ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI
Programma provinciale per la promozione di politiche
di tutela e accoglienza dell’infanzia e dell’adolescenza
2009-2011
Piano di azioni per l’anno 2010
1
INDICE
Premessa………………………………………………………………………..pag. 3
1. La popolazione 0-17 anni……………………………………………………pag. 10
2. Stato di attuazione degli interventi attivati e risultati raggiunti con
la programmazione 2009……………………………………………………..pag.20
3. La programmazione per l’anno 2010 ai sensi della delibera di Assemblea
Legislativa 265/2009 e atti attuativi…………………………………………pag. 29
4. Piano finanziario 2010: scheda sinottica……………………………………pag. 31
2
Premessa
Nella redazione del Programma provinciale per la promozione di politiche di accoglienza e tutela
dell’infanzia e dell’adolescenza, piano di azioni 2010, non si può prescindere dai più recenti
strumenti normativi regionali, che attraverso una lunga stagione di riflessione e confronto, hanno
reso possibile una strutturazione importante del sistema pubblico di welfare regionale e locale in
Emilia Romagna1.
Nel secondo capitolo il Piano Sociale e Sanitario, relativo all’area delle politiche sociali, introduce
una nuova rappresentazione sociale del concetto di tutela, volto ad integrare la consolidata valenza
giuridica di difesa e salvaguardia con una connotazione più estesa e dinamica di benessere sociale.
La funzione di tutela oltre che in termini di protezione viene assicurata dalla famiglia, dalla scuola,
dai servizi, tramite un insieme di azioni che garantiscono lo sviluppo e la crescita armonica del
bambino e l’incremento di una cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il concetto di
tutela possiede anche una valenza di tutoring, di accompagnamento e sostegno sempre
caratterizzato da un atteggiamento di ascolto da parte di familiari, insegnanti, operatori ed
amministratori. Il soggetto bambino e adolescente è titolare e portatore di diritti, di personalità e
cittadinanza che devono non solo essere riconosciuti, ma che necessitano di contesti favorevoli per
essere compiutamente attuati.2
In materia di infanzia ed adolescenza
gli obiettivi ed azioni individuati nel Piano Sociale e
Sanitario sono:
1
I riferimenti normativi sono:
- Piano Sociale e Sanitario 2008-2010, approvato dall’Assemblea Legislativa R. E. R. con a atto n. 175 del
22/05/08;
- L. R. n. 14 del 2008 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni”, approvata dall’Assemblea
Legislativa R. E. R. con atto n. 74 del 22/7/2008;
- Direttiva in materia di affidamento familiare e accoglienza in comunità di bambini e ragazzi approvata con
delibera di G. R. n.846 del 11/06/2007;
- Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Nazionale
delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata da 191 Stati, ratificata dall’Italia con la Legge 176/91.
2
Piano Sociale e Sanitario 2008-2010, pag. 71.
3
- rapportare i servizi educativi e la scuola con la dimensione sociale, sanitaria, sportiva,
culturale e ricreativa;
- promuovere forme di cittadinanza attiva;
- potenziare il sistema di accoglienza;
- sostenere forme specifiche di tutela;
- favorire il coordinamento della progettazione e la diffusione di buone prassi.
All’interno di questo quadro d’indirizzo viene ribadito il ruolo della Provincia di coordinamento,
monitoraggio e valutazione delle azioni attraverso “il coordinamento tecnico provinciale per
l’infanzia e l’adolescenza” che promuove cultura e riflessione sulla condizione dell’infanzia e
dell’adolescenza e collabora alla redazione dei Programmi provinciali tutela e accoglienza che
devono essere armonizzati ed integrati con la programmazione socio-sanitaria zonale.3 Il Piano
Sociale e Sanitario ha ribadito in maniera decisa la funzione del Programma provinciale per la
promozione delle politiche di accoglienza e tutela dell’infanzia e dell’adolescenza che consiste nella
programmazione e realizzazione di interventi che possano qualificare significativamente e
migliorare l’efficacia del sistema locale dei servizi e delle risorse della comunità quando si tratti di
tutelare i diritti fondamentali dei minori (soprattutto nei casi di violenze subite dai piccoli e violenze
agite dagli adolescenti) e di accogliere bambini ed adolescenti in affidamento familiare o in
comunità, in adozione nazionale e internazionale4.
Rispetto alla programmazione 2010 è necessario partire dal Profilo di Comunità del territorio
provinciale riminese, che rappresenta la base conoscitiva integrata delle condizioni di salute e di
benessere sociale della nostra comunità. Il Profilo di Comunità ha costituito la base per
l’elaborazione dell’Atto d’indirizzo e coordinamento della Conferenza Territoriale Sociale e
sanitaria (triennio 2009-2011) nel determinare le priorità strategiche in area sociale, socio sanitaria e
sanitaria. Se da un lato le considerazioni e gli elementi contenuti nel Profilo di Comunità sono
3
Piano Sociale e Sanitario 2008-2010, pagg. 72 -78.
Il Piano Sociale e Sanitario riprende la Legge regionale 14/2008 all’art. 5 per quanto riguarda le funzioni della
Provincia e all’art. 21 per il Coordinamento tecnico per l’infanzia e l’adolescenza.
4
4
tutt’ora validi ed attuali, dall’altro, la Provincia di Rimini ha subito negli ultimi mesi una profonda
trasformazione dovuta all’ingresso del territorio provinciale di sette Comuni dell’Alta
Valmarecchia5. Dal 15 agosto scorso ha avuto corso il distacco dei Comuni di Casteldelci, Maiolo,
Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello dalla regione Marche e la loro
aggregazione alla regione Emilia-Romagna. In particolare questi si sono aggiunti al territorio di
giurisdizione della Provincia di Rimini. Tale circostanza si pone pertanto, come elemento di forte
novità rispetto gli anni passati. Nella fase dunque di stesura del Piano Provinciale un’attenzione
particolare deve essere dedicata all’analisi e alla comprensione di questa nuova porzione di
territorio afferente alla Provincia.
Nel suo insieme tale area si caratterizza per un’estesa superficie territoriale pari a circa 328,20
chilometri quadrati, a fronte di quella della provincia di Rimini con i venti Comuni pari a 535,38
chilometri quadrati. Il dato sulla popolazione invece, si attesta attorno ai 18.133 residenti che
sommati a quelli tutt’ora presenti fanno crescere in modo esiguo il numero della popolazione totale
residente (325.265), di poco superiore ai 307.132 a venti Comuni6. In generale quindi, si deve
registrare un notevole incremento della superficie provinciale al quale tuttavia non corrisponde
quello della popolazione.
Un aspetto importante del profilo della comunità è senza dubbio l’andamento demografico della
popolazione. In questo modo, infatti, si ottiene il dato demografico rispetto la popolazione minorile
nei sette Comuni e pertanto si riesce a comprendere di quale portata dovranno essere le future
azioni. Attualmente in quel territorio ci sono 770 residenti in più rispetto alla rilevazione del 2001.
Prendendo in considerazione gli ultimi quattro censimenti nazionali ISTAT (1971,1981,1991,2001)
e i dati al 31.12.2004, emerge un progressivo invecchiamento della popolazione ed una crescente
diminuzione della parte di popolazione definita come “giovanissimi” (0-14 anni.)7. Questi sono
5
Legge 117 del 3 agosto 2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 118 del 18 agosto 2009 ed entrata in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
6
Fonti: Anagrafi Comunali
Elaborazione: Ufficio Statistica –Provincia di Rimini
7
Dati contenuti nel Piano di Zona 2005/2007- Ambito Territoriale Sociale n.2.
