RELAZIONE
ANNUALE
ANNO 2003
INDICE
PRESENTAZIONE
pag.1
Introduzione
pag. 2
PARTE PRIMA:
Cap. 1 PRINCIPI GENERALI DEL PIANO DELLE AZIONI 2004-2005.
pag. 4
1.1 L’importanza della comunicazione interna ed esterna dell’azienda.
pag. 9
PARTE SECONDA:
Cap. 2. IL GOVERNO GESTIONALE: STATO DELL’ARTE DICEMBRE 2003. pag.12
2.1.
Monitoraggio delle “assenze a vario titolo” del Personale del Comparto.
2.2.
Stato dell’arte del Personale del Comparto con “prescrizione medica alla
funzione di assistenza” relativamente all’anno 2003.
pag.12
pag.13
2.2.1. Strategie adottate nelle “allocazioni di servizio” del personale che presenta
una prescrizione medica.
pag.13
2.2.2. Analisi dei dati aggregati aziendali sul fenomeno delle prescrizioni mediche.
pag.14
2.2.3. Principali cause di prescrizione medica.
pag.15
2.3.
pag.17
Part-time.
2.3.1. Analisi dei dati aggregati aziendali nell’utilizzo del lavoro a part time.
pag.17
2.3.2. Quantità dell’orario.
pag.18
2.3.3. Concentrazione dei part-time rispettivamente nell’Area Ospedaliera e
nell’Area territoriale.
pag.18
2.3.4. Articolazione dell’orario.
pag.18
2.3.5. Andamento delle domande part-time del personale infermieristico: “periodo
di riferimento anno 1999 – 2003”.
pag.19
2.3.6. Differimento data di presentazione della domanda e attivazione del part-time.
1
pag.19
2.3.7. Aspetti “motivazionali” legati alla richiesta di trasformazione del rapporto
Lavoro da tempo pieno in tempo parziale: “periodo di riferimento anno 1999 –
2002”.
pag.19
2.3.8. Analisi dei dati aziendali sull’utilizzo del part-time con riferimento
esclusivamente all’anno 2003.
pag.21
2.3.9. Aspetti “motivazionali” legati alla richiesta di trasformazione del rapporto
di lavoro da tempo pieno in tempo parziale: riferimento alle richieste di
Part-time anno 2003.
pag.21
2.3.10 Quantità dell’orario e articolazione dell’orario richiesta nell’anno 2003.
pag.22
2.3.11. Distribuzione fra le aree di servizio delle domande di part-time anno 2003.
pag.22
2.3.12. Piano di differimento fra data di presentazione delle domande e attivazione
del part-time.
2.4.
pag.24
Valutazione complessiva dei minuti assistenziali erogati nelle Unità Operative
per l’anno 2003.
2.5.
pag.25
Riepilogo dei principali indicatori occupazionali: selezioni effettuate dal
01/01/1999 al 31/12/2003 esclusi i non dipendenti (vedi nota del 7 febbraio
2004 Prot. 0011691 a firma del Direttore Generale Dott. T. Carradori)
2.6.
2.7.
pag.25
Composizione percentuale delle équipes infermieristiche delle diverse
unità Operative/Dipartimenti Aziendali.
pag.25
Omogeneizzazione del modello della turnistica: turno m/3.
pag.27
2.7.1. Ri-progettazione della “Turnistica di servizio sulle 24 ore” per la eliminazione
sistematica della cadenza m/3.
pag.28
2.7.2. Modificazione della turnistica nell’U.O. Hospice.
pag.29
2.7.3. Modificazione della turnistica nell’U.O. “Residenza il Glicine”
pag.29
2.7.4. Modificazioni della turnistica nell’U.O. O.R.L.
pag.30
2.7.5. Modificazione della turnistica SALA OPERATORIA.
pag.31
2.8. Analisi degli “eventi gestionali” del personale infermieristico relativamente
all’anno 2003.
pag.31
2.8.1. Reports Ferie Mensili Dipartimentali 2003.
pag.31
2.9.
pag.34
Stato dell’arte sulla mobilità.
2.10. L’Istituto dei Turni Aggiuntivi: due anni di esperienze.
pag.44
2.10.1. Costo turni aggiuntivi– GRAFICO.
pag.46
2
2.10.2. Distribuzione fruizione turni aggiuntivi novembre 2003.
pag.47
CAP 3. LA DOTAZIONE IN CIFRE.
pag.48
3.1.
Il Personale dipendente in servizio al 31/12/2003.
pag.48
3.2.
Dotazione organica del Personale Infermieristico.
pag.50
3.3.
Dati di pianta organica del Personale Infermieristico – anno 1999 – 2000 – 2001
3.4.
2002 – 2003.
pag.51
Personale Infermieristico: Posti di Lavoro.
pag.52
PARTE TERZA
Cap. 4. LA NOVITA’ DELL’ANNO 2003: OSPEDALE CERVESI
DI CATTOLICA.
pag.54
4.1.
Gestione diretta dell’Ospedale di Cattolica da parte dell’Azienda USL di Rimini. pag.54
4.2.
Interventi attuati prima della gestione diretta dello Stabilimento di Cattolica.
pag.54
4.2.1. Reclutamento di Personale.
pag.54
4.2.2. Assegnazione del Personale.
pag.57
4.2.3. Ri-assorbimento di Personale.
pag.57
4.2.4. Dimissioni volontarie di Personale.
pag.58
4.2.5. Modalità di acquisizione di Personale in Azienda in alternativa all’assunzione
diretta.
pag.59
4.2.6. Attività di pianificazione della Direzione Assistenziale.
pag.60
4.2.7. Attività di gestione della Direzione Assistenziale: assegnazione di
Personale prima dell’avvio della gestione diretta.
pag.64
4.2.8. Definizione del fabbisogno di Infermieri ed OTA dell’Ospedale
Cervesi di Cattolica.
Ri-distribuzione degli organici.
pag.64
4.2.9. Copertura dei Turni.
pag.67
4.2.10. Programmazione della presenza costante della Direzione Assistenziale
su tre (3) giornate settimanali.
pag.67
3
4.2.11. Allineamento del Personale Infermieristico alle procedure Aziendali attraverso
l’organizzazione di giornate di formazione su diversi argomenti.
4.3.
pag.67
Gli interventi attuati dalla Direzione Assistenziale dopo
l’acquisizione dello Stabilimento Cervesi di Cattolica.
pag.68
4.3.1. Garanzia della continuità gestionale.
pag.68
4.3.2. Attività di pianificazione e gestione.
pag.69
Cap. 5. IL COORDINAMENTO INFERMIERISTICO E TECNICO DELL’AZIENDA
USL DI RIMINI.
5.1.
pag.71
La novita’ gestionale del 2003: le funzioni di
Coordinamento.
pag.75
5.1.1. Il Coordinamento e la novita’ del Referente
Tecnico Professionale.
pag.76
5.2.
Coordinamenti 2003-2004.
pag.84
5.3.
Referenti Tecnici Professionali 2003-2004.
pag.88
Cap. 6. LA GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE
PRESSO L’AZIENDA USL DI RIMINI
– PERSONALE INFERMIERISTICO 6.1.
pag.90
Soluzioni organizzative e criteri allocativi adottati nel periodo della
1° mappatura [Febbraio 2001].
pag.92
6.2.
Analisi della realtà in applicazione della 1° mappatura di posti a part time.
pag.95
6.3
La gestione del rapporto di lavoro a tempo parziale del personale
infermieristico nel periodo della 2° mappatura [Settembre 2003].
pag.95
Allegato 1 – Intervista ai dipendenti
che hanno inoltrato domanda di part time.
pag. 100
Allegato 2 – Ipotesi di turnistica con personale a Part Time.
4
pag.104
Cap. 7. PROGETTI INNOVATIVI E SPERIMENTAZIONI
PER L’ANNO 2003.
7.1.
pag. 107
PROGETTO CONTINUITA’ ASSISTENZIALE.
pag.107
7.1.1. L’evoluzione di un percorso assistenziale ad un processo aziendale:
la continuità terapeutica ed assistenziale
pag. 107
7.1.2. Dati di attività 2003.
pag.107
7.1.3. Punti critici.
pag.108
7.2.
pag.108
Implementazione consulenze infermieristiche.
7.2.1. Richiesta di consulenze/prestazioni del personale
infermieristico - tecnico mo.30 pg dir. amm.
pag.110
7.2.2. Progetto consulenze infermieristiche – rev. 1 del 15/05/03
pag.112
7.3.
Progetto:”Gestione dolore post-operatorio”.
pag.118
7.4.
Certificazione direzione assistenziale.
pag.120
7.4.1. Elenco documenti applicati
7.5.
pag.122
Progetto trasversale controllo della spesa per
appalto di servizi di ausiliariato e trasporti
7.6.
anno 2003.
pag.124
Progetto disfagia: Medicina 1°
pag.125
7.6.1. Progetto Disfagia: schemi
7.7
pag.126
Scheda progetto miglioramento: dipartimento endocrinometabolico
u.o. post acuti Santarcangelo e dipartimento di emergenzau.o. posta acuti RN.
pag.128
Cap. 8. PROGETTI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO
pag.130
Relazione della ricerca sulla motivazione
e realizzazione dei valori professionali.
8.1.
8.2.
Progetti specifici legati alla valorizzazione
degli operatori la cui attivita’ e’ soggetta
a esposizione da radiazioni ionizzanti 2003
(rischio radiologico).
RELAZIONE FINALE PROGETTO DI MIGLIORAMENTO
5
pag.139
BUDGET 2003 “IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE
PROCEDURA CADUTA PAZIENTI” – U.O. POST ACUTI RN.
pag.140
8.2.1. CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA
DEGENZA – ANNO 2003 -.
pag.142
8.2.2. PROCEDURA SPECIFICA CADUTA ACCIDENTALE DEL
PAZIENTE IN REPARTO.
pag.150
8.3.
RELAZIONE RIGUARDANTE LA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI
OBIETTIVO ANNO 2003 PER LE UNITA’ OPERATIVE MED. 3 – LD. –
POST ACUTI – OSPEDALE DI SANTARCANGELO.
pag.157
8.3.1. IMPLEMENTAZIONE DI UNA SCHEDA DI TERAPIA SCRITTA DAL
MEDICO E UTILIZZATA DALL’INFERMIERE CON REGISTRAZIONE
DI OGNI SINGOLA SOMMINISTRAZIONE.
pag.158
8.3.2. SCHEDA DI VERIFICA.
8.4.
pag.159
RELAZIONE FINALE PROGETTO DI MIGLIORAMENTO
BUDGET 2003 “IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE
PROCEDURA CADUTA PAZIENTI”
8.4.1. SCHEDA DI VERIFICA.
pag. 160
pag.162
8.5.
Progetto Elaborazione ed applicazione di una procedura per la preparazione
del sito chirurgico secondo le raccomandazioni dei Centers for Diseases
Control (CDC).
pag.163
8.6.
Progetto Elaborazione ed Implementazione di Linee guida per la gestione
dei dispositivi intravascolari secondo le raccomandazioni aggiornate dei
Centers for Diseases Contro (CDC).
pag.169
8.6.1. Fasi della Pianificazione.
pag.169
8.6.2. Dati relativi alla sperimentazione su campo della medicazione dei siti di
Inserzione dei Dispositivi Intravascolari.
pag.170
8.6.3. Adattamento (adapting) delle raccomandazioni e Presentazione dei dati.
pag.172
8.7.
Relazione anno 2003 progetto “rischio radiologico”.
pag.175
8.8.
Progetto di incentivazione rischio radiologico
Emodinamica Rimini.
pag.176
8.8.1. Procedura Gestione infermieristica del paziente in Emodinamica.
6
pag.178
8.9.
Progetto: Misurazione incidenza delle lesioni da decubito Anno 2003.
pag.184
8.10. u.o. oncologia: gestione dei rischi nella prescrizionesomministrazione delle terapie.
pag.185
8.11. Progetto lesioni da decubito.
8.12. Dipartimento Cardiovascolare: Medicina P.O. di Riccione Progetto Scala di Braden.
8.13. Dipartimento Cardiovascolare Medicina P.O. di Riccione:
relazione area di miglioramento 2004.
8.14. Dipartimento Malattie Cardiovascolari: U.O. di Geriatria
Progetto di miglioramento anno 2003.
pag.187
pag.194
pag.196
pag.197
PARTE QUARTA
Cap. 9. Analisi organizzativa e stato dell’arte dei progetti
2003 a cura delle Direzioni Assistenziali
Dipartimentali .
9.1.
pag. 201
Dipartimento di emergenza – urgenza: analisi
organizzativa e stato dell’arte degli obiettivi delle
UU.OO. – anno 2003 -
pag. 202
9.1.1. Ambulatorio Infermieristico: dati di attività per prestazioni P.O. DI RIMINI U.O.
TRAUMATOLOGIA E ORTOPEDIA SALA GESSI.
pag.204
9.1.2. DIPARTIMENTO DI EMERGENZA-URGENZA: PROSPETTO RIASSUNTIVO
STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003.
9.2.
pag.207
DIPARTIMENTO NEFRO-UROLOGICO: SPECIFICI PROGETTI
INNOVATIVI E DI MIGLIORAMENTO DI UNITA’ OPERATIVA.
pag.208
9.2.1. DIPARTIMENTO NEFRO-UROLOGICO: PROSPETTTO RIASSUNTIVO
STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003.
9.3.
DIPARTIMENTO MALATTIE ENDOCRINOMETABOLICHE
7
pag.209
DEL RICAMBIO E DELL’APPARTO GASTROENTERICO: UNITA’
OPERATIVE MED. 3 – LD – POST ACUTI – OSPEDALE “A FRANCHINI –
SANTARCANGELO”
pag.210
9.3.1. PROGETTO FORMAZIONE SUL CAMPO (PRIMA BOZZA):
MIGLIORAMENTO QUALITA’ DELL’ASSISTENZA EROGATA.
pag.210
9.3.2. PROGETTO DI MIGLIORAMENTO ANNO 2003 UU.OO MED. 3/LD/POST
ACUTI SANTARCANGELO. ATTIVAZIONE MEETING DI REPARTO.
pag.214
9.3.3. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO: MEDICINA 2° OBIETTIVI
AREA ORGANIZZATIVA.
pag.215
9.3.4. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO: U.O. MEDICINA II –
OBIETTIVI AREA DI MIGLIORAMENTO 2003.
pag.216
9.3.5. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO: SERVIZIO AUTONOMO
DIABETOLOGIA DH MEDICINA II – OBIETTIVI AREA
DI MIGLIORAMENTO 2003.
pag.218
9.3.6. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO: U.O. CH. GENERALE
– AREA ORGANIZZATIVA -
9.4.
pag. 218
DIPARTIMENTO CARDIOVASCOLARE: CARDIOLOGIA/UTIC RIMINI –
STATO DELL’ARTE PROGETTI 2003-
pag.219
9.4.1. SCHEDA DI FUNZIONAMENTO.
9.5.
pag.220
DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI,
IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E MALATTIE
8
INFETTIVE: RELAZIONE FINALE OBIETTIVI BUDGET 2003.
pag. 221
9.5.1. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI,
IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE
INFETTIVE: PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO
OBIETTIVI DI BUDGET 2003.
pag.223
9.5.2. OBIETTIVI DIPARTIMENTALI 2003: IMLEMENTAZIONE DI CARTELLA
INTEGRATA DI U.O. – IMPLEMENTAZIONE CONSULENZE
INFERMIERISTICHE.
pag.223
9.5.3. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI,
IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE
INFETTIVE: U.O. MALATTIE INFETTIVE.
pag. 227
9.5.4. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI,
IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE
INFETTIVE: U.O. MEDICINA INTERNA I – PROGETTO MISURAZIONE
INCIDENZA LDD.
pag.228
9.5.5. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI,
IMMUNOREUMATICHE, NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE
INFETTIVE:U.O. CHIRURGIA GENERALE/TORACICA – AREA
ORGANIZZATIVA 2003.
pag.229
9.5.6. U.O. PNEUMOLOGIA ASL RIMINI.
9.6.
pag.231
DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO
FEMMINILE, MATERNITA’, NEONATOLOGIA ED ETA’ EVOLUTIVA:
RELAZIONE FINALE ANNO 2003.
pag.232
9
9.6.1. DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO
RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITA’,
NEONATOLOGIA ED ETA’ EVOLUTIVA: PROSPETTO
RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI
BUDGET 31-12-2003.
9.7.
pag.234
DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RIMINI – RICCIONE: RELAZIONE
ANNUALE DIPARTIMENTALE 2003.
pag.240
9.7.1. DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE.
pag.241
9.7.2. DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RIMINI.
pag.245
9.8.
DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROSPETTO RIASSUNTIVO
OBIETTIVI DI BUDGET 2003.
pag.246
9.8.1. DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROGETTO DI MIGLIORMENTO
ANNO 2003.2004.
pag.248
9.8.2. DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: U.O. CHIRUGIA DI
SANTARCANGELO.
9.9.
pag.249
PRESIDIO OSPEDALIERO RICCIONE/CATTOLICA: UNITA’ OPERATIVA
CHIRURGIA – CATTOLICA.
pag.251
9.10. SETTORE TRASVERSALE SALE OPERATORIE.
pag.253
9.11. DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI SENSO E MALATTIE
DERMATOLOGICHE: RELAZIONE FINALE OBIETTIVI BUDGET 2003.
pag.257
9.11.1. DIPARTIMENTO MALATTIE ORGANI DI SENSO E DERMATOLOGICHE
PROSPETTO RIASSUNTIVO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI
BUDGET 2003.
pag.259
10
9.11.2. DIPARTIMENTO ORGANI DI SENSO E MALATTIE DERMATOLOGICHE:
U.O. O.R.L. CAMBIAMENTO ORGANIZZATIVO ANNO 2003 .
pag.263
9.11.3. U.O. O.R.L.: Progetto: Attivazione del servizio di preospedalizzazione con
Infermiere dedicato.
pag.265
9.11.4. DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI SENSO E DELLE MALATTIE
DERMATOLOGICHE: U.O. DI OCULISTICA: PROGETTO DI
MIGLIORAMENTO CLINICO ANNO 2003.
pag.267
9.11.5. U.O. O.R.L.: Apertura di ambulatorio dedicato ad utenti laringectomizzati/
Tracheostomizzati.
pag.268
9.11.6. U.O. O.R.L. : Presa in carico e continuità terapeutica dall’inizio alla fine
Del percorso ORL.
pag.269
9.11.7. U.O.O.R.L: Progetto “Referenti Attivita’ Assistenziali
Infermieristiche” Anno 2003.
pag.270
9.12. Dipartimento Di Salute Mentale: Relazione Finale Anno
2003.
pag.272
9.12.1. RIASSUNTO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003. pag.274
9.13. Relazione Annuale Dell’attivita’ Svolta Nella U.O. Post
Acuti Di Rimini Anni 2001/2003.
pag.276
9.13.1. RELAZIONE ANNUALE DELL’ATTIVITA’ SVOLTA NELL’U.O. POST
ACUTI DI RIMINI DAL 01/01/2003 AL 31/12/2003.
pag.280
9.14. RELAZIONE ANNUALE DELL’ATTIVITA’ SVOLTA NELLA U.O. POST
ACUTI DI SANTARCANGELO ANNI 2001/2003.
11
pag.283
9.14.1. RELAZIONE ANNUALE DELL’ATTIVITA’ SVOLTA NELL’U.O. POST
ACUTI DI SANTARCANGELO DAL 01/01/2003 AL 31/12/2003.
pag.287
9.15 DIPARTIMENTO PATOLOGIA CLINICA: RELAZIONE SUI
PRINCIPALI OBIETTIVI, PROGETTI, INNOVAZIONI
TECNICO-GESTIONALI REALIZZATO NELL’ANNO 2003.
PARTE QUINTA
DIREZIONE ASSISTENZIALE: APPENDICE STATISTICA DELLA
RELAZIONE DI VERIFICA ANNO 2003.
APPENDICE 1.
GRAFICO 1: RAPPORTO TRA PERSONALE INFERMIERISTICO ASSENTE
A VARIO TITOLO E PERSONALE INFERMIERISTICO INCARICATO.
APPENDICE 2.
GRAFICO 2: AZIENDA USL DI RIMINI: PERSONALE CON PRESCRIZIONE
MEDICA AL 31/12/2003.
APPENDICE 3.
GRAFICO 3: PERCENTUALE DI DIPENDENTI PART-TIME
SUI POSTI RICOPERTI.
APPENDICE 4.
GRAFICO N. 4: DOTAZIONE PERSONALE COMPARTO A PART TIME
Concentrazione part time Area Ospedaliera e Area Territoriale.
APPENDICE 5.
GRAFICO 5: AZIENDA USL DI RIMINI: INFERMIERI A PART TIME.
APPENDICE 6.
12
pag. 292
GRAFICI 6/7/8/9/10/11/12/13: STANDARD DI PERSONALE:
LIVELLI ASSISTENZIALI ESPRESSI IN MINUTI REALTIVI
AL PERSONALE INFERMIERITICO E DI SUPPORTO. COMPARAZIONE ANNO
2001 – 2002 – 2003.
APPENDICE 7.
GRAFICO 15: COMPOSIZIONE DELLE EQUIPES INFERMIERISTICHE
A LIVELLO AZIENDALE ( con esclusione Stabilimento di Cattolica)
APPENDICE STATISTICA 7.1.
GRAFICO 15.1.: COMPOSIZIONE EQUIPES INFERMIERISTICHE: STABILIMENTO
DI CATTOLICA.
APPENDICE 8.
GRAFICO 16: AZIENDA USL DI RIMINI: INFERMIERI TURNISTI E DIURNISTI AL
31/12/2003.
APPENDICE 9.
REPORT INFERMIERI OSPEDALE CERVESI CATTOLICA AL 12 GIUGNO 2003.
APPENDICE 10.
ATTIVITA’ OPERATORIA CATTOLICA 2003.
APPENDICE 11.
PRESIDI RN-SN-RC-CT POSTI DI LAVORO PERSONALE INFERMIERITICO
ED OTA.
APPENDICE 11 A
DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE DI RIMINI E RICCIONE POSTI DI LAVORO
PERSONALE AREA COMPARTO
13
APPENDICE 11 B
DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE – POSTI DI LAVORO AREA PERSONALE
COMPARTO
APPENDICE 12.
GRAFICO 17 - POSTI DI LAVORO PERSONALE INFERMIERISTICO AREA
OSPEDALIERA E TERRITORIALE.
APPENDICE 13.
GRAFICO 18 -
POSTI DI LAVORO PERSONALE O.T.A. AREA OSPEDALIERA E
TERRITORIALE.
APPENDICE 14 - SINTESI DIPARTIMENTALI – ORGANICI SOSTITUZIONE (Rif.
Paragrafo 2.8.2).
APPENDICE 15 – STATISTICA CVC.
APPENDICE 16:
-
INCIDENZA LESIONI DA DECUBITO NELLA U.O. MEDICINA INTERNA I – ANNO 2003
SCALA BRADEN: STATISTICA
SEDE DELLE LESIONI
STADIAZIONE DELLE LESIONI DA DECUBITO
TOTALE RICOVERI ANNO 2003
RELAZIONE FINALE.
14
PRESENTAZIONE
“Ci sono due modi certi di fallire: fare senza pensare o pensare senza fare”
Anonimo
Questa pubblicazione, giunta alla sua terza edizione, si pone l’obiettivo di fornire gli elementi più
significativi e i principali risultati di un anno di gestione.
La stesura della relazione è un momento di sintesi, la rappresentazione del lavoro realizzato con
l’ambizioso obiettivo di evidenziare ogni anno i passi svolti nella direzione di una costante
qualificazione delle modalità assistenziali e delle condizioni che la rendono possibile.
Le fisiologiche difficoltà che si riscontrano nella quotidianità e nel difficile cammino intrapreso
costituiscono sfide che si possono vincere solo con il contributo di competenze, idee e punti di vista
professionali diversi ed integrati.
Oggi, e i contributi contenuti in questa relazione ne sono una testimonianza, siamo consapevoli di aver
contribuito a tracciare una strada senza ritorno, risulterebbe tuttavia miope non riportare l’ancora
incompleta consapevolezza da parte di molti dell’importanza del cammino intrapreso e delle velleitarie
aspettative che tutto possa ritornare come prima. Non si possono più spendere energie in sterili
discussioni, le professioni sanitarie hanno raggiunto stadi di maturazione incontestabili e irreversibili:
- sul piano formativo
- sul piano dello status giuridico
-sul piano della fattibilità organizzativa di valorizzazione delle specificità professionali, seppur ancora
limitate.
La ridefinizione degli spazi professionali richiede necessariamente una rivisitazione dei rapporti
interprofessionali, la ricerca di un punto di equilibrio tra una progressiva ed inarrestabile espansione
degli spazi che le professioni “sanitarie emergenti” stanno conquistando e le minacce percepite da
coloro che hanno status professionali acquisiti da una lunga storia.
Il tracciante delle nostre azioni e le energie da investire vanno nella creazione di uguaglianza di
opportunità di sviluppo professionale e della pratica professionale, la messa in comune delle proprie
competenze su ambiti diversi, in integrazione con le altre componenti professionali non tanto e non solo
per il futuro delle nuove professioni( fisioterapisti, infermieri, ostetriche, tecnici, ecc..), quanto per la
ricchezza della risposte che si può contribuire a fornire a coloro che assistiamo.
Antonella Santullo
1
INTRODUZIONE
I materiali che di seguito vengono proposti costituiscono strumento di consultazione
per tutti i
professionisti che si propongono di:
- conoscere le iniziative e le attività condotte,
- conoscere e utilizzare i dati gestionali ed assistenziali,
- confrontare le esperienze di qualificazione delle modalità assistenziali
La relazione è stata redatta dal gruppo della Direzione Assistenziale, sotto la supervisione della
responsabile della Direzione Assistenziale Ospedaliera ( D.A.I. Ridolfi Luciana) , che ne ha curato la
redazione, e per la prima volta ampliata ai coordinatori che hanno collaborato assicurando i contributi
relativi ai progetti obiettivo di valenza aziendale.
Un sentito ringraziamento a Gallo Enzolino per la collaborazione prestata alla grafica del presente
lavoro.
La relazione che segue si propone come strumento efficace per dare visibilità ad argomenti ed azioni,
che hanno visto impegnati con entusiasmo e costanza una molteplicità di attori.
Prospetticamente si compone di cinque parti:
¾ La prima parte evidenzia le principali direttrici di programmazione che hanno caratterizzato il 2003
e quelle che connoteranno il prossimo 2004;
-
La seconda parte riguarda:
1. il governo delle risorse umane attraverso un modello di monitoraggio e di previsione gestionale che
si è basato su indici quali: Part Time – Inidoneità – assenze (ferie usufruite – malattie – infortunio –
Legge 104 – Dlgs. 151/2001 – aspettative) -
composizione percentuale dell’équipes
infermieristiche, ecc;
2. l’analisi dell’esistente : fotografia delle forze presenti in Azienda;
3. l’analisi delle dotazioni organiche, con particolare riferimento alla distribuzione nelle singole Unità
Operative/Servizi e la presenza dei rapporti di lavoro a tempo parziale, nonché inidoneità alla
mansione specifica da giudizio medico competente, ecc.
-
La terza parte mette in luce le innovazioni gestionali che hanno caratterizzato il 2003 e, in
particolare:
1. La gestione diretta dell’Ospedale Cervesi di Cattolica da parte dell’Azienda USL di Rimini;
2. Il coordinamento infermieristico e tecnico nell’Azienda USL di Rimini;
3. Part time: le soluzioni organizzative e i criteri allocativi adottati in Azienda;
2
4. i Progetti innovativi e le sperimentazioni per l’anno 2003 (Progetto continuità assistenziale –
Progetto implementazione delle consulenze infermieristiche – Progetto disfagia, ecc.);
5. I Progetti sulla gestione del rischio, che hanno permesso di attivare percorsi di valutazione e
gestione del rischio clinico di interesse infermieristico.
¾ La parte quarta, riguarda l’analisi organizzativa effettuata dalle Direzioni Assistenziali di
dipartimento, nonché lo stato dell’arte dei progetti 2003;
¾ La quinta parte, infine, si configura come una appendice statistica contenente dati relativi ad eventi
gestionali.
3
PARTE PRIMA
CAP. 1. PRINCIPI GENERALI DEL PIANO DELLE AZIONI 2004 - 20051
1. PRINCIPIO: Valorizzare le funzioni di coordinamento e di direzione nel governo economico
finanziario.
La consapevolezza di riorientare il ruolo della dirigenza infermieristica, tecnica ed ostetrica di unità
operativa, determina le seguenti direttrici di sviluppo:
•
Rendere concreto il principio della responsabilizzazione del quadro “manageriale intermedio”
mediante prassi gestionali che trovino spazi decisionali nei seguenti ambiti:
1. attribuzione di responsabilità nel consumo di specifici beni, servizi e risorse tecnologiche di propria
pertinenza:
-
lavanolo
-
pulizie
-
materiale tecnico economale
-
pasti
-
pellicole rx
-
ausili di supporto (carrozzine, barelle..)
-
garze
-
rifiuti
-
autonomia nella gestione delle
risorse professionali della linea di afferenza, avviando
esperienze dirette di titolarità del budget “incentivi” della propria unità operativa, garantendone
l’applicabilità secondo criteri predefiniti.
La consapevolezza di riorientare il ruolo della dirigenza infermieristica, tecnica ed ostetrica di
dipartimento e dei settori trasversali
•
Rendere concreto il principio della responsabilizzazione del quadro “manageriale intermedio”
mediante prassi gestionali che trovino spazi decisionali nei seguenti ambiti:
1
A cura di D.A.A. (Direttore Assistenziale Aziendale) A. Santullo
4
- attribuzione di responsabilità nel consumo di specifici beni, servizi e risorse tecnologiche di
propria pertinenza:
-
attribuzione di responsabilità nel consumo di beni e servizi: lavanolo, pulizie, economato
essere titolare del budget “incentivi” del proprio dipartimento e garantirne l’applicabilità secondo criteri
predefiniti
2. PRINCIPIO: L’affermazione della centralità delle risorse professionali “emergenti”,
generatrici di competenze, portatrici di saperi specifici..0.
Il concetto di competenza è composito, è la sinergia di conoscenze, attitudini/capacità ed esperienze
finalizzate che si estrinsecano in funzione della motivazione e delle condizioni che il contesto
garantisce.
L’esercizio della specifica competenza è la pre condizione indispensabile per dare un contributo
effettivo alla valorizzazione delle specificità e sostanziare i contenuti di autonomia e
responsabilizzazione.
CONSEGUENZE:
In tal senso le direttrici di sviluppo sono:
•
Avvio di processi di valorizzazione della competenza attraverso lo sviluppo di spazio clinico
infermieristico, con lo strumento della consulenza infermieristica, per predefiniti target di pazienti e
pratiche assistenziali, quali:
-
gestione del paziente con lesioni da decubito,
-
gestione del paziente con nutrizione enterale,
-
gestione del paziente con sistemi impiantabili per il controllo del dolore
-
gestione del paziente con disfagia
-
gestione del paziente con ulcere diabetiche
-
gestione del paziente (soggetti alcoolisti, o dipendenza sostanze stupefacenti )con contenzione in
unità extra psichiatriche (quali medicina d’urgenza, medicina II)
•
-
gestione del paziente con tracheo
-
gestione apparecchiature elettromedicali di anestesia e rianimazione
Orientare la formazione verso la clinica ,per sostenere la competenza: a tal fine gli indirizzi forniti
dalla Direzione Assistenziale per la formazione dell’anno 2004 sono stati i seguenti:
1. i corsi prioritari individuati sono stati.
-
approfondimenti clinici:
-
nella dialisi, sala operatoria e sala gessi
-
assistenza ai pazienti con stroke, scompenso cardiaco, lesioni da decubito e paziente chirurgico
5
-
competenze sul tema delle evidenze scientifiche di base ed avanzate
-
terapia farmacologica
-
infezioni ospedaliere
-
approfondimenti organizzativi
-
orientamento al personale neoassunto
-
responsabilità giuridica degli operatori sanitari
-
mappatura delle competenze
-
gestione della turnistica.
Inoltre,nell’ambito degli incontri di budget, privilegiando i metodi di apprendimento che partono dalla
revisione dell’esperienza, si è fissato l’obiettivo di implementare almeno due interventi di formazione
sul campo su approfondimenti clinici, in integrazione con altre equipè
•
Conoscere il livello di motivazione, in quanto catalizzatore della competenza, in tal senso rendere
stabile mediante l’istituzione di un osservatorio aziendale il monitoraggio di “eventi sentinella”,
burnout e mobbing, e favorire la disposizione di strumenti preventivi.
•
Conoscere per successivamente valorizzare le specificità professionali formate in particolari ambiti
quali quelli delle cure “complementari” (atte a garantire i seguenti interventi: la riflessologia
olistica, lo shiatzu, il reiki, l’infant massage ecc ) e della musicoterapia.
•
Recuperare innovazioni tecnologiche per alcune fasi del processo lavorativo, ci si riferisce ad eventi
gestionali ( turnistica informatizzata..) ed eventi assistenziali, vedasi segmento del processo
terapeutico atto a garantire le prescrizioni farmacologiche che è foriero di errori (trascrizione,
dosaggi, ecc..) che possono essere ridotti mediante l’utilizzo dei c.d. carrelli “intelligenti” .
3. PRINCIPIO: Sviluppare la valutazione della pratica assistenziale.
Tra i professionisti sussistono spesso situazioni di carenza di informazione su efficacia e profili rischio beneficio delle pratiche assistenziali nonchè una incompleta o ritardata adesione alle indicazioni che
scaturiscono dalle evidenze scientifiche.
Occorre che gli operatori, ad ogni livello, acquisiscano la consapevolezza della necessaria verifica delle
proprie attività, come parte integrante della propria cultura professionale.
Solo in questo modo è infatti possibile acquisire quelle informazioni essenziali per comprendere, sulla
base di dati empirici, che cosa viene fatto, da chi e con quali risultati, nell’assistenza ai pazienti, e
stimolare una consapevolezza critica sul proprio operato.
CONSEGUENZE
Creare condizioni valutabili del modo di fornire le prestazioni sanitarie in senso ampio (coinvolgimento
in tale processo anche le componenti non mediche)
6
In tal senso le principali direttrici di lavoro sono:
-
garantire lo sviluppo di infrastrutture che garantiscono con capillarità l’accesso alle biblioteche e
banche dati su supporti informatici e congiuntamente continuare i percorsi formativi, già avviati, per
formare esperti in ricerca di evidenze, e sensibilizzare i restanti operatori. Per l’anno 2004 è prevista
l’apertura del Centro EBN aziendale;
-
l’adozione di linee guida al fine di garantire una riduzione delle scarse performance professionali ed
una pratica professionale basata su criteri di appropriatezza ed efficacia (le priorità individuate, sulla
base dei dati di prevalenza dei fenomeni e gli obiettivi regionali sono: la gestione dei cateteri
centrali e periferici, dispositivi intravascolari, la gestione della contenzione, le lesioni da decubito);
-
l’adozione di politiche per la gestione dei rischi che garantiscano la tempestiva
rilevazione e prevenzione di eventi sfavorevoli, le priorità individuate sono: le cadute e gli errori
nella “gestione dei farmaci”, in particolare nella fase della prescrizione mediante l’utilizzo della
scheda unica di terapia, al fine di evitare gli ADE derivanti da errori nella fase di trascrizione;
- utilizzare la fonte della SDO per avviare la rilevazione corrente di alcuni eventi avversi (per il
2004 le lesioni da decubito).
4. PRINCIPIO: Operare per aumentare la visibilita’ esterna dei professionisti non medici
Il riconoscimento dell’autorità professionale è secondo Prandstraller (1995) un problema ineludibile con
il quale qualsiasi professione nascente deve fare i conti.
In particolare l’area infermieristica risente di uno scarso riconoscimento sociale, secondo Prandstraller,
per due principali cause:
1. uno scenario legislativo che, fino agli anni Novanta, non ha garantito l’ingresso del corso di
studio in Università, impedendo la legittimazione delle “scienze infermieristiche”
2. la sostanziale disattenzione dell’opinione pubblica verso la professione infermieristica, la
non individuazione in tale gruppo di un soggetto sociale che svolge attività che nessun altro
è abilitato a svolgere.
La sostanziale rappresentazione pubblica di come gli altri ci considerano, fa scaturire una tensione
dinamica che deve condurre ad una organizzazione e gestione dell’immagine pubblica. La costruzione
di una buona reputazione l’essere riconosciuti dagli altri è un anelito di tutti.
Gli individui/professionisti costituiscono una relazione positiva con se stessi soltanto grazie
all’aiuto di reazioni positive e di consenso da parte di altri soggetti co attori di un sistema.
Il rinnovamento, parte dall’importanza della relazione tra il senso che l’esistenza acquista per il soggetto
individuale/professionista e la considerazione intersoggettiva
7
Per rafforzare l’autorevolezza e la credibilità sociale il campo delle relazioni con l’utenza deve acquisire
un maggiore “spessore”, una più chiara e trasparente “contrattualità assistenziale”.
Il problema coinvolge più gruppi professionali ma vi deve essere la consapevolezza che gli infermieri
hanno molteplici opportunità di contatto con le persone assistite e ricevono spesso domande che
frequentemente al medico non vengono rivolte.
La competenza comunicativa risente indubbiamente delle caratteristiche soggettive che rimangono
elementi determinanti per le relazioni interpersonali, ferma restando l’importanza di un approccio
centrato sull’utente in tutto il processo assistenziale, di una stimolazione del beneficiario delle cure e
delle risorse “familiari” a essere attivamente coinvolti in fase di pianificazione e di decisione a tutti i
livelli di erogazione dell’assistenza.
Lo sviluppo dell’infermiere come “consigliere dei consumatori”(OMS,1996), può trovare una sua
collocazione nel contribuire a garantire continuità nei percorsi assistenziali
ed accessibilità alle
conoscenze, attraverso il ricorso al case management e all’infermiere primario (primary nursing),
che lavora in modo mirato su di un carico individualizzato di pazienti.
Elabora con il gruppo infermieristico i piani assistenziali, ne valuta e verifica la coerenza, formula e
valuta gli obiettivi da raggiungere; collabora con le varie figure professionali coinvolte per la
discussione del caso e la eventuale ridefinizione dei piani assistenziali. Attiva i percorsi protetti
finalizzati alla dimissione dei degenti (UVG, ADI, Servizi Sociali territoriali), mantiene la
comunicazione con le famiglie,
facilita l’acquisizione di ausili e strumenti indispensabili per
l’assistenza a domicilio.
CONSEGUENZE
Lo sviluppo professionale come sistema di riconoscimento sociale, fonte d’identità.
1. Creare percorso di comunicazione extra aziendale che migliori la conoscenza e la visibilità
degli infermieri verso i beneficiari delle cure e verso l’opinione pubblica. Per l’anno 2004 in
collaborazione con l’URP è prevista la diffusione di un opuscolo sulla figura dell’infermiere
a cui ne seguiranno altri, con l’obiettivo di creare una collana per far conoscere all’utenza le
nuove professioni.
2. Sviluppare il ruolo dell’infermiere primary nurse nelle unità di degenze mediche (Med I,
Med II, e Geriatria )
3. Ampliare le sperimentazione di unità operative aperte 24 ore su 24, ad eccezione delle prime
fasce orarie ad elevata intensità assistenziale
8
1.1. L’IMPORTANZA DELLA
ESTERNA DELL’AZIENDA2
COMUNICAZIONE
INTERNA
ED
Premessa
La comunicazione è l’attività fisiologica di ogni organizzazione: in qualsiasi tipo di realtà organizzativa,
infatti, sono presenti attività programmate o meccanismi spontanei attraverso cui le persone comunicano
(trasmettono) all’interno e all’esterno dell’organizzazione informazioni, idee, valori ed emozioni…
E’ evidente che la qualità della comunicazione dipende dalla sua coerenza e dal modo in cui influenza la
qualità della relazione, in quanto favorisce la chiarezza del messaggio e contribuisce all’instaurarsi di un
rapporto di fiducia tra gli attori coinvolti. Per avere una comunicazione coerente e chiara, dunque, è
necessario scegliere i contenuti, le modalità e lo stile in modo che siano in sintonia tra loro e adeguati
all’interlocutore e al contesto.
Il sistema di comunicazione di un’azienda è un fenomeno complesso e dinamico; è tuttavia possibile
definirne sinteticamente alcune caratteristiche essenziali:
1. esso è l’insieme coordinato e razionale di flussi informativi in funzione di una migliore
efficienza produttiva;
2. è lo strumento necessario per far conoscere all’esterno l’organizzazione nel suo complesso
(incidere sull’opinione pubblica, sui cittadini-clienti);
3. è il fattore che aumenta la motivazione e il coinvolgimento di chi deve realizzare gli obiettivi
aziendali e ottimizzare il funzionamento organizzativo;
4. è il complesso di azioni coordinate per legittimare l’organizzazione e creare identità distintiva
verso l’esterno: comunicare per suscitare identificazione fra i membri interni.
STRATEGIE DI COMUNICAZIONI INTERNE MESSE IN ATTO DALLA DIREZIONE
ASSISTENZIALE
Si è detto che in ogni processo comunicativo uno dei principi cardine è quello della coerenza, in
particolare tra contenuto del messaggio, modalità o strumento di trasmissione, destinatario e contesto di
riferimento.
In particolare la Direzione Assistenziale ha messo in atto due modalità di strategie comunicative:
¾ produttiva – informativa: caratterizzata da un contenuto tecnico (dati, cifre, nomi, ecc.) che ha un
impatto diretto sui processi di lavoro produttivi;
2
A cura di D.A.O. (Responsabile Direzione Assistenziale Ospedaliera) L. Ridolfi.
9
¾ valoriale - formativa: caratterizzata da un contenuto valoriale e che incide primariamente sui
sentimenti o sui valori delle persone appartenenti all’azienda.
Nel corso del 2003 particolare importanza è stata data a questa seconda modalità.
Nel quadro della finalità valoriale - formativa, ha assunto grande importanza per la Direzione
Assistenziale il concetto di identità professionale e aziendale. L’identità professionale e aziendale è
stata presa come punto di partenza e come punto di arrivo della comunicazione interna.
E’ punto di partenza, in quanto il piano di comunicazione interna è stato elaborato sulla base degli
elementi attuali che costituiscono l’identità professionale.
E’ punto di arrivo, perché la “macro finalità della comunicazione interna” è quella di presidiare,
confermare, diffondere o modificare l’identità professionale/aziendale, ossia in ultima analisi di
garantire la sopravvivenza e la vitalità dell’impresa.
La finalità valoriale – formativa della comunicazione interna, quindi, può essere ulteriormente distinta in
relazione alla strategia dell’impresa che essa concorre a realizzare: presidiare gli elementi costitutivi
esistenti e in particolare il senso di appartenenza o attivare meccanismi di cambiamento culturale,
organizzativo o tecnologico (strategia di sviluppo).
Vedi “Progetto di Comunicazione Integrata”: riconoscimento dell’identità professionale.
La Direzione Assistenziale ha avviato un Progetto di Comunicazione Integrata dal titolo “Professionisti
non medici – Volo di rondini per un’identità forte e consapevole”, per informare, sensibilizzare,
promuovere il senso di appartenenza, come comunità professionale allargata.
‰
il LOGO: l’immagine stilizzata di tre rondini sopra la scritta Direzione Assistenziale sancisce la
riconoscibilità di una comunità di professionisti, il cuore dell’assistenza non medica
‰
Il CALENDARIO personalizzato: il 2002 riporta per ogni mese, foto di gruppo delle varie figure
professionali, il 2003 contiene simpatiche caricature di colleghi dei diversi gruppi professionali, il
2004 ritrae i vari professionisti in attività ludico-sportive
‰
L’OPUSCOLO informativo sull’organizzazione aziendale
‰
il PORTA-BADGE colorato con il logo che affianca l’intestazione aziendale
‰
la T-SHIRT personalizzata con il logo, da indossare sotto il camice
Un’idea di comunicazione che aiuta consapevolezza e identità per professioni in forte trasformazione e
crescita, sia culturale che professionale.
10
IL COME DELLA COMUNICAZIONE INTERNA
La scelta degli strumenti comunicativi utilizzati dalla Direzione Assistenziale deve basarsi su tipologie
che siano efficaci, adeguati e accessibili.
La Direzione Assistenziale. – sotto questo punto di vista – ha implementato una serie di “diverse
modalità” (communication mix) attraverso un attento lavoro di dosaggio e flessibilità.
Schematicamente, la comunicazione interna/esterna è attivata attraverso questi strumenti:
Riunioni e meeting
•
riunioni sistematiche tra il Direttore Assistenziale Aziendale e i membri responsabili delle
Direzioni Assistenziali Dipartimentali;
•
riunioni mensili tra il Direttore Assistenziale Aziendale e i Coordinatori Infermieristici e
Tecnici delle singole Unità Operative;
•
riunioni sistematiche tra i membri responsabili della D.A.O.;
•
riunioni sistematiche tra i D.A.D. e i Coordinatori Infermieristici e Tecnici delle singole Unità
Operative e del Dipartimento;
•
incontri strutturati tra Direzione Assistenziale e “Neo- Assunti”
•
reports periodici attraverso modulistica condivisa;
Bacheca
Utilizzo di uno spazio fisico in cui sono affissi manifesti e comunicazioni per focalizzare
l’attenzione dei dipendenti su un tema specifico.
Gruppi trasversali
Sono gruppi costituiti da persone appartenenti a funzioni aziendali diverse con l’obiettivo di affrontare
quelle situazioni critiche nelle relazioni tra le funzioni, che producono effetti negativi sulla qualità del
servizio o sul clima interno.
Formazione
Attività formativa vera e propria effettuata sia in contesti formativi specialistici sia sul luogo di lavoro.
Reti telematiche (e-mail, intranet)
Utilizzo di strumenti informatici per la trasmissione dei dati e la condivisione di esperienze.
Relazione di fine anno dell’attività della Direzione Assistenziale.
11
PARTE SECONDA3
CAP. 2. IL GOVERNO GESTIONALE: STATO DELL’ARTE AL DICEMBRE 2003
Vengono, di seguito, riportati i punti critici dell’Area del Governo gestionale che hanno maggiormente
caratterizzato il 2003.
L’esigenza prioritaria per il 2003 è stata quella di analizzare le variabili di tipo gestionale che hanno
maggiormente inciso sul fabbisogno di personale il quale - sia per la numerosità, sia per la tipologia di
orario di lavoro prevalentemente H 24, nonché per l’accrescere di fenomeni legati agli istituti
contrattuali (part time, L. 104, D.Lgs 151/2001…) - ha raggiunto una dimensione tale da richiedere un
approfondimento a vari livelli di responsabilità aziendale.
Ciò ha portato a sviluppare, nel corso del 2003, un campo di “analisi di tipo gestionale”: sono stati, cioè,
monitorati alcuni dati ed effettuate serie di analisi di andamento di alcuni fenomeni (es. personale
prescritto, part-time, minuti assistenziali erogati, composizione percentuale delle èquipe, ecc.) al fine di
analizzare sistematicamente le variabili che incidono sul fabbisogno di personale e che potrebbero
portare a meccanismi di “sofferenza” dell’organizzazione.4
2.1.
Monitoraggio delle “assenze a vario titolo” del personale del Comparto
La situazione delle “assenze dal servizio a vario titolo” è stabile in quasi tutte le professionalità, ad
eccezione dell’area infermieristica, nell’ambito della quale si registra un leggero incremento nel 2003.
Infatti, se poniamo a confronto - con modalità proporzionali - il totale delle unità assenti a vario titolo
registrate rispettivamente nel periodo di osservazione “dicembre 1999 – dicembre 2003”, si osserva un
lieve incremento delle unità infermieristiche assenti proprio per l’anno 2003.
Inoltre, si può evidenziare nella Tabella 1 - sempre nello stesso periodo di osservazione “dicembre
1999 – dicembre 2003” - un rapporto soddisfacente tra “personale infermieristico assente a vario
titolo” e “personale infermieristico incaricato”.
3
A cura di D.A.O. Luciana Ridolfi.
Ogni Azienda perde funzionalmente ore lavoro, oltre che per ferie, anche per assenza dovuta a malattia, per gravidanze ed
aspettative collegate, per il sopraggiungere di limitazioni all’idoneità e per il passaggio dei dipendenti a part-time.
D’altro canto, l’Azienda acquista ore lavoro rinviando le ferie, sostituendo il personale assente, disponendo di una parte di
orario in modo flessibile, retribuendo l’orario aggiuntivo con ore di straordinario.
Nella banca dati aziendale “Riepilogo dei principali indicatori occupazionali” è possibile reperire questi dati.
4
12
TABELLA 1 – RAPPORTO TRA PERSONALE INFERMIERISTICO ASSENTE A VARIO TITOLO E PERSONALE
INFERMIERISTICO INCARICATO.
INFERMIERI
DICEMBRE
DICEMBRE
DICEMBRE
DICEMBRE
GENNAIO
DICEMBRE
1999
2000
2001
2002
2003
2003
ASSENZE
108
109
94
98
116
102
PERS_INCAR
110
118
82
81
105
167
[Vedi per
gli opportuni approfondimenti il Grafico 1 in
appendice statistica 1: “RAPPORTO TRA PERSONALE
INFERMIERISTICO ASSENTE A VARIO TITOLO E PERSONALE INFERMIERISTICO INCARICATO”].
2.2. Stato dell’arte del Personale del Comparto con “prescrizione medica alla funzione
di assistenza” relativamente all’anno 2003.
Con il termine prescrizione si fa riferimento a quelle unità di personale in situazione “critica” per
motivi di ordine fisico e/o psicologico che, sulla base di una specifica prescrizione rilasciata dalla
Medicina del Lavoro, non sono in grado di adempiere alla totalità delle funzioni assegnate rispetto al
ruolo ricoperto.
2.2.1. Strategie adottate nelle “allocazioni di servizio” del personale che presenta una
prescrizione medica
La Direzione Assistenziale
dispone a tutt’oggi, nella gestione del “personale prescritto”, di un
documento denominato “procedura di monitoraggio del personale con prescrizione medica”
(
redazione del 17 ottobre 2001 a cura della Direzione Assistenziale).
Gestionalmente, la “procedura di monitoraggio del personale con prescrizione medica”
prevede
quanto segue:
-
la Direzione Assistenziale Dipartimentale (D.A.D.),
di concerto con il Coordinatore di
U.O./Servizio esamina il giudizio medico – legale per valutare se l’attuale funzione svolta dal
dipendente è compatibile con la prescrizione medica;
-
se la funzione svolta è compatibile, il dipendente continuerà a svolgere l’attività presso
l’U.O./Servizio di appartenenza;
-
in caso contrario il Coordinatore elaborerà - di concerto con il Direttore di U.O. - un “piano di
attività personalizzato” allo scopo di consentire la permanenza lavorativa del dipendente all’interno
dell’U.O./Servizio;
-
se, tuttavia, il “nuovo piano di attività personalizzato” ritagliato in base alle condizioni fisiche del
dipendente non si armonizzerà con le esigenze organizzative dell’U.O./Servizio,
la Direzione
Assistenziale Dipartimentale (D.A.D), con il supporto dei Coordinatori operanti nel Dipartimento,
13
provvederà ad una diversa e più efficiente collocazione di servizio del dipendente stesso nell’ambito
dipartimentale.
Anche per il 2003 la documentazione sanitaria e di servizio di ogni singolo professionista sanitario e di
supporto è stata ri-esaminata congiuntamente dalla Direzione Assistenziale Dipartimentale (D.A.D.) e
dai Coordinatori di ciascuna U.O./Servizio.
Il lavoro di revisione del personale di assistenza ha permesso di ri-classificarlo ulteriormente in statico
(S) e dinamico (D).
Per “personale statico” si intende quel personale con prescrizione medica che esercita il proprio
specifico professionale compatibilmente con il “piano di attività personalizzato” e che non sarà oggetto
di successiva rivalutazione.
Per “personale dinamico”, al contrario, si intende quel personale che, in virtù di una prima prescrizione
medica, sarà al contrario soggetto a successiva rivalutazione da parte del medico competente. La
rivalutazione comporterà l’osservanza delle nuove indicazioni di natura prescrittiva.
2.2.2. Analisi dei dati aggregati aziendali sul fenomeno delle prescrizioni mediche
Il continuo aumento ed il conseguente effetto “cumulativo” del personale prescritto nel 2003 impone
attente procedure di monitoraggio.
Dall’ultima versione aggiornata della “mappatura aziendale del personale prescritto” – 31 dicembre
2003 – emerge infatti che il numero totale dei dipendenti in Azienda che presentano una certificazione
medica è pari a 214 unità, con una incidenza percentuale delle prescrizioni sulla dotazione organica pari
al 12,3%.
In particolare, come si evince dalla Tabella 2, tale aumento si registra anche per l’anno 2003 per l’area
degli OTA (n. 23 prescritti del 2003 contro i 19 dell’anno 2002) e degli Infermieri (n. 145 prescritti del
2003 contro i 127 dell’anno 2001).
TABELLA 2 – NUMERO DI PRECRIZIONI PERSONALE INFERMIERISTICO ED OTA Descrizione
Numero di prescrizioni Anno 2002
Numero di prescrizioni Anno 2003
O.T.A.
19
23
INFERMIERI
127
145
Si osserva inoltre, nella Tabella 3, la maggior concentrazione del personale prescritto nell’Area
Ospedaliera (183 unità prescritte) rispetto all’Area Territoriale (31 unità prescritte).
14
TABELLA 3 – CONCENTRAZIONE DEL PERSONALE CON PRESCRIZIONE MEDICA AZIENDA USL DI RIMINI: PERSONALE CON PRESCRIZIONE MEDICA AL 31/12/2003
DESCRIZIONE
AREA OSPEDALIERA
AREA TERRITORIALE
TOTALE
INFERMIERE
107
21
128
INFERMIERE GENERICO
12
5
17
T.LABORATORIO
9
9
T.RADIOLOGIA
6
6
COORDINATORI
5
5
OSTETRICA
1
1
PUERICULTRICE
1
1
ASS.SANITARI
1
1
FISIOTERAPISTA
2
2
MASSOFISIOTERAPISTA
1
1
ORTOTTISTA
1
1
O.T.A.
22
1
23
A.S.S.S.
15
2
17
OPERATORE TECNICO
1
1
OP.TECNICO AUTISTA
1
1
TOTALE
183
31
214
[Vedi in appendice statistica 2: - Grafico 2: AZIENDA USL DI RIMINI: PERSONALE CON PRESCRIZIONE MEDICA AL
31/12/2003.]
2.2.3 Principali cause di prescrizione medica
Sulla base dei referti medici rilasciati dal Servizio di Medicina Preventiva e dalla Commissione Medico
– Legale Collegiale risulta (cfr. Tabella 4 ) che le cause principali che portano a limitazioni funzionali
nel dipendente sono:
-
movimentazione manuale dei carichi (84 casi)
-
esenzione dai turni notturni (11 casi)
-
allergia al lattice/disinfettanti (10 casi)
-
altre cause (109 casi) quali : stazione eretta, disturbi osteo-articolari, dermatiti irritative da
contatto, problemi psico-fisici, ecc..
15
TABELLA 4 – PRINCIPALI CAUSE CHE PORTANO A LIMITAZIONE FUNZIONALE DEL PERSONALEPRINCIPALI CAUSE CHE PORTANO A LIMITAZIONE FUNZIONALE DEL PERSONALE
DIPENDENTE
DESCRIZIONE
DI CUI:
TOTALE
PRESCRIZIONI
M.M.C.5
ESENZIONE TURNI ALLERGIE AL ALTRE CAUSE
NOTTURNI
LATTICE
8
INFERMIERI
128
42
8
70
INFERMIERI GENERICI
17
3
T.LABORATORIO
9
4
T.RADIOLOGIA
6
3
COORDINATORI
5
2
PUERICULTRICI
1
1
ASS.SANITARI
1
OSTETRICHE
1
FISIOTERAPISTE
2
MASSOFISIOTERAPISTI
1
ORTOTTISTE
1
O.T.A.
23
18
1
4
A.S.S.S.
17
9
1
7
OPERATORI TECNICI
1
OP.TECNICI AUTISTI
1
TOTALE
214
14
5
2
1
3
1
1
2
1
1
1
1
84
11
10
109
Questi eventi, come quelli legati al fenomeno del Part Time, agiscono direttamente sul mantenimento
dei livelli assistenziali nelle aziende sanitarie e necessitano quindi di estrema attenzione, specialmente
all’atto della composizione percentuale delle équipes infermieristiche.
Come per il part time, anche per le prescrizioni l’obiettivo è quello di porsi in un'ottica di
programmazione per poter gestire un fenomeno altrimenti non controllabile.
Nei prossimi anni, sarà necessario sviluppare – di concerto con l’U.O. S.P.P.A. e la Commissione
Medico-Legale Collegiale - un modello innovativo di rilevazione dei principali fattori di rischio che
caratterizzano questa esposizione lavorativa: presenza di pazienti non autosufficienti, aspetti strutturali
degli ambienti di lavoro, attrezzi ed ausili per la movimentazione dei pazienti, formazione degli
operatori in funzione del rischio specifico.
L’implementazione di tale modello permetterà di costruire un indice sintetico di esposizione in cui i
diversi fattori considerati si integreranno. Tale indice consentirà una programmazione efficiente delle
misure preventive e sanitarie secondo uno specifico ordine di priorità, attraverso la creazione di
“mappature delle U.O. e Servizi” ad alto, medio, basso rischio di esposizione.
16
2.3 Part-time
Anche per l’anno 2003, la Direzione Assistenziale ha dovuto necessariamente focalizzare l’attenzione
sull’analisi dei rapporti di lavoro a tempo parziale, in quanto risulta evidente come l’introduzione di tale
modalità oraria abbia un impatto “problematico” sull’organizzazione del lavoro delle Aziende USL.
Per quel che riguarda la nostra realtà, il disagio organizzativo è stato contenuto finché il numero di parttime era limitato; oggi i posti di lavoro diurni sono saturi anche per le necessità di collocare personale
con idoneità parziale o totale.
L’elaborazione dei dati acquisiti tramite l’U.O. Acquisizione e Sviluppo Risorse Umane ci ha consentito
di definire:
-
Andamento del fenomeno del part-time, particolarità e distribuzione fra le aree di servizio;
-
Consistenza ( in % rispetto ai dipendenti a tempo pieno) del rapporto di lavoro a tempo parziale,
rispetto ai profili oggetto dell’indagine (infermieri, fisioterapisti, OTA, tecnici di laboratorio, ecc.).
Il quadro emerso risulta sufficientemente chiaro e completo per definire la consistenza e l’incidenza dei
vari meccanismi di flessibilità degli orari e dei rapporti di lavoro a tempo parziale sull’organizzazione
dell’Azienda, anche se necessità di un aggiornamento continuo per evidenziarne l’evoluzione.
2.3.1 Analisi dei dati aggregati aziendali nell’utilizzo del lavoro a part time
Andando ad analizzare la percentuale di dipendenti part-time sulla dotazione organica del profilo
professionale, si evidenzia che il Personale del Comparto con rapporto di lavoro a tempo parziale, al
31/12/2003, è pari a 168 unità, su un totale di posti ricoperti in ruolo (PR) di 1.733 unità (dato
riferito al 31/12/03 ) ed una incidenza percentuale del tempo parziale sui posti ricoperti (PR) del 9,7% .
[Fonte : U.O. Amministrazione del Personale].
Per quel che riguarda esclusivamente il Personale Infermieristico6, l’Azienda, al 31/12/03, conta 114
unità a tempo parziale su un totale di posti previsti pari a 1.184 unità ed una incidenza percentuale del
tempo parziale sulla dotazione organica del 9,7%%.
[Fonte : U.O. Amministrazione del Personale].
Il conteggio delle ore mancanti dei 114 part time è di 1.611 ore a settimana che corrispondono a circa
45 infermieri.
[ Vedi in appendice statistica 3 Grafico 3: Percentuale di dipendenti part-time sulla dotazione organica del profilo].
5
MMC = movimentazione macula e ai carichi.
I profili di “Infermieri”, “Puericultrici”, “Infermiere Pediatrico” e “Infermieri Generici” sono stati unificati e considerati
come dato aggregato.
6
17
2.3.2 Quantità dell’orario
Sulle caratteristiche del fenomeno del Part-time si evidenzia un consolidamento del tetto massimo alle
25 ore e più precisamente:
-
Personale del comparto: dei 168 soggetti a Part-time, n° 78 lavorano nella percentuale del 50% e
n° 90 nella percentuale del 70%;
-
Personale Infermieristico: dei 114 soggetti a part time, n° 51 lavorano nella misura del 50% e 63
nella misura del 70%.
2.3.3 Concentrazione dei part-time rispettivamente nell’Area Ospedaliera e nell’Area
Territoriale
I 168 Operatori del Comparto a part-time presentano una distribuzione percentuale (%)
nell’Area Ospedaliera e nell’Area Territoriale nel seguente modo:
TABELLA 5 – CONCENTRAZIONE DEI PART-TIME AREA OSPEDALIERA E AREA TERRITORIALE –
Percentuale
concentrazione
part-time
56,6%
4,8%
19%
19,6%
TOTALE GENERALE
(%) Sede di lavoro
PRESIDIO RIMINI
PRESIDIO SANTARCANGELO
PRESIDIO RICCIONE/CATTOLICA
AREA TERRITORIALE
Unità di personale
a part-time
95 part-time
8 part-time
32 part-time
33 part-time
168
[vedi in appendice statistica 4 Grafico 4: DOTAZIONE PERSONALE COMPARTO A PART TIME concentrazione Part-time
Area Ospedaliera e Area Territoriale].
2.3.4 Articolazione dell’orario
L’analisi sull’articolazione dell’orario ha evidenziato come la maggioranza dei casi si concentri nelle
articolazioni di orario orizzontale e verticale ( rispettivamente 10% e 88%), mentre risulta minore
l’incidenza dell’orario ciclico (2%) e non praticata la modalità mista.
Inoltre risulta al 31/12/2003 l’impiego di part-time in turni esclusivamente diurni ( 99% dei casi).
Va precisato infine che è stato raggiunto il tetto del 25% nella dotazione organica per le qualifiche di
Dietista, Puericultrice e Fisioterapista.
18
2.3.5 Andamento delle domande part-time del personale infermieristico: “periodo di
riferimento anno 1999 – 2003.”
Un elemento di sicuro interesse per studiare l’evoluzione nel tempo dell’istituto del tempo parziale
coincide con l’esame del numero di domande di passaggio a part time presentate ogni anno dai
dipendenti dell’Azienda Usl di Rimini.
Per monitorare questo fenomeno si è osservato l’andamento temporale delle domande di personale
infermieristico mettendo in evidenza un’esplosione a partire dal 2001 ( 31 domande) fino ad arrivare ad
un picco nel 2003 ( 39 domande).
[Vedi in appendice statistica 5 Grafico 5: AZIENDA USL DI RIMINI: INFERMIERI A PART TIME].
2.3.6 Differimento data di presentazione della domanda e attivazione del part-time
Aspetto non secondario, in quanto direttamente legato alle esigenze ed ai vincoli sia dei lavoratori sia
dei datori di lavoro (nel primo caso per l’organizzazione del tempo extra-lavorativo, nel secondo caso
per la gestione della turnistica e del personale), è il tempo intercorrente fra la presentazione della
domanda da parte del dipendente e l’attivazione del nuovo regime orario da parte dell’azienda.
Fino all’anno 2002, i dati al riguardo indicano come tale periodo non abbia quasi mai superato l’anno
(2% dei casi). La stragrande maggioranza delle richieste (90%) è stata soddisfatta entro 90 giorni dalla
data di presentazione, e il 10% dei casi entro 9 mesi dalla data di presentazione.
A partire dall’anno 2003 il 78% delle richieste è stata soddisfatta entro 8 mesi dalla data di
presentazione mentre per il restante 22% dei casi le richieste sono state soddisfatte entro l’anno.
2.3.7 Aspetti “motivazionali” legati alla richiesta di trasformazione del rapporto di
lavoro da tempo pieno in tempo parziale: “periodo di riferimento anno 1999 - 2002”.
Per individuare e proporre soluzioni che costituiscano una efficace alternativa alla trasformazione del
rapporto di lavoro, risulta innanzitutto fondamentale acquisire una chiara percezione delle reali
motivazioni sottese a ciascuna richiesta. Il dipendente, come è noto, non è tenuto a motivare la
domanda, salvo i casi in cui questa sia presentata per intraprendere una seconda attività lavorativa. E’
dunque solo attraverso il rapporto personale e diretto con il dipendente interessato alla trasformazione
del rapporto di lavoro che si è in grado di percepire quali siano le motivazioni reali di ciascuna richiesta.
Dall’analisi degli “aspetti motivazionali” risultano preponderanti le richieste di part time legate alla
necessità di:
19
-
gestire situazioni familiari. Ciò soprattutto in presenza di figli piccoli e, in secondo luogo di genitori
anziani. A queste situazioni corrisponde quasi sempre una richiesta di uscita dal turno h 24 o di
stabilizzazione dell’orario di lavoro. In relazione ai bisogni legati alla gestione familiare, alcune
Aziende USL stanno approfondendo con interesse la possibilità di istituire i c.d. nidi aziendali. In
molte realtà territoriali infatti la possibilità di collocare il bambino fino a 3 anni nei nidi pubblici o
privati, risulta quantitativamente limitata, particolarmente onerosa e non sempre risponde, per la
rigidità degli orari, alle esigenze del genitore “turnista”;
-
possibilità di effettuare un “orario blindato: spesso chi chiede il part-time lo fa non tanto per
ottenere una reale riduzione dell’orario settimanale ma per poter usufruire di un “orario blindato”,
senza correre il rischio di essere chiamato in servizio al di fuori di quanto previsto dal contratto
individuale, di dover fare lavoro supplementare o straordinario, di lavorare nei fini settimana o di
notte;
-
disagi personali nell’ambito dell’organizzazione lavorativa: in certe strutture i dipendenti sono
chiamati a sostenere un ritmo lavorativo che, con l’avanzare dell’età, viene sopportato con sempre
crescente difficoltà, il part time costituisce, in questi casi, un modo per rendere l’attività più
sostenibile o uscire da una determinata unità operativa. I cambiamenti organizzativi, inoltre,
vengono a volte percepiti come qualcosa che va a sconvolgere l’equilibrio tra vita lavorativa e
personale con conseguente stress psicofisico che alimenta l’esigenza di uscita da quelle unità
operative coinvolte in processi di riorganizzazione. A tal fine, laddove non siano utili i meccanismi
di mobilità interna, in alcuni casi il dipendente inoltra una domanda di part time che in realtà è
legata semplicemente alla volontà di uscire dalla struttura di appartenenza. Più in generale, la
richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro rappresenta, a volte, una vera e propria “fuga” e
nasconde un’insoddisfazione di fondo legata, oltre che ai cambiamenti organizzativi, a scarsa
considerazione e scarsa capacità di riconoscersi in un determinato ruolo. Non a caso in quelle
strutture in cui, anche grazie alla leadership interna dei responsabili, gli operatori si riconoscono in
obiettivi comuni, si nota una maggiore coesione e disponibilità a sostenere ritmi lavorativi
impegnativi e flessibili; si riscontra inoltre minore assenteismo e minor ricorso all’istituto del part
time;
-
evoluzione dei modelli di vita: l’evoluzione dei modelli di vita, porta le generazioni più giovani a
dare notevole importanza alla necessità di conciliare la vita lavorativa con i propri interessi
personali; il part time diventa in questo casi lo strumento per avere una maggiore quantità di tempo
da dedicare a se stessi ed ai propri interessi;
-
alquanto marginale appare invece il part-time richiesto per lo svolgimento di una seconda attività.
20
2.3.8 Analisi dei dati aziendali sull’utilizzo del part--time con riferimento
esclusivamente all’anno 2003
Dall’analisi dei dati risultano pervenute, nel corso dell’anno 2003, n. 47 richieste di part time + n.3
richieste di trasformazione della percentuale (%) del part-time in riduzione dal 70% al 50%
(o
modificazione della quantità oraria).
In sintesi i dipendenti distinti per profilo professionale che hanno inoltrato richiesta di part time sono, al
31 dicembre 2003, pari a:
TABELLA 6 – PERSONALE DIPENDENTE CHE HA INOLTRATO RICHIESTA DI PART TIME AL 31/12/2003
RICHIESTA
PROFILI
TRASFORMAZIONE
DI PART
SOSPESI
-TIME RINUNCIA
AL PART TIME
TOTALE
PART
TIME SOSPESI
DAL 70% AL 50%
COORDINATORI
INFERMIERI
1
3
35
5
38
INFERMIERI GENERICI
1
1
1
O.T.A.
4
4
OSTETRICHE
2
2
T. LABORATORIO
2
2
T.S.R.M.
1
1
A.S.V.
1
1
ASSISTENTI
1
1
SOCIALI
TOTALE
3
47
7
50
2.3.9 Aspetti “motivazionali” legati alla richiesta di trasformazione del rapporto di
lavoro da tempo pieno in tempo parziale: riferimento alle richieste di part-time anno
2003
Le motivazioni adottate dai dipendenti sono, nell’ordine:
Ragioni familiari, generalmente indicate nella richiesta con la necessità di
accudire i figli e prestare assistenza a parenti non autosufficienti (generalmente i 37 casi
genitori anziani o i portatori di handicap)
Ragioni personali
5 casi
Ragioni di studio presumibilmente legati alla conclusione di percorsi formativi 3 casi
iniziati in precedenza o nuove esperienze di formazione e aggiornamento
Ragioni non indicate nella richiesta
5 casi
21
2.3.10 Quantità dell’orario e articolazione dell’orario richiesta nell’anno 2003
La quantità oraria settimanale richiesta dai 50 dipendenti può essere studiata in rapporto a due fasce:
18 ore ( Part time al 50%) e 25 ore ( Part Time al 70%).
