\
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI
Facoltà di Architettura
GUIDA DELLO STUDENTE
PARTE SECONDA
ANNO ACCADEMICO 1980-81
ORDINAMENTO
DEGLI
STUDI
GUIDA DELLO STUDENTE
PARTE SECONDA
COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI FACOLTÀ
Anno Accademico 1980-81
PROFESSORI DI RUOLO
l. SIOLA UBERTO
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
lO.
11.
12.
13.
]4.
15.
16.
17.
18.
FADINI ANGELO
ALISIO GIANCARLO
ALISON FILIPPO
ANGRISANI MARCELLO
BISOGNI SALVATORE
CAPOBIANCO MICHELE
CARDARELLI URBANO
CARPUTI UGO
CASTELLANO GIOVANNI
D'AMBROSIO RAFFAELE
D'ANGELO GUIDO
DE FUSCO RENATO
DELLA SALA FRANCESCO
DE SETA CESARE
DI STEFANO ROBERTO
FABBROCINO VINCENZO
FUSCO GIRARD LUIGI
19. GANGEMI VIRGINIA
20. MANGO ROBERTO
21. MUROLO CLAUDIO
22.
23.
24.
25.
NUNZIATA MASSIMILIANO
PAGLIARA NICOLA
RIGILLO ARTURO
ROSSI LORIS ALDO
Prof. ord. di Composizione architettoni.
ca - Preside
Prof. f.t. di CompI. di Matematica
Prof. ord. di Storia deIrArchitettura
Prof. ord. di Arredamento
Prof. ord. di Composizione architettonica
Prof. ord. di Composizione architettonica
Praf. ord. di Composizione architettonica
Prof. ord. di Urbanistica
Prof. ord. di Tecnica delle Costruzioni
Praf. ord. di Scienza delle Costruzioni
Prof. md. di Urbanistica
Praf. ord. di Materie giuridiche
Prof. ord. di Storia dell'Architettura
Praf. ord. di Composizione architettonica
Prof. ord. di Storia dell'Architettura
Praf, ord. di Restauro dei monumenti
Praf. ord. di Tecnica delle Costruzioni
Prof. ord. di Estimo ed esercizio professionale
Prof. ord, di Tecnologia dell)Architettura
Prof. ord. di Progettazione artistica per
l'industria
Prof. ord, di Unificazione e prefabbricazione edilizia
Prof. ord, di Composizione architettonica
Prof. ord, di Composizione architettonica
Prof, ord, di Urbanistica
Prof. ord, di Composizione architettonica
5
26.
27.
28.
29.
RUSSO ERMOLLI ENNIO
SAMONA' ALBERTO
VENDITTI ARNALDO
VITTORINI MARCELLO
Prof. ord. di MateTiali speciali
Praf. ord. di Composizione architettonica
Frof. orcl. di Storia dell'Architettura
Praf. ord. di Urbanistica
PROFESSORI INCARICATI STABILIZZATI
30. AMBROSIO ROSANNA
31. BARATTA ALESSANDRO
32. BELLI ATTILIO
33. BELLI PAOLO
34. BOCCIA SERAFINO
35. BONELLI MARIA ELISA
36. BORRELLI GAETANO
37. CANTONE GAETANA
38. CELLA CARMELA
39. CENNAMO MICHELE
40. COCCHIA FABRIZIO
41. COLETTA MARIO
42. DALISI RICCARDO
43. D'ARISTOTILE ANNA MARIA
44. DE ANGELIS ALMERICO
45. DE FELICE EZIO
46. DEFEZ ALBERTO
47.
48.
49.
50.
51.
DE FRANCISCIS GIOVANNI
DE ROSA LUCIANA
DI SIMONE GIORGIO
DIVICCARO M. LUIGIA
FIENGO GIUSEPPE
52. FORTE FRANCESCO
53. GAMBARDELLA ALFONSO
54. GIUSTI BACULO ADRIANA
55. GUBITOSI CAMILLO
56. IZZO ALBERTO
57. fOSSA PAOLO
58. LA CRETA ROSA
59. LANINI ROMANO
60. LIUNI AGOSTINO
6
di Analisi matematica e geometria analitica
di Scienza delle Costruzioni
di Urbanistica
di Statica
di Geometria descrittiva
di Statica
di Composizione architettonica
di Storia dell'Architettura
di Analisi matematica e geometria analitica
di Illuminazione ed acustica nell'Edilizia
di Arredamento
di Storia dell'Urbanistica
di Composizione architettonica
di Analisi matematica e geometria analiticfl
di Scenografia
di Allestimento e museologia
di Consolidamento e adattamento degli
edifici
di Composizione architettonica
61.
62.
63.
64.
65.
66.
67.
68.
69.
70.
71.
72.
73.
74.
75.
76.
77.
78.
79.
80.
81.
82.
83.
84.
85.
86.
di Statica
MAlSANO STEFANIA
di Analisi matematica e geometria analitica
MARTINI GIULIA
di Composizione architettonica
MAZZOLENI DONATELLA
di Letteratura artistica
MORMONE RAFFAELE
di Decorazione
MORRICA LUCIO
di Ponti e grandi strutture
NOTO ANTONIO
di Tecnologia dell'architettura
ORLACCHIO DOMENICO
Composizione architettonica
di
PACIELLO STEFANO.
di Geometria descrittiva
PALERMO CALOGERO
di Plastica ornamentale
PAPALE GIANTRISTANO
di Composizione architettonica
PICA CIAMARRA MASSIMO
di Pianificazione terr.le urbanistica
PIEMONTESE LUIGI
RAGUSA LIGUORI FORTUNATA di Analisi matematica e geometria analitica
di Analisi dei sistemi urbani
R'lNNA AGOSTiNO
di Igiene edilizia
RIGILLO TRONCONE MARIA
cii Disegno e rilievo
ROSI MASSIMO
di Storia dell'architettura
SANTORO LUCIO
di Composizione architettonica
SBRIZIOLO ALFREDO
di Composizione architettonica
SCARANO ROLANDO
di Disegno e rilievo
SCIVITTARO ANTONIO
di Disegno e rilievo
SGROSSO FRANCESE ANNA
di Composizione architett'anica
SPIRITO FABRIZIO
STARACE FRANCESCO SAVERIOdi Storia dell'architettura
di Analisi matematica e geometria analitica
TUCCI FRANCESCO
di Geometria descrittiva
VENTRE ALDO
di Tecnologia dell'Architettma
VITALE AUGUSTO
di Composizione architettonica
di Arte dei giardini
RAPPRESENTANTI DEI PROFESSORI INCARICATI
NON STABILIZZATI E DEGLI ASSISTENTI DI RUOLO
di Analisi matematica e geometria analitica
di Caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti
di Urbanistica
di Storia dell'Architettura
di Disegno e Rilievo
di Disegno e Rilievo
87. DAL PIAZ ALESSANDRO
88.
89.
Ass. di ruolo di Urbanistica
90.
di Composizione architettonica
di Tipologia strutturale
RAPPRESENTANTI DEI CONTRATTISTI
di Tecnologia dell'Architettura
di Pianificazione terr.le urbanistica
di Estimo ed Esercizio professionale
91. DE MASI PASQUALE
Contrattista presso la Cattedra di Composizione architettonica I
7
RAPPRESENTANTI DEGLI ASSEGNISTI
92.
CAJ,~Tl
CLAUDIO
Ass:-~nIstica p,ressa la Cattedra di
Compo-
SIZ10ne arch1tettonica IV
RAPPRESENTANTI DEGLI STUDENTI
PREMESSA
93.
94.
95.
%.
AVETA DANIELA
GAGLIARDO ELVIRA
SABATINO GIOVANNI
VIDETT A ANDREA
Gli studenti hanno l'obbligo di conoscere le disposizioni
legislative e regolamentari che disciplinano la carriera scolastica universitaria.
Tali disposizioni sono contenute nel Testo Unico delle
leggi sull'istruzione superiore, approvato con R.D. 31-8-1933,
n. 1592, e successive modificazioni e nel Regolamento degli
Studenti approvato con R.D. 4-6-1938, n. 1269.
L'Università di Napoli, allo scopo di portare a conoscenza
degli studenti le più importanti di tali disposizioni, predispone
annualmente la stampa della ({ Guida dello studente)).
Tutti gli studenti, in corso e fuori corso, in regola con la
iscrizione e con il pagamento delle tasse prescritte per l'anno
accademico 1980-81 hanno diritto di ritirare gratuitamente
dalla Segreteria di Facoltà la Guida dello studente dietro esibizione del libretto universitario sul quale, a cura della Se
greteria stessa, verrà posta apposita stampigliatura per attestare l'avvenuta consegna.
Eventuali nuove disposizioni di legge e di regolamento,
modificatrici delle norme in vigore, nonchè gli avvisi e le .comunicazioni varie, vengono pubblicate di volta in volta unicamente nell'albo della Segreteria di Facoltà.
Tanto la Guida dello studente che le notizie affisse negli
albi della Segreteria hanno tenore di notificazioni ufficiali
agli interessati.
Lo studente è il solo responsabile della validità degli atti
di carriera scolastica da lui compiuti. Pertanto, gli esami indebitamente sostenuti e gli atti di carriera scolastica invalidamente posti in essere saranno annullati.
8
9
L'Ufficio di Segreteria non è obbligato a dar corso a pratiche per corrispondenza.
Per quanto attiene alla possibilità da parte dello studente
di ottenere l'assegno di studio, lo studente interessato è pregato di rivolgersi agli uffici dell'Opera Universitaria (Via De
Gasperi n. 45).
TITOLI ACCADEMICI CONFERITI DALLA FACOLTÀ
La Facoltà di Architettura conferisce la laurea in Architettura.
TITOLI DI AMMISSIONE
AL CORSO DI LAUREA DELLA FACOLTÀ
La durata del corso degli studi è di cinque anni.
In base alle vigenti disposizioni di legge, possono iscriversi (Legge 11-12-1969 n. 910, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 13-12-1969):
TITOLI DI STUDI RICHIESTI PER L'ISCRIZIONE
i diplomati degli Istituti di istruzione secondaria di
secondo grado di durata quinquennale, ivi compresi i licei linguistici riconosciuti per legge, e coloro che abbiano superato
i corsi integrativi previsti dalla legge;
-
Maturità Classica
b) indipendentemente dal titolo di istruzione secondaria superiore posseduto, chiunque sia munito di altra laurea
(ad eccezione dei diplomati dell'ISEF e in Vigilanza scolastica).
-
Maturità Scientifica
-
Maturità Tecnica
a)
I laureati presso altre Facoltà, in base agli studi compiuti
per il conseguimento dell'altra laurea, possono, con delibera
del Consiglio di Facoltà, essere ammessi ad un anno successivo al primo, con eventuale dispensa da depennare di esami
di materie comuni od affini.
\ Dà adito a tutte le Facoltà
!
Dà adito a tutte le Facoltà
-
Perito agrario
-
Ragioniere e perito commerciale
-
Ragioniere e perito commerciale e perito specializzato
il
-
Specializzato per
-
Geometra
-
Aspirante al comando di navi mer~anti1i.
.
Aspirante alla direzione di macchme dx naVI
mercantili
Aspirante alla professione di costruttore na-
~.
-
commercio con l'Estero
Dà adito a tutte le Facoltà
vale
-
-
lO
Perito aziendale e corrispondente in lingue
estere
Perito per il turismo
Perito industriale capo tecnico
Maturità tecnica femminile
11
-
hf-aturità Pl'of~ssionale (conseguita non prima dell anno scolastlCO 1969-70) (Circolare MinisteriaIe
n. 3214 del 24-12-1969) per:
-
'I.'ecnico della cinematografia e della Televi'Slone
Odontotecnico
Tecnico delle industrie meccaniche
Tecnico delle industrie elettriche ed elettroniche
Tecnico delle industrie chimiche
Segretario di amministrazione
Operatore commerciale
Analista contabile
Tecnico per le attività alberghiere
Operatore turistico
Disegnatrice stilistica di moda
Tec~ico della grafica e della pubblicità
Asslstente per comunità infantili
Agro~ecnjco (dall'anno accademico 1972-73)
TecniCO delle lavorazioni ceramiche
Tecnico di radiologia medica (Circolare Ministeriale n. 1220 del 4:2-1977)
-
Maturità Lingùistica conseguita presso i Licei ticon.osciuti (consultare l'elenco a pag. 12) della
GU1~a dello Studente parte prima anno accademlco 1980-81).
-
Maturità Magistrale
-
Maturità artistica
MECCANIZZAZIONE
DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI
Dà alito a tutte le Facoltà
Si porta a conoscenza degli studenti della Facoltà di Architettura che è stata attuata la meccanizzazione dei servizi
amministrativi della segreteria della Facoltà, a mezzo del Centro Elettronico Amministrativo.
Dà adito alla Facoltà di
Magistero; completata dal
corso annuale integrativo
dà a'J1to a tutte le Facoltà
I
Tale innovazione riguarda soltanto gli studenti immatricolati a decorrere
dall'anno accademico 1968/69 in poi.
Pertanto gli studenti interessati, per ciascun atto di carriera scolastica, devono riempire appositi moduli per uso del servizio mcccanizzato. Tali moduli, da
ritirato presso gli sportelli della Segreteria di Facoltà, devono essere riempiti con
esattezza e chiarezza, nell'interesse stesso dello studente.
Nei casi di mancata presentazione del modulo o di inesatta compilazione dello
stesso, le richieste avanzate dallo studente rimarranno inevase o sospese.
Pertanto, per assicurare la piena riuscita del servizio di meccanizzazione, si
raccomanda la completa collaborazione degli studenti.
Per le stesse esigenze del nuovo sistema, si ricorda che le tasse scolastiche
devono eosere pagate usufruendo esclusivamente di bollettini di c/c postale predisposti dall'Amministrazione universitaria, che si ritirano gratuitamente presso la
Segreteria di Facoltà.
\ D'a ad'lto alla Facoltà di
MODULI MECCANOGRAFICI
Architettura; completata daI
( corso annuale integrativo dà
adito a tutte le Facoltà
/
-
Maturità Arte Applicata (legge 24-9-1970 n 9621
e Circ. Min. n. 5921 del 29-12-1970). , .
-- Licenza Lic. Europea conseguita presso la scuola
di Varese (Circolare Min. n. 3512 del 27-11-67)
-
12
Dipfoma di maestra per l'Eamomia domestica (rilasclato dalle ex Scuole di Magistero professionale per la donna - Nota Min. P.L n. 4125 d l
6-11-1971)
e
l Dà adito a tutte le Facoltà
f Dà
adito a tutte le Facoltà
Dà adito a tutte le Facoltà
Mod.
Mod.
Mod.
Mod.
Mod.
Mod.
Mod.
Mod.
Mod.
Mod.
Sm/1
Sm/2
Sm/3
Sm/5
Sm/6
Sm/7
Sm/8
Sm/9
Sm/10
L/l
-
per
per
per
per
per
per
per
per
per
per
l'immatricolazione
la richiesta dispensa tasse
la richiesta certificati
la richiesta di passaggio
la richiesta di trasferimento
trasferimento in arrivo
la domanda di esame
iscrizione anni successivi al primo
l'immatricolazione dei laureati
la 'presentazione del piano di studio
13
ELENCO DEGLI INSEGNAMENTI ATTIVATI
NELL'ANNO ACCADEMICO 1980-81
Insegnamenti fondamentali:
Analisi matematica e geometria analitica 1" (B)
Ragu~a Liguori F.
Analisi matematica e geometria analitica 1" (C)
Martini G.
Analisi matematica e geometria analitica 1" (D)
Tucci F.
Analisi matematica e geometria analitica 2" (A)
Cella C.
Analisi matematica e geometria analitica 2" (B)
D'Aristotile A. M.
Analisi matematica e geometria analitica 2" (C)
Diviccaro M. L.
Analisi matematica e geometria analitica 2"(D)
Ambrosio R.
Arredamento (A)
Alison F.
Arredamento (B)
Cocchia F.
Composizione architettonica l° (A)
De Franciscis G.
Composizione architettonica 1<> (B)
Borrelli G.
Composizione architettonica F (C)
Padella S.
Composizione architettonica lO (D)
Izzo A.
Composizione architettonica l° (E)
Scarano R.
Composizione architettonica 2" (A)
Angrisani M.
Composizione architettonica 2° (B)
Mazzoleni D.
Composizione architettonica 2° (C)
Nunziata M.
Composizione architettonica 2° (D)
De Rosa L.
Composizione architettonica 3° (A)
·Bisogni S.
Composizione architettonica }O (B)
Dalisi R.
Composizione architettonica }" (C)
Siola U.
Composizione architettonica }O (D)
Spirito F.
Composizione arcPÌtettonica 4° (A)
Pagliara N.
ComposizioJ;le architettonica 4° (B)
Samonà A.
Composizione architettonica 4" (C)
Sbriiiolo A.
Composizione architettonica 4° (D)
Cuomo A,
Composizione architettonica 5° (A)
Cap~bianco M.
Composizione architettonica 5° (B)
Della Sala F.
Composizione architettonica 5° (C)
Pica Ciamarra M.
Disegno e Rilievo (A)
Sgrosso A.
Disegno e Rilievo (B)
Scivittaro A.
Disegno e Rilievo (C)
Rosi M.
14
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Ordinario
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
StabiÌizzato
Stab.ilizzato
Stabilizzato
Ordinario
Stabilizzato
Ordinario
Stabilizzato
Ordinario
Stabilizzato
Ordinario
Stabilizzato
Ordinario
Ordinario
Stabilizzato
Incaricato
Ordinario
Ordinario
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Disegno e Rilievo (D)
Disegno e Rilievo (E)
Estimo ed Esercizio Professionale (A)
Estimo ed Esercizio Professionale (B).
Fisica (A)
Fisica (B)
Fisica tecnica ed impianti
Geometria Descrittiva (A)
Ge0l:TIetria Descrittiva (E)
Geometria Descrittiva (C)
Geometria Descrittiva (D)
Igiene Edilizia (A)
Igiene Edilizia (B)
Scienze delle Costruzioni (A)
Scienza delle Costruzioni (E)
Restauro dei Monumenti (A)
Restauro dei Monumenti (B)
Statica (A)
Statica (B)
Statica (C)
Statica (D)
Storia dell'Architettura l° (A)
Storia dell'Architettura l° (C)
Storia dell'Architettura r (B)
Storia dell'Architettura l° (D)
Storia dell'Architettura r (E)
Storia dell'Architettura 2° (A)
Storia dell'Architettura 2° (B)
Storia dell'Architettura 2 (C)
?toria dell'Architettura 2° (D)
Tecnica delle Costruzioni (A)
Temica delle Costruzioni (B)
Tecnologia dell'Architettura 1" (A)
Tecnologia dell'Architettura l° (B)
Tecnologia dell'Architettura l° (C)
Tecnologià dell'Architettura 2° (A)
Tecnologia dell'Architettura 20 (B)
Tecnologia dell'Architettura 2° (C)
Urbanistica 1° (A)
Urbanistica l° (B).
Urbanistica l° (C)Urbanistica 2° (A),
Urbanistica 2°· (B) <
Urbanistica 2° (C)
0
ln~egnamenti
Giusti Baculo A.
Gubitosi C.
Liuni A.
Fusco Girard L.
,Cutolo M.
Colantuoni G.
Russo Spena A.
Bocda S.
Palermo C.
Ulisse Penta R.
Ventre A.
Rigillo Troncone M.
Ferraro I.
Castellano G.
Baratta A.
Di Stefano R.
Casiello S.
Bonelli M. E.
Maisano S.
Boscortecase L.
Belli P.
Gambardella A.
5antoro L.
Starace F.
Cantone G.
Pane G.
De Fusco R.
De Seta C.
Alisio G.
Venditti A.
Carputi U.
Fabbrodno V
Orlacchio D.
Caterina G.
Vitale A.
Gangemi V.
La Creta R.
Capasso A.
Rigillo A.
Forte F.
Belli A.
D'Ambrosia R.
Cardarelli
Vittorini M.
u.
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Ordinario
Incaricato
Incaricato
Incaricato
Stabilizzato
Stabilizzato
Incaricato
Stabilizzato
Stabilizzato
Incaricato
Ordinario
Stabilizzato
Ordinario
Incaricato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Incaricato
Ordinario
Ordinario
Ordinario
Ordinario
Ordinario
Ordinario
StabilizZato
Incaricato
Stabilizzato
Ordinario
Stabilizzato
Stabilizzato
Ordinario
Stabilizzato
Stabilizzato
Ordinario
Ordinario
Ordinario
Complementari:
AlleStimento e Museologia
Analisi dei Sistemi urbani
Arte dei Giardini
Caratteri stilistici e costruttivi dei Ma·
numenti
De Felice E.
Renna A.
Di Simone G.
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Fiengo G.
Stabilizzato
15
Complementi di matematica
Consolidamento e adattamento degli
edifici
Decorazione
I11uminazione ed Acustica nell'Edilizia
Indirizzi dell'Architettura moderna
Letteratura artistica
Lingua inglese
Materiali da costruzione speciali
Materie giuridiche
Pianificazione Territoriale Urb, (A)
Pianificazione Territoriale Drb, (B)
Plastica
Ponti e Grandi Strutture,
Progettazione artistica per 1'Industria
Scenografia
Storia dell'Urbanistica
Tipologia Strutturale
Unificazione e Prefabbricazione
16
Dcfez A,
Morrica L.
Cennamo M.
De Fusco R.
Mormone R.
De Vivo F,P,
Russo Ermolli E.
D'Angelo G.
Lanini R.
Piemontese L.
Papale G.
Noto A.
Mango R,
De Angelis A,
Caletta M.
Jossa P.
Murolo C.
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Incaricato
Stabilizzato
Incaricato
Ordinario
Ordinario
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Ordinario
Stabilizzato
Stabilizzato
Stabilizzato
Ordinario
CODIFICAZIONE
DEGLI INSEGNAMENTI DELLA FACOLTÀ
Analisi matematica e geom. anaL I
Analisi matematica e geom. anaI. II
Composizione architettonica I
Composizione architettonica II
Composizione architettonica III
Composizione architettonica IV
Composizione architettonica V
Disegno e rilievo
Geometria descrittiva
Restauro dei monumenti
Scienza delle costruzioni
Statica
Storia dell'Architettura I
Storia dell'Architettura II
Tecnica delle costruzioni
Tecnologia dell'Architettura I
Tecnologia dell'Architettura II
Urbanistica I
Urbanistica II
Allestimento e Museografia
Analisi dei sistemi urbani
Arredamento
Arte dei giardini
Caratteri stilistici e costr. dei monumenti
Complementi di matematica
Consolidamento e adattamento degli edifici
DecoraZione
Estimo ed esercizio professionale
Fisica
Fisica tecnica ed impianti
-.
Igiene edilizia
Illuminazione e acustica nell'edilizia
Indirizzi dell'Architettura moderna
Letteratura artistica
Lingua Inglese
Materie giuridiche
Materiali da costruzione speciali
Pianificazione territoriale urbanistica
Plastica
Ponti e grandi strutture
Progettazione artistica per l'industria
Scenografia
Storia dell'urbanistica
Tipologia strutturale
Unificazione edilizia e. prefabbricazione
(25/04)
(25/10)
(25/28)
(25/34)
(25/67)
(25/71)
(25/72)
(25/61)
(25/60)
(25/32)
(25/25)
(25/63)
(25/62)
(25/65)
(25/69)
(25/64)
(25/66)
(25/29)
(25/35)
(25/73)
(25/74)
(25/70)
(25/50)
(25/22)
(25/75)
(25/52)
(25/53)
(25/37)
(25/13)
(25/68)
(25/26)
(25(76)
(25/77)
(25/78)
(25/41)
(25/55)
(25/79)
(25/56)
(25/43)
(25/80)
(25/57)
(25/58)
(25/81)
(25/82)
(25/84)
17
LEZIONI E FREQUENZA
PIANI DI STUDI DELLA FACOLTà
A proposito della frequenza alle lezioni, si ricorda che il
R.D. 4-6-1938, n. 1269, sempre in vigore, dice testualmente:
Gli studenti possono conseguire la laurea seguendo l'ordinamento didattico consigliato dalla Facoltà secondo il nuovo
ordinamento (Decr. Preso n. 995 del 31-10-1969) oppure scegliendo un piano di studio individuale.
« I professori ufficiali e i liberi docenti si accertano della
frequenza e del profitto nel modo che credono più oppor·
tuno ».
Attualmente, per deliberazione del Consiglio di Facoltà,
gli studenti sono esonerati dal presentare in Segreteria la firma di frequenza.
Si fa presente che data la particolare natura degli studi
di Architettura è indispensabile che gli studenti seguano con
assiduità le lezioni.
Il piano di studio ufficiale è composto da un numero
rigido di determinati insegnamenti (detti fondamentali e uguali per tutti gli stessi corsi di laurea delle Università italiana)
e da un numero minore di insegnamenti (detti complementari), che vengono scelti in un vasto gruppo per lasciare maggiore libertà allo studente.
Il piano di studio ufficiale viene automaticamente scelto
e seguito da quegli studenti che non presentano alcuna do·
manda per variarlo.
Anche per l'iscrizione ai corsi, lo studente viene iscritto
d'ufficio a tutti gli insegnamenti fondamentali e a tutti quelli
complementari contenuti nell'elenco del corso di laurea.
Inoltre gli studenti, anziché seguire il piano di studio predisposto dal Consiglio di Facoltà, secondo il nuovo ordinamento didattico (piano di studio ufficiale), possono compilare un
piano di studio diverso da esso (piano di studio individuale);
in questo secondo caso il piano di studio dev'essere approvato dalla Facoltà.
18
19
e di preparazione professionale dello studente». Il Consiglio
di Facoltà potrà anche spostare gli insegnamenti da un anno
all'altro.
CONCETTI GENERALI
SUI PIANI DI STUDIO INDIVIDUALI
La legge 11-12-1969, n. 910, art. 2 (G.U. del 31-12-1969,
n. 314, p. 7621) dice testualmente:
« Per l'anno accademico 1969-70, lo studente può predisporre un piano di studi diverso da quello previsto dall'ordinamento didattico in vigore, purché nell'ambito delle discipline effettivamente insegnate e nel numero degli insegnamenti stabiliti.
« Il piano è sottoposto, non oltre il mese di gennaio, all'approvazione del Consiglio di Facoltà, che decide, tenuto conto delle esigenze di formazione culturale e di preparazione
professionale dello studente».
La legge 30-11-1969, n. 924, art. 4 (G.U. del 9-12-1970,
n. 310, p. 8142) dice testualmente:
« Il termine di presentazione da parte degli studenti di
piani di studio individuali, è fissato al 31 dicembre di ciascun
anno accademico. Quello per le decisioni dei Consigli di Facoltà è fissato al 31 gennaio di ciascun anno accademico ».
Il concetto informatore della legge è di lasciare la possibilità agli studenti di predisporre piani di studio razionali,
logicamente strutturati che tengano conto sia delle loro possibili inclinazioni, sia della necessità di mantenere e possibilmente migliorare il livello della loro preparazione culturale e
professionale.
Lo studente ha la possibilità di formulare un piano di
studi complementare a sua scelta. È chiaro che la Facoltà valuterà questi piani con particolare attenzione, essendo suo
dovere tener conto « delle esigenze di formazione culturale
20
Dopo l'approvazione da parte della Facoltà, tutti gli esami degli insegnamenti indicati nel piano di studio presentato
diventano obbligatori e quindi non possono essere né sostituiti né anticipati di anno. Potranno, invece, essere posticipati
anche se ciò chiaramente influirà sull'eventuale diritto all'assegno di studio. È chiaro che il piano di stud'io presentato ha
valore dall'anno accademico per cui esso viene presentato (ad
esempio, il piano presentato per l'anno accademico 1980-81
inizia ad avere validità dalla sessione estiva 1981, cioè dal
maggio 1981); esso non può avere in nessun caso valore retro-
attivo, per cui fino alla sessione invernale (appello straordinario di febbraio) immediatamente successiva a quella della
presentazione (nel caso dell'esempio per gli esami da sostenere fino a marzo 1981) avrà valore il piano di studio approvato per l'anno precedente (anno accademico 1979-80).
Ove mai gli studenti sostenessero e superassero esami
non inclusi nei piani di studio presentati ed approvati dalla
Facoltà detti esami saranno annullati e non risulteranno indicati i~ nessun tipo di certificato. Infatti la presentazione di
un piano di studio da parte dello studente, ove approvato
dalla Facoltà costituisce un'effettiva sostituzione dell'ordinamento didattico tradizionale che lo studente è tenuto a rispettare. Nel caso che esso venga approvato con modifiche si convocherà lo studente affinchè ne prenda visione. Se lo studente non si presenta alla convocazione indicata, egli sarà tenuto
a seguire il piano' tradizionale o quello approvato l'anno precedente.
È opportuno sottolin"are che per ogni anno accademico
lo studente ha la facoltà di presentare un nuovo piano di
studio che comunque inizia ad avere validità - ove approvato ~ dall'anno accademico della sua presentazione. È da
sottolineare, però, come ciò sia' assolutamente sconsigliabile
in quanto la scelta del piano dovrebbe essere fatta dopo profonda meditazione.
Il piano di studio deve essere formulato in maniera com21
\
-I
pleta, cioè per tutti gli anni accademici di durata del corso di
laurea. Per quanto attiene agli esami relativi agli anni prece·
denti a quello della presentazione del piano di studi lo stu·
dente deve riportare nel modulo, senza alcuna modifica, l'indicazione degli esami superati includendoli negli anni di corso
in cui ha frequentato (senza riguardo a quanto l'esame è stato
effettivamente superato).
Pertanto, si ripete ancora che per l'anno accademico pre·
cedente a quello per cui è stato presentato il piano di studio,
gli studenti sono tenuti a rispettare il piano di studio approvato per detto anno.
Si fa inoltre presente che un anno accademico può essere
ritenuto valido solo quando sia comprensivo del numero minimo di insegnamenti, che non può essere inferiore a 3 per
ciascun anno. È chiaro che questa disposizione è valida soltanto per gli studenti che presentano piani di studio alternativi.
Per quanto riguarda gli studenti che si trasferiscono da
altra Università non potrà tenersi conto di piani di studio
approvati in altre sedi. Pertanto, lo studente è invitato a presentare un piano di studio secondo le norme indicate in questo opuscolo, a partire dall'anno accademico in cui egli risulterà trasferito a questa sede, sempreché il trasferimento sia
avvenuto entro il 31 dicembre. Lo studente comunque, non
potrà conseguire la laurea presso questa sede senza che questa
Facoltà abbia espresso il suo parere di validità sul piano di
studio complessivo seguito dallo studente.
'I
I
I
PIANO DI STUDIO CONSIGLIATO DALLA FACOLTÀ
PER GLI STUDENTI CHE SEGUONO IL CORSO DI LAUREA
IN ARCHITETTURA IN BASE AL NUOVO ORDINAMENTO
(Tab. XXX, Dec~'eto Presidente della Republica 31-10-1969,
n. 995)
I Anno
Analisi matematica e geometria analitica (1" anno del
corso).
Geometria descrittiva.
Disegno e rilievo.
Composizione architettonica (primo anno del corso).
Storia dell'architettura (primo anno del corso).
Due insegnamenti complementari a scelta.
II Anno
Analisi matematica e geometria analitica (2" anno del
corso).
Statica
Tecnologia dell'architettura (primo anno del corso).
Composizione architettonica (secondo anno del corso).
Storia dell'architettura (secondo anno del corso).
Un insegnamento complementare a scelta.
III Anno
Fisica.
Scienza delle costruzioni.
Tecnologia dell'architettura (secondo anno del corso).
22
23
-~
I
Composizione architettonica (terzo anno del corso).
Urbanistica (primo anno del corso).
Pianificazione territoriale urbanistica (annuale).
Plastica ornamentale (annuale).
Ponti e grandi strutture (annuale).
Progettazione artistica per l'industria (annuale).
Scenografia (annuale).
Storia dell'urbanistica (annuale).
Tipologia strutturale (Morfologia strutturale) annuale).
Unificazione edilizia e prefabbricazione (annuale).
"- insegnamento complementare a scelta.
IV Anno
Fisica tecnica ed impianti.
Tecnica delle costruzioni.
Arredamento.
'Igiene edilizia.
Composizione architettonica (quarto anno del corso).
Urbanistica (secondo anno del corso).
Un insegnamento complementare a scelta.
V Anno
Estimo ed esercizio professionale.
Restauro dei monumenti.
Composizione architettonica (quinto anno del corso).
Un insegnamento complementare a scelta.
Insegnamenti complementari tra i quali lo studente dovrà
sceglierne sei, distribuendoli: 2 al lo anno ed l per ogni anno
successivo:
Allestimento e museografia (annuale).
Analisi dei sistemi urbani (annuale).
Arte dei giardini (Architettura del paesaggio) (annuale).
Caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti (annuale).
Complementi di matematica.
Consolidamento ed adattamento degli edifici.
Decorazione (annuale).
Illuminazione e acustica nell'edilizia (annuale).
Indirizzi dell'architettura moderna (annuale).
Letteratura artistica (annuale).
Lingua Inglese (annuale).
Materiali da costruzione speciali (annuale).
Materie giuridiche (annuale).
24
Gli insegnamenti a corso biennale e pluriennale comportano l'esame alla fine di ogni anno di corso.
Gli esami di profitto e quelli di 11Iurea si danno, per ciascun anno accademico, in due sessioni ordinarie (estiva e
autunnale) e nell'appello straordinario di febbraio (disciplinato quest'ultimo, dalle nprme contenute nelle leggi 5-11-1955,
n. 8 e 1·2-1956, n. 34).
Nell'appello straordinario di febbraio, però, gli studenti
in corso possono sostenere al massimo 2 esami.
In particolare si ricorda che nell'appello di febbraio non possono essere ripetuti esami già sostenuti con esito negativo per
due volte consecutive nelle sessioni ordinarie dell'anno accademico (estiva ed autunnale).
DELIMITAZIONI DELLE SESSIONI DI ESAMI
Il senato Accademico nell'adunanza del 3-4-1973 ha deliberato la ripartizione di sessioni degli appelli di esami come
segue:
-
sessione estiva:
sessione autunnale:
sessione invernale:
maggio; giugno; luglio; ottobre;
novembre; dicembre; gennaio;
febbraio; marzo.
Circa la data degli appelli, gli studenti prenderanno accordi diretti con i singoli professori ufficiali.
25
PRECEDENZA DI ESAMI
Geometria descrittiva ed elementi di
proiettiva (con i programmi degli anni
accademici 1967-1968 e 1968-1969)
Geometria descrittiva (svolgendo la
parte integtativa di Applicazioni di
geometria descrittiva)
Come da delibera del Consiglio di Facoltà del 5-1-1972 lo
studente:
Disegno del vero I ed Applicazione
di geometria descrittiva
Disegno e rilievo
Disegno dal vero I
Disegno e rilievo (svolgendo la parte
integrativa di Applicazioni di geometria descrittiva)
Disegno dal vero II
Disegno dal vero (insegnamento complementare)
Non può essere ammesso a sostenere l'esame di:
me di:
Statica e Fisica tecnica e impianti
Analisi matematica e geometria analitica Ii
Se non ha superato l'esa-
Scienza delle costruzioni
Composiz_ architettonica,
Analisi matematica e geometria analitica, Storia dell'architettura , Tecnologia della
architettura, Urbanistica
Statica
Nella serie degli esami stabiliti dalla Facoltà per queste
materie non può essere sostenuto un esame senza che
sia stato superato il precedente_
Composizione
ca V
Fisica tecnica
Fisica tecnica ed impianti (svolgendo
la parte integrativa di Impianti tecnici)
Fisica tecnica ed Impianti tecnici
Fisica tecnica ed impianti
Scienza delle costruzioni II
Tecnica delle costwzioni (svolgimendo
la parte integrativa di Tecnologia dei
materiali)
Composizione architettonica I
Composizione architettonica IV
Architettura degli interni, arredamen·
to e decorazioni I e/o arredamento e
decorazioni II
Arredamento
Scienza delle costruzioni
Restauro
Storia dell'architettura II.
Chimica generale ed applicata - Mineralogia e geologia
Tecnologia dell'architettura I
Tecnica delle costruzioni
Scienza delle costruzioni.
Elementi costruttivi
Tecnologia dell'architettura II
Chimica generale ed applicata
Tecnologia dell'architettura I (svolgendo la parte integrativa di Mineralogia e
geologia)
architettoni-
CONVALIDA DEGLI ESAMI SOSTENUTI CON IL VECCHIO
ORDINAMENTO PER GLI STUDENTI CHE OPTANO
PER IL NUOVO ORDINAMENTO
Gli studenti che con il vecchio
ordinamento hanno ,sostenuto l'esa_
me di:
Avranno convalidato con il nuovo ordinamento l'esame di:
Elementi di architettura e rilievo dei
monumenti I
Composizione archttettonica I
Elementi di architettura e rilievo dei
monumenti II
Composizione architettonica II
Geometria descrittiva ed elementi di
proiettiva (con i programmi degli anni
accademici 1966-1967 e retro)
Geometria descrittiva
26
Mineralogia e geologia
Tec~ologia dell'architettura I (svolgendo la parte integrativa di Chimica generale ed applicata)
Caratteri distributivi
Composizione architettonica III
Elementi di composizione
Composizione architettonica III
Caratteri distributivi ed Elementi di
Composizione
Composizione architettonica III e IV
(ma dovranno sostenere l'esame di
Composizione architettonica V obbligatoriamente)
Storia dell'arte e Storia e stili della
architettura I
Storia dell'architettura I
Analisi c;atematica e geometria analitica I
Analisi matematica e geometria analitica I
27
Progettazione artistica per l'industria
Progettazione artistica per l'industria
Caratteri dell'architettura moderna
Indirizzi dell'architettura moderna
Grandi strutture spaziali
Ponti e ,grandi strutture
Statica
Pianificazione territoriale urbanistica
stica
Pianificazione territoriale urbanistica
Fisica (con i programmi degli anni accademici 1964-1965 - retro)
Fisica
Consolidamenti ed adattamento degli
edifici
Consolidamento ed adattamento degli
edifici
Applicazioni di geometria descrittivd
Applicazioni di geometria descrittiva
Caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti
Caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti (insegnamento complementa_c)
Meccanica razionale e statica grafica
(con i programmi degli anni accademici
1965-1966 - 1968-1969)
Fisica
Meccanica razionale e statica grafica
(con i programmi degli anni accademici 1964-1965 e retro)
Statica
Storia dell'arte e Storia e stili della
architettura II
Storia dell'architettura II
Analisi matematica e geometria analitica II
Analisi matematica e geometria ana
litica II
Fisica (con i programmi degli anni accademici 1965-1966 e 1968-1969)
Scienza delle costruzioni I
Scienza delle costruzioni
Igiene edilizia
Igiene edilizia
Urbanistica I
Urbanistica I
Restauro dei monumenti
Restauro dei monumenti
Topografia e costruzioni stradali
Topografia (insegnamento complementare)
Urbanistica II
Urbanistica II
Estimo ed esercizio professionale
Estimo ed e:ercizic profes:iionale
Tecnologia dei materiali e tecnica delle costruzioni
Tecnica delle costruzioni
Composizione architettonica II
Composizione architettonica V
Leteratura italiana
Letteratura artistica
Lingua inglese
Lingua inglese
Li:1gua tedesca
Lingua tedesca
Plastica ornamentale
Plastica ornamentale
Decorazione
Decorazione.
Arte dei giardini
Arte dei giardini
Materie giuridiche
Materie giuridiche
Scenografia
Scenografia
Complementi di matematica
Complementi di matematica
28
29
L'esame di laurea consiste:
NORIME GENERALI E PER L'ESAME DI LAUREA
Gli insegnamenti sono svolti sotto forma di lezioni teoriche e di esercitazioni pratiche e possono essere integrati da
visite a monumenti, edifici e cantieri che presentino particolare interesse ai fini dell'insegnamento. Gli insegnamenti comportano l'esame alla fine di ogni anno o semestre di corso.
a) nella redazione di un progetto di architettura o di
urbanistica o nell'elaborazione di una monografia di stona
dell'architettura o dell'urbanistica. Il progetto deve essere
completo nei riguardi dell'arte e della tecnica, in modo da
poter esser considerato esecutivo in ogni sua parte, e svolto
dallo studente durante l'ultimo anno di corso;
b) in una discussione sullo svolgimento del progetto
o della monografia.
Si ricorda, infine, che l'esame di laurea non dovrà id~nti­
ficarsi in alcun modo con il corso e l'esame di Comp~~1ZlOne
Architettonica V, come del resto già da tempo stabilito dal
Consiglio di Facoltà.
Per essere ammesso all'esame di laurea, lo studente deve
aver superato gli esami di tutti gli insegnamenti fondamen-'
tali e dei sei complementari da lui scelti fra quelli indicati
dalla Facoltà.
È altresì ammesso all'esame di laurea lo studente che abbia superato gli esami di tutti gli insegnamenti del piano
di studio da lui predisposto ai sensi dell'art. 2 della legge
11-12-1969, n. 910, prorogata con legge 30-11-1970, n. 924.
Lo studente, almeno sei mesi prima' della sessione di laurea, dovrà concordare con il professore relatore l'assegnazione
della tesi che dovrà svolgere.
Per essere ammesso all'esame di laurea, lo studente deve
aver superato, almeno venti giorni prima della seduta di laurea, gli esami di tutti gli insegnamenti fondamentali e complementari, previsti dal piano degli studi (sia esso quello
ufficiale ovvero individuale cioè prescelto dallo studente ed
approvato dal Consiglio di Facoltà).
Nel termine prescritto, lo studente deve presentare alla
Segreteria della Facoltà apposita domanda di ammissione, corredata dalla quietanza attestante il pagamento della sopratassa esame di laurea e dal nulla osta, rilasciato dal Relatore, per
l'ammissione all'esame di laurea.
30
31
BIBLIOTECA
La Biblioteca della Facoltà è aperta al pubblico dalle ore
9 alle ore 19 dei giorni feriali, escluso i! sabato, in cui è aperta
dalle ore 9 alle ore 13.
.
Sono ammessi alla consultazione gli studenti, i docenti universitari, nonchè i laureati e gli studiosi, relativamente ad
opere non reperibili presso altre biblioteche, previa autorizzazione del Direttore.
La consultazione dei periodici termina alle ore 14.
Il prestito è concesso ai professori di ruolo ed ai professori
incaricati della Facoltà, nonchè agli assistenti, con malleveria
dei Direttori d'Istitut.o.
Le opere rare, quelle di frequente consultazione, i codici,
le enciclopedie, i dizionari, i repertori bibliografici, gli atlanti,
le raccolte di tavole ed i per-iodici sono tassativamente esclusi
dal prestito.
Funziona un servizio di riproduzione fotomeccanica.