5
passati, negli ultimi trentaquattro anni, da 3.500 a poco più di 2000 residenti; mentre per quanto
riguarda la fascia di età centrale (15-64 anni) si riscontra una generale stabilità. Il dato riguardante
l’indice di vecchiaia rimarca quello che già si poteva dedurre in modo generale dai dati precedenti.
Esso, infatti, al 2004 si attesta attorno al 196% (con un picco nel Comune di Casteldelci pari al
314%). Questo significa che per ogni individui tra 0 e 14 anni d’età esistono nell’intero territorio
quasi due persone anziane, addirittura più di tre nel Comune di Casteldelci. In generale quindi, i
giovanissimi risultano essere, al 2004, l’11,4% dell’intera popolazione; il 50% in meno rispetto al
1971 (20,46%). In conclusione quindi, l’età media della popolazione dell’intero territorio si attesta
attorno ai 43,82 anni d’età (al 2004) mentre il valore nazionale è 41,68. Anche qui come nel resto
d’Italia si è registrato un continuo aumento del flusso migratorio, per cui il numero di cittadini
stranieri regolarmente iscritto all’anagrafe è 1.458, pari al 8% dell’intera popolazione.
L’Atto d’indirizzo e coordinamento della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Rimini
rimane lo strumento politico attraverso il quale orientarsi nella programmazione 2010, tenendo
conto della specificità appunto dell’ingresso nel territorio provinciale dei Comuni dell’Alta
Valmarecchia che in questo strumento di programmazione non figurano.
Nel territorio della Provincia a 27 i minori (0-17) con 53.216 unità costituiscono il 16,4% della
popolazione complessiva e di questi gli stranieri rappresentano quasi il 12%8. In questo ambito le
criticità sono costituite dalla dispersione scolastica (circa il 7% degli adolescenti in obbligo
formativo 14-17 anni è uscito dal circuito scolastico, percentuale che sale al 16% nel caso degli
adolescenti non italiani), e dall’elevato numero di bambini in carico ai Servizi Sociali (circa 3.340
di età media 9-8 anni, prevalentemente concentrati nell’area del disagio familiare e del disagio
economico). Significativa è la crescita progressiva delle difficoltà dei minori legate alla
conflittualità dei coniugi in caso di separazione ed alle difficoltà economiche del nucleo famigliare.
E’ evidente che questi dati si collegano a fenomeni sociali nazionali che richiamano ad una
8
Dati contenuti nel Bilancio demografico della Provincia di Rimini 2010, a cura del servizio statistica della Provincia di
Rimini.
6
riconsiderazione generale della società in cui viviamo. Il volto della famiglia, in particolare
nell’aggregato “genitori – figli” è mutato e continua a maturare con grande rapidità.9
Gli indirizzi tracciati nell’Atto d’indirizzo e coordinamento della CTSS di Rimini per la redazione
del Programma per la promozione di politiche di accoglienza e tutela dell’infanzia e
dell’adolescenza rimangono il punto di partenza per il piano 2010. Rimane attuale la necessità di
recepire pienamente le indicazioni della L.R 14/2008 – art 20 nella direzione di:
• promuovere il raccordo e l’integrazione tra le pianificazioni locali e la promozione di
progetti distrettuali e di area vasta;
• realizzare un’economia di sistema, da perseguire anche promuovendo l’attuazione
coordinata e congiunta di iniziative nell’ambito provinciale, al fine di prevenire fenomenici
frammentazione;
• assicurare la qualificazione dei servizi attraverso la formazione permanente degli operatori e
la supervisione delle equipe territoriali;
• incentivare la diffusione delle buone prassi, anche mediante scambi interdistrettuali e
proviniciali.
Per quanto riguarda l’adozione la necessità è quella di consolidare e qualificare il sistema
informativo, di formazione delle coppie e degli operatori, il raccordo con gli Enti autorizzati per
l’adozione internazionale, il processo di specializzazione delle èquipe centralizzate. Si dovrà
prestare attenzione in particolare alla fase post-adozione per supportare le famiglie e limitare il più
possibile i fallimenti adottivi. Per questo l’impegno dei servizi dovrà essere orientato a:
• fornire un supporto affinchè nelle famiglie si creino legami affettivi e filiali;
• raccordarsi con gli operatori educativi e scolastici, allo scopo di creare le condizioni ottimali
di accoglienza per il bambino adottato;
• adoperarsi perché sia garantita un’adeguata accoglienza sanitaria e diagnostica del bambino,
tenuto conto delle particolari condizioni di provenienza.
9
Atto d’indirizzp e coordinamento della CTSS di Rimini, triennio 2009-2011, pagg. 21-22.
7
Rispetto all’affidamento familiare, è opportuno adoperarsi per dare attuazione alla direttiva
regionale 846/2007 in particolare per quanto riguarda gli obiettivi di qualificazione del sistema
di accoglienza locale.
Nello specifico si propone di:
•
attivare il pieno coinvolgimento delle reti sociali allo scopo di sensibilizzare la comunità
sulla pratica dell’affido come valore solidale;
•
supportare i servizi nei compiti di accoglienza, valutazione, presa in carico dei bambini e
lavoro sulle famiglie d’origine;
•
promuovere le intese necessarie con i Comuni capofila di distretto e l’Azienda Usl al
fine di favorire la tempestiva risposta degli operatori nelle situazioni di emergenza e di
pronta accoglienza e le relazioni con le reti famigliari disponibili all’affidamento.
Sul fronte della tutela gli obiettivi prioritari del triennio sono riconducibili alla necessità di
consolidare e qualificare gli interventi intrapresi con i Piani provinciali attivati a partire dal 2003,
allo scopo di:
• rafforzare la rete interistituzionale attraverso percorsi formativi che forniscano sensibilità e
linguaggi comuni ed un metodo di lavoro condiviso;
• consolidare i servizi multi professionali (èquipe di secondo livello) per la gestione di
situazioni di maggior criticità sia rispetto allo sviluppo del bambino che dell’adeguatezza
genitoriale;
• promuovere la messa a punto di strumenti operativi che disciplinano le relazioni fra i diversi
soggetti della rete di protezione dei minori;
• coinvolgere il contesto educativo nel quale vive il minore per formare gli insegnanti e gli
educatori;
8
• promuovere iniziative che riguardino gli operatori della stampa e coinvolgano il sistema dei
mezzi d’informazione di massa per aprire spazi di riflessione per una corretta informazione
sui diritti dei bambini.10
In questo triennio, dunque la Provincia continua nell’impegno nel consolidare le relazioni e le
attività svolte fino a d oggi, valorizzando le esperienze positive e proseguendo nella promozione e
nella sensibilizzazione sull’educazione e la tutela dei più piccoli.
Operativamente si continua a:
- dedicare spazio e risorse alla formazione, per migliorare la qualità dei servizi e
incrementare nel territorio punti nevralgici di una rete di protezione sociale (Centri per le
Famiglie, Sportelli sociali, ecc. ecc.);
- sensibilizzare sul tema dell’accoglienza e della tutela, in collaborazione con i Comuni;
- sostenere l’Azienda Usl di Rimini nell’attività di gestione del servizio Tutela minori;
- proseguire l’osservazione sul post-adozione;
- promuovere momenti di approfondimento sui temi dell’accoglienza e della tutela;
- raccordarsi costantemente con la Regione E.R. per dare attuazione alla direttiva 846/07 ed
alla L.R. 14/08.