Si osserva che la maggioranza dei dipendenti considerati richiede un orario che si attesta sulle 25 ore
settimanali e, più precisamente:
- il 32% ha richiesto una quantità oraria pari al 50% ( 16 operatori)
-
il 68% ha richiesto una quantità oraria pari al 70% (34 operatori).
L’analisi sull’articolazione dell’orario ha evidenziato come la maggioranza dei casi si concentri nelle
articolazioni di orario verticale (41 richieste su 50 operatori), mentre risulta minore l’incidenza
dell’orario orizzontale ( 7 richieste su 50) e praticamente irrilevante l’incidenza dell’orario ciclico (2
richieste su 50 operatori).
TABELLA 7 – QUANTITA’ DELL’ORARIO E ARTICOLAZIONE DELL’ORARIO RICHIESTO NEL 2003
50% ciclico
1
50%
50%
Totale
verticale
orizzontale
50%
13
2
16
PT 70% ciclico
1
70%
70%
Totale
TOTALE
verticale
orizzontale
PT 70%
GENERALE
28
5
34
50
2.3.11 Distribuzione fra le aree di servizio delle domande di part –time anno 2003
Un ultimo aspetto che si è ritenuto prendere in esame riguarda la distribuzione fra le diverse aree di
servizio delle domande di passaggio al part time presentate dai dipendenti. Questa indagine ha messo in
evidenza che ben l’80% delle richieste delle trasformazioni del rapporto di lavoro proviene dai servizi
ospedalieri; dato fortemente condizionato dalla più elevata consistenza numerica (anche a livello di
dotazione organica) del profilo professionale infermieristico rispetto agli altri profili presi in
considerazione.
22
Si fornisce qui di seguito – TABELLA 8 -
da quali aree provengono le richieste di part-time
relativamente al solo personale infermieristico (n. 36 richieste di part time + n. 3 trasformazioni della
quantità di orario settimanale).
TABELLA 8 – COLLOCAZIONE DI SERVIZIO AL MOMENTO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDADI PARTTIME
UNITA’ OPERATIVA
DIPARTIMENTO
URGENZA
PART TIME AL 50% PART TIME AL 70% Passaggi dal 70% al TOTALE
50%
EMERGENZA1 ciclico
Sala Gessi
Rimini Soccorso
Pronto Soccorso di Rimini
Rianimazione
SETTORE TRASVERSALE
SALE OPERATORIE
1
1
2
2
1
4
2
Blocco Operatorio RN
3
3
Centrale Sterilizzazione
DIPARTIMENTO
CARDIOVASCOLARE
1
1
2
4
1
1
1
1
1
1
1
DELLE
Medicina Generale RC
Cardiologia RC
Cardiologia RN
Geriatria
DIPARTIMENTO
RESPIRATORIE
2
MALATTIE
Malattie Infettive
1
1
Medicina 1°
1
1
UNITA’ OPERATIVA
PART TIME AL 50% PART TIME AL 70% Passaggi dal 70% al TOTALE
50%
DIPARTIMENTO ORGANI DI SENSO
ORL
1
Dermatologia
1
1
1
1
DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE
N.P.I.
2
2
Dipendenze Patologiche
1
1
U.O. SDDP
1
1
DIAPRTIMENTO
FISIOPATOLOGIA
DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO
Pediatria
T.I.N.
1
1
1
1
DIPARTIMENTO
ENDOCRINOMETABOLICO
Medicina II
Medicina 3
1
1
1
1
DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA
23
Oncologia Prevenzione
1
1
1
2
Medicina di Base – Fisiatria
1
1
R.S.A
1
1
Chirurgia SN
DIPARTIMENTO
RIMINI
1
CURE
PRIMARIE
DI
DIPARTIMENTO DELLE CURE PRIMARIE
DI RICCIONE
Medicina di Base
1
1
DIAPRTIMENTO NEFRO-UROLOGICO
Ambulatorio Trapianti
1
1
1
1
ALTRI SERVIZI
Direzione Assistenziale - Segreteria
TOTALE
11
25
3
39
2.3.12. Piano di differimento fra data di presentazione delle domande e attivazione
del part time
Nell’incontro del 26 novembre 2003 sono state presentate alle OO.SS. proposte a livello dipartimentale
sulle fasce orarie che prevedono orari funzionali al servizio.
Il 1° livello di intervento della Direzione Assistenziale è stata una analisi del grado di inserimento nella
turnistica e di inserimento nell’U.O. di appartenenza.
Operativamente è stato necessario elaborare con i coordinatori la fase di inserimento dei part time e
valutare l’orario più funzionale per quel settore anche integrando più part time fra di loro. Il nuovo
obiettivo è stato quello di far firmare al dipendente un contratto di lavoro per ore settimanali e non più
per fasce orarie rigide.
Un particolare accordo sul Presidio di Cattolica prevede la concessione di part time anche per il
personale incaricato.
A seguito di incontri avvenuti tra la Direzione Assistenziale Dipartimentale, i Coordinatori e i
dipendenti che avevano inoltrato domanda di part time è stato predisposto il “piano di assorbimento o
mappatura ” dei 50 part time.
Il “piano di assorbimento o mappatura dei part-time” ha previsto anche la stesura di un “piano di
differimento” - secondi i tempi previsti negli attuali accordi contrattuali e normativi – Art. 23 CCNL
1998/2001 7 - proposto sempre dalle Direzioni Assistenziali Dipartimentali (D.A.D.) in accordo con il
7
Art. 23 CCNL 1998/2001 “…la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale avviene
automaticamente entro 60 giorni dalla ricezione della domanda […] L’Azienda o ente, entro il predetto termine, può, con
provvedimento motivato, rinviare la trasformazione del rapporto di lavoro per un periodo non superiore a 6 mesi nei casi in
24
Coordinatore interessato. Il “piano di differimento” è stato cioè predisposto sulla base del criterio degli
“8 mesi di differimento massimo” previsto da contratto e compatibilmente con le esigenze
organizzative. Il “piano di differimento per l’anno 2003” è stato predisposto a partire dalla data di
protocollo della richiesta di part time – protocollo apposto dagli uffici competenti dell’U.O.
Acquisizione e Sviluppo Risorse Umane, considerando altresì che il contratto a part time viene di
norma stipulato dal 1° giorno di ogni mese.
2.4 Valutazione complessiva dei minuti assistenziali erogati nelle Unità Operative per
l’anno 2003
La valutazione complessiva dei minuti assistenziali erogati nelle Unità Operative/Dipartimenti – per
l’anno 2003 - indica una equilibrata distribuzione del personale ed un sostanziale rispetto dei livelli da
garantire concordati, con valori di livelli assistenziali comunque superiori rispetto a quelli garantiti nel
2001 e 2002. Si osserva infatti una buona distribuzione del personale infermieristico ed OTA, in
particolare nelle aree specialistiche e di base; viceversa le terapie intensive costituiranno ancora per il
2004 polo di attenzione finalizzato ad un innalzamento dei minuti assistenziali.
[Vedi in appendice statistica 6 Grafici 6 – 7 – 8 – 8 – 9 – 10 – 11 –12 – 13 - 14 : STANDARD DI PERSONALE: LIVELLI
ASSISTENZIALI ESPRESSI IN MINUTI RELATIVI AL PERSONALE INFERMIERISTICO E DI SUPPORTO.
COMPARAZIONE ANNO 2001 – 2002 - 2003].
2.5 Riepilogo dei principali indicatori occupazionali: selezioni effettuate dal
01/01/1999 al 31/12/2003 esclusi i non dipendenti ( vedi nota del 7 febbraio 2004 Prot.
0011691 a firma del Direttore Generale Dott. T. Carradori).
2.6 Composizione percentuale delle équipes infermieristiche delle diverse Unità
Operative/Dipartimenti Aziendali
In appendice statistica 7 e Grafico 15,
è possibile analizzare un apposito prospetto finalizzato alla
descrizione del micro e macro sistema operativo dal punto di vista delle risorse umane. La dotazione di
ogni Unità Operativa/Dipartimento è stata infatti suddivisa percentualmente facendo riferimento alle
seguenti micro-variabili di tipo gestionale: personale presente a part time e a “turno diurno fisso”,
personale che usufruisce della Legge 104, Legge 53 e permessi sindacali. Ciò ci ha restituito una
“fotografia” della composizione quali-quantitativa di ogni singola équipe infermieristica rispetto alle
variabili sopra descritte.
cui essa comporti, in relazione alle mansioni e alla posizione organizzativa del dipendente, grave pregiudizio alla funzionalità
del servizio”.
25
TABELLA 9 – L’ARTICOLAZIONE DELLE EQUIPES INFERMIERISTICHE PER L’ANNO 2003 A LIVELLO AZIENDALE
E’ LA SEGUENTE:
ARTICOLAZIONE
PERSONALE
PERSONALE
A PART-TIME
USUFRUISCE
CHE PERSONALE
USUFRUISCE
CHE PERSONALE
CHE
DELLA LEGGE 53
DELLA LEGGE 104
USUFRUISCE
DEI
DIURNISTA
H
36
PERMESSI
SINDACALI
AREA
87
21
21
4
204+22 = 226
8
1
99
29
5
325
OSPEDALIERA
AREA
30
TERRITORIALE
TOTALE
117
21
TABELLA 10 – L’ARTICOLAZIONE DELLE EQUIPES INFERMIERISTICHE PER L’ANNO 2002 A LIVELLO
AZIENDALE E’ LA SEGUENTE:
ARTICOLAZIONE
PERSONALE
PERSONALE
A PART-TIME
USUFRUISCE DELLA USUFRUISCE DELLA LEGGE USUFRUISCE DEI
LEGGE 53
CHE PERSONALE
104
CHE PERSONALE CHE
PERMESSI
SINDACALI
AZIENDA USL
112
3
26
21
RIMINI
In sintesi la “fotografia aziendale” del personale infermieristico per l’anno 2003 è la seguente:
TABELLA 11 – INFERMIERI TURNISTI AL 31/12/2003
TURNISTI:
1.
PART TIME H 24
=
2
2.
LEGGE 104 TURNISTI
=
5
3.
TURNISTI H 24
=
676
TOTALE TURNISTI
=
683
( 58,42%)
26
TABELLA 12 – INFERMIERI DIURNISTI AL 31/12/2003
DIURNISTI
FUORI TURNO VINCOLATI
FUORI TURNO PER
ORGANIZZAZIONE SERVIZI
PT
L. 53
L.104
Area Ospedaliera
85
21
16
226
Area Territoriale
30
8
99
Totale = 485
115
24
325
21
[Vedi in appendice statistica 8 e Grafico 16: AZIENDA USL DI RIMINI: INFERMIERI TURNISTI E DIUNISTI AL 31/12/03].
Dall’analisi dei dati anno 2002 e anno 2003 emerge un’esplosione dei benefici connessi alla legge n. 53
( “esenzione dai turni notturni” ) e una riduzione sostanziale dei permessi sindacali.
La conoscenza della esatta composizione delle équipes infermieristiche è informazione di estrema
importanza ai fini gestionali sia per la garanzia della continuità assistenziale sia per il mantenimento dei
minuti assistenziali concordati. Essenziale diventa quindi, per la D.A., la costante monitorizzazione della
“percentuale di composizione” e degli eventuali processi di riequilibrio di situazioni percentualmente
non accettabili.
2.7 Omogeneizzazione del modello della turnistica: Turno m/3
Dal mese di luglio è stato avviato, tra l’Azienda, le OO.SS. provinciali, le OO.SS in rappresentanza
regionale e le RSU Aziendali, l’esame congiunto per la verifica dello stato d’attuazione degli accordi
contrattuali.
Dalla prima fase di analisi, è emerso la persistenza in Azienda del turno m/3, persistenza nettamente in
contrasto con i dettami contenuti nell’accordo decentrato (Art. 7 lett.b p.to 6 dell’Integrativo Aziendale
del febbraio 2001) nell’ambito del quale è prevista una tendenziale “eliminazione della cadenza m/3”
come componente “fissa e sistematica” della programmazione del ciclo di lavoro.
Infatti, sia l’interpretazione Aziendale che quella delle Forze Sindacali hanno trovato un punto di
accordo sul fatto che la “eliminazione della cadenza m/3” deve essere intesa come un obbligo
programmatico, giuridico ed operativo; tale cadenza non va dunque concepita come criterio base nella
elaborazione della turnistica e ciò impone, indirettamente, la necessità di creare e mantenere condizioni
organizzative che ne consentano l’assolvimento.
“Tuttavia va rilevato il fatto che, in presenza di condizioni transitorie e straordinarie che modificano le
condizioni di normalità organizzativa dei reparti, il ricorso occasionale a tale modalità di turnazione
27
non può essere considerata lesivo del principio sancito nell’accordo Integrativo, essendo evidente che,
sebbene gravosa per il lavoratore, trova in questi casi la propria giustificazione nella doverosa
garanzia dei servizi alla popolazione, esigenza quest’ultima ritenuta
dalla Legge superiore alla
momentanea sospensione delle prescrizioni contrattuali. La traduzione operativa dei dettati contrattuali
in oggetto che coerentemente questa Direzione ha perseguito in questi anni ha richiesto interventi di
riorganizzazione e di potenziamento delle dotazioni organiche al fine di creare, nella conosciuta
scarsità di risorse, le condizioni di sicurezza organizzativa sufficienti a consentire di non utilizzare, in
presenza di condizioni di normalità e di adeguata presenza delle unià in turno, la cadenza m/3 come
criterio programmatico/routinario o matrice per la predisposizione dei turni”.8
Facendo seguito alla nota del 25 agosto 2003 Prot. 0073878 con oggetto “Turno m/3”, nel mese di
Ottobre u.s. la Direzione Assistenziale Ospedaliera ha condotto una verifica dello stato dell’arte in tutte
le UU.OO Dipartimentali per verificare l’esistenza di condizioni di turnistica rientranti stabilmente
nella fattispecie m/3 e le motivazioni che ne hanno determinato l’inserimento.
La verifica della situazione esistente è stata la premessa per avviare entro ottobre - laddove le posizioni
di lavoro e le condizioni dotazionali lo garantivano - il processo di transizione ad una regolare
turnazione, così come previsto dagli attuali accordi contrattuali e normativi.
L’operazione di una eventuale modifica del modello di turnazione ha previsto anche momenti di
incontro con tutti gli operatori da parte delle Direzioni Assistenziali Dipartimentali coinvolte nel
percorso, per garantire la migliore informazione sul processo da attuare.
2.7.1 Ri-progettazione della “Turnistica di servizio sulle 24 ore” per la eliminazione
sistematica della cadenza m/3
La ri-progettazione della turnistica
è stata finalizzata a
raggiungere l’obiettivo aziendale della
“eliminazione sistematica e programmatica del “turno m/3” - così come previsto dagli attuali accordi
contrattuali e normativi.
Le Unità Operative nei confronti delle quali è stata attuata la transizione verso una regolare turnazione –
così come segnalate nella nota del 25/08/03 Prot. 0073878 – sono state: Rimini Soccorso - U.O.
Malattie Infettive - U.O. T.I.N.
Dalla verifica effettuata dalle Direzioni Assistenziali Dipartimentali sull’esistenza di eventuali e/o
ulteriori condizioni di turnistica con programmazione fissa e sistematica della cadenza
m/3, sono
risultate ulteriori quattro Unità Operative.
8
Cfr. nota del Direttore Generale del 19/12/03 Prot. n. 0108919 con oggetto “Chiarimenti su applicazione contrattuale Turni
di lavoro”.
28
Le Direzioni Assistenziali Dipartimentali si sono attivate, nel mese di ottobre 2003, nel tentativo di
risanare e riprogettare le modalità di turnistica.
Tale azione di ri-progettazione ha interessato le seguenti Unità Operative: Hospice - Residenza il
“Glicine” - O.R.L. - Sala Operatoria Rimini.
2.7.2 Modificazione della turnistica nell’U.O. HOSPICE
La nuova matrice di turno è già stata progettata e attuata dal 01/09/03 e prevede il rientro m/3 solo
per compensare le assenze di servizio come da Regolamento interno .
P
M
N
S
R
Il “modulo del turno” è così raffigurato:
1.Numero di operatori in turno =
Corrisponde al numero di posizioni della sequenza
6
2.Assistenza erogata in 24 ore =
n. 2 M (orario 7 – 13 = 12 ore)
quantità oraria e relativa distribuzione utilizzata n. 1 P (orario 13-21 = 8 ore)
n. 1
nell’arco della giornata
N (orario 21 – 07 = 10 ore)
Totale assistenza die = 30 ore
3. Orario di lavoro procapite =
Orario medio settimanale che ogni operatore deve 30 h x 7 gg
lavorare per mantenere il turno:
= 35
6
Somma ore modulo x giorni settimana
Numero operatori
2.7.3 Modificazione della turnistica nell’ U.O.Residenza “Il Glicine”
Dal 11/11/03 è possibile - in virtù del rientro in servizio di un infemiere con orario a Part Time al 70%”
- eliminare sia la turnazione mista (un Giro in 4° e un Giro in 5°) sia la programmazione sistematica di
n. 7 rientri m/3 a settimana.
Si sottolinea tuttavia che,
essendo l’U.O. dotata di un Organico complessivo pari a 12 unità
infermieristiche (di cui 1 PT al 70%) ed essendo l’organico di sostituzione pari mediamente a 2 unità,
qualora la programmazione ferie prevedesse 2 unità a tempo intero, si prospetterà la seguente turnistica:
1° “modulo del turno” – “Giro in 5°”
P
M
N
S
R
Svolto da n. 5 operatori a tempo pieno [ dal Lunedì alla Domenica]
29
2° A “modulo del turno” - “Giro in 4° senza previsione del rientro m/3”
P
N
S
R
Svolto dai 4 operatori a tempo pieno [ dal Lunedì al Venerdì]
2 A1° “modulo del turno” - Giro in 4° con previsione di n. 2 rientri m/3”
P
M/3
S
R
Svolto dai 4 operatori a tempo pieno di cui sopra [ dal Sabato alla Domenica]
3° “modulo del turno” – Fuori turno Part Time 70%
m
m
m
m
m
Svolto dall’operatore a part time al 70% su 5 gg lavorativi a settimana [Dal Lunedì al Venerdì]
SCHEMA DELLE PRESENZE
M
P
N
FERIE
N° rientri m/3
2
2
2
2 settimana
unità
unità
unità
2 unità a tempo pieno
2.7.4 Modificazione della turnistica nell’U.O. O.R.L
La progettazione della nuova turnistica è datata 01/09/03; essa prevede la presenza di n. 2 rientri m/3 a
settimana su 8 operatori ( o posizioni della sequenza) per garantire le posizioni di lavoro.
Il modello adottato è un “turno a ciclo continuo variabile” che comporta come effetto negativo la
produzione sistematica di ore straordinarie.
Dal 01/02/04 è allo studio una nuova modalità di turnazione per la eliminazione delle ore straordinarie
mediante riduzione di ulteriori rientri m/3.
30
2.7.5 Modificazione della turnistica SALA OPERATORIA
Per ciò che concerne tale Settore è a tutt’oggi in corso una revisione che contempla sia lo schema delle
presenze infermieristiche nelle 24 ore, sia l’eliminazione sistematica dei rientri m/3.
2.8 Analisi degli “eventi gestionali” del personale infermieristico relativamente
all’anno 2003
La Direzione Assistenziale ha costantemente monitorato per l’anno 2003 - sia a livello di Unità
Operativa sia a livello di Dipartimento” - l’andamento degli eventi gestionali “ferie e assenze a vario
titolo” allo scopo di valutarne gli eventuali scostamenti tra la reale “programmazione delle ferie”
messa in atto dai Coordinatori e le potenzialità offerte dall’organico integrativo in dotazione alle
diverse Unità Operative e Dipartimenti. Per ogni Unità Operativa è stato effettuato il controllo delle
assenze per ciascun Infermiere tramite cartellino marcatempo riportandone una sintesi nelle tabelle
allegate.
In particolare sono state prese in considerazione, ai fini di un utile controllo, le seguenti variabili:
‰
Ferie – malattie – Infortuni sul lavoro – aggiornamento obbligatorio e facoltativo – Legge 104 –
recuperi ore anno corrente e anni
precedenti, permessi sindacali, permessi per motivi
personali/familiari ecc.
La sommatoria delle variabili prese in considerazione è stata suddivisa per i giorni lavorativi mensili
previsti da calendario del mese di riferimento, ricavandone di conseguenza il reale Organico Integrativo
agito. Il dato così ottenuto è stato rapportato all’organico integrativo in dotazione a ciascuna Unità
Operativa permettendo una verifica del differenziale. [Vedi Elaborazione Grafica Reports Mensili 2003 –
paragrafo 2.8.2.]
2.8.1 Report Ferie Mensili Dipartimentali9
Il lavoro di report che la Direzione Assistenziale che ha elaborato mensilmente da gennaio a ottobre
2003, contiene i dati relativi alla programmazione ferie e assenze varie(malattie, infortuni,
aggiornamenti ecc.).
L’obiettivo è di fare una pianificazione ferie in ambito dipartimentale.
9
A cura di D.A.D. M. Nardi.
31
L’Azienda U.S.L. di Rimini ha recepito una direttiva contenuta nel Piano degli Obiettivi della Regione
Emilia Romagna, che a sua volta fa riferimento all’Articolo 19 del CCNL del ’95.
Le figure coinvolte in questo processo sono Infermieri, Tecnici
( Radiologia, Laboratorio Analisi, Terapisti della Riabilitazione), OTA e Ausiliari.
Da chi nasce questa programmazione?
Il Coordinatore di ogni U.O./ Servizio ha il compito organizzare le ferie insieme al personale. La
programmazione avviene con l’ausilio di un documento aziendale che è “ criteri comuni per la
pianificazione delle ferie e relativi indicatori da monitorare”, contenente punti di riferimento per
redigere il piano ferie.
La Direzione Assistenziale ha individuato uno strumento per analizzare in maniera sistematica
l’andamento “ programmazione ferie e relativo piano di attuazione”.
Il prodotto è un report mensile ferie e assenze, i dati sono raccolti da una stampa riepilogativa delle
assenze con relativo trasferimento dei dati su una tabella di excel.
Vedi esempio di report :
la prima cosa da evidenziare è una suddivisione per Dipartimento, esempio Dipartimento di EmergenzaUrgenza.
Successivamente vediamo l’indice delle U.O. e Servizi aggregate a quel Dipartimento.
Mese di riferimento suddiviso in giorni nel mese 30 (che fa riferimento al calcolo delle assenze
quali malattie, infortuni)– giorni lavorativi 24 ( riferito al calcolo delle ferie).
Per ogni U.O. o servizio abbiamo un organico complessivo suddiviso in Organico di Sostituzione
teorico e Organico di Sostituzione reale. La differenza tra questi due dati è il valore da monitorare come
indicatore dell’avvenuta programmazione in quella U.O. o Servizio.
32
A questo segue una tabella con i nominativi del personale assegnato a quella U.O., a fianco abbiamo i
dati relativi a giorni di ferie- giorni di malattia- giorni di assenza di quel dipendente.
La somma della colonna ferie, divisa per i giorni lavorativi è il totale dell’organico di sostituzione delle
ferie.
Mentre la somma delle colonne relative a malattie e assenze varie diviso i giorni nel mese rappresentano
l’organico di sostituzione delle malattie - assenze.
La somma di questi due valori rappresenta l’organico di sostituzione reale che, rapportato al valore
dell’organico di sostituzione teorico, è il risultato finale mensile.
Con questi dati mensili a fine anno è stata costruita una griglia con riportati i valori di andamento di
U.O.
Rif. 2.8. Elaborazione Grafica Reports Mensili 2003.
TAPPE
PROGETTO
•
Obiettivi:
ƒ
1.
analizzare in maniera 2.
sistematica l’andamento
“ programmazione ferie 3.
e relativo piano di
4.
attuazione”.
STRUMENTI
E RISULTATI
METODI
ƒ Tempi
previsti: ƒ Verifica
Fasi/Azioni:
dell’andament
gennaio - ottobre.
programmazione
ferie
o
mensile
quadrimestrale per U.O.
delle assenze.
verifica su Jobtime delle ƒ Strumenti: Tabella di
ƒ Analisi
inserimento
assenze a vario titolo.
dell’organico
aggiornabile su file di
inserimento dati su report
di sostituzione
Excell.
riepilagativi.
reale
elaborazione
dati
su
rapportato con
ƒ Incontri
con
excell.
il teorico.
Coordinatori
delle
singole U.O.
ƒ
Elaborazione
materiale.
2.8.2 GRAFICI (vedi allegato appendice N° 14)
33
2.9 STATO DELL’ARTE SULLA MOBILITÀ. ANNO 2003-200410
Si fornisce di seguito l’elenco cronologico dei bandi di mobilità emessi dalla Direzione Assistenziale a
livello di Dipartimento e di U.O rispettivamente nell’anno 2003 e primo trimestre 2004:
BANDI DI MOBILITA’
N°
Dipartimento
Personale
Unità
interessato
Protocollo
Data
emissione
mobilità
bando Data
scadenza
bando mobilità
Operativa
1
Oncologia
Infermieri
122/Q/2000 2000
2
Attivazione
Infermieri
NO
3
nuova U.O. di azienda ruolo
PROTOCO
Chirurgia 2^
LLO
R.S.A.
OVIDIO
di Infermieri del C/132
presidio
07/08/00
26/08/00 H 12.00
20/10/00
04/11/00
di
Rimini
Riccione
e
Santarcangelo
ruolo
4
R.S.A.
OVIDIO
di OTA
del C/133
Presidio
di
Rimini
–
Riccione
e
20/10/00
4/11/00
H 13.00
Santarcangelo
Ruolo
5
Hospice di via Infermieri
Ovidio
presidio
C 180
27/12/00
25/01/01 H 13.00
di
Rimini,
Riccione,
Santarcangelo
di Ruolo
10
A cura di D.A.D. L. Lanzetti
34
N°
Dipartimento
Personale
Unità
interessato
Protocollo
Data
emissione
bando Data
scadenza
mobilità
bando mobilità
0075603
12/09/01
25/0901 h 12.00
0082050
04/10/01
13/10/01 h 13.00
Infermieri dei 0089914
30/10/01
30/11/01 h12
0089924
30/10/01
28/11/01 H 13.00
0002284
11/01/02
31/01/02 h 12.00
Operativa
6
Mobilità
Assistente
interaziendale
San. Azienda
Dip. Igiene e Ruolo
San. Pubblica
7
R.S.A.
Coordinatori
Azienda
Ruolo
8
Dipartimento
di Emergenza- Presidi
Urgenza
dei Ospedalieri di
Presidi
di Rimini
Rimini
e Santarcangelo
Riccione (118 –
–
–
Riccione
Pronto Ruolo
Soccorso)
9
Chirurgia
Generale
Ai
del Coordinatori
Presidio
del
Presidio
Ospedaliero di Ospedaliero di
10
Santarcagelo
Rn-Rc-Sn
Dipartimento
Infermieri
Salute
Ment. Azienda
(SPDC)
35
N°
Dipartimento
Personale
Unità
interessato
Protocollo
Data
emissione
bando Data
scadenza
mobilità
bando mobilità
0002287
11/01/02
31/01/02 h 12.00
0028971
28/03/02
12/04/02 h 12.00
0035713
20/04/02
03/05/02 h 12
0038884
04/05/02
31/05/02 h 12.00
Operativa
11
Dipartimento
Infermieri
Cure Primarie Azienda
di
Rimini
(ADI)
12
Direzione Ass. Collaboratori
Prof.li
San.inquadrati
in cat. D – Az
USL di Rn
Ruolo
13
Dialisi
Infermieri
Ospedale
Azienda
Infermi di
Rimini
14
Terapie Intensive Infermieri
(RIA RN – RC; Azienda Ruolo
Cardiologia
UTIC RN –RC;
Neonatologia
RN)
36
N°
Dipartimento
Personale
Unità
interessato
Protocollo
Data
emissione
bando Data
scadenza
mobilità
bando mobilità
0047575
30/05/02
17/06/02 h 12.00
Dei 0075591
04/09/02
21/09/02 H 12.00
0079256
17/09/02
15/10/02 h 12.00
0094974
09/11/02
18/11/02 h 12.00
Ota 0104854
10/11/02
10/12/02 stesura
Operativa
15
Sala
Gessi Infermieri
Presidio
Azienda
Ospedaliero di
Rimini
16
U.O.
Del Ota
Presidio
Presidi
Ospedaliero Di Ospedalieri Di
Rimini
E Rimini
Santarcangelo: Riccione
E
- Ortopedia e Santarcangelo
Traumatologia Ruolo
-Chirurgia Gen
- Medicina 2°
- Medicina 1°
- Medicina 3°
e Lungod
- R.S.A.
17
18
Pediatria
Infermieri
Presidio
di Azienda
Rimini
Ruolo
Sala
Gessi Infermieri
Presidio
Azienda
Ospedaliero di
Rimini
19
Presidio
di Mobilità
Riccione
Presidio
di
Riccione
graduatorie
con
domande agli atti
(domande
presenti
agli
atti)
37
N°
Dipartimento
Personale
Unità
interessato
Protocollo
Data
emissione
bando Data
scadenza
mobilità
bando mobilità
01/07/03
16/07/03 H 12.00
01/07/03
16/07/03
01/07/03
16/07/03
Operativa
20
U.O.
di Ai Dipendenti 0056805
Endoscopia
Dermatologia
e appartenenti al
profilo
professionale
della
Categoria
D
Collaboratore
professionale
sanitario
infermiere
dell’azienda in
Ruolo
21
Semiresidenza Ai Dipendenti 0056805
–
Residenza appartenenti al
Dip.
Salute profilo
Mentale
professionale
della
Categoria
D
Collaboratore
prof.san.
inf.dell’aziend
a in Ruolo
22
Bando
Ai Dipendenti 0056808
Aziendale per appartenenti al
gestione
profilo
sostituzioni
professionale
temporanee
della
Categoria
D
Collaboratore
prof.san.
inf.dell’aziend
a in Ruolo
38
N°
Dipartimento
Personale
Unità
interessato
mobilità
bando mobilità
Bando
Ai Dipendenti 0056816
01/07/03
16/07/03
aziendale per
appartenenti
funzioni di
al profilo
07/11/2003
22/11/2003
Protocollo
Data
emissione
bando Data
scadenza
Operativa
23
coordinamento professionale
nelle U.O.
della Cat. D
Stabil. Cervesi: Coll. Prof.le
-U.O. Poliamb. san nfermiere
e Pr. Int.vo
-U.O. CH. Gen
U.O.Sala Op.
24
dell’azienda
in Ruolo e
non
Bando
Collaboratore
Aziendale
Professionale
Posizione
Sanitario
Organizzativa
Tecnico
Responsabile
Sanitario
Direzione
Laboratorio
Assistenziale
Biomedico in
Dipartimento
ruolo
0095857
ore
12
di
Patologia
Clinica
25
Sala
Gessi Infermiere
Presidio
Azienda
Rimini
Ruolo
0099765
in
20/11/2003
20/12/2003
ore
12
39
N°
Dipartimento
Personale
Unità
interessato
Protocollo
Data
emissione
mobilità
bando Data
scadenza
bando mobilità
Operativa
26
Bando
Collaboratore
Aziendale
Professionale
Posizione
Sanitario
Organizzativa
Tecnico
Responsabile
Sanitario
Direzione
Radiologia in
Assistenziale
ruolo
Novembre 2003
di
Dipartimento
Radiologia
27
Ota
per Ota
Ruolo 0017702
Nefrologia
Presidio
Ospedale
Rimini
Rimini
Riccione
25/02/2004
20/03/2004
ore
12
MOBILITA’ D’URGENZA
N°
Dipartimento/ Personale
Unità
Protocollo
Interessato
Data
emissione
Indagine conoscitiva
Operativa
bando Data scadenza
Indagine
conoscitiva
interessata
alla indagine
conoscitiva
1
SALA PARTO
DI RIMINI
CIUFFREDA
MICHELINA
0089905
30/10/2001
Assegnazione
presso sala parto
di rimini dal 31
ottobre per un
periodo di 30
giorni
40
INDAGINE CONOSCITIVA
N°
Dipartimento/ Personale
Unità
Protocollo
Interessato
Data
emissione
Indagine conoscitiva
Operativa
bando Data scadenza
Indagine
conoscitiva
interessata
alla indagine
conoscitiva
1
Avviso Interno Infermieri
0028889
Settore
Presidi
/3.8.1.2.
trasversale
Rimini
delle
07/05/01
ore
11.00
sale Riccione
Operatorie
2
02/04/01
Ruolo
Copertura turni Infermieri
a 0067103
07/08/01
articolati sulle Part Time al
24 ore
70%
25/09/01
h
13.00
per
copertura
turni
articolati
sulle 24 ore
3
Mobilità
Assistente
Interaziendale
Sanitario
Dipartimento
Azienda
0075603
12/09/01
25/09/01
h
12.00
Igiene e Sanità Ruolo
Pubblica
4
Distretto
Riccione
di Ostetriche in 0077296
ruolo
del
18/09/01
29/09/01
h
13.00
Presidio
Ospedaliero
di Rimini e
Distretto
di
Riccione
41
N°
Dipartimento
Personale
Unità
interessato
mobilità
Infermieri/OT
Novembre 2001
Protocollo
Data
emissione
bando Data scadenza
bando mobilità
Operativa
5
Chirurgia
Generale
e A
CH,
CH. Vascolare Generale 2° e
CH. Vascolare
6
Avviso presso Infermieri
22950
13/03/02
02/04/02
01/07/2002
Data aperta per
Punto prelievi Azienda
del
Ruolo
Laboratorio
Analisi del Po
di Riccione
7
Pool
di Infermieri dei 0057089
Infermieri per Presidi
di
la presentazione
Turni
Rimini
–
della domanda
aggiuntivi
Riccione
e
Santarcangelo
8
N° 2 posti di Coordinatori
Coordinatore
del
0078990
17/09/02
Presidio
27/09/02
h
13.00
rispettivamente Ospedaliero di
nelle
Unità Rimini
Operative
di Riccione
Malattie
–
e
Santarcangelo
Infettive e di Ruolo
Ostetiricia
9
Casa di Riposo Infermieri
Verucchio
Azienda
Postazione
Ruolo
0085333
08/10/02
15/10/02 h 12
diurnista sulle
12 ore
42
N°
Dipartimento
Personale
Unità
interessato
Protocollo
Data
emissione
bando Data scadenza
mobilità
bando mobilità
0004113
17/01/03
30/01/03 h 13
0032885
15/04/03
31/05/03
Operativa
10
Ginecologia
Infermieri
FPR Ost/Sala U.O. Ost Gin
11
Parto
FPR RN
Endoscopia
Infermieri
Digestiva RN- Azienda
12
RC-SN
Ruolo
Mobilità
Infermieri
12.00
in 0109423
22/12/2003
intradipartimen ruolo
tale
h
10/01/2004 ore
12
Presidi
Ospedalieri
Rimini
Riccione
Rn
118
Soccorso
Pronto
Soccorso
13
Avviso
Infermieri
disponibilità
Azienda
prelievi
0007414
27/01/2004
14/02/2004 ore
12
a
domicilio
14
Settore
Infermieri
Trasversale
Azienda
Sale
ruolo
0010308
in
04/02/2004
21/02/2004 ore
12
Operatorie
Presidi Rimini
Santarcangelo
e
Riccione
Cattolica
43
2.10 L’ISTITUTO DEI TURNI AGGIUNTIVI: DUE ANNI DI ESPERIENZE11
Tra le novità caratterizzanti il secondo ed il terzo trimestre dell’anno 2002 si collocava la gestione
dell’istituto denominato “ turni aggiuntivi”.
Le cornici normative atte a creare le condizioni operative d’utilizzo sono state in ordine cronologico:
1. il decreto – legge 12 novembre 2001, n. 402, recante:” Disposizioni urgenti in materia di personale
sanitario”, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 8 gennaio 2002, n. 1; in
particolare l’art.1, “prestazioni aggiuntive programmabili da parte degli infermieri dipendenti ed
emergenza infermieristica;
2. la delibera della Regione Emilia Romagna n. 1461/02 del 2/08/02 avente per oggetto l’adozione
dell’atto d’indirizzo sui criteri di autorizzazione regionale in materia di personale sanitario ai sensi
del D.L. n. 402/01.
La legge n. 1/02 nota anche come legge per l’emergenza infermieristica, è finalizzata a fornire ulteriori
strumenti per fronteggiare l’emergenza derivante da carenza di personale infermieristico e tecnico
sanitario di radiologia medica alla quale non è stato possibile dar riscontro con le ordinarie modalità
previste dalla legislazione e dai CCNL vigenti.
L’art.1 recita che :
“ in caso di accertata impossibilità a coprire posti di infermiere e di tecnico sanitario di radiologia
medica mediante il ricorso a procedure concorsuali, le Aziende previa autorizzazione della Regione e
nei limiti delle risorse finanziarie connesse alle corrispondenti vacanze di organico ricomprese nella
programmazione triennale..omissis..”.
La direttiva regionale nell’emanare l’atto di indirizzo precisa i presupposti per l’autorizzazione,
concessa alle Aziende dalla Regione, fissati nei seguenti punti.
•
gli enti richiedenti l’autorizzazione devono dimostrare di aver utilizzato tutti gli strumenti giuridici e
contrattuali ordinari ed organizzativi, in particolare:
•
esaurimento della graduatoria per assunzioni, indisponibilità di personale da acquisire tramite
l’utilizzo delle procedure di mobilità esterna;
•
attestazione dell’utilizzo nell’anno di riferimento dell’istituto dello straordinario con riferimento ai
profili interessati (infermieri e tecnici sanitari), almeno nella quantità contrattualmente prevista a
livello aziendale. In particolare, per poter attivare le prestazioni orarie aggiuntive dovranno essere
state prestate le ore straordinarie previste di norma per far fronte alle esigenze di servizio;
•
le prestazioni orarie aggiuntive possono essere prestate solo a seguito di un formale atto avente
valore negoziale fra l’ente e il lavoratore;
11
A cura di D.A.A. A. Santullo
44
•
le prestazioni orarie sono rese, in regime di libera professione e sono aggiuntive rispetto a quelle
previste per il rapporto di lavoro subordinato dovendo essere rese al di fuori dell’impegno di
servizio;
•
a garanzia della qualità dell’assistenza e a tutela degli stessi operatori, la somma delle ore di
prestazioni aggiuntive e degli straordinari liquidati non deve superare le quote massime
contrattualmente previste di ore straordinarie nell’anno per ciascun dipendente (art. 34, commi 3 e 4,
CCNL 7/4/99).
L’ESPERIENZA DELL’AUSL DI RIMINI
La “novità “dei turni aggiuntivi è apparsa sulla scena in maniera dirompente dal mese di maggio
dell’anno 2002, in virtù di due particolari contingenze verificatasi, ovvero l’esaurimento della
graduatoria concorsuale per infermiere e l’approssimarsi del periodo estivo che assume particolari
connotati nella nostra realtà.
In relazione alle contingenze succitate, pur in assenza di una delibera regionale, emanata solo
nell’agosto, le modalità attuative dell’istituto hanno seguito i seguenti indirizzi:
1. le condizioni individuate atte a garantire la fruizione dei T.A. sono le seguenti:
-
assenze per malattie, infortuni, o aspettative superiori ai 45 giorni;
-
assenze per gravidanze, favorevoli alla sostituzione e non contestualmente coperte;
-
picchi improvvisi di attività (esempio PS in particolari congiunture durante periodi estivi);
2. le fasi che precedono l’attivazione dei turni aggiuntivi sono:
-
applicazione regolamento interno di U.O. la responsabilità è del coordinatore di U.O.;
-
applicazione del Regolamento di Dipartimento, la responsabilità è del dirigente di Dipartimento;
-
l’attivazione di eventuali risorse centralizzate in addestramento o in esubero;
solo dopo aver esperito alle fasi succitate il coordinatore congiuntamente al dirigente assistenziale di
dipartimento pianifica il turno mensile con l’unità derivante dai T.A.
3. il rientro del mattino nella normale sequenza di turno corrispondente con la notte non è condizione
di attivazione del T.A., qualora si ravvisano usi impropri, non verranno riconosciute le ore in termini
di pagamento
45
4. il rientro del soggetto assente che ha determinato l’attivazione del T.A., produce la decadenza della
programmazione salvo alcune specifiche:
-
qualora all’interno delle U.O. siano presenti elevati residui di ferie si utilizzano i restanti gg
programmati con T.A. per assegnare ferie di ufficio;
-
le disponibilità programmate e non utilizzate vengono rese note al dirigente assistenziale
dipartimentale perché provveda ad utilizzarle altre realtà operative.
5. le unità in programmazione ferie e recupero ore non devono essere utilizzate per turni aggiuntivi;
6. Ai sensi dell’ Art. 26 CCNL 1998-2001:
-
il dipendente deve effettuare 36 ore settimanali;
-
la durata della prestazione non può essere superiore alle 12 ore continuative a qualsiasi titolo
prestate;
-
l’accordo integrativo aziendale prevede come tetto individuale di straordinario 100 ore annuali.
Si sottolinea che a differenza della delibera regionale non è stato posto il vincolo per fruire di
prestazioni aggiuntive del superamento del tetto di straordinario.
7. Il personale in part time può svolgere turni aggiuntivi.
Nel corso del 2003 è stata distribuita la procedura aziendale sui turni aggiuntivi, la presenza di uno
strumento guida ha garantito una minore variabilità nell’utilizzo e pertanto una maggiore appropriatezza
nell’uso dell’istituto.
Nel 2003 il totale ore fruite, pari a 5004,33, è comprensivo di progetti a valenza aziendale che hanno
attinto dal medesimo fondo.
Per l’anno 2004, si dovrà integrare questo istituto con quello della pronta disponibilità per disporre delle
maggiori opportunità fornite da strumenti integrati di gestione.
2.10.1. COSTO TURNI AGGIUNTIVI
116300,63
224551
2002
2003
46
47
CAP. 3 LA DOTAZIONE IN CIFRE12
3.1.
Il Personale dipendente in servizio al 31.12.2003
Il personale afferente alla Direzione Assistenziale a livello aziendale al 31.12.2003 è riportato nella
TABELLA 1. In essa, è possibile osservare i seguenti dati:
ƒ
posti previsti in pianta organica (PP)13;
ƒ
posti ricoperti (PR);
ƒ
personale incaricato (INC), supplente (SUP) e straordinario (STR);
ƒ
totale del personale in servizio (TOT. S.) ;
ƒ
personale assente (ASP);
ƒ
personale a part time ( percentuale al 50% e al 70%).
TABELLA 1
FIGURE PROFESSIONALI SANITARIE
NON MEDICHE NELL’AZIENDA AL
31/12/2003
DESCRIZIONE
PP
PR
INC
SUP
STR
0
TOT_ ASP
S
9
1
COLLABORATORE
10
PROF.LE
SANITARIO
ESPERTO PERS.INFERM.
9
0
0
COLLABORATORE
PROF.LE
SANITARIO
INFERMIERE CAPO SALA
0,46
60
55
0
0
0
55
5
2,81
COLLABORATORE PROF.LE 41
SANITARIO OSTETRICA/O
38
0
0
1
39
1
2,00
COLLAB.
PROF.LE 38
SANITARIO-ASSISTENTE
SANITARIO
29
0
0
0
29
1
1,48
COLLAB. PROF.LE SAN. - 1075
INFERMIERE
(ccnl
20/09/2001)
1046
0
15
154
1215
113
62,18 50
COLLAB. PROF.LE SAN - 3
INFERMIERE PEDIATRICO
(ccnl 20/09/01)
3
0
0
0
3
1
0,15
0,0
OPERATORE
PROF.LE 2
SANITARIO-INFERMIERE
(RIMASTI IN C)
2
0
0
0
2
2
0,10
0,0
-
%
PT50
1
PT70
PERC
2
22,2
1
3,6
1
2,6
2
6,9
60
10,5
12
A cura di D.A.O. L. Ridolfi
La pianta organica rappresenta il riferimento massimo di personale, suddiviso per qualifiche, che le aziende sono tenute a
predisporre per assolvere ad obblighi normativi. E’ inviata alla Regione e da questa approvata, dopo di che non ha effetto
operativo sulla programmazione del personale se non come numero massimo di personale assumibile.
13
48
DESCRIZIONE
PP
PR
INC
SUP
STR
OPERATORE PROF.LE II^
CAT. PUERICULTRICE
OPERATORE PROF.LE II^
CAT.
INFERMIERE
GENERICO (ad esaur.)
COLLAB.
PROF.LE
SAN.TEC.
SAN.
LABORATORIO BIOMED.
COLLAB. PROF.LE SAN.
TECNICO
DI
ISTOPATOLOGIA
COLLAB.
PROF.LE SAN.
TEC. SAN. RADIOLOGIA
MEDICA
COLLAB. PROF.LE SAN.
TEC.
DI
NEUROFISIOPATOLOGIA
(ccnl 01)
COLLAB.
PROF.LE
SANITARIOFISIOTERAPISTA
COLLAB.
PROF.LE
SANITARIO-LOGOPEDISTA
COLLAB.
PROF.LE
SANITARIOORTOTTISTA/ASSIST.
OFTAMOLOGIA
COLLAB.
PROF.LE
SANITARIOMASSAGGIATORE N.V.
COLLAB.
PROF.LE
SANITARIO-PERSONALE
RIABILITAZIONE
5
5
0
0
81
78
0
73
66
3
COLLAB. PROF.LE SAN.MASSOFISIOTERAPISTA
(ccnl 20/09/2001)
OPERATORE PROF.LE II^
CAT.
MASSOFISIOTERAPISTA
OPERATORE
TECNICO
ADDETTO ALL'ASSISTENZA
AUSILIARIO
SPECIALIZZATO
SOCIO
ASSISTENZIALE
TOTALE
0
TOT_ ASP
S
5
0
%
PT50
PT70
PERC
0,26
2
40,0
0
4
82
1
4,20
1
1
2,6
3
2
8
79
2
4,04
5
8
19,7
3
0
0
0
3
1
0,15
80
69
0
1
6
76
4
3,89
3
3
0
0
0
3
0
0,15
42
35
0
0
0
35
3
1,79
4
5
25,7
22
19
0
1
1
21
1
1,07
1
1
10,5
6
5
0
0
0
5
1
0,26
1
20,0
3
2
0
0
0
2
0
0,10
0,0
1
1
0
0
0
1
0
0,05
0,0
3
2
0
0
0
2
1
0,10
0,0
8
8
0
0
0
8
0
0,41
0,0
130
120
2
8
130
7
6,65
62
55
0
0
13
68
2
3,48
1754
1655
3
21
195
1874
147
0,0
3
4,3
0,0
3
70
5
6,7
1
1,8
88
Fonte:U.O. Risorse Umane.
Il calcolo della percentuale di Part-Time è stato effettuato sui posti ricoperti, pur essendo noto che il
calcolo del parametro va fatto sui posti previsti per computare il 25% come tetto massimo.
49
3.2. Dotazione Organica del Personale Infermieristico
Come si evince dalla Tabella 1 i “posti previsti”
(PP) in Pianta Organica
relativamente al solo Personale Infermieristico sono pari a 1.1.64 unità + 20 unità =
1.1.84 unità così ripartite:
COLL.
PROF.LE COLL.
SAN.
INFERMIERE
PROF.LE OPERATORE
- SAN.
INFERMIERE
– PROF.LE
3
TOTALE
CAT. PROF.LE II° CAT. –
PUERICULTRICE
PEDIATRICO
1075 + 20
II°
OPERATORE
INFERMIERE
GENERICO
5
81
1.1.84
50
3.3 Dati di Pianta Organica del Personale Infermieristico: anni 1999 – 2000 – 2001 –
2002 – 2003
Si presenta di seguito - TABELLA 2 - un prospetto
FORZA PRESENTE e del
riassuntivo della DOTAZIONE ORGANICA o
PERSONALE FINANZIATO con riferimento agli anni 1999 – 2000 –
2001 - 2002 - 2003.
Nella Tabella sottostante si è voluto rappresentare in maniera complessiva l’andamento per la figura
professionale “infermieri”; nel quinquennio considerato si può rilevare come il numero totale di unità
sia aumentato nell’Azienda USL di Rimini.
TABELLA 2 – DOTAZIONE DI INFERMIERI PER IL QUINQUENNIO 1999/2000/2001/2002/2003
DATI DI PIANTA ORGANICA - ANNO 1999 - 2000 - 2001 - 2002 - 2003 DESCRIZIONE
INFERMIERI - INFERMIERI GENERICI
Mese riferimento
dic-99
dic-00
dic-01
dic-02
giu-03
dic-03
Posti in Pianta
%di incremento
1000
1025
1055
1097
1096
1184
100%
103%
106%
110%
110%
118,00%
Ruoli
971
1046
1085
1118
1126
1132
Incarichi su p.v.
supplenze
incarichi Straord.
Totale incarichi
5
0
1
0
0
0
34
44
67
26
17
15
86
42
14
59
77
158
125
86
82
85
94
173
Personale Finanziato
Assenze
Personale in servizio
% incremento
Part time 50%
Part time 70%
Totale Part time
1096
1132
1167
1213
1220
1305
97
82
95
118
122
115
999
1050
1072
1095
1098
1190
100%
105%
107%
109,60%
109,90%
119,00%
32
42
47
51
56
51
2
12
38
62
60
63
34
54
85
113
116
114
Ruoli a tempo pieno
% incremento
954,38
1021,33
1049,88
1073,55
1079,66
1149,25
100%
107,00%
110,00%
112%
113,00%
120,00%
Tasso di precarietà [tempi
determinati su personale
in servizio]
%
Tasso
di
precarietà
[incarichi straordinari e
incarichi su p.v. su posti
di pianta]
%
11,60%
8,30%
7,50%
7,20%
9%
14%
100,00%
9,10%
71,4&%
4,60%
64,70%
2,60%
62,10%
3%
78%
7,30%
120%
14,00%
100%
50,50%
28,57%
32,96%
80,20%
153,00%
La dotazione organica infermieristica o forza presente si riferisce alla quantità di personale fisicamente
ed operativamente presente nell’Azienda. Essa subisce continue variazioni per le quote di personale in
uscita definitiva (pensionamenti) o temporanea (malattia) ed in entrata temporanea (supplenza ) o
definitiva (assunzione) nell’azienda.
51
Il personale finanziato riguarda la quota di personale che l’Azienda retribuisce e comprende sia le unità
effettivamente presenti, sia le unità assenti a vario titolo. Anche il personale finanziato subisce
variazioni in base agli obiettivi ed agli indirizzi aziendali e, entro certi limiti, è soggetto a vincoli di
bilancio aziendale.
Il PERSONALE FINANZIATO del dicembre 2003 è rappresentato da 1.305 unità; ciò deriva dalla
sommatoria dei 1.132 RUOLI COPERTI + 173 INFERMIERI INCARICATI.
Il PERSONALE IN SERVIZIO è pari a 1.19O unità di personale (1305 unità di personale finanziato –
173 unità assenti a vario titolo).
L’analisi della dotazione organica infermieristica degli ultimi 5 anni evidenzia un progressivo aumento
percentuale della dotazione stessa.
Nei periodi presi a riferimento (1999 – 2003) si osserva inoltre:
-
Progressivo incremento % del personale infermieristico sui posti previsti (posti previsti da 1000 a
1.184)
-
Progressivo incremento % del personale finanziato e in servizio ( da 1096 a 1305 unità e da 999 a
1190 unità)
-
Progressivo incremento del personale a tempo parziale ( da 34 a 114 unità)
-
Andamento oscillante del rapporto personale infermieristico assente/ personale infermieristico
incaricato;
-
tassi di precarietà elevati nel 2003 (14%) rispetto agli anni precedenti da attribuirsi alla gestione
dello Stabilimento di Cattolica.
3.4 Personale Infermieristico : Posti di Lavoro
Il riferimento principale per definire le dotazioni di personale è costituito dai posti di lavoro. Nella
Tabella sottostante viene riportata l’articolazione “reale” dei posti di lavoro di Personale Infermieristico
ed OTA a livello aziendale.
I posti di lavoro sono una descrizione delle sedi effettive di risposta qualificata ai bisogni sanitari degli
utenti che si rivolgono all’ospedale
I posti previsti in pianta organica, sia per il personale Infermieristico sia per il personale OTA
( rispettivamente pari a 1.184 infermieri e 130 OTA), sono declinati in posti di lavoro nell’Area
Ospedaliera e Territoriale nel seguente modo, tuttavia considerando che ad oggi, i posti ricoperti sono
pari a 1192 (con compensazione dei Part-Time).
52
TABELLA 3
PRESIDI OSPEDALIERI
INFERMIERI
OTA
PRESIDIO RIMINI
673
70
PRESIDIO SANTARCANGELO
71
15
PRESIDIO RICCIONE
201
20
STABILIMENTO CATTOLICA
62
17
TOTALE AREA OSPEDALIERA
1.007
122
DIPARTIMENTO
SALUTE 74
MENTALE
DIPARTIMENTO
CURE
PRIMARIE 70
12
CURE
PRIMARIE 24
4
RIMINI
DIPARTIMENTO
RICCIONE
TOTALE AREA TERRITORIALE
168
DIPARTIMENTO SANITA PUBBLICA
12
U.O. CENTRALI
5
TOTALE GENERALE
1.192
16
138
[Vedi in appendice statistica 11]
Nell’ appendice statistica n. 11 si riportano i posti di lavoro relativi al personale infermieristico ed OTA
suddivisi per singole UU.OO e Servizi Dipartimentali aziendali.
La Tabella 3 si riferisce ai soli dati di tipo strutturale; quest’ultimo può essere ulteriormente completato
dai dati relativi all’impegno infermieristico, ovvero ai minuti di assistenza che mediamente vengono
dedicati ai pazienti ricoverati. Tale dato riferibile all’anno 2001 – 2002 – 2003 è disponibile in
appendice statistica n. 6 (Parte quinta).
53
PARTE TERZA
CAP. 4 LA NOVITA’ DELL’ANNO 2003: OSPEDALE
CERVESI DI CATTOLICA14
4.1 Gestione diretta dell’Ospedale di Cattolica da parte dell’Azienda USL di Rimini
A conclusione della sperimentazione della gestione da parte della Fondazione “Regina Maris” del
ramo d’Azienda Ospedale Cervesi di Cattolica e del conseguente rientro dello stesso Ospedale nella
diretta gestione dell’Azienda USL di Rimini, la Direzione Assistenziale ha dato l’avvio ad una
complessa serie di interventi di tipo amministrativo, organizzativo, formativo e gestionale, orientati ad
una graduale integrazione e allineamento dello “Stabilimento di Cattolica” nell’organizzazione
Aziendale complessiva.
4.2 Interventi attuati prima della gestione diretta dello Stabilimento di Cattolica.
4.2.1 Reclutamento di Personale
L’Azienda USL, nelle more della determinazione del fabbisogno complessivo di personale necessario
per la gestione dell’Ospedale Cervesi,
ha provveduto al reclutamento del Personale Sanitario e
Tecnico Sanitario necessario. A tale scopo è stato conferito mandato al Direttore dell’U.O. Acquisizione
e Sviluppo Risorse Umane di attivare le procedure per il conferimento dei seguenti incarichi a tempo
determinato:
-
“n. 83 incarichi straordinari per la durata di anni tre nella posizione funzionale di Collaboratore
Professionale Sanitario – Personale Infermieristico – Infermiere”;
-
“n. 1 incarico straordinario per la durata di 1 anno di Operatore Professionale II Categoria –
Infermiere Generico”;
-
“n. 1 incarico straordinario per la durata di 6 mesi di Collaboratore Professionale Sanitario –
Ostetrica;
-
“n.8 incarichi straordinari per la durata di anni 1 nella posizione funzionale di Collaboratore
Professionale Sanitario – Personale Tecnico Sanitario –Tecnico Sanitario Radiologia Medica.
14
A cura di D.A.O. L. Ridolfi.
54
Al reclutamento delle risorse di cui sopra,
si è potuto far fronte mediante l’accoglimento delle
“domande di assunzione” che sono pervenute all’Azienda USL da parte del personale sanitario che
prestava già servizio presso l’Ospedale Cervesi sotto la Direzione della Fondazione Regina Maris e che
si era reso disponibile per incarichi a tempo determinato, previo parere favorevole
espresso dal
Direttore Assistenziale Aziendale a seguito del colloquio di assunzione e di verifica del possesso dei
requisiti previsti dalla vigente normativa.
La Direzione Assistenziale ha condotto, nel periodo “29 maggio 2003 – 17 giugno 2003”, 88 “colloqui
di assunzione” rivolti al personale che aveva volontariamente presentato domanda diretta di assunzione
presso l’Azienda USL e precisamente:
-
79 colloqui
(personale infermieristico incaricato);
-
1 colloquio
(personale infermieristico assunto in Ruolo dal 01/07/03);
-
7 colloqui (TSRM);
-
1 colloquio (personale Ostetrico).
I colloqui di assunzione si sono svolti seguendo una procedura scritta per standardizzare le domande ed
individuare le caratteristiche attitudinali dei candidati; al termine del colloquio, tale procedura ha
permesso di compilare un “profilo obiettivo” della persona esaminata.
Delle 88 unità avviate all’assunzione – previo parere positivo emesso dalla D. Assistenziale – hanno
assunto effettivamente servizio - in un arco temporale che va dal 1/7/03 al 31/3/04 - n. 84 unità :
⇒ 71 infermieri in incarico x 36 mesi
⇒ 1 Infermiere in ruolo
⇒ 4 infermieri generici in incarico x 1 anno
⇒ 7 TSRM in incarico x 1 anno
⇒ 1 Ostetrica in incarico x 6 mesi rinnovabile.
55
Si presenta di seguito il calendario delle assunzioni :
TABELLA 1 – ASSUNZIONI A TEMPO DETERMINATO
PERSONALE INFERMIERISTICO
ASSUNZIONI A TEMPO DETERMINATO - PERIODO DI RIFERIMENTO 01/07/03 – 31/03/04
DATA
DI INFERMIERI
ASSUNZIONE
1/7/03
INFERMIERI
in Legge 1204
57
4
TSRM
INFERMIER
I GENERICI
3
7
OSTETRICHE
TOTALE
1
72 incarichi
1 Ruolo
+ 1 Ruolo
4
1/8 – 31/8/03
3
1
1/9 – 30/9/03
1
1
1/10 – 31/10/03
2
2
1/11 – 30/11/03
1
1
2
2
1/3 – 31/3/04
1
1
TOTALE
67
1/12 – 31/12/03
1/1 – 31/1/04
1/2 - 29/2/04
4
4
7*
1
(con
passag
gio in
ruolo
di
6
unità
dal
1/3/04)
83 incarichi
+ 1 ruolo
56
4.2.2. Assegnazione del Personale
Delle 84 unità assunte in servizio ed allocate presso l’Ospedale Cervesi di Cattolica, si precisa che solo
quattro Infermieri ( di cui 3 Infermieri Generici in incarico x 1 anno + un Infermiere in incarico x 36
mesi ) sono stati assegnati in U.O./Servizi ubicati in Azienda:
-
Due Infermieri Generici assunti in data 01/07/03 sono stati collocati sul Presidio Ospedaliero di
Rimini (UU.OO di Urologia e Oculistica);
-
Un Infermiere Generico assunto in servizio dal 01/08/03 è stato collocato sul Dipartimento delle
Cure Primarie di Rimini (Poliambulatori);
-
Un Infermiere assunto in data 01/07/03 è stato collocato sul Presidio Ospedaliero di Rimini (U.O. di
Ostetricia)
4.2.3 Ri-assorbimento di Personale
Nell’arco temporale 01/08/03 - 30/03/04 sono state “riassorbite” - per volontà delle unità coinvolte
- dallo Stabilimento di Cattolica e riassegnate ad U.O./Servizi Aziendali, due unità infermieristiche
incaricate, una unità infermieristica in ruolo e un
OTA dipendente della Fondazione Regina Maris.
Tali unità, sulla scorta di precise esigenze assistenziali, sono state riassegnate nelle seguenti
articolazioni aziendali:
-
U.O. Medicina Generale del Presidio di Riccione ( un infermiere incaricato)
-
U.O. Post Acuti di Via Ovidio ( un infermiere incaricato con successivo passaggio in ruolo)
-
U.O. di Ostetricia /Ginecologia (un infermiere in Ruolo)
-
U.O. di Nefrologia ( un OTA della Fondazione Regina Maris).
57
4.2.4 Dimissioni volontarie di Personale
Nel stesso periodo di osservazione 01/08/03 – 31/03/04 si sono registrate, presso lo Stabilimento di
Cattolica, le seguenti dimissioni volontarie:
TABELLA 2 – DIMISSIONI -
PERSONALE INFERMIERISTICO
DIMISSIONI INTERCORSE NEL PERIODO 01/07/03 – 31/03/04
DIMISSIONI
INFERMIERI
INFERMIERI
INFERMIERI
IN LEGGE 1204
GENERICI
TSRM
TOTALE
1/7/03
1/8 – 31/8/03
1/9 – 30/9/03
3
3
1/10 – 31/10/03
1/11 – 30/11/03
1/12 – 31/12/03
1
1
1
1
1
1
1/1 – 31/1/04
1/2 - 29/2/04
1/3 – 31/3/04
TOTALE
5
0
0
1
6
58
4.2.5 Modalità di acquisizione di Personale in Azienda in alternativa all’assunzione
diretta
La gestione diretta dell’Ospedale Cervesi ha previsto inoltre nuove modalità di acquisizione di personal
alternative“all’assunzione diretta” :
1. 1° modalità di acquisizione sperimentale: acquisizione di un pacchetto di ore di prestazioni
infermieristiche (pari a 10 unità) ed OTA (pari a 14 unità) forniti dalla “Società Cooperativa
Seriana 2000”.
Tale sperimentazione ha avuto inizio dal 01/07/03 e si è conclusa il 31/12/03.
L’acquisizione di prestazioni infermieristiche ha permesso di ridistribuire pacchetti di ore
infermieristiche sia sul Presidio di Rimini ( pacchetti /ore pari 4 unità) sia sul Presidio di Riccione
( pacchetti/ore pari a 3 unità) sia sullo Stabilimento di Cattolica (pacchetti/ore pari a 3 unità).
Le prestazioni del solo personale O.T.A. sono state al contrario utilizzate esclusivamente per le
esigenze assistenziali/supporto dello Stabilimento di Cattolica, con la sola eccezione di un utilizzo
estemporaneo in qualità di pool di sostituzione sulle esigenze assistenziali del Presidio di Rimini e
di Riccione.
2. 2° modalità di acquisizione: mantenimento in servizio fino alla data del 31/03/04 presso lo
Stabilimento di Cattolica di 8 unità O.T.A. dipendenti della fondazione Regina Maris stabilmente
assegnate al Primo Intervento (7 unità) e al Poliambulatorio ( 1 unità). Tali operatori – grazie
all’emissione di un avviso pubblico per operatore O.T.A. – potranno essere assunti (entro il
31/03/04) presso l’Azienda USL di Rimini con un contratto di lavoro a tempo determinato.
3. L’Azienda USL ha quindi progettato – in attesa di poter disporre degli OSS - l’emissione di un
Bando di avviso pubblico per operatore OTA emesso in data_____: ciò ha permesso il
reclutamento di Operatori O.T.A. per la copertura di 20 posti da riservarsi sia alle esigenze
dell’Ospedale Cervesi (17 unità), sia per le sostituzioni di personale O.T.A. assente a vario titolo a
livello aziendale. Nel periodo dicembre 2003 – febbraio 2004 sono già stati assunti mediante
contratti di lavoro a tempo determinato
11 O.T.A.; restano da acquisire entro la fine di marzo
2004 n. 9 O.T.A. a tempo determinato.
59
4.2.6 Attività di pianificazione della Direzione Assistenziale
Nel corso di incontri settimanali effettuati nel mese di giugno u.s. con la Direzione Generale si è avuta
l’occasione di mettere a fuoco le linee di indirizzo da seguire nell’organizzazione del lavoro
infermieristico e medico e del contingente numerico di personale da assegnare . Alcune delle decisioni
strategiche hanno riguardato l’incremento dell’attività Chirurgica e di Sala Operatoria [ vedi appendice
statistica 10 ] e i modi con i quali realizzarlo, le modalità di gestire l’appalto delle pulizie, ecc..
Una delle prime attività della Direzione Assistenziale è stata quella di costruire una “mappa” di tutte le
Unità Operative funzionanti nell’ambito dell’Ospedale Cervesi di Cattolica e di tutto il personale
(infermieri – TSRM – OTA, ecc) assegnato alle diverse
Unità Operative
in essere. L’organico
Infermieristico/OTA delle U.O. è stato confrontato in automatico con foglio excel con gli standard
aziendali vigenti. Nella “mappa organizzativa” è stato rilevato il numero del personale operante presso
l’Ospedale Cervesi (es. n° Infermieri e relative “posizioni di lavoro”), la modalità di sostituzione del
personale in caso di assenze, la turnistica in vigore, la modalità di presenza della Cooperativa, le
ferie/straordinari residui, i part time presenti, il numero del personale prescritto, il numero reperibili per
settore, il tasso di assenteismo, ecc..
In organico figuravano, al 30/06/03, circa:
ƒ
87 infermieri ( di cui 58 Infermieri in Ruolo, 19 infermieri forniti dalla Cooperativa Seriana
2000, 7 Coordinatori, 3 Infermieri Part time);
ƒ
21 OTA ( di cui 7 OTA dipendenti della Fondazione Regina Maris, 14 OTA forniti dalla
Cooperativa Seriana 2000);
ƒ
8 TSRM ( di cui 1 Coordinatore).
Le Unità Operative , considerando insieme le degenze e i Servizi, erano al 30/06/03, così suddivise:
-
Unità Operative Mediche:
una Unità Operativa di Medicina Generale: Il reparto di Medicina era costituito da 36 posti
letto di ricovero ordinario e 8 posti di lungodegenza. A causa della diminuzione del personale
medico ed infermieristico del reparto, al 30 giugno erano in uso 22 posti letto di ricovero ordinario e
8 posti letto di lungodegenza.
60
La dotazione infermieristica prevedeva un organico complessivo di 1 Coordinatore, 17 infermieri,
e 8 OTA con il seguente schema delle presenze giornaliere:
SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE
Descrizione
Mattino
Pomeriggio
Notte
Organico
Integrativo
Organico di Base
Organico
complessivo
Coordinatore
Infermieri
OTA
1
5
3
3
3
2
0
3
2
14
6
17
8
MASS
Infermieri
MASS
OTA
[vedi appendice statistica n. 9 : STABILIMENTO CERVESI DI CATTOLICA – Report Infermieri al 12 giugno 2003];
-
Area Chirurgica: al 30/06/03 erano disponibili 38 posti letto di ricovero ordinario e 12 posti letto
di ricovero in DS ad uso dell’intera Area chirurgica (Chirurgia Generale, Urologia, Oculistica,
Ortopedia, Ginecologia).
La dotazione infermieristica prevedeva per l’Area Chirurgica (CH. Generale, Urologia, Oculistica,
Ortopedia) un organico complessivo di 1 Coordinatore, 13 infermieri e 6 OTA con il seguente
schema delle presenze infermieristiche:
SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE.
Descrizione
Mattino
Pomeriggio
Notte
Organico
Integrativo
Organico
di Base
Organico
complessivo
Coordinatore 1
Infermieri
4
4
1
2
11
13
OTA
1
1
1
5
6
1
MASS
Infermieri
MASS
OTA
[vedi Appendice statistica 9 : STABILIMENTO CERVESI DI CATTOLICA – Report Infermieri al 12 giugno 2003];
La dotazione infermieristica prevedeva per l’U.O. di Ginecologia (comprensiva dell’attività di
degenza e di DH) un organico complessivo di 1 Coordinatore, 6 infermieri con il seguente schema
delle presenze infermieristiche:
SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE.
Descrizione
Mattino
Coordinatore 1
Infermieri
1
Pomeriggio
Notte
Organico
Integrativo
Organico
di Base
Organico
complessivo
1
1
1
5
6
MASS
Infermieri
MASS
OTA
[vedi appendice statistica 9 : STABILIMENTO CERVESI DI CATTOLICA – Report Infermieri al 12 giugno 2003];
61
-
Servizi: il Primo Intervento, il Poliambulatorio, la Sala operatoria, la Radiologia,
il Laboratorio Analisi.
A. Primo Intervento: La cittadina di Cattolica (circa 16.000 abitanti), durante il periodo estivo
(giugno - settembre ) quadruplica largamente la popolazione residente a causa dell’afflusso
turistico.
L’afferenza al Primo Intervento del Cervesi è stato costituito (dati del 2001):
I. Provenienza accessi (totale 18.697): Estero (4%) – Provincia di Rimini (68%) – Provincia di
Pesaro (18%) – Altre province 18%).
La dotazione infermieristica prevedeva al 30/06/03 per il Primo Intervento un organico
complessivo di 1 Coordinatore, 11 infermieri e 7 OTA con il seguente schema delle presenze
infermieristiche:
SCHEMA DELLE PRESENZE PERIODO INVERNALE:
Descrizi Mattin
one
o
Coordin 1
atore
Infermi 2
eri
(1
Triage
+
1
Amb)
OTA
2
Pronta
1
disponi Inferm.
bilità
+
1
Ambula OTA
nza
Pomerigg Nott
io
e
Organico
Integrativo
Organico
di Base
Organico
complessiv
o
2
2
7
9
1
1
1
1 Inferm. 1
+ 1 OTA Infer
m.
+ 1
OTA
6
7
1
MASS
MASS
Infermier OTA
i
SCHEMA DELLE PRESENZE PERIODO ESTIVO:
Descrizi Mattin
one
o
Coordin 1
atore
Infermi 3
eri
(1
Triage
+
2
Amb)
OTA
2
Pronta
1
disponi Inferm.
bilità
+
1
Ambula OTA
nza
Pomerigg Nott
io
e
Organico
Integrativo
Organico
di Base
Organico
complessiv
o
3
2
9
11
1
1
1
1 Inferm. 1
+ 1 OTA Infer
m.
