AREA ATTIVITA’ PRODUTTIVE
SERVIZIO AGRICOLTURA
Legge regionale 8.7.1999, n.17 art.10
PROGRAMMA OPERATIVO
PER L’ANNO 2011
1
LA SITUAZIONE DELL’AGRICOLTURA E DELLE AREE RURALI
L'agricoltura provinciale del torinese è varia e complessa. Seppure negli ultimi anni si
siano evidenziati cambiamenti ed innovazioni, si conferma tuttavia il modello di un’agricoltura
provinciale di tipo “classico”, ancora basata sui due capisaldi dei seminativi e della zootecnica
bovina, in particolare quella da latte. Un’agricoltura di tipo continentale, fortemente “disegnata”
dalla PAC, ma anche molto legata agli impulsi derivanti dalla vicinanza al polo metropolitano.
Questa vicinanza rappresenta talvolta un’opportunità per la commercializzazione dei
prodotti, più spesso è chiamata in causa come responsabile della continua erosione dei suoli
agrari, a vantaggio di altri settori produttivi e dei servizi. Questa domanda di terreno considerato
“libero” in quanto non ancora urbanizzato, influisce in misura rilevante sul prezzo di acquisto e
di affitto dei fondi, condizionando fortemente il settore primario, soprattutto nelle aree a maggior
pressione.
Dall’analisi dei dati presenti nell’Anagrafe unica delle aziende agricole del Piemonte,
comparati con i dati provenienti da altre fonti, recentemente condotta in collaborazione con i
Drs. S. Aimone e L. Cassibba, sono emersi alcuni aspetti caratterizzanti la situazione attuale del
comparto agricolo provinciale i cui principali elementi sono di seguito evidenziati:
- il livello di concentrazione dei principali fattori produttivi si riscontra in pianura, con il
51% della Superficie Agricola Utilizzata, il 75% dei capi bovini allevati, nonché il 90% dei
suini;
- l’attività agrituristica nel corso degli ultimi anni ha vissuto una forte crescita. In
provincia il numero di agriturismi è raddoppiato nel periodo 2003 – 2008 (nell’anno 2003: 94
aziende di cui 53 con alloggio, su un totale di 533 in Piemonte e nell’anno 2008: 179 aziende di
cui 125 con alloggio su un totale di 882 in Piemonte). Questo è stato un settore molto sostenuto
dalle politiche pubbliche (PSR, Turismo) ed è risultato incentivato anche dalle Olimpiadi
invernali del 2006;
- in ambito provinciale, si riscontra un modello specifico molto interessante, basato
anche su l’erogazione di servizi didattici e culturali, favorito anche dalla presenza del bacino
metropolitano, così sono molto numerose, più che nelle altre province piemontesi, le aziende che
si qualificano come “didattiche”, presentando un’offerta di servizi molto ampia e qualificata sui
temi della educazione alimentare alle scolaresche;
- si segnalano inoltre molti casi di commercializzazione secondo la filiera corta, vendita
diretta e integrazione con l’agriturismo. Nel corso dell’ultimo periodo, si sono inoltre
moltiplicate le esperienze di “mercati contadini”, spesso promossi dalle amministrazioni locali.
E’ importante notare che queste innovazioni nascono anche nei territori “svantaggiati”, nei quali
si registrano nuovi segnali di vitalità, grazie anche allo stimolo delle politiche adottate;
- attualmente la base imprenditoriale della provincia è più giovane rispetto al passato,
anche grazie allo stimolo al ricambio generazionale rappresentato dagli specifici interventi del
PSR. Dai dati relativi all’anno 2009, risulta che attualmente le aziende condotte da imprenditori
con meno di 50 anni sono 3.800 e circa un quarto di queste è stata oggetto del ricambio
incentivato con gli aiuti comunitari. Una maggiore incidenza di imprenditori giovani si ha
nell’allevamento bovino (soprattutto da latte) e in quello suino, ovino e caprino. Viceversa, i
comparti avicolo e cunicolo sono prevalentemente in mano a imprenditori anziani. Nonostante il
processo di ricambio generazionale, la fascia di età tra 50 e 65 anni è ancora quella prevalente in
termini numerici e di SAU; il ricambio in questa fascia richiederà diversi anni per essere
completato. Infine: si registra una proporzione inversa tra età del conduttore e dimensione
aziendale: infatti, più cresce l’età, più diminuisce la SAU media.
