Unire Anlaids,
spezzando il pane
della scienza
EditorialE
di Fiore Crespi
presidente
nazionale
anlaids
Newsletter d’informazione dell’associazione nazionale per la lotta contro l’aids
numero 24 • marzo 2011 - per ricevere la newsletter, inviare una mail a: [email protected]
IC A R 2 0 1 1 - i N t E rv i s ta
ad
alEssaNdra CErioli,
M E M B ro d E l
COmmunIty LIAsOns subCOmmIttee
Scienza e community a Firenze
G
iunta alla terza edizione, la Italian Conference on Aids and Retroviruses (iCar) è
ormai il più importante appuntamento scientifico sul tema dell’Hiv/aids nel
nostro paese. dopo Milano e Brescia, la conferenza approda a Firenze dove,
dal 27 al 29 marzo i più importanti esponenti della ricerca e della clinica sull’infezione
da Hiv si incontreranno per presentare i risultati più interessanti dei loro lavori.
Quali sono le novità dell’edizione 2011?
rispetto agli altri anni quest’anno abbiamo un buon numero di lavori provenienti dalla ricerca italiana: sono arrivate molte ricerche soprattutto sulla
prevenzione e sugli indicatori comportamentali, molti studi rivolti agli uomini che fanno sesso con altri uomini (MsM) con due presentazioni del sialoN, progetto sulla stima della prevalenza di Hiv e sifilide mediante
l’utilizzo di modalità non invasive in soggetti MsM nell’Europa meridionale e orientale svolto dalla regione veneto all’interno di un network
europeo. Quindi molta prevenzione: questa è stata una
piacevole sorpresa perché
studi di prevenzione in italia
se ne vedono pochi rispetto a quello che accade
nei congressi internazionali.
invece in questa edizione
abbiamo ricevuto talmente
tanti lavori interessanti che
alla fine, d’accordo con la
presidenza della conferenza, oltre alla sessione specifica epidemiologia e
prevenzione che si terrà la mattina di lunedì 28,
abbiamo ricavato un’altra ora per short presentations sull’argomento. l’impressione come coordinatrice di questo track, condivisa anche da chi ha
valutato gli abstract, è che finalmente in italia si
sta cominciando a lavorare bene sulla preven-
1
continua a pag. 2
continua a pag. 9
IN COPERTINA
a presiedere il congresso c’è Francesco Mazzotta, insieme con Francesco Leoncini e
Carlo Federico Perno, ma nella struttura organizzativa c’è anche un Community Liasons subcommittee che coinvolge, in qualità di rappresentanti
delle associazioni di lotta all’aids, Alessandra
Cerioli, presidente lila, Fiore Crespi, presidente anlaids, Paolo Patanè, presidente arcigay,
e Filippo Von Schloesser, presidente Nadir. ad
alessandra Cerioli, che ha anche supervisionato il
track epidemiologia e scienze sociali, abbiamo chiesto
di anticiparci alcune dei contenuti del congresso.
O
gni settore
della nostra
vita è contaminato dal cambiamento, sia
esso determinato
dalle saturazioni
della
quotidianità, sia
esso
un
anelito in un
mondo che lascia
poco spazio all’etica
universale, sia esso
la speranza di nuovi
benefit a volte canalizzati a grandi
imprese. Per me,
come Presidente
nazionale, Anlaids è
una grande impresa, un’associazione dalla storia
importante legata al vissuto
dell’Hiv/Aids. Vorrei
ora ricevere non
solo da chi mi legge
ma dai nuovi
gruppi di Anlaids
dei suggerimenti od
ancor meglio dei
piani o progetti realizzabili nel corso
del tempo, studiati
comunque su basi
precise e sulla possibilità di gestione
all’interno
della
complessità del noprofit/volontariato e
quant’altro.
ICAR 2011
segue da pag. 1
IN COPERTINA
zione e sulla epidemiologia. C’è da sperare che arcigay e anlaids) ma anche da altre associazioni italiane e da singole persone
sempre più, nelle prossime edizioni di iCar, questo sieropositive con interessi personali a capire di più sulla scienza.
tipo di track sarà ricco di comunicazioni interesC’è qualche novità anche per la plenaria se non sbaglio.
santi.
Nella plenaria di apertura la domenica pomeriggio ci sarà una lettura che è
Dal punto di vista organizzativo c’è stata stata scelta da noi sui diritti delle persone che sono private della libertà ad
avere strumenti di prevenzione all’interno delle carceri. a tenerla
maggiore sinergia tra le varie anime del
sarà Ralph Jurgens, un esperto di riduzione del danno e dicongresso?
ritti umani, consulente del governo canadese, che ha curato
la sinergia e la collaborazione tra diverse società
nel 2010 un numero di Lancet interamente dedicato agli inscientifiche e con la community rimane ancora un
terventi di distribuzione di siringhe sterili e condom all’inobiettivo non raggiunto, soprattutto fra le diverse
terno delle carceri e che nel 2006 a toronto fu uno degli
discipline. l’anno scorso a Brescia lo stesso Palù
ispiratori del documento sui dieci motivi per cui la criche era co-presidente del congresso con Carosi
minalizzazione dell’Hiv non funziona, oltre ad essere
aveva detto in plenaria che tra infettivologia e vitra gli autori della Vienna Declaration dell’ultima conrologia c’era stata una collaborazione fittiferenza mondiale. il tema della prevenzione dell’Hiv
zia ma che alla fine queste due discipline
in carcere ci è sembrato un argomento particolarnon erano state sinergiche nella organizzamente importante da toccare e al quale le istituzione del congresso. dal punto di vista della comzioni dedicano scarsa attenzione: eppure se
munity quest’anno è andato un po’ meglio,
consideriamo che nel 70% dei casi la detenzione
siamo riusciti a essere presenti e a portare
è legata a problemi di droga e che non posi nostri temi all’interno dell’iCar e tutto il
siamo ignorare che la droga in carcere è cocomitato di programma si è speso per fare
munque presente, dobbiamo porci il problema
arrivare i nostri temi nel convegno. il bel
della prevenzione. altrimenti ci possiamo trorisultato sta anche nel fatto che per la
vare davanti all’assurdità che una persona abiprima volta siamo riusciti ad avere adtata a consumare sostanze senza rischi legati
dirittura delle scholarship per la comall’Hiv con l’uso di siringhe sterili, una volta in
munity: abbiamo ricevuto 26 domande
cella sia impossibilitata a trovare siringhe sterili
e non solo dalle associazioni che
e si trovi quindi in condizione di scambiarle
fanno parte del Community Liasons
con i compagni.
subcommittee dell’iCar (lila, Nadir,
2
IC A R 2 0 1 1 - i l P r E M i o a N l a i d s
P E r l a r i C E r C a s C i E N t i F i C a i ta l i a N a
Chiedi chi era Giovanni Battista Rossi
P
er la prima volta quest’anno il Premio scientifico nazionale indetto da anlaids in
memoria di Giovanni Battista rossi sarà consegnato nell’ambito dell’iCar. Un
modo per ricordare a Firenze, dove venti anni fa organizzò la prima Conferenza
mondiale aids svoltasi in italia, un protagonista dei primi 15 anni di lotta all’aids in italia.
