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0 LXXXIII . N. 13 • 1 0 LUGLIO 1959
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ROMA - Gli Em .mi Cardinali e le Autorità assistono all'Assemblea Generale
dei Cooperatori Salesiani .
Ai Convegno Nazionale dei Cooperatori Salesiani presero parte anche circa
6oo Cooperatori d'Europa e d'Affica componenti le Deieaazioni Estere .
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ANNO LXXXIII - NUMERO
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UN GRANDE AVVENIMENTO NELL,
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13 - TORINO, I° LUGLIO 1959
cinquant'anni,
gli
storia
della Congregazione Salesiana cercheranno
quale fu l'avvenimento che ha dato il via
a un più rapido e prodigioso sviluppo
delle opere di Don Bosco nel mondo, scopriranno che fu l'atto di consacrazione
al Cuore Immacolato di Maria, compiuto
dal Rettor Maggiore il 31 maggio 7959 .
TORINO ' BASILICA Dl MARIA A USILIATRICE .
l i 31 maggio 1 9 59 il Rev .mo Don . Renato Ziggiotti,
Rettor Maggiore dei Salesiani, consacraya solennemente la
Famiglia Salesiana al Cuore Immacolato di Maria .
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01
1A SALESIANA
31 MAGGIO SCORSO, festa di Maria,
Regina del Mondo, la Famiglia Salesiana gettava definitivamente le àncore fra le due colonne della nota visione di
Don Bosco, le quali ergendosi sul mare portano l'Eucarestia e la Madonna .
Nel 1900, all'alba del nuovo secolo, il venerabile Don Rua, lo Successore di Don Bosco,
l'aveva consacrata al Sacro Cuore di Gesìl ;
ed ora il Vo Successore di Don Bosco l'ha
consacrata al Cuore Immacolato di Maria .
Eleganza divina : quello stesso giorno la
Madonna di Fatima, scesa a Torino, stava
esposta nel Duomo, a breve distanza dal
Santuario dell'Ausiliatrice . La dolce Pellegrina
L
j
257
era in ascolto della consacrazione che le faceva il Rettor Maggiore .
Aveva da poco iniziato la Sua visita materna in Italia, dopo di aver percorso migliaia di chilometri nel mondo : la Francia,
la Spagna, il Belgio, l'Olanda, la Germania,
il Mozambico, il Natal, il Transval, il
Basutoland, la Rodesia, il Kenia, lo Zanzibar,
il Tanganica, l'Uganda, l'Abissinia, l'Eritrea,
il Sudan, l'Egitto le avevano riservato un'accoglienza indimenticabile . Così nell'India, nel
Pakistan, a Ceylon, nella Tailandia, in Birmania, nella Malesia, nel Viet Nam, in Australia, a Timor, nella Nuova Guinea, negli
Stati Uniti, in Argentina, in Brasile, in Colombia, nel Paraguay, nel Perù milioni di
persone, senza distinzione di razza e di religione, avevano gridato il loro amore e
la loro preghiera alla celeste Visitatrice .
Al Castello di San Giorgio, che domina
Lisbona, sono esposti i tesori che tutto il
mondo ha offerto alla soave Pellegrina : anelli
costellati di diamanti ; diademi e braccialetti ;
medaglie d'oro - talvolta coniate espressamente come quella che l'imperatrice d'Etiopia depose ai suoi piedi ; - rosari dai grani
d'oro e d'argento o di perle, come quello
che le donne del Mozambico fecero cesellare
con l'oro ottenuto dalla fusione dei loro
gioielli ; chiavi d'oro e d'argento delle città
in cui era entrata la Madonna Pellegrina ;
cuori come quello gigantesco venuto dal
Perù ; collane come quelle delle isole della
Sonda ; sari e scialli kasmir dell'India ; un velo
finissimo ricamato nel Paraguay ; pugnali di
Timor ; uccelli fantastici come si trovano
nelle foreste della Nuova Guinea .
Il 31 maggio anche la Famiglia Salesiana
ha fatto il suo dono più prezioso al Cuore
Immacolato di Maria : ha donato tutta se
stessa.
Vi era stata preparata dalla celebrazione
più fervida del Mese e dalla spettacolare festa
del 24 maggio . Il mondo salesiano era stato
presente nella persona di alcuni Ecc .mi Vescovi Salesiani rappresentanti l'Argentina,
l'Equatore, il Venezuela, l'India e la Cina,
che avevano fatto corona all'Em.mo Cardinale Arcivescovo Maurilio Fossati .
253
In quello storico pomeriggio il Rettor
Maggiore, presente il Capitolo Superiore dei
Salesiani e il Consiglio Generalizio delle
Figlie di Maria Ausiliatrice, dopo la Conferenza ai Cooperatori, consacrava solenne-
mente al Cuore Immacolato di Maria tutta
l'Opera Salesiana, nelle sue tre distinte famiglie : Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice,
Cooperatori .
Si rivolse alla Vergine Immacolata chiamandola Madre e Maestra, esaltandola come
Regina del Mondo, e offrì in maniera solenne
• ufficiale la Famiglia Salesiana al suo Cuore
Immacolato . Dinanzi al Santissimo solennemente esposto fu siglata l'appartenenza
totale e completa dell'Opera di Don Bosco
alla sovranità regale di Maria : un giusto
riconoscimento, perchè era stata l'Immacolata Ausiliatrice ad ispirare e aiutare il prodigioso sviluppo della Congregazione . In
quella offerta era racchiuso tutto il vasto
mondo salesiano : ispettorie, case, opere, sacerdoti, chierici, coadiutori, suore, cooperatori, ex allievi, amici e benefattori, genitori
• parenti dei membri della nostra Famiglia .
In più, tutto il mondo giovanile : aspiranti,
studenti, artigiani, oratoriani, ed anche gli
allievi di altre religioni che popolano gli Istituti Salesiani in terra di missione .
Nel 1866 Don Bosco nel « sogno » della
zattera, alla fine della purga navigazione,
vide comparire in cielo un'iride più meravigliosa e varia di un'aurora boreale e vi lesse
scritta a grossi caratteri di luce la parola
MEI)OUM . Ogni lettera era l'iniziale di queste parole : MATEH ET DOMINA OMINIS
UNIVERSI ILARIA, Madre e Signora di
tutto l'universo, Maria . Sbarcato in un'isola
misteriosa, Don Bosco entrò in un grande
tempio dove, sopra una ricca base, s'innalzava
una magnifica statua di Maria Ausiliatrice . E
mentre i giovani stavano ammirando la Vergine, che aveva un'espressione veramente celeste, ad un tratto essa parve animarsi e sorridere . Ed ecco un mormorio, una commozione
tra la folla giovanile : « La Madonna muove gli
occhi! », esclamarono alcuni. E infatti Maria
girava con ineffabile bontà i suoi occhi materni su quei giovanetti. Poco dopo un secondo grido generale : « La Madonna nuove
le mani! », e lentamente, aprendo le braccia,
Ella sollevava il manto per accogliere tutti
sotto di quello . Le lacrime scorrevano per la
commozione sulle guance dei giovani e dei
fedeli : «La Madonna muove le labbra!»,
dissero alcuni . Si fece un silenzio profondo,
• la Madonna con timbro soave di voce disse :
Se voi sarete per me figli d evoti . i o sarò per
voi Madre pietosa » .
« A queste parole - racconta Don Bosco cademmo tutti in ginocchio e intonammo il
canto Lodate Maria » . Questa scena finale del
« sogno », che potrebbe definirsi la « visione di
Maria, Regina del mondo », ebbe, si può dire,
un montaggio concreto nel pomeriggio del
giorno 31 maggio, festa di « Maria, Regina
di tutto l'Universo », quando la Famiglia
Salesiana fu consacrata al Cuore Immacolato
di Maria .
Le memorie biografiche di Don Bosco,
alla fine del capitolo che riporta questo
« sogno », riferiscono la testimonianza scritta
di un ragazzo che ricorda come Dori Bosco,
in una di quelle sere, fece recitare sotto i
portici una terza parte del Rosario per tutta
la Chiesa Cattolica . « Terminata la preghiera
- continua il testimonio - mentre Don
Bosco si inoltrava in mezzo a noi, accolto
con grande festa, ci permise che lo sollevas-
simo di peso e lo deponessimo sulla cattedra
da cui dava la buona notte . Lasciati cessare
gli applausi, accennò alla gioia che proveranno i giusti ad approdare alle spiagge dell'eterna felicità, alla pace che gode chi vive
sempre in grazia di Dio e augurandoci la
buona notte disse : « quando vi mettete a
letto, fatelo con tutta modestia pensando
che Dio vi vede ; poi incrociate le mani sul
petto e, abbandonandovi nei Cuori di Gesù e
di Maria, prendete riposo» .
Ora la Congregazione Salesiana, consacrata
al Cuore di Gesù dal venerabile Don Rua
e consacrata al Cuore Immacolato' di Maria
dall'attuale Rettor Maggiore Don Ziggiotti,
prende veramente riposo e sicurezza, abbandonata nei Cuori di Gesù e di Maria .
L'arco di luce mariana degli ultimi giorni di
maggio porta la scritta della visione profetica di Don Bosco : Madre e Regina del
mondo, Maria.
IL 24 MAGGIO A VALDOCCO - Anche quest'anno la festa di Maria Ausiliatrice ha visto masse di devoti avvicendarsi
nel suo Santuario e altre imponenti masse di uomini, donne e soprattutto di gioventù sfilare per le vie di Torino
davanti alla bella statua della Madonna di Don "osco, portata in trionfo tra la commozione, le preghiere e gli
scroscianti ininterrotti applausi delle moltitudini che assiepavano il corso Regina Margherita .
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ROMA, 2-4 MAGGIO
Il Bollettino Salesiano di questo mese offre la relazione
del Convegno Nazionale dei Cooperatori Salesiani, che,
inserito felicemente nelle solenni manifestazioni romane
per la inaugurazione del nuovo Tempio a San Giovanni
Bosco, ne ricevette luce e fervore .
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ROMA - La solennissima apertura del Convegno Nazionale dei Cooperatori Salesiani
nella Basilica di San Pietro .
260
Il Convegno del '52, svoltosi in occasione della posa della
prima pietra del nuovo Tempio, diede il via a tutto un
fervido lavoro di organizzazione e di ripresa della Pia
Unione .
Il Convegno del '59 con i suoi oltre 4000 partecipanti,
con le numerose delegazioni estere, col proficuo incontro
dei Delegati provenienti da tutte le Ispettorie d'Italia ed
il fervido e costruttivo incontro dei Consiglieri Ispettoviali di tutta Italia, ha dimostrato come il lavoro compiuto in questi anni sia stato largo, profondo e fruttuoso .
E c'è da benedirne il Signore e da ripetere il grazie più vivo a quanti han dato la loro generosa
collaborazione .
Ma il Convegno, tutt'altro che indugiare sul lavoro compiuto, ha voluto guardare avanti e indicare ai
Cooperatori le nuove mète e il cammino che li aspetta per raggiungerle . Tale programma, sintetizzato
nelle deliberazioni e nei voti dell'Assemblea dei Cooperatori, sarà il frutto più prezioso del Convegno .
Il Rettor Maggiore, l'Em .mo Cardinale Protettore, vari Oratori hanno ribadito chiaramente questo
pensiero .
Invitiamo i Cooperatori di tutta Italia a raccogliere con lo stesso entusiasmo che animò le giornate
romane, i voti e il programma scaturiti dal Convegno, impegnando la loro opera - come chiedeva
il Santo Padre nel suo augusto Messaggio - a tradurli man mano in realtà .
Così l'augurio formulato al Convegno nel giorno dell'inaugurazione del nuovo Tempio a San Giovanni Bosco sarà consolante e durevole realtà : i Cooperatori Salesiani, attuando le opere di apostolato loro indicate dall'Assemblea, saranno le pietre vive, anzi i costruttori che eleveranno giorno
per giorno un nuovo e vivo monumento a Don Bosco .
Ed il loro Padre sorriderà benedicente ai suoi Cooperatori, fedeli ed operosi .
261
L'apertura nella Basilica Vaticana
Il Convegno si aprì sabato mattino, 2 maggio .
Gl'intervenuti, che superarono del doppio
il numero previsto, con la loro presenza
massiccia, compatta e disciplinata a tutte le
manifestazioni hanno edificato, impressionato
e provato in modo eloquente che la Terza, Famiglia di Don Bosco è un piccolo esercito di
apostoli che va acquistando terreno, secondo
le profetiche previsioni del Santo Fondatore .
Il primo atto solenne fu la S . Messa nella
Basilica di S . Pietro, celebrata all'altare della
Cattedra e applicata secondo le intenzioni del
Santo Padre da Sua Eminenza il
Giovanni Amuleto (.icognani . Per speciale
concessione della S . Congregazione dei Riti
fu detta la Messa di San Giovanni Bosco, seguita liturgicamente dai Cooperatori . I piccoli
cantori dell'aspirantato salesiano di Chiari
(Brescia) accrebbero il fervore _con le loro
esecuzioni ricche di sentimento e di unzione .
Reso omaggio a Don Bosco, la cui statua domina dall'alto della sua nicchia, si posò per il
gruppo fotografico sulla gradinata della Basilica .
Alle ore 11 i Sacerdoti Delegati locali convennero nell'Aula Magna dell'Istituto di Magistero «Maria Assunta » in via Trauspontina
per un incontro fraterno . Il Rev .mo Direttore
Generale della Pia Unione Don Luigi Ricceri
li ringraziava dichiarando che al loro lavoro
sacrificato e zelante si doveva il magnifico
spettacolo di quella massa di Cooperatori in
preghiera nel massimo Tempio . Il grazie veniva
dal Rettor Maggiore, anzi dalla Chiesa stessa
che, come si era, espresso Pio XII di v . m . parlando ai Cooperatori nel precedente Convegno
Romano, richiede « angosciosamente» la loro
molteplice opera di apostoli laici . Le giornate
romane sarebbero state una spinta potente
verso nuove mète . E perchè quest'opera, che
come ha affermato Don Bosco, « è l'opera del
Papa», prosegua con ritmo ordinato e progressivo, il Superiore impartiva ai Delegati
locali alcune sagge direttive pratiche . Terminava annunziando il programma per l'anno
venturo, che s'incentrerà nella campagna per
le i •o caziolai, pur continuando l'incremento delle
campagne precedenti, specie di quelle degli
apprendisti e della stampa .
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2 62
ROMA - BASILICA DI SAN PIETRO
S . Em . il Card. Giovanni Amleto Cicognani,
assistito da Don Ernesto Giovannini del
Capitolo Superiore Salesiano, celebra per
i Cooperatori all'altare della Cattedra .
L'Assemblea Generale
Si svolse nel pomeriggio dello stesso giorno
all'Auditorium di Palazzo Pio - la più vasta
sala cattolica di Roma - e riuscì grandiosa
sia per le alte Personalità presenti e sia per
l'imponente massa di Cooperatori e Cooperatrici intervenuti, tra i quali circa 600 appartenenti alle Delegazioni estere .
La prima parte dell'assemblea ebbe carattere intimo e fu di omaggio al Successore di
Don Bosco, Superiore della. Pia Unione . L'aprirono i piccoli Cantori di Chiari .
Quindi il Rev .mo Don Ricceri rivolgeva a
tutti un saluto, interpretando la gioia comune
per l'incontro fraterno a un anno dalle indimenticabili giornate di Lourdes e di Bruxelles, per il luogo dell'incontro - Roma, la
casa del Padre comune, del dolcissimo e soave
Giovanni XXIII - per le occasioni che avevano procurato l'incontro : il trionfo romano di
Don Bosco, eco possente del trionfo pasquale
di 25 anni or sono, e il centenario della Congregazione Salesiana .
Pòrto al sig . Don Ziggiotti il saluto filiale di
tutti i Cooperatori del mondo e particolarmente
di quelli che una persecuzione spietata e diabolica aveva tenuto lontano, proseguì :
« Sono passati sette anni dall'altro Convegno
qui in Roma . Con la grazia di Dio, con la
buona volontà di tutti, unendo ed organizzando
le comuni energie, quanto cammino si è compiuto! Cari Cooperatori, basta sfogliare le pagine del vostro organo, il Bollettino Salesiano,
per constatare le tappe di questo cammino .
Ma non possiamo attardarci!
il Convegno del '52 coincise con la posa
della prima pietra del Tempio a San Giovanni
Bosco ; l'attuale coincide con la sua inaugurazione. Ebbene, anche voi, Cooperatori Salesiani, avete lavorato a costruire, a dare una
solida struttura alla vostra organizzazione,
ad approfondire e a vivere la spiritualità salesiana, a salvare col vostro apostolato tante
anime, specialmente giovanili .