- in provincia di Torino oltre 10.000 aziende agricole (su un totale delle 13.500 circa
presenti in Anagrafe) beneficiano di un sostegno derivante dal cosiddetto primo pilastro della
PAC, attraverso il regime di pagamento unico aziendale (PUA). Ogni anno vengono erogati circa
66 Meuro (su un totale regionale attorno ai 350 meuro, quindi con un’incidenza relativamente
bassa della provincia in esame). La distribuzione territoriale del PUA è molto selettiva: il 62%
delle aziende beneficiarie si trova in pianura e ad esse va il 77% della somma erogata. Viceversa,
2
nelle aree montane ricadono il 12% dei beneficiari e solamente il 5% degli aiuti. Il PUA è anche
molto concentrato a livello settoriale, dato che deriva storicamente – in larga misura – dalle
OCM dei cereali e della zootecnia bovina.
Le prospettive di incentivazione delle attività dello sviluppo rurale, proprie del ciclo di
programmazione 2007-2013, possono offrire nuove opportunità di intervento. In quell'ambito,
occorre sostenere ed incentivare le scelte innovative, all'interno del modello di sviluppo che la
Provincia si è data.
L’ANDAMENTO CLIMATICO ED I PRINCIPALI RISULTATI
PRODUTTIVI DELLA CAMPAGNA AGRARIA – ANNO 2010
L’annata agraria appena conclusa si è caratterizzata, per l’andamento climatico
contraddistinto da abbondanti precipitazioni, benché non siano stati raggiunti i ragguardevoli
livelli del 2009. Inoltre le basse temperature del periodo tardo primaverile hanno inciso sulle fasi
fenologiche di diverse colture determinando, di norma, un ritardo nelle operazioni colturali e
nella successiva raccolta dei prodotti.
A causa dell’andamento meteorologico dei mesi da aprile a giugno, il comparto agricolo
è stato interessato da fenomeni contrastanti - vantaggi importanti e circoscritte penalizzazioni dovute soprattutto all’intensità dei fenomeni di maltempo e ad una diffusa preoccupazione per le
condizioni fitosanitarie delle coltivazioni.
Le piogge registrate nel periodo aprile-giugno hanno consolidato il generale livello di
ricarica idrica dei suoli e il livello dei principali invasi ad uso irriguo, iniziato già nel trimestre
precedente, con indubbi vantaggi di prospettiva a medio e lungo termine.
Nel corso dei tre mesi estivi, l’andamento dei principali parametri meteorologici
(temperature e precipitazioni) non ha determinato particolari criticità per la produzione agricola
rispetto alle disponibilità idriche per la stagione irrigua e le disponibilità irrigue non hanno
generato preoccupazioni sia per la ricarica nei mesi precedenti dei bacini destinati all’irrigazione
sia per il verificarsi di eventi precipitativi nel corso della stagione estiva.
Per quanto riguarda l’andamento delle principali coltivazioni presenti in ambito
provinciale, sinteticamente si illustra quanto segue.
Cereali autunno vernini
Il monitoraggio dell’andamento delle colture cerealicole autunno vernine risulta, specie
negli ultimi 3- 4 anni, sempre più difficoltoso. Infatti, continua la marcata tendenza a coltivare il
frumento su terreni marginali con scarsa fertilità, a favore di altre colture considerate
maggiormente redditizie, prime fra tutte il mais. Ciò determina risultati colturali assai difformi
sul territorio provinciale, difficilmente interpretabili come dato medio rappresentativo
dell’andamento della coltura.
La raccolta del frumento tenero nell’areale torinese è avvenuta con un ritardo di circa 10
giorni rispetto alla normalità. Ciò è stato determinato sia dalle copiose precipitazioni primaverili
sia dalle temperature, al di sotto della media, registrate nella seconda decade di giugno.
L’andamento climatico anomalo non ha fortunatamente influito in maniera negativa
sull’ultima parte della fase riproduttiva, ma in talune zone ha determinato alcuni problemi di
ristagno idrico e la mancata possibilità di eseguire la fertilizzazione azotata conclusiva a tempo
debito.
Per quanto riguarda le superfici investite, le variazioni intervenute rispetto al 2009
possono essere stimate come segue:
frumento tenero – 5%
frumento duro – 36%
orzo – 23%
3
Tale andamento può essere ascritto sia agli elevati costi dei mezzi produttivi sia
soprattutto alle basse quotazioni registrate al momento delle semine, che hanno indotto gli
agricoltori a riconvertire l’uso delle superfici seminabili verso la produzione di foraggi (+ 61%
per le “altre coltivazioni annuali da foraggio” e + 16% per “erba medica da foraggio”) sia non
destinando le superfici ad alcuna coltura (+ 11% di “superfici agricole non seminate disattivate”).