3
malattia. È così che, divenuto direttore del laboratorio di virologia dell’iss dalla data della sua istituzione nel 1982, coordina un gruppo di ricerca sul
virus da immunodeficienza umana. Fin dal 1987, Giovanni Battista rossi lavora sull’idea di coordinare,
sostenere e far progredire gli sforzi della ricerca italiana sull’aids. È infatti a lui che “dobbiamo la vera
idea innovativa che ha portato in italia il primo progetto di ricerca sull’aids con sistema di revisione indipendente, capace di creare una rete per portare
avanti la ricerca in italia” riconosce Giuseppe Ippolito, attualmente direttore scientifico dell’istituto nazionale per le malattie infettive l. spallanzani
di roma. “la grande capacità innovativa di questo
progetto – prosegue – fu riconosciuta anche a livello internazionale tanto che nature pubblicò più
articoli sull’argomento, quasi a sottolineare che in
italia stava cambiando l’aria. il sistema introdotto da
rossi alla fine degli anni 80 prevedeva un progetto
generoso, con ben 30 miliardi di lire di investicontinua a pag. 4
IN COPERTINA
oltre ad essere stato il primo a isolare il virus Hiv nel nostro paese, rossi ha
lasciato un segno profondo con la realizzazione dei Progetti Nazionali di ricerca
sull’aids finanziati dall’iss, dei quali è stato il responsabile scientifico e ai quali
ha dato una impostazione rivoluzionaria che ha valso all’italia lodi internazionali.
Eppure, chi lo ricorda lo fa soprattutto per le sue qualità umane: “Una persona
di una intelligenza straordinaria, palpabile al primo incontro; ma anche dotato
della rara capacità di tirar fuori il massimo e il meglio dalle persone”, lo descrive
Cristina D’Addazio, che è stata a lungo il “braccio destro” del professor
rossi e attualmente è a Capo della segreteria del Presidente dell’iss.
Nel palazzo di viale regina Elena Giovanni Battista rossi arriva già con una grande esperienza
di ricercatore alle spalle: di origini pugliesi, si
laurea a Napoli per poi svolgere ricerche negli
stati Uniti, al fianco della dott.ssa Charlotte
Friend, sui modelli di leucemie murine indotte
da retrovirus. al suo ritorno in italia nel 1968,
si occupa principalmente dello studio degli effetti dell’interferone sulla crescita cellulare e sul
differenziamento ma quando negli anni 80 scoppia la bomba aids, rossi è tra i primi a comGiovanni Battista rossi nel suo studio prendere l’importanza di concentrare
(photo: Notiziario iss)
energie e impegno nella lotta contro questa
NEl NoME di rossi
IN COPERTINA
La vincitrice dell’edizione 2011
i diecimila euro del Premio Giovanni Battista rossi edizione 2011 sono stati assegnati alla dottoressa Alessia Lai, ricercatrice presso il laboratorio di Malattie infettive dell’ospedale “l. sacco”
di Milano, autrice di un grosso lavoro di analisi delle caratteristiche dell’epidemia da Hiv in italia
dal 1980 al 2008 che ha coinvolto oltre 50 centri sul territorio nazionale. dall’esame dei dati
epidemiologici, dei fattori di rischio, della nazionalità e del profilo genetico del ceppo infettante
di circa 3.760 pazienti, emerge una valutazione dei cambiamenti che hanno riguardato l’epidemia da Hiv in italia.“Nonostante nel nostro paese si confermi una prevalenza del sottotipo B
– spiega la dottoressa lai, 32 anni, proveniente dalla provincia di Milano – l’analisi rivela una
grande eterogeneità di
ceppi: praticamente in
italia sono presenti infezioni relative a tutti i
IC A R 2 0 1 1
ceppi esistenti tranne il
co n tin u a d a p a g. 3
K. il significativo aumento che si è registrato nel corso degli
anni di infezioni con
ceppi non B è associato a nazionalità
estere, prevalentemento per il primo anno, un sistema di revisione tra
mente africane, e a
pari e la pubblicazione di rapporti annuali. Un promodalità di trasmisgetto di questo spessore e con una copertura finansione eterosessuale”.
il premio Giovanni
ziaria così ingente ha permesso al paese di fare un
Battista rossi per la risalto di qualità, inviando numerosi ricercatori italiani
cerca finanziato da
anlaids è stato assea svolgere borse di studio all’estero e permettendo
gnato alla dottoressa
così lo scambio di informazioni”. Mettere in piedi uno
lai, che opera all’instrumento così articolato ed efficace è possibile solo
terno del laboratorio
del sacco sin dal 2003
grazie a grandi doti organizzative e manageriali: “il
quando vi ha svolto il
professore, oltre che un ricercatore fuori dalla norma
suo internato di tesi,
– spiega ancora la signora d’addazio – era un ottimo
con la seguente motivazione: “per aver
organizzatore perché sapeva trarre il massimo dalle
contribuito con il
persone con cui lavorava, e anche un bravissimo malavoro su un’ampia
casistica e rigore
nager della ricerca perché sapeva gestire i rapporti
metodologico alla decon tutte le componenti del mondo dell’aids, dalle
scrizione di un nuovo
case farmaceutiche alle istituzioni, dal mondo scienscenario di epidemiologia molecolare dei
tifico a quello dei pazienti”.
