(continua dalla copertina)
E quando le navi furono là vicinissime, fu vista una barca vogare loro incontro: e
nella barca stava un ufficiale con in capo un enorme cappello a feluca, che non lasciava quasi vedere un altro
ufficiale che quello aveva seco. Erano i comandanti del forte e del porto. Scambiarono dei saluti col Piemonte, vi
montarono su, vi si trattennero un poco con Garibaldi, poi tornarono nella loro barca; e poco appresso i due
vapori gettavano l’ancora in quel porto. Ivi, alla lesta, Garibaldi discese a terra col suo stato maggiore, vestito
da generale dell’esercito piemontese, come l’anno avanti in Lombardia, e come se fosse in terra sua fece
sbarcare i Mille.
Il villaggio fu invaso. Quei poveri abitanti, marinai, pescatori, carbonai della Maremma, si
trovarono con le case messe sossopra da quella gente che pagava, ma voleva mangiare. Forse pensavano che
anticamente così s’erano visti invasi i loro padri dai corsari; ma saputo chi erano quei forestieri e l’uomo che li
conduceva, si sbrigavano con gioia per contentarli. Garibaldi undici anni avanti era passato per la Maremma, e
vi aveva lasciato la sua leggenda.
Intanto, tra quei volontari, i più vaghi delle cose belle contemplavano il
paesaggio. A guardare il mare vedevano l’Elba, la Pianosa, Montecristo, il Giglio, quasi in vasto semicerchio
come a una gran danza: a guardar verso terra, vedevano il monte Amiata, e i più colti indovinavano in quelle
lontananze Santafiora e Sovana, nomi pieni di storia. Tra l’Amiata e il mare, faceva tristezza un lembo della
Maremma infelice.
Là doveva essere Orbetello, fortezza dell’antico Stato dei Presidii fondato da Carlo V,
quando spenta la repubblica di Siena e dato il suo territorio a Cosimo de’ Medici, volle tenere per sé quel lembo
di dominio, diffidando certo del popolo senese e più del fiorentino che aveva fatto la meravigliosa difesa nel 1530
contro le sue milizie. Ora quel lembo di terra, dopo vicende molte, era toscano, italiano, libero. Era stato anche
del Re di Napoli fino al 1805. Ecco che ora vi faceva sosta Garibaldi, per pigliarvi, se si può dir così, l’abbrivio, a
levar via dal trono gli eredi di quei Re.
ò In faccia a Talamone verso sud, forse a dieci chilometri di mare, i
contemplatori ammiravano il monte Argentaro selvoso sulle sue cime, che guardate da quell’umile spiaggia
parevano eccelse. Gli stava ai piedi la cittadella di Santo Stefano. Ricordo allora quasi fresco, ivi, nel 1849, s’era
fatto portare da Talamone in una barca da pescatori Leopoldo II, fuggito da Firenze con la sua famiglia. Da
Santo Stefano con ignobili infingimenti, ingannati i toscani, era poi partito per Gaeta, dove aveva cospirato per
far venire gli Austriaci in Toscana. E gli Austriaci lo avevano servito a rimetterlo in trono. Ma adesso erano
appena passati undici anni, si era avverata la minaccia fattagli dai più nobili uomini del paese; ed egli da un
anno se n’era dovuto andar via per sempre.
In un gruppo d’eruditi raccolti all’ombra di un ciuffo di olivi, a
ridosso di Talamone, si parlava d’una battaglia vinta là attorno dai Romani contro i Galli Cesati. Quarantamila
morti! Ma come mai tanta strage con l’armi d’allora? Certo doveva avvenire nell’inseguimento dei vinti. E dai
Galli passavano a dir di Mario. Anche Mario reduce da Cartagine per tornarsene a Roma, era sbarcato lì a
Talamone. Ora Garibaldi non era quasi un Mario buono? E Roma non era il suo pensiero? Se gli fosse venuto in
mente di andare anch’egli di là a Roma! Non era egli il Generale della repubblica romana? Erano ardenti
discorsi.
Ma, a questo proposito, nascevano in quello e anche in altri gruppi discussioni vive sull’ordine del
giorno udito a bordo il mattino. Molti non si sapevano liberare da certo scontento che aveva lasciato loro il
motto monarchico; ma la disciplina volontaria era forte. Difatti si staccarono poi dalla spedizione e se ne
tornarono di là alle loro case, soltanto sei o sette giovani cari. Seguivano il sardo Brusco Onnis che del motto
’Italia e Vittorio Emanuele’ era rimasto quasi offeso. Repubblicano inflessibile, si era imbarcato a Genova
sperando forse che Garibaldi, una volta in mare, si ricordasse d’essere anche egli repubblicano; ma deluso, ora
se ne andava, e se ne andavano con lui quei pochi, però senza che fosse fatto a loro nessun raffaccio.
Rinunciavano per la loro idea ad una delle più grandi soddisfazioni che cuor d’allora potesse avere, e il
sacrificio meritava rispetto.
(da “ la Storia dei Mille” di Giuseppe Cesare Abba)
Rotary Club Orbetello - Costa d’Argento
Distretto 2070
IL CONSIGLIO DIRETTIVO
2011 – 2012
PRESIDENTE
Vittorio FIDATI
PRESIDENTE INCOMING
Paolo BRAMA
SEGRETARIO
Gianfranco FRANCIA
TESORIERE
Francesco DEL MAZZA
PREFETTO
Paolo BRAMA
VICE PREFETTO
Rodolfo TORRI
CONSIGLIERI
L. .AGOSTIN; S. ALDI; M. de CARO;
Efisio LUCIGNANI; Pier Nicola MUSCETTA;
B. NOCERA; M. PANCRAZI; C. SANTI; R. TORRI;
COMMISSIONI:
GESTIONE DELL’EFFETTIVO
Vittorio FIDATI (ad interim)
Membri: F. FABBRI; A. PAOLINI
AMMINISTRAZIONE DEL CLUB
Alessandro TOMMASI
Membri: F. DEL MAZZA; M. GALEAZZI
FONDAZIONE ROTARY
Luca AGOSTINI
Membri: F. A. ANDREINI; C. MONETTI
A. INTERNAZIONALE E PUBBLICHE RELAZIONI
Paolo BRAMA
Membri: E. LUCIGNAI; C. SANTI
PROGETTI DI SERVIZIO
Marcello PANCRAZI
Membri: L. DESTEFANO; M. VERGNI
CULTURA
Italia BALDI
Membri: A. MEOSSI; R. CLEMENTE
FORMAZIONE
Pier Nicola MUSCETTA
Membri: F.. PIANELLI; Rodolfo TORRI
INFORMATICA
Rodolfo TORRI;
Membri: A BARBETTI; C. SANTI
BOLLETTINO E STAMPA
Mario de CARO
Membri: I. BALDI; A .MEOSSI
COMMISSIONE STRAORDINARIA SVILUPPO DELL’EFFETTIVO
Bruno NOCERA – Membri: G. FRANCIA; P. .LOFFREDO
C. STRAORDINARIA AGGIORNAMENTO REGOLAMENTO E STATUTO
P.N. MUSCETTA - Membri: S. ALDI ; C. MONETTI
Bollettino nr. 248
HANNO PRESIEDUTO IL CLUB
1969 - 1970
1970 - 1971
1971 - 1972
1972 - 1973
1973 - 1974
1974 - 1975
1975 - 1976
1976 - 1977
1977 - 1978
1978 - 1979
1979 - 1980
1980 - 1981
1981 - 1982
1982 - 1983
1983 - 1984
1984 - 1985
1985 - 1986
1986 - 1987
1987 - 1988
1988 - 1989
1989 - 1990
1990 - 1991
1991 - 1992
1992 - 1993
1993 - 1994
1994 - 1995
1995 - 1996
1996 - 1997
1997 - 1998
1998 - 1999
1999 - 2000
2000 - 2001
2001 - 2002
2002 - 2003
2003 - 2004
2004 - 2005
2005 - 2006
2006 - 2007
2007 - 2008
2008 - 2009
2009 - 2010
2010 - 2011
2011 - 2012
Ennio GRAZIANI
Ennio GRAZIANI
Luigi BINI
Angelo MURZI
Angelo MURZI
Piero SALVUCCI
Piero SALVUCCI
Dino SPANO
Antonio VISTOLI
Andrea BENTIVOGLIO
Franco FABBRI
Mario LABANCA
Gabriele GABELLI
Enzo BASTOGI
Gianfrancesco CASALINI
Renato GIORDANO
Marcello GALEAZZI
Raniero MICHELACCI
Tommaso CERULLI
Gian Luigi ALICICCO
Giuseppe D’ACCIO’
Giuseppe D’ACCIO’
Pierluigi BALLERANO
Gerardo MAIORINO
Fabrizio PARO VIDOLIN
Mario de CARO
Paolo BRAMA
Angiolo FEROCI
Bruno NOCERA
Carlo MONETTI
Raffaele DE LUCA
Alvaro MEOSSI
Paolo BRAMA
Paolo BRAMA
Raniero MICHELACCI
Gianfrancesco CASALINI
Armando ABBATE
Angiolo FEROCI
Claudio SANTI
Marcello PANCRAZI
Luca AGOSTINI
Efisio LUCIGNANI
Vittorio FIDATI
PROSSIME RIUNIONI
Venerdì 3/II/2012 – Ristorante “Il Cacciatore”
19,30 Riunione del Consiglio Direttivo
20,30 Conviviale per soli soci
Venerdì 10/II/2012 – ore 19,30 Sede “Il Cacciatore”
Caminetto
Venerdì 17/II/2012 – ore 20,30 - Ristorante “Il Cacciatore”
Conviviale per soli soci. Conferenza per l’anniversario della F.R.
Venerdì 24/II//2012 – ore 19,30 – Sede “Il Cacciatore”
Caminetto
Venerdì 2/III/2012 – Ristorante “Il Cacciatore”
19,30 Riunione del Consiglio Direttivo
20,30 Conviviale con familiari – Ingresso di tre nuovi soci
ROTARY INTERNATIONAL
Pier Luigi Pagliarani
DG 2011-2012
Distretto 2070
[email protected]
Lettera di Febbraio - Mese dell’intesa mondiale
E’ nel nostro DNA e non poteva mancare nel nostro Rotary il mese dedicato a questo argomento,
che coincide con la ricorrenza della fondazione del Rotary.
Tutto quello che stiamo facendo è fatto per la pace, la concordia fra i popoli, partendo dalle
esigenze primarie, acqua, salute, educazione.
Oltre ad apportare il contributo individuale alla realizzazione degli ideali inerenti alle Vie d’azione
e a far conoscere l’operato del Rotary, ogni rotariano:
guarda oltre i confini nazionali, spinto dall’obbligo morale di contribuire alla
comprensione internazionale, alla tolleranza e alla pace;
si oppone a ogni tendenza ad agire in termini di superiorità nazionale o razziale;
si sforza di trovare un terreno d’intesa con i popoli di altri Paesi;
difende l’autorità della legge allo scopo di salvaguardare le libertà individuali di pensiero,
parola e associazione, nonché il diritto di vivere senza persecuzioni, violenze, paura e
povertà;
appoggia le azioni dirette a migliorare il tenore di vita di tutti i popoli, sapendo che la
povertà di alcuni minaccia il benessere di tutti;
propugna i principi fondamentali di giustizia, riconoscendone l’universalità;
promuove attivamente la pace fra le nazioni ed è pronto a sacrificarsi personalmente per
questo ideale;
incoraggia, anche con l’esempio, il rispetto delle convinzioni altrui come primo passo
verso la comprensione internazionale, riconoscendo che esistono alcune norme di base
morali e spirituali che assicurano, qualora praticate, una vita più ricca e più piena;
opera con la necessaria cautela nello svolgere attività e programmi in aree dove sono
presenti tensioni internazionali.
Su questo argomento, la pace, sono state scritti fiumi di parole e di canzoni una delle quali è
considerata una delle più belle del rock di tutti i tempi.
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace...
OFFICE
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...
