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indice
• Lettera del Governatore
Voce del Rotary
periodico del Distretto 2080 Rotary International
registrato al Tribunale di Roma con il n. 191/82
Registro Nazionale della stampa n. 619 del 12/12/82
3
Luciano Di Martino
• Festa in onore dell’amico John
4
Mauro Manunza
• Rotary Foundation Ieri, oggi e domani
8
Silvio Piccioni
• Alumni patrimonio rotariano
9
Lia Puggioni
• Borse di studio della Fondazione Rotary
10
Arsenio Rossoni
• Il Rotary per il centro Dream di Conakry
• Aumentare la raccolta per il Fondo
13
Coordinatore editoriale
Lucio Artizzu (Cagliari - [email protected])
• Il fondo permanente della Rotary Foundation 14
Giovanni Barrocu
14
15
Domenico Concezzi
• Erasmus e Rotary
16
Sofia Corradi
• Lo scudo fiscale 2009
19
Cesare Negri
• Dipingi di verde la tua Macomer
• Fare di più con meno
• A Martuccelli il premio Pugliese
24
25
26
Maurizio Verderame
• Pietro Mennea e il record
• I cinesi festeggiano un rotariano
27
28
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VIA ERCOLE PASQUALI N. 3 – 00161 ROMA
TEL. 06 44234698 – FAX 06 44233692
[email protected]
Organizzazione tecnica: COURTESY TRAVEL
Redazione
Alberto Aime (Cagliari Est - 070.664969), Emilio
Ammaturo (Guidonia-Montecelio [email protected]), Giuseppe Ibrido
(Roma Palatino - [email protected]),
Enrico Porqueddu (Sassari Nord [email protected]), Alessandra Sallemi (Cagliari
Anfiteatro - [email protected]), Maurizio
Verderame (Roma Sud - [email protected])
Direzione e redazione
piazza Cola di Rienzo, 69 - 00192 Roma,
c/o sede del Distretto 2080 Rotary International
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tel. 06.536557 - fax 06.58200728 - [email protected]
Emilio Ammaturo
• Cavalcata di mezzo secolo per i rotariani ciociari 29
Filippo Pericoli
• Progetto Tanzania Nyumba Yetu
30
• Il progetto “Athena” per il futuro dei giovani 32
Rosario Scalia
RICHIEDETE I PROGRAMMI DETTAGLIATI
Direttore responsabile
Enrico Morbelli (Roma Sud Ovest [email protected])
Governatore del Distretto 2080 R.I.
Luciano Di Martino (Cagliari Est [email protected])
Claudia Conversi
• Il festival internazionale di teatro amatoriale
• Per conoscere il futuro
Proprietà
Fondazione Omero Ranelletti
11
12
Domenico Apolloni
• GSE 2009/2010 Italia-Oklahoma
anno XXVIII - numero 67 - novembre 2009
poste italiane spa spedizione in abbonamento
postale d.l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004
n. 46) art. 1, comma 1 - dcb Roma
• Rotary in biblioteca
• Rilancio dell’ippodromo Chilivani
33
34
Pubblicità
ADV/Pubblicità Mariano Marotta
In forma non esclusiva
Questo numero è stato chiuso in redazione
il 30 ottobre 2009
Associato all’USPI
Diego Satta
• Acqua e sapone per l’Interact Roma Palatino 35
Giorgio Severi
• Barbara Ensoli: l’mpegno nella ricerca per la vita 36
Fiorella Ricciardi
• La Sabina e il cammino di Francesco
38
Giuseppe Ibrido
• Una Sardegna, mille Sardegne
43
Enrico Porqueddu
• Agenda rotariana
45
I singoli autori sono legalmente responsabili del contenuto
degli articoli per i quali la proprietà e l’editore declinano
ogni responsabilità. Gli articoli con il corredo di foto
vanno inviati per posta elettronica. La rivista si riserva, a
insindacabile giudizio, la pubblicazione del materiale
che, in ogni caso, non verrà restituito
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
3
Lettera del Governatore
Novembre 2009
Il nostro dono al mondo:
l’eradicazione della polio
Cari amici,
l’incontro con il Presidente internazionale, avvenuto
a Roma il 20 ottobre scorso, è valso a dare incoraggiamento e slancio al nostro impegno: non solo perché ci ha ricordato che facciamo parte integrante di un vivacissimo
mondo di amicizia, responsabilità, solidarietà e pace, ma
anche per avere sostanzialmente introdotto il tema di questo mese. Novembre è dedicato alla Fondazione Rotary,
braccio operativo delle più importanti e complesse attività che la nostra Associazione porta avanti con successo a
livello planetario. John Kenny ne ha sottolineato l’essenzialità, ribadendo un concetto già espresso alla vigilia del
suo insediamento: il cuore pulsante della nostra organizzazione è il Club, i club collaborano fra loro, operano nell’ambito dei rispettivi distretti e si avvalgono del sostegno
della nostra Fondazione.
Mai come adesso dobbiamo guardare con interesse la
Rotary Foundation, che è nata nel 1917 da un’idea dell’allora presidente Arch Klumph quando nel congresso
annuale di Atlanta espresse l’opportunità di accettare delle donazioni utili al nostro fine: fare del bene nel mondo.
Il progetto fu varato con il nome di “Fondi di dotazione”,
ma stentò a decollare. Soltanto dopo un anno arrivò un
primo contributo: il club di Kansas City versò 26 dollari
e 50 centesimi. Sei anni più tardi la dotazione aveva 700
dollari in tutto. La Fondazione venne ufficialmente costituita vent’anni più tardi (al congresso di Minneapolis) e
in breve tempo raccolse più di 50 mila dollari. Cifre assai
più importanti cominciarono a confluire nel 1947, subito
dopo la morte di Paul Harris, perché moltissime persone
vollero offrire contribuzioni in sua memoria. Si può dire
che il nostro fondatore ha continuato a guidare e aiutare
il suo Rotary da lassù. Mediamente i contributi si aggirano oggi sui 120 milioni di dollari annui, che contribuiscono in modo determinante alla realizzazione dei programmi educativi e umanitari. La Fondazione è ormai fra le
più importanti organizzazioni mondiali senza scopi di lucro, fornisce aiuti di carattere umanitario e culturale-educativo, gode di stima e ammirazione in tutto il mondo e richiama contribuzioni da parte di personalità, associazioni ed enti, oltre a quelle (sempre a titolo volontario) dei
club. Per avere un’idea di quanto è servito e di quel che
potrà ancora fare la Fondazione, basta ricordare il Fondo Polio Plus, interamente speso a favore della campagna
contro la poliomielite (non ancora conclusa !).
Fra pochi anni la Fondazione raggiungerà il secolo. Ma
perché dobbiamo rivolgerle il massimo interesse proprio
adesso, con particolare attenzione su questo mese di questo anno? Perché il Rotary ha deciso di condurla nel suo
secondo secolo di servizio attraverso un importante piano di aggiornamento e potenziamento che la renderà più
efficace ed efficiente, quindi più forte e incisiva, in grado
di rispondere a tutte le necessità del futuro. Si conta di
dotarla permanentemente delle
energie indispensabili per realizzare la sua missione, che è quella di consentirci di fare passi
avanti verso la comprensione
mondiale, la buona volontà e la
pace attraverso il miglioramento della salute, il sostegno all’educazione, la riduzione della povertà.
Il piano prende il nome “Visione futura”, è appena uscito dalla fase preliminare di ricerca e riflessione (sondaggi, gruppi di studio e di verifica, sessioni di sviluppo) e sta
muovendo i primi passi con un progetto pilota triennale
che raggruppa un centinaio di distretti nel mondo.
Fra i distretti-pilota ci siamo anche noi, rotariani del
Distretto 2080.
Siamo tutti coinvolti – singoli iscritti, club, dirigenti –
e dobbiamo rispondere alla richiesta di un forte impegno,
che per tre anni ci terrà concentrati sul compito di sviluppare, verificare e valutare il progetto ipotizzato (semplificazione dei programmi, identificazione delle priorità,
degli obiettivi e delle azioni, intensificazione del senso di
responsabilità, ottimizzazione dell’immagine pubblica del
Rotary e della Fondazione). I primi passi sono stati compiuti, a cominciare dalla nomina della Commissione Fondazione Rotary, che non è una novità come commissione;
nuova sarà piuttosto la strada da percorrere. Saranno il
governatore e la squadra distrettuale (Commissione in testa) a spiegare ai dirigenti di club la Visione Futura e la
fase pilota, e ciò avverrà attraverso due seminari – uno
per la Sardegna e uno per il Lazio – fissati appunto per
questo mese dedicato alla Fondazione. Il primo si terrà a
Tempio Pausania sabato 7, il secondo a Roma sabato 14,
organizzati rispettivamente dai Cub Tempio Pausania e
Roma. Credo non occorra sottolineare l’importanza della partecipazione.
Novembre ci invita ad altri appuntamenti significativi,
che ricordo in ordine cronologico. Per la sera di martedì
10 è in programma nell’Auditorium del Parco della musica a Roma il concerto di beneficenza “Roma dà la pappa” per sostenere l’associazione Salvamamma: alla presenza del sindaco Alemanno suoneranno i bambini e ragazzi della straordinaria JuniOrchestra dell’Accademia
di Santa Cecilia. Sempre a Roma, lunedì 16 si festeggiano i cinquant’anni di servizio rotariano del nostro Aldo
Ferretti, decano dei past-district governor (al quale qui
anticipo i complimenti e gli auguri affettuosi da parte di
tutto il distretto). E il 26 sarà festa anche in Sardegna, dove il Rotary Club Cagliari celebra il sessantesimo di fondazione. Auguri dunque agli amici di quello che – assieme al club di Sassari – aprì la strada rotariana nell’isola
dei nuraghi.
Cari saluti a tutti.
4
novembre 2009 • n. 67
VOCE del ROTARY
VOCE del ROTARY
La quattro giorni romana del presidente internazionale
Festa in onore dell’amico John
di Mauro Manunza
L
’incontro del presidente del Rotary International con il Distretto 2080 e, attraverso questo, con
i soci italiani sarà ricordato come una
festosa e proficua riunione di vecchi
compagni di cammino. In due stupende giornate d’ottobre John Kenny si è
“tuffato” fra gli amici di questo paese
trovando simpatia, sincere attestazioni di stima e grande spirito collaborativo: i rappresentanti dei 42 mila rotariani della penisola hanno riconosciuto in lui lo stile, la disponibilità, il calore, le speranze e la determinazione
del rotariano ideale, avvertendo inoltre l’abbraccio virtuale di un milione
e trecentomila altre persone che percorrono insieme la strada intrapresa
un secolo fa da Paul Harris. Un importante momento di
sintesi, quindi, nella sempre più vasta costellazione di cui
facciamo parte. Si può aggiungere che una curiosa coincidenza può forse essere valsa, istintivamente, a rafforzare la sensazione di affinità con l’ospite scozzese: veniva dalla Scozia anche James Henderson, uno dei soci fondatori del primo club italiano (Milano, 1923).
* * *
Accompagnato dalla moglie June, il presidente Kenny
è giunto la mattina di lunedì 19 ottobre nella Capitale, dove è stato ricevuto dal Governatore Luciano di Martino
che lo aveva invitato a incontrarsi con il nostro distretto
(estendendo l’invito ai dirigenti degli altri nove distretti
italiani). Nel pomeriggio Di Martino e la moglie Gemma
hanno accompagnato gli ospiti nella visita alla Cappella
John e June al ricevimento in loro onore
Sistina, elegante preludio al breve soggiorno nella città
eterna: nella mattinata successiva la coppia ha potuto conoscere i monumentali panorami e gli angoli più suggestivi della città eterna, dal Colosseo a piazza Navona, dalla
Fontana di Trevi a Trinità dei Monti, dal Pincio ai Fori
imperiali.
Roma ha dedicato ai coniugi Kenny anche momenti di
prestigiosa ufficialità: prima un incontro privato con il
presidente del Senato Renato Schifani, poi un’udienza
speciale con il pontefice Benedetto XVI, infine una visita
al Campidoglio voluta dal sindaco di Roma Gianni Alemanno (con visita ai Musei capitolini).
Particolarmente cordiale e ricco di significati il colloquio in Vaticano, pur nell’austerità della circostanza. Alla calorosa stretta di mano e al cortese scambio di doni, il
Papa ha voluto far seguire un sorridente
scambio di impressioni, trattenendo l’ospite qualche minuto più del previsto e dandogli la sensazione di un riguardo sinceramente amichevole. Per chi ha assistito,
l’approccio di Ratzinger con Kenny è stato un segno tangibile dei rapporti di schietta confidenza fra la Chiesa e il Rotary.
* * *
Al di là dei più eclatanti aspetti istituzionali, la visita del presidente Kenny è
stata ovviamente punteggiata dagli incontri con i dirigenti del Distretto Roma-Lazio-Sardegna, con le altre autorità rotariane d’Italia e con i rappresentanti della
“base”: fra gli altri, il past-president internazionale Carlo Ravizza, i governatori italiani in carica, i past-governor del no-
stro distretto (fra i quali il loro decano, Aldo Ferretti, che
proprio in questo novembre celebra il suo mezzo secolo
di attività al servizio del Rotary), i past-board director
(Lello Pallotta, Umberto Laffi e Giuseppe Gioia), oltre a
numerosi presidenti di club e del comitato organizzatore
eventi Roma Lazio, presieduto da Francesco Chiappetta.
John Kenny ha parlato con tutti, a tutti e per tutti, ripercorrendo i punti salienti del suo programma e sigillando la propria presenza con un augurio tradizionale della
sua terra d’origine. Un augurio, pronunciato in lingua
gaelica, che ha commosso quanti erano in ascolto:
Sia la strada al vostro fianco,
il vento sempre alle vostre spalle,
che il sole splenda sul vostro viso,
che la pioggia cada dolcemente sui vostri campi
e, finché non ci incontreremo di nuovo,
possa Dio proteggervi nel palmo della Sua mano
* * *
Sviluppatosi attraverso annotazioni, impressioni e concetti essenziali, il discorso si è incentrato sui temi più qualificanti e coinvolgenti dell’azione planetaria rotariana:
la campagna Polio Plus e le aree prioritarie
che Kenny indicò come argomenti portanti
fin dal discorso programmatico pronunciato
all’assemblea di San Diego, il tutto cementato dall’indicativo slogan “Il futuro del Rotary è nelle vostre mani”. Siete voi – ha ribadito infatti – a determinare le sorti del Rotary e quindi a contribuire concretamente alle
sorti del mondo. Voi avete la fortuna di poter agire in questa direzione e pertanto portate sulle spalle una grande responsabilità.
«Molto verrà chiesto a chiunque fu dato molto», ha sottolineato citando a proposito il Vangelo secondo Luca. E con una significativa
metafora suggeritagli da un antico proverbio
cinese ha indicato quel che è richiesto ai rotariani. «Date a un uomo un pesce e avrà da
mangiare per un giorno; insegnateli a pescare e avrà da mangiare per la vita».
novembre 2009 • n. 67
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La nostra azione globale, in sostanza, va impostata e portata avanti in
una visione di larga prospettiva, a cominciare dalle aree prioritarie che John
Kenny ritiene fondamentali: l’acqua,
la salute, le risorse alimentari, l’alfabetizzazione. Nel XXI secolo l’acqua
– ha precisato – sarà il bene più prezioso al mondo; si può anche vivere
senza il petrolio, ma non è assolutamente possibile vivere senz’acqua. Salute e fame: uno dei nostri obiettivi
principali è quello di rendere il mondo un posto migliore e pacifico; ma come potrà esserci pace fra i popoli fino
a quando ci saranno così tante persone che andranno a dormire la sera senza avere niente da mangiare e niente
da perdere? Milioni di esseri umani, milioni di bambini
non hanno nulla di cui nutrirsi. Alfabetizzazione significa diffusione della conoscenza: “Sapere è potere” diceva
Francis Bacon per spiegare che diffondere la conoscenza
significa fornire agli uomini gli strumenti per la sopravvivenza: in questo modo va interpretato il saggio cinese: più
che offrire un pesce per un giorno è opportuno insegnare
a prendere pesci per l’intera vita. L’istruzione dunque è
la chiave per porre fine alla povertà nel mondo; nella società di questi tempi si bada un po’ troppo ai risultati materiali, senza tener conto di come tali risultati siano ingannevoli ed egoistici e come invece si debba andare incontro alle necessità dei più deboli.
L’obiettivo del presidente internazionale per l’anno rotariano 2009-2010 è quindi che «ogni club s’impegni a realizzare almeno un progetto in una di queste aree». Tutto
è possibile, se si è convinti che un’azione comune abbia la
forza di condurre ai risultati apparentemente più inarrivabili, e a tal riguardo abbiamo l’esempio concreto della
campagna unitaria Polio Plus: l’eradicazione della poliomielite è stata quasi completata, ha fatto notare Kenny ricordando che il 99 per cento dei bambini del mondo è sta-
La visita del presidente Kenny ai Musei capitolini
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novembre 2009 • n. 67
VOCE del ROTARY
VOCE del ROTARY
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Luisa Sanjust di Teulada (interprete distrettuale, presidente RC Roma Colosseo), Kenny e Di Martino ascoltano
il past-president internazionale Carlo Ravizza
IL SALUTO DEL GOVERNATORE DI MARTINO
Dico prima di tutto di essere onorato di rappresentare, in questa circostanza, i nostri club, perché davanti a John Kenny siamo di fronte a chi sintetizza idealmente la comunità rotariana che opera in tutto il
mondo; e perciò sento l’orgoglio di essere oggi anello di congiunzione con i club e i distretti dei paesi vicini e lontani, ai quali far sapere chi siamo noi, in che cosa crediamo, cosa facciamo per contribuire a migliorare il mondo. Facciamo poco, se pensiamo alla vastità e alla gravità dei problemi cui il Rotary si rivolge; ma siamo consapevoli che anche il nostro poco è importante, perché diventa molto se unito a quello che riesce a produrre ciascuno dei 33 mila club raccolti nei 532 distretti sparsi nel pianeta. L’impegno
di un milione e 230 mila rotariani è un blocco di piccoli frammenti che costruiscono un’azione globale potente, sempre più conosciuta e stimata in ogni nazione perché si basa sull’utopia generale e sulla pragmaticità minimale. Riuscendo dunque a concretizzare idee importanti.
Nel suo libro autobiografico My Road to Rotary, Paul Harris paragona questa potenza a un grande fiume come somma totale dei contributi di migliaia di piccoli ruscelli che vi affluiscono «mormorando dolcemente, impazienti di tuffarsi nella sua corrente». Che cosa ci spinge a tuffarci nel grande fiume attraverso un percorso tortuoso, faticoso e silenzioso, lo sappiamo tutti ed è ancora il fondatore del Rotary a spiegarlo: quando all’inizio della primavera un contadino mette a dimora un alberello, non ha la certezza che
un giorno diventerà grande e ricco di fronde, perché deve fare i conti con la pioggia, col sole e con l’aiuto della Provvidenza; ma quando vede spuntare la prima gemma può cominciare a pensare al refrigerio
che la sua ombra offrirà nelle giornate estive.
La nostra ambizione comune è la sfida del contadino che pianta un alberello fragile. In quello stelo vediamo una risorsa contro il disagio umano (la sete, la fame, le malattie, l’ignoranza, l’odio, la violenza,
l’ingiustizia, le guerre) e in ottimistica prospettiva vediamo un albero frondoso che assieme a
tanti altri rappresenti un mondo vivibile per tutti, un mondo sereno e pacificato. Le sfide non si
vincono da soli e non si affrontano senza regole. La regola fondante è la convinta attenzione
alle relazioni umane: occorre credere nell’amicizia, nella cordialità, nella franchezza, nella lealtà, nella cortesia, nella giustizia. Da questa predisposizione deriva la responsabilità di compiere il nostro dovere poggiandolo sull’etica professionale e di vita: questo è il principale comandamento rotariano da rispettare dentro e fuori
del Rotary.
Si deve partire infatti dalle piccole cose della nostra vita quotidiana per poter guardare verso i grandi
problemi dell’umanità e trovare il coraggio di affrontarli; sapendo che nulla potremmo fare se non fossimo in tanti a porci gli stessi obiettivi, in tanti a vedere il mondo con la nostra stessa ottica e uguali speranze di prospettiva. È proprio John Kenny a dirci, citando un proverbio della sua Scozia, che dobbiamo
guardare oltre la fonte della nostra parrocchia, pensando che la nostra è una comunità fra le tante comunità del mondo. Ed è sempre lui a dirci che la nostra azione rotariana avrà successo solo se i nostri
soci sono qualificati, onesti e rispettati nelle loro professioni e nelle loro comunità. È infatti in questa dimensione che “reclutiamo” i soci, prepariamo i giovani e conduciamo la nostra azione rotariana. E possiamo presentare al presidente un bilancio finora confortante di progetti ideati negli ultimi anni e negli
ultimi mesi nei club dei dieci distretti italiani: progetti portati avanti con caparbia e difficoltà, e infine andati in porto. Soltanto il Distretto 2080 ne ha in attivo così tanti e così interessanti da suggerirne la pubblicazione in un volume che è stato necessario ingigantire in corso d’opera e che pure non è riuscito a
raccontare tutto.
Si tratta di un messaggio di buona volontà in vista di sempre ulteriori traguardi di chi vuol farsi guidare dalla coscienza e dall’intelligenza. E dall’amicizia, perché – per dirlo ancora in gaelico – Is maith an
scathan suil charad: “gli occhi di un amico sono un ottimo specchio”. È per questo che l’amicizia è, in
fondo, la ruota che fa muovere la nostra organizzazione. Quella «ruota che dà la spinta e trasmette»,
come diceva il poeta Gabriele D’Annunzio in pieno clima futurista. Una definizione, la sua, che sembra
fatta apposta per il simbolo rotariano: la ruota che ci dà la spinta, che trasmette il nostro impegno di generazione in generazione e che consente al presidente Kenny di ricordare che il futuro del Rotary è nelle nostre mani.
novembre 2009 • n. 67
rassicurante premessa in lingua gaelica: «Beagan agus a ra go mainth»: dire poco ma dirlo
bene. «È un proverbio gaelico che dedico al presidente John Kenny e alla sua simpaticissima
moglie June, perché non temano di dover sopportare un benvenuto paludoso e noioso. Più
che a dir bene, mi limiterò a dir poco, seguendo l’esempio di Paul Harris e dello stesso presidente internazionale venuto oggi a Roma per incontrare i rotariani italiani: entrambi ci ricordano che Rotary non significa bei discorsi, ma
piuttosto belle opere».
to vaccinato. Manca l’un per cento più difficile, e cioè le
vaccinazioni in paesi come l’India, il Pakistan, l’Afghanistan e la Nigeria. «Non possiamo arrenderci adesso, perché vanificheremmo gli enormi sforzi fatti sino ad ora con
il programma Polio Plus». Basta pensare che soltanto in
alcune regioni dell’India ogni mese nascono mezzo milione di bambini e che quindi non dobbiamo mai abbassare
la guardia: si tratta di far fronte alle continue esigenze,
fino alla completa sconfitta della poliomielite. Sognare un
mondo in cui nessun bambino soffra di questa terribile
malattia è un sfida difficile che dobbiamo vincere: «E ci
riusciremo».
Il presidente Kenny si è soffermato su un’altra questione che investe il modo di organizzarci: l’effettivo. Per lui,
effettivo significa «qualità nella quantità» ed è un altro
obiettivo di quest’anno rotariano. Abbiamo bisogno di un
numero sempre maggiore di rotariani, e se ogni club avrà
almeno un nuovo iscritto in questi mesi, avremo 33 mila
soci in più. Tuttavia occorre fare attenzione: non sui può
pregiudicare la qualità in nome della quantità. Bisogna
trovare il socio giusto, un nuovo rotariano di alto profilo
morale il cui esempio trascini gli altri e che sappia incoraggiare altre persone come lui a entrare nel Rotary. Se
invece si trova il rotariano sbagliato, l’effetto sarà opposto. I rotariani – ha continuato Kenny – devono avere mani operose, cuori altruisti, menti avide di sapere: «Working hands, caring hearts, inquiring minds».
È fondamentale tenere sempre alti quei valori e quei principi morali che permettono
ai rotariani di adottare una condotta esemplare sia nel campo professionale che nella vita di tutti i giorni. «Questi valori erano molto importanti al nascere della nostra
organizzazione e sono tanto più importanti oggi». Ecco perché il futuro è nelle mani dei rotariani.
* * *
John Kenny ha ringraziato il governatore del Distretto 2080 per l’accoglienza e
per il discorso di benvenuto. Luciano Di
Martino si era rivolto al presidente con una
* * *
Molta pragmaticità, dunque, e formalismi quanto basta: così si può commentare il nocciolo delle tre giornate che il presidente Kenny ha dedicato ai rotariani d’Italia e che questi hanno dedicato a lui. Giornate piene di
significato, di riflessione operativa e di simpatia che resteranno nei ricordi personali e nella memoria dei nostri
annali.
Una traccia ben precisa e indelebile resta anche per merito delle Poste Italiane, che hanno sottolineato l’importanza dell’evento con un annullo speciale che farà contenti i rotariani (non soltanto italiani) e felici i collezionisti
marcofili e filatelici. Le cartoline celebrative della visita
di John Kenny sono state distribuite nei giorni 20 e 21 ottobre: su ogni cartolina, su cui era incollato il francobollo emesso in occasione dei cento anni del Rotary, è stato
apposto l’annullo del timbro postale (applicato sul momento) con la dicitura «Roma Filatelico - 20.10.2009 - Roma Capitale - Visita Presidente Rotary International».
Al centro, i loghi del Comune di Roma e del Rotary. Un
ricordo di valenza mondiale che rimarrà nella storia.
John Kenny al centro di 8 governatori italiani: da sinistra, Luciano
Kullovitz 2060, Ferruccio Squarcia 2090, Alessandro Pastorini 2030,
Carlo Giorgio Pedercini 2050, Luciano Di Martino 2080, Romano
Vicario 2120, Francesco Arezzo 2110 e Mario Baraldi 2070.
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VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
Rotary Foundation
Ieri, oggi e domani
di Silvio Piccioni
I
l titolo cinematografico che ho scelto per questo mio intervento (tutti ricordiamo il film di Vittorio De
Sica – Premio Oscar) credo sia abbastanza rappresentativo dell’attuale
momento di transizione della Rotary
Foundation.
Il grande cambiamento, al quale ci
accingiamo a partecipare da protagonisti, non nasce da un giorno all’altro,
ma poggia sulle solide basi di una lunga esperienza che ha superato la novantina e guarda, con lungimiranza,
al primo secolo di vita.
La Fondazione Rotary nasce nel
1917 per iniziativa del Presidente Internazionale Arch C. Klumph, che propose di istituire un fondo destinato a
“fare del bene nel mondo”.
L’inizio della piena operatività avviene nella seconda metà degli anni 40
con la istituzione, nel tempo, dei vari
programmi: Borse degli Ambasciatori, Scambi Gruppi di studio, Sovvenzioni paritarie fino ad arrivare ai più
recenti 3H, PolioPlus, Sovvenzioni per
docenti universitari, Programmi di
studi per la pace e la risoluzione dei
conflitti.
Nel 2007/08, sono stati spesi 56 milioni di Dollari per i Programmi umanitari, 24 milioni per gli educativi e
127 per PolioPlus. Tutto questo grazie alla generosità dei rotariani che,
con i loro contributi, sostengono le attività della Fondazione: nel 2007/08 la
raccolta nelle varie linee di contribuzione (fondo programmi, fondo permanente, PolioPlus) ha raggiunto i 145
milioni, senza considerare il primo intervento di 100 milioni da parte della
Fondazione Bill e Melinda Gates in favore del programma Polio
Quando gli amministratori hanno
cominciato a pensare al centenario della Fondazione Rotary (2017) è apparsa subito evidente la necessità di aggiornare la struttura della nostra organizzazione, ottimizzando la qualità
dei servizi. La forte crescita nel numero delle sovvenzioni paritarie ave-
Arch. C. Klumph
va messo in evidenza carenze organizzative nella gestione delle stesse. Eravamo pertanto vittime dei nostri successi. Per contro gran parte dei progetti finanziati risultava essere di piccolo importo con limitato impatto nella comunità beneficiaria.
