REGIONE ABRUZZO UFFICIO STAMPA Dott.ssa MAURA DEL GIOVINE 4 Aprile 2003 On-line su Internet: www.aslteramo.it Ufficio Stampa Tel. e fax 0861-420248 e-mail [email protected] cell. 3478889256 GIULIANOVA Visite sospette, allarme tra gli invalidi Solo dopo è stato chiarito che si trattava di personale regolarmente autorizzato dalla Asl L'ospedale di Giulianova GIULIANOVA — C'è malumore in alcune famiglie di Giulianova che hanno al proprio interno degli invalidi civili. Le proteste che abbiamo raccolto, garbate ma decise, si riferiscono ad una recente iniziativa della Asl: i familiari degli invalidi non hanno gradito certe visite a casa da parte degli incaricati di una società, che facevano domande sulla situazione della persona malata e sul tipo e la qualità dell'assistenza che gli viene fornita. Si sa come vanno queste cose, non tutti sono propensi a far conoscere i vari aspetti della propria situazione familiare. Così le visite a casa e le domande mirate possono essere viste come una fastidiosa forma di invadenza. E non cambia molto il fatto che la Asl avesse preannunciato l'iniziativa, con una lettera -in realtà molto vaga- inviata alle famiglie dalla Direzione Generale. Si tratta in pratica di un progetto obiettivo denominato "Umanizzazione dell' assistenza familiare", volto evidentemente a monitorare la qualità dell'assistenza agli invalidi. La società che se ne occupa è la ISS (International Science Service), che si è aggiudicata l'appalto. Nella lettera alle famiglie sono anche indicate le cinque persone nominate dalla ISS (si tratta ovviamente di personale reperito sul posto) per andare a visitare a domicilio gli invalidi, i cui nominativi sono stati segnalati dall'INPS. Al di là del fatto che le famiglie non gradiscono, c'è anche un'altra considerazione: da un lato si tagliano le spese sanitarie, ma poi si spendono soldi affidando incarichi esterni. P.B. Azienda sanitaria Nori eDeDonatiis contro il manager La documenta/ione sullo stato della sanità inviata dal direttore generale della Asl, Sabatino Casini, a parlamentari ed amministratori, continua a suscitare rea/ioni. Claudio De Donatis, sindaco di Sant'Omero lancia una provocazione: «Chiedo le dimissioni del comitato ristretto dei sindaci, un organismo che deve esprimere un parere sul bilancio e uno sull'operato del manager e invece non ha detto nulla! La documentazione i n v i a t a da Casini, comunque, presenta dati non disaggregati e non emerge nessun parametro di valutazione della gestione sanitaria sul territorio. Per Sant'Omero rimane lo squilibrio in ragione dei posti letto, si ripete il tentativo di sopprimere l'unità cardiologica a favore di Atri e si manifesta l'intenzione di associare il nostro polo infantile con l'ospedale di Giulianova. Perché questa associazione con altri ospedali vale solo per Sant'Omero? Casini auspica la nostra collaborazione, a fronte di ciò c'è il suo diniego ai miei inviti a Sant'Omero». Il sindaco di Montorio, Ugo Nori, è netto: «Belle parole, ma solo parole. Se davvero il manager avesse voluto coinvolgerci, ci avrebbe chiamato prima, nella fase di discussione del bilancio e in quella di programmazione per valutare insieme le esigenze della popolazione. Tutto questo mi rammarica, come sindaco, come membro del comitato ristretto e come cittadino. Credo che, al di là della inaugurazione di qualche locale "vuoto", la sanità teramana non abbia molti successi di cui andare fiera; continua a perdere pezzi, primari e professionalità, forse collaborando sarebbe stato più facile raggiungere qualche obiettivo. O collaborazione per Casini significa solo metterci a conoscenza di quanto ha già fatto?» N.D.P. UNIONE DEI COMUNI Slitta il consiglio sull'ospedale Slitta al 14 aprile il consiglio straordinario dell'Unione di Comuni Val Vibrata che si terrà nell'ospedale "Val Vibrata" di Sant'Omero. All'incontro sono stati invitati a partecipere semplici cittadini, operatori sanitari, esponenti politici e soprattutto i dirigenti del settore sanità della Regione e dell'Asl di Teramo. Polmonite, paura a scuola Sant'Onofrio in allarme per l'arrivo di bimbi cinesi CAMPLI. Polmonite atipica, una malattia che sembra lontana. Ma basta l'arrivo di tre bambini cinesi per far scoppiare la psicosi. E' quanto accaduto nel polo scolastico di Sant'Onofrio dove lunedì scorso sono arrivati tre nuovi alunni provenienti da Shangai. E appena la notizia si è sparsa sono iniziati i timori, anzi la paura. Tante le mamme hanno protestato con la direzione didattica. "r) . . . . LASI uOtX> Uìltt VÌSltd . „. TCÌSSICUTd liuti'. Moenivìn TUfòSUnU E' stato informato il Comune e questo ha provveduto ad avvertire la Asl e l'assessorato regionale alla sanità. La vicenda, oltre alla direttrice didattica Ileana Giammartino, è stata seguita dall'assessore comunale alla pubblica istruzione Angela Vanni. Innanzitutto è stato attentamente studiato il decreto Sirchia, che circoscrive a una ristretta cerchia le ipotesi in cui i cittadini provenienti dall'estremo Oriente devono essere messi in quarantena. In primis devono avere dei sintomi, cosa che i tre bambini cinesi non hanno. Ma, cosa più importante che deve essere sfuggita ai genitori camplesi preoccupati, è che i tre fratelli, due di 8 e uno 9 armi, sono arrivati in Italia più di un mese fa. Comunque sia ieri mattina un medico della Asl è andato a scuola — nelle classi terza e quarta elemen- ni. In caso contrario sarebbe stata una discriminazione grave. Non c'era motivo per ritenere la loro presenza a scuola pericolosa. Sono in Italia da più di un mese e mezzo e non hanno sintomi di malattie respiratorie. E poi non c'è alcuna norma che disponga che chi arriva dalla Cina deve essere escluso dalla comunità. Anche perché il problema si porrebbe anche nei confronti di persone che arrivano da altri Paesi. Non ci sono infatti casi di polmonite atipica solo in Cina. E comunque, volendo sottilizzare, anche un italiano potrebbe essere stato in contatto con un cinese malato». Quanto accaduto a Campii, comunque, potrebbe non restare un caso isolato. In provincia c'è una grande comunità di cinesi, e quindi è prevedibile che nelle prossime settimane ci siano altri arrivi. (a.f.) tare — per visitare i piccoli e tranquillizzare i genitori camplesi. «Non c'è nessun problema», spiega il responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica della Asl, Antonio Parogna, «i tre bambini sono in Italia dal 16 febbraio e il tempo di incubazione della polmonite atipica varia da 7 a 14 giorni. E comunque li abbiamo visitati proprio stamattina (ieri per chi legge, ndf) e non hanno nessun sintomo. Abbiamo poi spiegato bene come stanno le cose a tutti i genitori e ora sono tranquilli». I tre fratellini sono arrivati in Italia da Shangai per raggiungere i loro genitori, che sono a Campii da 4 anni «Non abbiamo avuto nessun dubbio ad accogliere i bambini cinesi a scuola», commenta l'assessore Vanni, che fra l'altro è anche insegnante, «è loro diritto seguire le lezio- Con i bandi di gara le regole di pagamento dei subappalti Verso la riscrittura il decreto legge sugli illeciti sanitari ROMA • Le norme sul pagamento dei subappalti previste dalla legislazione antimafia sono ancora in vigore. Dunque, le stazioni appaltanti devono continuare ad applicarle scegliendo, fin dalla pubblicazione del bando di gara, se pagare gli importi dovuti a stati di avanzamento direttamente ai subappaltatori o indirettamente, pagando l'appaltatore principale, il quale, a sua volta, è obbligato a trasmettere copia delle fatture emesse ali'amministrazione. L'interpretazione sul pagamento dei subappaltatori è contenuta nella determinazione 8/2003 dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici. Il provvedimento risponde a un quesito posto dall'Associazione nazionale costruttori (Ance) sulla sussistenza delle modalità di pagamento previste dal comma 3-bis dell'articolo 18 della legge 55/1990, introdotto dall'articolo 34 del Dlgs 406/1991. Il nodo riguarda il fatto