REGIONE ABRUZZO
UFFICIO STAMPA
Dott.ssa MAURA DEL GIOVINE
4 Aprile 2003
On-line su Internet: www.aslteramo.it
Ufficio Stampa
Tel. e fax 0861-420248
e-mail [email protected] cell. 3478889256
GIULIANOVA
Visite sospette, allarme tra gli invalidi
Solo dopo è stato chiarito che si trattava di personale regolarmente autorizzato dalla Asl
L'ospedale di Giulianova
GIULIANOVA — C'è malumore in alcune famiglie di
Giulianova che hanno al
proprio interno degli invalidi civili. Le proteste che
abbiamo raccolto, garbate
ma decise, si riferiscono
ad una recente iniziativa
della Asl: i familiari degli
invalidi non hanno gradito
certe visite a casa da parte
degli incaricati di una società, che facevano domande sulla situazione della
persona malata e sul tipo e
la qualità dell'assistenza
che gli viene fornita. Si sa
come vanno queste cose,
non tutti sono propensi a
far conoscere i vari aspetti
della propria situazione familiare. Così le visite a casa e le domande mirate
possono essere viste come
una fastidiosa forma di invadenza.
E non cambia molto il
fatto che la Asl avesse preannunciato
l'iniziativa,
con una lettera -in realtà
molto vaga- inviata alle famiglie dalla Direzione Generale.
Si tratta in pratica di un
progetto obiettivo denominato "Umanizzazione dell'
assistenza familiare", volto
evidentemente a monitorare la qualità dell'assistenza
agli invalidi. La società che
se ne occupa è la ISS (International Science Service),
che si è aggiudicata l'appalto. Nella lettera alle famiglie sono anche indicate le
cinque persone nominate
dalla ISS (si tratta ovviamente di personale reperito sul posto) per andare a
visitare a domicilio gli invalidi, i cui nominativi sono
stati segnalati dall'INPS. Al
di là del fatto che le famiglie non gradiscono, c'è anche un'altra considerazione: da un lato si tagliano le
spese sanitarie, ma poi si
spendono soldi affidando
incarichi esterni.
P.B.
Azienda sanitaria
Nori
eDeDonatiis
contro
il manager
La documenta/ione sullo stato della sanità inviata dal direttore generale della Asl, Sabatino Casini, a parlamentari
ed amministratori, continua a
suscitare rea/ioni. Claudio De
Donatis, sindaco di Sant'Omero lancia una provocazione:
«Chiedo le dimissioni del comitato ristretto dei sindaci,
un organismo che deve esprimere un parere sul bilancio e
uno sull'operato del manager
e invece non ha detto nulla!
La documentazione i n v i a t a
da Casini, comunque, presenta dati non disaggregati e non
emerge nessun parametro di
valutazione della gestione sanitaria sul territorio. Per Sant'Omero rimane lo squilibrio
in ragione dei posti letto, si ripete il tentativo di sopprimere
l'unità cardiologica a favore
di Atri e si manifesta l'intenzione di associare il nostro polo infantile con l'ospedale di
Giulianova. Perché questa associazione con altri ospedali
vale solo per Sant'Omero? Casini auspica la nostra collaborazione, a fronte di ciò c'è il
suo diniego ai miei inviti a
Sant'Omero».
Il sindaco di Montorio,
Ugo Nori, è netto: «Belle parole, ma solo parole. Se davvero
il manager avesse voluto coinvolgerci, ci avrebbe chiamato
prima, nella fase di discussione del bilancio e in quella di
programmazione per valutare
insieme le esigenze della popolazione. Tutto questo mi rammarica, come sindaco, come
membro del comitato ristretto
e come cittadino. Credo che,
al di là della inaugurazione di
qualche locale "vuoto", la sanità teramana non abbia molti successi di cui andare fiera;
continua a perdere pezzi, primari e professionalità, forse
collaborando sarebbe stato
più facile raggiungere qualche
obiettivo. O collaborazione
per Casini significa solo metterci a conoscenza di quanto
ha già fatto?»
N.D.P.
UNIONE DEI COMUNI
Slitta il consiglio sull'ospedale
Slitta al 14 aprile il consiglio straordinario dell'Unione di
Comuni Val Vibrata che si terrà nell'ospedale "Val Vibrata" di Sant'Omero. All'incontro sono stati invitati a partecipere semplici cittadini, operatori sanitari, esponenti politici e soprattutto i dirigenti del settore sanità della Regione e
dell'Asl di Teramo.
Polmonite, paura a scuola
Sant'Onofrio in allarme per l'arrivo di bimbi cinesi
CAMPLI. Polmonite atipica, una malattia che sembra
lontana. Ma basta l'arrivo di tre bambini cinesi per far
scoppiare la psicosi. E' quanto accaduto nel polo scolastico di Sant'Onofrio dove lunedì scorso sono arrivati tre
nuovi alunni provenienti da Shangai. E appena la notizia
si è sparsa sono iniziati i timori, anzi la paura. Tante le
mamme hanno protestato con la direzione didattica.
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E' stato informato il Comune e questo ha provveduto ad
avvertire la Asl e l'assessorato regionale alla sanità. La vicenda, oltre alla direttrice didattica Ileana Giammartino, è
stata seguita dall'assessore comunale alla pubblica istruzione Angela Vanni. Innanzitutto è stato attentamente studiato il decreto Sirchia, che circoscrive a una ristretta cerchia
le ipotesi in cui i cittadini provenienti dall'estremo Oriente
devono essere messi in quarantena. In primis devono avere dei sintomi, cosa che i tre
bambini cinesi non hanno.
Ma, cosa più importante che
deve essere sfuggita ai genitori camplesi preoccupati, è che
i tre fratelli, due di 8 e uno 9
armi, sono arrivati in Italia
più di un mese fa. Comunque
sia ieri mattina un medico della Asl è andato a scuola — nelle classi terza e quarta elemen-
ni. In caso contrario sarebbe
stata una discriminazione grave. Non c'era motivo per ritenere la loro presenza a scuola
pericolosa. Sono in Italia da
più di un mese e mezzo e non
hanno sintomi di malattie respiratorie. E poi non c'è alcuna norma che disponga che
chi arriva dalla Cina deve essere escluso dalla comunità.
Anche perché il problema si
porrebbe anche nei confronti
di persone che arrivano da altri Paesi. Non ci sono infatti
casi di polmonite atipica solo
in Cina. E comunque, volendo
sottilizzare, anche un italiano
potrebbe essere stato in contatto con un cinese malato».
Quanto accaduto a Campii, comunque, potrebbe non restare un caso isolato. In provincia c'è una grande comunità
di cinesi, e quindi è prevedibile che nelle prossime settimane ci siano altri arrivi. (a.f.)
tare — per visitare i piccoli e
tranquillizzare i genitori camplesi.
«Non c'è nessun problema»,
spiega il responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica della Asl, Antonio Parogna, «i tre bambini sono in Italia dal 16 febbraio e il tempo di
incubazione della polmonite
atipica varia da 7 a 14 giorni.
E comunque li abbiamo visitati proprio stamattina (ieri per
chi legge, ndf) e non hanno
nessun sintomo. Abbiamo poi
spiegato bene come stanno le
cose a tutti i genitori e ora sono tranquilli». I tre fratellini
sono arrivati in Italia da Shangai per raggiungere i loro genitori, che sono a Campii da 4
anni «Non abbiamo avuto nessun dubbio ad accogliere i
bambini cinesi a scuola», commenta l'assessore Vanni, che
fra l'altro è anche insegnante,
«è loro diritto seguire le lezio-
Con i bandi di gara le regole
di pagamento dei subappalti
Verso la riscrittura
il decreto legge
sugli illeciti sanitari
ROMA • Le norme sul pagamento
dei subappalti previste dalla legislazione antimafia sono ancora in vigore. Dunque, le stazioni appaltanti
devono continuare ad applicarle scegliendo, fin dalla pubblicazione del
bando di gara, se pagare gli importi
dovuti a stati di avanzamento direttamente ai subappaltatori o indirettamente, pagando l'appaltatore principale, il quale, a sua volta, è obbligato a trasmettere copia delle fatture emesse ali'amministrazione.
L'interpretazione sul pagamento
dei subappaltatori è contenuta nella
determinazione 8/2003 dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici.
