Periodico di informazione del volontariato modenese 6 Numero 6, novembre-dicembre 2008 Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. il L.27/02/2004 N.46) ART.1 comma 2 Aut. N° 070089 del 24/10/2007 - DCB - MO VolontariaMO Baraldi: "I giovani attenti al cambiamento" p 2 l ' i n tervi s ta Cinque per mille: avanti con i ricorsi p 4 il f atto Gli stranieri si mettono in rete p 5 s torie di volo n tariato Modena e provincia p 6/7 n oti z ie dai di s tretti Volontariato o promozione sociale? p8 l ’ e s p erto ri s p o n de EDITORIALE Amici di Beppe Grillo: ecco i fatti! Alessandro Cantoni Il Natale delle associazioni Centinaia le iniziative: dal commercio etico ai progetti nel sud del mondo. E i clown portano i doni in Pediatria p3 Nel mese di novembre sui media cittadini e nazionali è stato dato ampio risalto ad una vicenda che ha coinvolto il Centro di servizio per il volontariato di Modena e una delle associazioni che hanno richiesto il sostegno del Csv per un progetto: l’associazione Amici di Beppe Grillo. Alcuni esponenti politici locali e nazionali hanno considerato illegittimo e inopportuno erogare contributi con denaro pubblico a favore di progetti promossi da gruppi che non sarebbero associazioni di volontariato e che si ripropongono di svolgere attività politica. Per correttezza e dovere di trasparenza, riproponiamo il testo del comunicato stampa, diffuso dal consiglio direttivo dell’Associazione servizi per il volontariato, che mira a chiarire alcuni aspetti critici della vicenda: non è stato erogato alcun contributo, non si tratta di denaro pubblico, al momento della presentazione della domanda non sussistevano ragioni di illegittimità. Ecco il testo integrale del comunicato. Il Centro di servizio per il volontariato di Modena, istituito dalla legge quadro del volontariato (legge n. 266/91), opera a favore di tutte le associazioni di volontariato, Continua a pagina 4 2 VolontariaMO 6 novembre-dicembre 2008 l ' i n tervi s ta Giovani e volontariato, dati in calo: “Ma non sono loro il vero problema” I numeri della ricerca Feo-Fivol evidenziano un impegno giovanile sempre più attento al cambiamento: parla Claudio Baraldi, Università di Modena Chiara Tassi È stata presentata lo scorso 8 novembre presso la sala dei Contrari del Castello di Vignola la ricerca, promossa dal Centro servizi per il volontariato di Modena, condotta dalla Feo-Fivol su 243 organizzazioni di volontariato operanti nella nostra provincia (il 50,9% della solidarietà organizzata modenese). La ricerca ha evidenziato, accanto al bisogno di disporre di un maggior numero di volontari (bisogno percepito come prioritario da un terzo delle OdV), il ruolo particolare ricoperto dal volontariato giovanile, purtroppo in calo tra le associazioni modenesi, in controtendenza con quanto sta avvenendo a livello nazionale. In meno della metà delle OdV oggetto della ricerca (il 38,3%) sono presenti volontari continuativi di giovane età: complessivamente, su 100 volontari assidui, solo 18 hanno meno di 29 anni. Ed in appena 6 casi su 100 questi costituiscono la maggioranza degli attivisti, con una diminuzione di quasi 2 punti percentuali rispetto al 2001. Il professor Claudio Baraldi (nella foto), è preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Modena e Reggio Emilia e docente di sociologia. Secondo la ricerca Feo-Fivol appena il 38% delle associazioni modenesi annovera tra le proprie fila volontari giovani: da osservatore “privilegiato”, ci può spiegare che cosa sta accadendo? Credo in primo luogo che sia importante distinguere tra quella che è la percezione delle associazioni e quella che è la realtà. Se infatti questo dato del 38% lo incrociamo con il dato che riguarda “quando hanno iniziato a fare volontariato” tutti coloro che non sono più giovani, ne ricaviamo che, dell’82% di volontari ormai “non più giovani” presenti all’interno delle OdV modenesi, ha iniziato a fare volontariato prima dei 29 anni circa il 30%, mentre il restante 70% ha iniziato successivamente. I dati rilevati confermano quindi che non è vero che ci sono meno giovani volontari oggi di quelli che c’erano in passato: è un dato falso, una percezione sbagliata tipica di questa società in cui normalmente, quando le cose non vanno, il primo riflettore viene acceso sui giovani che sono ormai diventati una sorta di catalizzatore dei problemi. Secondo quanto emerge dalla ricerca, accanto ad una componente altruistica, tra i giovani c’è anche un movente utilitaristico in funzione auto-formativa e auto-gratificante. Come interpreta questo dato? Credo sia evolutivamente abbastanza normale che tra le motivazioni che spingono i giovani ad avvicinarsi al mondo del volontariato ci sia anche, più che in passato, l’autorealizzazione. Questo tema, insieme al protagonismo e all'esprimersi attraverso la partecipazione sociale è in crescita. Le generazioni che si sono succedute quantomeno dal secondo dopoguerra sono andate in crescendo valorizzando la propria espressività, la propria partecipazione personale. Quello che a me sembra importante è questa “valorizzazione a due canali”: uno classico, tradizionale, che è il canale della carriera, della posizione sociale, di quelle che negli anni Cinquanta venivano definite le “3 M”, la macchina, la moglie e il mestiere; l’altro invece è quello di esprimersi attra- verso una modalità più personalizzata, più pro-sociale all’interno della società. Molti però vedono il volontariato come una strada per accedere ad una futura carriera lavorativa… Il fatto che l’80% dei giovani impegnati socialmente faccia il volontario nella speranza di acquisire un lavoro di qualche tipo è un dato importante: significa infatti che questi giovani hanno intenzione di dedicare la propria carriera futura a professioni pro-sociali, e che quindi usano il volontariato anche per introdursi nel mondo del lavoro. Questo vuol dire che c’è un enorme interesse esistenziale e di carriera che va oltre il volontariato: i giovani di oggi chiedono e cercano lavori che abbiano un’utilità sociale, ma con una presenza estremamente qualificata. La mia esperienza lo testimonia: come Università, insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, al Comune e al Tavolo della Fonte: ricerca Feo-Fivol 2008 VolontariaMO Periodico di informazione del volontariato modenese a cura del Centro di servizio per il volontariato Le sedi in provincia viale della Cittadella, 30 - 41100 Modena tel. 059 212003 - fax 059 238017 [email protected] Carpi via Don Luigi Sturzo, 21 - 41012 Carpi (MO) tel. e fax 059 652940 - [email protected] orari: martedì 16.30/19.30 e venerdì 11.00/13.00 - referente: Valeria Lodi Castelfranco via Nenni, 9 (parco di Ca’ Ranuzza) - 41013 Castelfranco Emilia (MO) tel. e fax 059 928993 - [email protected] orari: lunedì 16.00/19.00 e giovedì 10.00/13.00 - referente: Giorgia Cacciari Pavullo via Giardini, 15 - 41026 Pavullo nel Frignano (MO) tel. 0536 304128 - fax 0536 308217 - [email protected] orari: lunedì 10.30/13.00 e giovedì 15.00/18.00 - referente: Valter Casolari Mirandola via Castelfidardo, 40 - 41037 Mirandola (MO) tel. e fax 0535 611662 - [email protected] orari: lunedì 9.00/12.00 e mercoledì 16.30/18.30 - referente: Stefania Michelini Sassuolo via Caduti sul lavoro, 22 - 41049 Sassuolo (MO) tel. 0536 1844684 - fax 0536 1844685 - [email protected] orari: lunedì e giovedì 15.00/19.00 - referente: Marilisa Ruini Vignola Mirandola Carpi viale della Cittadella, 30 41100 Modena tel. 059 212003 – fax 059 238017 E-mail: [email protected] Sito: www.volontariamo.it Chiuso in redazione il 10 dicembre 2008 Iscritto Registro Tribunale di Modena n. 1848 del 25 giugno 2007 Proprietà: Associazione servizi per il volontariato Modena Modena Direttore Responsabile: Luigi Zironi Castelfranco Sassuolo Hanno collaborato a questo numero: Andrea Bellani, Cristina Bianchi, Dalila Borrelli, Giorgia Cacciari, Alessandro Cantoni, Valter Casolari, Chiara Mascia, Cristina Muzzioli, Simona Nicolini, Elisa Passini, Silvia Prampolini, Marilisa Ruini, Mauro Sarti, Pietro Scarnera, Chiara Tassi, Michela Trigari Realizzazione a cura di Agenda – www.agendanet.it Vignola Progetto grafico e impaginazione: ADA Stampa: Tipografia Stranieri via Gramsci, 2 - 41058 Vignola (MO) tel. 059 764548 - fax 059 4735904 - [email protected] orari: martedì 16.00/18.00 e venerdì 10.00/12.30 - referente: Silvia Prampolini Pavullo www.volontariamo.it Quindi l’immagine che ne esce non è negativa. Esatto, e credo che non emerga nemmeno dai