Cosa può fare
per voi
il Mediatore europeo?
Il Mediatore europeo
Guida per i cittadini
IT
La presente pubblicazione è edita in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea: danese, finlandese, francese, greco, inglese, italiano, olandese, portoghese, spagnolo, svedese e tedesco.
Mediatore europeo
1, avenue du Président Robert Schuman
BP 403
F-67001 Strasbourg Cedex
http://www.euro-ombudsman.eu.int
Manoscritto terminato nel giugno 2002
Fotografie: Mediatore europeo, servizi del Parlamento europeo, “Mediathèque Commission européenne”,
Doriane Gaertner
ISBN 92-95010-43-4
© Comunità europee, 2002
Riproduzione autorizzata con citazione della fonte
Printed in Spain
STAMPATO SU CARTA SBIANCATA SENZA CLORO
Indice
Prefazione
5
Cosa può fare per me il Mediatore europeo?
7
Quali sono i principali settori di attività del Mediatore?
Salvaguardare i diritti fondamentali
Assicurare un’amministrazione trasparente e responsabile
Migliorare il servizio offerto dalle istituzioni
Garantire il rispetto dello Stato di diritto
Tutelare i diritti del personale nelle istituzioni
Come ottiene risultati il Mediatore?
Collaborando con le istituzioni
Collegandosi con la famiglia dei difensori civici
Comunicando con i cittadini
Quali risultati ha conseguito finora il Mediatore?
Opinioni espresse da varie parti nell’Unione europea
Statistiche
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23
23
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34
Come si può presentare una denuncia?
37
Formulario di denuncia
37
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Prefazione
La funzione del Mediatore europeo è stata istituita dal Trattato di Maastricht per accogliere le denunce relative ai casi di cattiva amministrazione nell’operato delle istituzioni e degli organi della Comunità europea. Sono stato eletto primo Mediatore europeo
nel 1995. Da allora mi sono occupato di oltre 10.000 denunce presentate da cittadini,
società, organizzazioni ed enti pubblici.
Ogni vertenza risolta, ogni lettera alla quale è stata data una risposta, ogni fattura pagata, ogni documento pubblicato, ogni riforma amministrativa effettuata per effetto delle
inchieste avviate dal Mediatore ha significato la soddisfazione di un cittadino in più. Ma
non solo: quando le istituzioni risolvono un problema sollevato da un soggetto, ne traggono beneficio tutti.
Gli ultimi sette anni hanno visto cambiamenti positivi nel modo in cui viene gestita l’amministrazione comunitaria, con risultati che vanno dall’ottenimento di scadenze più brevi
per i pagamenti, a un maggiore accesso ai documenti o all’istituzione di procedure più
eque. Questo miglioramento ci avvicina alla realizzazione del diritto fondamentale di ogni
cittadino europeo a una buona amministrazione, come sancito nella Carta di Nizza.
La presenta guida illustra gli sforzi compiuti negli ultimi anni dal Mediatore per risolvere i problemi dei cittadini rispetto all’amministrazione comunitaria. Le istituzioni e
gli organi hanno cooperato efficientemente per rispondere alle denunce che sottopongo
alla loro attenzione e, benché resti ancora molto da compiere, sono convinto che continueranno a migliorare il proprio operato.
Spero che questa guida possa tracciare un quadro chiaro del servizio che la funzione del
Mediatore europeo è in grado di offrire. Insieme, possiamo garantire un’amministrazione pubblica comunitaria migliore a beneficio di tutti noi.
Jacob Söderman
5
Cosa può fare per me il Mediatore europeo?
Cosa fa il Mediatore europeo?
Il Mediatore europeo ha il compito di esaminare le denunce presentate dai cittadini contro casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi della Comunità europea.
Si è in presenza di cattiva amministrazione quando un organismo pubblico non opera conformemente a una norma o a un principio per esso vincolante.
Chi può presentare denunce?
Ogni cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea o residente in uno Stato membro può presentare
una denuncia al Mediatore europeo. Lo stesso diritto è
attribuito alle imprese, alle associazioni e ad altri organismi con sede ufficiale nell’Unione.
Per presentare una denuncia non si deve dimostrare di essere stati personalmente vittime del caso di cattiva amministrazione segnalato.
Quale può essere l’oggetto della denuncia?
Se un’istituzione omette di compiere un atto dovuto, opera in modo irregolare o agisce
in maniera illegittima, può esservi motivo di presentare denuncia al mediatore. Alcuni
dei problemi più comuni trattati dal Mediatore sono i ritardi ingiustificati, il rifiuto
d’informazione, le discriminazioni e l’abuso di potere.
La denuncia deve essere presentata entro due anni dalla data in cui si è avuta conoscenza dei
fatti contestati e occorre aver già interpellato l’istituzione o l’organismo in questione, ad esempio
tramite lettera.
7
In quali casi è possibile rivolgersi al Mediatore?
Il Mediatore europeo esamina le denunce presentate contro istituzioni e organi comunitari. Il Mediatore non può trattare casi riguardanti le amministrazioni nazionali, regionali o locali, anche se le denunce riguardano il diritto comunitario.
Il Mediatore esamina le denunce presentate contro:
La Commissione europea
Il Consiglio dell’Unione europea
Il Parlamento europeo
La Corte dei conti
La Corte di giustizia (salvo che nella sua funzione giurisdizionale)
Il Comitato economico e sociale europeo
Il Comitato delle regioni
La Banca centrale europea
La Banca europea per gli investimenti
L’Europol
Qualsiasi altro organo comunitario
Cosa si può ottenere presentando una denuncia?
Quando il Mediatore informa l’istituzione interessata
di aver ricevuto una denuncia nei suoi confronti, essa
può adottare i provvedimenti necessari per risolvere il
caso. In tale circostanza, si dice che la denuncia è risolta dall’istituzione.
Se si rileva un caso di cattiva amministrazione ed esso
non viene risolto durante l’indagine, il Mediatore ricerca una soluzione amichevole atta a soddisfare il
denunciante.
Se una soluzione amichevole non è possibile o se la ricerca di quest’ultima non ha avuto esito positivo, il
Mediatore può inviare un progetto di raccomandazione all’istituzione interessata, chiedendole di adottare i provvedimenti necessari per eliminare il caso di
cattiva amministrazione.
Se l’istituzione non accetta la raccomandazione, il Mediatore può presentare una relazione speciale al Parlamento europeo.
8
Se una soluzione amichevole non è possibile e il caso di cattiva amministrazione
non può essere eliminato, il Mediatore
può rivolgere una valutazione critica
all’istituzione interessata.
Cosa succede se il Mediatore non può trattare la denuncia?
Se il Mediatore europeo non può esaminare la denuncia — ad esempio, qualora essa riguardi amministrazioni nazionali, regionali o locali degli Stati membri — egli farà tutto
il possibile per consigliare al denunciante un’altra autorità cui può rivolgersi. Si può trattare di un difensore civico nazionale o regionale o di una commissione per le petizioni.
