9^
FANFANI
PIETRO
INDAGINIDANTESCHE
MESSE
INSIEME
DA
NICCOLA
CASTAGNA
^j't
CITTA
S.
LAPI
DI
CASTELLO
TIPOQRAFO-EDITOEE
1895
PROPRIETÀ
LETTERARIA
RICORDI
STARE
DA
Se
anni,
quattro
a
numerosi,
più
Pietro
per
e
sicurissimo
cercati
Poeta,
difficile
e
il
fatto
anni
negli
di
belli
rimanere
Conobbi
io
noi
ed
lavori
e
messi
il
dandoci
osservazioni
sopra
nessuna
in
nascosta
Fanfani
mai
egli
di
io
di
persona;
il
lume
vo-
delle
ricercato
e
creduto
ho
dimenticarsi
correndo
.bel
mio,
che
cola
pic-
quantunque
perdimento
avea
testo
dell'animo
cosa,
stesso
altri
il
di
titolo
il
dell'Autore,
dovrebbe
tenue,
conobbi
l'avere
con
in
amore
col
già
come
di
divino
al
raccolti
ragionamento
ingegni
il
insieme
giorni
1879;
con
me
antecedenti,
pensiero
un
a
del
intorno
li avrebbe
i
fermarono
si
marzo
da
così
sessanta-
corsi
gli
suoi
qua
E
Dante.
colto
e
di
disegno,
suo
Studi
di
soddisfare
dei
quattro
dantescJie,
compiendo
forse
quindi
qui
fatica,
Indagini
Opere
clie
questi
soli
per
fossero
pieni,
non
di
il
già
non
e
Fanfani,
sempre
PROEMIO
COME
lasciarsi
o
delle
lettere.
1861,
o
ma
la
meglio
nostra
6
amichevole
benevolenza
di
di
quei
della
mio
un
lingua
bella
più
quindi
la
io mi
del
il
me
Viaui;
mie
assai
faceva
suggezione,
campo
delle
lettere
solo
o
trovo
Repubblica
per
tutto
a
di
al
essere
più, e
Marino
san
Fanfani
e
per
ché
sicla
me
fra noi
tuto
ripe-
peritoso nelro
davvesici
clasche
me
a
di dozzina
soldato
un
folla
fra
fu dato
alacrità;
più
tanto
sono
fare
scriveva
era
degli studi
bello
e
ne
perchè
sconciature;
onore
essa
gerli
frequenza, spin-
io sempre
ma
ed
mi
Perciò
dolcissima.
lievo
al-
sedeva
così
maggiore
con
piaciuto
com-
son
quando
Puoti,
era
simo.
elettis-
sapore
corrispondenza del
Fanfani
altrui,mi
studi
amorosa
di libri ;
la comparsa,
e
da
fin
con
oltre
intorno
buono
e
della
materie
studi
celebrandola
coltivarli
forse
il
di
simili
parole
d'ingegno
egli nelle
scuola
che
bellezza
tanto
sempre,
l'inviargli le
la
oltremodo
teneva
di
poiché
scambio
nel
mi
addutte
sentiva
rispondenza
cor-
onorato
tale, secondo
meglio
la
io
ogni
le
lietamente
a
fra noi
profondità
nella
tempo
poco
,
avea
E
casione
oc-
per
di lettere, continua, corsa
e
nell'arte,
maestro
allora
da
Ricordo
egli per dispiegata
tanto
con
librettino
ristampato.
quale
cominciò
volte
alle
sola
benignità
gli studiosi quel
è fra i
per
che
potentati di
Europa.
Cominciò
suo
in
quei
Borghini, opera
di
il Fanfani
a
fuori
dar
periodica mensuale,
e
la
con-
il
7
innanzi
nobilmente
dusse
in
(1863-65),trasfondendovi
lavori
la
accogliendovi
e
di molti
sicché
vi concorsero;
delle
meglio ghiotte
e
tutta
d'oro
in
e
in
Ma
edizione
bella
quella
cessò
fu
un
stesso
non
di
nuovo
Allora
ricomparve
secondo
Borghini,
innanzi
condotta
serie
puntualità
in
per
pagine
e
cinque
Or
1874
che
tre
lui
soli
bel
un
In
durò
l'uno
della
sua
e
e
una
seconda
scrupolosa
fuori
un
comparso
ri-
Borghini,
al
primo
mori
di
il
si
scrivere,
è
Fanfani,
1879,
e
con
spense.
sieme
in-
sommano
occupandomi
bellezza
ricchezza
del
marzo
Borgliini,non
continuazione,
vivo
vere.
rivi-
Borgliini;
di veniva
volumi, quanti
l'altro
fece
poi
giorno quindici di giugno
raggio d'ingegno
otto
di
il
giorni dopo
quegli
derno,
qua-
il
con
questo secondo
sino
ogni
e
milleottocentosessanta-
foglio in-8'\
nuovo
cara
fitti fitti di carattere
ogni quindici
del
mato
som-
; finche
la
sempre
quattro, di cui
di
lingua
anni
di
dire
vorrei
volumi
sommate
—
rara,
in-S** grande.
mensuale
all'oscuro
il Fanfani
anni
alcuni
si rimase
e
tre
fiorentina
visitina
;
di
cose
pei
che
ben
pubblicazione, quella
cara
manchevole
non
le scritture
duemilatrecentoquattro
numero
,
pagine
gustose
gica,
filolo-
e
d'Italia
ingegni
Furono
oro.
l'intero
letteraria
quell'opera,oggi
è
di suoi
ogni quaderno
in
fioriti
più
e
ricchezza
una
dottrina
più ampia
interi
anni
tre
per
di
del
più
lito
pu-
osservazioni
8
dovizia
nuove,
si diletta
chi
d' insegnamenti
di simili
dilettarsene, è da
la
parola
camicia
di bucato
intorno
alle
ci
è
non
ed
di tanfo,
e
pensiero e
fin
fra
Or
io
col
in
da
li trassi
mai, apparirà
di
pensiero
suo
e
di
far
ciò
In
vece
per
queste
anzi
sue
perchè
il trono
non
patria che
col
sibilmente
indivi-
dei lavori
altri di essi
alcuni
altre
giornali,il che,
ai
stampe
e
propri luoghi;
né
adesso
se
mette
indicarne.
Fanfani,
e
Dante
mi
a
ma
;
basti
esso,
santo
il
quale
a
dire
studia
di
erudita
Dio,
quel
egli dice,
pensarci però bene,
troppo lungo
che
sempre
perchè
di questi
con
gaio sferza,come
metterei
mi
ragione
della stessa
servirmi
del
di
render
meglio
per
Indagini
sollecito
se
sente
ordine, perchè
festevole
umore
quale
pagine (quattromilacento-
tante
penna
i coartatovi
io
la
come
che
grassa
come
è
dicia
su-
nell'esilio.
più
però,
briosa
la
è
affetto accompagna
suo
lavori, io vorrei
e
schifo;
insieme), leggonsi parecchi
adduco
Qui
fa
e
ci si regge
; è
la
la camicia
se
polmoni,
non
bene
queste
sessantotto
che
ma
i nostri
l'utilità;perchè
allegra freschezza
sua
pelle
la
tutti
pensiero come
ossigenata, ma
respirabileper
suo
la
carni,
nostre
pura
al nostro
con
avvolge
di chiuso
è
è
raggrinza
l'aria che
assai
Per
esempi.
dovrebbon
studi,e
pregiarne
netta
di
e
come
cosi
mino.
cam-
il Fanfani
il
in
ed
vero
la verità
il
vero
che
è
conda
cir-
di
quella
azioni
spirito conforto
dello
vita
alla
vittoria
umane
batte
e
loro
clie
che
Sol
che
vedrebbesi
uggiscono
o
lavorettoni
ultimo
ne
non
sono
buone.
medesimi,
animali
e
"A
Vedi
il
'
ma
valendomi
sì, ma
alcune
1
si volesse
in
se
mai,
non
della
questi
voi.
13
lìi
non
è
è nuovo;
sicché
in
nuvolose
fumosità,
di
e
buone
cose
quelle
che
fanno
che
alle
già
Note
in edificazione
frase
viva
smusature
Indovinatori
questa
loro,
lavorettini
Collezione.
a
a
dei
vere
trascri-
del Fanfani
dirò
io
dantesca,
graziosi, voglio qui
saporite
chiatura.
stirac-
nuovo
Proemio
bene
daveri
ca-
attendere,
que'
è di
tra
mio
un
del di Cesare,
Dante
inutile
dottrina,
fatte
in
costoro
altri,onde
né
voglio qui ripetere quel
non
di
di
simo
noiosis-
quale
una
non
affaticarsi
abbian
pare
dissi
vero
lume
senza
non
Né
di
tatori
squar-
tanti sdottoramenti
garbano,
è
loro
nel
dottori
al
sgranati, quanto
quanto
e
vero,
è
poco
quei
con
non
e
un
logiche,
filo-
tagliuzzanti aridi
ravvivano,
non
tutte
odierni
credono
essi
né
di
conoscenze
sillabe,
fende,
di-
lo
e
rivestito
sue
anatomisti
di
opera
di
e
squartamento
la
delle
svolge
flagello quegli
a
alfabeti
io
esso
signore
circonda
possessioni,lo
di
di
ricco
come
e
alle
sostegno,
e
trionfo.
e
quindi
Innamorato
nutrimento,
vitale
all'intelletto
è
nasce
viso
desimo
me-
aperto:
10
"
^
ignoranti della lingua: e
gognosamente
"
"
"
le
"
miìiori
"
dereste
"
lora facendo
luoghi
in
che
jMa
quali
ragione ed
la
il viso
il
anderete
le orecchie
a
queste signorie loro, che
essi
quanti
negli antichi
nella
meglio
di
e
trattando
dottrina
in
ad esse,
mezzo
così
Non
tale
e
fra
primo
da
sapere
condurre
e
è
ragionamento
non
essendo
al-
rilento
vesci-
si
che
fumo,
bisognosi.
il
Fanfani,
pensiero, ella, come
da
io
or
non
in
me
coi
soi,
ra-
la loro
chi
so
del sapere
di
cherà
toc-
queste
tagliano; e
e
Marziale,
lingua
le
razionalmente
di
città,qual-
davvero
della
perciò la parola
altro
lari
tute-
sia
delle
ossia
che, filologo valente
discorso
stringato,
tutte
Dei
i
col fuoco
or
altrove
i
nel
salvarle
collocata
nell'argomento
sempre
analisi;avea
a
vostre
delle
indagini,V Alpha penulatorum
il
inten-
non
sono
Perchè
sempre
là si scottano
vantata
Opere
maggior tornagusto
dantesca
Lettera
a
assedii
di queste Indagini.
signorie
nelle
paroloni sesquipedali.
„
vostri
cosa
di mil-
più
le
con
co'
ch'altra
Dante
significato
; e
vero
rosso,
que-
più
voialtri
e
evocati
fine
e
ver-
se
un
trovare
Commedia
de'
volgare,
basterebbono
non
voglio
Divina
nella
nell'intronarci
"
ed io
commenti,
senza
^
paiono dure, pigliate
vi
parole
ste
siete
perchè
gli studi filologici,
sfatate
Voi
era
sue
autorevole.
la
meglio
tale, opera
e
educare
minute
Era
il
logica, la quale
che
la morale
che
la
mente
del
si
11
atteggi sempre
che
è
eterna
Kant,
teoriche.
E
la
fermo
egli
fortifica
verità
suddita
affinchè
testé;
la virtù
e
nel
sia
non
incarna
le
le
virtuoso,
mente
fuori
metteva
di
Fanfani
vero
la
logica
di tutte
il
insieme
la
il sublime
è
dinamica
sempre
era
dell'errore, e
detta
Signore,
la forza
è
pensiero,il quale
suo
e
Dio
come
Emanuele
perchè
compostezza,
a
quella
scritture
sue
pulitissime,alle quali guadagnavan
rale
mo-
pregio
le
piose
co-
cognizioni filologiche.
Innanzi
questo
a
tempo
era
oziosa
periodetto silenzioso,quasi
spirito,allorché
diede
il Fanfani
hliohiografia,la quale, credendo
lui
fra gli scarti, siccome
aspettò ad
chiesta.
egli
era
se
avea
liberò
di cui
me.
nome
al
di
una
resi
le
di
modesta,
per
fronte
pagine
appioppato
cavalleresco.
il riso
e
la
modi
mille
pur
stanchezza
quella
del
beffa
di
dolori,non
nuovi,
niva
ve-
fra i
ridens,
intitolata
al mio
a
povero
sato
impen-
titolo
nella
che
gente
credenzoua,
crocifisso
nuova
lavoro,
Dell'onore
leggierimalevolmente
in
che
Democritus
belle
veva,
scri-
glielaavessi
al
libri
suo
so
mes-
lavoratore
con
il
Bi-
sua
mi
stesso
un
dello
io avessi
io
mani
migliori grazie,
destare
così, se
quelle
titolo
un
le
pubblico
in
portava
che
che
fuori
continuamente
quali
fuori la
instancabile
sempre
noi
tregua
egli
inviarmela
quindi
E
fra
corso
nella
mia
teva
postrana
no-
non
vita
crocifissione,
proprio
mi
sentiva
da sop-
12
Il Faufani
portarla.
il
e
al
lavoratori
italiana,
volle
sopra,
veramente
due
al segno
; cioè
interrotto
ed
sì l' indole
vita
da
calore
e
bene
star
Vade
come
secondo
tavolino
sul
di
nelle
di
pazienti
cognizioni
studi
che
lui
in
accresceva
sero
Borghini, potes-
di
gente studiosa
del
ma
per
la
di
di
:
quio
elo-
gliero
batta-
dei
dirittura
rifiorir di vita
petenza
com-
frutto
era
dissero
Lo
fani
Fan-
era
vibratezza
era
nel
lingua; ecco
lui
in
indole.
era
mestieri
pur
che
lunghi,
e
implacabile ;
era
le
ed
guerricciuoleletterarie,
sue
torno
ri-
pubblicazione,
personalità piena
la
Borghini
ridere.
quella ricchezza
della
materia
m
mecum
gno.
se-
per
facendo
ora
a
i due
fare che
lingua
e
da
Fanfani
del
vivace
avea
leggiandovi
piacevo-
e
filo
faccenduola
d'italianità,a quella giocondità
che
della
per
Borghini,
ci
cicalio
quel
saperne
era
dei
detto
Ho
Dizionario
di
assai
portava
entrambi
già egli
e
notizia
avuto
E
che
grande
suo
zevolmente,
del ballo scher-
uscì
ne
Tommaseo
entrambi,
ad
amore
se
il
dizi
giuuni-
suum
cuique tribuere.
bel
Un
mi
e
giorno
in
usciva
molto
al
mio
sentimento
condotta
me
in
che
ne
nessun
allora
ma
seppi
non
in
una
discorso,egli
questo
Fanfani,
io
ed
il A'annucci
di
né
lettera
sua
pur
amico
sé
dentro
e
ciuto;
dispia-
volli nascondere
il
quella battagliasì a lungo
sentiva
modo.
addolorato,
Il
e
Vannucci
non
provava
l'apmostrò
13
la mia
aggiugner
di
anzi
notizia
in
leggere
selvatico.
torbide, volli
fu
e
desiderio
sbollì,e
in
fu così
ossequio
E
della
sogno
in
sempre
addosso.
Quasi
scriveva
nel
malattia
di
a
gli amici
una
que
ac-
buco
un
in
tuttavia
oltre.
fine
ogni
cordo
d'ac-
Quindi
E
il
oggi
in
di
maestra
presente.
la salute
un
di
cuore,
via;
l'aveva
carne
che
e
da
può
così
al
suo
siffatte
con
basti
e
di vento
e
io
la
che
ho
una
tro
all'all'anima
parole lagrimose
speravano.
chi
come
stender
passare
momento
un
lo
se
e
già morta
egli,reggendo
s'ingannavano
buffata
cuore,
BorgTiini prediletto:
questo mentre,
gli
dava
ogni giorno glian-
innanzi
mese
denti, scherzava
che
dalle
Infedele
del
vivo, la
suo
portarmi
par
chiuso
fare
consumamento
un
spiritoera
In
incollerì
di amici.
vita.
al Fanfani
giù
e
suole
anni.
corsero
Intanto
co'
la
tratto
mentre
e
più
uso
dolcezza
la
è
che
spogliate degl'istanti penosi, è
queste memorie,
il dolce
di
allora
però
riposato
un
la
accadere, giunse
che
allora
non
lui;
guisa
galleggiava, di poi alla
ne
me
come
per
Vistomi
invano'; ma
gregario,
un
trasformata,come
Fanfani,
del
nel
si pose
cosa
di
vece
d'ordinario
da
barbassoro
un
pubblico,
bocche
tante
per
all'orecchio
esse,
in
era
simiglianti casi
in
e
ed
peso,
di
spettatore in quella lotta
uno
fece
fosse
lettera,quasi
a
mano,
la meta
toccar
e
non
gli ricaccia
bada
l'umile
;
14
barchetta
a
del
patria
potersi volgere
vie
delle
il
difficoltà della
posto già da lui
Interrogando
subito
e
di
cinto
nei
giudizie
lingua
una
e
in
innanzi
si
lui,
a
filologico,
Italia,come
al Manzoni
il Manzoni
fosse
be
bastereb-
e
egli
che
acconciasse
tanto
se
parisce
com-
quistionidella lingua
nelle
contro
to.
vuo-
gli
lettore
venerazione
e
ste
que-
tuttavia
primi sapienti;
comune
franco
rimane
libri,al
in
oggi
e
aveala
da
di
e
si mettesse
ta,
nega-
gradimento
in
era
a
scabrose
nelle
di lui il sapere
dai
to
spen-
coraggiosa, uno
e
stima
noi
d'italiano
lume
lingua;
i suoi
quanto
salutato
e
di lui videsi
bel
tenuto
rispetto e
quanto
siam
sicurezza
con
la morte
veramente
splendida
cui
il Bor-
1879
annunziare
un
spettatame
ina-
ecco
:
del
passare
nostra
virtù
una
sapere,
Col
mare
marzo
Oh
ed ombra!
la
per
alto
nero
segno
Fanfani.
povero
polvere
il
mezzo
ferale
col
ghini
in
capovolgersi
a
ripetere
con
Dante:
i tuoi
Maestro,
Mi
son
Che
Ed
Dante
si
gli
certi,
altri
eccoci
di
che
sempre
mi
nuovo
e
ragionamenti
prendon
sarian
a
raduna
sì
mia
carboni
fede
spenti.
