40
Capitolo 4
4 STATO DI FATTO DELLA PRODUZIONE E
GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI
4.1
Caratteristiche quantitative e qualitative della produzione dei
rifiuti urbani
4.1.1
Modalità di acquisizione, bonifica e validazione dei dati
La L.R. 1 luglio 1993 n. 21, abrogata dalla più recente L.R. 12 dicembre 2003 n. 26,
individuava, tra le competenze delle Province, “il rilevamento statistico dei dati inerenti alla produzione
e allo smaltimento dei rifiuti urbani ed assimilabili in ambito provinciale”.
Per lo svolgimento di tali funzioni, presso le Province sono stati costituiti gli Osservatori
Provinciali Rifiuti (OPR), così come successivamente previsto dalla L. 23 marzo 2001 n. 93.
In ottemperanza alla citata legge regionale i Comuni provvedevano a compilare annualmente
una scheda relativa alla produzione e gestione dei rifiuti urbani e ad inviarla alle Province; una volta
elaborati ed archiviati i dati venivano trasmessi all’Osservatorio regionale, che dal 27 luglio 2000 ha
sede presso l’ARPA Lombardia.
La L.R. 12 dicembre 2003 n. 26 ha riconfermato in capo alle Province “il rilevamento statistico
dei dati inerenti la produzione e la gestione dei rifiuti urbani nonché il monitoraggio della percentuale
delle frazioni merceologiche avviate a recupero”.
Pertanto, in Regione Lombardia la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi ai rifiuti urbani ha
ormai una tradizione consolidata.
Nel corso degli anni il sistema di raccolta dei dati è stato perfezionato, grazie all’esperienza
acquisita e al contributo degli OPR: la scheda cartacea utilizzata inizialmente è stata
progressivamente affiancata e sostituita da strumenti informatici che hanno costituito un valido ausilio
per l’effettuazione delle operazioni di verifica ed elaborazione statistica; ormai da sei anni le
informazioni vengono raccolte, archiviate ed elaborate utilizzando un applicativo su tecnologia web,
implementato dall’Osservatorio Regionale sui Rifiuti dell’ARPA Lombardia, denominato O.R.SO.
(Osservatorio Rifiuti SOvraregionale), che riprende nella sua struttura i contenuti della scheda
regionale tipo approvata con DGR 42733 del 27.04.1999.
L’applicativo internet è strutturato in modo da consentirne l’utilizzo a Comuni, Osservatori
Provinciali e Osservatorio Regionale sui Rifiuti, ciascuno secondo le proprie competenze e necessità.
La procedura garantisce già in fase di compilazione un elevato grado di omogeneità e affidabilità dei
dati, consentendo di eliminare tutte le incongruenze tipiche delle raccolte dati tradizionali, per le quali
non esistono controlli diretti sui dati inseriti. Gli Osservatori provinciali hanno poi la possibilità di
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
41
intervenire direttamente sui dati per effettuare le operazioni di bonifica e validazione, mentre
l’Osservatorio Regionale effettua le verifiche finali ed elabora i dati a livello regionale.
Grazie ad O.R.SO. è possibile disporre di un data base molto articolato che, oltre alle
informazioni relative alla produzione dei rifiuti urbani e alle raccolte differenziate, fornisce indicazioni
sulle modalità di gestione ed organizzazione dei servizi di raccolta, nonché sui costi del ciclo dei rifiuti
urbani oltre ad informazioni aggiuntive di dettaglio (compostaggio domestico, sistemi tariffari).
Dal 2005 (dati 2004) l’applicativo ha consentito ai Comuni di generare automaticamente il
MUD, essendo stata associata a ciascuna frazione merceologica di rifiuti lo specifico CER.
Dallo stesso anno è stata inoltre realizzata una sezione specifica dedicata agli impianti di
trattamento di rifiuti, che, con le stesse modalità dei Comuni, compilano in tempo reale i dati relativi ai
rifiuti ritirati e prodotti, alle operazioni di trattamento, al recupero di materia e di energia. Attualmente
questa sezione viene compilata solo dagli impianti che gestiscono flussi di rifiuti urbani.
Le informazioni del presente capitolo risultano, pertanto, dalle elaborazioni dei dati raccolti con
le modalità sopra descritte.
4.1.2
Calcolo della percentuale di raccolta differenziata
La percentuale di raccolta differenziata è l’indice maggiormente utilizzato per valutare i risultati
conseguiti nella gestione dei servizi di raccolta dei rifiuti urbani ed è previsto per legge come obiettivo
sia a livello nazionale (prima dal D. Lgs. 22/1997 ed ora dal D. Lgs. 152/2006), sia a livello regionale
(prima dalla L.R. 21/1993 ed ora dalla L.R. 26/2003), sia a livello pianificatorio (Piano Regionale di
Gestione dei Rifiuti e Piano Provinciale Rifiuti).
In ragione dell’ampio utilizzo di questo parametro, al fine di una miglior comprensione dei
contenuti del presente capitolo, si ritiene necessario richiamare la definizione di raccolta differenziata
e la formula che permette il calcolo della percentuale stessa.
Il D. Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 definiva come raccolta differenziata “la raccolta idonea a
raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee” (art. 6, comma 1, lett. f), demandando
ad un successivo decreto ministeriale, mai emanato, la definizione della metodologia e dei criteri per il
calcolo della percentuale di raccolta differenziata (art. 24, comma 2-bis).
Il D. Lgs. 152/2006, il cui percorso di riscrittura si è concluso con l’emanazione del D. Lgs.
4/2008, all’art. 183, comma 1 lett. f), di fatto conferma, precisandola meglio, la previgente definizione;
infatti in base al nuovo Codice ambientale si intende per raccolta differenziata la “raccolta idonea a
raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida,
destinate al riutilizzo, al riciclo e al recupero di materia”. Il decreto non ha comunque contribuito a
chiarire definitivamente la questione in quanto, analogamente all’ex D. Lgs. 22/1997, rimanda ad un
ulteriore atto la determinazione dei criteri di calcolo della percentuale di raccolta differenziata.
Nonostante la questione sia tuttora dibattuta, l’Osservatorio regionale, in accordo con gli
Osservatori provinciali, ha stabilito un criterio di riferimento per il calcolo della percentuale di raccolta
differenziata, al fine di rendere confrontabili i risultati ottenuti nelle province lombarde.
In base alle indicazioni fornite dall’Osservatorio regionale, la percentuale di raccolta
differenziata è data dal rapporto tra la sommatoria dei pesi delle frazioni raccolte in modo differenziato
ed il peso totale dei rifiuti urbani, incluso lo spazzamento strade, con l’esclusione dei rifiuti inerti e di
42
Capitolo 4
quelli cimiteriali. A partire dai dati 2002, l’Osservatorio regionale ha ritenuto di modificare parzialmente
il criterio di calcolo della percentuale di raccolta differenziata precedentemente utilizzato, includendo
nel computo i quantitativi derivanti dal recupero degli ingombranti.
Pertanto, la formula attualmente utilizzata per il calcolo della percentuale di raccolta
differenziata risulta essere la seguente:
B oa =
∑ oa + áåÖ êÉÅ
or
G NMM
íçí
dove:
•
∑ oa è la somma di tutte le frazioni raccolte separatamente, indipendentemente dal
destino finale (recupero di materia o specifico smaltimento);
•
áåÖêÉÅ è il quantitativo di ingombranti effettivamente recuperato, che viene determinato nel
modo seguente:
-
nel caso di dati verificati direttamente con gli impianti autorizzati al ritiro degli ingombranti,
viene considerato il quantitativo recuperato dichiarato dagli impianti stessi;
-
nel caso in cui non sia disponibile il dato relativo al quantitativo di ingombranti recuperato,
si assume quale percentuale di recupero il 25% del quantitativo avviato ad impianti di recupero.
•
oríçí è il totale dei rifiuti urbani, comprendente la frazione residuale, i rifiuti ingombranti,
lo spazzamento strade e le raccolte differenziate, con esclusione dei rifiuti cimiteriali e dei rifiuti inerti.
Il quantitativo “ingombranti recuperato” è il risultato di una valutazione che prevede una
cospicua presenza di impurità e scarti all’interno della frazione ingombranti. Pertanto si è convenuto di
applicare un coefficiente correttivo al quantitativo di ingombranti destinati ad impianti di recupero
basato sull’efficienza del processo di trattamento dichiarata dall’impianto stesso che li ritira. Nel caso
in cui gli impianti che effettuano il recupero dei rifiuti ingombranti non siano in grado di quantificare
l’efficienza del processo di trattamento, si stima un recupero pari al 25% del ritirato, valore che,
tuttavia, come si è appurato nel corso degli ultimi anni, tende a sovrastimare l’effettivo recupero.
4.1.3
Produzione dei rifiuti urbani e raccolte differenziate: analisi storica e
quadro attuale
Nel presente paragrafo viene analizzato l’andamento provinciale della produzione dei rifiuti
urbani e delle macrocategorie in cui vengono convenzionalmente ripartiti (Frazione residuale,
Ingombranti e Raccolte differenziate).
La Tabella 4.1 e il relativo Grafico 4.1 mostrano l’andamento della produzione totale dei rifiuti
urbani in Provincia di Lecco dal 1995 al 2006 (i dati sono espressi sia come quantitativi assoluti in
tonnellate sia come kg pro-capite per anno).
In accordo con le tendenze rilevate in ambito regionale, la produzione di rifiuti urbani in
Provincia di Lecco ha fatto registrare dal 1995 al 2001 un costante e progressivo aumento, con un
tasso di incremento medio annuo del 4,5%. In analogia con quanto osservato in altri contesti
territoriali, la crescita della produzione è presumibilmente risultata associata, oltre che ad un effettivo
incremento dei consumi, anche alla tendenza ad assimilare ai rifiuti urbani un numero crescente di
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
43
tipologie di rifiuti speciali; quest’ultimo fenomeno si è andato stabilizzando nel corso del tempo
determinando, conseguentemente, un rallentamento del trend complessivo di crescita della
produzione dei rifiuti stessi. Dal 2002 la crescita della produzione dei rifiuti urbani ha subito un
rallentamento rispetto al trend osservato negli anni precedenti: nel 2002 e nel 2004, infatti, sono stati
registrati aumenti piuttosto contenuti (rispettivamente +3%, +2,6%); nel 2003 si è verificata una decisa
inversione di tendenza (-3,3% rispetto all’anno precedente), più modesta nel 2005 (-0,09%).
Contrariamente all’andamento osservato negli ultimi anni, nel 2006 la produzione dei rifiuti
urbani ha ripreso a crescere in modo significativo, facendo registrare un +3,9% rispetto all’anno
precedente. La crescita rilevata è presumibilmente imputabile, almeno in parte, ad una ripresa
generalizzata dei consumi delle famiglie, che, in assenza di decise politiche volte al contenimento
della produzione dei rifiuti, hanno determinato un rilancio della produzione dei rifiuti.
Tabella 4.1 Evoluzione della produzione dei rifiuti urbani, 1995-2006
ANNO
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
Popolazione
302.557
304.539
305.981
307.451
309.517
311.647
313.818
316.371
318.350
322.104
325.042
327.754
Produzione Totale
t/anno
Variaz. %
113.948,0
120.168,5
5,5
126.032,7
4,9
130.491,8
3,5
137.563,2
5,4
141.562,1
2,9
148.142,1
4,6
152.654,4
3,0
147.600,6
-3,3
151.423,9
2,6
151.291,8
-0,1
157.171,2
3,9
Produzione Tot. Procapite
Kg ab./anno
Variaz. %
376,62
394,59
4,8
411,90
4,4
424,43
3,0
444,44
4,7
454,24
2,2
472,06
3,9
482,52
2,2
463,64
-3,9
470,11
1,4
465,45
-1,0
479,54
3,0
Grafico 4.1 Produzione dei rifiuti urbani, 1995-2006
t/anno
160.000
140.000
120.000
100.000
80.000
60.000
40.000
20.000
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Anni
44
Capitolo 4
L’analisi dei dati a livello regionale, mostra che la Provincia di Lecco, con un pro-capite di 480
kg/abitante nel 2006 si colloca tra le province lombarde con la minore produzione pro-capite (agli
estremi della graduatoria provinciale si collocano Bergamo, con un pro-capite di 458 kg/abitante, e
Brescia con 618 kg/abitante); inoltre, come si può evincere dal Grafico 4.2, nel corso degli anni la
produzione pro-capite dei rifiuti urbani della Provincia di Lecco è sempre risultata inferiore al dato
medio regionale (518 kg/abitante), che a sua volta risulta sensibilmente minore del dato nazionale
(550 kg/abitante nello stesso anno).
Grafico 4.2 Produzione pro-capite dei rifiuti urbani in Provincia di Lecco, comparazione con
dato regionale, 1995-2006
Kg/abitante
550
500
450
400
350
300
250
200
150
100
1995
1996
1997
1998
1999
2000
Pro-capite Provinciale
2001
2002
2003
2004
2005
2006
Anni
Pro-capite Regionale
I rifiuti urbani vengono convenzionalmente ripartiti in due macro-categorie: i rifiuti
indifferenziati e le raccolte differenziate. Tra i rifiuti indifferenziati vengono conteggiati la frazione
residuale, i rifiuti ingombranti (dal 2002 tale voce indica la sola quota degli ingombranti a smaltimento)
e lo spazzamento strade; le raccolte differenziate comprendono tutte le frazioni raccolte
separatamente (destinate al recupero di materia o allo smaltimento in condizioni di sicurezza) e, dal
2002, i materiali recuperati dagli ingombranti.
La Tabella 4.2 ed il relativo Grafico 4.3 mostrano l’evoluzione delle principali categorie
costituenti i rifiuti urbani.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
45
Tabella 4.2 Evoluzione della produzione dei rifiuti urbani, disaggregati nelle principali categorie, 1995-2006
46
Capitolo 4
L’andamento generale denota come nel corso degli anni il quantitativo di rifiuti oggetto di
raccolta differenziata sia sempre cresciuto, accompagnato, nel contempo da una progressiva
riduzione dei rifiuti indifferenziati. In particolare, grazie all’introduzione del modello di raccolta
differenziata secco riciclabile - umido, che ha interessato a partire dal 1996 un numero sempre
crescente di Comuni della Provincia, consolidandosi nel 2000, dal 1996 al 1999 si è assistito ad un
“boom” delle raccolte differenziate (+33,1% nel 1996, +19,9% nel 1997; +36,4% nel 1998; + 25,8% nel
1999), nel 2000 e nel 2001 le raccolte differenziate hanno continuato a crescere in modo significativo
(+13,6 % nel 2000, + 10,9% nel 2001), riducendo poi i propri tassi di crescita negli anni seguenti.
L’incremento delle raccolte differenziate è stato accompagnato da una progressiva riduzione
dei rifiuti indifferenziati destinati a smaltimento: il Grafico 4.2 mostra infatti in modo eloquente come a
partire dal 2000 il quantitativo di rifiuti indifferenziati sia sempre risultato ampiamente inferiore alle
raccolte differenziate totali. Basti pensare che mentre nel 1995 il 79,8% dei rifiuti urbani veniva avviato
a smaltimento e le raccolte differenziate totali costituivano solo il 20,2% dei rifiuti urbani, nel 2006 i
rifiuti indifferenziati (come sopra definiti) rappresentano solo il 44,3% dei rifiuti urbani e le raccolte
differenziate raggiungono il 55,7%.
Grafico 4.3 Evoluzione delle macrocategorie costituenti i rifiuti urbani, 1995-2006
t/anno
180.000
160.000
140.000
120.000
100.000
80.000
60.000
40.000
20.000
1995
1996
1997
1998
1999
RU Totali
2000
2001
2002
RU Indifferenziati
2003
RD Totali
2004
2005
2006
Anni
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
47
Frazione residuale
La frazione residuale costituisce la quota dei rifiuti urbani, non ingombranti, esclusi dal
processo di raccolta differenziata ed avviati a smaltimento.
Il Grafico 4.4 riporta l’andamento della produzione della frazione residuale in Provincia di
Lecco dal 1995 al 2006 (si precisa che fino al 1997 il dato della frazione residuale è comprensivo dello
spazzamento strade). Dai dati risulta evidente un generale trend di diminuzione, in termini assoluti dei
quantitativi prodotti: si è infatti passati dalle 84.400 t del 1995 alle 55.589 t del 2006 con una riduzione
del 34,5%. La riduzione è risultata più marcata dal 1997 al 2000, in concomitanza dell’attivazione del
servizio di raccolta differenziata della frazione umida da parte dei Comuni della Provincia.
Un efficace disincentivo alla produzione di frazione residuale è stato, inoltre, costituito
dall’adozione del sacco trasparente, in sostituzione del sacco nero, per il conferimento di tale tipologia
di rifiuti resa obbligatoria dal Piano provinciale a decorrere dal 1° gennaio 2000, al fine di privile giare il
conferimento differenziato dei rifiuti.
In termini relativi, è interessante notare che se nel 1995 il 74,5% dei rifiuti urbani prodotti nella
Provincia veniva smaltito come frazione residuale, quest’ultima, nel 2006, ha costituito il 35,4% dei
rifiuti totali.
Grafico 4.4 Produzione della frazione residuale in Provincia di Lecco, 1995-2006
t/anno
90.000
80.000
70.000
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
0
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Anni
Il successivo Grafico 4.5 illustra l’andamento della produzione pro-capite di frazione residuale
con quella dei rifiuti urbani totali. Si può osservare come l’aumento complessivo della produzione procapite dei rifiuti urbani totali, che è passata dai 376,6 kg/abitante del 1995 ai 479,5 kg/abitante del
2006, sia stata controbilanciata da un’importante e progressiva riduzione della frazione residuale, che
è passata dai 280,4 kg/abitanti del 1995 ai 169,6 kg/abitante del 2006 (-39,5%).
=
48
Capitolo 4
Grafico 4.5 Produzione pro-capite di rifiuti urbani e di frazione residuale, 1995-2006
Kg/abitante
500
450
400
350
300
250
200
150
100
50
0
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
Anni
Pro-capite RU tot
Pro-capite Fraz. Residuale
Ingombranti
Il Grafico 4.6 illustra l’evoluzione della produzione dei rifiuti ingombranti in Provincia di Lecco
dal 1995 al 2006.
Grafico 4.6 Produzione dei rifiuti ingombranti in Provincia di Lecco, 1995-2006
t/anno
12.000
10.000
8.000
6.000
4.000
2.000
0
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Anni
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
49
L’andamento generale mostra come gli ingombranti siano cresciuti in modo rilevante nei primi
anni dell’orizzonte temporale considerato, in cui sono passati dalle 6.069 t del 1996 alle 11.181 t del
1999 (+84,2%), per poi decrescere progressivamente assestandosi attorno alle 8.734 t del 2006 (21,9% rispetto al 1999).
Gli elevati valori riscontrati nel periodo 1996-1999 sono probabilmente riconducibili a problemi
gestionali delle aree attrezzate comunali per la raccolta differenziata, che costituiscono la modalità di
raccolta prevalente per tale tipologia di rifiuto. Molti Comuni, infatti tendevano a raccogliere nello
stesso contenitore, considerandole come ingombranti, tipologie di rifiuti molto diverse tra di loro e
comunque suscettibili di recupero se gestite separatamente (ad esempio: scarti vegetali, inerti, rottami
metallici etc.) e non esitavano ad accogliere presso tali aree ingenti quantità di rifiuti provenienti da
utenze produttive.
Dall’anno 2000 il trend di crescita si è invertito e, fatti salvi gli incrementi, comunque piuttosto
contenuti, osservati nel 2002 e nel 2006, i rifiuti ingombranti hanno fatto registrate una progressiva
riduzione, conseguendo nel 2006 una produzione pro-capite di 26,6 kg/abitante, inferiore all’obiettivo
di produzione stabilito dal Piano per lo stesso anno. Il risultato conseguito è dovuto sia alla politica
tariffaria applicata da SILEA S.p.A., soggetto attuatore della politica integrata della gestione dei rifiuti
in Provincia di Lecco, di cui si dirà più in dettaglio in seguito, volta a disincentivare la produzione di
tale categoria di rifiuti, sia al conferimento separato presso le aree attrezzate per la raccolta
differenziata dei materiali che costituiscono gli ingombranti (in prevalenza legno e metalli).
Storicamente i rifiuti ingombranti sono stati considerati una frazione destinata a smaltimento,
anche se tali rifiuti sono sempre stati conferiti in modo differenziato (comunemente presso le aree
attrezzate, o con cassoni dedicati presenti sul territorio o, più raramente, a domicilio), in quanto non
erano utilizzabili i normali canali per la raccolta dei rifiuti non differenziati, il loro destino era comunque
lo smaltimento in discarica. Da alcuni anni, gli ingombranti vengono invece avviati a circuiti di
trattamento finalizzati al recupero di alcune componenti, quali legno, materiali ferrosi, plastica e vetro,
grazie anche alla realizzazione di impianti autorizzati per effettuarne la selezione ed il recupero.
In considerazione di ciò, a partire dai dati relativi all’anno 2002, l’Osservatorio Regionale sui
Rifiuti dell’ARPA Lombardia ha ritenuto di modificare parzialmente il criterio di calcolo della
percentuale di raccolta differenziata adottato per gli anni precedenti, tenendo conto del quantitativo di
ingombranti avviati a recupero, secondo la formula ed il criterio per la stima degli ingombranti
recuperati illustrati nel sottoparagrafo 4.1.2.