Quali sono i tempi di attesa?
Per dare un buon esempio di servizio pubblico, il Mediatore esamina le denunce nei
tempi più brevi possibili con l’obiettivo di:
1. comunicare l’avvenuto ricevimento delle denunce entro una settimana;
2. decidere se avviare o meno un’indagine entro un mese;
3. concludere le indagini entro un anno.
Come si può presentare una denuncia?
È possibile scrivere al Mediatore in una delle 12 lingue
ufficiali dell’Unione europea, precisando chiaramente
le proprie generalità, l’istituzione o l’organo comunitario contro il quale si intende presentare una denuncia e
i motivi che inducono a farlo. La denuncia può essere
presentata a mezzo posta, fax o posta elettronica. Per
essere sicuri di fornire tutte le informazioni necessarie,
è preferibile compilare un formulario di denuncia, che
può essere richiesto all’ufficio del Mediatore o scaricato dal sito web indicato di seguito:
http://www.euro-ombudsman.eu.int/form/it/
default.htm
Il formulario di denuncia è stampato alle pagine 37 e 38. È sufficiente compilarlo e inviarlo a:
Mediatore europeo
1, avenue du Président Robert Schuman
BP 403
F-67001 Strasbourg Cedex
Tel. (33) 388.17 23 13
Fax (33) 388 17 90 62
E-mail: [email protected]
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Quali sono i principali settori di attività del Mediatore?
Da quando ha assunto il suo mandato nel 1995, il Mediatore ha esaminato oltre 10 000
denunce. Le questioni sollevate hanno spaziato dalle disposizioni fiscali ai finanziamenti di progetti e dalle norme sulla concorrenza alle discriminazioni basate sul sesso.
I casi segnalati con maggior frequenza riguardano pagamenti tardivi, controversie contrattuali, discriminazioni arbitrarie e mancanza di informazioni.
La sezione che segue illustra i risultati conseguiti dal Mediatore nei suoi principali settori di attività.
Salvaguardare i diritti fondamentali
L’Unione europea si è assunta il fermo impegno di rispettare i diritti fondamentali.
Nel dicembre 2000, in occasione del Consiglio europeo di Nizza, i presidenti delle
tre principali istituzioni dell’Unione — la
Commissione, il Parlamento e il Consiglio
— hanno proclamato la Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione europea. Questo documento chiarisce ai cittadini quali
diritti fondamentali le istituzioni e gli organi dell’Unione europea devono rispettare.
L’articolo 43 della Carta sancisce il diritto di
presentare denuncia al Mediatore europeo:
«Qualsiasi cittadino dell’Unione o qualsiasi
persona fisica o giuridica che risieda o abbia
sede in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al Mediatore dell’Unione casi di cattiva
amministrazione nell’azione delle istituzioni o
degli organi comunitari».
Rendere la Carta una realtà concreta
Il Mediatore europeo si adopera per far sì che la Carta venga presa seriamente dalle istituzioni che l’hanno proclamata. Ricordando loro costantemente le promesse che hanno
fatto ai cittadini europei, il Mediatore esercita pressioni in modo che le istituzioni dimostrino in pratica di rispettare la Carta nella loro attività quotidiana.
11
A seguito di un’indagine condotta dal mediatore, la
Commissione europea ha abolito una norma che dava
adito a una forma di discriminazione basata sul sesso.
La norma vietava agli esperti distaccati da amministrazioni nazionali di lavorare a tempo parziale e andava a scapito di una percentuale maggiore di donne
che non di uomini. Il problema è stato segnalato al
Mediatore da un’impiegata del Regno Unito che voleva lavorare a tempo parziale durante il periodo di
distacco in modo da potersi prendere cura del proprio
bambino. Il Mediatore ha ricordato alla Commissione l’articolo 21 della Carta che proibisce tutti i tipi di
discriminazione, fra cui quello basato sul sesso.
A seguito delle pressioni esercitate dal mediatore, la
Commissione europea e il Parlamento hanno abolito
l’utilizzo dei limiti di età nei procedimenti di assunzione. Il Mediatore ha sostenuto che l’utilizzo dei limiti di
età equivaleva a una discriminazione, vietata in base
all’articolo 21 della Carta. Dopo che il Mediatore si è
rifiutato di firmare la decisione che istituiva l’Ufficio
assunzioni delle Comunità europee a causa dei limiti di
età, il Parlamento e la Commissione hanno deciso di
porre fine al loro utilizzo con effetto immediato.
La Commissione ha provveduto a chiarire la libertà di
espressione dei funzionari dopo essere stata criticata
dal Mediatore. Facendo riferimento all’articolo 11 della Carta che riconosce il diritto alla libertà di espressione e d’informazione, il Mediatore ha sottolineato la
mancanza di chiari orientamenti per i funzionari per
quanto riguarda i loro diritti e obblighi in questo settore. In risposta, la Commissione ha proposto una guida
per spiegare norme relative al personale e ha accettato
di apportare concrete modifiche alle norme in base alle
quali i funzionari devono ottenere un’autorizzazione
preventiva per pubblicazioni sulla loro attività.
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Il diritto fondamentale ad una buona amministrazione
La Carta sancisce il diritto ad una buona amministrazione. L’inclusione di questo diritto è stata chiesta dal Mediatore europeo con la motivazione che i cittadini europei hanno diritto ad un’amministrazione trasparente, responsabile e disponibile.
Per definire con chiarezza cosa significa in pratica una
buona amministrazione, il Mediatore ha proposto un
progetto di Codice europeo di buona condotta amministrativa. Questo documento spiega ai cittadini ciò
che hanno diritto di aspettarsi dall’amministrazione
dell’Unione europea e ai funzionari il modo in cui si
devono comportare nei loro rapporti con il pubblico. I
funzionari che si attengono al Codice possono essere
sicuri che eviteranno casi di cattiva amministrazione. Il
servizio che essi forniscono ai cittadini europei dovrebbe pertanto migliorare.
Il Parlamento europeo ha approvato questo Codice nel settembre 2001. Il Mediatore ora lo utilizza quando esamina le
denunce presentate dai cittadini contro l’amministrazione e
ha chiesto alla Commissione di presentare una proposta di
diritto amministrativo europeo basato sul Codice. Tale diritto si applicherebbe a tutte le istituzioni e organi dell’Unione
europea. I deputati del Parlamento europeo hanno sostenuto questa iniziativa quando hanno adottato il Codice.
Come si possono ottenere maggiori informazioni sui propri diritti?
Il Mediatore si propone di informare i cittadini e i funzionari riguardo al Codice in modo
che entrambe le parti conoscano i rispettivi diritti e obblighi. Il Mediatore ha pubblicato il Codice sul suo sito web in 11 lingue e presso il suo ufficio è disponibile un opuscolo di facile consultazione.
