AREA ATTIVITA’ PRODUTTIVE SERVIZIO AGRICOLTURA Legge regionale 8.7.1999, n.17 art.10 PROGRAMMA OPERATIVO PER L’ANNO 2011 1 LA SITUAZIONE DELL’AGRICOLTURA E DELLE AREE RURALI L'agricoltura provinciale del torinese è varia e complessa. Seppure negli ultimi anni si siano evidenziati cambiamenti ed innovazioni, si conferma tuttavia il modello di un’agricoltura provinciale di tipo “classico”, ancora basata sui due capisaldi dei seminativi e della zootecnica bovina, in particolare quella da latte. Un’agricoltura di tipo continentale, fortemente “disegnata” dalla PAC, ma anche molto legata agli impulsi derivanti dalla vicinanza al polo metropolitano. Questa vicinanza rappresenta talvolta un’opportunità per la commercializzazione dei prodotti, più spesso è chiamata in causa come responsabile della continua erosione dei suoli agrari, a vantaggio di altri settori produttivi e dei servizi. Questa domanda di terreno considerato “libero” in quanto non ancora urbanizzato, influisce in misura rilevante sul prezzo di acquisto e di affitto dei fondi, condizionando fortemente il settore primario, soprattutto nelle aree a maggior pressione. Dall’analisi dei dati presenti nell’Anagrafe unica delle aziende agricole del Piemonte, comparati con i dati provenienti da altre fonti, recentemente condotta in collaborazione con i Drs. S. Aimone e L. Cassibba, sono emersi alcuni aspetti caratterizzanti la situazione attuale del comparto agricolo provinciale i cui principali elementi sono di seguito evidenziati: - il livello di concentrazione dei principali fattori produttivi si riscontra in pianura, con il 51% della Superficie Agricola Utilizzata, il 75% dei capi bovini allevati, nonché il 90% dei suini; - l’attività agrituristica nel corso degli ultimi anni ha vissuto una forte crescita. In provincia il numero di agriturismi è raddoppiato nel periodo 2003 – 2008 (nell’anno 2003: 94 aziende di cui 53 con alloggio, su un totale di 533 in Piemonte e nell’anno 2008: 179 aziende di cui 125 con alloggio su un totale di 882 in Piemonte). Questo è stato un settore molto sostenuto dalle politiche pubbliche (PSR, Turismo) ed è risultato incentivato anche dalle Olimpiadi invernali del 2006; - in ambito provinciale, si riscontra un modello specifico molto interessante, basato anche su l’erogazione di servizi didattici e culturali, favorito anche dalla presenza del bacino metropolitano, così sono molto numerose, più che nelle altre province piemontesi, le aziende che si qualificano come “didattiche”, presentando un’offerta di servizi molto ampia e qualificata sui temi della educazione alimentare alle scolaresche; - si segnalano inoltre molti casi di commercializzazione secondo la filiera corta, vendita diretta e integrazione con l’agriturismo. Nel corso dell’ultimo periodo, si sono inoltre moltiplicate le esperienze di “mercati contadini”, spesso promossi dalle amministrazioni locali. E’ importante notare che queste innovazioni nascono anche nei territori “svantaggiati”, nei quali si registrano nuovi segnali di vitalità, grazie anche allo stimolo delle politiche adottate; - attualmente la base imprenditoriale della provincia è più giovane rispetto al passato, anche grazie allo stimolo al ricambio generazionale rappresentato dagli specifici interventi del PSR. Dai dati relativi all’anno 2009, risulta che attualmente le aziende condotte da imprenditori con meno di 50 anni sono 3.800 e circa un quarto di queste è stata oggetto del ricambio incentivato con gli aiuti comunitari. Una maggiore incidenza di imprenditori giovani si ha nell’allevamento bovino (soprattutto da latte) e in quello suino, ovino e caprino. Viceversa, i comparti avicolo e cunicolo sono prevalentemente in mano a imprenditori anziani. Nonostante il processo di ricambio generazionale, la fascia di età tra 50 e 65 anni è ancora quella prevalente in termini numerici e di SAU; il ricambio in questa fascia richiederà diversi anni per essere completato. Infine: si registra una proporzione inversa tra età del conduttore e dimensione aziendale: infatti, più cresce l’età, più diminuisce la SAU media. - in provincia di Torino oltre 10.000 aziende agricole (su un totale delle 13.500 circa presenti in Anagrafe) beneficiano di un sostegno derivante dal cosiddetto