25 settembre 2013
Provincia
Funghi? solo se li controlla il micologo
Riparte l'attività di consulenza degli esperti micologi dell'Asl su tutto il territorio provinciale. Ecco tutti gli
indirizzi e gli orari nelle sedi Asl e i consigli di primo soccorso
PROVINCIA – Con l’arrivo dell’autunno si è riaperta la stagione di raccolta dei funghi, e
contemporaneamente riparte l’attività di consulenza degli esperti micologi dell’Asl su tutto il territorio
provinciale che si protrarrà per i mesi di ottobre e novembre 2013.
L’attività, che rientra negli interventi di prevenzione della salute, consente ogni anno di evitare parecchi casi
di intossicazione o avvelenamento dovuti all’ingestione di funghi non commestibili.
Infatti gli esperti micologi del Servizio Alimenti e Nutrizione dell’Asl diretto dal dottor Corrado Rendo, sono a
disposizione del pubblico per esaminare i funghi raccolti, rilasciando un certificato che attesta la loro
commestibilità e ne indica le corrette modalità di consumo. Le prestazioni del Micologo sono gratuite per i
privati raccoglitori e/o diretti consumatori.
SEDI ED ORARI DELL’ISPETTORATO MICOLOGICO dell’ASL AL
ALESSANDRIA
presso il Servizio di Igiene Alimenti e Nutrizione - via Venezia 6 - tel. 0131 307800
verifica funghi al lunedi dalle ore 8,30 alle 12,00 e dalle ore 14,00 alle 15,00
i restanti giorni previo appuntamento telefonico
CASALE MONFERRATO
presso il Servizio di Igiene Alimenti e Nutrizione- via Palestro 41 - tel. 0142 434531-543
Martedì e Venerdì dalle 9.00 alle 10,30 previo appuntamento; Lunedì e Giovedì dalle 14,30 alle 15,30
TORTONA
presso il Servizio di Igiene Alimenti e Nutrizione , via Milazzo 1 (ex Caserma Passalacqua)
tel. 0131 865300
verifica funghi al martedi dalle ore 09,00 alle 10,00
ACQUI TERME
presso il Servizio di Igiene Alimenti e Nutrizione via Alessandria, 1- tel. 0144 777448
verifica funghi al lunedi dalle ore 14, 00 alle 15,00
OVADA
presso il Servizio di Igiene Alimenti e Nutrizione, via XXV Aprile, 22 - tel. 0143 826664
verifica funghi al lunedi dalle ore 15,30 alle ore 16,30.
NOVI LIGURE
presso il Servizio di Igiene Alimenti e Nutrizione, via Papa Giovanni XXIII,1 - tel. 0143.332638
verifica funghi al martedi dalle ore 10,30 alle ore 11,30
Al di fuori degli orari stabiliti, per richieste straordinarie o di effettiva urgenza, è possibile telefonare ai
numeri citati per avere informazioni circa la contattabilità del micologo.
Gli esperti Micologi dell’ASL sono inoltre disponibili a fornire tutte le informazioni necessarie per consumare
i funghi raccolti senza rischi, ne ricordiamo alcune:
Rassegna Stampa Aziendale
a cura dell’Ufficio Comunicazione e Qualità - Ufficio Stampa ASL AL
25 settembre 2013
- Evitare la raccolta indiscriminata di tutti i funghi rinvenuti, poiché solo alcune specie sono commestibili. Si
evita così di provocare un danno all’ecosistema.
- I funghi vanno raccolti interi e completi di ogni loro parte (radichetta, bulbo, volva, anello, ...) e non in stato
di alterazione (ammuffiti, fradici ecc.), ripuliti dal terriccio avendo cura di manipolarli il meno possibile per
evitare cambiamenti di colore.
- I funghi raccolti si trasportano in contenitori rigidi ed aerati (es. cestini di vimini) che consentono
un’ulteriore disseminazione delle spore e diminuiscono i fenomeni di compressione e fermentazione dei
funghi.
- Non raccogliere funghi in aree sospette di inquinamento (discariche, bordi stradali, ...).
- Per il riconoscimento delle commestibilità dei funghi non affidarsi a metodi empirici come cucchiaino di
argento, latte, mollica di pane.
- Di norma i funghi vanno mangiati sempre ben cotti, da crudi sono scarsamente digeribili se non addirittura
velenosi (il comune “chiodino”, Armillariella mellea, risulta tossico se non è prebollito per almeno 15 minuti
prima della cottura definitiva) perchè contengono tossine termolabili che si degradano al calore di cottura.