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A seguito di un’indagine del mediatore, il Cedefop
(Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale) di Salonicco ha adottato misure volte a garantire il rispetto del suo codice di buona condotta amministrativa. Il Mediatore aveva rilevato che il
Cedefop, in contrasto con il principio di cortesia sancito dal codice, aveva usato un linguaggio inadeguato
nell’esaminare le denunce. Il Cedefop ha accettato di
fornire istruzioni al personale e di pubblicare le sintesi
delle sue risposte alle denunce sul suo sito web.
Il Mediatore ha criticato la Commissione europea per
non aver risposto a un’organizzazione portoghese per i
diritti dell’uomo che aveva presentato alla Commissione una denuncia riguardo alla mancata tutela degli interessi dei suoi membri da parte delle autorità portoghesi.
Il Mediatore ha ricordato alla Commissione che i principi di buona condotta amministrativa impongono di rispondere in modo adeguato alle richieste e di informare i cittadini del seguito dato alle loro denunce.
Il Mediatore ha criticato il Comitato delle regioni per
non aver onorato un impegno assunto nei confronti di
una cittadina olandese. La candidata era stata inserita in
un elenco di riserva per la copertura di un posto di lavoro nel gruppo Alleanza europea. Il Comitato aveva promesso di informarla non appena il posto fosse diventato
vacante, ma non lo ha fatto. Il Mediatore ha ricordato al
Comitato che è buona prassi amministrativa rispettare
gli impegni assunti nei confronti dei cittadini.
Il Parlamento europeo ha presentato le proprie scuse ai
cittadini di Bruxelles, Parigi e Londra a cui non aveva
notificato il risultato di un concorso di progettazione.
Quindici mesi dopo il termine fissato per la presentazione delle domande di partecipazione, le persone interessate non avevano ancora ricevuto alcuna informazione sull’esito delle loro candidature. Il Mediatore ha
chiesto al Parlamento di presentare le proprie scuse. Il
Parlamento ha ammesso che il modo in cui i propri servizi avevano trattato le richieste di informazioni dei
candidati era stato inaccettabile.
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Assicurare un’amministrazione trasparente e responsabile
La trasparenza è una componente essenziale della democrazia. In qualità di cittadini, si ha
il diritto di sapere come e perché vengono adottate le decisioni. Se si dispone di queste
informazioni, si può valutare il comportamento dei propri rappresentanti politici e garantire che le autorità pubbliche siano responsabili. Una corretta informazione consente di partecipare effettivamente al continuo dibattito pubblico che fa parte di una sana democrazia.
L’Unione europea è impegnata a sostenere la democrazia e riconosce la cittadinanza. Le istituzioni dell’Unione europea
sono pertanto tenute a difendere e promuovere il principio di trasparenza.
L’articolo 1 del trattato stabilisce che:
«… le decisioni (nell’Unione) siano prese nel
modo più trasparente possibile».
Questo dovere non è sempre stato pienamente rispettato. Molte delle denunce esaminate dal Mediatore europeo hanno riguardato la mancanza di trasparenza nelle istituzioni.
Maggiore accesso ai documenti
Il Mediatore si è adoperato in modo particolare per far
sì che le istituzioni dell’Unione europea consentano il
più ampio accesso possibile alle informazioni. Le sue
indagini riguardo all’accesso del pubblico ai documenti dell’Unione europea hanno indotto quasi tutte le istituzioni e gli organi comunitari ad adottare e pubblicare norme in materia. Il Mediatore ha portato a termine
con successo molti casi a favore di cittadini europei che
avevano presentato denuncia dopo essersi visti rifiutare l’accesso alle informazioni. Ne è conseguito un aumento del numero di documenti dell’Unione europea
di pubblico dominio.
Statewatch, un gruppo con sede nel Regno Unito che controlla il rispetto delle libertà
civili nell’Unione europea, ha ottenuto l’accesso a documenti del Consiglio dopo l’intervento del Mediatore. Il Consiglio si era rifiutato di concedere tale accesso, ma ha riconsiderato la sua decisione iniziale alla luce delle argomentazioni addotte. Il Mediatore ha sottolineato l’importanza di salvaguardare il più ampio accesso possibile dei
cittadini europei alle informazioni e la necessità di rispettare le norme sul diritto di accesso ai documenti.
15
Nuove norme in materia di accesso ai documenti
Nel maggio 2001 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno
adottato nuove norme in materia di accesso del pubblico ai
documenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione. Queste istituzioni devono ora tenere un registro pubblico
dei documenti, che è accessibile in forma elettronica e deve
essere regolarmente aggiornato. Se le istituzioni si attengono
al principio di trasparenza quando applicano le norme, i cittadini saranno in grado di capire meglio il modo in cui le istituzioni funzionano.
Corretto trattamento nei casi di violazione del diritto comunitario
La Commissione europea ha la responsabilità di assicurare che gli Stati membri rispettino il diritto comunitario. Nello svolgimento di questo compito essa è nota informalmente come «custode del trattato». Per individuare i casi in cui gli Stati membri non applicano il diritto comunitario, la Commissione si basa principalmente sulle denunce
presentate dai cittadini.
Molti cittadini non erano soddisfatti del modo in cui la Commissione trattava questi casi
e si sono rivolti al Mediatore sostenendo che la procedura era lunga e segreta, non venivano fornite sufficienti informazioni riguardo agli sviluppi e la Commissione non spiegava i motivi in base ai quali i casi venivano chiusi.
Sottolineando la necessità di una maggiore trasparenza e
di un trattamento adeguato dei cittadini, il Mediatore ha
chiesto alla Commissione di migliorare la propria procedura. In risposta, la Commissione ha deciso di informare
i denuncianti quando intende chiudere un caso, fornendone i motivi, prima di adottare una decisione finale.
Dopo aver ricevuto ulteriori denunce, il Mediatore ha
chiesto alla Commissione di elaborare un codice per
disciplinare i suoi rapporti con i cittadini durante la
procedura. Nel marzo 2002 la Commissione ha adottato misure volte a migliorare la situazione.
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A seguito delle critiche mosse dal Mediatore riguardo alla sua procedura, la Commissione
europea ha adottato misure intese a difendere i diritti dei cittadini nei casi di violazione del
diritto comunitario. Il Mediatore aveva rilevato che la Commissione non aveva informato
correttamente un denunciante in merito ai motivi per cui aveva chiuso un’indagine e non
aveva offerto al medesimo un’effettiva opportunità di fornire ulteriori prove. Il caso riguardava la presunta violazione del diritto comunitario da parte delle autorità greche nell’aggiudicazione del progetto per la costruzione della metropolitana di Salonicco.
Procedure di assunzione più trasparenti
La segretezza inerente alle procedure che le istituzioni utilizzano per assumere il personale è stato un altro
frequente motivo di ricorso al mediatore. Il fatto ancor
più grave è che spesso si tratta del primo contatto che
i cittadini hanno con l’amministrazione dell’Unione
europea.
