88° anno
LXXXVIII
N. 8
Agosto
2009
in cruce gloriantes
MENSILE DELL’AZIONE CATTOLICA TICINESE
In questo
numero:
2
In Piazza Grande
la vera star è Maria
3
Rileggendo la
“Grande visita della
Madonna Pellegrina”
7
Un party con San Paolo
8
L’animatore, un fesso
che ringrazia il Signore!
10
Questo campeggio
mi è piaciuto molto…
11
Un’avventura
da non perdere
14
I docenti cattolici
si mettono in rete
Il Ticino
da Maria
15
Un testimone buono
e generoso
16
Un invito ai cattolici:
siate cristiani!
dal presidente
Verso il pellegrinaggio diocesano alla Madonna del Sasso
In Piazza Grande la vera star è Maria
Clero e Vescovo Jelmini nella chiusura della visita
Moon and stars (“luna e stelle”) è
la fortunata manifestazione canora
estiva che da qualche anno fa esibire
a Locarno (con compensi da capogiro) le “stelle” del mondo della musica rock e pop. Il 6 settembre Piazza
Grande si riempirà per stringersi attorno a un’altra “stella”, che nel 1949
andò in “tournée” in tutte le parrocchie della Diocesi: non si tratta di
una cantante ma della “Madonna
pellegrina”, la Madonna del Sasso;
la Stella è Maria.
Ma cosa significa andare in pellegrinaggio oggi? Cosa ci dovrebbe spingere
in massa a Locarno il 6 settembre?
Sappiamo che negli ultimi anni si
assiste a un grande ritorno ai pellegrinaggi verso Santiago, Roma, Gerusalemme, magari con lunghi tratti
a piedi o in bici; e d’altra parte sono
sempre fiorenti i pellegrinaggi di
gruppo verso santuari mariani (Lourdes su tutti) o luoghi dedicati a un
2 Spighe Agosto 2009
santo. Il motivo di questo successo è
sempre in fondo lo stesso da sempre:
l’uomo di sente “viator”, in cammino
su questa terra alla ricerca della Via,
della Verità, della Vita.
L’anno pastorale incipiente avrà
nel pellegrinaggio alla Madonna del
Sasso un grande momento iniziale.
Nelle cronache dei decenni scorsi
leggiamo di imponenti pellegrinaggi
diocesani: a Einsideln, a Sachseln,
alla Madonna del Sasso, alla Madonna dei Miracoli di Morbio,… dove il cattolicesimo militante aveva
delle giornate di grande significato e
si confermava nella fede, con migliaia di persone che si riunivano con il
vescovo, i sacerdoti, gli aderenti dei
circoli di AC e gli scouts in divisa
dietro alle loro numerosissime bandiere. Nel 1949 il vescovo Angelo
Jelmini indisse un anno mariano
con la “Madonna pellegrina”, la Madonna del Sasso, portata per tutto il
Ticino. Ogni parrocchia cercava di
abbellirsi al meglio, persino le strade
erano addobbate con fiori e festoni.
Regista e realizzatore della visita era
il centro diocesano dell’Azione Cattolica, e con questi laici don Leber.
Oggi i tempi sono cambiati, come
la religiosità del popolo (sempre più
venuta meno), ma dopo 60 anni siamo ancora chiamati a farci pellegrini verso Maria – la vera Stella di
Piazza Grande – a cercare come
sempre di capire e carpire i segreti
del cielo sulla terra e a chiedere alla
Madonna protezione e luce per il
nuovo anno pastorale dedicato al tema della parrocchia e per noi di AC
anche al tema della speranza (ne riferiremo sul prossimo numero).
Vedo in questo incontro anche un
indispensabile momento di unità:
abbiamo bisogno di unità nella nostra Chiesa locale, tra movimenti e
associazioni, tra laici e presbiteri.
Abbiamo bisogno di unità per essere
insieme testimoni credibili ed efficaci, capaci di far fronte alle enormi
sfide poste dal nostro tempo. Come
la Madonna apparsa sulla rupe, così
anche la nostra Chiesa abbia un’unica e solida base comune, la Roccia
Viva, Cristo.
Vedo infine un momento di semplicità: il ricordo del 60° della “Grande Visita” deve anche mostrarci come i nostri antenati erano attaccati
alla fede in modo genuino e saldo e
nella loro ignoranza (cioè di gente
non istruita) avevano con il divino
un rapporto semplice e schietto, sapendo che tutto l’edificio dell’umanità e del creato è poggiato in Dio.
Forse dobbiamo scrollarci di dosso
troppe argomentazioni, congetture,
troppe idealizzazioni del sacro e filosofie. La stessa statua del Sasso, terribilmente bella, non ci parla forse di
una semplice e immensa tenerezza?
Quelle mani che si protendono e
che avvolgono, non dicono più di
dotte disquisizioni? E non siamo anche noi protetti da quel commovente abbraccio, divino e materno?
Davide De Lorenzi
Frati predicatori della Visita con don Leber al centro
1949-2009
Nel 1949 la statua della Madonna del Sasso in pellegrinaggio per tutto il Ticino
Rileggendo la “Grande visita della Madonna Pellegrina”
Nel 60° della Visita della Madonna Pellegrina vogliamo rivivere o conoscere
meglio questo avvenimento che interessò e coinvolse ogni angolo del Cantone e
cercò anche con successo di rafforzare la fede e l’influenza della Chiesa.
L’idea della “Visita”
Quando nel 1948 il Vescovo Angelo Jelmini indisse l’anno mariano
con la « Grande visita della Madonna Pellegrina nelle parrocchie
del Ticino», affidò l’organizzazione
del grande evento al centro diocesano dell’Azione Cattolica, che si
trovava al no. 66 di Via Nassa, ma
prima ancora di decidere volle che
fosse l’assistente dell’AC giovanile
don Alfredo Leber ad andare in alcune località italiane per vedere gli
effetti della “peregrinatio Mariae”,
per altro già vissuta in altre parti
del mondo
Don Leber ne ritornò entusiasta
e in poco tempo fu tutto deciso e
La Madonna e gli autisti
G. Gianinazzi ed E. Morello
pianificato, iniziando dalla scelta
dell’effigie, che non poteva essere
che quella della venerata Madonna
del Sasso, considerata come “patrona del Ticino”. Troviamo queste
notizie nel libro La grande Visita
della Madonna Pellegrina, curato
dallo stesso don Leber e da Padre
Callisto Caldelari per le edizioni
Giornale del Popolo nel 1980 (in
occasione del quinto centenario
delle apparizioni). La macchina organizzativa si mise quindi in moto e
il 3 marzo la Madonna Pellegrina
iniziò il suo viaggio fino al 3 luglio,
dopo aver visitato tutte le parrocchie del Ticino, portata a spalla o su
un camioncino nei tratti più lunghi.
