Elezioni comunali 2013
Manifesto politico
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Sommario
INTRODUZIONE
1. POLITICA PULITA
1.1. I nostri candidati
1.2. Impegni dei nostri candidati in caso di elezione
2. TRASPARENZA, INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE
2.1 Rete “Messina Wireless”
2.2 Trasparenza ed informazione
2.3 Partecipazione dei cittadini
2.4. Organizzazione del Comune
2.5 Suddivisione temporale della progettualità
3. GESTIONE DEL BILANCIO COMUNALE
4. AMBIENTE, RIFIUTI ED ENERGIA
4.1 Piano breve termine (5 mesi)
4.1.1 Ambiente
Dissesto idrogeologico
Arredo urbano
Litorali
Ecopass
4.1.2 Rifiuti
Educazione
Raccolta differenziata
4.1.3 Energia
Efficienza energetica
Energie rinnovabili
4.1.4 Acqua
4.1.5 Mobilità sostenibile
4.1.6 Carta
4.1.7 Prodotti km 0
4.2 Piano a medio termine (5 anni)
4.2.1 Indicatore Aria
4.2.2 Indicatore Acqua
4.2.3 Indicatore Verde
2
4.2.4 Indicatore educazione ambientale
4.2.5 Indicatore rifiuti
4.2.6 Indicatore Energia
5. MOBILITA’ ED URBANISTICA
5.1 Mobilità sostenibile
5.1.1 Trasporto pubblico urbano
5.2 Urbanistica, tra Piano e Progetto
5.3 Messa in sicurezza del territorio
5.3.1 Informazione preventiva
5.3.2 Informazione in emergenza
5.4 Zona falcata, Autorità Portuale, Punto Franco ed Ente Porto
6. DIFESA DEGLI ANIMALI
7. SERVIZI SOCIALI, DIRITTI E PARI OPPORTUNITA’
7.1. SERVIZI SOCIALI
7.2 DIRITTI E PARI OPPORTUNITA’
7.2.1. INTEGRAZIONE DELLE DISABILITA’
8. ISTRUZIONE
9. LAVORO ED IMPRESA
10. TURISMO, CULTURA E SPORT
10.1 Turismo
10.2 Cultura
10.3 Sport
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INTRODUZIONE
Il Movimento 5 Stelle Messina con il proprio programma vuole tracciare un percorso di
cambiamento graduale per Messina con e per i cittadini, basato unicamente sul buonsenso e
sulle scelte fatte per il bene comune e che abbia come unico fine il miglioramento della qualità
della nostra vita.
Il programma è "work in progress" perché frutto delle continue proposte e sinergie tra i cittadini.
E' infatti “open source”, ciò significa che i contributi esterni da parte dei cittadini sono, non solo
possibili, ma ricercati!
Il M5S, conscio delle gravi difficoltà che Messina sta attraversando in questo periodo travagliato
della sua storia millenaria, non vuol limitarsi a denunciare le tante carenze strutturali e le storture
di chi ci ha governato in questi decenni, non vuol limitarsi ad intonare le usuali lamentele volte ad
impietosire i Romani (o Palermitani) Dei, ma vuole indicare una strada concreta e fattibile per il
rilancio della città, che coinvolga tutti gli abitanti nella resurrezione dalle macerie fumanti.
L’obiettivo della nostra azione politica è il benessere dei Messinesi.
Ed il primo punto è che ancora esistano i Messinesi. Questa città, sempre più abbandonata a se
stessa, immiserita sia materialmente che moralmente, costringe le nostre forze più sane e
promettenti ad emigrare in cerca di ambienti più favorevoli, innescando un circolo vizioso che ci
priva di qualsiasi capacità di rilancio. Per creare nuove opportunità imprenditoriali e nuovi posti di
lavoro stabili e non clientelari, non possiamo affidarci alle elemosine che da decenni imploriamo
ai governi regionale e nazionale, dobbiamo cercare di sfruttare quanto abbiamo già a
disposizione. Non abbiamo industrie o distretti produttivi come Catania; non abbiamo le vestigia
storiche di Palermo, nè siamo vicini ai suoi centri di potere; non abbiamo la fiorente agricoltura di
Ragusa. Dobbiamo prendere atto del nostro “provincialismo” e della nostra “povertà”, senza
indulgere in false vanaglorie da nobiltà decaduta, per riconoscere che, invece, abbiamo le
energie e gli strumenti per tornare ad eccellere, con umiltà e con tenacia. La nostra grande
ricchezza si chiama turismo, una potenzialità finora largamente inespressa e sottovalutata, che
si è manifestata solo in un alquanto sterile approdo crocieristico. Noi vogliamo incentivare un
turismo di qualità, non stagionale, che apporti ricchezza a tutta la città, sfruttando i nostri grandi
punti di forza: natura, arte e cultura.
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1. POLITICA PULITA
1.1. I nostri candidati
●
sono tutti incensurati;
●
non hanno tessere di partito;
●
non fanno politica per professione;
●
non sono mai stati candidati o eletti prima da nessuna parte;
●
svolgeranno al massimo due mandati elettorali in tutta la loro vita.
1.2. Impegni dei nostri candidati in caso di elezione
I nostri candidati rifiuteranno qualsiasi “rimborso elettorale”, assumendosi peraltro l’obbligo di
rendicontare pubblicamente l'uso di qualsiasi fondo pubblico finalizzato allo svolgimento
dell'incarico che essi ricopriranno. A tal fine, ed in linea con la deontologia del movimento, i nostri
candidati ridurranno la loro indennità, anche per le eventuali cariche di sindaco ed assessore,
destinandone una quota a progetti benefici per i cittadini, come sta accadendo da qualche mese
all’Assemblea Regionale Siciliana. Il rigetto della logica speculativa impone ai nostri candidati il
rifiuto dei doppi incarichi elettivi, e piuttosto sottopone loro all’obbligo di una consultazione
pubblica semestrale con i cittadini, al fine di valutare la qualità del loro operato. I nostri candidati
si impegneranno a coinvolgere in termini partecipativi la cittadinanza e a tal scopo, e nella qualità
di portavoce, a discutere on line con i cittadini le posizioni da prendere in Consiglio Comunale.
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2. TRASPARENZA, INFORMAZIONE E
PARTECIPAZIONE
La partecipazione dei cittadini è strettamente dipendente dalla qualità e dalla quantità di
informazioni che essi ricevono. Per tale ragione, l’aspetto della fruibilità e dell’impiego della
connettività è fondamentale per realizzare una cittadinanza consapevole e partecipativa verso
tutti gli aspetti della vita del Comune di Messina. Il programma del MoVimento è pertanto volto a
rendere i cittadini attori protagonisti, attraverso l’avvio delle specifiche politiche mirate all'utilizzo
della Rete. Il comune di Messina è stato all'avanguardia in questo settore, creando una delle
prime e meglio organizzate reti civiche italiane, all'epoca della giunta Providenti. Da allora, molto
è cambiato. Prima è stata costituita la società mista Feluca allo scopo di gestire tutte le attività
informatiche del Comune, rete civica compresa, in regime di monopolio, con personale assunto
direttamente. Poi, cambiato il colore dell'amministrazione, Feluca è stata prima ostracizzata,
messa in condizione di non poter operare e, dopo alcuni anni di coma, in cui tra l'altro si è
consumato lo strappo con il socio di maggioranza (il giornale Centonove, per forniture poco
chiare), dichiarata fallita ed infine chiusa (anche se c'è ancora in forse la NewCo creata nel
marzo del 2011 per assorbire i 17 lavoratori). Alla fine, del gioiello della prima rete civica non
sono rimaste che briciole.
Attualmente, le attività informatiche sono gestite formalmente in­house dal Dipartimento
Informatica, ma gestiscono solo poche funzioni con altissimi costi di assistenza.
Il Comune disperde le informazioni ai cittadini in una serie di siti tra loro indipendenti:
1. www.comune.messina.it: il sito istituzionale, basato su un CMS proprietario e con
numerosi bug
2. www.cittadimessina.it (sito Ufficio Stampa)
3. http://mobilitamessina.it/ (sito Mobilità Urbana)
4. municipalizzate:
●
http://www.atmmessina.it/
●
http://www.amam.it/
●
http://www.messinambiente.it/
M5S si propone di ampliare le connessioni gratuite alla rete per diminuire il digital divide, con
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particolare attenzione ai cittadini disagiati quali i diversamente abili. il Movimento è contrario alla
gestione della cosa pubblica da parte di organismi/enti/società private, a meno che il loro
intervento non apporti un salto di qualità impossibile con le sole forze del pubblico; l’attuale
gestione dei servizi in­house è viziata da contratti esorbitanti di acquisizione e gestione dei
software, che vanificano i risparmi ottenuti sopprimendo la società mista; M5S propone,
pertanto, il potenziamento della struttura informatica interna o, ove non fosse possibile,
l’affidamento dei servizi tramite procedure a evidenza pubblica che favoriscano la sana
competizione e la nascita di servizi innovativi.
Inoltre, il MoVimento si impegnerà a rendere effettivamente operative e valorizzare tutti gli
strumenti di partecipazione democratica previsti dallo Statuto Comunale e finora inattuate, come
la figura del difensore civico e l’organizzazione di assemblee cittadine.
2.1 Rete “Messina Wireless”
Il Comune di Messina aveva creato una rete Wifi libera per tutti i cittadini. La pagina sul sito
istituzionale riporta “Studenti, turisti, professionisti potranno navigare gratuitamente (utilizzando
laptop, palmari o telefoni a tecnologia wireless ) su Internet, in banda larga, utilizzando gli Hotspot
pubblici (punti di accesso) previsti.” Peccato che sia solo teoria; in pratica, nonostante si siano
spesi €85.500 per realizzare l’infrastruttura, la rete non funziona. Da questo punto di vista è
prioritario riorganizzarla, sfruttando le maestranze in dotazione all’organico comunale o in via
alternativa studiare un protocollo di intesa con l’Università di Messina. Parimenti è fondamentale
implementare questa rete con altri HotSpot situati in luoghi importanti come piazze, fermate dei
mezzi pubblici e spiagge.
2.2 Trasparenza ed informazione
●
Accesso informatico dei cittadini ai dati e agli atti dell’amministrazione comunale,
utilizzando standard e formati aperti, e condividendo con licenze libere il codice del
software realizzato per conto del Comune, le mappe, il materiale multi­mediale e altri
prodotti intellettuali realizzati. I cittadini devono conoscere il meccanismo di gestione della
cosa pubblica, le spese sostenute dall'Amministrazione, gli investimenti che vengono
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effettuati e lo stato di avanzamento di ogni pratica.
●
Sviluppo applicazioni per smartphone e tablet, ove non presenti, che diano
informazioni sui servizi del Comune di Messina e consentano altresì il controllo
partecipativo della qualita dei servizi comunali tramite questionari on line di valutazione
della soddisfazione dei cittadini.
●
Trasmissione in diretta streaming non solo del Consiglio Comunale ma di tutti gli
incontri delle commissioni e, in caso di loro permanenza, delle Circoscrizioni, con
possibilita` da parte dei consiglieri e del pubblico di registrare e trasmettere proprie
riprese.
●
Permettere a ogni cittadino di registrare la propria e­mail (anche non certificata),
presso i servizi del Comune per richiedere e ricevere le informazioni che lo riguardano
(multe, certificati, richieste di atti, ecc.) e contestuale previsione di obbligo per tutti gli
uffici comunali di fornire una prima risposta alle e­mail dei cittadini entro due giorni
lavorativi.
●
Creazione di sportelli unici multifunzionali, accessibili di persona, per telefono,
tramite servizi VoIP e tramite Web, finalizzati all'assistenza per il disbrigo di pratica di
qualunque genere, con particolare attenzione verso alle fasce deboli. gli iter burocratici
devono essere snelliti, eliminando tutti i passaggi inutili, dematerializzando i documenti
ed utilizzando le trasmissioni telematica.
2.3 Partecipazione dei cittadini
●
Introduzione definitiva e generalizzata della carta d’identita elettronica per ridurre
l’impegno burocratico dell’amministrazione, permettendone l'uso certificato per scaricare
documentazione, inviare richieste, partecipare a consultazioni e referendum.
●
Introduzione e uso di referendum deliberativi senza quorum, per permettere ai
cittadini di decidere direttamente su specifiche questioni, eventualmente utilizzando
Internet per renderli economicamente sostenibili.
●
Elezione del difensore civico da parte di tutti i cittadini, con effettivi poteri di
rappresentanza e sanzione dei comportamenti scorretti del Comune.
●
Valorizzazione ed effettiva implementazione di tutti gli organismi di
partecipazione previsti dallo Statuto Comunale quali le Consulte e la Conferenza
8
annuale.
●
Valorizzazione di tutte le libere forme associative secondo le modalità stabilite dallo
Statuto Comunale con particolare riferimento alla gestione e alla cura del territorio e alla
valorizzazione dei Beni Comuni;
●
Istituzione del Volontariato Civico;
●
Istituzione dei Comitati di Quartiere su base volontaria e gratuita in caso di
eliminazione delle Circoscrizioni.
Il miglioramento della qualità delle scelte politico­amministrative del Comune passa attraverso la
proposta di interventi che siano effettivamente legati alle esigenze e alle necessità dei cittadini.
La partecipazione popolare alle scelte politiche ha il vantaggio di legare la qualità delle scelte alla
qualità dei cittadini stessi che, pertanto, avranno lo stimolo per incrementare la loro conoscenza
e la loro cultura.
2.4. Organizzazione del Comune
●
Lotta contro l'assenteismo.
●
Investimento nella formazione mirata continua e nella crescita professionale dei
dipendenti del Comune.
●
Ponderazione sistematica degli effettivi carichi di lavoro in ogni ufficio comunale, al
fine di ottimizzare la collocazione e l’efficenza delle risorse umane nell’ambito
dell’organico comunale;
●
Decentramento progressivo delle funzioni tecnico­amministrative, al fine di
renderle quanto più usufruibili possibile, in tutto il territorio cittadino; il Comune non è
inteso come struttura a se stante, ma soggetto inserito all’interno di una rete collaborativa
e partecipata composta da enti pubblici, organizzazioni no­profit e comunità di cittadini.
●
Divieto di nomina di persone condannate in via definitiva come amministratori in
società partecipate o controllate dal Comune.
●
Modifica dello statuto comunale, inserendo la cultura della pace.
2.5 Suddivisione temporale della progettualità
Nel breve termine proponiamo delle iniziative che possono essere realizzate con impegno
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finanziario nullo o modesto:
●
Potenziamento della divisione informatica del Comune al fine di gestire realmente
in­house le procedure comunali;
●
adozione del VoIP in tutta la struttura comunale, centrale e periferica, e nelle
municipalizzate
●
accorpamento di tutti i siti internet del comune in un unico portale
●
realizzazione di un sottoportale per il turismo, ove confluiscano tutte le informazioni per i
turisti e per le aziende turistiche
●
realizzazione di un sottoportale per le imprese messinesi, in collaborazione con le
associazioni di categoria (Camera di Commercio, Confindustria, Confartigianato, ecc.),
per:
●
○
apertura di nuove attività
○
rilascio autorizzazioni
○
rilascio certificazioni in formato elettronico o con spedizione a domicilio
○
prenotazione servizi in presenza
○
creazione reti di impresa (ricerca partner)
○
conoscere le opportunità di finanziamento
○
conoscoscere gli appalti disponibili
○
favorire la costituzione di gruppi d’acquisto di materie prime e servizi
creazione del marchio Made in Messina, da assegnare ai prodotti interamente realizzati
nella nostra città (artigianato, vini, software, ecc.)
●
pubblicazione online di semplice consultazione di tutte le spese del Comune, aggiornate
in tempo reale
●
adozione di software open source, limitando il software proprietario ove strettamente
indispensabile
●
adozione di software cloud oriented per tutta la normale automazione d’ufficio
Medio termine
Nel medio termine proponiamo delle iniziative che possono essere realizzate con impegno
finanziario medio/basso:
●
adozione dei pagamenti online per tutti i tributi comunali
●
creazione di una task force informatica per la promozione del marchio Made in Messina
attraverso internet (SEO, forum, social network marketing, mailing list, ecc.)
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●
coordinamento di attività di volontariato
●
istituzione banca del tempo
●
istituzione di social forum per il dialogo bidirezionale con la cittadinanza (smart cities)
●
completa dematerializzazione dei documenti cartacei dell’amministrazione
●
gestione online degli spazi di aggregazione (palazzetti dello sport, palazzo della cultura,
piazze, ecc.) a fini culturali
●
sistema informativo del trasporto pubblico (sul modello dell’ATM milanese)
Lungo termine
Nel medio termine proponiamo delle iniziative che possono essere realizzate con impegno
finanziario medio/alto:
●
realizzazione di hotspot wifi per la connessione ad internet in tutto il territorio comunale
●
digitalizzazione dell’archivio storico
●
digitalizzazione delle biblioteche comunali
●
virtualizzazione dei musei nel comprensorio comunale
●
struttura di comunicazione della protezione civile per la gestione degli stati di calamità
●
completa aderenza all’Open Data, cioè la pubblicazione su internet dei dati prodotti
dall’ente in formato aperto e riutilizzabili da cittadini, imprese e altre pubbliche
amministrazioni
●
tracking dello stato di tutte le pratiche degli uffici comunali (a chi è assegnata, stato della
pratica, richiesta integrazioni, ecc.)
●
gestione di autobus a chiamata (sul modello del Miobus di Crema)
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3. GESTIONE DEL BILANCIO COMUNALE
●
formulare progetti industriali per il risanamento di aziende pubbliche in crisi con
l'intervento finanziario, in deroga, di mutui della Cassa DDPP.
●
L'autorizzazione all'emissione di B.O.C. finalizzati al rilancio di nuove strutture produttive
penso al porticciolo o ad altro.
●
fare la domanda per i fondi previsti dal d.l.35/13 del governo che consente di ottenere
fondi per il pagamento delle imprese che vantano crediti nei confronti del Comune (anche
se in stato di dissesto) con un prestisto ventennale (nulla si è fatto fino ad oggi malgrado
tanti comuni ne abbiano invece beneficiato)
Sia nel caso in cui verrà dichiarato il dissesto finanziario che in caso contrario, non vogliamo che
il Comune sostenga spese pazze ed improduttive con i soldi delle tasse che ha scippato ai
Messinesi. Vogliamo avviare una seria spending review che non tagli i posti negli asili o le mense
dei bambini, ma che recuperi risorse umane ed economiche, sottraendole a logiche clientelari,
per metterle a disposizione di cittadini ed imprese.
La parola chiave del bilancio comunale deve essere la trasparenza, quindi ci impegneremo
affinchè venga garantito l’accesso dei cittadini agli atti del bilancio, agli investimenti e alle spese
del Comune, al fine di renderne visibile le dinamiche di spesa, fin nei dettagli. Adozione del
metodo del bilancio partecipativo, permettendo ai cittadini di scegliere tramite pubbliche
consultazioni a quali servizi o progetti dedicare il 5% del bilancio comunale. Attualmente le
entrate più importanti del comune sono costituite dai trasferimenti (da Regione Siciliana e Stato
Italiano), tasse ed entrate derivanti dall’accensione di prestiti. L’obiettivo del MoVimento sarà
quello di cercare di captare fondi europei per dare la possibilità di aprire sbocchi occupazionali e
favorire misure per il risanamento del territorio e della giustizia sociale. Altre misure che il
MoVimento si impegna a mantenere sono:
●
la verifica delle performances finanziarie delle società partecipate detenute dal
Comune di Messina.
●
l’Istituzione del Bilancio Consolidato Comune­Partecipate. Garanzia di maggiore
trasparenza e pubblicazione del trattamento economico degli amministratori delle
partecipate.
