RELAZIONE ANNUALE ANNO 2003 INDICE PRESENTAZIONE pag.1 Introduzione pag. 2 PARTE PRIMA: Cap. 1 PRINCIPI GENERALI DEL PIANO DELLE AZIONI 2004-2005. pag. 4 1.1 L’importanza della comunicazione interna ed esterna dell’azienda. pag. 9 PARTE SECONDA: Cap. 2. IL GOVERNO GESTIONALE: STATO DELL’ARTE DICEMBRE 2003. pag.12 2.1. Monitoraggio delle “assenze a vario titolo” del Personale del Comparto. 2.2. Stato dell’arte del Personale del Comparto con “prescrizione medica alla funzione di assistenza” relativamente all’anno 2003. pag.12 pag.13 2.2.1. Strategie adottate nelle “allocazioni di servizio” del personale che presenta una prescrizione medica. pag.13 2.2.2. Analisi dei dati aggregati aziendali sul fenomeno delle prescrizioni mediche. pag.14 2.2.3. Principali cause di prescrizione medica. pag.15 2.3. pag.17 Part-time. 2.3.1. Analisi dei dati aggregati aziendali nell’utilizzo del lavoro a part time. pag.17 2.3.2. Quantità dell’orario. pag.18 2.3.3. Concentrazione dei part-time rispettivamente nell’Area Ospedaliera e nell’Area territoriale. pag.18 2.3.4. Articolazione dell’orario. pag.18 2.3.5. Andamento delle domande part-time del personale infermieristico: “periodo di riferimento anno 1999 – 2003”. pag.19 2.3.6. Differimento data di presentazione della domanda e attivazione del part-time. 1 pag.19 2.3.7. Aspetti “motivazionali” legati alla richiesta di trasformazione del rapporto Lavoro da tempo pieno in tempo parziale: “periodo di riferimento anno 1999 – 2002”. pag.19 2.3.8. Analisi dei dati aziendali sull’utilizzo del part-time con riferimento esclusivamente all’anno 2003. pag.21 2.3.9. Aspetti “motivazionali” legati alla richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in tempo parziale: riferimento alle richieste di Part-time anno 2003. pag.21 2.3.10 Quantità dell’orario e articolazione dell’orario richiesta nell’anno 2003. pag.22 2.3.11. Distribuzione fra le aree di servizio delle domande di part-time anno 2003. pag.22 2.3.12. Piano di differimento fra data di presentazione delle domande e attivazione del part-time. 2.4. pag.24 Valutazione complessiva dei minuti assistenziali erogati nelle Unità Operative per l’anno 2003. 2.5. pag.25 Riepilogo dei principali indicatori occupazionali: selezioni effettuate dal 01/01/1999 al 31/12/2003 esclusi i non dipendenti (vedi nota del 7 febbraio 2004 Prot. 0011691 a firma del Direttore Generale Dott. T. Carradori) 2.6. 2.7. pag.25 Composizione percentuale delle équipes infermieristiche delle diverse unità Operative/Dipartimenti Aziendali. pag.25 Omogeneizzazione del modello della turnistica: turno m/3. pag.27 2.7.1. Ri-progettazione della “Turnistica di servizio sulle 24 ore” per la eliminazione sistematica della cadenza m/3. pag.28 2.7.2. Modificazione della turnistica nell’U.O. Hospice. pag.29 2.7.3. Modificazione della turnistica nell’U.O. “Residenza il Glicine” pag.29 2.7.4. Modificazioni della turnistica nell’U.O. O.R.L. pag.30 2.7.5. Modificazione della turnistica SALA OPERATORIA. pag.31 2.8. Analisi degli “eventi gestionali” del personale infermieristico relativamente all’anno 2003. pag.31 2.8.1. Reports Ferie Mensili Dipartimentali 2003. pag.31 2.9. pag.34 Stato dell’arte sulla mobilità. 2.10. L’Istituto dei Turni Aggiuntivi: due anni di esperienze. pag.44 2.10.1. Costo turni aggiuntivi– GRAFICO. pag.46 2 2.10.2. Distribuzione fruizione turni aggiuntivi novembre 2003. pag.47 CAP 3. LA DOTAZIONE IN CIFRE. pag.48 3.1. Il Personale dipendente in servizio al 31/12/2003. pag.48 3.2. Dotazione organica del Personale Infermieristico. pag.50 3.3. Dati di pianta organica del Personale Infermieristico – anno 1999 – 2000 – 2001 3.4. 2002 – 2003. pag.51 Personale Infermieristico: Posti di Lavoro. pag.52 PARTE TERZA Cap. 4. LA NOVITA’ DELL’ANNO 2003: OSPEDALE CERVESI DI CATTOLICA. pag.54 4.1. Gestione diretta dell’Ospedale di Cattolica da parte dell’Azienda USL di Rimini. pag.54 4.2. Interventi attuati prima della gestione diretta dello Stabilimento di Cattolica. pag.54 4.2.1. Reclutamento di Personale. pag.54 4.2.2. Assegnazione del Personale. pag.57 4.2.3. Ri-assorbimento di Personale. pag.57 4.2.4. Dimissioni volontarie di Personale. pag.58 4.2.5. Modalità di acquisizione di Personale in Azienda in alternativa all’assunzione diretta. pag.59 4.2.6. Attività di pianificazione della Direzione Assistenziale. pag.60 4.2.7. Attività di gestione della Direzione Assistenziale: assegnazione di Personale prima dell’avvio della gestione diretta. pag.64 4.2.8. Definizione del fabbisogno di Infermieri ed OTA dell’Ospedale Cervesi di Cattolica. Ri-distribuzione degli organici. pag.64 4.2.9. Copertura dei Turni. pag.67 4.2.10. Programmazione della presenza costante della Direzione Assistenziale su tre (3) giornate settimanali. pag.67 3 4.2.11. Allineamento del Personale Infermieristico alle procedure Aziendali attraverso l’organizzazione di giornate di formazione su diversi argomenti. 4.3. pag.67 Gli interventi attuati dalla Direzione Assistenziale dopo l’acquisizione dello Stabilimento Cervesi di Cattolica. pag.68 4.3.1. Garanzia della continuità gestionale. pag.68 4.3.2. Attività di pianificazione e gestione. pag.69 Cap. 5. IL COORDINAMENTO INFERMIERISTICO E TECNICO DELL’AZIENDA USL DI RIMINI. 5.1. pag.71 La novita’ gestionale del 2003: le funzioni di Coordinamento. pag.75 5.1.1. Il Coordinamento e la novita’ del Referente Tecnico Professionale. pag.76 5.2. Coordinamenti 2003-2004. pag.84 5.3. Referenti Tecnici Professionali 2003-2004. pag.88 Cap. 6. LA GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE PRESSO L’AZIENDA USL DI RIMINI – PERSONALE INFERMIERISTICO 6.1. pag.90 Soluzioni organizzative e criteri allocativi adottati nel periodo della 1° mappatura [Febbraio 2001]. pag.92 6.2. Analisi della realtà in applicazione della 1° mappatura di posti a part time. pag.95 6.3 La gestione del rapporto di lavoro a tempo parziale del personale infermieristico nel periodo della 2° mappatura [Settembre 2003]. pag.95 Allegato 1 – Intervista ai dipendenti che hanno inoltrato domanda di part time. pag. 100 Allegato 2 – Ipotesi di turnistica con personale a Part Time. 4 pag.104 Cap. 7. PROGETTI INNOVATIVI E SPERIMENTAZIONI PER L’ANNO 2003. 7.1. pag. 107 PROGETTO CONTINUITA’ ASSISTENZIALE. pag.107 7.1.1. L’evoluzione di un percorso assistenziale ad un processo aziendale: la continuità terapeutica ed assistenziale pag. 107 7.1.2. Dati di attività 2003. pag.107 7.1.3. Punti critici. pag.108 7.2. pag.108 Implementazione consulenze infermieristiche. 7.2.1. Richiesta di consulenze/prestazioni del personale infermieristico - tecnico mo.30 pg dir. amm. pag.110 7.2.2. Progetto consulenze infermieristiche – rev. 1 del 15/05/03 pag.112 7.3. Progetto:”Gestione dolore post-operatorio”. pag.118 7.4. Certificazione direzione assistenziale. pag.120 7.4.1. Elenco documenti applicati 7.5. pag.122 Progetto trasversale controllo della spesa per appalto di servizi di ausiliariato e trasporti 7.6. anno 2003. pag.124 Progetto disfagia: Medicina 1° pag.125 7.6.1. Progetto Disfagia: schemi 7.7 pag.126 Scheda progetto miglioramento: dipartimento endocrinometabolico u.o. post acuti Santarcangelo e dipartimento di emergenzau.o. posta acuti RN. pag.128 Cap. 8. PROGETTI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO pag.130 Relazione della ricerca sulla motivazione e realizzazione dei valori professionali. 8.1. 8.2. Progetti specifici legati alla valorizzazione degli operatori la cui attivita’ e’ soggetta a esposizione da radiazioni ionizzanti 2003 (rischio radiologico). RELAZIONE FINALE PROGETTO DI MIGLIORAMENTO 5 pag.139 BUDGET 2003 “IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE PROCEDURA CADUTA PAZIENTI” – U.O. POST ACUTI RN. pag.140 8.2.1. CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA – ANNO 2003 -. pag.142 8.2.2. PROCEDURA SPECIFICA CADUTA ACCIDENTALE DEL PAZIENTE IN REPARTO. pag.150 8.3. RELAZIONE RIGUARDANTE LA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI OBIETTIVO ANNO 2003 PER LE UNITA’ OPERATIVE MED. 3 – LD. – POST ACUTI – OSPEDALE DI SANTARCANGELO. pag.157 8.3.1. IMPLEMENTAZIONE DI UNA SCHEDA DI TERAPIA SCRITTA DAL MEDICO E UTILIZZATA DALL’INFERMIERE CON REGISTRAZIONE DI OGNI SINGOLA SOMMINISTRAZIONE. pag.158 8.3.2. SCHEDA DI VERIFICA. 8.4. pag.159 RELAZIONE FINALE PROGETTO DI MIGLIORAMENTO BUDGET 2003 “IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE PROCEDURA CADUTA PAZIENTI” 8.4.1. SCHEDA DI VERIFICA. pag. 160 pag.162 8.5. Progetto Elaborazione ed applicazione di una procedura per la preparazione del sito chirurgico secondo le raccomandazioni dei Centers for Diseases Control (CDC). pag.163 8.6. Progetto Elaborazione ed Implementazione di Linee guida per la gestione dei dispositivi intravascolari secondo le raccomandazioni aggiornate dei Centers for Diseases Contro (CDC). pag.169 8.6.1. Fasi della Pianificazione. pag.169 8.6.2. Dati relativi alla sperimentazione su campo della medicazione dei siti di Inserzione dei Dispositivi Intravascolari. pag.170 8.6.3. Adattamento (adapting) delle raccomandazioni e Presentazione dei dati. pag.172 8.7. Relazione anno 2003 progetto “rischio radiologico”. pag.175 8.8. Progetto di incentivazione rischio radiologico Emodinamica Rimini. pag.176 8.8.1. Procedura Gestione infermieristica del paziente in Emodinamica. 6 pag.178 8.9. Progetto: Misurazione incidenza delle lesioni da decubito Anno 2003. pag.184 8.10. u.o. oncologia: gestione dei rischi nella prescrizionesomministrazione delle terapie. pag.185 8.11. Progetto lesioni da decubito. 8.12. Dipartimento Cardiovascolare: Medicina P.O. di Riccione Progetto Scala di Braden. 8.13. Dipartimento Cardiovascolare Medicina P.O. di Riccione: relazione area di miglioramento 2004. 8.14. Dipartimento Malattie Cardiovascolari: U.O. di Geriatria Progetto di miglioramento anno 2003. pag.187 pag.194 pag.196 pag.197 PARTE QUARTA Cap. 9. Analisi organizzativa e stato dell’arte dei progetti 2003 a cura delle Direzioni Assistenziali Dipartimentali . 9.1. pag. 201 Dipartimento di emergenza – urgenza: analisi organizzativa e stato dell’arte degli obiettivi delle UU.OO. – anno 2003 - pag. 202 9.1.1. Ambulatorio Infermieristico: dati di attività per prestazioni P.O. DI RIMINI U.O. TRAUMATOLOGIA E ORTOPEDIA SALA GESSI. pag.204 9.1.2. DIPARTIMENTO DI EMERGENZA-URGENZA: PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. 9.2. pag.207 DIPARTIMENTO NEFRO-UROLOGICO: SPECIFICI PROGETTI INNOVATIVI E DI MIGLIORAMENTO DI UNITA’ OPERATIVA. pag.208 9.2.1. DIPARTIMENTO NEFRO-UROLOGICO: PROSPETTTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. 9.3. DIPARTIMENTO MALATTIE ENDOCRINOMETABOLICHE 7 pag.209 DEL RICAMBIO E DELL’APPARTO GASTROENTERICO: UNITA’ OPERATIVE MED. 3 – LD – POST ACUTI – OSPEDALE “A FRANCHINI – SANTARCANGELO” pag.210 9.3.1. PROGETTO FORMAZIONE SUL CAMPO (PRIMA BOZZA): MIGLIORAMENTO QUALITA’ DELL’ASSISTENZA EROGATA. pag.210 9.3.2. PROGETTO DI MIGLIORAMENTO ANNO 2003 UU.OO MED. 3/LD/POST ACUTI SANTARCANGELO. ATTIVAZIONE MEETING DI REPARTO. pag.214 9.3.3. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO: MEDICINA 2° OBIETTIVI AREA ORGANIZZATIVA. pag.215 9.3.4. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO: U.O. MEDICINA II – OBIETTIVI AREA DI MIGLIORAMENTO 2003. pag.216 9.3.5. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO: SERVIZIO AUTONOMO DIABETOLOGIA DH MEDICINA II – OBIETTIVI AREA DI MIGLIORAMENTO 2003. pag.218 9.3.6. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO: U.O. CH. GENERALE – AREA ORGANIZZATIVA - 9.4. pag. 218 DIPARTIMENTO CARDIOVASCOLARE: CARDIOLOGIA/UTIC RIMINI – STATO DELL’ARTE PROGETTI 2003- pag.219 9.4.1. SCHEDA DI FUNZIONAMENTO. 9.5. pag.220 DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI, IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E MALATTIE 8 INFETTIVE: RELAZIONE FINALE OBIETTIVI BUDGET 2003. pag. 221 9.5.1. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI, IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE INFETTIVE: PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. pag.223 9.5.2. OBIETTIVI DIPARTIMENTALI 2003: IMLEMENTAZIONE DI CARTELLA INTEGRATA DI U.O. – IMPLEMENTAZIONE CONSULENZE INFERMIERISTICHE. pag.223 9.5.3. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI, IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE INFETTIVE: U.O. MALATTIE INFETTIVE. pag. 227 9.5.4. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI, IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE INFETTIVE: U.O. MEDICINA INTERNA I – PROGETTO MISURAZIONE INCIDENZA LDD. pag.228 9.5.5. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI, IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE INFETTIVE:U.O. CHIRURGIA GENERALE/TORACICA – AREA ORGANIZZATIVA 2003. pag.229 9.5.6. U.O. PNEUMOLOGIA ASL RIMINI. 9.6. pag.231 DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITA’, NEONATOLOGIA ED ETA’ EVOLUTIVA: RELAZIONE FINALE ANNO 2003. pag.232 9 9.6.1. DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITA’, NEONATOLOGIA ED ETA’ EVOLUTIVA: PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 31-12-2003. 9.7. pag.234 DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RIMINI – RICCIONE: RELAZIONE ANNUALE DIPARTIMENTALE 2003. pag.240 9.7.1. DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE. pag.241 9.7.2. DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RIMINI. pag.245 9.8. DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROSPETTO RIASSUNTIVO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. pag.246 9.8.1. DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROGETTO DI MIGLIORMENTO ANNO 2003.2004. pag.248 9.8.2. DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: U.O. CHIRUGIA DI SANTARCANGELO. 9.9. pag.249 PRESIDIO OSPEDALIERO RICCIONE/CATTOLICA: UNITA’ OPERATIVA CHIRURGIA – CATTOLICA. pag.251 9.10. SETTORE TRASVERSALE SALE OPERATORIE. pag.253 9.11. DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI SENSO E MALATTIE DERMATOLOGICHE: RELAZIONE FINALE OBIETTIVI BUDGET 2003. pag.257 9.11.1. DIPARTIMENTO MALATTIE ORGANI DI SENSO E DERMATOLOGICHE PROSPETTO RIASSUNTIVO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. pag.259 10 9.11.2. DIPARTIMENTO ORGANI DI SENSO E MALATTIE DERMATOLOGICHE: U.O. O.R.L. CAMBIAMENTO ORGANIZZATIVO ANNO 2003 . pag.263 9.11.3. U.O. O.R.L.: Progetto: Attivazione del servizio di preospedalizzazione con Infermiere dedicato. pag.265 9.11.4. DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI SENSO E DELLE MALATTIE DERMATOLOGICHE: U.O. DI OCULISTICA: PROGETTO DI MIGLIORAMENTO CLINICO ANNO 2003. pag.267 9.11.5. U.O. O.R.L.: Apertura di ambulatorio dedicato ad utenti laringectomizzati/ Tracheostomizzati. pag.268 9.11.6. U.O. O.R.L. : Presa in carico e continuità terapeutica dall’inizio alla fine Del percorso ORL. pag.269 9.11.7. U.O.O.R.L: Progetto “Referenti Attivita’ Assistenziali Infermieristiche” Anno 2003. pag.270 9.12. Dipartimento Di Salute Mentale: Relazione Finale Anno 2003. pag.272 9.12.1. RIASSUNTO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. pag.274 9.13. Relazione Annuale Dell’attivita’ Svolta Nella U.O. Post Acuti Di Rimini Anni 2001/2003. pag.276 9.13.1. RELAZIONE ANNUALE DELL’ATTIVITA’ SVOLTA NELL’U.O. POST ACUTI DI RIMINI DAL 01/01/2003 AL 31/12/2003. pag.280 9.14. RELAZIONE ANNUALE DELL’ATTIVITA’ SVOLTA NELLA U.O. POST ACUTI DI SANTARCANGELO ANNI 2001/2003. 11 pag.283 9.14.1. RELAZIONE ANNUALE DELL’ATTIVITA’ SVOLTA NELL’U.O. POST ACUTI DI SANTARCANGELO DAL 01/01/2003 AL 31/12/2003. pag.287 9.15 DIPARTIMENTO PATOLOGIA CLINICA: RELAZIONE SUI PRINCIPALI OBIETTIVI, PROGETTI, INNOVAZIONI TECNICO-GESTIONALI REALIZZATO NELL’ANNO 2003. PARTE QUINTA DIREZIONE ASSISTENZIALE: APPENDICE STATISTICA DELLA RELAZIONE DI VERIFICA ANNO 2003. APPENDICE 1. GRAFICO 1: RAPPORTO TRA PERSONALE INFERMIERISTICO ASSENTE A VARIO TITOLO E PERSONALE INFERMIERISTICO INCARICATO. APPENDICE 2. GRAFICO 2: AZIENDA USL DI RIMINI: PERSONALE CON PRESCRIZIONE MEDICA AL 31/12/2003. APPENDICE 3. GRAFICO 3: PERCENTUALE DI DIPENDENTI PART-TIME SUI POSTI RICOPERTI. APPENDICE 4. GRAFICO N. 4: DOTAZIONE PERSONALE COMPARTO A PART TIME Concentrazione part time Area Ospedaliera e Area Territoriale. APPENDICE 5. GRAFICO 5: AZIENDA USL DI RIMINI: INFERMIERI A PART TIME. APPENDICE 6. 12 pag. 292 GRAFICI 6/7/8/9/10/11/12/13: STANDARD DI PERSONALE: LIVELLI ASSISTENZIALI ESPRESSI IN MINUTI REALTIVI AL PERSONALE INFERMIERITICO E DI SUPPORTO. COMPARAZIONE ANNO 2001 – 2002 – 2003. APPENDICE 7. GRAFICO 15: COMPOSIZIONE DELLE EQUIPES INFERMIERISTICHE A LIVELLO AZIENDALE ( con esclusione Stabilimento di Cattolica) APPENDICE STATISTICA 7.1. GRAFICO 15.1.: COMPOSIZIONE EQUIPES INFERMIERISTICHE: STABILIMENTO DI CATTOLICA. APPENDICE 8. GRAFICO 16: AZIENDA USL DI RIMINI: INFERMIERI TURNISTI E DIURNISTI AL 31/12/2003. APPENDICE 9. REPORT INFERMIERI OSPEDALE CERVESI CATTOLICA AL 12 GIUGNO 2003. APPENDICE 10. ATTIVITA’ OPERATORIA CATTOLICA 2003. APPENDICE 11. PRESIDI RN-SN-RC-CT POSTI DI LAVORO PERSONALE INFERMIERITICO ED OTA. APPENDICE 11 A DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE DI RIMINI E RICCIONE POSTI DI LAVORO PERSONALE AREA COMPARTO 13 APPENDICE 11 B DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE – POSTI DI LAVORO AREA PERSONALE COMPARTO APPENDICE 12. GRAFICO 17 - POSTI DI LAVORO PERSONALE INFERMIERISTICO AREA OSPEDALIERA E TERRITORIALE. APPENDICE 13. GRAFICO 18 - POSTI DI LAVORO PERSONALE O.T.A. AREA OSPEDALIERA E TERRITORIALE. APPENDICE 14 - SINTESI DIPARTIMENTALI – ORGANICI SOSTITUZIONE (Rif. Paragrafo 2.8.2). APPENDICE 15 – STATISTICA CVC. APPENDICE 16: - INCIDENZA LESIONI DA DECUBITO NELLA U.O. MEDICINA INTERNA I – ANNO 2003 SCALA BRADEN: STATISTICA SEDE DELLE LESIONI STADIAZIONE DELLE LESIONI DA DECUBITO TOTALE RICOVERI ANNO 2003 RELAZIONE FINALE. 14 PRESENTAZIONE “Ci sono due modi certi di fallire: fare senza pensare o pensare senza fare” Anonimo Questa pubblicazione, giunta alla sua terza edizione, si pone l’obiettivo di fornire gli elementi più significativi e i principali risultati di un anno di gestione. La stesura della relazione è un momento di sintesi, la rappresentazione del lavoro realizzato con l’ambizioso obiettivo di evidenziare ogni anno i passi svolti nella direzione di una costante qualificazione delle modalità assistenziali e delle condizioni che la rendono possibile. Le fisiologiche difficoltà che si riscontrano nella quotidianità e nel difficile cammino intrapreso costituiscono sfide che si possono vincere solo con il contributo di competenze, idee e punti di vista professionali diversi ed integrati. Oggi, e i contributi contenuti in questa relazione ne sono una testimonianza, siamo consapevoli di aver contribuito a tracciare una strada senza ritorno, risulterebbe tuttavia miope non riportare l’ancora incompleta consapevolezza da parte di molti dell’importanza del cammino intrapreso e delle velleitarie aspettative che tutto possa ritornare come prima. Non si possono più spendere energie in sterili discussioni, le professioni sanitarie hanno raggiunto stadi di maturazione incontestabili e irreversibili: - sul piano formativo - sul piano dello status giuridico -sul piano della fattibilità organizzativa di valorizzazione delle specificità professionali, seppur ancora limitate. La ridefinizione degli spazi professionali richiede necessariamente una rivisitazione dei rapporti interprofessionali, la ricerca di un punto di equilibrio tra una progressiva ed inarrestabile espansione degli spazi che le professioni “sanitarie emergenti” stanno conquistando e le minacce percepite da coloro che hanno status professionali acquisiti da una lunga storia. Il tracciante delle nostre azioni e le energie da investire vanno nella creazione di uguaglianza di opportunità di sviluppo professionale e della pratica professionale, la messa in comune delle proprie competenze su ambiti diversi, in integrazione con le altre componenti professionali non tanto e non solo per il futuro delle nuove professioni( fisioterapisti, infermieri, ostetriche, tecnici, ecc..), quanto per la ricchezza della risposte che si può contribuire a fornire a coloro che assistiamo. Antonella Santullo 1 INTRODUZIONE I materiali che di seguito vengono proposti costituiscono strumento di consultazione per tutti i professionisti che si propongono di: - conoscere le iniziative e le attività condotte, - conoscere e utilizzare i dati gestionali ed assistenziali, - confrontare le esperienze di qualificazione delle modalità assistenziali La relazione è stata redatta dal gruppo della Direzione Assistenziale, sotto la supervisione della responsabile della Direzione Assistenziale Ospedaliera ( D.A.I. Ridolfi Luciana) , che ne ha curato la redazione, e per la prima volta ampliata ai coordinatori che hanno collaborato assicurando i contributi relativi ai progetti obiettivo di valenza aziendale. Un sentito ringraziamento a Gallo Enzolino per la collaborazione prestata alla grafica del presente lavoro. La relazione che segue si propone come strumento efficace per dare visibilità ad argomenti ed azioni, che hanno visto impegnati con entusiasmo e costanza una molteplicità di attori. Prospetticamente si compone di cinque parti: ¾ La prima parte evidenzia le principali direttrici di programmazione che hanno caratterizzato il 2003 e quelle che connoteranno il prossimo 2004; - La seconda parte riguarda: 1. il governo delle risorse umane attraverso un modello di monitoraggio e di previsione gestionale che si è basato su indici quali: Part Time – Inidoneità – assenze (ferie usufruite – malattie – infortunio – Legge 104 – Dlgs. 151/2001 – aspettative) - composizione percentuale dell’équipes infermieristiche, ecc; 2. l’analisi dell’esistente : fotografia delle forze presenti in Azienda; 3. l’analisi delle dotazioni organiche, con particolare riferimento alla distribuzione nelle singole Unità Operative/Servizi e la presenza dei rapporti di lavoro a tempo parziale, nonché inidoneità alla mansione specifica da giudizio medico competente, ecc. - La terza parte mette in luce le innovazioni gestionali che hanno caratterizzato il 2003 e, in particolare: 1. La gestione diretta dell’Ospedale Cervesi di Cattolica da parte dell’Azienda USL di Rimini; 2. Il coordinamento infermieristico e tecnico nell’Azienda USL di Rimini; 3. Part time: le soluzioni organizzative e i criteri allocativi adottati in Azienda; 2 4. i Progetti innovativi e le sperimentazioni per l’anno 2003 (Progetto continuità assistenziale – Progetto implementazione delle consulenze infermieristiche – Progetto disfagia, ecc.); 5. I Progetti sulla gestione del rischio, che hanno permesso di attivare percorsi di valutazione e gestione del rischio clinico di interesse infermieristico. ¾ La parte quarta, riguarda l’analisi organizzativa effettuata dalle Direzioni Assistenziali di dipartimento, nonché lo stato dell’arte dei progetti 2003; ¾ La quinta parte, infine, si configura come una appendice statistica contenente dati relativi ad eventi gestionali. 3 PARTE PRIMA CAP. 1. PRINCIPI GENERALI DEL PIANO DELLE AZIONI 2004 - 20051 1. PRINCIPIO: Valorizzare le funzioni di coordinamento e di direzione nel governo economico finanziario. La consapevolezza di riorientare il ruolo della dirigenza infermieristica, tecnica ed ostetrica di unità operativa, determina le seguenti direttrici di sviluppo: • Rendere concreto il principio della responsabilizzazione del quadro “manageriale intermedio” mediante prassi gestionali che trovino spazi decisionali nei seguenti ambiti: 1. attribuzione di responsabilità nel consumo di specifici beni, servizi e risorse tecnologiche di propria pertinenza: - lavanolo - pulizie - materiale tecnico economale - pasti - pellicole rx - ausili di supporto (carrozzine, barelle..) - garze - rifiuti - autonomia nella gestione delle risorse professionali della linea di afferenza, avviando esperienze dirette di titolarità del budget “incentivi” della propria unità operativa, garantendone l’applicabilità secondo criteri predefiniti. La consapevolezza di riorientare il ruolo della dirigenza infermieristica, tecnica ed ostetrica di dipartimento e dei settori trasversali • Rendere concreto il principio della responsabilizzazione del quadro “manageriale intermedio” mediante prassi gestionali che trovino spazi decisionali nei seguenti ambiti: 1 A cura di D.A.A. (Direttore Assistenziale Aziendale) A. Santullo 4 - attribuzione di responsabilità nel consumo di specifici beni, servizi e risorse tecnologiche di propria pertinenza: - attribuzione di responsabilità nel consumo di beni e servizi: lavanolo, pulizie, economato essere titolare del budget “incentivi” del proprio dipartimento e garantirne l’applicabilità secondo criteri predefiniti 2. PRINCIPIO: L’affermazione della centralità delle risorse professionali “emergenti”, generatrici di competenze, portatrici di saperi specifici..0. Il concetto di competenza è composito, è la sinergia di conoscenze, attitudini/capacità ed esperienze finalizzate che si estrinsecano in funzione della motivazione e delle condizioni che il contesto garantisce. L’esercizio della specifica competenza è la pre condizione indispensabile per dare un contributo effettivo alla valorizzazione delle specificità e sostanziare i contenuti di autonomia e responsabilizzazione. CONSEGUENZE: In tal senso le direttrici di sviluppo sono: • Avvio di processi di valorizzazione della competenza attraverso lo sviluppo di spazio clinico infermieristico, con lo strumento della consulenza infermieristica, per predefiniti target di pazienti e pratiche assistenziali, quali: - gestione del paziente con lesioni da decubito, - gestione del paziente con nutrizione enterale, - gestione del paziente con sistemi impiantabili per il controllo del dolore - gestione del paziente con disfagia - gestione del paziente con ulcere diabetiche - gestione del paziente (soggetti alcoolisti, o dipendenza sostanze stupefacenti )con contenzione in unità extra psichiatriche (quali medicina d’urgenza, medicina II) • - gestione del paziente con tracheo - gestione apparecchiature elettromedicali di anestesia e rianimazione Orientare la formazione verso la clinica ,per sostenere la competenza: a tal fine gli indirizzi forniti dalla Direzione Assistenziale per la formazione dell’anno 2004 sono stati i seguenti: 1. i corsi prioritari individuati sono stati. - approfondimenti clinici: - nella dialisi, sala operatoria e sala gessi - assistenza ai pazienti con stroke, scompenso cardiaco, lesioni da decubito e paziente chirurgico 5 - competenze sul tema delle evidenze scientifiche di base ed avanzate - terapia farmacologica - infezioni ospedaliere - approfondimenti organizzativi - orientamento al personale neoassunto - responsabilità giuridica degli operatori sanitari - mappatura delle competenze - gestione della turnistica. Inoltre,nell’ambito degli incontri di budget, privilegiando i metodi di apprendimento che partono dalla revisione dell’esperienza, si è fissato l’obiettivo di implementare almeno due interventi di formazione sul campo su approfondimenti clinici, in integrazione con altre equipè • Conoscere il livello di motivazione, in quanto catalizzatore della competenza, in tal senso rendere stabile mediante l’istituzione di un osservatorio aziendale il monitoraggio di “eventi sentinella”, burnout e mobbing, e favorire la disposizione di strumenti preventivi. • Conoscere per successivamente valorizzare le specificità professionali formate in particolari ambiti quali quelli delle cure “complementari” (atte a garantire i seguenti interventi: la riflessologia olistica, lo shiatzu, il reiki, l’infant massage ecc ) e della musicoterapia. • Recuperare innovazioni tecnologiche per alcune fasi del processo lavorativo, ci si riferisce ad eventi gestionali ( turnistica informatizzata..) ed eventi assistenziali, vedasi segmento del processo terapeutico atto a garantire le prescrizioni farmacologiche che è foriero di errori (trascrizione, dosaggi, ecc..) che possono essere ridotti mediante l’utilizzo dei c.d. carrelli “intelligenti” . 3. PRINCIPIO: Sviluppare la valutazione della pratica assistenziale. Tra i professionisti sussistono spesso situazioni di carenza di informazione su efficacia e profili rischio beneficio delle pratiche assistenziali nonchè una incompleta o ritardata adesione alle indicazioni che scaturiscono dalle evidenze scientifiche. Occorre che gli operatori, ad ogni livello, acquisiscano la consapevolezza della necessaria verifica delle proprie attività, come parte integrante della propria cultura professionale. Solo in questo modo è infatti possibile acquisire quelle informazioni essenziali per comprendere, sulla base di dati empirici, che cosa viene fatto, da chi e con quali risultati, nell’assistenza ai pazienti, e stimolare una consapevolezza critica sul proprio operato. CONSEGUENZE Creare condizioni valutabili del modo di fornire le prestazioni sanitarie in senso ampio (coinvolgimento in tale processo anche le componenti non mediche) 6 In tal senso le principali direttrici di lavoro sono: - garantire lo sviluppo di infrastrutture che garantiscono con capillarità l’accesso alle biblioteche e banche dati su supporti informatici e congiuntamente continuare i percorsi formativi, già avviati, per formare esperti in ricerca di evidenze, e sensibilizzare i restanti operatori. Per l’anno 2004 è prevista l’apertura del Centro EBN aziendale; - l’adozione di linee guida al fine di garantire una riduzione delle scarse performance professionali ed una pratica professionale basata su criteri di appropriatezza ed efficacia (le priorità individuate, sulla base dei dati di prevalenza dei fenomeni e gli obiettivi regionali sono: la gestione dei cateteri centrali e periferici, dispositivi intravascolari, la gestione della contenzione, le lesioni da decubito); - l’adozione di politiche per la gestione dei rischi che garantiscano la tempestiva rilevazione e prevenzione di eventi sfavorevoli, le priorità individuate sono: le cadute e gli errori nella “gestione dei farmaci”, in particolare nella fase della prescrizione mediante l’utilizzo della scheda unica di terapia, al fine di evitare gli ADE derivanti da errori nella fase di trascrizione; - utilizzare la fonte della SDO per avviare la rilevazione corrente di alcuni eventi avversi (per il 2004 le lesioni da decubito). 4. PRINCIPIO: Operare per aumentare la visibilita’ esterna dei professionisti non medici Il riconoscimento dell’autorità professionale è secondo Prandstraller (1995) un problema ineludibile con il quale qualsiasi professione nascente deve fare i conti. In particolare l’area infermieristica risente di uno scarso riconoscimento sociale, secondo Prandstraller, per due principali cause: 1. uno scenario legislativo che, fino agli anni Novanta, non ha garantito l’ingresso del corso di studio in Università, impedendo la legittimazione delle “scienze infermieristiche” 2. la sostanziale disattenzione dell’opinione pubblica verso la professione infermieristica, la non individuazione in tale gruppo di un soggetto sociale che svolge attività che nessun altro è abilitato a svolgere. La sostanziale rappresentazione pubblica di come gli altri ci considerano, fa scaturire una tensione dinamica che deve condurre ad una organizzazione e gestione dell’immagine pubblica. La costruzione di una buona reputazione l’essere riconosciuti dagli altri è un anelito di tutti. Gli individui/professionisti costituiscono una relazione positiva con se stessi soltanto grazie all’aiuto di reazioni positive e di consenso da parte di altri soggetti co attori di un sistema. Il rinnovamento, parte dall’importanza della relazione tra il senso che l’esistenza acquista per il soggetto individuale/professionista e la considerazione intersoggettiva 7 Per rafforzare l’autorevolezza e la credibilità sociale il campo delle relazioni con l’utenza deve acquisire un maggiore “spessore”, una più chiara e trasparente “contrattualità assistenziale”. Il problema coinvolge più gruppi professionali ma vi deve essere la consapevolezza che gli infermieri hanno molteplici opportunità di contatto con le persone assistite e ricevono spesso domande che frequentemente al medico non vengono rivolte. La competenza comunicativa risente indubbiamente delle caratteristiche soggettive che rimangono elementi determinanti per le relazioni interpersonali, ferma restando l’importanza di un approccio centrato sull’utente in tutto il processo assistenziale, di una stimolazione del beneficiario delle cure e delle risorse “familiari” a essere attivamente coinvolti in fase di pianificazione e di decisione a tutti i livelli di erogazione dell’assistenza. Lo sviluppo dell’infermiere come “consigliere dei consumatori”(OMS,1996), può trovare una sua collocazione nel contribuire a garantire continuità nei percorsi assistenziali ed accessibilità alle conoscenze, attraverso il ricorso al case management e all’infermiere primario (primary nursing), che lavora in modo mirato su di un carico individualizzato di pazienti. Elabora con il gruppo infermieristico i piani assistenziali, ne valuta e verifica la coerenza, formula e valuta gli obiettivi da raggiungere; collabora con le varie figure professionali coinvolte per la discussione del caso e la eventuale ridefinizione dei piani assistenziali. Attiva i percorsi protetti finalizzati alla dimissione dei degenti (UVG, ADI, Servizi Sociali territoriali), mantiene la comunicazione con le famiglie, facilita l’acquisizione di ausili e strumenti indispensabili per l’assistenza a domicilio. CONSEGUENZE Lo sviluppo professionale come sistema di riconoscimento sociale, fonte d’identità. 1. Creare percorso di comunicazione extra aziendale che migliori la conoscenza e la visibilità degli infermieri verso i beneficiari delle cure e verso l’opinione pubblica. Per l’anno 2004 in collaborazione con l’URP è prevista la diffusione di un opuscolo sulla figura dell’infermiere a cui ne seguiranno altri, con l’obiettivo di creare una collana per far conoscere all’utenza le nuove professioni. 2. Sviluppare il ruolo dell’infermiere primary nurse nelle unità di degenze mediche (Med I, Med II, e Geriatria ) 3. Ampliare le sperimentazione di unità operative aperte 24 ore su 24, ad eccezione delle prime fasce orarie ad elevata intensità assistenziale 8 1.1. L’IMPORTANZA DELLA ESTERNA DELL’AZIENDA2 COMUNICAZIONE INTERNA ED Premessa La comunicazione è l’attività fisiologica di ogni organizzazione: in qualsiasi tipo di realtà organizzativa, infatti, sono presenti attività programmate o meccanismi spontanei attraverso cui le persone comunicano (trasmettono) all’interno e all’esterno dell’organizzazione informazioni, idee, valori ed emozioni… E’ evidente che la qualità della comunicazione dipende dalla sua coerenza e dal modo in cui influenza la qualità della relazione, in quanto favorisce la chiarezza del messaggio e contribuisce all’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra gli attori coinvolti. Per avere una comunicazione coerente e chiara, dunque, è necessario scegliere i contenuti, le modalità e lo stile in modo che siano in sintonia tra loro e adeguati all’interlocutore e al contesto. Il sistema di comunicazione di un’azienda è un fenomeno complesso e dinamico; è tuttavia possibile definirne sinteticamente alcune caratteristiche essenziali: 1. esso è l’insieme coordinato e razionale di flussi informativi in funzione di una migliore efficienza produttiva; 2. è lo strumento necessario per far conoscere all’esterno l’organizzazione nel suo complesso (incidere sull’opinione pubblica, sui cittadini-clienti); 3. è il fattore che aumenta la motivazione e il coinvolgimento di chi deve realizzare gli obiettivi aziendali e ottimizzare il funzionamento organizzativo; 4. è il complesso di azioni coordinate per legittimare l’organizzazione e creare identità distintiva verso l’esterno: comunicare per suscitare identificazione fra i membri interni. STRATEGIE DI COMUNICAZIONI INTERNE MESSE IN ATTO DALLA DIREZIONE ASSISTENZIALE Si è detto che in ogni processo comunicativo uno dei principi cardine è quello della coerenza, in particolare tra contenuto del messaggio, modalità o strumento di trasmissione, destinatario e contesto di riferimento. In particolare la Direzione Assistenziale ha messo in atto due modalità di strategie comunicative: ¾ produttiva – informativa: caratterizzata da un contenuto tecnico (dati, cifre, nomi, ecc.) che ha un impatto diretto sui processi di lavoro produttivi; 2 A cura di D.A.O. (Responsabile Direzione Assistenziale Ospedaliera) L. Ridolfi. 9 ¾ valoriale - formativa: caratterizzata da un contenuto valoriale e che incide primariamente sui sentimenti o sui valori delle persone appartenenti all’azienda. Nel corso del 2003 particolare importanza è stata data a questa seconda modalità. Nel quadro della finalità valoriale - formativa, ha assunto grande importanza per la Direzione Assistenziale il concetto di identità professionale e aziendale. L’identità professionale e aziendale è stata presa come punto di partenza e come punto di arrivo della comunicazione interna. E’ punto di partenza, in quanto il piano di comunicazione interna è stato elaborato sulla base degli elementi attuali che costituiscono l’identità professionale. E’ punto di arrivo, perché la “macro finalità della comunicazione interna” è quella di presidiare, confermare, diffondere o modificare l’identità professionale/aziendale, ossia in ultima analisi di garantire la sopravvivenza e la vitalità dell’impresa. La finalità valoriale – formativa della comunicazione interna, quindi, può essere ulteriormente distinta in relazione alla strategia dell’impresa che essa concorre a realizzare: presidiare gli elementi costitutivi esistenti e in particolare il senso di appartenenza o attivare meccanismi di cambiamento culturale, organizzativo o tecnologico (strategia di sviluppo). Vedi “Progetto di Comunicazione Integrata”: riconoscimento dell’identità professionale. La Direzione Assistenziale ha avviato un Progetto di Comunicazione Integrata dal titolo “Professionisti non medici – Volo di rondini per un’identità forte e consapevole”, per informare, sensibilizzare, promuovere il senso di appartenenza, come comunità professionale allargata. il LOGO: l’immagine stilizzata di tre rondini sopra la scritta Direzione Assistenziale sancisce la riconoscibilità di una comunità di professionisti, il cuore dell’assistenza non medica Il CALENDARIO personalizzato: il 2002 riporta per ogni mese, foto di gruppo delle varie figure professionali, il 2003 contiene simpatiche caricature di colleghi dei diversi gruppi professionali, il 2004 ritrae i vari professionisti in attività ludico-sportive L’OPUSCOLO informativo sull’organizzazione aziendale il PORTA-BADGE colorato con il logo che affianca l’intestazione aziendale la T-SHIRT personalizzata con il logo, da indossare sotto il camice Un’idea di comunicazione che aiuta consapevolezza e identità per professioni in forte trasformazione e crescita, sia culturale che professionale. 10 IL COME DELLA COMUNICAZIONE INTERNA La scelta degli strumenti comunicativi utilizzati dalla Direzione Assistenziale deve basarsi su tipologie che siano efficaci, adeguati e accessibili. La Direzione Assistenziale. – sotto questo punto di vista – ha implementato una serie di “diverse modalità” (communication mix) attraverso un attento lavoro di dosaggio e flessibilità. Schematicamente, la comunicazione interna/esterna è attivata attraverso questi strumenti: Riunioni e meeting • riunioni sistematiche tra il Direttore Assistenziale Aziendale e i membri responsabili delle Direzioni Assistenziali Dipartimentali; • riunioni mensili tra il Direttore Assistenziale Aziendale e i Coordinatori Infermieristici e Tecnici delle singole Unità Operative; • riunioni sistematiche tra i membri responsabili della D.A.O.; • riunioni sistematiche tra i D.A.D. e i Coordinatori Infermieristici e Tecnici delle singole Unità Operative e del Dipartimento; • incontri strutturati tra Direzione Assistenziale e “Neo- Assunti” • reports periodici attraverso modulistica condivisa; Bacheca Utilizzo di uno spazio fisico in cui sono affissi manifesti e comunicazioni per focalizzare l’attenzione dei dipendenti su un tema specifico. Gruppi trasversali Sono gruppi costituiti da persone appartenenti a funzioni aziendali diverse con l’obiettivo di affrontare quelle situazioni critiche nelle relazioni tra le funzioni, che producono effetti negativi sulla qualità del servizio o sul clima interno. Formazione Attività formativa vera e propria effettuata sia in contesti formativi specialistici sia sul luogo di lavoro. Reti telematiche (e-mail, intranet) Utilizzo di strumenti informatici per la trasmissione dei dati e la condivisione di esperienze. Relazione di fine anno dell’attività della Direzione Assistenziale. 11 PARTE SECONDA3 CAP. 2. IL GOVERNO GESTIONALE: STATO DELL’ARTE AL DICEMBRE 2003 Vengono, di seguito, riportati i punti critici dell’Area del Governo gestionale che hanno maggiormente caratterizzato il 2003. L’esigenza prioritaria per il 2003 è stata quella di analizzare le variabili di tipo gestionale che hanno maggiormente inciso sul fabbisogno di personale il quale - sia per la numerosità, sia per la tipologia di orario di lavoro prevalentemente H 24, nonché per l’accrescere di fenomeni legati agli istituti contrattuali (part time, L. 104, D.Lgs 151/2001…) - ha raggiunto una dimensione tale da richiedere un approfondimento a vari livelli di responsabilità aziendale. Ciò ha portato a sviluppare, nel corso del 2003, un campo di “analisi di tipo gestionale”: sono stati, cioè, monitorati alcuni dati ed effettuate serie di analisi di andamento di alcuni fenomeni (es. personale prescritto, part-time, minuti assistenziali erogati, composizione percentuale delle èquipe, ecc.) al fine di analizzare sistematicamente le variabili che incidono sul fabbisogno di personale e che potrebbero portare a meccanismi di “sofferenza” dell’organizzazione.4 2.1. Monitoraggio delle “assenze a vario titolo” del personale del Comparto La situazione delle “assenze dal servizio a vario titolo” è stabile in quasi tutte le professionalità, ad eccezione dell’area infermieristica, nell’ambito della quale si registra un leggero incremento nel 2003. Infatti, se poniamo a confronto - con modalità proporzionali - il totale delle unità assenti a vario titolo registrate rispettivamente nel periodo di osservazione “dicembre 1999 – dicembre 2003”, si osserva un lieve incremento delle unità infermieristiche assenti proprio per l’anno 2003. Inoltre, si può evidenziare nella Tabella 1 - sempre nello stesso periodo di osservazione “dicembre 1999 – dicembre 2003” - un rapporto soddisfacente tra “personale infermieristico assente a vario titolo” e “personale infermieristico incaricato”. 3 A cura di D.A.O. Luciana Ridolfi. Ogni Azienda perde funzionalmente ore lavoro, oltre che per ferie, anche per assenza dovuta a malattia, per gravidanze ed aspettative collegate, per il sopraggiungere di limitazioni all’idoneità e per il passaggio dei dipendenti a part-time. D’altro canto, l’Azienda acquista ore lavoro rinviando le ferie, sostituendo il personale assente, disponendo di una parte di orario in modo flessibile, retribuendo l’orario aggiuntivo con ore di straordinario. Nella banca dati aziendale “Riepilogo dei principali indicatori occupazionali” è possibile reperire questi dati. 4 12 TABELLA 1 – RAPPORTO TRA PERSONALE INFERMIERISTICO ASSENTE A VARIO TITOLO E PERSONALE INFERMIERISTICO INCARICATO. INFERMIERI DICEMBRE DICEMBRE DICEMBRE DICEMBRE GENNAIO DICEMBRE 1999 2000 2001 2002 2003 2003 ASSENZE 108 109 94 98 116 102 PERS_INCAR 110 118 82 81 105 167 [Vedi per gli opportuni approfondimenti il Grafico 1 in appendice statistica 1: “RAPPORTO TRA PERSONALE INFERMIERISTICO ASSENTE A VARIO TITOLO E PERSONALE INFERMIERISTICO INCARICATO”]. 2.2. Stato dell’arte del Personale del Comparto con “prescrizione medica alla funzione di assistenza” relativamente all’anno 2003. Con il termine prescrizione si fa riferimento a quelle unità di personale in situazione “critica” per motivi di ordine fisico e/o psicologico che, sulla base di una specifica prescrizione rilasciata dalla Medicina del Lavoro, non sono in grado di adempiere alla totalità delle funzioni assegnate rispetto al ruolo ricoperto. 2.2.1. Strategie adottate nelle “allocazioni di servizio” del personale che presenta una prescrizione medica La Direzione Assistenziale dispone a tutt’oggi, nella gestione del “personale prescritto”, di un documento denominato “procedura di monitoraggio del personale con prescrizione medica” ( redazione del 17 ottobre 2001 a cura della Direzione Assistenziale). Gestionalmente, la “procedura di monitoraggio del personale con prescrizione medica” prevede quanto segue: - la Direzione Assistenziale Dipartimentale (D.A.D.), di concerto con il Coordinatore di U.O./Servizio esamina il giudizio medico – legale per valutare se l’attuale funzione svolta dal dipendente è compatibile con la prescrizione medica; - se la funzione svolta è compatibile, il dipendente continuerà a svolgere l’attività presso l’U.O./Servizio di appartenenza; - in caso contrario il Coordinatore elaborerà - di concerto con il Direttore di U.O. - un “piano di attività personalizzato” allo scopo di consentire la permanenza lavorativa del dipendente all’interno dell’U.O./Servizio; - se, tuttavia, il “nuovo piano di attività personalizzato” ritagliato in base alle condizioni fisiche del dipendente non si armonizzerà con le esigenze organizzative dell’U.O./Servizio, la Direzione Assistenziale Dipartimentale (D.A.D), con il supporto dei Coordinatori operanti nel Dipartimento, 13 provvederà ad una diversa e più efficiente collocazione di servizio del dipendente stesso nell’ambito dipartimentale. Anche per il 2003 la documentazione sanitaria e di servizio di ogni singolo professionista sanitario e di supporto è stata ri-esaminata congiuntamente dalla Direzione Assistenziale Dipartimentale (D.A.D.) e dai Coordinatori di ciascuna U.O./Servizio. Il lavoro di revisione del personale di assistenza ha permesso di ri-classificarlo ulteriormente in statico (S) e dinamico (D). Per “personale statico” si intende quel personale con prescrizione medica che esercita il proprio specifico professionale compatibilmente con il “piano di attività personalizzato” e che non sarà oggetto di successiva rivalutazione. Per “personale dinamico”, al contrario, si intende quel personale che, in virtù di una prima prescrizione medica, sarà al contrario soggetto a successiva rivalutazione da parte del medico competente. La rivalutazione comporterà l’osservanza delle nuove indicazioni di natura prescrittiva. 2.2.2. Analisi dei dati aggregati aziendali sul fenomeno delle prescrizioni mediche Il continuo aumento ed il conseguente effetto “cumulativo” del personale prescritto nel 2003 impone attente procedure di monitoraggio. Dall’ultima versione aggiornata della “mappatura aziendale del personale prescritto” – 31 dicembre 2003 – emerge infatti che il numero totale dei dipendenti in Azienda che presentano una certificazione medica è pari a 214 unità, con una incidenza percentuale delle prescrizioni sulla dotazione organica pari al 12,3%. In particolare, come si evince dalla Tabella 2, tale aumento si registra anche per l’anno 2003 per l’area degli OTA (n. 23 prescritti del 2003 contro i 19 dell’anno 2002) e degli Infermieri (n. 145 prescritti del 2003 contro i 127 dell’anno 2001). TABELLA 2 – NUMERO DI PRECRIZIONI PERSONALE INFERMIERISTICO ED OTA Descrizione Numero di prescrizioni Anno 2002 Numero di prescrizioni Anno 2003 O.T.A. 19 23 INFERMIERI 127 145 Si osserva inoltre, nella Tabella 3, la maggior concentrazione del personale prescritto nell’Area Ospedaliera (183 unità prescritte) rispetto all’Area Territoriale (31 unità prescritte). 14 TABELLA 3 – CONCENTRAZIONE DEL PERSONALE CON PRESCRIZIONE MEDICA AZIENDA USL DI RIMINI: PERSONALE CON PRESCRIZIONE MEDICA AL 31/12/2003 DESCRIZIONE AREA OSPEDALIERA AREA TERRITORIALE TOTALE INFERMIERE 107 21 128 INFERMIERE GENERICO 12 5 17 T.LABORATORIO 9 9 T.RADIOLOGIA 6 6 COORDINATORI 5 5 OSTETRICA 1 1 PUERICULTRICE 1 1 ASS.SANITARI 1 1 FISIOTERAPISTA 2 2 MASSOFISIOTERAPISTA 1 1 ORTOTTISTA 1 1 O.T.A. 22 1 23 A.S.S.S. 15 2 17 OPERATORE TECNICO 1 1 OP.TECNICO AUTISTA 1 1 TOTALE 183 31 214 [Vedi in appendice statistica 2: - Grafico 2: AZIENDA USL DI RIMINI: PERSONALE CON PRESCRIZIONE MEDICA AL 31/12/2003.] 2.2.3 Principali cause di prescrizione medica Sulla base dei referti medici rilasciati dal Servizio di Medicina Preventiva e dalla Commissione Medico – Legale Collegiale risulta (cfr. Tabella 4 ) che le cause principali che portano a limitazioni funzionali nel dipendente sono: - movimentazione manuale dei carichi (84 casi) - esenzione dai turni notturni (11 casi) - allergia al lattice/disinfettanti (10 casi) - altre cause (109 casi) quali : stazione eretta, disturbi osteo-articolari, dermatiti irritative da contatto, problemi psico-fisici, ecc.. 15 TABELLA 4 – PRINCIPALI CAUSE CHE PORTANO A LIMITAZIONE FUNZIONALE DEL PERSONALEPRINCIPALI CAUSE CHE PORTANO A LIMITAZIONE FUNZIONALE DEL PERSONALE DIPENDENTE DESCRIZIONE DI CUI: TOTALE PRESCRIZIONI M.M.C.5 ESENZIONE TURNI ALLERGIE AL ALTRE CAUSE NOTTURNI LATTICE 8 INFERMIERI 128 42 8 70 INFERMIERI GENERICI 17 3 T.LABORATORIO 9 4 T.RADIOLOGIA 6 3 COORDINATORI 5 2 PUERICULTRICI 1 1 ASS.SANITARI 1 OSTETRICHE 1 FISIOTERAPISTE 2 MASSOFISIOTERAPISTI 1 ORTOTTISTE 1 O.T.A. 23 18 1 4 A.S.S.S. 17 9 1 7 OPERATORI TECNICI 1 OP.TECNICI AUTISTI 1 TOTALE 214 14 5 2 1 3 1 1 2 1 1 1 1 84 11 10 109 Questi eventi, come quelli legati al fenomeno del Part Time, agiscono direttamente sul mantenimento dei livelli assistenziali nelle aziende sanitarie e necessitano quindi di estrema attenzione, specialmente all’atto della composizione percentuale delle équipes infermieristiche. Come per il part time, anche per le prescrizioni l’obiettivo è quello di porsi in un'ottica di programmazione per poter gestire un fenomeno altrimenti non controllabile. Nei prossimi anni, sarà necessario sviluppare – di concerto con l’U.O. S.P.P.A. e la Commissione Medico-Legale Collegiale - un modello innovativo di rilevazione dei principali fattori di rischio che caratterizzano questa esposizione lavorativa: presenza di pazienti non autosufficienti, aspetti strutturali degli ambienti di lavoro, attrezzi ed ausili per la movimentazione dei pazienti, formazione degli operatori in funzione del rischio specifico. L’implementazione di tale modello permetterà di costruire un indice sintetico di esposizione in cui i diversi fattori considerati si integreranno. Tale indice consentirà una programmazione efficiente delle misure preventive e sanitarie secondo uno specifico ordine di priorità, attraverso la creazione di “mappature delle U.O. e Servizi” ad alto, medio, basso rischio di esposizione. 16 2.3 Part-time Anche per l’anno 2003, la Direzione Assistenziale ha dovuto necessariamente focalizzare l’attenzione sull’analisi dei rapporti di lavoro a tempo parziale, in quanto risulta evidente come l’introduzione di tale modalità oraria abbia un impatto “problematico” sull’organizzazione del lavoro delle Aziende USL. Per quel che riguarda la nostra realtà, il disagio organizzativo è stato contenuto finché il numero di parttime era limitato; oggi i posti di lavoro diurni sono saturi anche per le necessità di collocare personale con idoneità parziale o totale. L’elaborazione dei dati acquisiti tramite l’U.O. Acquisizione e Sviluppo Risorse Umane ci ha consentito di definire: - Andamento del fenomeno del part-time, particolarità e distribuzione fra le aree di servizio; - Consistenza ( in % rispetto ai dipendenti a tempo pieno) del rapporto di lavoro a tempo parziale, rispetto ai profili oggetto dell’indagine (infermieri, fisioterapisti, OTA, tecnici di laboratorio, ecc.). Il quadro emerso risulta sufficientemente chiaro e completo per definire la consistenza e l’incidenza dei vari meccanismi di flessibilità degli orari e dei rapporti di lavoro a tempo parziale sull’organizzazione dell’Azienda, anche se necessità di un aggiornamento continuo per evidenziarne l’evoluzione. 2.3.1 Analisi dei dati aggregati aziendali nell’utilizzo del lavoro a part time Andando ad analizzare la percentuale di dipendenti part-time sulla dotazione organica del profilo professionale, si evidenzia che il Personale del Comparto con rapporto di lavoro a tempo parziale, al 31/12/2003, è pari a 168 unità, su un totale di posti ricoperti in ruolo (PR) di 1.733 unità (dato riferito al 31/12/03 ) ed una incidenza percentuale del tempo parziale sui posti ricoperti (PR) del 9,7% . [Fonte : U.O. Amministrazione del Personale]. Per quel che riguarda esclusivamente il Personale Infermieristico6, l’Azienda, al 31/12/03, conta 114 unità a tempo parziale su un totale di posti previsti pari a 1.184 unità ed una incidenza percentuale del tempo parziale sulla dotazione organica del 9,7%%. [Fonte : U.O. Amministrazione del Personale]. Il conteggio delle ore mancanti dei 114 part time è di 1.611 ore a settimana che corrispondono a circa 45 infermieri. [ Vedi in appendice statistica 3 Grafico 3: Percentuale di dipendenti part-time sulla dotazione organica del profilo]. 5 MMC = movimentazione macula e ai carichi. I profili di “Infermieri”, “Puericultrici”, “Infermiere Pediatrico” e “Infermieri Generici” sono stati unificati e considerati come dato aggregato. 6 17 2.3.2 Quantità dell’orario Sulle caratteristiche del fenomeno del Part-time si evidenzia un consolidamento del tetto massimo alle 25 ore e più precisamente: - Personale del comparto: dei 168 soggetti a Part-time, n° 78 lavorano nella percentuale del 50% e n° 90 nella percentuale del 70%; - Personale Infermieristico: dei 114 soggetti a part time, n° 51 lavorano nella misura del 50% e 63 nella misura del 70%. 2.3.3 Concentrazione dei part-time rispettivamente nell’Area Ospedaliera e nell’Area Territoriale I 168 Operatori del Comparto a part-time presentano una distribuzione percentuale (%) nell’Area Ospedaliera e nell’Area Territoriale nel seguente modo: TABELLA 5 – CONCENTRAZIONE DEI PART-TIME AREA OSPEDALIERA E AREA TERRITORIALE – Percentuale concentrazione part-time 56,6% 4,8% 19% 19,6% TOTALE GENERALE (%) Sede di lavoro PRESIDIO RIMINI PRESIDIO SANTARCANGELO PRESIDIO RICCIONE/CATTOLICA AREA TERRITORIALE Unità di personale a part-time 95 part-time 8 part-time 32 part-time 33 part-time 168 [vedi in appendice statistica 4 Grafico 4: DOTAZIONE PERSONALE COMPARTO A PART TIME concentrazione Part-time Area Ospedaliera e Area Territoriale]. 2.3.4 Articolazione dell’orario L’analisi sull’articolazione dell’orario ha evidenziato come la maggioranza dei casi si concentri nelle articolazioni di orario orizzontale e verticale ( rispettivamente 10% e 88%), mentre risulta minore l’incidenza dell’orario ciclico (2%) e non praticata la modalità mista. Inoltre risulta al 31/12/2003 l’impiego di part-time in turni esclusivamente diurni ( 99% dei casi). Va precisato infine che è stato raggiunto il tetto del 25% nella dotazione organica per le qualifiche di Dietista, Puericultrice e Fisioterapista. 18 2.3.5 Andamento delle domande part-time del personale infermieristico: “periodo di riferimento anno 1999 – 2003.” Un elemento di sicuro interesse per studiare l’evoluzione nel tempo dell’istituto del tempo parziale coincide con l’esame del numero di domande di passaggio a part time presentate ogni anno dai dipendenti dell’Azienda Usl di Rimini. Per monitorare questo fenomeno si è osservato l’andamento temporale delle domande di personale infermieristico mettendo in evidenza un’esplosione a partire dal 2001 ( 31 domande) fino ad arrivare ad un picco nel 2003 ( 39 domande). [Vedi in appendice statistica 5 Grafico 5: AZIENDA USL DI RIMINI: INFERMIERI A PART TIME]. 2.3.6 Differimento data di presentazione della domanda e attivazione del part-time Aspetto non secondario, in quanto direttamente legato alle esigenze ed ai vincoli sia dei lavoratori sia dei datori di lavoro (nel primo caso per l’organizzazione del tempo extra-lavorativo, nel secondo caso per la gestione della turnistica e del personale), è il tempo intercorrente fra la presentazione della domanda da parte del dipendente e l’attivazione del nuovo regime orario da parte dell’azienda. Fino all’anno 2002, i dati al riguardo indicano come tale periodo non abbia quasi mai superato l’anno (2% dei casi). La stragrande maggioranza delle richieste (90%) è stata soddisfatta entro 90 giorni dalla data di presentazione, e il 10% dei casi entro 9 mesi dalla data di presentazione. A partire dall’anno 2003 il 78% delle richieste è stata soddisfatta entro 8 mesi dalla data di presentazione mentre per il restante 22% dei casi le richieste sono state soddisfatte entro l’anno. 2.3.7 Aspetti “motivazionali” legati alla richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in tempo parziale: “periodo di riferimento anno 1999 - 2002”. Per individuare e proporre soluzioni che costituiscano una efficace alternativa alla trasformazione del rapporto di lavoro, risulta innanzitutto fondamentale acquisire una chiara percezione delle reali motivazioni sottese a ciascuna richiesta. Il dipendente, come è noto, non è tenuto a motivare la domanda, salvo i casi in cui questa sia presentata per intraprendere una seconda attività lavorativa. E’ dunque solo attraverso il rapporto personale e diretto con il dipendente interessato alla trasformazione del rapporto di lavoro che si è in grado di percepire quali siano le motivazioni reali di ciascuna richiesta. Dall’analisi degli “aspetti motivazionali” risultano preponderanti le richieste di part time legate alla necessità di: 19 - gestire situazioni familiari. Ciò soprattutto in presenza di figli piccoli e, in secondo luogo di genitori anziani. A queste situazioni corrisponde quasi sempre una richiesta di uscita dal turno h 24 o di stabilizzazione dell’orario di lavoro. In relazione ai bisogni legati alla gestione familiare, alcune Aziende USL stanno approfondendo con interesse la possibilità di istituire i c.d. nidi aziendali. In molte realtà territoriali infatti la possibilità di collocare il bambino fino a 3 anni nei nidi pubblici o privati, risulta quantitativamente limitata, particolarmente onerosa e non sempre risponde, per la rigidità degli orari, alle esigenze del genitore “turnista”; - possibilità di effettuare un “orario blindato: spesso chi chiede il part-time lo fa non tanto per ottenere una reale riduzione dell’orario settimanale ma per poter usufruire di un “orario blindato”, senza correre il rischio di essere chiamato in servizio al di fuori di quanto previsto dal contratto individuale, di dover fare lavoro supplementare o straordinario, di lavorare nei fini settimana o di notte; - disagi personali nell’ambito dell’organizzazione lavorativa: in certe strutture i dipendenti sono chiamati a sostenere un ritmo lavorativo che, con l’avanzare dell’età, viene sopportato con sempre crescente difficoltà, il part time costituisce, in questi casi, un modo per rendere l’attività più sostenibile o uscire da una determinata unità operativa. I cambiamenti organizzativi, inoltre, vengono a volte percepiti come qualcosa che va a sconvolgere l’equilibrio tra vita lavorativa e personale con conseguente stress psicofisico che alimenta l’esigenza di uscita da quelle unità operative coinvolte in processi di riorganizzazione. A tal fine, laddove non siano utili i meccanismi di mobilità interna, in alcuni casi il dipendente inoltra una domanda di part time che in realtà è legata semplicemente alla volontà di uscire dalla struttura di appartenenza. Più in generale, la richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro rappresenta, a volte, una vera e propria “fuga” e nasconde un’insoddisfazione di fondo legata, oltre che ai cambiamenti organizzativi, a scarsa considerazione e scarsa capacità di riconoscersi in un determinato ruolo. Non a caso in quelle strutture in cui, anche grazie alla leadership interna dei responsabili, gli operatori si riconoscono in obiettivi comuni, si nota una maggiore coesione e disponibilità a sostenere ritmi lavorativi impegnativi e flessibili; si riscontra inoltre minore assenteismo e minor ricorso all’istituto del part time; - evoluzione dei modelli di vita: l’evoluzione dei modelli di vita, porta le generazioni più giovani a dare notevole importanza alla necessità di conciliare la vita lavorativa con i propri interessi personali; il part time diventa in questo casi lo strumento per avere una maggiore quantità di tempo da dedicare a se stessi ed ai propri interessi; - alquanto marginale appare invece il part-time richiesto per lo svolgimento di una seconda attività. 