Le finalità della “Visita”
Prima di capire come si
svolgeva il periplo della statua e l’effetto della Visita, è
bene considerare gli obiettivi che la Chiesa locale si
prefiggeva con questo insolito gesto. Innanzitutto il
vescovo Angelo Jelmini indicava in questo avvenimento una solenne preparazione al successivo Anno
Santo (1950), indetto da
Pio XII con scopi che riflettono lo spirito dell’epoca
(“santificazione delle anime
mediante la preghiera e la
penitenza; incrollabile fedeltà a Cristo e alla Chiesa;
difesa della Chiesa contro i
La Madonna entra nel sanatorio di Piotta
rinnovati attacchi dei suoi nemici e
impetrazione della vera fede gli erranti, gli infedeli e i senza Dio,”…).
Per Jelmini la Visita è un’occasione
d’oro per un “ritorno a Dio sotto la
protezione della Vergine, […], per il
rinvigorimento della nostra fede e
della nostra vita cristiana, in questa
ricostruzione della città di Dio contro la città di Satana.”
L’AC produsse un Libretto della
Grande Visita – e qui troviamo ancor più esplicitati con il linguaggio
dell’epoca gli scopi della Visita, che
sono gli stessi scopi della azione pastorale della Chiesa della prima
metà del Novecento, che cerca di
limitare l’erosione di fedeli e l’affievolimento della pratica cristiana in
quei decenni di inizio di crescita
economica in cui sono già attivissimi i germi di quel grande cambiamento sociale avvenuto negli anni
Agosto 2009 Spighe 3
impresa fino ad allora
non riuscita perché
“assillato dal lavoro”, e
ricostruisce giorno per
giorno l’itinerario della Madonna. Gli articoli furono scritti dallo stesso Leber e da
molti testimoni, soprattutto parroci, e sono corredati da numerose fotografie.
Sono cronache di
accoglienze festosissime, con interi paesi
vestiti a festa, con
La Madonna a Quinto
strade cosparse di fiori
e tutto un popolo che
segue
il
viaggio(un
esempio per tutseguenti. Si cerca il ritorno a Dio e
alla Chiesa, un risveglio delle ani- ti: “Mendrisio ha accolto la Mame per risollevare il Ticino dalla donna Pellegrina come un tempo
“disastrosa situazione morale” in cui dovevano essere accolte le regine
si trovava, grazie soprattutto alla nella loro città nei giorni di festa”) .
“propaganda dell’empietà e del vi- Le cronache insistono nelle descrizio, fatta dalla stampa irreligiosa e zioni delle celebrazioni liturgiche,
immorale, dai divertimenti morbosi giudicate magnifiche, solenni e
commoventi, segni di quella religioe cattivi, dalla mondanità…”.
L’opuscolo ammoniva anche a vi- sità popolare all’epoca ancora forvere l’accoglienza della statua non tissima e poi nei decenni seguenti
come un fatto esteriore – guardan- rimessa in discussione.
Tutto era fissato con grande ordido le foto sembra che le parrocchie
facessero a gara nello studiare siste- ne, ma già nel mese di aprile l’automazioni pompose e anche ardite sul rità diocesana dovette precisare alproprio altar maggiore: “la grande cune norme (per Leber a causa
Visita non può ridursi a una grande dell’insperato successo, ma possiafesta a base di luci, di addobbi, di mo anche pensare a causa di qualfiori, di sfarzo esterno: deve segna- che inadempienza): servono più
re, attraverso la preghiera e il sacri- confessori; è da promuovere la conficio, un grande ritorno delle anime sacrazione individuale al Cuore Immacolato di Maria (mediante appoalla Grazia.”
siti formulari); la statua non va
toccata; bisogna avere pazienza e
Il viaggio attraverso il Ticino
Mons Leber nel 1980 con lavoro capire che i ritmi sono serrati…, il
certosino – e ostacolato dalla ma- passaggio da una parrocchia all’allattia (“sono handicappato in segui- tra doveva avvenire di norma sul
to alla trombosi che mi ha colpito”) confine comunale (conosciamo il
– riprende i ritagli dei giornali del nostro Ticino…).
La Visita doveva essere preceduta
1949 che aveva preventivamente
conservato per pubblicare un libro, da un Triduo con “predicazione, pie
4 Spighe Agosto 2009
pratiche e la confessione”: le cronache parlano di moltissime persone
che si accostano al Sacramento della Riconciliazione dopo anni. Il
momento dell’arrivo e della permanenza della Madonna erano strettamente definiti: il momento certamente più solenne era all’arrivo. La
statua giungeva dalla parrocchia limitrofa, veniva accolta in paese
lungo le strade e collocata sull’altare della parrocchiale all’imbrunire;
iniziava quindi una celebrazione
lunghissima (il Libretto annota per
ammonire gli eventuali sonnolenti:
“i fedeli devono rendersi conto della
preziosità di quelle ore”) che comprendeva una serie di momenti forti
intercalati da canti mariani: Litanie della Madonna, annuncio del
messaggio di Fatima, predica del
frate missionario sul senso della Visita, Adorazione eucaristica, Santo
Rosario, Santa messa letta a mezzanotte, lettura dell’atto di Consacrazione della parrocchia a Maria, ringraziamento e canto finale…
L’indomani erano previste le visite in parrocchie confinanti “secondarie” o sante messe in loco, prima
di passare ad un’altra parrocchia
principale. Il cronista dopo ogni
giornata trionfale, si premura di
sottolineare sempre la grande partecipazione popolare ma soprattutto intende soffermarsi sulle frequenti Comunioni (spesso si indica
il numero di ostie distribuite) e sulle confessioni, molte delle quali avvenute dopo lunghi periodi di lontananza dalla Chiesa: occorreva
attestare gli effetti tangibili della
Visita sulla religiosità dei ticinesi.
