coop adriatica edizione veneto ottobre numero 8 - 2006 consumatori il mensile dei soci coop CHE BRUTTO AMBIENTE Ecologia, l’opinione dei soci coop nei risultati di un nostro sondaggio Coop Salute Ad alta voce I farmaci da banco entrano nel carrello La maratona di lettura a Venezia, Cesena e Bologna 40 46 C a ro s o c io C o o p , se non h ai anc o ra u t il iz z at o il r is tor no do n a lo in s o lid a r ie tà a l “C’e n t ro a n c h’i o” e n t ro il 31 o t t o b re ! Combattere la povertà e difendere i diritti di chi lavora. Già, facile a dirsi. Ma è un problema così grande. Cosa si può fare allora di veramente utile? La spesa, ad esempio. Alla Coop, da dieci anni ormai, tutti i prodotti della linea solidal aiutano i lavoratori e le comunità del sud del mondo, sostenendo crescita e sviluppo. E siccome la solidarietà non è mai abbastanza, dal 14 al 22 ottobre, in occasione dell’iniziativa “Faccio la spesa giusta”, tutti i prodotti solidal Coop saranno scontati. Così noi facciamo qualcosa per voi. E voi, qualcosa per aiutare gli altri. 6 Ambiente, il primo problema I dati di un sondaggio esclusivo tra 1505 soci Coop. Temi ecologici al primo posto, ma c’è ancora molto da fare salute, arrivano 40 Coop nel carrello i farmaci 14 Segnali di ripresa L’economia italiana dà seganali di timida ripartenza. Ma il 58% delle famiglie fatica ad arrivare a fine mese 20 4 Lettere a Consumatori lascia 44 Stefanini “Coop, un’esperienza formidabile” scrittori e attori 46 Settanta leggono per tutta la città di Francesca Parisini Il peso da togliersi 10%, 50 Sconto avanti sino a fine anno Negli ultimi 5 anni gli obesi sono cresciuti del 35% in primo piano il tuo ristorno 43 Dona per il “C’entro anch’io” consumare informati vivere bene 19 L’uomo è cacciatore? o salato 27 Dolce di Massimo Montanari di Mario Tozzi 6 Ambiente, il primo problema di Dario Guidi 14 Segnali di ripresa dieta? 23 La Non basta di Eugenio Del Toma 28 Bontà da spalmare di Anna Somenzi vignetta 17 La di Elle Kappa 30 Massaggi d’acqua 32 Èuvatempo di... di Helmut Failoni libri e dischi 37 Mostre, Intervista a Luca Carboni di G. Oldrini e P. Pacoda lettera di protesta 38 La di Natalino Balasso di Claudio Strano 20 Ildapeso togliersi di SIlvia Fabbri Mensile della Cooperazione di Consumatori 40127 Bologna, Viale Aldo Moro,16 Tel. 051.6316911 | Telefax 051.6316908 [email protected] Reg.Trib. Bologna 3/8/82 n. 5005 Iscrizione Roc 29/8/01 n. 1040 Copia singola euro 0,31 Abbonamento annuo euro 3,10 Direttore responsabile Dario Guidi Redazione Piero Giovanolla (vicedirettore), Daniela Dalpozzo, Silvia Fabbri, Paolo Mandini, Alberto Martignone , Paola Minoliti, Andrea Pertegato, Mauro Poletti, Gianfranco Sansalone, Anna Somenzi, Claudio Strano. Progetto grafico Ferro comunicazione & design Impaginazione e grafica Ilde Ianigro Responsabile della pubblicità Gabriella Zerbini Stampa Coptip (Modena) Coop Editrice Consumatori Consiglio di amministrazione: Paolo Cattabiani (presidente) Enrico Migliavacca (vicepresidente) Francesco Berardini, Giuseppe Bolognesi, Claudio Cucchiarati, Walter Dondi, Claudio Toso, Luciano Landi, Paolo Mandini, Daniele Moltrasio Consegnato alle poste a partire dal 03/10/2006 Il numero di settembre è stato stampato in 2.647.372 copie Associato a: ANES, Associazione nazionale editoria specializzata www.consumatori.e-coop.it consumatori la posta Coop e la raccolta dei pomodori in Puglia Dopo il servizio del giornalista Fabrizio Gatti, apparso sull’Espresso, sul tema della raccolta dei pomodori in Puglia, sarebbe opportuno chiarire da quali campi e fornitori provengono i pomodori utilizzati da Coop Dino Barberini - e-mail Risponde Claudio Mazzini, responsabile innovazione e valori di Coop Italia: La maggior parte del pomodoro da industria italiano viene coltivato nell’area oggetto dell’indagine apparsa sull’Espresso, ed il ricorso a lavoratori extra-comunitari da qualche anno è parte integrante (ma non integrata) dell’economia di quei territori. Ed i pomodori che servono per le conserve a marchio Coop provengono ovviamente anche dalla Puglia. Come per tutti i prodotti a marchio Coop anche per questi esiste l’adesione al nostro progetto etico SA8000, quindi tutti i trasformatori sono contrattualmente già impegnati a rispettare i diritti del lavoro e a pretendere analoghe garanzie dai propri coltivatori. Ciononostante - vista la delicatezza dell’argomento - Coop, già da due anni, ha dato vita ad un progetto che si prefigge di approfondire ulteriormente il rispetto delle regole lungo tutta la filiera produttiva del pomodoro, grazie al coinvolgimento dei propri fornitori/trasformatori (come del resto lo stesso Fabrizio Gatti ha raccontato sull’Espresso nel numero successivo alla pubblicazione della prima inchiesta): infatti le figure che utilizzano eventualmente la mano d’opera extra-comunitaria non sono i fornitori di Coop, bensì i coltivatori, centinaia e centinaia, che cambiano ogni anno in funzione della stagione, delle condizioni del mercato etc., modificando quindi anche la mappa degli approvvigionamenti che può privilegiare una zona piuttosto che un’altra, pertanto: · da maggio 2005, congiuntamente ad alcune Organizzazioni non governative (Ong) è stata avviata la fase di indagine · ad agosto/settembre 2005 sono state effettuate verifiche ispettive in campo presso alcune delle aziende agricole. · a maggio 2006 c’è stato un incontro con tutti i fornitori di conserve di pomodoro Coop e con tutte le principali associa- Quali farmaci alla Coop? Sono andato nel vostro corner per i farmaci del’ipercoop di Carpi ma ho scoperto che non avevate tutte le cose che cercavo. Il farmacista mi ha detto che potete vendere solo alcuni tipi di medicine. Potete spiegarmi perchè? Inoltre, ho sentito parlare di farmaci generici, che sono identici ad altri di marca, ma costano meno. Come si comporterà Coop su questo fronte? Alceste Pironti - Carpi ottobre 2006 zioni dei produttori pugliesi in cui si è richiesto: 1. Il rispetto tassativo dei diritti del lavoro 2. L’avvio di una campagna di sensibilizzazione verso i propri associati 3. L’intensificazione delle attività di selezione e controllo delle aziende agricole in funzione del rispetto dei diritti del lavoro. Tutti i maggiori fornitori Coop, oltre all’impegno già sottoscritto per il rispetto dei diritti del lavoro, concordano sulla realizzazione di interventi di sensibilizzazione e formazione da effettuarsi sui coltivatori, tramite le loro associazioni. Le associazioni dei coltivatori a loro volta, hanno accettato che questo impegno sia inserito e formalmente sottoscritto nei contratti di conferimento con gli industriali della trasformazione. Pertanto abbiamo inserito nei disciplinari di produzione integrata richiesti da Coop, a cui i coltivatori sono vincolati, un paragrafo specifico riguardante il rispetto dei diritti dei lavoratori, attivo dalla prossima campagna. Saranno privilegiati i coltivatori in grado di effettuare la raccolta dei pomodori meccanicamente anziché manualmente. La raccolta meccanizzata dei pomodori Coop ha oggi raggiunto l’80% circa dell’intera produzione. Sono in fase di intensificazione i controlli diretti sul campo, e stiamo organizzando incontri a livello istituzionale per coinvolgere le forze che possono incidere sulle politiche sociali a livello di territorio e modificare le condizioni di vita di questi lavoratori. Stiamo collaborando intensamente con le Ong locali e nazionali che di questi aspetti si stanno occupando attivamente. In particolare con Medici senza Frontiere da oltre un anno sono in atto collaborazioni per sensibilizzare le istituzioni locali al tema (ricordiamo che nell’ottobre del 2005, proprio su Consumatori, abbiamo pubblicato una sintesi del rapporto di Medici Senza Frontiere in cui si descrivevano i drammatici risultati dell’indagine fatta tra i lavoratori stagionali immigrati, impegnati in agricoltura nelle regioni del sud Italia ndr). Riteniamo che l’argomento sia estremamente complesso e Coop ha messo in campo tutto il proprio potenziale economico e sociale per il miglioramento di questa inaccettabile situazione. Il decreto che liberalizza la vendita di farmaci all’interno dei supermercati (il cosiddetto decreto Bersani) pone alcuni fondamentali limiti a tale vendita. Innanzitutto la liberalizzazione riguarda solamente: · i medicinali senza obbligo di ricetta medica (SP o SOP), ovvero farmaci che possono essere venduti senza ricetta, su consiglio del farmacista. · ed i medicinali da banco o automedicazione (OTC, Over The Counter - sopra il tavolo): questi ultimi possono essere venduti, sempre senza ricetta, su semplice richiesta del paziente. Queste categorie infatti non richiedono la prescrizione > la posta medica ed il costo è totalmente a carico del consumatore. Pertanto eventuali altri farmaci, anche di uso comune, ma che non rientrino nelle categorie liberalizzate, non possono essere venduti al di fuori del circuito farmacie. Questo anche in coerenza alla campagna a sostegno della proposta di legge per la liberalizzazione della vendita dei farmaci sostenuta da Coop nel 2005. Pertanto i farmaci che ha visto a Carpi e che sono già disponibili in molti altri punti vendita, apparterranno solamente a queste categorie. Relativamente ai farmaci generici (o equivalenti) sono stati introdotti nella legislazione italiana dall’art. 130, dalla legge. 