A seguito del lavoro svolto dal mediatore, attualmente
gli elenchi di riserva dei candidati vincitori vengono
pubblicati e i candidati possono verificare i propri elaborati d’esame corretti e sapere chi fa parte della commissione giudicatrice. Questa tendenza ad aumentare
la trasparenza nelle assunzioni dovrebbe contribuire ad
assicurare che i candidati nutrano maggiore fiducia
nella procedura e ricavino pertanto una migliore impressione complessiva delle istituzioni.
A seguito di un’indagine del mediatore, il Parlamento ha accettato di fornire, dietro richiesta, una copia della prova d’esame corretta a tutti i candidati che partecipano ai concorsi di assunzione. Alcuni candidati italiani avevano presentato denuncia al Mediatore dopo aver partecipato a un concorso organizzato dal Parlamento ed essersi visti
negare l’accesso ai propri elaborati d’esame corretti.
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Migliorare il servizio offerto dalle istituzioni
I cittadini hanno il diritto di aspettarsi che la pubblica amministrazione dalla quale dipendono operi in modo adeguato. Dal mancato rispetto degli obblighi contrattuali ai ritardi con cui si effettuano i pagamenti, le istituzioni dell’Unione europea non hanno
sempre fornito esempi di buona prassi amministrativa. Tuttavia, quando il Mediatore
sottopone un problema alla loro attenzione, esse agiscono in modo costruttivo per porre rimedio alla situazione. Ne consegue che il servizio offerto dalle istituzioni è senza
dubbio migliorato.
Quando si scrive a un’istituzione o a un organo comunitario, ora ci si può aspettare una risposta nella propria
lingua. Si può esigere che i funzionari spieghino e giustifichino le decisioni adottate qualora ne venga fatta
loro richiesta. Se si partecipa a una gara d’appalto, si
può essere certi che il Mediatore interverrà se si ritiene
di non essere stati trattati in modo equo. In breve, grazie ai suoi sforzi, ora i cittadini dovrebbero ricevere il
servizio di elevata qualità cui hanno diritto.
Porre fine ai ritardi nei pagamenti
I pagamenti tardivi possono essere un problema per qualsiasi impresa, ma per quelle di
piccole e medie dimensioni possono essere una questione di sopravvivenza o di fallimento. Il Mediatore ha assicurato il pagamento a molti cittadini, imprese e associazioni ai quali non sono stati versati entro i termini previsti sussidi, onorari e sovvenzioni.
Uno studio di consulenza tedesco ha ottenuto il pagamento dell’ultima quota del compenso ad esso spettante, unitamente agli interessi maturati dal 1995, dopo
aver presentato una denuncia al mediatore. Lo studio
aveva concluso un contratto con la Commissione europea nel 1994 e ha atteso sei anni il pagamento.
La Commissione ha adottato un approccio flessibile per
evitare ritardi nei pagamenti ai subappaltatori dopo
un’indagine condotta dal Mediatore. Un subappaltatore
del Regno Unito si era rivolto al Mediatore lamentando
di essere stato ingiustamente penalizzato a seguito di una
clausola contenuta in un contratto concluso con la Commissione. La clausola stabiliva che
il committente non sarebbe stato pagato finché non avesse presentato le attestazioni di spesa di tutti i suoi subappaltatori. Su suggerimento del Mediatore, la Commissione ha chiesto al committente di presentare le attestazioni di spesa che aveva ricevuto in modo che potessero essere effettuati i pagamenti ai subappaltatori che avevano rispettato la scadenza.
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La Commissione europea ha adottato misure per risolvere un problema di pagamenti in
sospeso di importi di IVA dovuti ad università irlandesi dopo che il Mediatore ha condotto un’indagine in merito a questo caso. Un professore irlandese aveva segnalato al
Mediatore che la Commissione non aveva rimborsato un importo di 200 000 euro di
IVA relativa a contratti di ricerca. La Commissione ha confermato che il pagamento sarebbe stato effettuato non appena essa avesse completato la procedura necessaria. Tenuto conto che il problema era sorto in quanto il sistema irlandese non era completamente allineato alle norme fiscali comunitarie, la Commissione ha annunciato inoltre
che aveva avviato una procedura d’infrazione contro l’Irlanda.
Dopo aver ricevuto un crescente numero di denunce relative ai ritardi nei pagamenti effettuati dalla Commissione europea, il Mediatore ha avviato un’indagine di propria iniziativa. In risposta, la Commissione ha proposto di semplificare, chiarire e in generale
migliorare le modalità di pagamento ai propri creditori. Ne è conseguita una considerevole riduzione delle denunce presentate al Mediatore in merito a questo problema.
La Commissione si è assunta l’impegno di assicurare che sia pagato entro 60 giorni il 95 % di tutte le fatture regolari, contro il precedente 60 %.
Rispetto degli obblighi contrattuali
Quando un cittadino, un’impresa o un’associazione firma un contratto con una delle istituzioni dell’Unione
europea, si aspetta che l’amministrazione rispetti i suoi
obblighi. Tuttavia, i pareri riguardo a ciò che è stato
esattamente concordato sono spesso discordanti. Il
Mediatore è sempre attento a far sì che le istituzioni rispettino ciò che hanno firmato.
La Commissione europea ha accettato di concedere un
ulteriore importo di 11 000 euro a uno scienziato tedesco dopo che egli aveva presentato una denuncia al mediatore, sostenendo che la Commissione non lo aveva
compensato per il tasso di cambio sfavorevole dell’euro rispetto allo yen, a seguito del quale egli aveva ricevuto un importo inferiore rispetto a scienziati di livello
comparabile che erano arrivati in Giappone l’anno precedente o quello successivo nell’ambito dello stesso
programma di ricerca.
Il Mediatore ha assicurato il pagamento a un artista francese che aveva lavorato alla realizzazione di opuscoli informativi per la Commissione. L’artista aveva sporto denuncia al
Mediatore dopo che la Commissione si era rifiutata di corrispondere i diritti d’autore ad
esso spettanti quando gli opuscoli erano stati ristampati. Durante l’indagine del mediatore,
la Commissione ha proposto un accordo finanziario che è stato accettato dall’artista.
19
La Commissione ha ritirato una richiesta di rimborso e ha
accettato di pagare la quota finale di una sovvenzione
dopo l’intervento del Mediatore. La sovvenzione era destinata alla realizzazione congiunta di un CD-ROM multilingue da parte di scuole secondarie in Francia, Regno
Unito, Spagna e Paesi Bassi. Uno dei beneficiari della
sovvenzione aveva trasferito risorse tra le linee di bilancio. La Commissione sosteneva che tale trasferimento
fosse scorretto. Il Mediatore ha tuttavia sottolineato che
si trattava di un’operazione ammessa in base a quanto
stabilito nel contratto e ha chiesto alla Commissione di
procedere con il pagamento.