10
Atto d’indirizzp e coordinamento della CTSS di Rimini, triennio 2009-2011, pagg. 39-40.
9
1. La popolazione 0-17 anni
Al 01/01/2010 la popolazione minorile (0-17 anni) residente in provincia di Rimini ammonta a
53.216. I minori costituiscono il 16,4% della popolazione residente. Dunque, la provincia di Rimini
si conferma come un territorio che in Emilia-Romagna cresce dal punto di vista della popolazione
minorile oltre che della popolazione complessiva.
Tabella 1 - Peso percentuale dei minori sul totale dei residenti in provincia di Rimini11.
Anni
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
% minori sul totale Minori totali
Popolazione
popolazione
provinciale totale
provinciale
15,3
41.603
272.031
15,3
42.128
274.669
15,4
42.707
277.153
15,5
43.437
279.774
15,6
44.133
283.239
15,8
45.196
286.934
15,9
46.392
290.029
16
47.215
294.110
16,1
48.296
298.333
16,3
49.527
303.270
16,4
53.216
325.265
Se suddividiamo la popolazione minorile provinciale in fasce di età, otteniamo che i minori in età 02 sono 9.564, quelli in età 3-5 9.196, in età 6-10 sono 14.927, in età 11-13 8.394, in età 14-15
5.494, e in età 16-17 5.641.
Tabella 2 - Popolazione minorile residente in provincia di Rimini per classi di età al 01/01/201012.
Comune
Bellaria – Igea
Marina
Casteldelci
Maiolo
Novafeltria
Pennabilli
Poggio Berni
Rimini
San Leo
Sant’Agata Feltria
Santarcangelo di
Romagna
Talamello
Torriana
Verucchio
Totale Distretto
Rimini Nord
0-2 anni
3-5 ani
6-10 anni
11-13
anni
14-15
anni
16-17
anni
0-17 anni
641
631
1015
510
307
328
3.432
6
28
194
62
104
4.027
112
46
667
9
18
204
71
100
3.814
89
44
638
15
47
295
128
180
6.181
155
81
1074
10
23
174
77
93
3.601
83
48
531
6
10
121
65
49
2.403
54
35
371
11
9
131
49
68
2.421
60
46
420
57
135
1119
452
594
22.447
553
300
3.701
26
60
323
6296
28
57
325
6028
62
80
547
9860
21
49
326
5546
15
22
172
3630
14
22
166
3745
166
290
1.859
35.105
11
Fonte: Anagrafi comunali, elaborazione a cura di Ufficio Statistica Provincia di Rimini, marzo 2010, l’aumento
cospicuo di popolazione è determinato dall’ingresso dei sette comuni dell’Alta Valmarecchia.
12
Fonte: Anagrafi comunali, elaborazione a cura di Ufficio Statistica Provincia di Rimini, marzo 2010.
10
Comune
Cattolica
Coriano
Gemmano
Misano Adriatico
Mondaino
Montecolombo
Montefiore Conca
Montegridolfo
Montescudo
Morciano
di
Romagna
Riccione
Saludecio
San Clemente
San Giovanni in
Marignano
Totale Distretto
Riccione
PROVINCIA DI
RIMINI
0-2 anni
3-5 ani
6-10 anni
11-13
anni
14-15
anni
16-17
anni
0-17 anni
421
323
39
396
27
131
72
33
132
211
421
320
32
382
36
93
71
35
113
221
685
491
55
571
60
151
91
47
184
336
383
269
30
320
40
96
57
30
76
183
261
175
18
198
17
63
34
19
56
125
264
190
17
211
31
71
31
20
48
133
2.435
1.768
191
2.078
211
605
356
184
609
1.209
925
83
202
273
930
91
170
253
1.559
139
270
428
915
76
137
236
595
39
85
179
606
59
88
127
5.530
487
952
1.496
3.268
3.168
5.067
2.848
1.864
1.896
18.111
9.564
9.196
14.927
8.394
5.494
5.641
53.216
La popolazione provinciale minorile è dunque in costante e significativo aumento. Ciò è dovuto
principalmente alla presenza di famiglie immigrate, ma anche al complessivo aumento delle nascite.
Nel Distretto socio sanitario Rimini Nord i minori sono 35.105 di cui 22.447 residenti a Rimini
(63,9%). Nei comuni di Torriana, Verucchio, San Leo e Bellaria-Igea Marina il numero di minori
esercita un peso maggiore sulla popolazione residente nel distretto (il 20,4% a Torriana, il 18,5% a
Verucchio, il 18,2% a San Leo e il 18% a Bellaria-Igea Marina).
Nel Distretto socio sanitario Rimini Sud i minori sono 18.111 di cui 5.530 residenti a Riccione
(30,5%). I comuni di questa Zona con una maggiore incidenza di minori rispetto alla popolazione
residente sono Montecolombo (19,4%), San Clemente (19%) e Montescudo (18,8%).
11
Tabella 3 - Popolazione minorile residente in provincia di Rimini al 01/01/201013.
Comune
Popolazione
anni
Bellaria – Igea Marina
Casteldelci
Maiolo
Novafeltria
Pennabilli
Poggio Berni
Rimini
San Leo
Sant’Agata Feltria
Santarcangelo di Romagna
Torriana
Verucchio
0-17 Totale popolazione % popolazione 0-17 anni su
residente
totale popolazione residente
3.432
19.092
18,0%
57
460
12,4%
135
846
16,0%
1.119
7.343
15,2%
452
3.063
14,8%
594
3.413
17,4%
22.447
141.501
15,9%
553
3.033
18,2%
300
2.293
13,1%
3.701
21.121
17,5%
290
1.422
20,4%
1.859
10.023
18,5%
Totale Zona Nord
35.105
Comune
Popolazione
anni
Cattolica
Coriano
Gemmano
Misano Adriatico
Mondaino
Montecolombo
Montefiore Conca
Montegridolfo
Montescudo
Morciano di Romagna
Riccione
Saludecio
San Clemente
San Giovanni in Marignano
Totale Zona Sud
PROVINCIA
RIMINI
DI
214.827
16,3%
0-17 Totale popolazione % popolazione 0-17 anni su
residente
totale popolazione residente
2.435
16.679
14,6%
1.768
9.961
17,7%
191
1.192
16,0%
2.078
12.157
17,1%
211
1.451
14,5%
605
3.125
19,4%
356
2.196
16,2%
184
1.031
17,8%
609
3.242
18,8%
1.209
6.910
17,5%
5.530
35.545
15,6%
487
2.972
16,4%
952
5.007
19,0%
1.496
8.970
16,7%
18.111
110.438
16,4%
53.216
325.265
16,4%
I minori stranieri residenti sono 6.20414 e costituiscono quasi il 12% della popolazione
provinciale minorile.
Nella Zona Nord i minori stranieri sono 4.293 di cui 2.838 residenti a Rimini (66,1%, quando nel
2008 si attestava sul 72%). I comuni della Zona Nord con la maggiore incidenza di minori stranieri
rispetto alla popolazione minorile residente sono San Leo (16,8%), Bellaria Igea-Marina (che passa
dal 12,2% del 2008 al 15,5%) e Novafeltria (14,9%).
13
14
Fonte: Anagrafi comunali, elaborazione a cura di Ufficio Statistica Provincia di Rimini, marzo 2010.
Fonte: Anagrafi comunali, elaborazione a cura di Ufficio Statistica Provincia di Rimini, marzo 2010.