●
l’eliminazione dei premi di produzione dei dirigenti ed il conferimento di incarichi
esterni, anche gratuiti, cercando di sfruttare al massimo il personale attualmente a libro
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paga dell’ente.
●
il divieto di assunzione in Comune o di ingaggio come consulenti di parenti e coniugi
di politici comunali, nazionali e regionali fino al terzo grado. Inserimento nei
regolamenti comunali dell’impegno ad escludere qualsiasi doppio incarico o doppio
compenso. Divieto di nomina di persone condannate in via definitiva come amministratori
in società partecipate o controllate dal Comune
●
Il riconoscimento delle spese di rappresentanza solo se certe, congrue e
documentate. Verifica dei residui attivi e passivi del comune, stabilendo quali di essi
rispettino i requisiti di esigibilità, certezza e liquidità. All’uopo si vuole procedere ad una
revisione complessiva di queste voci, recuperando i crediti che rispettino i requisiti citati e
procendendo a cercare di saldare le pendenze residue.
●
Vincolo del gettone di presenza alla effettiva partecipazione almeno al 75% della
seduta, contestuale divieto del doppio gettone di presenza per le riunioni serali che
sforano oltre la mezzanotte, per Comune e Circoscrizioni.
●
Procedere allo stralcio dei crediti inesigibili che falsificano i risultati di gestione.
●
Introduzione di indicatori di performance relativi al controllo della gestione delle casse
comunali, in relazione agli obiettivi raggiunti.
●
Inserimento nei regolamenti comunali dell’impegno ad escludere qualsiasi doppio
incarico o doppio compenso.
●
Abbattimento delle spese per esperti, dirigenti esterni, e spese di consulenza.
●
Adozione di un modello di selezione delle professionalità necessarie, che impieghi in
via preliminare e privilegiata le risorse umane già esistenti all’interno dell’organico
comunale. Il ricorso alle professionalità esterne deve essere praticato solo in caso di
effettiva incapacità delll’Ente ad adempiere ad uno specifico incarico.
●
Rimodulazione delle attuali condizioni contrattuali, con previsione di un sistema di
turnazione nell’affidamento degli incarichi.
●
Riduzione e rimodulazione delle spese editoriali e redazionali.
●
Auto limitazione fino ad un massimo di 2.500,00 euro netti mensili per il compenso
della carica di sindaco ed assessore.
●
Limite di 150.000,00 euro lordi annui per gli stipendi dei dirigenti comunali e di euro
100.000,00 lordi annui per tutte le altre posizioni lavorative, comprensivi di tutte le voci
(bonus, premi...), tagliando quelli più alti alla prima occasione.
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●
Inserimento nei contratti di tutti i dirigenti comunali di una parte dello stipendio pari ad
almeno il 30% legata ai risultati in termini di qualita dei servizi al cittadino;
●
La costituzione di una associazione che possa beneficiare del 5 x mille dalle
dichiarazioni dei redditi per girare le disponibilità così realizzate a fini sociali
●
Inserimento nei bilanci del Comune dei capitoli di spesa destinati ai quartieri, qualora
non fossero eliminati. Nel caso in cui le circoscrizioni fossero eliminate, Istituzione dei
Comitati di Quartiere su base volontaria e gratuita con l’eliminazione delle Circoscrizioni
●
Riduzione della spesa corrente derivante dalle innovazioni del sistema informatico,
dell’adozione del sistema di telefonia VoIP e di quanto riportato nel capitolo 2.
●
Istituzione di Farmacie comunali e della centrale del latte.
Il MoVimento si impegnerà per garantire una riorganizzazione del patrimonio comunale, tramite:
●
Riqualificazione immobili
●
Dismissione affitti passivi
●
Incremento dei controlli sulla riscossione dei canoni di locazione e verifica
condizione utilizzo immobili comunali.
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4. AMBIENTE, RIFIUTI ED ENERGIA
L’ambiente rappresenta una sfida tra le più serie alla quale i governi non solo nazionali devono
dare importanti ed immediate risposte. Frequenti sono i tentativi di trasformare l’ambiente in una
bandiera da agitare in modo vanamente ideologico mentre sono rari i progetti articolati in obiettivi
e strumenti.
L’esperienza insegna come le scelte ambientaliste siano strettamente connesse al progresso
ed al livello di civiltà raggiunto da una comunità, basti pensare che tra le città “più verdi del
mondo”, vi sono Copenhagen, Barcellona, Vancuver, Friburgo, ovvero realtà note per un elevato
livello sociale ed economico raggiunto. Città che sono diventate gioielli di energia sostenibile con
l'utilizzo di fonti rinnovabili, capaci di realizzare un integrale riciclo dei rifiuti, ridurre le emissioni
inquinanti e destinare gran parte del territorio ad ampi spazi verdi. Scelte ambientaliste che non
hanno compromesso lo sviluppo economico bensì lo hanno favorito.
Il Movimento 5 Stelle di Messina si pone l'obiettivo di far abbandonare alla nostra Messina le poco
lusinghiere ultime posizioni occupate in tutte le graduatorie riconducibili all'Ambiente, attraverso
una Politica Ambientale di breve e medio periodo.
Gli interventi sono stati suddivisi con una pianificazione a breve (5mesi) e a medio (5anni)
termine.
4.1 Piano breve termine (5 mesi)
Nel breve periodo abbiamo previsto questi interventi (link qui.) suddivisi per tematica.
4.1.1 Ambiente
Dissesto idrogeologico
●
Immediato intervento di cespugliazione nelle colline sovrastanti Messina come azione di
prevenzione a breve termine seguita da piantumazione alberi a lungo termine.
●
Pulizia dei torrenti e degli alvei cittadini
●
Pulizia dei tombini e sistemi di scolo delle acque bianche.
Arredo urbano
Analisi efficienza del servizio comunale di arredo e decoro urbano:
●
Pianificazione generale
15
●
Risorse umane,
●
Mezzi funzionanti e totali
●
Risorse economiche disponibili/destinate
Interventi per l’arredo urbano:
●
Aree verdi: ville comunali, aiuole, spartitraffico, ecc. Ripristino, cura e monitoraggio
●
Lotta al Punteruolo Rosso
●
Alberi in banchina. Potatura fronde e radici. Sostituzione degli alberi mancanti con
tipologie idonee ritenute idonee.
●
Fontane artistiche. Ripristino funzionamento e condizioni di pulizia
Litorali
●
Pulizia delle spiagge nel periodo estivo e pre­estivo.
●
Collocazione di contenitori per la differenziata presso le spiagge
Ecopass
●
Inserire il tributo nel biglietto di attraversamento allo scopo di avere un puntuale
monitoraggio delle entrate.
●
Riscossione il 10 giorno del mese successivo
●
Utilizzo dei fondi per interventi di mobilità urbana e di tipo ambientale
4.1.2 Rifiuti
Educazione
●
Il Comune si pone come promotore e coordinatore di una campagna di sensibilizzazione
della cittadinanza sulla raccolta differenziata e il riutilizzo. Previste attività ed esercitazioni
pratiche da effettuare presso gli uffici pubblici e le scuole cittadine di ogni ordine e grado.
●
Istituzione numero verde, portale online, uso di nuove tecnologie(APPs) per segnalazioni
e denunce da parte dei cittadini in merito al cattivo conferimento dei rifiuti, disservizi sulla
raccolta, e tematiche ambientali in generale (Es. Decoro urbano e Epart).
●
Promuovere la buona pratica del Vuoto a Rendere attraverso accordi con le associazioni
di categoria e le aziende produttrici di bevande
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Raccolta differenziata
Analisi efficienza ATO3 in merito a:
●
pianificazione generale delle attività
●
localizzazione cassonetti di raccolta differenziata
●
risorse umane impiegate per le attività di raccolta
●
mezzi funzionanti e totali per indifferenziato
●
mezzi funzionanti destinati alla raccolta differenziata
●
risorse economiche disponibili/destinate
●
studiare la possibilità di separazione dei due gestori: chi raccoglie non smaltisce e
viceversa
●
Riduzione del conferimento in discarica dell’indifferenziato quindi incremento raccolta
differenziata attraverso un uso più razionale delle risorse: collocazione cassonetti
differenziata laddove inesistenti, aumentare la frequenza del ritiro
●
Avvio progetti pilota di raccolta porta a porta nelle aree limitrofe le isole ecologiche con
incentivi legati al conferimento
●
Tracciabilità del differenziato: conoscere la destinazione finale del rifiuto differenziato con
il vincolo di non utilizzo per scopi energetici (termovalorizzatori, ecc.) stabilendo anche
partnership con aziende che impiegano il riciclato non a scopi energetici.
●
Incremento del compostaggio domestico attraverso il potenziamento dei progetti
esistenti.
4.1.3 Energia
Efficienza energetica
●
Analisi efficienza energetica Municipio ed edifici comunali, scuole, rete illuminazione
stradale e non, impianti sportivi, ecc.
●
Installazione pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici comunali con priorità agli edifici
scolastici sfruttando i bandi europei, nazionali e regionali
●
Installazione solare termico nelle piscine comunali sfruttando i sopracitati bandi
●
Interventi di incremento efficienza energetica per gli edifici scolastici: coibentazione,
ripristino infissi, installazione pannelli fotovoltaici e pompe di calore, ecc.
●
Intercettare finanziamenti UE, Nazionali, Regionali per realizzazione di sistemi per la
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produzione di energie alternative e/o miglioramento efficienza energetica;
●
Dotare, attraverso una sostituzione graduale, ogni palo dell’illuminazione pubblica di
pannello fotovoltaico.
●
Sostituzione graduale delle lampade elettroniche con lampade a led negli edifici di
competenza comunale.
Energie rinnovabili
Il Comune di Messina si farà garante presso gli istituti di bancari per favorire l’accesso al credito
da parte dei cittadini che hanno intenzione di installare presso la loro abitazione micro­impianti di
produzione di energia rinnovabile (solare termico, fotovoltaico, eolico ecc).
4.1.4 Acqua
Analisi efficienza rete idrica messinese presso AMAM: censimento delle zone raggiunte dalla
rete.
Fontane di erogazione acqua pubblica.
●
mappatura esistenti,
●
inserimento nuovi punti di erogazione
●
ripristino condizioni di igiene e pulizia,
●
verifiche periodiche sulla salubrità delle acque
4.1.5 Mobilità sostenibile
Analisi di fattibilità e avvio di un progetto pilota con la creazione di tre isole di bike sharing e
ricarica mezzi elettrici in zona municipio, museo regionale, villa dante.
4.1.6 Carta
●
Analisi consumo carta presso gli uffici pubblici
●
e­Governance per ridurre il consumo di carta negli uffici pubblici.
4.1.7 Prodotti km 0
●
Verificare la possibilità di dedicare la domenica mattina aree destinate alla vendita di
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prodotti locali (Km 0) presso Parcheggio Annunziata, Area San Filippo, e altre aree.
4.2 Piano a medio termine (5 anni)
Nel medio periodo (5 anni) sono stati considerati alcuni indicatori ambientali quali Aria, Acqua,
Verde pubblico, Educazione ambientale, Rifiuti ed Energia, previa analisi iniziale per
determinarne lo stato dell’arte.
4.2.1 Indicatore Aria
FILE COMPLETO
Le 5 centraline per il monitoraggio del traffico urbano e della qualità dell’aria in città (zone
Archimede, Boccetta, Caronte, Minissale, Università) la cui gestione era stata trasferita alla
Provincia Regionale di Messina sono tutte fuori uso. Dal 2010 il monitoraggio viene effettuato
esclusivamente sul Viale Boccetta all’altezza della Chiesa dell’Immacolata attraverso un
laboratorio mobile che così fornisce esclusivamente i dati relativi ad una delle arterie cittadine
preposte per l’innesto con il raccordo autostradale. Dagli studi e dai dati raccolti emerge
chiaramente che i problemi relativi alla qualità dell’aria a Messina sono derivanti dal traffico
veicolare visto e considerato che le attività di natura industriali nell’area metropolitana e limitrofe
sono praticamente inesistenti. Questo tipo di inquinamento veicolare è estremamente
nocivo per i pedoni in generale e per i bambini in particolare avendo un’altezza media
inferiore ai 120cm respirano gli inquinanti che tendono a stazionare al di sotto di quella
quota. Riteniamo insufficiente l’attuale monitoraggio e quello previsto ma non ancora attuato
onde per cui chiederemo di:
●
incrementare il numero delle centraline di monitoraggio
●
attuare tramite l’ARPA campagne di monitoraggio della qualità dell’aria attraverso i
laboratori mobili.
Senza le opportune misurazione non sarà infatti possibile attuare sistemi di controllo del traffico
veicolare che mirino a ridurre i livelli di tali inquinanti. In particolare la strategia da adottare sarà
senza dubbio quella di alleggerire il traffico veicolare attraverso
●
il potenziamento del trasporto pubblico soprattutto elettrico
●
il blocco del traffico, se necessario, ad esclusione dei veicoli elettrici, a metano, delle
19
biciclette
●
la creazione di isole di bike sharing in prossimità dei parcheggi di interscambio ATM o in
zone strategiche della città
●
la pedonalizzazione di alcune aree della città
●
la canalizzazione del traffico marittimo al porto di Tremestieri che comunque deve
essere attuata indipendentemente dallo stato di salubrità dell’aria.
●
la promozione dei prodotti a Km 0, attraverso la sensibilizzazione dei cittadini e la messa
a disposizione di più aree comunali per l’organizzazione dei mercatini di tali prodotti
4.2.2 Indicatore Acqua
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Messina è una città con una forte vocazione marinara con 42 km di costa, due laghi naturali e
molti corsi d’acqua a carattere torrentizio il cui approvvigionamento idrico viene prevalentemente
da tre acquedotti: Santissima e Fiumefreddo di proprietà comunale e Alcantara in gestione alla
Sicilia Acque.
●
IMPIANTI DI DEPURAZIONE E SCARICHI A MARE. sui 348 controlli previsti in base al
dimensionamento degli impianti per abitante equivalente ne sono stati effettuati soltanto
56!
●
TORRENTI E ALVEI. Lo stato del greto dei torrenti scoperti messinesi è disastroso per
non parlare dei loro alvei. Sarebbe necessaria una azione di rimozione dei detriti
accumulati e della vegetazione spontanea che è cresciuta in modo indiscriminato, dei
rifiuti spesso presenti nonché il ripristino delle opere murarie.
●
ARENILI. E’ sotto gli occhi di tutti lo stato di abbandono delle nostre spiagge in termini di
rifiuti presenti ma soprattutto per il mancato ripristino delle barriere frangiflutti che ormai
sono erose e consumate dal mare. Le frequenti e forti sciroccate che investono Messina
in assenza di queste barriere stanno provocando una erosione della costa che
determinerà nel medio­lungo periodo una modificazione sostanziale della costa con il
rischio concreto della sparizione di alcuni arenili
●
ACQUE POTABILI. A Messina esistono diversi punti di approvvigionamento – fontane –
da cui il cittadino può attingere ma alcuni di questi sono fonti non legate all’acquedotto
comunale e di cui non conosciamo la loro reale salubrità. Purtroppo dobbiamo
riscontrare anche uno stato di degrado tale di questi punti di approvvigionamento da far
20
dubitare sulla reale salubrità di questa pratica. Una parte è sicuramente dovuta al
malcostume e l’incuria dei cittadini, dall’altra vi è il totale abbandono delle istituzioni
competenti.
Relativamente all’azienda che offre il servizio di erogazione dell’acqua potabile a Messina,
l’AMAM, dobbiamo rilevare che andando sul loro sito, la qualità delle acque cioè le analisi e i dati
relativi sono aggiornati al 2010 nonostante le analisi vengano affidate ad un laboratorio esterno e
vi siano anche i controlli periodici da parte dell’ASP sulle fontane pubbliche e sui serbatoi di
stoccaggio. Noi riteniamo che queste andrebbero pubblicate con maggior frequenza e
trasparenza.
AMAM afferma che la perdita idrica è attorno al 30% cioè in linea con la media nazionale a cui
aggiunge un 10% di evasione chiudendo quindi il bilancio materiale nel modo seguente: 100 litri
partono dalla fonte, 60 vengono consegnati, 40 litri non si sa dove vanno a finire!
Il quadro è generale è poco confortante sotto molti punti di vista: dati non aggiornati, numero di
controlli insufficiente, non conformità elevate, stato di abbandono, incuria, malcostume, poca
trasparenza, ecc.
Il M5S considera l’acqua come un bene primario, che deve essere pubblico e quindi a
disposizione di tutti. Siamo fatti di acqua ed essa rappresenta per noi fonte di vita.
Il diritto all'acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani. Esso riflette l'imprescindibilità di questa risorsa relativamente alla
vita umana.
La nostra analisi ha individuato alcuni temi prioritari che vorremmo affrontare al governo della
città:
●
Promuovere il razionale uso dell’acqua e favorire quello dell’acqua pubblica
disincentivando il consumo delle acque minerali imbottigliate;
●
Combattere l’inquinamento delle falde idriche e del mare
●
Effettuare una accurata analisi dell’efficienza della rete di distribuzione e ridurre le
deficienze idriche esistenti
●
Aumentare in modo razionale il numero dei punti di prelievo dell’acqua pubblica e
migliorarne le condizioni igieniche e il confort.
●
Aumentare il numero di controlli sulla salubrità delle acque potabili sulla rete idrica e sui
21
punti di approvvigionamento pubblici, di scarico, lacustri, fluviali e marine
●
Messa in sicurezza dei torrenti e ripristino delle condizioni di sicurezza degli alvei.
●
Salvaguardare il nostro litorale costiero dall’azione erosiva del mare attraverso il ripristino
delle massicciate frangiflutti
●
Salvaguardia e pulizia periodica delle spiagge
●
Messa in opera di azioni sinergiche allo scopo di ottenere il riconoscimento della
“bandiera blu” da parte di Legamebiente allo scopo di favorire la naturale vocazione
turistica di Messina
4.2.3 Indicatore Verde
FILE COMPLETO
Il verde è un patrimonio comune, è un valore fondamentale da tutelare per preservare e
migliorare la vivibilità presente e futura della città e del suo territorio. Le aree verdi, i parchi e i
giardini accompagnano il vivere quotidiano nelle nostre città ed assolvono importanti funzioni:
contribuiscono a regolare gli effetti del microclima, incidono favorevolmente sulla depurazione
dell’aria e delle acque, fanno da barriera ai rumori, hanno un’azione antibatterica, di difesa del
suolo e di conservazione della biodiversità. In più, rappresentano spazi gradevoli per sostare,
passeggiare, giocare e riflettere. Per far si che tutto ciò sia possibile, l’amministrazione
comunale ha il compito di progettare e realizzare, anche attraverso la definizione di un PIANO
DEL VERDE URBANO, un modello di gestione del verde efficace, efficiente e partecipato:
●
Efficace: in relazione all’obiettivo proposto, occorre individuare gli strumenti e le risorse
umane necessarie per raggiungere lo scopo finale. Come punto di riferimento vengono
poste delle norme da attuare con il regolamento comunale che servono a disciplinare il
verde urbano pubblico, privato e le aree incolte. Gli interventi di conservazione,
progettazione, sviluppo e promozione garantiscono la protezione e la piena
valorizzazione della vegetazione e degli habitat in cui questa si sviluppa.
●
Efficiente: per il perseguimento dell’obiettivo preposto occorre tenere in considerazione
tutte le risorse da impiegare, soprattutto quelle di carattere economico a disposizione
delle amministrazioni, nel rispetto del principio di economicità e fattibilità. In particolare il
Comune, attraverso il proprio Ufficio competente in materia di verde urbano, promuove il
programma organico degli interventi per lo sviluppo quantitativo e qualitativo del verde
urbano e ne cura l’attuazione.