P.zza L. Sciascia, 214
47522 Cesena Italia
Tel. 0547.612418
Fax 0547.617510
Cell.+39.335.6207105
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo…
Imagine - 1971 - JOHN LENNON
1
Pier Luigi Pagliarani
DG 2011-2012
Distretto 2070
ROTARY INTERNATIONAL
[email protected]
In questo mese ricordiamo altresì che nel nome della pace si sono ritrovati ad Assisi nel 1987 i
rappresentanti di molte religioni e, pur tutti insieme, ognuno pregava il suo Dio per la pace con
Giovanni Paolo II dalle cui parole un giornalista presente aveva tratto la seguente famosa
escalmazione:
“D’ora in poi non vi sarà più cattedra o pulpito, panca o stuoino da cui una preghiera, se
autentica, possa pretendere di salire più in alto di tutte le altre”.
Le Commissioni fra Paesi (ICC) rappresentano uno dei numerosi percorsi del Rotary per
promuovere la pace e la buona volontà tra le nazioni e favoriscono i contatti tra i club e i rotariani
in due o più Paesi al fine di promuovere la comprensione e l'associazione internazionale tra
nazioni diverse.
Tali Commissioni facilitano le visite a casa tra rotariani e rafforzano le amicizie e il servizio al
Rotary da cui possono nascere progetti internazionali, che oltrepassano i confini di club, distretti e
nazioni.
Nel nostro mondo rotariano, le Commissioni tradizionalmente fungono da catalizzatore per le
attività umanitarie internazionali.i cui progetti comprendono:
- gli Scambi di giovani del Rotary associati all’ospitalità nelle case dei rotariani.
- corsi di formazione professionali che consentono agli studenti nel Paese del progetto di
ampliare i propri orizzonti e promuovono relazioni socio economiche migliori tra i Paesi
- scambi di amicizia rotariana che spesso hanno luogo durante le vacanze e i congressi del
Rotary International.
Discutete con i colleghi rotariani alla vostra prossima riunione di club in merito alla formazione di
una commissione.
Esaminate i legami esistenti tra il vostro club o distretto e i club o i distretti nei Paesi stranieri
attraverso gli altri progetti internazionali e rivolgetevi al dirigente dello Scambio giovani per
informazioni sulle modalità di coinvolgimento nelle Commissioni fra Paesi.
Il compito specifico dell’Azione internazionale è espresso nel quarto punto dello Scopo del
Rotary, vale a dire promuovere l’intesa, la tolleranza e la pace fra i popoli mediante
un’associazione internazionale di professionisti e imprenditori uniti dall’ideale del servire.
Gli ideali di libertà, giustizia, verità, onestà e rispetto dei diritti umani, inseparabili dai principi
rotariani, sono di vitale importanza per il mantenimento della pace nel mondo e per il progresso
dell’umanità.
OFFICE
P.zza L. Sciascia, 214
47522 Cesena Italia
Tel. 0547.612418
Fax 0547.617510
Il 23 Febbraio è la giornata della pace e della comprensione mondiale.
Il “Rotary Day”, è il nostro 107° compleanno.
Facciamo rullare il nostro tamburello organizzando eventi importanti che siano di interesse della
nostra città, magari onorando le professioni, quelle dimenticate, che hanno fatto la nostra storia, se
il nostro rullare si sommasse a tutti quelli di tutti i Rotary del mondo, se tutti i giornali riportassero
le azioni importanti per la nostra città, quel giorno il nome del Rotary oltre che essere proiettato
sui monumenti più importanti delle capitali, come il Campidoglio di Roma, avrebbe come somma
di visibilità singole, una visibilità tale da creare una vera comunicazione globale.
Proviamoci a far diventare la settimana del 23 un evento mondiale.
Buon Rotary
Pier Luigi
Cell.+39.335.6207105
2
ROTARY
INTERNATIONAL
SERVICE ABOVE SELF
DISTRETTO 2070 – ITALIA
Emilia Romagna - Repubblica di San Marino – Toscana
R.C. Orbetello – Costa d’Argento
Presidente 2011-2012
Vittorio Fidati
Orbetello, 1 febbraio 2012
Carissimi Soci,
nella mia lettera di Natale del 15 dicembre, Vi avevo anticipato che nel
Consiglio Direttivo del 20 gennaio avremmo approfondito il Programma EREY;
successivamente, nella lettera del 1 gennaio u.s., Vi ho illustrato,
esaurientemente, lo stesso Programma .
In via preliminare desidero comunicarvi che ho ricevuto dal Distretto un
elaborato dal quale si evince che, sia nell’a.r. 2009-2010, sia in quella 20102011, il nostro Club, insieme a pochi altri Club del Distretto 2070, NON ha
inviato alcun contributo al FPA (Fondo Programmi Annuali) della R.F., mentre i
contributi, complessivamente versati da tutti i Club del D.2070, ammontano a
€ 485.984 nell’a.r. 2009 - 2010 e a € 699.812 nell’a.r. 2010 - 2011.
Come sappiamo il FPA è la principale fonte di finanziamento di tutti i
programmi della Fondazione Rotary nel mondo, come i programmi Scambio
Gruppi di Studio, Borse di Studio per la Pace, Sovvenzioni Umanitarie,
Sovvenzioni Distrettuali – Piano Visione Futura; grazie a quest’ultimo il nostro
Club ha ricevuto una sovvenzione di € 2.750, per il Progetto Semi di Luce in
Burundi, che insieme a € 3.450 conferiti dal nostro Club, ci ha permesso di
acquistare, per oltre € 6.000, diversi materiali medici, consegnati, nella
conviviale del 25/11/2011, al Delegato della Onlus Semi di Luce, Claudio
Bondi, che li porterà personalmente in Burundi … e laggiù, con altri medici
volontari, potranno operare “ridonando la vista” a tanti pazienti, fra cui
numerosissimi bambini.
Perciò anche noi dobbiamo partecipare al Programma EREY che esorta,
Ogni Rotariano Ogni Anno, a contribuire con almeno 100 USD al FPA; grazie
alla generosità del popolo rotariano si continuerà a fare del bene nel Mondo ed
anche noi dobbiamo essere pronti a contribuire a tal fine!
Dopo questa lunga premessa vi annuncio, con grande soddisfazione, che il
Consiglio Direttivo ha approvato la mia proposta di far sì che ogni Socio
contribuisca con 100 Euro, cioè con circa 130 USD, al Fondo Programmi
Annuale. Effettueremo il versamento di 5.000 USD alla R.F. entro la metà di
marzo prossimo; l’importo di € 100 pro-capite sarà addebitato nella fattura di
aprile (4° trimestre a.r. 2011- 2012). Come ho già detto questo è l’ultimo
piccolo sacrificio che vi chiedo; questa offerta ci consentirà di “centrare” un
altro obiettivo che, insieme agli altri già raggiunti, ci permetterà di ottenere un
prestigioso riconoscimento: l’Attestato Presidenziale 2011 - 2012, firmato dal
Presidente del R.I. Kalyan Banerjee.
Ma oltre che per l’Attestato Presidenziale dobbiamo essere orgogliosi per
i tanti Progetti realizzati in questi mesi, che risultano bene evidenziati
nell’aggiornamento del Bilancio Preventivo, consegnato in occasione della
Conviviale del 27 u.s. e successivamente inviato per e-mail ai Soci.
***
Concludo questa mia lettera di febbraio, annunciando che, in occasione
della Conviviale per soli Soci del prossimo 17 febbraio, a cura della
Commissione Formazione, si terrà una conferenza per ricordare l’anniversario
della fondazione del Rotary (Chicago - 23 febbraio 1905); anche noi come tutti
i Rotariani nel mondo, celebreremo la Giornata dell’Intesa e la Pace nel
Mondo, riaffermando il nostro Impegno Rotariano per l’Amicizia, la
Tolleranza e la Pace tra i Popoli.
Vi abbraccio.
Vittorio
13 GENNAIO 2012 – ROMA - SERATA AL “PUFF” DI LANDO FIORINI
La serata organizzata al Puff di Lando Fiorini dal Presidente Vittorio Fidati
che, da quando lo conosciamo, ce la sta mettendo tutta per addottrinarci sulla storia,
le bellezze, le caratteristiche e la filosofia “de Roma sua”, non poteva svolgersi in
modo più piacevole e organizzativamente migliore. Per circa un paio d’anni, Vittorio
ha tenuto, sul nostro giornalino, la rubrica “Leggende, magie, curiosità e cose serie di
Roma mia”, che ogni mese abbiamo letto tutti con molto interesse. Il nostro
Presidente per la Festa degli Auguri di quest’anno, tenutasi alla “Locanda di
Ansedonia” il 16 dicembre scorso, ha voluto anche donare a tutti i partecipanti alla
conviviale, per chi non avesse ancora preso bene dimestichezza con le cose di Roma,
il bellissimo libro di Renato Mammucari “Viaggio a Roma e nella sua campagna”.
Per questa sera, infine, ha voluto organizzare una gita a Roma, in pullman, per
portarci a vedere lo spettacolo di Lando Fiorini, nella vecchia Trastevere, luogo in cui
il tempo sembra non passare mai e che, soprattutto di sera, diventa quasi magica,
facendo rivivere ai romani e ai numerosi turisti che percorrono le sue strade, la
caratteristica atmosfera di fine ‘700, quando i vari autori romaneschi riferivano le
gesta della maschera più famosa di Roma “Il Rugantino”. Abbiamo notato che
Samantha, la giovane ospite australiana degli Agostini, abituata ai grandi spazi, alle
sterminate distese ed all’enormità delle costruzioni della sua terra, ammirava
strabiliata gli incastri delle viuzze e dei caratteristici edifici di Trastevere che ai suoi
occhi, non allenati ai piccoli spazi, saranno apparsi come la composizione di un
presepe.
Noi orbetellani, siamo partiti quasi in orario stabilito (le 17,30) dalla stazione
di Orbetello e siamo arrivati davanti al locale romano in un paio d’ore. In pullman
eravamo: Luca, Roberta e Benedetta Agostini con la loro giovane ospite Samantha;
Italia Baldi con una coppia di amici; Paolo e Dominique Brama; il sottoscritto;
Vittorio e Anna Fidati; Gian Franco e Irene Francia; Paolo e Nicoletta Loffredo;
Efisio e Carla Lucignani; Bruno e Serenella Nocera; Claudio e Fiorenza Santi; Mirco
e Marie Louise Vergni. Al Puff ci hanno raggiunti Rodolfo e Vladimira Torri che
erano già a Roma. Davanti al locale abbiamo ritrovato Filippo Spallaccia, con la
moglie, il quale ha fatto da palo al suo amico Vittorio, fissando i posti del teatro e del
ristorante. A Roma, insomma, abbiamo incontrato un altro consistente numero di
partecipanti a questa nostra serata, tra cui anche la sorella di Paolo, Nadia Brama e la
figlia del sottoscritto, Valeria de Caro col compagno Roberto. In tutti saremo stati
circa 65 persone.
Dopo la cena, alla carta, in cui, cioè, si poteva scegliere tutto ciò che si voleva,
e a Trastevere la selezione potrebbe essere molto laboriosa, perché ti viene voglia di
assaggiare tutto quello che vedi scritto o messo in mostra, siamo passati nel teatro,
dove Filippo Spallaccia aveva prenotato, per tutti i 65 spettatori, i primi posti; sì
proprio quelli sotto il palcoscenico! E qui abbiamo potuto assistere al piacevolissimo
spettacolo di quel vecchio leone di Lando Fiorini che, a 74 anni sonati (è nato il 27
gennaio del 1938), è in grado ancora di “tener botta”, come si suol dire, nella
conduzione di uno spettacolo di circa due ore, affiancato dal bravissimo Camillo
Toscano e da due belle, simpatiche e brave soubrette: Laura di Mauro e Simona
D’Angelo. Il grande affabulatore, Lando Fiorini ha condotto con perizia il suo
piacevolissimo spettacolo in cui si sono alternati: sketch, canzoni, ovviamente
romanesche, e gustosissime parodie di personaggi in voga quali Antonio Di Pietro e
Beppe Grillo, interpretati dal bravo Camillo Toscano. A metà spettacolo c’è stato
l’intervallo per permettere agli spettatori di sgranchirsi le gambe e andare a degustare
uno spumante; poi tutti di nuovo davanti al palcoscenico, calamitati dagli artisti
guidati magistralmente dal direttore Lando Fiorini, fino a mezzanotte.