ceppi di Hiv circolanti
Una dimostrazione della straordinaria capacità di diain italia, evidenziando il
logare con tutti si ha in occasione della VII Confepreoccupante
aumento di ceppi non-B
renza mondiale Aids organizzata da rossi nel
e ricombinanti legati ai
1991, che portò a Firenze circa 10.000 scienziati proflussi migratori. Questi
dati rappresenvenienti da tutto il mondo e il meglio
tano il presuppodella
produzione scientifica sull’aids:
sto
per
“la Conferenza di Firenze si svolse in
l ’ a p p ro f o n d i mento della stoun momento particolare, poco dopo
ria naturale e
l’entrata in vigore della legge 135 – ridella risposta alle
corda ippolito – Eravamo il primo
terapie nelle popolazioni sieropaese al mondo a dotarsi di una
positive portatrici
legge sull’aids e questo incoragdi ceppi non-B e
ricombinanti”.
giava lo spirito di partecipazione
alla conferenza, c’era la voglia di mostrare quanto
l’italia contasse nel campo della lotta all’aids. la
lungimiranza e l’apertura mentale di Giovanni
Battista rossi si dimostrarono anche nel fatto di
aprire la conferenza alle persone sieropositive,
con interventi da parte dei rappresentanti delle
associazioni in plenaria”. lo confermano anche
alcuni rappresentanti della community come
Vanni Piccolo, storico membro dell’arcigay
che descrive rossi come “una persona priva di
qualsiasi pregiudizio, dotata di grande correttezza
coperta della memoria a Firenze in oce di straordinaria professionalità, generosità e di- la
casione della vii Conferenza internazionale
sponibilità, come conferma un episodio avvenuto aids
(photo: gayclubbing.it)
nell’estate del 1986, in occasione di un campeggio
organizzato da arcigay a rocella ionica quando un gruppo di abitanti inscenarono proteste contro la nostra presenza accusandoci di portare l’aids; il professor rossi, contattato improvvisamente, acconsentì subito a venire per
partecipare a una assemblea pubblica organizzata per calmare le proteste”.
Queste grandi qualità di uomo e di scienziato non potevano che lasciare dei
ricordi indelebili in quanti lo hanno conosciuto. Per questo, già pochi mesi
dopo la sua scomparsa avvenuta in seguito a un linfoma il 20 febbraio 1994,
Anlaids gli ha voluto intitolare un Premio scientifico che da allora ogni anno
sostiene i migliori progetti di ricerca sull’Hiv/aids condotti da giovani ricercatori italiani. il bando del Premio scientifico anlaids “Giovanni Battista rossi”
prevede un premio di 10.000 euro destinato a finanziare il lavoro di un ricercatore di cittadinanza italiana e di età inferiore ai 40 anni distintosi nel campo
della ricerca sull’aids per il miglior lavoro interamente eseguito in un centro
di ricerche italiano e pubblicato nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre
dell’anno precedente. Una vera speranza per il futuro della ricerca nel nostro paese.
4
A GGIO R NAMENT I
SC IENT IF IC I
-
di
l UCia Pal MisaNo , i stit Uto s UPEr io r E
di
s aNità
18a Conferenza su retrovirus
e infezioni opportunistiche - CROI
l
a diciottesima edizione del Croi si è svolta a Boston e se si potessero riassumere
in poche parole i temi più dibattuti nelle oltre 1000 presentazioni si potrebbe dire
“Più prevenzione e meno terapia”. infatti, nello scenario attuale, caratterizzato da
un’espansione dell’epidemia senza concrete e immediate speranze di eradicare
l’infezione, diventano di primario interesse le strategie vecchie e nuove di prevenzione.
se non molto marcata e non associata a eventi
clinici (fratture), durante il periodo di osservazione. Considerando che la profilassi andrebbe
assunta potenzialmente per lunghi periodi di
tempo, è chiaro che questo risultato suscita notevole apprensione e, allo stesso tempo, interesse per possibili alternative (tutte da studiare
e valutare) come una somministrazione intermittente. Un altro aspetto da sottolineare in
questi studi è che la popolazione studiata (ricordiamo che si trattava di soggetti sieronegativi) già all’inizio presentava una riduzione della
densità ossea rispetto ai valori attesi. la ricerca
dei fattori responsabili di questa anomalia ha
evidenziato come concause vari aspetti indicativi di uno stile di vita non particolarmente
“sano”: uso di amfetamine, fumo di sigaretta,
scarso apporto di vitamina d.
5
continua a pagina 6
SCIENzA
si è quindi parlato molto
di PrEP (profilassi preesposizione), sulla scorta
dell’importante articolo
pubblicato alcuni mesi fa
da r Grant et al. sul new
england Journal of medicine, nel quale si dimostrava l’efficacia della
somministrazione di emtricitabina/tenofovir
a
scopo preventivo in una
popolazione di omosessuali sieronegativi (studio
iPrEx, vedi Anlaids bymail
n° 1 del 2011). i risultati
presentati al Croi, scaturiti da sub analisi sia dell’iPrEx che di un analogo
trial condotto in California con solo tenofovir, hanno smorzato alquanto
gli entusiasmi iniziali; infatti la somministrazione del tenofovir a scopo
profilattico ha prodotto una riduzione della massa ossea totale, anche
Croi
La coinfezione HIV-HCV
È stato volutamente tenuto al di fuori di questo articolo l’argomento della
coinfezione Hiv-HCv, che invece ha occupato ampio spazio al Croi, sia
come aspetti clinici che come nuove opportunità terapeutiche. Proprio per
l’ampiezza delle notizie e l’importanza dell’argomento, ci proponiamo di
riservargli una trattazione separata in una delle prossime newsletter.
A GGIO R NAMENT I S C IENT IF IC I
continua da pag. 5
SCIENzA
la tossicità a carico del tessuto osseo è stato un
tema ampiamente dibattuto; infatti, benché il tenofovir sia il maggiormente incriminato tra i
farmaci anti-Hiv, la riduzione della densità ossea
è un evento comune a
molti regimi Haart, che
si presenta con modalità
diverse rispetto ad altri
effetti collaterali in
quanto compare fin dall’inizio del trattamento.