La conclusione della Visita
L’ultima tappa fu Locarno: per un
“Congresso mariano”, svoltosi con
grande partecipazione di folla (“otto treni speciali, una moltitudine di
Preghiera alla
Madonna del Sasso
torpedoni, autocarri e automobili”),
in cui furono stilati trionfalistici bilanci. Il mondo cattolico ticinese
era lì, con le bandiere, le divise, ma
soprattutto con quella fede che si
voleva forte come quella di Maria.
Al Congresso presero la parola il
presidente dell’Unione Popolare,
Peppo Casella, e la presidentessa
dell’UFCT ma. Duchini; La Gioventù Cattolica per l’occasione fece
benedire un nuovo vessillo: l’AC
era più forte e influente che mai,
era l’organizzazione del laicato cattolico.
Quel 1949 fu senz’altro un tentativo riuscito di mantenere la fede
cattolica viva nel popolo: basti
pensare che nei mesi della Visita
ben 120’000 Ticinesi sottoscrissero
personalmente l’atto di consacrazione alla Madonna.
Il Cantone contava allora
160’000 abitanti: l’adesione fu davvero massiccia!
Guardando agli esiti degli anni
seguenti, in molti videro in questa
e altre manifestazioni una specie di
canto del cigno del cattolicesimo
tradizionale: ormai con il boom
economico il mondo stava iniziando a cambiare e la Chiesa continuava a battersi contro una certa
modernità, con linguaggi e stili
troppo arroccati su posizioni ferme
e meno capaci di capire i cambiamenti in atto.
Pochi anni dopo sarebbe stato il
Concilio a proporre un nuovo modo per affrontare la crisi. Con la fine di questo tipo di cattolicesimo
purtroppo a farne le spese nella nostra Diocesi fu la stessa Azione
Cattolica, resa o giudicata incapace
di affrontare le sfide poste dal rinnovamento ecclesiale.
Madre della speranza,
germogliata sulla Roccia,
tu visiti i nostri cuori
e noi veniamo a te,
pellegrini nel tempo e nella storia,
per affidarti il nostro cammino
seminato di dubbi e speranze,
sofferenze e progetti,
delusioni ed attese.
Madre di bontà,
forza e tenerezza,
come noi pellegrina
da Nazareth al Calvario,
accogli la nostra preghiera
e il nostro silenzio,
sostieni il nostro passo,
dona luce al nostro cuore,
fino all’alba della risurrezione
nell’Amore infinito del Padre.
Amen
Nel 60° della visita della
Madonna Pellegrina
Locarno, 6 settembre 2009
Qualche notizia storica sulla Madonna del Ticino
1480: 1485: 1487: 1497: 1617: 1681: 1880: 1949:
1980: 2009: secondo la tradizione apparizioni della Vergine con il Bambino a Fra Bartolomeo d’Ivrea, che lascia il
convento di San Francesco a Locarno per edificare sul Sasso un eremo con due cappelle. Subito si ebbero
numerosi miracoli e la fama del luogo crebbe in tutta la regione
effigie della Madonna del Sasso
consacrazione del piccolo santuario sul monte con un piccolo convento
edificazione chiesa dell’Annunciata ai piedi del monte
consacrazione della nuova chiesa sul Sasso dedicata all’Assunta
costruzione di altre cappelle lungo la via
celebrazione del IV centenario
Anno Mariano con la “Grande visita della Madonna Pellegrina”
celebrazione del V centenario e “presenza” della Madonna nei vicariati
ricordo del 60° della “Grande visita”, in Piazza Grande a Locarno il 6 settembre
Agosto 2009 Spighe 5
1949-2009
Pastorale giovanile e Pastorale familiare iniziano il pellegrinaggio già in mattinata
Giovani e famiglie in cammino verso la Piazza
Per commemorare il 60° anniversario della grande Visita della Madonna Pellegrina, avvenuta nel 1949 in tutte
le parrocchie del Ticino, la diocesi di Lugano organizza un pellegrinaggio alla Madonna del Sasso che si terrà
domenica 6 settembre.
Poiché il Santuario è chiuso per importanti restauri, la celebrazione avverrà nel cuore della città di Locarno.
Per l’occasione l’effigie della Madonna verrà portata in Piazza Grande dove, alle 15, verrà concelebrata la S.
Messa presieduta dal nostro vescovo, mons. Pier Giacomo Grampa.
Questo importante evento sarà preceduto già in mattinata da due distinte proposte: una per i giovani, l’altra per
le famiglie.
PER I GIOVANI
Tutti i giovani dai 14 anni in su, appartenenti alle parrocchie, alle associazioni, ai movimenti, a gruppi giovanili e
alle società sportive, si recheranno a piedi a Locarno.
Questo il programma:
11.00Ritrovo al Centro sportivo ricreativo Minusio-Mappo
11.15 Animazione
12.00 Pranzo al sacco
12.30 Partenza pellegrinaggio. Lungo il cammino sono previste 2 soste di riflessione
15.00Santa Messa in Piazza Grande a Locarno
Per motivi organizzativi è consigliata l’iscrizione dei gruppi da effettuare presso il segretariato di Pastorale Giovanile
091 968 2830 o [email protected] entro il 25 agosto.
PER LE FAMIGLIE
Tutte le famiglie che lo vorranno si ritroveranno a partire dalle ore 10 al Centro Sacra Famiglia ai Saleggi, in via
Balestra 48 a Locarno
Questo il programma:
•
accoglienza delle famiglie
•
animazioni per adulti e bambini
•
pranzo al sacco
•
momento di amicizia, di comunione, di fratellanza
(se vorrete portare una torta da condividere con gli altri sarà ben accetta)
•
alle 14 in cammino verso la Piazza Grande per partecipare tutti assieme alla S. Messa.