Il Mediatore ha criticato l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro di
Bilbao per non aver assicurato che un contratto che aveva concluso fosse conforme al
diritto del lavoro spagnolo. Il Mediatore è intervenuto a seguito di una denuncia presentata da un cittadino spagnolo il quale affermava che, non avendo tenuto conto della sua età per il suo inquadramento, l’Agenzia non aveva rispettato le disposizioni del
regolamento della Commissione che disciplina il regime applicabile agli agenti locali in servizio in Spagna su cui il suo contratto era basato. L’Agenzia sosteneva che tener conto dell’età era contrario al diritto spagnolo.
Migliore funzionamento delle istituzioni
Le denunce pervenute al Mediatore hanno contribuito a porre in evidenza procedure
inefficaci, metodi obsoleti e pratiche discriminatorie nelle istituzioni. In risposta, le istituzioni hanno adottato le misure necessarie per porre rimedio a queste carenze, rendendo pertanto l’amministrazione più equa ed efficiente.
La direzione Risorse del Centro comune di ricerca della Commissione di Ispra, Italia,
ha migliorato i suoi metodi di lavoro dopo un’indagine condotta dal Mediatore, che
aveva criticato più volte il Centro per il trattamento riservato ai borsisti, l’irregolarità
delle procedure di assunzione e l’iniquità delle clausole contrattuali. In risposta, la direzione ha introdotto un sistema computerizzato per controllare le scadenze, nonché una
procedura di ricorso e un sistema di controllo finanziario decentrati.
La Commissione europea ha inasprito le sue norme in materia di controlli a seguito delle critiche mosse dal Mediatore dopo che un cittadino danese aveva sostenuto che il personale antifrode della Commissione aveva rilasciato ai giornali nazionali dichiarazioni
inopportune riguardo al suo caso e che i funzionari preposti ai controlli si erano comportati in modo inappropriato durante un’ispezione di verifica. Tra le misure attuate era
compresa l’adozione di un manuale di procedura interna che forniva al personale istruzioni concrete in merito ai rapporti con i mezzi d’informazione.
20
Garantire il rispetto dello Stato di diritto
Lo Stato di diritto è uno dei principi fondamentali su cui l’Unione europea è basata. Ciò
implica che nessuna persona o organismo, per quanto potente, può violare impunemente la legge.
La Commissione europea ha il dovere di assicurare che gli Stati membri rispettino il diritto comunitario. Il Mediatore ha sottoposto alla sua attenzione diversi casi, sulla base delle
denunce ad esso pervenute. In questo modo egli ha svolto il suo ruolo, assicurando che le
norme comunitarie siano prese seriamente in tutta l’Unione.
Il Mediatore ha chiesto alla Commissione europea di
indagare sui rischi posti dal guasto subito da un reattore nucleare di un sottomarino britannico a Gibilterra,
dopo che varie associazioni sociali e politiche avevano
denunciato che le autorità non avevano adottato le misure sanitarie necessarie o fornito informazioni al pubblico, come previsto nel quadro della normativa dell’Unione europea. Il Mediatore ha trasmesso la denuncia
alla Commissione per verificare se la situazione fosse in
contrasto con le norme dell’Unione europea in materia
di protezione del pubblico dai rischi di radiazioni.
Il Mediatore ha chiesto alla Commissione di esaminare due denunce presentate da cittadini finlandesi in merito all’arrotondamento dei pagamenti effettuati in
euro. I denuncianti sostenevano che la pratica finlandese di non fare uso formale delle monete da 1 e 2 centesimi e di arrotondare i prezzi per eccesso o per difetto era ingiusta e contraria alla normativa dell’Unione
europea. Il Mediatore ha chiesto alla Commissione di
esaminare se le autorità finlandesi avevano applicato
correttamene la normativa comunitaria che prevedeva
che la prima serie di monete includesse otto denominazioni a partire da 1 centesimo a 2 euro.
21
Tutelare i diritti del personale nelle istituzioni
Il personale delle istituzioni dell’Unione europea può presentare denuncia al Mediatore in merito a problemi incontrati con il proprio datore di lavoro. Questi problemi possono spaziare dalle asserzioni di licenziamento arbitrario a questioni inerenti alla copertura previdenziale per i coniugi. Il Mediatore è riuscito a risolvere con successo
molte controversie sottoposte alla sua attenzione.
Il Mediatore ha ottenuto la parità di trattamento per tre
ispettori svedesi nel settore della pesca che avevano presentato denuncia riguardo al loro inquadramento presso
la Commissione europea. Dopo aver assunto il loro incarico, i denuncianti avevano notato che tutti gli altri ispettori nel settore della pesca assunti prima e dopo di loro
erano stati inquadrati in gradi superiori. Il Mediatore ha
concluso che la Commissione non aveva agito conformemente ai principi di buona condotta amministrativa e
alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea.
La Commissione europea ha risolto una controversia
relativa a regimi di assicurazione supplementare per i
suoi agenti locali in servizio in Austria dopo che il Mediatore ha esaminato il caso. I regimi avrebbero dovuto essere introdotti nel 1995. Dopo aver riconosciuto
che si era verificato un ritardo, la Commissione ha introdotto una polizza di assicurazione supplementare
per inabilità temporanea al lavoro, invalidità, decesso e
pensione, con effetto retroattivo dal 1o gennaio 1995.
La Commissione europea ha accettato di non recuperare spese mediche da un funzionario e di rimborsare gli
importi detratti dalla sua pensione dopo che egli aveva
presentato una denuncia. Il Mediatore ha sostenuto che
la Commissione non aveva fornito adeguate giustificazioni a sostegno della sua decisione di recuperare spese che erano state sostenute dieci anni prima. Il denunciante aveva lavorato a Bruxelles e Lussemburgo dal
1964 al 1979 ed aveva cessato il rapporto di lavoro per
invalidità.
22
Il Mediatore europeo, Jacob Söderman, con il Presidente della
Commissione europea, Romano Prodi
Come ottiene risultati il mediatore?
In qualità di istituzione che esamina le denunce presentate contro casi di cattiva amministrazione, è di fondamentale importanza che il Mediatore tratti queste denunce nel
modo più efficace e tempestivo. Per garantire il miglior servizio possibile, il Mediatore
ha instaurato ottimi rapporti di collaborazione con altri importanti organi, fra cui le istituzioni dell’Unione europea ed i suoi omologhi negli Stati membri.
Per poter usufruire del servizio offerto dal Mediatore, i cittadini europei devono essere
adeguatamente informati su ciò che egli può fare per loro. Il Mediatore dedica una considerevole quantità di tempo e di energia ad incrementare la consapevolezza riguardo
alla sua attività in tutta l’Unione.
Collaborando con le istituzioni
Pur esaminando le denunce presentate contro le istituzioni dell’Unione europea, il Mediatore intrattiene con esse positivi rapporti di lavoro. Le istituzioni hanno sempre collaborato in modo costruttivo per risolvere i problemi che egli sottopone alla loro attenzione. Vengono mantenuti proficui rapporti attraverso riunioni regolari e una corrispondenza scritta.