Ma non è finito il nostro lavoro di costruttori : vogliamo assicurare l'amato Superiore
che questo Convegno metterà le premesse del
Tempio nuovo che vogliamo elevare al Santo
Fondatore, un tempio vivente in cui ogni Cooperatore sarà un costruttore attivo e generoso
per l'attuazione dei voti e delle risoluzioni che
coroneranno questo Convegno» .
A questo punto il Comm . Santoro, del Consiglio Ispettoriale Cooperatori di Roma, por-
geva ai convenuti il fraterno, fervido saluto
dei Cooperatori Romani e rilevava l'eccezionale importanza dell'avvenimento, « anche perchè - diceva - abbiamo avuto la sorte
di riunirci nella Sede del Padre Universale, del
Romano Pontefice, che con tenerezza ricorda
di essere cresciuto in una famiglia di ferventi
Cooperatori» .
Il saluto della Gioventù Salesiana veniva
interpretato dall'avv . Brusa, Presidente del
Centro Internazionale Compagnie Religiose .
Disse tra l'altro : « Voi, Cooperatori Salesiani,
gradirete conoscere il desiderio dei nostri giovani migliori, che vogliono essere i migliori
Cooperatori di domani» .
Il prof. Aldo Angelinai, Vice Presidente Nazionale, portò l'omaggio fraterno degli Ex allievi Salesiani . Dopo di aver espresso la loro
gioia fraterna per i nuovi incrementi della
Pia Unione, esclamava : « Grande apostolato il
vostro, amici Cooperatori, fratelli in Don Bosco,
che formate la terza Famiglia spirituale del
Santo e siete nel suo pensiero « Salesiani nel
mondo" . Voi date al Successore del Santo la
possibilità di estendere l'azione salesiana anche
dove essi non possono personalmente giungere » .
Così terminava la prima parte dell'Assemblea Generale, che era stata allietata dalle
bellissime esecuzioni corali dei piccoli Cantori .
Splendore di porpore,
sinfonia di cuori
La seconda parte si apriva con una solennità che solo Roma può offrire . Al canto delle
Acelam,ationes e tra lo scrosciare degli applausi
entravano gli Em .mi Cardinali Benedetto
Aloisi 1Vlasella, Giuseppe Pizzardo, Gaetano Cicognani, Alfredo Ottaviauii, Fernando Cento, Paolo Giobbe, Andrea
Jullien. Seguivano gli Ecc .mi Cultori di Vigrale e Marcellino Olzechea; Giuseppe Gautina e Giovanni Bucko, rappresentanti della
«Chiesa del Silenzio» ; S . E . il Ministro Andreotti, S . E . José Mario Delgado, Ambasciatore
delle Filippine presso la Santa Sede ; i Senatori Cingolani, Restagno ; i Rev .mni Monsignori
Beltrami, Gameli, Sasso, Galliano ; Superiori del
Capitolo Salesiano, Superiore del Consiglio Generalizio delle Figlie di M . A ., gl'Ispettori
d'Europa e molte altre personalità .
Il Successore di Don Bosco, quale Padre
della Famiglia Salesiana, si rese interprete
della comune esultanza e rivolse nobili espres-
263
Rioni di gratitudine agli Em .mi Porporati,
compagnare nel suo trionfo un altro Papa,
agli l.cc .mi Vescovi, alle Autorità e ai Coogià suo Cooperatore ed Amico, reduce dalla
peratori intervenuti . Invitava quindi tutti a missione salutare di Venezia, per concorrere
collaborare alla « nobilissima crociata a favore
ad esaltarne la gigantesca figura di Maestro
della gioventù», a, cui ci chiama Don Bosco
e Difensore della verità, della giustizia e
per un fattivo progresso cristiano del inondo .
della pace » .
È la missione essenziale per cui Dio ha creato
L'attenzione dell'uditorio si fece più viva
la Famiglia Salesiana .
e religiosa quando il Rettor Maggiore lesse il
Il Papa Pio II- dal primo colloquio coniseguente augusto Messaggio del Santo Padre :
prese e divinò l'efficacia
della grande missione di
San Giovanni Bosco e
Ai Cooperatori Salesiani, che nella fausta circostanza tral'appoggiò cori fortandolo,
slazione venerate spoglie S. Giovanni Bosco et consacrazione
dall'esilio di Gaetaa alnuovo tempio dedicato suo onore nell'alma Urbe celebrano
l'incontro del 1858 e fino
convegno nazionale, l'Augusto Pontefice con affetto paterno
al termine della sua, vita :
rivolge incoraggiante saluto, augura coronate da consolante
ne fu quindi il primo e
successo le giornate di preghiera e studio et esprime viva
più autorevole Cooperafiducia che essi, corroborati dalla divina grazia, costantetore .
mente animati dai grandi ideali et fedeli allo spirito del
Fu dunque nello spiglorioso Fondatore della Famiglia Salesiana, perseverino con
rito e sull'autorità di
riacceso fervore e generosa dedizione nell'impegno di esemquesta altissima, figura
plare presenza et efficace azione in ogni campo del bene,
di Papa del suo secolo
particolarmente solleciti offrire valido ausilio nella cura
-- proseguiva il Rettor
vocazioni ecclesiastiche e religiose, diffondere stampa catMaggiore -- che Don
tolica catechistica culturale, collaborare alla retta formazione
Bosco si lanciò con cuore
et adeguata preparazione cara gioventù apprendista-operaia .
magnanimo e invincibile
ardimento alla sua misMentre invoca copiosi lumi e conforti divini et materna
sione educatrice, ed è per
assistenza Maria Ausiliatrice Sua Santità imparte di gran
una delicatezza della Dicuore all'Em.mo Cardinale Protettore che presiede all'asvina Provvidenza che al
semblea generale, al Rettore Maggiore, ai Superiori, Dis
suo ritorno in Roana
rigenti, relatori, partecipanti tutti implorata speciale Benenel 1959 gli tocca l'indizione Apostolica, che volentieri estende all'intera Unione .
comparabile sorte di acDal Vaticano, 22 aprile iggg
Cardinale TARDINI
Quindi il prof. Luigi Gedda portava all'eletta
assemblea il saluto, l'adesione vibrante e
l'augurio déll'Azione Cattolica, Italiana . Rilevato quanto opportuna cadesse l'erezione
della Parrocchia romana a San Giovanni Bosco
mentre ricorre il XXX anniversario dei Patti
Lateranensi, proseguiva : « Una ragione profonda di affinità e di sintonia fra i Movimenti
Salesiani e i Movimenti di Azione Cattolica
fu la ragione per cui innumerevoli persone
appartennero come studenti, artigiani o Cooperatori alla Famiglia Salesiana e furono nel
tempo stesso Dirigenti o Soci dell'Azione Cattolica Italiana .
_Non a caso, ma conte espressione autentica
di questo clima di collaborazione e di unità
nacque l'Inno della Gioventù Cattolica Italiana, Su sorgiam compatti e liberi, musicato
dal Sacerdote salesiano Don Raffaele Antolisei » .
Raccoglieva poi i sentimenti e i propositi
di fraterna collaborazione tra Azione Cattolica
Italiana e Pia Unione dei Cooperatori Salesiani
nella frase che adorna il frontone del palazzo
Pio, nel quale si trovavano : « Sii presente, o
Signore, e conforta, le fatiche di quelli che
combattono per il Tuo nome» . In questa formula di soldati che combattono nel nome di
Dio - concludeva il prof . Gedda - Cooperatori Salesiani e Militanti di Azione Cattolica
ritrovano se stessi e si uniscono in un solo
grande, pacifico e vittorioso esercito cristiano .
ROMA -
Grandiosa visione d'insieme dell'Auditorium di Palazzo Pio durante l'Assemblea Generale dei Cooperatori Salesiani convenuti da tutta l'Italia per partecipare al
Congresso Nazionale e assistere alle trionfali celebrazioni romane in onore di S . Giovanni Bosco
. La foto fissa il momento in cui il Rettor Maggiore rivolge il suo fervido saluto .
j
ROMA. AUDITORIUM DI PALAZZO PIO - I piccoli artisti dell'Aspirantato salesiano di CHIARI (Brescia),
diretti dal M- Rabolini, hanno allietato con le loro belle esecuzioni l'Assemblea Generale dei Cooperatori .
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Le due relazioni base del Convegno sui temi
Luci di un secolo, Le nostre mète erano state
affidate a due distinti oratori, il prof . Nello
Palmieri dell'Università di Napoli e S . E. il
dott . Ernesto Eula, Presidente della Suprema
Corte di Cassazione . Essi ricostruirono a grandi
tratti la storia della Pia Unione ; e nella luce
della storia riscoprirono l'ideale assegnato da
Don Bosco alla sua terza Famiglia, chiamata a
vivere nel mondo la sostanza dello spirito di
Don Bosco e a dilatare nel mondo la sostanza
della sua missione .
Sulle due documentate conferenze contiamo
di ritornare- in altra occasione .
Tra le due relazioni il dott . Hans Etruth,
Direttore del Feuerreiter, la più diffusa rivista
cattolica tedesca, interpretava il saluto delle
Delegazioni Estere .
Seguiva l'ultima cantata eseguita dai piccoli
artisti di Chiari, che cedevano il posto alla
Schola cantorum del Pontificio Ateneo Salesiano, che rallegrò la seconda parte dell'Assemblea eszguendo scelti cori polifonici, tra cui
l'Oremus pro Pontifice nostro Joanne .
Il Segretario Generale Don Favini leggeva
quindi i
L'Assemblea dei Cooperatori salesiani
d'Italia, convinta, che la loro vocazione all'apostolato sarà feconda in proporzione della loro
vita interiore e della loro formazione spirituale,
invita tutti i confratelli della Pia Unione
in conformità dell'art . 2 del capo VI del Regolamento, a fare il possibile per partecipare
alla pratica dell'Esercizio della Buona Morte
e alla Conferenza mensile, vera sorgente di
spiritualità salesiana, e fa voti che tali pratiche si tengano regolarmente in tutti i Centri
della Pia Unione, sotto la guida di Sacerdoti Salesiani o di Decurioni .
Esorta i Cooperatori a prender parte, anche a
costo di sacrificio, ai Corsi di Esercizi Spirituali
chiusi, che si tengono in tutte le regioni d'Italia,
e formula l'augurio clic, con l'aiuto di
Cooperatori forniti dalla Provvidenza di mezzi,
sorgano presto nelle singole Ispettorie Case
per Esercizi rispondenti alle odierne esigenze .
2l7
L'Assemblea, consapevole della missione alla
quale i Cooperatori Salesiani sono chiamati
da Don Bosco e dalla Chiesa, impegna all'attuazione coraggiosa, concreta e intonata
all'esigenza dei tempi di tale mandato, specialmente nei tre settori che caratterizzano, secondo il Regolamento, il loro apostolato :
Apostolato della gioventù
L'Assemblea invita i Centri e i singoli Cooperatori ad approfondire i molteplici problemi
odierni dell'istruzione, formazione religiosa e
difesa morale della gioventù, in particolare di
quella più bisognosa materialmente e moralmente e della gioventù apprendista ed operaia;
ad essere presenti con le iniziative più opportune ove ci sia da difendere e da promuovere
gli interessi spirituali e morali dei giovani,
specie degli operai e lavoratori ;
esorta i Cooperatori a rendersi atti e a
prestarsi generosamente all'insegnamento religioso e all'assistenza spirituale della gioventù,
specialmente nelle zone più abbandonate e
nelle Parrocchie più bisognose ; a prestare anche
gratuitamente la loro opera nelle Scuole serali,
festive, professionali a, favore degli apprendisti ;
a promuovere, potendolo, anche con i loro
mezzi, l'erezione nelle grandi città di opere a
favore della gioventù, specie operaia ; a diffondere la devozione a Don Bosco, Patrono degli
apprendisti .
Apostolato della stampa
L'Assemblea chiama i Cooperatori a difendere se stessi e le proprie famiglie dalla
malefica invadenza della stampa irreligiosa,
immorale, laica ; ad essere sempre attivamente
presenti ove occorra difendere la società e
specialmente la gioventù dalla stampa immorale e corruttrice ; a dare la propria opera
per la, diffusione nelle forme più moderne ed
adeguate, della stampa cattolica e sana ; ad
offrire il proprio aiuto anche finanziario alle
iniziative che intendono opporre una stampa
sana e cristiana alla stampa immorale, laica e
antireligiosa .
Apostolato delle vocazioni
268
L'Assemblea, ricordando l'infaticabile attività esplicata da Don Bosco per dare sacerdoti alla Chiesa, consapevole della essenzialità
del problema delle vocazioni per la Chiesa oggi,
Il prof. NELLO PALMIERI dell'Università di
Napoli parla sul tema luci di un secolo .
tenendo presente che il Fondatore nel Regolamento ha assegnato alle cure della sua Terza
Famiglia questo Apostolato, impegna tutti i
membri della Pia Unione :
a) a offrire generosamente i propri figli al
Signore, quando sono chiamati alla, vita religiosa e sacerdotale ;
h) a studiare il problema delle vocazioni
nella, Chiesa, negli aspetti ideologici e pratici ;
e) a prendere concrete ed efficaci iniziative dal prossimo anno sociale 1960 per l'incremento o l'aiuto delle vocazioni sacerdotali
salesiane e di quelle religiose in genere .
Chiuse l'Assemblea l'Em .mo nostro Cardinale Protettore Aloisi Masella, che fra l'altro
affermò : « Nella mia qualità di Cardinale Protettore della grande e benemerita famiglia
Salesiana ebbi già la soddisfazione di presiedere il Convegno del 1952 . Tengo ora ad esprimere il mio vivo compia imento per i progressi
organizzativi compiuti dall'Unione e per gli
abbondanti frutti spirituali da essa raccolti nel
campo dell'apostolato cattolico, e più ancora in
quello della vita cristiana dei singoli iscritti ,> .
Richiamata quindi l'attenzione dei convenuti
sui problemi vitali aperti allo zelo apostolico
dei Cooperatori -- l'educazione cristiana della
gioventù, in particolare di quelli operaia, la
stampa e le vocazioni - conclur eva : « la af-
n
nostro venerato RETTOR MAGGIORE
saluta l'eletta Assemblea dei Cooperatori .
S. E. il dott . ERNESTO EULA, Presidente della Suprema
Corte di Cassazione, illustra il tema Le nostre mete .
finchè tali mète siano raggiunte dall'Unione è
indispensabile che ogni Cooperatore, ogni Cooperatrice siano, come voleva Don Bosco, veri
cristiani . L'azione, raccomandava perciò sapientemente Pio XII ai partecipanti al Convegno
del 1952, non spenga la fiamma dell'orazione i .
La parola dell'Em .mo nastro Protettore venne
accolta con fervide manifestazioni di consenso
e di gratitudine . Quindi i Cooperatori sfollarono
pregustando la gioia degli incontri del giorno seguente, domenica 3 maggio, al Tempio del Santo
Fondatore, presente lo stesso Vicario di Cristo .
ne fa altrettanti « Salesiani nel mondo », coree
li ha ideati e voluti Lui . Essi infatti parteciparono al gaudio delle celebrazioni romane
conte membri di famiglia : sentivano che l'onore
e la gioia dei Salesiani erano il loro onore e la
loro gioia, e noi li abbiamo visti aggirarsi nel
nuovo Tempio di Don Bosco con commossa
meraviglia e con parole di profonda, intima
compiacenza, come per realizzazioni di famiglia .
L'Europa unita non è un'utopia
L'alba della storica giornata del 3 maggio
vide i Cooperatori affollare il nuovo Tempio
di San Giovanni Bosco, dove il santo Fondatore li aveva preceduti anche con la sua presenza fisica .
Come la partecipazione devotissima (lei Cooperatori alla Messa celebrata il giorno prima
in San Pietro aveva dato risalto ad un aspetto
dell'ideale vagheggiato da Don Bosco, che volle
fare dei suoi Cooperatori anzitutto dei cristiani ferventi, così la Messa ascoltata nel
nuovo Tempio mise in luce un'altra simpatica caratteristica dei nostri Cooperatori: il
loro sentito e forte amore a Don Bosco, che
Per le 1l dello stesso giorno i Cooperatori
erano convocati presso l'altra grande nuova
Opera Salesiana « Teresa Gerini» a, Ponte Mammolo . Dopo di aver ammirato il vastissimo
e modernissimo Oratorio con i suoi cortili e
stadi per le competizioni sportive, passarono
di meraviglia in meraviglia visitando le scuole
professionali, che vantano il laboratorio di
meccanica più grande d'Ita,lia .