Infine, il rientro ad Orbetello.
Il percorso d’andata in pullman, dalla stazione di Orbetello a Roma, è stato
caratterizzato dalla descrizione appassionata, di Bruno Nocera, delle bellezze naturali
di Malindi, una cittadina del Kenya, affacciata sul mare, dove il nostro socio sta
impostando un’attività turistica e dove i primi di gennaio si sono ritrovati, lui e
Serenella, Paolo e Dominique ed Efisio e Carla. I nostri amici hanno partecipato
anche ad una conviviale al R.C. di Malindi. Bruno non ha fatto altro che descrivere le
bellezze naturali della cittadina, a forte impronta turistica, i cui abitanti parlano quasi
tutti l’italiano.
Potrete senz’altro immaginare gli sprechi dell’interiezione: “Marooonn’!” (che
nell’idioma campano rappresenta la massima espressione di piacevole e compartecipe
meraviglia: “Madonna!”) profusi da Bruno durante le minuziose descrizioni della
vastità delle spiagge, della bellezza della sabbia bianca finissima, “che non riscalda”,
della grandezza dei pesci d’altura catturati, e perché no! anche della bellezza di
qualche fanciulla locale. Comunque per darvi un’idea del soggiorno a Malindi dei
nostri sei amici, riportiamo qui di seguito delle foto forniteci da Paolo.
Il percorso di rientro ad Orbetello, avvenuto dopo la mezzanotte, è stato
funestato, purtroppo, dalle brutte notizie dell’incidente occorso alla nave da crociera
Costa Concordia. Paolo Loffredo, che era stato avvisato per telefono, subito dopo
l’incidente, dagli amici dell’Argentario, ci riferiva, man mano che li riceveva, gli
aggiornamenti sulla brutta faccenda. Siamo arrivati alla stazione di Orbetello intorno
alle due.
Dobbiamo ringraziare Vittorio per questa bella idea della Gita a Roma che, già
ci ha avvisato, ha intenzione di replicare portandoci a vedere gli spettacoli condotti da
Gigi Proietti e da Enrico Brignano.
Mario de Caro
RIUNIONE DEL CONS. DIRETTIVO DEL 20/I/12 – “IL CACCIATORE”
Venerdì 20 gennaio, alle 19,30, si sono riuniti i Consiglieri e i Presidenti di
Commissioni. Erano presenti:
Luca Agostini, Italia Baldi, Paolo Brama, Mario de Caro, Francesco Del Mazza,
Vittorio Fidati, Gianfranco Francia, Efisio Lucignani, Bruno Nocera, Claudio Santi,
Rodolfo Torri.
L’ordine del giorno ha riguardato:
1.
2.
3.
4.
5.
-
EREY (Every Rotarian Every day);
Transappennininica Rotariana 2012;
Molino d’oro;
Gita a Lisbona;
Varie ed eventuali.
Il 1° punto “EREY”, è una sigla che indica l’incoraggiamento che il Rotary
International (e non il Distretto) fa a ciascun rotariano a contribuire, annualmente, ad
un versamento al Fondo Programmi Rotary. Si suggerisce un’elargizione, nella
misura minima di 100 $ USA per ogni socio del club. Vittorio, ha mostrato un
tabulato, inviatoci dal Distretto dal quale si evince che il nostro club, per gli anni
2009/2010 e 2010/2011, non ha effettuato alcun versamento per tale programma,
allineandosi, in questa performance negativa, a pochissimi club del nostro
comprensorio. Il nostro Presidente, ha evidenziato che le contribuzioni al Fondo
Programmi, costituiscono, d’altra parte, il Fondo Cassa della R.F., dal quale poi
arriva il raddoppio dei finanziamenti che i vari club raccolgono per le loro iniziative.
A noi è capitato quest’anno col raddoppio della cifra stanziata per finanziare il
materiale sanitario inviato in Burundi. Quindi Vittorio ha suggerito di donare, per
quest’anno, 100 € pro capite che corrispondono a 127 $ USA. Tale versamento,
insieme ad altri parametri, già raggiunti dal nostro sodalizio, permetterà, al nostro
club, di ottenere un ”Attestato Presidenziale”. Il Consiglio ha approvato la proposta
del Presidente, che reitererà l’informativa a tutti i soci, ai quali, comunque, aveva già
riferito nella sua lettera di Natale inviata via e mail il 15 dicembre scorso.
Il punto 2° ha riguardato la richiesta di collaborare all’organizzazione di un
raduno di auto d’epoca per una gara di regolarità transappenninica, avanzata al nostro
Presidente, nei giorni scorsi, da Vincent Mazzone del R.C. di Ascoli Piceno
(D.2090). Il socio ascolano, insieme a Sergio Campo, s’è incontrato ad Orbetello,
sabato 14 scorso, con Vittorio, Paolo Brama e Marcello Galeazzi, ai quali ha esposto
il programma che prevede la partenza delle auto d’epoca da Orbetello, la mattina di
mercoledì 25 aprile, per terminare, sabato 28 aprile, di pomeriggio, ad Ascoli Piceno.
L’itinerario prevede la partenza da Orbetello (D.2070), il passaggio per: Bolsena e
Bagnoregio (D.2080), e infine l’attraversamento delle seguenti città del Distretto
2090: Orvieto, Todi, Perugina, Gubbio, Genga, Frasassi, Portonovo, Ancona, Casette
d’Ete, Porto S.Giorgio, Ortezzano, Monte San Martino. Arrivo ad Ascoli Piceno. Il
Rally viene organizzato per raccogliere fondi per due iniziative:
• - a favore del progetto del Distretto 2090 di “Ricostruzione della facoltà
di ingegneria dell’Aquila”;
• - a favore della Onlus Bimbingamba, sorta per iniziativa del maremmano
Sergio Campo (fratello del grossetano dr. Niccolò Campo che perì nel 2001 assieme
ad altri tre assistenti, per la caduta dell’elicottero di soccorso Pegaso), e del corridore
automobilistico bolognese, Alex Zanardi che il 15 settembre 2001, in un incidente di
corsa nella Champ Car in Germania, ebbe tutte e due le gambe amputate e che in
seguito ha continuato a correre anche con le protesi. Questa Onlus si occupa di
fornire le protesi e le assistenze tecniche e psicologiche, durante la crescita, per
cercare di normalizzare quanto più possibile la vita dei bambini mutilati.
Il club di Ascoli Piceno, interessato all’iniziativa del raduno di auto d’epoca, ha
inviato ad esaminare la fattibilità sul campo, Vincent Mazzone che essendo
ortopedico è particolarmente attento alla seconda iniziativa beneficiaria della raccolta
fondi.
Vittorio ha dettagliatamente illustrato il programma al Consiglio, spiegando
che sarebbe intenzione degli ideatori dell’iniziativa, se la cosa, come si prevede,
dovesse avere il meritato riscontro, ripetere la traversata dell’Appennino ogni anno
con partenza ed arrivo alternati. L’organizzazione della gara di regolarità non prevede
spese da parte del nostro club.
Il Consiglio ha dato l’assenso alla collaborazione col club di Ascoli, col quale,
nei prossimi giorni, continueranno gli scambi organizzativi.
Il punto 3°, relativo all’assegnazione del Molino d’oro di quest’anno, ha
richiesto poca discussione, perché, suggestionati forse dalla personalità di Alex
Zanardi, di cui avevamo parlato poco prima, e dalle sue capacità di rimonta dalla
disgrazia di cui era rimasto vittima, con la forza e la volontà di riprendere le corse
automobilistiche con le protesi, nonché dal suo encomiabile altruismo dimostrato nel
dedicarsi ai bambini che sono rimasti mutilati, i Consiglieri non hanno avuto dubbi di
sorta: il nostro club assegnerà il Molino d’oro di quest’anno ad Alex Zanardi. Per
quanto riguarda la data della consegna del premio, Claudio Santi ha avuto la bella
idea di suggerire martedì 24 aprile, cioè il giorno prima della partenza della gara
automobilistica, in cui Vittorio aveva già deciso di programmare una conviviale
estesa ai partecipanti alla gara, oltre che agli eventuali organizzatori e soci
marchigiani.
Il punto 4°: Gita a Lisbona, non ha avuto discussione, perché, visto che non ci
sono stati interessamenti da parte dei soci, si è deciso di non farla.
Nel punto 5°: varie ed eventuali, si è parlato della qualificazione del Club, cioè
di una procedura che si deve espletare entro il mese di gennaio per poter accedere ad
eventuali contribuzioni da parte della Rotary Foundation. Si tratta di una prassi
amministrativa da espletare presso la banca, che l’anno scorso Carlo Monetti si
affrettò a fare entro il mese, altrimenti avremmo perduta metà del finanziamento
conferito per l’acquisto di materiale sanitario per il Burundi. Un altro argomento ha
riguardato la cooptazione di tre nuovi soci, di cui Gian Franco Francia invierà le
lettere con i profili. La cerimonia di ingresso, esperite le relative pratiche, potrebbe
essere programmata per venerdì 2 marzo prossimo. C’è stato un intervento di Paolo
Brama che ha sintetizzato il programma dell’arrivo dei consoci francesi in Sicilia,
prendendo in considerazione di far accentrare l’arrivo a Palermo, dove potremmo
contare sull’aiuto di Maurizio Valenti. Poi Paolo ha accennato alla gita in Kenya fatta
i primi di gennaio con Bruno Nocera e con Efisio Lucignani e consorti. Hanno
visitato il Club di Malindi, di cui ha mostrato il guidoncino ricevuto. Nel piccolo club
africano, tra i soci c’erano due tedesche, un polacco un greco, alcuni indiani, qualche
arabo e qualche keniota. Il nostro Presidente Incoming ha riferito che la popolazione
è molto povera ed ha bisogno di tutto, compreso il materiale didattico. Insomma tra i
futuri service, potremmo prendere in considerazione anche di aiutare questa povera
popolazione, mettendoci in contatto con i soci malindiani.
Infine, si è preso in esame l’approfondimento sull’Interact elaborato da Pier
Nicola Muscetta ad una richiesta informale fattagli da Dominique e il Consiglio ha
deciso di impegnarsi nel cercare di vedere se ci sia la fattibilità per istituirne uno. Per
cui si è deciso di istituire una “Sottocommissione Interact” formata da Pier Nicola
Muscetta, Italia Baldi, Luca Agostini, Sandro Tommasi e Mirco Vergni che saranno
avvisati dal Presidente.
La riunione è terminata in un orario ragionevole.
Mario de Caro.
CONVIVIALE DEL 27/I/2012 – RISTORANTE “IL CACCIATORE”
Erano presenti i soci:
Luigi Ambrosini, Italia Baldi, Angelo Barbetti con Rossana, Mario de Caro,
Raffaele De Luca con Giovanna, Angiolo Feroci con Gabriella, Vittorio Fidati
con Anna, Gian Franco Francia, Marcello Galeazzi con Alda, Efisio Lucignani
con Carla, Carlo Monetti con Maria, Pier Nicola Muscetta con Ica, Bruno
Nocera con Serenella, Marcello Pancrazi, Alessandro Tommasi, Rodolfo Torri
con Vladimira.
Hanno Partecipato: il notaio Gianemilio Franchini e consorte Pia; il dr.
Davide Cerulli e signora; il signor Alfredo Castriconi e consorte Katia Solari.
Vittorio, ha voluto, prima di tutto, telefonare e inviare i saluti (col coro dei
presenti) al Prefetto e TetraPresident Incoming Paolo Brama, assente perché
reduce da un normale intervento chirurgico nel suo ospedale di Orvieto. Poi ha
letto la lettera di ringraziamento di Raniero Michelacci per essere stato nominato
socio onorario del club. Infine ha invitato i presenti a dedicare un applauso alla
popolazione dell’Isola del Giglio, per l’assistenza corale che ha dedicato ai
superstiti della brutta avventura dell’incidente capitato alla nave Costa
Concordia.