Il provvedimento risponde a un
quesito posto dall'Associazione nazionale costruttori (Ance) sulla sussistenza delle modalità di pagamento previste dal comma 3-bis dell'articolo 18 della legge 55/1990, introdotto dall'articolo 34 del Dlgs
406/1991. Il nodo riguarda il fatto
che tra le norme espressamente
abrogate dal regolamento generale
di attuazione della legge quadro sui
lavori pubblici (Dpr 554/1999, articolo 231, lettera v) compare anche
quest'ultimo. Domanda dell'Ance:
l'abrogazione produce effetti anche
sul comma 3-bis dell'articolo 18
ROMA • Potrebbe arrivare a sorpresa un nuovo testo del
Governo che modificherebbe radicalmente, asciugandolo, il decreto 32/2003 contro gli illeciti sanitari. La
prospettiva è emersa ieri al Senato in un vertice di
maggioranza col ministro della Salute, Girolamo Sirchia.
Qualsiasi soluzione dovrà peraltro passare al vaglio
del Governo. La prospettiva è di affidare le modifiche
direttamente all'Aula, a partire da martedì prossimo,
anche dopo un giro più o meno informale di consultazioni con le rappresentanze delle categorie coinvolte.
La proposta allo studio cancellerebbe il primo articolo
del Dl 32, quello più contestato, che elenca nel dettaglio
gli illeciti da perseguire e fissa una sanzione minima di
50mila euro. Il progetto sarebbe invece di modificare il
Codice penale (articolo 640), con l'inasprimento al massimo di cinque volte delle multe, sia minime che massime,
per le truffe commesse in danno del Ssn. E senza ulteriori specificazioni. Le somme "rastrellate" andrebbero a
metà tra Stato e Regioni per coprire le spese dei nuovi
«Nuclei operativi» che dovranno affiancare Nas, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Altri nuclei
operativi di controllo (Noc) saranno istituiti dalle Regioni. Salterebbero anche le norme sulle confische.
Intanto, ieri, sono proseguite le contestazioni contro il
decreto. «Un provvedimento dannoso e inutile, con misure poliziesche», ha attaccato Rosy Bindi (Margherita).
Anche la Cisl-medici ha chiesto il ritiro del decreto, o
una completa riscrittura almeno del primo articolo. Nonostante ciò la Cisl, con Intesa medica, si dissocia dalla
manifestazione del 15 aprile a Roma, indetta dagli altri
sindacati di categoria e dal centro-sinistra, perché «sta
assumendo connotazioni politiche».
della legge 55/1990? Molte stazioni sul subappalto. Con la determinaappaltanti hanno ritenuto di sì, tan- zione 6/2003 (pubblicata sulla
to che molte hanno smesso di appli- «Gazzetta Ufficiale» n.77 del 2 apricarlo. Diverso l'avviso dell'Autori- le) l'organo di vigilanza stringe le
tà. Secondo l'organo di vigilanza, maglie del controllo sui sub-contratla ricostruzione delle sovrapposizio- ti di lavori e ribadisce che anche
ni normative evidenzia la volontà quelli di piccola entità, nonostante
del legislatore di mantenere in vita la prassi invalsa tra amministraziola legislazione antimafia, senza con- ni e imprese, vanno sottoposti ad
tare il principio secondo il quale autorizzazione. Tutti i subappalti di
«l'abrogazione di una norma non lavori, si legge nel provvedimento,
comporta l'automatica abrogazione anche se di importo inferiore al 2%
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ del valore del contratto
' o a lOOmila euro in tèrA
mini assoluti devono essere autorizzati e incidono sul 30% dell'importo
della categoria prevalente subappaltabile.
Una nuova interpretadi norme» modificate dalla stessa, zione (determinazione 5/2003) riConclusione: il Dpr 554/1999 non guarda invece le procedure di qualiha abrogato la disciplina di paga- ficazione agli appalti pubblici delle
mento dei subappalti contenuta nel società di costruzione che acquisicomma 3-bis dell'articolo 18 della scono i requisiti di imprese fallite.
55/1990. Dunque le stazioni appal- II meccanismo è possibile solo nel
tanti devono continuare ad applicar- caso in cui l'operazione riguardi la
la scegliendo, fin dal bando di gara, cessione del «complesso di beni ortra il pagamento diretto o indiretto ganizzati per l'esercizio di impredei subappaltatori.
sa» e non il trasferimento di «singoIL chiarimento contenuto nella de- li elementi materiali e immateriaterminazione 8/2003, non è tra l'al- li».
tro l'unico fornito dalla'Autorità
MAURO SALERNO
L'Authority «conferma»
la disciplina antimafia
R.TU.
LIGURIA
Ottimi risultati per il progetto della Asl 4 per tagliare i tempi di evasione delle domande
Invalidità: certificati in 25 giorni
Solo un anno fa per le procedure burocratiche erano necessari circa tre mesi
N
el 2001 ci volevano
90 giorni perché una
domanda venisse esaminata, mentre dalla fine del
2002 i giorni di attesa sono
scesi a 25. Questi i lusinghieri risultati ottenuti dalla Asl
4 Chiavarese con l'attuazione del progetto di contenimento dei tempi di attesa per
le visite di invalidità civile,
che l'Azienda ha messo, in
campo nel corso del 2001 e
2002 riuscendo a ridurre di
oltre due terzi il "tempo morto" tra la presentazione delle
domande e la convocazione
per la visita di accertamento.
Per raggiungere questo
obiettivo il management della Asl 4 ha individuato alcune priorità nell'utilizzo di
strumenti tecnologici e informatici più adeguati e avanzati, nell'impiego di nuovo personale amministrativo trasferito alle dipendenze dell'Ufficio (a cui si aggiunge la collaborazione esterna di ulteriore
personale di altre strutture
dell'Azienda), e l'attivazione
di processi di collaborazione
con i Dipartimenti di Psichiatria e di Cure primarie.
L'Ufficio invalidi civili è
stato integrato, assieme ad altre attività, in quelle della
neo-formata struttura semplice di «Medicina Legale - Invalidi civili», e l'informatizzazione del trattamento delle
pratiche (passate dalle 4.013
del 2001 alle 5.334 del 2003,
con un incremento pari al
34%) ha raggiunto il completamento nel corso del 2002,
con lo sviluppo di un programma poi accettato e adottato da tutte le* Asl della Regione Liguria.
La maggiore attività organizzativa ha aumentato di 50
unità il numero degli operatori coinvolti. Nel corso del
2002, il'personale medico e
non medico avvicendatosi
quale componente delle Commissioni ha raggiunto l'attua-
le organico globale di 88 unità. È stato così possibile reimpostare e mantenere costante
il calendario di lavoro delle
Commissioni ambulatoriali.
Allo stesso tempo, per far
fronte all'aumentato numero
di richieste di visite domiciliari sono stati attivati medici
che avevano dichiarato la loro disponibilità a volgere un
ruolo di accertamento al domicilio dell'utenza o in sedi
ospedaliere della Asl.
Per rendere più fluida e
completa l'attività nei casi
di valutazioni geriatriche e
psichiatriche, sono stati
coinvolti nel progetto i Dipartimenti di Psichiatria e di
Cure Primarie. Inoltre, le
nuove procedure attivate
con i due Dipartimenti hanno reso possibile risparmiare all'utente inutili attese
per la prenotazione della visita, una più efficace programmazione di attività delle strutture coinvolte, il trasferimento diretto e riserva-
to delle indagini richieste.
Questo modello organizzativo ha reso possibile il raggiungimento anche di altri
obiettivi: è stata azzerata l'attesa (circa 60 gg.) che le pratiche subivano prima di essere inviate alla Commissione
medica di verifica; è stato
avviato il riordino degli archivi, oggi utilizzabili, sono state introdotte una serie di innovazioni procedurali derivanti
da nuove norme in materia di
trasferimento di competenze;
è stata introdotta la nuova
modulistica uniformata a livello regionale.
Al 31 dicembre del 2002
il tempo di attesa da parte
degli utenti richiedenti il riconoscimento di invalidità, tra
la domanda e la visita, si è
così ridotto a 25 giorni, mentre l'invito di convocazione
alla visita arriva già 10 giorni dopo la presentazione della domanda.
Marika Vecchiattini
La maggioranza studia un nuovo Ddl di riforma che assorba anche quello di Bossi
Insieme devolution e Titolo V
II testo in pista appena saranno superate le «resistenze» della Lega
L
a devolution diventerà parte integrante
del nuovo Ddl di riforma del Titolo V, te cosiddetta "riforma della riforma" approvata dall'Ulivo
nella scorsa Legislatura.