28.12.1995, n. 549 che definisce come medicinale generico “un medicinale che ha la stessa composizione qualitativa e quantitativa di sostanze attive e la stessa forma farmaceutica del medicinale di riferimento. I medicinali generici sono sottoposti agli stessi controlli e procedure di registrazione e vigilanza che l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) riserva a tutti i prodotti in commercio. La scadenza della copertura brevettale permette di risparmiare sul prezzo al pubblico ma lo sviluppo, fin ora, più che sui farmaci da automedicazione si è concentrato principalmente su quelli di calsse C ovvero i farmaci con obbligo di ricetta ma non rimborsati L’indirizzo per scrivere a questa rubrica è redazione consumatori Viale Aldo Moro, 16 40127 Bologna fax 051 6316908 oppure [email protected] dal Servizio Sanitario Nazionale e pagati interamente dal cittadino. Purtroppo il termine “generico” si è dimostrato infelice in quanto percepito dal pubblico come simile, ma non uguale al medicinale di riferimento (cioè di marca) indicato per la stessa patologia. Per questa ragione i prodotti “generici” sono stati ridefiniti Medicinali equivalenti (L. 149 del 26 luglio 2005). Ovviamente Coop coerentemente alla propria politica di tutela del potere di acquisto e della salute dei propri soci e consumatori cercherà di aumentare, nei propri assortimenti, la presenza di tali prodotti. Latte “diverso” Ho visto fra i nuovi prodotti latti differenti: di riso, di soia, di mandorle, di avena. Potete aiutarmi a conoscerli meglio... Tiziano Melloni - Treviso Di questi latti sappiamo che hanno come denominatore comune la provenienza dal mondo vegetale e che per legge non possono vantare l’appellativo latte se non seguito dalla specifica provenienza. Non contengono la caseina, proteina ad alto valore biologico, né le vitamine A e D, in compenso non provocano intolleranze al lattosio e sono privi di colesterolo. Il latte ricavato dal riso è ricco di carboidrati, come pure quello di avena che in più contiene vitamina B, ferro, fosforo e fibre solubili. Quello di soia è ricco di fitoestrogeni, ferro, fosforo e proteine di buon valore biologico. Quello di mandorla apporta calcio, magnesio, vitamina E ha forte potere antiossidante. Master Universitario di 1° livello per l’anno accademico 2006/2007 in Organizzazione e Management delle Imprese della Cooperazione di Consumatori Il Master prevede 440 ore di didattica in aula e 300 ore di Stage presso aziende Cooperative di Consumatori n Il costo è di 3.500 euro e sono previste borse di studio per gli studenti meno abbienti e più meritevoli. n La data di presentazione delle domande di ammissione scade il 22 novembre 2006. n Le lezioni inizieranno il 22 febbraio 2007. n Per informazioni: [email protected] oppure Segreteria Amministrativa Post Laurea - Via Micheli, 30 - Firenze Tel. 055-2756602 - E-mail: [email protected] Organizzato da Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Firenze ASSOCIAZIONE NAZIONALE COOPERATIVE DI CONSUMATORI SCUOLA Estense MONTELUPO in primo piano consumatori ambiente, I dati di un sondaggio esclusivo promosso da Consumatori tra 1505 soci Coop. La prima preoccupazione è quella per i temi ambientali. Il 48,3% dice di aver cambiato i propri stili di vita. Ma dall’indagine emerge che c’è ancora molto da fare, sul piano dell’informazione e delle indicazioni concrete per ogni famiglia di Dario Guidi P reoccupati, molto preoccupati per i problemi ambientali e di inquinamento. Più che per la situazione economica o per il rischio di guerre, più che per l’ordine pubblico o i problemi di traffico. In assoluto l’ambiente è al primo posto (con un punteggio di 7,99 in una scala da 1 a 10) tra le tematiche che più inquietano circa il presente e il futuro. È questo il dato saliente che emerge dall’indagine che la società specializzata Archè ha svolto per conto del nostro mensile su un campione di 1505 soci Coop di tutta Italia. L’ambiente, secondo il sondaggio, era la prima preoccupazione del nostro campione anche due anni fa (con un punteggio di 7,53) seguito dal timore di conflitti (allora l’11 settembre e la guerra in Irak erano più vicine). In due anni tutti gli indicatori segnano un aumento, segno che complessivamente le preoccupazioni sono cresciute, e più di tutte quelle per la situazione economica che compie, proporzionalmente, il balzo più evidente (da 6,87 a 7,38 cioè dal quinto al secondo posto). E vista la realtà e le vicende vissute dal nostro paese la cosa non desta sorpresa più di tanto. Ma il secondo elemento di riflessione che la nostra indagine ci consegna, è che alla forte preoccupazione per l’ambiente, non fa seguito una altrettanto chiara indicazione sul piano dei comportamenti concreti, delle azioni che singolarmente o come collettività abbiamo intrapreso o possiamo intraprendere per difendere davvero il nostro pianeta. Anzi, sembra emergere uno scarto, tra livello di timori e preoccupazioni, da un lato, e capacità di sapere cosa davvero e in concreto si può fare per migliorare le cose, dall’altro. Infatti alla domanda se la preoccupazione su questo versante ha prodotto modifiche nei comportamenti di vita il 48,3% dice sì. Qui è un po’ la storia del bicchiere mezzo pieno (a voler essere ottimisti) o, più probabilmente, mezzo vuoto. Perché alla preoccupazione non segue (più di tanto) l’azione. continua a pagina > Il commento Quella che vi presentiamo in questo numero è la terza indagine che Consumatori ha realizzato su temi d’attualità, per conoscere opinioni e sensibilità dei soci Coop. Dopo il tema degli Ogm e quello del commercio equo e solidale, stavolta abbiamo scelto l’ambiente. Questione indubbiamente di grande rilievo, a cui abbiano già più volte prestato spazi e attenzione sul nostro mensile, perchè rientra a tutto tondo tra quegli ambiti in cui la sensibilità ed i valori propri del mondo Coop si manifestano. Come leggerete più in dettaglio nell’articolo, la scelta di fare questa indagine si mostra azzeccaottobre 2006 ta, non solo perchè consente di avere una fotografia aggiornata, ma anche perchè diventa uno strumento che consente di mettere a punto ed affinare ulteriormente l’intervento di Coop su questo versante, proprio partendo dall’opinione dei propri soci. Coop che in materia ambientale tante cose ha fatto e intende fare (come racconteremo più dettagliatamente nei prossimi numeri). Ma una esigenza che emerge, è quella di avere più informazioni, non solo in generale, ma su singoli aspetti e con consigli utili rispetto alla vita di tutti i giorni. È ciò che cercheremo di fare nei prossimi mesi. (d.g.) in primo piano il primo problema Quale di questi problemi la preoccupa di più? Due anni fa Oggi 7,99 6,8 7,01 tu az io n ed e e oc co cu no pa m zi ica on al e Pr e ob pa le rc mi he st gg ra i t da ra li ffi co h in io c te on rn fl az itt io i na li 7,27 rv Qu iz ali i s tà oc ia li 6,91 6,87 se 7,38 sc rd m ine ic p ro u cr bb im ilc in o al ità O 7,28 7,38 e e 7,49 Si Pr ob le m ia in mb qu ie in nt am al i en to 7,05 Ri 7,53 La preoccupazione per i problemi ambientali ha portato a modifiche nei suoi comportamenti di vita? SìSì 48,3 % Faccio la raccolta Raccolta differenziata differenziata dei deirifiuti rifiuti 34,5 % Uso meno l’auto Uso meno 22,8 % l’auto Uso precauzioni Precauzione per ridurre consumo acqua peril ridurre il di consumo 20 % di acqua No No ottobre 2006 51,7 % in primo piano La situazione ambientale secondo lei è... 48,2 consumatori Nel mondo oggi Nel mondo 20 anni fa 8,6 47,7 37,2 54,2 32,6 In Italia oggi 51,1 In Italia 20 anni fa 5,8 33,8 0 9,5 60,4 20 Molto grave 16,3 40 60 Problematica 80 Non grave Rispetto all’ambiente, secondo lei la scienza e la tecnologia... 16,6 % 62,2 % Daranno un aiuto importante, ma senza nuove politiche la situazione è destinata a peggiorare Colpa forse anche di una informazione non sempre chiara e a volte contraddittoria (solo per il 44,6% le notizie in materia ambientale sono affidabili), ma anche di una inadeguata capacità dei soggetti preposti (istituzioni pubbliche e associazioni ambientaliste) di indicare con chiarezza cosa sia possibile, da parte dei singoli e delle famiglie, fare. Andando oltre il dovere civico della raccolta differenziata (l’azione più indicata, col 34,5%, come comportamento concreto a difesa dell’ambiente) e con strumenti più attendibili delle targhe alterne (che sono un palliativo inutile per il 52,3% del campione). La nostra indagine comunque conferma che la consapevolezza dei problemi c’è, ed è una buona base visto che lavoro da fare, per tutelare l’ambiente ce n’é tanto. Sia per quanto riguarda l’educazione e la conoscenza dei problemi, sia per quanto riguarda le opzioni concrete che ogni famiglia e cittadino ha a disposizione nella sua vita di tutti i giorni. PREOCCUPATI TANTO, MA POI CHE SI FA… Ma, esaurita la foto d’insieme, vediamo più nel dettaglio cosa emerge dalla nostra indagine. La domanda di partenza come detto era quella sul cosa preoccupi di più oggi (e cosa preoccupasse di più due anni fa). Dopo il tema ambiente (con 7,99), al secondo posto c’è l’ordine pubblico con 7,49, al terzo, alla pari, il rischio di guerre e la situazione economica (7,38), poi vengono i temi della viabilità (7,27) e quelli della qualità dei serviottobre 2006 Non servono a nulla. Continueremo ad inquinare sempre di più 21,2 % Consentiranno di risolvere i problemi ambientali 100 in primo piano 56,6 % Attenersi ai principi di cautela, limitando se necessario industria ed economia 42,2 % Nel dubbio non si può bloccare l’economia In assenza di una posizione unanime della scienza su determinati problemi ambientali è meglio... 