Con il conforto di opportuni sondaggi è stato quindi deciso di adottare un piano che consentisse alla Fondazione Rotary di continuare a giocare un ruolo di primo piano fra le organizzazioni operanti nel mondo filantropico. Nasce così il “Piano di Visione Futura “ con i seguenti obiettivi:
• semplificare i programmi, riducendone il numero, e migliorando le relative procedure di accesso;
• focalizzare gli sforzi su aree di interesse di maggior impatto;
• indirizzare più risorse a progetti relativi a tali aree di interesse con risultati sostenibili e durevoli nel tempo;
• trasferire ai Distretti maggiori poteri decisionali;
• ottenere maggiore visibilità sull’operato della Fondazione ed un miglior
riconoscimento pubblico del Rotary;
• sviluppare rapporti di collaborazio-
ne con organizzazioni specializzate
nella realizzazione di progetti umanitari.
Non si dovrà più fare “tutto per tutti” ma diventare più specializzati e visibili.
Un primo provvedimento è stato
quello di focalizzare meglio la missione del nostro sodalizio, formalizzandola in un nuovo testo: “La missione
della Fondazione Rotary è permettere ai rotariani di promuovere la comprensione, la buona volontà e la pace nel mondo attraverso il miglioramento delle condizioni di salute, il sostegno all’educazione e l’attenuazione della povertà”.
Da tale definizione derivano 6 aree
di interesse principale:
1. Pace e prevenzione/risoluzione dei
conflitti
2. Prevenzione e cura delle malattie
3. Acqua e servizi sanitari
4. Maternità e salute dei bambini
5. Alfabetizzazione ed educazione di
base
6. Sviluppo economico e comunitario
nelle quali i rotariani dovrebbero concentrare le loro azioni.
Per raggiungere gli obiettivi enunciati sono stati previsti solo due tipi di
finanziamenti: le Sovvenzioni Distrettuali e le Sovvenzioni Globali che andranno a sostituire tutti i programmi
“strutturati” attualmente in essere, ad
eccezione delle sovvenzioni per le campagne polio e le Borse per la Pace.
La differenza rispetto all’operatività in atto è abbastanza evidente per
i programmi educativi. Attualmente
per patrocinare un candidato ad una
borsa di studio o ad un team GSE è
sufficiente presentare una domanda.
Ben pochi sanno o si domandano da
dove provengono i fondi per finanziare l’iniziativa. Con il nuovo piano, per
fare tutto questo bisogna chiedere una
sovvenzione, elaborare il relativo piano finanziario ecc. Le borse di studio
non saranno più a taglio fisso come
VOCE del ROTARY
quelle attuali, e la relativa sovvenzione potrà essere cucita su misura in relazione alle esigenze del singolo candidato. Se finanziate con sovvenzioni
globali potranno durare da uno a quattro anni accademici, solo per studi post
laurea relativi una delle aree di interesse principale. Borse di durata più
breve ed in campi di studio diversi potranno essere finanziate con le Sovvenzioni Distrettuali.
Per far si che i nostri progetti abbiano un maggior impatto sulla comunità, la soglia di accesso alle Sovvenzioni Globali è stata fissata a 15.000
Dollari (contro gli attuali 5.000 delle
Sovvenzioni Paritarie) con un massimo di 200.000. Il che significa che l’importo minimo dei progetti (sia umanitari che educativi) dovrà essere di
novembre 2009 • n. 67
30.000 dollari se sponsorizzato dai Distretti esclusivamente con FODD o di
45.000 dollari se gli sponsor (Club o
Distretti) contribuiscono, per le loro
quote, solo in contanti.
La distribuzione dei fondi, di fatto,
avverrà ricalcando l’attuale Sistema
di Partecipazione (SHARE): il 50%
dei contributi raccolti nel Distretto per
il Fondo Annuale Programmi verrà
messo a disposizione dopo tre anni sotto forma di “Fondo di Designazione
Distrettuale – FODD”. Il residuo 50%
verrà girato al Fondo Mondiale.
La metà dei FODD di pertinenza
dell’anno potrà essere utilizzata per
richiedere una Sovvenzione Distrettuale, da spalmare su singoli progetti, e gestita interamente dal Distretto.
Con l’altra metà si potranno finanzia-
9
re progetti (d’iniziativa Distrettuale o
di Club) per i quali è prevista la richiesta di una “Sovvenzione Globale”.
Le sovvenzioni Distrettuali sono un
po’ figlie delle attuali Sovvenzioni Distrettuali Semplificate ma con maggiori disponibilità di Fondi (50% del FODD
contro l’attuale 20%) ed una più vasta gamma di attività finanziabili. Come già detto possono essere utilizzate
per borse di studio a breve termine,
ma anche per gruppi di formazione
professionale, progetti umanitari e di
servizio a livello locale od internazionale anche in paesi non rotariani.
Le Sovvenzioni globali debbono rientrare almeno in una delle sei aree di
intervento e potranno finanziare progetti umanitari, borse di studio o di ricerca a livello post universitario, for-
Alumni patrimonio rotariano
Quando mi è stata affidato l’incarico di presiedere la sottocommissione Alumni ho avuto la riprova che ogni incarico costituisce una opportunità di servizio e di crescita rotariana. È stata una grande sorpresa scoprire un’attività fondamentale per non vanificare gli investimenti che, a livello di Club e di Distretto, vengono faticosamente effettuati e che riguardano aspetti non solo
economici ma soprattutto di risorse umane e rotariane. Tutti i giovani che hanno beneficiato di Borse di Studio o che hanno fatto
parte di team GSE hanno la qualifica di “Alumni”. Sono i nostri Ambasciatori nel mondo.
Dal 1947 ad oggi la Fondazione Rotary ha erogato più di 39.000 borse degli Ambasciatori per contribuire alla costruzione della
pace e della comprensione nel mondo. La Fondazione Rotary è l’organismo privato che, nel mondo, eroga ogni anno il maggior numero di borse di studio.
I programmi educativi della Fondazione Rotary (Borse degli Ambasciatori e Scambio Gruppi di Studio – GSE), offrono eccezionali occasioni di contatti in ambiente rotariano che consentono di acquisire esperienze utili per il supporto a politiche di pace e comprensione tra i popoli. Attraggono giovani promettenti e formano futuri leaders che, conoscendo personalmente realtà del mondo diverse, superano facilmente ogni pregiudizio e fanno propri i valori rotariani di dialogo, comprensione, solidarietà e servizio.
Gli Alumni hanno pertanto un bagaglio di esperienze e di energie che non deve andare perso: le loro professionalità e le loro
idee in linea con i valori del Rotary costituiscono, opportunamente convogliate, una grande risorsa che può contribuire a supportare i programmi della R.F. ed una fonte preziosa di nuovi soci. Eppure questo grande patrimonio è pressoché inutilizzato: solo il
3 per cento dei rotariani nel mondo proviene dagli Alumni e oltre il 58 dei Club hanno dichiarato di non aver mai neppure pensato a reclutare Alumni. Come possiamo rimediare a questa grave carenza?
I Club propongono i candidati, i quali vengono ulteriormente selezionati dal Distretto e poi… vengono dimenticati! È necessario che Club e Distretti instaurino con gli Alumni legami duraturi basati sul coinvolgimento. Ad esempio potrebbero essere relatori in riunioni distrettuali e di club dando testimonianza della loro esperienza di vita, studio e servizio umanitario; oppure mentori dei partecipanti ai programmi della FR; oppure ancora partecipare, secondo le loro professionalità ed attitudini, ai progetti di
servizio; o infine essere consulenti delle Commissioni Distrettuali per la selezione dei candidati a programmi educativi.
Al termine del programma a cui hanno partecipato, i giovani debbono essere prontamente invitati dai club sponsor a tenere una
relazione sulla esperienza vissuta all’estero. Nei successivi contatti, da non trascurare, occorre fare in modo che si sentano sempre a loro agio tra gli amici rotariani così da aumentare il loro interesse ad una eventuale adesione al Club, senza trascurare la loro iscrizione alla Associazione Alumni del nostro Distretto.
La tempestività è elemento importante. Più tempo passa dal termine della partecipazione al programma,minore è l’interesse
verso il Rotary. L’Associazione Alumni deve essere opportunamente supportata e coinvolta per consentirle di patrocinare qualche
attività tendente a riunire su temi rotariani gli Alumni e stimolare la loro progettualità. Sono infatti convinta che stimolare l’impegno, la promozione e la concreta partecipazione ai progetti sia un forte richiamo per chi ha arricchito la propria vita di esperienze che incentivano lo spirito di servizio e la comprensione internazionale.
Da pochi anni nell’ambito del Congresso Internazionale è stata introdotta una sessione dedicata agli Alumni. Una occasione che
crea un momento di incontro e confronto tra le Associazioni Alumni e per gli altri una occasione per capire che abbiamo un patrimonio da difendere, senza mai dimenticare che “il futuro del Rotary è nelle nostre mani”.
Lia Puggioni
10
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
mazione professionale per migliorare
le proprie competenze o per contribuire alla formazione di altri.
I progetti finanziati debbono pervenire a risultati sostenibili e misurabili. In analogia con le attuali sovvenzioni paritarie, le iniziative debbono
essere svolte fra club/distretti di cui
almeno uno nel paese di realizzazione
del progetto (sponsor locale primario)
ed almeno uno ubicato in un paese diverso (sponsor internazionale primario).
Per poter richiedere sovvenzioni
globali, Club e Distretti debbono essere “qualificati” (la procedura di qualificazione per i club è a carico del Distretto.
Per quanto ovvio le iniziative finanziate dalle sovvenzioni dovranno essere coerenti con la missione della Fondazione rotary e prevedere la partecipazione attiva dei Rotariani.
Un altro tipo di sovvenzioni, per le
quali in questa sede è opportuno dare soltanto un cenno, è costituito dal-
le così dette “Sovvenzioni a pacchetto” (Packaged Grants) elaborate dalla Rotary Foundation con partners
strategici specializzati ad operare nelle aree di interesse principale. Club e
Distretti potranno aderire a questi progetti anche solo dal punto di vista operativo offrendo le proprie competenze tecniche e professionali.
Un cambiamento così radicale rispetto al sistema in atto non può essere applicato da un momento all’altro
in tutti i Distretti.
Il nuovo sistema deve essere verificato, testato e se necessario modificato. A questo provvederanno, dal luglio 2010, 100 “Distretti Pilota” selezionati in tutto il mondo. Avranno il
compito di operare secondo le nuove
procedure fornendo alla Fondazione
Rotary periodiche notizie sul funzionamento del nuovo sistema e collaborando con la stessa per apportare eventuali modifiche in corso d’opera.
I Distretti Pilota potranno intraprendere iniziative solo con altri “Pi-
lots” e non potranno utilizzare gli attuali programmi fatta eccezione di “Borse per la Pace” e progetti PolioPlus.
Il nostro Distretto fa parte dei “Piloti” selezionati e parteciperà alla sperimentazione che durerà tre anni. Il
“Piano di Visione Futura” verrà esteso a tutto il mondo rotariano con decorrenza 1 luglio 2013
Un impegno non indifferente per
noi tutti (club e Distretto) che dovremo assimilare il cambiamento. Il successo della nostra partecipazione alla
sperimentazione dipenderà molto dalla capacità di programmare e fissare
obiettivi e dalla voglia di impegnarsi
in progetti in cui mettere a frutto le
nostre professionalità “per fare del bene nel mondo”. La conoscenza delle
altrui necessità ci consentirà di dare
spazio alla nostra fantasia per ideare
progetti per soddisfarle.
Quando il Piano andrà a regime
(2013) avremo il grande vantaggio dell’esperienza acquisita durante la sperimentazione.
Borse di studio della
Fondazione Rotary
di Arsenio Rossoni
I
programmi per le borse di studio,
storicamente affermatisi, rappresentano uno dei cardini dell’intervento rotariano nel campo educativo,
indirizzato prevalentemente a giovani studiosi di ogni provenienza desiderosi di approfondire il loro bagaglio
culturale in un clima di massima apertura ed in grado di diffondere una mentalità internazionale, grazie ai rapporti con realtà accademiche, culturali e
sociali di altri paesi e con borsisti provenienti da ogni continente.
Tali programmi, articolati in “Borse degli Ambasciatori”, “Borse per la
Pace”, “Programma di studi professionali sulla Pace e la risoluzione dei
conflitti”, offrono un’ampia e diversificata opportunità di studio ed un’occasione di aprire il Rotary al mondo
giovanile in modo da diffondere i propri principi di amicizia, solidarietà e
comprensione internazionale.
Le “Borse di Studio degli Ambasciatori”, istituite nel 1947, rappresentano forse l’iniziativa più datata e conosciuta della Rotary Foundation per
promuovere la comprensione mondiale e la pace. Da quella data il Rotary
ha destinato a questo programma oltre 504 milioni di dollari, consentendo a circa 39.000 borsisti provenien-
ti da 115 paesi di usufruire di tale opportunità. Nel solo esercizio 2007/08
sono state assegnate 673 borse studio
a studenti provenienti da 72 paesi e diretti in 73 diverse destinazioni, con
uno stanziamento di 14,1 milioni di
dollari.
Quello che caratterizza questo tipo
di borse di studio è la peculiarità di
attribuire agli studenti anche la funzione di Ambasciatori del Rotary ed
in quanto tali contribuire, tra l’altro,
ad accrescere la comprensione ed il rispetto per tutte le culture, acquisire
l’ideale del “servire” al di sopra di ogni
interesse personale, divulgare la conoscenza del proprio paese e del Rotary Club sponsor presso il Rotary
ospitante. Al loro ritorno, quindi, i
borsisti sono impegnati a condividere
con i rotariani del paese di provenienza l’esperienza vissuta e ad illustrare
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
11
Il Rotary per il centro Dream di Conakry
L
’8 settembre scorso si è svolta nel centro Dream
di Conakry una cerimonia di ringraziamento ai
membri del Rotary Club di Conakry che, grazie
ad una sovvenzione paritaria della Fondazione Rotary,
organizzata dal nostro Distretto 2080 in partnership
con il Rotary Club Roma
Nord Est e lo stesso Rotary Club Conakry (Doyen),
hanno donato al programma Dream una notevole
quantità di antiretrovirali
per la cura dell’AIDS (4.020
confezioni di Triomune 30).
La delegazione del Rotary è stata accolta dal personale e dai pazienti del
centro Dream alla presenza di esponenti del Ministero della Salute, del CNLS,
del Programma Nazionale per cura e la prevenzione
dell’AIDS.
Il presidente del Rotary ha preso la parola ringraziando la Comunità di Sant’Egidio ed il direttore del
i risultati conseguiti ed a proseguire
nella loro opera di Ambasciatori.
L’attenzione del Rotary International verso i problemi connessi alla realizzazione di un clima di pace e distensione a livello globale, quale sublimazione del concetto di amicizia, hanno
portato a creare uno strumento, le Borse per la Pace, in grado di plasmare
nuovi leader dediti alla causa della pace e quindi in grado di affrontare i
grandi temi della fame, della povertà,
dei diritti umani, dei conflitti per il
controllo delle risorse e di qualsivoglia altro ostacolo che blocchi il cammino della pace.
Sono stati così organizzati 6 corsi
presso centri di eccellenza, ove indirizzare borsisti biennali, gravitanti sui
seguenti atenei:Duke University e University of North Carolina a Chapel Hill
(in abbinamento); International Christian University di Tokyo; Universidad del Salvador di Buenos Aires; University of Bradford, West Yorkshire;
Chulalongkorn University, Bangkok
e infine University of Queensland, Brisbane.
Annualmente viene bandito un concorso per 60 borse di studio, con richiesta ai candidate di titoli e requisi-
centro Dream per l’impegno e la qualità delle cure offerte gratuitamente a migliaia di malati.
Tra gli altri interventi quello della direttrice nazionale del dipartimento della Salute Pubblica, che ha sottolineato come il dono in
questione sia stato consegnato nelle mani di chi
ha veramente a cuore la
salute della gente.
Infine una testimonianza toccante. Quella di Fatoumata, attivista Dream e madre di una bimba che proprio quel giorno ha fatto il test alla fine del programma di prevenzione verticale risultando sana, negativa.
“Oggi mio marito ed io siamo in trattamento e abbiamo ormai la certezza che questa malattia si può vincere. Oggi la mia bambina è risultata negativa e per questo non smetterò mai di ringraziare la Comunità di Sant’Egidio e tutte le persone che hanno lottato con noi”.
ti oltremodo specifici ed elevate, dal
momento che al termine del biennio gli
studenti conseguiranno un master in
affari internazionali o discipline affini, a seconda del percorso di studio effettuato. Dall’anno accademico 2003/04
sono state finanziate 339 borse di studio a studenti provenienti da 75 paesi con un impegno di 23 milioni di dollari. Nell’anno accademico 2007/08 sono state assegnate 56 borse a studenti provenienti da 33 paesi con una spesa di 4,6 milioni di dollari.
Il programma di “Studi professionali sulla pace”, avviato nell’anno 2006,
è limitato a tre mesi di studi presso la
Chulalongkorn University di Bangkok
e consente di seguire un corso sulle strategie di mediazione. In questo caso i
costi di viaggio, soggiorno e frequenza
sono a carico dei frequentatori.
Quanto sinteticamente qui rappresentato può sufficientemente dare una
idea dell’intervento del Rotary International nel campo dei programmi educativi, in termini di esborsi finanziari, sforzo organizzativo, e coinvolgimento di risorse umane, con una evidente e dominante caratterizzazione
di attenzione verso il mondo giovanile, facilitando a questo la conoscenza
e la comprensione di realtà al di fuori del proprio paese, suscettibili di generare sentimenti di collaborazione e
di amicizia ed in ultima analisi di contribuire all’affermazione di un generale clima di pace.
Valori, questi, che il Rotary non intende vadano dispersi dopo l’esperienza di borsista e viene pertanto raccomandato ai Club sponsor di fare ogni
sforzo per continuare i rapporti con
gli ex borsisti e favorire il mantenimento di relazioni fra i partecipanti
ad uno stesso programma. L’Associazione “Alumni” ha proprio lo scopo di
creare la possibilità di confronto e di
scambio di esperienze fra quanti nel
tempo sono stati partecipi di una iniziativa rotariana in campo educativo,
anche in epoche diverse.
Tutto ciò premesso, è di particolare rilievo la decisione del Rotary International per i Distretti Pilota, tra
cui il 2080, secondo la quale i programmi educativi, ad eccezione delle “borse della pace”, non saranno più operativi secondo le modalità e procedure di finanziamento sin qui adottate,
ma potranno essere mantenuti con altre caratteristiche con l’impiego di risorse “distrettuali” e “globali”.
12
novembre 2009 • n. 67
VOCE del ROTARY
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
Aumentare la raccolta per il Fondo
GSE 2009/2010 Italia-Oklahoma
Programmi: come e perché?
Dal prossimo anno nuova struttura per il programma
di Domenico Apolloni
O
sti amministrativi; la risposta è disarrmai, la cifra annualmente racmante: la Fondazione Rotary registra
colta nel Mondo è da capogiro:
spese molto più contenute di altre orsono stati superati i cento miganizzazioni similari e, nel recente paslioni di dollari già nel 2006-2007, con
sato, le stesse venivano interamente
l’eccezionale risultato di quasi 115 micoperte dal guadagno che derivava dallioni raggiunto nell’annualità 2007l’investimento triennale di quanto rac2008. Il dato, al 30 giugno scorso, si è
colto. Io mi permetto di sottolineare,
attestato un po’ al disotto dei 100 misul punto, quanto la Fondazione sia
lioni (dollaro più, dollaro meno) e
alquanto singolare per il comportal’obiettivo per il corrente 2009-2010 è
prudenzialmente fissato a 96 milioni. Zea: «se pace e comprensione inter- mento attento e parsimonioso nella geQuesto ha dato modo di cumulare (dal nazionale sono le ragioni alla base del stione complessiva, una gestione che
1947) circa 1.900 miliardi di dollari Rotary e se la Fondazione rappresen- cerca di non pesare, o di farlo al minelle varie linee di contribuzione alla ta lo strumento per raggiungere que- nimo indispensabile, sopra gli spazi
Fondazione e, conseguentemente, di sti obiettivi, perché mai un Rotaria- del versato.
Perché tutto funzioni, e funzioni seinvestire somme sempre più importan- no non dovrebbe sostenere l’attività
condo giusti canoni imprenditoriali,
ti per gli scopi istituzionali del Rota- della Fondazione?».
Del resto, a proposito del sostene- occorre peraltro che ogni singolo Club
ry.
A tale crescita nel tempo, corrispon- re, è ormai noto a tutti il meccanismo stabilisca il proprio obiettivo dell’ande l’aumento nel numero dei ricono- operativo del Fondo: le somme raccol- no e programmi le attività per soddiscimenti: oggi sul Pianeta esistono te vengono investite per tre anni, poi sfarlo (organizzando eventi, gare spor1.190.000 Amici di Paul Harris e 11.500 il 50% delle stesse ritorna al Distret- tive, lotterie, cene a scopo, o altro);
Grandi Donatori oltre a Benefactors, to che ha raccolto i contributi, per es- occorre, poi, che ogni Club versi quansoci della Bequest Society e soci della sere subito impiegato nei Programmi to prefissato (e comunicato) in più rae l’altro 50% va al Fondo Mondiale, te nel corso dell’anno: tale sistema è
Arch C. Klumph Society.
Detto questo mi sembra lecito ag- destinato a finanziare Progetti presen- oltremodo importante perché permetgiungere un sillogismo: il “Fondo An- tati da tutti i Distretti, a prescindere te una diluizione dello sforzo e fornisce, alla Fondazione, la possibilità di
nuale Programmi” figura, in astratto, dai contributi raccolti.
Un pensiero elementare va’, comun- alimentare mensilmente il processo
come il cardine di quella porta che si
apre sul finanziamento dei Progetti que, al come vengono soddisfatti i co- economico sopra ricordato.
Concludo con la conRotary, sia di Club che
siderazione finale che mi
Distrettuali. Questi vanviene spontanea: un penno dalle Sovvenzioni UmaRACCOLTA PER LA FONDAZIONE ROTARY
siero se lo meritano punitarie ai Programmi EduNEL NOSTRO DISTRETTO 2008/09
re i riconoscimenti che
cativi, dalla realizzaziovengono concessi sulla
ne di strutture all’acquiContributi al Fondo Annuale Programmi
base di quanto versato;
sto di attrezzature che
US$ 293.434,81
questi, lasciatemelo direndano migliore l’esire, fanno sempre piacestenza di tante persone
I Club che hanno raccolto di più
re, non tanto per il vanel Mondo.
R.C. Roma
US$ 27.164,67
lore intrinseco e l’esibiMa deve essere costanR.C. Roma Est
US$ 15.215,63
R.C. Pomezia Lavinium
US$ 13.763.71
zione degli stessi al batemente oleato e, anno
vero della giacca, quandopo anno, sostenuto perGraduatoria versamenti procapite
to per la memoria che si
ché i Progetti in corso, e
R.C. Pomezia Lavinium
US$
344.09
portano dietro, con la
quelli ancora da lanciaR.C. Civitavecchia
US$
163.34
loro annotazione a livelre, abbiano il necessario
R.C. Roma Foro Italico
US$
129.73
lo mondiale e, sopratsupporto economico.
tutto, per l’orgoglio di
Mi piace, in ossequio
GRAZIE PER IL SOSTEGNO DATO AI PROGRAMMI DELLA
appartenenza che, semdi questo, ricordare una
FONDAZIONE ROTARY
pre e dovunque, risvefrase pronunciata di regliano in noi.
cente dall’Argentino Luis
13
di Claudia Conversi
D
opo 44 anni di servizio, il noto programma educativo della
Fondazione Rotary, Scambio
Gruppi di Studio, termina di essere
operativo, nella sua formula originaria. Per il nostro Distretto e gli altri
di tutto il mondo (100 in totale) selezionati per partecipare, quali “Distretti Pilota”, alla fase sperimentale del
nuovo Piano di Visione Futura della
Fondazione Rotary cambieranno molte cose che riguarderanno anche la
struttura dei programmi educativi.
Per i “Piloti” una sorta di pensionamento anticipato dei vari programmi,
GSE compreso, in attesa dell’entrata
a regime del piano nel luglio 2013.
Istituito nel 1965, il programma GSE
offre a giovani uomini e donne non appartenenti al Rotary, impegnati nelle
libere professioni, negli affari o nelle
aziende, la possibilità di visitare un
distretto straniero gemellato con il proprio. I gruppi SGS (acronimo italiano
di GSE) passano quattro settimane nel
Paese ospite per studiarne le istituzioni, l’economia e lo stile di vita e per
osservare come vi venga praticata la
propria professione, scambiando opinioni e stringendo rapporti professionali e d’amicizia. Il tutto sotto la guida dei rotariani del posto. Il nostro
Distretto vanta una lunga tradizione
di scambi. A partire dal 1977 ben 24
gruppi, oltre centro uomini e donne,
hanno avuto il privilegio di fare straordinarie esperienze professionali,
educative e culturali in varie parti del
mondo accompagnati da efficienti capogruppo rotariani .
A futura memoria viene pubblicato a parte l’elenco degli scambi patrocinati dal nostro Distretto
A partire dal prossimo anno l’impostazione degli scambi sarà diversa.
I gruppi che verranno finanziati con
le nuove “Sovvenzioni Globali” , con
molta probabilità verranno denominati “Vocational Training Team” per
sottolineare la particolare valenza dell’aggiornamento professionale nelle
così dette “aree di interesse”.
Nell’anno rotariano attualmente in
corso, il nostro Distretto è gemellato
con il Distretto 5750 Oklahoma. Maggior produttore di gas naturale, petrolio e prodotti agricoli, l’Oklahoma basa la sua economia su energie alternative, telecomunicazioni, nanoscienze,
biotecnologie ed industria aerospaziale rendendolo uno degli stati con il più
rapido sviluppo economico, trai i primi posti per crescita del PIL. Il nostro
gruppo soggiornerà negli Stati Uniti
dal 3 aprile 2010 al 2 maggio 2010. Numerose e qualificate le candidature
presentate dai Club. Prossimamente
inizieremo la selezione e la preparazione del gruppo.
Il gruppo americano, composto da
quattro giovani professionisti e da un
Capogruppo rotariano, arriverà a Roma il 6 maggio 2010, parteciperà al
Congresso Distrettuale di Roma per
poi iniziare il proprio viaggio attraverso il Lazio e la Sardegna da dove
ripartirà il 2 giugno. La generosità e
l’impegno dei club ci hanno sempre
consentito di lasciare negli ospiti un
ottimo ricordo del nostro Distretto sia
per l’ospitalità sia per l’organizzazione di visite professionali, Quest’anno
non potremo essere da meno. I club
sono pregati di segnalare sin da ora la
loro disponibilità ad accogliere i giovani dell’Oklahoma.
Anno
Distretto gemellato
Paese
Team Leader
1977/78
1981/82
1985/85
1986/87
1988/89
1990/91
1992/93
1993/94
1994/95
1995/96
1996/97
1997/98
1998/99
1999/00
2000/01
2001/02
2002/03
2003/04
2004/05
2005/06
2006/07
2007/08
2008/09
2008/09
2009/10
9600
5260
5450
5230
9470
3810
3650
6920
5100
9680
7500
4640
2550
7040
4890
3140
5280
9980
3590
6920
4610
2440
2220
3925
5750
Australia
California
Colorado
California
Australia
Filippine
Corea
California
Oregon
Australia
New Jersey
Brasile
Giappone
Canada/Usa
Argentina
India
California
Nuova Zelanda
Corea
Georgia
Brasile
Turchia
Russia
Argentina
Oklahoma
Calderale
Bergamo
Bertani
Ziffer
Ziffer
Barrocu
Sagone
Modugno
Sagone
Bertani
Bertani
Rossi
Coia
Lixi
Mulas
Di Muzio
Maugeri
Caldani
Bertani
Cecchini
Filigi
Lolli di Lusingano
Rossoni
Perrone
da designare
14
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
Il fondo permanente
della Rotary Foundation
di Giovanni Barrocu
I
l programma del Fondo Permanente è il meno conosciuto fra gli
altri della RF ma sicuramente non
il meno importante. Il fondo è indisponibile ed è con
gli utili che esso comporta che la RF può
continuare a garantire risposte rapide, efficaci e strategiche alle necessità più urgenti, e ad impostare nuovi progetti che continueranno con programmi di finanziamenti ad hoc per
progetti i quali, com’è sempre avvenuto, produrranno effetti di alto impatto e sostenibili, di grande risonanza, vasto consenso e ritorno d’immagine.