- Non somministrare funghi a bambini, donne in gravidanza o allattamento, a individui con intolleranze
alimentari o a farmaci o disturbi a stomaco, fegato, pancreas, senza il consenso del medico.
Cosa fare in caso di avvelenamento da funghi:
Se dopo aver consumato dei funghi insorgono disturbi recarsi immediatamente al più vicino Pronto
Soccorso.
Prestare attenzione ai sintomi di malessere e gastroenterici (nausea, vomito, diarrea), a prescindere dal
tempo trascorso dal pasto. Le sindromi da intossicazione da funghi possono essere a breve incubazione
(sintomi entro 4-5 ore dal consumo), lunga incubazione (sintomi da 6-8 ore fino a 48 ore ed oltre dal pasto).
Portare gli avanzi dei funghi disponibili, compresi quelli gettati via in pattumiera, utili ai fini del
riconoscimento.
Non tentare “terapie” autonome.
Non ingerire nulla, soprattutto niente alcolici.
Gli esperti del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl AL forniscono anche alcune raccomandazioni di
carattere generale utili a prevenire i rischi ai quali si espongono persone inesperte o anziane inoltrandosi nei
boschi in cerca di funghi senza la necessaria cautela e l’attrezzatura adeguata:
- scegliere i percorsi adatti alle proprie abilità fisiche e psichiche;
- comunicare l’itinerario a qualcuno prima di intraprendere l’escursione;
- non andare mai da soli;
- consultare prima della partenza i bollettini meteorologici e osservare costantemente sul posto l’evoluzione
delle condizioni atmosferiche;
- scegliere l’abbigliamento e l’attrezzatura adatta all’escursione ( calzature da trekking, cellulare, lampada e
coltello.
25/09/2013
Redazione - [email protected]
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a cura dell’Ufficio Comunicazione e Qualità - Ufficio Stampa ASL AL
25 settembre 2013
Tortona
Povertà in aumento, ma ai servizi vengono ridotti i fondi
E' stimabile dell'ordine del 100 per cento annuo l'incidenza delle nuove povertà per i servizi sociali sul
territorio tortonese. Negli ultimi quattro anni, la spesa per sostenere famiglie e persone in difficoltà sociale
ed economica è quadruplicata
TORTONA - E' stimabile dell'ordine del 100 per cento annuo l'incidenza delle nuove povertà per i servizi
sociali sul territorio tortonese. Negli ultimi quattro anni, la spesa per sostenere
famiglie e persone in difficoltà sociale ed economica è quadruplicata. Secondo i
dati resi noti dal Cisa, Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale, che
copre 40 comuni del Tortonese, i casi di nuove povertà emersi negli ultimi
anni hanno fatto crescere i contributi erogati da 130.000 euro l'anno a
600.000, suddivisi per 400.000 euro in contributi economici in forma di
aiuti alle famiglie per pagamenti di boleltte, utenze o affitto a famiglie in
difficoltà con presenza di minori o di un componente con invalidità, e
180.000 erogati nella forma delle borse lavoro, un sostegno per ovviare
alla perdita di lavoro o al reinserimento. Il problema della perdita di lavoro in
particolare ha reso drammatica l'esistenza di famiglie che in passato non si
erano mai rivolte ai servizi sociali per fare fronte alle loro difficoltà: significa 200 famiglie in più rispetto a
quelle che abitualmente facevano richieste di aiuto. Le borse lavoro sono aumentate in quattro anni da 52 a
130 unità. Ai complicare ulteriormente le gravi situazioni economiche ci sono ulteriori fattori, come
l'indebitamento che poi le famiglie non riescono ad onorare e il gioco d'azzardo. Il presidente del Cisa
Pierpaolo Cortesi stigmatizza però come negli anni le istituzioni stiano riducendo i fondi per i servizi sociali
“La Regione continua a decurtare i fondi. Il contributo è decurtato, nelle previsioni 2013, del 30 per cento, da
1.400.000 a 800.000: il fondo indistinto dovrebbe passare a 1.100.000 da 1.400.000, quello vincolato, in
particolare per disabilità e non autosufficienze da 2.600.000 a 1.900.000: su un bilancio di 7.500.000, di cui
un terzo circa proviene dall'Asl e il resto dalla fiscalità o dal pagamento delle rette, si capisce come certi tagli
siano quantomeno inopportuni. Piuttosto che sulle strutture, il futuro della popolazione dipenderà
dall'investimento sui servizi sanitari e assistenziali, speriamo che la politica comprenda questo necessario
cambio di atteggiamento”.