+ 1
OTA
6
7
1
MASS
MASS
Infermier OTA
i
62
Come si evince dai 2 prospetti, sia nel periodo invernale che nel periodo estivo, il Primo Intervento era
dotato di 1 ambulanza CRI non medicalizzata: l’equipaggio era costituito da 1 Infermiere + 1 OTA
(autista), sempre rientrante nella dotazione organica del servizio.
B. Poliambulatorio: Il poliambulatorio, al 30/06/03, presentava una apertura sulle 12 ore dal lunedì
al venerdì; il sabato prevedeva una apertura sulle 7 ore. Presso l’area erano presenti:
-
un punto prelievo aziendale con accesso diretto [circa 120 prelievi al giorno con accesso diretto]
-
punto prelievo gestito dalla fondazione Regina Maris.
La dotazione infermieristica prevedeva un organico complessivo di 1 Coordinatore, 6 infermieri con il
seguente schema delle presenze infermieristiche:
SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE:
Descrizione Mattin
o
Pomerigg Nott
io
e
Organico
Integrativo
Organico
di Base
Organico
complessiv
o
Coordinator 1
e
Infermieri
4
1
1
5
6
MASS
MASS
Infermier OTA
i
[vedi Appendice Statistica 9 : STABILIMENTO CERVESI DI CATTOLICA – Report Infermieri al 12 giugno 2003];
C. Sala Operatoria: Il blocco operatorio comprendeva e comprende tuttora n. 5 sale operatorie, una
zona filtro con materiale per la vestizione, spogliatoi, servizi ed un nucleo centrale con tutti i servizi e i
presidi necessari al corretto funzionamento. E’ compreso un servizio di sterilizzazione che vedeva
impiegati, al 30/06/03, un totale di 3 infermieri ed 1 ausiliario su un turno di 7+6 ore giornaliere dal
lunedì al venerdì e di 6 ore mattutine il sabato.
Sempre alla stessa data, la dotazione infermieristica prevedeva un organico complessivo di 1
Coordinatore e 15 infermieri permettendo così di garantire:
SCHEMA DELLE PRESENZE DI PERSONALE:
Descrizione
Mattino
Pomeriggio
Notte
Coordinatore
Infermieri
SO
1
8
2
3 PD
Infermieri Centrale 2
Steril.
Organico
Integrativo
Organico di Organico
Base
complessivo
2
13
15
1
Gli standard prevedevano 3 infermieri per sala operatoria.
63
D. Direzione Infermieristica: attribuiti 1 infermiere Coordinatore con rapporto di lavoro a tempo
parziale + 1 Dirigente dell’assistenza Infermieristica.
E. Radiologia: La dotazione organica al 30/06/03 era composta da 1 Coordinatore TSRM, 7 TSRM, e
1 Infermiere.
4.2.7 Attività di gestione della Direzione Assistenziale: assegnazione di Personale
prima dell’avvio della gestione diretta
L’assegnazione del personale alle Unità Operative è avvenuta tenendo conto della garanzia della
continuità assistenziale (mantenere il personale nell’U.O. come nella precedente gestione della
Fondazione) oltre che delle caratteristiche di chi chiedeva di essere assunto (precedente esperienza
lavorativa, attitudini personali, ecc.).
4.2.8 Definizione del fabbisogno di Infermieri ed OTA dell’Ospedale Cervesi di
Cattolica. Ri-distribuzione degli organici
Dopo la ricognizione dell’assegnazione di personale nelle Unità Operative, è stato ridefinito il
fabbisogno di personale infermieristico ed OTA e la riallocazione degli stessi, tenendo conto della
media dei minuti assistenziali erogati nelle diverse UU.OO. aziendali e degli indicatori sanitari
prospettivi. Ciò ha anche comportato la ridefinizione delle “postazioni di lavoro” di ogni singola
UO/Servizio e la revisione della turnistica.
64
La dotazione infermieristica ed OTA dell’Ospedale Cervesi di Cattolica è stata definita pari a 62 unità
di Infermieri e 17 unità OTA così ri-distribuite:
TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE:
U.O. MEDICINA GENERALE = POSTI LETTO 30
Descrizione
MASS15
MASS
INF
OTA
OB
OI
Coordinatore
Infermieri
141
OTA
62
OC
M
1
1
P
N
2
13
2
15
4
3
5
1
6
2
2
TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE:
U.O. COMPARTO CHIRURGICO = POSTI LETTO 20 + 12 POSTI LETTO DI D. SURGERY
Descrizione
MASS
MASS
OB
OI
OC
M
P
INF
OTA
Coordinatore
Infermieri
112
OTA
N
11
29
1
1
2
13
3
2
1
3
1
1
2
TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE:
PRIMO INTERVENTO
Descrizione
MASS
MASS
INF
OTA
OB
OI
Coordinatore
OC
M
1
1
P
N
Infermieri
7
1
8
2
2
1
OTA
5
1
6
1
1
1
15
MASS = Minuti assistenziali.
65
TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE:
POLIAMBULATORIO
Descrizione
MASS
MASS
INF
OTA
OB
OI
Coordinatore
Infermieri
7
1
OC
M
1
1
8
6
P
N
1
OTA
TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE:
RADIOLOGIA
Descrizione
MASS
MASS
INF
OTA
OB
OI
OC
M
Coordinatore TSRM
1
1
Infermieri
1
1
P
N
TIPOLOGIE DI DOTAZIONE ORGANICA E SCHEMA DELLE PRESENZE:
SALA OPERATORIA
Descrizione
Coordinatore
MASS
MASS
INF
OTA
OB
OI
OC
M
P
N
10
2
1
5
3
PD
1
1
Infermieri
S. Operatoria
Infermieri/OTA
C. Sterilizzazione
66
4.2.9 Copertura dei turni
La Direzione Assistenziale ha realizzato, per il mese di luglio u.s., lo schema delle “coperture” dei
turni sulla base della stima del fabbisogno; in altre parole, lo schema di quante e quali persone è
composto ogni turno di ogni Unità Operativa: questo schema, confrontato con la dotazione degli
organici e con i carichi di lavoro “ tutt’oggi in divenire”, ci ha consentito di avere un’idea delle
eventuali carenze o, al contrario delle eccedenze di personale.
4.2.10 Programmazione della presenza costante della Direzione Assistenziale su tre
giornate settimanali
L’equipe della Direzione Assistenziale ha programmato il presidio dello Stabilimento di Cattolica con
tre presenze settimanali fisse per i mesi rispettivamente di luglio-agosto e settembre 2003. Dal mese di
Ottobre u.s. la presenza è stata ridotta da tre presenze settimanali a due presenze.
4.2.11 Allineamento del
Personale Infermieristico alle procedure Aziendali
attraverso l’organizzazione di giornate di formazione su diversi argomenti
A. Riorganizzazione dell’attività di Laboratorio Analisi: modalità di richiesta ed invio dei campioni
biologici al Laboratorio Analisi del Presidio Ospedaliero di Riccione e di Rimini.
A tale scopo è stato strutturato un incontro con il Direttore del Laboratorio Analisi di Rimini (Dott.
Ceroni e la sua équipe) in data 21 giugno u.s. per presentare al Personale operante presso la l’Ospedale
Cervesi le modalità di richiesta, di trasporto ed invio dei campioni di sangue dalle UU.OO del Presidio
di Cattolica ai Laboratori dei Presidi Ospedalieri di Rimini e di Riccione, in seguito alla soppressione
del Laboratorio Analisi precedentemente funzionante presso lo stabilimento Cervesi.
Sono state inoltre strutturate quattro giornate di “formazione sul campo” con riconoscimento dei crediti
formativi per il personale infermieristico operante presso Cattolica e di simulazione sulla compilazione e
invio dei prelievi biologici. Le lezioni sono state condotte dalla Coordinatrice del Laboratorio Analisi
Sig.ra Beatrice dell’Aquila.
B. Modalità di richiesta di specialità farmaceutiche, galenici e presidi alla U.O. Farmaceutica
Ospedaliera del presidio di Rimini:
Organizzato apposito incontro con il Direttore della Farmacia e i membri dello staff per implementare le
modalità di richiesta di invio delle varie tipologie di farmaci previsti nel P.T.O.
67
C. Modalità di richiesta di beni economali alla U.O. Economato del Presidio di Rimini:
Organizzato l’incontro con il Responsabile dell’Economato di Rimini, per istruire il Personale di
Cattolica sull’uso dei registri e dei beni economali.
D. Modalità di accesso ed utilizzo del programma informatico medtrak:
-
Indicazione dei comportamenti necessari al fine di una corretta gestione dei flussi operativi e
informativi relativi all’avvio del programma MedTrak.
-
Individuazione con il C.E.D. delle postazioni di lavoro per l’accettazione dei degenti nelle varie
UU.OO.
4.3 Gli interventi attuati dalla Direzione Assistenziale dopo l’acquisizione dello
Stabilimento Cervesi di Cattolica
4.3.1 Garanzia della continuità gestionale.
A partire dal 01/07/03, per garantire la “continuità gestionale” e in attesa di individuare i Coordinatori
Infermieristici per le U.O. di Chirurgia – Sala Operatoria – Primo Intervento e Poliambulatori, la
Direzione Assistenziale ha messo in atto il seguente “governo gestionale”:
-
D.A.D. Marta Mattoni, ad integrazione del suo mandato, è stata il riferimento per l’Area
Chirurgica (Sala Operatoria e Chirurgia), con il compito di assicurare la definizione delle “posizioni
di lavoro” e la relativa turnistica;
-
D.A.D. Marinelli Pamela, ad integrazione del suo mandato, è stata il riferimento per il Primo
Intervento e il Poliambulatorio, con il compito di assicurare la definizione delle “posizioni di
lavoro” e la relativa turistica;
-
Coordinatore Giuseppe Piccini : per quanto concerne l’attività di Medicina e di
DH
Oncologico, dal 01/07/03 è stato individuato il Sig. Piccini Giuseppe quale Coordinatore dei
suddetti settori;
-
Pronta disponibilità aggiuntiva: Istituita per il mese di luglio e agosto
2003 una “pronta
disponibilità aggiuntiva” all’unica esistente agli Uffici di Direzione Assistenziale, per assicurare
la presenza di colleghi che erano a conoscenza della realtà operativa del Cervesi;
-
Integrazione del personale Infermieristico ed OTA: messi in atto sistemi di integrazione del
Personale Infermieristico fra le varie UU.OO. in relazione ai dati di attività del periodo;
68
-
Focus d’attenzione sull’attività di:
A. Primo Intervento: essendo il periodo di riferimento estivo, sono stati strettamente monitorati
gli accessi degli utenti, le fasce orarie di maggiore afflusso e la
gestione delle risorse
infermieristiche e di supporto con risorse aggiuntive provenienti dalla Sala Operatoria e dalla U.O.
di Chirurgia con attività a basso regime [vedi allegato 2];
B. Poliambulatorio: l’attività ambulatoriale ha quasi completamente cambiato lo staff medico,
con aumento della complessità e del numero delle prestazioni. Il personale infermieristico è stato
designato secondo i criteri di dotazione del personale in relazione ai livelli assistenziali secondo le
precedenti esperienze professionali. E’ stato predisposto per ogni ambulatorio il piano di lavoro
assistenziale e il materiale necessario per svolgere le attività specifiche ambulatoriali; è stata posta
in atto la valutazione quotidiana sull’attività del centro prelievo in regime di libero accesso ai
prelievi, attuando sistemi di integrazione con il personale infermieristico del Primo Intervento:
4.3.2 Attività di pianificazione e gestione
-
Riorganizzazione
delle
attività
nell’ambito
del
Poliambulatorio:
attivazione
dell’Ambulatorio di Gastroenterologia - Endoscopia Digestiva per il Presidio di Cattolica a far data
dal mese di agosto u.s. nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì. Si è reso necessario rinforzare sia
le conoscenze basilari della branca specialistica di endoscopia digestiva, sia mantenere il passo con
lo sviluppo professionale e quello tecnologico. A tale scopo sono state avviate alla formazione in
endoscopia due unità infermieristiche nei poli endoscopici ubicati nei Presidi di Rimini e di
Riccione per garantire un’adeguata competenza tecnico professionale nelle tre sedute settimanali di
endoscopia a Cattolica;
-
Riorganizzazione U.O. di Chirurgia: realizzata a far data dal 11 agosto 2003 l’unificazione
logistica e gestionale delle UU.OO di Chirurgia e Ginecologia, con la gestione di risorse umane
afferenti, in modo da favorirne l’integrazione relativamente alle specificità assistenziali e strutturali.
A tal fine è stato necessario ridefinire l’organico infermieristico dedicato al Comparto Chirurgico
nonché la revisione
della turnistica;
revisione delle quote appaltate in relazione alla nuova
organizzazione;
-
Attivazione di un Day Surgery Multispecialistico:
Multispecialistico
attivazione di un Day Surgery
annesso all’U.O. di Chirurgia con centralizzazione e standardizzazione dei
percorsi di pre-ospedalizzazione degli utenti relativamente a tutte le specialità chirurgiche trattate
69
(Chirurgia, Ortopedia, Ginecologia ed Oculistica). Il percorso di pre-ospedalizzazione è stato
assegnato ad un’infermiera dedicata;
-
Sale Operatorie: è stata potenziata la produttività del Blocco Operatorio, che ha permesso di
registrare, dagli iniziali 129 interventi del luglio 2003, oltre 200 interventi al mese, prevedendo al
contempo una nuova distribuzione degli organici delle sale operatorie e una nuova organizzazione
per la reperibilità degli infermieri [vedi in allegato 2 prospetto del piano di attività delle sale
operatorie del Cervesi con accluso il fabbisogno di personale corrispondente];
-
Selezioni per Coordinamenti Infermieristici: sono stati affidati, con decorrenza 01/11/03, le
seguenti funzioni di Coordinamento:
1. Poliambulatori e Primo Intervento dell’Ospedale di Cattolica al Collaboratore Professionale
Sanitario Infermiere Marcaccini Fabiana;
2. Chirurgia Generale dell’Ospedale di Cattolica al Collaboratore Professionale Sanitario
Infermiere Cavalli Tiziana;
3. Sala Operatoria dell’Ospedale di Cattolica al Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere
Galvani Giampiero;
-
Piano di formazione: realizzato un piano di formazione e di addestramento del Personale
Infermieristico che spazia da temi specialistici ad argomenti più generali, mediante:
-
partecipazione a corsi di formazione gestiti dall’U.O.R.I.;
-
visite, stages ed incontri con Coordinatori di altre UU.OO. dell’Azienda, al fine di acquisire
competenze relative alle diverse attività specialistiche;
-
Individuati 5 infermieri per il corso di formazione “Tutor” con lo scopo di preparali a seguire
gli studenti infermieri e i neo-assunti che afferiranno allo stabilimento di Cattolica;
-
Inserimento - dal mese di ottobre u.s. – di tutto il personale infermieristico nei corsi di
formazione Aziendale a catalogo. La scelta degli argomenti è stata fatta
in relazione
all’analisi dei bisogni assistenziali di ogni U.O. [es. BLSD e PBLSD per tutto il personale di
Primo Intervento, lesioni da decubito per il personale della Medicina , ecc].
-
Incontri strutturati con il personale neo-assunto dell’Ospedale Cervesi: predisposte
due giornate 27 e 28 agosto 2003 per presentare l’Azienda USL di Rimini, la sua articolazione
organizzativa, le innovazioni professionali, e gli istituti fondanti il nostro operato.
70
CAP. 5 IL COORDINAMENTO
DELL’AZIENDA USL DI RIMINI16
INFERMIERISTICO
E
TECNICO
L’Azienda USL di Rimini preso atto che:
•
l’art. 10 del CCNL 20/09/01 del Comparto Sanità II Biennio economico 2000 – 2001 prevede
una specifica indennità per coloro cui sia affidata la funzione di coordinamento delle attività dei
servizi di assegnazione nonché del personale appartenente allo stesso o ad altro profilo anche di
pari categoria, con assunzione di responsabilità del proprio operato;
•
Visto che in prima applicazione l’indennità di funzione di coordinamento, parte fissa – ai sensi del
comma
2 dello stesso art. 10, compete, in via permanente con decorrenza 01/09/2001, ai
collaboratori professionali sanitari – caposala – già appartenenti alla Categoria D e con reali
funzioni di coordinamento al 31/08/2001;
•
Considerato che l’indennità di coordinamento, ai sensi del comma 3 dello stesso art. 10, compete, in
via permanente , nella stesa misura e
con la medesima decorrenza, anche ai collaboratori
professionali sanitari degli altri profili e discipline nonché ai collaboratori professionali assistenti
sociali già appartenenti alla Categoria D ai quali le Aziende abbiano conferito analogo incarico di
coordinamento o, previa verifica, ne riconoscano con atto formale lo svolgimento al 31/08/2001 e
che tale comma si applica anche ai dipendenti appartenenti al livello economico Ds, ai sensi dell’art.
8 comma 5 dello CCNL 20.092001 Comparto Sanità II Biennio economico 2000 – 2001;
•
Atteso che ai sensi del comma 4 del già citato art. 10, le Aziende, in connessione con la complessità
di compiti di coordinamento, possono prevedere in aggiunta alla parte fissa dell’indennità, una parte
variabile, revocabile con il venir meno della funzione o in caso di valutazione negativa;
•
Rilevato che l’applicazione dei commi 3 e 4 nonché i criteri di valutazione del personale interessato
vengono definiti previa concertazione con i soggetti sindacali di cui all’art. 9 comma 2 del CCNL
07.04.1999;
•
Visto l’Accordo Integrativo Aziendale sottoscritto in data 23.07.02 tra l’Azienda USL la RSU e le
OO.SS. CGUL, CISL, UIL e SNATOSS relativo al CCNL 20.09.2001 secondo biennio economico,
nel quale si è stabilito che per l’avvio della fase concertativa dovrà essere elaborata una proposta da
16
A cura di D.A.O. Luciana Ridolfi.
71
parte dell’Azienda per l’applicazione dell’istituto dei coordinamenti e che tale proposta di
concertazione sarà basata sulla ricognizione dei reali coordinamenti e sui criteri di pesatura per
l’attribuzione delle quote variabili e al fine di garantire l’applicazione dei principi generali e
locali ha proceduto alla stesura del Documento Aziendale denominato “Coordinamenti”,
approvato con Deliberazione del Direttore Generale n. 278 del 1° luglio 2003 – in esito alla fase
di concertazione conclusa con verbale della riunione del 03.04.2003.
Procedure finalizzate all’applicazione dei Coordinamenti
Punti fondanti della deliberazione
Si è deliberato:
1. Di dare atto che l’indennità di funzione di
coordinamento, nella parte fissa, è stata
corrisposta ai sensi dell’art. 10 comma 2 in via
permanente, con decorrenza 01/09/01, ai
collaboratori
professionali
caposala,
nominativamente segnalati dalla Direzione
Assistenziale, già appartenenti alla Categoria D e
con reali funzioni di coordinamento al
31/08/2001
2. Di corrispondere in connessione con la
complessità dei compiti di coordinamento,
l’indennità di funzione di coordinamento, nella
parte variabile, corrisposta ai sensi dell’art. 10
comma 4, con decorrenza 01/09/2001, ai
collaboratori
professionali
caposala,
nominativamente segnalati dalla Direzione
Assistenziale, già appartenenti alla Categoria D e
con reali funzioni di coordinamento al
31/08/2001 ed al personale proveniente dalla
Categoria C cui è stato riconosciuto
l’espletamento
delle
funzioni
di
reale
coordinamento alla stessa data;
Punti fondanti della deliberazione
Si è deliberato:
Azioni messe in atto
dalla
Direzione
Assistenziale
l’applicazione pratica
della Delibera n. 278
per
Individuazione dei coordinamenti reali al
31/08/2001 (
si sono considerati coordinamenti reali le posizioni
rispondenti alle condizioni previste dal vigente CCNL).
In attesa dell’implementazione del sistema di valutazione
aziendale (relativamente alla posizione e alla prestazione)
sono stati applicati i criteri individuati dalla Direzione
Assistenziale e riportati nel documento “Coordinamenti”.
La pesatura è stata realizzata considerando i criteri di
produttività alla data del 31/12/03.
Azioni messe in atto
dalla Direzione Assistenziale per l’applicazione
pratica
della Delibera n. 278
3. Di dare atto, altresì, che la funzione di Individuazione dei coordinamenti reali al
31/08/2001 (
coordinamento, nella parte fissa e parte variabile, si sono considerati coordinamenti reali le posizioni
è stata corrisposta con decorrenza 01/09/2001 rispondenti alle condizioni previste dal vigente CCNL).
anche ai collaboratori professionali degli altri
profili, diversi da quello infermieristico,
nominativamente segnalati dalla Direzione
Assistenziale, con posto riconosciuto e funzioni
di reale coordinamento alla data del 31/08/2001;
4. Di prendere atto, inoltre che la Direzione
Assistenziale ha individuato, a far data dal
01/07/2003, funzioni di coordinamento in
72
riferimento a posti nuovi di coordinamento
occupati precedentemente all’approvazione del
documento
aziendale
denominato
“Coordinamenti” e di riconoscere la relativa
indennità di funzione nelle componenti fissa e
variabile;
5. Di garantire, nel rispetto della continuità
gestionale
e dell’impegno mostrato dagli
operatori coinvolti, il riconoscimento delle
funzioni, riconosciute con note formali, svolte in
assenza del coordinatore, a decorrere dal
novantunesimo (91) giorno di assenza con
indennità variabile ( composta del valore
economico pari all’indennità fissa e variabile del
titolare) che decadrà al rientro del titolare stesso;
•
•
•
•
•
Si è garantito il riconoscimento economico delle funzioni,
riconosciute con note formali, svolte in assenza del
coordinatore, a decorrere dal 91 giorno di assenza con
indennità cumulativa variabile composta del valore
economico pari all’indennità fissa e di quella variabile,
indennità che decadrà in entrambe le componenti al
rientro del titolare.
6. Di individuare, ed affidare, successivamente alla
definizione
delle
procedure
ed
alla
comunicazione della Direzione Assistenziale, le
seguenti posizioni di coordinamento trasversale a
livello aziendale, con gestione diretta di risorse
umane ed attività, con l’individuazione del
coordinatore tra i precedenti referenti tecnico
professionali mediante valutazione del curricula
da parte della Direzione Assistenziale di concerto
con i Direttori di struttura:
Coordinamento trasversale igiene pubblica del
Dipartimento di sanità Pubblica da assegnare ad un
Assistente Sanitario
Coordinamento trasversale pediatria di comunità dei
Dipartimenti delle Cure Primarie di Rimini e di
Riccione da assegnare ad un Assistente Sanitario
Coordinamento trasversale consultorio familiare dei
Dipartimenti delle Cure Primarie di Rimini e di
Riccione da assegnare ad una Ostetrica
Coordinamento trasversale sala gessi ed ambulatori
delle Unità Operative di Ortopedia dei Presidi
Ospedalieri di Rimini e di Riccione da assegnare ad
un Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere;
La Direzione Assistenziale ha evidenziato che nelle
mappature relative al Dipartimento di Sanità Pubblica, al
Dipartimento delle Cure Primarie di Rimini, al
Dipartimento delle Cure Primarie di Riccione ed alla
Sala,Gessi sono state rilevate delle funzioni svolte sulle
diverse aree territoriali aziendali assimilabili a quelle di
referente tecnico professionale.
Rilevata la necessità di individuare
posizioni di
coordinamento trasversale ( di nuova isitutuzione) a
livello aziendale, con gestione diretta di risorse umane ed
attività, è stato attivato un percorso selettivo che ha
individuato il coordinatore trasversale trai precedenti
referenti organizzativi mediante valutazione dei curricula
ed esperienza maturata, di concerto con i Direttori di U.O.
e/o responsabili di moduli.
7. .Di demandare alla Direzione Assistenziale
l’assegnazione delle
nuove funzioni di
coordinamento nell’ambito delle Unità Operative
di seguito elencate, che avverrà tramite bando
aziendale per profilo professionale e selezione di
una rosa di idonei tra i quali scegliere il candidato
più idoneo cui affidare l’incarico:
Chirurgia Generale dell’Ospedale di Cattolica
In collaborazione con l’U.O. Risorse Umane sono state
attivate le procedure per la selezione dei nuovi
coordinamenti per il Cervesi, per il P.O. di Rimini.
Sono stai nominati dal 01/11/03 n. 5 Coordinatori ( di cui
3 per il Cervesi, un coordinatore per Semiresidenza e
Residenza e un Coordinatore per Endoscopia Digestiva e
Dermatologia).
73
•
•
•
•
•
Poliambulatori e Pronto Intervento dell’Ospedale di Sono a tutt0oggi da attivare le procedure per la nomina
del Coordinamento Dietiste Trasversale.
Cattolica
Sala Operatoria dell’Ospedale di Cattolica
Endoscopia Digestiva e Dermatologia
Residenza e Semiresidenza del Dipartimento di
Salute Mentale
Coordinamento Dietiste Aziendale;
8. Di demandare alla Direzione Assistenziale il
compito di provvedere per la gestione delle
sostituzioni temporanee, in caso di assenze
superiori a novanta giorni, qualora non vi sia il
referente tecnico, con apposita graduatoria a
livello aziendale per profilo professionale e con
riconoscimento di indennità variabile (composta
dal valore economico pari all’indennità fissa e
variabile del titolare) connessa alla posizione di
lavoro che decadrà al rientro del titolare, mentre
per le assenze di durata inferiore a novanta giorni
le funzioni saranno attribuite nell’ambito
dell’unità operativa o su proposta del titolare
sentite le direzioni di riferimento;
9. Di riservarsi l’adozione di un successivo
provvedimento per la individuazione delle figure
di referente tecnico previste dal documento
aziendale dei coordinamenti;
In collaborazione con l’U.O. Risorse Umane sono state
attivate le procedure per la selezione dei nuovi
coordinamenti per gli incarichi di sostituzione.
L’Azienda dispone a tutt’oggi di una graduatoria per la
gestione
delle
sostituzioni
temporanee
di
5
candidati.Attivate le prime 3 unità per sostituzione di
Coordinatori assenti nelle rispettive U.O.:
- Pediatria
- ORL
- CH. Vascolare
Facendo seguito dell’adozione della delibera n. 278/2003
avente per oggetto l’istituto del Coordinamenti si è
provveduto alla nomina dei referenti tecnico professionali
mediante:
•
•
•
proposta di nomina da parte dei coordinatori
declinazione delle aree di responsabilità
indennità incentivante annua
10. Di stabilire che gli incarichi di coordinamento
hanno durata triennale e, pertanto, quelli
riconosciuti a far data dal 01/09/2001 hanno
durata sino al 31/08/2004 e quelli assegnati con
decorrenza dall’01/07/2003 hanno durata sino al
30/06/2006;
11. Di stabilire che il personale interessato, al quale è
affidata la funzione di coordinamento, alla
scadenza sarà sottoposto alla valutazione con i
criteri contenuti nel documento aziendale dei
£coordinamenti” in attesa dell’implementazione
del
sistema
di
valutazione
aziendale
relativamente alla posizione ed alla prestazione;
12. Di stabilire, altresì, che l’indennità di
coordinamento attribuita in prima applicazione
al personale dei profili interessati, è revocabile
limitatamente alla parte variabile con il venir
meno della funzione o in caso di valutazione
negativa;
13. Di stabilire, infine che l’indennità di
coordinamento attribuita al personale dei profili
interessati
successivamente
alla
prima
applicazione, è revocabile in entrambe le
componenti (fissa e variabile) con il venir meno
della funzione o in caso di valutazione negativa.
74
5.1 LA NOVITA’ GESTIONALE DEL 2003: LE FUNZIONI DI COORDINAMENTO
I PRINCIPI GENERALI
I nuovi ordinamenti professionali , il contratto collettivo nazionale e successive integrazioni, hanno
modificato in modo significativo il sistema delle regole relativo ai percorsi di carriera e sviluppo
professionale del personale nelle Aziende sanitarie.
In particolare si prevede il riconoscimento dell’attività di coordinamento come funzione e non più
come profilo professionale.
L’applicazione contrattuale dell’istituto dei “coordinamenti” ha costituito un’opportunità per
chiarificare e riprogettare sotto il profilo qualitativo e quantitativo ” l’architettura delle posizioni di
coordinamento” superando le forme di cristallizzazione, definendo il livello minimo organizzativo
richiedente funzioni di coordinamento e le declinazioni dei contenuti organizzativi affini .
METODOLOGIA
Allo scopo di garantire l’applicazione dei principi generali si è proceduto a rideterminare nella
“Mappatura – quadro” la distribuzione delle “funzioni di coordinamento” secondo modelli di
efficacia ed efficienza e relativi criteri per la pesatura delle funzioni.
L’Organico Aziendale rideterminato risponde alla necessità di omogeneizzare i criteri generali per
l’adeguata attribuzione delle risorse economiche, nonché per la determinazione del “fabbisogno di
Coordinamento Infermieristico e Tecnico”.
FASI DEL LAVORO
•
Fotografia della “Mappatura Aziendale vigente”:
1. Descrizione delle attuali “posizioni di Coordinamento”, rispondenti a criteri
differenziati (per settore, per singole Unità Operative, per macro aree omogenee)
•
Stesura della “Mappatura Aziendale” in “divenire” :
1. Definizione di coordinamento ed affini
2. Descrizione delle future “Posizioni di Coordinamento” formulate mediante
l’individuazione di criteri generali, necessari alla corretta determinazione delle
dotazioni organiche.
3. “Pesatura” dei Coordinamenti sulla base della complessità organizzativa
4. Esplicitazione criteri per l’assegnazione di nuove funzioni di coordinamento e di
sostituzione
75
5. Esplicitazione criteri per valutazione e revoca incarichi di coordinamento (sia per i
nuovi incarichi sia per quelli assegnati in precedenza)
6. Esplicitazione criteri di congruità tra posizione organizzativa, funzioni di coordinamento ed
indennità variabile
7. Esplicitazione posizione “referente tecnico professionale” e modalità di nomina
5.1.1 Il COORDINAMENTO E LA NOVITA’ DEL REFERENTE TECNICO
PROFESSIONALE
La quantificazione
e qualificazione delle posizioni di coordinamento ha preso avvio dalla
definizione del termine COORDINAMENTO “REALE” :
Consiste nell’organizzare e gestire direttamente l’impiego di risorse umane e strumentali in spazi
operativi ben delimitati allo scopo di ottimizzare lo svolgimento delle attività. Opera a livello di
singola Unità Operativa o più unità e/o settori trasversalmente collegati al fine di soddisfare lo
specifico mandato organizzativo.
Colui che coordina assume la responsabilità di gestire un sistema di risorse e di processi lavorativi
al fine di conseguire determinati risultati.
Nell’esercizio del suo ruolo, in presenza di elevati livelli di complessità organizzativa(numerosità
dotazione risorse umane e tecnologiche, presenza di specificità professionali enucleabili) si può
avvalere della delega a professionisti (referenti tecnico professionali) in possesso di specifiche
competenze in qualità di referenti in funzioni ed attività delimitate.
COORDINATORE INFERMIERISTICO E TECNICO
POSIZIONE
ƒ
E’ in posizione di line (gerarchicamente subordinato) alla Direzione Assistenziale Dipartimentale
AREE DI RESPONSABILITA’
ORGANIZZAZIONE
ƒ Analisi delle posizioni di lavoro
ƒ Assegnazione delle posizioni di lavoro
ƒ Individuazione dei criteri di rotazione
AREE DI RESPONSABILITA’
GESTIONE DEL PERSONALE
ƒ Assicurare una gestione delle risorse professionali
che ne promuova e valorizzi il ruolo, garantendo
l’adozione di criteri equi e trasparenti nel
conferimento delle differenti posizioni di lavoro.
ƒ
Assicurare livelli di assistenza forniti nell'unità
organizzativa in relazione alle risorse umane
impiegate ed ai livelli di domanda assistenziale
76
dell'utenza.
ƒ
Gestire e valutare l'inserimento del personale
neoassunto.
ƒ Programmare, organizzare, gestire e valutare i
piani di lavoro delle diverse figure in relazione
agli obiettivi definiti ed alle risorse assegnate.
ƒ Programmare, organizzare, gestire e valutare i
turni di servizio del personale assegnato.
ƒ Programmare e coordinare la rotazione ed
avvicendamento nelle posizioni del personale.
ƒ Valutazione del personale, secondo i criteri
aziendali.
ƒ Individuazione e promozione di sistemi premianti
del personale coinvolgendolo nella realizzazione
di obiettivi dati, favorendo la coesione del gruppo
e lo sviluppo del senso di appartenenza.
ƒ Individuazione di idonei meccanismi per la
risoluzione dei conflitti interni al gruppo.
ƒ Valutare l'applicazione ed il rispetto delle norme
comportamentali e disciplinari e l'omogenea
applicazione delle regole dell'Unità Operativa.
ƒ Assicurare la tempestiva segnalazione di
violazione delle norme comportamentali e
disciplinari.
ƒ Collaborare nel garantire
l’integrazione
con
le
unità
organizzative
dipartimentali.
ƒ Collaborare alla verifica del rispetto della
normativa sulla tutela della salute dei lavoratori e
della sicurezza dell'ambiente
AREE DI RESPONSABILITA’
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
GESTIONE
DELLE
APPARECCHIATURE
SCORTE
ED
Programmare il fabbisogno in ordine ad
approvvigionamenti di materiali e servizi.
Sviluppare con uso corrente procedure di
approvvigionamento e valutazione tecniche sui
beni acquistati
Organizzare e valutare l’afflusso dei rifornimenti
di farmaci, presidi, generi di natura alberghiera.
Gestire e valutare le scorte di reparto anche in
ordine alla scadenza dei singoli prodotti.
Gestire i rapporti con i servizi di supporto per
assicurare idonei livelli in ordine agli interventi
manutentivi.
Assicurare il controllo,e la manutenzione delle
apparecchiature.
AREE DI RESPONSABILITA’
FORMAZIONE
ƒ
Assicurare l’individuazione del fabbisogno
formativo
ƒ Programmare, organizzare, coordinare e valutare
la attività di formazione permanente e di
aggiornamento specifico, formazione del campo
dell'Unità Operativa.
ƒ Coordinamento gestione e valutazione delle
attività di tirocinio, attraverso la valorizzazione
dei tutor di unità operativa
AREE DI RESPONSABILITA’
QUALITA’ E GESTIONE DELL’INNOVAZIONE
ƒ Garantire un costante orientamento alla
sperimentazione di nuovi modelli organizzativi
77
ƒ
Organizzare le innovazioni dei processi di
assistenza all'utente.
ƒ
Organizzare, gestire e valutare i progetti di qualità
e di ricerca specifici di Unità Operativa.
Assicurare una valutazione della qualità delle
prestazioni alberghiere
Avviare sistemi di gestione del rischio sui temi
individuati prioritari a livello aziendale
ƒ
ƒ
AREE DI RESPONSABILITA’
PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO
ƒ Garantire la programmazione e discussione del
Budget per la gestione delle risorse umane e
materiali per quanto di sua competenza, in
collaborazione con il dirigente medico ed
assistenziale.
ƒ
Assicurare l’attribuzione degli obiettivi di budget
al gruppo coordinato.
ƒ Garantire l’analisi e valutazione degli obiettivi
conseguiti.
AREE DI RESPONSABILITA’
SISTEMI INFORMATIVI
ƒ
Organizzare, gestire e valutare la diffusione delle
informazioni nell'Unità Operativa.
ƒ
Organizzare, coordinare e valutare la raccolta dei
dati assistenziali ed il loro idoneo utilizzo.
Sviluppare strumenti informativi a supporto delle
attività (codificazione delle procedure di Unità
Operativa).
Collaborare alla verifica del rispetto del
trattamento dei dati personali (privacy).
ƒ
ƒ
REFERENTE TECNICO/PROFESSIONALE
Oltre alle responsabilità connesse al proprio ruolo assume la responsabilità di
-
svolgere le funzioni di coordinamento su ambiti circoscritti su delega del coordinatore, il
documento con le aree di responsabilità è presente in ogni u.o.;
-
garantire l’esecuzione di prestazioni che richiedono l’acquisizione di specifiche conoscenze e/o
sviluppo di particolari abilità e competenze,
-
gestire dei casi assegnati sulla base di un percorso predefinito in un contesto spazio
temporale
individuato
La documentazione delle responsabilità è legata alla documentazione specifica dell'unità operativa,
al piano di lavoro relativo alle attività trasversali ed alle disposizioni specifiche dell'unità
organizzativa.
POSIZIONE
78
ƒ
E’ in line al Coordinatore di U.O.
CRITERI DI NOMINA
1. Nominato da parte della Direzione di riferimento su proposta del coordinatore ed avrà
valenza triennale
2. Il titolare di tale posizione di lavoro fruirà di un’indennità incentivante annua sino a €
1.549.37
3. I criteri di differenziazione sono collegati con la complessità della posizione di lavoro, in
particolare laddove sono previsti settori assegnati e risorse assegnate è prevista un’indennità
pari a € 1.549.37
DETERMINAZIONE FABBISOGNO FUNZIONE DI COORDINAMENTO
Gli ambiti di riferimento delle funzioni di coordinamento sono i seguenti:
1. dipartimentale
2. unità operativa (ospedaliera – territoriale)
3. settore operativo di supporto all’attività assistenziale
4. coordinamento “didattico”
I criteri di attribuzione di 1 coordinatore sono i seguenti:
•
Unità funzionanti a ciclo continuo di almeno 10 POSTI LETTO, ad eccezione delle terapie
intensive, non integrabili con unità affini con annesse attività Ambulatoriali/DH – Pronto
Soccorso
•
Unità di almeno 8 posti letto con funzionamento a ciclo diurno17, non integrabili con unità
affini, quale unica modalità di assistenza ed almeno 6 unità dedicate
•
Settori di supporto all’attività assistenziali
•
Settori ambulatoriali complessi ove coesistono almeno 15 ambulatori afferenti ad unità
operative diverse
I criteri di attribuzione di 1 coordinatore ed integrabile 1 referente tecnico – professionale:
ƒ
Unità ad elevato grado di complessità organizzativa per
79
-
Numerosità unità gestite
-
Presenza di elevate tecnologie
-
Trasversalità del settore
I criteri di attribuzione di 1 coordinatore ed integrabile di 2 referente tecnico – professionale:
ƒ
Presenza di specificità professionali enucleabili
I criteri di attribuzione di 2 coordinatori sono i seguenti:
•
Unità Operativa con numero di POSTI LETTO superiori a 50 con annesse terapia intensiva
ed attività Ambulatoriali e di DH
•
Settori operativi di supporto alle attività assistenziali (numero di persone gestite pari o
maggiore di 40 unità).
ESPLICITAZIONE DEI CRITERI DI PESATURA DEL COORDINAMENTO
Nell’individuazione dei criteri di pesatura ci si è riferiti ai due principali indicatori di complessità
organizzativa:
1. il livello di interdipendenza dei fattori organizzativi (indica il grado di interscambio e di legame
a cui le unità organizzative/settori sono sottoposti);
2. la dimensione organizzativa e le caratteristiche/intensità di funzionamento dell’unità presa in
esame
CRITERI RIENTRANTI NELLA DIMENSIONE ORGANIZZATIVA:
1) PL DEGENZA –2) PL DH – 3) ATTIVITA’ AMBULATORIALE
Per il numero dei PL la variabilità è estrema, poiché si va dalle Terapie Intensive alle
Lungodegenze, a casi in cui all’attività di degenza si abbinano quelle di Day Hospital ed attività
ambulatoriale.
Congiuntamente alla variabile posto letto sono stati considerati gli indicatori di attività:
•
la presenza media giornaliera comprensiva dei transitati (utenti che sono temporaneamente a
carico di unità operative diverse per indisponibilità di posti letto);
17
L’offerta dei posti letto in regime diurno potrà subire modifiche a seguito delle transizioni verso forme di erogazione delle
attività in day service, nei casi specifici saranno rivalutate le caratterizzazioni operative delle unità coinvolte nel processo di
rimodulazione.
80
•
il peso medio della casistica;
•
le degenze medie;
•
la presenza di attività di Pronto Soccorso con accesso diretto;
•
la presenza di DH e di attività ambulatoriali connesse;
•
il numero degli ambulatori e le sedi territoriali di dislocazione.
4) PERSONALE GESTITO
Il numero di personale gestito indica una notevole complessità gestionale principalmente in termini
di:
•
gestione dei turni del personale
•
gestione delle sostituzioni
•
risoluzione dei conflitti
•
gestione degli strumenti d’integrazione (sistematiche riunioni del personale e gruppi di lavoro ad
hoc..ecc.)
•
programmazione dell’aggiornamento del personale
•
controllo sulla qualità tecnica di erogazione delle prestazioni ed addestramento del nuovo
personale
•
valutazione del personale
•
segnalazione di problemi passibili di provvedimenti disciplinari relativi al personale
•
coordinamento delle attività infermieristiche con quelle di altre professioni (medici,
fisioterapista, assistente sociale,ecc.) ed operatori di supporto
5) TERAPIA INTENSIVA – 6)SUB/INTENSIVA – 7)SALE OPERATORIE 8)ATTIVITA’ DI
PRONTO SOCCORSO
L’attività di ciascuna Unità Operativa può essere analizzata componendo la stessa in:
1.
attività minima costante (componente costante)
2. attività variabile legata a mutamenti ciclici (giorno-notte, giorni feriali e giorni festivi,
stagioni) il cui andamento è in certa misura prevedibile (componente variabile ciclica)
3. attività variabile non prevedibile, che risente di improvvisi aumenti o diminuzioni di
domanda legati a fattori contingenti (componente erratica)
Tale suddivisione è utile non solo ai fini della progettazione della turnistica del personale, ma bensì
anche per la complessità organizzativa.
81
Le Unità Operative a bassa erraticità sono in genere i reparti di base, dotati di un elevato numero di
posti.
Presentano generalmente oscillazioni stagionali della domanda rilevanti e di una certa
regolarità, mentre è scarsamente evidente la componente erratica.
Le Unità Operative ad erraticità quasi nulla, sono quei reparti e servizi caratterizzati da una attività
routinaria, programmata (es Dialisi e Poliambulatori) essendo il livello di attività predefinito.
In queste realtà, gli andamenti sono ragionevolmente prevedibili.
Sono in genere settori d’urgenza e componente erratica o ad alta intensività e basso numero di posti
letto, (ad esempio PS, Terapia Intensive).
CRITERI RIENTRANTI NEL LIVELLO DI INTERDIPENDENZA
La presenza di equipè multiprofessionali, la prevalenza di diverse figure professionali determina un
livello di complessità maggiore a cui far fronte con strumenti d’integrazione e di monitoraggio.
PESI ASSEGNATI
•
0,1 x ogni PL di degenza
•
0,4 x ogni PL di DH
•
0,01 x coordinamento attività ambulatoriale
•
0,1 x ogni persona gestita
•
1 x Terapia Intensiva
•
0,5 x Sub – Intensiva
•
3 x Blocco SO
•
3 x attività di Pronto Soccorso
•
0,5 x presenza di èquipe multiprofessionale
•
PMPC peso medio casistica x presenza media giornaliera comprensiva dei
transitati
•
Numero ambulatori x numero sedi da 0,25 a max 3 punti
82
LA CORRESPONSIONE DELL’INDENNITA’ DI FUNZIONE DI COORDINAMENTO (PARTE
VARIABILE) IN AGGIUNTA ALLA PARTE FISSA (Art. 10 CCNL Comparto Sanita’ – Biennio
economico 2000 – 2001) sarà in funzione del peso come segue:
1. £ 3.000.000 ( € 1549.37)aggiuntivi per “posizioni di coordinamento” con peso pari o > a
valori da 10.01 a 12
2. £ 2.000.000 (€ 1.032.91)aggiuntivi per “posizioni di coordinamento” con pesi compresi tra i
valori da 4.01 a 10
3. £1.000.000 (€ 516.46) aggiuntivi per “posizioni di coordinamento” con pesi < a valori da
0.5 a 4
CONCLUSIONI
Le scelte di carattere metodologico iniziale ed in particolare:
-
l’individuazione delle funzioni di reale coordinamento considerando soddisfatte le due
condizioni: risorse ( umane e non) ed attività;
-
il perseguimento dell’unicità del punto di direzione, non per economicità, bensì per favorire
processi di integrazione ed omogeneità di indirizzo in ambiti operativi affini;
costituiscono piste di azione organizzativa, suscettibili di miglioramento nel breve e medio periodo,
alla luce degli eventuali cambiamenti contrattuali o giuridici che nel tempo interverranno.
Restano, comunque, quali punti di criticità da affrontare i seguenti:
-
le modalità con cui coniugare i percorsi di valorizzazione in Ds, elemento economico stabile,
attribuibile a coordinamenti complessi, con la funzione di coordinamento assegnata che è
tendenzialmente revocabile;
-
le modalità da implementare per rendere le indennità dei referenti cumulabili ai fini
pensionistici;
-
le modalità con cui garantire una reale utilizzazione dei sistemi di valutazione ed una adeguata
compliance organizzativa.
Si tratta, di sviluppare nei prossimi anni una visione delle funzioni di coordinamento sempre più
assimilabile alle direzioni mediche di unità operative, con i relativi benefici economici, nulla osta,
che si possa pensare nel futuro ad incarichi dirigenziali, a fronte di evidenti demarcazioni delle aree
di responsabilità.
83
5.2 COORDINAMENTI 2003 - 2004
Ind. Funz.
Coord.
PARTE
FISSA
Importo
Annuo
ONCOLOGIA DH E PREV - 145 C.PROF.SAN-INF. 1.549,37
RN
MALAT INFETTIVE + DH 145 COLL.PROF.SAN- 1.549,37
+ ADI - RN
INFERMIERE
SALA OPERATORIA - RC
145 COLL.PROF.SAN- 1.549,37
INFERMIERE
MEDICINA 3 + LUG DEG - 145 COLL.PROF.SAN- 1.549,37
P. ACUTI- SN
INFERMIERE
Ord. Unità
di
coordinamento
MQualifica
a
t
r
01/09/01
Ind. Funz.
Coord.
PARTE
VARIAB.
Importo
Annuo
1.032,91
01/09/01
1.032,91
01/09/01
1.032,91
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
516,46
MEDICINA D'URGENZA RC
CHIRURGIA VASCOLARE
+ AMB + DH - RN
PEDIATR.
PS/DH/AMB/CHIR PED RN
ASSISTENZA
145 COLL.PROF.SANDOMICILIARE - RN
INFERMIERE
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
19
SPDC + NPI
1.549,37
01/09/01
1.032,91
20
MED GEN 1 + DH / AMB RN
GINECOLOGIA
FISIOPAT + AMB - RN
SERVIZIO CARDIOLOGIA
-RN
CARDIOLOGIA + UTIC AMB -RC
UTIC - POST UTIC EMODIN - RN
CHIR GEN + AMB / DH RN
GERIATRIA AMB / DH RN
ASSISTENZA DOM - RC +
SPEC AMBUL
PRONTO SOCCORSO - RC
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.549,37
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1
2
3
4
5
6
7
8
NEFROLOGIA + AMB/DH
RN
MED GEN + PNEUMO Deg
+AMB + DH- RC
ANESTESIA + RIAN - RC
9
CHIR GEN + DH + AMB +
PNEUMO DH - RC
DIALISI - RN
10
DIABETOLOGIA
11
C.O. 118 + PRONTO
INTERV - SN
ANESTESIA E RIAN - RN
12
13
14
15
16
17
18
21
22
23
24
25
26
27
28
29
ORL + P.S. / AMB / D.H. RN
RSA - RN
OCUL DEG / AMB / DH RC E AMB/PS - RN
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
Decorrenza Data
incarico
fine
incarico
Decorrenza
parte
variabile
Data
fine
parte
variabile
Part
time
70%
31/12/02
84
30
ENDOSCOPIA
DERMATOLOGIA
SPEC AMB - RN
- 150 COLL.PROF.SANINFERM. NEO
31
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
32
ORTOPEDIA DEG - RN
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
33
DIALISI - RC
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
34
SALE OPERATORIE - RN
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
35
NEUROLOGIA - RN
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
36
CHIRURGIA GENERALE + 145 COLL.PROF.SANDH + AMB - SN
INFERMIERE
37
ONCOLOGIA DH + AREA 145 COLL.PROF.SANMED - CT
INFERMIERE
38
TERAPIA ANTALGICA + 145 COLL.PROF.SANHOSPICE - RN
INFERMIERE
39
UROLOGIA DEG / DH / 145 COLL.PROF.SANAMB / PS - RN
INFERMIERE
40
PS E MED. URG. RN
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
41
POST ACUTI - RN
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
42
TERAPIA
INTENS 145 COLL.PROF.SANNEONATALE - RN
INFERMIERE
43
DIALISI - SN
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
44
ORTOPEDIA DEG - RC
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
45
SALA OPERATORIA - SN
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
46
MEDICINA D'URGENZA - 145 COLL.PROF.SANRC
INFERMIERE
47
DIREZIONE ASISST AREA 145 COLL.PROF.SANOSPEDALIERA
INFERMIERE
48
POLIAMBULATORI RN
145 COLL.PROF.SANINFERMIERE
Tot. Costo annuale compreso 13° 78.888.76
1.549,37
01/09/01
31/01/03
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.549,37
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
31/12/02
50%
TOT
42.521,54
Fase prima: coordinamenti reali al 31/08/2001 allegato 1altri profili
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
IMMUNOEMAT
CENTRO TRASF
E 317
COLL.PROF.SANTECNICO LAB
RADIOLOGIA MEDICA - 146
RN - SN
COLL.PROF.SANTECN.RADIOL
LABORATORIO - RN
317
COLL.PROF.SANTECNICO LAB
CORSO
LAUREA 140 COLL.PROF.LE
INFERMIERI
SAN.ESPERTO
DIREZIONE
140 COLL.PROF.LE
ASSISTENZIALE
SAN.ESPERTO
RECUPERO
E 148
RIEDUCAZIONE - RN
COLL.PROF.SANP.RIABILIT.
CORSO
LAUREA 145
INFERMIERI
COLL.PROF.SANINFERMIERE
DIREZIONE
139
ASSISTENZIALE
COLL.PROF.SAN.ESP
ERTO-DS
DIREZIONE
139
ASSISTENZIALE
COLL.PROF.SAN.ESP
ERTO-DS
DIREZIONE
145 COLL.PROF.SANASSISTENZIALE
INFERMIERE
LABORATORIO - RN
317
COLL.PROF.SANTECNICO LAB
DIREZIONE
150 COLL.PROF.SANASSISTENZIALE
INFERM.
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
516,46
1.032,91
85
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
CORSO
INFERMIERI
LAUREA 145
COLL.PROF.SANINFERMIERE
RECUPERO
E 148
RIEDUCAZIONE - RC
COLL.PROF.SANP.RIABILIT.
OSTETRICIA
E
SALA 332
PARTO + AMB - RN
COLL.PROF.SANITOSTETRICA
CORSO
LAUREA 140 COLL.PROF.LE
INFERMIERI
SAN.ESPERTO
DIREZIONE
139
ASSISTENZIALE
COLL.PROF.SAN.ESP
ERTO-DS
CORSO
LAUREA 140 COLL.PROF.LE
INFERMIERI
SAN.ESPERTO
DIREZIONE
139
ASSISTENZIALE
COLL.PROF.SAN.ESP
ERTO-DS
NIP
DIP
SANITA' 152
PUBBLICA
COLL.PROF.SAN.VIGILANZA*
CENTRO
SALUTE 331
MENTALE - RN
COLL.PROF.SANASSIST.SAN.
RADIOLOGIA - RC / CT
146
COLL.PROF.SANTECN.RADIOL
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
516,46
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
1.549,37
01/09/01
1.032,91
70%
TOT
9.511,40
##
Tot. Costo annuale compreso 13° 36.926.65
Fase seconda: nuovi coordinamenti individuati al 01/07/2003
allegato 2
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
DSM - LOGOPEDISTE
148
COLL.PROF.SANP.RIABILIT.
CSM - SEMI RES - 150 COLL.PROF.SANGRUPPO APPART - RC
INFERM. NEO
ANATOMIA ISTOLOGIA 317
PATOLOGICA
COLL.PROF.SANTECNICO LAB
CENTRALE
150 COLL.PROF.SANSTERILIZZAZIONE
- INFERM. NEO
AZIEND
IGIENE ALIMENTI
147
COLL.PROF.SAN.P.VI
GILANZA
NIDO
150 COLL.PROF.SANINFERM. NEO
MEDICINA GENERALE 2 - 145 COLL.PROF.SANRN
INFERMIERE
CO
118
+
PRONTO 150 COLL.PROF.SANINTERV - SN
INFERM. NEO
ONCOLOGIA DEG - RN
150 COLL.PROF.SANINFERM. NEO
RADIOLOGIA RN - SN
146
COLL.PROF.SANTECN.RADIOL
IGIENE E SICUREZZA 150 COLL.PROF.SANASSISTENZIALE
INFERM. NEO
1.549,37
01/07/03
516,46
1.549,37
01/07/03
1.032,91
1.549,37
01/07/03
516,46
1.549,37
01/07/03
516,46
1.549,37
01/07/03
1.032,91
1.549,37
01/07/03
516,46
1.549,37
15/04/02
1.032,91
1.549,37
01/07/03
1.032,91
1.549,37
01/03/02
1.032,91
1.549,37
01/07/03
1.032,91
1.549,37
01/07/03
TOT
8.951,91
##
Tot. Costo annuale compreso 13° 18.463.33
86
VERSALI
1
2
3
4
SALA
GESSI
+
AMBULATORI - RN / RC
TRASVERSALE
IGIENE
PUBBLICA - RN/RC
CONSULTORIO - CURE
PRIMARIE - RN/RC
PEDIATR
DI
COMUNITA'+CURE
P.RN/RC
1.549,37
1.032,91
1.549,37
1.032,91
1.549,37
1.032,91
1.549,37
1.032,91
TOT
4.475,94
Tot. Costo annuale compreso 13° 6.713.94
Fase terza: COORDINAMENTI CON procedure di selezione tramite pubblicazione bando
1
CHIRURGIA - CT
1.549,37
516,46
2
SALA OPERATORIA - CT
1.549,37
516,46
3
PRONTO INTERMENTO +
POLIAMB - CT
DERMATOLOGIA
+
ENDOSCOPIA - AZ
RESIDENZA
E
SEMIRESIDENZA
COORDINAMENTO
DIETISTE
1.549,37
516,46
1.549,37
1.032,91
1.549,37
1.032,91
1.549,37
1.032,91
4
5
6
TOT
5.035,45
Tot. Costo annuale compreso 13° 10.070.91
##
Totali generali
#RIF!
87
5.3 REFERENTI TECNICI PROFESSIONALI
Or Unità
d. di
coordinamento
M
Qualifica
a
t
r
1
MEDICINA 3 SN
INFERMIERA
2
POST UTIC RN
INFERMIERA
3
MEDICINA D'URGENZA RN
INFERMIERA
4
MEDTRAK OSPEDALIERO RC
CAPOSALA
5
MEDTRAK AMBULATORIALE RN
INFERMIERE
6
ONCOLOGIA PREVENZIONE
OSTETRICA
7
RADIOLOGIA - SN
8
SEMIRESIDENZA RC -D.S.MENTALE
TECNICO
RADIOLOGIA
INFERMIERE
9
PNEUMOLOGIA DH
INFERMIERE
10
OSTETRICIA
OSTETRICA
11
RADIOLOGIA - SETTORE INF.CO
INFERMIERE
12
MEDTRAK OSPEDALIERO RN
CAPOSALA
13
OCULISTICA
ORTOTTISTA
14
SALA GESSI
INFERMIERE
15
SALA OPERATORIA
16
SALA OPERATORIA
17
SALA OPERATORIA
18
SALA OPERATORIA
19
RIABILITAZIONE DIP.C.PRIMARIE RN-RC
FISIOTERAPISTA
20
IGIENE PUBBLICA RN- RC
ASV
21
CONSULTORIO FAMILIARE RN - RC
OSTETRICA
22
EDUCAZIONE ALLA SALUTE
ASV
23
TUTELA SALUTE AMBIENTE DI LAVORO E TECNICO
SICUREZZA
PREVENZIONE
AREA AGENZIA LAVORO
ASSISTENTE SOCIALE
MEDICINA DONNE RC
INFERMIERA
Ind. Funz.
Coord.
PARTE
VARIAB.
Importo
Annuo
note
1.549,37
1.549,37
1.549,37
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.549,37
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
1.032,91
24
25
1.032,91
1.549,37
MEDICINA DONNE RC
INFERMIERA
1.032,91
26
27
GESTIONE
CONTR.LO
PULIZIE
LOGISTICA
GRANDI APPARECCHIATURE
E INFERMIERA
28
SPECIALISTICA AMB. RN
TECNICO
RADIOLOGIA
INFERMIERA
29
CH. PEDIATRICA
INFERMIERA
1.032,91
1.032,91
1.032,91
30
31
PEDIATRIA DI COMUNITA'
SPPA
32
SPPA
ASV
TECNICI
PREVENZIONE
TECNICI
1.032,91
1.032,91
1.032,91
Sostituisce Fabbri Elde referente a tutt'oggi
sostituisce coordinatore
1.032,91
88
33
33
SPPA
PREVENZIONE
TECNICI
PREVENZIONE
Totale
1.032,91
35.248,08
33.569,60
Finanziati con il fondo art. 39 e successivo trasferimento al fondo della produttività collettiva
89
CAP. 6 LA GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE
PRESSO L’AZIENDA USL DI RIMINI
PERSONALE INFERMIERISTICO18
Il personale Infermieristico e di Supporto con contratto di lavoro a tempo parziale costituisce una
risorsa, ma il suo impiego può creare rilevanti problemi organizzativi.
Per contribuire ad una regolamentazione aziendale che ottimizzi l’uso di queste risorse è stato
necessario condurre, nell’ambito dell’azienda USL di Rimini, uno studio sul campo finalizzato
all’identificazione dei criteri per l’allocazione del personale infermieristico a part time.
Per quel che concerne esclusivamente il personale Infermieristico l’Azienda, al 31 ottobre 2003,
contava 116 unità a tempo parziale con una incidenza percentuale del tempo parziale sulla
dotazione organica del 11%. Il dato preoccupante è la veloce crescita del fenomeno che può
giungere al 25% del personale impiegato. Il fenomeno assume tratti ancora più rilevanti se
consideriamo le professionalità che operano sulle 24 ore (oltre il 70%) come gli infermieri. Inoltre
se si aggiunge anche l’impatto del fenomeno delle prescrizioni, degli orari ridotti, nonché quelle
delle richieste dell’esenzione dal turno notturno secondo le nuove modalità previste dalla Legge 53,
la situazione può assumere tratti di criticità.
Sulle caratteristiche del fenomeno del part time si evidenziava al 31 ottobre 2003 un
consolidamento del tetto massimo alle 25 ore (dei 116 soggetti a part time, n. 56 lavoravano nella
percentuale del 50% e n. 60 nella percentuale del 70%) e l’impiego dei part time in turni giornalieri
(99%); la prospettiva lanciata attraverso un bando di reclutamento dei part time in turni h 24 non ha
visto la compliance degli operatori. Scarsamente diffusa era la modalità orizzontale rispetto a quella
verticale.
La necessità di disciplinare il rapporto a part time ha indotto la Direzione Assistenziale, nell’arco
temporale 2001 – 2003, a lavorare intensamente al “ Progetto part time”. Lo scopo del lavoro
condotto dal 2001 ad oggi è stato quello di:
1. identificare “scenari organizzativi” per l’inserimento del personale a part time;
2. evidenziare requisiti organizzativi minimi essenziali per consentire un inserimento operativo
efficace ed efficiente di tale personale;
3. adottare un Regolamento Aziendale per disciplinare l’inserimento del personale infermieristico
part time contenuto nell’Accordo Integrativo Aziendale del personale del comparto sanità per il
triennio 1999/2001;
18
A cura di D.A.O. Luciana Ridolfi.
90
4. predisporre ed aggiornare con dinamicità “mappe delle necessità aziendali” in grado di
controllare il ricorso al part time [realizzata una 1° mappatura di posti a part time nel febbraio
2001 e una 2° mappatura di posti a part time nel settembre 2003].
La Direzione Assistenziale ha programmato e realizzato il seguente percorso:
1. revisione bibliografica e analisi della legislazione in materia di part time;
2. valutazione della situazione di personale full-time e part-time assegnato alle varie U.O.
Ospedaliere e Territoriali;
3. analisi dell’organizzazione per evidenziare i punti critici ( attività / fasce orarie / numero di
persone);
4. identificazione condivisa dei requisiti organizzativi per un inserimento efficace ed efficiente di
unità a part time;
5. predisposizione di “mappe delle necessità aziendali di personale a part time”;
6. definizione dell’iter procedurale per l’attivazione del rapporto di lavoro a tempo parziale;
7. integrazione tra la D.A. e l’U.O.Acquisizione e Sviluppo Risorse Umane per la automatica
compensazione dell’organico per effetto dei passaggi a part time;
8. monitorizzazione nel tempo di indicatori rispetto agli obiettivi attesi quali:
-
rapporto esistente tra l’organico infermieristico complessivo aziendale e il numero dei
dipendenti che svolgono un rapporto di lavoro a tempo parziale;
-
composizione percentuale delle équipes delle diverse Unità Operative/Dipartimenti Aziendali.
La dotazione di ogni U.O., è stata infatti suddivisa percentualmente facendo riferimento alle
seguenti micro-variabili : personale presente a part time e a “turno diurno fisso”, personale che
usufruisce della Legge 104, Legge 53 e permessi sindacali, restituendoci una “fotografia” della
composizione quali-quantitativa di ogni singola équipe infermieristica rispetto alle variabili
sopraccitate. La conoscenza della esatta composizione delle équipes infermieristiche è
informazione di estrema importanza ai fini gestionali sia per la garanzia della continuità
assistenziale sia per il mantenimento dei minuti assistenziali concordati;
-
analisi del burn-out nel personale a tempo parziale a confronto con il personale a tempo pieno.
91
6.1 Soluzioni organizzative e criteri allocativi adottati nel periodo della 1°
mappatura [Febbraio 2001]
* L’ assegnazione del personale con rapporto di lavoro a part time ad attività compatibili con le
caratteristiche dei relativi servizi è stata realizzata attraverso la determinazione preventiva del
fabbisogno di posti a Part-Time ( 1° mappatura-quadro);
* i criteri generali di elaborazione della “ 1° Mappatura-quadro” hanno fatto riferimento
all’articolazione oraria in vigore nelle diverse UU.OO dipartimentali, nonché alla presenza di
“colonne fuori-turno” previste nello schema delle presenze infermieristiche;
* la mappatura – quadro ha previsto l’inserimento dei Part-Time in tutte le UU.OO, comprese
quelle ad alta specializzazione (Terapie Intensive - Sale Operatorie – Dialisi - Pronto Soccorso Pediatria) al fine di conservare la professionalità acquisita dagli operatori;
* si è privilegiata la tipologia di Part-Time verticale al 50% (articolata su 3 giorni = per un totale di
18 ore settimanali) per la copertura di “colonne di fuori-turno” o,
in alternativa,
per la
riduzione/eliminazione dei rientri mattutini previsti nella turnistica notturna. Tale tipologia è stata
resa praticabile nelle UU.OO che prevedevano da 2 a 4 “colonne di fuori-turno” o dove la
turnistica prevedeva, in maniera programmata, rientri mattutini.
Occorre specificare che, qualora l’utilizzo del Part-Time era finalizzato alla copertura di “colonne
di fuori-turno”, la condizione necessaria che si doveva realizzare era l’immissione contemporanea
nell’ U.O. di due unità a tempo parziale i cui giorni lavorativi non coincidevano (copertura su 6
giorni), con previsione dell’alternanza dei giorni settimanali fra le due unità a Part-Time.
Esempio di alternanza dei giorni settimanali
1° SETTIMANA
1°
Unità
2° SETTIMANA
a
Part-Time
50% Lunedì – Martedì - Mercoledì
Giovedì – Venerdì - Sabato
a
Part-Time
50% Giovedì – Venerdì - Sabato
Lunedì – Martedì - Mercoledì
verticale
2°
Unità
verticale
92
Qualora, al contrario, l’immissione dei Part-Time era finalizzata alla riduzione/eliminazione dei
rientri mattutini, la quantità dei Part-Time immessi nell’U.O. era legata alla valutazione numerica
dei rientri stessi.
* previsione di una tipologia di Part-Time verticale al 50% (articolata su 3 giorni) che includeva il
solo fine settimana, con espletamento dell’attività lavorativa “dal venerdì alla domenica” o “dal
sabato al lunedì”.
Tale tipologia si è resa praticabile secondo due modalità:
1) nei Reparti di Base caratterizzati da una discreta differibilità e programmabilità delle attività e
che prevedevano da due a quattro “colonne di fuori-turno”, solo a condizione, tuttavia, che nella
degenza operassero due unità a tempo parziale ( una unità al 50% su 3 giornate lavorative e una
unità al 70% su 4 giornate lavorative) i cui giorni lavorativi non coincidevano (copertura su 7
giorni).
Tale combinazione è stata prevista nelle UU.OO di Geriatria e Medicina.
2) nelle UU.OO. che presentavano una variabilità ciclica della domanda riferita ai diversi giorni
della settimana, per cui variava l’offerta di lavoro. In questo caso il numero degli operatori a parttime da inserire rispondeva ai criteri del carico di lavoro del settore.
Tale tipologia è stata prevista nelle seguenti articolazioni:
^ Rimini Soccorso
^ Pronto Soccorso (Presidio di Rimini e Riccione).
* previsione di una tipologia di Part-Time verticale al 70% (articolata su 5 giorni = per un totale di
25 ore e 12 minuti settimanali) in quei settori che prevedevano un’attività lavorativa dal “lunedì al
venerdì” o in alternativa una “riduzione delle presenze infermieristiche nella giornata del sabato”.
Tale tipologia è stata prevista nei seguenti settori: Oncologia Prevenzione, DH di Ostetricia e
Ginecologia, Ambulatorio di Chirurgia Vascolare, Terapia Antalgica, Endoscopia Digestiva,
Dermatologia.
* previsione di una tipologia di part-time orizzontale al 50% (articolata su 6 giorni = 3 ore x 6
giorni) utilizzata solo presso il Dipartimento di Patologia Clinica ed in particolare presso il Centro
Prelievi.
93
La “Mappatura-quadro”, inoltre, prendeva anche in considerazione l‘ipotesi di un turno sulle 24
ore effettuato con part-time verticale al 70% mediante l’impiego di 7 operatori a Part-Time (70%
verticale) e n° 5 operatori a tempo intero.
Si prevedevano inoltre, a garanzia della continuità assistenziale, un numero aggiuntivo di operatori
a Part-Time per la costituzione dell’organico integrativo (esempio 7 operatori di organico di Base +
2 operatori di Organico integrativo).
Questa ipotesi, in sintesi, prevedeva la concentrazione di un numero di operatori a Part-Time nella
stessa U.O., dove la condizione necessaria era l’ identificazione di un numero di operatori dotati di
preparazione specifica nonché di esperienza del reparto in cui sarebbero andati ad operare.
Il reclutamento doveva avvenire attraverso la pubblicizzazione di apposito bando.
L’ attuazione di tale modalità di “turnazione mista”, che contemplava operatori a tempo intero e
operatori a tempo parziale, avrebbe avuto carattere sperimentale.
FAC SIMILE DI TURNISTICA
TEMPO PARZIALE 70% ARTICOLATO SULLE 24 ORE
1oper
2oper
3oper
4oper
5oper
6oper
7oper
mattino
Pomeriggio
notte
Lunedì
P
M
R
N
R
R
R
1
1
1
Martedì
M
R
N
R
R
R
P
1
1
1
Mercoledì
R
N
R
R
R
P
M
1
1
1
Giovedì
N
R
R
R
P
M
R
1
1
1
Venerdì
R
R
R
P
M
R
N
1
1
1
Sabato
R
R
P
M
R
N
R
1
1
1
Domenica
R
P
M
R
N
R
R
1
1
1
LEGENDA:
P = Pomeriggio(13.00-21.00)
M = Mattino(07.00-14.00)
N = Notte(21.00-07.00)
94
6.2 Analisi della realtà in applicazione della 1° mappatura di posti a part time
L’osservazione della realtà e la monitorizzazione degli indicatori in questa prima fase ha fatto
osservare difficoltà gestionali derivanti soprattutto dalla difformità tra l’articolazione dell’orario
scelta e quella negoziata. Ai Coordinatori che hanno tentato di far coincidere i vincoli posti dagli
orari rigidi con le esigenze del servizio non è rimasto altro che prendere atto di alcune discrepanze
organizzative che si sono create.
Ed è proprio dalla riflessione della presa d’atto di questa realtà che è nata l’esigenza di rivedere il
regolamento aziendale in grado di contemperare sia le esigenze della nostra Azienda sia quella dei
dipendenti che accedono al rapporto di lavoro a tempo parziale attraverso la flessibilità oraria.
6.3. La gestione del rapporto di lavoro a tempo parziale del personale
infermieristico nel periodo della 2° mappatura [Settembre 2003]
La necessità di ri-disciplinare tale rapporto, visto l’aumento esponenziale delle richieste di passaggio a
part time (si registrano nell’anno 2003 circa numero 50 nuove richieste di part time), ha indotto la
Direzione Assistenziale a ri-programmare i posti disponibili a Part Time mediante una 2° mappatura –
quadro, individuando la percentuale (%) per tipologia di part time accettabile da un punto di vista
organizzativo.
Si è valutato che gli attuali part time attivati e consolidati facciano parte integrante della nuova
mappatura elaborata. Si è infine valutato lo scarto accettabile di part time attivabile per tipologia.
