88° anno LXXXVIII N. 8 Agosto 2009 in cruce gloriantes MENSILE DELL’AZIONE CATTOLICA TICINESE In questo numero: 2 In Piazza Grande la vera star è Maria 3 Rileggendo la “Grande visita della Madonna Pellegrina” 7 Un party con San Paolo 8 L’animatore, un fesso che ringrazia il Signore! 10 Questo campeggio mi è piaciuto molto… 11 Un’avventura da non perdere 14 I docenti cattolici si mettono in rete Il Ticino da Maria 15 Un testimone buono e generoso 16 Un invito ai cattolici: siate cristiani! dal presidente Verso il pellegrinaggio diocesano alla Madonna del Sasso In Piazza Grande la vera star è Maria Clero e Vescovo Jelmini nella chiusura della visita Moon and stars (“luna e stelle”) è la fortunata manifestazione canora estiva che da qualche anno fa esibire a Locarno (con compensi da capogiro) le “stelle” del mondo della musica rock e pop. Il 6 settembre Piazza Grande si riempirà per stringersi attorno a un’altra “stella”, che nel 1949 andò in “tournée” in tutte le parrocchie della Diocesi: non si tratta di una cantante ma della “Madonna pellegrina”, la Madonna del Sasso; la Stella è Maria. Ma cosa significa andare in pellegrinaggio oggi? Cosa ci dovrebbe spingere in massa a Locarno il 6 settembre? Sappiamo che negli ultimi anni si assiste a un grande ritorno ai pellegrinaggi verso Santiago, Roma, Gerusalemme, magari con lunghi tratti a piedi o in bici; e d’altra parte sono sempre fiorenti i pellegrinaggi di gruppo verso santuari mariani (Lourdes su tutti) o luoghi dedicati a un 2 Spighe Agosto 2009 santo. Il motivo di questo successo è sempre in fondo lo stesso da sempre: l’uomo di sente “viator”, in cammino su questa terra alla ricerca della Via, della Verità, della Vita. L’anno pastorale incipiente avrà nel pellegrinaggio alla Madonna del Sasso un grande momento iniziale. Nelle cronache dei decenni scorsi leggiamo di imponenti pellegrinaggi diocesani: a Einsideln, a Sachseln, alla Madonna del Sasso, alla Madonna dei Miracoli di Morbio,… dove il cattolicesimo militante aveva delle giornate di grande significato e si confermava nella fede, con migliaia di persone che si riunivano con il vescovo, i sacerdoti, gli aderenti dei circoli di AC e gli scouts in divisa dietro alle loro numerosissime bandiere. Nel 1949 il vescovo Angelo Jelmini indisse un anno mariano con la “Madonna pellegrina”, la Madonna del Sasso, portata per tutto il Ticino. Ogni parrocchia cercava di abbellirsi al meglio, persino le strade erano addobbate con fiori e festoni. Regista e realizzatore della visita era il centro diocesano dell’Azione Cattolica, e con questi laici don Leber. Oggi i tempi sono cambiati, come la religiosità del popolo (sempre più venuta meno), ma dopo 60 anni siamo ancora chiamati a farci pellegrini verso Maria – la vera Stella di Piazza Grande – a cercare come sempre di capire e carpire i segreti del cielo sulla terra e a chiedere alla Madonna protezione e luce per il nuovo anno pastorale dedicato al tema della parrocchia e per noi di AC anche al tema della speranza (ne riferiremo sul prossimo numero). Vedo in questo incontro anche un indispensabile momento di unità: abbiamo bisogno di unità nella nostra Chiesa locale, tra movimenti e associazioni, tra laici e presbiteri. Abbiamo bisogno di unità per essere insieme testimoni credibili ed efficaci, capaci di far fronte alle enormi sfide poste dal nostro tempo. Come la Madonna apparsa sulla rupe, così anche la nostra Chiesa abbia un’unica e solida base comune, la Roccia Viva, Cristo. Vedo infine un momento di semplicità: il ricordo del 60° della “Grande Visita” deve anche mostrarci come i nostri antenati erano attaccati alla fede in modo genuino e saldo e nella loro ignoranza (cioè di gente non istruita) avevano con il divino un rapporto semplice e schietto, sapendo che tutto l’edificio dell’umanità e del creato è poggiato in Dio. Forse dobbiamo scrollarci di dosso troppe argomentazioni, congetture, troppe idealizzazioni del sacro e filosofie. La stessa statua del Sasso, terribilmente bella, non ci parla forse di una semplice e immensa tenerezza? Quelle mani che si protendono e che avvolgono, non dicono più di dotte disquisizioni? E non siamo anche noi protetti da quel commovente abbraccio, divino e materno? Davide De Lorenzi Frati predicatori della Visita con don Leber al centro 1949-2009 Nel 1949 la statua della Madonna del Sasso in pellegrinaggio per tutto il Ticino Rileggendo la “Grande visita della Madonna Pellegrina” Nel 60° della Visita della Madonna Pellegrina vogliamo rivivere o conoscere meglio questo avvenimento che interessò e coinvolse ogni angolo del Cantone e cercò anche con successo di rafforzare la fede e l’influenza della Chiesa. L’idea della “Visita” Quando nel 1948 il Vescovo Angelo Jelmini indisse l’anno mariano con la « Grande visita della Madonna Pellegrina nelle parrocchie del Ticino», affidò l’organizzazione del grande evento al centro diocesano dell’Azione Cattolica, che si trovava al no. 66 di Via Nassa, ma prima ancora di decidere volle che fosse l’assistente dell’AC giovanile don Alfredo Leber ad andare in alcune località italiane per vedere gli effetti della “peregrinatio Mariae”, per altro già vissuta in altre parti del mondo Don Leber ne ritornò entusiasta e in poco tempo fu tutto deciso e La Madonna e gli autisti G. Gianinazzi ed E. Morello pianificato, iniziando dalla scelta dell’effigie, che non poteva essere che quella della venerata Madonna del Sasso, considerata come “patrona del Ticino”. Troviamo queste notizie nel libro La grande Visita della Madonna Pellegrina, curato dallo stesso don Leber e da Padre