INDICE GENERALE
CAPO I
Quadro normativo di riferimento
Le competenze di indirizzo di pianificazione ed operative
Le procedure di emergenza
Il ruolo del Sindaco nelle procedure di emergenza
Obiettivi strategici ed operativi del piano di protezione civile
Il piano di gestione delle emergenze – struttura del piano
Dati di base e scenari di rischio
pag. 8
pag. 10
pag. 11
pag. 12
pag. 13
pag. 15
pag. 15
CAPO II
Dati generali
Cenni storici
Inquadramento geologico
Morfologia e tettonica
Idrogeologia ed idrologia
pag. 17
pag. 17
pag. 20
pag. 20
pag. 21
CAPO III
Cartografia allegata al piano
I rischi derivanti da calamità naturali
Aree di emergenza
Scenari di rischio
I modelli d’intervento
Le funzioni di supporto al Centro Operativo Comunale (C.O.C.)
Il Responsabile della protezione civile e coordinatore del C.O.C.
Funzione 1 - Tecnica e pianificazione
Funzione 2 - Sanità e veterinaria
Funzione 2 - Assistenza sociale
Funzione 3 - Volontariato – segreteria operativa
Funzione 4 - Materiali, mezzi e risorse umane
Funzione 5 - Servizi essenziali
Funzione 6 - censimento danni a persone e cose
Funzione 7 - strutture operative e viabilità
Funzione 8 - telecomunicazioni
Funzione 9 - Mass media – informazione alla popolazione
Funzione 9 – Attività scolastica
Attivazione del Centro Operativo Comunale
Informazione alla popolazione e formazione del personale
Informazione preventiva
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
pag. 23
pag. 24
pag. 25
pag. 26
pag. 29
pag. 30
pag. 30
pag. 31
pag. 31
pag. 31
pag. 32
pag. 32
pag. 32
pag. 33
pag. 33
pag. 33
pag. 34
pag. 34
pag. 34
pag. 36
Informazioni in emergenza
Programma scuole
Formazione del personale
Attribuzione delle funzioni
Il Responsabile della Protezione Civile e coordinatore del C.O.C.
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
Tecnica e pianificazione
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
Sanità e veterinaria
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
Assistenza sociale
nelle situazioni di non emergenza
Volontariato
nelle situazioni di non emergenza
Segreteria operativa
Materiali e mezzi
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
Servizi essenziali
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
Censimento danni a persone e cose
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
Strutture Operative e Viabilità
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
Telecomunicazioni
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
Attività scolastica
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
Mass media ed informazione alla popolazione
nelle situazioni di non emergenza
nelle situazioni di emergenza
pag. 37
pag. 37
pag. 38
pag. 39
pag. 39
pag. 39
pag. 40
pag. 41
pag. 41
pag. 41
pag. 42
pag. 42
pag. 43.
pag. 43
pag. 43
pag. 43
pag. 44
pag. 44
pag. 44
pag. 44
pag. 45
pag. 45
pag. 45
pag. 45
pag. 46
pag. 46
pag. 46
CAPO IV
IL RISCHIO SISMICO – MODELLO D’INTERVENTO
Allegato “A1” il rischio sismico
Modello d’intervento – gestione dell’emergenza
Il Responsabile della protezione civile e coordinatore del C.O.C.
Tecnica e pianificazione
Sanità e veterinaria
Materiali e mezzi
Servizi essenziali
Censimento danni
Mass media ed informazione alla popolazione
Telecomunicazioni
Strutture operative e viabilità
Servizi sociali ed assistenza alla popolazione
Servizi scolastici
pag. 47
pag. 48
pag. 48
pag. 49
pag. 49
pag. 49
pag. 50
pag. 50
pag. 50
pag. 51
pag. 51
pag. 51
pag. 52
2
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Volontariato
Segreteria operativa
pag. 52
pag. 52
CAPO V
IL RISCHIO IDROGEOLOGICO – MODELLO D’INTERVENTO
Allegato “A2” emergenza idrogeologica
Indicatori di evento
Il 1° livello: il livello di attenzione
Il 2° livello: il livello di preallarme
Il 3° livello: il livello di allarme
Il 4° livello: il livello di emergenza
Il Modello di intervento nella emergenza idrogeologica
1° livello di preallarme
2° livello di preallarme
La sala operativa
Schema operativo delle funzioni interessate all’evento
Il Responsabile della p.c. e coordinatore del C.O.C.
Tecnica e pianificazione
Materiali e mezzi
Censimento danni
Strutture operative e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Servizi essenziali
Telecomunicazioni
Volontariato
Sanità e veterinaria
Segreteria
3° livello allarme e 4° livello di emergenza
Il Responsabile della p.c. e coordinatore del C.O.C.
Tecnica e pianificazione
Materiali e mezzi
Censimento danni
Strutture operative e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Servizi essenziali
Telecomunicazioni
Volontariato
Sanità e veterinaria
Segreteria
Fase successiva all’emergenza
Il Responsabile della p.c. e coordinatore del C.O.C.
Tecnica e pianificazione
Materiali e mezzi
Censimento danni
Strutture operative e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Servizi essenziali
Telecomunicazioni
Volontariato
Sanità e veterinaria
Segreteria
Fine emergenza
Il Responsabile della p.c. e coordinatore del C.O.C.
pag. 53
pag. 54
pag. 55
pag. 55
pag. 55
pag. 55
pag. 56
pag. 56
pag. 56
pag. 57
pag. 57
pag. 57
pag. 57
pag. 58
pag. 58
pag. 58
pag. 58
pag. 58
pag. 59
pag. 59
pag. 59
pag. 60
pag. 60
pag. 60
pag. 60
pag. 61
pag. 61
pag. 61
pag. 61
pag. 61
pag. 61
pag. 62
pag. 62
pag. 63
pag. 63
pag. 63
pag. 63
pag. 63
pag. 64
pag. 64
pag. 64
pag. 64
pag. 64
pag. 65
pag. 65
pag. 66
pag. 66
3
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO VI
IL RISCHIO INCENDI – MODELLO D’INTERVENTO
Allegato “A3” emergenza incendi
Indicatori di evento
Il 1° livello: il livello di attenzione
Il 2° livello: il livello di preallarme
Il 3° livello: il livello di allarme
Modello di intervento emergenza incendi boschivi
Ricezione delle segnalazioni dalla Regione, dal Servizio Regionale
di Protezione Civile, dal Corpo Forestale dello Stato,
dai Vigili del Fuoco
2° livello di preallarme
La sala operativa
Il Responsabile della p.c. e coordinatore del C.O.C.
Tecnica e pianificazione
Materiali e mezzi
Censimento danni
Strutture operative e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Servizi essenziali
Telecomunicazioni
Volontariato
Sanità e veterinaria
Segreteria
3° livello di allarme
1^ ipotesi
2^ ipotesi
3^ ipotesi
La sala operativa
Il Responsabile della p.c. e coordinatore del C.O.C.
Materiali e mezzi
Strutture operative e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Tecnica e pianificazione
Censimento danni
Volontariato
Servizi essenziali
Telecomunicazioni
Sanità e veterinaria
Segreteria
Fase successiva all’emergenza
Il Responsabile della p.c. e coordinatore del C.O.C.
Tecnica e pianificazione
Materiali e mezzi
Censimento danni
Strutture operative e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Servizi essenziali
Telecomunicazioni
Volontariato
Sanità e veterinaria
Segreteria
Fine emergenza
Il Responsabile della p.c. e coordinatore del C.O.C.
Tecnica e pianificazione
pag. 67
pag. 69
pag. 70
pag. 70
pag. 70
pag. 71
pag. 71
pag. 72
pag. 72
pag. 73
pag. 73
pag. 73
pag. 73
pag. 74
pag. 74
pag. 74
pag. 74
pag. 74
pag. 75
pag. 76
pag. 76
pag. 76
pag. 76
pag. 76
pag, 77
pag. 77
pag. 77
pag. 77
pag. 77
pag. 77
pag. 77
pag. 77
pag. 78
pag. 78
pag. 78
pag. 78
pag. 79
pag. 79
pag. 79
pag. 79
pag. 79
pag. 79
pag. 80
pag. 80
pag. 81
pag. 81
pag. 81
4
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO VII
IL RISCHIO CHIMICO-INDUSTRIALE
Allegato “B1” il rischio chimico-industriale
Previsione e prevenzione
I piani di gestione dell’emergenza
Pianificazione di emergenza – le linee guida
Informazione alla popolazione – le linee guida
La normativa
Linee guida per l’attuazione del sistema di gestione della sicurezza
Scheda tecnica n° 1: le sostanza pericolose
Scheda tecnica n° 2: gli effetti di un incidente i ndustriale
Evento in corso
Sala operativa
Il Responsabile della Protezione Civile
Viabilità
Informazione alla popolazione
Volontariato
Materiali e mezzi
Sanitaria – veterinaria
Segreteria
pag. 82
pag. 83
pag. 84
pag. 85
pag. 86
pag. 86
pag. 88
pag. 8 8
pag. 88
pag. 89
pag. 89
pag. 89
pag. 89
pag. 89
pag. 89
pag. 89
pag. 90
pag. 90
CAPO VIII
I RISCHI DERIVANTI DA VIOLENTI PIOVASCHI E TROMBE D’ARIA
Allegato “B2” piovaschi violenti e trombe d’aria
Sala operativa
Il Responsabile della Protezione Civile
Materiali e mezzi
Struttura operativa e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Volontariato
Servizi essenziali
Telecomunicazioni
Sanitaria – veterinaria
Segreteria
pag. 91
pag. 91
pag. 92
pag. 92
pag. 92
pag. 92
pag. 92
pag. 93
pag. 93
pag. 93
pag. 93
CAPO IX
I RISCHI DERIVANTI DA GRANDI NEVICATE
Allegato “B3” grandi nevicate
Sala operativa
Il Responsabile della Protezione Civile
Materiali e mezzi
Struttura operativa e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Volontariato
Servizi essenziali
Telecomunicazioni
Sanitaria – veterinaria
Segreteria
pag. 94
pag. 94
pag. 95
pag. 95
pag. 95
pag. 95
pag. 95
pag. 96
pag. 96
pag. 96
pag. 96
5
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO X
I RISCHI DERIVANTI DA EMERGENZE SANITARIE E VETERINARIE
Allegato “B4” emergenze sanitarie e veterinarie
Il P.M.A. (Presidio Medico Avanzato)
Dove viene allestito il P.M.A.
Risorse e tempi di attuazione del P.M.A.
Le aree
I compiti degli operatori
Sala operativa
Il Responsabile della Protezione Civile
Materiali e mezzi
Struttura operativa e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Volontariato
Telecomunicazioni
Sanitaria – veterinaria
Servizi sociali ed assistenza scolastica
Segreteria
pag. 97
pag. 98
pag. 99
pag. 99
pag. 100
pag. 101
pag. 101
pag. 102
pag. 102
pag. 102
pag. 102
pag. 102
pag. 103
pag. 103
pag. 103
pag. 103
CAPO XI
I RISCHI DERIVANTI DA INCIDENTI FERROVIARI
Allegato “B5” incidenti ferroviari
Sala operativa
Il Responsabile della Protezione Civile
Materiali e mezzi
Struttura operativa e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Servizi essenziali
Telecomunicazioni
Volontariato
Sanitaria – veterinaria
Segreteria
pag. 104
pag. 105
pag. 105
pag. 105
pag. 105
pag. 106
pag. 106
pag. 106
pag. 106
pag. 106
pag. 106
CAPO XII
I RISCHI DERIVANTI DA INCIDENTI AEREI
Allegato “B6” incidenti aerei
Sala operativa
Il Responsabile della Protezione Civile
Tecnica e pianificazione
Materiali e mezzi
Struttura operativa e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Volontariato
Servizi essenziali
Censimento danni
Telecomunicazioni
Sanitaria – veterinaria
Segreteria
pag. 107
pag. 107
pag. 108
pag. 108
pag. 108
pag. 108
pag. 108
pag. 108
pag. 108
pag. 109
pag. 109
pag. 109
pag. 109
6
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO XIII
I RISCHI DERIVANTI DA INCIDENTI STRADALI CON FUORIUSCITA DI
SOSTANZE TOSSICHE O PERICOLOSE
Allegato “B7” incidenti stradali con fuoriuscita di sostanze
tossiche o pericolose pag.
Sala operativa
Il Responsabile della Protezione Civile
Materiali e mezzi
Struttura operativa e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Volontariato
Telecomunicazioni
Sanitaria – veterinaria
Servizi essenziali
Servizi scolastici
Segreteria
pag. 110
pag. 111
pag. 111
pag. 111
pag. 112
pag. 112
pag. 112
pag. 112
pag. 112
pag. 113
pag. 113
CAPO XIV
I RISCHI DERIVANTI DA PARALISI DEL TRAFFICO AUTOMOBILISTICO
COLEGATO ALLA CHIUSURA DELLA VIABILITA’ AUTOSTRADALE
Allegato “B8” paralisi del traffico automobilistico collegato
alla chiusura della viabilità autostradale
Sala operativa
Il Responsabile della Protezione Civile
Materiali e mezzi
Struttura operativa e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Volontariato
Telecomunicazioni
Segreteria
pag. 114
pag. 114
pag. 114
pag. 115
pag. 115
pag. 115
pag. 115
pag. 115
pag. 115
CAPO XV
I RISCHI DERIVANTI DA EVENTI INDOTTI QUALI GRANDI EVENTI E
MANIFESTAZIONI
Allegato “B9” grandi eventi e manifestazioni
Sala operativa
Il Responsabile della Protezione Civile
Materiali e mezzi
Struttura operativa e viabilità
Mass media ed informazione alla popolazione
Volontariato
Telecomunicazioni
Sanitaria – veterinaria
Segreteria
pag. 116
pag. 117
pag. 117
pag. 117
pag. 117
pag. 118
pag. 118
pag. 118
pag. 118
pag. 118
CAPO XVI
DISPOSIZIONI FINALI
pag. 119
7
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO I
QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
Allo scopo di consentire un’agevole lettura del testo, si è ritenuto opportuno, in sede di premessa,
una breve esposizione concernente il tessuto normativo vigente, allo scopo di evidenziare,
nell’ambito della pianificazione dell’emergenza, i parametri giuridici di riferimento.
Le fonti normative che regolano lo sviluppo organico delle azioni di Protezione Civile sono, allo
stato attuale, le seguenti:
1. Legge n. 996/1970;
2. Legge n. 225/1992;
3. Decreto Legislativo n. 112/1998;
4. Legge n. 265/1999;
5. Decreto del Presidente della Repubblica n. 194/2001;
6. Legge n. 401/2001;
7. Legge Regionale n° 18/2000
Sulla base del Decreto Legislativo 343 del 7 settembre 2001, convertito nella Legge n. 401 del 9
novembre 2001, tutti i poteri di gestione del Servizio Nazionale di Protezione Civile sono stati
assegnati al Presidente del Consiglio e, per delega di quest’ultimo, al Ministro dell’Interno e, di
conseguenza, al Dipartimento Nazionale di Protezione Civile.
Il Dipartimento ha un ruolo primario per la gestione delle emergenze nazionali, ovvero per gli
eventi denominati di tipo “C”, ma non solo.
Infatti, può essere attivato dal Prefetto, dal Presidente della Provincia e dalla Regione per le
emergenze definite di tipo “B”, cioè di livello provinciale, e in casi particolari anche per gli eventi
di tipo “A”, cioè di livello locale.
In tale contesto il Prefetto, in ambito Provinciale, rappresenta la figura istituzionale di riferimento
del sistema operativo della Protezione Civile, unitamente alle Province e alle Regioni, Istituzioni a
cui la legislazione attribuisce un ruolo determinante della gestione degli eventi, con grande
autonomia d’intervento.
8
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In particolare la Regione assume un ruolo importante nella fase della prevenzione e previsione,
della gestione delle emergenze e della fase di ritorno alle normali condizioni di vita, agendo
soprattutto su cinque fattori:
•
prevenzione a lungo termine, da svilupparsi intervenendo anche normativamente sui
fattori urbanistici e territoriali, attuando politiche rigorose di protezione e conoscenza del
territorio e dei suoi rischi ed incrementando una cultura della protezione civile e la formazione
a tutti i livelli, dai corsi di base e d’aggiornamento alle esercitazioni e simulazione d’evento;
•
prevenzione a breve – medio termine, attraverso l’attività di pianificazione e realizzando,
anche tramite altri Enti, le opere di difesa del suolo ed ingegneria naturalistica e sismica, per
mitigare il rischio in modo concreto, il monitoraggio dei rischi nonché cooperando nella
pianificazione d’emergenza degli Enti locali;
•
prevenzione a brevissimo termine, effettuata utilizzando i più ampi e affidabili sistemi di
previsione e monitoraggio dei rischi, sviluppando azioni di preannuncio e allertamento per
eventi calamitosi attesi, da pochi giorni a poche ore prima dell’evento;
•
gestione delle emergenze, collaborando con le diverse componenti del Servizio Nazionale
della Protezione Civile;
•
ritorno alla normalità , predisponendo assieme agli altri Enti territoriali, piani di ripristino
relativi al ritorno alle normali condizioni di vita.
Nel contesto normativo in questione la Provincia assume sempre maggiore importanza nel
quadro di riferimento istituzionale, in relazione ai livelli di competenza trasferiti dalla vigente
legislazione, sia in emergenza, sia nelle fasi di pianificazione preventiva e successiva all’evento.
In ambito comunale il Sindaco è la figura istituzionale principale della catena operativa della
Protezione Civile, dall’assunzione delle responsabilità connesse alle incombenze di Protezione
Civile, all’organizzazione preventiva delle attività di controllo e di monitoraggio, fino all’adozione
dei provvedimenti d’emergenza indirizzati soprattutto alla salvaguardia della vita umana.
9
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
LE COMPETENZE D’INDIRIZZO
DI PIANIFICAZIONE ED OPERATIVE
Si ritiene necessario, a questo punto, sottolineare, sulla base della legislazione vigente ed in
relazione alla suddivisione delle funzioni come sopra ricordate, che le competenze in materia di
protezione civile sono ripartite come segue.
L’attività d’indirizzo normativo compete :
-al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile per i livelli Nazionale, Regionale e locale;
-alla Regione per i livelli Regionale e locali.
L’attività di pianificazione, ovvero la redazione dei Piani d’emergenza, compete:
-al Dipartimento per i piani Nazionali;
-alle Prefetture e alle Amministrazioni Provinciali, per i piani di rilevanza provinciale;
-alle Comunità Montane per i piani intercomunali relativi alle aree montane;
-alle Amministrazioni Comunali, per i piani comunali ed intercomunali.
L’attività operativa, volta alla gestione e superamento dell’emergenza, compete:
al Sindaco per gli eventi di protezione civile naturali o connessi con l’attività dell’uomo che,
per loro natura ed estensione, comportino l’intervento coordinato degli Enti od Amministrazioni
competenti in via ordinaria, relativamente al territorio comunale;
al Prefetto, alla Provincia ed alla Regione per gli eventi di protezione civile, naturali o
connessi con l’attività dell’uomo che, per loro natura ed estensione, comportino l’intervento
coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria;
al Dipartimento ed alla Regione per gli interventi di protezione civile nelle calamità naturali,
catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi
e poteri straordinari.
10
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
LE PROCEDURE D’EMERGENZA
Il sistema normativo di riferimento e le prassi operative ormai consolidate determinano una
cronologia d’azioni che possono essere così riassunte:
a) alle emergenze classificabili fra gli eventi di Protezione Civile deve far fronte in primo luogo il
Comune con i propri mezzi e strutture;
b) nel caso in cui la natura e la dimensione dell’evento calamitoso lo esigano, il Sindaco richiede
l’intervento del Prefetto, del Presidente della Provincia e della Regione Puglia, Istituzioni
che cooperano per attivare in sede locale o provinciale le risorse necessarie al superamento
dell’emergenza.
c) qualora l’evento calamitoso assuma dimensioni o caratteristiche così rilevanti e tali da dover
essere affrontati con mezzi e poteri straordinari, il Prefetto e la Regione richiedono
l’intervento dello Stato attraverso la struttura Nazionale di Protezione Civile Dipartimento.
In ogni caso, al verificarsi di una situazione d’emergenza, la struttura
addetta alla gestione di tali situazioni deve darne comunicazione
immediata al Servizio Regionale di Protezione Civile, nonché alla
Prefettura e alla Provincia ed informare i rispettivi Responsabili per
tutta la durata della stessa.
11
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
IL RUOLO DEL SINDACO NELLE SITUAZIONI
D’EMERGENZA
La normativa di comparto assegna al Sindaco un ruolo da protagonista in tutte le attività di
Protezione Civile, quali prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza, e ciò in relazione
alla rappresentatività dei bisogni della collettività propria della figura istituzionale.
Il Sindaco è, per legge, l’Autorità comunale di protezione
civile e responsabile primo delle attività
volte alla
salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata.
Il medesimo, al verificarsi di una situazione d’emergenza,
ha la responsabilità dei servizi di soccorso ed assistenza
alla popolazione colpita.
Con il presente piano, in base alla normativa statale e regionale vigente, l’Amministrazione
Comunale definisce la struttura operativa in grado fronteggiare le situazioni d’emergenza.
In particolare si ricordano le principali incombenze ascritte alle competenze e responsabilità del
Sindaco:
a) organizzare una struttura operativa comunale, formata da Dipendenti comunali,
Volontari, Imprese private, per assicurare i primi interventi di protezione civile, con
particolare riguardo a quelli finalizzati alla salvaguardia della vita umana;
b) attivare, anche attraverso il Volontariato, i primi soccorsi alla popolazione e gli
interventi urgenti necessari ad affrontare l’emergenza;
c) fornire adeguata informazione alla cittadinanza sul grado d’esposizione al rischio ed
attivare opportuni sistemi di allerta;
12
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
d) provvedere alla vigilanza sull’insorgere di situazioni di rischio idrogeologico o d’altri
rischi, specie alla presenza d’ufficiali comunicazioni di allerta, adottando le
necessarie azioni di salvaguardia della pubblica e privata incolumità;
e) assicurare una reperibilità finalizzata in via prioritaria alla ricezione di comunicazioni
di allerta;
f) individuare siti sicuri da adibire al preventivo e/o temporaneo ricovero per la
popolazione attivando, se il caso lo prevede, sgomberi preventivi.
OBIETTIVI STRATEGICI ED OPERATIVI
DEL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE
Il piano d’emergenza è costituito dalla predisposizione delle attività coordinate e delle procedure
che sono adottate per fronteggiare un evento calamitoso atteso sul territorio, in modo da garantire
l’effettivo ed immediato impiego delle risorse necessarie al superamento dell’emergenza ed il
ritorno alle normali condizioni di vita.
Il Piano di Emergenza è, pertanto, il supporto operativo al quale il Sindaco si riferisce per gestire
l’emergenza col massimo livello di efficacia.
Il piano è stato predisposto attraverso l’analisi dei seguenti fattori:
conoscenza della vulnerabilità del territorio;
necessità di organizzare la gestione operativa dell’emergenza, sino al suo superamento;
la necessità di formare ed istruire il personale coinvolto nella gestione dell’evento.