primo pilastro della PAC, attraverso il regime di pagamento unico aziendale (PUA). Ogni anno vengono erogati circa 66 Meuro (su un totale regionale attorno ai 350 meuro, quindi con un’incidenza relativamente bassa della provincia in esame). La distribuzione territoriale del PUA è molto selettiva: il 62% delle aziende beneficiarie si trova in pianura e ad esse va il 77% della somma erogata. Viceversa, 2 nelle aree montane ricadono il 12% dei beneficiari e solamente il 5% degli aiuti. Il PUA è anche molto concentrato a livello settoriale, dato che deriva storicamente – in larga misura – dalle OCM dei cereali e della zootecnia bovina. Le prospettive di incentivazione delle attività dello sviluppo rurale, proprie del ciclo di programmazione 2007-2013, possono offrire nuove opportunità di intervento. In quell'ambito, occorre sostenere ed incentivare le scelte innovative, all'interno del modello di sviluppo che la Provincia si è data. L’ANDAMENTO CLIMATICO ED I PRINCIPALI RISULTATI PRODUTTIVI DELLA CAMPAGNA AGRARIA – ANNO 2010 L’annata agraria appena conclusa si è caratterizzata, per l’andamento climatico contraddistinto da abbondanti precipitazioni, benché non siano stati raggiunti i ragguardevoli livelli del 2009. Inoltre le basse temperature del periodo tardo primaverile hanno inciso sulle fasi fenologiche di diverse colture determinando, di norma, un ritardo nelle operazioni colturali e nella successiva raccolta dei prodotti. A causa dell’andamento meteorologico dei mesi da aprile a giugno, il comparto agricolo è stato interessato da fenomeni contrastanti - vantaggi importanti e circoscritte penalizzazioni dovute soprattutto all’intensità dei fenomeni di maltempo e ad una diffusa preoccupazione per le condizioni fitosanitarie delle coltivazioni. Le piogge registrate nel periodo aprile-giugno hanno consolidato il generale livello di ricarica idrica dei suoli e il livello dei principali invasi ad uso irriguo, iniziato già nel trimestre precedente, con indubbi vantaggi di prospettiva a medio e lungo termine. Nel corso dei tre mesi estivi, l’andamento dei principali parametri meteorologici (temperature e precipitazioni) non ha determinato particolari criticità per la produzione agricola rispetto alle disponibilità idriche per la stagione irrigua e le disponibilità irrigue non hanno generato preoccupazioni sia per la ricarica nei mesi precedenti dei bacini destinati all’irrigazione sia per il verificarsi di eventi precipitativi nel corso della stagione estiva. Per quanto riguarda l’andamento delle principali coltivazioni presenti in ambito provinciale, sinteticamente si illustra quanto segue. Cereali autunno vernini Il monitoraggio dell’andamento delle colture cerealicole autunno vernine risulta, specie negli ultimi 3- 4 anni, sempre più difficoltoso. Infatti, continua la marcata tendenza a coltivare il frumento su terreni marginali con scarsa fertilità, a favore di altre colture considerate maggiormente redditizie, prime fra tutte il mais. Ciò determina risultati colturali assai difformi sul territorio provinciale, difficilmente interpretabili come dato medio rappresentativo dell’andamento della coltura. La raccolta del frumento tenero nell’areale torinese è avvenuta con un ritardo di circa 10 giorni rispetto alla normalità. Ciò è stato determinato sia dalle copiose precipitazioni primaverili sia dalle temperature, al di sotto della media, registrate nella seconda decade di giugno. L’andamento climatico anomalo non ha fortunatamente influito in maniera negativa sull’ultima parte della fase riproduttiva, ma in talune zone ha determinato alcuni problemi di ristagno idrico e la mancata possibilità di eseguire la fertilizzazione azotata conclusiva a tempo debito. Per quanto riguarda le superfici investite, le variazioni intervenute rispetto al 2009 possono essere stimate come segue: frumento tenero – 5% frumento duro – 36% orzo – 23% 3 Tale andamento può essere ascritto sia agli elevati costi dei mezzi produttivi sia soprattutto alle basse quotazioni registrate al momento delle semine, che hanno indotto gli agricoltori a riconvertire l’uso delle superfici seminabili verso la produzione di foraggi (+ 61% per le “altre coltivazioni annuali da foraggio” e + 16% per “erba medica da