1,2 % Non sa 22,8 % Sostengono solo chi non vuole opere utili davanti casa 56,7 % Rispecchiano adeguatamente la realtà ed i problemi 21,5 % Quale opinione ha sulle posizioni espresse da gruppi e movimenti ambientalisti? Peccano di eccessivo pessimismo zi sociali (7,01). Il nostro campione è anche convinto che la situazione ambientale nel mondo oggi sia molto grave (per il 42,8) e comunque problematica (per un altro 47,7%). Un po’ meglio vanno le cose in Italia a proposito della quale il 32,6% dice che la situazione è molto grave e un 51,1% la definisce problematica. E tutti (sia livello nazionale che mondiale) giudicano il quadro nettamente peggiorato rispetto a 20 anni fa. Abbiamo poi chiesto se le preoccupazioni in campo ambientale abbiano determinato modifiche nei comportamenti di vita. Se si indaga dentro al 48,3% che ha detto sì, si scopre l’azione concreta più praticata (col 34,5%) è la raccolta differenziata. Dato non altissimo, considerato che nella gran parte dei Comuni la raccolta differenziata non dovrebbe essere una scelta, ma semmai un obbligo (in alcune realtà con tanto di sanzioni per chi sgarra). C’è poi un 22,8% che, come azione concreta, sostiene di aver usato meno l’auto (e questo è un dato già più incoraggiante), seguito da un 20% tondo che dice di adottare precauzioni per ridurre il consumo di acqua. Assai più lontani (cioè sotto al 5% di scelte) opzioni come l’acquisto di veicoli non inquinanti, il prendere più mezzi pubblici, lo scegliere prodotti con imballi ridotti. Dunque le pratiche improntate a logiche ecosostenibili non abbondano. Del resto, al quesito se negli ultimi due anni si sia partecipato a iniziative o campagne a difesa dell’ambiente, ben continua a pagina 10> ottobre 2006 Blocchi al traffico Per il 52% sono inutili Con l’arrivo dell’autunno ne risentiremo certamente parlare. Alludiamo ai provvedimenti di blocco e limitazione della circolazione che da anni ormai si ripetono nelle grandi città e aree urbane a fronte di dati sull’inquinamento atmosferico allarmanti, per i quali è anche sempre più vicina la prospettiva di sanzioni economiche da parte dell’Unione Europea per l’incapacità degli enti pubblici italiani di impedire il superamento del numero di sforamenti per la presenza di sostanze inquinanti. Ebbene, a proposito di blocchi, i nostri intervistati si sono dimostrati in prevalenza disillusi e consapevoli: il 52,3% dice infatti che i blocchi sono “palliativi inutili e che servono misure più drastiche”, contro un 24,6% che difende l’utilità della loro funzione educativa e un 23,1% secondo il quale è invece “impensabile bloccare la circolazione mettendo in crisi l’economia e l’organizzazione delle famiglie”. in primo piano 9,5 I problemi ambientali più urgenti da affrontare sono... 54,2 Inquinamento aria Inquinamento dell’aria 34,8 16,3 Inquinamento acqua Inquinamento dell’acqua 11,4 Distruzione delle foreste foreste Distruzione 11,1 Esaurimento delle falde falde acquifere acquifere Esaurimento 3,7 Depauperamento Depauperamento del suolo suolo 2,2 Tutti Tuttigravi gravie eda daaffrontare affontare subito subito 35,7 Provvedimenti di tutela ambientale che dovessero portare a modifiche nel nostro stile di vita (con divieti e limitazioni) secondo lei... Totale campione 10,5 Grandi città 33,5 14,8 35,8 Altre località 6,1 0 56 49,4 31,3 20 Peggiorano la qualità della vita 62,6 40 60 Fastidio ma necessario 80 100 Indicano un modo diverso per vivere l’81,5% dice no. E questo conferma ancora una volta lo scarto tra l’essere genericamente preoccupati per l’ecologia e il peso politico e pratico del movimento ambientalista e delle sue battaglie. Anche se è giusto ricordare che si viene da anni nei quali, con le scelte del governo Berlusconi, la sensibilità pubblica verso l’ecologia è stata sicuramente scarsa. E difatti l’80,9% del campione dice che le problematiche ambientali negli ultimi due anni sono state sottovalutate. che un 55,7% degli intervistati dice che le loro posizioni “rappresentano adeguatamente” i problemi, un 21,5% dice che peccano di eccessivo pessimismo e un altro 22,8% dice che finiscono col sostenere solo chi non vuole opere utili davanti a casa. Del resto i “poveri” utenti, travolti da una pioggia di “informazioni” cercano di mantenere un non sempre facile equilibrio nel giudizio. Così se sollecitati sul ruolo di INFORMATI E DIFFIDENTI Come in tante altre indagini fondamentale è capire da dove vengono le informazioni sul tema e come sono percepite. Il 57,2% del nostro campione di soci Coop dice di avere un livello di informazione adeguata, anche se solo il 44,6% ritiene “mediamente attendibili e affidabili le notizie che riceve”. La fonte più attendibile (seppur con un voto non particolarmente alto) sono le associazioni ambientaliste (col 6,87 in una scala da 1 a 10), praticamente alla pari (6,86) con fonti scientifiche e universitarie. Buono il dato di Coop che è terza con il 6,61% e precede i quotidiani (6,51), internet (6,26) e la tv (6,14). Ancor peggio le istituzioni locali (6,12), il governo nazionale (5,88) e le aziende produttrici (5,81). Una pagella che conferma come diffidenza ce ne sia tanta. E che conferma anche come gli stessi gruppi ambientalisti, possano e debbano fare ancora molto per veder crescere la propria credibilità. Perché se è vero Le aspettative verso Coop ottobre 2006 10 Ai nostri intervistati abbiamo chiesto anche cosa si aspettano Coop possa fare in campo ambientale. Al primo posto (51,4%) viene la richiesta di ridurre imballi e promuovere l’uso di materiali riciclati, seguita dall’incentivare la raccolta differenziata (47,4%). Più indietro (29,2%) il tema della riduzione dei consumi energetici delle strutture e delle attività. Forte, infine, la richiesta (sostenuta dal 65,2%) di dare al consumatore maggiori informazioni sul tema dello smaltimento dei rifiuti, aggiungendo indicazioni più dettagliate sulle etichette. Su ciò che Coop ha fatto sin qui a difesa dell’ambiente e sui progetti futuri, pubblicheremo degli approfondimenti nei prossimi numeri. in primo piano Quali sono le fonti energetiche alternative per il futuro? Solare Solare consumatori 53,5 Eolica Eolica 30,5 Idrogeno Idrogeno 15,4 Nucleare Nucleare 12,3 Uninsieme insiemedi diqueste queste Un 14,8 Non Nonsa, sa,non nonrisponde risponde 11,1 Le preoccupazioni ambientali incidono sui suoi acquisti? Sì Si 56,9 Acquisto prodotti prodotti con con Acquisto determinate determinate caratteristiche caratteristiche 28,3 Acquisto Acquisto solo solo marchi marchi di cui cui mi mi fido fido di 25,8 Acquisto prodotti prodotti ricavati ricavati Acquisto da da materiali materiali riciclati riciclati 20 No 43,1 scienza tecnologia, solo il 21,% dice che queste consentiranno di risolvere i problemi ambientali. Se un 16,6% dice brutalmente che non risolveranno nulla, la grande maggioranza (62,2%) dice che forniranno certo un aiuto, ma senza il sostegno di scelte politiche e senza cambiare i comportamenti concreti le cose peggioreranno comunque. Partendo invece dalla ricorrente assenza di posizioni unanimi nella comunità scientifica su tanti temi, una L’indagine L’indagine che vi presentiamo in queste pagine è stata realizzata dalla società Archè su incarico di Editrice Consumatori, in accordo con le norme Esomar. Le interviste di tipo telefonico sono state realizzate tra il 1 e il 30 giugno e hanno interessato un campione di 1505 soggetti, tutti soci Coop. I dati completi sono disponibili presso la sede dell’Istituto Archè a Milano in viale Certosa 27. Le interviste hanno riguardato 12 regioni: Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Veneto, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio e Campania. incoraggiante maggioranza del 56,6% dice che comunque occorre attenersi a principi di cautela e precauzione, limitando dunque se necessario industria ed economia; questo contro un 42,2% che ritiene, nel dubbio della scienza, non si possa bloccare l’economia. PER MIGLIORARE DA DOVE SI COMINCIA? Ma fotografata la preoccupazione per lo stato dell’ambiente da dove sarebbe opportuno partire per invertire la rotta? Qui c’è da dire che i nostri intervistati scelgono come prima preferenza (8,45 in una scala da 1 a 10) una strada che chiama in causa anche la responsabilità personale, assieme a quella dei governi e delle imprese. Occorre agire su tutti i livelli dunque. Ma quale è il problema più urgente da affrontare? Un 35,7% dice che i problemi sono tutti gravi alla pari, mentre un 34,8% dice che è l’inquinamento atmosferico la prima cosa cui mettere mano. Nettamente più indietro altre priorità come l’inquinamento delle acque (11,4%) e la distruzione delle foreste (11,1%). E’ invece l’energia solare (col 53,5%) quella che viene indicata come alternativa da perseguire rispetto al petrolio, superando l’eolico (scelto dal 30,5%), l’idrogeno (15,4%) e il nucleare (12,3%). Altra interessante valutazione emerge dalla domanda se eventuali provvedimenti di tutela dell’ambiente dovessero comportare qualche limitazione ai nostri stili di vita. Per il 56% questo potrebbe essere una occasione per riscoprire che si può vivere in un modo diverso e più divercontinua a pagina 13 > ottobre 2006 11 Con il grano si fa il pane. Con le spighe il PortaPane. FACSIMILE CON SOLO 45 SPIGHE IN REGALO IL PORTAPANE MULINO BIANCO. Pratico, in legno naturale, ideale per conservare e portare in tavola tutta la varietà e la fragranza del Mulino. Averlo è facilissimo: la prima Spiga te la regaliamo noi! Le altre le trovi su tutte le confezioni dei pani Mulino Bianco: PanBauletto, Pancarrè, Filoni da Tavola, Pagnottelle, Panini al Latte, Pan Brioscè, Cracker Sfoglia di Grano, Grissini, Raggianti, Michetti e Granetti. E sulle Volè da tavola la Spiga vale doppio. Procurati subito la scheda Raccogli Spighe e il regolamento nei punti vendita COOP o su www.panedelmulino.it in primo piano consumatori A che condizioni lei sarebbe disposto ad acquistare prodotti che garantiscano una miglior tutela ambientale? 