L’incontro avrà luogo con qualsiasi tempo potendo usufruire al mattino del Centro Sacra Famiglia e al pomeriggio
del Palazzetto Fevi.
6 Spighe Agosto 2009
spazio giovani
Da Stabio ad Airolo, giovani in Campeggio estivo alla Montanina di Camperio
Un party con San Paolo
Il campeggio che Azione Cattolica propone da ormai diversi anni a
tutti i ragazzi dagli 11 ai 16 anni e
che quest’anno si è svolto, come di
consueto, alla Montanina di Camperio a fine giugno sull’arco delle
due settimane, era improntato sul
tema del grande San Paolo. Giovanissimi provenienti da tutto il Ticino (da Stabio ad Airolo) hanno potuto passare le loro vacanze estive
in montagna in mezzo alla natura,
in un clima gioioso all’insegna del
divertimento, dell’amicizia e della
fede in Gesù.
I ragazzi stessi hanno dovuto creare l’ambientazione adatta, tramite
lavoretti manuali, trasformando
l’intera casa in una città greca
dell’Impero Romano. Ogni giorno
veniva proposto loro un avvenimento particolare della vita del
Santo che poi veniva affrontato e
discusso nei vari gruppi di età nella
vita di gruppo con gli animatori (tra
i quali anch’io a partire da quest’
anno), con lo scopo di arricchire le
loro conoscenze (e perché no, anche le nostre) relazionandoci con gli
altri e crescendo come cristiani conoscendoci meglio.
Non sono mancati momenti di
svago e di divertimento: dalle passeggiate fatte insieme ai numerosi
giochi di abilità a tema. Per non
parlare delle serate… tra le quali da
citare: La Corrida, Il Giallo, La serata in compagnia del Mago, l’Adorazione e pure qualche discoteca.
Inoltre c’è stata anche l’opportunità
di incontrare il Vescovo al quale i
ragazzi hanno illustrato quanto
svolto in settimana.
Per i ragazzi più grandi si è organizzata un’escursione in capanna
all’Adula con l’obbiettivo di far vivere loro un’avventura nuova all’insegna della condivisione e della vita
comunitaria. La gita e l’esperienza
vissuta sono state uniche e indi-
menticabili: oltre due ore a piedi,
sotto il sole e sotto la pioggia, nella
neve e su sassi pericolanti, il tutto
ripagato da uno spettacolo eccezionale giunti in cima sfiniti ma felici.
Dopo la cena preparata insieme
(ben 5 kg di pasta…), la serata si è
sviluppata con canti e preghiere
conditi con insolita allegria…
Tra le attività proposte durante il
campo come cucina, sport, teatro e
musica, i ragazzi si sono anche cimentati nella realizzazione di un
cortometraggio registrato e montato
dai nostri Lük e Isa e che poi è stato
distribuito a tutti a fine campeggio
insieme a un sandalino come segno
del viaggio intrapreso insieme sulle
orme di Paolo.
Tutto il campeggio è stato preparato con cura e con dispendio di
energie fisiche (e mentali) dagli animatori.
Io, come new entry nel gruppo degli animatori, mi sono trovato quasi
subito a mio agio in questo ruolo e
ho potuto vivere una bella esperienza, chiacchierando con i più
“anziani” o cercando di risolvere
problematiche dei ragazzi sorte durante il campo e inevitabili pure
nella vita quotidiana.
La vita è un lungo viaggio, non
sappiamo dove ci porterà… c’è solo
un modo per scoprirlo: vivendola!!!
Grazie a tutti i collaboratori che
hanno contribuito alla buona riuscita di questo campeggio.
E ai ragazzi urlo un ARRIVEDERCI
E ALLA PROSSIMA!!!
Ema B.
Agosto 2009 Spighe 7
spazio giovani
Mentre i coetanei sono al lido, lui sta con una banda di ragazzini
L’animatore, un fesso che ringrazia il Signore!
«Grazie, Signore, perché sono fesso!» è il motto con il quale si è conclusa per gli animatori l’ultima avventura del settore Giovani dell’AC.
Sì, perché essere animatori significa
talvolta sentirsi dei veri e propri fessi. I coetanei trascorrono le giornate
a spasso, oppure in piscina o ancora
al lido, mentre tu ti ritrovi a gestire
una banda di preadolescenti esagitati a 1000 metri di altezza. Eppure il
tutto non si riduce a questo gestire, a
questo perdere tempo con dei ragazzini. No, essere animatori è ben altro: chi decide – perché è una scelta!
– di esserlo lo deve sentir dentro, il
servizio. E non lo vivi come un peso,
8 Spighe Agosto 2009
ma come un’opportunità di crescita
reciproca: stare con i ragazzi ti rigenera, ti obbliga a rimetterti in gioco,
ti chiede di starci in ogni istante!
Eppure malgrado la convinzione, a
volte anche il più bravo degli animatori non ce la fa più, arranca…
rischia di scoppiare, perché i ragazzi
ti assorbono, ti danno tanto ma
chiedono anche tanto. Ed è qui che
occorre rendersi contro del dono
che ognuno porta in sé: la fede!
Grazie ad essa è possibile sormontare le difficoltà e vedere le situazioni
che sembrano irrisolvibili da un’altra prospettiva. E così ecco che
quando sei stanco, quando non ce la
fai più e vorresti solo andare a dormire ma il don o il resp ti chiedono
ancora uno sforzo tu, animatore,
chiudi gli occhi e il tuo sembrarti
fesso diventa in realtà una impensata gioia: «Grazie, Signore, perché
sono fesso!»
Il resp, ossia imparare
a dire “ciao”
Essere resp di un’attività quale il
Campeggio è un’esperienza assurda
ed inimmaginabile: ti svegli alle
06:45 e se ti va bene tocchi il cuscino attorno alla 1:00, e nel mentre
sei chiamato a dare tutto te stesso.
