coop adriatica edizione veneto ottobre
numero 8 - 2006
consumatori
il mensile dei soci coop
CHE BRUTTO
AMBIENTE
Ecologia, l’opinione dei soci coop
nei risultati di un nostro sondaggio
Coop Salute
Ad alta voce
I farmaci da banco
entrano nel carrello
La maratona di lettura
a Venezia, Cesena e Bologna
40
46
C a ro s o c io C o o p
,
se non h ai anc o
ra
u t il iz z at o il r is
tor no
do n a lo in s o lid a
r ie tà
a l “C’e n t ro a n c
h’i o”
e n t ro il 31 o t t
o b re !
Combattere la povertà e difendere i diritti di chi lavora. Già, facile a dirsi. Ma è un problema così grande. Cosa si può
fare allora di veramente utile? La spesa, ad esempio. Alla Coop, da dieci anni ormai, tutti i prodotti della linea solidal
aiutano i lavoratori e le comunità del sud del mondo, sostenendo crescita e sviluppo. E siccome la solidarietà
non è mai abbastanza, dal 14 al 22 ottobre, in occasione dell’iniziativa “Faccio la spesa giusta”, tutti i prodotti
solidal Coop saranno scontati. Così noi facciamo qualcosa per voi. E voi, qualcosa per aiutare gli altri.
6
Ambiente,
il primo problema
I dati di un sondaggio
esclusivo tra 1505 soci
Coop. Temi ecologici
al primo posto, ma c’è
ancora molto da fare
salute, arrivano
40 Coop
nel carrello i farmaci
14
Segnali
di ripresa
L’economia italiana dà seganali
di timida ripartenza.
Ma il 58% delle famiglie
fatica ad arrivare a fine mese
20
4
Lettere
a Consumatori
lascia
44 Stefanini
“Coop, un’esperienza
formidabile”
scrittori e attori
46 Settanta
leggono per tutta la città
di Francesca Parisini
Il peso
da togliersi
10%,
50 Sconto
avanti sino a fine anno
Negli ultimi 5 anni
gli obesi sono
cresciuti del 35%
in primo piano
il tuo ristorno
43 Dona
per il “C’entro anch’io”
consumare
informati
vivere bene
19 L’uomo
è cacciatore?
o salato
27 Dolce
di Massimo Montanari
di Mario Tozzi
6
Ambiente,
il primo problema
di Dario Guidi
14
Segnali
di ripresa
dieta?
23 La
Non basta
di Eugenio Del Toma
28 Bontà
da spalmare
di Anna Somenzi
vignetta
17 La
di Elle Kappa
30 Massaggi
d’acqua
32 Èuvatempo di...
di Helmut Failoni
libri e dischi
37 Mostre,
Intervista a Luca Carboni
di G. Oldrini e P. Pacoda
lettera di protesta
38 La
di Natalino Balasso
di Claudio Strano
20 Ildapeso
togliersi
di SIlvia Fabbri
Mensile della Cooperazione di Consumatori
40127 Bologna, Viale Aldo Moro,16
Tel. 051.6316911 | Telefax 051.6316908
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Redazione
Piero Giovanolla (vicedirettore),
Daniela Dalpozzo, Silvia Fabbri, Paolo Mandini,
Alberto Martignone , Paola Minoliti, Andrea
Pertegato, Mauro Poletti, Gianfranco Sansalone,
Anna Somenzi, Claudio Strano.
Progetto grafico
Ferro comunicazione & design
Impaginazione e grafica
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Coop Editrice Consumatori
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Paolo Cattabiani (presidente)
Enrico Migliavacca (vicepresidente)
Francesco Berardini, Giuseppe Bolognesi, Claudio
Cucchiarati, Walter Dondi, Claudio Toso, Luciano Landi,
Paolo Mandini, Daniele Moltrasio
Consegnato alle poste a partire dal 03/10/2006
Il numero di settembre è stato stampato in 2.647.372 copie
Associato a:
ANES, Associazione nazionale editoria specializzata
www.consumatori.e-coop.it
consumatori
la posta
Coop e la raccolta
dei pomodori in Puglia
Dopo il servizio del giornalista Fabrizio Gatti, apparso sull’Espresso, sul tema della raccolta dei pomodori in Puglia,
sarebbe opportuno chiarire da quali campi e fornitori provengono i pomodori utilizzati da Coop
Dino Barberini - e-mail
Risponde Claudio Mazzini, responsabile innovazione e valori
di Coop Italia:
La maggior parte del pomodoro da industria italiano viene
coltivato nell’area oggetto dell’indagine apparsa sull’Espresso, ed il ricorso a lavoratori extra-comunitari da qualche anno
è parte integrante (ma non integrata) dell’economia di quei
territori. Ed i pomodori che servono per le conserve a marchio Coop provengono ovviamente anche dalla Puglia.
Come per tutti i prodotti a marchio Coop anche per questi
esiste l’adesione al nostro progetto etico SA8000, quindi tutti
i trasformatori sono contrattualmente già impegnati a rispettare i diritti del lavoro e a pretendere analoghe garanzie
dai propri coltivatori. Ciononostante - vista la delicatezza dell’argomento - Coop, già da due anni, ha dato vita ad un progetto che si prefigge di approfondire ulteriormente il rispetto
delle regole lungo tutta la filiera produttiva del pomodoro,
grazie al coinvolgimento dei propri fornitori/trasformatori
(come del resto lo stesso Fabrizio Gatti ha raccontato sull’Espresso nel numero successivo alla pubblicazione della
prima inchiesta): infatti le figure che utilizzano eventualmente la mano d’opera extra-comunitaria non sono i fornitori di Coop, bensì i coltivatori, centinaia e centinaia, che cambiano ogni anno in funzione della stagione, delle condizioni
del mercato etc., modificando quindi anche la mappa degli
approvvigionamenti che può privilegiare una zona piuttosto
che un’altra, pertanto:
· da maggio 2005, congiuntamente ad alcune Organizzazioni
non governative (Ong) è stata avviata la fase di indagine
· ad agosto/settembre 2005 sono state effettuate verifiche
ispettive in campo presso alcune delle aziende agricole.
· a maggio 2006 c’è stato un incontro con tutti i fornitori di
conserve di pomodoro Coop e con tutte le principali associa-
Quali farmaci
alla Coop?
Sono andato nel vostro corner per i farmaci del’ipercoop di
Carpi ma ho scoperto che non avevate tutte le cose che
cercavo. Il farmacista mi ha detto che potete vendere solo
alcuni tipi di medicine. Potete spiegarmi perchè? Inoltre,
ho sentito parlare di farmaci generici, che sono identici ad
altri di marca, ma costano meno. Come si comporterà
Coop su questo fronte?
Alceste Pironti - Carpi
ottobre 2006
zioni dei produttori pugliesi in cui si è richiesto:
1. Il rispetto tassativo dei diritti del lavoro
2. L’avvio di una campagna di sensibilizzazione verso i propri
associati
3. L’intensificazione delle attività di selezione e controllo delle
aziende agricole in funzione del rispetto dei diritti del lavoro.
Tutti i maggiori fornitori Coop, oltre all’impegno già sottoscritto per il rispetto dei diritti del lavoro, concordano sulla
realizzazione di interventi di sensibilizzazione e formazione
da effettuarsi sui coltivatori, tramite le loro associazioni.
Le associazioni dei coltivatori a loro volta, hanno accettato
che questo impegno sia inserito e formalmente sottoscritto
nei contratti di conferimento con gli industriali della trasformazione. Pertanto abbiamo inserito nei disciplinari di produzione integrata richiesti da Coop, a cui i coltivatori sono
vincolati, un paragrafo specifico riguardante il rispetto dei
diritti dei lavoratori, attivo dalla prossima campagna. Saranno privilegiati i coltivatori in grado di effettuare la raccolta dei
pomodori meccanicamente anziché manualmente. La raccolta meccanizzata dei pomodori Coop ha oggi raggiunto
l’80% circa dell’intera produzione. Sono in fase di intensificazione i controlli diretti sul campo, e stiamo organizzando
incontri a livello istituzionale per coinvolgere le forze che
possono incidere sulle politiche sociali a livello di territorio e
modificare le condizioni di vita di questi lavoratori.
Stiamo collaborando intensamente con le Ong locali e nazionali che di questi aspetti si stanno occupando attivamente. In
particolare con Medici senza Frontiere da oltre un anno sono
in atto collaborazioni per sensibilizzare le istituzioni locali al
tema (ricordiamo che nell’ottobre del 2005, proprio su Consumatori, abbiamo pubblicato una sintesi del rapporto di Medici Senza Frontiere in cui si descrivevano i drammatici risultati dell’indagine fatta tra i lavoratori stagionali immigrati,
impegnati in agricoltura nelle regioni del sud Italia ndr). Riteniamo che l’argomento sia estremamente complesso e
Coop ha messo in campo tutto il proprio potenziale economico e sociale per il miglioramento di questa inaccettabile situazione.
Il decreto che liberalizza la vendita di farmaci all’interno dei
supermercati (il cosiddetto decreto Bersani) pone alcuni
fondamentali limiti a tale vendita. Innanzitutto la
liberalizzazione riguarda solamente:
· i medicinali senza obbligo di ricetta medica (SP o SOP),
ovvero farmaci che possono essere venduti senza ricetta, su
consiglio del farmacista.
· ed i medicinali da banco o automedicazione (OTC, Over
The Counter - sopra il tavolo): questi ultimi possono essere
venduti, sempre senza ricetta, su semplice richiesta del
paziente.
Queste categorie infatti non richiedono la prescrizione
>
la posta
medica ed il costo è totalmente a
carico del consumatore. Pertanto
eventuali altri farmaci, anche di uso
comune, ma che non rientrino nelle
categorie liberalizzate, non possono
essere venduti al di fuori del circuito
farmacie. Questo anche in coerenza
alla campagna a sostegno della
proposta di legge per la
liberalizzazione della vendita dei
farmaci sostenuta da Coop nel 2005.
Pertanto i farmaci che ha visto a
Carpi e che sono già disponibili in
molti altri punti vendita,
apparterranno solamente a queste
categorie. Relativamente ai farmaci
generici (o equivalenti) sono stati
introdotti nella legislazione italiana
dall’art. 130, dalla legge. 28.12.1995,
n. 549 che definisce come medicinale
generico “un medicinale che ha la
stessa composizione qualitativa e
quantitativa di sostanze attive e la
stessa forma farmaceutica del
medicinale di riferimento.
I medicinali generici sono sottoposti
agli stessi controlli e procedure di
registrazione e vigilanza che l’Agenzia
Italiana del Farmaco (AIFA) riserva a
tutti i prodotti in commercio.
La scadenza della copertura brevettale
permette di risparmiare sul prezzo al
pubblico ma lo sviluppo, fin ora, più
che sui farmaci da automedicazione
si è concentrato principalmente su
quelli di calsse C ovvero i farmaci con
obbligo di ricetta ma non rimborsati
L’indirizzo per scrivere a questa rubrica è
redazione consumatori
Viale Aldo Moro, 16
40127 Bologna
fax 051 6316908
oppure
[email protected]
dal Servizio Sanitario Nazionale e
pagati interamente dal cittadino.
Purtroppo il termine “generico” si è
dimostrato infelice in quanto
percepito dal pubblico come simile,
ma non uguale al medicinale di
riferimento (cioè di marca) indicato
per la stessa patologia. Per questa
ragione i prodotti “generici” sono
stati ridefiniti Medicinali equivalenti
(L. 149 del 26 luglio 2005).
Ovviamente Coop coerentemente alla
propria politica di tutela del potere di
acquisto e della salute dei propri soci
e consumatori cercherà di
aumentare, nei propri assortimenti,
la presenza di tali prodotti.
Latte “diverso”
Ho visto fra i nuovi prodotti latti
differenti: di riso, di soia, di
mandorle, di avena. Potete aiutarmi a
conoscerli meglio...
Tiziano Melloni - Treviso
Di questi latti sappiamo che hanno
come denominatore comune la
provenienza dal mondo vegetale e che
per legge non possono vantare
l’appellativo latte se non seguito dalla
specifica provenienza. Non contengono la caseina, proteina ad alto valore
biologico, né le vitamine A e D, in
compenso non provocano intolleranze al lattosio e sono privi di colesterolo. Il latte ricavato dal riso è ricco di
carboidrati, come pure quello di
avena che in più contiene vitamina B,
ferro, fosforo e fibre solubili. Quello di
soia è ricco di fitoestrogeni, ferro,
fosforo e proteine di buon valore
biologico. Quello di mandorla apporta
calcio, magnesio, vitamina E ha forte
potere antiossidante.
Master Universitario di 1° livello per l’anno accademico 2006/2007 in
Organizzazione e Management
delle Imprese della Cooperazione di Consumatori
Il Master prevede 440 ore di didattica in aula e 300 ore di Stage presso aziende Cooperative di
Consumatori
n Il costo è di 3.500 euro e sono previste borse di studio per gli studenti meno abbienti e più
meritevoli.
n La data di presentazione delle domande di ammissione scade il 22 novembre 2006.
n Le lezioni inizieranno il 22 febbraio 2007.
n
Per informazioni:
[email protected]
oppure Segreteria Amministrativa Post Laurea - Via Micheli, 30 - Firenze
Tel. 055-2756602 - E-mail: [email protected]
Organizzato da
Facoltà di Economia
dell’Università
degli Studi di Firenze
ASSOCIAZIONE
NAZIONALE
COOPERATIVE
DI CONSUMATORI
SCUOLA
Estense
MONTELUPO
in primo piano
consumatori
ambiente,
I dati di un sondaggio
esclusivo promosso da
Consumatori tra 1505 soci
Coop. La prima preoccupazione
è quella per i temi ambientali.
Il 48,3% dice di aver cambiato i
propri stili di vita. Ma dall’indagine
emerge che c’è ancora molto da
fare, sul piano dell’informazione
e delle indicazioni concrete
per ogni famiglia
di Dario Guidi
P
reoccupati, molto preoccupati per i problemi ambientali e di inquinamento. Più che per la situazione economica o per il rischio di guerre, più che per
l’ordine pubblico o i problemi di traffico. In assoluto
l’ambiente è al primo posto (con un punteggio di 7,99 in
una scala da 1 a 10) tra le tematiche che più inquietano
circa il presente e il futuro. È questo il dato saliente che
emerge dall’indagine che la società specializzata Archè
ha svolto per conto del nostro mensile su un campione di
1505 soci Coop di tutta Italia.
L’ambiente, secondo il sondaggio, era la prima preoccupazione del nostro campione anche due anni fa (con un
punteggio di 7,53) seguito dal timore di conflitti (allora
l’11 settembre e la guerra in Irak erano più vicine). In
due anni tutti gli indicatori segnano un aumento, segno
che complessivamente le preoccupazioni sono cresciute,
e più di tutte quelle per la situazione economica che
compie, proporzionalmente, il balzo più evidente (da
6,87 a 7,38 cioè dal quinto al secondo posto). E vista la
realtà e le vicende vissute dal nostro paese la cosa non
desta sorpresa più di tanto.
Ma il secondo elemento di riflessione che la nostra indagine ci consegna, è che alla forte preoccupazione per
l’ambiente, non fa seguito una altrettanto chiara indicazione sul piano dei comportamenti concreti, delle azioni
che singolarmente o come collettività abbiamo intrapreso o possiamo intraprendere per difendere davvero il nostro pianeta. Anzi, sembra emergere uno scarto, tra livello di timori e preoccupazioni, da un lato, e capacità di
sapere cosa davvero e in concreto si può fare per migliorare le cose, dall’altro. Infatti alla domanda se la preoccupazione su questo versante ha prodotto modifiche nei
comportamenti di vita il 48,3% dice sì. Qui è un po’ la
storia del bicchiere mezzo pieno (a voler essere ottimisti)
o, più probabilmente, mezzo vuoto. Perché alla preoccupazione non segue (più di tanto) l’azione.
continua a pagina >
Il commento
Quella che vi presentiamo in questo numero è la
terza indagine che Consumatori ha realizzato su
temi d’attualità, per conoscere opinioni e sensibilità dei soci Coop. Dopo il tema degli Ogm e quello del commercio equo e solidale, stavolta abbiamo scelto l’ambiente. Questione indubbiamente
di grande rilievo, a cui abbiano già più volte prestato spazi e attenzione sul nostro mensile, perchè
rientra a tutto tondo tra quegli ambiti in cui la
sensibilità ed i valori propri del mondo Coop si
manifestano.
Come leggerete più in dettaglio nell’articolo, la
scelta di fare questa indagine si mostra azzeccaottobre 2006
ta, non solo perchè consente di avere una fotografia aggiornata, ma anche perchè diventa uno
strumento che consente di mettere a punto ed
affinare ulteriormente l’intervento di Coop su
questo versante, proprio partendo dall’opinione
dei propri soci. Coop che in materia ambientale
tante cose ha fatto e intende fare (come racconteremo più dettagliatamente nei prossimi numeri). Ma una esigenza che emerge, è quella di avere più informazioni, non solo in generale, ma su
singoli aspetti e con consigli utili rispetto alla vita
di tutti i giorni. È ciò che cercheremo di fare nei
prossimi mesi.
(d.g.)
in primo piano
il primo problema
Quale di questi problemi la preoccupa di più?
Due anni fa
Oggi
7,99
6,8
7,01
tu
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Si
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en
to
7,05
Ri
7,53
La preoccupazione per i problemi ambientali ha portato a modifiche
nei suoi comportamenti di vita?
SìSì
48,3 %
Faccio
la raccolta
Raccolta
differenziata
differenziata dei
deirifiuti
rifiuti
34,5 %
Uso meno
l’auto
Uso meno
22,8 %
l’auto
Uso precauzioni
Precauzione
per ridurre
consumo
acqua
peril ridurre
il di
consumo
20 %
di acqua
No
No
ottobre 2006
51,7 %
in primo piano
La situazione ambientale secondo lei è...
48,2
consumatori
Nel mondo oggi
Nel mondo 20 anni fa
8,6
47,7
37,2
54,2
32,6
In Italia oggi
51,1
In Italia 20 anni fa 5,8
33,8
0
9,5
60,4
20
Molto grave
16,3
40
60
Problematica
80
Non grave
Rispetto all’ambiente, secondo lei la scienza e la tecnologia...
16,6 %
62,2 %
Daranno un aiuto importante,
ma senza nuove politiche
la situazione è destinata
a peggiorare
Colpa forse anche di una informazione non sempre chiara e a volte contraddittoria (solo per il 44,6% le notizie in
materia ambientale sono affidabili), ma anche di una inadeguata capacità dei soggetti preposti (istituzioni pubbliche e associazioni ambientaliste) di indicare con chiarezza cosa sia possibile, da parte dei singoli e delle famiglie,
fare. Andando oltre il dovere civico della raccolta differenziata (l’azione più indicata, col 34,5%, come comportamento concreto a difesa dell’ambiente) e con strumenti più attendibili delle targhe alterne (che sono un
palliativo inutile per il 52,3% del campione).
La nostra indagine comunque conferma che la consapevolezza dei problemi c’è, ed è una buona base visto che
lavoro da fare, per tutelare l’ambiente ce n’é tanto. Sia
per quanto riguarda l’educazione e la conoscenza dei
problemi, sia per quanto riguarda le opzioni concrete
che ogni famiglia e cittadino ha a disposizione nella sua
vita di tutti i giorni.
PREOCCUPATI TANTO, MA POI CHE SI FA…
Ma, esaurita la foto d’insieme, vediamo più nel dettaglio cosa emerge dalla nostra indagine. La domanda di
partenza come detto era quella sul cosa preoccupi di
più oggi (e cosa preoccupasse di più due anni fa). Dopo
il tema ambiente (con 7,99), al secondo posto c’è l’ordine pubblico con 7,49, al terzo, alla pari, il rischio di
guerre e la situazione economica (7,38), poi vengono i
temi della viabilità (7,27) e quelli della qualità dei serviottobre 2006
Non servono a nulla. Continueremo
ad inquinare sempre di più
21,2 %
Consentiranno di risolvere
i problemi ambientali
100
in primo piano
56,6 %
Attenersi ai principi di cautela,
limitando se necessario
industria ed economia
42,2 %
Nel dubbio non si può
bloccare l’economia
In assenza di
una posizione
unanime
della scienza su
determinati
problemi
ambientali
è meglio...
1,2 %
Non sa
22,8 %
Sostengono solo chi non vuole
opere utili davanti casa
56,7 %
Rispecchiano adeguatamente
la realtà ed i problemi
21,5 %
Quale opinione
ha sulle
posizioni
espresse da
gruppi e
movimenti
ambientalisti?
Peccano di eccessivo
pessimismo
zi sociali (7,01).
Il nostro campione è anche convinto che la situazione
ambientale nel mondo oggi sia molto grave (per il 42,8)
e comunque problematica (per un altro 47,7%). Un po’
meglio vanno le cose in Italia a proposito della quale il
32,6% dice che la situazione è molto grave e un 51,1% la
definisce problematica. E tutti (sia livello nazionale che
mondiale) giudicano il quadro nettamente peggiorato
rispetto a 20 anni fa.
Abbiamo poi chiesto se le preoccupazioni in campo ambientale abbiano determinato modifiche nei comportamenti di vita. Se si indaga dentro al 48,3% che ha detto
sì, si scopre l’azione concreta più praticata (col 34,5%)
è la raccolta differenziata. Dato non altissimo, considerato che nella gran parte dei Comuni la raccolta differenziata non dovrebbe essere una scelta, ma semmai un
obbligo (in alcune realtà con tanto di sanzioni per chi
sgarra). C’è poi un 22,8% che, come azione concreta,
sostiene di aver usato meno l’auto (e questo è un dato
già più incoraggiante), seguito da un 20% tondo che
dice di adottare precauzioni per ridurre il consumo di
acqua. Assai più lontani (cioè sotto al 5% di scelte) opzioni come l’acquisto di veicoli non inquinanti, il prendere più mezzi pubblici, lo scegliere prodotti con imballi ridotti. Dunque le pratiche improntate a logiche
ecosostenibili non abbondano.
Del resto, al quesito se negli ultimi due anni si sia partecipato a iniziative o campagne a difesa dell’ambiente, ben
continua a pagina 10>
ottobre 2006
Blocchi al traffico
Per il 52% sono inutili
Con l’arrivo dell’autunno ne risentiremo certamente parlare. Alludiamo ai provvedimenti
di blocco e limitazione della circolazione che
da anni ormai si ripetono nelle grandi città e
aree urbane a fronte di dati sull’inquinamento
atmosferico allarmanti, per i quali è anche
sempre più vicina la prospettiva di sanzioni
economiche da parte dell’Unione Europea per
l’incapacità degli enti pubblici italiani di impedire il superamento del numero di sforamenti per la presenza di sostanze inquinanti.