26,2 % Solo se sono più cari degli altri max del 10% 22,8 % Solo allo stesso prezzo degli altri 1,8 % Non sa 15,4 % 33,8 % Solo se sono più cari degli altri max del 20% Li acquisterei a prescindere dal prezzo tente, mentre per un 33,5% si tratta di un necessario fastidio e solo per un 10,5% sarebbe un peggioramento tout court della qualità della vita. Qui è estremamente significativo notare come la valutazione sul quesito cambi tra chi vive nelle grandi città e che nelle altre località. Infatti nelle grandi città la quota di insofferenti (che teme in un peggioramento della qualità di vita) sale al 14,8% contro il 6% del resto del campione, mentre chi ci vede una opportunità scende al 49% contro il 62,6%. DIFENDE L’AMBIENTE? LO COMPRO Ultimo capitolo della nostra indagine quello di verificare se e come le tematiche ambientali incidano sui comportamenti d’acquisto di prodotti. Intanto ben un 56,9% degli intervistati dice che il tema ambiente incide sulle scelte al momento della spesa. Ma come? Un 28,3% dice che si cautela acquistando solo prodotti con determinate caratteristiche (biologici, non Ogm, ecc.). C’è poi un 25,8% che “acquista solo marchi di cui si fida” e un 20% che cerca di scegliere prodotti ricavati da materiali riciclati. E se un prodotto, per garantire migliori tutele all’ambiente dovesse costare di più, cosa succederebbe? Un 33,8% ci ha detto che comprerebbe un prodotto di questo tipo a prescindere dal prezzo. Un 26,8% lo acquisterebbe solo se costasse al massimo il 10% in più, mentre un 15,4% sarebbe disponibile solo se lo scarto fosse entro il 20%. Infine un 22,8% lo comprerebbe solo allo stesso prezzo degli altri. Dunque la nostra indagine offre davvero una molteplicità di spunti che confermano come la frontiera dell’ecologia e della tutela dell’ambiente sia fondamentale per il nostro futuro. E come di lavoro da fare ce ne sia davvero tanto, per fare in modo che questa semplice enunciazione diventi una realtà praticata quotidianamente. n n n ottobre 2006 13 consumatori in primo piano L’economia italiana dà segni di una timida ripartenza. Ma il 5% delle famiglie dice ancora di avere problemi ad arrivare a fine mese. Ecco i dati del rapporto ancc e le strategie Coop per continuare a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie: con prezzi bassi ma anche contrastando privilegi e monopoli SEGnaLI DI di Dario Guidi - Aldo Bassoni Alleanze Centrale Italiana cresce ancora Centrale Italiana, la centrale di marketing nata dall’allenza tra Coop, Despar, Sigma e Il Gigante, si è allargata ulteriormente con l’ingresso di aspiag Service in Despar Servizi (che a sua volta fa già parte di Centrale italiana). Entra così in Centrale Italiana la rete Despar operante in Triveneto, con 500 punti vendita e un fatturato di 1,2 miliardi di euro. In tal modo Centrale Italiana si consolida come primo polo italiano di distributori, arrivando a un fatturato di 1,1 miliardi di euro (di cui 11,5 Coop), una quota di mercato del 2% e una rete di 5.700 punti vendita. D opo anni col segno meno, l’economia italiana dà segni di timida ripresa e di una fiducia che torna a fare capolino. A partire dalla Pasqua 2006 le vendite nella rete Coop a livello nazionale hanno segnato andamenti positivi (più 3,7% ad agosto), come da tempo non si vedeva. La previsione sui consumi, a livello dell’intero paese, nel 2006 prevede una crescita dell’1,3%, dopo il - 0,1% del 2005. Ma il quadro complessivo resta ancora complicato, perché, nonostante gli squarci di sereno, il 58% delle famiglie italiane dichiara di avere difficoltà economiche ad arrivare a fine mese. Un dato, questo 58%, che mette l’Italia ai primi posti (superata solo dal Portogallo e alla pari con la Grecia) nella poco simpatica graduatoria dei 25 paesi europei aderenti all’Unione che fotografa il disagio sul piano del far quadrare i conti. E proprio tra questi due estremi che si muove il rapporto su consumi e distribuzione, realizzato dall’ufficio studi di Ancc-Coop in collaborazione con l’istituto di ricerca Prometeia e presentato a Milano nei giorni scorsi. Un rapporto che, come ha spiegato il vicepresidente di Ancc-Coop Enrico Migliavacca, conferma l’inesorabile e strutturale evoluzione dei consumi: perché se nel 1970 la voce alimentari e bevande valeva il 34% del totale, nel 2004 il suo peso era sceso al 16%. Il tutto a vantaggio di ambiti e nuovi capitoli di spesa (pensiamo solo negli anni più recenti al boom degli apparecchi elettronici di vario tipo, dai cellulari agli I-pod ai navigatori per auto) ma anche a vantaggio di servizi e bollette che si mangiano un pezzo sempre più importante dello stipendio degli italiani (senza avere una scelta alternativa). Non è un caso che nel primo semestre 2006 i prezzi dei combustibili da riscaldamento siano cresciuti del 10,6%, i carburanti da autotrazione del 10% la raccolta rifiuti ed i servizi sanitari del 5,3%, mentre i generi alimentari segnano un modesto + 1% con capitoli come la frutta che viaggiano addirittura in negativo, con un - 5,1%. Il rapporto Coop sviluppa poi un raffronto tra Italia e resto d’Europa. Un raffronto che dimostra i tanti oneri che ci portiamo dietro e che pesano su famiglie e imprese. Tra 2000 e 2004, nel capitolo spese per l’abitazione, elettricità, gas e continua a pagina 17 > ottobre 2006 1 consumatori in primo piano ripresa In casa Coop, dal 2001 ad oggi, un risparmio di oltre il 9% Anche nel 2006 un dato dello 0,4% sotto a quello Istat Anche il 2006 continua a segnare una divaricazione tra la dinamica dei prezzi nei mercati legati agli energetici e ai servizi/tariffe e l’inflazione nel settore alimentare, dove l’aumento dei prezzi risulta fortemente contenuto. Come si può vedere nella tabella nella pagina successiva, solo per la casa, l’acqua, l’elettricità e i carburanti, i consumatori hanno speso il 5,9% in più con un’incidenza sul volume complessivo dei consumi che continua ad aumentare ed ha raggiunto il 9,5%. Alimentari: prezzi contenuti nel primo semestre 2006 Nei primi otto mesi del 2006, dopo un anno di prezzi fermi o ottobre 2006 in riduzione, è restata molto contenuta la dinamica dei prezzi alla vendita dei prodotti industriali, nonostante le forti richieste di aumenti di prezzi dei listini da parte dell’industria. Gli incrementi hanno riguardato settori colpiti da eventi “traumatici”: ci riferiamo soprattutto alle preoccupazioni connesse all’influenza aviaria che hanno spostato significativamente i consumi dalle carni bianche alle carni rosse. I prezzi in coop: + 0,2% negli ultimi 12 mesi Coop continua a contenere i prezzi al di sotto delle dinamiche di mercato. Negli ultimi dodici 15 mesi l’inflazione alimentare Coop è stata pressoché nulla (+0,2 %) rispetto a quella Istat (+0,8 %). Nell’arco di tempo compreso tra inizio anno e luglio 2006 l’inflazione Coop è rimasta contenuta entro lo 0,7% contro il +1,1% Istat. Negli ultimi sei anni Coop ha garantito un forte contenimento della propria dinamica inflattiva rispetto alla dinamica nazionale Istat: la forbice - nel periodo 2001/2006 - si è progressivamente ampliata, garantendo più di 9 punti a favore del cliente Coop: cosi, ad inizio 2006 il livello dei prezzi in Coop si è riportato praticamente pari ai prezzi del 2002. 0RINCIPESSA0LATESSA 0ROTEINENOBILIPER%CCELLENZA $ISCENDEDALFRESCO-AREDEL.ORDEARRIVASULLENOSTRETAVOLE ILGUSTOFINEEDELEGANTEDIUNAPROTAGONISTADELLABUONATAVOLA LA0LATESSAD/LANDA&ILETTISEMPREPRONTIADIVENTARE UNPIATTODIPESCESANOESENZALISCHEAPPREZZATODAGRANDI EPICCOLIFACILEDAPREPARAREINTANTEBUONISSIMERICETTE 0ROTEINENOBILIALLAPORTATADITUTTILAVORATEINMODERNI IMPIANTIEDISTRIBUITECONIPIáGARANTITISISTEMIDIGESTIONE DELFREDDODALBANCOFRIGOOFRESCOALVOSTROPIATTO !RRIVA0RINCIPESSA0LATESSASUA%CCELLENZALA1UALITÌ WWWPRINCIPESSAPLATESSAIT consumatori in primo piano la vignetta di ellekappa altri combustibili, l’aumento dei prezzi, segna uno svantaggio per l’Italia, rispetto al resto dell’area euro, dell’8,6%. Prendendo solo 5 paesi (Germania, Italia, Spagna, Francia e Regno Unito), si scopre che fatto 100 il prezzo medio, noi paghiamo l’energia elettrica 134,9, la benzina 108,5 e il gasolio 108 (solo nel gas siamo più convenienti arrivando a quota 98). Dal canto suo Coop, di fronte a questo scenario ha evidenziato due filoni su cui intende operare in parallelo. In primo piano c’è quello della convenienza, sempre abbinata alla qualità e alla sicurezza dei prodotti. Del resto se il 58% delle famiglie si sente in difficoltà economiche è chiaro che il tema prezzi resta di assoluta attualità. E Coop ne è ben consapevole. Infatti, nel 2005 contro un’inflazione Istat dell’1,2% in campo alimentare, il dato Coop è stato dello 0%. Cioè prezzi fermi. Nei primi sei mesi del 2006, a fronte di una inflazione Istat dell’1,1%, Coop ha registrato un + 0,7%, con un differenziale positivo dello 0,4%. “I nostri risultati – spiega il presidente di Coop Italia Vincenzo Tassinari – sono frutto di Variazione prezzi ultimi 12 mesi Incidenza* Istat Coop Alimentare 15,4% + 0,8% + 0,2% Abitazione, acqua elettricità, combustibili 9,5% + 5,9% Trasporti 13,8% + 4,0% * La voce Incidenza esprime il peso delle singole voci sul totale dei consumi Inflazione nel settore alimentare negli ultimi 6 anni ISTAT COOP DELTA* 2001 + 4,1% + 2,8% 1,3% 2002 + 3,6% + 2,3% 1,3% 2003 + 3,1% + 0,9% 2,2% 2004 + 2,2% - 0,5% 2,7% 2005 + 0,0% - 1,2% 1,2% Gen-Lug 2006 + 1,1% + 0,7% 0,4% * La voce Delta esprime il vantaggio per i clienti Coop che in cinque anni risulta superiore al nove per cento Fonte: Elaborazioni Coop Italia su Dati Istati continua a pagina 19 > ottobre 2006 17 un pianeta da difendere di Mario Tozzi primo ricercatore Cnr - Igag e conduttore televisivo consumatori un lavoro di lunga lena che abbiamo svolto. Stiamo innovando la rete di vendita, abbiamo lanciato iniziative di fidelizzazione rivolte ai soci e stiamo promuovendo l’idea di una convenienza sicura tutti i giorni attraverso il “carrello della spesa”. Ma soprattutto quello che noi vogliamo esprimere è un concetto di convenienza strutturale, non legata a singoli episodi. I dati sull’arco di più anni sono lì a dimostrare che in 5 anni chi ha fatto la spesa da noi ha risparmiato oltre il 9%. Credo che più che la gara sui singoli prezzi e sulle rilevazioni spot, sulla quale comunque non ci tiriamo indietro, sia questa del lungo periodo la risposta che più conta per il consumatore”. Il secondo filone