Le nuove Cantine Rotari a
Mezzacorona_Trento
Architetto_Alberto Cecchetto
IUAV_a.a. 2006-2007_Laboratorio integrato 3_sostenibilità
Corso di tecnologia dell’architettura_Prof. V. Manfron
Arch. MariaAntonia Barucco, Stefania Schiesaro, Stefania Simonetto, Dino Vanzan
Stud. Cosatti_Squarise
Sommario
_luogo
_processo edilizio
_progetto
_tecnologie costruttive
_sostenibilità
_conclusioni
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Corso di tecnologia dell’architettura_Prof. V. Manfron
Arch. MariaAntonia Barucco, Stefania Schiesaro, Stefania Simonetto, Dino Vanzan
Stud. Cosatti_Squarise
Luogo
La piana rotaliana è situata nella regione
Trentino Alto Adige. Attraversata dall’autostrada
Brennero-Modena e dal fiume Adige si colloca a
circa venti chilometri dalla città di Trento in
direzione Nord. Compresa nei comuni di
Mezzocorona, Mezzolombardo e di San Michele
all’Adige rappresenta l’antica zona di
confluenza tra il torrente Noce e il fiume Adige.
Questa piana è limitata a Nord e ad Ovest dalle
ripide pareti dolomitiche che sovrastano gli
abitati di Mezzocorona e Mezzolombardo.
La particolare morfologia dell’area, dove
voluminose masse rocciose si contrappongono
ad una tranquilla pianura definita da aree verdi,
aree agricole ma soprattutto da fertili terreni
adibiti alla coltura dei vigneti, favorisce la lettura
del luogo attraverso elementi del paesaggio ai
quali è possibile attribuire una propria
autonomia e contemporaneamente un profondo
e reciproco senso armonico.
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Il luogo_Mezzocorona e la piana rotaliana
Contesto
Il lotto si trova in una zona della valle dell’Adige
in cui i segni del territorio non sono
imprescindibili dagli involucri produttivi di nuova
edificazione; il fiume, le vie di collegamento, la
trama delle coltivazioni, i terrazzamenti, le
antiche dimore e l’imponenza delle montagne
circostanti che si squarciano verso la Val di
Non, producono il codice semantico in cui
Cecchetto deve formulare la propria
espressione architettonica.
La tradizione produttiva e costruttiva della zona
permette all’architetto di interloquire con il luogo
e con i segni in cui inserisce il progetto.
Cecchetto cerca in sostanza di decriptare il
significato del luogo e della tradizione
costruttiva e di ricomporlo in un’Architettura.
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Il contesto_la piana rotaliana e le pareti dolomitiche
Progettisti
Alberto Cecchetto nasce a Venezia nel 1949, si
laurea presso lo IUAV di Venezia.
Dal 1974 svolge attività didattica e di ricerca.
Dal 1976 inizia l'attività professionale a Venezia.
Esplora vari temi di progettazione, a differenti
scale, attraverso la decodificazione e
ricomposizione degli elementi morfologici
dell'architettura dei luoghi e del paesaggio. La
sua architettura si concretizza in progetti
complessi, con forme e tecnologie sofisticate,
capaci di instaurare un rapporto singolare e
convincente con il luogo.
Con i suoi interventi attenti all’ambiente, alla
morfologia urbana e alle profonde relazioni tra
edifici e luoghi, è premiato in alcuni concorsi di
progettazione.
Il rogettista_A. Cecchetto
Schizzo
committente: Cantine MezzaCorona
direzione lavori: Franco Detassis, Roberto della Giacoma
modelli: Gualtiero Azimonti, Giovanni Ronchelli
progetto strutture: Soil Water Structures
Lo studio Alberto Cecchetto & Associati nasce
come associazione professionale tra l’arch. A.
Cecchetto e l’arch. Roberto Della Giacoma, con
l’obiettivo di gestire l’elaborazione del progetto
del nuovo complesso delle Cantine di
Mezzacorona.
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Engineering Services S.r.l
progetto impianti: SWS Trento
opere edili: Rigotti costruzioni, Trento
coperture: Kaufmann - Holzbauwerk, Austria.
Il progetto nel contesto
La spina tecnologica: nasce dalla misura dei
grandi segni della piana: l’Adige, la ferrovia,
l’autostrada sono il grande sistema di ordine.
La spina tecnologica
La copertura: riprende la trama di pali e tiranti
che sostengono la vigna.
La copertura
Il vigneto sperimentale: ricopre i locali a cantina
dello spumantificio, elemento di continuità con il
tessuto dei vigneti della piana.
Il vigneto sperimentale
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Il progetto nel contesto
Il bastione: solido di pietra che conclude la
spina tecnologica e contiene la storia della
cantina.
La cantina storica
Il fronte: sulla regolarità delle coperture emerge
la forma del cono-bottiglia, elemento che segna
l’ingresso al complesso.
L’ingresso
Il suolo: le trame di muri e segni definiscono
l’unicità di ogni punto, conferendo
tridimensionalità al fronte.
Il suolo
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L’intervento
All’inizio del 1955 il Gruppo MezzaCorona
bandisce un concorso per la progettazione dei
nuovi stabilimenti a Mezzocorona.
L’area ha un’estensione di 11 ettari ed era
occupato da un’industria in disuso. Il bando
richiede ai progettisti una particolare attenzione
per l’inserimento ambientale.