Questi i risultati di un
altro studio presentato
al Croi da ricercatori
americani, i quali hanno
osservato che la densità
ossea inizia a diminuire
già nelle prime settimane
di terapia antiretrovirale.
il meccanismo sarebbe
associato all’immunoricostituzione e all’aumento
dei Cd4, che a loro volta stimolano l’attività degli
osteoclasti, cioè delle cellule che provocano il
riassorbimento del tessuto osseo. Come meccanismo di compenso, l’organismo innesca una massiva attivazione di osteoblasti (le cellule che
producono tessuto osseo) che nell’arco di
circa 2 anni porta a una stabilizzazione della
densità ossea. Questi risultati, confermati in studi condotti su modelli animali, sono forse tra i più interessanti del Croi di quest’anno, anche perché hanno delle implicazioni pratiche,
suggerendo sia l’opportunità di un monitoraggio precoce della densità ossea che l’istituzione di una terapia preventiva per
l’osteoporosi forse già nelle prime settimane
di Haart.
abbiamo detto all’inizio di questo articolo
che a Boston si è parlato più di prevenzione
che di terapia. Ciò non vuol dire che non ci
siano dati nuovi sulle terapie antiretrovirali. i
risultati sull’uso di raltegravir in monosomministrazione giornaliera hanno dimostrato
che per questo farmaco la somministrazione
due volte al giorno ha un’efficacia superiore;
pertanto la posologia resta immodificata (due
volte al giorno).
Poi, tra i nuovi antiretrovirali, appare molto
interessante il Gs-7340, un farmaco molto simile al tenofovir ma con maggiore penetrazione nelle cellule e quindi maggiore potenza
e possibile minore insorgenza di effetti collaterali, per il quale sono stati
presentati i risultati dello studio di fase i. anche il dolutegravir, un inibitore
dell’integrasi, sembra volersi proporre come potenziale successore del
raltegravir. rimane comunque un po’ sprovvista la lista dei farmaci destinati a pazienti multitrattati che abbiano esaurito le loro opzioni terapeutiche. Questo rispecchia il quadro della malattia da Hiv oggi e nei
6
continua a pagina 7
AGGIORNAMENTI
continua da pag. 6
SCIENTIFICI
Markowitz ha dimostrato che il trattamento
dell’infezione in fase acuta o molto precoce con
5 antiretrovirali non è più attivo sui reservoir virali rispetto alla classica “tripla”. Nonostante
tanto impegno dei ricercatori, siamo quindi ancora incerti sulla possibilità di ridurre la quantità
di virus residua nell’organismo
nei pazienti trattati con successo con antiretrovirali. Uno
dei motivi, non trascurabile, è
che non c’è accordo su come
quantificare in maniera affidabile il reservoir virale: metodi in
grado di misurare una singola
copia di Hiv rNa? Colture
cellulari di Cd4? Finché non si
raggiungerà un consenso su
questo, sarà anche difficile valutare l’efficacia dei diversi approcci sperimentali. anche il
campo dei cosiddetti “vaccini
terapeutici”, cioè capaci non di
prevenire l’infezione (come avviene per i classici vaccini) ma
di stimolare l’immunità anti Hiv nei soggetti già
infetti, continua a non fornire risultati di grande
interesse; rimangono quindi più che mai attuali
le raccomandazioni sull’aderenza alla terapia
antiretrovirale classica, che si conferma capace di funzionare bene e a lungo.
7
SCIENzA
nostri paesi, dove la percentuale di pazienti in fallimento per fortuna diminuisce progressivamente. di qui uno scarso interesse delle aziende farmaceutiche a sviluppare terapie di salvataggio; sarà compito delle
associazioni ricordare che il problema, anche se in scala ridotta, continua
ad esistere.
infine non si può non accennare ai tentativi di “curare” l’infezione da Hiv,
anche se per il momento siamo ancora
lontani da applicazioni pratiche. sono
stati infatti presentati i risultati di due
studi preliminari di terapia genica, volti a
“togliere” il recettore CCr5 dai Cd4 di
soggetti infetti. i risultati sembrano incoraggianti: la procedura appare esente da
gravi effetti collaterali, i Cd4 modificati
sopravvivono, si espandono e colonizzano anche la mucosa gastroenterica.
Non è chiaro se si tratti di cellule funzionanti o meno, ma questi dati rappresentano comunque la prova concettuale
che un approccio di terapia genica è perseguibile nell’infezione da Hiv.
Ci sono poi tentativi di strategie “intermedie”: non una vera cura ma un trattamento che riesca a tenere il virus sotto
controllo. Già in passato i vari studi di “intensificazione” o potenziamento
della Haart non hanno fornito risultati particolarmente entusiasmanti;
il Croi ha confermato che mediante aggiunta di maraviroc o raltegravir
non è possibile modificare il reservoir virale e abbattere la viremia residua, presente in tutti – o quasi – i soggetti con valori di Hiv rNa inferiori a 50 copie/ml. inoltre uno studio presentato da Martin
La p a ro l a a i l e t t o ri
L’assistenza psicologica in epoca HAART
LETTERE
della Dott.ssa maria bagnato, Anlaids Lombardia
in questi venticinque anni di epidemia, il miglioramento della
terapia antiretrovirale ha trasformato l'infezione da Hiv in una
malattia cronica e gestibile. Come tutte le malattie di natura
infettiva, essa porta con sé un certo grado di stigma, legato al
concetto di responsabilità individuale nel contrarla, al livello
di contagiosità ed alla visibilità di segni esteriori. inoltre, tale
infezione spesso comporta un cambiamento nella identità
della persona in seguito ai suoi tentativi d’integrarla nella propria vita e nella percezione di sé. l’infezione da Hiv, quindi, richiede una serie di sforzi adattativi per il paziente con cui è
difficile confrontarsi e da cui possono derivare un significativo
stress, disturbi psicologici ed eventuali esacerbazioni di condizioni di disagio psichico pregresse.