32
SCUOLA DI PERFEZIONAMENTO
IN RESTAURO DEI MONUMENTI
È istituita, presso la Facoltà di Àrchitettura, la Scuola di
perfezionamento in Restauro dei monumenti, con lo scopo di
incrementare la preparazione storico-artistica e tecnica dei
professionisti, impegnati nella attività di restauro e di tutela
dei monumenti e nella pianificazione urbanistica dei centri urbani.
In particolare, la scuola si propone anche di preparare gli
architetti alle funzioni tecniche e scientifiche che vengono
svolte presso le Sopraintendenze ai monumenti.
La scuola svolge un corso di insegnamento della durata di
due anni e rilascia un diploma di Perfezionamento in Restauro
dei monumenti.
Sono ammessi alla scuola i laureati in Architettura ed Ingegneria civi!e (sezione edile). Il numero massimo degli iscfitti è di 50 per ogni anno di corso.
Della accettazione delle domande giudica, anno per anno,
i! Consiglio direttivo della scuola, su proposta del Direttore.
Gli insegnamenti della scuola sono i seguenti:
a)
Fondamentali:
1) Teoria e storia del restauro dei monumenti; 2) Urbanistica dei centri antichi; 3) Consolidamento ed
adattamento degli edifici; 4) Restauro dei dipinti, affreschi e mosaici; 5) Nozioni giuridiche ed amministrative.
b)
Complementari:
1) Storia dell'architettura; 2) Storia dell'arte; 3) Cantieristica; 4) Estimo e contabilità dei lavori.
33
Le lezioni relative agli insegnamenti suddetti saranno integrate da conferenze svolte da specialisti dei vari settori.
Il Consiglio potrà anche istituire altri corsi non compresi
nel suddetto elenco.
Ciascun insegnamento fondamentale comporta un unico
esame alla fine del biennio; a tali esami sono ammessi gli allievi che abbiano frequentato almeno due terzi delle lezioni di
ciascun corso. La frequenza viene attestata da ciascun docente.
Le commissioni giudicatrici sono composte da tre insegnanti della scuola e
sono presiedute ciascuna dal docente della materia di esame.
Gli esami hanno luogo in due sessioni) estiva ed autunnale.
L'iscritto che ha superato tutti gli esami degli insegnamenti fondamentali e
di almeno due complementari è ammesso all'esame di diploma.
L'allievo che non abbia sostenuto le prove di esame nel termine ptescritto,
potrà ottenere !'iscrizione fuori corso soltanto per un anno,
L'esame di diploma si sostiene dinanzi al Consiglio direttivo riunito in commissione, che in nessun caso dovrà essere costituita da meno di cinque professori.
Il candidato deve presentare una dissertazione scritta, accompagnata da eventuali altri elaborati, su di un tema scelto dall'allievo, d'accordo con il docente
della materia, e deve discuterla davanti alla commissione, nell'ambito di un colla-quio che dimostri la sua adeguata preparazione nella specializzazione.
I candidati non riconosciuti idonei potranno presentarsi all'esame di diploma
dopo un altro anno di frequenza alla scuola. Nel caso che essi anche al secondo
esame di diploma non siano riconosciuti idonei, saranno senz'altro esclusi da ogni
ulteriore prova.
La scuola è retta da un Consiglio direttivo, comppsto dai professori che insegnano nella scuola stessa, i quali eleggono tra loro il Dir€:ttore che lo presiede per
un triennio ed è rieleggibile. Il Consiglio stabilisce l'ordinamento e l'indirizzo degli '
studi nonché il numero delle lezioni per ogni singolo insegnamento.
Gli incarichi di isegnamento sono conferiti su proposta del Consiglio della
Facoltà di architettura, approvata dal Senato accademico e dal Consiglio di' Amministrazione dell'Università di Napoli. Gli insegnanti possono essere scelti tra i
professori di ruolo e fuori ruolo, tra i liberi docenti e anche tra specialisti o stranieri di chiara e riconosciuta competenza.
Gli iscritti alla scuola di perfezionamento sono tenuti a pagare le tasse, le
sopra tasse, la tassa di diploma, nonchè tutti gli altI·! contributi stabiliti per gli
studenti iscritti alla Facoltà di Architettura dell'Università di Napoli.
Essi sono tenuti, altresì, a pagare un contributo speciale, nella misura che
sarà determinata annualmente dal Consiglio di amministrazione, su proposta del
Consiglio direttivo della scuola.
La tassa di diploma è fissata nella misura di L. 6.000, ai sensi della legge 18
dicembre 1951, n. 1551.
La presentazione delle domande di iscrizione scade improrogabilmente il
5 novembre di ogni anno.
34
PROGRAMMI
INSEGNAMENTI FONDAMENTALI
ANALISI MATEMATICA E GEOMETRIA ANALITICA I
(B) (C) (D)
Prof. Francesco Tucci
Prof. A. Maria D'Aristotile
Prof. Carmela Cella
Premessa comune ai quattro corsi
Quale breve premessa teorica e metodo logica al program·
ma didattico di Analisi matematica e Geometria analitica I
che qui di seguito andiamo ad esporre per gli studenti del
primo anno di corso, possiamo dire che è nostro intendimento fondamentale partire dal recupero delle conoscenze mate·
matiche che i giovani hanno già acquisito nella Scuola secon·
daria superiore, cercando di colmare i dislivelli di preparazione causati dai diversi programmi svolti nelle diverse scuole di provenienza. In secondo luogo, avendo presente che per
i primi corsi di Matematica ed in particolare per l'Analisi matematica e Geometria analitica I, generalmente considerata
la materia più ostica, è necessario un bagaglio di nozioni molto modesto, passiamo ad introdurre i concetti di base cercando, per quanto possibile, di sviluppare le capacità critiche
degli allievi, l'attenzione a ciò che è fondamentale, l'elaborazione autonoma e l'equilibrio fra la fantasia e la sistematicità.
Nel nostro insegnamento poi già da tempo facciamo il
possibile per abbandonare le metologie tradizionali delle lezioni ex-cathedra a studenti destinatari passivi di nozioni e
teorie già accuratamente confeziop.ate, cercando invece di
dare ai giovani con l'insegnamento matematico il mezzo necessario per sviluppare la astrazione e ciò non per significare
39
distacco dal concreto bensì perché essa costituisca lo strumento più appropriato per dominarlo.
ANALISI MATEMATICA E GEOMETRIA ANALITICA II
(A) (Dj
Cosicché in un corretto apprendimento della matematica
il giovane studente trovi il mezzo necessario per trattare i
problemi concreti.
Per quanto riguarda il contenuto del corso, a differenza
di quanto avviene per altre discipline in cui sono possibili
delle diversificazioni, per l'Analisi Matematica e Geometria
Analitica I tutti i docenti sono generalmente soliti distribuire
il programma nel modo che qui appressq viene indicato:
Programma
Simboli logici di uso corrente e nozioni fondamentali
sugli insiemi - Insiemi numerici - Spazi euclidei ad n dimensioni - Concetto di funzione - Funzioni numeriche di una o più
variabili - Elementi di algebra lineare - La nozione di limite
di funzioni reali di una variabile reale e teoremi fondamentali per la ricerca del limite - La nozione di continuità e proprietà notevoli delle funzioni continue - Le funzioni numeriche
elementari nel campo reale (funzione potenza, funzioni esponenziali e lago ritmiche, funzioni circolari e loro inverse, polinomi nel campo reale) - Infinitesimi ed infiniti - Derivate e
differenziali delle funzioni reali di una variabile reale - Regole
di derivazione - Derivazione delle funzioni elementari - Applicazione del calcolo differenziale delle funzioni di una variabile reale - Elementi di geometria analitica del piano.
Prof. Rosanna Ambrosio
Prof. M. Luigia Diviccaro
Gli argomenti del corso di Analisi Matematica e Geometria Analitica II costituiscono il presupposto per la comprensione delle questioni di carattere tecnico che. si pres~ntano
nello studio delle strutture architettoniche e del procedImentI
progettuali.
1. Applicazione del calcolo differenziale in una variabile
- Formula di Taylor.
2. Integrazione delle funzioni di una variabile.
3. Lo spazio euclideo reale a R-dimensioni - Element·l di
calcolo vettoriale.
4. Funzioni reali di più variabili reali - Funzioni vettoriali - Limiti e continuità.
5. Calcolo differenziale delle funzioni di più variabili.
6. Elementi di geometria differenziale delle curve.
7. Integrali curvilinei.
Bibliografia
Fiorenza, Introduzione al corso di Analisi Matematica, Adriatica Editrice, Bari.
8. Integrazione delle funzioni reali di due variabili.
9. Equazioni differenziali.
Fiorenza, Lezioni di Analisi Matematica, p. I, Adriatica Ed.,
Bari.
Testo consigliato
Fiorenza _ Greco, Lezioni di analisi matematica, Voll: I e II.
40
41
ANALISI MATEMATICA E GEOMETRIA ANALITICA II
(B) (C)
Prof. Fortunata Liguori
Prof. G. Barbara Martini
Gli argomenti del corso di Analisi Matematica e Geometria Analitica II costituiscono il presupposto per la comprensione delle questioni di carattere tecnico che si presentano
nello studio delle strutture architettoniche e dei procedimenti
progettuali.
1. Elementi di calcolo matriciale.
2. Applicazione del calcolo differenziale in una variabile
- Formula di Taylor.
3. Integrazione delle funzioni di una variabile.
4. Lo spazio euclideo reale a R-dimensioni - Elementi di
calcolo vettoriale.
5. Funzioni reali di più variabili reali - Funzioni vettoriali - Limiti e continuità.
6. Calcolo differenziale delle funzioni di più variabili.
7. Elementi di geometria differenziale delle curve.
8. Integrali curvilinei.
9. Integrazione delle funzioni reali di due variabili.
lO. Equazioni differenziali.
ARREDAMENTO (A)
Prof.· Filippo Alison
Articolazione del corso
In un solo anno accademico è possibile coprire, sia pure
in forma conoscitiva, l'ampia problematica della disciplina.
L'attuale ordinamentò didattico non cencede occasioni
propedeutiche atte ad informare gli studenti sul ruolo e sul
significato specifico dell'arredamento. L'arco di tempo disponibile, sempre più limitato, riduce le osservazioni analitiche. e pone limiti anche all'operazione progettuale ritenuta
prevalente, sia per la sua collocazione nel corso di studi sia
per la sua istanza promotrice di responsabilità.
In forma problematica, col tentativo di coprire le lacune
più emergenti il corso affronta i temi delle attrezzature di
~rredo per l'alloggio, per l'ambiente urbano e per i servizi
sociali a carattere collettivo.
I comportamenti sociali, la condizione economica attuale,
in connessione con la disciplina, pongo problemi quali: l'adeguamento, la rivalutazione e la trasformazione delle attr~zza­
ture di arredo in rapporto con l'evolversI della produz1One
industriale e artigianale e con l'uso di esse nelle attività produttive nella casa e nelle organizzazioni comunitarie.
Neì quadro di assestamento e di riconversione delle attività agricole, artigianali e produttive in genere, e nell'ambito
delle istanze di rivitalizzazione e di recupero sia funzionale
che produttivo di ambienti urbani degradati, usando un metodo di mediazione tra pragmatismo e materialismo dialettico, la nostra ricerca, sia critica che progettuale, estrapola
dalle condizioni reali ambienti-campione ove emergono i problemi del settore direttamente correlati alla funzione alloggio.
Tema A - L'ambiente domestico privato o collettivo
Testo consigliato
Tema B - Servizi per la didattica e sociali con strutture aggregative in un insediamento urbano
Fiorenza' - Greco, Lezioni di Analisi Matematica, voli. I e II.
Tema C - Strutture ambientali per attività collettive urbane
42
43
l
l
I
Tema di progetto
ARREDAMENTO
. . Prendendo. spunto da un tema di estrema attualità, lo
mlZlO del lavorI per la metropolitana della linea 1 della M.N.,
Il prog:amma prevede mnanzitutto di analizzare i problemi
dI medIaZIOne con l'esterno della stazii'lni; poi l'allestimento e
le. attrezza~ure degli spazi destinati al pubblico; gli accessi e
glI ~P~ZI cIrcostanti; !'innesto nel tessuto urbano preesistente; mfme lo studio del materiale rotabile.
La stazione della Metropolitana di Piazza Dante.
Il corridoio mobile tra Piazza Dante e le stazioni di Montesanto (Cumana, Funicolare, F.S.l.
Studio del materiale rotabile: allestimento delle vetture.
Prof. Fabrizio Cocchia
Ricerca storica
. In una sincronia con lo svolgimento dei temi esposti si
afflda:lO a gruppi di studenti, argomenti di ricerca tesi ~lla
storlClzzazIOne della disciplina.
Tale ricerca, intesa come strumento metodologico si articola. programmaticamente tra strutturismo e storicismo e si
esplIca con ~perazioni di analisi strutturali mediante la lettura smcromca .e diacronica di un'opera prescelta _ a volte
con la ..
rIcostruzIOne
- per un recupero alla storia attraverso
_
la s t onclta del segno.
.
Gli obiettivi di questo lavoro possono così sintetizzarsi:
al decifrazione delle regole costitutive dell'opera in
esame e rinvenimento della grammatica operativa.
blrisalire all'istanza progettuale di base, dal suo presupposto poetico alla sua estrinsecazione tecnico-costruttiva_
c) analisi dello statuto simbolico - in rapporto sincronico e ovviamente dilatabile - degli oggetti in
esame.
. Attraverso la verifica sui modelli al vero (oggetti ricostruitI) ~ m scala (ambienti), l'analisi assume valore concreto di
spenmentazIOne, laddove attraverso la ri-storicizzazione del
progetto si intende rinviare ad una ri-progettazione della
storia.
44
(E)
Il tema riguarderà l'arredo urbano.
Le lezioni che il corso effettuerà tenderanno ad individuare e connotare culturalmente e tecnicamente gli elementi
costituenti l'arredo urbano, nel rapporto funzionale ed ambientale che questi definiscono, reciprocamente e per il confronto dialettIco che si instaura tra tali elementi e il complesso
delle preesistenze urbane. Dette comunicazioni di Corso agli
studenti prenderanno in esame gli aspetti più vari ed interessanti di espressioni di arredo urbano, in un escursus che interesserà civiltà anche geograficamente e storicamente lontane dalla nostra, sempre mettendo in relazione il prodotto
analizzato con la matrice culturale che l'ha generato, al fine
di meglio comprendere meccanismi e modalità metodologiche
di quella dinamica progettuale.
L'esercitazione di progetto si riferirà ad una parte della
città di Napoli che dovrà essere investigata ed assunta dagli
studenti anche attraverso una accurata indagine sulla cortina
degli edifici e delle preesistenze ambientali.
La proposta conclusiva di arredo dovrà tenere nel debito
conto connotati, articolazioni, caratteristiche costruttive degli elementi che lo costituiscono, tenendo presente i margini
di interesse disciplinare del progetto che, se da un lato non
dovranno sconfinare nel campo proprio del disegno industriale, dall'altro dovranno sempre valutare il rapporto che
l'articolazione e la configurazione degli elementi d'arredo
contrae con l'ambiente preesistente, e quindi con le regole di
vita e le modalità di fruizione degli utenti.
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA I (A)
Prof _ Giovanni De Franciscis
Il programma del corso è a disposizione degli allievi
presso l'Istituto di Composizione Architettonica.
45
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA I
Prof. Gaetano Borrelli
(E)
Il programma del corso è a disposizione degli allievi
presso l'Istituto di Composizione Architettonica.
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA I (C)
Prof. Stefano Paciello
1.1. Questo corso biennale si propone d'introdurre lo
studio della progettazione architettonica quale disciplina tendente ad o,'dinare in forme significative i luoghi in cui viviamo,
e di attuarne una prima metodica esperienza.
1.2. Rientra nei nostri specifici interessi e compiti conoscere lo spazio che abitiamo, tanto ai fini della sua rappresentazione che del suo controllo formale. Forma dell'ambiente e
organizzazione del progetto per comunicare immagini architettoniche saranno quindi i tempi dello studio teorico e speri-
mentale da svolgere nei due anni del nostro corso.
2.1. Quale campo operativo di tali linee di ricerca sarà
preso in esame l'ambito di Posillipo, studiandone dapprima
il processo formativo, gli aspetti e i significati della sua configurazione. L'indagine consisterà nell'individuare e ordinare
le entità rappresentative del contesto, interpretandone sinteticamente caratteri, relazioni, modi di organizzazione e mutamento. La selezione critica dei dati acquisiti e la riduzione in
immagini delle situazioni esaminate come dello operazioni di
analisi misureranno l'efficacia della lettura, finalizzata ad una
nuova costruzione dell'immagine ambientale.
2.2. Successivamente gli studenti svilupperanno progetti
di massima per la definizione architettonica di specifiche parti dell'ambito considerato. Tuttavia, per quanto premesso, in
nessun momento di questa esperienza bIennale analisi e progetto potranno sépararsi in operazioni autonome, essendo di
fatto compresenti in ogni processo conoscitivo. E ciascun
momento dello studio potrà ritenersi concluso solo quando
un comunicabile grado di conoscenza della situazione considerata avrà nel progetto preso forma esauriente.
Le indicazioni bibliografiche saranno fornite durante il
corso. La cartografia aggiornata sarà integrata dal rilevamento aereo della collina effettuato nell'agosto 1977.
46
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA I (D)
Prof. Alberto Izzo
Premessa teorica e metodo logica
Il Corso si propone come èorso di progettazione le analisi del I anno, svolte nell'ambito di una zona del centro antico di Napoli, prendono. le mosse dal rapporto, storicamente
stratificato, tra morfologia e tipologia urbana, fornendo le
condizioni di contesto che più direttamente influiscono sulla
progettazione, come valido presupposto e piattaforma necessaria ad ogni ipotesi d'intervento.
Il tema di progetto del II anno, come riutilizzazione e
ristrutturazione dell'esistente, fa riferimento al lavoro svolto
nell'anno precedente sulla problematica dei centri storici.
Come introduzione al tema saranno tenute lezioni sui cri"
teri d'intervento nei centri storici in Italia ed all'estero.
Contenuto del corso
Il tema è quello di una progettazione e si impernia sul-
l'architettura italiana degli ultimi vent'anni: il rapporto tra
nuovi edifici e tessuti edilizi esistenti. Il Corso prevede due
ipotesi d'intervento, le cui definizioni e soluzioni, ricoll~gate
date la prima, come operazione di recupero e conserva~aon~,
ad una nuova struttura capace di realizzare una contmmta
alle esperienze acquisite nel primo anno ai Corso, sono affidi tessuto e di funzioni nell'ambito della zona prescelta e la
~econda ad un'ipotesi di intervento sostitutivo di un parti·
colare brano del tessuto urbano.
Articolazione ed organizzazione
Il Corso si articolerà nelle seguenti fasi:
l) Ricerche teoriche e sperimentali dei singoli gruppi di studio , sul contributo del Movimento Moderno alla problematica dei centri storici.
2) Individuazione a scelta dell'intervento nell'ambito della
zona presa in esame al primo anno.
3) Ipotesi di intervento come recupero di relazioni capaci di
realizzare una continuità tra i vari complessi architettonici disomogenei o come intervento sostitutivo di un brano
del tessuto preso in esame.
47
---------------COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA I (E)
Prof. Rolando Scarano
Brevi cenni metodo logici
La linea di pensiero, che più correttamente interpreta la
situazione attuale della progettazione, evidenzia una condizione di crisi dell'oggetto dell'architettura. Condizione che, originatasi in un nuovo e necessario rapporto con il sociale, si
esplica come perdita di valore del prodotto e del processo di
progettazione rispetto a nuovi parametri. Conseguentemente
si assiste alla richiesta di una rifondazione della disciplina architettonica, non per elaborare una teoria dell'architettura
astratta dal suo impegno sociale, ma per la definizione di
nuovi strumenti teorici di progettazione.
Si individuano così due momenti di riflessione sull'oggetto di questa crisi:
A) esigenza di controllo dei singificati dell'azione progettuale
per la modificazione dell'ambiente;
B) esigenza di un controllo del processo attraverso un metodo
logico, analitico, scientifico, in alternativa a schemi intuitivi ed incontrollabili.
Tali istanze si riducono in effetti ad una sola: acquisizione e controllo dell'oggetto teorico che definisce il processo di
progettazione come entità reale e differenziata rispetto alle
altre pratiche umane.
Quindi l'unico modo per recuperare la progettazione nella sua unità teorica ed operativa (scientifica) consiste nell'individuare in essa un processo concreto di conoscenza e trasformazione del reale.
La progettazione si precisa in tal modo come pratica
scientifica all'interno della più vasta pratica sociale. Sono gli
obiettivi di questa a definire l'ambito entro cui si sviluppa la
pratica scientifica dell'architettura, e le diverse pratiche tecniche che volta per volta si immettono a definire l'articolazione del processo.
Gli attributi peculiari di questo processo diventano la logica 'e la controllabilità, al fine non solo di avere un quadro di
48
riferimento rigoroso, ma soprattutto per poter attuare continuamente sul processo progettuale una verifica da parte della
comunità. Si configura così un'organizzazione concettuale logica e controllabile, il metodo, che individua le fasi teoriche
ed operative della pratica scientifica di progettazione.
Sinteticamente la metodologia di progettazione si articola
in tre fasi operative:
1. analisi dei bisogni umani al fine di precisare un modello
di comportamento spaziale da riferirsi alle particolari attività che debbono esplicarsi in un determinato contesto;
2. definizione teorica e concettuale delle procedure tramite
cui manipolare le informazioni per la determinazione di
una organizzazione spaziale ottimale che risponda alle richieste della utenza; inoltre precisazione dei processi simulativi (modelli e sistemi) per poter, nell'evolversi del processo progettuale, controllare i prodotti parziali della progettazione per verificarne la congruenza con il sistema degli obiettivi sociali e politici;
3. individuazione del sistema tecnologico per trasformare le
rappresentazioni organizzative metaprogettuali in rappresentazioni tridimensionali che possono determinare la trasformazione della realtà fisica.
Contenuto ed organizzazione del corso
L'oggetto specifico di conoscenza e di didattica del corso
si articola in due filoni relazionabili fra loro:
- il primo si riferisce al riuso di preesistenze urbane, sia
per abitazione sia per strutture di servizio; si cercherà di
individuare specifiche tipologie abitative definendo possibili organizzazioni ottimali all'interno dei vincoli fisici ed
ipotizzando servizi non soltanto direttamente legati alla
residenza, ma relazionati all'intera struttura urbana;
- il secondo affronta l'area problematica dell'insediamento
universitario a Napoli, come progettazione di nuove strut. -ture e come riorganizzazione spaziale e funzionale degli
edifici indicati dal Senato Accademico quali sede di facoltà e di servizi generali.
L'articolazione di questi due filoni progettuali si avvarrà
di una base metodologica comune, distribuita negli anni se49
condo i gradi di complessità delle tecniche e del prodotto progettuale finale.
Si ipotizza una scansione biennale (1"-2"; 3"·4"; 5"-laurea)
con approfondimenti successivi.
Eventuali coordinamenti
Per un possibile coordinamento con altri corsi si individuano 4 aree culturali:
-
l'ambito sociologico, con particolare riferimento all'anali·
si dei comportamenti, alla psicologia sociale ed alle tecniche statistiche di elaborazione;
l'ambito storico come conoscenza delle trasformazioni spaziali operante sul tessuto urbano in diverse sezioni sto'riche;
-
l'ambito matematico per quanto riguarda le teorie di rappresentazione (grafi, matrici, ecc.), direzionate alla conosenza successiva del calcolatore elettronico e delle tecniche di programmazione;
-
l'ambito tecnologico come progettazione. dei sistemi di
componenti e come individuazione dei processi di assemblaggio.
La bibliografia sarà fornita durante lo svolgimento del
corso.
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA II (A)
Prof. Marcello Angrisani
Come prosieguo del corso biennale iniziato nell'anno accademico 1979-80 (vedi programma generale) se ne prevede
lo svolgimento della sua seconda parte.
che funzionale - in particolare alcune aree conventuali, esaminate nel loro rapporto di contestualità con il tessuto residenziale dell'impianto urbano greco-romano, si tratterà ora di
approfondire lo studio dei loro caratteri e le loro consistenze,
con !'intento di porre in relazione le ipotesi di intervento possibile su di esse con le attuali carenze di attrezzature sociali
collettive allo stato esistenti nelle aree residenziali del centro
storico urbano di Napoli.
In altri termini, lo studio del tema del « riuso », in una
diversa accezione (rispetto al passato) dei bisogni collettivi
nell'ambito dell'esistente.
In tal senso, il lavoro del corso, operando sul repertorio
già individuato, verrà orientato su due direttrici: una prima,
di carattere più generale di ricerca teorica, sarà rivolta alla
individuazione di questi bisogni, alla raccolta dei dati necessari e al loro confronto e riscontro in termini tipologici e
morfologici, con una serie di esempi - tra i più quali.ficati
- di analoghi progetti e realizzazioni in altre aree urbane,
sia italiane che straniere, individuando peraltro le peculiarità dei relativi diversi contesti culturali, architettonici e socio-politici in cui hanno avuto origine.
Una seconda parte, di carattere più direttamente operativo, riguarderà l'elaborazione delle ipotesi d'intervento possi··
bili nelle situazioni napoletane già oggetto di studio.
Si renderà allora necessaria l'individuazione dei vari presupposti funzionali e formali su cui si baseranno le elaborazioni grafiche di progetto.
In tali operazioni verranno immessi i dati derivanti dalle
normative tecniche vigenti a dagli strumenti legislativi e normativi nell'ambito dei quali è possibile attualmente operare,
individuandone in tal modo sia le relative virtualità positive
che le evèntuali possibili carenze.
La bibliografia di base verrà fornita durante lo svolgimento del corso, in relazione alle sue successive fasi di svolgimento.
Dopo aver accentrato l'attenzione, nel primo anno, su alcune parti emergenti - dal punto di vista sia architettonico
50
51
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA II
(E)
Prof. Donatella Mazzoleni
Il programma del corso è a disposizione degli allievi
presso l'Istituto di Analisi Architettonica.
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA II (C)
Prof. Massimiliano Nunziata
1.1. Questo corso biennale si propone d'introdurre lo stu·
dio della progettazione architettonica come disciplina per
operare sulla forma del nostro ambiente abitabile, o di attuarne una prima esperienza.
1.2. Come ogni aspetto della realtà, anche tutto ciò che
per torma possiamo intendere nasce dalla continua interazione tra le cose e noi stessi. Tale rapporto è notevolmente condizionato dalla cultura cui apparteniamo, vale a dire dal sistema sopraindividuale cui si affidano la diffusione e il tramandarsi del nostro sapere: per suo effetto talune immagini
del mondo si istituiscono come principi intersoggettivi, che
possono influenzare giudizi di valore e criteri di scelta in molti
dei nostri comportamenti. Ma la validità di tali istituzioni è
relativa e interpretabile, poiché esse non sono regole definitive; anzi, devono potersi modificare nel tempo adattandosi
a nuovi flussi d'informazione, per la sopravvivenza della società che le ha prodotte. Il procedere dei mutamenti genera
quindi inevitabili tensioni tra i modi costituiti del fare e le
nostre aspirazioni più o meno consapevoli, tra queste e il
nostro intero ambiente di vita. In altre parole, tra la nostra
storia 'ed ogni attività progettante si svolge un continuo scambio dialettico, al quale jn ogni caso non può sottrarsi l'architettura.
52
1.3. Rientra nei nostri specifici interessi e compiti disciplinari conoscere lo spazio che abitiamo nei modi e significati
della sua formazione, allo scopo d'istruire metodi utilizzabili
per la rappresentazione di esso e per il suo controllo formale.
Forma dell'ambiente e organizzazione del progetto per
comunicare immagini architettoniche saranno i temi generali
dello studio teorico e sperimentale da svolgere nei due anni
di questo corso.
2.1. Nella sua prima parte ci proponiamo di studiare lo
ambiente urbano in cui viviamo, esaminandone il processo
formativo gli aspetti e significati dal punto di vista prevalente della sua configurazione spaziale. L'indagine consisterà
nell'individuare e ordinare le entità rappresentative di un suo
contesto ambientale, interpretandone sinteticamente caratteri,
relazioni reciproche, modi di organizzazione e mutamento. La
selezione critica dei dati acquisiti e la riduzione in immagini
delle operazioni di analisi, misureranno l'efficacia della lettura, finalizzata da una nuova costruzione dell'immagine ambientale.
2.2. Nella seconda parte del corso gli studenti svilupperanno ipotesi per la definizione architettonica di specifiche
parti dell'ambito preso in esame, a livello di progetto di massima. Ciò richiede necessariamente una prima conoscenza
del linguaggio dell'architettura mOderna e dei suoi principi
teorici, e rimanda pertanto ai corsi di questa Facoltà che svolgono tali insegnamenti; nei limiti delle nostre possibilità tali
temi saranno accostati attraverso l'esame di alcune opere
rappresentative delle tendenze dell'architettura contemporanea.
2.3. Secondo quanto premesso, in nessun momento di
questa esperienza biennale e progetto potranno separarsi in
operazioni autonome, essendo di fatto continuamente compresenti come io ogni naturale processo conoscitivo.
Peraltro ciascun momento dello studio potrà considerarsi
concluso solo quando un comunicabile grado di conoscenza
della situazione considerata avrà preso forma esauriente nel
progetto.
53
3.1. Campo operativo delle suddette linee di ricerca sarà
l'ambito di Posillipo, come area di particolare valore ambientale per l'eventuale localizzazione di attrezzature collettive di
servizio urbano.
3.2 Le necessarie indicazioni bibliografiche saranno date
dopo l'inizio del corso. Ad integrazione della cartografia esistente sarà disponibile il rilevamento aereo della zona di studio, effettuato nell'agosto 1977.
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA II
(Dj
Prof. Luciana de Rosa
Il programma fa riferimento alla impostazione teorica
e metodologica del corso di Composizione Architettonica l
tenuto nell'anno accademico 1979-80 e ne propone una verifica
operativa attraverso esperienze progettuali di dimensione sufficientemente limitata da non indurre in continui ed illimitati
ampliamenti di scala e tuttavia sufficientemente ampia da
consentire l'introduzione di obiettivi e strumenti progettuali
complessi.
I tempi per la sperimentazione progettuale faranno riferimento ad ambiti urbani e terranno conto delle esperienze di
rilievo ed analisi di opere dell'architettura contemporanea
napoletana condotte dagli studenti nel corso del primo anno.
1.4. il ruolo della tecnologia nella definizione della « figura» architettonica;
1.5. il ruolo della « informazione energetica)l.
La messa a punto degli strumenti della progettazione
farà riferimento a:
2.1. il rapporto fra le diverse fasi progettuali e la rappresentazione grafica e tridimensionale: il disegno
canonico e l'uso degli organigrammi;
2.2. il rapporto fra l'analisi ed il progetto: l'analisi finalizzata e le diverse fasi di approfondimento; il
lavoro interdisciplinare;
2.3. il rapporto con la tecnologia: l'introduzione e la
definizione degli aspetti tecnologici e strutturali come momento inscindibile da quello della definizione degli aspetti architettonici;
2.4. il rapporto con l'impiantistica: !'introduzione e la
definizione degli aspetti impiantistici come momento inscindibile da quello della definizione degli aspetti architettonici.
Il programma dettagliato del corso, con l'indicazione dei
tempi specifici, dei tempi e delle modalità di attuazione,
con l'indicazione delle lezioni tenute dai docenti, con la bibliografia, sarà fornito agli studenti all'inizio dell'armo accademico.
La formulazione degli obiettivi del progetto farà riferimento a:
1.1. il concetto di continuità ed il rapporto con le preesistenz~;
54
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA III (A)
1.2. il concetto di spazio (dimensione, struttura, aggregazione, identità) come organizzazione per un uso (funzioni, attività, partecipazione);
Prof. Salvatore Bisogni
1.3. il ruolo dei percorsi nella organizzazione dello spazio: continuità e struttura gerarchica;
Il programma del corso è a disposizione degli allievi
presso !'Istituto di Metodologia architettonica.
55
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA III
(E)
Prof. Riccardo Dalisi
Tema e' premessa teorica
Tema: la « scuola di quartiere» riimpostazione del problema teorico e metodologico sperimentato dal '69 in poi nel
corso di Composizione III B, tutto basato sull'architettura
di « Partecipazione attiva» di concentrare quest'anno la didattica e la ricerca sulla « scuola vista strettamente legata
alla residenza (dall'asilo nido all'obbligo), Essa può essere
intesa come il principale « modo partecipativo» di un quartiere e il primo modulo partecipativo nella città,
Se alcune ipotesi legate alla possibilità di coinvolgere
l'utente nel progettare sono cadute, la vitalità teorico e sperimentale dell'urgenza partecipativa rimane in piedi, ha dato
luogo ad una serie di ipotesi secondarie per « microsperimentazioni di settore » di grande attualità: (çreatività personale
e di gruppo, dimensione Iudica e terapeutica della progettazione, ampliamento della dimensione logica, funzione formativa dell'immaginazione, dinamica formativa dell'immaginazione, dinamica formativa dei gruppi.
Articolazione e organizzazione
Il corso esclude lezioni e correzioni per studenti del IV
e Vanno. Infatti l'offerta didattica si orienta prevalentemente
verso i primi 3 anni. Il corso si articola in tre momenti: a
carattere seminariale, (prevalentemente per gli studenti dei
primi due anni) ma coll'obiettivo di stabilire un contatto
partecipativo di tutto il corso; 2) una seconda parte investe
direttamente i problemi progettuali tecnico pratici e metodologici; 3) una parte sperimentale semiesterna (con incontri
di quartiere).
Le attività didattiche comprendono:
a) conduzione di tipo seminariale con uso sia pure parziale della dinamica di gruppo (escursione storica ed uso di
discipline affini);
56
b) compilazione di « schede didattiche» ad uso interno
del corso (esercitazioni);
c) compilazione schede per uso interdisciplinare (sto·
ria, arte, tecnica, ecc.) eventualmente rivolti anche all'esterno
(altre facoltà, comitati di quartiere ecc.).
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA III
(C)
Prof. Uberto Siola
Premessa
Il più recente dibattito sull'architettura, sul suo insegnamento e quindi sugli obiettivi e sull'articolazione organizzativa della facoltà, sembra aver rafforzato la coscienza della
necessità di sviluppare !'insegnamento degli aspetti teorici e
tecnici della disciplina.
Sembra esserci una domanda sempre più diffusa di
ancorare l'insegnamento agli aspetti più concreti e certi dell'architettura, sviluppando, in termini più complessivi, l'ipotesi di un'architettura intesa come una chiave di lettura specifica della realtà urbana e territoriale, nonchè come una
vera e propria « tecnica di intervento» su di essa.
Questo significa sotto intendere due considerazioni:
l) Svinc'olare il problema di un insegnamento « tecnico» dell'architettura da un rapporto univoco di dipendenza
della questione drammatica degli sbocchi professionali, per
cui la mancanza di sbocchi potrebbe giustificare una vanificazione dei contenuti della didattica; sviluppare invece, la
ipotesi di un insegnamento non fondato sulla creatività quanto sull'uso razionale degli elementi della conoscenza (regole,
principi, materiali) significa anda.re al di là dell'obiettivo di
minima di fornire una professionalità di base allo studente,
per investire il campo di una preparazione politica e cuI tu57
raleche consenta di partecipare attivamente e coscientemente ai processi dialettici che investono nella realtà le questioni della città e del territorio_
2) Dall'altra, respingere il catastrofismo emergente di
chi sostiene l'impossibilità di mantenere in vita l'istituzione
universitaria. Pur nei limiti di una stuazone caratterzzata
da una grande drammaticità, va riaffermato l'impegno a
mantenere al più alto livello possibile l'insegnamento universitario.
Contenuto del corso
Questa breve premessa dovrebbe rendere più chiare le
finalità del corso, impostato appunto sull'obiettivo di proporre allo studente una esperienza didattica sul tema della
residenza a Napoli.
Sembra inutile sottolineare la drammaticità che assume oggi il tema della casa, a Napoli in particolare.
Anche partendo da questa realtà, il corso vuole offrire:
-
-
elementi per una conoscenza della produzione di progetti
e proposte inerenti il tema dell'alloggio e della residenza
in questi ultimi 50 anni: conoscenza condotta sul filo prevalente dei caratteri tipologici piuttosto che stilistici;
elementi per una conoscenza del ruolo svolto dai caratteri tipologici prevalenti della residenza nella storia di
Napoli come città sulla definizione dei suoi caratteri morfologici;
-
elementi per una conoscenza delle principali pOSIzIOni
teoriche oggi ricorrenti nella produzione e nella ricerca
architettonica, anche per fornire un quadro di riferimento teorico alla linea di lavoro teorico che si propone;
-
elementi per una specificazione dei principali punti di riferimento dell'indirizzo teorico seguito dal corso, in primo luogo caratterizzato dall'approfondimento dei temi
58
del rapporto fra caratteri dell'architettura e struttura
morfologica della città;
una esercitazione progettuale sul tema della casa a N apoli.
Articolazione del corso
Il corso è articolato in:
lezioni teoriche - dibattiti di corso - dibattiti e riunioni con contributi esterni - esercitazioni di progetto.
Le lezioni teoriche riguarderanno i seguenti gruppi di
argomenti:
1. Le questioni connesse al ruolo ed al lavoro degli architetti
2. I termini del dibattito attuale e la linea di lavoro 3. I
caratteri degli edifici per la residenza 4. Napoli come città: tipologia e caratteri morfologici 5. I punti teorici della
nostra linea di lavoro: - L'architettura come tecnico di
intervento - Il progetto architettonico come momento di
una tecnica. Gli strumenti del progetto: - il rapporto
con la storia - l'analisi urbana - la rappresentazione
grafica - tecnica e tecnologia.
Ogni lezione sarà seguita da un dibattito. Ciascun gruppo di argomenti vedrà un momento di confronto con docenti della facoltà o di altre facoltà.
Per l'esercitazione di progetto gli studenti potranno scegliere fra gruppi che faranno capo ciascuno ad uno degli
assistenti del corso che presenteranno delle loro autonome
proposte di lavoro: tali gruppi di esercitazione si baseranno
sulla discussione e sul confronto collegiale, mentre gli elaboratori grafici di progetto saranno individuali.
Il corso è aperto a studenti di tutti gli anni. Eventuali
coordinamenti, che restano un obiettivo centrale di questa
offerta didattica, verranno stabiliti e concordati con altri
corsi dopo il dibattito generale sui programmi.
59
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICI LII (DJ
Prof. Fabrizio Spirito
5. la moltiplicazione e giustapposizione di tali unità scatola·
ri genera l'edificio singolo;
6. quest'ultimo connesso a sua volta con altre unità detertrlina finalmente l'insediamento urbano ipotizzato.
Il programma è a disposizione degli allievi presso l'Isti.
tuto di Metodolog'ia architettonica.
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA IV (Al
Prof. Aldo Loris Rossi
Premessa
L'adozione delle tecniche di industrializzazione nel settore edilizio è attualmente fondata, nella generalità dei casi,
su alcuni assiomi a catene logiche giudicate incontrovertibili.
L'obiettivo primario della ;progettazione e produzione
seriale, presupponendo un'immagine urbana determinata da
un reticolo geometrico cubizzante si precisa in sostanza come
individuazione di:
1. moduli geometrici organizzatori dello spazio;
2. elementi strutturali quali unità minime staticamente determinate: generalmente di natura lineare o bidimensionale come pilastri, travi, lastre-pareti, piastre-solai, ecc.;
3. « componenting » più elaborati: quali infissi, pareti attrezzate, blocchi impiantistici, ecc.
La combinazione tridimensionale di tali elementi dà
luogo:
·4. all'insieme scatolare della cellula abitativa intesa quale minimum tipologico-funzionale;
60
Ogni elemento sottende gli altri e viceversa.
In tale circuito la qualifica funzionale, tecnologica e formale del prodotto « città è iperdeterminata sia negli aspetti
positivi che negativi del metodo e dal processo adottati. Se
da un lato vengono abbassati i costi di produzione, dall'altro
il prodotto non sfugge alle aCCuse, generalment~ :-ivolto. ad
esso, di uniformità, monotonia, assenza di quahta spazmh,
alienazione meccanicistica.
In realtà lo standard non è in grado di tradursi in polivalenza formale, pluralismo linguistico. « varietas» spaziale,
e anche se imposte da ragioni strettamente economiche, sarà sempre scarsamente accettato nel settore edilizio. Evidentemente è da rivedere criticamente l'intero meccanismo conseguenziale che lega 1) la ricerca dei moduli geometrici alla
individuazione degli elementi strutturali, 2) lo studio dei
« componentings» alle cellule abitative, 31 i metodi di aggregazione seriale di queste in un singolo edificio all'articolazione di edifici in un insieme quale frammento di città.
Il quesito al quale bisogna trovare una urgente risposta
è il seguente; è possibile, utilizzando le tecnologie dello standard rispettare determinate qualità architettoniche con una
ridu;ione dei costi, ovvero, incrementare la qualità a parità
di costo?
Contenuto del corso
L'obiettivo che si propone il corso è lo studio di « Prototipi di unità urbana a sviluppo verticale autosufficienti dal
punto di vista dei servizi e dell'energia»,
Tali unità urbane possono essere fondate su alcuni principi quali:
1.
l'integrazione delle funizoni nel piano verticale;
61
2.
la ~ossibilità di una crescita controllata
cItta per segmenti verticali.
dell'organismo_
. In altri termini invece d't pro d urre cellule t d d
gzustapporre per formare l'edificio'l
. s an ar da
orizzontale, si progettano edi ici citt. e t quartzere nel piano
dezza conforme)) alle
.
! - a quah znstemi di « grantempo.
estgenze, ma flessibili ed ampliabili nel
Lo studio è incentrato d
griglie strutturali in cement
unque ~ulla progettazione di
stici.
. o e zn accww o in materiali pia-
Le caratteristiche spazio-strutt·
.
sono essere definite mediant '
urall del ?ontmuum poslografico )} in cui dal punt de. l uso dI un retIColato « cristal.
,
o l vIsta geom t .
riconoscere l'interferenza d' f'
.e. nco SIa possibile
tetraedro, l'ottaedro.
l Igure semplICI come il cubo, il
. Dal punto di vista tecnologico è lecit
.
tmuum)} pur adattand o .
o parlare dI « consi introduce nel calcoln 'lm realtà u~a struttura discreta se
condo l'ipotesi di Le ~i~O~~~.cetto dI « materiale ideale)) seDal punt d' .
studiato saràodU~qv~!a urbanistico il reticolo tridimensionale
. .
una vera e propria materia
.
le funzlOm ,del vivere e dell'abitare.
pnma per
Esso' f
.
sate per~~t:nzlOne delle caratteristiche tecnologiche preci"
una grande flessibilit· d' tT
razioni Poich'
d'
a l u l Izzazioni-configutaggio 'e smo~tamei;ante operazi~ni semplicissime di mongliersi gli eleme;t~ m~~s~o~o tfaCIlmente aggiungersi o tou an, aIe retIcolo spaziale
'
~~~el~( ~~avato )}. (basta ripristinare le condizioni al ~~~t~::
pat'bT ve . VI SIano nuove necessit'a f ormal'l-funzionali com
l l l OVVIamente con le sue leggi strutturali.