Il progetto complessivo dell’area ex Samantec
prevede la costruzione in più fasi di un
complesso di edifici industriali e attrezzature di
servizio con una superficie coperta complessiva
di circa 40.000 mq.
Gli edifici dell’intervento complessivo
comprendono:
L’area di progetto
_uno spumantificio metodo classico
_un edificio adibito ad uffici
_una sala polifunzionale e servizi cllettivi
_una cantina di vinificazione
_una possibile futura espansione.
Un progetto unitario pensato per fasi, per
consentire autonomia funzionale alle singole
parti.
Gli edifici demoliti
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Processo edilizio
1995
In Febbraio le Cantine Rotari e MezzaCorona
bandiscono un concorso d’idee per la
progettazione di un complesso destinato ad
accogliere la nuova sede.
L’incarico per la progettazione e per la direzione
dei lavori è assegnato alla SWS Engineering
Services S.r.l.; la stessa società di ingegneria
affida il progetto architettonico allo studio
Alberto Cecchetto e Associati.
In Luglio il progetto viene presentato al Comune
per il rilascio della concessione edilizia.
In Ottobre hanno inizio i lavori.
1996
In Maggio vengono ultimate le opere murarie.
In Luglio Inizia la messa in opera delle strutture
portanti metalliche.
In Agosto iniziano i lavori per la realizzazione
della parte leggera in legno lamellare e acciaio.
Cronoprogramma
1997
In Maggio viene consegnato il primo lotto
comprendente lo spumantificio.
1998
Costruzione del secondo lotto della cantina,
degli uffici e degli spazi sociali dell’auditorium.
Per la costruzione della prima tranche sono stati
investiti 90 miliardi: quasi la metà è servita per
bonificare il terreno su cui sorgeva un’industria
chimica.
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Le fasi costruttive
Caratteristiche dimensionali
Progetto
ettari di vigneti in copertura
superficie coperta complessiva
superficie viabilità interna
superficie parcheggi
superficie pedonale
area spumantificio
area cantina
area auditorium, uffici e mensa
area blocco impianti
movimento di terra complessivo
area complessiva del lotto
rapporto di copertura
parcheggi auto totali
1800
33.570 mq
5.800 mq
1.650 mq
2.160 mq
14.600 mq
11.750 mq
3.820 mq
1.100 mq
120.000 mc
104.000 mq
33%
330
Totale
edifici
superfici nette
volumi utili
Superfici di progetto
62.000 mq
460.000 mc
Le superfici edificate
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Materiali
Calcestruzzo
4.650 mq di solai a lastra e pieni
1.400 ml di travi prefabbricate in c.a.p.
11.500 mq di solai in c.a.p.
29.000 mc di opere strutturali
Acciaio
119.000 Kg di lamiera zincata
810.000 Kg carpenteria metallica
1.460.000 Kg per armare il calcestruzzo
Vetro
3.197 mq di superfici vetrate
Legno
700 mc di travi in legno lamellare
350 mc di tavolati in legno d’abete
2.400 mq di grigliati in abete e larice
Rivestimenti
500 mq di pietra naturale
2.500 mq di pavimenti in porfido
7.500 mq di pavimenti e rivestimenti in
ceramica
13.300 mq di pavimenti industriali
Sono stati utilizzati complessivamente
33.000 mc di cemento, 25.000 quintali di ferro,
3.700 quintali di legno.
Le sette ditte impegnate nei lavori hanno messo
a disposizione 250 operai per 520 giornate
lavorative.
I materiali utilizzati
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Il progetto
entrata nord
Il nuovo insediamento, destinato alla
produzione di spumante metodo classico,
costituisce un episodio importante di
ricostruzione in chiave moderna del legame che
ha sempre connesso nel passato il paesaggio e
il territorio produttivo del Trentino con i manufatti
che in esso si inseriscono.
Undici ettari e un lotto trapezioidale. Su un lato
edifici industriali, sugli altri due una ferrovia e
una strada provinciale. Il centro di Mezzocorona
a poche centinaia di metri. Il progetto prevede la
realizzazione di una spina tecnologica sulla
quale si impostano lo spumantificio e una
cantina di vinificazione. Questi due elementi
sono separati da un piazzale, all’interno del
quale sono disposti un corpo di fabbrica che
accoglie gli impianti tecnologici e la stazione di
pompaggio. L’ingresso principale è sottolineato
dalla presenza del cono inclinato e
luminescente di 20 metri di altezza.
Ai lati del cono-bottiglia ci sono gli uffici
amministrativi e, oltre lo spumantificio, verso
est, la cantina storica; l’alloggio del custode e
l’auditorium sono posizionati alle spalle degli
uffici. Il bordo orientale si contraddistingue per
la presenza di un vigneto sperimentale che
permette di intravedere dall’autostrada la parte
trasparente della spina tecnologica.
area stoccaggio
spina tecnologica
cantina di vinificazione
area di conferimento uva
centrali tecnologiche
alloggio custode
vigneto sperimentale
auditorium
uffici
spumantificio
entrata principale
accesso principale
cantina storica
Planimetria generale
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Lo spumantificio
Lo spumantificio
Si innesta sulla spina tecnologica in
corrispondenza del suo versante ovest.