In questa seconda fase la gestione del fenomeno del part time ha previsto il seguente percorso:
-
Revisione del Regolamento Aziendale;
-
Possibilità di vincolare il tipo di part time alle necessità dell’azienda sanitaria in termini di orari e
sedi di attività ed aumentare il margine di negoziazione diminuendo quello della conflittualità con il
dipendente;
-
Predisporre una 2° “mappa delle necessità aziendali” in grado di controllare il ricorso al part time.
95
La progettazione della nuova mappatura è stata preceduta da due indagini fondamentali:
1. La prima è stata finalizzata alla raccolta di informazioni funzionali all’identificazione dei servizi in
possesso delle condizioni strutturali ed organizzative compatibili con l’inserimento del personale a
part time. Durante l’indagine, rivolta ai Coordinatori sia ospedalieri che territoriali, è stata formulata
la richiesta di evidenziare quale tipologia di part time fosse più idonea alle caratteristiche del
servizio, unitamente alle fasce orarie e alle modalità di turnazione;
2. la seconda indagine ha previsto un’intervista mediante apposita scheda ( Vedi allegato 1 ) rivolta ai
50 dipendenti che avevano inoltrato domanda di part time. L’intervista aveva lo scopo di indagare
le seguente aree tematiche: Motivazioni analistiche - Quantità oraria richiesta a part time Articolazione dell’orario e distribuzione della quantità oraria - Possibili alternative all’utilizzo del
part time (flessibilità oraria ) - Utilizzo di istituti alternativi al part time (esenzione turno notturno,
Legge 104, ecc.).
Questo lavoro, che pur nella sua semplicità ha richiesto un notevole impegno (indagine rivolta ai
Coordinatori e ai Dipendenti in Azienda), ha aperto la strada a nuove possibilità di sperimentazione
organizzativa. Grazie a questo insostitubile contributo, infatti, la Direzione Assistenziale è riuscita a
collocare efficacemente gli aspiranti part time nel 90% dei casi.
Inoltre l’intervista, permettendo di suggerire ai dipendenti l’utilizzo alternativo di istituti, ci ha permesso
di registrare una buona percentuale di rinunce al part time (n. 8 dipendenti su 50 hanno rinunciato al part
time optando per altri istituti quali la L. 53 “esenzione turno notturno, Legge 104, ecc.) .
In sintesi la Direzione Assistenziale, grazie alle indagini sopradescritte, ha predisposto “mappature di
posti a Part Time ” i cui aspetti riorganizzativi salienti sono stati:
-
-
Previsione di due sole tipologie di part time:
•
50% della prestazione a tempo pieno pari a 18 ore lavorative settimanali
ƒ
70% della prestazione a tempo pieno pari a 25 ore e 12 minuti lavorativi settimanali.
Allocazione dei part time mediante il ricorso a:
ƒ
Sperimentazione di U.O. con unità a part time che ruotano su turni H 24 (cioè inserimento di
Part time turnisti in U.O. ad alta composizione numerica dell’équipe infermieristica)19
19
Secondo il vigente accordo sulla “rideterminazione della dotazione di personale infermieristico dei Presidi Ospedalieri”
si sottolinea che le dotazioni di personale sono da riferirsi a unità a tempo pieno equivalente; l’attivazione delle
posizioni di personale a PT prevede la compensazione delle ore mancanti con assunzioni ad hoc.
96
ƒ
turni diurni flessibili (programmati mensilmente dal Coordinatore di U.O.) articolati in mattino,
pomeriggio, con sabato e domenica compresi;
ƒ
riorganizzazione e razionalizzazione degli “spazi operativi” all’interno delle U.O. per inserire il
personale a part time come “unità funzionali” e non come “unità in aggiunta”.
-
Ad ogni dipendente è attribuito un orario di lavoro che dovrà essere funzionale all’orario di servizio
ed all’orario di apertura al pubblico.20
-
Abolizione del tetto del 25% e verifica semestrale della percentuale di part time assorbibili e
trasformabili in Azienda.
Le nuove tipologie di part time da attivare per il 2004 sono le seguenti:
‰
Tipologia n. 1 e n. 2 :
-
“Verticale mensile diurno a 25 ore su 4 giorni settimanali”
-
“Verticale mensile diurno a 18 ore su 3 giorni settimanali”
Tali tipologie sono state previste esclusivamente in UU.OO. territoriali e ospedaliere a ciclo
diurno.
La condizione necessaria per attivare tali posizioni di lavoro a PT è l’immissione contemporanea
nell’U.O. di 2 unità a PT al 50% o 3 unità a PT al 70% i cui giorni lavorativi non coincidano
(copertura su 6 giorni), con previsione dell’alternanza dei giorni lavorativi settimanali fra i PT
presenti nell’U.O .
Infatti 2 unità a 18 ore permettono il recupero di 1 unità a 36 ore, mentre 3 unità a 25 ore e 12
minuti permettono il recupero di 2 unità a 36 ore.
Esempio di alternanza dei giorni settimanali nell’ipotesi di n. 2 unità al 50%
N. 2 Operatori PT al 50% – contro n. 1 Diurnista a tempo Pieno
1° SETTIMANA
2° SETTIMANA
1° Unità a PT al 50%
Lunedì – Martedì - Mercoledì
Giovedì – Venerdì - Sabato
2° Unità a PT al 50%
Giovedì – Venerdì - Sabato
Lunedì – Martedì - Mercoledì
20
Per Orario di servizio si intende il tempo giornaliero necessario ad assicurare la funzionalità delle strutture e
l’erogazione dei servizi all’utenza.
Per Orario di apertura al pubblico si intende il periodo di tempo giornaliero in cui nell’ambito dell’orario di servizio viene
garantito l’accesso ai servizi da parte dell’utenza.
97
Esempio di alternanza dei giorni settimanali nell’ipotesi di n. 3 unità PT al 70%
N. 3 Operatori PT al 70% Diurnisti – contro n. 2 Diurnisti a tempo Pieno
L
M
M
G
1° PT P
25 H
2° PT
25 H
3° PT M
25 H
M
M
P
P
M
P
V
S
D
L
M
M
P
M
P
P
M
P
M
M
G
V
S
P
M
M
P
M
D
L
M
P
M
P
M
P
M
P
M
G
M
P
P
M
V
S
P
M
M
P
(vedi ipotesi di turno E/F in allegato n.2)
‰
Tipologia n. 3: “Verticale mensile con PT a 25 ore su turno 1° ipotesi”
In tal caso si possono prevedere 2 modalità:
o n. 8 turnisti a tempo pieno + 3 PT al 70% - contro 10 turnisti a tempo pieno (vedi allegato n.
1 – 1° ipotesi A)
o n. 3 turnisti a tempo pieno + 3 PT al 70%
- contro 5 turnisti a tempo pieno (vedi allegato
n. 2 – 1° ipotesi B)
‰
Tipologia 4: “Verticale mensile con PT a 18 ore su turno 1° ipotesi”
o n. 4 turnisti a tempo pieno + 2 PT al 50% - contro 5 turnisti a tempo pieno (vedi allegato n. 2
– 1° ipotesi C)
Le tipologie n. 3-4 sono praticabili esclusivamente in UU.OO. che adottano una turnistica che
prevede da un minimo di 2 ad un massimo di 3 “turni in 5°”21.
‰
Tipologia n. 5: “Verticale mensile con PT 25 ore su turno – 2° ipotesi”
Tale tipologia è praticale esclusivamente in settori che adottano una turnistica che prevede da
un minimo di 6 ad un massimo di 10 “turni in 5°”.
Infatti 7 infermieri a Part Time al 70% coprono mediante apposita turnistica un turno di 24 ore.
Il turno è così articolato:
Pomeriggio
Mattina
Notte
Riposo
Riposo
Riposo
Riposo
(Vedi allegato n. 1 – 2° ipotesi D)
‰
21
Si intende un turno costruito su 5 giorni con la seguente sequenza:
Pomeriggio
Mattino
Notte
Smonto Notte
Riposo
98
D
‰
Tipologia n. 6: “Verticale ciclico a 18 ore “= 10 posizioni attivabili
Questo tipo di part time può essere inserito in qualunque UU.OO ospedaliere o territoriali a
condizione che non richieda modifiche dell’organizzazione e comunque non più di 2 persone
per Unità Operativa. Da attivare massimo 10 posizioni a copertura dei 12 mesi. Può essere
incrementabile in quanto garantisce copertura.
‰
Analisi del burn-out del personale in part time a confronto con il personale a tempo pieno. Il
personale coinvolto nella ricerca è stato di 1.374 operatori sanitari (esclusi i medici), di cui
‰
791 hanno aderito alla compilazione dei questionari. La valutazione rispetto alla variabile “ore
lavorative settimanali” ha evidenziato un esaurimento emotivo in termini percentuali inferiori
del 9% nel personale con ore lavorative sino a 25 rispetto agli operatori che hanno attività
lavorative di 36 ore.
I risultati confermano l’ipotesi che è gestionalmente possibile inserire nelle realtà assistenziali a
ciclo diurno e notturno il personale a part time a condizione che sussistano criteri organizzativi che,
se anche non omogenei tra i vari Settori, determinino un contesto qualitativamente soddisfacente.
99
AZIENDA USL RIMINI
U.O DIREZIONE ASSISTENZIALE - cdc 1606
Direttore Assistenziale Aziendale D.D.S.I. Antonietta Santullo
Presidio Rimini Via Settembrini 2
℡ 0541/705429 - 705386 - Fax 0541/705621
Presidio Riccione Corso Fratelli Cervi 48
℡ 0541 / 608500 Fax 0541 / 608650
ALLEGATO 1
INTERVISTA AI DIPENDENTI
CHE HANNO INOLTRATO DOMANDA DI PART TIME.
NOME_____________________________________________________________________________
_______________
COGNOME_________________________________________________________________________
______________
UNITA’
OPERATIVA________________________________________________________________________
______
PRESIDIO________________________________________________________________________________________
DATA
DI
INIZIO
PART
TIME
(come
da
richiesta)______________________________________________________
DATA
DI
INIZIO
PART
TIME
utile)______________________________________________________
(ultima
data
MOTIVAZIONI ANALITICHE
adottate dai dipendenti per il passaggio a tempo parziale.
(barrare la casella o le caselle corrispondenti)
RAGIONI “FAMILIARI”
‰ Necessità di accudire i figli
‰ Assistenza a parenti non autosufficienti (genitori anziani – o portatori di handicap)
‰ Altro____________________________________________________________________________
______________
RAGIONI “PERSONALI” ( riguardanti la sfera di interessi ed impegni del singolo individuo)
‰
Tempo libero
‰ Attività ricreativo – culturali
100
‰
Altro____________________________________________________________________________
______________
RAGIONI “DI STUDIO”
‰ Conclusione di percorsi formativi iniziati in precedenza
‰ Muove esperienze di formazione/aggiornamento
‰ Altro____________________________________________________________________________
______________
ULTERIORI MOTIVAZIONI (specificare)
___________________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________________
________________________________________________________________
QUANTITA’ ORARIA RICHIESTA A PART TIME
(barrare la casella corrispondente)
‰
‰
70% (25 ore settimanali)
50% (18 ore settimanali)
ARTICOLAZIONE DELL’ORARIO A PART TIME
(barrare la casella corrispondente)
‰
‰
‰
‰
Articolazione di orario orizzontale
Articolazione di orario verticale
Articolazione di orario ciclico
Articolazione orario misto
DISTRIBUZIONE DELLA QUANTITA’ ORARIA A PART TIME
1. TURNO H 24
SI ______
NO_______
1.1.FASCIA ORARIA
_____________________________
_____________________________
_____________________________
1.2.UNITA’ OPERATIVA
_____________________________
1.3.DISPONIBILITA’ ALLA P.D.
SI ______
NO_______
___________________________________________________________________________________
________________
2. TURNO DIURNO
‰
SI ______
NO_______
su 3 giorni
101
‰
su 4 giorni
‰
su 5 giorni
‰
su 6 giorni
‰
altro_____________
2.1.FASCIA ORARIA
LUN
_______________________________
MART _______________________________
MERC _______________________________
GIOV _______________________________
VEN
_______________________________
SAB _______________________________
DOM _______________________________
2.3. UNITA’ OPERTIVA
______________________________
2.4.DISPONIBILITA’ AD EFFETTUARE P.D.
______________________________
PART TIME CICLICO AL 50% O AL 70%
3. PERIODO
DELL’ANNO
DI
ASTENSIONE
(
in
caso
di
part
time
ciclico)
________________________________________________________________________________
_______________
3.1.PERIODO DELL’ANNO DI SERVIZIO (in caso di part time ciclico)
___________________________________________________________________________________
_____________
3.4.UNITA’ OPERATIVA
___________________________________________________________________________________
_____________
POSSIBILI ALTERNATIVE ALL’UTILIZZO DEL PART TIME
(barrare la casella o le caselle corrispondenti)
FLESSIBILITA’ ORARIA
102
‰
Programmazione di calendari di lavoro plurisettimanali ed annuali22
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
_____________________________________________
‰
Orario continuato
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________
________________________________________________________________________________
_______________
‰
Orario spezzato (con indicazione della relativa pausa)
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
_____________________________________________
UTILIZZO DI ISTITUTI ALTERNATIVI AL PART TIME
(barrare la casella o le caselle corrispondenti)
‰
Legge 53 (esenzione turni notturni)
‰
Legge 104
Direzione Assistenziale Dipartimentale
___________________________________
Data__________
22
Attuata attraverso il cosiddetto orario “ a forcella” essa prevede, in alternativa alle 36 ore
regolarmente distribuite sulle settimane, periodi con orari di lavoro settimanale per un minimo di 28 ore
e, corrispettivamente, periodi con orario fino ad un massimo di 44 ore settimanali.
103
ALLEGATO 2 – IPOTESI DI TURNISTICA CON PERSONALE A PART TIME
1° PT
24H
2° PT
24H
3° PT
24H
1°
H
2°
H
3°
H
4°
H
5°
H
6°
H
7°
H
8°
H
a 36
1° IPOTESI - A ( 8 turnisti a tempo pieno + 3 PT al 70%) - contro 10 turnisti a tempo
pieno
LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D
21 3
2 1 3
RR R R2 1 3
2 1 3
R RR R RR 2 1 3
2 1 3
RR 1
4
4
13
RR R RR R 2 1 3
2 1 3
R R RR 2 1 3
2 1 3
RR R RR R 2 1 1
2
7
RR R R 2 1 3
2 1 3
R R RR R R2 1 3
2 1 3
R RR R 2 1 3
2 1 3 1
4
4
3
2 1 3
a 36
2 1 3
a 36
21 3
a 36
13
a 36
3
a 36
1°
PT24 H
2°
PT24 H
3°
PT24 H
1° a 36
H
2° a 36
H
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
a 36
2 1 3
2 1 3
2 1 3
a 36
Mattino
Pomeri
ggio
Notte
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2
2 1
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2
22 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2
22 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2
22 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2
1° IPOTESI - B - ( 3 Turnisti a tempo pieno + 3 PT 70%) - contro 5 turnisti a tempo
pieno
LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D
13
RR R 2 1 3
R R2 1 3
RR R 2 1 3
R R2 1 3
RR R 2 1 3
1
3
7
R R 2 1 3
R RR 2 1 3
R R 2 1 3
R RR 2 1 3
R R 2 1 3
R RR 1
2
0
2 1 3
RR 2 1 3
R R R2 1 3
RR 2 1 3
R R R2 1 3
RR 2 1 3 1
4
4
21 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1
3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
104
3° a 36
H
Mattino
Pomeri
ggio
Notte
1° PT
18H
2° PT
18H
1° a 36
H
2° a 36
H
3° a 36
H
4° a 36
H
Mattino
Pomeri
ggio
Notte
1° PT
24 H
2° PT
24 H
3° PT
24 H
4° PT
24 H
5° PT
24 H
6° PT
24 H
7° PT
24 H
Mattino
Pomeri
ggio
Notte
1° PT
24 H
2° PT
24 H
3° PT
24 H
Mattino
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
1° IPOTESI - C - ( 4 Turnisti a tempo pieno + 2 PT 50%) - contro 5
turnisti
LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D
R R RR R 2 1 3
R RR R R2 1 3
RR R RR 2 1 3
R R RR R 2 1 3
2 1 3
21 3
3
RR R RR 2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
13
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
R R RR R 2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
R RR R R2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
RR R RR
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2 1
2 1 3
2 1 3
2 1 3
2
2 1 3
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
2° IPOTESI D - ( 7 PT AL 70%) - contro 5 turnisti a tempo
pieno
LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D
21 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R
1R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2
R3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1
3R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R
RR R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3
RR 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R
R2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R R 2 1 R 3 R R
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
IPOTESI - E - 3 operatori Pt al 70% Diurnisti - contro 2 diurnisti a tempo
pieno
LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D
MM M M
MMMM MM
MM MMMM
MMMM MM
MM
MMMM
MM
MM
MM
MMMM
MM
MMMM
MMMM
MMMM
MM
MM
MM
MMMM
MM
MMMM
MMMM
22 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2
105
1° PT
24 H
2° PT
24 H
3° PT
24 H
Mattino
Pomeri
ggio
IPOTESI - F - 3 operatori Pt al 70% Diurnisti - contro 2 diurnisti a tempo
pieno
LM M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D L M M G V S D
PM M P
P MMP
MP
P M P MMP
P MMP
MP
P M
P MMP
MP
P M
MP
P MMP
P M
P MMP
P MMP
P MMP
MP
P M
MP
P MMP
P M
P MMP
P MMP
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
106
CAP. 7 PROGETTI INNOVATIVI E SPERIMENTAZIONI
PER L’ANNO 2003
7.1 Progetto Continuità Assistenziale23
7.1.1 L’evoluzione di un percorso assistenziale ad un processo aziendale: la continuità
terapeutica ed assistenziale
L’anno 2003 ha consolidato l’applicazione della procedura sul percorso del paziente nella nostra
struttura Ospedaliera per Acuti verso la struttura di LD della Casa di Cura privata di Villa Maria.
Il consolidamento di percorsi assistenziali standardizzati della Casa di Cura convenzionata Villa Maria
con la struttura ospedaliera, ha permesso di avere un approccio congiunto che combina i benefici di
appropriatezza del ricovero dell’utente, aumento dell’offerta dei P.L per acuti riducendo i ricoveri per
acuti con modalità di fuori reparto.
7.1.2 Dati di attività 2003
Totale richieste di trasferimento pervenute dalle U.O. secondo le modalità previste dalla procedura
nell’anno 2003 sono state 222 per l’inserimento in L.D.
Il numero totale di pazienti trasferiti presso la Lungodegenza sono stati 222:
‰
185 presso la Lungodegenza della struttura di Villa Maria
‰
35 presso la Lungodegenza di Santarcangelo.
‰
2 presso la Lungodegenza di Cattolica.
In relazione agli obiettivi relativi all’ottimizzazione dei posti letto di Lungodegenza nella struttura di
Villa Maria, si riporta la situazione dell’anno 2002 e 2003:
107
Invii Mensili Anno Invii Mensili Anno Incremento %
2002
Gennaio
Note
2003
11 pz
Gennaio
19 pz +72%
Febbraio
14 pz
Febbraio
21 pz
+50%
Marzo
13 pz
Marzo
25 pz
+92%
Aprile
11 pz
Aprile
27 pz
+145%
Maggio
14 pz
Maggio
21 pz +50%
Giugno
10 pz
Giugno
10 pz
-
Luglio
10 pz
Luglio
10 pz
-
Agosto
23 pz
Agosto
22 pz
-0,04%
Settembre 10 pz
Settembre 10 pz
-
Ottobre
Ottobre
+17%
18 pz
21 pz
Novembre 18 pz
Novembre 21 pz
+17%
Dicembre 16 pz
Dicembre
-
16 pz
L’attuale gestione della Lungodegenza presso la Casa di Cura Villa Maria viene erogata
in “base al criterio dei posti letto” dedicando 14 posti letto dell’U.O di Medicina della
specialità in questione.
7.1.3. Punti critici :
•
Il numero di posti letto “rigidi” non sempre permette di assolvere alle richieste delle U.O, che hanno
degli andamenti stagionali.
•
Altro elemento che non permette un’adeguata programmazione sono i lunghi periodi di assenza di
posti letto, inadeguati alle attese e alle richieste delle U.O.
7.2. IMPLEMENTAZIONE CONSULENZE INFERMIERISTICHE24
Il progetto di implementazione delle “Consulenze Infermieristiche”, nasce dall’esigenza da parte del
gruppo di riferimento, di attivare un sistema organizzativo professionale finalizzato alla valorizzazione
delle competenze ed alla omogeneità dei comportamenti professionali.
23
24
A cura di D.A.D. C. Marsili
A cura di D.A.D. L. Marconi
108
Responsabile del gruppo: D.A.D. Laila Marconi e i Coordinatori del Dipartimento delle Malattie del
Torace, delle Malattie Infettive, Immunoreumatiche e Neurologiche.
Gruppo di lavoro:
Tutto il personale infermieristico e tecnico del Dipartimento.
Obiettivi:
-
Integrazione degli operatori
-
Sviluppo delle conoscenze scientifiche infermieristiche
-
Sviluppo della ricerca
-
Accrescimento professionale
-
Gratificazione del personale
-
Elaborazione di procedure trasversali specialistiche
-
Implementazione di un sistema informatico che raccolga tutti gli strumenti operativi
di cui sopra
al quale tutti vi possono attingere
Si è concordato di elaborare la procedura a livello dipartimentale, sperimentarla e presentarla ai
Coordinatori dell’Azienda come “ punto di partenza” per le successive esperienze.
Punti di forza
-
Confronto operativo trasversale profesionale tra tutti gli operatori del Dipartimento;
-
Valorizzazione delle professionalità;
-
Rielaborazione della documentazione assistenziale;
-
Stimolo della ricerca.
Punti di debolezza
-
Difficoltà di applicazione dovuta alla disposizione logistica dei Presidi Ospedalieri.
109
Azienda Unità Sanitaria Locale - Rimini
Dipartimento delle Malattie del Torace, Infettive, Neurologiche, Immunoreumatologiche
7.2.1. RICHIESTA DI CONSULENZE/PRESTAZIONI DEL PERSONALE
INFERMIERISTICO-TECNICO
BARCODE
PAZIENTE
Utente Trasportabile
DEL
SI
MO.30 PG DIR. AMM.
U.O. richiedente……………………………….
Tel …………………………………..
NO
Richiesta telefonica dall’Operatore …………………………all’operatore…………………………….
Effettuata il giorno……../……../……../ alle ore…………………
Consulenza richiesta e notizie clinico-assistenziali
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………
Struttura a cui è richiesta la consulenza
Chirurgia Generale/Toracica
Medicina I Rimini
Neurologia Rimini
Malattie Infettive Rimini
Codice prestazione…………………………………………….
Consulenza effettuata
110
DESCRIZIONE:…………………………………………………………………………………….
………………….……………………………………………………………………………………
…………………………………………….…………………………………………………………
…………………………………………………………………….…………………………………
………………………………………………………………………………………….…..
MATERIALE
USATO:…………………………………………………………………………….………………….
……………………………………………………………………………………………………………
……………………
SUGGERIMENTI
CONSIGLIATI:………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………
FORMATIVA
INFORMATIVA
NELL’U.O. RICHIEDENTE
NELL’U.O. DEL CONSULENTE
Data:………/………/………
Dalle ore……………..Alle ore………….
Firma………………………………………..
Azienda Unità Sanitaria Locale - Rimini
Dipartimento delle Malattie del Torace, Infettive, Neurologiche, Immunoreumatologiche
ELENCO CODICI CONSULENZE INFERMIERISTICHE
MO.31 PG. DIR. AMM.
CONSULENZE
ALIMENTAZIONE ASSISTITA NEL PZ DISFAGICO
DRENAGGIO TORACICO
CODICI
001 MED1/RN
002 CHIR/RC
FERITE CHIRURGICHE
003 CHIR/RC
STOMIE
004 CHIR/RC
111
7.2.2
PROGETTO
CONSULENZE INFERMIERISTICHE
PG. DIR. AMM. 000
Rev 1
del 15/05/’03
Pagina 1 di 6
SOMMARIO
1. Scopo/Obiettivi.................................................. Errore. Il segnalibro non è definito.
1.1. Scopo ........................................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
1.2. Obiettivi....................................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
2. Campo di applicazione ...................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
3. Modifiche alle revisioni precedenti ................... Errore. Il segnalibro non è definito.
4. Definizioni......................................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
5. Matrice delle Responsabilità/Attività ................ Errore. Il segnalibro non è definito.
6. Il Diagramma di flusso ...................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
7. Descrizione delle Attività .................................. Errore. Il segnalibro non è definito.
8. Riferimenti e Allegati ........................................ Errore. Il segnalibro non è definito.
8.1. Riferimenti................................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
8.2. Allegati ........................................................ Errore. Il segnalibro non è definito.
9. Indicatori/Parametri di Controllo....................... Errore. Il segnalibro non è definito.
10. Lista di Distribuzione ........................................ Errore. Il segnalibro non è definito.
Nome/Funzione
Firma
Redazione
Verifica ed Approvazione
Emissione
112
Scopo/Obiettivi
Scopo: Attivare un sistema di consulenze infermieristiche che preveda il coinvolgimento degli
operatori infermieristici e tecnici del Dipartimento al fine di assicurare omogeneità di
comportamenti professionali riconoscendo e valorizzando la competenza e specializzazione di
ogni figura professionale che opera all’interno del Dipartimento.
Obiettivi: garantire un intervento assistenziale ai ricoverati che presentano patologie
concomitanti che richiedono un’assistenza infermieristica tecnica e specialistica attraverso:
¾ Maggiore integrazione tra gli operatori
¾ Sviluppo delle conoscenze scientifiche infermieristiche
¾ Sviluppo della ricerca
¾ Accrescimento professionale e gratificazione del personale
¾ Elaborazione di linee guida e procedure trasversali specialistiche
¾ Implementazione di un sistema informatico che raccolga tutti gli strumenti operativi di cui sopra
al quale tutti possano attingere.
Campo di applicazione
TUTTE LE UU. OO. DEL DIPARTIMENTO
Modifiche alle revisioni precedenti
Trattandosi di procedura con revisione 0 non vi sono modifiche.
Definizioni
Inf. = infermiere
U.O. = Unità Operativa
Coord. U.O. = Coordinatore di Unità Operativa
DAD = Dirigente Asistenziale Dipartimentale
Consulenza c\o U.O. richiedente: la consulenza che si esegue a letto del paziente, nel caso in cui il
paziente non sia trasportabile.
113
Consulenza c\o U.O. che effettua la prestazione: consulenza prestata presso l’U.O. che la effettua
quando il paziente è autosufficiente (ed il quesito relativo alla consulenza non richiede necessariamente
una presenza dell’Infermiere dell’U.O. richiedente).
Consulenza telefonica: consulenza effettuata telefonicamente tra l’Infermiere dell’U.O. che la richiede e
quello che la espleta; queste richieste devono essere registrate.
Matrice delle Responsabilità/Attività
FIGURE RESPONSABILI
ATTIVITA’
1) Coinvolgere il Personale della
U.O. attraverso un incontro
informativo finalizzato anche alla
costituzione di un gruppo di
lavoro
2) Identificare le attività che
rientrano
nelle
consulenze
infermieristiche
3) Elaborare procedure, linee
guida protocolli , istruzioni
operative di riferimento per le
prestazioni
oggetto
di
consulenza
4) Valutare e definire gli aspetti
organizzativi e le modalità
operative di espletamento della
consulenza.
5) Elaborare la modulistica
necessaria
(richiesta
e
refertazione di consulenza)
6) Presentare a tutto il Personale
del Dipartimento Medico ed
Infermieristico la Procedura
7) Raccolta e invio trmestrale dei
dati in Direzione Assistenziale
Coord. Inf.
DAD
R
C
C
R
C
R
R
C
C
R
C
C
R
C
C
R
8) Elaborazione dati in base agli C
indicatori e invio report alle
UU.OO.
9) Illustrazione e discussione dei R
report all’interno dell’U.O.
R
10)
Archiviazione
della
documentazione relativa alle
prestazioni eseguite
11) Elaborare un programma C
informatico
R
C
MED TRAk
R
R
114
Il Diagramma di flusso
NESSUNO
Descrizione delle Attività
1)
Incontri con tutto il personale infermieristico dell’U.O. per il coinvolgimento attivo nella
stesura di procedure- istruzioni operative quali strumento di supporto per l’esecuzione della
consulenza. Costituzione gruppi di lavoro comprendenti tutto l’organico.
2)
Ogni U.O. individua le attività oggetto di consulenza infermieristica rispetto allo specifico
professionale. Sono state individuate:
¾ per l’U.O. di Chirurgia
: gestione del drenaggio toracico
gestione delle stomie
gestione delle ferite chirurgiche
¾ per l’U.O. di Medicina I : Alimentazione assistita nel paziente disfagico
Le U.U.O.O. di Neurologia e M. Infettive non hanno identificato nessuna attività specialistica.
3) Per ogni prestazione oggetto di consulenza (vedi punto n. 1 ) sono stati elaborati protocolli,
procedure , istruzioni operative di riferimento disponibili per la consultazione (vedi allegati)
4) Identificare e concordare tra le U.O. Dipartimentali le modalità operative e organizzative della
consulenza: i giorni, le fasce orarie, modalità di spostamento del personale che esegue la
consulenza e\o di trasporto del paziente, gli ambienti necessari, gli strumenti tecnologici ( dect,
PC, archivio, ecc) e tutte le risorse materiali necessarie.
PERCORSO
Fascia oraria per reparto:
Chirurgia Generale e toracica: ore 11,00- 12,00
Medicina 1: ore 14,00-15,00
Queste fasce orarie non escludono una possibile e necessaria flessibilità.
Posizione professionale di lavoro che esegue la consulenza:
Fuori Turno o Turnista.
Giorni:
feriali tutti; festivi: si garantiscono consulenze solo telefoniche urgenti.
115
Tempo di risposta:
ordinarie: telefonica : immediata
in loco: entro 24 ore
urgenti telefonica: immediata con valutazione del caso.
in loco : entro 1 ora.
Modalità di espletamento:
¾ nel caso di paziente non autosufficiente: la consulenza viene prestata a letto del paziente in presenza
dell’infermiere di U.O.;
¾ nel caso di paziente autosufficiente: la consulenza deve essere effettuata presso
l’U.O.
dell’Infermiere che la dovrà espletare: in tal caso il paziente verrà accompagnato preferibilmente
dall’IP dell’U.O. richiedente al fine di cogliere gli aspetti formativi necessari.
5) Elaborazione del modulo di consulenza e refertazione in duplice copia (MO 30 )
La scheda da utilizzare per la richiesta di consulenza da parte dei reparti ed il modulo
per il referto di consulenza e prestazione effettuata devono essere elaborate dagli
infermieri delle U.U.O.O. coinvolte nel progetto.
Sono stati elaborati:
‰
un modulo unico (MO.30) in duplice copia. La prima resta nella cartella clinica della
U.O. richiedente; la seconda inviata alla D.A.D.;
‰
un modulo ( MO.31) contenente l’elenco dei Codici delle Consulenze.
Richiesta e Compilazione del modulo : rispettivamente a carico dell’Infermiere richiedente e
consulente.
Il modulo di richiesta di prestazione deve essere sempre preceduto da richiesta telefonica.
6) La procedura deve essere presentata a tutto il personale del Dipartimento.
7) La Coordinatrice o l’infermiera delegata raccoglie ed invia alla D.A.D. ogni 6 mesi i dati di
attività delle consulenze infermieristiche (seconda copia MO.30)
8) La D.A.D. in collaborazione con i Coordinatori elabora i dati emersi in base agli indicatori
individuati e li invia alle UU.OO.
116
9) Il Coordinatore illustra e discute i report ricevuti dal D.A.D. per mettere in atto le necessarie
attività di miglioramento
10) Il D.A.D. deve predisporre un archivio informatizzato per tutta la documentazione inerente la
procedura in oggetto.
11) Elaborazione da parte del Med-Trak di un programma informatico aziendale che includa tutte le
UU.OO. coinvolte e le relative procedure e protocolli oggetto di consulenze.
Riferimenti e Allegati
Riferimenti
Procedura in atto c/o il Policlinico di Modena
Procedura in atto c/o l’Ospedale di Città di Castello
Allegati
MODULO RICHIESTA/PRESTAZIONE
(MO.30)
MODULO ELENCO CODICI CONSULENZE (MO.31)
Indicatori/Parametri di Controllo
¾ N° di Consulenze eseguite/N. di consulenze richieste
¾ % di consulenze eseguite rispettando i tempi previsti
¾ % di richieste compilate in modo completo e corretto con quanto stabilito
¾ N° di Consulenze urgenti/N° ordinarie /reparto
¾ N° di Consulenze totali richieste per reparto
Lista di Distribuzione
Direzione Assistenziale Aziendale – D.D.S.I. Dr.ssa A. Santullo
Direttore di Dipartimento dell’Apparato Respiratorio, delle Malattie Infettive, delle Malattie
Immunoreumatiche e Neurologiche - Prof. A. Corvetta
117
Direttori di U.U.O.O. di Dipartimento dell’Apparato Respiratorio, delle Malattie Infettive, delle Malattie
Immunoreumatiche e Neurologiche
D.A.D. L. Marconi
Coordinatori del Dipartimento dell’Apparato Respiratorio, delle Malattie Infettive, delle Malattie
Immunoreumatiche e Neurologiche
7.3. PROGETTO: “ GESTIONE DOLORE POST-OPERATORIO”25
Il piano per la gestione del dolore post-operatorio rientra nel progetto per l'”Ospedale senza dolore”
promosso dalla Regione Emilia-Romagna ed a cui aderisce l'Azienda USL di Rimini. Il progetto si
prefigge la costituzione di una rete regionale tra gli operatori sanitari, medici e infermieri, che operano
col fine di affrontare con efficacia, sulla base delle conoscenze scientifiche, i problemi generati dalla
presenza del dolore e dalla necessità di trattamento.
Nel corso dell'anno 2003 il progetto si è sviluppato secondo le seguenti tappe:
A) CORSO DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE DEL
COMITATOAZIENDAL“OSPEDALE SENZA DOLORE”
nei mesi febbraio – aprile 2003 una parte degli operatori del COSD (Comitato Ospedale Senza dolore)
sono stati impegnati in un Corso Residenziale organizzato dalla Regione e tenutosi presso
l’Università di Ferrara. Tale corso ha avuto l’obiettivo di creare i presupposti formativi ed organizzativi di implementazione del progetto “Ospedale senza dolore” all’interno delle rispettive Aziende
USL di tutta la Regione.
B) DEFINIZIONE DELLE AREE DI ATTIVITA' ED OBBIETTIVI DI INTERVENTO PER L’ANNO
2003 DA PARTE DEL COSD.
“Gestione del dolore post-operatorio” all’interno delle Unità Operative di:
- Chirurgia Generale Presidio Ospedaliero di Riccione;
- Chirurgia Generale Presidio Ospedaliero di Rimini;
- Chirurgia Generale Presidio Ospedaliero di Santarcangelo;
Attuazione del progetto:
1. incontro con gli Operatori Sanitari dei tre Presidi Ospedalieri per la presentazione ufficiale del
COSD (presenti anche i Direttori Sanitari dei Presidi) con illustrazione degli obiettivi per l’anno
2003:
25
A cura di D.A.D. D. Zanchini
118
-
formalizzato l’impegno di lavorare durante l’anno 2003, prioritariamente sulla gestione del dolore
post-operatorio, coinvolgendo le Unità Operative di Chirurgia Generale di Rimini, Riccione e
Santarcangelo;
-
illustrati gli ambiti di intervento in termini di multidisciplinarietà;
-
presentato il piano di formazione/addestramento che coinvolge gli operatori delle tre Chirurgie.
2. predisposizione di un progetto di “Formazione sul Campo” a supporto e riconoscimento
dell'impegno previsto da parte degli operatori coinvolti;
3. predisposizione di 2 giornate di formazione teorico-pratico
per il personale Medico ed
Infermieristico delle tre Chirurgie della durata di 18 ore per sensibilizzare e coinvolgere il personale
al problema del dolore post-operatorio inteso come indicatore della qualità dell'assistenza postoperatoria.Le due giornate hanno visto la partecipazione di 35 operatori distribuiti sulle tre
Chirurgie;
4. coinvolgimento dei Coordinatori e degli infermieri delle tre Unità Operative per l’aspetto operativo
di valutazione e gestione del dolore post-operatorio:
-
analisi e confronti integrati inerenti il processo di attività;
-
valutazione dell’impatto organizzativo del processo;
-
analisi e costruzione dello strumento di valutazione del dolore post-operatorio (strutturazione di
scheda ad hoc con scala di valutazione VAS);
-
messa a punto di procedura che dettagli le azioni e gli ambiti di operatività e responsabilità degli
operatori coinvolti.
La fase conclusiva del progetto ha previsto un incontro con i Direttori Medici delle tre Unità Operative
i Coordinatori ed il personale Medico ed infermieristico per verificare e concordare la data di inizio
dell’ applicazione dei protocolli di Analgesia e della rilevazione e monitoraggio del dolore postoperatorio con lo strumento predisposti. L’ accordo comune è stato quello di partire da gennaio 2004.
119
7.4 CERTIFICAZIONE DIREZIONE ASSISTENZIALE26
Gruppo di Lavoro
Il gruppo di lavoro che ha portato avanti il progetto 2003 era costituito dalla D.A.D. Marconi Laila in
collaborazione
con tutto il
personale della Direzione Assistenziale e dell’UO Qualità e
Accreditamento.
L’attività del gruppo ha riguardato:
► Progettazione ed effettuazione di un intervento di formazione attiva finalizzato al coinvolgimento
della DA nel percorso di sviluppo e promozione del proprio sistema qualità a supporto delle unità
operative e preparatorio all’accreditamento. Si è trattato di una serie di incontri, con la consulenza di un
docente esterno, che hanno portato alla definizione dei principali processi che devono essere garantiti
dalla DA sulla base del mandato ricevuto dalla Direzione Aziendale, sul modello organizzativo della
DA, sul percorso di adeguamento verso un sistema di gestione della qualità coerente con quello
aziendale.
Sono stati prodotti i seguenti documenti:
◘ organigramma e funzionigramma della DA
◘ documento rappresentativo del servizio
Revisione procedure esistenti:
-
modalità di accesso al part-time
-
gestione personale parzialmente idoneo e inidoneo
-
gestione congedi ordinari
-
continuità assistenziale
Elaborazione nuove procedure:
-
gestione della mobilità aziendale del personale del comparto
-
turni infermieristici aggiuntivi, programmazione, acquisizione e allocazione delle risorse afferenti
alla D.A.
-
gestione operativa per l’inserimento e addestramento del personale dipendente neoassunto o
assegnato a nuove funzioni
120
Elaborazione procedure in corso:
-
consulenze infermieristiche
Elaborazione della modulistica utilizzata per l’applicazione delle procedure e per
l’attività della Direzione Assistenziale e del personale del comparto.
Elaborazione di strumenti di comunicazione interna (opuscolo informativo, porta-badge,
logo, calendario, t-shirt)
Progettazione corso di formazione attiva per il 2004, in collaborazione con l’UO Qualità e
Accreditamento per:
-
revisione sistema deleghe, organigramma, responsabilità, competenze specifiche
-
completare la descrizione dei processi e dello standard di prodotto
-
monitoraggio di indicatori
-
il sistema di verifica dei risultati
Documenti Allegati:
-
elenco documenti applicati (procedure, moduli).
121
U.O DIREZIONE ASSISTENZIALE - cdc 1606
Dirigente Responsabile DDSI
Dr.ssa Antonietta Santullo
ELENCO DEI DOCUMENTI APPLICATI
Rev. 01
del 02.05.2003
Pagina 122 di 302
RR.03.DIR.SAN.000
Presidio Rimini Via Settembrini 2
0541/705429 - Fax 0541/705621
Presidio Riccione Corso Fratelli Cervi 48
0541 / 608500 Fax 0541 / 608849
7.4.1 DIREZIONE ASSISTENZIALE ELENCO DOCUMENTI APPLICATI
PG.10.DIR.AMM.000
PG.11.DIR.AMM.000
PG.12.DIR.AMM.000
PG.13.DIR.AMM.000
PG.14.DIR.AMM.000
PG.22.DIR.AMM.000
PG.24.DIR.AMM.000
PG.25.DIR.AMM.000
PG.26.DIR.AMM.000
Gestione carenze
Modalità accesso al part-time
Gestione della mobilità aziendale del personale del
comparto
Gestione congedi ordinari
Gestione personale parzialmente idoneo e inidoneo
Turni infermieristici aggiuntivi
Programmazione, acquisizione e allocazione delle
risorse afferenti alla D.A.
Gestione operativa per l’inserimento e l’addestramento
del personale neoassunto o assegnato a nuove funzioni
Procedura dipartimentale neoassunto
Rev.00 del 27/08/03
Rev.00 del 27/08/03
Rev.00 del 27/08/00
Rev. 00 del 11/07/03
Rev.00 del 11/07/03
Rev.00 del 22/04/03
Rev. 00 del 11/07/03
Rev.00 del 27/08/03
Rev.00 del 27/08/03
IN PREPARAZIONE
PG.27.DIR.AMM.000
Pronta disponibilità
Trasferimento post-acuti
Consulenze infermieristiche
Dimissione protette
122
MO.01.DIR.AMM.000/ PG.22
Personale infermieristico con disponibilità ad
effettuare turni aggiuntivi all’interno dell’U.O. e/o Rev. 01 del
in U.O. del Dipartimento di appartenenza
02/05/03
MO.02.DIR.AMM.000/PG.22
Prospetto mensile del personale infermieristico
con disponibilità ad eseguire turni aggiuntivi
Comunicazione data inizio part-time/turni
aggiuntivi
Articolazione oraria part-time
Mobilità personale infermieristico
Richiesta di passaggio a rapporto di lavoro a
tempo parziale
Verbale riunione
Presenze riunione
Richiesta di chiarimenti
Richiesta visita di controllo domiciliare per
dipartimenti territoriali
Richiesta visita di controllo domiciliare
Autorizzazione a svolgere lavoro in fascia extra
oraria
Invio fax
Attestazione orario di servizio
Ordine di servizio area ospedaliera
Ordine di servizio area territoriale
Richiesta divise
Richiesta scarpe
Smarrimento badge
Autorizzazione a svolgere lavoro straordinario
Variazione di turno
Richiesta mobilità
Piano di Lavoro
Piano della riunione
Termine periodo di prova
Neoassunto
MO.03.DIR.AMM.000/PG.11
MO.04.DIR.AMM.000/PG.11
M0.05.DIR.AMM.000/PG12
M0.06.DIR.AMM.000/PG.11
M0.07.DIR.SAN.000
MO.08.DIR.SAN.000
MO.09.DIR.SAN.000
MO.10.DIR.SAN.000
MO.10bis.DIR.SAN.000
MO.11.DIR.SAN.000
MO.12.DIR.SAN.000
MO.13.DIR.SAN.000
MO.14.DIR.SAN.000
MO.14bis.DIR.SAN.000
MO.15.DIR.SAN.000
MO.16 .DIR.SAN.000
MO.17.DIR.SAN.000
MO.18.DIR.SAN.000
MO.19.DIR.SAN.000
MO.20.DIR.SAN.000/PG.12
MO.21.DIR.AMM.000/PG.14
MO.22.DIR.SAN.000
MO.23.DIR.AMM.000
MO.24.DIR.AMM.000/PG24
Richiesta di assunzione di personale
MO.25.DIR.AMM.000/PG24
MO.26.DIR.AMM.000/PG.13
MO.27.DIR.AMM.000
MO.28.DIR.AMM.000
MO:29.DIR.AMM./PG25
MO.30.DIR.AMM./PG27
MO.31.DIR.AMM./PG25
MO.32.DIR.AMM./PG25
MO.33.DIR.AMM./PG25
RR.01.DIR.AMM.000/PG.22
RR.02.DIR.AMM.000/PG.22
Scheda programmazione quadrimestrale ferie
Analisi programmazione ferie positiva
Analisi programmazione ferie negativa
Scheda dati personali e attitudinale neo ass.
Consulenza inferm. e refertazione
Scheda valutazione addestramento neo ass.
Scheda di soddisfazione neo ass.
Scheda di funzione
Report mensile del personale che ha effettuato
turni aggiuntivi
Report mensile dei turni aggiuntivi dipartimentali
123
RR.03.DIR.SAN.000
RR.04.DIR.SAN.000
Elenco
documenti
Assistenziale
Report mensile malattie
applicati
Direzione
7.5 PROGETTO TRASVERSALE: “CONTROLLO DELLA SPESA PER APPALTO DI
SERVIZI DI AUSILIARIATO E TRASPORTI” ANNO 200327
OBIETTIVI/PRODOTTI
STRUMENTI
E METODI
1. controllo e mantenimento deicosti dei servizi appaltati
alberghieri e dei trasporti
all'interno di un percorso
aziendale di contenimento dei
costi;
2. mantenere quote alberghiere
appaltate fisse e costantiall'interno
dei
Presidi
Ospedalieri;
3. creare una uniformità di
gestione e di utilizzo del
personale Ausiliario ed OTA e
di quote appaltate necessarie
(sia per trasporti che servizi
alberghieri)
all'interno
dei
Presidi Ospedalieri;
RISULTATI
valutazione costante piani diattività
per
individuare
l’organizzazione
dipartimentale del personaleOTA ed Ausiliario ad
integrazione con l’operatività
del personale appaltato;
analisi mensile e costante dei
costi in appalto;
aggiornamento
continuodella procedura operativa di
valutazione
servizi
in
appalto.
-
ottimizzazione dell'utilizzo del
personale con qualifica OTA ed
Ausiliario ;
revisioni e confronti
per
implementare
una
responsabilizzazione
di tipo
intradipartimentale;
mantenimento delle quote di
“ausiliariato di comunità” tra i
Presidi Ospedalieri di Rimini e
Riccione.
4. definire
un
sistema
di
responsabilizzazione
sui
consumi dei servizi appaltati in
ambito
dipartimentale
coinvolgendo come soggetti
primari i Coordinatori.
27
A cura di D.A.D. Donatella Zanchini.
124
7.6 PROGETTO DISFAGIA28
Servizio Sanitario Nazionale – Regione Emilia Romagna
Azienda USL Rimini
U.O. MEDICINA INTERNA 1
Direttore: Prof. Angelo Corvetta
ALIMENTI DA EVITARE :
• LIQUIDI
La somministrazione d’acqua, se consentita, deve avvenire lontano dai pasti, con l’aiuto
del cucchiaino previa detersione del cavo orale.
• PASTINA IN BRODO
• MINESTRONE CON VERDURE IN PEZZI
• ZUPPE (di latte o di brodo)
• LEGUMI (es., piselli, lenticchie, fagioli)
• FRUTTA SECCA (es. noci, arachidi, pistacchi)
• RISO
ALIMENTI PERMESSI
Semiliquidi e semisolidi:
YOGURT (senza frammenti di frutta)
OMOGENEIZZATI DI FRUTTA E DI CARNE
CREME
BUDINI
PASSATO DI VERDURA
RICOTTA
28
A cura di Coordinatore A. Forlani.
125
Il Paziente con difficoltà nella deglutizione
CONSIGLI
7.6.1 PROGETO DISFAGIA: SCHEMI
E’ bene che:
1.
Il Paziente mangi seduto con
comodo appoggio sugli avambracci.
2. Abbia il capo flesso in avanti durante
la deglutizione.
3. Sia imboccato lentamente, a piccole
quantità e solo dopo che il boccone
precedente è stato deglutito.
126
4. Non parli mentre mangia.
5. Smetta ai primi segni di stanchezza.
6. Dopo ogni 2 o 3 deglutizioni sia
sollecitato ad eseguire un colpo di tosse
per eliminare eventuali residui
alimentari.
7. Deglutisca dopo ogni colpo di tosse.
127
7.7 SCHEDA PROGETTO DI MIGLIORAMENTO29
Struttura Organizzativa
Dipartimento/Area/UO
Titolo del Progetto
¾ DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO
U. O. POSTACUTI SANTARCANGELO
¾ DIPARTIMENTO EMERGENZA/URGENZA
U.O. POSTACUTI RIMINI
Progetto Dipartimentale trasversale per l’ attivazione di un percorso di
educazione sanitaria rivolto ai parenti delle persone ricoverate finalizzato al
recupero o reinserimento al domicilio dell’utente, in collaborazione con i servizi
socio/assistenziali.
Descrizione del progetto:
-
problema
-
cause
obiettivi
-
Pianificazione del progetto:
difficoltà
a coinvolgere i famigliari nel percorso assistenziale
individuale.
Non conoscenza da parte dei famigliari delle tecniche adattive per
aiutare i propri cari al recupero dell’autonomia residua, o sopperire alla
perdita dell’autonomia totale o parziale.
Scarsa conoscenza della rete dei servizi.
Rischio di copyng inefficace dei famigliari “Care-Giver.”
Aumentare il grado di coinvolgimento dei famigliari nella
attuazione del piano assistenziale.
Favorire una maggior conoscenza e miglior utilizzo della rete
Socio/assistenziale.
¾ Incontri di preparazione fra gli operatori delle 2 U.O. con:
- Assistenti sociali
- Tecnici della riabilitazione ( GENNAIO-FEBBRAIO 2002).
-
le fasi del progetto
-
le azioni da attivare
-
assistenziali
per
gruppi
di
patologie
con
tempi previsti per ogni ¾ Percorsi
presentazione/spiegazione
ai
famigliari
del
materiale
informativo
fase
¾ Inquadramento argomenti di approfondimento (FEBBRAIO-MARZO2002)
scritto (MARZO2002); (percorso assistenziale per paz. ortopedici,
chirurgici, neurologici, cardiopatici, ecc.)
29
A cura dei Coordinatori Bartolini E. e Semproli A.
128
N° incontri di informazione.
Indicatori
(rispetto agli obiettivi attesi e N° partecipanti agli incontri
di verifica del raggiungimento
degli stessi)
N° strutture sociali coinvolte
Componenti
Gruppo di Miglioramento e
Coordinatore
NOTE
Equipe di U.O. Postacuti Rn
Equipe di U.O. Postacuti Sn
•
•
•
•
Assistente Sociale Rn-Sn
Tecnici della riabilitazione
Eventuali consulenti (psicologo, fisiatra, centro stomizzati, ecc.)
Caposala delle due unità operative.
RIMINI 5 DICEMBRE 2001
129
CAP. 8
PROGETTI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO
PRESENTAZIONE ESPERIENZE GESTIONE DEL RISCHIO PROMOSSE
DALLA DIREZIONE ASSISTENZIALE30
La gestione del rischio è uno degli strumenti del governo clinico, citato in modo esplicito già nel
Piano Sanitario regionale 1999- 2001 e nei successivi documenti di attuazione del Piano Sanitario
Regionale.
La gestione del rischio è un processo sistematico di identificazione, valutazione e riduzione dei
rischi relativamente ai seguenti ambiti:
1. rischi per gli assistiti, collegabili direttamente o indirettamente alle attività assistenziali e
cliniche;
2. sicurezza ambientale ( riguardanti i rischi di incendio, la struttura, le esposizioni a radiazioni
ionizzanti,ecc..);
3. la sicurezza del personale ( rischi biologici, infortuni, malattie da stress, burn out ecc..);
4. aspetti legate ad emergenze esterne o fattori non controllabili ( terremoti, sciagure, ecc..)
5. rischi economico – finanziari
Gli indirizzi seguiti dalla Direzione Assistenziale sono stati:
1. Per quanto concerne i rischi per gli assistiti i filoni di lavoro sono stati:
- prima fase di utilizzo in U.O. pilota della scheda unica di terapia;
- prima fase di utilizzo in U.O. pilota della procedura relativa alle cadute accidentali
- elaborazione e applicazione della procedura per la preparazione del sito chirurgico
- elaborazione e applicazione della procedura per gestione dei dispositivi intravascolari
- elaborazione linee guida aziendali lesioni da decubito
2. Per quanto concerne la sicurezza ambientale i filoni di lavoro sono stati:
-
elaborazione ed implementazione procedure per sicurezza relativamente al rischi radiazioni
ionizzanti
3. Per quanto concerne la sicurezza del personale i filoni di lavoro sono stati:
30
realizzazione studio su burn out e mobbing
A cura di D.A.A. A. Santullo.
130
-
implementazione osservatorio aziendale sui due fenomeni
-
attivazione supporto psicologa ed interventi formativi alle equipè con maggiori ciriticità
Le esperienze succitate ed allegate sono la testimonianza di cosa significhi al di là delle belle
parole trasferire nella realtà dei metodi e degli strumenti di lavoro. I risultati di questo approccio
sono già ampiamente documentati nel progetto lesioni da decubito che avviato dal 2001 ci ha
permesso grazie ad un monitoraggio dei tassi di prevalenza di verificarne una diminuzione ( dal
24,5% del 2001 al 17% del 2003). Il nostro obiettivo sarà quello di applicare la medesima
metodologia anche per gli altri filoni di lavoro, al fine di misurare e monitorare nel tempo gli
impatti delle azioni poste in essere.
RELAZIONE DELLA RICERCA SULLA MOTIVAZIONE E REALIZZAZIONE
VALORI PROFESSIONALI31
DEI
Le buone condizioni lavorative sono certamente un presupposto indispensabile per la qualità del
servizio fornito. Le strutture, le tecnologie e gli impianti contribuiscono alla “bontà” delle
condizioni lavorative, ma è crescente il consenso sull’importanza delle relazioni organizzative che
regolano l’uso di quelle risorse, e sulle relazioni umane che delle prime costituiscono la trama.
Relazioni umane insoddisfacenti deteriorano la migliore organizzazione, e spesso provocano negli
operatori un malessere avvertito come individuale, percepito come caduta della propria
motivazione, come distanza ed estraneità dell’organizzazione dalle proprie aspirazioni
professionali, o di quella parte della personalità che si realizza nel mondo del lavoro.
È un errore delle organizzazioni trascurare questi aspetti, o relegarli nei problemi personali.
Riteniamo che sia un errore opposto circoscrivere con una definizione di vago sapore sanitario,
dare un nome rassicurante al disagio che il lavorare male comporta, quasi a ribadirne il
(fuorviante) carattere individuale.
Soprattutto è necessario conoscere per capire quali siano i possibili interventi, e quale sia il modo
di renderli coerenti tra di loro, in modo che anche strategie mirate al supporto del singolo
operatore contribuiscano al miglioramento delle relazioni organizzative.
L’indagine descrittiva ha perseguito lo scopo di conoscere le condizioni in cui gli operatori
sanitari sperimentano delle percezioni di eventi stressanti all’interno delle organizzazione di
lavoro, con particolare riferimento a due particolari modalità di risposta: la “Sindrome del
Burnout” e il “Mobbing”, tematiche destinate ad acquisire rilievo crescente nel futuro delle nostre
organizzazioni professionali.
31
A cura di D.A.A. A. Santullo e Dott.ssa E. Rebecchi.
131
I successivi percorsi di miglioramento che saranno “innescati” a seguito delle analisi condotte
partono dalla consapevolezza che non esistono primati d’intervento sulla dimensione
organizzativa o su quella individuale e viceversa.
Di converso la prossima indagine, continuando il filone di studio intrapreso in collaborazione con
l’Università di Bologna facoltà di Psicologia, sottoporrà a verifica in uno studio longitudinale
della durata di tre anni, l’ipotesi della correlazione tra le due dimensioni ed il conseguente impatto
sulla modifica dei valori professionali.
I problemi considerati sono delicati, ma non inaffrontabili. L’auspicio è che il miglior antidoto ai
“luoghi comuni” delle prevaricazioni ed insoddisfazioni sia , seppur perfettibile, la trasparenza di
un dato conoscitivo, quale punto di partenza e contributo ad un confronto e dibattito per
migliorare il quotidiano ed il futuro delle nostre “esistenze lavorative”.
IL BURNOUT
Considerazioni generali
Il termine Burnout è stato introdotto nella letteratura psicosociale da Freudenberg a metà degli
anni 70 in riferimento a un quadro sintomatologico caratteristico di operatori di servizi comunitari
fortemente esposti alla pressione di una relazione diretta e continuativa con un'utenza disagiata.
“Burnout” letteralmente significa "bruciato", "scoppiato", "esaurito".
Contessa (1982) propone la metafora del cortocircuito secondo la quale l'operatore è definibile
come cortocircuitato. Tale immagine esplicita chiaramente la gravità del fenomeno, caratterizzato
da esaurimento fisico ed emotivo, da perdita progressiva di energia, di motivazione e di interesse
che colpisce con una certa frequenza operatori impegnati nelle cosiddette “helping professions”
come quelle dei medici, psicologi, infermieri, insegnanti e, più in generale, in tutte le attività che
necessitano di rapporti interpersonali frequenti e intensi.
Dopo Freudenberg, diversi autori hanno cercato di definire concettualmente il Burnout. In
particolare Pines e colleghi (1978) parlano di un fenomeno caratterizzato da esaurimento fisico,
sentimenti di impotenza e di disperazione, svuotamento emotivo, dallo sviluppo di un concetto di
sé negativo, e da atteggiamenti sfiduciati verso il lavoro, la vita e gli altri.
Cristina Maslach e Susan Jackson (1979) hanno sottolineato la natura multifattoriale del
fenomeno
definendolo
come
una
"sindrome
caratterizzata
da
esaurimento
emotivo,
depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale".
Nello specifico, l'esaurimento emotivo si riferisce alla sensazione di svuotamento interiore e alla
conseguente incapacità di offrire ancora i sostegni psicologici richiesti. La depersonalizzazione
concerne gli atteggiamenti di distacco, di cinismo e di apatia nei confronti degli utenti. Infine, la
ridotta realizzazione personale riguarda la percezione della propria incompetenza e inadeguatezza
al lavoro, con conseguente calo dell'autostima e del desiderio di successo.
132
MOBBING
Considerazioni generali
Il Mobbing consiste in una comunicazione conflittuale sul posto di lavoro tra colleghi o tra
superiori e dipendenti nella quale la persona attaccata viene posta in una posizione di debolezza e
aggredita direttamente o indirettamente da una o più persona in modo sistematico, frequentemente
e per un lungo periodo di tempo, con lo scopo e/o la conseguenza della sua estromissione dal
mondo del lavoro. Questo processo viene percepito dalla vittima come una discriminazione.
Il Mobbing si manifesta come un’azione, o una serie di azioni, che si ripete per un lungo periodo
di tempo, compiuta da uno o più individui (mobber) per danneggiare una persona (mobbizzato)
quasi sempre in modo sistematico e con un preciso scopo. Il mobbizzato viene letteralmente
accerchiato e aggredito intenzionalmente dai mobber che mettono in atto strategie
comportamentali finalizzate alla sua distruzione psicologica, sociale e professionale. I rapporti
sociali diventano conflittuali e si diradano sempre di più, relegando la vittima nell’isolamento e
nell’emarginazione.
Campione
I questionari sono stati autocompilati dagli operatori sanitari: assistenti sanitari, assistenti sociali,
infermieri, infermieri psichiatrici, ostetriche, terapisti della riabilitazione, operatori tecnici
dell’assistenza (ota), coordinatori infermieristici (afd), tecnici sanitari di radiologia medica (tsrm),
ortotecnici, masoterapisti, puericulturtrici, tecnici di laboratorio, logopedisti dell’intera Azienda. Il
personale coinvolto nella ricerca è stato di 1374 soggetti di cui 791 hanno aderito alla compilazione dei
questionari distribuiti nelle diverse Unità Operative.
Strumenti
I questionari usati per la ricerca sono due:
- Maslach Burnout Inventory (MBI); specifico per misurare il grado di burnout negli operatori
che lavorano nei servizi socio-sanitari. Il questionario è composto da 22 items riferiti alle tre
componenti principali della sindrome Esaurimento Emotivo, Depersonalizzazione, Realizzazione
Personale.
- Questionario per la Valutazione della percezione dei disagi che costituiscono il Mobbing E’ stato
messo a punto nell’ambito del presente studio, costituisce uno dei primi strumenti per la
misurazione di questa sindrome con un campione quantitativamente significativo. E’ costituito da
133
44 items. La facoltà di psicologia dell’Università di Bologna, sede di Cesena ha in atto la
standardizzazione dello strumento.
MODALITÀ DI RILEVAZIONE E SOMMINISTRAZIONE
La ricerca è stata realizzata con la collaborazione delle Direzioni Assistenziali dei Dipartimenti, nel
periodo maggio – giugno 2002.
Sono state organizzate riunioni con tutti i Coordinatori Infermieristici e Tecnici del Dipartimento al
fine di illustrare la ricerca, distribuire il materiale per la rilevazione e sollecitare la raccolta dei
questionari compilati.
Sono stati distribuiti ai Coordinatori la lettera di presentazione della ricerca, due questionari in
busta chiusa e contenitori sigillati per la raccolta presso le singole U.O., cercando così di garantire
l’anonimato e la riservatezza a tutela della privacy dell’operatore aderente alla ricerca.
I contenitori sono stati ritirati dopo due settimane dalla presentazione della ricerca ai Coordinatori
Infermieristici e Tecnici.
CARATTERISTICHE GENERALI DEL CAMPIONE
Distribuzione degli operatori sanitari - AUSL Rimini
< 30
ETA’
30-39
40-50
Femmine
GENERE
Maschi
Totale
124
322
N. OPERATORI
272
73
391
N. OPERATORI
640
151
791
% OPERATORI
15,7%
40,8%
34,3%
9,1%
100,0%
% OPERATORI
81%
19%
10%
134
Il personale coinvolto nella ricerca è stato di 1374 soggetti di cui 791 hanno aderito alla
compilazione dei questionari distribuiti nelle diverse Unità Operative. L’età media del campione è
di 38,57 anni (ds=8,66), con una anzianità lavorativa media di 15,47 anni (ds=8,23) ed una
permanenza nel proprio reparto di 10,43 anni (ds=7,93).
La composizione del campione in relazione al sesso è risultata costituita prevalentemente da donne
(19% maschi; 81% femmine). Il 62% degli operatori risulta coniugato, il 38% celibe/nubile. Per
quanto riguarda il contratto di lavoro, complessivamente il 7% dei rispondenti lavora a part-time,
mentre il restante 93% è impiegato a tempo pieno.
Fig. 1 DISTRIBUZIONE DEL CAMPIONE PER LE TRE SOTTOSCALE DEL BURNOUT
Punteggio del campione al MBI
60
44,2
50
40
50,9
42,1
29,5
29,7
26,3
28,2
30
Basso
27,2
21,9
Medio
Alto
20
10
0
Esaurimento Emotivo
Depersonalizzazione
Realizzazione Personale
L’elaborazione dei dati della situazione Aziendale ha evidenziato che il nostro campione non è in
una condizione di Burnout, in quanto non rientra in nessuna delle tre classificazioni della
sindrome oggetto di studio, pur precisando che in numero ristretto di unità operative il fenomeno
appare presente.
Nello specifico, il campione evidenzia una situazione di punteggio alto solo nella sottoscala
dell’Esaurimento Emotivo (Alto 44,2%) mentre le altre due scale sono risultate con un livello
basso nei valori di Depersonalizzazione (Bassa 42,1%) e nella scala della riduzione della
Realizzazione Personale (Bassa 50,9%).
135
RISULTATI SUL MOBBING
PERCEZIONE DEL PROPRIO LAVORO
Gli operatori sanitari dell’Azienda AUSL di Rimini riferiscono di utilizzare a pieno le proprie
capacità lavorative (81%)
PERCEZIONE MOBBING FRA PARI
All’interno del campione, il rapporto con i colleghi viene percepito sulla base di un buon rapporto
interpersonale (95%) ed una buona integrazione nel gruppo (83%).
PERCEZIONE MOBBING SESSUALE
Il 95% del nostro campione non risulta essere stato mai oggetto di atteggiamenti offensivi a
sfondo sessuale. Le segnalazioni agli organi competenti sono state effettuate dal 1,58% del
campione.
PERCEZIONE MOBBING DALL’ALTO
Il 62% degli operatori dichiara di avere spesso/sempre un buon rapporto di collaborazione con il
proprio superiore.
In media il 5% del campione dichiara di aver percepito spesso/sempre comportamenti ostili verso
la propria persona da parte di colleghi ( 4,60%), superiore medico (4,50%), capo sala (4,80%),
dirigente infermieristico (5,80%).
PERCEZIONE SINTOMI PSICO-SOMATICI
L’elenco delle sintomatologie sono utili per capire le reazioni davanti al disagio psicofisico; di
solito il desiderio di isolamento, l’irritazione e l’ansia costituiscono il primo campanello d’allarme
per la conclamazione del disagio, pur essendo multifattoriale l’origine degli stessi.. Nel nostro
caso solo una piccola parte degli operatori manifesta questi sintomi e dichiara di assentarsi spesso/
sempre dal lavoro ( 1%).
PERCEZIONE DELLE RELAZIONI TRA LAVORO E FAMIGLIA
Il 18% degli operatori coinvolti nella ricerca ritiene che lo stato d’animo generato dalle situazioni
lavorative influisca sui rapporti personali e familiari.
136
PROPOSTE, INIZIATIVE E STRATEGIE PER MIGLIORARE L’AMBIENTE E IL
CLIMA LAVORATIVO
Gli operatori sanitari che hanno proposto dei miglioramenti o delle iniziative per migliorare il
clima lavorativo sono il 56,76 % del campione (449 su 791 questionari ritirati).
Questo grafico riassume le problematiche e le proposte di miglioramento che il nostro campione ha
evidenziato con la maggiore % di frequenza:
103
100
40
20
1 Supervisione
e controllo
2 Lavorare in
equipe
3 Psicologo per
gli operatori
4 Aumento
personale
Questo grafico riassume le problematiche e le proposte di miglioramento che il nostro campione
ha evidenziato con la maggiore % di frequenza:
1.
Il bisogno di avere da parte della Direzione una maggior supervisione nei luoghi di lavoro
per verificare le situazioni di disagio e la professionalità degli operatori sanitari , dei coordinatori,
dei medici e degli stessi dirigenti al fine di monitorare complessivamente la qualità del servizio
che l’Azienda fornisce ai suoi utenti;
2.
La proposta di cambiare la modalità di lavoro con una maggiore collaborazione e
comunicazione, organizzando periodiche riunioni d’equipe per discutere sia le problematiche
inerenti la cura dei pazienti, sia la gestione organizzativa del lavoro all’interno della U.O.;
3.
La richiesta di avere a disposizione degli operatori un supporto psicologico per la
discussione delle problematiche interne alle U.O. finalizzato ad aumentare la comunicazione e
migliorare le relazioni tra i membri dell’equipe, oltre a fornire sostegno personale agli operatori;
4.
Il bisogno di potenziare adeguatamente il personale sanitario tenendo conto sia dei posti
letto sia dei compiti delle varie U.O..
137
PROPOSTE E CONCLUSIONI FINALI
Data la natura multifattoriale della Sindrome del Burnout la risoluzione delle condizione di
malessere associate ad esse richiede inevitabilmente lo studio e l’analisi delle motivazioni.
La messa in atto di strategie di difesa a livello sociostrutturale risulta di difficile realizzazione
perché richiede un contemporaneo intervento su più livelli: individuale, di gruppo ed
organizzativo in senso lato.
Sul versante individuale si inseriscono tutti gli interventi mirati a garantire al soggetto un discreto
margine di autonomia decisionale, ad offrire la possibilità di usufruire di spazi personali e creativi
all’interno della struttura organizzativa; quindi l’intervento migliore per ridurre questo “dislivello”
consiste nel miglioramento delle abilità e delle attitudini dell’operatore e in una maggiore
definizione e comprensione dei propri obiettivi e del proprio operato.
La seconda tipologia di intervento preventivo si attua a livello del “gruppo di lavoro”, vale a dire
il contesto relazionale con cui ogni giorno l’operatore si confronta. In questo caso i programmi
d’azione mirano a raggiungere un reale coinvolgimento di tutti i soggetti, ed enfatizzano lo
scambio di opinioni e di informazioni, a valorizzare la coesione e lo spirito di gruppo; lo stress
professionale si sviluppa anche a partire dall’assenza di buone relazioni interpersonali con i
colleghi.
La terza ed ultima modalità di approccio preventivo risulta probabilmente di più difficile
attuazione perché implica un’analisi e una ridefinizione dell’intero contesto organizzativo nel
quale la persona si trova ad operare.
Gli interventi attivati a seguito dello studio sono stati:
► Sensibilizzazione dell’operatore sanitario: La formazione per la prevenzione alle conseguenze
del fenomeno del Burnout è risultata di fondamentale importanza con l’obbiettivo di sensibilizzare
le persone sulla sintomatologia di questi fenomeni dando loro gli strumenti per riconoscere gli
effetti psicologici e fisici.
► Osservatorio Motivazionale e Realizzazione Professionale: la creazione di questo Osservatorio
nasce dall’esigenza di avere in Azienda un servizio a disposizione degli operatori sanitari ove
possano accedervi qualora rilevino un disagio lavorativo.
•
Le sue azioni sono:
Sportello d’ascolto: E’ stato aperto uno Sportello in rete per raccogliere le richieste, le
denuncie e i bisogni dei lavoratori al quale si accede tramite e-mail; costituisce una fonte di
raccolta dati relativi a tutte le situazioni degli operatori ed il loro monitoraggio.
•
Supporto e sostegno psicologico: L’intervento dello psicologo rappresenta un importante
momento di prevenzione ma anche rieducazione dell’operatore sanitario, poiché aiutando la
persona a superare il temporaneo disagio lavorativo, attiverà un ruolo di salvataggio fondamentale
per la salute psicofisica dell’individuo. I colloqui saranno centrati sull’ascolto dei bisogni e delle
138
difficoltà, con l’obiettivo facilitare la comprensione dei disagi, aumentare la fiducia di sé stessi e
nelle proprie possibilità, nonché incrementare la propria realizzazione e soddisfazione personale.
•
Piano d’incontri nelle U.O.: Ulteriore momento di sensibilizzazione e prevenzione
consiste nella programmazione di incontri per U.O. ritenute critiche per fattori stressogeni
organizzativi e relazionali.