25/09/2013
Stefano Brocchetti - [email protected]
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a cura dell’Ufficio Comunicazione e Qualità - Ufficio Stampa ASL AL
25 settembre 2013
Scuola
Un vademecum per l’integrazione scolastica
Dal Centro Down per le scuole e le famiglie con ragazzi diversamente abili. Attivato anche uno sportello con
due psicopedagogiste
PROVINCIA - A vedersi è un libricino di una 30 di pagine, dalla veste
curata ma non appariscente, che sulla copertina accoglie un simpatico
disegno con un gruppo di bimbi che evoca il ricordo, comune ad ognuno
di noi, delle “foto di classe”. Il titolo, poi, Vademecum per
l’integrazione scolastica non lascia dubbi: è una guida destinata al
mondo della scuola e dedicata ad alunni “speciali”, quelli diversamente
abili, in primis, ma non solo, bambini con la Sindrome di Down. La
peculiarità di questo vademecum non deve stupire visto che, a
realizzarlo, e l’Associazione Centro Down di Alessandria, grazie al
supporto del Csva e, soprattutto, grazie alla disponibilità del Csa
dell’Aquila che ne detiene la “paternità”, sia per quanto concerne i
contenuti che la divulgazione sul territorio nazionale a quanti ne
facciano richiesta.
Il vademecum che oggi il Centro Down di Alessandria mette a disposizione delle scuole e delle famiglie della
provincia è stato concepito e realizzato a beneficio di tutti e dal quale tutti possono trovare utili e
“applicabili” indicazioni per facilitare l’inserimento scolastico - primo e fondamentale “passo” nel cammino
della vita “sociale” - dei bimbi e ragazzi diversamente abili.
“Questa pubblicazione - spiega Mario Bianchi, direttore del Centro Down di Alessandria - va ad affiancarsi
alla guida 'Un progetto di vita’, elaborata dai componenti del Glip e del Glh di Alessandria e Novara e
distribuita nel 2010 a tutte le scuole e ai genitori degli alunni portatori di handicap della nostra provincia:
entrambi gli opuscoli possono aiutare genitori e docenti ad orientarsi nel difficile percorso che ha come fine
una reale integrazione scolastica”.
Bianchi ricorda inoltre che proprio presso la sede dell’associazione Centro Down Alessandria (via Mazzini 85)
a partire da questo mese viene attivato uno Sportello Integrazione Scolastica, gestito da due
psicopedagogiste che, previo appuntamento telefonico al n. 0131260123 o scrivendo una mail a
[email protected] offrono consulenza gratuita a insegnanti e genitori per favorire l'integrazione
scolastica.
La pubblicazione del vademecum è un’occasione per ricordare la preziosa attività svolta dal Centro Down sul
territorio che, dagli anni ’90, mette i propri servizi ed attività a disposizione dei bambini e ragazzi disabili
della provincia. Opera con lo scopo di aiutare, da un lato le persone portatrici della trisomia 21, sia nel
percorso riabilitativo sia nell'inserimento nella vita normale, dall'altro, di creare un gruppo di supporto e di
aiuto ai genitori che si trovano a dover gestire i propri figli affetti da questa disfunzione genetica. “L'aiuto
dell'associazione - sottolinea Mario Bianchi - non si limita all'offerta di sostegni di logopedia, musicoterapia,
nuoto e danza terapia ma offre ai soci la possibilità di laboratori di falegnameria, tessitura, decoupage,
cucina, coro. Con l'aiuto di esperti il centro gestisce un laboratorio teatrale che, tutti gli anni, mette in scena
una rappresentazione interpretata dai nostri ragazzi, con il sostegno di volontari”.
Da non dimenticare l’importante attività che l’associazione svolge a favore e sostegno dei genitori di bambini
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a cura dell’Ufficio Comunicazione e Qualità - Ufficio Stampa ASL AL
25 settembre 2013
con Sindrome di Down: vieni, infatti, offerta alle famiglie la possibilità di colloqui con una psicologa esperta
in persone sindrome di Down, l'appoggio di personale altamente qualificato nello studio dei percorsi
scolastici, attività da fare con i propri ragazzi ed il confronto e l'appoggio di altri genitori che vivono la stessa
avventura.