'
Possono individuarsi inoltre almeno d
.
.
strutturali che interferiscono organiCament~e SIstemI infrata struttura portante.
con la suddetL'insieme della struttu
.
.
secondarie determina d . ra ~nmana e delle infrastrutture
. el .ven
. e propri spa'
ZI a ttrezzatI,. disponibili per . d'
I IversI USI tlpologici e funzionali.
62
Particolare importanza assumerà lo studio del sistema di
automontaggio. Se si tiene conto che oggi una portaerei è in
grado di alloggiare anche 5.000 abitanti, una vera e propria
città galleggiante prodotta in serie, i prototipi di unità urbana che si intende studiare, in quanto organiche città-strutture, possono essere dimensionati per 1.000, 2.000, 3.000, 5.000
10.000 ... abitanti; ed insieme contenere delle potenzialità di
sviluppo controllato, nella misura in cui tale crescita avviene per sezioni verticali integrate,
In conclusione, dal punto di vista teorico, si tratta di
superare limiti tradizionali del taylorismo applicato all'urbanistica.
Significa cioè conciliare l'uniformità isostorica del campo con la variabilità delle immagini spaziali, il rigore della
maglia ordinatrice ed il pluralismo linguistico, la certezza
della regOla (standard) e la imprevedibilità individuale del
caso (unicum).
Spezzando in tal modo il « continuum)} di funzione-forma-struttura, considerato da sempre uno dei tabù dell'ortodossia del M.M, e postulando lo scheletro strutturale come
« campo)), aperto ad uso .pluralistico, sia sintattico che funzionale si apre una prospettiva di ricerca sicuramente stimolante.
Solo se articolate all'interno di tale quadro teorico, anticipato esplicitamente da quelle ricerche di Le Corbusier che
vanno dal progetto dello « chassis Domino)) (1914) al Piano
« Obus)) per Algeri (1931), si può dare un senso pregnante,
legittimo, alle istanze avanzate dalle correnti « Post-Moderniste
"~.
Articolazione e organizzazione
Il corso si articola in lezioni teoriche, seminari, esercitazioni progettuali, visite ai cantieri e ad impianti speciali.
Ciascun gruppo di studenti svolge una ricerca di carattere teorico ed un progetto che tende a precisarsi come esecutivo.
63
Alla fine di ogni anno accademico tutti i risultati relativi
alle ricerche ed ai progetti vengono raccolti in volumi, unitamente ai testi teorici ed alle comunicazioni ciclostilate elaborate durante il corso e distribuite agli stessi studenti.
Il corso è aperto all'iscrizione degli studenti del III, IV
e Vanno.
Eventuali raccordi con altri corsi
Si ritengono di più stretta pertinenza al corso le seguenti discipline:
a) Settore storico critico 1. Storia dell'architettura 2. Storia
dell'urbanistica 3. Indirizzo dell'architettura moderna
b) Settore strutturale-costruttivo: 4. Scienza delle costruzioni 5. Tecnica delle costruzioni 6. Materiali da costruzioni speciali 7. Tipologia strutturale
c) Settore scienze ambientali e normativo-gestionale: 8. Analisi dei sistemi urbani 9. Pianificazione territoriale urbanistica lO. Materie giuridiche.
Il corso poliennale è coordinato verticalmente con Composizione Architettonica I e IIb.
Bibliografie ragionate sono distribuite durante il corso.
È convinzIone del docente che la progettazione architettonica debba essere, nella scuola, accompagnata da una serie di approfondimenti di studio essenziali ad assicurare la
trasmissibilità di una attività pratica - come, appunto, la
progettazione architettonica - e l'apprendimento delle tecniche e dell'uso degli strumenti necessari o esprimere in disegno le proposte (architettoniche).
Questi due aspetti - quello del disegno di progetti e
quello dello studio di fondamenti, idee, teorie sull'architettura, sono pertanto compresenti all'interno del Corso, formano materia d'esame; l'uno integrandosi nell'altro, come
parti di uno stesso insieme disciplinare.
Organizzato a partire da questa impostazione il corso
si basa su una serie di lezioni e comunicazioni elaborate a
cura del docente che documentano criticamente il,modo
della progettazione, oggi, nei suoi rapporti con i contesti entro cui è chiamata ad operare.
Contenuto del corso
Il tema generale del corso riguarda: « La residenza, ovvero: il rapporto tra la casa e i servizi nella città e nel territorio))·, esso è svolto secondo i seguenti argomenti:
a) la questione del rapporto tra casa e servizi in relazione alla progettazione architettonica;
b) il ruolo della progettazione architettonica rispetto
alla società in cui opera; sue tecniche e suoi strumenti;
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA IV
(E)
Prof. Alberto Samonà
Premessa
II corso, è un corso di « progettazione architettonica li;
si basa, cioè, sullo svolgimento di temi progettuali che costituiscono il corpo, in certo senso, principale del lavoro dei
docenti e degli studenti.
64
c) la « composizione architettonica)) come strumento
di progettazione;
d) la funzione della progettazione architettonica, in
un quadro professionale rinnovato, rispetto agli interventi
sulla città esistente e alla progettazione del nuovo.
Questi argomenti si sviluppano secondo l'atteggiamento
del docente che origina dalla convinzione che l'attuale carattere deduttivo della disciplina architetonica, basato sulla
classificazione aprioristica di dati ricavati da medie dei bi·
65
1
sogni di vita, non risponda più sufficientemente alle esigenze
di rinnovamento largamente presenti nella attuale società,
le quali richiedono una professionalità specifica in grado di
intervenire per ({ differenze» indotte dalle diverse realtà localizzate dalla stanzialità, sulla cui base impostare l'acquisizione di dati necessari alla elaborazione progettuale. Gli argomenti sono trattati nelle lezioni del docente, nelle comunicazioni di giovani architetti, con le documentazioni di esperienze progettuali diverse.
Per quanto riguarda le esercitazioni progettuali, esse
riguardano la progettazione di un insieme di case e relativi
servizi (anche a scala più estesa), con riferimento particolare alla composizione degli spazi di vita collettivi e comuni;
gli esercizi progettuali sono localizzati secondo le condizioni più adatte al loro svolgimento, nel senso che non è fornita un'area determinata, in un luogo esistente, ma sono indicate una serie di vincoli e di condizioni ({ tipo ».
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA IV (C)
Prof. Alfredo Sbriziolo
Oggetto del corso è la progettazione dello spazio abitabile. Il tema specifico è la ({ residenza », nella dimensione del
J( quartiere» come unità insediativa primaria, comprendente
alloggi ed attrezzature collettive complementari, determinante un ambito urbano omogeneo di strutture e spazi integrati.
L'ottica nella quale si intende svolgere la ricerca progettuale muove dal presupposto che essa'
-
debba porsi criticamente nei confronti di schematizzazioni tipologiche convenzionali e ripetitive, ed
orientarsi verso ({ sistemi» abitativi fondati su programmi di relazione e reciproca dipendenza di elementi strutturali e di spazi componibili, determinati
analiticamente, moltiplicabili in tessuti aggregativi
articolati e varianti.
Articolazione del corso
Il corso si articola con gruppi di studenti (possibilmente 2 o 3 elementi al massimo), per quanto concerne le esercitazioni progettuali. la cui resa finale è organizzata su tavole
standardizzate (mt. 1,00 l' mt. 0.70 o multipli relativi) in numero di cinque per ogni gruppo.
Le revisioni durante l'anno sono affidate al docente responsabile del corso e i gruppi non sono suddivisi tra gli
assistenti ma, al contrario, ogni assistente è responsabile di.
un determinato argomento relativo alla progettazione e collabora, pertanto, con tutti i gruppi per quanto gli concerne.
Sono organizzate tre revisioni collettive durante l'anno.
L'esame si svolge come confronto tra i diversi risultati
progettuali e come approfondimento degli argomenti trattati durante l'anno, ciò anche a verifica del livello di preparazione culturale specifica di ogni studente.
Il corso si rivolge agli studenti della Facoltà senza differenza di anno di iscrizione, dal I al V.
66
debba svilupparsi in posizione analitica nei confronti
dei caratteri specifici dell'area cui si riferisce, e cioè
con un aggancio esplicito alla realtà e alle preesistenze di un dato ftmbiente.
-
debba proporsi di introdurre, nella tematica della
progettazione dell'alloggio, lo studio dei modi abitativi come situazione dinamica, ed il problema del
ruolo e del coinvolgimento dell'utente nella configurazione del proprio spazio abitabile, in funzione di valori dipendenti dall'individualità dell'uomo.
L'elaborazione, guidata dai docenti e condotta per piccoli gruppi, partirà da sintetici elementi di approccio e si svilupperà progressivamente attraverso l'analisi sistematica dei
problemi posti dal tema, e la precisazione delle tecniche pro·
gettllali congruenti con le soluzioni specifiche.
La documentazione conclusiva sarà costituita da:
Planimetrie dei luoghi e di progetto 0/500)
67
Profili di insieme 0/500)
modello volumetrico (1/500)
schedature di studio, riferimenti bibliografici, note esplicative
schemi planimetrici delle infrastrutture (1/500 -1/200)
schemi edilizi della residenza (1/200)
progetto dell'alloggio: piante, prospetti, sezioni O/50)
schemi tecnici (impianti-strutture)
particolari, vedute prospettiche.
Bibliografia di base
A. Aalto, Opera completa.
Le Corbusier, Opera completa.
Diotallevi e Marescotti, Ordine e destino della casa popolare.
Griffi~i, Costruzione razionale della casa,
VoI. I, II.
Chenut, Ipotesi per un habitat contemporaneo.
L. Benevolo e altri, I modelli di programmazione della città
moderna.
INA-CASA, I quattordici anni del piano INA·CASA.
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA IV
bile « partecipazione» all'edificare, il corso attraverserà, mediante lezioni teoriche ed esercitazioni, le diverse visioni
dell'architettura moderna così come si sono manifestate nella concretezza della pietra e del progetto, per riscoprire nello
studio e nell'esercizio del progettare e del costruire, materiali, i luoghi in cui essere ancora architetti.
Probabilmente è proprio nel ripercorrere la distanza rinvenibile, nel corso della storia contemporanea, tra le diverse
identità offerte all'architettura ed il « reale», che è possibile
offrire un senso alla nuova distanza - se si preferisce la differenza - che separa il nostro agire attuale, la stessa ricerca
di una identità dell'architettura attraverso il suo riesame
analitico, dalle cose. È evidente che tale « ritorno» non va
inteso né nei termini di uno storicismo - v. le ambiguità di
C. Jencks e P. Portoghesi circa il concetto di Post-modern che auspichi, a partire dallo studio del passato, nuovi « fini »,
nè in quelli di uno scienticismo che ritrovi tra le diverse
esperienze una Legge, così come esso non tenterà di abbreviare la distanza tra il nostro essere necessariamente - per
storica coazione - nell'architettura e ciò che le è fuori, con
lo sterile gesto dei cosiddetti « radicals l), che si illude di annullare la « differenza» del costruire con l'esorcismo della
negazione di ogni definizione dell'architettura.
Sarà invece proprio nel ripercorrere (non nel ricordare) con parole « differenti» i modi del costruire e dell'abitare trascorsi che sarà resa la nostra attuale « differenza »,
il nostro essere, (voler essere) come docenti o discenti, costruttori, architetti.
(O)
Prof. Alberto Cuomo
Testi consigliati
M. Cacciari, Oikos, da Loos a Wittgenstein, Roma, 1978;
Sfuggendo l'ipotesi, falsamente scientifica di una categorizzazione logica dell'architettura, in cui rit~ovare un improbabile-ideologica- tramite fra definizioni costruttive e
« reale », e rifiutando altresì le aspirazioni ad una « fine» definitiva dell'architettura che tenti una altrettanto improba68
M. Heidegger, Essere a tempo, Torino, 1976;
M. Tafuri, La sfera e il labirinto, Torino, 1980;
M. Capobianco, Il metodo del disegno urbano, Padova, 1970;
A. Rossi, L'Architettura della città, Padova, 1969.
69
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA V (A)
Prof. Michele Capobianco
2. nelle zone di interdipendenza e che appartengono
al continuum urbanizzato;
3. nelle zone marginali o del territorio.
Premessa di metodo
Finalità del corso è quella di definire le condizioni strutturali ed organizzative di un sistema di habitat, specificandone le qualità urbane attraverso le soluzioni architettoniche, spaziali, formali e tecnologiche.
Il corso tende a svolgersi secondo termini di scientificità che, in un processo di metodo progettuale, operanti attraverso le scelte dj parametri e categorie proprie dello specifico disciplinare, così come si è evoluto storicamente (tipi,
forme, strutture, ecc.), pongono l'ipotesi di intervento architettonico. Tali ipotesi, assumendo valori di mediazione e/o
alternativi, nella non realtà del territorio, risultano idonee a
verificare il ruolo degli organismi progettati in un possibile
disegno di città, accertando la funzionalità del metodo stesso.
Si tratta quindi di intervenire attrave,'so ipotesi di sistemi che ponendosi criticamente nei confronti della frammentarietà e della indifferenziazione della città, pervengano
alla definizione di spazi urbani, tali da rE)gistrare con maggiore pienezza la dialettica di sociale e collettivo propria
delle aree metropolitane.
Il corso intende, pertanto, recuperare la natura critica
dei processi di progettazione, dove l'operazione critica è condotta attraverso gli strumenti dello specifico architettonico,
nella individuazione del nucleo critico proprio dell'architettura relativo alle relazioni che istituisce con le dimensioni
della realtà da cui parte ed in cui può indurre modificazioni.
Contenuti del corso
La ricerca è orientata alla organizzazione dei sistemi di
habitat:
l. nelle zone all'interno della città;
70
La ricerca progettuale si propone lo studio di quelle
forme di intervento che, inerendo ai più generali problemi
del « rinnovo urbano ", ne rilevano la capacità di recuperare
l'originario significato di appropriazione della città: in questo senso l'esigenza di porre una tematica innovatrice (conseguenza della risposta architettonica alla domanda sociale)
trova il suo spazio di verifica all'interno di un terreno stOrIcamente dato, dove l'assunzione di partenza è che l'archItettura sia una disciplina storicamente determinata attraverso
la evoluzione del proprio corpus storico.
Per gli interventi legati al 3" punto le ipotesi di si~temi
di nuovi habitat sono formulati in rapporto con la realta del
territorio, valutando anche le idicazioni programmatiche
espresse ai vari livelli della pianificazione.
Nei differenti casi il tema operativo si pone come scelta
possibile 'di fronte ad una realtà di segno negati~o: la condizione di degrado urbano che investe, sia pure ricondUCIbIle
a ragioni ed a connotazioni diverse, tanto la banlieu quanto
le aree interne, dove l'obsolescenza delle strutture fa nemergere il volto della non città in immediata prossimità o allo
interno della stessa città.
Articolazione dell'attività didattica
Il corso si articola in tre livelli di generalizzazione:
a) Metodologia: attraverso trattazioni teoriche si definisce una linea di metodo operativo circa i problemi relativi
alla progettazione di un sistema globale di spazi, fondato sul
principio della integrazione funzionale sulla' scorta dI esempI
di interventi sul corpo della città, in cui sia individuabile
una tale problematica.
b) Informazioni: il discorso è volto a tracciare un
quadro di posizioni relative ai problemi dell'architettura così
71
come sono emersi nella storia più recente, attraverso la trattazione di argomenti monografici sui momenti e sulle personalità del dibattito architettonico di questi ultimi anni. Questo tipo di lettura è orientato a collegare il discorso sulla
specificità della disciplina con quello sull'individuazione dei
referenti sociali, che si manifestano nella pratica progettuale.
c) Sperimentazione: le esercitazioni attraverso lavori
di gruppo ed elaborazioni individuali, verificano progressivamente gli assunti teorici attraverso la definizione di ipotesi spaziali nelle varie definizioni funzionali, formali, tecnologiche, ecc.
L'elaborazione progettuale delle ipotesi fa riferimento a:
a)
significati e obiettivi:
-
b)
organizzazione generale:
-
c)
esposti in relazioni scritte ed in elaborati grafici;
che illustri le diverse componenti emergenti nella
struttura dell'intervento, e cioè:
. percorsi
localizzazione di attività specifiche e definizione tipologica delle aree che le accolgono
campi funzionali;
elementi che compongono il modello di habitat:
- definizione delle modalità di associazione di tali elementi in una formalizzazione architettonica.
Le ipotesi progettuali possono essere dirette sia allo
studio di un sistema complessivo che a quello di uno o più
elementi particolari del sistema complessivo che a quello di
uno o più elementi particolari del sistema stesso (unità residenziale e/o attrezzature, ecc.) e alla valutazione del loro
ruolo nel sistema complessivo cui appartengono.
Raccordi e coordinamento con altri corsi
L'elaborazione dei progetti, sia di quelli svolti durante il
corso sia di quelli oggetto di tesi di laurea, dovendo rappre72
sentare la sintesi degli studi degli allievi, nell'arco dei cinque
. anni previsti dalla Facoltà, non può non tener conto delle
esperienze svolte negli anni precedenti o in altri Istituti. In
particolare il progetto· può anche costituire elemento di ~eri­
fica spaziale per eventuali altre ipotesi e ricerche (urbamstlche, storiche, strumentali, tecnologiche) sulle quali l'allievo
più specificamente intende applicarsi.
In altri termini le opportune forme di coordinamento
con le altre discipline risultano strettamente legate al tema
di studio prescelto: i tempi e i modi di tale coordinamento
verranno perciò valutati insieme con gli studenti in fase di·
programmazione della ricerca progettuale.
Risultano nella impostazione generale del corso privilegiati i coodinamenti con le discipline:
-
Urbanistica e pianificazioe territoriale
-
Storia e Indirizzi dell'architettura e Storia dell'urbanistica
-
Tecnica delle costruzioni e Materiali speciali.
-
Tecnologia dell'architettura.
La bibliografia essenziale è a disposizione degli studenti
presso l'Istituto di Progettazione.
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA V (B)
Prof. Nicola Pagliara
Le ragioni
I frammenti della scienza della progettazione, cocci multicolori sparsi fra le teorie più apprezzate dell'attuale firmamento culturale, tendono per loro natura, come un'implosione cosmica, a riconnettere le parti di un sistema un tempo
unito e regolato da leggi ferree. Il « big-bang» di intuizione
einsteiniana si è prodotto per la nostra scienza in tempi recenti dando luogo ad un'autentica galassia di « qualità» nella
73
quale ogni intuizione personale sembra avere risvolti probabili e segni esclusivi. Da qui al vuoto cosmico dei contenuti,
il passo è breve: l'interazione svuota, si sa, le parti dei loro
significati, ne elabora una rappresentazione asettica, la giustfica sul piano socio-economico, insomma svincola e riduce se stessa dalle regole della disciplina. Il risultato è che
non un eccletismo, ma più teorie giustificano la libertà di
interpretazione dell'attuale briccolage progettuale. Il « non
sense» che ne deriva è il nostro panorama urbano, pattumiera improbabile delle più acute sperimentazioni.
Le ragioni di questa condizione sarà più facile analizzarle alla distanza, quando il tempo trascorso consentirà
di leggere divise le parti componenti del gioco delle parti, e
forse solo allora troveranno giustificazione le tendenze col·
lettive al massacro della disciplina. Noi per ora siamo qui
solo a considerare, e tenteremo una rapida conversione (con
i suoi rischi), per riprendere non « la direzione», ma per
raccattare i cocci dispersi. Già molti ricercatori sono al lavoro, anche in territori del sapere lontani dai nostri, ma
tutto ciò ci indica un metodo a noi quasi sconosciuto. I racconti dei modi di pensare fino ai Maestri sono come fasci·
nose storie di alambicchi, simili alle magie di Nostradamus,
lontane dalla lucida scienza di Newton. Tuttavia è sempre a
quel modo che torna la nostra speranza di conoscere i più
intimi segreti del progettare, dissolti intorno agli anni '20,
quasi che le esplosioni della grande Berta si fossero portati
via, con le farfalle del fronte occidentale anche i draghi del
misterioso bosco della Maginot.
Che sia solo questo il compito della nostra generazione,
mi pare ben pagato alla via concessa, solo che il tempo stringe, e già nuovi slogan appaiono nel firmamento della postcultura: non si fa in tempo a riflettere, che il secondo canale
TV, istituzionalizza con un flash d'agenzia la crisalide tenera
della riostra mutazione. E allora, Per restare nel vago, diremo
soltanto che cerchiamo il « mistero», come ci insegna Ein·
stein, cioè il sentimento fondamentale che ci consenti di porci
domande, di vivere accanto alla scienza e soprattutto di
sentire in ogni scoperta dell'armonia universale, un riflesso
della nostra sorda, infinita meraviglia.
74
I mezzi
In questi anni ho cercato di mettere a punto uno schema dei pochi elementi fissi dell'architettura, e negli studi
che ho sviluppato mi sembra si possano estrapolare tre punti indispensabili e ricorrenti, le cui caratteristiche se pure
ancora poco controllabili, sono però certamente presenti in
tutti ·i fenomeni arcbitettonici. Questi elementi sono nell'ordine: la tettonica, l'inconologia, la simmetria. Di questi tre
elementi il secondo ed il terzo sono quasi completamente
scomparsi subito dopo le analisi sulle simmetrie neoplasticM di Mondrian e le iconologie metafisiche di Magritte.
Si sono ancora inviduati due parametri variabili: la funzione e la tecnologia. La prima esaltata dagli anni '20 in poi,
ha raggiunto ogni carattere di esclusiva speculazione economica, moneta di scambio o di ricatto per la fattibilità di un
progetto, perdendo la sua caratterista storica di ragione essenziale del p!uriuso dello spazio; la seconda, finita nei laboratori Montedison o nelle rapide soluzioni di montaggio,
associa industria e patronato sperando che con l'ausilio del
designer possa divenire appetibile ed essenzi81e, una scatola
di montaggio: troppi passaggi a nostro avviso per costruire
il mini-cottage, pluriuso, accessoriato, con caratteristiche da
ferrodastiro, da potersi adagiare indifferentemente (o da
gonfiarsi) su spiagge a piacere o boschi o laghi o città ...
Questi cinque punti saranno gli argomenti delle nostre
lezioni, cercando di analizzare quali furono nel tempo le loro
caratteristiche, i significati e soprattutto quale fu la loro
quantità d'uso all'interno dei diversi tipi di progetto. Ancora sarà sviluppato un piccolo tema durante l'intero corso,
verificato sistematicamente attraverso cinque punti: prima
in modo parziale (funzione, tecnologia), poi con un'ottica
più ampia (tettonica; simmetria), ed infine il progetto darà
spiegazioni attraverso l'espressione dei suoi significati (iconologia). L'elaborato al termine dovrà comprendere i cinque
elementi in una assoluta contemporaneità di lettura, avendo
sfiorato così il complesso meccanismo della sintesi dei momenti formativi l'immagine. L'esercitazione sarà singola e si
svolgerà in classe- attraverso correzioni e pubbliche discus75
sioni; 'l'elaborazione potrà essere sviluppata all'esterno (la
mancanza di spazi privati lo impone) ma le verifiche saranno
sistematiche e settimanali, un giorno in più rispetto all'orario ufficiale e prodotte dai contrattisti con l'ausilio della presenza del docente.
Le considerazioni
Brevi possono essere le considerazioni, se così sperimentale si presenta il quadro della ricerva del corso, ed il rischio
(controllato) in cui si spinge. É un nostro dovere crediamo
ridare scientificità ad una malintesa interpretazione della
« Composizione ,), Proprio oggi in cui per tutti tutto è composizione sentiamo con urgenza la necessità di restituire i
ruoli. Accadde anche tanto tempo fa e si fu alla soglia di un
lungo ,-in2scimento, quando fu chiaro che fra i mastri muratori e gli scienziati dell'architettura il passo del piede fiorentino si era smisuratamente allungato. Non è un male tutto
ciò se isolando la competenza tecnica, gli architetti ricercano
un nuovo modo umanistico, diventando a mio avviso allora
sì indispensabili nello sviluppo del sociale non come mezzo,
ma come motore e produttore delle immagini del proprio
tempo. Noi vagliamo da auni un ruolo, fin qui resi quasi
inutili ed affiancati al divertito e compiacente modo degli
ingegneri. Perso il bandolo, si sa, anche Teseo avrebbe avuto
grosse difficoltà nella scoperta di se stesso e noi tentiamo di
riammagliare la grande tela della meraviglia.
Arida ci sembra fin qui l'immagine di quanto ci circonda, e se pure logici marxisti ci consigliano di stemperare le
nostre fantasie nel mare profondo della socialità, noi chiediamo un ruolo di produttori, come il teatro e la TV, di tutto
quell'indispensabile inutile che forma, rallegra, arricchisce
ma soprattutto tiene sveglie le buone come le cattive coscienze.
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA V (C)
Prof. Massimo Pica Ciamarra
Il corso si articola su tre livelli che riguardano gli obiettivi, il metodo e gli strumenti della progettazione architettonica; e ne riscopre le relazioni all'interno di esercitazioni
progettuali: la ricerca si incentra sul rapporto fra « architettura e dimensione urbana », ed esamina il problema della
riorganizzazione dello spazio urbano e della sua riconquista
ai fini collettivi.
I principali argomenti sono:
- progettazione architettonica e progettazione integrale;
intersezioni e contrapposizioni nella realtà dei processi progettuali;
- l'organizzazione funzionale: dall'idea di funzione a
quella di attività; lo spazio come sistema di luoghi;
criteri tipologici e caratteri topologici; le barriere
architettoniche;
- architettura e logica delle tecnologie: la riunificazione della ingengeria strutturale con l'architettura; evoluzione dell'idea di progetto nell'edilizia industrializzata per componenti; il controllo del microclima nei
sistemi edilizi; l'informazione energetica; gli impianti tecnologici nell'architettura;
- l'uso delle geometrie nella definizione dello spazio:
reticoli ordinatori e struttura organizzativa e formale; la progettazione architettonica fra topologia e
geometria;
- il « principio insediativo », ovvero l'armatura della
forma ,>: la storia come metodologia del fare architettonico; ruolo degli utenti nel processo progettuale;
il rapporto con le preesistenze: l'intervento architettonico come frammento e come elemento di legame.
Gli argomenti trattati hanno come riferimento le esercitazioni d'anno, a carattere monografico.
La bibliografia di base è disponibile presso !'Istituto di
Progettazione Architettonica.
76
77
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA V
(D)
Prof. Francesco Della Sala
Tema: "Progettto di residenza integrata da servizi complementari e sociali, potenziato da tecniche informatiche
alla luce dei problemi energetici e nella prospettiva dell~
industrializzazione» .
Il corso intende orientarsi al nuovo, come richiedono
la crisi energetica, la trasformazione della società l'indu"
strializzazione, ecc.
A partire da una precedente esperienza ancora in corso
ci si propone di sperimentare nell'iter progettuale logiCh~
dIVerse, capaci di tenere conto delle complessità del processo e di evidenziarle.
Durante l'anno si terranno comunicazioni sull'influsso
dell'industrializzazione edilizia e dell'informatica sul progetto.
Tali comunicazioni, ciclostilate e distribuite potranno
costituire materiale di rifless.ione nelle varie fasi di svilup·
po del lavoro.
I! corso, aperto anche a studenti del 4" a n no,
derà con un Seminario e Mostra dei lavori.
SI.
conelu·
DISEGNO E RILIEVO (A)
Prof. Anna Francese Sgrosso
Premesse metodo logiche
I! corso A di Disegno e rilievo si propone, mediante un
consapevole uso del mezzo grafico-espressivo, il conseguimento della conoscenza fenomenologica dell'architettura.
78
Il disegno inteso come mezzo espressivo, o pm propriamente secondo una terminologia tratta dalla li(lguistica, come "veicolo segnico », è un linguaggio visivo, e dunque
come tutti i linguaggi deve esprimere dei contenuti, stabilendo con essi un rapporto reciproco di " significante» e " signi·
ficato ». Se tuttavia attribuiamo un ruolo preminente al divenire del progetto piuttosto che alla forma conclusa, il
mezzo grafico assume un preciso significato di ordine non
formale ma ideologico. Al disegno allora viene attribuito un
ruolo altretanto complesso ma assai più pregnante, precisamente quello di "pianificare il procedere », stabilire o proporre in anticipo regole e comportamenti futuri, in una pa·
rola "progettare)l.
Noi assumiamo il termine in entrambe le accezioni, essendo evidente come
il disegno architettonico rivesta la duplice funzione di strumento per la ricerca
espressiva e di mezzo tecnico per la realizzazione dell'opera, stabilendosi inoltre un
legame concettuale tra il segno-architettura e il segno-immagine in quanto ad entrambi spetta il ruolo di esprimere simbolicamente la funzione e di suggerire determinate ipotesi interpretative.
Il soddisfacimento di tali esigenze richiede la conoscenza 'della problematica
relativa alla percezione e alla comunicazione visiva: poichè infatti l'ambito operativo è lo spazio fisico tridimensionale, all'interno del quale si instanra un rapporto
di fruizione tra lo spazio costruito e l'elemento umano, ne consegue !'intimo legame
di natura geometrica e di natura psicologica tra la struttura oggettiva e l'immagine
percepita, vale a dire tra spazio fisico e spazio percettivo.
La costruzione dell'immagine rappresentativa, come la formazione sulla retina
dell'immagine visiva viene mediata da procedimenti geometrico-proiettivi atti a tradurre su una superficie bidimensionale la realtà oggettiva tridimensionale. Ma il
processo percettivo-visivo non si limita alla pura registrazione dell'immagine rednica, così l'operazione grafica non può ridnrsi alla fredda e neutrale riproduzione
della realtà: al segno-immagine compete infatti il ruolo di esprimere con immediatezza e preenanza j contenuti e i significati dell'apeta.
Ancora una funzione del disegno, che potremmo definire autonoma rispetto
al progetto ma non estranea, precisamente la funzione di documento dell'esistente,
è quella che spetta al disegno di rilievo. Ma anche il termine «rilievo)) ha un significato polivalente, quello di ossel'vazione, risalto, tipo di cultura, in architettura,
« ... determinazione degli elementi necessari a tapptesentate graficamente un'opera
gia costruita)} (Devoto-Oli, Dizionario della lingua italiana, voce Rilievo). Assumendo dunque il termine in un'accezione globale- è necessario cogliere per uso tramite tutte le componenti dell'architettura: da quelle metriche e dimensionali a·
quelle relazionali, da quelle figurative a quelle geometrico-strutturali, per finire
con le proprietà topologiche dello spazio vissuto.
79
Programma operativo
-
rappresentazione prospettica della struttura individuata in rapporto a nuove destinazioni d'uso; rielaborazione della struttura e determinazione delle ombre proprie e portate.
Sulla base di una sperimentazione didattica coordinata
con il corso D di Composizione I e II e parzialmente conclusa, proponiamo ancora il frazionamento del corso di Disegno e rilievo in due semestri: rispetto agli impegni programmati risulta infatti inadeguata l'attuale concentrazione
del corso in un solo anno accademico, richiedendosi un più
graduale approccio e tempi più lunghi di acquisizione; in tal
modo risulta inoltre possibile soddisfare l'esigenza di un costante scambio interdisciplinare, che dovrà coagularsi nel
momento conclusivo della sintesi progettuale.
Bibliografia
Ritenendo fondamentale un reciproco scambio anche con
altre discipline proponiamo un coordinamento verticale con
il corso B di Tecnologia dell'architettura I sul tema (( Gli
insediamenti civili e rurali della Penisola Sorrentina», per
una ricerca finalizzata alla salvaguardia dei valori ambientali e al recupero dei modi costruttivi e delle risorse locali.
Pm l'analisi storico-critica: Jammer M., Storia del concetto di spazio da Democrito alla relatività, Feltrinelli, Milano;
Panofsky S., La prospettiva come torma simbolica, Feltrinelli,
Milano; Sgrosso A., Il problema della rappresentazione dello
spazio, IEM, Napoli.
Analisi mortologica dello spazio-ambiente: i temi delle
lezioni saranno:
a) l'evoluzione del concetto di spazio con particolare
riferimento alle nuove teorie geometriche; b) i processi geometrici della rappresentazione grafica e della restituzione prospettica; c) alla conoscenza metodologica e strumentale del processo conformativo
dello spazio-ambiente mediante schizzi rilievo sia tradizionale che fotogrammetrico; d) all'individuazione
e rappresentazione assonometrica della matrice
strutturale degli spazi in esame.
Per le componenti percettive e psicologiche: Arneim R.,
Arte e percezione visiva, Feltrinelli, Milano; Piaget J. - Inhelder
B., La rappresentazione dello spazio nel bambino, Giunti Bar-
bera, Firenze.
Per lo studio geometrico: AA.VV., Architettura: disegno
e geometria, Massimo, Napoli; March L. - Steadman P., La
geometria dell'ambiente, Mazzotta, Milano.
Per la documentazione ambientale: Imperatore G., Amalti
nella natura, nella storia, nell'arte, Amalfi, 1956.
Esistono, inoltre, appunti delle lezioni a cura dell'Istituto di Analisi Architettonica.
DISEGNO E RILIEVO (B)
Sintesi rappresentativa e inventiva i temi delle lezioni:
Prof. Antonio Scivittaro
il problema della rappresentaziòne; sintesi storica e
metodi moderni; la teoria delle ombre come mezzo
di ricerca figurativa e come studio del soleggiamento.
Le esercitazioni:
80
Significato del corso
Il crescente interesse che lega la Didattica alla Ricerca ci pone l'obiettivo
di caratterizzare operazioni diverse. Queste, partendo dalla lettura ed elaborazione
stimolano altri inter~ssi che fecondano la capacità di rappresentarli. Il momento
della rappresentazione dei fenomeni plastico-spaziali dell'Architettura parte cosi dal
81
recupero di significati e valoti della città come del territorio aprendoci nuove prospettive metodologiche relative alle possibilità linguistiche e strutturali tra la città
antica e .la città moderna. '
Naturalmente, è proprio in questa Disciplina, fondamentale alla formazione
dell'architetto, che l'area di ricerva estendendosi oltre le scienze e le tecniche legate
alla percezione sensoriale, tocca motivazioni più profonde, ideali e formali al tempo
stesso. Fondamenti e strumenti relativi alla rappresentazione virtuale dello spaziotempo. Le modalità della rappresentazione (dal bozzetto al progetto e dal Rilievo
al Modello) altro non è se non la materializzazione in Forma visiva e fruibile della
immagine contestuale.
. Immagine e configurazione del rapporto mutevole tra città e territorio. Pertanto, le divisioni ideologiche tra architettura e Arte sono puramente riduttive e
stlUmentali ma non sostanziali, Natura e artefatto (città-territorio) diventano inseparabili come la Cultura del Lavoro.
Specificità della disciplina
Il passaggio dall'informazione sensoriale alla riflessione
logica e semantica sul contesto sottende una serie di operazioni che vanno dall'analisi alla sintesi dell'immagine rappresentata (operazioni linguistiche-strutturali).
Il segno architettonico (l'opera-messaggio) diventa così
oggetto di scomposizione e reinvenzione linguistica, ponendo
in evidenza i caratteri legati al continuum spazio-tempo.
Particolare attenzione sarà posta al Processo di COSTITuzIoNE DELL'IMMAGINE circostanziata all'ambiente storico, naturale e ai mutamenti che coinvolgono struttura e
forma contestuali (es. Castelnuovo di Napoli).
L'obiettivo specifico consiste, a livello della Didattica,
nel continuo sforzo di liberare consapevolmente il potenziale fantastico-inventivo negli allievi, affinché le analisi condotte non precludano, riduttivamente impoverendole, possibili aperture metodologiche (Analisi storico-critica delle esperienze visive e sui modelli spaziali).
b) Relazione tra oggetto architettonico e ambiente storico e socio-economico (Analisi storica e critica della
forma).
c La forma come effetto fruibile del processo di configurazione dell'immagine (della Gestaltheoria alle attuali ricerche storiografiche e critiche dell'Architettura).
d) Implicazioni geometriche, psicologiche, fisiche e
storiche nell'Analisi della rappresentazione di Rilievo .
e) Processo interno esplicativo della rappresentazione bidimensionale e tridimensionale (Rilievo a vista e geometrico in scala come sintesi della forma).
f) Forma e contesto - con particolare riferimento allo
studio del mutamenti delle forze operanti nel contesto (scala umana e scala tecnologica).
Metodologia della forma e tecniche di rappresentazione (Elaborati di sintesi - il contesto esaminato e rappresentato nelle sue singolarità, anomalie ed emergenze).
g)
h) Poetiche dell'Architettura antica e moderna. Mutamento delle indicazioni e del segno. Esemplificazioni segniche tratte da tests antichi e contemporanei.
i) Nelle prove individuali come nelle esperienze di
gruppo (elaborazioni di gruppo) la metodologia seguita dovrà
porre in evidenza i contenuti delle lezioni teoriche e delle
esercitazioni alla lavagna (indicazioni storiografiche, crjtiche
e geometriche dello spazio architettonico).
l) Lezioni circostanziate alla verifica del modello didattico individuato. Esercitazioni in aula intervallate da sopralluoghi nel centro storico di Napoli pilotate dai rispettivi
.àssistenti alle esercitazioni e coordi.nate con il corso di Composizione Architettonica I B diretto dal Prof. Gaetano Borrelli.
Programma del corso
Analisi del segno architettonico nel contesto urbano:
a)
82
La scala umana e i rapporti proporzionali.
Opere consigliate
B. Zevi, Architettura in nuce, Venezia.
83
B. Zevi, Il linguaggio Moderno dell'Architettura, Torino.
R. De Fusco, L'idea di Architettura, Napoli.
A. Scivittaro - F. Tintoretto - P. De Masi, Struttura del segno
architettonico, C.N.R., Napoli.
A. Scivittaro - F. Tintoretto - C. Di Crosta, Il Centro storico,
C.N.R., Napoli.
A. Scivittaro - F. Tintoretto - M. R. Imbrioscia - P. Virgilio
- M. Monti, Struttura e forma dell'Architettura, C.N.R.,
Napoli.
F. Tintoretto, Contributo alla linguistica architettonica _ Parlare e fare architettura, Riv. L'Architettura, n. 236, Roma.
G. De Carlo, Urbino - S.toria - Evoluzione e ristrutturazione
urbanistica, Padova.
2. Teoria e storia del rilievo. Analisi delle rilevazioni
effettuate da grandi architetti e studiosi d'architettura. sulle
grandi emergenze dell'antichità. Approccio metodologlCo e
operativo.
.
3. Sintesi storico-scientifica dell'evoluzione nei. metodi
di rappresentazione geometrica. Proiezioni ortogonalI per la
identificazione delle caratteristiche metriche dell'oggetto da
rappresentare. Il rilievo con l'ausilio della moder~a tecnologia. Gli strumenti, la fotogrammetria, la fotografIa aerea.
Attività sperimentale
a)
Ricerca storica, come collocazione dell'architettura studiata e come documentazione delle vicende della s.tratlficazione storica. Bibliografia, regesto, confronto dI pianimetrie.
b)
Rilievo:
Elaborati fondamentali: piante, prospetti, sezioni particolari: Disegno e sue caratteristiche in funzione della
scala adottata:
F. Tintoretto, La Crisi e l'Arte, Riv. Trivella, 16-17, Avellino.
DISEGNO E RILIEVO (C)
Prof. Massimo Rosi
1. Sintetico, scala 1/200, 1/100
rapporti generali, quote.
L'obiettivo didattico del Corso C di Disegno e Rilievo, è
quello di individuare nel contesto urbano e sociale, le emergenze architettoniche - che possono diventare temi comuni
con i Corsi di Storia dell'Architettura e di Composizione Architettonica - per portare su di esse l'attenzione analitica
della lettura diretta e cioè del rilievo, in uno con le possibili
indagini storiche e tecnologiche.
- Lezioni teoriche, nelle quali saranno trattati, dal punto di vista storico e da quello metodologico, i seguenti argomenti:
l. La rappresentazione grafica dell'architettura. Connessione con la realtà, rappresentazione bidimensionale di
una realtà tridimensionale sia reale che di fantasia. Rappresentazione antica e relazione con scoperte (Prospettiva). Evoluzione della rappresentazione. Il disegno dell'architettura
nell'opera dei Maestri.
84
2. Descrittivo, scala 1/50
definizione architettonica, quote.
3. Analitico, scala 1/25, 1/10
particolari decorativi, strutturali, costruttivi.
c)
Spaccati asso metrici come mezzo indvid~ale di lettura
e comprensione dello spazio architettomco,. della .complessa fenomenologia della percezione architettomca e
come mezzo di indagine strutturale.
d)
Lettura fotografica intesa come fattore int~grativo,
quindi connesso alle singole fasi di lavoro .. AUSI110 della
fotografia nel rilievo. Mezzo di interpretaz10ne e lettura
percettiva dell'architettura.
Tasto indicato
M. Rosi, Il Disegno dell' Architettura, ed. della Libreria, 1977.
85
DISEGNO E RILIEVO
(DJ
Prof. Adriana Giusti Baculo
Il corso si propone l'analisi ed il rilevamento del patrimonio edilizio esistente.
Il riordino delle discipline e l'aggiornamento dei loro
contenuti - che si auspicano nel quadro dell'assetto della
Università - può proporsi anche utilizzando il rapporto con
la trasformazione concreta della realtà territoriale urbana
ed edilizia, come esperienza formativa dell'architetto.
Il corso si propone la definizione di quel rapporto, il
che serve non solo a capire i problemi ed i motivi determinanti l'attuale assetto di un territorio o di un ambito urbano
preso in esame e le sue trasformazioni più antiche e più re.
centi, ma specificamente a penetrare una più ampia problematica dell'architettura e particolarmente il rapporto tra
manufatto edilizio e suo uso, tra casa, servizi ed attrezzature,
tra aggregato urbano ed attività produttive; queste ultime
determinanti nell'attuale situazione economica nella quale
lo sviluppo produttivo e Occupazionale diviene problema
prioritario anche per la valutazione delle diverse situazioni
urbane ed edilizie.
A questa problematica che è il filo conduttore del Corso
si affianca l'obiettivo della sperimentazione degli strumenti,
della rappresentazione.
Il Corso infatti è finalizzato al suo compito prioritario
che è quello di assolvere al suo specifico disciplinare approfondendo la conoscenza dimensionale e quantitativa della
realtà costruita.