20 2.3.8 Analisi dei dati aziendali sull’utilizzo del part--time con riferimento esclusivamente all’anno 2003 Dall’analisi dei dati risultano pervenute, nel corso dell’anno 2003, n. 47 richieste di part time + n.3 richieste di trasformazione della percentuale (%) del part-time in riduzione dal 70% al 50% (o modificazione della quantità oraria). In sintesi i dipendenti distinti per profilo professionale che hanno inoltrato richiesta di part time sono, al 31 dicembre 2003, pari a: TABELLA 6 – PERSONALE DIPENDENTE CHE HA INOLTRATO RICHIESTA DI PART TIME AL 31/12/2003 RICHIESTA PROFILI TRASFORMAZIONE DI PART SOSPESI -TIME RINUNCIA AL PART TIME TOTALE PART TIME SOSPESI DAL 70% AL 50% COORDINATORI INFERMIERI 1 3 35 5 38 INFERMIERI GENERICI 1 1 1 O.T.A. 4 4 OSTETRICHE 2 2 T. LABORATORIO 2 2 T.S.R.M. 1 1 A.S.V. 1 1 ASSISTENTI 1 1 SOCIALI TOTALE 3 47 7 50 2.3.9 Aspetti “motivazionali” legati alla richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in tempo parziale: riferimento alle richieste di part-time anno 2003 Le motivazioni adottate dai dipendenti sono, nell’ordine: Ragioni familiari, generalmente indicate nella richiesta con la necessità di accudire i figli e prestare assistenza a parenti non autosufficienti (generalmente i 37 casi genitori anziani o i portatori di handicap) Ragioni personali 5 casi Ragioni di studio presumibilmente legati alla conclusione di percorsi formativi 3 casi iniziati in precedenza o nuove esperienze di formazione e aggiornamento Ragioni non indicate nella richiesta 5 casi 21 2.3.10 Quantità dell’orario e articolazione dell’orario richiesta nell’anno 2003 La quantità oraria settimanale richiesta dai 50 dipendenti può essere studiata in rapporto a due fasce: 18 ore ( Part time al 50%) e 25 ore ( Part Time al 70%). Si osserva che la maggioranza dei dipendenti considerati richiede un orario che si attesta sulle 25 ore settimanali e, più precisamente: - il 32% ha richiesto una quantità oraria pari al 50% ( 16 operatori) - il 68% ha richiesto una quantità oraria pari al 70% (34 operatori). L’analisi sull’articolazione dell’orario ha evidenziato come la maggioranza dei casi si concentri nelle articolazioni di orario verticale (41 richieste su 50 operatori), mentre risulta minore l’incidenza dell’orario orizzontale ( 7 richieste su 50) e praticamente irrilevante l’incidenza dell’orario ciclico (2 richieste su 50 operatori). TABELLA 7 – QUANTITA’ DELL’ORARIO E ARTICOLAZIONE DELL’ORARIO RICHIESTO NEL 2003 50% ciclico 1 50% 50% Totale verticale orizzontale 50% 13 2 16 PT 70% ciclico 1 70% 70% Totale TOTALE verticale orizzontale PT 70% GENERALE 28 5 34 50 2.3.11 Distribuzione fra le aree di servizio delle domande di part –time anno 2003 Un ultimo aspetto che si è ritenuto prendere in esame riguarda la distribuzione fra le diverse aree di servizio delle domande di passaggio al part time presentate dai dipendenti. Questa indagine ha messo in evidenza che ben l’80% delle richieste delle trasformazioni del rapporto di lavoro proviene dai servizi ospedalieri; dato fortemente condizionato dalla più elevata consistenza numerica (anche a livello di dotazione organica) del profilo professionale infermieristico rispetto agli altri profili presi in considerazione. 22 Si fornisce qui di seguito – TABELLA 8 - da quali aree provengono le richieste di part-time relativamente al solo personale infermieristico (n. 36 richieste di part time + n. 3 trasformazioni della quantità di orario settimanale). TABELLA 8 – COLLOCAZIONE DI SERVIZIO AL MOMENTO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDADI PARTTIME UNITA’ OPERATIVA DIPARTIMENTO URGENZA PART TIME AL 50% PART TIME AL 70% Passaggi dal 70% al TOTALE 50% EMERGENZA1 ciclico Sala Gessi Rimini Soccorso Pronto Soccorso di Rimini Rianimazione SETTORE TRASVERSALE SALE OPERATORIE 1 1 2 2 1 4 2 Blocco Operatorio RN 3 3 Centrale Sterilizzazione DIPARTIMENTO CARDIOVASCOLARE 1 1 2 4 1 1 1 1 1 1 1 DELLE Medicina Generale RC Cardiologia RC Cardiologia RN Geriatria DIPARTIMENTO RESPIRATORIE 2 MALATTIE Malattie Infettive 1 1 Medicina 1° 1 1 UNITA’ OPERATIVA PART TIME AL 50% PART TIME AL 70% Passaggi dal 70% al TOTALE 50% DIPARTIMENTO ORGANI DI SENSO ORL 1 Dermatologia 1 1 1 1 DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE N.P.I. 2 2 Dipendenze Patologiche 1 1 U.O. SDDP 1 1 DIAPRTIMENTO FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO Pediatria T.I.N. 1 1 1 1 DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO Medicina II Medicina 3 1 1 1 1 DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA 23 Oncologia Prevenzione 1 1 1 2 Medicina di Base – Fisiatria 1 1 R.S.A 1 1 Chirurgia SN DIPARTIMENTO RIMINI 1 CURE PRIMARIE DI DIPARTIMENTO DELLE CURE PRIMARIE DI RICCIONE Medicina di Base 1 1 DIAPRTIMENTO NEFRO-UROLOGICO Ambulatorio Trapianti 1 1 1 1 ALTRI SERVIZI Direzione Assistenziale - Segreteria TOTALE 11 25 3 39 2.3.12. Piano di differimento fra data di presentazione delle domande e attivazione del part time Nell’incontro del 26 novembre 2003 sono state presentate alle OO.SS. proposte a livello dipartimentale sulle fasce orarie che prevedono orari funzionali al servizio. Il 1° livello di intervento della Direzione Assistenziale è stata una analisi del grado di inserimento nella turnistica e di inserimento nell’U.O. di appartenenza. Operativamente è stato necessario elaborare con i coordinatori la fase di inserimento dei part time e valutare l’orario più funzionale per quel settore anche integrando più part time fra di loro. Il nuovo obiettivo è stato quello di far firmare al dipendente un contratto di lavoro per ore settimanali e non più per fasce orarie rigide. Un particolare accordo sul Presidio di Cattolica prevede la concessione di part time anche per il personale incaricato. A seguito di incontri avvenuti tra la Direzione Assistenziale Dipartimentale, i Coordinatori e i dipendenti che avevano inoltrato domanda di part time è stato predisposto il “piano di assorbimento o mappatura ” dei 50 part time. Il “piano di assorbimento o mappatura dei part-time” ha previsto anche la stesura di un “piano di differimento” - secondi i tempi previsti negli attuali accordi contrattuali e normativi – Art. 23 CCNL 1998/2001 7 - proposto sempre dalle Direzioni Assistenziali Dipartimentali (D.A.D.) in accordo con il 7 Art. 23 CCNL 1998/2001 “…la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale avviene automaticamente entro 60 giorni dalla ricezione della domanda […] L’Azienda o ente, entro il predetto termine, può, con provvedimento motivato, rinviare la trasformazione del rapporto di lavoro per un periodo non superiore a 6 mesi nei casi in 24 Coordinatore interessato. Il “piano di differimento” è stato cioè predisposto sulla base del criterio degli “8 mesi di differimento massimo” previsto da contratto e compatibilmente con le esigenze organizzative. Il “piano di differimento per l’anno 2003” è stato predisposto a partire dalla data di protocollo della richiesta di part time – protocollo apposto dagli uffici competenti dell’U.O. Acquisizione e Sviluppo Risorse Umane, considerando altresì che il contratto a part time viene di norma stipulato dal 1° giorno di ogni mese. 2.4 Valutazione complessiva dei minuti assistenziali erogati nelle Unità Operative per l’anno 2003 La valutazione complessiva dei minuti assistenziali erogati nelle Unità Operative/Dipartimenti – per l’anno 2003 - indica una equilibrata distribuzione del personale ed un sostanziale rispetto dei livelli da garantire concordati, con valori di livelli assistenziali comunque superiori rispetto a quelli garantiti nel 2001 e 2002. Si osserva infatti una buona distribuzione del personale infermieristico ed OTA, in particolare nelle aree specialistiche e di base; viceversa le terapie intensive costituiranno ancora per il 2004 polo di attenzione finalizzato ad un innalzamento dei minuti assistenziali. [Vedi in appendice statistica 6 Grafici 6 – 7 – 8 – 8 – 9 – 10 – 11 –12 – 13 - 14 : STANDARD DI PERSONALE: LIVELLI ASSISTENZIALI ESPRESSI IN MINUTI RELATIVI AL PERSONALE INFERMIERISTICO E DI SUPPORTO. COMPARAZIONE ANNO 2001 – 2002 - 2003]. 2.5 Riepilogo dei principali indicatori occupazionali: selezioni effettuate dal 01/01/1999 al 31/12/2003 esclusi i non dipendenti ( vedi nota del 7 febbraio 2004 Prot. 0011691 a firma del Direttore Generale Dott. T. Carradori). 2.6 Composizione percentuale delle équipes infermieristiche delle diverse Unità Operative/Dipartimenti Aziendali In appendice statistica 7 e Grafico 15, è possibile analizzare un apposito prospetto finalizzato alla descrizione del micro e macro sistema operativo dal punto di vista delle risorse umane. La dotazione di ogni Unità Operativa/Dipartimento è stata infatti suddivisa percentualmente facendo riferimento alle seguenti micro-variabili di tipo gestionale: personale presente a part time e a “turno diurno fisso”, personale che usufruisce della Legge 104, Legge 53 e permessi sindacali. Ciò ci ha restituito una “fotografia” della composizione quali-quantitativa di ogni singola équipe infermieristica rispetto alle variabili sopra descritte. cui essa comporti, in relazione alle mansioni e alla posizione organizzativa del dipendente, grave pregiudizio alla funzionalità del servizio”. 25 TABELLA 9 – L’ARTICOLAZIONE DELLE EQUIPES INFERMIERISTICHE PER L’ANNO 2003 A LIVELLO AZIENDALE E’ LA SEGUENTE: ARTICOLAZIONE PERSONALE PERSONALE A PART-TIME USUFRUISCE CHE PERSONALE USUFRUISCE CHE PERSONALE CHE DELLA LEGGE 53 DELLA LEGGE 104 USUFRUISCE DEI DIURNISTA H 36 PERMESSI SINDACALI AREA 87 21 21 4 204+22 = 226 8 1 99 29 5 325 OSPEDALIERA AREA 30 TERRITORIALE TOTALE 117 21 TABELLA 10 – L’ARTICOLAZIONE DELLE EQUIPES INFERMIERISTICHE PER L’ANNO 2002 A LIVELLO AZIENDALE E’ LA SEGUENTE: ARTICOLAZIONE PERSONALE PERSONALE A PART-TIME USUFRUISCE DELLA USUFRUISCE DELLA LEGGE USUFRUISCE DEI LEGGE 53 CHE PERSONALE 104 CHE PERSONALE CHE PERMESSI SINDACALI AZIENDA USL 112 3 26 21 RIMINI In sintesi la “fotografia aziendale” del personale infermieristico per l’anno 2003 è la seguente: TABELLA 11 – INFERMIERI TURNISTI AL 31/12/2003 TURNISTI: 1. PART TIME H 24 = 2 2. LEGGE 104 TURNISTI = 5 3. TURNISTI H 24 = 676 TOTALE TURNISTI = 683 ( 58,42%) 26 TABELLA 12 – INFERMIERI DIURNISTI AL 31/12/2003 DIURNISTI FUORI TURNO VINCOLATI FUORI TURNO PER ORGANIZZAZIONE SERVIZI PT L. 53 L.104 Area Ospedaliera 85 21 16 226 Area Territoriale 30 8 99 Totale = 485 115 24 325 21 [Vedi in appendice statistica 8 e Grafico 16: AZIENDA USL DI RIMINI: INFERMIERI TURNISTI E DIUNISTI AL 31/12/03]. Dall’analisi dei dati anno 2002 e anno 2003 emerge un’esplosione dei benefici connessi alla legge n. 53 ( “esenzione dai turni notturni” ) e una riduzione sostanziale dei permessi sindacali. La conoscenza della esatta composizione delle équipes infermieristiche è informazione di estrema importanza ai fini gestionali sia per la garanzia della continuità assistenziale sia per il mantenimento dei minuti assistenziali concordati. Essenziale diventa quindi, per la D.A., la costante monitorizzazione della “percentuale di composizione” e degli eventuali processi di riequilibrio di situazioni percentualmente non accettabili. 2.7 Omogeneizzazione del modello della turnistica: Turno m/3 Dal mese di luglio è stato avviato, tra l’Azienda, le OO.SS. provinciali, le OO.SS in rappresentanza regionale e le RSU Aziendali, l’esame congiunto per la verifica dello stato d’attuazione degli accordi contrattuali. Dalla prima fase di analisi, è emerso la persistenza in Azienda del turno m/3, persistenza nettamente in contrasto con i dettami contenuti nell’accordo decentrato (Art. 7 lett.b p.to 6 dell’Integrativo Aziendale del febbraio 2001) nell’ambito del quale è prevista una tendenziale “eliminazione della cadenza m/3” come componente “fissa e sistematica” della programmazione del ciclo di lavoro. Infatti, sia l’interpretazione Aziendale che quella delle Forze Sindacali hanno trovato un punto di accordo sul fatto che la “eliminazione della cadenza m/3” deve essere intesa come un obbligo programmatico, giuridico ed operativo; tale cadenza non va dunque concepita come criterio base nella elaborazione della turnistica e ciò impone, indirettamente, la necessità di creare e mantenere condizioni organizzative che ne consentano l’assolvimento. “Tuttavia va rilevato il fatto che, in presenza di condizioni transitorie e straordinarie che modificano le condizioni di normalità organizzativa dei reparti, il ricorso occasionale a tale modalità di turnazione 27 non può essere considerata lesivo del principio sancito nell’accordo Integrativo, essendo evidente che, sebbene gravosa per il lavoratore, trova in questi casi la propria giustificazione nella doverosa garanzia dei servizi alla popolazione, esigenza quest’ultima ritenuta dalla Legge superiore alla momentanea sospensione delle prescrizioni contrattuali. La traduzione operativa dei dettati contrattuali in oggetto che coerentemente questa Direzione ha perseguito in questi anni ha richiesto interventi di riorganizzazione e di potenziamento delle dotazioni organiche al fine di creare, nella conosciuta scarsità di risorse, le condizioni di sicurezza organizzativa sufficienti a consentire di non utilizzare, in presenza di condizioni di normalità e di adeguata presenza delle unià in turno, la cadenza m/3 come criterio programmatico/routinario o matrice per la predisposizione dei turni”.8 Facendo seguito alla nota del 25 agosto 2003 Prot. 0073878 con oggetto “Turno m/3”, nel mese di Ottobre u.s. la Direzione Assistenziale Ospedaliera ha condotto una verifica dello stato dell’arte in tutte le UU.OO Dipartimentali per verificare l’esistenza di condizioni di turnistica rientranti stabilmente nella fattispecie m/3 e le motivazioni che ne hanno determinato l’inserimento. La verifica della situazione esistente è stata la premessa per avviare entro ottobre - laddove le posizioni di lavoro e le condizioni dotazionali lo garantivano - il processo di transizione ad una regolare turnazione, così come previsto dagli attuali accordi contrattuali e normativi. L’operazione di una eventuale modifica del modello di turnazione ha previsto anche momenti di incontro con tutti gli operatori da parte delle Direzioni Assistenziali Dipartimentali coinvolte nel percorso, per garantire la migliore informazione sul processo da attuare. 2.7.1 Ri-progettazione della “Turnistica di servizio sulle 24 ore” per la eliminazione sistematica della cadenza m/3 La ri-progettazione della turnistica è stata finalizzata a raggiungere l’obiettivo aziendale della “eliminazione sistematica e programmatica del “turno m/3” - così come previsto dagli attuali accordi contrattuali e normativi. Le Unità Operative nei confronti delle quali è stata attuata la transizione verso una regolare turnazione – così come segnalate nella nota del 25/08/03 Prot. 0073878 – sono state: Rimini Soccorso - U.O. Malattie Infettive - U.O. T.I.N. Dalla verifica effettuata dalle Direzioni Assistenziali Dipartimentali sull’esistenza di eventuali e/o ulteriori condizioni di turnistica con programmazione fissa e sistematica della cadenza m/3, sono risultate ulteriori quattro Unità Operative. 8 Cfr. nota del Direttore Generale del 19/12/03 Prot. n. 0108919 con oggetto “Chiarimenti su applicazione contrattuale Turni di lavoro”. 28 Le Direzioni Assistenziali Dipartimentali si sono attivate, nel mese di ottobre 2003, nel tentativo di risanare e riprogettare le modalità di turnistica. Tale azione di ri-progettazione ha interessato le seguenti Unità Operative: Hospice - Residenza il “Glicine” - O.R.L. - Sala Operatoria Rimini. 2.7.2 Modificazione della turnistica nell’U.O. HOSPICE La nuova matrice di turno è già stata progettata e attuata dal 01/09/03 e prevede il rientro m/3 solo per compensare le assenze di servizio come da Regolamento interno . P M N S R Il “modulo del turno” è così raffigurato: 1.Numero di operatori in turno = Corrisponde al numero di posizioni della sequenza 6 2.Assistenza erogata in 24 ore = n. 2 M (orario 7 – 13 = 12 ore) quantità oraria e relativa distribuzione utilizzata n. 1 P (orario 13-21 = 8 ore) n. 1 nell’arco della giornata N (orario 21 – 07 = 10 ore) Totale assistenza die = 30 ore 3. Orario di lavoro procapite = Orario medio settimanale che ogni operatore deve 30 h x 7 gg lavorare per mantenere il turno: = 35 6 Somma ore modulo x giorni settimana Numero operatori 2.7.3 Modificazione della turnistica nell’ U.O.Residenza “Il Glicine” Dal 11/11/03 è possibile - in virtù del rientro in servizio di un infemiere con orario a Part Time al 70%” - eliminare sia la turnazione mista (un Giro in 4° e un Giro in 5°) sia la programmazione sistematica di n. 7 rientri m/3 a settimana. Si sottolinea tuttavia che, essendo l’U.O. dotata di un Organico complessivo pari a 12 unità infermieristiche (di cui 1 PT al 70%) ed essendo l’organico di sostituzione pari mediamente a 2 unità, qualora la programmazione ferie prevedesse 2 unità a tempo intero, si prospetterà la seguente turnistica: 1° “modulo del turno” – “Giro in 5°” P M N S R Svolto da n. 5 operatori a tempo pieno [ dal Lunedì alla Domenica] 29 2° A “modulo del turno” - “Giro in 4° senza previsione del rientro m/3” P N S R Svolto dai 4 operatori a tempo pieno [ dal Lunedì al Venerdì] 2 A1° “modulo del turno” - Giro in 4° con previsione di n. 2 rientri m/3” P M/3 S R Svolto dai 4 operatori a tempo pieno di cui sopra [ dal Sabato alla Domenica] 3° “modulo del turno” – Fuori turno Part Time 70% m m m m m Svolto dall’operatore a part time al 70% su 5 gg lavorativi a settimana [Dal Lunedì al Venerdì] SCHEMA DELLE PRESENZE M P N FERIE N° rientri m/3 2 2 2 2 settimana unità unità unità 2 unità a tempo pieno 2.7.4 Modificazione della turnistica nell’U.O. O.R.L La progettazione della nuova turnistica è datata 01/09/03; essa prevede la presenza di n. 2 rientri m/3 a settimana su 8 operatori ( o posizioni della sequenza) per garantire le posizioni di lavoro. Il modello adottato è un “turno a ciclo continuo variabile” che comporta come effetto negativo la produzione sistematica di ore straordinarie. Dal 01/02/04 è allo studio una nuova modalità di turnazione per la eliminazione delle ore straordinarie mediante riduzione di ulteriori rientri m/3. 30 2.7.5 Modificazione della turnistica SALA OPERATORIA Per ciò che concerne tale Settore è a tutt’oggi in corso una revisione che contempla sia lo schema delle presenze infermieristiche nelle 24 ore, sia l’eliminazione sistematica dei rientri m/3. 2.8 Analisi degli “eventi gestionali” del personale infermieristico relativamente all’anno 2003 La Direzione Assistenziale ha costantemente monitorato per l’anno 2003 - sia a livello di Unità Operativa sia a livello di Dipartimento” - l’andamento degli eventi gestionali “ferie e assenze a vario titolo” allo scopo di valutarne gli eventuali scostamenti tra la reale “programmazione delle ferie” messa in atto dai Coordinatori e le potenzialità offerte dall’organico integrativo in dotazione alle diverse Unità Operative e Dipartimenti. Per ogni Unità Operativa è stato effettuato il controllo delle assenze per ciascun Infermiere tramite cartellino marcatempo riportandone una sintesi nelle tabelle allegate. In particolare sono state prese in considerazione, ai fini di un utile controllo, le seguenti variabili: Ferie – malattie – Infortuni sul lavoro – aggiornamento obbligatorio e facoltativo – Legge 104 – recuperi ore anno corrente e anni precedenti, permessi sindacali, permessi per motivi personali/familiari ecc. La sommatoria delle variabili prese in considerazione è stata suddivisa per i giorni lavorativi mensili previsti da calendario del mese di riferimento, ricavandone di conseguenza il reale Organico Integrativo agito. Il dato così ottenuto è stato rapportato all’organico integrativo in dotazione a ciascuna Unità Operativa permettendo una verifica del differenziale. [Vedi Elaborazione Grafica Reports Mensili 2003 – paragrafo 2.8.2.] 2.8.1 Report Ferie Mensili Dipartimentali9 Il lavoro di report che la Direzione Assistenziale che ha elaborato mensilmente da gennaio a ottobre 2003, contiene i dati relativi alla programmazione ferie e assenze varie(malattie, infortuni, aggiornamenti ecc.). L’obiettivo è di fare una pianificazione ferie in ambito dipartimentale. 9 A cura di D.A.D. M. Nardi. 31 L’Azienda U.S.L. di Rimini ha recepito una direttiva contenuta nel Piano degli Obiettivi della Regione Emilia Romagna, che a sua volta fa riferimento all’Articolo 19 del CCNL del ’95. Le figure coinvolte in questo processo sono Infermieri, Tecnici ( Radiologia, Laboratorio Analisi, Terapisti della Riabilitazione), OTA e Ausiliari. Da chi nasce questa programmazione? Il Coordinatore di ogni U.O./ Servizio ha il compito organizzare le ferie insieme al personale. La programmazione avviene con l’ausilio di un documento aziendale che è “ criteri comuni per la pianificazione delle ferie e relativi indicatori da monitorare”, contenente punti di riferimento per redigere il piano ferie. La Direzione Assistenziale ha individuato uno strumento per analizzare in maniera sistematica l’andamento “ programmazione ferie e relativo piano di attuazione”. Il prodotto è un report mensile ferie e assenze, i dati sono raccolti da una stampa riepilogativa delle assenze con relativo trasferimento dei dati su una tabella di excel. Vedi esempio di report : la prima cosa da evidenziare è una suddivisione per Dipartimento, esempio Dipartimento di EmergenzaUrgenza. Successivamente vediamo l’indice delle U.O. e Servizi aggregate a quel Dipartimento. Mese di riferimento suddiviso in giorni nel mese 30 (che fa riferimento al calcolo delle assenze quali malattie, infortuni)– giorni lavorativi 24 ( riferito al calcolo delle ferie). Per ogni U.O. o servizio abbiamo un organico complessivo suddiviso in Organico di Sostituzione teorico e Organico di Sostituzione reale. La differenza tra questi due dati è il valore da monitorare come indicatore dell’avvenuta programmazione in quella U.O. o Servizio. 32 A questo segue una tabella con i nominativi del personale assegnato a quella U.O., a fianco abbiamo i dati relativi a giorni di ferie- giorni di malattia- giorni di assenza di quel dipendente. La somma della colonna ferie, divisa per i giorni lavorativi è il totale dell’organico di sostituzione delle ferie. Mentre la somma delle colonne relative a malattie e assenze varie diviso i giorni nel mese rappresentano l’organico di sostituzione delle malattie - assenze. La somma di questi due valori rappresenta l’organico di sostituzione reale che, rapportato al valore dell’organico di sostituzione teorico, è il risultato finale mensile. Con questi dati mensili a fine anno è stata costruita una griglia con riportati i valori di andamento di U.O. Rif. 2.8. Elaborazione Grafica Reports Mensili 2003. TAPPE PROGETTO • Obiettivi: 1. analizzare in maniera 2. sistematica l’andamento “ programmazione ferie 3. e relativo piano di 4. attuazione”. STRUMENTI E RISULTATI METODI Tempi previsti: Verifica Fasi/Azioni: dell’andament gennaio - ottobre. programmazione ferie o mensile quadrimestrale per U.O. delle assenze. verifica su Jobtime delle Strumenti: Tabella di Analisi inserimento assenze a vario titolo. dell’organico aggiornabile su file di inserimento dati su report di sostituzione Excell. riepilagativi. reale elaborazione dati su rapportato con Incontri con excell. il teorico. Coordinatori delle singole U.O. Elaborazione materiale. 2.8.2 GRAFICI (vedi allegato appendice N° 14) 33 2.9 STATO DELL’ARTE SULLA MOBILITÀ. ANNO 2003-200410 Si fornisce di seguito l’elenco cronologico dei bandi di mobilità emessi dalla Direzione Assistenziale a livello di Dipartimento e di U.O rispettivamente nell’anno 2003 e primo trimestre 2004: BANDI DI MOBILITA’ N° Dipartimento Personale Unità interessato Protocollo Data emissione mobilità bando Data scadenza bando mobilità Operativa 1 Oncologia Infermieri 122/Q/2000 2000 2 Attivazione Infermieri NO 3 nuova U.O. di azienda ruolo PROTOCO Chirurgia 2^ LLO R.S.A. OVIDIO di Infermieri del C/132 presidio 07/08/00 26/08/00 H 12.00 20/10/00 04/11/00 di Rimini Riccione e Santarcangelo ruolo 4 R.S.A. OVIDIO di OTA del C/133 Presidio di Rimini – Riccione e 20/10/00 4/11/00 H 13.00 Santarcangelo Ruolo 5 Hospice di via Infermieri Ovidio presidio C 180 27/12/00 25/01/01 H 13.00 di Rimini, Riccione, Santarcangelo di Ruolo 10 A cura di D.A.D. L. Lanzetti 34 N° Dipartimento Personale Unità interessato Protocollo Data emissione bando Data scadenza mobilità bando mobilità 0075603 12/09/01 25/0901 h 12.00 0082050 04/10/01 13/10/01 h 13.00 Infermieri dei 0089914 30/10/01 30/11/01 h12 0089924 30/10/01 28/11/01 H 13.00 0002284 11/01/02 31/01/02 h 12.00 Operativa 6 Mobilità Assistente interaziendale San. Azienda Dip. Igiene e Ruolo San. Pubblica 7 R.S.A. Coordinatori Azienda Ruolo 8 Dipartimento di Emergenza- Presidi Urgenza dei Ospedalieri di Presidi di Rimini Rimini e Santarcangelo Riccione (118 – – – Riccione Pronto Ruolo Soccorso) 9 Chirurgia Generale Ai del Coordinatori Presidio del Presidio Ospedaliero di Ospedaliero di 10 Santarcagelo Rn-Rc-Sn Dipartimento Infermieri Salute Ment. Azienda (SPDC) 35 N° Dipartimento Personale Unità interessato Protocollo Data emissione bando Data scadenza mobilità bando mobilità 0002287 11/01/02 31/01/02 h 12.00 0028971 28/03/02 12/04/02 h 12.00 0035713 20/04/02 03/05/02 h 12 0038884 04/05/02 31/05/02 h 12.00 Operativa 11 Dipartimento Infermieri Cure Primarie Azienda di Rimini (ADI) 12 Direzione Ass. Collaboratori Prof.li San.inquadrati in cat. D – Az USL di Rn Ruolo 13 Dialisi Infermieri Ospedale Azienda Infermi di Rimini 14 Terapie Intensive Infermieri (RIA RN – RC; Azienda Ruolo Cardiologia UTIC RN –RC; Neonatologia RN) 36 N° Dipartimento Personale Unità interessato Protocollo Data emissione bando Data scadenza mobilità bando mobilità 0047575 30/05/02 17/06/02 h 12.00 Dei 0075591 04/09/02 21/09/02 H 12.00 0079256 17/09/02 15/10/02 h 12.00 0094974 09/11/02 18/11/02 h 12.00 Ota 0104854 10/11/02 10/12/02 stesura Operativa 15 Sala Gessi Infermieri Presidio Azienda Ospedaliero di Rimini 16 U.O. Del Ota Presidio Presidi Ospedaliero Di Ospedalieri Di Rimini E Rimini Santarcangelo: Riccione E - Ortopedia e Santarcangelo Traumatologia Ruolo -Chirurgia Gen - Medicina 2° - Medicina 1° - Medicina 3° e Lungod - R.S.A. 17 18 Pediatria Infermieri Presidio di Azienda Rimini Ruolo Sala Gessi Infermieri Presidio Azienda Ospedaliero di Rimini 19 Presidio di Mobilità Riccione Presidio di Riccione graduatorie con domande agli atti (domande presenti agli atti) 37 N° Dipartimento Personale Unità interessato Protocollo Data emissione bando Data scadenza mobilità bando mobilità 01/07/03 16/07/03 H 12.00 01/07/03 16/07/03 01/07/03 16/07/03 Operativa 20 U.O. di Ai Dipendenti 0056805 Endoscopia Dermatologia e appartenenti al profilo professionale della Categoria D Collaboratore professionale sanitario infermiere dell’azienda in Ruolo 21 Semiresidenza Ai Dipendenti 0056805 – Residenza appartenenti al Dip. Salute profilo Mentale professionale della Categoria D Collaboratore prof.san. inf.dell’aziend a in Ruolo 22 Bando Ai Dipendenti 0056808 Aziendale per appartenenti al gestione profilo sostituzioni professionale temporanee della Categoria D Collaboratore prof.san. inf.dell’aziend a in Ruolo 38 N° Dipartimento Personale Unità interessato mobilità bando mobilità Bando Ai Dipendenti 0056816 01/07/03 16/07/03 aziendale per appartenenti funzioni di al profilo 07/11/2003 22/11/2003 Protocollo Data emissione bando Data scadenza Operativa 23 coordinamento professionale nelle U.O. della Cat. D Stabil. Cervesi: Coll. Prof.le -U.O. Poliamb. san nfermiere e Pr. Int.vo -U.O. CH. Gen U.O.Sala Op. 24 dell’azienda in Ruolo e non Bando Collaboratore Aziendale Professionale Posizione Sanitario Organizzativa Tecnico Responsabile Sanitario Direzione Laboratorio Assistenziale Biomedico in Dipartimento ruolo 0095857 ore 12 di Patologia Clinica 25 Sala Gessi Infermiere Presidio Azienda Rimini Ruolo 0099765 in 20/11/2003 20/12/2003 ore 12 39 N° Dipartimento Personale Unità interessato Protocollo Data emissione mobilità bando Data scadenza bando mobilità Operativa 26 Bando Collaboratore Aziendale Professionale Posizione Sanitario Organizzativa Tecnico Responsabile Sanitario Direzione Radiologia in Assistenziale ruolo Novembre 2003 di Dipartimento Radiologia 27 Ota per Ota Ruolo 0017702 Nefrologia Presidio Ospedale Rimini Rimini Riccione 25/02/2004 20/03/2004 ore 12 MOBILITA’ D’URGENZA N° Dipartimento/ Personale Unità Protocollo Interessato Data emissione Indagine conoscitiva Operativa bando Data scadenza Indagine conoscitiva interessata alla indagine conoscitiva 1 SALA PARTO DI RIMINI CIUFFREDA MICHELINA 0089905 30/10/2001 Assegnazione presso sala parto di rimini dal 31 ottobre per un periodo di 30 giorni 40 INDAGINE CONOSCITIVA N° Dipartimento/ Personale Unità Protocollo Interessato Data emissione Indagine conoscitiva Operativa bando Data scadenza Indagine conoscitiva interessata alla indagine conoscitiva 1 Avviso Interno Infermieri 0028889 Settore Presidi /3.8.1.2. trasversale Rimini delle 07/05/01 ore 11.00 sale Riccione Operatorie 2 02/04/01 Ruolo Copertura turni Infermieri a 0067103 07/08/01 articolati sulle Part Time al 24 ore 70% 25/09/01 h 13.00 per copertura turni articolati sulle 24 ore 3 Mobilità Assistente Interaziendale Sanitario Dipartimento Azienda 0075603 12/09/01 25/09/01 h 12.00 Igiene e Sanità Ruolo Pubblica 4 Distretto Riccione di Ostetriche in 0077296 ruolo del 18/09/01 29/09/01 h 13.00 Presidio Ospedaliero di Rimini e Distretto di Riccione 41 N° Dipartimento Personale Unità interessato mobilità Infermieri/OT Novembre 2001 Protocollo Data emissione bando Data scadenza bando mobilità Operativa 5 Chirurgia Generale e A CH, CH. Vascolare Generale 2° e CH. Vascolare 6 Avviso presso Infermieri 22950 13/03/02 02/04/02 01/07/2002 Data aperta per Punto prelievi Azienda del Ruolo Laboratorio Analisi del Po di Riccione 7 Pool di Infermieri dei 0057089 Infermieri per Presidi di la presentazione Turni Rimini – della domanda aggiuntivi Riccione e Santarcangelo 8 N° 2 posti di Coordinatori Coordinatore del 0078990 17/09/02 Presidio 27/09/02 h 13.00 rispettivamente Ospedaliero di nelle Unità Rimini Operative di Riccione Malattie – e Santarcangelo Infettive e di Ruolo Ostetiricia 9 Casa di Riposo Infermieri Verucchio Azienda Postazione Ruolo 0085333 08/10/02 15/10/02 h 12 diurnista sulle 12 ore 42 N° Dipartimento Personale Unità interessato Protocollo Data emissione bando Data scadenza mobilità bando mobilità 0004113 17/01/03 30/01/03 h 13 0032885 15/04/03 31/05/03 Operativa 10 Ginecologia Infermieri FPR Ost/Sala U.O. Ost Gin 11 Parto FPR RN Endoscopia Infermieri Digestiva RN- Azienda 12 RC-SN Ruolo Mobilità Infermieri 12.00 in 0109423 22/12/2003 intradipartimen ruolo tale h 10/01/2004 ore 12 Presidi Ospedalieri Rimini Riccione Rn 118 Soccorso Pronto Soccorso 13 Avviso Infermieri disponibilità Azienda prelievi 0007414 27/01/2004 14/02/2004 ore 12 a domicilio 14 Settore Infermieri Trasversale Azienda Sale ruolo 0010308 in 04/02/2004 21/02/2004 ore 12 Operatorie Presidi Rimini Santarcangelo e Riccione Cattolica 43 2.10 L’ISTITUTO DEI TURNI AGGIUNTIVI: DUE ANNI DI ESPERIENZE11 Tra le novità caratterizzanti il secondo ed il terzo trimestre dell’anno 2002 si collocava la gestione dell’istituto denominato “ turni aggiuntivi”. Le cornici normative atte a creare le condizioni operative d’utilizzo sono state in ordine cronologico: 1. il decreto – legge 12 novembre 2001, n. 402, recante:” Disposizioni urgenti in materia di personale sanitario”, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 8 gennaio 2002, n. 1; in particolare l’art.1, “prestazioni aggiuntive programmabili da parte degli infermieri dipendenti ed emergenza infermieristica; 2. la delibera della Regione Emilia Romagna n. 1461/02 del 2/08/02 avente per oggetto l’adozione dell’atto d’indirizzo sui criteri di autorizzazione regionale in materia di personale sanitario ai sensi del D.L. n. 402/01. La legge n. 1/02 nota anche come legge per l’emergenza infermieristica, è finalizzata a fornire ulteriori strumenti per fronteggiare l’emergenza derivante da carenza di personale infermieristico e tecnico sanitario di radiologia medica alla quale non è stato possibile dar riscontro con le ordinarie modalità previste dalla legislazione e dai CCNL vigenti. L’art.1 recita che : “ in caso di accertata impossibilità a coprire posti di infermiere e di tecnico sanitario di radiologia medica mediante il ricorso a procedure concorsuali, le Aziende previa autorizzazione della Regione e nei limiti delle risorse finanziarie connesse alle corrispondenti vacanze di organico ricomprese nella programmazione triennale..omissis..”. La direttiva regionale nell’emanare l’atto di indirizzo precisa i presupposti per l’autorizzazione, concessa alle Aziende dalla Regione, fissati nei seguenti punti. • gli enti richiedenti l’autorizzazione devono dimostrare di aver utilizzato tutti gli strumenti giuridici e contrattuali ordinari ed organizzativi, in particolare: • esaurimento della graduatoria per assunzioni, indisponibilità di personale da acquisire tramite l’utilizzo delle procedure di mobilità esterna; • attestazione dell’utilizzo nell’anno di riferimento dell’istituto dello straordinario con riferimento ai profili interessati (infermieri e tecnici sanitari), almeno nella quantità contrattualmente prevista a livello aziendale. In particolare, per poter attivare le prestazioni orarie aggiuntive dovranno essere state prestate le ore straordinarie previste di norma per far fronte alle esigenze di servizio; • le prestazioni orarie aggiuntive possono essere prestate solo a seguito di un formale atto avente valore negoziale fra l’ente e il lavoratore; 11 A cura di D.A.A. A. Santullo 44 • le prestazioni orarie sono rese, in regime di libera professione e sono aggiuntive rispetto a quelle previste per il rapporto di lavoro subordinato dovendo essere rese al di fuori dell’impegno di servizio; • a garanzia della qualità dell’assistenza e a tutela degli stessi operatori, la somma delle ore di prestazioni aggiuntive e degli straordinari liquidati non deve superare le quote massime contrattualmente previste di ore straordinarie nell’anno per ciascun dipendente (art. 34, commi 3 e 4, CCNL 7/4/99). L’ESPERIENZA DELL’AUSL DI RIMINI La “novità “dei turni aggiuntivi è apparsa sulla scena in maniera dirompente dal mese di maggio dell’anno 2002, in virtù di due particolari contingenze verificatasi, ovvero l’esaurimento della graduatoria concorsuale per infermiere e l’approssimarsi del periodo estivo che assume particolari connotati nella nostra realtà. In relazione alle contingenze succitate, pur in assenza di una delibera regionale, emanata solo nell’agosto, le modalità attuative dell’istituto hanno seguito i seguenti indirizzi: 1. le condizioni individuate atte a garantire la fruizione dei T.A. sono le seguenti: - assenze per malattie, infortuni, o aspettative superiori ai 45 giorni; - assenze per gravidanze, favorevoli alla sostituzione e non contestualmente coperte; - picchi improvvisi di attività (esempio PS in particolari congiunture durante periodi estivi); 2. le fasi che precedono l’attivazione dei turni aggiuntivi sono: - applicazione regolamento interno di U.O. la responsabilità è del coordinatore di U.O.; - applicazione del Regolamento di Dipartimento, la responsabilità è del dirigente di Dipartimento; - l’attivazione di eventuali risorse centralizzate in addestramento o in esubero; solo dopo aver esperito alle fasi succitate il coordinatore congiuntamente al dirigente assistenziale di dipartimento pianifica il turno mensile con l’unità derivante dai T.A. 3. il rientro del mattino nella normale sequenza di turno corrispondente con la notte non è condizione di attivazione del T.A., qualora si ravvisano usi impropri, non verranno riconosciute le ore in termini di pagamento 45 4. il rientro del soggetto assente che ha determinato l’attivazione del T.A., produce la decadenza della programmazione salvo alcune specifiche: - qualora all’interno delle U.O. siano presenti elevati residui di ferie si utilizzano i restanti gg programmati con T.A. per assegnare ferie di ufficio; - le disponibilità programmate e non utilizzate vengono rese note al dirigente assistenziale dipartimentale perché provveda ad utilizzarle altre realtà operative. 5. le unità in programmazione ferie e recupero ore non devono essere utilizzate per turni aggiuntivi; 6. Ai sensi dell’ Art. 26 CCNL 1998-2001: - il dipendente deve effettuare 36 ore settimanali; - la durata della prestazione non può essere superiore alle 12 ore continuative a qualsiasi titolo prestate; - l’accordo integrativo aziendale prevede come tetto individuale di straordinario 100 ore annuali. Si sottolinea che a differenza della delibera regionale non è stato posto il vincolo per fruire di prestazioni aggiuntive del superamento del tetto di straordinario. 7. Il personale in part time può svolgere turni aggiuntivi. Nel corso del 2003 è stata distribuita la procedura aziendale sui turni aggiuntivi, la presenza di uno strumento guida ha garantito una minore variabilità nell’utilizzo e pertanto una maggiore appropriatezza nell’uso dell’istituto. Nel 2003 il totale ore fruite, pari a 5004,33, è comprensivo di progetti a valenza aziendale che hanno attinto dal medesimo fondo. Per l’anno 2004, si dovrà integrare questo istituto con quello della pronta disponibilità per disporre delle maggiori opportunità fornite da strumenti integrati di gestione. 2.10.1. COSTO TURNI AGGIUNTIVI 116300,63 224551 2002 2003 46 47 CAP. 3 LA DOTAZIONE IN CIFRE12 3.1. Il Personale dipendente in servizio al 31.12.2003 Il personale afferente alla Direzione Assistenziale a livello aziendale al 31.12.2003 è riportato nella TABELLA 1. In essa, è possibile osservare i seguenti dati: posti previsti in pianta organica (PP)13; posti ricoperti (PR); personale incaricato (INC), supplente (SUP) e straordinario (STR); totale del personale in servizio (TOT. S.) ; personale assente (ASP); personale a part time ( percentuale al 50% e al 70%). TABELLA 1 FIGURE PROFESSIONALI SANITARIE NON MEDICHE NELL’AZIENDA AL 31/12/2003 DESCRIZIONE PP PR INC SUP STR 0 TOT_ ASP S 9 1 COLLABORATORE 10 PROF.LE SANITARIO ESPERTO PERS.INFERM. 9 0 0 COLLABORATORE PROF.LE SANITARIO INFERMIERE CAPO SALA 0,46 60 55 0 0 0 55 5 2,81 COLLABORATORE PROF.LE 41 SANITARIO OSTETRICA/O 38 0 0 1 39 1 2,00 COLLAB. PROF.LE 38 SANITARIO-ASSISTENTE SANITARIO 29 0 0 0 29 1 1,48 COLLAB. PROF.LE SAN. - 1075 INFERMIERE (ccnl 20/09/2001) 1046 0 15 154 1215 113 62,18 50 COLLAB. PROF.LE SAN - 3 INFERMIERE PEDIATRICO (ccnl 20/09/01) 3 0 0 0 3 1 0,15 0,0 OPERATORE PROF.LE 2 SANITARIO-INFERMIERE (RIMASTI IN C) 2 0 0 0 2 2 0,10 0,0 - % PT50 1 PT70 PERC 2 22,2 1 3,6 1 2,6 2 6,9 60 10,5 12 A cura di D.A.O. L. Ridolfi La pianta organica rappresenta il riferimento massimo di personale, suddiviso per qualifiche, che le aziende sono tenute a predisporre per assolvere ad obblighi normativi. E’ inviata alla Regione e da questa approvata, dopo di che non ha effetto operativo sulla programmazione del personale se non come numero massimo di personale assumibile. 13 48 DESCRIZIONE PP PR INC SUP STR OPERATORE PROF.LE II^ CAT. PUERICULTRICE OPERATORE PROF.LE II^ CAT. INFERMIERE GENERICO (ad esaur.) COLLAB. PROF.LE SAN.TEC. SAN. LABORATORIO BIOMED. COLLAB. PROF.LE SAN. TECNICO DI ISTOPATOLOGIA COLLAB. PROF.LE SAN. TEC. SAN. RADIOLOGIA MEDICA COLLAB. PROF.LE SAN. TEC. DI NEUROFISIOPATOLOGIA (ccnl 01) COLLAB. PROF.LE SANITARIOFISIOTERAPISTA COLLAB. PROF.LE SANITARIO-LOGOPEDISTA COLLAB. PROF.LE SANITARIOORTOTTISTA/ASSIST. OFTAMOLOGIA COLLAB. PROF.LE SANITARIOMASSAGGIATORE N.V. COLLAB. PROF.LE SANITARIO-PERSONALE RIABILITAZIONE 5 5 0 0 81 78 0 73 66 3 COLLAB. PROF.LE SAN.MASSOFISIOTERAPISTA (ccnl 20/09/2001) OPERATORE PROF.LE II^ CAT. MASSOFISIOTERAPISTA OPERATORE TECNICO ADDETTO ALL'ASSISTENZA AUSILIARIO SPECIALIZZATO SOCIO ASSISTENZIALE TOTALE 0 TOT_ ASP S 5 0 % PT50 PT70 PERC 0,26 2 40,0 0 4 82 1 4,20 1 1 2,6 3 2 8 79 2 4,04 5 8 19,7 3 0 0 0 3 1 0,15 80 69 0 1 6 76 4 3,89 3 3 0 0 0 3 0 0,15 42 35 0 0 0 35 3 1,79 4 5 25,7 22 19 0 1 1 21 1 1,07 1 1 10,5 6 5 0 0 0 5 1 0,26 1 20,0 3 2 0 0 0 2 0 0,10 0,0 1 1 0 0 0 1 0 0,05 0,0 3 2 0 0 0 2 1 0,10 0,0 8 8 0 0 0 8 0 0,41 0,0 130 120 2 8 130 7 6,65 62 55 0 0 13 68 2 3,48 1754 1655 3 21 195 1874 147 0,0 3 4,3 0,0 3 70 5 6,7 1 1,8 88 Fonte:U.O. Risorse Umane. Il calcolo della percentuale di Part-Time è stato effettuato sui posti ricoperti, pur essendo noto che il calcolo del parametro va fatto sui posti previsti per computare il 25% come tetto massimo. 49 3.2. Dotazione Organica del Personale Infermieristico Come si evince dalla Tabella 1 i “posti previsti” (PP) in Pianta Organica relativamente al solo Personale Infermieristico sono pari a 1.1.64 unità + 20 unità = 1.1.84 unità così ripartite: COLL. PROF.LE COLL. SAN. INFERMIERE PROF.LE OPERATORE - SAN. INFERMIERE – PROF.LE 3 TOTALE CAT. PROF.LE II° CAT. – PUERICULTRICE PEDIATRICO 1075 + 20 II° OPERATORE INFERMIERE GENERICO 5 81 1.1.84 50 3.3 Dati di Pianta Organica del Personale Infermieristico: anni 1999 – 2000 – 2001 – 2002 – 2003 Si presenta di seguito - TABELLA 2 - un prospetto FORZA PRESENTE e del riassuntivo della DOTAZIONE ORGANICA o PERSONALE FINANZIATO con riferimento agli anni 1999 – 2000 – 2001 - 2002 - 2003. Nella Tabella sottostante si è voluto rappresentare in maniera complessiva l’andamento per la figura professionale “infermieri”; nel quinquennio considerato si può rilevare come il numero totale di unità sia aumentato nell’Azienda USL di Rimini. TABELLA 2 – DOTAZIONE DI INFERMIERI PER IL QUINQUENNIO 1999/2000/2001/2002/2003 DATI DI PIANTA ORGANICA - ANNO 1999 - 2000 - 2001 - 2002 - 2003 DESCRIZIONE INFERMIERI - INFERMIERI GENERICI Mese riferimento dic-99 dic-00 dic-01 dic-02 giu-03 dic-03 Posti in Pianta %di incremento 1000 1025 1055 1097 1096 1184 100% 103% 106% 110% 110% 118,00% Ruoli 971 1046 1085 1118 1126 1132 Incarichi su p.v. supplenze incarichi Straord. Totale incarichi 5 0 1 0 0 0 34 44 67 26 17 15 86 42 14 59 77 158 125 86 82 85 94 173 Personale Finanziato Assenze Personale in servizio % incremento Part time 50% Part time 70% Totale Part time 1096 1132 1167 1213 1220 1305 97 82 95 118 122 115 999 1050 1072 1095 1098 1190 100% 105% 107% 109,60% 109,90% 119,00% 32 42 47 51 56 51 2 12 38 62 60 63 34 54 85 113 116 114 Ruoli a tempo pieno % incremento 954,38 1021,33 1049,88 1073,55 1079,66 1149,25 100% 107,00% 110,00% 112% 113,00% 120,00% Tasso di precarietà [tempi determinati su personale in servizio] % Tasso di precarietà [incarichi straordinari e incarichi su p.v. su posti di pianta] % 11,60% 8,30% 7,50% 7,20% 9% 14% 100,00% 9,10% 71,4&% 4,60% 64,70% 2,60% 62,10% 3% 78% 7,30% 120% 14,00% 100% 50,50% 28,57% 32,96% 80,20% 153,00% La dotazione organica infermieristica o forza presente si riferisce alla quantità di personale fisicamente ed operativamente presente nell’Azienda. Essa subisce continue variazioni per le quote di personale in uscita definitiva (pensionamenti) o temporanea (malattia) ed in entrata temporanea (supplenza ) o definitiva (assunzione) nell’azienda. 51 Il personale finanziato riguarda la quota di personale che l’Azienda retribuisce e comprende sia le unità effettivamente presenti, sia le unità assenti a vario titolo. Anche il personale finanziato subisce variazioni in base agli obiettivi ed agli indirizzi aziendali e, entro certi limiti, è soggetto a vincoli di bilancio aziendale. Il PERSONALE FINANZIATO del dicembre 2003 è rappresentato da 1.305 unità; ciò deriva dalla sommatoria dei 1.132 RUOLI COPERTI + 173 INFERMIERI INCARICATI. Il PERSONALE IN SERVIZIO è pari a 1.19O unità di personale (1305 unità di personale finanziato – 173 unità assenti a vario titolo). L’analisi della dotazione organica infermieristica degli ultimi 5 anni evidenzia un progressivo aumento percentuale della dotazione stessa. Nei periodi presi a riferimento (1999 – 2003) si osserva inoltre: - Progressivo incremento % del personale infermieristico sui posti previsti (posti previsti da 1000 a 1.184) - Progressivo incremento % del personale finanziato e in servizio ( da 1096 a 1305 unità e da 999 a 1190 unità) - Progressivo incremento del personale a tempo parziale ( da 34 a 114 unità) - Andamento oscillante del rapporto personale infermieristico assente/ personale infermieristico incaricato; - tassi di precarietà elevati nel 2003 (14%) rispetto agli anni precedenti da attribuirsi alla gestione dello Stabilimento di Cattolica. 3.4 Personale Infermieristico : Posti di Lavoro Il riferimento principale per definire le dotazioni di personale è costituito dai posti di lavoro. Nella Tabella sottostante viene riportata l’articolazione “reale” dei posti di lavoro di Personale Infermieristico ed OTA a livello aziendale. I posti di lavoro sono una descrizione delle sedi effettive di risposta qualificata ai bisogni sanitari degli utenti che si rivolgono all’ospedale I posti previsti in pianta organica, sia per il personale Infermieristico sia per il personale OTA ( rispettivamente pari a 1.184 infermieri e 130 OTA), sono declinati in posti di lavoro nell’Area Ospedaliera e Territoriale nel seguente modo, tuttavia considerando che ad oggi, i posti ricoperti sono pari a 1192 (con compensazione dei Part-Time). 52 TABELLA 3 PRESIDI OSPEDALIERI INFERMIERI OTA PRESIDIO RIMINI 673 70 PRESIDIO SANTARCANGELO 71 15 PRESIDIO RICCIONE 201 20 STABILIMENTO CATTOLICA 62 17 TOTALE AREA OSPEDALIERA 1.007 122 DIPARTIMENTO SALUTE 74 MENTALE DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE 70 12 CURE PRIMARIE 24 4 RIMINI DIPARTIMENTO RICCIONE TOTALE AREA TERRITORIALE 168 DIPARTIMENTO SANITA PUBBLICA 12 U.O. CENTRALI 5 TOTALE GENERALE 1.192 16 138 [Vedi in appendice statistica 11] Nell’ appendice statistica n. 11 si riportano i posti di lavoro relativi al personale infermieristico ed OTA suddivisi per singole UU.OO e Servizi Dipartimentali aziendali. La Tabella 3 si riferisce ai soli dati di tipo strutturale; quest’ultimo può essere ulteriormente completato dai dati relativi all’impegno infermieristico, ovvero ai minuti di assistenza che mediamente vengono dedicati ai pazienti ricoverati. Tale dato riferibile all’anno 2001 – 2002 – 2003 è disponibile in appendice statistica n. 6 (Parte quinta). 53 PARTE TERZA CAP. 4 LA NOVITA’ DELL’ANNO 2003: OSPEDALE CERVESI DI CATTOLICA14 4.1 Gestione diretta dell’Ospedale di Cattolica da parte dell’Azienda USL di Rimini A conclusione della sperimentazione della gestione da parte della Fondazione “Regina Maris” del ramo d’Azienda Ospedale Cervesi di Cattolica e del conseguente rientro dello stesso Ospedale nella diretta gestione dell’Azienda USL di Rimini, la Direzione Assistenziale ha dato l’avvio ad una complessa serie di interventi di tipo amministrativo, organizzativo, formativo e gestionale, orientati ad una graduale integrazione e allineamento dello “Stabilimento di Cattolica” nell’organizzazione Aziendale complessiva. 4.2 Interventi attuati prima della gestione diretta dello Stabilimento di Cattolica. 4.2.1 Reclutamento di Personale L’Azienda USL, nelle more della determinazione del fabbisogno complessivo di personale necessario per la gestione dell’Ospedale Cervesi, ha provveduto al reclutamento del Personale Sanitario e Tecnico Sanitario necessario. A tale scopo è stato conferito mandato al Direttore dell’U.O. Acquisizione e Sviluppo Risorse Umane di attivare le procedure per il conferimento dei seguenti incarichi a tempo determinato: - “n. 83 incarichi straordinari per la durata di anni tre nella posizione funzionale di Collaboratore Professionale Sanitario – Personale Infermieristico – Infermiere”; - “n. 1 incarico straordinario per la durata di 1 anno di Operatore Professionale II Categoria – Infermiere Generico”; - “n. 1 incarico straordinario per la durata di 6 mesi di Collaboratore Professionale Sanitario – Ostetrica; - “n.8 incarichi straordinari per la durata di anni 1 nella posizione funzionale di Collaboratore Professionale Sanitario – Personale Tecnico Sanitario –Tecnico Sanitario Radiologia Medica. 14 A cura di D.A.O. L. Ridolfi. 54 Al reclutamento delle risorse di cui sopra, si è potuto far fronte mediante l’accoglimento delle “domande di assunzione” che sono pervenute all’Azienda USL da parte del personale sanitario che prestava già servizio presso l’Ospedale Cervesi sotto la Direzione della Fondazione Regina Maris e che si era reso disponibile per incarichi a tempo determinato, previo parere favorevole espresso dal Direttore Assistenziale Aziendale a seguito del colloquio di assunzione e di verifica del possesso dei requisiti previsti dalla vigente normativa. La Direzione Assistenziale ha condotto, nel periodo “29 maggio 2003 – 17 giugno 2003”, 88 “colloqui di assunzione” rivolti al personale che aveva volontariamente presentato domanda diretta di assunzione presso l’Azienda USL e precisamente: - 79 colloqui (personale infermieristico incaricato); - 1 colloquio (personale infermieristico assunto in Ruolo dal 01/07/03); - 7 colloqui (TSRM); - 1 colloquio (personale Ostetrico). I colloqui di assunzione si sono svolti seguendo una procedura scritta per standardizzare le domande ed individuare le caratteristiche attitudinali dei candidati; al termine del colloquio, tale procedura ha permesso di compilare un “profilo obiettivo” della persona esaminata. Delle 88 unità avviate all’assunzione – previo parere positivo emesso dalla D. Assistenziale – hanno assunto effettivamente servizio - in un arco temporale che va dal 1/7/03 al 31/3/04 - n. 84 unità : ⇒ 71 infermieri in incarico x 36 mesi ⇒ 1 Infermiere in ruolo ⇒ 4 infermieri generici in incarico x 1 anno ⇒ 7 TSRM in incarico x 1 anno ⇒ 1 Ostetrica in incarico x 6 mesi rinnovabile. 55 Si presenta di seguito il calendario delle assunzioni : TABELLA 1 – ASSUNZIONI A TEMPO DETERMINATO PERSONALE INFERMIERISTICO ASSUNZIONI A TEMPO DETERMINATO - PERIODO DI RIFERIMENTO 01/07/03 – 31/03/04 DATA DI INFERMIERI ASSUNZIONE 1/7/03 INFERMIERI in Legge 1204 57 4 TSRM INFERMIER I GENERICI 3 7 OSTETRICHE TOTALE 1 72 incarichi 1 Ruolo + 1 Ruolo 4 1/8 – 31/8/03 3 1 1/9 – 30/9/03 1 1 1/10 – 31/10/03 2 2 1/11 – 30/11/03 1 1 2 2 1/3 – 31/3/04 1 1 TOTALE 67 1/12 – 31/12/03 1/1 – 31/1/04 1/2 - 29/2/04 4 4 7* 1 (con passag gio in ruolo di 6 unità dal 1/3/04) 83 incarichi + 1 ruolo 56 4.2.2. Assegnazione del Personale Delle 84 unità assunte in servizio ed allocate presso l’Ospedale Cervesi di Cattolica, si precisa che solo quattro Infermieri ( di cui 3 Infermieri Generici in incarico x 1 anno + un Infermiere in incarico x 36 mesi ) sono stati assegnati in U.O./Servizi ubicati in Azienda: - Due Infermieri Generici assunti in data 01/07/03 sono stati collocati sul Presidio Ospedaliero di Rimini (UU.OO di Urologia e Oculistica); - Un Infermiere Generico assunto in servizio dal 01/08/03 è stato collocato sul Dipartimento delle Cure Primarie di Rimini (Poliambulatori); - Un Infermiere assunto in data 01/07/03 è stato collocato sul Presidio Ospedaliero di Rimini (U.O. di Ostetricia) 4.2.3 Ri-assorbimento di Personale Nell’arco temporale 01/08/03 - 30/03/04 sono state “riassorbite” - per volontà delle unità coinvolte - dallo Stabilimento di Cattolica e riassegnate ad U.O./Servizi Aziendali, due unità infermieristiche incaricate, una unità infermieristica in ruolo e un OTA dipendente della Fondazione Regina Maris. Tali unità, sulla scorta di precise esigenze assistenziali, sono state riassegnate nelle seguenti articolazioni aziendali: - U.O. Medicina Generale del Presidio di Riccione ( un infermiere incaricato) - U.O. Post Acuti di Via Ovidio ( un infermiere incaricato con successivo passaggio in ruolo) - U.O. di Ostetricia /Ginecologia (un infermiere in Ruolo) - U.O. di Nefrologia ( un OTA della Fondazione Regina Maris). 57 4.2.4 Dimissioni volontarie di Personale Nel stesso periodo di osservazione 01/08/03 – 31/03/04 si sono registrate, presso lo Stabilimento di Cattolica, le seguenti dimissioni volontarie: TABELLA 2 – DIMISSIONI - PERSONALE INFERMIERISTICO DIMISSIONI INTERCORSE NEL PERIODO 01/07/03 – 31/03/04 DIMISSIONI INFERMIERI INFERMIERI INFERMIERI IN LEGGE 1204 GENERICI TSRM TOTALE 1/7/03 1/8 – 31/8/03 1/9 – 30/9/03 3 3 1/10 – 31/10/03 1/11 – 30/11/03 1/12 – 31/12/03 1 1 1 1 1 1 1/1 – 31/1/04 1/2 - 29/2/04 1/3 – 31/3/04 TOTALE 5 0 0 1 6 58 4.2.5 Modalità di acquisizione di Personale in Azienda in alternativa all’assunzione diretta La gestione diretta dell’Ospedale Cervesi ha previsto inoltre nuove modalità di acquisizione di personal alternative“all’assunzione diretta” : 1. 1° modalità di acquisizione sperimentale: acquisizione di un pacchetto di ore di prestazioni infermieristiche (pari a 10 unità) ed OTA (pari a 14 unità) forniti dalla “Società Cooperativa Seriana 2000”. Tale sperimentazione ha avuto inizio dal 01/07/03 e si è conclusa il 31/12/03. L’acquisizione di prestazioni infermieristiche ha permesso di ridistribuire pacchetti di ore infermieristiche sia sul Presidio di Rimini ( pacchetti /ore pari 4 unità) sia sul Presidio di Riccione ( pacchetti/ore pari a 3 unità) sia sullo Stabilimento di Cattolica (pacchetti/ore pari a 3 unità). Le prestazioni del solo personale O.T.A. sono state al contrario utilizzate esclusivamente per le esigenze assistenziali/supporto dello Stabilimento di Cattolica, con la sola eccezione di un utilizzo estemporaneo in qualità di pool di sostituzione sulle esigenze assistenziali del Presidio di Rimini e di Riccione. 2. 2° modalità di acquisizione: mantenimento in servizio fino alla data del 31/03/04 presso lo Stabilimento di Cattolica di 8 unità O.T.A. dipendenti della fondazione Regina Maris stabilmente assegnate al Primo Intervento (7 unità) e al Poliambulatorio ( 1 unità). Tali operatori – grazie all’emissione di un avviso pubblico per operatore O.T.A. – potranno essere assunti (entro il 31/03/04) presso l’Azienda USL di Rimini con un contratto di lavoro a tempo determinato. 3. L’Azienda USL ha quindi progettato – in attesa di poter disporre degli OSS - l’emissione di un Bando di avviso pubblico per operatore OTA emesso in data_____: ciò ha permesso il reclutamento di Operatori O.T.A. per la copertura di 20 posti da riservarsi sia alle esigenze dell’Ospedale Cervesi (17 unità), sia per le sostituzioni di personale O.T.A. assente a vario titolo a livello aziendale. Nel periodo dicembre 2003 – febbraio 2004 sono già stati assunti mediante contratti di lavoro a tempo determinato 11 O.T.A.; restano da acquisire entro la fine di marzo 2004 n. 9 O.T.A. a tempo determinato. 59 4.2.6 Attività di pianificazione della Direzione Assistenziale Nel corso di incontri settimanali effettuati nel mese di giugno u.s. con la Direzione Generale si è avuta l’occasione di mettere a fuoco le linee di indirizzo da seguire nell’organizzazione del lavoro infermieristico e medico e del contingente numerico di personale da assegnare . Alcune delle decisioni strategiche hanno riguardato l’incremento dell’attività Chirurgica e di Sala Operatoria [ vedi appendice statistica 10 ] e i modi con i quali realizzarlo, le modalità di gestire l’appalto delle pulizie, ecc.. Una delle prime attività della Direzione Assistenziale è stata quella di costruire una “mappa” di tutte le Unità Operative funzionanti nell’ambito dell’Ospedale Cervesi di Cattolica e di tutto il personale (infermieri – TSRM – OTA, ecc) assegnato alle diverse Unità Operative in essere. L’organico Infermieristico/OTA delle U.O. è stato confrontato in automatico con foglio excel con gli standard aziendali vigenti. Nella “mappa organizzativa” è stato rilevato il numero del personale operante presso l’Ospedale Cervesi (es. n° Infermieri e relative “posizioni di lavoro”), la modalità di sostituzione del personale in caso di assenze, la turnistica in vigore, la modalità di presenza della Cooperativa, le ferie/straordinari residui, i part time presenti, il numero del personale prescritto, il numero reperibili per settore, il tasso di assenteismo, ecc.. In organico figuravano, al 30/06/03, circa: 87 infermieri ( di cui 58 Infermieri in Ruolo, 19 infermieri forniti dalla Cooperativa Seriana 2000, 7 Coordinatori, 3 Infermieri Part time); 21 OTA ( di cui 7 OTA dipendenti della Fondazione Regina Maris, 14 OTA forniti dalla Cooperativa Seriana 2000); 8 TSRM ( di cui 1 Coordinatore). Le Unità Operative , considerando insieme le degenze e i Servizi, erano al 30/06/03, così suddivise: - Unità Operative Mediche: una Unità Operativa di Medicina Generale: Il reparto di Medicina era costituito da 36 posti letto di ricovero ordinario e 8 posti di lungodegenza. A causa della diminuzione del personale medico ed infermieristico del reparto, al 30 giugno erano in uso 22 posti letto di ricovero ordinario e 8 posti letto di lungodegenza. 60 La dotazione infermieristica prevedeva un organico complessivo di 1 Coordinatore, 17 infermieri, e 8 OTA con il seguente schema delle presenze giornaliere: SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE Descrizione Mattino Pomeriggio Notte Organico Integrativo Organico di Base Organico complessivo Coordinatore Infermieri OTA 1 5 3 3 3 2 0 3 2 14 6 17 8 MASS Infermieri MASS OTA [vedi appendice statistica n. 9 : STABILIMENTO CERVESI DI CATTOLICA – Report Infermieri al 12 giugno 2003]; - Area Chirurgica: al 30/06/03 erano disponibili 38 posti letto di ricovero ordinario e 12 posti letto di ricovero in DS ad uso dell’intera Area chirurgica (Chirurgia Generale, Urologia, Oculistica, Ortopedia, Ginecologia). La dotazione infermieristica prevedeva per l’Area Chirurgica (CH. Generale, Urologia, Oculistica, Ortopedia) un organico complessivo di 1 Coordinatore, 13 infermieri e 6 OTA con il seguente schema delle presenze infermieristiche: SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE. Descrizione Mattino Pomeriggio Notte Organico Integrativo Organico di Base Organico complessivo Coordinatore 1 Infermieri 4 4 1 2 11 13 OTA 1 1 1 5 6 1 MASS Infermieri MASS OTA [vedi Appendice statistica 9 : STABILIMENTO CERVESI DI CATTOLICA – Report Infermieri al 12 giugno 2003]; La dotazione infermieristica prevedeva per l’U.O. di Ginecologia (comprensiva dell’attività di degenza e di DH) un organico complessivo di 1 Coordinatore, 6 infermieri con il seguente schema delle presenze infermieristiche: SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE. Descrizione Mattino Coordinatore 1 Infermieri 1 Pomeriggio Notte Organico Integrativo Organico di Base Organico complessivo 1 1 1 5 6 MASS Infermieri MASS OTA [vedi appendice statistica 9 : STABILIMENTO CERVESI DI CATTOLICA – Report Infermieri al 12 giugno 2003]; 61 - Servizi: il Primo Intervento, il Poliambulatorio, la Sala operatoria, la Radiologia, il Laboratorio Analisi. A. Primo Intervento: La cittadina di Cattolica (circa 16.000 abitanti), durante il periodo estivo (giugno - settembre ) quadruplica largamente la popolazione residente a causa dell’afflusso turistico. L’afferenza al Primo Intervento del Cervesi è stato costituito (dati del 2001): I. Provenienza accessi (totale 18.697): Estero (4%) – Provincia di Rimini (68%) – Provincia di Pesaro (18%) – Altre province 18%). La dotazione infermieristica prevedeva al 30/06/03 per il Primo Intervento un organico complessivo di 1 Coordinatore, 11 infermieri e 7 OTA con il seguente schema delle presenze infermieristiche: SCHEMA DELLE PRESENZE PERIODO INVERNALE: Descrizi Mattin one o Coordin 1 atore Infermi 2 eri (1 Triage + 1 Amb) OTA 2 Pronta 1 disponi Inferm. bilità + 1 Ambula OTA nza Pomerigg Nott io e Organico Integrativo Organico di Base Organico complessiv o 2 2 7 9 1 1 1 1 Inferm. 