12
Nella Zona Sud i minori stranieri sono 1.911, di cui 548 residenti nel Comune di Riccione
(28,7%). I comuni di questa Zona con una maggiore incidenza di minori stranieri rispetto alla
popolazione minorile residente sono Montegridolfo (16,8%, con una lieve flessione rispetto al 2008,
in cui si attestava sul 17,9%), Morciano di Romagna (che passa dal 10,4% del 2008 al 15,3%) e
Saludecio (13,8%).
Tabella 4 - Popolazione minorile straniera residente in provincia di Rimini al 01/01/201015.
Comune
Popolazione
Popolazione
straniera 0-17 anni
anni
Bellaria – Igea Marina
533
Casteldelci
1
Maiolo
4
Novafeltria
167
Pennabilli
38
Poggio Berni
47
Rimini
2.838
San Leo
93
Sant’Agata Feltria
20
Santarcangelo
di
311
Romagna
Torriana
32
Verucchio
195
Totale Zona Nord
4.293
Comune
Cattolica
Coriano
Gemmano
Misano Adriatico
Mondaino
Montecolombo
Montefiore Conca
Montegridolfo
Montescudo
Morciano di Romagna
Riccione
Saludecio
San Clemente
San
Giovanni
in
Marignano
Totale Zona Sud
PROVINCIA
RIMINI
15
DI
Popolazione
Popolazione
straniera 0-17 anni
anni
270
137
21
242
16
46
19
31
56
185
548
67
125
0-17 % popolazione straniera 0-17
su totale popolazione 0-17 anni
3.432
15,5%
57
1,8%
135
3,0%
1.119
14,9%
452
8,4%
594
7,9%
22.447
12,6%
553
16,8%
300
6,7%
3.701
8,4%
290
11,0%
1.859
10,5%
35.105
12,2%
0-17 % popolazione straniera 0-17
su totale popolazione 0-17 anni
2.435
11,1%
1.768
7,7%
191
11%
2.078
11,6%
211
7,6%
605
7,6%
356
5,3%
184
16,8%
609
9,2%
1.209
15,3%
5.530
9,9%
487
13,8%
952
13,1%
148
1.496
9,9%
1.911
18.111
10,6%
6.204
53.216
11,7%
Fonte: Anagrafi comunali, elaborazione a cura di Ufficio Statistica Provincia di Rimini, marzo 2010.
13
Rispetto ai minori in carico ai servizi socio sanitari Ausl tutela dei Distretti di Riccione e Rimini
al 01/01/2010 si rileva che16:
-
i minori in carico sono 3.101 (- 216 rispetto all’anno precedente), di cui 2.151 residenti
nella Zona Nord e 950 nella Zona Sud. Essi costituiscono il 5,8% della popolazione
provinciale 0-17;
-
gli utenti minori di nazionalità italiana sono 1938 (il 62,5%), mentre quelli di nazionalità
straniera sono 1.163 (il 37,5%);
-
nel corso dell’anno sono stati presi in carico 612 nuovi utenti (con età media di 6,6 anni),
mentre sono usciti dal Modulo tutela minori dei due Distretti 365 soggetti;
-
i minori accolti in affidamento familiare sono 168, di cui 43 in affido consensuale e 125 in
affido giudiziale (complessivamente il 28% in più dell’anno precedente che erano 121);
-
i minori accolti nelle strutture della provincia sono 298, suddivisi tra residenti in provincia e
minori stranieri non accompagnati;
-
le principali tematiche che determinano la presa in carico di minori presso il Modulo tutela
dei due Distretti sono le difficoltà economiche (43,2%), il disagio familiare (39,6%) ed
elevata conflittualità connessa a situazioni di separazione/divorzio (14%);
-
i minori nei confronti dei quali l’Autorità giudiziaria ha emesso un provvedimento di
affidamento, tutela o vigilanza del Servizio Tutela – cioè provvedimenti che regolamentano
e limitano l’esercizio della potestà genitoriale - sono 70017. Questi casi costituiscono il
22,57% dei minori in carico al Servizio.
Nella provincia di Rimini esiste un’unica équipe di operatori dedicati al progetto affido
composta da:
-
referente progetto Assistente Sociale a 18 ore settimanali;
-
due Assistenti Sociali per 6 ore la settimana ciascuna sul Distretto di Rimini;
-
una Assistente Sociale per 6 ore la settimana sul Distretto di Riccione;
-
una Psicologa per 12 ore settimanali;
-
da settembre 2009 è presente un'Assistente Sociale a 38 ore settimanali.
Dal mese di dicembre 2009 è stato avviato l'invio della Ass. Sociale a 38 ore settimanali dedicata
all'affido, presso il “Centro per le Famiglie” del Comune di Rimini nella giornata di giovedì.
16
17
Fonte: Ausl di Rimini, marzo 2010.
Fonte: Ausl di Rimini, marzo 2010.
14
All'interno di tale sede l'operatore svolge attività di promozione dell'affidamento familiare, raccordo
con le attività già presenti al CpF e nel corso del 2010 inizierà, in base alla richiesta, i primi
colloqui con gli aspiranti l'affidamento familiare.
Nel corso del 2009 si sono svolte n. 30 istruttorie di nuove famiglie aspiranti all’affido delle quali:
- n. 6 istruttorie di famiglie che avevano iniziato il percorso nel 2008;
- n. 9 istruttorie di famiglie in corso al 31/12/2009;
- n. 3 istruttorie sospese.
Inoltre si sono prestati:
- n. 25 interventi di consulenza su casi di minori inseriti nel percorso di affido;
- n. 32 interventi di supervisione su casi di minori già affidati.
Il numero complessivo dei minori in affido familiare è aumentato del 28% rispetto all'anno 2008.
Si è passati infatti da 121 minori a 168 minori collocati presso nuclei affidatari; tale numero si
riferisce sia al Distretto di Rimini che a quello di Riccione e comprende sia gli affidi eterofamiliari
che quelli intrafamiliari, a tempo pieno e tempo parziale, consensuali e giudiziali.
La ragione di un aumento così vistoso dell'utilizzo di questo strumento operativo va ricercata oltre
che ad una campagna di promozione a tappeto su tutto il territorio provinciale di Rimini, con 19
incontri serali itineranti partite nell'ottobre 2008 e terminate nel maggio 2009, anche al fatto che le
risorse relative le professionalità dedicate siano state implementate oltre che, quelle già in essere,
stabilizzate nell'esperienza professionale18
Tabella 5a – Minori in affidamento familiare nella Provincia di Rimini al 01/01/201019.
Anno
2006
Minori in affido
RN
RC
58
37
2007
105
% aumento
RN
-
% stranieri
RC
-
RN
36,21
10,53
RC
21,62
29,52
2008
76
45
-
-
40,78
22,21
2009
98
70
22,45
77,78
31,63
18,57
18
19
Fonte: Azienda Usl di Rimini, marzo 2010.
Fonte di questa tabella e delle successive: Ausl di Rimini, marzo 2010.
15
Tabella 5b – Età media inizio affidi nella Provincia di Rimini.
Età media inizio affidi
RN
6/7anni
RC
6/7anni
Tabella 5c – Affidi conclusi nella Provincia di Rimini al 01/01/2010.
Numero affidi conclusi
RN
38
1a4m
Durata
RC
3
4 a 10 m
media
Tabella 5d– Motivazioni dell’affido familiare nella Provincia di Rimini al 01/01/2010.