Il piano risponde, quindi, alle domande concernenti:
gli eventi calamitosi che potrebbero, ragionevolmente, interessare il territorio comunale;
le persone, le strutture ed i servizi che potrebbero essere coinvolti o danneggiati;
l’organizzazione operativa che si reputa necessaria per ridurre al minimo gli effetti
dell’evento con particolare attenzione alla salvaguardia della vita umana;
13
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
le persone a cui dovranno essere assegnate le diverse responsabilità ai vari livelli di
direzione e controllo per la gestione delle emergenze.
Per poter soddisfare queste necessità sono stati definiti gli scenari di rischio sulla base della
vulnerabilità della porzione di territorio interessata (aree, popolazione coinvolta, strutture
danneggiabili, etc.), al fine di poter disporre di un quadro globale ed attendibile relativo all’evento
atteso.
In tal modo sarà possibile dimensionare preventivamente la risposta necessaria per fronteggiare le
calamità, con particolare attenzione alla salvaguardia della vita umana.
Il piano è uno strumento di lavoro tarato su una situazione verosimile, sulla base delle conoscenze
scientifiche dello stato di rischio del territorio, da aggiornare ed integrare, non solo con riferimento
all’elenco di uomini e mezzi, ma soprattutto in relazione alle nuove, eventuali, conoscenze sulle
condizioni di rischio che comportino diverse valutazioni degli scenari, od ancora quando si
disponga di nuovi o ulteriori sistemi di monitoraggio e allerta alla popolazione.
Il piano di gestione delle emergenze rappresenta in dettaglio il complesso dei fattori, quali la
dimensione dell’evento atteso, la quantità della popolazione coinvolta, la viabilità alternativa, le
possibili vie di fuga, le aree di attesa, di ricovero, di ammassamento e così via, che consentono
agli operatori delle varie componenti della Protezione Civile di avere un quadro di riferimento
adeguato alle necessità.
Si sottolinea che il presente piano ha utilizzato materiale cartografico e storico
relativo agli eventi, forniti dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Taranto,
dall’A.R.P.A. Regione Puglia e dall’Autorità di Bacino della Regione Puglia.
14
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
IL PIANO DI GESTIONE DELLE EMERGENZE
STRUTTURA DEL PIANO
IL PIANO E’ STRUTTURATO SULLA BASE DI TRE ELEMENTI PRINCIPALI:
o
I DATI DI BASE E GLI SCENARI
•
sono dati dalla raccolta ed organizzazione di tutte le informazioni relative alla
conoscenza del territorio, della distribuzione della popolazione e dei servizi, dei
fattori di pericolosità, di rischio, della vulnerabilità e dei conseguenti scenari, al fine
di disporre di tutte le informazioni utili alla gestione dell’emergenza.
o
IL MODELLO D’INTERVENTO
•
consta nell’individuazione dei soggetti, delle competenze, delle procedure operative
necessarie all’organizzazione ed all’attivazione delle azioni corrispondenti alle
necessità di superamento dell’emergenza.
o
INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE E FORMAZIONE DEL PERSONALE
•
si realizza attraverso l’informazione preventiva sulle norme comportamentali alle
popolazioni residenti nelle specifiche zone di rischio e nella preparazione degli
uomini che intervengono in emergenza, in modo da fronteggiare tempestivamente e
con professionalità qualsiasi tipo d’evento.
DATI DI BASE E SCENARI DI RISCHIO
Sono stati ricavati dai programmi di prevenzione e previsione, realizzati dai Gruppi Nazionali e di
ricerca dei servizi tecnici Nazionali delle Province e delle Regioni.
Per arrivare ad uno scenario attendibile è stata acquisita la disponibilità di dati di base, organizzati
poi in sequenza logica del tipo:
15
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
1. informazioni generali sul territorio;
2. informazioni generali e particolari relative ad ogni tipologia di rischio presenti sul territorio;
3. indicatori d’evento, che riguardano esclusivamente il rischio idrogeologico, per la
prevedibilità degli eventi. Tali indicatori, pertanto sono allocati specificatamente nel relativo
tipo di rischio.
Attraverso la correlazione fra queste informazioni generali con i livelli operativi successivamente
descritti e le informazioni generali sulle aree d’emergenza, sulle strutture idonee all’accoglienza
temporanea, sulla viabilità alternativa, sui servizi di pronto intervento e soccorso e sugli strumenti
operativi disponibili (uomini, mezzi, ecc…), è stato definito uno scenario globale.
Da tale scenario emergono sia il possibile danno atteso e sia le risposte possibili, nonché le
procedure d’applicazione del piano d’emergenza, determinando in tal modo la traccia delle azioni
da intraprendere in caso di calamità o evento.
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO II
DATI GENERALI
DATI GEOGRAFICI
Superficie 69,15 km²
Estensione del territorio comunale espressa in chilometri quadrati.
Altitudine 39 m s.l.m.
(min 0 - max 86)
Misura espressa in metri sopra il livello del mare del punto in cui è situata la
Casa Comunale, con l'indicazione della quota minima e massima sul territorio
comunale.
Coordinate Geografiche
Le coordinate geografiche sono espresse in latitudine Nord (distanza angolare
dall'equatore verso Nord) e longitudine Est (distanza angolare dal meridiano di
Greenwich verso Est).
sistema sessagesimale
40° 34'
45,12''
N
17° 2' 17,52'' E
sistema
40,5792°
17,0382° E
decimale
N
I valori numerici sono riportati utilizzando sia il sistema sessagesimale DMS
(Degree, Minute, Second), che il sistema decimale DD (Decimal Degree).
CLASSIFICAZIONE SISMICA E CLIMATICA
Pericolosità sismica 3
Zona con pericolosità sismica bassa, che può essere soggetta a scuotimenti
modesti.
L'Italia è suddivisa in zone sismiche con 4 classi di pericolosità:
zona 1 (alta): PGA ≥ 0,25g
zona 2 (media): 0,15 ≤ PGA < 0,25g
zona 3 (bassa): 0,05 ≤ PGA < 0,15g
zona 4 (molto bassa): PGA < 0,05g
(dove PGA indica il picco di accelerazione gravitazionale)
Classificazione sismica indicata nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
n°3274/03, aggiornata al 16/01/2006 con le comunica zioni delle regioni.
Zona climatica C
Periodo di accensione degli impianti termici: dal 15 novembre al 31 marzo (10 ore
giornaliere), salvo ampliamenti disposti dal Sindaco.
L’Italia è divisa in sei zone climatiche (A, B, C, D, E, F) che variano in funzione dei
gradi-giorno (GG) associati al territorio comunale.
D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993, tabella A e successive modifiche ed integrazioni.
Gradi giorno 1.162
Il Grado Giorno (GG) è l'unità di misura che stima il fabbisogno energetico
necessario per mantenere un clima confortevole nell’abitazione.
CENNI STORICI
Il territorio del Comune di Palagiano, della estensione di 6.915 ettari, è ubicato nella zona
occidentale della provincia di Taranto. Confina a nord con Mottola, ad est con Massafra, a
nord-est con Palagianello (fino al 1908 frazione di Palagiano), a sud-ovest con Castellaneta ed
a sud con il mar Jonio. Il litorale si estende per circa sette chilometri. Dal punto di vista
morfologico, il territorio è pianeggiante ed è segnato a est dalla Lama di Lenne che in prossimità
della costa diventa il fiume Lenne. Esso costituisce l'emissario del bacino che raccoglie le
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
acque provenienti dalla gravina di Palagianello e, in parte, di Mottola nonché di alcuni canali di
bonifica. Analogamente il fiume Lato, che segna il confine ovest del Comune, raccoglie le
acque rinvenienti dal sistema di gravine e lame di Castellaneta e Laterza. L'intero territorio
comunale, tranne la fascia costiera, è intensamente coltivato con produzioni di pregio. La fascia
costiera, grazie alla presenza della pineta demaniale, è sufficientemente integra e le costruzioni
sono limitate alle due zone tipizzate a carattere turistico dal P.d.F. del 1977. Il Centro Urbano e
l'intero territorio sono ben collegati alla rete stradale, autostradale e ferroviario nazionale. Il
Centro Urbano originario, sviluppatosi su un'area pianeggiante attraversata dall'antica via Appia,
comprende i seguenti rioni "la Piazza", "il Convento", "Cardinale", "la Villa del Principe", "la
Terra," la 'ngegn", la "Chiesa Madre", "Capovento". La parte nuova del paese si è sviluppata
intorno a questi rioni, a partire dagli anni '50, con prevalenza verso Est e Sud e cioè lungo la
strada che collega la stazione ferroviaria Palagiano-Mottola
con la
stazione
balneare
di
Chiatona. I nuovi rioni sono: "Zona parco - il parco dell'antico Convento", "miez all'er", "Zona
del Mercato", "Zona Matera", "Zona Macello", "Zona Natale", "Zona Boccardi", Zona Parisi,
"Zona Scapati", "Zona Misciagna", "Zona Bachelet", "Zona Caramonte", "Zona Agip". Sulle origini
e sull'etimologia del nome Palagiano vi sono varie ipotesi. Tra le molte val la pena di ricordare
quella che vorrebbe farlo derivare
dal greco "Palois-Schenè"
(Antico
Accampamento),
riferito alla particolare ubicazione del territorio di Palagiano, interessato sin dagli albori del VII
secolo
a.C.
dalla colonizzazione dei greci (Dori). Un'altra ipotesi lo relazionerebbe con la
natura ubertosa del suolo e con la lussureggiante vegetazione, al punto che gli antichi
costruirono un tempietto dedicato al Dio Pan da
cui
il luogo si chiamò "Panagiano" e
successivamente "Palagiano". Una terza ipotesi che conviene richiamare è quella secondo cui
Palagiano sia stata originariamente denominata "Palaion-Faleron" (Antico Porto) dal toponimo di
una località nei pressi di Atene che oggi si chiama Palaion Faliron e che è proprio l'antico porto di
Atene, distinto dal Neon Faliron che è oggi la località sede del nuovo porto di Atene. Tale ultima
ipotesi appare la meno ricca di suggestioni, ma la più razionale se si considerano le analoghe
caratteristiche territoriali che contraddistinguono i due paesi, come il terreno pianeggiante la
vicinanza al mare e la naturale vocazione delle due aree interessate a porto marittimo. Da
ricerche storiche condotte per stabilire l'origine
di Palagiano, sembra assai probabile che la
stessa sia addirittura preellenica essendo stati i Pelasgi i primi abitanti di Palagiano: costoro
traggono il nome dalla parola greca "Pelagos", cioè
abitanti
pianura;
Pelasgi,
pertanto,
significa
della pianura. Successivamente, intorno all'VIII sec. a.C., a seguito dello sbarco dei
Dori di Falanto a Taranto e della conseguente fusione di questi con le popolazioni autoctone
Japigio-Messapiche, la fertile pianura di Palagiano venne scelta come dimora di molti coloni
greci che vi svilupparono l'agricoltura e l'allevamento delle greggi dando vita ad un lungo
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
periodo di sviluppo, integrato all'intensa attività commerciale ed urbanistica della città di
Taranto. Questi coloni, divisi in piccoli gruppi familiari
tutto
o plurifamiliari, rimasero sparsi su
il territorio e soltanto dopo la disastrosa guerra di Taranto contro i Messapi ed i Peuceti
(473 a.C.), persa dai Tarantini, e dopo l'abbandono da parte di Taranto del perseguimento di
nuove conquiste militari, la popolazione di Palagiano lasciò le sedi di campagna per convergere
intorno al nodo stradale che consentiva loro migliore comunicazione e sviluppo commerciale con
le zone vicine più importanti. Tale nodo stradale era il punto di partenza verso Mottola,
verso Matera (via vecchia di Matera), verso Taranto, attraverso la contrada S. Marco dei
Lupini (L'attuale via San Domenico) ed infine verso il mare utilizzando il letto dell'antico fiume
Chiatano, oggi conosciuto col nome di Lama di Vite. Da tale processo di sintesi, quindi, dei
villaggi circostanti, sembra abbia avuto origine l'attuale centro abitato di Palagiano che si sviluppò
a seguito della conquista romana di Taranto e dell'intera Magna Grecia. Infatti, dopo la vittoria di
Roma sui Tarantini e successivamente sui Cartaginesi, costretti a lasciare l'Italia nel 203 a.C., i
Romani fondarono a Palagiano, sui resti del loro primo accampamento, una stazione per il
rifornimento ed il cambio dei cavalli.
Con
il consolidarsi del dominio di Roma sull'Italia
meridionale, tale stazione andò gradualmente aumentando
la propria importanza strategica
ingrandendosi sempre più sull'area del precedente accampamento romano coincidente con la
zona circostante all'attuale piazza Vittorio Veneto. Fu, dunque, proprio nel II sec. a.C. che la
stazione, avendo assunto un ruolo importantissimo per la sua posizione geografica, divenne un
vero e proprio paese, del quale si perse, purtroppo, ogni traccia nei documenti dell'Alto Medioevo,
finché "Palaianus" non ricomparve in alcune tracce documentali dell'XI secolo. E' verosimile
ipotizzare che Palagiano abbia a lungo rappresentato un vero e proprio caposaldo lungo l'antica
via Appia, che era costellata da molti accampamenti divenuti, in seguito alle scorrerie delle
orde barbariche, dei veri e propri fortilizi e che successivamente si trasformarono in vere e
proprie cittadelle, nelle cui cinte erano stanziate le milizie con compiti difensivi in convivenza
con i civili residenti. Nell'anno
774
Palagiano, come
l'intero
territorio
tarantino, venne
sottomesso dalla dominazione Longobarda. Nell'847 lo stesso territorio venne abbandonato al
saccheggio dei Saraceni
che
si fermarono fino all'anno 880. Nuove incursioni saracene si
ebbero negli anni 918, 924 e 927.
Da fonti storiche resta, comunque, accertato il fatto che Palagiano intorno al X secolo
assolveva ancora al suo compito
di caposaldo fortificato a guardia dell'antica via Appia. Le
vicende storiche successive di Palagiano camminarono di pari passo con la nascita del latifondo
e con il feudalesimo che si sviluppò nell'arco di nove secoli con i suoi effetti negativi. Dal 1064
(data in cui il territorio di Palagiano veniva tolto ai Greci dal conte Goffredo il Normanno) al 1952,
(anno in cui fu attuata
a Palagiano la "riforma fondiaria" con
la
fine dell'istituto feudale,
19
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
benché la sentenza della sua morte fosse stata decretata nel lontano 1806) a cui fa ascendersi
l'esistenza dell'ultimo feudatario principe Romanazzi-Carducci Guglielmo,
alternarsi di piccoli e grandi feudatari, i cui rapporti
fu un susseguirsi e
furono caratterizzati da continue
lotte
interne nell'intento di allargare sempre più i loro domini. E' utile ricordare che lo stemma
ufficiale del Comune di Palagiano, raffigurante un uccello con un ramoscello di olivo nel becco,
si sia ispirato al blasone dei principi Palomba, penultimi feudatari di Palagiano.
INQUADRAMENTO GEOLOGICO
Il territorio comunale di Palagiano si colloca al passaggio tra la piana costiera ionica, a sud, ed il
lato sud-occidentale dell’altopiano delle Murge, a nord. In questo settore affiorano estesamente
depositi plio-pleistocenici, essenzialmente calcarenitico-sabbiosi ed argillosi, sovrapposti ad una
spessa successione di strati rocciosi di natura carbonica, di età cretacea. Le rocce costituenti la
piattaforma di base sono note con il nome di Formazione del Calcare di Altamura. Tale unità
risulta formata da strati a banchi, con spessori variabili da 10 a 15 centimetri fino a due metri. Gli
strati della formazione appaiono disarticolati, frantumati ed alterati ed in vario modo carsificati. La
formazione della calcarenite di Gravina è costituita da calcareniti organogene di colore bianco
giallastro o grigio con resti di micro e macrofosili. In particolare si è in presenza di calcareniti
bianco-giallastre, tenere e porose, massicce e con accenni di stratificazione e si rinvengono
generalmente massicce. La base di questa formazione è in trasgressione sui calcari cretacei, al
tetto affiorano, sovrapposti, i tipi litologici appartenenti all’unità delle Argille Subappennine. Le
migliori esposizioni si rinvengono lungo i versanti delle incisioni naturali (gravine) e sui fronti delle
numerose cave aperte per l’estrazione di conci di tufo nei comuni viciniori di Palagianello, Mottola
e Massafra. I sedimenti costituenti la formazione delle argille subappennine continuano la serie
sedimentaria della Fossa bradanica e sono formati da limi più o meno marnosi di colore grigioazzurro, bianco giallastro in superficie. A chiusura della serie si osservano tipi litologici
appartenenti ai depositi marini terrazzati, in lembi di spessore variabile. Affiorano estesamente in
alcune zone del territorio e risultano formati principalmente da sabbie, con diverso grado di
cementazione, a luoghi a stratificazione incrociata; si possono rinvenire inclusioni di lenti ghiaiose,
costituite da clasti di diversa natura litologica.
MORFOLOGIA E TETTONICA
La disarticolazione della piattaforma carbonatica pugliese, con un complesso sistema di faglie,
arginate da sforzi di compressione, ha dislocato in vario modo gli strati, permettendo la
corrispondenza tra tettonica e morfologia. I rilievi calcarei coincidono con gli alti strutturali e le
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
superfici pianeggianti con aree depresse, colmate dalla deposizione dei sedimenti calcarenitici ed
argillosi. In complesso il paesaggio mostra le tipiche forme delle coste di sollevamento, con ampie
superfici pianeggianti situate a varie altezze sul livello del mare, separate da scarpate,
subparallele all’attuale linea di riva. Alle quote altimetriche più elevate affiorano calcari, con la
caratteristica struttura a pilastro tettonico, mentre i depositi calcarenitici, sabbiosi ed argillosi, che
si rinvengono alle quote più basse, risultano interessati da fenomeni di sollevamento in blocco.
Tanto è il risultato delle forze orogenetiche che hanno permesso il sollevamento, a scatti, in
epoche recenti dal punto di vista geologico, di questa parte della regione. Si è infatti in presenza di
superfici di abrasioni marine, terrazzate, degradanti ed interrotte da scarpate, che costituiscono le
antiche linee di costa, pressocchè parallele a quella attuale.
IDROGEOLOGIA ED IDROLOGIA
Il comune di Palagiano è situato al centro di due aste di drenaggio naturali principali, costituite
dalla Lama di Lenne verso ovest e dalla Lama d’Uva verso est. Appena ad ovest del centro abitato
è presente l’alveo naturale del torrente Lamoscella, che a sud del paese cambia nome divenendo
Lama di Vite, per poi confluire ancora più a sud nella Lama d’Uva. Questo corso d’acqua non
sfocia a mare, bensì viene riportato verso ovest alla Lama di Lenne attraverso il canale artificiale
Marziotta. La foce dell’intero bacino scolante è quindi unica e coincide con la foce della Lama di
Lenne. Gli alvei naturali appaiono ben dimensionati dall’azione millenaria delle piene derivanti
dalle gravine, poste a monte in direzione nord, fatti salvi alcuni punti di restringimento causati dalla
costruzione poco accorta di manufatti in alveo, il canale Marziotta non risulta correttamente
dimensionato per smaltire tutta la portata derivante dalle Lame Vite ed Uva. Tale considerazione è
avvalorata dal fatto che il punto dove inizia il canale Marziotta, posto appena a monte della località
costiera Chiatona, caratterizzato da una zona in leggera depressione, diventa frequentemente
teatro di allagamenti, anche in occasione di precipitazioni non eccessivamente violente. In questa
situazione, crescendo il livello di invaso di quest’area depressa, lo smaltimento delle portate
provenienti da monte viene assicurato sia dal canale Marziotta, sia da un canale che sfocia nel
fiume Patemisco e poi a mare, in un bacino idrografico differente. Oltre a ciò, il territorio di
Palagiano è circondato da una rete di canali minori, che conferisce le acque drenate nei corsi
d’acqua precedentemente descritti. Lo stato attuale di tale rete idrografica minore è del tutto
insufficiente rispetto alle esigenze che si manifestano durante gli eventi meteorologici più critici. La
grande maggioranza dei canali prima descritti, nello stato attuale, nasce dal nulla nei coltivi che
circondano la città ed altrettanto in modo repentino finisce nel nulla oppure presenta bruschi
restringimenti di sezione, oppure curve ad angolo retto. Dall’osservazione diretta in campo si
21
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
evince che anticamente la rete di drenaggio era sviluppata in modo congruo, sulla base delle linee
di compluvio naturale, ma successivamente interventi umani di edificazione o coltivazione hanno
ristretto, regimentato o cancellato del tutto le sezioni di deflusso. Infine, sono state realizzate sul
territorio parecchie opere in rilevato di tipo nastriforme, quali la ferrovia, l’autostrada A14 e la
strada statale tangenziale di Palagiano, che hanno alterato, in maniera anche significativa, il
regime naturale dei deflussi. Per esempio, l’apporto delle gravine di monte viene forzatamente
incanalato negli attraversamenti ferroviari e giunge al rilevato autostradale senza che alle gravine
venga data la necessaria continuità idraulica; in tal modo le acque si riversano sul rilevato, che
costituisce un valido argine alle acque, e defluiscono attraverso ogni apertura, imboccando
direzioni preferenziali che le convogliano direttamente e pericolosamente verso il centro abitato di
Palagiano. Inoltre, la recente costruzione della tangenziale esterna ha creato una vera e propria
barriera al deflusso delle acque derivanti dalle gravine più grandi, per esempio quella di Petruscio,
verso est, deviandone, invece, il corso proprio verso il centro abitato di Palagiano.
L’idrologia superficiale è evidenziata dalle linee di drenaggio a direzione prevalentemente nordsud, le quali convogliano le acque verso il Mar Jonio.
Le principali incisioni rilevate, Lamoscella – Lama di Vite e Lama d’Uva, a poche centinaia di metri
verso meridione dal centro abitato, raccolgono sia le acque, che cadono nel territorio, che quelle
provenienti dal bacino idrografico dell’area murgiana, situato verso nord e caratterizzato da quote
altimetriche più elevate rispetto la piano costiera.
Tali acque, nel loro percorso, nelle aree di attraversamento delle formazioni calcaree e
calcarenitiche, alimentano, principalmente a causa della notevole fatturazione, la falda idrica
profonda, presente nel basamento calcareo.
Nel territorio la circolazione idrica endogena risulta piuttosto evoluta per la presenza di vaste aree
di accumulo e per le caratteristiche idrologiche dei complessi prima descritti che sono dotati, ad
esclusione delle argille, di potere assorbente dovuto alla permeabilità per fessurazione o porosità.
Per i depositi a componente sabbiosa il grado di permeabilità è in funzione dei vuoti e può essere
variabile, a seconda della percentuale di fino presente.
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO III
CARTOGRAFIA ALLEGATA AL PIANO
Oltre che cartograficamente, la rete della viabilità comunale è descritta con i principali manufatti
stradali (ponti, viadotti, sotto passi, ecc.), così come le principali stazioni ferroviarie presenti sul
territorio comunale.
Le aree di emergenza sono state ubicate su cartografia, così come i siti e presidi di Protezione
Civile. I dati utili, in caso d’emergenza, quali i numeri telefonici, i nominativi dei responsabili, sono
desumibili da un apposito database.