Relazioni
Ogni anno il Mediatore presenta al Parlamento europeo una relazione sull’esito delle
sue indagini. Il Mediatore può inviare al Parlamento una relazione speciale quando
un’istituzione non segue le sue raccomandazioni per risolvere una denuncia. La commissione per le petizioni del Parlamento ha il compito di redigere relazioni sull’attività
del Mediatore. Queste relazioni vengono quindi discusse e adottate in seduta plenaria.
Finora il Mediatore ha trasmesso al Parlamento sei relazioni speciali su questioni che spaziano
dalle discriminazioni basate sul sesso alla trasparenza.
23
Riunioni
Riunendosi con i funzionari dell’Unione europea, il Mediatore può richiamare l’attenzione sulle carenze riscontrate nel funzionamento delle istituzioni. Queste riunioni possono consentire ai funzionari di porre in evidenza i problemi incontrati nel risolvere le
denunce trasmesse loro dal Mediatore.
Nel settembre 2001 il personale dell’ufficio del Mediatore si è riunito con funzionari della direzione Risorse del Centro comune di ricerca della Commissione di Ispra. Le istituzioni hanno discusso modifiche da apportare alle procedure di lavoro applicate a Ispra per rispondere ad alcune critiche mosse riguardo al funzionamento della direzione.
Corrispondenza scritta
Il Mediatore scrive ai colleghi di altre istituzioni per richiamare la loro attenzione su
sviluppi importanti e questioni di attualità. Le lettere sono pubblicate sul sito web del
Mediatore.
Nel marzo 2002 il Mediatore ha inviato il Codice europeo di buona condotta amministrativa ai responsabili di tutte le istituzioni e organi dell’Unione europea, chiedendo loro di adottarlo.
L’euro-deputato Herbert Bösch ed il signor Söderman discutono
della relazione annuale per il 2000
24
Collegandosi con la famiglia dei difensori civici
Quando i cittadini hanno un problema riguardo al diritto comunitario, spesso essi si rivolgono al Mediatore europeo, ma di regola ad essere responsabili dell’attuazione di
tale diritto sono le amministrazioni nazionali, regionali e locali. Tenuto conto che il Mediatore europeo non può esaminare denunce presentate contro queste amministrazioni,
è importante sapere chi può farlo.
Spesso si tratta di un difensore civico nazionale o regionale o di una commissione per
le petizioni degli Stati membri.
Dodici Stati membri dell’Unione europea dispongono di difensori civici nazionali,
mentre due prevedono il diritto di presentare petizioni a livello nazionale. Sei Stati
membri dispongono di difensori civici regionali o di commissioni per le petizioni.
A livello nazionale e regionale si svolgono con regolarità seminari per discutere il diritto comunitario e rafforzare la cooperazione nell’ambito della famiglia dei difensori
civici. Il Mediatore europeo contribuisce a programmare e organizzare queste riunioni.
Per rafforzare le relazioni e intensificare la cooperazione, il Mediatore europeo rende
visita con regolarità ai difensori civici nazionali o regionali in tutta l’Unione europea.
Il Mediatore europeo con il signor Elwyn Moseley, commissario per
gli enti locali del Galles
25
La rete di collegamento
Nel 1996 il Mediatore europeo ha istituito una rete di collegamento tra i difensori civici nazionali e gli organi corrispondenti negli Stati membri.
La rete consente di trasmettere le denunce
all’organo più idoneo per il loro trattamento, contribuendo a salvaguardare i diritti
dei cittadini europei e a garantire che le denunce vengano trattate efficacemente.
Ogni anno il Mediatore europeo trasmette circa il 35 % delle denunce che non può esaminare ai difensori civici o agli organi corrispondenti.
La rete intende promuovere il libero flusso di informazioni sul diritto comunitario, assicurando in tal modo che i membri della rete siano sempre aggiornati sugli ultimi sviluppi.
La rete assume la forma di:
• un bollettino d’informazione attraverso il quale i
membri si scambiano le esperienze e le migliori pratiche;
• un sito web e un forum su Internet che promuove
dibattiti interattivi e consente di condividere documenti. Nel 2001 è stato creato un giornale virtuale intitolato Ombudsman Daily News (Notizie quotidiane
del mediatore);
• seminari che vengono organizzati per approfondire
la conoscenza del diritto comunitario e rafforzare la
cooperazione.
26
Comunicando con i cittadini
Informare 350 milioni di cittadini in 15 Stati membri e nelle 12 lingue ufficiali sul diritto di presentare denuncia è un compito tutt’altro che facile! Il Mediatore ha tuttavia
compiuto notevoli sforzi per incrementare la consapevolezza riguardo alla sua attività.
Negli incontri con i mezzi d’informazione, negli interventi ai seminari o nelle visite effettuate negli Stati membri il Mediatore si impegna sempre a garantire che i cittadini
sappiano cosa egli può fare per loro.
Relazioni con la stampa
Il Mediatore concede regolarmente interviste ai mezzi d’informazione. Egli redige comunicati stampa per segnalare importanti decisioni che sono state adottate. Per presentare la relazione annuale del Mediatore si tengono conferenze stampa e cene che offrono l’occasione per uno scambio di domande e risposte in merito alla sua attività.
Seminari pubblici
Il Mediatore e i suoi collaboratori partecipano a seminari, conferenze e riunioni per
informare in merito al diritto di presentare denuncia e ai risultati ottenuti.
Nel marzo 2001 il Mediatore ha tenuto un discorso programmatico su «La battaglia per la
trasparenza nell’Unione europea» a una conferenza organizzata dall’European Citizens Action Service (ECAS) a Bruxelles. Hanno preso
parte alla conferenza ONG, rappresentanti
delle autorità locali, studi legali ed esperti di
comunicazione.
27
Informazione al pubblico
Per fare in modo che i cittadini siano adeguatamente
informati sull’attività del Mediatore, è importante sapere da dove essi traggono le informazioni. Negli Stati
membri gli uffici della Commissione europea e del
Parlamento sono spesso il primo punto di riferimento
quando si vuole sapere qualcosa di più sull’Unione europea. Il Mediatore assicura che questi uffici siano dotati di tutto il materiale informativo necessario e che i
loro siti web siano collegati al suo sito. Materiale relativo al Mediatore è disponibile anche in tutti i centri
d’informazione dell’Unione europea.
Il materiale informativo comprende un opuscolo intitolato Il
Mediatore europeo – La può aiutare? (in 12 lingue), la relazione annuale del Mediatore e il Codice europeo di buona condotta amministrativa (entrambi nelle 11 lingue ufficiali dell’Unione europea).
Il Mediatore ha instaurato stretti rapporti con gli uffici
degli eurodeputati, tenuto conto dei loro frequenti contatti con i cittadini.
L’ufficio del Mediatore partecipa alle giornate a porte
aperte annuali organizzate dalle istituzioni dell’Unione
europea. Il personale dell’ufficio è a disposizione per
rispondere alle domande e distribuire materiale che illustra l’attività del mediatore.
