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CLASSE QUINTA
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Mercoledì 16 marzo, nonna Cecilia, una gentile signora che è la mamma della
maestra Elena, ci ha aiutati a festeggiare il 150°Anniversario dell’Unità d’Italia.
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CRONACA E
CLASSE QUINTA
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SCIENZA E STORIA
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CRONACA E POLITICA INTERNA
GIUGNO 2011
A SCUOLA
CONTINUA DALLA PRIMA
CLASSE PRIMA
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 2
IL MIO PRIMO GIORNO DI SCUOLA
Alessandro: mi ricordo che quando siamo venuti in classe abbiamo trovato le
caramelle con il sacchetto arancione.
Nico:io ero vicino a Riccardo, a Lucio, a mia mamma, mio papà e mia sorella.
Ho trovato le caramelle sopra il banco ed ero
contento.
Giovanni:mi avevano accompagnato i nonni
quel giorno, insieme alla mamma e al papà. Il
nonno mi ha fatto la foto e poi tu sei uscita
dalla porta!
Morena V.: mi ricordo quando abbiamo
appeso le foto sul cartellone; ero felice, giocavo con Camilla, Aram e Amira,
anche se conoscevo solo Giuseppe.
CONTINUA DALLA PRIMA
CLASSE QUINTA
FESTA DI NATALE
CLASSE QUINTA
Sabato 11 dicembre noi bambini della scuola
Crispi, con genitori ed amici ci siamo riuniti per
festeggiare il Natale. L’esibizione del nostro coro
“DO RE MI ” è stata come sempre un successo!
Puntuale è arrivato anche Babbo Natale con i suoi
scherzi e le attese caramelle.
Ma non è finita! Anche quest’anno i genitori, oltre
ad allestire il presepe e ad addobbare l’albero di
Natale hanno organizzato pesca e lotteria con
premi superlativi! Ottime anche le torte casalinghe
preparate per l’occasione dalle nostre insuperabili
mamme. E’ stata proprio una giornata fantastica e
quindi ... arrivederci al prossimo anno!
I NUOVI "CRISPINI"
Con il nostro "prezioso" aiuto ogni
bambino ha disegnato e ritagliato la
forma della sua manina su un foglio
colorato e sopra ci ha incollato la sua
foto. Tutte le manine colorate sono
state poi “appiccicate” su un
cartellone e hanno formato un grande
cuore arcobaleno.
Dopo
l’attività
siamo
andati,
cantando, in mensa per fare un
piccolo break e tutti, piccoli e grandi
si sono abbuffati.
È stata veramente un’esperienza
divertente!
UN PANE ARABO SPECIALE
CLASSE PRIMA
L’altro ieri è venuta la mamma di Amira a fare il pane arabo con
noi.
Abbiamo preso farina bianca, semola di grano duro, acqua calda e
sale e abbiamo impastato tutto.
Camilla
Ognuno di noi ha avuto un pezzettino di impasto; lo abbiamo
lavorato con le mani e gli abbiamo dato la forma di un disco.
Poi lo abbiamo cotto in padella con olio e burro e lo abbiamo mangiato.
La mamma è stata così gentile che ha preparato un vassoio di pane arabo per noi da
portare a casa. Il nostro pane arabo era squisito!
Nicolò
Amira
CRONACA E POLITICA INTERNA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 3
A SCUOLA
RACCOLTA DIFFERENZIATA
!
!
CLASSI TERZE
Ieri, 23 maggio, è venuta a trovarci la signora Maurina del CIT per parlarci della raccolta differenziata dei rifiuti. Il CIT è un
consorzio che si preoccupa di garantire l’igiene del territorio mentre la SAVNO si occupa della raccolta e dello
smaltimento dei rifiuti. Ma cos’è un rifiuto? Il RIFIUTO è qualcosa che non uso più e decido di buttare via. Fino al 1997 i
rifiuti a casa venivano raccolti tutti insieme e poi trasportati dagli operatori in discarica. La DISCARICA è un luogo in cui
vengono depositati i rifiuti: viene scelto un terreno,scavata la terra, messo un telo e lì accumulati i rifiuti. Quando la
discarica è piena viene coperta di terra. Quel luogo però non può essere più utilizzato per millenni.Dal 1977 le cose sono
cambiate.Nel tempo la popolazione continuava a crescere e anche la ricchezza. La gente comperava più cose così
aumentavano i rifiuti che sono diventati un problema. Per questo è stato deciso di differenziare la raccolta dei rifiuti in
base al tipo di materiale di cui sono composti.
Nella raccolta dobbiamo seguire la regola delle 3R:
- RIUSO (mi chiedo se devo proprio buttare via quella cosa o posso darlo a qualcuno);
- RICICLO (rimetto in ciclo quel determinato oggetto);
- RECUPERO (un oggetto cambia il suo utilizzo).
La raccolta differenziata inizia a casa. Noi separiamo i rifiuti in plastica e alluminio, vetro, carta-cartone e tetrapak,
umido biodegradabile, secco non riciclabile. Abbiamo imparato che l’unico rifiuto che si trasforma da solo è l’umido che
diventa COMPOST. Il rifiuto secco viene selezionato da una ditta di Spresiano. Il secco pericoloso come pile, bombolette
spray e lampadine viene seppellito in discarica mentre quello non pericoloso viene portato nel TERMOVALORIZZATORE di
Brescia dove viene bruciato. L’energia prodotta dal calore è usata per scaldare l’acqua della città. La cenere che rimane
viene utilizzata nei cementifici e per asfaltare le strade.
CURIOSITA’
Sai che con venti bottiglie in plastica lavate e fuse si confeziona un pile?
Sai che per fare1000 kg di carta servono 2500 kg di cellulosa?
Sai che la carta contenuta in sei campane e poi riciclata permette di salvare tre alberi?
CONSIGLIO - Non sei sicuro che un rifiuto vada nella plastica? Chiediti se è un imballaggio. Se lo è va nella plastica come
tutti gli imballaggi.
RACCOMANDIAMO AI NOSTRI LETTORI UNA BUONA RACCOLTA DIFFERENZIATA: NON PRENDERETE LE MULTE MA
SOPRATTUTTO RISPETTERETE L’AMBIENTE!
P.S. - SPERIAMO DI ESSERVI STATI D’AIUTO!
INCONTRO CON L’AUTRICE
CLASSE QUINTA
Martedì 1 marzo ci siamo ritrovati alla
Scuola Primaria Marco Polo per incontrare
la scrittrice Anna Maria Breccia Cipolat. Ci
ha parlato del suo lavoro e del libro “Gli
Amici di Pegaso”, che è stato letto nelle
classi quinte del nostro Istituto. L’autrice
è una persona vivace e simpatica, di
statura bassa, magra e con i capelli grigi. È
una pensionata ma, essendo stata una
maestra, ha saputo catturare la nostra
attenzione e anche farci divertire. Ci ha
raccontato che ha scritto numerosi libri,
tutti ambientati nella storia e che l’idea di
questo libro, che parla dell’antica Grecia,
le è venuta in mente durante una passeggiata nel bosco. Prima di iniziare a scrivere
però si è documentata in Internet e sui libri
e ha compiuto un viaggio nei paesi di cui
intendeva parlare. E
' ’ bello leggere i suoi
libri perchè ti fanno entrare nel mondo
della fantasia e senza accorgerti impari
tante cose sulle civiltà
antiche. Noi
abbiamo letto con molto interesse il libro
anche perché i protagonisti della storia
sono dei ragazzi come noi.
“GLI AMICI DI PEGASO”
CLASSE QUINTA
Due fratelli di Paestum, una ex colonia greca, vanno
spesso in campagna dai nonni con i loro amici. Lì trovano
anche un cavallo che si chiama Pegaso a cui sono molto
affezionati. Il nonno dei ragazzi gli aveva dato il nome
“Pegaso” perché, quando era ancora un puledrino,
spiccava dei salti così alti che sembrava volasse. Un
brutto giorno il nonno si sente male e, prima di morire sussurra un
messaggio nell’orecchio del nipote che però non ne capisce il significato.
Dopo alcuni giorni, i quattro ragazzini scendono in cantina e trovano, ben
nascosta, una lastra di pietra dove sono scolpite, in rilievo, due fanciulle;
ricoprono la scultura e non svelano a nessuno la loro scoperta. Quando, con
la scuola, vanno in gita a Venezia vedono un
' ’altra lastra di pietra con due
fanciulle girate dalla parte opposta rispetto a quella in cantina. Al ritorno i
ragazzi scoprono che uno straniero vuole comprare la casa della nonna ma,
per fortuna, la nonna ha rifiutato la sua offerta. Succede però che la nonna
scende in cantina e trova tutto a soqquadro. I ragazzi preoccupati per la
lastra di pietra scendono in cantina e, dietro l’armadio trovano un passaggio
segreto. Curiosi di vedere dove porta il passaggio si inoltrano in una galleria
e trovano un vaso che contiene un manoscritto. Aiutati dal cugino Zeno
traducono il manoscritto e scoprono la storia di Pinex, un abile artigiano
della Magna Grecia. Alla fine la nonna non vende più la casa e i ragazzi
possono continuare la vita serenamente con il loro aiutante Pegaso.
P.S.- Se vuoi conoscere la storia di Pinax leggi "Gli amici di Pegaso" lo puoi trovare tra i
libri storici nella biblioteca della scuola.
CRONACA E POLITICA INTERNA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 4
A SCUOLA
“ANCH’ IO HO FAME!”
CLASSI QUARTE
Quando ad ottobre la maestra Leda ci ha proposto di partecipare al Concorso: “Anch’io ho fame!”, abbiamo aderito con
grandissimo entusiasmo e tantissima curiosità: che cosa avremmo dovuto fare? Passo dopo passo, mese dopo mese…
abbiamo capito che questa era davvero un’esperienza straordinaria!
I^ TAPPA:
Nel mese di dicembre alcuni medici della fondazione
Zanetti Onlus, sono venuti a spiegare che nel mondo la
malnutrizione e le malattie derivanti da essa, come le
situazioni sociali difficili, uccidono o invalidano milioni di
bambini ogni anno; noi avremmo osservato da vicino la
situazione nell’Africa centrale. Attraverso un video e
fotografie, ci hanno visivamente illustrato la terribile
realtà in cui essi operano. Siamo rimasti sconvolti nel
renderci conto che non tutti i bambini nascono sotto una
buona stella come noi e, quindi, ci siamo ripromessi di
aiutarli attraverso la sensibilità del nostro cuore, ma
soprattutto di rivedere le nostre abitudini alimentari, nel
rispetto della loro situazione ed anche della nostra salute!
II^ TAPPA
Abbiamo così affrontato l’argomento ALIMENTAZIONE dai
diversi punti di vista delle discipline scolastiche: scienze,
geografia, educazione alla cittadinanza, arte, …
L’Associazione Zanetti con sede a Villorba, per
sensibilizzare il problema, ha richiesto alle scuole
primarie e secondarie della provincia, di partecipare al
concorso pittorico“ Anch’io ho fame!”, con elaborati che
rappresentassero in modo significativo il problema, per
sollevare quel sentimento che ci permette di renderci
partecipi e responsabili nei confronti di tutti!
III^ TAPPA
Anche noi, con questo sentimento e in questa prospettiva,
abbiamo risposto al concorso, realizzando un COLLAGE: il
nostro elaborato rappresentava il mondo diviso in due
parti, dove la zona Nord, raffigurava l’abbondanza e lo
spreco di cibo, mentre la zona Sud, era “tappezzata” di
bambini senza bocca, cioè di coloro che non hanno voce
per esporre il problema della mancanza di nutrimento. Le
loro mani, puntate verso l’alto, cercano di afferrare quel
cibo che non riusciranno a “raggiungere” se non
interveniamo al più presto! POTETE VEDERLO SUL SITO DEL
NOSTRO ISTITUTO!
IV^ TAPPA
Il 6 aprile ci siamo recati presso la villa Zanetti a Villorba
per la premiazione: UDITE, UDITE… SIAMO STATI PREMIATI
COME VINCITORI DEL 2° PREMIO, equivalente alla somma
di 500’00 Euro, da spendere per materiale scolastico!
Abbiamo così riflettuto sui DIRITTI E DOVERI di ogni
bambino di qualsiasi nazione: di vivere serenamente, di
avere una famiglia, di essere curato, nutrito e di avere
un’istruzione: per ricevere tutto ciò deve essere amato!
Per ricordarlo a tutti i nostri compagni della “Crispi”
abbiamo realizzato un maxi pannello esposto nel salone
d’ingresso della nostra scuola!
Ciò che è importante è che noi bambini, meditando su
quanto visto, sentito e realizzato, abbiamo capito che è
importante vivere nutrendoci nel rispetto della nostra
salute, senza sprecare cibo ed acqua, elementi essenziali
per vivere, ma che non tutti possono permettersi!
Anche se poco… non dobbiamo dimenticare che tante
piccole gocce d’acqua riescono a formare un …oceano.
FRUTTA A SCUOLA - DIVERTIRSI IN CUCINA
I PRIMI PASTICCI
CLASSE 2A
Arance, mele, mandarini, fragole ... ma anche carote, sedano e pomodori. Che bontà!
Grande successo per il progetto “Frutta a scuola”.
LA MARMELLATA DI ....
Una mattina di febbraio noi
bambini
di
seconda
abbiamo
fatto
la
marmellata di mandarini.
Prima le maestre ci hanno
letto
gli
ingredienti:
nient’altro che zucchero e
mandarini. Quindi, mani
pulite e grembiule per non
macchiarsi,
abbiamo
iniziato proprio col mettere
lo zucchero in una pentola
antiaderente;
abbiamo
sbucciato i mandarini, li
abbiamo tagliati a metà,
tolto i semini e tenuto da
parte alcune bucce per
tagliarle a striscioline. Il
tutto è finito in pentola con
lo zucchero e l’abbiamo
cucinato per circa un’ora,
mescolando
con
un
cucchiaio
di
legno.
Abbiamo poi lasciato la
marmellata a raffreddare. Il
giorno dopo abbiamo
potuto gustarla con i
biscotti.
UNA BIBITA NUTRIENTE
Ieri
abbiamo
fatto
la
spremuta
d’arancia.
Le
maestre ci hanno portato
nell’aula di scienze e hanno
dato a ciascuno di noi un
piattino, un’arancia e un
coltello. Abbiamo preso
l’arancia e, dopo averla
posizionata,
l’abbiamo
tagliata a metà (dovevamo
tagliare nel punto giusto,
altrimenti poi non riuscivamo
a spremerla bene! – alcuni di
noi avevano un po’ di
paura…). Quando la maestra
ci ha chiamati, uno alla volta
ci siamo avvicinati al tavolo
centrale e abbiamo fatto la
spremuta con lo spremiagrumi elettrico. Abbiamo
versato il succo in un
bicchiere e poi abbiamo
brindato ma … ci è sembrato
un po’ aspro.
UNA CENTRIFUGA DI BONTA’ !!!
:-) :-) :-)
Oggi abbiamo fatto il succo di
mela.Prima la bidella Rita ha detto
alla maestra: - E’ arrivata!
La maestra ci ha detto che era
arrivata la signora Doris che ci
avrebbe fatto vedere come si fa la
centrifuga di mele.
La maestra ci ha subito portati in
mensa, dove c’erano un sacco di
mele in una cassa e un’enorme
centrifuga.
La signora Doris ci ha mostrato
come funzionava.
Prima ha buttato le mele, intere …
con il picciolo, la buccia, i
semini…, dopo le ha spinte un po’
giù; il succo è stato prima raccolto
in una caraffa, quindi versato nei
bicchieri: era molto profumato,
dolce e davvero buonissimo!!
UNA
BEVANDA
...
DELIZIOSA
Una mattina di maggio
siamo andati in mensa
e abbiamo fatto il
frappè di fragole.
Abbiamo usato questi
ingredienti: un po’ di
fragole e latte.
Li abbiamo frullati
insieme nel frullatore.
La maestra ci ha
chiamati vicino e, uno
alla volta, ci ha versato
nel bicchiere un po’ di
frappè.
Era davvero squisito, il
frappè più buono del
mondo!!