Callisto Caldelari per le edizioni Giornale del Popolo nel 1980 (in occasione del quinto centenario delle apparizioni). La macchina organizzativa si mise quindi in moto e il 3 marzo la Madonna Pellegrina iniziò il suo viaggio fino al 3 luglio, dopo aver visitato tutte le parrocchie del Ticino, portata a spalla o su un camioncino nei tratti più lunghi. Le finalità della “Visita” Prima di capire come si svolgeva il periplo della statua e l’effetto della Visita, è bene considerare gli obiettivi che la Chiesa locale si prefiggeva con questo insolito gesto. Innanzitutto il vescovo Angelo Jelmini indicava in questo avvenimento una solenne preparazione al successivo Anno Santo (1950), indetto da Pio XII con scopi che riflettono lo spirito dell’epoca (“santificazione delle anime mediante la preghiera e la penitenza; incrollabile fedeltà a Cristo e alla Chiesa; difesa della Chiesa contro i La Madonna entra nel sanatorio di Piotta rinnovati attacchi dei suoi nemici e impetrazione della vera fede gli erranti, gli infedeli e i senza Dio,”…). Per Jelmini la Visita è un’occasione d’oro per un “ritorno a Dio sotto la protezione della Vergine, […], per il rinvigorimento della nostra fede e della nostra vita cristiana, in questa ricostruzione della città di Dio contro la città di Satana.” L’AC produsse un Libretto della Grande Visita – e qui troviamo ancor più esplicitati con il linguaggio dell’epoca gli scopi della Visita, che sono gli stessi scopi della azione pastorale della Chiesa della prima metà del Novecento, che cerca di limitare l’erosione di fedeli e l’affievolimento della pratica cristiana in quei decenni di inizio di crescita economica in cui sono già attivissimi i germi di quel grande cambiamento sociale avvenuto negli anni Agosto 2009 Spighe 3 impresa fino ad allora non riuscita perché “assillato dal lavoro”, e ricostruisce giorno per giorno l’itinerario della Madonna. Gli articoli furono scritti dallo stesso Leber e da molti testimoni, soprattutto parroci, e sono corredati da numerose fotografie. Sono cronache di accoglienze festosissime, con interi paesi vestiti a festa, con La Madonna a Quinto strade cosparse di fiori e tutto un popolo che segue il viaggio(un esempio per tutseguenti. Si cerca il ritorno a Dio e alla Chiesa, un risveglio delle ani- ti: “Mendrisio ha accolto la Mame per risollevare il Ticino dalla donna Pellegrina come un tempo “disastrosa situazione morale” in cui dovevano essere accolte le regine si trovava, grazie soprattutto alla nella loro città nei giorni di festa”) . “propaganda dell’empietà e del vi- Le cronache insistono nelle descrizio, fatta dalla stampa irreligiosa e zioni delle celebrazioni liturgiche, immorale, dai divertimenti morbosi giudicate magnifiche, solenni e commoventi, segni di quella religioe cattivi, dalla mondanità…”. L’opuscolo ammoniva anche a vi- sità popolare all’epoca ancora forvere l’accoglienza della statua non tissima e poi nei decenni seguenti come un fatto esteriore – guardan- rimessa in discussione. Tutto era fissato con grande ordido le foto sembra che le parrocchie facessero a gara nello studiare siste- ne, ma già nel mese di aprile l’automazioni pompose e anche ardite sul rità diocesana dovette precisare alproprio altar maggiore: “la grande cune norme (per Leber a causa Visita non può ridursi a una grande dell’insperato successo, ma possiafesta a base di luci, di addobbi, di mo anche pensare a causa di qualfiori, di sfarzo esterno: deve segna- che inadempienza): servono più re, attraverso la preghiera e il sacri- confessori; è da promuovere la conficio, un grande ritorno delle anime sacrazione individuale al Cuore Immacolato di Maria (mediante appoalla Grazia.” siti formulari); la statua non va toccata; bisogna avere pazienza e Il viaggio attraverso il Ticino Mons Leber nel 1980 con lavoro capire che i ritmi sono serrati…, il certosino – e ostacolato dalla ma- passaggio da una parrocchia all’allattia (“sono handicappato in segui- tra doveva avvenire di norma sul to alla trombosi che mi ha colpito”) confine comunale (conosciamo il – riprende i ritagli dei giornali del nostro Ticino…). La Visita doveva essere preceduta 1949 che aveva preventivamente conservato per pubblicare un libro, da un Triduo con “predicazione, pie 4 Spighe Agosto 2009 pratiche e la confessione”: le cronache parlano di moltissime persone che si accostano al Sacramento della Riconciliazione dopo anni. Il momento dell’arrivo e della permanenza della Madonna erano strettamente definiti: il momento certamente più solenne era all’arrivo. La statua giungeva dalla parrocchia limitrofa, veniva accolta in paese lungo le strade e collocata sull’altare della parrocchiale all’imbrunire; iniziava quindi una celebrazione lunghissima (il Libretto annota per ammonire gli eventuali sonnolenti: “i fedeli devono rendersi conto della preziosità di quelle ore”) che comprendeva una serie di momenti forti intercalati da canti mariani: Litanie della Madonna, annuncio del messaggio di Fatima, predica del frate missionario sul senso della Visita, Adorazione eucaristica, Santo Rosario, Santa messa letta a mezzanotte, lettura dell’atto di Consacrazione della parrocchia a Maria, ringraziamento e canto finale… L’indomani erano previste le visite in parrocchie confinanti “secondarie” o sante messe in loco, prima di passare ad un’altra parrocchia principale. Il cronista dopo ogni giornata trionfale, si premura di sottolineare sempre la grande partecipazione popolare ma soprattutto intende soffermarsi sulle frequenti Comunioni (spesso si indica il numero di ostie distribuite) e sulle confessioni, molte