Dopo innumerevoli vertici e tavoli tecnici, la Casa
delle Libertà sembra essere
ormai vicina a un'intesa decisiva sulla strategia parlamentare con cui completare la
controversa transizione federalista italiana. Molto presto,
assicurano gli uomini del Polo, il Consiglio dei ministri
varerà il Ddl di riforma del
Titolo V della Costituzione
targato Ulivo. Forse l'approdo a Palazzo Chigi avverrà
proprio in questi giorni. E,
come era stato già ipotizzato
subito dopo l'approvazione
da parte del Senato del Ddl
costituzionale sulla devolution - approdato la settimana
scorsa in Aula alla Camera potrebbe essere inserito in
un unico e organico testo di
riforma del Titolo V, i cui
ultimi aspetti sono stati discussi in una riunione tecnica della maggioranza che si
è svolta martedì scorso. Il
Ddl costituzionale comprensivo della devolution di Bossi dovrebbe quindi incassare, nei piani della maggioranza, il primo sì della Camera
prima delle amministrative
di maggio. Da lì dovrebbe
cominciare l'iter più lungo
previsto per le leggi costituzionali. È cioè la doppia lettura in ogni Camera.
Se questo è il percorso
sarà, dunque, abbandonata
l'idea del doppio binario,
cioè far procedere devolution e riforma del Titolo V
parallelamente e approvarle
contestualmente. Questo però sarà possibile se Bossi lo
vorrà. Restano, infatti, da superare le ultime «resistenze»
della Lega all'ipotesi di ritirare il Ddl sulla devolution e
procedere da subito con un
unico disegno di legge costituzionale.
Di questo provvedimento,
d'altra parte - come ha spiegato la settimana scorsa il
presidente dei senatori Udc,
Francesco D'Onofrio, uno
dei due mediatori del Polo la devoluzione costituirebbe
il perno intorno a cui ruota il
nuovo assetto federale dello
Stato. In particolare, il nuovo articolo 117, che la devoluzione di Bossi modifica solo in parte, sarebbe riscritto
nel suo complesso, escludendo la legislazione concorrente tra Stato e Regioni ed
elencando le rispettive competenze esclusive, secondo
un'impostazione basata appunto sul principio della devoluzione.
Intanto continua a rilento,
sempre nell'aula della Camera, l'esame del disegno di
legge di attuazione della riforma del Titolo V approvata dall'Ulivo nella scorsa Legislatura
(atto
Camera
3590). Il Ddl - «Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica
alla legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3» - già approvato dal Senato attende
solo l'ultimo sì dei deputati.
Che in questi giorni dovranno prendere in esame anche
i molti emendamenti che sono stati presentati al provvedimento messo a punto dal
ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia.
Diventa legge la rivoluzione fiscale del Polo
I
I Ddl Tremonti, la rivoluzione del Fisco,
cavallo di battaglia del Polo fin dal 1999,
taglia il nastro finale e diventa legge. Si è
conclusa così, la settimana scorsa col voto finale della Camera, un cammino durato oltre 15
mesi e che, per avere un diretto impatto sui
contribuenti, richiederà nei prossimi mesi
l'emanazione dei decreti delegati. Una rivoluzione, questa, che toccherà famiglie e imprese,
cancellando l'Irpef a favore dell'Ire, modificando l'Iva, alleggerendo l'Irpeg a carico delle
imprese. Un progetto che prenderà forma gradualmente," tassello dopo tassello, ma che alla
fine dovrebbe disegnare un volto diverso al
sistema fiscale.
Via l'Irpef e l'Irap. Sarà un processo graduale che dovrà tener conto anche delle disponibilità di bilancio. Ma a regime l'imposizione
verterà su due sole aliquote: al 23% per redditi
fino a lOOmila euro e al 33% sopra questa
soglia. In più verrà fissata una soglia di reddito
al di sotto della quale non si pagheranno tasse,
con la creazione di una no-tax area. L'imposta
cambierà così nome e da Irpef, imposta sulle
persone fisiche, diventerà Ire imposta sui redditi. Novità anche sui meccanismi di defiscalizzazione. Scomparirà il sistema delle detrazioni,
rappresentate da sconti sulla somma da pagare,
sostituite dalle deduzioni, grazie alle quali ci
Mar.B. sarà un abbattimento dell'imponibile in grado
di garantire la progressività dell'imposizione.
Novità anche per le imprese che vedranno gradualmente sparire l'Irap, mentre a regime l'Irpeg si avvarrà di una sola aliquota al 33%. In
più le imprese avranno la possibilità di scegliere la tassazione dell'intero gruppo facendo riferimento all'imponibile consolidato.
Iva e rendite finanziarie. La riforma prevede interventi anche su questa imposta la cui
disciplina sarà coordinata con quella delle accise. Tra le novità più significative l'introduzione
della de-tax con cui si potrà destinare una quota
dell'imposta sui consumi a favore di finalità
etiche. Modifiche anche per il regime fiscale
sulle rendite finanziarie che dovrà progressivamente convergere sul livello del 12,5% attualmente previsto per titoli di Stato. Possibilità di
regimi più favorevoli saranno possibili per i
fondi pensione e le casse di previdenza.
Studi di settore e imposta sui servizi. Sarà
potenziato questo strumento messo a punto con
la collaborazione delle associazioni di impresa.
In cambio si arriverà a un alleggerimento di
obblighi contabili, come scontrini e tenuta di
libri e registrazioni di cassa. Razionalizzare e
semplificare è l'obiettivo della riforma che prevede uno sfoltimento e una riorganizzazione
delle imposte catastali, di quelle di registro e
ipotecarie e dei bolli. Il punto di arrivo potrebbe essere un'unica imposta sui servizi.
DAL GOVERNO
1 - 7 aprile 2003
Allarme di assessori e governatori lui conti sanitari e sulle spese per il personale
«I contratti costano troppo»
Previsto un aumento del 9-10% - E le Regioni chiedono un'integrazione
C
i penseranno i contratti
a "far fuori" l'incremento del 4% del fabbisogno 2003. Tutti da rinnovare (sono scaduti a fine 2001 e la direttiva del Comitato di settore all'Aran per avviare le danze dei
rinnovi è alle stesure finali), i
nuovi accordi col personale medico e non medico del Ssn avranno un effetto dirompente sui bilanci regionali: almeno il 9-10%
in più di spese, secondo gli assessori regionali alla Sanità. Che
hanno lanciato, in occasione del
«Forum Sanità futura» di Cernobbio (v. anche pagina 10),
F "allarme rosso" sulla spesa di
quest'anno. Contratti da quasi 3
miliardi di euro in più che vanno
ben oltre (di circa 1,2 mld) gli
1,6 miliardi previsti applicando
l'aumento legato all'inflazione.
Un "picco" dovuto a oneri riflessi, arretrati e con la spada di
Damocle del Ddl medici - promesso dal ministro Sirchia per
inizio primavera e ormai alle ultime limature tecniche - che gli
assessori temono faccia sballare
ancora di più i conti, aumentando soprattutto le spese per l'indennità di esclusiva.
Per questo le Regioni battono
cassa, sollecitando un intervento
no di disavanzo». La coperta I
corta, ha spiegato l'assessore toscano, Enrico Rossi. «Un sistema abituato a mantenere un tas
so di crescita del 6% non si pie
gherà a una riduzione».
lle Regioni la delega al Governo sulle ne dei nuovi rapporti istituzionali che deri- traverso una proposta formalizzata dalla
Anche per l'assessore venetc
professioni sanitarie non è piaciuta. E vano dalle modifiche costituzionali; coordi- Conferenza dei presidenti e con un'intesa
e coordinatore degli assessori
se non hanno formalizzato il parere negati- namento formale delle disposizioni di prin- col Governo centrale, indicheranno evenFabio Gava, «non tutti gli struvo alla Stato-Regioni di metà marzo, han- cipio e loro eventuale semplificazione. Per tuali necessità legate al raggiungimento di
menti sono stati realizzati e nor
no deciso di proporre loro una formulazio- il resto, poco cambia rispetto all'attuale. E obiettivi nazionali e locali anche in base a
si sono avuti i risultati prefissai
ne tutta nuova del disegno di legge. Che si conferma, dal Ddl delega originale, la valutazioni di «criteri di sicura scientificinella riduzione del disavanzo i
ora dovrà essere esaminata in "sede tecni- costituzione di registri regionali per le pro- tà» effettuate dal ministero della Salute con
carico delle Regioni» e il contrai
ca" col ministero della Salute. Una propo- fessioni prive di Albo. Per quanto riguarda esperti della Stato-Regioni.