su cui Coop intende continuare a lavorare parte dall’assunto che, come spiega il presidente di Ancc-Coop Aldo Soldi, “Coop non è solo una catena leader nel mondo della distribuzione, ma è anche una associazione di consumatori. Per questo, se è vero che i consumi cambiano, come mostra la nostra indagine, è anche vero che troppa parte del reddito è prigioniera di monopoli e di corporazioni, di consumi obbligatori su cui il cittadino è solo costretto a subire”: Da qui la scelta di affiancare, all’attività caratteristica nei nostri punti vendita e al lavoro sulla convenienza, “l’impegno forte per favorire scelte politiche che diano più libertà di scelta al consumatore e liberino parte del reddito da quei vincoli di cui abbiamo parlato”. Èesattamente da qui che è partita la scelta Coop di promuovere la campagna sui farmaci (con 800 mila firme raccolte) che ha portato, grazie anche alla disponibilità mostrata dal governo, ad avviare, con grande successo, le vendita dei farmaci da banco e senza ricetta nei supermercati. “Anche in altri settori si possono avviare processi del tutto simili a quello dei farmaci. E se si può noi diciamo che si deve farlo – prosegue Soldi -. Penso al settore dei carburanti, a quello della telefonia, a quello dell’energia. L’obiettivo che ci diamo è di far entrare in campo il consumatore come utente organizzato, attraverso Coop, con consorzi di acquisto e con accordi che consentano di ottenere condizioni più vantaggiose”. ottobre 2006 L’uomo è cacciatore? La riapertura della stagione venatoria in Italia porta molti incidenti e aspre polemiche. A ragione, molti non riescono a comprendere quale sia, oggi, il vero motivo che spinge a quello che una volta veniva considerato impropriamente uno sport. I cacciatori raccontano di lunghe passeggiate all’alba, dell’immersione nella natura, del rapporto con il cane, della ricerca degli animali. Tutte cose che potrebbero comunque essere fatte senza l’atto finale dell’uccisione della preda: perché, invece, nessuno vi rinuncia? Levategli tutto, al cacciatore, ma non il fucile: perché non usa una macchina fotografica per rendere solo metaforico il momento della cattura? La ragione è molto semplice - e solo i cacciatori meno ipocriti riescono a sostenerla come “una contraddizione” -, che ammazzare un altro essere vivente è il vero scopo dell’attività venatoria: a chi caccia piace uccidere, altro che passeggiate nei boschi e conservazione della natura. Così una stragrande minoranza di italiani (meno di 800.000, cioè poco più dell’1% della popolazione), organizzati in una potente lobby trasversale, riesce a condizionare la chiara volontà di tutti gli altri decisamente contrari alla caccia (come dimostrano i dati dei votanti ai due referendum). Così in Italia si uccidono circa 100 milioni di animali all’anno, spesso contrariamente a quanto prescritto dalle leggi europee o in deroga perenne anche alla legge italiana (aperture anticipate, specie non cacciabili inserite nei carnieri, magari anche nelle aree protette). Per non parlare del bracconaggio (quasi sempre un bracconiere è un cacciatore) o del ruolo assegnato da alcune regioni ai cacciatori come regolatori della pressione demografica di caprioli o cinghiali: come se la colpa della loro espansione non fosse, in ultima analisi, degli stessi cacciatori che, negli anni, li hanno introdotti e ne hanno sterminato i naturali predatori. Per giustificare la carneficina spesso si sente dire che l’uomo nasce cacciatore e, dunque, che si tratti di attività perfettamente naturale. Ma non è così. La caccia è una strategia di sopravvivenza molto recente in termini evolutivi, che risale a meno di 300.000 anni fa: prima di allora Homo mangiava quello che raccoglieva e solo occasionalmente predava animali già morti per succhiarne magari il midollo dalle ossa, dopo averli contesi a iene e avvoltoi. La caccia degli uomini non è un fenomeno naturale in senso stretto, ma è stata ritenuta tale grazie a un’errata interpretazione dei reperti fossili degli antenati di Homo sapiens. Il ritrovamento di ossa di ominidi insieme con quelle di altri animali (ungulati, primati e carnivori) aveva fatto concludere che l’uomo avesse predato sia gli erbivori che i carnivori, visto anche il ritrovamento di ossa fratturate e apparentemente lavorate. A lavorarle erano stati, invece, gli istrici, per ricostruire l’equilibrio del calcio del loro corpo come fanno da sempre. Scimmie, cervi e ominidi giocavano in realtà, costantemente, il ruolo della preda rispetto ai grandi felini: altro che uomo cacciatore, prede eravamo! Nessuna specie caccia - come fa oggi Homo sapiens, almeno in occidente solo per il gusto di uccidere, ponendosi oggettivamente al di fuori della storia naturale e fornendo un triste spettacolo anche dal punto di vista culturale. 19 rubricag in primo piano il peso da di Silvia Fabbri La campagna Coop Più informazione per migliorare lo stile di vita Proprio partendo dai dati contenuti anche nel nostro servizio, che parlano del sovrappeso e dell’obesità come di problemi sociali sempre più rilevanti, Coop ha deciso di dedicare a questi temi una campagna nazionale volta appunto a contrastare il diffondersi dell’obesità ed a favorire invece un corretto stile alimentare e una vita non sedentaria. Questi obiettivi saranno perseguiti attraverso una pluralità di iniziative e di strumenti, a cominciare da una migliore informazione, che per diversi mesi vedranno le strutture Coop mobilitate nei confronti dei soci e delle famiglie. Si tratta di una iniziativa che si muove in coerenza con la pluriennale attività che Coop svolge nel campo dell’educazione all’alimentazione e al consumo consapevoli. Le caratteristiche ed i contenuti della campagna Coop verranno presentati in un convegno in programma a Roma ai primi di novembre. Nei prossimi numeri della nostra rivista non mancheremo di raccontarvi nel dettaglio di cosa si tratta. T utti faremmo volentieri a meno del grasso che, negli anni, si è depositato sul nostro corpo. Forse lo chiamiamo “superfluo” proprio perché vorremmo liberarcene senza soffrire, senza accorgercene. Invece combattere con la grassezza, o peggio con l’obesità, è la battaglia quotidiana di migliaia di persone, che comprendono quanto l’essere sovrappeso peggiori la qualità della vita, tolga le forze, ci faccia invecchiare prima. “Provoca essenzialmente gravi disturbi cardiocircolatori e posturali”, spiega Amleto D’Amicis, ricercatore dell’Inran, Istituto nazionale per la ricerca alimentare e la nutrizione. Detto in altre parole cuore e circolazione sanguigna arrancano, e le ossa si danneggiano anzitempo a causa del peso in più che sono costrette a sorreggere. Bisogna dunque cercare di rimanere il più possibile nel nostro peso forma oppure cercare di recuperarlo. Per questo, bisogna capire se siamo davvero grassi o obesi. Il sistema migliore è calcolare l’Indice di massa corporea che si ottiene dividendo il proprio peso per la statura espressa in metri e ancora per la statura. Ad esempio, nel caso di una persona che pesa 60 chili ed è alta 1,70 metri occorre fare 60 diviso 1,70 e ancora diviso 1,70. Se il risultato è un numero inferiore a 18,5 attenzione: siamo troppo magri. Tra 18 e 25 siamo in pieno normopeso, tra 25 e 29 è – ahinoi, sovrappeso – oltre i 30 siamo nel pericoloso territorio dell’obesità. “Ma non dobbiamo prendere queste tabelle per oro colato – esorta D’Amicis – anche perché bisogna considerare la propria struttura. Per fare un esempio: un corridore velocista, uno che corre i 100 metri, per intenderci, in base a questa tabella sarebbe obeso. Invece è solo molto muscoloso”. E allora? “Allora prendiamo il metro e misuriamo la nostra circonferenza tra la cresta iliaca – cioè dopo l’osso dell’anca - e l’ultima costola. Se misuriamo più di 88 centimetri siamo sovrappeso, oltre i 102 dovremmo già considerarci obesi”. Obesità in aumento Ma quanti sono gli italiani obesi? Negli ultimi 5 anni gli obesi in Italia sono cresciuti del 35%. Fino a non molti anni fa l’obesità, tutto sommato poco diffusa, non era considerata come un problema di salute pubblica (dati Oms - Organizzazione mondiale della sanità). Oggi invece è continua a pagina 22 > ottobre 2006 20 consumatori in primo piano Per l’Oms il sovrappeso è tra i più rilevanti fattori di rischio per la salute ma negli ultimi cinque anni gli obesi sono cresciuti del 35%. Per dimagrire occorre ridurre le calorie totali assunte in una giornata e fare più movimento togliersi Essere grassi non è un destino Più che dal Dna, i bambini sono condizionati dal comportamento a tavola dei loro genitori Secondo un centro studi internazionale – l’International Association for the Study of Obesity – entro il 2010 saranno obesi il 38% dei bambini e degli adolescenti. In Italia, il 36-37% dei bambini di 9 anni è interessato da obesità e, in generale, è in soprappeso il 35% di tutti i bambini e un 10, 12% è obeso. Percentuali più alte che tra gli adulti. In effetti stare ore a guardare la televisione non sarebbe di per sé origine di comportamenti negativi. Se non fosse per due motivi: l’uno, appunto, relativo alla spinta al consumo di cibi non sempre nutrizionalmente corretti. L’altro è che stare seduti ore a guardare la tivù, fa sì che i bimbi si muovano poco, quando invece le ore si svago dovrebbero essere preferibilmente di movimento. “Un bambino ingrasserebbe anche se leggesse l’Ulisse di Joice, stando in poltrona come davanti alla tivù”, scherza il dottor D’Amicis”. Un paradosso per spiegare che, anche in questo caso, è il movimento la chiave per prevenire l’obesità, anche nell’infanzia. Ma di movimento se ne fa sempre meno: far praticare attività sportive ai ragazzi costa – specie nelle città, dove non tutti hanno a disposizione aree verdi e campetti sotto casa - e non tutte le famiglie ce la fanno. Ma l’elemento che più di ogni