Allegata al piano è presente la seguente cartografia:
TAV. N°
TAV. N°
TAV. N°
1
2
3
TAV. N°
TAV. N°
4
5/A
TAV. N°
5/B
TAV. N°
TAV. N°
6
7
TAV. N°
8
TAV. N°
9
TAV. N°
10
TAV. N°
11
TAV. N°
12
TAV. N°
13
carta della pericolosità e suscettibilità sismica del territorio
carta litotecnica, carta geologica strutturale della provincia di Taranto
cartografia aree inondabili e dei punti di criticità fluviali relativi ai corsi
d’acqua Lenne, Lato e canali minori
Carta della rete viaria, dei ponti e delle infrastrutture
Carta degli edifici strategici o comunque potenzialmente interessati da
eventi di protezione civile- centro abitato
Carta degli edifici strategici o comunque potenzialmente interessati da
eventi di protezione civile- territorio comunale
Cartografia aree di emergenza
Rischi incendi di interfaccia (O.P.C.M. n° 3606 del 28.08.2007)
planimetria del territorio comunale – perimetrazione
Rischi incendi di interfaccia (O.P.C.M. n° 3606 del 28.08.2007)
planimetria del territorio comunale – pericolosità
Rischi incendi di interfaccia (O.P.C.M. n° 3606 del 28.08.2007)
planimetria del territorio comunale – vulnerabilità
Rischi incendi di interfaccia (O.P.C.M. n° 3606 del 28.08.2007)
planimetria del territorio comunale – rischi esposti
Rischi incendi di interfaccia (O.P.C.M. n° 3606 del 28.08.2007)
planimetria del territorio comunale – cartografia tematica modello
d’intervento – vie di comunicazione
Rischi incendi di interfaccia (O.P.C.M. n° 3606 del 28.08.2007) Località
Marina di Chiatona – interfaccia incendi boschivi - perimetrazione
Rischi incendi di interfaccia (O.P.C.M. n° 3606 del 28.08.2007) Località
Marina di Chiatona – interfaccia incendi boschivi – Modello
d’intervento
23
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In apposito elenco è sintetizzato, tra l’altro, anche il numero delle persone non autosufficienti
abitanti da sole o con altri soggetti inabili, nei cui confronti la struttura operativa comunale
assicurerà, in caso d’emergenza, le adeguate e prioritarie forme d’assistenza.
Per attuare gli interventi di competenza, la struttura operativa comunale si avvale delle risorse
indicate nel database, che comprendono oltre ai mezzi, ai materiali e alle apparecchiature
pertinenti alla Protezione Civile, compresi i magazzini dove sono custodite, anche quelle
infrastrutture e edifici che in caso di necessità si rivelano essenziali ai fini d’assistenza della
popolazione (alberghi, ostelli, parchi, ospedali, aree d’emergenza, ecc…).
Il territorio del Comune di Palagiano ha una estensione di Ha 6.915 ed una
popolazione effettiva di n° 16.001 abitanti (censim ento alla data del 31.08.2010)
suscettibile di aumento, nel periodo estivo, fino a 20.000 abitanti.
I RISCHI DERIVANTI DA CALAMITA’ NATURALI
Il territorio, completamente pianeggiante, comprende boschi ed uno scarso numero di corsi
d’acqua e comunque di limitata consistenza. Si ipotizzano, pertanto, come probabili per questo
Comune le seguenti calamità naturali:
1. SISMICO
2. IDROGEOLOGICO
3. INCENDI BOSCHIVI
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
AREE DI EMERGENZA
(RIFERIMENTO TAV. 6)
AREE D’ATTESA DELLA POPOLAZIONE
(MAX 24 h ) RIFERIMENTO BANDA VERDE
N°
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
SITO
INDIRIZZO
SCUOLA ELEMENTARE STAT. 1° CIRC. “PAPA GIOVANNI
XXIII”
SCUOLA ELEMENTARE STAT. 2° CIRC. “G.RODARI”
SCUOLA MATERNA STATALE “DON BOSCO”
SCUOLA MATERNA STATALE “WALT DISNEY”
SCUOLA MEDIA STATALE “PAPA GIOVANNI “XXIII”
ISTITUTO TEC. PER GEOM. E COMMERC. “G.M.SFORZA”
LUDOTECA “O.SANTORO”
BIBLIOTECA COOMUNALE
CASA DELLE CULTURE “N. BOBBIO”
CAMPO SPORTIVO QUARTIERE BACHELET
TEATRO COMUNALE
VIALE STAZIONE, N° 29
VIA BAC HELET , N° 167
VIA G. MAZZINI, N° 1
VIA MONTEVERDI, N° 1
CORSO LENNE, N° 138
VIA TRILUSSA
VIA O. MASSA
CORSO LENNE
VIA SAN MARCO
VIA BACHELET
VIA MACELLO
AREE DI RICOVERO DELLA POPOLAZIONE
(TENDE, CONTAINER, PREFABBRICATI, ECC.) RIFERIMENTO BANDA ROSSA
N°
1
2
3
4
5
6
SITO
STADIO COMUNALE “MARCO STEA”
PIAZZA FALCONE - BORSELLINO
AREA ESTERNA CASA DELLE CULTURE
OPERE PARROC. “DON G. POLIGNANO”
CAMPO “PAVONE” S.S. IMMACOLATA
CAMPI SPORTIVI CHIESA SAN NICOLA
INDIRIZZO
VIA TORRE PER SAN DOMENICO
VIA DELLA PACE
VIA SAN MARCO
VIA APPIA
CORSO LENNE
VIA FOGGIA
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
AREE DI AMMASSAMENTO SOCCORSI
RIFERIMENTO BANDA GIALLA
N°
1
2
3
4
5
SITO
STADIO COMUNALE “MARCO STEA”
PIAZZALI QUARTIERE BACHELET
VILLA COMUNALE
CAMPO SPORTIVO QUARTIERE BACHELET
CASA DELLE CULTURE “N. BOBBIO”
INDIRIZZO
VIA TORRE PER SAN DOMENICO
VIA DEL TRICOLORE
VIALE STAZIONE
VIA BACHELET
VIA SAN MARCO
Le aree sono separate fra loro per non creare congestioni organizzative e sono distanti da
insediamenti produttivi pericolosi.
Esse aree risultano raggiungibili possibilmente senza attraversare infrastrutture (ponti,cavalcavia,
ecc…) e sono già predisposte delle reti primarie (luce, gas e acqua).
SCENARI DI RISCHIO
Per le sue caratteristiche strutturali, strategiche, produttive e socio culturali il Comune di Palagiano,
secondo memoria storica degli ultimi anni ed in previsione futura, presenta sul suo territorio alcune
fonti di rischio.
Sulla base della raccolta dei dati presso le varie autorità competenti, ovvero Regione, Provincia
ecc., sono stati elaborati, sia in forma cartografica, sia descrittiva, gli scenari relativi alle principali e
seguenti fonti di rischio:
• ELABORATO A/1 - RISCHIO SISMICO;
• ELABORATO A/2 - RISCHIO IDROGEOLOGICO;
• ELABORATO A/3 - RISCHIO INCENDI BOSCHIVI;
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Ogni scenario descrive gli effetti che un ipotetico evento calamitoso provocherebbe sul territorio
comunale.
In rapporto a tali effetti sono state predisposte misure operative descritte in questo piano.
In conformità con le disposizioni impartite dal Dipartimento della Protezione Civile, gli
scenari prendono in considerazione il massimo evento atteso, in modo che, a fronte della
diversa intensità ed estensione e del diverso livello di gravità delle sue conseguenze, il
piano è stato strutturato ipotizzando il più elevato grado d’intensità, la maggiore estensione
e le peggiori conseguenze.
Sono stati considerati anche altri eventi calamitosi o da configurare come situazioni d’emergenza,
che hanno interessato il territorio Comunale e che potrebbero ripresentarsi in futuro.
Tali situazioni possono essere definite come micro emergenze, ovvero:
N° MODELLO D’INTERVENTO
1
2
6
7
B/1
B/2
B/3
B/4
B/5
B/6
B/7
8
B/8
9
B/9
3
4
5
TIPO D’EMERGENZA
RISCHIO CHIMICO INDUSTRIALE
PIOVASCHI VIOLENTI E TROMBE D’ARIA
GRANDI NEVICATE
EMERGENZA SANITARIA E VETERINARIA
INCIDENTI FERROVIARI
INCIDENTI AEREI
INCIDENTI
STRADALI
CON
VERSAMENTO
DI
SOSTANZE TOSSICHE O PERICOLOSE
PARALISI
DEL
TRAFFICO
AUTOMOBILISTICO
(EVENTO COLLEGATO ALLA CHIUSURA DELLA
VIABILITA’ AUTOSTRADALE
EVENTI INDOTTI QUALI GRANDI MANIFESTAZIONI
CULTURALI, POPOLARI, SPORTIVE, ECC.
27
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Per i citati scenari di rischio sono stati messi a punto gli allegati
appresso specificati:
RISCHIO SISMICO
NON PREVEDIBILE
ALLEGATO A1
o
carta della pericolosità e suscettibilità sismica del territorio (Tav. 1);
o
carta litotecnica della Provincia di Taranto, settore pianura e carta geologico strutturale della
Provincia di Taranto (Tav. 2);
RISCHIO IDROGEOLOGICO
PREVEDIBILE
ALLEGATO A2
o
Cartografia aree inondabili e dei punti di criticità fluviali relativa ai corsi d’acqua Lenne, Lato,
Lame e canali minori (Tav.3);
RISCHIO INCENDI
NON PREVEDIBILE
ALLEGATO A3
28
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
o
Cartografia del piano dei rischi d’interfaccia con le zone a rischio incendio boschivo (tavv. 7,
8, 9, 10,11, 12 e 13)
Per le micro emergenze, poiché hanno durata ed intensità
notevolmente inferiore alle macro emergenze, sono stati
predisposti solo modelli d’intervento, a carattere operativo
(Modelli “B”).
Inoltre, sono stati predisposti, quali allegati, un
sintetico elenco telefonico dei numeri delle utenze utili in caso
d’emergenza ed i repoprt prodotti da uno specifico data base e la
modulistica prevista secondo le linee guida del Servizio Regionale di
Protezione Civile.
I MODELLI D’INTERVENTO
Il modello d’intervento consiste nell’assegnazione delle responsabilità e dei compiti, nei vari livelli di
direzione e controllo, per la gestione delle emergenze. Esso riporta il complesso delle procedure
per la realizzazione del costante scambio di informazioni tra sistema centrale e periferico di
Protezione Civile in modo da consentire l’utilizzo razionale delle risorse con il coordinamento di
tutte le funzioni a supporto della sala operativa.
L’Amministrazione, per assicurare nell’ambito del proprio territorio comunale la direzione ed
il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione, predisporrà, in
caso d’emergenza, il Centro Operativo Comunale presso il Comando di Polizia Municipale.
Qualora successivamente questa sede primaria fosse inagibile o inadatta a gestire
l’emergenza, per un qualsiasi motivo, in alternativa, la sede verrà individuata sulla base di
un elenco di disponibilità delle strutture pubbliche o private più consone al tipo di
emergenza che dovrà affrontare.
29
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Al C.O.C. afferiscono i livelli decisionali di tutta la struttura comunale riassunta nelle
responsabilità sindacali di cui ai precedenti paragrafi. Il C.O.C. opera in un luogo di
coordinamento detto “ Sala Operativa “ in cui convergono tutte le notizie collegate all’evento
e nella quale vengono prese decisioni relative al suo superamento.
Il C.O.C. sarà attivato dall’Amministrazione anche quando vi sia la previsione di un evento o in
immediata conseguenza dello stesso e rimane operativo fino alla risoluzione delle problematiche
generate dell’evento stesso. L’Amministrazione, durante la gestione dell’emergenza e secondo
quanto previsto dal Metodo Augustus, si avvale delle seguenti funzioni di supporto, relative alla
struttura organizzativa del Centro Operativo Comunale così sinteticamente descritte:
FUNZIONI DI SUPPORTO AL C.O.C.
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
COORDINATORE DEL C.O.C.
E’ il punto di riferimento della struttura comunale in caso di emergenza, mantiene i contatti con il
C.O.C. dei Comuni afferenti, con l’ufficio di Protezione Civile della Provincia di Taranto, con il
Centro operativo Misto C.O.M. qual’ora quest’ultimo venisse istituito.
Assicura che le altre funzioni operative che costituiscono l’organizzazione del C.O.C. e che operano
sotto il suo coordinamento mantengano aggiornati i dati e le procedure da utilizzare ed attivare in
caso di emergenza.
Il Coordinatore del C.O.C. è in continuo contatto con l’Amministrazione, per valutare di concerto
l’evolversi dell’emergenza e le procedure da attuare.
30
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
FUNZIONE 1
TECNICA E PIANIFICAZIONE
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che
mantiene e coordina i rapporti tra le varie componenti scientifiche e tecniche il cui intervento è
previsto e attivato in caso di emergenza.
FUNZIONE 2
SANITA’ - VETERINARIA
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che
coordina le attività di soccorso a carattere sanitario
FUNZIONE 2
ASSISTENZA SOCIALE
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che
coordina gli eventi e le attività relative ai servizi alla persona, organizza le assistenti sociali ed il
personale operante nel settore.
31
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
FUNZIONE 3
VOLONTARIATO - SEGRETERIA OPERATIVA
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che
provvede a coadiuvare le funzioni sopra descritte a seconda del personale disponibile, ed
eventualmente allestire e gestire centri di accoglienza. Gestisce le attività delle associazioni di
volontariato.
FUNZIONE 4
MATERIALI – MEZZI E RISORSE UMANE
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che attiva e
coordina, in caso di emergenza, il personale ed i mezzi al fine di affrontare in prima battuta le varie
richieste di intervento e di sorveglianza disposte per fronteggiare l’evento.
Mantiene costantemente un quadro aggiornato dei materiali e della attrezzature tecniche a
disposizione.
FUNZIONE 5
SERVIZI ESSENZIALI
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che
provvede a coordinare i rappresentanti dei servizi essenziali (luce, gas, acqua), al fine di
provvedere agli interventi urgenti per il ripristino delle reti.
32
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
FUNZIONE 6
CENSIMENTO DANNI E COSE
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che, al
manifestarsi dell’evento calamitoso, avvalendosi dei Funzionari del comune e delle risorse a
disposizione, deve provvedere ad organizzare e coordinare le attività di censimento danni a
persone, edifici e privati, servizi essenziali, infrastrutture pubbliche, impianti industriali, ecc…,
mediante la raccolta dei moduli regionali di denuncia preventivamente preparati.
FUNZIONE 7
STRUTTURE OPERATIVE E VIABILITA’
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale che coordina
le attività delle strutture locali preposte al controllo della viabilità ed alla scelta degli itinerari
d’evacuazione.
FUNZIONE 8
TELECOMUNICAZIONI
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che
provvede alla predisposizione di una rete non vulnerabile in ufficio indipendente.
33
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
FUNZIONE 9
MASS MEDIA
INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE – ASSISTENZA
ALLA POLAZIONE
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che
provvede ad informare e sensibilizzare la popolazione, far conoscere le attività, realizzare spot,
creare annunci, fare comunicati, organizzare conferenze stampa, tenendo costantemente
aggiornati i cittadini sull'evolversi dell'emergenza.
FUNZIONE 9
ATTIVITA’ SCOLASTICA
E’ il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dall’Amministrazione Comunale, che attiva e
coordina le attività relative ai servizi scolastici con tutto il personale operante nel settore.
Queste funzioni saranno affiancate, durante la gestione dell'emergenza ed a seconda
dell'entità del danno, da una segreteria operativa.
34
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Le funzioni, come sopra descritte, sono affidate ai Dirigenti o Funzionari qui di
seguito
indicati
come
incaricati
delle
corrispondenti
posizioni
nell’ambito
dell’organizzazione amministrativa dell’Ente:
FUNZIONE
DIRIGENTE – FUNZIONARIO
DELL’ENTE
RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE –
COORDINATORE DEL C.O.C.
1 TECNICA E PIANIFICAZIONE
RESPONSABILE DELL’ UFFICIO COMUNALE
DI PROTEZIONE CIVILE O SUO DELEGATO
RESPONSABILE
UFFICIO
TECNICO
COMUNALE O SUO DELEGATO
RESPONSABILE DEI SERVIZI SOCIALI O SUO
DELEGATO
2
SANITA’ASSISTENZA
VETERINARIA
SOCIALE
E
3
SEGRETERIA E VOLONTARIATO
4
MATERIALI- MEZZI E RISORSE UMANE
5
SERVIZI ESSENZIALI
6
CENSIMENTO DANNI A PERSONE E COSE
7
STRUTTURE OPERATIVE E VIABILITA’
8
TELECOMUNICAZIONI
9
ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE E
MASS MEDIA E ATTIVITA’ SCOLASTICA
RESPONSABILE DEL PERSONALE O SUO
DELEGATO
RESPONSABILE UFFICIO TECNICO O SUO
DELEGATO
RESPONSABILE DEI SERVIZI SOCIALI O SUO
DELEGATO
RESPONSABILE DEL SERVIZIO ECONOMICO
E FINAZIARIO O RESPONSABILE DEI SERVIZI
DEMOGRAFICI O LORO DELEGATI
COMANDANTE POLIZIA MUNICIPALE O SUO
DELEGATO
COMANDANTE POLIZIA MUNICIPALE O SUO
DELEGATO
RESPONSABILE DEL SERVIZIO CULTURA O
SUO DELEGATO
L’approvazione del presente piano costituisce esplicita assegnazione alla funzione in caso
di emergenza.
In sede di pianificazione e programmazione delle attività, i singoli incaricati dovranno
indicare sostituti per le situazioni d’emergenza.
ATTIVAZIONE DEL CENTRO OPERATIVO COMUNALE
Il Responsabile della Protezione Civile, posto a conoscenza di un evento calamitoso o
d’emergenza, previsto od in atto, attiverà e presidierà il C.O.C. .
Inoltre, attribuirà a ciascuna funzione i relativi compiti, secondo le procedure operative ipotizzate dal
presente piano.
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Il modello d’intervento o linee guida, in base agli scenari di rischio ed alla caratteristica dell’evento,
prevederà almeno le seguenti procedure operative:
o
l’immediata reperibilità dei Responsabili delle varie Funzioni previste per l’attivazione del
C.O.C. nella specifica situazione;
o
l’attivazione dei monitoraggi di evento con l’eventuale istituzione di uno stato di presidio H
24 ;
o
il controllo del territorio, la delimitazione delle aree a rischio, gli eventuali sgomberi
cautelativi, la predisposizione delle transenne stradali e quant’altro necessiti per assicurare
la pubblica e privata incolumità e l’organizzazione dei soccorsi;
o
l’impiego organizzato della Polizia Municipale, assistita dal Volontariato;
o
l’allertamento e l’informazione alla popolazione;
o
l’eventuale organizzazione e presidio delle aree - strutture d’attesa;
o
l’allestimento delle aree - strutture di ricovero per la popolazione.
Sarà quindi compito del Coordinatore del C.O.C. o suo delegato coordinare i vari Dirigenti o
Funzionari, responsabili delle funzioni interessate dal tipo di evento, in merito a tutte le necessità
operative che di volta in volta si presentano.
Inoltre, sempre con riferimento alle necessità del caso, predisporrà gli uomini e le squadre
operative necessarie ad intervenite in ogni singola emergenza.
INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE E FORMAZIONE
DEL PERSONALE
INFORMAZIONE PREVENTIVA
Sulla base della legislazione vigente, annualmente e secondo i programmi specificati in sede di
P.E.G. assegnato al Responsabile della Protezione Civile, l’Amministrazione predisporrà protocolli
di formazione e informazione della popolazione residente, sia sulle principali norme di
comportamento da tenere in emergenze di vario tipo, sia sulle cautele da osservare in genere in
occasione di allertamento della cittadinanza, in previsione di situazioni d’emergenza.
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PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
La formazione e l’informazione della popolazione saranno sviluppata con invio di opuscoli
informativi ad ogni nucleo familiare residente nel Comune, oppure con apposite riunioni nelle varie
Circoscrizioni.
In modo analogo, secondo i programmi specificati in sede di P.E.G. assegnato al Responsabile
della Protezione Civile, l’Amministrazione predisporrà incontri formativi nelle scuole di ogni ordine e
grado, attraverso percorsi d’addestramento di formatori e periodiche verifiche di protezione civile,
come specificamente indicato in seguito.
INFORMAZIONE IN EMERGENZA
In occasione di situazioni d’emergenza, attraverso la stampa, le emittenti radiofoniche e televisive,
nonché con volantinaggio e divulgazione fonica sarà costantemente aggiornata la popolazione
sull'evolversi dello stato di crisi.
PROGRAMMA SCUOLE
Il Responsabile della Protezione Civile o un suo collaboratore predisporrà un programma didattico,
da illustrare nelle scuole di diversa tipologia del territorio comunale, così suddiviso:
per le scuole materne si faranno incontri mirati al personale docente e ausiliario sulle
norme comportamentali da tenere nelle varie emergenze, con prove di evacuazione a
seguito di diversi rischi. Sarà poi compito dei docenti illustrare ai bambini con proporzionale
metodologia didattica, riferita all'età.
37
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
per le scuole elementari si faranno incontri con il personale docente e ausiliario ed
eventualmente con i bambini delle classi 4^ e 5^ sulle norme comportamentali da tenere
nelle varie emergenze. Saranno assegnati compiti e responsabilità anche agli alunni ( apri
fila e chiudi fila), eseguendo, ad esempio, prove di evacuazione di diversa tipologia. Il
personale docente, anche in questo caso, sarà il diretto interlocutore degli alunni.
per le scuole medie inferiori e superiori si faranno incontri con personale docente,
ausiliario e alunni sulle norme comportamentali da tenere in caso di emergenze varie
eseguendo le relative prove di evacuazione. Sarà poi possibile, proporzionalmente all'età
degli studenti, sviluppare studi e ricerche, in collaborazione con il servizio comunale di
Protezione Civile, sulle tematiche di questa materia.
FORMAZIONE DEL PERSONALE
A cura del Responsabile della Protezione Civile, anche attraverso l’ausilio di collaborazioni
esterne, si predisporrà la formazione dei funzionari di supporto con responsabilizzazione dei
medesimi e costruzione collettiva delle metodologie operative da parte di ogni singolo soggetto.
Questa formazione si svilupperà secondo questo orientamento:
a) verifica del grado di attitudine (test);
b) verifica del grado di professionalità (prova);
c) nozioni inerenti ad ogni singolo evento e costruzione personale e collettiva del programma
di funzione;
d) gestione di un’emergenza (prova);
e) nozioni di psicologia delle catastrofi;
f)
nozioni generali sul Servizio Nazionale di Protezione Civile.
38
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Sempre a cura del Responsabile della Protezione Civile, anche attraverso l’ausilio di
collaborazioni esterne, sarà sviluppato un programma di formazione degli operatori (Vigili
Urbani, Tecnici, Operai, Volontari) preposti ad essere coinvolti in caso di emergenza.