1 + 1 OTA Infer m. + 1 OTA 6 7 1 MASS MASS Infermier OTA i SCHEMA DELLE PRESENZE PERIODO ESTIVO: Descrizi Mattin one o Coordin 1 atore Infermi 3 eri (1 Triage + 2 Amb) OTA 2 Pronta 1 disponi Inferm. bilità + 1 Ambula OTA nza Pomerigg Nott io e Organico Integrativo Organico di Base Organico complessiv o 3 2 9 11 1 1 1 1 Inferm. 1 + 1 OTA Infer m. + 1 OTA 6 7 1 MASS MASS Infermier OTA i 62 Come si evince dai 2 prospetti, sia nel periodo invernale che nel periodo estivo, il Primo Intervento era dotato di 1 ambulanza CRI non medicalizzata: l’equipaggio era costituito da 1 Infermiere + 1 OTA (autista), sempre rientrante nella dotazione organica del servizio. B. Poliambulatorio: Il poliambulatorio, al 30/06/03, presentava una apertura sulle 12 ore dal lunedì al venerdì; il sabato prevedeva una apertura sulle 7 ore. Presso l’area erano presenti: - un punto prelievo aziendale con accesso diretto [circa 120 prelievi al giorno con accesso diretto] - punto prelievo gestito dalla fondazione Regina Maris. La dotazione infermieristica prevedeva un organico complessivo di 1 Coordinatore, 6 infermieri con il seguente schema delle presenze infermieristiche: SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE: Descrizione Mattin o Pomerigg Nott io e Organico Integrativo Organico di Base Organico complessiv o Coordinator 1 e Infermieri 4 1 1 5 6 MASS MASS Infermier OTA i [vedi Appendice Statistica 9 : STABILIMENTO CERVESI DI CATTOLICA – Report Infermieri al 12 giugno 2003]; C. Sala Operatoria: Il blocco operatorio comprendeva e comprende tuttora n. 5 sale operatorie, una zona filtro con materiale per la vestizione, spogliatoi, servizi ed un nucleo centrale con tutti i servizi e i presidi necessari al corretto funzionamento. E’ compreso un servizio di sterilizzazione che vedeva impiegati, al 30/06/03, un totale di 3 infermieri ed 1 ausiliario su un turno di 7+6 ore giornaliere dal lunedì al venerdì e di 6 ore mattutine il sabato. Sempre alla stessa data, la dotazione infermieristica prevedeva un organico complessivo di 1 Coordinatore e 15 infermieri permettendo così di garantire: SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE: Descrizione Mattino Pomeriggio Notte Coordinatore Infermieri SO 1 8 2 3 PD Infermieri Centrale 2 Steril. Organico Integrativo Organico di Organico Base complessivo 2 13 15 1 Gli standard prevedevano 3 infermieri per sala operatoria. 63 D. Direzione Infermieristica: attribuiti 1 infermiere Coordinatore con rapporto di lavoro a tempo parziale + 1 Dirigente dell’assistenza Infermieristica. E. Radiologia: La dotazione organica al 30/06/03 era composta da 1 Coordinatore TSRM, 7 TSRM, e 1 Infermiere. 4.2.7 Attività di gestione della Direzione Assistenziale: assegnazione di Personale prima dell’avvio della gestione diretta L’assegnazione del personale alle Unità Operative è avvenuta tenendo conto della garanzia della continuità assistenziale (mantenere il personale nell’U.O. come nella precedente gestione della Fondazione) oltre che delle caratteristiche di chi chiedeva di essere assunto (precedente esperienza lavorativa, attitudini personali, ecc.). 4.2.8 Definizione del fabbisogno di Infermieri ed OTA dell’Ospedale Cervesi di Cattolica. Ri-distribuzione degli organici Dopo la ricognizione dell’assegnazione di personale nelle Unità Operative, è stato ridefinito il fabbisogno di personale infermieristico ed OTA e la riallocazione degli stessi, tenendo conto della media dei minuti assistenziali erogati nelle diverse UU.OO. aziendali e degli indicatori sanitari prospettivi. Ciò ha anche comportato la ridefinizione delle “postazioni di lavoro” di ogni singola UO/Servizio e la revisione della turnistica. 64 La dotazione infermieristica ed OTA dell’Ospedale Cervesi di Cattolica è stata definita pari a 62 unità di Infermieri e 17 unità OTA così ri-distribuite: TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE: U.O. MEDICINA GENERALE = POSTI LETTO 30 Descrizione MASS15 MASS INF OTA OB OI Coordinatore Infermieri 141 OTA 62 OC M 1 1 P N 2 13 2 15 4 3 5 1 6 2 2 TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE: U.O. COMPARTO CHIRURGICO = POSTI LETTO 20 + 12 POSTI LETTO DI D. SURGERY Descrizione MASS MASS OB OI OC M P INF OTA Coordinatore Infermieri 112 OTA N 11 29 1 1 2 13 3 2 1 3 1 1 2 TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE: PRIMO INTERVENTO Descrizione MASS MASS INF OTA OB OI Coordinatore OC M 1 1 P N Infermieri 7 1 8 2 2 1 OTA 5 1 6 1 1 1 15 MASS = Minuti assistenziali. 65 TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE: POLIAMBULATORIO Descrizione MASS MASS INF OTA OB OI Coordinatore Infermieri 7 1 OC M 1 1 8 6 P N 1 OTA TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE: RADIOLOGIA Descrizione MASS MASS INF OTA OB OI OC M Coordinatore TSRM 1 1 Infermieri 1 1 P N TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE: SALA OPERATORIA Descrizione Coordinatore MASS MASS INF OTA OB OI OC M P N 10 2 1 5 3 PD 1 1 Infermieri S. Operatoria Infermieri/OTA C. Sterilizzazione 66 4.2.9 Copertura dei turni La Direzione Assistenziale ha realizzato, per il mese di luglio u.s., lo schema delle “coperture” dei turni sulla base della stima del fabbisogno; in altre parole, lo schema di quante e quali persone è composto ogni turno di ogni Unità Operativa: questo schema, confrontato con la dotazione degli organici e con i carichi di lavoro “ tutt’oggi in divenire”, ci ha consentito di avere un’idea delle eventuali carenze o, al contrario delle eccedenze di personale. 4.2.10 Programmazione della presenza costante della Direzione Assistenziale su tre giornate settimanali L’equipe della Direzione Assistenziale ha programmato il presidio dello Stabilimento di Cattolica con tre presenze settimanali fisse per i mesi rispettivamente di luglio-agosto e settembre 2003. Dal mese di Ottobre u.s. la presenza è stata ridotta da tre presenze settimanali a due presenze. 4.2.11 Allineamento del Personale Infermieristico alle procedure Aziendali attraverso l’organizzazione di giornate di formazione su diversi argomenti A. Riorganizzazione dell’attività di Laboratorio Analisi: modalità di richiesta ed invio dei campioni biologici al Laboratorio Analisi del Presidio Ospedaliero di Riccione e di Rimini. A tale scopo è stato strutturato un incontro con il Direttore del Laboratorio Analisi di Rimini (Dott. Ceroni e la sua équipe) in data 21 giugno u.s. per presentare al Personale operante presso la l’Ospedale Cervesi le modalità di richiesta, di trasporto ed invio dei campioni di sangue dalle UU.OO del Presidio di Cattolica ai Laboratori dei Presidi Ospedalieri di Rimini e di Riccione, in seguito alla soppressione del Laboratorio Analisi precedentemente funzionante presso lo stabilimento Cervesi. Sono state inoltre strutturate quattro giornate di “formazione sul campo” con riconoscimento dei crediti formativi per il personale infermieristico operante presso Cattolica e di simulazione sulla compilazione e invio dei prelievi biologici. Le lezioni sono state condotte dalla Coordinatrice del Laboratorio Analisi Sig.ra Beatrice dell’Aquila. B. Modalità di richiesta di specialità farmaceutiche, galenici e presidi alla U.O. Farmaceutica Ospedaliera del presidio di Rimini: Organizzato apposito incontro con il Direttore della Farmacia e i membri dello staff per implementare le modalità di richiesta di invio delle varie tipologie di farmaci previsti nel P.T.O. 67 C. Modalità di richiesta di beni economali alla U.O. Economato del Presidio di Rimini: Organizzato l’incontro con il Responsabile dell’Economato di Rimini, per istruire il Personale di Cattolica sull’uso dei registri e dei beni economali. D. Modalità di accesso ed utilizzo del programma informatico medtrak: - Indicazione dei comportamenti necessari al fine di una corretta gestione dei flussi operativi e informativi relativi all’avvio del programma MedTrak. - Individuazione con il C.E.D. delle postazioni di lavoro per l’accettazione dei degenti nelle varie UU.OO. 4.3 Gli interventi attuati dalla Direzione Assistenziale dopo l’acquisizione dello Stabilimento Cervesi di Cattolica 4.3.1 Garanzia della continuità gestionale. A partire dal 01/07/03, per garantire la “continuità gestionale” e in attesa di individuare i Coordinatori Infermieristici per le U.O. di Chirurgia – Sala Operatoria – Primo Intervento e Poliambulatori, la Direzione Assistenziale ha messo in atto il seguente “governo gestionale”: - D.A.D. Marta Mattoni, ad integrazione del suo mandato, è stata il riferimento per l’Area Chirurgica (Sala Operatoria e Chirurgia), con il compito di assicurare la definizione delle “posizioni di lavoro” e la relativa turnistica; - D.A.D. Marinelli Pamela, ad integrazione del suo mandato, è stata il riferimento per il Primo Intervento e il Poliambulatorio, con il compito di assicurare la definizione delle “posizioni di lavoro” e la relativa turistica; - Coordinatore Giuseppe Piccini : per quanto concerne l’attività di Medicina e di DH Oncologico, dal 01/07/03 è stato individuato il Sig. Piccini Giuseppe quale Coordinatore dei suddetti settori; - Pronta disponibilità aggiuntiva: Istituita per il mese di luglio e agosto 2003 una “pronta disponibilità aggiuntiva” all’unica esistente agli Uffici di Direzione Assistenziale, per assicurare la presenza di colleghi che erano a conoscenza della realtà operativa del Cervesi; - Integrazione del personale Infermieristico ed OTA: messi in atto sistemi di integrazione del Personale Infermieristico fra le varie UU.OO. in relazione ai dati di attività del periodo; 68 - Focus d’attenzione sull’attività di: A. Primo Intervento: essendo il periodo di riferimento estivo, sono stati strettamente monitorati gli accessi degli utenti, le fasce orarie di maggiore afflusso e la gestione delle risorse infermieristiche e di supporto con risorse aggiuntive provenienti dalla Sala Operatoria e dalla U.O. di Chirurgia con attività a basso regime [vedi allegato 2]; B. Poliambulatorio: l’attività ambulatoriale ha quasi completamente cambiato lo staff medico, con aumento della complessità e del numero delle prestazioni. Il personale infermieristico è stato designato secondo i criteri di dotazione del personale in relazione ai livelli assistenziali secondo le precedenti esperienze professionali. E’ stato predisposto per ogni ambulatorio il piano di lavoro assistenziale e il materiale necessario per svolgere le attività specifiche ambulatoriali; è stata posta in atto la valutazione quotidiana sull’attività del centro prelievo in regime di libero accesso ai prelievi, attuando sistemi di integrazione con il personale infermieristico del Primo Intervento: 4.3.2 Attività di pianificazione e gestione - Riorganizzazione delle attività nell’ambito del Poliambulatorio: attivazione dell’Ambulatorio di Gastroenterologia - Endoscopia Digestiva per il Presidio di Cattolica a far data dal mese di agosto u.s. nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì. Si è reso necessario rinforzare sia le conoscenze basilari della branca specialistica di endoscopia digestiva, sia mantenere il passo con lo sviluppo professionale e quello tecnologico. A tale scopo sono state avviate alla formazione in endoscopia due unità infermieristiche nei poli endoscopici ubicati nei Presidi di Rimini e di Riccione per garantire un’adeguata competenza tecnico professionale nelle tre sedute settimanali di endoscopia a Cattolica; - Riorganizzazione U.O. di Chirurgia: realizzata a far data dal 11 agosto 2003 l’unificazione logistica e gestionale delle UU.OO di Chirurgia e Ginecologia, con la gestione di risorse umane afferenti, in modo da favorirne l’integrazione relativamente alle specificità assistenziali e strutturali. A tal fine è stato necessario ridefinire l’organico infermieristico dedicato al Comparto Chirurgico nonché la revisione della turnistica; revisione delle quote appaltate in relazione alla nuova organizzazione; - Attivazione di un Day Surgery Multispecialistico: Multispecialistico attivazione di un Day Surgery annesso all’U.O. di Chirurgia con centralizzazione e standardizzazione dei percorsi di pre-ospedalizzazione degli utenti relativamente a tutte le specialità chirurgiche trattate 69 (Chirurgia, Ortopedia, Ginecologia ed Oculistica). Il percorso di pre-ospedalizzazione è stato assegnato ad un’infermiera dedicata; - Sale Operatorie: è stata potenziata la produttività del Blocco Operatorio, che ha permesso di registrare, dagli iniziali 129 interventi del luglio 2003, oltre 200 interventi al mese, prevedendo al contempo una nuova distribuzione degli organici delle sale operatorie e una nuova organizzazione per la reperibilità degli infermieri [vedi in allegato 2 prospetto del piano di attività delle sale operatorie del Cervesi con accluso il fabbisogno di personale corrispondente]; - Selezioni per Coordinamenti Infermieristici: sono stati affidati, con decorrenza 01/11/03, le seguenti funzioni di Coordinamento: 1. Poliambulatori e Primo Intervento dell’Ospedale di Cattolica al Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere Marcaccini Fabiana; 2. Chirurgia Generale dell’Ospedale di Cattolica al Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere Cavalli Tiziana; 3. Sala Operatoria dell’Ospedale di Cattolica al Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere Galvani Giampiero; - Piano di formazione: realizzato un piano di formazione e di addestramento del Personale Infermieristico che spazia da temi specialistici ad argomenti più generali, mediante: - partecipazione a corsi di formazione gestiti dall’U.O.R.I.; - visite, stages ed incontri con Coordinatori di altre UU.OO. dell’Azienda, al fine di acquisire competenze relative alle diverse attività specialistiche; - Individuati 5 infermieri per il corso di formazione “Tutor” con lo scopo di preparali a seguire gli studenti infermieri e i neo-assunti che afferiranno allo stabilimento di Cattolica; - Inserimento - dal mese di ottobre u.s. – di tutto il personale infermieristico nei corsi di formazione Aziendale a catalogo. La scelta degli argomenti è stata fatta in relazione all’analisi dei bisogni assistenziali di ogni U.O. [es. BLSD e PBLSD per tutto il personale di Primo Intervento, lesioni da decubito per il personale della Medicina , ecc]. - Incontri strutturati con il personale neo-assunto dell’Ospedale Cervesi: predisposte due giornate 27 e 28 agosto 2003 per presentare l’Azienda USL di Rimini, la sua articolazione organizzativa, le innovazioni professionali, e gli istituti fondanti il nostro operato. 70 CAP. 5 IL COORDINAMENTO DELL’AZIENDA USL DI RIMINI16 INFERMIERISTICO E TECNICO L’Azienda USL di Rimini preso atto che: • l’art. 10 del CCNL 20/09/01 del Comparto Sanità II Biennio economico 2000 – 2001 prevede una specifica indennità per coloro cui sia affidata la funzione di coordinamento delle attività dei servizi di assegnazione nonché del personale appartenente allo stesso o ad altro profilo anche di pari categoria, con assunzione di responsabilità del proprio operato; • Visto che in prima applicazione l’indennità di funzione di coordinamento, parte fissa – ai sensi del comma 2 dello stesso art. 10, compete, in via permanente con decorrenza 01/09/2001, ai collaboratori professionali sanitari – caposala – già appartenenti alla Categoria D e con reali funzioni di coordinamento al 31/08/2001; • Considerato che l’indennità di coordinamento, ai sensi del comma 3 dello stesso art. 10, compete, in via permanente , nella stesa misura e con la medesima decorrenza, anche ai collaboratori professionali sanitari degli altri profili e discipline nonché ai collaboratori professionali assistenti sociali già appartenenti alla Categoria D ai quali le Aziende abbiano conferito analogo incarico di coordinamento o, previa verifica, ne riconoscano con atto formale lo svolgimento al 31/08/2001 e che tale comma si applica anche ai dipendenti appartenenti al livello economico Ds, ai sensi dell’art. 8 comma 5 dello CCNL 20.092001 Comparto Sanità II Biennio economico 2000 – 2001; • Atteso che ai sensi del comma 4 del già citato art. 10, le Aziende, in connessione con la complessità di compiti di coordinamento, possono prevedere in aggiunta alla parte fissa dell’indennità, una parte variabile, revocabile con il venir meno della funzione o in caso di valutazione negativa; • Rilevato che l’applicazione dei commi 3 e 4 nonché i criteri di valutazione del personale interessato vengono definiti previa concertazione con i soggetti sindacali di cui all’art. 9 comma 2 del CCNL 07.04.1999; • Visto l’Accordo Integrativo Aziendale sottoscritto in data 23.07.02 tra l’Azienda USL la RSU e le OO.SS. CGUL, CISL, UIL e SNATOSS relativo al CCNL 20.09.2001 secondo biennio economico, nel quale si è stabilito che per l’avvio della fase concertativa dovrà essere elaborata una proposta da 16 A cura di D.A.O. Luciana Ridolfi. 71 parte dell’Azienda per l’applicazione dell’istituto dei coordinamenti e che tale proposta di concertazione sarà basata sulla ricognizione dei reali coordinamenti e sui criteri di pesatura per l’attribuzione delle quote variabili e al fine di garantire l’applicazione dei principi generali e locali ha proceduto alla stesura del Documento Aziendale denominato “Coordinamenti”, approvato con Deliberazione del Direttore Generale n. 278 del 1° luglio 2003 – in esito alla fase di concertazione conclusa con verbale della riunione del 03.04.2003. Procedure finalizzate all’applicazione dei Coordinamenti Punti fondanti della deliberazione Si è deliberato: 1. Di dare atto che l’indennità di funzione di coordinamento, nella parte fissa, è stata corrisposta ai sensi dell’art. 10 comma 2 in via permanente, con decorrenza 01/09/01, ai collaboratori professionali caposala, nominativamente segnalati dalla Direzione Assistenziale, già appartenenti alla Categoria D e con reali funzioni di coordinamento al 31/08/2001 2. Di corrispondere in connessione con la complessità dei compiti di coordinamento, l’indennità di funzione di coordinamento, nella parte variabile, corrisposta ai sensi dell’art. 10 comma 4, con decorrenza 01/09/2001, ai collaboratori professionali caposala, nominativamente segnalati dalla Direzione Assistenziale, già appartenenti alla Categoria D e con reali funzioni di coordinamento al 31/08/2001 ed al personale proveniente dalla Categoria C cui è stato riconosciuto l’espletamento delle funzioni di reale coordinamento alla stessa data; Punti fondanti della deliberazione Si è deliberato: Azioni messe in atto dalla Direzione Assistenziale l’applicazione pratica della Delibera n. 278 per Individuazione dei coordinamenti reali al 31/08/2001 ( si sono considerati coordinamenti reali le posizioni rispondenti alle condizioni previste dal vigente CCNL). In attesa dell’implementazione del sistema di valutazione aziendale (relativamente alla posizione e alla prestazione) sono stati applicati i criteri individuati dalla Direzione Assistenziale e riportati nel documento “Coordinamenti”. La pesatura è stata realizzata considerando i criteri di produttività alla data del 31/12/03. Azioni messe in atto dalla Direzione Assistenziale per l’applicazione pratica della Delibera n. 278 3. Di dare atto, altresì, che la funzione di Individuazione dei coordinamenti reali al 31/08/2001 ( coordinamento, nella parte fissa e parte variabile, si sono considerati coordinamenti reali le posizioni è stata corrisposta con decorrenza 01/09/2001 rispondenti alle condizioni previste dal vigente CCNL). anche ai collaboratori professionali degli altri profili, diversi da quello infermieristico, nominativamente segnalati dalla Direzione Assistenziale, con posto riconosciuto e funzioni di reale coordinamento alla data del 31/08/2001; 4. Di prendere atto, inoltre che la Direzione Assistenziale ha individuato, a far data dal 01/07/2003, funzioni di coordinamento in 72 riferimento a posti nuovi di coordinamento occupati precedentemente all’approvazione del documento aziendale denominato “Coordinamenti” e di riconoscere la relativa indennità di funzione nelle componenti fissa e variabile; 5. Di garantire, nel rispetto della continuità gestionale e dell’impegno mostrato dagli operatori coinvolti, il riconoscimento delle funzioni, riconosciute con note formali, svolte in assenza del coordinatore, a decorrere dal novantunesimo (91) giorno di assenza con indennità variabile ( composta del valore economico pari all’indennità fissa e variabile del titolare) che decadrà al rientro del titolare stesso; • • • • • Si è garantito il riconoscimento economico delle funzioni, riconosciute con note formali, svolte in assenza del coordinatore, a decorrere dal 91 giorno di assenza con indennità cumulativa variabile composta del valore economico pari all’indennità fissa e di quella variabile, indennità che decadrà in entrambe le componenti al rientro del titolare. 6. Di individuare, ed affidare, successivamente alla definizione delle procedure ed alla comunicazione della Direzione Assistenziale, le seguenti posizioni di coordinamento trasversale a livello aziendale, con gestione diretta di risorse umane ed attività, con l’individuazione del coordinatore tra i precedenti referenti tecnico professionali mediante valutazione del curricula da parte della Direzione Assistenziale di concerto con i Direttori di struttura: Coordinamento trasversale igiene pubblica del Dipartimento di sanità Pubblica da assegnare ad un Assistente Sanitario Coordinamento trasversale pediatria di comunità dei Dipartimenti delle Cure Primarie di Rimini e di Riccione da assegnare ad un Assistente Sanitario Coordinamento trasversale consultorio familiare dei Dipartimenti delle Cure Primarie di Rimini e di Riccione da assegnare ad una Ostetrica Coordinamento trasversale sala gessi ed ambulatori delle Unità Operative di Ortopedia dei Presidi Ospedalieri di Rimini e di Riccione da assegnare ad un Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere; La Direzione Assistenziale ha evidenziato che nelle mappature relative al Dipartimento di Sanità Pubblica, al Dipartimento delle Cure Primarie di Rimini, al Dipartimento delle Cure Primarie di Riccione ed alla Sala,Gessi sono state rilevate delle funzioni svolte sulle diverse aree territoriali aziendali assimilabili a quelle di referente tecnico professionale. Rilevata la necessità di individuare posizioni di coordinamento trasversale ( di nuova isitutuzione) a livello aziendale, con gestione diretta di risorse umane ed attività, è stato attivato un percorso selettivo che ha individuato il coordinatore trasversale trai precedenti referenti organizzativi mediante valutazione dei curricula ed esperienza maturata, di concerto con i Direttori di U.O. e/o responsabili di moduli. 7. .Di demandare alla Direzione Assistenziale l’assegnazione delle nuove funzioni di coordinamento nell’ambito delle Unità Operative di seguito elencate, che avverrà tramite bando aziendale per profilo professionale e selezione di una rosa di idonei tra i quali scegliere il candidato più idoneo cui affidare l’incarico: Chirurgia Generale dell’Ospedale di Cattolica In collaborazione con l’U.O. Risorse Umane sono state attivate le procedure per la selezione dei nuovi coordinamenti per il Cervesi, per il P.O. di Rimini. Sono stai nominati dal 01/11/03 n. 5 Coordinatori ( di cui 3 per il Cervesi, un coordinatore per Semiresidenza e Residenza e un Coordinatore per Endoscopia Digestiva e Dermatologia). 73 • • • • • Poliambulatori e Pronto Intervento dell’Ospedale di Sono a tutt0oggi da attivare le procedure per la nomina del Coordinamento Dietiste Trasversale. Cattolica Sala Operatoria dell’Ospedale di Cattolica Endoscopia Digestiva e Dermatologia Residenza e Semiresidenza del Dipartimento di Salute Mentale Coordinamento Dietiste Aziendale; 8. Di demandare alla Direzione Assistenziale il compito di provvedere per la gestione delle sostituzioni temporanee, in caso di assenze superiori a novanta giorni, qualora non vi sia il referente tecnico, con apposita graduatoria a livello aziendale per profilo professionale e con riconoscimento di indennità variabile (composta dal valore economico pari all’indennità fissa e variabile del titolare) connessa alla posizione di lavoro che decadrà al rientro del titolare, mentre per le assenze di durata inferiore a novanta giorni le funzioni saranno attribuite nell’ambito dell’unità operativa o su proposta del titolare sentite le direzioni di riferimento; 9. Di riservarsi l’adozione di un successivo provvedimento per la individuazione delle figure di referente tecnico previste dal documento aziendale dei coordinamenti; In collaborazione con l’U.O. Risorse Umane sono state attivate le procedure per la selezione dei nuovi coordinamenti per gli incarichi di sostituzione. L’Azienda dispone a tutt’oggi di una graduatoria per la gestione delle sostituzioni temporanee di 5 candidati.Attivate le prime 3 unità per sostituzione di Coordinatori assenti nelle rispettive U.O.: - Pediatria - ORL - CH. Vascolare Facendo seguito dell’adozione della delibera n. 278/2003 avente per oggetto l’istituto del Coordinamenti si è provveduto alla nomina dei referenti tecnico professionali mediante: • • • proposta di nomina da parte dei coordinatori declinazione delle aree di responsabilità indennità incentivante annua 10. Di stabilire che gli incarichi di coordinamento hanno durata triennale e, pertanto, quelli riconosciuti a far data dal 01/09/2001 hanno durata sino al 31/08/2004 e quelli assegnati con decorrenza dall’01/07/2003 hanno durata sino al 30/06/2006; 11. Di stabilire che il personale interessato, al quale è affidata la funzione di coordinamento, alla scadenza sarà sottoposto alla valutazione con i criteri contenuti nel documento aziendale dei £coordinamenti” in attesa dell’implementazione del sistema di valutazione aziendale relativamente alla posizione ed alla prestazione; 12. Di stabilire, altresì, che l’indennità di coordinamento attribuita in prima applicazione al personale dei profili interessati, è revocabile limitatamente alla parte variabile con il venir meno della funzione o in caso di valutazione negativa; 13. Di stabilire, infine che l’indennità di coordinamento attribuita al personale dei profili interessati successivamente alla prima applicazione, è revocabile in entrambe le componenti (fissa e variabile) con il venir meno della funzione o in caso di valutazione negativa. 74 5.1 LA NOVITA’ GESTIONALE DEL 2003: LE FUNZIONI DI COORDINAMENTO I PRINCIPI GENERALI I nuovi ordinamenti professionali , il contratto collettivo nazionale e successive integrazioni, hanno modificato in modo significativo il sistema delle regole relativo ai percorsi di carriera e sviluppo professionale del personale nelle Aziende sanitarie. In particolare si prevede il riconoscimento dell’attività di coordinamento come funzione e non più come profilo professionale. L’applicazione contrattuale dell’istituto dei “coordinamenti” ha costituito un’opportunità per chiarificare e riprogettare sotto il profilo qualitativo e quantitativo ” l’architettura delle posizioni di coordinamento” superando le forme di cristallizzazione, definendo il livello minimo organizzativo richiedente funzioni di coordinamento e le declinazioni dei contenuti organizzativi affini . METODOLOGIA Allo scopo di garantire l’applicazione dei principi generali si è proceduto a rideterminare nella “Mappatura – quadro” la distribuzione delle “funzioni di coordinamento” secondo modelli di efficacia ed efficienza e relativi criteri per la pesatura delle funzioni. L’Organico Aziendale rideterminato risponde alla necessità di omogeneizzare i criteri generali per l’adeguata attribuzione delle risorse economiche, nonché per la determinazione del “fabbisogno di Coordinamento Infermieristico e Tecnico”. FASI DEL LAVORO • Fotografia della “Mappatura Aziendale vigente”: 1. Descrizione delle attuali “posizioni di Coordinamento”, rispondenti a criteri differenziati (per settore, per singole Unità Operative, per macro aree omogenee) • Stesura della “Mappatura Aziendale” in “divenire” : 1. Definizione di coordinamento ed affini 2. Descrizione delle future “Posizioni di Coordinamento” formulate mediante l’individuazione di criteri generali, necessari alla corretta determinazione delle dotazioni organiche. 3. “Pesatura” dei Coordinamenti sulla base della complessità organizzativa 4. Esplicitazione criteri per l’assegnazione di nuove funzioni di coordinamento e di sostituzione 75 5. Esplicitazione criteri per valutazione e revoca incarichi di coordinamento (sia per i nuovi incarichi sia per quelli assegnati in precedenza) 6. Esplicitazione criteri di congruità tra posizione organizzativa, funzioni di coordinamento ed indennità variabile 7. Esplicitazione posizione “referente tecnico professionale” e modalità di nomina 5.1.1 Il COORDINAMENTO E LA NOVITA’ DEL REFERENTE TECNICO PROFESSIONALE La quantificazione e qualificazione delle posizioni di coordinamento ha preso avvio dalla definizione del termine COORDINAMENTO “REALE” : Consiste nell’organizzare e gestire direttamente l’impiego di risorse umane e strumentali in spazi operativi ben delimitati allo scopo di ottimizzare lo svolgimento delle attività. Opera a livello di singola Unità Operativa o più unità e/o settori trasversalmente collegati al fine di soddisfare lo specifico mandato organizzativo. Colui che coordina assume la responsabilità di gestire un sistema di risorse e di processi lavorativi al fine di conseguire determinati risultati. Nell’esercizio del suo ruolo, in presenza di elevati livelli di complessità organizzativa(numerosità dotazione risorse umane e tecnologiche, presenza di specificità professionali enucleabili) si può avvalere della delega a professionisti (referenti tecnico professionali) in possesso di specifiche competenze in qualità di referenti in funzioni ed attività delimitate. COORDINATORE INFERMIERISTICO E TECNICO POSIZIONE E’ in posizione di line (gerarchicamente subordinato) alla Direzione Assistenziale Dipartimentale AREE DI RESPONSABILITA’ ORGANIZZAZIONE Analisi delle posizioni di lavoro Assegnazione delle posizioni di lavoro Individuazione dei criteri di rotazione AREE DI RESPONSABILITA’ GESTIONE DEL PERSONALE Assicurare una gestione delle risorse professionali che ne promuova e valorizzi il ruolo, garantendo l’adozione di criteri equi e trasparenti nel conferimento delle differenti posizioni di lavoro. Assicurare livelli di assistenza forniti nell'unità organizzativa in relazione alle risorse umane impiegate ed ai livelli di domanda assistenziale 76 dell'utenza. Gestire e valutare l'inserimento del personale neoassunto. Programmare, organizzare, gestire e valutare i piani di lavoro delle diverse figure in relazione agli obiettivi definiti ed alle risorse assegnate. Programmare, organizzare, gestire e valutare i turni di servizio del personale assegnato. Programmare e coordinare la rotazione ed avvicendamento nelle posizioni del personale. Valutazione del personale, secondo i criteri aziendali. Individuazione e promozione di sistemi premianti del personale coinvolgendolo nella realizzazione di obiettivi dati, favorendo la coesione del gruppo e lo sviluppo del senso di appartenenza. Individuazione di idonei meccanismi per la risoluzione dei conflitti interni al gruppo. Valutare l'applicazione ed il rispetto delle norme comportamentali e disciplinari e l'omogenea applicazione delle regole dell'Unità Operativa. Assicurare la tempestiva segnalazione di violazione delle norme comportamentali e disciplinari. Collaborare nel garantire l’integrazione con le unità organizzative dipartimentali. Collaborare alla verifica del rispetto della normativa sulla tutela della salute dei lavoratori e della sicurezza dell'ambiente AREE DI RESPONSABILITA’ GESTIONE DELLE APPARECCHIATURE SCORTE ED Programmare il fabbisogno in ordine ad approvvigionamenti di materiali e servizi. Sviluppare con uso corrente procedure di approvvigionamento e valutazione tecniche sui beni acquistati Organizzare e valutare l’afflusso dei rifornimenti di farmaci, presidi, generi di natura alberghiera. Gestire e valutare le scorte di reparto anche in ordine alla scadenza dei singoli prodotti. Gestire i rapporti con i servizi di supporto per assicurare idonei livelli in ordine agli interventi manutentivi. Assicurare il controllo,e la manutenzione delle apparecchiature. AREE DI RESPONSABILITA’ FORMAZIONE Assicurare l’individuazione del fabbisogno formativo Programmare, organizzare, coordinare e valutare la attività di formazione permanente e di aggiornamento specifico, formazione del campo dell'Unità Operativa. Coordinamento gestione e valutazione delle attività di tirocinio, attraverso la valorizzazione dei tutor di unità operativa AREE DI RESPONSABILITA’ QUALITA’ E GESTIONE DELL’INNOVAZIONE Garantire un costante orientamento alla sperimentazione di nuovi modelli organizzativi 77 Organizzare le innovazioni dei processi di assistenza all'utente. Organizzare, gestire e valutare i progetti di qualità e di ricerca specifici di Unità Operativa. Assicurare una valutazione della qualità delle prestazioni alberghiere Avviare sistemi di gestione del rischio sui temi individuati prioritari a livello aziendale AREE DI RESPONSABILITA’ PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO Garantire la programmazione e discussione del Budget per la gestione delle risorse umane e materiali per quanto di sua competenza, in collaborazione con il dirigente medico ed assistenziale. Assicurare l’attribuzione degli obiettivi di budget al gruppo coordinato. Garantire l’analisi e valutazione degli obiettivi conseguiti. AREE DI RESPONSABILITA’ SISTEMI INFORMATIVI Organizzare, gestire e valutare la diffusione delle informazioni nell'Unità Operativa. Organizzare, coordinare e valutare la raccolta dei dati assistenziali ed il loro idoneo utilizzo. Sviluppare strumenti informativi a supporto delle attività (codificazione delle procedure di Unità Operativa). Collaborare alla verifica del rispetto del trattamento dei dati personali (privacy). REFERENTE TECNICO/PROFESSIONALE Oltre alle responsabilità connesse al proprio ruolo assume la responsabilità di - svolgere le funzioni di coordinamento su ambiti circoscritti su delega del coordinatore, il documento con le aree di responsabilità è presente in ogni u.o.; - garantire l’esecuzione di prestazioni che richiedono l’acquisizione di specifiche conoscenze e/o sviluppo di particolari abilità e competenze, - gestire dei casi assegnati sulla base di un percorso predefinito in un contesto spazio temporale individuato La documentazione delle responsabilità è legata alla documentazione specifica dell'unità operativa, al piano di lavoro relativo alle attività trasversali ed alle disposizioni specifiche dell'unità organizzativa. POSIZIONE 78 E’ in line al Coordinatore di U.O. CRITERI DI NOMINA 1. Nominato da parte della Direzione di riferimento su proposta del coordinatore ed avrà valenza triennale 2. Il titolare di tale posizione di lavoro fruirà di un’indennità incentivante annua sino a € 1.549.37 3. I criteri di differenziazione sono collegati con la complessità della posizione di lavoro, in particolare laddove sono previsti settori assegnati e risorse assegnate è prevista un’indennità pari a € 1.549.37 DETERMINAZIONE FABBISOGNO FUNZIONE DI COORDINAMENTO Gli ambiti di riferimento delle funzioni di coordinamento sono i seguenti: 1. dipartimentale 2. unità operativa (ospedaliera – territoriale) 3. settore operativo di supporto all’attività assistenziale 4. coordinamento “didattico” I criteri di attribuzione di 1 coordinatore sono i seguenti: • Unità funzionanti a ciclo continuo di almeno 10 POSTI LETTO, ad eccezione delle terapie intensive, non integrabili con unità affini con annesse attività Ambulatoriali/DH – Pronto Soccorso • Unità di almeno 8 posti letto con funzionamento a ciclo diurno17, non integrabili con unità affini, quale unica modalità di assistenza ed almeno 6 unità dedicate • Settori di supporto all’attività assistenziali • Settori ambulatoriali complessi ove coesistono almeno 15 ambulatori afferenti ad unità operative diverse I criteri di attribuzione di 1 coordinatore ed integrabile 1 referente tecnico – professionale: Unità ad elevato grado di complessità organizzativa per 79 - Numerosità unità gestite - Presenza di elevate tecnologie - Trasversalità del settore I criteri di attribuzione di 1 coordinatore ed integrabile di 2 referente tecnico – professionale: Presenza di specificità professionali enucleabili I criteri di attribuzione di 2 coordinatori sono i seguenti: • Unità Operativa con numero di POSTI LETTO superiori a 50 con annesse terapia intensiva ed attività Ambulatoriali e di DH • Settori operativi di supporto alle attività assistenziali (numero di persone gestite pari o maggiore di 40 unità). ESPLICITAZIONE DEI CRITERI DI PESATURA DEL COORDINAMENTO Nell’individuazione dei criteri di pesatura ci si è riferiti ai due principali indicatori di complessità organizzativa: 1. il livello di interdipendenza dei fattori organizzativi (indica il grado di interscambio e di legame a cui le unità organizzative/settori sono sottoposti); 2. la dimensione organizzativa e le caratteristiche/intensità di funzionamento dell’unità presa in esame CRITERI RIENTRANTI NELLA DIMENSIONE ORGANIZZATIVA: 1) PL DEGENZA –2) PL DH – 3) ATTIVITA’ AMBULATORIALE Per il numero dei PL la variabilità è estrema, poiché si va dalle Terapie Intensive alle Lungodegenze, a casi in cui all’attività di degenza si abbinano quelle di Day Hospital ed attività ambulatoriale. Congiuntamente alla variabile posto letto sono stati considerati gli indicatori di attività: • la presenza media giornaliera comprensiva dei transitati (utenti che sono temporaneamente a carico di unità operative diverse per indisponibilità di posti letto); 17 L’offerta dei posti letto in regime diurno potrà subire modifiche a seguito delle transizioni verso forme di erogazione delle attività in day service, nei casi specifici saranno rivalutate le caratterizzazioni operative delle unità coinvolte nel processo di rimodulazione. 80 • il peso medio della casistica; • le degenze medie; • la presenza di attività di Pronto Soccorso con accesso diretto; • la presenza di DH e di attività ambulatoriali connesse; • il numero degli ambulatori e le sedi territoriali di dislocazione. 4) PERSONALE GESTITO Il numero di personale gestito indica una notevole complessità gestionale principalmente in termini di: • gestione dei turni del personale • gestione delle sostituzioni • risoluzione dei conflitti • gestione degli strumenti d’integrazione (sistematiche riunioni del personale e gruppi di lavoro ad hoc..ecc.) • programmazione dell’aggiornamento del personale • controllo sulla qualità tecnica di erogazione delle prestazioni ed addestramento del nuovo personale • valutazione del personale • segnalazione di problemi passibili di provvedimenti disciplinari relativi al personale • coordinamento delle attività infermieristiche con quelle di altre professioni (medici, fisioterapista, assistente sociale,ecc.) ed operatori di supporto 5) TERAPIA INTENSIVA – 6)SUB/INTENSIVA – 7)SALE OPERATORIE 8)ATTIVITA’ DI PRONTO SOCCORSO L’attività di ciascuna Unità Operativa può essere analizzata componendo la stessa in: 1. attività minima costante (componente costante) 2. attività variabile legata a mutamenti ciclici (giorno-notte, giorni feriali e giorni festivi, stagioni) il cui andamento è in certa misura prevedibile (componente variabile ciclica) 3. attività variabile non prevedibile, che risente di improvvisi aumenti o diminuzioni di domanda legati a fattori contingenti (componente erratica) Tale suddivisione è utile non solo ai fini della progettazione della turnistica del personale, ma bensì anche per la complessità organizzativa. 81 Le Unità Operative a bassa erraticità sono in genere i reparti di base, dotati di un elevato numero di posti. Presentano generalmente oscillazioni stagionali della domanda rilevanti e di una certa regolarità, mentre è scarsamente evidente la componente erratica. Le Unità Operative ad erraticità quasi nulla, sono quei reparti e servizi caratterizzati da una attività routinaria, programmata (es Dialisi e Poliambulatori) essendo il livello di attività predefinito. In queste realtà, gli andamenti sono ragionevolmente prevedibili. Sono in genere settori d’urgenza e componente erratica o ad alta intensività e basso numero di posti letto, (ad esempio PS, Terapia Intensive). CRITERI RIENTRANTI NEL LIVELLO DI INTERDIPENDENZA La presenza di equipè multiprofessionali, la prevalenza di diverse figure professionali determina un livello di complessità maggiore a cui far fronte con strumenti d’integrazione e di monitoraggio. PESI ASSEGNATI • 0,1 x ogni PL di degenza • 0,4 x ogni PL di DH • 0,01 x coordinamento attività ambulatoriale • 0,1 x ogni persona gestita • 1 x Terapia Intensiva • 0,5 x Sub – Intensiva • 3 x Blocco SO • 3 x attività di Pronto Soccorso • 0,5 x presenza di èquipe multiprofessionale • PMPC peso medio casistica x presenza media giornaliera comprensiva dei transitati • Numero ambulatori x numero sedi da 0,25 a max 3 punti 82 LA CORRESPONSIONE DELL’INDENNITA’ DI FUNZIONE DI COORDINAMENTO (PARTE VARIABILE) IN AGGIUNTA ALLA PARTE FISSA (Art. 10 CCNL Comparto Sanita’ – Biennio economico 2000 – 2001) sarà in funzione del peso come segue: 1. £ 3.000.000 ( € 1549.37)aggiuntivi per “posizioni di coordinamento” con peso pari o > a valori da 10.01 a 12 2. £ 2.000.000 (€ 1.032.91)aggiuntivi per “posizioni di coordinamento” con pesi compresi tra i valori da 4.01 a 10 3. £1.000.000 (€ 516.46) aggiuntivi per “posizioni di coordinamento” con pesi < a valori da 0.5 a 4 CONCLUSIONI Le scelte di carattere metodologico iniziale ed in particolare: - l’individuazione delle funzioni di reale coordinamento considerando soddisfatte le due condizioni: risorse ( umane e non) ed attività; - il perseguimento dell’unicità del punto di direzione, non per economicità, bensì per favorire processi di integrazione ed omogeneità di indirizzo in ambiti operativi affini; costituiscono piste di azione organizzativa, suscettibili di miglioramento nel breve e medio periodo, alla luce degli eventuali cambiamenti contrattuali o giuridici che nel tempo interverranno. Restano, comunque, quali punti di criticità da affrontare i seguenti: - le modalità con cui coniugare i percorsi di valorizzazione in Ds, elemento economico stabile, attribuibile a coordinamenti complessi, con la funzione di coordinamento assegnata che è tendenzialmente revocabile; - le modalità da implementare per rendere le indennità dei referenti cumulabili ai fini pensionistici; - le modalità con cui garantire una reale utilizzazione dei sistemi di valutazione ed una adeguata compliance organizzativa. Si tratta, di sviluppare nei prossimi anni una visione delle funzioni di coordinamento sempre più assimilabile alle direzioni mediche di unità operative, con i relativi benefici economici, nulla osta, che si possa pensare nel futuro ad incarichi dirigenziali, a fronte di evidenti demarcazioni delle aree di responsabilità. 83 5.2 COORDINAMENTI 2003 - 2004 Ind. Funz. Coord. PARTE FISSA Importo Annuo ONCOLOGIA DH E PREV - 145 C.PROF.SAN-INF. 1.549,37 RN MALAT INFETTIVE + DH 145 COLL.PROF.SAN- 1.549,37 + ADI - RN INFERMIERE SALA OPERATORIA - RC 145 COLL.PROF.SAN- 1.549,37 INFERMIERE MEDICINA 3 + LUG DEG - 145 COLL.PROF.SAN- 1.549,37 P. ACUTI- SN INFERMIERE Ord. Unità di coordinamento MQualifica a t r 01/09/01 Ind. Funz. Coord. PARTE VARIAB. Importo Annuo 1.032,91 01/09/01 1.032,91 01/09/01 1.032,91 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 516,46 MEDICINA D'URGENZA RC CHIRURGIA VASCOLARE + AMB + DH - RN PEDIATR. PS/DH/AMB/CHIR PED RN ASSISTENZA 145 COLL.PROF.SANDOMICILIARE - RN INFERMIERE 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 19 SPDC + NPI 1.549,37 01/09/01 1.032,91 20 MED GEN 1 + DH / AMB RN GINECOLOGIA FISIOPAT + AMB - RN SERVIZIO CARDIOLOGIA -RN CARDIOLOGIA + UTIC AMB -RC UTIC - POST UTIC EMODIN - RN CHIR GEN + AMB / DH RN GERIATRIA AMB / DH RN ASSISTENZA DOM - RC + SPEC AMBUL PRONTO SOCCORSO - RC 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.549,37 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1 2 3 4 5 6 7 8 NEFROLOGIA + AMB/DH RN MED GEN + PNEUMO Deg +AMB + DH- RC ANESTESIA + RIAN - RC 9 CHIR GEN + DH + AMB + PNEUMO DH - RC DIALISI - RN 10 DIABETOLOGIA 11 C.O. 118 + PRONTO INTERV - SN ANESTESIA E RIAN - RN 12 13 14 15 16 17 18 21 22 23 24 25 26 27 28 29 ORL + P.S. / AMB / D.H. RN RSA - RN OCUL DEG / AMB / DH RC E AMB/PS - RN 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE Decorrenza Data incarico fine incarico Decorrenza parte variabile Data fine parte variabile Part time 70% 31/12/02 84 30 ENDOSCOPIA DERMATOLOGIA SPEC AMB - RN - 150 COLL.PROF.SANINFERM. NEO 31 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 32 ORTOPEDIA DEG - RN 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 33 DIALISI - RC 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 34 SALE OPERATORIE - RN 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 35 NEUROLOGIA - RN 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 36 CHIRURGIA GENERALE + 145 COLL.PROF.SANDH + AMB - SN INFERMIERE 37 ONCOLOGIA DH + AREA 145 COLL.PROF.SANMED - CT INFERMIERE 38 TERAPIA ANTALGICA + 145 COLL.PROF.SANHOSPICE - RN INFERMIERE 39 UROLOGIA DEG / DH / 145 COLL.PROF.SANAMB / PS - RN INFERMIERE 40 PS E MED. URG. RN 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 41 POST ACUTI - RN 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 42 TERAPIA INTENS 145 COLL.PROF.SANNEONATALE - RN INFERMIERE 43 DIALISI - SN 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 44 ORTOPEDIA DEG - RC 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 45 SALA OPERATORIA - SN 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE 46 MEDICINA D'URGENZA - 145 COLL.PROF.SANRC INFERMIERE 47 DIREZIONE ASISST AREA 145 COLL.PROF.SANOSPEDALIERA INFERMIERE 48 POLIAMBULATORI RN 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE Tot. Costo annuale compreso 13° 78.888.76 1.549,37 01/09/01 31/01/03 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.549,37 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 31/12/02 50% TOT 42.521,54 Fase prima: coordinamenti reali al 31/08/2001 allegato 1altri profili 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 IMMUNOEMAT CENTRO TRASF E 317 COLL.PROF.SANTECNICO LAB RADIOLOGIA MEDICA - 146 RN - SN COLL.PROF.SANTECN.RADIOL LABORATORIO - RN 317 COLL.PROF.SANTECNICO LAB CORSO LAUREA 140 COLL.PROF.LE INFERMIERI SAN.ESPERTO DIREZIONE 140 COLL.PROF.LE ASSISTENZIALE SAN.ESPERTO RECUPERO E 148 RIEDUCAZIONE - RN COLL.PROF.SANP.RIABILIT. CORSO LAUREA 145 INFERMIERI COLL.PROF.SANINFERMIERE DIREZIONE 139 ASSISTENZIALE COLL.PROF.SAN.ESP ERTO-DS DIREZIONE 139 ASSISTENZIALE COLL.PROF.SAN.ESP ERTO-DS DIREZIONE 145 COLL.PROF.SANASSISTENZIALE INFERMIERE LABORATORIO - RN 317 COLL.PROF.SANTECNICO LAB DIREZIONE 150 COLL.PROF.SANASSISTENZIALE INFERM. 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 516,46 1.032,91 85 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 CORSO INFERMIERI LAUREA 145 COLL.PROF.SANINFERMIERE RECUPERO E 148 RIEDUCAZIONE - RC COLL.PROF.SANP.RIABILIT. OSTETRICIA E SALA 332 PARTO + AMB - RN COLL.PROF.SANITOSTETRICA CORSO LAUREA 140 COLL.PROF.LE INFERMIERI SAN.ESPERTO DIREZIONE 139 ASSISTENZIALE COLL.PROF.SAN.ESP ERTO-DS CORSO LAUREA 140 COLL.PROF.LE INFERMIERI SAN.ESPERTO DIREZIONE 139 ASSISTENZIALE COLL.PROF.SAN.ESP ERTO-DS NIP DIP SANITA' 152 PUBBLICA COLL.PROF.SAN.VIGILANZA* CENTRO SALUTE 331 MENTALE - RN COLL.PROF.SANASSIST.SAN. RADIOLOGIA - RC / CT 146 COLL.PROF.SANTECN.RADIOL 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 516,46 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 1.549,37 01/09/01 1.032,91 70% TOT 9.511,40 ## Tot. Costo annuale compreso 13° 36.926.65 Fase seconda: nuovi coordinamenti individuati al 01/07/2003 allegato 2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 DSM - LOGOPEDISTE 148 COLL.PROF.SANP.RIABILIT. CSM - SEMI RES - 150 COLL.PROF.SANGRUPPO APPART - RC INFERM. NEO ANATOMIA ISTOLOGIA 317 PATOLOGICA COLL.PROF.SANTECNICO LAB CENTRALE 150 COLL.PROF.SANSTERILIZZAZIONE - INFERM. NEO AZIEND IGIENE ALIMENTI 147 COLL.PROF.SAN.P.VI GILANZA NIDO 150 COLL.PROF.SANINFERM. NEO MEDICINA GENERALE 2 - 145 COLL.PROF.SANRN INFERMIERE CO 118 + PRONTO 150 COLL.PROF.SANINTERV - SN INFERM. NEO ONCOLOGIA DEG - RN 150 COLL.PROF.SANINFERM. NEO RADIOLOGIA RN - SN 146 COLL.PROF.SANTECN.RADIOL IGIENE E SICUREZZA 150 COLL.PROF.SANASSISTENZIALE INFERM. NEO 1.549,37 01/07/03 516,46 1.549,37 01/07/03 1.032,91 1.549,37 01/07/03 516,46 1.549,37 01/07/03 516,46 1.549,37 01/07/03 1.032,91 1.549,37 01/07/03 516,46 1.549,37 15/04/02 1.032,91 1.549,37 01/07/03 1.032,91 1.549,37 01/03/02 1.032,91 1.549,37 01/07/03 1.032,91 1.549,37 01/07/03 TOT 8.951,91 ## Tot. Costo annuale compreso 13° 18.463.33 86 VERSALI 1 2 3 4 SALA GESSI + AMBULATORI - RN / RC TRASVERSALE IGIENE PUBBLICA - RN/RC CONSULTORIO - CURE PRIMARIE - RN/RC PEDIATR DI COMUNITA'+CURE P.RN/RC 1.549,37 1.032,91 1.549,37 1.032,91 1.549,37 1.032,91 1.549,37 1.032,91 TOT 4.475,94 Tot. Costo annuale compreso 13° 6.713.94 Fase terza: COORDINAMENTI CON procedure di selezione tramite pubblicazione bando 1 CHIRURGIA - CT 1.549,37 516,46 2 SALA OPERATORIA - CT 1.549,37 516,46 3 PRONTO INTERMENTO + POLIAMB - CT DERMATOLOGIA + ENDOSCOPIA - AZ RESIDENZA E SEMIRESIDENZA COORDINAMENTO DIETISTE 1.549,37 516,46 1.549,37 1.032,91 1.549,37 1.032,91 1.549,37 1.032,91 4 5 6 TOT 5.035,45 Tot. Costo annuale compreso 13° 10.070.91 ## Totali generali #RIF! 87 5.3 REFERENTI TECNICI PROFESSIONALI Or Unità d. di coordinamento M Qualifica a t r 1 MEDICINA 3 SN INFERMIERA 2 POST UTIC RN INFERMIERA 3 MEDICINA D'URGENZA RN INFERMIERA 4 MEDTRAK OSPEDALIERO RC CAPOSALA 5 MEDTRAK AMBULATORIALE RN INFERMIERE 6 ONCOLOGIA PREVENZIONE OSTETRICA 7 RADIOLOGIA - SN 8 SEMIRESIDENZA RC -D.S.MENTALE TECNICO RADIOLOGIA INFERMIERE 9 PNEUMOLOGIA DH INFERMIERE 10 OSTETRICIA OSTETRICA 11 RADIOLOGIA - SETTORE INF.CO INFERMIERE 12 MEDTRAK OSPEDALIERO RN CAPOSALA 13 OCULISTICA ORTOTTISTA 14 SALA GESSI INFERMIERE 15 SALA OPERATORIA 16 SALA OPERATORIA 17 SALA OPERATORIA 18 SALA OPERATORIA 19 RIABILITAZIONE DIP.C.PRIMARIE RN-RC FISIOTERAPISTA 20 IGIENE PUBBLICA RN- RC ASV 21 CONSULTORIO FAMILIARE RN - RC OSTETRICA 22 EDUCAZIONE ALLA SALUTE ASV 23 TUTELA SALUTE AMBIENTE DI LAVORO E TECNICO SICUREZZA PREVENZIONE AREA AGENZIA LAVORO ASSISTENTE SOCIALE MEDICINA DONNE RC INFERMIERA Ind. Funz. Coord. PARTE VARIAB. Importo Annuo note 1.549,37 1.549,37 1.549,37 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.549,37 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 1.032,91 24 25 1.032,91 1.549,37 MEDICINA DONNE RC INFERMIERA 1.032,91 26 27 GESTIONE CONTR.LO PULIZIE LOGISTICA GRANDI APPARECCHIATURE E INFERMIERA 28 SPECIALISTICA AMB. RN TECNICO RADIOLOGIA INFERMIERA 29 CH. PEDIATRICA INFERMIERA 1.032,91 1.032,91 1.032,91 30 31 PEDIATRIA DI COMUNITA' SPPA 32 SPPA ASV TECNICI PREVENZIONE TECNICI 1.032,91 1.032,91 1.032,91 Sostituisce Fabbri Elde referente a tutt'oggi sostituisce coordinatore 1.032,91 88 33 33 SPPA PREVENZIONE TECNICI PREVENZIONE Totale 1.032,91 35.248,08 33.569,60 Finanziati con il fondo art. 39 e successivo trasferimento al fondo della produttività collettiva 89 CAP. 6 LA GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE PRESSO L’AZIENDA USL DI RIMINI PERSONALE INFERMIERISTICO18 Il personale Infermieristico e di Supporto con contratto di lavoro a tempo parziale costituisce una risorsa, ma il suo impiego può creare rilevanti problemi organizzativi. Per contribuire ad una regolamentazione aziendale che ottimizzi l’uso di queste risorse è stato necessario condurre, nell’ambito dell’azienda USL di Rimini, uno studio sul campo finalizzato all’identificazione dei criteri per l’allocazione del personale infermieristico a part time. Per quel che concerne esclusivamente il personale Infermieristico l’Azienda, al 31 ottobre 2003, contava 116 unità a tempo parziale con una incidenza percentuale del tempo parziale sulla dotazione organica del 11%. Il dato preoccupante è la veloce crescita del fenomeno che può giungere al 25% del personale impiegato. Il fenomeno assume tratti ancora più rilevanti se consideriamo le professionalità che operano sulle 24 ore (oltre il 70%) come gli infermieri. Inoltre se si aggiunge anche l’impatto del fenomeno delle prescrizioni, degli orari ridotti, nonché quelle delle richieste dell’esenzione dal turno notturno secondo le nuove modalità previste dalla Legge 53, la situazione può assumere tratti di criticità. Sulle caratteristiche del fenomeno del part time si evidenziava al 31 ottobre 2003 un consolidamento del tetto massimo alle 25 ore (dei 116 soggetti a part time, n. 56 lavoravano nella percentuale del 50% e n. 60 nella percentuale del 70%) e l’impiego dei part time in turni giornalieri (99%); la prospettiva lanciata attraverso un bando di reclutamento dei part time in turni h 24 non ha visto la compliance degli operatori. Scarsamente diffusa era la modalità orizzontale rispetto a quella verticale. La necessità di disciplinare il rapporto a part time ha indotto la Direzione Assistenziale, nell’arco temporale 2001 – 2003, a lavorare intensamente al “ Progetto part time”. Lo scopo del lavoro condotto dal 2001 ad oggi è stato quello di: 1. identificare “scenari organizzativi” per l’inserimento del personale a part time; 2. evidenziare requisiti organizzativi minimi essenziali per consentire un inserimento operativo efficace ed efficiente di tale personale; 3. adottare un Regolamento Aziendale per disciplinare l’inserimento del personale infermieristico part time contenuto nell’Accordo Integrativo Aziendale del personale del comparto sanità per il triennio 1999/2001; 18 A cura di D.A.O. Luciana Ridolfi. 90 4. predisporre ed aggiornare con dinamicità “mappe delle necessità aziendali” in grado di controllare il ricorso al part time [realizzata una 1° mappatura di posti a part time nel febbraio 2001 e una 2° mappatura di posti a part time nel settembre 2003]. La Direzione Assistenziale ha programmato e realizzato il seguente percorso: 1. revisione bibliografica e analisi della legislazione in materia di part time; 2. valutazione della situazione di personale full-time e part-time assegnato alle varie U.O. Ospedaliere e Territoriali; 3. analisi dell’organizzazione per evidenziare i punti critici ( attività / fasce orarie / numero di persone); 4. identificazione condivisa dei requisiti organizzativi per un inserimento efficace ed efficiente di unità a part time; 5. predisposizione di “mappe delle necessità aziendali di personale a part time”; 6. definizione dell’iter procedurale per l’attivazione del rapporto di lavoro a tempo parziale; 7. integrazione tra la D.A. e l’U.O.Acquisizione e Sviluppo Risorse Umane per la automatica compensazione dell’organico per effetto dei passaggi a part time; 8. monitorizzazione nel tempo di indicatori rispetto agli obiettivi attesi quali: - rapporto esistente tra l’organico infermieristico complessivo aziendale e il numero dei dipendenti che svolgono un rapporto di lavoro a tempo parziale; - composizione percentuale delle équipes delle diverse Unità Operative/Dipartimenti Aziendali. La dotazione di ogni U.O., è stata infatti suddivisa percentualmente facendo riferimento alle seguenti micro-variabili : personale presente a part time e a “turno diurno fisso”, personale che usufruisce della Legge 104, Legge 53 e permessi sindacali, restituendoci una “fotografia” della composizione quali-quantitativa di ogni singola équipe infermieristica rispetto alle variabili sopraccitate. La conoscenza della esatta composizione delle équipes infermieristiche è informazione di estrema importanza ai fini gestionali sia per la garanzia della continuità assistenziale sia per il mantenimento dei minuti assistenziali concordati; - analisi del burn-out nel personale a tempo parziale a confronto con il personale a tempo pieno. 91 6.1 Soluzioni organizzative e criteri allocativi adottati nel periodo della 1° mappatura [Febbraio 2001] * L’ assegnazione del personale con rapporto di lavoro a part time ad attività compatibili con le caratteristiche dei relativi servizi è stata realizzata attraverso la determinazione preventiva del fabbisogno di posti a Part-Time ( 1° mappatura-quadro); * i criteri generali di elaborazione della “ 1° Mappatura-quadro” hanno fatto riferimento all’articolazione oraria in vigore nelle diverse UU.OO dipartimentali, nonché alla presenza di “colonne fuori-turno” previste nello schema delle presenze infermieristiche; * la mappatura – quadro ha previsto l’inserimento dei Part-Time in tutte le UU.OO, comprese quelle ad alta specializzazione (Terapie Intensive - Sale Operatorie – Dialisi - Pronto Soccorso Pediatria) al fine di conservare la professionalità acquisita dagli operatori; * si è privilegiata la tipologia di Part-Time verticale al 50% (articolata su 3 giorni = per un totale di 18 ore settimanali) per la copertura di “colonne di fuori-turno” o, in alternativa, per la riduzione/eliminazione dei rientri mattutini previsti nella turnistica notturna. Tale tipologia è stata resa praticabile nelle UU.OO che prevedevano da 2 a 4 “colonne di fuori-turno” o dove la turnistica prevedeva, in maniera programmata, rientri mattutini. Occorre specificare che, qualora l’utilizzo del Part-Time era finalizzato alla copertura di “colonne di fuori-turno”, la condizione necessaria che si doveva realizzare era l’immissione contemporanea nell’ U.O. di due unità a tempo parziale i cui giorni lavorativi non coincidevano (copertura su 6 giorni), con previsione dell’alternanza dei giorni settimanali fra le due unità a Part-Time. Esempio di alternanza dei giorni settimanali 1° SETTIMANA 1° Unità 2° SETTIMANA a Part-Time 50% Lunedì – Martedì - Mercoledì Giovedì – Venerdì - Sabato a Part-Time 50% Giovedì – Venerdì - Sabato Lunedì – Martedì - Mercoledì verticale 2° Unità verticale 92 Qualora, al contrario, l’immissione dei Part-Time era finalizzata alla riduzione/eliminazione dei rientri mattutini, la quantità dei Part-Time immessi nell’U.O. era legata alla valutazione numerica dei rientri stessi. * previsione di una tipologia di Part-Time verticale al 50% (articolata su 3 giorni) che includeva il solo fine settimana, con espletamento dell’attività lavorativa “dal venerdì alla domenica” o “dal sabato al lunedì”. Tale tipologia si è resa praticabile secondo due modalità: 1) nei Reparti di Base caratterizzati da una discreta differibilità e programmabilità delle attività e che prevedevano da due a quattro “colonne di fuori-turno”, solo a condizione, tuttavia, che nella degenza operassero due unità a tempo parziale ( una unità al 50% su 3 giornate lavorative e una unità al 70% su 4 giornate lavorative) i cui giorni lavorativi non coincidevano (copertura su 7 giorni). Tale combinazione è stata prevista nelle UU.OO di Geriatria e Medicina. 2) nelle UU.OO. che presentavano una variabilità ciclica della domanda riferita ai diversi giorni della settimana, per cui variava l’offerta di lavoro. In questo caso il numero degli operatori a parttime da inserire rispondeva ai criteri del carico di lavoro del settore. Tale tipologia è stata prevista nelle seguenti articolazioni: ^ Rimini Soccorso ^ Pronto Soccorso (Presidio di Rimini e Riccione). * previsione di una tipologia di Part-Time verticale al 70% (articolata su 5 giorni = per un totale di 25 ore e 12 minuti settimanali) in quei settori che prevedevano un’attività lavorativa dal “lunedì al venerdì” o in alternativa una “riduzione delle presenze infermieristiche nella giornata del sabato”. Tale tipologia è stata prevista nei seguenti settori: Oncologia Prevenzione, DH di Ostetricia e Ginecologia, Ambulatorio di Chirurgia Vascolare, Terapia Antalgica, Endoscopia Digestiva, Dermatologia. * previsione di una tipologia di part-time orizzontale al 50% (articolata su 6 giorni = 3 ore x 6 giorni) utilizzata solo presso il Dipartimento di Patologia Clinica ed in particolare presso il Centro Prelievi. 