delle quali avvenute dopo lunghi periodi di lontananza dalla Chiesa: occorreva attestare gli effetti tangibili della Visita sulla religiosità dei ticinesi. La conclusione della Visita L’ultima tappa fu Locarno: per un “Congresso mariano”, svoltosi con grande partecipazione di folla (“otto treni speciali, una moltitudine di Preghiera alla Madonna del Sasso torpedoni, autocarri e automobili”), in cui furono stilati trionfalistici bilanci. Il mondo cattolico ticinese era lì, con le bandiere, le divise, ma soprattutto con quella fede che si voleva forte come quella di Maria. Al Congresso presero la parola il presidente dell’Unione Popolare, Peppo Casella, e la presidentessa dell’UFCT ma. Duchini; La Gioventù Cattolica per l’occasione fece benedire un nuovo vessillo: l’AC era più forte e influente che mai, era l’organizzazione del laicato cattolico. Quel 1949 fu senz’altro un tentativo riuscito di mantenere la fede cattolica viva nel popolo: basti pensare che nei mesi della Visita ben 120’000 Ticinesi sottoscrissero personalmente l’atto di consacrazione alla Madonna. Il Cantone contava allora 160’000 abitanti: l’adesione fu davvero massiccia! Guardando agli esiti degli anni seguenti, in molti videro in questa e altre manifestazioni una specie di canto del cigno del cattolicesimo tradizionale: ormai con il boom economico il mondo stava iniziando a cambiare e la Chiesa continuava a battersi contro una certa modernità, con linguaggi e stili troppo arroccati su posizioni ferme e meno capaci di capire i cambiamenti in atto. Pochi anni dopo sarebbe stato il Concilio a proporre un nuovo modo per affrontare la crisi. Con la fine di questo tipo di cattolicesimo purtroppo a farne le spese nella nostra Diocesi fu la stessa Azione Cattolica, resa o giudicata incapace di affrontare le sfide poste dal rinnovamento ecclesiale. Madre della speranza, germogliata sulla Roccia, tu visiti i nostri cuori e noi veniamo a te, pellegrini nel tempo e nella storia, per affidarti il nostro cammino seminato di dubbi e speranze, sofferenze e progetti, delusioni ed attese. Madre di bontà, forza e tenerezza, come noi pellegrina da Nazareth al Calvario, accogli la nostra preghiera e il nostro silenzio, sostieni il nostro passo, dona luce al nostro cuore, fino all’alba della risurrezione nell’Amore infinito del Padre. Amen Nel 60° della visita della Madonna Pellegrina Locarno, 6 settembre 2009 Qualche notizia storica sulla Madonna del Ticino 1480: 1485: 1487: 1497: 1617: 1681: 1880: 1949: 1980: 2009: secondo la tradizione apparizioni della Vergine con il Bambino a Fra Bartolomeo d’Ivrea, che lascia il convento di San Francesco a Locarno per edificare sul Sasso un eremo con due cappelle. Subito si ebbero numerosi miracoli e la fama del luogo crebbe in tutta la regione effigie della Madonna del Sasso consacrazione del piccolo santuario sul monte con un piccolo convento edificazione chiesa dell’Annunciata ai piedi del monte consacrazione della nuova chiesa sul Sasso dedicata all’Assunta costruzione di altre cappelle lungo la via celebrazione del IV centenario Anno Mariano con la “Grande visita della Madonna Pellegrina” celebrazione del V centenario e “presenza” della Madonna nei vicariati ricordo del 60° della “Grande visita”, in Piazza Grande a Locarno il 6 settembre Agosto 2009 Spighe 5 1949-2009 Pastorale giovanile e Pastorale familiare iniziano il pellegrinaggio già in mattinata Giovani e famiglie in cammino verso la Piazza Per commemorare il 60° anniversario della grande Visita della Madonna Pellegrina, avvenuta nel 1949 in tutte le parrocchie del Ticino, la diocesi di Lugano organizza un pellegrinaggio alla Madonna del Sasso che si terrà domenica 6 settembre. Poiché il Santuario è chiuso per importanti restauri, la celebrazione avverrà nel cuore della città di Locarno. Per l’occasione l’effigie della Madonna verrà portata in Piazza Grande dove, alle 15, verrà concelebrata la S. Messa presieduta dal nostro vescovo, mons. Pier Giacomo Grampa. Questo importante evento sarà preceduto già in mattinata da due distinte proposte: una per i giovani, l’altra per le famiglie. PER I GIOVANI Tutti i giovani dai 14 anni in su, appartenenti alle parrocchie, alle associazioni, ai movimenti, a gruppi giovanili e alle società sportive, si recheranno a piedi a Locarno. Questo il programma: 11.00Ritrovo al Centro sportivo ricreativo Minusio-Mappo 11.15 Animazione 12.00 Pranzo al sacco 12.30 Partenza pellegrinaggio. Lungo il cammino sono previste 2 soste di riflessione 15.00Santa Messa in Piazza Grande a Locarno Per motivi organizzativi è consigliata l’iscrizione dei gruppi da effettuare presso il segretariato di Pastorale Giovanile 091 968 2830 o [email protected] entro il 25 agosto. PER LE FAMIGLIE Tutte le famiglie che lo vorranno si ritroveranno a partire dalle ore 10 al Centro Sacra Famiglia ai Saleggi, in via Balestra 48 a Locarno Questo il programma: • accoglienza delle famiglie • animazioni per adulti e bambini • pranzo al sacco • momento di amicizia, di comunione, di fratellanza (se vorrete portare una torta da condividere con gli altri sarà ben accetta) • alle 14 in cammino verso la Piazza Grande per partecipare tutti assieme alla S. Messa. L’incontro avrà luogo con qualsiasi tempo potendo usufruire al mattino del Centro Sacra Famiglia e al pomeriggio del Palazzetto Fevi. 6 Spighe Agosto 2009 spazio giovani Da Stabio ad Airolo, giovani in Campeggio estivo alla Montanina di Camperio Un party con San Paolo Il campeggio che Azione Cattolica propone da ormai diversi anni a tutti i ragazzi dagli 11 ai 16 anni e che quest’anno