che tra le norme espressamente abrogate dal regolamento generale di attuazione della legge quadro sui lavori pubblici (Dpr 554/1999, articolo 231, lettera v) compare anche quest'ultimo. Domanda dell'Ance: l'abrogazione produce effetti anche sul comma 3-bis dell'articolo 18 ROMA • Potrebbe arrivare a sorpresa un nuovo testo del Governo che modificherebbe radicalmente, asciugandolo, il decreto 32/2003 contro gli illeciti sanitari. La prospettiva è emersa ieri al Senato in un vertice di maggioranza col ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Qualsiasi soluzione dovrà peraltro passare al vaglio del Governo. La prospettiva è di affidare le modifiche direttamente all'Aula, a partire da martedì prossimo, anche dopo un giro più o meno informale di consultazioni con le rappresentanze delle categorie coinvolte. La proposta allo studio cancellerebbe il primo articolo del Dl 32, quello più contestato, che elenca nel dettaglio gli illeciti da perseguire e fissa una sanzione minima di 50mila euro. Il progetto sarebbe invece di modificare il Codice penale (articolo 640), con l'inasprimento al massimo di cinque volte delle multe, sia minime che massime, per le truffe commesse in danno del Ssn. E senza ulteriori specificazioni. Le somme "rastrellate" andrebbero a metà tra Stato e Regioni per coprire le spese dei nuovi «Nuclei operativi» che dovranno affiancare Nas, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Altri nuclei operativi di controllo (Noc) saranno istituiti dalle Regioni. Salterebbero anche le norme sulle confische. Intanto, ieri, sono proseguite le contestazioni contro il decreto. «Un provvedimento dannoso e inutile, con misure poliziesche», ha attaccato Rosy Bindi (Margherita). Anche la Cisl-medici ha chiesto il ritiro del decreto, o una completa riscrittura almeno del primo articolo. Nonostante ciò la Cisl, con Intesa medica, si dissocia dalla manifestazione del 15 aprile a Roma, indetta dagli altri sindacati di categoria e dal centro-sinistra, perché «sta assumendo connotazioni politiche». della legge 55/1990? Molte stazioni sul subappalto. Con la determinaappaltanti hanno ritenuto di sì, tan- zione 6/2003 (pubblicata sulla to che molte hanno smesso di appli- «Gazzetta Ufficiale» n.77 del 2 apricarlo. Diverso l'avviso dell'Autori- le) l'organo di vigilanza stringe le tà. Secondo l'organo di vigilanza, maglie del controllo sui sub-contratla ricostruzione delle sovrapposizio- ti di lavori e ribadisce che anche ni normative evidenzia la volontà quelli di piccola entità, nonostante del legislatore di mantenere in vita la prassi invalsa tra amministraziola legislazione antimafia, senza con- ni e imprese, vanno sottoposti ad tare il principio secondo il quale autorizzazione. Tutti i subappalti di «l'abrogazione di una norma non lavori, si legge nel provvedimento, comporta l'automatica abrogazione anche se di importo inferiore al 2% ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ del valore del contratto ' o a lOOmila euro in tèrA mini assoluti devono essere autorizzati e incidono sul 30% dell'importo della categoria prevalente subappaltabile. Una nuova interpretadi norme» modificate dalla stessa, zione (determinazione 5/2003) riConclusione: il Dpr 554/1999 non guarda invece le procedure di qualiha abrogato la disciplina di paga- ficazione agli appalti pubblici delle mento dei subappalti contenuta nel società di costruzione che acquisicomma 3-bis dell'articolo 18 della scono i requisiti di imprese fallite. 55/1990. Dunque le stazioni appal- II meccanismo è possibile solo nel tanti devono continuare ad applicar- caso in cui l'operazione riguardi la la scegliendo, fin dal bando di gara, cessione del «complesso di beni ortra il pagamento diretto o indiretto ganizzati per l'esercizio di impredei subappaltatori. sa» e non il trasferimento di «singoIL chiarimento contenuto nella de- li elementi materiali e immateriaterminazione 8/2003, non è tra l'al- li». tro l'unico fornito dalla'Autorità MAURO SALERNO L'Authority «conferma» la disciplina antimafia R.TU. LIGURIA Ottimi risultati per il progetto della Asl 4 per tagliare i tempi di evasione delle domande Invalidità: certificati in 25 giorni Solo un anno fa per le procedure burocratiche erano necessari circa tre mesi N el 2001 ci volevano 90 giorni perché una domanda venisse esaminata, mentre dalla fine del 2002 i giorni di attesa sono scesi a 25. Questi i lusinghieri risultati ottenuti dalla Asl 4 Chiavarese con l'attuazione del progetto di contenimento dei tempi di attesa per le visite di invalidità civile, che l'Azienda ha messo, in campo nel corso del 2001 e 2002 riuscendo a ridurre di oltre due terzi il "tempo morto" tra la presentazione delle domande e la convocazione per la visita di accertamento. Per raggiungere questo obiettivo il management della Asl 4 ha individuato alcune priorità nell'utilizzo di strumenti tecnologici e informatici più adeguati e avanzati, nell'impiego di nuovo personale amministrativo trasferito alle dipendenze dell'Ufficio (a cui si aggiunge la collaborazione esterna di ulteriore personale di altre strutture dell'Azienda), e l'attivazione di processi di collaborazione con i Dipartimenti di Psichiatria e di Cure primarie. L'Ufficio invalidi civili è stato integrato, assieme ad altre attività, in quelle della neo-formata struttura semplice di «Medicina Legale - Invalidi civili», e l'informatizzazione del trattamento delle pratiche (passate dalle 4.013 del 2001 alle 5.334 del 2003, con un incremento pari al 34%) ha raggiunto il completamento nel corso del 2002, con lo sviluppo di un programma poi accettato e adottato da tutte le* Asl della Regione Liguria. La maggiore attività organizzativa ha aumentato di 50 unità il numero degli operatori coinvolti. Nel corso del 2002, il'personale medico e non medico avvicendatosi quale componente delle Commissioni ha raggiunto l'attua- le organico globale di 88 unità. È stato così possibile reimpostare e mantenere costante il calendario di lavoro delle Commissioni ambulatoriali. Allo stesso tempo, per far fronte all'aumentato numero di richieste di visite domiciliari sono stati attivati medici che avevano dichiarato la loro disponibilità a volgere un ruolo di accertamento al domicilio dell'utenza o in sedi ospedaliere della Asl. Per rendere più fluida e completa l'attività nei casi di valutazioni geriatriche e psichiatriche, sono stati coinvolti nel progetto i Dipartimenti di Psichiatria e di Cure Primarie. Inoltre, le nuove procedure attivate con i due Dipartimenti hanno reso possibile risparmiare all'utente inutili attese per la prenotazione della visita, una più efficace programmazione di attività delle strutture coinvolte, il trasferimento diretto e riserva- to delle indagini richieste. Questo modello organizzativo ha reso possibile il raggiungimento anche di altri obiettivi: è stata azzerata l'attesa (circa 60 gg.) che le pratiche subivano prima di essere inviate alla Commissione medica di verifica; è stato avviato il riordino degli archivi, oggi utilizzabili, sono state introdotte una serie di innovazioni procedurali derivanti da nuove norme in materia di trasferimento di competenze; è stata introdotta la nuova modulistica uniformata a livello regionale. Al 31 dicembre del 2002 il tempo di attesa da parte degli utenti richiedenti il riconoscimento di invalidità, tra la domanda e la visita, si è così ridotto a 25 giorni, mentre l'invito di convocazione alla visita arriva già 10 giorni dopo la presentazione della domanda. Marika Vecchiattini La maggioranza studia un nuovo Ddl di riforma che assorba anche quello di Bossi Insieme devolution e Titolo V II testo in pista appena saranno superate le «resistenze» della Lega L a devolution diventerà parte integrante del nuovo Ddl di riforma del Titolo V, te cosiddetta "riforma della riforma" approvata dall'Ulivo nella scorsa Legislatura. Dopo innumerevoli vertici e tavoli tecnici, la Casa delle Libertà sembra essere ormai vicina a un'intesa decisiva