La loro formazione avverrà secondo il seguente programma:
a) verifica del grado di attitudine (test);
b) verifica del grado di professionalità (prova);
c) nozioni inerenti ogni singolo evento, con specifiche sui comportamenti da tenere in varie
situazioni di crisi (quali ad esempio il monitoraggio dei corsi d'acqua, lo sgombero di edifici,
ecc.);
d) simulazioni di situazioni d’emergenza, per verificare i tempi e le modalità operative;
e) nozioni di psicologia delle catastrofi;
f)
nozioni generali sul Servizio Nazionale di Protezione Civile.
ATTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE E COORDINATORE DEL
CENTRO OPERATIVO COMUNALE
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Predispone e redige il Piano Comunale di Protezione Civile, collabora con gli uffici tecnici
preposti alla raccolta dei dati necessari per la stesura del medesimo, organizza corsi di
formazione in collaborazione con i funzionari delegati per migliorare l’efficienza specifica di
ogni singolo operatore.
o
Aggiorna il Piano a seconda dei cambiamenti territoriali, demografici e fisici del territorio,
avvalendosi della collaborazione del Dirigente o Funzionario della Tecnica e Pianificazione.
o
E’ detentore del materiale relativo al Piano di Protezione Civile.
In emergenza
o
E’ il punto di riferimento della struttura comunale, mantiene i contatti con l’Ufficio di
Protezione Civile della Provincia di Taranto, con la Regione Puglia, con il Centro Operativo
39
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Misto (C.O.M.), qual’ora quest’ultimo venisse costituito
e con il Centro Coordinamento
Soccorsi (C.C.S.).
o
Assicura che le altre funzioni operative che costituiscono l’organizzazione del C.O.C., e che
operano sotto il suo coordinamento mantengano aggiornati i dati e le procedure da utilizzare
e da attivare.
o
Il Coordinatore del C.O.C. è in continuo contatto con il Sindaco e con il Responsabile della
funzione tecnica e pianificazione per valutare di concerto l’evolversi dell’emergenza e le
procedure da attuare.
o
Garantirà il funzionamento degli uffici fondamentali come anagrafe, U.R.P., ufficio tecnico,
ecc., e, dopo ordine di apertura dei medesimi da parte del Sindaco, li affiderà in gestione e
controllo in prima istanza alle funzioni di supporto preposte (es. URP mass media
informazione, Ufficio tecnico tecnica e pianificazione), collegandoli con la Regione,
Provincia, Prefettura, ecc.
o
Mantiene i rapporti con gli uffici interni amministrativi/contabili per garantire la regolare e
continua attività burocratica collegata all'evolversi dell'evento.
1.
TECNICA E PIANIFICAZIONE
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Raccoglie i dati delle varie funzioni, aggiorna il Piano a seconda dei cambiamenti territoriali,
demografici e fisici del territorio assieme al Coordinatore.
o
E’ detentore del materiale relativo al Piano di Protezione Civile.
o
Tiene i contatti con gli Enti territoriali o di servizio, Regione, Provincia, Bonifica, Autorità di
Bacino, ENEL,ecc-, per la predisposizione e aggiornamento del Piano.
o
Raccoglie materiale di studio al fine della redazione dei piani di intervento.
o
Mantiene altresì i rapporti con i servizi tecnici nazionali (difesa del suolo, servizio sismico
nazionale, ecc.).
o
Determina le priorità di intervento secondo l’evento, studia le situazioni di ripristino e
pianifica le fasi degli interventi.
o
Suddivide il territorio in settori di controllo accordandosi con tecnici locali esterni e
attribuendo loro una specifica zona di sopralluoghi. Organizza squadre di tecnici per la
salvaguardia dei beni culturali e predispone zone per il loro ricovero. Studia
preventivamente le opere di ripristino delle zone critiche per tipologia di emergenza (es.
argini, ponti, edifici vulnerabili, ecc.) onde evitare che quest’ultima abbia un notevole impatto
nel suo manifestarsi.
40
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In emergenza
o
Consiglia il Sindaco e il Coordinatore relativamente alle priorità.
o
Fa eseguire sopralluoghi da tecnici locali ed esterni, per ripristinare la situazione di
normalità (quali l’agibilità od inagibilità degli edifici).
o
Gestirà anche la ripresa, nel più breve tempo possibile, delle attività produttive locali.
o
Gestirà il censimento danni dei beni culturali provvedendo, ove possibile, al loro ricovero in
zone sicure preventivamente individuate.
o
Registra tutte le movimentazioni in successivo sviluppo, prima manualmente e poi con
procedure informatiche e potrà avvalersi perciò di una segreteria operativa che gestirà il
succedersi degli eventi come sopra descritto. Mantiene i contatti operativi con il Servizio
Tecnico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
2.
SANITA’ – VETERINARIA
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Collabora, fornendo informazioni relative alle risorse disponibili come uomini, mezzi, e
strutture ricettive locali da utilizzarsi in caso di emergenza.
o
Programma l’eventuale allestimento di un posto medico avanzato o ospedale da campo.
o
Organizza opportune squadre sanitarie con le quali poter far fronte alle situazioni di
emergenza. Compila schede specifiche in materia e mantiene contatti con altre strutture
sovracomunali sanitarie.
o
Oltre alle competenze sopra riportate mantiene l’elenco degli allevamenti presenti sul
territorio, individuandoli cartograficamente. Individua altresì stalle di ricovero o di sosta da
utilizzare in caso di emergenza.
In emergenza
o
Questa funzione esplicherà attività, in sintonia con le altre, per il soccorso alla popolazione e
agli animali, cercando di riportare al più presto le condizioni di normalità.
41
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
2.
ASSISTENZA SOCIALE
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Aggiorna l’elenco dei nominativi di persone anziane sole, in situazioni di disagio e portatori
di handicap, predisponendo anche un programma di intervento in base alla vulnerabilità dei
soggetti sopra citati.
o
Per fronteggiare le esigenze della popolazione sottoposta a stati di emergenza, la funzione
assistenza ha anche il compito di fornire sostegno psicologico alle persone in carico.
o
Avrà a disposizione anche un elenco delle abitazioni di proprietà dell’Amministrazione
Comunale e di altri Enti locali da destinare in caso di emergenza alle fasce più sensibili della
popolazione con ordine di priorità.
In emergenza
o
Porterà assistenza alle persone più bisognose.
o
Gestirà l’accesso alle abitazioni sopra citate, con criteri di priorità.
o
Coadiuverà il volontariato nella gestione dei campi di attesa e di ricovero della popolazione.
o
Sarà garante del funzionamento degli uffici comunali di sua pertinenza nel più breve tempo
possibile.
3.
VOLONTARIATO
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Partecipa alla stesura del Piano di Protezione Civile e suoi aggiornamenti.
o
opera costantemente sul territorio, approfondendo la conoscenza dell’ambiente e di
conseguenza le zone di rischio o criticità.
o
Con corsi di formazione interna alla struttura di protezione civile forma gli Operatori nei vari
settori d’intervento.
o
Organizza esercitazioni mirate ad affrontare le emergenze previste nel piano.
o
Studia la funzionalità delle aree di attesa, di ricovero della popolazione e di ammassamento
soccorsi al fine di garantirne l’efficienza nei momenti di bisogno.
42
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In emergenza:
o
Coadiuva tutte le funzioni sopradescritte a seconda del personale disponibile e della
tipologia d’intervento.
o
Fornisce ausilio alle Istituzioni nella gestione delle aree di attesa e di ricovero della
popolazione, nonché per quelle di ammassamento soccorsi.
3.
SEGRETERIA OPERATIVA
o
E’ composta da Operatori addetti ai telefoni ed agli apparati informatici turnabili per tutto il
periodo dell’emergenza.
o
Al verificarsi dell’evento, questa segreteria filtra le telefonate ed annota prima manualmente,
poi inserendo i dati raccolti in sistemi informatizzati, tutte le operazioni e i movimenti della
gestione.
4.
MATERIALI , MEZZI E RISORSE UMANE
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Compila le schede relative a mezzi, attrezzature e risorse umane utili all’emergenza, in
disponibilità dell’Amministrazione Comunale, del Volontariato e delle Aziende che
detengono mezzi particolarmente idonei alla gestione della crisi (movimento terra,
escavatori, espurgo, gru, camion trasporto animali, autobus, ecc).
o
Stipula convenzioni con ditte ed imprese al fine di poter garantire la disponibilità del
materiale richiesto.
In emergenza:
o
5.
Coordina la movimentazione di persone, mezzi e materiali, secondo le necessità.
SERVIZI ESSENZIALI
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Tiene contatti con gli Enti preposti ( ENEL,TELECOM, AQP, ecc..) al fine di monitorare
costantemente il territorio ed aggiornare gli eventuali scenari di rischio.
43
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In emergenza:
o
Mantiene i rapporti con i rappresentanti dei servizi essenziali, quali fornitura di gas, acqua,
luce, telefoni, ecc…, al fine di programmare gli interventi urgenti per il ripristino delle reti, allo
scopo di assicurare la riattivazione delle forniture .
6.
CENSIMENTO DANNI A PERSONE E COSE
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Predispone la formazione del personale sulle modalità della comunicazione, in modo da
poter dialogare in emergenza, nonché sulla compilazione dei moduli di indennizzo.
o
Definirà l’organizzazione preventiva per la gestione delle richieste d’indennizzo e
predisporrà una metodologia operativa da tenere in caso di emergenza.
In emergenza:
o
Gestisce le pratiche burocratiche relative alla denuncia di persone, cose, animali, ecc…
danneggiate a seguito all’evento.
o
Raccoglie le perizie di danni agli edifici e ai beni storici e culturali.
o
Per emergenza di carattere non rilevante potrà affiancare con apposite squadre i tecnici
delle perizie, della funzione tecnica e pianificazione, per poter monitorare con più solerzia il
territorio.
7.
STRUTTURE OPERATIVE E VIABILITA’
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Programma l’eventuale dislocazione di uomini e mezzi a seconda delle varie tipologie di
emergenza, formando ed esercitando il personale in previsione dell’evento, assegnando
compiti chiari e semplici.
o
Analizza il territorio e la rete viaria, predisponendo eventuali via di accesso e fuga
alternative dal territorio interessato alla crisi.
44
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In emergenza:
o
Il responsabile della funzione dovrà coordinare le varie componenti locali istituzionalmente
preposte alla viabilità.
o
In particolare dovrà regolamentare localmente i trasporti e la circolazione, vietando il traffico
nelle aree a rischio ed indirizzando e regolando gli afflussi dei soccorsi.
o
Per fronteggiare l’emergenza sarà in continuo contatto con il Coordinatore e la funzione
tecnica e pianificazione.
o
Sarà anche il gestore delle attività di sgombero delle abitazioni o edifici a rischio nelle varie
emergenze.
8.
TELECOMUNICAZIONI
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Studia possibili canali di telecomunicazione alternativi a quelli ordinari attraverso
esercitazioni mirate.
o
Predispone piani di ripristino delle reti di telecomunicazione, ipotizzando anche
l’utilizzazione delle organizzazioni di volontariato e radioamatori.
o
Predispone, ove possibile, anche una rete di telecomunicazioni alternativa, al fine di
garantire l’affluenza ed il transito delle comunicazioni di emergenza dalla/alla Sala Operativa
Comunale.
In emergenza
o
Il responsabile di questa funzione, di concerto con il responsabile territoriale della Telecom
e dell’Azienda Poste e con il rappresentante dei Radioamatori e del Volontariato, organizza
e rende operativa, nel più breve tempo possibile, una eventuale rete di telecomunicazioni
non vulnerabile.
9.
ATTIVITA’ SCOLASTICA
Nelle situazioni di “non emergenza”
o Con il Coordinatore predispone calendari per la formazione del personale scolastico sulle
varie fonti di rischio e norme comportamentali conseguenti.
o
Fa eseguire prove simulate di evacuazione.
45
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In emergenza:
o
Sarà garante che il personale scolastico provveda al controllo dell’avvenuta evacuazione
degli edifici.
o
Qualora questi edifici servissero come aree di attesa per il ricovero della popolazione, il
personale a sua disposizione coadiuverà il volontariato nell’allestimento all’uso previsto.
o
Il referente comunicherà alle famiglie degli studenti l’evolversi della situazione e le decisioni
adottate dall’Amministrazione in merito all’emergenza.
9.
MASS MEDIA ED INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
Nelle situazioni di “non emergenza”
o
Forma il personale sulle modalità della comunicazione in modo da poter dialogare in
emergenza con persone certamente preoccupate (psicologia delle catastrofi).
o
Di concerto con il Responsabile della Protezione Civile organizza conferenze, corsi e attività
didattiche per l’informazione alla popolazione residente nelle zone di rischio.
In emergenza:
o
Dovrà garantire alla popolazione l’informazione sull’evolversi della situazione mediante
mass-media locali.
o
In collaborazione con le funzioni attività sociali e volontariato comunicherà l’eventuale
destinazione temporanea di alloggio, in caso di inagibilità delle abitazioni, alla popolazione
sfollata.
o
Sarà il referente dei mass-media locali e nazionali, ai quali descriverà l’evolversi della
situazione.
46
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO IV
IL RISCHIO SISMICO
MODELLO D’INTERVENTO
ALLEGATO “A1”
RISCHIO SISMICO
NON PREVEDIBILE
La nostra città non è stata interessata da fenomeni sismici di alta intensità. In diverse circostanze
sono stati avvertiti gli effetti di terremoti che avevano l’epicentro altrove. Gli ultimi fenomeni sismici
avvertiti nella città di Palagiano sono stati di lieve intensità e non hanno recato alcun danno a
persone e immobili. Il comune di Palagiano appartiene alla 3^ categoria della aggiornata
classificazione sismica nazionale (OPCM del 20.03.2003, n° 3274 e allegato 1 all’ordinanza 3274).
AL MOMENTO IL COMUNE DI PALAGIANO E’
CLASSIFICATO A RISCHIO SISMICO 3
47
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MODELLO D’INTERVENTO
GESTIONE DELL’EMERGENZA
Al manifestarsi dell’evento, qualora l’intensità della scossa fosse
del quinto grado della scala Mercalli (spostamento o rovesciamento di piccoli
oggetti instabili, movimento di imposte e quadri, sveglia di persone dormienti,
crepe nei rivestimenti, ecc.) ed il conseguente effetto sul territorio
determinasse danni anche se di lieve entità, tutti i Responsabili delle funzioni
di supporto che compongono il C.O.C. , vista la possibile interruzione dei
collegamenti telefonici, si recheranno, automaticamente, presso il Comando di
Polizia Municipale o nella sede del Centro Operativo Comunale individuata.
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
o
E’ il responsabile del C.O.C. Avvisa il Prefetto, la SOUP Regione Puglia ,il Presidente della
Provincia ed il Presidente della Regione.
o
Dirige tutte le operazioni, in modo da assicurare l’assistenza e l’informazione alla
popolazione, la ripresa dei servizi essenziali, delle attività produttive, della viabilità, dei
trasporti e telecomunicazioni.
o
Sulla base delle direttive del Sindaco, garantisce la riapertura degli uffici comunali e dei
servizi fondamentali. Qualora l’emergenza fosse di notevole entità, predispone l’apertura
Centro Operativo Comunale C.O.C. e lo gestisce, coordina le funzioni di supporto e
predispone tutte le azioni a tutela della popolazione.
o
Valuta di concerto con la Funzione Tecnica e Pianificazione l’evolversi dell’evento e le
priorità d’intervento.
o
Mantiene i contatti con i COC limitrofi delle altre città, con il COM e il CCS per monitorare
l’evento e l’eventuale richiesta o cessione d’aiuti.
o
Gestisce, altresì, i contatti con i dirigenti comunali per garantire i servizi e la funzionalità
degli uffici comunali (Anagrafe, URP, Uffici tecnici, ecc…).
48
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
TECNICA E PIANIFICAZIONE
o
Sulla base delle prime notizie e dai contatti mantenuti con le varie realtà scientifiche,
analizza lo scenario dell’evento, determina i criteri di priorità d’intervento nelle zone e sugli
edifici più vulnerabili.
o
Convoca il personale tecnico e fa eseguire sopralluoghi sugli edifici per settori
predeterminati, in modo da dichiarare l’agibilità o meno dei medesimi.
o
Lo stesso criterio sarà utilizzato per gli edifici pubblici, iniziando dai più vulnerabili e dai più
pericolosi.
o
Invia personale tecnico, di concerto con la funzione volontariato, nelle aree d’attesa non
danneggiate per il primo allestimento delle medesime.
o
Determina la richiesta d’aiuti tecnici e soccorso (es. roulotte, tende, container), con l’ausilio
della segreteria, annota tutte le movimentazioni legate all’evento.
o
Con continuo confronto con gli altri enti specialistici, quali il Servizio Sismico Nazionale, la
Difesa del Suolo, la Provincia, la Regione, determina una situazione d’ipotetica previsione
sul possibile nuovo manifestarsi dell’evento sismico.
o
Mantiene contatti operativi con il Personale Tecnico del Corpo Nazionale dei Vigili del
Fuoco.
SANITA’ - VETERINARIA
o
Allerta immediatamente le strutture sanitarie locali, il 118,
per portare soccorso alla
popolazione. Crea eventuali cordoni sanitari con Posti Medici Avanzati (PMA).
o
Mantiene contatti con le altre strutture sanitarie in zona o esterne per eventuali ricoveri o
spostamenti di degenti attraverso le associazioni di volontariato sanitario (Croce Rossa
Italiana, Pubbliche Assistenze, Misericordie, ecc…).
o
Si assicura della situazione sanitaria ambientale, quali epidemie, inquinamenti, ecc…
coordinandosi con i tecnici dell’ARPA o d’altri Enti preposti. Il servizio veterinario farà un
censimento degli allevamenti colpiti, disporrà il trasferimento d’animali in stalle d’asilo,
determinerà aree di raccolta per animali abbattuti ed eseguirà tutte le altre operazioni
residuali collegate all’evento.
MATERIALI E MEZZI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto gestirà tutto il materiale, gli uomini e i mezzi
precedentemente censiti con schede, secondo le richieste di soccorso, secondo la scala
prioritaria determinata dalla funzione Tecnica e Pianificazione.
49
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto contatta gli enti preposti, quali ENEL,Bonifica, Gestori
carburante, ecc…, per garantire al più presto il ripristino delle reti di pertinenza e nel più
breve tempo possibile la ripresa dei servizi essenziali alla popolazione.
o
Attinge, eventualmente, per opere di supporto squadre d’operatori dalle funzioni volontariato
e materiali e mezzi.
CENSIMENTO DANNI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto gestisce l’ufficio per la distribuzione e raccolta dei moduli
di richiesta danni.
o
In tale situazione raccoglie le perizie giurate d’agibilità o meno degli edifici pubblici, dei
privati, delle infrastrutture, delle attività produttive, dei locali di culto e dei beni culturali, da
allegare al modulo di richiesta risarcimento dei danni.
o
Raccoglie verbali di pronto soccorso e veterinari per danni subiti da persone e animali sul
suolo pubblico da allegare ai moduli per i risarcimenti assicurativi.
o
Raccoglie, infine, le denunce di danni subite da cose (automobili, materiali vari, ecc..) sul
suolo pubblico per aprire le eventuali pratiche di rimborso assicurative.
o
Qualora l’emergenza fosse di notevoli dimensioni verifica la necessità dell’apertura d’uffici
decentrati o circoscrizionali.
MASS MEDIA E INFORMAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto cura l’informazione alla popolazione attraverso gli
strumenti più idonei, avvalendosi, qualora ve ne fosse bisogno, anche di squadre della
Polizia Municipale e di volontariato.
o
Collabora con i Servizi Sociali per indirizzare i primi senza tetto verso le aree di attesa
predisposte e successivamente verso quelle di ricovero della popolazione.
o
Una volta ripristinate tutte le reti di informazione, sia locali sia nazionali, emette comunicati
stampa aggiornati sull’evolversi della situazione e sulle operazioni in corso.
50
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto garantisce, con la collaborazione dei radioamatori, del
volontariato ed eventualmente del rappresentante delle Azienda Poste Italiane, Telecom
Vodafone, Wind,Tre, ecc, il funzionamento delle comunicazioni fra i COC e le atre strutture
preposte (Prefettura, Provincia, Regione, Comuni limitrofi, ecc...).
o
Gli operatori adibiti alle radio comunicazioni opereranno in area appartata del COC, per
evitare che le apparecchiature arrechino disturbo alle funzioni preposte.
STRUTTURE OPERATIVE E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene contatti con le strutture operative locali (Polizia,
Carabinieri, Guardia di Finanza, Volontariato, ecc…), assicurando il coordinamento delle
medesime per la vigilanza ed il controllo del territorio quali, ad esempio, le operazioni
antisciacallaggio e sgombero coatto delle abitazioni.
o
Predispone il servizio per la chiusura della viabilità nelle zone colpite dall’evento.
o
Predispone azioni atte a non congestionare il traffico in prossimità delle aree di emergenza
e comunque su tutto il territorio comunale.
o
Assicura la scorta ai mezzi di soccorso e a strutture preposte esterne per l’aiuto alle
popolazioni delle zone colpite.
o
Fornisce personale di vigilanza presso le aree di attesa e di ricovero della popolazione, per
tutelare le normali operazioni di affluenza verso le medesime.
SERVIZI SOCIALI E ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto coinvolge tutto il personale disponibile per portare
assistenza alla popolazione.
o
Agirà di concerto con la funzione sanitaria e di volontariato, gestendo il patrimonio abitativo
comunale, gli alberghi, gli ostelli, le aree di attesa e di ricovero della popolazione.
o
Opererà di concerto con le funzioni preposte all’emanazione degli atti amministrativi
necessari per la messa a disposizione dei beni in questione, privilegiando innanzi tutto le
fasce più deboli della popolazione assistita.
o
Qualora l’evento fosse di dimensioni rileva nti, predisporrà l’apertura di appositi uffici presso
le circoscrizioni, per indirizzare le persone assistite verso le nuove dimore.
51
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
SERVIZI SCOLASTICI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto dispone, in accordo con le autorità scolastiche,
l’eventuale interruzione e la successiva ripresa dell’attività didattica.
o
Provvede altresì a divulgare tutte le informazioni necessarie agli studenti e alle loro famiglie
durante il periodo di crisi.
o
Mette a disposizione, qualora pervenisse richiesta, gli edifici individuati come aree di attesa.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto coadiuva tutte le funzioni per i servizi richiesti.
o
Cura l’allestimento delle aree di attesa e successivamente, secondo la gravità dell’evento, le
aree di ricovero della popolazione e quelle di ammassamento soccorsi, che gestisce per
tutta la durata dell’emergenza.
o
Mette a disposizione squadre specializzate di volontari (es. geologi, ingegneri, periti,
geometri, architetti, idraulici, elettricisti, meccanici, muratori, cuochi, ecc…) per interventi
mirati.
SEGRETERIA OPERATIVA
o
Il personale di segreteria operativa svolge tutte le pratiche del caso, annotando prima
manualmente (diario operativo) e successivamente registrando con sistemi informatici il
susseguirsi degli interventi dall’apertura alla chiusura del COC.
o
Raccoglie quindi tutte le richieste di aiuto, sopralluogo, soccorso, ecc… dalle varie funzioni
e relativo movimento di uomini e mezzi.
o
Fa da filtro telefonico indirizzando le varie chiamate alle funzioni preposte con ordine
stabilito di priorità.