93 La “Mappatura-quadro”, inoltre, prendeva anche in considerazione l‘ipotesi di un turno sulle 24 ore effettuato con part-time verticale al 70% mediante l’impiego di 7 operatori a Part-Time (70% verticale) e n° 5 operatori a tempo intero. Si prevedevano inoltre, a garanzia della continuità assistenziale, un numero aggiuntivo di operatori a Part-Time per la costituzione dell’organico integrativo (esempio 7 operatori di organico di Base + 2 operatori di Organico integrativo). Questa ipotesi, in sintesi, prevedeva la concentrazione di un numero di operatori a Part-Time nella stessa U.O., dove la condizione necessaria era l’ identificazione di un numero di operatori dotati di preparazione specifica nonché di esperienza del reparto in cui sarebbero andati ad operare. Il reclutamento doveva avvenire attraverso la pubblicizzazione di apposito bando. L’ attuazione di tale modalità di “turnazione mista”, che contemplava operatori a tempo intero e operatori a tempo parziale, avrebbe avuto carattere sperimentale. FAC SIMILE DI TURNISTICA TEMPO PARZIALE 70% ARTICOLATO SULLE 24 ORE 1oper 2oper 3oper 4oper 5oper 6oper 7oper mattino Pomeriggio notte Lunedì P M R N R R R 1 1 1 Martedì M R N R R R P 1 1 1 Mercoledì R N R R R P M 1 1 1 Giovedì N R R R P M R 1 1 1 Venerdì R R R P M R N 1 1 1 Sabato R R P M R N R 1 1 1 Domenica R P M R N R R 1 1 1 LEGENDA: P = Pomeriggio(13.00-21.00) M = Mattino(07.00-14.00) N = Notte(21.00-07.00) 94 6.2 Analisi della realtà in applicazione della 1° mappatura di posti a part time L’osservazione della realtà e la monitorizzazione degli indicatori in questa prima fase ha fatto osservare difficoltà gestionali derivanti soprattutto dalla difformità tra l’articolazione dell’orario scelta e quella negoziata. Ai Coordinatori che hanno tentato di far coincidere i vincoli posti dagli orari rigidi con le esigenze del servizio non è rimasto altro che prendere atto di alcune discrepanze organizzative che si sono create. Ed è proprio dalla riflessione della presa d’atto di questa realtà che è nata l’esigenza di rivedere il regolamento aziendale in grado di contemperare sia le esigenze della nostra Azienda sia quella dei dipendenti che accedono al rapporto di lavoro a tempo parziale attraverso la flessibilità oraria. 6.3. La gestione del rapporto di lavoro a tempo parziale del personale infermieristico nel periodo della 2° mappatura [Settembre 2003] La necessità di ri-disciplinare tale rapporto, visto l’aumento esponenziale delle richieste di passaggio a part time (si registrano nell’anno 2003 circa numero 50 nuove richieste di part time), ha indotto la Direzione Assistenziale a ri-programmare i posti disponibili a Part Time mediante una 2° mappatura – quadro, individuando la percentuale (%) per tipologia di part time accettabile da un punto di vista organizzativo. Si è valutato che gli attuali part time attivati e consolidati facciano parte integrante della nuova mappatura elaborata. Si è infine valutato lo scarto accettabile di part time attivabile per tipologia. In questa seconda fase la gestione del fenomeno del part time ha previsto il seguente percorso: - Revisione del Regolamento Aziendale; - Possibilità di vincolare il tipo di part time alle necessità dell’azienda sanitaria in termini di orari e sedi di attività ed aumentare il margine di negoziazione diminuendo quello della conflittualità con il dipendente; - Predisporre una 2° “mappa delle necessità aziendali” in grado di controllare il ricorso al part time. 95 La progettazione della nuova mappatura è stata preceduta da due indagini fondamentali: 1. La prima è stata finalizzata alla raccolta di informazioni funzionali all’identificazione dei servizi in possesso delle condizioni strutturali ed organizzative compatibili con l’inserimento del personale a part time. Durante l’indagine, rivolta ai Coordinatori sia ospedalieri che territoriali, è stata formulata la richiesta di evidenziare quale tipologia di part time fosse più idonea alle caratteristiche del servizio, unitamente alle fasce orarie e alle modalità di turnazione; 2. la seconda indagine ha previsto un’intervista mediante apposita scheda ( Vedi allegato 1 ) rivolta ai 50 dipendenti che avevano inoltrato domanda di part time. L’intervista aveva lo scopo di indagare le seguente aree tematiche: Motivazioni analistiche - Quantità oraria richiesta a part time Articolazione dell’orario e distribuzione della quantità oraria - Possibili alternative all’utilizzo del part time (flessibilità oraria ) - Utilizzo di istituti alternativi al part time (esenzione turno notturno, Legge 104, ecc.). Questo lavoro, che pur nella sua semplicità ha richiesto un notevole impegno (indagine rivolta ai Coordinatori e ai Dipendenti in Azienda), ha aperto la strada a nuove possibilità di sperimentazione organizzativa. Grazie a questo insostitubile contributo, infatti, la Direzione Assistenziale è riuscita a collocare efficacemente gli aspiranti part time nel 90% dei casi. Inoltre l’intervista, permettendo di suggerire ai dipendenti l’utilizzo alternativo di istituti, ci ha permesso di registrare una buona percentuale di rinunce al part time (n. 8 dipendenti su 50 hanno rinunciato al part time optando per altri istituti quali la L. 53 “esenzione turno notturno, Legge 104, ecc.) . In sintesi la Direzione Assistenziale, grazie alle indagini sopradescritte, ha predisposto “mappature di posti a Part Time ” i cui aspetti riorganizzativi salienti sono stati: - - Previsione di due sole tipologie di part time: • 50% della prestazione a tempo pieno pari a 18 ore lavorative settimanali 70% della prestazione a tempo pieno pari a 25 ore e 12 minuti lavorativi settimanali. Allocazione dei part time mediante il ricorso a: Sperimentazione di U.O. con unità a part time che ruotano su turni H 24 (cioè inserimento di Part time turnisti in U.O. ad alta composizione numerica dell’équipe infermieristica)19 19 Secondo il vigente accordo sulla “rideterminazione della dotazione di personale infermieristico dei Presidi Ospedalieri” si sottolinea che le dotazioni di personale sono da riferirsi a unità a tempo pieno equivalente; l’attivazione delle posizioni di personale a PT prevede la compensazione delle ore mancanti con assunzioni ad hoc. 96 turni diurni flessibili (programmati mensilmente dal Coordinatore di U.O.) articolati in mattino, pomeriggio, con sabato e domenica compresi; riorganizzazione e razionalizzazione degli “spazi operativi” all’interno delle U.O. per inserire il personale a part time come “unità funzionali” e non come “unità in aggiunta”. - Ad ogni dipendente è attribuito un orario di lavoro che dovrà essere funzionale all’orario di servizio ed all’orario di apertura al pubblico.20 - Abolizione del tetto del 25% e verifica semestrale della percentuale di part time assorbibili e trasformabili in Azienda. Le nuove tipologie di part time da attivare per il 2004 sono le seguenti: Tipologia n. 1 e n. 2 : - “Verticale mensile diurno a 25 ore su 4 giorni settimanali” - “Verticale mensile diurno a 18 ore su 3 giorni settimanali” Tali tipologie sono state previste esclusivamente in UU.OO. territoriali e ospedaliere a ciclo diurno. La condizione necessaria per attivare tali posizioni di lavoro a PT è l’immissione contemporanea nell’U.O. di 2 unità a PT al 50% o 3 unità a PT al 70% i cui giorni lavorativi non coincidano (copertura su 6 giorni), con previsione dell’alternanza dei giorni lavorativi settimanali fra i PT presenti nell’U.O . Infatti 2 unità a 18 ore permettono il recupero di 1 unità a 36 ore, mentre 3 unità a 25 ore e 12 minuti permettono il recupero di 2 unità a 36 ore. Esempio di alternanza dei giorni settimanali nell’ipotesi di n. 2 unità al 50% N. 2 Operatori PT al 50% – contro n. 1 Diurnista a tempo Pieno 1° SETTIMANA 2° SETTIMANA 1° Unità a PT al 50% Lunedì – Martedì - Mercoledì Giovedì – Venerdì - Sabato 2° Unità a PT al 50% Giovedì – Venerdì - Sabato Lunedì – Martedì - Mercoledì 20 Per Orario di servizio si intende il tempo giornaliero necessario ad assicurare la funzionalità delle strutture e l’erogazione dei servizi all’utenza. Per Orario di apertura al pubblico si intende il periodo di tempo giornaliero in cui nell’ambito dell’orario di servizio viene garantito l’accesso ai servizi da parte dell’utenza. 97 Esempio di alternanza dei giorni settimanali nell’ipotesi di n. 3 unità PT al 70% N. 3 Operatori PT al 70% Diurnisti – contro n. 2 Diurnisti a tempo Pieno L M M G 1° PT P 25 H 2° PT 25 H 3° PT M 25 H M M P P M P V S D L M M P M P P M P M M G V S P M M P M D L M P M P M P M P M G M P P M V S P M M P (vedi ipotesi di turno E/F in allegato n.2) Tipologia n. 3: “Verticale mensile con PT a 25 ore su turno 1° ipotesi” In tal caso si possono prevedere 2 modalità: o n. 8 turnisti a tempo pieno + 3 PT al 70% - contro 10 turnisti a tempo pieno (vedi allegato n. 1 – 1° ipotesi A) o n. 3 turnisti a tempo pieno + 3 PT al 70% - contro 5 turnisti a tempo pieno (vedi allegato n. 2 – 1° ipotesi B) Tipologia 4: “Verticale mensile con PT a 18 ore su turno 1° ipotesi” o n. 4 turnisti a tempo pieno + 2 PT al 50% - contro 5 turnisti a tempo pieno (vedi allegato n. 2 – 1° ipotesi C) Le tipologie n. 3-4 sono praticabili esclusivamente in UU.OO. che adottano una turnistica che prevede da un minimo di 2 ad un massimo di 3 “turni in 5°”21. Tipologia n. 5: “Verticale mensile con PT 25 ore su turno – 2° ipotesi” Tale tipologia è praticale esclusivamente in settori che adottano una turnistica che prevede da un minimo di 6 ad un massimo di 10 “turni in 5°”. Infatti 7 infermieri a Part Time al 70% coprono mediante apposita turnistica un turno di 24 ore. Il turno è così articolato: Pomeriggio Mattina Notte Riposo Riposo Riposo Riposo (Vedi allegato n. 1 – 2° ipotesi D) 21 Si intende un turno costruito su 5 giorni con la seguente sequenza: Pomeriggio Mattino Notte Smonto Notte Riposo 98 D Tipologia n. 6: “Verticale ciclico a 18 ore “= 10 posizioni attivabili Questo tipo di part time può essere inserito in qualunque UU.OO ospedaliere o territoriali a condizione che non richieda modifiche dell’organizzazione e comunque non più di 2 persone per Unità Operativa. Da attivare massimo 10 posizioni a copertura dei 12 mesi. Può essere incrementabile in quanto garantisce copertura. Analisi del burn-out del personale in part time a confronto con il personale a tempo pieno. Il personale coinvolto nella ricerca è stato di 1.374 operatori sanitari (esclusi i medici), di cui 791 hanno aderito alla compilazione dei questionari. La valutazione rispetto alla variabile “ore lavorative settimanali” ha evidenziato un esaurimento emotivo in termini percentuali inferiori del 9% nel personale con ore lavorative sino a 25 rispetto agli operatori che hanno attività lavorative di 36 ore. I risultati confermano l’ipotesi che è gestionalmente possibile inserire nelle realtà assistenziali a ciclo diurno e notturno il personale a part time a condizione che sussistano criteri organizzativi che, se anche non omogenei tra i vari Settori, determinino un contesto qualitativamente soddisfacente. 99 AZIENDA USL RIMINI U.O DIREZIONE ASSISTENZIALE - cdc 1606 Direttore Assistenziale Aziendale D.D.S.I. Antonietta Santullo Presidio Rimini Via Settembrini 2 ℡ 0541/705429 - 705386 - Fax 0541/705621 Presidio Riccione Corso Fratelli Cervi 48 ℡ 0541 / 608500 Fax 0541 / 608650 ALLEGATO 1 INTERVISTA AI DIPENDENTI CHE HANNO INOLTRATO DOMANDA DI PART TIME. NOME_____________________________________________________________________________ _______________ COGNOME_________________________________________________________________________ ______________ UNITA’ OPERATIVA________________________________________________________________________ ______ PRESIDIO________________________________________________________________________________________ DATA DI INIZIO PART TIME (come da richiesta)______________________________________________________ DATA DI INIZIO PART TIME utile)______________________________________________________ (ultima data MOTIVAZIONI ANALITICHE adottate dai dipendenti per il passaggio a tempo parziale. (barrare la casella o le caselle corrispondenti) RAGIONI “FAMILIARI” Necessità di accudire i figli Assistenza a parenti non autosufficienti (genitori anziani – o portatori di handicap) Altro____________________________________________________________________________ ______________ RAGIONI “PERSONALI” ( riguardanti la sfera di interessi ed impegni del singolo individuo) Tempo libero Attività ricreativo – culturali 100 Altro____________________________________________________________________________ ______________ RAGIONI “DI STUDIO” Conclusione di percorsi formativi iniziati in precedenza Muove esperienze di formazione/aggiornamento Altro____________________________________________________________________________ ______________ ULTERIORI MOTIVAZIONI (specificare) ___________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________ QUANTITA’ ORARIA RICHIESTA A PART TIME (barrare la casella corrispondente) 70% (25 ore settimanali) 50% (18 ore settimanali) ARTICOLAZIONE DELL’ORARIO A PART TIME (barrare la casella corrispondente) Articolazione di orario orizzontale Articolazione di orario verticale Articolazione di orario ciclico Articolazione orario misto DISTRIBUZIONE DELLA QUANTITA’ ORARIA A PART TIME 1. TURNO H 24 SI ______ NO_______ 1.1.FASCIA ORARIA _____________________________ _____________________________ _____________________________ 1.2.UNITA’ OPERATIVA _____________________________ 1.3.DISPONIBILITA’ ALLA P.D. SI ______ NO_______ ___________________________________________________________________________________ ________________ 2. TURNO DIURNO SI ______ NO_______ su 3 giorni 101 su 4 giorni su 5 giorni su 6 giorni altro_____________ 2.1.FASCIA ORARIA LUN _______________________________ MART _______________________________ MERC _______________________________ GIOV _______________________________ VEN _______________________________ SAB _______________________________ DOM _______________________________ 2.3. UNITA’ OPERTIVA ______________________________ 2.4.DISPONIBILITA’ AD EFFETTUARE P.D. ______________________________ PART TIME CICLICO AL 50% O AL 70% 3. PERIODO DELL’ANNO DI ASTENSIONE ( in caso di part time ciclico) ________________________________________________________________________________ _______________ 3.1.PERIODO DELL’ANNO DI SERVIZIO (in caso di part time ciclico) ___________________________________________________________________________________ _____________ 3.4.UNITA’ OPERATIVA ___________________________________________________________________________________ _____________ POSSIBILI ALTERNATIVE ALL’UTILIZZO DEL PART TIME (barrare la casella o le caselle corrispondenti) FLESSIBILITA’ ORARIA 102 Programmazione di calendari di lavoro plurisettimanali ed annuali22 ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ _____________________________________________ Orario continuato ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ______________________________ ________________________________________________________________________________ _______________ Orario spezzato (con indicazione della relativa pausa) ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ _____________________________________________ UTILIZZO DI ISTITUTI ALTERNATIVI AL PART TIME (barrare la casella o le caselle corrispondenti) Legge 53 (esenzione turni notturni) Legge 104 Direzione Assistenziale Dipartimentale ___________________________________ Data__________ 22 Attuata attraverso il cosiddetto orario “ a forcella” essa prevede, in alternativa alle 36 ore regolarmente distribuite sulle settimane, periodi con orari di lavoro settimanale per un minimo di 28 ore e, corrispettivamente, periodi con orario fino ad un massimo di 44 ore settimanali. 103 ALLEGATO 2 – IPOTESI DI TURNISTICA CON PERSONALE A PART TIME 1° PT 24H 2° PT 24H 3° PT 24H 1° H 2° H 3° H 4° H 5° H 6° H 7° H 8° H a 36 1° IPOTESI - A ( 8 turnisti a tempo pieno + 3 PT al 70%) - contro 10 turnisti a tempo pieno LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D 21 3 2 1 3 RR R R2 1 3 2 1 3 R RR R RR 2 1 3 2 1 3 RR 1 4 4 13 RR R RR R 2 1 3 2 1 3 R R RR 2 1 3 2 1 3 RR R RR R 2 1 1 2 7 RR R R 2 1 3 2 1 3 R R RR R R2 1 3 2 1 3 R RR R 2 1 3 2 1 3 1 4 4 3 2 1 3 a 36 2 1 3 a 36 21 3 a 36 13 a 36 3 a 36 1° PT24 H 2° PT24 H 3° PT24 H 1° a 36 H 2° a 36 H 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 a 36 2 1 3 2 1 3 2 1 3 a 36 Mattino Pomeri ggio Notte 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 2 1 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 22 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 22 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 22 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 1° IPOTESI - B - ( 3 Turnisti a tempo pieno + 3 PT 70%) - contro 5 turnisti a tempo pieno LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D 13 RR R 2 1 3 R R2 1 3 RR R 2 1 3 R R2 1 3 RR R 2 1 3 1 3 7 R R 2 1 3 R RR 2 1 3 R R 2 1 3 R RR 2 1 3 R R 2 1 3 R RR 1 2 0 2 1 3 RR 2 1 3 R R R2 1 3 RR 2 1 3 R R R2 1 3 RR 2 1 3 1 4 4 21 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 104 3° a 36 H Mattino Pomeri ggio Notte 1° PT 18H 2° PT 18H 1° a 36 H 2° a 36 H 3° a 36 H 4° a 36 H Mattino Pomeri ggio Notte 1° PT 24 H 2° PT 24 H 3° PT 24 H 4° PT 24 H 5° PT 24 H 6° PT 24 H 7° PT 24 H Mattino Pomeri ggio Notte 1° PT 24 H 2° PT 24 H 3° PT 24 H Mattino 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1° IPOTESI - C - ( 4 Turnisti a tempo pieno + 2 PT 50%) - contro 5 turnisti LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D R R RR R 2 1 3 R RR R R2 1 3 RR R RR 2 1 3 R R RR R 2 1 3 2 1 3 21 3 3 RR R RR 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 13 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 R R RR R 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 R RR R R2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 RR R RR 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 1 2 1 3 2 1 3 2 1 3 2 2 1 3 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2° IPOTESI D - ( 7 PT AL 70%) - contro 5 turnisti a tempo pieno LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D 21 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 1R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 R3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 3R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R RR R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 RR 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 IPOTESI - E - 3 operatori Pt al 70% Diurnisti - contro 2 diurnisti a tempo pieno LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D MM M M MMMM MM MM MMMM MMMM MM MM MMMM MM MM MM MMMM MM MMMM MMMM MMMM MM MM MM MMMM MM MMMM MMMM 22 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 105 1° PT 24 H 2° PT 24 H 3° PT 24 H Mattino Pomeri ggio IPOTESI - F - 3 operatori Pt al 70% Diurnisti - contro 2 diurnisti a tempo pieno LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D PM M P P MMP MP P M P MMP P MMP MP P M P MMP MP P M MP P MMP P M P MMP P MMP P MMP MP P M MP P MMP P M P MMP P MMP 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 106 CAP. 7 PROGETTI INNOVATIVI E SPERIMENTAZIONI PER L’ANNO 2003 7.1 Progetto Continuità Assistenziale23 7.1.1 L’evoluzione di un percorso assistenziale ad un processo aziendale: la continuità terapeutica ed assistenziale L’anno 2003 ha consolidato l’applicazione della procedura sul percorso del paziente nella nostra struttura Ospedaliera per Acuti verso la struttura di LD della Casa di Cura privata di Villa Maria. Il consolidamento di percorsi assistenziali standardizzati della Casa di Cura convenzionata Villa Maria con la struttura ospedaliera, ha permesso di avere un approccio congiunto che combina i benefici di appropriatezza del ricovero dell’utente, aumento dell’offerta dei P.L per acuti riducendo i ricoveri per acuti con modalità di fuori reparto. 7.1.2 Dati di attività 2003 Totale richieste di trasferimento pervenute dalle U.O. secondo le modalità previste dalla procedura nell’anno 2003 sono state 222 per l’inserimento in L.D. Il numero totale di pazienti trasferiti presso la Lungodegenza sono stati 222: 185 presso la Lungodegenza della struttura di Villa Maria 35 presso la Lungodegenza di Santarcangelo. 2 presso la Lungodegenza di Cattolica. In relazione agli obiettivi relativi all’ottimizzazione dei posti letto di Lungodegenza nella struttura di Villa Maria, si riporta la situazione dell’anno 2002 e 2003: 107 Invii Mensili Anno Invii Mensili Anno Incremento % 2002 Gennaio Note 2003 11 pz Gennaio 19 pz +72% Febbraio 14 pz Febbraio 21 pz +50% Marzo 13 pz Marzo 25 pz +92% Aprile 11 pz Aprile 27 pz +145% Maggio 14 pz Maggio 21 pz +50% Giugno 10 pz Giugno 10 pz - Luglio 10 pz Luglio 10 pz - Agosto 23 pz Agosto 22 pz -0,04% Settembre 10 pz Settembre 10 pz - Ottobre Ottobre +17% 18 pz 21 pz Novembre 18 pz Novembre 21 pz +17% Dicembre 16 pz Dicembre - 16 pz L’attuale gestione della Lungodegenza presso la Casa di Cura Villa Maria viene erogata in “base al criterio dei posti letto” dedicando 14 posti letto dell’U.O di Medicina della specialità in questione. 7.1.3. Punti critici : • Il numero di posti letto “rigidi” non sempre permette di assolvere alle richieste delle U.O, che hanno degli andamenti stagionali. • Altro elemento che non permette un’adeguata programmazione sono i lunghi periodi di assenza di posti letto, inadeguati alle attese e alle richieste delle U.O. 7.2. IMPLEMENTAZIONE CONSULENZE INFERMIERISTICHE24 Il progetto di implementazione delle “Consulenze Infermieristiche”, nasce dall’esigenza da parte del gruppo di riferimento, di attivare un sistema organizzativo professionale finalizzato alla valorizzazione delle competenze ed alla omogeneità dei comportamenti professionali. 23 24 A cura di D.A.D. C. Marsili A cura di D.A.D. L. Marconi 108 Responsabile del gruppo: D.A.D. Laila Marconi e i Coordinatori del Dipartimento delle Malattie del Torace, delle Malattie Infettive, Immunoreumatiche e Neurologiche. Gruppo di lavoro: Tutto il personale infermieristico e tecnico del Dipartimento. Obiettivi: - Integrazione degli operatori - Sviluppo delle conoscenze scientifiche infermieristiche - Sviluppo della ricerca - Accrescimento professionale - Gratificazione del personale - Elaborazione di procedure trasversali specialistiche - Implementazione di un sistema informatico che raccolga tutti gli strumenti operativi di cui sopra al quale tutti vi possono attingere Si è concordato di elaborare la procedura a livello dipartimentale, sperimentarla e presentarla ai Coordinatori dell’Azienda come “ punto di partenza” per le successive esperienze. Punti di forza - Confronto operativo trasversale profesionale tra tutti gli operatori del Dipartimento; - Valorizzazione delle professionalità; - Rielaborazione della documentazione assistenziale; - Stimolo della ricerca. Punti di debolezza - Difficoltà di applicazione dovuta alla disposizione logistica dei Presidi Ospedalieri. 109 Azienda Unità Sanitaria Locale - Rimini Dipartimento delle Malattie del Torace, Infettive, Neurologiche, Immunoreumatologiche 7.2.1. RICHIESTA DI CONSULENZE/PRESTAZIONI DEL PERSONALE INFERMIERISTICO-TECNICO BARCODE PAZIENTE Utente Trasportabile DEL SI MO.30 PG DIR. AMM. U.O. richiedente………………………………. Tel ………………………………….. NO Richiesta telefonica dall’Operatore …………………………all’operatore……………………………. Effettuata il giorno……../……../……../ alle ore………………… Consulenza richiesta e notizie clinico-assistenziali …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………… Struttura a cui è richiesta la consulenza Chirurgia Generale/Toracica Medicina I Rimini Neurologia Rimini Malattie Infettive Rimini Codice prestazione……………………………………………. Consulenza effettuata 110 DESCRIZIONE:……………………………………………………………………………………. ………………….…………………………………………………………………………………… …………………………………………….………………………………………………………… …………………………………………………………………….………………………………… ………………………………………………………………………………………….….. MATERIALE USATO:…………………………………………………………………………….…………………. …………………………………………………………………………………………………………… …………………… SUGGERIMENTI CONSIGLIATI:……………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………… FORMATIVA INFORMATIVA NELL’U.O. RICHIEDENTE NELL’U.O. DEL CONSULENTE Data:………/………/……… Dalle ore……………..Alle ore…………. Firma……………………………………….. Azienda Unità Sanitaria Locale - Rimini Dipartimento delle Malattie del Torace, Infettive, Neurologiche, Immunoreumatologiche ELENCO CODICI CONSULENZE INFERMIERISTICHE MO.31 PG. DIR. AMM. CONSULENZE ALIMENTAZIONE ASSISTITA NEL PZ DISFAGICO DRENAGGIO TORACICO CODICI 001 MED1/RN 002 CHIR/RC FERITE CHIRURGICHE 003 CHIR/RC STOMIE 004 CHIR/RC 111 7.2.2 PROGETTO CONSULENZE INFERMIERISTICHE PG. DIR. AMM. 000 Rev 1 del 15/05/’03 Pagina 1 di 6 SOMMARIO 1. Scopo/Obiettivi.................................................. Errore. Il segnalibro non è definito. 1.1. Scopo ........................................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 1.2. Obiettivi....................................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 2. Campo di applicazione ...................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 3. Modifiche alle revisioni precedenti ................... Errore. Il segnalibro non è definito. 4. Definizioni......................................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 5. Matrice delle Responsabilità/Attività ................ Errore. Il segnalibro non è definito. 6. Il Diagramma di flusso ...................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 7. Descrizione delle Attività .................................. Errore. Il segnalibro non è definito. 8. Riferimenti e Allegati ........................................ Errore. Il segnalibro non è definito. 8.1. Riferimenti................................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 8.2. Allegati ........................................................ Errore. Il segnalibro non è definito. 9. Indicatori/Parametri di Controllo....................... Errore. Il segnalibro non è definito. 10. Lista di Distribuzione ........................................ Errore. Il segnalibro non è definito. Nome/Funzione Firma Redazione Verifica ed Approvazione Emissione 112 Scopo/Obiettivi Scopo: Attivare un sistema di consulenze infermieristiche che preveda il coinvolgimento degli operatori infermieristici e tecnici del Dipartimento al fine di assicurare omogeneità di comportamenti professionali riconoscendo e valorizzando la competenza e specializzazione di ogni figura professionale che opera all’interno del Dipartimento. Obiettivi: garantire un intervento assistenziale ai ricoverati che presentano patologie concomitanti che richiedono un’assistenza infermieristica tecnica e specialistica attraverso: ¾ Maggiore integrazione tra gli operatori ¾ Sviluppo delle conoscenze scientifiche infermieristiche ¾ Sviluppo della ricerca ¾ Accrescimento professionale e gratificazione del personale ¾ Elaborazione di linee guida e procedure trasversali specialistiche ¾ Implementazione di un sistema informatico che raccolga tutti gli strumenti operativi di cui sopra al quale tutti possano attingere. Campo di applicazione TUTTE LE UU. OO. DEL DIPARTIMENTO Modifiche alle revisioni precedenti Trattandosi di procedura con revisione 0 non vi sono modifiche. Definizioni Inf. = infermiere U.O. = Unità Operativa Coord. U.O. = Coordinatore di Unità Operativa DAD = Dirigente Asistenziale Dipartimentale Consulenza c\o U.O. richiedente: la consulenza che si esegue a letto del paziente, nel caso in cui il paziente non sia trasportabile. 113 Consulenza c\o U.O. che effettua la prestazione: consulenza prestata presso l’U.O. che la effettua quando il paziente è autosufficiente (ed il quesito relativo alla consulenza non richiede necessariamente una presenza dell’Infermiere dell’U.O. richiedente). Consulenza telefonica: consulenza effettuata telefonicamente tra l’Infermiere dell’U.O. che la richiede e quello che la espleta; queste richieste devono essere registrate. Matrice delle Responsabilità/Attività FIGURE RESPONSABILI ATTIVITA’ 1) Coinvolgere il Personale della U.O. attraverso un incontro informativo finalizzato anche alla costituzione di un gruppo di lavoro 2) Identificare le attività che rientrano nelle consulenze infermieristiche 3) Elaborare procedure, linee guida protocolli , istruzioni operative di riferimento per le prestazioni oggetto di consulenza 4) Valutare e definire gli aspetti organizzativi e le modalità operative di espletamento della consulenza. 5) Elaborare la modulistica necessaria (richiesta e refertazione di consulenza) 6) Presentare a tutto il Personale del Dipartimento Medico ed Infermieristico la Procedura 7) Raccolta e invio trmestrale dei dati in Direzione Assistenziale Coord. Inf. DAD R C C R C R R C C R C C R C C R 8) Elaborazione dati in base agli C indicatori e invio report alle UU.OO. 9) Illustrazione e discussione dei R report all’interno dell’U.O. R 10) Archiviazione della documentazione relativa alle prestazioni eseguite 11) Elaborare un programma C informatico R C MED TRAk R R 114 Il Diagramma di flusso NESSUNO Descrizione delle Attività 1) Incontri con tutto il personale infermieristico dell’U.O. per il coinvolgimento attivo nella stesura di procedure- istruzioni operative quali strumento di supporto per l’esecuzione della consulenza. Costituzione gruppi di lavoro comprendenti tutto l’organico. 2) Ogni U.O. individua le attività oggetto di consulenza infermieristica rispetto allo specifico professionale. Sono state individuate: ¾ per l’U.O. di Chirurgia : gestione del drenaggio toracico gestione delle stomie gestione delle ferite chirurgiche ¾ per l’U.O. di Medicina I : Alimentazione assistita nel paziente disfagico Le U.U.O.O. di Neurologia e M. Infettive non hanno identificato nessuna attività specialistica. 3) Per ogni prestazione oggetto di consulenza (vedi punto n. 1 ) sono stati elaborati protocolli, procedure , istruzioni operative di riferimento disponibili per la consultazione (vedi allegati) 4) Identificare e concordare tra le U.O. Dipartimentali le modalità operative e organizzative della consulenza: i giorni, le fasce orarie, modalità di spostamento del personale che esegue la consulenza e\o di trasporto del paziente, gli ambienti necessari, gli strumenti tecnologici ( dect, PC, archivio, ecc) e tutte le risorse materiali necessarie. PERCORSO Fascia oraria per reparto: Chirurgia Generale e toracica: ore 11,00- 12,00 Medicina 1: ore 14,00-15,00 Queste fasce orarie non escludono una possibile e necessaria flessibilità. Posizione professionale di lavoro che esegue la consulenza: Fuori Turno o Turnista. Giorni: feriali tutti; festivi: si garantiscono consulenze solo telefoniche urgenti. 115 Tempo di risposta: ordinarie: telefonica : immediata in loco: entro 24 ore urgenti telefonica: immediata con valutazione del caso. in loco : entro 1 ora. Modalità di espletamento: ¾ nel caso di paziente non autosufficiente: la consulenza viene prestata a letto del paziente in presenza dell’infermiere di U.O.; ¾ nel caso di paziente autosufficiente: la consulenza deve essere effettuata presso l’U.O. dell’Infermiere che la dovrà espletare: in tal caso il paziente verrà accompagnato preferibilmente dall’IP dell’U.O. richiedente al fine di cogliere gli aspetti formativi necessari. 5) Elaborazione del modulo di consulenza e refertazione in duplice copia (MO 30 ) La scheda da utilizzare per la richiesta di consulenza da parte dei reparti ed il modulo per il referto di consulenza e prestazione effettuata devono essere elaborate dagli infermieri delle U.U.O.O. coinvolte nel progetto. Sono stati elaborati: un modulo unico (MO.30) in duplice copia. La prima resta nella cartella clinica della U.O. richiedente; la seconda inviata alla D.A.D.; un modulo ( MO.31) contenente l’elenco dei Codici delle Consulenze. Richiesta e Compilazione del modulo : rispettivamente a carico dell’Infermiere richiedente e consulente. Il modulo di richiesta di prestazione deve essere sempre preceduto da richiesta telefonica. 6) La procedura deve essere presentata a tutto il personale del Dipartimento. 7) La Coordinatrice o l’infermiera delegata raccoglie ed invia alla D.A.D. ogni 6 mesi i dati di attività delle consulenze infermieristiche (seconda copia MO.30) 8) La D.A.D. in collaborazione con i Coordinatori elabora i dati emersi in base agli indicatori individuati e li invia alle UU.OO. 116 9) Il Coordinatore illustra e discute i report ricevuti dal D.A.D. per mettere in atto le necessarie attività di miglioramento 10) Il D.A.D. deve predisporre un archivio informatizzato per tutta la documentazione inerente la procedura in oggetto. 11) Elaborazione da parte del Med-Trak di un programma informatico aziendale che includa tutte le UU.OO. coinvolte e le relative procedure e protocolli oggetto di consulenze. Riferimenti e Allegati Riferimenti Procedura in atto c/o il Policlinico di Modena Procedura in atto c/o l’Ospedale di Città di Castello Allegati MODULO RICHIESTA/PRESTAZIONE (MO.30) MODULO ELENCO CODICI CONSULENZE (MO.31) Indicatori/Parametri di Controllo ¾ N° di Consulenze eseguite/N. di consulenze richieste ¾ % di consulenze eseguite rispettando i tempi previsti ¾ % di richieste compilate in modo completo e corretto con quanto stabilito ¾ N° di Consulenze urgenti/N° ordinarie /reparto ¾ N° di Consulenze totali richieste per reparto Lista di Distribuzione Direzione Assistenziale Aziendale – D.D.S.I. Dr.ssa A. Santullo Direttore di Dipartimento dell’Apparato Respiratorio, delle Malattie Infettive, delle Malattie Immunoreumatiche e Neurologiche - Prof. A. Corvetta 117 Direttori di U.U.O.O. di Dipartimento dell’Apparato Respiratorio, delle Malattie Infettive, delle Malattie Immunoreumatiche e Neurologiche D.A.D. L. Marconi Coordinatori del Dipartimento dell’Apparato Respiratorio, delle Malattie Infettive, delle Malattie Immunoreumatiche e Neurologiche 7.3. PROGETTO: “ GESTIONE DOLORE POST-OPERATORIO”25 Il piano per la gestione del dolore post-operatorio rientra nel progetto per l'”Ospedale senza dolore” promosso dalla Regione Emilia-Romagna ed a cui aderisce l'Azienda USL di Rimini. Il progetto si prefigge la costituzione di una rete regionale tra gli operatori sanitari, medici e infermieri, che operano col fine di affrontare con efficacia, sulla base delle conoscenze scientifiche, i problemi generati dalla presenza del dolore e dalla necessità di trattamento. Nel corso dell'anno 2003 il progetto si è sviluppato secondo le seguenti tappe: A) CORSO DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE DEL COMITATOAZIENDAL“OSPEDALE SENZA DOLORE” nei mesi febbraio – aprile 2003 una parte degli operatori del COSD (Comitato Ospedale Senza dolore) sono stati impegnati in un Corso Residenziale organizzato dalla Regione e tenutosi presso l’Università di Ferrara. Tale corso ha avuto l’obiettivo di creare i presupposti formativi ed organizzativi di implementazione del progetto “Ospedale senza dolore” all’interno delle rispettive Aziende USL di tutta la Regione. B) DEFINIZIONE DELLE AREE DI ATTIVITA' ED OBBIETTIVI DI INTERVENTO PER L’ANNO 2003 DA PARTE DEL COSD. “Gestione del dolore post-operatorio” all’interno delle Unità Operative di: - Chirurgia Generale Presidio Ospedaliero di Riccione; - Chirurgia Generale Presidio Ospedaliero di Rimini; - Chirurgia Generale Presidio Ospedaliero di Santarcangelo; Attuazione del progetto: 1. incontro con gli Operatori Sanitari dei tre Presidi Ospedalieri per la presentazione ufficiale del COSD (presenti anche i Direttori Sanitari dei Presidi) con illustrazione degli obiettivi per l’anno 2003: 25 A cura di D.A.D. D. Zanchini 118 - formalizzato l’impegno di lavorare durante l’anno 2003, prioritariamente sulla gestione del dolore post-operatorio, coinvolgendo le Unità Operative di Chirurgia Generale di Rimini, Riccione e Santarcangelo; - illustrati gli ambiti di intervento in termini di multidisciplinarietà; - presentato il piano di formazione/addestramento che coinvolge gli operatori delle tre Chirurgie. 2. predisposizione di un progetto di “Formazione sul Campo” a supporto e riconoscimento dell'impegno previsto da parte degli operatori coinvolti; 3. predisposizione di 2 giornate di formazione teorico-pratico per il personale Medico ed Infermieristico delle tre Chirurgie della durata di 18 ore per sensibilizzare e coinvolgere il personale al problema del dolore post-operatorio inteso come indicatore della qualità dell'assistenza postoperatoria.Le due giornate hanno visto la partecipazione di 35 operatori distribuiti sulle tre Chirurgie; 4. coinvolgimento dei Coordinatori e degli infermieri delle tre Unità Operative per l’aspetto operativo di valutazione e gestione del dolore post-operatorio: - analisi e confronti integrati inerenti il processo di attività; - valutazione dell’impatto organizzativo del processo; - analisi e costruzione dello strumento di valutazione del dolore post-operatorio (strutturazione di scheda ad hoc con scala di valutazione VAS); - messa a punto di procedura che dettagli le azioni e gli ambiti di operatività e responsabilità degli operatori coinvolti. La fase conclusiva del progetto ha previsto un incontro con i Direttori Medici delle tre Unità Operative i Coordinatori ed il personale Medico ed infermieristico per verificare e concordare la data di inizio dell’ applicazione dei protocolli di Analgesia e della rilevazione e monitoraggio del dolore postoperatorio con lo strumento predisposti. L’ accordo comune è stato quello di partire da gennaio 2004. 119 7.4 CERTIFICAZIONE DIREZIONE ASSISTENZIALE26 Gruppo di Lavoro Il gruppo di lavoro che ha portato avanti il progetto 2003 era costituito dalla D.A.D. Marconi Laila in collaborazione con tutto il personale della Direzione Assistenziale e dell’UO Qualità e Accreditamento. L’attività del gruppo ha riguardato: ► Progettazione ed effettuazione di un intervento di formazione attiva finalizzato al coinvolgimento della DA nel percorso di sviluppo e promozione del proprio sistema qualità a supporto delle unità operative e preparatorio all’accreditamento. Si è trattato di una serie di incontri, con la consulenza di un docente esterno, che hanno portato alla definizione dei principali processi che devono essere garantiti dalla DA sulla base del mandato ricevuto dalla Direzione Aziendale, sul modello organizzativo della DA, sul percorso di adeguamento verso un sistema di gestione della qualità coerente con quello aziendale. Sono stati prodotti i seguenti documenti: ◘ organigramma e funzionigramma della DA ◘ documento rappresentativo del servizio Revisione procedure esistenti: - modalità di accesso al part-time - gestione personale parzialmente idoneo e inidoneo - gestione congedi ordinari - continuità assistenziale Elaborazione nuove procedure: - gestione della mobilità aziendale del personale del comparto - turni infermieristici aggiuntivi, programmazione, acquisizione e allocazione delle risorse afferenti alla D.A. - gestione operativa per l’inserimento e addestramento del personale dipendente neoassunto o assegnato a nuove funzioni 120 Elaborazione procedure in corso: - consulenze infermieristiche Elaborazione della modulistica utilizzata per l’applicazione delle procedure e per l’attività della Direzione Assistenziale e del personale del comparto. Elaborazione di strumenti di comunicazione interna (opuscolo informativo, porta-badge, logo, calendario, t-shirt) Progettazione corso di formazione attiva per il 2004, in collaborazione con l’UO Qualità e Accreditamento per: - revisione sistema deleghe, organigramma, responsabilità, competenze specifiche - completare la descrizione dei processi e dello standard di prodotto - monitoraggio di indicatori - il sistema di verifica dei risultati Documenti Allegati: - elenco documenti applicati (procedure, moduli). 121 U.O DIREZIONE ASSISTENZIALE - cdc 1606 Dirigente Responsabile DDSI Dr.ssa Antonietta Santullo ELENCO DEI DOCUMENTI APPLICATI Rev. 01 del 02.05.2003 Pagina 122 di 302 RR.03.DIR.SAN.000 Presidio Rimini Via Settembrini 2 0541/705429 - Fax 0541/705621 Presidio Riccione Corso Fratelli Cervi 48 0541 / 608500 Fax 0541 / 608849 7.4.1 DIREZIONE ASSISTENZIALE ELENCO DOCUMENTI APPLICATI PG.10.DIR.AMM.000 PG.11.DIR.AMM.000 PG.12.DIR.AMM.000 PG.13.DIR.AMM.000 PG.14.DIR.AMM.000 PG.22.DIR.AMM.000 PG.24.DIR.AMM.000 PG.25.DIR.AMM.000 PG.26.DIR.AMM.000 Gestione carenze Modalità accesso al part-time Gestione della mobilità aziendale del personale del comparto Gestione congedi ordinari Gestione personale parzialmente idoneo e inidoneo Turni infermieristici aggiuntivi Programmazione, acquisizione e allocazione delle risorse afferenti alla D.A. Gestione operativa per l’inserimento e l’addestramento del personale neoassunto o assegnato a nuove funzioni Procedura dipartimentale neoassunto Rev.00 del 27/08/03 Rev.00 del 27/08/03 Rev.00 del 27/08/00 Rev. 00 del 11/07/03 Rev.00 del 11/07/03 Rev.00 del 22/04/03 Rev. 00 del 11/07/03 Rev.00 del 27/08/03 Rev.00 del 27/08/03 IN PREPARAZIONE PG.27.DIR.AMM.000 Pronta disponibilità Trasferimento post-acuti Consulenze infermieristiche Dimissione protette 122 MO.01.DIR.AMM.000/ PG.22 Personale infermieristico con disponibilità ad effettuare turni aggiuntivi all’interno dell’U.O. e/o Rev. 01 del in U.O. del Dipartimento di appartenenza 02/05/03 MO.02.DIR.AMM.000/PG.22 Prospetto mensile del personale infermieristico con disponibilità ad eseguire turni aggiuntivi Comunicazione data inizio part-time/turni aggiuntivi Articolazione oraria part-time Mobilità personale infermieristico Richiesta di passaggio a rapporto di lavoro a tempo parziale Verbale riunione Presenze riunione Richiesta di chiarimenti Richiesta visita di controllo domiciliare per dipartimenti territoriali Richiesta visita di controllo domiciliare Autorizzazione a svolgere lavoro in fascia extra oraria Invio fax Attestazione orario di servizio Ordine di servizio area ospedaliera Ordine di servizio area territoriale Richiesta divise Richiesta scarpe Smarrimento badge Autorizzazione a svolgere lavoro straordinario Variazione di turno Richiesta mobilità Piano di Lavoro Piano della riunione Termine periodo di prova Neoassunto MO.03.DIR.AMM.000/PG.11 MO.04.DIR.AMM.000/PG.11 M0.05.DIR.AMM.000/PG12 M0.06.DIR.AMM.000/PG.11 M0.07.DIR.SAN.000 MO.08.DIR.SAN.000 MO.09.DIR.SAN.000 MO.10.DIR.SAN.000 MO.10bis.DIR.SAN.000 MO.11.DIR.SAN.000 MO.12.DIR.SAN.000 MO.13.DIR.SAN.000 MO.14.DIR.SAN.000 MO.14bis.DIR.SAN.000 MO.15.DIR.SAN.000 MO.16 .DIR.SAN.000 MO.17.DIR.SAN.000 MO.18.DIR.SAN.000 MO.19.DIR.SAN.000 MO.20.DIR.SAN.000/PG.12 MO.21.DIR.AMM.000/PG.14 MO.22.DIR.SAN.000 MO.23.DIR.AMM.000 MO.24.DIR.AMM.000/PG24 Richiesta di assunzione di personale MO.25.DIR.AMM.000/PG24 MO.26.DIR.AMM.000/PG.13 MO.27.DIR.AMM.000 MO.28.DIR.AMM.000 MO:29.DIR.AMM./PG25 MO.30.DIR.AMM./PG27 MO.31.DIR.AMM./PG25 MO.32.DIR.AMM./PG25 MO.33.DIR.AMM./PG25 RR.01.DIR.AMM.000/PG.22 RR.02.DIR.AMM.000/PG.22 Scheda programmazione quadrimestrale ferie Analisi programmazione ferie positiva Analisi programmazione ferie negativa Scheda dati personali e attitudinale neo ass. Consulenza inferm. e refertazione Scheda valutazione addestramento neo ass. Scheda di soddisfazione neo ass. Scheda di funzione Report mensile del personale che ha effettuato turni aggiuntivi Report mensile dei turni aggiuntivi dipartimentali 123 RR.03.DIR.SAN.000 RR.04.DIR.SAN.000 Elenco documenti Assistenziale Report mensile malattie applicati Direzione 7.5 PROGETTO TRASVERSALE: “CONTROLLO DELLA SPESA PER APPALTO DI SERVIZI DI AUSILIARIATO E TRASPORTI” ANNO 200327 OBIETTIVI/PRODOTTI STRUMENTI E METODI 1. controllo e mantenimento deicosti dei servizi appaltati alberghieri e dei trasporti all'interno di un percorso aziendale di contenimento dei costi; 2. mantenere quote alberghiere appaltate fisse e costantiall'interno dei Presidi Ospedalieri; 3. creare una uniformità di gestione e di utilizzo del personale Ausiliario ed OTA e di quote appaltate necessarie (sia per trasporti che servizi alberghieri) all'interno dei Presidi Ospedalieri; RISULTATI valutazione costante piani diattività per individuare l’organizzazione dipartimentale del personaleOTA ed Ausiliario ad integrazione con l’operatività del personale appaltato; analisi mensile e costante dei costi in appalto; aggiornamento continuodella procedura operativa di valutazione servizi in appalto. - ottimizzazione dell'utilizzo del personale con qualifica OTA ed Ausiliario ; revisioni e confronti per implementare una responsabilizzazione di tipo intradipartimentale; mantenimento delle quote di “ausiliariato di comunità” tra i Presidi Ospedalieri di Rimini e Riccione. 4. definire un sistema di responsabilizzazione sui consumi dei servizi appaltati in ambito dipartimentale coinvolgendo come soggetti primari i Coordinatori. 27 A cura di D.A.D. Donatella Zanchini. 124 7.6 PROGETTO DISFAGIA28 Servizio Sanitario Nazionale – Regione Emilia Romagna Azienda USL Rimini U.O. MEDICINA INTERNA 1 Direttore: Prof. Angelo Corvetta ALIMENTI DA EVITARE : • LIQUIDI La somministrazione d’acqua, se consentita, deve avvenire lontano dai pasti, con l’aiuto del cucchiaino previa detersione del cavo orale. • PASTINA IN BRODO • MINESTRONE CON VERDURE IN PEZZI • ZUPPE (di latte o di brodo) • LEGUMI (es., piselli, lenticchie, fagioli) • FRUTTA SECCA (es. noci, arachidi, pistacchi) • RISO ALIMENTI PERMESSI Semiliquidi e semisolidi: YOGURT (senza frammenti di frutta) OMOGENEIZZATI DI FRUTTA E DI CARNE CREME BUDINI PASSATO DI VERDURA RICOTTA 28 A cura di Coordinatore A. Forlani. 125 Il Paziente con difficoltà nella deglutizione CONSIGLI 7.6.1 PROGETO DISFAGIA: SCHEMI E’ bene che: 1. Il Paziente mangi seduto con comodo appoggio sugli avambracci. 2. Abbia il capo flesso in avanti durante la deglutizione. 3. Sia imboccato lentamente, a piccole quantità e solo dopo che il boccone precedente è stato deglutito. 126 4. Non parli mentre mangia. 5. Smetta ai primi segni di stanchezza. 6. Dopo ogni 2 o 3 deglutizioni sia sollecitato ad eseguire un colpo di tosse per eliminare eventuali residui alimentari. 7. Deglutisca dopo ogni colpo di tosse. 127 7.7 SCHEDA PROGETTO DI MIGLIORAMENTO29 Struttura Organizzativa Dipartimento/Area/UO Titolo del Progetto ¾ DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO U. O. POSTACUTI SANTARCANGELO ¾ DIPARTIMENTO EMERGENZA/URGENZA U.O. POSTACUTI RIMINI Progetto Dipartimentale trasversale per l’ attivazione di un percorso di educazione sanitaria rivolto ai parenti delle persone ricoverate finalizzato al recupero o reinserimento al domicilio dell’utente, in collaborazione con i servizi socio/assistenziali. Descrizione del progetto: - problema - cause obiettivi - Pianificazione del progetto: difficoltà a coinvolgere i famigliari nel percorso assistenziale individuale. Non conoscenza da parte dei famigliari delle tecniche adattive per aiutare i propri cari al recupero dell’autonomia residua, o sopperire alla perdita dell’autonomia totale o parziale. Scarsa conoscenza della rete dei servizi. Rischio di copyng inefficace dei famigliari “Care-Giver.” Aumentare il grado di coinvolgimento dei famigliari nella attuazione del piano assistenziale. Favorire una maggior conoscenza e miglior utilizzo della rete Socio/assistenziale. ¾ Incontri di preparazione fra gli operatori delle 2 U.O. con: - Assistenti sociali - Tecnici della riabilitazione ( GENNAIO-FEBBRAIO 2002). - le fasi del progetto - le azioni da attivare - assistenziali per gruppi di patologie con tempi previsti per ogni ¾ Percorsi presentazione/spiegazione ai famigliari del materiale informativo fase ¾ Inquadramento argomenti di approfondimento (FEBBRAIO-MARZO2002) scritto (MARZO2002); (percorso assistenziale per paz. ortopedici, chirurgici, neurologici, cardiopatici, ecc.) 29 A cura dei Coordinatori Bartolini E. e Semproli A. 128 N° incontri di informazione. Indicatori (rispetto agli obiettivi attesi e N° partecipanti agli incontri di verifica del raggiungimento degli stessi) N° strutture sociali coinvolte Componenti Gruppo di Miglioramento e Coordinatore NOTE Equipe di U.O. Postacuti Rn Equipe di U.O. Postacuti Sn • • • • Assistente Sociale Rn-Sn Tecnici della riabilitazione Eventuali consulenti (psicologo, fisiatra, centro stomizzati, ecc.) Caposala delle due unità operative. RIMINI 5 DICEMBRE 2001 129 CAP. 8 PROGETTI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO PRESENTAZIONE ESPERIENZE GESTIONE DEL RISCHIO PROMOSSE DALLA DIREZIONE ASSISTENZIALE30 La gestione del rischio è uno degli strumenti del governo clinico, citato in modo esplicito già nel Piano Sanitario regionale 1999- 2001 e nei successivi documenti di attuazione del Piano Sanitario Regionale. La gestione del rischio è un processo sistematico di identificazione, valutazione e riduzione dei rischi relativamente ai seguenti ambiti: 1. rischi per gli assistiti, collegabili direttamente o indirettamente alle attività assistenziali e cliniche; 2. sicurezza ambientale ( riguardanti i rischi di incendio, la struttura, le esposizioni a radiazioni ionizzanti,ecc..); 3. la sicurezza del personale ( rischi biologici, infortuni, malattie da stress, burn out ecc..); 4. aspetti legate ad emergenze esterne o fattori non controllabili ( terremoti, sciagure, ecc..) 5. rischi economico – finanziari Gli indirizzi seguiti dalla Direzione Assistenziale sono stati: 1. Per quanto concerne i rischi per gli assistiti i filoni di lavoro sono stati: - prima fase di utilizzo in U.O. pilota della scheda unica di terapia; - prima fase di utilizzo in U.O. pilota della procedura relativa alle cadute accidentali - elaborazione e applicazione della procedura per la preparazione del sito chirurgico - elaborazione e applicazione della procedura per gestione dei dispositivi intravascolari - elaborazione linee guida aziendali lesioni da decubito 2. Per quanto concerne la sicurezza ambientale i filoni di lavoro sono stati: - elaborazione ed implementazione procedure per sicurezza relativamente al rischi radiazioni ionizzanti 3. Per quanto concerne la sicurezza del personale i filoni di lavoro sono stati: 30 realizzazione studio su burn out e mobbing A cura di D.A.A. A. Santullo. 130 - implementazione osservatorio aziendale sui due fenomeni - attivazione supporto psicologa ed interventi formativi alle equipè con maggiori ciriticità Le esperienze succitate ed allegate sono la testimonianza di cosa significhi al di là delle belle parole trasferire nella realtà dei metodi e degli strumenti di lavoro. I risultati di questo approccio sono già ampiamente documentati nel progetto lesioni da decubito che avviato dal 2001 ci ha permesso grazie ad un monitoraggio dei tassi di prevalenza di verificarne una diminuzione ( dal 24,5% del 2001 al 17% del 2003). Il nostro obiettivo sarà quello di applicare la medesima metodologia anche per gli altri filoni di lavoro, al fine di misurare e monitorare nel tempo gli impatti delle azioni poste in essere. RELAZIONE DELLA RICERCA SULLA MOTIVAZIONE E REALIZZAZIONE VALORI PROFESSIONALI31 DEI Le buone condizioni lavorative sono certamente un presupposto indispensabile per la qualità del servizio fornito. Le strutture, le tecnologie e gli impianti contribuiscono alla “bontà” delle condizioni lavorative, ma è crescente il consenso sull’importanza delle relazioni organizzative che regolano l’uso di quelle risorse, e sulle relazioni umane che delle prime costituiscono la trama. Relazioni umane insoddisfacenti deteriorano la migliore organizzazione, e spesso provocano negli operatori un malessere avvertito come individuale, percepito come caduta della propria motivazione, come distanza ed estraneità dell’organizzazione dalle proprie aspirazioni professionali, o di quella parte della personalità che si realizza nel mondo del lavoro. È un errore delle organizzazioni trascurare questi aspetti, o relegarli nei problemi personali. Riteniamo che sia un errore opposto circoscrivere con una definizione di vago sapore sanitario, dare un nome rassicurante al disagio che il lavorare male comporta, quasi a ribadirne il (fuorviante) carattere individuale. Soprattutto è necessario conoscere per capire quali siano i possibili interventi, e quale sia il modo di renderli coerenti tra di loro, in modo che anche strategie mirate al supporto del singolo operatore contribuiscano al miglioramento delle relazioni organizzative. L’indagine descrittiva ha perseguito lo scopo di conoscere le condizioni in cui gli operatori sanitari sperimentano delle percezioni di eventi stressanti all’interno delle organizzazione di lavoro, con particolare riferimento a due particolari modalità di risposta: la “Sindrome del Burnout” e il “Mobbing”, tematiche destinate ad acquisire rilievo crescente nel futuro delle nostre organizzazioni professionali. 31 A cura di D.A.A. A. Santullo e Dott.ssa E. Rebecchi. 131 I successivi percorsi di miglioramento che saranno “innescati” a seguito delle analisi condotte partono dalla consapevolezza che non esistono primati d’intervento sulla dimensione organizzativa o su quella individuale e viceversa. Di converso la prossima indagine, continuando il filone di studio intrapreso in collaborazione con l’Università di Bologna facoltà di Psicologia, sottoporrà a verifica in uno studio longitudinale della durata di tre anni, l’ipotesi della correlazione tra le due dimensioni ed il conseguente impatto sulla modifica dei valori professionali. I problemi considerati sono delicati, ma non inaffrontabili. L’auspicio è che il miglior antidoto ai “luoghi comuni” delle prevaricazioni ed insoddisfazioni sia , seppur perfettibile, la trasparenza di un dato conoscitivo, quale punto di partenza e contributo ad un confronto e dibattito per migliorare il quotidiano ed il futuro delle nostre “esistenze lavorative”. IL BURNOUT Considerazioni generali Il termine Burnout è stato introdotto nella letteratura psicosociale da Freudenberg a metà degli anni 70 in riferimento a un quadro sintomatologico caratteristico di operatori di servizi comunitari fortemente esposti alla pressione di una relazione diretta e continuativa con un'utenza disagiata. “Burnout” letteralmente significa "bruciato", "scoppiato", "esaurito". Contessa (1982) propone la metafora del cortocircuito secondo la quale l'operatore è definibile come cortocircuitato. Tale immagine esplicita chiaramente la gravità del fenomeno, caratterizzato da esaurimento fisico ed emotivo, da perdita progressiva di energia, di motivazione e di interesse che colpisce con una certa frequenza operatori impegnati nelle cosiddette “helping professions” come quelle dei medici, psicologi, infermieri, insegnanti e, più in generale, in tutte le attività che necessitano di rapporti interpersonali frequenti e intensi. Dopo Freudenberg, diversi autori hanno cercato di definire concettualmente il Burnout. In particolare Pines e colleghi (1978) parlano di un fenomeno caratterizzato da esaurimento fisico, sentimenti di impotenza e di disperazione, svuotamento emotivo, dallo sviluppo di un concetto di sé negativo, e da atteggiamenti sfiduciati verso il lavoro, la vita e gli altri. Cristina Maslach e Susan Jackson (1979) hanno sottolineato la natura multifattoriale del fenomeno definendolo come una "sindrome caratterizzata da esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale". Nello specifico, l'esaurimento emotivo si riferisce alla sensazione di svuotamento interiore e alla conseguente incapacità di offrire ancora i sostegni psicologici richiesti. La depersonalizzazione concerne gli atteggiamenti di distacco, di cinismo e di apatia nei confronti degli utenti. Infine, la ridotta realizzazione personale riguarda la percezione della propria incompetenza e inadeguatezza al lavoro, con conseguente calo dell'autostima e del desiderio di successo. 132 MOBBING Considerazioni generali Il Mobbing consiste in una comunicazione conflittuale sul posto di lavoro tra colleghi o tra superiori e dipendenti nella quale la persona attaccata viene posta in una posizione di debolezza e aggredita direttamente o indirettamente da una o più persona in modo sistematico, frequentemente e per un lungo periodo di tempo, con lo scopo e/o la conseguenza della sua estromissione dal mondo del lavoro. Questo processo viene percepito dalla vittima come una discriminazione. Il Mobbing si manifesta come un’azione, o una serie di azioni, che si ripete per un lungo periodo di tempo, compiuta da uno o più individui (mobber) per danneggiare una persona (mobbizzato) quasi sempre in modo sistematico e con un preciso scopo. Il mobbizzato viene letteralmente accerchiato e aggredito intenzionalmente dai mobber che mettono in atto strategie comportamentali finalizzate alla sua distruzione psicologica, sociale e professionale. I rapporti sociali diventano conflittuali e si diradano sempre di più, relegando la vittima nell’isolamento e nell’emarginazione. Campione I questionari sono stati autocompilati dagli operatori sanitari: assistenti sanitari, assistenti sociali, infermieri, infermieri psichiatrici, ostetriche, terapisti della riabilitazione, operatori tecnici dell’assistenza (ota), coordinatori infermieristici (afd), tecnici sanitari di radiologia medica (tsrm), ortotecnici, masoterapisti, puericulturtrici, tecnici di laboratorio, logopedisti dell’intera Azienda. Il personale coinvolto nella ricerca è stato di 1374 soggetti di cui 791 hanno aderito alla compilazione dei questionari distribuiti nelle diverse Unità Operative. Strumenti I questionari usati per la ricerca sono due: - Maslach Burnout Inventory (MBI); specifico per misurare il grado di burnout negli operatori che lavorano nei servizi socio-sanitari. Il questionario è composto da 22 items riferiti alle tre componenti principali della sindrome Esaurimento Emotivo, Depersonalizzazione, Realizzazione Personale. - Questionario per la Valutazione della percezione dei disagi che costituiscono il Mobbing E’ stato messo a punto nell’ambito del presente studio, costituisce uno dei primi strumenti per la misurazione di questa sindrome con un campione quantitativamente significativo. E’ costituito da 133 44 items. La facoltà di psicologia dell’Università di Bologna, sede di Cesena ha in atto la standardizzazione dello strumento. MODALITÀ DI RILEVAZIONE E SOMMINISTRAZIONE La ricerca è stata realizzata con la collaborazione delle Direzioni Assistenziali dei Dipartimenti, nel periodo maggio – giugno 2002. Sono state organizzate riunioni con tutti i Coordinatori Infermieristici e Tecnici del Dipartimento al fine di illustrare la ricerca, distribuire il materiale per la rilevazione e sollecitare la raccolta dei questionari compilati. Sono stati distribuiti ai Coordinatori la lettera di presentazione della ricerca, due questionari in busta chiusa e contenitori sigillati per la raccolta presso le singole U.O., cercando così di garantire l’anonimato e la riservatezza a tutela della privacy dell’operatore aderente alla ricerca. I contenitori sono stati ritirati dopo due settimane dalla presentazione della ricerca ai Coordinatori Infermieristici e Tecnici. CARATTERISTICHE GENERALI DEL CAMPIONE Distribuzione degli operatori sanitari - AUSL Rimini < 30 ETA’ 30-39 40-50 Femmine GENERE Maschi Totale 124 322 N. OPERATORI 272 73 391 N. OPERATORI 640 151 791 % OPERATORI 15,7% 40,8% 34,3% 9,1% 100,0% % OPERATORI 81% 19% 10% 134 Il personale coinvolto nella ricerca è stato di 1374 soggetti di cui 791 hanno aderito alla compilazione dei questionari distribuiti nelle diverse Unità Operative. L’età media del campione è di 38,57 anni (ds=8,66), con una anzianità lavorativa media di 15,47 anni (ds=8,23) ed una permanenza nel proprio reparto di 10,43 anni (ds=7,93). La composizione del campione in relazione al sesso è risultata costituita prevalentemente da donne (19% maschi; 81% femmine). Il 62% degli operatori risulta coniugato, il 38% celibe/nubile. Per quanto riguarda il contratto di lavoro, complessivamente il 7% dei rispondenti lavora a part-time, mentre il restante 93% è impiegato a tempo pieno. Fig. 1 DISTRIBUZIONE DEL CAMPIONE PER LE TRE SOTTOSCALE DEL BURNOUT Punteggio del campione al MBI 60 44,2 50 40 50,9 42,1 29,5 29,7 26,3 28,2 30 Basso 27,2 21,9 Medio Alto 20 10 0 Esaurimento Emotivo Depersonalizzazione Realizzazione Personale L’elaborazione dei dati della situazione Aziendale ha evidenziato che il nostro campione non è in una condizione di Burnout, in quanto non rientra in nessuna delle tre classificazioni della sindrome oggetto di studio, pur precisando che in numero ristretto di unità operative il fenomeno appare presente. Nello specifico, il campione evidenzia una situazione di punteggio alto solo nella sottoscala dell’Esaurimento Emotivo (Alto 44,2%) mentre le altre due scale sono risultate con un livello basso nei valori di Depersonalizzazione (Bassa 42,1%) e nella scala della riduzione della Realizzazione Personale (Bassa 50,9%). 