Ebbene, a proposito di blocchi, i nostri intervistati si sono dimostrati in prevalenza disillusi
e consapevoli: il 52,3% dice infatti che i blocchi sono “palliativi inutili e che servono misure più drastiche”, contro un 24,6% che difende l’utilità della loro funzione educativa e un
23,1% secondo il quale è invece “impensabile
bloccare la circolazione mettendo in crisi
l’economia e l’organizzazione delle famiglie”.
in primo piano
9,5
I problemi ambientali più urgenti da affrontare sono...
54,2
Inquinamento
aria
Inquinamento
dell’aria
34,8
16,3
Inquinamento
acqua
Inquinamento
dell’acqua
11,4
Distruzione
delle foreste
foreste
Distruzione
11,1
Esaurimento
delle falde
falde acquifere
acquifere
Esaurimento
3,7
Depauperamento
Depauperamento
del suolo
suolo
2,2
Tutti
Tuttigravi
gravie eda
daaffrontare
affontare subito
subito
35,7
Provvedimenti di tutela ambientale che dovessero portare a modifiche
nel nostro stile di vita (con divieti e limitazioni) secondo lei...
Totale campione
10,5
Grandi città
33,5
14,8
35,8
Altre località 6,1
0
56
49,4
31,3
20
Peggiorano la qualità della vita
62,6
40
60
Fastidio ma necessario
80
100
Indicano un modo diverso per vivere
l’81,5% dice no. E questo conferma ancora una volta lo
scarto tra l’essere genericamente preoccupati per l’ecologia e il peso politico e pratico del movimento ambientalista e delle sue battaglie. Anche se è giusto ricordare che
si viene da anni nei quali, con le scelte del governo Berlusconi, la sensibilità pubblica verso l’ecologia è stata sicuramente scarsa. E difatti l’80,9% del campione dice
che le problematiche ambientali negli ultimi due anni
sono state sottovalutate.
che un 55,7% degli intervistati dice che le loro posizioni “rappresentano adeguatamente” i problemi, un
21,5% dice che peccano di eccessivo pessimismo e un
altro 22,8% dice che finiscono col sostenere solo chi
non vuole opere utili davanti a casa.
Del resto i “poveri” utenti, travolti da una pioggia di “informazioni” cercano di mantenere un non sempre facile
equilibrio nel giudizio. Così se sollecitati sul ruolo di
INFORMATI E DIFFIDENTI
Come in tante altre indagini fondamentale è capire da
dove vengono le informazioni sul tema e come sono
percepite. Il 57,2% del nostro campione di soci Coop
dice di avere un livello di informazione adeguata, anche
se solo il 44,6% ritiene “mediamente attendibili e affidabili le notizie che riceve”. La fonte più attendibile
(seppur con un voto non particolarmente alto) sono le
associazioni ambientaliste (col 6,87 in una scala da 1 a
10), praticamente alla pari (6,86) con fonti scientifiche
e universitarie. Buono il dato di Coop che è terza con il
6,61% e precede i quotidiani (6,51), internet (6,26) e la
tv (6,14). Ancor peggio le istituzioni locali (6,12), il governo nazionale (5,88) e le aziende produttrici (5,81).
Una pagella che conferma come diffidenza ce ne sia tanta. E che conferma anche come gli stessi gruppi ambientalisti, possano e debbano fare ancora molto per
veder crescere la propria credibilità. Perché se è vero
Le aspettative verso Coop
ottobre 2006
10
Ai nostri intervistati abbiamo chiesto anche cosa si
aspettano Coop possa fare in campo ambientale.
Al primo posto (51,4%) viene la richiesta di ridurre imballi e promuovere l’uso di materiali riciclati,
seguita dall’incentivare la raccolta differenziata
(47,4%). Più indietro (29,2%) il tema della riduzione dei consumi energetici delle strutture e delle
attività. Forte, infine, la richiesta (sostenuta dal
65,2%) di dare al consumatore maggiori informazioni sul tema dello smaltimento dei rifiuti, aggiungendo indicazioni più dettagliate sulle etichette. Su ciò che Coop ha fatto sin qui a difesa
dell’ambiente e sui progetti futuri, pubblicheremo
degli approfondimenti nei prossimi numeri.
in primo piano
Quali sono le fonti energetiche alternative per il futuro?
Solare
Solare
consumatori
53,5
Eolica
Eolica
30,5
Idrogeno
Idrogeno
15,4
Nucleare
Nucleare
12,3
Uninsieme
insiemedi
diqueste
queste
Un
14,8
Non
Nonsa,
sa,non
nonrisponde
risponde
11,1
Le preoccupazioni ambientali incidono sui suoi acquisti?
Sì
Si
56,9
Acquisto prodotti
prodotti con
con
Acquisto
determinate
determinate caratteristiche
caratteristiche
28,3
Acquisto
Acquisto solo
solo marchi
marchi
di cui
cui mi
mi fido
fido
di
25,8
Acquisto prodotti
prodotti ricavati
ricavati
Acquisto
da
da materiali
materiali riciclati
riciclati
20
No
43,1
scienza tecnologia, solo il 21,% dice che queste consentiranno di risolvere i problemi ambientali. Se un 16,6%
dice brutalmente che non risolveranno nulla, la grande
maggioranza (62,2%) dice che forniranno certo un aiuto,
ma senza il sostegno di scelte politiche e senza cambiare
i comportamenti concreti le cose peggioreranno comunque. Partendo invece dalla ricorrente assenza di posizioni unanimi nella comunità scientifica su tanti temi, una
L’indagine
L’indagine che vi presentiamo in queste pagine è stata realizzata dalla società Archè su incarico di Editrice Consumatori, in accordo con le
norme Esomar. Le interviste di tipo telefonico
sono state realizzate tra il 1 e il 30 giugno e
hanno interessato un campione di 1505 soggetti, tutti soci Coop. I dati completi sono disponibili presso la sede dell’Istituto Archè a
Milano in viale Certosa 27. Le interviste hanno
riguardato 12 regioni: Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Veneto, Puglia, Friuli Venezia
Giulia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana,
Umbria, Lazio e Campania.
incoraggiante maggioranza del 56,6% dice che comunque occorre attenersi a principi di cautela e precauzione,
limitando dunque se necessario industria ed economia;
questo contro un 42,2% che ritiene, nel dubbio della
scienza, non si possa bloccare l’economia.
PER MIGLIORARE DA DOVE SI COMINCIA?
Ma fotografata la preoccupazione per lo stato dell’ambiente da dove sarebbe opportuno partire per invertire la
rotta? Qui c’è da dire che i nostri intervistati scelgono
come prima preferenza (8,45 in una scala da 1 a 10) una
strada che chiama in causa anche la responsabilità personale, assieme a quella dei governi e delle imprese. Occorre agire su tutti i livelli dunque. Ma quale è il problema
più urgente da affrontare? Un 35,7% dice che i problemi
sono tutti gravi alla pari, mentre un 34,8% dice che è
l’inquinamento atmosferico la prima cosa cui mettere
mano. Nettamente più indietro altre priorità come l’inquinamento delle acque (11,4%) e la distruzione delle
foreste (11,1%). E’ invece l’energia solare (col 53,5%)
quella che viene indicata come alternativa da perseguire
rispetto al petrolio, superando l’eolico (scelto dal 30,5%),
l’idrogeno (15,4%) e il nucleare (12,3%).
Altra interessante valutazione emerge dalla domanda se
eventuali provvedimenti di tutela dell’ambiente dovessero comportare qualche limitazione ai nostri stili di vita.
Per il 56% questo potrebbe essere una occasione per riscoprire che si può vivere in un modo diverso e più divercontinua a pagina 13 >
ottobre 2006
11
Con il grano si fa il pane.
Con le spighe il PortaPane.
FACSIMILE
CON SOLO 45 SPIGHE IN REGALO IL
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in legno naturale, ideale per conservare e
portare in tavola tutta la varietà e la fragranza del
Mulino. Averlo è facilissimo: la prima Spiga te la
regaliamo noi! Le altre le trovi su tutte le confezioni
dei pani Mulino Bianco: PanBauletto, Pancarrè, Filoni
da Tavola, Pagnottelle, Panini al Latte, Pan Brioscè,
Cracker Sfoglia di Grano, Grissini, Raggianti, Michetti
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in primo piano
consumatori
A che condizioni lei sarebbe disposto ad acquistare prodotti
che garantiscano una miglior tutela ambientale?
26,2 %
Solo se sono più cari
degli altri max del 10%
22,8 %
Solo allo stesso prezzo degli altri
1,8 % Non sa
15,4 %
33,8 %
Solo se sono più cari
degli altri max del 20%
Li acquisterei a prescindere
dal prezzo
tente, mentre per un 33,5% si tratta di un necessario fastidio e solo per un 10,5% sarebbe un peggioramento
tout court della qualità della vita. Qui è estremamente
significativo notare come la valutazione sul quesito cambi tra chi vive nelle grandi città e che nelle altre località.
Infatti nelle grandi città la quota di insofferenti (che
teme in un peggioramento della qualità di vita) sale al
14,8% contro il 6% del resto del campione, mentre chi ci
vede una opportunità scende al 49% contro il 62,6%.
DIFENDE L’AMBIENTE? LO COMPRO
Ultimo capitolo della nostra indagine quello di verificare
se e come le tematiche ambientali incidano sui comportamenti d’acquisto di prodotti. Intanto ben un 56,9% degli
intervistati dice che il tema ambiente incide sulle scelte al
momento della spesa. Ma come? Un 28,3% dice che si cautela acquistando solo prodotti con determinate caratteristiche (biologici, non Ogm, ecc.). C’è poi un 25,8% che
“acquista solo marchi di cui si fida” e un 20% che cerca di
scegliere prodotti ricavati da materiali riciclati.
E se un prodotto, per garantire migliori tutele all’ambiente dovesse costare di più, cosa succederebbe? Un
33,8% ci ha detto che comprerebbe un prodotto di questo tipo a prescindere dal prezzo. Un 26,8% lo acquisterebbe solo se costasse al massimo il 10% in più, mentre
un 15,4% sarebbe disponibile solo se lo scarto fosse entro
il 20%. Infine un 22,8% lo comprerebbe solo allo stesso
prezzo degli altri.
Dunque la nostra indagine offre davvero una molteplicità
di spunti che confermano come la frontiera dell’ecologia
e della tutela dell’ambiente sia fondamentale per il nostro futuro. E come di lavoro da fare ce ne sia davvero
tanto, per fare in modo che questa semplice enunciazione diventi una realtà praticata quotidianamente. n n n
ottobre 2006
13
consumatori
in primo piano
L’economia italiana dà segni di
una timida ripartenza. Ma il 5%
delle famiglie dice ancora di avere
problemi ad arrivare a fine mese.
Ecco i dati del rapporto ancc e le
strategie Coop per continuare a
tutelare il potere d’acquisto delle
famiglie: con prezzi bassi ma anche
contrastando privilegi e monopoli
SEGnaLI DI
di Dario Guidi - Aldo Bassoni
Alleanze
Centrale Italiana
cresce ancora
Centrale Italiana, la centrale di marketing nata dall’allenza tra Coop, Despar, Sigma e Il Gigante, si è allargata
ulteriormente con l’ingresso di aspiag
Service in Despar Servizi (che a sua
volta fa già parte di Centrale italiana).
Entra così in Centrale Italiana la rete
Despar operante in Triveneto, con
500 punti vendita e un fatturato di
1,2 miliardi di euro. In tal modo Centrale Italiana si consolida come primo
polo italiano di distributori, arrivando
a un fatturato di 1,1 miliardi di euro
(di cui 11,5 Coop), una quota di mercato del 2% e una rete di 5.700
punti vendita.
D
opo anni col segno meno,
l’economia italiana dà segni
di timida ripresa e di una fiducia che torna a fare capolino. A
partire dalla Pasqua 2006 le vendite
nella rete Coop a livello nazionale
hanno segnato andamenti positivi
(più 3,7% ad agosto), come da tempo non si vedeva. La previsione sui
consumi, a livello dell’intero paese,
nel 2006 prevede una crescita
dell’1,3%, dopo il - 0,1% del 2005.
Ma il quadro complessivo resta ancora complicato, perché, nonostante
gli squarci di sereno, il 58% delle
famiglie italiane dichiara di avere
difficoltà economiche ad arrivare a
fine mese. Un dato, questo 58%, che
mette l’Italia ai primi posti (superata solo dal Portogallo e alla pari con
la Grecia) nella poco simpatica graduatoria dei 25 paesi europei aderenti all’Unione che fotografa il disagio sul piano del far quadrare i
conti.
E proprio tra questi due estremi
che si muove il rapporto su consumi e distribuzione, realizzato dall’ufficio studi di Ancc-Coop in collaborazione con l’istituto di ricerca
Prometeia e presentato a Milano
nei giorni scorsi. Un rapporto che,
come ha spiegato il vicepresidente
di Ancc-Coop Enrico Migliavacca,
conferma l’inesorabile e strutturale
evoluzione dei consumi: perché se
nel 1970 la voce alimentari e bevande valeva il 34% del totale, nel
2004 il suo peso era sceso al 16%. Il
tutto a vantaggio di ambiti e nuovi
capitoli di spesa (pensiamo solo negli anni più recenti al boom degli
apparecchi elettronici di vario tipo,
dai cellulari agli I-pod ai navigatori
per auto) ma anche a vantaggio di
servizi e bollette che si mangiano
un pezzo sempre più importante
dello stipendio degli italiani (senza
avere una scelta alternativa). Non è
un caso che nel primo semestre
2006 i prezzi dei combustibili da
riscaldamento siano cresciuti del
10,6%, i carburanti da autotrazione
del 10% la raccolta rifiuti ed i servizi sanitari del 5,3%, mentre i generi alimentari segnano un modesto
+ 1% con capitoli come la frutta
che viaggiano addirittura in negativo, con un - 5,1%.
Il rapporto Coop sviluppa poi un
raffronto tra Italia e resto d’Europa. Un raffronto che dimostra i tanti oneri che ci portiamo dietro e
che pesano su famiglie e imprese.
Tra 2000 e 2004, nel capitolo spese
per l’abitazione, elettricità, gas e
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ottobre 2006
1
consumatori
in primo piano
ripresa
In casa Coop, dal 2001 ad oggi,
un risparmio di oltre il 9%
Anche nel 2006 un dato dello 0,4% sotto a quello Istat
Anche il 2006 continua a segnare
una divaricazione tra la dinamica
dei prezzi nei mercati legati agli
energetici e ai servizi/tariffe e l’inflazione nel settore alimentare,
dove l’aumento dei prezzi risulta
fortemente contenuto. Come si
può vedere nella tabella nella pagina successiva, solo per la casa,
l’acqua, l’elettricità e i carburanti, i consumatori hanno speso il
5,9% in più con un’incidenza sul
volume complessivo dei consumi
che continua ad aumentare ed
ha raggiunto il 9,5%.
Alimentari: prezzi contenuti
nel primo semestre 2006
Nei primi otto mesi del 2006,
dopo un anno di prezzi fermi o
ottobre 2006
in riduzione, è restata molto contenuta la dinamica dei prezzi alla
vendita dei prodotti industriali,
nonostante le forti richieste di
aumenti di prezzi dei listini da
parte dell’industria.
Gli incrementi hanno riguardato
settori colpiti da eventi “traumatici”: ci riferiamo soprattutto alle
preoccupazioni connesse all’influenza aviaria che hanno spostato significativamente i consumi dalle carni bianche alle carni
rosse.
I prezzi in coop: + 0,2%
negli ultimi 12 mesi
Coop continua a contenere i
prezzi al di sotto delle dinamiche
di mercato. Negli ultimi dodici
15
mesi l’inflazione alimentare Coop
è stata pressoché nulla (+0,2 %)
rispetto a quella Istat (+0,8 %).
Nell’arco di tempo compreso tra
inizio anno e luglio 2006 l’inflazione Coop è rimasta contenuta
entro lo 0,7% contro il +1,1%
Istat.
Negli ultimi sei anni Coop ha
garantito un forte contenimento della propria dinamica inflattiva rispetto alla dinamica nazionale Istat: la forbice - nel
periodo 2001/2006 - si è progressivamente ampliata, garantendo più di 9 punti a favore
del cliente Coop: cosi, ad inizio
2006 il livello dei prezzi in Coop
si è riportato praticamente pari
ai prezzi del 2002.
0RINCIPESSA0LATESSA
0ROTEINENOBILIPER%CCELLENZA
$ISCENDEDALFRESCO-AREDEL.ORDEARRIVASULLENOSTRETAVOLE
ILGUSTOFINEEDELEGANTEDIUNAPROTAGONISTADELLABUONATAVOLA
LA0LATESSAD/LANDA&ILETTISEMPREPRONTIADIVENTARE
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DELFREDDODALBANCOFRIGOOFRESCOALVOSTROPIATTO
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consumatori
in primo piano
la vignetta di ellekappa
altri combustibili, l’aumento dei
prezzi, segna uno svantaggio per
l’Italia, rispetto al resto dell’area
euro, dell’8,6%. Prendendo solo 5
paesi (Germania, Italia, Spagna,
Francia e Regno Unito), si scopre
che fatto 100 il prezzo medio, noi
paghiamo l’energia elettrica 134,9,
la benzina 108,5 e il gasolio 108
(solo nel gas siamo più convenienti
arrivando a quota 98).
Dal canto suo Coop, di fronte a
questo scenario ha evidenziato due
filoni su cui intende operare in parallelo. In primo piano c’è quello
della convenienza, sempre abbinata
alla qualità e alla sicurezza dei prodotti. Del resto se il 58% delle famiglie si sente in difficoltà economiche è chiaro che il tema prezzi
resta di assoluta attualità. E Coop
ne è ben consapevole. Infatti, nel
2005 contro un’inflazione Istat
dell’1,2% in campo alimentare, il
dato Coop è stato dello 0%. Cioè
prezzi fermi. Nei primi sei mesi del
2006, a fronte di una inflazione
Istat dell’1,1%, Coop ha registrato
un + 0,7%, con un differenziale positivo dello 0,4%. “I nostri risultati
– spiega il presidente di Coop Italia
Vincenzo Tassinari – sono frutto di
Variazione prezzi ultimi 12 mesi
Incidenza* Istat
Coop
Alimentare
15,4%
+ 0,8%
+ 0,2%
Abitazione, acqua
elettricità,
combustibili
9,5%
+ 5,9%
Trasporti
13,8%
+ 4,0%
* La voce Incidenza esprime il peso delle singole voci sul totale dei consumi
Inflazione nel settore alimentare negli ultimi 6 anni
ISTAT
COOP
DELTA*
2001
+ 4,1%
+ 2,8%
1,3%
2002
+ 3,6%
+ 2,3%
1,3%
2003
+ 3,1%
+ 0,9%
2,2%
2004
+ 2,2%
- 0,5%
2,7%
2005
+ 0,0%
- 1,2%
1,2%
Gen-Lug 2006
+ 1,1%
+ 0,7%
0,4%
* La voce Delta esprime il vantaggio per i clienti Coop che in cinque anni risulta
superiore al nove per cento
Fonte: Elaborazioni Coop Italia su Dati Istati
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ottobre 2006
17
un pianeta da difendere
di Mario Tozzi
primo ricercatore Cnr - Igag
e conduttore televisivo
consumatori
un lavoro di lunga lena che abbiamo svolto. Stiamo innovando la
rete di vendita, abbiamo lanciato
iniziative di fidelizzazione rivolte
ai soci e stiamo promuovendo l’idea
di una convenienza sicura tutti i
giorni attraverso il “carrello della
spesa”. Ma soprattutto quello che
noi vogliamo esprimere è un concetto di convenienza strutturale,
non legata a singoli episodi. I dati
sull’arco di più anni sono lì a dimostrare che in 5 anni chi ha fatto la
spesa da noi ha risparmiato oltre il
9%. Credo che più che la gara sui
singoli prezzi e sulle rilevazioni
spot, sulla quale comunque non ci
tiriamo indietro, sia questa del lungo periodo la risposta che più conta
per il consumatore”.
Il secondo filone su cui Coop intende continuare a lavorare parte dall’assunto che, come spiega il presidente di Ancc-Coop Aldo Soldi,
“Coop non è solo una catena leader
nel mondo della distribuzione, ma
è anche una associazione di consumatori. Per questo, se è vero che i
consumi cambiano, come mostra
la nostra indagine, è anche vero
che troppa parte del reddito è prigioniera di monopoli e di corporazioni, di consumi obbligatori su cui
il cittadino è solo costretto a subire”: Da qui la scelta di affiancare,
all’attività caratteristica nei nostri
punti vendita e al lavoro sulla convenienza, “l’impegno forte per favorire scelte politiche che diano
più libertà di scelta al consumatore
e liberino parte del reddito da quei
vincoli di cui abbiamo parlato”. Èesattamente da qui che è partita la
scelta Coop di promuovere la campagna sui farmaci (con 800 mila
firme raccolte) che ha portato, grazie anche alla disponibilità mostrata dal governo, ad avviare, con
grande successo, le vendita dei farmaci da banco e senza ricetta nei
supermercati.
“Anche in altri settori si possono
avviare processi del tutto simili a
quello dei farmaci. E se si può noi
diciamo che si deve farlo – prosegue Soldi -. Penso al settore dei
carburanti, a quello della telefonia,
a quello dell’energia. L’obiettivo
che ci diamo è di far entrare in
campo il consumatore come utente
organizzato, attraverso Coop, con
consorzi di acquisto e con accordi
che consentano di ottenere condizioni più vantaggiose”. 
ottobre 2006
L’uomo è cacciatore?
La riapertura della stagione venatoria in Italia porta molti incidenti e
aspre polemiche. A ragione, molti non riescono a comprendere quale sia, oggi, il vero motivo che spinge a quello che una volta veniva
considerato impropriamente uno sport. I cacciatori raccontano di
lunghe passeggiate all’alba, dell’immersione nella natura, del rapporto con il cane, della ricerca degli animali. Tutte cose che potrebbero comunque essere fatte senza l’atto finale dell’uccisione della
preda: perché, invece, nessuno vi rinuncia? Levategli tutto, al cacciatore, ma non il fucile: perché non usa una macchina fotografica per
rendere solo metaforico il momento della cattura?