dati. Quella che si evidenzia è un’immagine di cambiamento, come ha sottolineato anche lo stesso curatore della ricerca in più punti. Una forma di cambiamento che non riguarda solo i giovani: quello che sta cambiando è il significato stesso che viene assegnato al volontariato, che va sempre più verso un discorso di cittadinanza attiva, di partecipazione sociale più che di militanza, come era in passato, e con una crescita dei temi della promozione e della partecipazione, oltre a quello sempre molto rilevante dell’assistenza. Modena, caratteristiche anagrafiche dei volontari (in % su 220 OdV) Classi di età % presenza numero % su totale n° medio nelle OdV persone persone persone fino a 29 anni 38,3 811 17,8 3.3 da 30 a 45 anni 66,7 1.262 27,8 5.2 da 45 a 65 anni 79,0 1.692 37,2 7.0 oltre i 65 anni 47,3 782 17,2 3.2 totali 4.547 100 18.7 Sesso maschi 85,6 2.252 49,5 9.3 femmine 83,5 2.295 50,5 9.4 totali 243 4.547 100,0 18.7 Centro di servizio per il volontariato di Modena Modena Cooperazione internazionale, abbiamo avviato – e questo è il terzo anno – un corso per volontari sulla cooperazione internazionale. Agli studenti universitari abbiamo riservato una decina di posti, ma abbiamo sempre almeno una quarantina di domande provenienti dalla nostra facoltà. Questo dato dà la dimensione dell’enorme interesse che c’è nel settore della solidarietà internazionale che, e lo si vede anche dai dati della ricerca, è in crescita in provincia di Modena ed è particolarmente significativo. Stampato su carta Cyclus offset 100% di fibre riciclate 3 VolontariaMO 6 novembre-dicembre 2008 p rimo p ia n o Prodotti solidali e regali “per la vita”: il Natale dell‘associazionismo Una carrellata delle iniziative realizzate da volontariato e ong per le feste. Si va dal commercio etico fino al sostegno dei progetti nei Paesi in via di sviluppo Il regalo di Natale? Può essere una buona occasione per aiutare il Sud del mondo, le cooperative agricole che coltivano sui terreni confiscati alla mafia oppure le cooperative sociali che si occupano di inserimenta lavorativo delle persone disabili e “svantaggiate”. Per una festa all’insegna della solidarietà e del consumo consapevole, ecco allora una carrellata delle opportunità offerte dalle associazioni e dalle ong italiane. “Regali per la vita”, ad esempio, è il nuovo programma dell’Unicef che permette di scegliere un regalo tra una vasta gamma di articoli. Questi regali non sono solo “esempi di cosa l’associazione farà con la tua donazione”: ogni vaccino, ogni bustina di sali reidratanti, ogni zanzariera antimalaria, ogni quaderno è realmente comprato dall’Unicef, stoccato a Copenhagen e spedito nei paesi in cui opera. In cambio l’acquirente riceverà un gadget che potrà regalare a chi vuole. Per informazioni: numero verde 800 767655 oppure sito internet www.regaliperlavita.it. Anche Emergency mette a disposizione tante idee per trasformare i regali di Natale in un gesto di solidarietà. Questo anno, oltre ai gadget natalizi, alle aziende di Roma e del Lazio vengono proposti anche cesti alimentari realizzati con prodotti provenienti da associazioni, cooperative sociali, filiera corta, commercio biologico. Con il ricavato, Emergency ha scelto di sostenere le attività di chi è impegnato a offrire una possibilità di inserimento lavorativo ai ragazzi provenienti da percorsi ed esperienze difficili. Al Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan, invece, saranno destinati i fondi raccolti grazie a tutte le altre iniziative di Natale 2008. Per informazioni: tel. 06 688 151, e-mail: cestidinatale. [email protected]. “Il Natale di Libera Terra’’, invece, offre prodotti alimentari provenienti da terreni confiscati alle mafie. Inoltre, quest’anno, nel pacco grande si troverà il film-documentario “La memoria ha un costo” (in dvd) sulle vittime della criminalità organizzata e che testimonia l’impegno di Libera e dei familiari delle vittime delle mafie (30 euro e 45 euro il costo dei pacchi regalo, spese di spedizioni escluse). Altra idea: regali equosolidali “anti crisi” per un Natale all’insegna del consumo critico. Si va dai prodotti targati Fairtrade Italia ai Certificati di deposito di Banca Etica alla proposta di Commercio Alternativo: confezioni per tutti i gusti e tutte le tasche con disegni originali realizzati dalla pittrice cilena Beatriz Aurora, i cui diritti saranno devoluti alla causa del popolo indigeno. (www.redattoresociale.it) Buon Natale e felice 2009 Ci aspetta un nuovo anno di lavoro. Di verifiche e progetti. Ma prima di tutto, serve festeggiare: per questo motivo la redazione di Volontariamo, il consiglio direttivo della Associazione servizi per il volontariato Modena e tutto lo staff del Centro di servizio per il volontariato augurano buone feste e un felice anno nuovo. Zoom I clown per far festa con i bimbi in ospedale Il sorriso di un bambino vale di più di mille regali. Soprattutto a Natale e se è ricoverato in ospedale. Ecco allora che nella divisione di Pediatria del Policlinico di Modena vengono addobbati sia il reparto sia le stanze dei piccoli pazienti. Le maestre elementari e i 30 volontari-clown che a rotazione animano i tre spazi dedicati a scuola, gioco e lettura, a metà dicembre organizzano poi una festa a cui sono invitati anche i genitori e qualche amichetto di chi è ricoverato, i bambini guariti e i degenti di Oncoematologia pediatrica che possono uscire dal loro reparto. In questa giornata di festa arriva il maestro di musica e Babbo Natale, si leggono e si recitano poesie, si mangia insieme, si partecipa a una lotteria di autofinanziamento e si distribuiscono le confezioni-regalo, cucite da un gruppo di mamme, ripiene di caramelle. Il 25 dicembre nulla, perché i bambini che stanno abbastanza bene vengono mandati a casa, ma un’altra festa viene poi organizzata per la Befana. Molta gente, sia privati sia associazioni, offre tanti doni a Pediatria, e durante la festa di Natale può visitare il reparto. A loro viene però richiesto di portare regali uguali - come prezzo e dimensioni - per un’equa distribuzione tra i piccoli pazienti, mentre i regali più grandi vengono destinati a Oncoematologia pediatrica. In questo reparto opera l’Aseop, che nel periodo natalizio va in piazza per vendere gadget il cui ricavato va all’autofinanziamento dell’associazione. Insieme ad Avis, Aido e Admo, inoltre, l’Aseop confeziona pacchetti-regalo in un centro commerciale, in cambio di un’offerta libera, con la collaborazione di alcuni studenti dell’Istituto tecnico Selmi di Modena. Elisa Passini Alla Rotonda, il 25 dicembre insieme Pranzo con gli anziani, musica e animazione Elisa Passini Una tavola apparecchiata grande come un centro commerciale. Questo accade con “Natale insieme”, il pranzo del 25 dicembre per gli anziani e le persone sole che si svolge ogni anno nel centro “La Rotonda” di Modena. Almeno per un giorno, il luogo dedicato alla spesa e allo shopping accoglie le persone che hanno più bisogno di compagnia: vengono indicate dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Modena e dai Comitati anziani cittadini, per un totale di circa 200 coperti. Ad occuparsi del trasporto di chi ha difficoltà di movimento, quasi la metà degli invitati, sono 15 volontari di Avpa Croce blu e Auser. Altri 30 volontari di Anteas, della Caritas diocesana e ancora di Auser servono il pasto, preparato da Cir e Gargantuà. E dopo mangiato, musica e animazione, una tombolata organizzata dai Comitati anziani e poi regali per tutti. “Natale insieme” è un’iniziativa che è anche “una galleria dell’affetto e della solidarietà: un ambiente dove chi è solo, almeno in questa giornata, può trovarsi, dialogare e stare insieme in un clima di allegria e di calore”, dice il sindaco di Modena Giorgio Pighi. Un evento a cui presenzia volentieri anche l’Arcivescovo di Modena e Nonantola, Benito Cocchi. “Natale insieme”, alla sua decima edizione, è realizzato dal centro commerciale “La Rotonda” e dall’ipermercato E. Leclerc–Conad, che mettono a disposizione gli spazi e si assumono i costi dell’iniziativa, con il sostegno, oltre che delle associazioni che si occupano del trasporto e servono il pranzo, anche di Arci, Sindacati dei pensionati, Cupla e Uisp. 4 VolontariaMO 6 novembre-dicembre 2008 il f atto EDITORIALE Cinque per mille: avanti con i ricorsi Amici di Beppe Grillo: ecco i fatti! Alessandro Cantoni Segue da pagina 1 Circa 5.600 associazioni escluse per vizi di forma. CSVnet: “Diritti soggettivi lesi per 16 milioni