altro, ovviamente, influenza i comportamenti dei più piccoli, sono i grandi, in particolare quello che i genitori fanno, molto più di quello che dicono. “In base alle noottobre 2006 21 stre indagini – spiega il nutrizionista – se un bambino ha entrambi i genitori magri ha solo un 17% di probabilità di diventare un bambino grasso”. E non è solo una questione genetica, ma comportamentale. “Tant’è vero che c’è una differenza, anche se leggera, tra il comportamento che i due genitori inducono nel figlio: se un bambino è figlio di madre grassa, avrà il 25% di probabilità di diventare grasso; se è il padre ad essere soprappeso, accadrà nel 24% dei casi”. Un fenomeno facilmente spiegabile: è la madre che per lo più acquista i cibi e li cucina. Anche se poi ci si siede a tavola tutti insieme. Secondo il dottor D’Amicis bisogna rimediare al grasso superfluo finchè si è piccoli. “In generale – spiega – quando si è grassi da bambini si ha un’alta probabilità di diventare grassi anche da adulti. Ma i problemi seri insorgono quando si superano le colonne d’Ercole dell’adolescenza. Se si superano i 15-16 anni ci si avvicina pericolosamente all’obesità cronica. Infatti - come spiega Franco Tomasi, specialista in scienze dell’alimentazione – un bambino che a 5 anni presenti una condizione di eccesso di peso ha 38 volte più probabilità di avere lo stesso problema a 10 anni e un bambino obeso di età compresa tra i 10 e i 15 anni se per caso ha un genitore obeso vede aumentare il rischio di mantenersi obeso anche da adulto fino all’80%”. in primo piano Comportamenti L’etichetta salva il giro-vita e la salute: impariamo a leggerla Ecco una efficacissima pratica antigrasso: leggere bene le etichette dei cibi che acquistiamo. Anzitutto per fare un po’ di conti con le calorie totali che introduciamo. Ma anche - e soprattutto - per capire a quanto ammontano le percentuali di grassi, di zuccheri, di proteine contenute in un cibo. Insomma, c’è caloria e caloria, per questo è necessaria l’etichetta. Imparando a leggerle, facciamo del bene non soltanto al nostro giro-vita, ma anche alla nostra salute. Inoltre possiamo verificare le indicazioni sulle origini del prodotto. Abituiamoci perciò ad acquistare i cibi confezionati che presentano etichette dettagliate (come quelle Coop) e impariamo anche a leggerle con attenzione, queste nostre alleate. Anche perché l’abitudine di acquistare cibi inscatolati e pronti per essere messi in tavola è sempre più diffusa. tra i più rilevanti fattori di rischio per la salute. In base a una indagine Istat, gli uomini, nel 45% dei casi, dichiarano di essere sovrappeso. Le donne solo nel 25%. “Ma si tratta di autovalutazioni e dunque – spiega D’Amicis – è probabile che siano troppo ottimistiche, sottostimate”. Ma anche se le donne sono – o si sentono – magre, maggiore è la probabilità che hanno di ingrassare, anche se solo dopo i 40. Probabilottobre 2006 Non sempre si ha tempo per cucinare e le donne lavorano tanto, in casa e fuori. Surgelati & C. diventano allora preziossimi alleati di mamme e mogli, in particolare nei giorni feriali. I singles, però, devono fare attenzione: spesso i precotti sono in porzioni da due e una persona sola finisce per mangiare tutto quello che si mette nel piatto. Meglio allora – di tanto in tanto – mettersi ai fornelli, anche perché prepararsi da mangiare significa dedicare del tempo a se stessi, conoscere gli elementi primari dei cibi e, dunque, il nostro corpo (se è vero che siamo quel che mangiamo). Le persone sovrappeso non devono poi sottovalutare l’effetto “saziante” del cucinare. Manipolare un cibo significa cominciare a mangiare, almeno con gli occhi. Col risultato che poi mangeremo un po’ meno con la bocca. mente perché fino a quell’età – assai critica, psicologicamente, per il sesso femminile – le signore tengono sotto controllo la linea. Poi ci lascia andare un po’ di più. Già, perché tra le cause del sovrappeso c’è il matrimonio. I singles sono mediamente più magri degli sposati. “Tolto il primo anno di inviti a cena, gli sposati poi non escono più, stanno davanti alla tivù... Insomma basti pensare che con un boccone in più da 20 calorie al giorno può anche significare 1 chilo di grasso depositato all’anno”. Ecco dunque perché ci si ritrova cicciotelli, o peggio, dopo i 40. Come opporsi a questo percorso, che sembrerebbe quasi un destino ineluttabile? La prima regola è muoversi di più. Non solo nelle 3 o 4 ore a settimana - “comunque troppo poche”, protesta D’Amicis – che dedichiamo allo sport. Bisogna abituarsi a sostituire il più possibile le proprie gambe al motore dell’auto, all’ascensore. E dunque andare in bici, camminare, fare le scale, quando possibile. Dovete andare fino al 12º piano? Nessuno dice di farli tutti a piedi... Ma scendere al nono e poi proseguire a scalini sarà un ottimo esercizio, se fatto tutti i giorni. E anche se andiamo in macchina e siamo a una ragionevole distanza dal lavoro, perché non usare la bici? Nel traffico delle città si rischia di essere anche più veloci delle auto incolonnate, per non parlare del parcheggio. Con l’autobus, si può sempre scendere una fermata prima, quando abbiamo 22 una manciata di minuti di anticipo. Insomma, le occasioni sono innumerevoli, basta la volontà di buttare i chili senza cambiare – o quasi – la dieta. Semplicemente basterebbe mangiare più regolarmente o diminuire di un terzo le nostre porzioni di cibo. Anche perché – mediamente – quando ci sediamo a tavola la nostra alimentazione è piuttosto equilibrata. Paradossalmente lo è più a nord che a sud, terra dell’olio d’oliva e della dieta mediterranea. L’Italia, infatti, non è ovunque uguale, per quanto riguarda il numero delle persone soprappeso: il nord-ovest è la zona più magra. Poi seguono nord-est e centro, più o meno equivalenti, e infine il sud e le isole. Bruciare di più Ma quali regole dovremmo seguire per dimagrire, migliorare il nostro stile di vita e, in definitiva, campare più a lungo? “Anzitutto bisogna smetterla di saltare la prima colazione. È chiaro che non mangiare appena svegli è anche la conseguenza del fatto che si mangia sempre più tardi, alla sera, e si mangia tardi più al sud che al nord. Comunque, se ceniamo alle 10, 11 di sera è chiaro che ci svegliamo al mattino senza voglia di fare una buona prima colazione”. E che la prima colazione sia ricca di carboidrati e proteine, più che di grassi, per darci quel senso di sazietà che ci porti fino a mattina inoltrata”. Meglio non arrivare ai pasti affamati, infatti, per non corre- alfabeto alimentare di Eugenio Del Toma presidente onorario dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica consumatori re il rischio di abbuffarsi: per questo è buona norma suddividere l’assunzione della quota giornaliera di calorie in 4, anche 5 tra spuntini e pasti. E poi – come si diceva – è fondamentale muoversi di più. “Un buon segnale del fatto che stiamo bruciando calorie è il sudore – spiega D’Amicis -. Il muscolo è come un motore, che disperde in calore circa il 75% dell’energia che consuma. Un muscolo che lavora abbastanza a lungo si surriscalda e dunque la superficie della pella suda. Dunque, se sudiamo, significa che stiamo bruciando più calorie del solito”. Muoversi è salute, quindi, anche se sembra che la maggior parte degli italiani lo ignori. Secondo l’Oms, infatti, anche se i praticanti continuativi, in Italia, sono in aumento (11,8 milioni, + 3,8%), cresce anche la categoria di cittadini che non fanno nulla o praticano l’attività fisica molto saltuariamente (23 milioni, + 4,8%). Se si pensa poi che fare attività fisica, oltre a essere una tra le migliori medicine per vivere a lungo e in salute, aumenta l’occasione – ma anche la propensione dei singoli individui – a fare periodicamente controlli medici, ecco che si può comprendere perché l’Oms consideri l’essere sedentari una vera e propria malattia sociale. Una malattia che si concentra, ovviamente, nel ristretto club dei paesi industrializzati, anche se non necessariamente l’essere sovrappeso è una malattia “da ricchi”, anzi: chi ha denaro e cultura sa meglio interpretare i propri bisogni nutrizionali. Proprio per aumentare il livello di consapevolezza di tutti riguardo ai rischi che si corrono vivendo sovrappeso, l’Associazione di dietetica e nutrizione clinica (Adi) ha lanciato, per il 10 ottobre, la giornata della prevenzione dell’obesità (per informazione si può consultare il sito www.obesityday.org). Alimentarsi correttamente, poi, farebbe bene non solo a noi, ma anche al resto del mondo. Per il momento, purtroppo, lo squilibrio nella disponibilità di risorse e nella loro distribuzione sta peggiorando: il 20% della popolazione mondiale consuma l’86% dei beni prodotti, e il quinto più ricco della popolazione mette in tavola il 45% della carne e del pesce disponibile. E nel 2006 il numero degli obesi ha superato quello dei sottonutriti. ottobre 2006 La dieta? non basta Meglio la “strategia globale” antigrasso Il mangiar sano e l’obesità sono argomenti di grande interesse per l’opinione pubblica, al punto che ogni notizia trasmessa dalle Agenzie di stampa viene ripresa dai quotidiani e dalle televisioni con avidità, anche quando si tratta di dettagli o di iniziative stravaganti di scarso o nullo significato scientifico. Un giorno si parla di imporre una tassa aggiuntiva sugli alimenti più ricchi di calorie (già accade per i superalcolici) oppure s’immagina, in un Paese di libere tradizioni come l’Inghilterra, di costringere per legge i ristoratori a riportare sul menù, accanto al prezzo dei singoli piatti, anche il contenuto calorico. I mass media prospettano rimedi di tutti i tipi, talora stravaganti, pur se c’è una base logica nel chiedere che a fianco del prezzo di un piatto, guarnito, cucinato e porzionato dal singolo ristorante, figuri anche il presumibile valore calorico