La ragione è molto semplice - e solo i cacciatori meno ipocriti riescono a sostenerla come “una contraddizione” -, che ammazzare un
altro essere vivente è il vero scopo dell’attività venatoria: a chi caccia
piace uccidere, altro che passeggiate nei boschi e conservazione della natura. Così una stragrande minoranza di italiani (meno di
800.000, cioè poco più dell’1% della popolazione), organizzati in
una potente lobby trasversale, riesce a condizionare la chiara volontà
di tutti gli altri decisamente contrari alla caccia (come dimostrano i
dati dei votanti ai due referendum). Così in Italia si uccidono circa
100 milioni di animali all’anno, spesso contrariamente a quanto prescritto dalle leggi europee o in deroga perenne anche alla legge italiana (aperture anticipate, specie non cacciabili inserite nei carnieri,
magari anche nelle aree protette). Per non parlare del bracconaggio
(quasi sempre un bracconiere è un cacciatore) o del ruolo assegnato
da alcune regioni ai cacciatori come regolatori della pressione demografica di caprioli o cinghiali: come se la colpa della loro espansione
non fosse, in ultima analisi, degli stessi cacciatori che, negli anni, li
hanno introdotti e ne hanno sterminato i naturali predatori.
Per giustificare la carneficina spesso si sente dire che l’uomo nasce
cacciatore e, dunque, che si tratti di attività perfettamente naturale. Ma non è così. La caccia è una strategia di sopravvivenza molto
recente in termini evolutivi, che risale a meno di 300.000 anni fa:
prima di allora Homo mangiava quello che raccoglieva e solo occasionalmente predava animali già morti per succhiarne magari il midollo dalle ossa, dopo averli contesi a iene e avvoltoi. La caccia
degli uomini non è un fenomeno naturale in senso stretto, ma è
stata ritenuta tale grazie a un’errata interpretazione dei reperti fossili degli antenati di Homo sapiens.
Il ritrovamento di ossa di ominidi insieme con quelle di altri animali (ungulati, primati e carnivori) aveva fatto concludere che l’uomo
avesse predato sia gli erbivori che i carnivori, visto anche il ritrovamento di ossa fratturate e apparentemente lavorate. A lavorarle
erano stati, invece, gli istrici, per ricostruire l’equilibrio del calcio
del loro corpo come fanno da sempre. Scimmie, cervi e ominidi
giocavano in realtà, costantemente, il ruolo della preda rispetto ai
grandi felini: altro che uomo cacciatore, prede eravamo! Nessuna
specie caccia - come fa oggi Homo sapiens, almeno in occidente solo per il gusto di uccidere, ponendosi oggettivamente al di fuori
della storia naturale e fornendo un triste spettacolo anche dal punto di vista culturale.
19
rubricag
in
primo piano
il peso da
di Silvia Fabbri
La campagna Coop
Più informazione
per migliorare
lo stile di vita
Proprio partendo dai dati contenuti
anche nel nostro servizio, che parlano del sovrappeso e dell’obesità
come di problemi sociali sempre più
rilevanti, Coop ha deciso di dedicare
a questi temi una campagna nazionale volta appunto a contrastare il
diffondersi dell’obesità ed a favorire
invece un corretto stile alimentare e
una vita non sedentaria. Questi
obiettivi saranno perseguiti attraverso una pluralità di iniziative e di strumenti, a cominciare da una migliore
informazione, che per diversi mesi
vedranno le strutture Coop mobilitate nei confronti dei soci e delle famiglie. Si tratta di una iniziativa che
si muove in coerenza con la pluriennale attività che Coop svolge nel
campo dell’educazione all’alimentazione e al consumo consapevoli. Le
caratteristiche ed i contenuti della
campagna Coop verranno presentati in un convegno in programma a
Roma ai primi di novembre. Nei
prossimi numeri della nostra rivista
non mancheremo di raccontarvi nel
dettaglio di cosa si tratta.
T
utti faremmo volentieri a
meno del grasso che, negli
anni, si è depositato sul nostro
corpo. Forse lo chiamiamo “superfluo” proprio perché vorremmo liberarcene senza soffrire, senza accorgercene.
Invece combattere con la grassezza,
o peggio con l’obesità, è la battaglia
quotidiana di migliaia di persone,
che comprendono quanto l’essere
sovrappeso peggiori la qualità della
vita, tolga le forze, ci faccia invecchiare prima. “Provoca essenzialmente gravi disturbi cardiocircolatori e posturali”, spiega Amleto
D’Amicis, ricercatore dell’Inran,
Istituto nazionale per la ricerca alimentare e la nutrizione. Detto in
altre parole cuore e circolazione
sanguigna arrancano, e le ossa si
danneggiano anzitempo a causa del
peso in più che sono costrette a sorreggere.
Bisogna dunque cercare di rimanere
il più possibile nel nostro peso forma oppure cercare di recuperarlo.
Per questo, bisogna capire se siamo
davvero grassi o obesi. Il sistema migliore è calcolare l’Indice di massa
corporea che si ottiene dividendo il
proprio peso per la statura espressa
in metri e ancora per la statura. Ad
esempio, nel caso di una persona
che pesa 60 chili ed è alta 1,70 metri
occorre fare 60 diviso 1,70 e ancora
diviso 1,70.
Se il risultato è un numero inferiore
a 18,5 attenzione: siamo troppo magri. Tra 18 e 25 siamo in pieno normopeso, tra 25 e 29 è – ahinoi, sovrappeso – oltre i 30 siamo nel
pericoloso territorio dell’obesità. “Ma
non dobbiamo prendere queste tabelle per oro colato – esorta D’Amicis –
anche perché bisogna considerare la
propria struttura. Per fare un esempio: un corridore velocista, uno che
corre i 100 metri, per intenderci, in
base a questa tabella sarebbe obeso.
Invece è solo molto muscoloso”. E
allora? “Allora prendiamo il metro e
misuriamo la nostra circonferenza
tra la cresta iliaca – cioè dopo l’osso
dell’anca - e l’ultima costola. Se misuriamo più di 88 centimetri siamo
sovrappeso, oltre i 102 dovremmo già
considerarci obesi”.
Obesità in aumento
Ma quanti sono gli italiani obesi?
Negli ultimi 5 anni gli obesi in Italia
sono cresciuti del 35%. Fino a non
molti anni fa l’obesità, tutto sommato poco diffusa, non era considerata come un problema di salute
pubblica (dati Oms - Organizzazione
mondiale della sanità). Oggi invece è
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ottobre 2006
20
consumatori
in primo piano
Per l’Oms il sovrappeso
è tra i più rilevanti fattori
di rischio per la salute
ma negli ultimi cinque anni
gli obesi sono cresciuti
del 35%. Per dimagrire
occorre ridurre le calorie
totali assunte in una giornata
e fare più movimento
togliersi
Essere grassi non è un destino
Più che dal Dna, i bambini sono condizionati
dal comportamento a tavola dei loro genitori
Secondo un centro studi internazionale – l’International Association for the Study of Obesity – entro il
2010 saranno obesi il 38% dei bambini e degli adolescenti. In Italia, il 36-37% dei bambini di 9 anni è
interessato da obesità e, in generale, è in soprappeso il 35% di tutti i bambini e un 10, 12% è obeso.
Percentuali più alte che tra gli adulti.
In effetti stare ore a guardare la televisione non sarebbe di per sé origine di comportamenti negativi.
Se non fosse per due motivi: l’uno, appunto, relativo alla spinta al consumo di cibi non sempre nutrizionalmente corretti. L’altro è che stare seduti ore a
guardare la tivù, fa sì che i bimbi si muovano poco,
quando invece le ore si svago dovrebbero essere
preferibilmente di movimento. “Un bambino ingrasserebbe anche se leggesse l’Ulisse di Joice,
stando in poltrona come davanti alla tivù”, scherza
il dottor D’Amicis”. Un paradosso per spiegare che,
anche in questo caso, è il movimento la chiave per
prevenire l’obesità, anche nell’infanzia. Ma di movimento se ne fa sempre meno: far praticare attività
sportive ai ragazzi costa – specie nelle città, dove
non tutti hanno a disposizione aree verdi e campetti sotto casa - e non tutte le famiglie ce la fanno.
Ma l’elemento che più di ogni altro, ovviamente,
influenza i comportamenti dei più piccoli, sono i
grandi, in particolare quello che i genitori fanno,
molto più di quello che dicono. “In base alle noottobre 2006
21
stre indagini – spiega il nutrizionista – se un bambino ha entrambi i genitori magri ha solo un 17%
di probabilità di diventare un bambino grasso”. E
non è solo una questione genetica, ma comportamentale. “Tant’è vero che c’è una differenza, anche se leggera, tra il comportamento che i due
genitori inducono nel figlio: se un bambino è figlio di madre grassa, avrà il 25% di probabilità di
diventare grasso; se è il padre ad essere soprappeso, accadrà nel 24% dei casi”. Un fenomeno facilmente spiegabile: è la madre che per lo più acquista i cibi e li cucina. Anche se poi ci si siede a
tavola tutti insieme.
Secondo il dottor D’Amicis bisogna rimediare al
grasso superfluo finchè si è piccoli. “In generale –
spiega – quando si è grassi da bambini si ha un’alta
probabilità di diventare grassi anche da adulti. Ma
i problemi seri insorgono quando si superano le colonne d’Ercole dell’adolescenza. Se si superano i
15-16 anni ci si avvicina pericolosamente all’obesità cronica. Infatti - come spiega Franco Tomasi,
specialista in scienze dell’alimentazione – un bambino che a 5 anni presenti una condizione di eccesso di peso ha 38 volte più probabilità di avere lo
stesso problema a 10 anni e un bambino obeso di
età compresa tra i 10 e i 15 anni se per caso ha un
genitore obeso vede aumentare il rischio di mantenersi obeso anche da adulto fino all’80%”.
in primo piano
Comportamenti
L’etichetta salva il giro-vita e la salute: impariamo a leggerla
Ecco una efficacissima pratica antigrasso: leggere bene le
etichette dei cibi che acquistiamo. Anzitutto per fare un
po’ di conti con le calorie totali che introduciamo. Ma
anche - e soprattutto - per capire a quanto ammontano
le percentuali di grassi, di zuccheri, di proteine contenute
in un cibo. Insomma, c’è caloria e caloria, per questo è
necessaria l’etichetta. Imparando a leggerle, facciamo
del bene non soltanto al nostro giro-vita, ma anche alla
nostra salute. Inoltre possiamo verificare le indicazioni
sulle origini del prodotto. Abituiamoci perciò ad acquistare i cibi confezionati che presentano etichette dettagliate
(come quelle Coop) e impariamo anche a leggerle con
attenzione, queste nostre alleate.
Anche perché l’abitudine di acquistare cibi inscatolati e
pronti per essere messi in tavola è sempre più diffusa.
tra i più rilevanti fattori di rischio
per la salute. In base a una indagine
Istat, gli uomini, nel 45% dei casi,
dichiarano di essere sovrappeso. Le
donne solo nel 25%. “Ma si tratta di
autovalutazioni e dunque – spiega
D’Amicis – è probabile che siano
troppo ottimistiche, sottostimate”.
Ma anche se le donne sono – o si
sentono – magre, maggiore è la
probabilità che hanno di ingrassare,
anche se solo dopo i 40. Probabilottobre 2006
Non sempre si ha tempo per cucinare e le donne lavorano tanto, in casa e fuori. Surgelati & C. diventano allora
preziossimi alleati di mamme e mogli, in particolare nei
giorni feriali. I singles, però, devono fare attenzione:
spesso i precotti sono in porzioni da due e una persona
sola finisce per mangiare tutto quello che si mette nel
piatto. Meglio allora – di tanto in tanto – mettersi ai fornelli, anche perché prepararsi da mangiare significa dedicare del tempo a se stessi, conoscere gli elementi primari dei cibi e, dunque, il nostro corpo (se è vero che
siamo quel che mangiamo). Le persone sovrappeso non
devono poi sottovalutare l’effetto “saziante” del cucinare. Manipolare un cibo significa cominciare a mangiare,
almeno con gli occhi. Col risultato che poi mangeremo
un po’ meno con la bocca.
mente perché fino a quell’età – assai
critica, psicologicamente, per il sesso femminile – le signore tengono
sotto controllo la linea. Poi ci lascia
andare un po’ di più.
Già, perché tra le cause del sovrappeso c’è il matrimonio. I singles
sono mediamente più magri degli
sposati. “Tolto il primo anno di inviti a cena, gli sposati poi non escono
più, stanno davanti alla tivù... Insomma basti pensare che con un
boccone in più da 20 calorie al giorno può anche significare 1 chilo di
grasso depositato all’anno”. Ecco
dunque perché ci si ritrova cicciotelli, o peggio, dopo i 40.
Come opporsi a questo percorso,
che sembrerebbe quasi un destino
ineluttabile? La prima regola è muoversi di più. Non solo nelle 3 o 4 ore
a settimana - “comunque troppo poche”, protesta D’Amicis – che dedichiamo allo sport. Bisogna abituarsi
a sostituire il più possibile le proprie
gambe al motore dell’auto, all’ascensore. E dunque andare in bici, camminare, fare le scale, quando possibile. Dovete andare fino al 12º piano?
Nessuno dice di farli tutti a piedi...
Ma scendere al nono e poi proseguire a scalini sarà un ottimo esercizio,
se fatto tutti i giorni. E anche se andiamo in macchina e siamo a una
ragionevole distanza dal lavoro, perché non usare la bici? Nel traffico
delle città si rischia di essere anche
più veloci delle auto incolonnate,
per non parlare del parcheggio. Con
l’autobus, si può sempre scendere
una fermata prima, quando abbiamo
22
una manciata di minuti di anticipo.
Insomma, le occasioni sono innumerevoli, basta la volontà di buttare
i chili senza cambiare – o quasi – la
dieta. Semplicemente basterebbe
mangiare più regolarmente o diminuire di un terzo le nostre porzioni
di cibo.
Anche perché – mediamente – quando ci sediamo a tavola la nostra alimentazione è piuttosto equilibrata.
Paradossalmente lo è più a nord che
a sud, terra dell’olio d’oliva e della
dieta mediterranea. L’Italia, infatti,
non è ovunque uguale, per quanto
riguarda il numero delle persone soprappeso: il nord-ovest è la zona più
magra. Poi seguono nord-est e centro, più o meno equivalenti, e infine
il sud e le isole.
Bruciare di più
Ma quali regole dovremmo seguire
per dimagrire, migliorare il nostro
stile di vita e, in definitiva, campare
più a lungo? “Anzitutto bisogna
smetterla di saltare la prima colazione. È chiaro che non mangiare appena svegli è anche la conseguenza
del fatto che si mangia sempre più
tardi, alla sera, e si mangia tardi più
al sud che al nord. Comunque, se
ceniamo alle 10, 11 di sera è chiaro
che ci svegliamo al mattino senza
voglia di fare una buona prima colazione”. E che la prima colazione sia
ricca di carboidrati e proteine, più
che di grassi, per darci quel senso di
sazietà che ci porti fino a mattina
inoltrata”. Meglio non arrivare ai
pasti affamati, infatti, per non corre-
alfabeto alimentare
di Eugenio Del Toma
presidente onorario dell’Associazione
italiana di dietetica e nutrizione clinica
consumatori
re il rischio di abbuffarsi: per questo
è buona norma suddividere l’assunzione della quota giornaliera di calorie in 4, anche 5 tra spuntini e pasti.
E poi – come si diceva – è fondamentale muoversi di più. “Un buon segnale del fatto che stiamo bruciando
calorie è il sudore – spiega D’Amicis
-. Il muscolo è come un motore, che
disperde in calore circa il 75% dell’energia che consuma. Un muscolo
che lavora abbastanza a lungo si
surriscalda e dunque la superficie
della pella suda. Dunque, se sudiamo, significa che stiamo bruciando
più calorie del solito”.
Muoversi è salute, quindi, anche se
sembra che la maggior parte degli
italiani lo ignori. Secondo l’Oms, infatti, anche se i praticanti continuativi, in Italia, sono in aumento (11,8
milioni, + 3,8%), cresce anche la categoria di cittadini che non fanno
nulla o praticano l’attività fisica
molto saltuariamente (23 milioni, +
4,8%). Se si pensa poi che fare attività fisica, oltre a essere una tra le migliori medicine per vivere a lungo e
in salute, aumenta l’occasione – ma
anche la propensione dei singoli individui – a fare periodicamente controlli medici, ecco che si può comprendere perché l’Oms consideri
l’essere sedentari una vera e propria
malattia sociale. Una malattia che si
concentra, ovviamente, nel ristretto
club dei paesi industrializzati, anche
se non necessariamente l’essere sovrappeso è una malattia “da ricchi”,
anzi: chi ha denaro e cultura sa meglio interpretare i propri bisogni nutrizionali. Proprio per aumentare il
livello di consapevolezza di tutti riguardo ai rischi che si corrono vivendo sovrappeso, l’Associazione di
dietetica e nutrizione clinica (Adi)
ha lanciato, per il 10 ottobre, la giornata della prevenzione dell’obesità
(per informazione si può consultare
il sito www.obesityday.org).
Alimentarsi correttamente, poi, farebbe bene non solo a noi, ma anche
al resto del mondo. Per il momento,
purtroppo, lo squilibrio nella disponibilità di risorse e nella loro distribuzione sta peggiorando: il 20%
della popolazione mondiale consuma l’86% dei beni prodotti, e il quinto più ricco della popolazione mette
in tavola il 45% della carne e del pesce disponibile. E nel 2006 il numero degli obesi ha superato quello dei
sottonutriti. 
ottobre 2006
La dieta? non basta
Meglio la “strategia globale” antigrasso
Il mangiar sano e l’obesità sono argomenti di grande interesse per
l’opinione pubblica, al punto che ogni notizia trasmessa dalle Agenzie di stampa viene ripresa dai quotidiani e dalle televisioni con avidità, anche quando si tratta di dettagli o di iniziative stravaganti di
scarso o nullo significato scientifico.
Un giorno si parla di imporre una tassa aggiuntiva sugli alimenti più
ricchi di calorie (già accade per i superalcolici) oppure s’immagina,
in un Paese di libere tradizioni come l’Inghilterra, di costringere per
legge i ristoratori a riportare sul menù, accanto al prezzo dei singoli
piatti, anche il contenuto calorico.
I mass media prospettano rimedi di tutti i tipi, talora stravaganti, pur
se c’è una base logica nel chiedere che a fianco del prezzo di un
piatto, guarnito, cucinato e porzionato dal singolo ristorante, figuri
anche il presumibile valore calorico del prodotto finito (un contorno
di melanzane ha ben poco a che fare con le calorie di una parmigiana di melanzane, né una trota al cartoccio avrà le calorie di una trota
alla mugnaia!).
In altra parte della rivista si può leggere l’intervista che “Consumatori” ha fatto ad un valente epidemiologo dell’Istituto della Nutrizione
dove risalta chiaramente il danno medico-sociale provocato dall’obesità, cioè dallo scompenso che si è andato accentuando nel bilancio fra le entrate energetiche (il nostro cibo) e le uscite energetiche paurosamente diminuite con la sedentarietà che ormai domina
lo stile di vita in ogni fascia di età.
Comunque, resta il fatto che gli obesi rischiano non soltanto una
serie di complicanze invalidanti ma anche l’emarginazione dalla società civile come già è accaduto ai fumatori. Insomma, è tempo di
guerra all’obesità, come ha programmato l’Organizzazione Mondiale della Sanità con la sua recente “Strategia globale su dieta, attività
fisica e salute”. Però bisogna spiegare chiaramente che la dieta senza
il recupero quotidiano di almeno mezz’ora di cammino (a passo
svelto!) o di qualsiasi altra attività fisica (dal giardinaggio agli sport
prevalentemente aerobici) non basta a risolvere il problema che per
la maggior parte dei cittadini non consiste nel mangiar troppo ma
anche o soprattutto nel muoversi poco o nulla.
Bisogna diffidare di quanti propongono diete più o meno stravaganti: nessuna dieta da sola può risolvere il problema dell’obesità senza
un contemporaneo miglioramento dello stile di vita e senza la rinuncia alla sedentarietà (non importa se dovuta ai banchi di scuola, a
Internet e playstation o alla banale ma vera difficoltà di trovare il
tempo e i luoghi adatti per passeggiare!).
Dall’obesità non si esce per merito di una dieta, più o meno ben
costruita, ma soltanto quando scattano dei seri propositi di cambiare
“stile di vita” e si trova la perseveranza necessaria per raggiungere
qualsiasi traguardo.
Per dimagrire, e soprattutto per mantenere nel tempo il successo raggiunto, non basta scegliere alimenti light e piatti sconditi se poi non si
trova il tempo e il modo di incrementare l’attività fisica, né si ha ben
chiaro il rischio insito nel perpetuarsi degli errori comportamentali.
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25-09-2006 10:00:26
consumatori
in primo piano
dal 14 al 22
ottobre torna
Io faccio la spesa
giusta, l’iniziativa
dedicata ai
prodotti
del commercio
equo e solidale
dieci anni solidal
10
e lode... è proprio il caso di
dirlo. Spengono la decima
candelina i prodotti della
linea Solidal Coop, solo prodotti a
marchio provenienti dal commercio
equo e solidale controllati e certificati da Transfair, il consorzio indipendente senza scopo di lucro che verifica il rispetto dei criteri del commercio
equo e che lavora per diffonderli nella distribuzione italiana. Caffè dal
Guatemala, tè dallo Sri-Lanka, cacao
dal Paraguay, zucchero di canna dal
Perù, polo in cotone dall’India: sono
alcuni dei prodotti che Coop acquista
nei paesi del Sud del mondo - ed è
stata la prima insegna moderna a
trattarli con un marchio esclusivo -,
garantendo ai produttori locali un
aiuto economico concreto grazie a
contratti di lunga durata, al pagamento di un prezzo sufficiente a coprire i costi di produzione e all’offerta
di opportunità di sviluppo in campo
sociale con un salario adeguato e
condizioni di vita migliori. “L’entrata
dei prodotti Fairtrade nella distribuzione e in particolare in Coop - sostiene Paolo Pastore direttore operativo del consorzio Fairtrade Transfair
Italia - ha contribuito notevolemente
alla diffusione della cultura del Commercio Equo che attraverso questi
canali è divenuto più popolare. La distribuzione cooperativa ha dato inoltre un importante apporto culturale
ed educativo grazie ai numerosi corsi
e alle iniziative realizzate sia con gli
studenti che con gli adulti. Possiamo
dire che 30 progetti nel sud del Monottobre 2006
do sono cresciuti grazie a questo
apporto. Abbiamo lavorato insieme a Coop, coinvolgendo i produttori in conferenze ed incontri in
Italia a cui hanno partecipato moltissimi soci. Passo passo, attraverso queste azioni abbiamo raggiunto un risultato importante e oggi il
30% della popolazione italiana conosce il Fairtrade meglio e ne acquista i prodotti in modo continuativo”.