Pier Nicola Muscetta, ha preso la parola per presentare il socio, notaio
Gianemilio Franchini, rotariano da oltre cinque lustri e suo amico da molti anni,
che ha già partecipato a molte nostre conviviali negli ultimi tempi e che da
questa sera entrerà, ufficialmente, a far parte del nostro club. Riportiamo il
curriculum dettagliato inviatoci via e mail da Pier Nicola:
“ Gianemilio Franchini è nato a Milano nel 1940, figlio primogenito di padre
notaio e madre diplomata in pianoforte, dopo gli studi superiori (Liceo
Classico), si iscrive a Giurisprudenza (Università Cattolica). Dopo la laurea, si
iscrive alla Scuola di Notariato di Milano e contemporaneamente fa pratica
notarile presso lo studio paterno.
Divenuto notaio, ottiene la sede di Monza, dove si associa ad uno dei più
prestigiosi studi notarili di Milano, quindi si trasferisce nella sede di Brugherio,
dove rimarrà per circa 30 anni.
E’ sposato con Pia Bellomo, donna di rara intelligenza che ha lavorato, con
grande successo, presso importanti industrie petrolchimiche milanesi.
Nel 1990 i coniugi Franchini decidono di trasferirsi in Maremma e acquistano
un podere a Scansano. La ristrutturazione del casale richiede 6 anni, per cui nel
1996 si trasferiscono armi e bagagli a Scansano.
In attesa di una sede notarile vacante nel Distretto di Grosseto, Gianemilio
Franchini per 12 anni (fra il 1996 e il 2008) fa il pendolare ScansanoBrugherio.
Nel 2008 concorre e vince la sede notarile di Manciano, e nel 2010 gli viene
assegnata quella di Scansano, per cui oggi è notaio in Scansano, con una sede
secondaria a Grosseto.
Grazie alla mamma diplomata in pianoforte, è stato indirizzato alla musica
classica e all’opera lirica, da annoverare sicuramente tra le sue passioni.
Ha praticato, e pratica tuttora, il tennis, la vela, lo sci.
Fa parte di un gruppo di ciclisti amatoriali, che vanno in giro per l’Italia e
l’Europa, alla scoperta di arte e cultura.
E’ un appassionato di automobili e ha fondato nel 1989 a Milano il Club delle
Citroen-Maserati (affiliato al corrispondente Club francese), e, come tale,
partecipa a raduni in Italia e all’Estero.
E’ Rotariano quasi trentennale, essendo entrato nel 1983 come Socio del Rotary
Club Vimercate – Brianza Est (Distretto 2040), poco dopo la fondazione dello
stesso Club.
E’ stato Presidente del Club per un anno e mezzo, dal 1° gennaio 1988 (avendo
sostituito, come Vice Presidente in carica, il Presidente dimissionario del Club)
al 30 giugno 1989 in qualità di Presidente Eletto.
E’ insignito di 1 riconoscimento PHF ed è stato Presidente della Commissione
“Programmi”, e membro della Commissione “Sviluppo dell’Effettivo”.
Si è distinto per la redazione del Bollettino di Club e come grande organizzatore
di eventi culturali e musicali per il suo Club.
Ha sempre manifestato una notevole assiduità alla vita rotariana (80-85%).
Personaggio poliedrico, fa parte dell’Accademia della Cucina (Delegazione
della Maremma) e ha fondato a Scansano l’Associazione “AAA Morellino”
(Associazione Amici Amanti del Morellino)”.
“Insomma - ha concluso Pier Nicola, nel corso della sua presentazione
verbale - possiamo dire di aver accolto, nel nostro club, un rotariano DOCG a
Denominazione di Origine Controllata e Garantita”.
Il nostro Presidente, ha dato a Gianemilio la tessera di socio del nostro
club, il nostro opuscolo di Documenti Costituzionali dello Statuto e
Regolamento, il nostro guidoncino e il libro della storia dei primi quarant’anni
del nostro club.
Gianemilio s’è detto felice di entrare a far parte del nostro club, di cui
ormai già conosce diversi soci, e “dove - ha osservato il neosocio - considerate
le piccole dimensioni, sicuramente si può fare Rotary concretamente, senza
eccessive dispersioni”.
Un affettuoso applauso ha accolto i due nuovi membri della nostra
famiglia, dopo di che, s’è dato corso alla cena.
Al termine del convito, il Presidente ha invitato Sandro Tommasi ed
Efisio Lucignani a fare qualche loro considerazione, quali esperti di cose di
mare, sul disastro della nave Costa Concordia, presso l’Isola del Giglio. Sandro
ha fatto una panoramica sulle problematiche ambientali che potrebbero scaturire
dall’evento. Efisio, invece, ha toccato il lato della indiscussa e riconosciuta
perizia marinara, appannaggio del popolo italiano, messa in dubbio, soprattutto
ad opera dei media stranieri, per l’imperizia di questo comandante Schettino,
che con la sua superficialità ha esposto la marineria italiana alle più dure ed
estemporanee critiche.
Hanno preso la parola diversi soci per esporre i loro punti di vista sulla
brutta vicenda.
La serata s’è conclusa con questo appassionante dibattito.
Mario de Caro
-
THE ROTARY FOUNDATION
Vittorio Fidati
S.P. Giannella 68
58015
Orbetello
GR
Italy
Zurich, 23/11/2011
Rotary Club Orbetello-Costa d Argento
Egregio/Gentile Rotariano/a,
In nome della Fondazione Rotary, Le esprimiamo i nostri sinceri ringraziamenti per la Sua
generosa contribuzione equivalente a US dollari 4,975.00.
Il Suo dono per la campagna Polio Plus facilita il sostenimento di progetti di
grande importanza nei paesi dove la Polio è tuttora endemica.
Ora che ci avviciniamo all’eradicazione totale della Polio, Lei può essere fiero del
ruolo svolto in questa sfida unica.
È molto gratificante vedere tanti bambini protetti da questa malattia invalidante grazie al
sostegno e all'interesse dei Rotariani.
La Sua grande generosità facilita la pace e la comprensione tra i popoli.
Vorremmo esprimerLe tutta la nostra riconoscenza per il Suo aiuto che
contribuisce a fare della Fondazione ciò che è oggi.
RI Europe and Africa Office
Witikonerstrasse 15
Con i nostri più cordiali saluti,
eH-8032 Zurich
Switzerland
TEL
(41-44) 387 7111
FAX
(41-44) 422 50 41
www.rotary.org
-
Espen Malmberg
Rotary Foundation Services Manager
Rotary Foundation Services
Europe/Africa Office
Tarquinia. 14.12.2011
Presidente del Rotary Club
Orbetello Costa d’Argento
Sig. Vittorio Fidati
Gentilissimo Presidente,
desidero ringraziarla, di cuore, per la donazione che abbiamo ricevuto per le missioni sanitarie in
Africa previste per l'anno 2012.
Il materiale è essenziale per la buona riuscita degli interventi che si realizzeranno nell'ambito
dell'oculistica e che permetteranno di migliorare la qualità di vita di molte persone.
L'attenzione della Fondazione Rotary ci incoraggia a proseguire in questo cammino di servizio ai più
bisognosi.
Approfitto della presente per esprimerle gli auguri più cordiali per il Santo Natale.
Il Presidente
Prof. Luca Bondi
Semi di Pace lnternational Onlus - 01016 Tarquinia (VT) - Via Umberto 1. 42 - TeLjFax
+39 0766 84 25 66 - CF 90090540569 [email protected] . www.semidipace.org
23 FEBBRAIO: ANNIVERSARIO DEL ROTARY
a cura della Commissione Formazione
La settimana in cui ricorre l’Anniversario della fondazione del Rotary (23 febbraio) è stata
designata dal RI “Settimana della pace e della comprensione mondiale”. Durante questa settimana,
ogni Club festeggia il servizio reso al Rotary, riflette sui risultati conseguiti in passato e si concentra
sui programmi intesi a promuovere la pace, la comprensione e la cooperazione a livello locale e
globale (cfr. Statuto del Club, art.12, comma 4).
La Commissione Formazione, rammentando che il Rotary compie quest’anno 107 anni, intende
celebrare l’evento, ricordando a tutti i Soci le tappe e gli anni salienti della storia del Rotary.
1905 Il 23 febbraio 1905 viene fondato il 1° Club nella storia rotariana, il Rotary Club Chicago,
per iniziativa di:
- Paul Harris (avvocato)
- Hiram Shorey (sarto)
- Silvestre Schiele (commerciante di carbone)
- Gustavus Lhoer (ingegnere minerario).
1910 Nasce a Chicago la National Rotary Association, con 16 Club USA e inizia l’espansione in
Canada.
1911 Vengono fondati i Club di Dublino, Londra, Belfast.
1912 Si costituisce l’International Association of Rotary Club.
1916 A Cuba viene fondato il 1° Club Rotary non anglosassone.
1917 Nasce la Rotary Foundation con un versamento di 10 cents di dollaro a Socio.
1923 Viene adottato l’emblema della “Ruota Rotariana”, tuttora vigente. Essa simboleggia la
rotazione continua negli obiettivi da raggiungere, nell’adattamento dei progetti in funzione
delle esigenze della società civile, negli incarichi dei Rotariani chiamati al servire.
Il 19 dicembre 1923, viene fondato a Milano il 1° Club Rotary italiano, con il nome di
“Rotary Club Milano”.
1924 Nasce il 46° Distretto che copre tutta Italia. Come 1° Governatore viene nominato un
imprenditore scozzese: James Henderson.
Nello stesso anno 1924, viene fondato a Trieste il 2° Club Rotary italiano, con il nome di
“Rotary Club Trieste”.
1925 Vengono fondati altri 11 Rotary Club in Italia nelle città di: Roma, Napoli, Palermo, Torino,
Firenze, Genova, Venezia, Livorno, Parma, Bergamo, Cuneo.
1932 Il Socio Herbert J.Taylor formula la “Prova delle 4 domande” (Four-Way Test”). E’
l’affermazione di principi di etica professionale: Ciò che io penso, dico, faccio, etc.
- Risponde a verità?
- E’ giusto per tutti gli interessati?
- Promuoverà la buona volontà e migliori rapporti di amicizia?
- Porterà vantaggi a tutte le parti?
Motto ufficiale del Rotary: “Servire al di sopra di ogni interesse personale” (“Service
Above Self”)
1933 In Germania Hitler scioglie il Rotary.
In Spagna scompare il Rotary.
L’11 novembre 1933 il Rotary Italiano decide di sciogliere i 30 Club esistenti.
Nel periodo 1933-1946 di scioglimento dei Club Rotary in Germania, Spagna e Italia, a
causa della incompatibilità con i regimi dittatoriali dell’epoca, numerosi Rotariani
continuano a frequentarsi con spirito di amicizia e mossi dal comune intento di “Servire al di
sopra di ogni interesse personale” ed operano sul territorio con numerose iniziative
personali.
1942 Nel biennio 1942-1943, il Rotary International organizza una Conferenza sull’educazione e
gli scambi culturali, che pone le basi per la nascita dell’UNESCO.
1945 50 Paesi riuniti a San Francisco approvano la Carta Costitutiva delle Nazioni Unite (ONU):
tra coloro che contribuiscono a stilare lo Statuto dell’ONU ci sono ben 49 Rotariani.
In Italia, primo tra i Paesi ex-nemici, viene riammesso il Rotary: il Club di Milano è il 1°
Club a diventare operativo con la nomina di Achille Bossi a Commissario Speciale per il
Distretto 46.
1946 La Rotary Foundation vara il Programma “Borse di Studio”: con l’assegnazione delle prime
18 borse di studio, i giovani diventano “Ambasciatori nel mondo” creando rapporti di
amicizia e reciproca comprensione tra decine di differenti Paesi nel mondo.
Oggi vengono assegnate migliaia di borse di studio ogni anno, permettendo al Rotary di
essere l’organizzazione privata di servizio che ha assegnato il più alto numero di borse di
studio al mondo.
Paul Harris, il fondatore del Rotary, muore a Chicago.
1955 Il Rotary e la Chiesa Cattolica si riconciliano. Per 35 anni il rispetto del Rotary verso ogni
essere umano, indipendentemente dalla razza o dalla religione, era visto come una minaccia
al magistero della Chiesa. La riconciliazione segna un mutamento della Chiesa,
confermando che il Rotary precorreva i tempi.
1956 Nel RI, per l’anno rotariano 1956-57, entra in carica il 1° Presidente italiano: Gian Paolo
Lang del Rotary Club Livorno.