In particolare a questo riguardo il Corso analizza:
-
86
i sistemi di rilievo da realizzarsi senza l'ausilio di
strumenti ad alto livello tecnologico - fondati cioè
sul diretto rilevamento metrico - particolarmente
utili per una conoscenza puntuale, immediata, ravvicinàta della realtà costruita;
_ le attuali tecniche di rilevamento basate sulle fotografie aeree, sui metodi di prospezione elettnca e ,magnetica, sulla fotogrammetria anche connessa all uso
del calcolatore elettronico.
Nel panorama didattico d e l Corso saranno illustrati, di
volta in volta, i criteri di elaborazione grafica più diffusi:
sia quelli contenuti entro programmi ca~tografici a
larga scala cioè colti a documentare aspetti della realtà urbana e territoriale in una cartografia connessa
alla produzione industriale OGM, FF.SS, Touring,
ecc.).
_ sia quelli contenuti nella documentazione g:-afica, del
territorio nazionale, regionale, comunale, rmv~mblle
comunemente alla scala 1:10.000, 1:5.000, 1.2.000,
l: 1.000;
sia quelli contenuti entro la cartografia catastale più
antica e più recente, nonchè in tutta la cartografia
{{ storica}};
_ sia quelli sanciti dalla consuetudine grafica adottata
da urbanisti ed architetti, e solo in piccola parte convenzionata e generalizzata nei diverSI manual! (Manuale dell'Architetto, Neufert etc.);
Il Corso, inoltre, sottolinea - attraverso lezioni teoriche
ed applicazioni grafiche - il ruolo fondame~tale che. assume
articolarmente la geometria descnttlva -'
· la geome t na
p
d' ']' o dello
come strumento scientifico sia di lettura e I l'! lev
spazio sia della sua_rappresentazione.
Saranno quindi sperimentati con gli allievi - nell~ esercitazioni e nei frequenti sovralluoghi - gli strumentI. della
rappresentazione geometrica, utilizzando pera.ltro :1 dlseg~o
convenzionale integrato dalla simbologia graf:ca. dI ~olta dl~
volta sperimentata, coerente alle varie scale dI nduzlOne e
disegno e finalizzata ai diversi scopi di lettura dI queste.
In conformità agli obiettivi innanzi esposti, l'articolazione didattica del Corso è costituita da
87
--------------------------
1)
2)
Lezioni:
-
sull'uso della geometria descrittiva; proiezioni ortogonali, assonometriche. e prospettiche;
-
sul disegno convenzionato e sui risultati grafici;
-
sui sistemi di rilievo e di analisi del territorio, delle
strutture urbane ed edilizie;
-
sul significato attuale di centro storico e sul dibattito
centrato sull'analisi del patrimonio edilizio esistente
nelle diverse città italiane.
Esercitazioni: nelle quali saranno stati compiuti e graficizzati rilievi alla scala territoriale, urbana ed edilizia.
In dettaglio saranno approfonditi i seguenti· aspetti delle
aree urbane prese in esame a differenti livelli di approfondimento
L'area di lavoro sarà prescelta e discussa nel Corso: su
di essa verrà fornita tutta la cartografia ed i dati disponibili.
ed utilizzabili.
Indicazioni bibliografiche
Adriana Baculo (a cura di), Centri storici e progettazione,
Napoli 1975.;
Adriana Baculo, Quattro lezioni di Disegno e Rilievo, Napoli,
1980;
Adriana Baculo, La casa contadina, la casa nobile, la casa artigiana e mercantile - Analisi e recupero del patrimonio
edilizio in Campania, Napoli, 1980.
Dai sopraindicati testi è derivabile una bibliografia specifica relativa ai diversi temi trattati nel Corso.
Sono inoltre disponibili per la consultazione:
A - Primo livello
Al - Analisi delle trasformazioni urbane attraverso la
cartografia storica ed i programmi di intervento in
atto; A2 - Analisi della proprietà e delle variazioni
catastali; A3 - Analisi della consistenza edilizia, del
sistema viario, della rete di distribuzione dei servizi e della localizzazione delle attrezzature.
B - Secondo livello
BI - Rilievo planimetrico ed altimetrico di un comparto urbano; B2 - Analisi dei moduli strutturali e degli elementi costituenti l'aggregato edilizio; B3 - Analisi funzionale del comparto.
c - Terzo
livello
Cl - Rilievo di un edificio: piante a tutti i livelli , sezioni ,
prospetti; C2 - Rilievo delle reti di distribuzione dei
servizi ed analisi della condizione igienico-sanitaria
dell'edificio; C3 - Analisi delle unità abitative: superfici, distribuzione delle funzioni, dotazione di servizi.
88
Quaderno del Corso di Disegno e Rilievo - prof. Adriana Baculo.
N° 1 -Napoli: Quartieri Porto, Pendino, Mercato;
N0 2 _ La Regione Campania: La valle caudina, L'agro Nocerino, La fascia dei Comuni Vesuviani.
DISEGNO E RILIEVO (E)
Prof. Camillo Gubitosi
Contenuti ed obiettivi
Il programma si propone di impostare una ricerca metoàDlogica riguardante l'analisi, la lettura e rappresentazione
bi/tridimensionale dello spazio urbano ed architettonico.
Tale ricerca potrà anche essere coordinata con un Corso
di Composizione al fine di identificare una stessa area urbana
di sperimentazione. Il tema d'anno, infatti, considera una zona
urbana - il centro antico - capace di offrire caratteri urbanistici ed architettonici -di elavato interesse ambientale e
formale.
89
Organizzazione del programma
-
Lavoro in gruppi di due, tre allievi.
Identificazione di limitate aree di studio nell'ambito del
centro antico.
Analisi dell'ambiente urbano attraverso disegni d'insieme,
fotografie, elaborazioni grafiche di planimetrie.
-
Analisi grafica di un complesso architettonico. Piante, spaccati, assonometrie, sezi.oni, prospetti e prospettive.
Il Corso darà alcune fondamentali nozioni sulla prospettiva e l'assonometria.
Il metodo di rappresentazione grafica, di cui è parte inte·
grante il rilievo, inteso c:J]ne strumento d'indagine conoScitiva, dovrà definire la possi.bilità di visualizzare le connotazioni spaziali, le ernergenze visive, ecc.
All'analisi della realtà urbana e degli organismi architettonici in essa cbntenùta, si affianca nel corso un'analisi critica e storica dello sviluppo della realtà urbana attraverso il
tempo, al fine di capire l'evoluzione urbanistica della città.
L'obiettivo di fondo è quello di rendere il mezzo grafico
familiare agli allievi, fornendo loro il fondamentale strumento
espressivo di lavoro dell'allievo-architetto.
ESTIMO ED ESERCIZIO PROFESSIONALE (Al
Prof. Agostino Luini
L'Estimo, che notoriamente costituisce un momento della
Economia, ha bisogno per essere studiato e compreso, della
acquisizione di alcuni principi generali di Economia e di Matematica finaziaria.
.
La prima parte del corso è dedicata a queste due discipline propedeutiche dell'Estimo per mettere in condizione il futuro Architetto di risolvere agevolmente e razionalmente i
90
tanti problemi che dovrà affrontare nell'esercizio della sua
professione: dalle scelte ottimali nell'intervento sul territorio
alla quantificazione di danni prodotti da eventi straordinari,
dalla convenienza alla ristrutturazione di un manufatto alla
quantificazione della indennità alla luce di norma legislativa,
dalla stima dell'avviamento di una azienda alla quantificazione dell'utilizzo ottimale di un determinato capitale fisso sociale dalla determinazione del valore di un lastrico solare alla
determinazione del costo di idoneizzazione di un comparto
edilizio interessato dalla ediiizia di tipo popolare, ecc.
Per mettere in condizione gli allievi di essere direttamen·
te interessati allo svolgimento del corso, si svolgeranno semi·
nari su argomenti preferibilmente suggeriti dagli stessi allievi
e si cercherà, all'occorrenza, di seguire e verificare alcuni fe·
nomeni economici facendo riferimento diretto alla realtà di
mercato accedendo sui luoghi da tanto interessati.
Si svolgeranno, inoltre, d'intesa con docenti di altre discipline oggetto d'insegnamento presso la stessa facoltà di
Architettura, seminari su argomenti comuni alle stesse per
far rendere conto agli allievi del nesso di complementarietà
esistente tra le varie discipline nella soluzione dei tanti problemi del futuro professionista.
Le esercitazioni, infine, saranno svolte con riferimento ad
episodi reali anche per mettere in condizione il laureando di
poter agevolmente impostare e risolvere, non solo con parole,
i futuri problemi che sarà chiamato a risolvere nell'interesse
di privati o della Collettività, adempiendo in tal maniera alla
sua funzione sociale alla quale sarà chiamato in conseguenza
del possesso del titolo al quale egli aspira.
Principi di Economia: Bisogni - Beni· Utilità - La produzione ed i suoi fattori - La produttività - I costi di produzione
- Le rendite - Le quasi rendite - Il mercato e le diverse sue
forme· L'investimento· La scelta degli investimenti.
Cenni di matematica finanziaria: Saggio d'interesse e tas·
so di capitalizzazione - In,teresse - Interesse semplice e composto - Annualità anticipate e posticipate iniziali e finali - Sconto
- Cenni sulle periodicità ' Tavole di sopravvivenza· Usufrutto
- Vitalizio - Nuda proprietà - Riparto.
91
l
La teoria estimativa: Evoluzione dell'Estimo nel tempo.
I principi generali dell'Estimo· Il principio della dipendenza
del valore dell'aspetto economico· La previsione nel giudizio
di estimo - I possibili aspetti economici - La teoria dell'ordinarietà.
M etodologia estimativa: Metodologie sintetiche _ Metodo-
logie analitiche - Metodologie semianalitiche _ Metodi diretti
ed indiretti.
Stima dei danni: Concetto di danno - Determinazione dell'ammontare del danno relativo ad un manufatto.
Stima di miglioramenti: Giudizio di convenienza nella
realizzazione di miglioramento o di trasformazioni _ Determinazione dell'ammontare della convenienza in trasformazione
urbana.
Estimo Civile: Stime inerenti a fabbricati civili - Stime di
aree edificabili - Stima del costo di idondzzazione _ Stima di
fabbricato suscettibile di sopraedificazione - Stima di manufatto urbano senza mercato - Stima di danni per inquinamento - Convenienza all'intervento su immobile ricadente in un
centro storico. Verifica di mercato ad intervento nel centro
storico da parte di privato o di Ente pubblico.
Estimo industriale (cenni): Stima relativa a fabbricati
industriali - Stima delle aziende industriali - Stima dell'avviamento di una azienda.
Estimo convenzionale: Generalità - Legge fondamentale
25-6-1865 n. 2359 - Legge 15-1-l895 n. 2892 per il risanamento
della città di Napoli - Legge 18-4-1962 n. 162 per l'edilizia economico-popolare - Legge 22-10-1971 n. 865 (legge per la casa) _
Legge 28-1-1976 n. 10 (legge Bucalossi) - Legge sull'equo canone.
Testi consigliati
C. Forte e B. De Rosi, Principi di Economia ed Estimo, Etas
Kompass, Milano 1974.
Nino Famularo, Teoria e pratica delle stime, UTET, Torino,
1969.
Luigi Fusco Girard, L'evoluzione della logica estimativa, Facoltà di Architettura, Napoli 1974.
1. Micheli, Estimo, Edagricole, Bologna 1975.
Agostino Luini, Esercizi elementari di Estimo, Edizioni Teorema, Firenze.
ESTIMO ED ESERCIZIO PROFESSIONALE
Prof. Luigi Fusco Girard
Il corso intende illustrare gli aspetti economici della pro-
gettazione architettonica, urbanistica e della conservaZIOne
dei beni culturali.
Gli argomenti sono i seguenti:
A)
92
Elementi di micrç economia:
La scienza economica, bisogni, utilità, beni econom~ci; I~
produzione, il mercato e le sue forme; l'investimento pnvato,
!'investimento pubblico; la programmazIOne.
B)
L'architetto come progettista e direttore dei lavoro: La
progettazione e la direzione dei lavori nell'esercizio della libera professione - Gli elaborati tecnici relativi alla progettazione - Il collaudo delle opere private e pubbliche _ Cenni sulle
tariffe professionali e sul Catasto edilizio urbano.
(B)
Teoria e metodologia estimativa: l'evoluzione. della {( moderna» disciplina estimativa da Arrigo Serpzen a Carlo
Forte.
L'evoluzione della teoria del valore e della lo~ica e~tim~­
tiva; i principi dell'estimo; il metodo ed i procedImentI estImativi.
93
Estimo Urbano e Territoriale:
C)
La produzione edilizia; caratteristiche del mercato abitativo; la 1. 392/78; la stima del valore di mercato del prodotto
edilizio; il saggio di rendimento dell'investimento immobiliare urbano; la stima del valore di mercato dei fattori della produzione edilizia; la rendita ed il recupero alla collettività delle
plusvalenze fondiarie con la 1. 10/77.
-
La stima dei costi insediativi:
i costi delle opere urbanizzative primarie e secondarie;
il costo degli standard urbanistici; il costo di produzione di alcuni servizi pubblici urbani.
D)
Il programma del corso è a disposizione degli allievi presso !'Istituto di Costruzioni.
FISICA (B)
Prof. Gelsomina Colantuoni
Programma
Il costo del recupero e della conservazione:
il costo per l'eliminazione dell'obsolescenza tecnologica, funzionale, posizionale, ambientale ed economica;
procedimenti di stima del costo del recupero; aspetti
economici della conservazione dei beni culturali ed
ambientali.
-
Prof. Mario Cutolo
Il costo della nuova produzione edilizia:
la stima dei costi di costruzione; la cost analysis e la
cast planning; la cost in use; il metodo A.R.C.; l'analisi di valore.
-
FISICA (A)
-
Il valore di surrogazione
-
Il valore complementare e di trasformazione.
Le diverse tecniche di valutazione nella pianificazione e
nella conservazione dell'ambiente:
I principi variazionali della meccanica - spazio delle configurazioni e sua rappresentazione geometrica - geometria di
Riemann - energia cinetica-funzione lavoro - sistema scleronomi e reonomi - calcolo delle variazioni speciali - le equazioni
differenziali di Eulero-Lagrange per n gradi di libertà - il principio dei lavori virtuali - la diseguaglianza di Fourier - il principio di D'Alembert e la legge di conservazione dell'energia il principio di Hamilton - le equazioni del moto di Lagrange
e la loro invarianza rispetto alle trasformazioni di punto - il
teorema dell'energia come conseguenza del prinCipio di Hamilton - variabili ignorabili e principio di Jacobi - piccole vibrazioni - stabilità dell'equilibrio elastico.
FISICA TECNICA E IMPIANTI
L'analisi costi-benefici; la P.B.S.; la matrice degli obiettivi; le analisi multicriterio.
E)
Estimo Generale ed esercizio professionale:
Scopo del corso
L'indennità di espropriazione nella normativa vigente; il
Attraverso una trattazione teorica che si avvale dei principi fondamentali della.meccanica e della fisica ed è sviluppata attraverso procedimenti analitici rigorosi, vengono dedotte
le leggi fondamentali che presiedono al moto dei fluidi ed alla
trasmissione del calore.
Nuovo Catasto Edilizio Urbano; la direzione dei lavori.
Bibliografia
Si rimanda alla bibliografia disponibile presso l'Istituto di
Metodologia Architettonica.
94
Prof. Andrea Russo Spena
I risultati e le formole desunti dalla indagine teorica, via
via verificati alla luce di interpretazione fisica correttamente
95
sviluppata, vengono applicati per la risoluzione di problemi
concreti che strettamente si connettono alle applicazioni tecniche.
Lo studio degli impianti a servizio di edifici per civili abitazioni, così come di quelli relativi ad edifici ad uso collettivo
o a fini industriali, è condotto in relazione alle condizioni ambientali, tenendo conto delle più recenti leggi di difesa del
suolo e di lotta contro l'inquinamento dell'ambiente (atmosfera, acqua, suolo) e nel rispetto di una oculata gestione delle
risorse energetiche locali.
Programma
Caratteristiche dei liquidi e loro proprietà. Statica dei liquidi pesanti, legge di Stevin, pressione, spinta, centro di
spinta.
Dinamica del fluido perfetto: Teorema di Bernoulli: interpretazione, applicazione.
Moto uniforme di liquidi: resistenze al moto uniforme
formole e grafici ausiliari per il calcolo delle resistenze ai
moto uniforme.
Riscaldamento - Trasmissione del calore - Riscaldamento
con acqua calda. Calcolo delle superfici radianti; della caldaia;
della potenza del gruppo di azionamento della circolazione in
circuito chiuso. Calcolo delle condotte. Impianti di riscaldamento con aerotermi.
Ventilazione di locali a uso collettivo o a fini industriali Norme di proporzionamento.
Condizionamento - Effetti fisiologici del condizionamento,
diagramma dell'aria umida, zona di benessere. Trattamento
dell'aria. Dimensionamento delle condotte di convogliamento
dell'aria, del propulsore delle bocchette.
Rete interna di distribuzione di gas di città o di metano.
Impianti telefonici, impianti di collogamento tra antenna e
apparecchi radiotelevisi.vi.
lib,'; consigliati
Gallizio: Impianti sanitari, Milano.
Rumor: Riscaldamento, ventilazione, condizionamento, Milano.
Rete di distribuzione cittadina, rete di distribuzione interna. Impianti elevatori, autoclavi. Norme di proporzionamento.
Impianti di trattamento per acque di rifiuto, per edifici
isolati, per collettività fino a 500 abitanti. Norme di proporzionamento per le condotte di scarico di acque di rifiuto e
di acque pluviali., formule o tabelle ausiliari per il calcolo.
Apparecchi per la regolazione della pressione, apparecchi di misura della portata e dei volumi erogati: diversi tipi di
contatori.
Impianti per la produzione in circolazione continua di
acqua calda in edifici per uso civile, in edifici per uso collettivo: alberghi, ospedali.
Impianti a servizio di complessi sportivi di particolare
importanza, piscine, campi di gioco, palestre.
96
GEOMETRIA DESCRITTIVA (Al
Prof. Serafino Boccia
Analitica
La geometria analitica del piano e dello spazio: Equazione della retta - Coseni direttori - Fascio di rette - Parallelismo e perpendicolarità tra rette - Equazione del piano - Fascio di piani - Distanze ed angoli - Parallelismo e perpendicolarità tra piani; tra una retta ed un piano - Piani appartenenti
ad una stella - Equazione del cerchio. Coniche - Ellisse - Iperbole - Parabola - Propri.età metriche relative - Polarità piana Polarità e coniche degeneri - Diametri, assi, centro di una
conica - Fuochi - Asintoti dell'ip3rbole - Polarità determinata
97
da una quadrica - Sfera - Classificazione delle quadri che _
Equazioni canoniche delle quadriche - Coni. Cilindri - Equazioni dei sistemi di rette esistenti su di una quadri ca.
GEOMETRIA DESCRITTIVA
(E)
Prof. Calogero Palermo
Proiettiva
Concetti fondamentali: elementi impropri, proiezione e
sezione; forme fondamentali; legge di dualità nel piano e
nello spazio - Rapporti semplici - Birapporti - Gruppi armo.·
nici - Proiettività - Prospettività - Omografia - Omologia - Trasformazioni omologiche.
Descrittiva
Metodo delle proiezioni centrali e di Monge. Rappresentazione degli enti fondamentali della geometria - Condizioni
di appartenenza - Problemi grafici: intersezioni. Parallelismo,
complanarietà e perpendicolarità - Problemi grafici fondamentali relativi - Ribaltamento di un piano proiettante - Distanza
di due punti, di due piani paralleli, di un punto da un piano _
Minima distanza di due rette sghembe - Ribaltamento di un
piano generico - Angolo e'i due rette, di due piani, di una
retta con un piano - Rappresentazione di un poligono regolare
e del cerchio.
.
Argomenti oggetto di tavole
Trasformazioni omologiche del cerchio in ellisse, iperbole, parabole - Retta per un punto e incidente due rette
sghembe - Piano per una retta e parallelo ad un'altra retta ~etta per un punto e perp8ndicolare a un piano - Piano per
una retta e perpendicolare a un piano - Distanza di due rette
sghembe - Rappresentazione di un poligono regolare, del cerchio e del quadrato.
N.B. - Tutti gli esercizi si intendono svolti nei due metodi:
Monge e proiezione centrale.
Bibliografia
M. Miglio, Geometria analitica.
M: Miglio, Geometria descrittiva.
A. Sgrosso, A. Ventre, Elementi di Geometria proiettiva e di
Geometria descrittiva, ed. Massimo, Napoli.
98
Premessa
Per {( geometria descrittiva» va oggi inteso tutto quel
complesso di strumenti metodologico-culturali, scientifici, tecnici, applicativi atti alla impostazione-esecuzione della {( descrizione) della {( geometria» di un {( oggetto »: in particolare,
nel caso di un corso di {( geometria descrittiva» per la Facoltà
di Architettura, di {( oggetti» propri e delle scienze urbane e
di pianificazione, e delle scienze compositive e d\llle scienze
storiche.
Nell'ambito delle {( descrizioni geometriche» oggi in uso,
facendo, come è naturale, riferimento all'ambito del patrimonio scientifico e di ricerca della disciplina {( geometria», troviamo oggi una {( molteplicità» di metodi di {( rappresentazione geometrica di descrizione». Questa {( molteplicità» è riconducibile, tanto sul piano della metodologia e della {( fondazione» matematica, quanto sul piano del modo applicativo
di intendere (e {( vedere») l'{( oggetto» da rappresentare, a
una specifica unità: così il corso tenderà, innanzitutto, ad una
visione unitaria delle tecniche-teorie poi esposte.
Il corso ha come suo obiettivo primario quello di condurre gli studenti alla acquisizione non solo della capacità di
uso concreto, esecutivo, di tipi di {( rappresentazione delle
geometrie» degli {( oggetti» di pertinenza professionale, ma
anche ad una capacità di {( impostare» comunque letture descrittive: così lo studente sarà messo in grado anche nel futuro di cogliere e comprendere le nuove tecniche di {( rappre-.
sentazione» che del resto si vanno già oggi prefigurando .(si
pensi a tutte le probabili prossime applicazioni in campo di
rappresentazione di procedure automatiche mediante calcolatore elettronico).
Punto tematico centrale del corso diventa allora, in riferimento ai modi di lettura stessi propri anche delle procedure
{( professionali» dell'architettojurbanistajpianificatorejston99
co, oltre che in riferimento alle più moderne impostazioni
della scienza mat,ematica, è costituito dal concetto di « sistema» (cioè di oggetto, di qualsiasi natura, letto come « organizzato » al suo interno da legami e leggi)_ Il concetto centrale di sistema, esposto nel corso con i suoi concreti riferimenti
alle applicazioni in altri corsi disciplinari, finisce col condurre poi al tema « modelli matematici, loro applicazioni, loro
metodi di rappresentazione geometrica come lettura della sua
forma globale ».
applicative a base interdisciplinare (conoscenza delle procedure automatiche, mostre di « modelli» elaborati della scienza
architettonico-urbanistica,.,.) ,
È prevista la possibilità (per gli studenti) di impostare il
corso in termini di « ricerca». Eventualmente, se possibile,
anche come momento di collegamento disciplinare e fiscale
con altri corsi i cui docenti si dichiarino a ciò disponibili,
Argomenti
GEOMETRIA DESCRITTIVA
Tenuto conto di tutto ciò e sulla base di un'esposizione
da un lato unitaria e dall'altro proposta sempre in riferimento
ad espressioni applicative, gli argomenti (dunque le specifiche
« tecniche di rappresentazione») possono pensarsi divisi in
due gruppi fondamentali:
a)
rappresentazioni nel continuo
1. « geometria delle proiezioni»: prospettività e proietti-
vità; assonometria ed omologia; metodi di Monge e
della « proiezione. centrale »; invarianti;
2. « geometria delle superfici <c concetti di «ciJ.rvatura .... ; trasformazioni « continue »; topologia ed omeomorfismi;
b)
rappresentazioni nel « discreto »;
1. « teoria dei grafi»: « geometrie finite»,
Organizzazione didattica
Il corso, articolato in lezioni ed esercitazioni, cercherà,
nei limiti del praticabile, di arricchirsi di attività seminariali100
(C)
Prof, Rosa Ulisse Penta
Il corso C di Geometria Descrittiva si propone lo scopo
di significare il ruolo ed il contributo della Geometria nei
confronti del pensiero architettonico, attraverso una metodologia che, evidenziando il complesso ed articolato ambito in
cui il pensiero geometrico si muove, consenta di verificare
l'esistenza di una partecipazione attiva della Geometria.!J.lla
promozione di sintesi spaziali (architettoniche o non) e d'altra
parte renda consapevoli di poter cogliere da essa Geometria
non le determinazioni specifiche ma piuttosto il metodo di
indagine e di definizione delle qualità intrinseche dello spazio
configurato.
Recepita essa partecipazione come stimolo alla creatività,
la Geometria assume, in relazione al suo valore formativo,
oltre al ruolo di contributo alla rappresentazione grafica attraverso l'uso di metodi specifici (Metodo delle Proiezioni centrali, metodo di Monge, nonchè di argomenti di Geometri!J.
Proiettiva), anche quello di forza preminente nella chiarezza
dei concetti spaziali e nella consapevolezza di quelle relazioni
che un processo di configurazione spaziale sottende,
Il corso, quindi, si propone il duplice scopo di agire sia a
livello formativo, stimolando sintesi che qualificano una struttura di pensiero, sia 1), livello operativo promuovendo un pro101
cesso critico nella scelta di essenzialità geometriche che defi, niscono una struttura spaziale farchitettonica o non) nel senso più ampio del termine.
BIBLIOGRAFIA:
2.
Nell'analisi specifica da condurre su spazi o strutture
reali saranno evidenziati caratteri geometrico-proiettivi, descrittivi nonché geometrico-analitici di figure o forme fondamentali che qualificano la struttura in esame (con particolare
riferimento alle coniche ed alle quadriche).
Nozioni di topologia: insiemi di punti, applicazioni, omeomorfismi - Teoria dei grafi: definizioni - Matrice d'incidenza - Cicli - Alberi - Grafi planari e grafi piani - Grafi
duali - La formula di Eulero - Problemi di adiacenze e
applicazioni a problemi di progettazione.
BIBLIOGRAFIA:
3.
GEOMETRIA DESCRITTIVA
(Dj
Appunti dalle lezioni.
Appunti dalle lezioni.
Prospettività tra piani - Nozioni di spazio proiettivo - Cenni sulle omografie tra piani proiettivi reali - L'omologia Il metodo delle proiezioni centrali . Il metodo di Monge
(o delle proiezioni ortogonali).
Prof. Aldo F. Saverio Ventre
Testo consigliato
1.
Elementi di teoria degli insiemi - Gli spazi vettoriali dei
vettori ordinari liberi e dei vettori applicati - Criterio di
complanarità di quattro punti - Dipendenza lineare di un
vettore libero o più vettori liberi - Criterio di allineamento
di tre punti - Dimensione.
A. Sgrosso - A. Ventre, Eelementi di geometria proiettiva e di
Coordinate cartesiane del piano - Coordinate cartesiane
dello spazio - Equazioni parametriche della retta - Equazioni parametriche del piano - La rappresentazione della
retta in un riferimento cartesiano del piano mediante
un'equazione lineare nelle due incognite coordinate - La
rappresentazione del piano in un riferimento cartesiano
dello spazio mediante un'equazione lineare nelle tre incognite coordinate - Rappresentazione della retta comune
a due piani non paralleli - Fascio di rette - Fascio di piano.
Questioni in riferimenti ortogonali monometrici.
IGIENE EDILIZIA (A)
Equazione della circonferenza - Equazione della sfera - I
punti complessi - Rete immaginarie - Punti impropri Coordinate cartesiane omogenee - Coniche - Generalità
- Interserzione di una retta e una conica - Classificazione
affine - Polarità rispetto a una conica.
\ 102
geometria descrittiva.
,Prof. Maria Rigillo Troncone
Contenuto del corso
La struttura del corso è basata essenzialmente su quei
criteri ai quali va improntata l'azione di prevenzione e di
controllo dell'ambiente. Le nozioni fondamentali di ecologia
dalle quali il corso prende l'avvio, consentono di stabilire una
identità di linguaggio ad una base di conoscenze comuni con
l'ecologo che, da specialista, studia le diverse matrici dell'ambiente nella loro dinamica e nelle alterazioni degli ecosiste·
mi. Una volta dall'ecologo quantizzato il degrado ambientale,
ed indicate le misure necessarie ad eliminare, o quanto meno
103
ridurre, tali alterazioni, l'architetto deve essere posto in grado
di suggerire soluzioni progettuali in equilibrio funzionale con
l'ambiente stesso. In questo contesto si inquadra lo studio
della gestione delle risorse rinnovabili e non rinnovabili (depositi di carbone o di ferro, di rame, di petrolio). Lo studio
considera da una parte i problemi delle risorse idriche, sia
sotto il profilo dell'approvvigionamento, che dalla processistica delle tecnologie di potabilizzazione e di depurazione delle acque usate, nonchè del recupero e riutilizzo di queste stesse, e, dall'altra parte, i problemi relativi ai fenomeni di inquinamento del suolo, dell'acqua, dell'aria, e le corrispondenti
tecnologie di disinquinamento.
Organizzazione del corso
L'organizzazione didattica è articolata in lezioni che specificano gli argomenti teorici costituenti il supporto della
disciplina, in esercitazioni svolte mediante illustrazione e discussione di intervenuti di risanamento ambientale, in visite
tecniche agli impianti e strutture di rilievo, ed in seminari
sugli aspetti specifici della disciplina. Il prodotto del corso
consiste in un intervento progettuale di risanamento ambientale che prende l'avvio da indagini ed analisi dell'ambiente
considerandone le componenti territoriali o la loro dinamica
trasformativa, seguite da proposte progettuali di riequilibrio
e di risanamento complessivo.
pur riconoscendo e praticando, sul piano del metodo, la particolarità tecnica dei due momenti. Il rapporto analisi pro·
getto viene così inteso come fondamento contraddittorio dI
ogni conoscenza ed esperienza nel campo deil'architettura.
La città viene intesa in modo estensivo; sinteticamente; Il
terri.torio come città. Questa definizione e riconoscibili analogamente alla città storica.
In questo senso vengono studiate le modificazioni del
concetto di parte urbana nel p'lssaggio dalla citt", storica alla
città contemporanea. A partire dalla critica alla degradazione
progressiva, fin dall'inizio dell'800, dell'aspetto a~chitetton~co
della normativa, sostituito da una regola.mentazlOne dI tIpO
igienico-sanitario, il corso si propone di chiarire, nel senso
dell'esperienza della città costruita e all'interno delle contraddizioni della città contemporanea in cosa possa consIstere il tentativo di. costruzione di un sistema normativo che
si ponga come fondamento collettivo: assumendo le contraddizioni della città contemporanea, non eludendole.
Ci si propone programmaticamente di uscire dai limiti
angusti della ricerca del movimento moderno-zoning, existen~­
minimum, nuovo linguaggio, .. .): questo almeno per le POSIzioni prevalenti nel M.M.
I! Corso affronterà la questione del significato dei fatti
urbani e della nozione di luogo. Anche di questa verranno
studiati i fondamenti contraddittori: esperienza ed immaginazione, artificio e natura.. individualità e universalità ...
Per la bibliografia, si rimanda al programma completo
distribuito presso !'Istituto di Metodologia Architettonica.
IGIENE EDILIZIA (Bl
Prof. Italo Ferraro
Il Corso si propone di affrontare lo studio della città o
dell'architettura superando la distinzione tra un momento
esclusivamente conoscitivo ed uno esclusivamente progettuale
104
105
~----------------------------------~
RESTAURO DEI MONUMENTI
Parte prima
Prof. Roberto Di Stefano
1.
zionale per la tutela del patrimonio culturale.' Le linee direttrici della tutela: la Carta di Atene (1931), la Carta di
Venezia (1964). Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale (1972). Principi della
conservazione integrata: la Carta europea del patrimonio
architettonico, la Dichiarazione di Amsterdam (1975). 1.2.
La tutela dei beni culturali nei vari Paesi del mondo: considerazioni generali in rapporto ai sistemi socio-politici,
alle aree geografico-culturali, ecc.; notizie relative all'organizzazione esistente in alcune nazioni dell'Europa occidentale, dei Paesi socialisti, dell'America del nord e del
sud, dell'Asia etc. 1.3. La tutela dei beni culturali nelle
leggi vigenti.
l'rC/flessa
Il «Restauro dei monumenti» è la disciplio'\ che indi id
l l ..
.
IVt . uI~ a h~gltt1m~Z!One
e le modalità dell'intervento di conservazione su',, bo,'
b'
li ..
e
cu li! a 1 are ltettOll1Cl ed
am .lent~ , cr[~lCamente riconosciuti, nell'intento di assicurarne note t't' .
testimOnianze Irrinunciabili, risorse. collettive e patrimonio della cO!l~n~t~~ quanto
Per t:alizzare il suo fine, il <i Restauro)} dei monumenti}) si avvale di
di consen~azio~e., che fanno capo, tra l'aItto, agli apporti dt~~~f~
~l~clphne, da. ~uelle stor~c~-cnt1che, innanzi tutto, alle' altre discipline dei ca .
fISiCo-matematici,
costruttiVI
I . procedI
m~l
m . t
..
. h' cl e sperimentali ' nonchè aIl a conoscenza (el
lltl eC~1Cl,. anttc. l e mo erni. Inoltre, esso, inteso in senso ambientale e rivolt~
~, conselv~zlon~ l~~egr~ta, affronta --'- collaborando con ulteriori cam i disci linali (ecolog1a, plamùcazlone, urbanistica ecc) _ i pr bI "
. ,P}',
P
t1'a antico e nuovo nei centri storici,
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o emi inelentI Incontro
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p:la~e .tecOiche
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Pertanto, il corso si articola in du
'U
'
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generali della moderna tutela
' d' d e partI. na prIma c e, Illustra i criteri
'
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e, qutn 1, opo un breve esame storICO del comportadell
~:~~t: del ~e:~::r sOf~leta ~ISp~ttO ai monumenti del passato, passa allo studio delle
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~ ,no a . a rontare la trattazione della attuali problematiche La
seco~ a p~rte, pOI, e d,edlcata all'esame dei problemi tecnici nei div '
'.
:~~~~tet~omco, a~'Che~OglCO ed urb.a11~stico, per ciascuno dei quali si in~~a ;:tt~;~~
t t' ~glda ?peratlva. ~~gono studiatI, quindi, i criteri per la diagnosi dei dissesti
s a ICI e 1 conseguentl lflterventi di consolidamento,
2.
S~~~lg~n~ufi
allievi~~~~~~~:~:~b~~r~~n~s~:~;;a:~:~~it~resu;fr~:e~do, co;~ ~ià atuis~te
dagli
.
, c e 1~ cI~nza e ecmca delle
costruzioni, Composizione e Urbanistic
a --: ili StorIa delI architettura, Letteratura
artistica e Sto' d Il' b . .
, : l'la e ,ur ,a,m~t~ca, Inoltre, Il programma è strettamente coordina
con quellI d! Caratten StillSUCl e costruttivi dei monumenti e di C
l'd
to
adattamento degli edifici,
anso l amento e
Programma delle lezioni
Introduzi~ne al Restauro dei monumenti)) come ({ conservazlO~e
del beni architettonici ed ambientali)>. Esigenze
culturalI e realta operative, I beni culturali e la loro tutela
?el contesto della vita associata. Tutela attiva e conservazione
mtegrata. Evoluzione del concetto di conservazione.
106
Breve storia del restauro: 2.1. Il restauro nell'antichità:
Pompei ed Ercolano. - Adattamenti e distribuzioni in età
paleocristiana e medievale. - Il rinascimento e i monumenti dell'antichità. La lettera di Raffaello a Leone X. Modificazioni del tessuto urbano e trasformazioni degli
edifici religiosi in conseguenza della Controriforma (S,
Marcellino, S. Gregorio Armeno in Napoli). - Restauri e
trasformazione nell'età barocca (Interventi di architetti
romani. Trasformazioni in S. Chiara e S. Restituta in Napoli).
Tenendo ~res:nte l',esig~nza di pervenire alla preparazione neces '
?tante il limitato tempo disponibile, si
'l'lSUco,
.
d' marI " In modo
,
sp eCl'f{CO, ma non speCla
L'ulteriore
possibilit' d'o emi fJSClp
' dalI l a}Jpro ~n Ire ~ vcnftcare operativamente i contenuti del corso è
f
O1'mta a a scuola dI PerfeZIonamento in Restauro dei Monumenti.
"
!~%ereted P"epr r tub lt tl ~lid,ar~hl~tett~,
La tutela dei beni culturali: 1.1. La cooperazione interna-
2.2. Le origini del restauro moderno. I pareri per il restauro
della cupola di S. Pietro in Vaticano e l'opera di Giovanni Poleni e di Luigi Vanvitelli. Gli interventi di Stern e di
Valadier per l'Arco di Tito e per il Colosseo. - Le origini del concetto di tutela. Avvenimenti durante la Rivoluzione francese; Quatremère de Quincy, Merimèe, Vitet e
la nascita del Servizio per i monumenti storici in Francia. - Il sorgere della società industriale in Inghilterra,
dura1).te l'eta vittoriana,
3.
Teorie del restauro: - Il pensiero e l'opera di Eugene E.
Viollet le Duc, - Il pensiero e l'opera di John Ruskin. William Morris e la S.P.A.B. - Il restauro italiano nello
107
Ottocento. - Problematica italiana del restauro: C. Boito,
L. Beltrami, Annoni, Giovannoni.
4.
Problematica attuale della conservazione e del restauro:
- Sviluppo del concetto di conservazione dei beni culturali: definizioni dei termini; evoluzione dei caratteri della
conservazione; legittimità della conservazione. -- Istanza
storica e istanza estetica. - La valutazione critica come
guida e determinazione del restauro. - Restauro come
recupero dei valori. Individuazione dei beni culturali. Problemi di inventario di protezione e di catalogazione. - Il
rinnovamento dei siti urbani: la ricostruzione urbana;
la ristrutturazione urbanistica. Tendenze attuali del rinnovamento. - Criteri di intervento nei centri antichi:
centro storico e nucleo antico; restauro urbanistico e restauro monumentale. Funzioni per il centro antico. Rapporto tra restauro e urbanistica. Incontro tra antico e
nuovo.
Parte seconda
5.
6.
108
Metodologia della progettazione del restauro architettonico. Problemi tecnici. _
Metodologia della progettazione del restauro archeologico. Rapporto tra restauro archeologico e pianificazione
urbanistica. L'intervento tecnico; problemi di consolidamento dei reperti immobili; l'anastilosi; il restauro degli
edifici allo stato di rudere. - Metodologia della progettazione del restauro urbanistico: analisi, schema progettuale, verifiche e progetto.
Progettazione del restauro: -
Gli schemi statici. Confronto fra
le strutture della Cupola di S. Maria del Fiore e di S. Pietro in Vaticano. - I dissesti statici: studio delle lesioni;
la diagnosi dei dissesti (traslazioni e rotazioni); l'analisi
tensionale. - Cedimenti delle fondazioni e dei terreni di
fondazione. - Cedimenti delle strutture fuori terra. Opere provvisionali (puntellature, barbacani, ecc,) e tecnica del cantiere. - Consolidamento: dei terreni, delle
Tecnica del restauro: -
strutture murarie verticali (entro e fuori terra), delle coperture (solai, volte, cupole, tetti) Tecniche operative: il
metodo dei cantieri alternati; le iniziezioni di cemento;
ancoraggi e cuciture; impiego dell'acciaio, dei calcestruzzi, ecc., la gunite, processi elettrolitici.
Esercitazioni
I temi trattati nelle lezioni verranno approfonditi - oltre
che attraverso le visite tecniche sopra dette - con la lettura
ed il commento dei documenti di particolare rilievo (le leggi
di tutela, la Carta di Venezia, la Dichiarazione di Amsterdam,
ecc), nonchè attraverso l'esame di specifici esempi di interventi realizzati, illustrati con diapositive. Tra gli altri verranno
studiati i seguenti casi:
A) Restauri del secondo dopoguerra:
Il palazzo dei Trecento a Treviso; la chiesta di S. Stefano
a Vienna; la chiesta di S. Anna a Varsavia, il chiostro dei
SS. Apostili a Roma; la chiesta trecentesca di Donnaregina in Napoli; il Ponte Vecchio a Firenze; il campanile
della chiesta di S. Martino a Burano; il portale maggiore
della cittadella monastica di S. Chiara a Napoli; la Cattedrale di Napoli; l'ex convento di S. Pietro Martire in Napoli.
B) Rilievo di zone archeologiche: il caso di Pompei; restauro di edifici allo stato di rudere.
C) Esperienze di restauro urbanistico in Gran Bretagna e in
Germania:
-
Esperienze di restauro urbanistico in Francia; i settori di salvaguardia del Marais (Parigi), Chartres, Sarlat,
Senlis.
Esperienze di restauro urbanistico nei paesi dell'Est
europeo: il caso di Budapest.
109
-
Metodologia della progettazione del restauro urbanistico: il caso del centro antico di Napoli.
-
Esperienze di restauro urbanistico compiute in Italia:
il caso di Bologna.
monumenti nella prima metà dell'800, in « Restauro »,
n. 5, 1972; M. Di Macco, Il Colosseo, Roma 1971, pp. 98-
102 «Restauri e proposte nell'Ottocento).
Teorie del Restauro: R. Di Stefano, J. Ruskin, Napoli,
1969; J. Ruskin e W. Morris, di G. Rocchi e F. La Regina,
in « Restauro », nn. 13/14, 1974; C. Perogalli, Monumenti
e metodi di valorizzazione, Milano 1954; C. 'Ceschi, Teoria
e storia del restauro, Roma 1970; C. Brandi, Teoria del
restauro, PBE, Torino 1977; R. Pane, Attualità dell'ambiente antico, Firenze 1967; R. Di Stefano, Il recupero dei
valori, Napoli 1979.
3.
Inoltre, prima di dare inizio allo studio della tecnica del
già note agli
alilevi - relatIve alle strutture murarie verticali (entro e fuori terra), agli archi, volte, cupole, solai, coperture a tetto.
resta~ro, verr~nno richiamate le conoscenze -
Infine, per fornire chiarimenti e sviluppare la discussIOne
sugli argomenti in programma, gli assistenti ed i collaboratori al corso. incontreranno gli allievi in orari prestabiliti in
aggiunta a quelli delle lezioni.
'
Parte seconda
Bibliografia
Indicazioni bibliografiche utili per facilitare lo studio generale e l'approfondimento degli argomenti trattati saranno
fornite, durante lo svolgimento del corso ad integrazione e
chiarimento del seguente elenco di testi: '
Parte prima
1.
2.