52
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO V
IL RISCHIO IDROGOLOGICO
MODELLO D’INTERVENTO
ALLEGATO “A2”
EMERGENZA IDROGEOLOGICA
NON PREVEDIBILE
Il territorio del Comune di Palagiano è pianeggiante ed è segnato a est dalla Lama di Lenne che in
prossimità della costa diventa il fiume Lenne.
Esso costituisce l’emissario del bacino che raccoglie le acque provenienti dalla gravina di
Palagianello e, in parte, di Mottola nonché di alcuni canali di bonifica.
Analogamente il fiume Lato, che segna il confine ovest del Comune di Palagiano con i comuni di
Palagianello e Castellaneta, raccoglie le acque rivenienti dal sistema di gravine e lame di
Castellaneta e Laterza.
I suddetti fiumi costituiscono comunque minor fonte di rischio per le popolazioni, in quanto corrono
in zone prevalentemente di campagna.
Il Comune di Palagiano a seguito dell’evento alluvionale che ha colpito l’intero territorio nel
settembre 2003, ha ottenuto un primo finanziamento per la sistemazione idrologica dei versanti e
recapito dei relativi impluvi al piede della collina di Mottola in agro di Palagiano, ed ha già avviato
un piano dei lavori di messa in sicurezza idraulica del territorio comunale.
Nell’ambito di tale Piano, la società di progettazione all’uopo incaricata, ha proceduto alla redazione
della progettazione esecutiva:
•
del I stralcio funzionale (attualmente in corso di realizzazione), che contempla la
sistemazione del Canale dei Lupini e la realizzazione di uno scolmatore in direzione NordSud lungo la tangenziale di Palagiano, in grado di smaltire le portate provenienti dalla
Gravina di Petruscio e dagli impluvi vicini (vedasi tav. 3 allegata al piano);
53
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
•
del II stralcio funzionale che apporta una risagomatura del canale lungo la S.S. n. 7 (vedasi
Tav. 3 allegata al piano);
•
del III stralcio funzionale: Sistemazione idrologica dei versanti e recapito dei relativi impluvi
al piede della collina di Mottola – Gravine di “Peruscio” e “Capo Gavito” – “Lama d’Uva”.
Stralcio “Dorsali principali di adduzione idrica ad ovest e dal centro abitato di Palagiano
(vedasi Tav. 3 allegata al piano);
Lungo i suddetti corsi d’acqua e lame, sono presenti diversi restringimenti della sezione, determinati
dalle costruzioni di ponti e viadotti, dalla presenza di piante e cespugli all'interno dell'alveo e dagli
oggetti e rifiuti abbandonati.
Questi ultimi possono comunque determinare degli ostacoli al regolare deflusso delle acque in caso
di piena, con eventuali allagamenti di zone del territorio che si presentano con alta densità di
popolazione.
INDICATORI D’EVENTO
Nell’ambito delle possibili emergenze ipotizzabili assume particolare rilievo il rischio idrogeologico,
con riferimento alla prevedibilità dell’evento ed alle conseguenze che possono verificarsi in danno
della collettività.
In particolare, per quanto attiene a tale tipologia d’emergenza, sono prese in considerazione le
attività di competenza delle struttura comunale, finalizzate alla prevenzione ed alla riduzione del
danno alla popolazione ed ai beni immobili.
Pertanto, le situazioni di pericolo sono ripartite in tre fasi, d’attenzione, preallarme ed allarme, con
diverso e rispettivo livello di allerta.
54
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Tale ripartizione è conseguente alla variabilità del rischio reale, collegato sia alla situazione
climatica, sia allo stato dei corsi d’acqua, evidenziati da specifici indicatori d’evento.
Di conseguenza il passaggio dalla fase d’attenzione ai successivi è determinato dai seguenti
indicatori:
o
avviso di condizioni meteorologiche avverse, diramato dalla Prefettura di Taranto;
o
dal monitoraggio diretto dei canali e dai corsi d’acqua da parte di Tecnici Comunali o
Volontariato, nei seguenti punti di rilevamento:
A
B
C
D
E
F
G
H
I
L
Ponte Canale Marziotta;
Ponte “Carletto”;
Ponte SS. 106 dir:
Ponte “Lama di Vite”;
Ponte “Simeome”;
Ponte “Lama di Lenne”;
Ponte Trovara;
Sottopasso ferroviario Chiatona;
Ponte Lamoscella- Strada Com. Calzo
Ponte Lamoscella Strada Prov. N° 31:
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
Fontana del Fico;
Ponte Lama di Lenne Strada Com. Calzo
Ponte Gravina del Petruscio;
Ponte SS. 100;
Sottopasso autostrada;
Ponte SS.7 Viale Stazione;
Sbocco canale su Via Matera;
Sbocco canale 3° stralcio;
Canale Marziota – Pino di Lenne;
Ponte di Chiatone
In particolare, secondo i suddetti indicatori d’evento, l’attivazione delle varie fasi d’allerta
avviene come segue.
o 1° LIVELLO: Il livello d’attenzione è attivato con la
comunicazione della Prefettura di Taranto e/o dal Servizio
Regionale di Protezione Civile, che informa del possibile
verificarsi sul territorio comunale di eventi piovosi in misura
superiore a 50 mm. nelle 24 ore.
o 2° LIVELLO: Il livello di preallarme è attivato dalla
comunicazione prefettizia e/o dal Servizio Regionale di
Protezione Civile, di aggravamento o comunque al peggiorare
della situazione presso uno o più dei punti critici rilevati o
monitorati a vista.
o 3° LIVELLO: Il livello di allarme; 4° LIVELLO: Il l ivello di
emergenza: sono attivati dall’ulteriore aggravamento in uno dei
punti monitorati a vista.
Il rilevamento dei livelli viene trasmesso al centro di controllo presso l’ufficio comunale di
Protezione Civile.
55
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MODELLO D’INTERVENTO
EMERGENZA IDROGEOLOGICA
ARRIVO PRIMO FAX DALLA PREFETTURA
E/O DAL S.R.P.C.
1° LIVELLO DI ATTENZIONE
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE, UNA VOLTA ACQUISITA
LA FORMALE CONOSCENZA DI UNA EMERGENZA IDROGEOLOGICA,
ATTIVA, ANCHE TRAMITE IL VOLONTARIATO, IL MONITORAGGIO A
VISTA DEI CORSI D’ACQUA NEI PUNTI CRITICI.
MODELLO D’INTERVENTO
EMERGENZA IDROGEOLOGICA
ARRIVO SECONDO FAX DALLA PREFETTURA
AGGRAVAMENTO E PEGGIORAMENTO DELLA SITUAZIONE PRESSO
UNO DEI PUNTI CRITICI RILEVATI O MONITORATI A VISTA
2° LIVELLO DI PREALLARME
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE ATTIVA LA SALA
OPERATIVA E COMUNICA AL PREFETTO, AL PRESIDENTE DELLA
PROVINCIA E DELLA REGIONE LO STATO DI ALLERTA E DI ATTIVAZIONE
DEL C.O.C.
56
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
TECNICA E PIANIFICAZIONE
MATERIALI E MEZZI
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
VOLONTARIATO
SERVIZI ESSENZIALI
CENSIMENTO DANNI
TELECOMUNICAZIONI
SANITARIA/VETERINARIA
SEGRETERIA
SCHEMA OPERATIVO DELLE FUNZIONI INTERESSATE
ALL’EVENTO
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
o
Dirige il COC e tiene i contatti con le Autorità.
o
Coordina le funzioni di supporto e tiene contatti con eventuali COC limitrofi o con il COM
eventualmente costituito.
TECNICA E PIANIFICAZIONE
o
Inizia il monitoraggio di fiumi, corsi d’acqua e canali principali e secondari da parte di
personale comunale e volontario.
o
Si stimano le zone, le aree produttive, la popolazione e le infrastrutture pubbliche e private
interessate all’evento.
o
Si predispongono gli sgomberi di persone e cose avvisando il volontariato per l’eventuale
preparazione delle aree di attesa.
MATERIALI E MEZZI
o
Allerta uomini e mezzi preposti alle eventuali operazioni di soccorso (es. camion, pale,
escavatori, sacchetti di sabbia, ecc).
57
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CENSIMENTO DANNI
o
Predispone squadre per il censimento dei danni e prepara i moduli di denuncia.
STRUTTURE OPERATIVE E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto predispone un piano viario alternativo al normale transito
stradale, evitando in tal modo situazioni di blocco del traffico in zone potenzialmente
allagabili.
o
Mantiene i contatti operativi con le forze istituzionali sul territorio (Vigili del Fuoco,
Carabinieri, Polizia, ecc.).
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto informa i cittadini interessati, residenti nelle zone a
rischio, e le attività produttive, sulla natura e l’entità dell’evento nonché sui danni che
potrebbero subire.
o
Avvisa le emittenti locali per eventuali comunicati alla cittadinanza.
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto convoca i responsabili delle aziende erogatrici dei servizi
( Telecom, Enel, rete gas, AQP, ecc.) , e predispone una linea di intervento per garantire la
sicurezza delle reti di distribuzione pertinenti.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto predispone la rete non vulnerabile con i rappresentanti
della TELECOM, Radio Amatori e Volontariato per garantire le informazioni alle squadre
operative.
58
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto fa da supporto alle richieste istituzionali con varie
squadre operative e specializzate di volontari ed eventualmente predispone le prime aree di
attesa per la popolazione evacuata.
SANITARIA/VETERINARIA
o
Il Dirigente o Funzionario preposto prepara squadre per eventuali emergenze di carattere
sanitario-veterinario sul territorio.
SEGRETERIA
o Qualora la natura dell’evento e il suo decorso fossero di dimensioni rilevanti, affianca la
funzione tecnica e pianificazione annotando prima manualmente e successivamente con
strumenti informatici l’evolversi della situazione.
PRIMA DI ALLERTARE LE FUNZIONI ASSISTENZA SOCIALE E
SERVIZI SCOLASTICI IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE
CIVILE VALUTERA’ L’ENTITA’ DELL’EVENTO, CIÒ AL FINE DI
PREDISPORRE L’EVENTUALE SGOMBERO DELLE SCUOLE,
DELLE PERSONE ASSISTITE O COMUNQUE PIU’ DISAGIATE
DALLE STRUTTURE RESIDENZIALI, ANCHE SOLO A SCOPO
CAUTELARE ED IN MODO PREVENTIVO.
59
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MODELLO D’INTERVENTO
EMERGENZA IDROGEOLOGICA
EVENTO IN CORSO CON SUPERAMENTO DELLA SOGLIA ED
AGGRAVAMENTO PRESSO I PUNTI CRITICI RILEVATI O
MONITORATI A VISTA
3° LIVELLO DI ALLARME
4° LIVELLO DI EMERGENZA
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
o
Mantiene i contatti con le autorità locali, provinciali e Regionali, chiedendo eventualmente
aiuti qualora le forze comunali non fossero in grado di affrontare l’emergenza.
o
Coordina le attività del C.O.C. , e mantiene contatti con altri C.O.C. limitrofi ed
eventualmente con il C.O.M. eventualmente costituito e C.C.S. (eventi straordinari)
TECNICA E PIANIFICAZIONE:
o
Il
Dirigente
o
Funzionario
preposto
segue
l’evolversi
dell’evento,
monitorando
costantemente di fiumi, corsi d’acqua dei canali principali e secondari, nonchè le aree
esondabili e pianificando al momento le priorità di intervento.
o
Si coordina con Vigili del Fuoco e gli altri enti preposti all’emergenza, annotando tutti gli
interventi e le richieste di soccorso.
MATERIALE E MEZZI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto invia squadre, materiali e mezzi nei luoghi colpiti,
cercando di limitare i danni e di ripristinare nel più breve tempo possibile la normalità,
seguendo la priorità di intervento determinata dalla funzione tecnica e pianificazione.
60
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CENSIMENTO DANNI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto comincia a raccogliere le prime richieste di danno subite
da persone, edifici, attività produttive e agricole.
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto fa presidiare i punti strategici precedentemente
individuati con le variabili del caso, cercando, in ogni modo di alleviare i disagi per la
circolazione.
o
Predispone l’eventuale scorta alle colonne di soccorso esterne.
o
Procede all’eventuale evacuazione, anche coatta, di abitazioni rese inagibili dall’evento.
Per queste operazioni mantiene i rapporti con i rappresentanti delle forze istituzionali sul
territorio (Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia, ecc...)
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto da notizia ai cittadini sull’evolversi della situazione.
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto secondo le segnalazioni arrivate per guasti o interruzioni
delle reti eroganti, manda squadre nei punti colpiti in modo da riattivare al più presto il
normale funzionamento dei servizi.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene attiva la rete in modo da poter garantire i
collegamenti con le squadre e gli operatori impegnati nell’opera di soccorso. Tiene nota di
ogni movimento.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto invia uomini, mezzi e materiali alle zone colpite cercando
di porre rimedio alla situazione di crisi (es. svuotamento scantinati, garages, ecc…) e darà il
61
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
primo conforto alle persone costrette ad abbandonare le abitazioni. Coadiuva la funzione
strutture operative e viabilità per garantire il minor disagio possibile alla popolazione.
SANITARIA - VETERINARIA
o
Il Dirigente o Funzionario preposto si attiverà per far fronte alle richieste di aiuto sanitario sul
territorio, impiegando il Personale a sua disposizione ed i Volontari.
o
Gestirà, unitamente al Responsabile del Volontariato le aree di soccorso.
SEGRETERIA
o
Filtra le telefonate e annota tutte le movimentazioni.
62
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MODELLO D’INTERVENTO
EMERGENZA IDROGEOLOGICA
FASE SUCCESSIVA ALL’EMERGENZA
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
o
Predispone tutte le funzioni per operare in modo da ripristinare nel minor tempo possibile le
situazioni di normalità.
o
Da priorità al rientro delle persone nelle loro abitazioni, alla ripresa delle attività produttive.
o
Opera per ottenere il normale funzionamento dei servizi essenziali.
o
Mantiene costantemente informata la popolazione.
o
Gestisce il C.O.C. e coordina il lavoro di tutte le funzioni interessate.
TECNICA E PIANIFICAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto impiega le squadre di tecnici per la valutazione dei danni
agli edifici pubblici e privati, nonché alle chiese e ai beni culturali e artistici, predisponendo
la loro messa in sicurezza in apposite aree.
o
Valutate l’entità dell’evento determina la priorità degli interventi di ripristino.
MATERIALI E MEZZI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, superata l’emergenza, rimuove il materiale usato, altresì
fa rientrare uomini e mezzi impiegati seguendo le direttive della funzione tecnica e
pianificazione.
63
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CENSIMENTO DANNI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto raccoglie perizie giurate, denunce e verbali di danni
subiti da persone, cose e animali, nonché quelle rilevate dai tecnici della funzione tecnica e
pianificazione (compresi quelli appositi dei beni culturali) e compila i moduli di indennizzo
preventivamente richiesti in Regione.
STRUTTURE OPERATIVE E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto qualora le acque fossero rientrate nei letti dei fiumi e
canali, o fossero confluite e smaltite dal sistema fognario, consentirà alle squadre dei vigili
urbani di riaprire la circolazione nei tratti colpiti, dopo essersi ulteriormente assicurati del
buono stato della sede stradale.
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto comunica alle persone coinvolte la fine dello stato di
emergenza. Emette comunicati stampa e televisivi relativi al superamento della crisi.
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto cura il ripristino delle reti di erogazione ed esegue
controlli sulla sicurezza delle medesime.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene il contatto radio con le squadre operative fino
alla fine dell’emergenza.
o
Mantiene, altresì, contatti con gli altri enti preposti all’intervento.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario coordina le squadre del volontariato sino al termine
dell’emergenza.
64
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
SANITARIA - VETERINARIA
o
Il Dirigente o Funzionario preposto una volta cessato lo stato di emergenza determina per il
settore di pertinenza la fine delle operazioni di supporto sanitario, lasciando qualche
squadra operativa durante l’attesa per affrontare eventuali piccole emergenze.
SEGRETERIA
o
Raccoglie tutti i dati relativi alla gestione emergenza per poi passarli agli uffici tecnici
amministrativi per lo sviluppo delle pratiche
65
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MODELLO D’INTERVENTO
EMERGENZA IDROGEOLOGICA
FINE EMERGENZA
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
o
Sulla base dell’evolversi dell’emergenza, avvisa il Sindaco, il Prefetto, il Presidente della
Provincia e della Regione, dichiarando cessato lo stato di allerta e chiude il C.O.C.
o
Attraverso i mass media informa la popolazione sull’evolversi degli eventi.
o
Cura, successivamente, che la gestione burocratico - amministrativa del post emergenza
(es. richiesta danni, manutenzione strade, ecc…) sia correttamente demandata agli uffici
competenti in ambito comunale ordinario.
66
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO VI
IL RISCHIO INCENDI
MODELLO D’INTERVENTO
ALLEGATO “A3”
EMERGENZA INCENDI
NON PREVEDIBILE
Per cause naturali e non, negli ultimi anni si è assistito, sempre più frequentemente, a incendi
boschivi che hanno arrecato danni ad abitazioni, attività produttive, cose, animali e persone.
Non di meno sono possibili innesti di incendio in ambiti ed edifici ritenuti di interesse strategico o
comunque di interesse pubblico; tra questi si segnalano:
EDIFICI PUBBLICI
- Palazzo di Città – Sede Comunale Corso Vittorio Emanuele;
- Ex Casa Comunale – Sede Polizia Municipale Piazza Vittorio Veneto;
- Casa delle Culture Biblioteca – Aula Consiliare – “N. Bobbio”, Via San Marco;
- Auditorium – Corso Lenne.
- Ludoteca “O.Santoro” - Via Oronzo Massa;
- Guardia medica , Uffici ASL – Via Beato Egidio;
- Sede C.O.C. – Scuola Elementare G. Rodari, Via Bachelet;
- Stadio Comunale “M. Stea” – Via san Domenico;
- Caserma Carabinieri – Via Salvo D’Acquisto;
- Teatro comunale – Via Macello;
- Chiesa Madre MM.SS. Annunziata – Via A. De Gasperi;
- Chiesa MM.SS. Immacolata – Corso Lenne;
- Chiesa San Nicola – Via Foggia;
- Centro Parrocchiale “Don Giovanni Pulignano” – Via Appia;
- Hotel Le Rose –Viale Chiatona;
- Hotel Petite Fleur – Località Chiatona;
SCUOLE PUBBLICHE
- Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Giovanni M. Sforza” –Via Bachelet;
- Scuola Media Statale “Papa Giovanni XXIII” – Corso Lenne;
67
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
-
Scuola Elementare “Papa Giovanni XXIII” – Viale Stazione;
Scuola Elementare “G. Rodari” – Sede C.O.C. - Via Bachelet;
Scuola Materna “Don Bosco” –Via Mazzini;
Scuola Materna Walt Disney, Via Monteverdi.
Per tali strutture la competenza specifica è demandata ai singoli responsabili d‘istituto del servizio
antincendio e al corpo dei Vigili del Fuoco.
La lotta agli incendi boschivi, invece, è di competenza specifica della Regione Puglia e del Corpo
Forestale dello Stato i quali si avvalgono della collaborazione del corpo dei Vigili del Fuoco, dei
Comuni e delle associazioni di volontariato.
Il territorio comunale, tranne la fascia costiera, è intensamente coltivato con produzioni di pregio. La
fascia costiera, grazie alla presenza della pineta demaniale, è sufficientemente integra e le
costruzioni sono limitate alle due zone tipizzate a carattere turistico dal P.d.F. del 1977. Il centro
abitato che prende il nome di Chiatona insiste nella fascia boschiva. Esso è abitato principalmente
nel periodo estivo da circa 4.000 abitanti anche se vi sono circa N° 60 residenti per tutto L’anno.
Si precisa che nell’abitato della Marina di Chiatona esistono due strutture alberghiere qui di seguito
elencate:
-
“La Petit Fleur” – Hotel Milano – posti 170 persone;
Hotel “Balle Oasi” – posti letto 25 persone.
In considerazione di ciò, è necessario prevedere una possibile evacuazione delle zone abitate in
caso di evento calamitoso dovuto alla diffusione di incendi.
Nell’ambito delle possibili emergenze ipotizzabili e in concorso con gli Enti preposti alla lotta degli
incedi boschivi, il rischio assume particolare rilievo in relazione alla presenza antropica nella località
di Chiatona.
Queste sono ubicate in prossimità delle zone abitate di Chiatona (denominate nella cartografia
allegata al piano, zona A e zona B) statisticamente più vulnerabili a questo tipo di calamità, la cui
classificazione è stata formulata
in modo da poter essere immediatamente operative in caso
d’emergenza.
68
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In caso di evacuazione del centro abitato di Chiatona vanno considerate due zone (vedasi Tavv. n°
12 e n° 13):
o
zona “A”:
la parte del centro abitato lungo il litorale marittimo tra il mare e la linea
ferroviaria compresa tra il sottopasso e piazza Caio Duilio;
o
zona “B”: la parte del centro abitato lungo il viale della stazione tra il bosco Marziotta e la
zona di confine del territorio del comune di Massafra.
In particolare, per quanto attiene a tale tipologia d’emergenza, sono prese in considerazione le
attività di competenza delle struttura comunale, finalizzate alla prevenzione ed alla riduzione del
danno alla popolazione ed ai beni immobili.
Pertanto, le situazioni di pericolo sono ripartite in tre fasi,
allarme, con diverso e rispettivo livello di allerta.
d’attenzione, preallarme
ed
INDICATORI D’EVENTO
Costituisce indicatore dell’evento la ricezione della segnalazione di incendio
boschivo da :
Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP)
Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco
Corpo Forestale dello Stato (CFS - COR)
Il Responsabile della protezione civile comunale
Comuni cittadini
Inoltre considerato che ai sensi della L. 353/2000 e della L.r. 18/2000 nel periodo che va dal 15
giugno al 15 settembre di ogni anno solare, salvo proroghe,
è dichiarato lo stato di grave
pericolosità per gli incendi per tutte le aree boscate, cespugliate o erborate,
69
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In particolare, secondo i suddetti indicatori d’evento, l’attivazione delle varie fasi d’allerta
avviene come segue.
o 1° LIVELLO: Il livello d’attenzione è attivato nel periodo che va
dal 15 giugno al 15 settembre di ogni anno solare, salvo
proroghe, considerato che ai sensi della L. 353/2000 e della L.r.
18/2000 la Regione Puglia dichiara lo stato di grave pericolosità
per gli incendi per tutte le aree boscate, cespugliate o erborate,
inoltre è attivato alla ricezione dalle segnalazioni cosi come
sopra indicate
o 2° LIVELLO: Il livello di preallarme è attivato dalla ricezione delle
segnalazioni dalla Prefettura/ dal Servizio Regionale di
Protezione Civile, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco
o 3° LIVELLO: Il livello di allarme; sono attivati dall’ulteriore
aggravamento dell’ evento tale da interessare le immediate
vicinanze delle zone “A” e “B” .
