Tariffa R.O.C.:
“Poste Italiane s.p.a.
Spedizione in Abbonamento
Postale - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n° 46)
art. 1, comma 1, DCB Bologna”
coop estense edizione modena ottobre
numero 8 - 2006
consumatori
il mensile dei soci coop
CHE BRUTTO
AMBIENTE
Ecologia, l’opinione dei soci coop
nei risultati di un nostro sondaggio
3
COOP ESTENSE
Foggia, tutti assolti.
Dissequestrato
il centro commerciale
coop estense
Le iniziative riservate
ai soci Coop Estense nel 2006
Negozio
Soci che hanno
usufruito
delle offerte
Valore dello
sconto
(in euro)
Iper
16.462
614.500
G
ennaio: sconto 50% abbigliamento uomo, donna,
bambino
Super
2.104
53.828
G
ennaio: guanciale in lattice Talalay e copriguanciale
Caleffi
Super
4.500
64.310
F
ebbraio: sconto 35% pentolame antiaderente linea
hi-tech Coop
Super
5.872
43.475
 Febbraio: biciclette
Super
1.274
48.649
M
arzo: sconto 40% intimo donna/uomo
Super
7.093
61.915
A
prile: polo Solidal Coop
Tutti
4.922
31.112
A
prile: affettatrice
Super
240
12.150
M
aggio: prosciutto di Parma
Tutti
23.793
1.017.755
M
aggio: macchina per sottovuoto
Super
850
29.531
G
iugno: accappatoio
Super
2886
75340
G
iugno: lettore mp3
Tutti
457
22.222
 Luglio: birra Dreher
Tutti
6.807
34.937
 Luglio: sconto 40% abbigliamento
esterno e calzature
Iper
6.550
92.333
 Luglio: grigliata mista di suino
Tutti
5.411
39.858
 Luglio: pesche gialle
Tutti
8.744
17.038
 Luglio: confezione salumi
Tutti
3.479
20.712
 Agosto: sconto 15%
zaini, astucci, bustine
Tutti
10.345
43.795
 Settembre: sconto 15% articoli
per la scuola
Tutti
30.409
91.220
 Settembre: sconto 30% uva Italia
Tutti
20.852
39.785
 Settembre: mobile stiro
Tutti
140
8.724
Negozio
Soci che hanno
usufruito
delle offerte
Valore dello
sconto
(in euro)
 Giugno: sconto 25% su un prodotto non alimentare
Tutti
49.162
2.189.954
G
iugno: sconto 10% su tutto l’assortimento
Tutti
100.475
989.727
A
gosto: sconto 10% su tutto l’assortimento
Tutti
97.058
1.052.198
Le iniziative 2006 per i soci Coop
G
ennaio: sconto 50% abbigliamento esterno, sportivo
e calzature
Gli sconti non finiscono mai
Il risparmio dei soci in Emilia dall’inizio dell’anno 2006 è stato di
euro 6.695.066 (pari a lire 12.963.455.444)
ULTIM’ORA
consumatori
Mensile della Cooperazione di Consumatori
40127 Bologna, Viale Aldo Moro,16
Tel. 051.6316911 | Telefax 051.6316908
[email protected]
Reg.Trib. Bologna 3/8/82 n. 5005
Iscrizione Roc 29/8/01 n. 1040
Copia singola euro 0,31
Abbonamento annuo euro 3,10
Direttore responsabile
Dario Guidi
Redazione
Piero Giovanolla (vicedirettore),
Daniela Dalpozzo, Silvia Fabbri, Paolo Mandini,
Alberto Martignone , Paola Minoliti, Andrea
Pertegato, Mauro Poletti, Gianfranco Sansalone,
Anna Somenzi, Claudio Strano.
Accolte le ragioni di Coop Estense:
a Foggia tutti assolti e il centro
commerciale dissequestrato
Proprio alla vigilia dell’andata in stampa abbiamo appreso che il
Tribunale di Foggia ha assolto con formula piena perché “il fatto
non sussiste” il vicepresidente di Coop Estense Tino Cesari e gli altri
imputati, tra cui l’ex sindaco della città Paolo Agostinacchio, rinviati a
giudizio per presunti illeciti amministrativi inerenti la galleria del centro
commerciale e l’ampliamento dell’ipercoop. Con questa sentenza il
Tribunale di Foggia, oltre ad aver ordinato la restituzione degli spazi
sottoposti a sequestro da circa due anni, ha riconosciuto la piena legittimità dell’operato di Coop Estense e della Pubblica Amministrazione.
Progetto grafico
Ferro comunicazione & design
Impaginazione e grafica
Ilde Ianigro
Responsabile della pubblicità
Gabriella Zerbini
Stampa
Coptip (Modena)
Coop Editrice Consumatori
Consiglio di amministrazione:
Paolo Cattabiani (presidente)
Enrico Migliavacca (vicepresidente)
Francesco Berardini, Giuseppe Bolognesi,
Claudio Cucchiarati, Walter Dondi, Claudio Toso,
Luciano Landi, Paolo Mandini, Daniele Moltrasio
Consegnato alle poste a partire dal 12/10/2006
Il numero di settembre è stato stampato
in 2.647.372 copie
Associato a:
ANES, Associazione nazionale
editoria specializzata
sommario
in primo piano
6
Coop Salute,
il piano delle aperture
di Claudio Strano
10 ProgettinRete,
le scelte dei Distretti
consumare
informati
vivere bene
32 Ildapeso
togliersi
addio? Frontiere
46 Cavie
della biomedicina
di Silvia Fabbri
38 Bontà
da spalmare
città dei tre colori
48 La
di I. Baraldi e W. Garagnani
di Anna Somenzi
15
Il socio ha molti
punti in più
di Marina Leonardi
20 Economia,
segnali di ripresa
40 Massaggi
d’acqua
con la zucca
51 Week-end
di Tiziano Argazzi
di Claudio Strano
di sabbia
42 Vini
di Giovanna Pinna
52 Lettere
a Consumatori
24 Ambiente,
il primo problema
di Dario Guidi
www.consumatori.e-coop.it
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in primo piano
consumatori
Finsoe,
più incisivo
il ruolo delle Coop
S
i semplifica la catena di comando di Unipol per rendere da una
parte più efficace il ruolo delle
Coop all’interno del gruppo assicurativo/bancario bolognese, dall’altra per
procedere speditamente all’attuazione
del piano industriale presentato in settembre dal nuovo amministratore delegato Carlo Salvatori. La semplificazione riguarda i vertici delle due
holding che controllano Unipol – Finsoe e Holmo – che dallo scorso 22 settembre hanno gli stessi vertici. Da
quel giorno infatti, Finsoe, la Finanziaria dell’economia sociale, ha rinnovato le cariche affidando il timone di
comando al nuovo presidente e amministratore delegato Mario Zucchelli
(presidente di Coop Estense), che è
stato affiancato dal vicepresidente e
amministratore delegato Piero Collina. Entrambi mantengono i medesimi
ruoli ricoperti in Holmo. Le nomine
sono state approvate dal Consiglio di
amministrazione di Finsoe su proposta dello stesso presidente uscente,
Turiddo Campaini, che si è dimesso
dalla carica assieme al vicepresidente
Claudio Levorato. Il Consiglio di amministrazione si è dichiarato “favorevole alla proposta di far coincidere la
presidenza di Holmo con quella della
controllata Finsoe, nella convinzione
che essa contribuirà a determinare
maggiore chiarezza e trasparenza nei
processi decisionali”. Per le cooperative azioniste di Unipol si tratta di un
“accorciamento della catena di comando” che dovrebbe aiutare a garantire un più efficace controllo e il necessario sostegno allo sviluppo del
piano industriale. Tramontata l’alleanza strategica tra Unipol e Monte dei
Paschi di Siena, si va verso il modello
della banca integrata come motore di
sviluppo del gruppo bolognese. n n n
Mario Zucchelli
Il presidente
di Coop Estense
nominato al
vertice della
finanziaria
che controlla
Unipol.
Si semplifica
la catena
di comando
in primo piano
consumatori
È il “nome di battesimo” dato
ai Corner della salute e del benessere
che Coop sta aprendo in successione
dopo il buon avvio a Carpi, Ferrara e
Bari. Si amplia l’offerta dei farmaci
sugli scaffali. I prezzi scontati piacciono
ma i consumatori sanno spendere:
scontrino medio sotto i 10 euro
coop sal
di Claudio Strano
I
Il progetto
In primavera
100 spazi
su scala nazionale
Sono 40 le aperture degli spazi
“Coop Salute” programmate entro la fine dell’anno e coinvolgono
le 9 maggiori imprese del sistema
Coop (25 quelle previste dalle
cooperative del Distretto Adriatico). A regime, ovvero entro l’estate 2007, saliranno a 100 gli spazi
Coop Salute su scala nazionale,
ovvero in tutti i punti vendita della rete Coop del nostro paese. Trecento saranno i farmacisti assunti,
migliaia le domande pervenute:
se ne contavano, il 31 agosto scorso, già 2500.
ottobre 2006
più venduti, nel primo mese,
sono stati Aspirina, Moment e
Maalox. Farmaci “della vita moderna” battuti a un prezzo scontato
del 25% e richiesti come il pane.
Ma senza esagerazione, senza fenomeni di accaparramento. Come il
pane, appunto. A ciascuno il suo. La
riprova di questo stile di acquisto
maturo e responsabile sta nello
scontrino medio che non va oltre i
10 euro e nel costo a confezione
che si aggira mediamente tra i 5 e i
6 euro. Nessuno ha acquistato
montagne di scatole di medicinali o
ha fatto richieste “inopportune” per
la sua stessa salute, di fronte alle
quali i farmacisti avrebbero opposto la propria professionalità e il
comune buon senso. Diverse centinaia, ogni giorno, i consumatori
che si sono rivolti ai Corner della
salute e del benessere aperti da
Coop Estense a Carpi, Ferrara e
Bari (ora battezzati ufficialmente
col nome di “Coop salute”, comune
a tutto il sistema Coop) e un bilancio in generale di grande soddisfazione che prescinde dall’ammontare degli incassi.
A tirare le prime conclusioni, a poco
più di un mese da quel 12 agosto –
giorno della partenza in Italia della
“farmacia nel supermercato” resa
possibile dal decreto Bersani sulle
liberalizzazioni del mercato – è Edy
Gambetti, direttore commerciale di
Coop Estense. Il quale risponde così
alla domanda sui margini di guadagno della cooperativa. “In questa
prima fase si tratta di margini molto
limitati: con la politica di sconti che
stiamo praticando, sconti che lo ricordo abbiamo suddiviso in tre fasce
del 20, 25 e 30%, riusciamo a coprire all’incirca i costi diretti. Ma
l’obiettivo era un altro, e cioè quello
di ottenere una riduzione dei prezzi
a difesa degli interessi dei consumatori. E tale obiettivo è stato ampiamente raggiunto”. Altra domanda.
Cosa è possibile dire in merito alla
“tipologia” e al comportamento dei
consumatori che si presentano nei
corner Coop per acquistare farmaci
da banco (Otc) o senza obbligo di
prescrizione medica (Sop)? “Non abbiamo ancora tracciato un profilo
strutturato del consumatore tipo”,
risponde Gambetti. “Lo consideriamo prematuro visto che siamo partiti solo a metà agosto ed è una esperienza nuova anche per noi. Tuttavia
l’impressione che abbiamo è che a
questo banco si rivolga indistintamente la ‘popolazione del supermercato’ e anche qualche persona in
più, dal momento che abbiamo notato un aumento di clienti nelle nostre strutture”.
continua a pagina 9 >
consumatori
in primo piano
ute
Coop Estense, un corner
in tutti gli iper e in 5 super
Tutte le aperture da qui alla fine dell’anno
Punto
vendita
Data di apertura dello
spazio “Coop Salute”
Ipercoop
Grandemilia
23 settembre Modena
Ipercoop
Salento
23 settembre Lecce
Ipercoop
I Portali
21 ottobre Modena
Ipercoop
Bari Japigia
21 ottobre Bari
Ipercoop
28 ottobre Mirandola (Modena)
Della Mirandola
Coop Argenta
18 novembre Argenta (Ferrara)
Coop
Castelfranco
Emilia
18 novembre Castelfranco
Emilia (Modena)
Ipercoop
Mongolfiera
25 novembre Foggia
Coop Vignola
25 novembre Vignola (Modena)
Punto
vendita
Estensioni ai prodotti
parafarmaceutici
Coop Sassuolo
Mezzavia
25 novembre Sassuolo (vendita
cominciata il 16 settembre)
Coop
Formigine
28 ottobre Formigine (Modena)
Ipercoop
Il Castello
4 novembre Ferrara
Ipercoop
Mongolfiera
23 settembre Bari,
via Santa Caterina
Ipercoop
Mongolfiera
4 novembre Andria (Bari)
Ipercoop
Le Mura
14 ottobre Ferrara
Ipercoop
Taranto
11 novembre Taranto
Ipercoop
Il Borgogioioso
21 ottobre Carpi (Modena)
Ipercoop
Mongolfiera
11 novembre Barletta (Bari)
Totale: 14 aperture e 4 estensioni
ottobre 2006
Combattere la povertà e difendere i diritti di chi lavora. Già, facile a dirsi. Ma è un problema così grande. Cosa si può
fare allora di veramente utile? La spesa, ad esempio. Alla Coop, da dieci anni ormai, tutti i prodotti della linea solidal
aiutano i lavoratori e le comunità del sud del mondo, sostenendo crescita e sviluppo. E siccome la solidarietà
non è mai abbastanza, dal 14 al 22 ottobre, in occasione dell’iniziativa “Faccio la spesa giusta”, tutti i prodotti
solidal Coop saranno scontati. Così noi facciamo qualcosa per voi. E voi, qualcosa per aiutare gli altri.
in primo piano
consumatori
Negli spazi Coop Salute sono in vendita, in questa prima fase, 210 farmaci da automedicazione o senza obbligo di ricetta medica, in grado di
coprire l’80% delle referenze più richieste. Una cifra destinata gradualmente a crescere via via che i rapporti con l’industria e con i grossisti
(finora hanno assicurato i rifornimenti le Farmacie Comunali di Reggio Emilia), diventeranno più fluidi e
scorrevoli. Intanto una prima evoluzione riguarda l’universo allargato
della salute, il cosiddetto “parafarmaco” che comprende articoli per l’igiene e la cura della persona: di questi
prodotti, dai 300 ai 600 a seconda degli assortimenti, sono ora riforniti
tutti gli angoli salute di Coop Estense, sia quelli di nuova apertura sia
quelli in cui il parafarmaco è stato
aggiunto in un secondo momento.
Continua il servizio gratuito di misurazione della pressione (in attesa di
valutare l’introduzione di altre forme
di autoanalisi) mentre sviluppi molto
interessanti si attendono nei prossi-
mi mesi sul versante del prodotto a
marchio (aspirina, tachipirina, ecc.)
attraverso il quale si esprimono compiutamente i valori Coop. La conferma viene sempre dalle parole di
Gambetti. “Anche in un settore per
noi ‘pionieristico’ come quello della
salute, nel quale dobbiamo acquisire
l’esperienza che in altri campi, come
l’alimentare, ci consente di avere la
leadership, anche in questo settore
siamo fermamente intenzionati a sviluppare il più possibile gli elementi
di distintività che ci caratterizzano.
L’area del farmaco per Coop è strategica in quanto risponde ai bisogni dei
consumatori ai quali vogliamo garantire la massima sicurezza, qualità
e convenienza del prodotto anche
quando è di tipo farmaceutico”.
Un’area in continua espansione confinante con quelle attività di educazione al consumo legate alla tutela
dell’ambiente, della buona e corretta
alimentazione e, appunto, della salute, attività che delineano il volto sociale della cooperazione. 
È partita la campagna informativa per
sensibilizzare i consumatori al corretto
uso del farmaco. Gli opuscoli monografici, realizzati con la consulenza di
prestigiosi istituti di ricerca (Mario Negri
di Milano, Dipartimento Università di
Messina, Farmacie Comunali di Reggio
Emilia) sono disponibili nel punto vendita
“Prezzi destinati
a scendere ancora”
Mentre si lavora
all’aspirina
Coop,
con politiche
d’acquisto
comuni si mira
a spuntare
prezzi migliori
all’industria
ottobre 2006
Scenderanno ancora i prezzi dei farmaci messi in vendita da Coop. Lo
sconto medio del 25% è infatti solo il primo passo in un mercato fin qui
ingessato, al quale ne seguiranno altri. “I prezzi si abbasseranno ulteriormente quando saremo in grado di sviluppare il prodotto Coop con un
progetto innovativo anche nei confronti delle industrie fornitrici”. Lo dice
Massimo Bongiovanni, presidente di Centrale Adriatica, la centrale di acquisti creata nel 2003 per gestire le funzioni commerciali delle Coop che
aderiscono al Distretto Adriatico (Accda). L’aspirina Coop, in particolare,
avrebbe un alto valore di mercato e simbolico, visto che è il medicinale
più diffuso in Italia ma, anche scontato, rimane il più caro in Europa a
parità di principio attivo (l’acido acetilsalicilico). Se i tempi per avere
l’aspirina Coop a un prezzo dimezzato non sono rapidi (non prima della
primavera 2007) ciò è dovuto al complesso iter autorizzativo, della durata di circa un anno, richiesto dalla legge italiana. Nel frattempo, però,
Coop potrà sviluppare una politica d’acquisto comune e far valere i buoni risultati ottenuti nelle vendite per “spuntare” prezzi migliori all’industria. Senza contare l’effetto calmiere sulle farmacie private, che già adesso è sotto gli occhi (e a vantaggio) di tutti. “Dopo la vendita del latte in
polvere per i neonati – sottolinea Paolo Cattabiani, presidente dell’Accda
– la cooperazione di consumatori si è impegnata in un’altra operazione a
beneficio dei consumatori volta a garantire sicurezza, con la presenza del
farmacista, e trasparenza, per ciò che riguarda il prezzo praticato”.
consumatori
in primo piano
PROGETTinRETE
Sono arrivate
a Coop Estense
58 proposte sul tema
della integrazione
sociale (oltre 700
le associazioni e
gli enti contattati).
I Comitati direttivi
dei Distretti sociali
hanno quindi scelto
8 progetti.
Cominciamo subito
a conoscerli
I
l 9 settembre sono scaduti i
termini del concorso “ProgettinRete di Coop Estense”, bando che riguardava l’intero territorio di pertinenza della cooperativa,
fatta eccezione per la Puglia Sud
che ha già individuato il progetto
di interesse locale da sostenere
nelle provincie di Lecce e Taranto:
si tratta di “Regaliamoci una rosa”
dell’Associazione salentina Angela
Serra, campagna di sottoscrizione
a favore della rete oncologica di
servizi di prevenzione, diagnosi e
ottobre 2006
cura nell’area jonico-salentina.
Il bando si rivolgeva ad associazioni di volontariato e di promozione sociale, alle quali si chiedeva
di formulare proposte capaci di
realizzare, nei territori di ciascun
Distretto, progetti che avessero
come obiettivo l’integrazione tra
popolazione locale e popolazione
immigrata, nella convinzione che
promuovere il confronto e la conoscenza di modelli culturali, familiari, sociali, religiosi, che compongono la società multietnica di
oggi rappresenti il presupposto
per lo sviluppo di una cultura di
scambio, accettazione e rispetto
dell’altro, alla base di ogni civile
convivenza, cultura indispensabile
alla crescita e allo sviluppo di un
paese moderno.
Oltre ad essere promosso presso gli
Urp comunali e provinciali, presso
le principali strutture di coordinamento del volontariato, oltre 700
enti e associazioni hanno ricevuto
direttamente l’invito a partecipare
al bando. In settembre i Comitati
direttivi dei Distretti sociali hanno
analizzato i 58 progetti pervenuti
– spesso proposti non da una, ma
da una serie di associazioni – per
individuare quelli che meglio rispondevano agli obiettivi del ban-
10
do. Con questi criteri di fondo si
è proceduto all’individuazione dei
progetti che nei prossimi giorni
verranno formalizzati insieme alle
associazioni proponenti e presentati ai soci della cooperativa perché nei prossimi mesi possano conoscerli e contribuire a sostenerli.
Lo scopo è quello di proporre ai
soci, all’interno del Catalogo “Più
valore al socio”, la possibilità di
destinare i propri punti a 8 progetti (uno per Distretto sociale)
che avranno lo scopo comune di
sostenere iniziative che favoriscano la conoscenza della cultura
delle popolazioni immigrate ( e
viceversa). La formula è quella già
adottata nella precedente edizione:
500 punti consentiranno di destinare 13 euro al progetto scelto, e
cioè più del doppio del valore abituale del punto, perché una parte
sarà a carico del socio e un’altra
messa direttamente a disposizione dalla cooperativa. Con questo
numero di Consumatori iniziamo
a presentare ai soci i progetti che
sono stati scelti dai Comitati direttivi dei Distretti sociali. Per dare
il necessario spazio ad ognuno, ci
riserviamo di pubblicare il seguito
sul numero di novembre della nostra rivista. nnn
in primo piano
Modena Est e Modena Nord:
al centro i linguaggi dei giovani
D
istretto Modena Nord. Anche
per il Distretto Modena Nord è
stata premiata la capacità del
mondo del volontariato di fare “rete” e
la proposta capace di prevedere interventi coerenti su entrambe le cittadine
del distretto, Carpi e Mirandola. Tra le
iniziative presentate, che proponevano
percorsi di accoglienza, di sensibilizzazione o di incontro, è stata inoltre sottolineata, nella scelta, la presentazione
di attività nuove proposte dalle associazioni, che segnassero un momento di
novità rispetto alle attività istituzionali,
comunque prioritarie e importanti,
portate avanti dalle diverse associazioni di volontariato.