La tutela dei beni culturali: 1.1. La cooperazione culturale internazionale e la partecipazione italiana, di R. Di Stefano, in « Restauro », n. 3, 1972; Norme ed orientamenti
per la tutela dei beni culturali in Italia, I, di R. Di Stefano - G. Fiengo, in « Restauro », n. 40, 1978; 1.2. R. Di Stefano - G. Fiengo, La moderna tutela dei monumenti nel
mondo, Napoli 1972; 1.3. Norme ed orientamenti per la
tutela dei beni culturali in Italia I-Il, di R. Di Stefano - G.
Fiengo, in « Restauro », n. 40/1978, n. 41/1979; R. Di Stefano, Il recupero dei valori, Napoli 1979.
Bre~e st~ria del restauro: 2.1. A. Maiuri, L'ultima fase
edzlzzz~ dz Pompei, Napoli 1942; Tutti gli scritti di Raffael-
lo (EdIZ. B.U.R.); S. Valtieri, Sanzio Sovrintendente, in
« Architettura », n. 193, nov. 1971; R. Di Stefano, La cattedrale di Napoli, ivi 1975; R. Di Stefano, La cupola di S.
Pietro, Napoli 1969; S. Casiello - G. Fiengo, La tutela dei
110
5.
Progettazione del restauro: R. Di Stefano, Il recupero dei
valori, Napoli 1979; AA. VV., Il centro antico di Napoli,
ivi 1971; Tutela e conservazione di edifici allo stato di rudere di L. Santoro - S. Casiello, in « Restauro », n. 12,
1974.
6.
Tecnica del restauro (ed esempi di intervento): Diagnosi
dei dissesti e consolidamento degli edifici, a cura di G.
Fiengo, Napoli 1978; Esperienze di restauro urbanistico in
Gran Bretagna, di R. Worskett, in « Restauro », n. 9, 1973;
l settori di salvaguardia in Francia: restauro-urbanistico
e piani di intervento, di R. Di Stefano - G. Fiengo - S. Casiello, in « Restauro l), n. 11, 1974; Aspetti metodologici
del restauro urbanistico: i casi di Bologna e di Napoli, di
A. Aveta, in « Restauro », n. 30, 1977; Vari altri contributi
nella rivista « Restauro».
RESTAURO DEI MONUMENTI (B)
Prof. Stella Casiello
Il programma è a disposizione degli allievi presso l'Istituto di Storia dell'Architettura.
111
SCIENZA DELLE COSTRUZIONI (A)
SCIENZA DELLE COSTRUZIONI
(E)
Prof. Giovanni Castellano
Proi. Alessandro Baratta
La prima parte del corso ha come oggetto la trattazione
della Meccanica dei Solidi con particOlare riferimento al moto ed all'equilibrio di un corpo deformabile.
Obiettivo della Scienza delle Costruzioni nel campo delle
costruzioni civili è istituire i presupposti scientifici fondamentali per lo studio di una qualsiasi realizzazione strutturale, intesa come insieme di elementi materiali atto a resistere alla
azione, prolungata nel tempo, dell'ambiente nel quale esso
esplica la sua funzione.
Utilizzando il calcolo differenziale assoluto (calcolo tensoriale) si sviluppano le analisi degli stati di deformazione e
di tensione relativi ad un {( continuo)l tridimensionale; definiti i legami tensione-deformazione nell'ipotesi di materiale
« stabile)l, si discute il problema analitico dell'equilibrio elastico. In particolare si analizza la soluzione del problema nel
caso del solido di De Saint-Venat.
Nella seconda parte del corso si svolge la trattazione della Meccanica delle Strutture: teoria tecnica della trave, teoria
dei sistemi formati da travi (telai); l'analisi dei telai viene
condotta utilizzando il calcolo matriciale, particolarmente
adatto a predisporre algoritmi orientati alla elaborazione automatica dei dati.
Il corso si conclude con la trattazione dei problemi ri-
guardanti i criteri di resistenza e la stabilità dell'equilibrio
elastico.
Bibliografia
Appunti sul corso.
R. Baldacci, Scienza delle costruzioni.
Il corso, che va inteso come un preliminare al vero e
proprio tema della progettazione strutturale, si propone perciò di trattare i fondamenti della Statica e della Cinematica
dei corpi deformabili, in particolare dei solidi elastici, come
necessaria premessa, da un lato, allo studio (Problema del
De Saint Venat) di un elemento di larga diffusione nella pratica tecnica, e cioé la trave, e dall'altro lato alla comprensione
di più complesse tipologie strutturali (quali piastre, volte,
ecc.) che l'allievo affronterà nei corsi strutturali degli anni
successivi.
Utilizzando i risultati acquisiti per le travi, che saranno
in parte anticipati sotto forma di teoria tecnica delle travi, si
tratterà la teoria delle strutture monodimensionali, intendendo per tali quelle che risultano costituite dall'assemblaggio
di più travi. Acquisite tali cognizioni, si mostrerà poi come
eseguire la verifica di resistenza del materiale costituente la
struttura, in base ai risultati dell'analisi ed al criterio della
Normativa tecnica vigente.
Si introdurrà infine il problema della stabilità dell'equilibrio elastico, illustrandolo con esempi relativi, ad aste snelle
caricate di punta ed a sistemi elasto-rigidi, ed evidenziandone
i riflessi nella tecnica costruttiva.
A. E. H. Love, A treatise on the mathematical theory oj elasticity.
Y. C. Fung, Fundations oj solid mechanics.
112
Testi consigliati
V. Franciosi, Scienza delle COSii'uzioni, ed. Lig., Napoli, voll. I,
n e III.
113
--
V. Franciosi, Problema di Scienza ,delle Costruzioni, ed. Liguori, VolI. I - II.
M. Capurso, Lezioni di Scienza delle Costruzioni, ed., Pitagora,
Bologna.
O. Belluzzi, Scienza delle Costruzioni, ed., Zanichelli, Bologna, VoI. I.
E. Giangreco, Esercizi di Scienza delle Costruzioni, ed. Liguori, Napoli, Voll. I II III.
A. Baratta, Appunti dalle Lezioni.
5. Stabilità (Zell'equilibrio: Analisi della qualità dell'equilibrio tramite il principio dei lavori virtuali o la funzione energia potenziale.
Bibliografia essenziale
Bonelli, Fino, Maisano, Statica.
Bonelli, Maisano, Il calcolo matridale applicato all'analisi dei
sistemi rigidi.
A.A. V.V., Esercizi di staUca.
A.A. V.V., Sulla stabilità dell'equilibrio nei sistemi rigidi.
STATICA (A) (B)
Prof. Maria Elisa Bonelli
Prof. Stefania Maisano
STATICA
(C)
Prof. Luciano Boscotrecase
1. Calcolo vettoriale: Definizione di vettore - Operazioni
sui vettori - Sistemi di vettori equivalenti.
2. Statica: Principi fondamentali della meccanica - Equilibrio di un punto materiale libero o vincolato - Equilibrio di
un corpo rigido libero o vincolato - Equilibrio di un sistema
meccanico - Principio di sovrapposizione degli effetti per le
forze - Caratteristiche di sollecitazione interna.
3. Cinematica: Traiettorie di un punto materiale e di un
corpo rigido liberi o vincolati - Sistemi meccanici - Spazio
delle configurazioni - Spostamenti finiti ed infinitesimi - Principio di sovrapposizione degli effetti per gli spostamenti infinitesimi - Catene cinematiche - Distorsioni.
4. Principio dei lavori virtuali: Lavoro - Spostamenti virtuali - Principio dei lavori virtuali - Applicazioni del principio
dei lavori virtuali a sistemi meccanici lablli, isostàtici e iper··
statici - Linee di influenza.
114
Premessa
La « Statica » viene intesa come una disciplina che dalla
Meccanica Razionale prende e sviluppa gli argomenti che costituiscono la necessaria premessa allo studio dei problemi
statici della « Scienza e Tecnica delle Costruzioni».
Gli argomenti del corso, integrati con una prima parte
di premesse matematiche, sono tuttavia presentati in modo
tale da poter essere eseguiti da allievi che non abbiano una
preparazione specifica di Meccanica Razionale. Seguendo questa visione, che vede la Statica come disciplina autonoma e
non come caso particolare della Dinamica, sarebbe opportuno
dare a questo corso il titolo di « Statica applicata alle costruzioni », per ribadire che esso è finalizzato a fornire i primi elementi della « Teoria delle strutture »,
Accanto alla usuale formulazione dei problemi, sia statici che cinematici, sarà presentata anche una formulazione con
115
--,
--,
notazione matriciale. L'adozione di tale algoritmo. è sembrata
utile per abituare l'allievo fin dai primi approcci con i problemi di teoria delle strutture ad un linguaggio che va oggi sempre più diffondendosi per l'utilità che ne deriva nei casi più
complessi da risolvere mediante gli elaborati elettronici.
Altro indubbio vantaggio della formulazione matriciale è
che, trattandosi di un linguaggio estremamente sintetico, mette in evidenza la struttura matematica dei problemi fisici e ne
consente pertanto una visione unitaria. In altri termini si dà
risalto così non tanto al singolo « esercizio}) quanto a tutta
una classe di problemi.
Sebbene sia dato un certo spazio alla trattazione grafica,
essa viene tuttavia utilizzata soprattutto quando consente una
« rappresentazione}) visiva di un problema fisico e non quando
si riduce a « calcolo}) grafico.
La parte di «cinematica dei piccoli spostamenti}) sviluppata durante il corso, acquista rilievo sia per la dualità con la
Statica, che per l'utilità che ne deriva nell'applicazione del
Principio dei Lavori Virtuali.
Inoltre !'interesse per l'analisi cinematica appare oggi
giustificato per l'applicazione che si ritrovano nel «calcolo
o rottura}) delle strutture.
Programma
l.
2.
116
Teoria dei vettori liberi: Grandezze scalari e vettoriali'
Rappresentazione delle grandezze vettoriali; Le compo:
nenti di un vettore; Operazioni sui vettori liberi; Rappresentazione cartesiana dei vettori; Operazioni sui vettori
in componenti cartesiane; Questioni varie relative ai vet.tori.
3.
Teoria dei vettori applicati: Operazioni sui vettori appli·
cati; Momento di un vettore e di un sistema di vettori; Sistemi di vettori a risultante nullo; Sistemi di vettori a risultante non nullo; Sistemi equivalenti di vettori; Sistemi di vettori equilibranti di un sistema dato; Sistemi piani di vettori; Studio grafico dei sistemi di vettori.
Parte seconda - Meccanica del corpo rigido: Cinematica del
corpo rigido; Il principio dei lavori virtuali; Statica del
corpo rigido; Analisi statico-cinematica del corpo rigido
vincolato.
Parte terza - Le strutture: Il problema strutturale; Lo schema
strutturale; Le azioni esterne.
Parte quarta - Analisi strutturale: Analisi cinematica delle travi e dei sistemi di travi; Analisi statica delle travi e dei
sistemi di travi; Analisi statico-cinematica delle strutture
reticolari; Le linee d'influenza.
Articolazione ed organizzazione
Il corso è articolato in lezioni ed esercitazioni secondo
un orario che verrà comunicato in un secondo tempo. Nel corso delle lezioni si tratta l'impostazione teorica dei problemi
e si presentano pochi esempi semplici. Nel corso delle esercitazioni vengono presentati esempi ed applicazioni gradualmente più complessi.
In tal modo l'allievo ha la possibilità di seguire, durante
le lezioni, un filo logico di ragionamenti, senza disperdersi in
problemi particolari. Durante le esercitazioni, ha la possibilità di acquisire una progressiva maturità nella risoluzione dei
problemi applicativi.
Algebra delle matrici: Operazioni algebriche; La matrice
inversa di una matrice quadra; Matrici colonna e vettori
algebrici in uno spazio ad n dimensioni; Richiami di algebra lineare.
117
STATICA (DJ
Prof. Paolo Belli
Gli argomenti del corso, più sotto elencati, sòno scelti
con l'intento di svolgere, in vista dei programmi dei corsi collaterali e successivi, una prima precisa indagine sul comportamente statico delle strutture.
A questo scopo, senza tralasciare gli aspetti meccanici
del calcolo, il corso si propone di stimolare il sensi critico-razionalistico degli allievi, evidenziando l'aspetto fisico dei problemi.
In questa luce sono stati introdotti, a conclusione del
corso, i due argomenti, tanto fondamentali quanto attuali,
sulla Analisi limite )), sia pure limitatamente al « Limit design)), e sulla « Stabilità dell'equilibrio )).
Ovviamente il corso inizia con qualche richiamo di algebra, anche vettoriale, come indispensabile strumento per la
trattazione degli argomenti successivi e va completato con
numerose e svariate applicazioni.
Indice degli argomenti
Teoria dei Vettori: Scalari e vettori. Algebra dei vettori.
Versori. Versori fondamentali. Rappresentazione cartesiana
dei vettori. Campi vettoriali. Prodotto scalare e Prodotto vettoriale. Prodotti tripli. Momento di un vettore applicato rispetto ad un punto. Momento di un vettore applicato rispetto
ad un asse. Momento risultante di un sistema di vettori applicati. Modo di variare del momento al variare del centro di
riduzione. Sistemi equivalenti e sistemi equilibrati. Coppie.
Equivalenza di ogni sistema di vettori applicati ad un vettore
e ad una coppia e ad un unico vettore o ad una unica coppia.
Poligoni funicolari piani. Teorema fondamentale sili poligoni
funicolari. Riduzione di un sistema piano di vettori ad un
unico vettore ad un'unica coppia. Poligono dei successivi ri-
118
sultanti. Calcolo grafico del momento risultante di un sistema
piano di vettori.
Elementi di Cinematica dei Sistemi Rigidi: Gradi di libertà di un sistema. Moti di rotazione e di traslazione. Vincoli.
Moti piani dei sistemi rigidi. I vincoli negli elementi monodimensionali piani. Condizioni di isostaticità, labilità e iperstaticità delle strutture. Determinazione delle labilità di una
struttura (le catene cinematicheJ. Le distorsioni e gli spostamenti da distorsioni nelle strutture isostatiche.
Statica delle Strutture: Condizioni di equilibrio di un
punto materiale. Postulati fondamentali della statica dei sistemi rigidi. Condizioni di equilibrio dei sistemi rigidi. L'equazioni cardinali della stati ca. Il principio statico di azione e
reazione. I vincoli e le reazioni vincolari. La ricerca delle reazioni vincolari attraverso le equazioni cardinali della statica.
Le caratteristiche della sollecitazione interna. Il principio dei
Lavori Virtuali nei sistemi olonomi. II principio di Lagrange.
Le applicazioni del principio dei lavori virtuali (ricerca di
reazioni vincolari, ricerca delle caratteristiche della sollecitazione interna, le linee di influenza l. La ricerca grafica delle
reazioni vincolari. Le relazioni tra le caratteristiche della sollecitazione e le forze applicate. I diagrammi delle sollecitazioni. I diagrammi delle sollecitazioni nelle travi isostatiche a più
campate (le travi GerberJ. Determinazione analitica delle caratteristiche della sollecitazione nelle travi ad una campata.
La determinazione degli sforzi nelle aste delle travature reticolari isostatiche. I sistemi simmetrici ed antisimmetrici.
I sistemi spaziali.
Elementi di Analisi limite delle Strutture: Analisi del
comportamento dei materiali oltre il limite elastico. La ridistribuzione degli sforzi interni in fase eIesto-plastica. Le travature reticolari. Le strutture inflesse. I teorami di PragerGrenberg e B1eich.
Considerazioni sull'Equilibrio: Qualità dell'equilibrio.
Energia potenziale delle forze. L'energia potenziale totale. Le
condizioni di equilibrio nei sistemi rigido-elastici. Le condizioni di stabilità dell'equilibrio.
119
Testi consigliati
In partico'are vengono trattati i seguenti temi:
Teoria dei Vettori:
Levi-Civita e Amaldi, Meccanica razionale, ed., Zanichelli, Bologna.
Boscotrecase e Di Tommaso, Statica Applicata alle Costruzioni, ed., Pitagora, Bologna.
Cinematica e Statica delle Strutture:
V. Franciosi, Fondamenti di Scienza delle Costruzioni, voI. 3,
Liguori, Napoli. Boscotrecase e Di Tommaso, op. cito
Analisi Limite:
a) Vita culturale e realtà socio-economica dell'Italia del
400 e 500 (con pP.rticolare riferimento a Brunelleschi, Alberti,
Bramante, Michelangelo);
b)
l'ambiente culturale romano e l'architettura barocca;
c)
l'archit3ttura a Roma tra Seicento e Settecento.
Tema del corso seminariale: Il centro storico di Napoli.
Bibliografia essenziale
V. Franciosi, Scienza delle Costruzioni, voI. 4, Liguori, Napoli.
Massonet-Save, Calcolo a rottura delle strutture, Zanichelli,
Bologna.
R. Wittkover, Principi architettonici nell'età dell'umanesimo,
Torino, 1964;
M. Tafuri, L'architettura dell'Umanesimo, Bari, 1972.
Stabilità dell'Equilibrio:
P. Pmtoghesi, Roma Barocca, Bari, 1975.
V. Franciosi, Scienza delle Costruzioni, voI. 5, ed., Liguori, Napoli.
A. Gambardella, Architettura e committenza nello Stato Pontificio tra bal'Occo e rococò, Napoli, 1979.
A. Raithel, L'Equilibrio Elastico, ed., Liguori, Napoli.
Per tutti gli argomenti sono a disposizione gli appunti
delle lezioni svolte.
STORIA DELL'ARCHITETTURA I (A)
Prof. Alfonso Gambardella
Il corso si articola in due momenti: il primo di carattere
istituzionale, il secondo seminariale.
Nel corso istituzionale vengono analizzate alcune fondamentali tematiche di storia dell'architettura facendo costante
riferimento al rapporto classicismo-anticlassicismo.
120
Note di Architettura ed ambiente nel centro storico di Napoli,
Napoli, 1979, a cura di A. Gambardella con contributi di
G. Amirante, E. Di Domenico, F. Divenuto, M.R. Doria,
A. Litta.
STORIA DELL'ARCHITETTURA I (B)
Pro!. Lucio Santoro
Lo studio storico-critico dell'architettura premette l'analisi dei problemi metodologici: concetto di storia, definizione
di architettura, rapporto tra monumento e ambiente, problemi di estitica, tipologia. La metodologia è fondata sull'analisi
spaziale intesa quale elemento determinante per la comprensione del valore formale degli organismi architettonici, consi121
derati non come singoli monumenti a sé stanti, bensì in stretta relazione con l'ambiente. L'analisi viene integrata, per una
visione globale del giudizio critico, dallo studio dei fattori
sociali, politico-economici, filosofici e tecnici che hanno condizionato lo sviluppo dell'architettura e dell'urbanistica.
Per Napoli, Pompei e Spalato
L'impostazione metodologica viene verificata attraverso
l'analisi di tre nuclei urbani antichi: Napoli, Pompei, Spalato.
Per l'analisi del centro antico di Napoli viene analizzata l'area
culturale ellena sviluppatasi nel Mediterraneo, considerando
gli aspetti emblematici della cultura greca nel campo dell'urbanistica (polis) e dell'architettura (templi, teatri), ed il mutamento della struttura socio-politica di quella civiltà nella
cultura ellenistiea che affermò una diversa concezione di vita
associata condizionante un nuovo spazio urbanistico. Per Pompei, invece, si analizzano le attrezzature urbane romane: foro,
terme, teatri e anfiteatri, al fine di comprenderne il significato in rapporto alla struttura urbana. L'analisi di tali attrezzature evidenzia la tecnica e l'evoluzione spaziale dell'architettura romana che raggiunge la fase conclusiva nel palazzo di Diocleziano a Spalato, esaminato questo nei suoi aspetti peculiari e nell'impostazione urbanistica romana.
A. J. Toynbee, Il mondo ellenico, Torino 1967.
Il corso prevede una serie di visite per permettere la fruizione diretta degli spazi analizzati facilitando così la verifica
dell'analisi teorica.
Bibliografia essenziale
Per la metodologia:
B. Zevi, Architettura in nuce, Venezia Roma 1960.
E. H. Carr, Sei lezioni sulla storia, Torino 1966.
Voci, Estetica e Storiografia in Dizionario enciclopedico di architettura e di urbanistica, Roma 1968, voli. II e VI.
122
H. Berve - G. Gruben - M. Hirmer, l templi greci, Firenze 1962.
I. Mumford, La città nella storia, Vicenza 1964.
A. Giuliano, Urbanistica delle città greche, Milano 1966.
S. Bettini, Lo spazio architettonico da Roma a Bisanzio, Bari
1978.
P. Grimal, La civiltà romana, Firenze 1961.
Voce, Romana architettura ed urbanistica, in Dizionario ... sopra cit., voI. V.
Una bibliografia più dettagliata (sia per la parte metodologica sia per le parti applicative riferite alle tre città suddette) è a disposizione degli allievi presso l'Istituto.
STORIA DELL'ARCHITETTURA I (C)
Prof. Francesco Starace
Fra le premesse all'insegnamento di Storia dell'architettura I C)) ne indico due: a) la storia dell'architettura può
definirsi come storia del conflitto permanente fra le dottrine
teoriche generali e la prassi dei casi concreti, degli edifici da
costruire; b) non può esistere architettura senza una filosofia
dell'architettura, senza una teoria che rende intenzionale l'attività del costruire. Come si esprime J. Summerson (1970):
« l'uso del linguaggio classico dell'architettura non è mai andato disgiunto da una certa filosofia, ogni volta che ha raggiunto un'eloquenza elevata )). Ma l'osservazione è valida anche
per il linguaggio anticlassico del medioevo.
Nel volume Gothic architecture and scholasticism (Cleveland and New York, 1957), E. Panofsky, riprendendo alcune
tesi di Semper, Worringe,', Maritain, stabilisce una equazione
tra modo di costruire ed il contemporaneo modo di pensare,
tra l'ardo della cattedrate. e l'ordo del sistema teocratico;
123
··".t;,".•.
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.
identifica così un ~enerale codice di riferimento che consente
dI comprendere pm a fondo i complessi significati della cattedrale gotiCa, legatI anche alla progettazione. L'edificio, in
quanto forma totale, rappresenta e comunica il creato secondo una formula complessa ed esprime il mondo delle Summae
con tutt.e le g~ra:chie ordinate e collocate al giusto posto;
DlO e gll angell, l annunciazione ed il Giudizio i mestieri I
natura, il mistero della vita, la morte, il diavolo 'stesso. AP~un~
to per U. Eco (1970). Scolastica significa « dottrina di uno
stato uni~ersale di cui le Summae sono la costituzione, le cattedr~ll, I encIClopedIa, e l'Università di Parigi la capitale. In
particolare la Summa può considerarsi come un sistema formallzzato e razionalizzante che, con i mezzi di cui dispone,
attra~erso un processo deduttivo, soliecitato con opportune
questlO111, ottIene un esito logico. E come la Summa Scolastica la cattedrale :acchiude l'insieme delle conoscenze, rappresenta una totallta. In analogia ai procedimenti Scolastici fond~tI su tre attributi del bello (manifestatio o claritas, proporUo stve conso~antia, integritas sive perfeetio) dopo oscillaZlO111 fra soluzlOni ed ideali contrapposti - il Sie ed il Non
degli Scolastici - anche la cattedrale (ed in particolare tre
sum problemi: il rosone della facciata ovest, il muro sotto al
clanstono, la conformazione dei pilastri della navata) tende
« ad approssimare una perfetta ed ideale soluzione» secondo lo schema di ragionamento: videtur quod - sed e;ntra _
resPo~deo dieendum. Essa raggiunge così « un equilibrio ineguagllabile fra il tipo basilicale e la pianta centrale, sopprim~ndo Og111 elemento che potesse disturbf\re questo equilibno ».
. La « ric?ndliaZione definitiva di possibilità contraddittorie », nonche riguardare il singolo elemento della cattedrale
si verifica anche in occasione di un progetto complessivo' ii
coro (chevetl ideale progettato in collaborazione ed illustr~to
n~1 celebre Taccuino di Villard de Honnecourt, sintetizza opi1l~0111 ed aspirazioni diverse in un risultato per così dire combm.atono. « Uno chevet che combina, come avviene, ogni posSIbIle Szc con ogni possibile Non. Esso ha un doppio ambulacro comb.inato con un emiciclo continuo di cappelle piena~ente sVIluppate, tutte all'incirca eguali in profondità. La
pianta di queste cappelle è alternativamente semicircolare e _
124
alla maniera cistercense - quadrata. E mentre le cappelle
quadrate sono voltate separatamente, secondo l'uso, quelle semicircolari sono vOltate con la chiave di volta comune agli adiacenti settori deìl'ambulacro esterno come a Soisson e suoi derivati. La dialettica scolastica ha condotto qui il pensiero architettonico ad un punto in cui esso cessa quasi di essere architettonico ». L'iscrizione, posta a commento del disegno da un
allievo di Villani conosciuto come « Maestro 2 », dice: « Istud
presbiterium inuenerunt Ulardus de Hunecort et Petrus de
Corbeia inter se disputando ». La forma definitiva risulta quindi da interpretazioni non esclusive ed unilaterali, ma complementari, mediante una sintesi tesa ad armonizzare ed equilibrare le verità parziali. In questo caso si tratta di conciliare
l'ascetismo cistercense rappresentato da S. Bernardo con lo
interesse per una architettura « nobile, chiara, ultrarisplendente)} teorizzata da Suger. La disputa fede-ragione appare in
questo caso risolta da un procedimento che, fondato sull'atteggiamento sincretico della mentalità Scolastica e quindi
sulla ricerca, assume un accento sperimentale. Appunto i' due
architetti gotici invenerunt, ossia trovarono la forma dello
chevet ideale disputando fra loro come due filosofi Scolastici.
Il saggio di Panofsky pone quindi il tema del nesso tra architettura, scienza e filosofia in età gotica o meglio dello stretto
rapporto tra l'architettura ed il pensiero scientifico dell'epoca; ed è proprio la scienza, quella teorica dei filosofi e dei matematici, ma anche quella emprica, meccanica, degli addetti
alla pratica costruttiva, ad assumere il ruolo di ponte tra la
filosofia e l'architettura.
Bibliografia
R. Assunto, Introduzione alla storia della filosofia come storia dell'architettura, in « Arte» n. 9. 1970.
F. Starace, L'esempio di Zeusi: la forma del progetto come
invenzione di sintesi di strutture geometrice, in: AA. VV.,
lnvenzione e linguaggio deduttivo, a cura di C. Palermo,
Napoli 1980, Bl5, pp. 1-6.
J. Summerson, Il linguaggio classico dell'architettura, Torino,
1970.
125
STORIA DELL'ARCHITETTURA I
(D)
Prof. Gaetana Cantone
Picenza, Urbino, Ferrara, Firenze, Roma, Napoli, Milano:
la trasformazione della città medioevale.
Filarete, Leonardo e Bramante a Milano.
Problemi di storiografia architettonica
teoria e storia dell'architettura; storia dell'architettura e
restauro.
gli indirizzi interpretativi: la linea storico filologica e la
linea storico-sociale.
il ling~~ggio classico nell'architettura; il recupero delle
antlChlta; Il classicismo in architettura.
architettura e storiografia: teorie dell'architettura, revivals, tendenze.
D. Bramante a Roma e la vicenda di S. Pietro.
i Sangallo: le opere e le ricerche; il rapporto con le opere
di Brunelleschi.
Leonardo da Vinci: i! risanamento delle grandi città.
Raffaello: i! rapporto su Roma antica; le opere architettoniche.
la ricerca architettonica di B. Peruzzi.
Michelangelo architetto.
S. Serlio: l'obbligo del restauro.
i! rinnovamento urbano come forma sociale: gli utopisti.
Il rinascimento in architettura ed il recupero delle antichità
il codice e la « maniera».
Bibliografia di base
i modelli di riferimento.
La trasformazione delle città e l'architettura nel rinascimento Italiano
B. Zevi, Architettura e storiografia, Torino, 1974.
Aspetti, temi e problemi.
il concetto di Rinascimento' il Rinascimento in architet-
tura.
F. Bologna, I modelli di studio dell'arte italiana ed il problema metodologico oggi, in « Storia dell'Arte Italiana» (Eiuaudil Torino 1979, pp. 165-282.
'
G. Cantone, La città di marmo, Roma 1978.
M. Tafuri, L'architettura dell'Umanesimo, Roma - Bari 1976.
l'influenza di Vitruvio nella letteratura architettonica.
F. Brunelleschi e L. B. Alberti.
P. Murrey, L'architettura del Rinascimento italiano, Bari,
1977.
l'opera di F. Brunelleschi e gli esiti brunelleschiani.
L. B. Alberti: storia dell'architettura, teoria dell'architettura, restauro urbano.
G. Cantone, Voci dell'Enciclopedia Europea Garzanti.
L. B. Alberti: le opere.
126
127
STORIA DELL'ARCHITETTURA I (E)
Prof. Giulio Pane
L'orientamento del corso risponde ad alcune premesse
considerate fondamentali: che lo studio e la conoscenza della
architettura non possono essere affrontati che secondo il metodo storico-critico; che l'architettura va considerata sempre
in relazione al suo ambiente; che la stratificazione è.fenomeno
specifico dell'architettura, ancorché non esclusivo; che il giudizio storico-critico deve orientare l'attività dell'architetto.
Tali concetti vengono illustrati ed esemplificati nella loro
interrelazione nel corso delle lezioni, sia come definizione di
principio, sia attraverso lo studio di monumenti ed ambienti
urbani, con particolare riferimento al patrimonio culturale
campano.
La problematica storico-critica
La conoscenza dell'ambiente architettonico ed urbanistico
Architettura ed ambiente antico. Cenni sulla cultura architettonica preromana: Egitto e Grecia; principali testimo·
nianze architettoniche ed ambientali.
La casa a Pompei ed Ercolano, il suo sviluppo architettonico, dall'atrio italico al peristilio ellenistico, negli esempi più
significativi.
Architettura ed urbanistica in età romana. I grandi impianti pubblici e l'investimento del tèrritorio geografico. Sistemi costruttivi: dal sistema trilitico alle volte concrezionali.
Napoli greco-romana; cenni sulla antica struttura urbana
e sua stratificazione morfologica. Centro antico e centro storico.
Rinascenza e Rinascimento; storia dei termini e concetti
generali. Il risveglio dell'antichità e Firenze. L'architettura napoletana tra tardogotico e Rinascimento.
Cenni sullo sviluppo urbanistico di Napoli dalle origini
all'età contemporanea.
Architettura: significato e storia del termine. Definizione
dell'architettura secondo i suoi fini, le sue tecniche, le sue
poetiche. Architettura, edilizia, ambiente. Architettura ed urbanistica.
Nota. - Le indicazioni bibliografiche verranno fornite agli studenti, insieme ad un programma più dettagliato, durante lo
svolgimento del corso stesso.
Storia e storia dell'architettura. Problemi e metodi della
storiografia generale, della storiografia artistica, della storiografia architettonica.
STORIA DELL'ARCHITETTURA II (A)
La storiografia architettonica: le sue fonti e le sue problematiche. Il rapporto committente·architetto·costruttore
nella storia dell'architettura. Pregiudizi tipologici, stilistici e
tecnologici.
La storiografia architettonica nella sua influenza operativa. L'attività architettonica come oggetto e come soggetto
storico-critico. Contenuti critici dell'opera architettonica. La
critica come atto espressivo. Il restauro come « laboratorio»
della storiografia architettonica.
128
Prof. Renato De Fusco
Il corso si basa su quattro premesse. La prima considera
l'architettura come linguaggio. La seconda privilegia il momento metodologico, semiotico-strutturale, rispetto a quello
operativo e puramente storicistico. La terza muove dall'assunto che si vuole più insegnare un metodo per la conoscenza
della storia dell'architettura che non la storia come evoluzione
di monumenti. La quarta, tenendo conto dei limiti di tempo e
129
del numero scarso di lezioni, riduce la parte applicativa del
corso all'analisi di poche e paradigmatiche opere, tentando di
riportare ad esse la più ampia storicità del tempo loro.
In particolare, il corso, basato su due testi, si compone
di due parti. La prima illustra il metodo semiotico-strutturale
relazionato alla storiografia architettonica e analizza le seguenti op,,!'e paradigmatiche: il tempio greco, la basilica ro·
mana, la chiesa S. Michele a Pavia, la cattedrale di Chartres,
la cappella Pazzi, la villa Capra, il tempietto di S. Pietro in
Montorio, S. Ivo alla Sapienza, la Maison du Peuple, l'Unità
di abitazione di Marsiglia. La seconda parte applica le metodiche suddette alle vicende dell'architettura contemporanea
e analizza le opere paradigmatiche appartenenti ai seguenti
codici-stili: l'eclettismo storico, l'Art Nouveau, il protorazionalismo, il razionalismo, il movimento organico, il « codice
virtuale » (edizione usata per comprendere i fenomeni più attuali e le ricerche in atto più vicine ai temi della progettazione
architettonica) .
nostri giorni si privilegeranno alcuni momenti di particolare
rilievo.
Gropius ed il Bauhaus dalla Germania all'America.
Le Corbusier dal Purismo a Ronchamp.
Continuità e discontinuità nella cultura italiana.
La generazione del dopoguerra: Stirling, R. Venturi &
Rauch, I Five.
Per tale corso si considera indispensabile una lettura di
un manuale si consiglia: L. Benevolo, Storia dell'architettura
moderna.
Libri consigliati
C. De Seta, La cultura architettonica in Italia tra le due guer·
re, Laterza, Roma - Bari, 1977;
G. Pagano, Architettura e città durante il fascismo, a cura di
C. De Seta, Laterza, Roma - Bari, 1976;
Bibliografia
C. De Seta, Origini ed ecclisse del movimento moderno, Laterza, Roma - Bari, 1979.
R. De Fusco, Segni storia e progetto dell'architettura, Laterza,
Bari, 1973.
R. De Fusco, Storia dell'architettura contemporanea, Laterza,
Bari, 1974.
STORIA DELL'ARCHITETTURA II
Per l'opera di Gropius, Le Curbusier, e la generazione del
dopoguerra verranno fornite bibliografie particolareggiate
nello svolgimento del corso.
STORIA DELL'ARCHITETTURA II
(E)
Prof. Giancarlo Alisio
Prof. Cesare de Seta
Dal modernismo al postmodernismo
Il corso vuole indagare le ragioni della nascita del linguaggio del Movimento moderno, della sua crisi e allo stesso
tempo della sua vitalità. Data l'ampiezza dell'argomento che
abbraccia un arco di tempo che va dagli esordi del secolo ai
130
(C)
Tema del corso: Napoli e la cultura Europea dall'Illuminismo
al Liberty.
Premessa
Il tema del corso trae origine sia del desiderio di fare
verificare agli allievi con immediata evidenza il rapporto tra
131
il contenuto delie lezioni e la realtà che li circonda sia dalla
necessità di fornire una più approfondita conoscenza del nucleo urbano napoletano su cui si sviluppa la didattica della
maggior parte dei corsi di architettura.
Si è preferenziato il periodo compreso tra gl inizi del '700
e i primi anni del '900 dato che in quest'arco di tempo si definiscono quella serie di fattori urbanistici, architettonici, politici e sociali che hanno poi determinato l'attuale rea.ltà napoletana. Ovviamente durante lo svolgimento delle lezioni saranno costanti i riferimenti a tutti gli analoghi e contemporanei aspetti della cultura architettonica ed urbanistica europea.
Numerosi sopralluoghi integrano le lezioni.
Museo e la galleria Principe di Napoli; via Duomo; il quartiere orientale e l'offerta Gabrielli; il quartiere occidentale', la sistemazione del lungomare.
La bonifica dei fondaci; il piano regolato re del 1872;. il
colera del 1884 ed i lavori per il risanamento e l'ampllamento di Napoli. La città borghese.
Lamont Young. Il progetto di metropolitana e la ristrutturazione della città. L'attività edilizia.
Gli sviluppi urbanistici in Inghilterra, in Francia e in Austria nel corso dell'Ottocento. Gli esempi di Londra, Parigi e Vienna.
Le trasformazioni urbanistiche di Roma capitale.
Argomenti
La cultura illuminista in Europa. I problemi socio-politici
ed economici all'inizio del nuovo regno. L'anticlericalismo
ed i rapporti fra Stato e Chiesa.
La trasformazione della struttura urbana nel '700. Il rapporto fra città e territorio. Le residenze per la corte (palazzi reali di Napoli, Portici, Capodimonte).
L'attività napoletana di Luigi Vanvitelli e di Ferdinando
Fuga. Gli architetti operanti nella 2" metà del '700: C.
VanviteIli, F. Collecini, F. Sicuro.
Il significato della pianta del duca di Noja e la nuova
idea di città nel saggio di V. Ruffo.
Origini e fonti della cultura neoclassica in Europa. Il
contesto politico ed i problemi socio-economici a Napoli
all'inizio del XIX secolo.
Urbanistica a Napoli durante il decennio francese. L'opera di A. Niccolini. Gli interventi nella città fra il 1816 ed
il 1860.
L'opera di E. Alvino ed i revivals.
Aspetti e problemi dopo l'Unità d'Italia. Gli interventi
sulla struttura della città dopo il 1860: il quartiere del
132
L'architettura in ferro in Francia ed Inghilterra: le esposizioni internazionali; il risanamento del quartiere S. Brigida e la galleria Umberto I.
L'edilizia liberty ed il piano de Simone (1914).
Bibliografia di base
R. Pane, F. Fuga, Napoli 1956.
A. Venditti, Architettura neoclassica a Napoli, ivi 1961.
G. Bruno - R. De Fusco, Errico Alvino architetto e urbanista
napoletano dell'800, Napoli 1961.
F. Venturi, Settecento riformatore, Torino 1969, voI. I.
G. C. Alisio, Sviluppo urbano e struttura della città in « Storia
di Napoli », voI. VIII, Napoli, 1971.
P. Sica, Storia dell'urbanistica: L'Ottocento, Bari 1977, voI. I
G. C. Alisio, Lamont Young, Utopia e Realtà nell'Urbanistica
napoletana dell'BOa, Roma 1978.
133
STORIA DELL'ARCHITETTURA II
(D)
Prof. Arnaldo Venditti
Programma
Bibliografia
R. Pane, Napoli imprevista, 1949;
Id., Il Rinascimento nell'Italia meridionale, 1975;
Id., Architettura dell'età barocca a Napoli, 1939;
Urbanistica e architettura a Napoli dal Medioevo al Settecento
G. Russo, Napoli come città, 1966;
Premessa
A. Venditti, Architettura dell'alto medioevo e Urbanistica e
architettura angioina, in « Storia di Napoli », voll. II·III;
Sul fondamento della contemporaneità della storia, il coro
so affronta sinteticamente l'esame dei principali nodi critici
della storiografia architettonica, attraverso una rassegna del.
l'architettura napoletana dal medioevo all'età moderna, al fio
ne di cogliere la processualità dello svolgimento storico e di
verificare le tesi critiche mediante la lettura diretta delle fab.
briche nel loro ambiente urbano, riferendo costantemente i
fenomeni al quadro italiano ed europeo.
Id., Presenze e influenze catalane, in « Nap. nob.
>l,
1973;
Id., Fra' Nuvolo e l'architettura napoletana fra il '500 e il '600,
in « Atti Congr. Barocco », 1969.
Nota: Il corso sarà articolato secondo lezioni in aula, visite
guidate a monumenti ed ambienti urbani Oezioni·sopralluo·
go l ed incontri seminariali.
La bibliografia verrà integrata durante lo svolgimento
del corso.
Argomenti
Storia dell'architettura. Storia e storiografia. Problemi
della storiografia architettonica. Storia urbanistica di Napoli.
Le fonti storiche e iconografiche. La struttura della città at.
traverso i secoli. La cartografia di Napoli. Le superstisi strut.
ture medioevali napoletane. Il gotico francese e la cultura al"
chitettonica napoletana in età angioina e durazzesca. Il con.
cetto di Rinascimento e le sue fasi storiche. Incontro tra mae.
stri catalani e toscani a Napoli. Il Cinquecento napoletano
tra classicismo e manierismo: da Malvito e Mormando a
Dosio e Valeriano. L'opera napoletana di Domenico Fontana.
Il concetto di barocco. La produzione del Seicento napoletano
in rapporto al barocco romano. La figura di Cosimo Fanzago
ed i temi architettonici della Napoli barocca. Il rococò napo.
letano e roperà di Sanfelice e Vaccaro. L'edilizia civile ed il
nuovo volto della metropoli settecentesca. Prospettive della
cultura illuministica nell'ambiente della Capitale.
13.4
TECNICA DELLE COSTRUZIONI (Al
Prof. Ugo Carputi
Premessa
Nel corso di Tecnica delle Costruzioni di proponiamo di
portare alla conoscenza dei giovani lo studio della progetta·
zione delle opere architett.oniche, in particolare lo studio del·
l'organismo strutturale, che è anch'esso opera architettonica.
Intendiamo in questo corso studiare sistematicamente le
forme strutturali dal punto di vista del loro concetto statico,
al fine di favorire la formazione di quella « sensibilità stati·
ca » - se così si può dire - segnalata ed auspicata anche dal
riordinamento delle Facoltà di Architettura, sensibilità stati·
135
ca che deve essere rivolta a stimolare, ad ideare forme architettoniche di valida e chiara possibilità costruttiva.
Approfondiremo la conoscenza di due materiali da costruzione, maggiori protagonisti del fatto costruttivo, cioè
dell'o.cciaio e del calcestruzzo armato, e della loro tecnologia,
sulla base delle nozioni di elasticità già acquisite nel corso di
Scienza delle Costruzioni.
Ci proponiamo infine di dare una visione ampia ed aggiornata dei particolari procedimenti costruttivi e delle nuove
forme, strutturali, mostrandone le attuali tendenze verso ulteriori sviluppi e verso nuove possibilità costruttive.
I materiali strutturali - Proprietà essenziali dei materiali
strutturali - Costanti fisiche e coefficienti di sicurezza
dei materiali.
I carichi delle strutture - Carichi permanenti - Carichi accidentali.
Strutture a molte iperstatiche - I telai piani e metodi di
calcolo (Gehler - Cross). Analisi matriciale.
Piastre: Le ipotesi fondamentali - L'equazione differenziale della superficie elastica - L'integrazione dell'equazione - Il calcolo mediante le differenze finite - Metodi approssimati.
Nuovi orientamenti nel calcolo delle strutture in relazione agli stati limite.
Testi consigliati
A. Arcangeli, La struttura nell'architettura moderna, Sansoni.
O. Belluzzi, Scienza delle Costruzioni, I, II, III, Zanichelli.
Testi consigliati
A. Arcangeli, La struttura nell'architettura moderna, Sansoni.
O. Belluzzi, Scienza delle Costruzioni, 1. II. III, Zanichelli
L. F. Donato, Lezioni di Costruzioni, II, Costruzioni Metalliche, Colombo, Cursi.
U. Carputi - M. Locatelli, Collegamenti chiodati e bulloni.
Pubblicazioni della Società Italsider.