di euro” Chiara Tassi Lesione di un diritto soggettivo. Si basa su questa motivazione il ricorso collettivo che CSVnet, il Coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato di tutta Italia, sta portando avanti gratuitamente a favore delle associazioni che si sono viste negare l’accesso ai contributi del cinque per mille per “banali” vizi di forma. Un’esclusione che, secondo i legali del Coordinamento nazionale dei Csv, annulla la scelta fatta dai contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, verso gli enti di loro fiducia. E sulla questione si sono già pronunciati sia il Tar della Toscana, con le sentenze n. 246 del 27 febbraio 2008 e n. 294 del 12 marzo 2008, sia il Tribunale di Bari con l’ordinanza del 30 aprile 2008. ”Stiamo proseguendo con il sostegno ai ricorsi – ha spiegato Marco Granelli, presidente di CSVnet – perché il nostro obiettivo è tutelare concretamente migliaia di organizzazioni di volontariato e le risorse loro destinate (per ora sono stati accantonati oltre 16 milioni di euro), frutto della fiducia espressa dai cittadini”. A tutt'oggi non sono ancora stati resi noti i dati relativi alle esclusioni del 2007 Il cinque per mille è un meccanismo che permette ai contribuenti di destinare una parte dell’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche), comunque dovuta, a favore di diversi soggetti tra cui si annoverano le onlus, comprese quelle di diritto: organizzazioni di volontariato iscritte ai Registri, organizzazioni non governative, cooperative sociali. In questo caso lo Stato svolge solo un ruolo di intermediario, fungendo da tramite tra il contribuente e l’ente beneficiario del cinque per mille. La prassi per la sua corresponsione però è complessa e si è rivelata, fin dall’introduzione del beneficio avvenuto con la legge finanziaria del 2006, fonte di notevoli problemi in fase di presentazione della documentazione da parte dei soggetti che avevano presentato domanda d’inserimento nell’elenco dei beneficiari. In particolare, nel solo anno 2006 sono state – a livello nazionale – ben 5.609 le organizzazioni di volontariato escluse dal cinque per mille per vizi di forma (mancata, incompleta o tardiva presentazione della documentazione), per un totale di oltre 16 milioni e 300 mila euro corrispondenti alle scelte espresse da più di 644.000 contribuenti. E a tutt’oggi non sono ancora stati resi noti i dati relativi alle esclusioni del 2007. Va sottolineato però come questi “errori di forma” (mancata presentazione della documentazione oppure documentazione incompleta, non corretta e tardiva) in realtà siano sanabili attraverso la richiesta, da parte dell’ente pubblico competente, di un’integrazione alla documentazione presentata. Documentazione, peraltro, già in possesso dell’amministrazione statale per- ché contenuta nei Registri del volontariato tenuti dalle Regioni o dalle Province e pertanto consultabile anche dall’amministrazione finanziaria. Una pratica che inoltre è già utilizzata, per lo specifico, dalle associazioni sportive dilettantistiche che, in occasione dell’iscrizione al cinque per mille 2008, non hanno dovuto inviare alcuna documentazione in quanto già iscritte nel Registro tenuto dal Coni (Comitato olimpico nazionale italiano), il quale ha provveduto ad inviare gli elenchi all’Agenzia delle entrate senza far gravare alcun adempimento sulle organizzazioni. L’azione legale di CSVnet ha comunque portato già a un primo risultato: il sottosegretario al Lavoro, salute e politiche sociali, la senatrice Eugenia Roccella, ha annunciato che il ministero si è già attivato “per trovare gli strumenti giusti, come ad esempio un emendamento, per riaprire i termini per la ripresentazione dei documenti”. Zoom I dati 2006 Senza l’espressa volontà del contribuente il cinque per mille dell’Irpef va a sostenere il complesso della spesa pubblica statale, quindi conserva la sua originaria natura di entrata tributaria a favore dello Stato. Il 2006 invece ha destinato circa 345 milioni 292 mila 420 euro alle onlus, di cui 209 milioni 351 mila 710 euro al volontariato, scelto da più di 7 milioni di contribuenti come settore cui destinare il proprio cinque per mille. Dagli oltre 209 milioni di euro destinati al volontariato vanno però tolti i 16.369.265 euro spettanti a quegli enti risultati poi esclusi dal beneficio. Per quanto riguarda i dati del 2007 l’Agenzia delle entrate non ha ancora pubblicato l’elenco definitivo. ba n di Vuoi realizzare un congresso scientifico? La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, nell’ambito dei propri interventi a sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, intende favorire la promozione della conoscenza e la diffusione dei risultati della ricerca, sostenendo per il 2009 l’organizzazione di congressi, convegni e seminari di approfondimento scientifico promossi anche da associazioni di volontariato. Il bando integrale e la modulistica possono essere scaricati dal sito internet www.fondazione-crmo.it. Scadenza: 30 gennaio 2009. “Vivere a km zero”: un concorso per ragazzi Il Museo della Bilancia di Campogalliano (Modena) promuove la quattordicesima edizione del Concorso nazionale a premi per ragazzi delle scuole primarie e secondarie di I e II grado “Vivere a chilometri zero” sul consumo intelligente. Per ulteriori informazioni contattare il museo, tel. 059 527133, e-mail: [email protected], oppure consultare il sito web www.scuolaer.it (su Notizie/Concorsi). Scadenza: 31 gennaio 2009. “Say-Yes”: video, radio e sms per il volontariato Un po’ di musica, un pizzico di scrittura, qualche ripresa video e tanta “voglia di fare” solidarietà. Sono questi gli ingredienti alla base del concorso “Say-Yes”, rivolto ai giovani tra i 18 e 30 anni residenti o domiciliati in Emilia-Romagna. In palio ci sono 6 iPhone e 3 macchine fotografiche digitali. Tre le categorie in gara: video e radio (entrambi di una lunghezza massima di 30 secondi) e sms di 460 caratteri (compresi spazi e apostrofi). I partecipanti possono inviare le proprie creazioni seguendo la procedura indicata sul sito www.say-yes.it. Scadenza: 31 gennaio 2009. La Regione promuove le attività culturali Sono aperte le candidature per il Programma triennale 2007-2009 della Regione EmiliaRomagna riguardanti gli interventi per la promozione delle attività culturali nel territorio. Possono partecipare le organizzazioni locali iscritte nel Registro provinciale dell’associazionismo o del volontariato con attività prevalente di “promozione culturale”, gli istituti culturali provinciali il cui progetto sia di interesse sovralocale, le amministrazioni provinciali e i soggetti pubblici. Riferimenti sul sito www.regione.emilia-romagna.it (isu Per i cittadini / Cultura, turismo e sport / Promozione attività culturali in Emilia Romagna). Scadenza: 28 febbraio 2009. Fotografa la differenza con “Uno scatto diverso” La Consulta del volontariato vignolese, assieme alle associazioni del territorio che ne fanno parte e con il patrocinio del Comune di Vignola, ha indetto un concorso fotografico dal titolo “Uno scatto diverso”. Il concorso si rivolge a tutti i giovani fino ai 25 anni che vogliano cimentarsi con il tema della diversità e della diffidenza, dove per “diverso” si intende chi o che cosa “vediamo” differente per cultura, società, ambiente. Un’attenzione particolare potrà essere rivolta alle situazioni di disagio. Per informazioni: tel. 059 764548, e-mail: [email protected] o [email protected], sito www.volontariamo.it. Scadenza: 31 marzo 2009. sia iscritte sia non iscritte al Registro provinciale del volontariato, erogando servizi e sostenendo azioni progettuali. La progettazione del Csv viene discussa e approvata dal consiglio direttivo e dall’assemblea dei soci dell’Associazione servizi volontariato Modena (ente gestore del Csv), per poi essere inviata, per la definitiva valutazione ed approvazione, al Comitato di gestione fondi regionale (Co.Ge), ente preposto all’erogazione delle risorse e al controllo delle attività dei Csv. Va detto in primo luogo che i fondi erogati dal Co.Ge derivano dalle Fondazioni di origine bancaria, enti di diritto privato, e non, quindi, dai tributi dei cittadini, come citato in un articolo comparso sulla stampa locale. Inoltre, le risorse stanziate dal Co.Ge sono erogate ai Centri di servizio, e non alle singole associazioni. I Centri, poi, possono esclusivamente erogare alle organizzazioni di volontariato le proprie prestazioni sotto forma di servizi e non attraverso