Si sviluppa su due livelli: uno fuori terra
caratterizzato da una struttura portante
puntiforme leggera in acciaio e legno lamellare,
e uno completamente interrato realizzato
sempre con una struttura puntiforme ma in
cemento armato; in entrambi i casi si tratta di un
open space altamente flessibile. Il piano
interrato, a quota - 4,38 m e avente altezza
massima ma di 6,30 m, è destinato allo
stoccaggio delle bottiglie e al reumage
automatico. La sua superficie è di 11.490 mq.
Il livello fuori terra, a quota + 3,10 m, che
presenta una estensione inferiore rispetto al
piano sottostante, è suddiviso in due aree: una,
in ambiente esterno ma protetta dalla copertura
in lamellare, destinata a deposito delle bottiglie
vuote e dei cassoni vuoti de remuage e una,
delimitata da un involucro realizzato con
tecnologie leggere, destinata alla lavorazione
vera e propria, allo stoccaggio in temperatura e
ad accogliere i magazzini. Tra ogni ambiente
esiste una permeabilità visiva per la presenza di
partizioni interne trasparenti, ma a questa
permeabilità non corrisponde un collegamento
fisico, per problemi di sicurezza antincendio.
spumantificio_
area lavorazione
cantina storica
vigneto
sperimentale
spina
tecnologica
Pianta al piano dei percorsi_spumantificio
Prospetto Sud_spumantificio
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La spina tecnologica
La spina tecnologica
Si tratta di un corpo di fabbrica seminterrato
lungo 350 m ad andamento curvilineo che
percorre gli stabilimenti produttivi da nord a sud
per tutta la loro lunghezza. Intorno a questo
elemento si organizzano tutte le attività dalla
produzione alla conservazione dello spumante
e si concentrano i principali apparati tecnologici.
La scelta delle tecniche realizzative (acciaio,
elementi prefabbricati in cls e vetro) e di
assemblaggio (a secco) è correlata all’esigenza
di ottenere spazi flessibili e ampliabili, in vista di
un possibile incremento della produzione.
La parte interrata, sottostante la collina
artificiale, si sviluppa in doppia altezza ed è
adibita a cantina di fermentazione.
La parte fuori terra, avente il piano di campagna
a quota + 6,50 m, è caratterizzata dalla
presenza di ballatoi per il controllo e l’ispezione
delle vasche, di vani con impianti e macchine
per la refrigerazione e di tubazioni per il
trasporto del prodotto. La temperatura interna
degli ambienti deve mantenersi tra i 12°C e i
14°C. Il raggiungimento e il mantenimento di tali
temperature è garantito dall’impianto di
climatizzazione e dallo sfruttamento dell’inerzia
termica del terreno di riporto (1 m di spessore)
sul quale viene piantato il vigneto sperimentale.
Sezione_spina tecnologica
Interni _spina tecnologica
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La cantina storica
Conclude verso sud il percorso della spina
tecnologica e ha una conformazione molto
particolare. Il progettista gioca con i volumi
inclinandoli e incastrandoli gli uni negli altri,
sfrutta le doppie altezze e una serie di soppalchi
per garantire una continuità visiva tra i differenti
ambienti che la costituiscono e ricorre a fasci di
luce provenienti dai lucernari per realizzare
effetti suggestivi.
Questo corpo ha una struttura portante in
acciaio ed è organizzato su più livelli: il primo è
occupato dai barriques in legno di rovere, il
secondo, che rappresenta la cantina storica
vera e propria, dove il reumage viene eseguito
manualmente. Una serie di soppalchi
permettono di attraversare questi ambienti a
quote differenti Le finiture in legno, le botti e le
bottiglie che ricoprono gran parte delle superfici
verticali ricordano le tradizionali cantine,
nonostante questa si differenzi per
conformazione (non ci sono coperture voltate),
per materiali (non pietra o cls, ma acciaio e
legno) e per collocazione (non interrata).
La cantina storica è collegata all’ingresso
principale mediante una passerella aerea in
legno lamellare e appoggiata su setti in c.a.,
che fiancheggia l’intera area di lavorazione ed è
protetta dalla copertura a onda, e che permette
al visitatore di dominare l’intero paesaggio
circostante.
Plastici_cantina storica
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Immagini
Plastico dell’auditorium
Plastico del vigneto sperimentale
Plastico della cpertura e del vigneto
Plastico della spina tecnologica
Il cono bottiglia
Il vigneto sperimentale
L’ingresso
La copertura
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Tecnologie costruttive
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Tecnologie costruttive_le fondazioni
A livello strutturale l’edificio è costituito da una
serie di episodi che si ripropongono serialmente
e possono essere ben individuati.
Il livello interrato è costituito da una massiccia
platea fondale in c. a., resistente alla spinta
idraulica della falda dell’Adige, su cui insistono
piloni in c.a. disposti con maglia pari a
13,60 x 14 m gettati in opera con sezione
circolare pari a 75 cm e che scaricano su
fondazioni a punto.
Pianta fondazioni_parziale
Sezione fondazioni_parziale
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Tecnologie costruttive_le fondazioni
I piloni sorreggono l’impalcato del livello terra
che è realizzato con travi e solai in c.a.
precompresso. Tutte le porzioni contro terra
sono pure realizzate in c.a. così come i setti
controvento e i vani ascensore. Dal livello terra
si sviluppa l’elemento strutturale e formale ‘che
caratterizza l’intera opera: la copertura a
“vigna”.
Foto di cantiere
Foto di cantiere
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Tecnologie costruttive_la spina tecnologica
Struttura
Un elemento strutturale caratterizzante è
individuabile nella costolatura che sostiene la
collina artificiale.