sulla strategia parlamentare con cui completare la controversa transizione federalista italiana. Molto presto, assicurano gli uomini del Polo, il Consiglio dei ministri varerà il Ddl di riforma del Titolo V della Costituzione targato Ulivo. Forse l'approdo a Palazzo Chigi avverrà proprio in questi giorni. E, come era stato già ipotizzato subito dopo l'approvazione da parte del Senato del Ddl costituzionale sulla devolution - approdato la settimana scorsa in Aula alla Camera potrebbe essere inserito in un unico e organico testo di riforma del Titolo V, i cui ultimi aspetti sono stati discussi in una riunione tecnica della maggioranza che si è svolta martedì scorso. Il Ddl costituzionale comprensivo della devolution di Bossi dovrebbe quindi incassare, nei piani della maggioranza, il primo sì della Camera prima delle amministrative di maggio. Da lì dovrebbe cominciare l'iter più lungo previsto per le leggi costituzionali. È cioè la doppia lettura in ogni Camera. Se questo è il percorso sarà, dunque, abbandonata l'idea del doppio binario, cioè far procedere devolution e riforma del Titolo V parallelamente e approvarle contestualmente. Questo però sarà possibile se Bossi lo vorrà. Restano, infatti, da superare le ultime «resistenze» della Lega all'ipotesi di ritirare il Ddl sulla devolution e procedere da subito con un unico disegno di legge costituzionale. Di questo provvedimento, d'altra parte - come ha spiegato la settimana scorsa il presidente dei senatori Udc, Francesco D'Onofrio, uno dei due mediatori del Polo la devoluzione costituirebbe il perno intorno a cui ruota il nuovo assetto federale dello Stato. In particolare, il nuovo articolo 117, che la devoluzione di Bossi modifica solo in parte, sarebbe riscritto nel suo complesso, escludendo la legislazione concorrente tra Stato e Regioni ed elencando le rispettive competenze esclusive, secondo un'impostazione basata appunto sul principio della devoluzione. Intanto continua a rilento, sempre nell'aula della Camera, l'esame del disegno di legge di attuazione della riforma del Titolo V approvata dall'Ulivo nella scorsa Legislatura (atto Camera 3590). Il Ddl - «Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3» - già approvato dal Senato attende solo l'ultimo sì dei deputati. Che in questi giorni dovranno prendere in esame anche i molti emendamenti che sono stati presentati al provvedimento messo a punto dal ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia. Diventa legge la rivoluzione fiscale del Polo I I Ddl Tremonti, la rivoluzione del Fisco, cavallo di battaglia del Polo fin dal 1999, taglia il nastro finale e diventa legge. Si è conclusa così, la settimana scorsa col voto finale della Camera, un cammino durato oltre 15 mesi e che, per avere un diretto impatto sui contribuenti, richiederà nei prossimi mesi l'emanazione dei decreti delegati. Una rivoluzione, questa, che toccherà famiglie e imprese, cancellando l'Irpef a favore dell'Ire, modificando l'Iva, alleggerendo l'Irpeg a carico delle imprese. Un progetto che prenderà forma gradualmente," tassello dopo tassello, ma che alla fine dovrebbe disegnare un volto diverso al sistema fiscale. Via l'Irpef e l'Irap. Sarà un processo graduale che dovrà tener conto anche delle disponibilità di bilancio. Ma a regime l'imposizione verterà su due sole aliquote: al 23% per redditi fino a lOOmila euro e al 33% sopra questa soglia. In più verrà fissata una soglia di reddito al di sotto della quale non si pagheranno tasse, con la creazione di una no-tax area. L'imposta cambierà così nome e da Irpef, imposta sulle persone fisiche, diventerà Ire imposta sui redditi. Novità anche sui meccanismi di defiscalizzazione. Scomparirà il sistema delle detrazioni, rappresentate da sconti sulla somma da pagare, sostituite dalle deduzioni, grazie alle quali ci Mar.B. sarà un abbattimento dell'imponibile in grado di garantire la progressività dell'imposizione. Novità anche per le imprese che vedranno gradualmente sparire l'Irap, mentre a regime l'Irpeg si avvarrà di una sola aliquota al 33%. In più le imprese avranno la possibilità di scegliere la tassazione dell'intero gruppo facendo riferimento all'imponibile consolidato. Iva e rendite finanziarie. La riforma prevede interventi anche su questa imposta la cui disciplina sarà coordinata con quella delle accise. Tra le novità più significative l'introduzione della de-tax con cui si potrà destinare una quota dell'imposta sui consumi a favore di finalità etiche. Modifiche anche per il regime fiscale sulle rendite finanziarie che dovrà progressivamente convergere sul livello del 12,5% attualmente previsto per titoli di Stato. Possibilità di regimi più favorevoli saranno possibili per i fondi pensione e le casse di previdenza. Studi di settore e imposta sui servizi. Sarà potenziato questo strumento messo a punto con la collaborazione delle associazioni di impresa. In cambio si arriverà a un alleggerimento di obblighi contabili, come scontrini e tenuta di libri e registrazioni di cassa. Razionalizzare e semplificare è l'obiettivo della riforma che prevede uno sfoltimento e una riorganizzazione delle imposte catastali, di quelle di registro e ipotecarie e dei bolli. Il punto di arrivo potrebbe essere un'unica imposta sui servizi. DAL GOVERNO 1 - 7 aprile 2003 Allarme di assessori e governatori lui conti sanitari e sulle spese per il personale «I contratti costano troppo» Previsto un aumento del 9-10% - E le Regioni chiedono un'integrazione C i penseranno i contratti a "far fuori" l'incremento del 4% del fabbisogno 2003. Tutti da rinnovare (sono scaduti a fine 2001 e la direttiva del Comitato di settore all'Aran per avviare le danze dei rinnovi è alle stesure finali), i nuovi accordi col personale medico e non medico del Ssn avranno un effetto dirompente sui bilanci regionali: almeno il 9-10% in più di spese, secondo gli assessori regionali alla Sanità. Che hanno lanciato, in occasione del «Forum Sanità futura» di Cernobbio (v. anche pagina 10), F "allarme rosso" sulla spesa di quest'anno. Contratti da quasi 3 miliardi di euro in più che vanno ben oltre (di circa 1,2 mld) gli 1,6 miliardi previsti applicando l'aumento legato all'inflazione. Un "picco" dovuto a oneri riflessi, arretrati e con la spada di Damocle del Ddl medici - promesso dal ministro Sirchia per inizio primavera e ormai alle ultime limature tecniche - che gli assessori temono faccia sballare ancora di più i conti, aumentando soprattutto le spese per l'indennità di esclusiva. Per questo le Regioni battono cassa, sollecitando un intervento no di disavanzo». La coperta I corta, ha spiegato l'assessore toscano, Enrico Rossi. «Un sistema abituato a mantenere un tas so di crescita del 6% non si pie gherà a una riduzione». lle Regioni la delega al Governo sulle ne dei nuovi rapporti istituzionali che deri- traverso una proposta formalizzata dalla Anche per l'assessore venetc professioni sanitarie non è piaciuta. E vano dalle modifiche costituzionali; coordi- Conferenza dei presidenti e con un'intesa e coordinatore degli assessori se non hanno formalizzato il parere negati- namento formale delle disposizioni di prin- col Governo centrale, indicheranno evenFabio Gava, «non tutti gli struvo alla Stato-Regioni di metà marzo, han- cipio e loro eventuale semplificazione. Per tuali necessità legate al raggiungimento di menti sono stati realizzati e nor no deciso di proporre loro una formulazio- il resto, poco cambia rispetto all'attuale. E obiettivi nazionali e locali anche in base a si sono avuti i risultati prefissai ne tutta nuova del disegno di legge. Che si conferma, dal Ddl delega originale, la valutazioni di «criteri di sicura scientificinella riduzione del disavanzo i ora dovrà essere esaminata in "sede tecni- costituzione di registri regionali per le pro- tà» effettuate dal ministero della Salute con carico delle Regioni» e il contrai ca" col ministero della Salute. Una propo- fessioni prive di Albo. Per quanto riguarda esperti della