Dante
intorno
e
al
a
Fanfani
sé
;
i belli
ingegni.
Le
cansi
scritture
esse
o
di questa
studi,
o
pure
raccoltina
dantesca, di-
osservazioni,o
anche
1"
giudizi di
libri
da
prima
volta
tempo
diverso,
tanto
pur
e
solo
il
Firenze
fu
quella una
mondo,
nuovo
altra
sentita
più
che
un
Commedia,
di
al gran
Poeta.
In
gara
quell'argomento,
dì
delle
fiorentine
feste
entusiasmo
in
di
corda
voleri
e
di
affetti
da dimostrare
il
progresso
degli
Fu
studi
una
e
alla divina
cioè
dei
tempi
anche
pigliossi
posati quei
tuttavia
Quindi
per
tante
apparvero
il lavoro
si atteneva
pel Centenario, quel
come
nel
tutto
insieme
dei
secoli
desimo
me-
intorna
zione
vibra-
per
similitudine
altre
il
ture
scrit-
cammino,
nella
storia
danteschi.
ressa
di
sapienti.
Quell'occuparsidi
porre
e
oscillando
sonora.
di scritture
entusiasmo
che
lora
al-
Dante
altro
propagavasi
Italia,propagavasi
di
a
quanto
in
di
Così
onoranza.
cosmo
nobile
un
non
creatore
bellissimo
questo
a
bruciare
prodigare ogni
intorno
intorno
e
mezzo,
a
di
al
di lavoro
sublime
numero
si educavano
difetto.
occasione
ancora
maniera
la
per
parentali solenni
al
ed
in
za
favellare,sen-
intendeva
ma
fuori
venne
i
d'incenso
granello
pregiare
vi faccia
in
dico
opportunità;
di
la testura
ogni sapiente che
per
un
Poeta,
da
son
giusto argomento
Preparavansi
divino
e'
diverse
la
qui
non
nacquero
meno
e
unite
luce;
secondo
ma
del dettato
il
alla
se
me,
di
non
sicurezza
che
usciti
attenzione
ed
continuo
esame
in
dell'Alighieri,
quel
lui,e quindi
le opere
16
che
intermettere
senza
si
festeggiatoPoeta, significaun
del
di riti
quasi
del
spiritualee
gl'Italianiin
quel
Tragedia,
l'alta mia
eccellenza,
vorrei
Il Fanfani
che
le strade
tutte
subito
l'erta ed
valore
di
di
in
lui
nel
di
lavoro,
un
titolo
aggiunger
di
che
di
molte
il
pigliava
monte,
sicché
negli anni
dantesco, sarà
di lui.
benemerenza
il fare
se
e
rifa col Nisi
o
lo
altri
prima giunta
a
d'ordinario
delle
le
Ai
di credenza.
secondo
alla
porte affinchè
Occorre
che
stare
ai
il libero
ha sapore
giudizi
vernice
la frase
ei
disturbi,
e
del
gli
e
se
o
ne
credulità
d'in-
alle
Parini, è
avversari
pensiero
quillo;
tran-
nioni
opi-
dell'umana
cioè
fatti,pur
per
renze,
appa-
riposa
vi
e
il quale poi
tetigero,
preconcette,
opinione,
scuota
Ohe
tenda
opporsi,in-
contrariamente
di queste,
sopra
ma
pri-
al presente,
saperlo
difetto, il quale appagasi
edifica
il
di Dante
toccato
annotatore
cose
in
egli era
avea
maraviglia, egli avviene
comune
chiuder
al
;
ohe
alla
qualcheduno
vorrà
atto
che
vetta
ricercatore,interprete,
se
Bibbia.
questi parentali centenari
più
libro per
filologicoentrava
notissimo
era
dantesco,
il loro
loro
tema
in
quanto
volume
gagliardo
era
so,
amoro-
e
chiaramente
riconoscono
la
dello
hanno
bello
massimo
dire
e
che
come
mai, manifesta
fu
altro
se
letterario;e
ne
solen-
concorso
di cerimonie
e
discorrenti
stampavano
non
trino.
en-
volta
una
è
mestieri
la
conoscen
ri-
libertà
17
che
dell'errore,
lontano
è
diverso
e
virtù
senza
se
sfiammata,
e
ma
non
levasi
alla
questa,
di ben
si
vi
non
E
molte
dovere
il vizio
e
dia
l'inviin
cammino
una
il
perchè
;
a
oltraggiata,invano
o
seppellirlaoccorre
di terra,
pale colme
e
si
tica
fa-
la
mai
giam-
pur
giugne.
dunque
fra i benemeriti
delle
cuore
difesa della verità manomessa,
seppellire,se
cerca
lungo
a
assai
il
momento
un
presa
impugnata
o
pratico,che
chiesicciuole,cioè
le
potrà far
letteraria
è
balìa del vizio
in
ya
ohe
e
intellettuale
del fatto
ne
disamorato,
tempo
il discorso
collocarlo
delle osservazioni,
degli studi,
indagini dantesche,
il Fanfani
altresì
in
che
lui
lenza
eccel-
era
e
d'ingegno filologico;
apparisce,ripeto,
da
le
tutte
ascolta
musicale,perchè
di
segno
mostrasi
ora
il che
armonia,
forma
con
è
un'orma
l'arte è il
da
secondo
E
altri
210
vuole
Preso
anima
il Fanfani
le
talaltravolta
idealizzata
che
cuore
ogni
egli stesso
di Dante
del
_
Opuscoli
ne
danteschi
ora
il
pittura,
tiva,
figura-
è
pensiero
bellezza
quella
si
umana
ria
l'a-
come
respira,e
studiava
cupandosi
oc-
al possibile
storia della
lingua
Poeta.
questi lavori danteschi,
a
è
e
tanto
a
ragionisuperioridella
la mente
volta
parola tal-
sua
innamoratrice,la quale
arcanamente
che
la
spiritualedell'arte,perchè
il sentimento.
quanto
quali di leggierisi
nelle
opere;
la nota
è
e
sue
avrebbe
che
direi
aggiunti di
ultimi,
certo
se
2
18
bastata
fosse
gli
vita
la
di
concetto,
del
all'Alighieri,mi
intorno
altrui
altri
quei pochi
si
che
dirsi
di
lavoro,
che
fuori
di
quella significata
Anzi
forse
meno,
sul
all'uopo
opere
riscontri
che, in
il mio
Le
Così
utili
mi
conoscenze
ignote,
ma
cotanto
di
tornar
potranno
Dante.
Poema,
e
di opportunit
in
ste
que-
da nulla
mente
non
tendime
in-
indicazioni
e
confronti
agli
vorrà
non
o
e
di
concorso
vantaggio
parve,
vori
la-
notizie, nuovi
contengono
se
o
che
porrà
se
quei
utilità
paion
vi
bene
giudizi
parve,
ne
piace aggiungere
chi
festiva
dei
mi
non
che
non
trebbe
Po-
occasione
di
trui
al-
Poema.
occasione
lavoriui
a
tali
appariranno
di
mi
certi
Indagini
da
del
quei giudizi perdono
ne
minori,
l'altra
che
di addurre
Opere
insieme
il
troppo
o
scritturo
quella
passata
opere;
occasione
per
sopra
più
nulla
passata
era
siffatte
sopra
sì delle
un
a
tralasciato
giudizi
discorrenti
occupavano
ho
e
nel
scritti
tenuto
altri antecedenti
feste ;
posterioria quelle
di
son
gli uni
cioè
distinguer
Centenario, dagli
perchè
discorrono
che
riunirli, specie quelli
Io
più lungamente.
e
ricercatori,
studiosi
di
errato
essere
parermi.
Note
fani, salvo
in
queste Indagini
ai propri
luoghi
necessarie, aggiuntevi
sicché
si
da
riconoscono
son
alcune
me,
ma
senza
tutte
del Pan-
poche,
credute
dole,
contrassegnanconfonderle.
14:59
nel
fatta
Qualunque
di
dir
solamente
in
due
più
loro
al
bene
da
in
camente
il
del
Poeta
città
questa
conforta
fiorentino,
secondo
che
l'autore
di
gli
di
persona
fino
si
ad
ha
la
XV
certo
un
prova,
si
studiava
ho
Ciò
l'importanza
segno:
anche
come,
e
si
fuor
leggeva
Dante
di
rara,
Fer-
publi;
cacemente
effi-
ed
l'opera
troverà
stramente
mae-
nobile
scienza,
Chi
potuto
per
è
sia
zare,
raccapez-
notizia,
averne
medesima.
Ferrara
e
è
di
continui.
non
per
Duca
dove
esempì
scrivendo,
nemmeno
Essa
meditare
e
disciplina
Esortazione
essa
di
non
questa
leggeva
quella
per
prova
fa
?
il
ed
chi
e
che
primo
studiare
come
ogni
trattata
Ora,
poema
sacro
l'Inferno
a
raccogliere
d'Italia,
vanto
Este,
il
dacché
un
medesimo
nell'anno
che
uno
da
Borso
a
come
pubblicare
del
studio
diosi
stu-
conseguenza
per
poetica.
del
è
dagli
istampa;
è
bel
più
Borghini
1459
nel
degna
per
dell'arte
allo
Esortazione
fatta
il
parole
Commedia
carissima
Commedia
miracolo
gran
e
conoscere
a
Divina
sole
vorrà
poema;
Ferrara
divina
la
tenersi
e
divino
quel
dia
si
che
pregio
di
Borso
riguardi
cosa
in
aversi
da
Duca
al
Commedia
divina
della
studio
allo
Esortazione
a
altro
che
Firenze
publicamente
dotta
rileva
per
nel
essa
colo
se-
Dante,
22
e
si esortavano
insino
per
i
principi
darsi
a
tale
a
studio.
Che
tale
volte
ho
non
anche
trovato,
al De
nella
dal
qui,
com'
altri
me
quanti
diranno
e
Delle
da
delle
delle
e
illustrissimo
cose,
Delle
scuole
filosofiche, le
Borso,
primo
Duca
sette.
Questi
fu
marchesato
d'Este,
a
Leonello
in
convenire
e
uali fur
q
voleva
Sette,
dette
prode
di
III
papa
nipote
III,
ma
Duca,
II
Ercole
8t.
1452,
nel
imperatore
Paolo
;
sopra
Modena
morì
e
vinto
alle
solo
della
poi
e
Di
ricordato.
per
stessa
lasciando
così
Borso
cantò
45:
vedi
•'
della
Fama
Che
siede
Di
quanti
Chiuderà
E
stringerà
sua
in
e
pace,
altrui
in
Marte
ove
al furor
signor
questo
Sarà
che'l
popol
Di
età,
il
abbino
mani
splendido
suo
viva
adduce
corso.
lace,
vegga
non
le
Berso,
trionfo
più
terre
duce
primo
l'iaolito
al
ogni
dorso.
intento
contento
„.
rettamente
di-
popolo.
tutto
pace,
primo
privilegio
cole.
Er-
chi
a
del
che
Ferrara
tutti,
da
benedetto
della
arti
il
Fu
Seggio
e
lasciarla
istanze
casa
ad
spettata
ma
dalle
popoli.
de' suoi
di
prima
solo
fece
poi si die
guerriero ;
alla
prosperità
intento
titolo
lo
e
sarebbe
nel
di
bastardo
lui
successione,
la
accettare
Successore
Ferrara.
fratello,
signoria che
suo
toccava;
di
come
della
usurpatore
e
Non
da
sette'
dalla
Sequor.
?^
Fu
Degli
Fanfani.
gloriosissimo principe," concedere,
'
gli
amano
illuminati
sapientissimi filosofi,
i
scenzia
vera
la
e
bravo.
Pietro
Sogliono
mente
diligente2560;
n.
che
ne
guardare
saputo
riccardiano
ignota
tanti.
est
non
al tutto
Io la ho
io sono,
tanti
danteschi,
ho
dantesca.
codice
certo
fosse
bene
se
altre
pubblicata
stata
che
pare
Batines,
copiata
studi
e
Bibliografia
sua
stampo
sia
Esortazione
avesse
di
nel
rico
Fede-
1471,
erede
l'Ariosto,
to
can-
il
23
oppenione
questa
essa
niente
fanno
natura
con
determinato
produtto
e
conduce
Il
di
incapaci
li elementi
modo
si movessino
elementi
terra,
nel
che
la
la inimicizia
condutti,
tante
a
la
intellettiva
quale,
grandissima
immenso
disio
prime cagioni,
richiede
'
Di
a
latino
essendo
di
in
toccarla,
a
Pe/rtingere.
lupo,
dallo
e
remoto
la
e
tro
cen-
dicare
giu-
qualche
fusseno
non
ligente
intel-
guidati
Molto
più
si
prese
com-
ma
nell'ani-
di
ragione
et
incorruttibile,
invano
alla
vera
e
serta,
in-
essere
saziare
il
scienzia
'
con
suo
delle
gli effetti,
come
demostrativo.
vera
è
e
sagit-
amaestrato
providenzia
s' ingegna
scientifico
Di
l'acqua
e
la benivolenzia
e
da
se
la
raggiungere
conseguirla;
Pertignei'e
eco.
che
fuoco,
il
et
estimativa
sua
quelle resolvendo
il processo
Pertignei'e
la
libera
pertignere
in
male
l'agnello, ani-
capace
cupidità
vedere
eziamdio
nutrice,
forza
osservare
e
è diretta.
loro, questa
nato
gover-
l' imfimo
per
saetta
segno
e
sto
que-
vedendo
libertà
l'aere
sustanzia
la
siccome
nostra
di
e
rapace
e
spirituale
destinato
per
del
madre
propria
e
e
:
fine.
per
retto
esser
potendo
verso
consiste
cognoscere,
e
:
superior parte;
gravi,
mezzo
bruto,
della
sua
leggieri, come
verso
trae
naturale
stinto
errante, massime
regola infallibile;non
questa
sé
a
perfezione, perocché
sua
ragionare
e
effetto
ogni
ordinato
suo
conservazione
la
fine
certo
a
tura
na-
affermano,
onde
per
cosa
intelligenzianon
dalla
cose
a
la
e
bene, il quale
come
della
Idio
perchè
affermare, l'universo
volsono
le
il
vede, ogni
consiste
quella
oprare
provano
desiderio
al
mezzi
l'universo
si
perchè
invano,
appetisce
tutto
inclinarsi
in
questo
creato
e
ed
frustra
debiti
e
:
che
sentenzia,
e
scienza,
metatesi
Né
Di
del
vare
arriverbo
2é
mai
quietarsi, se
può
come
lo Filosofo
per
taiisica
si mostra
dicendo
sua,
quel termine
a
nel
Omnes
:
perviene,
non
proemio
homines
della
Me-
natura
scire
desiderant.