0gni costola conformata a ventaglio in acciaio
zincato, per un totale di nove costole a
interasse pari a 10,94 m. La tensostruttura del
ventaglio poggia a livello - 4,38 m su una
fondazione in cemento armato puntiforme
annegata nella platea fondale.
I tirafondi sono sagomati a uncino in modo da
creare una migliore connessione in situazione di
tiro; sulle fondazioni sono bullonati a una base
di acciaio con consistenti nervature di rinforzo.
Sulla piastra si impostano i nove puntoni
portanti, che scaricano sulle nervature di
irrigidimento, di sezione circolare con diametro
di 140 mm
La spina tecnologica
Sezione trasversale_spina tecnologica
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Tecnologie costruttive_la spina tecnologica
Struttura
Sulla piastra si impostano i nove puntoni
portanti, che scaricano sulle nervature di
irrigidimento, di sezione circolare con diametro
di 140 mm.
Questi sono abbondantemente tirantati con
cavi d’acciaio nel piano del ventaglio e
connessi a due a due con barre circolari
saldate in modo che risultino quattro sistemi
puntone Vierendeel e una colonna terminale
d’angolo.
1_Fondazione in calcestruzzo
armato con tira fondi
2_Puntoni in acciaio
3_Tiranti in acciaio ad alta
resistenza
4_Cassone in acciaio sagomato
a denti all’estradosso
5_Tegoli prefabbricati in
calcestruzzo
6_Fondazione sullo sperone in
calcestruzzo armato
7_Puntone di connessione alla
spina tecnologica
8_Lucernario metallico
9_Caldana superiore
Dettaglio costruttivo del ventaglio
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Tecnologie costruttive_la spina tecnologica
Chiusure orizzontali
I raggi del ventaglio sostengono un cassone
d’acciaio, sagomato a costolone, che modella le
colline del vigneto sperimentale. Il cassone si
imposta su una fondazione in c.a. con sperone
a quota 3,79 ed è a essa connesso da una
piastra di acciaio bullonata.
La spina tecnologica è in struttura a tubolari in
acciaio che consente di impostare le colonne in
acciaio della facciata a est a cerniera.
La copertura ha un compluvio centrale ed è
sorretta dalla spina tecnologica che scarica sul
puntone singolo del ventaglio; questi sono
opportunamente controventati e poggianti su
piastre in acciaio.
Le due aste in acciaio sono bullonate su due
piastre che scaricano sull’impalcato in c.a. del
livello terra.
Dettaglio costruttivo_pianta della copertura_spina tecnologica
Sezione copertura_spina tecnologica
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Tecnologie costruttive_la spina tecnologica
Chiusure verticali
Percorrendo l’autostrada l’elemento che
caratterizza l’intero complesso è il sistema di
chiusura della spina tecnologica: una facciata
continua a montanti e traversi in acciaio zincato
a caldo, completamente trasparente e inclinata
di 20°.
L’ orditura metallica che funge da serramento è
sorretta da una serie di elementi strutturali
disposti ogni 548 cm. Questi elementi, dei
tubolari in acciaio aventi un diametro di 14 cm,
sono fissati in corrispondenza del lembo
inferiore ai copritesta dei tegoli in cemento
armato precompresso che sorreggono il vigneto
sperimentale, mentre il lembo superiore è
incernierato alla struttura portante della
copertura.
Foto esterna_spina tecnologica
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Tecnologie costruttive_la spina tecnologica
Chiusure verticali
Esternamente la chiusura è completata da un
sistema di schermatura che permette di
ridurre il carico termico dovuto alla radiazione
solare durante il periodo non riscaldato.
Questo sistema di controllo solare è composto
da lame in alluminio estruso orizzontali poste
con un passo di 26 cm.
Le lame, la cui conformazione morfologica
permette di resistere alle sollecitazioni del
vento, hanno una profondità di 50 cm, sono
larghe 275 cm e vengono fissate a montanti in
acciaio. Questi sono ancorati inferiormente alla
soletta in c.a. della collina artificiale mediante
un elemento di interfaccia metallico
superiormente alla struttura portante della
copertura, aggettante di 70 cm rispetto al filo di
facciata.
1_ puntone in acciaio della spina tecnologica
2_ piastra di raccordo fra cassone di coronamento e puntoni in
acciaio
3_ puntone d’angolo del ventaglio
4_ cassone superiore di coronamento del ventaglio
5_ lamelle frangisole in alluminio estruso
6_ struttura tubolare in acciaio zincato di copertura
Sezione facciata_spina tecnologica
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Tecnologie costruttive_lo spumantificio e le cantine
Struttura
Si tratta di una tensostruttura in acciaio e
lamellare impostata sulla griglia dei pilastri
sottostanti in getto. Il pilastro tipo, in acciaio con
sezione di diametro di 457 mm e spessore
14 mm, poggia su una fondazione in
calcestruzzo ricavata a “bicchiere” fra gli
elementi massicci del solaio in c.a. del livello
terra e i piloni portanti in c.a., tirafondi del
pilastro in acciaio, che si ancorano sulla
fondazione con sagoma a uncino, sono poi
bullonati alla piastra di base. Sul pilastro di
acciaio, ad altezza 5,40 m, si trova una piastra
saldata che fa da appoggio alle travi di
copertura. Sulla stessa piastra viene inoltre
bullonata l’appendice superiore del pilastro di
altezza pari a 4,68 m, in acciaio con diametro di
246 mm e spessore 16 mm.