Seguì in teatro il cordialissimo incontro con
le Delegazioni Estere . Il vivo senso della paternità di Don Bosco fa dei Cooperatori dei
veri fratelli che ignorano le barriere delle nazioni . Fu così che durante il Convegno si videro fraternizzare non soltanto i Cooperatori
delle diverse regioni d'Italia, ma anche quelli
d'Europa e di altre parti del mondo, che si
sono sentiti subito fratelli tra fratelli .
L il pensiero che espresse nel suo fervido
saluto a tutti i Cooperatori d'Europa il
2Q3H
250
.mo Don Rica ri . « Noi - - disse
Rev
siamo
fratelli in una, grande autentica famiglia . E se
le lingue sembrano un diaframma a questo cordiale scambio di sentimenti, noi annulliamo
l'ostacolo con la carità, che ha un linguaggio
universale, che si legge sulla, fronte e negli
occhi : la carità cristiana e salesiana!» .
E dopo aver rievocato con nostalgico ricordo
l'incontro di Bruxelles, rivolgeva un fraterno
saluto ai Cooperatori del Belgio, della Spagna,
della Germania (i più numerosi : 419!), della
F+raneia, del Portogallo, dell'Inghilterra, dell'Irlanda, dell'Austria, di Malta . Terminava
con un commosso pensiero ai fratelli forzatamente assenti, a cui seguiva un istante di
silenzio e di preghiera ; poi l'assemblea accoglieva con prolungati applausi l'ultimo pensiero : « Cooperatori Italiani e Cooperatori d'Europa! L'Europa unita è un'utopia? No! Noi
l'abbiamo già realizzata! Nel nome di Don
Bosco : un solo cuore, una sola volontà, un
solo proposito : lavorare decisamente, generosamente, senza sosta con Don Bosco, col suo
spirito, sotto la sua guida, agli ordini del Supremo Pastore, il Sommo Pontefice, per conquistare anime a Cristo!» .
La visione del bel film documentario del
Pellegrinaggio dei Cooperatori a Lourdes e il
coro (lei piccoli Cantori di Chiari l'Ave Maria
di Loeurdes servirono ad accrescere la gioia,
dell'incontro e l'emozione dei ricordi .
Nel pomeriggio i Cooperatori tornarono al
Tempio di San Giovanni Bosco per unirsi alla
massa dei fedeli accorsi a venerare il Vicario
di Cristo che - nella persona del dolcissimo
Giovanni XXIII
per la prima volta nel
secolo di vita della Famiglia Salesiana onorava con la sua visita un'Opera di Don Bosco .
Vissero un'ora di paradiso non saziandosi di contemplare e ascoltare il Santo Padre, che parlò
come un padre parla ai suoi figli . Il Bollettino
ha riportato un ampio e fedele riassunto del
discorso, ma altra cosa fu l'udirlo dalla viva
voce del Papa, che quella sera appariva raggiante di gioia e come ringiovanito dalla stupenda scena di fede e di amore di quella folla
sterminata, accorsa a venerarlo in quella nuova
piazza di periferia romana intitolata a Don
Bosco e divenuta per l'occasione un'altra Piazza
San Pietro, scena che Egli stesso definì nuova
negli annali della Chiesa e degna di un poema .
Il lunedì 4 maggio i Cooperatori si raccolsero nella Basilica del Sacro Cuore - la Chiesa
madre dei Salesiani in Roma, costruita da Don
Bosco stesso --- per concludere il Convegno
ai piedi del Sacro Cuore . Il Rettor Maggiore
celebrò la santa Messa e al Vangelo rivolse
ai diletti Figli un paterno saluto . «Ieri sera
avete visto - disse - avete udito : è Gesù
stesso che parla per bocca del suo Vicario e la
gioia del Papa è l'approvazione di Gesù Cristo
alla nostra umile opera . Voi,
cari Cooperatori, con la voROMA - Gli oltre 4000 Cooperatori Salesiani partecipanti al Convegno Nazionale posano sulla gradinata della Basilica di San Pietro .
stra presenza, con la vostra
compattezza e unione di spiriti ci siete di grande conforto
perchè dimostrate di aver compreso l'importanza
menti comuni di piena soddisfazione per le
e la divina bellezza della missione che Dio ci
radiose giornate romane, ringraziò tutti e in
affida . Da quanto avete visto realizzato qui in
particolare i Cooperatori di Roma, che avevano
sostenuto le fatiche dell'organizzazione del
Roma per merito di generosi Cooperatori potete
immaginare le meraviglie che Dio opera in tutto
Convegno, e invitò Cooperatori e Cooperatrici
il mondo per mezzo vostro e che in gran parte
a portare nelle loro città e paesi la gioia di
ho potuto contemplare con i miei occhi .
quei giorni, traducendola in opere di apoContinuate a cooperare con slancio e generostolato nello spirito e nel programma della
Pia Unione .
sità, soprattutto per la cara gioventù, perché
sia formata cristianamente, assistita e difesa
contro le moltiplicate insidie dei nostri giorni ;
L'incontro dei Consiglieri Ispettoriali'
perchè nelle famiglie si prenda a cuore l'educazione dei figli e non si abbandonino quando
Com'è noto, accanto ad ogni Ispettore lavorano alcuni Cooperatori e Cooperatrici quane hanno più bisogno, quando l'età critica,
le passioni, le attrattive del male minacciano di
lificati, che prendono il nome di Consiglieri e
formano i Consigli Ispettoriali della Pia Unione .
travolgerli . La salvezza della gioventù! Ecco
l'opera principale, lo scopo essenziale della
Sfollata la massa dei Cooperatori, nei locali
nostra esistenza, la ragione per cui Dio ci bedell'Istituto Sacro Cuore seguì un familiare
incontro dei Consiglieri Ispettoriali d'Italia,
nedice in forma così tangibile » .
Dopo la santa Messa, resa più devota dalle
presieduto dallo stesso Rettor Maggiore .
L'incontro si svolse in un clima di famiglia .
esecuzioni degli allievi del Pontificio Ateneo
Salesiano, fu cantato un solenne Te Deum
Lo aprì il sig . Don Ricceri, che rilevato il significato della loro presenza, non esitò a dedi ringraziamento e S . E . Mons . Salvatore
finire l'incontro un momento storico perciò
Rotolo impartì la Benedizione Eucaristica .
Prima che i Cooperatori si separassero, il
era la prima volta, nella storia della Pia Unione,
che s'incontravano Consiglieri Ispettoriali proRev .mo Don Ricceri, interpretando i senti-
271
venienti da tutta l'Italia . Essi con la loro
presenza dicevano lo sviluppo organizzativo
raggiunto dalla P . U . in Italia e la loro fattiva
volontà di cooperazione con i Rev .mi Ispettori e Delegati Ispettoriali . Il vostro incarico
- proseguiva Don Ricceri - non è un onore,
ma, un impegno di apostolato, anzi un impegno di
Un'agape fraterna consumata nella ridente
sede dell'Aspirantato per Ucraini a Castel
Gandolfo, in un ambiente di viva cordialità
e tra, la più schietta espansione familiare, diede
ancora a vari illustri Cooperatori Italiani ed
esteri, stretti attorno al venerato Rettor Maggiore e agli Ispettori Salesiani, la possibilità
di esprimere la loro piena soddisfazione per
la riuscita dell'incontro romano .
•
attirnid d
Il nostro spirito inteso piuttosto a
per l'avvenire della Pia Unione . Quanto si
era visto in quei giorni dimostrava una decisa presa di possesso delle idee di Don Bosco,
che ha voluto fare dei suoi Cooperatori dei
Salesiani nel mondo, la sua longa ma.nv,s che
estendesse nelle famiglie e nella società la sua
opera a salvezza di tanta gioventù .
•
•
cercare motivi di incoraggiamento,
\
che ad esagerare quelli di sconforto,
9
non cessa di ringraziare il Signore
k
O
Conclusione
perchè continua a dare segni non
dubbi di protezione celeste su tutta
la Chiesa .
RE
Q
viva,
•
S. S . GIOVANNI XXIII
il giorno del Corpus Domini
attivizzazione dell'apostolato salesiano nella vostra Ispettoria ; il vostro è un " servizio ", la parola che piace a Sua Santità Giovanni XXIII .
Ringraziava quindi nella persona dei presenti tutti i Consiglieri d'Italia di essersi messi
« a servizio » di Don Bosco per aiutarlo nel suo
apostolato del Da mihi animas, sempre attualissimo e modernissimo . Qualche ora rubata ai
propri impegni, soggiungeva, per lavorare con
Don Bosco sarà bene impiegata e . . . rimunerata!
Li invitava poi ad approfondire la spiritualità
e la vita cristiana e salesiana ; a collaborare
alle «campagne» già in atto della Stampa
degli .Apprendisti e a prepararsi a quella del
1960, che sarà sulle Vocazioni .
Tra le proposte ci fu quella di alcuni giorni
di preghiera e di studio per Consiglieri Ispettoriali, che venne accolta con vivi consensi e
si stabilì, in linea di massima, di ritrovarsi
alla fine di settembre .
La parola del Rettor Maggiore coronò la
cara riunione . Disse di aver provato, nei giorni
del Convegno, una commozione insolita, un
entusiasmo nuovo e una speranza più viva
e
272
Il Convegno fece rifulgere di nuova luce
l'ideale proposto dal Santo Fondatore ai suoi
Cooperatori : so ne vide la sublime bellezza,
l'attualità sempre
l'urgenza « quasi angosciosa», come ebbe a definirla Pio XII,
specialmente nei tre settori che caratterizzano
l'apostolato dei Cooperatori Salesiani : la gioventù, la stampa, le vocazioni .
Ala perchè il loro . lavoro sia fecondo di
frutti è indispensabile che i Cooperatori siano
convinti della necessità di curare la propria
preparazione spirituale e di assicurare l'efficacia del loro apostolato ancorandolo ad una
salda vita interiore .
Di questa convinzione diedero un luminoso
esempio i Consiglieri Ispettoriali, i quali, come si
è detto, chiesero all'unanimità di ritrovarsi insieme per alcune giornate di preghiera e di studio .
Ma non sono i soli a sentire la necessità
degli Esercizi Spirituali : in tutte le Ispettorie
sono ormai numerosi i Cooperatori e le Cooperatrici che ogni anno sentono il bisogno di
ringiovanire la propria anima con gli Esercizi
Spirituali, che li mettono in grado di passare
qualche giorno dì dolce intimità con Dio .
E sono i Cooperatori e le Cooperatrici più zelanti, i più ricchi di amore per le anime, i più
pronti al sacrificio, quelli che costituiscono il
sostegno morale Ilei Centri della Pia Unione e
la garanzia del successo in ogni iniziativa di
apostolato ; sono, in una parola, i più decisi a
cooperare attivamente alla realizzazione dei disegni di Dio sulla Terza Famiglia di Don Bosco .
Incontro Nazionale Presidenti Compagnie
Mentre all'Auditorium si svolgeva l'Assemblea dei Cooperatori, presso il Tempio di
San Giovanni Bosco s'incontravano i Presidenti della Gioventù Salesiana per solennizzare il centenario di fondazione delle loro
« Compagnie» .
Onorarono con la loro presenza tale incontro gli Ecc .mi Mons . Salvatore Rotolo e
Mons . Domenico Comica, i Rev .mi Don Giovanni Antal, Catechista Generale, e Don Guido
Borra, Consigliere Generale per gli Oratori,
e vari Rev .mi Ispettori .
La commemorazione ufficiale fu tenuta dal
salesiano Don Gaetano Scrivo, il quale illustrò
le realizzazioni di questi cento anni di vita
delle Compagnie, le conquiste attuali e gli impegni per il futuro . Queste provvidenziali
creazioni di Don Bosco, disse tra l'altro, a
cento anni di distanza dalla nascita, non
hanno perso nulla della loro attualità educativa e santificatrice, ma, rilanciate con spirito
moderno, in aderenza alle direttive di Don
Bosco, continuano a formare apostoli a servizio della Chiesa in ogni campo .
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Il dott . Enrico Vinci, Presidente Centrale
della GIAC, portò il saluto dei fratelli dell'Azione Cattolica, esortando i giovani Presidenti ad un sodo lavoro di formazione in vista
della testimonianza che dovranno dare domani
di fronte alla società .
Attaccamento a Don Bosco e al Papa espresse
il Presidente Internazionale delle Compagnie,
avv . Giuseppe Angelo Brusa, a nome di tutta
la gioventù salesiana .
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Portarono pure il saluto e l'adesione dei
Cooperatori e degli Ex allievi, rispettivamente
l'avv . Orazio Quaglia e il dott. Luigi Capuzzo .
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Il tutto si svolse in una cornice di fraternità e di giovanile allegria, cui contribuirono
la Schola cantorum di S . Maria Liberatrice in
Roma, la Banda del « Borgo Ragazzi Don
Bosco», pure di Roma, e, al termine, danze e
canti folkloristici giapponesi, ucraini e napoletani .
Chiuse la simpatica manifestazione S . E.
Mons . Rotolo, dicendosi commosso nel vedersi di fronte tante giovinezze, sicura speranza
del domani per la Chiesa .
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ira gli
altri u¢ll . .,dè
SUA SANTITÀ GIOVANNI XXIII ONORA DI UNA SUA AUGUSTA VISITA
gl'impianti tipogra f ci de « L'Osservatore Romano » e della Poliglotta Vaticana
Giunto in forma privatissima alla sede de « L'Osservatore Romano», quando maggiormente
ferveva il lavoro di stampa e di spedizione, il Santo Padre visitò dapprima gli uffici amministrativi; passò poi al reparto spedizioni, avvicinando ogni addetto ai vari servizi e avendo per
tutti una parola di compiacenza e di incoraggiamento . Egualmente fece nel reparto tipografico .
Infine dai dirigenti furono presentate al Santo Padre le pubblicazioni periodiche che vengono
stampate nella tipografia de «L'Osservatore Romano» .
274
Sua Santità si recava quindi alla sede della Tipografia Poliglotta, dove il Direttore tecnico
comm . Pagliassotti, salesiano, e il Direttore dei Salesiani Don Zagaria, accompagnavano il Santo
Padre nei grandiosi reparti della Poliglotta che, nel loro genere e per il numero delle lingue in
cui possono stampare, sono unici al mondo . Ovunque gli operai si strinsero attorno al Papa,
manifestando una gioia vivissima per il grande dono di quella visita. Prima di lasciare la Poli
glotta, l'Augusto Pontefice si intrattenne paternamente con i Salesiani della Città del Vaticano .
EMINENTISSIMI PORPORATI NELLE CASE DI DON BOSCO
Sua Eni . il Card. Eugenio Tisserant, Decano del Sacro Collegio, in una breve so ta a
Caserta, ha allietato con la sua visita anche i giovani del nostro Istituto . Un allievo
esprimeva all'Em .mo Porporato la gioia di tutti nel poter manifestare al Decano del
Sacro Collegio quanto tenace sia la fedeltà della Famiglia Salesiana alla Sede Apostolica . « Assieme a Gesù Sacramentato e a Maria Ausiliatrice - egli diceva - noi qui apprendiamo ad amare il Papa e siamo lieti di approfittare di questa occasione per esternare i nostri sentimenti di fedeltà al Vicario di Cristo » . Sua Eminenza si compiaceva
paternamente di sì nobili sentimenti, ricordava la sua lunga consuetudine di vita col
Santo Padre Giovanni XXIII e impartiva a nome di Sua Santità l'Apostolica Benedizione .