In Provincia di Lecco è stata autorizzata nel 2001 una piattaforma, di titolarità della società
SILEA S.p.A., che si qualifica come struttura d’ambito per la valorizzazione dei rifiuti Ingombranti e
che consente di razionalizzare i flussi di rifiuti provenienti dalle raccolte comunali e dalle aree
attrezzate per la raccolta differenziata. Tuttavia, i tempi previsti per la realizzazione della struttura
hanno subito un forte ritardo a causa dei lavori di ammodernamento dell’attiguo impianto di
incenerimento rifiuti. In attesa del completamento dei lavori di adeguamento della piattaforma
d’ambito, sino al 2004 gli ingombranti raccolti in Provincia di Lecco, pur transitando dalla citata
struttura, sono stati conferiti ad impianti di stoccaggio e cernita extraprovinciali; nel corso del 2005 e
del 2006 tali rifiuti sono stati conferiti per la quasi totalità all’impianto della società Il Trasporto S.p.A. di
Perego (LC).
50
Capitolo 4
In ragione di quanto sopra, per gli anni 2002-2004 il quantitativo di ingombranti recuperato è
stato stimato ed è stato computato nella misura del 25% degli ingombranti avviati ad impianti di
recupero (eccezion fatta per alcuni impianti di cui erano note le percentuali di recupero), per gli anni
2005 e 2006 tale dato risulta sensibilmente inferiore poiché tiene conto del quantitativo effettivamente
recuperato dalla società Il Trasporto S.p.A..
Raccolte differenziate
La Provincia di Lecco ha conseguito dei risultati di rilevo in materia di raccolte differenziate:
come evidenziato dal Grafico 4.7, dal 1995 al 2006 i quantitativi di rifiuti raccolti in modo differenziato
sono quasi quadruplicati, passando dalle 22.998 t del 1995 alle 87.469 t del 2006 (includendo nel
computo anche i materiali recuperati dagli ingombranti, a partire dall’anno 2002).
Come si è avuto già modo di osservare, le raccolte differenziate hanno fatto registrare un
aumento considerevole nel periodo 1996-1999 (+33,1% nel 1996, +19,9% nel 1997; +36,4% nel 1998;
+ 25,8% nel 1999) grazie alla progressiva diffusione del servizio di raccolta differenziata della frazione
umida, che entro il 2001 si è esteso e consolidato in tutto il territorio provinciale; a partire dal 2002 si è
assistito ad un complessivo livellamento delle raccolte differenziate.
Il trend crescente osservato a partire dall’inizio degli anni ’90 ha subito una flessione nel 2003
e nel 2005, in cui è stata registrata una modesta riduzione rispetto agli anni precedenti, quantificabile
nella misura dell’1,7%. Per l’anno 2003 la contrazione osservata risulta imputabile al calo della
produzione degli scarti vegetali (frazione la cui produzione è strettamente correlata alle condizioni
meteo-climatiche) verificatosi in quell’anno, a causa del prolungato periodo siccitoso che ha
caratterizzato il periodo estivo; per l’anno 2005 è dovuto principalmente ad una diminuzione dei
quantitativi dei materiali recuperati dai rifiuti ingombranti, per le motivazioni precedentemente
illustrate.
Grafico 4.7 Raccolte differenziate in Provincia di Lecco, 1995-2006
t/anno
90.000
80.000
70.000
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
0
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Anni
51
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
Nel 2006 la Provincia di Lecco ha raggiunto il 55,7% di raccolta differenziata, al lordo dei rifiuti
ingombranti recuperati (la percentuale scende al 55,5% se si trascura il contributo derivante dal
recupero degli ingombranti), superando di gran lunga gli obiettivi stabiliti dalla normativa nazionale
(35% entro il 31 dicembre 2006) e migliorando l’obiettivo stabilito dal Piano rifiuti per lo stesso anno
(55,2%, al netto degli ingombranti recuperati).
Nel Grafico 4.8 viene riportato il trend della percentuale di raccolta differenziata in Provincia di
Lecco osservato nell’arco temporale considerato.
%RD
Grafico 4.8 Evoluzione della percentuale di raccolta differenziata, 1995-2006
65
60
55
50
45
40
35
30
25
20
15
10
5
0
55,2%
Obiettivo Piano Rifiuti
'98 entro 2006
53,5
50,5
55,8
56,7
56,8
55,9
54,6
55,2
55,4
55,8
55,7
55,5
45,8
35%
Obiettivo D.Lgs.
152/06 entro 2006
38,3
30,7
25,5
20,2
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
Anni
% RD con ing. rec.
%RD senza ing. rec.
Dai dati disponibili sulle raccolte differenziate in Lombardia, relativi al periodo 1995-2006, si
evince che la Provincia di Lecco, oltre a essersi sempre distinta per una percentuale di raccolta
differenziata più elevata della media regionale, come si evince dal Grafico 4.9, a partire dal 1999 è
risultata la Provincia con la più elevata percentuale di raccolta differenziata.
52
Capitolo 4
Grafico 4.9
Percentuale di raccolta differenziata in Provincia di Lecco comparata con la
percentuale rilevata in ambito regionale, 1995-2006
% RD
65,0
60,0
56,7
53,5
55,0
50,0
55,9
55,7
50,5
45,8
45,0
40,0
41,7
39,0
38,3
33,8
35,0
30,0
30,7
25,0
20,2
20,0
15,0
10,0
56,8
55,8
25,5
22,5
27,2
35,1
42,7 43,9
40,8
36,1
31,2
% RD Provinciale
% RD Regionale
13,7
5,0
0,0
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Anni
dal 2002 nel computo delle RD sono stati inclusi i materiali recuperati dai rifiuti ingombranti
=
Il successivo Grafico 4.10 mostra la suddivisione delle varie tipologie di rifiuti raccolti in modo
differenziato nel 2006 in termini di quantità intercettate a livello provinciale, prescindendo dalla
modalità di raccolta (nel computo sono inclusi i materiali recuperati dagli ingombranti).
Grafico 4.10 Composizione delle raccolte differenziate, 2006
LEGNO
5,4%
RAEE
1,2%
INGOM BRANTI
RECUPERATI
0,3%
ALTRE RD
1,2%
SACCO VIOLA
21,9%
SCARTI VEGETALI
22,7%
FRAZIONE UM IDA
18,5%
M ETALLI
3,0%
VETRO
15,7%
PLASTICA
0,9%
CARTA E CARTONE
9,2%
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
53
Come per gli anni precedenti, anche nel 2006 la raccolta differenziata che ha intercettato le
maggiori quantità di rifiuto è costituita dagli Scarti Vegetali (22,7%), seguita dal Sacco Viola, ovvero la
frazione secca riciclabile da raccolta multimateriale comprendente carta e cartone, imballaggi in
plastica, imballaggi in banda stagnata e in alluminio, nonché stracci (21,9%), dalla Frazione Umida
(18,5%), dal Vetro (15,7%) e, a maggior distanza, dalla Carta e Cartone (9,2%).
L’andamento delle raccolte differenziate nei Comuni della Provincia è molto diversificato.
Nel 2006, 48 Comuni su 90, aventi una popolazione complessiva di 178.402 abitanti (pari al
54% della popolazione provinciale) hanno raggiunto e migliorato l’obiettivo di Piano del 2006, pari al
55,2% (al netto degli ingombranti recuperati).
Dei 42 Comuni situati al di sotto dell’obiettivo di Piano: 17 hanno comunque conseguito il 45%
di raccolta differenziata, 9 hanno raggiunto il 35% (stabilito dall’ex D. Lgs. 22/1997 per l’anno 2003) e,
dei Comuni situati al di sotto di tale soglia, 10 (per complessivi 10.474 abitanti) non hanno conseguito
neppure l’obiettivo del 28% (fissato dal Piano rifiuti per il 1997).
Nella Figura 4.1 è riportata la georeferenziazione dei Comuni lecchesi e le relative percentuali
di raccolta differenziata.
Capitolo 4
54
Figura 4.1 Percentuale di raccolta differenziata nei Comuni della Provincia di Lecco, 2006
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
55
Si può rilevare che l’obiettivo previsto dal Piano provinciale rifiuti risulta raggiunto, o addirittura
migliorato, prevalentemente nelle zone meridionali del territorio.
Nelle aree a nord, fatta eccezione per i Comuni di Lierna, Dervio, Dorio e Mandello del Lario si
registrano percentuali di raccolta differenziata inferiori al traguardo stabilito. Una conferma significativa
dell’andamento non omogeneo delle raccolte differenziate nel territorio provinciale emerge dalla
situazione dei Circondari.
Il successivo Grafico 4.11 mostra l’evoluzione della percentuale di raccolta differenziata (al
lordo dei materiali recuperati dagli ingombranti), nei Circondari in cui risulta suddivisa
amministrativamente la Provincia di Lecco nell’ultimo triennio.
Grafico 4.11 Evoluzione della percentuale di raccolta differenziata nei Circondari, 2004-2006
% RD
70
60
50
40
30
20
10
0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
Merate
2004
2005
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
Nel 2006 la palma di Circondario “riciclone” spetta al Meratese, con il 61,7% di raccolta
differenziata; ottimi risultati sono stati raggiunti anche dai Circondari Casatenovo, Valle San Martino e
Oggiono, gli unici ad avere conseguito e migliorato gli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti dal
Piano provinciale.
Più lontano nella graduatoria risulta il Circondario Lecco, che, comunque, ha fatto registrare
nell’arco temporale considerato i più elevati tassi di crescita della percentuale di raccolta differenziata
(passando dal 52,3% del 2004 al 53,9% del 2006).
Risultati più modesti sono stati raggiunti dai Circondari Lario Orientale e Valsassina, costituiti
prevalentemente da Comuni montani di piccole e piccolissime dimensioni, che, a causa dei flussi
turistici, sono caratterizzati da ampie fluttuazioni stagionali della popolazione residente.
56
Capitolo 4
La vocazione turistica è senza dubbio uno degli aspetti caratterizzanti la Provincia di Lecco.
Al fine di valutare la correlazione tra produzione di rifiuti e fenomeno turistico, nel 1999
l’Osservatorio provinciale aveva affrontato per la prima volta il problema della definizione di “comune
turistico”, elaborando un metodo di calcolo che consentisse di individuare i Comuni caratterizzati da
“picchi significativi di produzione di rifiuti”.
Secondo tale metodo si definiscono Comuni con “picchi significativi di produzione di rifiuti”
quei Comuni in cui la produzione mensile dei flussi principali di rifiuti urbani (frazione residuale +
sacco viola + frazione umida) risulta per almeno due mesi consecutivi superiore del 25% rispetto alla
propria media di produzione annuale calcolata sui dieci mesi, escludendo cioè i mesi di luglio ed
agosto, in modo da considerare unicamente la produzione di rifiuti riconducibile ai residenti.
Con tale sistema è stato possibile individuare, nel 2006, tra i Comuni della Provincia, 31
Comuni con picchi significativi di produzione dei rifiuti (Tabella 4.3).
Tabella 4.3 Elenco dei Comuni con picchi significativi di produzione dei rifiuti, 2006
Abbadia Lariana
Crandola Valsassina
Margno
Sueglio
Ballabio
Crem eno
Moggio
Taceno
Barzio
Derv io
Morterone
Torre de' Busi
Carenno
Dorio
Oliv eto Lario
Trem enico
Casargo
Erv e
Pasturo
Varenna
Cassina Valsassina
Esino Lario
Perego
Vendrogno
Colico
Introzzo
Perledo
Vestreno
Cortenov a
Lierna
Prim aluna
In tutti i casi i picchi consecutivi di produzione di rifiuti sono stati rilevati nei mesi estivi, con
prevalenza dei mesi di luglio ed agosto.
I Comuni con picchi significativi di produzione dei rifiuti risultano essere tra i Comuni con la più
elevata produzione pro-capite di rifiuti urbani totali (considerato che tale parametro viene calcolato
soltanto sui residenti), di frazione residuale e con le minori percentuali di raccolta differenziata.
Il profilo della diffusione delle raccolte differenziate nei diversi Comuni della Provincia di Lecco
è descritto nel successivo Grafico 4.12, in cui è riportato in corrispondenza di ogni categoria
merceologica il numero delle Amministrazioni che effettuano la raccolta di tale frazione.
Si può osservare come la raccolta differenziata del sacco viola e della frazione umida siano
ormai attuate dalla maggior parte dei Comuni della Provincia, infatti 71 Comuni (dato 2006) hanno
attivato entrambi i servizi di raccolta. Inoltre, per le principali categorie merceologiche, quali vetro,
carta e cartone, scarti vegetali, farmaci, batterie, accumulatori, RAEE, la Provincia di Lecco dispone di
un sistema di raccolta diffuso in quasi tutto il suo territorio, sebbene la raccolta di alcune tipologie,
quali oli minerali, pneumatici e alluminio, possa essere migliorata.
57
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
Grafico 4.12
Numero di Comuni serviti per tipologia di raccolta differenziata in Provincia di
Lecco, 2006
VETRO
90
ACCUMULATORI ESAUSTI
89
BATTERIE E PILE
89
RAEE
89
OLI E GRASSI VEGETALI ED ANIMALI
85
FARMACI
84
SCARTI VEGETALI
84
CONTENITORI T. e F.
83
CARTA E CARTONE
82
FRAZIONE UMIDA
82
SACCO VIOLA
78
TONER
73
PLASTICA
71
METALLI
70
LEGNO
67
STRACCI ED INDUMENTI USATI
51
OLI MINERALI
10
ALLUMINIO
6
ALTRI METALLI O LEGHE
2
PNEUMATICI
1
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
Passando ad un’analisi delle categorie merceologiche costituenti le raccolte differenziate,
esaminate più in dettaglio nel prosieguo, nella Tabella 4.4 e nei successivi grafici 4.13 e 4.14 viene
riportato per l’arco temporale considerato l’evoluzione delle principali frazioni oggetto di raccolta
differenziata, ovvero: sacco viola, frazione umida, carta e cartone, plastica, vetro, metalli (con
l’esclusione dell’alluminio), scarti vegetali, legno, beni durevoli – RAEE (rifiuti di apparecchiature
elettriche ed elettroniche fuori uso), rifiuti urbani pericolosi (batterie e pile, farmaci, lampade a scarica
e neon, toner, contenitori etichettati ”T” o “F”, siringhe, accumulatori al piombo ed oli minerali esausti),
altre raccolte differenziate.
Per una maggior comprensione dei dati riportati nella Tabella 4.4 si precisa quanto segue:
-
per gli anni 1995 e 1996 i rifiuti urbani pericolosi (RUP) comprendono solo batterie e pile
e farmaci;
-
per gli anni 1998, 1999 e 2000 il dato del vetro comprende sia il vetro raccolto con la
modalità monomateriale sia il vetro raccolto in forma congiunta con l’alluminio e/o con il
ferro;
-
fino al 2003 i componenti elettronici (schede elettroniche) sono stati conteggiati nelle
altre raccolte differenziate, successivamente nei beni durevoli;
-
per l’anno 2006 il dato dei beni durevoli comprende anche le lampade a scarica ed i
neon, precedentemente conteggiati nei RUP, secondo la definizione di RAEE (rifiuti di
apparecchiature elettriche ed elettroniche) introdotta dal D. Lgs. 151/2005.
Capitolo 4
58
Tabella 4.4 Evoluzione delle principali categorie merceologiche oggetto di raccolta differenziata, 1995 - 2006
59
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
Grafico 4.13
Evoluzione delle principali categorie merceologiche raccolte in modo
differenziato (sacco viola, frazione umida, carta e cartone, scarti vegetali, vetro), 1995 – 2006
24.000
22.000
20.000
Produzione (t)
18.000
16.000
14.000
12.000
10.000
8.000
6.000
4.000
2.000
0
1995
1996
1997
Sacco viola
Grafico 4.14
1998
1999
2000 2001
Anni
Frazione umida
2002
Carta e cartone
2003
2004
Scarti vegetali
2005
2006
Vetro
Evoluzione delle principali categorie merceologiche raccolte in modo
differenziato (metalli, legno, beni durevoli, plastica), 1995 – 2006
5.000
4.500
4.000
Produzione (t)
3.500
3.000
2.500
2.000
1.500
1.000
500
0
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
Anni
Metalli
Legno
Beni durevoli
Plastica
2005
2006
60
Capitolo 4
Sacco viola
Il Piano provinciale rifiuti del 1998 prevedeva, dal 1° luglio 1999, per tutti i Comuni della
Provincia l’obbligo di attuazione della raccolta differenziata della frazione secca riciclabile dei rifiuti
urbani; tale raccolta poteva essere effettuata sia con sacco multimateriale sia con sacchi
monomateriali plurimi oppure mediante appositi cassonetti o presso le aree attrezzate per la raccolta
differenziata.
La frazione secca riciclabile derivante da raccolta differenziata multimateriale dei rifiuti urbani
viene conferita con il c.d. sacco viola e comprende le seguenti tipologie di materiali: carta e cartone
(carta grafica, cartone e imballaggi), imballaggi in plastica (contenitori per liquidi ed altri imballaggi),
imballaggi in banda stagnata, imballaggi in alluminio (lattine ed altri imballaggi), stracci.
L’adozione del sacco viola per la raccolta del secco riciclabile a partire dal 1996 si è diffusa
rapidamente nei Comuni della Provincia, dando un importante contributo alle raccolte differenziate
totali, e risulta sostanzialmente a regime dal 1999, come si evince dalla precedente Tabella 4.4.
A fine 2006 i Comuni che hanno attuato la raccolta differenziata del sacco viola sono stati 78,
per un totale di 298.180 abitanti serviti (pari all’81% della popolazione provinciale); sono state
intercettate complessivamente 19.128 t di frazione multimateriale con un pro-capite provinciale pari a
58,4 kg/abitante.
Nel corso del 2006 la società SILEA S.p.A., tramite l’Istituto per le Piante da Legno e
l’Ambiente (IPLA) di Torino, ha svolto due campagne di indagini qualitative – merceologiche al fine di
quantificare le frazioni dei singoli materiali costituenti il Sacco Viola, prodotto dai Comuni della
Provincia di Lecco e conferito all’impianto di selezione di Monticello Brianza.
Nella Tabella 4.5 sono riportati i risultati delle citate analisi merceologiche, come valori medi
ponderati delle due campagne.
Tabella 4.5 Composizione merceologica del sacco viola, 2006
Frazione merceologica
Carta e cartone
Imballaggi in plastica
Imballaggi in banda stagnata
Imballaggi in alluminio
Stracci
Frazioni estranee
TOTALE
% in peso
47,21%
26,77 %
3,60 %
0,86 %
4,22 %
17,34 %
100 %
Dall’analisi della Tabella sopra riportata si può osservare come mediamente il 47% in peso del
sacco viola sia costituito da frazioni cellulosiche e il 31% da imballaggi leggeri in plastica, banda
stagnata e alluminio. La percentuale di impurità media rilevata (pari al 17%) è comunque in linea con
quelle registrate dai sistemi di raccolta multimateriale.
Applicando le percentuali riportate nella Tabella 4.5 al quantitativo complessivo di frazione
secca riciclabile raccolta nel 2006, pari a 19.128 t, è possibile stimare, in via presuntiva, i quantitativi
delle singole frazioni intercettate con la modalità multimateriale.
Tali risultati sono riportati nella Tabella 4.6.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
61
Tabella 4.6 Stima dei quantitativi delle frazioni raccolte con il sacco viola, 2006
Frazione merceologica
Carta e cartone
Imballaggi in plastica
Imballaggi in banda stagnata
Imballaggi in alluminio
Stracci
Frazioni estranee
TOTALE
Quantità (kg)
9.030.291
5.120.544
688.606
164.500
807.198
3.316.781
19.127.920
Il sacco viola viene raccolto prevalentemente con la modalità domiciliare (67 Comuni); in 11
Comuni, ubicati in zone montane dove la particolare struttura del territorio rende difficoltosa la raccolta
porta a porta, sono in uso i contenitori stradali.
Nel successivo Grafico 4.15 viene riportato per il triennio 2004-2006 l’andamento della
produzione del sacco viola nei Circondari della Provincia in termini di produzione pro-capite.
Grafico 4.15 Andamento della raccolta del sacco viola per Circondario, 2004-2006
90,0
80,0
Kg/abitante *anno
70,0
60,0
50,0
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
Merate
2004
2005
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
Da un’analisi del Grafico 4.15 si evince come le produzioni pro-capite più elevate di sacco
viola, ed anche i maggiori tassi di crescita, si registrino nel Lecchese; nel capoluogo, infatti, il sacco
viola, con un pro-capite sulla popolazione attiva di 104,4 kg/abitante, costituisce oltre il 38% delle
raccolte differenziate totali (dati 2006). Ottimi tassi di intercettazione si riscontrano anche nella Valle
San Martino (pro-capite attorno ai 60 kg/abitante anno); buoni i risultati raggiunti dai Circondari
Oggiono, Merate e Valssasina che presentano produzioni pro-capite pari a 50 kg/abitante anno. Più
modesti i risultati ottenuti nel Circondario Lario Orientale, mentre i non elevati tassi di intercettazione
osservati nel Casatese sono imputabili alla diffusione in numerosi Comuni del Circondario delle
raccolte monomateriali di carta e plastica in sostituzione della raccolta multimateriale attuata con il
sacco viola.