Motivazioni
RN
Abbandono
5
RC
Abuso
1
Disagio economico
3
1
Disagio familiare
49
12
Disagio familiare con dipendenza patologica
18
13
Disagio familiare psichico
14
13
Maltrattamento
3
4
Separazione/Divorzio
3
6
Trascuratezza
1
4
Affido preadottivo
2
Non specificato
Totale
16
98
70
Tabella 5e–Tipologie dell’affido familiare nella Provincia di Rimini al 01/01/2010.
Tipologie affido
RN
RC
Consensuale Residenziale Extrafamiliare
7
2
Giudiziale Residenziale Extrafamiliare
32
23
Giudiziale Diurno Extrafamiliare
2
Consensuale Diurno Extrafamiliare
25
1
Giudiziale a parenti
15
15
Consensuale a parenti
4
4
non specificato
13
25
98
70
Totale
16
Tabella 5f–Età d’inizio dell’affido familiare nella Provincia di Rimini al 01/01/2010.
Età
<1
1
2
3
4
5
6
7
8
9
RN
2
7
10
13
6
6
7
11
10
4
RC
5
1
2
4
6
5
7
6
6
7
inizio
Età
inizio
10
11
12
13
14
15
16
17
RN
2
4
3
3
2
3
1
4
RC
2
6
2
3
* N. D. 8 (RC).
scuola
nido/materna
elementari
medie/superiori
RN
44
34
20
RC
23
28
11
Tabella 5h – Minori in affidamento familiare Distretto di Rimini Nord al 01/01/2010.
Distretto di Rimini Nord
numero
Apolide
1
Bellaria-Igea Marina
1
Poggio Berni
3
Rimini
70
Santarcangelo di Romagna
12
Verucchio
5
Villa Verucchio
2
Bologna
1
Cesenatico
1
Osimo
1
Potenza
1
Totale
98
17
Tabella 5i – Minori in affidamento familiare Distretto di Riccione al 01/01/2010.
Distretto di Riccione
numero
Apolide
Cattolica
Coriano
Gemmano
Misano Adriatico
Mondaino
Montecolombo
Montescudo
Morciano
Riccione
Rimini
S.Clemente
S. Giovanni in Marignano
Santarcangelo di Romagna
Gradara
Bologna
Sassari
Totale
1
5
3
1
11
3
3
3
4
19
5
1
7
1
1
1
1
70
Infine, per quanto riguarda l’adozione, disponiamo dei seguenti dati20:
Tabella 6a – Dati relativi al percorso adottivo.
Tipologia dati
coppie primo colloquio informativo
coppie che hanno presentato la domanda per i corsi di
preparazione all’adozione
coppie che hanno frequentato i corsi di preparazione
coppie che non hanno frequentato il corso
corsi di preparazione svolti
coppie che hanno presentato domanda di istruttoria
coppie per cui è sospesa/interrotta l’indagine psicosociale
fallimenti adottivi
20
Dal 01/01 al 31/12/2009
77
48
40
8
5
48
12
di cui 3 per gravidanza
0
Fonte: equipe centralizzata adozioni Ausl Rimini, marzo 2010.
18
Tabella 6b – Dati relativi al percorso adottivo.
Tipologia dati
al 31/12/2009
coppie in attesa di istruttoria per adozione nazionale e
internazionale
coppie con istruttoria di adozione nazionale e internazionale in
corso
istruttorie concluse con valutazione positiva
istruttorie concluse con valutazione negativa
coppie che hanno ottenuto l’idoneità per adozione nazionale e
internazionale
coppie che non hanno ottenuto l’idoneità per adozione
nazionale e internazionale
Situazioni di minori in carico adottati e in affido preadottivo
13
36
33
3
15
2
50
19
2. Stato di attuazione degli interventi attivati e risultati raggiunti con
la programmazione 2009.
L’anno 2009 è stato un anno ponte per la provincia di Rimini, interessata da un cambiamento di
legislatura – come del resto molte alte amministrazioni - e da un avvicendamento di personale
all’interno del Servizio.
La realizzazione di numerose azioni previste dalla Programmazione 2009 è stata delegata alla Az.
USL di Rimini (fra l’altro titolare della gestione dei servizi in materia di minori su delega dei
Comuni) anche in considerazione del fatto che si trattava per lo più di attività di formazione degli
operatori e supervisione
della équipe
centralizzata, proposte in fase di programmazione
dall’Azienda stessa.
La Provincia ha curato direttamente l’iniziativa di sensibilizzazione sull’affido, attraverso una
campagna, di cui si dirà in dettaglio nelle pagine seguenti, promossa in stretta collaborazione con i
Comuni capidistretto Rimini e Riccione, e le convenzioni con gli Enti autorizzati per la formazione
delle coppie candidate alla adozione.
Nonostante il breve lasso di tempo, la maggior parte delle azioni sono state completate ed altre
sono in avanzata fase di realizzo, la qual cosa ha consentito di proporre una programmazione 2010
tenendo conto delle reali necessità espresse dai territori e della sostenibilità in termini di tempi e
risorse, potendo contare anche su qualche residuo del Piano 2009.
Si riporta di seguito la relazione sullo stato di attuazione degli interventi redatta tenendo conto
anche del rendiconto inviato dall’Az.USL sui progetti affidati.
A.
Piano Politiche di tutela dei minori.
Intervento n. 1
Attività di formazione, rivolta agli operatori, sul tema “Il lavoro di rete con le famiglie
multiproblematiche”.
Il progetto è stato realizzato dalla Az.USL di Rimini .
Ha tenuto il corso il Dott. Stefano Cirillo, psicologo e psicoterapeuta familiare presso il Centro per
il bambino maltrattato e la cura della crisi familiare di Milano.
20
Finalità: sviluppare strumenti e metodologie di lavoro in rete ed integrato rispetto alle famiglie
multiproblematiche.
Modalità di svolgimento del corso: il corso è stato attivato in due edizioni, ognuna di tre incontri
formativi di tre ore ciascuno, per un totale di nove ore di formazione per ogni modulo.
Partecipanti: Per ogni modulo hanno partecipato 30 iscritti,psicologi, assistenti sociali, psichiatri,
educatori dell’Azienda Usl di Rimini.
Date ed orari: il calendario degli incontri è stato il seguente:
-
1° incontro 16 febbraio 2009;
-
2° incontro 1 luglio 2009;
-
3° incontro 3 settembre 2009.
Contenuti: prima di ogni incontro le èquipe interessate a ricevere la supervisione su di un caso
inerente le tematiche previste dal corso hanno provveduto alla stesura di una relazione sintetica ed
anonima sul caso oggetto della discussione che è stata inoltrata sia agli altri partecipanti al corso sia
al dottor Cirillo. Durante l’incontro la discussione e presentazione degli aspetti teorici e
metodologici del lavoro in rete è stata arricchita dall’analisi del materiale clinico presentato
dall’équipe e supervisionato dal dottor Cirillo.
Valutazione di gradimento del corso: hanno partecipato in media 28 operatori ad incontro. A fine
incontro, in forma anonima, sono stati raccolti i questionari di valutazione dell’attività formativa
compilati da parte dei partecipanti. L’elaborazione degli stessi restituisce una complessiva
soddisfazione degli operatori sia rispetto del percorso di aggiornamento, sia rispetto all’efficacia
dell’evento, sia rispetto alla rilevanza degli argomenti trattati.
La valutazione complessiva del docente risulta positiva, rispetto alla chiarezza espositiva, alla
competenza manifestata, all’efficacia didattica, alle capacità relazionali e all’affidabilità.
Costo complessivo sostenuto: € 3.390,00.
Intervento n. 2
Formazione specifica per gli psicologi che operano in ambito di tematiche relative ad abuso e
maltrattamento”.