finanziamenti. Va sottolineato anche come il Co.Ge. annualmente detti i criteri in base ai quali i Centri dovranno realizzare la progettazione: in base al Piano di ripartizione del Co.Ge - anno 2009 “possono richiedere i servizi a supporto di un progetto di sviluppo tutte le organizzazioni di volontariato”, quindi sia iscritte sia non, al Registro provinciale del volontariato. Tutte le associazioni che hanno visto approvati i progetti presentati entro la scadenza prevista, progetti che diverranno operativi nel 2009, rispondono ai criteri previsti dalla citata legge 266 circa le caratteristiche delle associazioni di volontariato, così come le azioni progettuali indicate negli stessi sono ammissibili all’interno della progettazione del Centro di servizio. L’associazione “Amici di Beppe Grillo”, associazione di volontariato ancora non iscritta al Registro provinciale del volontariato, ma in attesa di iscrizione – come altre associazioni della provincia nella medesima situazione – ha potuto accedere alla progettazione del Csv ed è in attesa della valutazione del Comitato di gestione. Il progetto presentato dall’associazione, che prevede nello specifico tre conferenze sui temi della partecipazione democratica, dell’inquinamento e del mondo dell’informazione e del web, così come ogni altro progetto che verrà approvato dal Co.Ge, sarà sottoposto a valutazione in itinere affinché le azioni che si realizzano siano coerenti con il progetto presentato, e in ogni caso abbiano fini di solidarietà. 5 VolontariaMO 6 novembre-dicembre 2008 s torie di volo n tariato Multietnico e interculturale: i mille volti del volontariato Sono sempre di più le associazioni di stranieri esistenti a Modena: tra chi vuole diffondere la propria tradizione e chi aiutare i connazionali, ecco le storie di Dawa, Amicizia italo-cinese e Casa delle culture Cristina Bianchi È difficile fare una stima delle associazioni di stranieri esistenti a Modena. Se alcune, infatti, nascono dalle comunità straniere che desiderano promuovere e far conoscere la propria cultura ai cittadini italiani, aiutare i familiari nei paesi di origine e i connazionali in difficoltà in Italia, molte sono anche le associazioni che raccolgono sia cittadini italiani sia cittadini immigrati, presenti sul territorio da anni e talvolta fin dalla nascita. Se proviamo ad andare oltre la composizione delle associazioni e ci concentriamo sull’ambito di intervento, vediamo come le associazioni formate da stranieri spesso si interfacciano, per affinità di impegno, con quelle di cooperazione internazionale. Molti volontari che fanno un’esperienza all’estero, infatti, poi si danno da fare per promuovere nella propria città la cultura dei Paesi in via di sviluppo in cui hanno operato, di cui qui ritrovano una piccola rappresentanza di cittadini. I primi orientamenti che il Centro servizi per il volontariato di Modena dà alle associazioni di stranieri per iniziare la propria attività sono – oltre all’aspetto giuridico – la fornitura di contatti per mettersi in rete con le altre associazioni di immigrati o con le organizzazioni che si occupano di cooperazione, in modo che queste possano essere di aiuto. È proprio dal cominciare a fare delle atZoom Le seconde generazioni A colloquio con i giovani marocchini dell’Agim “Siamo un gruppetto di ragazzi che pensano allo stesso modo e hanno le stesse idee”. Non sentendosi rappresentati “dalle associazioni di prima generazione che già c'erano”, ne hanno costituita una tutta loro. Sono i cosiddetti “giovani di seconda generazione” – altrimenti chiamati “G2” – che fanno parte dell’Associazione della generazione italo-marocchina (Agim), una delle prime esperienze che a Sassuolo si muovono nel mondo dell'associazionismo. Anche se poi in ogni comune del distretto ceramico è presente una consulta degli stranieri. “Il problema di noi giovani nell’inserirci in associazioni più grandi – racconta Abdel-Ilah El Bakkali, presidente dell’Agim – è simile a quello di tante associazioni italiane. Io, per esempio, faccio parte anche di altre associazioni: la Casa delle culture e il Gruppo wor(l)d di Sassuolo. Quando cerchi di entrare in una realtà già formata, trovi delle barriere; e poi noi ragazzi abbiamo obiettivi diversi. I nostri genitori sono venuti qua per lavorare e per dare a noi una vita migliore. Ma la nostra vita è diversa dalla loro: Sassuolo è come se fosse la nostra città. Siamo più agevolati rispetto a loro. Ci terrei a sottolineare soprattutto questo: la società cambia e i giovani hanno idee diverse. È questa la grossa differenza: non dipende dal paese di origine”. tività, magari insieme alle altre associazioni modenesi, che si impara a conoscere meglio il territorio, il modo in cui è più fruttuoso muoversi e si istaurano le prime relazioni. Promuovere la progettualità in rete, la fiducia, la promozione della cultura della solidarietà – tutte missioni del Centro di servizio – passano anche attraverso questo approccio. Ma cosa pensano i diretti interessati? Cécile Kyenge, presidente di Dawa (associazione interculturale composta da cittadini italiani e stranieri e attiva a Modena dal 2002), interpellata sul tema della partecipazione delle associazioni di stranieri alle consulte e ai coordinamenti e sul valore delle diverse culture nella vita pubblica, ha risposto così: “Non ritengo che il fattore culturale incida in maniera significativa. Piuttosto bisogna tenere in considerazione l’universo-mondo del cittadino straniero a Modena. Le persone devono gestire un grosso impegno lavorativo in termini di tempo, senza peraltro avere incentivi, come invece capita in alcuni paesi asiatici. Lì, chi è impegnato nell'associazionismo gode di un cartellino che attesta lo status di volontario beneficiando di agevolazioni sulla sanità. Il tempo libero delle persone straniere in Italia, invece, è tutto dedicato alla famiglia, quando questa c'è. Altrimenti il lavoro prevale nell’impegno di tutti i giorni. Infine, se ci sono dei bambini bisogna anche tenere presente che spesso i nonni non sono qui e quindi c'è bisogno di un ‘baby-parking’ per permettere la partecipazione delle persone alle riunioni. La vita degli stranieri in Italia non è tutta rosea. Il volontariato deve adeguarsi alla quotidianità delle persone migranti nel momento in cui intende coinvolgerle, anche a partire dagli orari in cui si fanno le riunioni”. Hao Xu, invece, ha costituito un paio d’anni fa l’Associazione di amicizia italo-cinese (che operava già da tre anni sul territorio di Mirandola) per aiutare i suoi connazionali. L'associazione è composta da circa 40 persone d’origine cinese ma che hanno acquisito la cittadinanza italiana e che sono quindi il motivo del legame tra i due Paesi. Inizialmente l'associazione è nata per rispondere alle esigenze informative di chi era arrivato in Italia da poco e quindi doveva orientarsi dal punto di vista legislativo. Ma i contatti che si vengono a creare grazie a quest'attività di supporto tornano utili per coinvolgere poi le persone in attività di stampo interculturale, come ad esempio la celebrazione del capodanno cinese a Mirandola e la partecipazione ad attività organizzate dal Comune, comprese quelle natalizie. L'associazionismo, inoltre, è un ottimo modo anche per conoscersi e diventare amici. Molti cinesi che vivono a Mirandola provengono dalla provincia di Zehjang, in particolare da paesini che si trovano sulle pendici delle montagne. Perciò molti di loro sono abituati a stare in casa. Poi c'è la Casa delle culture: sorta nel 2006 a seguito di un corso per responsabili di associazioni straniere, raccoglie attualmente 34 realtà del non-profit attive sui temi dell'interculturalità. Le varie organizzazioni sono arrivate a costituire la “casa” attraverso un percorso di condivisione di finalità, obiettivi e metodologie che ha visto il suo seguito naturale nell'associazione di promozione sociale Casa delle culture, che raduna tutte le altre e che attualmente gestisce la “casa” facendosi carico dei progetti comuni grazie a un operatore. Oggi, alla luce dell’aumento delle associazioni di stranieri e delle numerose organizzazioni che si occupano di interculturalità, il ruolo della Casa delle culture è diventato sempre più rilevante. Zoom In Italia il 12% delle OdV si occupa d'immigrazione In Italia “le associazioni che si occupano direttamente di immigrati sono il 12-13% circa”, dice Renato Frisanco, ricercatore della Feo-Fivol, dall’alto dell’Osservatorio nazionale sul volontariato. “Bisogna