del prodotto finito (un contorno di melanzane ha ben poco a che fare con le calorie di una parmigiana di melanzane, né una trota al cartoccio avrà le calorie di una trota alla mugnaia!). In altra parte della rivista si può leggere l’intervista che “Consumatori” ha fatto ad un valente epidemiologo dell’Istituto della Nutrizione dove risalta chiaramente il danno medico-sociale provocato dall’obesità, cioè dallo scompenso che si è andato accentuando nel bilancio fra le entrate energetiche (il nostro cibo) e le uscite energetiche paurosamente diminuite con la sedentarietà che ormai domina lo stile di vita in ogni fascia di età. Comunque, resta il fatto che gli obesi rischiano non soltanto una serie di complicanze invalidanti ma anche l’emarginazione dalla società civile come già è accaduto ai fumatori. Insomma, è tempo di guerra all’obesità, come ha programmato l’Organizzazione Mondiale della Sanità con la sua recente “Strategia globale su dieta, attività fisica e salute”. Però bisogna spiegare chiaramente che la dieta senza il recupero quotidiano di almeno mezz’ora di cammino (a passo svelto!) o di qualsiasi altra attività fisica (dal giardinaggio agli sport prevalentemente aerobici) non basta a risolvere il problema che per la maggior parte dei cittadini non consiste nel mangiar troppo ma anche o soprattutto nel muoversi poco o nulla. Bisogna diffidare di quanti propongono diete più o meno stravaganti: nessuna dieta da sola può risolvere il problema dell’obesità senza un contemporaneo miglioramento dello stile di vita e senza la rinuncia alla sedentarietà (non importa se dovuta ai banchi di scuola, a Internet e playstation o alla banale ma vera difficoltà di trovare il tempo e i luoghi adatti per passeggiare!). Dall’obesità non si esce per merito di una dieta, più o meno ben costruita, ma soltanto quando scattano dei seri propositi di cambiare “stile di vita” e si trova la perseveranza necessaria per raggiungere qualsiasi traguardo. Per dimagrire, e soprattutto per mantenere nel tempo il successo raggiunto, non basta scegliere alimenti light e piatti sconditi se poi non si trova il tempo e il modo di incrementare l’attività fisica, né si ha ben chiaro il rischio insito nel perpetuarsi degli errori comportamentali. 23 Per te ancora tanti sconti tutti d’oro! Scegli oggi stesso il tuo abbonamento tra 73 riviste di grande successo: più ti abboni, più risparmi! Megati scofinno al 77 IN PIÙ con le Formule Abbinate la convenienza si moltiplica! OFFERTA Vip OFFERTA Fashion Pensate per te, Vanity Fair più Glamour Grazia più Flair ottime come 64 numeri 64 numeri 2 riviste a soli 29,90 � 2 riviste a soli 35,70 � idea-regalo! 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Riviste Copie Prezzo* netto � con sconto per i Soci Coop * È previsto anche il pagamento in 2 rate AD Auto Oggi Banca Finanza Casa Facile Casabella Casaviva Chi Ciak Classici del Giallo Confidenze Cosmopolitan Compact Creare Cucina Moderna Darwin Donna Moderna Economy Espansione Evo Flair Focus Focus Domande&Risposte Focus Giochi Focus Junior Focus Storia Geo Giallo Mondadori Giornale d. Assicurazioni Giudizio Universale Glamour GQ Grazia I Romanzi Internazionale Interni Intimità Iocucino Jack La Cucina Italiana Left Avvenimenti Linus L’Uomo Vogue Men’s Health Panorama Panorama Travel PC Professionale Per Me Prometeo Rolling Stone Sale & Pepe Segretissimo Sorrisi e Canzoni TV Starbene Top Girl Traveller Tu Urania Urania Collezione Vanity Fair Vera Magazine V&S Vie del Gusto VilleGiardini Vogue Italia Art Attack Magazine Bambi Cip & Ciop I Classici Disney Paperinik Cult Paperino Topolino Winnie The Pooh W.I.T.C.H. Zio Paperone 12 52 11 12 10 12 52 12 52 52 12 6 12 6 52 52 11 10 12 12 4 12 12 6 12 26 11 11 12 12 52 48 51 10 52 12 12 12 51 12 10 12 52 10 12 12 4 12 12 12 52 12 12 12 52 12 12 52 12 12 12 10 12 12 12 12 12 12 12 52 12 12 12 27,00 32,90 34,60 15,30 73,00 16,80 39,90 22,00 84,00 29,00 13,00 18,60 12,50 25,00 27,00 29,90 27,00 31,00 9,90 25,94 11,95 16,90 18,90 17,50 25,90 46,80 35,70 33,00 10,80 13,50 23,90 86,40 84,00 59,50 48,70 11,70 18,90 29,70 78,50 29,70 20,00 19,00 37,80 22,80 32,00 17,40 19,60 20,80 22,30 21,60 29,90 15,50 10,95 29,80 29,00 21,60 29,40 28,00 18,00 18,70 24,00 29,00 17,40 21,00 22,00 23,50 22,00 22,80 22,80 59,00 20,00 22,00 34,00 55% 58% 37% 20% 37% 60% 60% 47% 55% 57% 46% 31% 20% 30% 63% 71% 50% 37% 73% 28% 25% 26% 37% 27% 38% 50% 35% 40% 55% 61% 74% 50% 45% 38% 33% 35% 55% 38% 45% 45% 60% 39% 74% 43% 46% 42% 38% 40% 36% 50% 56% 32% 52% 60% 38% 50% 50% 64% 40% 60% 50% 35% 71% 24% 32% 30% 32% 30% 32% 46% 33% 27% 21% � 24-25 pubblicita.indd 25 25-09-2006 10:00:26 consumatori in primo piano dal 14 al 22 ottobre torna Io faccio la spesa giusta, l’iniziativa dedicata ai prodotti del commercio equo e solidale dieci anni solidal 10 e lode... è proprio il caso di dirlo. Spengono la decima candelina i prodotti della linea Solidal Coop, solo prodotti a marchio provenienti dal commercio equo e solidale controllati e certificati da Transfair, il consorzio indipendente senza scopo di lucro che verifica il rispetto dei criteri del commercio equo e che lavora per diffonderli nella distribuzione italiana. Caffè dal Guatemala, tè dallo Sri-Lanka, cacao dal Paraguay, zucchero di canna dal Perù, polo in cotone dall’India: sono alcuni dei prodotti che Coop acquista nei paesi del Sud del mondo - ed è stata la prima insegna moderna a trattarli con un marchio esclusivo -, garantendo ai produttori locali un aiuto economico concreto grazie a contratti di lunga durata, al pagamento di un prezzo sufficiente a coprire i costi di produzione e all’offerta di opportunità di sviluppo in campo sociale con un salario adeguato e condizioni di vita migliori. “L’entrata dei prodotti Fairtrade nella distribuzione e in particolare in Coop - sostiene Paolo Pastore direttore operativo del consorzio Fairtrade Transfair Italia - ha contribuito notevolemente alla diffusione della cultura del Commercio Equo che attraverso questi canali è divenuto più popolare. La distribuzione cooperativa ha dato inoltre un importante apporto culturale ed educativo grazie ai numerosi corsi e alle iniziative realizzate sia con gli studenti che con gli adulti. Possiamo dire che 30 progetti nel sud del Monottobre 2006 do sono cresciuti grazie a questo apporto. Abbiamo lavorato insieme a Coop, coinvolgendo i produttori in conferenze ed incontri in Italia a cui hanno partecipato moltissimi soci. Passo passo, attraverso queste azioni abbiamo raggiunto un risultato importante e oggi il 30% della popolazione italiana conosce il Fairtrade meglio e ne acquista i prodotti in modo continuativo”. Giusto adesso Insomma, buoni per noi e buoni per i paesi in via di sviluppo, ai prodotti del commercio equo e solidale viene dedicata anche quest’anno l’iniziativa Io faccio la spesa giusta giusta, una settimana dal 14 al 22 ottobre - promossa da Transfair perché i fattori etici soci in azione in coop adriatica Dal 14 al 22 ottobre in tutti gli ipercoop e nei principali supermercati di Coop Adriatica i soci saranno presenti nei punti vendita per illustrare ai clienti le qualità degli articoli Solidal Coop e per raccontare come l’acquisto di questi prodotti possa essere una risposta, piccola ma concreta, ai problemi dello sviluppo e della disuguaglianza economica nel mondo. Per l’occasione verranno messe in vendita 26 referenze Solidal Coop, tra cui la nuova polo uomo a manica lunga, e su tutti verrà praticato lo sconto del 10%. I soci volontari distribuiranno campioni gratuiti di crema spalmabile Coop equo-solidale, insieme a depliant informativi sull’iniziativa. Quest’anno alla linea Solidal si affiancheranno i prodotti con il marchio Libera Terra, prodotti sui terreni confiscati alla mafia. 26 cibo e cultura di Massimo Montanari docente di Storia medievale e di Storia dell’alimentazione, Università di Bologna DOLce o salato? coop pesino sempre di più nelle scelte d’acquisto dei consumatori. L’adesione di Coop a questa terza edizione vedrà molte iniziative commerciali e sociali tra cui uno sconto del 10 per cento sulla linea Solidal Coop, la presenza di soci in numerosi punti vendita, con la funzione di informatori a disposizione del pubblico per far conoscere il commercio equo e i prodotti Coop, e l’omaggio, nei punti vendita dove sono previsti i presidi dei soci, di una confezione monodose di crema spalmabile Solidal. “Lo scorso anno abbiamo avuto circa un milione di contatti, le scorte dei prodotti spesso si sono esaurite nei punti vendita e abbiamo visto che chi si è avvicinato ai prodotti Fairtrade in questa settimana poi non li ha abbandonati. - precisa Paolo Pastore - Un esempio può essere quello degli ananas freschi Solidal che hanno raddoppiato il volume di vendita tra il 2004 e il 2005 e confermeranno un ulteriore risultato quest’anno raggiungendo le 1.200 tonnellate. I consumatori in particolare gradiscono i prodotti Solidal perché non sono indifferenziati, ma già nella confezione trovano le indicazioni sull’origine e la provenienza del produttore. Durante la settimana equa queste informazioni vengono implementate grazie alla presenza dei soci Coop nei punti vendita, dando così ancor più risalto al significato sociale di questa scelta”. ottobre 2006 Il carrello delle bevande e degli snack attraversa il corridoio dell’aereo. Prima domanda della hostess: “Dolce o salato?” Qualcuno sceglie il caffè col dolcetto, altri la bibita con le arachidi… Tutto bene, naturalmente. Ma lo storico in viaggio non può fare a meno di pensare che appena mezzo millennio fa (non è tanto, pensateci: solo una quindicina di generazioni) una domanda del genere sarebbe apparsa strana. Tutti hanno sempre saputo distinguere il dolce dal salato: sono le papille gustative a insegnarcelo. Ma, nella cultura medievale e rinascimentale, il contrasto fra dolce e salato