Il progetto è stato realizzato dalla Az.USL di Rimini .
Ha tenuto il corso la dott.ssa Marinella Malacrea, psicologa e psicoterapeuta, Centro Tiama Milano.
Finalità: sviluppare strumenti e metodologie di lavoro per la valutazione e il trattamento di
situazioni di abuso all’infanzia.
Partecipanti: hanno partecipato 30 iscritti, psicologi Area infanzia dell’Azienda Usl di Rimini
21
Modalità di svolgimento del corso: il corso è stato attivato in un’unica edizione, strutturata in tre
incontri, di sei ore ciascuno, per un totale di diciotto ore di formazione.
Partecipanti: psicologi Area infanzia dell’Azienda Usl di Rimini, per un totale di 30 iscritti.
Date ed orari: il calendario degli incontri è stato il seguente:
-
1° incontro 11 giugno 2009;
-
2° incontro 8 ottobre 2009;
-
3° incontro 10 dicembre 2009.
L’orario per tutte le giornate di formazione è stato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19.
Sede del corso: Sala Smeraldo, via Coriano 38, Ausl di Rimini.
Contenuti: i contenuti proposti hanno avuto la finalità di coniugare fondatezza teorica ed efficacia
operativa, in stretta connessione con il sapere maturato nel ‘lavoro sul campo’ in materia di violenza
sui minori, con i seguenti obiettivi:
-
diffusione delle conoscenze in tema di violenza sui minori e promozione di schemi di
provata efficacia nel processo di intervento;
-
attenzione al minore vittima di violenza, alla sua protezione e alla comprensione;
-
attenzione alla valutazione familiare per valorizzare ogni possibilità di recupero della
competenza genitoriale;
-
sviluppo di strumenti terapeutici nei confronti della vittima ed i familiari;
-
protezione del minore nel percorso giudiziario;
-
promozione di competenze specialistiche multidisciplinari nei servizi e supporto al
funzionamento della rete.
Durante il corso la discussione degli aspetti teorici e metodologici del lavoro su casi di abuso e
maltrattamento è stata arricchita dalla presentazione di materiale clinico fornito dalla dott.ssa
Malacrea, grazie a supporti video. Durante gli incontri sono stati presentati e discussi alcuni reattivi
psicologici utili alla rilevazione dei segni e sintomi di abuso.
La metodologia didattica si è caratterizzata per l’alternarsi di lezioni frontali, lavori di gruppo,
esercitazioni e momenti di discussione di materiale clinico.
Ai partecipanti è stata fornita una bibliografia generale e specifica, sono state inoltre proposte
schede per la rilevazione dei dati, utili agli operatori come supporto nella fase diagnostica.
Valutazione di gradimento del corso: hanno partecipato in media 25 operatori ad incontro. A fine
incontro, in forma anonima, sono stati raccolti i questionari di valutazione dell’evento formativo
compilati da parte dei partecipanti.
Costo complessivo sostenuto: € 4.000,00.
22
Intervento n. 3
Formazione ed informazione sugli aspetti giuridici in ambito di tutela minori.
Il progetto è stato realizzato dalla Az.USL di Rimini .
Hanno tenuto il corso l’avvocato Luca Ventaloro, esperto in diritto familiare- minorile e diritto
penale, iscritto al foro di Rimini, docente di Diritto penale e di diritto di famiglia e minori presso
l’ISSPOS e l’avvocato Martina Montanari, esperto in diritto familiare-minorile e diritto penale,
iscritta al foro di Rimini.
Finalità: sviluppare competenza in ambito giuridico negli operatori delle èquipe integrate di Tutela
Minori al fine di realizzare azioni professionali adeguate e rispondenti all’interesse del minore e
corrette sotto il profilo giuridico.
Partecipanti: 32 assistenti sociali, 2 educatori professionali, 6 psicologi.
La partecipazione al corso, che riguardava tutte le assistenti sociali dei Moduli Tutela Minori dei
due distretti ed alcuni psicologi che svolgono parte della loro attività nel Modulo Tutela Minori, è
stata costante in tutte le giornate dl corso.
Metodologia di svolgimento del corso: il corso si è articolato in lezioni frontali e discussione di
casi in carico. In base alla programmazione dei docenti, l’ultima giornata del corso si è svolta in
forma seminariale ed è stata dedicata alle relazioni dei magistrati (Presidente e Giudice tutelare del
Tribunale di Rimini, Presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna, Procuratori incaricati
delle indagini connesse ai reati di abuso e di maltrattamento) che hanno illustrato, ciascuno per
l’ambito di competenza, le attuali prassi, con particolare riferimento a quanto concerne l’interazione
con i Servizi di tutela minori.
Al termine del corso i docenti hanno sintetizzato i temi affrontati e discussi in formazione in un
breve compendio che rappresenti uno strumento di consultazione snello, utile a fugare dubbi e
chiarire i percorsi più opportuni in situazioni complesse che richiedono una presa in carico corretta
e competente anche sotto il profilo giuridico.
L’avv. Ventaloro si è reso disponibile a rispondere, via mail, a quesiti posti dagli operatori in merito
a casi in carico. Tale prassi è diventata una risorsa preziosa per le équipe.
Date, orari e sede del corso: il calendario degli incontri è stato il seguente:
-
1° incontro 24 aprile 2009 A.S.R.I;
-
2° incontro 27 maggio 2009 Sala Smeraldo Colosseo;
-
3° incontro 23 settembre 2009 A.S.R.I;
-
4° incontro 28 ottobre 2009 Sala Smeraldo Colosseo;
23
-
5° incontro 27 gennaio 2010 Sala “Marvelli”, Provincia di Rimini.
Valutazione di gradimento del corso: alla fine del corso sono stati somministrati questionari per
la valutazione del modulo da parte dei partecipanti in merito alla qualità ed efficacia
dell’aggiornamento. Ne emerge una valutazione positiva sia per la rilevanza degli argomenti trattati
che per la chiarezza e preparazione dei docenti. Gli operatori hanno proposto il proseguimento
dell’attività di formazione anche per l’anno 2010.
Costo complessivo sostenuto: € 7.610,00.
B. Piano affidamento familiare e in comunità.
Intervento n. 1.
Attività di formazione per équipe integrata di secondo livello
Il progetto è stato realizzato dalla Az.USL di Rimini .
Il corso è stato affidato a docenti del Centro di formazione CAM di Milano.
Finalità: acquisire ed ampliare criteri comuni in base ai quali individuare le risorse che rendono
possibili l’esperienza di affido.
Destinatari: alla formazione parteciperanno tutte le professionalità che afferiscono al progetto
affido:1 psicologo; 3 assistenti sociali; 1 assistente sociale referente del progetto.
Metodologia di svolgimento del corso: le giornate di formazione prevedono un’alternanza di
relazioni frontali con momenti di confronto e discussione, esercitazioni, analisi di casi e riflessioni
supportate da materiale audiovisivo.
Date, orari e sede del corso: le lezioni si svolgeranno presso la sede dell’Azienda AUSL di Rimini
nei giorni 14-15-16 aprile per un totale di 19 ore di lezione.
Costo complessivo sostenuto: € 5.000,00.
Intervento n. 2.
Definizione linee guida per la valutazione psicologica delle coppie affidatarie
Il progetto è stato affidato alla Az.USL – Non ancora realizzato.
Intervento n. 3
Attività di sensibilizzazione sull’affidamento famigliare
Progetto realizzato dalla Provincia.