to sarà proprie
sta in cui la delega al Governo - uno dei l'individuazione di
uno dei mag
punti più criticati a livello locale - si riduce, nuove professioni
Personale dipendente del Ssn - Anno 2001
giori punti d
in uno dei tre articoli, all'adozione di Dlgs sanitarie - altro capicriticità. «St
«meramente ricognitivi dei princìpi fonda- tolo della delega al
potessimo tor
mentali... tratti dalle leggi vigenti in mate- Governo criticato
nare indietrc
ria di professioni sanitarie» in base a tre aspramente - a penprima dein
princìpi: omogeneità e completezza in rela- sarci dovranno esseagosto, avremzione alle singole professioni; considerazio- re le Regioni che, atmo pretese
una integrazione più ampia»
del ministro Tramonti. E sottoli- Ghigo, che a Cemobbio ha sottoha aggiunte
neando che l'accordo dell'8 ago- lineato come la Sanità sia il vero
Gava. D disasto 2001, a queste condizioni, "banco di prova" del federalivanzo, visto ir
non può reggere e ha bisogno di smo. «Ma per una compiuta auquesta ottica
correttivi immediati. Altrimenti, tonomia e la piena assunzione di
non sarebtx
il rischio è di non consentire il responsabilità del territorio sono
quindi una tota
rispetto dei livelli essenziali di indispensabili strumenti finanziaassistenza. A quel punto la sola ri certi. Quelli che oggi non able responsabili
strada percorribile sarebbe quel- biamo e chiediamo al Gover- lissimo dal punto di vista econo- sta di mettere in campo una stra- a delle Regioni, ma un prooie
la di tagli alle prestazioni.
no», ha affermato, puntando il mico - ha detto Giovanni Bisso- tegia diversificata per il rientro ma a livello centrale. Che per
ni (Emilia Romagna), che ha an- dai disavanzi per ciascuna Re- ora, però, Tremonti non sembra
Il primo allarme è stato del dito anche sui contratti.
presidente dei governatori, Enzo . «n 2003 sarà un anno diffici- che lanciato al Governo la propo- gione - e sarà certamente un an- disposto ad affrontare.
Professioni sanitarie: la delega si può riscrivere così
A
6
DAL GOVERNO
1 - 7 aprile 2003
Ipotesi di legge regionale "uguale per tutti" per disciplinare gli acquisti di beni e servizi
B&S secondo l'atto aziendale
Le regole valgono per le gare sottosoglia - Misure salva-concorrenza
E
approdata alla Conferenza
dei presidenti l'ipotesi di legge "interregionale" (tutte le
Regioni dovrebbero vararla nello
stesso testo) per la disciplina delle
forniture "sottoglia" di beni e servizi da parte delle aziende sanitarie.
Scritta nell'ottica della «trasparenza e tutela della concorrenza»
indicata all'articolo 24 della Finanziaria 2003 per l'acquisizione dei
B&S delle pubbliche amministrazioni. E visto che i Dlgs 502/1992 e
229/1999 danno "autonomia imprenditoriale" alle aziende del Ssn,
le Regioni hanno pensato bene di
fare da sé. L'"autonomia" che determina l'ipotesi di legge interregionale sta nella capacità delle aziende di
autogovernarsi con un atto di diritto
privato - l'atto aziendale - a cui
proprio il Dlgs 502/1992 affida la
determi nazione delle norme di diritto privato per regolamentare le procedure per l'appalto o la contrattazione delle forniture di beni e servizi «il cui valore sia inferiore a quello stabilito dalla normativa comunitaria in materia».
E due sono le novità-guida sostanziali: la determinazione di valori
soglia ulteriori rispetto a quelli previsti dalla legge, in cui graduare l'obbligo della "pubblicità" delle gare e
l'individuazione di procedure di valutazione da far conoscere e documentare in anticipo a chi intende
rispondere ai bandi.
L'ipotesi di legge messa a punto
dalle Regioni indica alcuni princìpi
e criteri per regolamentare la materia. Tra questi, la programmazione
almeno annuale dell'acquisizione di
beni e servizi e la coerenza dei programmi di acquisto con il budget
generale, il budget delle strutture
fondamentali e i budget di "centro
di responsabilità". Poi, sono necessarie trasparenza e massima tutela della concorrenza, con la definizione di
criteri per l'affidamento che prevedano adeguate valutazioni sia attraverso confronti concorrenziali, sia
attraverso documentate indagini di
mercato (anche utilizzando forme di
e-commerce). La definizione delle
procedure di acquisizione dovrebbe
avvenire per tipologia di contratto e
si dovranno anche individuare con
precisione i limiti economici entro i
quali i dirigenti responsabili delle
strutture potranno impegnare
l'azienda. Per quanto riguarda l'affi-
damento dei servizi alla persona a
soggetti che operano nel terzo settore si dovranno rispettare gli indirizzi
già esistenti a livello nazionale e
regionale.
Princìpi e criteri sono indicati anche per quanto riguarda l'attività negoziale che deve svolgersi «secondo lealtà e correttezza» e le parti
devono comportarsi «secondo buona fede». L'attività negoziale dovrebbe avvenire "di norma" con almeno tre imprese qualificate a cui
l'azienda sanitaria dovrà garantire
condizioni paritarie sui vari elementi, vincoli ecc. che caratterizzano la
gara. Per le varie comunicazioni le
aziende sanitarie potranno anche uti^hzzare strumenti telematici. E l'atto
Aziendale - che guida tutta la procedura - indicherà le tipologie di beni
e servizi per cui sarà necessaria
un'interpretazione interdisciplinare.
L'atto aziendale disciplina anche le
modalità di stipula del contratto da
parte del soggetto competente e
l'eventuale decisione di non stipularlo, come può prevedere la possibilità di negoziare le migliori condizioni e chiudere il contratto anche se
c'è una sola offerta. Per i contratti
che superano i SOmila euro e rimangono entro i 130mila (Iva esclusa)
l'atto aziendale indica poi le modalità di pubblicazione dei vari atti e
definisce, eventualmente, anche i casi in cui questa può essere evitata.
E, infine, l'atto aziendale può anche
prevedere procedure ulteriormente
semplificate per forniture di beni e
servizi di valore inferiore ai 50mila
euro.
LA GIURISPRUDENZA
1 - 7 aprile 2003
CONSIGLIO DI STATO/ E legittimo che le Regioni ricorrano allo strumento legislativo
Psr: vararli con legge si può
Piani più «blindati» perché attaccabili soltanto davanti alla Consulta
L
e Regioni possono legittimamente
adottare leggi regionali di approvazione del Piano sanitario regionale.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato (sez. IV,
decisione 11 marzo 2003, n. 1321), ritenendo ammissibile il ricorso da parte della Regione Abruzzo a una legge-prowedimento
per l'approvazione del Psr. A distanza di una
settimana dalla decisione del Tar Puglia n.
1070/2003 (che aveva affermato l'improcedibilità dei. ricorsi amministrativi contro alcuni
provvedimenti di riordino della rete distrettuale e ospedaliere pugb'ese "doppiati", per
così dire, da una fonte normativa di rango
superiore - la legge regionale n. 20/2003 intervenuta nelle more processuali), Palazzo
Spada si trova ad affrontare una questione
che, per certi aspetti, costituisce il presupposto fondante della decisione presa dai giudici
pugliesi: se siano ammissibili nel nostro ordinamento le cosiddette "leggi provvedimento" (in sostituzione di provvedimento amministrativo, a contenuto particolare e concreto), e se sia possibile per una Regione ricorrere a una legge provvedimento per approvare
il Piano sanitario.
La vicenda nasce dal ricorso di una casa
di cura privata che aveva impugnato davanti
al Tar gli atti attuativi del Psr abruzzese
adottato con una legge regionale. La cllnica
aveva anche sollevato questione di legittimità costituzionale della legge regionale di approvazione del Piano, lamentando la violazione dei princìpi stabiliti dal Dlgs
502/1992: secondo la ricorrente, la pianifica-
zione sanitaria regionale non potrebbe essere
compiuta per legge, ma dovrebbe essere contenuta in provvedimenti amministrativi, come accade per quella nazionale, pena il verificarsi di un vuoto di tutela.
D Consiglio di Stato respinge il ricorso e
dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, richiamandosi alla pacifica giurisprudenza della Corte
costituzionale, per la quale non esistono norme costituzionali che definiscono la funzione legislativa nel senso che essa debba consistere esclusivamente nella produzione di norme giuridiche generali e astratte. Secondo
Palazzo Spada, la circostanza che la pianificazione nazionale sia effettuata con atto amministrativo e che la norma statale si limiti a
riservare alla Regione l'adozione del Piano
sanitario, non escludono che la Regione possa legittimamente impiegare lo strumento
legislativo per approvare il Piano. Da un
lato, infatti, non si rinvengono nella normativa quadro statale puntuali indicazioni ostative in tal senso, dall'altro va comunque riconosciuto all'autonomia regionale il potere di
scegliere gli strumenti giuridici da utilizzare.