La situazione fitosanitaria registrata è risultata nel complesso non preoccupante: difatti
per quanto riguarda le malattie fungine (fusariosi in particolare) le scarse precipitazioni e le
temperature fresche del periodo tardo primaverile ne hanno rallentato la diffusione e lo sviluppo.
Così come negli anni passati l’annata 2010 si può considerare indenne da danni
collegati all’azione delle cimici su grano.
I dati del monitoraggio relativi alla presenza di questi insetti in Piemonte (monitoraggio
effettuato dal Servizio Agricoltura in collaborazione con la sez. di Entomologia della Facoltà di
Agraria di Torino e il Centro di Riferimento per l’Agricoltura Biologica) mostrano che non si è
mai raggiunto un livello di popolazione di insetti significativo e le presenze in provincia di
Torino sono sempre state molto inferiori al livello soglia, oltre il quale è probabile un danno alla
qualità panificatoria delle farine. Il monitoraggio costante ha determinato come ricaduta positiva
una minore frequenza di trattamenti insetticidi; ciò ha consentito agli agricoltori di ridurre una
parte dei costi colturali, elemento particolarmente positivo vista l’attuale scarsa remunerazione
delle colture cerealicole in genere.
Il raccolto è stato territorialmente difforme poiché in molti casi sono state carenti le
operazioni agronomiche effettuate in considerazione dell’andamento climatico. In generale si
può dire che le rese sono state migliori di quelle ottenute nell’annata precedente, benché
comunque basse; il peso ettolitrico è risultato elevato (causa il minor investimento delle colture)
ed il contenuto proteico assai variabile (in relazione alle concimazioni effettuate in copertura).
Mais
La campagna maidicola è risultata piuttosto soddisfacente in tutto il nord Italia,
consentendo di raggiungere risultati decisamente interessanti, in controtendenza rispetto a quanto
registrato nel 2009 che era stata un’annata difficile, per le abbondanti precipitazioni primaverili
che avevano determinato un ritardo nelle semine con riduzione della lunghezza del ciclo
vegetativo e conseguenti rese medie inferiori.
Nel torinese le rese si aggirano attorno ai 110 - 130 ql/ha a seconda che si tratti di
coltura irrigua o no.
Le superfici investite a mais, peraltro, hanno subito una contrazione del 6% circa,
evento verificatosi anche in altre plaghe vocate del nord Italia e probabilmente da ascriversi ai
problemi di mercato dello scorso anno, unitamente agli elevati costi dei mezzi produttivi.
Per quanto riguarda la situazione fitosanitaria si segnala la scarsa presenza di piralide
mentre, per il primo anno, risulta molto incrementata la presenza di diabrotica.
Quest’anno i voli di diabrotica registrati nel novarese e nel vercellese (aree
maggiormente danneggiate lo scorso anno) sono diminuiti rispetto ai dati registrati nel 2009,
mentre si sono impennati nelle zone ad ovest di Torino e nel cuneese. La situazione starebbe a
testimoniare il veloce e progressivo spostamento del coleottero verso sudovest ma anche,
probabilmente, l’efficacia delle contromisure adottate nelle zone colpite, basate su rotazione (con
grano, avena e soia) e soprattutto sull’aumento dei trattamenti insetticidi, sia aerei che con la
geodisinfestazione, a causa del perdurante blocco dei concianti neonicotinoidi.
Foraggere
Le abbondanti precipitazioni del periodo invernale e del periodo tardo primaverile e le
successive alte temperature, hanno migliorato la produttività dei pascoli, soprattutto quelli
d’alpeggio.
4
Inoltre è da sottolineare che la riduzione delle superfici destinate alle colture cerealicole
ha determinato un aumento delle foraggere annuali.
Orticoltura
Le produzioni orticole si sono tendenzialmente mantenute sui livelli produttivi degli
scorsi anni e rimangono costanti, come dato globale, le superfici investite.
Frutticoltura
La campagna trascorsa è stata influenzata in linea generale da due fattori:
− l’andamento della campagna precedente, caratterizzata da elevate produzioni (anno di
carica) che ha determinato nel 2010 una produzione leggermente inferiore alla media;
− l’andamento climatico caratterizzato da un inverno freddo seguito da abbondanti
precipitazioni e basse temperature nei mesi tardo primaverili.
L’analisi delle singole colture evidenzia il seguente andamento.
Albicocco: dal punto di vista fitosanitario sono stati registrati problemi di marciumi, forficula e
moria per batteri osi, specie sui soggetti debilitati dal freddo invernale quindi più sensibili ad
attacchi batterici.