Norme tecniche (D. M. 30-5-1972),
Costruzioni in cemento armato - Proprietà generali e te-
cnologiche del calcestruzzo cementizio .- Elementi costituenti e loro influenza - Comportamenti meccanico dei
calcestruzzi - Prove regolamentari - Teoria statica del calcestruz'lO armato e precompresso - Elementi strutturali
in c.a. - Solai - Piastre - Solai a Fungo - Cassettonati - Travi Vierendeel - Strutture ad arco - Volte travi.
Testi consigliati
O. Belluzzi, Scienza delle Costruzioni, I, II, III, Zanichelli.
E. Giangreco, Teoria e Tecnica delle Costruzioni, Ed., Liguori.
L. Santarella, Il Cemento AI-mato, I, II, Hoepli.
M. Pagano, Progetti di strutture in cemento armato, Liguori,
Napoli.
Norme tecniche
(D.
M. 30-5-1972).
Costruzioni metalliche - Proprietà generali e tecnologiche
degli acciai - Prove regolamentari sui materiali metallici
- Comportamento dei materiali metallici da costruzione Elementi strutturali in acciaio - Collegamenti - Travature
reticolari - Capriate - Travi a parete piena - Solai - Coperture in genere - Intelaiature semplici e multiple - Archi.
136
Cenni di statica delle fondazioni - Comportamento dei
terreni e classifica di essi - Eelementi della meccanica dei
terreni - Tecnica delle fondazioni - Fondazioni dirette Plinti e travi rovesce - Fondazioni indirette - Pali di fondazione.
137
Testi consigliati
Testi consigliati
A. Arcangeli, La struttura nell'architettura moderna, Sansoni.
O. Eelluzzi, Scienza delle Costruzioni, I, II, III, Zanichelli.
L. Santarella, Il Cemento Armato, I, II, Hoepli, Milano.
Nello svolgimento del corso saranno proiettati, a cura
della CISIA e dell'AlTEC, film documentari.
O. Eelluzzi, Scienza delle Costruzioni.
C. Cestelli Guidi, Meccanica dei terreni e stabilità delle fonda·
zioni.
E. Giang-reco, Teoria e Tecnica delle Costruzioni, I, II.
Volumi della Collana Tecnico scientifica Italsider.
Appunti di Costruzioni in acciaio a cura dell'ing. Alberto BaI·
samo.
TECNICA DELLE COSTRUZIONI (E)
Prof.Vincenzo Fabbrocino
TECNOLOGIA DELL' ARCHITETTURA
1. I materiali strutturali e loro caratteristiche meccaniche.
CORSI COORDINATI
Forze esterne e relativa regolamentazione . I coefficienti
di sicurezza.
2. Calcestruzzo armato e precompresso.
(Teoria Statica . Regolamenti)
Premessa
3. Teoria dei telai piani e metodi di calcolo.
(Gehler, Cross, Grinter, Pozzati)
Un'ipotesi tecnologica finalizzata all'architettura, che ri:
fiuta l'idea di una « tecnica» risolutrice dei singoli problemI
a distinti livelli di intervento, per tendere a configurarsi come
pr~cesso unitario e globale volto ai fini non solo quantitativi:
ma anche qualitativi dell'intervento archltettomco, comporta.
4. Piastre (Trattazione generale· Il calcolo mediante le dif.
ferenze finite· Metodi approssimativi).
5. Strutture in acciaio (Tipologie strutturali e criteri gene.
rali di progettazione· Generalità sul calcolo e sull'esecu.
zione dei cOllegamenti).
6 Teoria degli archi.
7. Nozione sulle volte.travi.
8. Ponti (Tecnica delle fondazioni e metodi di calcolo).
l'approfondimento dei modi di costruire intesi,. oltre che
come interpretazione di tradizioni tecniche e dI real!zza·
zione di manufatti, come organizzazione di tutte le opere
naturali e artificiali qualificanti l'ambiente nel suo in·
sieme;
O. Fondazioni (Tecnica delle fondazioni e metodi di calcolo).
la conoscenza di esperienze costruttive recuperate dalle
diverse culture nell'edifi~azi.one dell'habitat;
IO. Fondamenti delle teorie della plasticità . Applicazioni
alle strutture: calcolo a rottura.
l'individuazione dei parametri di cambiamento delle con.
dizioni tecniche acquisite.
Il. Tensostrutture e sistemi reticolari spaziali (classificazio.
ne e caratteristiche strutturali).
In tal senso ed in relazione alle precedenti esperienze di
coordinamento attuate dal 1972, i corsi facenti capo all'lsti·
138
139
tuto di Tecnologia dell'Architettura hanno incentrato
pri programmi intorno a due tematiche preminenti:
pro-
a) le relazioni che passano tra i modi di costruire e la trasformazione dell'ambiente, tenendo conto di un uso della tec-
nica rivolto al recupero delle risorse locali e della conseguente unitarietà dei processi febbrili con i processi innovativi di
costruzione, connessi all'uso di fonti energetiche rinnovabili;
b) le relazioni che passano tra produzione industriale e
formazione delio spazio costruito, tenendo conto delle attuali
dimensioni operative e della conseguente necessità di qualificare i processi quantitativi di produzione e della società industriale.
Queste tematiche saranno svolte nei corsi da gruppi di
lavoro, secondo la seguente articolazione.
.
.
dattabilità degli spazi abitati
Tecnologw appropnate e a .
l'a' dell' A.rchitettu-
(prof. R. La Cret9., corso dI Tec!1o agI
.
l'a II El
Tecnologie leggere e preesistenze ambientali (prof. A. Capasso, corso d I· Tecnologia dell' ArchItettura II C)
Produzione architettonica per componen.t"~ I,p rof . C . Murolo, corso di Unificazione e prefabbncazIOne).
. h e, so.no .gli approfonIntegrativi di entrambe le temat:c
dimenti delle metodologie progettual! relatIVI a.
.
( pro._..
f R Mango , corso di
Cultura materiale e produzwne
Progettazione per !'industria).
T t l
.
. h e d'~.depurazwdell'ambiente: controlli e tecnzc
'.
n~ ~P~Of.
A. Russo Spena, corso di Fisica tecmca ed Im-
pianti).
Per le relazioni tra i modi di costruire e la trasformazione
dell'ambiente:
TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA I (A)
Il clima e la tradizione costruttiva del Mezzogiorno (prof.
G. Caterina, corso di Tecnologia dell'Architettura I El
Prof. Domenico Orlacchio
Innovazioni tecnologiche e rivitalizzazione dei processi
artigianali (prof. V. Gangemi, corso di Tecnologia della
. dell'architettura industrializzata
Le tecno logle
Architettura II A)
Componenti bioclimatici nella costruzione dell'habitat
(prof. M. Cennamo, corso di Illuminazione ed acustica
nell'edilizia).
Finalità
propone lo studio delle tecnologie che cad o della revisione critica dei
ratterizzano l habItat, ~el qua r .
t cnòlogie con particora orti esistenti tra SCIenza, tecmca e e
:
la~: riferimento all'industrializzazione dell'archItettura.
.. », ...111tesi come
nuovi
I termini « costruttivi-tecnologIcI
•
.
". .
no trattati in stretta conneSSIOne con
mezzI espreSSIvI, vengo.
do un'ottica di superamen.
l'organizzazione dello spazIO, secon
l'
diante lo stuto del dualismo tra architettura e te?no O;JaÌvr~~erno rivolte
dio sistematico di opere del Movlmen o
,
all'uso dell'edilizia industrializzata.
I!
Per le relazioni tra produzione industriale e formazione
dello spazio costruito:
Le tecnologie dell'architettura industrializzata (prof. D.
Orlacchio, corso di Tecnologia dell'Architettura I A)
Il lessico costruttivo dei sistemi di architettura (prof. A.
Vitale, corso di Tecnologia dell'Architettura I C)
140
progra:nm~
141
P~rticolare attenzione sarà dedicata alla promozione del
c~mdmamento con i corsi affini, riconoscendo sperimentazio-
m m parallelo e seguendo gli indirizzi che si daranno le aree
omogenee di ricerca presenti nella Facoltà.
TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA I (B)
Prof. Gabriella Caterina
Il clima e la tradizione costruttiva del Mezzogiorno
Contenuti
. Il corpo disciplinare prevede l'esame dell'industrializzaZIOne delle tecnologie negli interventi a livello territoriale urbano, di habitat e nelle funzioni organizzative, ed è indiriz;ato
alla conoscenza specifica delle seguenti fasi:
1. Tipologie strutturali nell'evoluzione storica e tecnica',
2. Sistemi costruttivi in riferimento ai riflessi progettuali ed economici;
. 3. Materiali da costruzione semplici, composti e tecniche mdustriali; progetto, produzione ed uso.
Le tecnologie così distinte, contribuiranno alla formazione degli allievi che si accingono a conoscere i principi della
progettazione del blocco elementare o complesso (edificio),
per la costruzIOne e per il controllo dello spazio progettato
secondo I concetti delle tre componenti vitruviane, in funzione dell~ strutture. del tipo tradizionale, continue, anelastiche
ed elastiche come Il cemento armato e l'acciaio, per le quali saranno formte ampie documentazioni conoscitive (Tecnologie
per parti).
Con un gruppo di lezioni saranno affrontate le tema ti che
pertl~enti all'importanza delle conoscenze tecnologiche, al
slgmflC~tofed a.l ruolo che esse assumono nell'epoca contempo-
ranea, m . unZIOne dell'evoluzione alle quali vanno soggette.
(Tecnologie moderne).
. Durante le lezioni saranno date le notizie bibliografiche e
le mformazIOni circa l'articolazione del corso e lo svolgimento
del piano delle esercitazioni.
~a ~arte applicativa del corso sarà seguita anche dagli
architetti Vmcenzo Manocchio e Saturnino Massarelli.
142
La valutazione del possibile uso in edilizia di tecnologie
« diverse ", come per esempio quelle volte all'utilizzazione di
fonti energetiche alternative, comporta l'esigenza di leggere
l'edificio come sistema di controllo ambientale piuttosto che
come rigida e astratta nomenclatum di elementi costruttivi-architettonici. Una attenta analisi, secondo questa ottica, della
tradizione costruttiva del Mezzogiorno, rivela !'invenzione di
processi costruttivi che, sfruttando le risorse locali per progettare uno spazio abitabile, garantiscono un notevole grado di
comfort ambientale e recuperano quel bagaglio di conoscenze
dei fattoti climatici, delle condizioni geografiche e dei principi
fisici che costituisce il parametro rispetto a cui vengono dimensionate, quantificate e verificate le configurazioni geometriche e i sistemi costruttivi. In particolare nella fase applicativa si approfondirà lo studio di tipologie edilizie ricorrenti
nel patrimonio edilizio della regione Campania, mettendo in
relazione strutture, tipi e conformazioni edilizie sia con l'orientamento, l'orografia e l'utilizzazione dello spazio, sia con i
sistemi costruttivi e i materiali impiegati.
All'interno del corso l'arch. M. Isabella Amirante svolgerà
un seminario che analizza i rapporti che si instaurano tra esigenze di comfort termico e corrispondenti soluzioni adottate
dall'architettura del Mezzogiorno. Il bilancio termico dell'edificio, il controllo degli scambi tra ambiente esterno e costruzio.ne, in relazione ai parametri previsti dalla legge 373, specificano un particolare approccio nelle possibilità di riuso del
patrimonio edilizio esistente.
La tematica affrontata si sviluppa in stretta collaborazio·
ne con i corsi di Disegno e Rilievo (prof. arch. Anna Sgrosso)
e con il corso di Tecnologia dell'architettura II (prof. arch.
Virginia Gangemi) che individuano, in fase di analisi, i collegamenti tra costruzione e configurazione geometrica dello spa143
zio e, in fase di progetto, la possibilità di recuperare questo
patrimonio alla scala della piccola industria del settore edile.
che le ha permesso di riscattare gran parte del mondo dell'arretratezza e dal Rottosviluppo economico.
Le indicazioni bibliografiche saranno fornite durante lo
svolgimento del corso.
Il corso si articola in due cicli paralleli di comunicazioni
e seminari. Il primo verte sull'esame dei termini più correnti
e di uso più comune nell'ambito progettuale e costituitivo
dell'architettura industrializzata, confrontati con i temi prima
delineati, mentre il secondo, che viene svolto parallelamente
dall'm·ch. Franco Cassese, è suddiviso in tre parti, costituite
rispettivamente dall'esame dei materiali costruttivi naturali
e artificiali, dell'analisi dei processi costruttivi ed aggregativi
e dallo studio delle parti della costruzione, con particolare
riguardo alle loro relazioni reciproche ed alla loro sistematicità organizzativa.
TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA I (C)
Prof. Augusto Vitale
Il lessico costruttivo dei sistemi di architettura
Secondo una corrente interpretazione, la tecnologia costituisce, come « scienza dei processi o delle trasformazioni »,
la mediazione tra ambiente naturale e contesto sociale. La crescente complessità dei processi industriali, le loro delicate
implicazioni con gli equilibri del mondo fisico e le relazioni
che intessono con la crescita civile ed economica della società,
oltre ad attestare la nostra irreversibile dipendenza da essi,
stimolano un processo di attenta valutazione del ruolo che la
tecnologia svolge nel contesto umano . .In particolare essa investa un ambito di studio e di applicazione costituito dall'intero ambiente costruito, che è la « crosta tecnica)l, come la
defnisce Pierre George, cioè il prodotto delle trasformazioni
operate dall'uomo nel corso del suo lungo processo di annessione della natura, estendendo così all'architettura il suo dominio problematico.
Il corso si propone perciò di esaminare i problemi solle-
vati dai rapporti tra tecnologia e ambiente fisico, tra società
e processi di costruzione e tra risorse e trasformazione dello
ambiente, nell'intento di sollecitare un approccio corretto alla
dimensione tecnologica dei fenomeni secondo cui si articolano le relazioni tra l'uomo e lo spazio costruito, tenendo presente che la rivoluzione industriale,. che è stata caratterizzata
dalla rapida crescita dell'innovazione tecnologica, è un processo irreversibile ancora in corso, dotato al suo interno di fattori potenzialmente distruttivi, ma anche di quella carica civile
144
Per la bibliografia si rimanda alla documentazione che
verrà distribuita durante il corso.
TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA II (A)
Prof. Virginia Gangemi
Innovazioni tecnologiche e rivalutazione
dei processi artigianali
Premessa
Alla base del programma proposto si individuano:
L'esigenza di contrastare la tendenza che si manifesta nei
processi di trasformazione contemporanei, al disuso, all'abbandono o allo sperpero delle risorse ambientali locali.
La necessità di riproporre stretti legami fra caratterististiche primarie del luogo (clima, morfologia, materiali
disponibili, forza-lavoro, tradizioni costruttive) e processi di costruzione.
La opportunità di valutare appieno la vasta gamma delle
risorse ambientali disponibili per la trasformazione tecno·
145
logica dell'ambiente (risorse ambientali, tessuti edilizi
preesistenti , clima, morfologia, materiali, mano d'opera,
esperienze e tradizioni costruttive ecc.).
Articolazione e organizzazione
La necessità di ricercare nuovi modi di configurazione
tecnologica, fondati anche sulla revisione delle tecnologie
tradizionali, che corrispondano a sistemi di produzione
alternativi alle attuali proposte di industria1i.zzazione edi·
lizia, per una riconversione dell'artigianato locale in pico
cola industria.
riscono ai punti l, 2, 3, 4, indicati quali contenuti del corso, e
da una serie di esercitazioni collegiali di gruppo in cui verrannno ripresi gli argomenti affrontati nelle lezioni teoriche, per
svilupparli in relazione alle specifiche tematiche progettuali
che i singoli gruppi di lavoro affrontano.
Contenuti del corso
Il corso si propone di :
l.
n corso sarà costituito da una serie di lezioni che si rife-
I gruppi di lavoro seguiti dagli architetti Paolo Erec':'i e
Alfredo Gravagnuolo, periodicamente illustreranno lo stato
di avanzamento delle proposte progettuali, in incontri la cui
periodicità andrà definita con gli stessi allievi.
Le indicazioni bibliografiche verranno fornite agli allievi
durante lo svolgimento del corso.
fornire un bagaglio di conoscenze tecniche per la proget-
tazione di un repertorio di componenti edilizi producibili
dalla piccola industria locale.
2.
analizzare la attuale produzione artigianale di componen-
ti edilizi di uso comune in Campania per proporne la revisione e la reinterpretazione.
3.
(E)
Prof. Rosalba La -Creta
stimolare alla ricerca di sistemi innovativi che proponga-
no l'uso delle risorse ambientali locali e al1a individuazione di sistemi tecnologici facilmente reglizz8"bili dalla
mano d'opera locale.
4.
TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA II
sensibilizzare alla conoscenza dei problemi di produzione
dei componenti edilizi progettati, valutando il grado ed il
livello degli apparati produttivi industriali, e la possibilità
di riconvecsione dell'artigianato locale (ore lavorative,
processi industriali, ecc.).
Tecnologie appropriate e adattabilità degli spazi costruiti
Intendendo il processo di costruzione come attuazione
pratica dell'idea progettuale che, rivolta ad una conformazione dinamica degli spazi abitabili, comporta la riappropriazione della creatività, del controllo e della partecipazione da
parte della collettività, il corso tende a:
.M etodologia
1. chiarire il rapporto tra sistema abitativo e tessuto
edificato secondo una logica in cui la costruzione dell'ambiente esprime le preferenze e le attituduni sociali e culturali distintive della civiltà che la realizza;
Il corso si propone di stimolare alla analisi critica' delle
soluzioni tecnologiche di comune impiego, attraverso la ricerca
di nuove soluzioni, rifiutando l'apprendimento noziollistico,
passivo, acritico e decontestualizzato.
2. individuare sistemi di architettura in cui l'assemblaggio organico di elementi seriali e la potenzialità aggregati.
va di unità modulari prefigurano possibilità di crescita e di
modificabilità degli spazi;
146
147
3. verificare la compatibilità degli elementi del sistema con una produzione da parte di piccole e medie industrie
operanti nel Mezzogiorno, anche se non nello specifico camp
dell'edilizia.
o
In tale ottica saranno approfonditi
. per il punto 1 : le connessioni tra uomo, organizzazione
sOCIale, uso delle risorse disponbili, tecniche costruttive e
conformazione degli spazi costruiti',
. per il pu~to 2: gli elementi base del costruire, i legami
tra glI elementI e le parti della costruzione, le logiche aggregative delle unità di spazio, i requisiti per la climatizzazion
degli ambienti;
e
per il punto 3. le esigenze della produzione di serie le
pr~s.tazion! degli .elen:enti s~riali, i processi produttivi com'pat~bIII
con l orgamzzazione dI pIccole e medie industrie presen-
tI m C&mpama, prestazioni e tecniche di lavorazione di mate-
riali economicamente disponibili.
Le tematiche generali, trattate in lezioni, dibattiti e seminari, saranno approfondite e verificate in ricerche specifiche
svolte da gruppi di lavoro, 'secondo la seguente articolazione:
a) Strutture resistenti per forma e adattabilità degli spazi
costruttivi - arch. Francesco Abbate
b) Produzione industriale e costruzione per componenti
- arch. Claudio Claudi.
I sngoli gruppi di lavoro svolgeranno le ricerche specifiche - secondo un processo di acquisizione conoscitiva tendente alla comprensione dei valori tecnologici presenti nella
costruzione e dei nessi logici esistenti tra le parti - passando
alternatIvamente dall'analisi di dati sistemi di architettura
e di potenzialità produttive locali di elementi seriali allo studio propositivo di utilizzazione di materiali e proces~i costruttivi per unità di spazio flessibili e modificabili.
Le indicazioni bibliografiche verranno fornite agI allievi
durante lo svolgimento del corso.
148
TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA II (C)
Prof. Aldo Capasso
Tecnologie leggere e preesistenze ambientali
La tecnologia dell'architettura è intesa come processo
edificatorio in cui l'intervento tecnico è successione di elaborazioni critiche e sperimentali, quindi non come vincolo da
superare o aggirare.
I sistemi architettonici e i relativi processi costruttivi, definiti da queste premesse, e inoltre disponibili ad un processo di trasformazione partecipativo tendono a conformare più
luoghi che oggetti, spazi aperti e adattabili, più che forme definite e immutabili.
L'uso delle tecnologie leggere ricopre un ruolo determinante in questi sistemi: elementi componenti elaborati da
esperienze locali, processi industriali e nuove sperimentazioni.
Processi. costruttivi che di conseguenza impiegano materiali
correnti, geometrie controllabili, connessioni, legami e sequenze operative controllabili e verificabili.
Il corso, pertanto, si propone di offrire a livello didattico
la conoscenza di sistemi flessibili, adattabili e aggregabili tali
da intervenire nel contesto abitato in un modo quanto più disponibile possibile in relazione alle mutevoli esigenze sociali.
La fase di sperim8ntazione didattica, che si avvarrà della
collaborazione dell'arch. Enzo Russo, procederà con l'analisi
e la progettazione di organismi che impegnando strutture reticolari, a membrana e in generale per unità spaziali e componenti aggregabili, rispondono agli obiettivi posti. La lettura
del sistema sarà in relazione sia al contesto ambientale, sia
alle parti del sistema stesso, in processo iterativo dal generale
al particolare, dal piccolo al grande.
Il tema specifico della progettazione scaturisce dall'attuale necessità di attrezzare le aree urbane e periferiche degradate e carenti di servizi. L'uso delle tecnologie leggere può sod149
disfare queste urgenti esigenze proprio per la disponibilità
alla reversibilità.
In questa fase progettuale l'allievo, nello studiare il suo
progetto all'interno del preesistente, avrà l'opportunità di analizzare anche i processi costruttivi usati nel tessuto edificato
tradizionale, cogliendo i nessi e le logiche di tali « tecniche ».
La bibliografia sarà fornita agli allievi nel corso dell'anno.
territoriale e delle possibilità di razionalizzarlo o di trasformarlo.
Gli argomenti sono raggruppabili nei seguenti punti:
l. La cultura urbanistica nel momento attuale. I nuovi obiet-
tivi dell'Urbanistica. La socializzazione della disciplina.
La città della comunità.
2. L'Urbanistica come disciplina autonoma ed il suo oggetto
interdisciplinare. Caratteri dell'attività urbanistica.
URBANISTICA I (Al
Prof. Arturo Rigillo
Programma del corso biennale
Premessa teorica e metodologica
Il corso è fondato su di un'idea di Urbanistica maturata in una sostanziale
evoluzione, compiutasi in circa un secolo, nella quale si è depurata dalle improprie vesti di arte urbana o dalla ancor più dannosa identificazione con la normativa edilizia e l'ingegneria stradale. L'Urbanistica si configura oggi con campi di
ricerca ed attività applicative sostanzialmente autonomi e con un proprio specifico
oggetto culturale e scientifico ben individuato. Non più, quindi, come poteva intendersi negli anni cinquanta o sessanta, un'attività applicativa alquanto estemporanea facente capo ad una sommatoria di conoscenze e di tecniche, ma moderna
scienza proprio con il valore epistemologico che oggi diamo a tale termine ed
autonoma dalle altre discipline, nei limi ti in cui una singola scienza può esserlo nel
nostro mondo che deve ricercare sempre più l'equilibrio fra trasformazione e con.
servazione dei valori ed i mezzi per difendere e diffondere la qualità della vita al
più vasto ambito della comunità. Essa è la scienza che studia i fenomeni urbani e
territoriali che si verificano in co~nessione con una reale struttura economica e
sociale, in un _determinato ambito territoriale ed urbano e che ha come obiettivi
la promozione, a mezzo di piani, della migliore organizzazione dello spazio inse.
diativo e produttivo ed il concorso allo sviluppo equilibrato delle strutture econo.
miche e sodali.
Argomenti
Il corso si propone di fornire gli elementi indispensabili
alla comprensione, valutazione ed interpretazione della condizione presente della cultura urbanistica, dell'attuale assetto
150
3. Il rapporto tra l'Urbanistica e l'Architettura. I rapporti
con altre discipline. Definizione a grande scala di parametri di civiltà.
4. Urbanistica razionalizzatrice e Urbanistica trasformatrice. Caratteri dell'organizzazione sociale; presupposti e necessità dell'evoluzione comunitaria. Una filosofia per la
costruzione o la trasformazione dell'ambiente di vita dell'uomo nello spazio urbano e territoriale. Rapporto tra
comunità, città e territorio.
5. Le origini dell'urbanistica moderna. L'approccio illumini·
stico ai problemi urbani. Il pensiero urbanistico dell'Ottocento come reazione alle conseguenze dell'abnorme processo di concentrazione.
6. Storia recente della Pianificazione urbanistica. Il rapporto tra Urbanistica ed Economia. Istituti politici e istituiti
amministrativi in rapporto alla pianificazone.
7. L'dea di piano e la sua evoluzione. La volontà e le esigenze della comunità come presupposti fondamentali del piano. Valenze democratiche dell'urbanistica. Teoria dei piani. Dimensioni spaziali, comunitarie ed economiche dei
piani urbanistici.
8. Gli apporti interdisciplinari coordinabili in una concezione sociale delle scienze applicate. L'interdisciplinarietà
come carattere della cultura moderna. Necessità di ristrutturazione degli organismi consultivi e gestionali. Il
riordino delle autonomie locali.
151
9. La città e il territorio. I sistemi urbani gerarchici. Gli studi sull'armatura urbana. Il rapporto storico tra città e
campagna e sua involuzione. Implosione, esplosione, diffusione urbana. Il territorio pianificato. Il territorio impedito.
lO. Il rapporto tra le dimensioni del piano e le dimensioni
3.
Le tecnologie disponbili ed i loro prevedibili sviluppi in
relazione a caratteristiche ambientali precipue. I punti
l e 2 dell'analisi costituiscono il quadro dei vincoli posti
alla comunità locale della necessità di tutelare le risorse
esistenti.
operative e gestionali. Piani globali e piani di settore. Interventi legislativi generali. Interventi operativi di settore.
Al compimento di tali analisi viene graficizzata una sintesi.
dei vincoli posti dalla geografia umana e sociale dell'area al
raggiungimento c'_egli obiettivi de'lotti dalla domanda sociale.
11. Nascita ed immanenza dell'idea di comprensorio. Le unità territoriali intermedie. Omogeneità, integrazione, dipendenza da un centro funzionale. Esempi recenti nella legislazione delle regioni italiane.
I risultati dell'analisi al punto 3 evidenziano il quadro so··
ciale ed il modello di produzione, consumo, lavoro e di ripartizione del reddito complessivo, il modello di uso del territorio, nonché il modello di risposte sociali.
12. L'analisi strutturale di un'area comprensoriale: la strut-
L'organizzazione del corso ·oltre ad una serie-di lezioni
ex-cathedra comporta numerose esercitazioni nonché lo svolgimento di seminari. Questi ultimi si distinguono in seminari
sulle letture fondamentali consigliate (per il primo anno di
corso), in seminari dibattito su specifici temi di studio ed infine in seminari generali didattici sulle esercitazioni.
tura geofisicE··geografica, la struttura insediativa, la struttura demo-sociale, la struttura economica, la struttura
istituzionale-amministrativa.
13. La realtà urbana. Significato e limiti della coesione ur-
bana. Valori della città in rapporto al mondo esterno.
L'accumulazione dei processi produttivi nella città. Lo
sviluppo dell'attività terziaria e delle sue specializzazioni.
Le attività quaternarie.
Articolazione del corso
A conclusione dello studio analitico ciascun gruppo di lavoro perviene all'individuazione di un quadro di disponibilità
e riproducibilità delle risorse, distribuite in tre settori:
l.
2.
152
L'ambiente naturale, nel quale vanno comprese, oltre lo
spazio coltivabile, le risorse di energia, di materie prime,
il quadro del patrimonio idrico e delle nuove fonti di
energia e soprattutto i sottili limiti dell'equilibrio ecologico intaccato dalla crescita indifferenziata.
Il pau-imonio dei manufatti, residenze, infrastrutture, fabbriche, reti di comunicazione, servizi a rete, servizi sociali
esistenti o realizzabili a breve termine.
Raccordi e coordinamenti con altri cOTsi
Per tale punto si rimanda alle pagg. da 23 a 31 del fasci·
colo a stampa contenente il programma dettagliato del corso.
Sono lì riportati i documenti scaturiti dalle riunioni di lavoro
per il coordinamento svolti con i professori Mario Coletta per
la Storia dell'Urbanistica, Guido D'Angelo per il Diritto Urbanistico, Luigi Fusco Girard per Estimo ed esercizio professionale, Romano Lanini per la Pianificazione territoriale urbanistica e Maria Rigillo Troncone per l'Igiene edilizia.
Bibliografia essenziale
F. Choay, La città, utopi'e e realtà, Torino 1973
L. Dodi, Città e teTritorio, Milano 1972.
A. Rigillo, L'idea di urbanistica (in preparazione).
153
A. Rigillo, Società e piani, Napoli, 1967.
A. Rigillo (a cura di), Verso l'urbanistica, Napoli 1970.
U. Toschi, La città, Torino 1966.
D. Harvey, Giustizia sociale e città, Milano, 1978.
AA.VV., Ambiente e sviluppo nel Mezzogiorno, Napoli, 1974.
Il già citato fascicolo a stampa contiene una bibliografia
particolareggiata oltre a bibliografie specifiche da utilizzarsi
per i seminari previsti nello svolgimento del corso.
URBANISTICA I
(E)
Prof. Francesco Forte
Programma del corso biennale
La disciplina urbanistica esprime una intenzionalità progettuale, avente quale oggetti la organizzazione delle attività
e dei manufatti sul territorio, elaborata sulla base di principi
di valore concernenti la organizzazione sociale. Ne consegue
che il corso biennale è volto all'approfondimento di concetti;
quali progetto e razionalità; dei principi cui è possibile rapportare la distribuzione e relazione delle attività sul territorio
con rilevanza attribuita alle teorie urbane, alle tecniche di decodificazione delle potenzialità, ai modelli di struttura insediativa proposti nella storia della disciplina; infine agli aspetti
normativi che sovrintendono la organizzazione spaziale.
L'approfondimento suddetto si attua attraverso elaborazioni di carattere metodologico ed elaborazioni progettuali, riferite alla pianificazione regionale, ed alla progettazione urbanistica comprensoriale e . locale; le elaborazioni progettuali
configurano quindi due sezioni operative attraverso le quali
il corso si struttura.
Nella prima sezione, concernente la programmazione e la
pianificazione regionale, l'ambito di riferimento è costituito
154
da regioni del Mezzogiorno continentale. Si procederà secondo le seguenti ipotesi: al lettura dei documenti di piano e di
programma, in rapporto alle politiche nazionali (straordinarie e ordinarie); b) lettura delle tendenze nello sviluppo socioeconomico avvalendosi di indicatori demografici ed occupazionali; c) lettura delle risorse fisiche (suolo, capitale fisso sociale); d) lettura dei livelli e settori di governo; e) formulazione di modelli funzionali.
Si procederà quindi (II anno) all'approfondimento di ipotesi progettuali operando o per regioni o per ambiti territoriali significativi. Sarà possibile nell'ambito della sezione svolgere lavori monografici su aspetti significativi della politica
regionale attuata per il Mezzogiorno nel trentennio trascorso.
Tesi base da leggere prima della configurazione operativa
della sezione: F. Forte, Stato e regioni nella politica regionale
per l'Italia Meridionale v.b.; P. Caputi, F. Forte (a cura), La
Pianificazione territoriale nelle regioni del Mezzogiorno v.b;
F. Forte (a cura), Dalla regione al comprensorio, introduzione,
cap. I, cap. II.
Nella seconda sezione, concernente la pianificazione urbanistica comprensoriale e locale, l'ambito di riferimento è
costituito prioritariamente dall'area napoletana. Si procederà
anche in tale elaborazione: a) alla lettura delle risorse fisiche
e dei loro usi (lettura dei fattori staticO; b) alla lettura dei
processi secondo indici dinamici; c) alla lettura dei documenti
di piano; d) alla costruzione di modelli di struttura.
Particolare rilevanza verrà data alla metodologia di soglia
e alla relativa cartografia tematica. Nell'ambito della sezione
sarà possibile approfondire le problematiche poste dall'attuazione di strumenti urbanistici (p.r.g. e programmi poliennali,
piani particolareggiati, piani di zona, piani per settori produttivi, piani di recupero, ecc.) ..
Testi base da leggere prima della configurazione operativa della sezione: F. Forte (a cura), Progettazione urbanistica
e territoriale attraverso l'analisi della soglia, v.b.; F. Forte, Il
contribuito della metodologia di soglia al perseguimento di
obiettivi generali e di settore, v.b.
155
Ciascun anno di corso si articola in fasi di svolgimento.
Nell'ambito del primo corso, la prima fase si articola in le.
zioni sull'insegnamento dell'urbanistica nell'attuale condizio.
ne storica, e seminari sul ruolo del territorio nelle politiche
di sviluppo; la seconda fase in lezioni concernenti le teorie
per il piano (rapporto spazio-attività), e seminari concernenti
il dibattito sulle scelte territoriali nel Mezzogiorno e nella regione Campania; la terza fase si articola in lezioni sulla teoria
del piano e sulla metodologia di progettazione.
Nell'ambito del secondo corso la elaborazione metodologica attuale nella prima fase ha per oggetto i soggetti e gli
strumenti per la progettazione e gestione urbanistica; quella
attuata nella seconda fase le politiche regionali, con particolare ma non esclusivo riferimento all'Italia meridionale.
L'ulteriore approfondimento delle elaborazioni progettuali attuate nel primo corso costituisce verifica di quanto acqui-
sito con la elaborazione metodologica.
Bibliografia
URBANISTICA I (C)
Prof. Attilio Belli
I! corso assume come riferimenti per l'org'anizzazione
della propria esperienza due processi: uno, di ordine strettamente disciplinare, riguarda il dibattito in corso nelle Facoltà
di Architettura sull'insegnamento dell'urbanistica .e sulle prospettive di riforma e di sperimentazione didattica; un secondo, di ordine metadisciplinare, ma direttamente connesso al
primo, concerne la modificazione di orientamento nello studio della disciplina che deriva dall'assumere la conoscenza,
il sapere come pratica di potere.
Un orizzonte di questo genere porta a studiare l'urbanistica come formazione discorsiva che definisce nel tempo i
diversi oggetti di cui parlare, le modalità da adottare per parlarne, nonché i concetti stessi mediante cui procedere nella
sua strutturazione. Ciò avendo come punto di fuga la ricerca
delle forme di potere che hanno costituito la formazione discorsiva, mediante l'introduzione di un'adeguata funzione
critica.
:l0. Forte, Una ipotesi di definizione dell'urbanistica, in F. Forte (a cura), Metodologia urbanistica, ricerca operativa,
modellistica urbana, Guida, Napoli.
In questa direzione ci si propone di rintracciare nell'espe·
rienza italiana i paradigmi che caratterizzano nel tempo i diversi modi di riproduzione del controllo sulla e/o nella città.
P. Caputi, F. Forte (a cura), La pianificazione territoriale nelle
regioni del Mezzogiorno, Angeli, Milano 1977.
C. Forte, Analisi storica della rendita urbana, ESI, Napoli,
1970.
A tal fine il corso discuterà introduttivamente, rispetto
alla formulazione dell'insieme di ipotesi di partenza, l'orizzonte temporale cui riferire l'attività didattica di esercitazione per gli studenti.
W. Cristaller, Il sistema delle località centrali, in G. Martinotti
(a cura), Città e analisi sociologica, Marsilio, Padova, 1968.
F. Forte, Sviluppo urbano: teorie ed esperienze, Marsilio Padova 1969.
l;'arallelamente il corso si avvarrà di due momenti seminariali: il primo, su questioni di morfologia dello spazio so·
ciale e il secondo, sulla elaborazione di diverse strategie spaziali, rispettivamente con il contributo di V. Andriello e di
B. Cillo.
F. Forte (a cura), Progettazione urbanistica e territoriale attraverso l'analisi della soglia, Angeli, 1976·78.
F. Forte, Stato e regioni nella politica regionale per l'Italia
meridionale, Guida, 1979.
F. Forte (a cura), Dalla regione al comprensorio, Angeli, 1978.
156
I! primo seminario affronta la discussione critica del rapo
porto tra esperienza individuale dello spazio sociale e strutture collettive di produzione e circolazione dei valori nello
spazio. I temi principali saranno: rappresentazione dello spazio e identificazione individuale (la pratica, la critica, la me157
moria); spazio del bisogno, spazio del desiderio, spazio del
conflitto.
Il secondo seminario affronta lo studio delle pratiche di
controllo e di dominazione sul territorio e l'elaborazione di
strategie spaziali.
Il proposito è di approfondire l'analisi del rapporto fra
lo sviluppo di concetti spaziali legati alla strategia militare
e la messa in atto di strategie spaziali.
Belli, P'. Angeli, Milano, 1979.
URBANISTICA II (A)
Prof. Raffaele D'Ambrosio
Programma
Il corso inizia con una disanima degli attuali problemi
concernenti la disciplina urbanistica, presentando la necessità di introdurre metodologie più aderenti alla natura polivalente della materia.
Si parte dalla costatazione che la complessità dei fenomeni inerenti i processi di formazione degli aspetti territoriali, le situazioni di squilibrio territoriale e di sviluppo (in uno
con situazioni di congestione nelle regioni più fortemente urbanizzate dovute soprattutto alla concentrazione spaziale delle
attività produttive e di servizio), nonché la divisione geografIca del lavoro e un non controllato gioco di mercato, hanno
generato una insoddisfazione per gli insufficienti effetti degli
strumenti urbanistici tradizionali se non una vera e propria
crisi di credibilità da un lato, circa la possibilità di pianificare
l~ sviluppo del territorio, e da un altro lato, circa la possibilità
dI recupero o adattamento dello spazio urbano.
Riscontrati, dunque, i limiti e le insufficienze di un approccio di tipo tradizionale alla pianificazione urbanistica, si
pone l'esigenza di superare questa posizione in favore di un
158
approccio più razionale, quale può essere quello della scienza
territoriale, nel caso del territorio, o di una politica socio-economica partecipativa per l'assetto urbano restando ambedue
gli aspetti, considerati mediante la teoria dei sistemi.
Questo approccio consisterà. in analisi di tipo interdisciplinare, all'interno delle scienze sociali che vi collaborano
(geografia, economia, sociologia, ecc.) e tecniche proprie della
progettazione urbanistica.
Esso, pertanto, trae profitto dalle teorie e dai risultati di
queste materie e tecniche ed ha per oggetto di studio i fenomeni che portano alla distribuzione spaziale degli insediamenti produttivi e residenziali ed alla formazione degli assetti territoriali.
Verranno, quindi, identificati ed analizzati i seguenti principali sistemi: a) sistema economico; b) sistema sociale; c) sistema istituzionale e normativo; d) sistema fisico e, successivamente, verranno indicati i principali momenti attraverso
cui si esplica il processo di formazione dei piani: a) momento
conoscitivo; b) momento della formulazione degli obiettivi;
c) momento della simulazione mediante modello previsionale;
d) momento delle scelte fra ipotesi alternative; e) momento
del controllo dell'attuazione e della verifica delle ipotesi.
Quadro sintetico degli argomenti successivi:
a)
Teoria della pianificazione
1. Concetto di fenomeno e di campo fenomenico - 2. problema della misurazione nelle scienze sociali - 3. concetti di
relazioni, struttura, modello, sistema, teoria generale dei sistemi ed analisi dei sistemi - teoria dei modelli - 4. individuazione, analisi e descrizione di un sistema urbano o territoriale
_ individuazione degli elementi fondamentali per la descrizione del sistema - individuazione dei rapporti fra il sistema e gli
ambienti in cui è incluso - omogeneizzazione degli elementi individuati, misurazione, ricerche delle relazioni( analisi inputautput) - ricorso alla costruzione di modelli - 5. metodi di
analisi urbana e regionale.
159
b)
Teoria della simulazione
1. Il sistema reale e l'individuazione delle sue variabili 2. variabili endogene ed esogene - 3. variabili controllabili - 4.
situazi.one dei modelli di simulazione statici e dinamici - 5.
operazione di programmazione - 6. scelta degli obiettivi e valutazione delle alternative come supporto alle decisioni politiche - 7. il piano come politica di sviluppo - 8. relazione tra
politica, economia, urbanistica.
c)
Legislazione
l. L'azione politica e il quadro normativo - 2. poteri decentrati: Regioni, Comprensori (comunità montane), Comuni
e compiti istituzionali di pianificazione, legislazione urbanistica e formazione dei piani - 3. evoluzione negli ultimi dieci
anni e prospettive future - 4. comparazione con gli orientamenti legislativi europei - 5. competenze delle Regioni, dei Comuni, degli Enti Comprensoriali (comunità montane), livelli operativi - 6. istituiti regionali - uffici di piano.
Gli aspetti operativi del corso
Nel primo anno, l'esame consisterà in una prova orale
sugli argomenti svolti durante il corso e richiederà la presentazione di un programma di ricerca da svolgersi individuaI .
mente o i ngruppo per il secondo anno del corso biennale.
Nel secondo anno, organizzato seminarialmente, verranno attuate le ricerche e presentate nel primo corso mediante
proposte di intervento nelle aree prescelte.
Libri e letture consigliati
Quaderni e comunicazioni di Istituto
1. B. McLoghlin, La pianificazione regionale, Padova 1973.
B. Secchi, Analisi delle st;'utture territoriali, Milano 1965.
R. D'Ambrosio - A. Piemontese - L. Piemontese - R. Scarano,
Sistemi e modelli nell'analisi territoriale, Bologna 1974.
160
L. Piemontese, Pianificazione teritoriale - Sistemi e modelli,
ed., Liguori, Napoli 1979.
R. Lanini, Note tra analisi e Pianificazione territol"iale, ed.,
Libreria, Napoli 1979.
S. Luongo, SSI, un simulatore di Sistema economico, ed. Collana Ricerche e Studi FOR.MEZ - n. 21.
Boleslaw Malisz, Economia dello sviluppo urbano, ed., Marsilio.
Colin Les, I modelli nella pianificazione, ed., Marsilio.
URBANISTICA II (B)
ProI. Urbano Cardarelli
Programma
Al La cultura: l'insegnamento dell'urbanistica per i progettisti; le definizioni; il campo di studio; le interpretazioni e
le concezioni organizzative; la problematica dell'urbanistica
contemporanea; uso e significato di alcuni termini ricorrenti.
Bl Elementi di teoria: concetto di sistema in urbanistica;
le principali componenti del sistema territoriale; leggi di variazione del fenomeno urbano e dei suoi derivati; concetto di
segno in urbanistica.
C) Le tecniche di ana!isi: analisi storiche, geo-morfologiche, semiologiche, antropologiche, psicologiche, sociologiche,
economiche, tecnologiche ed ecologiche; riflessi sulla progettazione; problemi di lettura interdisciplinare.