si è svolto, come di consueto, alla Montanina di Camperio a fine giugno sull’arco delle due settimane, era improntato sul tema del grande San Paolo. Giovanissimi provenienti da tutto il Ticino (da Stabio ad Airolo) hanno potuto passare le loro vacanze estive in montagna in mezzo alla natura, in un clima gioioso all’insegna del divertimento, dell’amicizia e della fede in Gesù. I ragazzi stessi hanno dovuto creare l’ambientazione adatta, tramite lavoretti manuali, trasformando l’intera casa in una città greca dell’Impero Romano. Ogni giorno veniva proposto loro un avvenimento particolare della vita del Santo che poi veniva affrontato e discusso nei vari gruppi di età nella vita di gruppo con gli animatori (tra i quali anch’io a partire da quest’ anno), con lo scopo di arricchire le loro conoscenze (e perché no, anche le nostre) relazionandoci con gli altri e crescendo come cristiani conoscendoci meglio. Non sono mancati momenti di svago e di divertimento: dalle passeggiate fatte insieme ai numerosi giochi di abilità a tema. Per non parlare delle serate… tra le quali da citare: La Corrida, Il Giallo, La serata in compagnia del Mago, l’Adorazione e pure qualche discoteca. Inoltre c’è stata anche l’opportunità di incontrare il Vescovo al quale i ragazzi hanno illustrato quanto svolto in settimana. Per i ragazzi più grandi si è organizzata un’escursione in capanna all’Adula con l’obbiettivo di far vivere loro un’avventura nuova all’insegna della condivisione e della vita comunitaria. La gita e l’esperienza vissuta sono state uniche e indi- menticabili: oltre due ore a piedi, sotto il sole e sotto la pioggia, nella neve e su sassi pericolanti, il tutto ripagato da uno spettacolo eccezionale giunti in cima sfiniti ma felici. Dopo la cena preparata insieme (ben 5 kg di pasta…), la serata si è sviluppata con canti e preghiere conditi con insolita allegria… Tra le attività proposte durante il campo come cucina, sport, teatro e musica, i ragazzi si sono anche cimentati nella realizzazione di un cortometraggio registrato e montato dai nostri Lük e Isa e che poi è stato distribuito a tutti a fine campeggio insieme a un sandalino come segno del viaggio intrapreso insieme sulle orme di Paolo. Tutto il campeggio è stato preparato con cura e con dispendio di energie fisiche (e mentali) dagli animatori. Io, come new entry nel gruppo degli animatori, mi sono trovato quasi subito a mio agio in questo ruolo e ho potuto vivere una bella esperienza, chiacchierando con i più “anziani” o cercando di risolvere problematiche dei ragazzi sorte durante il campo e inevitabili pure nella vita quotidiana. La vita è un lungo viaggio, non sappiamo dove ci porterà… c’è solo un modo per scoprirlo: vivendola!!! Grazie a tutti i collaboratori che hanno contribuito alla buona riuscita di questo campeggio. E ai ragazzi urlo un ARRIVEDERCI E ALLA PROSSIMA!!! Ema B. Agosto 2009 Spighe 7 spazio giovani Mentre i coetanei sono al lido, lui sta con una banda di ragazzini L’animatore, un fesso che ringrazia il Signore! «Grazie, Signore, perché sono fesso!» è il motto con il quale si è conclusa per gli animatori l’ultima avventura del settore Giovani dell’AC. Sì, perché essere animatori significa talvolta sentirsi dei veri e propri fessi. I coetanei trascorrono le giornate a spasso, oppure in piscina o ancora al lido, mentre tu ti ritrovi a gestire una banda di preadolescenti esagitati a 1000 metri di altezza. Eppure il tutto non si riduce a questo gestire, a questo perdere tempo con dei ragazzini. No, essere animatori è ben altro: chi decide – perché è una scelta! – di esserlo lo deve sentir dentro, il servizio. E non lo vivi come un peso, 8 Spighe Agosto 2009 ma come un’opportunità di crescita reciproca: stare con i ragazzi ti rigenera, ti obbliga a rimetterti in gioco, ti chiede di starci in ogni istante! Eppure malgrado la convinzione, a volte anche il più bravo degli animatori non ce la fa più, arranca… rischia di scoppiare, perché i ragazzi ti assorbono, ti danno tanto ma chiedono anche tanto. Ed è qui che occorre rendersi contro del dono che ognuno porta in sé: la fede! Grazie ad essa è possibile sormontare le difficoltà e vedere le situazioni che sembrano irrisolvibili da un’altra prospettiva. E così ecco che quando sei stanco, quando non ce la fai più e vorresti solo andare a dormire ma il don o il resp ti chiedono ancora uno sforzo tu, animatore, chiudi gli occhi e il tuo sembrarti fesso diventa in realtà una impensata gioia: «Grazie, Signore, perché sono fesso!» Il resp, ossia imparare a dire “ciao” Essere resp di un’attività quale il Campeggio è un’esperienza assurda ed inimmaginabile: ti svegli alle 06:45 e se ti va bene tocchi il cuscino attorno alla 1:00, e nel mentre sei chiamato a dare tutto te stesso. Insomma, per sopravvivere occorre Titolino essere una sorta di superman. Raccontato così, un ruolo simile appare come la peggior condanna che uno possa ricevere, eppure chi scrive augura ad ognuno di poterlo un giorno vivere! Sì, perché in due settimane si cresce davvero molto: si impara ad ascoltare gli altri e a farsi ascoltare, si sbaglia (eccome!) e si sperimenta. Chi scrive tiene i corsi per animatori e va predicando concetti e teorie sulla comunicazione e la dinamica di gruppo, eppure non v’è nulla di più vero e importante di quindici giorni gomito a gomito con la realtà per imparare e crescere con e grazie agli altri. Teorie, saperi e modelli sono utili, ma l’ingrediente principale, sul terreno, è sicuramente un altro, anche se purtroppo spesso viene dimenticato o messa da parte: l’umiltà. L’umiltà di sapere