135 RISULTATI SUL MOBBING PERCEZIONE DEL PROPRIO LAVORO Gli operatori sanitari dell’Azienda AUSL di Rimini riferiscono di utilizzare a pieno le proprie capacità lavorative (81%) PERCEZIONE MOBBING FRA PARI All’interno del campione, il rapporto con i colleghi viene percepito sulla base di un buon rapporto interpersonale (95%) ed una buona integrazione nel gruppo (83%). PERCEZIONE MOBBING SESSUALE Il 95% del nostro campione non risulta essere stato mai oggetto di atteggiamenti offensivi a sfondo sessuale. Le segnalazioni agli organi competenti sono state effettuate dal 1,58% del campione. PERCEZIONE MOBBING DALL’ALTO Il 62% degli operatori dichiara di avere spesso/sempre un buon rapporto di collaborazione con il proprio superiore. In media il 5% del campione dichiara di aver percepito spesso/sempre comportamenti ostili verso la propria persona da parte di colleghi ( 4,60%), superiore medico (4,50%), capo sala (4,80%), dirigente infermieristico (5,80%). PERCEZIONE SINTOMI PSICO-SOMATICI L’elenco delle sintomatologie sono utili per capire le reazioni davanti al disagio psicofisico; di solito il desiderio di isolamento, l’irritazione e l’ansia costituiscono il primo campanello d’allarme per la conclamazione del disagio, pur essendo multifattoriale l’origine degli stessi.. Nel nostro caso solo una piccola parte degli operatori manifesta questi sintomi e dichiara di assentarsi spesso/ sempre dal lavoro ( 1%). PERCEZIONE DELLE RELAZIONI TRA LAVORO E FAMIGLIA Il 18% degli operatori coinvolti nella ricerca ritiene che lo stato d’animo generato dalle situazioni lavorative influisca sui rapporti personali e familiari. 136 PROPOSTE, INIZIATIVE E STRATEGIE PER MIGLIORARE L’AMBIENTE E IL CLIMA LAVORATIVO Gli operatori sanitari che hanno proposto dei miglioramenti o delle iniziative per migliorare il clima lavorativo sono il 56,76 % del campione (449 su 791 questionari ritirati). Questo grafico riassume le problematiche e le proposte di miglioramento che il nostro campione ha evidenziato con la maggiore % di frequenza: 103 100 40 20 1 Supervisione e controllo 2 Lavorare in equipe 3 Psicologo per gli operatori 4 Aumento personale Questo grafico riassume le problematiche e le proposte di miglioramento che il nostro campione ha evidenziato con la maggiore % di frequenza: 1. Il bisogno di avere da parte della Direzione una maggior supervisione nei luoghi di lavoro per verificare le situazioni di disagio e la professionalità degli operatori sanitari , dei coordinatori, dei medici e degli stessi dirigenti al fine di monitorare complessivamente la qualità del servizio che l’Azienda fornisce ai suoi utenti; 2. La proposta di cambiare la modalità di lavoro con una maggiore collaborazione e comunicazione, organizzando periodiche riunioni d’equipe per discutere sia le problematiche inerenti la cura dei pazienti, sia la gestione organizzativa del lavoro all’interno della U.O.; 3. La richiesta di avere a disposizione degli operatori un supporto psicologico per la discussione delle problematiche interne alle U.O. finalizzato ad aumentare la comunicazione e migliorare le relazioni tra i membri dell’equipe, oltre a fornire sostegno personale agli operatori; 4. Il bisogno di potenziare adeguatamente il personale sanitario tenendo conto sia dei posti letto sia dei compiti delle varie U.O.. 137 PROPOSTE E CONCLUSIONI FINALI Data la natura multifattoriale della Sindrome del Burnout la risoluzione delle condizione di malessere associate ad esse richiede inevitabilmente lo studio e l’analisi delle motivazioni. La messa in atto di strategie di difesa a livello sociostrutturale risulta di difficile realizzazione perché richiede un contemporaneo intervento su più livelli: individuale, di gruppo ed organizzativo in senso lato. Sul versante individuale si inseriscono tutti gli interventi mirati a garantire al soggetto un discreto margine di autonomia decisionale, ad offrire la possibilità di usufruire di spazi personali e creativi all’interno della struttura organizzativa; quindi l’intervento migliore per ridurre questo “dislivello” consiste nel miglioramento delle abilità e delle attitudini dell’operatore e in una maggiore definizione e comprensione dei propri obiettivi e del proprio operato. La seconda tipologia di intervento preventivo si attua a livello del “gruppo di lavoro”, vale a dire il contesto relazionale con cui ogni giorno l’operatore si confronta. In questo caso i programmi d’azione mirano a raggiungere un reale coinvolgimento di tutti i soggetti, ed enfatizzano lo scambio di opinioni e di informazioni, a valorizzare la coesione e lo spirito di gruppo; lo stress professionale si sviluppa anche a partire dall’assenza di buone relazioni interpersonali con i colleghi. La terza ed ultima modalità di approccio preventivo risulta probabilmente di più difficile attuazione perché implica un’analisi e una ridefinizione dell’intero contesto organizzativo nel quale la persona si trova ad operare. Gli interventi attivati a seguito dello studio sono stati: ► Sensibilizzazione dell’operatore sanitario: La formazione per la prevenzione alle conseguenze del fenomeno del Burnout è risultata di fondamentale importanza con l’obbiettivo di sensibilizzare le persone sulla sintomatologia di questi fenomeni dando loro gli strumenti per riconoscere gli effetti psicologici e fisici. ► Osservatorio Motivazionale e Realizzazione Professionale: la creazione di questo Osservatorio nasce dall’esigenza di avere in Azienda un servizio a disposizione degli operatori sanitari ove possano accedervi qualora rilevino un disagio lavorativo. • Le sue azioni sono: Sportello d’ascolto: E’ stato aperto uno Sportello in rete per raccogliere le richieste, le denuncie e i bisogni dei lavoratori al quale si accede tramite e-mail; costituisce una fonte di raccolta dati relativi a tutte le situazioni degli operatori ed il loro monitoraggio. • Supporto e sostegno psicologico: L’intervento dello psicologo rappresenta un importante momento di prevenzione ma anche rieducazione dell’operatore sanitario, poiché aiutando la persona a superare il temporaneo disagio lavorativo, attiverà un ruolo di salvataggio fondamentale per la salute psicofisica dell’individuo. I colloqui saranno centrati sull’ascolto dei bisogni e delle 138 difficoltà, con l’obiettivo facilitare la comprensione dei disagi, aumentare la fiducia di sé stessi e nelle proprie possibilità, nonché incrementare la propria realizzazione e soddisfazione personale. • Piano d’incontri nelle U.O.: Ulteriore momento di sensibilizzazione e prevenzione consiste nella programmazione di incontri per U.O. ritenute critiche per fattori stressogeni organizzativi e relazionali. • Monitoraggio: lo scopo di avere un costante controllo delle situazioni di disagio all’interno dell’Azienda e la valutazione della domanda di crescita professionale degli operatori infermieristici ed il loro grado di realizzazione sul tempo. 8.1 PROGETTI SPECIFICI LEGATI ALLA VALORIZZAZIONE DEGLI OPERATORI LA CUI ATTIVITA' E' SOGGETTA A ESPOSIZIONE DA RADIAZIONI IONIZZANTI 2003 (RISCHIO RADIOLOGICO). U.O. TITOLO PROGETTO SALA GESSI RICCIONE SCHEDE INFORMATIVE ILLUSTRATE RIPORTANTI NORME COMPORTAMENT ALI PER I PAZIENTI PORTATORI DI APPARECCHI GESSATI U.O. SALA RIMINI DESCRIZIONE OBIETTIVI 1. 2. corretta e puntuale informazione agli utenti con diminuzione delle comlicazioni da apparecchio gessato (edema, problemi cutanei, scomposizione delle fratture, ecc..) diminuzione delle richieste estemporanee (telefoniche) da parte degli utenti riferite alle problematiche sopra specificate che intralciano l'attività lavorativa di sala Gessi e dell'ambulatorio Ortopedico. RISULTATI - Sono state realizzate schede informative illustrate contenenti norme comportamentali per pazienti portatori di apparecchi gessati per arto superiore ed inferiore ed indicazioni di utilità per l'utente (norme procedurali, numeri telefonici di riferimento, orari, ecc..) TITOLO DESCRIZIONE RISULTATI PROGETTO OBIETTIVI GESSIATTUAZIONE DI 1. informare gli operatori sanitari 1. È stato realizzato un opuscolo PROCEDURE sulla complessa e vasta materia informativo che contiene: CORRETTE delle radiazioni ionizzanti e sulla la sintesi delle norme sulle NELL'ESECUZION prevenzione, cercando di dare gli responsabilità sia dei datori di strumenti adatti per le corrette lavoro che dei lavoratori; E DI PRESTAZIONI procedure e per i comportamenti le procedure di esecuzione e gli CHE RICHIEDONO atti a ridurre i rischi connessi; strumenti per prevenire il rischio L'USO DI 2. informare preventivamente altresì da RX; RADIAZIONI i pazienti di tale problematica. analisi dei DPI, loro ubicazione e numero; IONIZZANTI E PREVENZIONE analisi dei dispositivi di INFORTUNI rilevazione e loro funzionamento; rischio fisico da RX; azioni finalizzate all'applicazione delle procedure comportamentali in caso di prestazioni con l'ausilio di RX. 139 Azienda USL Rimini U.O. Post Acuti Ospedale Infermi Rimini 8.2 RELAZIONE FINALE PROGETTO DI MIGLIORAMENTO BUDGET 2003 "IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE PROCEDURA CADUTA PAZIENTI"32 [N.B: già inviato in precedenza con scheda di verifica semestrale, la procedura, la scala di valutazione Conley] La tipologia di pazienti a rischio di caduta ha riguardato: - paziente anziano paziente demente paziente con alterazioni della deambulazione Tape del processo: 1) RIUNIONE CON TUTTI GLI OPERATORI per concordare il percorso e l'applicazione della procedura nonché del progetto di miglioramento 2) ADOZIONE/APPLICAZIONE PPROCEDURA CADUTA PAZIENTE PRODOTTA NEL 2002 in collaborazione con il Post Acuti di S.Arcangelo 3) ADOZIONE SCALA DI CONLEY PER IDENTIFICAZIONE PAZIENTI A RISCHIO DI CADUTA con inserimento in cartella integrata 4) INDIVIDUAZIONE PAZIENTI A RISCHIO E COMPILAZIONE SCALA DI CONLEY al momento della presa in carico del paziente 5) APPLICAZIONE PRECAUZIONI DEL CASO secondo la tipologia del paziente e la necessità specifica a quel bisogno 6) VALUTAZIONE IN CORSO D'OPERA CORRETTE PRECAUZIONI con incontri giornalieri di tutto gli operatori 7) SEGNALAZIONE DI POSSIBILI VARIAZIONI con incontri giornalieri di tutti gli operatori 8) VALUTAZIONE FINALE del raggiungimento dell'obiettivo 32 A cura di Coordinatore Semproli. Maria Angela 140 9) RACCOLTA DATI CON ELABORAZIONE attraverso una scheda di rilevazione compilata dal Caposala ove sono riportati i dati relativi al paziente, il tempo di ricovero, le precauzioni prese, la segnalazione di caduta. ( vedi schede di rilevazione allegate) Conclusioni: - Ricoveri totali anno 2003 = n°432 pazienti - N° 178 pazienti sono risultati a rischio di caduta secondo la scala di Conley adottata per queste rilevazioni. - N° 3 pazienti su 178 a rischio sono caduti nonostante le precauzioni adottate al riguardo ma nessuno dei 3 pazienti ha riportato lesioni apparenti. - N° 3 pazienti sui restanti 274 non considerati a rischio, sono caduti non riportando però lesioni. Le precauzioni adottate sono entrate a far parte del piano assistenziale individuale del paziente. Tutti gli operatori hanno assimilato che, il processo messo in atto serve a migliorare l'assistenza ai pazienti contribuendo così alla riduzione delle cadute ed evitare traumi che possono portare complicanze ai pazienti e ad un prolungamento della degenza. La procedura verrà adottata definitivamente come parte integrante il piano assistenziale personalizzato dei pazienti. Il Coordinatore Rimini, 17 febbraio 2004 141 ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI 8.2.1. CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA ANNO 2003 Data ingresso Data uscita 24/12/2002 27/12/2002 19/12/2002 27/12/2002 07/01/2003 27/12/2002 07/01/2003 21/12/2002 04/12/2002 10/01/2003 17/12/2002 17/01/2003 25/01/2003 17/01/2003 07/01/2003 23/01/2003 14/01/2003 25/02/2003 14/02/2003 04/02/2003 28/01/2003 10/01/2003 04/01/2003 07/01/2003 08/01/2003 08/01/2003 09/01/2003 09/01/2003 10/01/2003 20/01/2003 20/01/2003 23/01/2003 24/01/2003 23/01/2003 11/02/2003 13/02/2003 10/02/2003 05/02/2003 04/02/2003 04/02/2003 21/02/2003 20/02/2003 18/02/2003 18/02/2003 3 3 3 2 8 2 3 6 2 7 2 4 4 4 6 2 6 4 3 5 3 8 2 0 2 0 6 0 0 6 0 5 1 1 1 3 3 0 3 4 3 5 3 8 DA-DAU-FKT FKT DA-DAU DA-DAU DA-DAU-ANS DA DA SC-ANS FKT-DAU DA-DAUFKT-DAU DA DA-DAU DAU-FKT SC-DAU DA DA-DAU SC FKT-DAU FKT-ANS- SC SC-DAU DA-ANS 11/03/2003 31/03/2003 2 1 DA Nome Conley ingresso Conley Prov. uscita Assist. Cognome Cadu ta pz. (data : +spe c.) 13/0 2/20 03 NLA -DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in sicurezza -In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non lesioni apparenti 142 ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA ANNO 2003 Data ingresso Data uscita Conle Conley Prov. y uscita Assist. ingres so 17/03/2003 26/03/2003 3 1 DA 12/03/2003 06/03/2003 24/02/2003 29/03/2003 26/03/2003 23/03/2003 8 2 8 4 2 8 FKT- ANS DA SC-ANS 08/03/2003 15/02/2003 22/02/2003 15/02/2003 21/02/2003 11/02/2003 31/03/2003 24/03/2003 21/03/2003 01/04/2003 07/04/2003 17/04/2003 24/02/2003 22/03/2003 22/03/2003 01/03/2003 20/03/2003 13/03/2003 08/03/2003 03/04/2003 04/04/2003 04/04/2003 05/04/2003 12/04/2003 29/04/2003 03/05/2003 6 2 3 3 3 3 3 3 4 2 7 4 6 6 2 1 3 0 1 1 1 3 2 7 3 4 16/04/2003 11/04/2003 15/04/2003 10/03/2003 19/04/2003 11/04/2003 10/05/2003 10/05/2003 20/04/2003 24/04/2003 26/04/2003 19/04/2003 3 2 2 2 9 10 3 2 2 2 9 8 DA-ANS FKT-DAU DA-DAU-FKT FKT DA-DAU FKT FKT-DAU FKT DA DAU DA DAU, ANS DA - DAU SC- FKTDAU DAU DAU DA FKT - DAU SC SC- DA Nome Cognome Cadu ta pz. (data : +spe c.) 15/0 3/20 03 NLA -DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in sicurezza -In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non lesioni apparenti 143 ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA ANNO 2003 Data ingresso Nome Data uscita Conley ingresso Conley Prov. uscita Assist. Caduta pz. (data: +spec.) Cognome 24/04/2003 27/03/2003 28/03/2003 15/04/2003 05/04/2003 29/04/2003 17/04/2003 07/05/2003 10/05/2003 17/05/2003 30/04/2003 07/05/2003 15/05/2003 28/04/2003 24/04/2003 02/04/2003 27/05/2003 22/05/2003 28/05/2003 28/05/2003 23/05/2003 07/06/2003 06/05/2003 17/04/2003 14/04/2003 12/04/2003 06/05/2003 06/05/2003 13/05/2003 14/05/2003 12/05/2003 24/05/2003 22/05/2003 23/05/2003 20/05/2003 28/05/2003 03/06/2003 04/06/2003 03/06/2003 05/06/2003 04/06/2003 05/06/2003 04/06/2003 07/06/2003 10/06/2003 14/06/2003 5 7 5 7 6 4 6 4 2 2 5 3 5 6 6 3 5 5 7 6 8 5 3 2 5 5 6 4 4 6 4 1 2 4 3 5 5 4 1 1 5 7 6 1 5 3 FKT - DAU DA - DAU DAU - SC SC FKT-DA-DAU DA-DAU FKT-DAU DA-DAU DA DAU FKT-DA-DAU DA-DAU FKT-DAU SC-ANS-DAU FKT-DAU DA DA DA SC-DAU SC DAU-SC SC FKT-DAU -DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in sicurezza -In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non lesioni apparenti 144 ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA ANNO 2003 Data Nome ingresso Data uscita Conley ingresso Conley Prov. uscita Assist. 07/05/2003 11/06/2003 24/05/2003 11/06/2003 23/05/2003 07/05/2003 04/06/2003 21/06/2003 24/06/2003 04/06/2003 28/06/2003 26/06/2003 06/06/2003 20/06/2003 20/06/2003 04/06/2003 23/06/2003 19/06/2003 19/06/2003 17/06/2003 20/06/2003 18/06/2003 23/06/2003 21/06/2003 01/07/2003 05/07/2003 08/07/2003 05/07/2003 18/07/2003 03/07/2003 05/07/2003 03/07/2003 20/07/2003 19/07/2003 5 2 3 2 2 3 5 8 6 2 3 8 4 3 7 4 2 4 2 2 2 2 3 5 3 6 2 3 6 4 3 5 2 2 SC-DAU DA DA FKT-DAU DA-DAU FKT-DAU SC-DA SC-FKT-DAU SC-FKT-DAU DA-ANS DA ANS-SC-FKT SC SC-DAU SC-DAU-ANS ANS SC- DAU 25/07/2003 26/08/2003 2 1 DA 09/07/2003 04/07/2003 08/07/2003 03/07/2003 09/07/2003 22/07/2003 19/07/2003 15/07/2003 28/07/2003 16/07/2003 7 5 2 5 5 6 4 2 3 3 DA-ANS DAU-FKT DA DAU DA Caduta pz. (data: +spec.) Cognome -DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in sicurezza -In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non lesioni apparenti 145 ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA ANNO 2003 Data Nome ingresso Data uscita Conley ingresso Conley uscita Prov. Assist. Cognome 22/07/2003 16/08/2003 21/07/2003 16/08/2003 7 5 4 3 Cad uta pz. (dat a: +sp ec.) DA-DAU-FKT-ANS DA-FKT 23/07/2003 25/07/2003 23/07/2003 29/07/2003 30/07/2003 07/08/2003 08/08/2003 06/08/2003 08/08/2003 06/08/2003 09/08/2003 12/08/2003 22/08/2003 02/08/2003 22/08/2003 22/08/2003 28/09/2003 26/08/2003 27/08/2003 29/08/2003 02/09/2003 25/08/2003 07/08/2003 07/08/2003 06/08/2003 04/08/2003 12/08/2003 22/08/2003 20/08/2003 14/08/2003 03/09/2003 27/08/2003 26/08/2003 13/09/2003 21/08/2003 27/08/2003 03/09/2003 06/09/2003 03/09/2003 05/09/2003 04/09/2003 05/09/2003 4 3 3 5 9 4 3 4 4 5 3 6 2 4 3 2 3 3 8 4 2 3 3 1 5 5 3 2 4 2 3 3 6 1 4 3 2 3 3 6 3 2 SC-DA DAU DA SC- ANS DA-ANS DA DA DAU ANS-DUA DAU-FKT DAU-FKT FKT-DAU DA DA-DAU DA DA DA DA DAU-FKT DA DA -DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento -ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in sicurezza -In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura NLA=non lesioni apparenti 146 ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA ANNO 2003 Data Nome ingresso Data uscita Conley ingresso Conley uscita Prov. Assist. Caduta pz. (data: +spec.) Cognome 25/08/2003 01/08/2003 16/08/2003 19/09/2003 23/09/2003 19/09/2003 12/09/2003 08/09/2003 04/09/2003 03/09/2003 06/09/2003 13/09/2003 08/09/2003 08/10/2003 27/09/2003 27/09/2003 27/09/2003 24/09/2003 23/09/2003 15/09/2003 13/09/2003 17/09/2003 17/09/2003 19/09/2003 3 7 8 3 7 5 3 2 3 4 3 7 2 5 5 2 7 3 3 2 3 4 3 7 13/09/2003 26/09/2003 24/09/2003 23/09/2003 20/09/2003 11/10/2003 09/10/2003 06/10/2003 8 6 7 5 7 5 6 5 DA-FKT SC-ANS-DAU FKT-DAU DA SC-ANS DA DA DA DA DAU DAU DAU- SCANS SC-ANS-DAU SC-DAU SC-DAU-FKT FKT-SC 06/09/2003 19/09/2003 06/10/2003 20/09/2002 01/10/2003 02/10/2003 10/10/2003 04/10/2003 21/10/2003 13/10/2003 21/10/2003 21/10/2003 21/10/2003 23/10/2003 3 2 10 2 3 5 3 3 2 5 2 3 5 2 DAU DA SC-DA-DAU FKT-DAU DA-DAU FKT-DAU FKT-DAU -DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento -ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in sicurezza -In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura NLA=non lesioni apparenti 147 ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA ANNO 2003 Data Nome ingresso Data uscita Conley ingresso Conley uscita Prov. Assist. 24/10/2003 21/10/2003 27/10/2003 04/11/2003 2 6 5 5 2 2 4 4 DA DAU-SC DA-DAU DA-DAU 20/10/2003 03/11/2003 2 2 DA 31/10/2003 04/11/2003 2 2 DA 22/10/2003 10/10/2003 27/09/2003 15/10/2003 20/09/2003 27/10/2003 30!10/2003 30/10/2003 16/11/2003 22/10/2003 08/11/2003 4/11/2003 30/10/2003 04/11/2003 05/11/2003 29/10/2003 28/10/2003 10/11/2003 12/11/2003 7/11/2003 18/11/2003 21/11/2003 26/11/2003 25/11/2003 25/11/2003 25/11/2003 2 6 6 4 10 5 6 2 2 2 5 3 2 2 4 5 4 7 5 6 1 2 2 4 3 2 DA SC-DA SC-FKT-DAU DAU DAU-FKT-SC DA-DAU DA DA DA DAU DA DA DA 15/11/2003 22/11/2003 25/11/2003 26/11/2003 01/12/2003 28/11/2003 12/12/2003 09/12/2003 5 3 2 5 5 2 2 4 FKT -DA- DAU DA DA ANS-SC Caduta pz. (data: +spec.) Cognome 11/10/2003 16/10/2003 21/10/2003 25/10/2003 26/10/2003 NLA 22/11/2003 NLA -DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in sicurezza -In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non lesioni apparenti 148 ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA ANNO 2003 Data Nome ingresso Data uscita Conley ingresso Conley Prov. uscita Assist. Caduta pz. (data: +spec.) Cognome 27/11/2003 27/11/2003 29/11/2003 02/12/2003 04/12/2003 05/12/2003 06/12/2003 12/12/2003 16/12/2003 18/12/2003 19/12/2003 20/12/2003 21/11/2003 23/12/2003 27/12/2003 29/12/2003 09/12/2003 06/12/2003 16/12/2003 22/12/2003 16/12/2003 17/12/2003 11/12/2003 24/12/2003 24/12/2003 30/12/2003 03/01/2004 24/12/2003 22/12/2003 05/01/2004 05/01/2004 02/01/2004 24/12/2003 07/01/2004 8 3 10 2 5 2 5 4 4 6 2 2 3 5 10 2 2 3 8 2 5 2 3 4 4 6 1 2 2 5 7 1 0 7 DA DA-ANS-SC DA DA SC DA DAU - FKTDAU DAU DA- DAU SC DA DA DAU -FKT DA-DAU- FKT DAU-FKT-ANS-SC DA DA ANS-SC -DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in sicurezza -In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura NLA=non lesioni apparenti 149 Azienda USL Rimini Procedura Specifica caduta accidentale Rev. del 00/01/2003 del paziente in reparto PS020UOPARN Pagina 150 di 302 8.2.2 SOMMARIO 1. Scopo/Obiettivi ................................................................................................. 152 1.1. Scopo........................................................................................................... 152 1.2. Obiettivi....................................................................................................... 152 2. Campo di applicazione...................................................................................... 152 3. Definizioni ........................................................................................................ 152 4. Matrice delle Responsabilità/Attività................................................................ 153 5. Il Diagramma di flusso...................................................................................... 154 6. Descrizione delle Attività.................................................................................. 155 7. Riferimenti e Allegati........................................................................................ 155 7.1. Riferimenti .................................................................................................. 155 7.2. Allegati ........................................................................................................ 156 8. Indicatori/Parametri di Controllo ...................................................................... 156 9. Lista di Distribuzione........................................................................................ 156 Redazione Approvazione Verifica Nome Guidi Cristina Urbinati Alessandra Amaducci Cinzia Responsabile di U.O. Semproli M. Angela Referente Qualità U.O. Amaducci Cinzia Data Gennaio 2003 Firma 150 STORIA DELLE MODIFICHE AL DOCUMENTO Rev. Pagine modificate Descrizione tipo/natura della modifica Firma approvazione Data 151 SCOPO/OBIETTIVI Fornire agli operatori uno strumento per uniformare i comportamenti da adottare per ridurre il rischio di caduta accidentale delle persone ricoverate in Unità Operativa Post Acuti. SCOPO Ricercare le cause delle cadute accidentali per mettere in atto strategie di prevenzione per ridurre il rischio delle complicanze senza compromettere il grado di mobilità e l’autonomia funzionale della persona. Permettere una tempestiva valutazione delle eventuali conseguenze della caduta del paziente. OBIETTIVI Attuare sui pazienti anziani una tempestiva valutazione del rischio di caduta, attraverso l’utilizzo di uno strumento clinico quantitativo che associa un punteggio specifico alle abilità valutate (Scala di valutazione Conley) CAMPO DI APPLICAZIONE Prevenzione delle cadute accidentali dei pazienti ricoverati nella Unità Operativa Post Acuti. DEFINIZIONI PS07UOPAS :Procedura specifica 020 Unità Operativa Post Acuti Rimini CS : Capo Sala CM : Case Manager IPPA : Infermiere Post Acuti OTAPA : Operatore tecnico dell’assistenza MRS : Medico referente MdG : Medico di guardia 152 MATRICE DELLE RESPONSABILITÀ/ATTIVITÀ FIGURE RESPONSABILI CS ATTIVITA’ Segnalazione diagnosi di demenza, depressione, età a rischio di cadute Applicazione delle scale di valutazione CM OPAPA FKT C R Intensificazione della sorveglianza in pazienti a rischio di caduta Prescrizione di strumenti di contenimento del paziente a letto (es.: sponde di contenimento, deambulazione assistita, con ausili ecc.) Compilazione consenso per utilizzo strumenti contenitivi, descrizione delle attività assistenziali da attuare per ridurre rischio di caduta nell'apposito spazio in frontespizio cartella integrata e nel piano assistenziale In caso di caduta accidentale del paziente informare il MdG Compilazione del verbale di caduta accidentale, di eventuali richieste per indagini radiologiche e registrazione su Cartella Integrata Segnalazione della caduta pomeridiana/notturna del paziente al CM al mattino successivo Registrazione cadute su apposito registro IPPA C C C C R MdG R R C MR R C R C R R R C C 153 IL DIAGRAMMA DI FLUSSO Segnalazione diagnosi demenza, depressione, età a rischio di cadute Applicazione scale di valutazione NO Paziente a rischio 1. Normale sorveglian SI Intensificazione della sorveglianza, in pazienti a rischio di caduta NO Caduta del paziente 1. Prosecuzio ne piano SI Informare il medico di guardia Compilazione del verbale di caduta accidentale, eventuali richieste radiologiche, registrazione su cartella integrata 1. Segnalazione della caduta del paziente al case manager Raccolta dati – comunicazione semestrale direzione assistenziale 154 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ Segnalazione diagnosi di demenza, depressione, età a rischio di cadute: il medico referente del caso, specifica sulla cartella clinica del paziente la diagnosi principale o secondaria di demenza, depressione; il case manager in collaborazione con gli infermieri, sul piano di assistenza individuale del paziente individua come bisogno la sicurezza e pianifica gli atti assistenziali indicati. Applicazione delle scale di valutazione: durante la presa in carico del paziente il case manager avvalendosi della collaborazione del paziente, dei familiari e degli infermieri, applica la scala di valutazione Conley. Intensificazione della sorveglianza in pazienti a rischio di caduta: in caso di punteggio della scala Conley uguale o superiore a 2, indicativo di rischio di caduta, attivare nel piano assistenziale attività di controllo/supporto da parte del personale di assistenza avvalendosi dove possibile della presenza dei familiari (apposito permesso per assistenza aggiuntiva); Prescrizione di strumenti di contenimento a letto, del paziente: nel caso il paziente a rischio di cadute, non possa essere sufficientemente controllato durante l’arco delle 24 ore, prima di avvalersi dell’uso di strumenti di contenimento a letto, quali le sponde, il medico referente concorderà con i familiari l’eventuale prescrizione dei suddetti strumenti (firma foglio prescrizione strumenti contenitivi – allegato 2) In caso di caduta accidentale del paziente informare il medico referente e/o di guardia: se il paziente cade a terra, l’infermiere di turno in UOPA Rimini telefona al medico di guardia e segnala la caduta. Compilazione del verbale di caduta accidentale, di eventuali richieste per indagini radiologiche e registrazione su cartella integrata. Segnalazione della caduta pomeridiana/notturna del paziente al case manager al mattino successivo: in caso il paziente cada durante le ore pomeridiane o notturne, al mattino successivo l’infermiere di turno segnala l’accaduto al case manager. Registrazione cadute su apposito registro: il case manager o l’infermiere delegato registra la caduta (vedi allegato3) RIFERIMENTI E ALLEGATI Riferimenti Testo infermieristico: "L'infermiere case manager" di Paolo Chiari-Antonella Santullo Documento dipartimentale per obbiettivi 2003 155 Allegati - Frontespizio Cartella Integrata con scale di valutazione rischio e spazio per descrizione provvedimenti assistenziali da attuare; - Schema registrazioni cadute accidentali; - Foglio consenso informato per utilizzo strumenti contenitivi INDICATORI/PARAMETRI DI CONTROLLO Numero delle cadute accidentali segnalate Numero delle schede di rischio compilate LISTA DI DISTRIBUZIONE Responsabili funzioni interessate Firma data Responsabile Unità Operativa Post Acuti SN: Bartolini Elsa Responsabile Unità Operativa Post Acuti RN: Semproli M. Angla Referente Dirigenza Infermieristica: Donatella Zanchini 156 ASL RIMINI UNITA’ OPERATIVE MED.3 – LD - PA. OSPEDALE DI SANTARCANGELO 8.3. RELAZIONE RIGUARDANTE LA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI OBIETTIVO ANNO 2003 PER LE UNITA’ OPERATIVE MED.3 - LD. - POST ACUTI – OSPEDALE DI SANTARCANGELO. 33 AREA ORGANIZZATIVA Modello organizzativo precedente L’attività infermieristica riguardante la effettuazione della terapia, era svolta mediante l’utilizzo di una scheda di terapia che veniva trascritta dall’infermiere. Era maturata l’esigenza di dotarsi di uno strumento che rendesse più sicura l’ importante attività infermieristica quale è la effettuazione /somministrazione della terapia. Modello organizzativo adottato Strumenti e metodi Risultati E’ stata elaborata una scheda unica di terapia scritta dal medico ed utilizzata dall’infermiere con la registrazione di ogni singola somministrazione E’ stata modificata la cartella clinica. Sono stati pianificati incontri di preparazione, discussione, condivisione degli strumenti. Gli strumenti sono stati sperimentati, aggiornati e resi definitivi mediante la condivisione all’interno del gruppo. Obiettivi: Ridurre errori di trascrizione. Ridurre errori di esecuzione . Responsabilizzare maggiormente i professionisti Fornire maggior sicurezza al paziente. La resistenza di qualche componente le due equipe è stata superata con la mediazione del primario e della referente, attraverso riunioni ed incontri di gruppo. La scheda elaborata risponde alle esigenze del gruppo, è utilizzata da tutti senza problemi, ha portato fin da subito alla riduzione degli eventi sentinella. Forte responsabilizzazione di tutto il gruppo. Durante i primi periodi, si è verificata l’esigenza di dover monitorare il processo a causa della calligrafia illeggibile da parte di alcuni medici La trascrizione della terapia, era motivo di possibili/probabili errori di interpretazione e di trascrizione. La scheda precedente veniva scritta a matita, non prevedeva la firma dell’avvenuta somministrazione, il farmaco sospeso veniva cancellato, non restava traccia del precedente farmaco, se non in cartella clinica. Erano possibili errori di 33 Scheda di terapia, scheda grafico/parametri sono conservati nella cartella infermieristica , sono consultati dal clinico e inseriti in cartella al momento della dimissione unitamente alla scheda di terapia Tutta l’equipe si è adeguata e concorre affinché l’attività mantenga lo standard raggiunto La referente si occupa di A cura di Coordinatore AFD Elsa Bartolini. 157 registrare su apposita scheda i reports di eventuali criticità trascrizione, erano possibili incongruenze fra la terapia in cartella e quella effettivamente utilizzata dall’infermiere. PROGETTO DI MIGLIORAMENTO ANNO 2003 UU.OO. MED.3/LD. SANTARCANGELO 8.3.1 IMPLEMENTAZIONE DI UNA SCHEDA DI TERAPIA SCRITTA DAL MEDICO ED UTILIZZATA DALL’INFERMIERE CON RESTRAZIONE DI OGNI SINGOLA SOMMINISTRAZIONE Incontri di gruppo fra medici e infermieri per analizzare il problema,ideare ed elaborare prima bozza scheda di terapia Elaborazione scheda presentazione della scheda al gruppo, condivisione ed applicazione in fase di prova su un piccolo gruppo di pazienti Revisione della scheda attraverso riunioni ed applicazione su tutti i pazienti Monitoraggio andamento eventi critici e corretta applicazione Verifica monitoraggio APRILE 2003 GENNAIO 2003 SETTEMBRE DICEMBRE 2002 LUGLIO SETTEMBRE 2002 AZIONI MAGGIO GIUGNO 2002 TEMPI REFERENTI ______ Coordinatore Bartolini I.P. Agostini ______ Coordinatore Bartolini I.P.Referente Agostini I.P. Tordi Monia ____ Dott. Ioli I.P.Referente Agostini I.P. Tordi Monia Coordinatore Bartolini Coordinatore ____ Bartolini I.P. Referente I.P. Tordi Monia Coordinatore ___ Bartolini I.P. Referente Agostini I.P. Tordi Monia 158 PROGETTO DI MIGLIORAMENTO 8.3.2 SCHEDA DI VERIFICA OBIETTIVI DI BUDGET 2003 Struttura organizzativa Dip/Area/U.O DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE ENDOCRINOMETABOLICHE DEL RICAMBIO E DELL’APPARATO GASTROENTERICO UNITA’ OPERATIVE MEDICINA3/LUNGODEGENZA OSPEDALE “A.FRANCHINI”SANTARCANGELO Titolo Progetto IMPLEMENTAZIONE DI UNA SCHEDA DI TERAPIA SCRITTA DAL MEDICO ED UTILIZZATA DALL’INFERMIERE CON REGISTRAZIONE DI OGNI SINGOLA SOMMINISTRAZIONE Descrizione del Progetto ¾ Superamento della trascrizione, da parte dell’infermiere delle prescrizioni terapeutiche dalla cartella clinica, alla scheda infermieristica di terapia. ¾ Prevedere firma del medico presrittore ¾ Prevedere firma dell’infermiere che somministra ¾ Maggior sicurezza per l’utente. Azioni Intraprese ¾ Attraverso incontri di gruppo, è scaturita l’ideazione di una scheda di terapia. ¾ E’ stata elaborata una scheda terapia che rispondesse a requisiti di chiarezza e sicurezza ¾ E’ stata condivisa nel gruppo e sperimentata Valore Iniziale / ¾ Si verificavano errori terapeutici ¾ Non rimaneva traccia di chi aveva effettivamente somministrato ¾ Il farmaco al bisogno non era ben codificato Valore Finale ¾ Riduzione di eventi critici ¾ Uniformarsi alla normativa prevista dall’accreditamento di struttura e dei professionisti ¾ Migliorare la qualità dell’assistenza ¾ Responsabilità e consapevolezza da parte dei professionisti Durata : Data Inizio Data Fine ¾ Fase sperimentale e revisione; settembre/dicembre 2002 fase attuativa gennaio 2003. ¾ Tale pratica è diventata definitiva Sistema di Monitoraggio ¾ Verifica compilazione schede di terapia ¾ Verifica scrittura comprensibile ¾ Verifica firma terapia da parte dell’infermiere 159 Tempi di monitoraggio Responsabili del Progetto ¾ Periodo : aprile/giugno2003 A.F.D.Bartolini Elsa Agostini M.Teresa Dott. Giorgio Ioli Nominativo dei partecipanti Intera equipe medico-infermieristica Santarcangelo 21 agosto 2003 Il Responsabile Azienda USL Rimini U.O. Post Acuti Ospedale Franchini S.Arcangelo Coordinatore Responsabile: Bartolini Elsa 8.4 RELAZIONE FINALE PROGETTO DI MIGLIORAMENTO BUDGET 2003 "IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE PROCEDURA CADUTA PAZIENTI" [già inviato in precedenza con scheda di verifica semestrale, la procedura, la scala di valutazione Conley] La tipologia di pazienti a rischio di caduta ha riguardato: - paziente anziano - paziente demente - paziente con alterazioni della deambulazione Tappe del processo: 10) RIUNIONE CON TUTTI GLI OPERATORI per concordare il percorso e l'applicazione della procedura nonché del progetto di miglioramento 11) ADOZIONE/APPLICAZIONE PPROCEDURA CADUTA PAZIENTE PRODOTTA NEL 2002 in collaborazione con il Post Acuti di Rimini 12) ADOZIONE SCALA DI CONLEY PER IDENTIFICAZIONE PAZIENTI A RISCHIO DI CADUTA con inserimento in cartella integrata 13) INDIVIDUAZIONE PAZIENTI A RISCHIO E COMPILAZIONE SCALA DI CONLEY al momento della presa in carico del paziente 14) APPLICAZIONE PRECAUZIONI DEL CASO secondo la tipologia del paziente e la necessità specifica a quel bisogno 15) VALUTAZIONE IN CORSO D'OPERA PER CORRETTE PRECAUZIONI attraverso incontri giornalieri con gli operatori 160 16) SEGNALAZIONE DI POSSIBILI VARIAZIONI all’interno degli incontri giornalieri effettuati con gli operatori 17) VALUTAZIONE FINALE del raggiungimento dell'obiettivo 18) RACCOLTA DATI CON ELABORAZIONE DEGLI STESSI attraverso l’utilizzo di una griglia predisposta per il report dei dati di qualità dell’assistenza infermieristica compilata dagli infermieri ed elaborata dalla Caposala. ( vedi allegato) Coclusioni: - Ricoveri totali anno 2003 = n°379 pazienti - N° 207 pazienti sono risultati a rischio di caduta secondo la scala di Conley adottata per queste rilevazioni. - N° 10 pazienti su 207 a rischio sono caduti di questi, solo 2 risultavano a rischio compromissione dello stato cognitivo ed agitazione; pur avendo pianificato per una sorveglianza continua, con l’ausilio dei famigliari, questi, hanno eluso la sorveglianza senza informare gli operatori (conseguenze: frattura di femore) - Negli altri pazienti non a rischio, non vi sono state complicanze. - Le precauzioni adottate sono entrate a far parte del piano assistenziale individuale del paziente. Tutti gli operatori hanno assimilato che, il processo messo in atto serve a migliorare l'assistenza ai pazienti, contribuendo così alla riduzione delle cadute ed evitare traumi che possono portare complicanze ai pazienti con un prolungamento della degenza. La procedura è stata adottata definitivamente come parte integrante il piano assistenziale personalizzato dei pazienti. Il Coordinatore Bartolini Santarcangelo , 17 febbraio 2004 161 PROGETTO DI MIGLIORAMENTO 8.4.1 SCHEDA DI VERIFICA Struttura organizzativa Dip/Area/U.O DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO U.O. POST ACUTI - OSPEDALE S.ARCANGELO Titolo Progetto IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE PROCEDURA CADUTA PAZIENTI Descrizione del Progetto Azioni Intraprese Valore Iniziale / RICERCARE LE CAUSE DELLE CADUTE ACCIDENTALI PER METTERE IN ATTO STRATEGIE DI PREVENZIONE PER RIDURRE IL RISCHIO DELLE COMPLICANZE SENZA COMPROMETTERE IL GRADO DI MOBILITA’ E L’AUTONOMIA FUNZIONALE DELLA PERSONA. PREMETTERE UNA TEMPESTIVA VALUTAZIONE DELLE EVENTUALI CONSEGUENZE DELLA CADUTA DEL PAZIENTE - COMPILAZIONE DELLA SCALA DI CONLEY AD OGNI NUOVO PAZIENTE ANZIANO RICOVERATO IN U.O. - VALUTAZIONE PAZIENTE A RISCHIO - IDENTIFICAZIONE DEI BISOGNI - ADOZIONE DI STRATEGIE PREVENTIVE TIPOLOGIA DEL PAZIENTE: - PAZIENTE ANZIANO - PAZIENTE DEMENTE - PAZIENTI CON ALTERAZIONE DELLA DEAMBULAZIONE Valore Finale Durata : Data Inizio - CORRETTO MONITORAGGIO DEL RISCHIO DI CADUTA CON CONSEGUENTE RIDUZIONE DELLE CADUTE - 1 GENNAIO 2003 - 31 DICEMBRE 2003 - SCHEDA RILEVAZIONE PAZIENTI A RISCHIO DI CADUTA SCHEDA RILEVAZIONE NUMERO PAZIENTI CADUTI Data Fine Sistema di Monitoraggio Tempi di monitoraggio 162 Responsabili del Progetto - ANNO 2003 - AFD BARTOLINI ELSA CASE MANAGER - Intera equipe Nominativo dei partecipanti S.Arcangelo 21 agosto 20003 Il Responsabile 8.5 Progetto Elaborazione ed applicazione di una procedura per la preparazione del sito chirurgico secondo le raccomandazioni dei Centers for Diseases Control (CDC) Responsabili del Progetto34: Settore Igiene e Sicurezza Assistenziale Tura Grazia Direzione Assistenziale Fabbri Lorella Gruppo Di Lavoro Coordinatore Longhi Teresa Personale : Infermieri ed O.T.A U.O Chirurgia Generale Rimini Razionale: La tricotomia eseguita per la preparazione della cute del paziente all'intervento, rappresenta uno dei rischi di infezione della ferita chirurgica. E' stata effettuata una revisione della letteratura sull'argomento, dalla quale risulta che la percentuale di infezione è più alta quando si utilizza un rasoio monouso tradizionale ed è minore con l'impiego di un rasoio elettrico Il progetto parte dalla necessità di operare una revisione dei protocolli esistenti e prevede di introdurre ed applicare una metodica di preparazione del sito chirurgico- tricotomia con Clipper e doccia antisettica - allo scopo di ridurre alcuni dei fattori di rischio correlati all'insorgenza delle infezioni della ferita chirurgica, anche in funzione degli obiettivi regionali, governo clinico, area rischio infettivo. Nel reparto di Chirurgia la tricotomia veniva eseguita il giorno precedente all’intervento con rasoio monouso a lama. Questo provoca microlesioni che si colonizzano con microrganismi, nell’intervallo di tempo che intercorre tra tricotomia ed intervento chirurgico e possono quindi essere fonti di infezioni. La doccia preoperatoria veniva consigliata, ma non era in uso uno strumento con cui verificarne le modalità di esecuzione. 163 Obiettivo : Minimizzare il rischio infettivo correlato alla procedura di preparazione della cute nei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico, applicando una metodica di riconosciuta efficacia sulla base delle raccomanadazioni emanate dal C.D.C di Atlanta. Vincoli ed ostacoli: L’introduzione della nuova metodica è stata preceduta da una analisi del contesto organizzativo che ha evidenziato come l’applicabilità delle raccomandazioni del C.D.C sulla preparazione del sito chirurgico doveva essere supportata da tre elementi : a) La condivisione con il personale medico della modalità di preparazione del sito chirurgico b) Analisi e monitoraggio dei costi della nuova metodica confrontando l’utilizzo della clipper rispetto all’impiego del rasoio monouso c) Analisi delle attività di reparto per consentire di rivedere la tempistica di esecuzione della doccia e della tricotomia sulla base di quanto contenuto nelle raccomandazioni ( vedi indicatore N° 7 e N° 3). Fasi della pianificazione: • Individuazione del gruppo di lavoro referente del progetto (caposala, infermieri, OTA dell'U.O., Infermiere addetto al controllo delle infezioni ospedaliere) • Ricerca di mercato per la scelta dello strumento "Clipper" , approvvigionamento e valutazione dei costi per consentire la sperimentazione del progetto nell'arco temporale di anni 1. • Workshop con la Ditta aggiudicataria per la presentazione dello strumento e della tecnica di utilizzo al reparto • Ricerca ed analisi bibliografica • Pianificazione degli incontri per la stesura delle due istruzioni operative " Doccia preoperatoria dell'utente" "Tricotomia mediante rasoio elettrico (Clipper)" sulla base delle evidenze presenti in letteratura • Revisioni dei piani delle attività degli infermieri ed OTA per consentire l’esecuzione della tricotomia e della doccia pre-operatoria secondo la tempistica raccomandata • presentazione del lavoro a tutta l'equipe medico infermieristica • definizione degli strumenti di rilevazione mediante la strutturazione di 2 schede ; una per la raccolta dati ; una per valutare l'indice di gradimento del paziente. • 34 inserimento ed elaborazione dati con database dedicato su programma ACCESS D.A.D. L. Fabbri e Coordinatore G. Tura. 164 ( scheda informatizzata ) • presentazione e sintesi dei Dati . Sperimentazione e presentazioni dei dati: La fase di sperimentazione del progetto è iniziata il 16 luglio 2003, data in cui è iniziata l’applicazione delle due istruzioni operative contenenti la descrizione dei comportamenti attesi nella fase di preparazione del paziente all’intervento chirurgico L’analisi dei dati raccolti, condotta dalla Capo Sala Teresa Longhi attraverso schede elaborate ad hoc, è riferita all’intervallo di tempo 16 luglio - 21 novembre 2003. Il numero di clipper utilizzate è stato di 400 pezzi per un costo di 2.169,1200 euro. La presentazione dei dati utilizza come criteri di classificazione ed analisi, gli indicatori /parametri che compongono le schede di rilevazione Analisi degli indicatori/parametri di controllo: Indicatore numero 1: numero di interventi chirurgici e di schede compilate nel periodo di riferimento: Gli interventi eseguiti nel periodo di riferimento sono stati 405 di cui 279 in elezione e 126 in urgenza, Il numero di pazienti tricotomizzati al 21/11/2003 con relativa compilazione della scheda, è stato di 335. In particolare: • Per 2 pazienti si è reso necessario ripetere la tricotomia perché l’intervento è stato rinviato di più di 72 ore. • 9 pazienti nonostante le istruzioni del personale infermieristici hanno personalmente eseguito la tricotomia a domicilio, • 2 pazienti non necessitavano di tricotomia. • 2 pazienti provenienti direttamente dal pronto soccorso sono stati avviati in emergenza alla sala operatoria Indicatore n° 2: numero di testine utilizzate per area depilata a fronte del consumo dei rasoi tradizionali ( tipo Bic ). A fronte di un consumo stimato di circa 1200 pezzi dei rasoi tradizionali per stesse zone tricotomizzate e periodo temporale, con la nuova metodica sono state realmente usate 337 clipper. Indicatore n° 3 intervallo di tempo trascorso fra esecuzione tricotomia e intervento. Con riferimento alle linee guida che riporta “ se è necessario rimuovere i peli, eseguire la rasatura il più possibile vicino al momento dell’intervento”, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto, in quanto 165 dei 335 pazienti tricotomizzati, per 283 la tricotomia è stata eseguita immediatamente prima dell'intervento chirurgico, per 51 pazienti fra tricotomia ed intervento sono trascorse 12 ore, e per solo 1 paziente sono trascorsi 5 giorni, in quanto l’intervento è stato rimandato per problemi di ordine clinico. Indicatore n° 4: tempo impiegato a fronte della metodica tradizionale per area di intervento: Per eseguire la tricotomia in 335 pazienti sono stati impiegati 2693 minuti; per gli stessi pazienti se fossero stati sottoposti a stessa tricotomia con i rasoi tradizionali, sarebbero stati impiegati 6180 minuti. Questo risparmio di tempo ha consentito di eseguire la tricotomia lo stesso giorno dell’intervento chirurgico e non il pomeriggio prima, incontrando in questo modo le raccomandazioni dei C.D.C. Indicatore n° 5: misurazione delle caratteristiche cutanee secondo i parametri della scheda raccolta dati pre e post tricotomia. Dei 335 pazienti tricotomizzati, 312 nella valutazione delle caratteristiche cutanee pre tricotomia hanno riscontrato parametri nella norma, di questi, 302 avevano i parametri nella norma anche nella valutazione post tricotomia e solo 10 hanno sviluppato eritema. Tre dei pazienti con affezione pre-tricotomia si sono normalizzati subito dopo la procedura. Indicatore n° 6 : gradimento del paziente alla metodica La valutazione del gradimento da parte del paziente sulla nuova metodica è stata indagata secondo le seguenti tre voci: dolore, prurito, tutto bene. La totalità dei pazienti, quindi 335, ha indicato la terza voce (tutto bene. Indicatore n° 7: intervallo di tempo tra doccia preoperatoria e intervento chirurgico: In riferimento alle linee guida che riportano “è indispensabile ridurre il numero di batteri presenti su tutta la superficie cutanea del paziente prima dell’intervento chirurgico mediante l’esecuzione di doccia pre-operatoria e che questa deve essere eseguita con antisettico il giorno dell’intervento”, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto, in quanto dei 335 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico, per 283 la doccia è stata eseguita immediatamente prima dell’intervento, per 51 pazienti fra doccia ed intervento sono trascorse 12 ore, e per solo 1 paziente sono trascorsi 5 giorni, in quanto l’intervento è stato rimandato per problemi di ordine clinico 166 Indicatore n° 8: numero di Asepsis score predittivi di infezione superficiale della ferita. RISULTATO Asepsis Wound Score 0 1 2 3 4 5 6 7 Conteggio 292 12 6 7 1 3 2 1 Dei 335 pazienti sottoposti a tricotomia e doccia preoperatoria, con la nuova metodica, attraverso lo strumento dell' Asepsis Wound Score (vedi modulo allegato), abbiamo rilevato che 292 pazienti alla dimissione hanno avuto asepsis score di 0, 12 di 1, 6 di 2, 7 di 3. La media è quindi pari a 0,24 sulla scala asepsis score. I dati mancanti sono riferiti ai pazienti che al momento della rilevazione erano ancora ricoverati. Barre Code Modulo C "ASEPSIS WOUND SCORE" Controllo in data__________ Barrare con una X il punteggio % Proporzione di ferita interessata Caratteristiche della ferita 0 <20% 20 – 40 – 60 – >80% 39% 59% 79% ESSUDATO SIEROSO ERITEMA 0 1 2 3 4 5 0 1 2 3 4 5 ESSUDATO PURULENTO DEISCENZA 0 2 4 6 8 10 0 2 4 6 8 10 Indicatore n° 9: differenziazione di spesa tra le due metodiche: La nuova metodica ha comportato una spesa di 1.705.00 euro ; con la metodica tradizionale, per stesse zone tricotomizzate e stesso intervallo di tempo la spesa sarebbe stata la seguente : • rasoi monouso 360 euro 167 • garza non sterile 133 euro, • smaltimento di garza 19 euro per un totale di 502 euro Non è stato calcolato il costo del tempo risparmiato dal personale (tempo risparmiato 4087 minuti = 68 ore) Conclusioni. Le indicazioni in merito alle modalità di preparazione del sito chirurgico al fine di ridurre il rischio infettivo sono contenute nelle raccomandazioni emanate dal C.D.C di Atlanta. Il Lavoro presentato, ha preso in esame la preparazione della cute prima dell’intervento in riferimento a due procedure : la doccia e la tricotomia. Lo studio non è in grado di fornire dati che dimostrino una diretta correlazione tra clipper- doccia e tasso di infezione della ferita chirurgica in quanto altri fattori, che nello studio non sono stati presi in considerazione intervengono a determinare il rischio infettivo ; fattori legati al tempo di insorgenza dell’infezione; al paziente, al tipo di intervento, all’operatore. Il valore dell’asepsis score rilevato al momento della dimissione del paziente ha quindi lo scopo di fornire dati di natura descrittiva del fenomeno. I risultati indicano che la tricotomia con clipper richiede un tempo medio di esecuzione inferiore del 43% rispetto alla metodica con rasoio a lama; questo ha consentito di effettuare la tricotomia e la doccia immediatamente prima dell’intervento nell’ 80% dei pazienti del campione . I risultati indicano che solo il 2,9 % dei pazienti ha sviluppato eritema post-tricotomia e che la totalità dei pazienti ha espresso il proprio gradimento dopo la procedura indicando con la voce “ tutto bene “ della scheda le proprie valutazioni. L’analisi dei costi evidenzia che la tricotomia con clipper determina una aumento dei costi di circa il 37% rispetto all’utilizzo del rasoio. I dati si riferiscono ai costi del materiale; non è stato possibile effettuare una quantizzazione del tempo lavoro risparmiato. Scopo del progetto, non è stato quello di validare ciò che a livello scientifico è stato già dimostrato, ma quello di costruire un percorso operativo che consenta l’applicazione delle raccomandazioni supportate da evidenze, valutare i costi che l’applicazione delle raccomandazioni comporta sia in termini organizzativi che di risorse, valutare l’impatto sull’utente. Le procedure e le schede di rilevazioni dei dati sono a disposizione presso il reparto di chirurgia per chi volesse consultarle. 168 8.6 PROGETTO ELABORAZIONE ED IMPLEMENTAZIONE DI LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEI DISPOSITIVI INTRAVASCOLARI SECONDO LE RACCOMANDAZIONI AGGIORNATE DEI CENTERS FOR DISEASES CONTROL (CDC) Responsabili del Progetto: Settore Igiene e Sicurezza Assistenziale Tura Grazia Direzione Assistenziale Fabbri Lorella Elenco partecipanti per U.O. Post-Acuti SN Nonni Egiziana - Casadei M. Teresa Post Acuti RN Fastosi Maria Grazia - Pelosi Vincenza Rianimazione RN Rianimazione RC Schirru Annalisa Canova Giuliana Utic RN Utic RC Nefrologia RN Dialisi RN Chirurgia RN Oncologia Degenza RN Oncologia DH RN Petrucci Claudia- Bevitori Lara Masi Gabriele - Vanzini Anna Rita Morri Giovanni Tuula Heikinnen Pogliani Elisa - Carlucci Raffaella Duci Tullia Morena - Urbinati Elena Marco Vanni Razionale Il Progetto parte dalla necessità di operare una revisione dei protocolli aziendali che risalgono agli anni 1998-1999, a seguito delle più recenti raccomandazioni del C.D.C mirate alla prevenzione delle infezioni correlate a questi dispositivi. 8.6.1.Fasi Della Pianificazione: 1. individuazione e formalizzazione del gruppo di lavoro : partendo da un campione di U.O ritenute maggiormente rappresentative per numero e tipologia di Dispositivi Intravascolari gestiti ,sono stati individuati i componenti del gruppo di progetto. 2. Formazione ed aggiornamento del personale: partecipazione al corso FAD ( formazione a distanza ) organizzato dal UORI sulle linee guida del C.D.C inerenti i dispositivi intravascolari. Al termine del corso i partecipanti hanno sostenuto le prove di valutazione per verificare il livello di conoscenza raggiunto. Nel corso di un incontro successivo sono state discusse le eventuali aree grigie della gestione dei D.I che la formazione a distanza non aveva affrontato, ma che il personale incontra nella gestione quotidiana dei dispositivi intravascolari. 169 3. Workshop sulle diverse modalità di medicazione dei siti di inserzione Presentazione delle diverse modalità di medicazione dei siti di inserzione dei D.I attraverso incontri con le ditte fornitrici dei prodotti. Sono stati forniti ai reparti che partecipano al progetto una serie di campioni per consentire “ prove su campo “ al fine di valutarne l’utilizzo nella pratica quotidiana . 4.Adapting delle raccomandazioni. Nella fase di adapting ( adattamento delle raccomandazioni) il gruppo di lavoro si è impegnato ad effettuare all’interno della propria U.O un’analisi delle condizioni che potevano ostacolare o favorire la messa in pratica delle raccomandazioni riguardanti la gestione dei D.I . Lo scopo della fase di adapting è stata quella di stimolare una riflessione sulle singole raccomandazioni estrapolate dalla linea guida del C.D.C di Atlanta del 2002; metterle a confronto con le attività quotidianamente messe in atto nella gestione dei dispositivi intravascolari ; individuare eventuali scostamenti rispetto a quanto contenuto nella linee guida; individuare le possibili cause della mancata applicazione delle raccomandazioni; indicare le possibili soluzioni o interventi per facilitarne l’applicazione . 5. suddivisione del gruppo in sottogruppi per l’elaborazionie di protocolli operativi: individuazione di 4 sottogruppi ad ognuno dei quali è stato affidato come obiettivo l’elaborazione di protocolli per la gestione dei CVP, CVC, CA, Dispositivi Intravascolari Impiantabili 8.6.2. Dati relativi alla sperimentazione su campo della medicazione dei siti di inserzione dei Dispositivi Intravascolari Le linee guida per la prevenzione delle infezioni associate a catetere intravascolare dei Centers for Disease Control (pubblicate sul Giornale Italiano delle Infezioni Ospedaliere - settembre 2002) indicano fra le raccomandazioni di categoria 1A che le medicazioni trasparenti rispetto alle medicazioni tradizionali offrono i seguenti vantaggi: • possibilità di ispezionare visivamente il sito di inserzione senza dover rimuovere la medicazione; • mantenimento della medicazione in un dispositivo intravascolare centrale fino a 7 giorni rispetto al cambio quotidiano delle medicazioni con garza; • mantenimento della medicazione in un dispositivo intravascolare periferico fino a 4 giorni rispetto al cambio quotidiano delle medicazioni con garza; • riduzione del disagio del paziente; • riduzione della manipolazione del catetere; 170 • riduzione della possibilità di dislocamento dovuto alle manipolazioni durante la medicazione; • riduzione dei costi Attualmente non essendo a disposizione alcuna medicazione dedicata, i colleghi utilizzano le seguenti modalità di medicazione: • cerotto chirurgico sterile su cui applicano la pellicola di poliuretano per renderlo impermeabile • cerottini medicati da dito su cui applicano la pellicola di poliuretano per renderlo impermeabile oppure la garza adesiva in TNT. • garze sterili fissate con la garza adesiva in TNT oppure la pellicola di poliuretano I dati relativi alle prove sul campo effettuate nelle U.O partecipanti al progetto nel periodo agosto 2003 gennaio 2004 ed elaborati dalla responsabile del Sevizio Igiene e sicurezza assistenziale, si riferiscono a due tipologie di medicazione ognuna delle quali con elementi distintivi a seconda se utilizzata per il catetere venoso periferico o catetere venoso centrale : • 1.a tipologia Medicazione Tegaderm 1655 per cateteri venosi centrali e Tegaderm 1633 per cateteri venosi periferici Sono state provate n. 19 medicazioni Tegaderm 1655 su altrettanti CVC (giugulare, succlavia, femorale) e 25 Tegaderm 1633 medicazioni su altrettanti CVP (braccio, avambraccio, mano) nei reparti di Rianimazione Rimini e Riccione, Oncologia degenze e DH Rimini, Post acuti santarcangelo e Rimini, Nefrologia e Dialisi Rimini, Chirurgia Rimini. I risultati ottenuti e registrati su apposita scheda di rilevazione hanno dimostrato una valutazione complessiva positiva (solo in caso di sudorazione profusa del paziente la medicazione tende a staccarsi nella parte in TNT) • 2.a tipologia Medicazione Opsite IV 3000 per il CVP e Opsite IV 3000 per in CVC (misure differenti) Sono state provate n. 6 medicazioni Opsite IV 3000 per CVC su altrettanti CVC (giugulare, succlavia, femorale) e n. 7 medicazioni per CVP (braccio, avambraccio, mano) nei reparti di Rianimazione di Riccione, Nefrologia e Dialisi Rimini. I risultati ottenuti e registrati su apposita scheda di rilevazione hanno dimostrato anche in questo caso una valutazione complessiva positiva, considerando comunque che la prova è stata limitata a solo due U.O. e quindi ad un minore numero di schede giunte al settore. I risultati relativi alle medicazioni utilizzate per le prove su campo sono stati inviati al Servizio di farmacia dell’Azienda che sta valutando le medicazioni sperimentate. 171 8.6.3. Adattamento ( adapting) delle raccomandazioni e Presentazione dei dati. Per facilitare “l’adattamento” delle raccomandazioni è stato organizzato un incontro con tutto il gruppo di progetto ed i coordinatori nel corso del quale sono state definite le modalità per effettuare l'adapting; consegnate le griglie su cui registrare i dati; definiti i tempi per la consegna delle griglie compilate . Le griglie contengono 122 raccomandazioni selezionate dalla linea guida ; per ogni raccomandazione doveva essere barrata l’applicabilità o non applicabilità; se non applicabile dovevano essere indicate le cause ; note , indicazioni strategie, potevano essere riportate nella colonna “ commenti”. Per ogni raccomandazione sono state compilate 16 schede . L’analisi delle informazioni contenute nelle schede è stata effettuata da Gianni Morri . Per potere sintetizzare le osservazioni è stato predisposto un criterio di classificazione in base al quale le cause della mancata applicabilità delle raccomandazioni sono state suddivise in : strutturali ,organizzative, professionali. I dati raccolti indicano che le raccomandazioni sono ritenute non applicabili per un totale di 210 volte così suddivise: 30 volte per cause di tipo strutturale 29 volte per cause di tipo professionale 151 volte per cause di tipo organizzativo. In particolare le raccomandazioni che con maggiore frequenza risultano non applicabili, riguardano le sezioni della sorveglianza , formazione del personale, igiene delle mani, gestione dei set da infusione e dei dispositivi senza ago ( prolunghe tappi, ) antisepsi cutanea, preparazione delle soluzioni in fusionali e delle fiale multidose In sintesi, raggruppando le raccomandazioni per argomenti, i dati di non applicabilità sono i seguenti: 6 schede indicano non applicabili le raccomandazioni riguardanti il monitoraggio del sito di inserzione del catetere ; 8 schede le raccomandazioni riguardanti le registrazioni su apposita scheda degli interventi per posizionamento, gestione, rimozione del catetere; 5 schede valutano non applicabili le raccomandazioni inerenti l’igiene delle mani ; 7 schede ritengono non applicabili le raccomandazioni sulla formazione del personale, il monitoraggio e l’aggiornamento delle conoscenze del personale che gestisce i dispositivi intravascolari 20 schede giudicano non applicabili le raccomandazioni inerenti al cambio dei set, le manovre di accesso al sistema, il cambio dei dispositivi senza ago 8 schede di non applicabilità sono riferite all’asepsi della cute sia durante la medicazione del sito di introduzione, sia durante il posizionamento. 172 20 schede riguardano la non applicabilità delle raccomandazioni riguardanti preparazione e controllo della qualità delle preparazioni infusionali OSSERVAZIONI –COMMENTI Le note riportate nella colonna “commenti” delle schede di Adapting (allegato1), sono state analizzate e sintetizzate. I-Formazione e d educazione degli operatori sanitari 1. Creare e incentivare corsi di aggiornamento con retraining. Redigere protocolli operativi ed incentivare l'adesione. Verificare periodicamente l'attivazione del protocollo(comitato di controllo). 2. Identificare operatori referenti dell'aggiornamento che poi riferiscano ai colleghi. 