E
similmente
l'ultima
nostra
sapere,' avendo
forza
per
felicità
dovere
di
parole
dicendo:
Haec
Cristo
vita
est
et quem
naturale
stinto
dalla
comprendo
nobile
concesso
la
e
sacratissimo
ne'
letto
non
signoria
tua
Imola
del
s'è
sima
prima
divulgato
inventione.
principe,potrà
'
In
questo
sapienza.
adunque
da
questo
più
tanto
to
quan-
esserti
stato
rapresenta
come
alla
fama
sono
dine,
celsitu-
tua
meditazione
e
tino
fioren-
Aldighieri
rendendomi
certo
:
il
avendomi
Girolamo
tutto
a
ingegnio
e
adunque,
scienza,
e
da
mediante
Inferno,
adempiere
ricordata
pablicamente
di Benvenuto
perchè
opera
chè
per-
Ferrara,
maestro
divino
suo
facilmente
Nella
dello
parte
fisico
il
noi
avendo
il cemento
Questa
sapere.
e
verum
regale maestà,
Dante
preclarissimo
familiare
tuo
;
città di
alma
concesso
la
sopra
il favore
nella
tua
te
esplicarla;massimamente
curo
questa
Evangelista
essere
studio
allo
gloriosa
soperiori giorni,
in
te
influenzia
di
poema
poeta, la cui
essei'ti nota,
duca,
persuadere
quella
Dio
intelletto
Stimando
effigie e
a
questo
infinito
cognoscant
ecc.
celeste
commosso
provocando
del
ut
peregrino ingegno,
e
lo
per
stimolato
e
spettatissima
tua
indutto
la
lesum
incitato
dello
il nostro
addutte
queste cagioni, inclito
per
in
dosi
operazioni, conforman-
aeterna,
misisti
determina,
consistere
buone
e
si
teologi
fia capace
quanto
de' meriti
alle
Deum
li sacri
perfetta cognizione
bene,
sommo
per
da
stello
Ca-
il
polo
po-
suttilisescelso
quietare ogni
o
asgolutamente
25
desiderio
tuo
tanto
universale
si
e
in
Onde,
si d'avere
materno
La
in
fa
lo
meno
rettorica
capitolo
se' tu
in
con
Nelle
mente
massima-
l'arte
nota
che
Lingua
si largo
fiume
del
con
dere,
persua-
nel
primo
al latino
poeta
lume!
studio
e
lo
'1 grande
autore,
orazioni
bassi
La
appresso
intelletti
e
per
gli antichi
ecc.
sparse
argumenti
Grammatica:
amore
volume.
tuo
e' 1 mio
altre
?
fronte.
lungo esprimerle.
La
oraaioni
fonte
e
cercar
a' nostri
prima.
quella
e
onore
sottilissimi
con
quanto
seconda
segue
parole
vergognosa
maestro
molte
saria
quale
seguitano,
non
composto.
espressa:
imitare
le
parlar
facto
se' lo mio
che
-
di
lui
m'ha
cosi
La
fussi
circostanzio,come
Virgilio
quel
spandi
Che
dire
viene, ad
degli altri poeti
il lungo
Vagliami
ranzia
che
l'autore,nelle quali
adduce^
dirizzando
Rispuosi
Tu
terso
e
sentenzia,
si vede
è origine,
il volgare
limato
che
fus-
esserne
dimeno
latino
prende.
com-
forma;
Che
O
vi
le debite
appare,
questa
Or
in
se
è
nuta
ve-
cupido
dell' altre
esso
eloquente,
et
orationi
serbate
"
che
tutto
per
è tanto
profonda
e
diligenzia
grande
la
in
soave
ordine,
E
idioma
degno
nelle
in
niente
rima
joconda
che
prima,'
si
libro
questo
è
essa
arti
quello inserta,
sia in
non
la
in
liberali
troverai
quantunque
:
scienzia
menti
umane
elli
perocché
;
qualunque
sette
cognizione,
abondante
con
delle
se
sapere
che
delle
cognizione
e
di
volontà
e
per
lo trattato,
dialetica
velati
e
fa
ta,
acu-
d'ignoil
discernere
intendere
le
grammatica
ohe
parole
tanto
era
latina.
adduce.
Nelle
orazioni
ohe
fa, che
introduce.
a
26
vero
dal
come
usa
falso, per
di
Non
A
Et
nel
ciò
termini
secondo
che
tegnam
si
comprende,
del
Paradiso:
fede
per
noto,
se
1'
crede:
uom
alibi:
di
motor
Con
il
sapere
per
Li
quassù,
le
ancora
quali
lo
per
anzi
in
mai
se
molti
continue,
accadendo
fenno,
è
le
similmente,
dell'ottava
tutti
gli
future
gli
e
propositi.
effetti
denzia
:
E
buoni
onde
o
in
da
che
cagione, pronosticando quello
quanto
l'autore
diverse
parti.
esprime
:
Non
O
si est
se
del
Triangol
dare
primum
eh'
un
retto
delle
il moto
antivengonsi
del
far
non
depen-
anno
alla
venire.
queste
fisse
volti
et
sia da
e
spesse
fa simili
motum
con
di
quelle
canto
cerchio
mezzo
si
di
sopra
XVI
Nel
meno
movimento
iniluenzie
parte ci
alcuna
Non
e
del
giudicano,
si
pravi
quantità
secondo
cosi
le cui
cieli,per
contingenze
notizia
conducono
si
fare
di
de' movimenti
ci fa
avere
opera.
nona
altri
stelle
quali
delle
se,
esclu-
sottilissima,la quale
scienzia
erranti
delle
nel
quello
l'autore
scientia
perspicacissime considerazioni
corsi
da
consueto
a' suoi
verissime,
si pongono
esser
non
ecc.
scienzie
Averois
geometria,
astronomia,
enno
necesse
matematiche,
luoghi
della
che
necesse
certezza,
menzione
della
o
comentatore
della
primo grado
in
numero
contingente
Troverai
le
vi
canto
tia por
demosti-ato; ma
guisa del ver
primo che
Non
le
dire
si vedrà
Li
molti
prima
dera
Consi-
si diffonde
Paradiso
esse
si puote
avesse.
in
cosi
nella
che
Amor
E
nel
XXIV
rVIII
ne
Cosi
vedere
le
signore,
loro
e
termini
poeta
filosofia
la
intendi,
quelle
liberali
sette
inferiore
non
locali
fra
addurre
si
vi
proposito
etc.
Appresso
Paradiso
vede
la
e
Uscirò
infra
con
grande
fisicali,appartenent
corruttive
alle
tocca
può
di sopra
ad
motum
esse,
del
XXVIIII
nel
al-
e
si
questo
a
primum
:
congiunte
ad
che
atto
non
tricorde
potenzia
Nel
In
purette
e
fallo,
avea
saette.
tre
modo
che
Non
il
ti
Con
Lo
quale
tre
quai
scrisse
di
la
tua
disposizion
una,
atto
scientificamente.
nel
Etica
XI
canto
quelle
ohe
con
si disuria.
non
Discorse
rimembra
le
parte
potenzia
già mai
Trattate,
dantesca,
la
tenne
strinse
mezzo
Pertrattate.
parola
di
:
Pura
'
dare
est
matera
d'arco
Come
Et
comprenderai
risonare
cosi
Forma
Et
si
Non
:
glio
vo-
sottoposte,
quella
auttorità
autore
appresso
generazioni
a
i
secondo
queste,
anzi
cose
esplicata.
l'altre
altro
essere
fondamenti
delle
et
di
oltra
in qiiesta opera:
movimento
trasmutazioni
terationi,
Ma,
di
tissimo
eccellen-
puoi,
scienzie,
naturale
intelligenzia, profundità
al
movete.
preclarissimo
dal
pertrattate.'
esser
ciel
comprender
e
d'un'altra:
principio
il terzo
fondamenti,
e
il
toccò
intendendo
adunque
d'amore.
intelletto
Paradiso
che
Voi
suona.
detto:
ch'arete
del
mi
dentro
ancor
del
canto
Donne,
E
dolcezza
la
Che
ragiona
si dolcemente,
allor
egli
Cominciò
mi
mente
dell'
parole
pertratta
il ciel
non
vuole?
Questa
Inferno:
è
29
E
di
E
quivi
quantunque
i termini
meno
fia morale
nelle
anzi
le
sono
virtù:
in
fine.
teorica
vita
morale
Della
medicina
chiamata
informato:
facultà
non
fisiologia,
notizia, difFasamente
in
parla
AUor
cominciai:
Là
dove
si
Come
l'uopo
di
perfetto,
che
esaltando
ad
ottimo
alla
parte
poeta
poco
d'ogni
del
canto
gatorio
Pur-
:
la
bocca,
può
far
apri'
l'autore,
avere
XXV
forma
questa
lui
gatorio;
Pur-
no
buo-
esso
a
e
l'uomo
condurlo
trovo
nel
sicuramente
E
fare
speculativa, e quanto
anzi, appartenendosi
ne
Et
de' vizi
intese
tutta
per
riprensore
catolico,per
e
scienzie
perocché
massimamente
e
la filo-
dico
moralità,
essa
naturali.
e
prime parti Inferno
due
satiro, fu
poeta
di questo,
coll'altre
insieme
essere
l'opera,massime
filosofici
sopra
niente
creazione,
della
espressi sono
più allegazioni
senza
come
si tratti
nutrir
magro,
tocca?
non
infra:
Sangue
Dall'assetate
Prende
nel
Virtute
Che
a
più
appellata
farsi
che
Sopra
altrui
diffusa
dal
e
d'
vi
per
scende
indi
in
si truova
ogni
altissime
cosa
le
vene
ov' è
sangue
nobilissima
umane
quello
come
più
poscia
e
vane.
bello
geme
naturai
la
filosofo sapientia,
delle
dell'esser
quello
lieve.
mense
membra
tutte
dire ; et
Tacer
divina, libera
a
informativa,
digesto
Ancor
Molto
core
rimane
di
che
si beve
non
si
e
vene,
alimento
Quasi
mai
vasello.
metafisica,
d'ogni
altra
poiché
essa
cagioni
e
scenzia
suprema,
nelle
siderazioni
con-
primi principii
consiste, essendo
d'
ogni
moto
30
e
transmutazione
la
allegazione
Non
lo
per
per
III
Noi
ci
Voi
che
adattare
questa
a
sopra:
il
saper
le
essere
della
canto
di
tocca
in
numero
subietto
principale
concede
Puossi
astratta.
di
che
scienzia, che
tale
sustanzie.
superate
parte cosi
nello
E
si
ottavo
s'esprime:
lui
per
ecc.
enne,
volgiam co' principi celesti
D'un
giro e d'un
girare e d'una
sete,
A' quali tu nel mondo
già dicesti
infra
Et
ciò
esser
Che
E
si
può
il
manco
terza
della
parte
teologiche
movete.
non
non
virtù
impossibile
ha
in
teologia
questo
perocché l'autore, come
si
distende,
fede,
le
menti
umane
condursi.
manifestata
secondo
diffinizioni
delle
carità,
a
noi
fuse
in-
Spirto, sanza
perfetta felicità
a
Vedasi
grande
nella
Santo
del
ma
poe-
massime
e
speranza
clemenzia
e
manchi,
perfetti.
son
gli
cantica, dandoci
cognizione
la fede
stelle
che
sacra
molto
grazia
per
saria
primo,
la
negare
essa
cui
ciel
gl'intelletti
se
queste
muovon
teologo, in
la
il terzo
può,
non
contenuta,
esser
tre
tendendo
:
E
Non
in
nel
XXIIII
la sentenzia
to
can-
della
stolica
apo-
chiesa:
Fede
Et
E
»
Nel
testo
è
di
sustanzia
argomento
questa
pare
delle
a
leggasi parenti,
me
e
sperate,
cose
non
sua
dovrebbe
parenti :
quiditate.
'
stare
parventi
{Cast.)
31
E
nel
XXV:
diss' io, è
Spene,
Grazia
molti
altri
altro
ciò
di
fu ardito
menzione
ch'io
L'acqua
Minerva
Io
di
lasso
fingendo.
e
predetto
del
canto
ogni
parendomi
quali
mai
alla
adducendo
gloriosa
opera,
volere
audito
alla
Pure,
resultare, essendo
a
vogli questa
che
ti resterò
di
ricordarmi
quasi
da
casa
e
far
io sia
e
vita
:
e
che
umanità,
d'avere
a
da"
gno
inde-
gloria me
minimo
si
né
si
quanta
fedelissimo
Este
si
ascoltare.
aftezione
menzione,
clemenzia
nessuno,
mia
plico
sup-
trovarsi
mai
dove
indotto
e
desidero
della
singulare grazia concedere,
della
cosa
venghi
e
io
somma
obligatissimo
famosissima
tua
con
giorni
1
la
tanta
onore
finire
escellenzia
tua
mi
signore
quanto
scolare, pertanto
fino
alla
e
principe,
presenzialmente
tanto
uno
qual
illustrissimo
io
loro
per
prolissità,
tanta
la
mini
uo-
zione,
commemora-
lezione, quantunque
considerando
abbi
ne
mia
degli
conclusione
Per
epistola.
vegli degnare,
che
in
di fare
celsitudine,
tua
degna
molesto
tempo
inetta
si fa
lui
e
magnificenze
di
e
per
esserti
ora
mia
si corse,
non
poetiche tavole,
storie,
non
per
questa
le
le
oprate, delle
mai
già
prendo
ecc.
narrare
famosi
o
d'
il valore
oltra
secondo
gia,
teolo-
sacra
dice:
cosi
re
in
poeteggiando
nel
accorto,
produce
merto.
sottilissimi
l'autore
farne
poeta
Onde,
fondamenti
quali
de'
certo
gloria futura, il qual
divina
e
precedente
Della
E
attender
uno
quale
prolungheranno
di tutta
servo,
e
mi
vedrò
mi
sazio
troverrò,
perocché pochi
letto
mi
inanzi
a'
di
sono,
prin-
32
cipi
si
di
più
altro,
se
prolissità;
la
das
che
non
che
non
Non
!
perdono
stimavo
ca,
du-
eccelso
contento
adimando
oltre
più
fare
puoi
adunque,
della
m'
à
dirò
troppa
tato
traspor-
penna.
L'Altissimo
in
mi
dono
quanto
Vedi
gloriare.
possine
florentissima
Majas
felicissimo
conservi
ti
urbe
MCCCCLVIIIL
tua
Ferrariae.
Finis.
stato.
XIIII.
Datum
halen-
II.
valente
Il
di
quindici
ben
di
i
falsa
moderni
la
quel
a
in
Lungo,
nel
che
interpretazione
del
tomo
si
italiano,
storico
verso
scritto
uno
stampato
compatte,
Archivio
deW
provar
del
Isidoro
pagine
6''
disp.
XXII,
tutti
prof.
Dante
di
conio
da
feiuinine
Le
menta
argo-
danno
XVIII
canto
l'
del-
Inferno,
via
Ruffian,
i
quali
farne
alla
si dice
interpretazione
torinese;
conio
0
secolo
XIV
simili,
in
trova
21»
e
—
fa
del
finalmente
vuol
dire
il
antichi
qual
coniare
per
altresì
statuti
che
con
arbitraria
Tommaseo
Femmine
gli
danteschi.
provandolo
viene
del
:
alcuni
Opuscoli
dà
ne
la
paragrafo,
un
reputa
e
e
notando
esempj,
si
che
intesero
come
del
;
femmine
parimente
significar Moneta,
dantesco
esempio
biasima
Conio
voce
conio;
intendono
conio
;
da
femmine
son
da
simile
e
perchè
da
non
femmine
per
moneta,
Conio,
qui
da
dire
per
ingannare,
Coniellare
che
senesi
del
sto
quela
mine
Fem-
nate,
ingan-
essere
toscani
Frode,
egli
e
dove
lario
Vocabo-
commentatori
conio
sca,
Cru-
falsa
e
nel
a
da
Inganno
reca
assai
Coniellatore
secolo
stesso,
3
34
le
voci
quali
significano/ar
pui*
liere,ciurmatore
unico
il rimettere
di
in
interpretazione
l'apprezzassero?
signor
da
del
Io
Lungo,
le
altro
per
ha
detto
qui
si tratta
ciò
che
cita, erasi
del
edizione
fani;
stampata
ed
da
ciò che
son
da
quel
e
che
conio
alla
condurre
tempi
Coniatores,
e
me
e
dato
un
di P.