foraggio”) sia non destinando le superfici ad alcuna coltura (+ 11% di “superfici agricole non seminate disattivate”). La situazione fitosanitaria registrata è risultata nel complesso non preoccupante: difatti per quanto riguarda le malattie fungine (fusariosi in particolare) le scarse precipitazioni e le temperature fresche del periodo tardo primaverile ne hanno rallentato la diffusione e lo sviluppo. Così come negli anni passati l’annata 2010 si può considerare indenne da danni collegati all’azione delle cimici su grano. I dati del monitoraggio relativi alla presenza di questi insetti in Piemonte (monitoraggio effettuato dal Servizio Agricoltura in collaborazione con la sez. di Entomologia della Facoltà di Agraria di Torino e il Centro di Riferimento per l’Agricoltura Biologica) mostrano che non si è mai raggiunto un livello di popolazione di insetti significativo e le presenze in provincia di Torino sono sempre state molto inferiori al livello soglia, oltre il quale è probabile un danno alla qualità panificatoria delle farine. Il monitoraggio costante ha determinato come ricaduta positiva una minore frequenza di trattamenti insetticidi; ciò ha consentito agli agricoltori di ridurre una parte dei costi colturali, elemento particolarmente positivo vista l’attuale scarsa remunerazione delle colture cerealicole in genere. Il raccolto è stato territorialmente difforme poiché in molti casi sono state carenti le operazioni agronomiche effettuate in considerazione dell’andamento climatico. In generale si può dire che le rese sono state migliori di quelle ottenute nell’annata precedente, benché comunque basse; il peso ettolitrico è risultato elevato (causa il minor investimento delle colture) ed il contenuto proteico assai variabile (in relazione alle concimazioni effettuate in copertura). Mais La campagna maidicola è risultata piuttosto soddisfacente in tutto il nord Italia, consentendo di raggiungere risultati decisamente interessanti, in controtendenza rispetto a quanto registrato nel 2009 che era stata un’annata difficile, per le abbondanti precipitazioni primaverili che avevano determinato un ritardo nelle semine con riduzione della lunghezza del ciclo vegetativo e conseguenti rese medie inferiori. Nel torinese le rese si aggirano attorno ai 110 - 130 ql/ha a seconda che si tratti di coltura irrigua o no. Le superfici investite a mais, peraltro, hanno subito una contrazione del 6% circa, evento verificatosi anche in altre plaghe vocate del nord Italia e probabilmente da ascriversi ai problemi di mercato dello scorso anno, unitamente agli elevati costi dei mezzi produttivi. Per quanto riguarda la situazione fitosanitaria si segnala la scarsa presenza di piralide mentre, per il primo anno, risulta molto incrementata la presenza di diabrotica. Quest’anno i voli di diabrotica registrati nel novarese e nel vercellese (aree maggiormente danneggiate lo scorso anno) sono diminuiti rispetto ai dati registrati nel 2009, mentre si sono impennati nelle zone ad ovest di Torino e nel cuneese. La situazione starebbe a testimoniare il veloce e progressivo spostamento del coleottero verso sudovest ma anche, probabilmente, l’efficacia delle contromisure adottate nelle zone colpite, basate su rotazione (con grano, avena e soia) e soprattutto sull’aumento dei trattamenti insetticidi, sia aerei che con la geodisinfestazione, a causa del perdurante blocco dei concianti neonicotinoidi. Foraggere Le abbondanti precipitazioni del periodo invernale e del periodo tardo primaverile e le successive alte temperature, hanno migliorato la produttività dei pascoli, soprattutto quelli d’alpeggio. 