Giusto adesso
Insomma, buoni per noi e buoni
per i paesi in via di sviluppo, ai
prodotti del commercio equo e
solidale viene dedicata anche
quest’anno l’iniziativa Io faccio
la spesa giusta
giusta, una settimana dal 14 al 22 ottobre - promossa
da Transfair perché i fattori etici
soci in azione in coop adriatica
Dal 14 al 22 ottobre in tutti gli ipercoop e nei principali supermercati di Coop Adriatica i soci saranno presenti nei punti vendita per illustrare ai clienti le qualità degli articoli Solidal
Coop e per raccontare come l’acquisto di questi prodotti possa essere una risposta, piccola ma concreta, ai problemi dello
sviluppo e della disuguaglianza economica nel mondo.
Per l’occasione verranno messe in vendita 26 referenze Solidal
Coop, tra cui la nuova polo uomo a manica lunga, e su tutti
verrà praticato lo sconto del 10%.
I soci volontari distribuiranno campioni gratuiti di crema spalmabile Coop equo-solidale, insieme a depliant informativi sull’iniziativa. Quest’anno alla linea Solidal si affiancheranno i
prodotti con il marchio Libera Terra, prodotti sui terreni confiscati alla mafia.
26
cibo e cultura
di Massimo Montanari
docente di Storia medievale e di Storia
dell’alimentazione, Università di Bologna
DOLce o salato?
coop
pesino sempre di più nelle scelte
d’acquisto dei consumatori. L’adesione di Coop a questa terza edizione vedrà molte iniziative commerciali e sociali tra cui uno sconto del
10 per cento sulla linea Solidal
Coop, la presenza di soci in numerosi punti vendita, con la funzione
di informatori a disposizione del
pubblico per far conoscere il commercio equo e i prodotti Coop, e
l’omaggio, nei punti vendita dove
sono previsti i presidi dei soci, di
una confezione monodose di crema
spalmabile Solidal.
“Lo scorso anno abbiamo avuto circa un milione di contatti, le scorte
dei prodotti spesso si sono esaurite
nei punti vendita e abbiamo visto
che chi si è avvicinato ai prodotti
Fairtrade in questa settimana poi
non li ha abbandonati. - precisa
Paolo Pastore - Un esempio può essere quello degli ananas freschi Solidal che hanno raddoppiato il volume di vendita tra il 2004 e il 2005 e
confermeranno un ulteriore risultato quest’anno raggiungendo le
1.200 tonnellate. I consumatori in
particolare gradiscono i prodotti
Solidal perché non sono indifferenziati, ma già nella confezione trovano le indicazioni sull’origine e la
provenienza del produttore. Durante la settimana equa queste informazioni vengono implementate
grazie alla presenza dei soci Coop
nei punti vendita, dando così ancor
più risalto al significato sociale di
questa scelta”.

ottobre 2006
Il carrello delle bevande e degli
snack attraversa il corridoio dell’aereo. Prima domanda della hostess: “Dolce o salato?”
Qualcuno sceglie il caffè col dolcetto, altri la bibita con le arachidi…
Tutto bene, naturalmente. Ma lo
storico in viaggio non può fare a
meno di pensare che appena
mezzo millennio fa (non è tanto,
pensateci: solo una quindicina di
generazioni) una domanda del
genere sarebbe apparsa strana.
Tutti hanno sempre saputo distinguere il dolce dal salato: sono le
papille gustative a insegnarcelo.
Ma, nella cultura medievale e rinascimentale, il contrasto fra
dolce e salato si tendeva ad annullarlo, piuttosto che a enfatizzarlo: alla separazione dei sapori
si preferiva il gioco della mescolanza. Il dolce (che i poveri ottenevano con il miele, i ricchi con
lo zucchero) si metteva un po’
dappertutto: “lo zucchero non
guasta mai minestra”, scrive Bartolomeo Sacchi, detto il Platina,
nel trattato “sul piacere onesto e
la buona salute”, a metà del
Quattrocento. Lo stesso ripetevano medici e gastronomi, e
confermavano i proverbi popolari. Il gusto dolce/salato, che ancora oggi troviamo in molte cucine del mondo, allora era il più
diffuso anche in Europa.
La regola di fondo che governava
queste scelte era l’idea – anche
dietetica, anche medica – che
mescolare i sapori sia un bene,
dato che ogni sapore manifesta le
qualità di un cibo e che un regime alimentare è tanto più equilibrato quanto più riesce a tenere
insieme qualità diverse, incrociando e contemperando gli apporti
27
diversi che ogni alimento è in grado di fornire. Su questa regola si
costruirono gusti alimentari piuttosto diversi da quelli che poi si
affermarono in epoca moderna,
soprattutto a iniziare dal Sei-Settecento. A quel punto, infatti, la
scienza dietetica prese altre vie
(concentrandosi sulla chimica degli alimenti più che sul loro uso
gastronomico) e l’arte della cucina introdusse l’idea di separazione: distinguere i sapori l’uno dall’altro, riservare a ciascuno il suo
posto, sia nella preparazione delle
ricette, sia nell’ordine delle vivande (fu allora che il “dessert”, momento finale del pasto, cominciò
a reclamare tutto per sé il sapore
dolce, eliminandolo dalle carni,
dai pesci, dalla pasta, dalle verdure, che assunsero caratteristiche
più decisamente “salate”).
Da questa “rivoluzione del gusto”
– come l’ha chiamata lo storico
Jean-Louis Flandrin – deriva la nostra esperienza gustativa. Quella
che, appunto, rende non solo
possibile, ma “normale” che anzitutto ti venga chiesto se desideri
qualcosa di dolce o di salato. A
meno che non si tratti di un cibo
escluso per definizione dall’area
del pasto: ho in mente la pubblicità di un “fuoripasto dolce-salato” che appunto per il fatto di
qualificarsi “fuori pasto” giustifica
la sua duplice (ambigua) identità
dolce e salata. Questa ambiguità,
per molto tempo non è stata tale.
Al viaggiatore del XV secolo, se
mai fosse salito su un aereo (ma
dovevano ancora inventarli), nessuno si sarebbe permesso di chiedere: “dolce o salato?”, perché
non avrebbe capito la domanda,
o comunque avrebbe risposto:
“dolce e salato, naturalmente”.
consumare informati
consumatori
BONTÀ DA
La crema
Solidal Coop
è preparata con
zucchero di
canna e cacao
del commercio
equo e solidale.
Sarà offerta nei
punti vendita
nell’ambito
dell’iniziativa
“Io faccio la
spesa giusta”
ottobre 2006
di Anna Somenzi
G
li ingredienti sono ben in vista sull’etichetta, come i produttori, per chiarire subito il
doppio valore di questo prodotto:
buono e gradevole, di qualità sicura e
legato al commercio equo e solidale.
Che cosa sia il commercio equo e solidale è detto in altra parte del giornale, qui ci dedichiamo alla qualità
del prodotto che sarà offerto ai clienti
Coop nell’ambito dell’iniziativa “Io
faccio la spesa giusta”, dal 14 al 22
ottobre.
Una miscela di cacao zucchero e nocciole sapientemente amalgamate con
grassi vegetali per renderla spalmabile. Zucchero di canna e cacao magro
del commercio equo e solidale, nocciole italiane, sono gli ingredienti
base che caratterizzano la crema
spalmabile Solidal Coop. La lavorazione avviene in Italia, all’arrivo in
stabilimento delle materie prime
sono fatti i controlli preliminari chimico-fisici-microbiologici e sensoriali, tutti quelli necessari a garantire
sicurezza e qualità, le caratterisitche
richieste dai capitolati Coop.
Se tutti gli ingredienti ottengono il
28
via libera parte la preparazione della
crema con il dosaggio e la miscelazione. Le nocciole sono preparate e
ridotte in purea solo al momento della lavorazione per mantenerne al meglio la fragranza.
La miscela viene raffinata e lavorata a
lungo perché acquisti cremosità. Caratteristica di questa fase è il concaggio: in conche aperte, grosse pale
mescolano la crema per renderla
omogenea e permettere che tutti gli
aromi propri del cacao e delle nocciole si sviluppino. A questo punto il
prodotto è pronto. Inizia la fase finale
dei controlli: un filtro finissimo verifica che non ci siano residui di grumi
o altro, vengono quindi riempiti i vasetti di vetro, tappati etichettati e
controllati tutti con il metaldetector.
E finalmente si può spalmare la crema e mangiare serenamente.
L’etichetta Coop porta, in forma sintetica per lo spazio ridotto, la composizione nutrizionale per 100 g di prodotto: Kcal 539 fornite da 6 g di
proteine, 31 g di grassi e 59 g di carboidrati.
È un prodotto goloso, da gustare con
piacere per la sua bontà e un po’ di
parsimonia. 
consumare informati
SPALMAre
Invece direttamente dal Perù
arriva lo zucchero di canna
integrale biologico
Solidal Coop: il primo
che viene prodotto e anche
confezionato sul posto
L
e comunità della Sierra di Piura,
nella zona nord del Perù, con
l’appoggio di Cepicafe, consorzio cooperativo locale, hanno perfezionato la produzione dello zucchero di
canna e oggi sono riuscite a fare un
passo in avanti, dal punto di vista tecnologico, economico, ma anche dal
punto di vista del miglioramento della
qualità della vita, incrementando la
distribuzione della propria produzione
a prezzi giusti, grazie all’appoggio del
Conapi, importatore italiano e della
distribuzione di Coop.
Il progetto è iniziato nel 2003 con 64
ettari, 60 famiglie a Santa Rosa de
Chonta, oggi le famiglie sono 543 che
producono canna da zucchero biologica su una superficie di 500 ettari. In
questa zona i produttori destinavano
le coltivazioni di canna alla produzione di chancaca, un prodotto per il
mercato locale la maggior parte del
quale andava per la produzione del canazo (alcol). Il produttore che prima
vendeva un sacco di chancaca, produzione tradizionale a 15-20 soles (circa
6 dollari), oggi riceve all’incirca 70 soles per lo stesso sacco (circa 21 dollari)
per la produzione di zucchero equo.
Si abbandona così la produzione d’alcol che con l’abbondante consumo distruggeva le famiglie, e si sviluppa la
coscienza dell’importanza e dell’utilità
delle produzioni di qualità. Chi produce alta qualità ottiene prezzi più alti e
quindi un reddito maggiore.
Con Solidal Coop, nel 2005, i produttori della Sierra di Piura hanno ricavato circa 230.000 dollari (sarebbero
stati mediamente 70.000 dollari nel
mercato normale), che equivale a oltre
il 220 per cento in più rispetto alle
quotazioni della filiera convenzionale.
Lo zucchero di canna biologico Solidal
ottobre 2006
Coop è integrale, ottenuto dalla spremitura della canna coltivata in agricoltura biologica, lavorata a caldo,
ma senza alcuna raffinazione chimica. Solo le canne mature e tagliate a
mano sono macinate per ottenere il
succo, gli scarti, il bagazo, una volta
secchi sono utilizzati per alimentare
i fornelli. Il succo di canna è filtrato a
freddo poi portato a temperature
sempre più elevate, per completarne
la pulitura e fare evaporare l’acqua. Il
succo concentrato si trasforma in caramello che, in vasche di accaio e
continuamente mescolato da pale di
legno, cristallizza. Lo zucchero una
volta raffreddato è grattugiato, mescolato e confezionato in loco, poi
per mare arriva in Europa. Questo
processo di lavorazione naturale permette di conservare proprietà naturali come la ricchezza di magnesio,
ferro e calcio, assenti negli altri tipi
di zucchero.La produzione, inoltre,
avviene interamente in loco, dalla
coltivazione fino al confezionamento, ampliando l’ambito dello sviluppo
economico. nnn
Coop al Salone del Gusto
Buono pulito e giusto con Slow Food
A Torino dal 26 al 30 ottobre la sesta edizione della rassegna internazionale biennale riservata all’eccellenza enogastronomia mondiale, organizzata da Slow Food. Quest’anno il titolo è: buono, pulito e giusto.
Sono i punti per costruire un nuovo concetto di qualità e una via virtuosa che tutti, da chi produce fino a chi consuma, dovrebbero seguire.
Profumi, colori, voci, personaggi, culture e storie creano la frizzante atmosfera in cui ci si immerge nel Mercato del Salone del Gusto: un
percorso alla ricerca della qualità alimentare. Vi si trova il meglio della
produzione gastronomica artigianale d’Italia nel padiglione 2 dove il
“Buon Paese” sarà rappresentato da circa 300 produttori selezionati.
Ma anche una selezione dei sapori più particolari del mondo con piccoli produttori, grandi istituzioni, consorzi e aziende.
Andar per Isole e Cucine: le aree degustazione. Il senso della ristorazione al Salone del Gusto vuole essere proprio questo: ridare al territorio la
possibilità di rappresentare appieno la sua tradizione gastronomica, attraverso i prodotti e i piatti che ne sono l’espressione.
La presenza di Coop. Il sodalizio Coop Slow Food risale al 2002. Buono, pulito, giusto tema dell’anno vede Coop perfettamente allineata
con i propri prodotti a marchio e con le proprie scelte in materia ambientale, etico sociale e di piacere del cibo. Unica catena della grande
distribuzione presente, Coop dimostra come il prodotto di qualità possa
arrivare al consumatore al giusto prezzo e nel punto vendita solito.
Presentando la tessera socio Coop è previsto uno sconto sul biglietto d’ingresso.
29
consumare informati
consumatori
MASSAGGI
di Claudio Strano
Il “benessere”
entra
direttamente
in casa
con la doccia
multifunzione,
la vasca
o la colonna
attrezzata.
Soluzioni con
idromassaggio
buone anche
per i meno
giovani. Ma
attenti: gli errori
d’acquisto qui
si pagano cari
I
l business delle terme e dei centri
benessere cresce del 15% l’anno.
Se n’è parlato molto a una fiera
come il Sana di Bologna. Aumentano
gli italiani disposti a spendere per
avere una buona forma psicofisica
(l’8,7% frequenta un centro per la
cura del corpo). Questo non significa
che pace e relax si debbano ricercare
per forza lontano da casa. Chi ha
meno tempo e denaro può sperare di
rimettersi in forma nel proprio ambiente domestico. Per esempio, regalandosi una doccia o un bagno che
tonifichino la pelle, stimolino la circolazione sanguigna e linfatica, rilassino i muscoli e distendano la mente
che trae beneficio del rilascio di endorfine attivato dalla pressione corporea. Tutto ciò lo si ottiene con il
famoso idromassaggio. Dopo la vasca, è la doccia l’oggetto dei desideri
verso cui si è spostato il mercato. Sei
italiani su 10 la preferiscono per rigenerarsi con bollicine e getti d’acqua
lungo tutto il corpo. Nella grande distribuzione, vanno a doppia velocità
le vendite del box doccia multifunzione il quale rappresenta una valida
risposta sia per i 12 milioni di ultrasessantacinquenni, sia per chi ha
problemi di spazio e magari ha in
programma la ristrutturazione del
bagno. Va messo in preventivo, infatti, un impatto forte con la situazione
preesistente a partire dallo smantellamento del piatto doccia. Se si vuole, invece, qualcosa di più soft ci sono
le “colonne attrezzate” che al getto
dall’alto aggiungono le bocchette
orientabili a beneficio di schiena
gambe e piedi: non richiedono la sostituzione della cabina e si installano
anche sopra la vasca. Per montarne
una basta togliere il rubinetto e collegare il pezzo all’impianto idrico ed
elettrico dopo di che azionare il pannello di comando. Ma, come detto, è
la doccia multifunzione a detenere lo
scettro dell’arredo bagno. Sostituisce
soffione e miscelatore con un box
monoblocco ispirato al principio del
“tutto in uno” purché rigorosamente
antistress: a seconda dei modelli, offre idromassaggio cervicale, dorsale,
lombare e plantare, doccia scozzese,
terapia Kneipp e bagno turco (con
tettuccio e aspiratore per i vapori caldi); e ancora l’impianto radio per rilassarsi o fruire della musicoterapia,
Bagno di piacere
Vasca, è partita da qui la rivoluzione delle bollicine
In principio fu Jacuzzi il giovane. Era il
1968 quando il nipote di uno dei sette
fratelli Jacuzzi, friulani emigrati in California, Roy Jacuzzi, appunto, per curarsi un
artrosi reumatoide ideò quasi per caso la
vasca con l’idromassaggio. Dopo 40 anni,
se da una parte le vasche in acrilico hanno scalzato quelle smaltate, dall’altra i sistemi si sono perfezionati nonostante
quasi nessuno dichiari la rumorosità. Al
whirpool (vortice in inglese), tecnica originaria che consiste nella reimmissione nella stessa vasca, tramite diffusori laterali,
dell’acqua aspirata da una pompa, si è
aggiunto l’airpool, dolce immissione di
aria dal fondo della vasca. Per conciliare
ancora meglio il sonno, il gas da aggiungere è l’ozono.
ottobre 2006
30
consumare informati
D’ACQUA
le luci colorate per la cromoterapia, il
contenitore di oli essenziali per l’aromaterapia. L’evoluzione del mercato
e della tecnologia è continua (dal box
doccia combinato con la vasca, ai comandi dall’esterno per non bagnarsi
in anticipo), ma per non lasciarsi
sfuggire le cose importanti, fate attenzione anzitutto che la struttura
portante abbia uno spessore minimo
di 5 o 6 millimetri e che sia di cristallo temperato: sono due prime misure
di antinfortunistica. Si contano infatti circa 40 mila incidenti l’anno da
caduta sotto la doccia. Motivo per cui
un sedile reclinabile può valere tanto
quanto una costosa mezza vasca verticale, oggi molto reclamizzata, in cui si
sta solo seduti. Difficilmente superabile, nel rapporto utilità/prezzo, è il
classico maniglione, ma per i palati
fini dal 2002 c’è una nuova tecnologia
antiscivolo (brevettata) che ha dato
vita al piatto doccia e più recentemente alla piastrella col grip. Realizzati in
monocottura a 1250 gradi e certificati
dal Centro Ceramico di Bologna, questi prodotti, che “nascono” già antiscivolo, permettono di superare l’odioso
tappetino. Un problema comune a
ogni box doccia del mondo.
nnn
Gli errori da evitare
PRESSIONE DELL’ACQUA. Il principale errore prima dell’acquisto è di
non tenere conto delle capacità del proprio sistema idraulico. Conviene far valutare da un idraulico che la pressione delle tubature di casa
sia sufficiente. Due atmosfere è di norma quanto richiesto dalle docce
multifunzione e dalle vasche sprovviste di pompa autonoma.
CORRENTE ELETTRICA. alcuni box doccia hanno luce e radio incorporati e in questi casi, ovviamente, serve l’allacciamento all’impianto
elettrico. accertarsi della capacità dello scaldabagno per non rimanere
sotto l’acqua fredda.
INSTALLAzIONE. non è cosa facile una corretta installazione. affidatevi a idraulici esperti che ve la garantiscano, al pari di un prodotto.
Le mani sul portafoglio
• Box doccia multifunzione (foto a sinistra): con 700 euro si può portare
a casa
casa, oltre all’idromassaggio, il box completo di illuminazione, radio e
cromoterapia. Se si desidera anche il bagno turco, servono come minimo
1.200 euro. Per la cura completa del corpo (aromoterapia, fitocosmesi,
terapia Kneipp, ecc.) e un livello superiore di prestazioni, dai 2.500 euro a
salire. Per i meno giovani o i pentiti del “vado sempre di corsa”...
salire
• Vasca con idromassaggio (foto pagina accanto): dai 00 euro, in acrili-
co rivestito di vetroresina, con 6 getti d’acqua e poggiatesta in dotazione,
fino a diverse migliaia di euro per modelli sagomati, dal design accurato,
con optional e programmi particolari. Per spiriti alternativi, amanti di una
vita “assolutamente relax”...
• Colonna attrezzata (foto qui a fianco): dai 60 euro in materiale plasti-
co, fino a qualche centinaia di euro se in legno o cristallo. Sempre meglio
di niente...
I prezzi sono soggetti alle variazioni del mercato e non tengono conto di offerte e
promozioni
ottobre 2006
31
vivere bene
consumatori
È tempo di...
uVA
È sana, salutare e nutriente, serve a fare
il vino ma può essere usata anche
per tante ottime ricette. Andiamo alla
scoperta di un tipico frutto autunnale.
In Italia ogni anno se ne producono
100 milioni di quintali
di Helmut Failoni
C
roccante. Sana. Nutriente.
Sono soltanto tre degli aggettivi che si possono usare per
tessere gli elogi dell’uva, il frutto autunnale per eccellenza. Il frutto da
cui nasce il vino. In Italia si producono cento milioni di quintali di uva
(Puglia, Sicilia, Veneto e Emilia Romagna sono le regioni che ne producono di più), la maggior parte della
quale viene usata per il vino. Si raccoglie da luglio a novembre e la si
trova sul mercato sino a gennaio, ma
ciò nonostante viene considerata
A settembre ci sono
anche...
FRUTTA E VERDURE
Con l’autunno arriva anche un
altro frutto tipicamente stagionale, che, un po’ come l’uva,
ha la polpa dolcissima. Si tratta
dei cachi, la cui pianta è originaria della Cina, dove viene addirittura considerata l’albero
delle sette virtù. Cominciano
anche le castagne e il periodo
può essere buono per gli spinaci, i porri, i nashi (le pere – mele
cinesi) e per le susine. Dal mese
prossimo arance.
ottobre 2006
quasi esclusivamente un frutto autunnale. Molto probabilmente per via
della vendemmia, del mosto e della
sua successiva trasformazione in
vino. Senza voler addentrarci nella
storia delle origini dell’uva, vogliamo
tuttavia ricordare che la “vitis vinifera’ fu coltivata per la prima volta
qualcosa come otto millenni fa in una
zona compresa fra il Mar Nero, il Mar
Caspio e l’Iran del nord. Nel 600 avanti Cristo arrivò in Europa (Francia)
per opera dei Fenici, mentre nel II
secolo dopo Cristo fu introdotta in
Germania dai Romani. Ci sono davvero molte varietà di uva, che coprono
una gamma cromatica che dal giallo
sfuma nel verdognolo, per arrivare a
tinte violacee che tendono al nero.
Vediamo quali sono le principali: Alfonso Lavallée, Cardinal (ottenuta nel
1939 nella Stazione di Orticoltura di
Fresno, in California, viene considerata una delle migliori varietà di uva
precoce), Italia (ottenuta incrociando
Bicane e Moscato D’Amburgo, è una
delle più apprezzate uve da tavola),
Panse precoce, Regina dei Vigneti,
Regina bianca, Regina nera (è uno dei
vitigni più antichi e diffusi tra le uve
da tavola), Panieri (ottenuta a Velletri
da Michele Palieri, incrociando Alfonso Lavallée e Red Malaga).
L’uva è estremamente digeribile ed è
un alimento molto zuccherino. Rispetto ad altri frutti, ha perciò un apporto calorico notevole (a seconda
32
della varietà può raggiungere tranquillamente 70 calorie per ogni
100g), a cui si va ad aggiungere un
basso indice di sazietà, vista la sua
succosità.