"
Fanmina
Fem-
ragioni
da
Ma
i ba-
lungo
fuori
la gente
e' è
tratto
ci
quei
A
si chiamavano
?
gannare
in-
egli
fatto
Grhisola.
la
egli
la seconda
femmine
di
come
vi pare
cita
che
ottime
imbrogliavano
Che
Lungo
da
mazza,
che
„
anonimo
ci
non
come
Ruffian qui
Via
sono
non
interpretasi
Cosi
:
ba
deb-
di lui
cosa
Coìdo:
voce
ci
Coniellatores
gattellieri,e coloro
loro
gherminelle.
prof. Del
ma
condotta
inganno
per
dotto
;
vaglia: qui
aveva
la
italiana
Dante
di
sopra
fosse,
1865,
partito.
verso
da
femmine
credere
di
alla
il
come
prima
Tommaseo,
lingua
legge
si
Donna
conio.
generalmente
non
della
Vocabolario
ecco
del
me
Siccome
che
pare
Firenze, nel
a
di
pari
nome.
altri
se
non
Vocabolario
suo
un
letterario, il dir
Vocabolario
che
illustre
col mio
sapere
poi
è
ingannato
che
e
fessore
pro-
Ma
vero
del gran
egli dice,
ora
del
Prima
pagine
di
debito
cortesia, ma
sta.
nobili
sue
sciuta
cono-
gettar gli occhi
a
Fanfani,
del
è
uomo
compilatore
abbassarsi
ha
derni,
mo-
tale antica
così
un
cuni
al-
de'
erudizione.
sono
di
il dotto
cosa
di essa?
che
un
il Vocabolariuccio
invilire
non
presumere
Crusca, debba
della
ninno
conoscessero
non
ragioni
le
e
qual
molta
con
tutti i moderni
medesimo
interpretazione
la
apprezzare:
que
adun-
stato
vocabolaristi, non
o
saputo fare
che
è
antichi, la quale
volutala
ha
vero
la
commentatori
o
scritto
questo
onore
commentatori
o
bagattelle,
hagattel-
simili.
o
Proposito
le
di
con
più.
del
Il
mento
Com-
(senza nominarmi,
36
dinaie
e
di
da
aggirato
paragonarlo
due
Temine
E
da
/emmina
da
che
pare
fare
son
ruffiani
a
di
di
un
non
intendo
la
quella /emwma
col
alle
femmine
inferisco
ne
del
cronaca
finita
ei'a
non
profezia
sconciatura,
paragone
conio;
come
che
chiude
morte
di
di
il
quel potestà
furia
del
grida
le
scosti
dalla
ma
popolo,
vicine, ove
e
cose
lettore
quale
di
di
come
la
e
morte
quante
per
di
case
più
si posson
vedrà
?
ne
da
ciascun
ha
posto
com-
dalla
fuggendo
essendo
soccorso
morte
e
e
poi
dire
nelle
Ma
—
altro
a
suo
le
per
in
che
tempo
per
:
na-^
case
vicine
sti,
nasco-
di Dio:
nome
celia?
qui
per
fuggivano
furono
case
le
sentendo
"
la morte
la
è
proprio
m.orte
donna
Fuggivano
celati!
mirabilia
una
accorri^
era
contraffattore
sua
E
certo
Ora
gridava:
Chiamavano
!
la famosa
femmina
una
seconda
chiamavano
essa
ceno
dirsi
„
paura
in
parecchie
può
la
la
falsa
Dunque?
e
chiamar
trovarono
celati.
e
che
di
ma
;
Firenze, che, spaventato
popolo, egli
del
case
Lano
di
Lungo
scrisse
cronaca.
parodia,
celione
e
Del
e
la
reminiscenze
quelli spiritiche
il bizzarro
si pos-
Nella
Dino
il Cardinale
qual
non
Dante
parecchie
la
una
quel
;
di
quando
quelle
tra
da
accorri,
grida,
scrivere
meglio
o
questo
uno
di
anzi
incantata, riconduce
Commedia,
divina
di
ciascuna
poi
che
il rovescio.
ci ha
Compagni
bia
ab-
non
grossa;
col
conio
appunto
della
reminiscenze
da
alle
il Cardinale
par
Sono
che
certo
clie
; ma
mi
celia.
poi
e
ambasciatori
paragonato
(Quando dice
pensiero
gli
quei paragoni
per
fiorentini^
ci ricondusse
Che
conio, questa
sia
se
Dino
Dante.
di
conio
bada
a
ruffiani incantata
far meraviglia il veder
a
mi
ambasciatori
frase
questa
paragonino
alla
astutissimi
'?'?femminada
a
vituperata. „
si
Chiesa, legato pontificio, tenuto
santa
ste
que-
Mail
solo vo'
no-
!
37
di
"tar
che
più
vorrei
vederlo
clie
e
nel
dubito
non
Fanfani
si
"
Borghini
di
Dante,
?guadagnarne
Nel
molti
per
della
mio
che
validi
e
sua
spiegate
saranno
danaro.
(Cast.)
„
se
femmine
si
aggirare,
è
non
possibile
^
in
assegnatigli
argomenti
interpretazione
Vocabolario,
prio,
pro-
cio;
Boccac-
al
secolo.
quel
tutto
senso
ingannare,
apertamente
in
nel
anteriori
di
figurato
dire
ritrasse
scrittori
in
esempio
Il
anche
incantare
senso
di
trovarne
'
quel!'
e
dichiarò
ristampa,
da
fai'ci
le
quindi
femmine
su
trario,
con-
guadagno,
nel
da
nio
co-
da
III.
Aneddoto
Il
dottor
l'
Oxford
togli
di
fra
il
mano
scrivere
la
cussi
Gruarday
Lo
qual
io
Io
te
Et
egli
piangea
tremàdo
più
mi
non
Se
Che
mai
nò
molesti
insù
partirò
mi
nò
conti
pò
esser
tu
nel
alui
perche
senza
un
fricto
corata
costi
ficto
lucesse
se
conficto
say
va
mio
disio
se
gran
mie
onfese
la
a
toa
paese
pria
qua
dentro.
follia
e
da-
il
verso
passamm'ol-
terzine:
vidi
la
che
che
mi
e
di
del
mezzo
dopo
Noi
seguenti
cussi
reco
bel
proprio
e
nedetto,
Be-
finito
colonne,
nel
1415,
setu
ben
poy
torni
Se
perche
ti
ame
Perche
Io
canto
fallo
due
a
lafcraffita
dalaltro
cognosce
Qual
le
parlato
dissi
li
danteschi,
continuare,
trovò
gelata^
Quando
Et
di
invece
la
've
del
S.
Bodleiana
codici
103,
dell'/w/erno,
novantesimo,
tre
codice
febbraio
nel
XXXIII
canto
certi
riscontrare
per
Biblioteca
nella
andò
di
studj, viaggiando
buoni
de'
cultore
Inghilterra,
dell'Ordine
Palmieri
Gregoi-io
egregio
per
Dantesco
via
40
ti
che
Poy
Che
per
Chal
mi
Vane
robaccia
dipingere
ch^ al
Fanfani
più
defunto
un
Dante
?
grandi
versi
ho
il capo
mettere
'
matassa.
questa
a
ai
Tali
volesse
si vuol
classica
italiana
divina
alla
e
latina, io tragga
Commedia,
il dip-
perchè
luogo.
di
ritrovato
ironia
trarre
un
ironicamente
il manoscritto
ohe
scuola,
allegra
voglion
Fanfani
Chi
?
inganno
traci imento
sta
que-
cogliendo l'opportunità quasi analoga,
rado
lavoro
del
più
e
più lunghetto
un
si attiene
maestro
e
poeta mescolò
usò
qualcuno
il Fanfani,
fina
con
che
Ermeneutica
di
fuor
del
il bandolo
da
may.
la mescolò
ce
a
matassa
ohe
Fingendo
si fa
mesi
se
intitolato
sarebbe
perchè
trovare
questa
trovato
ai versi
forse
se
frammento
tu
quel lucchese
discaro
sarà
un
E
ison
di
da
E
1
non
in
qui,
veder
a
?
populo
recato
dentro
che
usay
atradimento
may
sempre
dime
ambasciata
portar
qua
colui
mesi
riceve
nò
e
Perche
fu
ison
populo
Lonferno
Chi
piace dico for talento
longano chic aigrandi
l'insegnava
che
sugo
al
brioso,
in
mettere
a
Dante
ai
le carte
coloro
Scrive
ha.
di
giovanetti,
suoi
canzone
non
III,
§g
fra
da
che
il
dunque
IV^.
e
III.
"
forma
"
Qui
è
belle,
e
come,
quegli
sciocchi
in
facendo
gloria
gloria
Vera
che
del
i
tatrici
Ogni
far
all'amore,
e
cantatrici;
altra
cosa
ultimi
senza
e
simili
e
magnanimità
degli
è
cortesie
che
©
di
si ponno
cano
cer-
Artisti.
il mantenere
perdita; cacciare,
d'oro
ci
traverso
e
stipendiar
cocchi;
festini, empir
altre
se
tesori,
bella
Arti
aiuna
curar
dei
a
eleganti
montare
dar
vera
di
mordere
non
giorno
tutto
spendono
delle
e
un
chi
cuo-
lare,
uccel-
presenti
sal-
immaginare.
follia.
„
Qiii si vede
"
è
in marmi
signore,
destrieri;
e
ed
artista, mai
che
viene
arti che
delle
imperfezione
natura
così
Protettori
giovine
generosi
buifoni; giocare
E
è sorda.
faccia
della
cose
tele
la
quanto
per
le
agguagliare
dinanzi
occhi.
agli
dell'arte
materia
la
significare
a
possibile
stanno
'nteazion
risponder
a
viene
Dante
si chiamano
s'accorda
non
fiate alla
Molte
Perch'
Questa
tempi:
posto
lezione
ohe
in
come
ha
niuno
nota:
sempre
de' miei
profittato,
allievi
ma
diede
specialmente
il
suo
nome
negli
alla
41
soscrizione
; ed
artistica
da
frustino
barattò
uuo
Giotto
di
quadro
un
con
un
cavalcare.
_
IV.
la
Considerate
Fatti
"
Con
essi
che
gente
plebea
luogo
la
voce
bruti
quo'
giovani
sentenza
si
non
conversare
e
sino
la
onde
che
genia,
tal
parlare
e
modi
di
Lo
quando
nobile,
dire
fa
L'antico
che
e
non
pensano
c'è
il
cosi
appannare
Dio
che
di
nascono
nobili
debb'essere
come
zicando
baz-
acquistare
piano
e
di
e
simo
mede-
sate.
ca-
il
vero
Aldobrandeschi:
leggiadre
l'opere
e
di
di
soave
altrove
Omberto
sangue
miei
De'
coloro
insegna
ad
sgarbate,
e
popolo
modo
pericolo
bruti,
parlare
tutti
a
ci
Dante
stesso
quel
e
naturalmente
concesse
vili
E
quanto
e
chiama
ben
maniere
loro
gentilezza
quella
Dante
nobiltà;
grave
divina
manifattore,
un
o
pari.
loro
un
lor
nel
trattano
la
questo
quasi
del
gente
servitore,
in
questa
lor
e
come
dire
bene
con
vii
un
illustre,
cioè
a
la
ticar
dimen-
non
sangue
viene
die
a
bruti,
Pensin
farebbero
la
che
le
come
i
radunarsi
viso
sozzano
un
obliando
che.
di
buon
stesso
scorre
tanto
familiarmente:
contadino,
un
macchia
loro
signori
essa
lo
con
i giovani
metafora.
vergognano
con
e
che
bella
con
bruti.
esortano
vene
mano,
:
oome
vivere
per
bassa
di
e
si
loro
fatti
furono
non
origine,
nelle
che
giammai
semenza
viver
a
parole
gravi
queste
vostra
foste
non
maggior
mi
fer
sì
arrogante
Che
Ogn'
ebbi
uomo
Ch'i'
Nobile
"
Dopo
Napoli
del
tutta
prosegue
glio
dire
cui
di
di
a
comprenderne
di
camiti
quanta
la
sullo
stesso
col
tuo
poesia.
un
(Casi.)
è
punto
Ahi
l'idea,
di
basta
Xel
quel
:
di
quanto
mal
fu
mezzo
sozzo
Ahi
Dante!
povero
matre
che
a
il nome,
molto
interpretato
resto
ricordo
novissimo
maniera
una
il
E
suo
I
dimenticato
anzi
nuovo
in
tono.
ho
piacere
vita
lui
il
„
suo
persona!
Ahi
tua
fino
insozzare
che
Fanfani,
del
punto
nostra
verso
avante
di
meno
frammento
condotto
Dante,
da
gente
con
manoscritto
Inferno
mezzo
di
tanto
morire
piuttosto
pariniano
tale,
il
che
la
volle
con
questo
un
mostrò
di
I e'
accomunandosi
sangue
all'
spirto
dispetto
"n
mori"
ne
mj
Commento
libera
dire
e
che
dicia,
su-
Xef
dell'altezza
commento
ahi,
e
non
vo.
44
niare
;
Ora
e
chi
ha
re
di
quel
simili
né
secondo
per
la
ciò
che
le
aggiustò
E
dire
da
barbassori
AL
Stimatissimo
N.
d'
di zecca,
quel
dalla
del
fatto.
che
male
o
aggiustò
ha
visto,
di
fors'anche
piacque,
avrei
nulla
certo
vale
ad
piacque
a
e
di
Vinegia,
nell'edizione
approvata
Parenti
Il
che
Se
anche
che
ma
non
l'avea
anzi
migliori e
non
pochi
come
che
detto
piacque
cosi assolutamente
e
al
sua
alla
V.
se
E
e
forse
que
piac-
correzione
sincera
o
non
S. che
non
come
lettera
correzione.
io
molti,
generalmente
più autorevoli;
la
alcuni
ad
che
Gherardini,
poi proposta
la
io intendo
Se
„
piacque a
non
piace
non
leggere
generalmente
l'approvazione dei più,
avesse
; dacché
non
di
propose
dire
ebbe
non
nessuno.
l'esattezza
piacque
che
frase,
sua
una
verificare
senza
lo stesso
torna
molti,
Il Parenti
codici
mantenere
per
storicamente
nun
apporre
per
congetturale,
da'
od
da
altri. Ma
!
"
:
ma
piacque punto,
non
mine
ter-
come
:
conio
il
memoria,
a
S. scrive
V.
bene, ciò
non
Dante
vazione
dall'osser-
aggiustare,
argomento
di rettificare
certo
per
di
che
antica.
permetta
scritta
veduto
del verbo
questa forma, ch'ebbe
in
Crusca
Mi
ho
tratto
verso
male
Che
appunto
tecnico
V. S. ha
di
lezione
la
dispiitato
FANFANL
Borghini
suo
uso
un
minore.
peso
si è
ma
Sig. Fanfani,
del
11
aggiustò
!
LETTERA
Nel
chè,
per-
Venezia;
e
chiara
tanto
le
di
zecca
monete
peccò,
non
peggior lega
cosa
le
e
il peso,
alla
con
questa
su
coniar
volle
per
facevasi
cioè
Aggiustatore.
falsificatore
fu
né
lega
male
che
più
Rascia, che
veneziane,
alle
si chiama
ufficio
tale
non
i
portata
a
tutti,
quattro
ac-
45
cademici
che
divina
nel
vi
torna
senso
nei
nota:
"Il
Cesari
di
l'editor
Seminario
quel
da
1491, com'anche
che
e
Marcantonio
preferenza,
Io
tutti i Riccardiani
in
Padovano
è
trovò
pur
;
che
Ne
S.
che
non
trova
dico
difesa
bene
dire
che
dal
abbiamo
la
prima
di
la
dirò
anche
in
Cremonese
e
tova,
Man-
valentissim.o
logo
filo-
di darle
pensato
l'autorità
quel
di
la
*•'
:
qui
ci
prossimo
formare
dicata,
regiu-
discussione
il dire
tenute
va
chi,
Bec-
solo
cosi
tica
cri-
mente
storica-
secco
secco
prof. Parenti.
fuori
ragioni messe
le due
d'essere
Fruttuoso
del
proposta
che
Niccolini,
Cx. B.
Parlo
verso.
esatto
essere
non
meritino
non
Barto-
„
piacque
non
quattro
dal
ecc.
la lezione
e
zione
la le-
ne'
favorita
Capponi, di Giuseppe Borghi e di
aggitinta a quella del Parenti, debba
ed impedire qualunque
ulteriore
sopra
veduto
avendo
Gino
di
e
noi
Florio, dall'edizione
Parenti,
voglio
non
Vinegia
quelle di Foligno, di Iesi
cosi
venne
:
non
Ma
; che
dal
liniano,dall' Antaldo,
del
o
2-3-6-7-8-9-10,e
visto, che
ha
ponendo
zione
disapprova la levisto
o
aggiustò
leggasii^/ia
medesimo.
un
a
Pucciani
Codici
il conio
Crusca, perchè
della
il
in
di
visto
della
edizione
nuova
il testo
ha
male
apposero
la
curarono
riformarono
Commedia,
Che
e
1837
un
a
calcolo.
verbo
in
Ma
da
ben
passato
V.
dirò
remoto,
sità
parmi portar seco la necesdi mutare
la lezione
di un
verso
precedente, ove si
un'altro
duo
rone
coappunto
passato prossimo:
per
han
E l'altra ragione che Aggiustare,
fatto bozze.
passato
,,
"
„
termine
come
quella
si vuol
data
di zecca,
lega
coniare
mi
;
e
e
che
"
vale
Acconciare
il
metallo
a
che si richiede
dalla moneta
che
peso
olii ha tale ufìcio si chiama
tore
Aggiusta-
forza, se Dante
avesse
di
dicendo
parlato
moneta,
per esempio aggiustò i grossi
di Vinegia (erano
grossi, simigliantia' maappunto
per
inveì contra
Re
tapani veneti, quelli pe' quali Dante
Urosio
II) ; ma
invece
gli parla di Conio.
Ora, che
ha che fare coli' impronta del conio l'aggiustamento della
,„
pare
avrebbe
gran
—
46
E
lega?
termine
appi'opriatoalla
tecnico
fu
Aggiustare
moneta
por
fra
trovato
modo
in
di
a
Milano,
come
si
ajusta
silfatti valori
Ma
che
sicuri
fossero
che
Che
nel
il male
o
ha
E
gusto.
sia
visto
proprio
autentica
lezione
di
non
nel
non
l'autorità
numero
e
cosi, ed
anche
l'osservazione
punto
sopra
di
all'i aiusto)
querela
movere
Dante,
e
titolo
aver
Urosio
a
dell' essersi
averlo
ripetuto quel
alla
fine,se
fare
gran
anche
biasimo.
alla
il
male
un
contro
che
leggon
io
po' a
quel
Eppure
mente
real-
vorrei
V.