62
Capitolo 4
Frazione umida
Il Piano provinciale rifiuti del 1998 prevedeva l’obbligo di attuazione della raccolta differenziata
della frazione umida per tutti i Comuni con popolazione superiore ai 1.000 abitanti con decorrenza 1°
luglio 1999.
La raccolta separata della frazione umida a partire dal 1996 si è diffusa rapidamente nei
Comuni della Provincia (nel 1996 solo 7 Comuni effettuavano la raccolta dell’umido, nel 2000 erano
85), facendo decollare le raccolte differenziate totali, e risulta sostanzialmente a regime dal 2000.
A fine 2006 i Comuni che hanno attuato questo servizio sono stati 82, per un totale di 324.482
abitanti serviti (pari al 99% della popolazione provinciale); gli otto Comuni della Provincia che non
effettuano la raccolta separata della frazione umida (Casargo, Crandola Valsassina, Esino Lario,
Margno, Morterone, Parlasco, Taceno e Vendrogno) hanno una popolazione complessiva di soli 3.272
abitanti.
Nel 2006 sono state raccolte 16.170 t di frazione umida (+2,8% rispetto al 2005),
corrispondenti ad un pro-capite sulla popolazione provinciale di 49,3 kg/abitante.
Il sistema di raccolta prevalente della frazione umida è di tipo domiciliare, con secchielli e
sacchetti biodegradabili dedicati (72 Comuni), in 10 Comuni, ubicati in zone montane dove la
particolare struttura del territorio rende difficoltosa la raccolta porta a porta, sono in uso i contenitori
stradali.
Nel successivo Grafico 4.16 viene riportato per il triennio 2004-2006 l’andamento della
produzione della frazione umida nei Circondari della Provincia in termini di produzione pro-capite.
Grafico 4.16 Andamento della raccolta della frazione umida per Circondario, 2004-2006
70,0
Kg/abitanti*anno
60,0
50,0
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
Merate
2004
2005
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
Il Meratese, con un pro-capite di 61 kg/abitante, risulta il Circondario con i più elevati tassi di
intercettazione della frazione umida. Ottimi risultati sono inoltre stati raggiunti anche nei Circondari
Casatenovo, Oggiono, Valle San Martino e Lecco.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
63
Bassi livelli di intercettazione (inferiori 18 kg/abitante anno) si registrano, invece, nel Lario
Orientale e in Valsassina, dove la raccolta della frazione umida, per quanto formalmente introdotta,
risente di una scarsa adesione, considerato, peraltro, che nei Circondari in parola non si riscontra una
significativa diffusione del compostaggio domestico.
A tale riguardo, la successiva Tabella 4.7 fornisce una panoramica della diffusione del
compostaggio domestico nei Comuni della Provincia. Da un esame della citata Tabella si rileva che
tale pratica è diffusa in 38 Comuni, coinvolgendo 4.944 famiglie; in 18 di tali Comuni vengono applicati
sconti tariffari, compresi tra il 5 e il 50%, alle famiglie che effettuano il compostaggio in proprio della
frazione organica.
Tabella 4.7 Diffusione del compostaggio domestico nei Comuni della Provincia, anno 2006
COMUNE
Colico
Torre de' Busi
Calolziocorte
Abbadia Lariana
Casatenovo
Missaglia
Olginate
Cassago Brianza
Lomagna
Rogeno
Monticello Brianza
Galbiate
Pescate
Costa Masnaga
Paderno d'Adda
Robbiate
Imbersago
Olgiate Molgora
Sirtori
Dolzago
Oliveto Lario
Verderio Superiore
Monte Marenzo
Verderio Inferiore
Ello
Lierna
Oggiono
Mandello del Lario
Airuno
Montevecchia
Brivio
Barzanò
Dorio
Ballabio
Cremella
Carenno
Primaluna
Garbagnate Monastero
N° NUCLEI FAMILIARI
577
484
470
300
274
271
260
235
192
184
160
150
131
130
106
100
83
80
80
70
65
61
60
59
52
50
50
49
40
25
22
20
19
12
10
8
3
2
SCONTI TARIFFARI
20%
50%
20%
15%
10%
10%
20%
5%
20%
15%
20%
10%
15%
20%
20%
30%
5%
20%
64
Capitolo 4
Carta e cartone
Come si evince dalla precedente Tabella 4.4 e dal corrispondente Grafico 4.13, la raccolta
differenziata monomateriale della carta e cartone, già consolidata nel 1995 (interessava il 99% della
popolazione provinciale con un pro-capite di 24,4 kg/abitante), ha avuto un andamento pressoché
stabile nel periodo 1997-2000 in cui è stata osservata una produzione di 8.200-8.300 t; nel 2001 e nel
2002 si è avuto un sensibile incremento della raccolta (rispettivamente 9.468 t e 10.382 t), a cui ha
fatto seguito negli anni successivi una progressiva riduzione.
Nel 2006 la raccolta differenziata monomateriale della carta e cartone ha fatto registrare una
produzione 8.036 t (-7,1% rispetto all’anno precedente), corrispondente ad un pro-capite provinciale di
24,5 kg/abitante. Se in aggiunta ai quantitativi di carta e cartone raccolti con la modalità
monomateriale si considerano anche la carta e cartone derivanti dal sacco viola, la quantità totale di
carta e cartone intercettata a livello provinciale può essere stimata in circa 17.066 tonnellate. Il dato
complessivo ha subito, quindi, una riduzione, seppur più contenuta, rispetto al quantitativo rilevato per
l’anno precedente (-3,8%). Il successivo Grafico 4.17 illustra il quantitativo complessivo di carta e
cartone raccolto con le modalità monomateriale e multimateriale, in termini di produzione pro-capite,
nei Circondari della Provincia.
Grafico 4.17
Stima dei quantitativi complessivi di carta e cartone raccolti per Circondario,
anno 2006
60
50
18,1
kg/abitante
40
12,7
24,5
25,0
27,0
37,4
28,0
30
20
34,4
32,0
28,1
27,6
25,4
10
18,4
17,6
0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
Merate
Monomateriale
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
Multimateriale
Nei Circondari Lecco e Valle San Martino la carta e cartone vengono raccolti prevalentemente
con la modalità multimateriale; nel Meratese e nell’Oggionese le due modalità di raccolta concorrono
pressoché in ugual misura al quantitativo totale intercettato; negli altri Circondari risulta più diffusa la
raccolta monomateriale.
Nel 2006 i Comuni che hanno adottato questo sistema di raccolta sono stati 82, per un totale
di 320.530 abitanti serviti pari al 98% della popolazione provinciale.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
65
Per quanto concerne le modalità di raccolta, degli 82 Comuni che risultano aver effettuato la
raccolta differenziata monomateriale di carta e cartone nel 2006, 27 hanno adottato i contenitori
stradali, 72 il conferimento presso le aree attrezzate per la raccolta differenziata e 14 la modalità di
raccolta porta a porta (domiciliare).
Nel Grafico 4.18 viene riportato per il triennio 2004-2006 l’andamento della raccolta
monomateriale di carta e cartone nei Circondari della Provincia in termini di produzione pro-capite.
Grafico 4.18
Andamento della raccolta monomateriale di carta e cartone per Circondario,
2004-2006
45,0
40,0
Kg/abitante*anno
35,0
30,0
25,0
20,0
15,0
10,0
5,0
0,0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
2004
Merate
2005
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
La raccolta monomateriale di carta e cartone raggiunge i più elevati valori pro-capite nel
Casatese (34-40 kg/abitante). Buoni risultati vengono conseguiti anche nei Circondari Lario Orientale,
Oggiono, Merate e Valsassina. Valori pro-capite più bassi si registrano invece nel Lecchese e nella
Valle San Martino, dove viene privilegiata la raccolta della carta con la modalità multimateriale, come
confermato dal precedente Grafico 4.17. Ad eccezione del Lario Orientale e del Lecchese, negli altri
Circondari la raccolta monomateriale di carta e cartone ha fatto registrare una flessione nell’ultimo
triennio, particolarmente accentuata nel Casatese, nel Meratese e nell’Oggionese; discontinuo risulta
invece l’andamento rilevato per il Circondario Valsassina.
Plastica
La raccolta differenziata della plastica, inizialmente limitata ai soli contenitori per liquidi, dal
2002, in seguito all’aggiornamento dell’allegato tecnico ”Imballaggi in plastica” dell’Accordo di
programma ANCI - CONAI del 1999, è stata estesa ad una pluralità di imballaggi plastici (imballaggi
rigidi e flessibili in genere, buste e sacchetti, film e pellicole da imballaggio, imballaggi in polistirolo
etc.). Dal 2006, in ragione delle disposizioni contenute nell’Accordo ANCI – CONAI rinnovato nel
dicembre 2004, la raccolta degli imballaggi in plastica effettuata con la modalità monomateriale è stata
di nuovo circoscritta ai soli contenitori per liquidi.
66
Capitolo 4
Come si evince dal precedente Grafico 4.14, la raccolta differenziata monomateriale della
plastica ha avuto nel tempo un andamento oscillante con dei picchi di produzione relativi nel 1996
(1.484 t) e nel 2005 (1.351 t); dal 1997 al 1999, in concomitanza della diffusione della raccolta del
sacco viola nei Comuni della Provincia, si è assistito ad una riduzione della raccolta della plastica che
ha poi ripreso a salire con un tasso di crescita medio annuo dell’8,3%.
Nel 2006 la raccolta differenziata monomateriale della plastica ha interessato 285.604 abitanti
(l’87% della popolazione provinciale); sono state raccolte 792 t di imballaggi plastici, con un pro-capite
provinciale di 2,4 kg/abitante. Considerato che la popolazione servita non ha subito variazioni di rilievo
rispetto all’anno precedente (è aumentata del 2% circa), il decremento osservato è dovuto ad una
minor intercettazione imputabile a più fattori concomitanti, quali:
la rimozione dei cassonetti stradali che ha interessato numerosi Comuni dove già è in essere
-
il servizio di raccolta della plastica tramite il Sacco Viola;
-
la riduzione delle tipologie di imballaggi conferibili, limitata ai soli contenitori per liquidi;
-
alcuni Comuni (Cremella, Osnago e Verderio Superiore) che effettuavano la raccolta della
plastica solo con la modalità monomateriale hanno introdotto il sacco viola, con conseguente
riduzione dei relativi quantitativi.
Se in aggiunta ai quantitativi di plastica raccolti con la modalità monomateriale si considerano
anche gli imballaggi in plastica derivanti dal sacco viola, la quantità di plastica totale intercettata a
livello provinciale nel 2006 può essere stimata in circa 5.912 t, con un aumento del 7,4% rispetto al
dato 2005 (5.504 t) e confermando, pertanto, il trend crescente rilevato negli ultimi anni.
Il successivo Grafico 4.19 mostra il quantitativo complessivo di plastica raccolto con le
modalità monomateriale e multimateriale, in termini di produzione pro-capite, nei Circondari della
Provincia.
Grafico 4.19 Stima dei quantitativi complessivi di plastica raccolti per Circondario, 2006
25
kg/abitante
20
15
21,2
10,3
10
7,2
15,9
13,9
1,8
1,9
2,8
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
15,3
14,2
0,8
1,6
Lecco
Merate
5
5,9
6,3
0
Casatenovo
Lario
Orientale
Monomateriale
Multimateriale
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
67
In tutti= á Circondari il contributo maggiore alla raccolta differenziata della plastica deriva dalla
modalità multimateriale, con una netta prevalenza nel Lecchese, nel Meratese, nell’Oggionese, nella
Valle San Martino e in Valsassina. Nel Lario Orientale le due modalità di raccolta concorrono
pressoché in ugual misura al quantitativo complessivo intercettato.
Per quanto attiene alle modalità di raccolta, dei 71 Comuni che risultano aver effettuato nel
2006 la raccolta differenziata monomateriale della plastica, 34 hanno adottato i contenitori stradali, 57
il conferimento presso le aree attrezzate per la raccolta differenziata e 5 la modalità di raccolta
domiciliare.
Nel Grafico 4.20 viene riportato per il triennio 2004-2006 l’andamento della raccolta
monomateriale della plastica nei Circondari della Provincia in termini di produzione pro-capite.
Grafico 4.20
Andamento della raccolta monomateriale della plastica per Circondario, 2004-
2006
8,0
7,0
Kg/abitanti*anno
6,0
5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
0,0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
2003
Merate
2004
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
La raccolta monomateriale della plastica raggiunge i più elevati valori pro-capite nel Lario
Orientale e nel Casatese (valori attorno ai 6 kg/abitante nel 2006). Più modesti i risultati raggiunti negli
altri Circondari, dove i quantitativi intercettati nell’ultimo anno si collocano al di sotto dei 3 kg/abitante.
I valori pro-capite più bassi si registrano nel Lecchese, dove viene privilegiata la raccolta della
plastica con la modalità multimateriale, come confermato dal precedente Grafico 4.19.
Ad eccezione del Lario Orientale e della Valle San Martino, negli altri Circondari la raccolta
monomateriale della plastica ha fatto registrare un importante decremento nel 2006, per le motivazioni
che sono state precedentemente illustrate, particolarmente accentuato nel Lecchese, nel Meratese e
nell’Oggionese.
68
Capitolo 4
Vetro
La raccolta differenziata del vetro rappresenta una realtà consolidata in Provincia di Lecco in
cui risulta pratica in tutti i 90 Comuni sin dal 1995.
Nel corso degli anni l’efficienza di intercettazione di tale frazione è andata progressivamente
migliorando, passando dai 26,7 kg/abitante del 1995 ai 41,9 kg/abitante del 2006.
La raccolta differenziata del vetro viene generalmente svolta con contenitori stradali (le
cosiddette “campane”), dove, a partire dal 2001, è possibile conferire unicamente gli imballaggi in
vetro (83 Comuni); 56 Comuni, inoltre, effettuano tale servizio anche presso le aree attrezzate.
In aggiunta a quanto sopra, in ben 36 Comuni è presente un servizio di raccolta domiciliare
del vetro che interessa, in particolare, gli esercizi commerciali (bar, ristoranti, etc.)
Nel 2006 sono state raccolte complessivamente 13.735 t di vetro, pari a 41,9 kg/abitante, il
2,8% in più rispetto all’anno precedente.
Nel Grafico 4.21 viene riportato per il triennio 2004-2006 l’andamento della raccolta del vetro
nei Circondari della Provincia in termini di produzione pro-capite.
Grafico 4.21 Andamento della raccolta del vetro per Circondario, 2004-2006
70,0
Kg/abitante*anno
60,0
50,0
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
Merate
2004
2005
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
Il Grafico mostra come la raccolta differenziata del vetro, che non ha fatto registrare variazioni
di rilievo nel periodo considerato, presenta ottimi livelli di intercettazione in tutti i Circondari della
Provincia, prossimi o superiori a 40 kg/abitante anno. Di rilievo i risultati conseguiti nei Circondari
Valsassina e Lario Orientale, interessati da flussi turistici, dove si osservano pro-capite compresi tra
50 e 60 kg/abitante anno.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
69
Metalli
Come mostra il precedente Grafico 4.14, la raccolta differenziata dei metalli (comprendenti i
materiali ferrosi, con esclusione dell’alluminio e degli altri metalli e leghe) ha avuto nel tempo un
andamento irregolare con dei picchi relativi di produzione nel 1996 (2.041 t), nel 2001 (2.573 t), nel
2004 (2.593 t) e nel 2006 (2.616 t); dal 2000 la produzione di metalli si colloca stabilmente, pur con
alcune oscillazioni, tra le 2.300 e le 2.600 tonnellate.
La raccolta differenziata dei metalli ha interessato, nel 2006, 70 Comuni, per un totale di
303.930 abitanti serviti (pari al 93% della popolazione provinciale); sono state raccolte 2.616 t,
corrispondenti ad un pro-capite provinciale di 8 kg/abitante.
Per quanto attiene alle modalità di raccolta, la raccolta differenziata dei metalli viene realizzata
nella maggior parte dei Comuni con conferimento presso le aree attrezzate per la raccolta
differenziata (65 Comuni); 17 Comuni effettuano anche la raccolta domiciliare di tale frazione,
avvalendosi per lo più delle associazioni di volontariato, e 2 Comuni utilizzano i contenitori posizionati
in punti fissi sul territorio.
Nel Grafico 4.22 viene riportato per il triennio 2004-2006 l’andamento della raccolta dei metalli
nei Circondari della Provincia in termini di produzione pro-capite.
Grafico 4.22 Andamento della raccolta dei metalli per Circondario, 2004-2006
20,0
18,0
Kg/abitanti*anno
16,0
14,0
12,0
10,0
8,0
6,0
4,0
2,0
0,0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
Merate
2004
2005
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
Fatto salvo il dato anomalo osservato per il Circondario Valsassina nel 2004, la raccolta
differenziata dei metalli presenta efficienze di intercettazione piuttosto omogenee nel territorio
provinciale con valori pro-capite compresi tra i 4,2 kg/abitante registrati nel 2005 per la Valle San
Martino e i 14,2 kg/abitante registrati nel 2006 per il Lario Orientale.
In quest’ultimo Circondario, inoltre, è stato registrato nel triennio considerato il tasso di
crescita maggiore (+39%).
70
Capitolo 4
Scarti vegetali
La raccolta degli scarti vegetali rappresenta una realtà significativa nella nostra Provincia,
dove l’abbondanza di verde e l’attenta cura dello stesso determinano la produzione di rilevanti
quantità di questi scarti organici. A differenza delle altre tipologie di rifiuti oggetto di raccolta
differenziata, la produzione di verde è strettamente correlata alle condizioni meteoclimatiche.
Il Grafico 4.13 mostra come la quantità di verde intercettata con la raccolta differenziata sia
cresciuta esponenzialmente dal 1995 al 2002, passando dalle 4.479 t del 1995 alle 21.580 t del 2002
(+382%); nel 2003 la produzione di verde ha avuto un forte calo, imputabile al prolungato periodo
caldo e siccitoso che ha caratterizzato l’estate di quell’anno, per poi stabilizzarsi negli anni successivi.
Il servizio di raccolta differenziata degli scarti vegetali è stato adottato nel 2006 da 84 Comuni
coinvolgendo una popolazione di 326.522 abitanti (più del 99% della popolazione provinciale), sono
state raccolte 19.894 t di scarti vegetali, corrispondenti ad un pro-capite di 60,7 kg/abitante.
Questa categoria merceologica rappresenta il 23% dei rifiuti raccolti in modo differenziato in
Provincia di Lecco nel 2006.
La raccolta differenziata degli scarti vegetali viene realizzata, nella maggior parte dei Comuni,
con conferimento presso le aree attrezzate per la raccolta differenziata (77 Comuni); 6 Comuni si
avvalgono dei contenitori stradali e due (Mandello del Lario e Nibionno) effettuano la raccolta
domiciliare del verde.
Nel Grafico 4.23 viene riportato per il triennio 2004-2006 l’andamento della raccolta degli
scarti vegetali nei Circondari della Provincia in termini di produzione pro-capite.
Grafico 4.23 Andamento della raccolta degli scarti vegetali per Circondario, 2004-2006
120,0
Kg/abitante*anno
100,0
80,0
60,0
40,0
20,0
0,0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
2004
Merate
2005
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
La raccolta degli scarti vegetali presenta efficienze di intercettazione superiori a 50 kg/abitante
in tutti i Circondari della Provincia, con esclusione della Valsassina, con valori superiori a 60
kg/abitante nei Circondari Oggiono, Valle San Martino e Lario Orientale. In quest’ultimo si
raggiungono livelli di intercettazione superiori a 80 kg/abitante anno.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
71
Nel triennio considerato si è registrato un aumento della produzione degli scarti vegetali nei
Circondari Lario Orientale e Lecco, mentre è stata osservata una flessione nell’Oggionese; andamenti
irregolari caratterizzano, invece, gli altri Circondari.
Legno
Come si evince dal Grafico 4.14, la raccolta differenziata del legno ha avuto un incremento
esponenziale nell’arco temporale considerato, passando dalle 566 t del 1997 alle 4.729 t del 2006
(+736%), con un tasso di crescita medio annuo del 26,6%. Il trend osservato, particolarmente
accentuato nel periodo 1998—2002, è verosimilmente attribuibile al tentativo di differenziare meglio i
rifiuti ingombranti, fin dall’atto del conferimento, allo scopo di ridurne i costi di smaltimento.
Il servizio di raccolta differenziata del legno è stato effettuato nel 2006 da 67 Comuni,
coinvolgendo una popolazione di 301.440 abitanti (92% della popolazione provinciale). La quantità
totale raccolta è risultata pari a 4.729 t, pari ad un pro-capite provinciale di 14,4 kg/abitante.
La raccolta differenziata del legno viene realizzata esclusivamente presso le aree attrezzate
per la raccolta differenziata.
Nel Grafico 4.24 viene riportato per il triennio 2004-2006 l’andamento della raccolta del legno
nei Circondari della Provincia in termini di produzione pro-capite.