•
Monitoraggio: lo scopo di avere un costante controllo delle situazioni di disagio
all’interno dell’Azienda e la valutazione della domanda di crescita professionale degli operatori
infermieristici ed il loro grado di realizzazione sul tempo.
8.1 PROGETTI SPECIFICI LEGATI ALLA VALORIZZAZIONE DEGLI OPERATORI LA
CUI ATTIVITA' E' SOGGETTA A ESPOSIZIONE DA RADIAZIONI IONIZZANTI 2003
(RISCHIO RADIOLOGICO).
U.O.
TITOLO
PROGETTO
SALA
GESSI
RICCIONE
SCHEDE
INFORMATIVE
ILLUSTRATE
RIPORTANTI
NORME
COMPORTAMENT
ALI
PER
I
PAZIENTI
PORTATORI
DI
APPARECCHI
GESSATI
U.O.
SALA
RIMINI
DESCRIZIONE
OBIETTIVI
1.
2.
corretta e puntuale informazione
agli utenti con diminuzione delle
comlicazioni
da
apparecchio
gessato (edema, problemi cutanei,
scomposizione delle fratture, ecc..)
diminuzione
delle
richieste
estemporanee (telefoniche) da
parte degli utenti
riferite alle
problematiche sopra specificate
che intralciano l'attività lavorativa
di sala Gessi e dell'ambulatorio
Ortopedico.
RISULTATI
-
Sono state realizzate schede
informative illustrate contenenti
norme comportamentali per
pazienti portatori di apparecchi
gessati per arto superiore ed
inferiore ed indicazioni di utilità
per l'utente (norme procedurali,
numeri telefonici di riferimento,
orari, ecc..)
TITOLO
DESCRIZIONE
RISULTATI
PROGETTO
OBIETTIVI
GESSIATTUAZIONE DI
1. informare gli operatori sanitari
1. È stato realizzato un opuscolo
PROCEDURE
sulla complessa e vasta materia
informativo che contiene:
CORRETTE
delle radiazioni ionizzanti e sulla
la sintesi delle norme sulle
NELL'ESECUZION
prevenzione, cercando di dare gli
responsabilità sia dei datori di
strumenti adatti per le corrette
lavoro che dei lavoratori;
E
DI
PRESTAZIONI
procedure e per i comportamenti
le procedure di esecuzione e gli
CHE RICHIEDONO
atti a ridurre i rischi connessi;
strumenti per prevenire il rischio
L'USO
DI
2. informare preventivamente altresì
da RX;
RADIAZIONI
i pazienti di tale problematica.
analisi dei DPI, loro ubicazione
e numero;
IONIZZANTI
E
PREVENZIONE
analisi dei
dispositivi
di
INFORTUNI
rilevazione
e
loro
funzionamento;
rischio fisico da RX;
azioni
finalizzate
all'applicazione delle procedure
comportamentali in caso di
prestazioni con l'ausilio di RX.
139
Azienda USL Rimini
U.O. Post Acuti
Ospedale Infermi Rimini
8.2 RELAZIONE FINALE PROGETTO DI MIGLIORAMENTO BUDGET 2003
"IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE PROCEDURA CADUTA PAZIENTI"32
[N.B: già inviato in precedenza con scheda di verifica semestrale, la procedura, la scala di valutazione Conley]
La tipologia di pazienti a rischio di caduta ha riguardato:
-
paziente anziano
paziente demente
paziente con alterazioni della deambulazione
Tape del processo:
1) RIUNIONE CON TUTTI GLI OPERATORI per concordare il percorso e l'applicazione della
procedura nonché del progetto di miglioramento
2) ADOZIONE/APPLICAZIONE PPROCEDURA CADUTA PAZIENTE PRODOTTA NEL 2002 in
collaborazione con il Post Acuti di S.Arcangelo
3) ADOZIONE SCALA DI CONLEY PER IDENTIFICAZIONE PAZIENTI A RISCHIO DI
CADUTA con inserimento in cartella integrata
4) INDIVIDUAZIONE PAZIENTI A RISCHIO E COMPILAZIONE SCALA DI CONLEY al
momento della presa in carico del paziente
5) APPLICAZIONE PRECAUZIONI DEL CASO secondo la tipologia del paziente e la necessità
specifica a quel bisogno
6) VALUTAZIONE IN CORSO D'OPERA CORRETTE PRECAUZIONI con incontri giornalieri di
tutto gli operatori
7) SEGNALAZIONE DI POSSIBILI VARIAZIONI con incontri giornalieri di tutti gli operatori
8) VALUTAZIONE FINALE del raggiungimento dell'obiettivo
32
A cura di Coordinatore Semproli. Maria Angela
140
9) RACCOLTA DATI CON ELABORAZIONE attraverso una scheda di rilevazione compilata dal
Caposala ove sono riportati i dati relativi al paziente, il tempo di ricovero, le precauzioni prese, la
segnalazione di caduta. ( vedi schede di rilevazione allegate)
Conclusioni:
-
Ricoveri totali anno 2003 = n°432 pazienti
-
N° 178 pazienti sono risultati a rischio di caduta secondo la scala di Conley adottata per queste
rilevazioni.
-
N° 3 pazienti su 178 a rischio sono caduti nonostante le precauzioni adottate al riguardo ma nessuno
dei 3 pazienti ha riportato lesioni apparenti.
-
N° 3 pazienti sui restanti 274 non considerati a rischio, sono caduti non riportando però lesioni.
Le precauzioni adottate sono entrate a far parte del piano assistenziale individuale del paziente. Tutti gli
operatori hanno assimilato che, il processo messo in atto serve a migliorare l'assistenza ai pazienti
contribuendo così alla riduzione delle cadute ed evitare traumi che possono portare complicanze ai
pazienti e ad un prolungamento della degenza.
La procedura verrà adottata definitivamente come parte integrante il piano assistenziale personalizzato
dei pazienti.
Il Coordinatore
Rimini, 17 febbraio 2004
141
ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI
UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI
8.2.1. CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA
ANNO 2003
Data ingresso
Data uscita
24/12/2002
27/12/2002
19/12/2002
27/12/2002
07/01/2003
27/12/2002
07/01/2003
21/12/2002
04/12/2002
10/01/2003
17/12/2002
17/01/2003
25/01/2003
17/01/2003
07/01/2003
23/01/2003
14/01/2003
25/02/2003
14/02/2003
04/02/2003
28/01/2003
10/01/2003
04/01/2003
07/01/2003
08/01/2003
08/01/2003
09/01/2003
09/01/2003
10/01/2003
20/01/2003
20/01/2003
23/01/2003
24/01/2003
23/01/2003
11/02/2003
13/02/2003
10/02/2003
05/02/2003
04/02/2003
04/02/2003
21/02/2003
20/02/2003
18/02/2003
18/02/2003
3
3
3
2
8
2
3
6
2
7
2
4
4
4
6
2
6
4
3
5
3
8
2
0
2
0
6
0
0
6
0
5
1
1
1
3
3
0
3
4
3
5
3
8
DA-DAU-FKT
FKT
DA-DAU
DA-DAU
DA-DAU-ANS
DA
DA
SC-ANS
FKT-DAU
DA-DAUFKT-DAU
DA
DA-DAU
DAU-FKT
SC-DAU
DA
DA-DAU
SC
FKT-DAU
FKT-ANS- SC
SC-DAU
DA-ANS
11/03/2003
31/03/2003
2
1
DA
Nome
Conley
ingresso
Conley Prov.
uscita Assist.
Cognome
Cadu
ta pz.
(data
:
+spe
c.)
13/0
2/20
03
NLA
-DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in sicurezza
-In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non lesioni
apparenti
142
ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI
UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI
CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA
ANNO 2003
Data ingresso
Data uscita
Conle Conley Prov.
y
uscita Assist.
ingres
so
17/03/2003
26/03/2003
3
1
DA
12/03/2003
06/03/2003
24/02/2003
29/03/2003
26/03/2003
23/03/2003
8
2
8
4
2
8
FKT- ANS
DA
SC-ANS
08/03/2003
15/02/2003
22/02/2003
15/02/2003
21/02/2003
11/02/2003
31/03/2003
24/03/2003
21/03/2003
01/04/2003
07/04/2003
17/04/2003
24/02/2003
22/03/2003
22/03/2003
01/03/2003
20/03/2003
13/03/2003
08/03/2003
03/04/2003
04/04/2003
04/04/2003
05/04/2003
12/04/2003
29/04/2003
03/05/2003
6
2
3
3
3
3
3
3
4
2
7
4
6
6
2
1
3
0
1
1
1
3
2
7
3
4
16/04/2003
11/04/2003
15/04/2003
10/03/2003
19/04/2003
11/04/2003
10/05/2003
10/05/2003
20/04/2003
24/04/2003
26/04/2003
19/04/2003
3
2
2
2
9
10
3
2
2
2
9
8
DA-ANS
FKT-DAU
DA-DAU-FKT
FKT
DA-DAU FKT
FKT-DAU
FKT
DA
DAU
DA
DAU, ANS
DA - DAU
SC- FKTDAU
DAU
DAU
DA
FKT - DAU
SC
SC- DA
Nome
Cognome
Cadu
ta
pz.
(data
:
+spe
c.)
15/0
3/20
03
NLA
-DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in
sicurezza
-In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non
lesioni apparenti
143
ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI
UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI
CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA
ANNO 2003
Data ingresso
Nome
Data uscita
Conley
ingresso
Conley Prov.
uscita Assist.
Caduta pz.
(data:
+spec.)
Cognome
24/04/2003
27/03/2003
28/03/2003
15/04/2003
05/04/2003
29/04/2003
17/04/2003
07/05/2003
10/05/2003
17/05/2003
30/04/2003
07/05/2003
15/05/2003
28/04/2003
24/04/2003
02/04/2003
27/05/2003
22/05/2003
28/05/2003
28/05/2003
23/05/2003
07/06/2003
06/05/2003
17/04/2003
14/04/2003
12/04/2003
06/05/2003
06/05/2003
13/05/2003
14/05/2003
12/05/2003
24/05/2003
22/05/2003
23/05/2003
20/05/2003
28/05/2003
03/06/2003
04/06/2003
03/06/2003
05/06/2003
04/06/2003
05/06/2003
04/06/2003
07/06/2003
10/06/2003
14/06/2003
5
7
5
7
6
4
6
4
2
2
5
3
5
6
6
3
5
5
7
6
8
5
3
2
5
5
6
4
4
6
4
1
2
4
3
5
5
4
1
1
5
7
6
1
5
3
FKT - DAU
DA - DAU
DAU - SC
SC
FKT-DA-DAU
DA-DAU
FKT-DAU
DA-DAU
DA
DAU
FKT-DA-DAU
DA-DAU
FKT-DAU
SC-ANS-DAU
FKT-DAU
DA
DA
DA
SC-DAU
SC
DAU-SC
SC
FKT-DAU
-DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in
sicurezza
-In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non
lesioni apparenti
144
ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI
UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI
CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA
ANNO 2003
Data
Nome
ingresso
Data uscita
Conley
ingresso
Conley Prov.
uscita Assist.
07/05/2003
11/06/2003
24/05/2003
11/06/2003
23/05/2003
07/05/2003
04/06/2003
21/06/2003
24/06/2003
04/06/2003
28/06/2003
26/06/2003
06/06/2003
20/06/2003
20/06/2003
04/06/2003
23/06/2003
19/06/2003
19/06/2003
17/06/2003
20/06/2003
18/06/2003
23/06/2003
21/06/2003
01/07/2003
05/07/2003
08/07/2003
05/07/2003
18/07/2003
03/07/2003
05/07/2003
03/07/2003
20/07/2003
19/07/2003
5
2
3
2
2
3
5
8
6
2
3
8
4
3
7
4
2
4
2
2
2
2
3
5
3
6
2
3
6
4
3
5
2
2
SC-DAU
DA
DA
FKT-DAU
DA-DAU
FKT-DAU
SC-DA
SC-FKT-DAU
SC-FKT-DAU
DA-ANS
DA
ANS-SC-FKT
SC
SC-DAU
SC-DAU-ANS
ANS
SC- DAU
25/07/2003
26/08/2003
2
1
DA
09/07/2003
04/07/2003
08/07/2003
03/07/2003
09/07/2003
22/07/2003
19/07/2003
15/07/2003
28/07/2003
16/07/2003
7
5
2
5
5
6
4
2
3
3
DA-ANS
DAU-FKT
DA
DAU
DA
Caduta pz.
(data:
+spec.)
Cognome
-DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in
sicurezza
-In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non
lesioni apparenti
145
ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI
UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI
CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA
ANNO 2003
Data
Nome
ingresso
Data uscita Conley
ingresso
Conley
uscita
Prov.
Assist.
Cognome
22/07/2003 16/08/2003
21/07/2003 16/08/2003
7
5
4
3
Cad
uta
pz.
(dat
a:
+sp
ec.)
DA-DAU-FKT-ANS
DA-FKT
23/07/2003
25/07/2003
23/07/2003
29/07/2003
30/07/2003
07/08/2003
08/08/2003
06/08/2003
08/08/2003
06/08/2003
09/08/2003
12/08/2003
22/08/2003
02/08/2003
22/08/2003
22/08/2003
28/09/2003
26/08/2003
27/08/2003
29/08/2003
02/09/2003
25/08/2003
07/08/2003
07/08/2003
06/08/2003
04/08/2003
12/08/2003
22/08/2003
20/08/2003
14/08/2003
03/09/2003
27/08/2003
26/08/2003
13/09/2003
21/08/2003
27/08/2003
03/09/2003
06/09/2003
03/09/2003
05/09/2003
04/09/2003
05/09/2003
4
3
3
5
9
4
3
4
4
5
3
6
2
4
3
2
3
3
8
4
2
3
3
1
5
5
3
2
4
2
3
3
6
1
4
3
2
3
3
6
3
2
SC-DA
DAU
DA
SC- ANS
DA-ANS
DA
DA
DAU
ANS-DUA
DAU-FKT
DAU-FKT
FKT-DAU
DA
DA-DAU
DA
DA
DA
DA
DAU-FKT
DA
DA
-DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento
-ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia
in sicurezza
-In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura NLA=non lesioni apparenti
146
ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI
UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI
CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA
ANNO 2003
Data
Nome
ingresso
Data uscita Conley
ingresso
Conley
uscita
Prov.
Assist.
Caduta pz.
(data:
+spec.)
Cognome
25/08/2003
01/08/2003
16/08/2003
19/09/2003
23/09/2003
19/09/2003
12/09/2003
08/09/2003
04/09/2003
03/09/2003
06/09/2003
13/09/2003
08/09/2003
08/10/2003
27/09/2003
27/09/2003
27/09/2003
24/09/2003
23/09/2003
15/09/2003
13/09/2003
17/09/2003
17/09/2003
19/09/2003
3
7
8
3
7
5
3
2
3
4
3
7
2
5
5
2
7
3
3
2
3
4
3
7
13/09/2003
26/09/2003
24/09/2003
23/09/2003
20/09/2003
11/10/2003
09/10/2003
06/10/2003
8
6
7
5
7
5
6
5
DA-FKT
SC-ANS-DAU
FKT-DAU
DA
SC-ANS
DA
DA
DA
DA
DAU
DAU
DAU- SCANS
SC-ANS-DAU
SC-DAU
SC-DAU-FKT
FKT-SC
06/09/2003
19/09/2003
06/10/2003
20/09/2002
01/10/2003
02/10/2003
10/10/2003
04/10/2003
21/10/2003
13/10/2003
21/10/2003
21/10/2003
21/10/2003
23/10/2003
3
2
10
2
3
5
3
3
2
5
2
3
5
2
DAU
DA
SC-DA-DAU
FKT-DAU
DA-DAU
FKT-DAU
FKT-DAU
-DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento
-ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia
in sicurezza
-In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura NLA=non lesioni apparenti
147
ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI
UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI
CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA
ANNO 2003
Data
Nome
ingresso
Data uscita
Conley
ingresso
Conley
uscita
Prov.
Assist.
24/10/2003
21/10/2003
27/10/2003
04/11/2003
2
6
5
5
2
2
4
4
DA
DAU-SC
DA-DAU
DA-DAU
20/10/2003 03/11/2003
2
2
DA
31/10/2003 04/11/2003
2
2
DA
22/10/2003
10/10/2003
27/09/2003
15/10/2003
20/09/2003
27/10/2003
30!10/2003
30/10/2003
16/11/2003
22/10/2003
08/11/2003
4/11/2003
30/10/2003
04/11/2003
05/11/2003
29/10/2003
28/10/2003
10/11/2003
12/11/2003
7/11/2003
18/11/2003
21/11/2003
26/11/2003
25/11/2003
25/11/2003
25/11/2003
2
6
6
4
10
5
6
2
2
2
5
3
2
2
4
5
4
7
5
6
1
2
2
4
3
2
DA
SC-DA
SC-FKT-DAU
DAU
DAU-FKT-SC
DA-DAU
DA
DA
DA
DAU
DA
DA
DA
15/11/2003
22/11/2003
25/11/2003
26/11/2003
01/12/2003
28/11/2003
12/12/2003
09/12/2003
5
3
2
5
5
2
2
4
FKT -DA- DAU
DA
DA
ANS-SC
Caduta pz.
(data: +spec.)
Cognome
11/10/2003
16/10/2003
21/10/2003
25/10/2003
26/10/2003
NLA
22/11/2003
NLA
-DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in
sicurezza
-In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura -NLA=non
lesioni apparenti
148
ASL RIMINI – OSPEDALE INFERMI
UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI
CADUTA ACCIDENTALE PAZIENTI A RISCHIO DURANTE LA DEGENZA
ANNO 2003
Data
Nome
ingresso
Data uscita Conley
ingresso
Conley Prov.
uscita Assist.
Caduta pz.
(data:
+spec.)
Cognome
27/11/2003
27/11/2003
29/11/2003
02/12/2003
04/12/2003
05/12/2003
06/12/2003
12/12/2003
16/12/2003
18/12/2003
19/12/2003
20/12/2003
21/11/2003
23/12/2003
27/12/2003
29/12/2003
09/12/2003
06/12/2003
16/12/2003
22/12/2003
16/12/2003
17/12/2003
11/12/2003
24/12/2003
24/12/2003
30/12/2003
03/01/2004
24/12/2003
22/12/2003
05/01/2004
05/01/2004
02/01/2004
24/12/2003 07/01/2004 8
3
10
2
5
2
5
4
4
6
2
2
3
5
10
2
2
3
8
2
5
2
3
4
4
6
1
2
2
5
7
1
0
7
DA
DA-ANS-SC
DA
DA SC
DA
DAU - FKTDAU
DAU
DA- DAU SC
DA
DA
DAU -FKT
DA-DAU- FKT
DAU-FKT-ANS-SC
DA
DA
ANS-SC
-DA=deambulazione assistita -DAU=deambulazione con ausili -SC=sponde contenimento ANS=assistenza non sanitaria- FKT=intervento fisioterapia per rieducazione alla marcia in
sicurezza
-In caso di caduta, indicare data e specificare se conseguenze: F=frattura -S=sutura NLA=non lesioni apparenti
149
Azienda USL Rimini
Procedura Specifica caduta
accidentale
Rev.
del 00/01/2003
del paziente in reparto
PS020UOPARN
Pagina 150 di 302
8.2.2
SOMMARIO
1. Scopo/Obiettivi ................................................................................................. 152
1.1. Scopo........................................................................................................... 152
1.2. Obiettivi....................................................................................................... 152
2. Campo di applicazione...................................................................................... 152
3. Definizioni ........................................................................................................ 152
4. Matrice delle Responsabilità/Attività................................................................ 153
5. Il Diagramma di flusso...................................................................................... 154
6. Descrizione delle Attività.................................................................................. 155
7. Riferimenti e Allegati........................................................................................ 155
7.1. Riferimenti .................................................................................................. 155
7.2. Allegati ........................................................................................................ 156
8. Indicatori/Parametri di Controllo ...................................................................... 156
9. Lista di Distribuzione........................................................................................ 156
Redazione
Approvazione
Verifica
Nome
Guidi Cristina
Urbinati Alessandra
Amaducci Cinzia
Responsabile di U.O.
Semproli M. Angela
Referente Qualità U.O.
Amaducci Cinzia
Data
Gennaio 2003
Firma
150
STORIA DELLE MODIFICHE AL DOCUMENTO
Rev. Pagine
modificate
Descrizione tipo/natura della modifica
Firma
approvazione
Data
151
SCOPO/OBIETTIVI
Fornire agli operatori uno strumento per uniformare i comportamenti da adottare per ridurre il
rischio di caduta accidentale delle persone ricoverate in Unità Operativa Post Acuti.
SCOPO
Ricercare le cause delle cadute accidentali per mettere in atto strategie di prevenzione per ridurre il
rischio delle complicanze senza compromettere il grado di mobilità e l’autonomia funzionale della
persona.
Permettere una tempestiva valutazione delle eventuali conseguenze della caduta del paziente.
OBIETTIVI
Attuare sui pazienti anziani una tempestiva valutazione del rischio di caduta, attraverso l’utilizzo di
uno strumento clinico quantitativo che associa un punteggio specifico alle abilità valutate (Scala di
valutazione Conley)
CAMPO DI APPLICAZIONE
Prevenzione delle cadute accidentali dei pazienti ricoverati nella Unità Operativa Post Acuti.
DEFINIZIONI
PS07UOPAS :Procedura specifica 020 Unità Operativa Post Acuti Rimini
CS : Capo Sala
CM : Case Manager
IPPA : Infermiere Post Acuti
OTAPA : Operatore tecnico dell’assistenza
MRS : Medico referente
MdG : Medico di guardia
152
MATRICE DELLE RESPONSABILITÀ/ATTIVITÀ
FIGURE RESPONSABILI
CS
ATTIVITA’
Segnalazione
diagnosi
di
demenza, depressione, età a
rischio di cadute
Applicazione delle scale di
valutazione
CM
OPAPA
FKT
C
R
Intensificazione della
sorveglianza in pazienti a
rischio di caduta
Prescrizione di strumenti di
contenimento del paziente a
letto (es.: sponde di
contenimento, deambulazione
assistita, con ausili ecc.)
Compilazione consenso per
utilizzo strumenti contenitivi,
descrizione delle attività
assistenziali da attuare per
ridurre rischio di caduta
nell'apposito spazio in
frontespizio cartella integrata e
nel piano assistenziale
In caso di caduta accidentale
del paziente informare il MdG
Compilazione del verbale di
caduta accidentale, di eventuali
richieste per indagini
radiologiche e registrazione su
Cartella Integrata
Segnalazione della caduta
pomeridiana/notturna del
paziente al CM al mattino
successivo
Registrazione cadute su
apposito registro
IPPA
C
C
C
C
R
MdG
R
R
C
MR
R
C
R
C
R
R
R
C
C
153
IL DIAGRAMMA DI FLUSSO
Segnalazione diagnosi demenza, depressione, età a
rischio di cadute
Applicazione scale di valutazione
NO
Paziente a
rischio
1. Normale
sorveglian
SI
Intensificazione della sorveglianza, in
pazienti a rischio di caduta
NO
Caduta del
paziente
1. Prosecuzio
ne piano
SI
Informare il medico di guardia
Compilazione del verbale di caduta
accidentale, eventuali richieste
radiologiche, registrazione su cartella
integrata
1. Segnalazione della
caduta del paziente al
case manager
Raccolta dati – comunicazione semestrale
direzione assistenziale 154
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ
Segnalazione diagnosi di demenza, depressione, età a rischio di cadute: il medico referente del caso,
specifica sulla cartella clinica del paziente la diagnosi principale o secondaria di demenza,
depressione; il case manager in collaborazione con gli infermieri, sul piano di assistenza individuale
del paziente individua come bisogno la sicurezza e pianifica gli atti assistenziali indicati.
Applicazione delle scale di valutazione: durante la presa in carico del paziente il case manager
avvalendosi della collaborazione del paziente, dei familiari e degli infermieri, applica la scala di
valutazione Conley.
Intensificazione della sorveglianza in pazienti a rischio di caduta: in caso di punteggio della scala
Conley uguale o superiore a 2, indicativo di rischio di caduta, attivare nel piano assistenziale attività
di controllo/supporto da parte del personale di assistenza avvalendosi dove possibile della presenza
dei familiari (apposito permesso per assistenza aggiuntiva); Prescrizione di strumenti di
contenimento a letto, del paziente: nel caso il paziente a rischio di cadute, non possa essere
sufficientemente controllato durante l’arco delle 24 ore, prima di avvalersi dell’uso di strumenti di
contenimento a letto, quali le sponde, il medico referente concorderà con i familiari l’eventuale
prescrizione dei suddetti strumenti (firma foglio prescrizione strumenti contenitivi – allegato 2)
In caso di caduta accidentale del paziente informare il medico referente e/o di guardia: se il paziente
cade a terra, l’infermiere di turno in UOPA Rimini telefona al medico di guardia e segnala la
caduta.
Compilazione del verbale di caduta accidentale, di eventuali richieste per indagini radiologiche e
registrazione su cartella integrata.
Segnalazione della caduta pomeridiana/notturna del paziente al case manager al mattino successivo:
in caso il paziente cada durante le ore pomeridiane o notturne, al mattino successivo l’infermiere di
turno segnala l’accaduto al case manager.
Registrazione cadute su apposito registro: il case manager o l’infermiere delegato registra la caduta
(vedi allegato3)
RIFERIMENTI E ALLEGATI
Riferimenti
Testo infermieristico: "L'infermiere case manager" di Paolo Chiari-Antonella Santullo
Documento dipartimentale per obbiettivi 2003
155
Allegati
-
Frontespizio Cartella Integrata con scale di valutazione rischio e spazio per descrizione
provvedimenti assistenziali da attuare;
-
Schema registrazioni cadute accidentali;
-
Foglio consenso informato per utilizzo strumenti contenitivi
INDICATORI/PARAMETRI DI CONTROLLO
Numero delle cadute accidentali segnalate
Numero delle schede di rischio compilate
LISTA DI DISTRIBUZIONE
Responsabili funzioni interessate
Firma
data
Responsabile Unità Operativa Post Acuti SN: Bartolini Elsa
Responsabile Unità Operativa Post Acuti RN: Semproli M.
Angla
Referente Dirigenza Infermieristica: Donatella Zanchini
156
ASL RIMINI UNITA’ OPERATIVE MED.3 – LD - PA. OSPEDALE DI SANTARCANGELO
8.3. RELAZIONE RIGUARDANTE LA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI OBIETTIVO
ANNO 2003 PER LE UNITA’ OPERATIVE MED.3 - LD. - POST ACUTI – OSPEDALE DI
SANTARCANGELO. 33
AREA ORGANIZZATIVA
Modello
organizzativo
precedente
L’attività infermieristica
riguardante
la
effettuazione
della
terapia,
era
svolta
mediante l’utilizzo di
una scheda di terapia
che veniva trascritta
dall’infermiere.
Era maturata l’esigenza
di dotarsi di uno
strumento che rendesse
più sicura l’ importante
attività infermieristica
quale è la effettuazione
/somministrazione della
terapia.
Modello organizzativo
adottato
Strumenti e metodi
Risultati
E’ stata elaborata una
scheda unica di terapia
scritta dal medico ed
utilizzata dall’infermiere
con la registrazione di
ogni
singola
somministrazione
E’ stata modificata la
cartella clinica.
Sono stati
pianificati
incontri di preparazione,
discussione, condivisione
degli strumenti.
Gli strumenti sono stati
sperimentati, aggiornati e
resi definitivi mediante la
condivisione
all’interno
del gruppo.
Obiettivi:
Ridurre
errori
di
trascrizione.
Ridurre
errori
di
esecuzione .
Responsabilizzare
maggiormente
i
professionisti
Fornire maggior sicurezza
al paziente.
La resistenza di qualche
componente le due equipe
è stata superata con la
mediazione del primario e
della referente, attraverso
riunioni ed incontri di
gruppo.
La scheda elaborata
risponde alle esigenze
del gruppo, è utilizzata
da tutti senza problemi,
ha portato fin da subito
alla riduzione degli
eventi sentinella.
Forte
responsabilizzazione di
tutto il gruppo.
Durante i primi periodi,
si è verificata l’esigenza
di dover monitorare il
processo a causa della
calligrafia illeggibile da
parte di alcuni medici
La trascrizione della
terapia, era motivo di
possibili/probabili errori
di interpretazione e di
trascrizione.
La scheda precedente
veniva scritta a matita,
non prevedeva la firma
dell’avvenuta
somministrazione,
il
farmaco sospeso veniva
cancellato, non restava
traccia del precedente
farmaco, se non in
cartella clinica.
Erano possibili errori di
33
Scheda di terapia, scheda
grafico/parametri
sono
conservati nella cartella
infermieristica , sono
consultati dal clinico e
inseriti in cartella al
momento della dimissione
unitamente alla scheda di
terapia
Tutta l’equipe si è
adeguata e concorre
affinché
l’attività
mantenga lo standard
raggiunto
La referente si occupa di
A cura di Coordinatore AFD Elsa Bartolini.
157
registrare su apposita
scheda i reports di
eventuali criticità
trascrizione,
erano
possibili incongruenze
fra la terapia in cartella e
quella
effettivamente
utilizzata
dall’infermiere.
PROGETTO DI MIGLIORAMENTO ANNO 2003 UU.OO. MED.3/LD. SANTARCANGELO
8.3.1 IMPLEMENTAZIONE DI UNA SCHEDA DI TERAPIA SCRITTA DAL MEDICO ED
UTILIZZATA DALL’INFERMIERE CON RESTRAZIONE DI OGNI SINGOLA
SOMMINISTRAZIONE
Incontri di gruppo fra medici e
infermieri per analizzare il
problema,ideare ed elaborare
prima bozza scheda di terapia
Elaborazione scheda
presentazione della scheda al
gruppo, condivisione ed
applicazione in fase di prova su
un piccolo gruppo di pazienti
Revisione della scheda attraverso
riunioni ed applicazione su tutti i
pazienti
Monitoraggio andamento eventi
critici e corretta applicazione
Verifica monitoraggio
APRILE 2003
GENNAIO 2003
SETTEMBRE
DICEMBRE
2002
LUGLIO
SETTEMBRE
2002
AZIONI
MAGGIO
GIUGNO
2002
TEMPI
REFERENTI
______
Coordinatore
Bartolini
I.P. Agostini
______
Coordinatore
Bartolini
I.P.Referente
Agostini
I.P. Tordi Monia
____
Dott. Ioli
I.P.Referente
Agostini
I.P. Tordi Monia
Coordinatore
Bartolini
Coordinatore
____
Bartolini
I.P. Referente
I.P. Tordi Monia
Coordinatore
___ Bartolini
I.P. Referente
Agostini
I.P. Tordi Monia
158
PROGETTO DI MIGLIORAMENTO
8.3.2 SCHEDA DI VERIFICA OBIETTIVI DI BUDGET 2003
Struttura organizzativa
Dip/Area/U.O
DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE ENDOCRINOMETABOLICHE
DEL RICAMBIO E DELL’APPARATO GASTROENTERICO
UNITA’ OPERATIVE MEDICINA3/LUNGODEGENZA
OSPEDALE “A.FRANCHINI”SANTARCANGELO
Titolo Progetto
IMPLEMENTAZIONE DI UNA SCHEDA DI TERAPIA SCRITTA DAL MEDICO ED
UTILIZZATA DALL’INFERMIERE CON REGISTRAZIONE DI OGNI SINGOLA
SOMMINISTRAZIONE
Descrizione del Progetto
¾ Superamento della trascrizione, da parte dell’infermiere delle
prescrizioni terapeutiche dalla cartella clinica, alla scheda
infermieristica di terapia.
¾ Prevedere firma del medico presrittore
¾ Prevedere firma dell’infermiere che somministra
¾ Maggior sicurezza per l’utente.
Azioni Intraprese
¾ Attraverso incontri di gruppo, è scaturita l’ideazione di una scheda
di terapia.
¾ E’ stata elaborata una scheda terapia che rispondesse a requisiti di
chiarezza e sicurezza
¾ E’ stata condivisa nel gruppo e sperimentata
Valore Iniziale /
¾ Si verificavano errori terapeutici
¾ Non rimaneva traccia di chi aveva effettivamente somministrato
¾ Il farmaco al bisogno non era ben codificato
Valore Finale
¾ Riduzione di eventi critici
¾ Uniformarsi alla normativa prevista dall’accreditamento di
struttura e dei professionisti
¾ Migliorare la qualità dell’assistenza
¾ Responsabilità e consapevolezza da parte dei professionisti
Durata :
Data Inizio
Data Fine
¾ Fase sperimentale
e
revisione; settembre/dicembre 2002
fase attuativa gennaio 2003.
¾ Tale pratica è diventata definitiva
Sistema di Monitoraggio
¾ Verifica compilazione schede di terapia
¾ Verifica scrittura comprensibile
¾ Verifica firma terapia da parte dell’infermiere
159
Tempi di monitoraggio
Responsabili del Progetto
¾ Periodo : aprile/giugno2003
A.F.D.Bartolini Elsa Agostini M.Teresa Dott. Giorgio Ioli
Nominativo dei partecipanti
Intera equipe medico-infermieristica
Santarcangelo 21 agosto 2003
Il Responsabile
Azienda USL Rimini
U.O. Post Acuti
Ospedale Franchini S.Arcangelo
Coordinatore Responsabile: Bartolini Elsa
8.4 RELAZIONE FINALE PROGETTO DI MIGLIORAMENTO BUDGET 2003
"IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE PROCEDURA CADUTA PAZIENTI"
[già inviato in precedenza con scheda di verifica semestrale, la procedura, la scala di valutazione
Conley]
La tipologia di pazienti a rischio di caduta ha riguardato:
-
paziente anziano
-
paziente demente
-
paziente con alterazioni della deambulazione
Tappe del processo:
10) RIUNIONE CON TUTTI GLI OPERATORI per concordare il percorso e l'applicazione della procedura
nonché del progetto di miglioramento
11) ADOZIONE/APPLICAZIONE PPROCEDURA CADUTA PAZIENTE PRODOTTA NEL 2002 in
collaborazione con il Post Acuti di Rimini
12) ADOZIONE SCALA DI CONLEY PER IDENTIFICAZIONE PAZIENTI A RISCHIO DI CADUTA con
inserimento in cartella integrata
13) INDIVIDUAZIONE PAZIENTI A RISCHIO E COMPILAZIONE SCALA DI CONLEY al momento della
presa in carico del paziente
14) APPLICAZIONE PRECAUZIONI DEL CASO secondo la tipologia del paziente e la necessità specifica
a quel bisogno
15) VALUTAZIONE IN CORSO D'OPERA
PER CORRETTE
PRECAUZIONI attraverso incontri
giornalieri con gli operatori
160
16) SEGNALAZIONE DI POSSIBILI VARIAZIONI all’interno degli incontri giornalieri effettuati con gli
operatori
17) VALUTAZIONE FINALE del raggiungimento dell'obiettivo
18) RACCOLTA DATI CON ELABORAZIONE
DEGLI STESSI attraverso l’utilizzo di una griglia
predisposta per il report dei dati di qualità dell’assistenza infermieristica compilata dagli infermieri
ed elaborata dalla Caposala. ( vedi allegato)
Coclusioni:
-
Ricoveri totali anno 2003 = n°379 pazienti
-
N° 207 pazienti sono risultati a rischio di caduta secondo la scala di Conley adottata per queste
rilevazioni.
-
N° 10 pazienti su 207 a rischio sono caduti di
questi, solo 2 risultavano a rischio
compromissione dello stato cognitivo ed agitazione; pur avendo pianificato
per
una sorveglianza
continua, con l’ausilio dei famigliari, questi, hanno eluso la sorveglianza senza informare gli
operatori (conseguenze: frattura di femore)
-
Negli altri pazienti non a rischio, non vi sono state complicanze.
-
Le precauzioni adottate sono entrate a far parte del piano assistenziale individuale del paziente.
Tutti gli operatori hanno assimilato che, il processo messo in atto serve a migliorare l'assistenza ai
pazienti, contribuendo così alla riduzione delle cadute ed evitare traumi che possono portare
complicanze ai pazienti con un prolungamento della degenza.
La procedura è stata adottata definitivamente come parte integrante il piano assistenziale personalizzato
dei pazienti.
Il Coordinatore Bartolini
Santarcangelo , 17 febbraio 2004
161
PROGETTO DI MIGLIORAMENTO
8.4.1 SCHEDA DI VERIFICA
Struttura organizzativa
Dip/Area/U.O
DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO
U.O. POST ACUTI - OSPEDALE S.ARCANGELO
Titolo Progetto
IMPLEMENTAZIONE/APPLICAZIONE PROCEDURA CADUTA
PAZIENTI
Descrizione del Progetto
Azioni Intraprese
Valore Iniziale /
RICERCARE LE CAUSE DELLE CADUTE ACCIDENTALI PER
METTERE IN ATTO STRATEGIE DI PREVENZIONE PER RIDURRE
IL RISCHIO DELLE COMPLICANZE SENZA COMPROMETTERE IL
GRADO DI MOBILITA’ E L’AUTONOMIA FUNZIONALE DELLA
PERSONA.
PREMETTERE UNA TEMPESTIVA VALUTAZIONE DELLE
EVENTUALI CONSEGUENZE DELLA CADUTA DEL PAZIENTE
- COMPILAZIONE DELLA SCALA DI CONLEY AD OGNI
NUOVO PAZIENTE ANZIANO RICOVERATO IN U.O.
- VALUTAZIONE PAZIENTE A RISCHIO
- IDENTIFICAZIONE DEI BISOGNI
- ADOZIONE DI STRATEGIE PREVENTIVE
TIPOLOGIA DEL PAZIENTE:
- PAZIENTE ANZIANO
- PAZIENTE DEMENTE
- PAZIENTI CON ALTERAZIONE DELLA DEAMBULAZIONE
Valore Finale
Durata :
Data Inizio
-
CORRETTO MONITORAGGIO DEL RISCHIO DI CADUTA CON
CONSEGUENTE RIDUZIONE DELLE CADUTE
-
1 GENNAIO 2003
-
31 DICEMBRE 2003
-
SCHEDA RILEVAZIONE PAZIENTI A RISCHIO DI CADUTA
SCHEDA RILEVAZIONE NUMERO PAZIENTI CADUTI
Data Fine
Sistema di Monitoraggio
Tempi di monitoraggio
162
Responsabili del Progetto
-
ANNO 2003
-
AFD BARTOLINI ELSA
CASE MANAGER
-
Intera equipe
Nominativo dei partecipanti
S.Arcangelo 21 agosto 20003
Il Responsabile
8.5 Progetto Elaborazione ed applicazione di una procedura per la preparazione del sito
chirurgico secondo le raccomandazioni dei Centers for Diseases Control (CDC)
Responsabili del Progetto34: Settore Igiene e Sicurezza Assistenziale Tura Grazia
Direzione Assistenziale Fabbri Lorella
Gruppo Di Lavoro
Coordinatore Longhi Teresa
Personale : Infermieri ed O.T.A
U.O Chirurgia Generale Rimini
Razionale: La tricotomia eseguita per la preparazione della cute del paziente all'intervento, rappresenta
uno dei rischi di infezione della ferita chirurgica. E' stata effettuata una revisione della letteratura
sull'argomento, dalla quale risulta che la percentuale di infezione è più alta quando si utilizza un rasoio
monouso tradizionale ed è minore con l'impiego di un rasoio elettrico
Il progetto parte dalla necessità di operare una revisione dei protocolli esistenti e prevede di introdurre
ed applicare una metodica di preparazione del sito chirurgico- tricotomia con Clipper e doccia
antisettica - allo scopo di ridurre alcuni dei fattori di rischio correlati all'insorgenza delle infezioni della
ferita chirurgica, anche in funzione degli obiettivi regionali, governo clinico, area rischio infettivo.
Nel reparto di Chirurgia la tricotomia veniva eseguita il giorno precedente all’intervento con rasoio
monouso a lama. Questo provoca microlesioni che si colonizzano con microrganismi, nell’intervallo di
tempo che intercorre tra tricotomia ed intervento chirurgico e possono quindi essere fonti di infezioni.
La doccia preoperatoria veniva consigliata, ma non era in uso uno strumento con cui verificarne le
modalità di esecuzione.
163
Obiettivo :
Minimizzare il rischio infettivo correlato alla procedura di preparazione della cute nei pazienti sottoposti
ad intervento chirurgico, applicando una metodica di riconosciuta efficacia sulla base delle
raccomanadazioni emanate dal C.D.C di Atlanta.
Vincoli ed ostacoli:
L’introduzione della nuova metodica è stata preceduta da una analisi del contesto organizzativo che ha
evidenziato come l’applicabilità delle raccomandazioni del C.D.C sulla preparazione del sito chirurgico
doveva essere supportata da tre elementi :
a) La condivisione con il personale medico della modalità di preparazione del sito chirurgico
b) Analisi e monitoraggio dei costi della nuova metodica confrontando l’utilizzo della clipper rispetto
all’impiego del rasoio monouso
c) Analisi delle attività di reparto per consentire di rivedere la tempistica di esecuzione della doccia e
della tricotomia sulla base di quanto contenuto nelle raccomandazioni
( vedi indicatore N° 7 e N° 3).
Fasi della pianificazione:
•
Individuazione del gruppo di lavoro referente del progetto (caposala, infermieri, OTA dell'U.O.,
Infermiere addetto al controllo delle infezioni ospedaliere)
•
Ricerca di mercato per la scelta dello strumento "Clipper" , approvvigionamento e valutazione dei
costi per consentire la sperimentazione del progetto nell'arco temporale di anni 1.
•
Workshop con la Ditta aggiudicataria per la presentazione dello strumento e della tecnica di utilizzo
al reparto
•
Ricerca ed analisi bibliografica
•
Pianificazione degli incontri per la stesura delle due istruzioni operative " Doccia preoperatoria
dell'utente" "Tricotomia mediante rasoio elettrico (Clipper)" sulla base delle evidenze presenti in
letteratura
•
Revisioni dei piani delle attività degli infermieri ed OTA per consentire l’esecuzione della
tricotomia e della doccia pre-operatoria secondo la tempistica raccomandata
•
presentazione del lavoro a tutta l'equipe medico infermieristica
•
definizione degli strumenti di rilevazione mediante la strutturazione di 2 schede ; una per la raccolta
dati ; una per valutare l'indice di gradimento del paziente.
•
34
inserimento ed elaborazione dati con database dedicato su programma ACCESS
D.A.D. L. Fabbri e Coordinatore G. Tura.
164
( scheda informatizzata )
•
presentazione e sintesi dei Dati .
Sperimentazione e presentazioni dei dati:
La fase di sperimentazione del progetto è iniziata il 16 luglio 2003, data in cui è iniziata l’applicazione
delle due istruzioni operative contenenti la descrizione dei comportamenti attesi nella fase di
preparazione del paziente all’intervento chirurgico L’analisi dei dati raccolti, condotta dalla Capo Sala
Teresa Longhi attraverso schede elaborate ad hoc, è riferita all’intervallo di tempo 16 luglio - 21
novembre 2003. Il numero di clipper utilizzate è stato di 400 pezzi per un costo di 2.169,1200 euro.
La presentazione dei dati utilizza come criteri di classificazione ed analisi, gli indicatori /parametri che
compongono le schede di rilevazione
Analisi degli indicatori/parametri di controllo:
Indicatore numero 1: numero di interventi chirurgici e di schede compilate nel periodo di riferimento:
Gli interventi eseguiti nel periodo di riferimento sono stati 405 di cui 279 in elezione e 126 in urgenza,
Il numero di pazienti tricotomizzati al 21/11/2003 con relativa compilazione della scheda, è stato di
335. In particolare:
•
Per 2 pazienti si è reso necessario ripetere la tricotomia perché l’intervento è stato rinviato di più
di 72 ore.
•
9 pazienti nonostante le istruzioni del personale infermieristici hanno personalmente eseguito la
tricotomia a domicilio,
•
2 pazienti non necessitavano di tricotomia.
•
2 pazienti provenienti direttamente dal pronto soccorso sono stati avviati in emergenza alla sala
operatoria
Indicatore n° 2: numero di testine utilizzate per area depilata a fronte del consumo dei rasoi tradizionali
( tipo Bic ).
A fronte di un consumo stimato di circa 1200 pezzi dei rasoi tradizionali per stesse zone tricotomizzate e
periodo temporale, con la nuova metodica sono state realmente usate 337 clipper.
Indicatore n° 3 intervallo di tempo trascorso fra esecuzione tricotomia e intervento.
Con riferimento alle linee guida che riporta “ se è necessario rimuovere i peli, eseguire la rasatura il più
possibile vicino al momento dell’intervento”, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto, in quanto
165
dei 335 pazienti tricotomizzati, per 283 la tricotomia è stata eseguita immediatamente prima
dell'intervento chirurgico, per 51 pazienti fra tricotomia ed intervento sono trascorse 12 ore, e per solo 1
paziente sono trascorsi 5 giorni, in quanto l’intervento è stato rimandato per problemi di ordine clinico.
Indicatore n° 4: tempo impiegato a fronte della metodica tradizionale per area di intervento:
Per eseguire la tricotomia in 335 pazienti sono stati impiegati 2693 minuti; per gli stessi pazienti se
fossero stati sottoposti a stessa tricotomia con i rasoi tradizionali, sarebbero stati impiegati 6180 minuti.
Questo risparmio di tempo ha consentito di eseguire la tricotomia lo stesso giorno dell’intervento
chirurgico e non il pomeriggio prima, incontrando in questo modo le raccomandazioni dei C.D.C.
Indicatore n° 5: misurazione delle caratteristiche cutanee secondo i parametri della scheda raccolta
dati pre e post tricotomia.
Dei 335 pazienti tricotomizzati, 312 nella valutazione delle caratteristiche cutanee pre tricotomia hanno
riscontrato parametri nella norma, di questi, 302 avevano i parametri nella norma anche nella
valutazione post tricotomia e solo 10 hanno sviluppato eritema.
Tre dei pazienti con affezione pre-tricotomia si sono normalizzati subito dopo la procedura.
Indicatore n° 6 : gradimento del paziente alla metodica
La valutazione del gradimento da parte del paziente sulla nuova metodica è stata indagata secondo le
seguenti tre voci: dolore, prurito, tutto bene. La totalità dei pazienti, quindi 335, ha indicato la terza voce
(tutto bene.
Indicatore n° 7: intervallo di tempo tra doccia preoperatoria e intervento chirurgico:
In riferimento alle linee guida che riportano “è indispensabile ridurre il numero di batteri presenti su
tutta la superficie cutanea del paziente prima dell’intervento chirurgico mediante l’esecuzione di doccia
pre-operatoria e che questa deve essere eseguita con antisettico il giorno dell’intervento”, possiamo dire
che l’obiettivo è stato raggiunto, in quanto dei 335 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico, per 283
la doccia è stata eseguita immediatamente prima dell’intervento, per 51 pazienti fra doccia ed intervento
sono trascorse 12 ore, e per solo 1 paziente sono trascorsi 5 giorni, in quanto l’intervento è stato
rimandato per problemi di ordine clinico
166
Indicatore n° 8: numero di Asepsis score predittivi di infezione superficiale della ferita.
RISULTATO
Asepsis Wound Score
0
1
2
3
4
5
6
7
Conteggio
292
12
6
7
1
3
2
1
Dei 335 pazienti sottoposti a tricotomia e doccia preoperatoria, con la nuova metodica, attraverso lo
strumento dell' Asepsis Wound Score (vedi modulo allegato), abbiamo rilevato che 292 pazienti alla
dimissione hanno avuto asepsis score di 0, 12 di 1, 6 di 2, 7 di 3. La media è quindi pari a 0,24 sulla
scala asepsis score. I dati mancanti sono riferiti ai pazienti che al momento della rilevazione erano
ancora ricoverati.
Barre Code
Modulo C "ASEPSIS WOUND SCORE"
Controllo in data__________
Barrare con una X il punteggio
% Proporzione di ferita interessata
Caratteristiche
della ferita
0
<20%
20
– 40
– 60
– >80%
39%
59%
79%
ESSUDATO
SIEROSO
ERITEMA
0
1
2
3
4
5
0
1
2
3
4
5
ESSUDATO
PURULENTO
DEISCENZA
0
2
4
6
8
10
0
2
4
6
8
10
Indicatore n° 9: differenziazione di spesa tra le due metodiche:
La nuova metodica ha comportato una spesa di 1.705.00 euro ;
con la metodica tradizionale, per stesse zone tricotomizzate e stesso intervallo di tempo la spesa sarebbe
stata la seguente :
•
rasoi monouso 360 euro
167
•
garza non sterile 133 euro,
•
smaltimento di garza 19 euro
per un totale di 502 euro
Non è stato calcolato il costo del tempo risparmiato dal personale (tempo risparmiato 4087 minuti = 68
ore)
Conclusioni.
Le indicazioni in merito alle modalità di preparazione del sito chirurgico al fine di ridurre il rischio
infettivo sono contenute nelle raccomandazioni emanate dal C.D.C di Atlanta. Il Lavoro presentato, ha
preso in esame la preparazione della cute prima dell’intervento in riferimento a due procedure : la
doccia e la tricotomia.
Lo studio non è in grado di fornire dati che dimostrino una diretta correlazione tra clipper- doccia e
tasso di infezione della ferita chirurgica in quanto altri fattori, che nello studio non sono stati presi in
considerazione intervengono a determinare il rischio infettivo ; fattori legati al tempo di insorgenza
dell’infezione; al paziente, al tipo di intervento, all’operatore. Il valore dell’asepsis score rilevato al
momento della dimissione del paziente ha quindi lo scopo di fornire dati di natura descrittiva del
fenomeno. I risultati indicano che la tricotomia con clipper richiede un tempo medio di esecuzione
inferiore del 43% rispetto alla metodica con rasoio a lama; questo ha consentito di effettuare la
tricotomia e la doccia immediatamente prima dell’intervento nell’ 80% dei pazienti del campione . I
risultati indicano che solo il 2,9 % dei pazienti ha sviluppato eritema post-tricotomia e che la totalità dei
pazienti ha espresso il proprio gradimento dopo la procedura indicando con la voce “ tutto bene “ della
scheda le proprie valutazioni. L’analisi dei costi evidenzia che la tricotomia con clipper determina una
aumento dei costi di circa il 37% rispetto all’utilizzo del rasoio. I dati si riferiscono ai costi del
materiale; non è stato possibile effettuare una quantizzazione del tempo lavoro risparmiato.
Scopo del progetto, non è stato quello di validare ciò che a livello scientifico è stato già dimostrato, ma
quello di costruire un percorso operativo che consenta l’applicazione delle raccomandazioni supportate
da evidenze, valutare i costi che l’applicazione delle raccomandazioni comporta sia in termini
organizzativi che di risorse, valutare l’impatto sull’utente.
Le procedure e le schede di rilevazioni dei dati sono a disposizione presso il reparto di chirurgia per chi
volesse consultarle.
168
8.6 PROGETTO ELABORAZIONE ED IMPLEMENTAZIONE DI LINEE GUIDA PER LA
GESTIONE DEI DISPOSITIVI INTRAVASCOLARI SECONDO LE RACCOMANDAZIONI
AGGIORNATE DEI CENTERS FOR DISEASES CONTROL (CDC)
Responsabili del Progetto: Settore Igiene e Sicurezza Assistenziale Tura Grazia
Direzione Assistenziale Fabbri Lorella
Elenco partecipanti per U.O.
Post-Acuti SN
Nonni Egiziana - Casadei M. Teresa
Post Acuti RN
Fastosi Maria Grazia - Pelosi Vincenza
Rianimazione RN
Rianimazione RC
Schirru Annalisa
Canova Giuliana
Utic RN
Utic RC
Nefrologia RN
Dialisi RN
Chirurgia RN
Oncologia Degenza RN
Oncologia DH RN
Petrucci Claudia- Bevitori Lara
Masi Gabriele - Vanzini Anna Rita
Morri Giovanni
Tuula Heikinnen
Pogliani Elisa - Carlucci Raffaella
Duci Tullia Morena - Urbinati Elena
Marco Vanni
Razionale Il Progetto parte dalla necessità di
operare una revisione dei protocolli aziendali che
risalgono agli anni 1998-1999, a seguito delle più recenti raccomandazioni del C.D.C mirate alla
prevenzione delle infezioni correlate a questi dispositivi.
8.6.1.Fasi Della Pianificazione:
1. individuazione e formalizzazione del gruppo di lavoro : partendo da un campione di U.O ritenute
maggiormente rappresentative per numero e tipologia di Dispositivi Intravascolari gestiti ,sono stati
individuati i componenti del gruppo di progetto.
2. Formazione ed aggiornamento del personale: partecipazione al corso FAD
( formazione a distanza ) organizzato dal UORI sulle linee guida del C.D.C inerenti i dispositivi
intravascolari.
Al termine del corso i partecipanti hanno sostenuto le prove di valutazione per verificare il livello di
conoscenza raggiunto. Nel corso di un incontro successivo sono state discusse le eventuali aree grigie
della gestione dei D.I che la formazione a distanza non aveva affrontato, ma che il personale incontra
nella gestione quotidiana dei dispositivi intravascolari.
169
3. Workshop sulle diverse modalità di medicazione dei siti di inserzione Presentazione delle diverse
modalità di medicazione dei siti di inserzione dei D.I attraverso incontri con le ditte fornitrici dei
prodotti. Sono stati forniti ai reparti che partecipano al progetto una serie di campioni per consentire “
prove su campo “ al fine di valutarne l’utilizzo nella pratica quotidiana .
4.Adapting delle raccomandazioni. Nella fase di adapting ( adattamento delle raccomandazioni) il
gruppo di lavoro si è impegnato ad effettuare all’interno della propria U.O un’analisi delle condizioni
che potevano ostacolare o favorire la messa in pratica delle raccomandazioni riguardanti la gestione dei
D.I . Lo scopo della fase di adapting è stata quella di stimolare una riflessione sulle singole
raccomandazioni estrapolate dalla linea guida del C.D.C di Atlanta del 2002; metterle a confronto con le
attività quotidianamente messe in atto nella gestione dei dispositivi intravascolari ; individuare eventuali
scostamenti rispetto a quanto contenuto nella linee guida; individuare le possibili cause della mancata
applicazione delle raccomandazioni; indicare le possibili soluzioni o interventi per facilitarne
l’applicazione .
5. suddivisione del gruppo in sottogruppi per l’elaborazionie di protocolli operativi:
individuazione di 4 sottogruppi ad ognuno dei quali è stato affidato come obiettivo l’elaborazione di
protocolli per la gestione dei CVP, CVC, CA, Dispositivi Intravascolari Impiantabili
8.6.2. Dati relativi alla sperimentazione su campo della medicazione dei siti di inserzione dei
Dispositivi Intravascolari
Le linee guida per la prevenzione delle infezioni associate a catetere intravascolare dei Centers for
Disease Control (pubblicate sul Giornale Italiano delle Infezioni Ospedaliere - settembre 2002) indicano
fra le raccomandazioni di categoria 1A che le medicazioni trasparenti rispetto alle medicazioni
tradizionali offrono i seguenti vantaggi:
•
possibilità di ispezionare visivamente il sito di inserzione senza dover rimuovere la medicazione;
•
mantenimento della medicazione in un dispositivo intravascolare centrale fino a 7 giorni rispetto al
cambio quotidiano delle medicazioni con garza;
•
mantenimento della medicazione in un dispositivo intravascolare periferico fino a 4 giorni rispetto
al cambio quotidiano delle medicazioni con garza;
•
riduzione del disagio del paziente;
•
riduzione della manipolazione del catetere;
170
•
riduzione della possibilità di dislocamento dovuto alle manipolazioni durante la medicazione;
•
riduzione dei costi
Attualmente non essendo a disposizione alcuna medicazione dedicata, i colleghi utilizzano le seguenti
modalità di medicazione:
•
cerotto chirurgico sterile su cui applicano la pellicola di poliuretano per renderlo impermeabile
•
cerottini medicati da dito su cui applicano la pellicola di poliuretano per renderlo impermeabile
oppure la garza adesiva in TNT.
•
garze sterili fissate con la garza adesiva in TNT oppure la pellicola di poliuretano
I dati relativi alle prove sul campo effettuate nelle U.O partecipanti al progetto nel periodo agosto 2003
gennaio 2004 ed elaborati dalla responsabile del Sevizio Igiene e sicurezza assistenziale, si riferiscono a
due tipologie di medicazione ognuna delle quali con elementi distintivi a seconda se utilizzata per il
catetere venoso periferico o catetere venoso centrale :
•
1.a tipologia Medicazione Tegaderm 1655 per cateteri venosi centrali e Tegaderm 1633 per
cateteri venosi periferici
Sono state provate n. 19 medicazioni Tegaderm 1655 su altrettanti CVC (giugulare, succlavia, femorale)
e 25 Tegaderm 1633 medicazioni su altrettanti CVP (braccio, avambraccio, mano) nei reparti di
Rianimazione Rimini e Riccione, Oncologia degenze e DH Rimini, Post acuti santarcangelo e Rimini,
Nefrologia e Dialisi Rimini, Chirurgia Rimini. I risultati ottenuti e registrati su apposita scheda di
rilevazione hanno dimostrato una valutazione complessiva positiva (solo in caso di sudorazione profusa
del paziente la medicazione tende a staccarsi nella parte in TNT)
•
2.a tipologia Medicazione Opsite IV 3000 per il CVP e Opsite IV 3000 per in CVC (misure
differenti)
Sono state provate n. 6 medicazioni Opsite IV 3000 per CVC su altrettanti CVC (giugulare, succlavia,
femorale) e n. 7 medicazioni per CVP (braccio, avambraccio, mano) nei reparti di Rianimazione di
Riccione, Nefrologia e Dialisi Rimini.
I risultati ottenuti e registrati su apposita scheda di rilevazione hanno dimostrato anche in questo caso
una valutazione complessiva positiva, considerando comunque che la prova è stata limitata a solo due
U.O. e quindi ad un minore numero di schede giunte al settore.
I risultati relativi alle medicazioni utilizzate per le prove su campo sono stati inviati al Servizio di
farmacia dell’Azienda che sta valutando le medicazioni sperimentate.
171
8.6.3. Adattamento ( adapting) delle raccomandazioni e Presentazione dei dati.
Per facilitare “l’adattamento” delle raccomandazioni è stato organizzato un incontro con tutto il gruppo
di progetto ed i coordinatori nel corso del quale sono state definite le modalità per effettuare l'adapting;
consegnate le griglie su cui registrare i dati; definiti i tempi per la consegna delle griglie compilate . Le
griglie contengono 122 raccomandazioni selezionate dalla linea guida ; per ogni raccomandazione
doveva essere barrata l’applicabilità o non applicabilità; se non applicabile dovevano essere indicate le
cause ; note , indicazioni strategie, potevano essere riportate nella colonna
“ commenti”.
Per ogni raccomandazione sono state compilate 16 schede . L’analisi delle informazioni contenute nelle
schede è stata effettuata da Gianni Morri .
Per potere sintetizzare le osservazioni è stato predisposto un criterio di classificazione in base al quale le
cause
della mancata applicabilità delle raccomandazioni sono state suddivise in :
strutturali
,organizzative, professionali.
I dati raccolti indicano che le raccomandazioni sono ritenute non applicabili per un totale di 210 volte
così suddivise:
30 volte per cause di tipo strutturale
29 volte per cause di tipo professionale
151 volte per cause di tipo organizzativo.
In particolare le raccomandazioni che con maggiore frequenza risultano non applicabili, riguardano le
sezioni della sorveglianza , formazione del personale, igiene delle mani, gestione dei set da infusione e
dei dispositivi senza ago ( prolunghe tappi, ) antisepsi cutanea, preparazione delle soluzioni in fusionali
e delle fiale multidose
In sintesi, raggruppando le raccomandazioni per argomenti, i dati di non applicabilità sono i seguenti:
6 schede indicano non applicabili le raccomandazioni riguardanti il monitoraggio del sito di inserzione
del catetere ;
8 schede le
raccomandazioni riguardanti le registrazioni su apposita scheda degli interventi per
posizionamento, gestione, rimozione del catetere;
5 schede valutano non applicabili le raccomandazioni inerenti l’igiene delle mani ;
7 schede ritengono non applicabili le raccomandazioni sulla formazione del personale, il monitoraggio
e l’aggiornamento delle conoscenze del personale che gestisce i dispositivi intravascolari
20 schede giudicano non applicabili le raccomandazioni inerenti al cambio dei set, le manovre di
accesso al sistema, il cambio dei dispositivi senza ago
8 schede di non applicabilità sono riferite all’asepsi della cute sia durante la medicazione del sito di
introduzione, sia durante il posizionamento.
172
20 schede riguardano la non applicabilità delle raccomandazioni riguardanti preparazione e controllo
della qualità delle preparazioni infusionali
OSSERVAZIONI –COMMENTI
Le note riportate nella colonna “commenti” delle schede di Adapting (allegato1), sono state analizzate e
sintetizzate.
I-Formazione e d educazione degli operatori sanitari
1. Creare e incentivare corsi di aggiornamento con retraining. Redigere protocolli operativi ed
incentivare l'adesione. Verificare periodicamente l'attivazione del protocollo(comitato di controllo).
2. Identificare operatori referenti dell'aggiornamento che poi riferiscano ai colleghi.
3. Infermieri esperti che seguono particolarmente l'argomento dei dispositivi venosi in collegamento
ICI+ formazione per queste figure.
4. Corsi di formazione periodici a distanza.
II Sorveglianza
1. Invitare i famigliari dei pazienti anziani non autonomi a riferire qualsiasi modificazione del sito
del catetere
2. registrazione su scheda infermieristica
Igiene delle mani
Rivedere periodicamente linee guida; formazione obbligatoria permanente del personale
Modalità di medicazione del sito del catetere
Su prescrizione medica vengono applicate pomate o creme antibiotiche
IX-cambio di "set" per la somministrazione, di sistemi senza ago e di liquidi parenterali
Creare un protocollo in cui compare la firma dell'operatore che ha eseguito la sostituzione
Dispositivi intravascolari senza aghi (compatibilità dei dispositivi senza aghi)
Il materiale con minor costo non sempre lo garantisce
XI-preparazione e controllo delle qualità delle preparazioni endovena.
Dimostrare la validità della disinfezione (linee guida)
173
IV-massime precauzioni di barriera sterili durante l'inserimento del catetere.
Vengono utilizzati solo guanti sterili, a volte previo lavaggio delle mani(lavaggio sociale)
V. Regimi di medicazione del sito del catetere (manovre assistenziali compatibili col materiale del
catetere)
Creare dei protocolli in base alle indicazioni delle schede tecniche contenute nel kit catetere, così da
evitare l’utilizzo di prodotti che possono interferire con il materiale del catetere.
Conclusioni
Il progetto è stato elaborato per dare operatività agli indirizzi regionali sulla gestione del rischio infettivi
relativo alla gestione dei dispositivi intravascolari Il piano dei lavori iniziato nel luglio 2003, ha seguito
un percorso che partendo dalla formazione, ha continuato con
l’analisi ed adattamento delle
raccomandazioni contenute nella linea guida , e proseguirà nel corso del 2004 con l’elaborazione di
protocolli operativi specifici per tipologia di dispositivo intravascolare . L’ Adapting delle
raccomandazioni ha consentito di raccogliere le osservazioni degli operatori ,pur nei limiti evidenziati
dal processo di adattamento Le informazioni riportate nella maggioranza delle schede infatti riguardano
la descrizione dell’esistente , mentre è mancata una valutazione delle possibili strategie da utilizzare per
rendere operativa la raccomandazione. In alcuni casi inoltre, nella colonna “commenti” sono state
riportate osservazioni che denotano una importante valenza soggettiva e quindi possono non essere
attendibili quali elementi in grado di fornire una descrizione della situazione attuale rispetto alla
gestione dei Dispositivi Intravascolari. I dati tuttavia forniscono una utile fotografia delle aree che
dovranno essere analizzate e riviste nella fase di stesura dei protocolli operativi. Il verificarsi di alcuni
eventi critici hanno indotto la Direzione Medica ed Infermieristica ad indicare come prioritario
l’elaborazione del protocollo per la gestione del Port-A- Cath .
STATISICA CVC: VEDI APPENDICE N. 15.
174
8.7 RELAZIONE ANNO 2003 PROGETTO “RISCHIO RADIOLOGICO”
In riferimento alla Sua richiesta Prot. N. 0015416 del 18.02.2004 inerente l’oggetto, si comunica quanto
segue:
Titolo del progetto
Fornire adeguate informazioni al paziente con impianto di pace-maker definitivo nella fase di accesso e
di dimissione.
Partecipanti: Bertuccioli S., Campanile S., Costa A., Mancini S., Manzoni C., Manzoni I., Masi G.,
Natali L.,Ortolani B., Paolini M., Raffo A., Vanzini A., Del Gesso S. (1° fase del progetto, poi in
congedo per legge 1204).
Coordinatore Leardini T.
SITUAZIONE
PROGETTO
STRUMENTI E METODI
RISULTATI
PRECEDENTE
Mancanza di uniformità Fornire
adeguate Formazione di un gruppo di Opuscolo
nelle informazioni date informazioni ai pazienti lavoro.
Elaborazione
di
un informativo dal
al paziente in attesa di in attesa di P.M. per opuscolo informativo contenente titolo “Il vostro
impianto
di
Richiesta
P.M.. ridurre le loro incertezze indicazioni sulla preparazione del Pace-maker
di e l’ansia riguardanti lo paziente
e
sulle
tappe
della definitivo”
informazioni da parte stile di vita da seguire procedura da consegnare allo allega
dei pazienti in attesa di dopo
impianto di P.M. circa il Individuare
l’impianto. stesso
al
momento
una
della copia in attesa
strumenti prenotazione per l’impianto di della
stampa
loro futuro stile di vita. informativi.
P.M..
Mancanza di materiale
questionario di valutazione da tipografia).
informativo relativo a
somministrare ai pazienti.
quanto sopra.
Elaborazione
(si
di
un attualmente in
Questionario
(v. allegato).
Il Coordinatore
Il Direttore U.O.
Tiziana Leardini
Dr. Luigi Rusconi
175
8.8 PROGETTO DI INCENTIVAZIONE RISCHIO RADIOLOGICO EMODINAMICA
RIMINI35
Titolo
del Tappe
progetto
percorse
"Miglioramento 1. Analisi
dei
modalità
di
punti
accesso
alle
critici
Sale
di
dell'org
Emodinamica
anizzazi
ed
one
Elettrofisiologia
esistent
"
e
Referenti
del 2. Riorgan
izzazion
progetto:
e della
- Dr Marconi
distribu
Marco
zione
- Lombardi
delle
Denise
preesen
- Cappella
ze
Paola
infermie
- Cappella
ristiche
Fabiana
sulle 12
- Ciarono
ore
Gigliola
- Bonvvicini 3. Riorgan
izzazion
Sabrina
e
e
- Taglieri
gestione
Barbara
liste
- Togni
operator
Matteo
ie
- Ronconi
emodin
Cinzia
amica/el
- Raspanti
ettrofisi
Sandra
ologia
4. Revisio
ne
modalit
à
di
gestione
del
paziente
che
accede
al
laborato
rio
di
Emodin
35
Strumenti
Risultati
metodi
raggiunti
1. Lavori di 1. Ridistribuzio
gruppo
ne delle unità
infermieristic
2. Modifica
he sulle 12
ore
con
della
incremento
turnistica
sulla fascia
pomeridiana
3.
in modo da
Integrazione
evitare
collaborazion
sforamenti
e
con
il
d'orario
Servizio
di
nell'esecuzio
Cardiologia
ne
dell'attività
programmata
2. Riorganizzaz
ione
delle
attività
di
Saletta con
passaggio al
Servizio di
Cardiologia
della
gestione dei
Tilt Test. Per
la gestione
delle
Cardioversio
ni Elettriche
per il 2004 è
in via di
elaborazione
un progetto
di
collaborazion
e
con
il
Dipartimento
Emergenze
/Urgenze
(Centro
Anticoagulan
ti)
3. Elaborazione
di
una
Obiettivi da raggiungere
1.
2.
3.
Approvazione della
procedura da parte
della
Direzione
Sanitaria
Presentazione
e
distribuzione
della
procedura
ai
coordinatori
di
UUOO.
Elaborazione
istruzione operativa
per la gestione delle
due note operatorie
A cura di Coordinatore D. Lombardi.
176
amica
procedura
per
la
gestione del
paziente in
Emodinamic
a (allegato)
Rimini 1/03/04
Coordinatore: Denise Lombardi
177
8.8.1 PROCEDURA GESTIONE INFERMIERISTICA DEL PAZIENTE IN EMODINAMICA
SOMMARIO
1. Scopo/Obiettivi.................................................. Errore. Il segnalibro non è definito.
1.1. Scopo ........................................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
1.2. Obiettivi....................................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
2. Campo di applicazione ...................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
3. Modifiche alle revisioni precedenti ................... Errore. Il segnalibro non è definito.
4. Definizioni......................................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
5. Matrice delle Responsabilità/Attività ................ Errore. Il segnalibro non è definito.
6. Il Diagramma di flusso ...................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
7. Descrizione delle Attività .................................. Errore. Il segnalibro non è definito.
8. Riferimenti e Allegati ........................................ Errore. Il segnalibro non è definito.
8.1. Riferimenti................................................... Errore. Il segnalibro non è definito.
8.2. Allegati ........................................................ Errore. Il segnalibro non è definito.
9. Indicatori/Parametri di Controllo....................... Errore. Il segnalibro non è definito.
10. Lista di Distribuzione ........................................ Errore. Il segnalibro non è definito.
Nome/Funzione
Firma
Redazione
Verifica ed Approvazione
Emissione
178
Scopo/Obiettivi
Scopo
Descrivere le modalità di accettazione ed assistenza del paziente sottoposto a trattamento emodinamico
nelle fasi di pre-accettazione, ingresso nel laboratorio, assistenza durante e dopo la
procedura e
dimissione.