Alla
sommità di questa colonna sono fissati i tiranti,
realizzati con barre di acciaio filettate, e la
vite madre superiore saldata, con sezione
circolare di diametro pari a 32 mm, in acciaio.
La copertura in legno lamellare
Prospetto_spumantificio
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Tecnologie costruttive_lo spumantificio e le cantine
Struttura
I tiranti, lunghi circa 5,70 m, sono ancorati in
sommità grazie alla disposizione di piastre di
acciaio déllo spessore di 20 mm, disposte in
modo da consentire il miglior appoggio della vite
madre.
All’interno della colonna viene inoltre fissato il
tubo per lo spruzzo dell’acqua del camino sulla
copertura.
La struttura della copertura è in legno lamellare;
la trave principale dell’ ’ombrello’ è doppia,
sagomata a onda, e poggia su una piastra in
acciaio in corrispondenza del pilastro; viene poi
sorretta all’altro estremo dalla barra filettata che
è ancorata a una piastra in acciaio disposta tra
le travi accoppiate, e a esse bullonata.
1_ fondazione in calcestruzzo
2_ pilastro portante 457/14mm
3_ piastra di appoggio
4_ trave principale in legno
lamellare
5_ travi secondarie
6_ travicello
7_ pennone superiore in
acciaio246/16mm
8_ tirante in acciaio alta
resistenza 32mm
Tensostruttura di copertura in lamellare e acciaio
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Stud. Cosatti_Squarise
Tecnologie costruttive_lo spumantificio e le cantine
Chiusura orizzontale
Le travi principali sorreggono delle travi
secondarie in legno lamellare con sezione
variabile da 12 x 60 cm in corrispondenza del
pilastro a 8 x 49 cm sull’estremo tirantato.
Le connessioni alle travi principali sono
realizzate mediante piastre in acciaio con
inserimento a coltello e fissate con bullonatura.
1_ pilastro portante 457/14mm
2_ piastra di appoggio
3_ pennone superiore in acciaio 246/16mm
4_ trave principale in legno lamellare
5_ travi secondarie
6_ doghe in legno lamellare
7_ pannello di polistirene estruso 30mm
8_ lana di roccia 70 mm
8_ lana di roccia 70 mm
9_ intercapedine ventilata
10_ lamiera in acciaio zincato
11_ lana minerale
12_ canalizzazioni impianti elettrici
13_ sistema di scarico sa tubi di sifonaggio alloggiati
tra le travi secondarie centrali
14_ guaina di tenuta all’acqua
Dettaglio scolo acque
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Tecnologie costruttive_lo spumantificio e le cantine
Chiusura verticale
Nel tamponamento dello spumantificio che si
affaccia verso le montagne Alberto Cecchetto
ricerca, sempre sfruttando tecnologie di
assemblaggio a secco, una soluzione che gli
permetta di sottolineare l’esilità della struttura
portante e soprattutto la copertura in legno
lamellare.
Ad una parte opaca, prevalentemente
concentrata nella zona inferiore della chiusura,
alterna una superficie trasparente, che arriva
fino in prossimità della copertura.
Questo accorgimento capovolge la normale
concezione del costruire proprio della cultura
del ‘fare pesante’.
Chiusura esterna lato est
1_ corrente annegato nel pavimento
2_ elemento metallico di ancoraggio
3_ corrente del sistema di facciata
4_ montante del sistema di facciata
5_ piatto di acciaio zincato caldo
6_ elemento di finitura in alluminio
7_ grigliato in legno
8_ pannelli in plicarbonato alveolare
9_ profilo in acciaio (60x120x3)
Chiusura verticale esterna_spumantificio
A_ Sistema trasparente
B._Sistema opaco e trasparente nella parte
superiore
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A
B
Tecnologie costruttive_lo spumantificio e le cantine
Partizioni interne
L’elemento si separazione è costituito da un
pannello in policarbonato alveolare rivestito da
un grigliato in legno d’abete trattato.
La scelta di rjvestire la chiusura con delle doghe
in legno, ordite in modo tale da realizzare tra di
loro una camera d’aria, è legata alla necessità
di attenuare la propagazione dei rumori aerei
causati dai macchinari nelle aree di lavorazione.
1_ montante principale composto
Tamponamento verticale
2_ elemento di fissaggio a C in lamiera 30/10 zincato a caldo
3_ pannello in policarbonato bicamera sp. 16 mm
4_ traverso in lamiera 30/10 sagomato a C
1
2
3
4
Sezione orizzontale del sistema di tamponamento tra spina tecnologica e area di lavorazione
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Tecnologie costruttive_la cantina storica
La struttura
La sua struttura è inglobata in un guscio
controterra in calcestruzzo armato.
I ‘cassoni’ che escono dal terreno sono
completamente in strutture di acciaio a telai con
giunzioni bullonate e saldate e con travi
inclinate che consentono la realizzazione della
‘parete di bottiglie’ che simboleggia la cantina.