Grafico 4.24 Andamento della raccolta del legno per Circondario, 2004-2006
20,0
18,0
Kg/abitante*anno
16,0
14,0
12,0
10,0
8,0
6,0
4,0
2,0
0,0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
Merate
2004
2005
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
La raccolta differenziata del legno presenta nel 2006 livelli di intercettazione superiori a 10
kg/abitante anno in tutti i Circondari della Provincia, con esclusione della Valsassina, caratterizzata da
valori pro-capite inferiori a 8 kg/abitante anno). Nel triennio considerato i tassi di crescita maggiori
sono stati registrati nei Circondari Lario Orientale (+56%) e Lecco (+40%).
72
Capitolo 4
Beni Durevoli - RAEE
I Beni durevoli ex art. 44 del D. Lgs. 22/1997 (frigoriferi, surgelatori e congelatori; televisori;
computer; lavatrici e lavastoviglie; condizionatori d’aria) a seguito dell’entrata in vigore D. Lgs.
151/2005 vengono ricompresi nella più ampia famiglia dei Rifiuti di apparecchiature elettriche ed
elettroniche (RAEE). Infatti, nonostante il nuovo decreto non espliciti chiaramente il rapporto tra le due
categorie di rifiuti, è verosimilmente possibile presupporre una sovrapposizione tra l’elenco dei beni
durevoli e l’elencazione, comunque esemplificativa e non esaustiva, di cui agli allegati 1 A e 1 B del D.
Lgs. 151/2005.
La raccolta differenziata dei beni durevoli (RAEE, dai dati 2006) a partire dal 1997 in pochi
anni si è diffusa rapidamente nei Comuni della Provincia (dal 2000 interessa sostanzialmente tutta la
popolazione provinciale). Parallelamente si è assistito ad un incremento dei quantitativi di beni
durevoli oggetto di raccolta differenziata che sono passati dalle 65 t del 1997 alle 1.025 t del 2006,
con un tasso di crescita medio annuo del 35%.
La raccolta dei RAEE è stata effettuata nel 2006 in 89 Comuni della Provincia (resta escluso il
solo Comune di Morterone, avente una popolazione di 37 abitanti), coinvolgendo una popolazione di
327.717 abitanti. La quantità totale raccolta è risultata pari a 1.025 t, corrispondente ad un pro-capite
provinciale di 3,1 kg/abitante.
Tale quantitativo risulta ancora inferiore all’obiettivo stabilito dal D. Lgs. 151/2005 che
prescrive il raggiungimento entro il 31.12.2008 di un tasso di raccolta separata dei RAEE provenienti
da nuclei domestici pari ad almeno 4 kg/abitante anno.
Nella successiva Tabella 4.8 viene riportato in dettaglio l’elenco delle tipologie di rifiuti
rientranti nella categoria dei RAEE, classificati in base al codice CER; si precisa che in base alla
definizione introdotta dal D. Lgs. 151/2005 vengono ricondotti tra i RAEE anche i neon che
storicamente sono sempre stati contabilizzati tra i rifiuti urbani pericolosi.
Tabella 4.8 Tipologie rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), 2006
Tipologie
Contenenti CFC, HCFC (Codice CER 20.01.23)
Contenenti Sostanze Pericolose (Codici CER 20.01.35, 16.02.13)
Senza Sostanze e Componenti Pericolosi (Codici CER 20.01.36, 16.02.16)
Neon (Codice CER 20.01.21)
TOTALE
Kg
340.785
323.645
358.496
2.011
1.024.937
La raccolta dei RAEE viene svolta con diverse modalità:
-
mediante il servizio di raccolta domiciliare su chiamata(89 Comuni), effettuato per gli ex beni
durevoli;
-
con conferimento presso le aree attrezzate per la raccolta differenziata (49 Comuni);
-
mediante il servizio di ecostazione mobile (71 Comuni), per i neon.
Nel Grafico 4.25 viene riportato per il triennio 2004-2006 l’andamento della raccolta dei beni
durevoli - RAEE nei Circondari della Provincia in termini di produzione pro-capite.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
73
Grafico 4.25 Andamento della raccolta dei beni durevoli – RAEE per Circondario, 2004-2006
6,0
Kg/abitanti*anno
5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
0,0
Casatenovo
Lario
Orientale
Lecco
2004
Merate
2005
Oggiono
Valle San
Martino
Valsassina
2006
La raccolta differenziata dei beni durevoli – RAEE presenta efficienze di intercettazione
piuttosto omogenee nel territorio provinciale con valori pro-capite compresi tra i 2 e i 3 kg/abitante
anno; fanno eccezione i Circondari Lario Orientale e, soprattutto, Valsassina in cui si registrano valori
più elevati compresi tra 3,5 e 5,4 kg/abitante anno.
I tutti i Circondari è stato riscontrato un importante incremento dei tassi di crescita nel triennio
considerato.
74
Capitolo 4
4.1.4
Composizione merceologica del rifiuto urbano
I rifiuti urbani, proprio perché prodotti in ambito domestico, sono costituiti da una pluralità di
materiali di composizione estremamente variabile a seconda della provenienza, dello stile e delle
abitudini di vita nell’arco dell’anno. Sono numerose le variabili dell’ambito di provenienza che possono
influenzare la composizione del rifiuto stesso, quali:
-
la conformazione del territorio;
-
il livello di antropizzazione locale e globale;
-
la regolamentazione comunale relativa all’assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi
agli urbani;
-
la vocazione turistica;
-
l’influenza di fattori ambientali, storici e psicologici specifici (grado di scolarizzazione,
informazione, educazione e sensibilizzazione in materia ambientale, diffusione di sistemi
di comunicazione, orientamento politico, tradizioni locali etc.);
-
diffusione dei servizi di raccolta differenziata.
Nell’ambito della pianificazione provinciale è di fondamentale importanza conoscere la
composizione merceologica media dei rifiuti, con particolare riferimento alla frazione residuale e alle
principali categorie oggetto di raccolta differenziata, al fine di valutare, da un lato, l’incidenza della
raccolta differenziata e, dall’altro, la “qualità” delle frazioni raccolte.
La valutazione della composizione dei rifiuti viene effettuata attraverso le cosiddette “analisi
merceologiche”. A livello provinciale sono disponibili le analisi merceologiche delle seguenti frazioni di
rifiuti urbani: frazione residuale, rifiuti ingombranti, frazione secca riciclabile raccolta con il sacco viola,
frazione umida, carta e cartone, plastica.
Frazione residuale
A partire dal 2000, la società SILEA S.p.A., titolare dell’impianto di termovalorizzazione in
Comune di Vamadrera, esegue, con frequenza annuale, l’analisi merceologica e la misura del potere
calorifico dei rifiuti inceneriti.
Nella Tabella sotto riportata vengono indicate le specifiche delle società specializzate che
hanno eseguito le analisi e le metodiche adottate.
Tabella 4.9 Analisi merceologiche della frazione residuale, 2000-2006
Anno
Esecutore analisi
Metodica adottata
N. campioni analizzati
2000
CSA – Centro Studi Ambientali
E.A.W.A.G.
n. 2 campioni da 200 kg. ca.
2001
LabAnalysis S.r.l.
IPLA -DIVAPRA-1992
n. 1 campione
2002
IPLA
CONAI
n. 2 campioni da 200 kg. ca.
2003
IPLA
IPLA, 1992, 1998
n. 3 campioni
2004
IPLA
CONAI
n. 3 campioni da 200 kg. ca.
2005
IPLA
CONAI
n. 3 campioni da 200 kg. ca.
2006
IPLA
CONAI
n. 3 campioni da 200 kg. ca.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
75
Al fine di valutare l’evoluzione della composizione merceologica della frazione residuale
destinata all’impianto di termovalorizzazione, con particolare riferimento al contenuto in imballaggi,
sono state prese in esame le analisi merceologiche effettuate negli anni 2002, 2004, 2005 e 2006
dalla società IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente) di Torino, su incarico del CONAI, per
la determinazione della quantità di imballaggi presenti nel totale dei rifiuti urbani avviati a
termocombustione con recupero energetico. La metodologia di riferimento seguita per l’esecuzione
delle analisi è stata concordata con il CONAI e risulta caratterizzata dalle seguenti fasi operative:
1.
Preparazione del campione
I campioni da analizzare sono stati prelevati dalla fossa dell’impianto di termocombustione,
previa miscelazione del materiale mediante il ragno del carroponte. Una volta trasferiti nell’area
prescelta per la realizzazione delle analisi, mediante l’ausilio di una pala meccanica sono stati
effettuati una serie di inquartamenti del materiale finalizzati all’eliminazione della parte di rifiuto non di
interesse analitico.
2.
Cernita del campione
Il campione risultante dalle operazioni di cui al punto precedente è stato sottoposto a cernita
manuale, al fine di scomporlo nelle varie frazioni merceologiche di interesse concordate con il CONAI.
Al termine della cernita sono state effettuate le seguenti analisi supplementari:
-
determinazione dell’incidenza della componente imballaggio per ciascuna frazione
merceologica;
-
determinazione in laboratorio del quantitativo di vetro e di eventuali altri imballaggi
presenti nel sottovaglio;
-
determinazione mediante separatore magnetico dell’esatta tipologia di tutti i metalli
separati manualmente;
-
determinazione in laboratorio del PCI per ciascuno dei campioni analizzati.
Nella Tabella 4.10 sono riportati i risultati di tali indagini (dati medi dei campioni analizzati nel
corso di ciascuna analisi).
Tabella 4.10 Risultati delle analisi merceologiche della frazione residuale, 2002 - 2006
FRAZIONI MERCEOLOGICHE
Imballaggi alluminio
Imballaggi cellulosici
Imballaggi plastica
Imballaggi acciaio
Imballaggi legno
Imballaggi vetro
Altra carta
Altri metalli non imballo
Altra plastica non imballo
Frazione organica (umido)
Verde
Tessili
Inerti
Sottovaglio
Altro rifiuto
Totale
2002
%
0,85
14,11
13,58
1,65
0,40
3,62
19,83
2004
%
1,01
14,89
17,37
2,82
0,91
2,47
20,49
4,48
15,89
2,60
2,54
5,67
11,26
3,60
4,58
4,86
15,59
100
5,63
9,30
100
2005
%
0,99
14,60
17,58
2,09
0,75
2,51
17,19
0,67
6,63
10,75
1,74
3,63
4,22
4,95
11,70
100
2006
%
1,00
12,33
13,57
2,16
0,82
2,35
17,86
0,83
7,53
16,70
1,80
4,00
3,92
4,51
10,83
100
76
Capitolo 4
Si ritiene opportuno riportare di seguito anche gli esiti delle analisi merceologiche effettuate
nel 2003, realizzate secondo la metodica normalmente adottata dall’IPLA, che prevede la
scomposizione del campione in 23 frazioni merceologiche, al fine di ottenere un’informazione più
precisa soprattutto per quanto concerne la quota di materiale rientrante nella categoria “altro rifiuto”
delle indagini CONAI.
Tabella 4.11 Risultati complessivi delle analisi merceologiche della frazione residuale, 2003
FRAZIONE MERCEOLOGICA
Sottovaglio < 20 mm
Organico
Verde
Plastica film
Altra plastica
Contenitori plastica riciclabile
Totale frazione plastica
Carta riciclabile
Altra carta
Cartone teso
Cartone ondulato
Totale frazione cartacea
Pannolini
Poliaccopiati
Legno
Tessili
Pelli e cuoio
Vetro
Altri inerti
Alluminio
Metalli ferrosi
Metalli non ferrosi
Pile
Farmaci
Contenitori T/F
Altri rifiuti pericolosi
Totale RUP
TOTALE
Rifiuto totale
%
4,06
13,22
1,62
12,40
8,49
3,53
24,43
10,65
9,36
4,27
3,98
28,27
9,15
4,08
0,41
4,36
0,43
3,11
2,74
1,26
2,53
0,19
0,10
0,04
0,14
100
Presenza di imballaggi
% sul totale
12,4
4,13
3,53
20,06
1,39
4,27
3,98
9,64
4,08
0,25
3,11
1,26
38,41
Da un’analisi dei valori riportati nelle due tabelle precedenti emergono le seguenti
considerazioni:
-
la composizione della frazione residuale dei rifiuti urbani non ha subito variazioni di rilievo
nel periodo considerato, fatta salva la modesta riduzione degli imballaggi cellulosici e,
nell’ultimo anno, l’aumento del contenuto della frazione organica (passata dall’11% circa
degli anni 2004 e 2005 a quasi il 17% nel 2006);
-
nel 2006 la frazione umida costituisce ancora l’17% circa del rifiuto residuale, pertanto,
nonostante la raccolta dell’organico interessi ormai da alcuni anni il 99% della
popolazione provinciale, esistono dei margini di miglioramento nell’efficienza di
intercettazione di tale rifiuto, soprattutto nei Comuni dei Circondari Valsassina e Lario
Orientale;
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
-
77
ancora rilevante è la presenza di materiali cellulosici di vario tipo (complessivamente pari
al 30% nel 2006) e di materiali plastici vari (complessivamente pari al 21% nel 2006),
sebbene la raccolta differenziata di questi materiali sia ormai consolidata e diffusa da
tempo sul territorio;
-
la somma della frazione cartacea e della plastica rappresenta oltre il 51% del rifiuto
residuo, a testimoniare che è su questi materiali che occorre prioritariamente concentrare
gli sforzi di miglioramento della raccolta differenziata.
Contestualmente alle analisi merceologiche è stata eseguita la determinazione del potere
calorifico inferiore (PCI) medio del rifiuto residuale destinato alla termocombustione. Il valore del PCI
medio è stato ricavato per via sperimentale mediante la metodica ufficiale calorimetria della “Bomba di
Mahler”, che fornisce il potere calorifico superiore. Il dato ottenuto viene quindi corretto per calcolare il
potere calorifico inferiore, che non comprende il calore di condensazione dell’acqua formatasi dalla
combustione dell’idrogeno e quella già presente come umidità.
Nella Tabella 4.12 viene riportato l’andamento del PCI della frazione residua nel periodo 20012006.
Tabella 4.12
PCI della frazione residuale calcolato sulla sostanza secca e sul tal quale,
2001-2006
PCI SS (kcal/kg SS)
PCI TQ (kcal/kg TQ)
2001
4.109
2.430
2002
4.232
2.445
2003
4.384
3.143
2004
4.539
3.268
2005
5.012
3.616
2006
4.643
3.292
PCI SS: potere calorifico inferiore calcolato sulla sostanza secca
PCI TQ: potere calorifico inferiore calcolato sul campione tal quale
Dai dati sopra riportati si evince come dal 2001 al 2005 si sia assistito ad un aumento del
potere calorifico della frazione residuale, particolarmente rilevante nel 2005, a causa della progressiva
riduzione del contenuto di frazione organica. Nel 2006 è stata invece registrata una flessione del 7%
del PCI, come confermato dall’incremento della presenza degli scarti organici.
Ingombranti
Nel gennaio 2007 la società II Trasporto S.p.A., tramite l’IPLA (Istituto per le Piante da Legno
e l’Ambiente) di Torino, ha realizzato tre analisi merceologiche su alcuni flussi di rifiuti ingombranti in
ingresso al proprio impianto di Perego, provenienti da tre aree attrezzate comunali per la raccolta
differenziata della Provincia.
La metodologia di riferimento seguita per l’esecuzione delle analisi merceologiche è quella
IPLA – CNR descritta nel volume VI della collana Ambiente “Metodi di analisi del compost” pubblicato
a cura dell’Assessorato Ambiente della Regione Piemonte, ampliata e riveduta alla luce delle recenti
esperienze in tale settore effettuate dal medesimo Istituto.
Per ogni singola analisi merceologica il campione ricavato dopo le operazioni di miscelazione
e inquartamento è stato sottoposto a cernita manuale, al fine di scomporlo nelle varie frazioni
merceologiche di interesse.
Al termine della cernita sono state effettuate le seguenti analisi supplementari:
78
Capitolo 4
-
per ciascuna frazione merceologica è stata determinata l’incidenza della componente
imballaggio,
-
l’esatta tipologia di tutti i metalli rilevati in ciascuna analisi è stata determinata mediante
separatore magnetico.
Nella successiva Tabella 4.13 si riportano gli esiti di tali analisi risultanti dalla media dei tre
campioni analizzati; vengono indicati sia i dati relativi al rifiuto complessivo sia la presenza degli
imballaggi rispetto al totale.
Tabella 4.13 Caratterizzazione merceologica dei rifiuti ingombranti, 2007
FRAZIONE MERCEOLOGICA
Sottovaglio < 20 mm
Organico
Verde
Plastica film
Altra plastica
Contenitori plastica riciclabile
Totale frazione plastica
Carta riciclabile
Altra carta
Cartone teso
Cartone ondulato
Totale frazione cartacea
Pannolini
Poliaccopiati prev. carta
Poliaccopiati prev. plastica
Poliaccopiati prev. alluminio
Poliaccoppiati totali
Legno
Tessili naturali
Altri tessili
Tessili totali
Pelli e cuoio
Vetro
Altri inerti
Alluminio
Metalli ferrosi
Metalli non ferrosi
Pile
Farmaci
Altri rifiuti pericolosi
RAEE
TOTALE
=
Rifiuto totale
%
2,29
2,76
0,27
7,46
38,58
0,88
46,91
3,77
1,68
2,08
1,84
9,36
0,17
1,39
0,10
Presenza di imballaggi
% sul totale
1,49
2,55
6,61
6,09
12,70
0,68
0,21
7,53
0,12
4,24
1,08
0,03
0,61
1,43
5,58
100
1,49
0,17
4,61
7,65
0,88
13,13
0,31
2,08
1,84
4,23
1,39
0,1
0,02
0,12
0,25
19,41
Dalla relazione prodotta dalla società IPLA a corredo delle analisi si evince che nonostante i
risultati analitici testimonino la presenza di materiali suscettibili di potenziale recupero, la struttura
complessiva del materiale ed il livello di pulizia delle singole frazioni rendono l’operazione di recupero
difficoltosa e/o non conveniente dal punto di vista economico, in quanto:
-
la maggior parte della plastica non costituisce imballaggio, e quindi non risulta soggetta
a contributo COREPLA; tra gli imballaggi la quota di cassate in PP risulta inferiore
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
79
all’1%, inoltre le stesse sono per la maggior parte rotte ed incastrate in materiali che ne
rendono complicata la separazione;
-
i rifiuti tessili, con una presenza pari al 13%, sono costituiti da materiale molto sporco
oppure inglobati in altri oggetti (es. cuscini e divani);
-
la frazione “altra carta” è molto sporca, la carta grafica risulta molto dispersa ed il
cartone ondulato è comunque presente in basse quantità (2%).
Pertanto il rifiuto analizzato non presenta significative opportunità di recupero, a conferma di
un’organizzazione complessivamente buona delle aree attrezzate per la raccolta differenziata che
consente di realizzare, fin dal momento del conferimento da parte degli utenti, una suddivisione dei
flussi dei rifiuti recuperabili da quello dei rifiuti ingombranti che, di conseguenza, risultano in gran parte
già privati delle frazioni suscettibili di successivo recupero.
Senz’altro migliorabile risulta la gestione dei RAEE, la cui presenza risulta pari al 6% circa, per
i quali vige l’obbligo di raccolta separata ed avvio a circuiti di recupero in ottemperanza al D.Lgs.
151/2005.
=
Frazione secca riciclabile multimateriale (sacco viola)
Dal 2001 la società SILEA S.p.A., d‘intesa con l’Amministrazione provinciale, esegue
annualmente, tramite società specializzate, delle campagne di controllo ed analisi qualitativamerceologica della frazione secca riciclabile raccolta da raccolta differenziata multimateriale dei rifiuti
urbani (c.d. sacco viola) presso i Comuni della Provincia e conferita all’impianto di selezione di piano,
sino all’ottobre 2006 in Comune di Monticello Brianza e successivamente in Comune di Verderio
Inferiore.
Tali indagini hanno interessato tutti i Comuni che effettuano la raccolta della frazione secca
riciclabile con il sacco viola (nel 2006, 78 su 90).
Dal 2003, in particolare, le analisi merceologiche sono state eseguite con continuità dalla
società IPLA di Torino, osservando la seguente metodica:
-
prelievo di un campione di rifiuto di circa 50-100 kg (quantitativo variabile in relazione
alle dimensioni del Comune);
-
selezione manuale delle varie frazioni recuperabili quali: imballaggi in plastica
(contenitori per liquidi e altri imballaggi in plastica), carta e cartone (carta grafica e
cartone + imballaggi in carta), imballaggi in alluminio (lattine e altri imballaggi in
alluminio), imballaggi in banda stagnata, stracci, nonché delle frazioni non conformi
presenti;
-
pesata di ogni singola frazione e del materiale estraneo (con esclusione del sottovaglio,
di peso irrilevante);
-
calcolo del peso in percentuale;
-
redazione di una scheda riassuntiva relativa ad ogni singolo Comune riportante i risultati
dell’analisi eseguita.
Nella Tabella 4.14 sono riportati i risultati delle citate analisi merceologiche (valori medi
ponderati delle campagne eseguite annualmente).