3. Infermieri esperti che seguono particolarmente l'argomento dei dispositivi venosi in collegamento ICI+ formazione per queste figure. 4. Corsi di formazione periodici a distanza. II Sorveglianza 1. Invitare i famigliari dei pazienti anziani non autonomi a riferire qualsiasi modificazione del sito del catetere 2. registrazione su scheda infermieristica Igiene delle mani Rivedere periodicamente linee guida; formazione obbligatoria permanente del personale Modalità di medicazione del sito del catetere Su prescrizione medica vengono applicate pomate o creme antibiotiche IX-cambio di "set" per la somministrazione, di sistemi senza ago e di liquidi parenterali Creare un protocollo in cui compare la firma dell'operatore che ha eseguito la sostituzione Dispositivi intravascolari senza aghi (compatibilità dei dispositivi senza aghi) Il materiale con minor costo non sempre lo garantisce XI-preparazione e controllo delle qualità delle preparazioni endovena. Dimostrare la validità della disinfezione (linee guida) 173 IV-massime precauzioni di barriera sterili durante l'inserimento del catetere. Vengono utilizzati solo guanti sterili, a volte previo lavaggio delle mani(lavaggio sociale) V. Regimi di medicazione del sito del catetere (manovre assistenziali compatibili col materiale del catetere) Creare dei protocolli in base alle indicazioni delle schede tecniche contenute nel kit catetere, così da evitare l’utilizzo di prodotti che possono interferire con il materiale del catetere. Conclusioni Il progetto è stato elaborato per dare operatività agli indirizzi regionali sulla gestione del rischio infettivi relativo alla gestione dei dispositivi intravascolari Il piano dei lavori iniziato nel luglio 2003, ha seguito un percorso che partendo dalla formazione, ha continuato con l’analisi ed adattamento delle raccomandazioni contenute nella linea guida , e proseguirà nel corso del 2004 con l’elaborazione di protocolli operativi specifici per tipologia di dispositivo intravascolare . L’ Adapting delle raccomandazioni ha consentito di raccogliere le osservazioni degli operatori ,pur nei limiti evidenziati dal processo di adattamento Le informazioni riportate nella maggioranza delle schede infatti riguardano la descrizione dell’esistente , mentre è mancata una valutazione delle possibili strategie da utilizzare per rendere operativa la raccomandazione. In alcuni casi inoltre, nella colonna “commenti” sono state riportate osservazioni che denotano una importante valenza soggettiva e quindi possono non essere attendibili quali elementi in grado di fornire una descrizione della situazione attuale rispetto alla gestione dei Dispositivi Intravascolari. I dati tuttavia forniscono una utile fotografia delle aree che dovranno essere analizzate e riviste nella fase di stesura dei protocolli operativi. Il verificarsi di alcuni eventi critici hanno indotto la Direzione Medica ed Infermieristica ad indicare come prioritario l’elaborazione del protocollo per la gestione del Port-A- Cath . STATISICA CVC: VEDI APPENDICE N. 15. 174 8.7 RELAZIONE ANNO 2003 PROGETTO “RISCHIO RADIOLOGICO” In riferimento alla Sua richiesta Prot. N. 0015416 del 18.02.2004 inerente l’oggetto, si comunica quanto segue: Titolo del progetto Fornire adeguate informazioni al paziente con impianto di pace-maker definitivo nella fase di accesso e di dimissione. Partecipanti: Bertuccioli S., Campanile S., Costa A., Mancini S., Manzoni C., Manzoni I., Masi G., Natali L.,Ortolani B., Paolini M., Raffo A., Vanzini A., Del Gesso S. (1° fase del progetto, poi in congedo per legge 1204). Coordinatore Leardini T. SITUAZIONE PROGETTO STRUMENTI E METODI RISULTATI PRECEDENTE Mancanza di uniformità Fornire adeguate Formazione di un gruppo di Opuscolo nelle informazioni date informazioni ai pazienti lavoro. Elaborazione di un informativo dal al paziente in attesa di in attesa di P.M. per opuscolo informativo contenente titolo “Il vostro impianto di Richiesta P.M.. ridurre le loro incertezze indicazioni sulla preparazione del Pace-maker di e l’ansia riguardanti lo paziente e sulle tappe della definitivo” informazioni da parte stile di vita da seguire procedura da consegnare allo allega dei pazienti in attesa di dopo impianto di P.M. circa il Individuare l’impianto. stesso al momento una della copia in attesa strumenti prenotazione per l’impianto di della stampa loro futuro stile di vita. informativi. P.M.. Mancanza di materiale questionario di valutazione da tipografia). informativo relativo a somministrare ai pazienti. quanto sopra. Elaborazione (si di un attualmente in Questionario (v. allegato). Il Coordinatore Il Direttore U.O. Tiziana Leardini Dr. Luigi Rusconi 175 8.8 PROGETTO DI INCENTIVAZIONE RISCHIO RADIOLOGICO EMODINAMICA RIMINI35 Titolo del Tappe progetto percorse "Miglioramento 1. Analisi dei modalità di punti accesso alle critici Sale di dell'org Emodinamica anizzazi ed one Elettrofisiologia esistent " e Referenti del 2. Riorgan izzazion progetto: e della - Dr Marconi distribu Marco zione - Lombardi delle Denise preesen - Cappella ze Paola infermie - Cappella ristiche Fabiana sulle 12 - Ciarono ore Gigliola - Bonvvicini 3. Riorgan izzazion Sabrina e e - Taglieri gestione Barbara liste - Togni operator Matteo ie - Ronconi emodin Cinzia amica/el - Raspanti ettrofisi Sandra ologia 4. Revisio ne modalit à di gestione del paziente che accede al laborato rio di Emodin 35 Strumenti Risultati metodi raggiunti 1. Lavori di 1. Ridistribuzio gruppo ne delle unità infermieristic 2. Modifica he sulle 12 ore con della incremento turnistica sulla fascia pomeridiana 3. in modo da Integrazione evitare collaborazion sforamenti e con il d'orario Servizio di nell'esecuzio Cardiologia ne dell'attività programmata 2. Riorganizzaz ione delle attività di Saletta con passaggio al Servizio di Cardiologia della gestione dei Tilt Test. Per la gestione delle Cardioversio ni Elettriche per il 2004 è in via di elaborazione un progetto di collaborazion e con il Dipartimento Emergenze /Urgenze (Centro Anticoagulan ti) 3. Elaborazione di una Obiettivi da raggiungere 1. 2. 3. Approvazione della procedura da parte della Direzione Sanitaria Presentazione e distribuzione della procedura ai coordinatori di UUOO. Elaborazione istruzione operativa per la gestione delle due note operatorie A cura di Coordinatore D. Lombardi. 176 amica procedura per la gestione del paziente in Emodinamic a (allegato) Rimini 1/03/04 Coordinatore: Denise Lombardi 177 8.8.1 PROCEDURA GESTIONE INFERMIERISTICA DEL PAZIENTE IN EMODINAMICA SOMMARIO 1. Scopo/Obiettivi.................................................. Errore. Il segnalibro non è definito. 1.1. Scopo ........................................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 1.2. Obiettivi....................................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 2. Campo di applicazione ...................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 3. Modifiche alle revisioni precedenti ................... Errore. Il segnalibro non è definito. 4. Definizioni......................................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 5. Matrice delle Responsabilità/Attività ................ Errore. Il segnalibro non è definito. 6. Il Diagramma di flusso ...................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 7. Descrizione delle Attività .................................. Errore. Il segnalibro non è definito. 8. Riferimenti e Allegati ........................................ Errore. Il segnalibro non è definito. 8.1. Riferimenti................................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 8.2. Allegati ........................................................ Errore. Il segnalibro non è definito. 9. Indicatori/Parametri di Controllo....................... Errore. Il segnalibro non è definito. 10. Lista di Distribuzione ........................................ Errore. Il segnalibro non è definito. Nome/Funzione Firma Redazione Verifica ed Approvazione Emissione 178 Scopo/Obiettivi Scopo Descrivere le modalità di accettazione ed assistenza del paziente sottoposto a trattamento emodinamico nelle fasi di pre-accettazione, ingresso nel laboratorio, assistenza durante e dopo la procedura e dimissione. Obiettivi 1. Codificare le modalità di preparazione del paziente alla procedura emodinamica 2. Codificare le modalità di preparazione del paziente in pre-sala 3. Descrivere le attività assistenziali durante la procedura 4. Descrivere le modalità di assistenza dopo la procedura 5. Definire le modalità di dimissione dal laboratorio Campo di applicazione Questa procedura si applica a: - Laboratorio di Emodinamica dell’ASL di Rimini - A tutte le U.U.O.O. dell’Azienda che usufruiscono di questo servizio - A tutte le U.U.O.O. extra Azzienda che usufruiscono di questo servizio Modifiche alle revisioni precedenti Definizioni MEDICO DI SALA: medico che lavora all'interno della Sala di Emoddinamica MEDICO DI U.O. INVIANTE : medico di riferimento dell' U.O. che invia il paziente 179 INFERMIERA DI SALA: infermiera che lavora all'interno della Sala di Emodinamica INFERMIERA DI CARDIOLOGIA RIMINI: infermiera che lavora all'interno dell'U.O. di Cardiologia di Rimini INFERMIERA DI ALTRE U.O. INTERNE o ESTERNE AL PRESIDIO DI RIMINI BARELLISTA DI SALA Matrice delle Responsabilità/Attività FIGURE RESPONSABILI ATTIVITA’ 1. Pre-accettazione del paziente Infermiera di sala IP di U.O. di Infermiera Medico di Medico altra Barellista Cardiologia altre U.O. o sala struttura presidi affernti C C C R C 2. Accettazione del paziente R all'ingresso in laboratorio 3. Preparazione del campo sterile C R 4. Rimozione emostasi ed C R 5. Dimissione e trasferimento del C paziente R cateteri C C Il Diagramma di flusso Descrizione delle Attività 180 6.1 PRE-ACCETAZIONE DEL PAZIENTE L’infermiera di Emodinamica è responsabile della chiamata del paziente che è diversificata a seconda della provenienza: a) pazienti interni all’U.O.: la lista viene consegnata alla Cardiologia e all’UTIC entro le ore 18 del pomeriggio precedente l’intervento b) pazienti provenienti da altre U.U.O.O. o Strutture: l’infermiera dopo accordi fra medici, conferma alla struttura di competenza la data e l’ora di esecuzione il giorno precedente c) pazienti esterni : vengono contattati telefonicamente dall’infermiere di Emodinamica il sabato mattina per la settimana successiva. Oltre la data e l’ora di ricovero verrà ricordato al paziente di portare con sé tutta la documentazione sanitaria e la terapia domiciliare, gli effetti personali per la degenza, eventuale necessità di digiuno. Per i paziento al punto b) gli infermeiri del reparto di provenienza devono compilare la check list in tutte le sue parti (vedi allegato) in quanto utile per facilitare le operazioni di assistenza successive. 6.2 ACCETTAZIONE E PREPARAZIONE DEL PAZIENTE ALL’INGRESSO IN EMODINAMICA All’ingresso del paziente l’infermiera esegue le seguenti attività: a) Registarzione dei dati anagrafici sul programma informativo Regionale e sul poligrafo b) Controllo della check list per i pazienti esterni all’U.O. di Cardiologia c) Verifica dell’adeguata preparazione del paziente ( tricotomia, via venosa, esami di laboratorio, protesi dentaria,consenso) d) Posizionamento del paziente sul lettino radiologico di sala, monitoraggio del tracciato elettrocardiografico con il poligrafo posizionamento degli elettrodi delle derivazioni periferiche sulle gambe e preferibilmente, in regione emiclaveare o comunque in una posizione non suscettibile di interferenze, e di una derivazione precordiale solitamente V2 per lasciare libera l’area di defibrillazione. 6.3 PREPARAZIONE CAMPO STERILE a) Il medico apre il Kit monouso contenente il materiale di base (allegato) e lo dispone sul carrello servitore b) Il medico prepara il campo sterile sul paziente posizionando il telo sterile monouso in modo tale che il foro di apertura coincida con la sede da pungere (femorale o radiale o omerale) c) L'infermiere integra il materiale del Kit con acqua eparinata sterile, disinfettante iodato, isosorbide di nitrato, lidocaina per anestesia locale, introduttori arteriosi, cateteri diagnostici, cateteri guida. d) L'infermiere predispone la linea di pressione cruenta alla quale viene collegata la prolunga di monitoraggio passata dal medico, di seguito viene collegato il deflussore al mezzo di contrasto e) L'infermiere calcola il punto zero mettendo in contatto il trasduttore con l'aria e impostando l'apposito comando sul poligrafo. 6.4 ASSISTENZA AL PAZIENTE DURANTE LA PROCEDURA E DOPO LA PROCEDURA a) Misurazione delle pressioni cruente si differenziano a seconda della procedura: in una coronaroventricolografia di elezione si rilevano le pressioni cruenti aortica ventricolare sinistra prima e dopo l’esecuzione della ventricolografia mentre nel caso di un cateterismo cardiaco si rilevano anche le pressioni di tutte le sezioni destre del cuore (Atrio, Ventricolo, Polmonare e Capillare) e la portata cardiaca con il metodo della termodiluizione. b) Strumentazione in corso di procedura: - isolamento arteria: ago da femorale 18G, intorduttore atreioso valvolato 6F, guida 0.35 mm,anastetico locale 181 - durante coronaroventricolografia: catetere diagnostico per ventricolo e per angiografia; cateteri diagnostici per incannulamento coronaria sinistra e destra - durante PTCA: cateteri guida specifici per la coronaria da trattare, filo guida, catetere/i dilatatori, stent - durante cateterismo destro: catetere di Swan-Ganz 4 lumi, introduttore per accesso venoso, seconda linea di pressione, siringhe eparinate per EGA per saturazioni. c) Somministrazione terapia farmacologica varia a seconda del caso; in corso di angioplastica di elezione se il paziente non è già scoagulato si somministrano sempre 5000u di eparina 6.5 RIMOZIONE CATETERI ED EMOSTASI Si differenzia a seconda della procedura eseguita: - esame diagnostico paziente non scoagulato: l’introduttore arterioso viene rimosso nella pre-sala dal medico successivamente si effettua una compressione sull’arteria femorale per almeno 10 minuti circa di seguito l’infermiera provvede ad effettuare una medicazione compressiva. - Paziente scoagulato, angioplastica, pazienti obesi o scarsamenti collaboranti o con ridotta compliance: al termine della procedura posizionamento di un sistema di emostasi interno (Angioseal; Perclose, Vasoseal) di seguto l’infermiera effettua una medicazione sterile a piatto In ogni caso dopo l’emostasi l’infermiera deve monitorare: a) I polsi periferici (tibiale, pediddio o altri a seconda del caso) d) I parametri vitali (FC, PA, valutazione del respiro) e) L'elettrocardigramma segnalazione di eventuali modificazioni f) I segni e sintomi riferibili ad eventuali reazioni allergiche (prurito, eritemi, pomfi, tosse dispnea ecc.) g) L' eventuale comparsa di dolore anginoso Tali controlli devono essere continui e scrupolosi durante tutta la durata della procedura, infine deve registrare i parametri e compilare in tutte le sue parti la scheda infermieristica del programma regionale 6.6 DIMISSIONE e/o TRASFERIMENTO DEL PAZIENTE Le modalità di trasferimento si differenziano a seconda della provenienza del paziente e delle sue condizioni cliniche: a) paziente in condizioni cliniche stabili proveniente dall’U.O. interna di Cardiologia o altre U.U.O.O. interne al Presidio: il trasporto viene effettuato dal barellista di Sala b) paziente in condizioni cliniche critiche proveniente dall’U.O. interna di Cardiologia o altre U.U.O.O. interne al Presidio: il trasporto viene effettuato dal barellista di Sala accompagnato dall’infermiere di sala e se necessario dal medico c) pazienti provenienti da altri presidi o strutture si programma il trasferimento in ambulanza che è a carico della struttura di provenienza, se le condizioni cliniche sono critiche ma permettono il trasferimento sarà accompagnato dal medico del nosocomio di provenienza. Riferimenti e Allegati Riferimenti 182 Allegati 1. Scheda infermieristica del programma regionale 2. Check list 3. Elenco materiale contenuto nel Kit Indicatori/Parametri di Controllo Lista di Distribuzione 1. Ospedale di Rimini: U.U.O.O. di Cardiologia, pronto Soccorso Medicina d’Urgenza, OBI, Nefrologia , Medicine, Geriatria; Chirurgia Vascolare 2. Opsedale di Riccione: Pronto Soccorso; Cardiologia 3. Ospedale di Cattolioca: Pronto Soccorso 4. Ospedale di Sant’Arcangelo: Pronto Soccorso; medicina 5. Ospedale Novafeltria: Pronto Soccorso; medicina 6. Ospedale di Cesena: Pronto Soccorso, Cardiologia 7. Ospedale di Cesenatico: Medicina Vascolare, Pronto Soccorso. 183 Azienda Unità Sanitaria Locale - Rimini Dipartimento delle Malattie del Torace, Infettive, Neurologiche, Immunoreumatologiche U.O. Medicina Interna I RELAZIONE FINALE 8.9. Progetto: Misurazione incidenza delle lesioni da decubito Anno 2003. Utilizzando documentazione infermieristica strutturata (Scala di Braden) e la preparazione formativa del personale infermieristico, nell’anno 2003 abbiamo intrapreso uno studio per la valutazione del rischio di Lesioni da Decubito (L.D.D.) nei pazienti ricoverati nella nostra U.O. Durante l’anno in esame su un totale di 1561 pazienti ricoverati 291 sono risultati a rischio di L.D.D. Dei casi a rischio solo l’ 1,72% ha sviluppato la lesione durante il ricovero. Questo conferma che le misure preventive adottate dalla nostra U.O. raggiungono un reale contenimento del rischio di L.D.D. La percentuale di lesioni presenti già in ingresso è risultata del 17,18%. Ciò ha comportato un più alto dispendio in termini di risorse umane e di consumo di materiale. Il sistema di monitoraggio della qualità assistenziale instaurato presso la U.O. nel 2003 è stato utile per mettere in evidenza la validità dell’attuale stato assistenziale (che risulta molto positiva) e nello stesso tempo vuole essere un inizio per ulteriori approfondimenti e miglioramenti. Il lavoro proseguirà con l’utilizzo dello stesso sistema di monitoraggio effettuando due rilevazioni semestrali per la durata di un mese ciascuna (nei mesi di gennaio e luglio). Il Coordinatore Anna Forlani 184 DIPARTIMENTO ONCOLOGICO 8.10. u.o. ONCOLOGIA: gestione dei rischi nella prescrizione-somministazione delle terapie. PREMESSA GLI ERRORI NELLE PRESCRIZIONI DEI FARMACI SONO FRA I PIÙ COMUNI IN MEDICINA; MA SONO ANCHE QUELLI CHE POSSONO ESSERE EVITATI CON PIÙ FACILITÀ, APPLICANDO MISURE SEMPLICI E POCO COSTOSE. PER RAGGIUNGERE IL RISULTATO “OCCORRE PERÒ CAPIRE PERCHÉ GLI ERRORI VENGONO COMMESSI”. IL TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO, IN COLLABORAZIONE CON LE ASSOCIAZIONI DEI MEDICI OSPEDALIERI E DI BASE, HA PROMOSSO IN TREDICI STRUTTURE SANITARIE IL PROGETTO “IMPARARE DALL’ERRORE”. Negli ultimi cinque anni le segnalazioni dei pazienti su presunti sbagli sanitari sono aumentate del 50%. IL RISCHIO NON PUÒ ESSERE AZZERATO MA POSSIAMO PUNTARE AD AUMENTARE LE CONDIZIONI DI SICUREZZA. In oncologia le prescrizioni degli antiblastici avvengono tramite dei protocolli, questi sono numerosi e ne nascono sempre dei nuovi. MODALITÀ’ DI PRESCRIZIONE DELLE TERAPIE PRIMA CHE ATTIVASSIMO IL PROGETTO DI MIGLIORAMENTO Per ogni paziente il medico compilava una scheda terapeutica dove oltre i dati personali del paziente veniva segnata la diagnosi, il tipo di protocollo terapeutico con il dosaggio per m2 e il dosaggio “reale” calcolato per il singolo paziente. Ogni volta che il paziente doveva eseguire il ciclo terapeutico l’infermiere trascriveva il farmaco e il dosaggio su un quaderno e dopo la valutazione degli esami di laboratorio da parte del medico, si procedeva con la “correzione” delle terapie. Riassumendo l’infermiere doveva leggere e trascrivere dalla 185 scheda terapeutica il nome del paziente, il nome del farmaco, il dosaggio e anche le modalità di infusione. OBIETTIVI DEL PROGETTO: diminuire il rischio dell’errore con l’utilizzo di specifici istruzioni operative per ciascun protocollo terapeutico; miglioramento della qualità assistenziale con un comportamento uniforme e continuo nel seguire il protocollo terapeutico nei due turni infermieristici; facilitare l’inserimento del neo-assunto all’interno dell’U.O. AZIONI INTRAPRESE: 9 riunione infermieristica per discutere e condividere il progetto; 9 elaborazione e stesura della procedura ed elaborazione di un protocollo terapeutico “tipo” nonché la modifica della scheda terapeutica; 9 riunione medico-infermieristica per la condivisione e l’approvazione del progetto; 9 elaborazione di tutti i protocolli terapeutici (n°154) – vedi allegato 1 – comprensivi di procedura per lo stravaso in ogni schema; 9 eseguiti tre incontri fra le coordinatrici del DH e della degenza per poter estendere i protocolli anche in quest’ultima, con solo una modifica specifica per il reparto; 9 attivato il CED per la condivisione del programma in diverse postazioni informatiche e con il reparto di degenza; 9 elaborato uno strumento di monitoraggio dello stravaso – vedi allegato 2. TEMPISTICA. Il progetto è iniziato nel mese di novembre dell’anno 2002 ed è terminato nel mese di dicembre dell’anno 2003. CONCLUSIONI. Questo progetto ha messo in collaborazione medici ed infermieri, i risultati sono oggettivamente riscontrabili nell’ambito di: Chiarezza nelle prescrizioni; Diminuzione dei tempi nella procedura della “correzione delle terapie”; 186 Rintracciabilità, delle terapie eseguite e degli operatori coinvolti; Monitoraggio degli eventi sentinella “stravasi”. Il coordinatore DH Onc/Prevenzione AFD Franca Alessandrini 8.11 PROGETTO LESIONI DA DECUBITO36 In linea con gli obiettivi regionali e gli indirizzi di programmazione della Direzione Assistenziale per l’anno 2003, e con riferimento agli obiettivi/prodotti del Progetto n. 4 Gestione del Rischio (“omogeneizzare modalità assistenziali che presentano margini di riduzione di variabilità comportamentale”), erano state delineate le seguenti attività di progetto e di sviluppo: 1. Attivazione di un capitolato per l’acquisto di superfici antidecubito 2. Adozione di strumenti per la valutazione del rischio 3. Revisione protocolli per il trattamento delle lesioni da decubito 4. Formazione gruppo referenti aziendali per lesioni da decubito Di seguito si riportano le attività realizzate nel periodo di riferimento: 1. E’ stato attivato un capitolato per l’acquisto di superfici antidecubito ad alta tecnologia: sono stati acquistati 35 materassi di cui 33 a pressione alternata e due a cessione d’aria. Le superfici sono state assegnante a partire dal luglio 2003 ai reparti definiti ad alto rischio tenendo conto delle dotazioni preesistenti (è stata eseguita la mappatura di tutte le U.O. per avere numero e tipologia di superfici presenti) e degli studi di prevalenza effettuati nel 2000 e 2001. Ospedale di Santarcangelo: (U.O. Post acuti, Medicina, Lungodegenza) n. 7 materassi a pressione alternata Ospedale di Riccione: Ortopedia n. 3 materassi a pressione alternata Medicina n. 3 materassi a pressione alternata Rianimazione n. 4 materassi a pressione alternata; 1 cessione d'aria 36 A cura di Coordinatore G. Tura 187 Ospedale di Rimini: Ortopedia n. 6 materassi a pressione alternata Medicina 1 n. 2 materassi a pressione alternata Medicina 2 n. 2 materassi a pressione alternata Geriatria n. 2 materassi a pressione alternata Chirurgia n. 1 materasso a pressione alternata (più un secondo avuto in donazione) Rianimazione n. 3 materassi a pressione alternata; 1 a cessione d'aria Preliminarmente alla consegna è stato organizzato un incontro informativo-formativo rivolto agli utilizzatori con il contributo della ditta aggiudicataria a cui sono seguiti poi altri momenti formativi all’interno delle singole U.O. con lo scopo di addestrare il maggior numero di operatori all’uso corretto delle superfici e ai principali aspetti di manutezione ordinaria e straordinaria (descritti sul vademecum appositamente predisposto). E’ stato impostato ed è tuttora in corso un sistema di monitoraggio attraverso una scheda di rilevazione, con l’obiettivo di misurare i risultati in termini di: - insorgenza di lesioni da decubito/valutazione rischio paziente - comfort del paziente - giorni utilizzo/superficie - sostituzione del “cover”/paziente L’impegno economico per l’acquisto di queste superfici è stato di 50.000 € E’ stato attivato anche un capitolato per l’acquisto di superfici-posizionatori (matrice in polimero visco elastico) per le sale operatorie di Rimini e Riccione al fine di prevenire le lesioni per quei pazienti definiti “a rischio” e sottoposti ad interventi chirugici di lunga durata per un ammontare di circa 15.000 €. 2. Sorveglianza Nel corso del 2003 è continuata l’attività di sorveglianza delle lesioni da decubito. N° pazienti Rilevati per reparto (Totale 336) 15 10 20 19 8 40 106 52 25 41 2101 GERIATRIA 2601 MED.GEN. 2602 MED.GEN. 2 2603 MED. GEN. SN 3601 ORTOPEDIA 4901 TERAPIA INT. 6001 LUNGODEG. 6002 LUNGODEG. 6003 LUNGODEG.SN 6004 LUNGODEG.CT 188 Lo studio di prevalenza effettuato il 13 novembre è stato condotto, come nel 2001, solo nei reparti definiti ad alto rischio, dei quattro stabilimenti ospedalieri: • Terapie intensive • Ortopedie Traumatologia • Medicine • Geriatria • Post acuti • Lungodegenze • Hospice La rilevazione è stata condotta da un gruppo di infermieri clinici esperti utilizzando la scheda regionale del 2000 e 2001, adattata. Lo studio ha consentito di raccogliere ed analizzare i dati di 336 pazienti, arruolati sulla base dei criteri di eleggibilità indicati nel disegno di studio. Sono state rilevate 57 lesioni da decubito pari al 17% sul totale dei pazienti inclusi, di cui il 56,14% riguarda il genere femminile. 300 Prevalenza lesioni da decubito 279 237 250 30,00% 200 lesioni no 150 77 100 57 24,50% 17,00% 20,00% lesioni si 10,00% 50 0,00% 0 1 2 Anni Anno 2001 Anno 2003 Il tasso di prevalenza è passato così dal 24,5% del 2001 al 17% del 2003 L’indice di Braden (indice predittivo di stima del rischio di insorgenza di LdD) ha rilevato che il 42,86% dei pazienti ospedalizzati si colloca nella fascia più alta di rischio (6-16). Inoltre l’89,5% delle lesioni da decubito rilevate riguarda pazienti con indice di Braden compreso tra 6 e 16. 189 Frequenza delle lesioni per indice di Braden 70,00% 0-8 60,00% 9-12 50,00% 13-16 40,00% 17-20 30,00% 21-23 20,00% 10,00% 0,00% Le caratteristiche delle lesioni osservate classificate secondo la stadiazione NPUAP (National Pressare Ulcer Advisory Panel) hanno dato i seguenti risultati: Tabella 1 Stadio della lesione N° Percentuale Escara 3 5.26 Stadio 1 15 26.32 Stadio 2 21 36.84 Stadio 3 17 29.82 Stadio 4 1 1.75 Totali 57 100 La localizzazione della lesione più grave ha dato i seguenti risultati: • Sacro coccige 71.93% • Tallone 15.79% • Trocanteri 05.2% Cambio posturale Rispetto alle rilevazioni precedenti, si riscontra nuovamente la mancata evidenza di un cambio posturale nei pazienti con punteggio Braden per la mobilità inferiore a 3. In più della metà dei pazienti esaminati non risulta traccia scritta di tale attività: 60% non evidente; 25% evidente; 15% non applicabile. 190 Utilizzo di presidi Nei pazienti con indice di Braden <=16 senza lesioni da decubito: a fronte di un 42,86% di pazienti a rischio si rileva che nel 55% sono state posizionate superfici antidecubito di cui il 4,5% non alimentate e il 50,5% alimentate. Nel 45% non è presente alcuna superficie. Nei pazienti con lesioni da decubito (57) le superfici antidecubito sono presenti nel 77.2% dei casi e sono tutte superfici con motore a pressione alternata o a cessione d’aria. Nel 22,8 dei pazienti non è presente alcuna superficie. Trattamento delle lesioni Lo studio evidenzia una parziale adozione dei sistemi di stadiazione e, nel 28% delle lesioni, persiste un utilizzo di medicazioni tradizionali, in particolare nel trattamento delle escare e delle lesioni di 1° e 4° stadio. Avvertenze alla tabella frequenza delle lesioni per reparto • I dati sono di prevalenza e non sono da imputare in modo univoco al reparto in cui il paziente è presente, in quanto la lesione del paziente può essere insorta in un momento precedente alla presa in carico del paziente stesso da parte del reparto in cui è stato misurato il fenomeno. • Il valore complessivo è sicuramente più significativo, ma anch’esso non è con certezza imputabile a lesioni insorte durante la permanenza negli stabilimenti ospedalieri. • Il rischio di sviluppare lesioni da decubito è calcolato con l’indice di Braden e si è tenuto il valore <=16 come valore di cut-off. Fra i reparti con la prevalenza maggiore troviamo: 191 Frequenze lesioni per reparto 6004 LUNGODEG.CT 6003 LUNGODEG.SN 6002 LUNGODEG. 2602 MED.GEN. 2 2601 MED.GEN. 85,00% 15,00% 53,33% 46,67% 60,00% 40,00% 4901 TERAPIA INT. 2603 MED. GEN. SN 78,95% 21,05% 6001 LUNGODEG. 3601 ORTOPEDIA 75,00% 25,00% LESIONI NO 92,31% 7,69% 96,00% 4,00% 80,49% 19,51% 87,74% 12,26% 2101 GERIATRIA LESIONI SI 72,50% 27,50% / Lungodegenze-6001 46.6% / Rianimazioni 40% / Geriatria 27.5% / Lungodegenza-6004 25% / Lungodegenza-6003 21% / Medicina II 19.5% 192 Nel corso dell’anno 2003 alcune unità operative hanno implementato propri sistemi di sorveglianza; nello specifico si segnalano i seguenti: ☺ U.O. Medicina 1 “Incidenza delle lesioni da decubito su 12 mesi - anno 2003 (vedi allegato); ☺ U.O. Geriatria “Incidenza delle lesioni da decubito su 6 mesi – anno 2003 (vedi allegato); ☺ U.O. Medicina di Riccione “valutazione del rischio attraverso la scala di Braden” (vedi allegato) 3. Realizzazione del Manuale “Lesioni da decubito – prevenzione e trattamento” a cura del Gruppo di progetto aziendale corredato di tutti gli strumenti necessari alla valutazione e gestione del rischio: cd-rom, protocolli, pro-memoria, schede infermieristiche, opuscolo per i familiari. 4. Formazione: sono stati formati altri 70 operatori afferenti in particolare alle U.O. a medio - alto rischio ed una unità infermieristica specializzata in Wound Care. 193 8.12. PROGETTO SCALA DI BRADEN Presso l’unità operativa della medicina uomini di Riccione è partito il progetto della SCALA DI BRADEN. Il gruppo di lavoro si è incontrato per elaborare i dati raccolti nel periodo di tempo compreso tra l’01/11/03 e l’11/12/03. Vi presentiamo la tabella che riassume i dati raccolti in questo breve arco di tempo. U.O. MEDICINA DATI UOMINI DONNE TOT. N° ricoveri 107 114 221 N° schede compilate 80 72 152 N° schede compilate correttamente 68 44 112 N° lesioni all’ingresso 5 4 9 N° lesioni alla dimissione 5 4 9 N° grado di rischio lesioni <=16 20 16 36 Questa prima tabella indica “solo” dati numerici i quali non ci aiutano a comprendere la reale situazione dell’unità operativa in quanto se un paziente entra in reparto presentando una lesione da decubito potrebbe migliorare nel periodo di degenza e viceversa un paziente privo di tale lesione al momento del ricovero potrebbe presentarla al momento della dimissione. Questa limitazione ci porta a voler analizzare ulteriormente i dati e risulta che: LESIONI DA DECUBITO IN MEDICINA = 9 DONNE = 4 UOMINI = 5 N°pz Entrata Uscita Entrata Uscita N°pz 1 No lesione Lesione 1°grado Lesione 2°grado Lesione 3°grado 1 1 Lesione 1°grado No lesione Lesione 2°grado Lesione 1°grado 2 3 Lesione 1°grado Lesione 1°grado Lesione 2°grado Lesione 2°grado 1 194 Vi illustriamo gli indicatori di miglioramento informandovi che per un rapporto ottimale tra i dati abbiamo ritenuto più corretto riportare il n° delle schede di Braden compilate correttamente ossia in ogni loro parte. U.O. MEDICINA INDICATORI DI MIGLIORAMENTO UOMINI DONNE TOTALE N° schede compilate/N° tot. ricoveri 63,55 % 38,60 % 102,15 % N° di lesioni all’ingresso/N° tot. schede compilate 7,35 % 9,10 % 16,45 % N° di lesioni alla dimissione/N° tot. schede compilate 7,35 % 9,10 % 16,45 % I dati sono stati elaborati da: ¾ DE LEONARDIS DOMENICO ¾ FABBRI MICHELA ¾ FANTINI GABRIELLA LA COORDINATRICE MORENA BERTOZZI 195 DIPARTIMENTO CARDIOVASCOLARE DIVISIONE DI MEDICINA P.O. RICCIONE Riccione, 2 MARZO 2004 8.13. Relazione Area di Miglioramento anno 2004 Invio la relazione iniziale del progetto inserito a budget 2004 PROGETTO TAPPE “IMPLEMENTAZIONE DELLA SCALA DI BRADEN” 26 GENNAIO 1° INCONTRO per revisione materiale prodotto anno 2003 29 GENNAIO 2° INCONTRO per discussione e/o approvazione regole comportamentali 6 FEBBRAIO 3° INCONTRO per completamento cartellone lesioni da decubito; MODIFICATA SCALA DI BRADEN per monitoraggio materassini antidecubito 26 FEBBRAIO 4° INCONTRO per raccolta dati mese di dicembre – gennaio febbraio 1 MARZO 5° INCONTRO per aggiornamento e/o preparazione dei nuovi raccoglitori per medicazioni e consegna delle regole ai colleghi 16 MARZO 6° INCONTRO con M.G. TURA STRUMENTI E METODI - scheda medicazione - cartellone - regole comportamentali - CARTELLONE FOTOGRAFICO - Vedi allegato (scala Braden) RISULTATI Conteggio delle schede scala di Braden Elaborazione dati verifica degli indicatori Copia individuale delle regole comportamentali con firma per consegna TUTTI I COLLEGHI SONO STATI INFORMATI DEL NUOVO PROTOCOLLO Presentazione del materiale prodotto e dei dati elaborati Migliorare il percorso LA COORDINATRICE MORENA BERTOZZI 196 8.14. RELAZIONE : PROGETTO DI MIGLIORAMENTO ANNO 2003 Struttura organizzativa Dipartimento malattie cardio-vascolari U.O. Geriatria Titolo del progetto Studio d’incidenza delle Lesioni da decubito con rilevazione mensile del fenomeno nell’U.O. di Geriatria. Descrizione del progetto 1)Coinvolgimento e sensibilizzazione degli operatori sul fenomeno e sul progetto. 2)Rendere omogenei i comportamenti di tutti gli Ip/OSS nei confronti dei protocolli di prevenzione, stadiazione e trattamento delle LDD. 3)Consolidare le attività di monitoraggio con cadenza mensile dell’incidenza delle LDD. 4) Ridurre l’incidenza del fenomeno nella nostra Unità operativa. Azioni Intraprese 1) Formazione del personale IP - OSS Per quanto riguarda il primo e il secondo punto, nell’anno 2002/03 si è provveduto a sensibilizzare e a formare la maggior parte del personale Ip e Ota con corsi di formazione promossi dall’ASRI, dall’Azienda e con incontri interni nell’U.O.. L’obiettivo era : aumentare le conoscenze degli operatori sul fenomeno; - sulla prevenzione con aumento della conoscenze sulle attività di prevenzione e sulle superfici antidecubito; -sulla stadiazione; -sul protocollo di medicazione e sui materiali di medicazione. Azioni Intraprese 2) Applicazione della SCHEDA DI BRADEN. Utilizzazione della scheda di Braden su tutti i pazienti all’ingresso, durante o alla dimissione se presenti variazioni cliniche. Obiettivo : individualizzare con tale strumento e con la valutazione clinica i pazienti a rischio di LDD e monitorare durante la degenza il rischio. 197 3)Applicazione di una SCHEDA DI MOBILIZZAZIONE giornaliera del paziente 4) Utilizzo di una SCHEDA DI MEDICAZIONE PERSONALIZZATA 5) Implementazione di un SISTEMA DI MONITORAGGIO del fenomeno con Raccolta mensile dei dati. I dati corrispondono a indicatori predefiniti quali: totali pazienti per ogni mese, numero pazienti a rischio suddivisi in classi di rischio codificate in base alla scala di Braden; numero lesioni con relative sedi più frequenti e stadio presenti al momento del ricovero o insorte in reparto. -Sistema di monitoraggio -Tempi Dal mese di maggio/ 03 a Ottobre /03 abbiamo fotocopiato tutte le schede di Braden e le schede di medicazione e nel mese di Novembre e Dicembre abbiamo iniziato ad analizzare i dati e a suddividerli. Analisi e sintesi dei dati relativi allo studio Nell’arco di tempo di sei mesi ,da maggio a ottobre 2003, sono state applicate le schede di Braden a 842 pazienti. La media di ingressi per ogni mese esaminato è stato di 120 pazienti. Dall’analisi delle schede è emerso che : N°508 pari al 60% delle schede, erano state compilate in maniera esaustiva; N° 42 pari al 4,9% delle schede non erano state compilate in maniera completa; N° 292 pari al 34,67% dei pazienti non è stato valutato il rischio perché non è stata compilata la scheda di Braden. Per l’elaborazione dei dati sono state considerate 4 Classi del rischio, come segue: 1) Indice di Braden , valore 6 – 9 = Paz. ad alto 2) Indice di Braden , valore 10 – 12= Paz. a medio rischio rischio 3) Indice di Braden , valore 13 – 16 = Paz. a basso rischio 4) Indice di Braden , valore da 17 in poi = Paz. non a rischio. Dall’analisi delle 508 schede compilate in modo esaustivo, emerge che: classe 1 - 70 pazienti sono ad alto rischio ( 13,77 %) classe 2 - 109 pazienti a medio rischio ( 21,45 %) classe 3 - 131 pazienti a basso rischio ( 25,78 %) classe 4 - 193 pazienti non a rischio ( 37,99 %) 198 Analisi e sintesi dei dati relativi allo studio. I dati riguardanti il N° delle lesioni presenti all’ingresso, sono stati rilevate dalle schede di medicazione personalizzate adottate nell’arco di tempo preso a riferimento sui 842 pazienti. Il Numero totale di lesioni presenti all’ingresso è stato di 78 pari al 9,2 %. Le sedi principali di localizzazione delle LDD presenti nei pazienti risultano essere: - la zona sacrale N° 48 pari al 61,5 % - i talloni N° 14 pari al 17,9 % - lato interno ginocchia N° 3 pari al 3,8 % -scapola N° 2 pari al 2,5 % -malleoli N° 5 pari al 6,4 % -trocantere N° 4 pari al 5,1 % -gluteo N° 2 pari al 2,5 % Stadiazione delle lesioni all’ingresso: 11 lesioni stadio 1° 43 lesioni stadio 2° 11 lesioni stadio 3° 2 lesioni stadio 4° 7 lesioni con escara 4 lesioni non sono state stadiate Mentre il N° delle lesioni insorte sul campione esaminato risulta essere 47 pari a 5,58 %. Le sedi principali di nuova insorgenza delle LDD risultano essere: - il sacro = N° 38 pari al 8 % - la scapola = N° 3 pari al 6,3 % - il gluteo = N° 2 pari al 4,2 % - i talloni = N° 2 pari al 4,2 % -il trocantere = N° 2 pari al 4,2 % Stadiazione delle lesioni insorte in U.O.: 15 stadio 1° 31 stadio 2° 1 escara La raccolta dati sulle suddette lesioni sono state rilevate dalle schede infermieristiche e dalle schede personalizzate di medicazione personalizzate sul gruppo di pazienti presi a campione nell’arco di tempo preso a riferimento. CONCLUSIONI Su N° 842 pazienti presi in esame il 9,2 % presentava lesioni già all’ingresso, purtroppo i dati non forniscono informazione sull’evoluzione delle lesioni al momento della dimissione. 199 Il numero di nuovi casi evidenzia un incidenza del 5,58 % nel periodo da Maggio a Ottobre 2003. I dati non permettono di mettere in relazione la classe di rischio, individuata sulle Braden compilate e il numero di lesioni insorte calcolate invece sul numero totale dei pazienti entrati. La distribuzione del rischio effettuata su N° 508 pazienti pari al 60% per i quali è stata compilata la Scheda di Braden, non consente di avere dati precisi sulla classe di rischio, di tutto il campione di pazienti esaminati e quindi di porre in relazione i nuovi casi con la classe di rischio. Le limitazioni sopra indicate dovranno essere valutate e corrette per continuare lo studio di incidenza dell’anno 2004. Rimini , 05,03,2004. Il Responsabile AFD Magnani Mara 200 Cap. 9 ANALISI ORGANIZZATIVA E STATO DELL’ARTE DEI PROGETTI 2003 A CURA DELLE DIREZIONI ASSISTENZIALI DIPARTIMENTALI 201 9.1. DIPARTIMENTO EMERGENZA – URGENZA: ANALISI ORGANIZZATIVA E STATO DELL'ARTE DEGLI OBIETTIVI DELLE UU.OO. - ANNO 2003 –. SPECIFICI PROGETTI INNNOVATIVI E DI MIGLIORAMENTO DI UNITA' OPERATIVA. UU.O.O - TITOLO PROGETTO OBIETTIVI RISULTATI 1. creare una condizione 1. è proseguita per l'anno RIMINI SOCCORSOPROCESSO di uniformitàdi riferimento il percorso (118) DI INTEGRAZIONEorganizzativa per ildi inserimento ed personale infermieristicoassegnazione di risorse INFERMIERISTICA che opera nell'emergenza-infermieristiche PRONTO DIPARTIMENTALE per la dotazione intra edportare SOCCORSO TRA LE DUE UNITA'urgenza organica del 118 a 60 extraospedaliera; OPERATIVE unità; 2. gestione integrata in caso di criticità2. è stato approntato il modello di turnistica (in organizzativa; quinta) per il 118 3. identificare un modellofinalizzato alla definizione base di turnistica, glidi una turnistica comune strumenti gestionali econ il Pronto Soccorso ; formativi finalizzati 3. è continuato il piano di all'integrazione. integrazione/rotazione /interscambio infermieristico tra i due settori, proseguendo nella linea temporale di quattro mesi, in accordo con la programmazione quadrimestrale dei congedi ordinari. U.O. TITOLO PROGETTO OBIETTIVI PRONTO SOCCORSOREVISIONE LINEE-Nei Pronto soccorso e RIMINI - RICCIONE GUIDA AZIENDALI DIMedicina d'Urgenza di Rimini e Riccione è stata TRIAGE adottata la metodologia di RISULTATI 1. realizzazione di uno strumento operativo scaturito dalla 202 U.O. TITOLO PROGETTO OBIETTIVI triage con la definizione delle prime linee-guida nel 1995 a Riccione e nel 1996 a Rimini. Ogni anno vengono accettati circa 57.000 pazienti a Rimini e 33.000 pazienti a Riccione. Questo sistema permette un corretto approccio anche nei momenti di grande affluenza come nel periodo estivo. In questo momento è in dispensabile una revisione delle linee-guida per raggiungere i seguenti obiettivi: 1. rispondere adeguatamente alla nuova organizzazione ospedaliera; 2. adeguarsi alla nuova normativa del profilo professionale infermieristico; 3. creare delle linee-guida condivise che siano accreditate a livello Aziendale; 4. garantire la trasparenza dell'operato infermieristico; 5. uniformare le lineeguida di triage tra i due Presidi Ospedalieri. RISULTATI condivisione di un gruppo integrato (medici ed infermieri) dei due Pronto Soccorso (Rimini – Riccione) 2. strutturazione ed effettuazione di due corsi di formazione specifici, di cui uno svolto presso il Presidio Ospedaliero di Rimini ed uno presso il Presidio ospedaliero di Riccione. Obiettivo del corso: l'integrazione dei due gruppi dal punto di vista della formazione e dell'applicazione delle linee-guida dei codici di accesso.Docenti del Corso sono stati infermieri e Medici appartenenti alle due equipe. Il corso è stato integrato con una lezione di un Docente esterno con esperienza di triage, docente al GFT (Gruppo Formazione Triage). Il corso, suddiviso in due parti, una teorica ed una pratica con simulazione dei casi, è stato frequentato da Infermieri dei due gruppi in compresenza, proprio per aprire un confronto sulle tematiche presentate.I 203 U.O. TITOLO PROGETTO OBIETTIVI RISULTATI gruppi infermieristici hanno ritenuto l'esperienza qualificante sia dal punto di vista professionale che relazionale. 9.1.1 AMBULATORIO INFERMIERISTICO: TRAUMATOLOGIA E ORTOPEDIA SALA GESSI U.O. TITOLO PROGETTO DESCRIZIONE OBIETTIVI RISULTATI SALA GESSI RIMINI In campo socio-sanitario la La gestione sperimentale ATTIVAZIONE complessità di molti bisognidell'ambulatorio a gestione AMBULATORIO richiede la capacità di erogareinfermieristica, dal suo inizio (9 ORTOPEDICO A GESTIONErisposte tra loro integrate;giugno 2003) e fino al 31 l'ambulatorio infermieristicodicembre 2003, ha consentito INFERMIERISTICA ortopedico si pone come unauna riduzione delle visite articolazione collaborativamediche di controllo ortopedico, continuativa da parte diportando quelle giornaliere da 50 un'equipe multidisciplinarea 35. capace di rispondere ai bisogniHa consentito inoltre l'aumento espressi e non, con tempestività,giornaliero delle prestazioni a appropriatezza e costanza nelCUP da 3 a 6. Sono state erogate tempo. n° 654 Queste considerazionicomplessivamente ambulatoriali impongono la necessità diprestazioni ridisegnare percorsi sanitari cheinfermieristiche nel periodo prevedano, mediante unaindicato. maggiormente continuità assistenziale,La tipologia soluzioni gestionali più efficaci,gestita è quella riferita a: senza diminuire la qualità della medicazioni semplici; prestazione sanitaria. Il progetto prevede medicazioni complesse l'individuazione di elementisenza rimozione di organizzativi e gestionali riferiti sostanza; all'assistenza infermieristica per la sperimentazione e l'attuazione bendaggi e fasciature di di una ambulatorio destinato alvaria tipologia. (vedi trattamento degli utenti con appendice statistica). patologia ortopedica. La figura infermieristica riveste un ruolo fondamentale in quanto “professione che gestisce le cure” ed elabora la “presa in carico” del paziente/utente, determinante nel tracciare il percorso che predispone al follow-up ambulatoriale. Obbiettivi specifici del progetto sono: 1. favorire l'accesso degli utenti a prestazioni infermieristiche ortopediche; 204 U.O. TITOLO PROGETTO DESCRIZIONE OBIETTIVI RISULTATI 2. riduzione file di attesa per gli utenti in ambulatorio medico ortopedico; 3. appropriatezza degli interventi e delle prestazioni a CUP; 4. migliorare la “qualità” della visita ortopedica (più tempo da dedicare al paziente); 5. miglioramento della qualità delle prestazioni erogate, con conseguente aumento di risposta ai bisogni del paziente e miglioramento della percezione/soddisfazione dello stesso; 6. contenimento del ricorso alle prestazioni ambulatoriali mediche e/o di pronto soccorso quando non strettamente necessarie. Per offrire maggiore comprensione si allega statistica sulla casistica prestazionale effettuata nel periodo di riferimento (9 giugno 2003 – 31 dicembre 2003). 205 giugno dati attività ambulator io infermieri stico per prestazion i P.O. DI RIMINI U.O. TRAUMA TOLOGI A E ORTOPE DIA SALA GESSI CDC 365 apparecch 0 io gessato avambrac cio apparecch 0 io gessato brachioantibrachi ale apparecch 0 io gessato ginocchier a apparecch 0 io gessato stivaletto bendaggio 0 : desault, so-bar bendaggio 0 : alla colla di zinco bendaggio 0 semplice medicazio 0 ne complessa con rimozione di sostanze medicazio 0 ne complessa senza luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre totale 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 3 0 0 3 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 5 6 0 0 0 0 0 1 1 0 0 0 7 2 0 9 206 rimozione di sostanze medicazio 0 ne semplice rimozzion 1 e gesso riparazion 0 e gesso stecca di 0 Zimmer 1 totale complessiv o 28 70 62 128 280 103 671 2 0 0 0 0 0 3 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 30 70 62 146 282 109 700 9.1.2 DIPARTIMENTO EMERGENZA-URGENZA: PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003 U.O. Titolo progetto Data inizio Progetto Data scadenza Progetto di Gennaio 2003 118RIMINI Processo integrazione SOCCORSO infermieristica Dipartimentale PRONTO Pronto Soccorso SOCCORSO - 118 Dicembre 2003 Revisione linee- Gennaio 2003 guida triage aziendali Dicembre 2003 PRONTO SOCCORSO RIMINI RICCIONE Descrizione obiettivo finale al 31/12/2003 1. gestione integrata in caso di criticità organizzativ a; 2. definizione modalità di integrazione/ rotazione/int erscambio tra i due settori; 3. definizione di una turnistica comune. 1. necessità di uniformare la modalità di codifica dei pazienti che si RISULTATO OBV non raggiunto X OBV raggiunto 100% % raggiungime nto BV OBT non raggiunto X OBV raggiunto al 100% 207 rivolgono in Pronto Soccorso; 2. esigenza di formazione degli infermieri di Pronto Soccorso dell’Azienda USL % raggiungime nto OBV Direzione Assistenziale Dipartimentale (D.A.D. Donatella Zanchini) Rimini, lì___1/03/04 9.2 DIPARTIMENTO NEFRO-UROLOGICO: MIGLIORAMENTO DI UNITA' OPERATIVA U.O. TITOLO PROGETTO DIALISI RN – RC -MOBILITA' SN PROGRAMMATA PERSONALE INFERMIERISTICO NEI TRE CENTRI DIALISI AZIENDALI SPECIFICI PROGETTI OBIETTIVI/PRODOTTI - regolamentare la mobilità infermieristica interna ai tre centri Dialisi; - favorire l'integrazione professionale superando lo scoglio dei vincoli organizzativi ed assistenziali; - ottimizzare l'utilizzo delle risorse umane garantendo standard assistenziali adeguati al paziente che effettua il trattamento dialitico. Le assenze impreviste ed il residuo elevato di ore e ferie richiedono l'impegno del personale non solo all'interno del Centro di appartenenza, ma necessitano di rotazione per consentire sia la copertura dei turni che la fruizione delle ferie ed ore a recupero programmato. Il regolamento deve prevedere la modalità con cui avviene il processo di mobilità, con l'obiettivo di mantenere i punti fermi sopra riportati. INNOVATIVI E DI RISULTATI - elaborazione di procedure organizzative per la gestione delle assenze all'interno di ogni Centro dialisi; - è in fase di completamento la stesura della procedura trasversale con la collaborazione tra rappresentanti del gruppo infermieristico dei tre centri Dialisi ed i Coordinatori Infermieristici; - è gia in attuazione la mobilità tra i tre centri Dialisi in caso di criticità organizzativa. 208 9.2.1 DIPARTIMENTO NEFRO-UROLOGICO: PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003 U.O. Titolo progetto DIALISI Rimini Riccione Santarcangelo Integrazione tra Gennaio 2003 il personale infermieristico dei tre Centri Dialisi DIALISI Rimini Riccione Santarcangelo Data inizio Progetto Scheda integrata Gennaio 2003 per processo di dialisi unificata dei tre Centri Dialisi Gennaio 2003 NEFROLOGIA/ Adozione UROLOGIA scheda di terapia unica; Adozione Data scadenza Progetto Dicembre 2003 Dicembre 2003 Dicembre 2003 Descrizione obiettivo intermedio al 30/12/03 1. gestione integrata in caso di criticità organizzativ a; 2. programmaz ione in comune dei periodi di ferie programmat e; 3. definizione di un regolamento di integrazione -rotazioneinterscambio . - adozione scheda dialitica integrata nei tre centri con utilizzo di unico modello: - il gruppo di lavoro ha portato ha termine il progetto; - sperimentazi one dello strumento di lavoro nel 2° semestre 2004 - adozione schede nelle due unità operative RISULTATO OBV non raggiunto X OBV raggiunto 100% % raggiungime nto BV OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 50% % raggiungime nto OBV X OBT non raggiunto OBT raggiunto al 100% 209 con utilizzo di unico % modello. aggiungimento OBT scheda infermieristica unica Direzione Assistenziale Dipartimentale (D.A.D.Donatella Zanchini) Rimini, lì___1.0304_____________________ 9.3 DIPARTIMENTO MALATTIE ENDOCRINO METABOLICHE DEL RICAMBIO E DELL’APPARATO GASTROENTERICO - UNITA’ OPERATIVE MED.3 – LD - POST ACUTI - OSPEDALE “A.FRANCHINI - SANTARCANGELO 9.3.1 PROGETTO FORMAZIONE SUL CAMPO (PRIMA MIGLIORAMENTO QUALITA’ DELL’ASSISTENZA EROGATA. BOZZA): Medicina e Lungodegenza hanno un unico gruppo infermieristico il quale, in base ad una turnistica pianificata, si alterna sulle due unità operative. Le due U.O. hanno finalità diverse, di conseguenza, diversa tipologia di pazienti. L’U.O. di Medicina Generale, accoglie pazienti con patologie acute, che richiedono un approccio assistenziale in rapida sequenza, presenta un elevato tourn-over di pazienti , di conseguenza, l’organizzazione è caratterizzata da un elevato dinamismo. L’U.O. di Lungodegenza, accoglie pazienti che presentano patologie croniche, patologie oncologiche in fase avanzata, pazienti in stato comatoso, anziani con tutte le conseguenze delle sindromi da immobilizzazione. Per le caratteristiche descritte, i pazienti soggiornano per lunghi periodi.; pertanto, risulta difficile pianificarne la dimissione. Le due realtà, si differenziano quindi notevolmente sul fronte assistenziale, sul carico di lavoro, sulla opportunità di sperimentare la propria professionalità ,sulla capacità di adattarsi in modo rapido, a due diversi contesti organizzativi. La U.O. Post Acuti ha un organico infermieristico dedicato, nasce da un progetto aziendale su indicazione di una direttiva regionale che prevedeva la riorganizzazione della rete ospedaliera con un appropriato utilizzo delle risorse volto a occuparsi di erogare assistenza con fini riabilitativi, a tutti quei pazienti che,superata la fase acuta della malattia,necessitano ancora di un elevato carico assistenziale infermieristico a fronte di un basso carico assistenziale medico. 210 La U.O. post acuti utilizza un modello organizzativo innovativo, che tende a risaltare il ruolo infermieristico e le responsabilità in esso contemplate; all’interno di questa realtà viene erogata assistenza personalizzata, lavorando in equipe per settori , la direzione infermieristica di tale realtà, pone l’accento sulle reali responsabilità gestionali/organizzative, sulle capacità di gestire i rapporti all’interno di un team multi professionale, sul mantenere alto il livello di professionalità ed il desiderio di approfondire le proprie conoscenze e competenze,attraverso l’aggiornamento e la formazione. Sulle unità operative di Medicina/Lungodegenza vi è un organico medico dedicato, mentre nella unità operativa di post acuti, il medico ha un ruolo di consulente / referente per i pazienti Per quanto riguarda il gruppo O.T.A. questi, mediante una dinamica organizzativa della turnistica, ruota in sequenza sulle tre realtà, per questo, al gruppo, viene richiesto un importante e costante impegno di adattarsi alle tre diverse organizzazioni. Un unico coordinatore infermieristico,affiancato da un referente tecnico sulla medicina e dalle due case manager sul post acuti coordina i gruppi, attraverso strumenti che prevedono momenti di integrazione. Durante il secondo semestre 2002 negli incontri di gruppo fra professionisti, si è delineata l’esigenza di analizzare i punti di debolezza del contesto lavorativo, sono emerse delle problematiche,queste sono state analizzate, ne è scaturita una analisi dei bisogni formativi, sono nate proposte per strutturare un percorso formativo interno,finalizzato a sviluppare conoscenze,competenze,metodi. 1) A.S.L./ U.O.R.I. 2) DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE ENDOCRINO METABOLICHE DEL RICAMBIO E DELL’APPARATO GASTROENTERICO UNITA’ OPERATIVE MEDICINA3/LUNGODEGENZA,POST ACUTI O.”A.FRANCHINI” SANTARCANGELO. 3) U.O.R.I. 4) PROGETTO FORMATIVO: FORMAZIONE SUL CAMPO 5) PARTECIPAZIONE A PROGETTI DI MIGLIORAMENTO 6) RESPONSABILE: A.F.D. BARTOLINI ELSA DOCENTI: Dr. IOLI GIORGIO Dr. GRASSIA SERGIO DR.ssa GERBONI SABRINA TUTOR : I.P. TORDI MONIA I.P. RONCI SIMONA 7) OBIETTIVO GENERALE: FORMAZIONE INTERDISCIPLINARE FINALIZZATA ALLO SVILUPPO DELLA INTEGRAZIONE DI ATTIVITA’ ASSISTENZIALI E SOCIO ASSISTENZIALI 211 OBIETTIVO SPECIFICO: 1) ATTIVAZIONE MEETING DI REPARTO 1.2) PERSONALIZZARE I COMPORTAMENTI CLINICI,STANDARDIZZANDO LE PROCEDURE. 1.3) APPROFONDIRE CONOSCENZE 1.4) PORSI IL PROBLEMA DEL COORDINAMENTO DEI MEETING 8) N° 3 MEDICI – N° 27 INFERMIERI – N° 15 O.T.A. 9) I TRE DEI MEDICI DI U.O. HANNO UN RUOLO DI DOCENTI NELLA PARTE TEORICA, PARTECIPANO INOLTRE SARANNO PRESENTI INOLTRE, INSIEME AD ALTRI COLLEGHI MEDICI, NELLA DISCUSSIONE DEI CASI. NEL GRUPPO INFERMIERISTICO SONO INDIVIDUATI DUE TUTOR D’AULA,TUTTI GLI ALTRI, PARTECIPANO IN AULA E PARTECIPERANNO AI MEETING PER LA DISCUSSIONE DEI CASI. GLI O.T.A. PARTECIPANO AGLI INCONTRI D’AULA E DI VOLTA VOLTA,POTRANNO ESSERE PRESENTI NELLA DISCUSSIONE DEI MEETING. IN 10) L’IMPEGNO RICHIESTO AI PARTECIPANTI E’ SUDDIVISO IN DUE TAPPE: 1° tappa = lezioni teoriche su tematiche cliniche già individuate,ripetibili in due edizioni ciascuna,per permettere al personale tutto di partecipare TIPOLOGIA CORSO TEORICO 1.Lettura analitica dell’E.C.G. (Dott.Ioli) 1° MODULO Data: da ore a ore 2. Assistenza al paziente con Data : da ore respiratore,ossigenoterapia (Dott.Grassia, Dott.ssa Gerboni ) 3. Terapie ipoglicemizzanti orali e insulina Data: (Dott.Ioli) da ore 2° MODULO Data: da ore a ore a ore Data: da ore a ore a ore Data: da ore a ore 2° tappa strutturare un incontro settimanale per la discussione dei casi. FORMAZIONE SUL CAMPO 1° MODULO gg.della settimana a ore 1. Lettura analitica dell’E.C.G. : 1 tutor I.P. + 1 da ore tutor Medico 2. assistenza al paziente con respiratore.ossigeno gg.settimana da ore a ore terapia : 1 tutor I.P. + 1 tutor Medico 3° terapie ipoglicemizzanti orali e insulina: gg.settimana 1 tutor I.P. + 1 tutor Medico da ore a ore 11) METODI DI APPRENDIMENTO: RISOLUZIONE DI CASI CLINICI LAVORO PER 2° MODULO gg. settimana da ore a ore gg.settimana da ore a ore gg.settimana da ore PICCOLE EQUIPE a ore PER LA 212 12) . DOCUMENTI UTILIZZATI: - MATERIELE DI TIPO SCIENTIFICO - CARTELLE CLINICHE E INFERMIERISTICHE DEI CASI SELEZIONATI – VERBALI DEI MEETING NELLE DISCUSSIONI DEI CASI, SI SCELGONO CASI CLINICI REALI (attività svolta dai tutor medici ed infermieristici),SI VALUTERA’ LA DOCUMENTAZIONE, SI APRIRA’ IL DIBATTITO,SI ELABORERANNO DOCUMENTI PER LA RISOLUZIONE DEL CASO. 13) IL PROCESSO DI FORMAZIONE INIZIA AD APRILE 2003 ED AVRA’ LA DURATA DI TRE MESI DIVENTERA’ MOMENTO STRUTTURATO QUINDICINALE PER LA CONTINUITA’ DELLA FORMAZIONE RITENUTO ALTRESI’ FORMAZIONE SUL CAMPO. Il processo di formazione inizia a Maggio 2003 la fase di discussione dei casi,diventa momento strutturato settimanale per la continuità della formazione. Il corso verrà organizzato in orario di servizio, verrà dotato del regolamento della firma presenza,le lezioni sono ripetute per dare a tutti gli operatori di essere presenti,l’impegno orario è stimato sulle 2 ore di lezione d’aula per il primo modulo,sulle 2 ore per la discussione del caso. L’impegno previsto è da considerarsi diverso fra i docenti, i tutor e i discenti . La valutazione dell’apprendimento verrà effettuata attraverso chek list, discussione e risoluzione di un caso attraverso l’elaborazione di percorsi assistenziali interni . La valutazione del processo avverrà attraverso la costruzione di linee guida interne avvalendoci di la consultazione di materiale bibliografico…. 213 9.3.2 PROGETTO DI MIGLIORAMENTO ANNO 2003 U.U.O.O.MED.3/LD./POST ACUTI SANTARCANGELO ATTIVAZIONE MEETING DI REPARTO NOVEMBRETEMPI DICEMBRE 2002 MARZO 2003 APRILE APRILE MAGGIO LUGLIO SETTEMBRE DICEMBRE REFERENT AZIONI I Analisi del bisogno ____________ formativo, definizione nel dettaglio del progetto Coinvolgimento degli operatori. Contattare referente dipartimentale per la formazione,contatta re U.O.R.I. per espletamento organizzazione corso utilizzando l’istituto della formazione sul campo elaborazione del progetto secondo i criteri della commissione regionale per la formazione sul campo in collaborazione con U.O.R.I. Coinvolgimento dei medici con funzione di docente, elaborazione/prepar azione del materiale inerente le lezioni d’aula individuazione tutor infermieristici Coordinatore Bartolini ________ Coordinatore Bartolini _______ Coordinatore Bartolini _______ Coordinatore + tutor referenti Tordi Monia + Ronci Simona 214 Incontri d’aula per lezioni frontali Preparazione materiale attivazione meeting reparto _______ _____ Bartolini + tutor Tordi Ronci + medici: Dr. Grassia,Gerb oni, Ioli, Morelli Tutor referenti ___________ Tordi + Ronci + Coordinatore ed di 9.3.3 DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO OBIETTIVI AREA ORGANIZZATIVA 2003. MODELLO ORGANIZZATIVO STRUMENTI METODI : MEDICINA 2° - RISULTATI Obiettivo: ridurre attività notturne pianificate per consentire una maggiore sorveglianza del paziente ricoverato Analisi organizzativa: incremento del personale infermieristico 20 unita a tempo pieno 2 part time Ridistribuzione delle presenze nelle fasce orarie mattina e pomeriggio Mantenimento di due unità infermieristiche nella fascia oraria notturna Sperimentazione e monitoraggio del percorso di attivazione dell’unità OTA della medicina 1° durante l’orario notturno in caso di urgenza :incontri con il personale per ridefinire il paino delle attività infermieristico ed OTA Individuazione di quelle attività che trasferite nella fascia del mattino avrebbero determinato una riduzione dei carichi di lavoro notturno Modifica del regolamento di U.O per Predisposizione di una griglia uguale per entrambe le U.O. dove vengono registrate le chiamate notturne. Monitoraggio delle chiamate da parte di entrambe le U.O. Data di inizio della rilevazione Giugno 2003. maggiore soddisfazione dei pazienti in quanto riposano più a lungo - maggiore soddisfazione del personale - riduzione del costo dell’appalto - più tempo dedicato dal personale dell’appalto alle pulizie del reparto Dopo un periodo di monitoraggio di sei mesi giugno- dicembre 2003 dalle griglie sono stati elaborati i seguenti dati . - N ricoveri notturni - N ricoveri multipli in una unica notte - N chiamate ota Medicina 1 - Motivo della chiamata I dati sono stati inviati al Direttore della Direzione Assistenziale aziendale. 