Per queste motivazioni, tra i 7 progetti
pervenuti è stato scelto quello presentato dal Circolo culturale Aquaragia di
Mirandola insieme all’Arci di Modena,
di Mirandola, di Carpi, al Kalinka e al
Circolo Arcobaleno di Carpi, all’associazione di promozione sociale Hesed
di Mirandola, al Comitato per la pace e
alla Consulta del volontariato di Mirandola. L’ampia rete di associazioni ha
infatti presentato al Comitato direttivo
di Modena Nord un progetto capace di
rispondere coerentemente agli obiettivi del bando, ovvero favorire inclusione
sociale e integrazione, soprattutto nei
confronti degli adolescenti, proponendo una collaborazione tra numerosi
soggetti titolati ad operare sui target
dei ragazzi. Il progetto “Nuovi linguaggi per nuove generazioni” si concentra
quindi sulla comunicazione come primo mezzo di conoscenza e confronto,
prevedendo occasioni di lavoro comune come risposta al disagio giovanile.
Oltre 100 i ragazzi che potranno essere
coinvolti nelle attività ricreative ed
educative proposte dalle associazioni,
pronte ad animare luoghi di aggrega-
zione (“contenitori”) con “contenuti”
coerenti con la crescita ed i bisogni dei
ragazzi. È così che il tempo libero, del
doposcuola, potrà diventare un’occasione di incontro con esperti e testimoni di diversi modelli famigliari e culturali, supportato da educatori e
volontari, ma anche luogo di apprendimento della lingua italiana per i ragazzi delle diverse etnie a Carpi. Allo stesso
modo la nuova “sala prove” di Mirandola potrà essere animata e vissuta dai
ragazzi che frequenteranno i corsi di
musica, anche in previsione di un concorso per gruppi musicali emergenti
che provocherà l’incontro di culture,
ritmi, tradizioni differenti, trasformando in ricchezza la diversità. Il progetto
sarà definito nel dettaglio insieme alle
associazioni proponenti, prevedendo
specifici ruoli e impegni per ciascuno
dei partner, in grado di dare valore aggiunto all’intero progetto e garantire la
continuità e la coerenza degli interventi sull’intero territorio del distretto.
Distretto Modena est. I progetti presentati per il Distretto sociale di Modena Est si connotavano per un aspetto
comune: le arti e la musica come occasione di incontro e confronto tra i
ragazzi di varie provenienze. Laboratori artistici e musicali, corsi e incontri.
La preferenza del Distretto è caduta
sul progetto che meglio rispondeva ai
criteri stabiliti dal bando, in termini
di capillarità sul territorio, innovazione rispetto alle attività istituzionali e
programmate, capacità di fare rete tra
mondo del volontariato e altri soggetti.
Per questo il progetto individuato nel
Distretto è quello presentato da una
rete di partner molto importante che
vede come capo fila il Circolo Arci di
San Cesario insieme all’Arci di Modena comitato provinciale, al circolo
culturale Left di Modena, al Comune
di Castelfranco e all’Unione dei Comuni del Sorbara. L’obiettivo è quello di
stimolare la discussione tra giovani su
temi di loro interesse utilizzando linguaggi e strumenti ad alto valore “comunicativo” per loro, capaci di superare barriere e differenze: la musica e la
radio. Il titolo provvisorio del progetto
“Diffondere la voce dei giovani” e le attività previste interesseranno il Distretto sociale di Modena Est rivolgendosi
a giovani adolescenti dei comuni di
Castelfranco, Nonantola, San
Cesario e dell’Unione del
Sorbara. Da gennaio
a settembre 2007
si darà vita a laboratori nei diversi comuni
del territorio
con
almeno 4 format
(drammaturgia radiofonica, conduzione
musicale, rubriche a tema, informazione, inchieste, news
e attualità) e prevedendo la
messa in onda su frequenze locali e sul
sito web dedicato. Le figure professionali coinvolte nel progetto cureranno
le diverse fasi, dalla progettazione
al coordinamento, con l’ausilio di
esperti/operatori del settore musicale
e non. L’auspicio è quello di creare
un gruppo stabile di ragazzi capaci di
presidiare questi strumenti e farli diventare un canale di dialogo e comunicazione continuativo rivolto a tutti i
giovani del territorio. nnn
Nel prossimo numero presenteremo i
progetti scelti dai Distretti di Modena e
Modena Sud
Convenzioni per i soci
Ottica e abbigliamento
Si aggiungono due “new entry” al già lungo
elenco di negozi convenzionati con Coop
Estense nei quali i soci possono usufruire di
sconti semplicemente esibendo la carta SocioCoop o Cartafamiglia. Si tratta dei seguenti
esercizi:
OTTICA L’OCCHIALE S.N.C.
via Panaro 70, Località Formica, 41056 Savignano S/P (Modena). Tel. 059.763886
Sconto del 15% a tutti i soci Coop Estense e
componenti del nucleo familiare per l’acquisto di
occhiali da vista e da sole dietro presentazione
della carta Sociocoop e/o Cartafamiglia
NEGOZIO BABY CENTER
presso il centro Commerciale “I Tigli” di Argenta.
Sconto del 15% su abbigliamento per bimbi da
0 a 10 anni e sulle scarpe. I vantaggi riservati ai
soci Coop non sono cumulabili con altre offerte
e promozioni e non sono validi durante i periodi
promozionali.
rubricag
coop
estense
consumatori
Salone del turismo e sport invernali
Skipass, la montagna a 360°
La più grande esposizione in Italia dedicata al turismo e agli sport invernali riapre i battenti a
ModenaFiere dal 28 ottobre al 1° novembre: 20 mila mq di vacanze sulla neve, attrezzatura
e abbigliamento per gli sport invernali; 5 giorni di eventi, conferenze stampa, appuntamenti
professionali, spettacoli ed esibizioni. La XIII edizione del “Salone del Turismo e degli Sport Invernali” di Modena
si preannuncia come l’appuntamento più importante per gli operatori del turismo invernale e gli appassionati
della montagna e degli sport della neve. Tanti gli eventi in programma e per tutti i gusti: dalla premiazione delle
medaglie olimpiche di Torino 2006 all’elezione di Miss SKIPASS. E poi le competizioni con i cani da slitta, le gare di
bellezza per cani nordici, le prove di agility, una nuovissima area dedicata alla mountain bike. Anche nell’edizione
2006, continua a SKIPASS la grande festa dell’Italian Freestyle Meeting, l’appuntamento più atteso da giovani e
giovanissimi. Per 5 giorni si succederanno demo, esibizioni e contest di snowboard, ski freestyle, bmx, motocross
e skate. Nel villaggio freestyle, in cui come ogni anno sarà allestita la grande pista da snow alta oltre 20 metri e
completamente innevata, si vivranno emozioni mozzafiato con i migliori atleti del panorama freestyle.
DATE E ORARI:
Sabato 28 ottobre e domenica 29 ottobre: ore 10,30 - 20
Lunedì 30 ottobre: ore 15 - 23 (INGRESSO GRATUITO)
Martedì 31 ottobre: ore 15 - 23 (INGRESSO GRATUITO)
Mercoledì 1 novembre: ore 10,30 - 19
BIGLIETTI: Intero: 11 euro
Ridotto: 9 euro
Ridotto soci Coop: 7 euro (sconto del 36,36%)
biglietto valido anche per un accompagnatore
Gratuito per bambini da 0 a 6 anni
Informazioni e programma del salone: www.skipass.it
Convenzione teatri
Castelfranco Emilia – Mirandola – Maranello-Pavullo – Correggio – Soliera
CASTELFRANCO EMILIA - Teatro Dadà
info e prenotazioni: Teatro Dadà - Piazzale Curiel n° 26
– Castelfranco Emilia - Tel. 059.927138 - Fax 059.926363
E-mail: [email protected]
www.emiliaromagnateatro.com
- Abbonamento Coop (6 spettacoli) Prezzo unico € 65
Vendita dall’8 all’11 novembre riservata unicamente ai
titolari di carta SocioCoop – 1 carta 2 abbonamenti
- Spettacoli: IL GRANDE CALDO; MACBETH; IO L’EREDE; LA PRINCIPESSA SISSI; IL METODO; LA BALLATA
DEL CARCERE DI READING.
MIRANDOLA - Teatro Nuovo
Info e prenotazioni: Teatro Nuovo – Piazza Costituente,
72 Mirandola. Tel. e fax. 0535.26500; e-mail: t_nuovo_
[email protected]; www.emiliaromagnateatro.com
- Abbonamento Coop (6 spettacoli) Prezzo unico € 75
Vendita dal 18 al 22 novembre riservata unicamente ai
titolari di carta SocioCoop - 1 carta 2 abbonamenti
- Spettacoli: IL GRANDE CALDO; IL PADRE; MACBETH; AMLETO; IL MAESTRO E MARTA; LA PRINCIPESSA SISSI.
MARANELLO - Auditorium Enzo Ferrari
PAVULLO - Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri
Info e prenotazioni: Auditorium Enzo Ferrari, via Nazionale Giardini, 78 – Maranello tel. 0536.943010; [email protected] / Cinema Teatro Walter Mac
Mazzieri, via Giardini – Pavullo
0536.304034; infogiugnotel.
2004
[email protected]; www.emiliaromagnateatro.com
12
- Abbonamento Coop (6 spettacoli) Prezzo unico 60 euro
Vendita dal 13 al 18 novembre (a Pavullo) e dal 13 al 17
novembre (a Maranello) riservata ai titolari di carta SocioCoop - 1 carta 2 abbonamenti.
- Spettacoli: 3 a Maranello: IL GRANDE CALDO, ALICE
UNA MERAVIGLIA DI PAESE, NUNSENSE – LE AMICHE
DI MARIA; 3 a Pavullo: OH ROMEO, SOSTIENE PEREIRA,
IL METODO.
CORREGGIO - Teatro Asioli
Info e prenotazioni: Teatro Asioli corso Cavour, 9 Correggio (Re). Tel. 0522.637813; e-mail: [email protected]; www.emiliaromagnateatro.com
- Per i soci COOP sconto 20% sull’ammontare complessivo dei biglietti per i 6 spettacoli elencati (vendite dal 23 ottobre): GLI UCCELLI di Aristofane;
SOLO GOLDBERG IMPROVISATION; BESTIE; ROMANZO D’INFANZIA; IL SORRISO DI DAPHNE;
QUESTO BUIO FEROCE.
SOLIERA - Nuovo Cinema Teatro Italia
Info e prenotazioni: tutti i martedì dalle 15 alle 18
Nuovo Cinema Teatro Italia – via Garibaldi Soliera.
Tel. 059.859665. E-mail: [email protected]
www.emiliaromagnateatro.com
- Per i soci COOP sconto del 10% sull’abbonamento
ai 5 titoli in programma: ALICE - UNA MERAVIGLIA
DI PAESE; NATI IN CASA; MISS UNIVERSO; C’È
QUALCOSA DI NUOVO OGGI NEL SOLE; UNA VOLTA IN EUROPA.
in primo piano
consumatori
Protezione civile
fa spesa alla Coop
La Consulta
provinciale del
volontariato per la
protezione civile di
Modena si rifornirà
nei punti vendita
di Coop Estense.
Che apriranno,
per le emergenze,
anche di notte
Foto Roberto Ferrari
di Marco Ungaro
C
ibi e bevande di pronto utilizzo che possono contribuire direttamente o indirettamente ad alleviare i
disagi di molte vite umane in situazioni di emergenza. Coop Estense li fornirà a prezzi agevolati alla Consulta
Provinciale del Volontariato di Protezione Civile della Provincia di Modena, sulla base di una convenzione siglata in
queste settimane. Le 29 associazioni/gruppi che compongono la Consulta avranno inoltre la possibilità di rifornirsi dei
prodotti alimentari ed extralimentari necessari in caso di
emergenza o per le attività addestrative programmate, avvalendosi della capillarità sul territorio della rete di punti vendita di Coop Estense. E non solo. È che la cooperativa si è
dichiarata disponibile a rispondere alle emergenze. Questo
vuol dire che a qualsiasi ora, anche di notte, e in qualsiasi
iper emiliano (sono 6) la protezione civile potrà chiamare
un numero e ritirare la merce che serve. In questo modo
anche per calamità che interessano altre provincie, la colonna dei soccorsi modenese potrà partire già autonoma e in
grado di operare subito.“Per noi è molto importante essere
riusciti ad attivare e sviluppare questa partnership – dice il
presidente della Consulta Valter Sacchetto – una partnership che ci permette di risolvere le problematiche di approvvigionamento, in attesa dell’inaugurazione prevista nel
marzo 2007 a Marzaglia, alle porte di Modena, del Centro
Polifunzionale della Protezione Civile della Provincia di Modena, dove all’interno delle strutture potremo anche stoccare in celle frigorifere le derrate alimentari acquistate”. “Un
accordo significativo anche per Coop Estense – spiega il direttore Soci Isa Sala – in quanto coerente con la nostra missione tesa a valorizzare le istanze del territorio; un accordo
che rafforza ulteriormente i rapporti di collaborazione già
molto intensi con il mondo del volontariato locale”. La Consulta del Volontariato di Protezione Civile è attiva su tutto il
territorio modenese e collabora con i vari coordinamenti
provinciali della regione: a fine settembre 350 volontari delle province di Modena, Ferrara e Bologna sono stati impegnati in un addestramento interprovinciale con campo base
a San Giovanni in Persiceto. nnn
700 volontari
Un esercito di pace: dallo tsunami agli incidenti ferroviari
In una terra ricca di forme aggregative e fortemente votata
alla solidarietà, la maggior parte
delle associazioni che si occupano di protezione civile a Modena
si sono riunite nella Consulta, alla
quale oggi aderiscono 29 gruppi
organizzati che mettono a disposizione circa 700 volontari per
mansioni di protezione civile. La
caratteristica di queste associazioni è quella di essere eterogeottobre 2006
nee (dal volontariato sanitario a
quello specializzato in radiocomunicazioni, dalle associazioni
di tutela e difesa del patrimonio
naturale a quelle cinofile, d’arma
o con finalità educative) ma di
avere tutte un minimo comune
denominatore: la tutela della
popolazione e del territorio. Gli
ambiti d’intervento riguardano il
rischio idraulico, idrogeologico,
industriale, sismico, gli incendi
13
boschivi, la ricerca di dispersi e
l’emergenza neve, autostradale
e ferroviaria. Lo scorso anno le
emergenze sono state 21 di cui
3 per neve, 2 per incidente ferroviario (tra cui quello di Crevalcore) 3 per piene di fiumi, 2 per
incendi boschivi, 3 per la ricerca
di dispersi. I volontari hanno anche partecipato alle forze che si
sono mobilitate per lo tsunami e
per le esequie del Santo Padre.
coop estense
Convenzione teatri
TEATRO COMUNALE DI SAN GIOVANNI IN PERSICETO
PROSA - Teatro Fanin
Stagione 2006/2007
Nuovi abbonamenti: dal 21 ottobre.
- Giovedì 16 novembre 2006 ore 21
IL GRANDE CALDO con VITO, regia di Daniele Sala
- Giovedì 11 gennaio 2007 ore 21
CANZONI E RAGIONAMENTI con COCHI E RENATO di Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, musiche di Enzo Jannacci
- Giovedì 8 febbraio 2007 ore 21 PRIMA PAGINA con GIANMARCO TOGNAZZI E BRUNO ARMANDO
- Giovedì 22 febbraio 2007 ore 21 MISERABILI - IO E MARGARET
THATCHER con MARCO PAOLINI E I MERCANTI DI LIQUORE
- Giovedì 1 marzo 2007 ore 21 I 7 PECCATI CAPITALI con
GIOBBE COVATTA e Stefano Sarcinelli
- Giovedì 3 maggio 2007 ore 21 Anteprima esclusiva per Persiceto del nuovo spettacolo di ALESSANDRO BERGONZONI
BIGLIETTI posto unico € 20
Info tel. 051.6812953; 800.06968; www.comunepersiceto.it
ABBONAMENTI a 3 recite:
intero € 55 ridotto soci Coop € 48
ABBONAMENTI a 5 recite
intero € 92 ridotto soci Coop € 80
Per chi sottoscrive l’abbonamento a 5 recite, lo spettacolo
di Vito del 6 novembre è gratuito.
BIGLIETTI intero € 10 ridotto soci Coop € 7,50
ABBONAMENTI a 6 recite
intero € 48 ridotto soci Coop € 40
Informazioni e prevendite presso il Cine Teatro Fanin, tel.
051.821388; piazza Garibaldi 3/c San Giovanni in Persiceto.
www.cineteatrofanin.it.
TEATRO COMUNALE DI CREVALCORE
PROSA&MUSICA
- Martedì 14 novembre ore 21 - Giga Srl presenta IL PADRE E LA
MADRE DELLA SPOSA di Mario Scaletta Regia di Sergio Japino, e con
Gianfranco D’Angelo e Sandra Milo
- Martedì 5 dicembre ore 21 - Nuovo Teatro presenta MIRACOLI E
CANZONI - TWO MEN SHOW di Giovanni Veronesi e Rocco Papaleo,
con Alessandro Haber e Rocco Papaleo, regia di Giovanni Veronesi
- Martedì 13 febbraio ore 21 - Teatro Ambra Jovinelli & Angeli Custodi
Management presentano MIGLIORE di Mattia Torre, con Valerio
STAGIONE DIALETTALE - Teatro Fanin
- Giovedì 9 novembre 2006 ore 20.45 L’È ORA AD MURIR…
SGAGET!!! tre atti comici di Andrea Bossoli
- Giovedì 23 novembre 2006 ore 20.45 ACUA E CIACHER tre
atti di Alfredo Testoni
- Giovedì 7 dicembre 2006 ore 20.45 CAN E GAT tre atti comici di Pietro Tenan
- Giovedì 18 gennaio 2007 ore 20.45 BÈIN MO DA BÒN?
rivista in due tempi di Arrigo Lucchini e Luigi Miari
- Giovedì 1 febbraio 2007 ore 20.45 UN AMAUR STRAMPALÈ tre atti di Lorenzo Guernelli
Giovedì 15 febbraio 2007 ore 20.45 CUSSA FARÈLL LÒ? tre
atti di Alfredo Testoni
Stagione 2006/2007
Mastandrea, regia di Mattia Torre
- Venerdì 9 Marzo ore 21 - Just in Time Art Management presenta
ROSSANA CASALE IN CONCERTO tour teatrale
BIGLIETTI PROSA intero € 17 ridotto soci Coop € 15
ABBONAMENTI PROSA intero € 60 ridotto soci Coop € 53
Campagna Abbonamenti dal 7 al 28 Ottobre 2006.
Dal 31 ottobre è possibile acquistare i biglietti su www.vivatiket.it, con
diritto di prevendita. INFO: tel. 051.6803581; www.comunecrevalcore.bo.it; [email protected]
SEGUIRÀ STAGIONE DIALETTALE
TEATRO BIBIENA DI SANT’AGATA BOLOGNESE
- GIANMARIA TESTA - DA QUESTA PARTE DEL MARE concerto In esclusiva per Bologna e Provincia.
Sabato 11 e Domenica 12 Novembre
- PETRA MAGONI & FERRUCCIO SPINETTI - MUSICA NUDA
con PETRA MAGONI & FERRUCCIO SPINETTI
Mercoledì 22 Novembre 2006
- LICIA MAGLIETTA - VASTA E’ LA PRIGIONE
di e con Licia Maglietta dal romanzo di Assia Djebar
Martedì 12 dicembre 2006
- CARLO LUCARELLI - PASOLINI UN MISTERO ITALIANO
di e con Carlo Lucarelli Lunedì 5 Marzo 2007
- ENRICO RAVA QUINTET
Concerto Domenica 28 Gennaio 2007
- RICHARD GALLIANO e MICHEL PORTAL DUO
concerto Lunedì 5 Febbraio 2007
- LA COMPAGNIA GENOVA 01
di e con FAUSTO PARAVIDINO - Regia Davide Pavaridino
Lunedì 19 febbraio 2007
- ERRI DE LUCA GIANMARIA TESTA GABRIELE MIRABASSI
CHISCIOTTE E GLI INVINCIBILI
di Erri de Luca Lunedì 12 Marzo 2007
- OFFICINA ZOE’ & BABA SISSOKO Sabato 24 Marzo 2007
Stagione 2006/2007
SEGUIRÀ STAGIONE DIALETTALE
TARIFFE BIGLIETTI
Intero € 15 ridotto soci Coop Estense € 13
VENDITA BIGLIETTI
A partire dal 2 novembre sarà possibile acquistarli:
- passando dalla biglietteria del Teatro - ufficio cultura (dal
lunedì al venerdì 10-12.30, sabato per appuntamento; sera di
spettacolo 19.30-20.45 - senza diritti di prevendita)
- acquistando on-line - www.vivaticket.it con diritto prevendita € 2
- rivolgendosi ai 300 punti vendita in Italia con diritto prevendita € 2
- prenotandosi al call center 899.666.805 (a pagamento) dal
lunedì al venerdì ore 8-20 e il sabato ore 8-15
TARIFFE ABBONAMENTI
ABBONAMENTO A 4 SPETTACOLI (PROSA)
Intero € 56 - Soci Coop € 48
ABBONAMENTO A 5 SPETTACOLI (MUSICA)
Intero € 70 - Soci Coop € 60
ABBONAMENTO A 9 SPETTACOLI (PROSA + MUSICA)
Intero € 116 - Soci Coop € 98
NUOVI ABBONAMENTI: il 21 ottobre ore 10-13 e 15-18. Il
24, 26 e 28 ottobre ore 9-12. Possibile concordare orari diversi.
INFO: tel. 051.6818942; www.teatrobibiena.it; [email protected]
in primo piano
consumatori
Sono 500 milioni
circa i punti erogati
ai soci nei primi
5 mesi di raccolta.