22
●
Partecipato: Il modello partecipato di gestione del verde urbano prevede il
coinvolgimento dei
diversi soggetti del territorio. Il Comune e i cittadini, singoli e
associati, intervengono, a diverso titolo e con specifiche competenze, nella salvaguardia
e nella manutenzione e valorizzazione del patrimonio vegetale, pubblico e privato, in base
alle disposizioni del regolamento comunale.
Il Comune ispira la propria azione al principio di sussidiarietà, favorendo e agevolando
l’autonoma iniziativa dei cittadini nelle associazioni naturalistiche o di volontariato, per lo
svolgimento di attività di interesse generale relativamente alla cura degli spazi verdi cittadini; in
una vera e propria ottica di “adozione del verde pubblico”. I cittadini rappresentano il perno del
modello di gestione del verde partecipato, sono tenuti ad osservare le norme del regolamento
comunale e contribuiscono a farle rispettare, interagendo con l’Amministrazione comunale
attraverso proposte e segnalazioni di necessità di intervento.
Indipendentemente dalla sua proprietà, il verde costituisce un patrimonio comune
irrinunciabile per la salute e la qualità della vita dell’intera popolazione.
La naturale conformazione del territorio messinese,considerata anche la sregolata
cementificazione tanto della zona del centro cittadino quanto del tratto costiero, periferico e
collinare,hanno ormai ridotto sensibilmente gli spazi verdi cittadini e la predisposizione futura
dell’individuazione di aree da destinare a verde.
Ad oggi riconosciamo come Verde Pubblico porzioni urbane ben delimitate come Villa
Dante,Villa Mazzini,Il Parco Aldo Moro (attualmente non accessibile),Villa Sabin ed altre macchie
bucoliche cittadine ma meno estese; sono presenti anche viali alberati e sporadiche aiuole che
nell’insieme non possono certo sopperire alla gravosa mancanza della presenza di un vero
verde urbano.
Il Verde Pubblico,la cui gestione è prettamente Comunale,versa in uno stato di incuria o
sommaria manutenzione;gli interventi predisposti sin qui risultano alquanto approssimativi ed
inadeguati. Consultando le voci al Bilancio 2011 del comune di Messina,espressamente alle
voci:
Parchi e servizi per la tutela ambientale del verde,altri servizi relativi al territorio ed ambiente,
riportiamo i seguenti dati:
● Intervento 1. Personale € 1.692.059,00
● Intervento 2. Acquisto di materie prime e/o beni di consumo € 24.085,79
● Intervento 3. Prestazione di servizi
€ 889.655,73
23
Ritenendo sufficienti tali risorse economiche ad un adeguata cura del verde urbano e di tutto
quello che ne costituisce corredo (non precludendo la possibilità di revisione sulle
somme),spicca in maniera evidente quanta poca considerazione si riferisca a questo preciso
aspetto che potenzialmente potrebbe costituire, per i noi tutti, motivo di orgoglio di una terra
meravigliosa ma sempre più deprezzata ed abbandonata in una lenta agonia.
Il MoVimento 5 Stelle Messina,all’interno della sua programmazione in materia di verde
urbano, pone come prima attenzione (contemporaneamente ai punti del breve termine) i
seguenti punti da realizzare nel medio e lungo termine:
●
l’intenzione di percorrere un cammino di riqualificazione delle opere già presenti. (cura
del patrimonio comunale)
●
l’attenzione scrupolosa sull’attuazione, da parte degli enti comunali preposti, delle
corrette opere di manutenzione ordinaria e straordinaria delle alberature di proprietà
comunale, realizzando con particolare attenzione agli interventi di manutenzione del
verde orizzontale (ripristino dei manti erbosi, potature di siepi, ecc.) nei tempi e nei modi
corretti, che sono la base fondamentale per il buon proseguimento di salubrità per le
piante stesse. (manutenzione e prevenzione)
●
il Censimento del verde, contenente una rilevazione e un’analisi dettagliata sulle
caratteristiche del verde privato e pubblico delle aree urbane e periurbane corredato di
carta di rilievo del verde urbano, in cui vengano riportate le principali rilevazioni tipologiche
e l’identificazione dei viali storici e delle piante monumentali; sulla base del Censimento
verranno emanati ulteriori e più specifici provvedimenti di tutela.
●
il Piano generale di programmazione del verde, che permette una migliore
pianificazione della spesa e degli interventi di estensione e manutenzione, nel breve,
medio e lungo periodo.
●
il Programma di promozione del verde, che pianifica interventi di valorizzazione
culturale, di promozione della cultura e del rispetto del verde presso i cittadini.
●
la realizzazione di progetti speciali per la riqualificazione e la piena valorizzazione
degli spazi verdi cittadini, con l’ausilio di nuove idee di progettazione sulla scorta delle
amministrazioni comunali del centro Europa che hanno realizzato all’interno dei propri
spazi delle vere città eco­sostenibili con l’ausilio di progetti atti al rispetto dell’ambiente e
l’impiego di tecniche di gestione del verde eco­sostenibile. Si auspica così la possibilità di
inserire all’interno di questa fase di progettazione i seguenti punti:
24
●
Giardini Pensili;
●
Verde Verticale;
●
Verde Fotovoltaico
●
Orti urbani comunitari
4.2.4 Indicatore educazione ambientale
FILE COMPLETO
Una campagna di sensibilizzazione verso le buone pratiche ambientali va effettuata sfruttando
la possibilità di usare i mezzi di comunicazione cittadini come tv, manifesti,giornali,mostrando i
vantaggi della raccolta differenziata in termini sia economici che di qualità della vita,insistendo
sul futuro delle nuove generazioni.
Gli uffici pubblici,le scuole ,le università devono diventare centri dove si fa educazione concorsi e
seminari, dimostrando in maniera pratica e semplice,come si effettua la raccolta.
Le isole ecologiche possono essere sfruttate nel medesimo modo,con visite porta a porta ai
residenti vicini per illustrare il lavoro svolto ed i vantaggi che possono ricavarne.
Collaborare con le associazioni ed organizzazioni di quartiere (caf,consultori,circoli culturali) per
aver un report costante della situazione nelle varie aree del territorio.
Proporre visite guidate ai sistemi coinvolti nello smaltimento rifiuti,rendere trasparenti le attività
connesse.
Creare una campagna informazioni dedicata ai reati ambientali dal semplice cassonetto
incendiato alle discariche di rifiuti tossici,evidenziare come il cittadino ed i suoi figli siano
minacciati da chi compie questi reati.
Preparare una brochure che possa essere diffusa su internet ma anche stampata e consegnata
a chi non ha accesso: lo scopo è farne una guida pratica alla differenziata ed a ad altre buone
pratiche ambientali.
In tal senso ci proponiamo di:
●
Sensibilizzare il cittadino verso un uso maggiore dei mezzi pubblici,nel frattempo
potenziati.
●
Proporre l’uso di biciclette come mezzo che decongestiona il traffico dedicando spazi
appositi.
●
Puntare sulla riduzione di imballaggi,rivolgendosi alle locali imprese.
●
Sfruttare le eccellenze scientifiche per creare un sistema di continuo visita­monitoraggio
25
del territorio,in particolare delle zone marine.
●
Informare sui vantaggi economici delle energie rinnovabili,già sperimentate negli edifici
pubblici.
●
Formare un consorzio volontario di associazioni che si occupino del riuso dei materiali
anche in forma artistica.
●
sviluppare visite guidate ai siti storici liberati dai rifiuti ed alle zone bonificate.
4.2.5 Indicatore rifiuti
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Attualmente la gestione della raccolta dei rifiuti è affidata all’ATO3 Me mentre Messinambiente
svolge il servizio di raccolta, trattamento e trasporto in discarica. Sono entrambe società
partecipate dal comune con ambiti di lavoro spesso sovrapposti. ATO3 è in fase di liquidazione
così come previsto dal legislatore e sarà sostituito da una SRR (Società di Regolamentazione
dei Rifiuti) per l’area metropolitana di Messina.
La raccolta differenziata a Messina secondo queste società di Servizio raggiunge il 7% (fonte
ISPRA) del totale rifiuti ma i ben informati sanno che arriva più o meno al 4%, ben lontano dal
65% previsto dalla legge 296/2006 e ora ridotto al 50% per il triennio 2012­14 stabilito dal
ministro Clini a marzo 2012.
Messina si stima che produca circa 350 ton/die di rifiuti con una produzione pro­capite tra le piu
altre d’Italia (512kg/anno fonte ISPRA) che vengono per lo più destinati al conferimento alla
discarica di Mazzarrà Sant’Andrea sita a 50km di distanza. Il costo dello smaltimento è di circa
100€/ton a cui vanno aggiunte 30€ di trasporto (fonte Rifiuti Zero ME) per cui il calcolo della cifra
sostenuta dai cittadini messinesi per la gestione dei rifiuti è presto fatto, senza contare l’impatto
ambientale su Mazzarà e sul territorio dovuto anche al trasporto dei rifiuti: oltre 50km percorsi
con automezzi spesso puzzolenti, che inquinano l’atmosfera per il semplice fatto di bruciare
gasolio per autotrazione.
Da sempre il M5S abbraccia la strategia ZERO WASTE o RIFIUTI ZERO che prevede
innanzitutto una rivoluzione culturale dei cittadini in cui l’oggetto di scarto non viene più
considerato e chiamato RIFIUTO ma RISORSA in quanto tale è: non ha senso distruggere
qualcosa la cui produzione ha richiesto dispendio di energie e risorse (tagliare un albero, aprire
una miniera, utilizzare acqua, estrarre, trasformare e bruciare petrolio per produrre calore, vite di
26
animali e vegetali, lavoro umano, ecc.) e ricominciare daccapo nel produrlo nuovamente.
lo sviluppo sostenibile della nostra città deve passare attraverso:
●
Rieducazione dei cittadini su queste tematiche
●
Riduzione graduale della quantità dei rifiuti da destinare in discarica col fine di azzerare
di questa pratica
●
Riuso di quegli oggetti che utilizziamo continuamente: bottiglie, contenitori, buste della
spesa, ecc.
●
Riciclo cioè separazione dei rifiuti per tipologia allo scopo di reintrodurli nel ciclo
produttivo (carta, plastica, metalli, legno ecc.) o per produrre energia (olii, frazione c.d.
umida) ecc.
●
Recupero degli oggetti che noi consideriamo rifiuti e che in realtà sono RISORSE
attraverso i centri di ecoscambio o baratto, o di reimpiego per ambiti industriale
Differenziare la c.d. frazione umida significa ridurre del 30% in peso il totale dei rifiuti e quindi
risparmiare 33€/ton sul conferimento in discarica e 10€ /ton di trasporto. Differenziare il vetro
significa la stessa cosa e non lasciare nell’ambiente un materiale praticamente indistruttibile agli
agenti atmosferici e biologici. Differenziare l’uso degli imballaggi a base di carta ridurrebbe di
circa il 25% il peso nel nostro sacchetto di immondizia, ne diminuirebbe ulteriormente il volume e
consentirebbe di non sfruttare il territorio per la crescita e successivo abbattimento di foreste
destinate in tal senso. E’ il consumatore che deve indirizzare le aziende produttrici a ridurre le
quantità di imballaggi utilizzate per i proprio prodotti attraverso una scelta consapevole:
prediligiamo quindi i prodotti con minori quantità di imballaggio o con imballaggio riciclabili (come
perarltro già previsto dal TU Ambientale). Guardiamo le etichette, anche per sapere da quale
parte del mondo proviene il nostro prodotto e favorire magari quelli a km ZERO.
In una situazione di totale abbandono e di degrado del territorio messinese non sarà facile
attuare questa strategia soprattutto tenendo conto degli interessi economici che ruotano attorno
alla gestione dei rifiuti finora attuata.
Nonostante ciò non riteniamo impossibile ma anzi attuabile il cambiamento di rotta.
Per tale ragione il M5S Messina prevede una serie di punti programmatici da attuare per la città
di Messina:
●
(breve termine) una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza sulla raccolta
27
differenziata e il riutilizzo. Devono essere previste attività ed esercitazioni pratiche da
effettuare presso gli uffici pubblici e le scuole cittadine di ogni ordine e grado.Educazione
ambientale dei cittadini. Il Comune si deve porre come promotore e coordinatore di
●
(breve termine) Analisi ed incremento efficienza ATO3 o SRR e Messinambiente in
merito a:
○
pianificazione generale delle attività
○
localizzazione cassonetti di raccolta differenziata
○
risorse umane impiegate per le attività di raccolta
○
mezzi funzionanti e totali per indifferenziato
○
mezzi funzionanti destinati alla raccolta differenziata
○
risorse economiche disponibili/destinate
○
studiare la possibilità di separazione dei due gestori: chi raccoglie non smaltisce
e viceversa
●
Pubblicazione trasparente dei dati relativi alla gestione dei rifiuti con cadenza trimestrale
●
Riduzione del conferimento in discarica dell’indifferenziato quindi incremento raccolta
differenziata attraverso un uso più razionale delle risorse: in fase iniziale collocazione
cassonetti differenziata laddove inesistenti, aumento della frequenza del ritiro, attuazione
progetti pilota porta­a­porta da estendersi nell’arco di 5 anni all’intera area urbana di
Messina (vedasi punto successivo).
●
Avvio progetti pilota di raccolta porta­a­porta nelle aree limitrofe le isole ecologiche
esistenti con incentivi legati al conferimento. Tale sistema non soltanto ridurrà le quantità
di rifiuto indifferenziato ma produrrà nuovi posti di lavoro.
●
Eliminazione graduale dei cassonetti dalle strade attraverso lo sviluppo del sistema
porta­a­porta in fase avanzata
●
Tracciabilità del differenziato: conoscere la destinazione finale del rifiuto differenziato con
il vincolo di non utilizzo per scopi energetici (termovalorizzatori, ecc.) stabilendo anche
partnership con aziende che impiegano il riciclato a scopi non energetici.
●
Incremento del compostaggio domestico attraverso il potenziamento dei progetti esistenti
●
Inserimento della raccolta degli olii di frittura domestici come materia prima precursore
del biodiesel
●
Inserimento della raccolta domestica dei materiali metallici ferrosi e non ferrosi.
●
Valorizzare e incentivare il recupero del legno.
●
Obbligo di effettuare la raccolta differenziata nei cantieri edili per gli scarti dei materiali da
28
costruzione
●
Istituzione numero verde, portale online, uso di nuove tecnologie (APPs) per segnalazioni
e denunce da parte dei cittadini, anche attraverso l’invio di foto, in merito al cattivo
conferimento dei rifiuti, disservizi sulla raccolta, e tematiche ambientali in generale.
●
Promuovere la buona pratica del VUOTO A RENDERE attraverso accordi con le
associazioni di categoria e le aziende produttrici di bevande.
●
Incrementare la presenza dei cestini per rifiuti differenziati nella città e nel periodo estivo
nelle spiagge.
●
Promuovere l’imprenditoria locale legata al riciclo e riutilizzo dei rifiuti.
●
Bandire la distribuzione di volantini pubblicitari.
●
Ridurre drasticamente gli imballaggi inutili come ad es. sacchetti del pane, buste della
spesa nei supermercati, ecc.
●
Stabilire accordi con le GDO in merito alla promozione della vendita di detersivi alla
spina, raccolta differenziata dei rifiuti presso i punti vendita, la collocazione di
ecocompattatori, vendita a prezzo di realizzo o conferimento alle ONLUS dei prodotti in
scadenza.
●
Favorire i mercati di Eco­Scambio dove i cittadini possono barattare prodotti che
considerano rifiuti con altri cittadini che invece li considerano una RISORSA.
●
Promuovere la buona pratica dell’acqua pubblica attraverso l’incremento del numero
delle fontane pubbliche esistenti e il controllo periodico e puntuale della salubrità
dell’acqua da parte degli organi competenti. Nelle scuole pubbliche uso dell’acqua del
rubinetto in brocca, vietando uso bottiglie di plastica. Incentivazione dei sistemi di
filtrazione e potabilizzazione dell’acqua domestica.
●
Nelle scuole, negli edifici pubblici e nei locali di somministrazione di alimenti obbligo di
utilizzo stoviglie lavabili e riutilizzabili.
4.2.6 Indicatore Energia
FILE COMPLETO
In merito agli impianti produttori di energia da fonti rinnovabili, si può effettuare una
classificazione di quelli presenti, percentualmente, sul terriotrio siciliano. Emerge che la
provincia di Agrigento risulta al primo posto (19,59%) come numero di impianti autorizzati a
partire dal 2005, seguita dalle province di Ragusa (15,49%) e Siracusa (15,03%), mentre la
29
provincia di Messina ha solo il 2,9% di impianti dell'intero territorio isolano.
I capitoli che affronteremo da subito saranno:
●
Analisi efficienza energetica degli edifici comunali, e delle scuole.
●
Sulla base di quanto verrà riscontrato si partirà con un programma di riconversione
(coibentazione,ripristino infissi ecc.) degli edifici stessi
●
Installazione pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici comunali con priorità agli edifici
scolastici accedendo agli appositi incentivi statali
●
Installazione solare termico e fotovoltaico nelle piscine comunali.
●
Intercettare finanziamenti UE, Nazionali,Regionali per realizzazione di sistemi per
●
la produzione di energie alternative e/o miglioramento efficienza energetica;
●
Dotare, attraverso una sostituzione graduale,ogni palo dell’illuminazione pubblica di
●
pannello fotovoltaico.
●
Sostituzione graduale delle lampade elettroniche con lampade a led negli edifici di
●
competenza comunale, nella segnaletica stradale
●
sviluppare altre fonti rinnovabili, ad oggi ancora non particolarmente utilizzate. Tra i primi
obiettivi vi è la possibilità di trasformare, compatibilmente con gli aspetti di natura legale,
gli olii esausti vegetali in Biodiesel per i mezzi pubblici cittadini. Incentivare lo sviluppo di
sistemi, ad oggi ancora in fase di studio, che producano energia con il moto ondoso;
●
attuare una politica di informazione sull'importanza e sulle modalità del risparmio
energetico.
Un altro aspetto che il Movimento 5 Stelle si prefissa è quello di pervenire ad una riduzione dei
consumi energetici legati alle attività residenziali e terziarie, anche in ottemperanza ai criteri
introdotti dalla direttiva EU 2002/91 (successivamente abrogata con effetto dal 1° febbraio dalla
nuova Direttiva 2010/31/CE).
La direttiva è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 192/2005, successivamente
modificata ed integrata con ulteriori disposizioni (decreto legislativo 311/2006, DPR 59/2009,
Decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 26 giugno 2009).
L'obiettivo principale che si prefigge la certificazione energetica degli edifici è quello di pervenire
ad una riduzione dei consumi energetici legati alle attività residenziali e terziarie.
Attraverso l'identificazione della classe di consumo di ciascuna unità immobiliare si intende
dunque realizzare un sistema che punti a premiare gli immobili energeticamente
più efficienti.
La normativa nazionale sulla certificazione energetica trova applicazione anche nella Regione
30
Siciliana con decreto del Dirigente generale del Dipartimento dell'energia n. 65 del 3/3/2011,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 25 marzo 2011 n. 13, la Regione
Siciliana ha emanato disposizioni applicative delle norme nazionali, istituendo un "catasto
energetico degli edifici" ed un elenco regionale dei soggetti abilitati alla certificazione energetica
degli edifici.
Il Decreto legislativo 28/2011, con l'art. 13, ha introdotto l'obbligo di inserire una apposita clausola
nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari, con la quale
l'acquirente o il conduttore prende atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in
ordine alla certificazione energetica degli edifici.