80
Capitolo 4
Tabella 4.14 Composizione merceologica del sacco viola, 2001-2006
FRAZIONE MERCEOLOGICA
Carta e cartone
Imballaggi in plastica
Imballaggi in banda stagnata
Imballaggi in alluminio
Stracci
Frazioni estranee
Totale
2001
2002
2003
2004
2005
2006
% in peso % in peso % in peso % in peso % in peso % in peso
36,81
44,48
43,06
49,03
50,18
47,21
21,13
25,44
27,96
24,70
22,92
26,77
3,70
4,01
4,21
3,98
3,44
3,60
3,86
0,73
0,86
0,77
0,73
0,86
5,53
4,74
4,40
4,18
4,29
4,22
28,97
20,60
19,51
17,34
18,44
17,34
100
100
100
100
100
100
Da un’analisi dei valori riportati nella Tabella precedente emergono le seguenti considerazioni:
-
circa il 50% in peso del sacco viola è costituito da carta e cartone (con una netta
prevalenza della carta grafica); fatta salva la flessione registrata nel 2006, il contenuto dei
materiali cellulosici è andato progressivamente aumentando nel corso degli anni;
-
il contenuto di imballaggi in plastica (sostanzialmente equamente ripartito tra contenitori
per liquidi ed altri imballaggi) ha subito alcune oscillazioni nel tempo per assestarsi attorno
ad un valore medio del 25%;
-
gli imballaggi in banda stagnata e in alluminio costituiscono circa il 4-5% del sacco viola,
con una netta prevalenza della componente ferrosa (gli imballaggi in alluminio non
superano, infatti, l’1%, eccezion fatta per il dato 2001 che non si considera
rappresentativo);
-
gli stracci, il cui contenuto è rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, costituiscono
circa il 4% del sacco viola;
-
la frazione estranea ha subito una progressiva riduzione nel tempo, più marcata dal 2001
al 2002, per assestarsi negli ultimi anni attorno al 17-18%.
Frazione organica (umido)
Nel corso del 2002 e del 2003 la società IPLA, su incarico della società SILEA S.p.A., ha
eseguito alcune analisi merceologiche sulla frazione organica raccolta in modo differenziato in diversi
Comuni della Provincia al fine di verificare la qualità del materiale conferito dagli utenti.
Nell’esecuzione delle analisi merceologiche è stata seguita la metodologia IPLA – CNR descritta nel
volume VI della collana Ambiente “Metodi di analisi del compost” pubblicato a cura dell’Assessorato
Ambiente della Regione Piemonte, ampliata e riveduta alla luce delle recenti esperienze in tale settore
effettuate dal medesimo Istituto.
In ogni singola analisi merceologica il campione ricavato dopo la miscelazione è stato
sottoposto a cernita manuale, al fine di scomporlo nelle varie frazioni merceologiche di interesse.
Le indagini effettuate confermano l’ottima qualità del materiale raccolto: la frazione
compostabile risulta superiore al 99%: oltre alle frazioni putrescibili (organico, sottovaglio, verde), che
costituiscono il 92-93% in peso del rifiuto, si riscontrano quasi esclusivamente mater-bi e la frazione
altra carta non imballo (tovaglioli e carta da cucina); la presenza di inquinanti risulta sporadica.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
81
Altre frazioni
Nel luglio 2005 la società SILEA S.p.A., sempre tramite l’IPLA di Torino, ha realizzato una
campagna di analisi merceologiche sui flussi di carta / cartone e di plastica provenienti da diversi
circuiti di raccolta differenziata e conferiti all’impianto di selezione di titolarità della società SERUSO
S.p.A., controllata per il 51% da SILEA S.p.A..
Carta e cartone
Le analisi sono state eseguite sui seguenti flussi di materiale:
-
carta /cartone proveniente dalle aree attrezzate comunali (n. 26 analisi);
-
carta e cartone proveniente dai cassonetti stradali (n. 13 analisi).
Per ciascun flusso il materiale è stato prelevato dagli automezzi in arrivo all’impianto;
successivamente si è proceduto ad effettuare la seguente ripartizione mediante cernita manuale:
-
carta grafica;
-
cartone ed imballaggi;
-
frazioni estranee.
La Tabella 4.15 riporta i risultati complessivi per ciascun flusso; al fine di pervenire ad un
risultato complessivo i risultati delle singole analisi sono stati ponderati in base al carico di ciascun
automezzo.
Tabella 4.15 Composizione carta e cartone in base al flusso di provenienza, 2005
Carta grafica
Cartone e imballaggi
Frazioni estranee
Totale
Aree attrezzate
% in peso
27,68
69,06
3,26
100
Cassonetti
% in peso
51,37
36,85
11,78
100
Plastica
Le analisi sono state eseguite sui seguenti flussi di materiale:
-
plastica proveniente dalle aree attrezzate comunali (n. 10 analisi);
-
plastica proveniente dai cassonetti stradali (n. 13 analisi).
Per ciascun flusso il materiale è stato prelevato dagli automezzi in arrivo all’impianto;
successivamente si è proceduto ad effettuare la seguente ripartizione mediante cernita manuale:
-
plastica (contenitori per liquidi);
-
plastica (imballaggi);
-
traccianti (film in PE e polistirolo);
-
frazioni estranee.
La Tabella 4.16 riporta i risultati complessivi per ciascun flusso; al fine di pervenire ad un
risultato complessivo i risultati delle singole analisi sono stati ponderati in base al carico di ciascun
automezzo.
82
Capitolo 4
Tabella 4.16 Composizione plastica in base al flusso di provenienza, 2005
Contenitori per liquidi
Imballaggi
Traccianti (film in PE e polistirolo)
Frazioni estranee
Totale
Aree attrezzate
% in peso
12,82
8,93
50,25
28
100
Cassonetti
% in peso
61,5
15,27
23,24
100
L’analisi della Tabella precedente mostra come la plastica raccolta presso le aree attrezzate
comunali presenti un contenuto di frazioni estranee particolarmente elevato, tenuto conto, peraltro,
che tali strutture risultano presidiate e custodite.
4.2
Modalità e sistemi di raccolta
Nel presente paragrafo vengono illustrate le modalità ed i sistemi di raccolta dei rifiuti urbani in
uso nel territorio provinciale.
Le informazioni risultano dalle elaborazioni dei dati comunali relativi all’anno 2006 raccolti
dall’Osservatorio Provinciale Rifiuti tramite l’applicativo web-based denominato O.R.SO., con le
modalità descritte nel precedente sottoparagrafo 4.1.1.
Per quanto concerne le modalità di raccolta, la Provincia di Lecco si caratterizza per la larga
diffusione della raccolta separata secco-umido, uno dei capisaldi del Piano rifiuti del 1998, che risulta
essere un fattore determinante per il conseguimento di buoni risultati nella gestione dei rifiuti urbani in
quanto, oltre ad aumentare i quantitativi totali delle frazioni separate indirettamente, favorisce
l’aumento quali-quantitativo delle altre raccolte ed un complessivo contenimento della produzione dei
rifiuti urbani totali.
In Provincia di Lecco la raccolta differenziata della frazione umida risulta sostanzialmente a
regime dal 2000; a fine 2006 i Comuni che hanno attuato questo servizio sono stati 82, per un totale di
324.482 abitanti serviti (pari al 99% della popolazione provinciale); gli otto Comuni della Provincia che
non effettuano la raccolta separata della frazione umida (Casargo, Crandola Valsassina, Esino Lario,
Margno, Morterone, Parlasco, Taceno e Vendrogno) sono di piccole e piccolissime dimensioni ed
hanno una popolazione complessiva di soli 3.272 abitanti.
Secondo la classificazione adottata dall’Osservatorio Regionale sui Rifiuti dell’ARPA
Lombardia, sul territorio provinciale risultano attivati i seguenti sistemi di raccolta:
-
stradale: la frazione residuale e le principali frazioni merceologiche differenziate vengono
conferite in cassonetti, contenitori o campane di diversa capienza raggruppati nelle
cosiddette “isole ecologiche” o posizionati a margine strada o, comunque, in punti fissi del
territorio;
-
domiciliare / porta a porta: la frazione residuale e le principali frazioni merceologiche
differenziate vengono prelevate direttamente presso le utenze in giorni e con modalità
prestabilite;
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
-
83
area attrezzata: struttura utilizzata per il conferimento separato, per lo stoccaggio ed
eventualmente per l’effettuazione di alcuni trattamenti delle frazioni differenziate;
-
ecostazione mobile: mezzo attrezzato appositamente con più contenitori che in giorni ed
orari prestabiliti raccoglie presso i punti sosta concordati alcune tipologie di rifiuti
pericolosi;
-
su chiamata: servizio di raccolta domiciliare effettuato, previa prenotazione, per alcune
tipologie di rifiuti particolarmente voluminosi e di difficile movimentazione (ex beni
durevoli);
-
mista: coesistono almeno due dei modelli precedentemente descritti.
4.2.1
Raccolta domiciliare / porta a porta
Aspetto peculiare dell’organizzazione dei sistemi di raccolta dei rifiuti urbani in Provincia di
Lecco è costituito dalla domiciliarizzazione dei servizi di raccolta della frazione residuale, della
frazione secca riciclabile (sacco viola) e della frazione umida.
Nella Tabella 4.17 sono rappresentati tutti i modelli di raccolta applicati nei Comuni della
Provincia per la frazione residuale, la frazione secca riciclabile raccolta con il sacco viola e la frazione
umida nel 2006.
Tabella 4.17
Classificazione e diffusione dei modelli di raccolta utilizzati in Provincia di
Lecco, 2006
MODELLO
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Frazione Residuale
Sacco viola
Domiciliare
Domiciliare
Domiciliare
Domiciliare
Stradale (cassonetti)
Stradale (cassonetti)
Stradale (cassonetti)
Stradale (cassonetti)
Mista
Mista
Mista
Mista
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
NO
SI
Frazione
Umida
NO
NO
SI
SI
NO
NO
SI
SI
NO
NO
SI
SI
Comuni
0
1
8
58
1
6
2
7
0
0
1
6
Dall’analisi della Tabella 4.17 si evince che i modelli di raccolta più diffusi nel 2006 (n. 3, 4, 6 e
8) hanno un livello di domiciliarizzazione piuttosto spinto, con un numero elevato di comuni che
effettuano anche la raccolta porta a porta della frazione umida.
La raccolta della frazione residuale è del tipo porta a porta in 67 Comuni della Provincia, in 16
Comuni sono in uso i cassonetti e in 7 Comuni la raccolta è di tipo misto (domiciliare e cassonetti).
Il previgente piano rifiuti prevedeva che la frazione residuale dovesse essere conferita in
sacchi trasparenti al fine di limitare il più possibile l’elusione dall’obbligo della raccolta differenziata
secco - umido con decorrenza 1° gennaio 2000. A fin e 2006, 82 Comuni su 90, per un totale di
317.608 abitanti, hanno provveduto ad introdurre il sacco trasparente, in sostituzione del sacco nero,
84
Capitolo 4
per la raccolta del secco residuo. Naturalmente, i vantaggi derivanti dall’utilizzo del sacco trasparente
(controllo visivo del contenuto del sacco) vengono vanificati nel caso della raccolta con cassonetti
stradali.
4.2.2
Raccolta con contenitori / cassonetti
Come si rileva dalla Tabella 4.17, per la frazione residuale il sistema di raccolta con cassonetti
stradali è stato ormai abbandonato da gran parte dei Comuni della Provincia; fanno eccezione alcuni
Comuni montani in cui, a causa della particolare struttura del territorio, risulta difficoltosa la
realizzazione di circuiti di raccolta porta a porta. Nei medesimi Comuni viene svolta con cassonetti o
contenitori stradali anche la raccolta della frazione umida e del sacco viola.
Più diffuso risulta invece l’impiego dei cassonetti o contenitori (campane, per il vetro) per
alcune frazioni oggetto di raccolta differenziata, quali vetro (83 Comuni), carta e cartone (27 Comuni)
e plastica (37 Comuni).
La raccolta delle sopraccitate frazioni con cassonetti stradali presenta tuttavia alcuni
inconvenienti, in quanto da un lato viene favorito l’abbandono dei rifiuti a fianco dei contenitori,
soprattutto nei Comuni di dimensioni maggiori e nei comuni caratterizzati da flussi turistici e, dall’altro,
fatta eccezione per il vetro, il materiale raccolto è caratterizzato dalla presenza di un notevole
quantitativo di materiale estraneo.
In ragione di quanto sopra, nel corso del 2006 la società SILEA S.p.A., previo accordo con i
Comuni, ha provveduto a rimuovere i cassonetti stradali per carta e plastica nei Comuni dove viene
già effettuato il servizio di raccolta di tali frazioni con il sacco viola.
4.2.3
Aree attrezzate per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani
Il Piano provinciale rifiuti del 1998, approvato in via definitiva dalla Regione il 29.02.2000,
individuava tra i propri indirizzi della politica di gestione integrata dei rifiuti il completamento delle
strutture di base per la raccolta differenziata dei rifiuti, stabilendo quale dotazione impiantistica una
piattaforma ogni 10.000 abitanti circa.
Sin dal 1998 Provincia ha promosso la realizzazione delle infrastrutture per la raccolta
differenziata dei rifiuti attraverso l’erogazione agli Enti locali (Comuni e Comunità Montane) di
contributi per la realizzazione di nuove aree attrezzate e per l’adeguamento di quelle esistenti, al fine
di migliorare o completare le opere carenti da un punto di vista tecnico e gestionale.
La previsione di piano è stata ampiamente superata, infatti nel territorio della Provincia di
Lecco è attualmente presente una rete ben strutturata di aree attrezzate per la raccolta differenziata
dei rifiuti urbani ed assimilati. Si tratta di infrastrutture a livello comunale o sovraccomunale di supporto
ai diversi circuiti di raccolta, utilizzate, pertanto, per il conferimento separato, per lo stoccaggio ed
eventualmente per l’esecuzione di alcuni trattamenti (selezione e cernita, pressatura, triturazione)
delle frazioni di rifiuti urbani.
Nel capitolo 8 del Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti, approvato dalla Giunta
regionale con deliberazione n. 8/220 del 27.06.2005, e successivamente integrato con deliberazione
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
85
n. 8/6581 del 13.02.2008, è stata rivista la disciplina delle aree attrezzate per la raccolta differenziata
dei rifiuti. Alla luce delle indicazioni regionali, le aree attrezzate per la raccolta differenziata dei rifiuti
urbani sono state ri-classificate in centri di raccolta e piattaforme per la raccolta differenziata in base ai
criteri sinteticamente riportati di seguito.
Centri di raccolta
•
Strutture per la raccolta differenziata in cui vengono svolte unicamente operazioni di
raggruppamento e deposito dei rifiuti urbani per tipologie omogenee in idonei contenitori e
cassoni, finalizzate ad ottimizzarne il trasporto presso gli impianti di recupero o di
smaltimento; non possono essere operati trattamenti, ancorché minimali di selezione,
disassemblaggio o adeguamento volumetrico sui rifiuti prima del successivo recupero e/o
smaltimento.
•
La titolarità dei centri di raccolta è del Comune, con gestione appaltata o affidata a
personale comunale o associazioni, e non di aziende terze.
•
I centri di raccolta non sono soggetti ad autorizzazione ai sensi degli artt. 208 e 210 del D.
Lgs. 152/2006, ma trattasi di attività disciplinata dai regolamenti comunali di cui all’art.
198, comma 2, del D.Lgs. 152/2006.
•
Il conferimento dei rifiuti avviene da parte di privati cittadini residenti nel Comune o nei
Comuni consorziati e anche da parte di aziende per frazioni assimilate agli urbani fino al
raggiungimento del limite indicato nel regolamento comunale.
•
Possono essere conferite tutte le frazioni di rifiuti da raccolta differenziata, sia pericolose
sia non pericolose, con l’esclusione del rifiuto indifferenziato (il suo conferimento è
ammesso solo presso i centri di raccolta localizzati in Comuni disagiati dal punto di vista
della viabilità purché vengano rispettate precise condizioni).
•
I centri di raccolta possono essere realizzati con le forme di associazione tra Comuni
previste dalle norme vigenti.
Piattaforme per la raccolta differenziata
•
Strutture per la raccolta differenziata in cui vengono operati trattamenti sui rifiuti, quali
compattazione, cernita, triturazione, separazione di parti del rifiuto (es. disassemblaggio di
rifiuti ingombranti) compreso il compostaggio degli scarti vegetali, prima del successivo
recupero e/o smaltimento, ivi comprese le stazioni di trasferimento.
•
La titolarità delle piattaforme per la raccolta differenziata è del Comune e/o di società di
capitale (ex speciali) con gestione diretta od appaltata ad aziende iscritte all’Albo
nazionale gestori ambientali per la categoria corrispondente.
•
Sono soggette ad autorizzazione ai sensi degli artt. 208 e 210 del D. Lgs. 152/2006 e
dell’art. 16 della L.R. 26/2003 nonché alla valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) o alla
verifica di assoggettabilità alla V.I.A. laddove per operazioni svolte e tipologie di rifiuti ne
ricorrono i presupposti.
86
Capitolo 4
•
Il conferimento dei rifiuti avviene da parte di cittadini residenti ed aziende presenti sul
territorio del bacino servito (comunale o sovraccomunale) per le frazioni assimilate agli
urbani.
•
Possono essere conferite frazioni pericolose e non pericolose.
•
Nel caso di piattaforme a servizio di più Comuni i rapporti tra soggetto gestore della
piattaforma e Comuni diversi da quello su cui insiste la stessa sono regolati da apposita
convenzione.
Sulla base delle informazioni agli atti, nel territorio provinciale sono presenti 60 aree attrezzate
per la raccolta differenziata di cui 57 centri di raccolta e 3 piattaforme, quest’ultime ubicate nei Comuni
di Calolziocorte (piattaforma della società A.U.S.M. S.p.A.), Merate e Valmadrera (piattaforma della
società SILEA S.p.A. a servizio dei Comuni di Valmadrera, Civate e Malgrate); 12 aree attrezzate
hanno valenza sovraccomunale, e precisamente:
-
centri di raccolta di Perego e Rovagnate, a servizio dei Comuni di Perego, Rovagnate e
Santa Maria Hoè;
-
centro di raccolta di Vestreno, a servizio dei Comuni di Introzzo, Sueglio, Tremenico e
Vestreno;
-
centro di raccolta di Garbagnate Monastero, a servizio dei Comuni di Barzago, Bulciago,
Molteno e Garbagnate Monastero;
-
centro di raccolta di Nibionno, a servizio dei Comuni di Costa Masnaga e Nibionno;
-
centro di raccolta di Olginate, a servizio dei Comuni di Olginate e Valgreghentino;
-
centro di raccolta di Oggiono, a servizio dei Comuni di Annone Brianza e Oggiono;
-
centro di raccolta di Cernusco Lombardone, a servizio dei Comuni di Cernusco
Lombardone e Osnago;
-
centro di raccolta di Premana, a servizio dei Comuni di Pagnona e Premana;
-
centro di raccolta di Introbio, a servizio dei Comuni di Introbio e Pasturo;
-
centro di raccolta di Cortenova, a servizio dei Comuni di Casargo, Crandola Valsassina,
Cortenova, Margno, Parlasco, Primaluna, Taceno e Vendrogno;
-
piattaforma per la raccolta differenziata di Valmadrera, a servizio dei Comuni di Civate,
Malgrate e Valmadrera.
Complessivamente, nel 2006, 80 Comuni della Provincia, per complessivi 317.373 abitanti,
pari al 97% della popolazione provinciale, hanno utilizzato aree attrezzate per il conferimento dei rifiuti
urbani raccolti differenziatamente. E’ inoltre prevista la realizzazione di un centro raccolta rifiuti in
Comune di Colle Brianza.
Si precisa, inoltre, che il Comune di Vercurago, pur non disponendo di una vera e propria area
attrezzata, ha individuato nel proprio territorio una zona dove, da alcuni anni, con frequenza
settimanale, vengono posizionati cassoni mobili per il conferimento di rifiuti ingombranti, metalli e
scarti vegetali.
Nella Figura 4.2 è riportata la georeferenziazione delle aree attrezzate presenti in Provincia di
Lecco aggiornata al 31.12.2006.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
Figura 4.2 Georeferenziazione delle aree attrezzate in Provincia di Lecco, 2006
87
88
Capitolo 4
Da un’analisi della Figura 4.2 si evince come gran parte delle aree attrezzate per la raccolta
differenziata siano concentrate nei Circondari Casatenovo (10 aree attrezzate, 12 Comuni serviti su
12), Merate (15 aree attrezzate, 17 Comuni serviti su 17), Oggiono (9 aree attrezzate, 12 Comuni
serviti su 13) e Valle San Martino (7 aree attrezzate, 7 Comuni serviti su 9); nel Circondario Lecco
sono presenti 6 aree attrezzate utilizzate da 9 Comuni su 11 (non è stato conteggiato il centro di
raccolta in Comune di Morterone, in esercizio dal 2007) mentre nel Lario Orientale sono dislocate 8
aree attrezzate fruite da 12 Comuni su 13. Non ottimale risulta senz’altro la dotazione di aree
attrezzate della Valsassina, in cui sono presenti solo 3 centri di raccolta rifiuti (sedi: Cortenova,
Introbio e Premana) a cui possono accedere 11 Comuni sui 15 costituenti il Circondario.
Il conferimento presso le aree attrezzate per la raccolta differenziata costituisce il circuito di
intercettazione prevalente per i rifiuti ingombranti (80 Comuni) e per le principali frazioni oggetto di
raccolta differenziata quali: carta e cartone (72 Comuni), plastica (57 Comuni), metalli (65 Comuni),
scarti vegetali (77 Comuni) e legno (67 Comuni) e, nel contempo, consente di integrare altri sistemi di
raccolta per frazioni quali: vetro, RAEE, batterie e pile, toner, contenitori etichettati T o F, accumulatori
esausti.