4 Inoltre è da sottolineare che la riduzione delle superfici destinate alle colture cerealicole ha determinato un aumento delle foraggere annuali. Orticoltura Le produzioni orticole si sono tendenzialmente mantenute sui livelli produttivi degli scorsi anni e rimangono costanti, come dato globale, le superfici investite. Frutticoltura La campagna trascorsa è stata influenzata in linea generale da due fattori: − l’andamento della campagna precedente, caratterizzata da elevate produzioni (anno di carica) che ha determinato nel 2010 una produzione leggermente inferiore alla media; − l’andamento climatico caratterizzato da un inverno freddo seguito da abbondanti precipitazioni e basse temperature nei mesi tardo primaverili. L’analisi delle singole colture evidenzia il seguente andamento. Albicocco: dal punto di vista fitosanitario sono stati registrati problemi di marciumi, forficula e moria per batteri osi, specie sui soggetti debilitati dal freddo invernale quindi più sensibili ad attacchi batterici. La produzione si può considerare nella media con rese intorno a 180 ql/ha e con prezzi buoni. Susino: diversamente ad altre specie, per il susino si è registrata un'annata di piena carica sia su cino-giapponesi che europee. Non si sono registrati particolari problemi dal punto di vista fitosanitario. Actinidia: continua la fase di espansione della coltura a scapito delle superfici investite a meleto. La produzione è buona, anche se con un calo del 15% circa rispetto alla media. Non si sono registrati problemi legati alla comparsa del cancro batterico, che risulta ben controllato con trattamenti rameici. Il mercato, al momento, risulta piuttosto interessante. Pero: l’annata si attesta su dati produttivi medi, pur essendosi verificati alcuni problemi di allegagione, soprattutto sulla cv Abate. Pesco: la produzione è stata influenzata dal freddo invernale e dall'annata di carica precedente (soprattutto su nettarine precoci). Dal punto di vista fitosanitario sono stati registrati alcuni attacchi di Monilia, a causa delle condizioni climatiche primaverili caratterizzate da basse temperature ed elevata umidità. Dal punto di vista commerciale si evidenziano alcuni problemi legati al mercato delle cv tardive. Melo: la produzione è stata buona, anche se scarseggiano le pezzature grandi, a causa del freddo verificatosi in giugno nella fase di crescita dei frutticini. Prosegue la fase di rinnovo degli impianti: le cultivar maggiormente opzionate sono quelle appartenenti al gruppo delle rosse quali Gala, Fuji, altre cultivar ticchiolatura-resistenti. La campagna è stata caratterizzata da rilevanti problematicità nel contenimento della ticchiolatura, con focolai attivi anche tardivamente (giugno-luglio). I segnali provenienti dal mercato sono piuttosto incoraggianti. L’area del Pinerolese è stata interessata da alcune grandinate anche precoci che però non hanno determinato gravi conseguenze. Piccoli frutti : la produzione dell’annata non è molto elevata in quanto segue un’annata di carica; i prezzi alla produzione si sono mantenuti su buoni livelli. Viticoltura In generale la vendemmia 2010 ha evidenziato un buon andamento e rese soddisfacenti con incrementi del 10% circa rispetto a quanto registrato lo scorso anno. 5 L’andamento climatico del mese di settembre, caratterizzato da tempo stabile con poche piogge e con elevate escursioni termiche, ha favorito la maturazione fenolica delle uve rosse e bloccato lo sviluppo della botrite. Oltre ad alcuni attacchi di Oidio, quest’anno, purtroppo, sono ricomparsi i sintomi di flavescenza dorata e di legno nero, che hanno colpito, oltre che il Barbera e lo Chardonnay, che risultano essere i vitigni più sensibili, anche il Nebbiolo e il Moscato, seppure in minor misura. La vendemmia è iniziata con un ritardo di 10-15 giorni rispetto al 2009 ma in linea rispetto alle annate normali. Il lungo inverno, oltre che da piogge persistenti, infatti, è stato caratterizzato dal freddo che ha rallentato lo sviluppo vegetativo, per cui quasi tutte le fasi fenologiche sono slittate in avanti rispetto allo scorso anno. Complessivamente le uve hanno manifestato una buona sanità, con acini grossi e ottimo contenuto zuccherino, tranne nelle zone meno vocate dove si è notato una minore concentrazione. Qualitativamente la produzione è stata più che buona. Castanicoltura da frutto L’annata appena trascorsa è stata favorevole per questa produzione, le rese sono tornate a livelli normali, le pezzature dei frutti sono risultate piuttosto elevate e la recettività ed il livello di rimuneratività del mercato per le produzioni di pregio si sono mantenute elevate. Continua la diffusione delle infestazioni del cinipide galligeno, tuttavia non si sono registrati cali produttivi imputabili in modo specifico all’azione di questo insetto. Nel corso del 2010 vi è stata la definitiva approvazione