La produzione si può considerare nella media con rese intorno a 180 ql/ha e con prezzi
buoni.
Susino: diversamente ad altre specie, per il susino si è registrata un'annata di piena carica sia su
cino-giapponesi che europee. Non si sono registrati particolari problemi dal punto di vista
fitosanitario.
Actinidia: continua la fase di espansione della coltura a scapito delle superfici investite a meleto.
La produzione è buona, anche se con un calo del 15% circa rispetto alla media. Non si sono
registrati problemi legati alla comparsa del cancro batterico, che risulta ben controllato con
trattamenti rameici. Il mercato, al momento, risulta piuttosto interessante.
Pero: l’annata si attesta su dati produttivi medi, pur essendosi verificati alcuni problemi di
allegagione, soprattutto sulla cv Abate.
Pesco: la produzione è stata influenzata dal freddo invernale e dall'annata di carica precedente
(soprattutto su nettarine precoci). Dal punto di vista fitosanitario sono stati registrati alcuni
attacchi di Monilia, a causa delle condizioni climatiche primaverili caratterizzate da basse
temperature ed elevata umidità.
Dal punto di vista commerciale si evidenziano alcuni problemi legati al mercato delle cv
tardive.
Melo: la produzione è stata buona, anche se scarseggiano le pezzature grandi, a causa del freddo
verificatosi in giugno nella fase di crescita dei frutticini.
Prosegue la fase di rinnovo degli impianti: le cultivar maggiormente opzionate sono
quelle appartenenti al gruppo delle rosse quali Gala, Fuji, altre cultivar ticchiolatura-resistenti.
La campagna è stata caratterizzata da rilevanti problematicità nel contenimento della
ticchiolatura, con focolai attivi anche tardivamente (giugno-luglio). I segnali provenienti dal
mercato sono piuttosto incoraggianti.
L’area del Pinerolese è stata interessata da alcune grandinate anche precoci che però
non hanno determinato gravi conseguenze.
Piccoli frutti : la produzione dell’annata non è molto elevata in quanto segue un’annata di
carica; i prezzi alla produzione si sono mantenuti su buoni livelli.
Viticoltura
In generale la vendemmia 2010 ha evidenziato un buon andamento e rese soddisfacenti
con incrementi del 10% circa rispetto a quanto registrato lo scorso anno.
5
L’andamento climatico del mese di settembre, caratterizzato da tempo stabile con poche
piogge e con elevate escursioni termiche, ha favorito la maturazione fenolica delle uve rosse e
bloccato lo sviluppo della botrite. Oltre ad alcuni attacchi di Oidio, quest’anno, purtroppo, sono
ricomparsi i sintomi di flavescenza dorata e di legno nero, che hanno colpito, oltre che il Barbera
e lo Chardonnay, che risultano essere i vitigni più sensibili, anche il Nebbiolo e il Moscato,
seppure in minor misura.
La vendemmia è iniziata con un ritardo di 10-15 giorni rispetto al 2009 ma in linea
rispetto alle annate normali. Il lungo inverno, oltre che da piogge persistenti, infatti, è stato
caratterizzato dal freddo che ha rallentato lo sviluppo vegetativo, per cui quasi tutte le fasi
fenologiche sono slittate in avanti rispetto allo scorso anno.
Complessivamente le uve hanno manifestato una buona sanità, con acini grossi e ottimo
contenuto zuccherino, tranne nelle zone meno vocate dove si è notato una minore
concentrazione. Qualitativamente la produzione è stata più che buona.
Castanicoltura da frutto
L’annata appena trascorsa è stata favorevole per questa produzione, le rese sono tornate
a livelli normali, le pezzature dei frutti sono risultate piuttosto elevate e la recettività ed il livello
di rimuneratività del mercato per le produzioni di pregio si sono mantenute elevate.
Continua la diffusione delle infestazioni del cinipide galligeno, tuttavia non si sono
registrati cali produttivi imputabili in modo specifico all’azione di questo insetto.
Nel corso del 2010 vi è stata la definitiva approvazione dell’IGP “Marrone Valsusa”.
LE STRATEGIE, GLI OBIETTIVI E LE PRIORITÀ
DELLO SVILUPPO RURALE
Le linee programmatiche che l’Assessorato Agricoltura mantiene all’interno dell’attuale
programma di governo sono orientate, sia per lo sviluppo rurale che per lo sviluppo montano, ad
una sempre maggiore integrazione delle politiche di messa in valore delle risorse turistiche,
agricole e ambientali e del legno-artigianato-edilizia in montagna, unitamente alla creazione di
sinergie sempre più strette con le politiche sociali e sui servizi, del lavoro e della creazione
d’impresa, dell’energia, delle attività produttive.