Una facoltà discrezionale della Regione non
limitata dalla normativa statale e non lesiva
del principio della riserva di amministrazione. Né l'approvazione del Psr con legge ha
comportato nel caso un vuoto di tutela, come invece lamentato, atteso che Io strumento prescelto non ha impedito alla casa di cura
di individuare correttamente e di impugnare
gli atti attuativi del Piano, che esprimevano
in concreto gli effetti della legge.
In altri termini, l'opzione per lo strumento legislativo non ha comportato una radicale sottrazione delle scelte regionali ai rimedi
di ordine giurisdizionale che l'art. 113 della
Costituzione garantisce senza discriminazioni. Il problema della tutela costituisce indubbiamente l'aspetto più delicato della questione, ma al riguardo la giurisprudenza della
Consulta è sostanzialmente orientata non
solo ad ammettere la legittimità delle leggi
provvedimento, ma anche a negare l'esistenza di una riserva d'amministrazione, affermando che non può ritenersi preclusa alla
legge ordinaria la possibilità di attrarre nella
propria sfera di disciplina oggetti o materie
normalmente affidate all'azione amministrativa. Dunque in questi casi il diritto di difesa
concesso ai soggetti non risulterà annullato,
trasferendosi semplicemente dall'ambito
della giustizia amministrativa a quello proprio della giustizia costituzionale. Ceno, per
le case di cura che volessero ricorrere-contro le determinazioni del Psr contenute in
una legge regionale, la strada della tutela si
presenterebbe sicuramente più impervia: sul
punto la decisione del Consiglio di Stato
appare più cauta di quella del Tar Puglia,
ma sembra comunque evidente che sempre
più Regioni sono orientate nel senso di
"blindare" i propri piani sanitari mediante
l'approvazione con legge, attaccabile solo
davanti alla Consulta,
Decreto sui SerT annullato:
invade le competenze locali
L
a Corte costituzionale ha
annullato O decreto del
giugno 2002 con il quale il ministro della Salute ha dettato,
in accordo con quello del Lavoro, «disposizioni di principio» sull'organizzazione e sul
funzionamento dei servizi per
le tossicodipendenze (cosiddetti SerT) offerti dalle aziende
sanitarie locali.
In una sentenza depositata
la scorsa settimana (la n.
88/2003), la Corte ha stabilito
che «non spetta allo Stato determinare (come ha fatto nel
caso specifico, ndr) ulteriori
limiti organizzativi e funzionali in materia di SerT, con
forme e modalità non riconducibili alla speciale procedura di determinazione dei livelli essenziali di assistenza nel
settore sanitario legislativamente stabilita». Hanno così
trovato accoglimento f ricorsi
per conflitto di attribuzione
Alessandra Rinaldi proposti dalla Provincia auto-
noma di Trento e dalla Regione Emilia-Romagna. Entrambe avevano contestato al decreto di comprimere - alla luce della riforma del Titolo V
della Costituzione - la loro sfera di autonomia. I giudici della Consulta sono stati d'accordo: il decreto ministeriale,
hanno tra l'altro scritto nelle
motivazioni della sentenza,
«limita in modo ulteriore, rispetto alle disposizioni regolamentari, l'autonomia organizzativa di Regioni e Province
autonome in materia sanitaria»; inoltre è stato violato
«lo specifico procedimento di
consultazione della Conferenza permanente per 5 rapporti
tra Io Stato, le Regioni, le Province autonome di Trento e
Boi/ano», «quindi il principio
di leale collaborazione». Tali
violazioni «rendono illegittima la compressione dei poteri deDe Regioni e delle Province autonome».
Domani è la giornata
degli alimenti sani
il Centro
Domani 450 mila famiglie potranno imparare a magiare «sano e sicuro»: infatti nei punti vendita della Coop in tutta Italia
sarà distribuito l'opuscolo «Alimenti sani e sicuri: 8 consigli
per le famiglie». L'iniziativa è stata realizzata dall'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) e dalla Coop in collaborazione con il ministero per le politiche agricole e forestali.
Virus, settima vittima in Canada
Quarantena coatta in Ontario. Scuole chiuse a Hong Kong
di Natalia Andreani
ROMA. Parlano ormai di «corsa contro il tempo» gli
scienziati che stanno cercando di fronteggiare l'emergenza Sars. L'epidemia di polmonite atipica continua a diffondersi insieme alla paura e miete nuove vittime: in
Estremo Oriente ma anche in Canada dove ieri c'è stato il
settimo decesso. Gli esperti dell'Oms hanno raggiunto il
Guandong, l'area della Cina da dove è partito il contagio.
n bollettino ufficiale della
malattia è di 80 morti e 2.270
infettati.
Asia sotto scacco. Dopo
l'allerta viaggiatori dell'Oms
per tutte le zone a rischio, le
autorità di Hong Kong hanno
decretato ieri la chiusura delle scuole fino al 21 aprile, n
nuovo provvedimento coincide con la morte di un altro paziente, il diciassettesimo per
l'ex colonnia britannica nei
cui ospedali sono isolati altri
734 contagiati (26 nelle ultime
24 ore). La paura si espande
in Thailandia, dove il governo di Bangkok ha vietato ai
suoi deputati di uscire dal
Paese, n Giappone haammesso che sull'isola ci sono almeno 14 casi sospetti. Molti tour
operator hanno sospeso i
viaggi verso la Cina e Hong
Kong. Pechino, proprio ieri,
ha negato gli allarmi, affer-
mando che la Cina è una meta sicura. Ma è certo che nel
Paese c'è stato intanto il ^esimo morto mentre nuovi casi
d'infezione sono segnalati in
Vietnam dove l'epidemia, da
una settimana a questa parte,
sembrava essersi arrestata.
Paura a Occidente. Il virus
misterioso ha viaggiato in aereo attorno al globo. E nella
sua corsa ha fatto tappa in Canada spandendo il contagio
dal Pacifico all'Atlantico e
trasformando il territorio nell'epicentro nordamericano
della Sars. Nell'Ontano c'è
stato di emergenza sanitaria
e da ieri sono in vigore i piani
di quarantena coatta: 5 mila
dollari di multa per chi non
rispetta le misure imposte. I
casi accertati in tutto il Paese
sono 66, inclusi 5 bambini, e
100 sospetti: ma sempre ieri,
a Toronto, c'è stata la settima
vittima ed è stato annullato il
convegno mondiale della ricerca sul cancro che avrebbe
portato in città 12mila scienziati.
Ultimi sviluppi. Dai laboratori impegnati nello studio
del virus non c'è ancora nessuna certezza e per chiarire il
quadro epidemiologico occorrerà attendere almeno altri
venti giorni. Tuttavia prende
corpo l'ipotesi che il virus della Sars sia stato trasmesso all'uomo da un animale selvatiC9 mutando durante il passaggio. Altamente contagioso e
spesso letale, il virus preoccupa moltissimo gli epidemiologi Usa. La direttrice del Cdc
di Atlanta, Julie Gerberding,
ha avvisato che l'epidemia potrebbe sfuggire di controllo
prima che sia trovata la cura.
Comunità scientifica e autorità sanitarie, ha dichiarato
la dottoressa, stanno compiendo sforzi «eroici». «Ma —
ha aggiunto — il risultato ancora imprevedibile».
Italia stabile. Nella penisola i casi accertati restano 2.
Ma la fobia non ha impedito a
un albergo romano di «rifiutare» un gruppo di turisti cinesi.
ANSA-CENTIMETRI
Il pneumologo Luigi Allegra tranquillizza: la possibilità di contagio è ridotta. I tre casi italiani sono sotto controllo
Polmonite killer, a ottobre il vaccino
m
Un'altra vittima e 26 nuovi casi a Hong Kong, due in Franda. A Singapore annullato torneo di rugby
di GIANCARLO CALZOLARI
«LA POLMONITE orientale può essere sconfitta». Chi parla è il professor Luigi Allegra (nella foto in alto)
dell'università di Milano uno dei
massimi esperti italiani in pneumologia, che sta seguendo con attenzione l'evolversi della malattia virale proveniente dall'oriente e che genera tante preoccupazioni. L'Oms
ha assicurato: in ottobre sarà pronto il vaccino e l'incubo sarà finito.