dell’IGP “Marrone Valsusa”. LE STRATEGIE, GLI OBIETTIVI E LE PRIORITÀ DELLO SVILUPPO RURALE Le linee programmatiche che l’Assessorato Agricoltura mantiene all’interno dell’attuale programma di governo sono orientate, sia per lo sviluppo rurale che per lo sviluppo montano, ad una sempre maggiore integrazione delle politiche di messa in valore delle risorse turistiche, agricole e ambientali e del legno-artigianato-edilizia in montagna, unitamente alla creazione di sinergie sempre più strette con le politiche sociali e sui servizi, del lavoro e della creazione d’impresa, dell’energia, delle attività produttive. Relativamente al settore agricolo, l’impegno continua ad essere finalizzato ad un rinnovamento del comparto, cui sempre di più, accanto alla primaria funzione di produrre alimenti, è richiesto di svolgere ruoli di presidio e di mantenimento, sul territorio, di buone condizioni ambientali. Si perseguono azioni che favoriscono l’integrazione, in modo equilibrato, della presenza umana con l’ambiente naturale, in particolar modo quello appartenente alla rete ecologica regionale conservandone la biodiversità ed esaltandone la molteplicità di valenze in quanto valore universale per le generazioni attuali e future. Questa impostazione ha ben precisi risvolti nelle scelte di governo che implicano di: - sostenere lo sviluppo del settore agricolo, l’incremento di competitività delle imprese agricole e la crescita qualitativa delle produzioni mediante l’attuazione degli interventi previsti dal Programma di Sviluppo Rurale del Piemonte 2007-2013, dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale, dal Programma Operativo Provinciale, esercitando le funzioni di cui alla L.R. n. 17/99; 6 - sostenere lo sviluppo dell’agricoltura nel settore biologico ed integrato, incentivando l’attività di ricerca, sperimentazione e divulgazione condotta da Enti di ricerca partecipati ed esterni; - sviluppare i temi dell’alimentazione locale ed in particolare creare opportunità commerciali per la filiera corta, attraverso: lo sviluppo e il sostegno di “farmers markets” (anche con valenza sociale e divulgativa) e di mercati locali; lo sviluppo e il rafforzamento di forme di acquisto alternative (sull’esempio dei gruppi d’acquisto solidale), ma anche sviluppo di nuove forme di distribuzione che mettano in collegamento le aziende agricole con il commercio al dettaglio e la ristorazione locale (in particolare in aree a valenza turistica) o la ristorazione collettiva; - qualificare l’agricoltura delle produzioni di largo consumo come fornitrice di beni alimentari di qualità attraverso azioni di marchio e messa in valore delle produzioni locali di pianura e di montagna continuando l’azione già iniziata per il settore lattiero - caseario provinciale e per la frutticoltura del Pinerolese, anche all’interno dei Distretti Agroalimentari di qualità; - Supportare l’agricoltura già qualificata o “di nicchia” attraverso il rafforzamento del progetto “Paniere dei prodotti tipici” In relazione ai contenuti del P.T.C. (Piano Territoriale di coordinamento) occorre evidenziare che la Provincia si prefigge di provvedere e sostenere la compatibilità tra l’ecosistema ambientale e naturale e il sistema antropico, armonizzando la reciproca salvaguardia della tutela e valorizzazione del primo e di evoluzione del secondo, attraverso la corretta gestione delle risorse. In questo contesto assumono rilievo i seguenti obiettivi specifici: contenere il consumo di suolo per usi urbani e la loro impermeabilizzazione; ridurre la dispersione dell’urbanizzato; ridurre la frammentazione del territorio dovuta all’edificato ed alle infrastrutture di trasporto; - assicurare la compatibilità tra processo di trasformazione e criteri di salvaguardia delle risorse (in particolare della risorsa “suolo ad elevata capacità d’uso agricolo”). RACCORDO CON IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DEL PIEMONTE 2007-2013 Gli interventi progettati e/o già in fase di attuazione, non direttamente imputabili al PSR 2007/2013, sono riconducibili comunque ad esso, sia come orientamento, sia come modalità di realizzazione. Si è detto in precedenza dell’importanza e dell’incidenza del Pagamento Unico sul bilancio delle aziende agricole, evidenziando