Il sesto « Convegno » familiare organizzato dalle « Famiglie Cristiane » della Parrocchia
salesiana del Sacro Cuore a Bologna fu onorato dalla partecipazione di Sua Em . il
Card . Giacomo Lercaro, che tenne una conferenza sulla Conciliazione nel trentennio dei
Patti Lateranensi . « Ai Cattolici - affermò - la responsabilità di conservare il grande
dono della Conciliazione : in questo senso, appunto, va considerata la deliberazione dei
Vescovi di consacrare solennemente l'Italia al Cuore Immacolato di Maria, il che avverrà
a Catania il 13 settembre prossimo » .
h
Sua Em . il Card . Gregorio Agagianian, di ritorno dal Vict Nam, dove era stato Legato
Pontificio al Congresso Nazionale Mariano, accompagnato dal Delegato Apostolico,
volle visitare nella Tailandia la nostra Scuola Professionale di Ruem Chai, accolto da
S . E . Mons . Pietro Carretto e dai Superiori Salesiani . L'atteggiamento umile e paterno
di Sua Eminenza lasciò nel cuore di tutti un ricordo indelebile . Si trattenne circa due
ore coi Salesiani, ai quali tra l'altro disse : « Mi compiaccio proprio di tutto quello che
ho visto . Quando fui invitato a celebrare nell'Istituto Pio XI a Roma il 31 gennaio di
quest'anno, parlando a quei vostri Confratelli li invitai a ringraziare il Signore per aver
dato S . Giovanni Bosco non solo a Castelnuovo, all'Italia e alla Chiesa, ma a tutto il
mondo . Questo ringraziamento, voi Salesiani della Tailandia dovete concretizzarlo corrispondendo sempre più allo spirito cattolico di Don Bosco . Quindi tenetevi uniti al centro,
al Papa : i nemici della Chiesa fanno di tutto per staccarci dal Papa, ben sapendo che,
una volta staccati dal centro, il resto cadrà da sè . Il Papa, il 30 novembre, parlando
agli alunni del Collegio di Propaganda Fide, diceva loro : "Dovete essere una vita immacolata che porta letizia e poesia " . Tutto questo, questa freschezza e giovinezza, sono
nient'altro che il programma di San Giovanni Bosco, che ovunque suscita entusiasmo » .
ANDRIA (Bari) - Celebrazioni
giubilari dell'opera salesiana
Grandi manifestazioni di fede, di
simpatia e di entusiasmo hanno
caratterizzato le feste per il giubileo dei Salesiani ad Andria .
Trionfale riuscì la processione con
le statue di Maria Ausiliatrice e
di San Giovanni Bosco . Solenne la
commemorazione dei 25 anni di
lavoro salesiano nella Parrocchia e
nell'Oratorio, tenuta nel cinentateatro Astra dal Sen . Jannuzzi, presenti tutte le Autorità, con a capo
le I .L . EE. Mons . Brustia, Vescovo
di Ugento . Rappresentava il Rettor
Maggiore il Rev .mo Don Luigi
Ricceri, del Capitolo Superiore .
UN MONELLO
CHE SOPRAVVIVE
A UN SECOLO DALLA MORTE
Mentre nel corso di un secolo tante figure
della storia impallidiscono e quasi sono dimenticate, un ragazzo neppure quattordicenne ha sfidato un secolo continuando ad
attirare su di sè ammirazione e simpatia . È
il vivacissimo Michele Magone, allievo di
Don Bosco, morto cento anni or sono .
Non potendo dare relazione delle commemorazioni che di lui si tengono in molte città
d'Italia e dell'Estero, ci limitiamo per ora
a far cenno di quella tenuta a Valdocco, in
una cornice di canti e di suoni, alla presenza
del Bettor Maggiore .
Parlò il Salesiano Don Luigi Giobbio presentando la figura del ragazzo che la Provvidenza donò a Don Bosco perchè restasse
accanto a Lui come testimone della efficacia
educativa del grande Maestro . La nuova
filmina Monello incontro. a. Dio fece rivivere
gli episodi della vita di Michele e la parola
276
vibrante e paterna del Rettor Maggiore concluse la manifestazione .
Michele Magone è tornato nel suo Oratorio . I giovani, impegnati in una gara di
componimenti ispirati dalla sua vita, hanno
applaudito con gioia la sua figura sbarazzina,
hanno accolto con simpatia il messaggio di
questo monello che, accanto a Don Bosco,
operò una tale trasformazione da meritare
di rimanere guida e modello di tanti ragazzi
esuberanti e vivaci come hii .
ESTE - Gli ottant'anni
del Collegio l' Man fredini "
Le celebrazioni della duplice ricorrenza dell'80° di fondazione della prima opera salesiana del Veneto e della visita del santo Fondatore ad Este, riuscirono solennissime .
Attualmente le opere di Don Bosco nel
Veneto, tra maschili e femminili, sono circa
ottanta . Esse dunque sono cresciute al ritmo
di una all'anno . L'Istituto Manfredini poi
non fu soltanto il primo, anche per le , Figlie
di Maria Ausiliatrice che vi giunsero nel 1880,
BELGIO - Omaggio a San Domenico Savio, Patrono dei « Pueri cantores »
Si è svolto solenne a Bruxelles . Alla Messa nella Collegiata di Sainte Gudule assistette pontificalmente
S . E . Monsignor Forni, Nunzio Apostolico, assistito dagli Ecc .mi Vescovi Mons. Boone, Mons . Mélétieff
e Mons . Sloskans (gli ultimi due, Vescovi in esilio) con il Presidente della Federazione nazionale dei
Poeri Cantores . I canti della Messa vennero eseguiti da quindici corali di Pueri Cantores di varie città
del Belgio (erano rappresentate anche la Francia, la Germania e l'Olanda) . Nel pomeriggio i 750 coristi,
alla Benedizione Eucaristica pontificale eseguirono pezzi di Palestrina, Josquin de Prés e Bach . Seguì il
concerto di musica corale, alla presenza del Rappresentante del S . Padre, che espresse tutta la sua
ammirazione per l'opera educatrice dei Figli di Don Bosco . Tra l'altro, disse : ~~ La grande figura di
San Giovanni Bosco è la figura più attraente in questi nostri tempi : egli veramente ha saputo realizzare quello di cui difetta il mondo moderno : la capacità di vivere nel lavoro, ma con il Cristo»> .
ma fu ancora la culla della salesianità nel
Veneto, particolarmente dal 1923, anno in
cui accanto all'antica costruzione fu eretto il
Noviziato .
Vanto particolare del Collegio è il fatto
che l'attuale Successore di Don Bosco, Don
Renato Ziggiotti, fu allievo e poi insegnante
al « Manfredini » . Per queste ragioni gli è
stata conferita la cittadinanza onoraria in
occasione delle celebrazioni . La cerimonia
si è svolta nell'aula del Consiglio comunale .
A rendere omaggio a Don Ziggiotti, con il
Sindaco di Este, on . Guariento, con i membri
della Giunta e del Consiglio comunale, erano
il Prefetto, gli on . Galletto e Lorenzi e tutte
le Autorità civili, politiche e religiose locali,
con il rev .m o Abate Mons . Zanchin . Il Sindaco, consegnando al Rettor Maggiore un'artistica pergamena, volle esprimere la riconoscenza della città, che apprezza altamente
l'opera di educazione cristiana e civile svolta
dal Collegio .
Nel pomeriggio al «Manfredini » fu inaugurata la sede del Polisportivo, con campi
regolamentari per il tennis, la pallacanestro,
la pallavolo, il calcio, l'atletica .
PORTOGALLO . LISBONA - S . E. il Presidente della Repubblica, Ammiraglio Americo Tomàs, riceve dalle mani dell'ispettore D .Monteiro il Diploma di Cooperatore Salesiano.
con la Messa prelatizia, celebrata
nel grande cortile da S . E. Mons .
Costantino Stella, che si compiacque
del ri ultifornie lavoro svolto dai
Salesiani nell'Istituto e nell'Oratorio : più tardi, alla presenza cIvile
massime Autorità, fu tenuta la
commemorazione Ufficiale al cinema teatro Rex, gremitissimo .
La Regina Madre d'Inghilterra,
durante la sua visita a ROMA,
visitò il « Borgo Ragazzi di Don
Bosco» al Prenestino . Un allievo
le rivolse un indirizzo di omaggio,
quindi le offerse un fascio di rose,
mentre la banda dei Ragazzi suonava l'inno reale inglese. La Regina apparve molto emozionata
quando il coro dei ragazzi intonò
in inglese Dio salvi il Re! Assistette
quindi alla sfilata (lei 600 alunni
esterni e dei 450 interni e visitò
i laboratori esprimendo la sua alta
compiacenza.
discepolo di Don Bosco Don Giuseppe Gennaro, noto fondatore dell'Ospizio S . Anna, che ospita centinaia e centinaia di derelitti, provenienti da tutte le parti d'Italia .
E grazioso l'episodio avvenuto
nell'Oratorio di Valdocco . Un giorno
il ragazzo Gennaro si aggirava
sotto i portici in preda ad un violento mal di denti . Lo vide Don
Bosco che, conosciuta la causa del
dolore e sfioratagli paternamente
la guancia, lo invitò a recarsi in
chiesa a recitare tre Ave a Maria
Ausiliatrice. Il giovane ubbidì. Terminata la preghiera, il male era
scomparso ne più Don Gennaro
ebbe a soffrire mal di denti .
Il 19 aprile n . s . a GARLASCO
(Pavia) si è svolta la solenne traslazione della salma del venerato
In un'atmosfera di grande simpatia
e affetto si è com,uemorato a
L'AQUILA il 25° dell'Opera Salesiana . Il programma si è aperto
Un villaggio di dodici villette, dedicato a S . Giovanni Bosco, è
stato inaugurato a GORDONE .
Esso è dovuto alla Cooperativa
« La famiglia », creata dal Rev .mo
P. Marcolini, la cui iniziativa si
estende sempre più nel bresciano per
la costruzione di case popolari . Il
Vescovo ausiliare di Brescia Mons .
Bosetti, circondato dalle autorità,
benedisse il nuovo villaggio, clic
consta di 32 appartamenti . Esso
si intitola a 5. Giovanni Bosco,
per onorare il Santo pieniontese che
non fu solo un grande educatore,
ma anche un innovatore sociale .
Con la partecipazione di tutta la
popolazione, è stato inaugurato
a VERUCCHIO (Forlì) il vasto
piazzale, antistante alle case popolari . intitolato a 5. Giovanni Bosco .
L'arciprete Rev .mo Don Montanari,
dopo la benedizione della targa
marmorea e del panoraluico piaz-
277
zale, ricordò del Santo Educatore
le molteplici manifestazioni dell'amore per la gioventù .
Nel suo passaggio a CHIOGGIA il
Rev .mo Rettor Maggiore ha partecipato ad un ricevimento indetto
in suo onore in Municipio, presenti
autorità e rappresentanze . Il sindaco dott . Michele Bighin, nel porgergli l'omaggio della città, lo ha
ringraziato per il valido contributo
dato dall'Opera Salesiana nei suoi
60 anni di attività all'educazione
religiosa e morale di stimati lavoratori, artigiani, professionisti,
impiegati, dirigenti di aziende commerciali e industriali, di organizzazioni economiche, sociali e religiose .
Oggi lo stesso Sindaco della città è
un Ex allievo salesiano.
Ricorrendo il 1- centenario dal
giorno in cui `Don Bosco andò a
STRAMBINO (Torino) come predicatore (le cronache del tempo narrano che i fedeli non poterono
trovar posto nel tempio'e si assieparono sul sagrato), gli Ex allievi
ilesiani dotarono la chiesa parrocchiale di una bella statua del
Santo, che portarono in trionfo per
le vie di Strambino con la partecipazione entusiasta della popolazione.
~.u :nen .
278
1 :~yno _t .e . ui ivic±nuez, ngUaturc
n sua consacrazIon
à : d'uno (Perù)
Nell'ottobre dello scorso anno il
Presidente della Repubblica fece
una visita all'Aspirantato Salesiano di LA PAZ e lo trovò affollato di giovanetti, ma tanto povero di locali . Decise quindi di
fornire ai Salesiani i mezzi per
ampliarlo e modernamente attrezzarlo . Nel marzo di quest'anno
vi ritornò per l'inaugurazione dei
nuovi locali e provò la più lieta
sorpresa nel vederlo già popolato
di tanti giovani sereni e buoni,
che anelano il momento di entrare
nelle file della Famiglia Salesiana .
Il missionario salesiano Don Vittorio IJgo, è stato nominato membro
dell'Istituto Storico e Geografico
di S. PAOLO . Missionario viaggiante, con residenza nella città di
Humaità, nel Rio Madeira . Don
Ugo scrisse vari articoli sulla storia
e sull'indiologia del territorio di
Rondonia, che vennero pubblicati
sulla Gazeta locale_ Ora è uscita
la sua voluminosa opera in due vo-
lumi col titolo di Desbravadores,
che presenta una storia documentata del panorama sociale, economico, politico e geografico del grande Rio Madeira e dei suoi affluenti
nell'Amazzonia .
Il grande e notissimo istituto Normale di Economia Domestica tenuto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice a LIONE ha compiuto il
suo trentennio di vita . I giornali si
sono diffusi a celebrare le lodi di
quest'Opera che va rivelandosi
sempre più provvidenziale perchè
dà alla fanciulla una completa
preparazione alla sua impegnativa
missione di sposa, di madre e di
educatrice, non tracurando la
formazione professionale, che mette
le allieve in grado di assicurarsi
anche un ben cre materiale .
La Scuola Maria Ausiliatrice di
SANTA CRUZ [SE TENERIFE,
nota soprattutto per la «Scuola
di Magistero della Chiesa» per
religiose e secolari, ha avuto la
visita di S. E . il Nunzio Apostolico
nella Spagna Mons . Antoniutti .
Accolto festosamente dalla variopinta popolazione scolastica che
superava le mille unità, il Rappresentante del Papa espresse la
sua ammirazione per la grande Casa
« che è - disse - non solo l'orgoglio della diocesi e dell'intero
arcipelago, ma anche la speranza
della Spagna e della Chiesa » .
,,. ..
j
..%
A chisura delle celebrazioni cinquantenarie dell'Opera delle Figlie
di M . Ausiliatrice negli Stati Uniti,
S. E . Mons . Me Nulty, Vescovo
di Paterson, ha benedetto a NEWTON il nuovo edificio per il noviziato, bella realizzazione che risponde alle attuali esigenze e che
è una consolante prova del fiorire
dell'Istituto e del moltiplicarsi delle
vocazioni in U .S .A .
Il desiderio dei Cooperatori di avere
un Istituto salesiano anche nella
Svizzera tedesca sta divenendo
realtà . Si è iniziata infatti l'opera
di Beromiinster per convittori e per
aspiranti salesiani .
Doti Busca
Non è facile parlare di Don Bosco in Giappone dopo quanto ne ha scritto, sia nel Bollettino Salesiano come in libri e riviste, il
venerando Mons . Vincenzo Cimatti, fondatore dell'opera salesiana nel Giappone . Egli,
da quel fine pedagogista che è, ha studiato
con vero intelletto d'amore i costumi e la
mentalità di questo popolo, apprezzandone
le magnifiche doti ; così ne ha potuto scrivere
con efficacia particolare . Egli rappresenta,
anche da solo, un piccolo Don Bosco in Giappone, avendone portato qui le idee e lo zelo
per le anime . Per questo a quanti lo conoscono, in casa e fuori, Mons . Cimatti ricorda
il Santo Fondatore, di cui anche la bianca
barba sembra richiamare la saggezza e la
bontà .
Ma ciò che per i missionari è ormai vita
vissuta e non fa più alcuna impressione che
valga essere fissata sulla carta, è ancora
sempre oggetto di interesse per chi vede il
Giappone salesiano per la prima volta .
L'opera di Don Bosco in Giappone si svolge
in tre campi distinti : la missione propriamente detta, che prende il nome da Gita,
suo centro principale, nell'isola di Kyushu, al
Sud del Giappone ; i collegi, che si vanno
sviluppando secondo le possibilità di personale ; e il lavoro di diffusione della stampa
cattolica .
H0ti
Ii
M
.~eoia P cr s .
x
La Santa Sede ha affidato ai Salesiani un
campo di missione nel Kvushu : in esso si
fa opera di conservazione della fede nei cristiani dispersi in mezzo ai pagani, e di penetrazione fra i pagani con l'istruzione catechistica a quanti desiderano conoscere il
vero Dio . Più che del vero Dio bisognerebbe
parlare semplicemente di Dio, giacchè nessuna delle religioni qui praticate - Buddismo,
Confucianesimo, Shintoismo - riconosce un
Dio Creatore di tutte le cose . Più che religione la loro è una filosofia della vita, senza
pensiero di un aldilà . È un seguire le inclinazioni naturali dovunque conducano ; la condotta è regolata non tanto dalla coscienza,
quanto dalle convenienze e convenzioni sociali . Quando si comincia l'istruzione catechistica, è necessario spiegare subito il significato della parola « Dio », per poi tirarne
la logica conseguenza delle nostre responsabilità davanti a Lui . L facile comprendere
come questo passaggio da una religione naturale, senza responsabilità, ad una soprannaturale, che contraria in tante cose la natura, non sia sempre facile e piacevole . Solo
la grazia di Dio, che rivela all'anima le bellezze
del mondo soprannaturale, può portare alla
conversione . Ho chiesto ad un nostro cristiano
perchè si fosse convertito al Cristianesimo,
malgrado le rinunzie che questo implicava .