Professor Allegra secondo lei questo virus può essere stato modificato geneticamente, ad esempio da
un bioterrorista che vuole colpire
indiscriminatamente?
«Da un punto di vista strettamente scientifico posso rispondere che
una simile eventualità non può essere esclusa. Non abbiamo sufficienti
prove per escludere una qualsiasi
modifica. Tuttavia con la stessa sicurezza posso anche affermare che
una simile ipotesi non è realistica».
Ci vuole spiegare le ragioni?
«Un bioterrorista non farebbe
"maturare" un virus cosi infettivo
in una remota provincia della Cina
dove si è accresciuto senza che nessuno si rendesse conto del problema. Una simile bomba biologica sarebbe stata destinata ad una grande
città di un paese occidentale. Questo secondo la logica. Per di più
questa azione sarebbe stata annunciata e rivendicata per seminare il
panico».
Come difendersi da questo virus allora?
«Innanzitutto dobbiamo fare una
distinzione fondamentale. Questa
polmonite orientale è altamente
contagiosa ma non è mortale. Anzi
ha una mortalità del tutto inferiore
alle polmoniti, diciamo normali,
che si verificano in Italia.
In Europa ha infatti una mortalità del tre per cento contro il nove
per cento di letalità che si verifica
in Italia nelle persone affette da polmonite e ricoverate in ospedale.
È, invece, altamente contagiosa
ed in questo consiste il suo pericolo. Per questo il ministero sconsiglia viaggi in Oriente».
Quali sono le terapie per combatterla?
«Non esistono terapie come non
ci sono per il raffreddore e l'influenza. Abbiamo però degli ottimi medicinali che combattono i sintomi e
sistemi di protezione efficaci come
si possono ottenere in ospedale. Il
virus, se rintuzzato con una accorta
condotta medica, alla fine si spegne
da solo. Questa è la sicurezza che
abbiamo acquisito insieme alla constatazione che è scarsamente letale.
Per questo dico che l'allarme è giustificato ma non bisogna assolutamente esagerare. In Italia sino ad
oggi Abbiamo avuto tre casi tutti
controllati in maniera adeguata. Il
rischio quindi è ridotto ai minimi
termini. Per di più tra poco sarà
pronto sicuramente il vaccino dal
momento che l'isolamento del virus
è già stato ottenuto».
La quarantena per i voli a rischio,
quelli cioè da e verso i paesi asiatici
nei quali sono stati accertati casi di
polmonite atipica è stata chiesta anche dal segretario nazionale del sindacato dei medici Ugl, Silvano Arbuse. Secondo il sindacalista «le misure adottate dal Governo italiano in
merito al virus sono insufficienti.
Anche il Sulta, il sindacato dei lavoratori del trasporto aereo, ha chiesto di intensificare i controlli sanitari negli aeroporti e sugli aerei italiani. Intanto mentre in Canada si registra la settima vittima per colpa della Sars, anche in Francia si segnalano due casi: due passeggeri che hanno viaggiato fra Hanoi e Parigi sullo
stesso aereo del medico francese
ricoverato per Sars sono stati classificati come «probabili». Il Giappone, fino a ieri isola felice neppure
sfiorata, dall'epidemia mortale, ieri
ha adottato le prime misure restrittive, sulla scia delle raccomandazioni
emesse dall'Organismo mondiale
della sanità (Oms).
Intanto il torneo di rugby a 7 di
Singapore, uno dei più celebri di
questa specialità della palla ovale, è
stato annullato a causa dell'epidemia di polmonite atipica mentre
l'Everton, la squadra di calcio di
Liverpool, non vuole più partire per
la tournee prevista a maggio in Cina per soddisfare le esigenze del
principale sponsor di Rooney e
compagni, ovvero la compagnia cinese di telefonia mobile Kejian.
31
Il ministero della Salute interviene per fermare la psicosi: «In Italia nessun bisogno di mascherine». Ma a Roma altri 50 turisti respinti da un albergo
«Il virus viene dagli animali»
E' la tesi più accreditata, già elaborata per Ebola e Hiv
L'INTERVISTA
di CARLA MASSI
ROMA - Dall'animale all'uomo. La tesi sempre più accreditata dagli esperti è quella
che il virus della polmonite
atipica abbia fatto il cosiddetto salto di specie. Da prerogativa di scimmie, polli, maiali
ed uccelli sia diventato nemico killer del genere umano.
Proprio negli allevamenti di
polli, oche e altri animali della provincia cinese dove è iniziata l'epidemia, quella di
Guangdong, si dovrebbero ricercare i "colpevoli". I ricercatori stanno cercando di individuare il tipo di animale.
A fecalizzare l'attenzione sul
possibile passaggio di specie
sono proprio i centri di ricerca cinesi che stanno studiando il primo paziente, colpito
dalla Sars (sindrome acuta respiratoria severa). Dalle analisi risulta che avrebbe mangiato un animale selvatico,
oppure sarebbe stato a stretto contatto con questo. Mentre i ricercatori fanno piccoli
passi e mettono a punto nuove tecniche per identificare il
virus e studiare le sue mutazioni, la paura del contagio e
l'allarme-infezione continuano a fare "vittime".
IN ITALIA
Restano tre i casi sospetti in
Italia. Il ministero della Salute assicura che la situazione
sanitaria nel nostro paese
«non richiede protezione individuale quando vengono
contattate persone in buono
stato di salute». La precisa-
L'infettivologo cinese Yi Zeng a Roma:
«D nostro dramma è la diffusione dell'Aids»
ROMA - Yi Zeng guida l'Associazione per la prevenzione delle malattie infettive in Cina. E' a Roma,
all'Istituto superiore di sanità, per
due giornate sanitarie di studio italo-cinesi. Un programma di scambio messo a punto mesi e mesi fa
quando l'allarme polmonite atipica
non era scoppiato. Aids, cellule staminali, leucemie, agopuntura contro la cefalea e i disturbi del climaterio: questi i titoli delle relazioni
in calendario. Ufficialmente, nessun accenno al virus misterioso che
ha avuto, come focolaio iniziale,
proprio quel paese. La zona di
Guangdong che, secondo il ministro della Sanità Zhang Wenkang, è
«sotto effettivo controllo».
Professore, lei è appena arrivato
dalla Cina, quali effetti sta producendo l'epidemia?
molto diffuso e non ha mai causato
quadri clinici così gravi».
Lavorate insieme ai colleghi di
Hong Kong?
«A Pechino abbiamo avuto pochi
malati. Noi siamo un'università, k>.
ro un'altra, non lavoriamo insieme».
L'allarme in Cina è stato dato subito?
«Si contano molti casi perché la
gente è arrivata tardi alla diagnosi.
Ora diciamo di rivolgersi subito al
medico, quei pazienti hanno bisogno di sostegno respiratorio e reintegrazione dei liquidi».
Quali indicazioni date per la prevenzione?
«Mascherina soprattutto se si è in
luoghi affollati».
Quali altri virus colpiscono il vo-
«Siamo preoccupati, è vero. Ma anstro paese in modo preoccupante?
cora, di quel virus, non sappiarno'^1 «Quello dell'Hiv. Abbiamo oltre un
abbastanza. Certo è che si sono in- milione di sieropositivi e 200 mila
fettate persone che hanno avuto malati di Aids. La maggior parte sorapporti molto stretti con i malati»
no drogati e vivono lontani dalle
Si è fatto un'idea del virus?
grandi città».
C. Ma.
«Ho dei dubbi sul coronavirus, è
zione del ministro Girolamo
Sirchia risponde ai timori sulla diffusione della sindrome
respiratoria espressi da alcune categorie di lavoratori, come quelli che lavorano negli
ospedali e gli addetti ai servizi aeroportuali. «Tutti i paesi
europei - spiega ancora - si
sono attenuti alle indicazioni
dell'Oms e, quindi, non adottano nessuna particolare precauzione per chi tratta persone non malate». Questo significa che non è necessario
uscire di casa o andare a la-
vorare muniti di mascherina
sulla bocca come accade ad
Hong Kong dove, fino al 21
aprile, le scuole resteranno
chiuse per fermare la diffusione dell'infezione.
LA PAURA
A Roma,un albergo di presti-
gio, avrebbe rifiutato di accogliere un gruppo di turisti cinesi. Oltre cinquanta persone. E' la seconda volta che,
in due giorni, accade nella capitale. Qualche timore è serpeggiato anche all'Istituto superiore di sanità dove ieri e
Hong Kong, bambini protetti dalla mascherina anti-virus
oggi si svolgono le giornate
sanitarie italo-cinesi. Illustri
professori di Pechino sono arrivati a Roma per due giorni
di incontro-studio con colleghi italiani su temi che vanno dall'Aids, alla sindrome
della "Mucca pazza", all'agopuntura. Ieri mattina sulla
posta elettronica di tutti i dipendenti dell'Istituto è arrivato un messaggio rassicurante.