È grazie alla sua sufficiente liquidità e alle riserve assicurategli dai suoi
fondi che la RF ha potuto far fronte
alle perdite di reddito dell’ultimo anno senza ricorrere alla vendita in perdita di titoli di investimento. Già in
precedenza gli amministratori avevano deciso e iniziato una diversificazione che verrà perfezionata nei prossimi anni, mirante a produrre più stabili flussi di entrate con maggior lucro. La RF ha dimostrato negli anni
di aver fatto buon uso delle donazioni ricevute, e per controllare l’efficacia degli investimenti con maggior garanzia e meglio far fronte alle difficoltà del mercato globale attuale riducendo i rischi, dal 1.07.07 è stato istituito un consiglio separato di supervisione per gli investimenti costituito da 6
rotariani e tre garanti, tutti specialisti di settore, di collaudate capacità.
Ad oggi i fondi permanenti sono investiti per il 30% in azioni USA, il 25%
in azioni extra USA, il 10% in obbligazioni e il 35% in fondi alternativi.
Nel 2007/08 il totale delle entrate della RF, compresi i proventi da investimenti, è stato di 201,4 milioni di US$,
di cui 13,9 milioni di US$, pari al 6,9%,
relativi a contributi al Fondi permanente. Le attività di servizio della RF
sono enormemente cresciute negli ultimi tempi, per assecondare le richieste dei rotariani e far fronte alle esigenze di un mondo
in evoluzione. Così
il Future Vision Plan,
che gli amministratori della RF e i Direttori del RI decisero di iniziare a partire dal 2005, è stato ripetutamente aggiornato anche per tener conto della
crisi economica che negli ultimi anni
ha colpito particolarmente il dollaro
USA e del fatto che per la volontà
espressa dei rotariani gli investimenti si sono spostati sempre più dai programmi educativi a quelli umanitari.
La RF invita i rotariani a fare donazioni nominative sostanziose per il
Fondo Permanente. Le grandi donazioni, di almeno 10.000 US$, generano il supporto finanziario perpetuo dei
programmi. Con 25.000 US$ è possibile stabilire un fondo nominativo. Gli
utili possono essere diretti al Fondo di
Partecipazione o al Fondo Mondiale.
Con 50.000 US$ gli utili possono essere utilizzati per sovvenzionare un programma della Fondazione (ad es. programmi educativi o umanitari). Con
150.000 US$ è possibile istituire un
fondo nominativo per il finanziamento, con i relativi proventi, di un programma della RF (ad es. una borsa annuale degli ambasciatori o un GSE donato ad uno specifico distretto).
VOCE del ROTARY
Le commissioni distrettuali per i fondi permanenti hanno lo scopo principale di individuare i potenziali donatori, informarli e assisterli. La loro
funzione è così importante che in USA
e Canada sono biennali.
Le norme italiane non favoriscono
certo le donazioni, che non possono
essere dedotte dalle tasse, ma così come tante gocce fanno un mare è possibile che i rotariani donino al Fondo
Permanente con versamenti periodici di almeno 100 US$ alla volta, che si
accumulano nel tempo a nome del donatore.
Le somme possono essere versate on
line sul sito www.rotary.org senza oneri bancari.
I rotariani devono sentirsi tutti impegnati a finanziare anche il Fondo
Permanente e nello spirito rotariano
è comunque preferibile finanziare i
programmi della RF piuttosto che le
tante iniziative indipendenti proposte
dai singoli club anche nel nostro Distretto.
novembre 2009 • n. 67
Al seminario sulla Rotary Foundation
Per conoscere il futuro
I
l seminario, che si svolge ogni anno a novembre, è la migliore occasione per conoscere la “nostra
fondazione” ed entrare nel merito dei
programmi per parteciparvi con competenza. Solo una conoscenza approfondita consentirà di cogliere maggiori opportunità di servizio per “fare del
bene nel mondo”. Poiché chi scrive si
occupa delle sovvenzioni per i Progetti Umanitari dei club del nostro distretto, cercherò di fornire qualche
dato riassuntivo.
Le Sovvenzioni Distrettuali Semplificate sostengono progetti umanitari a breve termine, elaborate dai club
e destinati a soddisfare necessità locali e internazionali. Dall’inizio del programma (2003-04), sono state approvate 1.900 sovvenzioni per un totale
di oltre 28 milioni di $, erogate a 478
distretti di 65 Paesi. Nel solo anno
ROTARY INTERNATIONAL
R.I. Distretto 2080 Italia
Il festival internazionale di teatro amatoriale Città di Viterbo
Progetto Polioplus della Rotary Foundation
A ottobre è iniziata la XIV edizione del Festival Internazionale di
Teatro Amatoriale - Città di Viterbo, la più importante manifestazione
del settore in Italia. Anche quest’anno, la partecipazione di compagnie
straniere nell’ambito degli scambi interculturali tra nazioni, fa della
manifestazione un evento internazionale e Viterbo, magnifica città storica con un grande patrimonio di tradizioni e cultura, diventa la degna
sede della cultura del teatro amatoriale.
E anche stavolta, come negli anni precedenti, sarà assegnato da una giuria rotariana
il “Premio Rotary” al migliore attore/attrice giovane, nell’ambito delle attività rotariane finalizzate alle nuove generazioni e professioni.
Quest’anno tale iniziativa acquista particolare rilevanza in quanto, a seguito di un protocollo d’intesa Rotary/Federazione Italiana Teatro Amatori, il “Premio Rotary” si abbina
al Progetto PolioPlus della Rotary Foundation, finalizzato alla eradicazione della Poliomielite nel mondo.
Con la partecipazione dei Rotary Club al Festival teatrale e con la promozione dell’iniziativa sia nell’ambito dei soci rotariani, sia verso il pubblico dei spettacoli ed i mass media coinvolti nella manifestazione, è stata associata una raccolta fondi per tale progetto
umanitario rotariano. All’iniziativa, patrocinata dal Distretto 2080, partecipano ventidue
club del Rotary, dieci del Rotaract e uno dell’Interact. Il coordinamento rotariano è assicurato dalla Commissione distrettuale della PolioPlus. Del Comitato d’onore del Festival
fanno parte, oltre al Governatore, i presidenti della commissione distrettuale Fondazione
Rotary e della sottocommissione PolioPlus.
Ricordiamo che, per sostenere gli sforzi ancora necessari per le campagne di immunizzazione, la fondazione Bill & Melinda Gates, dopo i 100 milioni di dollari del 2008, quest’anno ha stanziato ulteriori di 255 milioni di dollari, cifra che il Rotary si è impegnata a
raddoppiare nei prossimi
tre anni. A tali stanziamenti si aggiungono altri 150 milioni di dollari
del Governo britannico e
130 di quello tedesco.
La notizia non è solo
l’entità della donazione
di Gates (355 milioni di
dollari), la vera notizia è
che ha scelto di affidarli
alla gestione della Fondazione Rotary riconoscendone pertanto l’assoluta efficacia e credibilità. Al Rotary con i suoi
partners non resta che
completare il lavoro con
una contribuzione di 2.000
dollari/annui a Club (per
tutti i Club del mondo)
per i prossimi tre anni. E
il XIV Festival del Teatro
Amatoriale serve anche
a questo.
15
LA SECONDA PARTE DEL PROGRAMMA
DELLA MANIFESTAZIONE
DOMENICA 15 NOVEMBRE - ORE 17.30
Compagnia: “I sani da legare” di Tivoli (Roma)
Spettacolo: Addio mondo crudele di T. Rossi
DOMENICA 22 NOVEMBRE - ORE 17.30
Compagnia: “Teatro Club” di Torre del Greco (Napoli)
Spettacolo: Napoli milionaria di Eduardo De Filippo
DOMENICA 29 NOVEMBRE - ORE 21
Compagnia: “Apothema Teatrodanza” di Orbassano (Torino)
Spettacolo: La Flor di Luigi Pirandello
Adattamento Oitana Ricki
DOMENICA 6 DICEMBRE - ORE 16
Premiazione Festival + Premio “Rotary Giovani”
Compagnia: “Theatre du Torrent” di Saint-Cergues (Francia)
Spettacolo: La premier (La Ligne) di Israel Horovitz
seguirà alle ore 20
Serata di gala
Chiusura XIV Festival di Teatro Amatoriale - PolioPlus
Conviviale
2007-08 sono state approvate 389 sovvenzioni, per 6,4 milioni di $. Le somme erogate ai Distretti vengono poi utilizzate per soddisfare le richieste dei
singoli club. Nell’anno 2008-09, a fronte di trenta domande pervenute nel
nostro Distretto, sono state approvate 17 sovvenzioni per un controvalore totale di 25.000 $. Per il corrente
anno rotariano la disponibilità del nostro Distretto, a questo titolo, sarà di
35.000 $, L’attuale quotazione del cambio euro/dollaro ci penalizza un po’
(non andremo oltre i 24.000 E). Debbo purtroppo far notare che le 10 richieste pervenute dai club non coprono ancora tale controvalore.
Le Sovvenzioni Paritarie (Matching
Grants) contribuiscono al finanziamento di progetti internazionali sponsorizzati da almeno due Club o Distretti rotariani di paesi diversi. Dal 1965
sono state accordate più di 29.000 sovvenzioni, per un totale di oltre 337 milioni. Nel 2007-08 sono state approvate 2.424 nuove sovvenzioni, per 137
Paesi, con 43,8 milioni di $.
Nel nostro distretto, per l’anno rotariano appena trascorso, sono stati
approvati progetti paritari, per un valore di 240.000 $, con contributi della RF per 94.000 $. La crisi finanziaria mondiale ha inciso anche sulle disponibilità della RF. Il minor budget
per le sovvenzioni paritarie stabilito
quest’anno è stato già impegnato totalmente. Per alcuni progetti sarà possibile sopperire alla mancanza dei finanziamenti dalla RF utilizzando i
Fondi di Designazione Distrettuale.
Le Sovvenzioni 3-H (Healt Hunger
Humanity) finanziano programmi pluriennali ad ampia portata,volti a migliorare la salute pubblica, ad alleviare la fame e promuovere il progresso
sociale. Dal 1978, sono stati finanziati 324 progetti, in 77 Paesi, per un totale di 84 milioni di $. Nel 2007-08 sono stati approvati 19 nuovi progetti,
assegnando 5,3 milioni di $.
Tutti i programmi qui illustrati verranno ridisegnati, nel nuovo Piano di
Visione Futura, nell’ambito delle Sovvenzioni Distrettuali o Globali.
Domenico Concezzi
16
novembre 2009 • n. 67
VOCE del ROTARY
LA PAGINA CULTURALE DEI ROTARIANI DEL 2080
Erasmus e il Rotary
sulle orme dei clerici vaganti
Il periodo di studio all’estero “Imprime nell’animo sentimenti indelebili di fratellanza
umana”, “Sviluppa la creatività”, “Rafforza nella fiducia in sé stessi”, “Insegna a cavarsela nelle difficoltà contando solo sulle
proprie forze”, “Insegna a chiedere aiuto agli altri e ad
ottenerlo”, “È una boccata d’aria che sprovincializza”.
“Si impara a pensare con la propria testa”, “Si impara a
sintonizzarsi sulla frequenza altrui”,”Si impara che la vita può essere vissuta altrettanto bene (o altrettanto male)
in base a coordinate morali e materiali che sono diverse
da quelle cui si era abituati”.
Quelle sopra riportate sembrano parole di grandi educatori o filosofi e invece sono le frasi con cui ragazzi poco
più che ventenni valutano “a posteriori” la loro esperienza di partecipazione al Programma Erasmus dell’Unione
Europea per l’interscambio degli studenti fra le università. Sono ormai più di due milioni gli studenti europei che,
dal 1987, nell’ambito di tale programma hanno compiuto un periodo di vita e di studio (in genere, da tre a sette
mesi) presso un’università estera. Il punto essenziale è che
gli esami superati presso l’università estera vengono ora
riconosciuti come parte del “Piano di studio” ai fini del
conseguimento della laurea presso l’ateneo in cui lo studente è incardinato e quindi senza ritardo nel conseguimento della laurea medesima. Preciso che i termini “università” e “laurea” vengono qui usati in senso lato e cioè
come equivalenti, rispettivamente, di “istituzioni di istruzione superiore” e “diploma finale”.
La sostanziale valenza di auto-educazione e di crescita
umana di cui beneficiano i partecipanti (il cosiddetto “effetto Erasmus”),viene ora concordemente apprezzato da
educatori, studiosi, genitori e datori di lavoro, tanto che
si stenta a credere, oggi, che l’idea originaria di un tale
meccanismo abbia, per quasi vent’anni, incontrato tante
resistenze misoneiste.
Il Programma Erasmus non è una bella innovazione
che ci sia stata benevolmente elargita “dall’alto” da una
qualche autorità “illuminata”, bensì è una conquista, è il
risultato di quasi vent’anni di lotta e di pressione che veniva “dal basso”. Ho ampiamente documentato nei miei
libri la storia di tali venti anni di lotta ed è la storia di venti anni di sconfitte. Sono contenta di essere stata perseverante, perché, nel 1987, l’Erasmus è divenuto realtà e,
dopo i primi anni di faticoso rodaggio, è stato un successo.
Da diversi anni sono innumerevoli i documenti ufficiali che constatano come l’Erasmus sia stato il Programma
comunitario di maggior successo. Ma c’è uno che mi lu-
singa particolarmente ed è il ben noto Rapporto della Commissione Attali che, tra le proposte mirate a superare l’attuale crisi mondiale, formula al presidente della Repubblica Francese la specifica raccomandazione di adoperarsi per “decuplicare la partecipazione dei giovani al Programma Erasmus”.
L’idea originaria della mobilità studentesca interuniversitaria non è stata un’idea di me professoressa bensì
un’idea di me studentessa. Tutto è cominciato nel 1958
quando, di ritorno da un anno trascorso alla Columbia
University di New York, dove avevo studiato nell’ambito
del Programma Fulbright superandovi numerosi esami,
mi ero presentata alla segreteria studenti dell’università
di Roma e, esibendo i relativi certificati, avevo ingenuamente chiesto che tali esami mi venissero riconosciuti come equipollenti ai tre che ancora mi mancavano per conseguire la laurea italiana. L’impiegato allo sportello non
capì neppure cosa io chiedessi e chiamò il Dcapo della segreteria, il quale mi somministrò una solenne ramanzina,
per di più ad altissima voce (e perciò udita dagli altri studenti in fila dietro a me) in cui quasi mi accusava di tentare di conseguire la laurea “dribblando” tre esami.
Per mia fortuna, a me studiare piaceva e non ebbi difficoltà a superare a Roma i tre esami e a laurearmi. Ma
da giovani non si dimentica facilmente una pubblica umiliazione subìta ingiustamente e quando, alcuni anni dopo, mi trovai (anche grazie al master conseguito alla Columbia) ad essere direttore scientifico dell’Ufficio studi
della associazione fra i rettori delle università italiane (al
tempo Conferenza dei Rettori, oggi CRUI) nel 1969 ripresi ad approfondire l’argomento e preparai un articolato
pro-memoria per il presidente (Alessandro Faedo, rettore dell’università di Pisa), il vicepresidente (Tito Carnacini, rettore dell’università di Bologna) e il segretario generale (Mario Rolla, rettore dell’università di Pavia).
Tutti e tre i destinatari furono entusiasti
della mia idea e, fra gli innumerevoli e gravosi impegni della carica di Rettore, negli
anni successivi si prestarono sempre benevolmente per partecipare a riunioni, firmare lettere e appoggiare in ogni modo le mie iniziative. Mi
onoravano di grande fiducia e di questo sono certamente
grata, ma ciò di cui sono particolarmente grata è la generosità con cui tali illustri scienziati hanno sempre voluto
esplicitare che l’idea di promuovere la mobilità studentesca era una idea mia personale, di una giovane studiosa
di scienze dell’educazione (al tempo ero assistente del pedagogista Luigi Volpicelli), e non (come si sarebbe potuto
VOCE del ROTARY
equivocare) un’idea della Conferenza dei rettori cui io
dessi esecuzione. Quando, nel 1987, l’Erasmus venne lanciato venni richiesta dal quotidiano La Repubblica di presentarlo al vasto pubblico. In tale occasione, letto l’articolo, Alessandro Faedo (che nel frattempo, dopo essere
stato per alcuni anni presidente del CNR, era stato eletto nel Senato della Repubblica ove era presidente della
Commissione istruzione) mi scrisse una affetuosa lettera:
“Cara signora Corradi, ho letto il Suo articolo su Repubblica e desidero unirmi alla soddisfazione che lei deve provare nel vedere il suo sogno educativo diventato realtà,
come lei lo aveva più volte illustrato a me e alla Conferenza dei rettori. Da quel che leggo il Programma Erasmus
ha dato vita proprio a ciò che lei auspicava e per cui abbiamo lavorato insieme in anni ormai lontani. Ricordo
con piacere i tempi in cui lei insisteva perché trovassi il
tempo per incontrarci con rettori
di altri Paesi (mentre in Italia divampava la contestazione che ci
poneva molti altri problemi contingenti)…..Tante congratulazioni per la sua attività, che sarà certamente proficua per il bene dei
nostri studenti e per diventare finalmente europei….. Suo affezionatissimo Alessandro Faedo”.
Con altrettanta generosità scientifica si comportò in tempi più recenti un altro illustre studioso, Vincenzo Buonocore, già rettore dell’università di Salerno e presidente della Conferenza dei rettori il
quale volle dare esplicita testimonianza nello stesso senso.
E veniamo a quella che si può
chiamare la preistoria del Programma Erasmus. In occasione della Assemblea Generale della Conferenza dei Rettori delle Università Europee (CRE) che si svolge a Ginevra nell’estate 1969 avvio contatti con le Conferenze dei
Rettori o Presidenti tedesca e francese e si rimane d’accordo di tenere al più presto due riunioni, in vista delle
quali preparo il sopra menzionato pro-memoria del 10 ottobre 1969 il cui scopo viene esplicitamente enunciato:
“Far sì che gli studenti italiani possano, dei quattro anni
di università, compierne per esempio tre in università italiane e uno in una università straniera”.
Nei giorni 1 e 2 novembre 1969 si svolge dunque a Ettlingen (presso Karlsruhe) la riunione delle delegazioni tedesca e italiana allo scopo “di studiare le equivalenze dei
corsi in alcune discipline tra le università italiane e tedesche” come espressamente detto nella lettera del Ministro
per la Pubblica Istruzione (del 29/10/1969, prot. 4786)
con cui (su richiesta del Presidente Faedo, che desidera
conferire una certa ufficialità al comune lavoro) viene nominato l’Ispettore Luciano Valle quale membro della delegazione italiana. Nei due giorni di riunione si lavora intensamente al fine di giungere alla elaborazione di uno
schema di equivalenze relativo ad alcuni corsi di laurea
allo scopo di “rendere possibile agli studenti di entrambi
novembre 2009 • n. 67
17
i Paesi di compere un periodo di studi universitari all’estero, con pieno riconoscimento presso l’università di origine e quindi senza ritardo nel conseguimento della laurea”.
Analogamente, nei giorni 6 e 7 dicembre 1969 ci si incontra a Pisa con la delegazione francese. Il documento
bilingue (italiano-francese) che viene approvato così conclude: “l’elaborazione dello schema di equivalenze… mira a rendere possibile agli studenti di ciascuno dei due
Paesi di compiere un periodo di studi universitari nell’altro, con pieno riconoscimento presso l’università di origine e quindi senza ritardo nel conseguimento della laurea”.
Allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e creare la auspicata “cultura della mobilità studentesca”, alla
fine di ogni riunione preparo un comunicato stampa abbastanza esteso. Normalmente i giornali li trascurano, ma
a volte concedono ampio spazio, e
così avviene per la riunione di Pisa: il comunicato stampa viene pubblicato quasi integralmente da diversi quotidiani del giorno 9 dicembre 1969. Il Corriere della Sera intitola “La Conferenza dei Rettori italiani e francesi. Accordi per
il riconoscimento degli studi fatti
all’estero”. Analogo rilievo viene
dato sul Messaggero, sul Tempo e
sulla Nazione.
Altre riunioni hanno luogo negli anni 1970 e 1971 in varie sedi
fra cui Roma, Parigi, Firenze, Bonn
(Bad Godesberg).La natura di questo scritto non mi consente di elencare le innumerevoli riunioni, nazionali e soprattutto internazionali, da me promosse e organizzate negli anni successivi, ma
chi lo desideri può trovarne il preciso resoconto in un testo di circa quaranta pagine che, in edizione bilingue, italiano e inglese, riassume il contenuto di alcuni miei libri
e può venire scaricato dal sito internet www.lifelong.it.
In ordine ad un inquadramento teorico del
Programma Erasmus nell’ambito di quella vasta materia conosciuta come educazione permanente in senso lato ovvero apprendimento durante tutto il corso della vita (“lifelong learning”), esso può venire considerato non solo
come processo di auto-educazione, ma anche – e forse soprattutto – come modello scientifico mirato alla fruizione
del territorio e della vita nella loro ricchezza, quali opportunità di apprendimento e di crescita umana. L’esperienza Erasmus incide non tanto nel determinare nel partecipante un aumento della sua scienza (scolastica o professionale) bensì – e soprattutto – della sua sapienza (di
persona umana).
L’esperienza educativa di cui si tratta possiede alcune
caratteristiche che la differenziano nettamente e radicalmente da altri tipi di dislocazione umana temporanea. In
primo luogo la durata, che normalmente è dell’ordine di
18
novembre 2009 • n. 67
alcuni mesi, se non di un anno accademico. In secondo
luogo la caratteristica di essere stanziale, in quanto il singolo non si muove tra diverse città, ma rimane fisso per
diversi mesi nello stesso luogo. Un fattore positivo è costituito dal notevole livello culturale dei partecipanti, che è
certo la base migliore per poter conoscere un ambiente
nuovo, per leggere o decodificare con autentica comprensione messaggi aventi carattere di novità.
Inoltre, protagonisti di questi periodi di vita (non solo di studio) all’estero sono individui in età non troppo giovane ma neppure troppo avanzata, nella quale la personalità sia ormai cristallizzata in orientamenti
difficilmente modificabili. Anche a seguito della ben nota
accelerazione dello sviluppo dell’individuo, sanzionata
dal legislatore italiano con l’abbassamento della maggiore età da ventuno a diciotto anni, oggi, innegabilmente,
l’età anagrafica colloca gli studenti universitari nella categoria degli adulti. Ciò ha varie implicazioni sotto il profilo educativo e in particolare sotto il profilo della fruizione della esperienza transculturale di cui si tratta, nella
quale il singolo è chiamato a trarre autonomamente apprendimenti da quel “grande laboratorio educativo” che
è la vita e a fronte del quale la scuola, pur indispensabile per conferire organicità ad apprendimenti casuali o disorganici, viene da autorevoli studiosi considerata come
un “piccolo” laboratorio educativo. Un punto essenziale
è che ci si aspetta che sia l’interessato a prendere la decisione di volerne fruire e a prendere, quindi, in prima persona, le iniziative concrete necessarie. Ciò conduce a notare che la mobilità Erasmus non ha nulla, o quasi, in comune con una gita scolastica, dato che quest’ultima, seppur utile, viene vissuta dai discenti in una condizione didatticamente dipendente, subalterna o di “follower”, mentre la “leadership” dell’iniziativa viene lasciata al docente. Nell’esperienza Erasmus, invece, lo studente si colloca non solo in una posizione di discente ma anche in una
posizione di protagonista e di “leader”.
Lo studente Erasmus ha l’occasione (come parte della
sua esperienza collocata nella comunità universitaria) di
trovarsi ad operare in un gruppo di colleghi. Mentre il turista o il viaggiatore hanno con la popolazione locale contatti saltuari o occasionali, e per lo più con persone dagli
interessi diversi dai loro, lo studente interagisce con individui ch non solo appartengono alla sua stessa fascia di
età, ma hanno i suoi stessi interessi. È dunque evidente
che la situazione dello studente erasmiano in un gruppo
di studenti della nazione ospitante è sotto questi aspetti
una situazione ideale, quasi “da laboratorio”.
L’esperienza transculturale di cui si tratta
si svolge poi in condizioni ottimali anche sotto altri profili. Il giovane si trova in un contesto che, essendo universitario, è sì diverso dall’omologo del suo Paese, ma non ne è
dissimile in misura eccessiva. L’erasmiano impara che, nel
contatto fra culture diverse, ciascuno ha da apprendere
in misura non inferiore a quanto abbia da insegnare e che
VOCE del ROTARY
non necessariamente chi appartiene a una cultura diversa è inimico. Oltretutto compie, a costi psicologici modesti, la preziosa esperienza di “essere minoranza”.
C’è un punto su cui non si insisterà mai abbastanza. Ancora maggiori dei vantaggi relativi alle acquisizioni cognitive ed alle prospettive occupazionali, sono quelli che da
un periodo di vita e di studio all’estero derivano allo studente sotto il profilo della maturazione generale della persona, della educazion alla creatività, della formazione dell’individuo al pensiero critico.
Dal 1994 sono socia del Roma Sud Ovest ed ho potuto
constatare che gli ideali di fratellanza umana e di promozione della pace e della comprensione tra i popoli sono assolutamente comuni al Rotary e all’Erasmus e che, specificamente, Paul Harris, fondatore del Rotary, fu sempre
molto sensibile al tema del rapporto con le alterità. Ritengo pertanto che, sulla base di tali elementi essenziali, ben
si potrebbe attuare una costruttiva sinergia Rotary-Erasmus e ne ho inviato un pro-memoria alle autorità rotariane. Proporrei di promuovere incontri individuali tra
rotariani locali e studenti erasmiani comunitari iscritti
(normalmente per alcuni mesi) alla locale università. Il
costo sarebbe prossimo allo zero come pure l’attività organizzativa.
A scopo di chiarezza preciso che non propongo di invitare gli erasmiani a una cena
rotariana, dato che verisimilmente per un
erasmiano ventenne sarebbe poco significativo cenare con un gruppo di distinti signori dai capelli grigi. Si tratterebbe, invece, di promuovere pragmaticamente degli incontri tra un singolo rotariano e un singolo erasmiano comunitario. Il club che condividesse la proposta potrebbe limitare il proprio intervento ad un ruolo minimale di catalizzatore fornendo a
coloro che si siano dichiarati dichiarati interessati il reciproco numero di telefono. L’incontro verrebbe quindi concordato direttamente e autonomamente tra i due e potrebbe consistere (ad esempio) nella visita all’azienda in cui il
rotariano Ingegnere lavora. Oppure il rotariano avvocato potrebbe portare con sé l’erasmiano per un’intera giornata di lavoro (a studio e/o in tribunale). In ogni università e/o facoltà c’è un docente che ha la responsabilità dell’Erasmus e si potrebbe far capo a lui.
I vantaggi dell’iniziativa proposta sarebbero di vario
ordine. Immediato il vantaggio di immagine del Rotary
(i rotariani sono lavoratori attivi e di successo). Sui tempi lunghi, faremmo conoscere il Rotary a quei giovani
che probabilmente saranno parte della classe dirigente
di domani e che potrebbero sperabilmente diventare nostri soci. Ma non credo che dovremo aspettare molti anni dato che, come ho già potuto constatare con soddisfazione, gli erasmiani hanno delle carriere professionali
rapidissime.