1_ prese di luce
2_ manto di superficie in terreno naturale
3_ solaio in c.a
4_ travatura principale in acciaio zincato a caldo
5_ tiranti in acciaio per aggancio del soppalco alla travatura
6_ lamiera grecata autoportante
7_ pareti in grigliato in legno
8_ pacchetto copertura
9_doppio setto in c.a. intonacato con inertiselezionati
10_ trave in legno lamellare
11_struttura in acciaio
12_ setto in c.a. a vista
13_struttura principale in acciaio zincato a caldo
14_muro perimetrale a vista
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Sostenibilità
Valutazione dei materiali
Consumi energetici dei materiali
nel loro ciclo di vita (in KWh/Kg):
_Naturalità
_Durabilità
_Compatibilità ecologica
Materiale
_Radioattività
consumo di energia (kWh/kg)
_Proprietà elettriche, termiche e acustiche
acciaio
9,72
calce
0,92
cemento
1,94
_Proprietà in relazione al benessere dell’uomo e dell’ambiente
inerti
0,03
_Traspirazione
legno
3,89
vetro
5,28
alluminio
_Compatibilità rispetto al clima, all’acqua e al calore
44,44
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• v
_Assorbimento
_Tossicità e pericolosità
Sostenibilità
Requisiti di ecologicità dei materiali
acciaio
cemento
malta
legno
vetro
porfido
alluminio
policarbonato
naturalità
cattivo
cattivo
medio
ottimo
cattivo
ottimo
cattivo
cattivo
durabilità
ottimo
cattivo
medio
ottimo
medio
ottimo
ottimo
ottimo
compatibilità ecologica
medio
cattivo
Ottimo
ottimo
medio
ottimo
medio
medio
consumo energia
medio
cattivo
Medio
ottimo
cattivo
ottimo
cattivo
medio
radioattività
ottimo
medio
medio
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
proprietà termiche
cattivo
cattivo
medio
ottimo
cattivo
ottimo
cattivo
cattivo
traspirazione
cattivo
cattivo
cattivo
ottimo
cattivo
ottimo
cattivo
cattivo
igroscopicità
cattivo
cattivo
medio
ottimo
cattivo
ottimo
cattivo
cattivo
proprietà acustiche
medio
medio
medio
ottimo
cattivo
ottimo
medio
cattivo
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Sostenibilità
Requisiti di ecologicità dei materiali
acciaio
cemento
malta
legno
vetro
porfido
alluminio
policarbonato
contenuto vapore
medio
cattivo
cattivo
medio
cattivo
medio
medio
medio
assorbimento
cattivo
cattivo
medio
ottimo
cattivo
medio
cattivo
cattivo
vapori tossici gas
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
odore
medio
cattivo
medio
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
resistenza superficiale
ottimo
cattivo
cattivo
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
ottimo
Percentuali di materiali utilizzati
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Sostenibilità
Metodo HQE: pricipi base
Il metodo HQE (Haute Qualité
Environnementale) prende in considerazione
tutte le fasi del ciclo di vita dell’edificio, dalla sua
costruzione alla sua demolizione.
Con il metodo HQE, promosso in Francia dal
ministero della Casa, vengono riunite in una
lista di esigenze da soddisfare ben 67
prescrizioni ambientali in un ordine volutamente
non gerarchico, in modo che nessuna di esse,
considerata singolarmente, diventi
preponderante rispetto alle altre.
Gli obiettivi HQE si possono suddividere in
quattro sezioni: eco-costruzione, eco-gestione,
comfort, e salute, a loro volte precisati in
ulteriori 14 criteri generali.
Eco-costruzione:
_relazione armonica dell’edificio con
l’immediato contesto ambientale
_scelta integrata di prodotti, sistemi e
procedimenti di costruzione
_cantiere a basso impatto
Eco-gestione:
_gestione di energia
_gestione di acqua
_gestione di rifiuti
_manutenzione
Comfort:
_comfort igrotermico
_comfort acustico
_comfort visivo
_comfort olfattivo
Salute:
I criteri di valutazione possono essere di tipo
qualitativo o quantitativo; in particolare:
Si/no
intenzioni di progetto
+/=/progetto preliminare
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_qualità sanitaria degli spazi
_qualità sanitaria dell’aria
_qualità sanitaria dell’acqua
Non trattato/ insufficientemente trattato/ mediamente
trattato/ Soddisfacentemente trattato /molto
soddisfacentemente trattato
Sostenibilità
I 67 criteri di alta qualità ambientale (HQE):
Non
trattato
1. FLESSIBILITÀ
L’edificio può risultare molto flessibile in quanto i materiali e i metodi progettuali utilizzano proprio come
concetto quello di avere una struttura principale di base e le partizioni interne che definiscono i vari spazi
2. NEUTRALITA’
L’edificio si trova in un ambiente molto naturale, ma contando che viene edificato dove precedentemente
esisteva una struttura che non dialogava con l’ambiente, si può dire che migliora il luogo
3. COMFORT IGROMETRICO
L’edificio è concepito con una fondazione che isola dall’umidità proveniente dal suolo, e le partizioni sono
studiate per garantire una buona ventilazione
4. INERZIA TERMICA
5. ILLUMINAZIONE NATURALE
Tutto il complesso è studiato per sfruttare la luce naturale dove necessario, mentre per oscurare nel
caso delle cantine
6. ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE
L’illuminazione artificiale è molto efficiente e presenta delle soluzione tecnologiche d’avanguardia
7. ILLUMINAZIONE E SCHERMI VISIVI
Le facciate con maggior esposizione sono trattate in modo da garantire un riparo dalla eccessiva
insolazione e da fornire apporti gratuiti dove necessario
8. COORDINAMENTO ILLUMINAZIONE NATUTRALE E ARTIFICIALE
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Stud. Cosatti_Squarise
Insuff.
trattato
Mediam.
trattato
Sodd.