Alla maggioranza
che non li ha ancora
utilizzati un consiglio:
evitate l’ingorgo
natalizio
Il socio
ha molti punti in più
di Marina Leonardi
M
a che valore ha un socio
Coop? Sicuramente parecchio se si considerano le
tante attenzioni, iniziative e offerte
che Coop Estense mette in atto instancabilmente da anni. Basta guardare il catalogo “Più valore al socio
Coop” per farsene un’idea: oltre 30
pagine di occasioni privilegiate di risparmio, sconti, regali, offerte. Il
nuovo catalogo, unico per tutte le
Coop sul territorio nazionale, offre
davvero molte opportunità. L’hanno
capito i tanti soci che hanno già impegnato parte o tutti i punti raccolti
facendo la spesa nei punti vendita
Coop o rivolgendosi ai partner della
raccolta: l’agenzia di viaggi Robintur, la Pirelli, l’Agip.
Dal 3 aprile, giorno di avvio, al 24
settembre, i punti erogati da Coop
Estense ammontano a 489.363.219,
di cui ben 389.264.306 nei negozi
emiliani. Da quando è partita la raccolta, il trend di vendita in particolare nei supermercati (dove il martedì
i punti valgono doppio: 2 punti per
ogni euro di spesa) è stato più che
positivo. Del resto, come ci spiega
Massimo Ferrari, responsabile Customer Care di Coop Estense, il socio che fa la spesa in un supermercato è un socio più “fedele” al proprio
punto vendita di quello che frequenta gli ipermercati. I punti, come
noto, possono essere utilizzati subito, nel momento in cui vengono fatti
ottobre 2006
gli acquisti: per ogni punto, in questo caso, viene scalato dal conto 1
centesimo di euro. L’80% dei soci
emiliani che ha già impegnato i punti accumulati ha scelto questa strada. Del rimanente 20%, il 15% ha
optato per la ricarica Tim: ogni 1000
punti (che varrebbero 10 euro) grazie all’accordo che Coop ha siglato
con Tim, è possibile ottenere una ricarica di ben 20 euro. Una grande
novità maturata negli ultimi mesi e
che non troverete sul catalogo. Il 5%
di punti rimasti è stato invece destinato a premi diversi (abbonamenti a
riviste, biglietti d’ingresso a Mirabilandia, Aquafan e Oltremare) e alla
solidarietà. Molti i progetti da sostenere, che vanno dall’aiuto alle popolazioni dello Sri Lanka colpite dal
terribile tsunami ai progetti di Medici senza frontiere in Liberia, dal sostegno a distanza del Gvc in Centro
America ai progetti della Caritas nel
Terzo Mondo; oppure si possono devolvere i punti a favore del “progettinRete” approvato dal Distretto sociale di Coop Estense a cui ogni socio
appartiene (vedi altro articolo della
rivista). Se solo il 20% dei punti finora erogati da Coop Estense sono stati
fruiti, questo è anche perché molti
soci preferiscono accumularli per
poter usufruire di sconti maggiori,
in vista soprattutto del Natale. Una
scelta che rischia di aumentare gli
“ingorghi” di fine anno. nnn
15
Catalogo
Convenienza
dalle tante facce
Tante le possibilità di “spesa” dei
punti accumulati. Tra queste, è possibile devolverli in varie iniziative di
solidarietà: per lo Sri Lanka, a fianco
dei bambini della Liberia, per il sostegno a distanza in Centro America,
Mozambico, Asia o America Latina,
per lo sviluppo del Madagascar, per
la ricerca sul cancro o un progetto
sul proprio territorio. O ancora utilizzare i punti per avere servizi, abbonamenti, ingressi scontati. E non
dimentichiamo le grandi opportunità di sconto che ormai tutti abbiamo
imparato a conoscere: se nell’arco
di due mesi l’importo della spesa
raggiunge i 500 euro o se vengono
effettuate almeno 12 spese, si ha diritto a uno sconto del 10% su tutto
l’assortimento, anche sui prodotti in
promozione e in offerta per i soci. E
negli iper, sempre con le stesse regole, è possibile ottenere un ulteriore
sconto del 25% (fino ad un massimo
di spesa di 1500 euro), su un prodotto non alimentare a scelta. Lo sconto
del 10% ricorre ogni due mesi – a ottobre e a dicembre i prossimi – mentre quello del 25% ogni ogni 4, ed è
in corso fino a metà ottobre.
coop estense
Convenzione teatri
TEATRO SOCIALE DI FINALE EMILIA
Stagione 2006/2007
5 aprile 2007
LUNETTA SAVINO
“Casa di bambola. L’altra Nora”
di Henrick Ibsen
regia Leo Muscato
10 novembre 2006 LIVE ON STAGE
“La piccola bottega degli orrori”
OFFERTA SOCI COOP
abbonamento a 5 SPETTACOLI: € 75
di Howard Ashman
Regia Federico Bellone
Vendita Abbonamenti
Da lunedì 16 a venerdì 20 ottobre:
nuovi abbonati
1 dicembre 2006
MASSIMO LOPEZ
“ Oh Romeo”
Dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19.30
presso la biglietteria del Teatro
Di Ephraim Kishon
Regia Giorgio Lopez
OFFERTA A TUTTI COLORO CHE
SOTTOSCRIVONO UN ABBONAMENTO:
16 gennaio 2007
FLAVIO BUCCI
“Il mercante di Venezia”
•
Sconto del 15% sul prezzo del singolo biglietto
per tutti gli spettacoli non compresi nell’abbonamento
e su tutti gli spettacoli in cartellone presso il Teatro
Michelangelo di Modena e il Teatro Comunale di San
Felice sul Panaro.
• Sconto del 33% sul biglietto del cinema tutti
i giorni della settimana presso il Cinema Comunale
di San Felice, il Cinema Capitol di Carpi e il Cinema
Michelangelo di Modena, escluso il periodo natalizio.
di William Shakespeare
Regia Nucci Ladogana
10 febbraio 2007
BALLETTO DI ROMA
“Cenerentola”
Coreografia Fabrizio Monteverde
Musica G.F. Händel
TEATRO COMUNALE DI SAN FELICE SUL PANARO Stagione 2006/2007
T
C
1 novembre 2006
COMPAGNIA CORRADO ABBATI
“La principessa Sissi”
di E. e H. Marischka
Musica di Fritz Kreisler
Una romantica storia d’amore
di uno dei personaggi storici più
amati e conosciuti.
15 dicembre 2006
ARNOLDO FOA’ – ERICA BLANC
“Sul lago dorato”
Di Ernest Thompson
Regia Maurizio Panici
Al cinema con Fonda ed Hepburn, dopo luna memorabile
interpretazione di Calindri, un
grande del teatro italiano si ri-
propone in questa commedia
sentimentale che coinvolge tre
generazioni.
19 marzo 2007
PAOLO FERRARI – VALERIA VALERI
“Vuoti a rendere”
di Maurizio Costanzo
Regia Giancarlo Zanetti
Tra divertimento e malinconia,
“Vuoti a rendere” è un momento di riflessione che una coppia
si concede, alla fine di una lunga tappa della loro vita. Una
commedia divertente portata
in scena da una coppia straordinaria.
20 aprile 2007
VITO
“Bello Ciao”
scritto da Maurizio Garuti
Uno spettacolo one-man-show
sulla Resistenza vista dalla parte
delle donne, in chiave comica
ma non superficiale.
ABBONAMENTO COOP
a 4 SPETTACOLI: € 60
Vendita Abbonamenti
Da giovedì 19 a mercoledì 25
ottobre
Dal lunedì al venerdì dalle
17.30 alle 19.30
OFFERTA A CHI
SOTTOSCRIVE
L’ABBONAMENTO:
•
Sconto del 15% sul
prezzo del singolo biglietto per
tutti gli spettacoli non compresi
nell’abbonamento e su tutti gli
spettacoli in cartellone presso il
Teatro Michelangelo di Modena
e il Teatro Sociale di Finale Emilia.
•
Sconto del 33% sul
biglietto del cinema tutti i giorni
della settimana
Teatro Comunale - Via Mazzini 10 - 41038 San Felice sul Panaro (Mo) - tel. 0535.85175
fax 0535.84362 - mail: [email protected]
AUMENTA
IL TASSO DI INTERESSE
DEL PRESTITO SOCIALE
Il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa ha deciso di aumentare il tasso
di remunerazione del Prestito Sociale
Con decorrenza 1° ottobre i nuovi tassi applicati agli scaglioni di deposito saranno i seguenti:
per il deposito fino a 2.500 € 1,25% lordo (1,09375% netto)
per la quota del deposito compresa tra 2.500,01 e 15.000 € 1,60% lordo (1,40% netto)
per la quota del deposito superiore a 15.000 €
2,60% lordo (2,275% netto)
L’aumento del tasso di interesse si aggiunge agli altri vantaggi che il socio COOP
può avere utilizzando il Prestito Sociale e che riepiloghiamo:
nessun costo o commissione, il conto di Prestito è completamente gratuito
trasparenza e chiarezza delle registrazioni con decorrenza degli interessi coincidente
con il giorno dell’operazione anche se si tratta di versamento di assegni
possibilità di richiedere gratuitamente la COOPCARD, la carta di pagamento
che permette di pagare la spesa alla Coop con un comodo addebito a fine mese
tutti gli uffici collegati in circolarità con il vantaggio di compiere le operazioni nell’ufficio più comodo
orari di apertura comodi, con servizio attivo anche il sabato
ACCREDITO DEGLI INTERESSI
Il 1° di novembre, è ormai conosciuto da tutti i soci prestatori quale data di accredito degli interessi
del conto di prestito. Riteniamo utile richiamare alcuni dettagli delle operazioni di chiusura annuale.
La registrazione degli interessi verrà eseguita automaticamente con valuta 1° novembre e verrà riportata sul libretto al momento della prima operazione, successiva a tale data. Sconsigliamo quindi di recarsi all’Ufficio Prestito nei primi giorni di novembre, se si devono solo registrare gli interessi.
1
Ai soci che, con l’accredito degli interessi, dovessero superare il limite massimo di deposito
del conto pari a 30.000 euro, verrà stampato e consegnato direttamente un assegno presso gli Uffici Prestito.
2
3
Come di consueto verrà spedito direttamente a casa dei soci prestatori l’estratto conto relativo al calcolo degli interessi e al dettaglio delle operazioni svolte nell’anno.
4
Nel periodo di accredito degli interessi potranno rendersi necessarie
alcune interruzioni del servizio. Tali limitazioni verranno segnalate
ai soci con opportune informazioni nei nostri punti vendita.
in primo piano
consumatori
INDICE IS
non tiriamolo per la g
Modena sarebbe la città più cara d’Italia, con una crescita annua
dei prezzi del 2,7%. Tutto vero? Lo chiediamo al professor Giorgio
Tassinari, esperto in statistica: “È sbagliato confondere l’indice dei
prezzi con il loro valore assoluto. Sono due cose molto diverse.
Manca, inoltre, Il raffronto con la capacità di spesa delle famiglie”
di Marco Ungaro
A
fine agosto è stata pubblicata
la notizia che Modena è la città più cara del Nord Italia, con
un tasso tendenziale anno d’inflazione di +2,7. Alle spalle, ma distaccata
dello 0,2%, una grande metropoli
come Torino (+2,5%). A scavare un
po’ più a fondo, e analizzando i diversi capitoli di spesa, saltavano però
subito all’occhio grosse differenze: i
prodotti alimentari che addirittura
calano dello 0,2% sull’agosto 2005,
mentre i costi per servizi e utility
come acqua, elettricità e combutibili che aumentano su base annua dello 6,5% incidendo, quelli sì, e non
poco sui portafogli dei modenesi.
Molti dei quali si interrogano sulla
corrispondenza al vero di questi dati,
sul modo in cui vengono divulgati e,
in ogni caso, su quale sia la “lettura”
che ne va data. Abbiamo girato queste e altre domande a uno dei maggiori esperti nel campo della statistica, il professor Giorgio Tassinari,
ordinario di Statistica aziendale all’Università di Bologna, che in virtù
della sua esperienza ha fatto parte
della commissione che ha messo a
punto, “in maniera estremamente
seria e rigorosa”, l’indice dei prezzi
di Coop Italia.
Professore, un quotidiano locale ha
titolato ‘Modena città più cara del
Nord Italia’. È davvero così?
“Se anche la variazione dei prezzi al
consumo fosse stata la più forte,
questo non ci permetterebbe di concludere che Modena ha i prezzi più
elevati in assoluto. È comunque un
errore di metodo. Non va mai confuso l’incremento dei prezzi con il loro
livello assoluto. Quando leggiamo di
un aumento del costo della vita del
2,7% a Modena, ciò significa che per
comprare un bene medio composito
passiamo da 100 a 102,7, non che
Modena è più cara di Torino. L’indice
è costruito per darci la misura della
variazione dei prezzi e non del loro
valore assoluto, mette a confronto
variazioni temporali e non spaziali”.
L’incremento dei prezzi deve comunque farci preoccupare?
“Parlare di prezzi in maniera disgiunta dai redditi non ha molto
senso. Bisognerebbe avere più informazioni, su scala sia nazionale sia
territoriale, circa l’ammontare dei
redditi delle famiglie e metterle a
confronto con i dati sull’inflazione.
Se quest’ultima, per ipotesi, sale
come nel nostro caso del 2,7% e il
reddito medio al contempo cresce
del 5%, non vedo di che preoccuparci. Anzi, una moderata inflazione è
da considerarsi come una compo-
Chi è Giorgio Tassinari
Docente universitario all’Alma Mater
Giorgio Tassinari è professore
ordinario di Statistica aziendale
dal 1994. Attualmente insegna
presso la Facoltà di Economia
dell’Alma Mater Studiorum,
Università di Bologna. I suoi
interessi di ricerca riguardano
principalmente problematiche
microeconomiche, e negli anni
ottobre 2006
più recenti l’attività si è principalmente concentrata sull’analisi dell’efficacia degli strumenti di marketing. I progetti
di ricerca in corso includono
l’analisi dell’impatto del prezzo di riferimento e della fedeltà
di marca nei modelli di scelta
tra marche e la stima delle re-
18
lazioni tra pubblicità, ricordo e
notorietà di marca. Attualmente è Direttore del Dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo
Fortunati” dell’Università di
Bologna. Dal 2002 al 2006 ha
fatto parte del Consiglio Direttivo della Società Italiana di
Statistica.
rubricag
in
primo piano
consumatori
TAT
iacca
nente dello sviluppo: lo stesso trattato di Maastricht non mette limiti
stretti al tasso d’inflazione, ma fa riferimento alla media dei paesi più
virtuosi dando per implicito che il
tasso inflativo possa cambiare nel
tempo”.
Dunque il reddito va sempre collegato all’indice dei prezzi, dice lei...
“Solo così potremmo capire meglio
quanto succede a una determinata
fascia di popolazione. In certe situazioni tassi anche più alti non vengono giudicati preoccupanti a fronte di
dinamiche reddituali molto sostenute”.
Non sarebbe meglio evitare di focalizzare l’attenzione su un solo indice, che risulta troppo semplificatorio della realtà? Ciò finisce per non
rendere giustizia a chi, nei vari settori, opera per mantenere i prezzi
sotto controllo. Coop, per esempio,
nel 2006 si mantiene allo 0,4% sotto il dato Istat. E nell’alimentare,
dov’è tradizionalmente più vocata, i
suoi listini ancora più bassi danno
un notevole contributo al controllo
generale dei prezzi.
“L’elaborazione dei dati avviene in
base a criteri scientifici. Sotto il profilo metodologico non vedo elementi
di particolare preocupazione. Ciò
non toglie che si possa sempre fare
di meglio. Molta attenzione merita il
processo di rilevazione dei prezzi,
ma è un aspetto che va oltre le competenze dell’Istat e ricade in quelle
degli Uffici di Statistica comunali.
Per rispondere più precisamente alla
sua domanda, nei comunicati stampa dell’Istat le informazioni sono
sufficientemente dettagliate: già a
livello di capoluogo la disaggregazione è piuttosto ampia, in capitoli e
sottocapitoli. Forse il problema riguarda di più i media che tendono a
focalizzare l’attenzione sul dato medio generale”.
ottobre 2006
Dopo le polemiche dello scorso
anno sull’Istat, è cambiato qualcosa
in Italia?
“So che l’Istat sta lavorando all’elaborazione di indici differenziati per
tipologia finanziaria, in modo da definire più precisamente le dinamiche
dei prezzi in funzione della struttura
di consumi di ogni singolo gruppo di
famiglie. Va tenuto conto, d’altra
parte, che la percezione dell’aumento dei prezzi è fortemente influenzata dalla frequenza con cui gli acquisti di beni e servizi vengono fatti: è
percepita come più intensa una variazione, seppur modesta, di beni ad
alta incidenza d’acquisto, mentre
viene ‘vissuta’ come meno significativa quella di servizi a bassa frequenza d’acquisto come le utility. Un altro aspetto da considerare è che i
consumatori valutano anche l’importanza dei beni sottoposti a variazione dei prezzi: avvertono, per
esempio, come ‘minaccioso’ un aumento per quanto minimo che riguarda i beni necessari, come quelli
dei prodotti alimentari, mentre magari la percezione del calo dei prezzi
di beni voluttuari, per esempio le tariffe aeree, risulta nulla o quasi”.
19
A proposito di percezione, è così
tanto più forte della realtà? Quale
influenza hanno le notizie dei giornali sulle abitudini di acquisto?
“I comportamenti di acquisto sono
determinati da come una persona
percepisce la realtà che le sta attorno e quindi, al di là degli aspetti razionali, vi è una componente emotiva che diventa fondamentale. Fatta
questa premessa, va aggiunto che il
comportamento dei consumatori è
più influenzato dalla percezione diretta che non dalle notizie diffuse a
mezzo stampa. Un aumento dei
prezzi dell’ordine del 2 o 3% produce effetti abbastanza marginali, ma
quando è ripetuto per anni e anni
può portare a cambiamenti di comportamento, perché se in parallelo
non ci sono stati incrementi salariali, il reddito reale ne risulta fortemente intaccato. È quello che è successo in questi ultimi tempi in Italia.
Ma qui siamo già andati oltre il concetto di percezione, quella che scatta
nelle teste dei consumatori è un’operazione di tipo cognitivo razionale”.
Per dirla in parole povere, siamo già
alla sindrome. La sindrome della
quarta settimana. 
in primo piano
L’economia italiana dà segni di
una timida ripartenza. Ma il 58%
delle famiglie dice ancora di avere
problemi ad arrivare a fine mese.
Ecco i dati del rapporto Ancc e le
strategie Coop per continuare a
tutelare il potere d’acquisto delle
famiglie: con prezzi bassi ma anche
contrastando privilegi e monopoli
Segnali di
di Dario Guidi - Aldo Bassoni
Alleanze
Centrale Italiana
cresce ancora
Centrale Italiana, la centrale di marketing nata dall’allenza tra Coop, Despar, Sigma e Il Gigante, si è allargata
ulteriormente con l’ingresso di Aspiag
Service in Despar Servizi (che a sua
volta fa già parte di Centrale italiana).
Entra così in Centrale Italiana la rete
Despar operante in Triveneto, con
500 punti vendita e un fatturato di
1,2 miliardi di euro. In tal modo Centrale Italiana si consolida come primo
polo italiano di distributori, arrivando
a un fatturato di 19,1 miliardi di euro
(di cui 11,5 Coop), una quota di mercato del 24% e una rete di 5.700
punti vendita.
D
opo anni col segno meno,
l’economia italiana dà segni
di timida ripresa e di una fiducia che torna a fare capolino. A
partire dalla Pasqua 2006 le vendite
nella rete Coop a livello nazionale
hanno segnato andamenti positivi
(più 3,7% ad agosto), come da tempo non si vedeva. La previsione sui
consumi, a livello dell’intero paese,
nel 2006 prevede una crescita
dell’1,3%, dopo il - 0,1% del 2005.
Ma il quadro complessivo resta ancora complicato, perché, nonostante
gli squarci di sereno, il 58% delle
famiglie italiane dichiara di avere
difficoltà economiche ad arrivare a
fine mese. Un dato, questo 58%, che
mette l’Italia ai primi posti (superata solo dal Portogallo e alla pari con
la Grecia) nella poco simpatica graduatoria dei 25 paesi europei aderenti all’Unione che fotografa il disagio sul piano del far quadrare i
conti.
E proprio tra questi due estremi
che si muove il rapporto su consumi e distribuzione, realizzato dall’ufficio studi di Ancc-Coop in collaborazione con l’istituto di ricerca
Prometeia e presentato a Milano
nei giorni scorsi. Un rapporto che,
come ha spiegato il vicepresidente
di Ancc-Coop Enrico Migliavacca,
conferma l’inesorabile e strutturale
evoluzione dei consumi: perché se
nel 1970 la voce alimentari e bevande valeva il 34% del totale, nel
2004 il suo peso era sceso al 16%. Il
tutto a vantaggio di ambiti e nuovi
capitoli di spesa (pensiamo solo negli anni più recenti al boom degli
apparecchi elettronici di vario tipo,
dai cellulari agli I-pod ai navigatori
per auto) ma anche a vantaggio di
servizi e bollette che si mangiano
un pezzo sempre più importante
dello stipendio degli italiani (senza
avere una scelta alternativa). Non è
un caso che nel primo semestre
2006 i prezzi dei combustibili da
riscaldamento siano cresciuti del
10,6%, i carburanti da autotrazione
del 10% la raccolta rifiuti ed i servizi sanitari del 5,3%, mentre i generi alimentari segnano un modesto
+ 1% con capitoli come la frutta
che viaggiano addirittura in negativo, con un - 5,1%.
Il rapporto Coop sviluppa poi un
raffronto tra Italia e resto d’Europa. Un raffronto che illustra i tanti
oneri che ci portiamo dietro e che
pesano su famiglie e imprese. Tra
2000 e 2004, nel capitolo spese per
l’abitazione, elettricità, gas e altri
continua a pagina 22 >
ottobre 2006
20
consumatori
in primo piano
ripresa
In casa Coop, dal 2001 ad oggi,
un risparmio di oltre il 9%
Anche nel 2006 un dato dello 0,4% sotto a quello Istat
Anche il 2006 continua a segnare
una divaricazione tra la dinamica
dei prezzi nei mercati legati agli
energetici e ai servizi/tariffe e l’inflazione nel settore alimentare,
dove l’aumento dei prezzi risulta
fortemente contenuto. Come si
può vedere nella tabella nella pagina successiva, solo per la casa,
l’acqua, l’elettricità e i carburanti, i consumatori hanno speso il
5,9% in più con un’incidenza sul
volume complessivo dei consumi
che continua ad aumentare ed
ha raggiunto il 9,5%.