S. ?
Re
di Rascia,
:
altro
che
quello precisamente
il marchese
forma
il
A
oli'obbrobrioso
veneziana
moneta
laccorti
ma-
convertire
scritto
posterità e
il
forza
più facile a
(scritto senza
riverito,
approvazione del Parlamento,
di
coniò
moneta
Pepoli? Urosio
con
che
che
della
non
asserire
di
passare
quale
cercare
di
ed
scuno
cia-
e
;
quistione di critica,
aiusto
adirato
tanto
di falsificatore
il
gusto
aggiustò, che
l'Alighieriavesse
Dante,
fatto
piacere di più
in
aggiustò in ha visto, se
aggiustò.
Sa poi Ella, sig. Fanfani
visto.
ha
assai
ch'era
mutare
siamo
Ben
manoscritti
antichi
mo
to-
curi
poi si-
male
di
dee
manifesto,
degli
amanuensi
è
genuina
potendosi
gna
Spa-
Italia,
V
alcuno
Ma
senso.
di
siamo
a
cosa
e
errore
un
ad
visto, è
ha
d'
Dante
analoghe
nete
mo-
fabbricati
Zecche
di
possa
di
intitolato
Reali
Aggiustare
frasi
Nel
:
le
ultimamente
tempo
di Dante
verso
abbondi
la
al
uso
de'
il prezzo
verbo
questi adoprò
Vaggiusta^e,
sia
in
del
"
con
rescritto
(V. Zanetti,
quella zecca
III, pag. 32) „.
en
ho
che
riguardo
Spagna
un
Milano,
a
all'Ambasciatore
di
n' ebbe
e
di
li Testoni
con
i Reali
l'altra.
del-
diede
schiarimento
chiedendogli
a
parte
Cavedoni
Mons.
scrisse
Milano
ragguagliare
corso
Relatione
e
di
Genova,
di
in
una
un
moneta
vma
noterella,
prof. Parenti
di quest'ultimo, e qui trascrivo
al
le carte
in
Spagna
Ragguagliare
dell'
chiarissimo
lo Zecchiere
1552
il
detto
il valore
nostro
proposito
questo
al
anclie
conoscere
Il
trasportato al conio
lega?
Dante
avrebbe
perchè
che
a
V,
S. di
fece
Re
ha
fatto,
Gioacchino
simile
alla
ve-
47
neta,
ma
il conio
contraffacendo
non
di
Venezia, sibbene
in luogo
ponendo la propria iigura e il proprio nome
S. Stefano
della figura e del nome
del Doge, e ponendo
i mercanti
invece
di S. Marco.
Era
se
colpa sua
ro
presei suoi
fuori
andarono
Stato
del suo
a
grossi, e
derli
speni matapani
valessero
come
veneti, mense
tre
quanto
avevano
chi
vorrebb'
Pepoli
le
per
ne
male
il titolo
abbassò
facoltà
privati il
de'
Si
Rascia
le monete
si troverà
no,
Pepoli,
ciò
ben
alla
Mi
conservi
9
d'aver
non
per
sua
novembre
RISPOSTA
tra
l'uscio
le mie
colpa
e
non
di
dato
falsificatore
del
aggiustato le
di Parigi, e
zecca
zecca
zia
Vene-
al Marchese
lire
nuove
condo
se-
prima
si faceva
benevolenza
mi
e
tenga
per
1863.
dev.mo
servo
Veratti.
PRECEDENTE.
signor Veratti,
il
ragioni.
di
aggiustato
aver
alla
ALLA
lettera
sua
gamenti
pa-
il Re
che
detto
Bartolomeo
La
ne'
moneta
facevasi
SUO
Riverito
in
Torino.
di
la
catezza
deli-
la
dichiarare
a
ha
non
zecca
Modena,
aver
si fa alla
che
lui
che
che
la
con
tenue.
peccò
e
portò
quella
franco,
fece
lo
e
sino
proposta,
ricevere
non
ciò
secondo
se
lui
se, tenuto
del
Egli
835?
Ora,
marchese
Parigi,
apertamente,
falsificatore
tu
nominale
ad
al
gridare
il valor
sig. Fanfani,
dunque
penta
da
minore"?
di
somma
una
assai
il conio
900
legge da
oltre
di
da
lealtà, dicendolo
della
:
aggiustò
lire italiane
nuove
massima
di
si temerario
essere
che
intrinseco
valore
un
aver
è
veramente
tuttavia
muro:
Prima
bellissima, mette
mi
proverò
però sinceramente
parlato
esatto
con
a
proprio
dire
mi
anch'io
in
rendo
queir assoluto
non
48
piacque,
stimavo
il
accertarla
poi
che
tiene
tutti, si
e
molti
in
trovano
Due
esempio.
un
secolo
nel
scrisse
Ora
codici
anche
divina
la
e
feci per
alle
che
mani.
leggono
ha
da
ora
buoni
libraj,ambedue
XIV
voleva),
lezioni,ritiutate
Quante
moltissimi
li
quaio creda
non
antichi
codici
tiene.
non
mi
egli
osservazioncella
quella
tra'
io riverivo
quanto
sa
quel valentuomo.
dei
L' argomento
essi
io
molti,
a
poi (benché
e
bene
quanto
e
di contradire
ismania
visto
con
Parenti,
che
piacque;
lei, che
non
bisogno
essercene
non
tlicendo
correggo
valentuomini
assai
e
mi
qui
e
?
ciamo
Fac-
piarono
eccellenti,co-
Commedia:
di
l'uno
doaggiustò. Quel codice
v' era
fu copiato e ricopiato più volte ; quello
visto
ha
in mani
dov' era
quasi sempre
private,e
aggiustò stette
fu pochi ssim.e
volte
esemplato. Ora posto per un m.oche la lezione
ha visto sia peggiore dell' altra, farà
mento
forza
ninna
de' codici
visto, l'altro
ha
il
giudicarla migliore
per
si
ov'essa
Farmi
?
trova
A
origine prima di que' due codici.
dell' ha
insto
rispetto alla mutazione
e
facilissimo
senza
il
esser
per
dir
Veneziano
a' malaccorti
sulla
punto
di fare
in
scritto
auisto;
i della
un
che
voltando
carta,
quante
di
fede
di tutti
concorde
dell'asta
pochi
visto
in
aiusto
in
ha
atusto
aggiustò:
ma
è
tanto
ecc., il toscano
aggiustò
lo
che
aiusto
si
e
questo
d'altro
che
bisogno
il punto,
ponendoci sopra
prima (aiusto, aiusto). Ora,
lezioni
si
accettate
sono
eccellenti
gli altri
dice
sponde
agggiustò, si ri-
amanuense,
essendoci
asta,
alla
pensi
ch'ella
poi
in
numero
aggiustò in
un
aiusto,
non
terza
farlo
piuttosto
sulla
Lombardo
che
ciò
i, convertendolo
che
chi
no,
scambiare
lo
facilissimo
altro
copiasse ajustò,
cambiasse
il convertire
strano
essere
maggior
di
testi,
per
contro
ne,
buo-
la fede
V
detto
mici
Accadedei quattro
poi del Dante
mi
tutti sanno
suffraga, si perchè quel lavoro
poco
del Becchi, ed assai
da
quasi tutta
reputarsi cosa
il Capponi ; e si anaverci
faticato
il Niccolini
cora
e
L'autorità
essere
poco
perchè
sentenziare
le
i
più intelligentidantisti
che
non
sempre
jnigliori lezioni.
E
i quattro
dovendo
sono
d' accordo
Accademici
pur
parlare
a
sero
sceldi
au-
49
che assai più valga quella del Gherartorità,mi sembra
chi
Biandini,del Tommaseo, del Nannucci, del commendator
Fraticelli,i quali
del
e
uscito
re
in
tempo
Rascia
di
scrittore
mai
duo
alle due
durava
:
sempre
il
come
misera
TJrosio;
ed
in tal
Ne
lezione
è
ma
si
è
del
la vita
del
;
il
cui
cedente:
pre-
vituperio
seguito,
vergogna
il passato
asserzione
la mia
ne
che
vero
verso
senza
la
cosi
usa
fanciulla,le
una
sicché
moto
recon
fa
gogna,
ver-
la rimane
finché
: ora
atto
atto
Chiarisco
giovane seduce
tutta
per
ciò.
puro
caso
poi l'abbandona,
e
un
di
prossimo.
Un
esempio.
un
tempo
la
è
non
corone,
il vedere
come
da molto
avvenuta
fatte bozze, perchè
ha
corone
Sì, qui ci vuole
vedere
il mutar
allora
testé
perchè questo
fallito in
ha
toscano
sia necessario
fatto
già
cosa
era
ripudiata ora
del verbo.
remoto,
passato
già
Vocabolario
quale nel
aggiustò ?
al tempo
adesso
Veniamo
non
Ma
visto.^
è stata
la
lezione
la
accetta
Dante
quel
Accademia,
intera
dalla
un
di
1' autorità
anche
preferisconoVag-
V ha
rifiutano
formalmente
giustò, ma
solo
non
vituperata e
quella miseria e quel
dopo più anni si dice sempre,
lando
pardel tristo seduttore
che ha tradito, ha rovinato,
cosi disse, e disse bene
e
vituperato quella ragazza;
anche
vituperio vive,
ha
delle
Dante
due
anzi
lo disse
fece
bozze
potuto credere
scrisse
come
stati
Ma
levati
vediamo
la frase
le
pur
molti
beffardo,
più
mio,
se
le parole
ragioni
da
ha
accenna
del
e
21"
con
Prima
visto.
del
Bianchi
suo
:
valentissimo
ha
a
riuscirebbe
quell'avverbio
sventura,
farina
po' che
mal
sostenuta,
egualmente
oscura;
del
sempre;
scritto
avesse
se
fos-
la vergogna
(se
scrisse)aggiustò,
lo
di Rascia
regno
erano
corso.
un
male
Ecco
•
di
che
ottimamente
perchè que' grossi fuor
già
durava
più efficacia,perché, se
con
si sarebbe
cessata;
la cui vergogna
corone,
male
dà,
bene
di tutto
abburattata,
essa,
come
puro
tro
mal
aggiustò, dieQuesta lezione
ho
G-herardini,
preferito all'altra,
in tono
visto: la quale forse, presa
sce
rieun'infelice
contraffazione, ma
"
anche
si volesse
più misera
con
alcuni
e
fredda,
a
parer
sisiegare per
sua
danno
„.
—
Opuscoli
danteschi
4
50
isolato
atto
e
che
ciò
in
che
tal
cessazione
di
il
si arditi
fatto
Virgilio
Cosi
Mal
alludendo
al
fa
Che
tutti
rampogna
Cosi
mal
Dante
capo,
come
tua
danno,
noto
o
tutti, o
a
uscire
veder
un
per
della
l'inferno
l'assalto;
che
di Teseo
forse
esse
volle
stati
sarebbero
non
si
sempre
di
vano.
dubita-
seppe
gliene
alla
morte
che
strada
Feton,
carreggiar
cosa
tosta,
Dejanira, e
parla della
Dante
non
di
a
Nesso:
a
ratto
che
venisse.
E
Aracne
:
quella che
ne
che
mal
per
fu cambiata
lei
si fé ;
in ragno.
Cosi
la
dell'Aqui-
dice:
Che
avendone
dice
che
sanno
Dell'opera
cesarea
da
voglia
tentato
gliene segui.
cui
la
e
Virgilio
risponderò
non
per
non
nire
ve-
grave
l'assalto
vendicato
ora
o
Teseo
qui
da
quella di riferirsi
altro
in
scritto
in via
le
seguitato
per
può dare
significatose
allora
è
vengiammo
nou
ritentarlo
da
abbia
si
attualmente
perchè, se avessero
rapir Proserpina,
moute
sia
utile
molto
Mal
come
cui
a
io
si
non
metterne
a
frasi
qui
altro
basta
Ed
di simili
conseguenza
La
mi
derà
rispon-
Dante
freddura'i
;
che,
cui
a
compimento
suo
l'alterarlo.
parli: come,
le Erini, stizzite
Commedia,
Poeta, gridarono
quale
divina
a
fu
simili, e'
del
indovinare
a
conseguenza.
notissimo,
fatto
tocca
una
e
formale
ragion
del
dirsi
suol
punto,
a
bisogno
quell'avverbio male,
che
voglia ammettere
non
mal
ha
il conio
vedere
questo
(chi
mi
congettura
per
di
vista,
della
esso
dice:
mal
per
perduto
Tolomeo
e
regno
poscia
e
si
vita.
scosse,
Cosi
a
Buondel-
52
mia),
parte
per
di
di
cori'ispondenza
la
mente
che
ricordarmele.
Firenze,
18
affetto
noi.
tra
passa
stima
di
e
Verattl,
lettera
sua
poi
con
è
bel
che
esso
di
garbo
servitore
leal
è
lunga
e
la
nell'argomento
sostegno
della
de'
mi
seconda,
ma
miei
ond'
svierebbe
quantunque
dantesco.
io
breve,
(Cast.)
seconda
una
riscrisse
al
sua;
nei
jiiù
stimo
non
nel
nu.lla
Fanfani
e
questi
lari
particopubblicar
perchè
defunti
rimanere
dal
in
opinion
anaici
due
amò,
entrar
senza
fermo;
tenne
repliche
ben
gentile
amico
e
Fanfani.
mi
assai
e
cortesia
letterato,
discussione,
libretto,
di
in
ragioni
seconde
queste
valente,
e
bellezza
nuove
della
ad
buono
che
adduoendo
tanto
in-
onoro
1863.
novembre
Pietro
Il
Mi
ritata
me-
^
suo
•
(non
tema
non
ma
pri-
la
di
sto
que-
aggiugne
Y.
Sordello
Il
Tutti
commentatori
i
Sordello
fu
fu
vita
più
senza
dubbio
hanno
ne
modo
in
quasi
testimone
il
lo
più
grave
Tiraboschi,
cita;
e
voglio
qui
Batista
del
Venezia,
un
libro
l'Arrivabene,
né
ritornò
conferma
che
XV,
allo
detti
e
studio
Fatti
quanto
dopo
accenna
fecero
tativamente,
dubisentandocelo
rappre-
altri, ch'io
io
alla
di
doge
e
parlando
volo
canza.
man-
simo
gravis-
stato
lettere,
né
sappia,
costoro
scrittore
di
Il
altro,
per
né
delle
della
Paladino.
essere
le
scrittori
gli
favoloso
memorabili,
ne
Storia
lo
o
(o Fregoso)
Fulgoso
secolo
Dei
supplire
della
notizie;
tutti
autorevole
più
e
e
no,
san-
te
compiutamen-
Orlando
uu
bia
ab-
tutti
come
nella
di
ci
l'altra
e
Più
goffamente
come
ciose
capric-
provenzali,
questi
ma
;
lano
par-
Dante
contradittorie
e
clie
amori
come
il'Tiraboschi
parlato
0
Poeti
giovandosi
Italiana
Letteratura
strano
favolose.
ragiona
ne
i
tra
dire
favole
Sordello,
poche
alcun
loro
dignitosamente
cosi
hanno
si
nel
de'
e
parere
valente
Dante
rimestando
Paradiso.
in
più
tutti
di
l'uno
su
il
sua
che
fanno
dì
accordano
Cunizza,
decente,
che
dipinto
pòsta
di
poco
tanto
abbia
si
amante
modo
in
Cuuizza
la
e
compose
di
Benvenuto
dello
Sor-
54
da
Imola,
fa
noi
ma
esagerando
odano
le
dei
dintorni
clie in
si trova
combattuto
a
a
nel
Parigi
borgognone
d'animo
e
qual
altro
l' uno
é
la
di
corpo
si
voglia
de'
minore
Asellio
cittadino
di
un
triplicecombattimento
lode
di
un
solo
misura
la
più ch'egli
1189;
qualità
di
Ezzelino, che
qual
vera
si
cosa
se
;
eh'
di
lei, dicendo
zellino
e
egli
al
accolto
suo
in
seguirlo fino
amore,
consense
se
di
a
prima
sordo
si racconta
la sorella
un
fratelli
Mantova,
non
non
ricordandole
dalla
me.
sopranno-
Beatrice,
gliata
abba-
di
dello,
Sormore
d'a-
lo richiese
e
ogni preghiera
ingrato
quando,
vestita
gli
avesse
sempre
vano
ave-
accecata
da
udirla
volle
di
Ez-
ad
lo
amorevolmente
anche
nel
nato
e
con
mostrare
ed
Ezzelino
ad
sua
sappiamo
e
gloria poetica
dai
sposarla,
alla
dalla
fratello,che
passione, fuggi
dalla
preferirsi
questa
rimase
Verona;
gloria e
come
volersi
non
la
recata
era
fieramente,
innamorò
ne
ma
e
quanto
Beatrice,
Cunizza
o
di
Groito
chiamata
che
adunque
prodezza
dalla
lui
raccoglie
dice
Egli
da
é
Corvino,
dee
Sordello
forza
nella
Altrove
di
dell'amor
la
tre,
Frassatto
quanto
di
al Tiraboschi.
ignote
cose
dintorni
dei
era
contro
Sordello,
di
prodezza
La
quando
con
Qui veggiamo
„.
avendo
vincitore.
romano,
e
1189,
fortissimi
Torquato
ventitré,
tovano,
man-
Europa,
superò
di
giusta
per
tanto
nista
cro-
nel
nacque
combattè
fatica
alla
di
di
dacché
;
Visconti
inglesi, e
;
Tiraboschi.
mirabilmente
medesimo
Leopardo
e
dal
rimase
rifulse
quel
ventitré
con
ventitré
giorno
Giachelino
con
di
corpo
e
che
cavaliere
come
dei
regiojii di
prodezza peraltro
sua
Goito,
diverse
cavalieri, di tutti
Sordello
"
di
corpo
a
dileggiato
e
parole
sue
prode
un
favoleggiando
o
citato
mantovano
Si
Sordello
stato
essere
uomo,
parlar
dato
il
che
la
55
doveva
onestà
vittoria
la
ventitré
tal
di
dell'amore
e
meritò
più
de'
della
in
quali
lezza.
bellode
vera
dai
che
battaglia,
pericolosa
combattimenti,
luoghi
vari
era
vittorioso.
rimasto
Questo
di
grave
e
dignitosa
non.
solennemente
mostra
rappresentarci
i
il
ci
racconto
Dante
che
più
ch'egli
conchiude
E
per
curarsi
sovrano
il
eh'
maniera
commentatori
si
Poeta
grave,
e'
fa;
come
fare
poteva
lo
e
a
avesse
datogli
in
mantovano
poeta
dove,
di
meno
dipinto
si
nobile
quella
tandocelo
rappresen-
dissoluto
un
ebbe
ragione
quanta
strato,
scape-
maravigliarsi
per
uomo
ufficio.
cosi
VI.