Il rilevamento dei livelli viene trasmesso al centro di controllo presso l’ufficio comunale di Protezione
Civile.
Una volta a conoscenza della presenza di un incendio nelle immediate vicinanze del centro abitato
di Chiatona (bosco Marziotta, Bosco) a titolo preventivo, sono allertate le squadre preposte al
soccorso e i mezzi interessati all'intervento.
70
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MODELLO D’INTERVENTO
EMERGENZA INCENDI BOSCHIVI
RICEZIONE DELLE SEGNALAZIONI DALLA PREFETTURA,
DAL SERVIZIO REGIONALE DI PROTEZIONE CIVILE, DAL
CORPO FORESTALE DELLO STATO, DAI VIGILI DEL FUOCO
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE, UNA VOLTA ACQUISITA
LA FORMALE CONOSCENZA DI UNA EMERGENZA INCENDIO, ATTIVA,
ANCHE TRAMITE IL VOLONTARIATO, LA STRUTTURA COMUNALE DI
PROTEZIONE CIVILE
2° LIVELLO DI PREALLARME
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE ATTIVA LA SALA
OPERATIVA E COMUNICA AL PREFETTO, AL PRESIDENTE DELLA
PROVINCIA E DELLA REGIONE LO STATO DI PREALLARME E DI
ATTIVAZIONE DEL C.O.C.
71
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
TECNICA E PIANIFICAZIONE
MATERIALI E MEZZI
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
VOLONTARIATO
SERVIZI ESSENZIALI
CENSIMENTO DANNI
TELECOMUNICAZIONI
SANITARIAVETERINARIA
SEGRETERIA
SCHEMA OPERATIVO DELLE FUNZIONI INTERESSATE
ALL’EVENTO
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
o
Dirige il COC e tiene i contatti con altri Enti e Strutture (Regione, Provincia UTG- Prefettura,
comuni confinanti;
o
Mantiene contatti costanti con le strutture operative comunali eventualmente impegnate sul
territorio (Polizia Municipale, Tecnico comunali, ecc.);
o
Richiede l’eventuale attivazione delle associazioni di volontariato;
o
Coordina le funzioni di supporto e tiene contatti con eventuali COC limitrofi o con il COM
costituito.
TECNICA E PIANIFICAZIONE
o
Inizia il monitoraggio del territorio interessato dall’ incendio da parte di personale preparato.
o
Si stimano le zone, le aree produttive, la popolazione e le infrastrutture pubbliche e private
potenzialmente interessate all’evento.
o
Si predispongono gli sgomberi di persone e cose avvisando il volontariato per l’eventuale
preparazione delle aree di attesa.
72
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MATERIALI E MEZZI
o
Allerta uomini e mezzi preposti alle eventuali operazioni di concorso allo spegnimento
dell’incendio (es. autobotti, camion, pale, escavatori, ecc).
o
Allerta uomini e mezzi preposti alle eventuali operazioni di soccorso ed eventuale
evacuazione (es. pulman, ambulanze, mezzi natanti, ecc.).
CENSIMENTO DANNI
o
Predispone squadre per censimento danni e prepara i moduli di denuncia.
STRUTTURE OPERATIVE E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene i contatti con gli enti esterni preposti
all'intervento (Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri, Capitaneria di Porto , ecc.). Fa istituire
posti di blocco stradale in prossimità delle zone colpite per favorire i lavori dei soccorsi,
studia e determina una rete viaria alternativa per non congestionare il traffico.
(vedi tav.
13: modello d’intervento - piano evacuazione della Marina di Chiatona).
o
l Dirigente o Funzionario preposto predispone un piano viario alternativo al normale transito
stradale, evitando in tal modo situazioni di blocco del traffico in zone potenzialmente
interessate dall’incendio.
o
Mantiene i contatti operativi con le forze istituzionali sul territorio (Vigili del Fuoco,
Carabinieri, Polizia, ecc.).
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto informa i cittadini interessati, residenti nelle zone a
rischio, e le attività produttive, sulla natura e l’entità dell’evento nonché sui danni che
potrebbero subire.
o
Avvisa le emittenti locali per eventuali comunicati alla cittadinanza.
73
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto informa i responsabili delle aziende erogatrici dei servizi
( Telecom, Enel, rete gas, AQP, ecc.) , e predispone con esse una linea di intervento per
garantire la sicurezza delle reti di distribuzione pertinenti.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto predispone la rete non vulnerabile con i rappresentanti
della TELECOM, Radio Amatori e Volontariato per garantire le informazioni alle squadre
operative.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto fa da supporto alle richieste istituzionali con varie
squadre operative e specializzate ed eventualmente predispone le prime aree di attesa per
la popolazione evacuata.
SANITARIA - VETERINARIA
o
Il Dirigente o Funzionario preposto prepara squadre per eventuali emergenze di carattere
sanitario-veterinario sul territorio.
SEGRETERIA
o
Qualora la natura dell’evento e il suo decorso fossero di dimensioni rilevanti, affianca la
funzione tecnica e pianificazione annotando prima manualmente e successivamente con
strumenti informatici l’evolversi della situazione.
PRIMA DI ALLERTARE LE FUNZIONI ASSISTENZA
SOCIALE
E
SERVIZI
SCOLASTICI,
IL
RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
VALUTERA’ L’ENTITA’ DELL’EVENTO
74
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MODELLO D’INTERVENTO
EMERGENZA INCENDI BOSCHIVI
EVENTO IN CORSO TALE DA INTERESSARE LE IMMEDIATE
VICINANZE DELLE ZONE “A” E “B”
3° LIVELLO DI ALLARME
Al manifestarsi di evento dovuto alla diffusione dell’ incendio di notevole intensità tale
da interessare le immediate vicinanze delle zone
“A”
e
“B” (vedasi tavole
allegate n° 12 e n° 13
) . il Responsabile della Protezione Civile,informato il
Sindaco, avvisa il Prefetto, il Presidente della Provincia attiva la sala operativa e
procede alla evacuazione delle zone in ordine e modalità differenti di seguito elencate:
1^ IPOTESI:
L’evento calamitoso ha interessato la zona boschiva di Marziotta a ovest
del centro abitato:
La zona “A” sarà evacuata attraverso le vie di uscita lungo via della
stazione ( utilizzando esclusivamente il sottopasso) attraverso mezzi
di terra quali autobus e automobili;
La zona “B” sarà evacuata attraverso le vie di uscita lungo il confine
del territorio di Massafra attraverso mezzi di terra quali autobus e
automobili.
75
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
2^ IPOTESI:
L’evento calamitoso ha interessato la zona boschiva a est del centro
abitato:
La zona “B” viene quindi evacuata per prima attraverso le vie di
uscita lungo via della stazione utilizzando mezzi di terra quali
autobus e automobili private;
La zona “A” sarà evacuata successivamente alla zona B
anch’essa attraverso le vie di uscita lungo via della stazione
attraverso mezzi di terra ( autobus e automobili private).
3^ IPOTESI:
L’evento calamitoso ha interessato la zona boschiva nell’immediata
vicinanza di via della stazione:
la zona “A” sarà evacuata via mare attraverso mezzi nautici quali
mezzi nautici della Capitaneria di Porto VVF , natanti, pescherecci
privati;
La zona “B” sarà evacuata attraverso le vie di uscita lungo il
confine del territorio di Massafra attraverso mezzi di terra (autobus
e automobili private).
SALA OPERATIVA
IL RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
o
Dirige il COC e mantiene i contatti con le varie autorità. Coordina le funzioni di supporto e
determina le priorità d’intervento.
MATERIALI E MEZZI:
o
Il Dirigente o Funzionario preposto fa confluire a richiesta sulle zone colpite i mezzi, i
materiali e le squadre operative necessarie alle opere di spegnimento quali autobotti mezzi
antincedio inoltre allerta le aziende di trasporto pubblico e noleggio autobus quali. CTP,
SITA, autobus di aziende private, ecc, camion di sabbia, escavatori, motoseghe, transenne,
segnaletica stradale, ecc....
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
o Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene i contatti con gli enti esterni preposti
all'intervento (Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Capitaneria
di Porto , ecc.). Fa istituire posti di blocco stradale in prossimità delle zone colpite per
favorire i lavori dei soccorsi, studia e determina una rete viaria alternativa per non
congestionare il traffico. (vedi Tav. 13).
76
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto informa i cittadini e gli utenti della strada sull'evolversi
dell'emergenza.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, secondo le richieste, invia squadre operative nei punti
d’intervento, utilizzando gli strumenti a sua disposizione, quali pompe motoseghe, mezzi
fuori strada, camion con gru, escavatori ecc..., per fronteggiare l'emergenza. Assiste
cittadini e automobilisti a disagio con generi di conforto, in caso di cittadini sfollati, e
predispone le prime aree d’attesa.
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, in caso d’interruzione delle reti idriche, fognarie,
elettriche o energetiche, s’impegna con i responsabili dei vari enti (ENEL,TELECOM AQP,
ENTE Bonifica, ecc...), al ripristino urgente delle medesime.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene attivi i contatti radio tra la Centrale Operativa e
le squadre di soccorso. Nel caso d’interruzione della rete elettrica, utilizza la rete radio non
vulnerabile per il raggiungimento dello scopo. Qualora s’interrompesse anche la linea
telefonica, determina con il responsabile della Telecom e degli altri operatori telefonici, tutte
le operazioni per il ripristino della rete.
SANITARIA - VETERINARIA
o
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, predispone tutte le operazioni di soccorso dal punto di
vista sanitario/veterinario, qualora vi fossero persone o animali feriti, deceduti o comunque
coinvolti dall'intensità dell'evento.
Allerta le strutture sanitarie locali ed esterne per eventuali ricoveri.
SEGRETERIA
o
Filtra le telefonate ed annota i movimenti.
77
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MODELLO D’INTERVENTO
EMERGENZA INCENDI BOSCHIVI
FASE SUCCESSIVA ALL’EMERGENZA
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
o
Predispone tutte le funzioni in modo da ripristinare nel minor tempo possibile le situazioni di
normalità.
o
Da priorità al rientro delle persone nelle loro abitazioni ed alla ripresa delle attività
produttive.
o
Opera per ottenere il normale funzionamento dei servizi essenziali.
o
Mantiene costantemente informata la popolazione.
o
Gestisce il C.O.C. e coordina il lavoro di tutte le funzioni interessate.
TECNICA E PIANIFICAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto impiega le squadre di tecnici per la valutazione dei danni
agli edifici pubblici e privati, predisponendo la loro messa in sicurezza.
o
Valutate l’entità dell’evento determina la priorità degli interventi di ripristino.
MATERIALI E MEZZI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, superata l’emergenza, fa rientrare dalle zone colpite i
mezzi, i materiali e le squadre operative impiegate nelle opere di spegnimento seguendo le
direttive della funzione tecnica e pianificazione.
78
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CENSIMENTO DANNI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto raccoglie perizie giurate, denunce e verbali di danni
subiti da persone, cose e animali, nonché quelle rilevate dai tecnici della funzione tecnica e
pianificazione e compila i moduli.
STRUTTURE OPERATIVE E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto qualora le opere di spegnimento e bonifica fossero
definitivamente concluse, consentirà alle squadre dei vigili urbani di riaprire la circolazione
nei tratti colpiti, dopo essersi ulteriormente assicurati del buono stato della sede stradale.
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto comunica alle persone coinvolte la fine dello stato di
emergenza. Emette comunicati stampa e televisivi relativi al superamento della crisi.
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto cura il ripristino delle reti di erogazione ed esegue
controlli sulla sicurezza delle medesime.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene il contatto radio con le squadre operative fino
alla fine dell’emergenza.
o
Mantiene i contatti con gli altri enti preposti all’intervento.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario coordina le squadre del volontariato sino al termine
dell’emergenza.
SANITARIA - VETERINARIO
79
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
o
Il Dirigente o Funzionario preposto una volta cessato lo stato di emergenza determina per il
settore di pertinenza la fine delle operazioni di supporto sanitario, lasciando qualche
squadra operativa durante l’attesa per affrontare eventuali piccole emergenze.
SEGRETERIA
o
Raccoglie tutti i dati relativi alla gestione emergenza per poi passarli agli uffici tecnico
amministrativi per lo sviluppo delle pratiche.
80
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MODELLO D’INTERVENTO
EMERGENZA INCENDI BOSCHIVI
FINE EMERGENZA
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
o
Sulla base dell’evolversi dell’emergenza, avvisa il Sindaco, il Prefetto, il Presidente della
Provincia e della Regione, dichiarando cessato lo stato di allerta e chiude il C.O.C.
o
Attraverso i mass media informa la popolazione sull’evolversi degli eventi.
o
Cura, successivamente, che la gestione burocratico - amministrativa del post emergenza
(es. richiesta danni, manutenzione strade, ecc.) sia correttamente demandata agli uffici
competenti in ambito comunale ordinario.
TECNICA E PIANIFICAZIONE
Il Dirigente o Funzionario preposto aggiorna sulla base dei dati acquisiti relativi all’ incendio
il
catasto incendi.
81
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO VII
IL RISCHIO CHIMICO INDUSTRIALE
ALLEGATO “B1”
RISCHIO CHIMICO INDUSTRIALE
NON PREVEDIBILE
Il Territorio del Comune di Palagiano, pur rappresentando un notevole bacino d’attività produttive,
non evidenzia situazioni d’elevata pericolosità dal punto di vista chimico industriale.
Ciò da meno non sono sottovalutate le situazioni di pericolo derivanti dalla presenza di una azienda
che produce oli minerali che è stata recentemente oggetto di un incendio e che ha distrutto quasi
del tutto un capannone ad uso deposito.
Tale precedente storico evidenzia come le industrie, che lavorano od utilizzano minori quantità di
sostanze pericolose, sono potenzialmente le più esposte al rischio d’incidente rispetto a quelle per
le quali vigono gli obblighi di notifica, per le quali vige un sistema di controllo più puntuale ed
efficiente.
Per tali ragioni sarà realizzato, quale primaria azione del Responsabile della Protezione Civile, il
censimento delle aziende, non tenute a notifica, ma che lavorino o comunque trattino materiali o
sostanze pericolose.
Tale azione potrà essere condotta con la collaborazione funzionale dell’ARPA e della Regione
Puglia.
A cura del Responsabile della Protezione Civile sarà poi presentato un organico piano
d’informazione preventiva, da sottoporre all’Amministrazione, riguardante una più adeguata
preparazione della cittadinanza rispetto ad eventuali situazioni d’emergenza.
82
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
IL RISCHIO CHIMICO INDUSTRIALE
Previsione e prevenzione, i piani per la gestione dell’emergenza, la
pianificazione dell’emergenza, l’informazione alla popolazione, la normativa di
settore, l’attuazione del sistema di gestione dell’emergenza.
La presenza sul territorio di stabilimenti industriali, che utilizzano o detengono sostanze chimiche
per le loro attività produttive, espone la popolazione e l’ambiente circostante al rischio industriale.
Per rischio industriale si intende la possibilità che in seguito a un incidente in un insediamento
industriale si sviluppi un incendio, con il coinvolgimento di sostanze infiammabili, una esplosione,
con il coinvolgimento di sostanze esplosive, o una nube tossica, con il coinvolgimento di sostanze
che si liberano allo stato gassoso, i cui effetti possano causare danni alla popolazione o
all’ambiente.
Gli effetti sull’ambiente sono legati alla contaminazione del suolo, dell’acqua e
dell’atmosfera da parte delle sostanze tossiche. Gli effetti sulle cose riguardano principalmente i
danni alle strutture. Gli effetti sulla salute umana, in caso di esposizione a sostanze tossiche
rilasciate nell’atmosfera durante l’incidente, variano a seconda delle caratteristiche delle sostanze,
della loro concentrazione, della durata d’esposizione e dalla dose assorbita.
Una piena
conoscenza di questi aspetti è la premessa indispensabile per ridurre il rischio industriale ai livelli
più bassi possibili, prevenendo danni alla salute e all’ambiente.
PREVISIONE E PREVENZIONE
La normativa di riferimento prevede attività di previsione e prevenzione mirate alla riduzione del
rischio industriale: sia quello relativo alla probabilità che accada un incidente industriale, sia quello
relativo alle sue conseguenze. In primo luogo sono individuate le sostanze pericolose, comprese
quelle classificate come pericolose per l'ambiente, che possono provocare incidenti rilevanti ed
esporre al rischio di emissioni, incendi o esplosioni. Sono inoltre definiti gli impianti industriali per i
quali è necessario il controllo di un responsabile, indicato dalla normativa come “gestore”.
Il gestore di uno stabilimento industriale ha molti obblighi da adempiere per la previsione e la
prevenzione del rischio. Tutti gli adempimenti del gestore sono notificati alla Regione, al Prefetto e
al Comune in cui sorge lo stabilimento.
83
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
I PIANI PER LA GESTIONE DELL’EMERGENZA
Come previsto dal decreto legislativo n. 334 del 1999, le autorità pubbliche locali hanno il compito
di elaborare il piano di emergenza esterno allo stabilimento industriale, mentre il gestore
dell'impianto ha il compito di elaborare il piano di emergenza interno per garantire una risposta
tempestiva
ed
efficace
e
salvaguardare
la
salute
pubblica
e
l’ambiente.
IL PIANO DI EMERGENZA ESTERNA - PEE è redatto
dall’autorità pubblica competente e organizza la risposta di
protezione civile per ridurre gli effetti dell’incidente sulla salute
pubblica e sull’ambiente. Nel PEE sono indicate le zone a
rischio, gli allarmi, e i comportamenti da adottare da parte della
popolazione in caso di incidente. Il Piano può prevedere il rifugio
al chiuso o l’evacuazione. Il Dipartimento della protezione civile,
d'intesa con la Conferenza unificata, ha il compito di redigere le
Linee guida per la predisposizione del piano di emergenza
esterna e, nel rispetto delle competenze delle amministrazioni dello Stato e degli enti locali, verifica
che il PEE sia attivato da parte dei soggetti competenti qualora accada un incidente rilevante o un
evento incontrollato tale da provocare un incidente.
IL PIANO DI EMERGENZA INTERNA - PEI è redatto dal gestore dell'impianto industriale e
organizza gli interventi necessari per reprimere l’incidente con l’aiuto delle proprie squadre e dei
Vigili del fuoco.
LA MAPPATURA DEL TERRITORIO: LE ZONE A RISCHIO
Zona di massima esposizione
Zona di danno
Zona di attenzione
Rappresenta la zona nelle immediate vicinanze
dello stabilimento ed è generalmente esposta a
effetti sanitari gravi e irreversibili.
Rappresenta una zona dove le conseguenze
dell’incidente sono ancora gravi, in particolare
per alcune categorie a rischio (bambini, persone
anziane o malate, donne in gravidanza)
Rappresenta la zona più esterna all’incidente ed
è interessata da effetti in genere non gravi.
84
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
PIANIFICAZIONE DI EMERGENZA – LE LINEE GUIDA
Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2005, pubblicato nel
Supplemento
ordinario
della
Gazzetta
Questo
Ufficiale
documento,
n.
62
del
predisposto
dal
16
marzo
Dipartimento
2005
della
Protezione Civile, è lo strumento operativo per l’elaborazione e
l’aggiornamento
stabilimenti
dei
industriali
Piani
a
di
Emergenza
rischio
di
Esterna
incidente
degli
rilevante.
Le linee guida sono rivolte agli operatori di settore –
appartenenti a Prefetture, Regioni ed Enti locali – che si
occupano di pianificazione d’emergenza nell’ambito della
gestione del rischio industriale, e ai gestori degli stabilimenti a
rischio di incidente rilevante. Il documento fornisce le indicazioni
necessarie per redigere un piano di emergenza, in grado di garantire una risposta efficace in caso
di incidente industriale su un territorio abitato. La redazione del PEE è un’attività complessa e
delicata sia per gli obiettivi di sicurezza che intende raggiungere sia per il coinvolgimento di diverse
istituzioni competenti. Durante la stesura del Piano di emergenza esterna, il Prefetto promuove
incontri ed esercitazioni, per testare il livello di conoscenza delle procedure e le capacità operative
di ciascun soggetto coinvolto e per favorire la conoscenza reciproca sia tra le strutture, sia tra gli
addetti ai lavori. Le Linee Guida sviluppano uno schema di Piano di Emergenza Esterno che,
suddiviso per capitoli e argomenti da svolgere, rappresenta la sintesi del piano da realizzare. Le
prime due sezioni dello schema riguardano argomenti già trattati nella maggior parte dei Piani di
Emergenza Esterni, mentre la sezione Modello organizzativo d’intervento è una novità introdotta da
questo documento. Questo modello di organizzazione si basa su una struttura di comando e
controllo, verso cui confluisce, dall’inizio dell’emergenza alla conclusione della messa in sicurezza
degli impianti, il flusso delle informazioni e dei dati. Le linee guida affrontano anche il tema del
linguaggio adottato per la stesura dei Piani di Emergenza Esterna, con l’obiettivo di favorire
uniformità sul territorio nazionale, e agevolare così anche le attività di controllo e di coordinamento
delle amministrazioni centrali e periferiche coinvolte nelle attività di Pianificazione dell'emergenza
esterna degli stabilimenti.
85
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE – LE LINEE GUIDA
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2007 pubblicato nel supplemento
ordinario n. 58 della Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2007 Il documento, predisposto dal
Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con i ministeri competenti e le Regioni, è uno
strumento tecnico-operativo indirizzato ai sindaci dei Comuni in cui sorgono stabilimenti industriali o
che per prossimità potrebbero essere coinvolti in caso di incidente. I Comuni, in base all’articolo 22
comma 4 del decreto 334/99, hanno infatti il compito di “portare tempestivamente a conoscenza
della popolazione le informazioni fornite dal gestore” dello stabilimento attraverso la scheda
informativa. È quindi dovere del sindaco elaborare una campagna informativa sviluppando e
adattando alle caratteristiche del proprio territorio le indicazioni contenute nelle Linee Guida.
Il pacchetto informativo prodotto e adottato dal Sindaco deve poi essere trasmesso alla Prefettura e
alla Provincia per essere inserito nel PEE. Obiettivo delle campagne di informazione è rendere i
cittadini consapevoli dell’esistenza del rischio industriale e della possibilità di mitigare le
conseguenze di un incidente rilevante adottando norme di autoprotezione e mettendo in pratica le
misure di sicurezza indicate nel Piano di Emergenza Esterna.
Che cos’è la scheda informativa
È compito del gestore compilare una Scheda Informativa con tutte le notizie che riguardano lo
stabilimento: dal processo produttivo alle sostanze pericolose trattate o stoccate. In questa scheda
è necessario indicare le caratteristiche delle sostanze, gli incidenti che possono provocare, gli effetti
di questi sull’uomo e sull’ambiente, i sistemi di prevenzione attivati, le zone a rischio e le misure di
protezione da adottare. Il Sindaco del Comune in cui si trova lo stabilimento industriale ha il dovere
di comunicare alla popolazione le indicazioni riportate nella Scheda informativa. L’informazione alla
popolazione è, infatti, uno strumento fondamentale per la gestione del rischio sul territorio: una
persona informata è una persona consapevole, in grado di mettere in atto comportamenti adeguati
in caso di emergenza. Le linee guida per l’informazione alla popolazione sul rischio industriale sono
redatte dal Dipartimento della Protezione Civile.