Mi rispose radiosamente : « Cercavo una vita di
=c ;rzatcrz
a},esnara
S . E . il Governatore di Hongkong
Sir Robert Black, accompagnato dal
Direttore dell'Educazione, volle compiere
una seconda visita alla Scuola Professionale di Aberdeen. Ricevuto dal Rev .mo
Prefetto Generale Don Albino Fedrigotti,
in visita straordinaria alle Opere Salesiane dell'Estremo Oriente, percorse tutti
i laboratori, ben noti in città per i lavori
che vi si eseguiscono, e prima di congedarsi, si congratulò vivamente col signor Don Fedrigotti e con tuttii i Superiori, dichiarando che, se lo aveva colpito
la finezza dei lavori, aveva ammirato
assai più i volti sorridenti dei giovani, naranzia sicura di frutti educativi duraturi .
279
2-80
bellezza » . È questo un lavoro paziente e lento
che il missionario, spesso quasi solo in mezzo
ai pagani, va svolgendo per accendere la luce
della fede nelle anime che cercano Dio e quella
vita eterna che il paganesimo non assicura.
Questo apostolato non è limitato al territorio
missionario, ma si svolge dovunque il sacerdote
lavora : nelle chiese delle grandi città e nei
collegi, dove allievi e professori (ne abbiamo
molti di questi maestri pagani) ogni tanto
si presentano al sacerdote per chiedere di
essere istruiti . E di pochi mesi la conversione
al Cristianesimo di uno dei nostri professori,
un uomo oltre la sessantina, di doti eccezio
nali, vice rettore della massima Università
del Giappone . Egli preferisce insegnare presso
di nei, a stipendio molto modesto, perchè
vuole aiutarci a fare opera di prestigio per
il nome cattolico .
I Collegi sono tre . C'è una scuola di arti e
mestieri a Tokyo, molto ricercata dai giovani
che comprendono il valore di un mestiere
che procurerà loro un pane sicuro . Il collegio
di Osaka, la seconda città del Giappone, è
cresciuto in pochi anni per numero e reputazione scolastica, apprezzato dal pubblico
per la buona educazione che vi s'irnparte e
ricco di speranze per la Chiesa . Il terzo collegio è a Miyazaki, nel Kyushu . L'abbondanza di scuole governative nella regione
crea per questo collegio una concorrenza non
facile a vincersi . La maggior parte degli allievi, come nelle altre scuole, è pagana . Ora
il primo pensiero dei genitori pagani è la riuscita negli studi ; perciò mandano i figli non
tanto al collegio che promette la migliore educazione morale, quanto a quello che offre
migliori garanzie scolastiche .
Gli Istituti di Don Bosco in Giappone sono
orfanotrofi o collegi. 1 due orfanotrofi di
Kokubunji e di Nakatsu raccolgono gioventù
veramente povera e abbandonata . Un sacerdote, nostro amico, al mio arrivo in Giappone, volle presentarmi i suoi complimenti
per l'educazione dei giovani che provengono
da Nakatsu : « Nel mio contatto personale coi
giovani dell'orfanotrofio Don Bosco - disse sono rimasto impressionato della formazione
che dimostrano : ognuno di quei giovani che
sono venuti alla mia chiesa, aveva ricevuto
" qualche cosa " ; ognuno ama la sua scuola
e i maestri . Per allievi di un orfanotrofio
penso che questa sia cosa degna di nota .
Tutti i giovani di quell'orfanotrofio, a mio
giudizio, possiedono fede profonda, fede nell'inferno, nel paradiso, nei Sacramenti, amore
alla Madonna e a Don Bosco . Ripeto : sono
rimasto profondamente impressionato, perchè
so come sia difficile qui in Giappone tutto
questo » . Troppo buono quel sacerdote ; infatti non tutti gli allievi perseverano : chi
potrebbe maravigliarsi se alcuni perdono la
retta via, quando, all'uscire dalla casa di
Don Bosco, non hanno famiglia che li protegga
o genitori che li consiglino? E una preoccupazione grave per tutti ; si cerca di collocare
questi giovani presso buone famiglie e onesti
padroni. Ma quante volte rimangono ugualmente abbandonati e spesso anche sfruttati!
Non è neppur raro il caso di genitori snaturati
che compaiono in scena a reclamare il figliuolo,
solo quando è abbastanza grande e abile per
guadagnare .
La terza forma di apostolato che i Figli
di Don Bosco si sforzano di esercitare nel
Paese del Sol Levante è la diffusione di buoni
libri . In un paese dove la fede cristiana è
ancora rara, urge diffondere la stampa cattolica . In questo campo hanno lavorato con
successo altri ordini religiosi ; tuttavia rimane ancora molto da fare per dare in mano
al popolo credente, e specialmente in mano
ai giovani, libri e riviste che li tengano lontani da letture malsane, in un paese dove si
legge molto e da tutti .
I Salesiani, fin dagli inizi della loro opera,
cercarono di colmare, almeno in parte, questa
lacuna, traducendo libri d'interesse religioso
e popolare . È dovuta alla penna di un salesiano, per esempio, la traduzione dei Promessi Sposi del Manzoni, libro che ha avuto
varie edizioni ; e così vennero comparendo,
a mano a mano che gli scrittori potevano,
libri e opuscoli di carattere popolare . Fa
molta strada una rivista di Letture Cattoliche,
molto diffusa tra i nostri cristiani, perchè vi
trovano letture utili e amene, senza pericolo
d'inciampi morali . È l'Editrice « Don Bosco
Sha » che sprigiona tutti questi sforzi . Un
lavoro coraggioso e utilissimo fu iniziato
dal nostro Don Barbaro, insieme con i suoi
collaboratori : è la pubblicazione, in lingua
popolare, di parte del Nuovo, prima, e dell'Antico Testamento, ora, con l'intento di
mettere nelle mani del pubblico tutta la
Sacra Bibbia in forma popolare, con i debiti
commenti e non più nella pomposa lingua
antica, tanto curata dai letterati, ma ormai
poco intesa dal popolo . Sono circa 30 i libri
che si stampano annualmente, e una quarantina che si ristampano ; mentre la Rivista
Katorilcku Seikatsu oltrepassa le 20 .000 copie
mensili, numero considerevole se si considera che la popolazione cattolica è molto
scarsa. Certo questa è una goccia di fronte
alla stampa nazionale, coi suoi giornali e riviste a tirature che sono tra le più alte del
mondo . Ma si spera che sia il piccolo grano
di senapa destinato a crescere in grande
albero . È in processo di traduzione da parte
del nostro Don Del Col e dei suoi collaboratori l'enciclopedia cattolica diretta dal noto
convertito Daniel Rops ; ne sono già usciti
vari volumi . Don Bosco sapeva benissimo
che il suo lavoro era poca cosa davanti agli
enormi bisogni del suo tempo, ma non per
questo si scoraggiò ; mentre altri si fermavano
a lamentarsi del male che dilagava, egli si
metteva all'opera per salvare il salvabile :
il che è da saggio .
Rimarrebbe a dire del bene che fanno le
Figlie di Maria Ausiliatrice in Giappone tra
le ragazze pagane . Il frutto del loro lavoro
è dimostrato soprattutto dalle conversioni
che ottengono ogni anno tra le allieve e le
maestre . Sono anche molto numerose tra di
loro le Suore giapponesi e continuano ad
affluire le vocazioni .
Non credo fuori luogo un accenno almeno
alla Congregazione « Caritas » di Suore
Giapponesi, fondate e dirette dal nostro
Don Cavoli, al quale le affidò l'allora Prefetto Apostolico Mons . Cimatti . Animate
anch'esse dallo spirito di Don Bosco, si dedicano con edificante umiltà e spirito di sacrificio ad ogni sorta di opere di carità .
Hanno molte vocazioni e si vanno estendendo
anche fuori del Giappone, visibilmente benedette dal Signore .
Il Giappone è un campo assai promettente
per la fede cattolica : la stessa assenza di una
vera religione crea nell'animo del pagano
un vago desiderio di verità e di sicurezza a
riguardo dei problemi più assillanti, qual
è quello della vita futura e dello scopo della
vita presente ; giacchè, al di fuori della fede
che illumina lo spirito umano di luce divina,
regna la tenebra e la disperazione . E poichè
è naturale all'uomo aspirare alla verità, abbiamo motivi di sperare che la luce divina si
farà strada ; ma ciò avverrà in proporzione
della preghiera e del sacrificio dei missionari
e di quanti, animati dallo stesso zelo, ne condividono i frutti e i meriti .
SAC . ALBINO FEDRIGOTTI Prefetto Generale
VENITE CON IMIE a Iritucr
, :DI DON ARMANDO -DA COSTA . MONTEI;RO
Timor è un'isola nell'Oceano Indiano . Il
mare è azzurro ; l'isola si alza dalle acque,
liscia, vellutata di verde, con un picco di
monte, il Ramelau, -che è il più alto di tutto
l'Impero Portoghese : 3000 metri. La zona
portoghese conta 19 .000 chilometri quadrati
e ha una popolazione di 450 .000 abitanti, di
cui 70 .000 sono cattolici .
Timor è un rudere di quello che era il vastissimo dominio coloniale portoghese, incominciato quando nel 1500 le caravelle dalla
croce di Malta, al comando di Albuquerque
gettarono le ancore in India, nella Malacca
e negli arcipelaghi. Gli scopritori portoghesi,
gente ardita e coraggiosa, strinsero le prime
relazioni con la Cina e col Giappone . Poi
vennero gli Spagnoli che dal Messico si in-
stallarono nelle Filippine e nelle Molucche .
Intanto in India sorgeva l'impero Mogol, con
alla testa i discendenti di Tamerlano ; i birmanesi facevano incursioni nel Siam . Alla
fine del secolo decimosesto gli Olandesi e
gli Inglesi facevano la loro comparsa in Estremo Oriente . Dopo un tentativo di conquista della Corea, il Giappone si chiudeva agli
stranieri e calava una saracinesca sul suo
impero . Fu quello il tempo in cui gli Olandesi soppiantarono i Portoghesi : fondarono
Batavia nell'isola di Giava, conquistarono
Formosa (ben presto ripresa da Conxinga),
occuparono Ceylon e la Malacca .
Timor ha visto passare gli imperi, che si
sfasciavano e crollavano a ogni terremoto
politico, ma l'isola è stata risparmiata . Lus-
281
sureggiante più che mai, alimenta una svariata fauna e flora tropicale .
Gli abitanti sono gente aperta, sincera,
di una schiettezza e di una generosisà che incanta . Ricordo che appena arrivato in un
villaggio della zona assegnata per l'evangelizzazione ai Salesiani, mi vidi arrivare incontro
un fanciullo di 6 o 7 anni . Teneva in mano
una gallina (tra parentesi : molti fanciulli
usano addormentarsi con una gallina vicino ;
è il loro giocattolo domestico!) . Me l'offrì :
- Che fai? - gli dissi.
- Padre, accetti questo dono . . . Mia madre
è povera, non può regalare altro .
- Ma no, ragazzo mio, di' alla mamma
che la ringrazio, ma non posso accettare,
appunto perehè non avete altro .
Vidi che i lagrirnoni gli spuntarono sulle
ciglia e gli rigarono le guance . Dovetti accettare ; il rifiutare il dono sarebbe stato il
più grosso dispiacere che potevo dargli .
282
Salesiani nell'isola di Timor ci misero piede nel 1946, appena finita la
guerra . Fu loro assegnata una vasta
fetta di territorio : al centro Fuiloro . Molta
gente che vive nella giungla è ancora selvaggia . I dialetti parlati in tutta la Provincia sono 15 ; il principale è il teturn,
che è una specie di lingua di uso commerciale . C'erano in tutto 5 cristiani . La
divisione politica è ancora di tipo medioevale, con principotti, vassalli e feudi . La
popolazione ha un rispetto profondo per
l'autorità e una fede cieca nei sogni . 1 sogni
guidano la loro vita familiare .
Si son potute raccogliere le loro tradizioni leggendarie . All'inizio della storia, o
meglio preistoria, ci sono i sogni . Eccone un
esempio :
Due fratelli, Maupè e Puiona, si erano
addormentati . Al loro risvegliarsi Maupè si
rivolse a Puiona :
- Ho avuto in sogno un incontro col
nostro babbo .
- Mi dici così? Raccontami che cosa ti
ha detto .
- L'anima di nostro padre mi disse che
è volontà del Grande Spirito che noi ci fermiamo qui a Nari e ripopoliamo la terra .
- L'anima di nostro padre non ci può
ingannare - rispose Puiona . - Dobbiamo
obbedire al Grande Spirito .
Vissero temendo e rispettando il Grande
Spirito, in una pace invidiabile . Puiona scoprì
che era possibile cuocere l'argilla e inventò
i primi mattoni . Dopo quindici «piogge di
acqua», cioè quindici anni, il Grande Spirito mandò in dono una gallina . Di lì ci fu
tutto un pullulare di animali da cortile .
gni piccolo principato dell'isola di Timor
ha le sue leggende e le sue tradizioni
storiche . Tutti però concordano in una
cosa : che gli uomini, sulla terra, moltiplicandosi, si corruppero e caddero in vizi riprovevoli: per castigo il Grande Spirito mandò
tre diluvi . Dalla catastrofe si salvarono due
fratelli con le rispettive consorti .
Gli abitanti di Laivai usano raccontare
che dal primo matrimonio dopo il diluvio
nacquero sei figli, tre fanciulli e tre fanciulle .
Quando furono cresciuti, ricevettero la visita
di un uomo venuto dal cielo, che dette loro
l'appuntamento per il giorno dopo in casa
sua. Il più giovane dei tre fratelli maschi
cenò per tempo e andò a dormire al crepuscolo . Gli altri due se la godettero fino a
notte tarda . Al mattino il più giovane si
alzò quando l'alba faceva impallidire le stelle,
e, senza attendere i suoi due fratelli, partì
per la casa dell'uomo venuto dal cielo . La
casa era un ricco palazzo, favolosamente
bello, fornito di ogni suppellettile . Alle pareti erano disposte su una rastrelliera tutti
gli strumenti di lavoro, mentre in mezzo a
una sala stavano libri, carta, penne . Mentre
il giovanotto contemplava incantato quella
sala, l'uomo venuto dal cielo gli si accostò e
gli disse :
- Tu sei sempre stato un buon ragazzo .
Ti farò dono di carta, penna e calamaio e
ti darò autorità per governare i tuoi fratelli .
Gli altri due fratelli quando arrivarono
verso mezzogiorno ricevettero solo gli strumenti di lavoro : zappa e badile .
Gli abitanti di Laivai spiegano : il giovanotto
privilegiato era di pelle bianca e fu il capostipite dei portoghesi ; degli altri due, uno
aveva la pelle color del bronzo e fu il capostipite degli indonesiani e dei timoresi ; l'altro
era un negro, che dette origine agli africani .
Son curiose leggende che lasciano balenare qualche raggio di verità, o almeno dànno
una primitiva interpretazione della storia coloniale di Timor .
'opera salesiana nella missione di Fuiloro si sta sviluppando . II lavoro principale di penetrazione nelle foreste è
in mano ai catechisti . Il capoluogo di Timor
è Dili dove adesso ci sono le scuole elementari
con 650 allievi ed è in progetto una scuola
professionale .
Nel 1948 abbiamo fondato una nuova Missione a circa un chilometro da Fuiloro, nella
circoscrizione di Los Palos . Il governatore
dell'isola aveva mandato un telegramma al
municipio di Los Palos per annunciare l'arrivo dei salesiani . Alle poste l'impiegato decifrò male il testo e trasmise così : « Arriverà
una équipe di Feliciani » . L'amministratore
intese trattarsi di una squadra di calcio (una
équipe) : preoccupato non sapeva come fare
per accoglierli . Campo sportivo a Los Palos,
neanche l'ombra . . . Ed ecco il 31 gennaio
arrivare, accompagnati dal Vescovo, i Salesiani, che dissiparono l'equivoco e le preoccupazioni dell'amministratore .
Da allora la strada è stata faticosa . m a i
risultati soddisfacenti . I cristiani si sono
moltiplicati : su 33 .000 abitanti, disseminati
in una zona come la nostra che conta 3000
chilometri quadrati, nel giro di 10 anni i
cristiani sono saliti a 3200 con un ritmo regolare di crescita di 500 unità all'anno . Oggi
le famiglie cristiane sono 311 .