Alimentari: prezzi contenuti
nel primo semestre 2006
Nei primi otto mesi del 2006,
dopo un anno di prezzi fermi o
ottobre 2006
in riduzione, è restata molto contenuta la dinamica dei prezzi alla
vendita dei prodotti industriali,
nonostante le forti richieste di
aumenti di prezzi dei listini da
parte dell’industria.
Gli incrementi hanno riguardato
settori colpiti da eventi “traumatici”: ci riferiamo soprattutto alle
preoccupazioni connesse all’influenza aviaria che hanno spostato significativamente i consumi dalle carni bianche alle carni
rosse.
I prezzi in coop: + 0,2%
negli ultimi 12 mesi
Coop continua a contenere i
prezzi al di sotto delle dinamiche
di mercato. Negli ultimi dodici
21
mesi l’inflazione alimentare Coop
è stata pressoché nulla (+0,2 %)
rispetto a quella Istat (+0,8 %).
Nell’arco di tempo compreso tra
inizio anno e luglio 2006 l’inflazione Coop è rimasta contenuta
entro lo 0,7% contro il +1,1%
Istat.
Negli ultimi sei anni Coop ha
garantito un forte contenimento della propria dinamica inflattiva rispetto alla dinamica nazionale Istat: la forbice - nel
periodo 2001/2006 - si è progressivamente ampliata, garantendo più di 9 punti a favore
del cliente Coop: cosi, ad inizio
2006 il livello dei prezzi in Coop
si è riportato praticamente pari
ai prezzi del 2002.
consumatori
in primo piano
la vignetta di ellekappa
Variazione prezzi ultimi 12 mesi
Incidenza* Istat
Coop
Alimentare
15,4%
+ 0,8%
+ 0,2%
Abitazione, acqua
elettricità,
combustibili
9,5%
+ 5,9%
Trasporti
13,8%
+ 4,0%
* La voce Incidenza esprime il peso delle singole voci sul totale dei consumi
Inflazione nel settore alimentare negli ultimi 6 anni
ISTAT
COOP
DELTA*
2001
+ 4,1%
+ 2,8%
1,3%
2002
+ 3,6%
+ 2,3%
1,3%
2003
+ 3,1%
+ 0,9%
2,2%
2004
+ 2,2%
- 0,5%
2,7%
2005
+ 0,0%
- 1,2%
1,2%
Gen-Lug 2006
+ 1,1%
+ 0,7%
0,4%
* La voce Delta esprime il vantaggio per i clienti Coop che in cinque anni risulta
superiore al nove per cento
Fonte: Elaborazioni Coop Italia su Dati Istati
ottobre 2006
22
combustibili, l’aumento dei prezzi,
segna uno svantaggio per l’Italia,
rispetto al resto dell’area euro,
dell’8,6%. Prendendo solo 5 paesi
(Germania, Italia, Spagna, Francia
e Regno Unito), si scopre che fatto
100 il prezzo medio, noi paghiamo
l’energia elettrica 134,9, la benzina 108,5 e il gasolio 108 (solo nel
gas siamo più convenienti arrivando a quota 98).
Dal canto suo Coop, di fronte a
questo scenario ha evidenziato due
filoni su cui intende operare in parallelo. In primo piano c’è quello
della convenienza, sempre abbinata
alla qualità e alla sicurezza dei prodotti. Del resto se il 58% delle famiglie si sente in difficoltà economiche è chiaro che il tema prezzi
resta di assoluta attualità. E Coop
ne è ben consapevole. Infatti, nel
2005 contro un’inflazione Istat
dell’1,2% in campo alimentare, il
dato Coop è stato dello 0%. Cioè
prezzi fermi. Nei primi sei mesi del
2006, a fronte di una inflazione
Istat dell’1,1%, Coop ha registrato
un + 0,7%, con un differenziale positivo dello 0,4%. “I nostri risultati
– spiega il presidente di Coop Italia
Vincenzo Tassinari – sono frutto di
un pianeta da difendere
di Mario Tozzi
primo ricercatore Cnr - Igag
e conduttore televisivo
consumatori
un lavoro di lunga lena che abbiamo svolto. Stiamo innovando la
rete di vendita, abbiamo lanciato
iniziative di fidelizzazione rivolte
ai soci e stiamo promuovendo l’idea
di una convenienza sicura tutti i
giorni attraverso il “carrello della
spesa”. Ma soprattutto quello che
noi vogliamo esprimere è un concetto di convenienza strutturale,
non legata a singoli episodi. I dati
sull’arco di più anni sono lì a dimostrare che in 5 anni chi ha fatto la
spesa da noi ha risparmiato oltre il
9%. Credo che più che la gara sui
singoli prezzi e sulle rilevazioni
spot, sulla quale comunque non ci
tiriamo indietro, sia questa del lungo periodo la risposta che più conta
per il consumatore”.
Il secondo filone su cui Coop intende continuare a lavorare parte dall’assunto che, come spiega il presidente di Ancc-Coop Aldo Soldi,
“Coop non è solo una catena leader
nel mondo della distribuzione, ma
è anche una associazione di consumatori. Per questo, se è vero che i
consumi cambiano, come mostra
la nostra indagine, è anche vero
che troppa parte del reddito è prigioniera di monopoli e di corporazioni, di consumi obbligatori su cui
il cittadino è solo costretto a subire”. Da qui la scelta di affiancare,
all’attività caratteristica nei punti
vendita e al lavoro sulla convenienza, “l’impegno forte per favorire
scelte politiche che diano più libertà di scelta al consumatore e liberino parte del reddito da quei vincoli
di cui abbiamo parlato”. È esattamente da qui che è partita la scelta
Coop di promuovere la campagna
sui farmaci (con 800 mila firme
raccolte) che ha portato, grazie anche alla disponibilità mostrata dal
governo, ad avviare, con grande
successo, le vendita dei farmaci da
banco e senza ricetta nei supermercati.
“Anche in altri settori si possono
avviare processi del tutto simili a
quello dei farmaci. E se si può noi
diciamo che si deve farlo – prosegue Soldi -. Penso al settore dei
carburanti, a quello della telefonia,
a quello dell’energia. L’obiettivo
che ci diamo è di far entrare in
campo il consumatore come utente
organizzato, attraverso Coop, con
consorzi di acquisto e con accordi
che consentano di ottenere condizioni più vantaggiose”. 
ottobre 2006
L’uomo è cacciatore?
La riapertura della stagione venatoria in Italia porta molti incidenti e
aspre polemiche. A ragione, molti non riescono a comprendere quale sia, oggi, il vero motivo che spinge a quello che una volta veniva
considerato impropriamente uno sport. I cacciatori raccontano di
lunghe passeggiate all’alba, dell’immersione nella natura, del rapporto con il cane, della ricerca degli animali. Tutte cose che potrebbero comunque essere fatte senza l’atto finale dell’uccisione della
preda: perché, invece, nessuno vi rinuncia? Levategli tutto, al cacciatore, ma non il fucile: perché non usa una macchina fotografica per
rendere solo metaforico il momento della cattura?
La ragione è molto semplice - e solo i cacciatori meno ipocriti riescono a sostenerla come “una contraddizione” -, che ammazzare un
altro essere vivente è il vero scopo dell’attività venatoria: a chi caccia
piace uccidere, altro che passeggiate nei boschi e conservazione della natura. Così una stragrande minoranza di italiani (meno di
800.000, cioè poco più dell’1% della popolazione), organizzati in
una potente lobby trasversale, riesce a condizionare la chiara volontà
di tutti gli altri decisamente contrari alla caccia (come dimostrano i
dati dei votanti ai due referendum). Così in Italia si uccidono circa
100 milioni di animali all’anno, spesso contrariamente a quanto prescritto dalle leggi europee o in deroga perenne anche alla legge italiana (aperture anticipate, specie non cacciabili inserite nei carnieri,
magari anche nelle aree protette). Per non parlare del bracconaggio
(quasi sempre un bracconiere è un cacciatore) o del ruolo assegnato
da alcune regioni ai cacciatori come regolatori della pressione demografica di caprioli o cinghiali: come se la colpa della loro espansione
non fosse, in ultima analisi, degli stessi cacciatori che, negli anni, li
hanno introdotti e ne hanno sterminato i naturali predatori.
Per giustificare la carneficina spesso si sente dire che l’uomo nasce
cacciatore e, dunque, che si tratti di attività perfettamente naturale. Ma non è così. La caccia è una strategia di sopravvivenza molto
recente in termini evolutivi, che risale a meno di 300.000 anni fa:
prima di allora Homo mangiava quello che raccoglieva e solo occasionalmente predava animali già morti per succhiarne magari il midollo dalle ossa, dopo averli contesi a iene e avvoltoi. La caccia
degli uomini non è un fenomeno naturale in senso stretto, ma è
stata ritenuta tale grazie a un’errata interpretazione dei reperti fossili degli antenati di Homo sapiens.
Il ritrovamento di ossa di ominidi insieme con quelle di altri animali (ungulati, primati e carnivori) aveva fatto concludere che l’uomo
avesse predato sia gli erbivori che i carnivori, visto anche il ritrovamento di ossa fratturate e apparentemente lavorate. A lavorarle
erano stati, invece, gli istrici, per ricostruire l’equilibrio del calcio
del loro corpo come fanno da sempre. Scimmie, cervi e ominidi
giocavano in realtà, costantemente, il ruolo della preda rispetto ai
grandi felini: altro che uomo cacciatore, prede eravamo! Nessuna
specie caccia - come fa oggi Homo sapiens, almeno in occidente solo per il gusto di uccidere, ponendosi oggettivamente al di fuori
della storia naturale e fornendo un triste spettacolo anche dal punto di vista culturale.
23
in primo piano
consumatori
ambiente,
I dati di un sondaggio
esclusivo promosso da
Consumatori tra 1505 soci
Coop. La prima preoccupazione
è quella per i temi ambientali.
Il 48,3% dice di aver cambiato i
propri stili di vita. Ma dall’indagine
emerge che c’è ancora molto da
fare, sul piano dell’informazione
e delle indicazioni concrete
per ogni famiglia
di Dario Guidi
P
reoccupati, molto preoccupati per i problemi ambientali e di inquinamento. Più che per la situazione economica o per il rischio di guerre, più che per
l’ordine pubblico o i problemi di traffico. In assoluto
l’ambiente è al primo posto (con un punteggio di 7,99 in
una scala da 1 a 10) tra le tematiche che più inquietano
circa il presente e il futuro. È questo il dato saliente che
emerge dall’indagine che la società specializzata Archè
ha svolto per conto del nostro mensile su un campione di
1505 soci Coop di tutta Italia.
L’ambiente, secondo il sondaggio, era la prima preoccupazione del nostro campione anche due anni fa (con un
punteggio di 7,53) seguito dal timore di conflitti (allora
l’11 settembre e la guerra in Irak erano più vicine). In
due anni tutti gli indicatori segnano un aumento, segno
che complessivamente le preoccupazioni sono cresciute,
e più di tutte quelle per la situazione economica che
compie, proporzionalmente, il balzo più evidente (da
6,87 a 7,38 cioè dal quinto al secondo posto). E vista la
realtà e le vicende vissute dal nostro paese la cosa non
desta sorpresa più di tanto.
Ma il secondo elemento di riflessione che la nostra indagine ci consegna, è che alla forte preoccupazione per
l’ambiente, non fa seguito una altrettanto chiara indicazione sul piano dei comportamenti concreti, delle azioni
che singolarmente o come collettività abbiamo intrapreso o possiamo intraprendere per difendere davvero il nostro pianeta. Anzi, sembra emergere uno scarto, tra livello di timori e preoccupazioni, da un lato, e capacità di
sapere cosa davvero e in concreto si può fare per migliorare le cose, dall’altro. Infatti alla domanda se la preoccupazione su questo versante ha prodotto modifiche nei
comportamenti di vita il 48,3% dice sì. Qui è un po’ la
storia del bicchiere mezzo pieno (a voler essere ottimisti)
o, più probabilmente, mezzo vuoto. Perché alla preoccupazione non segue (più di tanto) l’azione.
continua a pagina 26 >
Il commento
Quella che vi presentiamo in questo numero è la
terza indagine che Consumatori ha realizzato su
temi d’attualità, per conoscere opinioni e sensibilità dei soci Coop. Dopo il tema degli Ogm e quello del commercio equo e solidale, stavolta abbiamo scelto l’ambiente. Questione indubbiamente
di grande rilievo, a cui abbiano già più volte prestato spazi e attenzione sul nostro mensile, perchè
rientra a tutto tondo tra quegli ambiti in cui la
sensibilità ed i valori propri del mondo Coop si
manifestano.
Come leggerete più in dettaglio nell’articolo, la
scelta di fare questa indagine si mostra azzeccaottobre 2006
24
ta, non solo perchè consente di avere una fotografia aggiornata, ma anche perchè diventa uno
strumento che consente di mettere a punto ed
affinare ulteriormente l’intervento di Coop su
questo versante, proprio partendo dall’opinione
dei propri soci. Coop che in materia ambientale
tante cose ha fatto e intende fare (come racconteremo più dettagliatamente nei prossimi numeri). Ma una esigenza che emerge, è quella di avere più informazioni, non solo in generale, ma su
singoli aspetti e con consigli utili rispetto alla vita
di tutti i giorni. È ciò che cercheremo di fare nei
prossimi mesi.
(d.g.)
in primo piano
il primo problema
Quale di questi problemi la preoccupa di più?
Due anni fa
Oggi
7,99
6,8
7,01
tu
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Pr
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7,27
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7,49
Si
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am al
i
en
to
7,05
Ri
7,53
La preoccupazione per i problemi ambientali ha portato a modifiche
nei suoi comportamenti di vita?
SìSì
48,3 %
Faccio
la raccolta
Raccolta
differenziata
differenziata dei
deirifiuti
rifiuti
34,5 %
Uso meno
l’auto
Uso meno
22,8 %
l’auto
Uso precauzioni
Precauzione
per ridurre
consumo
acqua
peril ridurre
il di
consumo
20 %
di acqua
No
No
ottobre 2006
51,7 %
25
in primo piano
La situazione ambientale secondo lei è...
48,2
consumatori
Nel mondo oggi
Nel mondo 20 anni fa
8,6
47,7
37,2
54,2
32,6
In Italia oggi
51,1
In Italia 20 anni fa 5,8
33,8
0
9,5
60,4
20
Molto grave
16,3
40
60
Problematica
80
Non grave
Rispetto all’ambiente, secondo lei la scienza e la tecnologia...
16,6 %
62,2 %
Daranno un aiuto importante,
ma senza nuove politiche
la situazione è destinata
a peggiorare
Colpa forse anche di una informazione non sempre chiara e a volte contraddittoria (solo per il 44,6% le notizie in
materia ambientale sono affidabili), ma anche di una inadeguata capacità dei soggetti preposti (istituzioni pubbliche e associazioni ambientaliste) di indicare con chiarezza cosa sia possibile, da parte dei singoli e delle famiglie,
fare. Andando oltre il dovere civico della raccolta differenziata (l’azione più indicata, col 34,5%, come comportamento concreto a difesa dell’ambiente) e con strumenti più attendibili delle targhe alterne (che sono un
palliativo inutile per il 52,3% del campione).
La nostra indagine comunque conferma che la consapevolezza dei problemi c’è, ed è una buona base visto che
lavoro da fare, per tutelare l’ambiente ce n’é tanto. Sia
per quanto riguarda l’educazione e la conoscenza dei
problemi, sia per quanto riguarda le opzioni concrete
che ogni famiglia e cittadino ha a disposizione nella sua
vita di tutti i giorni.
PREOCCUPATI TANTO, MA POI CHE SI FA…
Ma, esaurita la foto d’insieme, vediamo più nel dettaglio cosa emerge dalla nostra indagine. La domanda di
partenza come detto era quella sul cosa preoccupi di
più oggi (e cosa preoccupasse di più due anni fa). Dopo
il tema ambiente (con 7,99), al secondo posto c’è l’ordine pubblico con 7,49, al terzo, alla pari, il rischio di
guerre e la situazione economica (7,38), poi vengono i
temi della viabilità (7,27) e quelli della qualità dei serviottobre 2006
26
Non servono a nulla. Continueremo
ad inquinare sempre di più
21,2 %
Consentiranno di risolvere
i problemi ambientali
100
in primo piano
56,6 %
Attenersi ai principi di cautela,
limitando se necessario
industria ed economia
42,2 %
Nel dubbio non si può
bloccare l’economia
In assenza di
una posizione
unanime
della scienza su
determinati
problemi
ambientali
è meglio...
1,2 %
Non sa
22,8 %
Sostengono solo chi non vuole
opere utili davanti casa
56,7 %
Rispecchiano adeguatamente
la realtà ed i problemi
21,5 %
Quale opinione
ha sulle
posizioni
espresse da
gruppi e
movimenti
ambientalisti?
Peccano di eccessivo
pessimismo
zi sociali (7,01).
Il nostro campione è anche convinto che la situazione
ambientale nel mondo oggi sia molto grave (per il 42,8)
e comunque problematica (per un altro 47,7%). Un po’
meglio vanno le cose in Italia a proposito della quale il
32,6% dice che la situazione è molto grave e un 51,1% la
definisce problematica. E tutti (sia livello nazionale che
mondiale) giudicano il quadro nettamente peggiorato
rispetto a 20 anni fa.
Abbiamo poi chiesto se le preoccupazioni in campo ambientale abbiano determinato modifiche nei comportamenti di vita. Se si indaga dentro al 48,3% che ha detto
sì, si scopre l’azione concreta più praticata (col 34,5%)
è la raccolta differenziata. Dato non altissimo, considerato che nella gran parte dei Comuni la raccolta differenziata non dovrebbe essere una scelta, ma semmai un
obbligo (in alcune realtà con tanto di sanzioni per chi
sgarra). C’è poi un 22,8% che, come azione concreta,
sostiene di aver usato meno l’auto (e questo è un dato
già più incoraggiante), seguito da un 20% tondo che
dice di adottare precauzioni per ridurre il consumo di
acqua. Assai più lontani (cioè sotto al 5% di scelte) opzioni come l’acquisto di veicoli non inquinanti, il prendere più mezzi pubblici, lo scegliere prodotti con imballi ridotti. Dunque le pratiche improntate a logiche
ecosostenibili non abbondano.
Del resto, al quesito se negli ultimi due anni si sia partecipato a iniziative o campagne a difesa dell’ambiente, ben
continua a pagina 28>
ottobre 2006
27
Blocchi al traffico
Per il 52% sono inutili
Con l’arrivo dell’autunno ne risentiremo certamente parlare. Alludiamo ai provvedimenti
di blocco e limitazione della circolazione che
da anni ormai si ripetono nelle grandi città e
aree urbane a fronte di dati sull’inquinamento
atmosferico allarmanti, per i quali è anche
sempre più vicina la prospettiva di sanzioni
economiche da parte dell’Unione Europea per
l’incapacità degli enti pubblici italiani di impedire il superamento del numero di sforamenti per la presenza di sostanze inquinanti.
Ebbene, a proposito di blocchi, i nostri intervistati si sono dimostrati in prevalenza disillusi
e consapevoli: il 52,3% dice infatti che i blocchi sono “palliativi inutili e che servono misure più drastiche”, contro un 24,6% che difende l’utilità della loro funzione educativa e un
23,1% secondo il quale è invece “impensabile
bloccare la circolazione mettendo in crisi
l’economia e l’organizzazione delle famiglie”.
in primo piano
9,5
I problemi ambientali più urgenti da affrontare sono...
54,2
Inquinamento
aria
Inquinamento
dell’aria
34,8
16,3
Inquinamento
acqua
Inquinamento
dell’acqua
11,4
Distruzione
delle foreste
foreste
Distruzione
11,1
Esaurimento
delle falde
falde acquifere
acquifere
Esaurimento
3,7
Depauperamento
Depauperamento
del suolo
suolo
2,2
Tutti
Tuttigravi
gravie eda
daaffrontare
affontare subito
subito
35,7
Provvedimenti di tutela ambientale che dovessero portare a modifiche
nel nostro stile di vita (con divieti e limitazioni) secondo lei...
Totale campione
10,5
Grandi città
33,5
14,8
35,8
Altre località 6,1
0
56
49,4
31,3
20
Peggiorano la qualità della vita
62,6
40
60
Fastidio ma necessario
80
100
Indicano un modo diverso per vivere
l’81,5% dice no. E questo conferma ancora una volta lo
scarto tra l’essere genericamente preoccupati per l’ecologia e il peso politico e pratico del movimento ambientalista e delle sue battaglie. Anche se è giusto ricordare che
si viene da anni nei quali, con le scelte del governo Berlusconi, la sensibilità pubblica verso l’ecologia è stata sicuramente scarsa. E difatti l’80,9% del campione dice
che le problematiche ambientali negli ultimi due anni
sono state sottovalutate.
55,7% degli intervistati dice che le loro posizioni “rappresentano adeguatamente” i problemi, un 21,5% dice
che peccano di eccessivo pessimismo e un altro 22,8%
dice che finiscono col sostenere solo chi non vuole opere utili davanti a casa.