I sali minerali contenuti nei chicchi
sono soprattutto potassio e calcio,
mentre la vitamina, quando è presente (anche qui a seconda delle varietà)
è soprattutto quella C. Buccia e semi
favoriscono il transito dei cibi nell’intestino e sono di conseguenza anche
utili a chi soffre di stitichezza. L’uva
svolge inoltre un’attività diuretica
importante ed è un toccasana per la
calcolosi urinaria e per le vie biliari,
attiva le funzioni epatiche, contribuisce a ridurre il livello di colesterolo
nel sangue e ad eliminare l’acido urico. Per sfruttare al meglio le sue virtù
terapeutiche, i medici suggeriscono
di mangiarla al mattino, a digiuno.
Esiste, in molti ne parlano, una cura
ricostituente e disintossicante a base
di uva (ampeloterapia), che va naturalmente fatta soltanto sotto controllo medico. Se con questa terapia si
mangia esclusivamente uva senza aggiungervi nient’altro, in cucina ci
sono molti modi di utilizzare questo
frutto: viene utilizzato soprattutto
nella preparazione di dolci, sorbetti,
gelatine, marmellate.
Fra le numerosissime ricette con
l’uva, ve ne proponiamo una con la
faraona, descritta nel sito gastronomico www.cookaround.com. Procu-
vivere bene
Pesca regina
di Londa
di Francesca Baldereschi
Valori nutrizionali
Per 100 gr di uva:
Parte edibile
Vitamina C
Acqua
Proteine
Lipidi
Glucidi disponibili
Fibra alimentare
Sodio
Potassio
Ferro
Calcio
Fosforo
Niacina
Energia
94 %
6 mg
80,3 gr
0,5 gr
0,1 gr
15,6 gr
1,5 gr
1 mg
192 mg
0,4 mg
27 mg
4 mg
0,1 mg
61 kcal
fonte: Istituto nazionale della nutrizione
ratevi una faraona di circa kg 1,200, 100 g di mascarpone, bacche di ginepro, 200 g di pancetta, 30 chicchi di
uva bianca e nera, salvia q.b., rosmarino q.b., vino bianco, un bicchierino di Marsala, sale e pepe, olio di oliva. La
sera precedente pulite la faraona, bagnatela con il vino
bianco e mettetela in frigorifero. Il mattino dopo, tritate
qualche fogliolina di salvia, qualche ago di rosmarino,
qualche bacca di ginepro e circa una decina di chicchi di
uva snocciolata e sbucciata. Condite questo trito con il
sale ed il pepe, aggiungete poi il mascarpone e mettete
questo composto all’interno della faraona. Copritela
quindi con le fette di pancetta, legatela bene e adagiatela
in una teglia con l’olio e infornatela in forno caldo a 180
gradi. Quando sarà ben rosolata, bagnatela con il Marsala
e durante la cottura continuate di tanto in tanto con un
po’ di vino bianco. Fate cuocere per circa un’ora e, pochi
minuti prima di togliere dal forno, unite i rimanenti
chicchi d’uva interi. nnn
ottobre 2006
33
Anche se l’origine è sconosciuta e la sua coltivazione in forme specializzate relativamente recente, è una varietà sicuramente antica. La pianta fu
individuata negli anni Cinquanta del Novecento
in un podere di Rufina, in Valdisieve, da un esperto arboricoltore, Alfredo Leoni, che intuendone
il valore agronomico e commerciale (c’era allora
forte richiesta di pesche tardive) iniziò a coltivarla
a Londa, paese attraversato dalla strada che, sul
versante occidentale del Monte Falterona, porta
dal Mugello al Casentino.
Grande, rotondo e leggermente schiacciato ai
poli, il frutto ha buccia di colore bianco-verde
chiaro, ampiamente macchiata e marezzata di
rosso vivo nelle parti più esposte al sole; la polpa
– soda, dolce e profumatissima – è bianco crema,
con venature rosso vivo vicino al nocciolo. La
pesca matura nella seconda decade di settembre,
per questo è nota anche come regina d’autunno
e tardiva di Londa. Crescendo bene in zone poco
umide durante la notte, è particolarmente adatta
all’Appennino toscano, asciutto e arieggiato,
totalmente incontaminato, favorevole a coltivazioni biologiche e a produzione integrata.
Benché sia molto produttiva e naturalmente
resistente ai funghi patogeni, però, le difficoltà
legate alla sua coltivazione hanno spinto molti
ad abbandonarla negli ultimi anni: un’estate
meno calda, infatti, basta a mettere in pericolo
il raccolto tardivo. Inoltre la regina è ottima
appena colta, ma mantiene intatte le sue caratteristiche organolettiche solo per una settimana
da quando è staccata dall’albero.
Oggi se ne coltivano appena mille quintali l’anno
e la vendita è limitata ai mercati locali, nei paesi
di Scarperia, Vicchio e Dicomano.
Il Presidio sostiene e valorizza il lavoro degli
ultimi coltivatori rimasti nella zona di origine.
Per preservare la pesca regina di Londa è nata
un’associazione di piccoli frutticoltori, che si
sono dati un disciplinare di coltivazione rigoroso. Per prolungare il sapore e i profumi delle
regine anche nei mesi successivi, i produttori del
Presidio hanno avviato la trasformazione delle
pesche in confetture e sotto sciroppo.
vivere bene
LA NUOVA BERLINO
Dopo il Muro, una città rinata
di Giuseppe Ortolano
La curiosità
Tra bunker e tunnel
C’è un modo originale per scoprire il lato nascosto di Berlino ed è
quello di affidarsi alle guide dell’associazione Berliner Unterwelten (www.berliner-unterwelten.
de) che organizza i tour sotterranei tematici dal titolo “Bunker,
tunnel e guerra fredda”. Tre diversi itinerari portano alla scoperta dei bunker costruiti ai tempi
della guerra fredda ed all’annesso
museo, ai quali si accede dalla
stazione della metropolitana Gesundbrunnen. Si possono vedere
le rovine di un’antica torre sotterranea di sette piani utilizzata
dalla difesa antiaerea durante la
II Guerra Mondiale, le installazioni segrete sotto piazza Bloch,
così come le famose “stazioni
fantasma” dove passavano, senza fermarsi, i treni provenienti
dalla Germania est, sino a un
moderno rifugio nucleare per
3400 persone, situato nei presso della stazione del metrò di
Pankstraße. Durante le visite
viene presentata anche la singolare rete di posta pneumatica
che attraversò Berlino all’inizio
del 19º secolo e illustrata la costruzione dei tunnel della metropolitana.
ottobre 2006
L
a Guerra Fredda è oramai un ricordo lontano. La Berlino nebbiosa e divisa dal
muro, luogo di intrighi internazionali e guerra di spie, ha lasciato il posto ad
una vivace città, rapidamente diventata una delle tre principali mete turistiche d’Europa, dopo Parigi e Londra. La capitale della Germania si presenta al turista
con l’inconfondibile porta di Brandeburgo (Brandenburger Tor), simbolo della città
e ricordo della passata divisione, dato che sino al 22 dicembre 1989, giorno della
caduta del Muro di Berlino, la porta era chiusa e circondata dalla fascia della terra di
nessuno. Dalla piazza parte la Unter Den Linden, il viale più famoso della città, il cui
nome “sotto i tigli” ricorda gli alberi che lo adornavano fino a quando Hitler decise
di farli tagliare per non oscurare le deliranti parate naziste. Poco lontano è sorto,
occupando una vasta fascia di terra che segnava il confine tra est ed ovest, l’avveniristico quartiere di Potsdamer Platz, con i suoi arditi grattacieli, il grande centro
commerciale Arkaden ed il futuristico Sony-Center. I fasti della città imperiale si
ritrovano invece nel Reichstag, con la spettacolare cupola di vetro creata dall’architetto Sir Norman Foster; nei numerosi castelli o nell’isola dei pavoni (accessibile
solo utilizzando il traghetto), con il suo pittoresco castello bianco del 1794.
Ma Berlino è soprattutto la città dei musei: se ne contano 175, di cui ben 25 aperti
negli ultimi 10 anni. Il cuore culturale della città è infatti proprio l’Isola dei musei
(Museumsinsel), Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, che ospita cinque importanti sedi espositive: il museo di Pergamo (archeologico), l’Altes Museum (collezione permanente di arte antica), il Neues Museum (arte egizia), l’Alte Nationalgalerie
(arte del XIX secolo) e il recentemente riaperto Bodenmuseum (collezione di sculture e museo di arte Antica e Bizantina). Nel 2006 sono stati inaugurati anche la
Liebermann-Villa am Wannsee Museum, che ospita una mostra di dipinti di giardini, acquarelli e arti grafiche di Max Liebermann, il più importante impressionista
tedesco, e il Deutsches Historisches Museum che, nell’edificio più antico del viale
Unter den Linden, presenta 2000 anni di storia tedesca. Non bisogna dimenticare
di visitare il Museo Ebraico (Jüdisches Museum) dalla forma di lampo, con le finestre a feritoia e il suo inquietante labirinto di stanze e spazi, tra i quali la sotterranea
Torre dell’Olocausto a cui si accede passando attraverso una pesante porta che si
richiude automaticamente con un pesante e sinistro rimbombo. Gli amanti della
fotografia non devono invece scordarsi di visitare la fondazione Helmut Newton
(Helmut Newton Stiftung) con oltre 1000 fotografie donate da questo famoso fotografo alla propria città natale. Berlino è una città che alla proposta culturale abbina
anche il divertimento e sa cogliere le nuove tendenze giovanili. I quartieri più vivaci, specie nelle ore serali e notturne, sono Mitte, Prenzlauer Berg e Friedrichshain,
con centinaia di discoteche e lounge di tendenza, nuovi club e cocktail-bar dagli
stili più diversi. Senza scordare che quest’anno va di moda il club after-work, in cui
ci si incontra dopo il lavoro per bere qualcosa e ballare. nnn
34
vivere bene
consumatori
Viaggio alla scoperta
della capitale tedesca,
tra zone ricreate
da grandi architetti,
musei straordinari
e tanta cultura giovanile...
Informazioni utili
Robintur (www.robintur.it) propone ai soci Coop
convenienti fine settimana a Berlino, con volo e
due notti in albergo a tre stelle. Chi ha più tempo a
disposizione può invece optare per un tour di 6
giorni in pullman, con visita della capitale tedesca e
di Dresda. Anche Bonolatours (tel. 02-89546339)
propone interessanti viaggi sia in aereo che in bus
verso questa destinazione. Chi preferisce viaggiare
per conto proprio può raggiungere la città, oltre
che con i voli di linea, con le compagnie low cost
Air Berlin (www.airberlin.com), Easyjet (www.
easyjet.com) e Hapag Lloyd Express (www.hlx.
com). Si può richiedere materiali turistico e informativo all’Ente Nazionale Germanico per il Turismo, Casella Postale 10009, 20110 Milano Isolà tel.
02-26111598. Altre notizie utili si ottengono consultando il sito, in parte in lingua italiana, www.
berlin-tourist-information.de.
Tra le guide turistiche più interessanti presenti in libreria si segnalano la originale Berlino della Clup
Guide (18 euro) e la tradizionale Berlino della collana Guide Verdi del Touring Club (24 euro).
Altri viaggi
È purtroppo facile dimenticare la nostra storia
recente. Ben venga quindi l’Historiale di Cassino (tel. 0776-313852, www.historiale.it) che
si propone di raccontare gli orrori della guerra
con l’aiuto di immagini, oggetti, filmati tridimensionali ed effetti speciali. Alla visita a questo
percorso della memoria allestito nell’ex mattatoio di Cassino si possono abbinare escursioni e
passeggiate nei luoghi che, intorno alla celebre
Abbazia, sono stati testimoni delle violenze e
delle distruzioni della II Guerra Mondiale.
Novità agli scavi di Pompei. È stato finalmente riaperto il Lupanare, uno dei siti pompeiani
più famosi al mondo grazie ai suoi quadretti dipinti, ed è per la prima volta visitabile la Casa
dell’Ara Massima, denominata anche Casa del
Narciso, dal dipinto che abbelliva la stanza da
soggiorno. Quest’ultima apparteneva probabilmente ad un artigiano, essendo stati ritrovati un
ottobre 2006
35
gran numero di strumenti in bronzo e un insolito tavolo con sfinge egizia. Per visitarla bisogna
prenotarsi on-line sul sito www.arethusa.net,
per informazioni tel. 081-8575347.
L’Emilia-Romagna ha ben tre città, Modena,
Ferrara e Ravenna, dichiarate dall’UNESCO
Patrimonio dell’Umanità. Per conoscerle meglio ed aiutare i visitatori ad organizzare una vacanza o un fine settimana tra arte e cultura, è
nato il sito www.unescoemiliaromagna.it . Basta
un clic e gli antichi splendori bizantini di Ravenna si intrecciano con l’epopea di Modena ghibellina e del suo maestoso Duomo, sino alla Ferrara di Boldini e De Pisis, in un percorso che non
scorda la tradizione gastronomica. È anche possibile richiedere una copia omaggio della guida
“Il patrimonio dell’Umanità in Emilia-Romagna”.
Informazioni: IAT Ferrara, Castello Estense, tel.
0532-299303
Finalmente
potete togliervi
un peso.
Nuovo Burro Alleggerito Piacere Leggero.
Tutto il bello della leggerezza, tutto il buono di Granarolo.
È nato il Burro Alleggerito Piacere Leggero, l’unico con il 25%
di grassi in meno e il 100% di bontà Granarolo. Ideale per condire
i primi piatti e come ingrediente per le tue ricette, ti regala tutto il
piacere della buona tavola ogni volta che vuoi.
cultura e oltre
eventi
“Ad alta voce”
a cura di Giorgio Oldrini
consumatori
A Genova il Festival della scienza
Letture d’autore tra Venezia e...
Letture nei luoghi più diversi
per la voce di autori, poeti, attori, comici. É il programma
della edizione di quest’anno di
“Ad alta voce”, l’iniziativa della
Coop Adriatica per favorire la
lettura che si svolge, come ormai è tradizione, a Venezia, a Bologna e a Cesena. Si
comincia il 14 ottobre nella città lagunare, si continua
poi il 18 a Cesena e si termina il 21 a Bologna. A Venezia le letture avvengono in piazze e supermercati,
calli e all’ex Distretto militare di via Boerio, a Mestre a
Villa Erizzo. Cinque gli incontri previsti a Cesena, da
piazza Pia al Caffè Ina. A Bologna la novità sono le librerie Coop. Nel gazebo di piazza di porta Rovegnana si raccolgono i libri che i cittadini vorranno donare
ai lettori rinchiusi nelle carceri cittadine. Ma chi leggerà? Tanti scrittori, tra i quali Carlo Lucarelli e Vincenzo
Cerami, Oliviero Beha e Domenico Starnone, Andrea
Purgatori e Sandrone Dazieri, Salvatore Niffoi e molti
dei comici di Zelig, Ottavia Piccolo e Pino Corrias. Le
entrate sono ovviamente gratuite, il programma è reperibile in tutti i negozi di Coop Adriatica.
www.adaltavoce.it, numero verde: 800 857084
libri
Oltre 250 eventi tra spettacoli, laboratori, conferenze,
mostre interattive, incontri. L’edizione 2006 del Festival della Scienza, in programma a Genova dal 26 ottobre al 7 novembre, è dedicata al tema della scoperta e si preannuncia ricca di spunti e curiosità: dalla
mostra Scienza e coscienza allo specchio, che mette il
visitatore faccia a faccia con il proprio io, a Infinitamente Intimo, un viaggio fra le mille forme e colori che
assume il corpo umano; da La fisica dei samurai, per
capire le applicazioni della scienza alle arti marziali, a
La scienza in cucina, un laboratorio realizzato in collaborazione con Coop Liguria, per analizzare con metodo scientifico i gesti della nostra quotidianità.
Tra gli spettacoli, Matematico e impertinente, di e con
Piergiorgio Odifreddi e Superstrings – Fisica e Musica,
un’immersione nella fisica di Einstein con il fisico sperimentale Brian Foster e il musicista Jack Liebeck.
I Soci Coop potranno acquistare il biglietto giornaliero a 6 euro, anziché 8, e l’abbonamento a tutto il Festival a 12 euro, anziché 15. www.festival.infm.it
mostre
Ritorna il Cile di Skarmeta
La città alla Biennale d’architettura
Vittorio Cecchi Gori ha già annunciato
che ci farà un film, probabilmente di successo come è capitato anni fa col precedente libro di Antonio Skarmeta, Il postino di Neruda, allora interpretato da
Massimo Troisi. Il nuovo romanzo dello
scrittore cileno si intitola Il ballo della Vittoria ed è
uscito recentemente anche in Italia. Racconta una
storia tenera e struggente che si svolge nel Cile del
faticoso ritorno alla democrazia. Protagonisti alcuni
detenuti usciti dal carcere grazie ad un indulto, una
ragazza innamorata della danza classica, ma segnata
dalla morte del padre desaparecido ai tempi della
dittatura, e il piano perfetto per il colpo del secolo,
elaborato da un delinquente nano rimasto in carcere
ed offerto generosamente a quelli che hanno riconquistato la libertà. Ma, naturalmente, Skarmeta ci
parla attraverso questa storia piena di dolcezza e di
ironia di una società ancora incerta, dove passato e
futuro si mescolano a volte in maniera inestricabile e
di sentimenti forti che legano chi cerca di uscire dagli incubi della dittatura e della miseria. Un libro che
sarà sicuramente un film di successo.
Antonio Skarmeta
Il ballo della Vittoria
Einaudi - Pagg. 262, 18 euro
La città sembra essere il futuro del mondo, con grandi
agglomerati urbani che in ogni continente si ingigantiscono ogni giorno e propongono occasioni straordinarie e problemi apparentemente irrisolvibili. Proprio
alla città è dedicata la decima edizione della Biennale
di Archiettutra di Venezia. I progetti di Norman Foster
su Santa Giulia a Milano e di Renzo Piano sulle aree ex
Falck di Sesto San Giovanni accolgono i visitatori appena entrati nel padiglione di Risanamento, mentre
nel lunghissimo edificio delle Corderie sono in mostra
le immagini, i numeri, i progetti delle megalopoli, da
Shangai a Londra, da Città del Messico a Tokio, da
Milano a Barcellona, da Caracas a New York. Con una
originalissima rappresentazione grafica tridimensionale della densità e delle altezze di ogni singola città,
con paragoni e notizie a volte sorprendenti, come
scoprire che a Shangai lo scorso anno sono stati aperti 300 grattacieli. Nel Padiglione italiano una trentina
di giovani architetti sono stati chiamati a progettare
Vema, una città immaginaria tra Verona e Mantova.
Infine a Palermo ci sarà una appendice della Biennale
con il tema della Città Porto.
10ª Biennale d’Architettura di Venezia
Arsenale di Venezia fino al 19 novembre
Palermo, dal 15 ottobre al 14 gennaio
www.labiennale.org/it/architettura
ottobre 2006
37
cultura e oltre
Musica da sentire ...
consumatori
Le prime note del disco ci portano
immediatamente nell’America rurale, nella provincia profonda, dove il
country é ancora “voce” di una nazione. Scarno, essenziale, il suono é
quello delle radici, quello che caratterizza il più grande cantastorie contemporaneo, Bob Dylan. “Modern
Times” ostenta violini, mandolini e violoncelli, tastiere
che rendono omaggio ad una dimensione “intima”,
dove é ancora vivo lo spirito di un’America lontana.
Una musica da consumare rievocando la bellezza
struggente e malinconica dei tempi passati.
Bob Dylan - Modern Times - Columbia
Justin Timberlake é uno dei più raffinati produttori
del mondo, un artista capace di far incontrare la sensualità, a tratti esasperata, del r’n’b con le chitarre del
rock. Il suono che caratterizza i suoi dischi é sempre
avvolgente, ricco di citazioni che spaziano dall’hip
hop al rock di David Bowie. Tutti questi amori sono
compressi tra i solchi del suo nuovo album. Un disco
di melodie dolci che sfiorano le vertigini della soul
music e dell’hip hop.
Justin Timberlake - Future Sex/Love Sounds - Sony
di Pierfrancesco Pacoda
Da una delle formazioni che, in Italia, hanno scelto di utilizzare i suoni
di etnie diverse, arriva un album,
Ama Terra Mia, che parla di viaggi e
di culture che dialogano. Con inaspettati, straordinari risultati. Succede così che due
canzoni di Domenico Modugno, Amara Terra Mia e
Tu si na cosa grande (arrangiate insieme a Franco Battiato), risultano perfette, cantate in italiano ed in arabo. Un Cd che narra i rapporti possibili tra Oriente e
Occidente, la necessità del viaggio, fisico e mentale.
Radiodervish - Amara Terra Mia - Radiofandango
Quando la musica aiuta una giusta
causa. Questo CD contiene una selezione di canzoni donate dai migliori artisti della scena rock internazionale a Save the Children,
l’organizzazione britannica che aiuta i bambini che
hanno conosciuto gli orrori della guerra (in Cambogia, Angola, Afganistan, Nepal). Nell’album ci sono
Franz Ferdinand, The Kooks, Four Tet e molti altri.
Per info: www.coloursarebrighter.com
AA. VV - Colours Are Brighter - Rough Trade Testo
... da leggere e da vedere
attenzione continua verso i grandi temi.
Pioggia che cade, Vita che scorre.
Tommaso Zanello racconta Jovanotti Ed. Arcana.
Un viaggio nell’hip hop, nella musica e nei suoi rapporti con
l’evoluzione della società. Questa la trama del libro che
Tommaso Zanello ha dedicato a Jovanotti, un racconto,
spesso in presa diretta, per descrivere, dall’interno, le trasformazioni di un musicista attento, al tempo stesso, al piacere del ballo e alle necessità della critica, testimone di un
impegno che riesce a sfuggire alla retorica ed alla “normalità” della politica tradizionale. La prima opera “ragionata”
su una delle star che ha influenzato la crescita generazionale di molti adolescenti italiani. Giustizia, globalizzazione,
ecologia, mafia e società. “Pensare Positivo”, ma con una
lettera di protesta
di Natalino Balasso
Lo scorso mese abbiamo segnalato il primo titolo della collana voluta da Time Out, la più prestigiosa casa editrice di guide turistiche che
spiegano, con antropologico fervore, le metropoli internazionali. Adesso arrivano i due nuovi
capitoli (un DVD/CD) per chi è in cerca di The
Other Side, l’altro versante, quello che sfugge
dalla ritualità degli itinerari patinati e confezio-
z
P
s
g f H
www.natalinobalasso.net
G
d
Aumentiamo la benzina
entile rivista della Cop,
ci scrivo questa lettera per
ramaricarmi del prezzo
della benzina e anche del disel.