§
di
Commedia
La
1.
da
illustrazioni
con
Daute
a
tradotta
Dante
Andrea
don
da
catalane
Comentì
di
Bibliografia
Febriero
e
Gaetano
don
volgari
rime
\n
pubblicala
Vidal
Ya-
y
LENCIANO.
medesimo
la
il
si
Algutzirum
traduzione,
sua
di
di
primo
bella
assai
di
facesse
menzione
il
il
de
ricordata,
E
ci
dà
antica
com'
il
de
è
si
altresì
ma
per
perché
avventura
è, può
dar
ne
materia
fu
antichissimo
é
si
fuori
Poema
la
fatta,
a'
vità.
no-
solamente
non
sacro
essa
l'hanno
preziosissima
e
tempo
il
apprezzasse
ve-
né
danteschi
perchè,
da
ne
nondimeno
Rios,
vera
una
e
Bibiliotheca
susi
bibliografi
fino
come
los
di
è
codice
questo
nella,
; ed
facsimile;
dal
di
codice,
sincrono
codice
Escuriale
vede
e
preziosissima,
e
che
e
essa
prova
d'Italia;
si
Beyer
altri
né
sicché
conoscesse
dell'
del
sé
fini
Regis,
fine
Il
1428.
come
Amat,
dico
la
in
del
il
Batines,
si
traduzione
questa
Torres
Aragoniae
legge
da
sempre
Alphonsi
Biblioteca
lettera,
benché
nominava
si
come
agosto
nella
conserva
tus,
che
Febriero,
Andrea
zione
tradu-
prima
la
quale,
linguisti,
e
a'
cosi
prò-
58
fessori
di
gravi
calzantissimi
e
ogni più
come
facendo
dove,
diligenza
dà
ne
al
"
tei'ia :
poteva
sistemi
questi
è
0
questo
codice,
le
conforme
gli
ha
quando
ha
e
ha
che
la
in errore,
della
il
tradotto
antico;
Ora
Essa
che
si
di
della
ciò
veniamo
è
riesce
di verbo
di
Il
che
la
di
alla
grande
omesso
in
codice
Un'altra
averne
codice, le
certe
zioni
osserva-
ogni
cosa
volta
indurre
pratica
ha
non
due
mancano
e
le preposizioni
potesse
chi
le
messo
i]
canto,
in
grafia
puntuazione,
ha
Commedia;
il modo
merita
ha
gli parve
ciascim
nel
modo
„,
parole appiccicate,
notare
codice
divina
alla
quasi
mente
perfetta-
italiane, e
quel tempo.
nel
un
mettersi, accentando
legge
seguitando
e
concilia
segni
confusione
Vidal:
squarci
accettammo
spezzate:
i
tico
cri-
professione,
erano
al fine di
di
lingua
professor
altri
voci
generar
o
del
cosi
di
irregolarità,che
quale
voce
zione
edi-
le
stare, facendole
stanno
presente
opposti
stampe
debbono
Molte
lasciate
ma-
diviso
usato
le
quelle
bisogno.
che
hanno
dove
majuscole
loro
che
non
in questa
studi
noi,
tra
salvochè
ogni abbreviatura;
di
la
del
zione
delibera-
rispetta scrupolosamente
:
riunite
ha
secondo
che,
Prefazione,
testo,
del letterato
filologo;così
temperamento
del
il
che
agli
soggetto
sto,
te-
questo
lunga
sua
accettate
esso
speso
descrizione
semplice dilettante; e però
del
tenuto
della
egli dice,
esser
del
come
come
da
Pensammo,
nella
pubblicare
di
critiche
regole
delle
modo
ha
fuori
dar
esattissima
una
il lettore
codice, informa
nel
molti
su
prof. Vidal
ragguaglie
minuto
prima
circa
Il
studi.
accurata
farvi
neo-latina, da
Letteratura
ha
fatto
fogli,con
questi egli ha
lo stile del
traduttore
lode.
traduzione
antica.
lettera,ed
utilità
è
agli
fedelissima;
studiosi
del
tanto
testo:
60
e
fuori,
porta
dice
è fatta
è romp
les
resterò
qui;
nerbandomi
le
tutte
l'andar
del
Ho
scritto
tempo
diedi
qual
cosa
anzi
dando
in
di
confronti
col
tradotte
poi
far
delle
toccar
con
italiana
diverse:
mano
più
il dialetto
che
liane
itaprova
della
traduzione
intanto
terzine;
e
dole
recan-
italiani, per
si scosta
la
darò
ne
il catalano
prima
faccia
non
diventò
altra
dialetti
tre
rola
pa-
scritture
averne
antica
come
della
ciascuna
a
antiche
vuol
o
con
parola per parola,
riscontro
due
si
età
maniere
prime quattro
in
novella
pigliando
italiano; e qui
a
che
l' altra,
alle
questa
testo
Illustrazioni
francese, la quale
Chi
saggio io, mettendo
l'italiano
loro
il
uscirà
occasione
italiana
parte
quel tempo.'
Commedia
con
altra
traducendo
scrittura
ciascuna
palpabile
e
desinenza
di un'antica
un
in
aspetto
pura
le
contenere
con
prova
lingua, ri-
proposito quando
dee
l' una
nito
nell'infi-
della
appena
che
molto
tradiittore,che
andare
lingue neo-latine, nella
somigliano
eguale
di
dal
non
per
toccherò
e
volume,
critico -letterarie.
anche
Ma
Jiors.
trattare
a
secondo
buona
dalla
antica
lingua
lingua
catalana.
Dante.
Nel
del
mezzo
ritrovai
Mi
!
Ahi
'
*
Vedi
questo
superiore
nota
intitolato
botte
maestre
belli
e
della
contengono
L' antico
—
oscura
smarrita.
dir
stesso
numeri
due
I
nel
era
qual era
selvaggia e
pensier rinnova
a
quanto
selva
Questa
Che
via
periodico,
seconda
un
francese
vita
nostra
selva
una
per
diritta
la
Che
di
cammin
è
aspra
la
Anno
serie
dura
cosa
e
forte,
paura.
I,
del
n.
1, 2.*
Boryhini
dello
lavoro
lungo
V antico
italiano
6
nella
indicati
Fanfani
stesso
—
ai .f/?oUoZo(/ie compagnia
noiosa, fa
lingue. {Cast.)
pregiabili tra le due
nel
quale
all' uopo
do
danfronti
con-
6t
Tanto
è
Ma,
Io
dell'alte
non
Tanto
Che
la
di
;
trovai
scorte.
v'entrai,
in
sonno
quel punto,
su
abbandonai.
via
verace
v'ho
i'
com'
morte
i' vi
eh'
ch'i'
ridir
pien
era
ben
cose
ben
so
più
è
poco
del
trattar
per
Dirò
che
amara
Catalano.
En
lo
Me
retrobè
selva
Que
Tan
'1
Mas
Io
l'als
no
Tant
la
hi
redir
pie de
ere
Que
del
que
be
so
è
por
me
fort
procura.
plus
qu' eu
es
be
si'
descobrì,
com'hi
entré;
son
aquell
via
vera
àspera
poch
que
dura
cosa
es
era,
nova
tractar
per
Dire
qual
selvatga
amargant,
escura,
fallida.
era
pensament
vida
nostra
selva
via
dir
à
de
una
per
quant,
Està
carni
dreta
la
Que
Ay
del
mig
en
la
mort:
hi
trobè,
record.
u
punt
abondoné.
Bolognese.
A
del
metà
Am
lassava
en
Oh!
che
Sta
L' è
la
cse
Mo
per
dirò
A
tratar
d' ater
coss
'n sarè
Tant
ai
Oh'
la
stra
pein
sicura
cmod
d' sònn
bona
dura
intriga
tòurna
ho
ai
in
'1 martura.
e
da
sta
ai
che
ch'ai
e
béin
1' ai
mort
scura
dretta.
vi
l'è
e
béin
dir
propri
era
la
pinsir
eh' la
del
selva
l'era
t' al
vetta
t'una
salvadga
in
amara
nostra
veder
cum
tant
pora
in
piò
ridir
a
solva
Oh'
dia
déintr'
truvò
Oh'
Me
camein
ti truvò
usservà.
intrò
quél
muméint
abandunò.
Torinese.
A
metà
"M
Ch'
stra
son
a
del
camin
trouvame
iera
pi gnùne
ant
dia
un
stra.
là;
nostra
bosch
vita
scur
€2
com'
Ah!
fa
a
Cost
bosch
Ch'a
fa
Ma
I
tratte
die
dirò
savria
i'
I
Ch'
la
del
ben
anlora
era
i leu
tant;
gnanca
trovale,
véduie.
eh' i ien
entrale.
sia
d' seùgn
bona
la
perdù
quasi
eh' i ien
pien
cosi
l'è
a
com'i
di
fort,
e
mort
cose
ben
nen
l'era
penseie!
a
che
autre
com'a
aspr
mach
amar
per
I
salvaggi,
paura
l'è cosi
A
di
a
pena
stra.
Genovese.
Ne
a
meitae
Me
aveivo
dì
comm'
Che
a
Ma
Comm'
Che
II
do
conta
gren
ò
faeto
me
a
lettore
a
un
duo
osso
a
ben
cha
che
morte
gh'
con
ciù:
pace
il
so,
momento
'
bon-na.
tutta
sua
tratterassi
tempo
suo
o
o
no
stradda
a
de
poco
trouvau,
veitàe
ne
ora
l'è
o
pula!
a
visto
in
da
faccia
a
o
soeunuo
da
tremmà
gho
intraghe
de
a
scùa
sarvaegha,
louvega,
torno
scartoù
son
ed
drita.
che
cose
pin
eo
stradda
brusca,
amaa
de
Tanto
l'è
maccia
un-na
pensaghe
a
1' e
pe
Dio
l'ea
maccia
solo
Tanto
a
vitta
nostra
dronto
perso
a
Questa
da
corso
trovoù
son
Che
A
do
largamente
fronto;
con-
sta
que-
materia.
§
2.
Vocabolario
E.
Da
a
Gaddi
•
I
il prof.
del
dantesco
Conte
Hercolani.
molti
e
questa opera
ronedi
enciclopedico
molti
sono,
Berti;
il Torinese
per
per
Hercolani
il conte
ponderosa,
veramente
traduttori
Gazzino.
anni
il
Bolognese
il ijrof.
la
la
quale
illustre
Perosino:
lavora
per
è
senza
Carolina
il Genovese
Co-
03
il
dubbio
più
che
Commedia
studio
studio
dallo
di
del
Saggio presente;
chi
pensi
prefazione
nel
si
pilarla;
com-
ricevere
possa
dalla
raccogliesi partitamente
essa,
che
ciascuna
a
facile
sarà
e
al
essa,
l'opera al
tenuto
pratica
utilità
quale
e
di
costata
abbia
egli
modo
qual
autore;
suo
sia
menso
di im-
sarà
e
di Vocabolario.
la forma
fatica
quanta
e
qui,
sin
agli studiosi
è acconcissima
effetto
Quanto
fatto
stato
sussidio
pronto
e
quale
sia
divina
della
illustrative
lavoro
gran
a
prendersi,
com-
si fa
voce
ghissima
lar-
rica,
stofilologica,ma
archeologica, filosofica,scientifica, sinonimica,
illustrazione,
non
glottologica,etimologica
poi
che
è
Benedettina,
divina
quale
si vede
usata
da
in
"
Le
{di
mentaire
francesi
Molti
nella
o
parte,
se
qualcuno
ni
non
Eppure
è
a
lor
di essi ha
Voltaire
"
de
si
gli
alati
soa
riuscita
neppure
qaalelie
biblioteca
(Il Dir.)
poter
aver
al
Conte
bisognevoli
sono
traduction
Dante,
per
et
com-
Ozanam).
provati
sono
la
lingua
mancati
a
:
trovar»
o
a
tradurre,
la
da
qualche
quali,
famiglia
vendere
editore.
tutta
o
Commedia,
fallito alla
i
e
a
divina
sconciamente
Lamartine,
e
breve
'
„
F.
A.
di
studioso
che
stata
Questo
mancheranno
stampa.
Purgatoire
sia
voce
,
la
capo
a
classi, dalla
per
cantica.
non
aiuti
quegli
Hercolani
come
cosi
e
le voci
quante
ciascuna
ogni
che
pazienza, più
ordinata
certo
Quel
occorrenze.
di tutte
ciascuna
invoglierà
3.
di
volte
quante
l'opera intera;
§
frutto
Statistica
una
Dante
condurre
le
Commedia,
della
accenno
secondo
singolarissimo
è
pure
e
prova,
mettendosi
a
Gaddi-Heroolail
ms.
Siamo
del
in
bolario
Voca-
lia!
Ita-
64
mi
penso
dati
loro
censurarla, perchè,
de'
giusti
encomi
per
capriccio
dar
materia
del
dove
apertamente
pazzo,
però
Ma
ciascuno
sopra
il
ad
più ^^emplice e
fu
il buono
con
mi
quali
che
ammiravano
la
L'Ozanam
di
il Poema
avendo
cantica,
questa
dell'uomo
mento
di
e
seguito
note,
degli
ultimi
sono
come
ch'egli avea
hanno
dei
a
di
1
Milano
?^
secolo
e
A
in fine
c'è
scritti
delle
cose
coloro
che
e
di
appunti
di
attendono
della
storia
di
dirsi
Commedia
da
fa, cioè
da
Pier
prosa
Angelo
piena
francese
Fiorentino
una
un
gatorio^
Purper
di
lazioni
conso-
fanno
canto
Commentario
nerale
ge-
note
e
mentario
com-
steso
di-
commento
un
nondimeno
ma
e
tengono
con-
indicazioni
nostro
'
rinnovella-
se
traduzione
italiano,
napolitano
ziose
pre-
allo
quel secolo.
quasi quasi potrebbe
(Cast.)
di ricordare
Colgo qui l'occasione
in
il solo
specialmente
L'Ozanam,
fatta
il
fare;
delle
e
tilezza,
gen-
quanto
maravigliosamente,
nuove,
coloro
predilezione
canti, le quali
otto
amici^
natura.
tutto
ciascun
un
cordano
ri-
morte
tutti
compiuto
celesti.
cara,
squisita
tradurre
di
liana,
ita-
francese
i suoi
sua
tutta
e
più
prosa
celebrare
disegnato
passi
Dante
a
saputa
angelica
sua
di
colpevole,
speranze
delle
la
specie
ordinata
nella
trarre
ri-
e
lingua
io, e
stato
lasciò
una
ha
acerba
dottrina, la
ma
egli
lode.
cordoglio
animo
Dante;
somma
comprendere
cui
un
una
con
la
loro
intenderne
efficace
d'essere
sua
in
non
poesia
più
integrità,
aveva
traduzione,
dell'antica
amaro
pregio
sua
di
saputo
Ozanam,
la
saggio
sublime
sempre
tra'
dar
recessi
un'ora
caro
e
di
dell'autore; chi
quella
vollero
gente
di
ha
avventura
ogni parte,
riuscirono
ascosi
più
recato
e
vi
concetto
vero
ne'
entrare
un
mostrarono
sillaba, altri
chi
da
alla
diedero
poco
io, sazii per
dio
stu-
^
e'
a
nacque
della
oltre
vina
di-
mezzo,
{Cast.)