1959 Il Pontefice Giovanni XXIII riceve in Vaticano il Presidente del Rotary International
Clifford A.Randall, avvocato del Rotary Club di Milwaukee, Wisconsin, USA.
Nascono i RYLA (Rotary Youth Leadership Award), seminari di formazione per i giovani
all’inizio della carriera lavorativa.
Nello stesso periodo nasce il Programma “Scambio Giovani”, per permettere ai giovani fra
15-21 anni di visitare e studiare in Paesi stranieri, ospitati dai Rotary Club locali.
1962 Nasce in Florida il 1° Club Interact, per i giovani fra 14-18 anni.
1965 Il Pontefice Paolo VI riceve, in udienza solenne, i Rotariani dei 4 Distretti italiani, e
successivamente riceve 3000 Rotariani provenienti da tutto il mondo.
1966 Vengono lanciati i programmi di Sovvenzioni per progetti di sviluppo nei Paesi a basso
reddito, finanziati pariteticamente fra i Club proponenti e la Rotary Foundation.
Iniziano gli Scambi di gruppi di studio fra Distretti di Paesi diversi, per permettere a giovani
professionisti fra 25-40 anni di studiare come la rispettiva professione viene svolta presso
altre culture.
1968 Viene fondato il Rotaract per i giovani fra 18-30 anni, con gli stessi scopi dei Rotary Club.
1980 Il Rotary Club Treviglio, nella pianura bergamasca, si impegna a organizzare la
vaccinazione anti-poliomielite nelle Filippine, Paese particolarmente colpito dalla malattia.
Il Socio Sergio Mulitsch di Palmemberg è l’artefice e il realizzatore del progetto; perderà la
vita per l’infezione contratta in campo. La campagna di vaccinazione verrà poi realizzata nel
biennio 1982-1983.
Successivamente, 7 Distretti italiani sostengono la campagna di vaccinazione denominata
“Operazione Marocco”.
1981 Il Rotary International annuncia il “Progetto Polio Plus” con l’obiettivo della eradicazione
della poliomielite in tutto il mondo.
I Distretti italiani si impegnano direttamente nell’“Operazione Albania” nel biennio 19831984.
1986 L’effettivo del Rotary International raggiunge il milione di Soci nel mondo.
1987 Le donne nel Rotary. Dopo oltre 80 anni di esclusiva presenza maschile, le donne
cominciano ad essere ammesse nei Club, e ciò avverrà in anni diversi. Le prime ammissioni
avvengono negli USA nel 1987; in Europa cominceranno nel 1991. E’ questa una conquista
sociale che si riflette profondamente nella struttura del Rotary, ed è un giusto
riconoscimento del ruolo della donna nella Società moderna. Oggi sono migliaia i Club che
hanno un Presidente di sesso femminile, e molti Distretti hanno un Governatore donna.
1988 Vengono ricostituiti i Rotary Club in Ungheria e Polonia. Negli anni successivi, anche negli
altri Paesi dell’Europa dell’Est verranno ripristinati i Rotary Club.
1995 L’emisfero occidentale viene dichiarato libero dalla Polio.
1999 Il Rotary promuove la creazione degli “Studi internazionali per la pace e la risoluzione dei
conflitti” in 7 Università di diversi Paesi del mondo.
Nel RI entra in carica per l’anno rotariano 1999-2000 il 2° Presidente italiano: Carlo Ravizza
del Rotary Club Milano Sud-Ovest
2000 La regione del Pacifico viene dichiarata libera dalla Polio.
2002 Il Rotary lancia una campagna di raccolta fondi per oltre 80 milioni di dollari per completare
il programma mondiale di eradicazione della polio sulla terra, con previsione di
completamento nel 2005.
Il Rotary lancia il Programma “Preserve Placet Hearth”, invitando i Rotariani di tutto il
mondo a promuovere iniziative a favore dell’ambiente, con particolare attenzione al più
importante elemento necessario alla vita umana: l’acqua.
Un nuovo progetto è alle porte già in via di realizzazione in alcuni Paesi: l’alfabetizzazione.
Esso è rivolto particolarmente alle popolazioni dei Paesi a basso reddito e ai residenti nei
Paesi ad alto reddito, ma provenienti dai Paesi meno sviluppati.
2005 Il Rotary International celebra il Centenario. I Rotariani d’Italia celebrano solennemente
l’evento a Roma, nella serata del 17 gennaio, nel corso di un dinner presso il Complesso di
S. Spirito in Saxia, a pochi passi dal Vaticano.
In mattinata, migliaia di Rotariani rappresentanti di tutti i Distretti italiani si erano ritrovati
nella Basilica di S. Pietro per la S. Messa celebrata dal Cardinale francese Poupard,
Rotariano. Commovente il messaggio di saluto del Cardinal Sodano, Segretario di Stato, con
la benedizione del Pontefice, Giovanni Paolo II, gravemente ammalato e immobilizzato.
2009 La Rotary Foundation lancia il Programma Polio Plus Challenge con lo scopo di raccogliere
200 milioni di dollari per la totale eradicazione della polio.
2010 Inizia la fase sperimentale del “Piano di Visione Futura” stabilito per la Fondazione Rotary.
Il Piano sarà collaudato per un periodo di 3 anni, a partire dal 1° luglio 2010, da 100
Distretti scelti quale gruppo rappresentativo in termini di località, dimensioni e livello di
partecipazione nella Fondazione. Al termine del periodo di prova, il Piano verrà migliorato
in base alle valutazioni fornite dai Distretti partecipanti, e quindi adottato dai Club e dai
Distretti dell’intera organizzazione.
Il Consiglio di Legislazione del RI, costituito dai Delegati di tutti i Distretti del mondo, nella
sua riunione triennale ha approvato l’aggiunta di una 5^ Via d’Azione, alle 4 già esistenti,
denominata “Nuove Generazioni”. Secondo i suoi sostenitori, la 5^ Via d’Azione
incoraggerà il positivo cambiamento attivato dai ragazzi e dai giovani, impegnati a
sviluppare leadership, progetti di servizio e programmi dello scambio.
2011 La membership del mondo rotariano era rappresentata dai seguenti numeri:
- ROTARY:
- ROTARACT:
- INTERACT:
pnm
Soci = 1.210.745 - Club = 33.901
Soci = 194.120 - Club = 8.840
Soci = 299.207 - Club = 13.009
INTERACT: UN’OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO
a cura di Pier Nicola Muscetta
Il Rotary International sta dando grande impulso alle iniziative a favore delle Nuove Generazioni
(cfr. la recente introduzione della 5^ Via d’Azione dedicata appunto alle “Nuove Generazioni”), ed
è convinzione comune a tutto il mondo rotariano che i giovani e le Nuove Generazioni debbano
avere un ruolo attivo nella vita della loro Comunità.
I giovani di oggi saranno i genitori, i professionisti, gli uomini d’affari e i leader di domani. Con
l’aiuto di programmi come Interact (riguardanti i giovani fra 12-18 anni), essi possono acquisire le
capacità necessarie per evolversi, diventando membri responsabili e produttivi della società.
Nel mondo i Club Interact coinvolgono oltre 300.000 giovani, distribuiti in più di 10.700 Club di
109 Paesi.
E’ radicata convinzione del Rotary International che i Club focalizzino le loro energie sul futuro,
supportando le Nuove Generazioni a mettere alla prova i loro talenti, a sviluppare nuove capacità e
a imparare ad affrontare i problemi che si troveranno davanti nel corso della vita.
Il programma Interact può instillare nei giovani capacità fondamentali, che saranno poi condivise
con altri, nelle generazioni a venire.
L’obiettivo di Interact in campo internazionale è quello di incoraggiare e far progredire la
comprensione, la buona volontà e la pace attraverso una fratellanza mondiale di giovani uniti da un
ideale di servizio.
I Club Interact organizzano progetti e attività che dipendono in gran parte dagli interessi dei loro
membri e dalle caratteristiche della Comunità in cui vivono. Tuttavia, all’interno del programma,
tutti i Club Interact sono impegnati a dar vita ad attività che abbiano lo scopo di stimolare le doti di
leadership, servire la Comunità e migliorare la comprensione fra gli uomini. Tutto ciò permette ad
ogni interactiano di fare importanti esperienze, che saranno utili per la sua crescita personale.
Per un Club Rotary, organizzare un Club Interact è una delle attività più gratificanti nel proprio
territorio, oltre a rappresentare una grande opportunità per costituire una solida base giovanile per
reclutare i futuri Soci dei Club Rotaract (riguardanti i giovani fra 18-30 anni) e poi quelli dei Club
Rotary.
La nascita di un Club Interact deve essere sponsorizzata da un Club Rotary (anche da più Club), e,
data l’età dei giovani coinvolti, come strategia di reclutamento dei possibili Soci è consigliabile
partire dai figli di Rotariani del territorio che frequentino le Scuole della Comunità. Per creare un
Club Interact sono necessari, all’inizio, almeno 15 Soci.
Il Club Rotary che sia interessato a costituire un Club Interact deve innanzi tutto formare una
Commissione “Interact” (può essere anche una Sottocommissione nell’ambito della Commissione
“Sviluppo”) composta da almeno 5 Soci.
Tale Commissione dovrà quindi prendere contatto con la corrispondente Commissione Distrettuale
per le informazioni necessarie (obblighi dello sponsor, funzionamento degli altri Club Interact
operanti nel Distretto etc.) e possibilmente con i Club Interact già attivati nei territori di Club
Rotary vicini.
Il C.D. del Club deve quindi approvare la sponsorizzazione (che sarà poi ratificata dall’Assemblea
del Club) e decidere se basare il Club Interact sulla Comunità o sulla Scuola. Nel primo caso il Club
Interact recluterà i suoi membri in diverse Scuole del territorio del Club; nel secondo caso i neoSoci Interact saranno reclutati nell’ambito di un solo Istituto Scolastico.
La nascita di un Club Interact basato sulla Scuola può apparire più agevole, e pertanto preferibile,
nei territori in cui esista un solo Istituto scolastico importante; ciò almeno per i primi anni di vita del
Club. In altri casi, in presenza di un numero consistente di Scuole, può essere conveniente
organizzare il Club Interact nella Comunità attingendo i possibili candidati da più Istituti.
Nell’ipotesi di Club Interact basato su un’unica Scuola, un Rotariano facente parte della
Commissione Interact dovrà incontrare il corpo docente dell’Istituto per illustrare programma e
vantaggi del Programma Interact. Rotariani ed Insegnanti dovranno lavorare insieme per stabilire
ammissione dei Soci, calendario e luogo delle riunioni, linee di azione etc.
Nell’altra ipotesi di Club Interact basato sulla Comunità, non sono necessari i contatti preliminari
con le Istituzioni Scolastiche, ma sarà sufficiente che il Club sponsor si attivi nella ricerca dei
giovani con proprie iniziative, per es. partendo dai figli dei Rotariani etc.
In ogni caso, dovrà essere organizzata una riunione informale invitando i probabili giovani Soci
(eventualmente con i genitori), la Commissione Interact del Club sponsor, il Presidente del Club, il
Responsabile Interact del Distretto e, possibilmente, Soci Interact di Club vicini.
Dovrà essere preparato Statuto e Regolamento del Club Interact, che il Club Rotary sponsor dovrà
approvare; dovranno essere convocate le elezioni per nominare Presidente, Vice Presidente,
Segretario, Tesoriere, ed eventuali altri Dirigenti; dovranno essere fissate le riunioni del Club
(almeno 2 volte al mese); infine si dovrà preparare un piano preliminare per le attività del Club, che
saranno – data l’età dei giovani – di carattere ludico-ricreativo, ma anche educativo e di servizio,
che dovranno comprendere almeno 2 progetti all’anno (uno finalizzato alla promozione di attività di
servizio nel territorio e/o a livello internazionale, uno eventualmente a favore della Scuola).
Si procederà quindi per ottenere il riconoscimento ufficiale del RI, inviando al RI la lista completa
dei Soci Fondatori, che dovrà essere firmata dal Presidente del Club Rotary sponsor e dal
Governatore del Distretto.
Il Club sponsor ospiterà la cerimonia inaugurale, invitando il Governatore e tutti i Presidenti del
Club Interact del Distretto.