Sofia Corradi
già ordinario di Scienze dell’educazione
all’Università Roma Tre
Rotary Club Roma Sud Ovest
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
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Lo scudo fiscale 2009
sulle orme dei capitali rientranti
La decisione di rimpatriare o regolarizzare
i capitali detenuti all’estero e non dichiarati in Italia, non deve basarsi su considerazioni emotive. Al contrario, si deve innanzitutto guardare al sempre più stringente
quadro normativo contro l’evasione fiscale. Non a caso,
negoziati, accordi antifrode e scambio di informazioni sono stati avviati con il Liechtenstein, il Principato di Monaco, Andorra, San Marino e Svizzera. Che l’appeal per
i detentori di capitali all’estero, stia via via scemando, lo
dimostra anche il fatto che il governo svizzero ha firmato
con l’Unione Europea la Saving Tax Directive, cioè l’applicazione, a carico dei cittadini comunitari, di un’aliquota sugli interessi maturati che sarà, a partire dal 2011, pari al 35 per cento. I paesi OCSE hanno raggiunto un’intesa per far emergere attività economiche e finanziarie detenute in “paradisi fiscali”.
L’inasprimento delle sanzioni per chi non dichiara capitali illegalmente detenuti all’estero, rappresenta un ulteriore, evidente segno del cambiamento in atto. In sostanza, sarà sempre più rischioso ed estremamente oneroso detenere all’estero attività finanziarie non dichiarate. Alla luce delle considerazioni fatte, quindi, lo Scudo
Fiscale rappresenta un’occasione da non perdere!
Approfittare dello scudo fiscale, significa “garantirsi”
la possibilità di utilizzare liberamente i capitali rimpatriati o regolarizzati, in piena legalità fiscale, ovviamente laddove la regolarizzazione o il rimpatrio sia effettuato nel
rispetto dei requisiti imposti dalla norma. La normativa
è complessa e merita uno studio approfondito.
Il monitoraggio fiscale è una disciplina fiscale introdotta dal decreto legge n. 167/90
e successive modificazioni e integrazioni, al
fine di realizzare un incisivo sistema di sorveglianza sui movimenti transfrontalieri di
denaro contante e altre attività finanziarie. La stessa si
basa sul presupposto che i soggetti residenti in Italia debbono dichiarare e tassare i redditi, ovunque prodotti nel
mondo.
Pertanto ai fini di controllo e tassazione la disciplina
del monitoraggio fiscale impone precisi obblighi di dichiarazione alle persone fisiche, anche imprenditori, e soggetti assimilati. L’obbligo non sussiste solo a condizione
che conti e depositi o i titoli e gli strumenti finanziari siano affidati in gestione o amministrazione a intermediari
finanziari, che intervengono nel pagamento degli interessi o dei proventi, ovvero sono parti contrattuali nell’operazione.
In estrema sintesi, la disciplina prevede che: le persone fisiche residenti e soggetti assimilati (stessi soggetti per
i quali si applica lo scudo fiscale), che effettuano operazioni di trasferimento da o verso l’estero di denaro o di
altre attività finanziarie, effettuati senza il tramite di intermediari residenti, complessivamente superiori a 10.000
euro, oppure detengano investimenti finanziari o patrimoniali all’estero superiori a 10.000 euro, debbano dichiarare tali movimenti e consistenze.
Gli intermediari che intervengono in trasferimenti di
denaro e altre attività finanziarie, per importi singolarmente superiori a 10.000 euro, hanno dal canto loro l’obbligo di segnalazione di detti trasferimenti all’Amministrazione Finanziaria.
In particolare le persone fisiche residenti in Italia devono dichiarare:
a) I trasferimenti da e verso l’estero di denaro, titoli e altri strumenti finanziari effettuati attraverso soggetti
non residenti senza il tramite degli intermediari residenti se l’ammontare complessivo di tali trasferimenti
nel corso del periodo di imposta sia stato superiore a
10.000 euro.
b) Gli investimenti all’estero e le attività estere di natura
finanziaria, attraverso cui possono essere conseguiti
redditi di fonte estera imponibili Italia detenuti al termine del periodo di imposta se l’ammontare complessivo risulta superiore a 10,000 euro. Detto obbligo sussiste anche se nel corso dell’anno non sono intervenute movimentazioni.
c) I trasferimenti da e verso l’estero dei suddetti investimenti e attività se l’ammontare complessivo dei movimenti effettuati nel corso dell’anno sia stato superiore
a 10.000 euro. Detto obbligo sussiste anche se al termine del periodo di imposta i soggetti non detengono investimenti né attività di natura finanziaria, in quanto
a tale data è intervenuto il disinvestimento/estinzione
dei rapporti finanziari.
Presupposto quindi per la dichiarazione è
che l’investimento estero sia produttivo di
reddito. Per le attività finanziarie il reddito si presume in ogni caso. Per le altre attività occorre valutare caso per caso. In
particolare relativamente agli immobili all’estero, l’obbligo di dichiarazione sussiste solo: qualora tenuti a disposizione, solo se sono assoggettati ad imposte sui redditi “su
base catastale”, cioé se lo Stato estero individua una redditività presuntiva, come la rendita catastale per l’Italia;
in ogni caso se locati; in caso di cessione nei cinque anni
dall’acquisto. Ad esempio, gli immobili tenuti a disposizione in Francia non sono soggetti a tassazione su base catastale e quindi non vi è alcun obbligo di monitoraggio fiscale in capo al titolare.
Il decreto legge 78/2009 ha elevato le sanzioni amministrative in caso di compilazione infedele/inesatta del quadro RW che precedentemente erano compresi tra il 5 e il
25 per cento degli importi non dichiarati sono oggi com-
20
novembre 2009 • n. 67
prese tra il 10 e il 50 per cento dell’ammontare degli importi non dichiarati.
Oltre a quanto precedentemente riportato è previsto
che: chiunque attraversi la frontiera italiana portando
con sé “denaro contante” (banconote, monete, traveller
cheque e strumenti di pagamento al portatore immediatamente negoziabili, quali ad esempio assegni con girata
piena), di importo superiore a euro 10.000, ha l’obbligo
di presentare preventivamente in via telematica o cartacea, una dichiarazione doganale, da conservare al momento del passaggio in frontiera, a pena di sanzione pari
al 40 per cento del denaro.
È inoltre previsto che il denaro al seguito non dichiarato sia sequestrato, per l’importo eccedente i 10.000 euro, fino al limite massimo del 40 per cento “denaro contante” accertato.
Generalmente quando si parla di “paradisi fiscali”, si intende riferirsi a quei Paesi
spesso caratterizzati da un elevato grado di
tutela del segreto bancario o da uno scarso/mancato scambio di informazioni con le Amministrazioni fiscali dei Paesi terzi e dall’applicazione di livelli di tassazione privilegiati. I “paradisi fiscali” quindi,
sono Paesi noti per un elevato grado di tutela del segreto
bancario o che risultano scarsamente collaborativi con le
Amministrazioni fiscali di altri Stati ai fini dello scambio
di informazioni.
Alla mancanza di trasparenza informativa possono venire accomunati ulteriori aspetti di criticità quali regimi
fiscali particolarmente privilegiati per soggetti non residenti. Ciò comporta, ad esempio, il fatto che i redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi corrisposti in uno
Stato a persone fisiche che siano
beneficiarie effettivi degli stessi
ma residenti ai fini fiscali in un
altro Stato, non siano soggetti a
un’effettiva imposizione secondo la legislazione interna di quest’ultimo Stato.
Negli ultimi anni al fine di contrastare l’evasione/elusione le
Autorità fiscali hanno “agito” su
più fronti:
• Incremento della cooperazione Internazionale ai fini dello
scambio di informazioni in materia fiscale;
• Creazione di nuove presunzioni legali per le attività e
gli investimenti realizzati nei paradisi fiscali e inasprimento di talune sanzioni, applicabili per la violazione
delle norme tributarie sul monitoraggio fiscale;
• Potenziamento degli strumenti di controllo a disposizione delle Amministrazioni fiscali.
In particolare si segnala come l’art. 12 del decreto legge 78, che ha pure introdotto lo scudo fiscale, prevede al
comma 1 una dichiarazione programmatica di lotta al-
VOCE del ROTARY
l’evasione fiscale internazionale, mediante il potenziamento degli strumenti di collaborazione fiscale internazionale, il comma 2 introduce una presunzione in base alla quale costituisce reddito non dichiarato il capitale accertato
in uno dei Paesi black list, il cui elenco è integralmente riportato nell’allegato al presente modulo, mentre il comma 3 istituisce unità speciale dell’Agenzia delle Entrate,
che in coordinamento con la Guardia di Finanza, ha il
compito di contrastare l’elusione e l’evasione fiscale internazionale e di favorire la cooperazione fiscale sovranazionale.
L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha avviato
un progetto per il contrasto delle pratiche
fiscali dannose definendo, fin dal 1996, standard per la trasparenza e l’effettivo scambio di informazioni, sottoforma di modello di accordo sia
bilaterale che multilaterale. Lo standard OCSE prevede
lo scambio di informazioni su richiesta da parte delle Amministrazioni fiscali per tutte le questioni fiscali, a prescindere dalla normativa interna in tema di segreto bancario, garantendo comunque ampia tutela alla confidenzialità delle informazioni oggetto di scambio.
L’Organizzazione si è impegnata, inoltre, nella redazione di un elenco dei Paesi non cooperativi, che arriva a
contare 35 giurisdizioni. I lavori condotti dall’OCSE hanno registrato notevoli progressi in termini di graduale rimozione dei regimi fiscali ritenuti dannosi e di maggiore
adesione agli standard di trasparenza e di scambio di informazioni da parte dei Paesi a suo tempo qualificati come “paradisi fiscali”.
Il G-20 è un Forum informale
composto dai Ministri delle Finanze e dai governatori delle Banche
Centrali di 19 Paesi, ai quali si aggiunge l’Unione Europea, costituito per la promozione di un dialogo aperto e costruttivo tra Paesi industriali ed economie emergenti,
su questioni chiave relative alla stabilità economica globale. Nell’ambito delle proprie attività e condividendo l’impegno in tale senso promosso dall’Ocse, i Paesi costituenti il G-20 hanno proceduto alla redazione e all’aggiornamento di “liste nere” nelle quali inserire i “paradisi fiscali”.
Nel 2008 lo standard OCSE viene incorporato dall’ONU
nel modello di convenzione internazionale contro le doppie imposizioni (generalmente utilizzato dai Paesi in via
di sviluppo).
La crescente tendenza da parte di un sempre maggior
numero di Stati a uniformarsi agli standard promossi dall’OCSE, ha portato, nel tempo, alla redazione di tre liste,
per distinguere i singoli Stati, a seconda della tendenza
mostrata alla collaborazione e all’adesione agli standard
internazionali.
VOCE del ROTARY
La lista bianca (white list), comprende Stati e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni e
presentano un livello di tassazione privilegiata, non sensibilmente inferiore a quello applicato nel Paese di residenza dei Soggetti esteri.
La lista grigia (grey list), comprende Stati e territori
che si sono impegnati al rispetto degli standard, ma non
li hanno ancora, di fatto, applicati. Tale categoria risulta a sua volta ripartita in due sottogruppi: quello dei “paradisi fiscali”, vale a dire 37 Paesi (tra i quali ad esempio
Andorra, Liechtenstein, Monaco e San Marino), qualificati tali in ragione della presenza di determinate caratteristiche; e quella dei cosiddetti “altri centri finanziari” (8
Stati, quali Austria, Belgio, Brasile, Chile, Guatemala,
Lussemburgo, Singapore e Svizzera). Si tratta, in pratica, di Paesi sotto osservazione, in attesa di poter essere
inclusi nella lista” bianca“.
La lista nera (black list) ha raccolto invece le giurisdizioni che in passato non si erano impegnate allo scambio
di informazioni (quali, ad esempio, Monaco, Urugay, Costa Rica, Filippine e Malaysia).
Attualmente però, anche questi ultimi Paesi hanno stipulato accordi, impegnandosi ad adeguarsi agli standard
OCSE, in materia di scambio di informazioni e, per questi motivi, gli stessi, dovranno essere rimossi dalla black
list e compresi nella grey list.
A ulteriore conferma della volontà di contrastare i paradisi fiscali, è stata introdotta una nuova presunzione di legge con riferimento agli investimenti e alle attività detenute nei paradisi fiscali.
In particolare, la nuova norma stabilisce che: fino a
prova contraria gli investimenti e le attività di natura finanziaria, detenute negli stati o territori a regime fiscale
privilegiato, in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale, si presumono costituite mediante redditi sottratti a tassazione in Italia. In detta ipotesi, sono state
raddoppiate le sanzioni applicabili nel caso di omessa/infedele dichiarazione, che attualmente sono comprese: nel
caso di infedele dichiarazione tra il 200 e il 400 per cento
delle imposte dovute e nel caso di omessa dichiarazione
tra il 240 e il 480 dell’imposta evasa. Vi è stata pertanto
un’inversione dell’onere della prova che, oggi, è quindi,
a carico del contribuente.
In caso di capitali e relativi redditi detenuti/prodotti in paradisi fiscali le sanzioni previste sono le seguenti: sull’imposta IRPEF con aliquota marginale sul capitale accertato, la sanzione va dal 200 al 400 per cento
dell’imposta IRPEF sul capitale accertato; sull’imposta
sul reddito prodotto all’estero e non dichiarato, è prevista una sanzione tra il 133 e il 266 per cento dell’imposta evasa.
Oltre alle specifica sanzione per le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale è prevista una sanzione dal
10 al 50 per cento del capitale accertato
Vediamo un esempio numerico di accertamento su importi detenuti in Paesi black list, ipotizzando l’applicazione delle sanzioni minime previste.
novembre 2009 • n. 67
21
Il potenziamento degli strumenti di controllo a disposizione delle amministrazioni fiscali è stato effettuato anche tramite una modifica:
• degli art. 32 del DPR 600/1973 e 51 del DPR 633/1972,
relativi ai poteri in materia di accertamento IVA e dirette a disposizione di talune Autorità (ad es. Agenzia
delle Entrate, Guardia di Finanza) e;
• dell’art. 7 del DPR 605/1973 in materia di comunicazioni alla Anagrafe Tributaria.
In particolare, le modifiche appoortate
hanno consentito un ampliamento delle informazioni che possono essere richieste a
determinati intermediari. In proposito si segnala infatti che, ad oggi, possono essere richieste informazioni su “dati, notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata, ivi compresi i servizi prestati, con i loro clienti,
nonché alle garanzie prestate da terzi.
Hanno consentito altresì anche un ampliamento dei soggetti destinatari delle richieste, tra i quali, a titolo esemplificativo, sono comprese: le società fiduciarie, le banche, le poste; l’implementazione di un sistema telematico
di richieste/risposte agli intermediari finanziari sui rapporti detenuti con i loro clienti; e infine l’obbligo da parte di taluni intermediari di fornire, periodicamente, all’Archivio Unico dei rapporti con gli operatori finanziari, i dati identificativi, di ogni soggetto che intrattenga
qualsiasi rapporto o effettui per conto proprio o per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria, anche al di fuori di un rapporto di carattere continuativo.
Nell’ottica di favorire l’emersione dei capitali detenuti all’estero, in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale, è stata reintrodotta – anche se con talune differenze rispetto al passato – la disciplina del cosiddetto
scudo fiscale, un significativo incentivo alla regolarizzazione della situazioni di mancata dichiarazione dei patrimoni.
In sintesi abbiamo visto che la disciplina del monitoraggio fiscale è stata introdotta al fine di realizzare un incisivo sistema di sorveglianza sui movimenti transfrontalieri di denaro contante e altre attività finanziarie. Stabilisce, infatti due obblighi: quello della dichiarazione da
parte di persone fisiche residenti e soggetti assimilati di
operazioni, attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, per importi complessivamente superiori a 10.000
euro e quello di segnalazione all’UIF (e cioè all’Ufficio di
informazione finanziaria della Banca d’Italia) da parte
degli Intermediari.
Al fine di contrastare l’evasione/l’elusione fiscale, negli ultimi anni le Autorità preposte hanno “agito” su più
fronti: hanno incrementato la cooperazione Internazionale, ai fini dello scambio di informazioni in materia fiscale; hanno creato nuove presunzioni legali per le attività e gli investimenti realizzati nei paradisi fiscali e inasprimento di alcune sanzioni applicabili; e hanno potenziato
gli strumenti di controllo a disposizione delle Amministrazioni fiscali.
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Nell’ottica di favorire l’emersione dei capitali detenuti all’estero, in violazione della normativa sul monitoraggio Fiscale, è stata reintrodotta la disciplina del cosiddetto scudo fiscale.
Per gli aspetti normativi e fiscali dello scudo 2009, diamo qui appresso una serie di
informazioni in pillole.
Lo scudo fiscale è un provvedimento che
consente di far emergere tramite il rimpatrio o la regolarizzazione i capitali e le attività detenute
all’estero:
– alla data del 31 dicembre 2008;
– in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale di
cui al d.l.167/1990;
– con il pagamento di una imposta straordinaria pari, in
sostanza, al 5% del valore delle
attività emerse.
I soggetti destinatari sono quelli fiscalmente residenti nel territorio dello Stato, quali le persone
fisiche (compresi imprenditori individuali e titolari di redditi di lavoro autonomo), gli enti non commerciali, le società semplici e le associazioni equiparate ai sensi
dell‘Art.5 del testo unico delle imposte sui redditi.
Non è in ogni caso possibile effettuare un’operazione di scudo
fiscale per coloro, nei confronti
dei quali, alla data di presentazione della dichiarazione riservata
siano già state contestate violazioni fiscali, o contributive
o siano in corso accertamenti tributari o contributivi, dei
quali il contribuente ne abbia formale conoscenza, oppure siano stati avviati procedimenti penali per i reati tributari coperti dallo scudo fiscale.
L’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali potrà essere effettuata secondo due differenti modalità: rimpatrio di denaro o attività detenute in Stati UE e extraUE; regolarizzazione del denaroo delle attività detenute
in Stati UE e in Stati aderenti alla SEE che garantiscono
un effettivo scambio di informazioni in via amministrativa, quali: Norvegia, Islanda, Australia, Canada, Corea
del Sud, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Stati Uniti
e Turchia.
Il rimpatrio può avvenire con il trasferimento in Italia
del denaro e altre attività finanziarie, con deposito presso un Intermediario residente, non dimenticando la presentazione della “dichiarazione riservata”.
Qual è la garanzia dell’anonimato? L’intermediario non segnala l’operazione all’Amministrazione finanziaria; il cliente (come
oggi viene definito il cittadino che paga le
tasse) non effettua le dichiarazioni previste
dalla normativa sul monitoraggio fiscale, con riferimento
a somme/attività rimpatriate.
VOCE del ROTARY
Queste le attività rimpatriabili: il denaro e altre attività
finanziarie quali azioni quotate e non, obbligazioni, certificati di massa, quote di OICR, polizze assicurative, a
prescindere dal fatto che l’Emittente sia estero o nazionale. Le attività sono rimpatriabili o regolarizzabili a prescindere dalla circostanza che siano detenute direttamente o per interposta persona mediante intestazioni fittizie
o fiduciarie o tramite schermi societari apparenti.
È possibile trasferire attività finanziarie, diverse da
quelle detenute al 31 dicembre 2008, oppure procedere al
disinvestimento delle stesse, prima del trasferimento, a
condizione che il patrimonio rimpatriato non ecceda il valore di quello posseduto alla predetta data.
Le attività detenute all’estero potranno essere rimpatriate/regolarizzate durante il periodo intercorrente tra la data
del 15 settembre 2009 e il 15 dicembre 2009.
La misura dell’imposta straordinaria si applica su un rendimento lordo presunto in ragione del 2
per cento annuo, per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione, senza possibilità
di computo di eventuali perdite;
con una aliquota sintetica del 50
per cento per anno, comprensiva
di interessi e sanzioni. Il prelievo
sarà pari al 5 per cento del valore
delle attività o dei capitali emersi.
Per quanto riguarda la riservatezza delle informazioni, nessuna
segnalazione all’UIF è prevista da
parte degli intermediari in relazione alle somme e titoli rimpatriati. È obbligatoria la segnalazione, invece, in caso di
regolarizzazione.Per quanto riguarda invece i contribuenti/clienti, non avranno alcun obbligo di indicazione nella loro dichiarazione dei redditi delle consistenze patrimoniali detenute all’estero e rimpatriate/regolarizzate.
Vediamo ora gli effetti dell’emersione. Fino a concorrenza degli importi rimpatriati o regolarizzati:
– estingue le sanzioni tributarie e previdenziali, nonché
quelle previste dalle norme sul monitoraggio fiscale analizzato nel Modulo precedente;
– esclude la punibilità per i reati di: fraudolenta, infedele o omessa dichiarazione e di occultamento o distruzione di documenti contabili.
È prevista anche l’estinzione di altri reati.
Quanto agli aspetti penali e societari: sono
estinte le ipotesi di reato per falso materiale o ideologico previste dagli articoli 482,
483, 484, 485, 489, 490, 491-bis e 492 del codice. Sono estinti anche i reati societari di false comunicazioni sociali e di falso in bilancio di cui agli articoli 2621,
2622 e 2623 del codice civile: “quando tali reati siano stati commessi per eseguire od occultare i predetti reati tributari, ovvero per conseguirne il profitto e siano riferiti
alla stessa pendenza o situazione tributaria (art. 8, co.
6, lett. c), secondo periodo, della L. 289/02”.
VOCE del ROTARY
Quanto alla disciplina dell’antiriciclaggio di cui al D.lgs.
231/2007, non si applica la comunicazione per operazione sospetta indicate all’art. 41 del decreto, per tutte le fattispecie di reato estinte a seguito dell’adesione al provvedimento di emersione, nei limiti in cui sono escluse dal
provvedimento stesso. Resta comunque fermo l’obbligo
di adeguata verifica e di rilevazione e segnalazione per le
fattispecie delittuose diverse dalle precedenti (cause extratributarie tipiche della disciplina, ovvero reati comuni, riciclaggio, traffico di stupefacenti, etc.).
L’emersione genera in capo al cliente il seguente effetto: in caso di accertamento, preclude l’attività sia degli uffici finanziari sia
degli enti previdenziali, fino alla concorrenza degli importi indicati nella Dichiarazione presentata all’intermediario.
Lo “scudo fiscale 2009” vale ai fini delle omissioni contributive proprie (non quelle dovute per i terzi, ad esempio i dipendenti) e a fini delle imposte dirette.
Esistono però clausole antiabuso. L’effettuazione dello scudo o della regolarizzazione al fine di “sanare” violazioni diverse rispetto a quelle previste dalla norma, oltre a non produrre alcun effetto è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria pari al 100 per cento del valore corrente delle attività oggetto della dichiarazione riservata.
Va ricordato che l’effettuazione dello scudo per sanare attività finanziarie e altre attività trasferite o costituite successivamente al 31 dicembre 2008 è punito con la reclusione da tre mesi a un anno.
In sintesi abbiamo visto che lo scudo fiscale 2009 prevede la possibilità di sanare nel periodo compreso tra il
15 settembre 2009 e il 15 dicembre 2009 le omesse dichiarazioni di attività e patrimoni, detenuti all’estero al 31 dicembre 2008, attraverso il pagamento di una sanzione in
misura ridotta del 5 per cento.
Lo scudo si rivolge a persone fisiche, enti non commerciali, società semplici, associazioni equiparate. La
legge prevede la possibilità di rimpatriare denaro e attività detenute in Stati UE ed extra-UE; regolarizzare denaro e attività detenute in Stati UE e in Stati che garantiscono un effettivo scambio di informazioni in via amministrativa.
Gli Intermediari non sono tenuti alla segnalazione all’UIF delle somme e dei titoli oggetto di scudo fiscale in
caso di rimpatrio (SÌ, invece, in caso di regolarizzazione).
Possono essere richieste informazioni agli Intermediari,
ai fini dell’antiriciclaggio e di procedimenti penali per reati non coperti (ma NO a verifiche fiscali).
Prima di entrare nel merito degli aspetti
operativi relativi allo Scudo Fiscale, riteniamo opportuno riprendere brevemente
alcuni concetti chiave, riguardanti l’antiriciclaggio, partendo proprio dal termine “riciclaggio”, con il quale si intende la riutilizzazione dei proventi di attività criminali in attività legali, con lo scopo di
occultare la provenienza illecita della ricchezza.
novembre 2009 • n. 67
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Quindi commette operazioni di riciclaggio: chi effettua
la conversione o il trasferimento di beni essendo a conoscenza che essi provengano da una attività criminosa, allo scopo di occultarne o dissimularne l’origine o la provenienza.
Qual è l’impatto dell’antiriciclaggio sullo Scudo Fiscale? Alle operazioni di rimpatrio e regolarizzazione si applicano gli obblighi di identificazione, registrazione e segnalazione previsti dal d.lgs 231/07. Le operazioni di rimpatrio e regolarizzazione non costituiscono di per sé elemento sufficiente alla valutazione dei profili di sospetto
per la segnalazione.
La normativa sull’antiriciclaggio impone che l’intermediario effettui un’adeguata verifica della Clientela.
Adempiere a tale obbligo significa:
– identificare il Cliente e verificarne l’identità in base a
documenti o fonti attendibili e indipendenti quali, per
esempio, documentazione fornita dall’intermediario estero con il quale il Cliente intrattiene rapporti, quali, per
esempio, verifica sull’antiriciclaggio effettuata dalla Banca estera;
– identificare l’eventuale titolare effettivo e verificarne
l’identità;
– ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto continuativo o della prestazione professionale; a tale scopo sono stati previsti i moduli “Scheda anagrafica e modulo adeguata verifica e attestazione
antiriciclaggio per scudo fiscale”, che dovranno essere
attentamente compilati;
– svolgere un controllo costante nel corso del rapporto
continuativo o della prestazione professionale.
La normativa dell’antiriciclaggio prevede
espressamente che il promotore finanziario ottenga tutte le informazioni sulla natura e lo scopo dell’operazione.
Risulta pertanto evidente l’obbligo, da
parte del Family Banker®, di attivarsi per ottenere dal
Cliente tutti quegli elementi, atti a verificare la congruità dell’operazione rispetto alla sua situazione familiare,
economica e finanziaria. Fondamentale infatti risulta ricostruire l’origine dei fondi oggetto dell’operazione.
L’aver semplicemente fatto ricorso allo scudo non è di
per sé causa di sospetto, in quanto non si ha ancora la
prova che tali somme trovino la loro causa in una provenienza di tipo “riciclatorio”.
Se sussiste il sospetto di provenienza da riciclaggio di
denaro proveniente da attività illecita o da terrorismo, gli
intermediari bancari, e quindi anche i Family Banker ®,
sono obbligati ad effettuare la segnalazione.
Quindi, al di là dei reati – fiscali – per i quali il decreto “Scudo Fiscale” ha previsto la non punibilità (dichiarazione infedele e omessa dichiarazione), va valutata attentamente l’operazione, al fine di valutarne la “sensibilità” ad altri reati per i quali permane un obbligo di segnalazione.
Cesare Negri
Training & Learning Mng Banca Mediolanum
Presidente Rotary club Latina-Circeo
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R.C. Macomer
I
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
l Rotary club di Macomer è un
buon esempio di integrazione nel
territorio. Ha saputo coinvolgere
il mondo scolastico e l’amministrazione comunale nel recupero del verde
urbano, infondendo negli alunni dele
elementari il rispetto e l’amore per
l’ambiente. All’inizio
di ottobre, durante
una conferenza stampa, il presidente del
club e il dirigente scolastico delle scuole
elementari della città hanno presentato
il programma che impegna il club in azioni di servizio rivolte
agli scolari e agli stessi insegnanti durante l'anno rotariano in
corso.
In particolare si
realizzeranno tre progetti. Con il primo saranno messi a dimora all’interno dell’abitato circa duecento alberelli in uno spazio, indicato dall’amministrazione comunale, che diverrà area
verde. L’azione assumerà una valenza particolare perché ciascun albero
avrà accanto una targa, a ricordo dell'evento, con i nomi dei due alunni che
lo hanno piantato e che saranno im-
Dipingi di verde
la tua Macomer
pegnati a seguirne la crescita. Con il
secondo, si terrà un corso di igiene orale rivolto agli alunni, divisi per fasce
di età, per la prevenzione delle malattie della bocca e dei denti. Il corso vedrà impegnato come docente lo stesso
presidente con la collaborazione di una
igienista dentale ed i materiali saranno forniti dalle case produttrici. Infine, dedicato agli insegnanti e alle altre professionalità che operano nel
mondo della scuola, si terrà un corso
di istruzione al primo soccorso per consentire un pronto intervento in caso
di emergenza. La docenza sarà a cura di medici rotariani con la collaborazione del Servizio 118.