Stato-Regioni. to sarà proprie sta in cui la delega al Governo - uno dei l'individuazione di uno dei mag punti più criticati a livello locale - si riduce, nuove professioni Personale dipendente del Ssn - Anno 2001 giori punti d in uno dei tre articoli, all'adozione di Dlgs sanitarie - altro capicriticità. «St «meramente ricognitivi dei princìpi fonda- tolo della delega al potessimo tor mentali... tratti dalle leggi vigenti in mate- Governo criticato nare indietrc ria di professioni sanitarie» in base a tre aspramente - a penprima dein princìpi: omogeneità e completezza in rela- sarci dovranno esseagosto, avremzione alle singole professioni; considerazio- re le Regioni che, atmo pretese una integrazione più ampia» del ministro Tramonti. E sottoli- Ghigo, che a Cemobbio ha sottoha aggiunte neando che l'accordo dell'8 ago- lineato come la Sanità sia il vero Gava. D disasto 2001, a queste condizioni, "banco di prova" del federalivanzo, visto ir non può reggere e ha bisogno di smo. «Ma per una compiuta auquesta ottica correttivi immediati. Altrimenti, tonomia e la piena assunzione di non sarebtx il rischio è di non consentire il responsabilità del territorio sono quindi una tota rispetto dei livelli essenziali di indispensabili strumenti finanziaassistenza. A quel punto la sola ri certi. Quelli che oggi non able responsabili strada percorribile sarebbe quel- biamo e chiediamo al Gover- lissimo dal punto di vista econo- sta di mettere in campo una stra- a delle Regioni, ma un prooie la di tagli alle prestazioni. no», ha affermato, puntando il mico - ha detto Giovanni Bisso- tegia diversificata per il rientro ma a livello centrale. Che per ni (Emilia Romagna), che ha an- dai disavanzi per ciascuna Re- ora, però, Tremonti non sembra Il primo allarme è stato del dito anche sui contratti. presidente dei governatori, Enzo . «n 2003 sarà un anno diffici- che lanciato al Governo la propo- gione - e sarà certamente un an- disposto ad affrontare. Professioni sanitarie: la delega si può riscrivere così A 6 DAL GOVERNO 1 - 7 aprile 2003 Ipotesi di legge regionale "uguale per tutti" per disciplinare gli acquisti di beni e servizi B&S secondo l'atto aziendale Le regole valgono per le gare sottosoglia - Misure salva-concorrenza E approdata alla Conferenza dei presidenti l'ipotesi di legge "interregionale" (tutte le Regioni dovrebbero vararla nello stesso testo) per la disciplina delle forniture "sottoglia" di beni e servizi da parte delle aziende sanitarie. Scritta nell'ottica della «trasparenza e tutela della concorrenza» indicata all'articolo 24 della Finanziaria 2003 per l'acquisizione dei B&S delle pubbliche amministrazioni. E visto che i Dlgs 502/1992 e 229/1999 danno "autonomia imprenditoriale" alle aziende del Ssn, le Regioni hanno pensato bene di fare da sé. L'"autonomia" che determina l'ipotesi di legge interregionale sta nella capacità delle aziende di autogovernarsi con un atto di diritto privato - l'atto aziendale - a cui proprio il Dlgs 502/1992 affida la determi nazione delle norme di diritto privato per regolamentare le procedure per l'appalto o la contrattazione delle forniture di beni e servizi «il cui valore sia inferiore a quello stabilito dalla normativa comunitaria in materia». E due sono le novità-guida sostanziali: la determinazione di valori soglia ulteriori rispetto a quelli previsti dalla legge, in cui graduare l'obbligo della "pubblicità" delle gare e l'individuazione di procedure di valutazione da far conoscere e documentare in anticipo a chi intende rispondere ai bandi. L'ipotesi di legge messa a punto dalle Regioni indica alcuni princìpi e criteri per regolamentare la materia. Tra questi, la programmazione almeno annuale dell'acquisizione di beni e servizi e la coerenza dei programmi di acquisto con il budget generale, il budget delle strutture fondamentali e i budget di "centro di responsabilità". Poi, sono necessarie trasparenza e massima tutela della concorrenza, con la definizione di criteri per l'affidamento che prevedano adeguate valutazioni sia attraverso confronti concorrenziali, sia attraverso documentate indagini di mercato (anche utilizzando forme di e-commerce). La definizione delle procedure di acquisizione dovrebbe avvenire per tipologia di contratto e si dovranno anche individuare con precisione i limiti economici entro i quali i dirigenti responsabili delle strutture potranno impegnare l'azienda. Per quanto riguarda l'affi- damento dei servizi alla persona a soggetti che operano nel terzo settore si dovranno rispettare gli indirizzi già esistenti a livello nazionale e regionale. Princìpi e criteri sono indicati anche per quanto riguarda l'attività negoziale che deve svolgersi «secondo lealtà e correttezza» e le parti devono comportarsi «secondo buona fede». L'attività negoziale dovrebbe avvenire "di norma" con almeno tre imprese qualificate a cui l'azienda sanitaria dovrà garantire condizioni paritarie sui vari elementi, vincoli ecc. che caratterizzano la gara. Per le varie comunicazioni le aziende sanitarie potranno anche uti^hzzare strumenti telematici. E l'atto Aziendale - che guida tutta la procedura - indicherà le tipologie di beni e servizi per cui sarà necessaria un'interpretazione interdisciplinare. L'atto aziendale disciplina anche le modalità di stipula del contratto da parte del soggetto competente e l'eventuale decisione di non stipularlo, come può prevedere la possibilità di negoziare le migliori condizioni e chiudere il contratto anche se c'è una sola offerta. Per i contratti che superano i SOmila euro e rimangono entro i 130mila (Iva esclusa) l'atto aziendale indica poi le modalità di pubblicazione dei vari atti e definisce, eventualmente, anche i casi in cui questa può essere evitata. E, infine, l'atto aziendale può anche prevedere procedure ulteriormente semplificate per forniture di beni e servizi di valore inferiore ai 50mila euro. LA GIURISPRUDENZA 1 - 7 aprile 2003 CONSIGLIO DI STATO/ E legittimo che le Regioni ricorrano allo strumento legislativo Psr: vararli con legge si può Piani più «blindati» perché attaccabili soltanto davanti alla Consulta L e Regioni possono legittimamente adottare leggi regionali di approvazione del Piano sanitario regionale. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato (sez. IV, decisione 11 marzo 2003, n. 1321), ritenendo ammissibile il ricorso da parte della Regione Abruzzo a una legge-prowedimento per l'approvazione del Psr. A distanza di una settimana dalla decisione del Tar Puglia n. 1070/2003 (che aveva affermato l'improcedibilità dei. ricorsi amministrativi contro alcuni provvedimenti di riordino della rete distrettuale e ospedaliere pugb'ese "doppiati", per così dire, da una fonte normativa di rango superiore - la legge regionale n. 20/2003 intervenuta nelle more processuali), Palazzo Spada si trova ad affrontare una questione che, per certi aspetti, costituisce il presupposto fondante della decisione presa dai giudici pugliesi: se siano ammissibili nel nostro ordinamento le cosiddette "leggi provvedimento" (in sostituzione di provvedimento amministrativo, a contenuto particolare e concreto), e se sia possibile per una Regione ricorrere a una legge provvedimento per approvare il Piano sanitario. La vicenda nasce dal ricorso di una casa di cura privata che aveva impugnato davanti al Tar gli atti attuativi del Psr abruzzese adottato con una legge regionale. La cllnica aveva anche sollevato questione di legittimità costituzionale della legge regionale di approvazione del Piano, lamentando la violazione dei princìpi stabiliti dal Dlgs 502/1992: secondo la ricorrente, la pianifica- zione sanitaria regionale non potrebbe essere compiuta per legge, ma dovrebbe essere contenuta in provvedimenti amministrativi, come accade per quella nazionale, pena il verificarsi di un vuoto di tutela. D Consiglio di Stato respinge il ricorso e dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, richiamandosi alla pacifica giurisprudenza della Corte