Lo stesso articolo ha previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2012, che gli annunci commerciali di
vendita di edifici o di singole unità immobiliari, debbano riportare l'indice di prestazione
energetica contenuto nell'attestato di certificazione energetica.
Ci proponiamo di sviluppare la massima diffusione della microgenerazione diffusa di elettricità e
calore con fonti rinnovabili a zero emissioni dirette (geotermia a bassa entalpia, fotovoltaico,
solare termico, mini­eolico).
Il nostro impegno e’ mirato ad agevolare la diffusione cittadina degli impianti ad energia solare
(progetto città del sole). Secondo i seguenti punti:
●
Il Comune di Messina si farà garante per i cittadini messinesi presso gli istituti di bancari,
previa valutazione da parte degli stessi istituti, per favorire l’accesso al credito da parte
dei coloro che hanno intenzione di installare presso la loro abitazione micro­impianti di
produzione di energia rinnovabile (solare termico,fotovoltaico, eolico ecc). L’installazione
dovrà essere condotta da una azienda locale per favorire l’economia messinese.
●
La diffusione dei GAS (Gruppi di acquisto solidale), per impianti solari (fotovoltaici e
termici). L’importanza di gruppi di acquisto di pannelli solari sta soprattutto nella
possibilità di informare e coinvolgere le famiglie rispetto alle possibilità di queste
tecnologie. Nel 2012, per esempio, i GAS solari di Legambiente hanno coinvolto oltre
2.450 famiglie, e a livello nazionale hanno permesso l’installazione di oltre 900 mq di
impianti solari termici e di 3,2 MW di pannelli fotovoltaici in 3 anni di attività. Questo
approccio ha permettsso l’abbattimento del costo di acquisto e d’installazione del
15­20% rispetto al prezzo medio di mercato (fonte Legambiente­campionato solare
2012).
●
L’apertura di tavoli di lavoro comunali con le Energy Service Company (ESCO), società
che effettuano interventi finalizzati a migliorare l'efficienza energetica. Tali aziende
31
assumono su di sé il rischio economico finanziario dell'iniziativa traendone il vantaggio
economico derivante da una miglior efficienza di impianto (anche sotto forma di certificati
bianchi), mentre al comune resta il beneficio di risparmio energetico e conseguente
minor impatto ambientale.
32
5. MOBILITA’ ED URBANISTICA
5.1 Mobilità sostenibile
Dice Fred Kent (presidente dell’associazione no profit Project for Public Spaces) “Se
pianifichiamo le città per auto e traffico, avremo auto e traffico. se le pianifichiamo per le persone
e i luoghi, avremo persone e luoghi.” Un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ha come
obiettivo principale quello di rendere più competitivo il trasporto collettivo, rendendolo usufruibile
da parte di tutti, per disincentivare gli spostamenti individuali e quindi ridurre la congestione e
migliorare l'accessibilità alle funzioni urbane.
Si auspica inoltre che:
●
Aumenti la qualità della vita dei cittadini
●
Aumenti efficienza ed economicità del trasporto di persone e merci
●
Riduca l’inquinamento atmosferico ed acustico
●
Garantisca un traffico scorrevole e l’accessibilità dei posti di lavoro e dei servizi
●
Migliori la sicurezza e diminuisca l’incidentalità stradale
In particolare in una città come Messina, l’obiettivo strategico è quello di indurre un riequilibrio
della domanda di trasporto tra collettivo e individuale. Il perseguimento di questa strategia
comporta una politica incisiva della mobilità, che favorisca l’uso del trasporto pubblico, investa
sulla creazione e la fruizione di piste ciclabili, ed infine, valorizzi itinerari pedonali senza barriere
architettoniche.
Le idee e le proposte di questo studio si possono brevemente riassumere nei seguenti punti:
●
Realizzazione di una grande metropolitana di superficie
●
Realizzazione di una pista ciclabile cittadina
●
Innovazioni tecnologiche a servizio dei trasporti
●
Piano integrato dei trasporti pubblici
●
Piano di mobilità pensato per i disabili e le mamme (eliminazione delle barriere
architettoniche nelle strade e negli uffici pubblici)
●
Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
●
Piano per la mobilità scolastica
33
La fluidificazione del traffico comporta la necessità di un approccio integrato tra trasporti pubblici
ed uso dei suoli. Non possiamo continuare a massacrare le nostre colline cementificando
indiscriminatamente e non recuperando il tessuto urbano del centro storico e dei borghi. Non
vogliamo paralizzare l’edilizia, da sempre traino economico; al contrario, vogliamo incentivarla
favorendo il recupero degli edifici vecchi e fatiscenti, riprogettando i quartieri figli degli anni ‘60,
costruendo strutture pubbliche e spazi comuni.
In dettaglio si riportano le azioni che si ritengono necessarie attuare per una totale
riorganizzazione del sistema della mobilità urbana.
5.1.1 Trasporto pubblico urbano
●
Risanamento della Azienda AMT riorganizzando l’organico in modo da rendere efficiente
e razionale la macchina amminisitrativa;
●
Rimodulazione dei rapporti aziendali interni con il supporto delle organizzazioni sindacali
aziendali, in via preferenziale, quando non esclusiva, tra le professionalita’ presenti negli
organici aziendali;
●
Applicazione di tutte le clausole contenute nei contratti di servizio che oggi regolano il
rapporto tra Regione ed aziende di trasporto in termini di: 1) qualità del servizio; 2) Carta
dei diritti del passeggero; 3) forma e modalità di reclamo;
●
Rimodulazione del piano comunale dei trasporti volto a coordinare i diversi sistemi di
trasporto, attraverso l’integrazione di orari e luoghi di interscambio, avendo particolare
riguardo al sistema scolastico ed universitario, nonché alle facilitazioni strategiche per
l’incremento dell’offerta turistica stanziale e dei servizi;
●
Analisi e pianificazione delle attuali linee di mobilità in superficie per migliorarne la
velocità, e razionalizzare l’acquisto dei futuri mezzi su modelli tipologicamente omogenei,
la cui gestione ordinaria eviti l’attuale dispersione di risorse umane e finanziarie;
●
Potenziamento dei veicoli elettrici, finalizzato alla graduale sostituzione degli attuali
autobus in servizio con alimentazione diesel, prevedendo nel contempo, nei principali siti
di sosta, punti di accesso/ricarica, alimentati da fonti rinnovabili, da usufruirsi anche per
la mobilità privata (noleggio autovetture elettriche e bicicletta a pedalata assistita);
●
Introduzione della tessera elettronica di mobilità cittadina, valida per pagare qualsiasi
mezzo di spostamento (bus, metro, bike sharing, car sharing, taxi) con credito prepagato
o con addebito su conto corrente.
●
Agevolazioni tariffarie fino alla gratuità dei servizi di mobilità pubblica, con particolare
34
riguardo per biglietti familiari (viaggi gratuiti fino a 14 anni se si viaggia col genitore,
sconti crescenti sugli abbonamenti per i figli oltre il primo), nonché in occasione di
manifestazioni varie;
●
Agevolazioni per i cittadini che si spostano con mezzi pubblici, attraverso l’offerta di
sconti negli esercizi commerciali che aderiscano ad iniziative congiunte con il Comune.
●
Attivazione e potenziamento di bus navetta elettrici da impiegare al fine di
decongestionare il traffico che si sviluppa per periodi stagionali e per specifici eventi;
●
Attivazione di campagne educative riguardo l'impiego della mobilità sostenibile, dei mezzi
pubblici e della conoscenza del codice della strada da sostenersi nelle scuole, nonché
attraverso costanti e calendarizzate manifestazioni pubbliche.
5.1.2 Trasporto pubblico extraurbano
●
Contrattazione tra Comune, R.F.I. ed aziende private che operano in concessione con la
Regione Siciliana ed i Ministeri competenti per la ottimizzazione dei collegamenti
comunali ed intercomunali;
●
Definizione di un accordo con R.F.I. per il potenziamento della attuale Metroferrovia con
l’inserimento della linea ferroviaria Stazione centrale ­ Gesso, ormai totalmente
dismessa, al fine di collegare in modo rapido e funzionalei villaggi tirrenici del Comune;
●
Creazione di una piattaforma logistica merci idonea al soddisfacimento del trasporto
intermodale con gli attuali sistemi, e predisposto per operare sui futuri sistemi su rotaia,
avvalendosi altresì di veicoli elettrici per il trasporto finale su gomma.
5.1.3 Mobilità ciclabile
●
Sviluppo della rete ciclabile secondo standard di mobilità sostenibile;
●
Istituzione di parcheggi per le bici nelle aree di grande afflusso, con obbligatorietà di
presenza in prossimità di uffici pubblici;
●
Abbattimento delle barriere architettoniche, ove possibile, per il corretto transito sulle
piste (dehors, paletti, scalini, ecc);
●
Creazione di coperture nei parcheggi di bike sharing tramite introiti derivanti dalla vendita
di spazi pubblicitari (agevolazioni per aziende ecosostenibili);
●
Promozione dell’impiego delle bici elettriche e del bike sharing, attraverso l’offerta di
specifici incentivi, a valere sull’impiego dei mezzi pubblici;
35
5.1.4 Mobilità privata
●
Incentivazione dell’impiego dei veicoli elettrici attraverso l’installazione di colonnine di
ricarica pubbliche e privilegi nelle regole di circolazione;
●
Introduzione del servizio di car sharing, offrendo l’attribuzione ai cittadini di veicoli ad
alimentazione ecologica, con priorità di attribuzione a coloro che ne intendano fare un
uso esclusivo;
●
Estensione progressiva della pedonalizzazione del centro;
●
Predisposizione di incentivi all'uso dei parcheggi scambiatori, e conseguente impiego di
mezzi pubblici al fine di decongestionare il traffico cittadino;
●
Promozione della figura del mobility manager cittadino.
5.2 Urbanistica, tra Piano e Progetto
La storia Urbanistica di Messina è caratterizzata da una infinita serie di trasformazioni casuali
del territorio che senza soluzione di continuità hanno traghettato questa città dalla visione
ordinata e previgente del Piano Borzì (1910) alla disarticolata ed esposta condizione attuale.
Messina è oggi un grande agglomerato urbano abitato da circa 240.000 persone, per la quasi
totalità (se si esclude il vecchio perimetro Borzì) privo di una qualunque sufficiente forma che
consenta di definire un luogo “città”.
La politica degli ultimi 10 anni, rincorrendo il sogno fantastico della “Città del Futuro” ha
completato il processo di disarticolazione del “tutto” anche sotto il profilo socio­economico.
Oggi questa città non ha più tempo e quindi la sfida da raccogliere e superare sta nella capacità
di recuperare il territorio con una operazione attenta di ricucitura e ricomposizione che tenga in
considerazione le più generali condizioni al contorno sia di livello nazionale che europeo.
L’attuale crisi economica e di sistema dell’intera Europa non consente di prefigurare, nei
prossimi 10 anni, la possibilità di una concreta disponibilità di risorse pubbliche a cui attingere
per risanare il territorio, quindi gli strumenti urbanistici, da mettere in campo nel minor tempo
possibile, dovranno contenere gli start­up necessari per avviare un processo di riqualificazione
sostenuto principalmente dalle risorse locali ed il più possibile svincolato da ipotesi d’intervento
troppo dipendenti da fattori esogeni.
Questo programma politico prevede, quindi, l’avvio di una veloce revisione del P.R.G.
36
con i seguenti obiettivi:
●
●
Programmare lo sviluppo futuro del territorio nel rispetto dei seguenti principi:
1.
Salvaguardia e recupero ambientale del territorio
2.
Minimizzazione del consumo di nuovo suolo
3.
Valorizzazione dei processi di riqualificazione delle aree degradate
4.
Valorizzazione della cintura dei villaggi
5.
Potenziamento delle attrezzature pubbliche
6.
Recupero del water­front cittadino
Ricostituzione della “Forma Urbis” attraverso:
1.
Inserimento di indicazioni puntuali per l’attuazione di interventi di riorganizzazione
del tessuto urbanistico consolidato
2.
Valorizzazione del patrimonio storico architettonico esistente attraverso la
riorganizzazione e riqualificazione del tessuto urbano circostante
3.
Recupero e Valorizzazione della cintura dei forti
4.
Recupero e Valorizzazione della zona falcata
Per il raggiungimento di tali obiettivi il programma prevede la costituzione di un tavolo di
concertazione permanente che vedrà la presenza di tutti gli Enti, le Istituzioni e le Associazioni
preposte alla tutela, al controllo ed alla gestione del territorio.
A questo organo sarà demandato il compito di trovare le intese e le sinergie necessarie per la
definizione dei criteri d’intervento e la predisposizione degli atti necessari ad una rapida
attuazione del programma urbanistico.
La revisione del P.R.G. può essere anche l’occasione per rinforzare i processi di affezione e
responsabilizzazione dei cittadini verso il proprio luogo (sentimenti entrambi piuttosto latenti nel
messinese) ed in tal senso si prevede, anche, lo sviluppo di attività di partecipazione diretta dei
cittadini ( quali referendum, conferenze stampa, costituzione di comitati locali e altro) finalizzati
alla formazione­revisione delle scelte generali di piano, nonché alla definizione degli interventi
puntuali volti alla ricomposizione dello spazio urbano.
Non possiamo permetterci di avere una città sporca e disastrata, con spazzatura in ogni dove e
strade butterate da crateri.
5.3 Messa in sicurezza del territorio
Conoscere i rischi naturali ed antropici della provincia di Messina e studiarli
37
scientificamente, innalza la probabilità di trovare il modo giusto per prevenirli o gestirli, ma è
anche importante mantenere una politica sociale che ci permetta un giusto coinvolgimento di
tutti affinché il margine di un buon risultato abbia esiti effettivamente positivi. I rapporti con
l’Università di Messina sono molto importanti in materia di Previsione e Prevenzione dei rischi,
pertanto il M5S si renderà mediatore tra i vari Enti affinchè ci sia una collaborazione tra i vari
Enti.
●
Sicuramente la modifica del tessuto urbano, abbastanza irregolare, è quasi impossibile
da attuare. Invece, a nostro avviso sarebbe opportuno e più fattibile bonificare quegli
edifici che si affacciano nelle strade adibite ai percorsi di emergenza segnalati nel piano
di Protezione Civile, e le strade stesse.
●
Il controllo e la manutenzione dei torrenti coperti dovrebbe essere fatta periodicamente
per evitare sovrappressioni da parte dell’acqua nei periodi di piena con conseguenti
danni.
●
Impiegare una segnaletica adeguata che indichi aree e percorsi d’emergenza, pensata
anche per portatori di handicap come anche i sordi (un es. sono le sirene che servono ad
avvisare per le onde anomale: i sordi non le sentirebbero pertanto sarebbe opportuno
inserire segnalazioni ottiche; oppure segnare nella cartellonistica le aree di emergenza
che hanno strutture per disabili ed effettuare campagne di sensibilizzazione mirata per
tali soggetti).
●
Per migliorare la viabilità in caso d’incidente (ad es. Viale Boccetta), sarebbe adeguato
introdurre una segnaletica luminosa in autostrada con il compito di indicare ai conducenti
di proseguire sino allo svincolo successivo.
●
Creare percorsi alternativi come la via del mare e l’attuale svincolo autostradale per le
zone Giostra e Annunziata, aumenterebbero la possibilità che in caso di eventi come un
sisma, restino più punti d’accesso per date zone.
●
Creare diverse possibilità di approdi d’emergenza (vedi zone di Giammoro, Gioia Tauro,
Messina: centro nord sud), in caso di grossi eventi come il sisma possono essere vie
d’accesso e di fuga per i soccorsi e la popolazione.
●
Regolamentazione e monitoraggio del traffico devono essere accompagnate da
limitazioni a determinate fasce orarie.
●
Creare un ordine di smistamento preventivo della popolazione nelle aree d’emergenza
utilizzando le mappe della città che tutti i cittadini dovrebbero possedere (fig.1 e fig.2).
38
fig.1. Messina Centro Tav.2 ( Tutto Città p.5, Pagine Gialle p.33). – Confini VIII Quartiere
39
fig.2. Messina Nord Tav.3 ( Tutto Città p.6, Pagine Gialle p.34). – Confini VIII Quartiere
Ad esempio: Se il luogo dove siamo presenti si trova nella casella D1 della Tav.2, l’area
d’emergenza dove dovremmo dirigerci sarebbe quella nella casella stessa. Se la zona dovesse
essere sprovvista di suddette aree (es. la casella A2 della Tav. 3), l’area d’emergenza sarà
40
quella nella casella subito adiacente e facilmente raggiungibile (A3 della Tav. 3).
Facendo così si avranno due vantaggi:
1. La popolazione saprà come muoversi durante l’emergenza.
2. Gli operatori potranno prevedere il tipo d’afflusso nelle aree e di conseguenza
attrezzarle in maniera adeguata.
●
Ricollegandoci al punto precedente, per avere una completezza del sistema
bisognerebbe introdurre per obbligo, nell’androne di ogni edificio e in buona evidenza (ad
es. in una bacheca), una scheda dell’area d’emergenza più vicina con il relativo
percorso.
●
In caso di emergenza sarebbe opportuno impiegare degli allarmi acustici che indichino a
seconda dei suoni cosa fare. Ad es. Se dovesse verificarsi un incidente nel Viale
Boccetta con conseguente rilascio di nube tossica di un gas pesante, un allarme
acustico darà il segnale ai cittadini di recarsi ai piani più alti dell’edificio, tale allarme potrà
essere impiegato anche per il rischio idrogeologico. Se invece il gas è di tipo leggero, un
secondo allarme acustico avvertirà la popolazione di recarsi ai piani bassi dell’edificio e/o
sdraiarsi sul pavimento; in entrambi i casi gli allarmi indicherebbero il rifugio dentro le
abitazioni con porte e finestre chiuse. Un altro tipo d’allarme invece posto sulle coste
avvertirebbe la popolazione dell’arrivo di onde anomale ed il conseguente comando di
allontanarsi dalla costa;
●
Messa in drenaggio dei villaggi e conseguente adeguamento idraulico dei versanti
avrebbe un risvolto positivo per le continue frane;
●
Individuazione e messa in sicurezza dei percorsi alternativi alle uniche vie d’accesso per
i villaggi (ad es. SP35 per il villaggio di Pezzolo) e la loro messa in sicurezza;
●
Creazione di aree eliportuali insistenti su i villaggi;
●
Dotazione dei villaggi di minimo una camionetta antincendio per intervenire
tempestivamente negli incendi estivi;
●
Lo sfruttamento del territorio in senso agricolo delle zone rurali abbandonate (es.
terrazzamenti) avrebbe degli effetti positivi riguardo la demolizione naturale dei versanti
oltre che un possibile ritorno economico nel settore agroalimentare;
●
Per una migliore ed efficiente gestione dei momenti di crisi, sarebbe opportuno definire
un organismo, gestito dal volontariato, per ogni quartiere e villaggio, un Unità
d’Informazione Locale (UIL) che abbia il compito di facilitare e fornire un adeguato
supporto informativo alle attività del COC (Centro Operativo Comunale):
41
○
Smistamento notizie utili per la ricerca di persone
○
Utilizzo dei dati anagrafici per il censimento dei residenti e la ricerca di eventuali
dispersi;
○
Immediata verifica della disponibilità di risorse all'interno del villaggio nei siti già
indicati nel piano;
○
Base operativa di intervento per il volontariato.
Concludiamo dicendo che è ovvio che queste proposte non possono essere esaustive poiché si
riferiscono a un tema che in continua evoluzione e che ha caratteristiche di dinamicità, pertanto,
bisogna sottoporre le varie soluzioni a continui aggiornamenti, sia per possibili nuovi eventi, sia
per possibili nuove risorse e o modifiche del territorio al livello antropico.