Obiettivi
1. Codificare le modalità di preparazione del paziente alla procedura emodinamica
2. Codificare le modalità di preparazione del paziente in pre-sala
3. Descrivere le attività assistenziali durante la procedura
4. Descrivere le modalità di assistenza dopo la procedura
5. Definire le modalità di dimissione dal laboratorio
Campo di applicazione
Questa procedura si applica a:
-
Laboratorio di Emodinamica dell’ASL di Rimini
-
A tutte le U.U.O.O. dell’Azienda che usufruiscono di questo servizio
-
A tutte le U.U.O.O. extra Azzienda che usufruiscono di questo servizio
Modifiche alle revisioni precedenti
Definizioni
MEDICO DI SALA: medico che lavora all'interno della Sala di Emoddinamica
MEDICO DI U.O. INVIANTE : medico di riferimento dell' U.O. che invia il paziente
179
INFERMIERA DI SALA: infermiera che lavora all'interno della Sala di Emodinamica
INFERMIERA DI CARDIOLOGIA RIMINI: infermiera che lavora all'interno dell'U.O. di Cardiologia di
Rimini
INFERMIERA DI ALTRE U.O. INTERNE o ESTERNE AL PRESIDIO DI RIMINI
BARELLISTA DI SALA
Matrice delle Responsabilità/Attività
FIGURE RESPONSABILI
ATTIVITA’
1. Pre-accettazione del paziente
Infermiera
di sala
IP di U.O. di Infermiera
Medico di Medico altra Barellista
Cardiologia
altre U.O. o sala
struttura
presidi
affernti
C
C
C
R
C
2. Accettazione del paziente R
all'ingresso in laboratorio
3. Preparazione del campo sterile C
R
4. Rimozione
emostasi
ed C
R
5. Dimissione e trasferimento del C
paziente
R
cateteri
C
C
Il Diagramma di flusso
Descrizione delle Attività
180
6.1 PRE-ACCETAZIONE DEL PAZIENTE
L’infermiera di Emodinamica è responsabile della chiamata del paziente che è diversificata a seconda della
provenienza:
a)
pazienti interni all’U.O.: la lista viene consegnata alla Cardiologia e all’UTIC entro le ore 18 del pomeriggio
precedente l’intervento
b)
pazienti provenienti da altre U.U.O.O. o Strutture: l’infermiera dopo accordi fra medici, conferma alla struttura di
competenza la data e l’ora di esecuzione il giorno precedente
c)
pazienti esterni : vengono contattati telefonicamente dall’infermiere di Emodinamica il sabato mattina per la settimana
successiva. Oltre la data e l’ora di ricovero verrà ricordato al paziente di portare con sé tutta la documentazione sanitaria
e la terapia domiciliare, gli effetti personali per la degenza, eventuale necessità di digiuno.
Per i paziento al punto b) gli infermeiri del reparto di provenienza devono compilare la check list in tutte le sue parti (vedi
allegato) in quanto utile per facilitare le operazioni di assistenza successive.
6.2 ACCETTAZIONE E PREPARAZIONE DEL PAZIENTE ALL’INGRESSO IN EMODINAMICA
All’ingresso del paziente l’infermiera esegue le seguenti attività:
a)
Registarzione dei dati anagrafici sul programma informativo Regionale e sul poligrafo
b)
Controllo della check list per i pazienti esterni all’U.O. di Cardiologia
c)
Verifica dell’adeguata preparazione del paziente ( tricotomia, via venosa, esami di laboratorio, protesi dentaria,consenso)
d)
Posizionamento del paziente sul lettino radiologico di sala, monitoraggio del tracciato elettrocardiografico con il
poligrafo posizionamento degli elettrodi delle derivazioni periferiche sulle gambe e preferibilmente, in regione
emiclaveare o comunque in una posizione non suscettibile di interferenze, e di una derivazione precordiale solitamente
V2 per lasciare libera l’area di defibrillazione.
6.3 PREPARAZIONE CAMPO STERILE
a)
Il medico apre il Kit monouso contenente il materiale di base (allegato) e lo dispone sul carrello servitore
b)
Il medico prepara il campo sterile sul paziente posizionando il telo sterile monouso in modo tale che il foro di apertura
coincida con la sede da pungere (femorale o radiale o omerale)
c)
L'infermiere integra il materiale del Kit con acqua eparinata sterile, disinfettante iodato, isosorbide di nitrato, lidocaina
per anestesia locale, introduttori arteriosi, cateteri diagnostici, cateteri guida.
d)
L'infermiere predispone la linea di pressione cruenta alla quale viene collegata la prolunga di monitoraggio passata dal
medico, di seguito viene collegato il deflussore al mezzo di contrasto
e)
L'infermiere calcola il punto zero mettendo in contatto il trasduttore con l'aria e impostando l'apposito comando sul
poligrafo.
6.4 ASSISTENZA AL PAZIENTE DURANTE LA PROCEDURA E DOPO LA PROCEDURA
a)
Misurazione delle pressioni cruente
si differenziano a seconda della procedura: in una coronaroventricolografia di elezione si rilevano le pressioni cruenti aortica
ventricolare sinistra prima e dopo l’esecuzione della ventricolografia mentre nel caso di un cateterismo cardiaco si rilevano
anche le pressioni di tutte le sezioni destre del cuore (Atrio, Ventricolo, Polmonare e Capillare) e la portata cardiaca con il
metodo della termodiluizione.
b)
Strumentazione in corso di procedura:
-
isolamento arteria: ago da femorale 18G, intorduttore atreioso valvolato 6F, guida 0.35 mm,anastetico locale
181
-
durante coronaroventricolografia: catetere diagnostico per ventricolo e per angiografia; cateteri diagnostici per
incannulamento coronaria sinistra e destra
-
durante PTCA: cateteri guida specifici per la coronaria da trattare, filo guida, catetere/i dilatatori, stent
-
durante cateterismo destro: catetere di Swan-Ganz 4 lumi, introduttore per accesso venoso, seconda linea di pressione,
siringhe eparinate per EGA per saturazioni.
c)
Somministrazione terapia farmacologica varia a seconda del caso; in corso di angioplastica di elezione se il paziente non
è già scoagulato si somministrano sempre 5000u di eparina
6.5 RIMOZIONE CATETERI ED EMOSTASI
Si differenzia a seconda della procedura eseguita:
-
esame diagnostico
paziente non scoagulato: l’introduttore arterioso viene rimosso nella pre-sala dal medico
successivamente si effettua una compressione sull’arteria femorale per almeno 10 minuti circa di seguito l’infermiera
provvede ad effettuare una medicazione compressiva.
-
Paziente scoagulato, angioplastica, pazienti obesi o scarsamenti collaboranti o con ridotta compliance: al termine della
procedura posizionamento di un sistema di emostasi interno (Angioseal; Perclose, Vasoseal) di seguto l’infermiera
effettua una medicazione sterile a piatto
In ogni caso dopo l’emostasi l’infermiera deve monitorare:
a)
I polsi periferici (tibiale, pediddio o altri a seconda del caso)
d)
I parametri vitali (FC, PA, valutazione del respiro)
e)
L'elettrocardigramma segnalazione di eventuali modificazioni
f)
I segni e sintomi riferibili ad eventuali reazioni allergiche (prurito, eritemi, pomfi, tosse dispnea ecc.)
g)
L' eventuale comparsa di dolore anginoso
Tali controlli devono essere continui e scrupolosi durante tutta la durata della procedura, infine deve registrare
i parametri e compilare in tutte le sue parti la scheda infermieristica del programma regionale
6.6 DIMISSIONE e/o TRASFERIMENTO DEL PAZIENTE
Le modalità di trasferimento si differenziano a seconda della provenienza del paziente e delle sue condizioni cliniche:
a)
paziente in condizioni cliniche stabili proveniente dall’U.O. interna di Cardiologia o altre U.U.O.O. interne
al
Presidio: il trasporto viene effettuato dal barellista di Sala
b)
paziente in condizioni cliniche critiche proveniente dall’U.O. interna di Cardiologia o altre U.U.O.O. interne al
Presidio: il trasporto viene effettuato dal barellista di Sala accompagnato dall’infermiere di sala e se necessario dal
medico
c)
pazienti provenienti da altri presidi o strutture si programma il trasferimento in ambulanza che è a carico della struttura
di provenienza, se le condizioni cliniche sono critiche ma permettono il trasferimento sarà accompagnato dal medico del
nosocomio di provenienza.
Riferimenti e Allegati
Riferimenti
182
Allegati
1. Scheda infermieristica del programma regionale
2. Check list
3. Elenco materiale contenuto nel Kit
Indicatori/Parametri di Controllo
Lista di Distribuzione
1. Ospedale di Rimini: U.U.O.O. di Cardiologia, pronto Soccorso Medicina d’Urgenza, OBI,
Nefrologia , Medicine, Geriatria; Chirurgia Vascolare
2. Opsedale di Riccione: Pronto Soccorso; Cardiologia
3. Ospedale di Cattolioca: Pronto Soccorso
4. Ospedale di Sant’Arcangelo: Pronto Soccorso; medicina
5. Ospedale Novafeltria: Pronto Soccorso; medicina
6. Ospedale di Cesena: Pronto Soccorso, Cardiologia
7. Ospedale di Cesenatico: Medicina Vascolare, Pronto Soccorso.
183
Azienda Unità Sanitaria Locale - Rimini
Dipartimento delle Malattie del Torace, Infettive, Neurologiche, Immunoreumatologiche
U.O. Medicina Interna I
RELAZIONE FINALE
8.9. Progetto: Misurazione incidenza delle lesioni da decubito Anno 2003.
Utilizzando documentazione infermieristica strutturata (Scala di Braden) e la preparazione
formativa del personale infermieristico, nell’anno 2003 abbiamo intrapreso uno studio per la
valutazione del rischio di Lesioni da Decubito (L.D.D.) nei pazienti ricoverati nella nostra U.O.
Durante l’anno in esame su un totale di 1561 pazienti ricoverati 291 sono risultati a rischio di
L.D.D.
Dei casi a rischio solo l’ 1,72% ha sviluppato la lesione durante il ricovero. Questo conferma che
le misure preventive adottate dalla nostra U.O. raggiungono un reale contenimento del rischio di
L.D.D.
La percentuale di lesioni presenti già in ingresso è risultata del 17,18%. Ciò ha comportato un
più alto dispendio in termini di risorse umane e di consumo di materiale.
Il sistema di monitoraggio della qualità assistenziale instaurato presso la U.O. nel 2003 è stato utile per
mettere in evidenza la validità dell’attuale stato assistenziale (che risulta molto positiva) e nello stesso
tempo vuole essere un inizio per ulteriori approfondimenti e miglioramenti.
Il lavoro proseguirà con l’utilizzo dello stesso sistema di monitoraggio effettuando due rilevazioni
semestrali per la durata di un mese ciascuna (nei mesi di gennaio e luglio).
Il Coordinatore
Anna Forlani
184
DIPARTIMENTO ONCOLOGICO
8.10. u.o. ONCOLOGIA: gestione dei rischi nella prescrizione-somministazione delle terapie.
PREMESSA
GLI ERRORI NELLE PRESCRIZIONI DEI FARMACI SONO FRA I PIÙ COMUNI IN MEDICINA;
MA SONO ANCHE QUELLI CHE POSSONO ESSERE EVITATI CON PIÙ FACILITÀ,
APPLICANDO MISURE SEMPLICI E POCO COSTOSE.
PER RAGGIUNGERE IL RISULTATO “OCCORRE PERÒ CAPIRE PERCHÉ GLI ERRORI
VENGONO COMMESSI”.
IL TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO, IN COLLABORAZIONE CON LE
ASSOCIAZIONI DEI MEDICI OSPEDALIERI E DI BASE, HA PROMOSSO IN TREDICI
STRUTTURE SANITARIE IL PROGETTO “IMPARARE DALL’ERRORE”.
Negli ultimi cinque anni le segnalazioni dei pazienti su presunti sbagli sanitari sono aumentate del 50%.
IL RISCHIO NON PUÒ ESSERE AZZERATO MA POSSIAMO PUNTARE AD AUMENTARE LE
CONDIZIONI DI SICUREZZA.
In oncologia le prescrizioni degli antiblastici avvengono tramite dei protocolli, questi sono numerosi e
ne nascono sempre dei nuovi.
MODALITÀ’ DI PRESCRIZIONE DELLE TERAPIE PRIMA CHE ATTIVASSIMO IL
PROGETTO DI MIGLIORAMENTO
Per ogni paziente il medico compilava una scheda terapeutica dove oltre i dati personali del paziente
veniva segnata la diagnosi, il tipo di protocollo terapeutico con il dosaggio per m2 e il dosaggio “reale”
calcolato per il singolo paziente.
Ogni volta che il paziente doveva eseguire il ciclo terapeutico l’infermiere trascriveva il farmaco e il
dosaggio su un quaderno e dopo la valutazione degli esami di laboratorio da parte del medico, si
procedeva con la “correzione” delle terapie. Riassumendo l’infermiere doveva leggere e trascrivere dalla
185
scheda terapeutica il nome del paziente, il nome del farmaco, il dosaggio e anche le modalità di
infusione.
OBIETTIVI DEL PROGETTO:
™ diminuire il rischio dell’errore con l’utilizzo di specifici istruzioni operative per ciascun
protocollo terapeutico;
™ miglioramento della qualità assistenziale con un comportamento uniforme e continuo nel seguire
il protocollo terapeutico nei due turni infermieristici;
™ facilitare l’inserimento del neo-assunto all’interno dell’U.O.
AZIONI INTRAPRESE:
9 riunione infermieristica per discutere e condividere il progetto;
9 elaborazione e stesura della procedura ed elaborazione di un protocollo terapeutico “tipo” nonché
la modifica della scheda terapeutica;
9 riunione medico-infermieristica per la condivisione e l’approvazione del progetto;
9 elaborazione di tutti i protocolli terapeutici (n°154) – vedi allegato 1 – comprensivi di procedura
per lo stravaso in ogni schema;
9 eseguiti tre incontri fra le coordinatrici del DH e della degenza per poter estendere i protocolli
anche in quest’ultima, con solo una modifica specifica per il reparto;
9 attivato il CED per la condivisione del programma in diverse postazioni informatiche e con il
reparto di degenza;
9 elaborato uno strumento di monitoraggio dello stravaso – vedi allegato 2.
TEMPISTICA.
Il progetto è iniziato nel mese di novembre dell’anno 2002 ed è terminato nel mese di dicembre
dell’anno 2003.
CONCLUSIONI.
Questo progetto ha messo in collaborazione medici ed infermieri, i risultati sono oggettivamente
riscontrabili nell’ambito di:
‰
Chiarezza nelle prescrizioni;
‰
Diminuzione dei tempi nella procedura della “correzione delle terapie”;
186
‰
Rintracciabilità, delle terapie eseguite e degli operatori coinvolti;
‰
Monitoraggio degli eventi sentinella “stravasi”.
Il coordinatore DH Onc/Prevenzione AFD Franca Alessandrini
8.11 PROGETTO LESIONI DA DECUBITO36
In linea con gli obiettivi regionali e gli indirizzi di programmazione della Direzione Assistenziale per
l’anno 2003, e con riferimento agli obiettivi/prodotti del Progetto n. 4 Gestione del Rischio
(“omogeneizzare modalità assistenziali che presentano margini di riduzione di variabilità
comportamentale”), erano state delineate le seguenti attività di progetto e di sviluppo:
1. Attivazione di un capitolato per l’acquisto di superfici antidecubito
2. Adozione di strumenti per la valutazione del rischio
3. Revisione protocolli per il trattamento delle lesioni da decubito
4. Formazione gruppo referenti aziendali per lesioni da decubito
Di seguito si riportano le attività realizzate nel periodo di riferimento:
1. E’ stato attivato un capitolato per l’acquisto di superfici antidecubito ad alta tecnologia: sono
stati acquistati 35 materassi di cui 33 a pressione alternata e due a cessione d’aria. Le superfici
sono state assegnante a partire dal luglio 2003 ai reparti definiti ad alto rischio tenendo conto
delle dotazioni preesistenti (è stata eseguita la mappatura di tutte le U.O. per avere numero e
tipologia di superfici presenti) e degli studi di prevalenza effettuati nel 2000 e 2001.
Ospedale di Santarcangelo:
(U.O. Post acuti, Medicina, Lungodegenza) n. 7 materassi a pressione alternata
Ospedale di Riccione:
Ortopedia
n. 3 materassi a pressione alternata
Medicina
n. 3 materassi a pressione alternata
Rianimazione
n. 4 materassi a pressione alternata; 1 cessione d'aria
36
A cura di Coordinatore G. Tura
187
Ospedale di Rimini:
Ortopedia
n. 6 materassi a pressione alternata
Medicina 1
n. 2 materassi a pressione alternata
Medicina 2
n. 2 materassi a pressione alternata
Geriatria
n. 2 materassi a pressione alternata
Chirurgia
n. 1 materasso a pressione alternata (più un secondo avuto in donazione)
Rianimazione
n. 3 materassi a pressione alternata; 1 a cessione d'aria
Preliminarmente alla consegna è stato organizzato un incontro informativo-formativo rivolto agli
utilizzatori con il contributo della ditta aggiudicataria a cui sono seguiti poi altri momenti formativi
all’interno delle singole U.O. con lo scopo di addestrare il maggior numero di operatori all’uso corretto
delle superfici e ai principali aspetti di manutezione ordinaria e straordinaria (descritti sul vademecum
appositamente predisposto).
E’ stato impostato ed è tuttora in corso un sistema di monitoraggio attraverso una scheda di rilevazione,
con l’obiettivo di misurare i risultati in termini di:
-
insorgenza di lesioni da decubito/valutazione rischio paziente
-
comfort del paziente
-
giorni utilizzo/superficie
-
sostituzione del “cover”/paziente
L’impegno economico per l’acquisto di queste superfici è stato di 50.000 €
E’ stato attivato anche un capitolato per l’acquisto di superfici-posizionatori (matrice in polimero visco
elastico) per le sale operatorie di Rimini e Riccione al fine di prevenire le lesioni per quei pazienti
definiti “a rischio” e sottoposti ad interventi chirugici di lunga durata per un ammontare di circa 15.000
€.
2. Sorveglianza
Nel corso del 2003 è continuata l’attività di sorveglianza delle lesioni da decubito.
N° pazienti Rilevati per reparto (Totale 336)
15
10
20 19
8
40
106
52
25
41
2101 GERIATRIA
2601 MED.GEN.
2602 MED.GEN. 2
2603 MED. GEN. SN
3601 ORTOPEDIA
4901 TERAPIA INT.
6001 LUNGODEG.
6002 LUNGODEG.
6003 LUNGODEG.SN
6004 LUNGODEG.CT
188
Lo studio di prevalenza effettuato il 13 novembre è stato condotto, come nel 2001, solo nei reparti
definiti ad alto rischio, dei quattro stabilimenti ospedalieri:
•
Terapie intensive
•
Ortopedie Traumatologia
•
Medicine
•
Geriatria
•
Post acuti
•
Lungodegenze
•
Hospice
La rilevazione è stata condotta da un gruppo di infermieri clinici esperti utilizzando la scheda regionale
del 2000 e 2001, adattata.
Lo studio ha consentito di raccogliere ed analizzare i dati di 336 pazienti, arruolati sulla base dei criteri
di eleggibilità indicati nel disegno di studio. Sono state rilevate 57 lesioni da decubito pari al 17% sul
totale dei pazienti inclusi, di cui il 56,14% riguarda il genere femminile.
300
Prevalenza lesioni da decubito
279
237
250
30,00%
200
lesioni no
150
77
100
57
24,50%
17,00%
20,00%
lesioni si
10,00%
50
0,00%
0
1
2
Anni
Anno 2001
Anno 2003
Il tasso di prevalenza è passato così dal 24,5% del 2001 al
17% del 2003
L’indice di Braden (indice predittivo di stima del rischio di insorgenza di LdD) ha rilevato che il
42,86% dei pazienti ospedalizzati si colloca nella fascia più alta di rischio (6-16). Inoltre l’89,5% delle
lesioni da decubito rilevate riguarda pazienti con indice di Braden compreso tra 6 e 16.
189
Frequenza delle lesioni per indice di Braden
70,00%
0-8
60,00%
9-12
50,00%
13-16
40,00%
17-20
30,00%
21-23
20,00%
10,00%
0,00%
Le caratteristiche delle lesioni osservate classificate secondo la stadiazione NPUAP (National Pressare
Ulcer Advisory Panel) hanno dato i seguenti risultati:
Tabella 1
Stadio della lesione
N°
Percentuale
Escara
3
5.26
Stadio 1
15
26.32
Stadio 2
21
36.84
Stadio 3
17
29.82
Stadio 4
1
1.75
Totali
57
100
La localizzazione della lesione più grave ha dato i seguenti risultati:
•
Sacro coccige
71.93%
•
Tallone
15.79%
•
Trocanteri
05.2%
Cambio posturale
Rispetto alle rilevazioni precedenti, si riscontra nuovamente la mancata evidenza di un cambio posturale
nei pazienti con punteggio Braden per la mobilità inferiore a 3. In più della metà dei pazienti esaminati
non risulta traccia scritta di tale attività: 60% non evidente; 25% evidente; 15% non applicabile.
190
Utilizzo di presidi
Nei pazienti con indice di Braden <=16 senza lesioni da decubito: a fronte di un 42,86% di pazienti a
rischio si rileva che nel 55% sono state posizionate superfici antidecubito di cui il 4,5% non alimentate e
il 50,5% alimentate. Nel 45% non è presente alcuna superficie.
Nei pazienti con lesioni da decubito (57) le superfici antidecubito sono presenti nel 77.2% dei casi e
sono tutte superfici con motore a pressione alternata o a cessione d’aria. Nel 22,8 dei pazienti non è
presente alcuna superficie.
Trattamento delle lesioni
Lo studio evidenzia una parziale adozione dei sistemi di stadiazione e, nel 28% delle lesioni, persiste un
utilizzo di medicazioni tradizionali, in particolare nel trattamento delle escare e delle lesioni di 1° e 4°
stadio.
Avvertenze alla tabella frequenza delle lesioni per reparto
•
I dati sono di prevalenza e non sono da imputare in modo univoco al reparto in cui il paziente è
presente, in quanto la lesione del paziente può essere insorta in un momento precedente alla presa
in carico del paziente stesso da parte del reparto in cui è stato misurato il fenomeno.
•
Il valore complessivo è sicuramente più significativo, ma anch’esso non è con certezza
imputabile a lesioni insorte durante la permanenza negli stabilimenti ospedalieri.
•
Il rischio di sviluppare lesioni da decubito è calcolato con l’indice di Braden e si è tenuto il
valore <=16 come valore di cut-off. Fra i reparti con la prevalenza maggiore troviamo:
191
Frequenze lesioni per reparto
6004 LUNGODEG.CT
6003 LUNGODEG.SN
6002 LUNGODEG.
2602 MED.GEN. 2
2601 MED.GEN.
85,00%
15,00%
53,33%
46,67%
60,00%
40,00%
4901 TERAPIA INT.
2603 MED. GEN. SN
78,95%
21,05%
6001 LUNGODEG.
3601 ORTOPEDIA
75,00%
25,00%
LESIONI NO
92,31%
7,69%
96,00%
4,00%
80,49%
19,51%
87,74%
12,26%
2101 GERIATRIA
LESIONI SI
72,50%
27,50%
/ Lungodegenze-6001
46.6%
/ Rianimazioni
40%
/ Geriatria
27.5%
/ Lungodegenza-6004
25%
/ Lungodegenza-6003
21%
/ Medicina II
19.5%
192
Nel corso dell’anno 2003 alcune unità operative hanno implementato propri sistemi di sorveglianza;
nello specifico si segnalano i seguenti:
☺
U.O. Medicina 1 “Incidenza delle lesioni da decubito su 12 mesi - anno 2003 (vedi
allegato);
☺
U.O. Geriatria “Incidenza delle lesioni da decubito su 6 mesi – anno 2003 (vedi
allegato);
☺
U.O. Medicina di Riccione “valutazione del rischio attraverso la scala di Braden”
(vedi allegato)
3. Realizzazione del Manuale “Lesioni da decubito – prevenzione e trattamento” a cura del
Gruppo di progetto aziendale corredato di tutti gli strumenti necessari alla valutazione e gestione
del rischio: cd-rom, protocolli, pro-memoria, schede infermieristiche, opuscolo per i familiari.
4. Formazione: sono stati formati altri 70 operatori afferenti in particolare alle U.O. a medio - alto
rischio ed una unità infermieristica specializzata in Wound Care.
193
8.12. PROGETTO SCALA DI BRADEN
Presso l’unità operativa della medicina uomini di Riccione è partito il progetto della SCALA DI
BRADEN. Il gruppo di lavoro si è incontrato per elaborare i dati raccolti nel periodo di tempo
compreso tra l’01/11/03 e l’11/12/03. Vi presentiamo la tabella che riassume i dati raccolti in questo
breve arco di tempo.
U.O. MEDICINA
DATI
UOMINI
DONNE
TOT.
N° ricoveri
107
114
221
N° schede compilate
80
72
152
N° schede compilate correttamente
68
44
112
N° lesioni all’ingresso
5
4
9
N° lesioni alla dimissione
5
4
9
N° grado di rischio lesioni <=16
20
16
36
Questa prima tabella indica “solo” dati numerici i quali non ci aiutano a comprendere la reale
situazione dell’unità operativa in quanto se un paziente entra in reparto presentando una lesione da
decubito potrebbe migliorare nel periodo di degenza e viceversa un paziente privo di tale lesione al
momento del ricovero potrebbe presentarla al momento della dimissione. Questa limitazione ci
porta a voler analizzare ulteriormente i dati e risulta che:
LESIONI DA DECUBITO IN MEDICINA = 9
DONNE = 4
UOMINI = 5
N°pz
Entrata
Uscita
Entrata
Uscita
N°pz
1
No lesione
Lesione 1°grado
Lesione 2°grado
Lesione 3°grado
1
1
Lesione 1°grado
No lesione
Lesione 2°grado
Lesione 1°grado
2
3
Lesione 1°grado
Lesione 1°grado
Lesione 2°grado
Lesione 2°grado
1
194
Vi illustriamo gli indicatori di miglioramento informandovi che per un rapporto ottimale tra i dati
abbiamo ritenuto più corretto riportare il n° delle schede di Braden compilate correttamente ossia in
ogni loro parte.
U.O. MEDICINA
INDICATORI DI MIGLIORAMENTO
UOMINI
DONNE
TOTALE
N° schede compilate/N° tot. ricoveri
63,55 %
38,60 %
102,15 %
N° di lesioni all’ingresso/N° tot. schede compilate
7,35 %
9,10 %
16,45 %
N° di lesioni alla dimissione/N° tot. schede compilate
7,35 %
9,10 %
16,45 %
I dati sono stati elaborati da:
¾ DE LEONARDIS DOMENICO
¾ FABBRI MICHELA
¾ FANTINI GABRIELLA
LA COORDINATRICE
MORENA BERTOZZI
195
DIPARTIMENTO CARDIOVASCOLARE
DIVISIONE DI MEDICINA
P.O. RICCIONE
Riccione, 2 MARZO 2004
8.13. Relazione Area di Miglioramento anno 2004 Invio la relazione iniziale del progetto
inserito a budget 2004
PROGETTO
TAPPE
“IMPLEMENTAZIONE
DELLA SCALA DI
BRADEN”
26 GENNAIO
1° INCONTRO per
revisione materiale
prodotto anno 2003
29 GENNAIO
2° INCONTRO per
discussione e/o
approvazione regole
comportamentali
6 FEBBRAIO
3° INCONTRO per
completamento
cartellone lesioni da
decubito;
MODIFICATA
SCALA DI
BRADEN per
monitoraggio
materassini
antidecubito
26 FEBBRAIO
4° INCONTRO per
raccolta dati mese di
dicembre – gennaio febbraio
1 MARZO
5° INCONTRO per
aggiornamento e/o
preparazione dei
nuovi raccoglitori per
medicazioni e
consegna delle regole
ai colleghi
16 MARZO
6° INCONTRO
con M.G. TURA
STRUMENTI E
METODI
- scheda medicazione
- cartellone
- regole
comportamentali
-
CARTELLONE
FOTOGRAFICO
-
Vedi allegato
(scala Braden)
RISULTATI
Conteggio delle schede
scala di Braden
Elaborazione dati
verifica degli indicatori
Copia individuale delle
regole comportamentali
con firma per consegna
TUTTI I COLLEGHI
SONO STATI
INFORMATI DEL
NUOVO
PROTOCOLLO
Presentazione del
materiale prodotto e dei
dati elaborati
Migliorare il percorso
LA COORDINATRICE
MORENA BERTOZZI
196
8.14. RELAZIONE : PROGETTO DI MIGLIORAMENTO ANNO 2003
Struttura organizzativa
Dipartimento malattie cardio-vascolari
U.O. Geriatria
Titolo del progetto
Studio d’incidenza delle Lesioni da decubito con rilevazione mensile
del fenomeno nell’U.O. di Geriatria.
Descrizione del progetto
1)Coinvolgimento e sensibilizzazione degli operatori sul
fenomeno e sul progetto.
2)Rendere omogenei i comportamenti di tutti gli
Ip/OSS nei confronti dei protocolli di prevenzione,
stadiazione e trattamento delle LDD.
3)Consolidare le attività di monitoraggio con cadenza
mensile dell’incidenza delle LDD.
4) Ridurre l’incidenza del fenomeno nella nostra
Unità operativa.
Azioni Intraprese
1) Formazione del personale IP - OSS
Per quanto riguarda il primo e il secondo punto, nell’anno 2002/03 si è
provveduto a sensibilizzare e a formare la maggior parte del personale
Ip e Ota con corsi di formazione promossi dall’ASRI, dall’Azienda e
con incontri interni nell’U.O..
L’obiettivo era : aumentare le conoscenze degli operatori sul
fenomeno;
- sulla prevenzione con aumento della conoscenze
sulle attività di prevenzione e sulle superfici
antidecubito;
-sulla stadiazione;
-sul protocollo di medicazione e sui materiali di
medicazione.
Azioni Intraprese
2) Applicazione della SCHEDA DI BRADEN.
Utilizzazione della scheda di Braden su tutti i pazienti all’ingresso,
durante o alla dimissione se presenti variazioni cliniche.
Obiettivo : individualizzare con tale strumento e con la valutazione
clinica i pazienti a rischio di LDD e monitorare durante la degenza il
rischio.
197
3)Applicazione di una SCHEDA DI
MOBILIZZAZIONE giornaliera del
paziente
4) Utilizzo di una SCHEDA DI
MEDICAZIONE PERSONALIZZATA
5) Implementazione di un SISTEMA DI
MONITORAGGIO del fenomeno con
Raccolta mensile dei dati.
I dati corrispondono a indicatori predefiniti quali:
totali pazienti per ogni mese, numero pazienti a
rischio suddivisi in classi di rischio codificate in
base alla scala di Braden; numero lesioni con
relative sedi più frequenti e stadio presenti al
momento del ricovero o insorte in reparto.
-Sistema di monitoraggio
-Tempi
Dal mese di maggio/ 03 a Ottobre /03 abbiamo fotocopiato tutte le
schede di Braden e le schede di medicazione e nel mese di Novembre
e Dicembre abbiamo iniziato ad analizzare i dati e a suddividerli.
Analisi e sintesi dei dati
relativi allo studio
Nell’arco di tempo di sei mesi ,da maggio a ottobre 2003, sono state
applicate le schede di Braden a 842 pazienti.
La media di ingressi per ogni mese esaminato è stato di 120 pazienti.
Dall’analisi delle schede è emerso che :
N°508 pari al 60% delle schede, erano state compilate in maniera
esaustiva;
N° 42 pari al 4,9% delle schede non erano state compilate in maniera
completa;
N° 292 pari al 34,67% dei pazienti non è stato valutato il
rischio perché non è stata compilata la scheda di Braden.
Per l’elaborazione dei dati sono state considerate 4 Classi del rischio,
come segue:
1) Indice di Braden , valore 6 – 9 = Paz. ad alto
2) Indice di Braden , valore 10 – 12= Paz. a medio
rischio
rischio
3) Indice di Braden , valore 13 – 16 = Paz. a basso rischio
4) Indice di Braden , valore da 17 in poi = Paz. non a rischio.
Dall’analisi delle 508 schede compilate in modo esaustivo, emerge
che:
classe 1 - 70 pazienti sono ad alto rischio ( 13,77 %)
classe 2 - 109 pazienti a medio rischio
( 21,45 %)
classe 3 - 131 pazienti a basso rischio
( 25,78 %)
classe 4 - 193 pazienti non a rischio
( 37,99 %)
198
Analisi e sintesi dei dati
relativi allo studio.
I dati riguardanti il N° delle lesioni presenti all’ingresso, sono stati
rilevate dalle schede di medicazione personalizzate adottate nell’arco
di tempo preso a riferimento sui 842 pazienti.
Il Numero totale di lesioni presenti all’ingresso è stato
di 78 pari al 9,2 %.
Le sedi principali di localizzazione delle LDD presenti nei
pazienti risultano essere:
- la zona sacrale
N° 48
pari al
61,5 %
- i talloni
N° 14
pari al
17,9 %
- lato interno ginocchia N° 3
pari al
3,8 %
-scapola
N° 2
pari al
2,5 %
-malleoli
N° 5
pari al
6,4 %
-trocantere
N° 4
pari al
5,1 %
-gluteo
N° 2
pari al
2,5 %
Stadiazione delle lesioni all’ingresso:
11 lesioni stadio 1°
43 lesioni stadio 2°
11 lesioni stadio 3°
2 lesioni stadio 4°
7 lesioni con escara
4 lesioni non sono state stadiate
Mentre il N° delle lesioni insorte sul campione esaminato risulta essere
47
pari a 5,58 %.
Le sedi principali di nuova insorgenza delle LDD risultano essere:
- il sacro
= N° 38 pari al 8 %
- la scapola = N° 3 pari al 6,3 %
- il gluteo
= N° 2 pari al 4,2 %
- i talloni
= N° 2 pari al 4,2 %
-il trocantere = N° 2 pari al 4,2 %
Stadiazione delle lesioni insorte in U.O.:
15 stadio 1°
31 stadio 2°
1 escara
La raccolta dati sulle suddette lesioni sono state rilevate dalle schede
infermieristiche e dalle schede personalizzate di medicazione
personalizzate sul gruppo di pazienti presi a campione nell’arco di
tempo preso a riferimento.
CONCLUSIONI
Su N° 842 pazienti presi in esame il 9,2 % presentava lesioni
già all’ingresso, purtroppo i dati non forniscono informazione
sull’evoluzione delle lesioni al momento della dimissione.
199
Il numero di nuovi casi evidenzia un incidenza del 5,58 %
nel periodo da Maggio a Ottobre 2003.
I dati non permettono di mettere in relazione la classe di rischio,
individuata sulle Braden compilate e il numero di lesioni insorte
calcolate invece sul numero totale dei pazienti entrati.
La distribuzione del rischio effettuata su N° 508 pazienti pari al 60%
per i quali è stata compilata la Scheda di Braden, non consente di avere
dati precisi sulla classe di rischio, di tutto il campione di pazienti
esaminati e quindi di porre in relazione i nuovi casi con la classe di
rischio.
Le limitazioni sopra indicate dovranno essere valutate e corrette per
continuare lo studio di incidenza dell’anno 2004.
Rimini , 05,03,2004.
Il Responsabile
AFD Magnani Mara
200
Cap. 9 ANALISI ORGANIZZATIVA E STATO DELL’ARTE DEI PROGETTI 2003
A CURA DELLE DIREZIONI ASSISTENZIALI
DIPARTIMENTALI
201
9.1. DIPARTIMENTO EMERGENZA – URGENZA: ANALISI ORGANIZZATIVA E STATO
DELL'ARTE DEGLI OBIETTIVI DELLE UU.OO. - ANNO 2003 –.
SPECIFICI PROGETTI INNNOVATIVI E DI MIGLIORAMENTO DI UNITA' OPERATIVA.
UU.O.O
-
TITOLO
PROGETTO
OBIETTIVI
RISULTATI
1. creare una condizione 1. è proseguita per l'anno
RIMINI SOCCORSOPROCESSO
di
uniformitàdi riferimento il percorso
(118)
DI
INTEGRAZIONEorganizzativa
per
ildi
inserimento
ed
personale infermieristicoassegnazione di risorse
INFERMIERISTICA
che opera nell'emergenza-infermieristiche
PRONTO
DIPARTIMENTALE
per
la
dotazione
intra
edportare
SOCCORSO
TRA LE DUE UNITA'urgenza
organica del 118 a 60
extraospedaliera;
OPERATIVE
unità;
2. gestione integrata in
caso
di
criticità2. è stato approntato il
modello di turnistica (in
organizzativa;
quinta)
per
il
118
3. identificare un modellofinalizzato alla definizione
base di turnistica, glidi una turnistica comune
strumenti gestionali econ il Pronto Soccorso ;
formativi
finalizzati
3. è continuato il piano di
all'integrazione.
integrazione/rotazione
/interscambio
infermieristico tra i due
settori, proseguendo nella
linea temporale di quattro
mesi, in accordo con la
programmazione
quadrimestrale
dei
congedi ordinari.
U.O.
TITOLO
PROGETTO
OBIETTIVI
PRONTO
SOCCORSOREVISIONE
LINEE-Nei Pronto soccorso e
RIMINI - RICCIONE
GUIDA AZIENDALI DIMedicina d'Urgenza di
Rimini e Riccione è stata
TRIAGE
adottata la metodologia di
RISULTATI
1. realizzazione di
uno
strumento
operativo
scaturito
dalla
202
U.O.
TITOLO
PROGETTO
OBIETTIVI
triage con la definizione
delle prime linee-guida nel
1995 a Riccione e nel
1996 a Rimini. Ogni anno
vengono accettati circa
57.000 pazienti a Rimini e
33.000
pazienti
a
Riccione. Questo sistema
permette
un
corretto
approccio
anche
nei
momenti
di
grande
affluenza
come
nel
periodo estivo.
In questo momento è in
dispensabile una revisione
delle
linee-guida
per
raggiungere i seguenti
obiettivi:
1.
rispondere
adeguatamente alla nuova
organizzazione
ospedaliera;
2. adeguarsi alla nuova
normativa
del profilo
professionale
infermieristico;
3. creare delle linee-guida
condivise
che
siano
accreditate
a
livello
Aziendale;
4. garantire la trasparenza
dell'operato
infermieristico;
5. uniformare le lineeguida di triage tra i due
Presidi Ospedalieri.
RISULTATI
condivisione di
un
gruppo
integrato (medici
ed infermieri) dei
due
Pronto
Soccorso (Rimini
– Riccione)
2. strutturazione ed
effettuazione di
due
corsi di
formazione
specifici, di cui
uno svolto presso
il
Presidio
Ospedaliero
di
Rimini ed uno
presso il Presidio
ospedaliero
di
Riccione.
Obiettivo
del
corso:
l'integrazione dei
due gruppi dal
punto di vista
della formazione
e
dell'applicazione
delle linee-guida
dei codici di
accesso.Docenti
del Corso sono
stati infermieri e
Medici
appartenenti alle
due equipe. Il
corso è stato
integrato con una
lezione di un
Docente esterno
con esperienza di
triage, docente al
GFT
(Gruppo
Formazione
Triage). Il corso,
suddiviso in due
parti, una teorica
ed una pratica con
simulazione dei
casi,
è
stato
frequentato
da
Infermieri dei due
gruppi
in
compresenza,
proprio per aprire
un confronto sulle
tematiche
presentate.I
203
U.O.
TITOLO
PROGETTO
OBIETTIVI
RISULTATI
gruppi
infermieristici
hanno
ritenuto
l'esperienza
qualificante
sia
dal punto di vista
professionale che
relazionale.
9.1.1 AMBULATORIO INFERMIERISTICO: TRAUMATOLOGIA E ORTOPEDIA SALA
GESSI
U.O.
TITOLO
PROGETTO
DESCRIZIONE
OBIETTIVI
RISULTATI
SALA GESSI
RIMINI
In campo socio-sanitario la La
gestione
sperimentale
ATTIVAZIONE
complessità di molti bisognidell'ambulatorio
a
gestione
AMBULATORIO
richiede la capacità di erogareinfermieristica, dal suo inizio (9
ORTOPEDICO
A
GESTIONErisposte tra loro integrate;giugno 2003) e fino al 31
l'ambulatorio
infermieristicodicembre 2003, ha consentito
INFERMIERISTICA
ortopedico si pone come unauna riduzione delle visite
articolazione
collaborativamediche di controllo ortopedico,
continuativa
da
parte
diportando quelle giornaliere da 50
un'equipe
multidisciplinarea 35.
capace di rispondere ai bisogniHa consentito inoltre l'aumento
espressi e non, con tempestività,giornaliero delle prestazioni a
appropriatezza e costanza nelCUP da 3 a 6.
Sono
state
erogate
tempo.
n°
654
Queste
considerazionicomplessivamente
ambulatoriali
impongono la necessità diprestazioni
ridisegnare percorsi sanitari cheinfermieristiche nel periodo
prevedano,
mediante
unaindicato.
maggiormente
continuità
assistenziale,La tipologia
soluzioni gestionali più efficaci,gestita è quella riferita a:
senza diminuire la qualità della
medicazioni semplici;
prestazione sanitaria.
Il
progetto
prevede
medicazioni
complesse
l'individuazione di elementisenza
rimozione
di
organizzativi e gestionali riferiti
sostanza;
all'assistenza infermieristica per
la sperimentazione e l'attuazione
bendaggi e fasciature di
di una ambulatorio destinato alvaria
tipologia.
(vedi
trattamento degli utenti con
appendice statistica).
patologia ortopedica.
La figura infermieristica riveste
un ruolo fondamentale in quanto
“professione che gestisce le
cure” ed elabora la “presa in
carico” del paziente/utente,
determinante nel tracciare il
percorso che predispone al
follow-up ambulatoriale.
Obbiettivi specifici del progetto
sono:
1. favorire l'accesso degli utenti
a prestazioni infermieristiche
ortopediche;
204
U.O.
TITOLO
PROGETTO
DESCRIZIONE
OBIETTIVI
RISULTATI
2. riduzione file di attesa per gli
utenti in ambulatorio medico
ortopedico;
3. appropriatezza degli interventi
e delle prestazioni a CUP;
4. migliorare la “qualità” della
visita ortopedica (più tempo da
dedicare al paziente);
5. miglioramento della qualità
delle prestazioni erogate, con
conseguente aumento di risposta
ai bisogni del paziente e
miglioramento
della
percezione/soddisfazione dello
stesso;
6. contenimento del ricorso alle
prestazioni
ambulatoriali
mediche e/o di pronto soccorso
quando
non
strettamente
necessarie.
Per offrire maggiore comprensione si allega statistica sulla casistica prestazionale effettuata nel periodo di
riferimento (9 giugno 2003 – 31 dicembre 2003).
205
giugno
dati
attività
ambulator
io
infermieri
stico per
prestazion
i
P.O.
DI
RIMINI
U.O.
TRAUMA
TOLOGI
A
E
ORTOPE
DIA
SALA
GESSI
CDC 365
apparecch 0
io gessato
avambrac
cio
apparecch 0
io gessato
brachioantibrachi
ale
apparecch 0
io gessato
ginocchier
a
apparecch 0
io gessato
stivaletto
bendaggio 0
: desault,
so-bar
bendaggio 0
: alla colla
di zinco
bendaggio 0
semplice
medicazio 0
ne
complessa
con
rimozione
di sostanze
medicazio 0
ne
complessa
senza
luglio
agosto
settembre ottobre
novembre dicembre totale
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
3
0
0
3
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
1
0
5
6
0
0
0
0
0
1
1
0
0
0
7
2
0
9
206
rimozione
di sostanze
medicazio 0
ne
semplice
rimozzion 1
e gesso
riparazion 0
e gesso
stecca di 0
Zimmer
1
totale
complessiv
o
28
70
62
128
280
103
671
2
0
0
0
0
0
3
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
1
0
0
1
30
70
62
146
282
109
700
9.1.2 DIPARTIMENTO EMERGENZA-URGENZA: PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI
AVANZAMENTO
OBIETTIVI DI BUDGET 2003
U.O.
Titolo progetto
Data inizio
Progetto
Data scadenza
Progetto
di Gennaio 2003
118RIMINI Processo
integrazione
SOCCORSO
infermieristica
Dipartimentale
PRONTO
Pronto Soccorso
SOCCORSO
- 118
Dicembre 2003
Revisione linee- Gennaio 2003
guida
triage
aziendali
Dicembre 2003
PRONTO
SOCCORSO
RIMINI
RICCIONE
Descrizione
obiettivo finale
al 31/12/2003
1. gestione
integrata in
caso
di
criticità
organizzativ
a;
2. definizione
modalità di
integrazione/
rotazione/int
erscambio
tra i due
settori;
3. definizione
di
una
turnistica
comune.
1. necessità di
uniformare
la modalità
di codifica
dei pazienti
che
si
RISULTATO
‰
OBV
non
raggiunto
X
OBV
raggiunto 100%
‰
%
raggiungime
nto BV
OBT non
raggiunto
X
OBV
raggiunto
al
100%
207
rivolgono in
Pronto
Soccorso;
2. esigenza di
formazione
degli
infermieri di
Pronto
Soccorso
dell’Azienda
USL
‰
%
raggiungime
nto OBV
Direzione Assistenziale Dipartimentale
(D.A.D. Donatella Zanchini)
Rimini, lì___1/03/04
9.2 DIPARTIMENTO NEFRO-UROLOGICO:
MIGLIORAMENTO DI UNITA' OPERATIVA
U.O.
TITOLO
PROGETTO
DIALISI RN – RC -MOBILITA'
SN
PROGRAMMATA
PERSONALE
INFERMIERISTICO
NEI TRE CENTRI
DIALISI
AZIENDALI
SPECIFICI
PROGETTI
OBIETTIVI/PRODOTTI
-
regolamentare la mobilità
infermieristica interna ai tre
centri Dialisi;
-
favorire
l'integrazione
professionale superando lo
scoglio
dei
vincoli
organizzativi ed assistenziali;
-
ottimizzare l'utilizzo delle
risorse umane garantendo
standard
assistenziali
adeguati al paziente che
effettua
il
trattamento
dialitico.
Le assenze impreviste ed il residuo
elevato di ore e ferie richiedono
l'impegno del personale non solo
all'interno del Centro di appartenenza,
ma necessitano di rotazione per
consentire sia la copertura dei turni che
la fruizione delle ferie ed ore a recupero
programmato.
Il regolamento deve prevedere la
modalità con cui avviene il processo di
mobilità, con l'obiettivo di mantenere i
punti fermi sopra riportati.
INNOVATIVI
E
DI
RISULTATI
-
elaborazione di procedure
organizzative per la gestione
delle assenze all'interno di
ogni Centro dialisi;
-
è in fase di completamento la
stesura
della
procedura
trasversale
con
la
collaborazione
tra
rappresentanti del gruppo
infermieristico dei tre centri
Dialisi ed i Coordinatori
Infermieristici;
-
è gia
in attuazione la
mobilità tra i tre centri Dialisi
in
caso
di
criticità
organizzativa.
208
9.2.1 DIPARTIMENTO NEFRO-UROLOGICO:
PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003
U.O.
Titolo progetto
DIALISI
Rimini
Riccione
Santarcangelo
Integrazione tra Gennaio 2003
il
personale
infermieristico
dei tre Centri
Dialisi
DIALISI
Rimini
Riccione
Santarcangelo
Data inizio
Progetto
Scheda integrata Gennaio 2003
per processo di
dialisi unificata
dei tre Centri
Dialisi
Gennaio 2003
NEFROLOGIA/ Adozione
UROLOGIA
scheda di terapia
unica;
Adozione
Data scadenza
Progetto
Dicembre 2003
Dicembre 2003
Dicembre 2003
Descrizione
obiettivo
intermedio
al
30/12/03
1. gestione
integrata in
caso
di
criticità
organizzativ
a;
2. programmaz
ione
in
comune dei
periodi
di
ferie
programmat
e;
3. definizione
di
un
regolamento
di
integrazione
-rotazioneinterscambio
.
- adozione
scheda
dialitica
integrata nei
tre
centri
con utilizzo
di
unico
modello:
- il gruppo di
lavoro
ha
portato ha
termine
il
progetto;
- sperimentazi
one
dello
strumento di
lavoro nel 2°
semestre
2004
- adozione
schede nelle
due
unità
operative
RISULTATO
‰
OBV
non
raggiunto
X
OBV
raggiunto 100%
‰
%
raggiungime
nto BV
OBV non
raggiunto
X
OBV
raggiunto
al
50%
‰
%
raggiungime
nto OBV
X
OBT non
raggiunto
OBT raggiunto
al 100%
209
con utilizzo
di
unico
%
modello.
aggiungimento
OBT
scheda
infermieristica
unica
Direzione Assistenziale Dipartimentale
(D.A.D.Donatella Zanchini)
Rimini, lì___1.0304_____________________
9.3 DIPARTIMENTO MALATTIE ENDOCRINO METABOLICHE DEL
RICAMBIO E DELL’APPARATO GASTROENTERICO - UNITA’ OPERATIVE
MED.3 – LD - POST ACUTI - OSPEDALE “A.FRANCHINI - SANTARCANGELO
9.3.1 PROGETTO FORMAZIONE SUL CAMPO (PRIMA
MIGLIORAMENTO QUALITA’ DELL’ASSISTENZA EROGATA.
BOZZA):
Medicina e Lungodegenza hanno un unico gruppo infermieristico il quale, in base ad una turnistica
pianificata, si alterna sulle due unità operative.
Le due U.O. hanno finalità diverse, di conseguenza, diversa tipologia di pazienti.
L’U.O. di Medicina Generale, accoglie pazienti con patologie acute, che richiedono un approccio
assistenziale in rapida sequenza, presenta
un elevato tourn-over di pazienti , di conseguenza,
l’organizzazione è caratterizzata da un elevato dinamismo.
L’U.O. di Lungodegenza, accoglie pazienti che presentano patologie croniche, patologie oncologiche in
fase avanzata, pazienti in stato comatoso, anziani con tutte le conseguenze delle sindromi da
immobilizzazione. Per le caratteristiche descritte, i pazienti soggiornano per lunghi periodi.; pertanto,
risulta difficile pianificarne la dimissione.
Le due realtà, si differenziano quindi notevolmente sul fronte assistenziale, sul carico di lavoro, sulla
opportunità di sperimentare la propria professionalità ,sulla capacità di adattarsi in modo rapido, a due
diversi contesti organizzativi.
La U.O. Post Acuti ha un organico infermieristico dedicato, nasce da un progetto aziendale su
indicazione di una direttiva regionale che prevedeva la riorganizzazione della rete ospedaliera con un
appropriato utilizzo delle risorse volto a occuparsi di erogare assistenza con fini riabilitativi, a tutti quei
pazienti che,superata la fase acuta della malattia,necessitano ancora di un elevato carico assistenziale
infermieristico a fronte di un basso carico assistenziale medico.
210
La U.O. post acuti
utilizza un modello organizzativo innovativo, che tende a risaltare il ruolo
infermieristico e le responsabilità in esso contemplate; all’interno di questa realtà viene erogata
assistenza personalizzata, lavorando in equipe per settori , la direzione infermieristica di tale realtà,
pone l’accento sulle reali responsabilità gestionali/organizzative, sulle capacità di gestire i rapporti
all’interno di un team multi professionale, sul mantenere alto il livello di professionalità ed il desiderio
di approfondire le proprie conoscenze e competenze,attraverso l’aggiornamento e la formazione.
Sulle unità operative di Medicina/Lungodegenza vi è un organico medico dedicato, mentre nella unità
operativa di post acuti, il medico ha un ruolo di consulente / referente per i pazienti
Per quanto riguarda il gruppo O.T.A. questi, mediante una dinamica organizzativa della turnistica, ruota
in sequenza sulle tre realtà, per questo, al gruppo, viene richiesto un importante e costante impegno di
adattarsi alle tre diverse organizzazioni.
Un unico coordinatore infermieristico,affiancato da un referente tecnico sulla medicina e dalle due case
manager sul post acuti coordina i gruppi, attraverso strumenti che prevedono momenti di integrazione.
Durante il secondo semestre 2002 negli incontri di gruppo fra professionisti, si è delineata l’esigenza di
analizzare i punti di debolezza del contesto lavorativo, sono emerse delle problematiche,queste sono
state analizzate, ne è scaturita una analisi dei bisogni formativi, sono nate proposte per strutturare un
percorso formativo interno,finalizzato a sviluppare conoscenze,competenze,metodi.
1) A.S.L./ U.O.R.I.
2) DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE ENDOCRINO METABOLICHE DEL
RICAMBIO E DELL’APPARATO GASTROENTERICO UNITA’ OPERATIVE
MEDICINA3/LUNGODEGENZA,POST
ACUTI
O.”A.FRANCHINI”
SANTARCANGELO.
3) U.O.R.I.
4) PROGETTO FORMATIVO: FORMAZIONE SUL CAMPO
5) PARTECIPAZIONE A PROGETTI DI MIGLIORAMENTO
6) RESPONSABILE: A.F.D. BARTOLINI ELSA
DOCENTI: Dr. IOLI GIORGIO
Dr. GRASSIA SERGIO
DR.ssa GERBONI SABRINA
TUTOR : I.P. TORDI MONIA
I.P. RONCI SIMONA
7) OBIETTIVO GENERALE: FORMAZIONE INTERDISCIPLINARE FINALIZZATA ALLO
SVILUPPO DELLA
INTEGRAZIONE DI ATTIVITA’ ASSISTENZIALI E SOCIO
ASSISTENZIALI
211
OBIETTIVO SPECIFICO: 1)
ATTIVAZIONE MEETING DI REPARTO
1.2)
PERSONALIZZARE
I
COMPORTAMENTI
CLINICI,STANDARDIZZANDO LE
PROCEDURE.
1.3)
APPROFONDIRE CONOSCENZE
1.4)
PORSI IL PROBLEMA DEL COORDINAMENTO DEI
MEETING
8) N° 3 MEDICI – N° 27 INFERMIERI – N° 15 O.T.A.
9) I TRE DEI MEDICI DI U.O. HANNO UN RUOLO DI DOCENTI NELLA PARTE
TEORICA, PARTECIPANO INOLTRE SARANNO PRESENTI INOLTRE, INSIEME AD
ALTRI COLLEGHI MEDICI, NELLA DISCUSSIONE DEI CASI.
NEL GRUPPO INFERMIERISTICO SONO INDIVIDUATI DUE TUTOR D’AULA,TUTTI
GLI ALTRI, PARTECIPANO IN AULA E PARTECIPERANNO AI MEETING PER LA
DISCUSSIONE DEI CASI.
GLI O.T.A. PARTECIPANO AGLI INCONTRI D’AULA E DI VOLTA
VOLTA,POTRANNO ESSERE PRESENTI NELLA DISCUSSIONE DEI MEETING.
IN
10) L’IMPEGNO RICHIESTO AI PARTECIPANTI E’ SUDDIVISO IN DUE TAPPE:
1° tappa = lezioni teoriche su tematiche cliniche già individuate,ripetibili in due edizioni ciascuna,per
permettere al personale tutto di partecipare
TIPOLOGIA CORSO TEORICO
1.Lettura analitica dell’E.C.G. (Dott.Ioli)
1° MODULO
Data:
da ore
a ore
2.
Assistenza
al
paziente
con Data :
da ore
respiratore,ossigenoterapia
(Dott.Grassia, Dott.ssa Gerboni )
3. Terapie ipoglicemizzanti orali e insulina Data:
(Dott.Ioli)
da ore
2° MODULO
Data:
da ore
a ore
a ore
Data:
da ore
a ore
a ore
Data:
da ore
a ore
2° tappa strutturare un incontro settimanale per la discussione dei casi.
FORMAZIONE SUL CAMPO
1° MODULO
gg.della settimana
a ore
1. Lettura analitica dell’E.C.G. : 1 tutor I.P. + 1 da ore
tutor Medico
2. assistenza al paziente con respiratore.ossigeno gg.settimana
da ore
a ore
terapia :
1 tutor I.P. + 1 tutor Medico
3° terapie ipoglicemizzanti orali e insulina:
gg.settimana
1 tutor I.P. + 1 tutor Medico
da ore
a ore
11) METODI DI APPRENDIMENTO:
RISOLUZIONE DI CASI CLINICI
LAVORO
PER
2° MODULO
gg. settimana
da ore
a ore
gg.settimana
da ore
a ore
gg.settimana
da ore
PICCOLE
EQUIPE
a ore
PER
LA
212
12) . DOCUMENTI UTILIZZATI: - MATERIELE DI TIPO SCIENTIFICO - CARTELLE
CLINICHE E INFERMIERISTICHE DEI
CASI SELEZIONATI – VERBALI DEI MEETING NELLE DISCUSSIONI DEI CASI, SI
SCELGONO CASI CLINICI REALI (attività svolta dai tutor medici ed infermieristici),SI
VALUTERA’
LA
DOCUMENTAZIONE,
SI
APRIRA’
IL
DIBATTITO,SI
ELABORERANNO DOCUMENTI PER LA RISOLUZIONE DEL CASO.
13) IL PROCESSO DI FORMAZIONE INIZIA AD APRILE 2003 ED AVRA’ LA DURATA DI
TRE MESI DIVENTERA’
MOMENTO STRUTTURATO QUINDICINALE PER LA CONTINUITA’ DELLA
FORMAZIONE RITENUTO ALTRESI’ FORMAZIONE SUL CAMPO.
Il processo di formazione inizia a Maggio 2003 la fase di discussione dei casi,diventa momento
strutturato settimanale per la continuità della formazione.
Il corso verrà organizzato in orario di servizio, verrà dotato del regolamento della firma presenza,le
lezioni sono ripetute per dare a tutti gli operatori di essere presenti,l’impegno orario è stimato sulle 2 ore
di lezione d’aula per il primo modulo,sulle 2 ore per la discussione del caso.
L’impegno previsto è da considerarsi diverso fra i docenti, i tutor e i discenti .
La valutazione dell’apprendimento verrà effettuata attraverso chek list, discussione e risoluzione di un
caso attraverso l’elaborazione di percorsi assistenziali interni .
La valutazione del processo avverrà attraverso la costruzione di linee guida interne avvalendoci di la
consultazione di materiale bibliografico….
213
9.3.2 PROGETTO DI MIGLIORAMENTO ANNO 2003
U.U.O.O.MED.3/LD./POST ACUTI SANTARCANGELO
ATTIVAZIONE MEETING DI REPARTO
NOVEMBRETEMPI DICEMBRE
2002
MARZO 2003
APRILE
APRILE
MAGGIO
LUGLIO
SETTEMBRE
DICEMBRE
REFERENT
AZIONI
I
Analisi del bisogno ____________
formativo,
definizione
nel
dettaglio
del
progetto
Coinvolgimento
degli operatori.
Contattare
referente
dipartimentale per
la
formazione,contatta
re U.O.R.I. per
espletamento
organizzazione
corso utilizzando
l’istituto
della
formazione
sul
campo
elaborazione
del
progetto secondo i
criteri
della
commissione
regionale per la
formazione
sul
campo
in
collaborazione con
U.O.R.I.
Coinvolgimento dei
medici
con
funzione
di
docente,
elaborazione/prepar
azione
del
materiale inerente
le lezioni d’aula
individuazione
tutor infermieristici
Coordinatore
Bartolini
________
Coordinatore
Bartolini
_______
Coordinatore
Bartolini
_______
Coordinatore
+
tutor
referenti
Tordi Monia
+
Ronci
Simona
214
Incontri d’aula per
lezioni frontali
Preparazione
materiale
attivazione
meeting
reparto
_______ _____
Bartolini +
tutor
Tordi
Ronci
+
medici: Dr.
Grassia,Gerb
oni,
Ioli,
Morelli
Tutor
referenti
___________ Tordi + Ronci
+
Coordinatore
ed
di
9.3.3 DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO
OBIETTIVI AREA ORGANIZZATIVA 2003.
MODELLO ORGANIZZATIVO
STRUMENTI METODI
:
MEDICINA
2°
-
RISULTATI
Obiettivo:
ridurre
attività
notturne
pianificate
per
consentire
una
maggiore
sorveglianza
del
paziente
ricoverato
Analisi organizzativa:
ƒ incremento del personale
infermieristico
20 unita a tempo pieno
2 part time
ƒ Ridistribuzione
delle
presenze nelle fasce
orarie
mattina
e
pomeriggio
ƒ Mantenimento di due
unità
infermieristiche
nella
fascia
oraria
notturna
Sperimentazione e monitoraggio
del percorso di attivazione
dell’unità OTA della medicina
1° durante l’orario notturno in
caso di urgenza
ƒ
:incontri
con
il
personale
per
ridefinire il paino
delle
attività
infermieristico
ed
OTA
ƒ Individuazione
di
quelle attività che
trasferite nella fascia
del
mattino
avrebbero
determinato
una
riduzione dei carichi
di lavoro notturno
ƒ Modifica
del
regolamento di U.O
per
Predisposizione di una griglia
uguale per entrambe le U.O.
dove vengono registrate le
chiamate notturne.
Monitoraggio delle chiamate
da parte di entrambe le U.O.
Data
di
inizio
della
rilevazione Giugno 2003.
maggiore soddisfazione dei
pazienti in quanto riposano più a
lungo
- maggiore
soddisfazione
del
personale
- riduzione del costo dell’appalto
- più tempo dedicato dal personale
dell’appalto alle pulizie del reparto
Dopo un periodo di monitoraggio di sei
mesi giugno- dicembre 2003 dalle
griglie sono stati elaborati i seguenti
dati .
- N ricoveri notturni
- N ricoveri multipli in una unica
notte
- N chiamate ota Medicina 1
- Motivo della chiamata
I dati sono stati inviati al Direttore della
Direzione Assistenziale aziendale.
215
9.3.4. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO:
OBIETTIVI AREA MIGLIORAMENTO 2003
PROGETTO
Adottare
uno
strumento
per
rilevare il livello
di
qualità
dell’assistenza
medica
ed
infermieristica
percepita
dall’utente
durante
la
degenza
nell’ambito del
progetto
“
qualità”
dell’azienda “
TAPPE
ƒ
ƒ
ƒ
migliorare
la
gestione
del
paziente
con
scompenso
cardiaco
per
ridurne i rientri
STRUMENTI METODI
Presentaz
ione del
progetto
a medici
ed
infermieri
Definizio
ne
del
percorso
di
distribuzi
one
e
ritiro dei
questiona
ri
Definizio
ne
del
periodo
di
rilevazion
e ottobre
dicembre
ƒ
Distribuzione di un
questionario per l’arco
di tempo di tre mesi I
questionari ritirati sono
stati 100
Il
questionario
veniva
consegnato al paziente dal
personale OTA il giorno della
dimissione : per il ritiro è stata
predisposta
una
cassetta
collocata all’ingresso dell’U.O
in cui l’utente può imbucare il
questionario compilato
U.O. MEDICINA II° -
RISULTATI
I 100 questionari sono stati inviati
all’U.O.
“Qualità
ed
Accreditamento” dell’Azienda per
l’elaborazione dei dati
Attivazione del Corso di formazione
su campo
Formazione di gruppi di lavoro per
Elaborazione dei dati forniti l’elaborazione del percorso clinico
dall’Ufficio
Controllo
di assistenziale del paziente con
Gestione e riferiti al numero di scompenso .
rientri in Medicina II con
diagnosi di Scompenso Cardiaco
Incontri con il personale per
presentare il progetto
Ricerca bibliografica
ƒ
ƒ
Distribuzione delle linee Guida
AMNCO per la gestione del
Elaborazi paziente
con
Scompenso
one dati cardiaco
dei
rientro
Elaborazione e Distribuzione al
presso la personale
di
griglie
per
medicina l’elaborazione
del
percorso
2 per un clinico ed assistenziale del
periodo
paziente
con
Scompenso
relativo
Cardiaco
ai
ricoveri
dell’anno
2002(?)
Selezione
delle
cartelle
cliniche
relativi ai
ricoveri
multipli
per
scompens
216
ƒ
ƒ
ƒ
o
cardiaco.
Valutazio
ne
del
percorso
diagnosti
co
terapeutic
o
attraverso
lo studio
delle
cartelle
cliniche
prese in
considera
zione .
Elaborazi
one dati.
Predispos
izione del
progetto
di
formazio
ne
sul
campo
per
l’elaboraz
ione di un
percorso
clinico
assistenzi
ale di tale
paziente
condiviso
sia
dal
personale
medico
che
infermieri
stico.
217
9.3.5. DIPARTIMENTO ENDOCRINOMETABOLICO - SERVIZIO AUTONOMO
DIABETOLOGIA DH. MEDICINA 2: OBIETTIVI AREA MIGLIORAMENTO 2003.
PROGETTO
OMEGENIZZA
ZIONE DELLA
FORNITURA
DEI PRESIDI
SANITARI
DIAGNOSTIC
O
TERAPEUTICI
PER
I
SOGGETTI
AFFETTI DAL
DIABETE
MELLITO
(
prosegue
il
progetto fino a
giugno 2004)
DI
STRUMENTI E METODI
TAPPE
AZIONI
DA PIANIFICAZIONE DEL RISULTATI
INTRAPRENDERE PROGETTO.
¾ riduzione della spesa
NEL 20003
sanitaria per presidi
1) Elaborare percorsi per
diagnostici
terapeutici
l'accesso al centro
a) elaborazione di
utilizzati nei pazienti con
unico di riferimento
una procedura di
diabete di tipo II
accesso al centro
unico di riferimento 2 ) pianificare incontri ¾ riduzione delle scorte di
da inviare ai medici settimanali con gli utenti
materiale in possesso
di medicina generale esterni per definire il
dell'utente a rischio di
fabbisogno del presidiato
scadenza
e
rispondere
b) prevedere un mensile
informativa
agenda
di all'esigenza
¾ riduzione dei tempi
appuntamenti
per dell'utenza
di attesa dell'utente
incontri con l'utenza
esterna
9 Al 31/12/203
c) prevedere due
Sono stati rivisti
giornate settimanali (
848 piani terapeutici
lunedì e Giovedì) e
la fascia oraria ( 1315) in cui garantire la
presenza di una unità
infermieristica
e
medica
per
la
determinazione del
fabbisogno mensile
9.3.6. AREA ORGANIZZATIVA
Modello organizzativo
precedente
Come
obiettivo
aziendale era stato dato
il
mandato
dell’abbattimento ferie
del 2002 per tutto il
personale infermieristico
e tecnico all’interno
dell’U.O.
Progetto
di
miglioramento
per
l’anno 2003 : Nuova
metodica tricotomia con
Modello organizzativo Strumenti e metodi
risultati
adottato
Piano
ferie Riunione informativa e Abbattimento ferie 2002
quadrimestrale
e regolamento
precedenza ad usufruire
delle ferie per le persone
che avevano più giorni
È stato modificato il
piano di lavoro degli
infermieri e degli OTA
per poter effettuare la
Elaborazione
e Adozione
sperimentazione
delle procedure
procedure per tricotomia
e doccia preoperatoria
delle
218
di
clipper
e
doccia tricotomia e la doccia Periodo
sperimentazione
dal
preoperatoria
ed nell’immediato
16/7/03 a Dicembre
elaborazione
delle preoperatorio
2003.
relative procedure
Raccolta
dati
e
sperimentazione finale
esposta al Budget 2004
per l’acquisto di 900
clipper
9.4. DIPARTIMENTO CARDIOVASCOLARE: CARDIOLOGIA/UTIC RIMINI - STATO DELL’ARTE
PROGETTI 2003.
Coordinatore Lombardi Denise
Area Organizzativa
Titolo
del Tappe
progetto
percorse
1.
Individua
"Referente
zione
Attrezzature"
refernti
infermier
Referenti
del
istici del
progetto:
progetto
- Lombardi
2.
Individua
Denise
zione
- Bertozzi
referente
Monica
U.O.
- Ronconi
Ingeg.
Cinzia
Clinica
Incontri
Referente U.O. 3.
con
Ingegneria
referente
Clinica:
ing.
- Ing. Zangheri
clinica
Marcella
4.
Elaborazi
one
inventari
o
attrezzatu
re
5.
Elaborazi
one
di
una
scheda
tecnica
approvata
dall'U.O.
di
Ing.
Clinica
(allegato)
6.
Elaborazi
Strumenti e Risultati raggiunti
metodi
1. Lavori di 1. Elaborazione
inventario
di
piccolo
tutte
le
gruppo
attrezzature
2. Lavori
completo
di
individu
numero
ali
d'inventario,
numero
di
serie, quantità
in
dotazione,
collocazione
fisica
dell'attrezzatura
, centro di costo
di attribuzione
2. Elaborazione
schede tecniche
per le seguenti
attrezzature:
- EGA
- Elettrocardiogr
afo ESAOTE
- Defibrillatore
Code
Master
XL
- Poligrafo
- Pompa
per
nutrizione
enterale
- Monitor
portatile M3
- Pompa siringa
per fibrinolisi
- Pompa siringa
Obiettivi previsti per il
2004
1. Elaborazione procedura
per
la
gestione
attrezzature approvata e
validata
a
livello
aziendale
2. Completamento
elaborazione
schede
tecniche attrezzature
3. Raccolta dati per fermo
macchina evento critico
219
7.
one
scheda di
rilevazio
ne evento
critico
(allegato)
Elaabora
zione
schede
tecniche
Alaris
- Defibrillatore
Lifepack 12
3. Elaborazione
scheda raccolta
dati
evento
critico
9.4.1 SCHEDA DI FUNZIONAMENTO
Tipo di attrezzatura:
Modello:
N° d'inventario:
Costruttore:
Apparrecchi in dotazione:
Luogo di deposito:
Materiali di consumo:
Accessori:
Modalità di accensione:
Modalità di funzionamento:
Impostazione ed attivazione allarmi:
220
Modalità di spegnimento:
Modalità di manutenzione quotidiana:
Manuali d'uso (luogo di conservazione):
9.5. DIPARTIMENTO DELLE MALATTIE POLMONARI, IMMUNOREUMATICHE,
NEUROLOGICHE E MALATTIE INFETTIVE: RELAZIONE FINALE OBIETTIVI BUDGET
2003.37
Analisi organizzativa
Gli obiettivi dipartimentali previsti nel budget anno 2003, sono stati raggiunti (vedi prospetto di sintesi
allegato ).