D Il progetto e la gestione: livelli di pianificazione in Italia; le procedure; limiti minimi inderogabili di attrezzatura;
limiti di densità; contenuto del piano regolatore generale e
del piano particolareggiato; dimensionamento e disegno di
161
piano; la normativa di attuazione; la gestione politica, amministrativa e finanziaria del piano.
E) Esperienze applicative su campioni di territorio scelti
nel contesto del Mezzogiorno d'Italia.
Testi consigliati
U. Cardarelli, Urbanistica tra Storia e Teoria, Napoli 1973 (in
corso di ristampa); U. Cardarelli (a cura di), Studi di Urbanistica voll. 1, 2, 3, 4, edizioni Dedalo, Bari 1978-80; U.
Cardarelli, Lezioni di Urbanistica, (in preparazione); An-
Più ampia bibliografia su problemi specifici e locali viene
fornita durante lo svolgimento del c:>rso.
(C)
Prof. Marcello Vittorini
Premessa
Gli effetti della crisi economica in atto si manifestano
essenzialmente sul territorio, inteso non come fatto fisico ma
come sede delle collettività insediate, della loro storia, della
loro capacità associativa, e partecipativa, delle loro tensioni
sociali. Governo del territorio e governo dell'economia non costituiscono, pertanto, campi d'iniziativa diversi, bensì due distinti aspetti di un'unica azione politico-amministrativa tesa
alla corretta gestione pubblica delle risorse disponibili, la cui
coerenza è, quindi, più che mai urgente garantire per ridurre
ed eliminare gli sprechi ed i privilegi che hanno caratterizzato
il distorto sviluppo capitalistico dell'ultimo trentennio.
Gli strumenti di pianificazione urbanistica, considerati
tanto nei loro aspetti analitici che in quelli progettuali, non
162
L'insegnamento dell'Urbanistica, quindi, dovrà necessariamente basarsi su un approccio p;uridisciplinare, che consideri in particolare il quadro istituzionale, il quadro legislativo,
gli strumenti di governo dell'economia ed i loro limiti con riferimento alle esperienze degli ultimi anni.
L'ipotesi di lavoro
tologia di scritti di Urbanistica.
URBANISTICA II
possono perciò considerarsi come fine a se stessi o come
astratta manifestazione di elucubrazione intellettuale; essi
vanno compiutamente considerati come mezzi tecnico-politici
di efficace gestione della città e del territorio da parte degli
organismi elettivi delle autonomie locali.
Sono ormai noti i limiti della struttura amministrativa
italiana, soprattutto in relazione all'esistenza di miriadi di comuni piccoli e piccolissimi, assolutamente non in grado di gestire efficacemente il territorio e di garantire ai cittadini la
soddisfazione della domanda sociale di base.
Lo stesso dibattito sull'ente territoriale intermedio, tuttora aperto, testimonia le difficoltà del problema, che non
può tuttavia comportare la paralisi e la rassegnata rinuncia
ad esercitare le competenze comunali e regionali in materia di
pianificazione e gestione del territorio, in particolare per
quanto concerne la formazione e l'attuazione di piani territoriali e piani regolatori generali. Ciò significa, in primo luogo,
promuovere l'aggregazione dei Comuni minori in forme associative relative ad « aree sovracomunali di gestione », di dimensione adeguata alla realizzazione di tutti i servizi sociali,
nelle quali siano ricondotte ad unità le delimitazioni già definite o in corso di definizione (distretti scolastici, unità sociosanitarie locali, comprensori per lo smaltimento dei rifiuti,
comprensori per l'edilizia sovvenzionata etc.). La legge 833 del
1978 ha pienamente recepito tale esigenza fissando i termini
entro i quali le Regioni devono delimitare tali aree sovracomunali. Si tratta, in sostanza, di giungere alla formazione di
Unità Locali dei Servizi nelle quali si articoli il territorio regionale: una prima proposta, che verrà assunta come ipotesi
di lavoro del corso, è rappresentata dalla delimitazione delle
163
unità socio-sanitarie locali nel quadro del Piano socio-sanitario regionale all'esame del Consiglio Regionale della Campania.
Bibliografia essenziale
AA. VV., Dallo spreco edilizio alla politica di recupero dell'esistente, Guida, Napoli 1979.
Articolazione del corso
Il corso si articolerà in lezioni teoriche e ricerche specifiche, sviluppandosi sull'arco di un biennio.
Le lezioni saranno svolte per gruppi di argomenti, alcuni
dei quali potranno trovare un approfondimento di tipo seminariale. I temi trattati (tutti con particolare specificazione in
riferimento al Mezzogiorno e alla Campania) possono sinteticamente elencarsi nel modo seguente (per il secondo anno di
corso) :
M. Vittorini, Il Mezzogiorno ancora all'apposizione, Guida, Napoli 1979.
V. Erba, L'attuazione dei piani urbanistici, Edizioni delle autonomie, 1978.
P. Ramundo, Edilizia e Mezzogiorno, Giuffré Editore, 1979.
G. Campos Venutti e F. Oliva (a cura), Urbanistica alternativa
Padova, Marsilio Editori, 1978.
Riferimenti sintetici al programma del l" anno: legislazione nazionale e regionale. - Pianificazione urbanistica
e politica di bilancio degli Enti locali. - Il Piano Territoriale e la finanza regionale. - Il Piano Regolatore Generale e la finanza comunale; il programma pluriennale di
attuazione. - Contenuti del P.R.G. - Efficacia del P.R.G. Operatività del P.R.G. - Piano Regolatore e forma e qualità urbana. - I pia.ni esecutivi. - Il recupero del patrimonio
edilizio esistente. - Pianificazione urbanistica e politica
della casa. - Metodologie e tecniche di progettazione urbanistica.
Le ricerche specifiche, condotte da gruppi di studenti, sa'
l'anno finalizzate alla adeguata definizione operativa dei piani
territoriali ed urbanistici relativamente ad alcune Unità Locali dei Servizi (U.L.S.l scelte nella Campania in rapporto alla
accentuata dinamica delle trasformazioni territoriali in atto.
Tali Unità sono:
n. 17 e 18: Area Capuana, arch. Livio Talamona. - n. 22:
Area Flegrea, arch. Fabrizio Mangoni di S. Stefano. - n. 23 :
Area del Giuglianese, arch. Fabrizia Cusani. - n. 27 e 28:
Area Pomiglianese e Nolana, arch. Franco Lista. - n. 50,
51, 52: Area Sarnese-Nocerina, arch. Alessandro Dal Piaz.
164
165
INSEGNAMENTI COMPLEMENTARI
ALLESTIMENTO E MUSEOGRAFIA (MUSEOLOGIA)
Prof. Ezio Bruno De Felice
Premessa
Il corso propone di studiare una nuova visione progettistica delle strutture museali in una organizzazione strettamente correlata al contesto sociale ed urbano del territorio; postula pertanto un coordinamento interdisciplinare allo scopo
di ovviare ai pericoli tipici della specializzazione che potrebbe
limitare l'evolversi delle stesse attività tecnico-artistiche.
Contenuti del corso
Partendo dall'analisi delle manifestazioni del passato, nel
corso si perverrà allo studio della più moderna evoluzione del
concetto museale: museo-contenitore, museo-attività artistica,
museo-ambiente, museo-città, museo-natura, ove lo stesso termine museo» perde il suo aspetto esposìtivo tradizionale fine
a se stesso per assumere un nuovo significato che possa coinvolgere nuovi strati sociali in un rapporto più spontaneo e
genuino.
Verrà svolta, in. questa ottica, una storia dell'organizzazione museale e dell'architettura relativa quali espressioni
della cultura rinascimentale, barocca, ottocentesca in tutta la
loro involuzione fino alle manifestazioni borghesi attuali.
Verrà proposta una analisi delle architetture tecniche museali non adatte a modificare in meglio il vivere attuale, derivanti da concezioni superate che ancora considerano il museo quale « Tempio dell'Arte» in un'organizzazione che, per
169
sua natura, emargina ampi strati sociali dai fatti di cultura
ed arte.
Verrà parallelamente svolta una critica dei concetti espo·
sitivi legati al binomio quadro·parete, sala·scultura, sala-ve·
trina, ecc. dal passato fino alle realizzazioni contemporanee
in cui il ruolo dominante è assunto dall'allestimento che, spesso, relega le stesse opere d'arte esposte in una funzione se·
condaria di contorno decorativo.
Verrà anche studiato il fenomeno del mercato dell'Arte
in relazione al presente diffuso consumismo ed al consumo
linguistico sia in architettura che in arte in genere.
Saranno oggetto di analisi le cause che nella progettazio·
ne espositiva in edifici preesistentti o nuovi (gallerie d'arte
contemporanea, Gallerie d'arte sperimentale, ecc). portano ad
ignorare quelle esigenze di ambienti, di spazi, di luce, conformabili flessibilmente alla espressione degli operatori d'arte
contemporanea.
Si approfondirà la problematica dell'ordinamento e dello
allestimento dal passato ad oggi, derivanti dal rapporto didattico esistente tra il critico d'arte, quale allestitore, con l'analisi dei relativi convincimenti disciplinari, oggi in crisi.
Articolazione e coordinamento con altri corsi
Il corso si articolerà in lezioni in aula, ed in frequenti
sopralluoghi a musei o ambienti museali campani e, se possibile, anche nazionali.
Le lezioni saranno aperte al cbntributo degli studenti che
riterranno di voler apprOfondire argomenti di loro interesse,
in modo tale da poterle trasformare in seminari di studio.
I sopralluoghi sono importantissimi per i fini che il corso
intende raggiungere e saranno eseguiti, oltre che nei musei,
anche nei cantieri·museali, in modo da ampliare le conoscenze
degli studenti con continue verifiche di carattere tecnico.
Il corso di allestimento e museografia deve essere inteso
come un corso di perfezionamento specialistico, pertanto esso
170
richiede già una buona conoscenza di base di alcune discipline
insegnate in Facoltà, quali Composizione, Storia dell'architet·
tura, Storia dell'arte, Restauro, Arredamento, Tecnica delle co·
struzioni, Illuminotecnica, e quindi propone frequenti raccor·
di e coordinamenti con esse.
ANALISI DEI SISTEMI URBANI
Prof. Agostino Renna
Le complesse trasformazioni che investono le realtà ur·
bane e territoriali nella società moderna sono l'oggetto del
corso.
Ad ognuno è presente, sia pure in modo intuitivo, quanti
aspetti e ripercussioni, diversi e contraddittori, devono essere
affrontati per giungere ad una conoscenza, non completa ma
neppure superficiale, dei fenomeni urbani. In questo il corso
di Analisi dei Sistemi Urbani è un avvicinamento, quanto più
possibile ricco e problematico, ad aspetti fondamentali di tali
questioni. L'oggetto del nostro studio e indagare e chiarire i
motivi e i modi per cui la realtà fisica della città, le case, le
strade ecc. vengono edificate e trasformate, considerando la
la città come condizionata dalle più generali trasformazioni
strutturali, e tuttavia con una sua definita specificità e contraddittorietà.
Oltre a ciò il corso approfondisce il rapporto dialettico
che esiste tra tali trasformazioni che interessano la societàcivile nel suo complesso e i temi e le battaglie che la cultura
architettonica, a partire dagli inizi del secolo, ha affrontato in
riferimento, spesso in contraddizione, a tali mutamenti.
Trasformazioni fisiche della città e cultura architettonica: in questa dialettica sono anche i temi dell'impegno politi·
co che caratterizza, come una lunga battaglia, a volte mistifi·
cata, più spesso autentica, un aspetto secondario ma importante della necessità più generale di una società rinnovata.
171
Il corso vuole essere dunque un momento di approfondi-
mento dei temi più vivi e attuali della complessa problematica relativa alla città moderna: ai processi reali di trasformazione, agli interessi e alle lotte che la investono, alle ricerche
culturali che la studiano e ne discutono.
Il corso vuole essere anche un'occasione per una discussione approfondita sui libri e contributi più significativi che
su queste questioni sono stati dati in particolare negli anni
più recenti, invitando a partecipare, dove possibile, gli stessi
autori di tali studi e ricerche; l'biettivo è di costruire, a mano
a mano che il corso si sviluppa, lo schema ragionato di una
bibliografia essenziale sull'argomento, che ne sia parte e non
appendice, in genere disattenta.
Le lezioni e le comunicazioni svilupperanno tre tematiche
tra loro interrelate che saranno sviluppate in modo alternato.
1.
La città moderna - i modi di formazione e sviluppo temi del Movimento Moderno.
i
2.
Il rapporto architettura-città e regolamenti edilizi.
3.
I temi del dibattito attuale sui problemi urbani: la critica
ideologica, l'analisi urbana, i movimenti e le lotte per la
trasformazione delle strutture civili.
normativa architettonica
Il corso consiste nella sua gran parte in comunicazioni e
dibattiti su questi temi. Il riferimento per ogni comunicazione è un testo di particolare rilievo, teorico e analitico, tale da
permettere agli studenti un riferimento verificabile nello svolgimento delle discussioni collettive. Sono escluse pertanto in
linea generale esercitazioni analitiche perché, condotte molto
spesso al di fuori di un interesse metodico consolidato, si logorano in risultati modesti e disordinati. Non si esclude tuttavia, per quegli studenti o gruppi che più manifestano un
interesse analitico rispetto ai temi del corso, che possano essere impostate alcune semplici ricerche su realtà urbane determinate, sia italiane che europee.
Il corso si concluderà con un Seminario della durata di
alcuni giorni sui rapporti tra analisi e progetto e architettura
e città.
172
La bibliografia di riferimento viene costruita a mano a
mano che il corso si sviluppa, tuttavia si ritiene utile indicare
quei testi che si considerano indispensabili per intendere e
partecipare alle tematiche che il corso intende discutere.
A) La formazione della città moderna: C. Aymonino, Origini
e sviluppo della città moderna, Padova, - G. Piccinato, La
costruzione dell'urbanistica, Roma.
B) Il problema della città nel Movimento Moderno: G. Grassi, Das neue Frankfurt, 1926-31, Bari - A. Kopp, Città e rivoluzione, Milano - AA. VV., La costruzione della città sovietica 1929-31, Padova.
C) L'utopia della metropoli: L. Hilberseimer, Un'idea di Piano, Padova - Le Corbusier, Ma1Jiera di pensare l'urbanistica, Bari.
D) L'ideologia nella cultura architettonica: M. Fabbri, Le
ideologie degli urbanisti dal dopoguerra ad oggi, Bari M. Tafuri, Progetto ed utopia, Bari.
E) L'analisi della città come architettura: A. Rossi, L'architettura della città, Padova - AA. VV., La città di Padova,
Roma.
F) L'analisi politica delle trasformazioni urbane: AA. VV., La
città fabbrica, Milano - M. Castells, Lotte urbane, Padova,
- M. Folin, La città del capitale, Bari.
ARTE DEI GIARDINI
(ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO)
Prof. Giorgio Di Simone
Problematica dell'architettura del paesaggio
Come tutti gli impegni di ricerca che hanno anche un prevalente carattere didattico, e quindi specifiche esigenze metodologiche, quelli riferiti all'Architettura del Paesaggio de173
vono prima di tutto rifarsi alla precisa problematica dell'oggetto in discussione, con accenni ai vari tagli visuali, propri
della cultura contemporanea che lo riguarda.
estensione logica e culturalmente valida della disciplina architettonica, assunta come un insieme strutturale che sia in grado di applicare i suoi parametri anche alla strutturazione o ristrutturazione dell'ambiente (naturale ed antropizzato, cioè
Ora, per quanto concerne il nostro tema, esso è stato quasi {( dimenticato» dalla cultura del nostro paese, ed anche non
volendo operare astratte linee di demarcazione tra cultura e
cultura, bisogna riconoscere che in alcuni altri paesi non vi
è tale lacuna, ma vi è invece un costante interesse culturale
e quindi operativo per questo fondamentale aspetto della nostra realtà umana e sociale.
« totale »), quando esso rischia di non reggere in modo equili'brato in rapporto all'uomo ed al gruppo sociale (nella estraniazione progressiva, nell'inquinamento, ect ... ).
Attualmente dobbiamo dire che finalmente qualcosa si
muove anche in Italia, nei confronti di una presa di coscienza
critica del grosso probl'lma del paesaggio e della sua più o
meno articolata integrazione nell'opera dell'uomo e del gruppo sociale, nel raggio delle loro pH.l elevate fruizioni.
Ma i punti di vista, in tal senso, sono molteplici e rispecchiano almeno in parte, ovviamente, gli interessi culturali (o
addirittura professionali, in senso lato) degli studiosi, architetti e non.
Esistono quindi varie ottiche, tramite le quali si tenta di
inquadrare il problema: da quella riferibile ad una visione
allargata, ma unilaterale, del paesaggio come pianificazione
delle risorse naturali (e, più generalmente, {( ambienti »), fruibili in termini che non rientrano nella normale pianificazione
territoriale, 'a quella che, prescindendo da alcuni importanti
fattori, si rifà ad un concetto puramente estitico-filosofico del
paesaggio stesso.
Una diversa interpretazione è quella che considera di maggior peso (quasi esclusivamente) il valore socio-politico dello
ambiente, rimandandol1e ad un futuro più o meno lontano lo
approfondimento formale e psico·percettivo. Per converso, alcuni studiosi (soprattutto stranieri) preferiscono fermarsi soltanto a tale componente psico-sensoriale, lasciando ad altri il
compito di allargare la definizione del tema, ad altre sfere di
interesse.
Un ultimo tipo di approccio (ultimo in senso generale) è
quello che fa perno su di esso tema, interpretandolo come
174
Oltre le esigenze didattiche che ci impegnano in uno studio parallelo delle suddette componenti dell'indagine generale
sul paesaggio come elemento da correlare costantemente alla
attività umana (pragmatica, ideologica, fruitival, riteniamo di
poter fare nostra - come taglio di fondo del Corso - l'ultima
interpretazione data, ritenendola la più coerente agli interessi
culturali ed operativi dell'architetto ( e dell'uomo in genere),
e giustamente inquadrabile nell'ambito di una disciplina della
architettura che comprenda tutto ciò che ricade in una organizzazione dello spazio finalizzata all'uomo, nella sua accezione più dinamica, soprattutto in senso sociale, collettivo, oltre
che fruitivo-funzionale a livello del singolo individuo.
Ed è proprio perchè l'asse dell'architettura si è nettamente spostato in avanti, avocando alla propria strutturazione
ideale anche le componenti spazio-funzionali riferibili alla prohlematica socio-politica e socio-economica, che riteniamo in
un certo modo coerente e completa la scelta fatta (includendo
naturalmente in essa anche quella dello studio degli aspetti
minori, ma non superflui, dell'intera problematica ambientale).
Si è detto che riconoscere l'autonomia dell'architettura
del paesaggio rispetto a discipline come la statistica, la sociologia, la psicologia, ecc .., è un tentativo di rifondare il corpo
disciplinare specifico della stessa architettura del paesaggio.
Perchè pensiamo si debba parlare solo di una disciplina, cioè
l'architettura, e quindi caricare di nuovi {( contenuti " il termine {( paesaggio », ed allargarlo in senso lato, sino ad abbracciare le diverse {( scale" di lettura della città, e di progettazione di essa o di parti di essa. Siamo sostanzialmente d'accordo
su queste riflessioni, purchè tale {( autonomia» funzionale non
rinunci al coordinamento culturale ed operativo con le disci-
175
pline anzidette e con tutte quelle che siano in grado di compIe,
tare il quadro conoscitivo ed operativo dell'architettura del
paesaggio stesso,
Il criterio di oggettività
Malgrado l'estrema difficoltà del compito di tentare di
giungere -- nella ristrutturazione o progettazione del paesaggio - a formulare leggi generali che siano in grado di definire in modo sufficientemente oggettivo la « lettura» dell'ambiente e lo stesso criterio di progettazione o di ristrutturazione, la ricerca afferente al corso di Architettura del Paesaggio,
tende proprio verso tale finalità. Di qui la necessità di strumentalizzare rispetto ad essa altre discipline quali la Psicologia Umana e le sue specializzazioni: la psicolagia della percezione (come approccio ad una psicologia dell'arte) e le ultime derivazioni della psicologia della forma (Gesta!), come prima sistematizzazìone di una ricerca delle leggi suddette, applicate genericamente all'idea di « forma ambientale»; applicate cioè in prima approssimazione, ovviamente incompleta,
al paesaggio visto soltanto come fatto da percepire e fruire in
senso visuale e psichico.
Per quanto riguarda questo aspetto teorico del problema,
si sono assunti come base (anche se provvisoria e in attesa di
più avanzate e sicure definizioni della prassi da seguire) gli
studi di Rudolph Arnheim e di altri studiosi della psicologia
della forma, oltre ai « pragmatisti » dell'ambiente (Lynch),
L'importanza di giungere ad una qualche definizione di
una chiave che sia in grado di interpretare con una accetabile
percentuale di oggettività, il codice che probabilmente sottende i valori strumentali, formali e percettivi costituenti il paesaggio (e l'ambiente in genere, nella sua più ampia'eccezione),
tale importanza - dicevamo - non risiede soltanto nel fatto
di poter rendere certamente più agevole l'ambito operativo
(nel senso di « lettura» - prima - e quindi di strutturazione
adeguata di un ambiente naturale a grande scala, o di ristrutturazione dr'~mbienti urbani degradati: centri storici, periferie, etc.; o di correlazioni tra l'uno e gli altri), ma soprattutto
176
nella possibilità che si avrebbe di dare a tali interventi sullo
ambiente quel carattere oggettivo indispensabile per costringere i poteri decisionali a tenerne conto, uscendo dal vago e
dal relativo, attuali comodi alibi per ogni inerzia legislativa
ed operativa a grande scala. E ciò senza parlare della decisiva
importanza che tali chiarimenti avrebbero sul piano della cultura pura,
Articolazio1<e del co'rso
Il corso di Architettura del Paesaggio si svolge secondo
due fasi fondamentali che possono essere indicate come segue:
l" Fase di studio teorico:
introduzione globale, con indicazione dei fini da perseguire secondo una certa metodologia;
a)
rapida illustrazione critica della idea di paesaggio
presso .i principali sistemi culturali (e socio·politici), secondo
le successive tappe storiche, e nell'attualità;
b)
c) alcune lezioni teoriche sull'approccio percettivo (Arnheim);
d) analisi critica di esempi di progettazioni dell'ambiente (incluse quelle di corso degli anni precedenti).
2" Fase di approccio progettuale: che si articola in grup-
pi di lavoro formati da studenti che operano su temi-pilota
proposti dal corso e che sviluppano prevalentemente una problematica progettuale centrata sull'ambiente della periferia
urbana, con particolare riferimento al recupero della « qualità
ambientale» esaminata ad ogni livello (incluso quindi quello
socio-eéonomico, oltre che formale).
3" Fase di coordinamento: fase che può essere intermedia
e che può prendere in considerazione (a livello di dibattito seminariale) varie ipotesi di coordinamento e di integrazione
con tutte quelle discipline (sia dell'Istituto, che dell'intera Facoltà) che abbiano per tema centrale quello riferito ad uno dei
177
diversi aspetti problematici dell'architettura-città, considerata come un tutto articolato e funzionante, anche e soprattutto
a livello di valori ambientali e socio-figurativi. In tale sede,
l'architettura del paesaggio è così in grado di dimostrare
« materialmente» l'importanza dei suoi studi e del suo contributo per una più completa definizione dello « spazio antropizzato », oggetto proprio dell'architettura, vista però secondo
un'accezione restrittiva e riduttiva rispetto alla globalità dei
valori in gioco di cui 1'« ambiente» è comunque e sempre il
luogo di manifestazione e di sollecitazione dinamica.
medioevali. Gli ampliamenti di età aragonese: maestri catalani e toscani. Edilizia e urbanistica del '500 a '700: D. Pedro
di Toledo viceré urbanista; prammatiche sanzioni e loro influenza sull'assetto della città; trasformazioni degli edifici
religiosi in conformità dei dettami del Concilio di Trento. Le
prime vedute urbane.
Per ulteriori notizie e chiarimenti sugli aspetti teoricooperativi del Corso, si rimanda al Programma del Corso completo, incluse le citazioni da vari autori e la bibliografia specifica.
Dal viceregno spagnolo a quello austriaco (1707-1734). Lo
anticlericalismo e i rapporti tra Stato e Chiesa. Il pensiero di
Pietro Giannone. Lo sblocco dell'edilizia civile (1718).
CARATTERI STILISTICI E COSTRUTTIVI
DEI MONUMENTI
2.
L'ambiente urbano del primo Settecento
Le maioliche, i giardini, le scale aperte e l'edilizia civile
urbana e suburbana. L'opera di Ferdinando Sanfelice e Domenico Antonio Vaccaro.
3.
La città capitale
Prof. Giuseppe Fiengo
Architettura, edilizia e urbanistica a Napoli nel Settecento
Programma delle lezioni
Dopo un'indispensabile tesi di inquad;ramento della sto·
ria architettonica e urbanistica della città dalle origini all'età
barocca, il programma contiene esclusivamente temi inerenti
alla civiltà artistica napoletana del Settecento, considerata in
riferimento alla realtà europea. L'articolazione prevista è la
seguente:
1.
Sviluppo e struttura della città
La città greco-romana: problemi di topografia e archeolofia. Le vicende urbanistiche dell'età tardo-romana a quella durazzesca: fabbriche religiose angioine e superstiti strutture
178
I problemi economici, politici e sociali all'inizio del regno
di Carlo di Borbone. Il blocco dell'edilizia ecclesiastica (1740)
e il Trattato di Accomodamento tra la Santa Sede e il Regno
borbonico. La Napoli di Antonio Genovesi e le idee dei riformatori illuministi.
Le scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei e l'interesse per l'architettura antica. Le opere pUbbliche nei primi
anni di Carlo III e la trasformazione del vecchio patrimonio
edilizio. Le residenze per la corte (Napoli, Portici, Capodimonte) e l'attività di G. A. Medrano. Le ville patrizie lungo la costa
vesuviana (Orsini-Gravina, Campolieto, ect.).
4.
Crescita e trasformazione urbana
L'assolutismo illuminato e gli sviluppi dell'urbanistica nei
paesi europei (Francia, Inghilterra, Russia, Germania, Italia,
etc.>. La polemica razionalista e l'opera degli architetti illuministi.
179
La nuova dimensione della città nella pianta topografica
del duca di Noja e i problemi dell'{( abbellimento» urbano nel
saggio di V. Ruffo. L'attività napoletana di Luigi Vanvitelli,
Ferdinando Fuga, Mario Gioffredo, Carlo Vanvitelli, Francesco Collecini, Francesco Sicuro, etc.
5.
Organizzazione dell'edilizia
L'amministrazione e le opere pubbliche. Le Deputazioni
della Fortificazione, dell'Acqua e Mattonata, della Portolania.
Le corporazioni. Gli ingegneri camerali e i tavolari.
La disciplina edilizia nell'editto di Ferdinando IV (3 ottobre 1781) e neWiniziativa della Gran Corte della Vicaria di introdurre nel Regno la Costituzione di Zenone (791).
L'impresa edile. Gare di appalto. Materiali da costruzione.
Tecniche costruttive e tipologie edilizie. Metodi di organizzazione del lavoro. I cantieri edili.
I problemi del sottosuolo e delle case puntellate. Distribuzione delle cavità rispetto al territorio urbano. La costituzione geologica del sottosuolo.
6.
Formazione ed esercizio professionale
La formazione dei tecnici: l'Accademia del disegno (1752),
degli ingegneri (1754), di architettura (1762), militare (1769),
la Facoltà di matematica (1777) e le cattedre di meccanica, architettura e geometria pratica.
La diffusione della letteratura tecnica e la fortuna dei
trattati di B. F. de Belidor su {( La science des ingenieurs»
(729) e {( Dell'Architettura» di Mario Gioffredo (768).
Le figure del progettista e del direttore dei lavori. Le parcelle professionali. La disputa: Gioffredo-Vanvitelli e {( l'officio» dell'architetto nella testimonianza di tavolari e regi ingegneri napoletani del secondo Settecento.
180
Bibliografia
R. Pane, Napoli imprevista, Napoli 1949.
R. Pane, Il monastero napoletano di S. Giorgio Armeno, Napoli, 1957.
A. Venditti, Urbanistica e architettura angioina, in {( Soria di
Napoli », voI. III, 1969.
R. Di Stefano, Lineamenti di storia urbanistica, in {( Il centro
antico di Napoli» di AA. VV., voI. I, Napoli 19'11.
C. De Seta, Storia della città di Napoli dalle origini al Settecennto, Roma 1973.
R. Pane, Il Rinascimento nelz:Italia meridionale, voI. I (1975),
voI. II (1977).
R. Pane, Architettura dell'età barocca a Napoli, ivi 1939.
AA. VV., Ville vesuviane del Settecento, Napoli 1959.
R. Mormone, Architettura a Napoli 1650-1734, in {( Storia di
Napoli, voI. VI, tomo II, 1970.
F. Venturi, Settecento riformatore, Milano 1969.
R. De Fusco. L'architettura della seconda metà del Settecento,
in ({ Storia di Napoli », voI. VIII, 1971.
G. Fiengo, Vanvitelli e Gioftredo nella villa Campolieto di Ercolano, Napoli 1973.
G. Fiengo, Contributo alla storia dell'architettura e dell'urbanistica napoletana del Settecento, Napoli 1977.
G. Fiengo, L'architetto Ignazio Cuomo e la villa di Giuseppe
Maria di Lecce a Portici, in {( Storia dell'Arte» n. 35, 1979.
R. Pane, Ferdinando Fuga, Napoli 1956.
A. Venditti, Architettura neoclassica a Napoli, ivi 1961.
E. Kaufmann, L'architettura dell'Illuminismo, Torino 1966.
G. C. Alisio, Urbanistica napoletana del Settecento, Napoli,
1979.
R. Di Stefano, Luigi Vanvitelli ingegnere e restauratore, in
{( Luigi Vanvitelli » di AA. VV., Napoli 1973.
A. Venditti, L'opera napoletana di Luigi Vanvitelli, in « Luigi
Vanvitelli» di AA. VV., Napoli 1973.
181
A.
P.
G.
R.
R.
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G.
Rigillo, Nuova società e nuove capitali del '700, Napoli 1974.
Sica, Storia dell'urbanistica: il Settecento, Bari 1976.
C. Alisio, Siti reali dei Borboni, Roma 1976.
Di Stefano, Organizzazione e tradizione dell'edilizia napoletana, in « Storia dopo un secolo» di AA. VV., Napoli 1967.
Di Stefano, Distribuzione delle cavità rispetto al territorio
urbano, in « II sottosuolo di Napoli» di AA. VV., Napoli
1967.
Nicotera - P. Lucini, La costituzione geologica, in « II sottosuolo di Napoli» di AA. VV., Napoli 1967.
Strazzullo, Edilizia e urbanistica a Napoli dal '500 al '700,
Napoli, 1968.
Fiengo, Gioffredo e Vanvitelli nei palazzi dei Casacalenda,
Napoli 1976.
COMPLEMENTI DI MATEMATICA
II programma è a disposizione degli studenti presso l'Isti-
tuto di Matematica.
Analisi dei dissesti e criteri di interventi: Diagnosi dei
dissesti - Controllo delle lesioni - Consolidamenti sostitutivi,
passivi, attivi, restitutivi. Opere di consolidamento delle fon·
dazioni - II problema dell'umidità.
Principali esempi di interventi: I templi di Abu Simbel Campanile di Burano - Il Duomo di Napoli - La Farnesina a
Roma - Il Monastero di York - La torre di Pisa - Il palazzo di
Giustizia a Roma .. Il Duomo di Milano.
Bibliografia essenziale
A. Defez, Appunti dalle lezioni.
Manuale dell'architetto.
C. Cestelli Guidi, Meccanica del terreno, fondazioni e opere in
terra, Milano 1957.
C. Siegel, Forme e strutture nella moderna architettura, Bologna 1968.
G. Massari, Risanamento igienico dei locali umidi, Milano.
CONSOLIDAMENTO E ADATTAMENTO DEGLI EDIFICI
Prof. Alberto Defez
Criteri generali: Definizione della materia - Filosofia della
sicurezza - Prove di lavoratorio sui materiali - Criteri di resistenza - Prelievo di campioni - Determinazione della resisténza caratteristica - Vibrazioni.
Analisi delle costruzioni in mura tura : Caratteristiche fisiche e meccaniche delle murature - Regolamento inglese - Verifica delle murature - Verifiche di stabilità di archi, volte e
architravi - Cupole - Fondazioni - Muri di sostegno - Legno:
generalità e caratteristiche fisico - meccaniche - Calcolo delle
travi in legno - Opere provvisionali - Solai in legno - Calcolo di
copertura a tetto.
Edifici in muratura: Determinazione dello schema strutturale - Metodi di calcolo degli edifici nel loro insieme - Comportamento di strutture snelle: campanili e torri.
182
Ricerche e studi sulla Torre pendente di Pisa, Atti della Com-
missione del Ministero dei LL.PP. (voli. I-II-IIO, Firenze
1971.
Interventi di consolidamento e restauro dei monumenti dalla
rivista « Restauro».
DECORAZIONE
(ELEMENTI QUALITATIVI DELL'ESECUTIVO ARCHITETTONICO)
Prof. Lucio Morrica
Premessa
Durante lo sviluppo del pensiero critico sull'architettura,
il significato ed il ruolo della decorazione hanno assunto varie e disparate identificazioni, in quanto si sono venuti adot183
tando a temi ed esigenze diverse derivanti dal tipo di cultura
che rappresentavano.
nica, ma comunque « figurativa» e quindi decorativa (vedi
Diz, Arch, Urb,),
Unica costante, la decorazione non è mai stata considera·
ta, in particolare nel Movimento Moderno, distinta dall'espe·
rienza spaziale, nel.senso che il suo intervento e le sue specifiche indicazioni figurative sono parte intrinseca del linguaggio architettonico.
Gli ambiti di ricerca, quindi, vanno dalla esplorazione
sulla « grana » dei materiali usati, ai loro valori cromatici, alle
loro intrinsesche possibilità tecnologiche e insieme espressive,
Ciò che è cambiato, nell'architettura moderna è, il diverso atteggiamento verso l'oggetto architettonico: l'elemento
decorativo, anzichè sovrapporsi, spesso si identifica con l'aro
chitettura stessa, con l'oggetto funzionale nella sua interezza.
Molte volte, anzi, è la stessa tipizzazione strutturale a costruire un fattor decorativo, come nell'architettura di Mies, ove
l'elemento qualificante dell'immagine è lo stesso carattere
geometrico e tecnologico derivante dalla scansione strutturale
degli elementi di acciaio e vetro.
Né d'altra parte, è possibile discernere, nell'architettura,
un, tempo preciso d'intervento della D.: infatti non sempre è
possibile distinguere un momento « decorativo» e « confm'mativo» degli spazi, da uno più prettamente « costruttivo »
e « tecnologico », laddove il concorso sinergico di tutti gli elementi architettonici determina, spesso, la caratterizzazione
decorativa,
Una forma estremamente funzionale perde qualità per il
solo fattore di rappresentare sé stessa, Allora le viene sovrapposta un'immagine spuria, non pertinente, che ne modifica,
ne altera ed a volte ne complica forma e funzionamento,
Assai spesso col termine « decorazione » vi si intende riferire, ad una disciplina autonoma rispetto al processo architettonico,
Per l'architettura, il principio basilare con cui la questione va affrontata, è quello della « scala» di intervento progettuale, Naturalmente, al di là della scala del design, in cui si
determinano le dimensioni, la disposizione del prodotto di un
definito contesto fisico e la struttura generale degli spazi, esi·
ste un campo della ricerca, cioè una scala, ancora architetto184
Per quanto riguarda il rapporto esistente tra il portato
tecnologico e la tettonica dell'immagine, da una parte si può
dire che il primo fa da supporto tecnico strumentale per l'attuazione della seconda; dove quest'ultima è individuata dal
concorso di alcuni elementi puri, quali il moto, lo spazio, il
colore, i piani: vere e proprie categorie, che, mediante la loro
conflittualità, determinano qualitativamente e quantitativamente il prodotto ultimo dell'immagine, la percezione sensibile del fruitore.
All'interno di questa logica, le relazioni che stanno alla
base del processo formativo qualificante degli spazi, e che
cioè individuano la sfera decorativa, sono quelle tra funzione,
struttura e forma, Esse costituiscono le strutture' essenziali
che configurano visivamente le molteplici scelte, di ordine socio-culturale, psicologico, ecc, che si compongono in aspetti
figurativi.
L'immagine, così, diviene il prodotto delle sue nature interiori, della .sua ragion d'essere, della sua significazione culturale, carica di significati spirituali e comportamentistici.
Comunque, un'operazione di definizione tecnica della
espressione decorativa dell'architettura, non ha senso se non
si tien conto di un altro fattore importante, quello che si potrebbe definire {( scala ambientale»: e cioè il rapporto col
tipo di ambiente o di ambito fisico, a cui si riferisce il « fatto )}
architettonico,
In altri termini, un oggetto si pone come « decorativo »,
non di per sé, ma rispetto ad un ambiente, o ad un ambito
fisico, con cui interagisce,
Programma
Da tali premesse scaturiscono alcuni temi di ricerca quali
per esempio:
185
l'uso della luce (naturale o artificiale) come mezzo di
espressione e rappresentazione spaziale;
analisi dei « ritmi», ovvero la ripetizione, la moltiplicazione o estensione di singoli « elementi»;
la qualità plastica e chiaroscurale degli « oggetti » architettonici (vede ad es. la ricerca espressionista di MendelsOhnn);
l'agitazione a scala ravvicinata di rapporti spaziali tridimensionali (vedi le esperienze di F. L. Wright);
la spiegazione e definizione del « grado di materialità»
dello spazio costruito (vedi ricerca dell'Art Nouveau, e
in particolare Van der Velde, Horta);
il metodo conoscitivo e costruttivo dello spazio secondo le
esperienze della corrente neo-plastica. Theo van Doesburg
e G. Rietveld;
il valore comunicativo ed ideologico nel portato tecnologico, esaminando in particolare !'influenza del materiale
sulla forma ed il potenziale espressivo dato dalle possibilità di lavorazione;
la « tettonica» della ricerca dei costruttivisti sovietici
Tatlin, El Lisitskij ecc.;
corso attraverso esercitazioni a scala ravvicinata ove
verrà particolarmente approfondito il rapporto tra qualità dell'esecutivo architettonico e risultato spaziale.
L'approccio progettuale, in questo caso, farà riferimento
al solo spazio architettonico ed al suo immediato intorno,
utilizzando scale di progettazione o meglio di percezione
ravvicinate comunque piccole.
Bibliografia
Alla disciplina corrisponde un'ampia bibliografia; in particolare si ritiene indispensabile considerare autori come: Le
Corbusier, Loos, De Micheli, Brandi, Cocchia, Maldonado, Gregotti, Tintori, De Carlo, Munari, Pye, Sica, Quaroni, Schild,
Itten, ecc.
La bibliografia dettagliata sarà fornita all'inizio del corso
stesso.
ILLUMINAZIONE ED ACUSTICA NELL'EDILIZIA
Prof. Michele Cennamo
la compromissione della struttura spaziale con strutture
figurative desunte da ambiti figurativi diversi;;
. la Decorazione urbana nella sua ampia problematica (materiali monumenti, arredo urbano, la grafica, la pubblicità, la decorazione spontanea ecc.);
il degrado urbano:
Il corso sarà articolato in due parti:
la prima dedicata all'analisi storica avrà come riferimento
di fondo il rapporto tra architettura e decorazione. In tale
ottica il corso tenderà ad analizzare sistematicamente alcune opere di architettura moderna.
La seconda fase, operativa, tenderà a verificare, a livello
progettuale, le esperienze desunte dalla prima parte di
186
Componenti bio-climatici dell'ambiente costruito
Il programma parte da tre considerazioni di fondo:
A) L'attuale crisi energetica pone in discussione il modello di sviluppo economico dei Paesi industrializzati fondato
quasi esclusivamente su scelte ad alto potenziale tecnologico
che hanno determinato gli attuali squilibri ecologici ed esistenziali e che, coinvolgendo la ricerca architettonica, hanno
interessato la città (crescita disordinata, declassamenti dei
centri storici, inquinamento ecc.) e la campagna (abbandono
delle attività agricole, trasformazione arbitraria dell'ambiente
naturale ecc.) in un processo di degrado delle attività quotidiane, creative e spontanee dell'uomo.
187
E) Il controllo bio-climatico dell'ambiente costruito rappresenta oggi il mezzo più efficace di analisi e progettazione
tecnologica, partendo dal principio che la luce solare, i suoni,
i colori sono materiali da costruzione che si prestano al massimo fruttamento di molte potenzialità che la natura può offrire e la corettezza dell'impostazione progettuale rispetto ad
essi ha il duplice significato di integrazione ambientale e di
risparmio energetico.
Cl Il rapporto inscindibile tra ricerca tecnologica e ricerca urbana privilegia il significato di città come sistema tecnologico inteso come accumulo di sistemi passivi dai quali è
possibile ricavarne informazioni per l'ottimizzazione bio-climatica del tessuto preesistente, in ordine sia al riequilibrio
tra caratteristiche dell'ambiente naturale e ambiente costruito; sia al recupero di processi costruttivi propri della tradizione e deìla storia della tecnoligia dell'architettura.
Contenuti del corso
Il corso intende fornire nuovi mezzi di lettura tecnologica
del tessuto urbano, in direzione di un più organico equilibrio
del rapporto tra tipologia edilizia e morfologia urbana, immettendo nuove categorie conoscitive - la luce naturale, i
colori, i suoni - utili alla ricerca di tipologie residenziali a
basso costo e a basso consumo energetico.
In questa direzione il corso si propone di leggere opere
paradigmatiche del movimento moderno - con particolare
riferimento alla produzione italiana degli anni tra le due guerre - per ricavarne le connotazioni tecnologiche primarie in
ordine all'uso razionale della luce naturale, dei colori e dei
suoni nella organizzazione spaziale (Le Corbusier, Loos, Gropius, Mies, Klein, Aalto, Figini, Pollini, Terragni, Libera, Ridolfi ed altri).
In relazione al programma esposto sono previste lezioni
teoriche ed esercitazioni sui seguenti temi:
1.
Elioarchitettura e eliourbanistica.
Orientamenti eliotermici degli edifici e costruzione equisolari delle città; Tipologie edilizie e morfologie urbane bio188
climatiche; Sistemi passivi e sistemi attivi in funzione della
progettazone a basso costo e a basso consumo energetico.
2_
Il colore come componente per l'analisi e la costruzione
dell'ambiente in quanto materiale integrativo della ricerca sulla ottimizzazione bioclimatica.