Del resto i “poveri” utenti, travolti da una pioggia di “informazioni” cercano di mantenere un non sempre facile
equilibrio nel giudizio. Così se sollecitati sul ruolo di
INFORMATI E DIFFIDENTI
Come in tante altre indagini fondamentale è capire da
dove vengono le informazioni sul tema e come sono
percepite. Il 57,2% del nostro campione di soci Coop
dice di avere un livello di informazione adeguata, anche
se solo il 44,6% ritiene “mediamente attendibili e affidabili le notizie che riceve”. La fonte più attendibile
(seppur con un voto non particolarmente alto) sono le
associazioni ambientaliste (col 6,87 in una scala da 1 a
10), praticamente alla pari (6,86) con fonti scientifiche
e universitarie. Buono il dato di Coop che è terza con il
6,61 e precede i quotidiani (6,51), internet (6,26) e la tv
(6,14). Ancor peggio le istituzioni locali (6,12), il governo nazionale (5,88) e le aziende produttrici (5,81). Una
pagella che conferma come diffidenza ce ne sia tanta. E
che conferma anche come gli stessi gruppi ambientalisti, possano e debbano fare ancora molto per veder crescere la propria credibilità. Perché se è vero che un
Le aspettative verso Coop
ottobre 2006
28
Ai nostri intervistati abbiamo chiesto anche cosa si
aspettano Coop possa fare in campo ambientale.
Al primo posto (51,4%) viene la richiesta di ridurre imballi e promuovere l’uso di materiali riciclati,
seguita dall’incentivare la raccolta differenziata
(47,4%). Più indietro (29,2%) il tema della riduzione dei consumi energetici delle strutture e delle
attività. Forte, infine, la richiesta (sostenuta dal
65,2%) di dare al consumatore maggiori informazioni sul tema dello smaltimento dei rifiuti, aggiungendo indicazioni più dettagliate sulle etichette. Su ciò che Coop ha fatto sin qui a difesa
dell’ambiente e sui progetti futuri, pubblicheremo
degli approfondimenti nei prossimi numeri.
in primo piano
Quali sono le fonti energetiche alternative per il futuro?
Solare
Solare
consumatori
53,5
Eolica
Eolica
30,5
Idrogeno
Idrogeno
15,4
Nucleare
Nucleare
12,3
Uninsieme
insiemedi
diqueste
queste
Un
14,8
Non
Nonsa,
sa,non
nonrisponde
risponde
11,1
Le preoccupazioni ambientali incidono sui suoi acquisti?
Sì
Si
56,9
Acquisto prodotti
prodotti con
con
Acquisto
determinate
determinate caratteristiche
caratteristiche
28,3
Acquisto
Acquisto solo
solo marchi
marchi
di cui
cui mi
mi fido
fido
di
25,8
Acquisto prodotti
prodotti ricavati
ricavati
Acquisto
da
da materiali
materiali riciclati
riciclati
20
No
43,1
scienza tecnologia, solo il 21,% dice che queste consentiranno di risolvere i problemi ambientali. Se un 16,6%
dice brutalmente che non risolveranno nulla, la grande
maggioranza (62,2%) dice che forniranno certo un aiuto,
ma senza il sostegno di scelte politiche e senza cambiare
i comportamenti concreti le cose peggioreranno comunque. Partendo invece dalla ricorrente assenza di posizioni unanimi nella comunità scientifica su tanti temi, una
L’indagine
L’indagine che vi presentiamo in queste pagine è stata realizzata dalla società Archè su incarico di Editrice Consumatori, in accordo con le
norme Esomar. Le interviste di tipo telefonico
sono state realizzate tra il 1 e il 30 giugno e
hanno interessato un campione di 1505 soggetti, tutti soci Coop. I dati completi sono disponibili presso la sede dell’Istituto Archè a
Milano in viale Certosa 27. Le interviste hanno
riguardato 12 regioni: Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Veneto, Puglia, Friuli Venezia
Giulia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana,
Umbria, Lazio e Campania.
incoraggiante maggioranza del 56,6% dice che comunque occorre attenersi a principi di cautela e precauzione,
limitando dunque se necessario industria ed economia;
questo contro un 42,2% che ritiene, nel dubbio della
scienza, non si possa bloccare l’economia.
PER MIGLIORARE DA DOVE SI COMINCIA?
Ma fotografata la preoccupazione per lo stato dell’ambiente da dove sarebbe opportuno partire per invertire la
rotta? Qui c’è da dire che i nostri intervistati scelgono
come prima preferenza (8,45 in una scala da 1 a 10) una
strada che chiama in causa anche la responsabilità personale, assieme a quella dei governi e delle imprese. Occorre agire su tutti i livelli dunque. Ma quale è il problema
più urgente da affrontare? Un 35,7% dice che i problemi
sono tutti gravi alla pari, mentre un 34,8% dice che è
l’inquinamento atmosferico la prima cosa cui mettere
mano. Nettamente più indietro altre priorità come l’inquinamento delle acque (11,4%) e la distruzione delle
foreste (11,1%). E’ invece l’energia solare (col 53,5%)
quella che viene indicata come alternativa da perseguire
rispetto al petrolio, superando l’eolico (scelto dal 30,5%),
l’idrogeno (15,4%) e il nucleare (12,3%).
Altra interessante valutazione emerge dalla domanda se
eventuali provvedimenti di tutela dell’ambiente dovessero comportare qualche limitazione ai nostri stili di vita.
Per il 56% questo potrebbe essere una occasione per riscoprire che si può vivere in un modo diverso e più divercontinua a pagina 31 >
ottobre 2006
29
in primo piano
consumatori
A che condizioni lei sarebbe disposto ad acquistare prodotti
che garantiscano una miglior tutela ambientale?
26,2 %
Solo se sono più cari
degli altri max del 10%
22,8 %
Solo allo stesso prezzo degli altri
1,8 % Non sa
15,4 %
33,8 %
Solo se sono più cari
degli altri max del 20%
Li acquisterei a prescindere
dal prezzo
tente, mentre per un 33,5% si tratta di un necessario fastidio e solo per un 10,5% sarebbe un peggioramento
tout court della qualità della vita. Qui è estremamente
significativo notare come la valutazione sul quesito cambi tra chi vive nelle grandi città e che nelle altre località.
Infatti nelle grandi città la quota di insofferenti (che
teme in un peggioramento della qualità di vita) sale al
14,8% contro il 6% del resto del campione, mentre chi ci
vede una opportunità scende al 49% contro il 62,6%.
DIFENDE L’AMBIENTE? LO COMPRO
Ultimo capitolo della nostra indagine quello di verificare
se e come le tematiche ambientali incidano sui comportamenti d’acquisto di prodotti. Intanto ben un 56,9% degli
intervistati dice che il tema ambiente incide sulle scelte al
momento della spesa. Ma come? Un 28,3% dice che si cautela acquistando solo prodotti con determinate caratteristiche (biologici, non Ogm, ecc.). C’è poi un 25,8% che
“acquista solo marchi di cui si fida” e un 20% che cerca di
scegliere prodotti ricavati da materiali riciclati.
E se un prodotto, per garantire migliori tutele all’ambiente dovesse costare di più, cosa succederebbe? Un
33,8% ci ha detto che comprerebbe un prodotto di questo tipo a prescindere dal prezzo. Un 26,8% lo acquisterebbe solo se costasse al massimo il 10% in più, mentre
un 15,4% sarebbe disponibile solo se lo scarto fosse entro
il 20%. Infine un 22,8% lo comprerebbe solo allo stesso
prezzo degli altri.
Dunque la nostra indagine offre davvero una molteplicità
di spunti che confermano come la frontiera dell’ecologia
e della tutela dell’ambiente sia fondamentale per il nostro futuro. E come di lavoro da fare ce ne sia davvero
tanto, per fare in modo che questa semplice enunciazione diventi una realtà praticata quotidianamente. n n n
ottobre 2006
31
rubricag informati
consumare
il peso da
di Silvia Fabbri
La campagna Coop
Più informazione
per migliorare
lo stile di vita
Proprio partendo dai dati contenuti
anche nel nostro servizio, che parlano del sovrappeso e dell’obesità
come di problemi sociali sempre più
rilevanti, Coop ha deciso di dedicare
a questi temi una campagna nazionale volta appunto a contrastare il
diffondersi dell’obesità ed a favorire
invece un corretto stile alimentare e
una vita non sedentaria. Questi
obiettivi saranno perseguiti attraverso una pluralità di iniziative e di strumenti, a cominciare da una migliore
informazione, che per diversi mesi
vedranno le strutture Coop mobilitate nei confronti dei soci e delle famiglie. Si tratta di una iniziativa che
si muove in coerenza con la pluriennale attività che Coop svolge nel
campo dell’educazione all’alimentazione e al consumo consapevoli. Le
caratteristiche ed i contenuti della
campagna Coop verranno presentati in un convegno in programma a
Roma ai primi di novembre. Nei
prossimi numeri della nostra rivista
non mancheremo di raccontarvi nel
dettaglio di cosa si tratta.
T
utti faremmo volentieri a
meno del grasso che, negli
anni, si è depositato sul nostro
corpo. Forse lo chiamiamo “superfluo” proprio perché vorremmo liberarcene senza soffrire, senza accorgercene.
Invece combattere con la grassezza,
o peggio con l’obesità, è la battaglia
quotidiana di migliaia di persone,
che comprendono quanto l’essere
sovrappeso peggiori la qualità della
vita, tolga le forze, ci faccia invecchiare prima. “Provoca essenzialmente gravi disturbi cardiocircolatori e posturali”, spiega Amleto
D’Amicis, ricercatore dell’Inran,
Istituto nazionale per la ricerca alimentare e la nutrizione. Detto in
altre parole cuore e circolazione
sanguigna arrancano, e le ossa si
danneggiano anzitempo a causa del
peso in più che sono costrette a sorreggere.
Bisogna dunque cercare di rimanere
il più possibile nel nostro peso forma oppure cercare di recuperarlo.
Per questo, bisogna capire se siamo
davvero grassi o obesi. Il sistema migliore è calcolare l’Indice di massa
corporea che si ottiene dividendo il
proprio peso per la statura espressa
in metri e ancora per la statura. Ad
esempio, nel caso di una persona
che pesa 60 chili ed è alta 1,70 metri
occorre fare 60 diviso 1,70 e ancora
diviso 1,70.
Se il risultato è un numero inferiore
a 18,5 attenzione: siamo troppo magri. Tra 18 e 25 siamo in pieno normopeso, tra 25 e 29 è – ahinoi, sovrappeso – oltre i 30 siamo nel
pericoloso territorio dell’obesità. “Ma
non dobbiamo prendere queste tabelle per oro colato – esorta D’Amicis –
anche perché bisogna considerare la
propria struttura. Per fare un esempio: un corridore velocista, uno che
corre i 100 metri, per intenderci, in
base a questa tabella sarebbe obeso.
Invece è solo molto muscoloso”. E
allora? “Allora prendiamo il metro e
misuriamo la nostra circonferenza
tra la cresta iliaca – cioè dopo l’osso
dell’anca - e l’ultima costola. Se misuriamo più di 88 centimetri siamo
sovrappeso, oltre i 102 dovremmo già
considerarci obesi”.
Obesità in aumento
Ma quanti sono gli italiani obesi?
Negli ultimi 5 anni gli obesi in Italia
sono cresciuti del 35%. Fino a non
molti anni fa l’obesità, tutto sommato poco diffusa, non era considerata come un problema di salute
pubblica (dati Oms - Organizzazione
mondiale della sanità). Oggi invece è
continua a pagina 34 >
ottobre 2006
32
consumatori
consumare informati
Per l’Oms il sovrappeso
è tra i più rilevanti fattori
di rischio per la salute
ma negli ultimi cinque anni
gli obesi sono cresciuti
del 35%. Per dimagrire
occorre ridurre le calorie
totali assunte in una giornata
e fare più movimento
togliersi
Essere grassi non è un destino
Più che dal Dna, i bambini sono condizionati
dal comportamento a tavola dei loro genitori
Secondo un centro studi internazionale – l’International Association for the Study of Obesity – entro il
2010 saranno obesi il 38% dei bambini e degli adolescenti. In Italia, il 36-37% dei bambini di 9 anni è
interessato da obesità e, in generale, è in soprappeso il 35% di tutti i bambini e un 10, 12% è obeso.
Percentuali più alte che tra gli adulti.
In effetti stare ore a guardare la televisione non sarebbe di per sé origine di comportamenti negativi.
Se non fosse per due motivi: l’uno, appunto, relativo alla spinta al consumo di cibi non sempre nutrizionalmente corretti. L’altro è che stare seduti ore a
guardare la tivù, fa sì che i bimbi si muovano poco,
quando invece le ore si svago dovrebbero essere
preferibilmente di movimento. “Un bambino ingrasserebbe anche se leggesse l’Ulisse di Joice,
stando in poltrona come davanti alla tivù”, scherza
il dottor D’Amicis”. Un paradosso per spiegare che,
anche in questo caso, è il movimento la chiave per
prevenire l’obesità, anche nell’infanzia. Ma di movimento se ne fa sempre meno: far praticare attività
sportive ai ragazzi costa – specie nelle città, dove
non tutti hanno a disposizione aree verdi e campetti sotto casa - e non tutte le famiglie ce la fanno.
Ma l’elemento che più di ogni altro, ovviamente,
influenza i comportamenti dei più piccoli, sono i
grandi, in particolare quello che i genitori fanno,
molto più di quello che dicono. “In base alle noottobre 2006
33
stre indagini – spiega il nutrizionista – se un bambino ha entrambi i genitori magri ha solo un 17%
di probabilità di diventare un bambino grasso”. E
non è solo una questione genetica, ma comportamentale. “Tant’è vero che c’è una differenza, anche se leggera, tra il comportamento che i due
genitori inducono nel figlio: se un bambino è figlio di madre grassa, avrà il 25% di probabilità di
diventare grasso; se è il padre ad essere soprappeso, accadrà nel 24% dei casi”. Un fenomeno facilmente spiegabile: è la madre che per lo più acquista i cibi e li cucina. Anche se poi ci si siede a
tavola tutti insieme.
Secondo il dottor D’Amicis bisogna rimediare al
grasso superfluo finchè si è piccoli. “In generale –
spiega – quando si è grassi da bambini si ha un’alta
probabilità di diventare grassi anche da adulti. Ma
i problemi seri insorgono quando si superano le colonne d’Ercole dell’adolescenza. Se si superano i
15-16 anni ci si avvicina pericolosamente all’obesità cronica. Infatti - come spiega Franco Tomasi,
specialista in scienze dell’alimentazione – un bambino che a 5 anni presenti una condizione di eccesso di peso ha 38 volte più probabilità di avere lo
stesso problema a 10 anni e un bambino obeso di
età compresa tra i 10 e i 15 anni se per caso ha un
genitore obeso vede aumentare il rischio di mantenersi obeso anche da adulto fino all’80%”.
consumare informati
Comportamenti
L’etichetta salva il giro-vita e la salute: impariamo a leggerla
Ecco una efficacissima pratica antigrasso: leggere bene le
etichette dei cibi che acquistiamo. Anzitutto per fare un
po’ di conti con le calorie totali che introduciamo. Ma
anche - e soprattutto - per capire a quanto ammontano
le percentuali di grassi, di zuccheri, di proteine contenute
in un cibo. Insomma, c’è caloria e caloria, per questo è
necessaria l’etichetta. Imparando a leggerle, facciamo
del bene non soltanto al nostro giro-vita, ma anche alla
nostra salute. Inoltre possiamo verificare le indicazioni
sulle origini del prodotto. Abituiamoci perciò ad acquistare i cibi confezionati che presentano etichette dettagliate
(come quelle Coop) e impariamo anche a leggerle con
attenzione, queste nostre alleate.
Anche perché l’abitudine di acquistare cibi inscatolati e
pronti per essere messi in tavola è sempre più diffusa.
tra i più rilevanti fattori di rischio
per la salute. In base a una indagine
Istat, gli uomini, nel 45% dei casi,
dichiarano di essere sovrappeso. Le
donne solo nel 25%. “Ma si tratta di
autovalutazioni e dunque – spiega
D’Amicis – è probabile che siano
troppo ottimistiche, sottostimate”.
Ma anche se le donne sono – o si
sentono – magre, maggiore è la
probabilità che hanno di ingrassare,
anche se solo dopo i 40. Probabilottobre 2006
Non sempre si ha tempo per cucinare e le donne lavorano tanto, in casa e fuori. Surgelati & C. diventano allora
preziossimi alleati di mamme e mogli, in particolare nei
giorni feriali. I singles, però, devono fare attenzione:
spesso i precotti sono in porzioni da due e una persona
sola finisce per mangiare tutto quello che si mette nel
piatto. Meglio allora – di tanto in tanto – mettersi ai fornelli, anche perché prepararsi da mangiare significa dedicare del tempo a se stessi, conoscere gli elementi primari dei cibi e, dunque, il nostro corpo (se è vero che
siamo quel che mangiamo). Le persone sovrappeso non
devono poi sottovalutare l’effetto “saziante” del cucinare. Manipolare un cibo significa cominciare a mangiare,
almeno con gli occhi. Col risultato che poi mangeremo
un po’ meno con la bocca.
mente perché fino a quell’età – assai
critica, psicologicamente, per il sesso femminile – le signore tengono
sotto controllo la linea. Poi ci lascia
andare un po’ di più.
Già, perché tra le cause del sovrappeso c’è il matrimonio. I singles
sono mediamente più magri degli
sposati. “Tolto il primo anno di inviti a cena, gli sposati poi non escono
più, stanno davanti alla tivù... Insomma basti pensare che con un
boccone in più da 20 calorie al giorno può anche significare 1 chilo di
grasso depositato all’anno”. Ecco
dunque perché ci si ritrova cicciotelli, o peggio, dopo i 40.
Come opporsi a questo percorso,
che sembrerebbe quasi un destino
ineluttabile? La prima regola è muoversi di più. Non solo nelle 3 o 4 ore
a settimana - “comunque troppo poche”, protesta D’Amicis – che dedichiamo allo sport. Bisogna abituarsi
a sostituire il più possibile le proprie
gambe al motore dell’auto, all’ascensore. E dunque andare in bici, camminare, fare le scale, quando possibile. Dovete andare fino al 12º piano?
Nessuno dice di farli tutti a piedi...
Ma scendere al nono e poi proseguire a scalini sarà un ottimo esercizio,
se fatto tutti i giorni. E anche se andiamo in macchina e siamo a una
ragionevole distanza dal lavoro, perché non usare la bici? Nel traffico
delle città si rischia di essere anche
più veloci delle auto incolonnate,
per non parlare del parcheggio. Con
l’autobus, si può sempre scendere
una fermata prima, quando abbiamo
34
una manciata di minuti di anticipo.
Insomma, le occasioni sono innumerevoli, basta la volontà di buttare
i chili senza cambiare – o quasi – la
dieta. Semplicemente basterebbe
mangiare più regolarmente o diminuire di un terzo le nostre porzioni
di cibo.
Anche perché – mediamente – quando ci sediamo a tavola la nostra alimentazione è piuttosto equilibrata.
Paradossalmente lo è più a nord che
a sud, terra dell’olio d’oliva e della
dieta mediterranea. L’Italia, infatti,
non è ovunque uguale, per quanto
riguarda il numero delle persone soprappeso: il nord-ovest è la zona più
magra. Poi seguono nord-est e centro, più o meno equivalenti, e infine
il sud e le isole.
Bruciare di più
Ma quali regole dovremmo seguire
per dimagrire, migliorare il nostro
stile di vita e, in definitiva, campare
più a lungo? “Anzitutto bisogna
smetterla di saltare la prima colazione. È chiaro che non mangiare appena svegli è anche la conseguenza
del fatto che si mangia sempre più
tardi, alla sera, e si mangia tardi più
al sud che al nord. Comunque, se
ceniamo alle 10, 11 di sera è chiaro
che ci svegliamo al mattino senza
voglia di fare una buona prima colazione”. E che la prima colazione sia
ricca di carboidrati e proteine, più
che di grassi, per darci quel senso di
sazietà che ci porti fino a mattina
inoltrata”. Meglio non arrivare ai
pasti affamati, infatti, per non corre-
alfabeto alimentare
di Eugenio Del Toma
presidente onorario dell’Associazione
italiana di dietetica e nutrizione clinica
consumatori
re il rischio di abbuffarsi: per questo
è buona norma suddividere l’assunzione della quota giornaliera di calorie in 4, anche 5 tra spuntini e pasti.
E poi – come si diceva – è fondamentale muoversi di più. “Un buon segnale del fatto che stiamo bruciando
calorie è il sudore – spiega D’Amicis
-. Il muscolo è come un motore, che
disperde in calore circa il 75% dell’energia che consuma. Un muscolo
che lavora abbastanza a lungo si
surriscalda e dunque la superficie
della pella suda. Dunque, se sudiamo, significa che stiamo bruciando
più calorie del solito”.
Muoversi è salute, quindi, anche se
sembra che la maggior parte degli
italiani lo ignori. Secondo l’Oms, infatti, anche se i praticanti continuativi, in Italia, sono in aumento (11,8
milioni, + 3,8%), cresce anche la categoria di cittadini che non fanno
nulla o praticano l’attività fisica
molto saltuariamente (23 milioni, +
4,8%). Se si pensa poi che fare attività fisica, oltre a essere una tra le migliori medicine per vivere a lungo e
in salute, aumenta l’occasione – ma
anche la propensione dei singoli individui – a fare periodicamente controlli medici, ecco che si può comprendere perché l’Oms consideri
l’essere sedentari una vera e propria
malattia sociale. Una malattia che si
concentra, ovviamente, nel ristretto
club dei paesi industrializzati, anche
se non necessariamente l’essere sovrappeso è una malattia “da ricchi”,
anzi: chi ha denaro e cultura sa meglio interpretare i propri bisogni nutrizionali. Proprio per aumentare il
livello di consapevolezza di tutti riguardo ai rischi che si corrono vivendo sovrappeso, l’Associazione di
dietetica e nutrizione clinica (Adi)
ha lanciato, per il 10 ottobre, la giornata della prevenzione dell’obesità
(per informazione si può consultare
il sito www.obesityday.org).