CRONACA E POLITICA INTERNA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 5
A SCUOLA
LEZIONI DI FILATELIA
CLASSE QUINTA
Martedì 25 gennaio e mercoledì 2 febbraio sono venuti gli esperti del Circolo Filatelico Numismatico di Vittorio Veneto per insegnarci un
sacco di cose sui francobolli. La prima è stata una lezione teorica: siamo andati nel laboratorio d‘informatica ed abbiamo ascoltato le
loro spiegazioni guardando una vivace presentazione. Il secondo giorno invece abbiamo fatto un lavoro pratico: abbiamo imparato a
staccare i francobolli senza rovinarli. Finito il lavoro ci hanno consegnato, come premio di partecipazione, dei libri in cui viene spiegata
la filatelia, delle cartoline , un segnalibro e un attestato come ricordo.
La pinzetta per
maneggiare il
francobollo
senza rovinarlo.
CURIOSITA
' ’
Il francobollo è un talloncino di carta di solito di piccole
✦
Normalmente
un
francodimensioni che attesta il pagamento di una "tassa" per l’invio
bollo
ha
lati
di
3/4
della posta. E’ generalmente di forma rettangolare ma può
centimetri ma sono stati
essere anche quadrato, rotondo, trapezoidale o di forma utilizzati esemplari molirregolare. Presenta da un lato immagini e scritte e dall’altro to piccoli (1 cm circa di
della gomma che diventa adesiva quando viene inumidita.
lato ) oppure
molto
grande (oltre 10 cm di
lato).
Dentellatura
✦ Sul lato posteriore di
ogni francobollo venCOLLEZIONARE FRANCOBOLLI
Titolo
gono impressi simboli o
parole che si vedono
Vignetta
solo in trasparenza: la
filigrana.
Stato che
ha emesso il
francobollo
La lente
d'ingrandimento
per poterne
osservare i
particolari.
Giornata dell’Arte e della Creatività Studentesca
STORIA
Già gli antichi Egizi e Cinesi
avevano un servizio ed un
sistema postale pubblico
ma il primo regolare
servizio postale si deve ai
Romani.
Il servizio si chiamava
"cursus
publicus",
fu
istituito
dall’imperatore
Augusto
e
teneva
in
comunicazione le diverse
province dell’impero grazie
anche a delle stazioni di
posta
( speciali
edifici
posizionati a regolari distanze tra loro).
Con la caduta dell’impero
romano questo sistema si
sfasciò e venne sostituito da
servizi postali irregolari ed
oc-casionali. Solo nel XV
secolo una famiglia di
Bergamo costituì la prima
compagnia
di
corrieri
(trasportatori di posta).
Finalmente il 6 maggio
1840 è stato inventato il
ALLARGA I TUOI ORIZZONTI
ITALIA
€ 0,65
✦ E’ impossibile collezionare tutti i tipi di
francobolli, per questo i
filatelici si specializzano in raccolte precise:
cartoni animati, sport,
calcio,
fiori,
opere
d’arte, città ...
Valore (espresso nella moneta
dello stato che lo ha emesso)
GLI STRUMENTI DEL COLLEZIONISTA
L'album fornito
Il filigranoscopio: una vaschetta dove
L'odontometro per
di taschine per
mettere il francobollo sulla quale versare misurare la dentellatura.
conservare i
la benzina rettificata
francobolli.
per evidenziare la filigrana.
Come staccare i francobolli?
Per staccare i francobolli dalle buste o dalle cartoline devi immergerle in una bacinella d’acqua. Dopo una ventina di
minuti il francobollo dovrebbe staccarsi. A questo punto lo prendi con la pinzetta e lo metti ad asciugare su un panno o su
un foglio di carta bianca.
IL PLASTICO
CLASSE SECONDE
Noi bambini di 2^A e 2^B abbiamo realizzato il plastico di un
paesaggio.Dapprima abbiamo costruito un parallelepipedo con delle
scatole, disegnando su un cartoncino tutti i lati. Ritagliando,
disegnando finestre, porte ecc., colorando e piegando lungo le linee
abbiamo ottenuto case, negozi.... Per i seguenti edifici abbiamo usato
delle scatole, le abbiamo
scollate, disegnato all’interno e
incollate.Abbiamo poi realizzato degli alberi con l’uso del “didò
casalingo”. Abbiamo preso un cartone abbastanza grande, abbiamo
tracciato le strade principali e le piazze; poi il cartone è stato
tagliato in parti più piccole per poter lavorare in gruppetti.Con i
colori a tempera abbiamo colorato strade, prati, creato dei laghetti
e dei parchi. Non appena il cartone si è asciugato, abbiamo attaccato
edifici ed alberi.Infine abbiamo creato dei cartelli di attenzione, di
obblighi o divieti e disposti nelle varie aree del paesaggio.
Vuoi divertirti anche tu a fare il didò? Segui le istruzioni nel riquadro a
destra.
IL DIDO’
✓ Versare in una terrina due bicchieri di
farina, un bicchiere di sale, 2 cucchiai di
olio di semi, un cucchiaio di cremor
tartaro, un bicchiere d’acqua.
✓ Mescolare il tutto con un mestolo.
✓ Mette re l’impa sto in u na p entola
antiaderente.
l'‘impasto ha preso un po’ di
✓ Quando
consistenza cuocerlo a fuoco lento per
cinque minuti, continuando a mescolare.
✓ Disponi l’impasto sul tavolo e lasciarlo
raffreddare.
✓ Aggiungere all’impasto del colore a
tempera o colorante per cibi a piacere ed
amalgamare con le mani.
GIUGNO 2011
CRONACA E POLITICA INTERNA
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 6
A SCUOLA
Inno di Mameli
ITALIA UNITA ...
BUON COMPLEANNO !!!!!
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
L’EMBLEMA DELL’ITALIA
Dov'è la Vittoria?
CLASSE 2 A
Le porga la chioma,
che schiava di Roma Lo stemma della repubblica italiana è composto da simboli che richiamano alcuni
Iddio la creò.
dei valori fondamentali della Costituzione. Compare su tutti gli atti pubblici. E’
Stringiamoci a coorte, l’emblema dello Stato.
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
L’ULIVO
LA STELLA
l'Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
E’ il simbolo di pace.Richiama l’art.
Appariva nelle antiche
siam pronti alla morte.
11 della Costituzione: “L’Italia
rappresentazioni dell’Italia
Siam pronti alla morte,
ripudia la guerra come strumento
unita, dove splendeva sulla
l'Italia chiamò, sì!
di offesa alla libertà degli altri
fronte di una fanciulla
Noi fummo da secoli
popoli e come mezzo di
calpesti, derisi,
rappresentante la nazione.
risoluzione delle controversie
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
internazionali”.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
LA RUOTA
di fonderci insieme
E’ una ruota dentata
già l'ora suonò.
LA QUERCIA
d’acciaio, che simboleggia
Stringiamoci a coorte,
E’
simbolo
di
solidità,
il lavoro e richiama l’art. 1
siam pronti alla morte.
robustezza e longevità. Indica
Siam pronti alla morte,
della Costituzione:“L’Italia
l'Italia chiamò, sì!
anche la forza di carattere.
è
una
Repubblica
Uniamoci, uniamoci,
democratica fondata sul
l'unione e l'amore
lavoro”.
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
A PORTRAIT OF A SUPERHERO
il suolo natio:
GIUSEPPE
CLASSI QUARTE
GARIBALDI
uniti, per Dio,
Giuseppe
Garibaldi
is
medium
sized, built, strong and very beautiful. He
chi vincer ci può?
has got blue eyes and blond hair. He always wears a red shirt, blue jeans
Stringiamoci a coorte,
and a black hat.He wears a bandana. He can ride a horse. He leads the
siam pronti alla morte.
“Expedition of the Thousand” in Sicily, with the help of Great Britain, to
Siam pronti alla morte,
join Italy together. The unification of Italy is in 1861. We celebrated 150
l'Italia chiamò, sì!
years of the unification of Italy on 17th March 2011. Garibaldi is called the
Dall'Alpe a Sicilia,
“Hero of the Two Worlds” because he fights in South America and in
dovunque è Legnano;
Europe.
ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
HANNO CONTRIBUITO A FARE L’ITALIA
si chiaman Balilla;
CLASSE QUINTA
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Son giunchi che piegano
le spade vendute;
già l'Aquila d'Austria
le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
e il sangue Polacco
bevé col Cosacco,
VITTORIO
GIUSEPPE MAZZINI
CAMILLO BENSO
EMANUELE II
ma il cor le bruciò.
DI CAVOUR
Stringiamci a coorte,
Patriota e pensatore.
E’ stato il primo re
E’ stato un politico e patriota
siam pronti alla morte.
Ispirò il Risorgimento che
d’Italia e ne portò a
italiano.
Fu
il
primo
capo
di
Siam pronti alla morte,
governo dell’Italia Unita e si
portò all’Unità d’Italia.
termine l’unificazione.
l'Italia chiamò, sì!
preoccupò di sviluppare
l’economia
del
Paese.
Soprannominato il “ragno”.
Forse non tutti sanno che ...
CLASSE SECONDE
... dobbiamo alla città di Genova il Canto degli Italiani,
meglio conosciuto come Inno di Mameli. Fu scritto
nell’autunno del 1847 dall’allora ventenne studente e
patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino
da un altro genovese, Michele Novaro.
Quando si suona ...
E’ un po’ il vestito buono delle grandi occasioni. L’inno si
esegue nelle cerimonie ufficiali alla presenza del
Presidente della Repubblica, della bandiera nazionale e in
onore dei Caduti; prima degli incontri sportivi
internazionali e se il più alto gradino del podio è italiano.
CRONACA E POLITICA INTERNA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 7
A SCUOLA
I LIBRI PIÙ BELLI DELLA BIBLIOTECA, SECONDO NOI!
Il principe Oliviero non vuole
lavarsi orsacchiotti
Troppi
I conigli tontoloni allo zoo
Tutto ruote
La sorpresa di primavera
Un nuovo amico di Anna
Chi c’è nel prato
Mister Cucù
Giotto il leprotto
Se dai un biscotto a un topo…
Amici di ogni tipo
CLASSE PRIMA
Morena V.
Nicolò, Amira, Lucio, Aram, Raffaella
Angela, Lamine, Amira
Matteo, Lamine, Lucio, Nicola
Matteo, Amira, Nicolò, Nico
Nico
Lamine
Aram
Aram
Ilhan, Lucio
Lucio, Matteo, Angela
Voglio un bambino in regalo
Lamine, Amira, Aram
 per niente
5  tantissimo
3  tantissimo
4  tantissimo
4  tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
1  abbastanza
2  tantissimo
3  tantissimo
Stupido più stupida
Jacopo, Matteo, Nicolò, Chiara, Lucio, Giuseppe, Angela
7  tantissimo
Chi la fa nel posto giusto
Ahm, ti mangio!
Dieci minuti e vai a letto
Angela
Giovanni
Nicola, Raffaella, Chiara, Amira, Riccardo
 tantissimo
 tantissimo
4  tantissimo
1  per niente
 tantissimo
8  tantissimo
 per niente
 tantissimo
2  tantissimo
 tantissimo
3  tantissimo
4  tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
2  tantissimo
2  tantissimo
 tantissimo
 per niente
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
2  tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
1  abbastanza
12  tantissimo
Adesso ti prendo
Giovanni
Largo ai tontoloni!
Lamine, Matteo, Nico, Angela, Nicolò, Giovanni, Aram, Lucio
Ma io sono una vera principessa Francesco, Chiara
L’isola di Andrea
Super papà
Super MiniMax
Sorpresa, sorpresa
Storie piccine
E’ l’ora del bagnetto
La luna Giovanna
A scuola mamma
Sissi e la bambola
La strega pasticciona
Che cosa farai da grande?
Animali della foresta
L’amore di Bernardo
Dieci piccoli briganti
Le storie della casa curiosa
Il cenone del signor Leone
Le avventure del piccolo pony
Il mago più bravo
Gastone ha paura dell’acqua
Polly e i mostri
Francesco, Nicolò
Alessandro
Nico, Nicolò, Giovanni
Nicolò, Nicola, Amira, Chiara
Morena V.
Aram
Amira
Angela
Camilla
Angelo, Morena V.
Raffaella, Amira
Lamine
Riccardo
Angela
Nicola
Nicolò
Lamine, Chiara
Nicolò
Chiara
Manuel, Nicola, Nico, Lucio, Riccardo, Nicolò, Chiara, Lamine, Giuseppe,
Amira, Giovanni, Morena V., Raffaella
Il camioncino ritrovato
Pippo zozzura
Il piccolo mostro
La gallina bianca e i due gatti
Tristano la peste
Una tempesta mostruosa
Giuseppe
Lucio
Jacopo
Nicolò
Raffaella
Giovanni, Chiara, Giuseppe, Amira, Nico
Towser e l’uovo del mostro
Raffaella, Chiara, Lucio, Matteo
Pinn, il pesce bagnino
Un viaggio per la luna
Nico
Angela
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
 tantissimo
1  abbastanza
1  per niente
3  tantissimo
3  tantissimo
1  abbastanza
 tantissimo
 tantissimo
LA NOSTRA BIBLIOTECA
CLASSE QUINTA
Nella nostra magica scuola c’è una ricchissima biblioteca gestita dai vecchi saggi di quinta. Quest’anno è toccato a noi!
I bambini delle altre classi, i nostri apprendisti, sono sempre venuti con entusiasmo a cambiare il loro libro, con la
speranza di iniziare una nuova fantastica avventura. Di scelte possibili ne avevano molte! Ci sono infatti libri di mitologia,
di musica, di scienze... ci sono fiabe per grandi e piccini, così ognuno può trovare la lettura adatta ai propri gusti, magari
con il nostro aiuto da super esperti. Quando in biblioteca non c’erano ospiti, noi vecchi saggi ci trasformavamo in elfi
“distruttori” e allora risate, scherzi e divertimenti. Quindi, se non volete vedere la biblioteca rasa al suolo, l’anno
prossimo continuate a leggere e a popolare la biblioteca. Buona fortuna ai prossimi vecchi saggi e vi auguriamo di
divertirvi come è successo a noi.
CRONACA E POLITICA INTERNA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 8
A SCUOLA
DALL’ANALISI PEDOLOGICA A DIVENTAR BIOLOGI E ZOOLOGI…IL PASSO E’ BREVE!!!
CLASSI QUARTE
Lo scorso anno ci siamo cimentati a scavare in un settore ben definito del cortile della nostra scuola, chiedendoci: “Cosa
c’è sotto i nostri piedi?” Quante scoperte abbiamo fatto! Quest’anno siamo andati oltre, andando a scorgere la vita nel
sottosuolo: che MONDO sconosciuto e che meraviglia! In questi giorni di maggio stiamo ultimando il lavoro e a settembre
sarà pronto il nostro 2° elaborato-documento, realizzato in Powerpoint, all’interno del Progetto d’Istituto:
“TERRA,ARIA,ACQUA,FUOCO”.Se siete interessati a saperne di più, siamo a vostra disposizione per rispondere alle vostre
domande!
UN ALBERO PER AMICO
CLASSI 2A
C’è un grande amico che ci dona aria pulita, frutti da
mangiare, ombra per riposare… è l’albero!
E allora, al termine di un percorso che ci ha aiutato a
conoscere meglio anche le piante del nostro giardino, vi
proponiamo questa bellissima poesia…
FESTA DEGLI ALBERI
CLASSI SECONDE
Il 26 maggio abbiamo fatto festa. Il 2011 è l’anno delle
foreste, noi abbiamo trasformato il giardino della
scuola. In dicembre abbiamo vinto il concorso “Come
vorrei
il
giardino
della
mia
scuola”
e
la
Cia
(Confederazione italiana agricoltori) di Treviso ci ha
ALBERO
regalato 5 alberi. Un corniolo, un pero, un melo, un
Albero, amico mio,
ciliegio e un albicocco sono diventati il nostro frutteto. E’
la musica degli uccellini non ti pesa
una bella responsabilità accudirli e curarli e noi lo
ed il vento ti sfoglia
faremo. Insieme ai bambini di quarta abbiamo creato un
con dita che non si vedono.
percorso
Albero, sei come me,
all’Assessore per l’ambiente, alla signora della Cia e alla
ascolti la voce del silenzio,
tivù tutto quello che abbiamo studiato. Il prof. Toniello
agiti le foglie
ci ha fatto un grandissimo regalo: portarci i microscopi e
come mani che tremano nel vento.
farci vedere
Albero, amico mio,
animali della lettiera, una goccia con il muschio e i
tu guardi il cielo
parassiti delle piante.
come io lo guardo
Ci hanno fatto compagnia tutti i bambini della scuola
e il sole danza tra i rami
che hanno cantato con noi e hanno fatto il percorso a
gioia degli uccellini.
quiz. Eravamo davvero esperti tanto che alcuni genitori
ci hanno chiesto di suggerire le risposte! Infine quasi
Minou Drouet
per
mostrare
ai
nonni,
alla
Dirigente,
tutto quello che è invisibile, come gli
tutti sono diventati scienziati o aiutanti di laboratorio.