E c'è da sperare sempre in meglio .
ella mia visita in Asia ho dato uno
sguardo ad altri centri portoghesi,
come a Goa e a Macao . A Macao
l'opera salesiana è rigogliosa, con 3 collegi,
2600 ragazzi ed ex allievi disseminati in tutti
i posti della città . La città è bella ; le chiese
sono numerose . Gli abitanti di Macao sono
quasi 200
.000, i cattolici circa 27 .000 . I rimanenti sono pagani . Però le scuole cattoliche
sono frequentate da una popolazione scolastica
di circa 18 .000 alunni, cristiani e pagani.
Goa, invece, in India è un vivaio di Cristianesimo . I cattolici sono 250 .000 . Molte
vocazioni hanno a Goa il loro terreno di
sviluppo . Da lì si irradiano nell'India e altrove .
Le tendenze attuali del cattolicesimo in
Asia (parlo delle zone che ho conosciuto)
sono le seguenti :
Si tende a vedere diverse congregazioni
religiose operare in uno stesso territorio di
missione, sull'esempio di ciò che si fece a Pechino nel 1947, invece di riservare a ognuna
un settore geografico esclusivo . Ne viene una
migliore divisione di lavoro .
In alcune parti si sono costituiti degli
organismi centrali per coordinare l'apostolato, gli studi, le pubblicazioni r eligiose . l a
stampa e l'azione sociale .
Il problema di rendere le forme esteriori
del cattolicesimo più vicine alla sensibilità
dei popoli orientali si sta risolvendo in maniera positiva e pratica . Nel campo liturgico
si notano il rituale indiano e giapponese, il
permesso in via teorica di celebrare la messa
in cinese (cànone eccettuato), gli studi di
Mons . Van Bekkum in Indonesia . Altri tentativi più numerosi sorgono nel campo dell'arte e dell'architettura .
Il ruolo dei laici tende ad amplificarsi .
Come sono preziosi questi laici catechisti!
Le prospettive in questo senso furono sottolineate al congresso di Manila per l'apostolato dei laici (dicembre 1955) . Ecco un condensato di quelle decisioni :
« C'è necessità di intensificare l'apostolato
dell'opinione pubblica per poter raggiungere
le masse popolari e gli intellettuali con la
stampa, i giornali, la radio e il cinema . I
cattolici, in ragione del loro isolamento e del
loro numero ridotto, sono rimasti in gran
parte al di fuori delle grandi correnti culturali,
politiche e sociali delle diverse nazioni, anche
se ci furono delle felici eccezioni . Bisogna'
al contrario dare priorità ai mezzi più efficaci
per influenzare gli intellettuali e quelli che
hanno una missione di responsabilità nella
vita di un popolo . . .
» C'è urgenza di formare dei dirigenti laici
in tutti i settori della vita civile . . . L'ostilità
dell'ambiente ha costretto molti cattolici a
ripiegarsi in se stessi in un istinto di conservazione immediata . S'è formata una mentalità da ghetto, contro cui bisogna reagire » .
noi che facciamo?
Per rompere questo isolamento, per
essere il lievito della società di domani,
il nostro segreto è quello che ci ha insegnato
Don Bosco : formare i giovani . I giovani sono
il fermento di domani . E in Oriente c'è una
meravigliosa fioritura di giovinezze . I lupacchiotti del sogno di Giovannino Bosco si stanno
ogni giorno trasformando in agnellini . E vicino
a loro vigila la grande Maestra : la Madonna .
SiC . ARMANDO DA COSTA MONTEIRO
Ispettore salesiano
285
ff
USILI
Un commosso «Magnificat »
Con l'anima riboccante di gioia e di riconoscenza verso la Vergine Ausiliatrice, adempio
la promessa fatta alcuni anni fa, quando mio
fratello avviato al Sacerdozio fu colpito da un
esaurimento che minacciò di fargli troncare gli
studi impedendogli di diventare Sacerdote .
Comprendendo l'angoscia che tormentava il
cuore del fratello nel vedersi in procinto di
lasciare la vocazione, mi rivolsi con fiducia
all'Ausiliatrice, promettendole in un primo
tempo di far pubblicare la grazia, poi se era
nella volontà di Dio, di partire per le Missioni .
Ed ora, dall'India, ho la gioia di far giungere
alla Celeste Ausiliatrice la mia preghiera di
ringraziamento poichè, il r5 dicembre dello
scorso anno, mio fratello potè celebrare la sua
Prima Messa a gioia e conforto di noi tutti .
SUOR MARISA ROTA
missionaria in India
Grazia attestata dai medici
La signora Valente Elisa di anni 74, residente a Mira Porte (Venezia) era sotto nostra
cura per una forma influenzale che la colpì
durante l'epidemia di «asiatica» dell'ottobre 1957 . Nello spazio di qualche giorno si
aggravò notevolmente per il sopravvento di
una broncopolmonite al lobo inferiore sinistro
con accessi subentranti di asma bronchiale e
cardiaca e con collasso cardio-circolatorio .
In nostra presenza la paziente ebbe un forte
accesso dispnoico con paralisi bulbare . La respirazione artificiale praticatale per una ventina di minuti risultò vana . Visto inutile ogni
tentativo di rianimazione, il collega dott . Finistauri, dopo aver porto al marito e ai parentii
le sue personali condoglianze, se ne andò annotando nel suo taccuino il giorno e l'ora del
decesso : 19 ottobre 1957 ore 23,30 .
lo rimasi nella stanza della signora Valente
con alcuni parenti . Ad un tratto tutti vedemmo
con stupore che la signora incominciò ad aprire
gli occhi e come svegliatasi da un sonno prolungato e profondo chiese smarrita cosa le
fosse accaduto, nulla ricordando e tutti riconoscendo con perfetta lucidità mentale . Da
allora cominciò a migliorare rapidamente e
dopo una ventina di giorni si alzò dal letto .
Per espresso desiderio della paziente e dei
parenti abbiamo redatto in succinto l'accaduto,
dichiarando che noi stessi non avremmo creduto alla eccezionalità del fenomeno se non
avessimo constatato personalmente la realtà
dei fatti, che non sappiamo spiegare al lume
della logica e della scienza medica . In fede :
f.to DOTT . ALBERTO FINISTAURI
Mira Porte, ro-lv-1959
DOTT . RINO GRANDESSO
NB . - I parenti dichiarano di aver chiesto, con lo
strazio nel cuore, un miracolo a Maria Ausiliatrice .
L'AUSILIATRICE IN AFRICA
286
Il io maggio S . E. Mons . Arduino
benediceva solennemente, nel Santuario di Torino, la statua di Maria Ausiliatrice destinata alla Cattedrale di
Wau nel Sudan, Missione affidata ai
Comboniani . È questa la prima Cattedrale d'Africa dedicata a Maria Ausiliatrice . La bella statua, alta metri a,so,
è opera dello scultore di Ortisei Giacomo Mussner ed è un dono dei
Gruppi A . G . M. (Associazione « Gioventù Missionaria ») e delle Zelatrici
Missionarie della Diocesi di Torino
alla Cattedrale di Wau .
nella foto : Agmisti e popolo in preghiera
davanti alla Statua appena benedetta .
iIItui ettoai I~iet~tte~eeutti
Paolo Moglia (Torino) ringrazia M .
A . e S . G. B . per una difficile
operazione ben riuscita .
Sac. Riccardo Dola, s . D . B . (Polonia) ringrazia pubblicamente S .
G . B . a nome di una trentina di
compagni di viaggio . Attraverso una
foresta la loro corriera sgangherata
subì un attacco di banditi che vi
fecero quattro vittime . Nel timore
di nuovi assalti, fecero il restante
viaggio sempre pregando S . Giovanni Bosco fino alla mèta e ritennero un miracolo di Don Bosco
la loro salvezza .
Vilma Canali (Valmadrera-Como) attribuisce a M . A. e a D . F . Rinaldi
la rapida guarigione di un'inferma
in uno stato pericoloso .
Fam . Gallenca (Torino) porge sentiti ringraziamenti a M . A. e a
S . G. B . per favori conseguiti .
Clelio Gamaleri (Chieri-Torino), rivoltosi a S . G . B . in un delicato
atto operatorio, fu esaudito con
una felice riuscita .
Enza Traverso Nasti (Marano-Napoli) raccomandò a IVI . A . e a
S . D . S . la figlioletta colpita da
altissima febbre e la riebbe presto
guarita .
Elena Tonello in Volpato (Fornace
Crocicchio-Vercelli), riavuta la sanità in un dito gravemente infetto,
porge il suo ringraziamento con
offerta a M . Ausiliatrice .
Venera Casella (S . Alfio-Catania) ringrazia M . A . per molteplici favori
e per la pace in famiglia .
Ersilia Ragazzini (Faenza-Ravenna)
implorò e ottenne da M . A . un
notevole miglioramento del marito
ammalato di cuore .
Rosa Zambetti (Casazza-Bergamo)
conseguì con l'intercessione di S .
G . B . una quasi completa guarigione da esaurimento nervoso ribelle a ogni cura .
Ch. Sergio Micheli, s . o . B . (NaveBrescia) ricoverato d'urgenza all'ospedale per operazione di mastoidite, invocò M . A . e D . F .
Rinaldi ottenendo pronta guarigione .
Marianna Scelsi (Roma) ringrazi .
S . G . B . a nome del fratello guarito
da forte e ostinata emicrania .
ottenute per l'intercessione di Maria Al nsiliatrice e di S . Giovanni Bosco, di S . Maria -Mazzarello, di S . Domenica
Savio e di altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte ed elemosine per sante Messe di ringraziamento --- i seguenti :
Acampora Ciro - Accastello Maria - Acuto Rita - Alecci
Saveria - Allavena Oreste - Alocco Maria - Ambrosini
Giovanna - Andreoni Leone - Andriuzzi Lena - Angius
Felice - Ansel-ct famiglia - Antonizio Ermelinda - Armeni Vitali, a - Bagiardi Margherita - Bagnati Caterina Bal :strino '1 eresa - Baroncelli Gino - Bartolini Emilia Battistello Vittoria - Benzoni Giuseppina - Bergonzo
Bruna - Bercini Achille - Berra Pierina - Berri Magni
Pasqualina - Bertani Ines - Bertini Elide - Bianchi Giov .
Battista - Bianchi Rosetta - Bione Giuseppina - Boasso
Francesco - Boldi famiglia - Bollasina Maria - Bonvini
Luigia - Burroni Emilia - Borsato Romano - Bortolotto
Maria - Boschiero Maria - Bosco famiglia - Bosi Pia Botto Teresa - Bondanini Emilio - Bonino Giuseppina
- Brambilla Antonietta - Brandino Giuseppina - Broccardo Costantina - Brossa Luigina - Bruno famiglia Butteri Castellotti Paola - Buzzichini Maria - Cairoli
Carug',i Clara
Calliano famiglia - Candeloro Enza Caoovilla Maria Teresa - Caputo Elena - Caracciolo lerinò Car,nelina - Caregnato Nives - Carosso Ottavia - Carpanini Teresa - Carrega Maria Luisa - Caruso Bellissimo
Adele - Castagneri Maria - Casteletti Sandri Gina - Cantimorri Pierina - Cattcro Andreis Adele - Chiarbonello T.
- Colombara Giuseppe - Colombo Anna Maria - Cornolò
Teresa - Cortese Teresa - Cosso Teobaldo - Croce Maria
Dagradi Luisa - D'Ambrogio Irene - D'Angelo Raffaele
De Angelis famiglia - De Falco Clelia - De Francesco
Renato - De Giovanni Ermelinda - Del Console Angelo
- Delmasso Caterina - De Marco Giuseppe - De Maria
Teresa - Denegri Rosa - Di Benedetto Rosa - Di Giovara Rino - Di Martino Giorgio - Di Monte Alcea - Di Simone Livia - Dolza Mafalda - Dottarelli Lina - Fauchi
Anna - Ferrari Ines
Ferrari Santini Lina - Ferraris
Oreste - Ferrero famiglia - Fontana Guido - Fornari Mariuccia - Forno Lucia - Francese Erminio - Gaggero Teresa - Galleono Vittoria - Gambino Giuseppe - Garibaldo
Giuseppe - Garis Luigina - Garnaroni sorelle - Gatti
Biscaldi Ines - Genta famiglia' - Germano Francesco -
dichiara resauditoo in e una grande gra
zia
a da NI . A . e S . G . Bosco .
Emilia Beilis (Torino) rinnova il suo
ringraziamento a S. G . 13 . per grazi±
ricevuta .
Fam . Enrico Cellone (Bruino-Torino) è riconoscente a S . G . Il .
e a D . Filippo Rinaldi per speciale
favore .
Maria Bigai in Pellegrini (Barco
di Pravisdomini-Ldine) raccomandò
a M. A . e a S . G . B . il marito seriamente ammalato all'ospedale e lo
riebbe guarito .
Angela Magnani (La Spezia-Canaletto) per l'intercessione di M . A .
e S . G . B . superò felicemente
una operazione di colecistite .
Giovanna e Nina Botteghi (ChiavariGenova) inviano offerta per aiuto
ricevuto da S . G . B . e D . F . Rinaldi .
Letizia Lucchinetti (Piuro-Sondrio)
invia anello e offerta per analogo
motivo.
Maria Longobardi (Roma) dopo un
infortunio stradale e medicamenti,
andò soggetta a complicazioni, ma
raccomandatasi a S . G . Il . e D . F .
Rinaldi, potè guarire integralmente .
Ghiano Magnetto Francesca - Ghirardi Maria - Gilardenghi Maria - Gino Giancarlo - Giordano coniugi - Giuso
Silvana - Graziano Carlo - Grazzani Luigina - Guanietti Rosa - Guidi Giovanni - Guillaume Massimino Guzzardi Concetta - Lago Angelica - Lazzarin Rosa Luppi Maria - Macagni Angela - Maccagno Giuseppina
- Macchi Felicita - Magni Orsolina - Magnino C . A . Mainero Roberto - Malerba Linda - Mancini Giuseppina
- Manganini Vallegussa Regina - Mantello' Lunati Adele
Marcon Maria - Marin Martini Stefania - Marocco
Luigi - Marco Margherita - Martini Luisa - Massimelli
Margherita - Matarese Eva - Manzoni famiglia - Mar
Luigia - Melis Murgia Bonaria - Molino Giovanni - Mon'el
Silvio - Montisci Adalgisa - Monzeglio Santina - Morandi
Luisa - Morganti Ines - Morreale Beniamino - Murabito
Angela - Mosso Benedetta - Musto Lombardi Domenica
- Narese Maria - Nattero Teresa - Novaretti Pietro Oddenino Giulia - Olcese Frigerio Margherita - Olivieri
Lena - Olivito Maria - Crsolano Annetta - Paita Erminia
- Pani Iolanda - Panico Antonio - Pasotti Luigia - Patrone Maria - Perlo Margherita - Perona Letizia - Pesenti Gotti Paolina - Petrini Tecla - Picottino famiglia Pioletto Giovanni - Pistoia Teresa - Pizzorni Ugo - Pogliaghi Bice - Pomes Leo Anna - Porcini Maddalena Porello Antonio - Portoghese famiglia - Ponzati Maria Pozzi Rosa - Pratorlon famiglia - l'runeri Dino e Angelo
- Quaglia famiglia - Quinteros Rosita - Ratto Paola Rava Angela - Razzotini Anna - Reale Amalia - Riccardi
Maria Elisa - Rigazzi Silvio - Ri,gnani Francesca - Rigotti
Emma - Rivella .\ngiolina - Rivolta Giancarlo - Robino
Bianchi Rosa - Rocco Geppina - Romelli Enrichetta Ronco Ersilia - Rosa Battista - Rossi Elena - Rossi Secondina - Rosso Leonilde - Rossotti Angelina - Roverio
famiglia - Rus Maria - Sabbadini Rodondi Cecilia - Sammarco Illeana - Santoni Viola - Sasso Irena - Savio
suor Amalia - Scaflidi Mario - Scotti Ferrero Maria Serena Carlo - Sgheza Francesca - Simonat Antonio Siracusa Olga - Solaro Alessandro - Sonetti Maria - Sore
Luigi - Sottero Palmira - Spagnoli Francesca - Spandro
Caterina - Staderini Marengo - Stasi Giuseppina - Stefani Maria - Sutti Zuccari Teresa - Taverna Maria - 'Czvolada famiglia - 'I'ernazza Maria - Tommasone Giovanni
- Tonello famiglia - 'Fonieteo Irma - Torchio famiglia Tosin Maria Zita - Travaglino Dina - Travaglio Giuseppe
- Trecani Stramhaioli Maria - Trepiedi famiglia - Trevisiol Antonio - Umana Bellino Carmela - Usel Moulin
Luisa - Vadora Cristina - Vai famiglia - Valisi Ida Valli Irene - Varagnolo Angela - Ventura famiglia - Venoti Sorrentino Carmela - Verna Guido - Vico Maria Villa famiglia - Viotti Ubaldo - Visetti famiglia - Vittur
Ferdinando - Zeppegno Caterina .