24
La Provincia di Rimini, Assessorato Politiche Sociali, Azienda Usl di Rimini in collaborazione con
le Associazioni Famiglie per l’Accoglienza e Papa Giovanni XXIII ed il coordinamento provinciale
infanzia e adolescenza area affido, in continuità con gli anni precedenti ha promosso una campagna
di sensibilizzazione sull’affido familiare dal nome “L’Affido porta sorrisi” 2008/2009
Finalità della campagna: far crescere la cultura dell’accoglienza;
-
informare sull’istituto dell’affido, spesso confuso con l’adozione;
-
aumentare il numero di coppie che si rendono disponibili ad accogliere i minori.
Periodo di svolgimento: ottobre/dicembre 2008;
marzo/maggio 2009;
Azioni: 8 incontri pubblici nel 2008;
9 incontri pubblici nel 2009.
Gli incontri sono avvenuti in 11 Comuni diversi del territorio provinciale.
1 rassegna cinematografica con 4 film a tema al cinema Astra di Misano;
1 rassegna cinematografica con 3 film a tema alla cineteca comunale di Rimini;
Realizzazione di un opuscolo informativo di 32 pagine.
Promozione: distribuzione di 13.000 pieghevoli, 4.500 cartoline e 500 locandine a enti pubblici,
scuole, parrocchie, urp, biblioteche e in occasione del mese della famiglia del Comune di Rimini,
centri per le famiglie, associazioni, ecc.
Affissione di 700 manifesti nei Comuni dove si sono tenuti gli incontri e nei principali Comuni del
territorio nelle due fasi della campagna.
Pubblicità dinamica con pannelli 70X120 su 10 autobus della Tram per 1 mese.
Presenza del programma sul sito della Provincia e su Urponline per tutta la campagna; presenza del
programma sul sito della Usl (solo ciclo 2008); presenza del programma sul sito
“emiliaromagnasociale”; invio pdf del pieghevole a mailing list: odv, aps, urp dei Comuni e della
Provincia.
Ufficio stampa: conferenza stampa di avvio campagna; intervista radiofonica su radio Icaro
all’avvio della campagna; invio di comunicati stampa prima di ogni incontro; 2 articoli sul
settimanale “Chiamami Città” all’inizio dei due cicli; articolo sul periodico della regione Emilia
Romagna “Qualità Sociale”; rassegna stampa.
Risultati misurabili: numero di soggetti che hanno aderito attivamente alla campagna: 26
Comuni (Verucchio, Morciano, Mondaino, San Giovanni in Marignano, Monte Colombo, Monte
Fiore, Saludecio, Coriano, Poggio Berni, Rimini), Quartieri (il 4 e 5), Centri per le famiglie (Rimini
e Santarcangelo), Scuole (5° circolo di Rimini, Istituto comprensivo di Miramare, Bellaria e
25
Morciano), Associazioni (Centro Renzi Riccione e Università Aperta) e 6 Parrocchie della diocesi
di Rimini.
Costo complessivo sostenuto: € 32.538 così ripartito:
Grafica - € 2.868;
stampa materiale – € 10.884;
affissioni – € 648 €;
pannelli autobus (compresa realizzazione) –€ 3.300;
rassegne cinematografiche – € 4.388;
convenzioni associazioni Famiglie per l’accoglienza e Papa Giovanni XXIII – € 10.200;
relatore per l’ultimo incontro – € 250.
Annotazioni: la campagna di sensibilizzazione sull’affido è un’azione strutturata del Programma
provinciale per la promozione di politiche di tutela e accoglienza dell’infanzia e dell’adolescenza
che prevede una continuità nel corso dell’anno, di anno in anno.
Per quanta riguarda le attività della campagna 2008/2009 si sono utilizzate risorse provenienti da
residui 2008, mentre le risorse previste all’interno del Piano 2009 verranno utilizzate per la
campagna 2010 che prenderà avvio con la conferenza stampa prevista per lunedì 22 marzo p.v.
La campagna affido 2010 prevede tre incontri pubblici d’informazione e sensibilizzazione, due
rappresentazioni di uno spettacolo teatrale sul tema dell’affido e due proiezioni di un film
documentario sul tema dell’accoglienza. Gli appuntamenti sono equamente distribuiti nei due
distretti della provincia di Rimini.
C. Piano adozione nazionale e internazionale.
Intervento n. 1
Implementazione del sistema informativo finalizzato alla creazione di una banca dati
sull’adozione.
Nel piano 2009 era stato inserito il progetto allo scopo di disporre di dati sistematici che possano
costituire uno strumento di valutazione delle coppie e delle attività svolte. La possibilità di
utilizzare un nuovo strumento, agevole ed efficace, può rendere più semplice il raccordo con il
sistema regionale SISAM, nella logica di condividere report ed informazioni sull’attività.
Finalità: implementazione del software, alla luce della necessità di renderlo operativo e funzionale;
-
formazione degli operatori all’utilizzo del software, concluse le modifiche;
-
inserimento dei dati dello storico raccolti fino ad oggi;
26
-
utilizzo routinario del software “gestione adozioni” a partire dalla primavera 2010;
-
condivisione con la Provincia della parte dell’applicativo relativa alle statistiche che è
possibile implementare partendo dai dati inseriti nel database dagli operatori del territorio.
Annotazioni: dall’analisi del software condotta secondo le esigenze degli operatori della Aaz.USL
sono state previste diverse modifiche, alcune necessarie per sanare il mal funzionamento
dell’applicativo, altre per rendere più rapido l’inserimento dei dati. Questa azione non è ancora
conclusa, ma in via di definizione, anche a causa di una difficoltà manifesta di rapporto con
l’impresa intestataria del contratto.
Costo complessivo previsto: € 1.400,00
Intervento n. 2
Convenzioni con Enti autorizzati per partecipare ai corsi di orientamento e preparazione
delle coppie sull’adozione nazionale e internazionale
La Provincia di Rimini, sulla base del Protocollo promosso dall’ente e sottoscritto da Azienda Usl
di Rimini e otto enti autorizzati, attiva ogni anno convenzioni con gli enti allo scopo di prevedere la
loro partecipazione ai corsi di orientamento e preparazione delle coppie sull’adozione nazionale ed
internazionale. La formazione è un’azione fondamentale del programma 2009.
Azioni: I corsi, secondo modalità condivisa dall’Azienda Usl di Rimini e dalla Provincia sono
costituiti da quattro incontri, di tre ore ciascuno, a cadenza settimanale, presso il consultorio di
Rimini. Sono coordinati dall’assistente sociale, partecipano gli enti autorizzati ed uno psicologo.
Nel 2009 si sono svolti 5 corsi di formazione, per i quali la provincia ha curato la stipula delle
convenzioni con gli enti A.I.A.U, A.S.A, A.N.P.A.S.
Finalità: Lo scopo è quello di informare le coppie sui percorsi necessari a svolgere l’iter adottivo e
sensibilizzare rispetto agli aspetti emotivi che sono necessariamente coinvolti al tema
dell’abbandono.
Destinatari: 48 coppie hanno chiesto di partecipare ai corsi.
Costo complessivo sostenuto: € 3.900*
* rispetto al piano finanziario 2009 rimangono € 300,00, che verranno utilizzati nell’attivare nuove
convenzioni.
Intervento n. 3.
Attività di formazione e supervisione agli operatori dell’equipe adozioni.
Il progetto è stato affidato alla Az.USL di Rimini .
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Finalità: l’obiettivo prefissato è quello di individuare degli indicatori significativi correlati alla
genitorialità adottiva, per costituire una mappa di riferimento utile alla valutazione del processo di
“cambiamento” che le coppie sono in grado di attivare durante il percorso adottivo.