RICONOSCI GLI ALBERI INTORNO ALLA SCUOLA
CLASSI SECONDE
Abbiamo studiato gli alberi, vediamo se sei un esperto come noi!
Osserva, unisci albero e foglie al nome dell’albero osservato.
ACERO
GINGKO
MAGNOLIA
Quale albero tra questi è un sempreverde?
..................................................................................
Come sono disposte sul ramo le foglie del gingko?
ACERO
..................................................................................
Che forma hanno i frutti dell’acero?
..................................................................................
CONCORSO: “I QUADERNI DEL CITTADINO”, indetto dal Ministero dell’Istruzione
CLASSI QUARTE
Abbiamo aderito all’iniziativa con grandissimo entusiasmo: il lavoro ci ha impegnato a partire dallo scorso anno
scolastico, ma ne è valsa davvero la pena! Quante cose abbiamo imparato sulla nostra cara Italia, tra i più giovani Stati
europei, ma ricca di storia, di cultura, di opere d’arte! Ormai esperti di Concorsi, abbiamo inviato il nostro elaborato
“libro- bandiera” all’Ufficio Scolastico Regionale e, fiduciosi, abbiamo atteso!!! UDITE, UDITE, UDITE… primi classificati tra
le scuole primarie della regione Veneto e il nostro elaborato, giunto ormai da un bel po’ alla sede del Ministero
dell’Istruzione a Roma, è in attesa di un nuovo (e speriamo altrettanto positivo!!!) giudizio!
SCIENZA E STORIA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 9
EVASIONI SCOLASTICHE
ALLA SCOPERTA DI VITTORIO VENETO
CLASSE QUINTA
Pur essendo vittoriesi non conoscevamo molto bene la nostra città, così
abbiamo dedicato due giornate alla sua scoperta. Prima di avventurarci
nell’esplorazione però, ci siamo divisi in gruppi e, grazie ad internet, ci
siamo documentati. Ciascun gruppo ha preparato una presentazione dei
luoghi che dovevamo visitare. Il primo giorno siamo partiti a piedi e ci
siamo recati nella vicina Piazza Meschio. Da lì, passando per i Frati siamo
arrivati in Piazza Giovanni Paolo I°; qui la sosta è stata un po’ più lunga
perché le cose da vedere erano davvero tante. Abbiamo poi proseguito
verso Salsa per giungere in Piazza Del Popolo che si trova in centro. Il
secondo giorno siamo partiti dalla scuola e, con l’autobus siamo saliti a Nord fino a Santa Giustina. Da lì
siamo scesi a piedi a Serravalle dove abbiamo ripreso l’autobus per tornare a scuola. Durante le due visite
abbiamo visto molti luoghi interessanti; sono state proprio due uscite con i fiocchi! Con le informazioni e le
foto raccolte, abbiamo creato una presentazione in PowerPoint che potrete trovare nel Desktop nell’account
“studente” dentro la cartella “Alla scoperta di Vittorio Veneto”.
Al pastificio
CLASSE QUINTA
Giovedì 4 novembre siamo andati
in gita con la nostra classe al
pastificio Jolly Sgambaro a
Castello di Godego. Siamo partiti
con il pulmino verso le 8:20 e alle
9:30 siamo arrivati a destinazione.
Appena arrivati al pastificio
abbiamo fatto subito merenda. La
nostra avventura è iniziata in una
stanza che si chiamava "La stanza di Pinocchio." Lì
abbiamo fatto il gioco delle indagini e gli agenti segreti
00S e 00F, raccontandoci la storia di Chicco Duro, ci
hanno fatto scoprire le caratteristiche principali del grano
usato nel pastificio Jolly. Finita l’animazione abbiamo
indossato un mantello e un cappello bianchi e abbiamo
incominciato la visita al mulino. Salendo le scale i due
agenti segreti ci hanno dato dei semi di grano duro:
dovevamo masticarli senza inghiottirli e trasformarli in
"ciunga"; mentre masticavamo continuavamo la visita.
Abbiamo visto i macchinari per pulire il grano, per
macinarlo e per setacciarlo. E' in questi locali che
vengono separati la crusca, la semola, il semolino, il
semolone e il tritello. Alla fine del percorso nel mulino,
l’agente 00S ha chiesto chi fosse riuscito ad ottenere la
"ciunga": solo tre bambini e le maestre c’erano riusciti.
Grazie a loro ci siamo guadagnati un premio finale. La
visita è proseguita nel pastificio dove abbiamo visto la
farina trasformarsi in impasto e poi, nel reparto
trafilatura, in pasta di diverse forme. Abbiamo anche
visto i forni per l'essicazione e i macchinari per
impacchettare la pasta. Per finire siamo andati nel
magazzino del pastificio dove un braccio meccanico
prendeva i pacchi di vari tipi di pasta e li inscatolava.
All’uscita dalla fabbrica le nostre accompagnatrici ci
hanno consegnato il nostro premio: un pacchetto di
spaghetti e uno di pennette a testa.
Era ormai l’ora di pranzo così abbiamo proseguito verso
l’istituto "Don Bosco". Lì, in un ampio ed attrezzato
giardino abbiamo fatto
pic-nic ed abbiamo anche
giocato a calcio e pallavolo. Ci siamo divertiti un
mondo!!! E soprattutto abbiamo imparato molto sulla
produzione della pasta.
Dal grano alla farina
In autunno il grano viene seminato e a fine
primavera maturano belle spighe alte e dorate.
I chicchi di grano, tolti dalle spighe, vengono messi
in grandi magazzini.
Mediante apparecchi speciali e attraverso passaggi
successivi, i chicchi vengono puliti da tutte le impurità
come polvere e semi estranei.
I chicchi finiscono in delle macine dove vengono
"masticati" ben 28 volte.
Il setacciamento, che serve per separare la crusca
dalle altre farine, ha luogo in dei cubi che vengono
scossi con forza.
Dalla farina alla pasta
La farina di semola e l'acqua vengono mescolate
insieme. L’impasto ottenuto è giallo e simile al pongo.
L‘impasto, morbido ed elastico, passa attraverso una
macchina munita di trafile , delle “ruote” di legno e
alluminio con buchi di forma diversa. Così si ottengono
le diverse forme di pasta.
La pasta, viene messa in dei grandi forni dove avviene
l’essiccazione.
La pasta passa in speciali macchine e viene
impacchettata in sacchetti semitrasparenti a forma di
cuscino.
Una macchina inscatola i pacchetti di pasta e li
conduce all’immagazzinamento.
SCIENZA E STORIA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 10
EVASIONI SCOLASTICHE
Cose buone dall’orto
CLASSE PRIMA
Ieri siamo andati in visita alla fattoria Panegai. Abbiamo visto gli animali e abbiamo
mangiato cose squisite. Maiali, mucche, conigli, faraone, pecore, galline, tacchini e pavoni;
questi ultimi non ci hanno aperto la coda … Che peccato, ci tenevamo così tanto a vederla!
Abbiamo osservato tante verdure: carote, ravanelli, porro, cipolle, basilico, insalata, fiori di
zucca, sedano e prezzemolo. La signora ci ha dato da mangiare una
focaccia con rosmarino, una pizzetta e le crostate con marmellata
di more, lamponi e albicocche. Che buone!! Abbiamo fatto anche
un laboratorio interessante: ci hanno bendato e fatto toccare,
annusare ed assaggiare alcune verdure. A tre di noi è toccato il
porro!!
Esploriamo il mondo con i nostri sensi
ci sono bambini,
città e case
(Lamine)
dove
possiamo
crescere
(Chiara)
è un pianeta
(Lucio, Giovanni)
la terra tiene su le
persone
(Raffaella, Nicola)
I RAPACI
CLASSE PRIMA
DEL MONTE GRAPPA
è il mondo
(Chiara, Camilla, Matteo)
è un pianeta, è
una palla che si
vive
(Nico)
il terreno è
pieno di frutti
(Angelo)
è dove si può
camminare
(Ilhan,
Camilla)
serve per
tenere su
le cose
(Aram)
CHE COS’E’
LA TERRA ?
è la
natura
(Angela)
l
a terra è la
terra
(Jacopo)
dove nascono le
piante e vivono gli
insetti sotto terra
(Aram, Alessandro)
ha dell’ossigeno che
ha fatto iniziare la
vita sulla terra
(Francesco)
ci sono
tutti i paesi
che
parlano
tante
lingue
(Amira)
è un pianeta dove ci sono
tutti i bambini del mondo
(Angelo, Francesco,
Morena)
CLASSI SECONDE
Lunedì 4 ottobre 2010 - Dopo
un lungo tragitto siamo
arrivati al tornante dodici della
salita al Monte Grappa e
davanti ad una strana porta di
legno, con a guardia una
scultura a forma di gufo,
abbiamo fatto la merenda.
Prima delle 10.30 nessuno può
entrare perché i rapaci devono
rigurgitare una pallina di pelo
ed ossa, ciò che non riescono a
digerire delle loro prede. I
falconieri
e
la
guardia
provinciale ci hanno raccomandato di non fare confusione e noi siamo stati
strabravi! Alle 10.45 siamo
entrati in fila indiana, in
silenzio e quatti quatti. Sugli
scalini tantissimi funghetti
gialli, sulla collina rocce
bianche, erba e tronchi stesi a
terra disposti come le panche
di un circo, poi tante grandi
gabbie.Che emozione vedere
il volo dell’avvoltoio, dei falchi,
dei gufi e dell’aquila reale!
I falconieri dritti, con il braccio
guantato, chiamano per nome
il rapace, fischiano, battono la
mano sul guanto per invitarlo a
raggiungerli e … eccolo arrivare ad ali spiegate, veloce,
magari passando vicino vicino
alle nostre teste. Che sorpresa
osservare l’aquila sul braccio
del suo istruttore, guardarlo
fiera e seria.
Una gita davvero fantastica!
SCIENZA E STORIA
GIUGNO 2011
TUTTI A VENEZIA
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 11
EVASIONI SCOLASTICHE
CLASSE QUINTA
Ore 7.50 ritrovo in stazione. Noi di quinta della
scuola Fancesco Crispi ci troviamo nella
stazione del centro di Vittorio Veneto. A mano
a mano che arriviamo le maestre ci
distribuiscono cartellini e biglietti del treno
che ci permetteranno di raggiungere la nostra
meta: VENEZIA!
Ore 8.10 si parte! Tutti insieme saliamo in
treno, ci sistemiamo comodamente sulle
poltroncine e ancor prima che il treno parta ci
organizziamo
per
passare
il
tempo
divertendoci.
Ore 9.30 arrivo al traguardo! Finalmente a
Venezia! Pian pianino, tra strette calli, ampi
campielli e faticosi ponti, ci avviamo verso
palazzo Balbi, la prima tappa della nostra
visita.
Dalle ore 10.00 alle ore 11.00 scopriamo palazzo
BALBI. Nell’atrio del palazzo incontriamo la
nostra guida: Filippo, che ci accompagnerà
nella visita. Prima visitiamo il piano terra e poi
il primo piano detto anche piano nobile dove
viveva la famiglia del proprietario.
Dalle ore 11.00 alle ore 12.00 gioco “ alla
scoperta della nostra regione”. Eccoci nella sala
della Giunta regionale dove giochiamo ad
indovinare la risposta giusta, se indoviniamo
minimo sette risposte su dieci, riceveremo in
cambio un premio.
Dalle ore 12.00 alle ore 12.20 merenda a palazzo
Balbi. Alla fine del gioco usciamo dalla sala della
Giunta con i nostri premi e, ci troviamo davanti
ad una tavolata con pizzette e bibite.
Ovviamente alcuni nostri compagni … si
abbuffano, lasciando alle maestre una sola
pizzette a testa.
Dalle ore 12.30 alle ore 12.45 pranzo al sacco.
Lasciamo velocemente palazzo Balbi perché
siamo in ritardo per l’appuntamento con la
nostra guida. Ci dirigiamo verso la stazione e
pranziamo a velocità supersonica.
Dalle ore 12.45 alle ore 15.40
a spasso per
Venezia. Incontriamo la nostra guida che detta
subito delle regole. Si parte! Camminiamo per
Venezia, e la guida Silvia ci propone un gioco
divertente … Se siete incuriositi scopritelo
proseguendo la lettura.
Ore 16.18 partenza da Venezia. Ancora una volta
siamo in ritardo e rischiamo di perdere il treno!
Percorrendo il tragitto di ritorno quasi
correndo, riusciamo a salire poco prima che il
treno parta e, come avrete già capito,
riprendiamo la “cagnara” lasciata in sospeso
alla mattina.
Ore 18.00 fine del nostro viaggio. Che peccato il
nostro viaggio è finito. Alla stazione
incontriamo i nostri genitori, che ansiosi ci
aspettano.
Siamo a Venezia, a palazzo Balbi, la sede della Filippo, la nostra guida a
regione Veneto. Ci troviamo in un ambiente Palazzo Balbi, è un
spazioso ed accogliente, la sala della Giunta giovane di circa 30 anni,
Regionale, e siamo comodamente seduti su alto e piuttosto magro. I
eleganti sedie rosse decorate con il Leone di suoi capelli sono neri e gli
San Marco. Davanti a noi, sul tavolo, dei occhi marroni e molto
vispi.
Riesce
a
cartellini che riportano nome e cognome dei
componenti della Giunta e il loro ruolo. Dopo
una breve ma interessante lezione sul
funzionamento della regione cominciamo un
gioco: la nostra guida ci legge delle domande
(alcune riguardano la breve lezione che ha
preceduto il gioco) e noi dobbiamo
rispondere come se fossimo dei veri assessori
cioè alzando la mano per votare. Il segretario
non vota ma ha il compito di registrare il
numero di mani alzate. Si segna la risposta
scelta dalla maggioranza e se riusciamo ad
indovinare più di sette risposte su dieci
vinciamo un regalo. Noi ne indoviniamo nove
quindi vinciamo un cappellino azzurro con la
scritta Regione del Veneto, e due opuscoli
uno intitolato "Palazzo Balbi per un dialogo
con i giovani" e l’altro "Storia breve dei
Veneti". È divertente imparare giocando e,
soprattutto, non si fa fatica!!!!!!!!!!!!!
La nostra guida, di nome Silvia, ci ha divisi in
cinque gruppi ai quali ha assegnato i nomi
delle principali civiltà che hanno influenzato
Venezia: Mori, Persiani, Ebrei, Tedeschi e
Armeni. Ed ecco comincia il gioco!! Silvia
inizia svelandoci alcuni segreti delle diverse
popolazioni e prosegue ponendoci alcune
domande: per rispondere dobbiamo guardarci intorno e ripensare alle sue spiegazioni.
Ad ogni risposta esatta ci assegna diversi
punti che si accumulano anche in base al
nostro comportamento. Mentre ci fa giocare,
ci fa girare per le vie di Venezia. Uno degli
ultimi giochi molto divertente consiste
nell’individuare tra i passanti i veneziani e
domandare loro la traduzione del nome
antico di alcuni mestieri. Un gruppo chiede
aiuto a due gondolieri, che scherzando e
divertendosi, non aiutano molto, mentre un
gruppo con una fortuna sfacciata becca una
signora che si era laureata con una tesi
proprio sui nomi dei lavori in veneziano
antico. Alla fine, dopo giochi istruttivi e risate
a volontà siamo stanchi morti ma conosciamo
molte curiosità e zone caratteristiche di
Venezia.
coinvolgere tutti perché è
molto
simpatico
e
competente ma anche
scherzoso. Parla con un
linguaggio adatto a noi e
talvolta
gli
sfugge
qualche parola in dialetto
veneziano: que-sto lo
rende davvero spiritoso.