Alcune U.U.O.O. che compongono il Dipartimento, sono state sottoposte ad un processo di
rimodulazione:
-
chiusura dell’U.O. di Chirurgia/Ortopedia a Ciclo Breve (marzo 2003 );
-
istituzione dell’U.O. di Pneumologia presso l’ala della Chirurgia a Ciclo Breve (gennaio 2003, vedi
scheda allegata ).
Questa rimodulazione ha comportato ovviamente la revisione e la mobilità degli organici infermieristici
interessati, con inserimento del personale infermieristico in altre realtà operative e recupero di altro.
Altri aspetti organizzativi emergenti sono stati:
37
A cura di D.A.D. Laila Marconi.
221
-
una grossa integrazione dipartimentale del personale infermieristico che,
in
diversi periodi
dell’anno si è reso disponibile a sostituire, in situazioni di criticità ed anche per lunghi periodi,
col.leghi assenti in U.U.O.O. non di appartenenza;
-
la sostituzione del Coordinatore dell’U.O. di M. Infettive avvenuta nel mese di febbraio e il suo
necessario inserimento. Difficoltà gestionali del personale della stessa U.O. legate al numero di
part-time (tre) presenti nella turnistica della degenza.
-
La rimodulazione della turnistica nell’U.O. di Malattie Infettive a seguito dei dettami contenuti
nell’Accordo Decentrato Aziendale che prevede una tendenza alla eliminazione del turno m/3 come
componente fissa e sistematica della programmazione del ciclo di lavoro.
Progetti di miglioramento;
Dei progetti di miglioramento, (vedi prospetto riassuntivo Cap. 9.4.1.) alcuni sono trasversali a tutto il
Dipartimento:
-
Implementazione consulenze infermieristiche;
-
Implementazione cartella integrata di U.O..
Di grande rilevanza sono stati:
-
Il progetto relativo l’incidenza delle lesioni da decubito, realizzato nella U.O. di Medicina Ia.
Il personale infermieristico, utilizzando documentazione infermieristica strutturata (Scala di
Braden) e la preparazione formativa, nell’anno 2003 ha intrapreso uno studio per la valutazione del
rischio di lesioni da decubito (L.D.D.) nei pazienti ricoverati nell’U.O..
Tale sistema di monitoraggio della qualità assistenziale è stato utile per mettere in evidenza la
validità dell’attuale stato assistenziale e nello stesso tempo vuole essere un inizio per
ulterioriapprofondimenti e miglioramenti. Il lavoro, con l’utilizzo dello stesso sistema
dimonitoraggio, effettuando due rilevazioni semestrali per la durata di un mese ciascuna nei mesi
digennaio e luglio 2004. (vedi progetto allegato)
-
il progetto relativo il “Modello organizzativo Assistenziale per obiettivi” implementato dalla
Chirurgia Generale/Toracica (la chiusura del progetto è prevista nel 2005) che , dopo aver effettuato
numerosi incontri con il personale infermieristico, modificato in parte la documentazione clinico
assistenziale, ha programmato, in collaborazione con la D.A. un corso specifico di formazione
dipartimentale.
DAD. L. MARCONI
222
9.5.1 DIPARTIMENTO DELLE M. POLMARI, IMMUNOREUMATICHE,
NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE INFETTIVE: PROSPETTO RIASSUNTIVO
STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003.
9.5.2 OBIETTIVI DIPARTIMENTALI 2003 :
•
•
IMPLEMENTAZIONE DI CARTELLA INTEGRATA DI U.O.
IMPLEMENTAZIONE CONSULENZE INFERMIERISTICHE
U.O.
Titolo progetto
Data inizio
Progetto
Data scadenza
Progetto
Gennaio 2003
NEUROLOGIA Ambulatorio
finalizzato alla
diagnosi e cura
del Morbo di
Parkinson
e
disturbi
del
movimento
Dicembre 2003
NEUROLOGIA Formazione del Gennaio 2003
personale
tecnico
ed
infermieristico
della U.O. di
Neurologia
dedicato
al
servizio
di
E.E.Grafia alla
esecuzione
di
E.E.G. in età
evolutiva
NEUROLOGIA Implementazion Gennaio 2003
e di cartella
integrata di U.O.
Dicembre 2003
OBIETTIVO
DIPARTIMENT
ALE
Dicembre 2002
Descrizione
obiettivo
intermedio
al
30/06/03
Definizione
degli
aspetti
organizzativi.
Creazione
di
cartella clinica
dedicata.Individ
uazione di un
archivio
dati,
impostazione
agenda
appuntamenti e
rubrica
per
raccolta dati del
paziente.
Realizzazione di
un
opuscolo
informativo.
Non è stato
realizzato
per
difficoltà
del
personale
medico
(vedi
nota allegata del
25/o8
Dr.Ravasio)
RISULTATO
‰
OBV
non
raggiunto
X
OBV
raggiunto 100%
‰
%
raggiungime
nto BV
X
OBV
non raggiunto
‰
OBV
raggiunto al
100%
‰
%
raggiungime
nto OBV
Incontri con il ‰ OBV
non
personale
raggiunto
dell’U.O.
e
dipartimentale. X
OBV
Elaborazione del raggiunto
al
proprio
100%
documento
di
cartella
‰ %
nell’ambito del
raggiungime
quale
si
è
nto OBV
condiviso
la
scheda
di
223
trasferimento
inferm. e la
scheda
di
monitoraggio
delle lesioni da
decubito.
(vedi all. n. 1)
Implementazion Gennaio 2003
CHIRURGIA
GENERALE E e
documentazione
TORACICA
specifica
di
cartella integrata
diapertimentale
Dicembre 2003
OB.
DIPARTIMENT
ALE
Implementazion Gennaio 2003
CHIRURGIA
consulenze
GENERALE E e
infermieristiche
TORACICA
Implementazion Giugno 2003
CHIRURGIA
GENERALE E e del modello
organizzativo
TORACICA
Assistenziale
Personalizzato
Dicembre 2003
Gennaio 2005
Incontri con il
personale
dell’U.O.
e
dipartimentali.
Elaborazione del
proprio
documento
di
cartella
nell’ambito del
quale
si
è
condiviso
la
scheda
di
trasferimento
inferm. e la
scheda
di
monitoraggio
delle lesioni da
decubito.
Prodotta scheda
di terapia unica
e in uso
(vedi all. n 2)
Incontri con il
personale dell’
U.O.
e
Dipartimentale.
Identificazione
delle attività che
rientrano nelle
consul. Infer..
Elaborazione di
procedure che
supportano
l’attività
di
consulenza.
Incontri con il
personale
infermieristico e
medico.
Modifica della
documentazione
clinico
assistenziale.
‰
OBV
non
raggiunti
X
OBV
raggiunto
al
100%
‰
%
raggiungime
nto OBV
‰
OBV
non
raggiunto
X
OBV
raggiunto
al
100%
‰
%
raggiungime
nto OBV
‰
OBV
non
raggiunto
X
OBV
raggiunto
al
100%
‰
224
MEDICINA I
Implementazion Gennaio 2003
e
consulenze
infermieristiche
Dicembre 2003
MEDICINA I
Implementazion Gennaio 2003
e di cartella
integrata di U.O.
OBIETTIVO
DIPARTIMENT
ALE
Dicembre 2003
raggiungime
Programmazion
nto OBV
e
corsi
di
formazione
previsti .
Osservati
i
tempi previsti
Incontri con il ‰ OBV
non
personale
raggiunto
dell’U.O.
e
Dipartimentale. X
OBV
Identificazione raggiunto
al
delle attività che 100%
rientrano nelle
consulenze
‰ %
infermieristiche:
raggiungime
produzione
di
nto OBV
una guida per
“assistere
il
paziente
con
difficoltà nella
deglutizione”
(allegata)
Elaborazione di
procedure che
supportano
l’attività
di
consulenza
Incontri con il
personale
dell’U.O.
e
dipartimentale.
Elaborazione
del
proprio
documento
di
cartella
nell’ambito del
quale
si
è
condiviso
la
scheda
di
trasferimento
inferm. e la
scheda
di
monitoraggio
delle lesioni da
decubito.
Sospesa
temporaneament
e
l’implementazio
‰
OBV
non
raggiunto
‰
OBV
raggiunto al
100%
‰
70%
raggiungime
nto OBV
225
ne
In uso dal 2002
la scheda unica
della terapia.
MEDICINA I
Gennaio 2003
Inserimento
della persona no
autosufficiente
dalla
nostra
U.O. nelle rete
dei
Servizi
Assistenziali
Socio-Sanitari
Dicembre 2003
OBV non
Il progetto non è X
stato avviato in raggiunto
quanto è stato
preso in carico ‰ OBV
dalla Direzione
raggiunto al
Assistenziale in
100%
modo
piu’
globale.
‰ %
Applicazione
raggiungime
del
progetto
nto OBV
aziendale
MALATTIE
INFETTIVE
Implementazion Gennaio 2003
e di cartella
integrata di U.O.
OBIETTIVO
DIPARTIMENT
ALE
Dicembre 2002
Incontri con il ‰ OBV
non
personale
raggiunto
dell’U.O.
e
dipartimentali.
X
OBV
Elaborazione del raggiunto
al
proprio
100%
documento
di
cartella
‰ %
nell’ambito del
raggiungime
quale
si
è
nto OBV
condiviso
la
scheda
di
trasferimento
inferm. e la
scheda
di
monitoraggio
delle lesioni da
decubito.
Prodotta scheda
di terapia unica
(vedi all. n. 3)
Direzione Assistenziale Dipartimentale
L.Marconi__________________
Rimini, lì___20/02/04
226
9.5.3.DIPARTIMENTO MALATTIE POLMONARI, IMMNUNOREUMATICHE, MALATTIE
INFETTIVE E NEUROLOGICHE: U.O. MALATTIE INFETTIVE Direttore Dr. M. Arlotti
MODELLO
ORGANIZZATIVO
PRECEDENTE:
Turnistica con m/3
fisso e sistematico
seguito da doppio
riposo
MODELLO ORGANIZZATIVO
ADOTTATO:
Turnistica senza m/3 fisso e
sistematico seguito da 1 riposo
MOTIVAZIONI AL
CAMBIAMENTO:
Necessità di adeguare
la
turnistica
alla
direttiva contrattuale
Aziendale
(vedi
Accordo Decentrato).
OBIETTIVO:
Elaborare un nuovo turno di lavoro
senza m/3 fisso.
ANALISI
ORGANIZZATIVA:
Tipologia di turistica
con m/3 presente
all’interno dell’U.O.
da anni, che ha
risposto
sia
alle
esigenze organizzative
ed assistenziali dei
pazienti che a quelle
personali
dei
dipendenti.
RISULTATI
STRUMENTI E
METODI
APPLICAZIONE
DEL
NUOVO
TURNO DA NOVEMBRE 2003.
ELABORAZIONE
ED
APPLICAZIONE
DEL
NUOVO
REGOLAMENTO INTERNO PER LA
GESTIONE DELLE CRITICITA’ (
sono previsti ulteriori aggiornamenti
dopo sperimentazione, nel corso del
2004).
CRITERI ORGANIZZATIVI:
‰ Condividere/motivare
il
personale
‰ Individuare la turnistica
più adeguata a rispondere
alle
esigenze
organizzative/assistenziali
‰ Valutare
l’adeguatezza
dell’organico di U.O.
ADEGUAMENTO
DELL’ORGANICO ENTRO I PRIMI
MESI
DEL
2004
CON
SOSTITUZIONE DI 2 INFERMIERI
PART-TIME ( UNO AL 50% ED UNO
AL 70%) CON UN INFERMIERE
TURNISTA.
TIPO DI ORGANIZZAZIONE:
Turno base per la degenza senza m/3
con Organico di Base di 12 Turnisti
e 2 Part-time
di uno al 50% ed uno al 70%.
RIUNIONI
PIANIFICAZIONE
degli
PUNTI
CRITICI INTERVENTI:
ƒ
Riunioni con tutto il
DEL PRECEDENTE
personale Infermieristico
MODELLO
ƒ
Elaborazione,
ORGANIZZATIVO:
‰ Turno base con
presentazione
ed
m/3
non
applicazione del nuovo
rispondente alla
turno
Direttiva
ƒ
Elaborazione del nuovo
Contrattuale
regolamento
per
la
Aziendale.
gestione delle criticità
‰ Elevato numero
ƒ
Adeguamento
di personale partdell’organico da parte
time
inserito
della
Direzione
nella turnistica
Assistenziale
della Degenza.
ƒ
Revisione organizzativa e
del piano delle attività
ƒ
Verifica e Valutazione
NUOVA TURNISTICA
REGOLAMENTO
GESTIONE
CRITICITA’
PIANTA
DI U.O.
VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI
POSITIVI E CRITICI DEL NUOVO
TURNO ENTRO MAGGIO 2004.
ORGANICA
PIANO ATTIVITA’ (
verifica a 3 mesi)
PUNTI
CRITICI
DEL
MODELLO ORGANIZZATIVO
ADOTTATO:
‰ Resistenza al cambiamento
‰ Continuità
227
9.5.4 DIPARTIMENTO MALATTIE POLMONARI, IMMUNOREUMATICHE,
NEUROLOGICHE E DELLE MALATTIE INFETTIVE: U.O. MEDICINA
INTERNA Ia
PROGETTO: MISURAZIONE INCIDENZA DELLE L.D.D.
MODELLO
ORGANIZZA
TIVO
MODELLO
ORGANIZZATIVO
ADOTTATO
•
MOTIVAZION
I
AL
CAMBIAMEN
TO:
• OBIETTIVI:
Progettare uno studio accurato
di misurazione delle L.D.D.
presenti già all’ingresso e delle
lesioni insorte nella U.O.
Implementare una distinte per tipologia e sede
cultura
CRITERI
assistenziale che •
ORGANIZZATIVI:
comprenda
sempre di più Individuazione:
- dei pazienti che devono
l’importanza del
essere valutati per il
problema e lo
rischio di sviluppare
affronti
L.D.D
adeguatamente
- del momento in cui
deve essere redatta la
•
ANALISI
Scala di Braden.
ORGANIZZA
-
TIVA:
Revisione
del
piano di lavoro
infermieristico
integrato con il
personale OTA
•
PUNTI
CRITICI:
Modalità diverse
di approccio al
problema
STRUMENTI
METODI
RISULTATI
ED
E OBIETTIVI IN CORSO
DIFFUSIONE
•
MODIFICHE •
STRUTTURALI: UTILIZZO
Implementazione dal DOCUMENTAZIONE:
E
luglio 2004 di n° 2
- Scala di Braden
materassi
- Scheda
medicazioni
antidecubito (ad alta
L.D.D.
tecnologia)
Il sistema di monitoraggio ha
messo in evidenza la validità
• PIANO DELLE dell’attuale stato assistenziale
Su un totale di 1561 pazienti
ATTIVITÀ:
La valutazione del ricoverati, 291 sono risultati a
rischio tramite Scala rischio di L.D.D.
- Dei casi a rischio solo
di Braden viene fatta
l’1,72% ha sviluppato
in collaborazione con
la lesione durante il
il gruppo O.T.A. o al
ricovero, a conferma
momento
del
che
le
misure
ricovero o il giorno
preventive
adottate
successivo dall’I.P.
nella U.O. raggiungono
•
TIPO
DI che esegue il “giro
un reale contenimento
ORGANIZZAZIONE:
letti”
del rischio L.D.D.
Individuazione dell’operatore
La
percentuale
di
che effettua la raccolta dei dati •
lesioni presenti già in
INDIVIDUAZIO
ingresso è risultata del
NE
DI
17,18%, comportando
RESPONSABILI
un
più
elevato
TÀ:
dispendio in termini di
Individuazione
risorse umane e di
dell’I.P.
referente
materiale di consumo
delle L.D.D. per la
U.O.
• NOTA BENE:
Sarebbe auspicabile l’aumento
• MODALITÀ DI di altre 2 superfici antidecubito
RACCOLTA
(materassi ad alta tecnologia)
DATI:
Elaborazione di una
griglia mensile di
raccolta dati
228
9.5.5.
DIPARTIMENTO
MALATTIE
POLMONARI,
IMMNUNOREUMATICHE,
NEUROLOGICHE E MALATTIE INFETTIVE: U.O. CHIRURGIA GENERALE/TORACICA
Direttore Dr. S. ARTUSO
AREA ORGANIZZATIVA 2003
MODELLO
ORGANIZZATIVO
PRECEDENTE:
MODELLO
ORGANIZZA
TIVO
ADOTTATO:
Modello per compiti e
funzioni
Assistenza
obiettivi
MOTIVAZIONI
AL
CAMBIAMENTO:
Scarsa
continuità
assistenziale,
scarsa soddisfazione degli
operatori;
scarso stimolo alla ricerca
ed al cambiamento;
scarsa
evidenza
della
pianificazione
degli
interventi assistenziali
OBIETTIVO:
Scarsa conoscenza dei
bisogni dell’utente nella sua
globalità
Difficoltà a garantire la
continuità assistenziale
Parcellizzazione
responsabilità
DI
RIUNIONI
•
NUOVA
TURNISTICA
•
REGOLAMENTO
GESTIONE
CRITICITA’
•
NUOVA PIANTA
ORGANICA
DI
U.O.
Condivisione personale
medico/infermieristico/
O.T.A.
Modificata
la
documentazione
infermieristica e in
parte quella medica
Pianificato
la
formazione
infermieristica
PIANO ATTIVITA’
( verifica a 3 mesi)
I:
‰
‰
‰
delle
Difficoltà
da
parte
dell’utente a identificare
l’infermiere di riferimento
E STATO
AVANZAMENTO
per
Garantire
continuità
assistenziale,
pianificare
l’assistenza
al
paziente critico.
Migliorare
la
soddisfazione degli
operatori
ed
aumentare
le
conoscenze
ANALISI
specifiche.
ORGANIZZATIVA:
Aumentare
la
Settorializzazione
qualità percepita da
dell’assistenza
attraverso parte dell’utente
l’espletamento di compiti e
funzioni.
CRITERI
.
ORGANIZZATIV
PUNTI CRITICI DEL
PRECEDENTE
MODELLO
ORGANIZZATIVO:
STRUMENTI
METODI
‰
Condivider
e/motivare
il personale
infermierist
ico/medico
Suddividere
l’U.O. in 3
settori
Modificare
la
documentaz
ione
infermierist
ica/medica
Ridistribuzi
one degli
spazi e del
229
‰
E’
privilegiata
la
comunicazione trasversale
rispetto
alla
personalizzazione
.
materiale
Definizione
percorsi
formativi
TIPO
DI
ORGANIZZA
ZIONE:
Assistenza
personalizzata
PUNTI
CRITICI DEL
MODELLO
ORGANIZZA
TIVO
ADOTTATO:
N° elevato di
ricoveri
impropri
N° elevato di
pazienti
“
fuorireparto”
N° limitato di
personale
di
supporto O.T.A.
O.S.S.
230
9.5.6. U.O. PNEUMOLOGIA ASL RN
TEMPI
Gennaio 2003
Febbraio /marzo2004
ATTIVITA’
9 Istituzione U.O. Pneumologia conformemente
alla Mission Aziendale
9 Formulazione progetto
9 Formulazione
pano
di
attività
medico/infermieristico
9
9
9
9
9
Costituzione gruppo infermieristico da 3 unità a 4
Addestramento
Identificazione Coordinatore
Identificazione Infermiere Referente
Avvio lavori strutturali ala Chirurgia a Ciclo
Breve
9 Piano degli acquisti strumentali e arredi
9 Mantenimento dei livelli di attività della
Fisiopatologia respiratoria del P.O. di Rimini
9 Attivazione
personale
dell’ambulatorio
endoscopico a Riccione
9 Mantenimento delle attività ambulatoriali a
Riccione ( precedentemente svolte dal personale
degli ambulatori della medicina di Riccione )
Maggio/dicembre 2003
Gennaio2004
9 Ridefinizione del piano di strutturazione,
acquisto strumentario ed arredi
9 Potenziamento organico infermieristico da 4
unità a 6 unità di cui 3 part-time
9 Addestramento del personale infermieristico
9 Attivazione del D.H. Pneumologico
9 Potenziamento delle attività ambulatoriali
endoscopiche
9 Attivazione studio polisonnografico
9 Definizione del programma per il trattamento
delle insufficienze
Febbraio 2004
231
9.6
DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO
FEMMINILE, MATERNITA’, NEONATOLOGIA ED ETA’ EVOLUTIVA: RELAZIONE FINALE
ANNO 2003.38
L’anno 2003 ha visto il personale infermieristico delle diverse UU.OO. dipartimentali impegnato in
progetti che hanno coinvolto sia la componente assistenziale che quella organizzativa.
Per l’U.O. di Ginecologia-FPR è stato presentato il seguente progetto:
•
“Copertura assenze malattia Amb FPR”, progetto che ha previsto la revisione del Piano di lavoro
della degenza di Ginecologia-FPR e la formazione di questo personale infermieristico per
l’espletamento dell’attività minima necessaria in caso di assenza del personale infermieristico
addetto all’attività ambulatoriale, fino ad un massimo di 6 gg.
Vi è stato un raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
Per l’U.O. di Pediatria, hanno lavorato nell’analisi di uno strumento unico ed integrato per la terapia
farmacologica:
•
“Revisione percorso inserimento-neoassunto”, revisione delle linee guida esistenti per
l’orientamento verbale e scritto del neoassunto e revisione delle schede di valutazione per
l’inserimento delle nuove unità infermieristiche, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
•
“Scheda unica di terapia UU.OO. di Pediatria e di Chirurgia Pediatrica”, adozione della scheda
integrata di terapia nell’U.O. di Chirurgia Pediatrica, viene invece rinnovato il progetto per l’U.O. di
Pediatria nell’anno 2004, raggiungimento dell’obiettivo pari al 50%.
Per l’U.O. Nido sono stati presentati i seguenti progetti:
•
“Miglioramento della promozione dell’allattamento al seno”, progetto che ha previsto un’attività di
educazione e formazione della neomamma con una percentuale delle mamme che allattano alla
dimissione, pari all’85-90%, ed un raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
•
“Rooming-in 24h-24h”, attivato il rooming-in diurno nella fascia 05.00-24.00 per il 90% dei nuovi
nati e nella fascia 24.00-05.00 per il 10% dei nuovi nati.
Per l’U.O. di Terapia Intensiva Neonatale sono stati presentati i seguenti progetti:
•
“Formazione del personale in Medicina Materno Fetale”, progetto che ha previsto sia l’attivazione
che conclusione di un corso di formazione, con raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%;
38
A cura D.A.D. Laura Lanzetti.
232
•
“Gestione del personale e mantenimento dello standard di anno scorso”, con una programmazione
delle presenze ed assenze utili al raggiungimento degli obiettivi della Direzione Assistenziale , ed un
raggiungimento dell’obiettivo stesso pari al 100%.
•
“Carta dei Servizi”, elaborazione della sola fase di formazione, suddivisione in gruppi e stesura della
parte riguardante il ricovero e l’accettazione del neonato, raggiungimento dell’obiettivo del 50%.
•
“Applicazione della procedura di inserimento per le nuove unità infermieristiche e per gli studenti
infermieri”, applicazione della procedura per 7 allievi Infermieri e 5 nuove unità infermieristiche;
raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
•
“Cartella integrata medico-infermieristica”, obiettivo non ancora esplorato.
•
“Sistema di controllo pulizie appaltate”, effettuato monitoraggio e controllo con le Operatrici di
Copura, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
•
“Preparazione delle sacche per Nutrizione Parenterale Totale sotto Cappa a Flusso Laminare”,
elaborazione ed applicazione del protocollo da parte di tutti gli operatori, tutte le NPT vengono
preparate sotto la CFL, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
•
“La gestione del dolore nel neonato”, attivazione degli incontri formativi, delle nuove procedure e
modifica del comportamento, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
Per l’U.O. di Ost-S Parto sono stati presentati i seguenti progetti:
•
“Assistenza al neonato in Sala Parto e in Sala Operatoria”, attivazione dei gruppi di lavoro,
elaborazione di linee guida per l’assistenza al neonato nel parto fisiologico, raggiungimento
dell’obiettivo pari al 100%.
•
“Valorizzazione del ruolo dell’Ostetrica nel Progetto dell’Ecofalda”, progetto non attivato per
mancata condivisione dello stesso da parte del personale medico, obiettivo non raggiunto.
•
“Donazione del sangue cordonale”, effettuato addestramento del personale di Sala Parto, ,
raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
•
“Rielaborazione del libretto Lo Scrigno”, rielaborato parzialmente il libretto informativo con stampa
temporanea, raggiungimento dell’obiettivo pari al 50%.
•
“Riorganizzazione de D.H. e D.Surgery Ostetrico-Ginecologico”, aumento delle prestazioni in D.
Service, accettazione del 100% delle pazienti in percorso di IVG, effettuazione della pre
accettazione per l’80% delle pazienti candidate a parto chirurgico, raggiungimento dell’obiettivo
pari al 100%.
•
“Ambulatorio gravidanza a termine”, il personale telefonico provvede all’appuntamento telefonico a
34 settimane, alla compilazione della cartella di accettazione ostetrica a 36 settimane,
all’appuntamento per ecofalda a 40 settimane ed 1 giorno ed alla gestione dei ricoveri per induzione
al travaglio di parto, , raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
233
•
“Riorganizzazione ed integrazione tra Sala Parto ed Ostetricia”, la modulistica esistente nei due
settori è conosciuta e viene utilizzata da tutto il personale infermieristico, è stato addestrato con
questa rotazione il 50 % del personale infermieristico, raggiungimento dell’obiettivo pari al 50%.
•
“Riorganizzazione dell’Ambulatorio di Libero Accesso per la gestante”, effettuata la stesura sia del
Piano di Lavoro che del Piano Assistenziale, effettuata l’analisi delle criticità incontrate, individuate
la qualifica professionale e le fasce orarie, raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
Attivazione di procedura per l’apertura di posti letto per picco di Ost- S Parto;
Attivazione di procedura per la gestione di pazienti ginecologiche in Ost-S Parto e per la gestione di
pazienti ostetriche in Gin-FPR.
9.6.1. DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO
FEMMINILE, MATERNITÀ, NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA
RIPRODUTTIVO
PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 31-122003
RISULTATO
U.O.
Titolo progetto Data inizio
Data scadenza
Descrizione
Progetto
Progetto
obiettivo
intermedio al
31/12/03
non
Maggio 2003
Dicembre 2003 Piano di lavoro ‰ OBV
Gin/FPR RN
Copertura
raggiunto
della degenza
assenze
per attivazione ‰ OBV raggiunto
malattia Amb
al 100%
formazione c/o
FPR
Amb FPR
‰ 100
%
raggiungimento
OBV
Pediatria RN
Pediatria RN
Revisione
percorso
inserimento
neoassunto
01/03/03
Scheda unica di 01/03/03
terapia
UU.OO.
di
Pediatria e di
Chirurgia
Definizione
della scheda di
valutazione per
la
revisione
dell’inseriment
o
del
neoassunto
‰
OBV
raggiunto
‰
OBV raggiunto
al 100%
‰
50
%
raggiungimento
OBV
Dicembre 2003 Obtv raggiunto
per l’U.O. di
Chirurgia
Pediatrica
al
100%
‰
OBV
raggiunto
‰
OBV raggiunto
al 100%
‰
%
30/12/03
234
non
non
Pediatrica
Nido RN
Miglioramento 01/01/03
della
promozione
dell’allattament
o al seno
31/12/03
Obtv raggiunto
al 50% per
l’U.O.
di
Pediatria per
l’elevata
complessità
assistenziale dei
piccoli
pz
oncologici
Alla dimissione
le mamme che
allattano sono
l’85-90%
raggiungimento
OBV
‰
OBV
raggiunto
‰
OBV raggiunto
al 100%
‰
90
%
raggiungimento
OBV
non
DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ,
NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA
U.O.
Titolo progetto Data inizio
Progetto
Data scadenza
Progetto
Nido RN
Rooming-in
24h-24h
01/01/03
31/12/03
T.I.N. RN
Formazione del 01/01/03
personale
in
Medicina
Materno Fetale
30/12/03
T.I.N. RN
Gestione
del 01/01/03
personale
mantenimento
dello standard
di anno scorso
RISULTATO
Descrizione
obiettivo
intermedio al
31/12/03
non
Con
grossi ‰ OBV
raggiunto
limiti
strutturali si è ‰ OBV raggiunto
al 100%
riusciti
ad
effettuare
il ‰ 90
%
raggiungimento
Rooming-in
OBV
diurno
lungo
Dalle ore 05.00
alle ore 24.00
nell’90%
dei
noenati
presenti al nido
ed
il
10%
solamente per il
notturno
non
Concluso
il ‰ OBV
raggiunto
corso
di
formazione
‰ OBV raggiunto
al 100%
31/12/03
Programmazio
ne orientata al
mantenimento
degli obtv della
D.
A.
per
‰
100
%
raggiungimento
OBV
‰
OBV
raggiunto
‰
OBV raggiunto
al 100%
‰
100
non
%
235
raggiungimento
OBV
quanto
riguarda Ferie
e Straordinario
T.I.N. RN
Carta
Servizi
dei 01/01/03
31/12/03
Conclusa
la
fase
di
formazione
e
suddivisione in
gruppi e prima
stesura
della
parte
riguardante il
ricoveroaccettazione del
neonato
‰
OBV
raggiunto
‰
OBV raggiunto
al 100%
‰
50
%
raggiungimento
OBV
non
DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ,
NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA
U.O.
Titolo progetto Data inizio
Progetto
Data scadenza
Progetto
T.I.N. RN
01/01/03
Applicazione
della procedura
di inserimento
del neoassunto
e
della
procedura
di
inserimento
degli studenti
infermieri
31/12/03
T.I.N. RN
Cartella
integrata
medicoinfermieristica
01/02/03
31/12/03
T.I.N. RN
T.I.N. RN
Sistema
controllo
pulizie
appaltate
di 01/03/03
Preparazione
01/03/03
NPT sotto CFL
31/12/03
30/12/03
RISULTATO
Descrizione
obiettivo
intermedio al
31/12/03
non
Applicata
la ‰ OBV
raggiunto
procedura
comprensiva di ‰ OBV raggiunto
al 100%
tutte le schede
a 7 allievi che ‰ 100
%
raggiungimento
hanno
OBV
effettuato
il
tirocinio
in
U.O. ed a 5
nuovi
Infermieri
non
A tutt’oggi non 9 OBV
raggiunto
è iniziata
neanche la fase ‰ OBV raggiunto
al 100%
sperimentale
‰
%
raggiungimento
OBV
Avvenuta
compilazione e
firma
delle
schede previste
da parte delle
operatrici
Copura e della
Capo Sala
‰
OBV
raggiunto
‰
OBV raggiunto
al 100%
‰
100
%
raggiungimento
OBV
Rispetto
del
protocollo da
parte di tutti gli
‰
OBV
raggiunto
‰
OBV raggiunto
al 100%
236
non
non
operatori, tutte
le NPT vengono
preparate sotto
CFL
‰
100
%
raggiungimento
OBV
DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ,
NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA
U.O.
Titolo progetto Data inizio
Progetto
Data scadenza
Progetto
T.I.N. RN
Il dolore
neonato
nel 01/06/03
31/12/03
Ost/S Parto RN Assistenza
al 01/03/03
neonato in Sala
Parto e in Sala
Operatoria
31/12/03
Ost/S Parto RN Valorizzazione
del
ruolo
dell’Ostetrica
Progetto
Ecofalda
RISULTATO
Descrizione
obiettivo
intermedio al
31/12/03
Avvenuta
‰ OBV
non
partecipazione
raggiunto
di
tutto
il
personale aai
due
incontri ‰ OBV raggiunto
al 100%
formativi
previsti,
applicazione
%
delle
nuove ‰ 100
raggiungimento
procedure,
OBV
modifica
del
comportamento
.
‰ OBV
non
Incontri
raggiunto
gruppo
di
lavoro
con ‰ OBV raggiunto
al 100%
elaborazione di
linea guida per ‰ 50
%
raggiungimento
l’assistenza al
OBV
neonato
nel
parto
fisiologico
non
Il corso per 9 OBV
raggiunto
formazione ed
addestramento ‰ OBV raggiunto
al 100%
del personale
ostetrico non è ‰ %
raggiungimento
stato attivato
OBV
per
non
condivisione
del progetto da
parte
del
personale
medico
237
DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ,
NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA
U.O.
Titolo progetto Data inizio
Progetto
Data scadenza
Progetto
01/01/03
Ost/S Parto RN Ambulatorio
gravidanza
a
termine
30/12/03
Ost/S Parto RN Riorganizzazio 01/01/03
ne
ed
integrazione
tra Sala Parto
ed Ostetricia
31/12/03
Ost/S Parto RN Riorganizzazio 01/01/03
ne Ambulatorio
di
libero
accesso per la
gestante
31/12/03
RISULTATO
Descrizione
obiettivo
intermedio al
31/12/03
Appuntamento
‰ OBV
non
telefonico a 34
raggiunto
settimane
gestito
dal
personale
‰ OBV raggiunto
al 100%
ostetrico
Compilazione
della cartella a
‰ 100
%
36 settimane
raggiungimento
Appuntamento
OBV
per ecofalda a
40 settimane ed
1 giorno
Gestione
dei
ricoveri
per
induzione
al
travaglio
di
parto
‰ OBV
non
Completo
raggiunto
utilizzo di tuuta
la modulistica ‰ OBV raggiunto
al 100%
assistenziale
presente
da ‰ 50
%
raggiungimento
parte di tutto il
OBV
personale
Addestramento
parziale
dell’organico
infermieristico
non
Piano di lavoro ‰ OBV
raggiunto
ed assistenziale
presente
‰ OBV raggiunto
al 100%
Incontri
periodici
per ‰ 100
%
raggiungimento
l’individuazion
OBV
e di criticità
Personale
presente
per
fascia oraria e
qualifica
238
DIPARTIMENTO DI FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE, MATERNITÀ,
NEONATOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA
U.O.
Titolo progetto Data inizio
Progetto
Data scadenza
Progetto
Ost/S Parto RN Donazione del 01/01/03
sangue
cordonale
30/12/03
Ost/S Parto RN Rielaborazione 01/01/03
del libretto “Lo
Scrigno”
31/12/03
Ost/S Parto RN Riorganizzazio 01/01/03
ne del D.H. e D.
Surgery
OstetricoGinecologico
31/12/03
RISULTATO
Descrizione
obiettivo
intermedio al
31/12/03
Addestrato
‰ OBV
non
tutto
il
raggiunto
personale della
Sala Parto
La Banca di ‰ OBV raggiunto
al 100%
conservazione
riferisce
una
buona pratica
%
nei
prelievi ‰ 100
raggiungimento
effettuati
OBV
Rielaborato
parte
del
libretto
informativo,
stampa
temporanea
‰
OBV
raggiunto
‰
OBV raggiunto
al 100%
‰
50
%
raggiungimento
OBV
Aumento
prestazioni
in
Day Service,
100%
delle
preaccettazioni
delle
pz
in
percorso di IVG,
80%
delle
preaccettazioni
delle
pz
candidate
a
parto chirurgico,
riduzione
dei
tempi di degenza
ai
parti
chirurgici
per
preaccettazione
eseguita in D.
‰
OBV
raggiunto
‰
OBV raggiunto
al 100%
‰
100
%
raggiungimento
OBV
Service
239
non
non
9.7 DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RIMINI - RICCIONE: RELAZIONE ANNUALE
DIPARTIMENTALE 200339
Il documento sintetizza il raggiungimento degli obiettivi dipartimentali dell’anno 2003 relativi a:
•
accessibilità ed offerta di servizi
•
qualità e sviluppo organizzativo
•
efficienza e controllo economico
Riorganizzazione del Punto Unico delle Cure Domiciliari mediante lavoro multiprofessionale
dell’equipe assistenziale.
Riorganizzazione del Punto Prelievi con accesso diretto per esami laboratoristici (Dipartimento Cure
Primarie Riccione)
Attivazione “spazio consultoriale” dedicato a donne e bambini immigrati (Dipartimento Cure Primarie
Riccione)
Attivazione ambulatorio 2° livello ginecologico in ambito ospedaliero(Dipartimento Cure Primarie
Riccione)
Gestione del Servizio Prelievi a domicilio
Gestione del Servizio N.A.D. (Dipartimento Cure Primarie Riccione)
Controllo della qualità del Servizio di pulizie (Appalto) territoriale
39
A cura di D.A.D. C. Marsili.
240
9.7.1 DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE
U.O.MEDICINA DEL TERRITORIO
MODELLO
MODELLO ORGANIZZATIVO
GESTIONE
A
ORGANIZZATIVO ADOTTATO:
LIBERO ACCESSO
PRECEDENTE:
ACCESSO
PROGRAMMATO
PRESSO
IL
P.PRELIEVI
STRUMENTI
METODI
E
RISULTATI ED OBIETTIVI IN
CORSO
IDENTIFICAZIONE
ATTIVAZIONE
DELL’ACQUISIZIONE DI ACCESSO
DI
MOTIVAZION
ATTREZZATURE
NECESSARIE
PER
I AL
GARANTIRE
IL
FACILITAZIONE
MAGGIOR NUMERO DI
DELL’ACCESSO AL SERVIZIO
CAMBIAMEN
POSTAZIONI
DEL
MIGLIORAMENTO
DEI ALL’INTERNO
TO
PERCORSI
RIVOLTI P.PRELIEVI
ES.
VIDEOLETTORE
ALL’UTENTE
NUMERI DI CHIAMATA E
FACILITARE
PIANIFICAZIONE
DEGLI RELATIVO
L’ACCESSO
TELECOMANDO,
INTERVENTI:
DELL’UTENTE AL
INSERIMENTO
SERVIZIO
PER
RIELABORAZIONE
DEI CASSAFORTE
UFFICIO
PERCORSI PER L’ACCESSO AL GARANTIRE
MIGLIORARE
I P.P.
CASSA ALL’INTERNO
PERCORSI RIVOLTI
ALL’UTENTE
INDIVIDUAZIONE
DELLE
OBIETTIVI:
RIDUZIONE
ATTESA
DEI
DEL
LIBERO
TEMPI
RISORSE INFERMIERISTICHE
PIANIFICAZIONE
DELLE
MODALITA’ DI FORMAZIONE
DEL PERSONALE
AMMINISTRATIVO
241
DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE
U.O. ASSISTENZA DOMICILIARE
MODELLO
ORGANIZZATIVO
PRECEDENTE:
SERVIZIO N.A.D.
OSPEDALIERO
MODELLO
ORGANIZZATIVO
ADOTTATO:
GESTIONE A.D.I.
STRUMENTI E METODI
RISULTATI
ED
OBIETTIVI IN CORSO
INDIVIDUAZIONE
DI ATTIVAZIONE SERVIZIO
RESPONSABILITA’:
NAD
GESTITO
DAL
MOTIVAZION
IDENTIFICAZIONE
DI PERSONALE DELL’ADI
REFERENTI ASSISTENZIALI PER
I AL
GARANTIRE ALL’UTENTE UN TALE PERCORSO
PROSSIMA
EGUALE
SERVIZIO
CAMBIAMEN QUALITATIVAMENTE
INDIVIDUAZIONE DEL GIORNO ATTIVAZIONE DI UN
SETTIMANALE COMPATIBILE AMBULATORIO
NAD
ADEGUATO
TO:
CON L’IMPEGNO LAVORATIVO PER
PIANIFICAZIONE
DELL’ADI
DEGLI ACCESSI
PER
SOSTITUZIONE
CRITERI
FORMAZIONE
DEGLI DISPOSITIVI
ORGANIZZATIVI:
PRESENZA DI UN IDENTIFICAZIONE
DI OPERATORI
SERVIZIO
NAD REFERENTI ASSISTENZIALI
OSPEDALIERO
SUPPORTATO DA
PROGETTO
CON
RISORSE
AGGIUNTIVE
OBIETTIVI:
ISTITUZIONALIZZAZIONE
DEL SERVIZIO N.A.D.
PUNTI CRITICI :
RESISTENZA
AL
CAMBIAMENTO
242
DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE
U.O. CONSULTORIO FAMILIARE
MODELLO
ORGANIZZAT
IVO
PRECEDENTE
:
AMBULATORI
O 2° LIVELLO
GESTITO
PRESSO
LA
SEDE
DEL
CONSULTORIO
FAMILIARE
MOTIVAZION
I AL
MODELLO
ORGANIZZATIVO
ADOTTATO:
TRASFERIMENTO
DELL’ATTIVITA’
2°LIVELLO IN P.O.
STRUMENTI
METODI
RISULTATI
E OBIETTIVI
CORSO
ED
IN
DI
OBIETTIVI:
GARANTIRE ALL’UTENTE UN
EGUALE
SERVIZIO
QUALITATIVAMENTE
ADEGUATO
INCONTRI DI LAVORO DEI
COORDINATORI DELL’U.O.
DERMATOLOGIA ED U.O.
CONSULTORIO FAMILIARE
TRASFERIMENTO
DELL’ATTIVITA’
AMBULATORIALE
DI 2°LIVELLO AVVENUTA
NEL 2004
VERIFICA ATTREZZATURE
PERMETTERE AL PERSONALE NECESSARIE
SANITARIO DI OPERARE IN
PIANIFICAZIONE
CONDIZIONI DI SICUREZZA
TRASFERIMENTO
AMBULATORIO
TERRITORIALE
IN
AL
OSPEDALE
CAMBIAMEN
TO:
PERMETTERE
PERSONALE
SANITARIO
OPERARE
CONDIZIONI
SICUREZZA
DI
IN
DI
RIPROGAMMAZIONE
DATE APPUNTAMENTI
243
DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RICCIONE
MODELLO
MODELLO
ORGANIZZATIVO ORGANIZZATIVO
PRECEDENTE:
ADOTTATO:
NON PRESENZA DI
UN SISTEMA DI
CONTROLLO DEI
SERVIZI
APPALTATI
A
LIVELLO
DIPARTIMENTALE
MOTIVAZION
I AL
CAMBIAMEN
OBIETTIVI:
ELABORAZIONE
PROCEDURA
DI
VALUTAZIONE DELLA
QUALITA’
DELLA
QUALITA’
DELLE
PULIZIE EFFETTUATE
TO:
MIGLIOR
CONTROLLO
SERVIZIO
PULIZIE
APPALTATO
STRUMENTI E
METODI
RISULTATI ED OBIETTIVI
IN CORSO
PRESENTAZIONE
LA PROCEDURA E’STATA
PROCEDURA
AD ADOTTATA DA TUTTE LE
OGNI REFERENTE
REFERENTI
RILEVAZIONE
SU MIGLIORARE IL CONTROLLO
APPOSITE SCHEDE SULLA
QUALITA’
DEL
DELLA
QUALITA’ SERVIZIO APPALTATO
DEL SERVIZIO DI
PULIZIA
CRITERI
ORGANIZZATIVI:
DEL
DI IDENTIFICAZIONE
DEI
REFERENTI
PER
STRUTTURA
DELLE
VARIE
SEDI
DISTRETTUALI
PIANIFICAZIONE DEGLI
INTERVENTI DI PULIZIE
NON ORDINARIE
244
9.7.2. DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE RIMINI
U.O. POLIAMBULATORI
MODELLO
ORGANIZZATIVO
PRECEDENTE:
MODELLO
ORGANIZZATIVO
ADOTTATO:
STRUMENTI
METODI
E
RISULTATI ED OBIETTIVI
IN CORSO
PUNTO PRELIEVI GESTIONE PRELIEVI IN
POLIAMBULATORI URGENZA
RIMINI
MOTIVAZION
I AL
CAMBIAMEN
TO:
INCREMENTARE IL
NUMERO
DI
PRELIEVI
ESEGUIBILI
PRESSO IL PUNTO
PRELIEVI
DI
RIMINI
MODIFICHE
DELLE RIDUZIONE DELL’ATTESA
OBIETTIVI:
MIGLIORARE
ASSEGNAZIONI
PER L’ESECUZIONE DEL
L’ACCESSIBILITA’
AL AMBULATORIALI
PRELIEVO URGENTE
SERVIZIO
DI
TALI
UTENTI
MIGLIORARE
L’ACCESSIBILITA’
DIMINUIRE IL TEMPO DI
DELL’UTENTE
AL
ATTESA
PER
SERVIZIO
L’ESECUZIONE
DEL
PRELIEVO URGENTE
CRITERI
ORGANIZZATIVI:
IDENTIFICAZIONE
DELLE
RISORSE
INFERMIERISTICHE
SEPARARE
LA ALL’INTERNO
ACCETTAZIONE
DELL’ATTUALE
ED ESECUZIONE DI DOTAZIONE ORGANICA
ESAMI
EMATICI
URGENTI
DA FORMAZIONE DI TALI
QUELLI ORDINARI OPERATORI
PER
L’UTILIZZO
DEL
PROGRAMMA
INFORMATICO
PER
EFFETTUARE
L’ACCETTAZIONE
DI
TALI UTENTI
245
9.8. DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA:
PROSPETTO RIASSUNTIVO OBIETTIVI
DI BUDGET 2003.
U.O.
Titolo
progetto
Oncologia DH
U.F.A.
RISUL
TATO
del Data
inizio Data scadenza Descrizione
Progetto
Progetto
azioni
intraprese
settembre 2002
dicembre 2003
Ago/02
costituzione
OBV
gruppo di lavoro.
non
raggiunto
Sett/02 riunione gruppo
OBV
di lavoro
raggiunto
al 100%
Ott/02 procedura per
%
centralizzare
raggiungi
mento
OBV
la preparazione degli
antiblastici in
Onc. DH e Degenza
Nov/02 partecipazione corso per
formatori sui rischi connessi
all'utilizzo degli antiblastici.
Oncologia
Rimini
Oncologia
Degenze
dei novembre 2002
DH Gestione
nella
- rischi
preparazionesomministrazion
e delle terapie
dicembre 2003
-Riunione
infernieristica .
-Elaborazione
procedura e
OBV
non
raggiunto
della
OBV
raggiunto
al 100%
costruzione protocollo
%
"tipo".
raggiungi
mento
OBV
-Riunione
medico/infermieristica.
-Elaborazione di tutti i protocolli
informatizzati (154) comprensivi di
procedura per stravaso
-Incontri fra i
due
coordinatori
del
DH
e
Degenza.
-Costruzione di uno strumento per il
monitoraggio dello stravaso.
-Attivato CED per la
condivisione.
246
DIPARTIMENTO
DI
ONCOLOGIA:
PROSPETTO
RIASSUNTIVO OBIETTIVI DI BUDGET 2003.
U.O.
Oncologia
del Data
inizio Data
scadenza Descrizione
Progetto
Progetto
azioni
intraprese
novembre
2002
dicembre
2003
-Incontri
fra
Gestione
dei
coordinatori del DH
rischi
nella
preparazionesomministrazione
delle terapie
RISUL
TATO
Titolo
progetto
Onc.
Rimini
Cattolica.
Cattolica
i
OBV
non
raggiunto
e
OBV
raggiunto
al 100%
%
raggiungi
mento
OBV
DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROSPETTO
Chirurgia
Santarcangelo
Day Surgery
gennaio 2003
dicembre 2003
-Riunione
medico
OBV
infermieristica.
non
raggiunto
-Addestramento medOBV
trak.
raggiunto al
100%
-Riorganizzazione
%
delle attività
raggiungime
nto OBV
delle S.O. e piano
attività del
sabato.
-Elaborazione linee guida
collaborazione CH Rimini.
in
A
cura
di
Coordinatore
Alessandrini F.
Rimini,
lì
_____________
____
247
9.8.1. DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: PROGETTO DI MIGLIORAMENTO - Anno 20032004.
Struttura organizzativa
Dipartimento oncologico - U.O. Chirurgia Generale Santarcangelo
Titolo del progetto
Day Surgery
Descrizione del progetto
1) Necessità di ridurre le liste operatorie dell'U.O. di Chirurgia di
Rimini e ottimizzare il piano di lavoro dell'U.O. Sala Operatoria
Santarcangelo.
2) Lunghe liste d'attesa per intervento chirurgico nell'U.O. Chirurgia
Rimini.
3) riduzione delle liste operatorie e dei tempi d'attesa per
intervento chirurgico dell'U.O. di Chirurgia Rimini;
- mantenimento del numero e qualità di interventi chirurgici
nell'U.O. di Chirurgia Santarangelo;
- ottimizzazione del piano di lavoro della Sala Operatoria di
Santarcangelo;
- stesura di un programma di collaborazione con le UU.OO. di
Chirurgia per la realizzazione del progetto
- creazione di procedure e linee guida comuni tra le UU.OO. di
Chirurgia.
1) problema
2) causa
3) obiettivi/risultati
Pianificazione del progetto AZIONI:
-
Indicatori
riunione medico-infermieristica dell'U.O. di Chirurgia e Sala
Operatoria di Santarcangelo e Chirurgia di Rimini per
presentazione e discussione progetto;
addestramento degli infermieri dell'U.O. di Chirurgia SN;
riorganizzazione delle attività della Sala Operatoria con
definizione di un piano delle attività del sabato;
definizione delle fasi di avvio del progetto;
creazione di linee guida in collaborazione con la Chirurgia di
RN:
n. pz in lista d'attesa per intervento
n. di interventi chir
n. di interventi chir all'avvio del progetto
n. di interventi chir antecedenti il progetto
n. di interventi chirurgici _
n. di pz dimessi lo stesso giorni
Durata
Inizio 01/10/2003
Fine 31/12/2004
Responsabile del progetto
Pavirani Ettore (coordinatore personale infermieristico U.O. di
Chirurgia SN)
248
Verifiche previste
31/06/2003
31/06/2004
9.8.2 DIPARTIMENTO DI ONCOLOGIA: U.O. CHIRURGIA SANTARCANGELO.
Oggetto: relazione su progetto obiettivo
Per l'anno 2003 il progetto obiettivo individuato dagli infermieri dall'équipe di chirurgia
dell'Ospedale Franchini di Santarcangelo riguardava la riorganizzazione assistenziale per consentire
alla U.O. Chirurgia dell'Ospedale Infermi di effettuare interventi in regime di Day Surgery nella
Sala Operatoria di Santarcangelo e ricovero nella nostra U.O.. Questo progetto era necessario per
ridurre le liste di attesa per intervento chirurgico nella chirurgia di Rimini e per la ottimizzazione
del piano di lavoro delle Sale Operatorie di Santarcangelo.
Per conseguire lo scopo è stato predisposto un protocollo indicante: le modalità di ricovero
nella nostra U.O., mantenendo gli utenti a carico della Chirurgia di Rimini; le responsabilità degli
operatori delle due U.O. e della Sala Operatoria e le modalità di dimissione e di archiviazione delle
cartelle cliniche. Sono state effettuate anche le necessarie modifiche al programma Med-trak per
consentire il ricovero a Santarcangelo ma a carico della Chirurgia di Rimini.
Le azioni previste per la organizzazione del progetto sono le seguenti:
1) Riunione medico infermieristica delle due U.O. di Chirurgia coinvolte e della Sala Operatoria
per la presentazione ed elaborazione del progetto.
2) Addestramento degli infermieri di chirurgia di Santarcangelo ( per med-trak )
3) Riorganizzazione delle attività di sala operatoria con definizione di un piano delle attività per il
Sabato.
4) Definizione delle fasi di avvio del progetto.
Nei mesi di Novembre e Dicembre 2002 si sono effettuate alcune sedute per verificare la
fattibilità del progetto che ha avuto inizio nel mese di Gennaio 2003: La verifica è stata effettuata
nel mese di giugno 2003 ed ha messo in evidenza che non vi sono stati problemi particolari e che
per tutti i sabati in cui erano state previste: le sedute operatorie si sono svolte senza problemi. In
conseguenza di queste valutazioni si è pensato di effettuare anche interventi in ricovero ordinario
oltre a quelli in regime di Day Surgery e, dopo una breve pausa durante il mese di Agosto, nel mese
di Settembre è ricominciata l'attività anche con interventi in ricovero ordinario.
Al 31 Dicembre si sono effettuati 97 interventi con una media di 3 interventi per ogni Sabato
in cui erano state programmate le sedute, così come era stato programmato e il gruppo degli
249
infermieri di Santarcangelo ha garantito questa ulteriore attività senza aumenti di organico. Si può
considerare il progetto concluso positivamente e considerare l'attività come facente parte delle
normali attività delle U.O. coinvolte.
I destinatari di questo Progetto sono gli Infermieri e il coordinatore della U.O. di Chirurgia
di Santarcangelo.
Santarcangelo: 24\02\2004.
Il Coordinatore
Ettore Pavirani
250
9.9 PRESIDIO OSPEDALIERO RICCIONE/CATTOLICA: UNITA’ OPERATIVA
CHIRURGIA - CATTOLICA
PROGETTO MIGLIORAMENTO ORGANIZZATIVO 2003: UNIFICAZIONE UU.OO.
CHIRURGIA E GINECOLOGIA
MODELLO
ORGANIZZA
TIVO
PRECEDENT
E
MODELLO
PIANIFICAZIONE
ORGANIZZA DEGLI
TIVO
INTERVENTI
ADOTTATO:
gestione
unificata con
un unico
Coordinatore.
Motivazioni al Obiettivi:
cambiamento: - realizzare
l’integrazio
- necessità di
ne del
ottimizzare
Personale
l’utilizzo
Infermieristi
delle risorse
co
umane e
proveniente
strutturali
da diverse
disponibili;
realtà
- costruire un
organizzativ
percorso di
e;
preospedali
- centralizzar
zzazione
ee
per gli
standardizza
utenti in day
re i percorsi
surgery.
di
preospedali
Analisi
zzazione
organizzativa:
sulle varie
- presenza di
branche
una U.O. di
specialistich
Ginecologia
e;
e di una
- implementa
U.O. di
zione di un
Chirurgia
Day
con
Surgery
Personale
Multispecial
Infermieristi
istico.
co dedicato;
- frammentaz
ione dei
Criteri
percorsi di organizzativi:
preospedali - unificazione
RISULTATI
STRUMEN
TI E
METODI
Integrazione del
Personale:
- elaborazione di una
turnistica che
preveda, per le
prime settimane, la
costante presenza
in servizio di
Infermieri
provenienti da
entrambe le
UU.OO.
Centralizzazione e
standardizzazione
percorsi di
preospedalizzazione:
- accentramento della
gestione delle
preospedalizzazioni nella Accettazione
Day Surgery;
- definizione dei
percorsi da
applicare in
relazione al tipo di
intervento previsto;
- definizione con i
Servizi di Supporto
delle prestazioni
giornaliere da
fornire.
Turno
mensile
Profili
chirurgici
Schede
informati
ve di
preparazi
one
all’interv
ento
chirurgic
o
Schede
informati
ve sui
comporta
menti da
adottare
dopo
l’interven
to
chirurgic
o
Risultati
ottenuti:
- Realizzat
a
l’integraz
ione del
Personale
Infermier
istico.
- Centraliz
zati e
standardi
zzati i
percorsi
di
preosped
alizzazio
ne sulle
varie
branche
specialist
iche.
- Attivato
un Day
Surgery
Multispe
cialistico
251
zzazione,
che
vengono
eseguiti in
parte dai
Poliambulat
ori ed in
parte dalla
U.O.
Chirurgia.
Punti critici:
- équipes
diverse;
- difficoltà di
integrazione
ai protocolli Aziendali.
-
del
Personale
Infermieristi
co delle
UU.OO.
Chirurgia e
Ginecologia
ed
integrazione
degli
Operatori in
relazione
alle
specifiche
competenze
;
identificazio
ne di un
Coordinator
e unico fra
Chirurgia
Degenza ed
Accettazion
e Day
Surgery;
identificazio
ne di un
Infermiere
dedicato
alla
Accettazion
e Day
Surgery.
Implementazione di un
Day
Surgery
Multispecialistico:
- formazione del
Personale;
- coinvolgimento dei
Clinici
relativamente
all’organizzazione
del lavoro
Infermieristico.
-
-
Incontri
con
Medici e
Coordina
tori delle
dioverse
branche
specialist
iche
Definizio
ne degli
orari di
visita
medica
da parte
delle
varie
branche
specialist
iche
Elaborazi
one di
una
scheda
Infermier
istica
unificata.
252
9.10 SETTORE TRASVERSALE SALE OPERATORIE
PROGETTI DI MIGLIORAMENTO TRASVERSALI ANNO 2003
PROGETTI
OBIETTIVI/PRODO
MIGLIORAME TTI
NTO
PIANIFICAZIONE
DEGLI
INTERVENTI
RISULTATI al
STRUMENTI E
31/12/03
METODI
Monitoraggio
indicatori
attività di Sala
Operatoria
P.O. Rimini,
Riccione e
Santarcangelo
Î controllo
sull’applicazione del
progetto di
riorganizzazione delle
Sale Operatorie;
Î individuazione di
aspetti da migliorare.
Î raccolta dati da
parte del Personale
Infermieristico;
Î elaborazione
delle schede
compilate da parte
della Direzione
Assistenziale;
Î individuazione
degli aspetti da
migliorare sulla base
dei parametri
calcolati.
Î elaborazione
scheda
rilevazione dati e
sua diffusione
fra gli Operatori
dei tre Blocchi
Operatori;
Î elaborazione
computerizzata
dei dati raccolti e
loro
rappresentazione
grafica.
Î messi a
disposizione della
Direzione
Generale i dati
elaborati;
Î dati in fase di
studio per
individuare gli
aspetti da
migliorare.
Istituzionalizzazione
delle prestazioni
Infermieristiche, fino
ad ora svolte in
regime di Libera
Professione.
Î Individuazione di
un gruppo di
Infermieri non
obiettori di
coscienza,
disponibili
all’effettuazione di
sedute di I.V.G. a
Riccione in orario di
servizio.
Î Formazione di
tutti gli Infermieri
non obiettori di S.O.
attraverso la
partecipazione ad
una seduta di I.V.G.
insieme ad
Infermieri già
formati.
Î
Programmazione
mensile delle
presenze
infermieristiche
alle sedute
operatorie, in
orario di
servizio.
Î
Programmazione
della formazione
degli Infermieri
non obiettori di
coscienza di
S.O.
Tutti gli interventi
di I.V.G. vengono
effettuati in forma
istituzionale.
Data inizio
progetto:
marzo 2003.
Riorganizzazio
ne attività
I.V.G. presso
Ospedale
Ceccarini
Riccione.
Data inizio
progetto:
metà aprile
2003.
253
Integrazione
Personale Sale
Operatorie
Cattolica e
Riccione
Data inizio
progetto:
luglio 2003.
Regolamento
di Unità
Operativa
Data inizio
progetto:
aprile 2003.
Î Integrazione del
Personale
Infermieristico
dedicato ai blocchi
operatori di Riccione
e Cattolica attraverso
una formazione
programmata.
Î Risoluzione di
eventuali criticità che
si verificassero in uno
dei due blocchi
operatori attraverso il
ricorso a Personale già
formato.
Î Definizione dei
tempi di formazione
di ciascun
Infermiere.
Î Definizione delle
modalità di
formazione.
Î Definizione delle
modalità di verifica
del periodo
formativo.
Î
Programmazione
dei periodi
formativi.
Î Elaborazione
scheda personale
di formazione.
Î Garantire il
regolare svolgimento
dell’attività operatoria
programmata.
Î Garantire la
presenza in servizio
dell’équipe d’urgenza
durante i giorni feriali
come da progetto di
riorganizzazione delle
Sale Operatorie.
Elaborazione di un
Regolamento
di
U.O. in ciascun
Blocco Operatorio
che definisca:
- modalità di
funzionamen
to del
Servizio;
- aree di
responsabilit
à;
- modalità di
sostituzione
del Personale
assente e
successione
delle azioni
da mettere in
atto a
cascata.
Î
I Regolamenti
Individuazione sono in fase di
di un gruppo di completamento.
lavoro in ciascun
Blocco
Operatorio
Î Condivisione
e diffusione del
Regolamento
prodotto al
Personale
Infermieristico.
Î Applicazione
sistematica delle
regole
individuate.
Î Iniziata la
formazione di
alcuni Infermieri
afferenti al Blocco
Operatorio di
Cattolica.
Î Superati alcuni
momenti di
criticità
trasferendo il
servizio di
Personale formato
sul Blocco
Operatorio di
Riccione.
254
Regolamento
inserimento
Definire,
neoassunto
in
standardizzare e
Sala Operatoria
Data inizio
progetto:
aprile 2003.
Check list di
funzionalità e
sicurezza
apparecchiatu
re biomediche
Data inizio
progetto:
aprile 2003.
Standardizzazi
one procedure
ed istruzioni
operative su
base
dipartimentale
Î Elaborazione di
un Regolamento di
documentare il
inserimento
percorso di
neoassunto, comune
inserimento ed
ai tre Blocchi
addestramento
Operatori;
dell’Infermiere
Î Definizione delle
neoassunto o
modalità di
neoacquisito
svolgimento del
all’interno del Settore percorso di
Trasversale Sale
addestramento;
Operatorie.
Î Elaborazione di
schede di
valutazione.
Condivisione del Il Regolamento è
Progetto
in fase di
Inserimento
completamento.
neoassunto
adottato dalla
Direzione
Assistenziale
Codificare e
documentare
l’effettuazione dei
controlli di
funzionalità e
sicurezza sulle
apparecchiature
biomediche.
Elaborazione di una
procedura a carattere
dipartimentale
orientata a:
- codificare
l’esecuzione
dei controlli
di
funzionalità
e sicurezza;
- definire le
modalità di
applicazione
e
compilazione
delle check
list;
- individuare
le azioni da
intraprendere
qualora il
controllo non
sia
soddisfacent
e.
Î
La procedura è in
Identificazione fase di
delle
completamento.
apparecchiature
biomediche in
dotazione;
Î Definizione,
per ciascuna
apparecchiatura,
di una specifica
scheda in cui
vengono
descritte le
modalità
secondo cui
devono essere
effettuati i
controlli;
Î Definizione
di check list di
verifica
dell’avvenuta
effettuazione dei
controlli secondo
le modalità
codificate.
Î Rendere più facile
e sicuro il lavoro
infermieristico.
Î Porre le basi per
l’accreditamento delle
Sale Operatorie.
Î Rendere più
Elaborazione delle
seguenti istruzioni
operative su base
dipartimentale:
• decontamin
azione
strumentari
Î Analisi delle
modalità di
lavoro e di
logistica adottate
in ciascun
blocco
operatorio.
Le istruzioni
operative sono in
fase di
completamento.
255
Data inizio
progetto:
aprile 2003.
accessibile il percorso
di integrazione del
Personale
Infermieristico.
•
•
•
o chirurgico
utilizzo e
disinfezione
materiale di
anestesia
standardizz
azione
carrello
anestesia
pediatrica
standardizz
azione
carrello
anestesia
locoregionale
Î Confronto
con la
bibliografia
esistente e con
gli esperti
aziendali nelle
specifiche
materie (U.O.
Farmacia
Interna, U.O.
Anestesia e
Rianimazione,
Servizio
Epidemiologico)
.
256
9.11 DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI SENSO E MALATTIE DERMATOLOGICHE:
RELAZIONE FINALE OBIETTIVI BUDGET 200340.
Analisi organizzativa
Gli obiettivi dipartimentali previsti nel budget 2003, sono stati raggiunti (vedi prospetto di sintesi
allegato).
L’ U.O. di O.R.L., ha vissuto un processo di rimodulazione: nel luglio u.s. a seguito del suo
trasferimento strutturale dal 3° piano scala A, al 6° piano scala B.
A causa della carenza di spazi, i posti letto sono stati ridotti da 25 a 12, piu’ 2 posti letto per
l’attività di Day Hospital.
Contemporaneamente si è avuto uno smembramento del gruppo a causa di allocazioni a riposo,
mobilità e del succedersi di 2 coordinatrici . Né è derivata una discreta difficoltà di adattamento
alla nuova logistica; a progettare, condividere e portare avanti progetti di U.O.
E’ stata elaborata una nuova turistica con la presenza di un solo infermiere nel turno notturno ed un
piano di emergenza integrato con la U.O. di Geriatria adiacente, per la gestione delle urgenze
notturne.
E’ stato identificato un infermiere referente per il nascente Servizio di Preospedalizzazione.
La riorganizzazione è tutt’ora in corso;
lo sforzo di stimolare la coesione del gruppo. la
motivazione e la condivisione è continuo nel tempo.
Si puo’ però affermare che, dopo un primo periodo di demotivazione si sta progressivamente
riprogettando e ricostruendo a tutti i livelli.
Altro aspetto organizzativo emergente è legato al subentrare in tutte e tre le UU.OO. del
Dipartimento, e nel secondo semestre dell’anno, di 3 nuove coordinatrici.
Piu’ precisamente, presso l’U.O. di Dermatologia ha assunto le funzioni di Coordinatrice una
infermiera che era già presente nell’organico del Servizio e che, in buona parte, garantiva già alcune
funzioni.
Nell’U.O. di Oculistica la Coordinatrice è subentrata dopo 6 mesi di assenza dell’uscente collega,
sostituita per tutto il periodo dalle infermierei, piu’ esperte, disponibili:
Per i primi 6 mesi solo una unità infermieristica è riuscita ad andare in ferie (rispetto alle 2 unità
previste). Entro la fine di dicembre, comunque, e con grande collaborazione da parte del gruppo
infermieristico, tutti i congedi ordinari del 2002 erano stati smaltiti, e parte del 2003.
Come già detto, maggiori difficoltà si sono avute nell’U.O. di ORL, per il subentrare, dopo alcuni
mesi di assenza della Coordinatrice titolare (sostituita dalle infermiere piu’ esperte) di 2 colleghe,
257
l’ultima nel mese di novembre. Entro la fine di dicembre anche in questa U.O. tutti i congedi
ordinari relativi il 2002 erano stati smaltiti, e parte di quelli del 2003.
PROGETTI DI MIGLIORAMENTO
Dei progetti di miglioramento (vedi prospetto riassuntivo allegato) uno è trasversale a tutto il
Dipartimento:
•
L’implementazione della cartella integrata di U.O.
Di grande rilevanza sono state:
•
L’attivazione del Servizio di Preospedalizzazione con infermiere dedicato presso l’U.O. di
ORL., che ha permesso di dare risposte appropriate a nuovi
bisogni organizzativi ed
economici in continua evoluzione. Identificati i locali, materiali e strumenti di supporto,
documentazione specifica. Revisione del turno infermieristico; elaborazione del suo piano di
lavoro.
•
L’inserimento in tirocinio presso l’U.O. di Dermatologia degli allievi infermieri dal mese di
novembre. Questo ha comportato la elaborazione da parte degl i infermieri dell’U.O. in
collaborazione con i Tutor del Polo Formativo Universitario di Rn. degli obiettivi educativi
da raggiungere al termine del periodo del tirocinio e la pianificazione del percorso ;
l’elaborazione delle schede di valutazione da compilare in itinere e alla fine del tirocinio
•
La organizzazione dell’accesso all’Ambulatorio di Allergologia afferente all’U.O. di
Dermatologia
•
L’integrazione dei protocolli assistenziali fra le UU.OO. di Oculistica dei Presidi di Rimini e
Riccione.
Vedi prospetto riassuntivo (Cap. 9.12.1.) stato di avanzamento obiettivi di budget 2003 del
Dipartimento
40
A cura di D.A.D. L. Marconi.
258
9.11.1 DIPARTIMENTO MALATTIE ORGANI DI SENSO E DERMATOLOGICHE:
PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET 2003
9.12.1 OBIETTIVO DIPARTIMENTALE: IMPLEMENTAZIONE DOCUMENTAZIONE
SPECIFICA DI CARTELLA INTEGRATA DI U.O.
U.O.
Titolo progetto
Data inizio
Progetto
OCULISTICA Implementazio Gennaio 2003
ne
documentazion
e specifica di
cartella
integrata
dipartimentale
OCULISTICA Integrazione
protocolli
assistenziali
fra le UU.OO.
di Rimini e
Riccione
ORL
Gennaio 2003
Gestione del
Gennaio 2003
paz. in
carbogenotera
pia
Data scadenza
Progetto
Descrizione
obiettivo
intermedio al
30/06/03
Dicembre 2003 Identificazione
parti comuni e
parti
specifiche della
cartella .
Revisione parti
specifiche ed
elaborazione
nuove
Produzione di
scheda di
terapia unica.
( vedi all. n. 1)
Dicembre 2003 Raccolta e
consultazione
materiale
esistente nei
due Presidi. .
Aggiornament
o protocolli
(ricerca
bibliografica) e
condivione.
Produzione
protocolli
ritenuti
necessari e
mancanti (vedi
All. n. 2)
Dicembre 2003 Il progetto è
stato attivato
nel marzo
2003.
Sospesi i
trattamenti dal
28/06 dal Dr.
Tartari (vedi
nota del
RISULTATO
‰
OBV non
raggiunto
X OBV
raggiunto al
100%
‰
%
raggiungim
ento OBV
‰
OBV non
raggiunto
X OBV
raggiunto al
100%
‰
%
raggiungim
ento OBV
‰
OBV non
raggiunto
‰
XOBV
raggiunto
al 100%
Non
applicabile
%
‰
259
ORL
ORL
DERMATOL
OGIA
DERMATOL
OGIA
Implementazio Gennaio 2003
ne
documentazion
e specifica di
cartella
integrata
dipartimentale
Gestione lista
d’attesa con
l’utilizzo del
Med-TracK
Gennaio 2003
Implementazio Gennaio 2003
ne
documentazion
e specifica di
cartella
integrata di
dipartimento
Organizzazion Gennaio 2003
e Ambulatorio
di Fototerapia
21/06/03
allegata)
Dicembre 2003 Consultazione
materiale
raccolto
aziendale ed
extra
aziendale.