Alcuni giorni dopo l’incontro con la
stampa, si è realizzato il primo progetto: la “festa degli alberi”. Ed è stata vera festa di alunni, genitori, insegnanti, soci rotariani e amministrazione comunale. All’alba, in una splendida giornata di sole, i soci del Rotary Club di Macomer hanno dato il
via ai lavori: muniti di zappe, vanghe
e picconi (e tutti con
la giubba con la ruota del Rotary), ingegneri, ragionieri
e professionisti vari hanno scavato le
buche nel terreno
per le piantine. È
stato un lavoro faticoso ma affrontato in allegria e spirito di gruppo. Dopo qualche ora sono arrivati gli scolari ai quali è stato consegnato il berrettino con lo stemma rotariano; guidati
da un socio e dagli insegnanti, si sono
recati in coppia per inserire nelle buche, accanto alle piantine, un paletto
con la targa riportante i loro nomi.
Una foto ricordo donata a ognuno di
loro ricorderà per sempre questo momento. E ad ogni scolaro è stata rivolta una raccomandazione: curare nel
tempo la crescita degli alberelli provvedendo anche, quando necessario, a
rifornirli d’acqua.
Nel frattempo, sotto i gazebo, gli
abitanti delle case confinanti con il terreno sottoposto alla piantumazione
hanno offerto a tutti (bambini, insegnanti, rotariani, sindaco, assessori,
ospiti e passanti) panini imbottiti, torte, crostate e tanti altri dolci, in un clima di festa veramente genuino. Da tutti, cittadinanza e autorità, è stata apprezzata l’iniziativa del Rotary che,
coinvolgendo giocosamente i bambini
in un progetto finalizzato al rispetto e
alla conservazione del verde, ha recuperato alla fruibilità degli abitanti del
quartiere e di tutta la città un terreno abbandonato.
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
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R.C. Roma Leonardo da Vinci
“Fare di più con meno”:
investire nei talenti in tempi di crisi
R
iuscire a mantenere un atteggiamento positivo nei confronti del futuro e “lavorare” per
lo sviluppo dei talenti e delle nuove
professionalità è essenziale per generare la spinta verso l’innovazione e lo
sviluppo anche in tempi di crisi. È su
queste idee – tutt’uno con i valori rotariani – in che il R.C. Leonardo da
Vinci ha chiamato a discutere in un forum esperti e imprenditori. È su questi temi infatti – da considerare “centrali” nel mese dell’azione professionale – che giovedì 8 ottobre si è svolto con la presenza di un numeroso e
qualificato pubblico presso l’associazione Civita a piazza Venezia con la
collaborazione dell’AISLO il forum
“Capitale umano, alta formazione e
talenti: come rispondere alla crisi”
con la partecipazione, oltre che della
presidente del Club Giuditta Alessandrini, docente presso l’Università degli Studi di Roma Tre; di Maria Grazia De Angelis, presidente dell’AISLO;
del vicepresidente dell’Unione industriali e presidente per la Piccola impresa, Stefano Zapponini, socio del
R.C. Montemario.
Con l’occasione sono stati presentati i risultati di una ricerca su professionisti di talento che hanno passione per il loro lavoro, che “danno
Giuditta Alessandrini e Gianfranco Polizzi
valore a quel che fanno e a come lo
fanno perché sanno riflettere sulle difficoltà affrontate”.
Come viene considerato dunque il
capitale umano qualificato dal mondo
produttivo in tempo di crisi? Cosa caratterizza il “talento”? Serve oggi un
investimento più significativo nella formazione? Queste alcune delle questioni affrontate da tutti i relatori. Erano
presenti infatti anche imprenditori come Gianfranco Polizzi ed esperti delle associazioni del settore come Daniele D’ambrosio.
La crisi – è stato detto da Alessandrini – può essere momento essenziale di cambiamento, un momento
di paradossi e di
coltivazione di
uno slancio “utopico”. Emergono ,infatti da fonti accreditate
(Unioncamera,
Asfor) anche segnali di nuova
attenzione per
una formazione
alta (basti pensare all’incre-
Stefano Zapponini
mento del 50 per cento di domanda di
Master Executive nelle aziende). Bisogna considerare inoltri che la gran
parte dei posti di lavoro in caduta sono quelli scarsamente qualificati (come ad esempio il lavoro interinale).
Dagli interventi è emerso come si riscontri comunque un mismatch tra alte motivazioni elaborate dai giovani
verso il prolungamento degli studi e la
scarsa attenzione da parte del sistema
delle imprese all’occupabilità di giovani con un alto livello di formazione.
Sembra – in sostanza – che nel nostro
Paese non ci sia un elemento premiale correlato ad un livello di qualificazione elevato. Occorrerebbe viceversa garantire – e qui anche l’impegno
di linee d’azione in seno alla Unione
Industriali di Roma – che la disponibilità di persone in grado di raggiungere livelli di eccellenza sia “intercettata” dal mondo produttivo anche nella piccola impresa sempre più impegnata nella competizione internazionale e nella sfida della flessibilità produttiva.
“Fare di più con meno”, come ha
sostenuto Prahalad identificando la
ricetta per il futuro. Il mondo produttivo ha bisogno di investire nella ricerca dei talenti potenziali,e nelle
motivazioni,sostanziale metro di giudizio per il merito.
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VOCE del ROTARY
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A Martuccelli
il Premio Pugliese
R.C. Roma Sud
I
n un momento in cui, nel nostro
Paese, la riforma della giustizia
(da una maggiore celerità nel processo civile a una maggiore certezza
nell’applicazione del diritto) si è trasformata in un tema di assoluta emergenza democratica, meglio non poteva inserirsi l’edizione 2009 del Premio
Alberto Pugliese, che il RC Roma Sud
ha istituito in memoria del proprio fondatore, che tanto si è prodigato al servizio del sodalizio, curando i rapporti con il mondo giovanile fin dalla costituzione del Gruppo giovani del Rotary “antenato” del Rotaract Romano e successivamente, fondando il Comitato giuristi rotariani, che recentemente ha ripreso l’attività per impulso di alcuni componenti che insieme a
Pugliese avevano dato vita al gruppo.
E infatti la cerimonia è stata l’occasione per riportare all’attenzione dei
tanti soci presenti gli ideali rotariani
che hanno costantemente ispirato la
sua attività professionale di avvocato
e di giurista.
Nato inizialmente come borsa di studio destinata ai giovani rotaractiani,
successivamente, su proposta della apposita Commissione coordinata da Renato Tobia e formata da Luigi Mannucci, Manlio Ingarrica, Francesco
Samperi e Andrea Verderame, il Consiglio trasformò il “Premio Pugliese”
in un riconoscimento da conferire nel
mese della Azione Professionale ad un
autorevole professionista forense che
si fosse particolarmente distinto nell’espletamento della sua attività dimostrando spirito di servizio autenticamente rotariano.
Per quest’anno la Commissione organizzatrice ha scelto per l’assegnazione del premio, con l’avallo del Consiglio direttivo, Carlo Martuccelli “per
l’impegno profuso nell’attività professionale e nelle Istituzioni forensi con
spirito di servizio rotariano”.
Martuccelli, avvocato prestigioso e
socio del Rotary Club Roma Nord, si
è impegnato al servizio dell’avvocatura dapprima militando nell’Associazione italiana giovani avvocati di Ro-
ma, poi come presidente del Consiglio
dell’Ordine degli avvocati di Roma,
infine quale delegato dell’Organismo
unitario dell’avvocatura e componente del Consiglio nazionale forense.
Nel corso della serata, alla quale ha
partecipato un rilevante numero di soci dei due club (Roma Sud e Roma
Nord), dopo un intervento di saluto
del presidente del RC Roma Sud Marco Forcella e del presidente del RC Roma Nord Giulio Bicciolo, il socio Renato Tobia ha ricordato la figura di
Alberto Pugliese specificando le finalità del premio e presentando il “vincitore” dell’edizione 2009 Carlo Martuccelli il quale ha intrattenuto piacevolmente i presenti con una conversazione sullo stato attuale della professione forense, sottolineando l’importanza del rispetto delle norme deontologiche ed ha rivolto espressioni di
ringraziamento per il gradito prestigioso riconoscimento.
Alla presenza della vedova e della
figlia dell’avvocato Pugliese - Maria
Antonietta e Fausta - Massimo Marzi
(Roma Ovest) e Gian Roberto Caldara (Roma Monte Mario), entrambi
esponenti del ricostituito Comitato Giuristi Rotariani, hanno rievocato momenti della vita dell’indimenticabile
fondatore del Roma Sud. “Non c’è futuro senza il passato”: il Rotary Club
Roma Sud, che si avvia a festeggiare
il suo primo mezzo secolo, guarda al
passato traendone forza per il futuro
che è nelle mani dei soci più giovani.
Pertanto, tutto ciò che può consolidare la nostra presenza, tutto ciò che
può servire a un aggiornamento del
modello organizzativo deve essere favorito senza riserve, con rinnovato entusiasmo e con sincero spirito di collaborazione. Ma il rinnovamento comporta per noi rotariani prima di tutto
e soprattutto uno sforzo continuo di
ricerca e di individuazione dello spazio reale della Società su cui possiamo
influire, sforzandoci di essere una componente preziosa di un autentico processo riformatore.
Maurizio Verderame
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
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R.C. Roma Olgiata
R.C. Cagliari
In corsa verso il nuovo anno sociale
Pietro Mennea e il record
L’acqua
e un concorso
per le scuole
I
l 2009 si profila come un’occasione
speciale per il Club che da sessant’anni ha profuso il proprio impegno
al servizio della città di Cagliari. In
questi ultimi anni ha dedicato una
particolare attenzione alle giovani
generazioni, attenzione che quest’anno intende rafforzare con alcune iniziative, tra le quali una nuova edizione del Premio Giovani con un concorso (coordinato da Maria Luigia Muroni) riservato alle studentesse e agli
studenti delle scuole secondarie superiori e inferiori di Cagliari e zone
limitrofe.
Le studentesse e gli studenti sono
invitati a trattare il seguente tema:
L’acqua,risorsa fondamentale per la
vita e fonte di ispirazione per artisti, filosofi, narratori e poeti, è un
diritto naturale dell’umanità.
L’acqua è un diritto universale, un
bene infungibile da proteggere, dall’inquinamento e dagli sprechi; il diritto all’acqua è una parte dell’etica di base di una buona società e di
una buona economia. Scrivono le Nazioni Unite: “Il diritto dell’uomo all’acqua è indispensabile per condurre una vita con dignità. È un presupposto per la realizzazione degli altri
diritti umani”.
Le studentesse e gli studenti, singolarmente o in gruppo, dovranno
esprimere il proprio pensiero su questo essenziale elemento di vita e su
cosa fa o dovrebbe fare l’uomo per
difendere e tutelare la quantità e la
qualità dell’acqua e assicurare a tutti la disponibilità di questa preziosa
risorsa.
Gli elaborati, presentati sotto forma scritta, ed eventualmente anche
corredati da disegni, tabelle, CD e
DVD, dovranno pervenire all’indirizzo suindicato entro il 20 gennaio 2010,
accompagnati da una nota di trasmissione da parte della scuola.
Il Concorso si articola in due sezioni – scuole secondarie di primo e secondo grado – e prevede sei premi per
un totale di 2.500 euro.
G
mosissimo record dei
19’’72 di trent’anni
fa, anche di altri record e di innumerevoli vittorie sportive che lo hanno visto incontrastato
campione del mondo per lunghissimi
anni.
La conviviale è stata una occasione
per presentare e far conoscere in via
a dir poco “amichevole”, vista la simpatica disponibilità del nostro ospite,
soprattutto ai giovani, un eccezionale
campione che con l’impegno, la forza
di volontà ed il rispetto dei valori di
uno “sport di altri tempi”, ha raggiunto traguardi straordinari ed un record
del mondo che ha resistito per quasi
vent’anni!
Mennea ha raggiunto grandi risultati anche al di là dello sport, affermandosi in ambito professionale, impegnato in prima persona in problematiche dello
sport e di diritto sportivo ed
inoltre in molte
attività sociali e
di servizio a favore di progetti umanitari. Una
figura esemplare veramente rotariana che il
Nelle tre foto: Mennea, D’Arcangelo e Arzano nella nuova sede del Club. presidente Mauiovedì 24 settembre, nella nostra nuova sede, l’Olgiata Golf
Club, abbiamo ricevuto la graditissima visita di uno straordinario
campione, un vero e proprio fenomeno sportivo: Pietro Mennea ha tenuto per noi una conferenza su 19’’72 il
record di un altro tempo: i valori etici nello sport per ricordare e celebrare il trentennale di una sua grande impresa sportiva. Una splendida serata
in interclub con i Rotary Club Roma
Tevere e Roma Foro Italico e la presenza del Pdg Franco Arzano, di numerosi ospiti di altri club, nonché del
Rotaract Club Roma Olgiata Tevere e
Roma Foro Italico e degli Interact Olgiata De Sanctis e Tevere Olgiata.
Nel corso della serata, Pietro Mennea è stato protagonista anche in un
filmato che ripercorreva, oltre al fa-
ro D’Arcangelo ha voluto “consacrare” a socio onorario del nostro club.
Segno dell’impegno sociale ed umanitario di Pietro Mennea è il libro “19’’72
il record di un altro tempo”, con l’introduzione di Gianni Minà, presentato durante la serata, la cui vendita,
in collaborazione con la Fondazione
Mennea è finalizzata al Progetto dell’Anno dedicato ad una borsa di studio di giornalismo per i ragazzi abruzzesi di Villa Sant’Angelo colpiti dal
terremoto.
28
novembre 2009 • n. 67
VOCE del ROTARY
R.C. Monterotondo-Mentana
VOCE del ROTARY
R.C. Frosinone
I cinesi festeggiano un rotariano
Il past-president Antonio Borghese tra i cento stranieri premiati per i 60 anni della Repubblica
popolare cinese. Ha esportato le tecniche nostrane per allevare i bufali e fare le mozzarelle.
I
l primo ottobre si sono celebrati i
60 anni dalla costituzione della Repubblica popolare cinese con festeggiamenti culminati a Beijing (Pechino) con la tradizionale parata militare e i carri folkloristici. Nessuno,
nei tanti servizi televisivi o dei reportage ha riportato che nell’occasione,
il Ministero degli Esteri cinese, ha invitato centi stranieri di tutto il mondo
– e tra questi tre italiani – per premiarli con il Friendship Award per il
contributo dato allo sviluppo del popolo cinese.
I tre italiani sono: Antonio Borghese, già direttore dell’Istituto sperimentale per la zootecnia di Roma, esperto internazionale del bufalo, coordi-
natore del network FAO sul bufalo e
segretario dell’International Buffalo
Federation, autore di un progetto di
sviluppo del bufalo in Cina, nonchè
past-president del Rotary club Monterotondo-Mentana. Luciano Conticini, direttore tecnico nell’Istituto agronomico per l’oltremare di Firenze, autore di un progetto sulla frutta e Pietro Rossetto, della LDK Solar Co., produttore di pannelli solari avanzati. Tra
i cento premiati, numerosi giapponesi e americani, seguiti da tedeschi e
francesi, tutti ospitati nel lussuoso Foreign Experts Building Beijing.
La cerimonia di consegna del Friendship Award, con tanto di targa e medaglia, è avvenuta nel Grande Palazzo del Popolo in piazza Tian’anmen,
ed è stata effettuata personalmente ad
ogni premiato, dal vicepremier Zhang
Dejiang. Un riconoscimento per l’amico rotariano e concittadino eretino
(Eretum = Monterotondo) oltre,
ovviamente gli
altri due professionisti italiani
premiati, che valorizza una vita
di laborioso oltre che vivace lavoro, frutto di
capacità tecnico
professionali di
applicazione e
metodo che gli
hanno valso l’ambitissimo riconoAntonio Borghese premiato da Zhang Dejiang
scimento. Un rotariano premiato per aver saputo of- invito e posto numerato, ad assistere
frire alla Cina metodi e sistemi per ri- alla famosa parata commemorativa alsoluzioni di problemi economici, sani- la presenza del presidente della Retari e sociali oltre a sfamare con mi- pubblica Hu.
Sono seguiti numerosi carri inneggliori carni e derivati dal latte, il paese più popolato al mondo, non è cosa gianti il progresso e la modernizzazione della Cina, “la via cinese del sociache succede a tutti, e tutti i giorni.
Un riconoscimento che va al valen- lismo”, con rappresentanze dell’agrite biologo e medico veterinario, qua- coltura, dell’allevamento animale, delle è il professore Antonio Borghese che l’edilizia, dell’industria. Dopo la pauper anni è stato anche il direttore del- sa per il pranzo i premiati sono stati
l’Istituto Sperimentale per la zootec- di nuovo condotti a piazza Tien’annia di Monterotondo. Forse gli stessi men per la seconda parte della festa.
eretini non sanno che secondo il disci- Sono sfilati gruppi folkloristici, altri
plinare di produzione della denomi- con costumi tipici delle rappresentannazione di origine del formaggio “Moz- ze etniche, ballerini, studenti, bambizarella di bufala campana” del 10 mag- ni suonatori, danze dei draghi, tutto
gio 1993, Monterotondo è stata inse- in un enorme scenografia che riempirita come zona DOP come fosse l’in- va piazza Tien’anmen in uno splendotera provincia di Caserta o di Saler- re di colori che cangiavano all’unisono. Un distintivo riconoscimento agli no. Tutto è terminato con la grandezstudi e alle caratteristiche dell’Istitu- za dei fuochi d’artificio cinesi.
Anche se schivo ai riflettori e alla
to presente fin dal ventennio nel terpubblicità l’illustre studioso eretino
ritorio.
Il 30 settembre tutti i premiati, con ha mostrato con soddisfazione l’ultile loro medaglie bene in mostra, sono mo riconoscimento di una vita dedistati invitati di nuovo al Grande Pa- cato allo studio ed alle applicazione
lazzo del Popolo, per essere ricevuti pratiche in un settore zootecnico ed
dal premier del Consiglio di Stato del- alimentare dove la ricerca e la esatta
la Cina, Wen Jiabao. L’incontro è sta- applicazioni di metodi offre innovato seguito da una cena di gala nel pa- zione al sistema adeguandolo alle rilazzo con quarantamila invitati, dele- chieste del consumatore ed alle nuove
gati di tutte le Nazioni. Il primo otto- esigenze nutrizionali.
Emilio Ammaturo
bre i premiati sono stati condotti, con
novembre 2009 • n. 67
29
Cavalcata di mezzo secolo
per i rotariani ciociari
abato 10 ottobre 2009 nell’auditorium delle Terme Pompeo a Ferentino il Rotary Club di Frosinone ha celebrato il cinquantesimo anniversario della sua fondazione.
Il presidente Luigi Annunziata ha
dato il benvenuto al past president del
Rotary International Carlo Ravizza,
che ha voluto onorare il Club di Frosinone in questa felice ricorrenza con
una relazione di alto significato rotariano: “Agisci con coerenza, credibilità, continuità”.
S
Dopo aver invitato i presenti a osservare un minuto di raccoglimento
per le vittime dell’alluvione di Messina e dopo aver elevato un commosso
pensiero per i soci fondatori scomparsi, il presidente Annunziata ha ricordato le vicende e le attività del Club di
Frosinone, che ha sempre cercato, pur
tra molte difficoltà, di realizzare un
sincero e disinteressato servizio per la
comunità.
Nella sua relazione il presidente Carlo Ravizza ha sottolineato la necessi-
di Carlo Ravizza e cercheranno, come ha affermato il presidente Annunziata, di realizzare un sodalizio basato con sempre maggiore convinzione
sull’amicizia, sulla comprensione e collaborazione reciproche e sulla solidarietà per offrire un servizio al di sopra di ogni interesse personale senza
discriminazioni religiose, politiche,
geografiche o culturali.
A ricordo di tale felice ricorrenza il
presidente Annunziata ha consegnato
al presidente Carlo Ravizza una tar-
Il presidente Annunziata ha salutato calorosamente le autorità civili e
i numerosi past governors con il decano Aldo Ferretti, il governatore eletto Roberto Scambelluri, il governatore nominato Daniela Tranquilli, il decano dei Pdg del Distretto 2090, Maurizio Maurizi, e i soci di moltissimi
Club, sia del Lazio sia di quelli, come
il Club di Termoli, che un tempo facevano parte dello stesso distretto del
Club di Frosinone.
Il presidente ha letto, poi, una lettera di plauso del governatore Luciano Di Martino, impossibilitato a intervenire per inderogabili impegni istituzionali.
tà che il Rotary affronti le sfide di un
società che cambia con ritmo esponenziale e risponda alle nuove esigenze,
prendendo coscienza attiva dell’evoluzione ideologica, sociale, culturale e
tecnologica, di cui siamo testimoni, e
dei nuovi, un tempo non lontano imprevedibili, metodi di comunicazione.
Questo in sintesi il dovere di ogni Club
e di ogni rotariano: offrire un servizio che sia credibile, che non conosca
interruzioni o cedimenti e che sia all’unisono con i principi etici, che stanno alla base, fin dal 1905, del Rotary
International.
I soci del Club di Frosinone hanno
recepito con entusiasmo il messaggio
ga, a testimonianza della stima e della gratitudine del Club di Frosinone.
Un’altra targa è stata consegnata al
Club di Viterbo, padrino del Club di
Frosinone e al Pdg Gianni Gasbarrini Fortuna, che ha dato prestigio al
nostro Club e che ha offerto un decisivo contributo al successo della manifestazione.
Lo scultore Ambrosetti ha coniato
la medaglia commemorativa mentre la
“storia” del Club di Frosinone è stata
raccolta in un volume, allo scopo di
offrire un’immagine veritiera dell’impegno rotariano del Club, mai venuto meno in questi cinque decenni.
Filippo Pericoli
30
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
R.C. Roma Sud Est
Progetto Tanzania
Nyumba Yetu
I
l progetto è stato avviato nel
2003 dal Club Roma Sud Est
che ha aderito a una richiesta
di supporto da parte dell’ufficio
missionario della Arcidiocesi di
Agrigento, dal quale dipende la Missione di Ismani nel centro Tanzania. Il suo responsabile, padre Angelo Burgio, aveva iniziato da tempo la realizzazione d’una casa-accoglienza per bambini orfani di genitori deceduti per AIDS.
Tale casa, chiamata Nyumba Yetu (in swahili: la mia casa), formata da dieci bungalow destinati a
cento bambini e a coloro che ne
hanno cura, è stata progettata con
tutte le attrezzature necessarie
(ospedaletto/ambulatorio, mensa/cucina, lavanderia, alloggi personale, accoglienza, magazzini, eccetera) e si trova in una zona limitrofa alla Missione che ne segue la realizzazione.
A partire dall’anno rotariano 2003/04
il Club ha dato inizio a una serie di iniziative coordinate alle quali è stato dato il nome di Progetto Tanzania, puntando principalmente all’obiettivo di
un supporto mirato a sviluppare il sistema idrico del villaggio. Si è iniziato il primo anno con il finanziamento
completo (E 12.500) del sistema idraulico di erogazione acqua corrente a tutti gli edifici ed utenze del villaggio, ed
al relativo allacciamento all’acquedotto statale.
Nell’anno 2004/05 il Progetto Tanzania è stato designato come Progetto
del Centenario in occasione di tale ricorrenza per il Rotary International.
Nell’anno 2006/07 è stato stipulato
un patto di collaborazione sul progetto Tanzania con il Club Roma Nord e
da quel momento i due club considerano comune il Progetto ed uniscono
i propri sforzi nel supporto a Nyumba Yetu.
Nei vari anni fino ad oggi i finanziamenti, come si può rilevare dalla
tabella allegata, si sono alternati su altri tipi di supporto a seconda delle priorità indicate dai beneficiari: sono sta-
Giancarlo Bedosti
ti forniti tutti i lettini bimbi e relativa
biancheria (con contributo anche della Fondazione Rotary tramite Matching Grant), medicinali, impianti vari fra i quali la generazione elettrica
autonoma, costruzione di edifici, mezzi di locomozione. Ciò non ha peraltro messo in secondo piano il tema di
base del supporto, le risorse idriche,
finanziando batterie di serbatoi di riserva e l’installazione di pannelli solari per la fornitura di acqua calda a
bungalows ed edifici ausiliari.
Anche quest’anno, in aprile, si è
avuto su gentile invito degli amici del
club Roma Nord, l’interclub all’Hotel de la Ville, dedicato alla cooperazione fra i due club sul Progetto Tanzania.
In questa occasione il presidente Fabrizio Palmisani ha consegnato alla
nostra presidente Viviana Paliotta l’assegno di E 5.000 dedicato all’obiettivo di supporto al villaggio per quest’anno.
I due responsabili del progetto, Giancarlo Bedosti e Luigi Di Giorgio, si sono divisi il compito di esporre il risultato della raccolta e delle donazioni ef-
fettuate nell’anno 2007/08, dello
stato di avanzamento della realizzazione e della attività già in corso al villaggio, e dell’obiettivo per
l’anno 2008/09 che, su indicazione
degli stessi beneficiari, si è fissato
per il nostro contributo.
Nell’anno in corso 2008/20 l’obiettivo concordato con Nyumba Yetu
è consistito nel
contribuire all’acquisto di un camion della portata di 4000 kg. per
il trasporto dei rifornimenti al villaggio, in particolare degli alimentari settimanali, dato che la comunità di bimbi assistiti cresce continuamente ed ormai ha superato le
30 unità.
Il parco macchine del villaggio
consiste oggi di un pulmino per il
trasporto bimbi e personale e di un
pickup per il trasporto (limitato)
di materiali.
La crescita degli ospiti e del personale del villaggio impone ormai un
mezzo più capace e produttivo del pickup, per il trasporto in unico viaggio
settimanale di tutti i generi alimentari e di consumo, acquistati in punti a
volte molto distanti.
La raccolta è stata di E 15.474,25,
grazie anche al contributo di E 5.000
da parte del club Roma Nord da tre
anni associato al Progetto Tanzania.
Ciò a fronte di una spesa per l’acquisto del camion nuovo prevista di circa E 27.000. Dunque un contributo
sostanziale che ha permesso di ordinare il camion, un Isuzu da 3,5 tonnellate di portata, già consegnato a
Nyumba Yetu nella seconda metà di
agosto ed oggi in pieno impiego.