Ruolo della Commissione Interact del Club sponsor:
1) All’inizio dell’anno rotariano (o dell’anno scolastico) organizza una riunione per fissare il
calendario delle riunioni, progetti, sviluppo dell’effettivo etc. del Club Interact.
2) Tra i 5 membri della Sottocommissione Interact, viene scelta la figura di un “Consigliere
Rotariano”, cioè di un Socio Rotariano con il ruolo primario di sostegno del Club Rotary al
Club Interact. Questo Socio ha il compito di partecipare a tutte le riunioni del C.D. del Club
Interact.
3) Nel caso di Club Interact basato sulla Scuola, fra gli Insegnanti dell’Istituto viene scelta la
figura di un “Consigliere Scolastico”, che funge da collegamento fra la Direzione della
Scuola e il Rotary Club.
4) Per i Soci del Club Interact, deve essere prevista un’adeguata copertura assicurativa,
soprattutto nel caso in cui siano previsti spostamenti, viaggi etc. dei giovani.
5) Il Club Interact si gestisce e si finanzia in modo autonomo, ma riceve le direttive dal Club
Rotary sponsor.
Nel Distretto 2070 i Club Interact sono attualmente 12, di cui 7 in Toscana (Firenze, Firenze
Brunelleschi, Firenze Est, Montecatini Terme, Pisa, Massa-Carrara, Cecina-Rosignano,
quest’ultimo entrato in attività solo da pochi giorni, nel dicembre 2011). E’ stato approvato un
pacchetto di altri 6 nuovi Club che potrebbero essere attivi entro giugno 2012.
Per valutare l’opportunità di costituire un Club Interact nel nostro territorio, il Consiglio Direttivo
del RC Orbetello – Costa d’Argento, nella riunione del 20 gennaio 2012 ha deliberato la
costituzione di una Commissione Straordinaria “Interact”, nominandone Presidente Pier Nicola
Muscetta, e membri Luca Agostini, Italia La Banca, Alessandro Tommasi e Mirco Vergni.
Per il 17 marzo, a Castrocaro, il Distretto ha organizzato il Forum 2012 che avrà per tema la cultura
dell’ambiente: in questa occasione, per la prima volta, il Distretto coinvolgerà i Soci dei Rotary
Club insieme a quelli dei Club Rotaract e Interact. Sarà importante una consistente partecipazione
del nostro Club.
La Tigre del mare
La mia modesta esperienza in fatto di squali, accumulata in una
quarantina di viaggi tropicali, in luoghi dove si possono ammirare queste
meravigliose creature, mi ha reso convinto che quando si parla di essi è proprio come
parlare di felini. Tra di essi esiste il gatto, il gatto selvatico ed altri piccoli predatori
che rappresentano un rischio del tutto marginale per l’uomo, ed un lungo elenco di
altre specie, molte delle quali in via di estinzione proprio a causa dell’atteggiamento
umano, alla fine del quale troneggiano il leone e la tigre, specie veramente pericolose
per l’uomo che si trovasse inerme di fronte a loro.
Per gli squali è proprio la stessa cosa con la differenza che, fra le
centinaia di specie di selacei squamiformi, soltanto una decina sono potenzialmente
pericolose per l’essere umano, che potrebbe quindi essere attaccato da essi
indipendentemente da un errato od improprio comportamento.
Nella stragrande maggioranza dei casi, quindi, il terrore ancestrale che ci
riempie di orrore di fronte a qualsiasi animale “con la forma di squalo” è del tutto
ingiustificato e risponde al bisogno inconsapevole dell’uomo di riconoscere che in
natura esiste ancora qualche ”mostro” in grado di terrorizzarlo. Se, invece di lasciarci
affascinare dalle fauci costellate da dentacci insanguinati, ritratti sui cartelloni
pubblicitari di brutti film sensazionalistici, analizzassimo statisticamente e quindi
scientificamente il numero annuale di attacchi mortali da parte di squali nel mondo,
che non supera mai le poche decine, ci renderemmo conto che si muore molto più
facilmente per punture di vespa o per essere scivolati facendo la doccia.
Analizzando razionalmente i numeri avremmo ottime ragioni per
rimanere terrorizzati di fronte al “muso” di un TIR e non davanti a quello di uno
squalo!
Ho sperimentato tuttavia come, in talune particolari situazioni, sia
comunque difficile analizzare freddamente i dati statistici.
All’Isola di Coco eravamo nel famoso tunnel sottomarino dell’isolotto
chiamato Dos Amigos Grande, in mezzo ad una miriade di lutianidi di diverse specie,
simili ai nostri dentici, e ci stavamo godendo una bella immersione al riparo della
corrente impetuosa che scorreva all’esterno della cavità.
Assieme a Diego, la guida dello “yellow team”, la squadra di sub alla
quale appartenevo, precedevo il gruppetto composto da altri sei compagni. In
prossimità dell’uscita dal tunnel, distratto dall’inquadratura di un branco di pesci nel
mirino della macchina fotografica, non vidi ciò che Diego aveva invece individuato.
Quando Diego vede qualcosa da mostrare, con l’orgoglio della guida
che scopre una meraviglia della natura da far ammirare al gruppo, si agita
scompostamente e suona lo “shaker” (un richiamo acustico metallico molto efficace
sott’acqua) per attirare l’attenzione.
Questa volta la nostra guida, impietrita sul fondo, ticchettava lo shaker
sulla bombola emettendo solo un debole richiamo. Questo strano atteggiamento
attrasse la mia attenzione. Mi avvicinai a Diego che, con gli occhi sgranati nella
maschera, mi indicava il mare aperto. Voltatomi verso l’esterno del tunnel vidi un
enorme pesce con delle striature, a prima vista, caratteristiche dello squalo balena.
Pensai proprio che si trattasse di un “balena” di piccole dimensioni, dal
momento che, da adulto, può raggiungere i quindici metri di lunghezza e vanta il
primato assoluto al mondo in fatto di misure fra i pesci. Cominciai a pinneggiare
verso l’animale prima di rendermi conto, dalla forma del muso che nel frattempo
aveva rivolto verso di noi, che si trattava invece di un enorme squalo tigre.
L’incedere tranquillo dell’animale non mi fece presagire nulla di
pericoloso, ma, ovviamente, mi trattenni dall’avvicinarmi ulteriormente per cercare
l’inquadratura giusta per la foto ricordo.
Il tigre contende la prima posizione al grande squalo bianco in materia
di attacchi all’uomo, anche se predilige cacciare durante la notte, e quel tigre aveva
sicuramente le dimensioni di chi, in quel mare, non ha antagonisti.
Fece un lentissimo giro intorno all’uscita della grotta sottomarina per
poi proseguire, costeggiando la parete a circa venti metri di distanza, e scomparire
definitivamente dalla nostra vista. Con Diego e gli altri ragazzi valutammo la
lunghezza del pesce in circa cinque metri e, cosa ancor più significativa, l’altezza del
corpo in corrispondenza della prima pinna dorsale, in due metri abbondanti. Quello
poteva essere veramente il “Pescecane di Pinocchio”!
Proprio il giorno precedente mi ero chiesto quali predatori potessero
insidiare il gran numero di squali di barriera presenti intorno all’isola. Avevo trovato
la risposta.
A. Tommasi
CURIOSITA’ NELLE PIEGHE DELLA SCIENZA
di Alvaro Meossi
(Questi articoli su argomenti vari, non sono recenti, ma fanno parte di una serie di scritti
forniti, alcuni anni fa, alla Redazione del Notiziario e conservati in archivio)
Fu vera Gloria?
Il 12 ottobre 1492 è una data che cambiò il mondo: la scoperta dell’America e il
mito di Cristoforo Colombo. Dopo oltre 500 anni, al centro di roventi polemiche,
tutto sembra essere rimesso in discussione.
La piccola flotta procede lentamente nell’oscurità, la Pinta davanti a tutte, e
dietro ai lati, la Nina e la Santa Maria. Nell’invisibile cronometro della storia, il
mondo medioevale è entrato in agonia.
Improvvisamente una voce forte e concitata, grida: ”Terra ….” il primo grido
del giovane marinaio, forse, si strozza nella gola … ma poderoso poi si libera l’urlo
di liberazione e di gioia.
Colombo morì a Valladolid, il 20 maggio 1506 ignorando la reale portata della
sua scoperta. Navigò su una rotta segreta, ed ebbe forse tra le mani una mappa segreta
con indicazioni precise di una terra al di là dell’oceano. Ma un conto è avere una
certezza più o meno fondata su tale esistenza, altro è lanciarsi su mari sconosciuti per
verificare l’attendibilità. Ancor più risalta la grande determinazione di Colombo, la
sua ostinata tenacia di fronte alle incomprensioni ed umiliazioni cui fu sottoposto per
imporre il suo progetto. Gli bastava, si dice, al navigatore genovese, una nuvola o una
stella, per sapere come sarebbero cambiati il tempo, i venti e il mare.
La scoperta dell’America segna lo spartiacque ideale della storia dell’umanità,
con essa finisce l’età medievale e inizia quella moderna. Nasce anche, però, la grande
ansia, la sete dell’oro e della ricchezza delle Indie, il mitico Eldorado, l’olocausto
delle popolazioni indiane, massacri e deportazioni, confische e furti. Con la burrasca
di giudizi di cui, il navigatore genovese, passati ormai oltre cinquecento anni, si trova
investito, con le revisioni storiche e culturali contro, la sua immagine minaccia
impietosamente di naufragare. Eppure qualunque sia il giudizio storico su di lui,
dimostrò di saper solcare con indubbia abilità nautica e implacabile decisione
l’oceano tenebroso che divideva l’umanità da una nuova era.
Se la scoperta dell’America è la radice dei mali del mondo moderno, è
possibile rintracciare questi stessi mali nell’uomo che ideò, guidò e rese possibile poi
la spedizione? Colombo ebbe l’intuizione che diventò ben presto un’idea, un
progetto, un’ossessione. Ciò lo portò a contatto con indigeni che vivevano un
rapporto sacro con il mondo, e il navigatore genovese diventò latore di una cultura
che definitivamente avrebbe disarticolato la rete di sottili relazioni che lega l’uomo al
cosmo. E la nazione pellerossa durante i festeggiamenti colombiani sarà in lutto,
perché con Cristoforo Colombo sono cominciati i massacri e le confische delle loro
terre, e “Non è vero che Colombo abbia scoperto l’America nel 1492 – così
affermano – Noi pellerossa la popolavamo da tempo immemorabile, ma oggi, se uno
dei nostri bambini dà questa risposta a scuola, viene punito”. Ma le polemiche su
Colombo continuano, ignorando molto ancora della sua vita.
Chi era dunque Colombo? Questo italiano che si esprimeva in un castigliano
denso di espressioni portoghesi, ha sempre mantenuto intorno a sé un’aura di mistero
e le leggende sulle sue origini continuano a circolare in tutto il mondo, con inchieste
giornalistiche, libri di storia e tesi di laurea.
Alla versione ufficiale che vuole Colombo nato a Genova da padre tessitore e
commerciante di stoffe, se ne sono contrapposte altre che vogliono fare di lui, un
basco, un greco, un corso, uno spagnolo, un ebreo e via dicendo. Tutto nasce da una
coincidenza storica. Colombo salpa da Palos il giorno in cui scade l’ultimatum fissato
dai sovrani spagnoli nei confronti dei sudditi ebrei: convertirsi, oppure andarsene.
L’idea che Colombo possa essere ebreo, viene rilanciata in una rocambolesca
ricostruzione, fondata anche sulla decifrazione simbolico-cabalistica della misteriosa
firma del grande navigatore. Secondo un’opinione, Colombo sarebbe originario del
villaggio portoghese di Cuba e il suo nome sarebbe Zarco, una famiglia di conversos
o marrani, ebrei convertiti che continuavano in segreto a praticare la loro religione.
La sua missione, d’accordo con il re del Portogallo, sarebbe stata quella di
allontanare le mire degli spagnoli dalle coste africane occidentali. Tutto molto
suggestivo e interessante ma di questo complotto non esiste alcuna prova. Misteri di
una vita che continuano nella sua firma enigmatica ed hanno fatto scorrere fiumi di
inchiostro, scomodando perfino la cabala ebraica, anche perché Colombo aveva
imposto ai suoi discendenti di continuare a firmare nello stesso modo. Misteri che
investono da tempo anche la presunta rotta tenuta dalle tre caravelle.