però distinguere fra le comunità di stranieri che si occupano di assistenza agli altri stranieri e le associazioni italiane che si occupano di immigrati”, prosegue Frisanco. “Per le prime si tratta di 3.000 associazioni sulle 30.000 esistenti a livello nazionale. La composizione stessa delle associazioni sta cambiando: da organizzazioni composte prettamente da italiani si sta passando ad associazioni miste o multietniche. A livello di funzioni svolte, cresce il numero delle organizzazioni costituite da italiani e stranieri per aiutare gli immigrati a integrarsi e a inserirsi nel mondo del lavoro, anche dal punto di vista del disbrigo delle pratiche. La composizione mista delle associazioni con questa finalità è certamente un elemento di vantaggio: ne è una riprova il fatto che questi tipi di associazioni accedono maggiormente ai fondi a disposizione. Inoltre, aumenta l’impegno dei cittadini stranieri in ambiti che non hanno a che vedere con l’immigrazione ma con altre situazioni, come la disabilità e la donazione del sangue. Così gli stranieri dimostrano che il volontariato è anche un loro modo di essere cittadini attivi nel sociale”. Modena: il 30% delle nuove organizzazioni sono straniere Cristina Muzzioli La costituzione di associazioni da parte di cittadini stranieri sul nostro territorio è un fenomeno in espansione. Nell’ambito del monitoraggio sulle nuove organizzazioni attuato dal Csv di Modena tra gennaio e agosto 2008, un terzo delle nuove associazioni è composto principalmente da cittadini stranieri. Le associazioni di stranieri si possono suddividere in tre gruppi: religiose, di promozione sociale (volte ad attività di aiuto reciproco, attività culturali e ricreative) e di volontariato (per l’aiuto agli stranieri in difficoltà, l’aiuto nei paesi di origine, lo sviluppo di temi quali l’integrazione e la mondialità). Le associazioni di stranieri sono per la maggior parte di promozione sociale e partono dall’aiuto ai connazionali e dalla vo- lontà di far conoscere la cultura del proprio paese di appartenenza. Iniziano a diffondersi anche organizzazioni di volontariato con fini di aiuto agli stranieri, che si impegnano nel far conoscere gli aspetti positivi dell’immigrazione e nell’inviare aiuti nei Paesi di origine. Come per le associazioni di volontariato italiane, capita anche di incontrare volontari che fondano una nuova OdV che svolge attività simili all’associazione di provenienza. Le nove OdV di stranieri che sono venute a contatto con Volontariamo, inizialmente si sono dimostrate bisognose di un orientamento a tutto campo su come muoversi sul territorio e nei rapporti con gli enti pubblici. Una specifica importante è che, così come l’immigrazione, ogni territorio della pro- vincia di Modena si caratterizza per le proprie specificità di associazioni di stranieri. Non saremo allora molto sorpresi nello scoprire che a Carpi, per esempio, ci sono più associazioni di pakistani che a Modena. Il Csv è considerato, dalle associazioni di stranieri con cui è venuto in contatto, un punto di riferimento per chi intende costituire una nuova OdV. Le organizzazioni che si rivolgono a noi lo fanno perché indirizzate dai Comuni o grazie al passaparola fra volontari. Anche la Casa delle culture – associazione di promozione sociale e punto di riferimento per le associazioni che operano con e per gli stranieri e l’intercultura – è disponibile a svolgere un’attività di orientamento, anche se finora non si sono presentati molti casi. 6 VolontariaMO 6 f orma z io n e n oti z ie dai di s tretti Anno nuovo, vita nuova: è tempo di fare bilanci Tutti gli appuntamenti del Centro servizi volontariato nella provincia di Modena per cominciare il 2009 Chiara Mascia – area formazione Csv Quello delle festività natalizie è spesso un momento in cui viene profuso un grande impegno in attività che permettono all’associazione di incontrare le persone, per fare conoscere i propri progetti e raccogliere le risorse utili a sostenerli. Inoltre, la fine di un anno porta con sé il desiderio e il bisogno di guardare ai dodici mesi appena trascorsi per riflettere sul percorso compiuto, per dare senso alle esperienze attraversate, anche allo scopo di trarre elementi utili per riprogettare e ripensarsi: ci si può dedicare al riposo e alla cura delle relazioni, a “ricaricare le pile”. La formazione e le festività condividono alcune di queste funzioni e potenzialità, può allora essere utile che una associazione nel progettare il nuovo anno preveda anche altri momenti, in cui “regalare” a sé e ai propri volontari spazi per ripensarsi, imparare e costruire il nuovo, anche attraverso l’incontro con esperienze diverse. È proprio in quest'ottica che abbiamo costruito la proposte formativa per il 2009 su diversi territori della provincia. Ai volontari ed alle associazioni del distretto di Carpi proponiamo nel mese di gennaio due seminari formativi: un primo su Progettazione e valutazione di eventi nelle organizzazioni di volontariato con alcuni accorgimenti e strumenti utili sia alla progettazione degli eventi sia alla loro valutazione; sarà a Carpi martedì 13 gennaio ore 20.00-23.00. Il secondo seminario su Responsabilità sociale d'impresa di comunità, come quelli che saranno proposti negli altri distretti, sarà un’occasione di incontro tra le associazioni di volontariato e le imprese, sul territorio carpigiano. Si terrà a gennaio, in data da definire. Nel distretto di Castelfranco proporremo, in collaborazione con Social Point, un seminario formativo su L’accoglienza del volontario con disagio psichico nelle associazioni. In questo seminario si esploreranno gli aspetti da curare e gli strumenti di cui è opportuno che una associazione si doti per potere accogliere un volontario che porti con sé difficoltà legate alla sfera psichica o momenti di sofferenza passeggeri, così che l'incontro tra persona e associazione sia fonte di arricchimento reciproco; anche questo seminario si terrà a gennaio, in data da definire. Sul territorio del Frignano saranno un percorso e un seminario ad aprire il programma della formazione; il seminario su Progettazione e valutazione di eventi si terrà a Pavullo sabato 24 gennaio, dalle 9.30 alle 12.30 (data da confermare). Il percorso formativo a Sestola su L’associazione che comunica all’esterno si terrà nel periodo febbraio-marzo 2009. Ai partecipanti saranno offerte riflessioni e strumenti utili ad accrescere le capacità comunicative. novembre-dicembre 2008 Sul distretto di Mirandola proporremo un percorso formativo sulla Relazione di aiuto e un seminario formativo sul bilancio sociale nelle organizzazioni di volontariato. Il corso offrirà spunti teorici e strumenti pratici di base, utili per la cura delle relazioni laddove un volontario si trovi ad incontrare situazioni di fragilità; le date sono: lunedì 26 gennaio; sabato 14 febbraio ore 9.00-12.30; lunedì 2, 9 e 23 febbraio, ore 20.30-23.00 (date da confermare). Il seminario su Il bilancio sociale, secondo di un percorso in due moduli iniziato a dicembre 2008, offrirà alle associazioni presenti un sostegno consulenziale per accompagnarle nella realizzazione del bilancio sociale; si terrà il 24 gennaio ore 9.30-12.30. Per le organizzazioni ed i volontari del distretto di Sassuolo la nostra proposta si aprirà con un seminario su La responsabilità sociale d'impresa di comunità costruito, anche in questo caso, come occasione di incontro e primo scambio tra le associazioni e le imprese del territorio; la data è da definire. Seguirà un secondo seminario su Il ruolo del volontariato nel contesto attuale dei servizi, in cui sarà esplorato in particolare il rapporto con gli interlocutori pubblici delle associazioni: giovedì 15 gennaio ore 20.30-23.00. Anche alle associazioni del distretto di Vignola sarà offerto un seminario su La responsabilità sociale d'impresa di comunità; la data è da definire. Accanto al seminario, anche un percorso formativo su La gestione dell’organizzazione di volontariato: un percorso durante il quale saranno offerti contenuti teorici e strumenti di base. Si terrà nel periodo febbraiomarzo. Infine, a Modena, proporremo tre seminari. Il primo verterà su La ricerca ed accoglienza dei volontari: sarà presentato il quaderno prodotto dal Csv e sarà possibile avviare con i partecipanti uno scambio anche a partire dal contributo di discussant esperti; il seminario si svolgerà nel periodo di gennaio 2009 in data da definire. Poi a marzo proporremo, in collaborazione con