LA NORMATIVA
D.L. 21 settembre 2005, n. 238
Attuazione della direttiva 2003/105/CE, che modifica la direttiva 96/82/CE, sul controllo dei pericoli
di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose
D.E. 2003/105/CE
Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, Seveso III
D.M. 9 maggio 2001
Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone
86
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
interessate da stabilimenti a rischio incidente rilevante
D. Lgs. 17 agosto 1999, n. 334
Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
determinate sostanze pericolose
D.Lgs.16.7.1998 n. 285
Attuazione di direttive comunitarie in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura dei
preparati pericolosi, a norma dell'articolo 38 della L. 24 aprile 1998, n. 128”
L. 19 maggio 1997, n. 137
Sanatoria dei decreti-legge recanti modifiche al D.P.R. 17 maggio 1988, n. 175, relativo ai rischi di
incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali
D.Lgs. 3.2.1997 n. 52
Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle
sostanze pericolose
D.E.12.1996 n. 96/82/CE
Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi condeterminate sostanze pericolose – Seveso II”
D.P.C.M. 31.3.1989
Applicazione dell’art. 12 del D.P.R. 17 maggio 1988, n. 175, concernente rischi rilevanti connessi a
determinate attività industriali
Le linee guida
D.P.C.M. 16 febbraio 2007
Linee guida per l'informazione alla popolazione sul rischio industriale
D.P.C.M. 25 febbraio 2005
Linee Guida per la predisposizione del piano d'emergenza esterna di cui all'articolo 20, comma 4,
del D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 334
D.M. 9 agosto 2000
87
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
LINEE GUIDA PER L’ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA
SICUREZZA
SCHEDA TECNICA 1. Le sostanze pericolose
Le caratteristiche chimiche, chimico-fisiche e tossicologiche delle sostanze pericolose comportano
classificazioni diverse nelle categorie di pericolo (D.Lgs. 3.2.1997 n. 52 e D.Lgs.16.7.1998 n. 285 e
s.m.)
Le sostanze e i preparati pericolosi che determinano gli incidenti rilevanti sono invece indicati nel D.
Lgs. 17.8.1999 n. 334 e successive modifiche e integrazioni di attuazione della Direttiva "Seveso II"
relativa ai pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.
Le sostanze pericolose possono essere:
Sostanze tossiche
Composti chimici che provocano effetti negativi sull’organismo
umano se inalati, ingeriti o assorbiti
Sostanze infiammabili
Composti chimici che possono liberare un gran quantitativo di
energia termica
Sostanze esplosive
Composti chimici che possono liberare un gran quantitativo di
energia barica
Sostanze inquinanti
Composti chimici che qualora si diffondano nell’ambiente,
presentano o possono presentare rischi immediati o differiti
per una o più delle componenti ambientali
SCHEDA TECNICA 2. Gli effetti di un incidente industriale
EFFETTI SULLA SALUTE
Incendio
sostanze infiammabili
Effetti dovuti al calore e ai fumi della combustione (ustioni,
intossicazione, danni alle vie respiratorie)
Esplosione
sostanze esplosive
Effetti dovuti alle onde d’urto provocate da un’esplosione
anche con lancio a distanza di materiale (traumatismi)
Nube tossica
sostanze che si liberano allo stato
gassoso
Effetti dovuti a intossicazione acuta procurati da inalazione,
ingestione o contatto con la sostanza (malessere,
lacrimazione, nausea, difficoltà respiratorie, perdita di
conoscenza e, a seconda della gravità, anche effetti letali.
EFFETTI SULL’AMBIENTE
Nube tossica
Contaminazione del suolo, dell’acqua, dell’atmosfera e degli
alimenti da parte delle sostanze rilasciate.
88
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Sono parte integrante di questo Piano i relativi piani di emergenza dei stabilimenti presenti nel
territorio di Palagiano di seguito elencati:
-
Lubritalia S.p.A.;
Calce San Pellegrino S.p.A.;
Colabeton
EVENTO IN CORSO
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE
Avverte la Prefettura, il Presidente della Provincia e il Presidente della Regione dell’accaduto.
Attiva la Sala Operativa.
SALA OPERATIVA
E’ ATTIVATA CON LA PRESENZA DEI SEGUENTI ADDETTI:
o
o
o
o
o
o
o
Responsabile della Protezione Civile - Coordinatore del COC
Viabilità;
Informazione alla popolazione;
Volontariato;
Sanitario/Veterinario;
Materiali e Mezzi;
Segreteria
IL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE -Coordinatore
o
Dirige il COC e tiene contatti con le varie autorità e tiene contatti con la direzione della/e
azienda/e coinvolta/e, sulla base dei dati e entità dell’evento.
.
VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene contatti con le strutture operative locali (Vigili
del Fuoco, Carabinieri, Polizia, ecc…), organizza le deviazioni della circolazione nelle zone
a rischio e predispone percorsi alternativi per i veicoli.
INFORMAZIONE POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto tiene costantemente aggiornata la popolazione, anche
attraverso comunicati stampa, sull’andamento della situazione e comunica agli sfollati gli
eventuali tempi di rientro nelle abitazioni.
89
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
VOLONTARIATO
o
Collabora con le Forze dell’Ordine e la Polizia Municipale, per circoscrivere ed isolare l’area
pericolosa, con uomini posizionati sul perimetro della medesima.
o
Allestisce le aree di attesa.
MATERIALI E MEZZI
o
Organizza l’arrivo di transenne, segnali stradali, automezzi utili alla rimozione di sostanze
inquinanti presenti in loco e ogni altro tipo di materiale idoneo all’emergenza.
SANITARIA/VETERINARIA
Dispone punti di soccorso alle persone che avvertono sintomi da intossicazione in seguito
all’evento.
o
Controlla eventuali sintomi su animali presenti in zona.
o
Verifica eventuali inquinamenti al suolo e nei corsi d’acqua, in collaborazione con i
funzionari dell’ARPA.
SEGRETERIA
o
Registra quanto accade nel diario d’emergenza.
Una volta cessata l’emergenza si potrà dare il via alle operazioni per il ritorno alla vita normale.
Qualora l’entità dell’evento provocasse danni a edifici pubblici o privati, oppure ad infrastrutture,
saranno convocate anche le funzioni:
o
Tecnica e pianificazione;
o
Censimento danni per la perizia sugli immobili e la raccolta delle denunce di danno.
90
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO VIII
RISCHI DERIVANTI DA VIOLENTI PIOVASCHI E
TROMBE D’ARIA
ALLEGATO “B2”
PIOVASCHI VIOLENTI E TROMBE D’ARIA
NON PREVEDIBILE
Per cause naturali, negli ultimi anni si è assistito, sempre più frequentemente, a fenomeni
temporaleschi molto violenti, accompagnati anche da piccole trombe d'aria, che hanno arrecato
danni ad abitazioni, attività produttive, cose, animali e persone.
In genere questi eventi sono
sempre preannunciati con sufficiente anticipo dagli organi competenti, attraverso l’ emanazione del
bollettino di condizioni meteo avverse anche se spesso è difficile prevederne l'esatta intensità e il
luogo in cui si possono manifestare. Una volta a conoscenza della possibilità di manifestazioni
temporalesche, a titolo preventivo, sono allertate le squadre preposte al soccorso e i mezzi
interessati all'intervento. Questi sono ubicati in prossimità delle zone cittadine statisticamente più
vulnerabili a questo tipo di calamità, quali sottopassi, ecc.., in modo da poter essere
immediatamente operative in caso d’emergenza. Al manifestarsi di un temporale di notevole
intensità il Responsabile della Protezione Civile,informato il Sindaco, avvisa il Prefetto, e attiva la
sala Operativa così composta:
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
RESPONSABILE MATERIALI E MEZZI
RESPONSABILE STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
RESPONSABILE MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
RESPONSABILE VOLONTARIATO
RESPONSABILE SERVIZI ESSENZIALI
RESPONSABILE TELECOMUNICAZIONI
RESPONSABILE SANITARIO/VETERINARIO
SEGRETERIA
91
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
IL RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
o
Dirige il COC e mantiene i contatti con le varie autorità. Coordina le funzioni di supporto e
determina le priorità d’intervento.
MATERIALI E MEZZI:
o
Il Dirigente o Funzionario preposto fa confluire a richiesta sulle zone colpite i mezzi, i
materiali e le squadre operative necessarie alle opere di bonifica quali camion di sabbia,
escavatori, pompe idrovore, motoseghe, transenne, segnaletica stradale, ecc....
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene i contatti con gli enti esterni preposti
all'intervento (Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri, Bonifica, ecc.). Fa istituire posti di blocco
stradale in prossimità delle zone colpite per favorire i lavori dei soccorsi, studia e determina
una rete viaria alternativa per non congestionare il traffico. Mantiene contatti con le aziende
pubbliche di trasporto
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto informa i cittadini e gli utenti della strada sull'evolversi
dell'emergenza.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, secondo le richieste, invia squadre operative nei punti
d’intervento, utilizzando gli strumenti a sua disposizione, quali pompe idrovore, motoseghe,
mezzi fuori strada, camion con gru, ecc., per fronteggiare l'emergenza. Assiste cittadini e
automobilisti a disagio, con generi di conforto e prima necessità (bevande calde, coperte,
ecc.) e, in caso di cittadini sfollati, predispone le prime aree d’attesa.
92
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, in caso d’interruzione delle reti idriche, fognarie,
elettriche o energetiche, s’impegna con i responsabili dei vari enti (ENEL,TELECOM,
Bonifica, ecc.), al ripristino urgente delle medesime.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene attivi i contatti radio tra la Centrale Operativa e
le squadre di soccorso. Nel caso d’interruzione della rete elettrica, utilizza la rete radio non
vulnerabile per il raggiungimento dello scopo. Qualora s’interrompesse anche la linea
telefonica, determina con il responsabile della Telecom, e degli altri operatori dei servizi
telefonici. tutte le operazioni per il ripristino della rete.
SANITARIA/VETERINARIA
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, predispone tutte le operazioni di soccorso dal punto di
vista sanitario/veterinario, per portare aiuto ai medesimi, qualora vi fossero persone o
animali feriti, deceduti o comunque coinvolti dall'intensità dell'evento.
o
Allerta le strutture sanitarie locali ed esterne per eventuali ricoveri e, nel caso d’animali da
evacuare, predispone il trasporto e la sistemazione in stalle asilo.
SEGRETERIA
o
Filtra le telefonate ed annota i movimenti.
93
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO IX
IL RISCHIO DERIVANTE DA GRANDI NEVICATE
ALLEGATO “B3”
GRANDI NEVICATE
PREVEDIBILE
Si tratta d’emergenza di natura prevedibile. Nonostante nel territorio di Palagiano l’evento neve
risulta statisticamente molto raro, non si esclude che anche a seguito di piccole precipitazioni
nevose si possano verificare situazioni di emergenza tali da rendere necessarie l’attivazione del
servizio comunale di Protezione Civile. All’arrivo della comunicazione della Prefettura che segnala
l’aggravamento della situazione meteorologica, il Responsabile della Protezione Civile, dopo aver
informato il Sindaco, il Prefetto, il Servizio Regionale di Protezione Civile predispone il COC così
composto:
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
RESPONSABILE MATERIALI E MEZZI
RESPONSABILE STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
RESPONSABILE MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
RESPONSABILE VOLONTARIATO
RESPONSABILE SERVIZI ESSENZIALI
RESPONSABILE TELECOMUNICAZIONI
SEGRETERIA
94
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
IL RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
o
Dirige il COC e tiene contatti con le varie autorità. Coordina le funzioni di supporto tiene
contatti con gli enti in possesso di mezzi spargi sale e spala neve (ANAS, PRIVATI) per
dislocare i mezzi in anticipo nei punti critici e strategici.
MATERIALI E MEZZI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto invia uomini, mezzi e materiali (transenne, segnaletica
stradale, sale, ecc.) dove richiesto ed in ausilio ai mezzi spargi sale e spala neve qualora
ne richiedesse l’utilizzo.
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto gestisce i servizi di viabilità, con l’ausilio degli Operatori
della Polizia Municipale e mantiene rapporti con le Forze Istituzionali.
o
In particolare, disloca pattuglie di Vigili Urbani ed eventualmente di volontari nei punti
strategici della città per evitare congestioni di traffico.
o
Inoltre, predispone rete viaria alternativa per il decongestionamento delle zone critiche.
Mantiene i contatti con le aziende di trasporto pubblico e la Polizia stradale.
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, attraverso la collaborazione con i mass media locali,
fornisce informazioni ai cittadini e agli automobilisti sulla natura, entità ed evoluzione
dell’evento, cercando soprattutto di portare tranquillità e sicurezza negli animi. Organizza
passaggi di volontari con megafoni nel caso d’interruzione ad oltranza delle reti di
comunicazione.
VOLONTARIATO:
Predispone eventuali aree d’attesa per la popolazione.
o
Il Dirigente o Funzionario preposto coadiuva le funzioni in tutti i servizi richiesti. Organizza e
gestisce gli eventuali soccorsi per portare conforto (bevande calde, coperte, ecc…) agli
automobilisti e cittadini in difficoltà. Di concerto con la funzione viabilità attraverso i mezzi di
95
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
cui dispone, cerca di risolvere le situazioni critiche per la circolazione e i cittadini (rimozione
veicoli bloccati o in panne, sgombro di marciapiedi dalla neve, ecc.).
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario proposto coordina gli enti specifici (ENEL, AQP, ecc.) per il
ripristino nel più breve tempo possibile della rete danneggiata dall’evento.
TELECOMUNICAZIONI:
o
Il Dirigente o Funzionario proposto predispone una rete non vulnerabile per mantenere
contatti con squadre operative nel caso le comunicazioni fossero interrotte dalla violenza
dell’evento. Di concerto con il Responsabile Telecom e degli altri operatori dei servizi
telefonici, predispone la riattivazione delle normali reti di comunicazione in tempo reale.
SEGRETERIA :
o
Filtra telefonate e annota tutte le comunicazioni.
96
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO X
IL RISCHIO DERIVANTE DA EMERGENZE SANITARIE E
VETERINARIE
ALLEGATO “B4”
EMERGENZA SANITARIA E
VETERINARIA
NON PREVEDIBILE
Il rischio sanitario non è di origine propria, ma è conseguente ad altri rischi o calamità, tanto da
poterlo definire come un rischio di secondo grado. Si può considerare il fattore rischio sanitario
come una variabile qualitativa che esprime la potenzialità che un elemento esterno possa causare
un danno alla salute. La probabilità che questo possa accadere dà la misura del rischio, cioè
dell’effetto che potrebbe causare. Questo tipo di rischio può essere sia di natura antropica se
provocato dalle attività umane come incidenti industriali, attività industriali, trasporti, rifiuti,
agricoltura, sia naturale, se provocato da eventi naturali come terremoti, frane, alluvioni, maremoti,
ecc. Le variabili antropiche che comportano un rischio sanitario possono incidere sulla salute
umana con danni o effetti sia temporanei sia permanenti e possono essere di natura biologica
(batteri, virus, pollini, virus, Ogm, ecc.), chimica (amianto, benzene, metalli pesanti, diossine, ecc.)
o fisica (radiazioni UV, rumore, radiazioni ionizzanti, alte temperature, basse temperature, ecc).
Nelle pressioni naturali rientrano invece tutte le tipologie di calamità naturali: terremoti, , tsunami,
frane, alluvioni, ecc. Il Dipartimento della Protezione civile ha delineato criteri di massima che
danno indicazioni alle regioni per pianificare la gestione delle calamità e delineano gli scenari di
emergenza. In particolare le linee guida riguardano la gestione dei soccorsi sanitari, la gestione
razionale di medicinali e dei dispositivi medici, l’organizzazione dei
PMA - Posti medici avanzati e
del triage, e le azioni per affrontare i bisogni psico-sociali.
97
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
IL P.M.A. (PRESIDIO MEDICO AVANZATO)
Definizione - Dispositivo funzionale di selezione e trattamento sanitario delle vittime, localizzato ai
margini esterni dell’area di sicurezza o in una zona centrale rispetto al fronte dell’evento. Può
essere sia una struttura (tende, containers, moduli prefabbricati, ecc.) sia un area funzionalmente
deputata al compito di radunare le vittime, concentrare le risorse di primo trattamento e organizzare
l’evacuazione sanitaria dei feriti
Il Pma - Posto medico avanzato è il fulcro della catena sanitaria dei soccorsi in caso di intervento
su catastrofe limitata e si dispone tra l’area di raccolta e gli ospedali di ricovero.
Quando il numero di feriti è superiore a quello gestibile dalle risorse immediatamente disponibili, il
Pma costituisce sul luogo dell'evento una struttura medicalizzata in cui proseguire il triage, cioè il
processo di suddivisione dei pazienti in classe di gravità in base alle lesioni riportate e alle priorità
di trattamento e/o evacuazione. È anche il luogo in cui somministrare trattamenti di stabilizzazione
delle vittime e coordinare l'evacuazione verso gli ospedali idonei disponibili. La funzione del Pma
consente, tra l’altro, di guadagnare tempo prezioso, durante il quale può essere mobilitato un
maggior numero di ambulanze e personale e permette agli ospedali di prepararsi ad accogliere un
numero improvviso ed elevato di vittime provocate dall’evento straordinario.
98
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
DOVE VIENE ALLESTITO IL P.M.A.
Gli ambienti utili per allestire il Pma possono essere:
- Edifici preesistenti accessibili e sufficientemente spaziosi: chiese, palestre, ecc.
- Aree aperte: parcheggi coperti o scoperti, loggiati, ecc.
- Tende.
È preferibile allestire il Pma all’interno di un edificio, o comunque al coperto di una struttura in
muratura e, solo nel caso di indisponibilità di queste strutture, fare ricorso alle tende. I vantaggi
sono:
- risparmio di tempo perché non è necessario allestire strutture campali;
- maggiore sicurezza;
- maggior spazio disponibile;
- maggior confort per vittime e operatori - in certi casi potrebbero essere disponibili illuminazione,
riscaldamento, acqua corrente, linee telefoniche, ecc.
La collocazione del Pma è decisa dal Posto di comando avanzato e deve rispondere a questi criteri:
1. deve essere vicino al luogo dell’evento ma al riparo da rischi;
2. deve essere vicino alle vie di comunicazione, per consentire accesso e uscita agevole ai diversi
veicoli che vi convergono;
3. non deve trovarsi in una zona dal suolo malsano, o fangoso da ostacolare il transito dei veicoli.
RISORSE E TEMPI DI ATTIVAZIONE DEL P.M.A.
Il Pma deve essere
completamente autonomo in termini di materiale sanitario, energia elettrica, illuminazione. Il
materiale deve essere conservato in casse già pronte, distinte tra logistiche e sanitarie.
Affinché l’arrivo in posto e il dispiegamento di un Pma avvengano in tempi adeguati è molto
importante che esistano piani preordinati e che tutte le attrezzature possano essere facilmente
movimentate e trasportabili con veicoli da trasporto leggeri.
In condizioni ideali il sistema logistico di sostegno del Pma deve essere pronto a spostarsi verso la
zona d’operazione in 30 minuti dalla sua attivazione e restare autonomo per almeno 12 ore,
durante le quali deve essere previsto un sistema di rifornimento del materiale sanitario e di cambio
delle squadre di soccorso.
99
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
LE AREE
Il Posto medico avanzato dev’essere suddiviso in 4 aree:
- triage: filtro da dove transitano tutte le vittime;
- urgenze assolute: gestione di feriti "codice rosso";
- urgenze relative: gestione dei feriti "codice giallo";
- evacuazione: preparazione dei feriti verso l'ospedale.
I feriti "codice verde" sono indirizzate in uno spazio vicino all’area urgenze relative, presidiata dalle
Forze dell’Ordine e da un operatori sanitari in grado di valutare eventuali peggioramenti delle
condizioni di questi feriti. I feriti in "codice verde" dovrebbero essere valutati nel Pma al termine
delle procedure di evacuazione dei codici gialli e rossi. Tuttavia il Direttore sanitario dei soccorsi
può decidere di non valutare i codici verdi e di evacuarli al più presto dalla scena. Questo per
diminuire lo stress psicologico delle vittime, indotto dalla prolungata permanenza sulla scena, e per
rendere disponibile tutto il personale sanitario preospedaliero per il trattamento dei feriti di maggiore
gravità. Le vittime "codice nero" sono le persone decedute dopo la presa in carico dalle squadre
sanitarie. Vengono deposte in una sottoarea vicina all’area urgenze assolute del Pma, presidiata
dalle Forze dell’Ordine. Anche le vittime decedute dovranno subire la procedura di triage con
relativa numerazione progressiva. Area di evacuazione è posta all'uscita del Pma, da qui le vittime
partono per la destinazione assegnata dalla Centrale operativa 118, con il mezzo di trasporto più
idoneo alla loro situazione clinica. L'evacuazione può avvenire via terra mediante ambulanze o via
aerea con l’ausilio di elicotteri.
100
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Il responsabile delle evacuazioni è, di solito, un infermiere del Pma, che ha il compito di controllare
la corretta compilazione della scheda di Pma, le operazioni di trasferimento e la destinazione dei
mezzi.
I COMPITI DEGLI OPERATORI
Gli operatori del Pma sono medici e infermieri 118 affiancabili da altri soccorritori. Il loro compito è:
- accettazione e registrazione dei feriti;
- triage;
- trattamenti di stabilizzazione;
- definizione delle priorità di evacuazione.
Il responsabile del Pma è un medico 118 esperto indicato dalla centrale operativa; i suoi compiti
sono:
- garantire la migliore qualità possibile di trattamento alle vittime in considerazione delle risorse e
delle dotazioni disponibili;
- mantenere i contatti con il Direttore soccorsi sanitari - Dss per organizzare l’afflusso delle vittime e
la loro evacuazione.
Nell’ambito delle competenze spettanti al Comune, si ritiene di dover fornire solo quei supporti
fondamentali nel caso sia necessario evacuare edifici isolati, stalle e allevamenti colpiti da questo
tipo di calamità, giacché si tratta di emergenze specifiche per il settore sanitario/veterinario, con
completa autonomia di gestione da parte degli organi competenti.
Al manifestarsi d’eventi di questo genere il Responsabile della Protezione Civile avvisa il Sindaco, il
Prefetto, il Presidente della Provincia e della Regione e riunisce il COC così composto:
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
RESPONSABILE MATERIALI E MEZZI
RESPONSABILE STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
RESPONSABILE MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
RESPONSABILE VOLONTARIATO
RESPONSABILE TELECOMUNICAZIONI
RESPONSABILE SANITARIO/VETERINARIO
RESPONSABILE SERVIZI SOCIALI
RESPONSABILE SERVIZI SCOLASTICI
SEGRETERIA
101
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
IL RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
o
Dirige il COC e tiene i contatti con le varie autorità. Coordina le funzioni di supporto, tiene
contatti con i rappresentanti sanitari e determina le priorità d’intervento per richieste
specifiche.
MATERIALI E MEZZI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto concentra, ove richiesto, mezzi e materiali inerenti allo
scopo (es. automezzi per trasporto animali).