nel contempo la spiccata propensione della politica del primo pilastro a premiare determinati settori o territori. L’ applicazione del PSR 2007/2013 sta riconfermando la funzione di riequilibrio già esplicata nella precedente programmazione, avendo una ricaduta territoriale più omogenea. Si è registrato un modesto avvio della misura preposta all’insediamento dei giovani in agricoltura (circa 400 richieste) del PSR 2007-2013, questo fatto si può mettere in relazione a molteplici cause, le cui principali sono le seguenti: - il precedente PSR ha probabilmente stimolato una “ondata” di ricambio ed è dunque probabile che occorrerà attendere qualche anno affinché si ricreino le condizioni anagrafiche “di 7 uscita” degli agricoltori anziani. Attualmente la fascia di età oltre i 65 anni ha in mano una quota molto modesta delle risorse produttive, mentre quella con età 50-65 è invece quella nella quale si concentra un terzo delle aziende e della SAU; - è molto più complesso, rispetto al passato, accedere ai benefici della Misura, perché gli impegni sono più gravosi e vincolanti. Il fatto che il livello di finanziamento sia maggiore, non è evidentemente ritenuto compensativo di questa complessità; - il periodo di crisi che investe tutti i settori produttivi, influisce negativamente sulla propensione ad investire, anche nel settore agricolo. In questa fase di rapido divenire rispetto all’emanazione di numerosi bandi regionali, la Provincia è impegnata a gestirne l’iter come Organismo Delegato ed anche sul fronte dell’informazione ai potenziali beneficiari. RACCORDO CON I PIANI DI DISTRETTO EX L.R. 29/2008 La fase di prima applicazione della L.R. 29/2008 vede la Provincia di Torino molto impegnata, sia in termini propositivi, sia come animazione sul territorio. L’obiettivo è di dare forma ad un assetto che sia effettivamente rispondente alle esigenze degli operatori del settore. E’ stato portato a compimento il processo di unificazione dei due ex Distretti del vino e in questo caso la Provincia di Torino è impegnata a far valere l’impegno profuso nella promozione e valorizzazione delle produzioni locali, molto diffuse, sebbene in quantità non rilevanti. Relativamente al Distretto agroalimentare e di qualità della frutta fresca, la Provincia di Torino ha riconfermato la propria partecipazione con i territori più vocati per le produzioni frutticole. Era stata richiesta l’inclusione nell’ambito del Distretto dei Fiori del Lago Maggiore, in virtù della consistenza qualitativa e quantitativa delle produzioni del settore florovivaistico che caratterizzano il territorio provinciale, nonché della presenza del Mercato all’ingrosso dei fiori, realtà unica nel suo genere a livello regionale. La Provincia di Novara, capofila per il settore, ha tuttavia espresso parere contrario. Analogamente è stata rinnovata la richiesta di inclusione nell’ambito del Distretto orticolo, in considerazione del peso del comparto in ambito provinciale. RELAZIONE PROGRAMMATICA PER L’UTILIZZAZIONE DEI FONDI ASSEGNATI PER L’ANNO 2009 ALLA PROVINCIA DI TORINO con D.G.R. n. 50-12425 del 26 ottobre 2009 Il quadro riassuntivo relativo all’utilizzazione dei fondi assegnati viene indicato nella tabella allegata, mentre si riporta, di seguito, una sintetica descrizione delle iniziative da finanziare. Leggi con finalità generali Legge regionale 12/10/1978, n. 63 Art. 17 lett. i) - Mostre e Rassegne di interesse provinciale. 8 L’intervento è finalizzato alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio zootecnico locale, assicurando l’indispensabile sostegno economico all’A.P.A nell’organizzazione e nello svolgimento di Mostre e Rassegne di carattere provinciale. La somma destinata al finanziamento di manifestazioni zootecniche a carattere provinciale è pari a € 40.000,00. Art. 36 – Infrastrutture rurali per la montagna Allo scopo di salvaguardare l’attività agricola che si sviluppa sui versanti terrazzati delle montagne, il cui abbandono porterebbe a gravi fenomeni erosivi con dissesti idrogeologici oltre che degrado del paesaggio, con perdita di attrattività turistica dei territori medesimi, ai Comuni ed alle Comunità Montane saranno destinati contributi per la realizzazione, il ripristino ed il miglioramento