugazzi, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: Il presidente del Rotaract Cagliari Stefano Figus, il CP Cristiano Aliperta e la sig.ra Patrizia l’avv. Cecilia Onnis. Rotariani in visita: La d.ssa Cinzia Cincotta del club Cagliari Anfiteatro. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Giulia Baire, Giulietta Casciu, Emilia Cimino, Franca Cincotta, Elena Lazzari, Lia Lixi, Maria Laura Nuti, Diana Rodriguez, Maria Grazia Rosella. Ospiti dei soci: di Vincenzo Cincotta: il CP Michele Russo e la sig.ra Graziella. 11 GIUGNO Presiede: Ettore Atzori Mauro Rosella e avv. Cecilia Onnis: “Politiche e legislazioni di sicurezza collettiva: sistemi internazionali a confronto”. Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Ambrogio Atzeni, Ettore Atzori, Efisio Baire, Giovanni Barrocu, Antonio Cabras, Marcello Caletti, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giuseppe Casciu, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Luigi Cimino, Rafaele Corona, Silvano Costa, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Giuseppe Fois, Massimo Frongia, Maria Pia Lai Guaita, Luigi Lepori, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Margherita Mugoni, Maria Luigia Muroni, Paolo Piccaluga, Michele Pintus, Giampaolo Piras, Mauro Rosella, Angelo Strinna, Ermenegildo Ugazzi, Alberto Villa Santa. Ospiti del Club: L’avv. Cecilia Onnis ed il marito ing. Giacomo Damele; la d.ssa Alice Molino; il col. Gustavo Cicconardi. Sono presenti in sala le Signore: Maria Artizzu, Giulia Baire, Maria Gabriella Caletti, Giulietta Casciu, Antonella Cherchi, Emilia Cimino, Maria Rosaria Corona, Ginetta Lepori, Giovanna Passamonti, Marina Pintus, Maria Grazia Rosella, Paola Strinna. Ospiti dei soci: di Efisio Baire: il sig. Fabrizio Maltinti e la sig.ra Paola. ■ ROTARY INTERNATIONAL – DISTRETTO 2080 ITALIA ROTARY CLUB CAGLIARI ORGANIGRAMMA DEL CLUB Anno Rotariano 2009 / 2010 Presidente Marinella FERRAI COCCO-ORTU A. 070 284643 – U. 070 669450 – F. 070 653401 C. 338 2258309 – E-mail: [email protected] Presidente uscente Ettore ATZORI A. 070 663601 – U. 070 495019 – F. 070 495019 C. 328 6553019 – E-mail: [email protected] Presidente eletto Ninni CABRAS A. 070 401767 – U. 070 401767 – F. 070 401767 C. 347 0780364 – E-mail: [email protected] Vicepresidente Salvatore FOZZI A. 070 272471 – U. 070 2110346 – F. 070 2111165 C. 335 1230120 – E-mail: [email protected] Segretario Lino CUDONI A. 070 725463 – C. 339 1126137 E-mail: [email protected] Tesoriere Salvatore FERRO A. 070 488321 – U. 070 6094345 – F. 070 4520704 C. 347 0391241 – E-mail: [email protected] Prefetto Paolo CIANI A. 070 371787 – U. 070 371913 – F. 070 371913 C. 328 9844811 – E-mail: [email protected] Consiglieri Francesco STAFFA A. 070 532102 – U. 070 402835 – F. 070 402966 C. 328 7299397 – E-mail: [email protected] Massimo FRONGIA A. 070 345029 – U. 070 305456 - 070 307732 F. 070 303006 – C. 333 5778889 E-mail: [email protected] Giuseppe CASCIU A. 070 480371 – U. 070 303714 – F. 070 344952 C. 348 3016784 – E-mail: [email protected] Michele ROSSETTI A. 070 304038 – U. 070 400240 – F. 070 4526207 C. 335 7276641 – E-mail: [email protected]