Relativamente al settore agricolo, l’impegno continua ad essere finalizzato ad un
rinnovamento del comparto, cui sempre di più, accanto alla primaria funzione di produrre
alimenti, è richiesto di svolgere ruoli di presidio e di mantenimento, sul territorio, di buone
condizioni ambientali. Si perseguono azioni che favoriscono l’integrazione, in modo equilibrato,
della presenza umana con l’ambiente naturale, in particolar modo quello appartenente alla rete
ecologica regionale conservandone la biodiversità ed esaltandone la molteplicità di valenze in
quanto valore universale per le generazioni attuali e future.
Questa impostazione ha ben precisi risvolti nelle scelte di governo che implicano di:
-
sostenere lo sviluppo del settore agricolo, l’incremento di competitività delle imprese
agricole e la crescita qualitativa delle produzioni mediante l’attuazione degli interventi
previsti dal Programma di Sviluppo Rurale del Piemonte 2007-2013, dalla normativa
comunitaria, nazionale e regionale, dal Programma Operativo Provinciale, esercitando le
funzioni di cui alla L.R. n. 17/99;
6
-
sostenere lo sviluppo dell’agricoltura nel settore biologico ed integrato, incentivando
l’attività di ricerca, sperimentazione e divulgazione condotta da Enti di ricerca partecipati
ed esterni;
-
sviluppare i temi dell’alimentazione locale ed in particolare creare opportunità commerciali
per la filiera corta, attraverso: lo sviluppo e il sostegno di “farmers markets” (anche con
valenza sociale e divulgativa) e di mercati locali; lo sviluppo e il rafforzamento di forme di
acquisto alternative (sull’esempio dei gruppi d’acquisto solidale), ma anche sviluppo di
nuove forme di distribuzione che mettano in collegamento le aziende agricole con il
commercio al dettaglio e la ristorazione locale (in particolare in aree a valenza turistica) o
la ristorazione collettiva;
-
qualificare l’agricoltura delle produzioni di largo consumo come fornitrice di beni
alimentari di qualità attraverso azioni di marchio e messa in valore delle produzioni locali
di pianura e di montagna continuando l’azione già iniziata per il settore lattiero - caseario
provinciale e per la frutticoltura del Pinerolese, anche all’interno dei Distretti
Agroalimentari di qualità;
-
Supportare l’agricoltura già qualificata o “di nicchia” attraverso il rafforzamento del
progetto “Paniere dei prodotti tipici”
In relazione ai contenuti del P.T.C. (Piano Territoriale di coordinamento) occorre
evidenziare che la Provincia si prefigge di provvedere e sostenere la compatibilità tra
l’ecosistema ambientale e naturale e il sistema antropico, armonizzando la reciproca
salvaguardia della tutela e valorizzazione del primo e di evoluzione del secondo, attraverso la
corretta gestione delle risorse.
In questo contesto assumono rilievo i seguenti obiettivi specifici:
contenere il consumo di suolo per usi urbani e la loro impermeabilizzazione; ridurre la
dispersione dell’urbanizzato; ridurre la frammentazione del territorio dovuta all’edificato
ed alle infrastrutture di trasporto;
-
assicurare la compatibilità tra processo di trasformazione e criteri di salvaguardia delle
risorse (in particolare della risorsa “suolo ad elevata capacità d’uso agricolo”).
RACCORDO CON IL PROGRAMMA
DI SVILUPPO RURALE DEL PIEMONTE 2007-2013
Gli interventi progettati e/o già in fase di attuazione, non direttamente imputabili al PSR
2007/2013, sono riconducibili comunque ad esso, sia come orientamento, sia come modalità di
realizzazione.
Si è detto in precedenza dell’importanza e dell’incidenza del Pagamento Unico sul
bilancio delle aziende agricole, evidenziando nel contempo la spiccata propensione della politica
del primo pilastro a premiare determinati settori o territori. L’ applicazione del PSR 2007/2013
sta riconfermando la funzione di riequilibrio già esplicata nella precedente programmazione,
avendo una ricaduta territoriale più omogenea.