Gli esperti cinesi convocati
nella sala Bovet, si legge nella lettera spuntata nei computer di tutti i laboratori, sono
tutti ricercatori e non clinici
(quindi non hanno rapporti
diretti con i malati) inoltre
hanno accettato di sottoporsi
a test per verificare l'eventuale presenza della malattia.
IL VIRUS
«Fino ad oggi le persone che
sono morte per l'infezione spiega Fernando Aiuti ordinario di Immunologia all'uni-
versità "La Sapienza" di Roma - erano tutte avanti con
gli anni. E, soprattutto, già
colpite da altre patologie, depresse immunologicamente o
colpite dal cancro. Tutti gli
altri pazienti, soccorsi in tempo, stanno migliorando». Anche gli esperti italiani concordano sull'ipotesi della zoonosi. Del virus mutato dall'animale all'uomo come è già accaduto per l'Aids (arrivò dalle scimmie), un certo tipo di
influenza (i polli). Eboia (dagli uccelli). Un gruppo tedesco del dipartimento di Virologia dell'università di Amburgo ha trovato tracce del
passaggio del virus dagli animali agli uomini. «Le sequenze osservate nel virus - spiegano - divergono per il
50-60% da quelle del corona
finora note. Mentre risultano
dei frammenti in comune fra
i coronavirus che colpiscono
i bovini e gli uccelli».
ARTA
Convegno
nazionale
sull'ambiente
L'AQUILA. Si aprirà oggi all'Aquila la prima
«Conferenza ambientale
regionale»,
organizzata
dell'Agenzia regionale per
la tutela dell'ambiente (Arta), diretta da Maurizio
Dionisio. Il convegno al
quale sarà presente il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, il sottosegretario Nino Sospiri e l'assessore regionale, Massimo
Desiati, inizierà alle 9 nella sale conferenze del Castello Cinquecentesco. Moderatore il giornalista televisivo, Osvaldo Bevilacqua. I lavori saranno presieduti dal direttore generale dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, Giorgio Cesari. Anticiperanno l'apertura della sessione tecnico
scientifica, gli interventi
del sindaco di L'Aquila,
Riagio Tempesta, del presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace e del
Commissario Regionale
dell'Arta, Maurizio Dionisio.
A seguire la trattazione
di tematiche di sicuro rilievo tecnico-scientifico da
parte di esperti dell'Agenzia per l'Ambiente Abruzzese. La colazione di lavoro avrà luogo nel bastione
ovest del Castello e vedrà
la presenza dei sindaci dei
maggiori Comuni abruzzesi. Nel pomeriggio sarà la
volta dì rappresentanti dell'Università di L'Aquila,
dell'assessorato regionale,
di associazioni ambientaliste e del Parco nazionale
della Maiella. La chiusura
dei lavori verrà affidata
agli interventi dell'assessore regionale all'ambiente,
Massimo Desiati, del sottosegretarion del ministero
Infrastnitture e Trasporti,
Nino Sospiri e dell'onorevole Altero Matteoli ministro dell'Ambiente e della
Tutela del Territorio.
L'AQUILA
Oggi il ministro Matteoli
alla conferenza dell'Arta
L'AQUILA — Prende in via questa mattina alle
ore 9.30, nella Sala conferenze del Castello Cinquecentesco, la prima Conferenza regionale ambientale promossa dall'Arta. L'iniziativa, voluta
dal commissario straordinario dell'Agenzia per la
tutela dell'ambiente Maurizio Dionisio e dall'assessore regionale competente Massimo Desiati,
vedrà la partecipazione del ministro dell'Ambiente Altero Matteoli. Articolato il programma degli
interventi. Dopo i saluti delle massime autorità
cittadine e regionali, tra le quali il sindaco dell'Aquila Biagio Tempesta ed il presidente della
Regione Giovanni Pace, al tavolo dei relatori si
alterneranno studiosi e tecnici che parleranno di
argomenti di profonda attualità legati alle tematiche dell'ambiente e della sua salvaguardia. I
lavori, moderati dal giornalista Osvaldo Bevilacqua, saranno presieduti dal presidente dell'Apat
Giorgio Cesari. Interverrà anche il sottosegretario
di Stato alle infrastnitture Nino Sospiri.
Asl. Sono stati affidati ad un'impresa veneziana i lavori per realizzare a Colle dell'Ara il reparto infettivi
Nell'edificio anche la nuova sede del 118 e il reparto di odontoiatria
LA PROPOSTA DELLO SNABI-SDS
di NICOLA SCHIAZZA
Al via di completamento per
la palazzina "L" del Policlinico di Colle dell'Ara. Ieri mattina è stato firmato nella sede
dell'Asl in via Martiri Lancianesi il contratto di affidamento dei lavori per la realizzazione del corpo L del policlinico
teatinp. Si tratta del corpo di
fabbrica solo parzialmente
edificato, dove attualmente è
già in funzione al piano terra
il pronto soccorso. I lavori,
per un importo di circa 3 milioni e mezzo di euro, di cui
157 mila per oneri e sicurezza, sono stati affidati all'impresa veneta di Ettore Bartoli La palazzina che dovrà ospitare 118, infettivi ed odontoiatria
che avrà 540
giorni di tempo per portarli a compimento. In
precedenza
si parlava di
circa 6 mesi
per completare la struttura, ora invece emerge
che non sarà
delle altre unità accessorie
pronta prima
quali locali per infermieri, fardella fine del
macia, medicheria, medico di
2004. Il che
guardia, spogliatoi, sala di atcrea non potesa per i parenti con annesso
chi problemi II manager Conga con Flavio Zuanier
locale per colloquio con i mevista l'attuale
dici, cucina e ristoro personasistemazione
ti. Il primo livello ospiterà il le. La palazzina sarà serevita
del reparto infettivi considera- 118, il secondo il reparto di da ingressi separati, dei quali
te l'emergenza di questi gior- odontoiatria e quello maxil- uno per il personale e uno per
ni per il "virus killer". Le ca- lo-facciale mentre dal terzo al i degenti. Saranno inoltre inratteristiche della nuova strut- settimo troverà posto la clini- stallati due ascensori, ciascutura sanitaria teatina sono sta- ca per malattie infettive che no per 10 persone. «Il comte illustrate ieri mattina dal sarà omologata per la lotta ali' plesso - ha spiegato Conga - è
direttore generale dell'Asl di Aids. Il reparto infettivi con- stato progettato secondfo le
Chieti Luigi Conga, presente terrà due sezioni da 18 posti norme dell'organizzazione
l'amministratore delegato dell' letto con relativa bonifica, un mondiale della sanità e per
impresa veneziana Flavio Zuanier .pronto soccorro day ospitai. questo saremo pronti a'interpoliambulatorio diagnosi -e véhiré 'piif tì óreVerizTòrie-e la
terapia,
L'edificio avrà tre livelli ed una superficie
com-studi. L'area funzio- cura di tutte le malattie deriplessiva di 5644 metri quadra- nale di degenza è completa vanti dal bio terrorismo».
Struttura pronta
solo afine2004
Spesa 3,5 milioni
Ex ospedale da rilanciare
Un'opera che finalemnte sembra giunta in
dirittura d'arrivo, ma tante altre incompiute o strutture abbandonate. Un tema che
sta a cuore al Sindacato Dirigenti Sanitari,
che fa alcune proposte tramite il responsabile Enrico Bucci per rilanciare l'Asl teatina.
«Per porre un freno alla spesa sanitaria in
uno scenario di grave congiuntura economica occorrerebbe far convergere - dice Bucci
- attraverso l'alienazione del San Camillo,
dell'ex Inam e dell'ex Pediatrico ogni sforzo
operativo e finanziario verso due contenitori, quale il Presidicio Clinicizzato di Colle
dell'Ara e l'ex ospedale civile di Chieti Alta». Con quali benefici? «Si coglierebbe in
tal modo l'occasione per ridare vitalità a
due grossi comparti della città attraverso rispeI,Uvamente l'insediamento dell'Università' nel San Camillo e attraverso la ricolloca-
zione di Uffici e Servizi dell'Asl nell'ex
ospedale civile con una ripresa delle attività
commerciali attualmente ridotte o quasi
spente e per le quali negozianti e cittadini
residenti hanno lanciato un accorato appello d'aiuto che non può restare inascoltato».