costituzionale, per la quale non esistono norme costituzionali che definiscono la funzione legislativa nel senso che essa debba consistere esclusivamente nella produzione di norme giuridiche generali e astratte. Secondo Palazzo Spada, la circostanza che la pianificazione nazionale sia effettuata con atto amministrativo e che la norma statale si limiti a riservare alla Regione l'adozione del Piano sanitario, non escludono che la Regione possa legittimamente impiegare lo strumento legislativo per approvare il Piano. Da un lato, infatti, non si rinvengono nella normativa quadro statale puntuali indicazioni ostative in tal senso, dall'altro va comunque riconosciuto all'autonomia regionale il potere di scegliere gli strumenti giuridici da utilizzare. Una facoltà discrezionale della Regione non limitata dalla normativa statale e non lesiva del principio della riserva di amministrazione. Né l'approvazione del Psr con legge ha comportato nel caso un vuoto di tutela, come invece lamentato, atteso che Io strumento prescelto non ha impedito alla casa di cura di individuare correttamente e di impugnare gli atti attuativi del Piano, che esprimevano in concreto gli effetti della legge. In altri termini, l'opzione per lo strumento legislativo non ha comportato una radicale sottrazione delle scelte regionali ai rimedi di ordine giurisdizionale che l'art. 113 della Costituzione garantisce senza discriminazioni. Il problema della tutela costituisce indubbiamente l'aspetto più delicato della questione, ma al riguardo la giurisprudenza della Consulta è sostanzialmente orientata non solo ad ammettere la legittimità delle leggi provvedimento, ma anche a negare l'esistenza di una riserva d'amministrazione, affermando che non può ritenersi preclusa alla legge ordinaria la possibilità di attrarre nella propria sfera di disciplina oggetti o materie normalmente affidate all'azione amministrativa. Dunque in questi casi il diritto di difesa concesso ai soggetti non risulterà annullato, trasferendosi semplicemente dall'ambito della giustizia amministrativa a quello proprio della giustizia costituzionale. Ceno, per le case di cura che volessero ricorrere-contro le determinazioni del Psr contenute in una legge regionale, la strada della tutela si presenterebbe sicuramente più impervia: sul punto la decisione del Consiglio di Stato appare più cauta di quella del Tar Puglia, ma sembra comunque evidente che sempre più Regioni sono orientate nel senso di "blindare" i propri piani sanitari mediante l'approvazione con legge, attaccabile solo davanti alla Consulta, Decreto sui SerT annullato: invade le competenze locali L a Corte costituzionale ha annullato O decreto del giugno 2002 con il quale il ministro della Salute ha dettato, in accordo con quello del Lavoro, «disposizioni di principio» sull'organizzazione e sul funzionamento dei servizi per le tossicodipendenze (cosiddetti SerT) offerti dalle aziende sanitarie locali. In una sentenza depositata la scorsa settimana (la n. 88/2003), la Corte ha stabilito che «non spetta allo Stato determinare (come ha fatto nel caso specifico, ndr) ulteriori limiti organizzativi e funzionali in materia di SerT, con forme e modalità non riconducibili alla speciale procedura di determinazione dei livelli essenziali di assistenza nel settore sanitario legislativamente stabilita». Hanno così trovato accoglimento f ricorsi per conflitto di attribuzione Alessandra Rinaldi proposti dalla Provincia auto- noma di Trento e dalla Regione Emilia-Romagna. Entrambe avevano contestato al decreto di comprimere - alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione - la loro sfera di autonomia. I giudici della Consulta sono stati d'accordo: il decreto ministeriale, hanno tra l'altro scritto nelle motivazioni della sentenza, «limita in modo ulteriore, rispetto alle disposizioni regolamentari, l'autonomia organizzativa di Regioni e Province autonome in materia sanitaria»; inoltre è stato violato «lo specifico procedimento di consultazione della Conferenza permanente per 5 rapporti tra Io Stato, le Regioni, le Province autonome di Trento e Boi/ano», «quindi il principio di leale collaborazione». Tali violazioni «rendono illegittima la compressione dei poteri deDe Regioni e delle Province autonome». Domani è la giornata degli alimenti sani il Centro Domani 450 mila famiglie potranno imparare a magiare «sano e sicuro»: infatti nei punti vendita della Coop in tutta Italia sarà distribuito l'opuscolo «Alimenti sani e sicuri: 8 consigli per le famiglie». L'iniziativa è stata realizzata dall'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) e dalla Coop in collaborazione con il ministero per le politiche agricole e forestali. Virus, settima vittima in Canada Quarantena coatta in Ontario. Scuole chiuse a Hong Kong di Natalia Andreani ROMA. Parlano ormai di «corsa contro il tempo» gli scienziati che stanno cercando di fronteggiare l'emergenza Sars. L'epidemia di polmonite atipica continua a diffondersi insieme alla paura e miete nuove vittime: in Estremo Oriente ma anche in Canada dove ieri c'è stato il settimo decesso. Gli esperti dell'Oms hanno raggiunto il Guandong, l'area della Cina da dove è partito il contagio. n bollettino ufficiale della malattia è di 80 morti e 2.270 infettati. Asia sotto scacco. Dopo l'allerta viaggiatori dell'Oms per tutte le zone a rischio, le autorità di Hong Kong hanno decretato ieri la chiusura delle scuole fino al 21 aprile, n nuovo provvedimento coincide con la morte di un altro paziente, il diciassettesimo per l'ex colonnia britannica nei cui ospedali sono isolati altri 734 contagiati (26 nelle ultime 24 ore). La paura si espande in Thailandia, dove il governo di Bangkok ha vietato ai suoi deputati di uscire dal Paese, n Giappone haammesso che sull'isola ci sono almeno 14 casi sospetti. Molti tour operator hanno sospeso i viaggi verso la Cina e Hong Kong. Pechino, proprio ieri, ha negato gli allarmi, affer- mando che la Cina è una meta sicura. Ma è certo che nel Paese c'è stato intanto il ^esimo morto mentre nuovi casi d'infezione sono segnalati in Vietnam dove l'epidemia, da una settimana a questa parte, sembrava essersi arrestata. Paura a Occidente. Il virus misterioso ha viaggiato in aereo attorno al globo. E nella sua corsa ha fatto tappa in Canada spandendo il contagio dal Pacifico all'Atlantico e trasformando il territorio nell'epicentro nordamericano della Sars. Nell'Ontano c'è stato di emergenza sanitaria e da ieri sono in vigore i piani di quarantena coatta: 5 mila dollari di multa per chi non rispetta le misure imposte. I casi accertati in tutto il Paese sono 66, inclusi 5 bambini, e 100 sospetti: ma sempre ieri, a Toronto, c'è stata la settima vittima ed è stato annullato il convegno mondiale della ricerca sul cancro che avrebbe portato in città 12mila scienziati. Ultimi sviluppi. Dai laboratori impegnati nello studio del virus non c'è ancora nessuna certezza e per chiarire il quadro epidemiologico occorrerà attendere almeno altri venti giorni. Tuttavia prende corpo l'ipotesi che il virus della Sars sia stato trasmesso all'uomo da un animale selvatiC9 mutando durante il passaggio. Altamente contagioso e spesso letale, il virus preoccupa moltissimo gli epidemiologi Usa. La direttrice del Cdc di Atlanta, Julie Gerberding, ha avvisato che l'epidemia potrebbe sfuggire di controllo prima che sia trovata la cura. Comunità scientifica e autorità sanitarie, ha dichiarato la dottoressa, stanno compiendo sforzi «eroici». «Ma — ha aggiunto — il risultato ancora imprevedibile». Italia stabile. Nella penisola i casi accertati restano 2. Ma la fobia non ha impedito a un albergo romano di «rifiutare» un gruppo di turisti cinesi. ANSA-CENTIMETRI Il pneumologo Luigi Allegra tranquillizza: la possibilità di contagio è ridotta. I tre casi italiani sono sotto controllo Polmonite killer, a ottobre il vaccino m Un'altra vittima e 26 nuovi casi a Hong Kong, due in Franda. A Singapore annullato torneo di rugby di