I volontari, all’interno del Centro Down, rappresentano la forza trainante, come ci tiene a sottolineare
Bianchi: “svolgono, nella nostra associazione, un ruolo fondamentale. Appoggiano i professionisti nel proprio
compito di aiuto ai ragazzi, gestiscono, dopo un'adeguata preparazione ed affiancamento, attività in proprio
secondo le personali capacità, svolgono ruoli di segreteria e di supporto amministrativo, sono, in poche
parole, la spina dorsale dell'associazione”.
Da sottolineare che, recentemente, per venire incontro alle molte richieste, l'associazione ha aperto le porte
anche ai soci con diverse patologie riguardanti la sfera intellettiva: la scelta di pubblicare il vademecum,
strumento utile per l’inserimento scolastico dei bimbi diversamente abili “in generale”, ne è una chiara
dimostrazione.
Il Vademecum sarà veicolato dal Centro Down, grazie alla collaborazione del Provveditorato agli Studi,
presso le scuole della provincia e si potrà trovare oltre che presso la sede del Centro Down (via Mazzini 85 Alessandria) anche presso il Csva. Per avere la pubblicazione, inoltre, è possibile contattare il Centro Down
(tel. 0131260123 – mail: [email protected]).
“Invitiamo, inoltre - conclude Mario Bianchi - i genitori di bambine e bambini con problematiche psicointellettive e chi avesse la voglia e la disponibilità di dedicare qualche ora al volontariato, a contattarci presso
la sede sociale o via mail, all'indirizzo [email protected]”.
Per le attività proposte dall’Associazione potete contattare la segreteria o visitare il sito
www.centrodown.org. Pagina facebook: gruppo associazione centro dowm alessandria.
25/09/2013
Redazione - [email protected]
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a cura dell’Ufficio Comunicazione e Qualità - Ufficio Stampa ASL AL
25 settembre 2013
Alessandria
Associazioni a confronto sul tema del gioco d'azzardo
Si è parlato di ludopatia e dipendenza da gioco lunedì 23 settembre, presso la sala Consiliare di Palazzo
Ghilini dove si è svolto un incontro sul tema, inserito all'interno della rassegna di appuntamenti 'Tra Cuore e
Mente'. Dal convegno è emersa la proposta di un tavolo di confronto tra tutte le associazioni del territorio
per monitorare il fenomeno
ALESSANDRIA - Si è parlato di ludopatia e dipendenza da gioco lunedì
23 settembre, presso la Sala Consiliare di Palazzo Ghilini dove si è
svolto un interessante incontro sul tema. L'incontro era inserito
all'interno della rassegna di appuntamenti 'Tra Cuore e Mente', aperti
ai cittadini e rivolti a varie problematiche ed aspetti socio-culturali, un
ciclo promosso dal presidente del Consiglio provinciale Giovanni
Barosini, che ha avuto questa volta come argomento, appunto, la
ludopatia, definita la pandemia del III millennio, perché il contagio si è
diffuso velocemente tra giovani e meno giovani, scegliendo le sue
"vittime" tra le fasce sociali più fragili, quelle che sognano di risolvere i
loro problemi con un colpo di fortuna. Negli ultimi anni è aumentato il
numero dei giocatori presenti in area di rischio. Si sono accentuati
quei fenomeni di carattere economico e psicosociale che trasformano velocemente il soggetto da giocatore
sociale in giocatore patologico. Si tratta di una sorta di disabilità cognitivo-comportamentale che coglie una
delle parti più emotive della personalità umana. A relazionare e dibattere con il pubblico presente sono
state, in primis, la professoressa Paola Binetti che ha presentato il suo saggio “"Quando il gioco si fa serio"”,
un libro sul gioco d'azzardo rivolto innanzitutto alle persone a rischio, a coloro che cominciano a sentire il
bisogno compulsivo di giocare, dedicato alle loro famiglie, e a quanti fanno politica, cominciando dai comuni
e dai loro sindaci che, concedendo le licenze necessarie per aprire nuovi locali o nuovi punti-gioco, si
assumono concrete responsabilità. Assieme hanno relazionato, dando un notevole contributo all’argomento
trattato, il direttore della Caritas alessandrina Gianpaolo Mortara e il referente provinciale di Libera Carlo
Piccini. Davvero apprezzabile è stato poi l’intervento del prefetto di Alessandria Romilda Tafuri che ha
manifestato l’intenzione di promuovere al più presto un tavolo di confronto con tutte le associazioni in
merito, per cercare di dare anche da parte delle Istituzioni un contributo concreto e necessario ad un
problema che sta assumendo proporzioni sempre più serie e preoccupanti anche per la nostra comunità.