i progressi della medicina non solo hanno prolungato la vita
delle persone con infezione da Hiv, ma hanno portato a drastici cambiamenti nella natura dei problemi tra le persone
sieropositive ed il loro contesto di vita. Queste nuove terapie
hanno portato, inaspettatamente, una serie di nuove problematiche psicologiche con cui è necessario confrontarsi e
hanno fatto emergere nuovi e differenti bisogni a cui i servizi
e gli operatori sanitari devono fornire risposte adeguate ed
efficaci. Grazie ai benefici delle terapie farmacologiche, persone che prima erano abituate a convivere con l’incertezza
del futuro e con il senso di precarietà, nonché l’angoscia di
morte, ora si trovano a doversi “reinserire” nella vita e confrontare con i problemi e le situazioni, anche positive, che
essa pone. il trattamento farmacologico, nel momento in cui
ha permesso di prolungare la sopravvivenza e migliorare
la qualità di vita, ha offerto la possibilità di iniziare una seconda vita. Questo ha comportato il rinegoziare le pro-
inviate
i vostri interventi
all’indirizzo
prie aspettative circa il futuro, il ridefinire un proprio ruolo
ed identità, il consolidare o impostare nuove relazioni [email protected]
terpersonali ed affettive, il confrontarsi con un progetto di
saranno pubblicati
genitorialità ed il riprogettarsi in un ambito lavorativo e sociale. l’assistenza psicologica è, quindi, indispensabile per aiuin questa
tare i singoli, le coppie e le famiglie colpite da Hiv per affrontare
pagina
le proprie emozioni e bisogni psicosociali. Nell’approccio alle
persone Hiv positive non si deve né minimizzare la loro sofferenza,
né negare la possibilità di superare le diverse difficoltà. È fondamentale
non patologizzare le esperienze emotive e psicologiche di tali pazienti, né ritenere e far
credere loro che tutti i problemi scaturiscano dall’infezione; bisogna dare spazio alla possibilità di credere che si possa convivere con l’Hiv e gestire in modo adeguato le ricadute.
il supporto psicologico, assai frequentemente, si caratterizza non come intervento su una
condizione psicopatologica ma come aiuto fornito alla persona nel suo processo di adattamento alla malattia. Gli obiettivi da perseguire sono molteplici tra cui l’adattamento alla
convivenza con il virus e con ciò che comporta, la rivelazione della sieropositività alle persone significative, l’adozione di comportamenti sicuri nei riguardi degli altri, l’aderenza alle
terapie, l’adozione di un sano stile di vita.altro importante obiettivo è il favorire l’empowerment nell’interazione con l’èquipe medica con il fine di promuovere una consapevolezza
e un atteggiamento attivo e responsabile nei riguardi della propria cura e salute. Compito
dell’assistenza psicologica è non solo identificare le problematiche ed i bisogni delle persone Hiv positive ma anche le loro potenzialità (capacità di coping) e le risorse personali
e del loro contesto di vita per non rinforzare il loro vissuto di dipendenza ed impotenza
ma per promuovere un processo di autonomizzazione. il supporto psicologico si attua
attraverso vari tipi d’intervento tra cui il counselling, la psicoterapia individuale, di coppia
e di gruppo. Questi gruppi forniscono uno spazio per condividere sentimenti ed esperienze con l'altro, per scambiarsi informazioni sul trattamento e sulle risorse, riducendo
in questo modo sentimenti di solitudine ed isolamento. si ha la possibilità, inoltre, di discutere le questioni relative all'Hiv apertamente all'interno del gruppo di supporto,
non essendo possibile fare ciò in altri contesti della vita quotidiana.
8
Dalle altre
associazioni
lila
MiNistEro
Lufthansa licenzia steward Hiv+
in seguito ad alcune segnalazioni la lega italiana per la lotta contro l'aids è venuta a conoscenza del fatto che le persone che vivono con l'Hiv non possono lavorare con lufthansa italia come
personale di volo (steward e hostess). la lila ritiene che tale posizione sia “ingiustificata, illegittima e discriminatoria” e ha sollecitato la compagnia a fornire spiegazioni che al momento, però ,
sono state giudicate insoddisfacenti.
Nuova Commissione nazionale Aids
il 1° febbraio 2011 è stata istituita la nuova Commissione nazionale aids. tra le novità, per la prima volta il presidente nazionale arcigay Paolo Patanè è stato chiamato a far parte
dell’organismo consultivo del ministro. Nuovo membro anche
il dott.tullio Prestileo, presidente di anlaids sicilia. Confermata
la vice-presidenza al Prof. Mauro Moroni, presidente di anlaids
lombardia.
dalle sedi regionali
arCiGay
N azioNalE
N azioNalE
Torna Bonsai Aid Aids
Apre il canale audio di Anlaids
Ripensare le regole della raccolta fondi
Bonsai aid aids tornerà il 22-23-24
aprile
in
3000
piazze italiane per
portare un messaggio di solidarietà e
impegno che si rinnova sin dal 1993,
quando per la prima
volta anlaids organizzò la manifestazione con lo scopo
di sensibilizzare sul
problema dell’aids
e per il sostegno
alla ricerca scientifica e alla prevenzione in ambito
Hiv/aids. da allora fino ad oggi anlaids è
tornata ogni anno nelle piazze con Bonsai aid aids perché l’attenzione su questa
malattia non si spenga, perché l’informazione può fare la differenza tra contagiarsi o prevenire, perché le persone che
vivono con l’Hiv hanno ancora troppa disattenzione da parte della società.
l’edizione 2011 sarà sostenuta anche da
uno spot, ideato e diretto da Olga Pohankova, realizzato interamente grazie
al contributo volontario di professionisti
e amici, a cui va il sentito ringraziamento
di anlaids tutta. Bonsai aid aids 2011
gode dell’alto Patrocinio della Presidenza
della repubblica italiana e ha anche il patrocinio tecnico dell’Unione bonsaisti italiani (UBi), oltre al sostegno di Unicredit.
anlaids in formato audio: dall’8 marzo è
aperto sul sito Freerumble.com il canale
anlaids, dove è possibile ascoltare in
streaming interviste e testimonianze sull’infezione da Hiv. Freerumble è un social
network nato per condividere file audio
costruito grazie alla collaborazione dell'osi (osservatorio siti internet) dell'Unione italiana Ciechi e ipovedenti.
attualmente
nel canale anlaids su Freerumble sono
aperti tre capitoli: su “interviste anlaids”
si
possono
ascoltare i pareri
degli
esperti contattati dall’associazione per intervenire sulle
pagine delle riviste anlaids su temi di attualità, temi scientifici e iniziative associative; nel capitolo “l’esperto risponde” è
possibile contattare il dott. Manuel
Monti, che è anche moderatore del
Forum di anlaids, e il dott. Gianluca
Russo, entrambi medici infettivologi a cui
sottoporre domande o dubbi. infine tutte
le persone che lo desiderano possono
pubblicare nella sezione “testimonianze”
le loro esperienze personali di vita con
l’Hiv per contribuire a creare una raccolta di “racconti” audio di ciò che significa vivere con questa infezione.
si è svolta lo scorso 1° marzo presso la
sede di anlaids lombardia in via Monviso,
28 a Milano la Consensus sulle modalità
condivise di raccolta fondi nelle piazze italiane. alla giornata hanno preso parte la
presidente nazionale anlaids Fiore Crespi, la presidente dell’istituto italiano donazione Maria Guidotti, il Consigliere
dell’agenzia per le onlus Edoardo Patriarca e i rappresentanti di altre onlus
come Luca Moroni, Presidente Federazione Cure Palliative, Monica Ramaioli, direttore Generale Fondazione
veronesi, Maria Luisa Vigano, vicepresidente ail e Marco Accoranti,
responsabile Progettazione e accountability Croce rossa italiana.