Secondo me, i carburanti costano
troppo poco. È inutile starci a girare intorno. Le strade sono ogni
giorno piene di gente che va al
bar in macchina. Ora, so di dire
ottobre 2006
una cosa che se la dico linciano
Bersani, ma al bar bisognerebbe
andarci di meno, perchè fa male
al fegato. Ma, a parte questo, se
la benzina costasse il doppio, la
gente al bar ci andrebbe a piedi,
così smaltirebbe i effetti di tutti
quei liquori che sembrano colorati da un gruppo di imbianchini
38
alieni. Se la benzina costasse, poniamo caso, mille euri al litro, uno
direbbe: “Ma perchè andare al cimitero a trovare la nonna, tanto è
morta, vuoi che se ne accorga se
non ci vado?”. Un altro direbbe:
“Ma chi me lo fa fare di andare a
Parma a trovare la mia amante, in
fondo mia moglie cucina me-
cultura e oltre
il tour: Ludovico Einaudi
Dal 10 al 17 ottobre
n Compositore e pianista, Ludovico Einaudi é un musicista
che ha dedicato all’esplorazione di mondi sonori “lontani” la
sua ricerca. Così spazia con
creativa disinvoltura dalle colonne sonore (Aprile di Nanni
Moretti e molte altre) alle rigorose partiture da camera eseguite al Teatro La Scala,
come al Lincoln Center di New York. Poi, l’ l’incontro
con la musica africana, la scoperta dell’affascinante
scena dei griots, i cantastorie del Mali, lo ha portato in
quel paese, dove ha suonato a Timbouctu, al Festival
au Destert. Qui é nata la collaborazione con Ballake
Sissoko, virtuoso della kora, lo strumento a 21 corde
ricavato da una zucca. Insieme hanno realizzato una
suite dedicata al popolo Tuareg. In ottobre Einaudi si
esibirà in alcuni concerti insieme a Robert e Ronald
Loppok, i To Rococo Rot, band rock d’avanguardia. Il
12 ottobre a Palermo (Teatro Massimo), il 13 a Torino
(Hiroshima), il 14 a Rimini (Velvet), il 15 a Roma (Circolo degli Artisti), il 17 a Milano (Alcatraz). Per informazioni, tel. 02 48194128.
nati. Per questo le indicazioni dei luoghi sono sempre
affidate a musicisti che conoscono (e vivono) sino in
fondo le città. La Londra di Damien Lazarus, dj , é ad
esempio quella del Nord Est, della complessità culturale, delle aree di Hoxton e Bethnal Green, ma anche
del sud, come Brixton. La Parigi dei Blackstrobe, band tra new wave e pop elettronico anni’ 80, é, invece, quella dei club alla
moda, ma anche dei piccoli bar dimenticati che alimentano la leggenda della città
più romantica dl mondo.
The Other Side London - Damien Lazarus
The Other Side Paris - Blackstrobe.
n
am
glio!”. E un altro direbbe: “Oggi
non ci ho proprio voglia di portare a termine il mio lavoro di killer
e andare fino a Brescia per uccidere un imprenditore che non ha
pagato la percentuale al mio principale, quasi quasi vado al bar di
fronte a casa mia che ci vado a
piedi, essendo io di Ragusa”.
Le strade sarebbero assai più libere. Ci sarebbero più taxi disponibili, meno processi coi avvocati e
meno farmaci contro i alcolici,
così non mi linciano Bersani.
Ma calcoliamo per bene gli effetti:
benzina più cara, meno traffico,
meno incidenti stradali... ovviamente a questo punto i medici e
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Luca Carboni
n È uno dei ritorni più attesi della stagione autunnale, quello di Luca Carboni, cantautore bolognese
il cui ultimo album di inediti, Lu.Ca, risaliva al 1991.
Adesso, frutto di un lavoro
di scrittura e di ricerca al
quale ha alternato l’attività di pittore, esce Le band si sciolgono. Ospiti d’eccezione, Tiziano Ferro, che duetta con Carboni in Pensieri al Tramonto, poi Pino Daniele e Gaetano Curreri.
Hai trovato il tempo ascoltare nuovi Cd, mentre
registravi il disco.
Sì, avendo la fortuna di utilizzare uno studio “casalingo”, posso sentire la musica che acquisto con una
grande qualità di riproduzione. Sono molto attento
alla scena legata alla mia città. Ho amato il nuovo CD
di Samuele Bersani ed il disco di Neffa. Tiziano Ferro
é un virtuoso, una voce interna. Sono felice di averlo
nel mio disco.
I libri letti mentre incidevi Le Band si sciolgono?
Tutto Simenon. È l’autore che mi accompagna dall’estate. Non solo i classici di Maigret, ma anche i suoi
romanzi. Sul comodino, adesso, ho due suoi libri,
Colpo di Luna e La Camera Azzurra.
E invece col cinema come va?
Preferisco la lettura e la musica; a parte Il Caimano,
non ho visto nuovi film italiani. Anche perché sono
un appassionato del neorealismo e colleziono tutti i
classici del genere.
Un acquisto al quale é impossibile rinunciare?
Le chitarre. Non sono un grande chitarrista, ma soddisfano il mio feticismo. Le mie preferite sono una
acustica Martin comprata in Canada che esprime un
suono sempre migliore con il passare degli anni ed
una Telecaster acquistata nel 1985, che faccio sempre suonare ai chitarristi che incidono con me.
farmacisti scenderebbero in piazza
perchè nessuno si va più a curare,
ma credo che sarebbe un timore
ingiiustificato, perchè più si sta a
casa, più aumentano gli incidenti
domestici, quindi le medicine si
continuano a vendere e non ci sarebbe bisogno di impallinare a
schioppettate Padoa Schioppa.
Ma è chiaro che bisogna prevedere tutti i effetti, se no, a fare il
ministro dell’economia può andare anche il mio barista (che tra
l’altro, coi prezzi che fa, sarebbe
linciato immediatamente), e
quindi valutiamo attentamente
tutto: per esempio, i petrolieri sarebbero contenti? Forse no. Ma,
r
ottobre 2006
l’intervista:
Q
t bc
onestamente, quanti petrolieri ci
saranno in Italia? Saranno una
ventina si e no, anche se scendono in piazza, bastano due vigili a
tenerli a bada. Anche se non va
dimenticato che grazie al petrolio, la mia squadra del cuore ha
comprato Crespo e Ibraimovic.
Allora, facciamo così: la benzina a
550 euri al litro, il disel a 200 euri,
prestiamo Crespo al Cervia e
mettiamo Ibraimovic al distributore dell’autogrill, dovrebbe essere tutto... ah, no, c’è rimasto fuori Padoa Schioppa... be’, quando
calano le tasse gli regaliamo un
buono per il disel.
Natalino Balasso
COOP SALUTE
Arrivano nel carrello
Come scendono i prezzi
Alcuni esempi di prodotti scontati in vendita nei
“Coop Salute”:
Sconto 20%: Anauran gocce otologiche, Benadon
300 mg, Cistidil 500 mg, Dissenten 2 mg, Pevaryl
crema 30 g 1%, Supradyn 20 compresse effervescenti, Tantum rosa, Travelgum 20 mg 10 gomme
masticabili, Zymafluor 100 compresse 1 mg
Sconto 25%: Antalgil 200 mg, Aspirina C effervescente, Citrosodina, Enterogermina, Fastum 2,5%
gel, Foille insetti 0,5% crema 15 g, Guttalax gocce,
Magnesia bisurata aromatic, Momendol 220 mg,
Orudis 5%, Tachipirina, Vics Sinex
Sconto 30%: Acido borico, Bialcol Med, Bisolvon
Linctus sciroppo, Bronchenolo sciroppo, Buscopan,
Citrosil, Collirio Alfa gocce, Fargan crema, Fave di
fuca, Glicerolo, Lasonil, Maalox Plus, Moment 200
mg, Neoborocillina, Nicorette cerotti, Rinazina, Talco mentolato, Tantum verde, Voltaren Emulgel
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40
M
igliaia di soci e consumatori hanno accolto
l’apertura dei primi quattro punti “Coop Salute” di Coop Adriatica – negli ipercoop Lame di
Bologna, Centro Piave di San Donà, Esp di Ravenna,
Miralfiore di Pesaro - dove è possibile risparmiare mediamente il 25% sull’acquisto dei farmaci da banco e
senza l’obbligo di prescrizione medica. L’obiettivo è di
completarne l’apertura in tutti e 14 gli ipermercati entro i primi mesi del 2007. Ricca l’offerta di prodotti
disponibili: 210 farmaci da banco e tra i 300 e i 600
prodotti parafarmaceutici (per esempio, creme, disinfettanti e cerotti).
“La tutela della salute dei soci e dei consumatori –
spiega Gilberto Coffari, vicepresidente di Coop Adriatica – attraverso l’educazione al corretto uso dei farmaci, unita alla difesa del loro potere d’acquisto, con
riduzioni del 20-30% sui prezzi, saranno gli elementi
peculiari del nuovo spazio all’interno degli ipercoop.
Anche in questo campo, fondamentale per il benessere
e la qualità della vita delle persone, intendiamo portare la sicurezza, la convenienza e la qualità del servizio
Coop”. La conseguenza più immediata di questo impegno – che continuerà anche con la vendita di prodotti
farmaceutici a marchio, probabilmente dalla seconda
metà del prossimo anno, dopo la conclusione degli iter
autorizzativi – è l’abbattimento dei prezzi di prodotti
farmaceutici e parafarmaceutici: “Se anche le farmacie li ridurranno – dice Tiziana Primori, direttore
commerciale di Coop Adriatica – per noi sarà una vittoria. Il nostro obiettivo primario non è quello di pra-
Aperte a Bologna, Ravenna, San Donà
e Pesaro le prime quattro aree destinate
alla vendita di prodotti farmaceutici
e parafarmaceutici. A metà ottobre sarà
la volta del Centro d’Abruzzo. Nei nuovi
spazi è prevista sempre la presenza
di un farmacista. Disponibili 210 farmaci
e centinaia di altri prodotti con prezzi
più bassi del 20-30%. Educazione
al consumo, informazione e tutela
della salute le priorità di Coop Adriatica
i farmaci da banco
ticare i prezzi più bassi sul singolo articolo, ma di farlo su tutti i 210 farmaci, tutti i giorni e in tutti i “Coop
Salute” che apriremo. E di proporre i prodotti con l’attenzione che ci caratterizza, puntando sull’educazione
al consumo consapevole dei farmaci, l’informazione ai
soci e ai consumatori, la professionalità dei farmacisti
Coop e sulla loro formazione”.
Il primo punto “Coop Salute” di Coop Adriatica – caratterizzato, come tutti gli altri, dal verde-turchese
dell’ambientazione e dell’insegna luminosa – ad essere inaugurato è stato quello dell’ipercoop Lame di Bologna lo scorso 22 settembre. Tra il 25 e il 27 settembre è stata la volta del Centro Piave di San Donà (38
metri quadrati inseriti nel reparto Igiene&Bellezza),
del Centro Esp di Ravenna (56 metri quadrati, in prossimità delle casse) e del Centro Miralfiore di Pesaro
(38 metri quadrati, sempre vicino alle casse). A metà
ottobre, infine, “Coop Salute” inaugurerà anche all’ipercoop Centro d’Abruzzo di San Giovanni Teatino,
in provincia di Chieti (43 metri quadrati situati nel reparto Bellezza&Benessere). Al lavoro ci sono già 12
farmacisti, tutti iscritti all’Albo, che offrono assistenza
e consulenza ai consumatori per l’intero orario di
apertura degli ipercoop. E la presenza di un farmacista, come previsto dal decreto Bersani, sarà sempre
assicurata in tutti i “Coop Salute”.
Complessivamente nell’area del distretto – l’Accda,
che comprende, oltre a Coop Adriatica, anche Coop
Consumatori Nordest e Coop Estense – entro l’anno
apriranno 25 punti salute. “È un’iniziativa che concrecontinua a pagina 42 >
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L’assortimento
Prodotti per il sistema respiratorio (57 referenze): antinfluenzali (6), decongestionanti nasali (9), disinfettanti del cavo orale (10), mal di gola
e tosse (32)
Analgesici (47 referenze): antireumatici e antidolorifici (17), analgesici e antipiretici (30)
Gastrointestinali (42 referenze): antiacidi (8),
antidiarroici (4), antimeteorici (2), antinausea (1),
digestivi (1), lassativi (21), batteriofagi (4), antiemetici (1)
Dermatologici (19 referenze): antimicotici,
antibatterici (6), antipruriginosi (4), antistaminici (2), disinfettanti cutanei (2), cicatrizzanti (3),
altri (2)
Vitamine, minerali e integratori (13 referenze)
Per il sistema circolatorio (10 referenze): antiemorroidali (4), antivaricose (5), ematologici (1)
Per il sistema nervoso (8 referenze): sedativi
(2), antifumo (6)
Oftalmici (7 referenze): colliri (6), altri (1)
Ginecologici (3 referenze)
Urologici (2 referenze)
Otologici (2 referenze)
Totale: 210 prodotti
coop adriatica
consumatori
tizza la liberalizzazione del mercato del farmaco da banco promossa
dal Governo; ma è soprattutto un
successo dei consumatori, tanti
dei quali hanno aderito alla proposta di legge di iniziativa popolare
sostenuta da Coop”, dice Paolo
Cattabiani, presidente dell’Associazione. Che traccia il primo bilancio della vendita dei farmaci nei
punti vendita di Coop Estense, che
ne aveva inaugurati tre ad agosto:
oltre ad aver dato un’importante
sbocco occupazionale per molti
giovani farmacisti e a non essersi
verificati i temuti fenomeni di accaparramento dei farmaci (lo scontrino medio ammonta a 5-7 euro),
sono stati confermati gli obiettivi
di risparmio promessi.
Nei “Coop Salute” – oltre ai 210
farmaci a catalogo – è anche data
l’opportunità di usufruire di alcuni servizi: in particolare, per il momento, la misurazione della pressione. Intenzione di Coop Adriatica
è di ampliare lo spettro dei servizi
offerti, dando anche la possibilità
di prenotare anche visite specialistiche per via telematica. n n n
Farmaci, istruzioni per un uso corretto
Prende il via – in concomitanza con l’apertura
dei Coop Salute negli ipercoop di Coop Adriatica – l’attività di educazione al corretto uso dei
farmaci promossa dalla Cooperativa. Si parte
con un ciclo di conferenze
nei primi quattro
punti vendita dove i
Coop Salute sono
già in funzione e con
la distribuzione di
una serie di opuscoli,
curati in collaborazione con importanti
Istituti di ricerca.
La prima conferenza è
in calendario a Ravenna il 5 ottobre, con la
partecipazione del dottor William Raffaelli, direttore dell’Unità ospedaliera Terapia antalgica
dell’Ausl di Rimini. Sempre Raffaelli terrà anche
la seconda delle conferenze in programma: a
Pesaro il prossimo 13 ottobre al 1° piano della
galleria commerciale Miralfiore (di fronte alla
biblioteca Esplora, ore 17). Le date, invece, delle due conferenze previste a Bologna – presso il
ottobre 2006
42
Centro Lame – e a San Donà di Piave sono ancora in via di definizione, ma si terranno anch’esse
nella prima metà di ottobre.
Per sensibilizzare soci e consumatori a un uso
appropriato dei farmaci, inoltre, accanto a
queste iniziative saranno distribuiti dai farmacisti dei Coop Salute una serie di opuscoli
realizzati con la consulenza dei ricercatori
dell’Istituto Mario Negri, del Dipartimento
clinico e sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina e delle
Farmacie Comunali
di Reggio Emilia.
Tre i titoli già a disposizione:
“Farmaci e anziani”,
“Farmaci e bambini”, “Farmaci e gravidanza”. E in arrivo c’è anche un
ulteriore opuscolo
nel quale i medici
consiglieranno
il
modo migliore per
attrezzare una “piccola farmacia domestica”.
coop adriatica
consumatori
Dona il tuo ristorno
per il “c’entro anch’io”
sei uno degli oltre
300 mila i soci
di coop adriatica
che non hanno
ancora utilizzato
il ristorno?
Donalo a favore
dei progetti contro
l’esclusione sociale
di “c’entro
anch’io”. c’è tempo
fino a fine ottobre
per contribuire
a sostenere donne
e bambini
in difficoltà,
stranieri, disabili
e altri soggetti
svantaggiati
ottobre 2006
C’
è un “giacimento” di oltre 1 milione e 200 mila euro che i soci
Coop possono utilizzare per sostenere chi ne ha bisogno: donne e
bambini in difficoltà, persone disabili, stranieri che cercano con
fatica di costruirsi un futuro e altri soggetti che vivono o rischiano l’esclusione sociale. Si tratta dei fondi del ristorno che, alla fine del mese scorso,
non erano ancora stati utilizzati da quasi 306 mila soci che ne hanno diritto. Fino alla fine del mese di ottobre è invece possibile chiedere direttamente alla cassa di spendere il ristorno facendo la spesa, o di donarlo a favore dei
progetti di solidarietà del “C’entro anch’io”. La donazione, grazie alla procedura automatizzata, non comporta alcuna difficoltà: basta andare alla cassa e indicare a quale progetto si vuol offrire il proprio sostegno. Si tratta, è
bene ricordarlo, di 34 iniziative proposte in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo da decine di associazioni e cooperative sociali impegnate ad
affrontare il disagio sociale sul territorio. Donare il ristorno significa appunto offrire il proprio aiuto per trasformare i loro progetti in realtà, aggiungendo il proprio contributo ai 140 mila euro già stanziati per questo dal
Consiglio di amministrazione di Coop Adriatica.
I 34 progetti sono il frutto di una selezione rigorosa e qualificata: sono stati
scelti tra i 376 avanzati da quasi 1.200 proponenti tra cui, in veste di partner, enti locali, scuole, aziende sanitarie, istituzioni del territorio. Ad effettuare la scelta sono stati prima i Consigli di Zona, che rappresentano i soci
Coop, e poi la commissione selezionatrice presieduta da don Luigi Ciotti, di
cui fanno parte tra gli altri esponenti di Banca Etica, esperti del mondo
dell’associazionismo e del volontariato.
A fine settembre, oltre 10 mila soci avevano donato più di 73 mila euro;
nello stesso periodo, oltre 429 mila soci avevano invece utilizzato il ristorno
per fare la spesa, “incassando” così più di 5,5 milioni di euro. In tutto, il ristorno sociale per il 2005 vale 6,75 milioni di euro. La nuova procedura
automatizzata ha consentito ai soci di effettuare le operazioni in modo snello e veloce, tanto che già nelle prime settimane di luglio la maggior parte
del ristorno era già stato impiegato. Il “giacimento” di fondi che per ora è
ancora non utilizzato resta tuttavia ingente: anche pochi euro, moltiplicati
per migliaia di soci, possono diventare una “valanga” di solidarietà a favore
dei progetti di “C’entro anch’io”.
nnn
43
coop adriatica
consumatori
Stefanini lascia
“Coop, un’esperienza
Il 20 ottobre
il presidente
abbandonerà la guida
di Coop Adriatica
per dedicarsi a tempo
pieno a Unipol.
E spiega le ragioni
di una scelta difficile:
“Giusto rispondere
in modo positivo
alle richieste
della proprietà
cooperativa,
dei lavoratori,
dei clienti del Gruppo
assicurativo”.
Dal ’98 la Cooperativa
ha avuto
un eccezionale
percorso di sviluppo
non solo economico:
“Ci sono le risorse
intellettuali
ed economiche
per crescere ancora
e svolgere la nostra
funzione a favore
dei cittadini
e dei consumatori”
ottobre 2006
di Paola Minoliti
P
ierluigi Stefanini lascia. Dopo
otto anni alla presidenza di Coop
Adriatica, il 20 ottobre prossimo
passerà il testimone al suo successore,
nominato dal Consiglio di amministrazione, per la cui designazione sono
già iniziate le consultazioni della Commissione elettorale della Cooperativa.
E’ un abbandono difficile quello annunciato il 22 settembre da Stefanini,
che nel gennaio scorso aveva assunto
anche la presidenza del Gruppo Unipol
dopo le dimissioni di Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. Perché la decisione di rinunciare alla presidenza di
Coop Adriatica dedicandosi a tempo
pieno all’Unipol? “Mi è stato chiesto –
spiega – di mantenere questo ruolo al
vertice del gruppo assicurativo anche
ora, che la fase di emergenza di questi
mesi è stata superata. Lascio Coop
Adriatica con dispiacere e a malincuore, ma ho ritenuto giusto accettare,
vista l’importanza che Unipol riveste
per il mondo cooperativo, per i cittadini, per i tanti clienti e lavoratori del
Gruppo. Mi è sembrato opportuno rispondere alle loro aspettative e a quelle della proprietà cooperativa di Unipol, che mi ha manifestato un positivo
consenso”.
Negli otto anni alla guida di Coop
Adriatica, dove arrivò nel ’98, Stefanini
è stato protagonista di una fortissima
crescita: la Cooperativa è passata da
467 mila soci a oltre 980 mila, le ven-
44
dite da 1.186 a 1.821 milioni di euro,
gli ipercoop da 8 a 14, i supermercati
da 111 a 124. Mentre Coop Adriatica è
entrata anche in settori innovativi,
come la distribuzione libraria e farmaceutica, e anche in Borsa con la quotazione di Igd, sviluppando politiche sociali innovative.
Qual è il bilancio di questi otto anni?
Per me è stata un’esperienza formidabile, di conoscenza e acquisizione di
competenze imprenditoriali, di comprensione delle dinamiche di un settore come la grande distribuzione. Ma
sono stati anche otto anni di uno
straordinario rapporto con i soci, i lavoratori e i dirigenti, che è stato impagabile. È questa la cosa che mi dispiace
di più lasciare.
Per la Cooperativa, certamente, questi
sono stati anni di forte cambiamento,
andato di pari passo con quello del
Paese. Ci siamo trovati in un mercato
più difficile e competitivo, con consumatori sempre più capaci di scegliere.
E, credo, abbiamo avuto una buona
capacità di risposta, cogliendo le opportunità, crescendo e sviluppandoci,
ampliando la rete di vendita. Abbiamo
fatto questo percorso non solo dal
punto di vista economico, ma anche
sociale e ambientale, acquisendo cioè
l’ottica della sostenibilità, che oggi è
irrinunciabile. La nostra è, in questo
senso, un’esperienza originale e avanzata. Lo sviluppo è stato anche quello
dell’attenzione alle persone: ai soci, ai
lavoratori come portatori di interesse.
formidabile”
il ringraziamento del consiglio di amministrazione
Dondi si dimette dalla direzione Politiche sociali:
“Ma il mio impegno nella cooperazione continua”
Come ha detto un dirigente in questi
giorni, abbiamo lavorato perché la
Cooperativa fosse più cooperativa.