GIANCARLO CALZOLARI «LA POLMONITE orientale può essere sconfitta». Chi parla è il professor Luigi Allegra (nella foto in alto) dell'università di Milano uno dei massimi esperti italiani in pneumologia, che sta seguendo con attenzione l'evolversi della malattia virale proveniente dall'oriente e che genera tante preoccupazioni. L'Oms ha assicurato: in ottobre sarà pronto il vaccino e l'incubo sarà finito. Professor Allegra secondo lei questo virus può essere stato modificato geneticamente, ad esempio da un bioterrorista che vuole colpire indiscriminatamente? «Da un punto di vista strettamente scientifico posso rispondere che una simile eventualità non può essere esclusa. Non abbiamo sufficienti prove per escludere una qualsiasi modifica. Tuttavia con la stessa sicurezza posso anche affermare che una simile ipotesi non è realistica». Ci vuole spiegare le ragioni? «Un bioterrorista non farebbe "maturare" un virus cosi infettivo in una remota provincia della Cina dove si è accresciuto senza che nessuno si rendesse conto del problema. Una simile bomba biologica sarebbe stata destinata ad una grande città di un paese occidentale. Questo secondo la logica. Per di più questa azione sarebbe stata annunciata e rivendicata per seminare il panico». Come difendersi da questo virus allora? «Innanzitutto dobbiamo fare una distinzione fondamentale. Questa polmonite orientale è altamente contagiosa ma non è mortale. Anzi ha una mortalità del tutto inferiore alle polmoniti, diciamo normali, che si verificano in Italia. In Europa ha infatti una mortalità del tre per cento contro il nove per cento di letalità che si verifica in Italia nelle persone affette da polmonite e ricoverate in ospedale. È, invece, altamente contagiosa ed in questo consiste il suo pericolo. Per questo il ministero sconsiglia viaggi in Oriente». Quali sono le terapie per combatterla? «Non esistono terapie come non ci sono per il raffreddore e l'influenza. Abbiamo però degli ottimi medicinali che combattono i sintomi e sistemi di protezione efficaci come si possono ottenere in ospedale. Il virus, se rintuzzato con una accorta condotta medica, alla fine si spegne da solo. Questa è la sicurezza che abbiamo acquisito insieme alla constatazione che è scarsamente letale. Per questo dico che l'allarme è giustificato ma non bisogna assolutamente esagerare. In Italia sino ad oggi Abbiamo avuto tre casi tutti controllati in maniera adeguata. Il rischio quindi è ridotto ai minimi termini. Per di più tra poco sarà pronto sicuramente il vaccino dal momento che l'isolamento del virus è già stato ottenuto». La quarantena per i voli a rischio, quelli cioè da e verso i paesi asiatici nei quali sono stati accertati casi di polmonite atipica è stata chiesta anche dal segretario nazionale del sindacato dei medici Ugl, Silvano Arbuse. Secondo il sindacalista «le misure adottate dal Governo italiano in merito al virus sono insufficienti. Anche il Sulta, il sindacato dei lavoratori del trasporto aereo, ha chiesto di intensificare i controlli sanitari negli aeroporti e sugli aerei italiani. Intanto mentre in Canada si registra la settima vittima per colpa della Sars, anche in Francia si segnalano due casi: due passeggeri che hanno viaggiato fra Hanoi e Parigi sullo stesso aereo del medico francese ricoverato per Sars sono stati classificati come «probabili». Il Giappone, fino a ieri isola felice neppure sfiorata, dall'epidemia mortale, ieri ha adottato le prime misure restrittive, sulla scia delle raccomandazioni emesse dall'Organismo mondiale della sanità (Oms). Intanto il torneo di rugby a 7 di Singapore, uno dei più celebri di questa specialità della palla ovale, è stato annullato a causa dell'epidemia di polmonite atipica mentre l'Everton, la squadra di calcio di Liverpool, non vuole più partire per la tournee prevista a maggio in Cina per soddisfare le esigenze del principale sponsor di Rooney e compagni, ovvero la compagnia cinese di telefonia mobile Kejian. 31 Il ministero della Salute interviene per fermare la psicosi: «In Italia nessun bisogno di mascherine». Ma a Roma altri 50 turisti respinti da un albergo «Il virus viene dagli animali» E' la tesi più accreditata, già elaborata per Ebola e Hiv L'INTERVISTA di CARLA MASSI ROMA - Dall'animale all'uomo. La tesi sempre più accreditata dagli esperti è quella che il virus della polmonite atipica abbia fatto il cosiddetto salto di specie. Da prerogativa di scimmie, polli, maiali ed uccelli sia diventato nemico killer del genere umano. Proprio negli allevamenti di polli, oche e altri animali della provincia cinese dove è iniziata l'epidemia, quella di Guangdong, si dovrebbero ricercare i "colpevoli". I ricercatori stanno cercando di individuare il tipo di animale. A fecalizzare l'attenzione sul possibile passaggio di specie sono proprio i centri di ricerca cinesi che stanno studiando il primo paziente, colpito dalla Sars (sindrome acuta respiratoria severa). Dalle analisi risulta che avrebbe mangiato un animale selvatico, oppure sarebbe stato a stretto contatto con questo. Mentre i ricercatori fanno piccoli passi e mettono a punto nuove tecniche per identificare il virus e studiare le sue mutazioni, la paura del contagio e l'allarme-infezione continuano a fare "vittime". IN ITALIA Restano tre i casi sospetti in Italia. Il ministero della Salute assicura che la situazione sanitaria nel nostro paese «non richiede protezione individuale quando vengono contattate persone in buono stato di salute». La precisa- L'infettivologo cinese Yi Zeng a Roma: «D nostro dramma è la diffusione dell'Aids» ROMA - Yi Zeng guida l'Associazione per la prevenzione delle malattie infettive in Cina. E' a Roma, all'Istituto superiore di sanità, per due giornate sanitarie di studio italo-cinesi. Un programma di scambio messo a punto mesi e mesi fa quando l'allarme polmonite atipica non era scoppiato. Aids, cellule staminali, leucemie, agopuntura contro la cefalea e i disturbi del climaterio: questi i titoli delle relazioni in calendario. Ufficialmente, nessun accenno al virus misterioso che ha avuto, come focolaio iniziale, proprio quel paese. La zona di Guangdong che, secondo il ministro della Sanità Zhang Wenkang, è «sotto effettivo controllo». Professore, lei è appena arrivato dalla Cina, quali effetti sta producendo l'epidemia? molto diffuso e non ha mai causato quadri clinici così gravi». Lavorate insieme ai colleghi di Hong Kong? «A Pechino abbiamo avuto pochi malati. Noi siamo un'università, k>. ro un'altra, non lavoriamo insieme». L'allarme in Cina è stato dato subito? «Si contano molti casi perché la gente è arrivata tardi alla diagnosi. Ora diciamo di rivolgersi subito al medico, quei pazienti hanno bisogno di sostegno respiratorio e reintegrazione dei liquidi». Quali indicazioni date per la prevenzione? «Mascherina soprattutto se si è in luoghi affollati». Quali altri virus colpiscono il vo- «Siamo preoccupati, è vero. Ma anstro paese in modo preoccupante? cora, di quel virus, non sappiarno'^1 «Quello dell'Hiv. Abbiamo oltre un abbastanza. Certo è che si sono in- milione di sieropositivi e 200 mila fettate persone che hanno avuto malati di Aids. La maggior parte sorapporti molto stretti con i malati» no drogati e vivono lontani dalle Si è fatto un'idea del virus? grandi città». C. Ma. «Ho dei dubbi sul coronavirus, è zione del ministro Girolamo Sirchia risponde ai timori sulla diffusione della sindrome respiratoria espressi da alcune categorie di lavoratori, come quelli che lavorano negli ospedali e gli addetti ai servizi aeroportuali. «Tutti i paesi europei - spiega ancora - si sono attenuti alle indicazioni dell'Oms e, quindi, non adottano nessuna particolare precauzione per chi tratta persone non malate». Questo significa che non è necessario uscire di casa o andare a la- vorare muniti di mascherina sulla bocca come accade ad Hong Kong dove, fino al 21 aprile, le scuole resteranno chiuse per fermare la diffusione dell'infezione. LA PAURA A Roma,un albergo