La cromodinamica, la cromopsicologia e la colorimetria
lo studio cioè delle relazioni tra i vari colori, delle reazioni
-umane verso i colori ambientali e della misura dei colori; Relazioni tra colore e movimento moderno.
3_
L'acustica architettonica e ambientale intesa non come
insieme di operazioni correttive tese ad eliminare sensazioni sonore fastidiose derivanti da configurazioni spaziali errate ma come componente progettuale primaria per
la ricerca degli spazi e dei sistemi costruttivi.
Lo spazio acustico nella storia dell'architettura e nella
storia della tecnologia dell'architettura con particolare riferimento al movimento moderno; la percezione uditiva; l'analisi di materiali tradizionali e di materiali disponibili nell'ambiente naturale condizionante il progetto finale.
Bibliografia essenziale
Per il punto l:
G_ Vinaccia, Il corso del sole in urbanistica e architettura,
Hoepli, Milano 1939 (selezione di capitoli) - M. Cennamo,
ElioaTchitettura (Contributi di N _ Franciosa, R. A. Genovese, F_ Marino, A. Napoletano, C. Truppi), C.N.R., Istituto di Tecnol. deU'Arch., Napoli 1976_ - M. Cennamo, Luci,
colori e suoni - materiali da costruzione per l'Architettura, Costruire n. 97/1976. - M. Cennamo, Tecnologie solari
nella costruzione delle città meso-americane, Costruire,
n. 102-103/1979_
Per il punto 2: H. Frieling - X. Auer, Il colore, l'uomo e l'ambiente, Milano 1962. - Centro Montefibre (a cura di), Il colore, Casabella, 410/1976.
189
Per il punto 3: C. Marchesi - Cappai, Acustica nell'architettura,
Hoepli, 1939. - N. Napoletano - N. Franciosa, Illuminazione ed acustica nell'edilizia, Liguori, 1974.
LETTERATURA ARTISTICA
Per la scelta di opere del Movimento moderno in Italia: M.
Cennamo, Materiali per l'analisi dell'architettura moderna. La prima Esposizone italiana di Architettura razionale, Fiorentino, 1973. - M. Cennamo, Materiali per l'analisi
dell'architettura moderna. Il MIAR, SEN, 1976.
La disciplina, che si rifà al fondamentale studio dello
.schlosser, mira all'esame critico degli scritti attinenti ai problemi artistici, sia nella dimensione meramente teoretica sia
in ordine alle diverse componenti sociali e culturali della civiltà di cui sono testimonianza. L'impegno didattico precipuo
si esplica nel valutare le molteplici posizioni assunte dalla riflessione sull'arte, gli sviluppi della metodologia critica, le
istanze dei movimenti artistici, il portato delle innovazioni
tecnologiche e le composite valenze del rapporto arte-società.
INDIRIZZI DELL'ARCHITETTURA MODERNA
Prof. Raffaele Mormone
Prof. Renato De Fusco
Programma
Il corso, oltre a fornire una illustrazione critica della storia dell'architettura degli ultimi cento anni, mira soprattutto
ad essere una storia delle idee, delle teorie, delle poetiche che
hanno accompagnato il processo architettonico corrispondente al suddetto periodo.
Presupposti metodologici della critica contemporanea:
l.
Testo consigliato: R. Mormone, Critica e arti figurative
dal Positivismo alla Semiologia, S.E.N., Napoli 1975 (a
singoli capitoli).
In particolare, esso tratterà i seguenti temi: Viollet-le-Duc
e Ruskin, la cultura dell'EinfUhlung e la critica architettonica,
l'idea di architettura nella pura visibilità, le poetiche figurative e l'a.rchitettura, la critica sociologica, la critica dell'architettura in Italia.
I riferimenti ai movimenti artistici contemporanei contenuti nel testo vanno approfonditi consulta.ndo, in appendice (pagine 271-321), l'antologia di scritti relativi alle
avanguardie.
2.
Bibliografia
L'eta del Positivismo; La Pura Visibilità; La Scuola viennese; Esistenzialismo e arte d'avanguardia; Strutturalismo; Semantica e Semiologia.
Problemi della pittura del secolo XIX:
a)
Delacroix: il movimento romantico in altenrativa al
neoclassicismo e come premessa alle poetiche del realismo.
b)
L'impressionismo: nuova sintesi luce-colore fondata
su un. linguaggio purovisibilistico.
R. De Fusco, L'idea di architettura, storia della critica da Viollet-le-Duc a Persico, Etas Kompass, Milano 1968.
R. De Fusco, Storia dell'architettura contemporanea, Laterza,
Bari 1974.
190
191
c) Neo-impressionismo: espressione ottico-retinica improntata alla mutevole consistenza della percezione
{( optical ».
Bl sezione {( Intermediate» o intermedia: per gli studenti che hanno studiato la lingua inglese nel quinquennio
degli istituti secondari superiori oppure posseggono discrete
cognizioni di base nella materia.
Testo consigliato: C. Signac, Da Delacroix al neo-impressionismo, S.E.N., Napoli 1979.
Tuttavia tale suddivisione è soltanto indicativa, poichè
gli studenti potranno liberamente scegliere la frequenza della
sezione più idonea alle loro esigenze di apprendimento.
LINGUA INGLESE
Testi consigliati
Prof. Francesco Paolo De Vivo
Lo studio della lingua inglese, necessario strumento operativo di ricerca culturale, è orientato in questa Facoltà ad
avviare gli studenti alla comprensione-espressione in inglese
dei loro interessi nel campo architettonico.
Ciò premesso, i contenuti e gli obiettivi del corso sono i
seguenti:
1)
uso delle principali strutture grammaticali e lessicali,
scelte secondo criteri linguistici di frequenza e di funzionalità;
E. Chinol, Grammatica dell'Inglese moderno, Liguori, Napoli
(( Patterns» ed esercizi strutturali con relativo lessico
dal l o al 27" cap.l.
F. P. De Vivo, Technical Terms 01 Classical and Contemporary Architecture; appunti dalle lezioni.
A. Petrella, New Trends in American Architecture, Liguori,
Napoli (da pag. 100 a pag. 186).
A. S. Hornby, Guide lo Patterns and Usage in Enghish, Oxford,
University Press, England.
J. Fleming. H. Honour, N. Pevsner, The Penguin Dictionary
o/ Architecture, Penguin Books, England.
2)
introduzione allo studio del lessico architettonico, classico e contemporaneo;
3)
avviamento alla lettura-comprensione dei testi critico-tecnici nel campo dell'architettura, in particolare per il corrente anno accademico alcuni scritti di Robert Venturi,
Charles Moore e Romaldo Giurgola;
MATERIALI DA COSTRUZIONE SPECIALI
conversazione su argomenti relativi agli interessi culturali e professionali della Facoltà.
Obiettivo primario del corso è la trattazione dei problemi relativi all'impiego di nuovi materiali destinati sia a soddisfare esigenze specifiche, sia a sostituirsi, nell'ambito del costruire, ai materiali tradizionali. Le richieste legate ai bisogni
della società e delle sue tecnologie, e per i settori tradizionali
d'impiego, e per quelli d'avanguardia, hanno spinto sempre
più gli studiosi a creare nuovi materiali competitivi; è indispensabile pertanto che gli utilizzatori pervengano ad un'ap-
4l
Il corso è articolato in due sezioni:
Al se.zione {( Beginners» o principianti: per gli studenti
che per la prima volta iniziano l'apprendiment della lingua
inglese o presentano un'esigua conoscenza della stessa;
192
Prof. Ennio Russo Ermolli
193
1
I
profondita conoscenza di tali nuovi materiali al fine di controllarne criticamente l'impiego e di indirizzarne l'utilizzazione in modo scientificamente corretto.
La materia del corso d'insegnamento, legato a un settore
in progressiva evoluzione, richiede un continuo aggiornamento dei contenuti per adeguarli ai continui progressi della tecnologia dei nuovi materiali. Per l'anno accademico 1980/81,
il programma di studio è rivolto principalmente alle applicazioni nel settore edilizio e tratta quei materiali che, allo stato
attuale, sono in fase di continua evoluzione ed offrono interessanti prospettive nella ipotesi di una sempre crescente industrializzazione. Di tali materiali i più importanti sono i calcestruzzi leggeri e le materie plastiche. Il loro studio si articolerà sui seguenti argomenti:
-
caratteristiche chimico-fisiche;
-
comportamento di elementi strutturali;
-
sperimentazione;
-
tecnologie specifiche;
-
problemi connessi all'isolamento termo-acustico.
Il contenuto del corso offre la possibilità di coordinamenti con i corsi di Tecnica della Costruzione, di Tecnologia
dell'Architettura,• di Progettazione artistica dell'Industria.
I livelli della pianificazione urbanistica.
Piani territoriali di coordinamento - Piani delle aree di
sviluppo industriale - Progetti speciali ed interventi pubblici
(ordinari e straordinari) sul territorio - Il problema del comprensorio - Piano intercomunale - Comunità montane - Sandards urbanistici ed edilizi - Parcheggi e distanze dalle strade
- Piano regolatore generale - Programma di fabbricazione Piano regolato re particolareggiato - Piani degli insediamenti
produttivi - Piani di zona « 167 » - Lottizzazione e comparti Legge 457/78: zone e piani di recupero.
Programmi pluriennali di attuazione
La concessione a costruire: natura e vicende - Le misure
di salvaguardia - Edilizia convenzionata - Repressione degli
abusi edilizi - Tutela del paesaggio e dei centri antichi - Distanza tra le costruzioni - Luci e vedute.
Segnaiazioni bibliografiche
D'Angelo G., Legislazione urbanistica (appunti dalle lezioni
del corso), ed_ Libreria Fausto Fiorentino, Napoli.
D'Angelo G. - Bonaccorsi P., Il recupero del patrimonio edilizio nella legge 457 del 1978, « Riv. giur. edilizia l), 1979,
fase. 1-2.
MATERIE GIURIDICHE
Prof. Guido D'Angelo
PIANIFICAZIONE TERRITORIALE URBANISTICA (A)
Programma
La Costituzione della Repubblica italiana: principi in materia di rapporti economici. I vincoli urbanistici e le sentenze
della Corte Costituzionale - Legge lO del 19.77_
L'evoluzione della legislatura urbanistica dal 1865 al 1942.
194
Prof. Romano Lanini
Premessa teorica e metodologica
Il corso <{ A» di Pianificazione Tcrr.~toriale Urbanistica identifica le sue bu(>i
teoriche nelle più recenti ipotesi formulate in merito ad alternative concettuali alle
metodologie della pianificazione urbanistica.
195
La crisi delle condizioni della stanzialità umana, tanto a scala urbana quanto
a quella territoriale, mette in evidenza come i presupposti teorici e gli stnlmenti
operativi, sia a livello analitico sia sintetico e progettuale finalizzati alla trasformazione, uso elo d-uso, organizzazione delle strut~ure stanziali siano aspetti d'una
crisi, assai più generale, che investe la pianificazione urbanistica incapace d'operare
- con i presupposti teorici e le tecniche operative vigenti - quella sintesi armonica, organica, non solo funzionale, delle spazialità che da ottico-tattili sono
giunte oggi ad assumere dimensioni non solo tridimensionali perché arricchita appunto da altri r,pazi - come quelli dell'economia cio dell'informatica - che sembrano essere divenuti prevalenti sugli altri.
Il mutare qualitativo e quantitativo del rapporto città-territorio, la crescita
dimensionale - non solo in termini geografici elo demici - di alcuni centri ed il
conseguente reali?'zarsi di nuove gerarchie spaziali commisurate da t'Uoli non più
definibili con i parametri d'un tempo, rendono necessario operare da un lato frammenta?,ioni spaziali eia amministrative delle grandi concentrazioni demiche, dallo
altro, invece, ricomporre strutture stanziali troppo piccole per rispondere così alle
necessità di una organizzazione spaziale anche solo funzionale.
In questo quadro vanno esaminate le problematiche connesse all'istituzione
dei comprensori, delle Comunità montane, purché le si intenda non come travestimento linguistico della pianificazione urbanistica a scala intercomunale, ma far sì
che figurino, invece, qualscosa che di per sé cambia, dal di dentro, sostanza e forma.
Perché questo possa avvenire, è opportuno -- tanto nella fase analitica, quanto in quella sintetico-progettuale - passare da una metodologia urbanistica di tipo
deduttivo (dal generale al panicolare) ad una metodologra induttiva con la quale,
partendo dal particolare, si risalga via via, con connessioni a catena, alle trasformazioni più generali della realtà urbana elo territoriale non dimenticando - è
una premessa essenziale! - che plurispazialità è in realtà una entità categoriale
spazio-temporale.
Per questi .motivi il Comprensorio - ed in parte le Comunità montane _
rappresentano la dimensione spaziale di riferimento del corso di P.T.U., dimensione che è da intendersi non esclusivamente in modo geografico elo amministrativo,
ma cOtn~ spazialità, la più idonea, per una pianificazione urbanistica organica, antropologica.
Contenuto del corso
Il contenuto del corso consiste, appunto, nel tentativo di
far conoscere: le origini e lo sviluppo della pianificazione territoriale urbanistica, i suoi aspetti scientifici e polemici, i concetti e le caratteristiche - teoriche ed operative - della fase
analitica di una tale pianificazione, intesa come premessa al
piano (urbanistico), esaminando in questa fase i criteri di delimitazione e determinazione del! 'ambito d'analisi, i metodi
d'analisi più idonei, significati e modi d'operare previsioni e/o
proiezioni per il piano, ed il valore che essi hanno assunto,
oggi nella prassi della pianificazione urbanistica.
196
Una parte delle lezioni sarà dedicata all'approfondimento
critico delle metodologie di pianificazione, partendo dalla situazione attuale d'antinomia tra una pianificazione territoriale intesa quale dilatazione scalare delle strutture ottico-tattili ed una pianificazione territoriale che mira a privilegiare
gli aspetti descrittivi e prescrittivo-normativi delle strutture
socio-economiche per proporre - invece - una metodologia
di pianificazione in cui, tenendo conto della dinamicità (anche formale) del reale - tanto ottico-tattile quanto logicoastratto - si possa, con la scorta di ipotesi concettuali e tecniche operative diverse, cogliere il senso dell'azione pianificatrice e deterr111nare così un processo che non elimini o impoverisca nessuna delle strutture che compongono il « territorio ».
Articolazione del corso
Il corso sarà articolato essenzialmente su due livelli. Il
primo, costituito dalle lezioni del docente che inizieranno
dopo l'esposizione degli obiettivi e dei contenuti del corso,
avrà per oggetto sei gruppi d'argomenti e precisamente: origini ed evoluzione del concetto di pianificazione territoriale
(urbanistica), aspetti scientifici ed aspetti polemici della
P.T.U., la sintesi della fase analitica come premessa al piano
territoriale urbanistico, le metodologie della pianificazione
territoriale urbanistica aspetti innovativi nel rapporto Stato
centrale-Entità territoriali intermedie con riferimenti al ruolo
assunto dalla partecipazione e dai nuovi strumenti oggi disponibili per l.a sua esp9.nsione. Un sommario degli argomenti
trattati nei sei gruppi di cui sopra verrà fornito, in ciclostile,
agli studenti.
Il corso si propone - sempre per questo primo livello di
articolazione - di realizzare, come nel passato, Seminari su
alcuni degli argomenti nodali con la partecipazione di altri
docenti della Facoltà o di altre Università.
La seconda fase del corso è quella costituita dalla espe·
rienza progettuale ed avrà come oggetto la definizione, determinazione di una Entità territoriale intermedia (Comprenso-
197
-----------------------
rio e/o Comunità montana) su cui operare analiticamente e
sinteticamente per configurare un quadro indicativo delle op·
zioni a quella scala d'intervento.
PIANIFICAZIONE TERRITORIAliE. URBANISTICA (Bl
Prof. Luigi Piemontese
La prova d'esame consisterà nella illustrazione e discussione dell'espc:;rienza progettuale ed in una prova orale, indi·
viduale, che avrà per oggetto gli argomenti trattati nelle le·
zioni.
Premessa
L'organizzazione del corso sarà definita dopo la pubbli·
cazione dell'orario ufficiale e sulla base del numero degli stu·
denti che vi si saranno iscritti entro e non oltre il 31 ottobre.
Partendo dalla constatazione che, in assenza di un preciso rapporto interdisciplinare fra le scienze sociali, non è possibile una corretta impostazione dei problemi del territorio nè la sua pianificazione, si tende, a ricercare, nell'analisi dei
sistemi e nella moclellistica urbana e regionale, una base metodologica comune,
all'interno della quale Dossono confluire i singoli contributi disciplinari per l'analisi
dei problemi territoriali e per la ricerca dei modi e dei mezzi atti a risolverE.
Raccordi e coordinamenti con altri corsi
I raccordi ed il coordinamento con altri corsi sono sem·
pre avvenuti, stimolati sopratutto da caratteri di omogeneità,
integrabilità e/o complementarietà culturale ed operativa tra
il corso « A )} di P.T.U. ed alcuni tra i corsi di Urbanistica attivati in Facoltà con alcuni dei quali, a suo tempo, furono ipo·
tizzate e realizzate forme di coordinamento organico sia a
livello di lezioni comuni ai due corsi, sia a livello di parte ap·
plicativa mirante cioè a rendere l'esperienza progettuale più
ampia, condotta con linee didattiche diverse ma parimenti
interessanti e quindi più organica, tenendo anche ben in vista
le necessità - diverse - di studenti che in altre Facoltà hanno
nei loro piani di studio le discipline urbanistiche.
Pertanto, se saranno verificate e realizzate le condizioni
essenziali ed irrinunciabili per una attuazione non mistificata
- ma formativa e corretta - della seconda parte del punto
precedente (numero sufficientemente di docenti collaboratori) sarà possibile proseguire la linea sinora attuata in merito
ai raccordi e coordinamenti con altri Corsi.
Il corso tende ad inserire lo studente nelrampia problematica concernente la
pianificazione del territorio ed i suoi rapporti con la programmazione economica c,
in particolare, a fornigli una serie di strumentazioni tecniche di base, strettamente
occorrenti a chi volesse operare in questo campo.
Più in generale quello che si ricerca è la definazione di un approccio interdisciplinare che sia in grado di affrontare i problemi della programmazione economica e della pianificazione territoriale, laddove è ividente che, come non è più
possibile, nella elaborazione di un programma di sviluppo economico, ignorare la
componente spaziale nei fenomeni che si intendono orientare al raggiungimento di
determinati obiettivi, così non è più possibile supporre, come soluzione dei problemi del territorio, la formulazione di un piano territoriale urbanistico astratto
dalla componente processuale e dinamica e determinato «a priori» in un disegno
rigido e atemporale.
Si procederà, pertanto, ad una ridefinizione in chiave sistemica della pianificazione territoriale urbanistica, intesa come sistema aperto che interagisce con
t'oggetto del suo lavoro, ovvero il sistema territoriale, al fine di orientarne i fenomeni verso il raggiungimento di un determinato quadro obiettivo: il piano.
In particolare, il corso si articoler~ lungo tre direttrici:
a)
l'analisi sistematica e la modellistica,
b) le teorie, e i modelli previsionali e di pianificazione,
c) le tecniche matematiche e di programmazione,
senza disgiungere i contenuti, al fine di utilizzare un metodo globale di insegnamento, per l'acquisizione dei concetti e delle tecniche che si intendono fornire.
Contenuto del corso
Più in dettaglio gli argomenti trattati nel corso saranno
i seguenti:
a.l. Limiti dell'attuale pianificazione, ricerca di un corret·
to rapporto interdisciplinare fra le scienze sociali che vi con·
corrono e di una loro metodologia comune .. a.l.I. Possibilità
di impiego del linguaggio matematico nelle scienze sociali.
198
199
._---
!
I
a.2. Il concetto di sistema e la teoria dei sistemi. - a.2.1.
L'uso dell'analisi dei sistemi per lo studio dei sistemi territoriali e l'organizzazione sistemica della realtà sociale .. a.2.2.
Ipotesi di pianificazione sistemica e strutturazione del pianning sistemico.
di statistica descrittiva - Analisi di regressione e correlazione
lineare, parabolica, logaritmica, multipla. - c.1.3. La programmazione lineare: Problemi di trasporto, metodo del complesso. - c.1.4. Cenni sull'elaborazione elettronica.
a.3. Il concetto di modello. - a.3.1. Modelli aperti e chiusi,
statici e dinamici, descrittivi, previsionali e di pianificazione.
- a.3.2. I modelli urbani e regionali.
Bibliografia
b.1. Il reddito regionale. - b.l.1. La teoria della base di
esportazioni e modello di reddito regionale. - b.1.2. Modello
statico e dinamico di reddito interregionale.
L. Piemontese, Pianificazione Territoriale - Sistemi e modelli,
Napoli 1977.
L. Piemontese, Un Modello del Sistema Territoriale Napoletano, Napoli 1979.
b.2. Modelli previsti dalla crescita urbana e regionale. b.2.1. Modello statico occupazionale desunto dalla teoria della
base economica:. - b.2.2. Modello Czamanski statico e dinamico per l'analisi e la previsione dello sviluppo economico e della
crescita urbana.
R. d'Ambrosio - L. Piemontese, I Modelli nella Scienza Regionale - Un'applicazione al sistema regionale compano, Napoli 1971.
b.3. Le relazioni interindustriali e intersettoriali. - b.3.1.
Gli schemi marxiani e l'input-output analysis.
L. Piemontese, Prospettive d'impiego della ricerca operativa
b.4. La localizzazione delle attività economiche. - b.4.1. Modelli per la localizzazione ottimale delle attività economiche
industriali e di servizio e delle residenze.
P. H. Derycke, Economia urbana, Bologna 1972.
b.5. I modelli gravitazionali.
R. d'Ambrosio - A. Piemontese - L. Piemontese - R. Scarano, Sistemi e modelli nell'analisi territoriale, Bologna 1974.
nella Pianificazione territoriale inquadrate nell'ambito
della divisione del lavoro intellettuale, Napoli 1972.
H. W. Richardson, Economia regionale, Bologna 1971.
I. S. Lowry, Modello di una metropoli, Napoli 1972.
b.6. Il modello Lowry. - b6.1. Contributi teorici al modello Lowry e i lavori empirici.
b.7.La regione come unità di pianificazione. - b7.1. La definizione delle funzioni obiettivo. - b.7.2. Le politiche. - b.7.3. L'uso
dei modelli per la sperimentazione degli effetti di politiche
alternative nella formazione e trasformazione degli assetti territoriali - l'uso dei modelli nella razionalizzazione e nella ottimizzazione di particolari funzioni territoriali. - b.7.4. La definizione del piano come quadro obiettivo ed insieme delle politiche atte a conseguirlo - la Pianificazione come processo
continuo.
Finalità del corso è la preparazione specifica per la realizzazione dei modelli necessari ad una rappresentazione tridimensionale degli studi condotti nei corsi di Composizione
e di Disegno e Rilievo.
c.1. Tecniche matematiche di programmazione. - c.1.l. Cenni all'algebra degli schemi e blocchi di sistemi. - c.1.2. Cenni
Gli allievi, riuniti in gruppi di studio, contemporaneamente all'analisi dell'ambiente scelto, analisi condotta con di-
200
PLASTICA
Prof. Giantristano Papale
201
segni, fotografie e rilievi nei corsi suddetti, e seguono il plastico per avere anche la visione volumetrica spaziale tridimensionale dell'indagine in studio. Possono, altresì, fermare
la rappresentazione spaziale ad uno o più elementi dell'ambiente in elaborazione, limitando la configurazione del plastico ed ottenendo, in tal modo, forme interpretative che maggiormente evidenziano gli elementi scelti dall'indagine in
esame.
Schema operativo: reperimento cartografia quotata e
stralcio del tessuto viario della zona scelta; montaggio del
tessuto viario nella posizione altrimetrica; studi, rilievi ed
elaborazione volumetrica delle insule residuate dallo stralcio
del tessuto viario; intervento con studi vodumetrici sui monumenti.
ne con più comuni modelli analitici di elementi strutt\lrali, il
corso propone per quanto detto il completamento dell'iter
mediante un programma di applicazioni, ai modelli mono e
bidimensionali, delle tecniche di analisi automatica che si fondano sull'algebra matriciale e sul metodo degli elementi finiti.
Al corso si affiancano esercitazioni pratiche sull'elaboratore, e lo studio dettagliato di qualche organismo strutturale
eventualmente collegato con l'esperienza progettuale degli allievi, ed al quale siano applicabili i modelli teorici analizzati.
PROGETTAZIONE PER L'INDUSTRIA
(DESIGN)
Si è ritenuto di porre l'accento sui criteri formativi del
passaggio in sede di modello didattico, dalle esperienze pianari a quelle spaziali.
Prof. Roberto Mango
In questa sperimentazione confluiranno tutte le esperienze di lettura.
Nella eccezione più generale la Progettazione per l'Industria/Design si pone come attività progettante connessa ad
una particolare modalità di produzione, quella industriale appunto, di cui è chiamata a regolare i processi di trasformazione della materia e di produzione di artefatti che in maniera
sempre più determinante concorrono all'artefazione dell'ambiente, alla conformazione dell'habitat.
PONTI E GRANDI STRUTTURE
Prof. Antonio Noto
La diffusione degli elaboratori elettronici, e la conseguente possibilità di un sistematico ricorso all'algebra lineare,
forniscono a tutt'oggi la più semplice ed efficace risposta alle
intrinseche difficoltà dell 'analisi. I processi di discretizzazione, difatti, si sono in tempi recenti largamente affermati, ed
attualmente rappresentano, soprattutto nella fascia delle concrete applicazioni, un utilissimo strumento nello studio di
svariati organismi strutturali.
Collocandosi in naturale posizione di complementarietà
nell'iter disciplinare dell'Istituto di Costruzione, laddove sono
acquisiti i fondamenti allo studio del comportamento statico
delle strutture e si è completata, o è in atto, la familiarizzazio202
La Progettazione per !'Industria trova i fondamenti delle
sue connotazioni qualificative sul piano culturale e metodologico proprio in rapporto ai vincoli relativi ai procedimenti
produttivi che impongono, in primo luogo, la cura di ricercare
nella dinamica progettuale il massimo grado di integrazione
e coerenza tra il momento strategico della « costruibilità» (o
della inventio) quello prevalentemente tattico-operativo della
« costruttività» (o del farsi). Ciò vale ad introdurre nel processo progettuale un elevato interesse alla sperimentazione e
alla speculazione circa l'uso più « economico» ed appropriato dei materiali e delle tecniche di produzione.
In senso più generale tutto ciò significa operare progettualmente nella consapevolezza di un impiego utile delle risorse all'interno di un rapporto creativo tecnologia/linguag203
gio da arricchire con l'avanzamento della ricerca scientifica
ed applicata e da animare in rapporto ai fenomeni culturali
più autentici.
Le considerazioni svolte in premessa non consentono di
privilegiare un indirizzo tematico rispetto ad altri.
Obiettivo del corso è individuare i processi formativi dell'immagine ambientale (fisica e mentale) nelle sue dimensioni culturali, storiche, operative.
Ipotesi di lavoro (che possiamo solo proporre): arrivare a definire una metodologia di progettazione ambientale.
Campo d'interesse operativo: l'ambiente urbano.
Ciò non toglie tuttavia che in termini di « offerta didattica » e ai fini di una praticabile accessibilità si possono individuare delle « aree-problema» caratterizzate da specifici contenuti di ricerca e di applicazione didattica. Queste « aree-problema » sono:
La ricerca opererà su tre livelli: quello interno ai processi di progettazione,
quello di analisi ambientale, quello relativo ai sistemi percettivi e ai modelli d'usò.
1. Cultura materiale e produzione: - I fondamenti culturali del Design. - L'Archeologia industriale e lineamenti di una
filosofia del Design.
Articolazione del corso
2. Tecnologie e linguaggi dell'habitat: - L'« Architectural
design» e l'oggetto edilizio - L'Architettura industrializzata.
3. L'« intorno ambientale »/Spazi di vita, di lavoro e sistemi di attrezzature: - L' « intorno» privato - L' « intorno»
pubblico e comunitario.
4. Euristica del Design: . Modelli t.eorici e procedure met.odolog'iche sperimentali.
Le indicazioni bibliografiche saranno fornite durante lo
svolgimento del corso.
SCENOGRAFIA
(PROGETTAZIONE DELL'AMBIENTE)
Prof. Almerico de Angelis
Premessa
Coerentemente con queste premesse il corso si articolerà in tre fasi: una
teorica e due operative - analisi e intervento.
Il corso si articola in 3 moment.i: uno teorico in cui verranno trattati gli argomenti indispensabili per un'introdu·
~ione alla progettazione ambientale. In questa fase verranno
definiti i concetti di luogo, quello di segno; si illustreranno
le ricerche compiute sulla percezione e sul comportamento.
A questa fase del corso che serve da presupposto teorico
per fornire tutti quegli elementi necessari per il passaggio
alle fasi successive - e al cui svolgimento pertanto la frequenza è obbligat.oria - seguiranno le altre due fasi: una
analitico-progettuale, l'altra di natura decisament.e sperimentale.
Quest'ultima fase prevederà da parte dell'intero corso,
in modo collettivo, a verifica delle ricerche effettuate, la progettazione e la realizzazione di una struttura da inserire nel
« esistente urbano ».
A causa della mancata siscematizzazione della disciplina,
le bibliografie verranno indicate durante lo svolgimento del
corso con lo scopo di finalizzarle ad interessi di ricerca de·
finiti.
Questo quarto corso di progettazione dell'ambiente ha come premessa una
duplice consapevolezza. La prima, l'influenza - sempre più pressante ~ che l'ambiente artefatto determina nella vita associata; la seconda, l'inadeguatezza delle
metodologie di progettazione attualmente praticate - tutte rivolte ad un risultato
statico (definiti) - incapaci di tener conto delle continue trasformazioni cui l'ambiente stesso viene sottoposto, provocate dalle pratiche d'uso,
204
205
STORIA DELL'URBANISTICA
TIPOLOGIA STRUTTURALE
Prof. Mario Coletta
Prof. Paolo Jossa
I! corso di Storia dell'Urbanistica si articola in tre cicli
di lezioni integrati da una fase sperimentale applicata al territOriO del nostro Mezzogiorno peninsulare.
. . Il primo ciclo definisce il carattere, la problematica ed i
limIti del contesto disciplinare.
I! secondo ciclo analizza la processualità insediativa dalla
protostoria ad oggi attraverso gli episodi che più significativamente esprimono l'evoluzione della cultura urbanistica
II terzo ciclo analizza i metodi di lettura storica ed attuale
del territorio urbanizzato e non.
I! corso in oggetto, la cui collocazione naturale è al quarto-quinto anno di studi nella Facoltà, intende sviluppare, con
riferimento ai problemi strutturali, due aspetti centrali che
caratterizzano, dal punto di vista del metodo di studio, le proposte progettuali.
Proposte, da un lato, quasi definiti nel modello, in particolare nel materiale e nella geometria, e nel comportamento,
per le quali è prevalente l'analisi deduttiva ed, in concreto,
la quantizzazione dimensionale. Proposte, dall'altro lato, per
le quali l'assenza di precise codificazioni richiede di privilegiare lo studio del loro comportamento globale.
La fase sperimentale consiste nella lettura storico-urbanistica di un ambito territoriale (dalla scala del quartiere a
quella del comprensorio), a scelta dell'allievo, utilizzando i
metodi di rilevamento, classificazione e schedatura illustrati
nelle esercitazioni teoriche che si svilupperanno parallelamente ai cicli di lezione.
Nella specificità dei problemi strutturali tale ipotesi di
classificazione può forse correlarsi, con qualche elasticità, a
due classici metodi di analisi. L'analisi dello schema, come
tale, individuato in genere nella sua specificità da un numero
contabile di grandi di libertà ai nodi, per il quale il calcolo si
sviluppa con procedimenti rigorosamente definiti fino alla verifica locale.
Mario COletta, Il Comprensorio storico urbanistico metodologia ed esemplificazione, Padova, 1980.
'
L'analisi dello schema condotta attraverso opportune tra·
sformazioni di equivalenza in continui semplici, per i quali
sono particolarmente utili nello studio del comportamento
globale soluzioni deboli dell'equilibrio.
Mario Coletta, Campania, territorio e politica di piano, Napoli, 1979.
l.
Elementi di calcolo matriciale delle strutture - Le matrici
di rigidezza - Schemi reticolari ed a telaio - Cenni sulla
estensione del procedimento allo studio di lastre e piastre.
2.
Elementi di programmazione in FORTRAN. Illustrazione
di programmi per l'analisi automatica di strutture reticolari ed intelaiate, piane e spaziali. Applicazioni.
3.
Elementi di teoria dell'equivalenza - Esplicitazione per le
strutture « snelle» (edifici alti) - Soluzioni con formazioni « deboli» dell'equilibrio - Applicazioni.
Mario Coletta, Il territorio storico dell'urbanistica, Napoli,
1977.
A. Rigillo, Contributo alla metodologia della Storia dell'Urbanistica, Napoli, 1971.
F. Brunetti, ProfUo storico dell'Urbanistica, Padova, 1978.
M. Coletta, Articoli sulle problematiche dei centri storici minori pubblicati nella rivista « PROPOSTA ».
206
207
9
UNIFICAZIONE EDILIZIA E PREFABBRICAZIONE
analisi dell'opera sul piano metodologico e dei contenuti.
Prof. Claudio Libero Murolo
la progettazione « per componenti)) e la « progettazione
del componente)) nella scala dell'architettura.
Produzione architettonica per componenti
Limitatamente alla sola vasta tematica della prefabbricazione a ciclo aperto, il corso orienterà la propria attività prioritariamente all'analisi dei problemi a questa connessi, centrando il valore sull 'analisi dei due termini del rapporto vincoli-libertà espressiva e cioè ponendo da una parte i componenti con le loro caratteristiche strutturali, e dall'altra la libertà compositiva, condizionata dalle possibilità combinatorie atte a determinare una serie di situazioni funzionali.
il confronto tra le opere « irrepetibili )) e quelle « aperte )).
(L'edificio a pianta « aperta ))).
Il) Attività di ricerca
Si propone l'argomento: « il nodo nelle strutture prefabbricate tridimensionali )).
Le indicazioni bibliografiche saranno fornite agli allievi
durante lo svolgimento del corso.
Saranno pure esaminati tutti quegli strumenti logici e
strategie (normazione e coordinazione modulare, unificazione,
industrializzazione del cantiere) che costituiscono elementi
fondamentali ed indispensabili del processo costruttivo industrializzato.
Coscienti altresì, che il momento attuale vede il manifestarsi, proprio in seno a quei paesi che furono all'avanguardia della industrializzazione edilizia, di ripensamenti e perplessità nei confronti di quelle « tecniche più efficaci ed avanzate ", tali da far riflettere qualche illustre esponente della
cultura architettonica su un auspicabile ritorno a tecniche artigianali, che suona quasi un esasperato invito alla « retroguardia " tecnologica; e convinti che, in effetti, sia comunque
da rifiutare l'eccessivo fervore dei « mistici della industrializzazione ,,; nel corso sarà privilegiata l'analisi di quei procedimenti costruttivi industrializzati che si collocano, quantitativamente e qualitativamente, in posizione mediana tra i due
estremismi.
Argomenti del corso
1)
Attività didattica
« Il processo del costruire e l'evoluzione tecnologica nella
opera di Angelo Mangiarotti ".
208
209
2
INDICE
Compnsizione del Consiglio di F!aeoltà
Premessa
THlclLi di AmmtslS1tOiTIle
T1toH .AloCiaiClJem~ci Icon:tEIr..iJt1 dla:1La FalClOlltà
.prosip€ltrto Tilas's,unb1V1o dei ,titlO1J di 'studi medi l1iohieslti per la
dlSlcrr-iZibone
MelclclalIl!izzaziJOiIlie ded ,se(['lvizl amminr:iJslbrattlivi
Moduli.
Im~clCarnogmalfi'c,i
Pago
5
9
lO
11
11
13
13
Elenco c181g,li iI1lE1e,gnra,menti a,bbv"a.ti neU'a.rurllo llic!c.adem'ico
'W80 Ir19'~1
Cod1fiJc:a2'li'On:e de'g'li ·inlS€lgnamOOfti
Lezioni e frequenza
Pl1am:i di :Studi delUa Baooltà
COlDioetti g'Meraili ,sillli l)Jd.aui di sibudio imldi,vro'lt3l1d
P1al!1!o di StrUidio {~jcnJsùZ·baJto dlalDla Fac'oltà (TIfUJOVlO or,dinaImSl..YJ!to
Delimuta2'Jiond d€l11e ,sesskni dti es'amil
Prlzie'Eld!ooze di erslalmi
OOlDlva;!ilda d€lmld esami
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19
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23
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26
26
Bòbl!,:JClteDa
30.
32
Sc:uol:La dii Ipel'lfezilo_natmento :iJn RestafUll"o dei MOIlfUlIT1enti
33
Norme genel"ali e per l'sSl8m:B di La:u:r€,a
BROGrRlAiMMI
Insegnamenti fondamentali
Alnallisi matema:tica e GEIO!m,81t,r;~a ,an3l1jM-ca I (lA, B, C, D)
39
Analisi matematica e Geometria analitica II (A, D)
Analisi matematica e Geometria analitica II (B, C)
41
Alrredfllmento (A)
Arredamento CB)
42
43
45
211
•
Composi-21!one al1oh:iJtettJOrntca I (A)
Composizione architettonica I (B)
COlmpiQIsJzione .a.r:chLtettornoa I (C)
Pago
45
46
46
Pago
118
Sta;b~c.a (n)
Siboria, deJWArchitettJurla
;.s:tor.:ra deH'A:rlcnIH.eltt,ur;a
Sbolr,i;a d·eltl' Arlchitettur'a
Storia del.1'ATIorubEUur:a
StOlI,o.a dell'Al'clh!Jt.etlbur.a
I (A)
I CB)
OOlITlipolsi:llilcme m"1ohilitebtornoa,:I (ID)
47
Oomip()fsi>2li1olOie amc!h!1tebtoulca
OomiplOsizli'oiUe '3ITlcrh:LtetuOrndJoa
OomposrizilQ1ne a,rchitettonLca
Gomp1ors'izione all'1oh:iJtettlcll11iJCla
COnlipOSiZii,c[lle' .a:rICJhitte1ltoil1ioa
Composizione alr;chilt.ekt.on:iJca
COmlpiOS:L2li'OIIle 31r'Chi,tettO!I1Juoa
OCI1TIiposizione architett,oil1l]oa
II (C)
48
50
52
52
l'I
54
Storta de11'Ar'Clhi:t.Eit,~,ul1'1a II (C)
55
56
57
6D
60
Sbol"ia derlll'Ar>chiteUuI1a II (n)
64
Urba.nli:sltiJcH I (B)
67
68
Urband,sUoa I (C)
Urha.ncÌ!S,ùjca TI (A)
70
Ufìb8..n~.:Jtìc:a II (B)
73
Urba.n:llstd~cla II (C)
I (,E)
r.r (A)
II (B)
(D)
IN (tA)
I:II (B)
Ili! (C)
Cornposizione alIichiteMlo.nica Hl
(iD)
OomiplQls,iziotne ·a,roh'Ìlt,ç:bto:n,ioa IV (A)
COrnrpO&ZiÌ,orne '3il'1ch:iJt.erttoilll:iJca IV (B)
CDmposizitollll8 air'chiltet:toll1dJoa IV (C)
Cornip,olsizione architE,ttnnic.a IV CD)
OompOlSiZliolll:e ·aJl"oh:iIb;'ioton:iJca V (A)
Cornrp'o,slizi'One alt'chH,erbtorll1ca V (B)
Composizione architettonica V (C)
Oomposoiz;io,ru8 a:rch:iJtetltoruoa V (U)
Di-SIElgDO; e RiJHeNio (A)
Ditgeg:no e Rilli€lV!o (,]3)
Drs,egl1]o e Rilie'V'o CC)
Diseg,nlO e RlilievIQ (D)
D:Lsslg:no e nÌll!iJervto (:E)
Estimo ed eserciz.io professionale CA)
Est:iJmo ed esel"cd.:mlo p'Do[[,oosi:oalale CB)
Fisilca (A)
Fisica (B)
FiEdlc:a tecnioa ed irmp'iJa.DIti
Gecffie'D:r;ia des.oribtlÌlva (A)
78
7H
81
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95
95
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99
Geomet,rlioa de!SlcdbtifVIa (C)
101
102
103
des>cri,bt.irva (D)
Igien,e ediHzi1a (A)
Ig,j,€lne eldilliz.:La CB)
R~.t.auI'io' deri monrulmenti
Restauro dei monflllll1lel11lti (B)
Scienza deUe c:osbnuz.innd CA)
Sci:e<lli'ìa de:hle OO:sDrIUZÌOIl1li. (B)
Sta,trea (ca)
StrutilCla
212
ccJ
(E)
I CD)
I CE)
Sto.rta del~l'ArrClhiltdtur.a II (A)
Storia deH' A1icbilt,Elbtura III CB)
Tecn:c.a del1e 'costiTuzi'Oni (A)
TeoDliDa. delle closl~lnu.zroo1l11 (B)
TeooOll1o,g;:i:a deU'AIT'chitElttUl"a I~II (A) (B) C.c)
Urb2JOlist:i1c,a I (A)
77
GeomebriJa desicT,ttt&va (B)
Ge.o:m2tb~ila
I (C)
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162
Insegnamenti complementari
AllesltLmeimo e lVIius.elolg:ra:fda
An.albs,i dei S'ÌlstemÌ urban.J.
Allibe ,d!si gk\Jl.'1dini
Ca:ratt.eri s:bHisltici e ,c:Q1E1trubthl :i dei Monurnenii
Comrpl,ementi di Ma:temllit1C1a
COThSlol!JJdaimenlto e adaitlt.a.menbo c1eg;li edifici
D21C10lT,azitoll1e
libLumiiIllalllione ed AlCiUJS1tli:c1a nelH 'Edilizia
l'[Klirizzi dell' MlchiltelttiUll"a, modelrna
L:=,bte[':alt;ura 8.IIIt.iJSit:iJCta
L:iJngJUa dmJglesB
Mat81r.iaÙJ da c'O>struziolne spedaJU
Ma:terie giut'Ldiche
P]3.ll]kEicMJiroone ter:riltoriJaile UIlbIDnisbk,a (A)
P~21I1Jifk'azilolIlte t.err.~tQ.r;iajlle umbaiD'iSiÌlic,a CB)
104
B1:alst~ca
106
Ponti e gr1amu:H Sibrutltur,e
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ProgeÌlt,azionB per l "imdrl1J5Itr'i a
1
SCeTIlogradl:iJa
Sbnria delJ'UrhanilSJt:iJca
TilpolotgiJa sbrill'ttunme
Unif:ilc:azi:OI1le e pref,a.bbri'cazione
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Stagrame-Casavatore (Napoli)
Settembre 1960
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guida studenti 1980 - Ufficio Area Didattica Architettura