Il Mediatore effettua visite ufficiali negli Stati membri
per presentare direttamente la propria attività ai cittadini.
28
Informazioni in tempo reale
Il sito web del Mediatore europeo si rivolge a persone con interessi estremamente vari,
dai cittadini che vogliono presentare denuncia agli studenti che effettuano ricerche in
merito alle denunce, ai giornalisti che cercano gli ultimi comunicati stampa. Costantemente aggiornato e disponibile in 11 lingue, il sito costituisce uno strumento fondamentale per diffondere la conoscenza dell’attività del Mediatore.
Un sito per i cittadini
Il sito web comprende informazioni sulle modalità di presentazione delle denunce, un
formulario di denuncia e informazioni per un eventuale contatto. È collegato a tutti i siti
web cui potrebbero essere interessati i cittadini alla ricerca di informazioni sul diritto
comunitario.
Attualmente le denunce trasmesse via Internet rappresentano oltre un terzo del totale delle denunce pervenute al Mediatore, rispetto a poco meno di un quarto nel 2000 e appena
un sesto nel 1999. L’aumento di maggiori proporzioni riguarda
il numero di richieste di informazioni ricevute per e-mail, che
risulta raddoppiato tra il 2000 e il 2001 con oltre 2 335 richieste di questo tipo.
Un sito per i giornalisti
Le informazioni contenute sul sito web che possono interessare i giornalisti comprendono tutti i comunicati stampa, i discorsi e le statistiche e un calendario regolarmente
aggiornato delle attività del Mediatore.
29
Un sito per i ricercatori
Tra i documenti che possono interessare i ricercatori sono comprese le decisioni e le raccomandazioni del Mediatore, le relazioni e una bibliografia completa con riferimenti di
tesi, libri ed articoli sul Mediatore europeo.
Un sito per i difensori civici
Sul sito web si possono trovare collegamenti ai siti di tutti i difensori civici nazionali e
regionali e degli organi corrispondenti negli Stati membri.
Nel 2001 è stata avviata un campagna via e-mail, in 11 lingue, intesa ad informare i cittadini del
loro diritto di presentare denunce al Mediatore europeo. Sono state inviate oltre 2 000 e-mail a destinatari scelti in modo mirato, pregandoli di inoltrare a loro volta l’e-mail a tutti coloro che, a loro
avviso, potessero essere interessati. In questo modo l’e-mail è giunta a un ampio numero di persone che seguono le questioni dell’Unione europea e potrebbero quindi avere una denuncia da
presentare al Mediatore.
30
Il signor Söderman con il Ministro degli affari esteri francesi,
signora Noëlle Lenoir, in occasione della cerimonia di consegna
della Legione d’onore
Quali risultati ha conseguito finora il Mediatore?
Il Mediatore si è battuto accanitamente per migliorare il modo in cui le istituzioni operano nei confronti dei cittadini. Ogni denuncia risolta dal Mediatore costituisce un fatto positivo non solo per la persona direttamente interessata, ma anche per i cittadini europei in generale. Il suo successo nel migliorare il servizio offerto dalle istituzioni è
stato accolto con estremo favore in tutta l’Unione europea.
Opinioni espresse da varie parti nell’Unione europea
Premi e onorificenze
Da quando ha assunto il suo mandato nel 1995, il Mediatore europeo ha ricevuto molti
premi e onorificenze in riconoscimento dei risultati conseguiti.
L’Istituto europeo di amministrazione pubblica ha
conferito il premio Alexis de Tocqueville 2001 al
Mediatore europeo per aver migliorato l’amministrazione pubblica in Europa e per il suo instancabile lavoro volto ad accrescere la trasparenza nelle istituzioni dell’Unione europea.
Nel 2001 il Mediatore è stato nominato quale uno
dei 50 europei dell’anno nel corso di un evento
organizzato dalla European Voice. Il premio conferito in tale occasione intendeva porre in evidenza gli europei che si erano maggiormente distinti nel 2001 e riconoscere i risultati conseguiti
dal Mediatore per quanto riguarda la trasparenza e la libertà di espressione.
Nel 2001 il Mediatore europeo è stato nominato
cavaliere della Legione d’onore, che costituisce
il più prestigioso riconoscimento civile o militare
francese.
31
Citazioni
«Mediatore europeo sin dal 1995, egli ha contribuito a rafforzare i diritti dei cittadini
nei confronti dell’amministrazione pubblica europea» (consiglio scientifico e consiglio
di amministrazione del’Istituto europeo di amministrazione pubblica, agosto 2001).
«Motivato da una filosofia di responsabilità, una mentalità estremamente rigorosa e un
impegno verso l’idea di partecipazione civile, il primo (Mediatore europeo) ha sempre
usato tutto il suo potere per esercitare una profonda influenza sulla riforma del sistema
di governo europeo» (direttore dell’Istituto degli studi europei presso l’Università libera di Bruxelles, marzo 2002).
«A nome dell’Istituto internazionale di scienze amministrative (IISA) vorrei rivolgere al
signor Söderman le più sentite congratulazioni per essere stato nominato cavaliere della Legione d’onore dal presidente francese. Si tratta del meritato riconoscimento di una
carriera dedicata a dare all’Unione europea, una gigantesca burocrazia, un volto umano» (direttore generale, IISA, gennaio 2002).
«È una fortuna per l’Unione e motivo d’orgoglio per la Finlandia che il primo Mediatore europeo sia stato una persona come Söderman» (Helsingin Sanomat, aprile 2002).
«Anche se i suoi poteri formali sono limitati, quando Söderman parla, gli altri ascoltano. Ciò che egli dice conta» (E!Sharp, marzo 2002).
«L’Europa esiste. Non perché vi è una moneta unica e molte politiche comunitarie, ma
piuttosto perché vi sono persone convinte come Jacob Söderman che difende i cittadini» (El Periódico, maggio 2002).
«Il campione dei cittadini» (pubblicazione EV50 della European Voice, dicembre
2001).
«Vorrei ringraziare ancora una volta lei e i suoi collaboratori per gli instancabili sforzi compiuti per favorire una conclusione equa e ragionevole di un caso così increscioso» (vicepresidente di un’associazione commerciale britannica che aveva presentato
una denuncia al Mediatore per segnalare che la Commissione non aveva fornito importanti informazioni a uno dei suoi membri, agosto 2001).
«Desidero ringraziarla per la (sua) straordinaria attività volta a tutelare il cittadino comune» (avvocato greco, ottobre 2001).
«La sua semplicità e la chiarezza dei suoi obiettivi sono estremamente confortanti» (un
cittadino britannico dopo aver ricevuto una copia della relazione annuale del Mediatore).
32
33
Statistiche
Statistiche relative all’attività del Mediatore europeo dall’1 gennaio 2000 al 30 giugno 2002
Denunce ricevute: 4 823.