Come sarà la Coop del dopo Stefanini?
Mi auguro e penso che Coop crescerà
ancora nel segno dello sviluppo, dell’innovazione e della qualità. Ci sono le
risorse intellettuali, umane ed economiche per farlo. Oggi la nostra organizzazione può svolgere una funzione
importante: le liberalizzazioni e l’aumento del pluralismo economico ci
offrono la possibilità di promuovere gli
interessi di milioni di cittadini e di
consumatori. In questo vedo grandi
potenzialità di allargamento della funzione delle cooperative di consumatori, e anche del loro ruolo imprenditoriale nel proporre prodotti e servizi per
portare trasparenza, correttezza e convenienza sul mercato.
Resterà nel Consiglio di amministrazione di Coop Adriatica?
No, non sarebbe giusto: il nuovo gruppo dirigente dovrà sentirsi pienamente
libero di operare, senza presenze ingombranti. Ma resterò sempre un socio Coop.
nnn
ottobre 2006
Il presidente di Coop Adriatica,
Pierluigi Stefanini, ha comunicato
il 22 settembre al Consiglio di
Amministrazione la propria intenzione di lasciare l’incarico al vertice della Cooperativa, al quale era
stato chiamato nell’ottobre del
1998. Con Stefanini, ha preannunciato le dimissioni anche il direttore delle Politiche sociali e comunicazione, Walter Dondi,
chiamato a sua volta nel Gruppo
Unipol. “Dopo quasi cinque anni
lascio la Direzione politiche sociali
e comunicazione e dopo sette e
mezzo Coop Adriatica – dice Dondi - Devo ringraziare tutti: i soci, i
consiglieri di Zona, i volontari; i
lavoratori e le persone con le quali ho potuto collaborare perché mi
hanno permesso di fare un’esperienza che per me è stata straordinaria: professionale, ma soprattutto umana. Lascio Coop Adriatica,
ma non la cooperazione: il mio
impegno continuerà in un altro
ambito, ma sempre con l’obiettivo di contribuire a far crescere i
valori di giustizia e solidarietà, per
affermare uno sviluppo sostenibile”. Riguardo alle dimissioni del
presidente “Il Consiglio di Amministrazione di Coop Adriatica – ha
spiegato il Cda in una nota - nel
riaffermare e sottolineare l’inesistenza di incompatibilità tra i due
ruoli, pur con dispiacere ha preso
atto della decisione di Stefanini e
gli ha formulato i migliori auguri
per l’impegnativa responsabilità
alla presidenza di Unipol. Una re-
45
sponsabilità che Stefanini ha svolto in questi mesi con grande dedizione
personale,
ottenendo
importanti risultati e guidando il
Gruppo assicurativo-bancario al
superamento di una delicata e difficile fase”.
Il CdA ha quindi espresso un forte,
sincero e convinto ringraziamento
al presidente uscente “per il lavoro
svolto in questi anni e per il determinante contributo che ha dato
alla crescita e all’innovazione imprenditoriale della Cooperativa, al
rinnovamento del suo gruppo dirigente e al rafforzamento del suo
profilo sociale e sostenibile”. L’impegno di Stefanini, sottolinea il
Consiglio di amministrazione “è
stato particolarmente rilevante
anche per consolidare, estendere
e diffondere la cultura e il ruolo
della cooperazione, in particolare
di quella di consumatori nei territori di presenza di Coop Adriatica
come nell’intera società italiana,
sempre con l’obiettivo di dare risposte efficaci e qualificate ai bisogni delle persone, specie di quelle
più deboli”.
Il CdA di Coop Adriatica ha deciso
infine di avviare una consultazione interna, che sarà effettuata dalla Commissione elettorale, alla
quale spetterà di formulare una
proposta da presentare alla prossima riunione del Consiglio di
Amministrazione, già programmata per il 20 ottobre, per la nomina della nuova presidenza della
Cooperativa.
coop adriatica
consumatori
settanta poeti,
leggono per tutta la città
francesca parisini
P
ulsatilla sull’autobus, Carlo Lucarelli in carcere, Vincenzo Cerami alla stazione, Bruno Pizzul in
comunità, Ottavia Piccolo sul vaporetto, Loriano Macchiavelli in teatro, ma
sotto il palco. Cercateli bene gli oltre 70
scrittori che porteranno le loro letture
all’edizione 2006 di “Ad alta voce”, maratona di lettura in programma il 14
ottobre a Venezia, il 18 a Cesena e il 21
a Bologna: saranno nei luoghi più impensati della città, ad animare la sesta
edizione della manifestazione organizzata da Coop Adriatica per sostenere
“Ausilio per la Cultura”, l’attività di
consegna gratuita a domicilio per
anziani e disabili
di libri e materiali multimediali
presi in prestito
dalle biblioteche
pubbliche.
“Ad alta voce”, manifestazione animata
dal lavoro volontario e dei soci Coop,
come pure degli artisti partecipanti, è
diventata ormai un appuntamento
molto atteso nelle tre città, raccogliendo ogni anno la curiosità e la partecipazione di circa 10 mila persone, che ne
seguono le tappe per l’intera giornata.
La maratona si apre a Venezia, il 14 ottobre, ma già la serata del 13 ci sarà
un’anticipazione al Vapore di Marghera. Il capoluogo veneto ospiterà i lettori
tra la laguna e la terra ferma di Mestre,
aprendo le porte anche ad alcuni luoghi come la splendida Villa Erizzo,
gioiello del Settecento. Dopo l’appuntamento di Cesena il 18 ottobre, anche
a Bologna, dove si va in scena il sabato
21, ci sarà un prologo. La sera del 20, al
Teatro Testoni di Casalecchio si terrà
un reading (letture pubbliche) in musica che vedrà protagonisti i vincitori
del concorso “Coop for words” che
Coop Adriatica dedica agli scrittori in
erba. In concomitanza con la manife-
Brizzi: “Nasce per un giorno
la repubblica dei lettori”
È un veterano di “Ad alta voce”, Enrico Brizzi, ospite quest’anno dell’appuntamento bolognese: “C’è sempre un’atmosfera amichevole e molto
informale in quelle giornate, ed è ciò che piace a me, ma che sicuramente contribuisce anche al successo della manifestazione”. Brizzi parteciperà al reading in musica del 20 ottobre al Teatro Testoni di Casalecchio
di Reno. Per uno come lui, che quest’estate si è fatto a piedi (tranne
qualche tratto in bici) mezza Europa, da Canterbury a Roma (dieci settimane di cammino in tutto), una maratona di lettura lunga un giorno è
un gioco da ragazzi. “Il bello - racconta con il tono dell’esperto - è che
la gente può vagare da un posto all’altro, da una lettura all’altra, in grande libertà. È come se gli scrittori, in questo caso lettori, spuntassero un
po’ dal nulla, senza tante presentazioni e senza tanti preamboli. È questo
che avvicina le persone alla manifestazione”. Che cosa leggerà quest’anno? “Lo sceglierò all’ultimo. L’importante è condividere lo spirito dell’iniziativa, che è quello di una festa in cui ognuno di noi mette in comune
con il pubblico una cosa molto preziosa: alcune pagine dei libri più amati”. C’è differenza tra leggere a Venezia e leggere a Bologna? “Non molta,
perchè per un giorno è la repubblica dei lettori che prevale sui luoghi”.
ottobre 2006
46
stazione, inoltre, le librerie.coop proporranno a Bologna angoli dedicati
agli autori protagonisti delle letture ed
ai libri letti nel corso di “Ad alta voce”.
Dalla nascita, nel 2001, fino ad oggi i
volontari di “Ausilio per la cultura”
hanno realizzato a Bologna, Venezia e Cesena, più di
10.800 consegne; nel
2006 gli utenti
sono 176 e i volontari 48.
Quest’anno,
inoltre, la maratona si arricchisce di
una nuova
iniziativa di
forte impegno sociale.
Nelle giornate precedenti l’appuntamento
bolognese, verranno allestiti in città tre gazebo
di raccolta di libri, in piazza XX Settembre e presso le
Alla Scuola Holden
si impara a raccontare
La Scuola Holden è dedicata a
uno che lo studente non lo
voleva fare, Holden Caulfield,
il protagonista del romanzo di
Salinger Il giovane Holden.
Sarebbe un po’ come se ci
fosse il liceo Pinocchio, o le
medie Lucignolo. L’idea che
ha ispirato la Holden è che invece si possa fare una scuola
che a Holden Caulfield sarebbe piaciuta: dunque in questa
speciale “accademia”, creata
12 anni fa a Torino da Alessandro Baricco, si insegna,
sperimenta, smonta e rimonta
una narrazione. In contemporanea con Bologna “Ad Alta
coop adriatica
scrittori e attori
Il 14 ottobre a Venezia, il 18 a Cesena, il 21 a Bologna torna “Ad alta
voce”, la sesta edizione della maratona di lettura in luoghi insoliti
che promuove “Ausilio per la cultura”. Per un giorno la parola diventa
la protagonista di un appuntamento che sposa letteratura e solidarietà
librerie.coop. I volumi - donati da singoli cittadini, librerie e da tutti coloro
che vorranno partecipare all’iniziativa
- saranno destinati ai ragazzi di Scampìa, il quartiere più difficile di Napoli
dove con l’aiuto di Padre Fabrizio Valletti è stata aperta una piccola biblioteca per i giovani del quartiere.
Chi tra i bolognesi donerà
un libro, magari aggiungendo una dedica per i
ragazzi che li riceveranno, contribuirà
così a sostenere
questo progetto
pensato per diffondere la lettura
come strumento
di crescita civile, sociale
e economica. Tutti gli aggiornamenti sul programma sono disponibili sul sito www.adriatica.e-coop.it
oppure su www.adaltavoce.it; info
telefoniche al numero verde 800857084.
nnn
anche a Bologna
Voce”, il Museo della Sanità e
dell’Assistenza, presso l’Oratorio di Santa Maria della Vita,
ospiterà il laboratorio “Imparare a raccontare” della Scuola Holden, che dura due giorni, per un totale di 12 ore. Al
laboratorio - tenuto dall’attrice Lucilla Giagnoni e aperto a
un massimo di trenta partecipanti - parteciperanno anche i
quattro vincitori del concorso
per giovani autori “Coop for
words”.
Per informazioni: Scuola Holden, telefono 011 6632812;
e-mail [email protected];
sito www.scuolaholden.it
ottobre 2006
Ottavia Piccolo: “Portiamo a tutti
la voglia di leggere”
L’abbiamo vista nel Gattopardo di Visconti e in
teatro sotto la
guida di mostri sacri del
palcoscenico
come Giorgio
Strehler e Luca
Ronconi. È Ottavia Piccolo,
una delle attrici più raffinate
ed
eleganti
del
mondo
teatrale e cinematografico italiano, che
quest’anno debutta sul “palco” di “Ad alta voce”, a Venezia del 14 ottobre, con una
lettura in vaporetto. “Immagino di trovarmi davanti a persone incuriosite - confessa l’attrice - che da queste letture
traggano la voglia di andarsi a
leggere o a rileggere i libri che
proporremo”.
“ad alta voce” si differenzia
da altre manifestazioni simili
perché è completamente gratuita per il pubblico e perché
sostiene un’iniziativa socialmente importante come “ausilio per la cultura”.
Si, questo si percepisce già dalla scelta dei luoghi, dalla veste
della manifestazione. I festival
letterari, manifestazioni importantissime peraltro, parlano già
a persone abituate a trarre insegnamenti e idee dai libri. “Ad
47
alta voce” mi
pare si rivolga
ad un pubblico più ampio,
per fare capire
a tutti che un
libro ci può
accompagnare ed essere di
sollievo; basta
che ognuno
scelga il suo.
Qual è il suo
rapporto con
la lettura?
“Sono onnivora. Forse perché mi sento in debito con i libri, dal momento che ho
prestato poca attenzione alla
lettura ai tempi della scuola.
Ho scoperto i libri da autodidatta e ne ho fatto scorpacciate: prima tutti gli autori russi,
poi tutto Shakespeare, e via
così. Ora leggo anche molto
teatro, per lavoro, altrimenti
scelgo romanzi. Leggo tanto
quando sono in movimento,
visto che viaggio solo sui mezzi
pubblici”.
che cosa leggerà per “ad alta
voce” a venezia?
“Ho scelto due autori: Luigi
Meneghello, uno scrittore italiano straordinario non sempre
ricordato a sufficienza, e la
poetessa polacca Szymborska,
perché la poesia, quando parla
con le parole di tutti i giorni
come nel suo caso, non è una
cosa così lontana”.
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ONDECOMUNICAZIONEIT
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E’ anche merito vostro se siamo riusciti a
fare ancora di più per proteggere gli ultimi
esemplari di tigre.
Con il vostro contributo abbiamo aiutato il
WWF in un progetto importante: mantenere
l’equilibrio naturale dell’ambiente. I tigrotti
del WWF ringraziano per aver scelto, con
Attibassi, di partecipare ad un’iniziativa ricca
di dolcezza e di bontà.
Per maggiori informazioni sul progetto tigre: www.wwf.it
coop adriatica
SCO
Da maggio
ad agosto Coop
Adriatica ha già
trasferito ai soci
oltre 2,8 milioni
di euro di sconto
con l’iniziativa
“Nella spesa di oggi
il risparmio
di domani”
L’opportunità
continua fino a
Natale: dal 16 al 31
ottobre è possibile
usufruire
del “bonus”
su una spesa
a scelta maturato
a settembre,
nella seconda
metà di dicembre
sarà possibile
spendere
lo sconto maturato
a novembre
ottobre 2006
A
rriva anche sotto l’albero di
Natale l’iniziativa “Nella spesa di oggi il risparmio di domani”, varata da Coop Adriatica a
maggio, che permette ai soci di
maturare il diritto ad uno sconto
del 10% su una spesa a scelta. Un
meccanismo con il quale fino a
oggi sono stati trasferiti ai soci risparmi per quasi 3 milioni di euro,
e che ora è stato prolungato fino
alla fine dell’anno, consentendo
così ai soci di beneficiare dello
sconto proprio in concomitanza
con le feste natalizie. I soci che dal
1° al 30 novembre raggiungeranno
il tetto di spesa dei 250 euro o che
faranno la spesa, di qualsiasi importo, per 8 volte in giorni diversi
in un punto vendita Coop, otterranno intatti uno sconto del 10%
su una spesa da effettuare nella seconda metà di dicembre. Intanto,
ad ottobre,
tutti coloro
che
hanno
maturato il diritto allo
sconto in
settembre potranno
approfittarne ottenendo
uno sconto 10% sul
50
valore di una spesa a scelta fra il 16
e il 31 ottobre.
“Nella spesa di oggi il risparmio di
domani” si rivolge a quei soci che
si rivolgono con più assiduità ai
negozi della Cooperativa, premiando la loro fiducia. Ottenendo un
buon successo tra i soci di Coop
Adriatica, sia a livello di gradimento – come dimostrano i dati di una
ricerca effettuata tra maggio e giugno su un campione di 800 soci –
sia nei numeri. A maggio sono stati quasi 242 mila i soci che hanno
maturato la possibilità di ottenere
lo sconto. Di questi 222 mila (ovverosia il 92% del totale) ne hanno
usufruito, abbattendo a giugno
l’importo di uno scontrino. In questo modo ai soci è stato trasferito
un risparmio di 1,63 milioni di
euro. La “fase due” dell’iniziativa
– che ha avuto luogo tra luglio e
agosto – ha visto numeri lievemente inferiori, dovuti all’avanzata dell’estate e delle ferie: sono
stati 211 mila i soci che hanno
avuto la possibilità di beneficiare
ad agosto dello sconto del 10%
sulla spesa.
Ad agosto ha riscosso lo sconto del
10% su uno scontrino ben il 90%
dei soci che avevano maturato il
diritto. “Distribuiti” in questo caso
sconti per 1,23 milioni. A conti
fatti, dunque, il risparmio trasferito ai soci nelle due iniziative è stato pari a 2,86 milioni di euro.
Per i soci, poi, la convenienza continua anche con una nuova oppor-
coop adriatica
consumatori
NTO
10%
avanti fino a fine anno
Al via da fine mese anche un’altra conveniente novità:
con i punti del collezionamento, che in questo caso valgono
doppio, sarà possibile pagare un paniere di quattro prodotti
base della spesa quotidiana
tunità sul Catalogo della raccolta
punti 2006, che prenderà il via il
prossimo 19 ottobre e sarà replicata tutti i mesi fino al termine della
validità del Catalogo. La novità
consentirà alle famiglie l’acquisto
di prodotti di prima necessità a
prezzi ancora più convenienti.
Ogni mese l’offerta riguarderà un
paniere di quattro/cinque prodotti,
sia alimentari che non alimentari,
individuati all’interno del volantino promozionale di ipercoop e supermercati. Solo a titolo esemplificativo, si comincia con l’olio extra
vergine d’oliva e i tortellini nei super, negli iper invece si punta su
ferro da stiro a caldaia e olio per
auto. Il vantaggio per il socio sarà
duplice. Innanzitutto, questi prodotti – già offerti a condizioni particolarmente convenienti – potranno essere in parte pagati
utilizzando i punti accumulati con
la spesa. Inoltre, i punti utilizzati
varranno il doppio: già oggi è possibile impiegarli per abbattere il
costo degli acquisti, attraverso
l’iniziativa “Sconto immediato sulla spesa”. In questo caso il socio
può “spendere” un numero di punti a piacere; ma se di solito un punto equivale a un centesimo, con
questa nuova iniziativa invece, un
punto speso “varrà” due centesimi.
Sia in ottobre che nei mesi successivi la tempistica e i prodotti coinvolti nell’iniziativa verranno segnalati sia nel volantino delle
offerte che in negozio.
nnn
ottobre 2006
Scuola, risparmio per un milione di euro
Mentre
anche
quest’anno
i
prezzi di libri e
corredo scolastico sono aumentati, la politica di
contenimento
del caro-scuola
messa in campo
da Coop Adriatica ha consentito
ai soci un risparmio di quasi un
milione di euro
su questa voce del bilancio familiare. Offrendo anche un servizio più efficiente. La prenotazione dei libri di testo con lo
sconto del 15% per i soci e del
10% per tutti è stata migliorata, dando la possibilità ai soci di
effettuare le ordinazioni con un
mese di anticipo in 14 ipermercati e in 47 supermercati (13 in
più rispetto all’anno scorso). I
risultati di questa iniziativa a
metà settembre – dunque, dati
provvisori, visto che la campagna ha chiuso a fine mese – parlano di oltre 289 mila copie
prenotate, per un valore di oltre 5 milioni, e un risparmio trasferito ai soci che supera i 624
mila euro.
51
A queste cifre si
devono poi aggiungere i numeri
della promozione
su zaini, astucci e
corredo, riservata
ai soci, tramite il
buono sconto del
15%, allegato a
“Consumatori”,
da spendere tra il
20 luglio e il 14
agosto. Complessivamente sono
stati utilizzati 31.294 buoni
(+17% rispetto allo scorso
anno) ed i soci hanno risparmiati quasi 78 mila euro. Piccola curiosità: tra gli ipermercati,
l’iniziativa ha riscosso maggior
successo a Ravenna (dove sono
stati utilizzati 4.900 buoni),
mentre tra i supermercati i soci
più entusiasti sono stati quelli
di San Giovanni in Persiceto,
nel Bolognese.
Prezzi superconvenienti anche
per tutto il corredo scolastico.
Considerando tutti gli oltre 300
articoli del “catalogo scuola”
scontati dal 10% al 25%, nel
solo mese di agosto è stato trasferito ai soci un risparmio di
237mila euro.
coop adriatica
consumatori
Centro e
U
n centro commerciale più comodo e facile da raggiungere,
più ricco di insegne e servizi, e
anche più “verde”. È il nuovo Centro
Leonardo, che festeggerà ai primi di
novembre la fine dei lavori di ristrutturazione che hanno cambiato il volto di uno dei più importanti poli del
commercio e del tempo libero della
Romagna. A due anni dal varo dei
cantieri, raddoppiano i parcheggi –
arrivando a quota 1.800 – e migliorano le vie di accesso, mentre il Leonardo diventa al tempo stesso più
attento all’ambiente: grazie alla creazione di ampi spazi per il verde pubblico, piste ciclabili, nuova viabilità e
impianti che abbattono l’impatto
ambientale della struttura.
Quando nacque, nel 1992, il centro
commerciale Leonardo era uno dei
centri commerciali più avanzati
d’Europa. Dopo l’ammodernamento,
nel 2002, dell’ipercoop – con l’inserimento della cucina, del forno e la rivisitazione dell’area dei prodotti freschi – ora è la volta della galleria
commerciale, di proprietà di Eurocommercial Properties. Per comin-
La scheda
i numeri del centro Leonardo di
imola, dopo i lavori di ampliamento e ammodernamento
superficie di vendita dell’ipercoop: resta di circa 8 mila metri
quadrati e la superficie complessiva di 16 mila
Galleria commerciale: la superficie lorda dei negozi supererà i
15 mila metri quadrati, più che
raddoppiando (+144,7%) quella
del “vecchio” Centro Leonardo
numero esercizi: crescono da
37 a 62
visitatori: prima dei lavori di
ampliamento il Centro era vistato da 3,3 milioni di clienti l’anno. I clienti dell’ipercoop nel
2005 hanno superato il milione
soci: al 31 agosto i soci erano
30.732
parcheggi: salgono a quota
1.800, raddoppiando il loro numero. Circa la metà del totale
saranno al coperto
ciare i negozi raddoppiano la superficie lorda, arrivando a 15.467 metri
quadrati, passando dalle attuali 37 a
62 insegne. I clienti – mediamente
3,3 milioni l’anno, prima dell’apertura dei cantieri – e i soci Coop potranno dunque trovare sia i negozi “storici”, ospitati in una struttura ancora
più moderna e confortevole, sia nuove attività commerciali, e in particolare alcune grandi catene leader nel
proprio settore quali Media World,
Oviesse, Bruman Sport e Pittarello
Calzature. Tra le novità alla riapertura della galleria anche un punto vendita librerie.coop e un notevole incremento – saliranno a 7 – del
numero dei ristoranti e dei bar.
“L’ampliamento del Centro Leonardo
– dice Gilberto Coffari, vicepresidente di Coop Adriatica – integrerà la
rete commerciale della città. Con
l’apertura delle nuove attività, Imola
si porrà alla pari, per livello e qualità
dell’offerta, con le città capoluogo
della regione, assicurando ai soci
Coop e a tutti i consumatori del circondario un centro innovativo, di
alta qualità. L’incremento di superfi-
E in galleria spuntano le nuove librerie.coop
Le librerie.coop piacciono moltissimo ai soci Coop.