M.sodd
Sostenibilità
9. ABBAGLIAMENTO
Viene impiegato vetro isolato
10. COLORE
Il colore del progetto è buono dall’esterno in quanto si conforma al luogo e all’interno, il legno usato per la copertura e
le partizioni, delinea un senso di tradizione con il luogo
11. GRADIMENTO VISUALE
L’edificio è diventato un simbolo per tutta l’area e per le realtà vicine a Mezzocorona
12. RUMORI ESTERNI
Non sono presenti rumori esterni, se non quelli degli automezzi per il trasporto che vengono fatti entrare dal piano
interrato per evitare rumori e vibrazioni
13. RUMORI INTERNI
I rumori interni sono stati ridotti grazie alla altissima tecnologia degli impianti adottati e grazie alle tecnologie utilizzate
per le partizioni interne
14. VEGETAZIONE ESTERNA
La vegetazione esterna diventa una continuazione del progetto e ne da vita
15. VEGETAZIONE INTERNA
L’edificio è privo di vegetazione interna
16. PAESAGGIO E ECOLOGIA DEL SITO
L’edificio tiene conto dei vari ecosistemi e non altera il contesto
17. FAUNA E FLORA
Il complesso tenta di sviluppare le risorse naturali attraverso nuove viti e nuove tipologie garantendo le biodiversità
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Sostenibilità
18. SITO E CLIMA
L’edificio sorge in una vallata del Trentino soggetta a condizioni di umidità e insolazione variabile
19. ENERGIA SOLARE PASSIVA
L’energia solare passiva si può considerare mediamente reperibile a causa della presenza delle montagne
20. DISPERSIONI TERMICHE
Le dispersioni sono molto basse in quanto la parte del magazzino ha degli scomparti dove si riduce il
contatto diretto con l’esterno
21. ISOLANTI TRASPARENTI
Come materiale isolante trasparente si è usato il policarbonato e il vetro
22. PROTEZIONI SOLARI
Le protezioni solari sono presenti sotto forma di frangisole
23. VENTILAZIONE
La ventilazione è molto buona in quanto è presente un corridoio centrale dove avviene un continuo ricambio d’aria
24. RISCALDAMENTO
Il riscaldamento è affidato ad un impianto di tipo centralizzato e quindi ad alto rendimento
25. REGOLAZIONE E GESTIONE TECNICA CENTRALIZZata
Tutti i sistemi sono controllati elettronicamente grazie ad dei sensori termostatici
26. ACQUA CALDA SANITARIA
27. RISTORAZIONE
28. ASCENSORI
Sono presenti solamente gli ascensori dal piano interrato al piano primo
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Sostenibilità
29. ENERGIE RINNOVABILI
Non sono presenti metodi per energie rinnovabili
30. CONSUMO D'ELETTRICITÀ
Il consumo di elettricità è elevato per la gestione degli impianti, pompe, etc…
31. CONSUMO D'ENERGIA
Il consumo di energie è medio grazie alle strategie di progettazione e scelta degli impianti
32. ECONOMIA D'ACQUA
Esiste un sistema di raccolta per l’acqua piovana
33. RECUPERO DELL'ACQUA PIOVANA
Esiste un sistema di raccolta per l’acqua piovana
34. IMPERMEABILIZZAZIONE
Le tecniche di impermeabilizzazione permettono una buona impermeabilità all’acqua
35. RIFIUTI
36. ACQUE DI SCARICO
37. MANUTENZIONE E RIPARAZIONE
Si prevedono delle manutenzioni per le coperture e le partizioni interne
38. MATERIALI E IMPIANTI CON CRITERI AMBIENTALI
39. ANALISI DEL CICLO VITALE DEI MATERIALI
Vedere materiali
40. CERTIFICATO MATERIALI E PRODOTTI DA COSTRUZIONE
41. CERTIFICATO IMPIANTI
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Sostenibilità
42. CONTENUTO ENERGETICO DEI MATERIALI
Abbastanza basso per il legno e alto invece per alcuni rivestimenti
43. MATERIE RINNOVABILI
L’utilizzo del legno come struttura permette un futuro riciclo
44. MATERIE RICICLABILI
Legno e acciaio
45. MATERIE E MATERIALI LOCALI
Legno
46. LIMITAZIONE MATERIE SINTETICHE
Si è cercato di utilizzare il montaggio a secco e quindi non si sono utilizzati leganti etc…
47. LIMITAZIONE PVC
48. LIMITAZIONE MATERIE FIBROSE
49. LIMITAZIONE PRODOTTI TOSSICI
50. ANTISISMICA E LIMITAZIONE RISCHI
51. PITTURE COLLE E TRATTAMENTO DEL LEGNO
Il legno è stato trattato con resine naturali
52. MATERIALI E IMPIANTI RICICLABILI
53. POSSIBILITÀ DI RECUPERO
54. SMONTAGGIO
Tutte le partizioni interne ed alcune parti della struttura possono essere facilmente smontate e riutilizzate
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Sostenibilità
55. QUALITÀ DELLE ACQUE
56. QUALITÀ DELL'ARIA
57. LIMITAZIONE FORMALDEIDE
58. LIMITAZIONE CAMPI ELETTROMAGNETICI
59. LIMITAZIONE RADON
60. LIMITAZIONE RADIOATTIVITÀ
61. INCIDENZA SULLO STATO D‘OZONO
62. INCIDENZA SULLE PIOGGE ACIDE
63. INCIDENZA SULL'EFFETTO SERRA
64. RESISTENZA DELLE COPERTURE
65. ECO-GESTIONE DELLE STRADE
66. IGIENE E SALUTE
67. CANTIERE «VERDE»
Tecniche a secco quindi a basso impatto ambientale
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Sostenibilità
Metodo HQE: conclusioni
Eco-costruzione:
_relazione armonica dell’edificio con
l’immediato contesto ambientale
_scelta integrata di prodotti, sistemi e
procedimenti di
costruzione
_cantiere a basso impatto
L’edificio si pone in relazione con il contesto in cui è
realizzato sia progettualmente sia per quanto
riguarda la scelta dei materiali inoltre garantisce una
maggiore biodiversità in quanto la ricerca nella
biosfera
favorisce
l’integrazione
di
diversi
ecosistemi.