Distribuzione geografica delle denunce
25
20
15
10
5
0
D
UK
F
I
E
NL EL
B
P
S
A
DK FIN IRL
Popolazione dell’UE in %
Aumento su base annua delle denunce
2 500
2 000
1 500
1 000
500
0
34
X
X: Altri
% di denunce
2000
* Previsione
L
2001
2002*
Casi esaminati: 5 076.
Indagini avviate: 552.
Su quali istituzioni?
Commissione europea:
453
Parlamento europeo:
44
Consiglio dell’Unione europea:
16
Banca europea per gli investimenti:
7
Corte di giustizia:
7
Banca centrale europea:
4
Altri:
21
Su quale argomento?
Mancanza o rifiuto di informazioni, trasparenza: 228
Ritardo evitabile:
151
Discriminazione:
58
Mancanza di equità, abuso di potere:
92
Errori di procedimento, infrazione dei diritti di difesa: 85
Errore giuridico:
54
Negligenza:
81
Mancato adempimento degli obblighi (articolo 226): 14
Altro:
67
Con quale risultato?
Risolta dall’istituzione:
Ritirata dal denunciante:
189
13
Cattiva amministrazione non riscontrata: 288
Conciliazione amichevole:
Valutazione critica:
6
95
Progetti di raccomandazione accettati dall’istituzione: 25
Relazione speciale:
4
35
Come si può presentare una denuncia?
Formulario di denuncia
Il Mediatore europeo
DENUNCIA DI CATTIVA AMMINISTRAZIONE
(Si prega di continuare in un altro foglio se necessario e di inviare copie di tutti i
documenti necessari a sostegno della denuncia)
1.
Presentata da: (nome)
A nome di:
Indirizzo:
Tel./ fax:
2.
Contro quale istituzione o organo comunitario vuole presentare la sua denuncia?
"
"
"
"
"
Commissione europea
Consiglio dell'Unione europea
Parlamento europeo
Corte dei conti
Corte di giustizia*
"
"
"
"
"
Comitato economico e sociale
Comitato delle regioni
La Banca centrale europea
Banca europea per gli investimenti
Altri organi comunitari
*salvo nella sua funzione giurisdizionale
3.
4.
5.
Qual è la decisione all'origine della denuncia ? Quando è stata presa tale decisione o
quando Le è stata notificata ?
Che risultato spera ottenere attraverso la sua denuncia ?
Ha già contattato l’istituzione o organo comunitario denunciato al fine di ottenere una
riparazione ?
" Sì (si prega di specificare)
" No
37
6.
Se la denuncia è inerente ai rapporti di lavoro con le istituzioni ed organi comunitari :
sono state esaurite le possibilità interne di domanda o ricorso amministrativo? (In
particolare quelle di cui all'articolo 90(1) e (2), dello statuto del personale). In tal caso,
sono scaduti i termini fissati per la risposta da parte dell'autorità interessata ?
" Sì
7.
" No
L'oggetto della Sua denuncia è già stato risolto da un tribunale o è pendente dinanzi a
un tribunale ?
" Sì
" No
Normalmente le denunce al Mediatore europeo (e i relativi documenti allegati) hanno un trattamento pubblico.
"Trattare pubblicamente" una denuncia significa che ogni membro del pubblico può avere accesso alla denuncia e ai
suoi allegati. Se il Mediatore avvia un'indagine, il parere dell'istituzione o dell'organismo interessato alla denuncia,
qualsiasi osservazione sul parere fatta dal denunciante, nonché altri documenti menzionati all'articolo 13 delle
Disposizioni di esecuzione (disponibili sul sito Web del Mediatore) sono documenti pubblici ai quali chiunque può
avere accesso su richiesta. Le decisioni del Mediatore sulle denunce sono pubblicate nella Relazione annuale e sul
sito Web, previa rimozione del nome del denunciante.
Un denunciante ha il diritto di chiedere che la sua denuncia sia trattata in via riservata. Qualora sia richiesto il
trattamento riservato, non vi è accesso del pubblico alla denuncia o agli altri documenti summenzionati. Tuttavia,
anche una denuncia riservata deve essere inviata all'istituzione o all'organismo comunitario interessato qualora il
Mediatore avvii un'indagine. Le decisioni del Mediatore su denunce riservate sono pubblicate nella relazione annuale
e sul sito Web in modo da non rendere possibile l'identificazione degli interessati.
Le denunce al Mediatore possono contenere dati personali relativi alla denuncia stessa o a terzi. Il trattamento dei dati
personali da parte del Mediatore europeo è disciplinato dal regolamento (CE) n. 45/2001.(1) A meno che il denunciante
non chieda il trattamento riservato, si intende che egli è consenziente, ai fini dell'articolo 5, lettera (d) del regolamento
(CE) n. 45/2001, a che il Mediatore tratti pubblicamente qualsiasi dato di natura personale contenuto nella denuncia.
(1) Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2000 concernente la tutela delle
persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari,
nonché la libera circolazione di tali dati - Gazzetta ufficiale L 8/1, 12/01/2001.
8.
Selezionare una delle seguenti opzioni:
" Desidero che la mia denuncia sia trattata pubblicamente
" Richiedo che la mia denuncia sia trattata in via riservata
9.
Autorizza l'inoltro della Sua denuncia ad un'altra autorità (europea o nazionale), qualora
il Mediatore europeo ritenga di non essere abilitato a trattarla ?
" Sì
" No
Data e firma:
Il Mediatore europeo, 1 avenue du Président Robert Schuman, B.P. 403, F - 67001 Strasburgo Cedex
38
Il Mediatore europeo
Cosa può fare per voi il Mediatore europeo? — Guida per i cittadini
2002 — 38 pagg. — 16,2 x 22,9 cm
ISBN 92-95010-43-4
Il Mediatore europeo è stato eletto nel 1995 con il compito di esaminare le denunce riguardanti
casi di cattiva amministrazione nell’azione delle istituzioni e degli organi comunitari. La presente
guida offre un quadro generale dell’attività del Mediatore e illustra il servizio che il Mediatore può
offrire ai cittadini europei.
01
06
16
Mediatore europeo
1, avenue du Président Robert Schuman
BP 403
F-67001 Strasbourg Cedex
Tel. (33) 388 17 23 13
Fax (33) 388 17 90 62
E-mail: [email protected]
Internet: http://www.euro-ombudsman.eu.int
UFFICIO DELLE PUBBLICAZIONI UFFICIALI
DELLE COMUNITÀ EUROPEE
L-2985 Luxembourg
ISBN 92-95010-43-4
9 789295 01 0437
QK-45-02-442-IT-C
Il Mediatore europeo è stato eletto nel 1995 con il compito di esaminare le denunce riguardanti casi di cattiva amministrazione nell’azione delle istituzioni e degli organi comunitari. La presente guida offre un quadro generale dell’attività del Mediatore e illustra il
servizio che il Mediatore può offrire ai cittadini europei.
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