4.2.4
Ecostazione mobile e raccolte su chiamata
L’ecostazione mobile è un particolare servizio di raccolta svolto da SILEA S.p.A., tramite la
controllata Il Trasporto S.p.A., che nel 2006 ha interessato 87 Comuni (con l’esclusione di Morterone,
Parlasco e Rogeno). Il servizio è a disposizione esclusivamente delle utenze domestiche che in giorni
ed orari prestabili possono conferire presso i punti sosta concordati le seguenti tipologie di rifiuti:
contenitori per smalti e vernici, bombolette spray, prodotti e contenitori etichettati”T”, “F”, “X” e “C”,
cartucce esauste e toner di fotocopiatici, stampanti e fax, accumulatori al piombo esausti, lampade a
neon ed oli vegetali.
Per i RAEE è attivo in 88 Comuni della Provincia (con l’esclusione di Morterone e Rogeno) un
servizio di raccolta domiciliare su chiamata, gratuito, effettuato sempre tramite la società Il Trasporto
S.p.A.
In aggiunta a quanto sopra è inoltre presente in 88 Comuni della Provincia (con l’esclusione di
Parlasco e Morterone) un servizio domiciliare su chiamata per gli oli vegetali e i grassi animali
provenienti da ristorazione che ha interessato, nel 2006, 351 utenze.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
89
Nella Tabella 4.18 vengono riepilogati i principali sistemi di raccolta delle frazioni
merceologiche differenziate, così come risultanti dalla banca dati dell’applicativo web-based O.R.SO..
Tabella 4.18 Sistemi di raccolta delle frazioni oggetto di raccolta differenziata, 2006
FRAZIONI
SACCO VIOLA
FRAZIONE UMIDA
CARTA E CARTONE
PLASTICA
VETRO
METALLI
ALLUMINIO
SCARTI VEGETALI
LEGNO
RAEE
BATTERIE E PILE
FARMACI
TONER
OLI MINERALI
CONTENITORI T. e F.
ACCUMULATORI ESAUSTI
STRACCI ED INDUMENTI USATI
ALTRE RD
Punti sul territorio
11
10
27
34
83
2
0
6
0
0
77
81
3
1
0
0
48
0
MODALITA' DI RACCOLTA
Domiciliare
Area attrezzata
67
0
72
0
14
72
5
57
36
56
17
65
3
3
2
77
0
67
89
49
0
39
0
5
3
32
0
9
0
46
0
55
0
5
48
41
Ecostazione mobile
0
0
0
0
0
0
0
0
0
71
0
0
67
0
81
83
0
0
Si può osservare come in Provincia di Lecco vi sia una suddivisione sostanzialmente equa tra
i vari sistemi di raccolta.
90
Capitolo 4
4.3
Sistema impiantistico esistente
4.3.1
Gli impianti esistenti
Nel territorio della Provincia di Lecco risultano attualmente presenti i seguenti impianti di piano
deputati al trattamento dei rifiuti urbani:
-
un impianto di termocombustione con recupero energetico;
-
un impianto polifunzionale per la selezione della frazione secca riciclabile da raccolta
differenziata multi e monomateriale dei rifiuti urbani;
-
un impianto di compostaggio per la produzione di compost di qualità, entrato in
funzione nel mese di aprile 2008;
-
una piattaforma provinciale per la raccolta differenziata.
Nel prosieguo viene fornito un approfondimento in ordine all’impiantistica esistente: per
ciascun impianto viene fornita una scheda riepilogativa e, se in esercizio, dati quantitativi sull’attività
svolta nel 2006.
Impianto di termovalorizzazione
L’impianto di termovalorizzazione della società SILEA S.p.A., in funzione dal 1981, è costituito
originariamente da due linee identiche autorizzate ad incenerire un quantitativo massimo di 87.000
t/anno di rifiuti; di tale quantitativo al massimo 14.000 t/anno possono essere costituite da rifiuti
speciali, di cui 7.200 t/a rifiuti ospedalieri, farmaci scaduti e sostanze stupefacenti.
In considerazione della vetustà dell’impianto, è in itinere l’adeguamento dello stesso, con
l’obiettivo di minimizzare le emissioni, i reflui, le scorie e le ceneri prodotte oltre a migliorarne il
rendimento energetico, secondo un programma flessibile e modulare, già previsto dal Piano
Provinciale Rifiuti del 1998 ed autorizzato con decreto del Dirigente dell’U.O. Prevenzione
Inquinamento Atmosferico e AIA della Regione Lombardia n. 12624 del 29.07.2003 e provvedimento
del Dirigente del Settore Ambiente ed Ecologia della Provincia di Lecco n. 711 del 16.10.2003.
Il citato programma di adeguamento prevede la realizzazione di un nuovo modulo della
potenzialità di 50.000 t/anno circa e la ristrutturazione di una delle due linee esistenti, con successiva
dismissione della linea non ristrutturata, secondo il seguente cronoprogramma:
-
1.10.2006: entrata in funzione la nuova linea di termocombustione (linea n.3) e
disattivazione di una delle due linee esistenti (linea n.1) per essere sottoposta ad una
ristrutturazione che contempla la sostituzione della caldaia e della linea di trattamento
fumi;
-
28.09.2008: completamento della ristrutturazione della linea n.1 e disattivazione della
linea n.2.
Il 23 giugno 2006 è stato inoltre sottoscritto un protocollo d’intesa tra la società SILEA S.p.A. e
gli Enti territoriali competenti che definisce un programma di manutenzione straordinario della linea
n.2 al fine di conformarne il più possibile il funzionamento ai requisiti del D. Lgs. 133/2005, in attesa
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
91
della fermata definitiva a partire dall’autunno 2008; tali interventi hanno comportato un lieve
slittamento delle tempistiche sopra indicate.
Attualmente, la linea n.1 risulta disattivata dall’8.10.2006 per consentire l’esecuzione dei citati
interventi di ristrutturazione che dovranno essere completati entro l’1.12.2008; la linea n.3 è a regime
dal dicembre 2006.
Nel gennaio 2007 sono stati conclusi gli interventi migliorativi sulla sezione di trattamento fumi
della linea n.2, contemplati dal protocollo d’intesa di cui sopra, che hanno riguardato la revisione
completa del filtro elettrostatico (aggiunta di un ulteriore trasformatore in modo da operare con un
sistema a doppio campo) e la modifica della torre di lavaggio (installazione di un letto di corpi di
riempimento ADIOX per il contenimento dei microinquinanti organici; iniezione di soda per ridurre gli
ossidi di zolfo). Gli adeguamenti impiantistici realizzati, pur determinando un sensibile miglioramento
delle emissioni in atmosfera rispetto alla situazione pregressa, non consentivano comunque di
garantire il rispetto dei limiti previsti dal D. Lgs. 133/2005 per tutti gli inquinanti. Pertanto la linea n. 2,
che avrebbe dovuto rimanere in funzione sino all’attivazione della linea n.1 adeguata (entro il
30.11.2008), è stata fermata dal 27.06.2007.=
La situazione a regime, dal 1.12.2008, vedrà il funzionamento della linea n.1 ristrutturata e
della linea n. 3, di nuova costruzione, entrambe pienamente rispondenti ai requisiti del D.Lgs.
133/2005.
Il sistema di trattamento fumi della linea n. 3 e della linea n. 1 adeguata consta di:
-
sistema DeNOX non catalitico (iniezione controllata di urea);
-
sistema di reazione a secco (iniezione di bicarbonato di sodio e carbone attivo in polvere);
-
filtro a maniche con ricircolo dei fumi in camera di post-combustione;
-
torre di lavaggio con corpi di riempimento ADIOX: 1° stadio con fase acida (immissione di
soda) e 2° stadio con fase neutra (quest’ultimo sol o per la linea n.3).
Per implementare il sistema di abbattimento fumi, contenendo ulteriormente le emissioni in
particolare dei microinquinanti, è in previsione, per entrambe le linee, l’installazione di un sistema
DeNOX – DeDIOX tipo SCR (Selective Catalitic Reduction), con eventuale iniezione di soluzione
ammoniacale.
L’impianto, sia nella conFigurazione originaria sia in quella finale, è dotato di una sezione di
recupero energetico. L’intervento di adeguamento complessivo dell’impianto prevede, tra l’altro, la
sostituzione del generatore di vapore della linea n.1 e la costruzione di una nuova centrale
termoelettrica dotata di turboalternatore da 10.500 kW, con un considerevole incremento della
produzione di energia elettrica che passerebbe dai 43.000 MWh del 2006 ai 59.000 MWh del 2008 (al
lordo degli autoconsumi).
Nel 2006 l’impianto di termocombustione della società SILEA S.p.A. ha incenerito 72.697 t di
rifiuti, pari all’83% della potenzialità nominale, così ripartiti:
-
59.632 t: frazione residuale dei rifiuti urbani (Comuni della Provincia di Lecco e fuori
Provincia);
-
271 t: altri rifiuti urbani ed assimilati non altrimenti recuperabili;
-
50 t: rifiuti cimiteriali;
-
5.763 t: rifiuti speciali sanitari (pericolosi a rischio infettivo e non pericolosi);
92
Capitolo 4
-
6.981 t: altri rifiuti speciali non pericolosi.
Durante i periodi di fermo impianto 5.348 t di rifiuti urbani (frazione residuale) sono state
conferite ad impianti ubicati fuori Provincia (di cui: 3.664 t ad impianti di termovalorizzazione con cui
sono stati sottoscritti accordi di interscambio e mutuo soccorso); complessivamente nel 2006
l’impianto di Valmadrera ha incenerito il 92% circa della frazione residuale prodotta nello stesso anno
dai Comuni della Provincia.
L’attività di termocombustione ha prodotto i seguenti rifiuti:
-
scorie: 14.176 t;
-
polveri: 1.562 t;
-
fanghi: 199 t.
I rifiuti decadenti dall’attività di termocombustione sono stati conferiti in impianti ubicati fuori
Provincia, non disponendo l’ambito di discariche o di impianti per il trattamento di tali rifiuti.
Nel corso degli ultimi anni la società SILEA S.p.A. ha comunque privilegiato il loro
conferimento ad impianti che ne effettuano il recupero di materia, limitando il conferimento in discarica
alle scorie contenti incombusti o ai casi di effettiva indisponibilità degli impianti di recupero: nel 2006,
in particolare, il 61,4% delle scorie prodotte è stato avviato al recupero (impianti B.S.B. Prefabbricati
s.r.l. di Noceto – PR e R.M.B. S.p.A. di Polpenazze del Garda - BS), il 37,2% ad impianti di deposito
preliminare (impianto PBR di Maclodio – BS) e di inertizzazione (impianto Ecolombardia 18 S.r.l. di
Giussago – PV) e solo l’1,4% direttamente in discarica (Bergamo Pulita S.r.l. di Cavernago – BG).
Dalla termovalorizzazione dei rifiuti SILEA S.p.A. produce energia elettrica che in parte
autoconsuma e in parte immette in rete, alla tensione di 15.000 kV, mediante cabina elettrica e
cavidotti interrati. Attualmente tutto il calore prodotto dalla termocombustione viene trasformato in
energia elettrica, la società sta comunque valutando, anche in attuazione di specifica prescrizione
contenuta nel decreto AIA, di rinunciare ad una quota dell’energia elettrica generata conservandola
come energia termica in vista della realizzazione di una rete di teleriscaldamento; al riguardo è in
corso la stesura di un piano di fattibilità, onde verificare le possibilità attuative del progetto e gli aspetti
economici.
Nel 2006, nell’ambito degli interventi di adeguamento del polo di termocombustione, è stata
costruita la nuova centrale termoelettrica dotata di turboalternatore da 10,5 MW. La produzione di
energia elettrica è stata di kWh 19.840.840, il 3,7% in meno rispetto al 2005 in quanto la “vecchia”
turbina da 3,4 MW aveva il rotore in riparazione, mentre la nuova turbina ha iniziato a funzionare solo
da ottobre 2006. Il 78% dell’energia elettrica prodotta è stata ceduta a Enel Distribuzione S.p.A. di
Milano, la quota restante è stata autoconsumata.
Nel maggio 2006, SILEA S.p.A., quale impianto produttore di energia elettrica, ha inoltrato la
domanda di qualificazione di “Impianto Alimentato da Fonti Rinnovabili” (IAFR), relativamente alla
nuova linea di termocombustione ed al rifacimento totale dell’esistente. In data 26.01.2007 il Gestore
del Sistema Elettrico (GSE) ha ammesso SILEA S.p.A. al mercato dei Certificati Verdi. Nel 2006, a
fronte di una produzione di MWh 5.562, relativa al periodo dall’01.11.2006 al 31.12.2006, sono stati
riconosciuti dal GSE n. 111 Certificati Verdi.
Di seguito viene fornita una sintetica scheda descrittiva dell’impianto di termovalorizzazione di
Valmadrera
(Tabella
93
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
Tabella 4.19 Scheda descrittiva impianto di termovalorizzazione di Valmadrera
adrera
Ubicazione impianto
Autorizzazioni
Titolarità autorizzazione
Titolarità gestione
Potenzialità
Tipologie rifiuti
autorizzate
Tipologia impiantistica
Stato attuale
Quantità trattata (2006)
Valmadrera, via Vassena n. 6
Decreto Regione Lombardia n. 11937 del 16.10.2007 (AIA-IPPC)
(sostitutivo delle precedenti autorizzazioni:
Provvedimento Provincia di Lecco n. 612 del 31.07.2003
Provvedimento Provincia di Lecco n. 711 del 16.10.2003
Deliberazione Regione Lombardia n. 5167 del 21.11.2003
Decreto Regione Lombardia n. 21899 del 2.12.2004)
SILEA S.p.A.
SILEA S.p.A.
Capacità autorizzata:
fino al 30.11.2008 – Linea n.3:
87.000 t/anno, di cui 14.000 t/anno rifiuti speciali (7.200 t/anno ROT)
dal 01.12.2008 – Linea n.1 (adeguata) + Linea n.3:
87.000 t/anno, di cui 14.000 t/anno rifiuti speciali (7.200 t/anno ROT)
Capacità di trattamento dell’impianto:
Linea n.1: 6 t/h per PCI = 2.500 kcal/kg e 5 t/h per PCI = 3.000 kcal/kg
pari a 47.520 t/anno
Linea n.3: 9,6 t/h per PCI = 2.500 kcal/kg e 8 t/h per PCI = 3.000 kcal/kg
pari a 76.000 t/anno
Rifiuti urbani residuali, rifiuti urbani ed assimilati non altrimenti
recuperabili, rifiuti cimiteriali, rifiuti speciali non pericolosi, rifiuti speciali
pericolosi a rischio infettivo
Griglia mobile
In esercizio, in corso adeguamento (a regime dal 1.12.2008)
72.697 t
Il successivo Grafico 4.26 illustra per il periodo 1990-2006 l’andamento della produzione di
energia elettrica in funzione del quantitativo di rifiuti inceneriti.=
Grafico 4.26 Rifiuti inceneriti e produzione di energia elettrica, 1990-2006
90.000.000
25.000.000
80.000.000
70.000.000
20.000.000
60.000.000
15.000.000
Kg
kWh
50.000.000
40.000.000
10.000.000
30.000.000
20.000.000
5.000.000
10.000.000
-
1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Anno
Rifiuti inceneriti
Energia elettrica prodotta
94
Capitolo 4
Impianto di selezione delle raccolte multi e monomateriali dei rifiuti urbani
In Provincia di Lecco è in funzione dal 1997 un impianto di selezione e nobilitazione della
frazione secca riciclabile da raccolta differenziata multimateriale dei rifiuti urbani (c.d. sacco viola), di
titolarità della società SERUSO S.p.A., controllata da SILEA S.p.A., che si conFigura quale impianto di
piano per il trattamento di tale rifiuto.
A tale impianto, ubicato sino al 2006 in Comune di Monticello Brianza, si sono aggiunti, nel
1999, un impianto per la selezione delle raccolte monomateriali (carta e cartone, imballaggi in
plastica) e nel 2001 un impianto di produzione di CDR a partire dagli scarti decadenti dalle attività di
selezione svolte, operanti in regime semplificato (art. 216 D. Lgs. 152/2006).
La struttura impiantistica complessiva è impostata su lavorazioni manuali e meccaniche di
trasferimento, selezione, cernita e compattazione.
Di seguito viene fornita una sintetica scheda anagrafica dell’impianto di Monticello Brianza.
Tabella 4.20 Scheda descrittiva impianto di selezione di Monticello Brianza
Ubicazione impianto
Autorizzazioni
Titolarità autorizzazione
Titolarità gestione
Potenzialità
Tipologie rifiuti autorizzate
Tipologia impiantistica
Stato attuale
Quantità trattata (2006)
Monticello Brianza, via Moneta snc
Provvedimento Provincia di Lecco n. 301 del 19.06.2002
Iscrizione registro recuperatori Provincia di Lecco n. 58 per tipologie
1.1, 6.1, 14.1 D.M. 5.02.1998 e s.m.i.
SERUSO S.p.A.
ATI Dugoni scrl e Idealservice scrl
18.000 t/anno -sacco viola
12.000 t/anno - carta e cartone
25.000 t/anno - imballaggi in plastica
25.000 t/anno - produzione CDR
Frazione secca riciclabile da raccolta differenziata multimateriale e
monomateriale dei rifiuti urbani (sacco viola, carta e cartone, imballaggi
in plastica)
Selezione semimanuale; produzione CDR
Non attivo dall’1.11.2006
sacco viola
in ingresso: 15.894,5 t; trattato: 16.154,5 t
carta e cartone
in ingresso: 1.766,7 t (di cui extraprovinciale: 35,6 t); trattato: 1.709,0 t
imballaggi in plastica
in ingresso: 11.063 t (di cui extraprovinciale: 8.484,4 t);
trattato: 11.537,1 t
produzione CDR
attività non svolta nel 2006
L’impianto di selezione del sacco viola ha trattato, nel corso del 2006, 16.154,5 t di frazione
multimateriale; dall’attività di selezione sono stati ottenuti:
-
6.861,9 t di carta e cartone;
-
2.151,4 t di imballaggi in plastica;
-
240,6 t di imballaggi in ferro;
-
321,8 t di stracci e indumenti dismessi;
-
6.578,9 t di scarti.
I materiali ottenuti dall’attività di recupero, conformi alle specifiche delle norme UNI di settore,
quando applicabili, o alle specifiche tecniche dei Consorzi di filiera del CONAI, sono stati conferiti ad
impianti che effettuano il recupero di materia. Gli scarti sono stati avviati in parte a recupero di materia
o di energia (3.932,1 t) ed in parte a smaltimento (2.646,8 t).
95
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
Durante i periodi di fermo impianto per manutenzioni programmate e non una quota pari a
741,9 t di sacco viola è stata conferita all’impianto di selezione della società Caris S.r.l. di Arese (MI).
Per quanto concerne la sezione dell’impianto operante in regime semplificato, nel corso del
2006 sono state trattate 1.709 t di carta e cartone e 11.537,1 t di imballaggi in plastica, per lo più di
provenienza extra-provinciale, che comprendono anche il c.d. multileggero (imballaggi in plastica +
metalli) raccolto nei comuni dell’area milanese.
La carta selezionata è stata conferita interamente in cartiera (Adda Ondulati S.p.A.).
Dall’attività di selezione della plastica sono invece stati ottenuti i seguenti materiali:
-
10.210,7 t di imballaggi in plastica;
-
239,2 t di imballaggi in ferro;
-
17,78 t di imballaggi in alluminio;
-
1.069,5 t di scarti.
Gli imballaggi ottenuti dall’attività di recupero, conformi alle specifiche tecniche dei Consorzi di
filiera del CONAI, sono stati conferiti ad impianti che effettuano il recupero di materia. Gli scarti sono
stati avviati in parte a recupero di materia o di energia (725,5 t) ed in parte a smaltimento (344 t).
Negli ultimi anni l’aumento dei quantitativi dei rifiuti trattati e la vetustà delle tecnologie
adottate presso l’insediamento di Monticello hanno determinato in più occasioni problemi alla
funzionalità degli impianti. Pertanto la società ha ritenuto opportuno trasferire l’attività in un’area più
idonea, ubicata nella zona industriale del Comune di Verderio Inferiore, già sede di un fabbricato
industriale dismesso. Nel giugno del 2006 la società SERUSO S.p.A. è stata autorizzata alla
realizzazione e alla gestione del nuovo impianto; le attività precedentemente svolte in Comune di
Monticello Brianza sono state trasferite presso l’insediamento di Verderio Inferiore a far data
dall’1.08.2006 per le raccolte monomateriali e dal 30.10.2006 per la frazione multimateriale.
Nel
nuovo
impianto,
quasi
completamente
automatizzato,
vengono
trattati
contemporaneamente la frazione secca riciclabile raccolta con il sacco viola e gli imballaggi in
plastica, grazie ad un sistema di linee di selezione parallele che sfruttano alcuni dispositivi in comune.
Allo stato non viene svolta l’attività di produzione di CDR.
Di seguito viene fornita una sintetica scheda descrittiva dell’impianto di Verderio Inferiore.