687
Non avrebbe avuto che 24 ore di vita
Mio figlio Pasqualino di 6 anni, mentre girava per le vie del paese in bicicletta, andò
a cozzare contro un muro, battendo la fronte
e riportando numerose ferite . Fu raccolto privo
di sensi e il medico, chiamato d'urgenza, di chiarò che al bimbo non restavano che 24 ore
di vita. Le Suore Figlie di Maria Ausiliatrice
mi esortarono a cominciare una novena a
S . 1) . Savio, dicendomi che avrebbero fatto
pregare i bambini dell'Asilo . Intanto mi dettero una reliquia del Santo, che subito applicai
al mio Pasqualino . Il medico si fermò tutta
la notte e con stupore si accorse che il bimbo
riprendeva la conoscenza e, dopo neppure dodici ore dalla disgrazia, e precisamente dopo
l'applicazione della reliquia, cominciava a parlare. Rivolto a me che piangevo di gioia, disse :
« Questo è un miracolo! Il bimbo è fuori di
pericolo! » . Tre giorni dopo Pasqualino poteva uscire per andare a ringraziare il suo
protettore S . Domenico Savio e i piccini dell'Asilo, che si erano uniti alla mia preghiera .
Scanno (L'Aquila)
MARIA PISCITEL.L1
San Domenico Savio la salva due volte
203
Devo a San Domenico Savio la gioia di
avere la nipotina Micaela .
La cosa sin dall'inizio si era preveduta difficile . Un forte attacco di asiatica ci aveva
fatto temere per la mamma e per la creaturina, che avevamo già messo sotto la protezione di San D . Savio, facendo indossare
a mia nuora l'abitino e pregando costantemente il Santo insieme con la Madre Divina .
Superato questo primo pericolo, la nascita
della bambina non fu senza gravi preoccupazioni ; inoltre non più di ventiquattr'ore dopo
una forte emorragia intestinale mise la piccina in immediato pericolo di morte . Le invocazioni accorate e fiduciose alla Madonna
Ausiliatrice e a San Domenico Savio fecero
sì che gli sforzi dei pediatri avessero il sopravvento . Oggi gode ottima salute .
Cremona
MARINA CREMONESI
Mario e Rita Giusti (Cornuda-Treviso), desolati per
la morte delle loro prime due creaturine, invocarono
S . D . S ., di cui avevano ricevuto l'abitino, ed ebbero
la gioia della nascita di una bella bambina .
Giorgio e Iolanda Piano (Corigliano d'Otranto-Lecce)
desiderano attestare il prodigioso intervento di S . D . S .
a favore del loro piccolo di soli cinque mesi di età, colpito da un male che poteva essergli fatale .
Elena Valeri in Brunelli (S . Eraclio-Perugia) mentre attendeva la bambina, fu colpita da intossicazione al fegato e dovette subire l'atto operatorio . Per intercessione
di S. D . S ., fu salva insieme con la figliuola .
Ferrero coniugi (Ceresole d'Alba-Cuneo) attribuiscono
a S . D . S . la nascita del quartogenito in buona salute,
mentre gli altri eran morti poco dopo .
Teresa Bonacina (Bergamo) è riconoscente a S . D . S .
per la salute riacquistata da sua figlia dopo una caduta .
Lucia Raciti (Messina) comunica che sua figlia e altre
mamme della stessa clinica ebbero felice esito invocando
S . D . Savio .
Anna Bilancia in Perilli (S . Severo-Foggia) annunzia
un suo felice evento ottenuto con la preghiera e l'ahirino .
Maria Pesce - (Castelnuovo Scrivia-Aless .) invocando
S . D . S . e ponendo una reliquia sul corpo del figlio ottenne la stasi del sangue perchè potesse essere operato
di appendicite .
Caterina Barale (Fossano-Cuneo) con preghiere e con
l'abitino di S . D . S . ottenne una segnalata grazia e una
piena assoluzione in tribunale dopo che fu messa in
luce la verità .
Ch . Marcello Bonzi salesiano (Foglizzo-Torino) dichiara
che la sorella alla seconda maternità, raccomandatasi a
S . D . S ., ottenne un felice compimento dei suoi desideri .
Bosticco, coniugi (S . Damiano d'Asti) rendono pubbliche grazie per una felice nascita avvenuta mediante
l'intercessione e l'abitino di S . D . Savio .
Pina Ursi (Andria-Bari) ringrazia per una giovane mamma
esaudita con l'uso dell'abitino e invocando S . D . Savio .
DON FILIPPO RINAL I
DON
D
Salvo dopo aver vagato 50 ore nella selva
amazzonica
Ero andato con un gruppo di operai della
missione a prendere del legname nella selva,
presso il fiume Maravinà, affluente del Rio
Negro . Inoltratomi nel bosco, ad un tratto mi
accorsi di essere solo e di aver smarrito il sentiero e, quel che è peggio, di aver perso la
tramontana . Le mie grida rimasero senza risposta . Cammina, cammina, la notte mi colse
in piena selva . Tentai ancora qualche via per
uscire, ma la foresta vergine mi attanagliò
causandomi un vero calvario : il terreno pantanoso pieno di liane, di spine, di alberi caduti, di buche e di pozzanghere formava un
labirinto senza fine e senza uscita . Camminai
fin che ebbi forze ; poi, oppresso dalla stanchezza e dalla notte, sudicio di fango e madido di sudore, mi coricai presso un tronco
in attesa dell'alba . La notte, interminabile, mi
fu allietata dalla musica di rane, di rospi e
di uccellacci di rapina che vagavano di albero
in albero, illuminata da lucciole grandi come
lampadine elettriche e punteggiata da zanzare
di tutte le dimensioni, che mi punzecchiavano
senza misericordia .
Sorse finalmente l'aurora ed io mi rimisi
in cammino con la lena che mi dava la disperazione, attraverso i grovigli della selva
implacabile . Alle 4 pom, raccolsi le mie ultime energie e mi arrampicai su di un albero .
Quando vidi quell'estensione senza fine, rabbrividii, sentendomi la morte a contatto di
gomito . Allora m'inginocchiai ai piedi di un
albero e supplicai Don Rinaldi che mi ottenesse la salvezza da Maria Ausiliatrice, promettendo di pubblicare quello che per me
sarebbe stato un miracolo . Calò la seconda
notte ed io, ormai sfinito, mi coricai su foglie
di palma . La pioggia venne ad aumentare il
freddo e l'umidità ; ma fu grazia che nessun
serpente o altro animale mi abbiano fatto vi-
sita . Il mattino seguente ebbi ancora la forza
di camminare due ore, poi mi gettai a terra
invocando con fede rinnovata la mia salvezza
da Don Rinaldi . Verso le i i sentii delle grida
lontane ; gridai anch'io, ero salvo . Con la destrezza propria dei conoscitori della selva, in
breve i miei salvatori mi raggiunsero e in
poche ore mi portarono al punto dove mi
ero smarrito . Indescrivibile la gioia e la festa
con cui fui accolto alla Missione : ci furono
persino i fuochi d'artifizio . L'Ausiliatrice e
Don Rinaldi non hanno permesso che questo
povero missionario morisse nella selva . Chiedo
aiuto per assolvere il debito della mia riconoscenza.
Tapuruquara (Rio Negro-Brasile)
DON LUIGI PASINELLI
Laura Bodo (Torino) dichiara di essere stata aiutata da
D . F . R . in momenti di preoccupazione, in cui si era
a lui raccomandata .
Riccardo Allais (Coazze-Torino), bevuto per isbaglio
dell'acido solforico, mentre era portato all'ospedale, si
raccomandò a D . F . R . e potè ricuperare la salute .
Anna de' Rossi (Napoli) comunica diverse grazie ottenute da lei e dalla sorella interponendo l'intercessione di
D . F. R . e di S . D . Savio .
Laura Pastore Pagliara (Salerno) rende vivissime grazie
al Servo di Dio D . F . R . per l'aiuto evidente e tempestivo accordato alla sua famiglia in un doloroso frangente .
Filomena Monsch (Napoli) ringrazia D . F . R . per aver
ricondotto una persona cara ai Sacramenti .
Zita Maria Veiga (Torino) attesta di aver ricevuto da
D . F . R . una speciale grazia .
B . M . A . (Cuneo) unisce la sua voce di ringraziamento
al coro dei graziati per un favore segnalato .
Maria Vanesio Sesia (Cavagnolo-Torino) è riconoscente
per la sensibile protezione accordatagli da D . F . R . in
diverse circostanze .
Rolando Oberosler (Trento), preoccupato di trovare
nuovo impiego, si raccomandò a D . F . R . e ricevette
tosto offerta di riassunzione .
Giuseppe Marongiu, salesiano (Macao-Cina), operato di
cateratta all'occhio sinistro, soffrì conseguenze che scomparvero pregando D . F . Rinaldi .
Manfredo e Mariuccia Aragno (Genola-Cuneo) riconoscenti a M. A . e a D . F . R ., come da premessa, ringraziano e mandano offerta .
A . D . (Torino) con una novena a D . F . R . ottenne una
grazia importantissima che non aveva ottenuto con tante
preghiere .
2111)
Salesiani defunti
Sac Alberto Lhermitte, t a Blandain 1'S-tv-r959 .
Sac . Giorgio Carriere, t a Silvania (Brasile) .
Sac. Enrico Schwarz, t a El Guacamavo (Colombia) .
Ch. Telmo Delgado, t in Equatore .
Ch. Valentino Meríghi, t a Generai Piran (Argentina) .
Coad. Amedeo Sugíiani, t a S . Tecla (Centro America) .
Coad. Costantino Rullala, t a Wroclaw (Polonia) .
Coad . Angíolo Valeri, t a Roma a 75 anni .
Cooperatori defunti
Don . Primo Mazzolari, Parroco di Bozzolo, t il 13-iv-T959 .
La sua morte fu sentita in tutta l'Italia, perchè notissimo
come scrittore . Noi ci limitiamo a far conoscere ai nostri
lettori un lato meno noto del grande scomparso : il suo
amore a Don Bosco e la sua ammirazione per lo spirito
sanamerte moderno e per la sapienza pedagogica del
grande Educatore . Fin dai primi anni del suo sacerdozio
volle ricevere il Bo'lettino Salesiano e far parte della Pia
Unione dei Cooperatori . Spirò baciando la reliquia di
San Giovanni Bosco .
Mons . Dott. Antonio Slongo, t a Lamon (Belluno) .
Arciprete, Vicario Foraneo di Lamon, fu pastore pio e
zelante . La sua ammirazione per la santità e sapienza
educativa di Don Bosco lo portò a viverne lo spirito, amarne
le Opere e iscriversi tra i Cooperatori Salesiani .
Can. Ludovico Pennazío, Parroco dei SS . Angeli in Torino, t a 52 anni .
Ex allievo e Cooperatore Salesiano, aveva appreso da Don
Bosco lo zelo per le anime, soprattutto per quelle giovanili .
Vice-parroco a Buttigliera d'Asti, vi fondò l'oratorio ; Parroco
a I'essione, vi costruì un Oratorio modello dedicandolo a
Don Bosco ; Parroco ai Ss . Angeli in Torino, vi fece sorgere
un grande salone, l'oratorio maschile e quello femminile . 11
suo zelo, e l'amabilità e bontà del suo grande cuore lo resero
caro a tutti, specialmente alla gioventù .
290
Sac . Antonio Pellin, t a Feltre a 58 anni .
Parroco zelante e dotto, fu anche apprezzato scrittore di memorie storiche locali . Fu Decurione dei Cooperatori Salesiani,
lieto tutte le volte che potè rendersi utile alla Pia Unione .
Sac. Dott . Salvatore Failla, t a Caltagirone (Catania) .
Direttore didattico del lo Circolo di Caltagirone, praticò e
inculcò il sistema educativo di San Giovanni Bosco e volle
che nell'ufficio della Direzione ci fosse il quadro del Santo .
Geom . Rodolfo Martini, t a Padola di Comelico (Belluno) a 5o anni .
Guidato da convinzioni profondamente radicate, non scese
mai a compromessi con la sua coscienza di cristiano, di
cooperatore e di ex allievo di Don Bosco.
Stimatissimo in tutta la provincia, coprì le più alte cariche
nell'amministrazione comunale e provinciale, e le disimpegnò con onestà, dinamismo, fermezza ammirevoli e
con non meno ammirevole spirito di apostolato .
Ma ciò che particolarmente lo distinse fu la sua salesianità . Don . Bosco era vita della sua vita, tema delle sue
conversazioni, slancio nelle sue imprese . Organizzò e
diresse con entusiasmo la sezione locale Ex allievi . Cooperatore salesiano fin dal 1932, si mostrò degno figlio
di Don Bosco sempre e ovunque : tra i suoi alpini nell'ultima guerra, con persone di ogni ceto e condizione nella
sua qualità di pubblico amministratore, non meno che
in famiglia e tra la gente della sua vallata .
A Don Bosco volle intitolare le nuove modernissime scuole
del paese natìo, sorte per opera sua, e delle opere di
Don Bosco fu ardentissimo sostenitore con l'esempio, con
la parola e con la generosità, nota soltanto a Dio, perchè
anche nel fare la carità volle seguire il consiglio di Gesù .
Antonio Lagorío, t a Imperia a 87 anni .
Padre di dodici. figli, seppe educarli più che con le parole,
con l'esempio . Come amministratore del comune di Viola
San Giorgio, fu specchio d'intemerata onestà . Superò
molte e gravi difficoltà e avversità con la fede e la preghiera, onde poteva scrivere nel suo Testamento : a . . . A
voi tutti, miei cari figli ed eredi, raccomando la preghiera,
che solo con quest'arma si possono vincere le avversità e vivere in grazi i di Dio : fuori di questa grazia siamo ombre
passeggere e voganti sulla terra . Vivete da buoni cristiani,
senza macchie, per sentirvi forti e ben preparati alla morte .
('In vive bene, non muore, fa uri passaggio,> . Il figlio Don
Edoardo è missionario salesiano .
Prof. EugeníoBononcini, t a Bologna il 6-iv-1959 a 8o anni .
Educatore e insegnante esemplare, consacrò la sua lunga
vita alla famiglia e alla scuola, ispirando sempre l'opera
sua ai princìpi della nostra Fede . Come Cooperatore Salesiano, estese il suo apostolato oltre la scuola, sostenendo
anche la carica di presidente degli Uomini di Azione Cattolica della sua Parrocchia e zelando l'amore alle Missioni .
Imbevuto dello spirito di San Francesco di Sales e di
San Giovanni Bosco, alimentò la sua vita cristiana accostandosi quotidianamente alla Mensa Eucaristica.
Daniele Masala, t a Monserrato (Cagliari) a 72 anni .
Padre di sette figli, visse per la famiglia e santificò se stesso
con l'osservanza della Legge del Signore e nella pratica
scrupolosa della carità . Aveva una spiccata sensibilità : i
suoi occhi si imperlavano per ogni dolore e gicia e dal
suo labbro non sfuggì mai parola di critica o di mormorazione . Fu parrocchiano esemplare, per molti anni Presidente dell'Azione Cattolica, esemplare e assiduo Cooperatore . Donò generosamente a Maria_ Ausiliatrice l'unica
figliuola e lasciò di sè grande rimpianto .
Caterina Davico, t a Cherasco (Cuneo) a 49 anni .
Per più anni Presidente delle Donne di A. C ., visse una
vita intessuta di apostolato e di sofferenze, attingendo la
forza nella Santa Comunione quotidiana . Cooperatrice Salesiana, accettò la morte prematura, allietata dal pensiero
di lasciare un figlio Salesiano .
Camillo Capello, t a San Sebastiano Po a 66 anni .
Padre di sette figli, cristiano di fede profonda e di pratica esemplare, fu sempre riconoscente a Dio e a Maria
Ausiliatrice per la vocazione salesiana del suo primogenito
e cercò di collaborare con lui nell'azione missionaria con
la preghiera e più ancora con l'offerta a Dio del sacrificio
della sua lunga infermità .
Giovanni Botto, t a Torino .
Dopo di avere lodevolmente assolto ai suoi impegni di
cristiano e di padre di famiglia, volle continuare la sua
missione di bene lasciando ai suoi figli un edificantissimo
testamento spirituale, che può considerarsi una quintessenza di spirito cristiano .