Secondo alcuni studiosi universitari di storia navale di Cadice, Colombo
avrebbe navigato assai più a sud di quanto dichiarato, sconfinando apertamente in
acque portoghesi. E la flotta avrebbe diretto a ovest solo dopo aver percorso circa 600
miglia in direzione sud, verso le isole di Capo Verde. Informazioni precise che
dovrebbero smentire il mito di un Colombo audace, proteso ad affrontare da solo
l’ignoto. L’enigma di una carta nautica segreta ha da sempre scatenato una ridda di
ricerche da parte di moltissimi studiosi. D’altra parte questa ipotetica carta, sempre
più misteriosa, il capitano della Pinta, Alonzo Pinzòn, l’ha avuta tra le mani. E
doveva essere chiara ed esauriente se in mare aperto, davanti agli equipaggi delle
caravelle, esasperati da settimane di navigazione nell’oceano, aveva dato il suo
assenso per procedere avanti ancora. Cristoforo Colombo allora, eroe o criminale?
Gli studi incentrati sulla scoperta transatlantica, hanno scatenato una rovente battaglia
di idee.
Così sembra in gioco la revisione della storia dell’America e di quanti l’hanno
fatta, dell’Europa, cioè, e dell’Occidente intero. Il centro della questione, non è
dunque Colombo, quanto piuttosto l’eredità del navigatore genovese, quanto messo in
moto, drammaticamente, una volta sbarcato nel Nuovo Mondo. Il suo viaggio era
destinato a sconvolgere la scienza, la geografia, l’agricoltura, il diritto, l’etica, le
forme di governo, insomma tutto ciò che allora era la cultura medievale.
Di fronte a questo vasto sconvolgimento, si affrontano, oggi, due tesi, due
giudizi di merito, quello dei “conservatori” e quello dei “revisionisti”. Secondo i
primi, Colombo e gli europei che lo seguirono portarono la civiltà a due continenti,
immensi e poco popolati, e ciò fu solo il primo passo di una catena di eventi che,
infine, avrebbe condotto agli Stati Uniti d’America, un esperimento di democrazia
destinato a diventare il simbolo della libertà individuale in tutto il mondo.
Si oppongono a questa ricostruzione, quanti intendono dare voce alla
riabilitazione della storia indigena e alla condanna dell’eccidio e genocidio indiano,
considerati i crimini fondanti dell’America moderna. Fu un vero olocausto indiano e
di circa otto milioni di caraibici al momento dello sbarco di Colombo, cinque secoli
dopo ne rimangono poco più di 200.
Gli effetti della civiltà occidentale sulle popolazioni delle praterie
nordamericane sono sconvolgenti. I pellerossa sono un milione e mezzo, di cui la
metà costretti nelle riserve. Vantano record nelle tasso delle malattie e suicidi
giovanili, nella disoccupazione e mortalità infantile. Un testo destinato a diventare
fondamentale per il movimento anticolombiano, è “La conquista del Paradiso” di
Kirkpatric Sale e il suo bersaglio è proprio Cristoforo Colombo.
Se la scoperta dell’America è la radice dei mali del mondo moderno,
genocidio, schiavismo, imperialismo e distruzione della natura, è possibile
rintracciare questi stessi mali nell’uomo che ideò, prima, guidò e rese possibile poi la
spedizione? Per Sale, Colombo incarna perfettamente il suo tempo e la sua civiltà: un
uomo coraggioso ma incapace di amore, combattente indomito, ma senza ideali,
ambizioso di terre, di gloria e di ricchezze. Incapace di restare a lungo in un posto, e
dopo il primo viaggio ne fece un secondo, un terzo, un quarto. Passò da una terra
all’altra, senza fermarsi mai ad esplorarne alcuna.
E così all’ansia randagia di Colombo, Sale contrappone il sereno rapporto con
la terra delle tribù che abitavano le isole dei Carabi, il loro rapporto sacro con la
natura, il rispetto dei ritmi della terra. La sua colpa maggiore fu quella di aver portato
oltre oceano le attitudini del nuovo uomo europeo nei confini della natura, un
dominio e uno sfruttamento che poi si sarebbe esteso a tutto il mondo, disarticolando
la rete sottile che lega gli uomini al mondo in cui vivono.
Conta poco sapere se Colombo fosse un brav’uomo, quello che invece è
decisivo in questa avventura, è il fatto che egli portò con le sue navi una cultura
centrata sulla propria superiorità e i guasti dell’uomo furono e rimangono i fallimenti
e i guasti di quella cultura.
IL PAPA … SATANICO
di Claudio Ralli
Tanti sono gli aneddoti che costellano la millenaria storia di Roma: molti sono più noti altri meno;
spesso scivolano nella leggenda o nel pittoresco, ma è indubitabile che nel corso dei secoli le
curiosità dentro ed attorno alle Mura Aureliane non siano mancate.
La città stessa nasce da una leggenda (Romolo e Remo) e si è sempre affermato che abbia tratto le
sue origini dal mito più conosciuto della storia, ossia quello della guerra di Troia.
Ovviamente i periodi più fervidi di opere e di fatti sono quelli che hanno dato maggiori spunti alle
fantasie ed agli episodi curiosi. La Roma del barocco nel suo pieno fulgore costituisce di certo uno
dei periodi di più alta prolificità proprio per il particolare momento che stava vivendo l’Urbe; non a
caso le vestigia di quel tempo sono tutt’oggi uno dei vanti e delle maggiori attrattive dell’Urbe. Chi
non conosce infatti (tanto per citarne un episodio) la celeberrima disputa tra Bernini e Borromini
che fanno dialogare “a dispetto” la Fontana dei Fiumi di Piazza Navona e la prospiciente facciata di
Santa Agnese in Agone? E tra le curiosità di quel periodo abbiamo potuto qualche tempo fa
apprezzare l’opera del nostro Presidente Fidati riguardo alle immagini di un parto collocate proprio
in uno dei punti più sacri del Cristianesimo (il baldacchino di San Pietro) e create dall’inconsueta
collaborazione tra i due citati artisti.
Di storie ce ne sarebbero centinaia da citare, più o meno note.
Mi è sembrato però particolarmente interessante (anche perché, ritengo, poco conosciuto) quella del
Papa… satanico.
Nel periodo del barocco romano, tante erano le figure tipiche che costellavano l’universo della
Città: cardinali e prostitute, nobili ed artisti, sopranisti e viaggiatori, chierichetti e briganti; in
compagnia di tanti altri personaggi, tutti assieme, andavano a comporre un mosaico davvero
impareggiabile.
Tra le tante icone una è forse nota come nome e come opere, ma probabilmente lo è molto meno
come excursus di vita. Guido Reni è infatti uno dei massimi nomi del Seicento, tuttavia la sua vita
si conosce meno rispetto a quella dei quasi contemporanei Bernini e Borromini. Non è che però
rispetto a costoro la sua personalità fosse meno incline alla burla ed alla “maraviglia” in senso
barocco.
Guido Reni è stato tra i protagonisti della prima metà del
Seicento nel campo dell’arte. Nasce a Bologna, nel 1575. Il
padre Daniele, che è un noto musicista ed è maestro di
Cappella nella Cattedrale di San Petronio, lo indirizza nel suo
campo. Il giovane Guido intraprende quindi studi musicali, ma
presto li lascia per coltivare la sua naturale inclinazione per la
pittura, frequentando varie “botteghe” cittadine, tra cui quella
dei Carracci. Il suo interesse si rivolge principalmente a
Raffaello ed a Dürer.
Il giovane Reni ha talento ed in breve si afferma nella sua città
come pittore, fino a far parte dal 1599 del Consiglio cittadino
della Corporazione dei Pittori.
Guido Reni autoritratto
A questo punto, in concomitanza con il Giubileo, Guido spicca
il grande balzo verso Roma, la culla dell’arte in quel
momento, e qui, con ulteriore successo, può dare sfogo alla
sua personalità: di Reni infatti è nota non solo la abilità nella
pittura, ma anche l’originalità ed il carattere.
Gli piaceva vivere nel lusso, ed aveva la passione per i begli
abiti ed il gioco d’azzardo. Tra i suoi lati “dark” una certa
suscettibilità, la passione per la magia, la stregoneria e l’idea
che qualcuno lo perseguitasse fino al punto di volerlo,
addirittura, avvelenare.
A quei tempi (solo in quelli?) per avere successo e commesse
importanti (e potersi quindi permettere un train-de-vie di alto
livello) bisognava necessariamente avere quello che oggi
definiremmo uno sponsor, ossia un “potente” protettore. Reni
lo individua subito in uno degli astri nascenti della Curia
romana, il nunzio a Parigi Maffeo Barberini.
Stemma dei Barberini
I Barberini sono una potente famiglia “calata” a Roma da
Barberino nel Mugello. Si dice, forse con malignità, che il loro
cognome originario fosse “Tafani” e che nel tempo lo abbiano
cambiato, ritenendolo disdicevole, assumendo quello del luogo
di provenienza. Questo spiegherebbe pure la vera natura degli
insetti presenti nel loro celeberrimo stemma: non sono tre api
ma, appunto, tre tafani. Questa notizia potrebbe rientrare nella
vasta aneddotica del periodo, anche in considerazione del
facile parallelo tra una famiglia papale e nepotista insediatasi
nell’Urbe ed una varietà di insetti noti per succhiare il sangue
dove si posano. Maffeo, diviene poi cardinale di Santa
Romana Chiesa nel 1606 ed infine Papa nel 1623 assumendo il
nome di Urbano VIII.
Guido ha evidentemente avuto fiuto nello scegliersi un
protettore, favorito anche dalla propensione al mecenatismo
del personaggio che nel corso della sua lunga vita, coronata da
un pontificato ultraventennale, proteggerà anche i già
menzionati Bernini e Borromini ma anche altri artisti come
Pietro da Cortona e Carlo Maderno, solo per citarne alcuni,
risultando alla fine forse il maggior “Papa Costruttore” del
barocco Romano.
Stemma dei Pamphili
Grandi rivali dei Barberini sono in quegli anni i membri di
un’altra potente famiglia, i Pamphili, che avevano il loro
esponente di punta nel Cardinale Giovanni Battista.
Motivo delle rivalità sono argomenti che hanno ben poco di
religioso, ma riguardano soprattutto il Potere nella città eterna
con particolare riguardo a palazzi, conventi e feudi.
Il fratello del papa, Antonio Barberini, dell'ordine dei Cappuccini era stato (manco a dirlo!)
creato cardinale e poco dopo la sua nomina finanziò la costruzione di una grande chiesa per
l'Ordine religioso di appartenenza, quasi “sotto casa”, all’inizio dell’attuale Via Veneto, proprio
a due passi da palazzo Barberini. La bella Chiesa barocca di Santa Maria della Concezione (nota
comunemente però col nome di Chiesa dei Cappuccini) è oggi universalmente conosciuta per il
percorso sotterraneo “ornato” con le ossa di oltre quattromila frati defunti tra il Sacco di Roma
(1527)
e
la
fine
del
Potere
Temporale
(1870).
Facciata di Santa Maria della Concezione (Chiesa dei Cappuccini) - Roma, Via Veneto
Per una delle cappelle della chiesa fu commissionata a Guido Reni una tela (in realtà di seta)
raffigurante l’Arcangelo Michele (come icona della giustizia e del bene) che schiaccia Satana
(ovvia personificazione dell’iniquità e del male).
Guido Reni: S. Michele che schiaccia Satana
Correva voce che il Cardinale Pamphili non apprezzasse Guido Reni, forse per motivi artistici, ma
più probabilmente perché “schierato” nel campo dei suoi potenti avversari Barberini, ed anzi pare
che non perdesse occasione per esprimere la sua disistima per l’artista.
Così all’ombroso pittore non parve vero di potersi vendicare, compiacendo al tempo stesso i suoi
potenti protettori, perché dovendo raffigurare il demonio prese a modello proprio il Cardinal
Pamphili che, stempiato, col pizzetto e radi peli di barba sulle gote, per tali fattezze somatiche ben
si prestava a tale ispirazione. Ed in effetti, se osserviamo l’acuto ritratto di Velasquez conservato a
Palazzo Doria ne riscontriamo facilmente lo sguardo … luciferino. Indubbiamente, i lineamenti del
personaggio che l'Angelo (ossia il Bene) umilia e schiaccia col piede sono pressoché gli stessi del
Cardinale!