Social Point, un seminario su Volontariato ed agio psichico in cui i partecipanti potranno riflettere sulle connessioni e le reciproche implicazioni che collegano l’impegno volontario ed il benessere della persona. Invitiamo i volontari interessati a consultare il sito www.volontariamo.it per visionare il programma e il calendario preciso degli incontri e scaricare la domanda di partecipazione; oppure è possibile rivolgersi all’area formazione e agli sportelli territoriali per ulteriori informazioni. Modena Amministratori di sostegno: un filo diretto con gli esperti Amici del cuore, Avis e Alice insieme per il fondo Pricam Un filo diretto gratuito per gli amministratori di sostegno o per chi vuole saperne di più su questa figura. Realizzato dalla cooperativa sociale Sofia di Carpi con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, il servizio di consulenza offre informazioni sull’amministratore di sostegno (figura creata con la legge 06/2004 e destinata a tutelare le persone prive, in tutto o in parte, di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana come disabili, anziani, detenuti, persone in comunità di recupero), consulenza nella redazione del ricorso, supporto nel redarre il rendiconto annuale. A rispondere al telefono sono avvocati, commercialisti e operatori sociali. Per accedere al servizio è necessario prendere un appuntamento chiamando la segreteria di Sofia al numero 059 645421. Per informazioni: [email protected], sito internet www.coopsofia.it È nata una nuova alleanza: le associazioni Gli Amici del cuore, Avis e Alice insieme per sostenere il fondo Pricam (Promozione ricerca cardiovascolare modenese). L’obiettivo è quello di valorizzare le giovani menti del territorio in campo medico scientifico. A Modena, come in Italia e in gran parte del mondo, le malattie cardio e cerebro-vascolari sono la massima causa di decessi, invalidità e danni arrecati alle persone, alle loro famiglie e ai bilanci sanitari. Da sole, queste malattie provocano oltre il 40% della mortalità italiana; ogni anno, vengono ricoverati oltre un milione di pazienti per una spesa superiore agli 800 milioni di euro. I volontari delle associazioni modenesi si battono da tempo per garantire a tutti le cure fornite dalle strutture sanitarie e per promuovere quella prevenzione indispensabile a migliorare la qualità della vita. Ma per compiere il salto di qualità occorre investire anche sulla ricerca scientifica. Ecco perché, su proposta e con risorse raccolte da Gli Amici del cuore, è stato costituito il fondo Pricam, che si propone di sostenere i migliori progetti di ricerca presentati dai giovani studiosi modenesi, di investire nell’innovazione e nello sviluppo locale senza fuga di cervelli. Oggi il fondo è pienamente operativo: al primo bando hanno risposto nove gruppi di ricerca ed entro fine anno verranno assegnate due borse di studio da 40 mila euro ciascuna ai progetti vincitori. Ma per garantire il futuro di Pricam serve un impegno da parte di tutti. Info: associazione Gli Amici del cuore, tel. 059 344981, email: [email protected]. Casa delle donne: un corso di formazione per operatrici La Casa delle donne contro la violenza onlus organizza un corso di formazione per future socie od operatrici al fine di promuovere e sostenere le attività dell’associazione stessa. Il corso è finalizzato alla formazione di 15 nuove volontarie interessate a prestare la propria opera all’interno della Casa delle donne di Modena e a partecipare alla vita associativa. Iscrizioni entro il 31 dicembre 2008. Per informazioni: Casa delle donne contro la violenza via del Gambero 77 – 41100 Modena, tel. 059 361050, fax 059 361369, e-mail: most@ donnecontroviolenza.it. Arriva come una “Scheggia” il nuovo radioblog dei giovani Si chiama “Radio Scheggia” ed è il radioblog nato da un progetto di Lag Associazione e finanziato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola. Inaugurata sabato 6 dicembre, Radio Scheggia vuole essere una piattaforma multimediale aperta a ricevere i contributi creativi di tutti i giovani del territorio della provincia di Modena. Su Radio Scheggia si potranno ascoltare brani musicali degli artisti emergenti, leggere recensioni e articoli di attualità, conoscere gli appuntamenti del territorio, guardare video e scoprire tutta la creatività che l’hinterland modenese offre. Radio Scheggia si trova all’indirizzo www.radioscheggia.it e su www.myspace.com/radioscheggia. Per inviare materiale e ricevere informazioni scrivere a radioscheggia@gmail. com. Carpi Al circolo Loris Guerzoni le culture si confrontano Ha preso il via, al circolo Loris Guerzoni di Carpi, nell’ambito dell’iniziativa “Tutto il mondo è città“, una rassegna di eventi dedicati allo scambio culturale tra comunità di migranti e cittadini carpigiani. Tre pomeriggi in cui le varie comunità straniere si sono raccontate alla città attraverso la presentazione di esperienze personali, danze tradizionali e reading letterari. Il primo incontro è stato dedicato alla comunità ghanese con “Saluti dal Ghana dall’adowa al valzer”, il secondo a quella sudamericana con “Dall'Argentina al Paraguay, alla scoperta del tererè“ e il terzo a quella dell’Est “Amici dell’Est: poesie, storie e costumi lontani raccontati da chi vive vicino a noi”. Anche Carpi si è raccontata: l’ultimo pomeriggio è stato dedicato ad un incontro informale con un addetto della polizia municipale che ha illustrato il Codice della strada, focalizzando l’attenzione sulla necessità del rispetto delle norme di circolazione. “L’iniziativa nasce dalla parola ‘integrazione’, tema su cui noi associazioni ci stiamo interrogando già da parecchi mesi grazie ad incontri periodici sul territorio – dice Feehi Anom, presidente di Ghana association di Carpi, nonché uno degli organizzatori della manifestazione. Ogni mese ci incontriamo per capire come fare per integrarci, per conoscere le leggi e i doveri dello Stato italiano, perché siamo consapevoli che integrarsi significa non solo prendere atto dei diritti ma anche dei doveri che derivano dal vivere in Italia“. novembre-dicembre 2008 n oti z ie dai di s tretti Nonantola Il piacere dell’accoglienza in un incontro sull’affido Sabato 22 novembre, nel teatro Troisi di Nonantola, si è tenuto un incontro sul tema dell'affido e dell'accoglienza famigliare, a cui ha partecipato, fra gli altri, la direttrice del Csv di Modena Chiara Rubbiani con un intervento sui “Possibili ruoli del volontariato nell’ambito dell’affido famigliare”. Oltre ad aver ricordato i servizi che il Centro offre alle associazioni di volontariato e ai singoli cittadini che intendono intraprendere il percorso della gratuità, Chiara Rubbiani ha ripreso la Carta dei valori del volontariato ricollegandone i principi fondanti col tema dell’affido e raccontando le significative esperienze che in questi anni sono state portate avanti nel distretto di Carpi (con il progetto di sviluppo promosso dall’associazione Venite alla Festa) e nel distretto di Pavullo (con la pubblicazione “Matilde si fida”), in collaborazione col Centro di servizio per il volontariato. Sempre durante l’incontro formativo, il professor Fabio Sbattella del Cam di Milano (Centro ausiliario per i problemi minorili) è intervenuto sul significato e sulle rappresentazioni dell’affido famigliare, rimarcando l’esigenza di dare una mano al minore in difficoltà e di prendere contatto con lui comprendendone la sofferenza. Il relatore ha ripreso l'immagine dell'affido come idea costruttiva, come esperienza sempre diversa che racchiude in sé molteplici aspetti, tra cui il fatto di “nascere da un vortice di desideri e dalla speranza che qualcosa possa cambiare; di nascere da una progettazione intelligente, curata e creativa, dove le risorse in campo devono essere ben calcolate e coinvolgere, se è possibile, gruppi o associazioni di famiglie affidatarie; di appoggiare su delle rappresentazioni sociali il cui peso è tutt'altro che trascurabile, dai servizi al privato sociale”. Spilamberto a s colti e L etture sci Spilamberto 1), Luciano Maini (Guardie ecologiche volontarie), Roberto Venturelli (Il Torrione), Enzo Franchini (Istituto Gramsci), Severo Severi (Mercatino di via Obici), Natalina Zacchieri (Ordine del Nocino), Giuseppe Natalini (Overseas) e Giuseppe Rosi (Radio Club Lam). Vignola Nuova sede per Csv e Consulta del volontariato La Consulta del volontariato di Vignola e la sezione territoriale del Csv hanno una nuova sede (concessa in comodato gratuito