Insomma, per sopravvivere occorre
Titolino
essere una sorta di superman. Raccontato così, un ruolo simile appare
come la peggior condanna che uno
possa ricevere, eppure chi scrive augura ad ognuno di poterlo un giorno
vivere! Sì, perché in due settimane
si cresce davvero molto: si impara
ad ascoltare gli altri e a farsi ascoltare, si sbaglia (eccome!) e si sperimenta. Chi scrive tiene i corsi per
animatori e va predicando concetti
e teorie sulla comunicazione e la dinamica di gruppo, eppure non v’è
nulla di più vero e importante di
quindici giorni gomito a gomito con
la realtà per imparare e crescere con
e grazie agli altri. Teorie, saperi e
modelli sono utili, ma l’ingrediente
principale, sul terreno, è sicuramente un altro, anche se purtroppo
spesso viene dimenticato o messa da
parte: l’umiltà. L’umiltà di sapere di
poter sbagliare, di vedere nel ragazzo
o nell’animatore non qualcuno da
gestire, ma una persona con cui relazionarsi e con cui crescere nella
fede, l’umiltà di affidarsi e credere
che Qualcuno meglio di te saprà
trovare le giuste parole quando si
tratta di richiamare il singolo o il
gruppo, l’umiltà – ancora… - di voler essere al servizio di tutti in ogni
istante! Se vissuta in questo modo
– e occorre richiamarsi in continuazione! – la responsabilità allora è
un’esperienza magnifica, un’occasione di crescita senza pari capace di
cancellare ogni fatica, difficoltà o
stress. Essere responsabili significa
saper dire sempre e comunque – per
primi e ad ognuno – “ciao”, inteso
etimologicamente però: quel “ciao”
che esprime un sono al tuo servizio… sono al Tuo servizio!
Davide Ricciardi
Agosto 2009 Spighe 9
spazio giovani
L’esperienza dei partecipanti: indimenticabile e da ripetere
Questo campeggio mi è piaciuto molto…
Alla colonia dell’Azione Cattolica
i ragazzi si sono trovati bene. Amano
stare insieme, trovare nuovi amici, il
divertimento è un elemento essenziale. Molto importanti sono infatti i
momenti liberi, senza monitori, dove
è possibile che nascano alcune simpatie particolari nei confronti di
qualcuno, dove si possono consolidare amicizie già forti ecc..
Non negano però l’interesse per i
momenti seri, dove si scoprono nuove cose e si “ricevono risposte” alle
proprie domande. Trovano bella la
preghiera con il canto, trovano giusto che ci siano dei momenti da dedicare alla preghiera, breve e significativa. Dopo di questa dicono di
sentirsi bene, anche nei momenti faticosi o tristi della giornata in cui è
magari più difficile capire cosa i più
grandi cercano di trasmettere loro.
Il tema di quest’anno era San Paolo e le parole chiave che rimangono
impresse nei ragazzi, nonostante le
distrazioni, centrano pienamente gli
aspetti più importanti della sua figura: folgorazione, cambiamento, apostolato e cammino. Ecco quindi alcune impressioni dei ragazzi che
hanno camminato sulle orme del
Santo in queste due settimane appena trascorse a Camperio.
MARTINO
Questo campeggio mi è piaciuto
molto perché il tema era San Paolo
ed era interessante.
Un’altra cosa che mi è piaciuta era
fare le attività tutti insieme dove si
poteva partecipare tutti.
La terza cosa che mi è piaciuta era
discutere tutti insieme dell’argomento e di quello che ci è piaciuto
durante la giornata.
SABINA
Le persone, le attività e l’allegria
non sono mai mancate.
Quindi un grazie va alle persone che
ci hanno dedicato il loro tempo..!
SEBASTIANO
Esperienza di sicuro da rifare.
MARTINA
È stata un’esperienza indimenticabile e mi ha insegnato cose che prima non sapevo.
È stato bello anche perché sono nate nuove amicizie.
FABIANO
Questo campeggio mi è piaciuto
molto perché si condividono idee
dal punto di vista religioso ma si
fanno anche moltissime attività
che sono proposte da bravissimi
animatori.
Quest’anno abbiamo studiato la vita
di San Paolo che ci ha fatto riflettere molto sulla nostra stessa vita. Mi
sono piaciuti moltissimo i giochi!
ANDREA
È stata una esperienza importante
10 Spighe Agosto 2009
per imparare nuove cose e per imparare a convivere con gli altri.
LAURA
Sono stata contenta di imparare la
vita di San Paolo, anche le attività
anche se essendo in molti è difficile
stare attenti.
CRISTIANA
La cosa più importante è il divertimento, e dal mio punto di vista era
presente in questo campeggio.
È anche bello ritrovarsi qualche
volta tutti insieme, per giocare,
pregare, mangiare.
Questo ci ha aiutati a conoscerci e
a divertirci insieme. È sempre bello
conoscere ragazzi e animatori nuovi, ed è bello ritrovare ogni anno i
vecchi amici per queste due settimane.
PRISCA
A me sono piaciute queste due settimane perché ho conosciuto molta
gente nuova.
Spero di mantenere queste amicizie
in futuro. Ho imparato molto dalle
diverse attività. La cuoca ci ha viziati per due settimane con del
buonissimo cibo.
Abbiamo fatto diverse passeggiate
nelle quali ci siamo divertite molto.
È stato bello anche ritrovare delle
amicizie che c’erano l’anno scorso e
che magari non abbiamo visto durante il resto dell’anno.
Ci siamo divertiti molto, questa secondo me è la cosa fondamentale.
spazio giovani
Al termine del campeggio le riflessioni degli animatori
Un’avventura da non perdere
Anche quest’anno il campeggio
dell’Azione Cattolica è giunto a termine, dove momenti di condivisione, amicizia e divertimento hanno
lasciato il segno non solo nei ragazzi
che vi hanno partecipato, ma anche
negli animatori, i quali con tanta
forza di volontà, entusiasmo e determinazione hanno cercato di donarglieli.
Ma quali sono le motivazioni che
spingono gli animatori AC a investire in questo modo due settimane
del loro prezioso tempo estivo, oltre
a non poco tempo di preparazione?
Abbiamo posto alcune domande in
proposito agli animatori presenti al
campeggio.
Perché anche quest’anno hai
deciso di rispondere “presente” al
richiamo del campeggio?
ANNA: È un’avventura da non
perdere. Quindici giorni di allegria,
attività di gruppo, spensieratezza,
tanto da non sapere che cosa sta
succedendo nel resto del mondo...
ma che importa, lassù si sta bene.