Nonostante questo, però,
riesce a farsi rispettare
da tutti; non accetta
proprio la confusione e
mentre spiega vuole che
ci sia assoluto silenzio.
Alla fine della visita si
dimostra
anche molto
generoso infatti ci regala
un cappello e dei libretti
che descrivono la storia
di Venezia e di palazzo
Balbi.
Silvia è la nostra guida
veneziana e ci accompagna nell’esplorazione
di alcuni quartieri di
Venezia. È una giovane
signora non molto alta e
di corporatura normale.
Ha capelli castani e occhi
vivaci ed attenti che ci
tengono tutti sotto controllo. Ha un tono di voce
lieve ma si fa comunque
rispettare e grazie ad un
microfono portatile può
parlare sottovoce. È di
carattere gentile e non
perde mai la pazienza:
quando siamo distratti ci
chiama per nome e continua la spiegazione come
se stesse parlando solo
con noi. Dimostra di
amare e conoscere molto
bene la sua città; è così
preparata che parla a ruota libera, senza pensare
un attimo!
GIUGNO 2011
SCIENZA E STORIA
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 12
EVASIONI SCOLASTICHE
AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI ODERZO
CLASSE QUINTA
Il giorno 5 maggio 2011 siamo andati a Oderzo in
visita al Museo Archeologico. Girando nelle varie
stanze ed osservando reperti archeologici, abbiamo
“ricostruito” la giornata di un’antica romana. Ecco
com’ è andata …
“Sono Lucilla, una ricca patrizia e questa che vi
racconto è una delle mie solite giornate.
Ai primi raggi del sole mi sveglio e con una campanella chiamo il mio servo Lucius che accorre premuroso. Appena
indossata la tunica vado a fare colazione a base di legumi, formaggio e olive. Prima di uscire faccio tappa al larario dove
mio padre onora le nostre divinità domestiche che ci proteggeranno durante tutta la giornata.Al termine delle preghiere
Lucius prende uno sgabellino, alcune tavolette di cera e uno stilo, che mi serviranno per la scuola, e ci dirigiamo al foro.
Lì mi aspetta il mio maestro severo e determinato, che non esita ad usare la bacchetta. Inizia subito con un dettato e io
prego di non fare errori. Finito di scrivere vado a farmi correggere e, grazie a Giove faccio soltanto un errore così mi
prendo solo una bella sgridata. Lucius mi comunica che, su ordine di mio padre, dobbiamo andare al porto per comprare
un’anfora di “falerno”, un vino pregiatissimo che viene dai colli laziali.
Arriviamo mentre stanno scaricando le grandi anfore così, per ingannare il tempo, mi avvicino a due mie amiche e insieme
giochiamo con i dadi di argilla. Quando sto proprio per vincere Lucius mi chiama e, insieme ad altri due servi mandati da
mio padre con un carretto, portiamo a casa il “falerno”.
Questa sera ci ci sarà festa: i miei genitori banchetteranno allegramente con la famiglia del mio futuro sposo. Io però
mangerò in un angolo, seduta su uno sgabellino, e subito dopo il tramonto dovrò andare a letto, accompagnata dal mio
fedele Lucius che, con una lucerna ad olio mi illuminerà la via”.
AL PARCO ARCHEOLOGICO DEL LIVELET
CLASSI QUARTE
Il 18 ottobre 2010 ci siamo recati al parco archeologico didattico del Livelet, per fare un balzo nel passato e scoprire
come si viveva nella preistoria. Il parco è situato tra le colline delle Prealpi Trevigiane, precisamente nella Valsana, dove
si trovano i laghi di Revine. Proprio sulle sponde occidentali di uno di questi laghi, il lago di Lago, si trovano le
ricostruzioni di tre capanne su palafitte. Le tre capanne rappresentano tre periodi diversi della preistoria: il Neolitico,
l’Età del rame e l’Età del bronzo. Le palafitte vengono così chiamate perché costruite su un grande numero di pali,
profondamente fissati su un terreno coperto d’acqua. Nel 1987 gli archeologi hanno scoperto dei reperti che
documentavano che in questa zona viveva una civiltà. Si trattava di una piccola comunità che si dedicava soprattutto
all’agricoltura e all’allevamento, meno alla caccia, alla raccolta e alla pesca. Ogni abitazione su palafitta, era provvista di
un focolare usato per riscaldarsi e per cucinare. Il tetto era costruito con più strati di canne lacustri e ai lati, presentava
delle aperture per la fuoriuscita del fumo. All’interno le capanne erano dotate di soppalchi, probabilmente usati come
dispensa o come laboratori per il nucleo familiare. Il tutto ci ha molto interessato soprattutto perché abbiamo potuto
assaporare dal vivo la storia che avevamo studiato.
LE ICONE
CLASSE QUINTA
Venerdì 3 dicembre siamo andati a visitare una mostra di icone “scritte” dalla signora Nikla De Polo. Le icone, immagini
religiose che rappresentano Gesù, Maria e i santi, erano esposte in un’ampia sala del seminario di Ceneda.
Al nostro arrivo siamo stati accolti dall’artista stessa che ha iniziato la spiegazione raccontandoci che ha
cominciato ad interessarsi alle icone molti anni fa, dopo la morte di suo figlio. Ha detto che scrivere icone le
dava sollievo, la consolava. Ci ha spiegato che prima di scrivere un’icona studia la parte di
vangelo a cui si riferisce; dopo essersi documentata deve preparare accuratamente la tavola di
legno e, finalmente, può iniziare il disegno. Finita la spiegazione abbiamo potuto rivolgerle
alcune domande sul suo lavoro alle quali lei ha risposto con molta gentilezza e serenità.
Ci siamo infine spostati in un’altra stanza in cui erano esposte le numerose icone della signora Nikla. Erano
davvero molto belle! Tutte “scritte” con colori intensi: blu, rosso, oro… per gli iconografi ogni colore ha un
significato preciso, ad esempio l’oro è simbolo della regalità. Alcune icone erano anche impreziosite da
pietre e perline. SCIENZA E STORIA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 13
EVASIONI SCOLASTICHE
La leggenda delle Anguane
GITA A CALALZO
CLASSI TERZE
Ieri, 29 settembre, noi alunni delle classi terze siamo andati in gita a
Calalzo con le maestre. Alle 9.22, con cinque minuti di ritardo, abbiamo
preso il treno. E’ stato divertente perchè eravamo in gruppo così chiacchieravamo e ci raccontavamo barzellette.Abbiamo visto tanti laghi e un
bel paesaggio che, man mano procedavamo, si faceva sempre più montuoso.Arrivati a Calalzo abbiamo trovato ad attenderci Il Sindaco, la signora
Martina e il signor Dino che ci avrebbe fatto da guida.
Col pulmino siamo andati a Pieve di Cadore per visitare il museo
archeologico. Abbiamo visto vari tipi di reperti: i simpuli, che sono una
specie di mestoli,statuine, ossa di animali, armi e utensili vari trovati nel
Sito di Lagole, luogo sacro per gli antichi Veneti.Loro scoprirono che
l’acqua del laghetto di Lagole curava le ferite e alcune malattie, infatti è
un’acqua termale. Gli antichi Veneti credevano che l’acqua fosse un dono
della loro dea Trumusiate. Per ringraziarla costruirono un santuario in suo
onore e, di tanto in tanto, le portavano dei doni, i reperti che abbiamo
potuto ammirare. Dopo una buonissima pizza offertaci dal sindaco, siamo
andati al laghetto di Lagole. Intorno c’erano tante cascatelle di acqua
ferruginosa e solforosa e tanti torrentelli formati dalle polle d’acqua; sotto
l’acqua i sassi erano tutti rossi! Abbiamo assaggiato l’acqua: per alcuni era
buonissima, per altri veramente cattiva!Nonostante il tempo fosse brutto,
il lago era bellissimo però, se vi fossimo caduti dentro, saremo diventati
dei ghiaccioli!
Arrivati con il treno a Vittorio, abbiamo trovato ad attenderci i nostri
genitori.
CLASSI TERZE
Tanto tempo fa, a Calalzo, nella zona di
Lagole, vivevano le Anguane. Le Anguane
avevano il busto da donna e la parte
inferiore del corpo da capra. Avevano
lunghi
capelli
fulvi.
Erano
creature
magiche molto dispettose. Gli abitanti di
Calalzo non ne potevano più dei dispetti
delle Anguane perciò andarono da un
mago
per
chiedergli
aiuto.
Il
mago
promise che ci avrebbe pensato lui.
Costruì una croce di legno d’ebano che
proteggeva dai sortilegi delle Anguane. Poi
andò al lago con un carro; disse alle
Anguane che in paese c’era una festa e che
loro erano state invitate. Tutte le Anguane,
felici, salirono sul carro. Il mago prese la
croce, la alzò e pronunciò delle parole
magiche. D’un tratto le Anguane sprofondarono sotto terra. Da allora non si
sono più viste però si dice che a volte si
trasformino
in
bisce
e
vengano
in
superficie per vedere cosa succede.
ORCHESTRA IN GIOCO
CLASSI TERZE
Martedì 29 marzo siamo andati al teatro di Pordenone per
assistere all’esecuzione dell’Eroica di Ludwig Van
Beethoven. L’Eroica è costituita da quattro parti: l’ “Allegro
con brio”, la “Marcia funebre”, lo “Scherzo” e il “Finale.
A teatro c’era un’orchestra con il direttore che ci ha guidati
in quest’esperienza. Ci ha presentato i vari strumenti
musicali: i violini, le viole, gli strumenti a fiato, il
contrabbasso, i violoncelli e i timpani.Martina è salita sul
palco a dirigere l’orchestra come il direttore le aveva
spiegato. Martina alzava il braccio mentre il respiro la
seguiva, poi lei abbassava il braccio e il respiro la seguiva
ancora; in quel momento l’orchestra iniziava a suonare:
che suono intenso facevano gli strumenti!!!
Prima che iniziasse la sinfonia, il direttore ha proiettato un
foglio su cui erano stati fatti dei disegni corrispondenti alle
varie parti dell’opera. Anche noi in classe abbiamo fatto
questo lavoro che ci ha aiutato a riflettere meglio sull’opera che stavamo ascoltando.
Ascolta anche tu l’eroica e, se vuoi, riempi con i tuoi disegni gli schemi qui a fianco.
VITTORIO FILM FESTIVAL
CLASSE QUINTA
Quest’anno le classi terze e la classe quinta hanno partecipato al “Vittorio Veneto film festival”, non come spettatori ma
come giudici. Per tre giornate consecutive siamo andati al cinema Verdi ed abbiamo assistito alla proiezione di tre film
diversi. Ogni giorno, dopo il film, ci veniva proposta un
' ’attività divertente; il primo giorno per esempio dei ragazzi sono
saliti sul palco per cantare, ballare o suonare. Il giorno in cui è stato proiettato il film “Ricky Rapper", è venuta a trovarci zia
Serena, una delle attrici, che è stata molto paziente a rispondere alle nostre numerose domande. L’ultimo giorno abbiamo
espresso il nostro giudizio ed abbiamo votato il film che ci era piaciuto di più; ha vinto “Ricky Rapper e il ladro di bicicletta”.
CULTURA E SPETTACOLO
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 14
EVASIONI SCOLASTICHE
CONCORSO DI VIOLINO
CLASSE QUINTA
Venerdì 1 ottobre alle ore 8:30 ci siamo recati al Collegio San Giuseppe per assistere alle audizioni per il concorso di
violino. Dopo un tragitto durato circa mezz’ora siamo arrivati a destinazione e ci siamo accomodati sulle sedie a noi
riservate nell’aula Magna del collegio. Subito è iniziata la prova del primo concorrente. I ragazzini emozionati si esibivano
davanti ad una commissione composta da cinque giudici.Tutti comunque sono stati molto bravi. Dopo circa un’ora siamo
usciti e un signore ci ha fatto i complimenti perchè durante l’esibizione siamo stati attenti e silenziosi. Quando siamo
ritornati a scuola, eravamo felici e soddisfatti di aver ascoltato i giovani violinisti.
DESCRIVIAMO ...
... L’AMBIENTE
Siamo in una grande stanza al
Collegio San Giuseppe: è l’
aula Magna. Appena entrati
colpiscono l’attenzione alcune
grosse colonne, tonde e molto
alte. L’arredamento non è
proprio il massimo perché le
ampie tende hanno un colore
triste. Le finestre per fortuna
sono grandi e lasciano entrare
tanto sole. In fondo alla stanza
si trova il palco: è fatto di
legno lucido ed è spazioso.
Nell’angolo sinistro del palco è
stato posizionato un grande
pianoforte a coda, è nero e
molto lucido. Le luci di alcuni
fari sono indirizzate verso il
palco perché è lì che i ragazzi
suoneranno il violino e
dovranno vedere bene le note
sugli spartiti.
Qua e là ci sono numerose
piante che addobbano la
stanza;
sono
bellissime
perché di un verde molto
vivace e guardarle ti mette
allegria. Ben allineate ci sono
numerose poltrone nere, non
proprio comode.
... GLI STRUMENTI
ll violino
Il violino è uno strumento costruito con
legno color tabacco dalle sfumature
chiare e scure. Ha delle corde: quelle
più grosse producono suoni gravi,
quelle più fine suoni acuti. Ha anche un
manico scuro alla fine del quale ci sono
quattro “piroli” che servono per
regolare la tensione delle corde. Sulla
cassa armonica che serve ad
amplificare il suono del violino, c’è la
cordiera da dove partono le corde e la mentoniera nera
che serve ad appoggiare il mento. Il violino si suona con
l’archetto che viene strofinato sulle corde o con le dita
che le pizzicano. Il suono del violino è dolce e un po’
malinconico ma quando sbagli si sentono gli stridii,
suoni molto fastidiosi. Prima di suonare il violino deve
essere accordato con altri strumenti, ad esempio con il
pianoforte.
Il pianoforte a coda
Il pianoforte a coda è uno
strumento grosso e nero fabbricato
con il legno. Si suona premendo dei
tasti che fanno vibrare le corde e
producono la musica desiderata. La
tastiera è formata da tasti bianchi e
neri, quelli bianchi sono d’avorio e
quelli neri di ebano; è molto lunga e
può produrre suoni acutissimi o
molto gravi. Il pianoforte ha tre gambe e tre pedali.
IMMAGINIAMO DI ESSERE ...
.... IO GIUDICE
Eccomi qui al Collegio delle
“Beppe” perché è venuto il
momento del concorso di violino
a Vittorio Veneto e io sono stato
nominato presidente della giuria.
Anch’io come i concor-renti sono
agitato; sono vestito con degli
abiti molto eleganti e sono molto
preoccupato per i voti che dovrò
mettere ai musicisti. Non so
neanche chi sono gli altri giurati,
speriamo che capiscano qualcosa
di musi-ca!!!!!! Ecco, la prima
concorrente si sta per esibire.
Ah!!! Ha già sbagliato, speriamo
che
recuperi
durante
l’esecuzione del brano. Oh no, un
altro errore. Dall’espressione
degli altri giudi-ci, mi pare che
anche loro non apprezzino
molto. Per fortuna ha finito di
suonare non era per niente brava.
Speriamo che gli altri concorrenti
vadano meglio!!!!!!!!!!!!
... IO SPETTATORE
Mi chiamo Amela e oggi
sono al Collegio San
Giuseppe per vedere dei
ragazzini che suonano al
concorso di violino. Sono
talmente emozionata dalla
musica che rimarrei ad
ascoltare per un giorno
intero. Mi piace proprio il
timbro del violino! Come si
sente che quei ragazzi si
sono
esercitati
duramente. È un piacere ascoltarli, bravi come sono! Sono
tutti emozionati con gli
occhi spalancati ed eccitati,
si muovono in continuo. È
già passata un’ora!! Devo
uscire per tornare a scuola.
Che piacere ricevere i
complimenti per il silenzio
che ho mantenuto durante
le esibizioni!!!!!