Un particolare riferimento va alla tematica della “formazione ed informazione”
5.3.1 Informazione preventiva
L’informazione preventiva o formazione, che ovviamente è precedente agli eventi, costituisce la
base principale della prevenzione.
La popolazione residente in una zona soggetta a rischi di matrice naturale o antropica, deve
essere a conoscenza di tutto ciò che può accadere, in che modalità si sviluppano e soprattutto
come fronteggiare gli eventuali rischi. Questo è possibile creando una vera e propria cultura del
rischio e del come fronteggiarlo, incominciando direttamente dalle scuole inferiori e toccando in
particolare tre punti fondamentali.
●
la conoscenza dei rischi incidenti nel territorio e i tipi di crisi che possono verificarsi;
●
Delineare le figure e l’organizzazione del sistema della protezione civile, le procedure
d’emergenza definite nel piano e gli organi preposti ad intervenire in emergenza;
●
Il comportamento da assumere prima, se si tratta di un evento prevedibile, dopo e
durante, se si tratta di un evento calamitoso.
Parallelamente bisogna effettuare campagne mirate per la popolazione, che possiamo definire
“senza cultura” in merito alla protezione civile, poiché delega ad altri tale compito, sentendosi,
erroneamente, immune da eventuali possibilità.
Questo deve essere fatto tramite strumenti divulgativi efficaci per la sensibilizzazione della
popolazione come ad es. l’organizzazione di dibattiti (soprattutto quelli televisivi), distribuzione di
opuscoli, eventi particolari con il tema “La protezione civile”. Un ruolo molto importante può avere
42
il quartiere lì dove sono localizzati centri di aggregazione ( chiese, clubs, circoli sportivi)
cercando però in queste occasioni di evitare di instaurare un rapporto di tipo scolastico ma
cercando appunto l’intervento di ogni persona all’interno dell’auditorio (in questo il M5S può
proporsi come promotore anche attraverso la pluriversità). In quanto ogni singola persona è
importante e potrà dare il suo contributo, altrettanto importante, in una situazione d’emergenza.
Inoltre, è essenziale allestire un locale di utilizzo pubblico all’interno del villaggio, dove il cittadino
possa consultare le piantine ed avere qualsiasi informazione riguardo l’argomento rischi che può
essere lo stesso dell’UIL, creare un opuscolo informativo da distribuire in tutte le case, e inserire
nelle vie delle scheda nelle quali vi siano l’area d’ attesa più vicina ed il percorso per
raggiungerla.
Un aspetto di particolare attenzione che non può essere trascurato è l’argomento esercitazione.
È proprio tramite queste che il cittadino può mettere in pratica ciò che ha appreso in teoria.
L’esercitazione ha una funzione principale ovvero creare nella mente di coloro che partecipano
ad essa, delle “Linee guida” da seguire in caso di calamità in quanto, aspetto fondamentale della
folla nel verificarsi dell’evento, è quello dell’effetto sorpresa che mette in luce l’istinto di bloccarsi
se non si sa cosa fare, di scappare o di affrontare molto probabilmente in maniera sbagliata
l’evento. Per evitare comportamenti scorretti quindi, se ben educati, i soggetti calamitati per
istinto assumono comportamenti già prestabiliti nel momento dell’esercitazione.
Importante inoltre è cercare di non rendere l’esercitazione come una sorta di “spettacolo a lieto
fine” perché lo scenario reale sarà diverso da quello simulato in tranquillità. Perciò è importante
l’effetto sorpresa anche nelle simulazioni e altrettanto creare delle situazioni di disagio che non
per forza dovranno essere superate (si tratta pur sempre di esercitazioni), questo aspetto ad
esempio può portare nel momento della vera emergenza ad evitare ciò che si sa non poter
superare.
5.3.2 Informazione in emergenza
Anche se l’informazione in quest’ambito è rilasciata esclusivamente nell’ evolversi
dell’emergenza, necessita senz’altro di una programmazione preventiva. Vanno definiti, in
relazione ai rischi, i messaggi da inviare alla popolazione in risposta ai sistemi d’allarme.
Occorre inoltre preparare i mezzi per la diffusione delle informazioni da attivare solo in caso di
emergenza.
43
Per fare questo l’ente deve disporre di un equipe di sociologi, psicologi e tutti gli altri organismi
afferenti per poter pianificare la gestione dell’informazione durante l’emergenza.
Gli strumenti di divulgazione sono diversi a seconda del tipo di evento.
Particolare importanza è lo strumento “Mass Media”, che ha una duplice funzione: informare il
più alto numero di persone e smorzare le cosiddette <<voci>> o <<dicerie>> che
contribuiscono ad un forte stress collettivo.
Infine c’è da dire che i comunicati, variano secondo molti fattori (il tipo di emergenza , il rapporto
fiducia tra autorità e popolazione, il tessuto culturale nel quale si andranno ad impattare) ma
seguono tutti una fondamentale direttiva: la vulnerabilità di chi li emana deve essere, il più
possibile, la stessa della popolazione a cui la comunicazione è diretta.
5.4 Zona falcata, Autorità Portuale, Punto Franco ed
Ente Porto
Pur apprezzando lo sforzo dell'Autorità Portuale di redigere un Piano che individui una direzione
da dare alle zone assegnate alla sua competenza, non possiamo esimerci dall’evidenziare
alcune gravi criticità attinenti tanto il metodo quanto il merito delle scelte operate.
Sul metodo ci preme dire che nella pianificazione del futuro di zone quali l'area fieristica e la
zona falcata che sono stati luoghi fondamentali della storia di Messina e che ancora
costituiscono occasione di sviluppo per la città, l'Autorità Portuale ha omesso un passaggio
fondamentale che è quello della partecipazione dei cittadini messinesi.
Il Piano Regolatore Portuale, che interessa anche tali zone, è stato infatti redatto senza alcuna
interazione con la cittadinanza.
Quando parliamo di cittadinanza non ci riferiamo alle associazioni di categoria o alle istituzioni a
cui è stata demandata la gestione di questi luoghi, bensì a tutte quelle associazioni culturali e a
quei comitati di liberi cittadini che quotidianamente si impegnano per la rinascita e il progresso di
questa comunità e a cui la città realmente appartiene, ma che sistematicamente vengono
esclusi da qualsiasi processo decisionale.
Esistono ormai strumenti di pianificazione partecipata ben noti e sperimentati: si parla di
urbanistica "peer­to­peer", Community Planning e numerose altre tecniche di partecipazione
tese a coinvolgere cittadini e attori organizzati nei processi decisionali in campo urbanistico,
della sostenibilità ambientale, della vivibilità degli spazi, nella pianificazione dei servizi, e più in
44
generale delle politiche di sviluppo locale e delle politiche pubbliche integrate.
Il ricorso a tali modalità di partecipazione dei cittadini alle scelte politiche da cui dipende il futuro
della città potrebbe apparire velleitaria, ma in verità questo è un passo fondamentale non solo
per coinvolgere e fare comprendere ai cittadini la ratio delle scelte che inevitabilmente
incideranno sulla qualità della loro vita, ma è anche l’unico modo per varare progetti con
standard qualitativi superiori e compatibili con il tessuto urbano e sociale in vanno ad innestarsi.
In nessun caso, infatti, un progetto che incide sulla vita di una comunità può essere sottratto al
vaglio della stessa e in ogni caso, considerate anche le peculiarità della nostra urbanistica, un
Piano come quello redatto dall’Autorità Portuale non può essere attuato se prima non si elabora
e non lo si inserisce all’interno di un piano strutturale completo della città, ove determinare e
riequilibrare le funzioni principali delle varie zone cittadine, omogeneizzandone l'architettura, le
destinazioni, lo skyline, e così via.
Entrando nel merito della questione, esaminando il Piano Regolatore Portuale, non si può non
notare che parte della Zona Falcata viene individuata come zona da destinare a polo
turistico­ricettivo­alberghiero con l’annessione di strutture complementari di tipo commerciale,
ludico e sportivo.
In altri termini l’esecuzione di tale Piano comporterebbe la trasformazione della Zona Falcata in
un luogo di edificazione di alberghi, centri commerciali e beauty farm.
Il Piano Regolatore Portuale, agli occhi dei più superficiali, potrebbe anche apparire come la
soluzione ideale per riqualificare la Zona Falcata.
In verità così non è.
Tradotto in termini pratici, infatti, l’esecuzione del Piano Regolatore Portuale altro non farebbe
che aprire la strada all’ultima grande speculazione edilizia realizzabile sul nostro già martoriato
territorio con enormi vantaggi per quei pochi che, edificandovi, avrebbero tanto da guadagnarci.
Come noto, noi siamo fermamente contrari a questo modello di sviluppo ormai obsoleto.
Le più recenti ed affermate analisi di mercato in materia turistica dimostrano in maniera
inequivocabile che i flussi turistici prediligono le soluzioni ecosostenibili e quindi orientano le loro
scelte verso quelle mete che offrono soluzioni che non prevedono l’alterazione dell’ambiente
naturale circostante.
In considerazione di ciò e vista la naturale vocazione di polo turistico­commerciale di Messina
non si può acconsentire che dietro la scusa di riqualificare una zona volontariamente lasciata
per decenni in condizioni di assoluto abbandono si sviliscano le reali potenzialità della Zona
Falcata.
45
Non si può continuare ad accettare passivamente che la politica locale e regionale continui a
mirare basso offrendo ad una città come Messina soluzioni di così basso profilo.
La Zona Falcata può e deve contribuire al rilancio economico e culturale della città, ma deve farlo
in maniera compatibile e sostenibile con le peculiarità ambientali, storiche ed urbanistiche
cittadine.
Dunque non si deve assolutamente cedere un’altra, l’ennesima, porzione del territorio siciliano,
per giunta così pregiata, per realizzarvi una base NATO per la dismissioni delle navi da guerra,
che porterebbe poco lavoro e tantissimo inquinamento e quindi malattie.
Occorre, dunque, impegnarsi per ottenere la dismissione delle aree militari, tanto quelle
inutilizzate quanto quelle utilizzate.
Occorre promuovere il recupero della Cittadella, ove attualmente sono depositati quintali, forse
tonnellate, di fertilizzante industriale, eliminare l'inceneritore e promuoverne il recupero in chiave
culturale, magari facendovi sorgere una pinacoteca.
Occorre puntare sul recupero del patrimonio storico ed artistico delle opere e delle costruzioni
presenti in quella zona quali la lanterna del Montorsoli, il Forte San Salvatore, il Forte Sant'Anna,
l'Istituto Talassografico ed il suo museo di pesci abissali.
La parte di Falce che consente l’affaccio a mare non può continuare ad essere nascosta alla
città.
Essa va bonificata dai residui delle industrie dismesse e dai relitti delle navi affondate.
I messinesi devono poterne fruire e goderne.
È, infine, doveroso evidenziare che quanto previsto dal Piano Regolatore Portuale è in assoluto
contrasto con l’attuazione del Punto Franco che, invece, se realizzato diventerebbe il vero
volano di crescita economica per la nostra città.
Il Punto Franco, infatti, istituito con la legge n. 191 del 1951, dovrebbe sorgere su un’area di
144.000 metri quadrati che costituiscono proprio la zona falcata.
Molteplici studi sostengono che l’attuazione del Punto Franco a Messina consentirebbe la
creazione di circa 3.000 posti di lavoro nei soli primi 3 anni.
Tale convinzione è stata anche ribadita dagli On.li Gazzara, Germanà, Stagno D’alcontres,
Crimi, Naro e D’Alia che nella seduta della Camera dei Deputati del 14.03.2002 evidenziarono
all’allora Presidente del Consiglio dei Ministri ed all’allora Ministro dell’economia e delle finanze,
che l’istituzione del Punto Franco non solo rispettava le esigenze di carattere territoriale ed
economico, ma pure chiesero ai predetti destinatari dell’interrogazione se non ritenessero
importante e non più rinviabile, anche alla luce delle peculiarità territoriali, della collocazione
46
geografica e del potenziale sviluppo economico, dare finalmente attuazione al punto franco nel
porto di Messina istituito con la legge del 1951.
Tali esigenze, è evidente, sono tutt’oggi presenti, peraltro rafforzate in quanto tenevano conto
della posizione territoriale strategica e delle potenzialità di sviluppo economico.
Non si può, quindi, condividere l’idea che lo sviluppo di Messina passi dalla cementificazione
della zona falcata mediante la realizzazione di alberghi, ristoranti, beauty farm e parcheggi.
Questo è un obiettivo di basso profilo, figlio di una politica locale miope, poco lungimirante, che
non si confronta con la Città e che non riesce a partorire soluzioni idonee al rilancio economico,
politico e culturale di Messina!
Noi siamo contrari a questo modello di sviluppo e proponiamo un modello di sviluppo economico
più sostenibile, che prevede la partecipazione dei cittadini e che rispetta i principi di
autodeterminazione e di mantenimento delle naturali vocazioni dei territori.
Ci auguriamo, quindi, che l'Autorità Portuale voglia rivedere il suo Progetto che, comunque,
presenta dei punti validi, anche nell'ottica di una maggiore partecipazione dei cittadini alla
pianificazione del futuro della LORO città.
47
6. DIFESA DEGLI ANIMALI
In materia di tutela e difesa dei diritti degli animali un elemento di criticità del territorio comunale è
rappresentato dal fenomeno del randagismo canino e felino, che attualmente affligge vaste
zone della città e che va a ledere non solo la dignità degli animali, ma anche il diritto dei cittadini
di avere degli strumenti adeguati per contribuire alla risoluzione del problema e poter vivere
serenamente il rapporto con gli animali d’affezione. Ne consegue la necessità di affrontarlo a tutti
gli effetti come un problema sociale di interesse generale.
Gli sforzi compiuti quotidianamente sul territorio dalle associazioni animaliste possono solo in
parte contribuire a risolvere l’annosa questione dei maltrattamenti, degli abbandoni, e di
conseguenza del numero sempre più crescente di cani e gatti vaganti sul territorio. La
partecipazione attiva da parte del mondo del volontariato è un contributo fondamentale, ma solo
se supportato e sostenuto all’interno delle politiche istituzionali.
La Legge Regionale Sicilia 3/7/2000 n.15, B.U.R. 7/7/2000 n.32 Istituzione dell'Anagrafe Canina
e Norme per la Tutela degli Animali da Affezione e la Prevenzione del Randagismo (in attuazione
della Legge 281 del 14 Agosto 1991 Legge quadro in materia di animali di affezione e
prevenzione del randagismo), se applicata integralmente dai comuni, permetterebbe di ridurre
progressivamente ed efficacemente il numero di cani e gatti vaganti sul territorio. Basterebbe
quindi partire dalle leggi e disposizioni vigenti in materia per attuare una seria ed efficace azione
di prevenzione del randagismo e di contrasto a tutto quell’insieme di comportamenti che vanno a
ledere la dignità e i diritti degli animali. Il riconoscimento di tali diritti e le iniziative a supporto della
loro tutela hanno come obiettivo quello di fornire ai cittadini quei servizi che li aiutino ad
affrontare le quotidiane urgenze relative non solo agli animali d’affezione domestici, ma anche a
quelli vaganti sul territorio.
In applicazione della legge, quindi, si ritiene necessaria la realizzazione dei seguenti punti,
finalizzati a creare nell’immediato le condizioni per una graduale soluzione del problema:
●
PROMOZIONE EDUCATIVA (art. 22 L.R 15/2000) ­ Si ritiene fondamentale, come punto
di partenza, la realizzazione di programmi di informazione e di educazione al rispetto
degli animali ed alla tutela della loro salute (campagne di sensibilizzazione sulla realtà dei
canili e delle colonie feline, progetti didattici nelle scuole in collaborazione con le
associazioni animaliste, divulgazione delle normative vigenti). Queste campagne
48
informative ed educative servono anche ad incentivare il volontariato e le adozioni degli
animali ospitati nei rifugi o affidati alle associazioni animaliste. La promozione educativa
così intesa non può prescindere dall’idea che gli animali siano esseri viventi e come tali
godano di precisi diritti ad una esistenza degna.
●
RIFUGIO SANITARIO PUBBLICO (art.11 L.R 15/2000) – Si può considerare come un
fondamentale strumento di prevenzione del randagismo. Attrezzato con sala operatoria,
ambulatorio e locali di degenza, esso ha funzione di clinica veterinaria per il ricovero
temporaneo di tutti gli animali d’affezione, sia di proprietà che vaganti, e garantisce ai
cittadini servizi di pronto intervento e cura 24 ore su 24, di sterilizzazione (necessaria per
il controllo delle nascite della popolazione canina e felina vagante sul territorio) e di
assistenza di animali ammalati fino al momento della loro rimessa in libertà; per i cani è
necessaria l’identificazione mediante microchip ed iscrizione all’anagrafe canina come
cani sprovvisti di proprietario (art.15 L.R 15/2000). Al cittadino deve anche essere data la
possibilità di accedere alla struttura, non solo per curare il proprio animale, ma anche per
favorire l’eventuale adozione degli animali lì ospitati.
●
CONTROLLO DEL TERRITORIO – Attuato in maniera sistematica e capillare da parte
delle forze dell’ordine, il controllo del territorio si configura come uno strumento
fondamentale di prevenzione del randagismo e di tutela degli animali, al fine di verificare
l’ottemperanza degli obblighi previsti dalla legge da parte dei proprietari di animali
d’affezione (art.8 L.R. 15/2000). Formare, istruire ed equipaggiare con lettore microchip
figure atte a questo scopo, che verifichino l’avvenuta iscrizione all’anagrafe canina, ha la
precisa finalità di scoraggiare gli abbandoni, deprecabile e diffusa pratica vietata per
legge (art.9 L.R. 15/2000); ma può rappresentare anche un utile strumento di contrasto ai
maltrattamenti e ai combattimenti fra animali (art.24 L.R.15/2000), oltre che un “incentivo”
al rispetto delle norme di tutela igienica della collettività (art.17 L.R. 15/2000). Vigilare sul
territorio significa non solo tutelare gli animali d’affezione, ma anche il cittadino.
●
CIMITERO PER ANIMALI D’AFFEZIONE (art.23 L.R.15/2000) – Sempre più persone e
famiglie vivono quotidianamente un intenso e inscindibile legame con il proprio animale
domestico, legame che di certo non viene meno neanche nel doloroso momento del
trapasso di quest’ultimo. Ne deriva la necessità per i cittadini di vedere realizzato sul
49
territorio comunale un cimitero per animali d’affezione, in cui si possa concretizzare il
desiderio dei proprietari di dare sepoltura al proprio animale, assicurandosi così la
continuità del rapporto affettivo nel ricordo della vita vissuta insieme, senza dover
ricorrere all’inceneritore a pagamento o al seppellimento in un terreno privato (sempre
che se ne possieda uno o che qualche amico o parente ne metta a disposizione una
piccola parte).
●
CENTRO UNICO DI RACCOLTA DATI ­ Al fine di rendere più immediata la risoluzione
delle varie problematiche legate a smarrimenti, ritrovamenti, incidenti, maltrattamenti,
etc., si ritiene utile la realizzazione di un centro dati che permetta di unificare le
informazioni, facendo in modo che queste vengano convogliate e divulgate tramite un
unico canale di riferimento per il cittadino ed evitando così il rischio che un problema
rimanga irrisolto a causa della dispersione dei dati.