di poter sbagliare, di vedere nel ragazzo o nell’animatore non qualcuno da gestire, ma una persona con cui relazionarsi e con cui crescere nella fede, l’umiltà di affidarsi e credere che Qualcuno meglio di te saprà trovare le giuste parole quando si tratta di richiamare il singolo o il gruppo, l’umiltà – ancora… - di voler essere al servizio di tutti in ogni istante! Se vissuta in questo modo – e occorre richiamarsi in continuazione! – la responsabilità allora è un’esperienza magnifica, un’occasione di crescita senza pari capace di cancellare ogni fatica, difficoltà o stress. Essere responsabili significa saper dire sempre e comunque – per primi e ad ognuno – “ciao”, inteso etimologicamente però: quel “ciao” che esprime un sono al tuo servizio… sono al Tuo servizio! Davide Ricciardi Agosto 2009 Spighe 9 spazio giovani L’esperienza dei partecipanti: indimenticabile e da ripetere Questo campeggio mi è piaciuto molto… Alla colonia dell’Azione Cattolica i ragazzi si sono trovati bene. Amano stare insieme, trovare nuovi amici, il divertimento è un elemento essenziale. Molto importanti sono infatti i momenti liberi, senza monitori, dove è possibile che nascano alcune simpatie particolari nei confronti di qualcuno, dove si possono consolidare amicizie già forti ecc.. Non negano però l’interesse per i momenti seri, dove si scoprono nuove cose e si “ricevono risposte” alle proprie domande. Trovano bella la preghiera con il canto, trovano giusto che ci siano dei momenti da dedicare alla preghiera, breve e significativa. Dopo di questa dicono di sentirsi bene, anche nei momenti faticosi o tristi della giornata in cui è magari più difficile capire cosa i più grandi cercano di trasmettere loro. Il tema di quest’anno era San Paolo e le parole chiave che rimangono impresse nei ragazzi, nonostante le distrazioni, centrano pienamente gli aspetti più importanti della sua figura: folgorazione, cambiamento, apostolato e cammino. Ecco quindi alcune impressioni dei ragazzi che hanno camminato sulle orme del Santo in queste due settimane appena trascorse a Camperio. MARTINO Questo campeggio mi è piaciuto molto perché il tema era San Paolo ed era interessante. Un’altra cosa che mi è piaciuta era fare le attività tutti insieme dove si poteva partecipare tutti. La terza cosa che mi è piaciuta era discutere tutti insieme dell’argomento e di quello che ci è piaciuto durante la giornata. SABINA Le persone, le attività e l’allegria non sono mai mancate. Quindi un grazie va alle persone che ci hanno dedicato il loro tempo..! SEBASTIANO Esperienza di sicuro da rifare. MARTINA È stata un’esperienza indimenticabile e mi ha insegnato cose che prima non sapevo. È stato bello anche perché sono nate nuove amicizie. FABIANO Questo campeggio mi è piaciuto molto perché si condividono idee dal punto di vista religioso ma si fanno anche moltissime attività che sono proposte da bravissimi animatori. Quest’anno abbiamo studiato la vita di San Paolo che ci ha fatto riflettere molto sulla nostra stessa vita. Mi sono piaciuti moltissimo i giochi! ANDREA È stata una esperienza importante 10 Spighe Agosto 2009 per imparare nuove cose e per imparare a convivere con gli altri. LAURA Sono stata contenta di imparare la vita di San Paolo, anche le attività anche se essendo in molti è difficile stare attenti. CRISTIANA La cosa più importante è il divertimento, e dal mio punto di vista era presente in questo campeggio. È anche bello ritrovarsi qualche volta tutti insieme, per giocare, pregare, mangiare. Questo ci ha aiutati a conoscerci e a divertirci insieme. È sempre bello conoscere ragazzi e animatori nuovi, ed è bello ritrovare ogni anno i vecchi amici per queste due settimane. PRISCA A me sono piaciute queste due settimane perché ho conosciuto molta gente nuova. Spero di mantenere queste amicizie in futuro. Ho imparato molto dalle diverse attività. La cuoca ci ha viziati per due settimane con del buonissimo cibo. Abbiamo fatto diverse passeggiate nelle quali ci siamo divertite molto. È stato bello anche ritrovare delle amicizie che c’erano l’anno scorso e che magari non abbiamo visto durante il resto dell’anno. Ci siamo divertiti molto, questa secondo me è la cosa fondamentale. spazio giovani Al termine del campeggio le riflessioni degli animatori Un’avventura da non perdere Anche quest’anno il campeggio dell’Azione Cattolica è giunto a termine, dove momenti di condivisione, amicizia e divertimento hanno lasciato il segno non solo nei ragazzi che vi hanno partecipato, ma anche negli animatori, i quali con tanta forza di volontà, entusiasmo e determinazione hanno cercato di donarglieli. Ma quali sono le motivazioni che spingono gli animatori AC a investire in questo modo due settimane del loro prezioso tempo estivo, oltre a non poco tempo di preparazione? Abbiamo posto alcune domande in proposito agli animatori presenti al campeggio. Perché anche quest’anno hai deciso di rispondere “presente” al richiamo del campeggio? ANNA: È un’avventura da non perdere. Quindici giorni di allegria, attività di gruppo, spensieratezza, tanto da non sapere che cosa sta succedendo nel resto del mondo... ma che importa, lassù si sta bene. Sono quindici giorni in cui ci si confronta su temi che spesso non sono facili da condividere con qualcuno, ma a Camperio si riesce a farlo e per lo più quasi esclusivamente con i propri coetanei. FLAVIO: Perché il campeggio ACG è un’esperienza unica nel suo genere, che mi ha conquistato da ragazzo e per la quale ora do volentieri una mano affinché altri ragazzi la possano scoprire e apprezzare. I sei campeggi finora