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto tiene i contatti con le forze istituzionali presenti sul
territorio (Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri, ecc.).
o
Organizza, ove necessiti, l’interdizione della circolazione nelle zone a rischio e individua la
viabilità alternativa per la circolazione ordinaria.
o
Predispone, attraverso l’CTP, SITA O PRIVATI, gli eventuali trasporti collettivi ed assicura il
tempestivo arrivo dei mezzi di soccorso.
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto attraverso volantini, comunicati stampa e radio televisivi
aggiorna costantemente la popolazione sull’evolversi della situazione, allestendo, se
necessario, un punto telefonico informativo.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto coadiuva le funzioni di supporto in tutte le richieste, quali
l’ausilio alla viabilità, all’evacuazione d’edifici limitrofi alle zone di crisi, ma non a rischio di
contagio,
l’allestimento
d’aree
d’attesa
per
sfollati,
organizzando
anche
il
loro
vettovagliamento.
102
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene le comunicazioni tra la centrale operativa e le
squadre impegnate.
SANITARIA/VETERINARIA
o
Il Dirigente o Funzionario preposto rimane in continuo contatto con le strutture sanitarie
locali ed esterne, gestisce l’evento dal punto di vista sanitario, secondo i piani dell’AUSL.
Suggerisce al Coordinatore, di volta in volta, le priorità d’intervento.
SERVIZI SOCIALI ED ASSISTEZA SCOLASTICA
o
I Funzionari preposti, qualora l’emergenza coinvolgesse fasce sociali della popolazione e
scuole, adotteranno tutte le misure per assistere le persone e gli studenti colpiti.
SEGRETERIA
o
Filtra le telefonate ed annota i movimenti.
103
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO XI
I RISCHI DERIVANTI DA INCIDENTI FERROVIARI
ALLEGATO “B5”
INCIDENTI FERROVIARI
NON PREVEDIBILE
Il territorio di Palagiano è attraversato da due linee ferroviarie di seguito elencate:
-
la linea Bari – Taranto – con la Stazione di Palagiano – Mottola;
-
la linea Taranto – Metaponto – con la Stazione di Chiatona.
Va considerato che un tratto ferroviario viaggia lungo il litorale nelle immediate vicinanze della
fascia boschiva nei pressi delle località marine di Chiatona e di Pino di Lenne per cui, in caso di
incidente ferroviario, non si può escludere la possibilità che si innesti un principio d’incendio che
possa, nell’evolversi dello stesso, interessare la fascia boschiva sopra menzionata. In tal caso si
rende necessario adottare il modello d’intervento relativo agli incendi boschivi
Al verificarsi dell’evento il Responsabile della Protezione Civile attiva la Sala Operativa e, dopo aver
informato il Sindaco, riferisce al Prefetto, al Presidente della Provincia e della Regione lo stato di
allerta e di attivazione del C.O.C.
In genere questo tipo di emergenza coinvolge aree sotto il diretto controllo e gestione dell’Azienda
TRENITALIA o di altre Aziende, che già sono titolari di piani e procedure di soccorso da attivare
immediatamente dopo il verificarsi del sinistro.
104
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
In caso di incidente rilevante viene comunque convocato il C.O.C., così composto:
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
RESPONSABILE MATERIALI E MEZZI
RESPONSABILE STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
RESPONSABILE MASS MEDIA ED INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
RESPONSABILE VOLONTARIATO
RESPONSABILE SERVIZI ESSENZIALI
RESPONSABILE TELECOMUNICAZIONI
RESPONSABILE SANITARIO/VETERINARIO
SEGRETERIA
IL RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINA TORE
o
Coordina i Responsabili delle funzioni convocate, tiene contatti con altri enti locali interessati
(Comuni, ecc.) e determina le priorità d’intervento.
MATERIALI E MEZZI
o
Il Responsabile preposto fornisce, al bisogno, materiali di supporto e macchinari specifici
(es. gru, pale, escavatori, ecc.), qualora insufficienti quelli in dotazione dell’Azienda
TRENITALIA.
o
Contatta enti pubblici e privati per pulman disponibili al trasporto dei passeggeri appiedati
verso le mete o la stazione utile più vicina.
STRUTTURE OPERATIVE E VIABILITA’
o
Il Responsabile preposto organizza la viabilità, anche di tipo alternativo, per evitare il blocco
della circolazione, garantendo altresì l’arrivo e la partenza sul luogo di crisi dei mezzi di
soccorso.
o
Individua, inoltre, vie d’accesso al luogo dell’evento, alternative alla viabilità ordinaria.
105
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Responsabile preposto informa la cittadinanza sull’evento in corso, invitando in modo
ripetitivo a non recarsi sul luogo del sinistro per evitare la congestione dell’area.
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, qualora l’incidente interrompesse servizi essenziali alla
popolazione (luce, gas, acqua), investe i rappresentanti degli enti interessati per il ripristino
delle reti.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto fa sì che siano mantenuti i contatti radio tra la Sala
Operativa e le squadre esterne impegnate durante l’emergenza.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto invia Personale in ausilio alle forze preposte
all’intervento.
o
Organizza e fa distribuire generi di conforto alle persone coinvolte. In caso d’incidente
rilevante allestisce aree d’attesa per i viaggiatori che devono forzatamente fermarsi.
SANITARIA/VETERINARIA
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, sulla base del piano sanitario, porta aiuto alle personeanimali coinvolti nell’incidente organizzando per questi ultimi trasporti alternativi
.
SEGRETERIA
o
Filtra le telefonate e annota tutte le movimentazioni.
106
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO XII
I RISCHI DERIVANTI DA INCIDENTI AEREI
ALLEGATO “B6”
INCIDENTI AEREI
NON PREVEDIBILI
Qualora si verifichino incidenti con coinvolgimento di velivoli, si può prospettare, in linea generale,
la caduta di aerei sul territorio di Palagiano.
Il Responsabile della Protezione Civile notizia immediatamente il Sindaco, il Prefetto, il Presidente
della Provincia ed eventualmente della Regione e, valutata l’entità dell’evento, attiva il COC così
eventualmente composto:
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
RESPONSABILE TECNICA E PIANIFICAZIONE
RESPONSABILE MATERIA LI E MEZZI
RESPONSABILE STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
RESPONSABILE MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
RESPONSABILE VOLONTARIATO
RESPONSABILE SERVIZI ESSENZIALI
RESPONSABILE CENSIMENTO DANNI
RESPONSABILE TELECOMUNICAZIONI
RESPONSABILE SANITARIO/VETERINARIO
SEGRETERIA
IL RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
o
Dirige il COC e tiene i contatti con le varie autorità, assicura il massimo dei soccorsi e la
pronta ripresa della normalità.
107
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
o
Coordina i Responsabili delle funzioni convocate, individuando le priorità d’intervento, di
concerto con la funzione tecnica e pianificazione.
o
Mantiene i contatti con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
TECNICA E PIANIFICAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto determina l’entità del danno e le priorità dei sopralluoghi,
per valutare danni e agibilità in edifici pubblici, privati, infrastrutture e attività produttive.
MATERIALI E MEZZI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto fa confluire uomini, materiali (transenne, puntelli a cristo,
segnaletica, ecc.) e mezzi (camion per trasporto merci, escavatori, ecc…) dove richiesto.
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto gestisce i servizi di viabilità, con l’ausilio degli Operatori
della Polizia Municipale e mantiene rapporti con le Forze Istituzionali.
o
Organizza la rete viaria alternativa, per evitare la congestione del traffico nel luogo
dell’evento.
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto predispone i comunicati stampa e radiofonici per
informare la popolazione sull’evolversi della situazione e della viabilità alternativa da
percorrere per il raggiungimento delle mete.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto coadiuva le funzioni di supporto dove richiesto. Con
generi di conforto (bevande, alimenti, coperte) assiste la popolazione sfollata ed
eventualmente allestisce aree d’attesa.
108
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
SERVIZI ESSENZIALI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto coordina gli enti specifici per assicurare il ripristino delle
reti eventualmente danneggiate.
CENSIMENTO DANNI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto raccoglie le denunce di danno subito da persone, cose,
animali, edifici pubblici e privati, infrastrutture, ecc… per l’invio agli uffici competenti alle
pratiche d’indennizzo.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene attive le comunicazioni tra la Centrale
operativa e le squadre di soccorso e con i rappresentanti della Telecom, e degli altri
operatori dei servizi telefonici, i quali ripristineranno la rete telefonica eventualmente
compromessa in loco.
SANITARIA/VETERINARIA:
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, secondo programma ’intervento, assicura il soccorso
sanitario alle persone e animali coinvolti.
SEGRETERIA
o
Filtra telefonate e annota movimenti.
Le funzioni attività scolastiche o servizi sociali,
saranno attivate qualora l’incidente coinvolgesse
una loro struttura (Scuola, RSA, ecc.) così come
altre funzioni prima descritte all’interno del COC
potranno essere convocate o meno secondo la
prima valutazione sull’entità del danno
109
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO XIII
I RISCHI DERIVANTI DA INCIDENTI STRADALI CON
FUORIUSCITA DI SOSTANZE TOSSICHE O
PERICOLOSE
ALLEGATO “B7”
INCIDENTI STRADALI CON
FUORIUSCITA DI SOSTANZE
TOSSICHE O PERICOLOSE
NON PREVEDIBILI
Il trasporto merci su gomma rappresenta la stragrande maggioranza della movimentazione di
materiali, strutture e sistemi operativi tra le varie attività produttive del paese. Palagiano è posta per
la sua posizione geografica in una zona ad alta densità di circolazione.
Sono, infatti, presenti sul nostro territorio arterie stradali importanti quali l’autostrada A/14 (BolognaTaranto), la strada statale 106, la strada statale 7, la strada statale 100 e strade provinciali con
notevole afflusso della circolazione dove ogni giorno migliaia di mezzi trasportano merci, spesso
pericolose.
Qualora si verificasse un incidente stradale con versamento di sostanze tossiche o pericolose sono
seguite le normali pratiche d’intervento urgente con la presenza contemporanea di Vigili del Fuoco,
Aziende specializzate nella bonifica delle sostanze tossiche, Carabinieri, Polizia Stradale, Polizia
Municipale ed eventualmente ambulanze e volontari, qualora fossero coinvolte persone con sintomi
specifici da intossicazione.
110
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Si collabora in ogni caso con l'ARPA per quanto riguarda la gestione dell'inquinamento ambientale.
Nel caso l'incidente fosse di notevole entità il Responsabile della Protezione Civile, dopo aver
informato il Sindaco, il Prefetto ed il Presidente della Provincia, costituisce la Sala Operativa così
composta:
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
RESPONSABILE MATERIALI E MEZZI
RESPONSABILE STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
RESPONSABILE MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
RESPONSABILE VOLONTARIATO
RESPONSABILE TELECOMUNICAZIONI
RESPONSABILE SANITARIO E VETERINARIO
RESPONSABILE SERVIZI ESSENZIALI
RESPONSABILE SERVIZI SCOLASTICI
SEGRETERIA
IL RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
o
Dirige la Sala Operativa e mantiene i contatti con le varie Autorità. Coordina le funzioni di
supporto e dopo l'identificazione della sostanza versata, determina le priorità d’intervento.
MATERIALI E MEZZI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, a richiesta, fa confluire sul luogo colpito, squadre
d’operatori, segnaletica, materiali assorbenti, e mezzi adatti alla bonifica dell'area, nonché
camion o mezzi di trasporto per eventuali movimenti d’uomini e animali.
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene contatti con gli enti esterni preposti al soccorso
(Vigili del Fuoco, Carabinieri, ecc…). Istituisce blocchi stradali in prossimità dell'area
coinvolta e predispone una rete viaria alternativa cercando di non congestionare il traffico,
soprattutto per la presenza dei curiosi. Rimane in costante contatto con i servizi di trasporti
pubblici.
111
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MASS MEDIA ED INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, attraverso comunicati stampa e radiofonici e televisivi,
tiene costantemente informata la popolazione sull'evolversi dell'emergenza e su i vari
comportamenti da tenere (autoprotezione, viabilità alternativa, ecc.)
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto coadiuva tutte le funzioni di supporto fornendo uomini
per la viabilità, mezzi per i lavori di bonifica e materiale vario. In caso di grave incidente
predispone le prime aree d’attesa per la popolazione fornendo alla medesima vari generi di
conforto.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene costanti le comunicazioni tra Centrale
Operativa e le squadre di soccorso.
SANITARIA/VETERINARIA
o
Il Dirigente o Funzionario preposto utilizza il personale disponibile per portare soccorso alla
popolazione
colpita
dall'emergenza
e
che
manifesta
sintomatologia
attinente
(intossicazione, malesseri, ecc.).
o
Mantiene i contatti con le strutture sanitarie locali ed esterne per eventuali ricoveri.
o
Nel caso del coinvolgimento d’animali il veterinario disporrà il ricovero degli stessi in stalle
d’asilo per le cure del caso.
SERVIZI ESSENZIALI:
o
Il Dirigente o Funzionario preposto nel caso d’interruzione della rete elettrica, idrica e gas,
coordina i rappresentanti degli enti specifici per il ripristino urgente delle erogazioni.
112
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
SERVIZI SCOLASTICI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto qualora un plesso scolastico fosse coinvolto da questo
tipo d’emergenza, farà sì che esso sia evacuato secondo le procedure previste nei piani
interni dell’amministrazione scolastica. Di concerto con la Funzione Volontariato, provvederà
a portare soccorso alle persone coinvolte ed organizzerà trasporti urgenti per il rientro degli
alunni presso le proprie abitazioni.
SEGRETERIA
o
Filtra le telefonate e registra le operazioni.
113
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO XIV
I RISCHI DERIVANTI DA PARALISI DEL TRAFFICO
AUTOMOBILISTICO COLLEGATO ALLA CHIUSURA
DELLA VIABILITA’ AUTOSTRADALE
ALLEGATO “B8”
PARALISI DEL TRAFFICO
AUTOMOBILISTICO COLLEGATO
ALLA CHIUSURA DELLA VIABILITA’
AUTOSTRADALE
NON PREVEDIBILE
Al manifestarsi dell'evento il Responsabile della Protezione Civile, dopo aver informato il Sindaco, il
Prefetto ed il Presidente della Provincia, predispone il COC così composto:
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
RESPONSABILE MATERIALI E MEZZI
RESPONSABILE STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
RESPONSABILE MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
RESPONSABILE VOLONTARIATO
RESPONSABILE TELECOMUNICAZIONI
SEGRETERIA
IL RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
o
Dirige il COC e coordina le funzioni convocate, mantiene contatti con la società Autostrade,
di concerto con la Funzione Viabilità determina le situazioni di crisi più urgenti e pianifica la
priorità degli interventi.
114
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MATERIALI E MEZZI:
o
Il Funzionario preposto decide l'invio di uomini, mezzi e attrezzature qualora ve ne fosse
bisogno. Invia, dove richiesto, la segnaletica, le transenne, i mezzi e gli uomini in ausilio alle
forze di Polizia per lo smaltimento e le deviazioni del traffico.
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’:
o
Il Funzionario preposto mantiene contatti con la Polizia Stradale, i Carabinieri
ecc... sull'evolversi della situazione. Determina immediatamente la viabilità alternativa in cui
indirizzare i veicoli per evitare lunghe code, inviando squadre di Polizia Municipale nei
luoghi nevralgici per consentire il deflusso del traffico. E' in costante rapporto con la CTP,
SITA o privati per eventuali trasporti straordinari.
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto, attraverso comunicati stampa, televisivi e radiofonici
locali, informa costantemente gli utenti della strada sull'evolversi della situazione.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto coadiuva con uomini e mezzi le funzioni sopra descritte.
o
Qualora l'emergenza fosse di durata notevole e in situazioni climatiche avverse, fornirà alle
persone bloccate su strada i generi di conforto del caso.
o
Predisporrà, eventualmente, prime aree d’attesa.
TELECOMUNICAZIONI:
o
Il Dirigente o Funzionario preposto garantisce il collegamento tra la Centrale Operativa e
tutte le squadre impegnate nell'emergenza.
SEGRETERIA
o
Raccoglie e filtra le telefonate e annota tutte le operazioni.
115
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO XV
I RISCHI DERIVANTI DA EVENTI INDOTTI QUALI
GRANDI EVENTI E MANIFESTAZIONI
ALLEGATO “B9”
EVENTI INDOTTI QUALI GRANDI
EVENTI – MANIFESTAZIONI
CULTURALI, POPOLARI, SPORTIVE
PREVEDIBILI
La sagra del mandarino, la festa patronale ad Agosto, l’arrivo di una tappa del Giro d’Italia, e tante
altre manifestazioni di varia natura, hanno richiamato nel comune diverse migliaia di persone. Si è
trattato d’eventi largamente prevedibili e comunque gestiti dall’uomo nella loro totale evoluzione. In
ogni singola manifestazione è risultato determinante l’aspetto organizzativo che è risultato, in tutte
le circostanze, efficace e curato.
Come da pregresse esperienze, in tali circostanze l’Amministrazione individuerà per tempo, in
collaborazione con le altre Istituzioni coinvolte, il coordinatore e le funzioni di supporto preposte
all’organizzazione ed alla gestione dell’evento, che sono variabili in relazione alla tipologia della
situazione.
Nelle riunioni che precedono le manifestazioni, vista la diversa tipologia della stessa e il diverso
scenario di svolgimento, ogni Responsabile di funzione studia e determina le tappe da seguire per
affrontare l’emergenza.
Ciò ad esempio riguarderà la turnazione dei volontari e dei sanitari, la costituzione di un presidio
mobile ambulatoriale per la funzione sanitaria, la predisposizione della viabilità alternativa, la
vigilanza stradale, il trasporto pubblico, ecc.
116
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
Lo schema generale d’organizzazione si struttura, in linea di massima, come segue:
SALA OPERATIVA
E’ attivata con la presenza dei seguenti addetti:
o
o
o
o
o
o
o
o
RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
RESPONSABILE MATERIALI E MEZZI
RESPONSABILE STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
RESPONSABILE MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
RESPONSABILE VOLONTARIATO
RESPONSABILE TELECOMUNICAZIONI
RESPONSABILE SANITARIO/VETERINARIO
SEGRETERIA
IL RESPONSABILE PROTEZIONE CIVILE - COORDINATORE DEL C.O.C.
o
Mantiene i contatti con le autorità e dirige il COC. Coordina le funzioni di supporto e
o
mantiene i contatti con gli enti organizzatori della manifestazione.
MATERIALI E MEZZI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto invia dove richiesto uomini, materiali e mezzi (transenne,
segnaletica, ecc.) per far fronte ad ogni necessità
STRUTTURA OPERATIVA E VIABILITA’
o
Il Dirigente o Funzionario preposto mantiene i contatti con gli enti interessati all’evento (Vigili
del Fuoco, Polizia, Carabinieri, ecc.).
o
Determina percorsi per l’agevole accesso alle zone interessate e predispone quelli per il
deflusso dei visitatori/spettatori.
o
Vieta il transito sulle strade in prossimità dei punti critici ed organizza una rete viaria
alternativa per la circolazione ordinaria.
o
Tiene contatti con le aziende di trasporto pubblico e privato per trasporti eccezionali.
117
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
MASS MEDIA E INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
o
Il Dirigente o Funzionario preposto con appositi comunicati televisivi e radiofonici tiene
informata la popolazione sull’inizio della manifestazione, sul suo evolversi ed eventuali
situazioni di disagio. Quando possibile dota la cittadinanza di un numero telefonico a scopo
informativo.
VOLONTARIATO
o
Il Dirigente o Funzionario preposto coadiuva tutte le funzioni di supporto in ogni necessità
(viabilità, rimozioni, aiuti agli automobilisti e ai visitatori/spettatori). Predispone generi di
conforto (bevande, servizi d’accoglienza e luoghi di ricovero temporaneo) per evitare forti
disagi agli utenti.
TELECOMUNICAZIONI
o
Il Dirigente o Funzionario preposto organizza sistemi di comunicazione non vulnerabili con
l’ausilio dei radioamatori per garantire il costante contatto tra la centrale e le squadre
operative.
SANITARIA/VETERINARIA:
o
Il Dirigente o Funzionario preposto si occupa dell’assistenza sanitaria ai visitatori/spettatori,
coordinando le apposite squadre sul territorio.
o
Allerta le strutture sanitarie preposte, eventualmente istituendo un presidio mobile
ambulatoriale all’interno dell’area in cui avviene la manifestazione.
SEGRETERIA
o
Filtra le telefonate e annota tutte le movimentazioni.
118
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
CAPO XVI
DISPOSIZIONI FINALI
Per quanto non previsto dal presente Piano, si fa riferimento alla legislazione vigente in materia a
carattere regionale, nazionale e comunitaria. Copia del presente Piano sarà pubblicato all’Albo
Pretorio del Comune di Palagiano a norma dello statuto comunale. Inoltre, copia del presente
Piano, sarà inviato ai Responsabili dei Servizi Comunali, alle Istituzioni presenti nel territorio, alla
Prefettura, al Dipartimento nazionale P.C. al Servizio regionale P.C. all’Ufficio Provinciale di P.C.
alle forze dell’Ordine presenti nel territorio, agli Enti, Aziende, Consorzi, Istituzioni, Società
dipendenti con le quali il Comune eventualmente partecipa, alle associazioni di volontariato che ne
faranno richiesta e comunque pubblicato sul sito istituzionale del comune stesso. Al fine di portarlo
a conoscenza della cittadinanza sarà data ampia diffusione a livello comunale. Il presente Piano
sarà in vigore a tempo indeterminato fino alla stesura di un nuovo Piano che ne aggiorni i contenuti.
Tutto il Personale Comunale e i Responsabili dell’Amministrazione hanno l’obbligo di rispettarlo e di
favorirne l’applicazione.
Con l’adozione del presente Piano Comunale di Protezione Civile, si
considerano abrogati i precedenti piani in vigore nel Comune di
Palagiano in materia di protezione civile.
Il presente Piano Comunale di Protezione Civile e relativi allegati, è stato elaborato dal Servizio Comunale di
Protezione Civile, in uno con il Settore Tecnico Comunale, avvalendosi della collaborazione, ai sensi dell’art.
18 della Legge 225/92 e del D.P.R. n° 194 del 2001, art. 8, che testualmente recita: “Partecipazione delle
organizzazioni di volontariato all’attività di predisposizione e d attuazione dei piani di protezione civile” e al
punto 6 “Nell’ambito delle attività di predisposizione e di aggiornamento dei piani di emergenza, relativi agli
eventi di cui all’articolo 1, comma 2, le autorità competenti possono avvalersi della collaborazione delle
organizzazioni di volontariato iscritte nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3”. dell’Associazione C.O.V.E.R. A.R. 27 Mhz di Palagiano (Ta).
Dalla Residenza Municipale 27 settembre 2010
IL RESPONSABILE DEL SETTORE TECNICO
Arch. Antonio SCHIAVONE
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO COMUNALE
DELLA PROTEZIONE CIVILE
Cap. Rocco Zaccaria
IL SINDACO
Dott. Rocco RESSA
119
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Aggiornamento Anno 2010
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Piano Comunale Protezione Civile