Altre iniziative a sostegno dei nostri amici animali e al servizio del cittadino:
●
Incremento, all’interno dei parchi cittadini, delle aree recintate per lo sgambamento dei
cani, garantendo ai loro padroni la disponibilità di sacchetti compostabili per la rimozione
delle deiezioni e appositi cestini;
●
Disponibilità di menu vegani e vegetariani nelle mense comunali;
●
Promozione della tutela delle specie di fauna selvatica presenti nel territorio comunale.
50
7. SERVIZI SOCIALI, DIRITTI E PARI
OPPORTUNITA’
7.1. SERVIZI SOCIALI
Lo scopo delle politiche sociali è quello di attuare azioni finalizzate principalmente a produrre
benessere e tutela sociale (welfare). Ciò è possibile solo attraverso l’azione congiunta di tutti gli
attori coinvolti nelle azioni di promozione e tutela della persona umana (Unione Europea, Stato,
Regione, Comune, Operatori del settore, Utenti).
Attualmente il Dipartimento per i Servizi Sociali del Comune di Messina, affida l’erogazione dei
servizi alle Cooperative Sociali attraverso la stesura di bandi di gara o in ultimo anche attraverso
lo strumento della trattativa privata con ammissione di sole offerte al ribasso, con esclusione di
offerte alla pari ed in aumento e sorteggio finale(si spendono circa € 24.000.000,00 in servizi).
Tale sistema ha determinato uno stato di profonda criticità e precarietà che ha portato alla
sospensione nell’erogazione di alcune prestazioni indispensabili in un paese civile (Servizio
Assistenza Domiciliare Anziani, Servizi Assistenza Domiciliare Handicap, Centro Aggregazione
Giovanile), a ritardi nei pagamenti degli stipendi ai lavoratori, a proroghe in scadenza ( si veda la
questione degli asili nido, e di casa serena) riducendo le cooperative al collasso privandole di
alcuna garanzia per il futuro.
La responsabilità di tale fallimento viene addossata, erroneamente, “totalmente” sul sistema di
ESTERNALIZZAZIONE dei servizi da parte dell’Ente Pubblico, che consiste nell’attribuzione delle
funzioni di progettazione, promozione e gestione alle cooperative sociali.
Quindi, come soluzione a questa difficile situazione si fa strada l’ipotesi di INTERNALIZZARE i
servizi soluzione che, tuttavia, comporterebbe il licenziamento di tutti i lavoratori del comparto e
la successiva riassunzione attraverso concorso pubblico; una seconda soluzione prospettata è
l’accreditamento attraverso i Vouchers.
Tale alternativa invece, determinerebbe la riduzione oraria e retributiva della prestazione
lavorativa e conseguentemente dei contributi, ed una violazione dei diritti fondamentali del
lavoratore dei servizi sociali i quali si vedrebbero negato il diritto alla maturazione della pensione,
agli assegni familiari, alla indennità per malattia ed infortunio.
Per di più, vista l’attuale situazione economica deficitaria del Comune di Messina, ciò
51
determinerebbe la riduzione dei posti di lavoro o molto probabilmente l’azzeramento dei servizi
sociali erogati.
Tale condizione è stata, a nostro parere, influenzata anche dal mancato recepimento delle L.
quadro 328/2000.
Infatti appare opportuno premettere che la normativa che disciplina la materia dei servizi sociali
ha le sue fondamenta negli art. 5, 114, 116, 117, 118, 119, 120, 121,
122, 123, 125, 126, 127, 131, 132, 133 della Costituzone Italiana, ed altresì nelle:
●
Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3: "Modifiche al titolo V della parte seconda della
Costituzione"
●
Disegno di legge costituzionale: "Nuove modifiche al titolo V, parte seconda, della
Costituzione", Approvato dal Consiglio dei ministri l'11 aprile 2003.
●
Legge 328/2000, "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e
servizi sociali".
●
D.P.R. 3 Maggio 2001, "Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2001­2003", in
attuazione dell'art.18 della L. 8 novembre 2000, n. 328.
●
Decreto legislativo 267/2000, "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali".
●
Decreto Ministeriale 20 Marzo 2001, "Fondo nazionale per le politiche sociali".
●
Accordo Stato­Regioni del 22 Novembre 2001 in materia di livelli essenziali di assistenza
(LEA).
●
Dpcm 29 Novembre 2001, "Definizione dei livelli essenziali di assistenza"
Allegato 1 (Classificazione dei LEA), Allegato 2A (Prestazioni totalmente escluse dai LEA),
Allegato 3 (Indicazione particolari per l'applicazione dei LEA), Allegato 4 (Linee guida
relative al ruolo delle regioni in materia di LEA).
●
Decreto del Governo del 12 dicembre 2001 ­ Indicatori per monitoraggio e rispetto dei LEA.
●
Legge 5 giugno 2003, n.131: "Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della
Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3"
Tuttavia al livello regionale gli interventi normativi pervenuti sono:
●
Il canovaccio del Testo organico per le cooperative sociali che dovrebbre costituire la
bozza del Piano per la realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi
sociali previsto dalla legge 328/2000. Legge regionale 9 maggio 1986, n. 22: Riordino dei
servizi e delle attività socio­ assistenziali in Sicilia;
ed infine i vari piani socio­sanitario della Regione Siciliana con programmazione triennale che
52
prevedono le linee guida di indirizzo ai comuni per la redazione del Piano di zona, in attuazione
della legge 328/2000.
●
Indice Ragionato per la stesura del Piano di Zona – Allegato tecnico­operativo al Piano
socio­sanitario della Regione Siciliana. Circolare n. 85 dell'Assessorato degli Enti Locali,
Dipartimento Enti Locali.
●
Piano sanitario regionale 2000­2002 e successivi. Decreto presidenziale 11 maggio 2000.
A livello locale il Comune di Messina, capofila del distretto D26 ha redatto il Piano di Zona,
d’intesa con i Comuni associati e l’Asp.
Da quanto premesso emerge che si attende ancora un intervento legislativo regionale attuativo
della l. 328/2000.
Infatti, molte delle figure indicate dalla suddetta legge quadro, nonostante siano decorsi ben 13
anni dalla sua promulgazione sono rimaste lettera vuota:
A. Preliminarmente, si rileva la mancata istituzione del RUC. Infatti, in attuazione della L.
quadro 328/00, appare opportuno che il Comune, in persona del Dipartimento dei Servizi
Sociali, istituisca un RUC (registro unico cittadino), per l’accreditamento delle
Cooperative e delle Associazioni non lucrative che operano nel terzo settore e che
eserciti dei controlli accurati sul possesso dei requisiti di accreditamento così come
previsto all’Art. 6 comma 2 lettera c) ed all’ art. 11 comma 3 L. 328/2000. La finalità
dell’accreditamento è assicurare un elevato standard qualitativo dei servizi e delle
strutture e regolare i rapporti tra committenti pubblici e soggetti produttori, attraverso
contratti di servizio, superando la procedura attuale di selezione dei fornitori, basata sugli
appalti, che non valorizzano la specificità dei servizi alla persona e non favoriscono la
stabilità e qualificazione gestionale. Il sistema di accreditamento richiede precise
garanzie sulla continuità assistenziale, sulla qualità, sulla gestione unitaria dei servizi. È
la programmazione regionale e locale (Regione, Comuni, Aziende sanitarie) che
identifica il fabbisogno di servizi ed interventi di ogni territorio, da accreditare. Gli Enti
pubblici erogatori di servizi (ad esempio le Aziende pubbliche di servizi alla persona, Asp)
devono obbligatoriamente essere accreditati, rispettando gli stessi criteri e requisiti dei
privati, per i servizi che gestiscono direttamente. Questo fa si che la Pubblica
Amministrazione bandisca gare pubbliche a trattativa privata per l’affidamento dei
servizi sociali invitando a partecipare le aziende accreditate in quanto soggetti qualificati.
Pertanto urge o una legge di recepimento della 328 che disciplini in modo
53
compiuto e puntuale tutti gli istiituti previsti nella legge quadro o quantomeno,
una delibera della giunta regionale che stabilisca i requisiti per l’accreditamento.
Infatti le cooperative della nostra città vivono una situazione fallimentare che risulta
generata dalla rovinosa stesura dei bandi di gara. Invero, il contenuto di tali importanti
strumenti risulta lacunoso, non incentrato sulla valorizzazione della qualità dei servizi
(efficacia, ed efficienza) ma bensì fondato apparentemente sulla economicità e ciò a
detrimento sia delle cooperative, ma soprattutto degli utenti. Ad esempio ad oggi il
Comune di Messina indice dei bandi che violano nel suo contenuto i CCNL degli operatori
dei servizi sociali, applicando un costo del lavoro orario inferiore a quello normativamente
previsto. Tale escamotage, anzicchè salvaguardare l’interesse economico dell’ente
pubblico appaltante (Comune di Messina), nella sua applicazione si trasforma in un
aggravamento di costi. Un esempio di quanto appena descritto lo troviamo all’interno del
Bando di gara indetto dal Comune di Messina – dipartimento Sociale ­ avente ad oggetto
l’affidamento del servizio di Assistenza Domiciliare anziani CIG: 829059(che si allega)
che prevede all’art. 13 per la categoria C1 un costo orario di € 16,00. Tuttavia la Tabella
Ministeriale , per la medesima categoria, prevede un valore di € 19,00. Ed ancora, al
punto. 8 d) del suddetto documento, si legge che la Cooperativa: “ si obbliga ad attuare a
favore dei lavoratori le condizioni normative e retributive nel rispetto del CCNL”.
Pertanto, avendo il Comune di Messina nel suddetto bando applicato una tariffa oraria al
di sotto di quella prevista nel CCNL ha obbligato le Cooperative, costrette ad accettare
tale condizione, ad integrare la differenza, aggravandone le condizioni economiche già
difficili a causa delle anticipazioni delle fatture che la cooperativa è costretta a sostenere.
Inoltre, un secondo esempio appare emblematico al fine di descrivere l’assenza di tutela
della Cooperativa e conseguentemente dei suoi lavoratori: l’art. 17 del suddetto bando
prevede che la Cooperativa è soggetta a penalità quando: “(…) non ottempera
puntualmente alle prescrizioni contrattuali”. Tuttavia nessuna penalità viene prevista nel
caso di inadempimento da parte del Comune. Infine, un ulteriore stortura del sistema
che ha contribuito al collasso delle cooperative di Messina consiste nel ritardato
pagamento da parte del Comune di Messina delle fatture emesse, il quale ha disatteso il
contenuto della normativa comunitaria Dir. 2011/7/UE recepita in Italia dal DLgs.
192/2012 che prevede il pagamento delle fatture entro giorni 30 dalla loro presentazione
all’incasso. A tal proposito l’art. 13 del Bando sopra citato prevede espressamente: “(…)
Tale importo complessivo verrà corrisposto, previa verifica del DURC, in ventunesimi, a
54
rate mensili posticipate, all’Ente aggiudicatario, a fronte di regolare fattura, relazione sul
servizio e dichiarazione, resa ai sensi del DPR 445/2000, di aver corrisposto agli
operatori impiegati nel servizio gli stipendi relativi al mese precedente a quello cui si
riferisce la fattura presentata. La relazione dovrà essere predisposta secondo le
indicazioni impartite dal Dipartimento Sociale.” Pertanto, non si vede come la
Cooperativa, senza aver percepito alcun pagamento dal Comune, possa far fronte a tutte
le anticipazioni prescritte, se non ricorrendo all’indebitamento (Banche, affitti, lavoratori,
fornitori…). Tanto premesso, al fine di porre rimedio alla fallimentare situazione in cui
versano i servizi sociali, il Movimento cinque stelle, Messina, senza recedere dalla
proposta della istituzione del RUC, ritiene che in ogni caso una delle priorità da dover
affrontare è l’adeguatezza del contenuto dei bandi di gara alle esigenze di tutti gli
attori coinvolti. Infatti, è necessario che, il bando di gara tuteli tutte le parti ( Ente
locale Cooperativa Sociale, lavoratori, utenti). E’ sufficiente andare a visionare i Bandi di
altri Comuni, Bandi europei o del privato sociale, per capirne l’efficienza e i necessari
criteri d’accesso che tengono conto della qualità delle prestazioni; in particolare, viene
effettuata la valutazione della qualità organizzativa, della qualità del servizio offerto, della
capacità economico finanziaria dell’Ente aggiudicatario, dei carichi pendenti del
rappresentante legale, utilizzo del modulo dell’offerta economica (dettagliata), esperienze
maturate nel settore , sanzioni per disservizio e utilizzo della rendicontazione della
spesa. Oltre alla prestazione di una adeguata cauzione a seguito dell’aggiudicazione che
sia proporzionata all’importo del bando. Inoltre appare assolutamente necessario
introdurre, nei bandi di gara, un preciso obbligo di rendicontazione a carico delle
Cooperative. Sarebbe, infatti opportuno che il Comune, ente appaltante, operasse un
puntuale controllo sulle voci di spesa sostenute dalla Cooperativa, oltre ad introdurre tutti
quei rimedi che possano servire a migliorare la qualità del servizio erogato attraverso
strumenti di trasparenza e legalità. Ancora,riteniamo che debba essere incentivata la
facile reperibilità della Carta dei Servizi, in quanto strumento fondamentale all’interno di
una società civile e di un sistema di welfare efficiente. Tale strumento, previsto dall’art.13
della L. 328/00, prevede al comma 2 che: “Nella carta servizi sociali sono definiti i criteri
per l'accesso ai servizi, le modalità del relativo funzionamento, le condizioni per
facilitarne le valutazioni da parte degli utenti e dei soggetti che rappresentano i loro diritti,
nonchè le procedure per assicurare la tutela degli utenti. Al fine di tutelare le posizioni
soggettive, la carta servizi prevede, per gli utenti la possibilità di attivare ricorsi nei
55
confronti dei responsabili preposti alla gestione dei servizi”. La carta dei servizi sociali si
rivela infatti una vera e propria mappa per l'orientamento all'interno dell'offerta dei servizi
e tanto più risulterà analitica, maggiori saranno le possibilità di verifica da parte dei
cittadini e costituisce requisito necessario ai fini dell’accreditamento.
B. Inoltre, il mancato recepimento della l. 328 ha comportato la mancata applicazione
dell’art. 5 della predetta legge, non valorizzando il ruolo del terzo settore. Invero, la
soluzione che a parere del Movimento cinque stelle appare la più opportuna è il Welfare
mix che consiste nella introduzione di sistemi che combinano pubblico e privato (Terzo
settore). I regimi di Welfare Mix delineano un assetto istituzionale in cui, da un lato, i livelli
centrali statali finanziano le politiche sociali e svolgono una funzione regolativa e di
controllo, dall’altro, gli organismi del terzo settore svolgono allo stesso tempo una
funzione di erogazione dei servizi e di voice di quelle istanze di gratuità e solidarietà
diverse da quelle di stato e mercato (secondo i principi di sussidiarietà verticale e
orizzontale). In particolare, Il Terzo Settore è composto da soggetti privati organizzati la
cui finalità è produrre beni e servizi di utilità sociale e di interesse generale. Non ha un
ruolo sostitutivo a quello delle istituzioni pubbliche, ma complementare e sussidiario, la
cui particolarità consiste nel creare capitale sociale e beni relazionali; all’interno del
sistema economico si colloca tra lo Stato e il Mercato. Con lo Stato condivide gran parte
delle finalità, con il Mercato lo accomuna la volontarietà dell’iniziativa e il controllo privato
della stessa. I criteri che ispirano l’azione sono da ricondursi alla Famiglia, ma rispetto a
questa, conta su una maggiore divisione del lavoro e su una più ampia disponibilità di
risorse. I soggetti che operano nel Terzo Settore hanno differenti connotazioni giuridiche
e svolgono funzioni di vario tipo: solidaristico e di tutela (organizzazioni di volontariato), di
aggregazione e di partecipazione (associazioni di promozione civile), distributiva e di
promozione (comitati e fondazioni), di servizio ed occupazionale (cooperative e imprese
sociali). Dal punto di vista giuridico­strutturale le caratteristiche principali individuate per
poter considerare un’organizzazione come impresa del Terzo Settore sono:
●
La presenza di una costituzione formale e giuridicamente riconosciuta dal diritto
privato.
●
La presenza di una sostanziale autonomia dell’organizzazione nella definizione
delle proprie forme, nei processi di selezione dei membri e di scelta dei propri
dirigenti;
●
Con queste due prime caratteristiche l’organizzazione no­profit viene a
56
distinguersi dai gruppi informali e dai servizi pubblici;
●
La presenza di personale volontario non retribuito nell’attività dell’impresa e
l’assenza di scopi di profitto.
●
Il terzo settore, nelle sue diverse organizzazioni, produce un bene comune
particolare, che può essere definito “bene relazionale”, intendendo con ciò un
bene e un servizio la cui produzione richiede una relazione partecipata tra
produttore e fruitore; in questo contesto produzione e consumo sono
analiticamente indistinguibili e ciò caratterizzerebbe la specificità dei prodotti del
Terzo Settore. Costituisce una componente importante per lo sviluppo del
Welfare capace di rispondere ai cittadini in stato di maggior bisogno, di fare reale
prevenzione dei rischi, del disagio e del degrado, attivando meccanismi stabili di
solidarietà e di reciprocità. Infatti, la persona umana costituisce il fondamento del
non profit, che tiene insieme localismo dei bisogni e universalità dei diritti,
riconosce l’individualità dei soggetti e la necessità dei legami sociali, dove si
realizza la sua personalità. Elemento focale del Terzo settore sono le cooperative
sociali che sono imprese disciplinate negli art. 2511 e ss del c.c. e dalla legge
381 del 1991 secondo la quale hanno “lo scopo di perseguire l’interesse generale
della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini”( art.
1). Stante la condizione di dissesto in cui versa il Comune di Messina, è chiaro
che il maggior problema consiste nel razionalizzare le scarse risorse esistenti. Il
servizio sociale non ha un ritorno economico in quanto voce di spesa pubblica e
l’impresa cooperativa che opera nel sociale agisce in ambiti di mercato in
fallimento, per cui il ruolo sussidiario al pubblico viene svolto dal Terzo settore il
quale costituisc , per di più, un risparmio economico per le asfittiche casse
comunali considerate le agevolazioni fiscali di cui possono usufruire gli enti che
operano in questo settore. Si auspica che in futuro si possa arrivare ad una piena
attivazione della sussidiarietà orizzontale, in cui l’essere cittadino, cioè membro di
una comunità, non implicherà solo il ricevere dalla comunità stessa una serie di
prestazioni in caso di bisogno, ma soprattutto il diritto a esserne parte attiva. Il
cittadino potrà cioè partecipare alla costruzione e al miglioramento della propria
comunità per il tramite delle formazioni sociali intermedie, in particolare delle
organizzazioni di privato sociale, che contribuiranno in modo attivo non solo alla
gestione dei servizi ma, soprattutto, alla progettazione e definizione del sistema
57
locale dei servizi e delle prestazioni, in un dialogo aperto con tutta la comunità
locale, dove ciascuno esprime la propria identità e potenzialità. Pensare e gestire
le politiche sociali al fine di creare un’equilibrata compartecipazione tra pubblico,
privato e volontariato (Welfare mix), in cui l’Ente locale capofila occupa il ruolo di
soggetto facilitatore e di sostegno alle reti sociali, nei processi di attivazione e
integrazione.