Tabella 4.21 Scheda descrittiva impianto di selezione di Verderio Inferiore
Ubicazione impianto
Autorizzazioni
Titolarità autorizzazione
Titolarità gestione
Potenzialità
Tipologie rifiuti autorizzate
Tipologia impiantistica
Stato attuale
Quantità trattata (2006)
Verderio Inferiore, via Piave n.89
Provvedimento Provincia di Lecco n. 237 del 09.06.2006
Provvedimento Provincia di Lecco n. 272 del 07.05.2008
SERUSO S.p.A.
ATI Dugoni scrl e Idealservice scrl
97.000 t/anno
Frazione secca riciclabile da raccolta differenziata multimateriale e
monomateriale dei rifiuti urbani (sacco viola, carta e cartone, imballaggi
in plastica)
Selezione prevalentemente automatica; produzione CDR
In esercizio (a regime da novembre 2006)
sacco viola: in ingresso 3.658,6 t (di cui multileggero: 15,8 t)
carta e cartone: in ingresso: 2.406 t (di cui extraprovinciale: 38 t)
imballaggi in plastica: in ingresso: 11.063,0 t (di cui extraprovinciale:
6238,9 t)
totale trattato: 11.419,5 t
96
Capitolo 4
Impianto di compostaggio
Il Piano provinciale rifiuti del 1998 indica, quale dotazione impiantistica per il trattamento della
frazione organica da raccolta differenziata dei rifiuti urbani e degli scarti vegetali, uno o più impianti di
compostaggio in grado di trattare complessivamente 30.000 t/anno di rifiuti, ravvisando la necessità di
progettare, costruire e mettere in esercizio entro il 1999 uno degli impianti di compostaggio previsti, in
modo da poter soddisfare il fabbisogno di trattamento di 20.000 t/anno.
A conclusione degli studi di approfondimento condotti sulle aree che secondo il Piano Rifiuti
risultavano potenzialmente idonee alla localizzazione di un impianto di compostaggio, con
deliberazione del gennaio 2001 l’Amministrazione provinciale ha individuato quale sito idoneo per la
localizzazione di un impianto di compostaggio della potenzialità di 20.000 t/anno l’area in località Tassera
del Comune di Annone Brianza.
In data 11 luglio 2002 è stato approvato il progetto presentato dalla società SILEA S.p.A. per
la realizzazione e l’esercizio di un impianto di compostaggio di rifiuti urbani ed assimilati in Comune di
Annone Brianza, località Tassera.
I lavori di realizzazione dell’impianto sono iniziati nell’aprile 2005 e sono stati conclusi entro il
2007; l’impianto è entrato in funzione nel mese di aprile del 2008.
La tecnologia impiantistica adottata per la trasformazione della frazione organica (umido, scarti
vegetali e ligneo-cellulosici) in compost prevede una prima fase di biossidazione accelerata condotta in
biocelle aerate ed una successiva fase di maturazione condotta in cumulo statico aerato.
Tutte le fasi del processo di compostaggio avvengono in ambiente chiuso e tamponato, dotato
di sistema di aspirazione e trattamento delle arie esauste (biofiltro).
Complessivamente l’impianto è stato progettato e realizzato per garantire elevati livelli di tutela
ambientale.
Di seguito viene fornita una sintetica scheda descrittiva dell’impianto di compostaggio di
Annone Brianza (Tabella 4.22).
Tabella 4.22 Scheda descrittiva impianto di compostaggio di Annone Brianza
Ubicazione impianto
Autorizzazioni
Titolarità autorizzazione
Titolarità gestione
Potenzialità
Tipologie rifiuti autorizzate
Tipologia impiantistica
Stato attuale
Quantità trattata (2006)
Annone Brianza, località Tassera
Determinazione Provincia di Lecco n. 69 dell’11.07.2002
Provvedimento Provincia di Lecco n. 324 del 21.06.2004
Provvedimento Provincia di Lecco n. 440 del 23.11.2005
Provvedimento Provincia di Lecco n. 365 dell’8.06.2007
Compostaggio Lecchese S.p.A.
Compostaggio Lecchese S.p.A.
20.000 t/anno
Rifiuti organici provenienti da raccolta differenziata di rifiuti solidi urbani
(scarti alimentari, scarti vegetali e ligneo cellulosici)
Biossidazione accelerata in biocelle aerate; maturazione in cumulo statico
aerato
In funzione dal mese di aprile 2008
==
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
97
Piattaforma provinciale
In Provincia di Lecco, in Comune di Valmadrera, è presente dal 1985 una piattaforma di
titolarità della società SILEA S.p.A. che consente di razionalizzare i flussi di rifiuti, provenienti dalle
raccolte comunali e dalle aree attrezzate per la raccolta differenziata dislocate sul territorio provinciale,
destinati agli impianti di recupero o smaltimento ubicati, in particolare, fuori Provincia.
Nel marzo 2001 è stato approvato un progetto di adeguamento complessivo della struttura
che prevede, tra l’altro, la realizzazione di una sezione di valorizzazione, mediante cernita e
successiva triturazione, dei rifiuti ingombranti, come previsto dal Piano rifiuti del 1998.
Tuttavia i lavori di adeguamento della struttura hanno subito un forte ritardo a causa della
concomitanza degli interventi di ammodernamento dell’attiguo impianto di termovalorizzazione; il loro
completamento è previsto per l’ottobre 2009.
Attualmente l’attività della piattaforma è limitata solo ad alcune tipologie di rifiuti (vetro,
frazione umida, legno, scarti vegetali e spazzamento strade e, occasionalmente, plastica, metalli e
inerti) e solo alle operazioni di stoccaggio e trasbordo.
Nel 2006 sono state conferite alla piattaforma provinciale 57.763 t di rifiuti urbani, così
ripartite:
-
plastica: 26 t;
-
vetro: 13.374 t;
-
frazione umida: 16.621 t;
-
legno: 2.734 t;
-
scarti vegetali: 20.168 t;
-
spazzamento strade: 4.840 t.
A seguito dell’adeguamento nella struttura verrà ampliato il numero di tipologie di rifiuti
stoccabili; inoltre, verranno effettuate anche operazioni di cernita manuale e meccanica dei rifiuti
ingombranti e legnosi con separazione delle frazioni recuperabili e triturazione delle frazioni non
recuperabili destinate a termovalorizzazione nonché operazioni di triturazione degli scarti vegetali,
finalizzate ad ottimizzare la successiva fase di trasporto agli impianti di compostaggio.
Di seguito viene fornita una sintetica scheda descrittiva della piattaforma provinciale di
Valmadrera (Tabella 4.23).
Tabella 4.23
Scheda descrittiva piattaforma provinciale di Valmadrera
Ubicazione impianto
Autorizzazioni
Titolarità autorizzazione
Titolarità gestione
Potenzialità
Tipologie rifiuti autorizzate
Tipologia impiantistica
Stato attuale
Quantità trattata (2006)
Valmadrera, via Vassena n. 6
Decreto Regione Lombardia n. 11937 del 16.10.2007 (AIA-IPPC)
(sostituisce il Provvedimento Provincia di Lecco n. 398 del 20.10.2006)
SILEA S.p.A.
SILEA S.p.A.
75.000 t/anno (rifiuti in ingresso)
32.000 t/anno (trattamento rifiuti ingombranti, legnosi e scarti vegetali)
Rifiuti urbani ed assimilati non pericolosi; rifiuti urbani pericolosi
Stoccaggio; selezione manuale e meccanica rifiuti ingombranti e
legnosi; triturazione rifiuti ingombranti, legno e scarti vegetali
In esercizio, in corso adeguamento (fine lavori prevista per il mese di
ottobre 2009)
57.763 t (rifiuti in ingresso)
98
Capitolo 4
4.3.2
Il destino dei rifiuti urbani della Provincia di Lecco
Dalle elaborazioni dei dati raccolti mediante l’applicativo web-based O.R.SO. è possibile
ricavare informazioni dettagliate anche in merito al destino dei flussi di rifiuti urbani prodotti in
Provincia di Lecco.
Nella successiva Tabella 4.24 sono state riepilogate per le varie tipologie di rifiuti urbani
(frazione residuale, spazzamento strade, ingombranti e raccolte differenziate disaggregate nelle
diverse frazioni costituenti la categoria) le destinazioni indicate dai Comuni così ripartite: piattaforma
provinciale, impianti in Provincia e impianti fuori Provincia.
Tabella 4.24 Destinazione dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni della Provincia, anno 2006
Tipologia
Frazione residuale
Spazz. strade
Ingombranti
Sacco viola
Frazione umida
Verde
Carta e Cartone
Plastica
Vetro
Metalli
Legno
RAEE
Alluminio
Altri metalli
Oli vegetali
Stracci
Pneumatici
Batterie e pile
Farmaci
Toner
Oli minerali
Contenitori T e F
Accumulatori
TOTALE
Piattaforma
provinciale (t)
4.837,3
16.169,6
19.795,0
26,3
13.201,8
2.763,2
56.793,2
Impianti in
Provincia (t)
55.588,9
2,2
8.527,8
19.127,9
12,1
7.355,0
710,5
61,6
2.213,4
1.762,7
1.011,3
11,3
0,2
80,9
21,1
33,7
28,1
5,3
129,9
96.683,8
Impianti fuori
Provincia (t)
792,5
205,9
86,9
681,0
54,8
471,8
402,3
203,2
13,7
0,9
4,2
1,7
722,0
0,9
0,7
0,3
8,0
24,6
19,1
3.694,2
TOTALE
55.588,9
5.632,0
8.733,7
19.127,9
16.169,6
19.894,0
8.036,0
791,6
13.735,2
2.615,7
4.729,1
1.024,9
12,2
4,3
82,6
722,0
21,1
34,6
28,8
5,6
8,0
24,6
149,0
157.171,2
Per quanto concerne i flussi intercettati dalla piattaforma provinciale è stato possibile risalire
agli impianti di destinazione dei rifiuti (prevalentemente extraprovinciali) in base alle informazioni
comunicate dalla società SILEA S.p.A. tramite la compilazione dell’apposita sezione dell’applicativo
O.R.SO., corredata della dichiarazione MUD, e tramite il riepilogo annuale dei rifiuti movimentati.
Si fa presente che, soprattutto per le frazioni provenienti dalla raccolta differenziata, gli
impianti di destinazione dichiarati dai Comuni frequentemente effettuano semplici operazioni di messa
in riserva propedeutiche all’avvio agli impianti di recupero finali, pertanto le quote di conferimenti
interessanti impianti della Provincia non sono da assumere come percentuali di rifiuti effettivamente e
pienamente recuperati nel contesto provinciale.
Precisato quanto sopra, dall’analisi dei dati riportati nella Tabella 4.24 si evince che delle
157.171 t di rifiuti urbani prodotte nel 2006 in Provincia di Lecco il 38,5% è stato conferito,
direttamente o transitando dalla piattaforma ecologica provinciale, ad impianti di recupero o di
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
99
smaltimento ubicati fuori Provincia. Mentre la frazione residuale e i rifiuti ingombranti vengono trattati
prevalentemente in impianti provinciali, le raccolte differenziate vengono conferite per il 63% ad
impianti di recupero extraprovinciali; in particolare alcune categorie merceologiche, quali la frazione
umida, gli scarti vegetali e il vetro, vengono totalmente esportate stante l’assenza di impianti
provinciali di recupero.
Frazione residuale
Nel 2006 sono state raccolte 55.589 t di frazione residuale (sacco trasparente o nero) che
sono state conferite all’impianto di termovalorizzazione della società SILEA S.p.A. in Comune di
Valmadrera. Durante i periodi di fermo impianto, 5.348,2 t di frazione residuale sono state esportate
fuori provincia (il quantitativo è comprensivo anche della frazione residuale dei Comuni di Lasnigo e
Pusiano - CO - per i quali SILEA effettua in via ordinaria il servizio di smaltimento in quanto soci).
In particolare, di tale quantitativo il 69%, pari a 3.663,8 t, è stato avviato a smaltimento in tre
termovalorizzatori (ACCAM S.p.A. di Busto Arsizio - VA, A.E.M. S.p.A. di Cremona, R.E.A. di Dalmine
- BG) con i quali sono in essere accordi di mutuo soccorso; 1.355,8 t sono state conferite a quattro
impianti di trattamento ubicati nelle Province di Mantova e Pavia; solo 328,6 t sono state smaltite in
discarica (A.E.M. Gestioni S.r.l. di Malagnino – CR).
Rifiuti ingombranti
Nel 2006 la produzione di rifiuti ingombranti della Provincia di Lecco ammonta a 8.734 t.
In attesa del completamento dei lavori di adeguamento della piattaforma provinciale di
titolarità della società SILEA S.p.A, il 95% dei rifiuti ingombranti, pari a 8.313,3 t, è stato conferito
all’impianto di stoccaggio e cernita della società Il Trasporto S.p.A. di Perego (LC).
Della quota restante, 214,5 t sono state smaltite presso l’impianto di termovalorizzazione della
società SILEA S.p.A. e 205,9 t sono state conferite a due impianti ubicati nelle Province di Varese e
Milano. Complessivamente quasi il 98% degli ingombranti è stato trattato in Provincia di Lecco.
Spazzamento strade
La Provincia non dispone di discariche o impianti per il trattamento dei residui della pulizia
stradale. Delle 5.632 t raccolte nel 2006, l’86%, pari a 4.837,3 t è stato conferito alla piattaforma
provinciale della società SILEA S.p.A. e da questa a quattro impianti ubicati nelle province di Lodi,
Mantova, Milano e Sondrio (Puli-Eco S.r.l. di Ospedaletto Lodigiano – LO, Ecoenergy S.r.l. di
Castiglione delle Stiviere – MN, Colombo Spurghi s.n.c. di Concorezzo – MI, S.EC.AM. S.p.A. di
Cedrasco – SO).
Solo un quantitativo pari a 2,2 t è stato destinato ad un impianto di stoccaggio della Provincia.
La restante quota, pari a 792,5 t, è stata conferita direttamente ad una pluralità di impianti
ubicati nelle Province di Bergamo, Como, Lodi, Mantova e Milano.
Frazione umida e scarti vegetali
Nel 2006 i Comuni della Provincia hanno prodotto 16.170 t di frazione umida e 19.894 t di
scarti vegetali.
100
Capitolo 4
In attesa dell’entrata in funzione dell’impianto di compostaggio di Annone Brianza, tali rifiuti
sono stati esportati fuori Provincia.
In particolare, la frazione umida raccolta è stata conferita alla piattaforma provinciale e,
successivamente, a sei impianti di compostaggio localizzati nelle Province di Bergamo, Brescia,
Mantova, Verona.
Fatta salva una quota pari a 12 t, anche gli scarti vegetali sono stati destinati, transitando dalla
piattaforma provinciale o direttamente, a sette impianti di compostaggio ubicati nelle Province di
Bergamo, Brescia, Como, Milano, Pavia e Verona.
Sacco Viola
Nel 2006 sono state raccolte 19.128 t di sacco viola che sono state conferite all’impianto di
selezione e cernita della società SERUSO S.p.A.. Durante i periodi di fermo impianto per guasti o
manutenzioni programmate e non 742 t di frazione secca riciclabile sono state esportate fuori
provincia, presso l’analogo impianto della società Caris S.r.l. di Arese (MI).
Altre raccolte differenziate
L’analisi dei destini associati alle altre frazioni merceologiche oggetto di raccolta differenziata
evidenzia come, ad eccezione del vetro e del legno, una parte consistente delle raccolte trova sbocco,
almeno inizialmente, in impianti presenti nel territorio provinciale (non viene considerata come
impianto di destinazione la piattaforma provinciale).
In particolare, la quota di conferimenti interessanti impianti della Provincia di Lecco copre le
percentuali sotto elencate delle seguenti frazioni:
-
Carta e cartone: 92%;
-
Plastica: 93%;
-
Vetro: <1%;
-
Legno: 37%;
-
Metalli: 85%;
-
RAEE: 99%;
-
Altre raccolte differenziate: 28%
La Figura 4.3 illustra il ciclo dei rifiuti urbani in Provincia di Lecco nel 2006.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
101
Figura 4.3 Ciclo dei rifiuti urbani in Provincia di Lecco, 2006
Im pianti fuori P rov . durante
ferm ate term ov alorizzatore:
5.348,2 t
A ltri rifiuti urbani non recuperabili
R ifiuti speciali (com presi sanitari):
22.212,5 t
Energia: 19.841 M W h
T ER MO VAL O R IZ Z AT O R E
(Im p ia nto S ILE A S P AV alm a drera- LC -)
F R AZ IO N E
R ES ID U AL E
55.588,9 t
IN G O M B R AN T I
8.733,7 t
R IF IUT I
UR B AN I
157.171,2 t
S corie, ceneri,
fanghi: 15.937,0 t
InceneritI: 72.696,8 t
R E C U P ER O /
S M ALT IM E NTO
214,4 t
Plastica e legn o
non recup.: 29,2 t
R AC C O L T A
D IF FER EN ZIAT A
87.216,7 t
di cui:
- Prov . LC : 8.313,4 t
- fuori Prov .: 205,9 t
F R AZ IO N E
U M ID A:
16.169,6 t
C O M PO ST AG G IO D I
Q U AL IT A’
conferiti fuori Prov incia:
36051,5 t
V ER D E:
19.894,0 t
12,1 t
SAC C O
V IO L A:
19.127,9 t
S E LE ZIO NE
(Im p ia nto S E R US O S P A M onticello B.z a e V erderio
Inferiore)
C onferiti: 19.127,9 t
S PAZ Z AM EN T O
ST R AD E
5.631,9 t
AL T R E R D :
31.996,0 t
S M ALT IM E NT O /R EC U PE RO
di cui:
Prov . di Lecco: 2,2 t
fuori P rov .: 5.629,7 t
R E C U PE RO
(sm altim ento in sicurezza per i
R U P ) di cui:
P rov .di Lecco: 13.437,1 t
fuori Prov .: 18.571 t
Ing o mb ran ti
recu p erati:
252,0 t
102
Capitolo 4
4.3.3
Collaborazione interprovinciale per la gestione dei rifiuti urbani
L’esperienza maturata nel corso degli anni nella programmazione della gestione dei rifiuti
urbani ha evidenziato la necessità, pur nel rispetto del fondamentale principio dell’autosufficienza, di
ampliare gli ambiti di collaborazione oltre i confini provinciali, verificando con le province contigue la
possibilità di sinergie nell’utilizzo degli impianti di recupero /smaltimento esistenti o da realizzare, allo
scopo di razionalizzare i percorsi dei diversi flussi di rifiuti e di evitare conferimenti aggiuntivi di flussi di
rifiuti in discarica.
Sulla base di quanto sopra esposto, da diversi anni la Provincia di Lecco ha sottoscritto con le
Province limitrofe (Bergamo, Como, Milano, Varese e Sondrio) dei protocolli d’intesa, al fine di far
fronte alle reciproche necessità di mutuo soccorso temporaneo, che, per quanto riguarda il territorio di
Lecco, sono correlate alle fermate per manutenzioni ordinarie e/o straordinarie dell’impianto di
termovalorizzazione di Valmadrera.
Attualmente risultano in essere le seguenti intese:
-
protocollo d’intesa tra le Province di Lecco, Milano e Varese per la collaborazione
interprovinciale nella gestione dei rifiuti urbani, la cui scadenza è stata prorogata al 31.12.2008;
-
protocollo d’intesa tra le Province di Lecco e Sondrio per la collaborazione interprovinciale nella
gestione dei rifiuti urbani, con scadenza 31.12.2009.
Alla luce del disposto di cui all’art. 20, comma 4 lett. d), della L.R. 26/2003 come modificata
dalla recente L.R. 12/2007 (omissis … L’eventuale previsione di avvio di flussi di rifiuti urbani verso
impianti ubicati al di fuori del proprio territorio è accompagnata, in sede di approvazione del piano,
dagli accordi raggiunti con la provincia interessata e con il gestore dell’impianto per una durata
congruente con le previsioni di piano), si precisa che il piano non prevede il conferimento stabile di
rifiuti non differenziati in impianti extraprovinciali in quanto l’impianto di termovalorizzazione di
Valmadrera consente di soddisfare pienamente il fabbisogno di smaltimento della frazione residuale
prodotta nel territorio provinciale.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
4.4
La gestione dei rifiuti urbani in Provincia di Lecco
4.4.1
SILEA S.p.A. e la gestione integrata dei rifiuti urbani
103
L’aspetto significativo della gestione dei rifiuti nel territorio della Provincia di Lecco è
rappresentato dalla presenza di SILEA S.p.A.
L’attività di SILEA S.p.A. ha inizio nel 1972, con la costituzione dell’allora Consorzio che
raggruppava 60 Comuni, avente la finalità di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti urbani,
che si delineava già nella sua complessità ed impellenza, per non compromettere ulteriormente
l’ambiente.
L’idea fondamentale era che aggregando più Comuni si poteva unitariamente programmare la
risoluzione di tale problema su di un territorio abbastanza vasto, preFigurando altresì l’eventuale
ampliamento del bacino di utenza, in modo da raggiungere un'adeguata dimensione, che avrebbe
consentito anche una economica gestione del sistema.
Nel 1975 inizia la costruzione dell’impianto di termocombustione di rifiuti solidi urbani, sito in
Comune di Valmadrera.