M aNtova
Musica classica per Anlaids
anlaids Mantova invita soci e
simpatizzanti al concerto di
musica classica organizzato da
società della Musica che si
terrà a Mantova lunedì 21
marzo alle ore 21.00 presso
Madonna della vittoria. Per ritirare il biglietto omaggio è necessario confermare la propria
presenza chiamando il numero
348 57 48 977 oppure mandando
un’email di conferma all’indirizzo:
[email protected].
9
Laboratorio
residenziale per
Hiv+
si svolgerà dal 6 all’8
maggio 2011 la seconda edizione di
HIVoices, laboratorio
residenziale su sieropositività e identità
sessuale
organizzato dal settore salute di arcigay il Cassero di
Bologna. HIVoices è
un laboratorio intensivo, che si svolgerà in una struttura
attrezzata
per
gruppi residenziali
sull’appennino romagnolo, rivolto esclusivamente a persone
che vivono con Hiv,
omosessuali, bisessuali
e MsM (maschi che
fanno sesso con maschi), pensato per favorire l’acquisizione di
strumenti per “inventare benessere”, valorizzando le proprie
capacità individuali, in
particolare nell’affermazione e accettazione di sé in quanto
persona omo/bisessuale che vive con
Hiv. Per informazioni
e iscrizioni:
http://www.casserosalute.it/campagne_i
niziative_hivoices_2-d-278.html
NEwS
N azioNalE
lila
Cinema per riflettere
Ciak si Lila è una rassegna di 6 film organizzata dalla lila-Catania,
con il patrocinio di Catania Film Commission e dell'assessorato
alla Cultura del Comune di Catania e realizzata grazie all'aiuto
economico del Niewsky. le proiezioni dei film e i dibattiti, con
registi e ospiti, si terranno a Catania, al Palazzo della Cultura, in
via vittorio Emanuele 121, angolo via landolina, di lunedì, con inizio alle ore 20,15, dal 28 febbraio al 16 maggio.
F riUli v ENEzia G iUlia
Giovani artisti contro l’Aids
G.a.M.a. ParliaMoNE
NEwS
Incontri
formativi
su
Hiv/Aids
il Gruppo di auto
Mutuo aiuto Parliamone organizza in
collaborazione con
la Clinica di Malattie
infettive s.orsola Malpighi di Bologna
un ciclo di incontri
informativi
su
Hiv/aids a cui parteciperanno medici, ricercatori, psicologi,
attivisti e operatori
sociali. la partecipazione agli incontri,
che si terranno di
sabato dal 7 aprile
all’11 giugno al 3°
piano del padiglione
n° 6 del s. orsola
(malattie infettive)
presso l’aula magna
(entrata di fronte a
padiglione n°4) dalle
10:00 a 13:00, è gratuita e aperta a tutti.
Per
informazioni:
Centro C.a.s.a. 051
6491000 automut u o a i u t o . p a r l i [email protected]
si è concluso nel giorno di san valentino
il concorso ti amo… da vivere lanciato da
Anlaids Friuli Venezia Giulia con
l’Asl n. 1
T ri e s t i n a ,
Etnoblog e
Progetto
Overnight,
con l’obiettivo di sensibilizzare
i
giovani
sul
tema
della
lotta all’aids.
il concorso era infatti rivolto agli studenti
degli istituti Medi superiori, ai quali è
stato chiesto di inviare una immagine, da
realizzare con qualsiasi tecnica, partendo
dal tema della prevenzione aids. le immagini, infatti, potranno servire per realizzare
apposite
campagne di sensibilizzazione.
Per finanziare i
premi stabiliti, è
stata organizzata il
12 febbraio un’asta
di beneficenza durante una elegante
serata presso il savoia Excelsior Palace di trieste, con
la
partecipazione della cantante
di
X
Factor Dorina, la conduttrice televisiva Maria
Giovanna Elmi e la illustratrice
Nicoletta
Costa. È stato così possibile consegnare il 14 febbraio, giorno previsto per
la cerimonia, i tre premi
alle migliori opere selezionate: il terzo premio,
consistente in un buono
acquisto per materiale artistico, è andato a Matteo Prodan, autore
della fotografia Love me like there’s a tomorrow, rielaborazione di un celebre
brano di Freddie Mercury; al secondo
posto si è aggiudicata
una scheda grafica
Eleonora Degano
che ha realizzato il
disegno Feel free to
love, feel free to live;
vincitrice del concorso è stata Stefania Albertini con
una foto intitolata
semplicemente ma
efficacemente think;
a lei è stato consegnato in premio un computer portatile.
Molto soddisfatta Marina Maroncelli,
vice Presidente anlaids FvG: “tutte le immagini che hanno partecipato al concorso
potranno essere esposte al pubblico in
una mostra itinerante da organizzare nei
prossimi mesi, mentre a partire da
queste proposte si elaboreranno precise strategie comunicative rivolte
10
alla fasce giovanili”. la presidente nazionale Fiore Crespi ha espresso la
propria gratitudine a tutte le associazioni che, insieme con anlaids Friuli
venezia Giulia, hanno realizzato questo importante progetto.
tosCaNa
Anlaids al Carnevale di Viareggio
Quasi diecimila preservativi e migliaia
di opuscoli informativi sono stati distribuiti ai partecipanti al Corso mascherato del Carnevale di viareggio di
martedì 8 marzo. l’iniziativa, ideata e organizzata da Maria Cristina Tognetti di
anlaids
toscana e accolta
con entusiasmo dal presidente
della
Fondazione
Carnevale di
viareggio
Alessandro
Santini e dalla consigliera Annamaria
Vassalle, è stata possibile grazie al sostegno della Condomix di Demis Fabbio a
cui dedichiamo un ritratto in ultima pagina.
i volontari anlaids coinvolti, alcuni dei quali
visibili in queste immagini,
parlano
di
una giornata
indimenticabile e dal
forte impatto
umano.