dal Comune di Vignola). Il nuovo ufficio, situato in via Bontempelli 375, che accoglie al suo interno le associazioni aderenti alla Consulta che non hanno un luogo dove realizzare le proprie attività e la sede territoriale del Centro servizi per il volontariato, si vuole porre come punto di incontro tra il volontariato locale e i cittadini vignolesi. È in quest’ottica che le associazioni si impegneranno a tenere aperta la sede e a favorire momenti di aggregazione e scambio. Al taglio del nastro, avvenuto l’8 novembre scorso, erano presenti: il sindaco di Vignola Roberto Adani, il presidente della Fondazione di Vignola Giovanni Zanasi, l’assessore ai Servizi sociali della Provincia di Modena Maurizio Guatoli, il presidente del Csv di Modena Alessandro Cantoni, il vicepresidente della Consulta del volontariato Ivano Baldini e don Gaetano Popoli, parroco di Vignola. “Non è casuale la collocazione di questa sede – ha detto il sindaco –: inizialmente stavamo cercando un posto in centro; poi abbiamo pensato che Vignola è una città piena di servizi e che sarebbe stato bello stare vicino alle persone, alla loro vita quotidiana, alle loro abitudini. Così abbiamo accantonato l’idea di una vetrina in centro e abbiamo scelto questo posto, in un nuovo quartiere della città”. La “Spina d’Oro” premia il volontariato Si è svolta sabato 4 ottobre, nello spazio eventi Famigli, la prima edizione della “Spina d’Oro”, un riconoscimento per coloro che dedicano tempo ed impegno al volontariato a Spilamberto. Ogni associazione spilambertese ha indicato un volontario, come destinatario dell’onorificenza. Ecco di seguito i nomi dei volontari che hanno ottenuto il riconoscimento: Nicola Medici (Amivv), Gino Torelli (Anpi), Isidoro Bussoli (Alearum Mundus), Giovanni Savio (Amici dell’arte), Loris Sabattini (Amici del Panaro), Franco Nasi (Ant), Mario Freschi (Associazione nazionale alpini-sezione di Spilamberto), Mario Magni (Auser), Marino Morselli (Avis), Anna Maria Gibellini (Banca del Tempo), Andrea Arpini (Circolo Arci San Vito), Luisa Bruzzi (Circolo Arci Spilamberto), Fabio Gozzoli (Circolo Centro Cittadino), Enrico Gozzi (Comitato Parco Arcobaleno), Roberto Chierici (Consorteria dell’Aceto balsamico tradizionale), Franca Bergonzini (Corale Spilambertese), Gabriele Mattioli (Corpo bandistico Giuseppe Verdi), Monica Fantoni (Daniel’s Jazz Choral), Enzo Morandi (Culpa), Neris Riccò (Enpa), Samuele Lambertini (Friction), Luigi Bianchi (Gruppo Antichi Mestieri), Marsigli Franco (Gruppo Naturalisti di Spilamberto), Luciana Giusti (Gruppo scout Age- 7 VolontariaMO 6 Famiglie e solidarietà: i risultati della ricerca Dar vita a una comunità accogliente attraverso spazi e momenti di aggregazione. A partire dal 2004, nell’Unione Terre di Castelli è iniziato il progetto “Famiglie e Solidarietà”. Il progetto ha coinvolto i nuclei familiari del territorio ed è stato realizzato dalle associazioni di volontariato e di promozione sociale del territorio – Faro, Gin, L’abito di Salomone, gli scout di Castelnuovo, Momo, Il cammino “Cesav”, Lag, Overseas, la Banca del tempo di Vignola e quella di Spilamberto, Insieme a noi tutti, associazione Noè, le parrocchie di Brodano e di Mulino – e da strutture come il Centro per le famiglie e il Centro servizi per il volontariato di Modena. La finalità? Riuscire a dare vita a delle “comunità accoglienti” nei comuni dell’Unione Terre di Castelli. Le associazioni si sono interrogate su come poter costruire azioni concrete che fossero espressione di una comunità accogliente: sono arrivate alla definizione di un progetto che si è posto come obiettivo quello di rinforzare e allargare le comunità locali attraverso forme di benvenuto rivolte ai neoresidenti. Il gruppo promotore ha poi individuato Savignano sul Panaro come il comune pilota su cui sperimentare il progetto per arrivare, da un lato, ad innescare processi di cambiamento nell’atteggiamento e nelle percezioni che gli abitanti di un luogo hanno verso i nuovi residenti (conoscenza reciproca, partecipazione e coinvolgimento) e, dall’altro, a definire delle buone prassi che possano essere adottate anche dagli altri comuni dell’Unione Terre di Castelli. Per capire quali azioni di accoglienza si possano mettere in campo sono stati coinvolti proprio i neo-residenti italiani e stranieri, per registrare le loro percezioni e i loro bisogni. Dal punto di vista del metodo sono stati utilizzati gli strumenti dei “focus group” per i cittadini italiani e delle interviste di gruppo per i cittadini stranieri, focalizzando l’attenzione su un evento preciso: il trasferimento o l’inserimento a Savignano e l’accoglienza percepita. Il risultato? È emerso il bisogno di avere spazi e momenti di aggregazione informali dove le persone possano fermarsi a parlare per conoscersi meglio e far sì che il paese possa essere vissuto in modo più “caloroso”. (Silvia Prampolini) Sassuolo Urcaa e “VolontariArte”, la pittura per l’autismo Fino al 25 gennaio 2009 l’Ospedale nuovo di Sassuolo ospita una mostra di pittura, le cui opere in vendita andranno a finanziare il progetto “Urcaa: un ritrovo creativo per adolescenti autistici” dell’associazione Aut Aut di Sassuolo. L’esposizione rientra tra le iniziative del progetto “VolontariArte: l’ospedale per l’arte ed il volontariato”, nato nel 2006 con lo scopo di portare il mondo dell’arte all’interno delle strutture ospedaliere nella convinzione che tali spazi possano diventare sedi aperte di fruizione culturale, in grado di offrire una naturale partecipazione di pubblico e con l’obiettivo sempre presente di aiutare il mondo del volontariato locale. Al tempo stesso l’intento é quello di umanizzare e rendere più confortevoli gli ambienti ospedalieri, luoghi di cura ma anche luoghi pubblici. Le tele esposte, da cui traspare l’amore per la vita, sono di Ernesto Angelo Ubertiello. La vendita delle opere andrà a finanziare “Urcaa: un ritrovo creativo per adolescenti autistici”. Il progetto, biennale, è rivolto a ragazzi autistici residenti e frequentanti le scuole medie inferiori di Sassuolo. L’idea nasce da un confronto tra le associazioni Aut Aut ed Anffas, nel tentativo di elaborare un progetto che desse una risposta concreta a una delle esigenze che i bambini autistici hanno: quella di offrire loro uno spazio protetto dove vivere esperienze al di fuori del contesto famigliare e dell’orario scolastico. “Finora nella sede dell’associazione – dice Gianni Zanasi, referente della sezione sassolese di Aut Aut –, si è svolta un’attività terapeutica di tipo educativo-logopedica, in collaborazione con l’Ausl di Modena, che nel corso degli anni ha interessato una quindicina di ragazzi dai 4 agli 11 anni”. Le opere che sono in mostra all’ospedale si potranno acquistare telefonando all’artista al numero 333 9016204 o 059 510788. È anche possibile vedere l’intera mostra consultando la sezione eventi a essa dedicata sul sito www.artantide.com. Ha un futuro il volontariato? Il libro di monsignor Nervo Il volontariato sta cambiando e come sarà il suo futuro? Ruota intorno a una domanda l’ultimo libro di monsignor Giovanni Nervo che si chiede quale sia il destino del volontariato e come abbia cambiato le sue premesse. Il volontariato è una realtà complessa, coinvolge attori diversi ed è anche in continua trasformazione, risulta difficile quindi prevederne la direzione. Nel suo libro “Ha un futuro il volontariato?” (Edizioni Dehoniane, Bologna), Giovanni Nervo prova a dare una risposta partendo dalla sfida principale che aspetta il volontariato: aiutare il no profit a conservare l’anima di solidarietà, di servizio, di difesa degli ultimi con il principio della giustizia sociale da cui è nato. “Tempo fa – racconta monsignor Giovanni Nervo – sono stato invitato a partecipare a una tavola rotonda sul volontariato nell’ambito di una grande manifestazione a carattere nazionale. Mi avevano chiesto di trattare questo tema: “Il volontariato no profit”. Io sono balzato sulla sedia e ho chiesto: ‘Ma c’è anche un volontariato profit?”