Alimentarsi correttamente, poi, farebbe bene non solo a noi, ma anche
al resto del mondo. Per il momento,
purtroppo, lo squilibrio nella disponibilità di risorse e nella loro distribuzione sta peggiorando: il 20%
della popolazione mondiale consuma l’86% dei beni prodotti, e il quinto più ricco della popolazione mette
in tavola il 45% della carne e del pesce disponibile. E nel 2006 il numero degli obesi ha superato quello dei
sottonutriti. 
ottobre 2006
La dieta? non basta
Meglio la “strategia globale” antigrasso
Il mangiar sano e l’obesità sono argomenti di grande interesse per
l’opinione pubblica, al punto che ogni notizia trasmessa dalle Agenzie di stampa viene ripresa dai quotidiani e dalle televisioni con avidità, anche quando si tratta di dettagli o di iniziative stravaganti di
scarso o nullo significato scientifico.
Un giorno si parla di imporre una tassa aggiuntiva sugli alimenti più
ricchi di calorie (già accade per i superalcolici) oppure s’immagina,
in un Paese di libere tradizioni come l’Inghilterra, di costringere per
legge i ristoratori a riportare sul menù, accanto al prezzo dei singoli
piatti, anche il contenuto calorico.
I mass media prospettano rimedi di tutti i tipi, talora stravaganti, pur
se c’è una base logica nel chiedere che a fianco del prezzo di un
piatto, guarnito, cucinato e porzionato dal singolo ristorante, figuri
anche il presumibile valore calorico del prodotto finito (un contorno
di melanzane ha ben poco a che fare con le calorie di una parmigiana di melanzane, né una trota al cartoccio avrà le calorie di una trota
alla mugnaia!).
Qui a lato si può leggere l’intervista che “Consumatori” ha fatto ad
un valente epidemiologo dell’Istituto della Nutrizione dove risalta
chiaramente il danno medico-sociale provocato dall’obesità, cioè
dallo scompenso che si è andato accentuando nel bilancio fra le
entrate energetiche (il nostro cibo) e le uscite energetiche paurosamente diminuite con la sedentarietà che ormai domina lo stile di vita
in ogni fascia di età.
Comunque, resta il fatto che gli obesi rischiano non soltanto una
serie di complicanze invalidanti ma anche l’emarginazione dalla società civile come già è accaduto ai fumatori. Insomma, è tempo di
guerra all’obesità, come ha programmato l’Organizzazione Mondiale della Sanità con la sua recente “Strategia globale su dieta, attività
fisica e salute”. Però bisogna spiegare chiaramente che la dieta senza
il recupero quotidiano di almeno mezz’ora di cammino (a passo
svelto!) o di qualsiasi altra attività fisica (dal giardinaggio agli sport
prevalentemente aerobici) non basta a risolvere il problema che per
la maggior parte dei cittadini non consiste nel mangiar troppo ma
anche o soprattutto nel muoversi poco o nulla.
Bisogna diffidare di quanti propongono diete più o meno stravaganti: nessuna dieta da sola può risolvere il problema dell’obesità senza
un contemporaneo miglioramento dello stile di vita e senza la rinuncia alla sedentarietà (non importa se dovuta ai banchi di scuola, a
Internet e playstation o alla banale ma vera difficoltà di trovare il
tempo e i luoghi adatti per passeggiare!).
Dall’obesità non si esce per merito di una dieta, più o meno ben
costruita, ma soltanto quando scattano dei seri propositi di cambiare
“stile di vita” e si trova la perseveranza necessaria per raggiungere
qualsiasi traguardo.
Per dimagrire, e soprattutto per mantenere nel tempo il successo raggiunto, non basta scegliere alimenti light e piatti sconditi se poi non si
trova il tempo e il modo di incrementare l’attività fisica, né si ha ben
chiaro il rischio insito nel perpetuarsi degli errori comportamentali.
35
consumatori
consumare informati
Dal 14 al 22
ottobre torna
Io faccio la spesa
giusta, l’iniziativa
dedicata ai
prodotti
del commercio
equo e solidale
dieci anni solidal
10
e lode... è proprio il caso di
dirlo. Spengono la decima
candelina i prodotti della
linea Solidal Coop, solo prodotti a
marchio provenienti dal commercio
equo e solidale controllati e certificati
da Transfair, il consorzio indipendente
senza scopo di lucro che verifica il rispetto dei criteri del commercio equo
e che lavora per diffonderli nella distribuzione italiana. Caffè dal Guatemala,
tè dallo Sri-Lanka, cacao dal Paraguay,
zucchero di canna dal Perù, polo in
cotone dall’India: sono alcuni dei prodotti che Coop acquista nei paesi del
Sud del mondo - ed è stata la prima
insegna moderna a trattarli con un
marchio esclusivo -, garantendo ai
produttori locali un aiuto economico
concreto grazie a contratti di lunga
durata, al pagamento di un prezzo sufficiente a coprire i costi di produzione
e all’offerta di opportunità di sviluppo
in campo sociale con un salario adeguato e condizioni di vita migliori.
“L’entrata dei prodotti Fairtrade nella
distribuzione e in particolare in Coop
- sostiene Paolo Pastore direttore operativo del consorzio Fairtrade Transfair
Italia - ha contribuito notevolemente
alla diffusione della cultura del Commercio Equo che attraverso questi canali è divenuto più popolare. La distribuzione cooperativa ha dato inoltre un
importante apporto culturale ed educativo grazie ai numerosi corsi e alle
iniziative realizzate sia con gli studenti
che con gli adulti. Possiamo dire che
30 progetti nel sud del Mondo sono
cresciuti grazie a questo apporto. Abottobre 2006
biamo lavorato insieme a Coop,
coinvolgendo i produttori in conferenze ed incontri in Italia a cui hanno partecipato moltissimi soci. Passo passo, attraverso queste azioni
abbiamo raggiunto un risultato importante e oggi il 30% della popolazione italiana conosce il Fairtrade
meglio e ne acquista i prodotti in
modo continuativo”.
Giusto adesso
Insomma, buoni per noi e buoni
per i paesi in via di sviluppo, ai
prodotti del commercio equo e solidale viene dedicata anche quest’anno l’iniziativa Io faccio la spesa giusta, una settimana - dal 14 al
36
cibo e cultura
di Massimo Montanari
docente di Storia medievale e di Storia
dell’alimentazione, Università di Bologna
DOLce o salato?
coop
22 ottobre - promossa da Transfair
perché i fattori etici pesino sempre di
più nelle scelte d’acquisto dei consumatori. L’adesione di Coop a questa
terza edizione vedrà molte iniziative
commerciali e sociali tra cui uno
sconto del 10 per cento sulla linea
Solidal Coop, la presenza di soci in
numerosi punti vendita, con la funzione di informatori a disposizione
del pubblico per far conoscere il commercio equo e i prodotti Coop, e
l’omaggio, nei punti vendita dove
sono previsti i presidi dei soci, di una
confezione monodose di crema spalmabile Solidal.
“Lo scorso anno abbiamo avuto circa
un milione di contatti, le scorte dei
prodotti spesso si sono esaurite nei
punti vendita e abbiamo visto che chi
si è avvicinato ai prodotti Fairtrade in
questa settimana poi non li ha abbandonati. - precisa Paolo Pastore - Un
esempio può essere quello degli ananas freschi Solidal che hanno raddoppiato il volume di vendita tra il
2004 e il 2005 e confermeranno un
ulteriore risultato quest’anno raggiungendo le 1.200 tonnellate. I consumatori in particolare gradiscono i
prodotti Solidal perché non sono indifferenziati, ma già nella confezione
trovano le indicazioni sull’origine e
la provenienza del produttore. Durante la settimana equa queste informazioni vengono implementate grazie alla presenza dei soci Coop nei
punti vendita, dando così ancor più
risalto al significato sociale di questa
scelta”.

ottobre 2006
Il carrello delle bevande e degli
snack attraversa il corridoio dell’aereo. Prima domanda della hostess: “Dolce o salato?”
Qualcuno sceglie il caffè col dolcetto, altri la bibita con le arachidi…
Tutto bene, naturalmente. Ma lo
storico in viaggio non può fare a
meno di pensare che appena
mezzo millennio fa (non è tanto,
pensateci: solo una quindicina di
generazioni) una domanda del
genere sarebbe apparsa strana.
Tutti hanno sempre saputo distinguere il dolce dal salato: sono le
papille gustative a insegnarcelo.
Ma, nella cultura medievale e rinascimentale, il contrasto fra
dolce e salato si tendeva ad annullarlo, piuttosto che a enfatizzarlo: alla separazione dei sapori
si preferiva il gioco della mescolanza. Il dolce (che i poveri ottenevano con il miele, i ricchi con
lo zucchero) si metteva un po’
dappertutto: “lo zucchero non
guasta mai minestra”, scrive Bartolomeo Sacchi, detto il Platina,
nel trattato “sul piacere onesto e
la buona salute”, a metà del
Quattrocento. Lo stesso ripetevano medici e gastronomi, e
confermavano i proverbi popolari. Il gusto dolce/salato, che ancora oggi troviamo in molte cucine del mondo, allora era il più
diffuso anche in Europa.
La regola di fondo che governava
queste scelte era l’idea – anche
dietetica, anche medica – che
mescolare i sapori sia un bene,
dato che ogni sapore manifesta le
qualità di un cibo e che un regime alimentare è tanto più equilibrato quanto più riesce a tenere
insieme qualità diverse, incrociando e contemperando gli apporti
37
diversi che ogni alimento è in grado di fornire. Su questa regola si
costruirono gusti alimentari piuttosto diversi da quelli che poi si
affermarono in epoca moderna,
soprattutto a iniziare dal Sei-Settecento. A quel punto, infatti, la
scienza dietetica prese altre vie
(concentrandosi sulla chimica degli alimenti più che sul loro uso
gastronomico) e l’arte della cucina introdusse l’idea di separazione: distinguere i sapori l’uno dall’altro, riservare a ciascuno il suo
posto, sia nella preparazione delle
ricette, sia nell’ordine delle vivande (fu allora che il “dessert”, momento finale del pasto, cominciò
a reclamare tutto per sé il sapore
dolce, eliminandolo dalle carni,
dai pesci, dalla pasta, dalle verdure, che assunsero caratteristiche
più decisamente “salate”).
Da questa “rivoluzione del gusto”
– come l’ha chiamata lo storico
Jean-Louis Flandrin – deriva la nostra esperienza gustativa. Quella
che, appunto, rende non solo
possibile, ma “normale” che anzitutto ti venga chiesto se desideri
qualcosa di dolce o di salato. A
meno che non si tratti di un cibo
escluso per definizione dall’area
del pasto: ho in mente la pubblicità di un “fuoripasto dolce-salato” che appunto per il fatto di
qualificarsi “fuori pasto” giustifica
la sua duplice (ambigua) identità
dolce e salata. Questa ambiguità,
per molto tempo non è stata tale.
Al viaggiatore del XV secolo, se
mai fosse salito su un aereo (ma
dovevano ancora inventarli), nessuno si sarebbe permesso di chiedere: “dolce o salato?”, perché
non avrebbe capito la domanda,
o comunque avrebbe risposto:
“dolce e salato, naturalmente”.
consumare informati
consumatori
BONTÀ DA
La crema
Solidal Coop
è preparata con
zucchero di
canna e cacao
del commercio
equo e solidale.
Sarà offerta nei
punti vendita
nell’ambito
dell’iniziativa
“Io faccio la
spesa giusta”
ottobre 2006
di Anna Somenzi
G
li ingredienti sono ben in vista sull’etichetta, come i produttori, per chiarire subito il
doppio valore di questo prodotto:
buono e gradevole, di qualità sicura e
legato al commercio equo e solidale.
Che cosa sia il commercio equo e solidale è detto in altra parte del giornale, qui ci dedichiamo alla qualità
del prodotto che sarà offerto ai clienti
Coop nell’ambito dell’iniziativa “Io
faccio la spesa giusta”, dal 14 al 22
ottobre.
Una miscela di cacao zucchero e nocciole sapientemente amalgamate con
grassi vegetali per renderla spalmabile. Zucchero di canna e cacao magro
del commercio equo e solidale, nocciole italiane, sono gli ingredienti
base che caratterizzano la crema
spalmabile Solidal Coop. La lavorazione avviene in Italia, all’arrivo in
stabilimento delle materie prime
sono fatti i controlli preliminari chimico-fisici-microbiologici e sensoriali, tutti quelli necessari a garantire
sicurezza e qualità, le caratterisitche
richieste dai capitolati Coop.
Se tutti gli ingredienti ottengono il
38
via libera parte la preparazione della
crema con il dosaggio e la miscelazione. Le nocciole sono preparate e
ridotte in purea solo al momento della lavorazione per mantenerne al meglio la fragranza.
La miscela viene raffinata e lavorata a
lungo perché acquisti cremosità. Caratteristica di questa fase è il concaggio: in conche aperte, grosse pale
mescolano la crema per renderla
omogenea e permettere che tutti gli
aromi propri del cacao e delle nocciole si sviluppino. A questo punto il
prodotto è pronto. Inizia la fase finale
dei controlli: un filtro finissimo verifica che non ci siano residui di grumi
o altro, vengono quindi riempiti i vasetti di vetro, tappati etichettati e
controllati tutti con il metaldetector.
E finalmente si può spalmare la crema e mangiare serenamente.
L’etichetta Coop porta, in forma sintetica per lo spazio ridotto, la composizione nutrizionale per 100 g di prodotto: Kcal 539 fornite da 6 g di
proteine, 31 g di grassi e 59 g di carboidrati.
È un prodotto goloso, da gustare con
piacere per la sua bontà e un po’ di
parsimonia. 
consumare informati
SPALMAre
Invece direttamente dal Perù
arriva lo zucchero di canna
integrale biologico
Solidal Coop: il primo
che viene prodotto e anche
confezionato sul posto
L
e comunità della Sierra di Piura,
nella zona nord del Perù, con
l’appoggio di Cepicafe, consorzio cooperativo locale, hanno perfezionato la produzione dello zucchero di
canna e oggi sono riuscite a fare un
passo in avanti, dal punto di vista tecnologico, economico, ma anche dal
punto di vista del miglioramento della
qualità della vita, incrementando la
distribuzione della propria produzione
a prezzi giusti, grazie all’appoggio del
Conapi, importatore italiano e della
distribuzione di Coop.
Il progetto è iniziato nel 2003 con 64
ettari, 60 famiglie a Santa Rosa de
Chonta, oggi le famiglie sono 543 che
producono canna da zucchero biologica su una superficie di 500 ettari. In
questa zona i produttori destinavano
le coltivazioni di canna alla produzione di chancaca, un prodotto per il
mercato locale la maggior parte del
quale andava per la produzione del canazo (alcol). Il produttore che prima
vendeva un sacco di chancaca, produzione tradizionale a 15-20 soles (circa
6 dollari), oggi riceve all’incirca 70 soles per lo stesso sacco (circa 21 dollari)
per la produzione di zucchero equo.
Si abbandona così la produzione d’alcol che con l’abbondante consumo distruggeva le famiglie, e si sviluppa la
coscienza dell’importanza e dell’utilità
delle produzioni di qualità. Chi produce alta qualità ottiene prezzi più alti e
quindi un reddito maggiore.
Con Solidal Coop, nel 2005, i produttori della Sierra di Piura hanno ricavato circa 230.000 dollari (sarebbero
stati mediamente 70.000 dollari nel
mercato normale), che equivale a oltre
il 220 per cento in più rispetto alle
quotazioni della filiera convenzionale.
Lo zucchero di canna biologico Solidal
ottobre 2006
Coop è integrale, ottenuto dalla spremitura della canna coltivata in agricoltura biologica, lavorata a caldo,
ma senza alcuna raffinazione chimica. Solo le canne mature e tagliate a
mano sono macinate per ottenere il
succo, gli scarti, il bagazo, una volta
secchi sono utilizzati per alimentare
i fornelli. Il succo di canna è filtrato a
freddo poi portato a temperature
sempre più elevate, per completarne
la pulitura e fare evaporare l’acqua. Il
succo concentrato si trasforma in caramello che, in vasche di accaio e
continuamente mescolato da pale di
legno, cristallizza. Lo zucchero una
volta raffreddato è grattugiato, mescolato e confezionato in loco, poi
per mare arriva in Europa. Questo
processo di lavorazione naturale permette di conservare proprietà naturali come la ricchezza di magnesio,
ferro e calcio, assenti negli altri tipi
di zucchero.La produzione, inoltre,
avviene interamente in loco, dalla
coltivazione fino al confezionamento, ampliando l’ambito dello sviluppo
economico. nnn
Coop al Salone del Gusto
Buono pulito e giusto con Slow Food
A Torino dal 26 al 30 ottobre la sesta edizione della rassegna internazionale biennale riservata all’eccellenza enogastronomia mondiale, organizzata da Slow Food. Quest’anno il titolo è: buono, pulito e giusto.
Sono i punti per costruire un nuovo concetto di qualità e una via virtuosa che tutti, da chi produce fino a chi consuma, dovrebbero seguire.
Profumi, colori, voci, personaggi, culture e storie creano la frizzante atmosfera in cui ci si immerge nel Mercato del Salone del Gusto: un
percorso alla ricerca della qualità alimentare. Vi si trova il meglio della
produzione gastronomica artigianale d’Italia nel padiglione 2 dove il
“Buon Paese” sarà rappresentato da circa 300 produttori selezionati.
Ma anche una selezione dei sapori più particolari del mondo con piccoli produttori, grandi istituzioni, consorzi e aziende.
Andar per Isole e Cucine: le aree degustazione. Il senso della ristorazione al Salone del Gusto vuole essere proprio questo: ridare al territorio la
possibilità di rappresentare appieno la sua tradizione gastronomica, attraverso i prodotti e i piatti che ne sono l’espressione.
La presenza di Coop. Il sodalizio Coop Slow Food risale al 2002. Buono, pulito, giusto tema dell’anno vede Coop perfettamente allineata
con i propri prodotti a marchio e con le proprie scelte in materia ambientale, etico sociale e di piacere del cibo. Unica catena della grande
distribuzione presente, Coop dimostra come il prodotto di qualità possa
arrivare al consumatore al giusto prezzo e nel punto vendita solito.
Presentando la tessera socio Coop è previsto uno sconto sul biglietto d’ingresso.
39
consumare informati
consumatori
MASSAGGI
di Claudio Strano
Il “benessere”
entra
direttamente
in casa
con la doccia
multifunzione,
la vasca
o la colonna
attrezzata.
Soluzioni con
idromassaggio
buone anche
per i meno
giovani. Ma
attenti: gli errori
d’acquisto qui
si pagano cari
I
l business delle terme e dei centri
benessere cresce del 15% l’anno.
Se n’è parlato molto a una fiera
come il Sana di Bologna. Aumentano
gli italiani disposti a spendere per
avere una buona forma psicofisica
(l’8,7% frequenta un centro per la
cura del corpo). Questo non significa
che pace e relax si debbano ricercare
per forza lontano da casa. Chi ha
meno tempo e denaro può sperare di
rimettersi in forma nel proprio ambiente domestico. Per esempio, regalandosi una doccia o un bagno che
tonifichino la pelle, stimolino la circolazione sanguigna e linfatica, rilassino i muscoli e distendano la mente
che trae beneficio del rilascio di endorfine attivato dalla pressione corporea. Tutto ciò lo si ottiene con il
famoso idromassaggio. Dopo la vasca, è la doccia l’oggetto dei desideri
verso cui si è spostato il mercato. Sei
italiani su 10 la preferiscono per rigenerarsi con bollicine e getti d’acqua
lungo tutto il corpo. Nella grande distribuzione, vanno a doppia velocità
le vendite del box doccia multifunzione il quale rappresenta una valida
risposta sia per i 12 milioni di ultrasessantacinquenni, sia per chi ha
problemi di spazio e magari ha in
programma la ristrutturazione del
bagno. Va messo in preventivo, infatti, un impatto forte con la situazione
preesistente a partire dallo smantellamento del piatto doccia. Se si vuole, invece, qualcosa di più soft ci sono
le “colonne attrezzate” che al getto
dall’alto aggiungono le bocchette
orientabili a beneficio di schiena
gambe e piedi: non richiedono la sostituzione della cabina e si installano
anche sopra la vasca. Per montarne
una basta togliere il rubinetto e collegare il pezzo all’impianto idrico ed
elettrico dopo di che azionare il pannello di comando. Ma, come detto, è
la doccia multifunzione a detenere lo
scettro dell’arredo bagno. Sostituisce
soffione e miscelatore con un box
monoblocco ispirato al principio del
“tutto in uno” purché rigorosamente
antistress: a seconda dei modelli, offre idromassaggio cervicale, dorsale,
lombare e plantare, doccia scozzese,
terapia Kneipp e bagno turco (con
tettuccio e aspiratore per i vapori caldi); e ancora l’impianto radio per rilassarsi o fruire della musicoterapia,
Bagno di piacere
Vasca, è partita da qui la rivoluzione delle bollicine
In principio fu Jacuzzi il giovane. Era il
1968 quando il nipote di uno dei sette
fratelli Jacuzzi, friulani emigrati in California, Roy Jacuzzi, appunto, per curarsi un
artrosi reumatoide ideò quasi per caso la
vasca con l’idromassaggio. Dopo 40 anni,
se da una parte le vasche in acrilico hanno scalzato quelle smaltate, dall’altra i sistemi si sono perfezionati nonostante
quasi nessuno dichiari la rumorosità. Al
whirpool (vortice in inglese), tecnica originaria che consiste nella reimmissione nella stessa vasca, tramite diffusori laterali,
dell’acqua aspirata da una pompa, si è
aggiunto l’airpool, dolce immissione di
aria dal fondo della vasca. Per conciliare
ancora meglio il sonno, il gas da aggiungere è l’ozono.
ottobre 2006
40
consumare informati
D’ACQUA
le luci colorate per la cromoterapia, il
contenitore di oli essenziali per l’aromaterapia. L’evoluzione del mercato
e della tecnologia è continua (dal box
doccia combinato con la vasca, ai comandi dall’esterno per non bagnarsi
in anticipo), ma per non lasciarsi
sfuggire le cose importanti, fate attenzione anzitutto che la struttura
portante abbia uno spessore minimo
di 5 o 6 millimetri e che sia di cristallo temperato: sono due prime misure
di antinfortunistica. Si contano infatti circa 40 mila incidenti l’anno da
caduta sotto la doccia. Motivo per cui
un sedile reclinabile può valere tanto
quanto una costosa mezza vasca verticale, oggi molto reclamizzata, in cui si
sta solo seduti. Difficilmente superabile, nel rapporto utilità/prezzo, è il
classico maniglione, ma per i palati
fini dal 2002 c’è una nuova tecnologia
antiscivolo (brevettata) che ha dato
vita al piatto doccia e più recentemente alla piastrella col grip. Realizzati in
monocottura a 1250 gradi e certificati
dal Centro Ceramico di Bologna, questi prodotti, che “nascono” già antiscivolo, permettono di superare l’odioso
tappetino. Un problema comune a
ogni box doccia del mondo.   