Sono quindici giorni in cui ci si
confronta su temi che spesso non
sono facili da condividere con qualcuno, ma a Camperio si riesce a farlo e per lo più quasi esclusivamente
con i propri coetanei.
FLAVIO: Perché il campeggio
ACG è un’esperienza unica nel suo
genere, che mi ha conquistato da
ragazzo e per la quale ora do volentieri una mano affinché altri ragazzi
la possano scoprire e apprezzare. I
sei campeggi finora vissuti (tra i
quali l’ultimo da animatore) mi
hanno lasciato una gran quantità di
bei ricordi di attività sia di svago
che formative indimenticabili, oltre
che delle nuove amicizie. Naturalmente non sono mancati dei momenti di difficoltà (specialmente da
animatore), che mi serviranno quest’anno da stimolo per migliorare!
LUANA: Ho deciso di partecipare
anche quest’anno al campeggio perché mi è piaciuto molto gli anni
scorsi e mi sono sempre divertita
tantissimo malgrado il molto lavoro. Questa settimana mi ha permesso di crescere e maturare, anche
professionalmente, in quanto mi
piacciono molto i bambini e vorrei
intraprendere la professione di educatrice.
I responsabili
dell’Allargato ACG
Luca Jegen
nato nel 1986 e abita a Locarno.
Studia scienze politiche all’università
di Zurigo. È un ragazzo attivissimo:
in parrocchia, nel vicariato, in
diocesi e… in AC. Luca ha un sacco
di talenti (nascosti e non…): è
animatore in varie colonie,
volontario al campo invalidi,
sportivo, suona la chitarra, è un
vulcano di idee, e… chi più ne ha
più ne metta! Ci ha accompagnati
in questo primo anno di mandato
come responsabile: grazie Luca!
Quali erano le tue aspettative
per questo campeggio?
ANNA: In “vesti” di animatrice
avevo la sola aspettativa di far nascere una tale malinconia del Campeggio da voler ripetere l’esperienza
a tutti i costi e che i ragazzi si convincano di come è bello vivere con
il Signore.
FLAVIO: Mi aspettavo un campeggio con nuovi momenti indimenticabili, dal quale rincrescerà
tornare a casa. A tutti.
LUANA: Mi aspettavo di divertirmi come l’anno passato, di sentirmi
più sicura in ciò che facevo, essere
un punto di riferimento per i bambini, crescere.
Don Rolando Leo
chi non lo conosce alzi la mano?!
Sì, è proprio lui, il nostro assistente!
È un responsabile un po’ speciale,
sempre presente, disponibile
all’ascolto e… a farsi quattro risate
in compagnia. La sua presenza ci
ricorda che il nostro impegno in AC
come animatori, responsabili,
giovani, ragazzi, amici, cristiani è
importante per te, per noi e anche
per Lui. Un po’ complicato? Niente
paura, l’assistente sa anche aiutarci a
schiarirci le idee!
Agosto 2009 Spighe 11
Quanto e in che modo l’esperienza del campeggio ha cambiato
la tua vita spirituale?
ANNA: Ho iniziato a partecipare
al campeggio nel lontano ‘97
nell’anno in cui ho ricevuto la cresima. Devo dire che ho avuto la
grazia di aver sempre avuto un debole per il Signore e dunque il clima l’ho subito accolto con entusiasmo. Ricordo però in particolare la
mia prima esperienza di adorazione... proprio a Camperio. È stata un
momento profondamente autentico. Il condividere poi momenti con
altri ragazzi con i quali si poteva
parlare liberamente della propria
fede ...detto in dialetto.... l’era üga!
MICHI: L’estate scorsa in Australia per me era la prima volta che
potevo condividere la Fede con giovani della mia stessa età. È stato incredibile scoprire quanti altri giovani condividono i miei stessi
valori, mi sono sentita parte di
qualcosa di enorme. Sotto questo
12 Spighe Agosto 2009
punto di vista mi aspetto che il
campeggio avrà un effetto simile, in
dimensioni ridotte certo, ma si creerà unione nel gruppo e la Fede non
potrà che uscirne rafforzata.
FLAVIO: Più che cambiare la mia
vita spirituale, credo che l’esperienza del campeggio ACG abbia rappresentato per me un importante
tassello di una base fondamentale
sulla quale ora cerco di costruire
una vita cristiana: partecipare anche quest’anno al campeggio è dunque un’occasione per aggiungere
qualche “mattone” alla “casa sulla
roccia”.
ISI: Credo che lo stare insieme e
condividere quello che passa fra di
noi sia il massimo, perché non solo
insegni qualcosa ma impari anche
dagli altri. Stare a contatto fra animatori e ragazzi può risultare una
esperienza anche dal punto di vista
spirituale molto arricchente. Una
esperienza del genere può cambiare
il tuo modo di essere in positivo.
LUANA: L’esperienza del campeggio a livello spirituale mi piace molto perché si canta tutti insieme, vi è
un ambiente cristiano. La vivo intensamente in quanto non vado
spesso in chiesa ma partecipo a preghiere comuni e altre giornate proposte.
A chi consiglieresti un’esperienza di animazione del genere?
ANNA: A chiunque ha voglia di
mettersi in gioco. Non è assolutamente niente di “elitario”. Forse solo l’armonia e lo stile di vivere i 15
giorni può far nascere qualche piccola-grande domanda in ogni cuore.
MICHI: Senz’altro lo consiglierei a
tutti coloro che hanno voglia di fare un regalo a sé stessi e agli altri: è
un arricchimento personale e senza
rendertene conto è un arricchimento per i ragazzi che hai di fronte.
Doni loro qualcosa che resta, e forse anche se non lo sentono subito,
lo portano dentro.
FLAVIO: A tutti i ragazzi che vogliono iniziare alla grande le loro
vacanze con due intense settimane
di attività ricreative & formative,
ossia vivendo un’esperienza di crescita cristiana in un appassionante
contesto di giochi, canti, e molto
altro ancora.
ISI: Consiglierei il ruolo di animatore in campeggio a chiunque abbia
voglia di mettersi in gioco con gli
animatori e con i ragazzi, questo è,
a mio punto di vista, molto importante.