215 9.3.4. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO: OBIETTIVI AREA MIGLIORAMENTO 2003 PROGETTO Adottare uno strumento per rilevare il livello di qualità dell’assistenza medica ed infermieristica percepita dall’utente durante la degenza nell’ambito del progetto “ qualità” dell’azienda “ TAPPE migliorare la gestione del paziente con scompenso cardiaco per ridurne i rientri STRUMENTI METODI Presentaz ione del progetto a medici ed infermieri Definizio ne del percorso di distribuzi one e ritiro dei questiona ri Definizio ne del periodo di rilevazion e ottobre dicembre Distribuzione di un questionario per l’arco di tempo di tre mesi I questionari ritirati sono stati 100 Il questionario veniva consegnato al paziente dal personale OTA il giorno della dimissione : per il ritiro è stata predisposta una cassetta collocata all’ingresso dell’U.O in cui l’utente può imbucare il questionario compilato U.O. MEDICINA II° - RISULTATI I 100 questionari sono stati inviati all’U.O. “Qualità ed Accreditamento” dell’Azienda per l’elaborazione dei dati Attivazione del Corso di formazione su campo Formazione di gruppi di lavoro per Elaborazione dei dati forniti l’elaborazione del percorso clinico dall’Ufficio Controllo di assistenziale del paziente con Gestione e riferiti al numero di scompenso . rientri in Medicina II con diagnosi di Scompenso Cardiaco Incontri con il personale per presentare il progetto Ricerca bibliografica Distribuzione delle linee Guida AMNCO per la gestione del Elaborazi paziente con Scompenso one dati cardiaco dei rientro Elaborazione e Distribuzione al presso la personale di griglie per medicina l’elaborazione del percorso 2 per un clinico ed assistenziale del periodo paziente con Scompenso relativo Cardiaco ai ricoveri dell’anno 2002(?) Selezione delle cartelle cliniche relativi ai ricoveri multipli per scompens 216 o cardiaco. Valutazio ne del percorso diagnosti co terapeutic o attraverso lo studio delle cartelle cliniche prese in considera zione . Elaborazi one dati. Predispos izione del progetto di formazio ne sul campo per l’elaboraz ione di un percorso clinico assistenzi ale di tale paziente condiviso sia dal personale medico che infermieri stico. 217 9.3.5. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO - SERVIZIO AUTONOMO DIABETOLOGIA DH. MEDICINA 2: OBIETTIVI AREA MIGLIORAMENTO 2003. PROGETTO OMEGENIZZA ZIONE DELLA FORNITURA DEI PRESIDI SANITARI DIAGNOSTIC O TERAPEUTICI PER I SOGGETTI AFFETTI DAL DIABETE MELLITO ( prosegue il progetto fino a giugno 2004) DI STRUMENTI E METODI TAPPE AZIONI DA PIANIFICAZIONE DEL RISULTATI INTRAPRENDERE PROGETTO. ¾ riduzione della spesa NEL 20003 sanitaria per presidi 1) Elaborare percorsi per diagnostici terapeutici l'accesso al centro a) elaborazione di utilizzati nei pazienti con unico di riferimento una procedura di diabete di tipo II accesso al centro unico di riferimento 2 ) pianificare incontri ¾ riduzione delle scorte di da inviare ai medici settimanali con gli utenti materiale in possesso di medicina generale esterni per definire il dell'utente a rischio di fabbisogno del presidiato scadenza e rispondere b) prevedere un mensile informativa agenda di all'esigenza ¾ riduzione dei tempi appuntamenti per dell'utenza di attesa dell'utente incontri con l'utenza esterna 9 Al 31/12/203 c) prevedere due Sono stati rivisti giornate settimanali ( 848 piani terapeutici lunedì e Giovedì) e la fascia oraria ( 1315) in cui garantire la presenza di una unità infermieristica e medica per la determinazione del fabbisogno mensile 9.3.6. AREA ORGANIZZATIVA Modello organizzativo precedente Come obiettivo aziendale era stato dato il mandato dell’abbattimento ferie del 2002 per tutto il personale infermieristico e tecnico all’interno dell’U.O. Progetto di miglioramento per l’anno 2003 : Nuova metodica tricotomia con Modello organizzativo Strumenti e metodi risultati adottato Piano ferie Riunione informativa e Abbattimento ferie 2002 quadrimestrale e regolamento precedenza ad usufruire delle ferie per le persone che avevano più giorni È stato modificato il piano di lavoro degli infermieri e degli OTA per poter effettuare la Elaborazione e Adozione sperimentazione delle procedure procedure per tricotomia e doccia preoperatoria delle 218 di clipper e doccia tricotomia e la doccia Periodo sperimentazione dal preoperatoria ed nell’immediato 16/7/03 a Dicembre elaborazione delle preoperatorio 2003. relative procedure Raccolta dati e sperimentazione finale esposta al Budget 2004 per l’acquisto di 900 clipper 9.4. DIPARTIMENTO CARDIOVASCOLARE: CARDIOLOGIA/UTIC RIMINI - STATO DELL’ARTE PROGETTI 2003. Coordinatore Lombardi Denise Area Organizzativa Titolo del Tappe progetto percorse 1. Individua "Referente zione Attrezzature" refernti infermier Referenti del istici del progetto: progetto - Lombardi 2. Individua Denise zione - Bertozzi referente Monica U.O. - Ronconi Ingeg. Cinzia Clinica Incontri Referente U.O. 3. con Ingegneria referente Clinica: ing. - Ing. Zangheri clinica Marcella 4. Elaborazi one inventari o attrezzatu re 5. Elaborazi one di una scheda tecnica approvata dall'U.O. di Ing. Clinica (allegato) 6. Elaborazi Strumenti e Risultati raggiunti metodi 1. Lavori di 1. Elaborazione inventario di piccolo tutte le gruppo attrezzature 2. Lavori completo di individu numero ali d'inventario, numero di serie, quantità in dotazione, collocazione fisica dell'attrezzatura , centro di costo di attribuzione 2. Elaborazione schede tecniche per le seguenti attrezzature: - EGA - Elettrocardiogr afo ESAOTE - Defibrillatore Code Master XL - Poligrafo - Pompa per nutrizione enterale - Monitor portatile M3 - Pompa siringa per fibrinolisi - Pompa siringa Obiettivi previsti per il 2004 1. Elaborazione procedura per la gestione attrezzature approvata e validata a livello aziendale 2. Completamento elaborazione schede tecniche attrezzature 3. Raccolta dati per fermo macchina evento critico 219 7. one scheda di rilevazio ne evento critico (allegato) Elaabora zione schede tecniche Alaris - Defibrillatore Lifepack 12 3. Elaborazione scheda raccolta dati evento critico 9.4.1 SCHEDA DI FUNZIONAMENTO Tipo di attrezzatura: Modello: N° d'inventario: Costruttore: Apparrecchi in dotazione: Luogo di deposito: Materiali di consumo: Accessori: Modalità di accensione: Modalità di funzionamento: Impostazione ed attivazione allarmi: 220 Modalità di spegnimento: Modalità di manutenzione quotidiana: Manuali d'uso (luogo di conservazione): 9.5. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI, IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E MALATTIE INFETTIVE: RELAZIONE FINALE OBIETTIVI BUDGET 2003.37 Analisi organizzativa Gli obiettivi dipartimentali previsti nel budget anno 2003, sono stati raggiunti (vedi prospetto di sintesi allegato ). Alcune U.U.O.O. che compongono il Dipartimento, sono state sottoposte ad un processo di rimodulazione: - chiusura dell’U.O. di Chirurgia/Ortopedia a Ciclo Breve (marzo 2003 ); - istituzione dell’U.O. di Pneumologia presso l’ala della Chirurgia a Ciclo Breve (gennaio 2003, vedi scheda allegata ). Questa rimodulazione ha comportato ovviamente la revisione e la mobilità degli organici infermieristici interessati, con inserimento del personale infermieristico in altre realtà operative e recupero di altro. Altri aspetti organizzativi emergenti sono stati: 37 A cura di D.A.D. Laila Marconi. 221 - una grossa integrazione dipartimentale del personale infermieristico che, in diversi periodi dell’anno si è reso disponibile a sostituire, in situazioni di criticità ed anche per lunghi periodi, col.leghi assenti in U.U.O.O. non di appartenenza; - la sostituzione del Coordinatore dell’U.O. di M. Infettive avvenuta nel mese di febbraio e il suo necessario inserimento. Difficoltà gestionali del personale della stessa U.O. legate al numero di part-time (tre) presenti nella turnistica della degenza. - La rimodulazione della turnistica nell’U.O. di Malattie Infettive a seguito dei dettami contenuti nell’Accordo Decentrato Aziendale che prevede una tendenza alla eliminazione del turno m/3 come componente fissa e sistematica della programmazione del ciclo di lavoro. Progetti di miglioramento; Dei progetti di miglioramento, (vedi prospetto riassuntivo Cap. 9.4.1.) alcuni sono trasversali a tutto il Dipartimento: - Implementazione consulenze infermieristiche; - Implementazione cartella integrata di U.O.. Di grande rilevanza sono stati: - Il progetto relativo l’incidenza delle lesioni da decubito, realizzato nella U.O. di Medicina Ia. Il personale infermieristico, utilizzando documentazione infermieristica strutturata (Scala di Braden) e la preparazione formativa, nell’anno 2003 ha intrapreso uno studio per la valutazione del rischio di lesioni da decubito (L.D.D.) nei pazienti ricoverati nell’U.O.. Tale sistema di monitoraggio della qualità assistenziale è stato utile per mettere in evidenza la validità dell’attuale stato assistenziale e nello stesso tempo vuole essere un inizio per ulterioriapprofondimenti e miglioramenti. Il lavoro, con l’utilizzo dello stesso sistema dimonitoraggio, effettuando due rilevazioni semestrali per la durata di un mese ciascuna nei mesi digennaio e luglio 2004. (vedi progetto allegato) - il progetto relativo il “Modello organizzativo Assistenziale per obiettivi” implementato dalla Chirurgia Generale/Toracica (la chiusura del progetto è prevista nel 2005) che , dopo aver effettuato numerosi incontri con il personale infermieristico, modificato in parte la documentazione clinico assistenziale, ha programmato, in collaborazione con la D.A. un corso specifico di formazione dipartimentale. DAD. L. MARCONI 222 9.5.1 DIPARTIMENTO DELLE M. POLMARI, IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE INFETTIVE: PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. 9.5.2 OBIETTIVI DIPARTIMENTALI 2003 : • • IMPLEMENTAZIONE DI CARTELLA INTEGRATA DI U.O. IMPLEMENTAZIONE CONSULENZE INFERMIERISTICHE U.O. Titolo progetto Data inizio Progetto Data scadenza Progetto Gennaio 2003 NEUROLOGIA Ambulatorio finalizzato alla diagnosi e cura del Morbo di Parkinson e disturbi del movimento Dicembre 2003 NEUROLOGIA Formazione del Gennaio 2003 personale tecnico ed infermieristico della U.O. di Neurologia dedicato al servizio di E.E.Grafia alla esecuzione di E.E.G. in età evolutiva NEUROLOGIA Implementazion Gennaio 2003 e di cartella integrata di U.O. Dicembre 2003 OBIETTIVO DIPARTIMENT ALE Dicembre 2002 Descrizione obiettivo intermedio al 30/06/03 Definizione degli aspetti organizzativi. Creazione di cartella clinica dedicata.Individ uazione di un archivio dati, impostazione agenda appuntamenti e rubrica per raccolta dati del paziente. Realizzazione di un opuscolo informativo. Non è stato realizzato per difficoltà del personale medico (vedi nota allegata del 25/o8 Dr.Ravasio) RISULTATO OBV non raggiunto X OBV raggiunto 100% % raggiungime nto BV X OBV non raggiunto OBV raggiunto al 100% % raggiungime nto OBV Incontri con il OBV non personale raggiunto dell’U.O. e dipartimentale. X OBV Elaborazione del raggiunto al proprio 100% documento di cartella % nell’ambito del raggiungime quale si è nto OBV condiviso la scheda di 223 trasferimento inferm. e la scheda di monitoraggio delle lesioni da decubito. (vedi all. n. 1) Implementazion Gennaio 2003 CHIRURGIA GENERALE E e documentazione TORACICA specifica di cartella integrata diapertimentale Dicembre 2003 OB. DIPARTIMENT ALE Implementazion Gennaio 2003 CHIRURGIA consulenze GENERALE E e infermieristiche TORACICA Implementazion Giugno 2003 CHIRURGIA GENERALE E e del modello organizzativo TORACICA Assistenziale Personalizzato Dicembre 2003 Gennaio 2005 Incontri con il personale dell’U.O. e dipartimentali. Elaborazione del proprio documento di cartella nell’ambito del quale si è condiviso la scheda di trasferimento inferm. e la scheda di monitoraggio delle lesioni da decubito. Prodotta scheda di terapia unica e in uso (vedi all. n 2) Incontri con il personale dell’ U.O. e Dipartimentale. Identificazione delle attività che rientrano nelle consul. Infer.. Elaborazione di procedure che supportano l’attività di consulenza. Incontri con il personale infermieristico e medico. Modifica della documentazione clinico assistenziale. OBV non raggiunti X OBV raggiunto al 100% % raggiungime nto OBV OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 100% % raggiungime nto OBV OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 100% 224 MEDICINA I Implementazion Gennaio 2003 e consulenze infermieristiche Dicembre 2003 MEDICINA I Implementazion Gennaio 2003 e di cartella integrata di U.O. OBIETTIVO DIPARTIMENT ALE Dicembre 2003 raggiungime Programmazion nto OBV e corsi di formazione previsti . Osservati i tempi previsti Incontri con il OBV non personale raggiunto dell’U.O. e Dipartimentale. X OBV Identificazione raggiunto al delle attività che 100% rientrano nelle consulenze % infermieristiche: raggiungime produzione di nto OBV una guida per “assistere il paziente con difficoltà nella deglutizione” (allegata) Elaborazione di procedure che supportano l’attività di consulenza Incontri con il personale dell’U.O. e dipartimentale. Elaborazione del proprio documento di cartella nell’ambito del quale si è condiviso la scheda di trasferimento inferm. e la scheda di monitoraggio delle lesioni da decubito. Sospesa temporaneament e l’implementazio OBV non raggiunto OBV raggiunto al 100% 70% raggiungime nto OBV 225 ne In uso dal 2002 la scheda unica della terapia. MEDICINA I Gennaio 2003 Inserimento della persona no autosufficiente dalla nostra U.O. nelle rete dei Servizi Assistenziali Socio-Sanitari Dicembre 2003 OBV non Il progetto non è X stato avviato in raggiunto quanto è stato preso in carico OBV dalla Direzione raggiunto al Assistenziale in 100% modo piu’ globale. % Applicazione raggiungime del progetto nto OBV aziendale MALATTIE INFETTIVE Implementazion Gennaio 2003 e di cartella integrata di U.O. OBIETTIVO DIPARTIMENT ALE Dicembre 2002 Incontri con il OBV non personale raggiunto dell’U.O. e dipartimentali. X OBV Elaborazione del raggiunto al proprio 100% documento di cartella % nell’ambito del raggiungime quale si è nto OBV condiviso la scheda di trasferimento inferm. e la scheda di monitoraggio delle lesioni da decubito. Prodotta scheda di terapia unica (vedi all. n. 3) Direzione Assistenziale Dipartimentale L.Marconi__________________ Rimini, lì___20/02/04 226 9.5.3.DIPARTIMENTO MALATTIE POLMONARI, IMMNUNOREUMATICHE, MALATTIE INFETTIVE E NEUROLOGICHE: U.O. MALATTIE INFETTIVE Direttore Dr. M. Arlotti MODELLO ORGANIZZATIVO PRECEDENTE: Turnistica con m/3 fisso e sistematico seguito da doppio riposo MODELLO ORGANIZZATIVO ADOTTATO: Turnistica senza m/3 fisso e sistematico seguito da 1 riposo MOTIVAZIONI AL CAMBIAMENTO: Necessità di adeguare la turnistica alla direttiva contrattuale Aziendale (vedi Accordo Decentrato). OBIETTIVO: Elaborare un nuovo turno di lavoro senza m/3 fisso. ANALISI ORGANIZZATIVA: Tipologia di turistica con m/3 presente all’interno dell’U.O. da anni, che ha risposto sia alle esigenze organizzative ed assistenziali dei pazienti che a quelle personali dei dipendenti. RISULTATI STRUMENTI E METODI APPLICAZIONE DEL NUOVO TURNO DA NOVEMBRE 2003. ELABORAZIONE ED APPLICAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO INTERNO PER LA GESTIONE DELLE CRITICITA’ ( sono previsti ulteriori aggiornamenti dopo sperimentazione, nel corso del 2004). CRITERI ORGANIZZATIVI: Condividere/motivare il personale Individuare la turnistica più adeguata a rispondere alle esigenze organizzative/assistenziali Valutare l’adeguatezza dell’organico di U.O. ADEGUAMENTO DELL’ORGANICO ENTRO I PRIMI MESI DEL 2004 CON SOSTITUZIONE DI 2 INFERMIERI PART-TIME ( UNO AL 50% ED UNO AL 70%) CON UN INFERMIERE TURNISTA. TIPO DI ORGANIZZAZIONE: Turno base per la degenza senza m/3 con Organico di Base di 12 Turnisti e 2 Part-time di uno al 50% ed uno al 70%. RIUNIONI PIANIFICAZIONE degli PUNTI CRITICI INTERVENTI: Riunioni con tutto il DEL PRECEDENTE personale Infermieristico MODELLO Elaborazione, ORGANIZZATIVO: Turno base con presentazione ed m/3 non applicazione del nuovo rispondente alla turno Direttiva Elaborazione del nuovo Contrattuale regolamento per la Aziendale. gestione delle criticità Elevato numero Adeguamento di personale partdell’organico da parte time inserito della Direzione nella turnistica Assistenziale della Degenza. Revisione organizzativa e del piano delle attività Verifica e Valutazione NUOVA TURNISTICA REGOLAMENTO GESTIONE CRITICITA’ PIANTA DI U.O. VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI POSITIVI E CRITICI DEL NUOVO TURNO ENTRO MAGGIO 2004. ORGANICA PIANO ATTIVITA’ ( verifica a 3 mesi) PUNTI CRITICI DEL MODELLO ORGANIZZATIVO ADOTTATO: Resistenza al cambiamento Continuità 227 9.5.4 DIPARTIMENTO MALATTIE POLMONARI, IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE INFETTIVE: U.O. MEDICINA INTERNA Ia PROGETTO: MISURAZIONE INCIDENZA DELLE L.D.D. MODELLO ORGANIZZA TIVO MODELLO ORGANIZZATIVO ADOTTATO • MOTIVAZION I AL CAMBIAMEN TO: • OBIETTIVI: Progettare uno studio accurato di misurazione delle L.D.D. presenti già all’ingresso e delle lesioni insorte nella U.O. Implementare una distinte per tipologia e sede cultura CRITERI assistenziale che • ORGANIZZATIVI: comprenda sempre di più Individuazione: - dei pazienti che devono l’importanza del essere valutati per il problema e lo rischio di sviluppare affronti L.D.D adeguatamente - del momento in cui deve essere redatta la • ANALISI Scala di Braden. ORGANIZZA - TIVA: Revisione del piano di lavoro infermieristico integrato con il personale OTA • PUNTI CRITICI: Modalità diverse di approccio al problema STRUMENTI METODI RISULTATI ED E OBIETTIVI IN CORSO DIFFUSIONE • MODIFICHE • STRUTTURALI: UTILIZZO Implementazione dal DOCUMENTAZIONE: E luglio 2004 di n° 2 - Scala di Braden materassi - Scheda medicazioni antidecubito (ad alta L.D.D. tecnologia) Il sistema di monitoraggio ha messo in evidenza la validità • PIANO DELLE dell’attuale stato assistenziale Su un totale di 1561 pazienti ATTIVITÀ: La valutazione del ricoverati, 291 sono risultati a rischio tramite Scala rischio di L.D.D. - Dei casi a rischio solo di Braden viene fatta l’1,72% ha sviluppato in collaborazione con la lesione durante il il gruppo O.T.A. o al ricovero, a conferma momento del che le misure ricovero o il giorno preventive adottate successivo dall’I.P. nella U.O. raggiungono • TIPO DI che esegue il “giro un reale contenimento ORGANIZZAZIONE: letti” del rischio L.D.D. Individuazione dell’operatore La percentuale di che effettua la raccolta dei dati • lesioni presenti già in INDIVIDUAZIO ingresso è risultata del NE DI 17,18%, comportando RESPONSABILI un più elevato TÀ: dispendio in termini di Individuazione risorse umane e di dell’I.P. referente materiale di consumo delle L.D.D. per la U.O. • NOTA BENE: Sarebbe auspicabile l’aumento • MODALITÀ DI di altre 2 superfici antidecubito RACCOLTA (materassi ad alta tecnologia) DATI: Elaborazione di una griglia mensile di raccolta dati 228 9.5.5. DIPARTIMENTO MALATTIE POLMONARI, IMMNUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E MALATTIE INFETTIVE: U.O. CHIRURGIA GENERALE/TORACICA Direttore Dr. S. ARTUSO AREA ORGANIZZATIVA 2003 MODELLO ORGANIZZATIVO PRECEDENTE: MODELLO ORGANIZZA TIVO ADOTTATO: Modello per compiti e funzioni Assistenza obiettivi MOTIVAZIONI AL CAMBIAMENTO: Scarsa continuità assistenziale, scarsa soddisfazione degli operatori; scarso stimolo alla ricerca ed al cambiamento; scarsa evidenza della pianificazione degli interventi assistenziali OBIETTIVO: Scarsa conoscenza dei bisogni dell’utente nella sua globalità Difficoltà a garantire la continuità assistenziale Parcellizzazione responsabilità DI RIUNIONI • NUOVA TURNISTICA • REGOLAMENTO GESTIONE CRITICITA’ • NUOVA PIANTA ORGANICA DI U.O. Condivisione personale medico/infermieristico/ O.T.A. Modificata la documentazione infermieristica e in parte quella medica Pianificato la formazione infermieristica PIANO ATTIVITA’ ( verifica a 3 mesi) I: delle Difficoltà da parte dell’utente a identificare l’infermiere di riferimento E STATO AVANZAMENTO per Garantire continuità assistenziale, pianificare l’assistenza al paziente critico. Migliorare la soddisfazione degli operatori ed aumentare le conoscenze ANALISI specifiche. ORGANIZZATIVA: Aumentare la Settorializzazione qualità percepita da dell’assistenza attraverso parte dell’utente l’espletamento di compiti e funzioni. CRITERI . ORGANIZZATIV PUNTI CRITICI DEL PRECEDENTE MODELLO ORGANIZZATIVO: STRUMENTI METODI Condivider e/motivare il personale infermierist ico/medico Suddividere l’U.O. in 3 settori Modificare la documentaz ione infermierist ica/medica Ridistribuzi one degli spazi e del 229 E’ privilegiata la comunicazione trasversale rispetto alla personalizzazione . materiale Definizione percorsi formativi TIPO DI ORGANIZZA ZIONE: Assistenza personalizzata PUNTI CRITICI DEL MODELLO ORGANIZZA TIVO ADOTTATO: N° elevato di ricoveri impropri N° elevato di pazienti “ fuorireparto” N° limitato di personale di supporto O.T.A. O.S.S. 230 9.5.6. U.O. PNEUMOLOGIA ASL RN TEMPI Gennaio 2003 Febbraio /marzo2004 ATTIVITA’ 9 Istituzione U.O. Pneumologia conformemente alla Mission Aziendale 9 Formulazione progetto 9 Formulazione pano di attività medico/infermieristico 9 9 9 9 9 Costituzione gruppo infermieristico da 3 unità a 4 Addestramento Identificazione Coordinatore Identificazione Infermiere Referente Avvio lavori strutturali ala Chirurgia a Ciclo Breve 9 Piano degli acquisti strumentali e arredi 9 Mantenimento dei livelli di attività della Fisiopatologia respiratoria del P.O. di Rimini 9 Attivazione personale dell’ambulatorio endoscopico a Riccione 9 Mantenimento delle attività ambulatoriali a Riccione ( precedentemente svolte dal personale degli ambulatori della medicina di Riccione ) Maggio/dicembre 2003 Gennaio2004 9 Ridefinizione del piano di strutturazione, acquisto strumentario ed arredi 9 Potenziamento organico infermieristico da 4 unità a 6 unità di cui 3 part-time 9 Addestramento del personale infermieristico 9 Attivazione del D.H. Pneumologico 9 Potenziamento delle attività ambulatoriali endoscopiche 9 Attivazione studio polisonnografico 9 Definizione del programma per il trattamento delle insufficienze Febbraio 2004 231 9.6 DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITA’, NEONATOLOGIA ED ETA’ EVOLUTIVA: RELAZIONE FINALE ANNO 2003.38 L’anno 2003 ha visto il personale infermieristico delle diverse UU.OO. dipartimentali impegnato in progetti che hanno coinvolto sia la componente assistenziale che quella organizzativa. Per l’U.O. di Ginecologia-FPR è stato presentato il seguente progetto: • “Copertura assenze malattia Amb FPR”, progetto che ha previsto la revisione del Piano di lavoro della degenza di Ginecologia-FPR e la formazione di questo personale infermieristico per l’espletamento dell’attività minima necessaria in caso di assenza del personale infermieristico addetto all’attività ambulatoriale, fino ad un massimo di 6 gg. Vi è stato un raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. Per l’U.O. di Pediatria, hanno lavorato nell’analisi di uno strumento unico ed integrato per la terapia farmacologica: • “Revisione percorso inserimento-neoassunto”, revisione delle linee guida esistenti per l’orientamento verbale e scritto del neoassunto e revisione delle schede di valutazione per l’inserimento delle nuove unità infermieristiche, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. • “Scheda unica di terapia UU.OO. di Pediatria e di Chirurgia Pediatrica”, adozione della scheda integrata di terapia nell’U.O. di Chirurgia Pediatrica, viene invece rinnovato il progetto per l’U.O. di Pediatria nell’anno 2004, raggiungimento dell’obiettivo pari al 50%. Per l’U.O. Nido sono stati presentati i seguenti progetti: • “Miglioramento della promozione dell’allattamento al seno”, progetto che ha previsto un’attività di educazione e formazione della neomamma con una percentuale delle mamme che allattano alla dimissione, pari all’85-90%, ed un raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. • “Rooming-in 24h-24h”, attivato il rooming-in diurno nella fascia 05.00-24.00 per il 90% dei nuovi nati e nella fascia 24.00-05.00 per il 10% dei nuovi nati. Per l’U.O. di Terapia Intensiva Neonatale sono stati presentati i seguenti progetti: • “Formazione del personale in Medicina Materno Fetale”, progetto che ha previsto sia l’attivazione che conclusione di un corso di formazione, con raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%; 38 A cura D.A.D. Laura Lanzetti. 232 • “Gestione del personale e mantenimento dello standard di anno scorso”, con una programmazione delle presenze ed assenze utili al raggiungimento degli obiettivi della Direzione Assistenziale , ed un raggiungimento dell’obiettivo stesso pari al 100%. • “Carta dei Servizi”, elaborazione della sola fase di formazione, suddivisione in gruppi e stesura della parte riguardante il ricovero e l’accettazione del neonato, raggiungimento dell’obiettivo del 50%. • “Applicazione della procedura di inserimento per le nuove unità infermieristiche e per gli studenti infermieri”, applicazione della procedura per 7 allievi Infermieri e 5 nuove unità infermieristiche; raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. • “Cartella integrata medico-infermieristica”, obiettivo non ancora esplorato. • “Sistema di controllo pulizie appaltate”, effettuato monitoraggio e controllo con le Operatrici di Copura, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. • “Preparazione delle sacche per Nutrizione Parenterale Totale sotto Cappa a Flusso Laminare”, elaborazione ed applicazione del protocollo da parte di tutti gli operatori, tutte le NPT vengono preparate sotto la CFL, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. • “La gestione del dolore nel neonato”, attivazione degli incontri formativi, delle nuove procedure e modifica del comportamento, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. Per l’U.O. di Ost-S Parto sono stati presentati i seguenti progetti: • “Assistenza al neonato in Sala Parto e in Sala Operatoria”, attivazione dei gruppi di lavoro, elaborazione di linee guida per l’assistenza al neonato nel parto fisiologico, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. • “Valorizzazione del ruolo dell’Ostetrica nel Progetto dell’Ecofalda”, progetto non attivato per mancata condivisione dello stesso da parte del personale medico, obiettivo non raggiunto. • “Donazione del sangue cordonale”, effettuato addestramento del personale di Sala Parto, , raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. • “Rielaborazione del libretto Lo Scrigno”, rielaborato parzialmente il libretto informativo con stampa temporanea, raggiungimento dell’obiettivo pari al 50%. • “Riorganizzazione de D.H. e D.Surgery Ostetrico-Ginecologico”, aumento delle prestazioni in D. Service, accettazione del 100% delle pazienti in percorso di IVG, effettuazione della pre accettazione per l’80% delle pazienti candidate a parto chirurgico, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. • “Ambulatorio gravidanza a termine”, il personale telefonico provvede all’appuntamento telefonico a 34 settimane, alla compilazione della cartella di accettazione ostetrica a 36 settimane, all’appuntamento per ecofalda a 40 settimane ed 1 giorno ed alla gestione dei ricoveri per induzione al travaglio di parto, , raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. 233 • “Riorganizzazione ed integrazione tra Sala Parto ed Ostetricia”, la modulistica esistente nei due settori è conosciuta e viene utilizzata da tutto il personale infermieristico, è stato addestrato con questa rotazione il 50 % del personale infermieristico, raggiungimento dell’obiettivo pari al 50%. • “Riorganizzazione dell’Ambulatorio di Libero Accesso per la gestante”, effettuata la stesura sia del Piano di Lavoro che del Piano Assistenziale, effettuata l’analisi delle criticità incontrate, individuate la qualifica professionale e le fasce orarie, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. Attivazione di procedura per l’apertura di posti letto per picco di Ost- S Parto; Attivazione di procedura per la gestione di pazienti ginecologiche in Ost-S Parto e per la gestione di pazienti ostetriche in Gin-FPR. 9.6.1. DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO FEMMINILE, MATERNITÀ, NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA RIPRODUTTIVO PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 31-122003 RISULTATO U.O. Titolo progetto Data inizio Data scadenza Descrizione Progetto Progetto obiettivo intermedio al 31/12/03 non Maggio 2003 Dicembre 2003 Piano di lavoro OBV Gin/FPR RN Copertura raggiunto della degenza assenze per attivazione OBV raggiunto malattia Amb al 100% formazione c/o FPR Amb FPR 100 % raggiungimento OBV Pediatria RN Pediatria RN Revisione percorso inserimento neoassunto 01/03/03 Scheda unica di 01/03/03 terapia UU.OO. di Pediatria e di Chirurgia Definizione della scheda di valutazione per la revisione dell’inseriment o del neoassunto OBV raggiunto OBV raggiunto al 100% 50 % raggiungimento OBV Dicembre 2003 Obtv raggiunto per l’U.O. di Chirurgia Pediatrica al 100% OBV raggiunto OBV raggiunto al 100% % 30/12/03 234 non non Pediatrica Nido RN Miglioramento 01/01/03 della promozione dell’allattament o al seno 31/12/03 Obtv raggiunto al 50% per l’U.O. di Pediatria per l’elevata complessità assistenziale dei piccoli pz oncologici Alla dimissione le mamme che allattano sono l’85-90% raggiungimento OBV OBV raggiunto OBV raggiunto al 100% 90 % raggiungimento OBV non DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ, NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA U.O. Titolo progetto Data inizio Progetto Data scadenza Progetto Nido RN Rooming-in 24h-24h 01/01/03 31/12/03 T.I.N. RN Formazione del 01/01/03 personale in Medicina Materno Fetale 30/12/03 T.I.N. RN Gestione del 01/01/03 personale mantenimento dello standard di anno scorso RISULTATO Descrizione obiettivo intermedio al 31/12/03 non Con grossi OBV raggiunto limiti strutturali si è OBV raggiunto al 100% riusciti ad effettuare il 90 % raggiungimento Rooming-in OBV diurno lungo Dalle ore 05.00 alle ore 24.00 nell’90% dei noenati presenti al nido ed il 10% solamente per il notturno non Concluso il OBV raggiunto corso di formazione OBV raggiunto al 100% 31/12/03 Programmazio ne orientata al mantenimento degli obtv della D. A. per 100 % raggiungimento OBV OBV raggiunto OBV raggiunto al 100% 100 non % 235 raggiungimento OBV quanto riguarda Ferie e Straordinario T.I.N. RN Carta Servizi dei 01/01/03 31/12/03 Conclusa la fase di formazione e suddivisione in gruppi e prima stesura della parte riguardante il ricoveroaccettazione del neonato OBV raggiunto OBV raggiunto al 100% 50 % raggiungimento OBV non DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ, NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA U.O. Titolo progetto Data inizio Progetto Data scadenza Progetto T.I.N. RN 01/01/03 Applicazione della procedura di inserimento del neoassunto e della procedura di inserimento degli studenti infermieri 31/12/03 T.I.N. RN Cartella integrata medicoinfermieristica 01/02/03 31/12/03 T.I.N. RN T.I.N. RN Sistema controllo pulizie appaltate di 01/03/03 Preparazione 01/03/03 NPT sotto CFL 31/12/03 30/12/03 RISULTATO Descrizione obiettivo intermedio al 31/12/03 non Applicata la OBV raggiunto procedura comprensiva di OBV raggiunto al 100% tutte le schede a 7 allievi che 100 % raggiungimento hanno OBV effettuato il tirocinio in U.O. ed a 5 nuovi Infermieri non A tutt’oggi non 9 OBV raggiunto è iniziata neanche la fase OBV raggiunto al 100% sperimentale % raggiungimento OBV Avvenuta compilazione e firma delle schede previste da parte delle operatrici Copura e della Capo Sala OBV raggiunto OBV raggiunto al 100% 100 % raggiungimento OBV Rispetto del protocollo da parte di tutti gli OBV raggiunto OBV raggiunto al 100% 236 non non operatori, tutte le NPT vengono preparate sotto CFL 100 % raggiungimento OBV DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ, NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA U.O. Titolo progetto Data inizio Progetto Data scadenza Progetto T.I.N. RN Il dolore neonato nel 01/06/03 31/12/03 Ost/S Parto RN Assistenza al 01/03/03 neonato in Sala Parto e in Sala Operatoria 31/12/03 Ost/S Parto RN Valorizzazione del ruolo dell’Ostetrica Progetto Ecofalda RISULTATO Descrizione obiettivo intermedio al 31/12/03 Avvenuta OBV non partecipazione raggiunto di tutto il personale aai due incontri OBV raggiunto al 100% formativi previsti, applicazione % delle nuove 100 raggiungimento procedure, OBV modifica del comportamento . OBV non Incontri raggiunto gruppo di lavoro con OBV raggiunto al 100% elaborazione di linea guida per 50 % raggiungimento l’assistenza al OBV neonato nel parto fisiologico non Il corso per 9 OBV raggiunto formazione ed addestramento OBV raggiunto al 100% del personale ostetrico non è % raggiungimento stato attivato OBV per non condivisione del progetto da parte del personale medico 237 DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ, NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA U.O. Titolo progetto Data inizio Progetto Data scadenza Progetto 01/01/03 Ost/S Parto RN Ambulatorio gravidanza a termine 30/12/03 Ost/S Parto RN Riorganizzazio 01/01/03 ne ed integrazione tra Sala Parto ed Ostetricia 31/12/03 Ost/S Parto RN Riorganizzazio 01/01/03 ne Ambulatorio di libero accesso per la gestante 31/12/03 RISULTATO Descrizione obiettivo intermedio al 31/12/03 Appuntamento OBV non telefonico a 34 raggiunto settimane gestito dal personale OBV raggiunto al 100% ostetrico Compilazione della cartella a 100 % 36 settimane raggiungimento Appuntamento OBV per ecofalda a 40 settimane ed 1 giorno Gestione dei ricoveri per induzione al travaglio di parto OBV non Completo raggiunto utilizzo di tuuta la modulistica OBV raggiunto al 100% assistenziale presente da 50 % raggiungimento parte di tutto il OBV personale Addestramento parziale dell’organico infermieristico non Piano di lavoro OBV raggiunto ed assistenziale presente OBV raggiunto al 100% Incontri periodici per 100 % raggiungimento l’individuazion OBV e di criticità Personale presente per fascia oraria e qualifica 238 DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ, NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA U.O. Titolo progetto Data inizio Progetto Data scadenza Progetto Ost/S Parto RN Donazione del 01/01/03 sangue cordonale 30/12/03 Ost/S Parto RN Rielaborazione 01/01/03 del libretto “Lo Scrigno” 31/12/03 Ost/S Parto RN Riorganizzazio 01/01/03 ne del D.H. e D. Surgery OstetricoGinecologico 31/12/03 RISULTATO Descrizione obiettivo intermedio al 31/12/03 Addestrato OBV non tutto il raggiunto personale della Sala Parto La Banca di OBV raggiunto al 100% conservazione riferisce una buona pratica % nei prelievi 100 raggiungimento effettuati OBV Rielaborato parte del libretto informativo, stampa temporanea OBV raggiunto OBV raggiunto al 100% 50 % raggiungimento OBV Aumento prestazioni in Day Service, 100% delle preaccettazioni delle pz in percorso di IVG, 80% delle preaccettazioni delle pz candidate a parto chirurgico, riduzione dei tempi di degenza ai parti chirurgici per preaccettazione eseguita in D. OBV raggiunto OBV raggiunto al 100% 100 % raggiungimento OBV Service 239 non non 9.7 DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RIMINI - RICCIONE: RELAZIONE ANNUALE DIPARTIMENTALE 200339 Il documento sintetizza il raggiungimento degli obiettivi dipartimentali dell’anno 2003 relativi a: • accessibilità ed offerta di servizi • qualità e sviluppo organizzativo • efficienza e controllo economico Riorganizzazione del Punto Unico delle Cure Domiciliari mediante lavoro multiprofessionale dell’equipe assistenziale. Riorganizzazione del Punto Prelievi con accesso diretto per esami laboratoristici (Dipartimento Cure Primarie Riccione) Attivazione “spazio consultoriale” dedicato a donne e bambini immigrati (Dipartimento Cure Primarie Riccione) Attivazione ambulatorio 2° livello ginecologico in ambito ospedaliero(Dipartimento Cure Primarie Riccione) Gestione del Servizio Prelievi a domicilio Gestione del Servizio N.A.D. (Dipartimento Cure Primarie Riccione) Controllo della qualità del Servizio di pulizie (Appalto) territoriale 39 A cura di D.A.D. C. Marsili. 240 9.7.1 DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE U.O.MEDICINA DEL TERRITORIO MODELLO MODELLO ORGANIZZATIVO GESTIONE A ORGANIZZATIVO ADOTTATO: LIBERO ACCESSO PRECEDENTE: ACCESSO PROGRAMMATO PRESSO IL P.PRELIEVI STRUMENTI METODI E RISULTATI ED OBIETTIVI IN CORSO IDENTIFICAZIONE ATTIVAZIONE DELL’ACQUISIZIONE DI ACCESSO DI MOTIVAZION ATTREZZATURE NECESSARIE PER I AL GARANTIRE IL FACILITAZIONE MAGGIOR NUMERO DI DELL’ACCESSO AL SERVIZIO CAMBIAMEN POSTAZIONI DEL MIGLIORAMENTO DEI ALL’INTERNO TO PERCORSI RIVOLTI P.PRELIEVI ES. VIDEOLETTORE ALL’UTENTE NUMERI DI CHIAMATA E FACILITARE PIANIFICAZIONE DEGLI RELATIVO L’ACCESSO TELECOMANDO, INTERVENTI: DELL’UTENTE AL INSERIMENTO SERVIZIO PER RIELABORAZIONE DEI CASSAFORTE UFFICIO PERCORSI PER L’ACCESSO AL GARANTIRE MIGLIORARE I P.P. CASSA ALL’INTERNO PERCORSI RIVOLTI ALL’UTENTE INDIVIDUAZIONE DELLE OBIETTIVI: RIDUZIONE ATTESA DEI DEL LIBERO TEMPI RISORSE INFERMIERISTICHE PIANIFICAZIONE DELLE MODALITA’ DI FORMAZIONE DEL PERSONALE AMMINISTRATIVO 241 DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE U.O. ASSISTENZA DOMICILIARE MODELLO ORGANIZZATIVO PRECEDENTE: SERVIZIO N.A.D. OSPEDALIERO MODELLO ORGANIZZATIVO ADOTTATO: GESTIONE A.D.I. STRUMENTI E METODI RISULTATI ED OBIETTIVI IN CORSO INDIVIDUAZIONE DI ATTIVAZIONE SERVIZIO RESPONSABILITA’: NAD GESTITO DAL MOTIVAZION IDENTIFICAZIONE DI PERSONALE DELL’ADI REFERENTI ASSISTENZIALI PER I AL GARANTIRE ALL’UTENTE UN TALE PERCORSO PROSSIMA EGUALE SERVIZIO CAMBIAMEN QUALITATIVAMENTE INDIVIDUAZIONE DEL GIORNO ATTIVAZIONE DI UN SETTIMANALE COMPATIBILE AMBULATORIO NAD ADEGUATO TO: CON L’IMPEGNO LAVORATIVO PER PIANIFICAZIONE DELL’ADI DEGLI ACCESSI PER SOSTITUZIONE CRITERI FORMAZIONE DEGLI DISPOSITIVI ORGANIZZATIVI: PRESENZA DI UN IDENTIFICAZIONE DI OPERATORI SERVIZIO NAD REFERENTI ASSISTENZIALI OSPEDALIERO SUPPORTATO DA PROGETTO CON RISORSE AGGIUNTIVE OBIETTIVI: ISTITUZIONALIZZAZIONE DEL SERVIZIO N.A.D. PUNTI CRITICI : RESISTENZA AL CAMBIAMENTO 242 DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE U.O. CONSULTORIO FAMILIARE MODELLO ORGANIZZAT IVO PRECEDENTE : AMBULATORI O 2° LIVELLO GESTITO PRESSO LA SEDE DEL CONSULTORIO FAMILIARE MOTIVAZION I AL MODELLO ORGANIZZATIVO ADOTTATO: TRASFERIMENTO DELL’ATTIVITA’ 2°LIVELLO IN P.O. STRUMENTI METODI RISULTATI E OBIETTIVI CORSO ED IN DI OBIETTIVI: GARANTIRE ALL’UTENTE UN EGUALE SERVIZIO QUALITATIVAMENTE ADEGUATO INCONTRI DI LAVORO DEI COORDINATORI DELL’U.O. DERMATOLOGIA ED U.O. CONSULTORIO FAMILIARE TRASFERIMENTO DELL’ATTIVITA’ AMBULATORIALE DI 2°LIVELLO AVVENUTA NEL 2004 VERIFICA ATTREZZATURE PERMETTERE AL PERSONALE NECESSARIE SANITARIO DI OPERARE IN PIANIFICAZIONE CONDIZIONI DI SICUREZZA TRASFERIMENTO AMBULATORIO TERRITORIALE IN AL OSPEDALE CAMBIAMEN TO: PERMETTERE PERSONALE SANITARIO OPERARE CONDIZIONI SICUREZZA DI IN DI RIPROGAMMAZIONE DATE APPUNTAMENTI 243 DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE MODELLO MODELLO ORGANIZZATIVO ORGANIZZATIVO PRECEDENTE: ADOTTATO: NON PRESENZA DI UN SISTEMA DI CONTROLLO DEI SERVIZI APPALTATI A LIVELLO DIPARTIMENTALE MOTIVAZION I AL CAMBIAMEN OBIETTIVI: ELABORAZIONE PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ DELLA QUALITA’ DELLE PULIZIE EFFETTUATE TO: MIGLIOR CONTROLLO SERVIZIO PULIZIE APPALTATO STRUMENTI E METODI RISULTATI ED OBIETTIVI IN CORSO PRESENTAZIONE LA PROCEDURA E’STATA PROCEDURA AD ADOTTATA DA TUTTE LE OGNI REFERENTE REFERENTI RILEVAZIONE SU MIGLIORARE IL CONTROLLO APPOSITE SCHEDE SULLA QUALITA’ DEL DELLA QUALITA’ SERVIZIO APPALTATO DEL SERVIZIO DI PULIZIA CRITERI ORGANIZZATIVI: DEL DI IDENTIFICAZIONE DEI REFERENTI PER STRUTTURA DELLE VARIE SEDI DISTRETTUALI PIANIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI DI PULIZIE NON ORDINARIE 244 9.7.2. DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RIMINI U.O. POLIAMBULATORI MODELLO ORGANIZZATIVO PRECEDENTE: MODELLO ORGANIZZATIVO ADOTTATO: STRUMENTI METODI E RISULTATI ED OBIETTIVI IN CORSO PUNTO PRELIEVI GESTIONE PRELIEVI IN POLIAMBULATORI URGENZA RIMINI MOTIVAZION I AL CAMBIAMEN TO: INCREMENTARE IL NUMERO DI PRELIEVI ESEGUIBILI PRESSO IL PUNTO PRELIEVI DI RIMINI MODIFICHE DELLE RIDUZIONE DELL’ATTESA OBIETTIVI: MIGLIORARE ASSEGNAZIONI PER L’ESECUZIONE DEL L’ACCESSIBILITA’ AL AMBULATORIALI PRELIEVO URGENTE SERVIZIO DI TALI UTENTI MIGLIORARE L’ACCESSIBILITA’ DIMINUIRE IL TEMPO DI DELL’UTENTE AL ATTESA PER SERVIZIO L’ESECUZIONE DEL PRELIEVO URGENTE CRITERI ORGANIZZATIVI: IDENTIFICAZIONE DELLE RISORSE INFERMIERISTICHE SEPARARE LA ALL’INTERNO ACCETTAZIONE DELL’ATTUALE ED ESECUZIONE DI DOTAZIONE ORGANICA ESAMI EMATICI URGENTI DA FORMAZIONE DI TALI QUELLI ORDINARI OPERATORI PER L’UTILIZZO DEL PROGRAMMA INFORMATICO PER EFFETTUARE L’ACCETTAZIONE DI TALI UTENTI 245 9.8. DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROSPETTO RIASSUNTIVO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. U.O. Titolo progetto Oncologia DH U.F.A. RISUL TATO del Data inizio Data scadenza Descrizione Progetto Progetto azioni intraprese settembre 2002 dicembre 2003 Ago/02 costituzione OBV gruppo di lavoro. non raggiunto Sett/02 riunione gruppo OBV di lavoro raggiunto al 100% Ott/02 procedura per % centralizzare raggiungi mento OBV la preparazione degli antiblastici in Onc. DH e Degenza Nov/02 partecipazione corso per formatori sui rischi connessi all'utilizzo degli antiblastici. Oncologia Rimini Oncologia Degenze dei novembre 2002 DH Gestione nella - rischi preparazionesomministrazion e delle terapie dicembre 2003 -Riunione infernieristica . -Elaborazione procedura e OBV non raggiunto della OBV raggiunto al 100% costruzione protocollo % "tipo". raggiungi mento OBV -Riunione medico/infermieristica. -Elaborazione di tutti i protocolli informatizzati (154) comprensivi di procedura per stravaso -Incontri fra i due coordinatori del DH e Degenza. -Costruzione di uno strumento per il monitoraggio dello stravaso. -Attivato CED per la condivisione. 246 DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROSPETTO RIASSUNTIVO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. U.O. Oncologia del Data inizio Data scadenza Descrizione Progetto Progetto azioni intraprese novembre 2002 dicembre 2003 -Incontri fra Gestione dei coordinatori del DH rischi nella preparazionesomministrazione delle terapie RISUL TATO Titolo progetto Onc. Rimini Cattolica. Cattolica i OBV non raggiunto e OBV raggiunto al 100% % raggiungi mento OBV DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROSPETTO Chirurgia Santarcangelo Day Surgery gennaio 2003 dicembre 2003 -Riunione medico OBV infermieristica. non raggiunto -Addestramento medOBV trak. raggiunto al 100% -Riorganizzazione % delle attività raggiungime nto OBV delle S.O. e piano attività del sabato. -Elaborazione linee guida collaborazione CH Rimini. in A cura di Coordinatore Alessandrini F. Rimini, lì _____________ ____ 247 9.8.1. DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROGETTO DI MIGLIORAMENTO - Anno 20032004. Struttura organizzativa Dipartimento oncologico - U.O. Chirurgia Generale Santarcangelo Titolo del progetto Day Surgery Descrizione del progetto 1) Necessità di ridurre le liste operatorie dell'U.O. di Chirurgia di Rimini e ottimizzare il piano di lavoro dell'U.O. Sala Operatoria Santarcangelo. 2) Lunghe liste d'attesa per intervento chirurgico nell'U.O. Chirurgia Rimini. 3) riduzione delle liste operatorie e dei tempi d'attesa per intervento chirurgico dell'U.O. di Chirurgia Rimini; - mantenimento del numero e qualità di interventi chirurgici nell'U.O. di Chirurgia Santarangelo; - ottimizzazione del piano di lavoro della Sala Operatoria di Santarcangelo; - stesura di un programma di collaborazione con le UU.OO. di Chirurgia per la realizzazione del progetto - creazione di procedure e linee guida comuni tra le UU.OO. di Chirurgia. 1) problema 2) causa 3) obiettivi/risultati Pianificazione del progetto AZIONI: - Indicatori riunione medico-infermieristica dell'U.O. di Chirurgia e Sala Operatoria di Santarcangelo e Chirurgia di Rimini per presentazione e discussione progetto; addestramento degli infermieri dell'U.O. di Chirurgia SN; riorganizzazione delle attività della Sala Operatoria con definizione di un piano delle attività del sabato; definizione delle fasi di avvio del progetto; creazione di linee guida in collaborazione con la Chirurgia di RN: n. pz in lista d'attesa per intervento n. di interventi chir n. di interventi chir all'avvio del progetto n. di interventi chir antecedenti il progetto n. di interventi chirurgici _ n. di pz dimessi lo stesso giorni Durata Inizio 01/10/2003 Fine 31/12/2004 Responsabile del progetto Pavirani Ettore (coordinatore personale infermieristico U.O. di Chirurgia SN) 248 Verifiche previste 31/06/2003 31/06/2004 9.8.2 DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: U.O. CHIRURGIA SANTARCANGELO. Oggetto: relazione su progetto obiettivo Per l'anno 2003 il progetto obiettivo individuato dagli infermieri dall'équipe di chirurgia dell'Ospedale Franchini di Santarcangelo riguardava la riorganizzazione assistenziale per consentire alla U.O. Chirurgia dell'Ospedale Infermi di effettuare interventi in regime di Day Surgery nella Sala Operatoria di Santarcangelo e ricovero nella nostra U.O.. Questo progetto era necessario per ridurre le liste di attesa per intervento chirurgico nella chirurgia di Rimini e per la ottimizzazione del piano di lavoro delle Sale Operatorie di Santarcangelo. Per conseguire lo scopo è stato predisposto un protocollo indicante: le modalità di ricovero nella nostra U.O., mantenendo gli utenti a carico della Chirurgia di Rimini; le responsabilità degli operatori delle due U.O. e della Sala Operatoria e le modalità di dimissione e di archiviazione delle cartelle cliniche. Sono state effettuate anche le necessarie modifiche al programma Med-trak per consentire il ricovero a Santarcangelo ma a carico della Chirurgia di Rimini. Le azioni previste per la organizzazione del progetto sono le seguenti: 1) Riunione medico infermieristica delle due U.O. di Chirurgia coinvolte e della Sala Operatoria per la presentazione ed elaborazione del progetto. 2) Addestramento degli infermieri di chirurgia di Santarcangelo ( per med-trak ) 3) Riorganizzazione delle attività di sala operatoria con definizione di un piano delle attività per il Sabato. 4) Definizione delle fasi di avvio del progetto. Nei mesi di Novembre e Dicembre 2002 si sono effettuate alcune sedute per verificare la fattibilità del progetto che ha avuto inizio nel mese di Gennaio 2003: La verifica è stata effettuata nel mese di giugno 2003 ed ha messo in evidenza che non vi sono stati problemi particolari e che per tutti i sabati in cui erano state previste: le sedute operatorie si sono svolte senza problemi. In conseguenza di queste valutazioni si è pensato di effettuare anche interventi in ricovero ordinario oltre a quelli in regime di Day Surgery e, dopo una breve pausa durante il mese di Agosto, nel mese di Settembre è ricominciata l'attività anche con interventi in ricovero ordinario. Al 31 Dicembre si sono effettuati 97 interventi con una media di 3 interventi per ogni Sabato in cui erano state programmate le sedute, così come era stato programmato e il gruppo degli 249 infermieri di Santarcangelo ha garantito questa ulteriore attività senza aumenti di organico. Si può considerare il progetto concluso positivamente e considerare l'attività come facente parte delle normali attività delle U.O. coinvolte. I destinatari di questo Progetto sono gli Infermieri e il coordinatore della U.O. di Chirurgia di Santarcangelo. Santarcangelo: 24\02\2004. Il Coordinatore Ettore Pavirani 250 9.9 PRESIDIO OSPEDALIERO RICCIONE/CATTOLICA: UNITA’ OPERATIVA CHIRURGIA - CATTOLICA PROGETTO MIGLIORAMENTO ORGANIZZATIVO 2003: UNIFICAZIONE UU.OO. CHIRURGIA E GINECOLOGIA MODELLO ORGANIZZA TIVO PRECEDENT E MODELLO PIANIFICAZIONE ORGANIZZA DEGLI TIVO INTERVENTI ADOTTATO: gestione unificata con un unico Coordinatore. Motivazioni al Obiettivi: cambiamento: - realizzare l’integrazio - necessità di ne del ottimizzare Personale l’utilizzo Infermieristi delle risorse co umane e proveniente strutturali da diverse disponibili; realtà - costruire un organizzativ percorso di e; preospedali - centralizzar zzazione ee per gli standardizza utenti in day re i percorsi surgery. di preospedali Analisi zzazione organizzativa: sulle varie - presenza di branche una U.O. di specialistich Ginecologia e; e di una - implementa U.O. di zione di un Chirurgia Day con Surgery Personale Multispecial Infermieristi istico. co dedicato; - frammentaz ione dei Criteri percorsi di organizzativi: preospedali - unificazione RISULTATI STRUMEN TI E METODI Integrazione del Personale: - elaborazione di una turnistica che preveda, per le prime settimane, la costante presenza in servizio di Infermieri provenienti da entrambe le UU.OO. Centralizzazione e standardizzazione percorsi di preospedalizzazione: - accentramento della gestione delle preospedalizzazioni nella Accettazione Day Surgery; - definizione dei percorsi da applicare in relazione al tipo di intervento previsto; - definizione con i Servizi di Supporto delle prestazioni giornaliere da fornire. Turno mensile Profili chirurgici Schede informati ve di preparazi one all’interv ento chirurgic o Schede informati ve sui comporta menti da adottare dopo l’interven to chirurgic o Risultati ottenuti: - Realizzat a l’integraz ione del Personale Infermier istico. - Centraliz zati e standardi zzati i percorsi di preosped alizzazio ne sulle varie branche specialist iche. - Attivato un Day Surgery Multispe cialistico 251 zzazione, che vengono eseguiti in parte dai Poliambulat ori ed in parte dalla U.O. Chirurgia. Punti critici: - équipes diverse; - difficoltà di integrazione ai protocolli Aziendali. - del Personale Infermieristi co delle UU.OO. Chirurgia e Ginecologia ed integrazione degli Operatori in relazione alle specifiche competenze ; identificazio ne di un Coordinator e unico fra Chirurgia Degenza ed Accettazion e Day Surgery; identificazio ne di un Infermiere dedicato alla Accettazion e Day Surgery. Implementazione di un Day Surgery Multispecialistico: - formazione del Personale; - coinvolgimento dei Clinici relativamente all’organizzazione del lavoro Infermieristico. - - Incontri con Medici e Coordina tori delle dioverse branche specialist iche Definizio ne degli orari di visita medica da parte delle varie branche specialist iche Elaborazi one di una scheda Infermier istica unificata. 252 9.10 SETTORE TRASVERSALE SALE OPERATORIE PROGETTI DI MIGLIORAMENTO TRASVERSALI ANNO 2003 PROGETTI OBIETTIVI/PRODO MIGLIORAME TTI NTO PIANIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI RISULTATI al STRUMENTI E 31/12/03 METODI Monitoraggio indicatori attività di Sala Operatoria P.O. Rimini, Riccione e Santarcangelo Î controllo sull’applicazione del progetto di riorganizzazione delle Sale Operatorie; Î individuazione di aspetti da migliorare. Î raccolta dati da parte del Personale Infermieristico; Î elaborazione delle schede compilate da parte della Direzione Assistenziale; Î individuazione degli aspetti da migliorare sulla base dei parametri calcolati. Î elaborazione scheda rilevazione dati e sua diffusione fra gli Operatori dei tre Blocchi Operatori; Î elaborazione computerizzata dei dati raccolti e loro rappresentazione grafica. Î messi a disposizione della Direzione Generale i dati elaborati; Î dati in fase di studio per individuare gli aspetti da migliorare. Istituzionalizzazione delle prestazioni Infermieristiche, fino ad ora svolte in regime di Libera Professione. Î Individuazione di un gruppo di Infermieri non obiettori di coscienza, disponibili all’effettuazione di sedute di I.V.G. a Riccione in orario di servizio. Î Formazione di tutti gli Infermieri non obiettori di S.O. attraverso la partecipazione ad una seduta di I.V.G. insieme ad Infermieri già formati. Î Programmazione mensile delle presenze infermieristiche alle sedute operatorie, in orario di servizio. Î Programmazione della formazione degli Infermieri non obiettori di coscienza di S.O. Tutti gli interventi di I.V.G. vengono effettuati in forma istituzionale. Data inizio progetto: marzo 2003. Riorganizzazio ne attività I.V.G. presso Ospedale Ceccarini Riccione. Data inizio progetto: metà aprile 2003. 253 Integrazione Personale Sale Operatorie Cattolica e Riccione Data inizio progetto: luglio 2003. Regolamento di Unità Operativa Data inizio progetto: aprile 2003. Î Integrazione del Personale Infermieristico dedicato ai blocchi operatori di Riccione e Cattolica attraverso una formazione programmata. Î Risoluzione di eventuali criticità che si verificassero in uno dei due blocchi operatori attraverso il ricorso a Personale già formato. Î Definizione dei tempi di formazione di ciascun Infermiere. Î Definizione delle modalità di formazione. Î Definizione delle modalità di verifica del periodo formativo. Î Programmazione dei periodi formativi. Î Elaborazione scheda personale di formazione. Î Garantire il regolare svolgimento dell’attività operatoria programmata. Î Garantire la presenza in servizio dell’équipe d’urgenza durante i giorni feriali come da progetto di riorganizzazione delle Sale Operatorie. Elaborazione di un Regolamento di U.O. in ciascun Blocco Operatorio che definisca: - modalità di funzionamen to del Servizio; - aree di responsabilit à; - modalità di sostituzione del Personale assente e successione delle azioni da mettere in atto a cascata. Î I Regolamenti Individuazione sono in fase di di un gruppo di completamento. lavoro in ciascun Blocco Operatorio Î Condivisione e diffusione del Regolamento prodotto al Personale Infermieristico. Î Applicazione sistematica delle regole individuate. Î Iniziata la formazione di alcuni Infermieri afferenti al Blocco Operatorio di Cattolica. Î Superati alcuni momenti di criticità trasferendo il servizio di Personale formato sul Blocco Operatorio di Riccione. 254 Regolamento inserimento Definire, neoassunto in standardizzare e Sala Operatoria Data inizio progetto: aprile 2003. Check list di funzionalità e sicurezza apparecchiatu re biomediche Data inizio progetto: aprile 2003. Standardizzazi one procedure ed istruzioni operative su base dipartimentale Î Elaborazione di un Regolamento di documentare il inserimento percorso di neoassunto, comune inserimento ed ai tre Blocchi addestramento Operatori; dell’Infermiere Î Definizione delle neoassunto o modalità di neoacquisito svolgimento del all’interno del Settore percorso di Trasversale Sale addestramento; Operatorie. Î Elaborazione di schede di valutazione. Condivisione del Il Regolamento è Progetto in fase di Inserimento completamento. neoassunto adottato dalla Direzione Assistenziale Codificare e documentare l’effettuazione dei controlli di funzionalità e sicurezza sulle apparecchiature biomediche. Elaborazione di una procedura a carattere dipartimentale orientata a: - codificare l’esecuzione dei controlli di funzionalità e sicurezza; - definire le modalità di applicazione e compilazione delle check list; - individuare le azioni da intraprendere qualora il controllo non sia soddisfacent e. Î La procedura è in Identificazione fase di delle completamento. apparecchiature biomediche in dotazione; Î Definizione, per ciascuna apparecchiatura, di una specifica scheda in cui vengono descritte le modalità secondo cui devono essere effettuati i controlli; Î Definizione di check list di verifica dell’avvenuta effettuazione dei controlli secondo le modalità codificate. Î Rendere più facile e sicuro il lavoro infermieristico. Î Porre le basi per l’accreditamento delle Sale Operatorie. Î Rendere più Elaborazione delle seguenti istruzioni operative su base dipartimentale: • decontamin azione strumentari Î Analisi delle modalità di lavoro e di logistica adottate in ciascun blocco operatorio. Le istruzioni operative sono in fase di completamento. 255 Data inizio progetto: aprile 2003. accessibile il percorso di integrazione del Personale Infermieristico. • • • o chirurgico utilizzo e disinfezione materiale di anestesia standardizz azione carrello anestesia pediatrica standardizz azione carrello anestesia locoregionale Î Confronto con la bibliografia esistente e con gli esperti aziendali nelle specifiche materie (U.O. Farmacia Interna, U.O. Anestesia e Rianimazione, Servizio Epidemiologico) . 256 9.11 DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI SENSO E MALATTIE DERMATOLOGICHE: RELAZIONE FINALE OBIETTIVI BUDGET 200340. Analisi organizzativa Gli obiettivi dipartimentali previsti nel budget 2003, sono stati raggiunti (vedi prospetto di sintesi allegato). L’ U.O. di O.R.L., ha vissuto un processo di rimodulazione: nel luglio u.s. a seguito del suo trasferimento strutturale dal 3° piano scala A, al 6° piano scala B. A causa della carenza di spazi, i posti letto sono stati ridotti da 25 a 12, piu’ 2 posti letto per l’attività di Day Hospital. Contemporaneamente si è avuto uno smembramento del gruppo a causa di allocazioni a riposo, mobilità e del succedersi di 2 coordinatrici . Né è derivata una discreta difficoltà di adattamento alla nuova logistica; a progettare, condividere e portare avanti progetti di U.O. E’ stata elaborata una nuova turistica con la presenza di un solo infermiere nel turno notturno ed un piano di emergenza integrato con la U.O. di Geriatria adiacente, per la gestione delle urgenze notturne. E’ stato identificato un infermiere referente per il nascente Servizio di Preospedalizzazione. La riorganizzazione è tutt’ora in corso; lo sforzo di stimolare la coesione del gruppo. la motivazione e la condivisione è continuo nel tempo. Si puo’ però affermare che, dopo un primo periodo di demotivazione si sta progressivamente riprogettando e ricostruendo a tutti i livelli. Altro aspetto organizzativo emergente è legato al subentrare in tutte e tre le UU.OO. del Dipartimento, e nel secondo semestre dell’anno, di 3 nuove coordinatrici. Piu’ precisamente, presso l’U.O. di Dermatologia ha assunto le funzioni di Coordinatrice una infermiera che era già presente nell’organico del Servizio e che, in buona parte, garantiva già alcune funzioni. Nell’U.O. di Oculistica la Coordinatrice è subentrata dopo 6 mesi di assenza dell’uscente collega, sostituita per tutto il periodo dalle infermierei, piu’ esperte, disponibili: Per i primi 6 mesi solo una unità infermieristica è riuscita ad andare in ferie (rispetto alle 2 unità previste). Entro la fine di dicembre, comunque, e con grande collaborazione da parte del gruppo infermieristico, tutti i congedi ordinari del 2002 erano stati smaltiti, e parte del 2003. Come già detto, maggiori difficoltà si sono avute nell’U.O. di ORL, per il subentrare, dopo alcuni mesi di assenza della Coordinatrice titolare (sostituita dalle infermiere piu’ esperte) di 2 colleghe, 257 l’ultima nel mese di novembre. Entro la fine di dicembre anche in questa U.O. tutti i congedi ordinari relativi il 2002 erano stati smaltiti, e parte di quelli del 2003. PROGETTI DI MIGLIORAMENTO Dei progetti di miglioramento (vedi prospetto riassuntivo allegato) uno è trasversale a tutto il Dipartimento: • L’implementazione della cartella integrata di U.O. Di grande rilevanza sono state: • L’attivazione del Servizio di Preospedalizzazione con infermiere dedicato presso l’U.O. di ORL., che ha permesso di dare risposte appropriate a nuovi bisogni organizzativi ed economici in continua evoluzione. Identificati i locali, materiali e strumenti di supporto, documentazione specifica. Revisione del turno infermieristico; elaborazione del suo piano di lavoro. • L’inserimento in tirocinio presso l’U.O. di Dermatologia degli allievi infermieri dal mese di novembre. Questo ha comportato la elaborazione da parte degl i infermieri dell’U.O. in collaborazione con i Tutor del Polo Formativo Universitario di Rn. degli obiettivi educativi da raggiungere al termine del periodo del tirocinio e la pianificazione del percorso ; l’elaborazione delle schede di valutazione da compilare in itinere e alla fine del tirocinio • La organizzazione dell’accesso all’Ambulatorio di Allergologia afferente all’U.O. di Dermatologia • L’integrazione dei protocolli assistenziali fra le UU.OO. di Oculistica dei Presidi di Rimini e Riccione. Vedi prospetto riassuntivo (Cap. 9.12.1.) stato di avanzamento obiettivi di budget 2003 del Dipartimento 40 A cura di D.A.D. L. Marconi. 