65
bel
Questo
§
carissima
averla
esimale
del
latino
quel frate
e
dichiarato
e
che
diede
del
ottimo
con
dette
sugger
consiglio
ponendole
varii
tradotto
danteschi
luoghi
Cantiche,
tre
:
il tutto
i
per
buono
'
corso
in
e
Forae
la
un
210
bravo
pochi
variante
del
Londra
le
studioso
lo
del
famosa
secolo
XIV
(Cast.)
Opuscoli
danttHclii.
più
frate
Biiijger
nella
e
detto
dette
è
nel
resimale
qua-
delle
simale
quare-
sempre
Si
dire
può
vero
un
ligenza,
di-
dotto
con-
me
leccu-
renderanno
ne
de'
quella
con
ha
al
grazie.
care
del
rianti,
va-
testo
tessitura
lavori.
tutti
tali
del
nel
si trova
opuscolo
presente
di
più
la
il Razzolini
non
autore
fu
non
—
altresì
dantofili,i quali
codice
in
il
che
tanto
quale
il Razzolini
leggono
quella perizia
suoi
altri
gli
si
riante
va-
le illustrazioni
qual parimente
con
la
con
per
la
che
XV,
la famosa
quelle
altresì
tradotto
latino; e
le
con
noto
Commedia;
Ora
raccolto
è
continuamente,
corso
'.
riscontro
a
ha
Crusca; ed
di
ha
media,
Com-
secolo
divina
in
Nino
a
fitto.
pro-
nel qua'
danteschi
della
metter
a
cosa
Attavanti.
citato
aver
è
divina
Attavanti, del
luoghi
ragione
sé,
molto
della
studi
degli
da
si trovano
Paolo
jjadre
del p.
che
delle
nono
con
Sqtiard
si vede
molti
studiarla
varianti
il
è
anche
sta
—
Appresso i cultori
il famoso
quaresimale
dove
da
e
alquante
con
r
che
Razzolini.
Luigi
4.
che
insomma,
clell'Ozanam, ma
opere
da
volume
secolo
a
Biblioteca
XV
Nino,
del
a
se
mettere
essa
Museo
in
leggesi
nico
Britan-
68
i^
Tra
del
case
la
tradizione
Emilio
Prullani,
di
fu
loro
e
in
mettere
la
documenti
che
quella
anche
a'
capo.
Di
dono
il
che
componendone
esempio
in
rame,
di
la
cui
dell'antica
2.
Le
del
Il
padre
sia
pongono
bel
GrioVANNi
p.
delle
è studiosissimo
tutti
appunto
simile
Inghirami
scienze
'delle buone
sione,
conclu-
solo
la
plice
sem-
le
tra
nebre
te-
Firenze.
di
divina
Commedia
Scolopio.
degno
quanto
nell'esercizio
astronomiche
lettere,
lazione,
re-
fini tavole
di
fioco
non
Antonelli,
sanno
ren-
magnifico
volume,
della
dal
testualmente
a
domestica
astronomiche
Antonelli
del
lume
terono
po-
semplice
appaga
non
che
materia
e
condotti
ti fa
storia
dottrine
p.
quale
lettura
curiosità, ma
§
chiara
questo
da
è
dubbiezza
ogni
perizia tipografica,adorno
e
che
tale, e poterono
^qv
ma
hanno
si diedero
essere
fatti in questa
della
gli
studiosissimo
parecchi irrepugnabili
Dante
rimuovere
breve,
una
corredo
i documenti
di
studi
gli
in
a
di
che
signori
i
diligmza
tal
se
Martino
nominati
I due
popolo designava
tutti
S.
ufficio
Grargani
via
per
casa
ritrosi
più
conto
sodo
alla
quelle
quella diligenza
con
quella
circa
erano
tale
a
fruttuosa
tanto
dubbiezza
tali, là da
patrie.
cose
ci fu
Dante,
non
o
Grargano
e
all'opera
tosto
erano
Firenze
accertare, dicevo,
voler
deputando
;
peritissimo
di
diceva
popolare
Buonomini
loro,
di
Poeta,
di
Comune
ogni
via
degli Alighieri
le
de'
tolta
Dante.
dal
Centenario
del
sommo
di
fatte
cose
fosse
che
voler
casa
e
buone
la solennità
per
di
le
Casa
Della
1.
e
nell'
e
;
sore
succes-
e
sopra
sviscerato
gnamento
inseciò
ama-
69
assiduo
studiatore
tore
e
sarà
pertanto
agevole
lavoro
novello
suo
Astronomia
della
dichiara
XIII:
ad
ferma
del
terzine
concubina
conchiude
ne
fora
della
luna,
Molti
Antonelli
hanno
ragionamento,
(le quali
da
che
a
me
materia.
1
Capocci
di
indicar
nata,
finiredella gioril sorgere
precede
in
anche
parecchi
ma
vittoriosamente
da
cosi
chi
è
gli
que-
riprove
semplice
ogni dubbiezza
nella
fiche
scientie
della
nuovo
forza
tanta
con
e
prove
modo
Il p.
argomenti.
assunto
suo
tissimi
valen-
e
chiaro
scienza)
soggetta
'
aani
pubblicò
Sono
Commedia.
un
che
cosi
tante
tolta
pare
Quaranta
Capocci
il
con
al
saldi
con
abbatte
espone
inteso
essere
cosi;
negato
sostiene
mincia:
inco-
che
solare.
aurora
altro
per
prime quattro
antico,
sonno
l'alba
creduto
argomenti,
di
V
non
e
hanno
lo
dal
di descrivere
intende
le
Dante, proponendosi
preso
si
all'ultimo
ed
Purgatorio,
Titone
di
che
quale fu
nella
del
IX
canto
La
astronomiche,
scientificamente
interpretare
si tenne
quale
cose
semplicissimamente;
dichiarandoli
chiarezza,
luoghi principalidella
i
si toccano
dove
Commedia,
divina
al
Tolomeo,
l'Alighieri; discorre
stretto
e
di
astronomico
il sistema
lo
secolo
nel
somma
con
ma
cultura
esporre
geografia
della
brevemente,
ad
poi
viene
sto
que-
strale.
magi-
della
parlare
a
e
che
assolutamente
cosa
Firenze;
in
dell'astronomia
stato
è
incomincia
L'autore
il credere
ciascuno
a
Commedia:
divina
della
raro
oltre
le
fa
e
sue
dialoghi
a
ogni
Illustrazioni
e
di
documento
dire
l'astronomo
passano
sono
critica
nella
cosmo
in
una
e
di
scienza
napolitano
grafiche
amabile
Ernesto
della
vivacità
divina
di
quio
eloil
Valentissimo
sapienza.
degli astri,
discorre
an-
70
3.
§
Manuale
dantesco
male
Manco
non
fatto
ha
lo
ce
dantesca
Vocabolario
La
di
è
né
come
il
lo
fece
minor
de
il
Fraseologia, ti presenta
Commedia
e
rubriche,
sotto
tante
può
trovare
si
del
qualsivoglia
Poema,
il riscontro
molte
a
delle
La
delle
simili
il secondo
forma
anch'essa
in
Specchio cronologico
della
morale
Politica
di
Dante
—
di Letteratura
E
ecc.
tutte
senno
tanto
che
lui, dieci
Poema
dantesco,
salda
quella
Se
la
mole
taggia,
non
tr"i
non
fosse
il
diverse
(Cast.)
gira
pur
e
soddisfatto
di
quel
questi
pagine;
molto
centinaio
un
e
se
alcune
per
quale
Dialoghi che
Dottrine
hanno
tutti
si
vittorioso
di
teoriche
e
divina.
utile
di sicuro
Collazione
bella
di
del
i luoghi
di
pieno
sente
argomentare.
pagine
e
filosotiche
le
va\"
in
corrispondenza
potrebbe
integrandoli
essere
essi farebbon
delle
tanta
a
così
logiche,
teo-
poi
della
legge
naturalmente
uno
menti
Ammaestra—
mezzo
é
Carattere
un'affezionata
di
la
bella
e
tesca,
dan-
divide
quali
—
all'Antonelli,
chi
in
si
poi
studio
lo
liani.
ita-
e
diligenza, con
tanta
di
quei
me,
Dante
che
posto
latini
e
Dante;
l'animo
superasse,
Capocci
questa
che
si trova
delle
divisioni
anteriormente
sì
a
con
gusto
dottrina,
ohe
corsa
a
di
anni
di
queste
ordinate
con
di
cetto
con-
Enciclopedia
Filosofia morale
—
suddivisioni,
e
Vita
capi
bel
e
poeti
rubriche, prima
tante
vina
di-
la
agevolmente
volume,
terzo
e
é intitolata
ed
sommi
frase
parte seconda, intitolata
cordati,
ri-
danteschi.
per
quali
altri
di
de
due
quanta
che
bella
il
sic
volume
cosi
forma
per
ai
tutta
dirò
ordinata,
pregio
primo
blioteca
Bi-
come
et
studi
sto
quela
Blanc,
agli
il
a
Batines,
di
utilità
forma
parte, che
prima
straniero,
inferiore
è
questo
simile
fece
ce
Ferrazzi.
lavoro
un
uno
la
ce
dantesco
Né
ceteris!
anche
che
Iacopo
prof.
del
esse
stampa
duzione
intro-
acorescerebbousi
mostra
Opuscoli
di loro
danteschi
in
71
Commedia
maniera
solo,
non
Gli
ritrosi.
più
al
grado
4.
§
Ed
quale
fu
di
che
disfatto.
cosi
Monarchia
della
patria,
o
fazioso
un
incardina
Vorrei
amico
mio
Indice
delle
i volumi
che
qui
testé
materie
del
e
il Barone
Ferrazzi
nella
parla
delle
di
del
parisce
apperatore,
im-
suo
della
principio
un
stabilisce
la
ci' un
assai
di
Bonanni
e
guenza
conse-
fatto.
cosi
Commedia,
la
vi
sorti
che
lavoro
Teodoro
gli rimasero
zio
consor-
dimostrato
esser
divina
quanta
Dante
parla
Dante
stra
mo-
e
disamina
se
filosofo
come
con
che
il modestissimo
trattate
e
l'umano
si ammanti
un
vede
ricor"lar6
defunto
che
la partenza
con
Italia;
acuta
con
principio
un
sopra
pratica ;
1
riordinare
Cesare
di
anch'esso
la
Commedia,
fini,ovvero
secondi
con
divina
Incomincia
descrive
accorasse,
renghi,
Ma-
argomenti,
unione
lacerata
ne
a
italiano
un
o
validi
Chiesa:
renghi).
Ma-
mento,
ammaestra-
lamentando
semplice ghibellino
un
grande
separazione
Discorre
la
e
degli
prof.
politica.
Roma,
se
il modo
pensasse
cura
in
fosse
Dante
quanto
che
da
divisione
questa
valente
con
della
il danno
possessioni temporali
per
oggimai
quale
meritarono
dell'antica
la utilità
di Costantino
le
di
mostra
Dante
veramente
e
del
e
cosa,
quello
Pietro,
il
più
lavoro
bellissima
col dimostrare
e
simo
altis-
sappiano
ne
[Lettura del prof. Carlo
—
questo
come
a'
^
anche
è
che
gran
anche
appiacevolisce
Ferrazzi,
coloro
tra
in
avvantaggia
ne
dunque
ab.
Politico.
Dante
se
si
studiosi
danteschi.
studi
e
ma
buon
noverarsi
può
agevola
ne
se
Con
caro
Aquila:
assicurando
ignoti. (Cast.)
72
molti
alle
sodo
in
che
ma
non
la
"
il
alle
mezzo
unità
della
italiana
addita
duraturo
fra
del
le
che
tro
al-
essere
cittadino
che
nella
fede
nel
vessillo
periale
im-
universale:
il
il
patto
belligeranti pel duplice
potenze
e
lino;
ghibel-
tifica ricrea
scen
tari;
set-
stesso;
ne
persevera
dell'unità
formula
una
del
;
il letterato
simbolo
il
di
filosofo che
:
altri
se
dovere
non
laceratrici
sette
verso
av-
significare questa
di Dante
stesso
nome
da
guelfo
a
sembra
chiarisce
degli
e
né
propria
singolarità politica gli
in
uni
essere
voce
lo
fatto parte
essersi
Dante
conclude
che
Commedia
divina
esagerazioni degli
pone
ne
della
passi
pero
im-
mondo
„,
Il
Marenghi
settario,
si
galantuomo
ma
cattolico,ma
della
di
§
istruzione
p.
Come
Mauro
Ricci,
il Ricci
si
filologo nella
cosi
in
teologo, e profondo
a
lui
ombra
di
giorni
a
scherare
traendole
mostra,
è mostrato
con
fanatismo
dipingersi
a
ben
allegando
altra
tutto
sentenza
continue
attrattivo
esse
Guada-
suo
mostrasi
valente
le opere
come
e
opere,
in
tanti
al
rovescio, ed
e
le
ch'e'
non
parole
e
sue
sentenze
tesche.
danghi
luo-
per
mosso
parole
sue
nel
e
sicuro,
tutte
ha
che
le
Scritti
ed
di tutte
passo
Dante
stranamente
parte
romano.
valente
opera
familiarissimi,\)ev
quel
ogni
Scolopio.
conoscitore
scorre
dottrina,
per
apostolico
novella
questa
Egli
eletta
gioventù.
Allegro, Filologia
sua
rato
svisce-
stesso
di
della
punto
di mostrarsi
tempo
ricco
Alighieri cattolico
5. Dante
gnoli,
al
scrittore; degno
presiedere alla
del
arrossisce
non
patria;
schietto
e
:
scritto,non
questo
dimostra
si
amator
nobile
in
porge
senza
questi
a
ma.
dottrine,
tennero,
di
Dan-
ci
73
illustrandole
te, ed
proprie parole
con
e
si fonda
uon
andarono
in
non
della
avendola
luoghi
Chiesa
cattolica
ci
essa
quelle
formale
tanto
E
siate
il
Avete
E
'l
Pastor
MALA
Si
quel
la
vaghezza
la
loro
nobil
il
avrebbero
il Dante
di
i profanatori
di
cattolico
*
senno
in
vita
tempio.
nessuno,
o
ben
profezia
per
essere
é
Non
avverata:
dovevan
dico
con
in
che
questo
non
giudeo
;
o
se
strada
gravi
vedere
parole
jier
piace
paura
ride
e
di
ma
ride
e
Cristo
la
esser
lo dico
di
;
che
già
come
loro);
pure
facendo
sindacare
per
di
farsi
convento
quelle
cui
il
:
volta
condotti,
cattolico
dare
ricorde' voti
GIALLA.
jiiazza S. Croce
e
gli cacciasse
condannare
men
voti
piuttosto
avesse
garriti
prendesse
del
gli
di
marmo
DELLA
rimasti
co
entrare
la
allora
e
gii avrebbe
osato
(posso
Questa
;
;
spalla
sua
E
sarebbero
da
sekza
BIANCA
ricordare
poco
coscienza
alcun
CHIAVE
DELLA
corredo,
e
*
proposito giusto
a
alla
carco
arbitrio
suo
dovevan
Questo
rida
non
legati
frati
due
trasmuti
non
Per
E
voi
dell'Alighieri
sentenza
Ma
matte
di
il latte
que'
famosa
voi
tra
conie
massimamente
in
giudeo
grida
pecore
non
guida
vi
sua
Seco
la
e
:
lavi.
lascia
che
agnel
madre,
e
semplice e lascivo
medesmo
a
piacer combatte
suo
fate
Della
non
il
che
Non
E
siate
che
vi
altro
copiDiGtA
-Uomini
punta
meno
al-
salvamento.
vostro
a
dalla
vento,
vi
acqua
testamento
Chiesa
basti
che
ricordare
di
loro
dare;
an-
quanti
e
coloro
dovevan
ogni
nuovo
della
vi
Questo
'1
e
lasciò
più gravi,
ad
piuma
che
ogni
vecchio
quel prete
la
portando
quanti
in
divina
la
e
gli
ce
contro
feriscono
che
schi
dante-
festaiuoli
Croce
sapere
muovervi
a
come
crediate
non
chi
ne
suo
proposizioni
frati
S.
si scostano,
che
sentenze
Non
Clero,
condanna
quanto
o
cristiani,
Siate,
que'
piazza di
pugnatore
pro-
il
Né
inteso,
due
letta, dovevan
ha
gravi
Se
del
Emancipazione
dacché,
di
sulla
processione
e
quello
de'
letta
tutto
per
'
come
avevano
non
l'avevan
di
romana,
molti
ohe
almeno
o
e
lampanti
e
scorgevasi
letto,
certo
ma
handiera
chiare
segni
avevano
Commedia;
che
tutto
cattolico,
domma
del
in
Chiesa
della
sopra
parecchi
Da
•
testimonianze
patisce contradizione,
argomentare
tutto
fu
Dante
figliuolo obbedientissimo
acerrimo
semplicemente
gravissime
con
scrittori,che
solenni
dichiarandole
e
cuore.
scienza
co-
più
solo
74
varie
dalle
prese
Padri.
de'
calmato
avrà
Dante,
un
l'alma
far
voluto
mente
piena-
e
alla
cattolici,e
del
sdegnosa
dire
che
insomma
tante
povero
che
cose
mai
sognò.
non
Sgarabelli.
i^ G. Luciano
Il
incontrastabile
poema,
accade
e
forse
del
soli
notare
chi
è
d'
nobil
gli studiosi
mi
si dia
e
piace
alle
tissime,
mol-
fin
lode
somma
è
del divino
dette
qui.
alla operosità
contradizioni,
credibili
si mostri
di
sempre
piuto
com-
innanzi
mandato
ha
cui
darci
e
preparare
non
che
Lana
Scarabelli, il quale ha
nostro
volume,
strane
queste
colore
un
della
Iacopo
Dante
Lana.
della
n'è state
mesi
cinque
cosi
un
che
troppe,
maravigliosa
in
di
qui aggiungere più parole
che
potuto
per
tutti
solamente
giusto
di
appresso
né
Iacopo
di
Commento
del
pregio
Commedia
La
—
Commento
Allaghieri, col
È
poeta,
libro
è
Questo
poco
si è
cui
a
divino
agli insegnamenti
conformi
dottrina
del
opere
perchè
e
quello.