D. Velasquez: papa Innocenzo X (G.B.Pamphilj)- particolare
particolare del dipinto di Reni
Vibranti furono le contestazioni al momento dell’ostensione del quadro, soprattutto da parte dei
Pamphili e dei loro partigiani, con in testa proprio il Cardinale. E con un bel po’ di sfacciataggine
Reni le commentò dicendo che mentre il bellissimo Angelo (spesso citato nel Settecento come
esempio del “Bello Ideale”) era frutto della sua immaginazione, del demonio aveva avuto precisa
visione, lasciando intendere quale fosse l’ispirazione: non era certo colpa sua se tali lineamenti
ricordavano qualcuno!
Alla fine, forse in considerazione della protezione papale che aleggiava sull’artista, le polemiche si
acquietarono ma l’imbarazzo rimase ed anzi crebbe quando circa otto anni dopo Giovanni Battista
Pamphili venne eletto Papa prendendo il nome di Innocenzo X. E così a Roma ci siamo ritrovati un
diavolo con la faccia del Papa, o se volete un Papa con la faccia del diavolo!
Guido Reni non subì però la prevedibile vendetta del nuovo pontefice, solo perché prima che Giovan Battista Pamphili (la cui espressione fissata dal bel ritratto di Velasquez la dice lunga sul carattere che probabilmente doveva avere) salisse al soglio di Pietro nel 1644, il pittore era già morto da due anni. Non fu la stessa cosa però per tutti gli eredi Barberini che, esiliati, fuggirono in Francia sotto la protezione del cardinale Mazarino: solo l’influenza di quest’ultimo ed il timore di conseguenze politiche tra Francia e Santa Sede permetterà loro di rientrare a Roma alcuni anni dopo. La ritrovata pace tra le due famiglie sarà suggellata, come era costume, per mezzo di un provvidenziale matrimonio tra rampolli delle due casate. Su Innocenzo X Pamphili e sulla sua terribile cognata donna Olimpia Maidalchini, sarebbe poi nata
una ulteriore interminabile e notissima aneddotica.
TRADUZIONE DI STRALCI DAI BOLLETTINI DI HYERES
a cura di Gigliola VALIANI
Bollettino nr. 312 del 5 gennaio 2012
Aperitivo all'hotel Ibis.
La serata è stata anticipata alle 18 per permettere a Chantal di parlare del suo progetto
in favore dei bambini albini del Kenia, progetto che verrà illustrato il 12 gennaio.
Presente tutta l'equipe che si occupa della realizzazione del "Salone della gastronomia
e dei prodotti del territorio".
L'equipe, sotto la guida di Denis è formata da membri giovani che, malgrado le varie
occupazioni, trovano il tempo da dedicare alla riuscita dell'operazione.
Monito del Presidente a tutti i componenti del Club affinché collaborino a tale azione e
sollecitazione alla partecipazione di tutti alla consegna della "charte" al club Interact a
"La Coupole" dove oltre ai giovani (possibili futuri rotariani) saranno presenti anche i
loro genitori.
E' indispensabile che tutti abbiano una buona impressione del Club.
Gennaio: mese della sensibilizzazione al Rotary (di B. Pharamond)
Ricordiamo le promesse che ogni rotariano, entrando a far parte di questa famiglia e
ricevendo il distintivo, ha fatto: essere onesto, rispettare un codice etico, aiutare il suo
prossimo in ogni circostanza, fare tutto il possibile per contribuire a fare di questo
mondo un ambiente in cui si viva meglio.
In breve la promessa di servire, prima di tutto.
Promessa da ricordare nella vita di tutti i giorni, nel Club, nella collettività e nella
professione dato che ognuno di noi proietta l'immagine del Rotary quando porta
all'occhiello l'emblema della nostra organizzazione.
Ricordiamoci il detto: "Ci vuole una vita per farsi una buona reputazione e qualche
secondo per distruggerla"
Poiché le relazioni pubbliche sono un affare di reputazione: esse risultano dalla vostra
azione, dalla vostra comunicazione e dalla percezione che gli altri hanno di voi.
Inoltre la reputazione e l'avvenire del Rotary poggiano sull'eccellenza dei suoi Club e
sulla capacità di evoluzione dei suoi membri a "Rafforzare le collettività - Avvicinare i
continenti"
I vostri amici sanno che siete rotariani?
Parlare del Rotary migliora la sua immagine, colui che conosce personalmente un
Rotariano ha una buona immagine del Rotary.
Nella riunione del Comitato del 5 Gennaio vengono affrontati i seguenti punti: Borsa a
un liceale. Scambio studenti. Giornata della gastronomia e dei prodotti del territorio. Gli
albini del Kenia. Esposizione dei quadri offerti dalla vedova del pittore Espoir en Tete.
Interact Hyères Maintenon
Consegna della Carta
11 Gennaio 212
a La Coupole
Dopo i saluti di benvenuto e di buon anno i vari intervenuti e relatori proporranno i
seguenti argomenti:
Il Rotary:le 4 domande (aqui Guetat, Presidente)
Il Rotary e la gioventù Scambi di giovani
Il Rotary e la gioventù:l'Interact, creazione del Club Hyères Maintenon
Presentazione del Comitato 211-212.Presentazione dei corrispondenti dei clubs.
Presentazione dell'azione Interact "Brioches"
Dopo l'inno rotariano la consegna della Carta al Presidente dell'Interact e della carta
nominale ai membri da parte del Governatore Luigi Liuzzo
Intervento del direttore del Maintenon.
Intervento del Governatore
Sostegno dei club e del Distretto all'Interact
Tra i messaggi del 2012 ci sono quello di Alexia e di Will
Messaggio di Alexia.
Buongiorno.Vi auguro un buon anno. Oggi ricomincio i corsi. Ho trascorso delle buone
vacanze, ho passato una settimana in Canada,Toronto con la mia prima famiglia di
accoglienza. Poi ho passato il weekend di nuovo in montagna con la mia seconda
famiglia, sono adorabili. Li adoro! La mamma mi fa viaggiare ogni fine settimana. Sono
stata al mare, Cape Cod e in montagna 2 volte. Il prossimo weekend vado a NYC..
Dunque tutto scorre a meraviglia. Passate una buona giornata
Alexia
Messaggio di Will
Salve M. Guétat. Tutti i miei migliori auguri di un buon e felice anno. Spero che abbiate
passato delle feste piacevoli. Vi ringrazio dei libri, è veramente un dono molto gentile.
Uno è molto divertente e l'altro è superbollo (e in più ricco di informazioni e di cultura).
Soprattutto voglio esprimerle la mia gratitudine: grazie al Rotary quest'anno è stato
possibile e soprattutto superbo! Grazie
Will
Bollettino nr. 3103 del 12 gennaio 2012
Il Presidente saluta affettuosamente Alain tra l'applauso dei presenti. Parla poi
lungamente della serata durante la quale il Club Interact Hyères Maintenon, creato su
iniziativa di Véronique Mayoussier, membro del Club Les Iles d'Or (che ha presentato i
vari membri, la loro azione, la motivazione) ha avuto la Charte nella figura di Alexandre
Bentz, Presidente dell'Interact dal Governatore Luigi Liuzzo. Il tutto in presenza del
sindaco di Hyères, Jaques Politi, del direttore del Liceo, e della stampa.Un momento
veramente commovente, in compagnia di questi giovani che sono il futuro.
Il Club, composto da circa 45 studenti nella sua prima azione (vendita di brioche nei
mercati di Hyères e di La Londe) ha raccolto 4000 euro e ha potuto consegnare più di
2300 euro in favore di un'associazione per giovani diabetici all'Ospedale di Hyères.
Nel corso della serata i numerosi genitori presenti hanno avuto la possibilità di venire in
contatto con il Rotary, con il suo Presidente e hanno potuto conoscere i principi che
animano l'associazione.
Chantal Normandin ha parlato del problema degli albini in Tanzania e dell'intento di
riunire tutti i club affinché tutti gli interventi a favore di questi bambini siano coordinati.
Bollettino nr. 314 del 19 gennaio 2012
Visita del Governatore
Il Governatore è stato accolto nella bella struttura "Reyference". Bob ha presentato i
visitatori e gli invitati e ha elencato le varie fasi della riunione. Ha poi passato la parola al
Presidente che ha illustrato al Governatore le molte azioni già fatte e le altre in programma
oltre ai numerosi aiuti già accordati da questo"grande club". Ha presentato Audrey e
Philippe dell'associazione Biologiques che partiranno per un piccolo giro del mondo di un
anno per realizzare un documentario sulla riforestazione. Il fine dell'associazione è di
assicurare la conservazione della biodiversità e della durata alimentare. C'è anche il
progetto della formazione di una fattoria pedagogica.
I due hanno ringraziato per la somma loro concessa (1000 euro) e per il calore con cui il
club li ha accolti. Hanno promesso di trasmettere regolarmente le loro notizie.
si è parlato dell'organizzazione del 2salon de la Gastronomie"; c'è stata la consegna del
PHF a Bruno Duprè, a Michel Blanco e a Gerard Grasser.
La parola è passata al Governatore che si è presentato come un amico che è venuto a
conoscere meglio il club e a porterà il messaggio del Presidente del RI, sollecitando ogni
rotariano a essere pragmatico e a conoscere meglio se stesso (Socrate diceva che
conviene trovare la verità in se stessi).
Ha ricordato la sfida di Bill Gates a raccogliere entro il 30 Giugno 2012 la somma di 200
milioni da aggiungere ai 255 milioni di dollari accordati dalla Fondazione Bill e Melinda
Gates per l'estirpazione della polio nel mondo (Al 17 di Gennaio il Rotary ha già raccolto
202 milioni, quindi con 6 mesi di anticipo rispetto al termine fissato)
Poi l'annuncio che il Distretto ha assegnato 5000 euro per l'azione in Madagascar.
Infine, dopo lo scambio dei labari, le ultime parole chiare e incoraggianti: "Soiez hereux
dans vos clubs, ensemble on va plus loin" (Siate felici nei vostri club, insieme si va più
lontano. Dopodiché l'attenzione si è rivolta verso i vassoi "matyasesques" colmi di delizie.
I NOSTRI SOCI
AGOSTINI
ALDI
AMBROSINI
ANDREINI
BALDI
BARBETTI
BRAMA
CLEMENTE
COLLANTONI
de CARO
DEL MAZZA
DE LUCA
DESTEFANO
FABBRI
FEROCI
FIDATI
FRANCIA
GALEAZZI
FRANCHINI
LOFFREDO
LUCIGNANI
MEOSSI
MERCURI
MONETTI
MURZI
MUSCETTA
NOCERA
PANCRAZI
PAOLINI
PIANELLI
PICCIOLINI
SANTI
TAMBELLI
TOMMASI
TORRI
VALENTI
VALIANI
VERGNI
Luca
Simone
Luigi
Ferdinando Antonio
Italia
Angelo
Paolo
Riccardo
Roberto
Mario
Francesco
Raffaele
Luigi
Fabrizio
Angiolo
Vittorio
Gian Franco
Marcello
Gianemilio
Paolo
Efisio
Alvaro
Marziano
Carlo
Angelo
Pier Nicola
Bruno
Marcello
Antonio
Fabrizio
Vincenzo
Claudio
Giulio
Alessandro
Rodolfo
Maurizio
Igino
Mirco
Roberta
Francesca
Enrica
Fiorella
Rossana
Dominique
Silvia
Luciana
Elena
Giovanna
Cristina
Patrizia
Gabriella
Anna
Irene
Alda
Pia Maria
Nicoletta
Carla
Nada
Maria
Roberta
Ica
Serenella
Ida
Katia
Luisa
Lorella
Fiorenza
Caterina
Giovanna
Vladimira
Alessandra
Gigliola
Marie Louise
SOCI ONORARI
BRAMA
GRAZIANI
MAIORINO
MICHELACCI
Salvatore
Ennio
Gerardo
Raniero
Luigina
Fernanda
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