Bisogna creare uno spirito di gruppo senza tralasciare nessuno.
Spesso gli elementi migliori devono
ancora sbocciare e non si vedono a
primo occhio ed è per questo che
ANNA: Campeggio: un’esperienza
che crea dipendenza!
ACG ha un unico grande difetto…
dura troppo poco!!
E visto che c’è solo una volta all’anno, forza, non perdete questa occasione!!!
Personalmente posso assicurare
che prendere parte ad una tale
esperienza può veramente aprire la
strada a un cammino di fede altrimenti più difficile da imboccare.
In queste due settimane, poi, si
prende la (buona) abitudine di riservare dei momenti della nostra
allegra giornata a Qualcuno di molto importante e, rispetto alla vita di
tutti i giorni, diventa più naturale
anche pregare e vivere da cristiani.
FLAVIO: Da parte dei ragazzi è già
stato detto più volte: il campeggio
Isa & Luca
bisogna lasciare a tutti una possibilità, con dei limiti ovvio.
LUANA: consiglierei di animare il
campeggio a persone che hanno
voglia di fare, divertirsi, stare in
compagnia ma soprattutto a chi è
in grado di resistere a queste settimane di duro lavoro ma sempre
molto divertenti.
Una frase, uno slogan, un invito
che convinca i ragazzi ad iscriversi
l’anno prossimo al campeggio
Bellissimo questo numero di Spighe!!!
Peccato che non sono abbonato… 
…voglio però abbonarmi subito e ricevere ogni mese il giornale! 
Allora farò subito così: ritaglio o fotocopio questa scheda compilata, e la spedisco a:
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Agosto 2009 Spighe 13
dall’associazione
Appuntamento il 19 settembre a Morbio Inferiore per il primo incontro
I docenti cattolici si mettono in rete
Qualche tempo fa alcuni insegnanti cattolici hanno espresso un
certo disagio legato al fatto di sentirsi talvolta “soli” nel proprio ambiente lavorativo. Essi hanno manifestato il vivo desiderio di potersi
confrontare sulle proprie scelte e
sui punti di vista attorno a temi riguardanti la nostra professione, per
trovare delle possibili risposte e
una presenza più consapevole nel
mondo della scuola.
L’Azione Cattolica è stata incaricata dal Vescovo – nell’assemblea
del 2008 – di promuovere la rete
docenti in unità d’intenti con le altre realtà ecclesiali e con le associazioni cattoliche di categoria, e
come gruppo di docenti di AC ci
siamo quindi mossi per cercare di
rispondere a questa esigenza.
Ci siamo resi conto del fatto che
spesso i docenti cattolici nella
scuola pubblica non sono collegati,
non comunicano e che occorre offrire l’occasione per incontrarsi,
formarsi, scambiare esperienze e
discutere su temi importanti al fine
di favorire una sana laicità nella
scuola.
L’idea è quindi creare una “rete
docenti” che tuttavia non vuole essere una nuova associazione che
raggruppi gli insegnanti (sul nostro
territorio ne sono già presenti diverse che svolgono egregiamente il
proprio ruolo); non vuole essere
neppure un’agenzia dispensatrice di
formazione pedagogica, né vuole
omologare la presenza dei cattolici
nella scuola ticinese.
Invece, anche a seconda delle
esigenze delle persone che si annunceranno, la rete docenti potrà
costituire un ambito di incontro, di
condivisione delle esperienze, di
discussione e di riflessione sul proprio vissuto come docenti cattolici;
potrà offrire opportunità di riflessione e formazione su temi riguardanti gli aspetti pedagogici, giuridico-istituzionale, educativi, ecclesiali della nostra professione; potrà
essere un luogo dove si sviluppino
solidarietà e uno spirito di testimonianza cristiana più consapevoli. Si
tratta infine – e ci teniamo a sottolinearlo – di creare una rete dei docenti, non per i docenti.
Ci rivolgiamo a tutti i docenti
cattolici interessati all’iniziativa,
che sono attivi (o lo sono stati o lo
saranno) nelle scuole ticinesi, pubbliche e private, per lanciare questa
iniziativa di cui il primo incontro è
previsto per sabato 19 settembre e
“rete docenti”
Il primo appuntamento è per sabato 19 settembre alle 10.30 a Morbio Inferiore, con la Santa Messa presieduta dal nostro vescovo
Pier Giacomo e con il susseguente incontro. I dettagli della mattinata
verranno comunicati ai docenti tramite le sedi e la stampa.
14 Spighe Agosto 2009
servirà a meglio definire il percorso
futuro in base alle esigenze che
verranno espresse.
Si vorrebbe proporre come appuntamento fisso una Messa di inizio anno scolastico per tutti i docenti in Ticino, cui potrebbero far
seguito iniziative come degli incontri tematici, la creazione di un
sito Internet per facilitare lo scambio di informazioni ed eventualmente la possibilità di incontrarsi a
livello regionale.
Il gruppo docenti di AC
dall’associazione
Azione Cattolica di Giubiasco: un ricordo di Sergio Guarnieri
Un testimone buono e generoso
Lo scorso 16 luglio si è spento Sergio
Guarnieri, per decenni colonna della
parrocchia e dell’Azione Cattolica di
Giubiasco, che presiedette per alcuni
anni. L’AC parrocchiale lo vuole ricordare con questo pensiero scritto dal parroco don Angelo Ruspini.
Nascere il giorno di San Francesco,
avrebbero detto nel Medioevo, è un
destino che segna la vita. Noi crediamo, invece, alla fortuna di avere genitori credenti che immettono nella vita la grazia della fede. Crediamo alla
fortuna di una formazione avuta negli studi con docenti che sanno apprezzare anche la scelta cattolica della Chiesa. Sergio Guarnieri ha avuto
questa fortuna nella vita. Anche la
presenza di una sorella Suora miseri-
cordina – Suor Emmanuela – può
confortare questa nostra tesi. Sergio
ha vissuto la sua vita nella testimonianza. È stato impegnato nel consiglio parrocchiale per 37 anni; si è dedicato anima e corpo ai Volontari
della Sofferenza; era membro di Azione Cattolica sia a livello diocesano
che parrocchiale. Brancardier a Lourdes, aveva gioia di pregare e di servire per coniugare sempre l’amore di
Dio e l’amore ai fratelli. Costretto a
stare davanti a tutti in chiesa per poter allungare le sue gambe, Sergio era
“davanti” anche come modello per la
gioia di vivere la parrocchia: si è occupato umilmente di far spazio a Dio
in mezzo alla storia di Giubiasco.