Il 9 luglio scorso il direttore/amministratore di Nyumba Yetu, Augusto
Sbaraglia, presente a Roma in quei
giorni, è stato ospite alla prima colazione sociale del nuovo anno ed oggetto di una affettuosa accoglienza da parte dei soci presenti. Augusto, nel ringraziare per il sempre fattivo aiuto alla realizzazione e messa in operazione di Nyumba Yetu da parte dei nostri
club, ha preso occasione per un bre-
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
IL PROGETTO TANZANIA
- LE REALIZZAZIONI DAL LANCIO (Ottobre 2003 ) -
ANNO
ROTARY
PROGETTO
OGGETTO
CONTRIBUTO
2003/04
I
REALIZZAZIONE IMPIANTO
COMPLETATO
DISTRIBUZIONE IDRICA EDIFICI
NEL CORSO DEL 2005
2004/05
2005/06
2006/07
ANNO
II
CONTRIBUTO
TOTALE
VILLAGGIO ED ALLACCIAMENTO
FORNITURA N°64 LETTINI BIMBI
ACQUISTATI
E RELATIVI CORREDI BIANCHERIA
E CONSEGNATI NEL CORSO
(INTERO FABBISOGNO)
DEL 2005/2006
CONTRIBUTO A COSTRUZIONE
EDIFICIO COMPLETATO
EDIFICIO CUCINA/REFETTORIO
ATTREZZATO E OPERATIVO
III
IV
STATO
IMPLEMENTAZIONE
EU 12.500,00
EU 19.236,00
DAL 2007
EU 16707,00
MEDICINALI
CONSEGNATI
EU 9.000,00
FORNITURA ED INSTALLAZIONE
CONSEGNATI, INSTALLATI
N° 10 SERBATOI AUSILIARI
ED ALLACCIATI AD
RISERVA IDRICA
IMPIANTO CENTRALE
EU 12.000,00
NEL CORSO DEL 2008
MEDICINALI
CONSEGNATI
FORNITURA ED INSTALLAZIONE
CONSEGNATO, MONTATO
MOTOGENERATORE DA 45 KW
ED ALLACCIATO AD
PER ENERGIA VILLAGGIO
IMPIANTO CENTRALE
EU 10.000,00
FORNITURA STRUMENTI ED
ATTREZZATURE
2007/08
V
CONSEGNATO
LABORATORIO ANALISI TIFO
OPERATIVO
INTERO EQUIPAGGIAMENTO
CONSEGNATO
LAVANDERIA VILLAGGIO
OPERATIVO
FORNITURA E INSTALLAZIONE
CONSEGNATI, INSTALLATI
N°.10 PANNELLI SOLARI
OPERATIVI
EU 35.598,00
ACQUA CALDA NEI BUNGALOW
FORNITURA ED INSTALLAZIONE
INTERO IMPIANTO ILLUMINAZIONE
CONSEGNATO, INSTALLATO
OPERATIVO
ESTERNA (VIALI E RECINZIONE)
MEDICINALI
CONSEGNATI
EU 10.000,00
FORNITURA
2008/09
VI
CAMION DA 4000 KG. PORTATA
CONSEGNATO
PER I RIFORNIMENTI ALIMENTARI
DEL VILLAGGIO
OPERATIVO
TOTALE EU
ve resoconto sulla attuale situazione
del villaggio:
• I bambini ospiti sono oggi 30 dopo
alcuni avvicendamenti già avvenuti. Il limite di permanenza è infatti
di 8 anni: quando escono dal villaggio i bimbi continuano ad essere seguiti ed aiutati. L’ultima arrivata
aveva soltanto due settimane, adesso ha cinque mesi, è impegnativa,
ma è anche la “coccola” della comunità.
• Il problema che permane è la reperibilità di coppie locali (adeguate come formazione e dedizione) che vengano assunte al villaggio per dedicarsi ai bimbi: l’aumento di bimbi
passa per questa strettoia. In ogni
caso la crescita degli ospiti continuerà a procedere, purtroppo la “materia” non manca…
• Circa l’istruzione, la Missione (contigua, aldilà della strada) offre scuola materna ed elementare. Le tre aule ricavate nel centro culturale del
villaggio ospitano tre volte alla set-
EU 15.000,00
140.041,00
timana il doposcuola, tenuto da una
insegnante locale che insegna a disegnare ed organizza attività ludiche, con il supporto di volontari italiani in visita.
• I bambini assistiti, malati che vivono a casa, sono oggi oltre 70, e ricevono da Nyumba Yetu, oltre alle cure, anche generi alimentari e latte.
• Le costruzioni del villaggio sono tutte completate e rifinite, eccetto:
– La foresteria, che è in fase di completamento, e si spera di averla
pronta per i visitatori entro fine
anno.
– La stalla, la cui costruzione verrà
iniziata appena completata la foresteria (due mucche, regalate al
villaggio sono già disponibili)
• Circa l’acqua, i serbatoi ausiliari installati funzionano ormai appieno e
sopperiscono adeguatamente alle interruzioni di erogazione. Per il progetto di rinnovo dell’acquedotto di
Ismani da parte del Movimento per
la lotta contro la fame nel mondo
31
(MLFM), viene confermato tutto il
necessario appoggio del Governo tanzaniano e delle amministrazioni locali delle comunità servite. Si rimane in attesa dello stanziamento dello Stato Italiano. I bambini bevono
oggi l’acqua filtrata e disinfettata,
È allo studio la realizzazione di un
impianto raccolta di acqua piovana, che dopo un filtraggio leggero
potrà fornire quantità adeguate di
acqua potabile.
Per quanto riguarda l’obiettivo del
contributo dei club per il nuovo anno
2009/10, sono al momento allo studio
varie alternative, la cui scelta verrà
effettuata sulla base dei risultati della raccolta e delle priorità che emergeranno.
In linea di massima al momento vengono valutate le seguenti:
• L’acquisto della attrezzatura per il
conteggio degli anticorpi nei malati
di AIDS per il laboratorio d’analisi. Considerato molto utile per evitare ai bimbi di recarsi periodicamente presso le unità ospedaliere regionali. Il governo tanzaniano in questo caso fornisce gratuitamente i reagenti e gli altri materiali in cambio
all’apertura del laboratorio all’assistenza a tutte le comunità limitrofe.
• La realizzazione dell’impianto di
raccolta dell’acqua piovana, con 12
serbatoi. Il villaggio ha un notevole
sviluppo di tetti, tutti dotati di grondaie, e l’indica di piovosità è considerato, in condizioni normali, adeguato.
• La realizzazione della stalla potrà
essere un altro obiettivo utile e conseguibile.
In aggiunta, l’esperienza dei trascorsi sei anni del progetto ci permette di prevedere l’insorgere di nuovi
problemi e fabbisogni da tradurre in
opportunità di supporto.
Il Progetto Tanzania è tuttora nel
pieno della sua realizzazione: il numero di bimbi che hanno bisogno di assistenza è ancora ben lontano dalla saturazione e non certo (purtroppo) per
mancanza di richieste, ma per i limiti
di crescita dell’effettivo di personale
di servizio qualificato, solo parzialmente colmato dalla per fortuna costante presenza di giovani volontari
italiani.
32
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
R.C. Roma Sud Ovest
Il progetto “Athena”
per il futuro dei giovani
C
ome? È una domanda che si sono posta in molti e che può costituire oggetto di risposte assai diversificate.
Il Rotary Club Roma Sud-Ovest ha
ritenuto utile fornire il suo contributo allo sviluppo culturale delle giovani generazioni partendo dal territorio,
avviando un colloquio permanente con
la scuola, con il mondo della scuola.
Non solo provando a parlare, in presa diretta, con i ragazzi che la frequentano, ma assicurando nel loro ruolo i
docenti che dovrebbero aiutare i giovani nelle loro scelte scolastiche, che
diventano via via sempre più professionalizzanti nel corso della carriera;
e affiancando i genitori nella loro azione di guida che essi non possono assolutamente lasciare alla responsabilità
degli insegnanti.
Ecco come nasce, qualche anno addietro, l’idea di sponsorizzare – nel
territorio del Comune di Roma – il progetto “Athena”, promosso dall’AFM
Europa, l’associazione europea dei
funzionari e agenti dei servizi dell’impiego in missione nei Paesi dell’Unione Europea.
Un progetto – denominato “Athena” perché questa divinità era la protettrice dei lavoratori nell’antica Grecia – che ha visto la realizzazione, nel
2006 e nel 2007, rispettivamente, di
due Centri di auto-orientamento scolastico-professionale in due istituti scolastici della Capitale.
Un realizzazione che porta l’imprinting del gruppo dirigente del Rotary
Club Roma Sud-Ovest, essendosi inaugurate le sale di accoglienza dei ragazzi, messe a disposizione dalle direzioni dell’istituto “Raffaello”, nel X Municipio, e dello “Junior International
Institute”, nel III Municipio.
Con l’assistenza tecnica della Sezione Lazio dell’AFM Europa, che celebrerà ad Olbia, in Sardegna, nel 2010,
il suo 28° anno dalla fondazione avvenuta ad Obërursel, nella Repubblica
Federale di Germania, nell’ormai lontano 1982, il Rotary Club Roma SudOvest ha messo a disposizione della
VOCE del ROTARY
porti sull’evoluzione del mondo del lavoro.
È vero: i giovani ci guardano, ci osservano; e si chiedono se le generazioni al comando siano in grado di preparare loro un futuro migliore.
Con questo progetto “Athena” il Rotary Club Roma Sud-Ovest ritiene di
aver trovato – in accordo con il mondo della scuola – un canale di dialogo
permanente, che non si ferma all’incontro-spot ma indica la strada della
responsabilità individuale e collettiva
come quella che nuove e vecchie generazioni devono percorrere insieme. In
spirito di comprensione, che diventa
l’humus giusto per realizzare una società in movimento, capace di coltivare la speranza.
Rosario Scalia
novembre 2009 • n. 67
33
AIUTARE I GIOVANI A DEFINIRE IL PROPRIO
PROGETTO DI VITA
Aiutare il giovane a orientarsi e a identificarsi all'inter¬no del nostro sistema
sociale e produttivo, tenendo conto, sì delle proprie caratteristiche psicologiche
ma anche delle complesse articolazioni, recenti e future, dell'attività pro¬duttiva: questi i risultati concreti che si vogliono ottenere a progetto realizzato.
L'A.F.M. EUROPA/Sezione Italia intende sviluppare al massimo ciò che nel nostro
Paese non esiste ancora: l'informazione sulle professioni e sui mestieri; o se esiste, risulta così frammentata e parcellizzata da potersi considerare inutile.
Tutta l'attività consiste nel mettere a disposizione di un utente o di un gruppo di
utenti l'informazione oggettiva di cui costoro hanno bisogno, sia perché possano
effettua¬re una scelta riguardante il loro avvenire professionale sia perché sappiano cosa fare quando tale scelta è stata effettuata.
La messa in opera di un simile servizio esige un conti¬nuo sforzo da parte della
Sezione Italia dell'A.F.M. EUROPA.
Infatti, occorre identificare la documentazione neces¬saria, la si deve organizzare e razionalizzare, mettendo a frutto la somma di esperienze che le altre Sezioni
estere hanno accumulato già.
R.C. Nuoro
Rotary in biblioteca
scuola uno spazio opportunamente attrezzato: una biblioteca delle professioni, costituite da centinaia di dossiers; un archivio delle professioni che
si ispira al grande lavoro di catalogazione dei mestieri e delle professioni
dell’Organizzazione Internazionale del
Lavoro, agenzia dell’O.N.U..
IL RICHIAMO ALLA
CONVENZIONE O.I.L. N. 142
“ L’orientamento professionale è quella funzione destinata ad aiutare, ogni
individuo egualmente e senza discriminazione alcuna, a sviluppare e a far
uso delle proprie attitudini professionali nel proprio interesse e secondo
le proprie aspirazioni, tenendo conto
dei bisogni della società ”
E ancora libri, ricerche, monografie che parlano del lavoro non solo nel
nostro Paese, ma nel mondo.
A questa opera di acculturamento
i ragazzi sono chiamati a dare il loro
apporto: lo fanno, guidati dagli insegnanti nelle loro ricerche tematiche
sulle singole professioni, che possono
anche essere quelle dei loro genitori.
Un modo nuovo, probabilmente originale, per accrescere la fiducia dei
ragazzi nei loro genitori, dato che si
riesce a creare così un dialogo concre-
to tra due generazioni, solleticando
l’interesse del “ricercatore”/della “ricercatrice” a indagare sulle professionalità di generazioni precedenti…
Ma anche un sistema attivo per dare risposta a quelle esigenze che ha il
mondo della scuola (e, in particolare,
il corpo insegnante) di vivere un rapporto vero con la realtà economica che
lo circonda. La presenza dei rotariani, chiamati a fornire la loro testimonianza “dentro l’aula” sulla professione in cui sono impegnati nella vita,
costituisce una risposta concreta, semplice, alla costruzione di un percorso
di vera conoscenza del mondo reale.
Oggi, occorre creare certezza nel
futuro nell’animo dei ragazzi. E lo si
può fare dimostrando attenzione ai loro sogni, anche ai sogni che non saranno coltivati.
Il progetto “Athena” è ancora in fase sperimentale, e non può non esserlo. Ma è un modello organizzativo che
– se si vuole – può essere replicato anche in altre parti del territorio nazionale. Infatti, è sempre più diffusa la
consapevolezza tra quanti hanno offerto la loro disponibilità, aiutando i
giovani nelle loro ricerche scolastiche
sulle professioni, che la “testimonianza” resa in presa diretta vale molto di
più di fumosi quanto inattendibili rap-
R.C. Roma Olgiata
per dare acqua agli scolari cairoti
I
l Rotary Club Nuoro ha avviato in
luglio un nuovo progetto per promuovere l’immagine pubblica del
Rotary e raccogliere i fondi da destinare ai servizi idrici delle scuole di
Mansoureya, un poverissimo quartiere del Cairo verso le piramidi di Giza.
I fondi saranno destinati a realizzare impianti per il trattamento dell’acqua estratta dai pozzi, che servono le scuole di una vasta area di villaggi. Le scuole della zona sono 102
frequentate da oltre 90mila studenti.
Il progetto, di ambito distrettuale,
viene svolto con il RC Cairo West del
Distretto 2450 e, anche, in collaborazione con il Distretto 2030 (Piemonte
- Valle d’Aosta - Liguria) ed è posto
sotto l’egida della Rotary Foundation.
L’iniziativa è strutturata in undici
incontri aperti al pubblico. I relatori
invitati trattano temi culturali, rotariani e di servizio presso l’Auditorium
della Biblioteca S. Satta a Nuoro. Per
ogni incontro è prevista la stampa di
una cartolina derivata da un quadro
a tema. La cartolina sarà inviata via
e-mail come invito. Nel giugno 2010
sarà organizzata presso il chiostro dell’Istituto regionale etnografico, la mostra delle opere originali degli artisti.
Si prevede che le stesse opere siano
messe all’asta, mentre sarà posta in
vendita, in serie limitata, la cartella
delle stampe litografiche numerate e
firmate dagli autori.
Durante la manifestazione saranno
poste in vendita anche le cartoline, singole e in serie, e sarà attivo un servizio di annullo postale. I fondi raccolti con l’asta e le rimanenti iniziative
confluiranno nel finanziamento del
progetto “Acqua potabile nelle scuole
di Mansoureya”. Tra gli sponsor spicca Banca d’Italia.
Progetto
L
Smart Cell
a cooperativa sociale Ways Onlus
(Wheel At Your Service) nata qualche anno fa grazie alla volontà e al
supporto del Rotary Club Roma Olgiata, lancia una nuova iniziativa denominata Smart Cell. Si tratta di una
raccolta di cellulari usati predisposta da esperti nel settore riabilitativo, per assegnare a ognuno dei ragazzi impegnati un compito facile e
favorire così il loro inserimento nel
lavoro di squadra.
Basta donare il cellulare non più
usato e privo della “sim card” al personale della Ways presente presso la
postazione di raccolta senza il carica batteria. Un gesto semplice che
aiuta a disfarsi di materiale “poco”
degradabile senza inquinare l’ambiente.
È facile capire le potenzialità presenti in una città come Roma dove
vivono circa 3 milioni di abitanti e
nella quale circa il 70 per cento della popolazione fa ormai uso di un telefonino cellulare. Il lancio del progetto è ufficialmente avvenuto nella scorsa primavera con una postazione di raccolta posta all’interno del
comprensorio dell’Olgiata ad ulteriore conferma della presenza sul territorio del Rotary Club Roma Olgiata
che “sponsorizza” l’iniziativa.
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R.C. Ozieri
N
VOCE del ROTARY
Rilancio e valorizzazione
dell’ippodromo di Chilivani
vità ippica e dello stesso buon nome del Rotary. Questa iniziativa consente anche di
contribuire alle spese di organizzazione
delle corse, grazie ai
diritti che i Rotary
sardi partecipanti corrispondono alla Società costituita dal Comune di Ozieri per la
gestione dell’ippodromo, che ha avuto inizio proprio quest’anno. L’edizione 2009
Tonino Pala con Rosanna Schirru ed Enrica Caire
si è svolta il 17 ottobre
e vi ha partecipato un centinaio di ro- Cagliari Anfiteatro il giovane Massitariani con loro familiari provenienti miliano Pisanu. Il trofeo al miglior alda tutta la Sardegna, ma anche il Go- lenatore ha premiato il giovane Antovernatore incoming Scambelluri che nio Cottu, neo patentato, che è stato
ne ha approfittato per tenere la riu- premiato dalla presidente di Tempio
nione preliminare con i Presidenti Pausania, Salvina Deiana. Le altre
corse erano intestate al Rotary Club
2010-2011.
Il premio più importante, intestato di Iglesias (vinto dalla cavalla Mala
al club organizzatore di Ozieri “Me- appartenente alla scuderia Degli Anelmorial Paul Harris” è stato vinto dal li di Milano, premiata dal presidente
cavallo Bonorvesu della scuderia Gio- Massimo Carta), al R.C. di Nuoro (vinvanna Boe di Bonorva, premiata dal citore Nurkara della scuderia Antopresidente Tonino Pala. Alla stessa nio Pais, premiata dalla presidente
Boe è andato anche il premio per la Enrica Caire), al R.C. di Thiesi-Bomigliore scuderia, messo a disposizio- norva-Pozzomaggiore (vincitore None dal R.C. Siniscola e consegnato dal vanta della scuderia Tomaso Manchia,
presidente Antonio Canalis. Si è ag- premiata dalla presidente Rosanna
giudicato invece il trofeo per il miglior Schirru), al R.C. Porto Torres (vincifantino, messo a disposizione dal Club tore Regal Core per i colori di Salvatore Corongiu, premiato dal presidente Antonio Turra) e infine al R.C. di
Macomer (vincitore Isaco de S’Ena
della scuderia Vinicio Mundula, premiato dal presidente Salvatore Sechi).
Al termine della mattinata che, seppure disturbata da vento e pioggia, ha
offerto ai partecipanti l’occasione di
assistere ad uno spettacolo entusiasmante e coinvolgente, i commenti sono stati lusinghieri. Tutti hanno espresso grande soddisfazione e gioia per
questa inusuale – ma molto originale
– occasione di incontro rotariano ripromettendosi sin d’ora di partecipare alla prossima edizione.
Il cavallo Bonorvesu, vincitore del Memorial Paul Harris
Diego Satta
el dicembre del2004 il Rotary
Club Ozieri celebrò in modo
originale il Centenario del Rotary International allestendo un Interclub ippico presso il locale ippodromo di Chilivani, il più antico e importante della Sardegna. Tutte le corse di
quella giornata furono sponsorizzate
da club sardi, mentre la principale
venne intitolata “Memorial Paul Harris” in omaggio al fondatore del Rotary. Il successo fu immediato e registrò
l’entusiastica partecipazione di un centinaio di rotariani e familiari, la maggior parte dei quali non aveva mai assistito alle corse dei cavalli. L’iniziativa è proseguita negli anni successivi
acquisendo scopi e obiettivi sociali e
culturali legati alle attività ippiche della Sardegna. Il Rotary Club Ozieri ha
infatti pensato di allestire un vero e
proprio progetto che si propone di collaborare a rilanciare e valorizzare le
attività ippiche, da sempre praticate
in questo impianto, che fanno parte
del patrimonio storico-sociale-culturale del territorio, e garantiscono un
centinaio di posti di lavoro che vi sono collegati.
I risultati di queste prime sei edizioni, sono stati notevoli in termini di
partecipazione (ben 22 club sardi hanno sottoscritto l’intestazione di una
corsa o hanno messo a disposizione un
premio d’onore) e di promozione e ritorno pubblicitario a favore dell’atti-
VOCE del ROTARY
R.C. Roma Palatino
I
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Acqua e sapone per
l’Interact Roma Palatino
l Club Interact Palatino, patrocinato dal RC Roma Palatino, ha
organizzato una riunione, il 15 ottobre, in occasione del “Global Handwashing Day”, voluto dall’Unicef. La
riunione si è svolta nell’aula magna
del liceo scientifico “Augusto Righi”,
presenti i ragazzi dell’Interact Palatino, che frequentano la classe 4D, e i
ragazzi della 4G. A fare gli onori di casa la preside del liceo Mastrangelo, la
vicepreside Da Ronch e il professor
Giulio Alfano. Presente la delegata per
l’Interact del RC Roma Palatino Mariacristina Romano. Relatori i PDG
Marco Randone e Tony Lico.
L’incontro si è aperto con un’introduzione sul “Global Handwashing Day”
da parte di Randone, che ha illustrato alle classi presenti l’importanza fondamentale del lavaggio delle mani con
il sapone, quale prima forma di difesa contro malattie gravissime quali le
diarree o le infezioni respiratorie. È
stato inoltre posto all’attenzione degli
studenti come, nonostante il lavaggio
delle mani sia tra i metodi più efficaci e meno costosi per prevenire le infezioni, ogni anno nel mondo muoiano più di 3 milioni e mezzo di bambini (1 ogni 10 secondi circa) a causa della scarsa diffusione della pratica del
lavaggio delle mani. È stato sottolineato come, purtroppo, in alcuni paesi
questa pratica salutare sia impossibile da attuare a causa delle scarsezza,
in alcuni casi assenza, di risorse idriche, specialmente nelle zone martoriate dalla guerra.
Il lavaggio delle mani nei momenti
critici infatti porterebbe a una riduzione del 50 per cento delle morti per
diarree e di un quarto di quelle per le
infezioni respiratorie contribuendo
grandemente al raggiungimento del
quarto obiettivo di sviluppo del Millennio riguardante la riduzione della
mortalità infantile sotto il quinto anno di età.
I rappresentanti del Rotary, anche
a nome dell’UNICEF, hanno inoltre
ribadito l’importanza della sensibilizzazione della popolazione, e sopratut-
to dei giovani, all’utilizzo di questa importantissima pratica. È stato infine
ricordato che la pratica del lavaggio
delle mani è consigliata anche come difesa primaria contro il virus della nuova influenza A. Un gesto, che a noi può
sembrare quasi banale, rappresenta
invece per molti un grande lusso, un
lusso che però può salvare molte vite.
Di questo grave problema il Rotary International si sta occupando già
da tempo, attraverso la costruzione di
pozzi e tubature nelle zone dell’Africa più bisognose. Il problema delle risorse idriche è una delle priorità nel
Rotary, e lo è anche per l’Interact Pa-
latino, che, oltre a interessarsi dell’argomento, sta avviando uno studio sulle risorse idriche.
Il presidente dell’Interact Christian
Caracci e il suo consiglio direttivo hanno preso contatto con i rappresentanti degli studenti, per dedicare, nella
prossima Assemblea di istituto, uno
spazio al problema dell’acqua e delle
risorse idriche. In questo modo circa
1200 giovani saranno sensibilizzati al
problema delle risorse idriche e all’attività del Rotary International.
Giorgio Severi
Segretario Club Interact Roma Palatino
R.C. Quartu Sant’Elena - R.C. Cagliari Est
Torneo di bridge di fine estate
S
impatica serata di bridge, con 120 giocatori, quella realizzata a fine
settembre in interclub tra il R.C. Quartu Sant’Elena e il R.C. Cagliari Est, con l’ausilio dei giovani del Rotaract di Quartu - Margine Rosso.
L’evento, che aveva come obiettivo la raccolta fondi da destinarsi ad alcune iniziative locali ed alla Rotary Foundation, si è svolto nella rinnovata ed elegante passeggiata coperta del Bastione di Saint Remy, nella
quale si tiene attualmente la Mostra delle sette città regie della Sardegna.
Il torneo è stato diretto dagli arbitri federali Paolo Boassa e Damiano
Cruccas, ed era valido per l’assegnazione dei punti federali. Al successo
dell’iniziativa hanno contribuito il Comune di Cagliari e diverse Aziende
che hanno fornito gratuitamente molti loro prodotti e oggetti di prestigio.
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VOCE del ROTARY
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VOCE del ROTARY
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Barbara Ensoli:
l’impegno nella ricerca per la vita
R.C. Latina
L
a sostanza del Fare Rotary e dell’essere il Rotary un club di servizio è emersa raramente con
maggiore evidenza e, dobbiamo dire,
altrettanta soddisfazione ed orgoglio
che in occasione di questo incontro,
promosso insieme al Club Soroptimist
International, con la concittadina Barbara Ensoli e realizzato il 9 ottobre nel
Palazzo della Cultura, messo a disposizione dal Comune di Latina. La sala era gremita: le socie del Soroptimist,
noi Rotariani di diversi club (c’erano
i presidenti, ma non solo, dei R.C. Latina Monti Lepini e Latina Circeo), ma
soprattutto tanti concittadini che, con
la loro presenza, hanno testimoniato
l’interesse e l’utilità dell’iniziativa.
Questo ci ha reso contenti, ma soprattutto ci ha rinforzato nella convinzione che sia nostro compito ed obiettivo
costruire occasioni, per noi e per la
cittadinanza, per crescere e migliorare insieme.
E sicuramente siamo tutti cresciuti, almeno nella conoscenza e nella consapevolezza, ma non solo, dopo quella che, dovendo essere una conferenza, si è rivelata una esperienza, ricca
di notizie ed informazioni ma anche di
una dilagante umanità. L’umanità e la
passione con cui la dottoressa Ensoli
non solo svolge il suo lavoro ma lo dedica, tutti i giorni, ai soggetti veri e vivi che potranno trarne giovamento.
Barbara Ensoli è direttrice del Centro nazionale Aids dell’Istituto superiore di sanità, e da anni si occupa della ricerca e sperimentazione del vaccino contro l’AIDS. Opera, pertanto,
per la prevenzione di una delle malattie più letali e, purtroppo, diffuse del
nostro tempo. La sua carriera scientifica comincia, dopo la laurea in Medicina e la specializzazione in Immunologia conseguite a Roma, presso il
National Institute of Health, nel Maryland, dove opera fino al 1996 e matura la convinzione che nulla si può
fare di meglio contro l’AIDS che ricercare un vaccino che blocchi gli esiti
della malattia.
Nella sala del Palazzo della Cultura: Giuseppe Gisotti, presidente R.C. Latina; Bruno Frattasi, prefetto di Latina; Vincenzo Zaccheo, sindaco di Latina; Fabrizio Soscia, primario dell’Ospedale di Latina; Simona Travaini, presidente Soroptmist di Latina.
Il saluto del prefetto e del sindaco all’arrivo di Barbara Ensoli
Da quel momento la vita e la missione di Barbara Ensoli si definiscono in questa direzione e, tornata in
Italia, i suoi sforzi si concentrano nel
tentativo di accerchiare il suo “nemico” con il fare sistema fra tutti quelli,
soggetti pubblici o privati che siano,
intenzionati a combatterlo: dimostra
non solo una grande energia e determinazione, ma anche una straordinaria capacità organizzativa e manageriale, poiché riesce a conquistare alla
sua battaglia una serie di organizzazioni che, a tutt’oggi, cooperano per
combattere il contagio e lo sviluppo
della patologia.
Ma quello che più colpisce di questa ricercatrice, scienziata, dirigente
e donna dotata di carisma e leadership
è poi, invece, altro: è l’umanità e l’affetto che trapelano dalle sue espressioni e dalla sua voce quando parla dei
bambini tuttora infettati dalle madri,
dei malati impossibilitati a curarsi per
la povertà e per le guerre nei paesi in
cui sono costretti a vivere, delle difficoltà che è necessario superare per
portare aiuti e speranze.
E poi è la sua preoccupazione perché si squarci il velo di colpa di cui la
malattia è ammantata e si sciolga il
pregiudizio che la accompagna.
Barbara Ensoli si accalora quando
spiega i percorsi del contagio ed invita soprattutto, ma non solo, i giovani
a praticare la prevenzione; ed anche
quando sottolinea che non esistono categorie a rischio per contrarre l’AIDS,
che tutti siamo a rischio e tutti dobbiamo difenderci nei modi dovuti. La
platea ascolta, raccolta in un silenzio
poco frequente per occasioni come queste. E lei va avanti con entusiasmo,
sempre preoccupata di rendere leggibili e trasparenti le sue parole, di non
fare un dotto soliloquio ma di interloquire con il pubblico, usando termini
quotidiani, spiegando i passaggi più
tecnici e difficili della sua relazione,
interpretando dati, grafici e schemi.