Si è registrato un modesto avvio della misura preposta all’insediamento dei giovani in
agricoltura (circa 400 richieste) del PSR 2007-2013, questo fatto si può mettere in relazione a
molteplici cause, le cui principali sono le seguenti:
- il precedente PSR ha probabilmente stimolato una “ondata” di ricambio ed è dunque
probabile che occorrerà attendere qualche anno affinché si ricreino le condizioni anagrafiche “di
7
uscita” degli agricoltori anziani. Attualmente la fascia di età oltre i 65 anni ha in mano una quota
molto modesta delle risorse produttive, mentre quella con età 50-65 è invece quella nella quale si
concentra un terzo delle aziende e della SAU;
- è molto più complesso, rispetto al passato, accedere ai benefici della Misura, perché
gli impegni sono più gravosi e vincolanti. Il fatto che il livello di finanziamento sia maggiore,
non è evidentemente ritenuto compensativo di questa complessità;
- il periodo di crisi che investe tutti i settori produttivi, influisce negativamente sulla
propensione ad investire, anche nel settore agricolo.
In questa fase di rapido divenire rispetto all’emanazione di numerosi bandi regionali, la
Provincia è impegnata a gestirne l’iter come Organismo Delegato ed anche sul fronte
dell’informazione ai potenziali beneficiari.
RACCORDO CON I PIANI DI DISTRETTO
EX L.R. 29/2008
La fase di prima applicazione della L.R. 29/2008 vede la Provincia di Torino molto
impegnata, sia in termini propositivi, sia come animazione sul territorio. L’obiettivo è di dare
forma ad un assetto che sia effettivamente rispondente alle esigenze degli operatori del settore.
E’ stato portato a compimento il processo di unificazione dei due ex Distretti del vino e
in questo caso la Provincia di Torino è impegnata a far valere l’impegno profuso nella
promozione e valorizzazione delle produzioni locali, molto diffuse, sebbene in quantità non
rilevanti.
Relativamente al Distretto agroalimentare e di qualità della frutta fresca, la Provincia di
Torino ha riconfermato la propria partecipazione con i territori più vocati per le produzioni
frutticole.
Era stata richiesta l’inclusione nell’ambito del Distretto dei Fiori del Lago Maggiore, in
virtù della consistenza qualitativa e quantitativa delle produzioni del settore florovivaistico che
caratterizzano il territorio provinciale, nonché della presenza del Mercato all’ingrosso dei fiori,
realtà unica nel suo genere a livello regionale. La Provincia di Novara, capofila per il settore, ha
tuttavia espresso parere contrario.
Analogamente è stata rinnovata la richiesta di inclusione nell’ambito del Distretto
orticolo, in considerazione del peso del comparto in ambito provinciale.
RELAZIONE PROGRAMMATICA PER L’UTILIZZAZIONE DEI FONDI
ASSEGNATI PER L’ANNO 2009 ALLA PROVINCIA DI TORINO
con D.G.R. n. 50-12425 del 26 ottobre 2009
Il quadro riassuntivo relativo all’utilizzazione dei fondi assegnati viene indicato nella
tabella allegata, mentre si riporta, di seguito, una sintetica descrizione delle iniziative da
finanziare.
Leggi con finalità generali
Legge regionale 12/10/1978, n. 63
Art. 17 lett. i) - Mostre e Rassegne di interesse provinciale.
8
L’intervento è finalizzato alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio
zootecnico
locale,
assicurando
l’indispensabile
sostegno
economico
all’A.P.A
nell’organizzazione e nello svolgimento di Mostre e Rassegne di carattere provinciale. La
somma destinata al finanziamento di manifestazioni zootecniche a carattere provinciale è pari a €
40.000,00.
Art. 36 – Infrastrutture rurali per la montagna
Allo scopo di salvaguardare l’attività agricola che si sviluppa sui versanti terrazzati
delle montagne, il cui abbandono porterebbe a gravi fenomeni erosivi con dissesti idrogeologici
oltre che degrado del paesaggio, con perdita di attrattività turistica dei territori medesimi, ai
Comuni ed alle Comunità Montane saranno destinati contributi per la realizzazione, il ripristino
ed il miglioramento della viabilità interpoderale. La somma complessivamente destinata è pari a
€ 100.000,00.
Artt. 47-48 Interventi di divulgazione agricola
Questi interventi si sostanziano nella realizzazione del “Programma di assistenza
tecnica, sperimentazione e divulgazione agricola” che, in accordo con le politiche di sviluppo
rurale, si prefigge di favorire l’evoluzione dell’agricoltura provinciale verso forme avanzate di
sostenibilità ambientale e di produzioni di elevata qualità, proprio per consentire alle imprese di
adeguarsi sia alle normative di settore, sia ai mutamenti del mercato legati a nuovi scenari
internazionali.