... LE PERSONE
Siamo al Collegio San Giuseppe
e stiamo ascoltando dei
violinisti che suonano. Ci sono
alcune suore vestite di nero, con
il colletto bianco; in testa
indossano un velo nero. Una di
loro accompagna degli scolari
con il grembiule simile, nel
colore, all’abito delle suore. I
concorrenti sono tutti molto
eleganti, così come i giudici e i
genitori che accompagnano i
propri figli. I violinisti si
distinguono, oltre che per
l’abito, perché sono agitati e
non riescono a star fermi.
Anche i loro genitori sembrano
preoccupati,
probabilmente
hanno paura che non riescano a
suonare senza errori. I giudici
sono seduti dritti sulle loro
sedie, concentrati e attenti alle
esecuzioni;
ogni
tanto
prendono appunti. I genitori si
muovono da una sedia all’altra
per vedere meglio i figli
all’opera, per fotografarli o
riprenderli, senza notare che,
con le loro teste, ci ostacolano la
visione.
... IO CONCORRENTE
Mi chiamo Aurora , suono il violino e ho dieci anni. Sono
cinque anni che suono e sono piuttosto bravina.
Mi trovo al Collegio San Giuseppe anche se io studio al
“Corelli”. Sto per partecipare ad un
concorso
importantissimo. Sono emozionata ed ho il cuore in
gola, le mani che mi tremano e la pancia in subbuglio. La
mia maestra è pallida e si vede che è emozionata anche
lei. Oggi sono molto elegante: indosso un vestito bianco
lungo fino alle ginocchia con ricamati fiori d’argento; i
miei lunghi capelli neri con i boccoli sono decorati da
una delicata rosa bianca. Sto facendo le prove e mia
sorella (ha 20 anni) mi ascolta e mi aiuta (anche lei è
violinista!!). L’attesa è stata atroce ma finalmente è ora,
tocca a me. Sono l’ultima concorrente della giornata. Mi
preparo per suonare un difficile brano, il primo del mio
programma. I miei genitori mi stanno guardando e
anche i miei fratelli. Inizio la mia esecuzione, sto
suonando accompagnata dal piano ma che suona non è
la mia maestra. Il giudice mi guarda affascinato … sto
proprio andando bene! L’ esibizione finalmente è finita,
posso rilassarmi. Il presidente della giuria mi fa i
complimenti e mi dice di tornare il giorno dopo per
conoscere l’esito finale. Felice e molto più leggera
raggiungo i miei familiari che mi aspettano sorridenti.
GIUGNO 2011
CULTURA E SPETTACOLO
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 15
EVASIONI SCOLASTICHE
LUPUS IN FABULA
CLASSI TERZE
Quest’anno per la prima volta siamo andati a teatro per assistere all’esecuzione di un’opera lirica: “Lupus in
fabula”.La storia si svolge nella steppa russa; il protagonista è un Lupo viaggiatore che se ne è andato dal suo
paese perchè i cacciatori lo volevano uccidere. Sogna di raccontare la sua storia a un bambino. Con l’aiuto
della luna ci riuscirà. La bimba a cui il lupo racconta la sua storia pensava che il lupo fosse molto cattivo
perchè nelle storie è rappresentato così. La tata della bimba, Ausilia, le parla del lupo e lei impara a
conoscerlo, così cambia idea. Ogni bambino ha preparato la sua maschera da lupo, un jembè per suonare e un
bellissimo fiore. Ci siamo proprio divertiti! Non pensavamo che un’opera lirica fosse così entusiasmante!
CHE LUPO SEI?
CLASSI TERZE
La mia maschera rappresenta un lupo
tranquillo che sta passeggiando; tira fuori
la lingua perché sta facendo la linguaccia
a qualcuno.
Il lupo della mia maschera ha un
aspetto buono, con dei baffi e tanto
pelo. Vive in una grande foresta che
d’inverno è coperta da tanta neve. Gli
piace giocare a rincorrersi con i suoi
amici. Di notte ulula alla luna piena.
E’ un bravo cacciatore.
Giacomo
Yannick
... è un lupo affamato con la lingua fuori.
Solo a guardarlo ti fa pensare quanta fame
ha. Per fortuna è solo una maschera.
Elena
Il mio lupo si chiama Jack. E’ un lupo
cacciatore, ha un branco pronto a
La mia maschera rappresenta un lupo
difenderlo quando ha bisogno del loro
arrabbiato perchè gli è scappata la preda.
aiuto.
Samir
Oliver
Il lupo che ho rappresentato nella mia maschera è un lupo abbastanza socievole con tutti ma, quando lo aggrediscono, si sa difendere molto
bene. Ah, non ve l’ho detto? Si chiama Smerald, per via del colore dei suoi occhi: verde smeraldo. E’ un gran giocherellone ma, purtroppo, non
riesce a fare amicizia con tutti perchè alcuni animali lo considerano un predatore e quindi scappano.Le maggiori amicizie le fa con altri lupi e altre
lupe. Gli piace molto rotolarsi nell’erba perchè non solo si fa delle belle e lunghe grattatine alla schiena ma, oltretutto, per lui l’erba è come un
soffice letto dove si diverte un mondo e cerca di acchiappare le farfalle che gli svolazzano intorno. E non solo: gli piace tanto anche perchè il
verde è il suo colore preferito, sempre per via degli occhi verdi. E’ un morbidone e, da piccolo, era molto curioso.Per dimostrarlo vi racconterò una
sua avventura. Un giorno volle andare a esplorare la parte del bosco che non conosceva. Quando arrivò dalla parte completamente opposta alla
sua tana, si accorse che non trovava più la strada per ritornarci. Poco dopo vide una cosa che brillava in lontananza alla luce del sole. “Magari c’è
qualcuno che può aiutarmi - pensò. Allora si mise a correre più veloce che poteva verso quella cosa luccicante e pian piano iniziò a distinguerla.
Era ... era ... una lupa! Anzi una lupetta. Aveva il pelo dorato: per questo brillava alla luce del sole!Anche lei aveva perso la strada di casa: si
chiamava Claire. Diventarono subito grandi amici e restarono ancora molto, molto tempo insieme.
Elisa
... è una lupa che ama viaggiare, si chiama Clair,
è molto coraggiosa e non ha paura di niente. Un
giorno andò fuori a correre; corse, corse e ad un
tratto si perse. Clair vide in lontananza un
lupacchiotto, anche lui non sapeva più come
tornare a casa. Scoppiò un temporale, i due si
rifugiarono in una grotta e diventarono amici. Il
lupacchiotto si chiamava Smerald. Alla fine del
temporale uscirono. Le loro mamme li ritrovarono.
Da allora Smerald va ogni giorno a giocare con
Clair.
La mia maschera rappresenta un lupo severo
ma tranquillo; quando la luna diventa piena
ulula forte, così forte che sveglia anche i lupi
che sono in altri boschi. In questo modo può
fare amicizia loro. Un giorno ne ha conosciuto
uno simpaticone che gli raccontava solo
barzellette e quando il mio lupo le ascoltava
non era più severo ma divertito!
La lupa che ho rappresentato nella mia
maschera si chiama Lucy. E’ molto curiosa,
annusa e esplora dappertutto.
“Un bel giorno una bambina di nome
Benedetta mi trovò tutta rannicchiata e
infreddolita sotto le foglie. E’ stata lei a
chiamarmi Lucy. Mi portò a casa sua e mi
Viola
mise davanti al caminetto. Mi fece mangiare
e poi mi mise a letto. Il giorno dopo ero
E’ un lupo giocherellone; gioca sempre con i
tornata come nuova. Benedetta mi portava
suoi amici a scappa e prendi.
sempre a spasso per i boschi perchè io ero
Cecilia
Raffaele
molto giocherellona e giocavo sempre con il
Il
lupo
che
ho
rappresentato
nella
mia
maschera
è
Macchia:
è
un
lupo
che
non
ha
papà
e
mamma
mio amico lupetto”.
Virginia però ha i suoi fratelli.Un giorno andò a cacciare, trovò un cerbiatto ma c’erano cinque orsi. Lui
prese la preda ma gli orsi lo accerchiarono e lui non sapeva cosa fare: gli venne l’idea di prendere
... è un lupo coraggioso e esploratore, va a una scorciatoia ma gli orsi non lo lasciavano passare. Macchia aspettò che gli orsi si fossero
cacciare nelle grotte, nei boschi, nei prati. addormentati. Allora lui passò e portò la preda ai suoi fratelli. Mentre stavano mangiando la preda
Se il luogo è abitato da animali aggredisce venne la lupa che si chiamava Lulù; Macchia non voleva darle la preda ma lei la prese. Lui si
una preda e poi se la mangia; se non è arrabbiò e anche i suoi fratelli ma non c’era niente da fare perchè Lulù si portò via la preda.
Simone
abitato se ne va via in cerca di qualche altra ... è un lupo tranquillo e furbo che va nei boschi con un
preda. Alla sera il mio lupo, quando mi vede, bastoncino di legno in bocca. Un giorno non trovò più il suo ... è un lupo affamato che
mi salta in braccio e dopo si mette nella bastoncino, si mise a piangere e piangere; ad un tratto lo trascorre le sue giornate
cuccia accanto a me, poi io vado a letto.
ritrovò così si mise di nuovo a passeggiare nel bosco. Il mese girando nel bosco in cerca di
Paolo Il
successivo vennero nel bosco dei cacciatori con i fucili, tutti gli c i b o . I l l u p o v e d e u n
... è un lupacchiotto simpaticone, ride in animali fuggirono a parte il lupo. “Pum pum”. Pensate che sia cacciatore, dalla paura si
continuazione quando sente una barzelletta morto? Ma no, non è morto, guardalo ... sta saltando, non n a s c o n d e . F i n a l m e n t e i l
cacciatore se ne va e il lupo
o una battuta...
Altea
prende nemmeno un proiettile; tutti gli altri animali ridono.
Martina cattura un cervo.
... è una lupa molto curiosa che si chiama Fiorellino; ama molto fischiettare
allegramente, nascondersi dietro i cespugli, bagnarsi con l’acqua fresca. Peccato però
che sia sola, senza amici, senza genitori e senza fratelli. Però anche se è sola si diverte
un mondo come nessun altro si diverte quando è solo. Un giorno decide di uscire dal
bosco dove vive. Esce e trova un lupacchiotto che si chiama Azzurrino, giocano insieme
per molte ore senza accorgersi del tempo trascorso. Ad un certo punto le viene fame e
chiede ad Azzurrino se anche lui ha fame. Azzurrino dice di sì e allora tornano nel bosco
ed incominciano a cercare del cibo. Quando si fa sera, i due lupacchiotti si salutano e
vanno a dormire nelle loro tane, felici e contenti della loro giornata.
Benedetta
Aldo
Il mio lupo è un lupo arrabbiato perchè ha perso la
madre.
Rebecca
... è un lupo simpatico che passeggia nel bosco.
Nel bosco vede una quercia e un cervo; gli piace il
calcio. E’ molto buono e bravo, aiuta le persone.
Domenico
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CULTURA E SPETTACOLO
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 16
EVASIONI SCOLASTICHE
CHE LUPO SEI?
CLASSI TERZE
Il lupo che ho rappresentato nella mia maschera è un lupo curioso. Conosceva tutti gli angoli del suo territorio. Sua madre gli diceva sempre di
non andare mai al di là di un albero maestro ma grazie alla sua curiosità ci andò e si ritrovò su una strada. Passavano delle macchina e e lui
ebbe paura. A un certo punto si trovò davanti a un’enorme casa dove abitava una graziosa bambina di nome Benedetta...
“Da quel giorno ci andai sempre. Ma un giorno iniziò a piovere e mia madre mi proibì di andare a giocare. La sera smise di
piovere e decisi di andare a vedere come stava Benedetta. Cambiai strada e mi persi. Arrivai in un’altra casa dove c’erano dei
cani da caccia che cominciarono ad abbaiare così forte da svegliare gli abitanti della casa che mi mandarono via con un
bastone; alla fine trovai la strada per andare da Benedetta. Mi addormentai davanti alla sua porta. La mattina dopo Benedetta,
per andare a prendere la posta, aprì la porta, mi trovò e mi presentò un‘ altra lupacchiotta di nome Lucy. Lucy era un po’
come me, molto curiosa. Ritornai a casa e vidi mia madre preoccupata perché non avevo mai dormito fuori da solo. Le dissi
che ormai ero grandicello e volevo andare via dalla tana, volevo trovarmene una solamente per me. Ma io, in verità, volevo
andare ad abitare con Benedetta e Lucy. Ritornai dalla lupacchiotta e, visto che le ero simpatico, mi prese con sé. Da quel giorno sono molto
felice; se fossi ancora con i miei fratelli mi annoierei, ma mi manca molto la mia mamma e vorrei che fosse qua con me a vedere come mi sto
divertendo.”
Carlotta
Il lupo che ho rappresentato nella mia maschera è un lupo forte; ... è una giovane lupa affamata che è ... è un lupo cacciatore che ha fame e
il suo nome è Gladiatore perché è forte come un gladiatore. andata a cacciare nel bosco tutta allora va a caccia e si nasconde tra gli
Gladiatore ha una moglie che si chiama Penelope e due figli, tranquilla quando in un prato ha visto alberi. Dopo un po’ arriva una pecora e
una femmina e un maschio. Il maschio si chiama Celestino e la una lepre: ha preso la rincorsa e ... il lupo la prende e la mangia. Dopo
femmina Celeste. Il lupo va all’accademia di Kung Fu. Dopo la zac !!!! Con una zampata ha preso la arriva un orso e il lupo non sa che cosa
lezione di Kung Fu un giorno decise di andare a cena con i suoi lepre. Ora se la sta pappando col suo fare così scappa via. Il giorno dopo
amici. I lupi si dividono il pasto, poi ritornano nelle proprie case. moroso a lume di candela.
ritorna e ritrova l’orso; il lupo lo attacca
Bryan
Ester e alla fine lo uccide.
Laidon
La mia maschera rappresenta un
lupo severo ma tranquillo; quando Ill lupo che ho rappresentato nella mia maschera è Azzurrino: è simpatico, ... è tranquillo e di
la luna diventa piena ulula forte, giocherellone, fa molte amicizie; è un lupo esploratore e ha la mamma e cinque fratelli. solito va nel bosco a
così forte che sveglia anche i lupi Azzurrino si difende quando qualcuno lo aggredisce. Un giorno Azzurrino e la sua f a r s i
una
che sono in altri boschi. In questo famiglia non avevano più da mangiare, allora la mamma disse: “Azzurrino, puoi andare passeggiata. Certe
modo può fare amicizia con gli tu a caccia?”. E lui rispose: “Va bene mamma, posso andare io a caccia, ciao!!!”. volte le sue prede
altri lupi. Un giorno ne ha Arrivato in campagna, vide la preda, corse veloce come un fulmine e la azzannò. n o n c o r r o n o m a
conosciuto uno simpaticone che Mentre si avviava verso la tana gli venne fame e così mangiò la preda, quindi dovette camminano perché
gli raccontava solo barzellette e ritornare a caccia, ma si perse. Incontrò una lupa che gli chiese: “Come ti chiami? Ti sanno che il mio
quando il mio lupo le ascoltava sei perso?”. Lui rispose: “Io mi chiamo Azzurrino e mi sono perso”. Lei gli disse: “Ti lupo è buono, quindi
non era più severo ma divertito!
indicherò la strada; il mio nome è Lucy”. Appena arrivati alla tana, la mamma e i suoi gli stanno vicino.
Viola fratelli lo abbracciarono. Azzurrino disse a Lucy: “Grazie di tutto, ciao!!!”.
Ludovica
Marco
E TU, HAI PAURA DEL LUPO?
Discutendo, abbiamo visto che anche nelle nostre classi ci sono dei bambini che hanno paura degli zingari, dei barboni,
dei marocchini e delle persone diverse da loro. Dopo aver parlato tra noi abbiamo capito che a volte abbiamo paura degli
altri solo perchè non li conosciamo.