258 9.11.1 DIPARTIMENTO MALATTIE ORGANI DI SENSO E DERMATOLOGICHE: PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003 9.12.1 OBIETTIVO DIPARTIMENTALE: IMPLEMENTAZIONE DOCUMENTAZIONE SPECIFICA DI CARTELLA INTEGRATA DI U.O. U.O. Titolo progetto Data inizio Progetto OCULISTICA Implementazio Gennaio 2003 ne documentazion e specifica di cartella integrata dipartimentale OCULISTICA Integrazione protocolli assistenziali fra le UU.OO. di Rimini e Riccione ORL Gennaio 2003 Gestione del Gennaio 2003 paz. in carbogenotera pia Data scadenza Progetto Descrizione obiettivo intermedio al 30/06/03 Dicembre 2003 Identificazione parti comuni e parti specifiche della cartella . Revisione parti specifiche ed elaborazione nuove Produzione di scheda di terapia unica. ( vedi all. n. 1) Dicembre 2003 Raccolta e consultazione materiale esistente nei due Presidi. . Aggiornament o protocolli (ricerca bibliografica) e condivione. Produzione protocolli ritenuti necessari e mancanti (vedi All. n. 2) Dicembre 2003 Il progetto è stato attivato nel marzo 2003. Sospesi i trattamenti dal 28/06 dal Dr. Tartari (vedi nota del RISULTATO OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 100% % raggiungim ento OBV OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 100% % raggiungim ento OBV OBV non raggiunto XOBV raggiunto al 100% Non applicabile % 259 ORL ORL DERMATOL OGIA DERMATOL OGIA Implementazio Gennaio 2003 ne documentazion e specifica di cartella integrata dipartimentale Gestione lista d’attesa con l’utilizzo del Med-TracK Gennaio 2003 Implementazio Gennaio 2003 ne documentazion e specifica di cartella integrata di dipartimento Organizzazion Gennaio 2003 e Ambulatorio di Fototerapia 21/06/03 allegata) Dicembre 2003 Consultazione materiale raccolto aziendale ed extra aziendale. Identificazione parti comuni e parti specifiche. Produzione scheda unica di terapia. (vedi all. n. 3) Dicembre 2003 Tutto il personale è stato addestrato . Sono stati fatti incontri con la D.S e la D.A. E’ operativo da febbraio 2003 Dicembre 2003 Consultazione materiale raccolto aziendale ed extra aziendale. Identificazione parti comuni e specifiche. Revisione parti specifiche della cartella ed elaborazione di nuovi documenti. Produzione di scheda di terapia unica. (vedi all. n. 4) Dicembre 2003 Raccolta materiale cartaceo esistente e sua Revisione. raggiungim ento OBV OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 100% % raggiungim ento OBV OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 100% % raggiungim ento OBV OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 100% % raggiungim ento OBV OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 260 DERMATOL OGIA Formulare una Gennaio 2003 procedura per il trasferimento di un paziente ricoverato in D.H. dermatologico in un’altra U.O. Dicdembre 2003 Progettazione 100% di nuovo materiale. % Elaborazione raggiungim di una ento OBV procedura sul servizio di fototerapia per il personale infermieristico (neoassunti, neoinseriti e allievi). Elaborazione di uno stampato informativo sull’accesso al servizio per l’utente. Elaborazione delle informazioni e delle istruzioni che l’utente deve seguire prima/durante /dopo la PUVA terapia. Organizzazion e di un archivio computerizzat o degli utenti e cartaceo per i consensi informati. (vedi all. n.5) OBV non Raccolta materiale raggiunto aziendale OBV raggiunto al 100% 10% raggiungim ento OBV 261 DERMATOL OGIA Organizzazion Gennaio 2003 e dell’accesso all’Ambulatori o di Allergologia DERMATOLOGIA Inserimento tirocinio allievi infermieri nella U.O. di Dermatologia Luglio 2003 Dicembre 2003 Ottobre 2003 ANTICIPATO PER ESIGENZE DI SERVIZIO Marconi Raccolto, valutato e rivisto il materiale esistente.Prodotto materiale nuovo. Elaborazione di una procedura sull’accesso all’ambulatorio per il personale infermieristico (neoassunto, neoinserito, allievi). Progettazine di uno stampato informativo da consegnare all’utente sottoposto all’applicazione del pach-test. Presentazione a tutto il personale dell’U.O. e al Direttore della stressa. Sperimentazione partita dal mese di settembre (durante il periodo estivo viene sospesa l’esecuzione del test). Organizzazione di un archivio cartaceo dei test allergologici effettuati. (vedi all. n. 6) Raccolto materiale aziendale e quello fornito al corso per Tutor. Stesura degli obiettivi da raggiungere al termine del periodo di tirocinio e produzione delle schede di valutazione. Presentazione del progetto agli infermieri operanti nell’U.O. e ai tutor della Scuola Universitaria. Messa in atto del progetto. (vedi all. n.7) OBV non raggiunto OBV raggiunto al 100% 90% raggiungim ento OBV OBV non raggiunto X OBV raggiunto al 100% % raggiungiment o OBV Direzione Assistenziale Dipartimentale L. 262 9.11.2. U.O. O.R.L CAMBIAMENTO ORGANIZZATIVO ANNO 2003 MODELLO ORGANIZZATIVO PRECEDENTE TRASLOCO DELLA U.O. COME SPINTA AL CAMBIAMENTO: Nel luglio 2003 la U.O. ORL viene trasferita dal 3° piano scala A, al 6° piano scala B. A causa della carenza di spazi, i posti letto vengono ridotti da 25 a 12, con 2 posti letto per attività di Day Hospital. ORGANIGRAMM A: Vedi allegato 1. CRITICITA’: Smembramento del gruppo infermieristico, a causa di pensionamenti e mobilità. Difficoltà di adattamento alla nuova logistica. Difficoltà a sviluppare progetti condivisi, a causa dell’alternarsi di due coordinatrici incaricate. MODELLO ORGANIZZATIV O ADOTTATO OBIETTIVI: − Garantire adeguata assistenza infermieristica, evitando esuberi di risorse umane. − Garantire adeguata assistenza infermieristica in situazioni d’urgenza notturne. − preospedalizzazion e. − Favorire la coesione in un gruppo disomogeneo. PIANIFICAZION E DEGLI INTERVENTI: − Riduzione delle unità infermieristiche (vedi organigramma allegato 2). − Elaborazione di una nuova turnistica. − Elaborazione di un piano di emergenza integrato con la U.O. Geriatria per la gestione delle urgenze notturne. − Identificazio ne di un infermiere referente per la STRUMENTI E METODI RISULTATI Riunioni e momenti di briefing, al fine di migliorare la coesione nel gruppo, e favorire l’integrazione dei neoassunti. − Elaborazione di piani di attività, alla luce della nuova turnistica e dell’attivazione del nuovo servizio di preospedalizzazione (vedi allegato 3) e di un nuovo regolamento di U.O.. − Elaborazione di una nuova turnistica (vedi allegato 4). − Elaborazione del piano di emergenza integrato con la U.O. Geriatria (vedi allegato 5). La riorganizzazione è tuttora in corso, in quanto si vuole migliorare quanto più possibile la turnistica, al fine di evitare esuberi di ore di straordinario e residui ferie anno precedente. Anche per ciò che concerne la coesione nel gruppo, lo sforzo di stimolare condivisione degli obiettivi e motivazione è continuo nel tempo. Si può comunque affermare che, dopo un primo periodo di demotivazione, seguito al trasloco ed al cambiamento, mal vissuto, si sta progressivamente ricostruendo e riprogettando. − 263 gestione Servizio Prericoveri. del 264 9.11.3. U.O. ORL : Progetto: Attivazione del servizio di preospedalizzazione con infermiere dedicato. TAPPE STRUMENTI E METODI RISULTATI l’infermiera Tempi previsti: nel luglio identificata referente Roberta Stefani 2003 – dicembre 2003. Risorse: personale identificati i locali dedicati: dedicato, locali, materiali guardiola caposala già in uso ed in parte da acquisire. identificati i materiali dedicati, strumenti di supporto e la Incontri col gruppo di specifica: modulo proposta lavoro. d’intervento (allegato 2), modulo informazioni utente Elaborazione materiale. sulla programmazione e preparazione intervento (allegato 3) moduli profilassi terapeutiche (allegati 4) PROGETTO . • • Origine del problema: dare nuove risposte a bisogni organizzati vi ed economici in continua evoluzione. Obiettivi/ris ultati attesi: riorganizzar e il servizio di preospedaliz zazione, garantendo risposte appropriate a bisogni nuovi, conseguenti a diverse modalità di gestione della programmaz ione degli interventi chirurgici: attivazione della lista d’attesa informatizza ta, riduzione dei posti letto (da 25 a 12 + 2 DH) ma implementaz ione dell’attività Fasi/Azioni: - identificare i referenti dentificare i locali dedicati dentificare i materiali dedicati dentificare la documentazi one dedicata odificazione del turno infermieristico garantire la per presenza di un infermiere dedicato laborazione del piano di lavoro modificazione del turno infermieristico per garantire la presenza di un infermiere dedicato (allegato 5) elaborazione del suo piano di lavoro infermiera referente. 265 chirurgica, con necessità quindi di utilizzare al meglio le risorse, evitando disagi all’utente. 266 9.11.4. DIPARTIMENTO DGLI ORGANI DI SENSO E DELLE MALATTIE DERMATOLOGICHE : U.O. DI OCULISTICA: PROGETTO DI MIGLIORAMENTO CLINICO ANNO 2003. PROGETTO Integrazione protocolli assistenziali fra le U.U.O.O. di Rimini e Riccione TAPPE • • • • • • • Composizione gruppo di lavoro area infermieristic a. Raccolta materiale aziendale ed extra aziendale. Incontri per consultazione del materiale raccolto. Identificazion e dei protocolli ritenuti necessari. Aggiornament o dei protocolli esistenti. Elaborazione dei protocolli mancanti. Presentazione delle procedure al personale infermieristic o dei due presidi. STRUMENTI METODI • • E RISULTATI Raccolta materiale infermieristic o aziendale. Incontri per consultazione materiale raccolto. • • • • Sono stati prodotti dei protocolli assistenziali, procedure, comuni fra Rimini/Riccione. Identificazione dei protocolli comuni e necessari ai due Presidi. Revisione di protocolli esistenti e loro diffusione nel giugno 2003 (elenco di alcuni protocolli : protocollo gestione farmaci, istruzione operativa controllo scadenze mensili, protocollo operativo per medicazione, protocollo infez. Crociate. Produzione e diffusione di nuovi protocolli e istruzioni operative, nell’ottobre 2003, fra cui : strumentazione chirurgica nell’espianto del Bulbo Oculare; materiale occorrente; set chirurgici; step chirurgici, istruzioni dopo l’espianto. 267 DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI SENSO E MALATTIE DERMATOLOGICHE PROGETTO 2003 U.O. ORL Relazione a cura di: F. Marcaccini e L. Marconi 9.11.5. TITOLO PROGETTO: laringectomizzati/tracheostomizzati Apertura di ambulatorio dedicato ad utenti ORIGINE DEL PROBLEMA: accessi in reparto non programmati che creano interferenze al lavoro routinario e determinano spesso tempi d’attesa lunghi per l’utente. OBIETTIVI TAPPE Individuazione di Individuazione del un locale dedicato locale, dell’infermiere, coinvolgimento dell’UIMV, incontri programmati con il personale infermieristico. Individuazione di Identificazione di un un infermiere infermiere dedicato dedicato. STRUMENTI E METODI RISULTATI Risorse: infermieri, medici, Il locale non è stato possibile ricavarlo in seguito al rappresentanti UIMV. Tempi previsti: entro il trasloco avvenuto in luglio 2003 dove non c’era spazio 2003 sufficiente. Programmazione degli interventi assistenziali, diagnostici e terapeutici. Risorse: infermieri, medici, rappresentanti UIMV. Tempi previsti: entro il 2003 Elaborazione piani dell’attività. Elaborazione lettera dimissoria destinata al paziente laringectomizzato. Risorse: infermieri, medici, E’ stato identificato rappresentanti UIMV. l’infermiere preposto a gestire i pazienti Empi previsti: entro il tracheostomizzati. 2003 - E’ stata elaborata una scheda dimissoria che viene consegnata al paziente, contenente le indicazioni di come gestire la canula endotracheale (allegato 1). Sono stati individuati i giorni e gli orari nei quali i pazienti possono accedere all’ambulatorio preposto e sono indicati nella lettera dimissoria… RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVO 100% Il Coordinatore F. Marcaccini 268 DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI SENSO E MALATTIE DERMATOLOGICHE PROGETTO 2003 U.O. ORL Relazione a cura di: F. Marcaccini e L. Marconi 9.11.6. TITOLO PROGETTO: Presa in carico e continuità terapeutica dall’inizio alla fine del percorso ORL ORIGINE DEL PROBLEMA: percorsi non sempre eaplicitati pre e post ricovero. OBIETTIVI TAPPE Presa in carico del paziente e continuità terapeutica dall’inizio alla fine del percorso ORL - Delineare il percorso di accesso all’ambulato rio ORL. Delineare il percorso di accesso alla degenza e ai suoi servizi articolati. Delineare il percorso per i controlli successivi al ricovero e/o alle sue articolazioni. STRUMENTI E METODI Tempi previsti: 2003. Risorse: personale dedicato, locali già in uso (amb. ORL). Elaborazione di procedure. Incontri col gruppo per condividere i percorsi. RISULTATI - - - - Sono state elaborate delle procedure per delineare le modalità di accesso al reparto ORL nelle varie modalità (allegato 1 + allegato 2). Sono stati elaborati criteri di gestione del paziente in regime di pre-ricovero (allegato 3) e la presa in carico dall’infermiera preposta a tale attività. E’ stato elaborato un piano di attività dell’infermiera del pre-ricovero e degli infermieri di reparto per meglio garantire una continuità assistenziale del paziente nel pre e durante il ricovero stesso (allegato 4). E’ stata elaborata una procedura dimissoria del paziente (allegato 5). RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVO 100% Coordinatore F. Marcaccini 269 9.11.7 U.O. O.R.L. PROGETTO INFERMIERISTICHE” ANNO 2003 “REFERENTI ATTIVITA’ ASSISTENZIALI Al fine di migliorare la qualità delle prestazioni erogate, nell’anno 2003 sono stati individuati infermieri referenti delle seguenti aree: 1. Area controllo approvvigionamento, stoccaggio e conservazione farmaci: DANIELA LA SALVIA e ELISABETTA DE DOMINICIS. 2. Area controllo approvvigionamento, stoccaggio e conservazione dispositivi medici: CINZIA FABBRI. 3. Area gestione e controllo medicherie “interni” ed “esterni: LEDA MURATORI e ELISA ZANNONI. 4. Area controllo approvvigionamento, stoccaggio e conservazione materiale di laboratorio: CRISTINA ZAGHINI. 5. Area inserimento neoassunti e tutoring studenti corso di Laurea di Infermiere: CRISTINA ZAGHINI. 6. Area gestione e controllo strumenti e apparecchiature: DANIELE PIRONI. 7. Area controllo approvvigionamento e stoccaggio materiale economale: PAOLA MASTRAGOSTINO. 8. Area gestione e controllo cartelle cliniche: MANUELA BUGLI. L’analisi delle attività svolte durante l’anno 2003, con verifica attraverso scheda di autovalutazione e supervisione della coordinatrice, ha messo in evidenza il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Inoltre, negli ultimi due mesi dell’anno sono stati attuati interventi per migliorare alcune criticità rilevate. AREA Area 1,2,3,4 CRITICITA’ INTERVENTI ATTUATI Elaborazione di procedura di Rilevata difficoltà nel garantire il 1. controllo mensile attraverso check-list, controllo sistemico di farmaci e da compilare e firmare, anche dagli dispositivi medici, specie in seguito infermieri dell’ambulatorio alla riorganizzazione degli spazi audiometrico. conseguente al trasloco della U.O., 2. Riorganizzazione degli spazi. avvenuto nel mese di agosto. Area 3 Rilevato inadeguato utilizzo delle 1. Richiesti lavori di ristrutturazione con installazione di lavandino. medicherie, per carenza di spazio nella medicheria “esterni” e 2. Riorganizzazione degli spazi e dei percorsi per un utilizzo dedicato delle mancanza di lavandino nella medicherie. medicheria “interni”. Di conseguenza, scorretto utilizzo 3. Elaborazione di protocollo per disinfezione fibroscopi e strumenti a della medicheria “esterni” per fibre ottiche con protocollo controllato medicazioni a pazienti ricoverati. 270 Area 5 Area 7 Area 8 dal Servizio di Igiene e Sicurezza Rilevata disinfezione fibroscopi e Assistenziale. strumenti a fibre ottiche senza protocollo scritto. Rilevata assenza di biblioteca 1. Allestimento biblioteca (tuttora in infermieristica. corso). Riorganizzazione degli spazi nelle Rilevata insufficienza di spazi per 1. stanze di stoccaggio della biancheria e un corretto stoccaggio. del materiale economale, con allontanamento degli armadi con ante in vetro, in disuso. 2. Sensibilizzazione del personale ad un adeguato controllo delle scorte, rifornimenti e stoccaggio. 3. In corso progetto per il controllo e monitoraggio del lavanolo, attraverso istruzione operativa e check-list. Individuate referenti: Paola Mastragostino, Samanta Bianchini. In corso elaborazione di una Rilevata difficoltà, da parte di 1. procedura per la corretta gestione della qualche operatore, a seguire il cartella clinica. corretto iter della cartella clinica, dal ricovero, alla dimissione consegna all’ufficio preposto. Il Coordinatore Sofia Urbinati 271 9.12 RELAZIONE FINALE ANNO 2003 DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE.41 L’anno 2003 ha visto il personale infermieristico delle diverse UU.OO. dipartimentali impegnato in due progetti che hanno compreso sia la componente assistenziale che quella organizzativa. Le UU.OO. del Centro Salute Mentale di Riccione, Rimini e Santarcangelo ed il settore della Neuropsichiatria Infantile Ospedaliera hanno lavorato, per la componente assistenziale riferita al sistema informativo, sui progetti di: • “Implementazione della Scheda unica per l’erogazione dei Neurolettici Atipici”, progetto che ha previsto sia la stesura che l’utilizzo della scheda medesima, nelle strutture sopra descritte con un raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. Le UU.OO. del Modulo Riabilitazione, Residenza Il Glicine Rn e Semiresidenza I Girasoli Rn, il Dh Via Veneto Rc e la Neuropsichiatria Ospedale Rn, hanno lavorato nell’analisi di uno strumento unico ed integrato per la terapia farmacologica: • “Difformità di strumenti informativi tra le varie realtà con diversi comportamenti documentativi, stesura di un documento unico per la scheda integrata di terapia”, progetto che ha previsto la stesura della scheda e l’iniziale utilizzazione della medesima, nelle strutture sopra descritte con un raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. Le UU.OO. del Modulo Riabilitazione, Residenza Il Glicine Rn e Semiresidenza I Girasoli Rn, hanno lavorato su uno strumento integrato di valutazione del paziente psichiatrico: • “Analisi di un unico strumento integrato con l’utilizzazione della valutazione del paziente attraverso lo strumento V.A.D.O.” , progetto che ha previsto la stesura di un unico documento integrato, Cartella Clinica, con utilizzo della medesima, nelle strutture sopra descritte con un raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. 41 A cura di D.A.D. Laura lanzetti 272 All’interno delle diverse UU.OO dipartimentali definizione del profilo infermieristico specifico: • “Linee guida per l’inserimento dell’infermiere neoassunto e/o neo inserito” , progetto che ha previsto la stesura di più profili, ognuno specifico per settore di attività, con un raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. All’interno del CSM di Rn attivazione di un Polo distrettuale con modalità organizzativa ed assistenziale diversa: • “Organizzazione infermieristica secondo il modello del Case Management presso il Polo di Sn”, apertura di un Polo del Dipartimento Salute Mentale presso il territorio di Santarcangelo, con orario mattutino per 6 giorni a settimana, gestito da personale infermieristico con presa in carico dei pazienti afferenti a questo ambito territoriale.; individuazione di personale infermieristico con applicazione del modello assistenziale di Case Management nella gestione del Progetto Terapeutico elaborato per ogni paziente; gestione della presa in carico dei pazienti e loro progetti direttamente dal personale infermieristico individuato; riferimento al CSM di Rn solo per le criticità ed urgenze cliniche ed assistenziali. Raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%. Attivazione di procedura di integrazione del personale infermieristico di N.P.I. sia con la figura di Educatore Professionale che con il personale infermieristico di Pediatria per potenziamento delle presenze infermieristiche in quest’ultima U.O. nelle fasce orarie pomeridiane e notturne. 273 9.12.1 PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE 31/12/2003 U.O. CSM /DH RC CSM RN-SN NPI Ospedale RN Nelle diverse U.O. di Psichiatria Adulti Residenza Il Glicine RN Semiresidenza I Girasoli RN Dh RC NPI Osp RN Titolo progetto Data inizio Progetto Implementazio 01/02/03 ne scheda unica per erogazione Neurolettici Atipici Data scadenza Progetto 30/12/03 Linee guida 15/01/03 per l’inserimento del neoassunto o di una nuova unità infermieristica 31/12/03 01/03/03 Difformità strumenti informativi tra le varie realtà con diversi comportament i documentativi, obtv strumento unico 31/12/03 Descrizione RISULTATO obiettivo al 31/12/03 Stesura scheda OBV non definitiva e suo raggiunto utilizzo OBV raggiunto al 100% 100 % raggiungiment o OBV Definizione delle linee guida Definizione del profilo dell’infermiere nelle diverse UU.OO. OBV non raggiunto OBV raggiunto al 100% 100 % raggiungiment o OBV Analisi strumento unico integrato con utilizzazione dello valutazione paziente VADO Scheda di terapia integrata OBV non raggiunto OBV raggiunto al 100 % raggiungiment o OBV 274 CSM RN-SN Organizzazion e infermieristica secondo il Modello del Case Management Presso il Polo di SN 19/02/03 data apertura Polo SN c/o Ospedale Franchini 31/12/03 Apertura servizio 6 gg/sett SN e 2 gg/sett al Distretto di Bellaria Documentazio ne integrata OBV non raggiunto OBV raggiunto al 100% 100 % raggiungiment o OBV Direzione Assistenziale Dipartimentale ________________________________________ Rimini, lì________________________ 275 ASL RIMINI - OSPEDALE INFERMI RIMINI UNITA' OPERATIVA POST ACUTI Coordinatore Responsabile AFD Semproli M. Angela 9.13 Relazione annuale dell'attività svolta nella U.O. Post Acuti ANNI 2001/2003. RICHIESTE RICEVUTE → 1948 RICOVERI EFFETTUATI → 1367 (70%) DIMESSI AL DOMICILIO → 1097 (80%) Giornate medie d'attesa in lista per trasferimento Media ricoveri giornaliera (esclusi i festivi) Giornate di degenza Giornate di degenza media Presenza media giornaliera Indice di occupazione posti letto PAZIENTI NON ACCOLTI IN TOTALE 1-2 1,3 19355 14 18,5 90% per: Rifiuto da parte del paziente Rifiuto da parte dei Case Manager ( non rispondenti ai criteri di trasferibilità) Trasferimenti disdetti dai reparti per: - In dimissione al momento della visione del Case Manager - Peggioramento clinico - Trasferiti in altri reparti + Hospice - Inviati in LD, Sol Et Salus, RSA,UOPA S.Arcangelo - Decessi U.U.O.O. DI PROVENIENZA DEI PAZIENTI 19 (0,9%) 26 (1,3%) 536 (27,5%) Medicina 1° Medicina 2° Medicina D'Urgenza Chirurgia Ortopedia Cardiologia Malattie infettive Oncologia / Terapia Antalgica Neurologia Geriatria Ginecologia Chirurgia Vascolare Urologia Nefrologia NUMERO PAZIENTI TRASFERITI IN UOPA 195 (14%) 178 (13%) 324 (23%) 350 (25%) 115 (8,4%) 42 (3%) 32 (2,3%) 32 (2,3%) 5 (0,3%) 35 (2,5%) 5 (0,3%) 31 (2,2%) 4 (0,2%) 18 (1,3%) TOTALE 1367 276 CASI SOCIALI PAZIENTI DECEDUTI TRASFERITI IN RSA TRASFERITI IN ALTRE STRUTTURE 50 (3,6%) 19 (oncologici) 60 (4,5%) 140 (10%) (LD Villa Maria Villa Salus Riab. - LD S.Arcangelo Luce Sul mare Hospice - Sol Et Salus - Post Acuti S.Arcangelo - in strutture ospedaliere di altre USL) PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O PER ACUTI URGENZA/EMERGENZA 153/1367 (11%) PROGRAMMATI (118 in urgenza/35 in emergenza) 90 (6,5%) PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O PER ACUTI PROGRAMMATI (relativo solo al Post Acuti di Rimini) EVENTI IN EMRGENZA CON ATTIVAZIONE 118 ( tempi di intervento dall'attivazione dell'ambulanza medicalizzata, all'arrivo di circa 8 minuti ) 191/2308 (8,2%) 103/2308 (4,4%) 35 ( - 18% dei ritrasferiti - media di 11, 6 all'anno) Ogni evento è stato trattato nel rispetto della procedura. Si è verificato un solo caso di decesso al Post Acuti (sospetta embolia polmonare in paziente psichiatrica, con grave obesità). Non risultano decessi al susseguentemente arrivo in pronto soccorso 277 PROBLEMATICHE DEI PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O. PER ACUTI PROBLEMI RESPIRATORI 40 IPERPIRESSIA PERSISTENTE 13 PROBLEMI GASTRO-INTESTINALI 16 ALTERAZIONI DEL SENSORIO 32 PROBLEMI CARDIO-VASCOLARI 35 DISTURBI DEL METABOLISMO 8 INFEZIONE DELLA FERITA 3 PROBLEMI EMATOLOGICI 5 PROBLEMI ORTOPEDICI 1 153 TOTALE DATI RIGUARDANTI ASPETTI ASSISTENZIALI Pazienti a rischio per insorgenza di lesioni da decubito Pazienti con lesioni da decubito al momento del trasferimento Lesioni da decubito insorte durante la degenza Guarigione delle lesioni da decubito Gestione pazienti con nutrizione enterale 459/1367 134/1367 1/ 459 67/ 134 ( 28 in via di miglior. 39 invariate) 29/1367 (6 PEG - 10 SNG rimosso) Gestione pazienti con nutrizione parenterale Pazienti con catetere venoso centrale Pazienti con catetere vescicale all'ingresso Infezioni urinarie in portatori di catetere vescicale Rimozione catetere vescicale Pazienti con cannula tracheostomica Pazienti con catetere peridurale/elastomero Pazienti con colostomia/urostomia (addestramento alla gestione) Pazienti con ferite chirurgiche/drenaggi Ulcere trofiche arti inferiori 114 (88 rimossa) 117 (78 rimossi) 301 60/301 151/301 (112 a permanenza) 5 42 90/11 390/92 90 (61 in via di miglior., 7 risolte) 278 PAZIENTI TRATTATI CON FISIOTERAPIA CONTATTI CON ASSISTENTE SOCIALE CONTATTI CON UVG CONTATTI CON ADI 377/1367 197/1367 121/1367 63/1367 ( 27,5%) ( 14%) ( 9%) ( 5%) PATOLOGIE TARGET PAZIENTI CON ENCEFALOPATIE MULTIINFARTUALI PAZIENTI CON STROKE ISCHEMICO PAZIENTI CON PATOLOGIE POLMONARI PAZIENTI ONCOLOGICI PAZIENTI ORTOPEDICI PAZIENTI POST -CHIRURGICI PAZIENTI CARDIOLOGICI PAZIENTI NEUROCHIRURGICI PAZIENTI CON EPATOPATIE ALCOOLOCHE PAZIENTI NEUROLOGICI PAZIENTI VASCOLARI PAZIENTI GASTROENTEROLOGICI PAZIENTI POST-TRAUMATICI PAZIENTI INFETTIVOLOGICI 279 ASL RIMINI - OSPEDALE INFERMI RIMINI UNITA' OPERATIVA POST ACUTI Coordinatore Responsabile AFD Semproli M. Angela 9.13.1. Relazione annuale dell'attività svolta nella U.O. Post Acuti dal 01/01/03 al 31/12/03. PAZIENTI PRESENTE ALLE ORE 24 DEL 31/12/2002 → 20 RICHIESTE RICEVUTE → 670 RICOVERI EFFETTUATI → 432 (- 12% rispetto 12/2002) DIMESSI → 362 (- 11,7%/ rispetto 12/2002) al domicilio=280 Giornate medie d'attesa in lista per trasferimento 1-2 Media ricoveri giornaliera (esclusi i festivi) 1,3 Giornate di degenza 6928 ( +2,3% rispetto /2002) Giornate di degenza media (oltre 101 pz.hanno superato 20 di deg) 16 (+11,4% / rispetto /2002) Presenza media giornaliera 19 (18,7 nel 2002) Indice di occupazione posti letto 95% (93,6% nel 12/2002) Indice di turn over PL 0,8 Indice di rotazione PL 22,6 PAZIENTI NON ACCOLTI IN TOTALE 238 per: Rifiuto da parte del paziente 10 (8 Ch - 1 oncol - 1 Mal Inf.) Rifiuto da parte dei Case Manager (pz. non rispondenti ai criteri di 13 ( Urol - Mal Inf - ort - med 2° - ger ) trasferibilità) Trasferimenti disdetti dai reparti per: 215 In dimissione al momento della visione del Case Manager 60 Peggioramento clinico 81 Trasferiti in altri reparti + Hospice 28 Inviati in LD, Sol Et Salus, RSA,UOPA S.Arcangelo 41 In fase terminale 0 Decessi 5(deceduti prima della visione del cm) PROVENIENZA DEI PAZIENTI ACCOLTI Medicina 1° Medicina 2° ( 71 rich. 27 sosp 5 non acc) Medicina D'Urgenza Chirurgia Ortopedia Cardiologia Malattie infettive Oncologia / Terapia Antalgica Neurologia Geriatria Ginecologia Chirurgia Vascolare NUMERO PAZIENTI TRASFERITI IN UOPA 57 (= rispetto 2002) 54 ( - 17 = - 23% rispetto 2002) 96 ( - 27 = - 20% rispetto 2002) 106 ( -12 = -10% rispetto 2002) 35 ( - 9 = - 18% rispetto 2002) 12 ( > 1 pz. rispetto 2002) 9 ( > 5 pz. rispetto 2002) 15 ( > 2 pz. rispetto 2002) / 1 (0 paz. nel 2002) 4 ( > 3 pz. rispetto 2002) 17 ( > 2 pz. rispetto 2002) 2 ( 2 pz. nel 2002) 17 ( > 3 pz. rispetto 2002) 280 Urologia Nefrologia 1 6 TOTALE CASI SOCIALI TRASFERITI IN RSA TRASFERITI IN ALTRE STRUTTURE ( < 1 pz. nel 2002) ( > 1 pz. rispetto 2002) 432 20 20 62 (15 Villa Maria -11 Villa Salus Riab. - 3 LD S.Arcangelo - 1 Luce Sul mare - 6 Hospice - 17 Sol Et Salus - 1 Post Acuti S.Arcangelo 8 in strutture ospedaliere di altre USL) PAZIENTI DECEDUTI 4 (oncologici) PAZIENTI RITRASFERITI anno 2003 Urgenza/emergenza Programmati 8 5 8 Medicina 1° Medicina 2° Medicina D'Urgenza 1 4 4 (1in ORL1 in med 2 1 in UTIC) Chirurgia Ortopedia Oncologia Nefrologia CH Vascolare Mal. Infettive 7 (1 in Ger.- 1 in med 1) 1 (in ch) 2 1 3 (1 inUTIC - 1 in ger- ) 2 13 2 3 1 1 (in card) Urologia Cardiologia Geriatria 1 2 1 TOTALE 38 32 ( -23,5% rispetto 2002) 281 PROBLEMATICHE DEI PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O. PER ACUTI PROBLEMI RESPIRATORI 6 IPERPIRESSIA PERSISTENTE PROBLEMI GASTRO-INTESTINALI 4 6 ALTERAZIONI DEL SENSORIO 13 PROBLEMI CARDIO-VASCOLARI 6 DISTURBI DEL METABOLISMO INFEZIONE DELLA FERITA 2 PROBLEMI EMATOLOGICI 1 PROBLEMI ORTOPEDICI 38 1 trasferiti con 118 3 trasferiti dopo visita medica 2 trasferiti dopo contatto telefonico 4 trasferito dopo visita medica 1 trasferito dopo visita medica 5 trasferiti dopo contatti telefonici 5 trasferito con 118 3 trasferito dopo visita medica 5 trasferito dopo contatti telefonici 2 trasferiti con 118 2 trasferiti dopo visita medica 2 trasferiti dopo contatti telefonici 2 dopo visita medica trasferiti dopo visita medica trasferito dopo contatti telefonici trasferito con 118 trasferito dopo visita medica 1 trasferito dopo contatti telefonici trasferito dopo visita medica -TRASFERITI CON CHIAMATA 118 = 8 -TRASFERITI DOPO VISITA MEDICA = 15 -TRASFERITI DOPO CONTATTI TEL. = 15 TOTALE DATI RIGUARDANTI ASPETTI ASSISTENZIALI Pazienti a rischio per insorgenza di lesioni da decubito Pazienti con lesioni da decubito al momento del trasferimento Lesioni da decubito insorte durante la degenza Guarigione delle lesioni da decubito Gestione pazienti con nutrizione enterale Gestione pazienti con nutrizione parenterale Pazienti con catetere venoso centrale Pazienti con catetere vescicale all'ingresso Infezioni urinarie in portatori di catetere vescicale Rimozione catetere vescicale Pazienti con cannula tracheostomica Pazienti con catetere peridurale/elastomero Pazienti con colostomia/urostomia Pazienti con ferite chirurgiche/drenaggi Ulcere trofiche arti inferiori 163/432 39/ 432 0/163 19/39 ( 11 in via di miglior. 9 invariate) 8/432 (3 PEG - 4 SNG rimosso) 43 (24 rimossa) 54 (24 rimossi) 77/432 ( 32 a permanenza) 14/59 39/77 1 13/3 24/5 128/21 36 (29 in via di miglior.) 282 RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI ASSISTENZIALI secondo schema valutazione ADL con punteggi all'ingresso a alla dimissione. Pazienti autosufficienti 249/432 Pazienti con lieve deficit 120/432 Pazienti con grave deficit 63/432 APPLICAZIONE PROCEDURA RISCHIO DI CADUTA ACCIDENTALE (progetto di miglioramento 2003) PAZIENTI A RISCHIO DI CADUTA (valutazione Scala di 178/432 Conley) PAZIENTI CADUTI considerati a rischio 4/178 senza aver riportato lesioni apparenti PAZIENTI CADUTI non considerati a rischio PAZIENTI TRATTATI CON FISIOTERAPIA CONTATTI CON ASSISTENTE SOCIALE CONTATTI CON UVG ADI 3/254 senza aver riportato lesioni apparenti 123/432 31/432 29/432 24/432 PATOLOGIE TARGET PAZIENTI CON ENCEFALOPATIE MULTIINFARTUALI PAZIENTI CON STROKE ISCHEMICO PAZIENTI CON PATOLOGIE POLMONARI PAZIENTI ONCOLOGICI PAZIENTI ORTOPEDICI PAZIENTI POST -CHIRURGICI PAZIENTI CARDIOLOGICI PAZIENTI NEUROCHIRURGICI PAZIENTI CON EPATOPATIE ALCOOLOCHE PAZIENTI NEUROLOGICI PAZIENTI VASCOLARI PAZIENTI GASTROENTEROLOGICI PAZIENTI POST-TRAUMATICI PAZIENTI INFETTIVOLOGICI 283 ASL RIMINI - OSPEDALE FRANCHINI S.ARCANGELO UNITA' OPERATIVA POST ACUTI Coordinatore Responsabile AFD Bartolini Elsa 9.14. Relazione annuale dell'attività svolta nella U.O. Post Acuti ANNI 2001/2003 → 1071 RICHIESTE RICEVUTE RICOVERI EFFETTUATI → 941 (87%) DIMESSI AL DOMICILIO → 815 (86%) Giornate medie d'attesa in lista per trasferimento Media ricoveri giornaliera (esclusi i festivi) Giornate di degenza Giornate di degenza media Presenza media giornaliera Indice di occupazione posti letto PAZIENTI NON ACCOLTI IN TOTALE 1-2 0,3 17854 20 18,6 92% per: Rifiuto da parte del paziente Rifiuto da parte dei Case Manager ( non rispondenti ai criteri di trasferibilità) Trasferimenti disdetti dai reparti per: - In dimissione al momento della visione del Case Manager - Peggioramento clinico - Trasferiti in altri reparti + Hospice - Inviati in LD, Sol Et Salus, RSA,UOPA S.Arcangelo - Decessi U.U.O.O. DI PROVENIENZA DEI PAZIENTI 8 (0,7%) 55 (5,1%) 71 (6,6%) Medicina 1° Medicina 2° Medicina 3° Medicina D'Urgenza Chirurgia RN/SN Ortopedia Cardiologia Malattie infettive Oncologia / Terapia Antalgica Medicina RC/SPDC/Strutture esterne Geriatria Ginecologia Chirurgia Vascolare Post Acuti Rimini Nefrologia NUMERO PAZIENTI TRASFERITI IN UOPA 15 (1,4%) 12 (1,1%) 682 (63%) 15 (1,4%) 60 (5,6%) 52 (4,8%) 13 (1,2%) 5 (0,4%) 14 (1,3%) 4/1/3 (0,7%) 10 (0,9%) 1 2 (0,1%) 6 (0,5%) 4 (0,3%) TOTALE 1071 284 CASI SOCIALI PAZIENTI DECEDUTI 178 104 TRASFERITI IN RSA TRASFERITI IN ALTRE STRUTTURE senile) 16 (1,4%) 64 (5,9%) (16,6%) (9,7%) (oncologici, complicanze cardiopolmonari, marasma (LD Villa Maria Villa Salus Riab. - LD S.Arcangelo Luce Sul mare Hospice - Sol Et Salus in strutture ospedaliere di altre USL) PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O PER ACUTI PROGRAMMATI 38 (3,5%) 13 (1,2%) PROBLEMATICHE DEI PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O. PER ACUTI PROBLEMI RESPIRATORI 3 RIACUTIZZAZIONE QUADRO 2 PSICHICO PROBLEMI GASTRO-INTESTINALI 3 ALTERAZIONI DEL SENSORIO 15 PROBLEMI CARDIO-VASCOLARI 12 PROBLEMI ORTOPEDICI 3 38 TOTALE 285 DATI RIGUARDANTI ASPETTI ASSISTENZIALI Pazienti a rischio per insorgenza di lesioni da decubito Pazienti con lesioni da decubito al momento del trasferimento Lesioni da decubito insorte durante la degenza Guarigione delle lesioni da decubito Gestione pazienti con nutrizione enterale Gestione pazienti con nutrizione parenterale Pazienti con catetere venoso centrale Pazienti con catetere vescicale all'ingresso Rimozione catetere vescicale Pazienti con cannula tracheostomica Pazienti con catetere peridurale/elastomero Pazienti con colostomia/urostomia (addestramento alla gestione) Pazienti con ferite chirurgiche Ulcere trofiche arti inferiori PAZIENTI TRATTATI CON FISIOTERAPIA CONTATTI CON ASSISTENTE SOCIALE CONTATTI CON UVG CONTATTI CON ADI 593 /1071 178/1071 66/1071 86/1071 532/1071 102/1071 8 / 532 17/102 ( 70 in via di miglior. 15 invariate) 45/1071 (9 PEG - 43 SNG rimosso) 60 73 (15 rimossi) 253 78/253 (175 a permanenza) 5 10 29/7 78 (di cui 35 complicate) 35 ( 32 in via di miglior., 3 risolte) ( 52,5%) ( 16,6%) ( 6%) ( 8%) PATOLOGIE TARGET PAZIENTI CON ENCEFALOPATIE MULTIINFARTUALI PAZIENTI CON STROKE ISCHEMICO PAZIENTI CON PATOLOGIE POLMONARI PAZIENTI ONCOLOGICI PAZIENTI ORTOPEDICI PAZIENTI POST -CHIRURGICI PAZIENTI CARDIOLOGICI PAZIENTI NEUROCHIRURGICI PAZIENTI CON EPATOPATIE ALCOOLOCHE PAZIENTI NEUROLOGICI PAZIENTI VASCOLARI PAZIENTI GASTROENTEROLOGICI PAZIENTI POST-TRAUMATICI PAZIENTI INFETTIVOLOGICI 286 ASL RIMINI – OSPEDALE “A. FRANCHINI” SANTARCANGELO UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI. Coordinatore Responsabile AFD Bartolini Elsa 9.14.1.Relazione analitica dell’attività svolta nella U. O. Post. Acuti dal 01/01/03 al 31/12/03. RICHIESTE INOLTRATE RICOVERI EFFETTUATI 453 379 ( paz. presenti alle 00 del 01/01/03 = 18 ) NON ACCOLTI 56 DI CUI: - 17 PER NON STABILITA’ CLINICA - 3 PER TRASFERIMENTO IN LUNGODEGENZA - 3 PER DIMISSIONE - 5 PER RIFIUTO - 8 PER EXITUS - 15 DESTINATI ALTROVE TOTALE DIMESSI : 321 DIMESSI IN REGIME DI A.D.I /NODO : 38 TRASFERITI IN CASA PROTETTA - IN RSA 3 TRASFERITI IN RIABILITAZIONE ESTENSIVA: 15 TRASFERITI IN L.D.: 27 RITRASFERITI NEI REPARTI PER ACUTI = 14 di cui: 7 in Medicina per riacutizzazione 1 in ch Rn programmato 1 in ch Sn. Programmato + 1 per riacutizzazione del quadro addominale 3 in Cardiologia per infarto 1 in Urologia programmato 3 in Ortopedia programmato + 1 per frattura femore 1 in SPDC per riacutizzazione del quadro psichico DECEDUTI: 44 DI CUI 20 PER PATOLOGIE ONCOLOGICHE 6 PER COMPLICANZE CARDIO POLM. 16 PER ENCEFALOPATIA M.I./DEMENZA 1 PER PATOL. MULTIORGANO 1 PER CIRROSI 287 PROVENIENZA DEI PAZIENTI - MED.3 : 311 L.D: 1 CH.SN: 18 MED.2: 7 MED.1: 5 ORTOP RN.: 27 - ORTOP. RC. : 1 MED. URG. : 5 CH.RN: 5 CARDIOLOGIA: 4 P.ACUTI RIMINI : 4 GERIATRIA: 3 GINECOLOGIA: 1 MALATTIE INF.: 1 SPDC.: 1 ONCOLOGIA: 1 MED. RICCIONE : 1 PATOLOGIE TARGET - ONCOLOGICI: 56 ENCEFALOPATIA M.INF: 30 STROKE ISCH: 29 PATOLOGIE POLM: 25 ORTOPEDICI : 54 CHIRURGICI: 12 CARDIOLOGICI: 38 EPATOPATIE ALCOLICHE: 7 NEUROLOGICI: 12 VASCOLARI: 18 PATOL.GASTROENTERICHE: 3 CIRROSI EPATICA: 8 PAROLOGIE EMATOLOGICHE: 6 PATOL.ENDOCRINOMETABOLICHE: 5 PATOL CRONICO-DEG.AUTOIMM: 6 PATOL.LEGATE A SINDROME DA IMMOBIL: 22 PATOLOGIE NEFRO-UROLOGICHE : 5 PATOLOGIE PSICHIATRICHE : 2 PATOLOGIE GINECOLOGICHE : 2 GIORNATE DI DEGENZA TOTALI: 5448 GIORNATE DI DEGENZA PULITE DAI RICOVERI CON DEG. SUP A 60 GG. : 5231 CON DEGENZA MEDIA : 15,75 PRESENZA MEDIA GIORNALIERA : 18.4 ETA’ MEDIA :75,7 anni GESTIONE DI PZ. IN APPOGGIO Medicina 3 : 84- Ch: 1 per un totale di 132 giornate di presenza. 288 La degenza media è stata calcolata per il periodo effettivo di degenza in post acuti, escludendo tutti i pazienti ritrasferiti in rep. per acuti e quelli trasferiti in lungodegenza, nonché quei pazienti in cui la degenza ha superato i 60 giorni. In questo anno solo 4 pazienti hanno superato i 60 gg. di degenza: 1 per problematiche oncologiche = gg.70 1 per problematiche ortopediche = gg.70 1 per problematiche vascolari = gg.77 1 per problematiche vascolari = gg. 133 in tutti i casi, era difficile la gestione al domicilio per problematiche sociali DATI RIGUARDANTI ASPETTI ASSISTENZIALI Tutti i pazienti accolti sono stati valutati dalle case manager (o caposala), in collaborazione con il medico inviante. e l’infermiere o la caposala di U.O. Per i pazienti provenienti da Rimini,qualche volta, ci si è avvalsi anche della collaborazione delle colleghe del Post Acuti di Rimini DATI RIGUARDANTI INDICATORI DI QUALITA’ DELL’ ASSISTENZA. PERIODO DAL 01/01/03 AL 30/06/03 Pazienti a rischio per insorgenza di lesioni da decubito = 184 su 379 Lesioni da decubito insorte durante la degenza =1 (insorte in paziente terminale) Pazienti con lesioni da decubito al momento del trasferimento = 43 Guarigione della lesione da decubito = 3 su 43 Gestione pazienti con nutrizione entrale = 20 ( 17 sng.+ 3 peg. ) Pazienti con catetere venoso centrale = 14 Pazienti con catetere vescicale dall’ingresso = 113 Rimozione catetere vescicale = 24/113 Pazienti con cannula tracheostomica =1 (rimossa) Pazienti con catetere peridurale = 4 Pazienti con colonstomia = 9 Pazienti con ferite chirurgiche = 26( di cui 3 complicate ) Pazienti con nefrostomie = 4 Pazienti con lesioni dermatol /vascolari = 13 Pazienti a rischio di caduta = 207 /379 (caduti n° 10 pazienti) * • Piani assistenziali compilati = 278 su 379 paz. ricoverati • nel corso di questo anno è stata condotta sitematicamente la rilevazione del rischio di caduta su tutti i pazienti al momento dell’ingresso in U.O. monitorando l’evento con la scheda di Conley. Questo ha permesso un rapido inquadramento del paziente, con conseguente identificazione dei suoi bisogni, ed ha portato ad erogare una assistenza infermieristica più attenta alle esigenze della persona, anche mediante l’applicazione di misure assistenziali preventive quali : - collocare il paziente più vicino alla guardiola infermieri • 289 • • - applicare spondine di contenimento al letto - utilizzo di cinture addominali per fissaggio durante il permanere in carrozzina utilizzo di ausili durante la deambulazione. Tutto questo, previo coinvolgimento e autorizzazione dei famigliari o, dove possibile, dello stesso paziente. • Sui pazienti caduti, solo 2 risultavano a rischio, per compromissione dello stato cognitivo ed agitazione, pur avendo pianificato una sorveglianza continua, con l’aiuto della famiglia, questa, ha eluso la sorveglianza senza informare gli operatori. (conseguenze: frattura femore) • Negli altri pazienti non a rischio di caduta, non vi sono state comunque conseguenze. - PAZIENTI TRATTATI PER I QUALI SI E’ RESO NECESSARIO IL COINVOLGIMENTO DELLE ASSISTENTI SOCIALI: 43 - RICHIESTE CONSULENZA U.V.G. PER : 33 PAZIENTI - COMPILATE SCHEDE DIMISSIONE INFERMIERISTICA A 140 PAZIENTI PRESCRIZIONE AUSILI PER IL DOMICILIO PER 65 PAZIENTI PAZIENTI SOTTOPOSTI A TRATTAMENTO FISIOTERAPEUTICO = 232 di cui 116 trattati dalle fisioterapiste e 116 dagli operatori di reparto previa consulenza fisiatrica I dati riguardanti l’attività di fisioterapia e attività di riattivazione/riabilitazione, confermano la valenza riabilitativa della U.O. mettono in evidenza il lavoro svolto dalla fisioterapista, in collaborazione con il personale di supporto e infermieristico. Sta consolidandosi nel tempo la collaborazione fra terapista e operatori di supporto, per il proseguimento di F.K.T .con finalità di riattivazione, in quei pazienti che non richiedono una presenza costante della fisioterapista. Questo, permette alla fisioterapista di occuparsi prevalentemente di pazienti con problematiche strettamente riabilitative. PUNTI DI FORZA • Siamo al terzo anno di attività inerente a questo progetto sperimentale a conduzione infermieristica,ci sentiamo di dire che,sempre più si sta affermando l’utilità di questa unità operativa,ciò ha portato a migliorare i rapporti all’interno del gruppo,che sta consolidando sempre più l’obiettivo del mandato. • Buono il clima interno del personale fra le U.O. di Medicina3-LD.-Post Acuti, per cui è aumentata ulteriormente la collaborazione fra gli operatori. 290 • Il nuovo Direttore di U.O. Med.3/LD. Dr. Ioli, divenuto il referente clinico per il Post Acuti, ha instaurato con il gruppo un ottimo rapporto,vi è un rispetto reciproco dei ruoli, ottima la collaborazione, vengono rispettati i tempi di consulenza stabiliti. • Migliorato il rapporto anche con tutta l’equipe medica della Medicina per quanto riguarda la risposta ad eventuali richieste di consulenze in caso di problematica clinica nelle 24 ore. • Migliorata la compilazione delle schede di trasferimento. PUNTI DI DEBOLEZZA • Permane problematico il trasferimento del paziente che perde le caratteristiche di stabilità in Med.3 per la oggettiva carenza di disponibilità di posti letto. • Ancora carente la pianificazione dei trasferimenti da Med.3 a Post Acuti. • Per i pazienti trasferiti dalla U.O. di Chirurgia SN,resta difficile reperire il chirurgo referente,per cui vi sono a volte ritardi nelle valutazioni, che si ripercuotono sulle dimissioni. • Permangono difficoltà di relazione con i servizi socio-territoriali,con conseguenti ritardi sulla programmazione delle dimissioni, specialmente per il settore handicap adulto • La degenza superiore a quanto previsto dalla media regionale,oltre che alle suddette problematiche,è determinata anche dalla complessità dei casi trattati. • Il perdurare di assenze prolungate per malattie lunghe nel personale di supporto, ha determinato notevoli sforzi a mantenere alto il livello di assistenza e la valenza riabilitativa della struttura. Coordinatore Bartolini Elsa 291 Rev. 01 del 02.05.2003 U.O DIREZIONE ASSISTENZIALE - cdc 1606 Dirigente Responsabile DDSI Dr.ssa A. Santullo Pagina 292 di 302 Presidio Rimini Via Settembrini 2 ℡ 0541/705429 - Fax 0541/705621 Presidio Riccione Corso Fratelli Cervi 48 ℡ 0541 / 608500 Fax 0541 / 608849 DIPARTIMENTO PATOLOGIA CLINICA 9.15 Relazione sui principali obiettivi, progetti, innovazioni tecnico-gestionali realizzati nell’anno 2003 Nel corso dell’anno 2003, il Dipartimento di Patologia Clinica ha proseguito il consolidamento della razionalizzazione delle risorse economiche e della operatività, in coerenza con le politiche della nuova progettazione della Medicina di Laboratorio della macroarea Romagna (centralizzazione di alcuni test specialistici, sostituzione con metodiche alternative automatizzate, momenti di confronto tesi ad uniformare i comportamenti e a migliorare l’appropriatezza della richiesta, gare comuni). Si è giunti ad una razionalizzazione a livello aziendale della diagnostica ematologica e citofluorimetrica, facilitando l’omogeneità di accesso, di iter diagnostico e di referto. Si è pianificata e consolidata la partecipazione a programmi di controllo delle resistenze batteriche, sia nazionali che regionali. In via sperimentale, il settore di Farmacotossicologia ha implementato un servizio di emergenza tossicologica h24, con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza della richiesta e la tempestività di risposta per il conseguente intervento terapeutico. L’U.O. Immunoematologia e Trasfusionale ha proseguito nell’attuazione del Programma Speciale Sangue Provinciale, finalizzata all’obiettivo di aumento della raccolta per il mantenimento dell’autosufficienza regionale e del contributo a quella nazionale. 292 L’ U.O Anatomia Patologica ha contribuito alla riduzione del periodo di degenza, attraverso il miglioramento dei tempi di disponibilità dei referti. Nel 2° semestre del 2003 il Dipartimento ha concorso alla realizzazione del progetto aziendale avente come obiettivo la facilitazione dell’accesso alle prestazioni ambulatoriali dei cittadini e il monitoraggio delle liste d’attesa . Si è data disponibilità all’accesso diretto degli utenti esterni alle prestazioni di laboratorio, si è favorito l’utilizzo del day-service e incrementata l’attività per la Commissione patenti. Allo scopo di governare e condurre tutte le attività programmabili e programmate quanto più efficacemente e soprattutto appropriatamente possibile, occorre sviluppare maggiormente una visione globale ed una profonda comprensione delle forze interne ed esterne con le quali poter collaborare. Risulta quindi di fondamentale importanza l’integrazione con le diverse U.O. in ambito intra Dipartimentale di Patologia Clinica ed inter Dipartimentale, al fine di migliorare la definizione delle strategie decisionali , la pianificazione e l’attuazione dei processi . Scheda riassuntiva dei Progetti U.O. coinvolte Titolo progetto Descrizione obiettivi Risultati SERVIZIO MEDICINA DI ELABORAZIONE E Facilitare l’accoglienza , l’inserimento e Si è prodotta una Procedura LABORATORIO IMPLEMENTAZIO l’addestramento del personale tecnico Dipartimentale , su modello di NE PROCEDURA biomedico neo-assunto, tramite un quella aziendale, da utilizzare ANATOMIA PATOLOGICA DIPARTIMENTALE programma formalizzato di informazioni all’interno delle 3 U.O. PER con lo scopo di : Dipartimentali L’INSERIMENTO • DI PERSONALE SERVIZIO NEO-ASSUNTO prevedere percorsi di inserimento nel gruppo di lavoro • IMMUNOTRASFUSIONALE monitorare lo sviluppo delle capacità personali del neo-assunto • fornire gli strumenti più idonei alla 293 sua formazione • valutare la performance raggiunta , con elementi oggettivamente validi di giudizio SERVIZIO MEDICINA DI REVISIONE Analizzare le risorse tecnico-professionali Al termine del percorso, si sono LABORATORIO TURNISTICA E a disposizione prevedendo una elaborate diverse ipotesi POSIZIONI DI riorganizzazione del personale e dei progettuali finalizzate LAVORO PER LA processi, con l’obiettivo di istituire un all’attuazione del servizio h 24, PRESENZA servizio di “ Guardia Attiva” tecnica, con la descrizione delle risorse TECNICA presso la sede del Presidio di Rimini. necessarie e dei vantaggi e/o criticità relative. NELL’AMBITO DELLE 24 ORE SERVIZIO MEDICINA DI REINTEGRO Organizzare il trasferimento e la presa in Nonostante i tempi a LABORATORIO DELLO carico di tutto i campioni biologici disposizione fossero STABILIMENTO provenienti dai reparti di nuova estremamente ridotti, si è riusciti CERVESI DI acquisizione, con relativa. a fornire tutto il materiale CATTOLICA NELL’AUSL RIMINI: • Programmazione dei trasporti e fornitura del materiale necessario • Organizzazione dell’inserimento Formazione e dei nuovi accessi al Servizio e della Assistenza ai reparti produzione e invio dei relativi referti per le modalità di • infermieristici di Cattolica sulle modalità del materiale in atto presso il nostro Laboratorio, biologico all’U.O. completamente diverse da quelle che loro Medicina di stessi utilizzate • l’assistenza indispensabile agli operatori coinvolti. Informazione agli operatori richiesta e di invio Laboratorio necessario e soprattutto Attuazione di Corsi di Aggiornamento per il personale infermieristico, tenuto dal personale Coordinatore del Laboratorio, e produzione di protocolli di accesso 294 UU.OO. coinvolte SERVIZIO Titolo progetto Attuazione dei IMMUNOTRASFUSIONALE Programmi Speciali Sangue Provinciali, Descrizione obiettivi Risultati Aumentare la raccolta del sangue dei Si è regolamentato l’accesso alle donatori, per mantenere l’autosufficienza donazioni in relazione alla scorta secondo le regionale e contribuire a quella nazionale, di Emoteca, implementando visto il calo della disponibilità derivante accessi anche nei giorni feriali indicazioni del Piano dall’invecchiamento della popolazione(le Sangue/Plasma donazioni coinvolgono prevalentemente come già fatto con i festivi Regionale 2002/2003 fasce giovanili di età) - RACCOLTA Attraverso risorse in ore Il Progetto viene attivato per permettere , aggiuntive rese disponibili dalla in attesa dell'Officina Trasfusionale di compensazione del Piano Area Vasta Romagna, di attivarsi senza Speciale Sangue dalle altre ASL, incremento di personale, per il rispetto il personale tecnico e degli obblighi di legge per la ricerca con CONTROLLO EMOCOMPONEN TI amministrativo ha sostenuto con metodica di Biologia Molecolare, dei virus continuità la determinazione dei trasmissibili con la trasfusione del sangue test NAT necessari, operando all’interno del Nucleo di Biologia Molecolare InterAziendale. Importante l’esperienza acquisita, utile nel contesto del sistema Area Vasta Romagna 295 AREA DEL GOVERNO GESTIONALE Sviluppo della gestione del personale in chiave dipartimentale, attraverso : • Pianificazione quadrimestrale delle ferie, in linea con le indicazioni aziendali • Programmazione mensile dei turni • Omogeneizzazione degli strumenti di gestione del personale su base dipartimentale ( informatizzazione della turnistica di U.O., regolarmente trasmessa al DAD) • Equità di trattamento del personale (turni, presenze, straordinario, debito orario mensile, ecc.). • Mappatura del personale Part-Time Questi punti necessitano di un maggior sviluppo e consolidamento nell’U.O. di Anatomia Patologica dove solo da pochi mesi è stata assegnata la figura del Coordinatore tecnico. Attuazione di strumenti di Comunicazione periodica con tutto il personale Si sono definite ed attuate modalità di diffusione delle informazioni rivolte a personale all’interno del dipartimento • incontri periodici ( briefing settimanali, riunioni di U.O., di Dipartimento) • circolazione tempestiva ed organizzata delle informazioni ( invio comunicazioni, bacheche di reparto, raccoglitori con documenti a disposizione, ecc) • stesura verbali di riunioni disponibili a tutto il personale • stesura procedure Dipartimentali e di U.U.O.O. personale reparti, Punti Prelievi, CUP, URP, Medici di Medicina Generale, ecc. • aggiornamento e invio materiale illustrativo riguardante le modalità di prelievo, conservazione e invio dei campioni (Manuali, Catalogo dei prodotti, tempi di risposta, Istruzioni al paziente, tabelle, ecc.) • aggiornamento relativo all’introduzione di nuovi test o alla cessazione di altri • incontri per la definizione di percorsi condivisi ( modalità di accesso per esami urgenti, routinari, pre-operatori, in DH, ecc) 296 Sicuramente una Comunicazione efficace assume una forte rilevanza per il coordinamento e l’integrazione dei diversi professionisti all’interno del proprio Dipartimento e con le figure professionali delle altre articolazioni aziendali . Anche attraverso momenti di confronto si può favorire e migliorare la gestione dei percorsi clinici che concorrono alla formulazione di una risposta diagnostica e terapeutica efficace ed efficiente. Diffusione dell’uso dipartimentale della documentazione Oltre a proseguire la stesura dei documenti necessari a garantire il controllo dei principali processi gestionali, si è iniziato a uniformare una parte della documentazione in uso all’interno delle tre U.O. ( schede relative al neo-assunto, turni mensili, schema di programmazione quadrimestrale delle ferie, modulistica relativa alla corretta gestione del materiale farmaceutico). Descrizione delle posizioni di lavoro All’interno del Dipartimento sono state formalizzate le seguenti posizioni di lavoro e le rispettive aree di responsabilità per il personale del comparto: • Referente della Qualità Coord. Tecnico B. Dell’Aquila • Referente del Sistema Informatico Collab. Tecnico S. Berlini • Referente della Comunicazione Coord. Tecnico B. Dell’Aquila • Referente della Formazione Coord. Tecnico M. Fiumana Mappatura e definizione degli organici Sono stati prodotti i reports relativi a • Situazione odierna del personale, rapportata con quella degli ultimi anni (2000-2003) 297 • Descrizione delle varie qualifiche • Percentuale del personale a tempo pieno, Part Time, in ruolo, incaricato, personale Co.Co.Co., prescritto, in aspettativa, con legge 104, con legge 53, ecc • Personale turnista, in guardia attiva, in pronta disponibilità. Turni aggiuntivi, Libera professione. Punti critici del Dipartimento relativi all’Area gestionale: • Alta presenza di personale Part Time (5 tecnici biomedici al 50% e 8 tecnici al 70%), costituiscono il 16.5 % del personale tecnico del Dipartimento, con una concentrazione nell’U.O. Medicina di Lab. del 21.8%. • Numerosi dipendenti con prescrizione medica che necessitano di un piano di attività personalizzato, esonero dalla pronta disponibilità e dalle guardie, ecc. • Assenze per malattie e/o altro • Presenza di n° 13 tecnici incaricati • Difficoltà a smaltire entro l’anno , il residuo ferie e l’accumulo di ore di straordinario • Gestione delle conflittualità • Formazione continua del personale ( numerosità del gruppo e tecnologie in continua evoluzione),soprattutto alla luce dello sviluppo di Area Vasta Romagna • Sensibilizzare degli operatori al cambiamento e alle esigenze di riorganizzazione • Necessità di maggior integrazione tra le professionalità intra e inter-dipartimentali 298 AREA DELLE INNOVAZIONI E SPRIMENTAZIONI Informatizzazione dei reparti Nel 2003 si è avviato, in via sperimentale, il Progetto DN-WEB per la “ Gestione informatizzata degli esami di Laboratorio” tramite l’utilizzo di un applicativo realizzato in tecnologia WEB. Obiettivo di questo progetto è consentire a tutti i reparti e ambulatori dei Presidi aziendali la connessione al servizio di Laboratorio analisi per: • l’invio delle richieste di esami ( urgenti e routinari ) • la consultazione dei risultati in tempo reale • la stampa direttamente in reparto, dei referti prodotti in Laboratorio ( sia parziali che definitivi). Evidenti sono i vantaggi che ne deriveranno: • velocità di compilazione richieste e trasferimento al Laboratorio • possibilità di compilazione anticipata, anche giorni precedenti, con memorizzazione delle richieste fino al momento dell’esecuzione del prelievo diminuzione del TAT • eliminazione del servizio appaltato per la consegna referti Tale ambizioso progetto troverà la sua completa attuazione nell’anno 2004. Integrazione di attività tra i SIT di Rimini, Cesena, Forlì Al fine di centralizzare tutte quelle funzioni trasfusionali che possono utilmente essere delocate rispetto ad una ottimale produzione dei prodotti trasfusionali di qualità, Il Servizio Trasfusionale di Rimini ha intrapreso un’azione di integrazione funzionale con i SIT di Cesena e Forlì: • trasferimento dei test di validazione sierologica per le unità Trasfusionale del SIT di Forlì verso il SIT di Rimini • Validazione di tutti gli emocomponenti prodotti dai SIT di Cesena, Forlì e Rimini , attraverso l’operatività di un Nucleo InterAziendale per la Biologia Molecolare (NIBM) che esegue test con metodiche di biologia molecolare (NAT) 299 FORMAZIONE Il Piano di Formazione del Dipartimento di Patologia Clinica relativo all’anno 2003, ha tenuto conto dei richieste formative degli operatori, espresse tramite un apposito questionario distribuito ed elaborato, e dell’analisi delle necessità formative legate allo sviluppo professionale e organizzativo del personale, in coerenza con gli obiettivi dipartimentali e sulla base del budget disponibile. Si è privilegiata la formazione interna con un programma che ha unito allo scopo sopra descritto, la necessità di soddisfare l’obbligo dei crediti previsti dal sistema ECM . Anche per la docenza ci si è avvalsi delle professionalità laureate e tecniche presenti all’interno del Dipartimento scegliendo e trattando argomenti mirati a consolidare lo specifico professionale. Questa tipologia di formazione ha permesso di coinvolgere un numero elevato di operatori, contenendo la spesa nei limiti previsti; l’utilizzo dei corsi a catalogo è stato limitato. La partecipazione all’aggiornamento è stata ampia e rispettata quasi nella totalità, grazie anche ad una gestione della turnistica attenta a favorire l’accesso dei professionisti agli eventi formativi. Si è inoltre iniziato un percorso formativo in collaborazione con altre aziende dell’ Area Vasta Romagna, rendendo reciprocamente disponibili i corsi attuati nelle diverse realtà. Tale percorso verrà proseguito nell’anno 2004. AREA VASTA ROMAGNA Criticità e opportunità Il dipartimento di Patologia Clinica e pienamente coinvolto nel Progetto per la riorganizzazione dei Laboratori della Romagna che ha come obiettivi generali: • Garantire al paziente ricoverato, tutte le prestazioni adeguate nel più breve tempo possibile • Prendere in carico l’utente esterno che presso qualsiasi Centro prelievi potrà ottenere la stessa risposta , anche specialistica • Sviluppare punti di eccellenza (centri di elevata specializzazione), facilitando la gestione delle richieste di secondo livello 300 • Concentrare l’esecuzione degli esami a bassa richiesta o ad alta specializzazione in un’unica sede di erogazione • Diminuire i costi di gestione attraverso l’eliminazione di attrezzature multipli sotto utilizzate, con l’ottimizzazione dell’impiego del personale e attraverso l’espletamento di gare d’appalto in comune per il materiale di consumo, diagnostici e sistemi analitici Il progetto di AVR richiede uno studio approfondito del profilo, delle aspettative e delle motivazioni del personale; gli sviluppi programmati necessitano di un elevato livello di consenso sia dei professionisti che degli utenti . Occorre pertanto sviluppare momenti di confronto e di informazione sulla progressione dei lavori dei gruppi operativi, favorendo la partecipazione del personale e avvicinando le decisioni organizzative al gruppo operativo. Punto critico per lo sviluppo di attività ad alta complessità è la formazione del personale che deve assicurare accanto ad una elevata conoscenza delle specifiche procedure, un’altrettanta elevata capacità di sviluppare relazioni professionali e di apertura al cambiamento. Importante è la valutazione delle opportunità offerte dalla istituzione di una struttura centralizzata che proporrà stimoli interessanti e incrementerà sicuramente la crescita professionale del personale. I Coordinatori del Dipartimento di Patologia Clinica 301 302