Presenti all’incontro anche il vice sindaco di Alessandria Oria Trifoglio, il Questore Filippo Dispenza, in
rappresentanza della Fondazione Cral Agostino Gatti, l'assessore Paola Bonzano di Valenza.
"“Riteniamo davvero, lo voglio ribadire, importante che un palazzo, dove di consueto si amministra e si fa
politica, possa essere percepito da tutti come un luogo ove si affrontino anche gli aspetti culturali
socialmente preoccupanti, nonché le problematiche quotidiane delle persone e delle famiglie, come hanno
testimoniato i precedenti incontri" ha affermato Barosini.
25/09/2013
Redazione - [email protected]
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a cura dell’Ufficio Comunicazione e Qualità - Ufficio Stampa ASL AL
25 settembre 2013
Alessandria
Grande festa per i 30 anni dell’Apmc
Venerdì 27 settembre l'Associazione Prevenzione Malattie del Cuore propone musica e intrattenimento con
Gianni Naclerio, Massimo Brusasco, Al Rangone, Franco Ragona, Ricky Show e i Calagiubella
ALESSANDRIA - Venerdì 27 settembre, dalle 21.30, presso il Circolo Europa La Casetta si svolgerà una grande
festa per i 30 anni di attività dell’Associazione
Prevenzione Malattie del Cuore di Alessandria.
L’iniziativa, aperta a tutti gli amanti della buona
musica e a quanti hanno a cuore la propria salute, è
realizzata con il patrocinio del Comune di Alessandria
con il supporto del Csva.
Ad essere proposto un programma di musica e
intrattenimento di sicuro successo: la serata, sarà
infatti condotta dallo show man Gianni Naclerio con la
partecipazione del giornalista e presentatore Massimo
Brusasco. Ospiti d’onore della festa saranno Al
Rangone, Franco Ragona, Riccardo Schiavini (Ricky
Show) e i Calagiubella con un imperdibile programma
musicale. Al termine dello spettacolo l’associazione
organizza un buffet per tutti i presenti.
Sarà un momento di convivialità ma anche di solidarietà per celebrare un grande traguardo: 30 anni di
attività di un’associazione di volontariato onlus che, costituita da un gruppo di persone volonterose, è
impegnata sul territorio alessandrino per radicare una necessaria cultura della prevenzione per tutelarsi
dall’insorgere delle malattie cardiovascolari. Come ricorda il dottor Giuseppe Massimelli, presidente di
Apmc, “da 30 anni siamo, al servizio dei cittadini per la loro salute: nelle piazze con elettrocardiogrammi,
visite cardiologiche ed esami vari, nelle scuole parlando di stili di vita salutari, nelle palestre con corsi di
rianimazione cardio-polmonare. Perché la prevenzione è l’arma vincente”.
25/09/2013
Redazione - [email protected]
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a cura dell’Ufficio Comunicazione e Qualità - Ufficio Stampa ASL AL
25 settembre 2013
Tortona
Gli universitari di infermieristica potranno sostenere gli esami a
Tortona
Una buona notizia verso l'autonomia della facoltà: gli studenti non dovranno più recarsi a Novara per gli
esami ma potranno sostenerli in sede a Tortona
TORTONA - Una buona notizia verso l'autonomia della
facoltà: gli studenti non dovranno più recarsi a Novara
per gli esami ma potranno sostenerli in sede a Tortona.
Dopo anni di inertezza e fosche previsioni circa la facoltà,
l'ateneo dle Piemonte Orientale ha compiuto per Tortona
un passo significativo in termini di autonomia,
consentendo di avviare alla sede di Tortona oltre che i
corsi anche le sessioni d'esame, non costringendo più gli
studenti, circa 120, del corso triennale della facoltà di
infermieristica a recarsi a Novara per sostenere gli esami
e le tesi. Le sessioni si terranno nella medesima sede
delle lezioni, in via Bonavoglia, zona Dellepiane. il nuovo
anno accademico inizierà lunedì 7 ottobre, alle 8, per le
matricole che hanno superato il test effettuato nella sede di Novara dell’Università Amedeo Avogadro,
presso Medicina; in quell'occasione sono state selezionate le 30 matricole su 175 che avevano fatto
domanda di iscrizione alla facoltà tortonese.
25/09/2013
Redazione - [email protected]
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a cura dell’Ufficio Comunicazione e Qualità - Ufficio Stampa ASL AL
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