AL PARCO ARCHEOLOGICO DEL LIVELET
CLASSI TERZE
Il giorno 16 maggio siamo andati a visitare il parco archeologico del Livelet a Lago di Lago. Sulla sponda del lago è stato
ricostruito un piccolo villaggio preistorico costituito da tre capanne: una su terraferma, una su terreno di bonifica e una
sull’acqua ovvero una palafitta. E’ stato ricostruito in quel posto perchè nel 1987 lì vicino sono stati ritrovati i reperti di un
antico villaggio preistorico. La notte precedente era piovuto moltissimo e noi avevamo paura che l’indomani piovesse
ancora, invece la giornata era sorprendentemente bella: la luce era molto luminosa, il cielo azzurro azzurro non aveva
neanche una nuvoletta; nell’acqua del lago nuotavano placidi pesci e variopinte anatre: sembrava un paesaggio da
favola.Ci aspettava il signor Fabio, un archeologo che ci ha guidati nella visita. La capanna su terraferma risaliva al
neolitico: gli oggetti all’interno erano in selce levigata, cosa che caratterizza questo periodo. C’erano anche dei vasi di
terracotta per i cereali.La seconda capanna risaliva all’età del rame, infatti all’interno c’erano due pugnali di rame battuto
e la punta di un’ascia. C’era anche un telaio per la lavorazione di fibre vegetali.La palafitta risaliva all’età del bronzo:
all’interno c’era una punta di lancia in bronzo, una lega formata da stagno e rame. Fabio ci ha spiegato la tecnica di
fusione. Gli oggetti che abbiamo visto erano riproduzioni di oggetti trovati in siti archeologici. Dopo la visita e una bella
passeggiata abbiamo fatto un laboratorio in cui abbiamo provato a costruire una piccola capanna.
E’ stato molto interessante fare gli uomini primitivi, costruire le pareti con fango e bastoni e il tetto con fasci di legna.CHE
DIVERTENTE impiastricciarsi col fango: chissà se anche i bambini preistorici lo facevano!
I GUFI PORTAFORTUNA
CLASSE 2A
Al contrario di quanto molti pensano, il gufo porta fortuna.I gufi, si dice, possono “gufare” cioè portare la cattiva sorte. Il
gufo è considerato a torto uccello del malaugurio, solo perché preferisce vivere appartato e star sveglio di notte. In realtà è
il simbolo della saggezza e della sapienza: nell’antichità gli studenti sostenevano gli esami portando addosso amuleti a
forma di gufo.Narra la leggenda popolare che Dio creò il mondo con tutti gli animali, ma che poi, riguardando il gufo, un
po’ si pentì di averlo fatto così strano, con occhi così grandi, abitudini bizzarre e notturne. Allora gli volle fare un grande
dono: sarebbe diventato l’animale della buona sorte, quello che avrebbe sempre portato con sè i buoni auspici per
migliorare la vita di coloro che se lo sarebbero tenuto vicino, senza averne paura. Così si racconta anche in un’antica
filastrocca popolare di montagna: “Gufo, gufo della notte scura, che porti via fame e paura... Veglia su tutte le nostre
genti, vecchi, bimbi e sugli armenti. Col tuo canto, che può far paura, proteggi gli amici con madre natura ... Fate, gnomi
fastidiosi folletti, non potranno più farci dispetti.” Ecco perché la presenza di uno o più gufi in una casa, porterà buona
salute e tanta fortuna! Noi abbiamo scelto di farli coloratissimi e con la carta riciclata.
CULTURA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 17
PICCOLI SCRITTORI
INVENTIAMO UNA STORIA!
CLASSE PRIMA
C’era una volta un gattino. Al gattino piaceva tanto
giocare con il gomitolo di filo giallo. L’ago che spunta è
appuntito e pericoloso. Il gattino mentre gioca si punge;
ora è un po’ triste perché sente male alla zampa. Il suo
padrone, allora, toglie l’ago dal suo gomitolo giallo. Ora il
micio può tornare a giocare.
Morena Cheng
Un giorno un gatto giocava con il suo gomitolo di lana,
quando si accorse che c’era infilato un ago per cucire.
Allora il gatto pensò che l’ago era stato messo per sbaglio
dalla padrona nel suo gomitolo da gioco, invece che in
quello per cucire.
Camilla Montagner
In un bel giorno di primavera un gatto trovò un bel gomitolo
di lana. Subito cominciò a giocarci, ma non si accorse che
c’era un ago infilzato, così si punse. Scappò via miagolando
dal dolore. Per fortuna incontrò un bambino che lo curò. Da
quel
giorno
il
gatto
non
giocò
gomitolo.
più
con
il
Lucio Contarino
In una piccola casetta viveva un gattino di nome Artiglio. Un
bel giorno Artiglio vide un gomitolo e si accorse che sopra
c’era un ago. Lo tolse con il suo artiglio e poi ci giocò per
molto tempo.
Raffaella Da Vià
Il gatto, che si chiama Maia, ha visto un gomitolo. Il
gomitolo aveva un ago che pungeva. Maia ha toccato il
C’era una volta un gattino che aveva trovato un gomitolo
gomitolo e ha sentito l’ago che pungeva.
di lana e si mise a giocare. Nel gomitolo, però, c’era un
Il gatto giocava con un gomitolo di lana che aveva i colori
ago e il povero gattino si punse e pianse tanto. Piano
come l’arcobaleno: rosso, giallo, verde, azzurro, blu e viola.
piano il gattino riuscì a togliere l’ago e felice portò il
Ad un certo punto il gatto fece un salto, perché si era punto
gomitolo a casa. una zampa con l’ago che la nonna aveva dimenticato nel
Morena Vitulano
gomitolo.
Amira Boujal
Matteo Dal Cin
LE NOSTRE PRIME FIABE
CLASSE 2A
“Il rapimento”
C’era una volta un orsacchiotto che si chiamava Bobi e aveva un cappello con il disegno di una chiave e una mappa scritta
sulla chiave. Bobi non aveva mai visto la mappa: era scritta in piccolo, piccolo, piccolo… Un giorno leggendo il giornale
aveva scoperto che un lupo circolava in città. Il suo amico cagnolino, che non aveva letto il giornale, lasciò la porta aperta,
così il lupo rapì la sua mamma e scappò. Nel frattempo, il cagnolino non trovando più la mamma, andò dall’orsacchiotto
per dirgli tutto. Allora il cagnolino e l’orsacchiotto si misero a cercare la mamma rapita. Su un cartello avevano letto: “Alla
tana del lupo”. Il cagnolino e l’orsacchiotto seguirono la freccia del cartello. Cammina, cammina …videro un fiume con un
ponte. Per poter attraversare il ponte si doveva però superare una porta chiusa a chiave. L’orsacchiotto si mise a piangere
perché non poteva più aiutare il suo amico. Poi prese il suo cappello e lo bagnò con delle gocce d’acqua. Il cappello allora
diventò pesante, la chiave si staccò e diventò d’oro. I due amici usarono la chiave per aprire la porta, oltrepassarono il
ponte e videro una grotta senza entrata. L’orsacchiotto girando intorno alla grotta vide una finestrella e sentì un grido
provenire da lì. Ci ficcò dentro un occhio e vide la mamma del cagnolino con accanto il lupo che la controllava leccandosi i
baffi. L’orsacchiotto, allora, prese il suo pupazzetto e lo lanciò dentro alla grotta. Il lupo si girò per vedere chi c’era;
intanto la mamma fuggì dalla porta segreta che suo figlio aveva scoperto guardando la piccola mappa incisa nella
chiave.Da quel giorno, i due amici chiusero sempre la porta di casa.
Filippo Favero
“Il drago sputa fuoco”
Tanto tempo fa c’era un cucciolo di
orsacchiotto di nome Titti che
viveva in un castello.Un giorno uscì
di casa e davanti alla porta vide che
c’era un drago. Titti, allora, chiuse
la porta veloce; prese la tromba e la
suonò per chiedere aiuto. Arrivò in
suo soccorso un suo amico cane
che si chiamava Gigi. Titti gli lanciò
una corda dal piano più alto del
castello e l’amico si arrampicò.
Quando arrivò in cima gli chiese:
“Hai la chiave magica?” Titti la
prese e le comandò: “Prepara un
pezzo di carne nel piatto!”. La
chiave preparò subito un piatto e
un pezzo di carne. Subito dopo,
Titti lanciò il pezzo di carne al
drago.
Il drago dopo aver finito di
mangiare se ne andò. Da allora,
Titti e Gigi vissero insieme felici e
contenti.
Martina Cettolin
“Un orsacchiotto
coraggioso”
C’era una volta un
orsacchiotto di nome
Matteone. Aveva come
nemico un drago. Il
cane di Matteone gli
consigliò: - Il punto
debole del tuo nemico
è la coda.
Allora Matteone prese
la
sua
bicicletta
magica
volò
sul
castello e vide il drago
che combatteva con il
suo
amico
Lila.
Matteone lanciò la sua
bicicletta magica sulla
coda del drago che
svenne. Così il drago
diventò buono e da
quel giorno i due
furono grandi amici.
Matteo Miraglia
“La bici volante”
C’era una volta Toc Toc, un orso
che voleva attraversare il
fiume.Ma c’era un lupo dall’altra
parte del fiume …Un’ ora dopo
arrivò uno dei suoi amici:era un
cane che si chiamava Tom.Tom
voleva tanto aiutare il suo amico
Toc toc. Allora andò in un
negozio di oggetti magici. Trovò
una bici volante e la portò a Toc
Toc, che però aveva molta paura.
Allora Tom provò a convincerlo e
gli disse: – Non aver paura! Sali
sulla bici… L’orsetto salì sulla bici
e superò il fiume. Alla fine il lupo
disse:-Ti prenderò! La prossima
volta ti mangerò. L’orso rispose:
- Finché avrò amici come Tom
non mi prenderai mai.
Joel Stafa
“L’orsetto coraggioso”
C’erano una volta un
orsetto di nome Bo e il
suo aiutante, un cane
che si chiamava Ciccio.
Vivevano in un castello
molto gran-de. Un
giorno arrivò un drago
che bloccava la porta,
però non sapeva che la
porta si apriva dall’altra
parte. Il suo cane gli
consigliò:- Prendi la bici
magica! Il suo punto
debole
è
la
testa.L’orsetto
Bo’
mollò la bici sulla testa
del drago che fu
sconfitto. Bo e Ciccio
vissero felici e contenti.
Tommaso Garatti
GIUGNO 2011
CONTINUA DA PAG.17
CULTURA
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 18
PICCOLI SCRITTORI
LE NOSTRE PRIME FIABE
CLASSE 2A
“La pastorella e il cane di nonna Nina”
C’era una volta una pastorella molto buona che si
chiamava Arianna e aveva una nonna molto amabile di
nome Nina. Arianna e la nonna abitavano al di là di un
ruscello.Un giorno arrivò una strega a Dragolandia che
andò a bussare di nascosto alla porta della loro casa. La
nonna aprì e non vedendo nessuno, uscì. La strega da
dietro alla porta pronunciò queste parole: “Adù, dadù
…una pietra sarai tu!”.
Quando Arianna tornò a casa vide una pietra e disse:
“Oh mamma, oh Dio mio!”. Arrivò anche un cane, Lini,
che le diede una chiave magica dicendole che avrebbe
potuto liberare la sua nonnina. Arianna chiese
piagnucolando: “Come?”.
- Con questa chiave - le rispose Lini. Arianna lo
ringraziò, liberò la nonna e insieme sconfissero la
strega. Chiesero poi a Lini di rimanere con loro. Il cane
accettò e insieme vissero felici e contenti.
Elena Gelmo
“Il pericolosissimo lupo”
C’era una volta un signore che si chiamava Pasticcio e
viveva in un castello. Un giorno arrivò un lupo molto
pericoloso.Poi venne un mago e disse :- Io farò una
maledizione su di te, lupo.
Con questa chiave magica, visto che il lupo era molto
veloce, fuggì via.Qualche tempo dopo però si rifece
vedere.A quel punto il mago sferrò l’attacco con la
chiave magica. Colpì il lupo che si trasformò subito in
una statua. Pasticcio mise la statua a guardia del
castello e tutti vissero felici e contenti.
Gabriele Guerci
“Il cagnolino, l‘orsetto e la strega”
C’era una volta un castello stregato. In quel castello
viveva una cattivissima strega di nome Angelica che
aveva rubato la chiave magica al cane Nino e
all’orsacchiotto Miao. L’orsacchiotto e il cane
tornarono a riprendersi la chiave magica, che era in
possesso della strega.La chiave era custodita in una
delle dieci stanze del castello e la strega li scoprì a
curiosare. Quando la videro, i due amici scapparono
nella stanza numero 3 e qui trovarono la chiave magica
sopra ad una tavola.Presero finalmente la loro chiave e
con una magia fecero scomparire la strega. Da quel
giorno i due amici vissero felici e contenti. Marco Casagrande
“La chiave magica”
C’era una volta un orsetto che si chiamava Ciccio e che
viveva in una grotta dentro ad un bosco fitto fitto. Aveva
con sé un amico cagnolino.Una volta stavano giocando
a nascondino e …videro un lupo affamato.Il lupo vide
l’orsetto e lo inseguì. Il cagnolino venne da lui e lo
aiutò, ma venne catturato. Il lupo lo portò via. L’orso
seguì il lupo e scoprì il suo nascondiglio, ma non si
poteva entrare. Vide però una cosa brillare per terra
(una cosa che aveva perso il lupo). Si avvicinò e scoprì
che era la chiave del nascondiglio. Aprì la porta, trovò il
suo amico e lo liberò. Il lupo però si accorse subito che
il suo prigioniero era scappato e li rincorse.L’orso prese
una scatoletta dalla sua tasca e l’aprì:era piena d’oro.Il
lupo si spaventò della luce intensa che usciva dalla
scatola e scappò.I due amici vissero così per sempre
felici e contenti.
Francesca
“La bici volante”
C’era una volta un piccolo orsetto molto simpatico, buono e
gentile. Si chiamava Bobo.Il giorno del suo compleanno disse:
- Oh!come vorrei una bici.Il suo amico cagnolino, che aveva
sentito tutto, decise di andargliela a prendere sul monte
Borbone, dove c’erano però mille pericoli.Il cagnolino (era un
vero temerario!) appena fu su, prese la bici e volò giù con la bici
impacchettata.
Appena la festa iniziò e tutti gli invitati arrivarono, Bobo trovò
per sé bici di tutti i tipi: di gomma, volanti, magiche…Il suo
nemico lupo, invece, gli regalò un papillon stregato. L’orsetto,
commosso, subito lo provò (non sapeva che era stregato) e
diventò immensamente sfortunato.
Allora il cane ordinò alla sua bici (MAGICA!!) di dargli una
pozione per togliere il papillon.Il lupo, permaloso, sparì
accecato dalla rabbia. L’orso e i suoi amici vissero per sempre
felici e contenti.
Caterina Mesirca
Un orsetto davvero speciale”
C’era una volta un orsetto simpatico di nome Marco.Il giorno
del suo compleanno fece una grande festa con polpette,
succhi di frutta, stuzzichini... Il lupo Alberto venne verso sera,
quando tutti gli altri invitati erano andati già via. Entrò di
nascosto per dargli il suo regalo che era magico, una
bici.Allora il lupo Alberto si diceva da solo a bassa voce: -Ora
dirò alla bici magica di caricare l’ orsetto Marco in sella e di
portarlo lontano.L’orsetto Marco scese subito e disse alla bici
magica di caricare il lupo Alberto e di buttarlo giù per il
burrone più vicino.Da quel giorno vissero tutti felici e
contenti!
Sara Amadio
“L’orso pauroso”
Molto tempo fa, in un castello lontano, viveva un orsetto che
si chiamava Toto. Un giorno Toto andò a fare una passeggiata
e perse la chiave del castello.Spaventato, subito iniziò a
cercarla ma non la trovò.Vide invece un drago…Voleva
scappare ma si accorse che il drago era in difficoltà: si stava
soffocando con qualcosa. Il drago aveva ingoiato la chiave del
suo castello.L’ orsetto corse subito ad aiutarlo. Dopo averlo
salvato, Toto e il drago tornarono insieme al castello. Era nata
una nuova amicizia! Federico Zanchettin
“Un orso speciale”
C’era una volta un orso che si chiamava Bibi e viveva in un
antico castello. Un giorno arrivò un lupo che voleva mangiare
il piccolo orso. Bibi scappò via e corse lontano finchè incontrò
un cane, Bobo.Bobo era ferito e l’orsetto si prese cura di lui.