Gli errori da evitare
Pressione dell’acqua. Il principale errore prima dell’acquisto è di
non tenere conto delle capacità del proprio sistema idraulico. Conviene far valutare da un idraulico che la pressione delle tubature di casa
sia sufficiente. Due atmosfere è di norma quanto richiesto dalle docce
multifunzione e dalle vasche sprovviste di pompa autonoma.
Corrente elettrica. Alcuni box doccia hanno luce e radio incorporati e in questi casi, ovviamente, serve l’allacciamento all’impianto
elettrico. Accertarsi della capacità dello scaldabagno per non rimanere
sotto l’acqua fredda.
Installazione. Non è cosa facile una corretta installazione. Affidatevi a idraulici esperti che ve la garantiscano, al pari di un prodotto.
Le mani sul portafoglio
• Box doccia multifunzione (foto a sinistra): con 700 euro si può portare
a casa, oltre all’idromassaggio, il box completo di illuminazione, radio e
cromoterapia. Se si desidera anche il bagno turco, servono come minimo
1.200 euro. Per la cura completa del corpo (aromoterapia, fitocosmesi,
terapia Kneipp, ecc.) e un livello superiore di prestazioni, dai 2.500 euro a
salire. Per i meno giovani o i pentiti del “vado sempre di corsa”...
• Vasca con idromassaggio (foto pagina accanto): dai 900 euro, in acrili-
co rivestito di vetroresina, con 6 getti d’acqua e poggiatesta in dotazione,
fino a diverse migliaia di euro per modelli sagomati, dal design accurato,
con optional e programmi particolari. Per spiriti alternativi, amanti di una
vita “assolutamente relax”...
• Colonna attrezzata (foto qui a fianco): dai 60 euro in materiale plasti-
co, fino a qualche centinaia di euro se in legno o cristallo. Sempre meglio
di niente...
I prezzi sono soggetti alle variazioni del mercato e non tengono conto di offerte e
promozioni
ottobre 2006
41
consumare informati
consumatori
VINI DI SA
di Giovanna Pinna
T
ra le bocche del Po di Goro, nel
ferrarese, e il fiume Reno, nel
ravennate, si estende una lunga lingua di terra sabbiosa anticamente popolata da vasti boschi di
lecci che, costeggiando il mare, si
tuffa nel cuore del Parco Regionale
del Delta del Po dell’Emilia Romagna
e s’inoltra nell’entroterra di Filo
d’Argenta, regalando suggestive visioni di isole di boschi, valli, saline e
cordoni dunosi paralleli alla costa.
Qui, in un ambiente dal microclima
particolarmente umido e salmastro e
su terreni prevalentemente sabbiosi,
si è sviluppata con successo già dai
tempi degli etruschi la coltivazione
di vitigni autoctoni dalle caratteristiche uniche, valorizzata al meglio anche dai monaci benedettini costruttori nell’XI secolo del Convento di
Pomposa e dalla corte Estense in pieno Rinascimento. Ancora oggi i vigneti lungo la costa sono allevati su
dossi fra i boschi di lecci. Sono vigneti bassi che hanno resistito per secoli
arrivando fino ai nostri giorni dopo
essere passati indenni attraverso il
flagello della filossera proprio perché
posti in terreni particolarmente sabbiosi, caratteristica che gli ha regalato il suggestivo titolo di “Vini delle
sabbie” e consentito di conquistare,
già dal 1989, l’ambito riconoscimento di Origine Controllata (Doc).
Qui, dove un tempo si estendeva
maestoso il Bosco Eliceo (bosco di
lecci), nel giugno 1991 si è costituito
il Consorzio di tutela Vini Doc del
Bosco Eliceo con lo scopo di tutelare
e valorizzare la denominazione di
provenienza dei particolarissimi vini
che vi si producono. Vi fanno parte
17 soci esperti viticoltori fra i quali
anche la Cooperativa Agricola Braccianti Giulio Bellini con la tenuta
Garusola che, attiva nella produzione
di vino fin dal 1961, su un’estensione
di 110 ettari di GDC (Geneve Double
Cortine) e 183 ettari di SAU (Superficie Agricola Coltivata), ormai da dieci
anni a questa parte ha intrapreso la
coltivazione dei suoi vitigni con metodi di lotta integrata e biologica e la
trasformazione delle sue uve utilizzando le più moderne tecniche di vinificazione per produrre con il marchio “Tenuta Garusola” otto tipologie
diverse di vini. Attualmente la Tenuta
Garusola, che rappresenta il fiore al-
Un grande gruppo
Coop Giulio Bellini,
la filiera sotto controllo
La Tenuta Garusola non è che uno dei numerosi
marchi di proprietà della Cooperativa Agricola
Braccianti Giulio Bellini, un grande gruppo a filiera
completa, che da oltre mezzo secolo ha fatto della
ottobre 2006
42
l’occhiello della Coop G. Bellini, un
grande gruppo dell’agroalimentare a
filiera completa, è uno dei siti produttivi di maggior rilievo della zona
del Bosco Eliceo che dopo aver scelto
di coltivare prevalentemente vitigni
tipici, dedica particolare attenzione
alla qualità con l’utilizzo di tecniche
agronomiche e di difesa altamente
innovative che si fregiano della certificazione ISO 9000. Il risultato è un
kit di vini composto da 4 Doc (Suvignon, Bianco del Bosco Eliceo, Merlot e Fortana) e 4 Igt (Vino Novello,
Fortana Emilia, Olmo Rosso, Olmo
Bianco Frizzante) la cui caratteristica è quella di mantenere intatti i sapori buoni e naturali delle valli del
Delta del Po. Sono vini che si sposano naturalmente ai piatti tipici della
nostra cucina: da provare con la salama da sugo o con lo zampone, oppure con la selvaggina da piuma o l’anguilla e i pesci d’acqua dolce. Ma
vediamo insieme le caratteristiche di
ciascuno dei vini DOC che Tenuta
Garusola “alleva” con profonda passione per la ricerca scientifica, con
un costante controllo della qualità e
nel rispetto della tutela del consumatore. Fortana: ottenuto dalle uve del
produzione agricola la sua più importante attività
che svolge su un totale di 3000 ettari di terreno
coltivati. Da queste solide radici si sono sviluppati
diversi progetti che hanno portato l’azienda a proporsi sul mercato con una forte diversificazione. La
missione principale è quella di produrre alimenti
buoni, sani e sicuri controllandone ogni fase della
lavorazione con scrupolo artigianale ed efficienza
industriale. ”È un’idea che nasce dalla terra e si sviluppa attraverso la ricerca scientifica e l’innovazione più spinta” spiega Sante Baldini, presidente della cooperativa dal 2001. “Il desiderio di guardare
avanti ci ha fatto diventare un gruppo a filiera totalmente controllata: dal seme alla farina alla pasta,
vogliamo garantire una certezza di qualità per i
consumatori”. Attualmente la Giulio Bellini opera
sul mercato in modo diversificato, sia con marchi
rubricag informati
consumare
BBIA
vitigno Fortana è conosciuto anche
con il nome di “Uva d’oro”; ha una
gradazione alcolica di 10,5°, colore
rosso rubino, profumo caratteristico, sapore asciutto, leggermente acidulo, moderatamente tannico. Si
accompagna a piatti di anguilla, pesce di laguna e selvaggina. Merlot:
dal vitigno omonimo, è coltivato in
coltura specializzata e allevato con
sistemi diversi; gradazione alcolica
10,5°, colore rosso rubino, sapore
asciutto, tannico da giovane, invec-
chiato di almeno un anno aumenta
di profumo perdendo un po’ di colore. È un vino che matura col tempo
diventando un buon accompagnamento per arrosti, selvaggina, formaggi piccanti e piatti forti in genere; va bevuto a temperatura ambiente.
Sauvignon: da uve del vitigno omonimo, è coltivato in vigneti specializzati e allevato in spalliera con il sistema Guyot; gradazione alcolica
11°, colore giallo paglierino scarico,
profumo delicato e caratteristico sa-
propri, sia con aziende collegate e partecipate.
Sono di proprietà della cooperativa, oltre alla Tenuta Garusola che produce vini Doc e al marchio
Coop Giulio Bellini che è il centro di attività del
gruppo con la produzione di diversi tipi di cereali e
frutta, anche le aziende Sima, Sima Bio e Monti per
la produzione di farine e farine biologiche certificate e Albaverde per la progettazione e costruzione di
giardini e parchi. A questi marchi si affiancano altre
consociate che consentono a tutte le attività del
gruppo di convergere nell’unico ambizioso progetto di attuazione di una filiera dei cerali interamente
italiana all’interno della quale poter gestire tutti i
passaggi dell’intero ciclo produttivo. Partecipano a
questo prestigioso e unico progetto Eurogen, la società del gruppo che si occupa della ricerca nel
campo della genetica, Albasementi e Proseme per
ottobre
marzo 2004
2006
Da questo mese
Fortana, Savignon,
Merlot e Bianco del
Bosco della Tenuta
Garusola entrano
a far parte della
grande cantina
degli ipercoop
di Coop Estense
43
pore asciutto, leggermente acidulo.
Invecchiato di almeno un anno, è
eccellente per antipasti e pesce e va
bevuto a 8-10°. Bianco del Bosco:
dai vitigni Trebbiano (70%) e Malvasia (30%), è coltivato in coltura specializzata e allevato con diversi sistemi; gradazione alcolica 10,5°,
colore giallo più o meno dorato,
profumo tenue, sapore asciutto, più
o meno acidulo. Ottimo come aperitivo e si accompagna a piatti di pesce
e antipasti.

la lavorazione e il trading internazionale dei semi di
grano tenero e per la produzione e distribuzione di
semi di grano duro, insieme a Cerere la cui caratteristica è quella di produrre la pasta con una tecnologia che segue i ritmi della tradizione.
La Giulio Bellini è nata nel 1955 per impulso di alcuni lavoratori agricoli, ma “i prodromi della cooperazione nel territorio di Filo d’Argenta hanno
tracce più lontane e risalgono al 1881” come ha
sottolineato nel 2005, in occasione dei 50 anni della cooperativa, l’allora presidente di Legacoop Emilia Romagna Egidio Checcoli. Nei decenni successivi, l’azienda si è progressivamente ampliata con
l’ingresso di nuovi soci e l’acquisto di nuovi terreni.
La scelta di diversificare le produzioni risale agli
anni ’90 quando comincia a formarsi il gruppo così
come lo conosciamo oggi.
vivere bene
consumatori
CAVIE AD
A Ferrara ricerche di frontiera
U
no degli obiettivi attuali della
ricerca biomedica è di ripristinare organi o tessuti alterati inducendone la rigenerazione a
parte dell’organismo. Tale obiettivo
sta per concretizzarsi grazie a una
nuova materia multidisciplinare:
l’ingegneria dei tessuti. Essa costituisce la sintesi delle conoscenze
nei campi della biologia molecolare
e cellulare, dell’istologia, delle tecnologie biomediche e dei biomateriali, ponendosi come un settore di
frontiera delle scienze biomediche.
Per alcuni tessuti, come ad esempio
la pelle, sono già disponibili materiali innovativi, denominati biomateriali, che “risvegliano” le giuste
cellule nel paziente, favoriscono la
rigenerazione del tessuto che temporaneamente vengono chiamati a
sostituire. In questo contesto risulta
evidente che i biomateriali devono
consentire la mobilitazione e l’aumento del numero delle cellule,
ma nello stesso tempo non devono
ottobre 2006
influenzare le caratteristiche naturali delle cellule stesse. La valutazione di questo ultimo parametro
per i biomateriali di nuova sintesi
è l’elemento determinante per il
loro eventuale impiego umano. Tale
valutazione riveste un’importanza
ancora maggiore per quei tessuti altamente organizzati e specializzati,
come ad esempio il tessuto osseo.
Le caratteristiche di resistenza, stabilità ed elasticità dell’osso sono infatti garantite da una precisa e coordinata azione di due popolazioni di
cellule ossee. Gli osteoblasti sono i
responsabili della produzione di matrice ossea, mentre gli osteoclasti
assicurano l’eliminazione delle porzioni di osso non più correttamente
funzionanti. L’utilizzo di protesi di
vario tipo è ormai prassi consolidata da numerosi anni in ambito
ortopedico, ma fino ad ora la scelta di materiali protesici si è basata
soltanto sulla loro tollerabilità, vale
a dire sulla mancanza di reazioni
46
infiammatorie o di effetti tossici.
Di conseguenza, il buon esito di tali
interventi non è assolutamente prevedibile, dipendendo unicamente
dalla risposta soggettiva del paziente. Fino ad oggi l’unica metodologia
per tale caratterizzazione era rappresentata dall’utilizzo di animali da
laboratorio. Era necessario indurre
delle fratture traumatiche estese,
che venivano poi trattate con il biomateriale in esame. Dopo un certo
tempo si andava a verificare in questi animali la quantità e la qualità
del tessuto osseo di nuova formazione. I problemi etici, le difficoltà
di gestione, i tempi di realizzazione
ed i costi di una siffatta procedura sono facilmente immaginabili.
Grazie alle metodologie del DNA
ricombinate e all’ingegneria genetica, nel laboratorio del professor
Mauro Tognon dell’Università degli
Studi di Ferrara, il gruppo di ricerca
coordinato dalla dottoressa Cristiana Morelli ha sviluppato e brevettato un sistema cellulare in grado di
aggirare la necessità dell’impiego di
animali da laboratorio in questa fase
della sperimentazione. I ricercatori
ferraresi hanno coltivato e modificato geneticamente delle cellule
ossee umane, inserendo nel loro
patrimonio genetico una porzione
di DNA proveniente da una medusa,
l’Aequorea victoria. Questa medusa
attira le sue prede brillando nel buio
sottomarino grazie alla produzione
di una proteina fluorescente verde.
La porzione di DNA necessaria per
la produzione di questa proteina è
stata appunto inserita nelle cellule
umane, rendendole fluorescenti.
Una serie estremamente dettagliata
di esperimenti molecolari su queste
cellule ibride ha dimostrato che la
presenza della proteina fluorescen-
vivere bene
DIO?
nella biomedicina
te non ha minimamente alterato le
caratteristiche ossee delle cellule
umane. Le cellule ingegnerizzate
mantengono dunque la capacità di
formare tessuto osseo esattamente come succede nell’organismo
umano, ed inoltre sono facilmente
riconoscibili, grazie alla produzione
della proteina fluorescente. Queste
cellule rappresentano quindi un ottimo sistema per determinare efficacemente e velocemente in laboratorio la capacità di nuovi biomateriali
di indurre la formazione di tessuto
osseo, la cui quantità e qualità può
venire facilmente valutata senza dover ricorrere all’uso indiscriminato
di animali da esperimento. La fase di
sperimentazione sugli animali potrà infatti essere ristretta soltanto a
quei materiali che si sono dimostrati efficaci durante lo studio in laboratorio. L’augurio è che l’esperienza
dei ricercatori dell’Università di Ferrara possa servire da esempio per la
creazione di nuovi sistemi cellulari
Nuovo brevetto
italiano per
saggiare la
compatibilità
di protesi con
tessuti umani:
le cavie
di laboratorio
ringraziano
le meduse
che permettano di evitare o limitare
la sperimentazione in vivo. Grazie
alle attuali conoscenze di biologia
cellulare e molecolare e alle tecniche dell’ingegneria genetica è possibile infatti progettare e sviluppare
sistemi specifici virtualmente per
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vivere bene
consumatori
La città di di Ivana Baraldi e William Garagnani
L
’autunno si apre a Ferrara con
la mostra di André Derain al
Palazzo dei Diamanti. La riflessione che il pittore conduce sul colore ci suggerisce per associazione
mentale una domanda: “Di che colore è Ferrara?”. Proprio lì, all’incrocio
in cui sorge il Palazzo dei Diamanti,
troviamo il suggerimento più ovvio
per la risposta, riecheggiata ovunque,
anche se con accenti diversi, per tutta la città storica. Azzardiamo, allora:
“Ferrara è ocra, bianca, verde”.
L’ocra rossa è quella del mattone faccia a vista, indiscutibile materia prima dominante nell’edificazione.
Come potrebbe essere altrimenti?
Città di pianura e di fiume, Ferrara si
costruisce con il suo fango cotto, lasciato spesso a nudo o solo velato da
un leggero intonachino. Il bianco è
quello, tendente all’avorio, della pietra più dura, venuta da fuori, che segna di sé i luoghi più signorili, ma
con misura, in raffinati dettagli. Il
verde è quello della vegetazione: non
solo quella, ovvia, che straripa nel
Parco Massari o si dispiega nella
Piazza Ariostea e nelle piazzette sparse, ma quella discreta, che si affaccia
al di sopra dei muri di recinzione e
risalta sul loro ocra.
All’incrocio tra corso Ercole I d’Este
e corso Biagio Rossetti incontriamo
l’esempio più monumentale della
sintesi dei tre colori, che è anche
l’unico in cui la pietra prevalga sul
mattone, grazie all’acuto architettonico del rivestimento del Palazzo dei
Diamanti. Le 8500 bugne, sfaccettate
a cogliere ed esaltare la luce in ogni
ora del giorno, trovano la loro eco di
pietra nella doppia parasta d’angolo
scolpita e nel balcone di Palazzo Sacrati e, al di là di Corso Ercole I, nel
bianco rivestimento d’angolo del Palazzo Turchi di Bagno. Poi, la doppia
fila bianca dei fittoni delimita la strada e porta fino al Castello, in una prospettiva alla cui destra il verde degli
alberi di un giardino affiora da un
muro di mattoni. Dalla parte opposta, oltre l’incrocio, deborda il verde
di Parco Massari, e si intravede la
doppia fila di pioppi che porta fino
alle Mura.
Al di là dell’esempio più illustre fornito dall’area del Palazzo dei Diamanti, è possibile trovare, in giro per
la città, altri esempi meno clamorosi
della concomitanza dei tre colori,
che è poi la fusione di due materiali
da costruzione con il verde urbano.
Ancora più facile, molto più facile, è
trovare la prova della dominanza del
cotto “faccia a vista” nei paramenti
murari. Ci sono strade corte e strette,
come via Campofranco, dove edifici,
muri di recinzione, ingresso alla
chiesa del Corpus Domini creano (se
per caso non ci sono auto parcheggiate) un tutt’uno omogeneo di mattoni, con quell’aria di silenzio raccolto che si può trovare in certe parti di
Ferrara come in pochi altri luoghi.
Ma il cotto trionfa anche nelle decorazioni che sovrastano gli archi di
porte e finestre o che stanno sotto ai
cornicioni dei palazzi, con infinite
variazioni di modellato, in un gioco
di color ocra su ocra, sia nei palazzi
signorili disegnati da Biagio Rossetti,
sia in contesti più umili, come nelle
abitazioni di via Carri o di via Vecchie.
La pietra non è materiale locale,
quindi si può esibire come pregiato
status symbol, in parche decorazioni
dei palazzi: una linea bianca a segnare l’inizio della scarpa di un muro,
uno stemma, le colonne di un porticato, un architrave, fino all’ampia
decorazione del portale di Schifanoia
o alle balaustre del Castello Estense.
Un maestro di sin
A Palazzo dei Diamanti retrospettiva di
“André Derain (1880-1954)”,
a Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 24 settembre al 7 gennaio, è una mostra da vedere,
anche per la sintesi che le opere esposte suggeriscono sulle
principali correnti artistiche
del primo ’900. Nei dipinti del
1905/1906 resta il ricordo dell’Impressionismo (le forme dissolte nella luce e nel colore del
“Ponte di Waterloo”), mentre
matura il passaggio allo stile
ottobre 2006
48
fauve: un omaggio a Matisse,
dalla barba rosso fulvo, simile
ai capelli della “Donna in camicia”, che sembra un Toulouse-Lautrec dipinto alla fauve.
Nel 1907/8 Derain si avvicina
al Cubismo, con il ritratto della
moglie in verde e i volumi
massicci, dai colori violenti,
dei paesaggi di Martigues.Le
nature morte documentano i
diversi orientamenti stilistici di
Derain: da quella del ’10, tutta
vivere bene
tre colori
I tre colori che contraddistinguono Ferrara: l’ocra dei mattoni, il bianco della pietra e il verde dei giardini
Un dettaglio che colpisce è la notevole presenza degli inserti di pietra che
rafforzano-decorano gli spigoli dei
palazzi. C’è un motivo funzionale, visto che i carri, girando, potevano
sbrecciare gli spigoli degli edifici:
ecco allora il rinforzo di pietra che, in
mancanza di mezzi, è però spesso so-
tesi
André Derain
cubista, a quella del ’13 che,
con tinte più tenui, mantiene
la non-prospettiva cubista,
fino a quella del ’39 che, con
luci caravaggesche, torna ai
maestri del passato. Così è anche nei ritratti dal 1914 al ’22,
dove l’eco cubista si stempera
in forme più morbide e luci
calde, fino al bozzetto di genere de “L’italiana”. Dal nudo del
’35, carezzato da luci “classiche”, si passa all’autoritratto
ottobre 2006
stituito da una preventiva smussatura dello spigolo. Si vede un singolare
esempio dell’una e dell’altra soluzione nell’imbocco del volto di via Cammello da via Carlo Mayr, oppure lungo via Ghisiglieri dove, al di qua di un
volto c’è una smussatura nel mattone e, al di là, l’incavo è rivestito di
del ’53, di un realismo reso
drammatico da forti contrasti chiaroscurali.