Ed i t o ri al e d e l l a P re si d e n t e F i o re C re sp i
Unire Anlaids, spezzando il pane della scienza
continua dalla prima pagina
foto di olga Pohankova
patrocinata dall’Agenzia per le OnLus.
Inoltre, cogliendo il dibattito sulla crisi dei fondi destinati alla ricerca ma tenendo
presente che la ricerca sui retrovirus ha permesso di fare grandi passi avanti alla
cura dell’Hiv, nei prossimi giorni del terzo Congresso ICAR a Firenze Anlaids consegnerà il prestigioso premio scientifico alla memoria di Giovanni battista Rossi. Il luogo
è perfetto per ricordare questo scienziato della lotta
all’Aids: fu Presidente della VII Conferenza mondiale
svoltasi proprio a Firenze nel 1991, promotore del I
Progetto Aids e della prima Commissione nazionale
tutt’ora operante e componente del primo Direttivo
dell’Associazione nel 1985, cui ho avuto l’onore di
partecipare.
Avendo sempre vissuto intensamente la vita associativa in Anlaids, trovo che siano proprio i momenti di
crisi che possono permettere di trovare la forza di
ricompattare attorno alla associazione “personalità
eccellenti” nella volontà di interazione tra scienza di
base, scienza applicata e scienza sociale in nuovo
modello di incontro con il mondo dell’industria, non
solo farmacologica.
Diffondere gli studi e la scienza, considerare l’aderenza alla cura, consigliare i consumi ponendo una
ragionevole attenzione alla crisi che la sanità sta vivendo, porre la persona nella sua completezza al
centro della propria cultura fa parte dell’irrinunciabile patrimonio di Anlaids in
quanto noi tutti della società civile “dobbiamo spezzare il pane della scienza e volgarizzarla” (Ascanio sobrero) in quanto per il nostro tempo volgarizzare l’Aids
significa non averne più paura, ma adoperarsi nella prevenzione, nella cura, nella
comprensione e condivisione di chi la vive sulla propria pelle.
11
EDITORIALE
L’imperativo costante in anni di lavoro è sempre stato: ridisegniamo le nostre politiche
sull’evoluzione dell’Aids o su ciò che sono le priorità.tuttavia ciò non può essere solo
un esercizio dialettico, deve essere una sinergia, ovvero uno stretto rapporto tra gli
strumenti messi in atto e la finalità dell’azione e non può prescindere dalla formazione. Personalmente, parteggio per la ricaduta diretta delle azioni Anlaids su ciò
che è studio, informazione chiara, ed effetti concreti per chi vive con l’Hiv, ossia azioni possibili in
termini di esigenza di cura, pur in una logica di
verifica dei costi.
non posso non ribadire per Anlaids l’importanza
di una raggiunta credibilità basata su anni di associazionismo di alcuni nostri clinici, ricercatori,
pedagogisti, psicologi, che hanno tracciato la nostra storia. ma occorre anche riconoscere i passi
importanti, i cambiamenti e il posizionamento di
Anlaids degli ultimi quattro anni:
- la partecipazione e la titolarità per la Commissione nazionale Aids e per la Consulta delle
associazioni di lotta all’Aids in progetti nazionali
finanziati dal ministero della salute su temi di
particolare rilevanza per la presenza italiana
nello scenario europeo in base alle indicazioni
emerse;
- componente del Community Liason subcommittee (C.L.sc.) con funzione di supporto e consulenza per le tematiche socio-assistenziali al scientific program Committee di ICAR;
- componente del Community Forum italiano per IAs Roma 2011 con stesura
di un documento da presentare agli organismi nazionali e internazionali;
- promotore di una Consensus sul tema modalità condivise di raccolta fondi
ATTUALITÀ SOCIALE – di daNiEla lorENzEtti, UNivErsità di roMa, aNlaids NazioNalE
La prevenzione, i giovanissimi,
l’accesso al test: che fare?
i
l tema dell’accesso al test per i minorenni è stato
ampiamente dibattuto da giuristi, medici, operatori sociali
con l’obiettivo di trovare soluzioni idonee ad un vuoto
legislativo e anche ad una ipocrisia culturale. la realtà della
sessualità giovanile è nota da molte ricerche: l’età dei primi
rapporti sessuali è più precoce, 14/15 anni, una corretta
informazione e strategie preventive articolate sono gli
strumenti più efficaci per una prevenzione dell’infezione da
Hiv e delle malattie sessualmente trasmissibili, tra queste vi
può essere il ricorso al test. E allora che fare?
C’è attenzione e sensibilità da parte degli
operatori a questa tematica e quali sono le
difficoltà?
la sensibilità negli operatori c’è, quel che manca sono
alcuni strumenti normativi per poter intervenire in
modo efficace e complessivo. Uno degli obiettivi di chi
fa prevenzione oggi, alla luce dei dati epidemiologici secondo i quali un sieropositivo su 4 non sa di esserlo, è
la promozione del test Hiv. Chi va nelle scuole o si rivolge ai giovani in genere affronta questi temi. se però
poi uno di loro decide di sottoporsi al test e si reca in
un servizio viene invitato a tornare con un genitore o
gli si prospetta l’attivazione della procedura per l’autorizzazione da parte di un giudice tutelare. di fronte
a questo la tendenza è rinunciare al test. Forse sarebbe opportuno rivedere le regole e semplificare
12
continua a pagina 13
SOCIALE
foto di olga Pohankova
Come sanare la contraddizione
tra informare prima e poi, di
fatto, dissuadere dall’effettuazione del test i minori e soprattutto i cosiddetti grandi minori,
16/18 anni, che già oggi possono
effettuare scelte importanti su
altri campi della loro vita?
Ho posto alcune domande a
Laura Spizzichino, psicologa e psicoterapeuta impegnata da numerosi anni in un
servizio pubblico di roma e
autrice di alcune significative
pubblicazioni sugli aspetti
psicosociali dell’infezione
da Hiv.