vissuti (tra i quali l’ultimo da animatore) mi hanno lasciato una gran quantità di bei ricordi di attività sia di svago che formative indimenticabili, oltre che delle nuove amicizie. Naturalmente non sono mancati dei momenti di difficoltà (specialmente da animatore), che mi serviranno quest’anno da stimolo per migliorare! LUANA: Ho deciso di partecipare anche quest’anno al campeggio perché mi è piaciuto molto gli anni scorsi e mi sono sempre divertita tantissimo malgrado il molto lavoro. Questa settimana mi ha permesso di crescere e maturare, anche professionalmente, in quanto mi piacciono molto i bambini e vorrei intraprendere la professione di educatrice. I responsabili dell’Allargato ACG Luca Jegen nato nel 1986 e abita a Locarno. Studia scienze politiche all’università di Zurigo. È un ragazzo attivissimo: in parrocchia, nel vicariato, in diocesi e… in AC. Luca ha un sacco di talenti (nascosti e non…): è animatore in varie colonie, volontario al campo invalidi, sportivo, suona la chitarra, è un vulcano di idee, e… chi più ne ha più ne metta! Ci ha accompagnati in questo primo anno di mandato come responsabile: grazie Luca! Quali erano le tue aspettative per questo campeggio? ANNA: In “vesti” di animatrice avevo la sola aspettativa di far nascere una tale malinconia del Campeggio da voler ripetere l’esperienza a tutti i costi e che i ragazzi si convincano di come è bello vivere con il Signore. FLAVIO: Mi aspettavo un campeggio con nuovi momenti indimenticabili, dal quale rincrescerà tornare a casa. A tutti. LUANA: Mi aspettavo di divertirmi come l’anno passato, di sentirmi più sicura in ciò che facevo, essere un punto di riferimento per i bambini, crescere. Don Rolando Leo chi non lo conosce alzi la mano?! Sì, è proprio lui, il nostro assistente! È un responsabile un po’ speciale, sempre presente, disponibile all’ascolto e… a farsi quattro risate in compagnia. La sua presenza ci ricorda che il nostro impegno in AC come animatori, responsabili, giovani, ragazzi, amici, cristiani è importante per te, per noi e anche per Lui. Un po’ complicato? Niente paura, l’assistente sa anche aiutarci a schiarirci le idee! Agosto 2009 Spighe 11 Quanto e in che modo l’esperienza del campeggio ha cambiato la tua vita spirituale? ANNA: Ho iniziato a partecipare al campeggio nel lontano ‘97 nell’anno in cui ho ricevuto la cresima. Devo dire che ho avuto la grazia di aver sempre avuto un debole per il Signore e dunque il clima l’ho subito accolto con entusiasmo. Ricordo però in particolare la mia prima esperienza di adorazione... proprio a Camperio. È stata un momento profondamente autentico. Il condividere poi momenti con altri ragazzi con i quali si poteva parlare liberamente della propria fede ...detto in dialetto.... l’era üga! MICHI: L’estate scorsa in Australia per me era la prima volta che potevo condividere la Fede con giovani della mia stessa età. È stato incredibile scoprire quanti altri giovani condividono i miei stessi valori, mi sono sentita parte di qualcosa di enorme. Sotto questo 12 Spighe Agosto 2009 punto di vista mi aspetto che il campeggio avrà un effetto simile, in dimensioni ridotte certo, ma si creerà unione nel gruppo e la Fede non potrà che uscirne rafforzata. FLAVIO: Più che cambiare la mia vita spirituale, credo che l’esperienza del campeggio ACG abbia rappresentato per me un importante tassello di una base fondamentale sulla quale ora cerco di costruire una vita cristiana: partecipare anche quest’anno al campeggio è dunque un’occasione per aggiungere qualche “mattone” alla “casa sulla roccia”. ISI: Credo che lo stare insieme e condividere quello che passa fra di noi sia il massimo, perché non solo insegni qualcosa ma impari anche dagli altri. Stare a contatto fra animatori e ragazzi può risultare una esperienza anche dal punto di vista spirituale molto arricchente. Una esperienza del genere può cambiare il tuo modo di essere in positivo. LUANA: L’esperienza del campeggio a livello spirituale mi piace molto perché si canta tutti insieme, vi è un ambiente cristiano. La vivo intensamente in quanto non vado spesso in chiesa ma partecipo a preghiere comuni e altre giornate proposte. A chi consiglieresti un’esperienza di animazione del genere? ANNA: A chiunque ha voglia di mettersi in gioco. Non è assolutamente niente di “elitario”. Forse solo l’armonia e lo stile di vivere i 15 giorni può far nascere qualche piccola-grande domanda in ogni cuore. MICHI: Senz’altro lo consiglierei a tutti coloro che hanno voglia di fare un regalo a sé stessi e agli altri: è un arricchimento personale e senza rendertene conto è un arricchimento per i ragazzi che hai di fronte. Doni loro qualcosa che resta, e forse anche se non lo sentono subito, lo portano dentro. FLAVIO: A tutti i ragazzi che vogliono iniziare alla grande le loro vacanze con due intense settimane di attività ricreative & formative, ossia vivendo un’esperienza di crescita cristiana in un appassionante contesto di giochi, canti, e molto altro ancora. ISI: Consiglierei il ruolo di animatore in campeggio a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco con gli animatori e con i ragazzi, questo è, a mio punto di vista, molto importante. Bisogna creare uno spirito di gruppo senza tralasciare nessuno. Spesso gli elementi migliori devono ancora sbocciare e non si vedono a primo occhio ed è per questo che ANNA: Campeggio: un’esperienza che crea dipendenza! ACG ha un unico grande difetto… dura troppo poco!! E visto che c’è solo una volta all’anno, forza, non perdete questa occasione!!! Personalmente posso assicurare che prendere parte