Lo portò nel suo castello e diventarono grandi amici. Quando
guarì,il cane vide il lupo intorno al castello e volle aiutare Bibì
a liberarsi di lui. Andò a prendere la sua spada d’oro, uccise il
lupo e lo gettò nel fiume. Da quel giorno Bibi e Bobo vissero
felici e contenti. Alessia Llaka
Il re orso e l’amico cagnolino
C’era una volta un re orso che si chiamava Gogolò. Un giorno
incontrò un suo amico cagnolino e insieme andarono a fare
una passeggiata. Dopo due, tre ore trovarono una bicicletta
magica dietro un cespuglio. La presero in prestito e andarono
a fare un giro intorno. Per loro sfortuna, trovarono un cane
arrabbiato. Per fortuna però avevano con loro una torcia e
così spaventarono il cane adirato. Subito dopo rimisero la
bicicletta al suo posto, tornarono al castello e vissero felici e
contenti.
Alessandro Quacchio
CULTURA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 19
PICCOLI SCRITTORI E POETI
“La battaglia dei due regni”
CLASSI QUARTE
Molti secoli fa, alle pendici del monte Sirio, vivevano due popoli: Armator e Devon che combattevano tra loro. Armator era
governato da Luxor, un cattivo, al quale piacevano le armi: mazze chiodate, alabarde di acciaio, balestre con frecce
avvelenate… Devon era un popolo pacifico, al quale non piacevano le armi, il suo capo era Guardion, un uomo molto
astuto. Un giorno disse ai suoi soldati: “Miei prodi, una delle mie spie, mi ha riferito che domani all’alba, subiremo un
attacco da parte di nostri acerrimi nemici, guidati da Luxor!”. Uno dei suoi guerrieri chiese: “Ma come faremo a respingere
il loro attacco con le poche armi che abbiamo?”.Guardian rivelò in gran segreto la sua strategia.
Il giorno dopo era ancora molto buio, quando gli uomini di Luxor entrarono nel villaggio, pensando di sorprendere gli
avversari mentre dormivano.Rimasero sorpresi quando si accorsero che nelle abitazioni non c’era nessuno. Quindi
decisero di rubare tutti i loro averi. Finito, si addentrarono nel bosco. Qui, un’altra sorpresa li attendeva: gli uomini di
Guardian erano nascosti tra i fitti alberi. Non fecero nemmeno in tempo ad usare le armi perché gli uomini di Guardian
sbucarono all’improvviso: Luxor e i suoi alleati ebbero così paura che scapparono lasciando a terra il bottino.
Sono il folletto di Babbo Natale
Mi chiamo Trent, ho cent’ anni, vivo al Polo
Nord e sono il folletto di Babbo Natale. Ogni
Natale lo aiuto a costruire i giocattoli dei
bambini. Ma non è per niente facile! Tutto si
svolge così: dobbiamo aspettare Duncan, il
postino, che porta le lettere dei bambini da
tutto il mondo, poi leggerle e alla fine
realizzare i desideri dei bambini.Qualche
volta riceviamo lettere assurde per cui
Babbo Natale si arrabbia molto, perché sono
una perdita di tempo. Mi piace fabbricare
giocattoli di legno. la nostra fabbrica è
molto grande e, oltre ai giochi, costruiamo
oggetti scolastici.
Quest’anno Babbo Natale mi ha invitato al
suo lunghissimo viaggio, e io ho accettato
con piacere. Durante il lungo e faticoso
viaggio, siccome bisogna passare attraverso i camini per consegnare i doni ai
bambini e Babbo Natale è troppo grosso, mi
consegna i regali e io li metto sotto l’albero
di Natale. Di solito trovo dei biscotti sopra il
tavolo della cucina, così uno lo prendo io,
altri li porto a Babbo Natale e altri ancora li
diamo alle renne: Linsey, Bet, Bridget, Betty,
Bruna e Bianca. La mia preferita è Linsey
perché è molto divertente ed è il capo delle
renne. Io sono molto curioso di sapere
perché le altre renne hanno i nomi che
iniziano con la “B”; io penso che Babbo
Natale le abbia chiamate così perché, anche
il suo nome inizia con quella lettera.
Mi piace molto il mio lavoro anche se è
faticoso ed impegnativo. Ma io lo faccio
volentieri perché so che Babbo Natale ha
bisogno di me, perché è molto vecchio.
E chissà, se un giorno diventerò io Babbo
Natale! Intanto resto solo un semplice
aiutante che ha comunque delle responsabilità.
Caterina, cl.4A
Un brutto sogno
'E’ sera e come sempre, dopo cena, gioco e poi guardo la televisione. Ad un
certo punto mi viene sonno e vado a letto. Non mi addormento subito,
quindi odo ancora il tintinnio delle posate che mia mamma sta mettendo a
lavare. Intanto sento urlare e esultare mio padre, che sta guardando la
partita. Aspetto qualche minuto e cado in un sonno quasi interminabile. Il
mio sogno inizia così: siamo al mare, io e la mia famiglia, e stiamo
tornando al campeggio quando delle aragoste, con delle chele enormi,
cominciano a inseguirci. Noi indietreggiamo di qualche passo ma, le
aragoste, continuano ad inseguirci e così corriamo, corriamo, corriamo,
fino alla spiaggia. Io esclamo:<<Ho un’idea, seguitemi!>>.
Continuiamo a dirigerci sempre con "il seguito delle aragoste" verso un
ristorante che cucina soltanto pesce. Lì, i camerieri, alla vista di quei
"meravigliosi crostacei", aprono le porte, prendono le aragoste e, per il
grande bottino inaspettato vogliono offrirci una cena gratis a base di
aragoste, ma noi rifiutiamo: ne avevamo abbastanza di aragoste! A questo
punto mi sveglio ed esclamo:<< Questo è quello che io chiamo un brutto
sogno>>.
Gabriele, cl. 4
Caro San Nicolò,
a te che porti i giocattoli in una notte,
ma non ai bambini che danno le botte!
Li porti ai bambini di tutto il mondo
che è grande e tondo, tondo.
A te che porti bei regali
ma come fai ad arrivare?
Il tuo asino ha le ali?
E quando arrivi non bere troppo vino
sennò cadi giù per il camino!
Giorgia, cl. 4
E’ arrivata primavera
E’ arrivata primavera
Ed è una storia vera!
Ogni anno ha la mania
Di venir e tornar via.
Va via con le rondinelle
E ritornano con colori e storie belle;
fa crescere tanti fiori
che fan nascere nuovi amori.
La primavera ha il sapore di
freschezza
Che si leva in una leggera brezza.
Sa da viole profumate
Che regali a ragazze fortunate.
Gli alberi sono in fiore
pieni di colore!
Elena e Giorgia, cl. quarte
Christus resurrexit*
Cristo è risorto e non è più morto.
C’è felicità in ogni località,
dal Perù fino a Pechino,
dalla sera fino al mattino.
La Pasqua è arrivata e
il mondo l’ha festeggiata.
Gli Ebrei ricordano quel passaggio che
hanno affrontato con tanto coraggio.
Gesù ha vinto la battaglia
sconfiggendo quella canaglia.
Quella canaglia è Giuda Iscariota
che pensava fosse facile come
rosicchiare una carota.
Pensava di vincere facilmente
ma si è pentito amaramente!
Per trenta denari d’ argento
tradì il suo portento!
Quel portento era Gesù,
che poi andò lassù.
Ora siede alla destra del padre
insieme a sua madre.
Elena, Gabriele e Giorgia, cl. 4
* inviata al vescovo come augurio di Pasqua
CULTURA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 20
PICCOLI POETI
CLASSI TERZE
A febbraio abbiamo fatto un divertente un laboratorio sulla filastrocca con la signora
Giliana. Poi ci siamo divertiti a scrivere qualche verso … in rima …...e non.
Carnevale
Carnevale dei bambini
con allegri costumini
tanti crostoli e frittelle
non vogliamo caramelle
le maschere sugli occhi
i vestiti con i fiocchi
i capelli da fatina
Pantalone e Colombina
Arlecchino Pulcinella
noi balliam la tarantella
coi capelli colorati
ci sentiam veri pirati
belli brutti spaventosi
tristi allegri e gioiosi
tra coriandoli in quantità
noi corriam per la città.
Festa della mamma
CLASSI TERZE
Per la festa della mamma ognuno di
noi ha scritto una poesia.
Bambini sulla neve
Carnevale
Abbiamo poi preso le parti che ci
Giocano
all’aperto
piacevano di più per formare una
È arrivato carnevale
i
bambini
sulla
neve.
E’
freddo
il
giorno.
poesia da dedicare a tutte le mamme
olio aceto pepe sale
pieno di ghiaccio e di gelo, intorno
che leggeranno il nostro giornalino.
sale grosso sale fino
è arrivato l’inverno.
sale in testa a un bambino; Il cielo è azzurro
i monti innevati
il bambino spicca un salto
Alla mamma
i
pini
imbiancati
mamma mia è troppo in alto
Mamma
non si ode un sussurro.
lassù in alto vola un falco
Classe 3A
coccolami
falco grande falco rosso
il mattino.
falco vola a più non posso;
A scuola
il bambino spaventato
Alle otto del mattino
è dal falco già salvato!
ecco a scuola ogni bambino
Classe 3B
presto presto la bidella
corre Aldo corre Viola
PICCOLI SCRITTORI
nel parcheggio della scuola
CLASSI SECONDE
Alessandro e le tre volpi
Alessandro
Alessia e i tre
pesciolini
Conoscete Alessia?
E’ una bambina molto
curiosa e carina, con
dei
bei
capelli
neri.Durante
una
passeggiata al mare,
nell’acqua incontra tre
pesciolini. Alessia si
tuffa nel mare profondo per fare amicizia
con i tre pesciolini e per
capire dove abitano.
Vuole
conoscerli
meglio, sapere il loro
nome. Quando lei si
avvicina, loro non scappano ma si presentano:
uno si chiama Nemo,
uno Pepe e l’altro Pippo.
Alessia
viene
invitata dai tre pesciolini a pranzare con loro,
all’interno di una grotta. Insieme si divertono
e, a poco a poco, arrivano tanti altri pesciolini a far loro compagnia. Alessia si diverte
e non vede l’ora di
raccontare tutto alla
mamma.Ritorna sulla
spiaggia, abbraccia la
mamma e le racconta la
sua
meravigliosa
favola.
una carezza leggera piuma
uno sguardo luminoso sole
suonerà la campanella
Classe 3A
Conoscete Alessandro? E’ un
bambino molto carino, con dei bei
capelli biondi... però, è anche
molto curioso.Un giorno, durante
una passeggiata, scopre nel bosco
una casa circondata da alberi.
Decide subito di visitarla. Appena
varcata la soglia della casa,
Alessandro vede un grande camino
e,
di
fronte,
una
tavola
apparecchiata con intorno tre sedie
di diversa grandezza. In mezzo alla
tavola ci sono una zuppiera e tre
scodelle: una piccola, una media ed
una grande. Che strano!! Subito
Alessandro si siede a tavola e trova
la sua pietanza preferita: una
minestra calda. Se la mangia
velocemente e poi dice: - Adesso sì,
che sono sazio! Ora Alessandro ha
sonno e decide di andare a dormire.
Sale le scale, entra in camera e trova
tre letti di diversa grandezza.
Decide di riposare su quello più
piccolo. Mamma e papà volpe,
insieme al loro piccolo, stanno
ritornando a casa. Quando la
famigliola entra in casa, non trova il
piatto con la minestra. Papà volpe
sale le scale ed in camera trova
Alessandro che, spaventato dai
rumori, è seduto sul letto e vuole
andarsene.Mamma volpe e papà
volpe gli chiedono di rimanere a
giocare con il loro piccolo … e così
tutti diventano amici.
Un risveglio piacevole canto
Mamma
tra matite e pennarelli
coccolami
libri lunghi molto belli
il pomeriggio.
un problema una poesia
passa il tempo in allegria.
Classe 3A
Un picnic verde prato
una passeggiata fresca primavera
un gioco curioso bimbo
Primavera
Mamma
È arrivata primavera
coccolami
bella lunga giocoliera
la natura è risvegliata
e si mangia l’insalata
la sera.
Una voce fantastica fiaba
il cielo tutto sereno
balla con l’arcobaleno
un corpo morbido cuscino
sopra i fiori le farfalle
si diverton tutte gialle
e l’erbetta è appena nata
un bacio serena notte.
che stagione colorata!
Classe 3B
Caterina e i tre cervi
Conoscete Caterina? E’ una bambina molto carina, con dei bei capelli
color castano, però, è anche molto curiosa.Un giorno durante una
passeggiata scopre una casetta sotto la montagna. Caterina raccoglie i
fiori e poi entra in casa e vede un camino con il fuoco scoppiettante e una
tavola apparecchiate per tre, con tre sedie e tre piatti di diversa
grandezza. Si siede a tavola e subito si accorge che quei piatti
contengono la sua pietanza preferita (lasagne al forno!) e subito ne
mangia un’abbondante porzione. -Ora sì che sono sazia! - dice.Caterina
dopo sale le scale, entra in una cameretta e trova tre letti di diversa
grandezza; decide di andare a riposare nel più piccolo.Mentre Caterina
riposa, Mamma cervo, Papà cervo e Piccolo cervo, stanno ritornando a
casa, dove pensano li aspetti un buon pranzo… In realtà troveranno una
scodella vuota e un gran disordine.Papà cervo scopre Caterina nel letto,
ma non la sveglia per non spaventarla. Quando Caterina si sveglierà,
Alessia diventeranno tutti amici!
Caterina
POLITICA ESTERA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 21
I SPEAK ENGLISH
W L’INGHILTERRA
CLASSE QUINTA
Il 9 giugno noi bambini di quinta, con alcuni di quarta, partiremo per uno straordinario viaggio in Inghilterra dove
finalmente incontreremo i nostri penfriend. Siamo emozionatissimi perché andremo in un altro paese e, soprattutto,
senza i nostri genitori! Molti di noi non sono mai saliti su un aereo e quindi sono un po’ impauriti all’idea di volare per la
prima volta, altri non hanno mai dormito fuori casa e quindi sono un po’ preoccupati per la nostalgia.
Lì ci aspettano sicuramente delle attività mozzafiato: un giorno ci hanno preparato le miniolimpiadi a scuola, il sabato
passeremo l’intera giornata in famiglia ma la cosa che attendiamo con più ansia è la serata disco.
Speriamo di divertirci come l’anno scorso, quando gli inglesi sono venuti in visita da noi. Siamo ormai pronti per partire
quindi … augurateci buona fortuna!!!
Saint Bede’s school – Scuola “Francesco Crispi”
CLASSI QUARTE
Sapete da dove vengono i nomi della scuola dei nostri penfriends inglesi, “Saint Bede’s Primary School” e della nostra
scuola “Francesco Crispi”? Entrambe derivano da personaggi famosi.
Il nome della scuola inglese viene dal monaco inglese Venerabile Beda (vissuto dal 673 al
735 nel Nord dell’Inghilterra) che è considerato il “padre della storia inglese”, poiché
scrisse il primo libro di storia degli inglesi.
Si racconta anche che avesse fatto un miracolo: era molto vecchio e quasi cieco e due
monaci giovani vollero fargli uno scherzo, così gli dissero che lo aspettavano in chiesa per
la messa. Ma in chiesa non c’era nessuno e Beda, che non ci vedeva, cominciò a dire messa
con la chiesa vuota, mentre i due monaci ridevano a crepapelle. D’un tratto, mentre Beda
predicava, successe un fatto strabiliante: la chiesa cominciò a riempirsi di angeli. I due
monaci, sbalorditi, gridarono al miracolo!
La nostra scuola invece prende il nome da Francesco Crispi, uomo politico, ma anche poeta, avvocato e
giornalista. Fu patriota, ideatore con Garibaldi della “spedizione dei Mille” che portò all’Unità d’Italia.
Nel 1887 divenne Primo Ministro del neonato Stato italiano.
UN GIOCO ANTICO - IL TANGRAM
CLASSE 2A
“Le sette pietre della saggezza” così era chiamato questo antico
rompicapo cinese, il tangram. Si tratta di un quadrato suddiviso
in sette figure geometriche: cinque triangoli (due grandi, uno
medio, due piccoli), un quadrato, un parallelogramma.
Il gioco consiste nel creare figure, usando tutti e sette i pezzi,
senza mai sovrapporli: le combinazioni possibili sono davvero
infinite!