ATT UALIT À S O C IALE
continua da pag. 12
l’accesso di questa fascia di popolazione, così come accade già da tempo in molti paesi. Permettere ai minori
di sottoporsi al test Hiv anche senza il consenso dei
genitori, oltre a rappresentare un’opportunità per diagnosticare precocemente eventuali infezioni, significa
anche, grazie al counselling, proporre un percorso di
riflessione intorno ai propri comportamenti. Per non
parlare del fatto che spesso per molti di loro questa
rappresenta la prima vera opportunità per affrontare
con un professionista esperto tematiche più vaste attinenti la sfera sessuale, tra cui la contraccezione e le
altre malattie a trasmissione sessuale. in questo modo
si offre un servizio prezioso all’adolescente che ha
scelto di affrontare questi temi delicati, alla sua famiglia
e alla popolazione generale. ovviamente, e lo dico per
esperienza, il tutto deve svolgersi nella massima chiarezza e all’interno di regole ben precise. i minori cui
viene consentito di effettuare il test devono venire informati che in caso di risultato positivo sarà indispensabile coinvolgere la famiglia, affinché possa fornire loro
il sostegno necessario per affrontare le vicissitudini legate all’infezione da Hiv.
SOCIALE
Queste difficoltà sono presenti anche per i
grandi minori nonostante questa categoria
possa legittimamente esercitare l’esercizio
di alcuni diritti?
in ragione dell’acquisita “capacità naturale” sia il legislatore che la giurisprudenza hanno fatto riferimento
a questa categoria per legittimare il diretto esercizio di diritti da parte di costoro, per esempio nel
caso di interruzione volontaria della gravidanza. lo
stesso si potrebbe pensare a proposito del test Hiv, che è finalizzato alla tutela
della salute e dunque di un diritto gerarchicamente sovraordinato rispetto alla
potestà del genitore.
In assenza di chiare indicazioni qual è la tua esperienza concreta
in un servizio pubblico che effettua il test?
alla luce delle problematiche riguardanti, appunto, il test ai minori emerse nella
nostra Unità operativa Comportamenti a rischio e Malattie infettive della asl
roma E, abbiamo richiesto un parere al Comitato Etico “sull’esigenza di procedere ad esami su soggetti minorenni al di sopra dei 16 anni senza preventivo
consenso dei genitori”. Nel marzo 2010 il Comitato Etico ha espresso all’unanimità il seguente parere: - la decisione di effettuare il test per Hiv su soggetti
minori al di sopra dei 16 anni appare eticamente giustificata. al riguardo, considerati anche i pareri dei giuristi che si sono espressi nel merito, è da ritenere
che il benessere del minore sia superiore all’interesse del genitore a conoscere
l’esito del test –.
Un importante pronunciamento questo che favorisce interventi
congruenti: come è stato accolto e promosso dalle comunità
professionali?
Posso parlare solo della comunità degli psicologi e in particolare dell’ordine
regionale del lazio. Mi sarei aspettata un interesse e la promozione di una riflessione intorno a questo tema. invece, nonostante il pronunciamento del Comitato Etico, è stato aperto un procedimento nei miei riguardi per una presunta
violazione del codice deontologico sul mancato coinvolgimento, generalmente
auspicato, dei genitori del minore. Mi è stata chiesta una “memoria difensiva”
che ho consegnato ai primi di giugno. da allora, silenzio.
Ciò ha dell’incredibile! Ci aspettiamo come operatori e associazioni impegnati
in questo ambito una spiegazione professionale da parte dell’ordine degli
psicologi del lazio e ringraziamo laura spizzichino e il Comitato etico della
asl rME per il contributo a questa complessa e importante tematica.
13
Il “chi è chi” di Anlaids
Chi è Demis Fabbio
Demis Fabbio è il nome e cognome di una azienda che in
molto conoscono: la Condomix, uno dei marchi di profilattici più vicini al mondo dela
lotta all’Aids e della cultura
della prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale. Per questo
Demis Fabbio, pur non essendo un volto
“interno” ad Anlaids, ha allacciato con l’asda destra, demis Fabbio, Maria Cristina tognetti, Giulio
sociazione
una collaborazione intensa e
Maria Corbelli e il presidente della Fondazione Carnevale
proficua per entrambe le parti che va
di viareggio alessandro santini
avanti da tempo. e che ha conosciuto uno
dei momenti più colorati lo scorso 8 marzo quando, insieme con maria Cristina tognetti di Anlaids toscana, ha distribuito quasi 10.000 preservativi alle maschere
che affollavano il Corso del Carnevale di Viareggio.
Originario del basso Polesine, dopo la maturità tecnica Demis inizia nel 2000 una
collaborazione con una ditta di Padova di distributori automatici di preservativi:
“ma a un certo punto la situazione mi stava stretta – racconta – e forte dell’esperienza acquisita ho deciso di trasferirmi a Vicenza e di mettermi in proprio, inizialmente
distribuendo profilattici fabbricati altrove. Poi nel
2006 ho avviato la mia produzione e creato il
marchio Condomix”.
L’incontro con Anlaids avviene un paio di anni
dopo, in occasione della conferenza stampa del
Pride di bologna del 2008: “Lì conobbi la presidente Fiore Crespi e prendemmo dei contatti
che sfociarono in una collaborazione al Congresso Anlaids del 2009 a Venezia”. Con
l’associazione, Demis Fabbio
stabilisce una convenzione
che permette l’acquisto di
profilattici per iniziative di
prevenzione a prezzo concordato.
A maggio 2010 maria Cristina tognetti contatta Demis Fabbio proponendogli un
intervento al Carnevale di Viareggio: “All’inizio era solo
un’idea che non sapevamo come sarebbe stata accolta
dagli organizzatori, ma ho dato subito la mia disponibilità. In realtà da parte del presidente della Fondazione
Carnevale Alessandro santini abbiamo trovato una straordinaria sensibilità”. Così al Corso mascherato dell’8
marzo, volontari Anlaids fermano le persone che varcano
i cancelli per offrire loro preservativi e opuscoli informativi: “Io non avevo mai partecipato al Carnevale di Viareggio – racconta Demis – sono rimasto colpito dalla
grande disponibilità da parte della
gente: persone stupite e divertite,
come spesso accade quando si
parla di preservativi, ma con una
apertura mentale
che non ho mai
incontrato altrove”.
14
anno iii numero 24
marzo 2011
Newsletter d’informazione
di Anlaids Onlus
associazione Nazionale
per la lotta contro l’aids
via Barberini, 3 00187 roma
tel. 064820999
Fax 064821077
registrazione altrib. di roma
n.196/2010 del 19 aprile 2010
Direttore responsabile:
Giulio Maria Corbelli
[email protected]
Comitato di redazione:
Claudia Balotta, Fiore
Crespi, daniela lorenzetti, lucia Palmisano,
olga Pohankova
Progetto grafico: Gamca
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Marzo 2011