Valutazioni: quest’azione è strettamente correlata all’intervento n. 1, in quanto gli indicatori,
conclusa la ricerca che risulta ancora in essere, andranno ad arricchire il sistema informativo
finalizzato alla creazione di una banca dati sull’adozione.
Costo complessivo previsto: € 3.400.
Intervento n. 4.
Attività di formazione e supervisione agli operatori dell’équipe adozioni.
Il progetto è stato realizzato dalla Az.USL di Rimini .
Il docente che ha tenuto il corso è il dottor Marco Chistolini, psicologo, psicoterapeuta, supervisore
di organismi pubblici e del privato sociale, consulente del centro affidi della Regione Toscana.
Finalità: realizzare una continuità rispetto al percorso formativo iniziato nel 2008; attuare, nello
specifico, uno spazio di analisi e di confronto, affinché l’équipe adozioni possa migliorare la propria
operatività.
Partecipanti: psicologi e assistenti sociali dell’equipe centralizzata adozioni (in totale 9
professionisti).
Date, orari e sede del corso: il corso è iniziato il 1 aprile ed è terminato il 18 novembre 2009. Gli
incontri sono stati 6 di 7 ore ciascuno, per un totale di 42 ore formative.
Il corso si è svolto presso la sede dell’Azienda AUSL di Rimini.
Costo complessivo: € 6.000,00.
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3. La programmazione per l’anno 2010
La delibera di Assemblea Legislativa n. 265 del 25 novembre 2009, che individua i criteri generali
di ripartizione delle risorse per l’anno 2009, stabilisce anche quest’anno, secondo la logica di
conferire una proficua continuità alle iniziative promosse dalle Province già negli anni precedenti,
che il programma provinciale è unico e comprende azioni distinte in ciascuna delle aree
d’intervento (tutela, affidamento familiare, adozione). Si tratta di una modalità di lavoro consolidata
per la Provincia di Rimini, sperimentata già dal Programma 2005-2007, resa possibile da una
collaborazione con l’Azienda USL, da una rete di relazioni positive con diversi soggetti preposti a
compiti di tutela ed accoglienza, dal funzionamento del Coordinamento provinciale esistente, che è
in via di ridefinizione alla luce della legge regionale 14/2008.
La delibera di Giunta della Regione Emilia Romagna 2078/ 2009 sottolinea come negli ultimi anni
la programmazione provinciale nell’ambito delle politiche di tutela e accoglienza, anche grazie allo
specifico finanziamento regionale, ha reso possibile il raggiungimento di significativi obiettivi di
coordinamento, di promozione di interventi innovativi e di qualificazione del sistema dei servizi
sociali territoriali. Dunque attraverso il programma provinciale per la promozione delle politiche di
tutela e accoglienza dell’infanzia e dell’adolescenza s’intende sostenere lo svolgimento di tale
funzione al fine di dare continuità e impulso alle azioni di sistema richiamate dall’art. 20 della L.R.
14/2008.
Per questo la programmazione 2010 si configura come ulteriore sviluppo e consolidamento degli
obiettivi triennali, oltre che come occasione di divulgazione degli esiti delle attività compiute fino
ad ora tenendo conto di due necessità :
1) Includere nella programmazione i nuovi territori annessi alla Provincia di Rimini (i Comuni
di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Talamello, S.Agata Feltria, San Leo, Pennabilli).
2) Dare attuazione alla direttiva regionale 847/2007 in materia di affidamento famigliare e
accoglienza in comunità di bambini e ragazzi.
Entrambi i temi rappresentano un punto di grande attenzione per l’amministrazione provinciale in
quanto da un lato si persegue l’obiettivo di avere un territorio provinciale omogeneo, per quanto
riguarda i servizi e le opportunità (i 7 nuovi Comuni
amministrativa
provengono da una storia normativa e
molto diversa da quella della Regione E.Romagna), dall’altro
si coltiva
l’ambizione di raggiungere migliori standard di qualità dei servizi, per i quali la direttiva regionale
rappresenta un importante vademecum.
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Ulteriore obiettivo è la qualificazione dei servizi attraverso attività di formazione agli operatori,
formazione e supervisione della équipe territoriale affido e adozione.
Si aggiungono quest’anno azioni di formazione specifiche per:
-operatori di comunità d’accoglienza per minori;
-operatori degli sportelli sociali;
-persone disponibili all’affidamento famigliare.
Si è inteso in tal modo raccogliere l’esigenza di condividere prassi lavorative e codici linguistici,
allo scopo di qualificare la rete dei servizi e raggiungere una maggiore efficacia in relazione alla
complessità delle problematiche sociali rappresentate da una utenza in continuo mutamento.
Nello specifico si programmano per il 2010 le seguenti azioni:
A – Politiche di tutela dei minori
-
Attività di formazione rivolta agli operatori sul tema “la valutazione della
genitorialità”
-
Prosecuzione dell’attività di formazione ed informazione sugli aspetti giuridici in
ambito di tutela
-
Formazione rivolta ai coordinatori e operatori delle comunità d’accoglienza per minori
Risorse regionali per la programmazione annuale: € 10.370,00
B – Affidamento familiare e accoglienza in comunità
-
Attività di formazione rivolta all’èquipe di secondo livello
-
Attività di sensibilizzazione sull’affidamento familiare
-
Formazione delle persone disponibili all’affidamento familiare
-
Formazione rivolta agli operatori degli Sportelli sociali e dei Centri per le famiglie
Risorse regionali per la programmazione annuale: € 13.000,00
C – Adozione nazionale e internazionale
-
Convenzioni con Enti autorizzati per partecipazione ai corsi di orientamento e preparazione
delle coppie sull’adozione nazionale e internazionale;
-
attività di formazione a favore dei componenti dell’equipe centralizzata adozioni;
-
seminario di formazione sul post adozione rivolto agli operatori dei servizi territoriali e agli
enti autorizzati.
Risorse regionali per la programmazione annuale: € 11.500,
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4. Piano finanziario 2010:
scheda sinottica
A - Piano politiche di tutela dei minori
Denominazione intervento
Costo dell’intervento €
Attività di formazione a favore degli operatori sul tema
“La valutazione della genitorialità”
3.390,00
Attività di formazione ed informazione a favore degli
operatori sugli aspetti giuridici in ambito di tutela
2.980,00
minori
Formazione rivolta ai coordinatori e operatori delle
4.000,00
comunità d’accoglienza per minori
Totale
10.370,00
B - Piano affidamento familiare e in comunità
Denominazione intervento
Costo dell’intervento €
Attività di formazione per l’èquipe integrata di
5.000,00
secondo livello
Attività di sensibilizzazione sull’affidamento familiare
5.000,00
Formazione delle persone disponibili all’affidamento
familiare
2.000,00
Formazione rivolta agli operatori degli Sportelli sociali
e dei Centri per le famiglie
1.000,00
Totale
13.000,00
C – Piano adozione nazionale e internazionale
Denominazione intervento
Costo dell’intervento €
Convenzioni con Enti autorizzati per partecipazione ai
3.900,00
corsi di orientamento e preparazione delle coppie
sull’adozione nazionale e internazionale
Attività di formazione a favore dei componenti
5.000,00
dell’equipe centralizzata adozioni
Seminario di formazione sul post adozione rivolto agli
2.600,00
operatori dei servizi territoriali e agli enti autorizzati.
Totale
11.500,00
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Piano di azioni per l`anno 2010