La leggenda vuole che un monaco regalò ad un discepolo un
quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare e
dipingere sulla porcellana le bellezze che avrebbe incontrato nel
suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il
quadrato, che si ruppe in sette pezzi. Nel tentativo di ricomporre
il quadrato, formò delle figure: comprese che non aveva più
bisogno di viaggiare, perché poteva rappresentare le bellezze
del mondo con quei sette pezzi.
Per giocare con noi, prendete un cartoncino, una matita e una
forbice e preparate i vostri pezzi del tangram.
“Secondo voi, è possibile utilizzare i sette pezzi per
comporre immagini diverse dal quadrato?”
GIUGNO 2011
CRONACA ROSA
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 22
GALLERIA DI GENITORI
CLASSE 2B
Ecco come vediamo i nostri genitori, finalmente possiamo dire la nostra!
PAPA’ SPORTIVO
Il mio papà è uno sportivo, pratica calcio, ciclismo e nuoto. A volte
io vado con lui e mi diverto. Papà non fa solo quello! Lavora,
cucina, fa la spesa e mi aiuta nei compiti. Quando torna dal lavoro
mi chiede se ho compiti da fare, se dico di sì mi aiuta, altrimenti va
a farsi un giretto in bici poi la sera quando arriva verifica se ho fatto
tutto. NICOLO’
MAMMA TUTTOFARE
Pulisce, lava, stira. Non passa giorno che la mamma non faccia
queste tre faccende.La mamma lavora e alla sera quando arriva a
casa è sempre stanca. La mamma non è una sportiva. Ciò non le
impedisce di giocare a pallone con me e mi diverto tantissimo.La
mamma ogni mattina mi prepara la colazione e la merenda per la
scuola.
NICOLO’
PAPA’ RUMOROSO
Ogni giorno il papà va a fare colazione al bar.
È un po’ sovrappeso e ogni giorno deve fare un pisolino e russa in
un modo indescrivibile. Se mio fratello e io lo facciamo
arrabbiare ci dà sberle da “verdure surgelate”.
SIMONE
MAMMA COCCOLONA
La mia mamma a volte fa un po’ la sciocchina per farci ridere, è un
po’ sovrappeso ma con un sorriso bellissimo. Di sera la mamma mi
canta la ninna nanna, modificando i personaggi mentre mi fa “i
coccoli”, però quando la faccio arrabbiare perde il sorriso e mi
mette in castigo.
SIMONE
NONNO BIRICHINO
Lui mi fa i dispetti e mi dice che sono brutta, anche se so che non è
vero che sono brutta. Lui “da botte” alla nonna ma non lo fa sul
serio, è che vuole farla arrabbiare e lei gliele restituisce per farci
ridere. LUNA
MAMMA STUZZICHINA
Lei ci fa diventare matti perché è sempre là a infilare perline,
quando ha tempo. La mamma fa arrabbiare il nostro cane e poi si
lamenta che la morde. LUNA
PAPA’ CICLISTA
Il mio papà ha l’ossessione per la bicicletta: ogni sabato e
domenica mattina fa dei lunghi giri. Se no sta sempre attaccato al
computer e al mattino è molto pigro.
TOMMASO
MAMMA VELOCE
La mia mamma è veloce a fare la spesa, a lavare, a sistemare. Le
piacciono tanto i vestiti e certe volte ne prova cinque prima di
decidere. Le piace chiacchierare al telefono con le sue amiche, la
nonna e la zia.
TOMMASO
PAPA’ ROMPI…TUBI
Il mio papà ha fatto anche l’idraulico, riparava lavandini ma,
ahimè, ogni tanto, distratto com’è, si dimenticava di chiudere
bene il tubo così allagava la casa e, scivolando, finiva al tappeto.
DAVID
MAMMA GOLOSONA
Alla mia mamma piacciono tanto i dolci e quando passiamo
davanti a una pasticceria un dolcetto se lo deve proprio comprare.
Se continua così diventerà una mongolfiera, salirà in cielo e
scoppierà provocando una pioggia di zuccheri e cioccolata.
DAVID
PAPA’ CORRIDORE
Il mio papà si chiama Maurizio. È campione di solletico, ogni tanto
me lo fa e io rido. Al mio papà piace correre e con i suoi
pantaloncini neri sembra il campione dei 100 metri. LORENZO O.
MAMMA DISPERAZIONE
La mia mamma si chiama Daniela.
Mi fa ridere quando papà la prende in giro e la chiama
“disperazione!”.
LORENZO O.
PAPA’ DISORDINATO
Al mio papà piace dormire e mangiare bene. Il papà è disordinato
ma è buono con me e mi accontenta sempre.Il papà scherza
spesso con la mamma.
KLEA
MAMMA PERFETTINA
Mia mamma è sempre in lotta con il disordine e la polvere. La
mamma vuole tutto perfetto e se vede qualcosa fuori posto non
finisce più di brontolare. La mamma e la scopa sono sempre in
movimento.
KLEA
PAPA’ DIVERTENTE
MAMMA SCHERZOSA
Un giorno io e il mio papà stavamo giocando a nascondino. Lui si Una volta la mia mamma ha rotto un bicchiere, prima è andata su
era nascosto così bene che io non sono riuscita a trovarlo. tutte le furie, poi ha riso come una matta. MARTA
MARTA
I NUMERI DELLA MIA MAMMA
PAPA’ SPEEDY
Il mio papà è veloce come una Lamborghini. Mio papà ama la La mia mamma ha quattro occhi. Fa cinquemila scale al giorno.
MICHELE
compagnia del letto.
MICHELE PAPA’ IPNOTICO
Il mio papà si chiama Roberto.Quando guarda il computer sembra
che il computer lo stia ipnotizzando; quando prepara il latte
sembra “Beet Beet” perché ci impiega due secondi.
SAMUELE
MAMMA SONNACCHIOSA
La mia mamma si chiama Marina, ma non viene dal mare, è di
Vittorio Veneto. Lavora tantissimo, come una formichina che fa
provviste per l’inverno. Al pomeriggio e alla sera della domenica
prova a guardare la tivù ma si addormenta come un ghiretto.
SAMUELE
PAPA’ SUPER-TECNOLOGICO
Il mio papà sta sempre al computer, sembra attaccato come una
calamita. La sera, quando è stanco, sta spaparazzato sul divano a
guardare la televisione.
SILVIA
MAMMA SUPER-LAVORATRICE
La mia mamma sta sempre in movimento, è molto creativa, ma non
è una brava cuoca perché certe volte dimentica di mettere il sale
nella pasta. Indossa spesso delle ciabatte blu molto buffe.
SILVIA
PAPA’ ASPIRAPOLVERE
Aspira tutto il cibo che trova in giro, anche le briciole di pane sulla
tovaglia, raccogliendole con il cucchiaio.
LORENZO G.
MAMMA TUTTOFARE
La mia mamma non ha mai un momento di riposo, lavora sempre
anche quando mangia. Ma quando noi le chiediamo qualcosa è
sempre disponibile ad aiutarci. LORENZO G.
PAPA’ MOBILE O IMMOBILE?
Il mio papà ha il record di giochi nel computer. Quando io voglio
giocare insieme a lui, lui già indossa la tuta per andare a correre.
DALILA
MAMMA ANTIDISORDINE
Lei mi sgrida quando tiro fuori i giochi e poi non li rimetto via.
Quando io voglio giocare, lei non vuole farlo perché è impegnata a
fare altro.
DALILA
CRONACA ROSA
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 23
La mamma mi sgrida e io ...
CLASSE 2B
Eh sì, stiamo crescendo!Non siamo più i piccoletti della scuola, cominciamo ad ascoltare ciò che proviamo, spesso però ci
arrabbiamo senza ragione.
Quando la mamma mi sgrida io le dico che me ne andrei via, così il
papà mi dice: - Se esci dalla porta non entri più! Allora prendo un
po’ di paura e non ho il coraggio di uscire, quindi vado in camera
mia e sto un po’ da solo per tranquillizzarmi. Gioco un po’ con il
Diesse e dopo prendo un foglio e una matita e faccio un disegno
sul sentimento che provo. Quando mi sono tranquillizzato esco
dalla camera, vado in cortile e faccio un po’ di palleggi infine
libero Max, il mio cane e lo coccolo.
LORENZO G.
Quando parlo troppo mia mamma mi sgrida, io mi chiudo a chiave
in camera e entro nell’armadio. Lì mi calmo e poi scendo le scale e
vado a fare le lezioni. A tavola quando parliamo troppo io e
Daniele, mio papà diventa rosso come un pomodoro e si incavola
nero, così io sto zitto zitto.
MICHELE
Un giorno la mia mamma si è arrabbiata perché stavo giocando a
calcio in corridoio e la palla è andata a finire addosso al vaso e l’ho
rotto. Si è arrabbiata davvero tanto e mi ha messo in castigo.
Aveva ragione ma mi sentivo lo stesso arrabbiato con lei, per farmi
passare l’arrabbiatura le ho chiesto scusa.
DAVID
Quasi ogni giorno, di sera, la mamma mi mette in castigo perché
io e Mattia, mentre ci laviamo i denti, litighiamo per sederci sul
water. Io gli tiro calci per farlo cadere, però lui non cade e dice: -
Smettila! Smettila Simone o non si dorme più insieme! La mamma
sente che Mattia grida e mette in castigo me, sulla sedia, rivolto
alla porta scorrevole io mi arrabbio e dentro di me dico le
parolacce e penso di scappare.
SIMONE
Per sbaglio ho scritto sul divano, non mi sono accorto ma la
mamma quando l’ha visto mi ha sgridato. Io mi sono arrabbiato e
mi sono chiuso in camera mia. Un’altra volta è successo che mi
sono bagnato la maglietta e la mamma mi ha sgridato io mi sono
arrabbiato e così sono andato in giardino a giocare a pallone.
NICOLO’
Quando la mamma mi sgrida vado fuori a giocare con la bicicletta
finché mi passa il nervoso e rientro solo quando mi è passato,
vado a guardarmi la televisione e poi mi mangio qualcosa e
quando arriva mio fratello gioco con lui, magari a palla al parco
giochi. ALEX
Quando la mamma mi sgrida io a volte scappo di casa, vado giù in
cortile, mi siedo sulle scale, mi sfogo un po’ poi ritorno a casa
dalla mamma, le chiedo scusa e ci diamo un abbraccio forte. Lei
mi fa un po’ di coccole, mi dà qualche bacio e ci dimentichiamo
tutto quello che è successo. LUNA
Classe 2B
LE PAROLE GENTILI
CLASSE SECONDE
Ci sono alcune piccole cose nella vita talmente piacevoli e preziose che sono belle da ricordare e da usare: le parole
gentili.Grazie…prego…scusa...per favore… devono diventare uso quotidiano per ognuno di noi e ciò ci renderà gioiosi e
felici così tanto da volerle usare sempre più spesso e in ogni occasione. Le parole gentili brillano come stelle nel cielo di
chi si parla e si ascolta con affetto. Ringraziare, scusarsi, chiedere con garbo e gentilezza… avvicina i nostri cuori e rende
più facile la realizzazione delle nostre richieste.Dolcezza e buone maniere ci cambiano la vita e cambiano la vita degli
altri: le parole gentili abbelliscono il bambino che le usa.
PER NOI PACE È…
CLASSE 2A
Pace è …coccole, un ramo d’ulivo, il mondo senza guerre,
riposare.
Tommaso
Pace è…raccogliere i fiori per la mamma, aiutare i
compagni che ne hanno più bisogno, perdonare chi ci ha
fatto un torto. Pace è… fare felici mamma e papà.
Pace è …il suono di una campana, un sorriso, una colomba
bianca.
Pace è …essere tutti amici, saper perdonare, un bacio.
Sara
Pace è…volersi bene, un abbraccio.
Gabriele
Pace è…amore. Pace è pazienza, saper donare. Pace è …
saper perdere.
Francesca
Pace è…volersi bene, non litigare.
Caterina
Pace è …amicizia. Pace è gentilezza, comportarsi bene,
scambiarsi i regali.
Pace è saper condividere le proprie cose, accontentarsi di
quello che si ha. Pace è… essere felici.
Alessandro
Pace è…mangiare tutti insieme. Pace è l’arcobaleno dopo la
Matteo
Pace è…il primo raggio di sole. Il mare al tramonto, un
bambino che gioca.
Joel
Pace è…un segno di amicizia.
Marco
Pace è…avere tanti amici, felicità. Pace è…un dono.
Alessia
pioggia, giocare con un cane.
Martina
Pace è…il bacio della mamma. Pace è…una ninna nanna per
la notte. Pace è stringersi la mano e guardare lontano.
Filippo
Pace è… giocare con mio fratello, comportarsi bene, non
fare la guerra.Pace è sentirsi felici.
Federico
SPORT
GIUGNO 2011
Il DRAGO DELLE NOVITA‘ pagina 24
LA GIORNATA DELLO SPORT
CLASSE QUINTA
Anche quest’anno, nella nostra scuola, è venuto il
Continuazione anche per il progetto “Più sport a scuola” con il
mister Faraon: un preparatore atletico di calcio. Ha
professor Farsaci che è venuto a farci lezioni di frisbee. Con
lavorato in tutte le classi ma in quinta ha iniziato
qualche difficoltà ci ha insegnato alcune prese: presa a
spiegando la storia del calcio e le sue regole
(naturalmente per chi ancora non le conosceva).
Ci ha poi proposto alcuni divertenti giochi calcistici
come lo slalom e il gioco dell’orologio portando palla
sandwich, presa dietro la schiena, presa sotto la coscia, presa
ad una mano, presa a due mani, presa con lo slancio della
gamba. Abbiamo imparato anche alcuni lanci: lancio piatto,
lancio diretto, lancio rovescio … Abbiamo utilizzato altri due
giochi ecologici: la meteora (una corona circolare con un unico
con i piedi. Dovevamo fare passaggi precisi, essere
buco nel mezzo) e
veloci nel dare la palla ma soprattutto restare sempre
il
attenti e concentrati. Ci ha proposto anche un gioco di
ovali
Woblong
(due
bucati
sovrapposti
precisione: per terra erano posti tre cerchi, ogni
incrociati).
cerchio valeva diversi punti e noi, lanciando la palla,
ora
dovevamo accumulare più punti possibile. Come
e
Stiamo
aspettando
impazienti
l’ultima
ultima attività abbiamo fatto una partitella con le mani.
lezione
Ci è piaciuto molto fare motoria con il mister perché è
impareremo ad utilizzare il boomerang. I giochi sono stati
una persona molto divertente. Quando giocavamo con
divertenti però con lui non ci sentivamo tanto rilassati; quando
il pallone poi, non eravamo per niente in ansia, ci faceva
dovevamo lanciare ci metteva pressione, non riuscivamo a
sentire tutti bravi.
perché
conosceremo
da
vicino
e,
speriamo,
concentrarci e lanciavamo male il frisbee e gli altri giochi.
E non è finita qui: il 3 giugno ci aspetta la giornata dello sport al centro sportivo "Marco Polo". Ci divertiremo con diversi
giochi di velocità come l’HARRE TEST e i 30 metri di corsa con scatto o di precisione come il tiro al bersaglio. Forse
quest’anno ci saranno nuovi giochi, ma speriamo che per noi di quinta non manchi la partita di calcio. Come ormai
tradizione gli organizzatori calcoleranno tempi e risultati delle diverse scuole e prepareranno i diplomi per i primi
classificati.
CRONACA E POLITICA INTERNA
A SCUOLA
QUALI REGIONI ITALIANE HAI VISITATO?
CLASSI TERZE
Ecco i risultati dell’indagine che abbiamo condotto tra i bambini della scuola, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
52
31
23
21
23
23
4
7
1
0
Calabria
Puglia
Campania
Lazio
Umbria
Marche
Toscana
Emilia Romagna
Liguria
Friuli Venezia Giulia
Trentino Alto Adige
Piemonte
Valle d
' Aosta
Lombardia
16
7
BUONE VACANZE E ARRIVEDERCI AL 12 SETTEMBRE !
Basilicata
4
Molise
5
Abruzzo
6
15
Sicilia
13
Sardegna
16
14
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Il DRAGO DELLE NOVITA - SCUOLA PRIMARIA F. CRISPI