Bucci chiede poi che siano rivisti i rapporti tra divisioni a conduzione ospedaliere
e quelle a conduzione universitaria, «dimodoché sia assicurato quell'equilibrio in termini di professionalità e di esperienza che,
ancorché sancito dalla Convenzione Regione-Università, non è osservato nella pratica
attuazione cosicché il SS. Annunziarta più
che un Presidio Clinicizzato sembra ormai
essere un Policlinico, tale è lo straripamento dell'Università nelle strutture ospedaliere
con fughe di professionalità di valore verso
le strutture private».
PER CARDIOCHIRURGIA
«Un'occasione irripetibile»
Recentemente Cardiochirurgia è tornata al
San Camillo. Un ritorno che per Bucci dello Snabi-Sds non ha giufdicato del tutto positivamente. E spiega perché: «Con dati alla
mano potevano esserci le condizioni perché
la Cardiochirurgia , nelle more della costruzione del Dipartimento cardiochirurgico e
deie trapianti, potesse restare nel Presidio
Clinicizzato. Nessuno
però, dico nessuno conclude Bucci1 dello Snabi-Sds -, ha raccolto tale possibilità, tant'è che la Clinica Car-
diochirurgica e la terapia intensiva cardiochirurgica sono tornate al San Camillo tra
le soddisfazioni di tanti che non sanno di
aver perso una occasione irripetibile». Anche perché sembrano allungarsi i tempi per
il bando della gara d'appalto europea per il
nuovo polo cardiochirurgico a Colle dell'Ara: mesi fa c'era stato un gran movimento per accelerare l'iter e reperire tutti i fondi, ma ora il problema non sembra più d'attualità.
IL SOTTOSEGRETARIO CURSI: PRESTO UN REGOLAMENTO SUL CONSENSO INFORMATO
In aumento i trapianti d'organi. Italia al quinto posto in Europa
Negli ultimi anni è cresciuto del 40% il numero dei donatori. Al via la campagna di sensibilizzazione del Ministero della Salute
di CARLO ANTINI
AUMENTANO nel nostro Paese donatori d'organi e trapianti.
Negli ultimi tre anni il numero
dei donatori è aumentato del quaranta per cento, con un incremento
complessivo dei trapianti che ha superato il ventisette per cento. L'Italia si piazza così al quinto posto in
Europa per numero di donatori effettivi, con un tasso del 18,1 per
milione di abitanti ed è preceduta
in questa particolare classifica sol-
tanto da Spagna, Austria, Belgio e
Portogallo.
Nel Lazio le donazioni sono raddoppiate. I donatori, infatti, sono
passati da 6 per milione di abitanti
nel 2000 a 12 per min nel 2002. E
possono ancora continuare a crescere, secondo il professor Carlo Casciani, coordinatore del Centro regionale trapianti del Lazio.
Nonostante i risultati raggiunti finora, ancora molto resta da fare per
coprire l'intero fabbisogno e per eliminare gli squilibri che esistono tra
le varie regioni della Penisola. Per
questo il ministero della Salute si
sta attivando per attuare il regolamento sulle procedure del consenso informato e per valorizzare il volontariato e le associazioni. «Bisogna recuperare il ruolo di chi può
fungere da collettore del consenso
informato sia dal punto di vista dell'
informazione che della comunicazione - spiega Cesare Cursi, sottosegretario al ministero della Salute - È
necessario valorizzare il volontariato e le associazioni, recuperando
fino in fondo la cultura della donazione soprattutto nelle regioni del
sud. Assistiamo ad una ripresa dei
trapianti e delle donazioni ma c'è
ancora molto lavoro da fare. La donazione passa soltanto attraverso
una vera educazione».
Cursi ha poi evidenziato la necessità che il flusso informativo dei
dati relativi ai trapianti di cellule
staminali emopoietiche sia integrato nell'ambito del sistema informativo trapianti anche attraverso la collaborazione con il gruppo italiano
per il trapianto di midollo osseo e
l'organizzazione Grace. Intanto venerdì 11 aprile approderà al Consiglio dei ministri U Piano sanitario
nazionale.
«Il Piano - prosegue il sottosegretario Cursi - è stato approvato non
solo dal governo ma na ottenuto
anche l'astensione delle opposizioni. Vuoi dire che a quel piano tutti
hanno concorso anche perché arriva in Consiglio dei Ministri dopo
essere stato riformulato in base alle
proposte delle commissioni competenti di Camera e Senato».
LINGUA BLU L'unità di crisi ha deciso di ampliare la campagna ma prima dovranno essere valutati i costi
Vaccinazione per tutti gli ovini e bovini della regione
I sindaci dell'Aquilano e la Coldiretti chiedono indennizzi per gli allevatori colpiti dall'epidemia
L'UNITÀ di crisi della Regione, presieduta dal governatore Giovanni Pace, ha
deciso ieri di ampliare la
campagna di vaccinazione
contro la blue tongue (lingua blu) a tutti gli allevamenti di ovini e bovini della regione. Questo per scongiurare il diffondersi dell'epidemia, che finora ha
colpito parecchi allevamenti in provincia dell'Aquila.
Prima di iniziare le vaccina-
zioni a tappeto, l'unità di
crisi ha concordato di effettuare una verifica dei costi
dell'intervento, sia per l'utilizzo delle risorse umane e
strumentali che per gli
eventuali indennizzi da corrispondere agli allevatori relativi ai danni subiti con le
vaccinazioni.
Intanto ieri il Coordinamento dei sindaci del comprensorio dell'Aquila ha stilato un documento in cui si
chiede alla Regione di intervenire al più presto con
provvedimenti di aiuto agli
allevatori che hanno subito
danni. La decisione del Coordinamento dei sindaci è
maturata nel corso di un
incontro convocato al Palazzetto dei Nobili dall'assessore comunale all'Agricoltura David Filieri.
L'esigenza di varare una
legge per risarcire gli allevatori è stata sottolineata an-
che dal consigliere regionale dei Ds Stefania Pezzopane, che ha presentato una
proposta di legge regionale
ad hoc. Dal canto suo Giuseppe Colantuoni, direttore
provinciale della Coldiretti,
in un documento ha ribadito la posizione della sua Federazione, che mira sia a
bloccare il difondersi dell'epidemia, sia a garantire
risarcimenti agli allevatori.
G.Cap.
La carica
del settimo
Cavalleggeri
Washington — Ombre
Rosse nel deserto. La carica travolgente del Settimo Cavalleggeri verso Baghdad fa rimbalzare nelle case di milioni di americani un insolito miscuglio di immagini ed emozioni: nella Monument
Valley tra il Tìgri e l'Eufrat e l'epopea dì Toro Seduto si intreccia con la
disfatta di Saddam Hussein, l'arroganza del generale George Armstrpng
Custer con m determinazione del presidente George W. Bush. Stavolta
gli Apache stanno dalla
parte delle Giacche Blu.
Sono stati gli elicotteri
col nome pellerossa a
sgombrare la strada, con
una pioggia di fuoco, alla
carica dei poderosi carri
armati Abrahams, dei veicoli blindati Bradley, delle robuste jeep Humvees
"cavalcate" dagli eredi
delgenerale Custer verso
il Forte Alamo di Saddam. Dietro il polverone
sollevato dai mezzi blindati delle Giacche Blu in
divisa mimetica si comincia a intravedere, sullo
sfondo, la sagoma della
periferia di Baghdad. Le
immagini rimbalzano in
America nell'abitazione
delle moglie Stephanie,
che segue in diretta
l'avanzata del marito verso la roccaforte del regime di Saddam Hussem.
«Ho paura per luì», mormora nella cornetta.
L'agilità e la flessibilità
della unità che da 126
anni cerca di scrollarsi di
dosso il marchio negativo di Little Big Horn e in
perfetta sintonia con i canoni della nuova dottrina Rumsfeld basata sulla
rapidità e la manovrabilità delle truppe impegnate nelle nuove guerre del
Terzo Millennio.
Il riscatto, per le Giacche Blu in sella ai "cavalli di acciaio" della guerra
moderna, può venire
adesso dalle immagini
della battaglia di Baghdad, di fatto già cominciata, dove la carica del
Settimo Cavalleggeri può
diventare un simbolo,
non solo per questi soldati, di riscatto e redenzione da un passato che pesaUn'immagine del rais crivellata di colpi. Fino a poco tempo fa a Baghdad c'erano 1 milioni di ritratti
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4 Aprile 2003