E viene spontaneo pensare che non deve essere facile mantenere quell’affettività e quello sguardo puntato sulle
persone e sui loro problemi in mezzo
a tutti quei numeri e quelle indagini
epidemiologiche che, di per sé, riducono ogni cosa in cifre. È con questo
approccio caldo, appartenente e partigiano, tutto dalla parte di chi soffre,
che Barbara Ensoli ci conquista. Poi
ci conquista anche perché è una di noi,
cittadina di questa città e perché sollecita nei presenti, nel Sindaco, negli
Assessori i ricordi dell’infanzia e della scuola fatta insieme. Il sindaco Zaccheo, i presidenti dei due club di La-
tina, Soroptimist e Rotary, Simona
Travaini e Giuseppe Gisotti , il primario di Malattie Infettive dottor Soscia
che l’hanno accolta all’inizio della manifestazione, la salutano al termine,
insieme agli assessori Guercio, Creo,
Galardo e Fanti, al presidente dell’Ordine dei Medici dottor Righetti ed il
Presidente della Lega Italiana Tumo-
ri dottor Rossi. Molto “partecipato”,
quasi da latinense, quindi apprezzassimo, il saluto del dottor Bruno Frattasi, Prefetto della Provincia di Latina C’è la consegna di un Attestato di
Benemerenza della Città da parte del
Sindaco, onorevole Vincenzo Zaccheo,
e tanti tanti tanti applausi. La dottoressa sorride e si vede che questa ter-
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ra è la sua terra e che lei se l’è sempre
portata dentro, per questo c’è più gusto ad esser bravi qui, ad essere Barbara Ensoli qui. E noi pensiamo che
siamo contenti per lei, anche socia onoraria del nostro Rotary Club Latina,
contenti per noi ma soprattutto per
noi che stasera abbiamo tratto qualcosa, e non soltanto indicazioni, consigli ed informazioni, da questa occasione. Per noi che abbiamo sentito la
condivisione e la partecipazione, l’impegno razionale ma anche l’appartenenza del cuore con cui la dottoressa
Ensoli accompagna il suo lavoro e la
sua missione. E ci sentiamo bene perché ci sembra che le cose bisognerebbe farle proprio così, peraltro anche
grazie al messaggio che il giorno dopo
ci è stato inviato:
“non ho parole per esprimere il piacere ricevuto dall’incontro con tutti
voi. Voglio ringraziarvi per l’accoglienza e la perfetta organizzazione, nonché per il calore e l’affetto che mi avete riservato. Una serata perfetta! Un
caro saluto, Barbara”
Fiorella Ricciardi
R.C. Rieti
Chi ha paura
del microfono cattivo?
I
l Rotary Club Rieti, presieduto da Felice Marchioni, ha organizzato in ottobre
un Ryla di comunicazione per insegnare a parlare in pubblico, che ha visto la
partecipazione di 23 giovani in prevalenza reatini. I corsisti, di età compresa
tra i 16 ed i 30 anni, hanno portato la loro esperienza diretta, raccolta in ripresa
televisiva, mettendo subito in pratica quanto appreso nei tre giorni di formazione.
Il corso - con relazioni ed esercitazioni interattive – è stato patrocinato dal Comune, dal Distretto Rotary 2080, dal liceo scientifico “Carlo Jucci” e del Polo universitario di Rieti – Sabina Universitas. Partner tecnici sono state le società Dale
Carnegie Italia di Milano e DBS Solution di Rieti. L’organizzazione è stata curata
da Daniela Persio e Daniela Miniucchi (quest’ultima anche in veste di presentatrice), coadiuvate da Lanfranco Guidi e Marco Faraglia.
Il Ryla, indirizzato al miglioramento delle capacità personali nel parlare, nel prePreparare le persone
sentare e comunicare in pubblico, ha avuto quale obiettivo di dare ai 23 ragazzi le
e dare opportunità - fare il futuro
abilità e le competenze utili a comparire davanti ad un uditorio, a tenere conferenze e presentazioni, a gestire le emozioni e riuscire ad esprimersi attraverso i media e con l’uso delle nuove tecnologie. I corsisti hanno appreso la storia dell’eloquenza, le tecniche utili per tenere discorsi, mantenere la concentrazione, preparare contenuti e scalette, sostenere colloqui, presentazioni, interviste ed apparire in video anche
in presenza di domande e contraddittori.
Si sono succeduti quali docenti: Gianfranco Formichetti, assessore alla Cultura di Rieti; Elisabetta Vernoni del
RC Roma Ovest; Alberto Lori, annunciatore RAI e doppiatore; Marco Bigornia della Bigornia training; Stefano
Tassone e Francesco Di Noi della Dale Carnegie Italia che hanno anche condotto le simulazioni video; Silvano Landi, docente dell’Università della Tuscia e Luca Rivani, giornalista televisivo reatino.
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VOCE del ROTARY
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ITINERARI
ALLA SCOPERTA DEI BORGHI E DELLE STRAORDINARIE BELLEZZE STORICHE,
ARTISTICHE, CULTURALI E GASTRONOMICHE DEL “BEL PAESE”
La Sabina e il cammino di Francesco
di Giuseppe Ibrido
P
roseguiamo, mese dopo mese, la nostra esploraziodi una grande pianura verde circondata dai Monti Reatine attraverso itinerari da realizzare nei fine settini e dai Monti Sabini che ne formano una grande conca.
mana per scoprire le mete più suggestive ed attraQuest’area era un tempo in gran parte occupata dal Laenti del centro Italia.
go Velino e da paludi. Attraverso importanti opere idrauQuesta volta planeremo sulla Sabina, terra dalle radiliche che risalgono all’epoca della conquista romana ad
ci antichissime, soffermando la nostra attenzione in paropera del Console Marco Curio Dentato è stata nel tempo
ticolare su Rieti, che ne è il capoluogo, e sulla Valle Sangradatamente bonificata. Il risultato di questi lavori sota del reatino, che ci trasporta con la sua atmosfera denno oggi una fertile pianura particolarmente idonea alsa di misticità e spiritualità francescana. Un temporaneo
l’agricoltura ed al suo interno una riserva naturale con
taglio netto alla vita convulsa delle nostre città ed una graun paio di ameni laghetti (Ripasottile e Cantalice). La piadevole esperienza ricca di emozioni e suggestioni sia per
nura è poi tagliata dalle cristalline acque del Fiume Velichi crede, sia per chi invece è
no che rende ancora più pittoresco
agnostico.
il paesaggio.
Infatti, in questi luoghi il saTutta la provincia è ricca di buocro, la natura, la storia, la legna acqua di sorgente tant’è che la
genda sono un tutt’uno ed offroCapitale viene dissetata in gran parno al visitatore la possibilità di
te grazie al grande acquedotto del
vedere con gli occhi e con l’aniPeschiera.
ma, godendo dei paesaggi, dei siLa Storia di Rieti, che affonda
lenzi, della natura rigogliosa ed
le sue radici nel IX secolo a.C., è
incontaminata che hanno ispiracertamente più antica di quella di
to Francesco d’Assisi, uno dei
Roma.
Santi più amati dalla gente speLa leggenda vuole che la Città
cialmente per i suoi incrollabili
sia stata fondata dalla dea Rea (Silprincipi di umiltà e povertà.
via), dalla quale deriverebbe il no“Il più italiano dei Santi, il più
me (Reate).
Santo degli italiani”, che seppe
A proposito di leggende, c’è procogliere in ogni manifestazione
babilmente molto di vero nella nardella natura, in ogni elemento del
razione tradizionale che agli inizi
creato ed in ogni essere vivente
della fondazione di Roma vede conil segno e la volontà divina.
trapposti Rieti e l’Urbe.
Rieti e la sua provincia, pur
Si racconta infatti che i romani,
fuori dai grandi circuiti turistigente dedita alla pastorizia, allo
ci, dispongono di importanti moscopo di popolare la loro città, guitivi di richiamo e di interesse ardati da Romolo, tesero ai sabini un
tistico, culturale, storico, natutranello per rapire e portare a RoRieti: Torre campanaria della Cattedrale
ralistico e religioso.
ma le loro donne. L’operazione riuAncora oggi, l’unica arteria
scì, ma ciò stava per scatenare tra
che da Roma porta a Rieti è la Salaria, la più antica delle due popolazioni un sanguinoso conflitto. La carneficile strade consolari che dall’Urbe arriva sino al Mare Adriana tuttavia fu evitata grazie all’intervento delle stesse dontico (Porto d’Ascoli), passando per Ascoli Piceno.
ne che si frapposero tra i contendenti.
Attraverso questa strada anticamente transitavano i riRieti fu poi conquistata nel 290 a.C. da Roma alla quafornimenti di sale. Da qui il nome appunto di “Salaria”.
le tra alterne vicende rimase fedele. Non mancano in tutRieti, “Umbilicus Italiae”, come ricorda una lapide colto il territorio significative testimonianze della presenza
locata a Piazza San Rufo, è un comune capoluogo con poromana (per esempio il ponte di pietra sul fiume Velino e
co meno di 50 mila abitanti che si sviluppa alle falde del
le numerose “villae rusticae” nella valle e lungo la SalaMonte Terminillo a 405 metri s.l.m., proprio ai margini
ria).
VOCE del ROTARY
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tuti religiosi del terL’integrazione tra il
ritorio. Degni di nopopolo sabino e quelta il gesso in bronzo
lo romano fu così indorato che rappretensa che molteplici fusenta Ebe, dea della
rono le famiglie sabigioventù figlia di Zeus
ne che hanno assunto
e di Era, opera del
posizioni di prestigio
grande scultore neonell’antica Roma. Tra
classicista Antonio
queste, in primo luoCanova, una pietà in
go, la Gens Flavia con
terracotta del quatl’imperatore Tito Flatrocento ed una sculvio Vespasiano. Anche
tura del trecento rafnel mondo letterario e
figurante la Madonfilosofico il contribuna con il Bambino.
to sabino è stato apVicino al Palazzo
prezzabile: ricordiacomunale, sorge il
mo Marco Terenzio
Duomo dedicato a S.
Varrone, il più granRieti: cinta muraria
Maria Assunta consade erudito romano, detcrato nel 1225 dal Papa Onorio IV. La bella Torre camto il “Reatino” perché nato appunto a Rieti nel 116 a.C.
panaria in stile romanico è posteriore di tre decenni, menPer non parlare delle origini, visto che Romolo e Retre risale ai secoli susseguenti il porticato di collegamenmo, secondo la tradizione, erano figli di Rea Silvia e che
to.
tra i primi Re di Roma si annoverano Tito Tazio e Numa
Il Battistero, coperto con due volte a crociera, è del
Pompilio, entrambi sabini.
XIV secolo. Attualmente accoglie il Museo dell’Opera del
È nel medio evo che il capoluogo sabino ha il suo moDuomo.
mento di splendore, attestato dal forte rinnovamento urbanistico con la costruzione di palazzi nobiliari e di vari
monasteri, alcuni dei quali indissolubilmente legati alla
figura di Francesco d’Assisi, che nel suo peregrinare amò
molto la Sabina, dove spesso si ritirava attratto dalla natura esuberante.
Si dice che proprio nelle terre dell’eremo della Foresta
tra il 1224 o il 25 abbia composto l’intramontabile “Cantico delle Creature”, preghiera e lode all’“Altissimu, onnipotente Bon Signore”
Oltre ai quattro santuari che costituiscono le pietre miliari del cammino del Poverello d’Assisi, a Rieti, il cui centro storico è racchiuso tra le mura ed il fiume, sorgono vari monumenti degni di attenzione.
Iniziamo dal più recente dei monumenti, quello alla Lira in Piazza Cavour, che risale al 2003, in occasione del
“collocamento a riposo” della lira italiana, e che è stato
realizzato dall’artista Daniele Fusco con la fusione di due
milioni e duecentomila monete da 200 lire. Il monumento
raffigura l’Italia turrita che con le mani alzate sorregge
trionfante una grande moneta da una Lira con i dritti della prima e l’ultima Lira coniata. Sostanzialmente un saluto alla valuta che per centoquarantadue anni circa ha
rappresentato la stabilità e l’unità del Paese.
Nel Museo Civico, ospitato per quanto riguarda la sezione archeologica, nell’ex convento di Santa Lucia, si
possono ammirare una molteplicità di reperti, tra cui frammenti di sculture dell’età del ferro, oggetti etruschi, immagini, monete e gioielli dell’epoca romana; nella sezione storico artistica, ospitata invece nell’antico Palazzo
Comunale (in Piazza Vittorio Emanuele n. 11, edificio risalente al XIII secolo con una bella facciata settecentesca)
si possono osservare dipinti ed affreschi dal quattordiceRieti: loggia della Prefettura
simo al diciassettesimo secolo provenienti da chiese ed isti-
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Il restauro in stile romanico della facciata della Chiesa, a suo tempo rimasta incompiuta, risale al 1941. Essa si presenta con tre portali, di
cui quello centrale romanico raffinatamente decorato con foglie d’acanto. Le tre lunette custodiscono affreschi della fine del Quattrocento.
L’interno, in stile barocco, ha una pianta a
croce latina divisa in tre navate ed una cupola
che risale al 1794. Opere significative sono conservate nelle dieci cappelle che si affacciano dalle navate e nell’undicesima si trova invece nel
transetto.
Tra gli artisti che hanno lasciato la loro traccia nella chiesa, Andrea Sacchi e Giovanni Antonio Mari, che hanno lavorato su bozzetto del
Bernini.
La cripta, costituita da un’unica navata modulata da sedici colonne in travertino, conserva
frammenti di dipinti del XIV sec.
Edificio di rilevante interesse culturale è il Teatro Flavio Vespasiano, dedicato all’omonimo imperatore che, come ricordato, ha origini sabine. Il Teatro, che nella sala
interna dispone di tre ordini di palchi, ha una cupola affrescata il cui tema è il trionfo a Roma di Tito e Flavio in
seguito alla vittoria su Gerusalemme.
Tra le residenze nobiliari si segnalano Palazzo Vescovile (o Palazzo Papale), Palazzo Potenziani, Palazzo del-
Faggio di S. Francesco
VOCE del ROTARY
VOCE del ROTARY
Santuario di Greccio
la Prefettura ( o Vincentini), Palazzo Vecchiarelli, Palazzo Ricci, Palazzo del Seminario.
La Sabina è anche rinomata nel mondo per il suo ottimo olio extravergine d’oliva, a denominazione di origine
protetta, che è poi alla base di una gastronomia locale ricca, sana e genuina: dai legumi ai funghi, dagli squisiti pesci d’acqua dolce, trote e lucci, al gustoso formaggio pecorino con varia stagionatura, dallo stuzzicante abbacchio in guazzetto al succulento pollo spezzato alla sabinese, dagli invitanti spaghetti alla amatriciana o alla gricia,
secondo i gusti, alle mitiche fregnacce alla reatina, dalla
appetitosa Pizza Pasqualina al gradevole rosatello della
Sabina. Per non parlare poi dei tanti tipici dolci locali,
vere e proprie ghiottonerie. In quanto a cibo nel reatino
c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Chiusa questa parentesi gastronomica e ottenuta così
un’idea di ciò che Rieti può offrire, ci dirigiamo verso i
quattro Santuari, tutti collocati nelle vicinanze della città, in posizione simmetrica come a tracciare simbolicamente i punti principali di una croce: i santuari di Greccio, Fontecolombo, la Foresta e Poggio Bustone.
Come detto, il poverello d’Assisi rimase molto legato a
queste zone dove trascorse alcuni anni più importanti della sua breve ed austera vita.
Per chi volesse effettuare l’itinerario completo del Cammino di Francesco con tutte le tappe che hanno visto la
presenza del Santo consigliamo di rivolgersi all’Ufficio del
Cammino di Francesco presso l’Azienda di Promozione
turistica di Rieti che fornirà indicazioni e documentazione a sufficienza per svolgere questo breve pellegrinaggio.
I luoghi di interesse sono indicati con una speciale segnaletica in legno e nei centri con le frecce direzionali sulla pavimentazione.
Oltre a quanto già detto su Rieti medievale, qui ci limitiamo ad offrire alcune indicazioni generali per una visita solamente dei 4 santuari, mentre lasciamo al visitatore
la possibilità di arricchire il Cammino, per quanto riguarda la Sabina, proseguendo anche verso l’antico Borgo di
Posta, o recandosi al faggio di S. Francesco a Rivodutri
oppure salendo sulla vetta del Terminillo, dalla quale si
domina tutta la vallata.
Santuario di Poggio Bustone
Partiamo dunque dal Santuario di Greccio che unitamente all’omonimo Borgo, a circa 17 chilometri dal capoluogo, sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Arroccato ad una altezza di 665 metri s.l.m. il Santuario è praticamente incastonato nella roccia con un panorama mozzafiato sulla splendida Conca di Rieti.
Anche se l’aspetto attuale è notevolmente diverso dalla costruzione originaria a causa delle integrazioni ed ampliamenti effettuati negli anni, il Santuario è rimasto una
stupefacente fusione tra architettura e natura.
Si raggiunge attraverso la provinciale Rieti-Terni. Si
potrà arrivare al parcheggio grande, quello inferiore, e
poi proseguire a piedi salendo una scala di circa 100 gradini che porta al piazzale del Convento, oppure, se c’è posto, si potrà salire sino al parcheggio superiore che è adiacente al Convento.
Questo eremo è particolarmente famoso nel mondo perché San Francesco nel 1223 vi diede vita alla prima rievocazione della Natività di Betlemme della Storia del Cristianesimo. In sostanza il primo presepe è nato proprio a
Greccio.
Sul luogo dove vi fu la rievocazione vivente della nascita di Cristo è stata innalzata la Cappella di Santa Lucia,
che costituisce la parte centrale del Santuario.
Un affresco del ‘400 attribuito al cosiddetto Maestro di
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Narni, raffigurante la Natività del Signore e il Presepe è
conservato sopra l’altare della Cappella.
Da qui ci si può introdurre al nucleo antico del Convento composto dal refettorio, dal dormitorio e dalla cella di San Francesco.
La Chiesa di San Francesco, risalente ai primi del ‘200,
conserva arredi, affreschi e quadri, nonché un ritratto
del Santo.
Al piano superiore del Santuario si trova la Chiesa di
San Bonaventura da Bagnoreggio, uno dei padri dell’ordine francescano e biografo del Santo, con l’oratorio di
San Francesco e con il dormitorio in legno di S. Bonaventura.
Probabilmente Francesco fu in questi luoghi già nel
1209 e vi ritornò negli anni successivi.
Nel 1217 erano già stati costruiti parte del convento
francescano, tra cui il romitorio, l’oratorio ed una cella
speciale per il Santo.
Durante la permanenza in questi luoghi, Francesco soleva ritirarsi in un capanno (dove oggi sorge una cappella) sulla vetta del Monte Lacerone in solitario raccoglimento e contemplazione di Dio.
Prima di lasciare il santuario, non dimenticate di ammirare nella Chiesa principale, una serie di pittoreschi
Presepi provenienti da ogni parte del mondo.
Proseguendo il nostro viaggio sulle orme di Francesco
ci rechiamo ora a pochi chilometri a sud di Rieti al Santuario di Fonte Colombo, così chiamato, secondo una delle varie ipotesi, perché il Santo vide dei colombi svolazzare intorno alla fonte.
“Togliti i calzari dai tuoi piedi perché Santa è la terra
che tu calchi”. Così si legge all’entrata del Santuario.
Fonte Colombo luogo di bellezza unica costituisce certamente una tappa fondamentale per il Santo che qui dettò a Frate Leone la Regola (la terza, quella definitiva e
“bollata”) che il 29 Novembre del 1223, con la bolla papale “solet annuere” ebbe l’approvazione di Onorio III°.
L’altro soggiorno a Fonte Colombo, tra l’autunno del
1225 e l’inverno del 1226, poco prima della morte, è legato alle grandi sofferenze del Santo a causa di una grave
infermità agli occhi.
Qui infatti subì l’intervento di cauterizzazione agli occhi tanto doloroso quanto inutile.
La chiesa del ‘400 è dedicata ai Santi Francesco e Bernardino da Siena e conserva un altorilievo in legno che
raffigura l’apparizione di Cristo mentre detta la Regola a
San Francesco. Il portico antistante è del novecento. Sempre dello stesso secolo sono le vetrate che decorano l’interno ad una navata.
Accanto alla Chiesa si trovano il Chiostro ed il piccolo
Monastero.
Da visitare l’Eremo che si raggiunge attraverso un sentiero, inoltre la Cappella di Santa Maria, la Cappella di
San Michele ed il Sacro Speco, la grotta in cui S. Francesco si ritirava in meditazione.
Passiamo ora al Santuario di Santa Maria della Foresta, che si trova anch’esso in posizione suggestiva, immerso nella vegetazione e nella tranquillità, anche se a soli 4
chilometri dalla città.
42
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
Qui San Francesco soggiornò per un
breve periodo in attesa del delicato intervento agli occhi che, come detto, si compie a Fonte Colombo.
Al Santuario si arriva attraverso un
sentiero dove ai lati sono collocate le edicole con le stazioni della Via Crucis.
La Chiesa è impreziosita da affreschi
del trecento. Accanto alla Chiesa c’è il
Chiostro e l’abitazione del prete che ospitò il Santo. All’interno della casa del prete è ancora visibile una vasca in pietra
dove S. Francesco fece il famoso miracolo dell’uva, ricordato anche in una edicola che si trova di fronte al portico della chiesa.
Dulcis in fundo, concludiamo il viaggio nella bella cittadina di Poggio Bustone, un vero e proprio belvedere sulla Conca Reatina. Qui il Santuario venne costruito nel XII secolo, inizialmente con sole 3 stanze e poi
nel tempo progressivamente ampliato.
In effetti Poggio Bustone è stato il primo contatto del
Santo con il reatino essendo avvenuto subito dopo aver
lasciato la sua città natale. E proprio qui, nel Sacro Speco di San Francesco, al poverello d’Assisi venne annunciata da un angelo la Remissione dei suoi peccati e la grande espansione che avrebbe avuto l’ordine dei frati minori da lui creato.
La Chiesa è dedicata a San Giacomo Apostolo, ad unica navata e copertura in legno.
Al suo interno si possono ammirare una tavoletta del
XV secolo raffigurante la Madonna delle Grazie con il
Bambino e San Giuseppe, nonché affreschi raffiguranti
San Francesco ed il Borgo di Poggio Bustone che dà il nome al Santuario.
Nel Chiostro sono dipinti, all’interno di lunette, gli episodi più importanti della vita del Santo.
Attraverso un viottolo tortuoso a circa trenta minuti di
cammino dal Santuario tra alberi secolari ed una natura incontaminata si raggiunge la
piccola chiesa trecentesca del Sacro
Speco, dove si può
ammirare una pala del XVIII secolo raffigurante la
Remissione dei peccati, nonché due
pitture di S.Bonaventura e S.Bernardino e di S. Francesco e S. Antonio
da Padova.
Ci accomiatiamo da questo sug-
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43
Una Sardegna, mille Sardegne
di Enrico Porqueddu
V
Santuario di Fonte Colombo
gestivo luogo di preghiera con una visita al tempietto della Pace, collocato a riparo della montagna, dove è posta
una Statua di San Francesco sorridente che sembra volerci salutare ed invitare a tornare ancora una volta in
questi luoghi benedetti dal suo passaggio.
Informazioni utili
I ROTARY CLUB IN SABINA
ROTARY CLUB RIETI
presidente: FELICE MARCHIONI
ROTARY CLUB SABINA TEVERE
presidente: ANTONIO FALCETTA
ROTARY CLUB FARFA CURES
presidente: STEFANO CIAVATTI
MUSEI
MUSEO CIVICO DI RIETI - Sezione Archeologica
Vicolo Sant’Anna, 4 (Monastero di Santa Lucia)
Tel. +39 0746 488530 - Fax +39 0746 253173
MUSEO CIVICO DI RIETI - Sezione Storico Artistica
Piazza Vittorio Emanuele II - Palazzo del Municipio
Tel. +39 0746 287212 287456 - Fax +39 0746 253173
Ingresso: euro 4,13 - Ridotto euro 2,07
Orario: martedì, mercoledì e giovedì 8.30 - 13.30.
Venerdì, sabato 8.30 - 13.30 /16.00 - 19.00.
Domenica 10.30-13.00/16.00-19.00. Lunedì chiuso.
e-mail: [email protected]
COMUNE DI RIETI
Piazza Vittorio Emanuele II . Tel. + 39 0746 2871
www.comune.rieti.it
INFORMAZIONI TURISTICHE
SEDE APT DI RIETI - Via Cintia, 87 - Rieti 02100
Tel. +39 0746 201146 - Fax +39 0746 270446
Email: [email protected]
Aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 14.00; il martedì
e giovedì anche dalle 15.00 alle 17.30. Chiuso il sabato e la
domenica.
UFFICIO INFO DI RIETI - Piazza Vittorio Emanuele II.
Aperto dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle
15.00 alle 17.30; sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.0
alle 17.00; domenica dalle 9.00 alle 13.00. Lunedì chiuso.
olete davvero vivere una vacanza fra arte, cultura, folklore, tradizioni e colori? Bene,
ce l’avete fatta. A due passi da voi c’è
la Sardegna. L’isola più affascinante
e sorprendente che possiate immaginare. Non ci vuole molto per arrivarci: in traghetto da Civitavecchia o Livorno o Genova e approdate a Porto
Torres o Olbia o Golfo Aranci. Per
raggiungere Alghero, la vera perla dell’Isola, voli aerei da Roma, Milano,
Genova e chissà da quanti altri aeroporti. Non bisogna faticare molto per
avere tutte le informazioni che vi servono: agenzie di viaggi, pubblicazioni
specializzate e l’immancabile Internet. E allora, siete pronti? La Sardegna settentrionale ha il suo maggior
punto di riferimento nella città di
Sassari.Questo importante centro si è
costituito grazie alle popolazioni limitrofe che pian piano si spostavano verso l’interno del territorio formandone un agglomerato importante. Racconta la storia che grande impulso alla crescita di Sassari venne dato dagli
abitanti di Porto Torres (Turris Lybisonis), ex colonia romana che si spostarono causa l’invadenza e la pericolosità dai pirati saraceni. Si parte dal
secondo secolo avanti Cristo per avere notizie di questa città. Sassari ha
un ricco patrimonio archeologico a cominciare dal grande altare preistorico, la ziqqurath di Monte d’Accoddi,
che sorge lungo la strada statale 131 a
meno di dieci chilometri dalla città.
Altre e importanti testimonianze storiche sono rappresentate dalla chiesa
di San Nicola (il Duomo), la chiesa di
Santa Caterina,quella di San Pietro
in Silki alla periferia di Sassari, la
Fontana del Rosello. E tanto altro ancora, compreso il Museo Sanna. Sassari è una città che per molti anni è
stata identificata nella “capitale della
cultura” della Sardegna. I suoi cittadini sono accoglienti, disponibili e davvero molto simpatici. Se vogliamo insistere nel nostro ideale itinerario non
ci resta che spingerci verso Alghero.
Davvero una città… catalana. Furo-
Capo Caccia con i suoi 565 gradini
no infatti i catalani a fondarla circondandola di sette torri e di imponenti
mura difensive che si affacciano sul
porto catalano. C’è poi la cattedrale
cinquecentesca di Santa Maria e il complesso monastico di San Francesco.
Questo per dare una sintesi della bellezza storica della città. Ma Alghero è
anche la città delle vacanze. Un cen-
tro storico affascinante e ricco di testimonianze storiche ma anche di spiagge, stabilimenti balneari, alberghi importanti, ristoranti, bar e negozi che
richiamano turisti se non tutto l’anno, quasi. Nel suo territorio poi si ha
la possibilità di ammirare il nuraghe
Palmavera in direzione di Capo Caccia nel cui ventre si aprono le Grotte
44
VOCE del ROTARY
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di Nettuno raggiungibili via mare e via
terra. Ma preparatevi! Dovete scendere ben 656 gradini. Ma ne vale la pena. Quando poi scende la sera, passeggiata sui Bastioni Magellano con vista a perdita d’occhio di un cielo e un
mare unici. Dopo cena? Locali notturni a iosa.