ad una tale esperienza può veramente aprire la strada a un cammino di fede altrimenti più difficile da imboccare. In queste due settimane, poi, si prende la (buona) abitudine di riservare dei momenti della nostra allegra giornata a Qualcuno di molto importante e, rispetto alla vita di tutti i giorni, diventa più naturale anche pregare e vivere da cristiani. FLAVIO: Da parte dei ragazzi è già stato detto più volte: il campeggio Isa & Luca bisogna lasciare a tutti una possibilità, con dei limiti ovvio. LUANA: consiglierei di animare il campeggio a persone che hanno voglia di fare, divertirsi, stare in compagnia ma soprattutto a chi è in grado di resistere a queste settimane di duro lavoro ma sempre molto divertenti. Una frase, uno slogan, un invito che convinca i ragazzi ad iscriversi l’anno prossimo al campeggio Bellissimo questo numero di Spighe!!! Peccato che non sono abbonato… …voglio però abbonarmi subito e ricevere ogni mese il giornale! Allora farò subito così: ritaglio o fotocopio questa scheda compilata, e la spedisco a: Spighe, corso Elvezia 35, 6900 LUGANO oppure (senza rovinare questo bellissimo numero del giornale…) scriverò immediatamente una mail a [email protected] L’abbonamento per un anno costa 25 franchi (…così poco?!). Nome Indirizzo e-mail Telefono @ Agosto 2009 Spighe 13 dall’associazione Appuntamento il 19 settembre a Morbio Inferiore per il primo incontro I docenti cattolici si mettono in rete Qualche tempo fa alcuni insegnanti cattolici hanno espresso un certo disagio legato al fatto di sentirsi talvolta “soli” nel proprio ambiente lavorativo. Essi hanno manifestato il vivo desiderio di potersi confrontare sulle proprie scelte e sui punti di vista attorno a temi riguardanti la nostra professione, per trovare delle possibili risposte e una presenza più consapevole nel mondo della scuola. L’Azione Cattolica è stata incaricata dal Vescovo – nell’assemblea del 2008 – di promuovere la rete docenti in unità d’intenti con le altre realtà ecclesiali e con le associazioni cattoliche di categoria, e come gruppo di docenti di AC ci siamo quindi mossi per cercare di rispondere a questa esigenza. Ci siamo resi conto del fatto che spesso i docenti cattolici nella scuola pubblica non sono collegati, non comunicano e che occorre offrire l’occasione per incontrarsi, formarsi, scambiare esperienze e discutere su temi importanti al fine di favorire una sana laicità nella scuola. L’idea è quindi creare una “rete docenti” che tuttavia non vuole essere una nuova associazione che raggruppi gli insegnanti (sul nostro territorio ne sono già presenti diverse che svolgono egregiamente il proprio ruolo); non vuole essere neppure un’agenzia dispensatrice di formazione pedagogica, né vuole omologare la presenza dei cattolici nella scuola ticinese. Invece, anche a seconda delle esigenze delle persone che si annunceranno, la rete docenti potrà costituire un ambito di incontro, di condivisione delle esperienze, di discussione e di riflessione sul proprio vissuto come docenti cattolici; potrà offrire opportunità di riflessione e formazione su temi riguardanti gli aspetti pedagogici, giuridico-istituzionale, educativi, ecclesiali della nostra professione; potrà essere un luogo dove si sviluppino solidarietà e uno spirito di testimonianza cristiana più consapevoli. Si tratta infine – e ci teniamo a sottolinearlo – di creare una rete dei docenti, non per i docenti. Ci rivolgiamo a tutti i docenti cattolici interessati all’iniziativa, che sono attivi (o lo sono stati o lo saranno) nelle scuole ticinesi, pubbliche e private, per lanciare questa iniziativa di cui il primo incontro è previsto per sabato 19 settembre e “rete docenti” Il primo appuntamento è per sabato 19 settembre alle 10.30 a Morbio Inferiore, con la Santa Messa presieduta dal nostro vescovo Pier Giacomo e con il susseguente incontro. I dettagli della mattinata verranno comunicati ai docenti tramite le sedi e la stampa. 14 Spighe Agosto 2009 servirà a meglio definire il percorso futuro in base alle esigenze che verranno espresse. Si vorrebbe proporre come appuntamento fisso una Messa di inizio anno scolastico per tutti i docenti in Ticino, cui potrebbero far seguito iniziative come degli incontri tematici, la creazione di un sito Internet per facilitare lo scambio di informazioni ed eventualmente la possibilità di incontrarsi a livello regionale. Il gruppo docenti di AC dall’associazione Azione Cattolica di Giubiasco: un ricordo di Sergio Guarnieri Un testimone buono e generoso Lo scorso 16 luglio si è spento Sergio Guarnieri, per decenni colonna della parrocchia e dell’Azione Cattolica di Giubiasco, che presiedette per alcuni anni. L’AC parrocchiale lo vuole ricordare con questo pensiero scritto dal parroco don Angelo Ruspini. Nascere il giorno di San Francesco, avrebbero detto nel Medioevo, è un destino che segna la vita. Noi crediamo, invece, alla fortuna di avere genitori credenti che immettono nella vita la grazia della fede. Crediamo alla fortuna di una formazione avuta negli studi con docenti che sanno apprezzare anche la scelta cattolica della Chiesa. Sergio Guarnieri ha avuto questa fortuna nella vita. Anche la presenza di una sorella Suora miseri- cordina – Suor Emmanuela – può confortare questa nostra tesi. Sergio ha vissuto la sua vita nella testimonianza. È stato impegnato nel consiglio parrocchiale per 37 anni; si è dedicato anima e corpo ai Volontari della Sofferenza; era membro di Azione Cattolica sia a livello diocesano che parrocchiale. Brancardier a Lourdes, aveva gioia di pregare e di servire per coniugare sempre l’amore di Dio e l’amore ai fratelli. Costretto a stare davanti a tutti in chiesa per poter allungare le sue gambe, Sergio era “davanti” anche come modello per la gioia di vivere la parrocchia: si è occupato umilmente di far spazio a Dio in mezzo alla storia di Giubiasco. La sua statura lo ha portato anche alla sofferenza. Una specie di “spina nella carne” perché si sentisse dire dal Cristo “Ti basta la mia grazia!”