di presti- gio, avrebbe rifiutato di accogliere un gruppo di turisti cinesi. Oltre cinquanta persone. E' la seconda volta che, in due giorni, accade nella capitale. Qualche timore è serpeggiato anche all'Istituto superiore di sanità dove ieri e Hong Kong, bambini protetti dalla mascherina anti-virus oggi si svolgono le giornate sanitarie italo-cinesi. Illustri professori di Pechino sono arrivati a Roma per due giorni di incontro-studio con colleghi italiani su temi che vanno dall'Aids, alla sindrome della "Mucca pazza", all'agopuntura. Ieri mattina sulla posta elettronica di tutti i dipendenti dell'Istituto è arrivato un messaggio rassicurante. Gli esperti cinesi convocati nella sala Bovet, si legge nella lettera spuntata nei computer di tutti i laboratori, sono tutti ricercatori e non clinici (quindi non hanno rapporti diretti con i malati) inoltre hanno accettato di sottoporsi a test per verificare l'eventuale presenza della malattia. IL VIRUS «Fino ad oggi le persone che sono morte per l'infezione spiega Fernando Aiuti ordinario di Immunologia all'uni- versità "La Sapienza" di Roma - erano tutte avanti con gli anni. E, soprattutto, già colpite da altre patologie, depresse immunologicamente o colpite dal cancro. Tutti gli altri pazienti, soccorsi in tempo, stanno migliorando». Anche gli esperti italiani concordano sull'ipotesi della zoonosi. Del virus mutato dall'animale all'uomo come è già accaduto per l'Aids (arrivò dalle scimmie), un certo tipo di influenza (i polli). Eboia (dagli uccelli). Un gruppo tedesco del dipartimento di Virologia dell'università di Amburgo ha trovato tracce del passaggio del virus dagli animali agli uomini. «Le sequenze osservate nel virus - spiegano - divergono per il 50-60% da quelle del corona finora note. Mentre risultano dei frammenti in comune fra i coronavirus che colpiscono i bovini e gli uccelli». ARTA Convegno nazionale sull'ambiente L'AQUILA. Si aprirà oggi all'Aquila la prima «Conferenza ambientale regionale», organizzata dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta), diretta da Maurizio Dionisio. Il convegno al quale sarà presente il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, il sottosegretario Nino Sospiri e l'assessore regionale, Massimo Desiati, inizierà alle 9 nella sale conferenze del Castello Cinquecentesco. Moderatore il giornalista televisivo, Osvaldo Bevilacqua. I lavori saranno presieduti dal direttore generale dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, Giorgio Cesari. Anticiperanno l'apertura della sessione tecnico scientifica, gli interventi del sindaco di L'Aquila, Riagio Tempesta, del presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace e del Commissario Regionale dell'Arta, Maurizio Dionisio. A seguire la trattazione di tematiche di sicuro rilievo tecnico-scientifico da parte di esperti dell'Agenzia per l'Ambiente Abruzzese. La colazione di lavoro avrà luogo nel bastione ovest del Castello e vedrà la presenza dei sindaci dei maggiori Comuni abruzzesi. Nel pomeriggio sarà la volta dì rappresentanti dell'Università di L'Aquila, dell'assessorato regionale, di associazioni ambientaliste e del Parco nazionale della Maiella. La chiusura dei lavori verrà affidata agli interventi dell'assessore regionale all'ambiente, Massimo Desiati, del sottosegretarion del ministero Infrastnitture e Trasporti, Nino Sospiri e dell'onorevole Altero Matteoli ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. L'AQUILA Oggi il ministro Matteoli alla conferenza dell'Arta L'AQUILA — Prende in via questa mattina alle ore 9.30, nella Sala conferenze del Castello Cinquecentesco, la prima Conferenza regionale ambientale promossa dall'Arta. L'iniziativa, voluta dal commissario straordinario dell'Agenzia per la tutela dell'ambiente Maurizio Dionisio e dall'assessore regionale competente Massimo Desiati, vedrà la partecipazione del ministro dell'Ambiente Altero Matteoli. Articolato il programma degli interventi. Dopo i saluti delle massime autorità cittadine e regionali, tra le quali il sindaco dell'Aquila Biagio Tempesta ed il presidente della Regione Giovanni Pace, al tavolo dei relatori si alterneranno studiosi e tecnici che parleranno di argomenti di profonda attualità legati alle tematiche dell'ambiente e della sua salvaguardia. I lavori, moderati dal giornalista Osvaldo Bevilacqua, saranno presieduti dal presidente dell'Apat Giorgio Cesari. Interverrà anche il sottosegretario di Stato alle infrastnitture Nino Sospiri. Asl. Sono stati affidati ad un'impresa veneziana i lavori per realizzare a Colle dell'Ara il reparto infettivi Nell'edificio anche la nuova sede del 118 e il reparto di odontoiatria LA PROPOSTA DELLO SNABI-SDS di NICOLA SCHIAZZA Al via di completamento per la palazzina "L" del Policlinico di Colle dell'Ara. Ieri mattina è stato firmato nella sede dell'Asl in via Martiri Lancianesi il contratto di affidamento dei lavori per la realizzazione del corpo L del policlinico teatinp. Si tratta del corpo di fabbrica solo parzialmente edificato, dove attualmente è già in funzione al piano terra il pronto soccorso. I lavori, per un importo di circa 3 milioni e mezzo di euro, di cui 157 mila per oneri e sicurezza, sono stati affidati all'impresa veneta di Ettore Bartoli La palazzina che dovrà ospitare 118, infettivi ed odontoiatria che avrà 540 giorni di tempo per portarli a compimento. In precedenza si parlava di circa 6 mesi per completare la struttura, ora invece emerge che non sarà delle altre unità accessorie pronta prima quali locali per infermieri, fardella fine del macia, medicheria, medico di 2004. Il che guardia, spogliatoi, sala di atcrea non potesa per i parenti con annesso chi problemi II manager Conga con Flavio Zuanier locale per colloquio con i mevista l'attuale dici, cucina e ristoro personasistemazione ti. Il primo livello ospiterà il le. La palazzina sarà serevita del reparto infettivi considera- 118, il secondo il reparto di da ingressi separati, dei quali te l'emergenza di questi gior- odontoiatria e quello maxil- uno per il personale e uno per ni per il "virus killer". Le ca- lo-facciale mentre dal terzo al i degenti. Saranno inoltre inratteristiche della nuova strut- settimo troverà posto la clini- stallati due ascensori, ciascutura sanitaria teatina sono sta- ca per malattie infettive che no per 10 persone. «Il comte illustrate ieri mattina dal sarà omologata per la lotta ali' plesso - ha spiegato Conga - è direttore generale dell'Asl di Aids. Il reparto infettivi con- stato progettato secondfo le Chieti Luigi Conga, presente terrà due sezioni da 18 posti norme dell'organizzazione l'amministratore delegato dell' letto con relativa bonifica, un mondiale della sanità e per impresa veneziana Flavio Zuanier .pronto soccorro day ospitai. questo saremo pronti a'interpoliambulatorio diagnosi -e véhiré 'piif tì óreVerizTòrie-e la terapia, L'edificio avrà tre livelli ed una superficie com-studi. L'area funzio- cura di tutte le malattie deriplessiva di 5644 metri quadra- nale di degenza è completa vanti dal bio terrorismo». Struttura pronta solo afine2004 Spesa 3,5 milioni Ex ospedale da rilanciare Un'opera che finalemnte sembra giunta in dirittura d'arrivo, ma tante altre incompiute o strutture abbandonate. Un tema che sta a cuore al Sindacato Dirigenti Sanitari, che fa alcune proposte tramite il responsabile Enrico Bucci per rilanciare l'Asl teatina. «Per porre un freno alla spesa sanitaria in uno scenario di grave congiuntura economica occorrerebbe far convergere - dice Bucci - attraverso l'alienazione del San Camillo, dell'ex Inam e dell'ex Pediatrico ogni sforzo operativo e finanziario verso due contenitori, quale il Presidicio Clinicizzato di Colle dell'Ara e l'ex ospedale civile di Chieti Alta». Con quali benefici? «Si coglierebbe in tal modo l'occasione per ridare vitalità a due grossi comparti della città attraverso rispeI,Uvamente l'insediamento dell'Università' nel San Camillo e attraverso la ricolloca- zione di Uffici