Sempre nella parte nord della Sardegna ecco l’isola de La Maddalena,
naturale richiamo turistico dove non
ci si annoia mai. Senza dimenticare
Caprera dove riposa Giuseppe Garibaldi. Anche qui panorami mozzafiato. Se poi avete voglia di capire che
cos’è la Costa Smeralda non vi rimane che salire in auto e arrivarci dopo
non troppi chilometri. Già, la Costa
Smeralda. “Covo” di Vip, di ricconi
dal portafoglio facile. Posto dove hanno “approdato” personaggi come Jacqueline Kennedy, Elizabeth Taylor,
Vladimir Putin e tutto il gotha dello
spettacolo internazionale. In Costa
Smeralda non ci si annoia davvero. Se
però volete aggiungere l’utile al dilettevole eccovi nella città di Olbia ricchissima di siti archeologici, nuraghi
che raccontano l’antica storia di Ichnusa. A sud di Sassari nella città di Ozieri e nella campagna di Thiesi si può
ammirare la più spettacolare torre millenaria, il nuraghe di Santu Antine. A
pochi chilometri da Olbia si può raggiungere San Teodoro centro ricchissimo di spiagge incantevoli, Cala d’Ambra, Punta Aldia, Lu Impostu, Cala
Brandinchi, Baia Salinedda e Cala Gi-
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
45
Agenda
rotariana
conviviali – eventi – interclub
Vele nel mare dell’Asinara
nepro che disegnano un panorama fantastico con l’Area Marina Protetta di
Tavolara e Capo Coda Cavallo. La Sardegna ha attraversato momenti di forte travaglio nel corso della sua storia.
Gli invasori si sono succeduti nei secoli: dai bizantini ai romani, dagli spagnoli ai piemontesi. I Sardi hanno dovuto lottare non poco per raggiungere una loro autonomia che fosse davvero autonoma. Anche se, in verità,
ancora oggi,non sono pochi i problemi in primo piano. Sappiamo però che
ai turisti o a certi turisti, poco importa delle traversie dei Sardi. Trattandosi di un’isola è chiaro che il cruccio
dell’isolamento incide non poco nel loro carattere. Questo non significa che
non sappiano accogliere il “forestiero”. In ogni parte della Sardegna operano Bed & Breakfast che propongono le specialità culinarie locali. Piat-
Roccia dell’Orso, vicino a Palau
ti del tutto sconosciuti a molti che fanno venire l’acquolina in bocca. E in
molti di questi locali vengono anche
organizzati spettacoli imperniati nel
più classico ballo sardo, il “ballu tundu”. Ragazze e ragazzi che disegnano
figure uniche nel Mediterraneo. Ma
anche i canti sardi conservano una fascino ancestrale che incanta il visitatore. Questa Sardegna ha la particolarità di essere se stessa, di non essersi mai “inginocchiata” allo “straniero”. Pur accogliendolo con il garbo e
l’educazione dovuti a chi qui non è nato. Ma è poco raccontare quel che si
racconta perché per capire la Sardegna non serve una gita mordi e fuggi.
Occorre una frequentazione continua
e una disponibilità a penetrare nella
cultura dei sardi. Il sistema turistico
isolano è ben organizzato. In ogni dove è possibile avere notizie su tutte le
località. Il sistema dei trasporti è quasi accettabile. Collegamenti via terra
e via mare oltreché via aerea per quanto talvolta difetti non è dissimile da altre regioni della terra ferma. Volete
quindi trascorrere solo un fine settimana in quest’isola? Preparate armi
e bagagli e prendete il primo traghetto o il primo aereo ed eccovi qui. Non
scordate però di prenotare l’albergo.
Fornitevi, se potete, di una guida turistica. Stampata, si capisce. Il resto
lo vivrete secondo le vostre disponibilità. E ricordate: la Sardegna è unica. Sotto qualsiasi latitudine non troverete mai nulla di così unico!
N.B. Le foto sono tratte dal volume Aa.Vv.,
“Colours above and below the sea – Colori
sopra e sotto il mare”, Magnum-Edizioni,
Sassari, 2004
I CLUB SONO PREGATI DI INVIARE LE PROPRIE
COMUNICAZIONI PER LA “AGENDA ROTARIANA” A
[email protected]
16
novembre 2009 - lunedì
ROTARY CLUB ROMA CASSIA
ore 20 - Conviviale al circolo degli Esteri - lungotevere Acqua
Acetosa 42 - Il “sondaggista” Nicola Piepoli parlerà sul tema:
“Come avere successo nella vita”.
ROTARY CLUB ROMA EST
ore 20.30 - Riunione conviviale: festeggiamenti per i 50 anni rotariani del PDG Aldo Ferretti - Hotel St. Regis Grand in
via V. E. Orlando 3.
ROTARY CLUB SASSARI NORD
Visita del Governatore.
ROTARY CLUB SANLURI MEDIO CAMPIDANO
ore 20 - Conviviale interclub con il R.C. Senorbi Trexenta
presso l’ex chiesetta San Sebastiano. Christian De Melis parlerà su “Afghanistan: un Paese che ha nella guerra la sua storia”.
18
novembre 2009 - mercoledì
ROTARY CLUB ROMA CAMPIDOGLIO
ore 20 - Assemblea dei soci all’Hotel Sheraton.
ROTARY CLUB ROMA FORO ITALICO
ore 20 - Conviviale in interclub all’Hotel Leonardo da Vinci
con R.C. Roma Montemario. Adolfo Urso, Aurelio Regina e
Beniamino Quintieri parleranno di “Shangai 2010, opportunità storica per le imprese di Roma e del Lazio”.
ROTARY CLUB SASSARI SILKI
Visita del Governatore.
ROTARY CLUB ROMA PALATINO
ore 20 - Conviviale con Alberto Cecchini, Past District Governor. Hotel Jolly in via dei Gracchi.
ROTARY CLUB ALBANO LAZIALE - ALBA LONGA
ore 20 - Conviviale all’Hotel Miralago. Alessandro Angiolillo
parlerà su “Conosciamoci meglio”.
17
novembre 2009 - martedì
ROTARY CLUB BOSA
ore 20 - Trattoria “I Biancospini”, incontro al caminetto. Tore Obinu parlerà sui fondamentalismi religiosi.
ROTARY CLUB CAGLIARI ANFITEATRO
ore 20.30 - Riunione semiconviviale al convento di San Giuseppe. Aldo De Montis, presidente della Commissione per la
Fondazione Rotary, terrà una conversazione sul tema: “Il futuro della RF dal 2010”.
19
novembre 2009 - giovedì
ROTARY CLUB CAGLIARI
Michele Bajorek parlerà dell’epidemia influenzale di tipo A.
ROTARY CLUB ROMA CASTELLI ROMANI
ore 20.30 - Conviviale al Country Club Castel Gandolfo. Marina Cioncoloni parlerà di “Contrasto al riciclaggio: attualità
normativa”.
ROTARY CLUB GUIDONIA MONTECELIO
Assemblea ordinaria.
ROTARY CLUB ROMA
ore 13.15 - Circolo Ufficiali - Tema: un aggiornamento sui programmi della Fondazione Rotary.
ROTARY CLUB ROMA PRATI
ore 20.30 - Conviviale interclub con i R.C. Roma, Roma Eur,
Roma Centenario, Roma Sud Est. Relatore: Mordechay Lewy, ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede. Hotel Leonardo da Vinci in via dei Gracchi 324.
ROTARY CLUB ROMA NORD
ore 20.30 - Conviviale all’Hotel de la Ville con Simona Pianese Longo sul tema dell’alfabetizzazione.
ROTARY CLUB ROMA SUD
ore 13.15 - Conviviale. Arrivano i nostri… Giovani. Hotel Ambasciatori - Via Veneto 62 - 00187 Roma.
ROTARY CLUB ROMA NORD EST
ore 13.30 - Conviviale diurna all’Hotel Bernini Bristol con informazione rotariana di Enzo Zanderigo Iona.
ROTARY CLUB SASSARI
ore 20.30 - Visita del Governatore presso il ristorante White
& Green.
46
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
20
novembre 2009 - venerdì
ROTARY CLUB NUORO
Visita del Governatore.
ROTARY CLUB ORISTANO
ore 20 - Assemblea elettiva all’Hotel Mistral Due.
21
novembre 2009 - sabato
ROTARY CLUB ALBANO LAZIALE - ALBA LONGA
ore 16 - Museo di Villa Borghese “Mostra del Canova” con visita guidata.
ROTARY CLUB FORMIA GAETA
ore 19 - Serata poetica musicale al castello di Minturno, sala
dei Baroni, per il progetto “Donazione delle cornee: uno sguardo che si riaccende”.
ROTARY CLUB IGLESIAS
ore 20 - Visita del Governatore presso l’Hotel Artu in piazza
Sella.
ROTARY CLUB OZIERI
ore 20.30 - Conferenza pubblica nel chiostro di San Francesco sulla poliomelite e il programma di eradicazione svolto dal
Rotary International. Relatore il Magnifico rettore emerito Alessandro Maida. A seguire: conviviale familiare al ristorante Terradoro.
22
novembre 2009 - domenica
ROTARY CLUB CIVITAVECCHIA
ore 17.30 - Al Teatro San Leonardo di Viterbo, nell’ambito
del XIV Festival del teatro amatoriale: “Napoli Milionaria” di
Eduardo De Filippo. Segue cena.
23
novembre 2009 - lunedì
ROTARY CLUB ROMA CAMPIDOGLIO
ore 20.30 - Auditorium Istituto Massimo (Eur). Concerto della Italian Big Band “Aspettando il Natale” (vedi box fondo pagina).
VOCE del ROTARY
ROTARY CLUB APRILIA - CISTERNA
ore 20.30 - Conviviale con familiari e ospiti. Magìa e splendore dei tappeti persiani, raccontati del perito Rahimi Hamid Reza. Hotel Enea di Aprilia.
ROTARY CLUB BOSA
ore 20 - Assemblea elettiva. presso la casa di campagna del presidente incoming Paolo Cadoni.
novembre 2009 • n. 67
47
Gioacchini sul tema: “Panico e depressione ai giorni nostri”.
A seguire conviviale presso l’Hotel Miralago.
ROTARY CLUB DORGALI
Visita del Governatore.
ROTARY CLUB IGLESIAS
ore 20.30 - Maria Dolores Dessi parlerà di: “Verso i 150 anni
dell’Unità d’Italia”.
ROTARY CLUB ROMA CASSIA
ore 20 - Conviviale al circolo degli Esteri - lungotevere Acqua
Acetosa 42 - Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, parlerà sul tema: “Sviluppo sostenibile e infrastrutture”.
ROTARY CLUB CAGLIARI ANFITEATRO
ore 20.30 - Riunione semiconviviale nel convento di San Giuseppe. Alessandra Agus terrà una conversazione sul tema “ I
proverbi sardi nel Campidano”.
ROTARY CLUB ROMA EST
ore 20.30 - Riunione interclub con RC Rieti all’insegna delle
“donne eccellenti”. Ospite: Bice Biagi intervistata da Daniela
Miniucchi (R.C. Rieti) - Hotel St. Regis Grand in via V. E. Orlando.
ROTARY CLUB ROMA
ore 20.15 - Conviviale all’Hotel Excelsior. “Telethon 2009 e il
finanziamento della ricerca medica”: un intervento del condirettore dell’organizzazione Angelo Maramai.
ROTARY CLUB SUBIACO
ore 18.30 - “Il testamento biologico: aspetti giuridici”. Ne parleranno Bruno Ferraro e Don Mauro Meacci. Seguirà una conviviale presso la foresteria di Santa Scolastica.
ROTARY CLUB ROMA CENTENARIO
ore 21 - Serata teatrale: “Tutto quello che le donne (non) dicono” di Francesca Reggiani - Teatro Sala Umberto.
28
ROTARY CLUB ROMA NORD
ore 20.30 - Visita del Governatore - Hotel de la Ville.
ROTARY CLUB OGLIASTRA
Visita del Governatore.
25
30
ROTARY CLUB ROMA FORO ITALICO
ore 20 - Visita del Governatore. Hotel Felix di viale Gorizia
(angolo via Nomentana).
ROTARY CLUB ROMA NORD EST
ore 15.30 - Tornei di bridge e burraco a favore della Polio Plus
presso la caserma Pio IX in viale Castro Pretorio (informazioni e iscrizioni allo 06.4884988). Segue conviviale familiare.
novembre 2009 - mercoledì
ROTARY CLUB ROMA NORD OVEST
Gita a Londra dal 27 al 29 novembre e visita al Rotary Club City e Shoreditch.
novembre 2009 - sabato
novembre 2009 - lunedì
ROTARY CLUB ROMA PALATINO
ore 20.30 - Caminetto a casa della socia Laura Capuzzo Dolcetta.
ROTARY CLUB CAGLIARI SUD
ore 20.30 - Romano Andrissi fornirà aggiornamenti sulla Fondazione Rotary.
24
ROTARY CLUB ROMA CASSIA
ore 9 - Forum interclub con i R.C. Roma Foro Italico e Roma Eur sui Bambini nell’ombra, organizzato in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio - Sala del Giubileo dell’università LUMSA, in via di Porta Castello 44.
ROTARY CLUB ROMA EST
ore 18.30 - Riunione interclub all’Hotel St. Regis Grand in via
V. E. Orlando con R.C. Roma, R.C. Roma Nord-Est, R.C.
Roma Ovest, R.C. Roma Sud. Tema: “Esiste ancora il Made
in Italy?”. Ospiti: Nerio Alessandri, Lorenzo Buccellati, Luca
Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Alberta Ferretti,
Massimiliano Fuksas, Luisa Todini e Umberto Vattani. Coordina Paola Cacianti, inviato speciale moda del Tg1. A seguire conviviale.
26
ROTARY CLUB ROMA FORO ITALICO
ore 20 - Conviviale all’Hotel Fenix di via Gorizia. Paola Germani parlerà dell’influenza da Virus AH1N1.
novembre 2009 - martedì
ROTARY CLUB AEROPORTO LEONARDO DA VINCI
ore 20. 30 - Familiare al Crowne Plaza Hotel. Daniele Verga
parlerà del “Ruolo del diplomatico nel XXI secolo”.
ASPETTANDO IL NATALE A SUON DI JAZZ
Il RC Roma Campidoglio, sulla scia del successo ottenuto negli scorsi anni, ci riprova: un altro divertente appuntamento
con la grande e buona musica è fissato per il 23 novembre con la Italian Big Band in concerto in una serata dal titolo
Aspettando il Natale, organizzata con il patrocinio e la collaborazione del XII Municipio e del Ministero dell’Università e
della Ricerca. L’Italian Big Band è stata fondata nel 1993 da Marco Renzi che ne è il direttore stabile e riunisce professori
dei più importanti Conservatori Statali di Musica. Nel suo repertorio, molto vario e per alcuni versi inusuale, accosta autori di estrazione jazzistica, accademica e leggera, quali ad esempio Duke Ellington, George Gershwin, Glenn Miller, Count
Basie, Perez Prado, Nino Rota, Carlo Trovajoli, Domenico Modugno, Bruno Martino, Lucio Battisti; autori ben noti ed amati
dal pubblico, selezionati con attenzione e
affrontati con particolare cura interpretativa. L’appuntamento, però, non è importante soltanto per le qualità della Italian
Big Band, ma assume rilevanza per le
finalità rotariane che saranno perseguite
con la raccolta fondi derivante dalla vendita dei biglietti. Si contribuirà, infatti, a due
progetti del Club: la partecipazione ai
lavori di ristrutturazione della chiesa dei
Santi Pietro e Paolo all’Eur e il tentativo di
“strappare un sorriso” ai piccoli pazienti
che saranno costretti a trascorrere le
festività natalizie presso l’Ospedale
S.Eugenio con l’arrivo di un Babbo Natale
un po’ speciale. Per informazioni e prenotazioni: Segreteria del Club: 06.52207751
novembre 2009 - giovedì
ROTARY CLUB CAGLIARI
ore 10 - Aula consiliare di Palazzo Civico: cerimonia ufficiale per il 60° anniversario della fondazione del Club.
ROTARY CLUB CAGLIARI SUD
ore 20 - Assemblea elettiva.
ROTARY CLUB ROMA PALATINO
ore 20 - Conviviale. Jolly Hotel, Via dei Gracchi.
ROTARY CLUB ROMA TIRRENO
Visita del Governatore.
ROTARY CLUB CIVITAVECCHIA
ore 20.30 - Conviviale familiare presso il Sunbay Park Hotel.
Il socio Luciano Mocci parlerà di “Curiosità su Roma Antica”.
1
ROTARY CLUB ROMA EUR
ore 20 - Conviviale all’Hotel Aran Mantegna. Margherita Amarelli parlerà di “Sviluppo di una impresa familiare”.
ROTARY CLUB CAGLIARI ANFITEATRO
ore 20.30 - Assemblea dei soci: elezioni del presidente 20112012 e del Consiglio direttivo. 2010 - 2011. Convento di San
Giuseppe.
ROTARY CLUB ROMA SUD EST
ore 20.30 - Conviviale all’Hotel Bernini Bristol. Vittorio Rosato del Centro ricerche ENEA della Casaccia, parlerà su “L’architettura della complessità”.
ROTARY CLUB GUIDONIA MONTECELIO
Giornata di prevenzione odontoiatrica presso la scuola media
di Villanova di Guidonia.
ROTARY CLUB SASSARI
ore 20 - conferenza di Luigi Salis, Giuseppe Sgarella. Silvano
Marcolongo e Zannino Conoci su “La professione dell’imprenditore” - Villino Ricci.
27
novembre 2009 - venerdì
ROTARY CLUB ALBANO LAZIALE - ALBA LONGA
ore 18 - Nella sala del Museo Civico, incontro con Ermanno
dicembre 2009 - martedì
ROTARY CLUB ROMA
ore 13.15 - Assemblea elettiva presso il Circolo degli Ufficiali
in via XX Settembre 2.
ROTARY CLUB ROMA CASALPALOCCO
Visita del Governatore.
ROTARY CLUB ROMA CENTENARIO
ore 20.30 - Assemblea dei soci: elezioni del presidente 20112012 e del Consiglio direttivo 2010-2011- Hotel The Duke in via
Archimede 69.
48
ROTARY CLUB ROMA NORD
ore 20.30 - Conviviale interclub con i R.C. Roma Mediterraneo, Roma Montemario, Roma Ovest e Roma Sud Ovest
all’Hotel de la Ville di via Sistina - Ospite il presidente del Senato, Renato Schifani.
2
dicembre 2009 - mercoledì
ROTARY ALBANO ALBALONGA
Visita del Governatore.
ROTARY CLUB CAGLIARI SUD
ore 20.30 - Assemblea elettiva.
ROTARY CLUB ROMA CAMPIDOGLIO
ore 20.30 - Conviviale all’Hotel Sheraton.
3
dicembre 2009 - venerdì
ROTARY CLUB CAGLIARI
Assemblea elettiva.
ROTARY CLUB GUIDONIA MONTECELIO
ore 20.30 - Conviviale all’Hotel Duca d’Este.
ROTARY CLUB ROMA EUR
Assemblea elettiva.
ROTARY CLUB ROMA NORD OVEST
ore 20.30 - Conviviale al Parco dei Principi (via Frescobaldi,
5). Alessandro Cortese De Bosis parlerà su: “Sono entrati a Roma. Dai galli di Brenno agli americani di Clark”.
ROTARY CLUB ROMA PRATI
ore 20.30 - Conviviale all’Hotel Leonardo da Vinci - Carlo
Rossella parlerà sul tema: “Vodka, superalcolici e socialismo
reale”.
ROTARY CLUB SASSARI
ore 13.30 - riunione conviviale presso il ristorante L’Antica
Posta.
4
VOCE del ROTARY
novembre 2009 • n. 67
dicembre 2009 - venerdì
ROTARY CLUB OZIERI
ore 20.30 - Conviviale “al caminetto” al ristorante Terradoro.
ROTARY CLUB ORISTANO
ore 20 - Assemblea elettiva all’Hotel Mistral Due.
ROTARY CLUB ROMA CASTELLI ROMANI
Viaggio ad Antibes per Interclub con Antibes Antipolis, Breda
AA, Abington Vesper dal 4 al 7 dicembre.
ROTARY CLUB ROMA EST
ore 18 - Visita al Villaggio SOS. Partenza con pullmino da via
Nedo Nadi.
ROTARY CLUB ROMA SUD
Viaggio a Londra dal 4 all’8 dicembre.
9
dicembre 2009 - mercoledì
ROTARY CLUB CAGLIARI SUD
ore 20.30 - Riunione ordinaria per il consuntivo di fine anno.
ROTARY CLUB ROMA CAMPIDOGLIO
ore 20 - Conviviale per aggiornamento programmi e progetti
all’Hotel Sheraton.
ROTARY CLUB ROMA FORO ITALICO
ore 20 - Assemblea elettiva all’Hotel Felix.
10
dicembre 2009 - giovedì
ROTARY CLUB CAGLIARI
Concerto di Natale.
ROTARY CLUB CIVITAVECCHIA
ore 19 - Assemblea elettiva nella sede di via Dalmazia.
ROTARY CLUB ROMA CASTELLI ROMANI
ore 20.30 - Caminetto.
ROTARY CLUB ROMA CENTENARIO
ore 21 - Serata teatrale: “Metti in salvo il tesoretto” di Gianrico Tedeschi -Teatro Sala Umberto in via della Mercede.
ROTARY CLUB ROMA EUR
ore 20 - Hotel Aran Mantegna. Incontro con Cesare Aragona
sul tema: “La via italiana alla riproduzione assistita”.
11
dicembre 2009 - sabato
ROTARY CLUB ROMA CENTENARIO
ore 13 - Conviviale familiare diurna con la partecipazione anche dei piccoli in occasione del mese dedicato alla famiglia per
lo scambio degli auguri natalizi - Hotel The Duke in via Archimede 69.
ROTARY CLUB ROMA PALATINO
ore 20 - Conviviale al Jolly Hotel di via dei Gracchi. Antonio
Antonellis parlerà su “ Spina bifida, un progetto per alleviare
la malattia”.
15
dicembre 2009 - martedì
ROTARY CLUB CAGLIARI ANFITEATRO
ore 20.30 - Riunione semiconviviale. Secondo appuntamento
della rubrica dedicata ai soci: “I soci si raccontano. - Fatti e curiosità”. Convento di San Giuseppe.
ROTARY CLUB ROMA
ore 20.15 - Serata di Natale. Hotel Excelsior.
ROTARY CLUB ROMA NORD
Conviviale degli Auguri di Natale, luogo da definire.
16
dicembre 2009 - giovedì
ROTARY CLUB CAGLIARI
Cena degli auguri.
ROTARY CLUB CIVITAVECCHIA
ore 20.30 - Conviviale familiare per gli auguri di Natale. Presso il Sunbay Park Hotel.
ROTARY CLUB ROMA CAMPIDOGLIO
ore 20 - Festa degli auguri di Natale con sorpresa.
ROTARY CLUB ROMA EUR
Serata di auguri di Natale a Palazzo Altieri.
49
ROTARY CLUB GUIDONIA MONTECELIO
Festa degli auguri di Natale.
ROTARY CLUB ORISTANO
ore 20.30 - Conviviale per gli auguri natalizi. Nel corso della
serata verrà consegnata la borsa di studio allo studente più giovane della Provincia di Oristano che si è diplomato col massimo dei voti.
ROTARY CLUB OZIERI
ore 20.30 - Riunione degli auguri. Conviviale familiare presso il ristorante Terradoro.
ROTARY CLUB POMEZIA-LAVINIUM
ore 20.30 - Conviviale familiare. Auguri di Natale. Raccolta fondi a favore della Fondazione Rotary. Hotel Enea di Pomezia.
ROTARY CLUB ROMA CASTELLI ROMANI
ore 20.30 - Serata degli auguri.
ROTARY CLUB ROMA SUD EST
ore 20 - Festa per gli auguri di Natale. Hotel Bernini Bristol.
ROTARY CLUB SUBIACO
ore 20 - Conviviale. Festa degli auguri di Natale. Ristorante
Miramonti in Subiaco.
19
dicembre 2009 - mercoledì
ROTARY CLUB CAGLIARI SUD
ore 20.30 - Cena d’auguri per Natale.
17
novembre 2009 • n. 67
dicembre 2009 - sabato
ROTARY CLUB CARBONIA
ore 16 - Progetto solidarietà: confezionamento dei pacchi dono natalizi nello stabilimento di Giovanni Porro a “Sa Stoia”
di Iglesias.
ROTARY CLUB GUIDONIA MONTECELIO
ore 20 - Festa degli auguri di Natale presso il Grand Hotel Duca d’Este.
ROTARY CLUB IGLESIAS
ore 20 - Riunione conviviale con consorti per il tradizionale
scambio degli auguri di Natale. Hotel Artu in piazza Sella.
ROTARY CLUB ROMA FORO ITALICO
ore 20 - Festa degli auguri di Natale all’Hotel Fenix.
ROTARY CLUB SASSARI
ore 20.30 - Riunione conviviale per la “festa degli auguri”
presso il ristorante White & Green.
20
dicembre 2009 - domenica
ROTARY CLUB ROMA FORO ITALICO
ore 18 - Concerto di Natale con il Coro di Roma del maestro
Giuseppe Valenti.
ROTARY CLUB ROMA NORD OVEST
ore 20.30 - Conviviale al Parco dei Principi (via Frescobaldi,
5). Festa degli auguri.
ROTARY CLUB ROMA SUD
ore 20 - Conviviale familiare per lo scambio degli auguri di Natale. Reale Circolo Canottieri Tevere Remo - lungotevere in Augusta 28.
13
ROTARY CLUB ROMA PRATI
ore 20.30 - Serata Conviviale - Festa degli Auguri. NH Hotel Leonardo da Vinci in via dei Gracchi, 324.
21
dicembre 2009 - domenica
ROTARY CLUB ROMA PRATI
ore 20.30 - Visita guidata ai sotterranei di San Clemente.
14
8
ROTARY CLUB ROMA CASSIA
ore 20 - Conviviale per gli auguri di Natale al circolo degli Esteri - lungotevere Acqua Acetosa 42.
ROTARY CLUB ROMA PALATINO
Conviviale con evento culturale e pranzo. Presepe subacqueo.
Lago di Trevignano
ROTARY CLUB ROMA FORO ITALICO
ore 18 - 20 - Conviviale con concerto e festa degli auguri. Chiesa e locale da decidere.
dicembre 2009 - venerdì
ROTARY CLUB ROMA SUD EST
ore 13.30 - Assemblea elettiva all’Hotel Bernini Bristol.
dicembre 2009 - martedì
ROTARY CLUB ROMA EST
ore 20 - Riunione conviviale familiare per lo scambio degli auguri di Natale. Hotel St. Regis Grand - via V. E. Orlando 3.
ROTARY CLUB ROMA SUD OVEST
Festa degli auguri a palazzo Brancaccio.
ROTARY CLUB OZIERI
ore 20.30 - Conviviale con conversazione su un tema professionale. Ristorante Terradoro lungo la statale Ozieri-Sassari.
12
VOCE del ROTARY
dicembre 2009 - lunedì
ROTARY CLUB ROMA CENTENARIO
Santa Messa natalizia (anche in ricordo di Maria Chiara Fioretti). Orario e chiesa da definire.
18
dicembre 2009 - venerdì
ROTARY CLUB APRILIA - CISTERNA
ore 20.30 - Festa degli auguri. Hotel Enea di Aprilia.
ROTARY CLUB CARBONIA
ore 20.30 - Conviviale per la festa degli auguri.
ROTARY CLUB FORMIA GAETA
ore 20.30 - Conviviale per gli auguri di Natale con raccolta
fondi per il reparto oculistico. Grande Albergo Miramare di
Formia.
dicembre 2009 - lunedì
ROTARY CLUB ROMA FORO ITALICO
S. Messa - Cena conviviale.
ROTARY CLUB ROMA PALATINO
ore 20 - Serata degli Auguri. Holly Hotel - Via dei Gracchi.
22
dicembre 2009 - martedì
ROTARY CLUB CAGLIARI ANFITEATRO
ore 20.30 - Cena degli Auguri. Convento di San Giuseppe.
ROTARY CLUB ROMA CENTENARIO
ore 21 - Serata teatrale: “Ben Hur” di Giovanni Clementi - Sala Umberto - via della Mercede.
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novembre n.67-1 - Rotary Club Cagliari Nord