Celestina Pejraní, t a Rivoli (Torino) a 95 anni .
Amò e sostenne sempre le Opere Salesiane, mossa da un
vivo senso di riconoscenza a San Giovanni Bosco, che
l'aveva benedetta bambina, liberandola dalle tristi conseguenze della morsicatura di un cane idrofobo.
Enríchetta Dieli, t a Caltagirone (Catania) .
Cooperatrice e Zelatrice, visse e operò nello spirito di
San Giovanni Bosco : sempre serena, anche nelle sofferenze .
Altri Cooperatori defunti
Allio Francesco - Anselmo Nazario - Bacci D . Antonio
- Baroggio Giovanni - Bartolini Piera - Bertuzzi Eleonora
Berzi Giovanni - Borelli Carignano Emma - Braggio
Giuseppina - Bricca Gigina - Cesarini Rosa - Cecchini
Carlotta - Ciarlo Mons . Francesco - Comucci Zelmira Crifaci Maria - Del Mela Rosa - Dignatici Pellegrino Festini Prina Rosa - Gallizia Rosa - Gilardini D . Giovanni - Gobbi Carlo - La Rocca Giuseppe - Levet D . Antonio - Magarotto Angelo - Mariano Fedele . Motetta
Egidio - Negri Gaudio - Nunnari Maria - Poglio Rodolfo
Rena Matilde - Restivo Salvatore
Romello Giacomo
Rendo Valle Tersilla - Scalzotto Rosina - Soncino Teresa - Strano Giuseppina - Susin Filomena - Valentini
Zaira - Vescovo Giovanni - Zerbone Angela .
L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI
con sede in TORINO, eretto in Ente Morale con
Decreto 12 gennaio 1924, n. 22, può legalmente
ricevere Legati ed Eredità . Ad evitare possibili
contestazioni si consigliano le seguenti formule:
Se trattasi d'un Legato : « , . . lascio all'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino a titolo
di legato la somma di Lire . . . (oppure) l'immobile sito in
Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'Istituto, la formula potrebbe esser questa :
. . . Annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria . Nomino mio erede universale l'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino,
lasciando ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi
titolo » .
)(luogo e (lata)
(firma per esteso)
&ZJJl~I1~/IZll
TOTALE MINIMO PER BORSA L . 50 .000
Borse incomplete
Borsa S . Pio X, in suffragio mio e di mia moglie, a cura
di Satta Luigi (Cagliari) - Guglielmi G . 250 ; Piazza
Francesco 12 .000 - Tot . 29 .250 .
Borsa S . Cuore di Gesù, Madonna di Lourdes, S . G . Bosco
e S . M . Mazzatello, a cura di Mecca Cristina - Tot . 25 .x00
Borsa SS . Sacramento, S . G . Bosco e Santi Salesiani,
secondo le intenzioni di Basso Michelina (Foggia) - Totale 40 .000 .
Borsa S . Cuore di Gesù, proteggi la nostra famiglia, a
cura del dott . Edoardo e Rina Valli (Parma) - 1° vers .
12 .000.
Borsa Attendo la grazia completa da M . Ausiliatrice
per intercessione di S. G . Bosco, a cura di N . B . Ceruzzi (Savona) - E . A . 7000 - Tot. 3 1 .000 .
Borsa A onore di Maria Ausiliatrice e di S . G . Bosco,
in sii-cfr . dei miei cari, per il bene spirituale e materiale
dei miei figli, a cura di C . C. (Messina) - Tot . 30 .000 .
(continua)
Borse complete
Borsa Cavallero Annaratone Maria, in memoria e suffragio, a cura della figlia Gina (Alessandria) - L . 50 .000 .
Borsa Avanzini Osvaldo, in suffragio e ricordo, a cura
Borsa Auxilium Christianorum, Consolatrix afflictorum,
a cura di Cremonesi Maria Raffaella (Cremona) - To-
della vedova Maria Tosi Avanzini (Varese) - L . 50 .000 .
Borsa S . Cuore di Gesù e Maria Ausiliatrice, a cura della
famiglia Pilla (Treviso) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, a cura dei
coniugi Ezio e Cordelia Cattaneo (Como) - L. 50 .000 .
Borsa Cuori di Gesù e Maria, proteggeteci in vita e in
morte, a cura di Morosini Annibale (Brescia) - L . 5c .ono .
Borsa Gesù Crocifisso, Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco,
in suffragio dell'anima dei miei congiunti, a cura di F . R .
(Ragusa) - L . 50 .000 .
Borsa Rinaldi Don Filippo, a cura di C . R . C . (To- .
rivo) - L . 50 .000 .
Borsa S . Giovanni Bosco, secondo le intenzioni di Zendron
,Ilaria (Trento) - L . 5o .ooo .
Borsa Mamma Margherita, a cura di Cubeta Giuseppe
(z") (Messina) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Avvocata Ausiliatrice e mamma Margherita, a cura della famiglia Miglietta (Asti) - L . 66 .5oo .
Borsa Al Cuore SS . di Gesù e di Maria, a cura di F .
(Torino) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Santissima e S . Giovanni Bosco, grazie!
Aiutatemi!, a curi di Destefanis Paola Maria (Cuneo)
- L. . 6o .ooo .
Borsa S . Giovanni Bosco, in memoria e suffragio di Oreste
Giletti (Torino), a cura di Giletti - Bellia Bianca L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, in suffragio dei defunti delle
famiglie Cappello-Davico Angiolina (U . S . A .) - L . 62 .500 .
Borsa Ex allievi r° Oratorio Festivo Valdocco (Torino)
- L . 6o .ooo .
Borsa Ziggiotti Sac . Dott . Renato, Rettor Maggiore dei
Salesiani, in omaggio e riconoscenza l'Unione Don Bosco
fra Educatori - Nunzia Bianchi 15 .000 ; N . N . 5000 ;
O . S . 10 .000 ; Paschetto Celeste e Teresa 2000 ; Grignolo Angela 5oo ; Della Casa Pietro e Consorte Iooo ;
Vacchino Perrottelli Iooo ; Buzzi Teresa loop ; iVI . Bosio
Silvano iooo ; Chiorando Clotilde Iooo ; Gallenca Paolina Iooo ; Brunetti Teresa e Francesco 5oo ; Braccio
Angiolini iooo, Nicola Matilde i oo ; Z . P. E . e signorina iooo ; Roero di Monticello Ludgarda iooo ; Boc-.
cuzzi Maria iooo ; Franchi Innocenza e sorella 500 ;
Borgogno Luigina 1000 ; N . N . 1000 ; Audisio Giuseppina 5oo ; O . Boggia e sorella M . in Davico 2500 -
tale 47 .500 .
Tot . 50 .000 .
Borsa Anzini Don Abbondio (IZ") - Caratti Giuseppina
500 ; Aggio Maria 2000 ; Fam . Mazzei Iooo - Tot . 28 .500 .
Borsa Ausiliatrice Regina, esauditemi!, a cura di Bonzi
Delfina Milesi (Bergamo) - Tot . 24 .000 .
Borsa Di Salvo Salvatore, a cura dei Cooperatori di Zafferana Etnea ( Catania) - L. 50 .000 .
Borsa S . Domenico Savio, proteggi Maria Pia Domenica,
a cura di Casalini Mariannina (Forlì) - Tot . 45 .000 .
Borsa S . Domenico Savio e S . G . Bosco, otteneteci dalla
Vergine Ausiliatrice le grazie urgenti di cui abbiamo
bi-
sogno, a cura di Anna Bonino - Tot . 43 .000 .
Borsa SS . Vergine Maria Ausiliatrice, implorando sempre
la Sua protezione su tue e congiunti, a cura di Camastri
Fumo (Roma) - r° vers . 10 .ooo .
Borsa S . G . Bosco e Don Filippo Rinaldi, a cura di
Angela Strani Jappelli (Napoli) - Tot . 41 .000 .
Borsa S . Maria Mazzarello, S . Domenico Savio e Zeffirino Namuncurà, a cura di Bergagnin Bruno (Belluno) - r° v ers. i o .ooo .
Borsa Siccardi Sista e Renato (Torino), a cura di Gai
Maria - 1 ° vers . i o .ooo .
Borsa S. Domenico Savio, a cura di Bolla Giuseppe (Asti) 1° vers . 15 .200 .
Borsa S . Domenico Savio, a cura dei fratelli Carlo e
Luigi torio (Campobasso) - Tot . 45 .000 .
Borsa S . Cuore di Gesù e di Maria, proteggete S . M .
(Piacenza) - Tot. 39 .700 .
Borsa SS . Trinità, Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, a
cura di Principe Giovanna (Foggia) - Tot . 30 .000 .
Borsa Savio Domenico Santo, per borsa antiblasfenna,
a cura di G . B . (Torino) - 1° vers . 1o .000 .
Borsa S . Giovanni Bosco . (9") - Belletto Luigia 6oo ; Ra~
dacili Maria loop ; Pasquali Attilia 5oo - Tot . 45 .392 .
Borsa S . G . Bosco e S . D . Savio, a cura di Rita Binel
- 1° vers . 10 .000 .
Borsa Torasso Benedetto e Francesca Tesio, a cura della
figlia Isabella - Lovino Antonietta io .ooo - Tot . 16 .1oo .
Borsa Versiglia Mons . Luigi e Caravario Don Callisto
(2°), a cura di Chiotasso Tina (Alessandria) - Centeleghe Ester 12 .000 ; Mercedes Casali 15 .ooo - Tot . 40 .500 .
Borsa Vergine di Pompei e S . G . Bosco, esauditemi e
proteggetemi, a cura di C . C . (Napoli) - Marcucci Agnese
Benugli 8ooo - Tot. 39 .000 .
Borsa Venga il Tuo Regno, a cura di M . S . Maria Aggio
2000 - Tot . 22 .500 .
Borsa Rinaldi Don Filippo per la grazia che Lui sa,
a cura del dott . Angella Virginio A . (Parma) - L. bo .ooo .
(continua)
1949,
403 . -
AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI TORINO IN DATA 16 FEBBRAIO
NUMERO
CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA
DIRETTORE RESPONSABILE : SAC . DOTT . PIETRO ZERBINO, VIA MARIA AUSILIATRICE 32, TORINO (714) - OFFICINE GRAFICHE SEI
291
occasioni
libri vari che non si ristampano
D . COJAZZI
P . ALBRECHT GIUSTINO
LA MADRE DI DIO . Pagg.
181
L.
220
PIER GIORGIO FRASSATI . Testimonianze .
Pagg . 400, con fotografie
L . 400
ASIOLI LUIGI
STORIA SACRA
3a edizione. Pagg . 261
VINCENZO FERRERI
L. 300
ADELMO BITELLI
LA PASSIONE DI CRISTO . Pagg . 39 L . 50
GIUSEPPE RONONCINI
DIO, PATRIA, FAMIGLIA : IL SERVO
DI DIO AUGUSTO CZARTORYSKI
Pagg . 35
L . 5o
GIOVAN BATTISTA CALVI
TRA IL NILO E IL GIORDANO .
L.
Pagg . 184, con fotografie
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CARLETTI-COLBACCHINI-DOROUSE
PAOLINO GILOTEAUX
L'ANIMA DI SANTA
BAMBINO GESÙ
Pagg . 200
TERESA DEL
L.
200
H . D . NOBLE
L'AMICIZIA CON DIO . Saggio sulla vita
spirituale secondo S. Tommaso d'Aquino .
L . 550
Pagg . 528
LUIGI MORICCA
CONQUISTATORI E MARTIRI .
L.
Pagg . 177
50
FRANCESCA CASTELLINO
LA MAMMA DI DON BOSCO
Pagg . 15o
TRATTATO DELLA VITA SPIRITUALE
Pagg . 178
L . 140
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COMTESSE ROSA DE ST-MARCO
LA PASSIFLORE FRANCISCAINE
Sainte Veronique Giuliani (in francese)
Pagg . 6z con illustrazioni .
L,. zoo
UN GIGLIO DELL'IMMACOLATA
(Suor Alceste Maria di Gesù Crocifisso) .
L . 100
Pagg . 18o
QUAZZA ROMOLO
LA
FORMAZIONE
PROGRESSIVA
DELLO STATO SABAUDO . Dalla contea
in Savoia al Regno d'Italia .
Pagg . 128 con fotografie
L . 150
SEILER GIOACCHINO
GINA ROMANELLI
ADDIO. . . ROSY
Pagg . 96
. Romanzo per i ragazzi.
L. 150
LO SPIRITO DI GESÙ CRISTO . Meditazioni per sacerdoti e laici. 281
Pagg
L . 5o
DOMENICO CENTURIONI
P . VENTURA GIOACCHINO
Biografia del capitano avvocato LORETO
STARACE
Pagg . 410, con illustrazioni
L . 300
LA MADRE DI DIO . Madre degli uomini .
Pagg. 335
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ENEA CIANETTI
RENATO ZIGGIOTTI
LE CATACOMBE ROMANE E L'AR- DON FRANCESCO CERRUTI . Memorie
CHEOLOGIA ROMANA
della vita e florilegio pedagogico degli scritti .
Pagg . 112, con illustrazioni
L . 200
Pagg . 381
L . 400
Dato 1l lnmtatissimo numero di copie, sarà data la precedenza agli ordini giunti primi . La S .E .I. si riserva a ltre.si di
sostituire gli eventuali volumi esauriti con altri di egual prezzo
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SOCIETÀ EDITRICE INTERNAZIONALE
CORSO REGINA MARGHERITA, 176 - TORINO (714) - CONTO CORRENTE POSTALE NUMERO 21171
VENEZIA
L'OMAGGIO DEI SALESIANI
A SAN PIO X
1
La Basilica di San Marco gremita da oltre tremilacinquecento
allievi degli Istituti Salesiani del
Veneto, mentre il Rev .mo Rettor
Maggiore celebra e rivolge loro
la sua paterna parola . Sua Eminenza il Cardinale Patriarca Urbani, al termine del sacro rito,
scese nella Basilica d'oro per
salutare quella massa grandiosa
e suggestiva di giovinezze e far
loro conoscere le molte analogie
tra le figure dei due amabili Santi.
L'OMAGGIO DI GENOVA
A DON BOSCO
Le sacre Spoglie di San Giovanni Bosco, nel breve tempo
che sostarono nel nuovo Tempio
a lui dedicato a Genova-Sampierdarena, furono ininterrottamente visitate da masse devote
di popolo che pregarono davanti
alla venerata Urna e assieparono le balaustre e i confessionati, misteriosamente attratte dall'irresistibile richiamo dell'Apostolo della Confessione e della
Comunione frequente . Tra i
pellegrini si notarono le massime Autorità della città e provincia, con a capo Sua Em . il
Cardinale Giuseppe Siri.
ERNESTO CURO
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EDITIO ALTERA CORRECTIOR ET AUCTI0R
Volume dì pagine 694 - Prezzo lire
1700
Raggruppate sotto quasi trecento vocaboli, sono accolte
questo ricco volume circa ventimila sentenze e massime dottrinali di contenuto religioso, morale, giuridico, politico, civile,
rio, ecc ., tratte dalla Bibbia, dai Padri e dai Dottori
della Chiesa, dai filosofi pagani e cristiani e dai poeti classici
e umanisti. Un'accurata appendice contiene l'elenco degli autori
e delle numnerosissime opere utilizzate dal compilatore nella sua
lunga e paziente fatica : tale elenco potrà anche essere consultato come un repertorio completo e preciso della pr' dizione letteraria latina sacra e profana . Il libro, tutto quanto scritto in
latino, è in Italia e all'estero, utile e caro a ogni colta persona,
e nella elegante edizione tornerà di decoro in ogni biblioteca .
Locutiones et proverbia ordine alphabetico digesta, costituiscono
un'appendice della nuova edizione .
PERIODICO QUINDICINALE DELLE OPERE E MISSIONI DI SAN GIOVANNI BOSCO
Direzione : via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino - Telefono 22-117
Al 1 ° dei mese : per i Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane
Al 15 del mese : per ì Dirigenti della Pia Unione
Si invia gratuitamente . Spedizione in abbonamento postala Gruppo 2°
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che le Opere Salesiane hanno il Conto Corrente Postale con il numero 2-1355 (Torino
sotto la denominazione : Direzione Generale Opere di Don Bosco - Torino 714
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ricorrendo all'ufficio postale locale per il modulo relativo
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IMPORTANTE -- Per correzioni d'indirizzo si prega d'inviare anche l'indirizzo vecchio .
Si ringraziano i Sig . Agenti postali che respingono, con le notificazioni d'uso, i Bollettini non recapitati .