della viabilità interpoderale. La somma complessivamente destinata è pari a € 100.000,00. Artt. 47-48 Interventi di divulgazione agricola Questi interventi si sostanziano nella realizzazione del “Programma di assistenza tecnica, sperimentazione e divulgazione agricola” che, in accordo con le politiche di sviluppo rurale, si prefigge di favorire l’evoluzione dell’agricoltura provinciale verso forme avanzate di sostenibilità ambientale e di produzioni di elevata qualità, proprio per consentire alle imprese di adeguarsi sia alle normative di settore, sia ai mutamenti del mercato legati a nuovi scenari internazionali. Le azioni da intraprendere potranno essere di proposta e/o di accompagnamento ad altri interventi di carattere strutturale in atto, allo scopo di potenziarne gli effetti, non solo nei confronti della singola azienda agricola, ma anche nell’ambito dell’intero contesto rurale in cui si opera e a cui ci si rivolge. Le azioni verranno concretizzate attraverso molteplici iniziative quali, a titolo di esempio, prove in campo, monitoraggi, indagini economiche e statistiche, presentazioni in loco per agricoltori, tecnici ed operatori vari, redazione di opuscoli, articoli, newsletters, comunicazioni via web. La somma destinata a tale complesso di azioni è pari a € 100.000,00. Art. 54 – 55 Interventi per il ripristino delle strutture di alpeggio danneggiate dalle nevicate del periodo 14-15/12/2008-31/05/2009 Nelle aree montane le continue e abbondanti nevicate proseguite fino alla fine del mese di maggio2009, hanno prodotto un incremento eccezionale del manto nevoso tale da innescare condizioni di estrema gravità con conseguente aumento dell’attività valanghiva, che ha determinato numerose situazioni di isolamento delle valli alpine e diffusi danni alle strutture d’alpe e alla viabilità. I danni si evidenziano in particolare come crolli a carico delle strutture di ricovero degli animali e delle abitazioni dei malgari, dei locali di lavorazione e conservazione del formaggio, dei vari manufatti rurali (impianti a fune o filo a sbalzo per trasporto materiale in alpe etc.) nonché danni ai pascoli che sono risultati ricoperti di materiale inerte trascinato dalla massa nevosa. Sono stati inoltre accertati innumerevoli casi di danni alle vie di accesso agli alpeggi, alle mulattiere, alle opere di captazione idrica e alle prese per l’irrigazione, conseguenti alle valanghe e alle piogge e nevicate intense cadute ancora alla fine di maggio 2009. Tenuto conto che l’Amministrazione regionale destinerà le risorse provenienti dal Fondo di solidarietà nazionale al ripristino delle opere di bonifica e irrigazione e della viabilità interpoderale, compresa quella di accesso agli alpeggi, una parte significativa delle risorse trasferite per l’attuazione del POP 2011 sarà destinata all’attuazione degli interventi relativi al ripristino delle strutture di alpeggio. Gli interventi relativi saranno disposti nel rispetto e secondo le procedure previste dalle disposizioni applicative del D. Lgs. 102/2004. Nell’erogazione degli aiuti sarà in ogni caso evitata la sovraccompensazione rispetto ai danni effettivamente subiti. 9 La somma destinata agli interventi per il ripristino dei danni di cui sopra, i cui effetti si riverberano direttamente sull’attività zootecnica di montagna, è pari a € 354.386,00. Aiuti di Stato Provinciali Aggiuntivi Per incrementare l’efficacia delle azioni di cui sopra la Provincia ha deciso di destinare risorse proprie per un importo di € 665.000,00 da utilizzarsi nel 2011 secondo le modalità sopra indicate. Leggi con finalità specifiche. (L.R. 63/95) –DPR 290/01- Corsi per gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari. Il D.P.R. n. 290/01 impone l’obbligo del conseguimento di apposita autorizzazione per l’acquisto e l’impiego dei prodotti fitosanitari in agricoltura, da rilasciarsi al termine di appositi corsi di formazione professionale e previo superamento dell’esame finale. Per l’organizzazione e la gestione dei corsi suddetti la Provincia si avvale della collaborazione di Enti Gestori ai quali viene corrisposto il compenso, la cui entità è stabilita da disposizioni regionali. Al fine di garantire, anche per il 2011, la prosecuzione di tale attività di formazione, è