Eco-gestione:
_gestione di energia
_gestione di acqua
_gestione di rifiuti
_manutenzione
L’edificio è una vera e propria macchina produttiva
dove tutti i processi produttivi trovano una fortissima
agevolazione nelle scelte progettuali e l’ utilizzo di
tecnologie avanzate permette un notevole risparmio
di energia.
Comfort:
_comfort igrotermico
_comfort acustico
_comfort visivo
_comfort olfattivo
L’ambiente all’interno dell’edificio presente delle
ottime caratteristiche dovute a correte scelte
progettuali e grazie agli impianti tecnici si può dire
che vi è lo stadio di comfort igrometrico.
Salute:
_qualità sanitaria degli spazi
_qualità sanitaria dell’aria
_qualità sanitaria dell’acqua
L’areazione è uno dei forti temi considerato nella
progettazione ed i risultati ottenuti permettono un
minor utilizzo degli impianti e quindi un minor uso di
energia.
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Sostenibilità_conclusioni
sostenibile
processo
Il processo per la progettazione e la realizzazione delle Cantine di Mezzocorona, introduce un
nuovo concetto nel modo di progettare. Si è riusciti a creare un team di figure professionali atte al
raggiungimento di scopi comuni: qualità architettonica ed efficienza tecnica.
Bisogna evidenziare un importante influenza da parte della committenza nelle scelte progettuali,
questo ha permesso una riduzione dei tempi di progettazione. Questo fattore non irrilevante ha
permesso di ridurre notevolmente anche i costi per la progettazione.
Il processo progettuale cerca di trarre dei temi molto interessanti dal contesto e di produrre un
manufatto architettonico radicato al luogo.
cantiere
Le prime opere di cantiere hanno interessato principalmente la bonifica del terreno e il movimento
di quest’ultimo per la creazione dei piani interrati; successivamente la parte che ha richiesto un
maggior impiego di forze è quella relativa alla messa in opera delle fondazioni e dei pilastri
strutturali.
L’ultima fase è quella relativa al montaggio degli elementi a secco e questa tecnica ha ridotto
notevolmente i tempi di costruzione e quindi i costi.
La realizzazione dell’opera, dal bando del concorso alla costruzione, è stata decisamente breve:
dopo tre anni anche l’ultimo lotto era portato a compimento.
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Sostenibilità_conclusioni
sostenibile
tecnologie
Indubbiamente l’aspetto tecnologico dell‘edificio è esemplare per il modo in cui è stato inserito
anche nel campo progettuale. L’impiego di materiali quali l’acciaio, il legno e il vetro, grazie all’uso
del montaggio a secco hanno permesso la creazione di spazi ben isolati con l’esterno e flessibili
per l’aspetto distributivo. Ogni singola parte che compone l’oggetto architettonico è concepita in
modo tale che sia indipendente, autonoma, funzionale.
Indubbiamente si è tenuto conto anche di sfruttare le tecnologie laddove si poteva trarre un
vantaggio dagli elementi naturali, come nel vigneto sperimentale dove grazie all’utilizzo di
un’apparecchiatura meccanica è possibile regolare l’eccessivo irraggiamento solare.
Obiettivo nelle scelte tecnologiche dell’involucro è il comfort ambientale, al fine di avere
illuminamento e temperatura costante.
gestione
L’edificio rappresenta un sistema preciso di definizione ed uso degli spazi; anche l’aspetto
impiantistico contribuisce all’uso efficiente del manufatto.
Per quanto riguarda le eventuali manutenzioni l’uso di tecniche a secco favorisce notevolmente un
eventuale sostituzione di parti.
demolizione
Per quanti riguarda l’uso dei materiali si può constatare che molti possono essere riutilizzati, come
il legno o l’acciaio, e non richiedono lunghi tempi per la dismissione.
Per quanto riguarda la struttura in c.a. invece potrà essere riutilizzata in futuro come fondazione
per altri edifici.
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Bibliografia
Il progetto di paesaggio. Le nuove cantine
Rotari e MezzaCorona
cd a cura di Roberto della Giacoma
Macromedia, 1996
Architetti e Tecnologia. Alberto Cecchetto.
Le Nuove Cantine Rotari e MezzaCorona
testo a cura di Marco Imperadori, Tiziana Poli
Milano, 1997
Controspazio_mensile di architettura e
urbanistica
n. 6, 1998
Casabella_rivista di architettura
n. 656, 1998
www.studiocecchetto.com
www.materia.it
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Cantine Mezzocorona - Cosatti, Squarise