e Servizi dell'Asl nell'ex ospedale civile con una ripresa delle attività commerciali attualmente ridotte o quasi spente e per le quali negozianti e cittadini residenti hanno lanciato un accorato appello d'aiuto che non può restare inascoltato». Bucci chiede poi che siano rivisti i rapporti tra divisioni a conduzione ospedaliere e quelle a conduzione universitaria, «dimodoché sia assicurato quell'equilibrio in termini di professionalità e di esperienza che, ancorché sancito dalla Convenzione Regione-Università, non è osservato nella pratica attuazione cosicché il SS. Annunziarta più che un Presidio Clinicizzato sembra ormai essere un Policlinico, tale è lo straripamento dell'Università nelle strutture ospedaliere con fughe di professionalità di valore verso le strutture private». PER CARDIOCHIRURGIA «Un'occasione irripetibile» Recentemente Cardiochirurgia è tornata al San Camillo. Un ritorno che per Bucci dello Snabi-Sds non ha giufdicato del tutto positivamente. E spiega perché: «Con dati alla mano potevano esserci le condizioni perché la Cardiochirurgia , nelle more della costruzione del Dipartimento cardiochirurgico e deie trapianti, potesse restare nel Presidio Clinicizzato. Nessuno però, dico nessuno conclude Bucci1 dello Snabi-Sds -, ha raccolto tale possibilità, tant'è che la Clinica Car- diochirurgica e la terapia intensiva cardiochirurgica sono tornate al San Camillo tra le soddisfazioni di tanti che non sanno di aver perso una occasione irripetibile». Anche perché sembrano allungarsi i tempi per il bando della gara d'appalto europea per il nuovo polo cardiochirurgico a Colle dell'Ara: mesi fa c'era stato un gran movimento per accelerare l'iter e reperire tutti i fondi, ma ora il problema non sembra più d'attualità. IL SOTTOSEGRETARIO CURSI: PRESTO UN REGOLAMENTO SUL CONSENSO INFORMATO In aumento i trapianti d'organi. Italia al quinto posto in Europa Negli ultimi anni è cresciuto del 40% il numero dei donatori. Al via la campagna di sensibilizzazione del Ministero della Salute di CARLO ANTINI AUMENTANO nel nostro Paese donatori d'organi e trapianti. Negli ultimi tre anni il numero dei donatori è aumentato del quaranta per cento, con un incremento complessivo dei trapianti che ha superato il ventisette per cento. L'Italia si piazza così al quinto posto in Europa per numero di donatori effettivi, con un tasso del 18,1 per milione di abitanti ed è preceduta in questa particolare classifica sol- tanto da Spagna, Austria, Belgio e Portogallo. Nel Lazio le donazioni sono raddoppiate. I donatori, infatti, sono passati da 6 per milione di abitanti nel 2000 a 12 per min nel 2002. E possono ancora continuare a crescere, secondo il professor Carlo Casciani, coordinatore del Centro regionale trapianti del Lazio. Nonostante i risultati raggiunti finora, ancora molto resta da fare per coprire l'intero fabbisogno e per eliminare gli squilibri che esistono tra le varie regioni della Penisola. Per questo il ministero della Salute si sta attivando per attuare il regolamento sulle procedure del consenso informato e per valorizzare il volontariato e le associazioni. «Bisogna recuperare il ruolo di chi può fungere da collettore del consenso informato sia dal punto di vista dell' informazione che della comunicazione - spiega Cesare Cursi, sottosegretario al ministero della Salute - È necessario valorizzare il volontariato e le associazioni, recuperando fino in fondo la cultura della donazione soprattutto nelle regioni del sud. Assistiamo ad una ripresa dei trapianti e delle donazioni ma c'è ancora molto lavoro da fare. La donazione passa soltanto attraverso una vera educazione». Cursi ha poi evidenziato la necessità che il flusso informativo dei dati relativi ai trapianti di cellule staminali emopoietiche sia integrato nell'ambito del sistema informativo trapianti anche attraverso la collaborazione con il gruppo italiano per il trapianto di midollo osseo e l'organizzazione Grace. Intanto venerdì 11 aprile approderà al Consiglio dei ministri U Piano sanitario nazionale. «Il Piano - prosegue il sottosegretario Cursi - è stato approvato non solo dal governo ma na ottenuto anche l'astensione delle opposizioni. Vuoi dire che a quel piano tutti hanno concorso anche perché arriva in Consiglio dei Ministri dopo essere stato riformulato in base alle proposte delle commissioni competenti di Camera e Senato». LINGUA BLU L'unità di crisi ha deciso di ampliare la campagna ma prima dovranno essere valutati i costi Vaccinazione per tutti gli ovini e bovini della regione I sindaci dell'Aquilano e la Coldiretti chiedono indennizzi per gli allevatori colpiti dall'epidemia L'UNITÀ di crisi della Regione, presieduta dal governatore Giovanni Pace, ha deciso ieri di ampliare la campagna di vaccinazione contro la blue tongue (lingua blu) a tutti gli allevamenti di ovini e bovini della regione. Questo per scongiurare il diffondersi dell'epidemia, che finora ha colpito parecchi allevamenti in provincia dell'Aquila. Prima di iniziare le vaccina- zioni a tappeto, l'unità di crisi ha concordato di effettuare una verifica dei costi dell'intervento, sia per l'utilizzo delle risorse umane e strumentali che per gli eventuali indennizzi da corrispondere agli allevatori relativi ai danni subiti con le vaccinazioni. Intanto ieri il Coordinamento dei sindaci del comprensorio dell'Aquila ha stilato un documento in cui si chiede alla Regione di intervenire al più presto con provvedimenti di aiuto agli allevatori che hanno subito danni. La decisione del Coordinamento dei sindaci è maturata nel corso di un incontro convocato al Palazzetto dei Nobili dall'assessore comunale all'Agricoltura David Filieri. L'esigenza di varare una legge per risarcire gli allevatori è stata sottolineata an- che dal consigliere regionale dei Ds Stefania Pezzopane, che ha presentato una proposta di legge regionale ad hoc. Dal canto suo Giuseppe Colantuoni, direttore provinciale della Coldiretti, in un documento ha ribadito la posizione della sua Federazione, che mira sia a bloccare il difondersi dell'epidemia, sia a garantire risarcimenti agli allevatori. G.Cap. La carica del settimo Cavalleggeri Washington — Ombre Rosse nel deserto. La carica travolgente del Settimo Cavalleggeri verso Baghdad fa rimbalzare nelle case di milioni di americani un insolito miscuglio di immagini ed emozioni: nella Monument Valley tra il Tìgri e l'Eufrat e l'epopea dì Toro Seduto si intreccia con la disfatta di Saddam Hussein, l'arroganza del generale George Armstrpng Custer con m determinazione del presidente George W. Bush. Stavolta gli Apache stanno dalla parte delle Giacche Blu. Sono stati gli elicotteri col nome pellerossa a sgombrare la strada, con una pioggia di fuoco, alla carica dei poderosi carri armati Abrahams, dei veicoli blindati Bradley, delle robuste jeep Humvees "cavalcate" dagli eredi delgenerale Custer verso il Forte Alamo di Saddam. Dietro il polverone sollevato dai mezzi blindati delle Giacche Blu in divisa mimetica si comincia a intravedere, sullo sfondo, la sagoma della periferia di Baghdad. Le immagini rimbalzano in America nell'abitazione delle moglie Stephanie, che segue in diretta l'avanzata del marito verso la roccaforte del regime di Saddam Hussem. «Ho paura per luì», mormora nella cornetta. L'agilità e la flessibilità della unità che da 126 anni cerca di scrollarsi di dosso il marchio negativo di Little Big Horn e in perfetta sintonia con i canoni della nuova dottrina Rumsfeld basata sulla rapidità e la manovrabilità delle truppe impegnate nelle nuove guerre del Terzo Millennio. Il riscatto, per le Giacche Blu in sella ai "cavalli di acciaio" della guerra moderna, può venire adesso dalle immagini della battaglia di Baghdad, di fatto già cominciata, dove la carica del Settimo Cavalleggeri può diventare un simbolo, non solo per questi soldati, di riscatto e redenzione da un passato che pesaUn'immagine del rais crivellata di colpi. Fino a poco tempo fa a Baghdad c'erano 1 milioni di ritratti