Le azioni da intraprendere potranno essere di proposta e/o di accompagnamento ad altri
interventi di carattere strutturale in atto, allo scopo di potenziarne gli effetti, non solo nei
confronti della singola azienda agricola, ma anche nell’ambito dell’intero contesto rurale in cui si
opera e a cui ci si rivolge. Le azioni verranno concretizzate attraverso molteplici iniziative quali,
a titolo di esempio, prove in campo, monitoraggi, indagini economiche e statistiche,
presentazioni in loco per agricoltori, tecnici ed operatori vari, redazione di opuscoli, articoli,
newsletters, comunicazioni via web.
La somma destinata a tale complesso di azioni è pari a € 100.000,00.
Art. 54 – 55 Interventi per il ripristino delle strutture di alpeggio danneggiate dalle nevicate del
periodo 14-15/12/2008-31/05/2009
Nelle aree montane le continue e abbondanti nevicate proseguite fino alla fine del mese
di maggio2009, hanno prodotto un incremento eccezionale del manto nevoso tale da innescare
condizioni di estrema gravità con conseguente aumento dell’attività valanghiva, che ha
determinato numerose situazioni di isolamento delle valli alpine e diffusi danni alle strutture
d’alpe e alla viabilità.
I danni si evidenziano in particolare come crolli a carico delle strutture di ricovero degli
animali e delle abitazioni dei malgari, dei locali di lavorazione e conservazione del formaggio,
dei vari manufatti rurali (impianti a fune o filo a sbalzo per trasporto materiale in alpe etc.)
nonché danni ai pascoli che sono risultati ricoperti di materiale inerte trascinato dalla massa
nevosa.
Sono stati inoltre accertati innumerevoli casi di danni alle vie di accesso agli alpeggi,
alle mulattiere, alle opere di captazione idrica e alle prese per l’irrigazione, conseguenti alle
valanghe e alle piogge e nevicate intense cadute ancora alla fine di maggio 2009.
Tenuto conto che l’Amministrazione regionale destinerà le risorse provenienti dal
Fondo di solidarietà nazionale al ripristino delle opere di bonifica e irrigazione e della viabilità
interpoderale, compresa quella di accesso agli alpeggi, una parte significativa delle risorse
trasferite per l’attuazione del POP 2011 sarà destinata all’attuazione degli interventi relativi al
ripristino delle strutture di alpeggio.
Gli interventi relativi saranno disposti nel rispetto e secondo le procedure previste dalle
disposizioni applicative del D. Lgs. 102/2004. Nell’erogazione degli aiuti sarà in ogni caso
evitata la sovraccompensazione rispetto ai danni effettivamente subiti.
9
La somma destinata agli interventi per il ripristino dei danni di cui sopra, i cui effetti si
riverberano direttamente sull’attività zootecnica di montagna, è pari a € 354.386,00.
Aiuti di Stato Provinciali Aggiuntivi
Per incrementare l’efficacia delle azioni di cui sopra la Provincia ha deciso di destinare
risorse proprie per un importo di € 665.000,00 da utilizzarsi nel 2011 secondo le modalità sopra
indicate.
Leggi con finalità specifiche.
(L.R. 63/95) –DPR 290/01- Corsi per gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari.
Il D.P.R. n. 290/01 impone l’obbligo del conseguimento di apposita autorizzazione per
l’acquisto e l’impiego dei prodotti fitosanitari in agricoltura, da rilasciarsi al termine di appositi
corsi di formazione professionale e previo superamento dell’esame finale.
Per l’organizzazione e la gestione dei corsi suddetti la Provincia si avvale della
collaborazione di Enti Gestori ai quali viene corrisposto il compenso, la cui entità è stabilita da
disposizioni regionali.
Al fine di garantire, anche per il 2011, la prosecuzione di tale attività di formazione, è
riservato l'importo di € 34.847,00.
L.R. 63/1978 – art 41 Interventi per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari
Il programma promozionale prevede principalmente la partecipazione con i produttori
del “Paniere” a Fiere e Saloni di interesse regionale e nazionale al fine di promuovere e
presentare ai consumatori finali e ai buyers i prodotti che appartengono alla rete succitata, che
oggi comprende 32 prodotti oltre ai vini DOC della provincia. Le attività comprenderanno
iniziative di comunicazione all’interno dello stand provinciale (degustazioni, presentazioni,
redazione di materiali informativi), allestimento, eventuale plateatico.
La somma complessivamente destinata a tali azioni è pari a € 20.000.
INFORMAZIONI ORGANIZZATIVE AL 15 NOVEMBRE 2010
Le risorse umane attualmente assegnate al Servizio Agricoltura sono 66 così suddivise:
• N. 1 Dirigente
• N. 31 dipendenti di categoria D di cui n. 2 con contratto a T.D.