. Sergio ha sentito i primi sintomi di debolezza durante l’ultima Quaresima. Da allora non ha più potuto frequentare le celebrazioni. Ha concluso la sua vita terrena il 14 luglio 2009, festa di San Camillo de Lellis, testimone della Carità. La comunità parrocchiale e le persone che lo hanno apprezzato hanno pregato in suo suffragio nella chiesa di San Giobbe il 16 luglio 2009, festa della Madonna del Carmelo. Alla Vergine lo hanno raccomandato perché secondo la promessa fatta a San Simone lo consegni alla gloria della visione di Dio, il primo sabato dopo la morte. don Angelo Ruspini I nostri auguri! In questo periodo alcuni dei preti che col loro impegno e il loro affetto sono stati vicini sia a Spighe che all’Azione Cattolica, hanno ricordato (o ricorderanno…) anniversari significativi della loro vita. Il primo a cui vogliamo, di cuore, fare i nostri auguri è don Massimo Gaia, assistente generale dell’Azione Cattolica ticinese, che il 31 maggio scorso ha festeggiato il decimo anniversario della sua ordinazione. Don Massimo ha dato tanto sia all’AC, sia a Spighe: la nostra gratitudine nei suoi confronti è pari solo al suo impegno e al suo amore verso l’associazione. Altri due sacerdoti che vogliono bene all’AC e ai quali noi vogliamo particolarmente bene, raggiungono a un mese e mezzo di distanza il traguardo degli 80 anni (anche se, a dire il vero, l’anagrafe viene smentita dal loro incessante impegno quotidiano…). Sono don Ernesto Storelli, vicario generale della diocesi, che ha compiuto gli anni il 21 luglio scorso; e don Emilio Conrad, straordinaria figura di prete vicinissima ai giovani dell’AC negli anni Cinquanta e Sessanta, che festeggerà il suo 80° compleanno il 4 settembre. Infine, con grandissimo affetto nei suoi confronti e gratitudine al Signore per il dono che ha fatto a tutta la Chiesa, desideriamo essere vicini a don Sandro Vitalini, provicario della diocesi ma soprattutto insostituibile colonna portante di Spighe e relatore a numerosissimi incontri di Azione Cattolica, che il 19 settembre ricorderà il 50° anniversario del suo sacerdozio: venne infatti ordinato nel 1959 a Melide. Il ricordo di questi traguardi – lungi dal voler diventare formali e celebrativi – vogliono solo essere occasione per ringraziare Dio di aver posto queste presenze sul nostro cammino. Presenze di sacerdoti che ci hanno aiutato a crescere nella fede in Gesù Cristo e nell’amore e servizio alla sua Chiesa. Agosto 2009 Spighe 15 G.A.B. 6600 LOCARNO 4 Ritorni a Amministrazione «Spighe» Corso Elvezia 35 6900 Lugano il teologo risponde Un invito ai cattolici: siate cristiani! A Reggio Emilia c’è una mensa dei poveri promossa dalla diocesi. La maggior parte delle persone che la frequenta è composta da immigrati di religione islamica. Sono loro ormai i più poveri che abitano le città italiane. Un giorno, uno di loro si è rivolto ad uno dei volontari che servivano a tavola chiedendogli se, per rispetto alla loro fede musulmana, non fosse stato possibile rimuovere il grande crocifisso che dominava la sala. Il volontario, un pensionato che da una vita si occupa di caritativa, gli ha risposto che se si toglieva il crocifisso né lui, né gli altri che servivano a quella mensa avrebbero più mosso un dito e quel posto poteva anche essere chiuso, perché quel crocifisso era l’unico motivo perché loro dedicassero tempo ai poveri anziché al gioco delle bocce o alla lettura di un buon libro. Ha fatto bene o ha mancato di rispetto al fratello musulmano? Il volontario ha fatto bene. Non possiamo nascondere il fatto che la nostra vita è impregnata dal Cristo. Coloro che non sono cristiani devono sapere che noi li amiamo e li serviamo perché li consideriamo fratelli in Gesù. Ogni uomo è illuminato dal Verbo della concezione, e dunque noi consideriamo fratelli anche coloro che ci perseguitano. locato in un museo. Una chiesa cristiana non può ospitare un simile insulto al Vangelo! Così il dipinto di Pazzalino che presenta Maria, Gesù e gli angeli che bombardano la flotta turca a Lepanto dovrebbe essere strappato e collocato in un museo che ricordi l’epoca buia nella quale ci si combatté (più per interessi materiali che spirituali). Dovremmo trarre da queste premesse degli insegnamenti pratici. A Bologna, nel duomo, si conserva un dipinto che presenta Maometto ingoiato dal diavolo. Sarebbe opportuno che fosse staccato e col- Un atteggiamento di rispetto e di ascolto nei confronti di ogni uomo è già una “praeparatio evangelica” e ci permette di essere già annuncio vivo del Cristo Gesù. Oggi il Vangelo è affidato a noi. Non possiamo 16 Spighe Agosto 2009 né travisarlo né camuffarlo, cercando di conformare tutta la nostra vita alle sue esigenze divine. Umanamente non ci riusciamo, ma la grazia può compiere anche in noi, come in Maria Santissima, grandi cose. Cattolico, sii cristiano! don Sandro Vitalini Responsabile: Luigi Maffezzoli Redazione Davide De Lorenzi Chiara Ferriroli Chantal Montandon Carmen Pronini Redazione-Amministrazione Corso Elvezia 35 6900 Lugano Telefono 091 950 84 64 Fax 091 968 28 32 [email protected] CCP 69-1067-2 Abbonamento annuo fr. 25.– Sostenitori fr. 35.– TBL Tipografia Bassi Locarno