La rassegna, organizzata da
Ferrara Arte in collaborazione con lo Statens Museum
for Kunst di Copenaghen e
curata da Isabelle MonodFontaine, è la prima retrospettiva dedicata in Italia a
Derain da trent’anni a questa
parte.
Orario: aperto tutti i giorni,
feriali e festivi, lunedì incluso
dalle 9 alle 19. Aperto anche:
1 novembre; 8, 25, 26 dicembre; 1 e 6 gennaio.
Ingresso: intero € 9
Ridotto soci Coop € 7,50
49
pietra. Il diffuso inserto protettivo si
è poi evoluto in vezzo decorativo, trasformandosi nelle doppia parasta liscia o scolpita che fascia lo spigolo.
Oltre a quelli già citati, se ne può vedere un altro esempio all’incrocio tra
Corso Ercole I d’Este e via Arianuova.
L’area dove Ferrara è clamorosamente anche città d’alberi e di spazi verdi
è l’Addizione Erculea a nord della
Giovecca. Qui via Borso, tra il Parco
Massari e la Certosa, offre un esempio lussureggiante del debordare del
verde oltre i muri di recinzione. Ma il
verde spunta anche altrove, a portata
d’occhio d’ogni visitatore attento. Ci
limitiamo a una segnalazione, in
omaggio a un illustre cittadino scomparso di Ferrara: la magnolia che
svetta, sovrastando il cortile della
casa di Giorgio Bassani, in via Cisterna del Follo.
Dire che Ferrara è di tre colori prevalenti è una provocazione verso chi
la conosce o la vuole visitare con curiosità, oppure solo un’indicazione e
un suggerimento per l’osservazione
che ognuno, camminando per la città, si può divertire a confermare o a
smentire con esempi del tutto personali. 
rubricag
Un buon programma di REMISE
EN FORME comincia da una corretta
diagnosi. Le Terme di Riolo
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consumatori
La metabolimetria valuta se il
metabolismo a riposo funziona normalmente,
è rallentato o accelerato. Questo consente di
verificare quante calorie consuma realmente il
nostro organismo. L’esame permette inoltre di
conoscere la giusta percentuale di carboidrati,
proteine e lipidi per perdere, mantenere o
aumentare peso.
L’analisi della composizione
corporea valuta la massa grassa, la
Metabolimetria computerizzata: valutazione del consumo di ossigeno
e della produzione di anidride carbonica finalizzata ad individuare
la capacità di assimilazione dei cibi e la dieta ideale personalizzata.
massa magra e il volume dei liquidi, nozioni
indispensabili per predisporre un corretto
programma dietologico.
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per concederti
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rassegne enogastronomiche di stagione!
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dell’inverno, concedersi un soggiorno termale è la strategia migliore per ricaricare le riserve energetiche,
rafforzare le difese immunitarie ed effettuare una corretta prevenzione. E poi, curare il corpo, reintegrare
l’epidermide stanca e disidratata dall’estate, rimineralizzare il cuoio capelluto, adottare nuove strategie per
perdere peso, tonificare, snellire la silhouette, nutrire e levigare il viso, alla scoperta di un nuovo splendore.
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consumatori
vivere bene
Ad Ostellato, nel ferrarese, tutti i fine
settimana di novembre degustazioni, mostre
e piatti d’autore dedicati a questo ortaggio
ricco di vitamine e povero di calorie
Week-end
con la ZUCCA
di Tiziano Argazzi
G
enerosa, versatile e salutare,
ricca di vitamine e di fibre e
povera di calorie. Questa è la
zucca. Ingiustamente usata come
sinonimo di insipienza, è invece una
regina della tavola. Specialmente
nel Nord Italia. Nella Valle del Mezzano, dove il terreno le conferisce
caratteristiche organolettiche uniche, l’uso della zucca, soprattutto la
violina (così chiamata per la sua forma, che ricorda il noto strumento
musicale), dalla polpa arancione,
compatta, dolce e soda, tocca vette
altissime. L’oro giallo della zucca lo
si può trovare un po’ ovunque: nel
ripieno dei cappellacci, come condimento nella pasta, nei dolci, in forma di zuppa, a fettine, cotta al forno,
nel risotto e in purea. Inoltre nel-
l’immediato dopoguerra prese piede
anche l’abitudine di conservare i
semi della zucca che, una volta cotti
e salati, si trasformavano in “bruscolini” (o brustoline). Oltre alle
specie per uso alimentare, esistono
anche zucche ad uso ornamentale:
veri e propri doni della natura, dalle
innumerevoli forme, colori e dimensioni. I gusci vuoti delle zucche
sono serviti da recipienti naturali
per tutti i popoli agricoli del mondo, dai Sumeri fino ai nostri pastori
del Gennargentu, che, in epoche
ancora lontane dallo sviluppo delle
materie plastiche, hanno saputo
farne cesti, cestini, scatole e strumenti musicali.
Per festeggiare questo dolcissimo
ortaggio, ad Ostellato, nel ferrarese,
per tutti i fine settimana di novembre si svolgerà “Zucca in tavola”,
manifestazione gastronomica organizzata dal Consorzio Verde Delta in
collaborazione con il Comune e la
locale Pro Loco. Tutte le domeniche
di novembre sulla piazza del paese si
potrà ammirare il mercatino dell’artigianato tipico e delle curiosità sulla zucca. Negli stand espositivi degustazioni di prodotti a base di
zucca, e si potranno visitare mostre
fotografiche e tematiche, come la
famosa mostra pomologica sulla
zucca. Infine, per tutti i week-end di
novembre, i cuochi dei dieci ristoranti di Ostellato e dintorni che aderiscono all’iniziativa eseguiranno,
per la gioia di tutti i palati, infinite
varianti culinarie a base di zucca,
allo scopo di recuperare le antiche
tradizioni estensi. Info: Consorzio
Verde Delta, tel. 0533,681359. Sito
web: www.verdedelta.com. n n n
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Castagne e altri sapori dell’autunno
Mirabello (Fe). Dal 19 al 22 ottobre. Fiera di San Simone. Stand
gastronomici, mostre espositive.
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Pavullo nel Frignano (Mo). 22
ottobre. Festa della castagna.
Spettacoli musicali, giochi e stand
gastronomici.
Infotel. 0536.29915.
Soliera (Mo). 22 ottobre. Il profumo del mosto cotto. La manifestazione, giunta alla 11ª edizione, si svolge nel centro storico e
prevede la cottura del mosto nei
tradizionali fugòun a legna.
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ottobre 2006
Ostellato (Fe). Tutte le domeniche di ottobre, all’agriturismo
Villaggio Natura, “Natura e sapori”. Il 22 e 29 ottobre Domeniche
del pesce di valle.
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Web: www.sorgeva.it.
Maserno di Montese (Mo). 22
e 29 ottobre. Sagra della castagna. Stand gastronomico con
prodotti tipici.
Infotel. 059.971122.
Montecreto (Mo). 28 e 29 ottobre. Festa della castagna.
Infotel. 0536.63722.
Bondeno (Fe). 28-31 ottobre e
51
1° novembre. Sagra del Tartufo.
Infotel. 388.1142735.
Mesola (Fe). Dal 28 ottobre al
1° novembre. Sagra dei sapori
d’autunno. Stand gastronomici
all’aperto e nel castello mesolano. Infotel. 0533.993039.
San Martino di Ferrara (Fe).
Dal 3 al 5 e dal 9 al 12 novembre. San Martin in castagna.
Infotel. 339.4629059.
Bomporto (Mo). Dal 4 al 12 novembre. Fiera di San Martino,
con mostra mercato del Lambrusco e dei prodotti del territorio.
Infotel. 059.800736.
consumatori
la posta
Coop e la raccolta
dei pomodori in Puglia
Dopo il servizio del giornalista Fabrizio Gatti, apparso sull’Espresso, sul tema della raccolta dei pomodori in Puglia,
sarebbe opportuno chiarire da quali campi e fornitori provengono i pomodori utilizzati da Coop
Dino Barberini - e-mail
Risponde Claudio Mazzini, responsabile innovazione e valori
di Coop Italia:
La maggior parte del pomodoro da industria italiano viene
coltivato nell’area oggetto dell’indagine apparsa sull’Espresso, ed il ricorso a lavoratori extra-comunitari da qualche anno
è parte integrante (ma non integrata) dell’economia di quei
territori. Ed i pomodori che servono per le conserve a marchio Coop provengono ovviamente anche dalla Puglia.
Come per tutti i prodotti a marchio Coop anche per questi
esiste l’adesione al nostro progetto etico SA8000, quindi tutti
i trasformatori sono contrattualmente già impegnati a rispettare i diritti del lavoro e a pretendere analoghe garanzie
dai propri coltivatori. Ciononostante - vista la delicatezza dell’argomento - Coop, già da due anni, ha dato vita ad un progetto che si prefigge di approfondire ulteriormente il rispetto
delle regole lungo tutta la filiera produttiva del pomodoro,
grazie al coinvolgimento dei propri fornitori/trasformatori
(come del resto lo stesso Fabrizio Gatti ha raccontato sull’Espresso nel numero successivo alla pubblicazione della
prima inchiesta): infatti le figure che utilizzano eventualmente la mano d’opera extra-comunitaria non sono i fornitori di Coop, bensì i coltivatori, centinaia e centinaia, che cambiano ogni anno in funzione della stagione, delle condizioni
del mercato etc., modificando quindi anche la mappa degli
approvvigionamenti che può privilegiare una zona piuttosto
che un’altra, pertanto:
· da maggio 2005, congiuntamente ad alcune Organizzazioni
non governative (Ong) è stata avviata la fase di indagine
· ad agosto/settembre 2005 sono state effettuate verifiche
ispettive in campo presso alcune delle aziende agricole.
· a maggio 2006 c’è stato un incontro con tutti i fornitori di
conserve di pomodoro Coop e con tutte le principali associa-
Quali farmaci
alla Coop?
Sono andato nel vostro corner per i farmaci del’ipercoop di
Carpi ma ho scoperto che non avevate tutte le cose che
cercavo. Il farmacista mi ha detto che potete vendere solo
alcuni tipi di medicine. Potete spiegarmi perchè? Inoltre,
ho sentito parlare di farmaci generici, che sono identici ad
altri di marca, ma costano meno. Come si comporterà
Coop su questo fronte?
Alceste Pironti - Carpi
ottobre 2006
52
zioni dei produttori pugliesi in cui si è richiesto:
1. Il rispetto tassativo dei diritti del lavoro
2. L’avvio di una campagna di sensibilizzazione verso i propri
associati
3. L’intensificazione delle attività di selezione e controllo delle
aziende agricole in funzione del rispetto dei diritti del lavoro.
Tutti i maggiori fornitori Coop, oltre all’impegno già sottoscritto per il rispetto dei diritti del lavoro, concordano sulla
realizzazione di interventi di sensibilizzazione e formazione
da effettuarsi sui coltivatori, tramite le loro associazioni.
Le associazioni dei coltivatori a loro volta, hanno accettato
che questo impegno sia inserito e formalmente sottoscritto
nei contratti di conferimento con gli industriali della trasformazione. Pertanto abbiamo inserito nei disciplinari di produzione integrata richiesti da Coop, a cui i coltivatori sono
vincolati, un paragrafo specifico riguardante il rispetto dei
diritti dei lavoratori, attivo dalla prossima campagna. Saranno privilegiati i coltivatori in grado di effettuare la raccolta dei
pomodori meccanicamente anziché manualmente. La raccolta meccanizzata dei pomodori Coop ha oggi raggiunto
l’80% circa dell’intera produzione. Sono in fase di intensificazione i controlli diretti sul campo, e stiamo organizzando
incontri a livello istituzionale per coinvolgere le forze che
possono incidere sulle politiche sociali a livello di territorio e
modificare le condizioni di vita di questi lavoratori.
Stiamo collaborando intensamente con le Ong locali e nazionali che di questi aspetti si stanno occupando attivamente. In
particolare con Medici senza Frontiere, da oltre un anno,
sono in atto collaborazioni per sensibilizzare le istituzioni
locali al tema (ricordiamo che nell’ottobre del 2005, proprio
su Consumatori, abbiamo pubblicato una sintesi del rapporto
di Medici Senza Frontiere in cui si descrivevano i drammatici
risultati dell’indagine fatta tra i lavoratori stagionali immigrati, impegnati in agricoltura nelle regioni del sud Italia
ndr). Riteniamo che l’argomento sia estremamente complesso e Coop ha messo in campo tutto il proprio potenziale economico e sociale per il miglioramento di questa inaccettabile
situazione.
Il decreto che liberalizza la vendita di farmaci all’interno dei
supermercati (il cosiddetto decreto Bersani) pone alcuni
fondamentali limiti a tale vendita. Innanzitutto la
liberalizzazione riguarda solamente:
· i medicinali senza obbligo di ricetta medica (SP o SOP),
ovvero farmaci che possono essere venduti senza ricetta, su
consiglio del farmacista.
· ed i medicinali da banco o automedicazione (OTC, Over
The Counter - sopra il tavolo): questi ultimi possono essere
venduti, sempre senza ricetta, su semplice richiesta del
paziente.
Queste categorie infatti non richiedono la prescrizione
>
la posta
medica ed il costo è totalmente a
carico del consumatore. Pertanto
eventuali altri farmaci, anche di uso
comune, ma che non rientrino nelle
categorie liberalizzate, non possono
essere venduti al di fuori del circuito
farmacie. Questo anche in coerenza
alla campagna a sostegno della
proposta di legge per la
liberalizzazione della vendita dei
farmaci sostenuta da Coop nel 2005.
Pertanto i farmaci che ha visto a
Carpi e che sono già disponibili in
molti altri punti vendita,
apparterranno solamente a queste
categorie. Relativamente ai farmaci
generici (o equivalenti) sono stati
introdotti nella legislazione italiana
dall’art. 130, dalla legge 28.12.1995,
n. 549 che definisce come medicinale
generico “un medicinale che ha la
stessa composizione qualitativa e
quantitativa di sostanze attive e la
stessa forma farmaceutica del
medicinale di riferimento.
I medicinali generici sono sottoposti
agli stessi controlli e procedure di
registrazione e vigilanza che l’Agenzia
Italiana del Farmaco (AIFA) riserva a
tutti i prodotti in commercio.
La scadenza della copertura brevettale
permette di risparmiare sul prezzo al
pubblico ma lo sviluppo, fin ora, più
che sui farmaci da automedicazione
si è concentrato principalmente su
quelli di calsse C ovvero i farmaci con
obbligo di ricetta ma non rimborsati
L’indirizzo per scrivere a questa rubrica è
redazione consumatori
Viale Aldo Moro, 16
40127 Bologna
fax 051 6316908
oppure
[email protected]
dal Servizio Sanitario Nazionale e
pagati interamente dal cittadino.
Purtroppo il termine “generico” si è
dimostrato infelice in quanto
percepito dal pubblico come simile,
ma non uguale al medicinale di
riferimento (cioè di marca) indicato
per la stessa patologia. Per questa
ragione i prodotti “generici” sono
stati ridefiniti Medicinali equivalenti
(L. 149 del 26 luglio 2005).
Ovviamente Coop coerentemente alla
propria politica di tutela del potere di
acquisto e della salute dei propri soci
e consumatori cercherà di
aumentare, nei propri assortimenti,
la presenza di tali prodotti.
Latte “diverso”
Ho visto fra i nuovi prodotti latti
differenti: di riso, di soia, di
mandorle, di avena. Potete aiutarmi a
conoscerli meglio...
Tiziano Melloni - Treviso
Di questi latti sappiamo che hanno
come denominatore comune la
provenienza dal mondo vegetale e che
per legge non possono vantare
l’appellativo latte se non seguito dalla
specifica provenienza. Non contengono la caseina, proteina ad alto valore
biologico, né le vitamine A e D, in
compenso non provocano intolleranze al lattosio e sono privi di colesterolo. Il latte ricavato dal riso è ricco di
carboidrati, come pure quello di
avena che in più contiene vitamina B,
ferro, fosforo e fibre solubili. Quello di
soia è ricco di fitoestrogeni, ferro,
fosforo e proteine di buon valore
biologico. Quello di mandorla apporta
calcio, magnesio, vitamina E ha forte
potere antiossidante.
Master Universitario di 1° livello per l’anno accademico 2006/2007 in
Organizzazione e Management
delle Imprese della Cooperazione di Consumatori
Il Master prevede 440 ore di didattica in aula e 300 ore di Stage presso aziende Cooperative di
Consumatori
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meritevoli.
n La data di presentazione delle domande di ammissione scade il 22 novembre 2006.
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ottobre 2006
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consumatori
A Genova il Festival della scienza
Letture d’autore tra Venezia e...
Letture nei luoghi più diversi
per la voce di autori, poeti, attori, comici. É il programma
della edizione di quest’anno di
“Ad alta voce”, l’iniziativa della
Coop Adriatica per favorire la
lettura che si svolge, come ormai è tradizione, a Venezia, a Bologna e a Cesena. Si
comincia il 14 ottobre nella città lagunare, si continua
poi il 18 a Cesena e si termina il 21 a Bologna. A Venezia le letture avvengono in piazze e supermercati,
calli e all’ex Distretto militare di via Boerio, a Mestre a
Villa Erizzo. Cinque gli incontri previsti a Cesena, da
piazza Pia al Caffè Ina. A Bologna la novità sono le librerie Coop. Nel gazebo di piazza di porta Rovegnana si raccolgono i libri che i cittadini vorranno donare
ai lettori rinchiusi nelle carceri cittadine. Ma chi leggerà? Tanti scrittori, tra i quali Carlo Lucarelli e Vincenzo
Cerami, Oliviero Beha e Domenico Starnone, Andrea
Purgatori e Sandrone Dazieri, Salvatore Niffoi e molti
dei comici di Zelig, Ottavia Piccolo e Pino Corrias. Le
entrate sono ovviamente gratuite, il programma è reperibile in tutti i negozi di Coop Adriatica.
www.adaltavoce.it, numero verde: 800 857084
libri
Oltre 250 eventi tra spettacoli, laboratori, conferenze,
mostre interattive, incontri. L’edizione 2006 del Festival della Scienza, in programma a Genova dal 26 ottobre al 7 novembre, è dedicata al tema della scoperta e si preannuncia ricca di spunti e curiosità: dalla
mostra Scienza e coscienza allo specchio, che mette il
visitatore faccia a faccia con il proprio io, a Infinitamente Intimo, un viaggio fra le mille forme e colori che
assume il corpo umano; da La fisica dei samurai, per
capire le applicazioni della scienza alle arti marziali, a
La scienza in cucina, un laboratorio realizzato in collaborazione con Coop Liguria, per analizzare con metodo scientifico i gesti della nostra quotidianità.
Tra gli spettacoli, Matematico e impertinente, di e con
Piergiorgio Odifreddi e Superstrings – Fisica e Musica,
un’immersione nella fisica di Einstein con il fisico sperimentale Brian Foster e il musicista Jack Liebeck.
I Soci Coop potranno acquistare il biglietto giornaliero a 6 euro, anziché 8, e l’abbonamento a tutto il Festival a 12 euro, anziché 15. www.festival.infm.it
mostre
Ritorna il Cile di Skarmeta
La città alla Biennale d’architettura
Vittorio Cecchi Gori ha già annunciato
che ci farà un film, probabilmente di successo come è capitato anni fa col precedente libro di Antonio Skarmeta, Il postino di Neruda, allora interpretato da
Massimo Troisi. Il nuovo romanzo dello
scrittore cileno si intitola Il ballo della Vittoria ed è
uscito recentemente anche in Italia. Racconta una
storia tenera e struggente che si svolge nel Cile del
faticoso ritorno alla democrazia. Protagonisti alcuni
detenuti usciti dal carcere grazie ad un indulto, una
ragazza innamorata della danza classica, ma segnata
dalla morte del padre desaparecido ai tempi della
dittatura, e il piano perfetto per il colpo del secolo,
elaborato da un delinquente nano rimasto in carcere
ed offerto generosamente a quelli che hanno riconquistato la libertà. Ma, naturalmente, Skarmeta ci
parla attraverso questa storia piena di dolcezza e di
ironia di una società ancora incerta, dove passato e
futuro si mescolano a volte in maniera inestricabile e
di sentimenti forti che legano chi cerca di uscire dagli incubi della dittatura e della miseria. Un libro che
sarà sicuramente un film di successo.
Antonio Skarmeta
Il ballo della Vittoria
Einaudi - Pagg. 262, 18 euro
La città sembra essere il futuro del mondo, con grandi
agglomerati urbani che in ogni continente si ingigantiscono ogni giorno e propongono occasioni straordinarie e problemi apparentemente irrisolvibili. Proprio
alla città è dedicata la decima edizione della Biennale
di Archiettutra di Venezia. I progetti di Norman Foster
su Santa Giulia a Milano e di Renzo Piano sulle aree ex
Falck di Sesto San Giovanni accolgono i visitatori appena entrati nel padiglione di Risanamento, mentre
nel lunghissimo edificio delle Corderie sono in mostra
le immagini, i numeri, i progetti delle megalopoli, da
Shangai a Londra, da Città del Messico a Tokio, da
Milano a Barcellona, da Caracas a New York. Con una
originalissima rappresentazione grafica tridimensionale della densità e delle altezze di ogni singola città,
con paragoni e notizie a volte sorprendenti, come
scoprire che a Shangai lo scorso anno sono stati aperti 300 grattacieli. Nel Padiglione italiano una trentina
di giovani architetti sono stati chiamati a progettare
Vema, una città immaginaria tra Verona e Mantova.
Infine a Palermo ci sarà una appendice della Biennale
con il tema della Città Porto.
10ª Biennale d’Architettura di Venezia
Arsenale di Venezia fino al 19 novembre
Palermo, dal 15 ottobre al 14 gennaio
www.labiennale.org/it/architettura
ottobre 2006
55
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