C. Ancora, un’ ulteriore proposta che riteniamo meriti attenzione è quella di creare una rete
di interventi, di sinergia e cooperazione per il perseguimento del benessere sociale, fra
tutti i soggetti operanti nel terzo settore. Tale sinergia e cooperazione si crea,
preliminarmente, attraverso la realizzazione del sistema integrato di finanziamento,
così come previsto dagli art. 3 e 4 della L. 328/00. La suddetta normativa prevede
espressamente la competenza degli enti locali, della Regione e dello Stato, anche al fine
di garantire un’adeguata partecipazione alle iniziative ed ai finanziamenti dell’Unione
Europea in un sistema di programmazione integrato tra i diversi soggetti. Inoltre, fare
lavoro di rete significa:
●
analizzare le organizzazioni locali nelle loro variabili strutturali e funzionali nelle
loro variabili psicodinamiche e ambientali, promuovere la partecipazione, la
cooperazione per intercettare e usufruire di fondi e attivare trasformazioni. Ogni
servizio sociale non si percepisce come una struttura autosufficiente e distaccata
dal sistema "ma come parte o nodo di una rete di scambi, in cui il risultato
prodotto in proprio diventa ‘materia prima’ o servizio di consulenza per il prodotto
di un altro e tutti questi prodotti parziali confluiscono in un risultato globale.
●
Significa creare l’apporto di metodologie diverse ed il contributo di distinte figure
professionali per rispondere in modo efficiente ai nuovi bisogni sociali. Il lavoro
con gli utenti si deve basare su progetti personalizzati in cui contribuiscono
diverse professionalità. Operando in questo modo gli operatori sociali non si
limiteranno al singolo problema ma cercheranno di dare una risposta, in modo
globale, alla situazione multiproblematica che l’utente solitamente presenta.
●
connettere reti locali­regionali­ nazionali ed europee, creando una politica rivolta
all’apertura.
Infatti, “La Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di
interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualità della vita
opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza,previene,elimina o riduce le
58
condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da
inadeguatezza di reddito, difficoltà sociale e condizioni di non autonomia[…].” Così recita
il primo articolo della legge 328 mettendo in primo piano l’importanza della sinergia delle
forze nell’intervento sociale da parte di enti e tra il pubblico e il privato. Il lavoro di rete tra i
diversi attori sociali è divenuto uno degli strumenti attraverso cui individuare ed analizzare
i bisogni del territorio ed attivare interventi per favorire lo sviluppo della comunità, una
comunità pensata non come bacino di utenza, bensì come soggetto sociale. La rete fra
le istituzioni può essere nutrita e prodotta non solo dai Comitati di coordinamento dei
servizi ma anche attraverso la costituzione di una sorta di "agenzia di segretariato e
d’informazione". Essa può essere considerata un punto di riferimento per gli operatori ma
anche per tutte le persone alle quali, in particolare, fornisce informazioni preziose
soprattutto quando è necessario capire quali sono le risorse disponibili nella comunità. Il
tentativo della legge 328, è quello di creare la mentalità della concertazione e del lavoro di
rete. La legge n. 328/2000 è una grande opportunità per il diritto dei soggetti deboli ma
porta con sè, anche, molte incognite relative alla sua realizzazione. Basta solo ricordare
che l’implementazione dell’universalismo, della solidarietà, dell’eguaglianza e della tutela
della diversità ­ previsto dalla legge ­ è condizionato dalle sempre più limitate risorse
economiche disponibili, per affermare che i diritti delle persone socialmente più
svantaggiate vivono un momento molto difficile ed incerto. Il lavoro di rete si può
designare come approccio complesso, non perché sia complicato da realizzare, ma
perché invece è un approccio idoneo o confacente alla complessità, perché con azioni
relativamente semplici, di tipo organizzativo, principalmente, favorisce l’evoluzione di
processi che lentamente si realizzano a volte con una loro naturale evoluzione. In realtà
gli operatori forniscono soltanto l’input, perché l’evoluzione dei fatti è racchiusa in sé. Il
lavoro di rete diventa integrato per lo stesso motivo, perché la soluzione che questo
approccio di volta in volta ricerca è una integrazione indotta di tante soluzioni o di tante
parti disperse di soluzione. La grande molteplicità degli Enti, la ricchezza delle iniziative
e delle proposte, la variegata diversità nelle ispirazioni e nelle finalità, hanno sempre
accompagnato una storia di separazione, isolamento, diffidenze, gelosie, con una
sostanziale difficoltà a concepire e attuare forme di collaborazione protratte nel tempo e
chi opera da tempo nel non profit porta con sé la percezione della debolezza del non
essere visibili, del non essere fortemente rappresentati, del non essere considerati in
maniera adeguata. Se si dovesse scegliere un verbo per indicare un obiettivo da non
59
mancare, sceglieremmo Aggregarsi: è un verbo che dobbiamo imparare a coniugare
con convinzione e diffonderlo al nostro interno, fino alla sua concreta realizzazione. Il
lavoro di rete è allora una mentalità, non soltanto una prospettiva di accostamento al
problem – solving, in primo luogo, l’approccio di rete aiuta a superare la classica
ripartizione in livelli, individuale e collettivo; favorisce l’integrazione, il reinserimento,
l’assistenza dove il lavoro individuale (case work), il lavoro di gruppo (group work) e
quello di comunità (community work) sono direttamente correlati. E’ compito del
Comune, attraverso un sistema informatico aggiornato , quello di sollecitare la
formazione di una rete sociale in cui associazioni, cooperative e istituzioni collaborino e
si integrino creando un ampio supporto sul territorio. Infatti è pacificamente condiviso
che nell’ambito del sociale (e non solo) è fondamentale la programmazione e la
progettazione degli interventi; potrebbe essere utile, al fine di migliorare la qualità dei
servizi ed offrire una maggiore opportunità di sviluppo in ambiti in cui le risorse sono
carenti, istituire un Ufficio Piano all’interno dell’Ente Locale, per dare il giusto
orientamento su come reperire i finanziamenti comunitari, nazionali e regionali, fondi
erogati da Fondazioni, e come produrre dei progetti funzionali. Infine, andrà predisposto
un elenco di tutte le Associazioni, Cooperative, enti no profit ecc. che operano sul
territorio (anche sul web) al fine di creare sinergie ed una adeguata informazione.
D. Ancora, dovere fondamentale degli operatori del settore, previsto dall’art. 12 e 8 comma 3
lettera m) della L.328, è quello della Formazione continua, che deve essere prevista
come obbligatoria in quanto il personale deve essere in grado di rispondere con metodi e
tecniche, alle esigenze dinamiche e mutevoli dell’utenza ed alle patologie e alle
problematiche nuove emergenti. Un esempio è costituito dal fenomeno della povertà
relativa che si sta diffondendo, e che si può quindi qualificare come la condizione di
coloro che si trovano in una posizione che è consistentemente inferiore a quella media
della società nella quale vivono, e che li spinge a conformarsi ai suoi dettami a tutti i costi
E. Un ulteriore proposta che determinerebbe un considerevole risparmio sui costi di
gestione per chi opera nel sociale è quella di consentire alle Cooperative sociali l’utilizzo
degli immobili agibili di proprietà del Comune quale sede operativa, per lo
svolgimento delle attività di concertazione. Tutto ciò incentiverebbe la collaborazione
tra pubblico e privato, e tra le stesse cooperative del settore;
F. Una ulteriore proposta del Movimento cinque stelle, sezione di Messina è quella di
favorire l’ utilizzo della mobilità lavorativa come previsto dall’art. 37 del CCNL vigente
60
per i lavoratori delle cooperative sociali del settore socio­ sanitario e assistenziale che
regolamenta i cambi di gestione prevedendo che, a parità di condizioni esplicate nel
capitolato d’appalto, il personale in forza nella cooperativa uscente sia assorbito alla
cooperativa subentrante. Nel caso in cui il nuovo capitolato preveda una riduzione del
numero di prestazioni o del personale, quest’ultimo potrebbe essere riassorbito
attraverso l’impiego in nuovi progetti quali quelli fattibili attuando la l. quadro 328/2000 che
all’art. recita:……….
G. Inoltre, al fine di creare sviluppo all’interno del sistema dei servizi sociali, riteniamo che
una interessante proposta è quella di consentire l’accesso materiale ai diritti di
cittadinanza per i soggetti svantaggiati attraverso il “collocamento mirato”,
l’inserimento lavorativo del disabile supera la logica strettamente assistenzialistica che
ha caratterizzato il passato, prevedendo, dove necessario, percorsi di formazione, stage
e tutoraggio aziendali, come previsto dalla L. 68 /99. La cooperativa di tipo B ha delle
caratteristiche particolari, in quanto i soggetti svantaggiati impiegati per lo svolgimento
dell’attività devono rappresentare almeno il 30% dei lavoratori. Questo tipo di cooperativa
può stipulare convenzioni con enti pubblici economici e non, altresì con società di capitali
a partecipazione pubblica, al fine di fornire beni e servizi diversi da quelli socio­sanitari ed
educativi (di competenza delle cooperative di tipo A). Inoltre la cooperativa di tipo B può
favorire il reinserimento nel tessuto sociale di quei soggetti, cosiddetti svantaggiati, così
come definiti dall’art. 4 della legge 381/91, che per varia natura presentano un gap tale da
inficiare il loro inserimento “alla pari” nel mondo del lavoro. Difatti riabilitare restituisce la
persona alla società consentendole di recuperare un ruolo produttivo allentando il carico
familiare ed istituzionale.
H. Un’ ulteriore risorsa, è costituita dall’accesso ai Fondi di Coesione . Nell’ambito del
Piano d’Azione Coesione (PAC)­ di competenza del Ministero della Coesione Territoriale
avviato, d’intesa con la Commissione Europea, per accelerare l’attuazione di programmi
finalizzati a favorire la coesione tra le regioni dell’Unione Europea riducendo le disparità
esistenti – sono stati stanziati sei milioni per il nostro distretto Socio­Sanitario. Per il
Comune di Messina, nello specifico, si tratta di fondi per due milioni di euro. Una manna
dal cielo in questi tempi di dissesto annunciato e crisi quotidiana. Il Piano d’Azione
Coesione ha una durata triennale (2013­2015). Dato che le fasce deboli a cui si rivolge il
progetto del PAC sono minori ed anziani, il MoVimento ritiene che sarebbe giusto
coinvolgere tutte le Cooperative ed Associazioni del terzo settore in un lavoro di rete al
61
fine di utilizzare l’intero importo del finanziamento.
I.
Ancora, un ulteriore misura finalizzata al sostegno del reddito di cittadini appartenenti a
particolari categorie di Cittadini deboli o che si trovano in condizioni di possibile disagio
sociale e ristrettezza finanziaria. , è l’utilizzo di Voucher sociali a finalità multipla. Il
Voucher Sociale, dovrà andare ad integrare i servizi esistenti sul territorio; è un titolo di
acquisto corrispondente a un determinato valore monetario, che legittima il beneficiario,
individuato dall’Ente in base a requisiti stabiliti, ad ottenere beni o servizi in strutture o
aziende accreditate. Attraverso il sostegno alla rete di offerta, l’utilizzo dei voucher
contribuisce alla differenziazione e ampliamento del mercato dei servizi sociali,
favorendo il sostegno della cura e dell’assistenza di soggetti fragili. Allo stesso tempo
orienta il contributo pubblico verso impieghi “meritevoli”, per contrastare fenomeni di
emarginazione e di nuove povertà. I Voucher saranno differenziati per tipologie di utenza
e servizi (asili nido, scuole materne, baby­parking, baby sitting, servizi proposti
nell’ambito di attività estive, pre e post scuola, centri diurni aggregativi ed educativi,
sostegno a giovani autistici, ed altro) e sosterranno gli utenti delle zone periferiche della
città che ad oggi non usufruiscono di servizi che sono esclusivamente concentrati nel
centro e nelle zone a rischio di Messina.
J. Altro istituto non esistente nel territorio , e che si ritiene debba essere organizzato è
quello del Segretariato Sociale che dovrebbe trovare una dislocazione territoriale
strutturata per ambiti e garantire la distribuzione delle carte servizi, al fine di rendere note
ed esaustive le informazioni necessarie per beneficiare di tutti i servizi. Il Segretariato
Sociale, inteso come strumento di contatto con la persona finalizzato a dare informazioni
sulle risorse disponibili e contestualmente a ricevere informazioni su esigenze e problemi
generali, quindi rilevatore dei bisogni, offre consulenza psico­sociale o di intervento
socio­assistenziale, non come un semplice deflusso di informazioni che passano
dall'operatore all'utente ma deve favorire uno scambio sinergico di informazioni
utente/operatore/utente, ponendo la persona come soggetto attivo del sistema.
K. Infine particolare attenzione merita la situazione di Casa Serena: prioritariamente,
occorrerà risolvere la questione della inagibilità della struttura. Occorrerà, non solo
operare tutti gli atti di manutenzione straordinaria che, essendo di competenza del
Comune di Messina,non sono stati mai realizzati e che risultano assolutamente
necessari, occorrerà, altresì, operare un adeguamento della struttura alle basilari norme
di sicurezza (scale di sicurezza, porte antipanico ecc.), e ciò a tutela sia degli utenti sia
62
di quanto a Casa Serena ci lavorano. Una volta adeguata, la struttura di Casa Serena
potrebbe essere utilizzata, stante la notevole disponibilità di spazi, come sede di
coordinamento di alcuni servizi territoriali, oggi organizzati in modo poco organico in sedi
differenti, ciò comporterebbe un notevole risparmio sulle spese di gestione e di
coordinamento, consentendo nel tempo al Comune di rientrare nelle spese di
manutenzione effettuate.
Una ulteriore proposta, è quella di togliere l’amministrazione di Casa Serena alle Cooperative ed
affidarla ad una IPAB, Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, struttura dalla
personalità giuridica pubblica, operante in campo socio­assistenziale. (art 10 della legge
328/00).
L’istituzione di una IPAB, consentirebbe a Casa Serena di accedere ai fondi di finanziamento (€
18.000,00) stanziati dallo Stato e fermi alla Regione per il servizio di integrazione dei servizi
sociali.
In conclusione, il nostro programma intende creare processi di integrazione come strategie
operative finalizzate al perseguimento di obiettivi comuni tra diverse politiche pubbliche: quelle
abitative, quelle che riguardano la salute, il lavoro, la protezione sociale, lo sviluppo locale e che
in un’ottica di azione sistemica si combinano e convergono su interventi coordinati sul nostro
territorio.
Questo programma vuole anche richiamare il principio di attivazione che rinvia alla logica della
promozione delle capacità degli interessati “di scelta e di azione sul terreno politico, pubblico,
della discussione e sulla deliberazione su materie di interesse collettivo”.
Infatti il principio di attivazione, che è alla base della logica del Movimento cinque stelle, pone
l’attenzione sui destinatari delle politiche, dei servizi e degli interventi di welfare, sulla loro
capacità di voice come criterio di misura cruciale dei cambiamenti che si riesce ad innescare
nella dotazione di risorse e capacità di cui dispongono i cittadini per perseguire i loro progetti di
vita.
7.2 DIRITTI E PARI OPPORTUNITA’
●
Istituzione del registro amministrativo delle unioni civili unitamente al relativo
regolamento, volto a definire l’organizzazione e la disciplina per l’iscrizione e la
cancellazione nel registro medesimo.
●
Tutela e sostegno delle unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazione e
63
favorirne l’integrazione nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
●
Equiparazione al “parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto” ai fini della
possibilità di assistenza.
●
Rilascio da parte dell’Amministrazione Comunale, su richiesta degli interessati, di un
attestato di “unione civile basata su vincolo affettivo” inteso come reciproca assistenza
morale e materiale, in relazione a quanto documentato dall’Anagrafe della popolazione
residente (D.P.R.223/1989).L’attestato è rilasciato per i soli usi necessari al
riconoscimento di diritti e benefici previsti da Atti e Disposizioni dell’Amministrazione
comunale.
●
Il riferimento famiglia anagrafica contenuto nell’art. 4 del D.P.R. 223/1989 va inteso in
senso esclusivamente anagrafico, in considerazione della differenza tra le unioni civili,
come formazioni sociali, previste e tutelate dall’art. 2 della Costituzione e la famiglia,
prevista e tutelata dall’art. 29 della Costituzione.
7.2.1. INTEGRAZIONE DELLE DISABILITA’
La piena integrazione sottintende la partecipazione diretta di tutte le categorie di cittadini allo
svolgimento della “cosa pubblica” attraverso strumenti d’azione che ne garantiscano un
coinvolgimento “attivo” e non solo passivo limitato alla fruizione di concessioni elargite dalla
cosiddetta “componente normodotata” della popolazione. In tal senso fondamentale risulta la
creazione di organismi paralleli con poteri decisionali che vedano coinvolte le associazioni di
persone con disabilità e le loro famiglie in quanto direttamente consapevoli dei propri bisogni e
potenzialità. In tal senso imprescindibile risulta la previsione di una “Consulta dell’handicap a
livello comunale” composta dai rappresentanti delle associazioni presenti sul territorio.
Necessario appare il raccordo con il livello “regionale” attraverso la previsione di un ddl apposito
che disciplini le linee guida relative all’operatività della predetta consulta. All’organo
consultivo­decisionale istituito in sede locale sarà affidato il compito di
1. censire periodicamente i cittadini disabili;
2. intervenire con parere vincolante nella stesura di qualsiasi provvedimento approvato dagli
organi comunali e relativo all’elargizione di qualsiasi finanziamento proveniente da fondi europei,
regionali o comunali da destinare alle diverse abilità;
3. Intervenire con parere vincolante nella stesura dei piani di mobilità per disabili
64
In sinergia con una visione rinnovata dell’integrazione scolastica è, altresì, essenziale la
valorizzazione di figure come quella dell’ “assistente alla comunicazione”, la cui disciplina deve
essere contenuta in apposito regolamento comunale che ne sottragga l’impiego all’occasionale
approvazione di “progetti ad hoc”. Si tratta, infatti, di un obbligo riconosciuto in capo al comune in
quanto ente territoriale e non di un atto di liberalità subordinato a logiche clientelari. Quest’ultima
previsione s’inserisce nell’ambito di un progetto regionale supportato da apposito DDL , di
riconoscimento ufficiale della LIS, Lingua Italiana dei Segni.
In relazione alle barriere architettoniche si prevede l’immediata cassazione della determina
comunale che poneva “ a carico del beneficiario” la sistemazione della segnaletica stradale per i
portatori di handicap, nonché la stesura immediata da parte del relativo assessorato di un piano
di attuazione del decreto legislativo n. 503/1996 con particolare riferimento al caso
dell’Università e del Palazzo di Giustizia
65
8. ISTRUZIONE
Un settore fondamentale per la città di Messina è quello della istruzione e della formazione
psico­motoria. Porremo particolare attenzione alla riscoperta del bene pubblico attraverso la
valorizzazione del diritto allo studio e la lotta alla precarietà. Gli interventi previsti sono:
●
Assistenza pomeridiana agli alunni delle scuole elementari e di I grado da parte di
docenti (meglio ancora se specializzati), al fine di affrontare e superare un’eventuale
svantaggio socio­culturale attraverso attività integrative di recupero. Il personale docente
necessario per l’attuazione del progetto verrà reclutato attingendo dalle GAE dei precari
perdenti posto e le spese saranno coperte con l’utilizzo di fondi Europei. Tale obiettivo
sarà realizzabile solo nella misura in cui il governo regionale accoglierà le sollecitazioni
portate avanti dal gruppo istruzione M5S di Messina attraverso l’interrogazione presentata
dal portavoce Valentina Zafarana relativa all’utilizzo dei precari disoccupati nell’ambito dei
progetti europei FSE e FSER.
●
Utilizzo di impianti sportivi (piscine, palestre, campi d’atletica) in orario curriculare per
attivare progetti di psicomotricità in acqua e a secco per le scuole elementari, come già
sperimentato nel 1994 dal CONI di Messina con l’inclusione e l’integrazione di bambini
con Bisogni Educativi Speciali. L’attività motoria a secco ed in acqua verrà realizzata
negli impianti sportivi comunali (attivazione della piscina presente all’interno della Villa
Dante, piscina comunale, Cappuccini e UniMe). Saranno coinvolti all’incirca 10 istituti
comprensivi ed un personale di 200 unità circa tra insegnanti, psicologi e personale
tecnico sportivo per l’attività ludica.