. L’identità specifica del volontariato è quindi la gratuità, caratteristica dell’azione sociale. L’evoluzione del volontariato per esempio verso la cooperazione sociale, l’impresa sociale e l’economia sociale ha certamente aspetti positivi tra i quali aver creato molti posti di lavoro e dato vita a una fitta rete di servizi sociali. Secondo l’autore però, tutto questo mondo, che oggi si preferisce chiamare “terzo settore”, corre il grave rischio di perdere per strada i valori di solidarietà e condivisione con cui era partito. (cr) “Say Yes”, la campagna dei Centri di servizio “Essere un volontario è davvero alternativo”. È lo slogan di “Say Yes”, la nuova campagna di comunicazione con cui il coordinamento regionale Centri di servizio per il volontariato (Csv) dell’EmiliaRomagna intende coinvolgere gli under 30 per convincerli a entrare nell’universo della solidarietà. “Abbiamo voluto ‘svecchiare’ l’immagine del volontariato e parlare ai giovani con il loro stesso linguaggio” spiega il responsabile del coordinamento dei Csv dell’Emilia-Romagna Gabriele Raimondi. Di qui il logo “saYes” e una campagna che si ispira alle tecniche del “viral marketing” (una forma di promozione che punta a creare un passaparola tra le persone) per stimolare la curiosità dei giovani. Lettere nere e rosse su sfondo bianco, “saYes” campeggia su tutti gli strumenti della campagna: lo spot video (che sarà proiettato in 150 cinema della regione) e le 100 mila cartoline che saranno distribuite anche nei pub e nelle birrerie “perché desideriamo portare il volontariato al di fuori dei suoi luoghi classici e dentro i posti frequentati dai giovani”, dice il presidente del coordinamento dei Csv, Tito Gobbi. Ma “Say Yes” è anche il titolo di un concorso di creatività, in cui tutti i ragazzi tra i 18 e i 30 anni residenti o domiciliati in Emilia-Romagna potranno cimentarsi con la creazione di uno spot video, audio o sms attraverso cui diffondere i valori dell’agire solidale. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 gennaio 2009: le opere presentate saranno visibili fino alla fine di febbraio sul sito www.say-yes.it; da qui si potrà anche votare il proprio spot preferito. Per i vincitori, in premio ci sono 6 iPhone e 3 macchine fotografiche digitali. Per informazioni su “Say Yes” telefonare al numero verde 800 910243. 8 VolontariaMO 6 novembre-dicembre 2008 l ’ e s p erto ri s p o n de Associazioni: volontariato o promozione sociale? Ecco la differenza che c’è tra i due tipi di organizzazioni: le prime hanno fini solidaristici, le seconde di pubblica utilità. L'importanza dei destinatari delle attività Cristina Muzzioli Che differenza c’è tra organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale ai sensi della legge n. 383 del 2000? La diversità sta principalmente negli scopi e nei destinatari delle proprie attività. Mentre le associazioni di volontariato hanno fini solidaristici come campo d’intervento privilegiato, il campo di attività delle associazioni di promozione sociale è molto più ampio perché contempla tutte le attività con fini di pubblica utilità. Nell’ambito della promozione sociale rientrano quindi le associazioni di tipo culturale, ricreativo, sportivo e religioso che apportano un contributo positivo alla società. Vista l’ampiezza della definizione, la legge 383/00 prevede espressamente che non possono essere associazioni di promozione sociale i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni zoom Scrivi a VolontariaMo VolontariaMo, il periodico d’informazione del volontariato modenese, ha bisogno di te e di tutti quelli che credono nel nuovo progetto informativo del Centro servizi per il volontariato di Modena. Hai suggerimenti, proposte di articoli, appuntamenti, segnalazioni utili per il prossimo numero del giornale? Hai consigli per migliorare il nostro lavoro? Oppure vuoi soltanto metterti in contatto con la redazione? Ora puoi scrivere a: [email protected] oppure telefonare allo 059 212003 (fax 059 238017) e chiedere della redazione di VolontariaMo. Faremo il possibile per darti subito una risposta, e accogliere le tue indicazioni. Nei prossimi mesi verrà anche svolta un'indagine a campione sui lettori di VolontariaMo per valutare insieme il nostro lavoro. che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati. Non sono associazioni di promozione sociale nemmeno i circoli privati e le associazioni che dispongono limitazioni, con riferimento alle condizioni economiche, e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati, o che prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o collegano la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale. Un ulteriore elemento distintivo riguar- Nelle organizzazioni di promozione sociale possono essere sviluppate anche attività istituzionali a pagamento da i destinatari delle attività delle associazioni: mentre nelle organizzazioni di volontariato le attività sono rivolte a persone che non fanno parte dell’associazione e che vivono una qualche forma di difficoltà, nelle associazioni di promozione sociale i destinatari delle attività possono essere anche i soci o la collettività in generale, indipendentemente da situazioni di disagio. In virtù di questa differenza le associazioni di promozione sociale possono fruire di una serie di agevolazioni fiscali legate alle attività rivolte ai propri associati, mentre nel volontariato la qualità di socio è del tutto scollegata dalla possibilità di fruire di qualsiasi agevolazione o attività specifica e, nel modello pensato dal legislatore, i soci volontari sono solamente le persone che mettono a disposizione gratuitamente le proprie energie per svolgere l’attività di volontariato a favore di chi vive una condizione di disagio. Anche il concetto di gratuità, nell’ambito delle associazioni di promozione sociale, si declina in modo meno severo rispetto al volontariato: questo perchè esistono specifiche agevolazioni per le attività rivolte ai soci che possono anche fungere da autofinanziamento per l’associazione e che per l’ordinamento non sono considerate attività commerciali, qualora siano un modo di perseguire i fini istituzionali. A differenza dell’associazione di volontariato, in cui l’attività istituzionale dell’associazione deve essere gratuita, nelle organizzazioni di promozione sociale possono quindi essere sviluppate anche attività istituzionali a pagamento. Le associazioni di promozione sociale, inoltre, incontrano minori vincoli nella possibilità di svolgere, accanto all’attività istituzionale, anche attività commerciali (anche se sono richiesti alcuni adempimenti specifici come l’apertura di partita Iva e la contabilità ordinaria) e per esse non è previsto il divieto di assumere o dare incarichi retribuiti ai propri associati. Infatti le associazioni di promozione sociale, come le organizzazioni di volontariato, devono basare la loro attività sull’apporto prevalente dei volontari anche se, in ca- Zoom Un opuscolo in materia di sicurezza sul lavoro Il Testo unico sulla sicurezza, la salute e la prevenzione sui luoghi di lavoro (dlgs n. 81/08) estende l’applicabilità della normativa in materia di sicurezza sul lavoro anche ai rapporti delle organizzazioni di volontariato con i propri soci volontari. Un apposito decreto attuativo, da emanare entro il mese di maggio 2009, stabilirà le modalità e i limiti per l’applicazione della legge alle associazioni di volontariato. Nel frattempo è possibile comunque avere un’idea degli adempimenti e delle novità emergenti in relazione al tema “sicurezza del lavoro e volontariato” attraverso l’opuscolo curato dal servizio “Infocontinua” di Csvnet, il Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato. L’opuscolo è già a disposizione di tutti gli interessati sul sito del Centro servizi per il volontariato di Modena (all’indirizzo internet www.volontariamo.it) oppure lo si può trovare, in formato in cartaceo, nella sede di Volontariamo (viale della Cittadella 30) o negli sportelli decentrati. so di particolari necessità, possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo ricorrendo perfino a propri associati. Le associazioni di promozione sociale e di volontariato, inoltre, sono accomunate dall’assenza di scopo di lucro, indivisibilità del patrimonio e democraticità della struttura. Anche per le associazioni di promozione sociale è prevista l’iscrizione in un apposito registro pubblico per poter accedere alla possibilità di avere contributi pubblici, stipulare convenzioni e accedere alla disciplina fiscale di favore. L’iscrizione ai registri di promozione sociale non comporta però l’acquisizione della qualifica di onlus come avviene per il volontariato. I registri di promozione sociale (probabilmente perché la legge istitutiva è successiva a quella sul volontariato) prevedono una più ampia articolazione territoriale, che si sviluppa attraverso i registri comunali (facoltativi), il registro provinciale, quello regionale e quello nazionale.