I 60 Comuni soci fondatori e successivamente i 32 Comuni che hanno concluso la
sottoscrizione dell’aumento di capitale, hanno individuato in SILEA S.p.A. il soggetto attuatore della
politica integrata della gestione dei rifiuti urbani nel territorio lecchese.
La Società si pone quindi come braccio operativo e gestionale dei Comuni stessi, a cui la
legge riserva il ruolo importante di gestione dell’intero sistema di raccolta, trasporto, trattamento,
recupero e smaltimento dei rifiuti urbani, ivi compresa la loro valorizzazione anche in termini
energetici.
Avendo operato l’accorpamento in un’unica compagine societaria dei 90 Comuni della
Provincia di Lecco, si è di fatto dato attuazione a quanto prevedeva il D.Lgs. 22/1997 cioè
l’unificazione di un ambito territoriale, coincidente con la Provincia, al fine di ottimizzare le operazioni
di gestione integrata dei rifiuti, secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità.
Per adempiere a tale mandato la Società ha attuato una serie di strategiche alleanze, anche
con soggetti privati, assumendo quindi compartecipazioni in alcune società di scopo, finalizzate alla
realizzazione degli obiettivi delineati sia dai Comuni soci (smaltimento a condizioni economiche
vantaggiose) e sia della Provincia (raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata sempre
crescenti, superiori agli obiettivi fissati dalla legge regionale e nazionale).
Occorre sottolineare tre aspetti particolari dell’azione di SILEA S.p.A., la cui attivazione era
iniziata anche come Consorzio, che hanno contribuito, in modo determinante, al raggiungimento di
alcuni positivi risultati.
Il primo aspetto riguarda la dotazione impiantistica, che nel corso del tempo ha trovato totale e
diversificato sviluppo, conFigurandosi effettivamente come un elemento strategico e sostanziale nella
gestione complessiva del servizio di smaltimento dei rifiuti su tutto il territorio.
Il secondo aspetto riguarda la politica di controllo unitario che SILEA S.p.A. ha potuto, sin
dall’inizio dell’attività, effettuare sulle tariffe di smaltimento, essendo le stesse condizionate dalla
104
Capitolo 4
centralità dell’impianto di termocombustione di Valmadrera, consentendo di dare un avvio deciso ai
servizi di raccolta differenziata su tutto il territorio di riferimento in modo efficace ed omogeneo.
Il terzo aspetto riguarda la politica di indirizzo unitario derivante dal Piano provinciale rifiuti del
1998 che, tendendo alla autosufficienza della Provincia, ha indirizzato SILEA S.p.A. ad organizzare il
sistema di gestione dei rifiuti orientandolo in tal senso ed inducendo, conseguentemente, i Comuni ad
operare nell’unica direzione possibile, cioè quella della raccolta differenziata.
Attualmente il capitale sociale è detenuto interamente dai 92 Comuni Soci, di cui i 90 della
Provincia di Lecco, oltre a Lasnigo e Pusiano della Provincia di Como.
SILEA S.p.A. svolge i seguenti servizi:
-
servizio di trattamento dei rifiuti (frazione residuale, frazione secca riciclabile e frazione
organica), con affidamento diretto dai 92 Comuni Soci;
-
servizio di raccolta differenziata (vetro, carta, plastica, scarti vegetali, metalli, beni
durevoli, rifiuti pericolosi, etc.), con affidamento diretto dai 92 Comuni Soci;
-
servizio di smaltimento dei rifiuti speciali ospedalieri per conto di strutture sanitarie, sia
pubbliche che private;
-
recupero energetico dalla termocombustione dei rifiuti residuali ed ospedalieri, con
produzione di energia elettrica, di cui ¼ autoconsumata e ¾ utilizzata da alcune aziende
del territorio.
-
servizi vari per i Comuni Soci e per altri enti pubblici o privati, quali: gestione degli
accordi con il CONAI ed i relativi Consorzi di filiera (SILEA è stata delegata dai Comuni
per la sottoscrizione di tutte le convenzioni con i Consorzi di filiera previste dall’accordo
quadro ANCI-CONAI), attivazione di rapporti commerciali extraprovinciali con la finalità
di assicurare, in modo completo ed autonomo, il servizio di smaltimento dei rifiuti a tutto
il territorio provinciale lecchese, consulenza ambientale.
Il suo oggetto sociale prevede di operare nei servizi relativi alla gestione dei rifiuti di qualsiasi
natura, oltre che nei servizi relativi al recupero energetico, per conto dei Comuni azionisti, come
evidenziato nello statuto recentemente modificato.
Ciò avviene anche mediante alleanze societarie tra cui assumono particolare rilievo: SERUSO
S.p.A. ed Il Trasporto S.p.A., impegnate rispettivamente nella selezione della frazione secca riciclabile
(sacco viola) ed imballaggi e nella raccolta e trasporto di rifiuti.
E’ stata inoltre costituita la società Compostaggio Lecchese S.p.A., controllata da SILEA
S.p.A., che si occuperà della gestione dell’impianto di compostaggio in Comune di Annone Brianza.
In attuazione del Piano provinciale rifiuti del 1998, nel corso degli anni SILEA S.p.A. ha
proceduto ad ampliare la rete impiantistica prevista realizzando nuovi impianti e adeguando quelli già
esistenti.
Di seguito vengono elencati gli interventi più significativi che hanno caratterizzato l’attività
della società negli ultimi anni:
Adeguamento dell’impianto di termovalorizzazione di Valmadrera
In data 20.01.2004 sono stati affidati i lavori relativi alla nuova linea alla ditta TM.E.
Termomeccanica Ecologia S.p.A. di La Spezia, per un importo complessivo di € 36.317.799,56.
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
105
I tempi di esecuzione sono stati rispettati secondo il cronoprogramma a suo tempo approvato
e per quanto riguarda la linea n. 3 i lavori consegnati il 20.01.2004 sono stati conclusi entro il
30.09.2006.
In data 04.09.2006 sono stati appaltati in via definitiva i lavori di ristrutturazione della linea n.1
dell’impianto di termocombustione alla A.T.I. tra TM.E. S.p.A. Termomeccanica Ecologia di Milano e
Cover Edile s.r.l. di Verbania, per un importo complessivo di Euro 5.700.000,00.
In data 21.12.2006 si è provveduto alla consegna dei lavori che dovranno essere ultimati entro
l’8.09.2008.
Al fine di migliorare le attuali prestazioni dell’impianto di trattamento degli effluenti a servizio della
linea n. 2 e adeguarli al D. Lgs. n. 133/2005, nel corso del 2006 sono state apportate alcune modifiche al
sistema, con integrazione di alcuni presidi specifici.
Nuovo impianto per la movimentazione dei rifiuti ospedalieri presso l’impianto di
termocombustione di Valmadrera
L’impianto è stato attivato nel gennaio 2005 e, dopo il normale periodo di messa a punto e di
prove funzionali, è stato definitivamente collaudato in data 03.04.2006, con la determinazione
dell’importo definitivo dello stato finale dei lavori di € 841.380,00.
Impianto di compostaggio di Annone di Brianza
I lavori di realizzazione della parte civile dell’impianto sono stati affidati nel gennaio 2006
all’Impresa Fumagalli Edilizia Indutrializzata S.p.A. per un importo complessivo di Euro 3.659.311,64.
Le opere sono state completate in data 14.01.2007.
Successivamente la società Compostaggio Lecchese S.p.A. ha operato l’allestimento della
parte impiantistica e tecnologica.
Si prevede che l’attività dell’impianto possa iniziare potrà iniziare entro la primavera 2008.
Impianto di SERUSO S.p.A
La Società ha completato il trasferimento dell’impianto a Verderio Inferiore, che risulta
operativo dal mese di ottobre 2006. L’impianto è completamente automatizzato e sullo stesso opera
una linea di selezione degli imballaggi in plastica ed una per la frazione secca, raccolta con il sacco
viola.
Impianti de Il Trasporto S.p.A.
La Società gestisce un impianto a Perego dove vengono attualmente trattati i rifiuti
ingombranti della Provincia di Lecco, oltre ad un impianto a Calco dove vengono conferiti tutti i RAEE
raccolti sul territorio provinciale servito da SILEA S.p.A..
Da diversi anni SILEA S.p.A. svolge una capillare attività di informazione e formazione sui
rifiuti nelle scuole della Provincia di Lecco, attraverso specifici incontri nelle classi.
L’attività in questo campo registra grande partecipazione alle diverse proposte ed attività da
parte delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie distribuite su tutto il territorio lecchese.
La campagna di informazione proposta da SILEA S.p.A. prevede diversi programmi tra i quali
gli insegnanti possono scegliere a seconda del percorso didattico adottato.
106
Capitolo 4
Vengono inoltre effettuate visite presso l’impianto di termovalorizzazione (temporaneamente
sospese causa lavori di adeguamento dell’impianto stesso), presso l’impianto di selezione della
società SERUSO S.p.A. e le aree attrezzate per la raccolta differenziata.
La società provvede inoltre a pubblicare con cadenza annuale degli opuscoli didattici in
materia di rifiuti afferenti alla collana “I quaderni di SILEA”.
4.4.2
Le gestioni dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani
La gestione di servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani in ambito provinciale risulta
piuttosto frammentata.
Infatti, dalle elaborazioni dei dati raccolti mediante l’applicativo O.R.SO. risulta che,
considerando tutte le tipologie di rifiuti urbani raccolte, in Provincia di Lecco operano 58 gestori dei
servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani. Nel computo non sono state considerate le associazioni
di volontariato, i cittadini e loro associazioni, che effettuano alcuni servizi di raccolta, peraltro
occasionali e relativi a limitate tipologie di rifiuti, in base ad apposita convenzione stipulata con il
comune di appartenenza.
In particolare, la maggior parte dei trasportatori, pari al 75,9 %, effettua servizi di raccolta e
trasporto in al massimo 5 Comuni; soltanto 3 soggetti effettuano servizi in un bacino superiore a 20
Comuni ed un solo trasportatore (Il Trasporto S.p.A.) opera in un bacino più ampio di 50 Comuni.
Tabella 4.25
Gestori dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani per bacino servito,
2006
N° Comuni serviti dal
trasportatore
da 1 a 5
da 6 a 10
da 11 a 20
da 21 a 50
da 51 a 90
Totale
N° trasportatori
% su n° tot.
trasportatori
44
7
4
2
1
58
75,9
12,1
6,9
3,4
1,7
100
Se si considera il numero di gestori di cui ciascun comune si è avvalso nel 2006 per i servizi di
raccolta e trasporto delle diverse tipologie di rifiuti urbani, si può osservare che i Comuni che hanno
utilizzato un solo trasportatore per tutti i servizi di raccolta dei rifiuti urbani sono 7, per un totale di
9.467 abitanti, pari al 2,9% della popolazione provinciale; 57 Comuni, aventi una popolazione
complessiva di 163.733 abitanti (pari al 50,4 % della popolazione provinciale) si sono serviti di un
numero di gestori compreso tra 2 e 4 e ben 26 Comuni, per complessivi 154.554 abitanti, hanno
utilizzato da 5 a 10 diversi gestori.
Dai dati disponibili si evince che di norma sono i servizi di raccolta differenziata di specifiche
frazioni di rifiuti urbani che tendono ad essere affidati a più soggetti nell’ambito dello stesso Comune,
mentre per le principali categorie (frazione residuale, sacco viola, frazione umida) il gestore tende più
frequentemente a coincidere.
107
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
Tabella 4.26
Numerosità dei gestori dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani nei
Comuni della Provincia, 2006
Comuni
N° trasportatori
1
da 2 a 4
da 5 a 10
Totale
n°
7
57
26
90
%
7,8
63,3
28,9
100
Abitanti
n°
9.467
163.733
154.554
327.754
%
2,9
50,0
47,2
100
La successiva Tabella 4.27 riporta la numerosità dei gestori in termini di singoli servizi di
raccolta e trasporto effettuati; l’analisi è stata circoscritta alle principali frazioni di rifiuti urbani: frazione
residuale, ingombranti, spazzamento strade, sacco viola, frazione umida, carta, plastica, vetro e scarti
vegetali.
Tabella 4.27 Numerosità dei gestori dei singoli servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani
nei Comuni della Provincia, 2006
Frazione residuale
n° Comuni
serviti dal
trasportatore
fino a 5
da 6 a 10
da 11 a 20
da 21 a 90
Totale
n° Comuni
serviti dal
trasportatore
fino a 5
da 6 a 10
da 11 a 20
da 21 a 90
Totale
n° trasportatori
7
3
4
1
15
Sacco viola
% sul
totale
46,7
20,0
26,7
6,7
100
Ingombranti
n° trasportatori
% sul
totale
9
75,0
1
8,3
1
8,3
1
8,3
12
100
Frazione umida
n° trasportatori
% sul
totale
n° trasportatori
% sul
totale
8
4
1
1
14
57,1
28,6
7,1
7,1
100
6
5
3
0
14
42,9
35,7
21,4
0
100
Plastica
n° Comuni
serviti dal
trasportatore
fino a 5
da 6 a 10
da 11 a 20
da 21 a 90
Totale
Spazzamento strade
Vetro
n° trasportatori
% sul
totale
9
4
2
0
15
60,0
26,7
13,3
0
100
Carta
n° trasportatori
% sul
totale
8
80,0
1
10,0
0
0
1
10,0
10
100
Scarti vegetali
n° trasportatori
% sul
totale
n° trasportatori
% sul
totale
n° trasportatori
% sul
totale
4
0
0
1
5
80,0
0
0
20,0
100
8
0
0
1
9
88,9
0
0
11,1
100
7
0
1
1
9
77,8
0
11,1
11,1
100
Da un esame della sopra citata Tabella si evidenza quanto segue:
-
il maggior numero di trasportatori opera nei servizi di raccolta e nel trasporto della
frazione residuale (15), dello spazzamento strade (15), del sacco viola (14) e della
frazione umida (14);
108
Capitolo 4
-
un numero di poco inferiore di gestori opera nei servi di raccolta e trasporto dei rifiuti
ingombranti (12), della carta (10), degli scarti vegetali (9) e del vetro (9).
-
per tutte le tipologie di servizi prese in esame si riscontra una maggior numerosità di
trasportatori a sevizio di un numero limitato di Comuni (fino a 5), a fronte di una
presenza molto ridotta di operatori a servizio di un bacino superiore a 6 Comuni
(soprattutto per quanto riguarda le principali frazioni oggetto di raccolta differenziata).
4.5
Iniziative attuate per la riduzione della produzione dei rifiuti e
l’incentivazione della raccolta differenziata
Al fine di conseguire gli obiettivi stabiliti dal Piano rifiuti del 1998, la Provincia di Lecco ha
promosso una serie di iniziative ed interventi volti al contenimento della produzione dei rifiuti e al
miglioramento delle raccolte differenziate, individuando per lo più direttamente i Comuni come soggetti
beneficiari.
Dal 1998 al 2006 sono stati finanziati complessivamente 98 progetti di Comuni, Comunità
montane e Consorzi / Unioni di Comuni, per un totale di € 1.811.000.
Le tabelle che seguono riportano la situazione relativa ai finanziamenti assegnati dal 1998 al
2006 suddivisi per tipologia di progetto.
Tabella 4.28 Progetti finanziati, 1998-2006
Anno
Comuni
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
TOTALE
31
16
11
8
12
12
0
4
94
Enti beneficiari
Comunità
Consorzi /
Montane
Unioni Comuni
0
0
0
1
0
1
0
0
0
0
0
1
1
0
0
0
1
3
N°iniziative
promosse
3
3
3
1
2
2
1
1
16
Progetti
finanziati
31
17
12
8
12
13
1
4
98
€
€
€
€
€
€
€
€
€
Contributo
Provinciale
211.747,33
147.024,03
214.495,79
295.509,23
243.849,40
240.104,93
275.233,86
183.000,00
1.810.964,57
Tabella 4.29 Finanziamenti assegnati per tipologia progettuale
Tipologia progetto
Realizzazione di nuove aree attrezzate per la
raccolta differenziata e/o adeguamento di quelle
esistenti
Introduzione raccolta differenziata secco/umido
Incentivazione compostaggio domestico e/o
decentrato
Riduzione della produzione dei rifiuti negli Enti
pubblici (mense scolastiche)
Passaggio tassa-tariffa
TOTALE
Contributo
provinciale
N° progetti
% sul totale
45
€
1.486.248,21
82,1%
22
€
100.731,24
5,6%
13
€
54.848,24
3,0%
6
€
13.256,42
0,7%
12
98
€
€
155.880,46
1.810.964,57
8,6%
100%
Stato di fatto della produzione dei rifiuti urbani
109
Dall’analisi della Tabella 4.29 sopra riportata, si evince che l’87,7% delle risorse assegnate è
stato destinato all’incentivazione della raccolta differenziata e in particolare l’82,1% del totale a
sostegno della realizzazione di nuove aree attrezzate per la raccolta differenziata e/o per
l’adeguamento delle strutture esistenti che risultano carenti da un punto di vista tecnico e gestionale.
Decisamente inferiori risultano i finanziamenti assegnati per iniziative finalizzate al
contenimento della produzione dei rifiuti, pari al 12,3%.
In aggiunta ai progetti sopra elencati, nel periodo di vigenza del Piano rifiuti del 1998 sono
stati realizzati una serie di interventi a favore della collettività dei Comuni o di particolari categorie di
Comuni (comuni turistici e comuni particolarmente disagiati) sia conferendo incarichi a società
specializzate sia avvalendosi della collaborazione della società SILEA S.p.A..
Nella Tabella 4.30 sono stati riepilogati i citati progetti.
Tabella 4.30 Altri progetti, anni 1999-2006
Incarico /
collaborazione
Anno
1999
2000-2001
2000-2001
Sportello quindicinale di consulenza a favore dei Comuni per la
Scuola Agraria del gestione dei sistemi di raccolta differenziata, gestione dei rifiuti
Parco di Monza
verdi, raccolta differenziata della frazione umida, compostaggio
decentrato (familiare, condominiale, di quartiere)
Studio di fattibilità relativo alla minimizzazione della produzione
Eco & Eco S.r.l.
dei rifiuti e all’ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata
nei comuni turistici
Servizio di consulenza ai Comuni nel settore della gestione dei
La Ringhiera S.c.r.l.
rifiuti urbani
2001-20022003-20042005-2006
SILEA S.p.A.
2001-20022003
Legambiente Lecco
2002-2003
2002
2002-20032004-2005
2003-20042005-2006
2004
Tipologia progetto
Premio tariffario per la minor produzione di frazione residuale
Progetto per l’Implementazione di sistemi di Green Public
Procurement (GPP), ovvero di politiche di acquisto corrette e
ambientalmente sostenibili nella pubblica amministrazione
Supporto ai comuni nella transizione dalla tassa alla tariffa rifiuti
mediante la realizzazione di incontri di ecosportello e la
La Ringhiera S.c.r.l.
redazione di un opuscolo dal titolo “Da tassa a tariffa. Breve
guida all’introduzione della tariffa rifiuti”
Progetto relativo all’incremento dell’intercettazione della frazione
SILEA S.p.A.
secca riciclabile raccolta con il sacco viola
Progetto di solidarietà per alcuni Comuni particolarmente
SILEA S.p.A.
”disagiati”
Esecuzione di analisi merceologiche finalizzate ad accertare la
SILEA S.p.A. tramite
qualità della frazione secca riciclabile dei rifiuti urbani (frazione
ditte specializzate
multimateriale e frazioni monomateriale) raccolta nei comuni.
Scuola Agraria del Incontri di consulenza per i Comuni relativi al passaggio alla
Parco di Monza
tariffa rifiuti
Nell’ambito delle iniziative individuate nella Tabella 4.30 una trattazione a parte merita il
Premio tariffario per la minor produzione di frazione residuale, elemento qualificante del sistema di
tariffazione dei rifiuti in Provincia di Lecco.
Il Piano provinciale rifiuti del 1998 stabilisce che la Provincia definisca dei criteri di
gratificazione per i Comuni che raggiungono gli obiettivi di riduzione della produzione di rifiuti e di
Capitolo 4
110
ottimizzazione delle raccolte differenziate previsti dal Piano stesso; tali criteri devono essere recepiti
nel sistema di tariffazione provinciale.
A tale fine nel novembre 2000 è stato istituito per l’anno 2001, ed è stato confermato, con
alcune modifiche, anche per gli anni successivi il “Premio tariffario per la minor produzione di frazione
residuale”, con l’intento di introdurre nelle tariffe applicate da SILEA S.p.A. un sistema premiante per i
Comuni con produzione di frazione residuale ridotta rispetto agli obiettivi stabiliti dal Piano.
Si tratta di un premio risultante dalla ripartizione della quota del budget di SILEA S.p.A.
destinata a tal fine e determinata nella misura del 2% degli introiti derivanti dalla tariffa della frazione
residuale applicata ai Comuni.
Viene riconosciuto ai Comuni che hanno ridotto la propria produzione di frazione residuale
rispetto all’obiettivo di Piano, in proporzione al risparmio di frazione residuale pro-capite da essi
conseguito.
L’accesso al premio tariffario risulta altresì subordinato al rispetto degli obiettivi di qualità
stabiliti per le raccolte differenziate, con particolare riferimento alla frazione multimateriale raccolta con
il sacco viola, alla frazione umida e a frazioni monomateriali quali carta, plastica e vetro.
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Capitolo 4 - Stato di fatto rifiuti urbani rev sett.08