La sua statura lo ha portato anche
alla sofferenza. Una specie di “spina
nella carne” perché si sentisse dire
dal Cristo “Ti basta la mia grazia!”.
Sergio ha sentito i primi sintomi di
debolezza durante l’ultima Quaresima. Da allora non ha più potuto frequentare le celebrazioni.
Ha concluso la sua vita terrena il
14 luglio 2009, festa di San Camillo
de Lellis, testimone della Carità. La
comunità parrocchiale e le persone
che lo hanno apprezzato hanno pregato in suo suffragio nella chiesa di
San Giobbe il 16 luglio 2009, festa
della Madonna del Carmelo. Alla
Vergine lo hanno raccomandato perché secondo la promessa fatta a San
Simone lo consegni alla gloria della
visione di Dio, il primo sabato dopo
la morte.
don Angelo Ruspini
I nostri auguri!
In questo periodo alcuni dei preti
che col loro impegno e il loro affetto sono stati vicini sia a Spighe che
all’Azione Cattolica, hanno ricordato (o ricorderanno…) anniversari significativi della loro vita.
Il primo a cui vogliamo, di cuore,
fare i nostri auguri è don Massimo
Gaia, assistente generale dell’Azione Cattolica ticinese, che il 31
maggio scorso ha festeggiato il decimo anniversario della sua ordinazione. Don Massimo ha dato tanto
sia all’AC, sia a Spighe: la nostra
gratitudine nei suoi confronti è pari
solo al suo impegno e al suo amore
verso l’associazione.
Altri due sacerdoti che vogliono
bene all’AC e ai quali noi vogliamo
particolarmente bene, raggiungono
a un mese e mezzo di distanza il traguardo degli 80 anni (anche se, a
dire il vero, l’anagrafe viene smentita dal loro incessante impegno quotidiano…).
Sono don Ernesto Storelli, vicario generale della diocesi, che ha
compiuto gli anni il 21 luglio scorso; e don Emilio Conrad, straordinaria figura di prete vicinissima ai
giovani dell’AC negli anni Cinquanta e Sessanta, che festeggerà il
suo 80° compleanno il 4 settembre.
Infine, con grandissimo affetto
nei suoi confronti e gratitudine al
Signore per il dono che ha fatto a
tutta la Chiesa, desideriamo essere
vicini a don Sandro Vitalini, provicario della diocesi ma soprattutto
insostituibile colonna portante di
Spighe e relatore a numerosissimi
incontri di Azione Cattolica, che il
19 settembre ricorderà il 50° anniversario del suo sacerdozio: venne
infatti ordinato nel 1959 a Melide.
Il ricordo di questi traguardi –
lungi dal voler diventare formali e
celebrativi – vogliono solo essere
occasione per ringraziare Dio di
aver posto queste presenze sul nostro cammino. Presenze di sacerdoti
che ci hanno aiutato a crescere nella fede in Gesù Cristo e nell’amore
e servizio alla sua Chiesa.
Agosto 2009 Spighe 15
G.A.B. 6600 LOCARNO 4
Ritorni a
Amministrazione «Spighe»
Corso Elvezia 35
6900 Lugano
il teologo risponde
Un invito ai cattolici: siate cristiani!
A Reggio Emilia c’è una mensa dei poveri promossa dalla diocesi. La maggior
parte delle persone che la frequenta è composta da immigrati di religione islamica. Sono loro ormai i più poveri che abitano le città italiane. Un giorno, uno di
loro si è rivolto ad uno dei volontari che servivano a tavola chiedendogli se, per
rispetto alla loro fede musulmana, non fosse stato possibile rimuovere il grande
crocifisso che dominava la sala.
Il volontario, un pensionato che da una vita si occupa di caritativa, gli ha risposto che se si toglieva il crocifisso né lui, né gli altri che servivano a quella mensa
avrebbero più mosso un dito e quel posto poteva anche essere chiuso, perché quel
crocifisso era l’unico motivo perché loro dedicassero tempo ai poveri anziché al
gioco delle bocce o alla lettura di un buon libro.
Ha fatto bene o ha mancato di rispetto al fratello musulmano?
Il volontario ha fatto bene. Non
possiamo nascondere il fatto che la
nostra vita è impregnata dal Cristo.
Coloro che non sono cristiani devono sapere che noi li amiamo e li
serviamo perché li consideriamo
fratelli in Gesù.
Ogni uomo è illuminato dal Verbo della concezione, e dunque noi
consideriamo fratelli anche coloro
che ci perseguitano.
locato in un museo. Una chiesa cristiana non può ospitare un simile
insulto al Vangelo!
Così il dipinto di Pazzalino che
presenta Maria, Gesù e gli angeli
che bombardano la flotta turca a
Lepanto dovrebbe essere strappato
e collocato in un museo che ricordi
l’epoca buia nella quale ci si combatté (più per interessi materiali
che spirituali).
Dovremmo trarre da queste premesse degli insegnamenti pratici.
A Bologna, nel duomo, si conserva un dipinto che presenta Maometto ingoiato dal diavolo. Sarebbe
opportuno che fosse staccato e col-
Un atteggiamento di rispetto e di
ascolto nei confronti di ogni uomo
è già una “praeparatio evangelica” e
ci permette di essere già annuncio
vivo del Cristo Gesù. Oggi il Vangelo è affidato a noi. Non possiamo
16 Spighe Agosto 2009
né travisarlo né camuffarlo, cercando di conformare tutta la nostra vita alle sue esigenze divine. Umanamente non ci riusciamo, ma la
grazia può compiere anche in noi,
come in Maria Santissima, grandi
cose.
Cattolico, sii cristiano!
don Sandro Vitalini
Responsabile: Luigi Maffezzoli
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