Identificazione
parti comuni e
parti
specifiche.
Produzione
scheda unica
di terapia.
(vedi all. n. 3)
Dicembre 2003 Tutto il
personale è
stato
addestrato .
Sono stati fatti
incontri con la
D.S e la D.A.
E’ operativo
da febbraio
2003
Dicembre 2003 Consultazione
materiale
raccolto
aziendale ed
extra
aziendale.
Identificazione
parti comuni e
specifiche.
Revisione parti
specifiche della
cartella ed
elaborazione
di nuovi
documenti.
Produzione di
scheda di
terapia unica.
(vedi all. n. 4)
Dicembre 2003 Raccolta
materiale
cartaceo
esistente e sua
Revisione.
‰
raggiungim
ento OBV
OBV non
raggiunto
X OBV
raggiunto al
100%
‰
%
raggiungim
ento OBV
‰
OBV non
raggiunto
X OBV
raggiunto al
100%
‰
%
raggiungim
ento OBV
‰
OBV non
raggiunto
X OBV
raggiunto al
100%
‰
%
raggiungim
ento OBV
‰
OBV non
raggiunto
X OBV
raggiunto al
260
DERMATOL
OGIA
Formulare una Gennaio 2003
procedura per
il
trasferimento
di un paziente
ricoverato in
D.H.
dermatologico
in un’altra
U.O.
Dicdembre
2003
Progettazione 100%
di nuovo
materiale.
‰ %
Elaborazione
raggiungim
di una
ento OBV
procedura sul
servizio di
fototerapia per
il personale
infermieristico
(neoassunti,
neoinseriti e
allievi).
Elaborazione
di uno
stampato
informativo
sull’accesso al
servizio per
l’utente.
Elaborazione
delle
informazioni e
delle istruzioni
che l’utente
deve seguire
prima/durante
/dopo la PUVA
terapia.
Organizzazion
e di un
archivio
computerizzat
o degli utenti e
cartaceo per i
consensi
informati.
(vedi all. n.5)
‰ OBV non
Raccolta
materiale
raggiunto
aziendale
‰ OBV
raggiunto
al 100%
‰
10%
raggiungim
ento OBV
261
DERMATOL
OGIA
Organizzazion Gennaio 2003
e dell’accesso
all’Ambulatori
o di
Allergologia
DERMATOLOGIA Inserimento
tirocinio allievi
infermieri nella
U.O. di
Dermatologia
Luglio 2003
Dicembre 2003
Ottobre 2003
ANTICIPATO PER
ESIGENZE DI
SERVIZIO
Marconi
Raccolto, valutato e
rivisto il materiale
esistente.Prodotto
materiale nuovo.
Elaborazione di una
procedura
sull’accesso
all’ambulatorio per
il personale
infermieristico
(neoassunto, neoinserito, allievi).
Progettazine di uno
stampato
informativo da
consegnare
all’utente sottoposto
all’applicazione del
pach-test.
Presentazione a
tutto il personale
dell’U.O. e al
Direttore della
stressa.
Sperimentazione
partita dal mese di
settembre (durante
il periodo estivo
viene sospesa
l’esecuzione del
test).
Organizzazione di
un archivio
cartaceo dei test
allergologici
effettuati.
(vedi all. n. 6)
Raccolto materiale
aziendale e quello
fornito al corso per
Tutor. Stesura degli
obiettivi da
raggiungere al
termine del periodo
di tirocinio e
produzione delle
schede di
valutazione.
Presentazione del
progetto agli
infermieri operanti
nell’U.O. e ai tutor
della Scuola
Universitaria.
Messa in atto del
progetto. (vedi all.
n.7)
‰
OBV non
raggiunto
‰
OBV
raggiunto
al 100%
‰
90%
raggiungim
ento OBV
‰
OBV non
raggiunto
X OBV
raggiunto al 100%
‰
%
raggiungiment
o OBV
Direzione Assistenziale Dipartimentale L.
262
9.11.2. U.O. O.R.L CAMBIAMENTO ORGANIZZATIVO ANNO 2003
MODELLO
ORGANIZZATIVO
PRECEDENTE
TRASLOCO
DELLA
U.O.
COME SPINTA AL
CAMBIAMENTO:
Nel luglio 2003 la
U.O. ORL viene
trasferita dal 3° piano
scala A, al 6° piano
scala B.
A causa della carenza
di spazi, i posti letto
vengono ridotti da 25
a 12, con 2 posti letto
per attività di Day
Hospital.
ORGANIGRAMM
A:
Vedi allegato 1.
CRITICITA’:
Smembramento del
gruppo
infermieristico,
a
causa
di
pensionamenti
e
mobilità.
Difficoltà
di
adattamento
alla
nuova logistica.
Difficoltà
a
sviluppare
progetti
condivisi, a causa
dell’alternarsi di due
coordinatrici
incaricate.
MODELLO
ORGANIZZATIV
O ADOTTATO
OBIETTIVI:
−
Garantire
adeguata
assistenza
infermieristica,
evitando esuberi di
risorse umane.
−
Garantire
adeguata
assistenza
infermieristica in
situazioni
d’urgenza
notturne.
−
preospedalizzazion
e.
−
Favorire la
coesione in un
gruppo
disomogeneo.
PIANIFICAZION
E
DEGLI
INTERVENTI:
−
Riduzione
delle
unità
infermieristiche
(vedi
organigramma
allegato 2).
−
Elaborazione
di
una
nuova
turnistica.
−
Elaborazione
di un piano di
emergenza
integrato con la
U.O. Geriatria per
la gestione delle
urgenze notturne.
−
Identificazio
ne di un infermiere
referente per la
STRUMENTI E
METODI
RISULTATI
Riunioni
e
momenti di briefing,
al fine di migliorare
la
coesione
nel
gruppo, e favorire
l’integrazione
dei
neoassunti.
−
Elaborazione
di piani di attività,
alla luce della nuova
turnistica
e
dell’attivazione del
nuovo servizio di
preospedalizzazione
(vedi allegato 3) e di
un
nuovo
regolamento
di
U.O..
−
Elaborazione
di
una
nuova
turnistica
(vedi
allegato 4).
−
Elaborazione
del
piano
di
emergenza integrato
con la U.O. Geriatria
(vedi allegato 5).
La riorganizzazione è tuttora
in corso, in quanto si vuole
migliorare
quanto
più
possibile la turnistica, al fine
di evitare esuberi di ore di
straordinario e residui ferie
anno precedente.
Anche per ciò che concerne la
coesione nel gruppo, lo sforzo
di stimolare condivisione
degli obiettivi e motivazione è
continuo nel tempo.
Si può comunque affermare
che, dopo un primo periodo di
demotivazione, seguito al
trasloco ed al cambiamento,
mal vissuto,
si sta
progressivamente
ricostruendo e riprogettando.
−
263
gestione
Servizio
Prericoveri.
del
264
9.11.3. U.O. ORL : Progetto: Attivazione del servizio di preospedalizzazione con infermiere
dedicato.
TAPPE
STRUMENTI E METODI
RISULTATI
ƒ
ƒ
l’infermiera
Tempi previsti: nel luglio identificata
referente Roberta Stefani
2003 – dicembre 2003.
ƒ
Risorse:
personale identificati i locali dedicati:
dedicato, locali, materiali guardiola caposala
già in uso ed in parte da
acquisire.
identificati i materiali dedicati,
strumenti di supporto e la
Incontri col gruppo di specifica: modulo proposta
lavoro.
d’intervento
(allegato
2),
modulo informazioni utente
Elaborazione materiale.
sulla
programmazione
e
preparazione
intervento
(allegato 3)
moduli profilassi terapeutiche
(allegati 4)
PROGETTO
.
•
•
Origine del
problema:
dare nuove
risposte a
bisogni
organizzati
vi
ed
economici
in continua
evoluzione.
Obiettivi/ris
ultati attesi:
riorganizzar
e il servizio
di
preospedaliz
zazione,
garantendo
risposte
appropriate
a
bisogni
nuovi,
conseguenti
a
diverse
modalità di
gestione
della
programmaz
ione degli
interventi
chirurgici:
attivazione
della
lista
d’attesa
informatizza
ta, riduzione
dei
posti
letto (da 25
a 12 + 2
DH)
ma
implementaz
ione
dell’attività
Fasi/Azioni:
- identificare
i referenti
dentificare i
locali
dedicati
dentificare i
materiali
dedicati
dentificare
la
documentazi
one
dedicata
odificazione
del turno
infermieristico
garantire la
per
presenza di un
infermiere
dedicato
laborazione
del piano di
lavoro
ƒ
ƒ
modificazione
del
turno
infermieristico per garantire la
presenza di un infermiere
dedicato (allegato 5)
elaborazione del suo piano di
lavoro
infermiera
referente.
265
chirurgica,
con
necessità
quindi
di
utilizzare al
meglio
le
risorse,
evitando
disagi
all’utente.
266
9.11.4. DIPARTIMENTO DGLI ORGANI DI SENSO E DELLE MALATTIE
DERMATOLOGICHE : U.O. DI OCULISTICA: PROGETTO DI MIGLIORAMENTO
CLINICO ANNO 2003.
PROGETTO
Integrazione
protocolli
assistenziali fra
le U.U.O.O. di
Rimini
e
Riccione
TAPPE
•
•
•
•
•
•
•
Composizione
gruppo
di
lavoro area
infermieristic
a.
Raccolta
materiale
aziendale ed
extra
aziendale.
Incontri per
consultazione
del materiale
raccolto.
Identificazion
e
dei
protocolli
ritenuti
necessari.
Aggiornament
o
dei
protocolli
esistenti.
Elaborazione
dei protocolli
mancanti.
Presentazione
delle
procedure al
personale
infermieristic
o dei due
presidi.
STRUMENTI
METODI
•
•
E RISULTATI
Raccolta
materiale
infermieristic
o aziendale.
Incontri per
consultazione
materiale
raccolto.
•
•
•
•
Sono stati prodotti dei
protocolli assistenziali,
procedure, comuni fra
Rimini/Riccione.
Identificazione
dei
protocolli
comuni e
necessari ai due Presidi.
Revisione di protocolli
esistenti e loro diffusione
nel giugno 2003 (elenco
di alcuni protocolli :
protocollo
gestione
farmaci,
istruzione
operativa
controllo
scadenze
mensili,
protocollo operativo per
medicazione, protocollo
infez. Crociate.
Produzione e diffusione
di nuovi protocolli e
istruzioni
operative,
nell’ottobre 2003, fra cui
:
strumentazione
chirurgica nell’espianto
del
Bulbo
Oculare;
materiale
occorrente;
set
chirurgici;
step
chirurgici,
istruzioni
dopo l’espianto.
267
DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI
SENSO E MALATTIE DERMATOLOGICHE
PROGETTO 2003 U.O. ORL
Relazione a cura di: F. Marcaccini e L. Marconi
9.11.5.
TITOLO
PROGETTO:
laringectomizzati/tracheostomizzati
Apertura
di
ambulatorio
dedicato
ad
utenti
ORIGINE DEL PROBLEMA: accessi in reparto non programmati che creano interferenze al lavoro
routinario e determinano spesso tempi d’attesa lunghi per l’utente.
OBIETTIVI
TAPPE
Individuazione di Individuazione
del
un locale dedicato locale, dell’infermiere,
coinvolgimento
dell’UIMV,
incontri
programmati
con
il
personale infermieristico.
Individuazione di Identificazione di un
un
infermiere infermiere dedicato
dedicato.
STRUMENTI E METODI RISULTATI
Risorse: infermieri, medici, Il locale non è stato possibile
ricavarlo in seguito al
rappresentanti UIMV.
Tempi previsti: entro il trasloco avvenuto in luglio
2003 dove non c’era spazio
2003
sufficiente.
Programmazione degli
interventi
assistenziali,
diagnostici
e
terapeutici.
Risorse:
infermieri, medici,
rappresentanti
UIMV.
Tempi previsti: entro il
2003
Elaborazione piani
dell’attività.
Elaborazione
lettera dimissoria
destinata
al
paziente
laringectomizzato.
Risorse: infermieri, medici, E’
stato
identificato
rappresentanti UIMV.
l’infermiere
preposto
a
gestire
i
pazienti
Empi previsti: entro il
tracheostomizzati.
2003
-
E’ stata elaborata una
scheda dimissoria che
viene consegnata al
paziente, contenente le
indicazioni di come
gestire
la
canula
endotracheale (allegato
1).
Sono stati individuati i
giorni e gli orari nei
quali i pazienti possono
accedere
all’ambulatorio
preposto e sono indicati
nella
lettera
dimissoria…
RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVO 100%
Il Coordinatore F. Marcaccini
268
DIPARTIMENTO DEGLI ORGANI DI SENSO E
MALATTIE DERMATOLOGICHE
PROGETTO 2003 U.O. ORL
Relazione a cura di: F. Marcaccini e L. Marconi
9.11.6. TITOLO PROGETTO: Presa in carico e continuità terapeutica dall’inizio alla fine del
percorso ORL
ORIGINE DEL PROBLEMA: percorsi non sempre eaplicitati pre e post ricovero.
OBIETTIVI
TAPPE
Presa in carico del paziente e
continuità
terapeutica
dall’inizio
alla
fine del percorso ORL
-
Delineare il
percorso di
accesso
all’ambulato
rio ORL.
Delineare il
percorso di
accesso alla
degenza e ai
suoi servizi
articolati.
Delineare il
percorso per
i
controlli
successivi al
ricovero e/o
alle
sue
articolazioni.
STRUMENTI E
METODI
Tempi
previsti:
2003.
Risorse:
personale
dedicato,
locali già in
uso
(amb.
ORL).
Elaborazione
di procedure.
Incontri col
gruppo per
condividere i
percorsi.
RISULTATI
-
-
-
-
Sono state elaborate delle procedure
per delineare le modalità di accesso al
reparto ORL nelle varie modalità
(allegato 1 + allegato 2).
Sono stati elaborati criteri di gestione
del paziente in regime di pre-ricovero
(allegato 3) e la presa in carico
dall’infermiera preposta a tale
attività.
E’ stato elaborato un piano di attività
dell’infermiera del pre-ricovero e
degli infermieri di reparto per meglio
garantire una continuità assistenziale
del paziente nel pre e durante il
ricovero stesso (allegato 4).
E’ stata elaborata una procedura
dimissoria del paziente (allegato 5).
RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVO 100%
Coordinatore F. Marcaccini
269
9.11.7
U.O.
O.R.L.
PROGETTO
INFERMIERISTICHE” ANNO 2003
“REFERENTI
ATTIVITA’
ASSISTENZIALI
Al fine di migliorare la qualità delle prestazioni erogate, nell’anno 2003 sono stati individuati infermieri
referenti delle seguenti aree:
1. Area controllo approvvigionamento, stoccaggio e conservazione farmaci: DANIELA LA
SALVIA e ELISABETTA DE DOMINICIS.
2. Area controllo approvvigionamento, stoccaggio e conservazione dispositivi medici: CINZIA
FABBRI.
3. Area gestione e controllo medicherie “interni” ed “esterni: LEDA MURATORI e ELISA
ZANNONI.
4. Area controllo approvvigionamento, stoccaggio e conservazione materiale di laboratorio:
CRISTINA ZAGHINI.
5. Area inserimento neoassunti e tutoring studenti corso di Laurea di Infermiere: CRISTINA
ZAGHINI.
6. Area gestione e controllo strumenti e apparecchiature: DANIELE PIRONI.
7. Area
controllo
approvvigionamento
e
stoccaggio
materiale
economale:
PAOLA
MASTRAGOSTINO.
8. Area gestione e controllo cartelle cliniche: MANUELA BUGLI.
L’analisi delle attività svolte durante l’anno 2003, con verifica attraverso scheda di autovalutazione e
supervisione della coordinatrice, ha messo in evidenza il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Inoltre, negli ultimi due mesi dell’anno sono stati attuati interventi per migliorare alcune criticità
rilevate.
AREA
Area 1,2,3,4
CRITICITA’
INTERVENTI ATTUATI
Elaborazione di procedura di
Rilevata difficoltà nel garantire il 1.
controllo mensile attraverso check-list,
controllo sistemico di farmaci e
da compilare e firmare, anche dagli
dispositivi medici, specie in seguito
infermieri
dell’ambulatorio
alla riorganizzazione degli spazi
audiometrico.
conseguente al trasloco della U.O.,
2.
Riorganizzazione degli spazi.
avvenuto nel mese di agosto.
Area 3
Rilevato inadeguato utilizzo delle 1. Richiesti lavori di ristrutturazione con
installazione di lavandino.
medicherie, per carenza di spazio
nella medicheria “esterni” e 2. Riorganizzazione degli spazi e dei
percorsi per un utilizzo dedicato delle
mancanza di lavandino nella
medicherie.
medicheria
“interni”.
Di
conseguenza, scorretto utilizzo 3. Elaborazione di protocollo per
disinfezione fibroscopi e strumenti a
della medicheria “esterni” per
fibre ottiche con protocollo controllato
medicazioni a pazienti ricoverati.
270
Area 5
Area 7
Area 8
dal Servizio di Igiene e Sicurezza
Rilevata disinfezione fibroscopi e
Assistenziale.
strumenti a fibre ottiche senza
protocollo scritto.
Rilevata assenza di biblioteca 1. Allestimento biblioteca (tuttora in
infermieristica.
corso).
Riorganizzazione degli spazi nelle
Rilevata insufficienza di spazi per 1.
stanze di stoccaggio della biancheria e
un corretto stoccaggio.
del
materiale
economale,
con
allontanamento degli armadi con ante in
vetro, in disuso.
2.
Sensibilizzazione del personale ad
un adeguato controllo delle scorte,
rifornimenti e stoccaggio.
3.
In corso progetto per il controllo e
monitoraggio del lavanolo, attraverso
istruzione operativa e check-list.
Individuate
referenti:
Paola
Mastragostino, Samanta Bianchini.
In corso elaborazione di una
Rilevata difficoltà, da parte di 1.
procedura per la corretta gestione della
qualche operatore, a seguire il
cartella clinica.
corretto iter della cartella clinica,
dal ricovero, alla dimissione
consegna all’ufficio preposto.
Il Coordinatore
Sofia Urbinati
271
9.12 RELAZIONE FINALE ANNO 2003 DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE.41
L’anno 2003 ha visto il personale infermieristico delle diverse UU.OO. dipartimentali impegnato in
due progetti che hanno compreso sia la componente assistenziale che quella organizzativa.
Le UU.OO. del Centro Salute Mentale di Riccione, Rimini e Santarcangelo ed il settore della
Neuropsichiatria Infantile Ospedaliera hanno lavorato, per la componente assistenziale riferita al
sistema informativo, sui progetti di:
•
“Implementazione della Scheda unica per l’erogazione dei Neurolettici Atipici”, progetto che ha
previsto sia la stesura che l’utilizzo della scheda medesima, nelle strutture sopra descritte con un
raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
Le UU.OO. del Modulo Riabilitazione, Residenza Il Glicine Rn e Semiresidenza I Girasoli Rn, il
Dh Via Veneto Rc e la Neuropsichiatria Ospedale Rn, hanno lavorato nell’analisi di uno strumento
unico ed integrato per la terapia farmacologica:
•
“Difformità di strumenti informativi tra le varie realtà con diversi comportamenti
documentativi, stesura di un documento unico per la scheda integrata di terapia”, progetto che
ha previsto la stesura della scheda e l’iniziale utilizzazione della medesima, nelle strutture sopra
descritte con un raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
Le UU.OO. del Modulo Riabilitazione, Residenza Il Glicine Rn e Semiresidenza I Girasoli Rn,
hanno lavorato su uno strumento integrato di valutazione del paziente psichiatrico:
•
“Analisi di un unico strumento integrato con l’utilizzazione della valutazione del paziente
attraverso lo strumento V.A.D.O.” , progetto che ha previsto la stesura di un unico documento
integrato, Cartella Clinica, con utilizzo della medesima, nelle strutture sopra descritte con un
raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
41
A cura di D.A.D. Laura lanzetti
272
All’interno delle diverse UU.OO dipartimentali definizione del profilo infermieristico specifico:
•
“Linee guida per l’inserimento dell’infermiere neoassunto e/o neo inserito” , progetto che ha
previsto la stesura di più profili, ognuno specifico per settore di attività, con un raggiungimento
dell’obiettivo pari al 100%.
All’interno del CSM di Rn attivazione di un Polo distrettuale con modalità organizzativa ed
assistenziale diversa:
•
“Organizzazione infermieristica secondo il modello del Case Management presso il Polo di Sn”,
apertura di un Polo del Dipartimento Salute Mentale presso il territorio di Santarcangelo, con orario
mattutino per 6 giorni a settimana, gestito da personale infermieristico con presa in carico dei
pazienti afferenti a questo ambito territoriale.; individuazione di personale infermieristico con
applicazione del modello assistenziale di Case Management nella gestione del Progetto Terapeutico
elaborato per ogni paziente; gestione della presa in carico dei pazienti e loro progetti direttamente
dal personale infermieristico individuato; riferimento al CSM di Rn solo per le criticità ed urgenze
cliniche ed assistenziali.
Raggiungimento dell’obiettivo pari al 100%.
Attivazione di procedura di integrazione del personale infermieristico di N.P.I. sia con la figura di
Educatore Professionale che con il personale infermieristico di Pediatria per potenziamento delle
presenze infermieristiche in quest’ultima U.O. nelle fasce orarie pomeridiane e notturne.
273
9.12.1 PROSPETTO RIASSUNTIVO STATO DI AVANZAMENTO OBIETTIVI DI BUDGET
DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE 31/12/2003
U.O.
CSM /DH RC
CSM RN-SN
NPI Ospedale
RN
Nelle diverse
U.O. di
Psichiatria
Adulti
Residenza Il
Glicine RN
Semiresidenza
I Girasoli RN
Dh RC
NPI Osp RN
Titolo progetto
Data inizio
Progetto
Implementazio 01/02/03
ne scheda
unica per
erogazione
Neurolettici
Atipici
Data scadenza
Progetto
30/12/03
Linee guida
15/01/03
per
l’inserimento
del neoassunto
o di una nuova
unità
infermieristica
31/12/03
01/03/03
Difformità
strumenti
informativi tra
le varie realtà
con diversi
comportament
i
documentativi,
obtv
strumento
unico
31/12/03
Descrizione RISULTATO
obiettivo al
31/12/03
Stesura scheda
‰ OBV non
definitiva e suo
raggiunto
utilizzo
‰
OBV
raggiunto al
100%
‰
100 %
raggiungiment
o OBV
Definizione
delle linee
guida
Definizione del
profilo
dell’infermiere
nelle diverse
UU.OO.
‰
OBV non
raggiunto
‰
OBV
raggiunto al
100%
‰
100 %
raggiungiment
o OBV
Analisi
strumento
unico integrato
con
utilizzazione
dello
valutazione
paziente
VADO
Scheda di
terapia
integrata
‰
OBV non
raggiunto
‰
OBV
raggiunto al
100 %
raggiungiment
o OBV
‰
274
CSM RN-SN
Organizzazion
e
infermieristica
secondo il
Modello del
Case
Management
Presso il Polo
di SN
19/02/03 data
apertura Polo
SN c/o
Ospedale
Franchini
31/12/03
Apertura
servizio 6
gg/sett SN e 2
gg/sett al
Distretto di
Bellaria
Documentazio
ne integrata
‰
OBV non
raggiunto
‰
OBV
raggiunto al
100%
‰
100 %
raggiungiment
o OBV
Direzione Assistenziale Dipartimentale
________________________________________
Rimini, lì________________________
275
ASL RIMINI - OSPEDALE INFERMI RIMINI
UNITA' OPERATIVA POST ACUTI
Coordinatore Responsabile AFD Semproli M. Angela
9.13 Relazione annuale dell'attività svolta nella U.O. Post Acuti ANNI 2001/2003.
RICHIESTE RICEVUTE
→ 1948
RICOVERI EFFETTUATI → 1367 (70%)
DIMESSI AL DOMICILIO → 1097 (80%)
Giornate medie d'attesa in lista per trasferimento
Media ricoveri giornaliera (esclusi i festivi)
Giornate di degenza
Giornate di degenza media
Presenza media giornaliera
Indice di occupazione posti letto
PAZIENTI NON ACCOLTI IN TOTALE
1-2
1,3
19355
14
18,5
90%
per:
Rifiuto da parte del paziente
Rifiuto da parte dei Case Manager
( non rispondenti ai criteri di trasferibilità)
Trasferimenti disdetti dai reparti per:
- In dimissione al momento della visione del Case Manager
- Peggioramento clinico
- Trasferiti in altri reparti + Hospice
- Inviati in LD, Sol Et Salus, RSA,UOPA S.Arcangelo
- Decessi
U.U.O.O. DI PROVENIENZA DEI PAZIENTI
19 (0,9%)
26 (1,3%)
536 (27,5%)
Medicina 1°
Medicina 2°
Medicina D'Urgenza
Chirurgia
Ortopedia
Cardiologia
Malattie infettive
Oncologia / Terapia Antalgica
Neurologia
Geriatria
Ginecologia
Chirurgia Vascolare
Urologia
Nefrologia
NUMERO PAZIENTI
TRASFERITI IN UOPA
195
(14%)
178
(13%)
324
(23%)
350
(25%)
115
(8,4%)
42
(3%)
32
(2,3%)
32
(2,3%)
5
(0,3%)
35
(2,5%)
5
(0,3%)
31
(2,2%)
4
(0,2%)
18
(1,3%)
TOTALE
1367
276
CASI SOCIALI
PAZIENTI DECEDUTI
TRASFERITI IN RSA
TRASFERITI IN ALTRE STRUTTURE
50 (3,6%)
19 (oncologici)
60 (4,5%)
140 (10%) (LD Villa Maria Villa Salus Riab. - LD S.Arcangelo Luce Sul mare Hospice - Sol Et Salus - Post Acuti
S.Arcangelo - in
strutture ospedaliere di altre USL)
PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O PER
ACUTI
URGENZA/EMERGENZA
153/1367 (11%)
PROGRAMMATI
(118 in urgenza/35 in
emergenza)
90 (6,5%)
PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O PER
ACUTI
PROGRAMMATI
(relativo solo al Post Acuti di Rimini)
EVENTI IN EMRGENZA CON ATTIVAZIONE 118
( tempi di intervento dall'attivazione dell'ambulanza
medicalizzata, all'arrivo di circa 8 minuti )
191/2308 (8,2%)
103/2308 (4,4%)
35 ( - 18% dei ritrasferiti
- media di 11, 6 all'anno)
Ogni evento è stato trattato nel rispetto della procedura. Si è verificato un solo
caso di decesso al Post Acuti (sospetta embolia polmonare in paziente
psichiatrica, con grave obesità). Non risultano decessi al
susseguentemente arrivo in pronto soccorso
277
PROBLEMATICHE DEI PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O. PER ACUTI
PROBLEMI RESPIRATORI
40
IPERPIRESSIA PERSISTENTE
13
PROBLEMI GASTRO-INTESTINALI
16
ALTERAZIONI DEL SENSORIO
32
PROBLEMI CARDIO-VASCOLARI
35
DISTURBI DEL METABOLISMO
8
INFEZIONE DELLA FERITA
3
PROBLEMI EMATOLOGICI
5
PROBLEMI ORTOPEDICI
1
153
TOTALE
DATI RIGUARDANTI ASPETTI ASSISTENZIALI
Pazienti a rischio per insorgenza di lesioni da decubito
Pazienti con lesioni da decubito al momento del trasferimento
Lesioni da decubito insorte durante la degenza
Guarigione delle lesioni da decubito
Gestione pazienti con nutrizione enterale
459/1367
134/1367
1/ 459
67/ 134 ( 28 in via di
miglior.
39 invariate)
29/1367 (6 PEG - 10 SNG
rimosso)
Gestione pazienti con nutrizione parenterale
Pazienti con catetere venoso centrale
Pazienti con catetere vescicale all'ingresso
Infezioni urinarie in portatori di catetere vescicale
Rimozione catetere vescicale
Pazienti con cannula tracheostomica
Pazienti con catetere peridurale/elastomero
Pazienti con colostomia/urostomia (addestramento alla gestione)
Pazienti con ferite chirurgiche/drenaggi
Ulcere trofiche arti inferiori
114
(88 rimossa)
117
(78 rimossi)
301
60/301
151/301 (112 a
permanenza)
5
42
90/11
390/92
90 (61 in via di miglior., 7
risolte)
278
PAZIENTI TRATTATI CON FISIOTERAPIA
CONTATTI CON ASSISTENTE SOCIALE
CONTATTI CON UVG
CONTATTI CON ADI
377/1367
197/1367
121/1367
63/1367
( 27,5%)
( 14%)
( 9%)
( 5%)
PATOLOGIE TARGET
PAZIENTI CON ENCEFALOPATIE MULTIINFARTUALI
PAZIENTI CON STROKE ISCHEMICO
PAZIENTI CON PATOLOGIE POLMONARI
PAZIENTI ONCOLOGICI
PAZIENTI ORTOPEDICI
PAZIENTI POST -CHIRURGICI
PAZIENTI CARDIOLOGICI
PAZIENTI NEUROCHIRURGICI
PAZIENTI CON EPATOPATIE ALCOOLOCHE
PAZIENTI NEUROLOGICI
PAZIENTI VASCOLARI
PAZIENTI GASTROENTEROLOGICI
PAZIENTI POST-TRAUMATICI
PAZIENTI INFETTIVOLOGICI
279
ASL RIMINI - OSPEDALE INFERMI RIMINI
UNITA' OPERATIVA POST ACUTI
Coordinatore Responsabile AFD Semproli M. Angela
9.13.1. Relazione annuale dell'attività svolta nella U.O. Post Acuti dal 01/01/03 al 31/12/03.
PAZIENTI PRESENTE ALLE ORE 24 DEL 31/12/2002 → 20
RICHIESTE RICEVUTE → 670
RICOVERI EFFETTUATI → 432 (- 12% rispetto 12/2002)
DIMESSI
→ 362 (- 11,7%/ rispetto 12/2002) al domicilio=280
Giornate medie d'attesa in lista per trasferimento
1-2
Media ricoveri giornaliera (esclusi i festivi)
1,3
Giornate di degenza
6928 ( +2,3% rispetto /2002)
Giornate di degenza media (oltre 101 pz.hanno superato 20 di deg)
16
(+11,4% / rispetto /2002)
Presenza media giornaliera
19 (18,7 nel 2002)
Indice di occupazione posti letto
95% (93,6% nel 12/2002)
Indice di turn over PL
0,8
Indice di rotazione PL
22,6
PAZIENTI NON ACCOLTI IN TOTALE 238 per:
Rifiuto da parte del paziente
10 (8 Ch - 1 oncol -
1 Mal Inf.)
Rifiuto da parte dei Case Manager (pz. non rispondenti ai criteri di 13 ( Urol - Mal Inf - ort - med 2°
- ger )
trasferibilità)
Trasferimenti disdetti dai reparti per:
215
In dimissione al momento della visione del Case Manager
60
Peggioramento clinico
81
Trasferiti in altri reparti + Hospice
28
Inviati in LD, Sol Et Salus, RSA,UOPA S.Arcangelo
41
In fase terminale
0
Decessi
5(deceduti prima della visione del cm)
PROVENIENZA DEI PAZIENTI ACCOLTI
Medicina 1°
Medicina 2° ( 71 rich. 27 sosp 5 non acc)
Medicina D'Urgenza
Chirurgia
Ortopedia
Cardiologia
Malattie infettive
Oncologia / Terapia Antalgica
Neurologia
Geriatria
Ginecologia
Chirurgia Vascolare
NUMERO
PAZIENTI
TRASFERITI IN UOPA
57
(= rispetto 2002)
54
( - 17 = - 23% rispetto
2002)
96
( - 27 = - 20% rispetto
2002)
106
( -12 = -10% rispetto
2002)
35
( - 9 = - 18% rispetto
2002)
12
( > 1 pz. rispetto 2002)
9
( > 5 pz. rispetto 2002)
15
( > 2 pz. rispetto 2002) /
1 (0 paz. nel 2002)
4
( > 3 pz. rispetto 2002)
17
( > 2 pz. rispetto 2002)
2
( 2 pz. nel 2002)
17
( > 3 pz. rispetto 2002)
280
Urologia
Nefrologia
1
6
TOTALE
CASI SOCIALI
TRASFERITI IN RSA
TRASFERITI IN ALTRE STRUTTURE
( < 1 pz. nel 2002)
( > 1 pz. rispetto 2002)
432
20
20
62
(15 Villa Maria -11 Villa Salus
Riab. - 3 LD S.Arcangelo - 1 Luce Sul
mare - 6 Hospice - 17 Sol Et
Salus - 1 Post Acuti S.Arcangelo 8 in strutture ospedaliere di altre
USL)
PAZIENTI DECEDUTI
4 (oncologici)
PAZIENTI RITRASFERITI anno 2003
Urgenza/emergenza
Programmati
8
5
8
Medicina 1°
Medicina 2°
Medicina D'Urgenza
1
4
4
(1in ORL1 in med 2
1 in UTIC)
Chirurgia
Ortopedia
Oncologia
Nefrologia
CH Vascolare
Mal. Infettive
7 (1 in Ger.- 1 in med 1)
1 (in ch)
2
1
3 (1 inUTIC - 1 in ger- )
2
13
2
3
1
1
(in card)
Urologia
Cardiologia
Geriatria
1
2
1
TOTALE
38
32
(
-23,5%
rispetto
2002)
281
PROBLEMATICHE DEI PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O. PER ACUTI
PROBLEMI RESPIRATORI
6
IPERPIRESSIA PERSISTENTE
PROBLEMI GASTRO-INTESTINALI
4
6
ALTERAZIONI DEL SENSORIO
13
PROBLEMI CARDIO-VASCOLARI
6
DISTURBI DEL METABOLISMO
INFEZIONE DELLA FERITA
2
PROBLEMI EMATOLOGICI
1
PROBLEMI ORTOPEDICI
38
1 trasferiti con 118
3 trasferiti dopo visita medica
2 trasferiti dopo contatto
telefonico
4 trasferito dopo visita medica
1 trasferito dopo visita medica
5 trasferiti dopo contatti telefonici
5 trasferito con 118
3 trasferito dopo visita medica
5 trasferito dopo contatti telefonici
2 trasferiti con 118
2 trasferiti dopo visita medica
2 trasferiti dopo contatti telefonici
2 dopo visita medica
trasferiti dopo visita medica
trasferito dopo contatti telefonici
trasferito con 118
trasferito dopo visita medica
1 trasferito dopo contatti telefonici
trasferito dopo visita medica
-TRASFERITI CON CHIAMATA 118 = 8
-TRASFERITI DOPO VISITA MEDICA = 15
-TRASFERITI DOPO CONTATTI TEL. = 15
TOTALE
DATI RIGUARDANTI ASPETTI ASSISTENZIALI
Pazienti a rischio per insorgenza di lesioni da decubito
Pazienti con lesioni da decubito al momento del trasferimento
Lesioni da decubito insorte durante la degenza
Guarigione delle lesioni da decubito
Gestione pazienti con nutrizione enterale
Gestione pazienti con nutrizione parenterale
Pazienti con catetere venoso centrale
Pazienti con catetere vescicale all'ingresso
Infezioni urinarie in portatori di catetere vescicale
Rimozione catetere vescicale
Pazienti con cannula tracheostomica
Pazienti con catetere peridurale/elastomero
Pazienti con colostomia/urostomia
Pazienti con ferite chirurgiche/drenaggi
Ulcere trofiche arti inferiori
163/432
39/ 432
0/163
19/39 ( 11 in via di miglior.
9 invariate)
8/432 (3 PEG - 4 SNG rimosso)
43
(24 rimossa)
54
(24 rimossi)
77/432 ( 32 a permanenza)
14/59
39/77
1
13/3
24/5
128/21
36 (29 in via di miglior.)
282
RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI ASSISTENZIALI secondo schema valutazione ADL con
punteggi all'ingresso a alla dimissione.
Pazienti autosufficienti
249/432
Pazienti con lieve deficit
120/432
Pazienti con grave deficit
63/432
APPLICAZIONE PROCEDURA RISCHIO DI CADUTA ACCIDENTALE
(progetto di miglioramento 2003)
PAZIENTI A RISCHIO DI CADUTA (valutazione Scala di 178/432
Conley)
PAZIENTI CADUTI considerati a rischio
4/178 senza aver riportato
lesioni apparenti
PAZIENTI CADUTI non considerati a rischio
PAZIENTI TRATTATI CON FISIOTERAPIA
CONTATTI CON ASSISTENTE SOCIALE
CONTATTI CON UVG
ADI
3/254 senza aver
riportato
lesioni apparenti
123/432
31/432
29/432
24/432
PATOLOGIE TARGET
PAZIENTI CON ENCEFALOPATIE MULTIINFARTUALI
PAZIENTI CON STROKE ISCHEMICO
PAZIENTI CON PATOLOGIE POLMONARI
PAZIENTI ONCOLOGICI
PAZIENTI ORTOPEDICI
PAZIENTI POST -CHIRURGICI
PAZIENTI CARDIOLOGICI
PAZIENTI NEUROCHIRURGICI
PAZIENTI CON EPATOPATIE ALCOOLOCHE
PAZIENTI NEUROLOGICI
PAZIENTI VASCOLARI
PAZIENTI GASTROENTEROLOGICI
PAZIENTI POST-TRAUMATICI
PAZIENTI INFETTIVOLOGICI
283
ASL RIMINI - OSPEDALE FRANCHINI S.ARCANGELO
UNITA' OPERATIVA POST ACUTI
Coordinatore Responsabile AFD Bartolini Elsa
9.14. Relazione annuale dell'attività svolta nella U.O. Post Acuti ANNI 2001/2003
→ 1071
RICHIESTE RICEVUTE
RICOVERI EFFETTUATI → 941 (87%)
DIMESSI AL DOMICILIO → 815 (86%)
Giornate medie d'attesa in lista per trasferimento
Media ricoveri giornaliera (esclusi i festivi)
Giornate di degenza
Giornate di degenza media
Presenza media giornaliera
Indice di occupazione posti letto
PAZIENTI NON ACCOLTI IN TOTALE
1-2
0,3
17854
20
18,6
92%
per:
Rifiuto da parte del paziente
Rifiuto da parte dei Case Manager
( non rispondenti ai criteri di trasferibilità)
Trasferimenti disdetti dai reparti per:
- In dimissione al momento della visione del Case Manager
- Peggioramento clinico
- Trasferiti in altri reparti + Hospice
- Inviati in LD, Sol Et Salus, RSA,UOPA S.Arcangelo
- Decessi
U.U.O.O. DI PROVENIENZA DEI PAZIENTI
8 (0,7%)
55 (5,1%)
71 (6,6%)
Medicina 1°
Medicina 2°
Medicina 3°
Medicina D'Urgenza
Chirurgia RN/SN
Ortopedia
Cardiologia
Malattie infettive
Oncologia / Terapia Antalgica
Medicina RC/SPDC/Strutture esterne
Geriatria
Ginecologia
Chirurgia Vascolare
Post Acuti Rimini
Nefrologia
NUMERO
PAZIENTI
TRASFERITI IN UOPA
15
(1,4%)
12
(1,1%)
682
(63%)
15
(1,4%)
60
(5,6%)
52
(4,8%)
13
(1,2%)
5
(0,4%)
14
(1,3%)
4/1/3 (0,7%)
10
(0,9%)
1
2
(0,1%)
6
(0,5%)
4
(0,3%)
TOTALE
1071
284
CASI SOCIALI
PAZIENTI DECEDUTI
178
104
TRASFERITI IN RSA
TRASFERITI IN ALTRE STRUTTURE
senile)
16 (1,4%)
64 (5,9%)
(16,6%)
(9,7%)
(oncologici,
complicanze
cardiopolmonari,
marasma
(LD Villa Maria Villa Salus Riab. - LD S.Arcangelo Luce Sul
mare Hospice - Sol Et Salus in
strutture
ospedaliere di altre USL)
PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O PER ACUTI
PROGRAMMATI
38 (3,5%)
13 (1,2%)
PROBLEMATICHE DEI PAZIENTI RITRASFERITI NELLE U.O. PER ACUTI
PROBLEMI RESPIRATORI
3
RIACUTIZZAZIONE
QUADRO 2
PSICHICO
PROBLEMI GASTRO-INTESTINALI
3
ALTERAZIONI DEL SENSORIO
15
PROBLEMI CARDIO-VASCOLARI
12
PROBLEMI ORTOPEDICI
3
38
TOTALE
285
DATI RIGUARDANTI ASPETTI ASSISTENZIALI
Pazienti a rischio per insorgenza di lesioni da decubito
Pazienti con lesioni da decubito al momento del trasferimento
Lesioni da decubito insorte durante la degenza
Guarigione delle lesioni da decubito
Gestione pazienti con nutrizione enterale
Gestione pazienti con nutrizione parenterale
Pazienti con catetere venoso centrale
Pazienti con catetere vescicale all'ingresso
Rimozione catetere vescicale
Pazienti con cannula tracheostomica
Pazienti con catetere peridurale/elastomero
Pazienti con colostomia/urostomia (addestramento alla gestione)
Pazienti con ferite chirurgiche
Ulcere trofiche arti inferiori
PAZIENTI TRATTATI CON FISIOTERAPIA
CONTATTI CON ASSISTENTE SOCIALE
CONTATTI CON UVG
CONTATTI CON ADI
593 /1071
178/1071
66/1071
86/1071
532/1071
102/1071
8 / 532
17/102 ( 70 in via di miglior.
15 invariate)
45/1071 (9 PEG - 43 SNG rimosso)
60
73
(15 rimossi)
253
78/253 (175 a permanenza)
5
10
29/7
78 (di cui 35 complicate)
35 ( 32 in via di miglior., 3
risolte)
( 52,5%)
( 16,6%)
( 6%)
( 8%)
PATOLOGIE TARGET
PAZIENTI CON ENCEFALOPATIE MULTIINFARTUALI
PAZIENTI CON STROKE ISCHEMICO
PAZIENTI CON PATOLOGIE POLMONARI
PAZIENTI ONCOLOGICI
PAZIENTI ORTOPEDICI
PAZIENTI POST -CHIRURGICI
PAZIENTI CARDIOLOGICI
PAZIENTI NEUROCHIRURGICI
PAZIENTI CON EPATOPATIE ALCOOLOCHE
PAZIENTI NEUROLOGICI
PAZIENTI VASCOLARI
PAZIENTI GASTROENTEROLOGICI
PAZIENTI POST-TRAUMATICI
PAZIENTI INFETTIVOLOGICI
286
ASL RIMINI – OSPEDALE “A. FRANCHINI” SANTARCANGELO
UNITA’ OPERATIVA POST ACUTI.
Coordinatore Responsabile AFD Bartolini Elsa
9.14.1.Relazione analitica dell’attività svolta nella U. O. Post. Acuti dal 01/01/03 al 31/12/03.
RICHIESTE INOLTRATE
RICOVERI EFFETTUATI
453
379 ( paz. presenti alle 00 del 01/01/03 = 18 )
NON ACCOLTI 56 DI CUI:
- 17 PER NON STABILITA’ CLINICA
- 3 PER TRASFERIMENTO IN LUNGODEGENZA
- 3 PER DIMISSIONE
- 5 PER RIFIUTO
- 8 PER EXITUS
- 15 DESTINATI ALTROVE
TOTALE DIMESSI : 321
DIMESSI IN REGIME DI A.D.I /NODO : 38
TRASFERITI IN CASA PROTETTA - IN RSA 3
TRASFERITI IN RIABILITAZIONE ESTENSIVA: 15
TRASFERITI IN L.D.: 27
RITRASFERITI NEI REPARTI PER ACUTI = 14 di cui:
7 in Medicina per riacutizzazione
1 in ch Rn programmato
1 in ch Sn. Programmato + 1 per riacutizzazione del quadro addominale
3 in Cardiologia per infarto
1 in Urologia programmato
3 in Ortopedia programmato + 1 per frattura femore
1 in SPDC per riacutizzazione del quadro psichico
DECEDUTI: 44 DI CUI
20 PER PATOLOGIE ONCOLOGICHE
6 PER COMPLICANZE CARDIO POLM.
16 PER ENCEFALOPATIA M.I./DEMENZA
1 PER PATOL. MULTIORGANO
1 PER CIRROSI
287
PROVENIENZA DEI PAZIENTI
-
MED.3 : 311
L.D:
1
CH.SN:
18
MED.2:
7
MED.1:
5
ORTOP RN.: 27
-
ORTOP. RC. : 1
MED. URG. : 5
CH.RN:
5
CARDIOLOGIA: 4
P.ACUTI RIMINI : 4
GERIATRIA: 3
GINECOLOGIA: 1
MALATTIE INF.: 1
SPDC.: 1
ONCOLOGIA: 1
MED. RICCIONE : 1
PATOLOGIE TARGET
-
ONCOLOGICI: 56
ENCEFALOPATIA M.INF: 30
STROKE ISCH: 29
PATOLOGIE POLM: 25
ORTOPEDICI : 54
CHIRURGICI: 12
CARDIOLOGICI: 38
EPATOPATIE ALCOLICHE: 7
NEUROLOGICI: 12
VASCOLARI: 18
PATOL.GASTROENTERICHE: 3
CIRROSI EPATICA: 8
PAROLOGIE EMATOLOGICHE: 6
PATOL.ENDOCRINOMETABOLICHE: 5
PATOL CRONICO-DEG.AUTOIMM: 6
PATOL.LEGATE A SINDROME DA IMMOBIL: 22
PATOLOGIE NEFRO-UROLOGICHE : 5
PATOLOGIE PSICHIATRICHE : 2
PATOLOGIE GINECOLOGICHE : 2
GIORNATE DI DEGENZA TOTALI: 5448
GIORNATE DI DEGENZA PULITE DAI RICOVERI CON DEG. SUP A 60 GG. : 5231 CON DEGENZA MEDIA
: 15,75
PRESENZA MEDIA GIORNALIERA : 18.4
ETA’ MEDIA :75,7 anni
GESTIONE DI PZ. IN APPOGGIO Medicina 3 : 84- Ch: 1 per un totale di 132 giornate di presenza.
288
La degenza media è stata calcolata per il periodo effettivo di degenza in post acuti,
escludendo tutti i pazienti ritrasferiti in rep. per acuti e quelli trasferiti in
lungodegenza, nonché quei pazienti in cui la degenza ha superato i 60 giorni.
In questo anno solo 4 pazienti hanno superato i 60 gg. di degenza:
1 per problematiche oncologiche = gg.70
1 per problematiche ortopediche = gg.70
1 per problematiche vascolari = gg.77
1 per problematiche vascolari = gg. 133
in tutti i casi, era difficile la gestione al domicilio per problematiche sociali
DATI RIGUARDANTI ASPETTI ASSISTENZIALI
Tutti i pazienti accolti sono stati valutati dalle case manager (o caposala), in collaborazione con il
medico inviante. e l’infermiere o la caposala di U.O.
Per i pazienti provenienti da Rimini,qualche volta, ci si è avvalsi anche della collaborazione delle
colleghe del Post Acuti di Rimini
DATI RIGUARDANTI INDICATORI DI QUALITA’ DELL’ ASSISTENZA.
PERIODO DAL 01/01/03 AL 30/06/03
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Pazienti a rischio per insorgenza di lesioni da decubito = 184 su 379
Lesioni da decubito insorte durante la degenza =1 (insorte in paziente terminale)
Pazienti con lesioni da decubito al momento del trasferimento = 43
Guarigione della lesione da decubito = 3 su 43
Gestione pazienti con nutrizione entrale = 20 ( 17 sng.+ 3 peg. )
Pazienti con catetere venoso centrale = 14
Pazienti con catetere vescicale dall’ingresso = 113
Rimozione catetere vescicale = 24/113
Pazienti con cannula tracheostomica =1 (rimossa)
Pazienti con catetere peridurale = 4
Pazienti con colonstomia = 9
Pazienti con ferite chirurgiche = 26( di cui 3 complicate )
Pazienti con nefrostomie = 4
Pazienti con lesioni dermatol /vascolari = 13
ƒ
Pazienti a rischio di caduta = 207 /379 (caduti n° 10 pazienti) *
•
Piani assistenziali compilati = 278 su 379 paz. ricoverati
•
nel corso di questo anno è stata condotta sitematicamente la rilevazione del rischio di caduta
su tutti i pazienti al momento dell’ingresso in U.O. monitorando l’evento con la scheda di
Conley. Questo ha permesso un rapido inquadramento del paziente, con conseguente
identificazione dei suoi bisogni, ed ha portato ad erogare una assistenza infermieristica più
attenta alle esigenze della persona, anche mediante l’applicazione di misure assistenziali
preventive quali :
- collocare il paziente più vicino alla guardiola infermieri
•
289
•
•
- applicare spondine di contenimento al letto
- utilizzo di cinture addominali per fissaggio durante il permanere in carrozzina
utilizzo di ausili durante la deambulazione.
Tutto questo, previo coinvolgimento e autorizzazione dei famigliari o, dove possibile, dello
stesso paziente.
• Sui pazienti caduti, solo 2 risultavano a rischio, per compromissione dello stato cognitivo ed
agitazione, pur avendo pianificato una sorveglianza continua, con l’aiuto della famiglia,
questa, ha eluso la sorveglianza senza informare gli operatori. (conseguenze: frattura
femore)
• Negli altri pazienti non a rischio di caduta, non vi sono state comunque conseguenze.
-
PAZIENTI TRATTATI PER I QUALI SI E’ RESO NECESSARIO IL COINVOLGIMENTO DELLE
ASSISTENTI SOCIALI: 43
-
RICHIESTE CONSULENZA U.V.G. PER : 33 PAZIENTI
-
COMPILATE SCHEDE DIMISSIONE INFERMIERISTICA A 140 PAZIENTI
PRESCRIZIONE AUSILI PER IL DOMICILIO PER 65 PAZIENTI
PAZIENTI SOTTOPOSTI A TRATTAMENTO FISIOTERAPEUTICO = 232 di
cui 116 trattati dalle fisioterapiste e 116 dagli operatori di reparto previa
consulenza fisiatrica
I dati riguardanti l’attività di fisioterapia e attività di riattivazione/riabilitazione,
confermano la valenza riabilitativa della U.O. mettono in evidenza il lavoro svolto
dalla fisioterapista, in collaborazione con il personale di supporto e infermieristico.
Sta consolidandosi nel tempo la collaborazione fra terapista e operatori di supporto,
per il proseguimento di F.K.T .con finalità di riattivazione, in quei pazienti che non
richiedono una presenza costante della fisioterapista. Questo, permette alla
fisioterapista di occuparsi prevalentemente di
pazienti con problematiche
strettamente riabilitative.
PUNTI DI FORZA
• Siamo al terzo anno di attività inerente a questo progetto sperimentale a
conduzione infermieristica,ci sentiamo di dire che,sempre più si sta affermando
l’utilità di questa unità operativa,ciò ha portato a migliorare i rapporti
all’interno del gruppo,che sta consolidando sempre più l’obiettivo del mandato.
• Buono il clima interno del personale fra le U.O. di Medicina3-LD.-Post Acuti,
per cui è aumentata ulteriormente la collaborazione fra gli operatori.
290
• Il nuovo Direttore di U.O. Med.3/LD. Dr. Ioli, divenuto il referente clinico per
il Post Acuti, ha instaurato con il gruppo un ottimo rapporto,vi è un rispetto
reciproco dei ruoli, ottima la collaborazione, vengono rispettati i tempi di
consulenza stabiliti.
• Migliorato il rapporto anche con tutta l’equipe medica della Medicina per
quanto riguarda la risposta ad eventuali richieste di consulenze in caso di
problematica clinica nelle 24 ore.
• Migliorata la compilazione delle schede di trasferimento.
PUNTI DI DEBOLEZZA
• Permane problematico il trasferimento del paziente che perde le caratteristiche
di stabilità in Med.3 per la oggettiva carenza di disponibilità di posti letto.
• Ancora carente la pianificazione dei trasferimenti da Med.3 a Post Acuti.
• Per i pazienti trasferiti dalla U.O. di Chirurgia SN,resta difficile reperire il
chirurgo referente,per cui vi sono a volte ritardi nelle valutazioni, che si
ripercuotono sulle dimissioni.
• Permangono difficoltà di relazione con i servizi socio-territoriali,con
conseguenti ritardi sulla programmazione delle dimissioni, specialmente per il
settore handicap adulto
• La degenza superiore a quanto previsto dalla media regionale,oltre che alle
suddette problematiche,è determinata anche dalla complessità dei casi trattati.
• Il perdurare di assenze prolungate per malattie lunghe nel personale di
supporto, ha determinato notevoli sforzi a mantenere alto il livello di assistenza
e la valenza riabilitativa della struttura.
Coordinatore Bartolini Elsa
291
Rev. 01
del 02.05.2003
U.O DIREZIONE ASSISTENZIALE - cdc 1606
Dirigente Responsabile DDSI Dr.ssa A.
Santullo
Pagina 292 di
302
Presidio Rimini Via Settembrini 2
℡ 0541/705429 - Fax 0541/705621
Presidio Riccione Corso Fratelli Cervi 48
℡ 0541 / 608500 Fax 0541 / 608849
DIPARTIMENTO PATOLOGIA CLINICA
9.15 Relazione sui principali obiettivi, progetti, innovazioni tecnico-gestionali realizzati nell’anno
2003
Nel corso dell’anno 2003, il Dipartimento di Patologia Clinica ha proseguito il consolidamento
della razionalizzazione delle risorse economiche e della operatività, in coerenza con le politiche
della
nuova
progettazione
della
Medicina
di
Laboratorio
della
macroarea
Romagna
(centralizzazione di alcuni test specialistici, sostituzione con metodiche alternative automatizzate,
momenti di confronto tesi ad uniformare i comportamenti e a migliorare l’appropriatezza della
richiesta, gare comuni).
Si è giunti ad una razionalizzazione a livello aziendale della diagnostica ematologica e
citofluorimetrica, facilitando l’omogeneità di accesso, di iter diagnostico e di referto.
Si è pianificata e consolidata la partecipazione a programmi di controllo delle resistenze batteriche,
sia nazionali che regionali.
In via sperimentale, il settore di Farmacotossicologia ha implementato un servizio di emergenza
tossicologica h24, con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza della richiesta e la tempestività di
risposta per il conseguente intervento terapeutico.
L’U.O. Immunoematologia e Trasfusionale ha proseguito nell’attuazione del Programma Speciale
Sangue Provinciale, finalizzata all’obiettivo di aumento della raccolta per il mantenimento
dell’autosufficienza regionale e del contributo a quella nazionale.
292
L’ U.O Anatomia Patologica ha contribuito alla riduzione del periodo di degenza, attraverso il
miglioramento dei tempi di disponibilità dei referti.
Nel 2° semestre del 2003 il Dipartimento ha concorso alla realizzazione del progetto aziendale
avente come obiettivo la facilitazione dell’accesso alle prestazioni ambulatoriali dei cittadini e il
monitoraggio delle liste d’attesa . Si è data disponibilità all’accesso diretto degli utenti esterni alle
prestazioni di laboratorio, si è favorito l’utilizzo del day-service e incrementata l’attività per la
Commissione patenti.
Allo scopo di governare e condurre tutte le attività programmabili e programmate quanto più
efficacemente e soprattutto appropriatamente possibile, occorre sviluppare maggiormente una
visione globale ed una profonda comprensione delle forze interne ed esterne con le quali poter
collaborare.
Risulta quindi di fondamentale importanza l’integrazione con le diverse U.O. in ambito intra
Dipartimentale di Patologia Clinica ed inter Dipartimentale, al fine di migliorare la definizione delle
strategie decisionali , la pianificazione e l’attuazione dei processi .
Scheda riassuntiva dei Progetti
U.O. coinvolte
Titolo progetto
Descrizione obiettivi
Risultati
SERVIZIO MEDICINA DI
ELABORAZIONE E Facilitare l’accoglienza , l’inserimento e
Si è prodotta una Procedura
LABORATORIO
IMPLEMENTAZIO
l’addestramento del personale tecnico
Dipartimentale , su modello di
NE PROCEDURA
biomedico neo-assunto, tramite un
quella aziendale, da utilizzare
ANATOMIA PATOLOGICA
DIPARTIMENTALE programma formalizzato di informazioni
all’interno delle 3 U.O.
PER
con lo scopo di :
Dipartimentali
L’INSERIMENTO
•
DI PERSONALE
SERVIZIO
NEO-ASSUNTO
prevedere percorsi di inserimento nel
gruppo di lavoro
•
IMMUNOTRASFUSIONALE
monitorare lo sviluppo delle capacità
personali del neo-assunto
•
fornire gli strumenti più idonei alla
293
sua formazione
•
valutare la performance raggiunta ,
con elementi oggettivamente validi di
giudizio
SERVIZIO MEDICINA DI
REVISIONE
Analizzare le risorse tecnico-professionali Al termine del percorso, si sono
LABORATORIO
TURNISTICA E
a disposizione prevedendo una
elaborate diverse ipotesi
POSIZIONI DI
riorganizzazione del personale e dei
progettuali finalizzate
LAVORO PER LA
processi, con l’obiettivo di istituire un
all’attuazione del servizio h 24,
PRESENZA
servizio di “ Guardia Attiva” tecnica,
con la descrizione delle risorse
TECNICA
presso la sede del Presidio di Rimini.
necessarie e dei vantaggi e/o
criticità relative.
NELL’AMBITO
DELLE 24 ORE
SERVIZIO MEDICINA DI
REINTEGRO
Organizzare il trasferimento e la presa in
Nonostante i tempi a
LABORATORIO
DELLO
carico di tutto i campioni biologici
disposizione fossero
STABILIMENTO
provenienti dai reparti di nuova
estremamente ridotti, si è riusciti
CERVESI DI
acquisizione, con relativa.
a fornire tutto il materiale
CATTOLICA
NELL’AUSL
RIMINI:
•
Programmazione dei trasporti e
fornitura del materiale necessario
•
Organizzazione dell’inserimento
Formazione e
dei nuovi accessi al Servizio e della
Assistenza ai reparti
produzione e invio dei relativi referti
per le modalità di
•
infermieristici di Cattolica sulle modalità
del materiale
in atto presso il nostro Laboratorio,
biologico all’U.O.
completamente diverse da quelle che loro
Medicina di
stessi utilizzate
•
l’assistenza indispensabile agli
operatori coinvolti.
Informazione agli operatori
richiesta e di invio
Laboratorio
necessario e soprattutto
Attuazione di Corsi di
Aggiornamento per il personale
infermieristico, tenuto dal personale
Coordinatore del Laboratorio, e
produzione di protocolli di accesso
294
UU.OO. coinvolte
SERVIZIO
Titolo progetto
Attuazione dei
IMMUNOTRASFUSIONALE Programmi Speciali
Sangue Provinciali,
Descrizione obiettivi
Risultati
Aumentare la raccolta del sangue dei
Si è regolamentato l’accesso alle
donatori, per mantenere l’autosufficienza
donazioni in relazione alla scorta
secondo le
regionale e contribuire a quella nazionale, di Emoteca, implementando
visto il calo della disponibilità derivante
accessi anche nei giorni feriali
indicazioni del Piano
dall’invecchiamento della popolazione(le
Sangue/Plasma
donazioni coinvolgono prevalentemente
come già fatto con i festivi
Regionale 2002/2003 fasce giovanili di età)
- RACCOLTA
Attraverso risorse in ore
Il Progetto viene attivato per permettere ,
aggiuntive rese disponibili dalla
in attesa dell'Officina Trasfusionale di
compensazione del Piano
Area Vasta Romagna, di attivarsi senza
Speciale Sangue dalle altre ASL,
incremento di personale, per il rispetto
il personale tecnico e
degli obblighi di legge per la ricerca con
CONTROLLO
EMOCOMPONEN
TI
amministrativo ha sostenuto con
metodica di Biologia Molecolare, dei virus continuità la determinazione dei
trasmissibili con la trasfusione del sangue test NAT necessari, operando
all’interno del Nucleo di
Biologia Molecolare
InterAziendale.
Importante l’esperienza
acquisita, utile nel contesto del
sistema Area Vasta Romagna
295
AREA DEL GOVERNO GESTIONALE
Sviluppo della gestione del personale in chiave dipartimentale, attraverso :
•
Pianificazione quadrimestrale delle ferie, in linea con le indicazioni aziendali
•
Programmazione mensile dei turni
•
Omogeneizzazione degli strumenti di gestione del personale su base dipartimentale
( informatizzazione della turnistica di U.O., regolarmente trasmessa al DAD)
•
Equità di trattamento del personale (turni, presenze, straordinario, debito orario mensile, ecc.).
•
Mappatura del personale Part-Time
Questi punti necessitano di un maggior sviluppo e consolidamento nell’U.O. di Anatomia
Patologica dove solo da pochi mesi è stata assegnata la figura del Coordinatore tecnico.
Attuazione di strumenti di Comunicazione periodica con tutto il personale
Si sono definite ed attuate modalità di diffusione delle informazioni rivolte a
personale all’interno del dipartimento
•
incontri periodici ( briefing settimanali, riunioni di U.O., di Dipartimento)
•
circolazione tempestiva ed organizzata delle informazioni ( invio comunicazioni, bacheche di
reparto, raccoglitori con documenti a disposizione, ecc)
•
stesura verbali di riunioni disponibili a tutto il personale
•
stesura procedure Dipartimentali e di U.U.O.O.
personale reparti, Punti Prelievi, CUP, URP, Medici di Medicina Generale, ecc.
•
aggiornamento e invio materiale illustrativo riguardante le modalità di prelievo, conservazione e
invio dei campioni (Manuali, Catalogo dei prodotti, tempi di risposta, Istruzioni al paziente, tabelle,
ecc.)
•
aggiornamento relativo all’introduzione di nuovi test o alla cessazione di altri
•
incontri per la definizione di percorsi condivisi ( modalità di accesso per esami urgenti,
routinari, pre-operatori, in DH, ecc)
296
Sicuramente una Comunicazione efficace assume una forte rilevanza per il coordinamento e
l’integrazione dei diversi professionisti all’interno del proprio Dipartimento e con le figure
professionali delle altre articolazioni aziendali .
Anche attraverso momenti di confronto si può favorire e migliorare la gestione dei percorsi clinici
che concorrono alla formulazione di una risposta diagnostica e terapeutica efficace ed efficiente.
Diffusione dell’uso dipartimentale della documentazione
Oltre a proseguire la stesura dei documenti necessari a garantire il controllo dei principali processi
gestionali, si è iniziato a uniformare una parte della documentazione in uso all’interno delle tre U.O.
( schede relative al neo-assunto, turni mensili, schema di programmazione quadrimestrale delle
ferie, modulistica relativa alla corretta gestione del materiale farmaceutico).
Descrizione delle posizioni di lavoro
All’interno del Dipartimento sono state formalizzate le seguenti posizioni di lavoro e le rispettive
aree di responsabilità per il personale del comparto:
•
Referente della Qualità
Coord. Tecnico B. Dell’Aquila
•
Referente del Sistema Informatico
Collab. Tecnico S. Berlini
•
Referente della Comunicazione
Coord. Tecnico B. Dell’Aquila
•
Referente della Formazione
Coord. Tecnico M. Fiumana
Mappatura e definizione degli organici
Sono stati prodotti i reports relativi a
•
Situazione odierna del personale, rapportata con quella degli ultimi anni (2000-2003)
297
•
Descrizione delle varie qualifiche
•
Percentuale del personale a tempo pieno, Part Time, in ruolo, incaricato, personale Co.Co.Co.,
prescritto, in aspettativa, con legge 104, con legge 53, ecc
•
Personale turnista, in guardia attiva, in pronta disponibilità. Turni aggiuntivi, Libera
professione.
Punti critici del Dipartimento relativi all’Area gestionale:
•
Alta presenza di personale Part Time (5 tecnici biomedici al 50% e 8 tecnici al 70%),
costituiscono il 16.5 % del personale tecnico del Dipartimento, con una concentrazione
nell’U.O. Medicina di Lab. del 21.8%.
•
Numerosi dipendenti con prescrizione medica che necessitano di un piano di attività
personalizzato, esonero dalla pronta disponibilità e dalle guardie, ecc.
•
Assenze per malattie e/o altro
•
Presenza di n° 13 tecnici incaricati
•
Difficoltà a smaltire entro l’anno , il residuo ferie e l’accumulo di ore di straordinario
•
Gestione delle conflittualità
•
Formazione continua del personale ( numerosità del gruppo e tecnologie in continua
evoluzione),soprattutto alla luce dello sviluppo di Area Vasta Romagna
•
Sensibilizzare degli operatori al cambiamento e alle esigenze di riorganizzazione
•
Necessità di maggior integrazione tra le professionalità intra e inter-dipartimentali
298
AREA DELLE INNOVAZIONI E SPRIMENTAZIONI
Informatizzazione dei reparti
Nel 2003 si è avviato, in via sperimentale, il Progetto DN-WEB per la “ Gestione informatizzata
degli esami di Laboratorio” tramite l’utilizzo di un applicativo realizzato in tecnologia WEB.
Obiettivo di questo progetto è consentire a tutti i reparti e ambulatori dei Presidi aziendali la
connessione al servizio di Laboratorio analisi per:
•
l’invio delle richieste di esami ( urgenti e routinari )
•
la consultazione dei risultati in tempo reale
•
la stampa direttamente in reparto, dei referti prodotti in Laboratorio ( sia parziali che definitivi).
Evidenti sono i vantaggi che ne deriveranno:
•
velocità di compilazione richieste e trasferimento al Laboratorio
•
possibilità di compilazione anticipata, anche giorni precedenti, con memorizzazione delle
richieste fino al momento dell’esecuzione del prelievo diminuzione del TAT
•
eliminazione del servizio appaltato per la consegna referti
Tale ambizioso progetto troverà la sua completa attuazione nell’anno 2004.
Integrazione di attività tra i SIT di Rimini, Cesena, Forlì
Al fine di centralizzare tutte quelle funzioni trasfusionali che possono utilmente essere delocate
rispetto ad una ottimale produzione dei prodotti trasfusionali di qualità, Il Servizio Trasfusionale di
Rimini ha intrapreso un’azione di integrazione funzionale con i SIT di Cesena e Forlì:
•
trasferimento dei test di validazione sierologica per le unità Trasfusionale del SIT di Forlì verso
il SIT di Rimini
•
Validazione di tutti gli emocomponenti prodotti dai SIT di Cesena, Forlì e Rimini , attraverso
l’operatività di un Nucleo InterAziendale per la Biologia Molecolare (NIBM) che esegue test
con metodiche di biologia molecolare (NAT)
299
FORMAZIONE
Il Piano di Formazione del Dipartimento di Patologia Clinica relativo all’anno 2003, ha tenuto
conto dei richieste formative degli operatori, espresse tramite un apposito questionario distribuito ed
elaborato, e dell’analisi delle necessità formative legate allo sviluppo professionale e organizzativo
del personale, in coerenza con gli obiettivi dipartimentali e sulla base del budget disponibile.
Si è privilegiata la formazione interna con un programma che ha unito allo scopo sopra descritto, la
necessità di soddisfare l’obbligo dei crediti previsti dal sistema ECM .
Anche per la docenza ci si è avvalsi delle professionalità laureate e tecniche presenti all’interno del
Dipartimento scegliendo e trattando argomenti mirati a consolidare lo specifico professionale.
Questa tipologia di formazione ha permesso di coinvolgere un numero elevato di operatori,
contenendo la spesa nei limiti previsti; l’utilizzo dei corsi a catalogo è stato limitato.
La partecipazione all’aggiornamento è stata ampia e rispettata quasi nella totalità, grazie anche ad
una gestione della turnistica attenta a favorire l’accesso dei professionisti agli eventi formativi.
Si è inoltre iniziato un percorso formativo in collaborazione con altre aziende dell’ Area Vasta
Romagna, rendendo reciprocamente disponibili i corsi attuati nelle diverse realtà.
Tale percorso verrà proseguito nell’anno 2004.
AREA VASTA ROMAGNA
Criticità e opportunità
Il dipartimento di Patologia Clinica e pienamente coinvolto nel Progetto per la riorganizzazione dei
Laboratori della Romagna che ha come obiettivi generali:
•
Garantire al paziente ricoverato, tutte le prestazioni adeguate nel più breve tempo possibile
•
Prendere in carico l’utente esterno che presso qualsiasi Centro prelievi potrà ottenere la stessa
risposta , anche specialistica
•
Sviluppare punti di eccellenza (centri di elevata specializzazione), facilitando la gestione delle
richieste di secondo livello
300
•
Concentrare l’esecuzione degli esami a bassa richiesta o ad alta specializzazione in un’unica
sede di erogazione
•
Diminuire i costi di gestione attraverso l’eliminazione di attrezzature multipli sotto utilizzate,
con l’ottimizzazione dell’impiego del personale e attraverso l’espletamento di gare d’appalto in
comune per il materiale di consumo, diagnostici e sistemi analitici
Il progetto di AVR richiede uno studio approfondito del profilo, delle aspettative e delle
motivazioni del personale; gli sviluppi programmati necessitano di un elevato livello di consenso
sia dei professionisti che degli utenti .
Occorre pertanto sviluppare momenti di confronto e di informazione sulla progressione dei lavori
dei gruppi operativi, favorendo la partecipazione del personale e avvicinando le decisioni
organizzative al gruppo operativo.
Punto critico per lo sviluppo di attività ad alta complessità è la formazione del personale che deve
assicurare accanto ad una elevata conoscenza delle specifiche procedure, un’altrettanta elevata
capacità di sviluppare relazioni professionali e di apertura al cambiamento.
Importante è la valutazione delle opportunità offerte dalla istituzione di una struttura centralizzata
che proporrà stimoli interessanti e incrementerà sicuramente la crescita professionale del personale.
I Coordinatori del Dipartimento di Patologia Clinica
301
302
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Relazione 2003 - AUSL Romagna Rimini