• N. 31 dipendenti di categoria C di cui n. 4 con contratto a T.D.
• N. 3 dipendenti di categoria B
Il Programma Operativo sopra descritto è suscettibile di modifiche nel caso dovessero
emergere, in corso di attuazione, esigenze al momento non prevedibili, ma sempre nel rispetto
della somma complessivamente assegnata.
Il Dirigente del Servizio
Antonio PARRINI
10
REGIONE PIEMONTE - ASSESSORATO AGRICOLTURA, FORESTE, CACCIA E PESCA
L.R. 17/99 - PROGRAMMI OPERATIVI PROVINCIALI - POP 2011
PROVINCIA DI TORINO
Quadro riepilogativo dell'utilizzazione delle risorse a disposizione del Programma Operativo Provinciale
FUNZIONE
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
DESCRIZIONE SOMMARIA DELL'INTERVENTO
articolo e comma
L.R.17/99
ASSEGNAZIONI
2011 (Approvato con DGR n. 45- 2011 (Ridefinizione a seguito DGR
761 del 07/10/2010)
n. 29-2105 del 24/05/2011)
FINALITA' GENERALI
Art.2,comma1,lett.a
art.14
Strutture per l'allevamento
-
-
Art.2,comma1,lett.c
art.17 lett.a
Fecondazione artificiale di montagna
-
-
Art.2,comma1,lett.c
art.17 lett.i
Mostre e rassegne zootecniche di interesse provinciale
40.000
40.000
Art.2,comma1,lett.a
art.18
Colture pregiate - castanicoltura
-
-
artt.47-48
Assistenza tecnica - progetto settore vitivinicolo
30.000
30.000
art.36
Infrastrutture rurali per la montagna
100.000
100.000
artt. 31-36
Acquedotti rurali
-
-
art.32
Accorpamenti fondiari
-
-
Art.2,comma1,lett.d
artt.47-48
Assistenza tecnica - progetto pilota miglioramento castagneti da frutto
-
-
Art.2,comma1,lett.a
artt.39-51
Interventi per strutture, macchine ed attrezzature
-
-
Art.2,comma1,lett.d
art.47-48
Interventi di divulgazione agricola
100.000
100.000
Art. 2,comma1 lett. f
art. 54-55
Ripristino strutture di alpeggio danneggiate dalla nevicata del periodo
14-15/12/08- 31/05/09
467.000
354.386
Art.2,comma1,lett.a
art.50
-
-
665.000
665.000
737.000
624.386
Art.2,comma1,lett.f
Art.2,comma1,lett.f
Art.2,comma1,lett.q
L.R.63/1978 e
successive
modificazioni ed
integrazioni
Credito di conduzione
Ripristino strutture di alpeggio danneggiate dalle nevicate del periodo
14-15/12/08- 31/05/09
PSR 2007-2013 - AIUTI DI STATO PROVINCIALI AGGIUNTIVI
INTEGRAZIONI INTERVENTI FINALITA' SPECIFICHE
L.R. 29/2008 - DISTRETTI AGROALIMENTARI E RURALI interventi riferibili alla l.r.63/1978 inseriti nei piani di distretto
Studi e approfondimenti per la definizione delle aree da includere nel
Distretto orticolo e floricolo - art. 47 l.r. 63/78
TOTALE
REGIONE PIEMONTE - ASSESSORATO AGRICOLTURA, FORESTE, CACCIA E PESCA
L.R. 17/99 - PROGRAMMI OPERATIVI PROVINCIALI - POP 2011
PROVINCIA DI TORINO
Quadro riepilogativo dell'utilizzazione delle risorse a disposizione del Programma Operativo Provinciale
FUNZIONE
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
DESCRIZIONE SOMMARIA DELL'INTERVENTO
articolo e comma
L.R.17/99
ASSEGNAZIONI
2011 (Approvato con DGR n. 45- 2011 (Ridefinizione a seguito DGR
761 del 07/10/2010)
n. 29-2105 del 24/05/2011)
FINALITA' SPECIFICHE
Art.2,comma1,lett.d
L.R.63/1995 - DPR 290/2001
Corsi di formazione per il rilascio/rinnovo dei patentini per l'acquisto dei
prodotti fitosanitari
Art.2,comma1,lett.c
L.R.20/1998
Interventi per l'apicoltura
L.R.63/1978 - art.41
Interventi per lavalorizzazione delle produzioni agroalimentari
44.450
34.847
72.952
0
20.000
20.000
Scarica

scarica - Provincia di Torino