Lo dicono i dati dei primi mesi di vita della nuova
iniziativa delle Coop: le librerie di qualità aperte nei
centri commerciali di Ravenna prima, e a seguire in
quelli di Bologna, alle Officine Minganti e all’iper
Nova. “Il 70% dei nostri acquirenti - spiega infatti
Daniele Cabuli, presidente della società - sono soci
Coop che in questo modo usufruiscono di uno sconto del 10% sul prezzo di copertina”. Da novembre
questi ultimi, ma non solo loro, avranno un punto
vendita in più a cui rivolgersi: lo spazio delle librerie.
coop che verrà inaugurato all’interno del ristrutturato Centro commerciale Leonardo di Imola. Su 350
metri quadrati la superficie di vendita, a cui si aggiunge l’area eventi.
La nuova libreria è gestita da sei librari formati ad
hoc, e offre un assortimento di 35 mila titoli per un
ottobre 2006
52
totale di 55 mila volumi. Il nuovo “regno” dei lettori
troverà spazio al piano terreno, vicino a una delle entrate dell’iper. Come sempre gli interni sono curati
dall’architetto Paolo Lucchetta dello studio Retail Design di Venezia; l’allestimento sarà anche qui, come
negli altri punti vendita, completamente realizzato in
legno riciclato, con scaffali alti a simulare quelli di una
libreria di casa, colori caldi e uno spazio dedicato a
incontri con gli autori e presentazioni di libri.
E per continuare sulla scia dei bilanci, ecco un’altra
cifra. “Ci eravamo proposti di arrivare entro quest’anno ad un fatturato di 2,8 milioni di euro con
quattro librerie - spiega ancora Cabuli - In realtà, già
ora prevediamo di superare questo obiettivo, a riprova che i soci Coop e i consumatori hanno apprezzato il nostro modo di intendere e promuovere la
cultura e la passione per i libri”.
rubricag
coop
adriatica
consumatori
onardo
è tutto nuovo
Ad inizio novembre si festeggia a Imola la fine
dei lavori di ampliamento e ristrutturazione
del Centro commerciale nato nel ’92:
tanto verde, parcheggi, nuovi negozi e servizi
cambiano il volto della struttura
cie, infatti, è frutto di una attenta valutazione delle esigenze della città:
non si tratta di una struttura invasiva. I lavori, anzi, portano più verde,
diminuiscono l’impatto ambientale e
migliorano in modo significativo la
viabilità”.
La collettività imolese potrà infatti
contare su diversi benefici. Non solo i
lavori hanno coinvolto per la maggior parte imprese del territorio – con
una ricaduta positiva anche sull’occupazione – ma è stata realizzata e
ceduta al Comune un’area verde –
completamente attrezzata – di circa
20 mila metri quadrati, dotata di viali
alberati e aree di sosta, collegata alla
città e al Centro commerciale da
nuove piste ciclabili messe in completa sicurezza. Miglioramenti in vi-
sta anche per la viabilità stradale –
con un investimento di oltre 350
mila euro – che ha comportato anche
la realizzazione di una nuova rotatoria. Con la fine dei cantieri e il rinnovamento delle vie di accesso, crescerà
dunque anche il numero dei parcheggi disponibili per i visitatori: ne
sono stati realizzati oltre 900, con il
conseguente raddoppio del numero
dei posti auto. Dei circa 1.800 box totali quasi 800 saranno al coperto, in
un parcheggio interrato disposto su
tre piani e collegato con ascensori e
tapis roulant alla galleria. Ogni posto
auto sarà particolarmente ampio,
così da favorire il parcheggio e il carico della spesa sull’auto.
Raddoppiano anche i parcheggi pubblici presenti nell’area circostante al
Centro commerciale, che salgono a
Grande
attenzione
all’ambiente
nel nuovo
progetto
che prevede
piste ciclabili,
una migliore
viabilità
e impianti
che abbattono
l’impatto
ecologico
quota 1.000. Per ridurre l’impatto
ambientale, poi, è in fase di completamento la nuova area di scarico
merci dell’ipermercato. Che, oltre a
una piazzola avvolta nel verde, prevede la realizzazione di un hangar
chiuso dotato di un impianto di filtraggio che “pulirà” l’aria prima di
metterla nuovamente in circolazione
in atmosfera.
Novità anche per l’ipercoop presente
nel Centro, uno dei “gioielli” di Coop
Adriatica: infatti, con la realizzazione
del nuovo progetto è cambiata la posizione dell’entrata principale alla
struttura. Di conseguenza, si sta lavorando per allargare quello che una
volta era l’ingresso secondario, così
da adeguarlo alle nuove geometrie e
rendere più agevole l’entrata di soci e
clienti nel punto vendita.
nnn
Nell’ovale il Centro Leonardo nel ‘92, sotto com’è oggi
ottobre
marzo 2004
2006
53
coop adriatica
Presenze record per la festa dei lavoratori della Cooperativa
consumatori
Affluenza da record per la festa dei lavoratori di Coop
Adriatica. Il 10 settembre scorso oltre 9.600 visitatori
hanno affollato i due parchi di Riccione, Oltremare e
Aquafan, che ospitavano l’evento. Complice la bella giornata estiva, i lavoratori di Coop Adriatica insieme ad amici e familiari hanno fatto visita al delfinario e alle varie
attrazioni di Oltremare, si sono divertiti tra i giochi d’acqua e hanno preso il sole sui lettini di Aquafan. Per l’occasione erano invitati anche i pensionati della Cooperativa con più di 15 anni di servizio. A loro il presidente
Pierluigi Stefanini ha dedicato un brindisi e ha consegnato un riconoscimento.
Il nuovo supermercato di Selvazzano va a gonfie vele
Grande entusiasmo da parte dei cittadini di Selvazzano Dentro per l’inaugurazione del nuovo supermercato Coop che ha aperto i battenti giovedì 21 settembre.
Già all’assemblea di presentazione del punto vendita,
il 14 settembre, un centinaio di persone si erano fatte
socie. Il numero è poi salito a quota 700 dopo i primi
sei giorni di attività del negozio.
All’inaugurazione il sindaco, Paolo Fortin, che ha tagliato il nastro tricolore (vedi foto), ha ringraziato
Coop Adriatica che con questa apertura ha creato una
cinquantina di posti di lavoro a Selvazzano. Presenti
alla cerimonia anche il direttore commerciale di Coop
Adriatica, Tiziana Primori e il presidente della Zona
soci Veneto 1 della Cooperativa, Enrico Quarello, insieme agli assessori ai Servizi Sociali, Emanuela Pezzolato, e alla Cultura Maria Elda Mezzani.
punti vendita aperti nei giorni
festivi di ottobre e novembre
ipermercati
ipercoop Centro Piave (San Donà di Piave)
Dal 15 ottobre al 26 novembre, aperto tutte le
domeniche, ore 9-20
supermercati
Piazzale Roma (Ve)
Aperto tutte le domeniche dalle 8,30 alle 20
Giudecca (Ve)
Aperto tutte le domeniche dalle 9 alle 13
Santa Maria di Sala (Ve)
Domenica 22 e 29 ottobre aperto dalle 10 alle
12,30 e dalle 15 alle 19,30
Feltre (Bl)
Aperto tutte le domeniche dalle 9 alle 13 e dalle 15
alle 19
Lendinara (Ro)
Domenica 8 e 15 ottobre aperto dalle 9 alle 20
Rovigo Ovest
Domenica 15 e 22 ottobre aperto dalle 10 alle 20
Occhiobello (Ro)
Domenica 29 ottobre aperto dalle 9 alle 19,30
Selvazzano (Pd)
Tutte le domeniche di ottobre aperto dalle 9 alle
19,30
Bolzano Vicentino (Vi)
Domenica 15, 22 e 29 ottobre aperto dalle 9 alle
12,30 e dalle 15,30 alle 19,30
Le aperture dei giorni festivi possono subire variazioni in base alle ordinanze comunali
ottobre 2006
54
coop adriatica
consumatori
A Bologna dal 30 ottobre
al 4 novembre il “Gender
Bender” festival porta il meglio
delle produzioni internazionali
dedicate alla rappresentazione
del confine, sottile, tra maschile
e femminile. Librerie.coop,
Coop Adriatica e Officine
Minganti partner dell’iniziativa
Cinema, musica, teatro, arte
VA IN SCENA IL GENERE
C
inema, spettacoli di teatro e danza, installazioni e arti visive, concerti dal vivo e party
per osservare come mutano le rappresentazioni del corpo, il maschile e il femminile, gli orientamenti e le identità sessuali. In una parola, il genere. Sono i temi di Geneder Bender, il festival
internazionale sulle differenze di genere, promosso
dal Cassero Gay Lesbian Center di Bologna, che dal
30 ottobre al 4 novembre tiene sotto le due torri la
sua quarta edizione. La rassegna multidisciplinare
attraverserà vari luoghi della città, dal Cinema Lumière, al Teatro San Martino, fino al Centro commerciale Officine Minganti e le librerie.coop, da
quest’anno partner dell’iniziativa insieme a Coop
Adriatica.
E proprio alle Minganti, il pomeriggio del 2 novembre, il pubblico potrà incontrare Paolo Poli, attore
tra i più eclettici del panorama teatrale italiano e al
quale il festival dedica quest’anno un omaggio, presentando una selezione delle sue più belle e memorabili apparizioni televisive. Le librerie.coop di Bologna, inoltre, saranno insieme al Cassero i punti di
distribuzione della Gender Bender Card che consente l’accesso al festival con uno sconto su tutti i biglietti; e uno sconto analogo sarà riservato ai soci
Coop. Per declinare il tema anche in chiave letteraria, inoltre, le librerie.coop proporranno per tutto il
periodo del festival uno scaffale ad hoc, con testi e
autori legati al programma della manifestazione e
alle differenze di genere.
Gender Bender presenterà, inoltre, opere del panorama culturale contemporaneo, con molti eventi in anteprima nazionale. Il programma dedicato alle arti
visive ospita due tra i nomi più importanti del panorama artistico internazionale: la polacca Katarzyna
Kozyra, menzione speciale della giuria della Biennale
ottobre 2006
55
d’Arte di Venezia del ’99, e Grayson Perry, artista che
gioca con il travestimento e che con le sue ceramiche
esprime messaggi sociali molto forti.
La Kozyra presenta in anteprima assoluta un lavoro
a metà tra performance e videoarte ispirato a Farinelli, il celebre soprano del diciottesimo secolo. Intanto, al Cinema Lumiére, verrà proiettata la retrospettiva completa dei video con i quali la Kozyra
intreccia performance, video, installazioni e fotografia. Grayson Perry presenta invece, per la prima
volta in Italia, il documentario dedicato alla sua vita
e alle sue opere, nel quale alterna la propria identità
maschile a quella femminile di Claire. Molto spazio
viene offerto dal festival ai film d’artista con lavori
di Matthew Barney, Marina Abramovic, Larry Clark
e Sam Taylor-Wood.
La sezione di Gender Bender dedicata al teatro ha
per protagonista Gisèle Vienne con il suo lavoro
“Une belle enfant blonde/A young, beautiful blonde
girl” con cui la coreografa e regista francese sviluppa l’ipotesi di un crimine, in presenza di un auditorio composto da bambole vestite come adolescenti,
da una danzatrice dalla bellezza eccezionale, da un
attore in abiti femminili e da Catherine Robbe-Grillet, impegnata con i testi dello scrittore americano
Dennis Cooper.
Per il teatro ci sono anche i quadri viventi della norvegese Ane Lan che con brevi performance mette in
scena i grandi cambiamenti della Storia, dall’inquinamento magnetico alla psicanalisi.
Infine la musica e le serate dance al Cassero, in
compagnia di Christopher Just, Luomo, Enrico Silvestrin, Menstruation Monster e con il pop colorato,
anticonformista ed eccessivo degli Hidden Cameras.
Il programma completo è consultabile al sito www.
genderbender.it. nnn
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Convenzioni
TEATRI
Teatro Aurora - Mestre
Stagione di Teatro Contemporaneo 2006 – 2007
Il Teatro Aurora di Marghera applica ai soci di Coop
Adriatica prezzi scontati sull’acquisto dei singoli biglietti.
Per informazioni: P.zza S. Antonio, 2, Marghera;
tel. 041 932421 - www.questanave.com
Calendario degli spettacoli
domenica 22 ottobre 2006 - ore 21
(al Teatro Toniolo di Mestre)
I sette a Tebe (durata 1h, 30m)
liberamente tratto da I sette contro Tebe di Eschilo
con Michela Lucenti, Giovan Battista Storti, Maurizio
Camilli, Francesco Gabrielli, Emanuela Braga, Stefano
Botti, Yuri Ferrero, Massimo G. Giordani, Damiano
Madia, Lino Musella,Emanuela Serra
La Direzione del CSS e la Compagnia incontreranno il
pubblico domenica 22 ottobre 2006 – ore 16 - presso
il Centro Culturale Candiani di Mestre
sabato 4 novembre 2006 – ore 21
Io e Mickybo (durata 1h, 10m)
di Owen Mc Cafferty
(Premio Total Theatre 1999 – Edimburgh Fringe
Festival), con Antonio Zavatteri e Alberto Giusta
regia di Jurij Ferrini
La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 4
novembre 2006 – ore 16 - presso il Centro Culturale
Candiani di Mestre
domenica 19 novembre 2006 – ore 21
(all’Auditorium del Centro Culturale Candiani di
Mestre – Posti limitati con prenotazione obbligatoria)
L’arte e la maniera di abbordare il proprio capoufficio per
chiedergli un aumento (durata 1h, 10m)
di Georges Perec
traduzione di Letizia Pellizzari Gusella, con Rita Maffei
assistente alla regia e allestimento Federica Mangilli
regia di Alessandro Marinuzzi
sabato 16 dicembre 2006 – ore 21
Ubu A Pallano (durata 1h, 20m)
da Alfred Jarry
con Giacomo Vallozza, Concetta Laico, Raffaella Di
Donato, Massimiliano Serrapica, Antonio Crocetta,
Carmine Marino, Vittoria Oliva, Stefano Angelucci
Marino, testo e regia di Stefano Angelucci Marino
La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 16
dicembre 2006 – ore 16 - presso il Centro Culturale
Candiani di Mestre
sabato 20 gennaio 2007 – ore 21
domenica 21 gennaio 2007 - ore 17
(fuori abbonamento)
Orlando Furioso ovvero La fine del Mondo (durata 1h, 5 m)
liberamente ispirato al poema di Ludovico Ariosto
con Giuliano Bonanni, Francesca D’Este, Giulio Nerici,
Silvia Piovan, ideazione e regia Antonino Varvarà
domenica 25 febbraio 2007 - ore 21
(al Teatro Toniolo di Mestre)
ottobre 2006
57
Madre e Assassina (durata 1h, 20m)
ideazione di Fiorenza Menni e Pietro Babina
con Fiorenza Menni, Angela Presepi, Barbara Folchitto,
Pietro Pilla, regia, drammaturgia e musiche di Pietro
Babina
La Compagnia incontrerà il pubblico domenica 25
febbraio - ore 16 - presso il Centro Culturale Candiani
di Mestre
sabato 10 marzo 2007 – ore 21
Bar (durata 55m)
di Spiro Scimone
(Premi Ubu 1997 come
nuovo attore a Francesco
Sframeli e come nuovo
autore a Spiro Scimone)
regia di Valerio Binasco
La Compagnia incontrerà il
pubblico sabato 10 marzo
2007 – ore 16 - presso il Centro Culturale Candiani
di Mestre. Icontro condotto dal Prof. Carmelo Alberti
dell’Università di Venezia
sabato 17 marzo 2007 – ore 21
Mishelle di Sant’Oliva (durata 1h)
con Giorgio Li Bassi e Francesco Guida
testo, scene, costumi e regia di Emma Dante
La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 17 marzo
2007 – ore 16 - presso il Centro Culturale Candiani di
Mestre. Incontro condotto dal Prof. Carmelo Alberti
dell’Università di Venezia.
Riduzione per i soci Coop anche presso i seguenti teatri:
Teatro Don Bosco e Auditorium Leonardo Da Vinci
- San Donà di Piave
Biglietto ridotto per tutte le manifestazioni organizzate
dal Teatro dei Pazzi. Per informazioni e prenotazioni
Teatro dei Pazzi, via XXIII Martiri, 20; tel. 0421 330739.
Teatro Verdi - Vittorio Veneto
Soci Coop € 18,00 anziché € 20,00 sul singolo
spettacolo; abbonamento ridotto: 5 spettacoli € 80,00
(per l’abbonamento 2 biglietti omaggio per il cinema).
Per informazioni p.zza S. Francesco, tel. 0438 551699;
0438 551899.
Teatro Fondamenta nuove - Venezia
Per informazioni: San Polo 3089, tel. 041 713913
www.provincia.venezia.it/vortice
Fuori Posto - Teatro Iniziative culturali - Mestre
Sconto soci Coop 20% sulla tessera d’ingresso.
Per informazioni: via Felisati, 707c, tel. 328 8664916.
Teatro Junghans - Isola della Giudecca – Venezia
Per informazioni: tel. 041 2411974.
Teatro Del Parco - Mestre
Per informazioni: tel. 041 5347920
La Piccionaia - I Carrara Teatro Stabile
Biglietto ridotto presso il Teatro Astra - contra’ Barche
53 - Vicenza. Info: tel. 0444-323725.
Teatro Villa dei Leoni - Riviera Silvio Trentin 3 – Mira
Per informazioni: via Don Minzoni, 26 – tel. 041 4266545.
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di precisione HP Photoret IV.
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I PREZZI SARANNO
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A PUNTO VENDITA
PRENOTAZIONE dal 19/10 al 4/11/2006
RITIRO dal 27/11 al 9/12/2006
Fino ad esaurimento scorte.
USB Memory pen
1 GB.
Le fotografie dei prodotti sono solo indicative.
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Mod. Voip
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Valida negli Ipercoop e nei
Supermercati di Coop Adriatica
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Disponibili anche su misura
BENESSERE Materasso a molle anatomico-ortopedico
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TIPO
LISTINO
Singolo 80x190 cm
€ 168,00
Singolo 85x190 cm
€ 179,00
SCONTO RISPARMIO
20%
20%
20%
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Matrim. 160x190 cm € 329,00
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Matrim. 170x190 cm € 353,00
PREZZO
€ 33,60
€ 134,40
€ 35,80
€ 143,20
€ 65,80
€ 263,20
€ 70,60
€ 282,40
TUTTOSONNO Materasso a molle ortopedico
TIPO
LISTINO
Singolo 80x190 cm
€ 139,00
Singolo 85x190 cm
€ 151,00
Matrim. 160x190 cm € 268,00
Matrim. 170x190 cm € 283,00
SCONTO RISPARMIO
20%
20%
20%
20%
PREZZO
€ 27,80
€ 111,20
€ 30,20
€ 120,80
€ 53,60
€ 214,40
€ 56,60
€ 226,40
to
scon
20%
I prezzi possono subire variazioni nel caso di eventuali errori tipografici e modifiche alle leggi fiscali.
Prenotazione dal 9 ottobre al 4 novembre 2006
NATURAPIÚ Materasso in lattice
LISTINO
€ 237,00
Singolo 85x190 cm
€ 252,00
SCONTO RISPARMIO
20%
20%
20%
20%
Matrim. 160x190 cm € 468,00
20%
Matrim. 170x190 cm € 495,00
PREZZO
€ 47,40
€ 189,60
€ 50,40
€ 201,60
€ 93,60
€ 374,40
€ 99,00
€ 396,00
OPTIMUM Rete a 7 doghe larghe
TIPO
LISTINO
Singolo 80x190 cm
€ 116,00
Singolo 85x190 cm
€ 119,00
Matrim. 160x190 cm € 229,00
Matrim. 170x190 cm € 240,00
SCONTO RISPARMIO
20%
20%
20%
20%
€ 23,20
PREZZO
€ 92,80
€ 23,80
€ 95,20
€ 45,80
€ 183,20
€ 48,00
€ 192,00
to
scon
20%
Le fotografie dei prodotti sono solo indicative.
to
scon
TIPO
Singolo 80x190 cm
CLASSIC Rete a 14 doghe
20%
LISTINO
€ 69,00
Singolo 85x190 cm
€ 73,00
Matrim. 160x190 cm € 139,00
Matrim. 170x190 cm € 147,00
SCONTO RISPARMIO
20%
20%
20%
20%
€ 13,80
PREZZO
€ 55,20
€ 14,60
€ 58,40
€ 27,80
€ 111,20
€ 29,40
€ 117,60
CONSEGNA A DOMICILIO GRATUITA
• Entro 20 giorni dalla prenotazione per le misure standard
• Entro 40 giorni dalla prenotazione per i materassi fuori misura
PRENOTAZIONE
dal 9 ottobre al 4 novembre 2006
Consegna a domicilio gratuita•
Fino ad esaurimento scorte.
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TIPO
Singolo 80x190 cm
Dal 16 ottobre al 4 novembre 2006
Confezione
tradizione precotti
“Casa Modena”
zampone 900 g + stinco 650 g
+ cotechino 500 g
Per i Soci Coop
€ 9,85
Anzichè
il kg € 4,80
€ 17,90
• Dal 16 al 28/10 puoi ritirare trapunte/completi letto prenotati nei
Supermercati dal 21/8 al 9/9.
• Dal 23/10 al 4/11 pui ritirare i piccoli elettrodomestici (ferro stiro,
pressa stiro, tagliacuci, ecc.) prenotati nei Supermercati dal 7 al 23/9.
• Dal 23/10 al 4/11 puoi ritirare la macchina da cucire prenotata
ADRI-Frui3-Consumatori10 25-09-2006 14:47 Pagina 1
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da effettuarsi dal 16 al 31 Ottobre.
Lo sconto è valido per tutti i Soci che nel mese di
settembre hanno effettuato la spesa in almeno 8
giornate diverse, oppure hanno raggiunto la cifra
complessiva di 250 euro.
Lo sconto è valido su tutti i prodotti in assortimento(*)
presentando la Carta SocioCoop.
Dallo sconto sono esclusi i prodotti in promozione, giornali e riviste,
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RISERVATO AI SOCI COOP.
Nei Supermercati e Ipermercati
Coop Adriatica.
Il prezzo può subire variazioni nel caso di eventuali errori tipografici e modifiche alle leggi fiscali.
Fino ad esaurimento scorte.
La fotografia dei prodotti è solo indicativa.
a Soci
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1,5 litri
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Dal 3 aprile 2006
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Comunicazione ministeriale effettuata. Il regolamento è a disposizione nei punti vendita Coop.
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PUNTI
500 g - conf. x 25 pastiglie (*)
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POLPA DI POMODORO
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