riservato l'importo di € 34.847,00. L.R. 63/1978 – art 41 Interventi per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari Il programma promozionale prevede principalmente la partecipazione con i produttori del “Paniere” a Fiere e Saloni di interesse regionale e nazionale al fine di promuovere e presentare ai consumatori finali e ai buyers i prodotti che appartengono alla rete succitata, che oggi comprende 32 prodotti oltre ai vini DOC della provincia. Le attività comprenderanno iniziative di comunicazione all’interno dello stand provinciale (degustazioni, presentazioni, redazione di materiali informativi), allestimento, eventuale plateatico. La somma complessivamente destinata a tali azioni è pari a € 20.000. INFORMAZIONI ORGANIZZATIVE AL 15 NOVEMBRE 2010 Le risorse umane attualmente assegnate al Servizio Agricoltura sono 66 così suddivise: • N. 1 Dirigente • N. 31 dipendenti di categoria D di cui n. 2 con contratto a T.D. • N. 31 dipendenti di categoria C di cui n. 4 con contratto a T.D. • N. 3 dipendenti di categoria B Il Programma Operativo sopra descritto è suscettibile di modifiche nel caso dovessero emergere, in corso di attuazione, esigenze al momento non prevedibili, ma sempre nel rispetto della somma complessivamente assegnata. Il Dirigente del Servizio Antonio PARRINI 10 REGIONE PIEMONTE - ASSESSORATO AGRICOLTURA, FORESTE, CACCIA E PESCA L.R. 17/99 - PROGRAMMI OPERATIVI PROVINCIALI - POP 2011 PROVINCIA DI TORINO Quadro riepilogativo dell'utilizzazione delle risorse a disposizione del Programma Operativo Provinciale FUNZIONE NORMATIVA DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE SOMMARIA DELL'INTERVENTO articolo e comma L.R.17/99 ASSEGNAZIONI 2011 (Approvato con DGR n. 45- 2011 (Ridefinizione a seguito DGR 761 del 07/10/2010) n. 29-2105 del 24/05/2011) FINALITA' GENERALI Art.2,comma1,lett.a art.14 Strutture per l'allevamento - - Art.2,comma1,lett.c art.17 lett.a Fecondazione artificiale di montagna - - Art.2,comma1,lett.c art.17 lett.i Mostre e rassegne zootecniche di interesse provinciale 40.000 40.000 Art.2,comma1,lett.a art.18 Colture pregiate - castanicoltura - - artt.47-48 Assistenza tecnica - progetto settore vitivinicolo 30.000 30.000 art.36 Infrastrutture rurali per la montagna 100.000 100.000 artt. 31-36 Acquedotti rurali - - art.32 Accorpamenti fondiari - - Art.2,comma1,lett.d artt.47-48 Assistenza tecnica - progetto pilota miglioramento castagneti da frutto - - Art.2,comma1,lett.a artt.39-51 Interventi per strutture, macchine ed attrezzature - - Art.2,comma1,lett.d art.47-48 Interventi di divulgazione agricola 100.000 100.000 Art. 2,comma1 lett. f art. 54-55 Ripristino strutture di alpeggio danneggiate dalla nevicata del periodo 14-15/12/08- 31/05/09 467.000 354.386 Art.2,comma1,lett.a art.50 - - 665.000 665.000 737.000 624.386 Art.2,comma1,lett.f Art.2,comma1,lett.f Art.2,comma1,lett.q L.R.63/1978 e successive modificazioni ed integrazioni Credito di conduzione Ripristino strutture di alpeggio danneggiate dalle nevicate del periodo 14-15/12/08- 31/05/09 PSR 2007-2013 - AIUTI DI STATO PROVINCIALI AGGIUNTIVI INTEGRAZIONI INTERVENTI FINALITA' SPECIFICHE L.R. 29/2008 - DISTRETTI AGROALIMENTARI E RURALI interventi riferibili alla l.r.63/1978 inseriti nei piani di distretto Studi e approfondimenti per la definizione delle aree da includere nel Distretto orticolo e floricolo - art. 47 l.r. 63/78 TOTALE REGIONE PIEMONTE - ASSESSORATO AGRICOLTURA, FORESTE, CACCIA E PESCA L.R. 17/99 - PROGRAMMI OPERATIVI PROVINCIALI - POP 2011 PROVINCIA DI TORINO Quadro riepilogativo dell'utilizzazione delle risorse a disposizione del Programma Operativo Provinciale FUNZIONE NORMATIVA DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE SOMMARIA DELL'INTERVENTO articolo e comma L.R.17/99 ASSEGNAZIONI 2011 (Approvato con DGR n. 45- 2011 (Ridefinizione a seguito DGR 761 del 07/10/2010) n. 29-2105 del 24/05/2011) FINALITA' SPECIFICHE Art.2,comma1,lett.d L.R.63/1995 - DPR 290/2001 Corsi di formazione per il rilascio/rinnovo dei patentini per l'acquisto dei prodotti fitosanitari Art.2,comma1,lett.c L.R.20/1998 Interventi per l'apicoltura L.R.63/1978 - art.41 Interventi per lavalorizzazione delle produzioni agroalimentari 44.450 34.847 72.952 0 20.000 20.000