●
Interventi sul problema della dispersione scolastica, maggiormente sentito negli
istituti di I e II grado, attraverso la realizzazione di corsi specifici al fine di giungere –
quale risultato complessivo – a formare persone/personalità adulte, ovvero soggetti di
libertà cui si richiede autonomia, maturità intellettuale ed affettiva, capacità di scelta,
responsabilità ed affidabilità. Tali corsi potrebbero prevedere il coinvolgimento di persone
anziane esperte in antichi mestieri per il recupero di arti, ricette, tradizioni e costumi oggi
più che mai dal sapore squisitamente moderno.
●
Creazione di asili nido­famiglia che integrino l’offerta assai carente oggi presente nel
territorio comunale sulla base delle direttive fornite a livello regionale per le quali si sta
provvedendo tramite apposito DdL
66
●
Censimento generale relativo a tutti gli edifici scolastici utilizzati in città allo scopo
di:
○
verificare particolari situazioni di disagio legate a strutture fatiscenti;
○
verificare la sussistenza di eventuali situazioni di spreco (locali inutili in affitto che
comportano spese eccessive etc.);
○
individuare aree libere e non sfruttate (cfr. ad esempio area ex ospedale
Margherita) ove possibilmente trasferire istituti già esistenti.
●
Creazione di un’apposita commissione di vigilanza presso l’assessorato P. I.
composta da docenti ed ATA (impiegati a titolo gratuito) con il fine di occuparsi delle
situazioni di sovraffollamento scolastico e del rispetto della normativa edilizia in materia
di sicurezza, competente a ricevere segnalazioni proveniente da tutto il territorio
comunale
●
Ricognizione immediata dei finanziamenti elargiti alle scuole private presenti
nell’ambito del territorio comunale, allo scopo di renderne pubblica l’entità e sollecitare
appositi interventi limitativi (ove sussistano situazioni di spreco) presso le competenti
istituzioni regionali.
●
Attivazione di progetti di psicomotricità in acqua e a secco per le scuole elementari
con l’inclusione e l’integrazione di bambini con Bisogni Educativi Speciali.
●
Richiesta al Governo di escludere dal patto di stabilità le spese comunali per la
scuola primaria in modo da permettere al Comune di investire in questo settore senza
eccessivi vincoli finanziari.
●
Potenziamento e sostegno di pedibus (accompagnamento a piedi strutturato dei
bambini sul percorso casa­scuola) per tutte le scuole comunali, anche in sinergia con
associazioni ed anziani del quartiere, sul modello “nonno civico”.
●
Estensione del capitolato di gestione delle mense scolastiche anche alle scuole
paritarie, contrastando la tendenza ad andare in deroga al capitolato stesso,
autorizzandosi di fatto alla poca trasparenza dei menù, all'utilizzo di stoviglie di plastica e,
più in generale, al non rispetto delle norme comunali.
67
9. LAVORO ED IMPRESA
Non possiamo lasciare che l’illegalità e l’abusivismo strangolino le attività economiche sane.
Vogliamo creare iniziative di microcredito alle piccole e medie imprese, anche sfruttando il fondo
appositamente istituito dai rappresentanti M5S all’ARS. Le misure che si propongono per il
settore del lavoro saranno intraprese di concerto con i rappresentanti all’ARS ed al parlamento
italiano:
●
Incentivazione degli investimenti sul territorio messinese. A tal fine si intende facilitare
l’avvio di startup attraverso la defiscalizzazione, per i primi tre esercizi, relativamente alle
tasse ed alle imposte comunali che usualmente gravano sulle imprese.
●
Rimodulazione e potenziamento degli sportelli unici per le imprese, la cui primaria
funzione, consista nell’offerta gratuita della consulenza tecnica di pre fattibilità volta ad
incentivare l’avvio delle micro imprese; captazione di fondi europei volti allo sviluppo
dell’imprenditoria giovanile, femminile e in favore di piccoli imprenditori artigiani
●
Favorire il consorziamento delle imprese al fine di raggiungere una massa critica,
realizzare una supply chain e fare sistema
●
Snellimento delle procedure burocratiche riguardanti le imprese;
●
Locazione agevolata di locali comunali in disuso per nuove attività, imprese e negozi
aperti da giovani.
●
Potenziamento dei centri per l'impiego creando una connessione diretta con il sistema
universitario.
●
Potenziamento dell’attività di qualificazione e riqualificazione lavorativa, attraverso
l’offerta dello strumento della formazione continua, in partnership con Università nazionali
ed internazionali.
●
Predisposizione di borse di studio, tese a cofinanziare stage mirati, quali punto finale di
un percorso formativo determinatosi dalle relazioni tra scuola superiore, università e
impresa.
●
Predisposizione di borse di studio, per cofinanziare le spese universitarie, rivolte ad un
circoscritto numero di studenti che si siano distinti negli studi.
●
Promozione del modello di condivisione dei dati e dei prodotti intellettuali secondo
licenze libere come volano per la creazione di un "ecosistema dell'intelligenza" che faciliti
68
la nascita di nuove imprese; in particolare, promozione di un mercato per servizi e
prodotti informatici basati sul software libero,e progressiva migrazione da un mercato
basato su un unico grande operatore ICT pubblico a una costellazione di piccole imprese
innovative.
●
Predisposizone di una piattaforma di crowdsourcing comunale (sito Web di
committenza di lavoro professionale) per far incontrare le necessità delle imprese del
territorio con l’offerta da parte di liberi professionisti, precari e partite IVA.
●
Imposizione per delibera della trasparenza all'interno della filiera degli appalti pubblici per
consentire l'emersione del lavoro in nero e precario.
●
Intensificazione dei controlli sulla sicurezza del lavoro da parte delle autorità preposte.
9.1 COMMERCIO
●
Al fine di difendere i piccoli commercianti, limitazione delle concessioni per l’apertura di
nuovi supermercati, ipermercati centri commerciali nel comune di Messina. In ogni caso,
incentivazione per l’esposizione di prodotti locali anche nei grandi supermercati
●
Sostegno alle politiche urbanistiche volte ad incentivare le dinamiche commerciali di
quartiere, in luogo alle attuali esistenti presso parchi e centri commerciali;
●
Incremento dei controlli contro l’abusivismo.
●
Riordino e riqualificazione dei mercati storici messinesi. I mercati rionali sono una
grande ricchezza per i cittadini e pertanto deve essere garantita la salubrità, la qualità, la
sicurezza e la legalità. Con la collaborazione dei venditori i mercati rionali possono
diventare luoghi straordinari per la garanzia della specificità e fonte di lavoro.
●
Sostegno e promozione, secondo i principi dell’economia etica e solidale, dell’offerta dei
prodotti stagionali tipici del territorio messinese, che perseguono la filiera corta, con
possibilità di creazione di mercati rionali permanenti ad uso vendita.
●
Assegnazione di spazi pubblici, in ciascuna circoscrizione, da adibire ai Gruppi di
Acquisto Solidale (GAS), per la vendita di prodotti locali attraverso gli ordini collettivi.
●
Adozione di iniziative da intraprendere con la Regione, tese alla facilitazione
all’accesso al microcredito locale.
●
Realizzazione di centri commerciali diffusi (per esempio: viale San Martino).
69
●
Incentivazione degli esercizi commerciali incentrati nella vendita di prodotti senza
imballaggi;
●
Rivalutazione del settore artigiano, creando mercatini caratteristici nei quali potranno
essere commercializzati produzioni locali di varia natura.
●
Istituzione della RED LINE, percorso consigliato per la fruizione massimale dei siti di
interesse cittadino sia dal punto di vista storico artistico che commerciale.
70
10. TURISMO, CULTURA E SPORT
10.1 Turismo
La nostra grande ricchezza si chiama turismo, una potenzialità finora largamente inespressa e
sottovalutata, che si è manifestata solo in un alquanto sterile approdo crocieristico. Noi vogliamo
incentivare un turismo di qualità, non stagionale, che apporti ricchezza a tutta la città, sfruttando i
nostri grandi punti di forza: natura, arte, cultura.
Ma il turismo non è che il volano per cambiare la nostra città.
In merito al settore turistico ci siamo posti tre obiettivi:
1. a breve termine: creare il necessario humus per le iniziative turistiche che amplino la
portata del turismo crocieristico, l’utenza delle nostre spiagge e dei nostri fondali, la
riscoperta di monumenti e percorsi dimenticati. Apertura di spazi collettivi per
l’espressione dei giovani artisti. Piano sostenibile e strategico per il Turismo
(crocieristico, religioso, sportivo, culturale, congressuale, disabile e studentesco)
2. a medio termine: turismo culturale e convegnistico, in sinergia con l’Università e con gli
altri centri di ricerca e cultura. Aumento della disponibilità ricettiva, con semplificazione
burocratica per i Bed&Breakfast e la creazione di Alberghi Diffusi.
3. lungo termine: Bisogna creare una rete che unisca con efficienza tutta l’offerta turistica
sul territorio. Si deve operare un’azione sinergica di valorizzazione degli attrattori di
domanda turistica e di gestione dei medesimi al fine di attivare e sviluppare l’offerta
turistica:
1) Si debbono attivare processi di valorizzazione di tutti i potenziali elementi di attrazione
turistica:
●
Beni paesaggistici ( paesaggio, vedute d’insieme, belvedere, eccc..);
●
Beni naturalistici ( riserve naturali, lagune , parchi e foreste, ecc…);
●
Beni antropici ( villaggi, tessuti urbani di antico impianto, strutture agricole, ecc…);
●
Beni monumentali ( piazze, fontane, palazzi, chiese, eccc);
●
Beni artistici (quadri, sculture, disegner, ecc..: musei)
●
Beni culturali (biblioteche, emeroteche, gabbinetti di lettura, raccolte, fondazioni ,
71
ecc…);
2) Si debbono strutturare le capacità recettive e gestionali, determinando un’offerta
turistica di buon livello attraverso:
●
Un’ottima rete di recettività alberghiera ( alberghi, pensioniBe B;ecc..);
●
Un’ottima recettività ristorativa ed eno­gastronomica;
●
Un’ottima, collaterale attività di relax per il tempo libero serale ( incentivare calendari
e spettacoli 365 gg su 365 ,locali notturni, , spettacoli teatrali, ecc…). Attivare
vivacità alle sere del centro storico.
●
Una puntualissima assistenza logistica per tutte le necessità del turista.
Considerato che gli elementi di attrattività turistica sono dislocati in maniere satellitare sul
territorio e che sono molto differenziati per specialità così come secondo l’elenco sopra
esposto, è necessario studiare e programmare una serie di circuiti turisti integrati che
determinano percorsi prestabiliti strutturati nella logistica e nella recettività, studiati nella
forma tematica che sviluppino narrazioni del territorio, delle sue qualità intrinseche e delle
sue espressioni artistiche e storiche, svolgendo una filologia tematica di qualità e che
forniscano una lettura completa, di sintesi o approfondita a seconda della durata dei
percorsi stessi, del territorio comunale ed extra comunale. Non singole visite episodiche
di singoli elementi di attrattività turistica, ma la rappresentazione itinerante di un’identità
territoriale fornita attraverso circuiti turisticic di senso e di valore artistico e culturale.
Vogliamo incentivare tutte le attività culturali, dalle fiere enogastronomiche alle mostre di
arti figurative, dai concerti al cinema, riappropriandoci di iniziative nate a Messina ma
rubateci e trasferite in altre città (vedi il David di Donatello). Vogliamo sfruttare tutti gli
strumenti informatici per valorizzare i siti di interesse turistico di Messina e promuovere
l’immagine positiva della città attraverso la Rete. Vogliamo recuperare la nostra memoria
storica, cancellata artificiosamente negli ultimi decenni, introducendo lo studio del nostro
glorioso passato nelle scuole elementari.
Gli obbiettivi che abbiamo descritto saranno perseguiti attraverso i seguenti strumenti:
●
Persistente e operativa collaborazione del Comune con l'Assessorato al Turismo
dalla Regione per il corretto utilizzo dei Fondi Europei.
●
Semplificazione delle procedure d'avviamento per nuovi B&B.
●
Mappatura ed adeguamento dei siti di interesse Storico e Archeologico
●
Itinerari turistici per croceristi e cittadini con l'utilizzo di guide e mezzi ATM.
72
●
Percorsi guidati sottomarini, nei fondali dello stretto, con riferimento particolare ai
relitti.
●
Creazione di Lidi Comunali aperti tutto l'anno con annessa flotta per mini crociere,
pesca turistica anche con l'utilizzo di Feluche.
●
Creazione di presidi slow­food e artigianato per croceristi.
●
Competizioni veliche e surfistiche internazionali.
●
Promozione di eventi e gare internazionali per qualsivoglia disciplina sportiva
praticabile nei numerosi siti sportivi male utilizzati presenti nel territorio.
●
Fiera attiva tutto l'anno con eventi tematici (Fiere di Settore) che sviluppino il
mercato food (gare internazionali di cucina), artigianato locale ed internazionale
(oreficeria, moda, e manifatturiero di alta fascia), esposizione permanente della
progettazione Edilizia Eco­Sostenibile, etc.)
●
Individuazione di spazi per la libera espressione Artistica e Intelletuale con la
possibilità di creare eventi di tipo Artistico e Congressuale.
●
Iniziative che stimolino la produzione e la commercializzazione, anche a scopo
benefico, di opere di giovani artisti Isolani e Stranieri.
●
incentivazione turismo congressuale / medico / religioso / competitivo/ sportivo/
culinario.
●
creazione di un sistema di trasporti integrato con le principali mete turistiche della
provincia, in particolare le isole Eolie.
●
Apertura della nuova sede Museale.
●
Creazione hot­spot wi­fi.
●
Creazione di corsi obbligatori per migliorare l'accoglienza e l'integrazione degli
stranieri attraverso insegnamenti di Diritto, Lingua Italiana, Informatica, Nozioni si
storia Italiana e Siciliana, etc.
●
Particolare attenzione va data alle necessità dei Cittadini e Turisti disabili attraverso
l'adeguamento delle strutture cittadine nella loro totalità.
●
Contrasto all’abusivismo a tutela degli operatori turistici (albergatori e gestori di
attività turistico ricettive alberghiere ed extra ­ alberghiere).
●
Verifica della redditività ed eventuale eliminazione della “Tassa comunale di
soggiorno”.
●
Recupero e mantenimento del decoro urbano ed inasprimento dei controlli e delle
sanzioni per chiunque li pregiudichi.
73
●
Istituzione della RED LINE, percorso consigliato per la fruizione massimale dei siti
di interesse cittadino sia dal punto di vista storico artistico che commerciale.
●
Mappatura definitiva dei siti cittadini di interesse turistico e culturale, al fine di defirne
gli itinerari da offrire, unitamente alla predisposizione multilingue della segnaletica
turistica per indicarne i percorsi.
●
Creazione di una Tourist card integrata per entrare nei Musei e usufruire di
specifiche linee di Trasporto Urbano a tariffe agevolate
E' necessario operare un cambiamento di rotta tanto repentino quanto sostanziale.
Invertire la scala di valori in direzione della Solidarietà e dell'Operosità.
Non può definirsi Civile una Comunità, i cui individui non hanno rispetto per i meno
fortunati e la Natura che li ospita.
La rinascita di questa Città passa inevitabilmente da un nuovo senso di Appartenenza e
di aggregazione.
Ognuno di Noi deve sentirsi parte in causa e dare prova di Civiltà assumendosi le proprie
Responsabilità verso Se Stesso e verso i Cittadini.
Gli Obbiettivi Programmatici o Intenti sopra esposti, non si intendano definitivi, ma
"Dinamici".
Gli stessi sono da considerarsi Proprietà dei Cittadini e pertanto migliorabili e sopratutto
integrabili con suggerimenti e annotazioni prima che siano formalizzati.
Ogni cittadino che ritenga opportuno sottoporre progetti con una reale fattibilità è invitato
a dare il proprio personale apporto utilizzando il sito del Movimento.
10.2 Cultura
●
Istituzione di un museo archelogico, essendo Messina una delle pochissime colonie
greche ancora sprovviste di una tale struttura. A questo scopo va fatta una ricognizione
dei beni storico artistici in possesso del comune di Messina e di quelli trasferiti presso
altri enti (vedi musei di Siracusa e di Palermo).
●
Definizione di un patto di rilancio economico con le istituzioni culturali di eccellenza della
città, in cui il Comune, a fronte di tagli agli sprechi ed alle speculazioni, si impegni a
mantenere gli stanziamenti verso le istituzioni impegnate a programmare attività di
elevato profilo, tese al raggiungimento del proprio equilibrio finanziario.
74
●
Semplificazione del regolamento comunale in essere (delibera del consiglio comunale
72/c del 19/10/10) per una migliore fruizione dei beni immobili confiscati alla mafia.
●
Individuazione e definizione, nell’ambito del patrimonio immobiliare del comune, di spazi
permanenti da destinare ad attività artistiche, musicali, creative e culturali dei giovani
talenti catanesi. In detti spazi si prevede inoltre la creazione di una zona SIAE FREE che
agevoli ulteriormente le libere performances dei giovani artisti.
●
Individuazione e definizione, nell’ambito del patrimonio immobiliare del Comune, di spazi
da destinare all’infanzia in conformità con la “Carta dei diritti dei bambini all’arte e alla
cultura”, avallata dal Parlamento Europeo e dall’Unesco.
●
Creazione di un Portale telematico comunale, comprendente i link delle attività culturali,
con particolare riguardo alle attività dedicate all’infanzia.
●
Promozione delle cultura, attraverso l’instaurazione della gratuità dei musei e delle
biblioteche un giorno al mese per i residenti.
10.3 Sport
●
Verifica e monitoraggio degli impianti sportivi comunali, riguardo il possesso dei requisiti
previsti dalle normative vigenti, in materia di sicurezza, abbattimento delle barriere
architettoniche ed aspetti igienico­sanitari.
●
Concessioni alle società sportive utilizzatrici di impianti sportivi particolarmente onerosi
come lo stadio San Filippo e lo stadio Giovanni Celeste.
●
Valutazione dell’uso degli impianti sportivi e ricreativi comunali dati in concessione, con
possibilità di annullamento della stessa in caso di accertata mancata valorizzazione o
speculazioni.
●
Impiego della finanza programmata per la riqualificazione delle strutture sportive
comunali, nonché per la promozione di eventi , anche di respiro nazionale ed
Internazionale.
●
Valorizzazione delle attività sportive connesse con il patrimonio naturalistico ed urbano
della città, nel più vasto programma di riqualificazione dello stesso, promuovendone la
fruibilità attraverso la promozione delle attività sportive, ed eventi, connessi
(riqualificazione della playa con sport acquatici, impiego delle piste ciclabili).
●
Incentivazione e pianificazione di significativi eventi sportivi, previa analisi delle ricadute
75
reddituali degli eventi passati, al fine di evitare il perpetuarsi di sprechi e dinamiche di
scambio politico.
●
Creazione di una multiutility card integrata, con particolare riguardo verso le fasce sociali
più deboli, volta a semplificare la fruibilità delle attività e degli eventi sportivi e culturali da
svolgere presso gli impianti comunali, attraverso un sistema di scontistica integrata con il
servizio di mobilità urbana.
Promozione presso il sistema scolastico, di ogni ordine e grado, di campagne educative
riguardo l'importanza salutista delle attività sportive, avvalendosi di consulenze gratuite di
professionisti del settore (federazioni ed associazioni sportive).
76
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