*
rate
dichiasolenni
parole del Fanfaui
e
nella
noticinaqui innanzi,
nota, quanto
intendeva
che
ohe forse
cosa
a
dopo quei di il Cantù,
qualche
poco
di ristampa
della
da
volle
colari
partisua
me
più minuti
Cronistoria,
intorno
di que' due
anche
vo!)
nuopiù cose
frati, (miracolo
a
e
dei quali io di uno
fai in grado di contentarlo,
che
il grande
è morto,
Storico
il Cantù
E
me
ne
rese
oggi che
ripotute grazie.
*
Aggiungo
fra
ai
uomini
gli
onde
queste
a
si debboa
tomba:
sua
delle
dai
se
loro
Occhino:
buono
Nessun
se
Fanfani,
e
nota
ne
me
amica
(Cast.)
e
e
aincero
Paese
veduto
cotali
quei
il nulla
La
stimato
padre
mi
benevola,
delle
frati
delle
riverenza
uno,
Dante
quanto
vera
la
sopra
grandezze
emancipatisi
somme
e
chiavi,
scriveva
Chiesa
buono.
Io
Ricci, gente
abbian
passa
come
scolpirsi
raccomandò
quel che il Tolomei
si parti
mai
daUa
fu mai
il vivente
partisse
il Cantù
a
stato
dal
davvero,
marginali
notiziuole
parecchie
ogni dì ne
e
imparai
veduto, dico, quei
rinnegando
sarebbe
or
avran
storia
L'avran
giuramenti
e
note
le
quei di,
medesimo
la
umane.
loro
che
VII)
il Cantù
Studiando
iniaerie
per
(Par.
che
sentenza
via,
pochini
ma
nelle
inserite
da
Ma
andati
pochini
lui, massime
trovare
me.
sono
il Cielo
chiama
la
anni
e
da
si fan
da
lasciati
somministrategli
di
d'Italia
sommi
i manoscritti
suoi
volumi,
molti
vere
nell'antecedente
tanto
data
all'apostata
sun
cattolica, e nes-
son
tutta
lieto
brava
occasione
che
il
e
bene,
dab-
a
sta
que-
76
§
8.
Anche
dalla
Verona
a
di
nascita
divino:
quale
di
lui.
di
I]
Verona
a
Dante
nel
propose
Giulio
gennaio
il
ha
il
il
cautele
le
tutte
del
si
quale
ogni
che
esito,
come
richiedeva
della
cosa.
Eu
dell'anno
gennaio
il
illustre
col
Venezia
da
importanza
quello,
conosciuto
poi
condizione, che
sotto
della
parte,
scultore
e
del
])resentò
Commissione
1' approvava,
il
un
il modello
in
Milano;
confermando
professori
Pietro
grande
il
Magni
e
e
e
che
se
sceltista
ar-
fu
altro
alla grandezza
ogni
di
maggio
lo
giudizio
la
del-
al
di
nobiltà
in
sua
pienamente
questa
voto
con
samente
espres-
per
ridotto
16
e
giovane
scelta
di
guire
ese-
presentati
perfetto
Il
con
concorso,
del
lavoro
modellino,
soggetto.
ad
la
e
Ferrari,
cav.
che
il buon
furono
La
riescisse
statua,
degno
per
Zannoni.
Ugo
veronese
prof.
cademia
Ac-
edizione,
accertarne
seguente
il
disegno
le sicurtà
aperto
torità
au-
libro
modelli, a' quali giudicare fu chiamato
sette
tesca;
dan-
quella
tutte
regolarmente
Arti,
e
potessero
l'Accademi
del-
le
dantesco,
con
degna
festa
la
magnifica
la
è
aiutò,
monumento
procede
Dante,
a
projDOSta sua;
cosa
recato,
sojira
fotografia
bella
la
poeta
Belle
e
pubblico ragguaglio
dato
titolo
Commercio
Municipio
Di
colorito.
al
presidente
di celebrare
1863
giosa
reli-
con
statua
una
Camuzzoni,
secondò
concessero;
si fece
caricatura, ma
Agricoltura,
l'Accademia
testò
la
è
centenario
si conviene
si inalzò
non
dott.
di
nel
Allìghieri
sesto
quivi
ma
gravità, quale
anche
la
il
celebrò
si
Dante;
solenne
e
ha
Dante
a
Verona.
in
fu
Monumento
del
Inaugurazione
essa
Vincenzo
gli
stri
illu-
Vela;
e
77
l' anno
il di
appresso,
del
Zannoni
monumento
nel
degli Scaligeri :
è
3,20;
in
è
in
marmo
sul
stesso
abita, gli
è
in
sta
di
atto
sia
glorioso
dato
tri
me-
tesco
giotIl
poeta
fianco
sul
reca
destra
mano
poggia
ap-
gira
reclinato
le
guardare
mediti
della
il
sospirato
tali
ospi-
chieda
e
Scala,
Cane
trovare
cora
an-
alta
3,80.
alquanto
capo
Scaligero, quasi
nel
se
la
volume;
il
:
metri
Il
detta
carattere
sinistra, che
sacro
mento
dello
case
alta
mano
sinistro, e
lato
base
il
tiene
al
se
nella
di
tua
sta-
inalzata.
piazza
base
una
bella
carrarese,
marmo
veronese,
piedi:
destro,
di
è
da
sorretta
della
mezzo
la
ed
già compiuta
era
sorge
maggio,
di
14
che
a
vi
Sulla
Veltro.
l'epigrafe:
sculta
A
DANTE
PRIMO
LO
SUO
.
RIFUGIO
.
.
CONCORDE
NELLE
FESTE
OGNI
.
MAGGIO
M
.
SUO
.
.
festa,
ciarlatanerie
e
la
dicevo,
come
zannate,
e
condizione
della
nobil
dantesco,
con
Firenze:
si tenne
di
Dante
Mazza
:
notte
cittadini
e
le
.
NATALIZIO
fu
quale
città.
del
solenne,
Si
pubblicò
dedicato
alla
città
in
don
maggio
Albo
un
letteraria
il 14
senza
il soggetto
richiedeva
benemerito
precede
dame
e
grave
un'accademia
che
LXV
.
pensiero
nell'istituto
la
DCCC
.
DO
La
.
ITALIANA
TERRA
.
XIV
VOTI
NEI
.
.
di
onore
Niccola
i
più
revoli
ono-
più gentili vegliarono..
78
"All'ora
che
il
della
parole
si
statua
benché
istante
fu
lo
inviti
senza
essi
nella
levato
il
erano
sull'orizzonte
spunta
relazione)
facesse
cerimonia,
queir
sole
e
officiale
alcuna
de'
piazza
che
velo
della
scoprimento
senza
le
(uso
signori;
il
copriva
in
e
lacro
simu-
„.
"
Il
sole
(continua
sorride,
perpetuamente
le
discerne
ne
non
raggio
relazione)
la
perchè
lagrime,
fronte
alla
sublime
dalla
baciò
l'Augusta
che
col
terra
altezza
dissimo
fulgi-
primo
dell'Alighieri
....
Gli
astanti
ad
si
Sublimissimo
silenzio
orazioni
vuote
Alla
poeta,
cosa
soggetto.
a
di
me
più
silenzio
me
co-
con
del
salda
Dante
par
come
degna
fa
altrove.
seguito
signor
dottrina
una
presidente
ed
cittadino
veramente
di
eloquente
fatte
solennità
quale
parla
che
molto
inaugurale
nella
erudizione
e
declamazioni
della
orazione
Camuzzoni,
fu
e
.
!
e
descrizione
nobile
—
—
„
tante
capo
rito
sacro
un
il
scopersero
e
del
ta
elet-
come
de
gran-
vili.
La
chiarissimo
Al
a'
popolo
del
lingua
Ghivizzani,
Gaetano
signor
Dante
di
tempi
Firenze.
Di
il
tutto
con
della
prima
mi
all'altro,
le
di
ancora
Una
che
cose
mai
altro
Si
chi
Lo,
pena
—
poi
ma
delle
a
da
che
ne
quistioni
fondamento
suo
pari
a
da
senatore
ha
e
fare
ma
a'
Tratterò
ragionare,
Lambruschini
termine
far
di
sterile
di
tempi
ha
gran
quanto
Dante.
argomento:
che
corredo,
le
male.
nò
dopo
a
solo
non
l'argomento,
questo
massimamente
servire
troppe
ben
né
è
popolo
e
a
poterci
da
ni
doma-
lato,
ogni
spaventato:
e
da
troppe
guardi,
del
poter
mio
le
per
più
lo
dire:
dice?
del
il
ben
domani,
te
par-
Cellini
dal
e
promessole,
bello
lingua
poco
se
ne
par
—
in
da
lavoro
me
vista
poi,
ma
;
il
zione
pubblicadella
Lei
da
assediano
poterglielo
non
prima
a
ridotto,
altresì
cosa
oggi
anche
la
tra
pubblicazione
la
e
da
mi
fatto
passato
dantesca
son
quali
aver
non
parte
iniziata,
saviamente
brighe
è
dell'Opera
seconda
a
che
tempo
1866.
Insomma,
Gaetano,
signor
riverito
Mio
gennaio
27
casa,
e
già
nel
molte
suo
quasi
discorse
scrit-
80
to
sopra
lo
so
la
bene,
forza
a
saccheggiando
di
xan
di
persuaso
essi
della
che,
mentre
del
beffe.
Ma
solo, ma
non
le
per
intelletto, che
utilità ; lasciando
alti
più riposte
scrivona
mi
cui
su
le
e
gno
l'inge-
manca
io
sono-
qualunque
a
ad
che
punto
per
posto
le troppo
ingegni
sciano
la-
il danno
veramente
capo
e
no
gli han-
volontà, perchè
volentieri
quegli
a
del
palpabili, chiare
fanno
late
par-
quell'astrologa
a
s' ebbe
e
sugli
non
che
punto
lavoro
la
conti
maestri,
pari
:
e
ammirati
le
per
descriveva
arduo
aperte,
cose
mente
lingue
sono
de'
fanno
precipizio
anche
da
coloro
ne
e
questo
a
fin
firmamento, ignaro
in
della
quali
spazzacamini
rovinò
posava,
se
osservava
ogni parte
i
nemmen
e
potuto^
potuto fabbricare
spaziano
lingua
Avrei
aerei
prese
alla
poi
ma
mentre
tanti
come
?'
filologici,fondati
Genesi,
veruno,
edificati; e
regioni
viaggi
etimologie
alla
molti;
Dante.
castelli
quattro
da
di
altrui, avrei
opere
innanzi
lodati
di
nobili
que'
stecchi
antica
lingua
pratica
una
sublimi
e
culative
spe-
fin
veggono
pra
so-
i cieli.
Ci
la
sarebbe
le
mente
scrittura
volgari
opere
dantesca
del
De
e
più
argomentare
'
Il
lavoro
intendesse
„
(Cast.)
di
Dante
dell'
bella
cosi
Raffaele
per
e
per
Lambruschini
idioma
Illustre,
ultimo
era
cosa
ragionamenti
altra, dedurre
cosi,e
di
qui-
sia
paragoni,
sopra
la
la
bene
veramente
fare
con
popolari
scritture
a
bene
confrontar
Dante;
rivangare
mettersi
ragionamenti, paragoni
una
di
Vulgari eloquio, se
dell'Alighieri; poi
nietture
di riandar
modo
molte
con
rinfrescare
quel tempo;
stione
l'altro
stato
fare
co-
ze,
conseguenalla
venire
intitolato;
Cardinale,
pra
so-
Aulico,
^
dite
sa
co-
le
Curia-
81
conclusione.
più piana
la
lingua
conclusione,
mi
del
tempo
popolo
od
penso,
di
più
di accidente
dal
parlato
latino
da
0
Dante
legge nelle
si
caso
opere
il divario
esserci
dovea
tolte dal
scritto ; salvo le parole o
dalla
altra lingua, o coniate
nel
cettabile
ac-
quella
di
era
allo
il che
Poeta,
alla
dissimile,
poco
sostanza, che
di
che
a
Commedia, salvo
la divina
lui, compresa
del
a
avventura
per
fatto capo
ed avrebbe
più certa;
e
stata
che
proprietàed efficacia
medesima
di
sarebbe
via
Tal
fantasia
della
lingua
non
il mio
tema
con
vario
fa di-
formale.
Ma
anche
né
modo
più spedito
tempo
;
non
da
tale
'
potuto fare
se
fu
Forse
"
quel
da
21"
Lei
a
in
su
be
avrebti
tan-
mia
per
Dante
bellezza
una
nota
una
(num.
gli assegnò
il Fanfani
botte
sue
da
dato
sette
e
{Cast.)
manifesto
Dante
Il
e
il
Opuscoli
e
di
da
V alfabeto
sta;
errore,
temi
da
Fanfani
suo
secolo
Danteschi.
il di
i
più
era
venne
del
del
marzo
eletti
da
ingegni
ciascuno
Or
numero.
fuori
quale
nella
in
due
1-64
va
annuncia-
Ghivizzani
Alighieri,
trattarsi
di
primo
Gaetano
Dante
concorsi
dei
come
i nomi.
Firenze
Cellini
sarebbero
tutti
—
più
è
che
tanti
son
ne
esprime
originale con
Mariano
scritture
e
ce
si
pel Cenfenario
Opera
titolo:
mio
Cast.)
Manifesto
dei quali
col
delle
come
stampa
sottoscritto
un'
non
so,
quelli di
tra
anche
ricordato
dico,
frate,
diece,
V italiano.
Un
monastico
quale
al
per
Nella
'
non
mancipio, o fa il
frate, più che emancipatore,
ni
in
nantes
perchè di frati buo(jurgite vasto;
rayi
Ordine
ogni
immensa;
VII, § 5)
cinque
tera
let-
questa
il lavoro
rosso
fare
farlo
e
quel
compagno,
ili
trovar
^
caorione.
loro
^
né
italiano)
il viso
io
che
provato
non
valentuomini:
suo
ha
mi
altro l'alfabeto
1
potuto
che io le scriva
solo
resta
frate
giorni un
che
ho
più semplice
e
questo
impetrar da lei pietà e perdono. Il suo bel
è
ne
scapita nulla, che ne il mio nome
sì pregiata opera
onorare
(veda, a questi
per
libro
però
e
trattare
a
le
con
d' Italia,
dava
dicazioni
le in-
quell' opera
volumi,
e
il
82
Peusaudo
mi
dia
r
assoluzione
mi
poi
ma
che
questo,
a
il
la
con
voglia
e
è
lo
vero
penitenza
bene
stesso
Signore
la
la
come
che
di
inoltrato
il
volume,
le
pose
seguenti
filologo
l'egregio
della
ci
confarsi,
giunta
fare,
ce
gli
ne
esaltandolo,
pubblicandola
scrisse
noi
si
lui
pubblicazione
bella
una
non
E
nota
di
ed
dovè
il
quassù
leggasi
aella
nota
suoi
far
discara
{Cast.)
quella
manca
Dante,
mento
argo-
oltre
in
quale
a
lettera
lui
;
rere
discor-
ogni
che
scusandosi
lettera,
fatti
di
diverso
parere
condo
se-
ma,
l'ani-
era
ne
studi
perchè,
i
questo
a
serbato
volgari
la
cosa
azione
avevamo
ai
poi
„.
posta
vederla,
ri-
fan
scrittore
altro
Un
mostrato,
era
crediamo
in
Pi'ef
opere
ingegno
a
;
amico
Fan
aella
noi
nelle
suo
A
leale
quella
quale
al
che
non
non
:
popolo
al
parea
se
"
parole
del
e
di
che
Fanfani,
lingua
che
1886;
anno
Ghivizzani,
piace
prima.
Pietro
ad
le
prosperi.
Suo
seoondo
verità,
a
dol
sua
ne
che
tro
al-
ma
prinon
modestia
lettori,
ai
è
quella
Scarica

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