si tendeva ad annullarlo, piuttosto che a enfatizzarlo: alla separazione dei sapori si preferiva il gioco della mescolanza. Il dolce (che i poveri ottenevano con il miele, i ricchi con lo zucchero) si metteva un po’ dappertutto: “lo zucchero non guasta mai minestra”, scrive Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, nel trattato “sul piacere onesto e la buona salute”, a metà del Quattrocento. Lo stesso ripetevano medici e gastronomi, e confermavano i proverbi popolari. Il gusto dolce/salato, che ancora oggi troviamo in molte cucine del mondo, allora era il più diffuso anche in Europa. La regola di fondo che governava queste scelte era l’idea – anche dietetica, anche medica – che mescolare i sapori sia un bene, dato che ogni sapore manifesta le qualità di un cibo e che un regime alimentare è tanto più equilibrato quanto più riesce a tenere insieme qualità diverse, incrociando e contemperando gli apporti 27 diversi che ogni alimento è in grado di fornire. Su questa regola si costruirono gusti alimentari piuttosto diversi da quelli che poi si affermarono in epoca moderna, soprattutto a iniziare dal Sei-Settecento. A quel punto, infatti, la scienza dietetica prese altre vie (concentrandosi sulla chimica degli alimenti più che sul loro uso gastronomico) e l’arte della cucina introdusse l’idea di separazione: distinguere i sapori l’uno dall’altro, riservare a ciascuno il suo posto, sia nella preparazione delle ricette, sia nell’ordine delle vivande (fu allora che il “dessert”, momento finale del pasto, cominciò a reclamare tutto per sé il sapore dolce, eliminandolo dalle carni, dai pesci, dalla pasta, dalle verdure, che assunsero caratteristiche più decisamente “salate”). Da questa “rivoluzione del gusto” – come l’ha chiamata lo storico Jean-Louis Flandrin – deriva la nostra esperienza gustativa. Quella che, appunto, rende non solo possibile, ma “normale” che anzitutto ti venga chiesto se desideri qualcosa di dolce o di salato. A meno che non si tratti di un cibo escluso per definizione dall’area del pasto: ho in mente la pubblicità di un “fuoripasto dolce-salato” che appunto per il fatto di qualificarsi “fuori pasto” giustifica la sua duplice (ambigua) identità dolce e salata. Questa ambiguità, per molto tempo non è stata tale. Al viaggiatore del XV secolo, se mai fosse salito su un aereo (ma dovevano ancora inventarli), nessuno si sarebbe permesso di chiedere: “dolce o salato?”, perché non avrebbe capito la domanda, o comunque avrebbe risposto: “dolce e salato, naturalmente”. consumare informati consumatori BONTÀ DA La crema Solidal Coop è preparata con zucchero di canna e cacao del commercio equo e solidale. Sarà offerta nei punti vendita nell’ambito dell’iniziativa “Io faccio la spesa giusta” ottobre 2006 di Anna Somenzi G li ingredienti sono ben in vista sull’etichetta, come i produttori, per chiarire subito il doppio valore di questo prodotto: buono e gradevole, di qualità sicura e legato al commercio equo e solidale. Che cosa sia il commercio equo e solidale è detto in altra parte del giornale, qui ci dedichiamo alla qualità del prodotto che sarà offerto ai clienti Coop nell’ambito dell’iniziativa “Io faccio la spesa giusta”, dal 14 al 22 ottobre. Una miscela di cacao zucchero e nocciole sapientemente amalgamate con grassi vegetali per renderla spalmabile. Zucchero di canna e cacao magro del commercio equo e solidale, nocciole italiane, sono gli ingredienti base che caratterizzano la crema spalmabile Solidal Coop. La lavorazione avviene in Italia, all’arrivo in stabilimento delle materie prime sono fatti i controlli preliminari chimico-fisici-microbiologici e sensoriali, tutti quelli necessari a garantire sicurezza e qualità, le caratterisitche richieste dai capitolati Coop. Se tutti gli ingredienti ottengono il 28 via libera parte la preparazione della crema con il dosaggio e la miscelazione. Le nocciole sono preparate e ridotte in purea solo al momento della lavorazione per mantenerne al meglio la fragranza. La miscela viene raffinata e lavorata a lungo perché acquisti cremosità. Caratteristica di questa fase è il concaggio: in conche aperte, grosse pale mescolano la crema per renderla omogenea e permettere che tutti gli aromi propri del cacao e delle nocciole si sviluppino. A questo punto il prodotto è pronto. Inizia la fase finale dei controlli: un filtro finissimo verifica che non ci siano residui di grumi o altro, vengono quindi riempiti i vasetti di vetro, tappati etichettati e controllati tutti con il metaldetector. E finalmente si può spalmare la crema e mangiare serenamente. L’etichetta Coop porta, in forma sintetica per lo spazio ridotto, la composizione nutrizionale per 100 g di prodotto: Kcal 539 fornite da 6 g di proteine, 31 g di grassi e 59 g di carboidrati. È un prodotto goloso, da gustare con piacere per la sua bontà e un po’ di parsimonia. consumare informati SPALMAre Invece direttamente dal Perù arriva lo zucchero di canna integrale biologico Solidal Coop: il primo che viene prodotto e anche confezionato sul posto L e comunità della Sierra di Piura, nella zona nord del Perù, con l’appoggio di Cepicafe, consorzio cooperativo locale, hanno perfezionato la produzione dello zucchero di canna e oggi sono riuscite a fare un passo in avanti, dal punto di vista tecnologico, economico, ma anche dal punto di vista del miglioramento della qualità della vita, incrementando la distribuzione della propria produzione a prezzi giusti, grazie all’appoggio del Conapi, importatore italiano e della distribuzione di Coop. Il progetto è iniziato nel 2003 con 64 ettari, 60 famiglie a Santa Rosa de Chonta, oggi le famiglie sono 543 che producono canna da zucchero biologica su una superficie di 500 ettari. In questa zona i produttori destinavano le coltivazioni di canna alla produzione di chancaca, un prodotto per il mercato locale la maggior parte del quale andava per la produzione del canazo (alcol). Il produttore che prima vendeva un sacco di chancaca, produzione tradizionale a 15-20 soles (circa 6 dollari), oggi riceve all’incirca 70 soles per lo stesso sacco (circa 21 dollari) per la produzione di zucchero equo. Si abbandona così la produzione d’alcol che con l’abbondante consumo distruggeva le famiglie, e si sviluppa la coscienza dell’importanza e dell’utilità delle produzioni di qualità. Chi produce alta qualità ottiene prezzi più alti e quindi un reddito maggiore. Con Solidal Coop, nel 2005, i produttori della Sierra di Piura hanno ricavato circa 230.000 dollari (sarebbero stati mediamente 70.000 dollari nel mercato normale), che equivale a oltre il 220 per cento in più rispetto alle quotazioni della filiera convenzionale. Lo zucchero di canna biologico Solidal ottobre 2006 Coop è integrale, ottenuto dalla spremitura della canna coltivata in agricoltura biologica, lavorata a caldo, ma senza alcuna raffinazione chimica. Solo le canne mature e tagliate a mano sono macinate per ottenere il succo, gli scarti, il bagazo, una volta secchi sono utilizzati per alimentare i fornelli. Il succo di canna è filtrato a freddo poi portato a temperature sempre più elevate, per completarne la pulitura e fare evaporare l’acqua. Il succo concentrato si trasforma in caramello che, in vasche di accaio e continuamente mescolato da pale di legno, cristallizza. Lo zucchero una volta raffreddato è grattugiato, mescolato e confezionato in loco, poi per mare arriva in Europa. Questo processo di lavorazione naturale permette di conservare proprietà naturali come la ricchezza di magnesio, ferro e calcio, assenti negli altri tipi di zucchero.La produzione, inoltre, avviene interamente in loco, dalla coltivazione fino al confezionamento, ampliando l’ambito dello sviluppo economico. nnn Coop al Salone del Gusto Buono pulito e giusto con Slow Food A Torino dal 26 al 30 ottobre la sesta edizione della rassegna internazionale biennale riservata all’eccellenza enogastronomia mondiale, organizzata da Slow Food. Quest’anno il titolo è: buono, pulito e giusto. Sono i punti per costruire un nuovo concetto di qualità e una via virtuosa che tutti, da chi produce fino a chi consuma, dovrebbero seguire. Profumi, colori, voci, personaggi, culture e storie creano la frizzante atmosfera in cui ci si immerge nel Mercato del Salone del Gusto: un percorso alla ricerca della qualità alimentare. Vi si trova il meglio della produzione gastronomica artigianale d’Italia nel padiglione 2 dove il “Buon Paese” sarà rappresentato da circa 300 produttori selezionati. Ma anche una selezione dei sapori più particolari del mondo con piccoli produttori, grandi istituzioni, consorzi e aziende. Andar per Isole e Cucine: le aree degustazione. Il senso della ristorazione al Salone del Gusto vuole essere proprio questo: ridare al territorio la possibilità di rappresentare appieno la sua tradizione gastronomica, attraverso i prodotti e i piatti che ne sono l’espressione. La presenza di Coop. Il sodalizio Coop Slow Food risale al 2002. Buono, pulito, giusto tema dell’anno vede Coop perfettamente allineata con i propri prodotti a marchio e con le proprie scelte in materia ambientale, etico sociale e di piacere del cibo. Unica catena della grande distribuzione presente, Coop dimostra come il prodotto di qualità possa arrivare al consumatore al giusto prezzo e nel punto vendita solito. Presentando la tessera socio Coop è previsto uno sconto sul biglietto d’ingresso. 29 consumare informati consumatori MASSAGGI di Claudio Strano Il “benessere” entra direttamente in casa con la doccia multifunzione, la vasca o la colonna attrezzata. Soluzioni con idromassaggio buone anche per i meno giovani. Ma attenti: gli errori d’acquisto qui si pagano cari I l business delle terme e dei centri benessere cresce del 15% l’anno. Se n’è parlato molto a una fiera come il Sana di Bologna. Aumentano gli italiani disposti a spendere per avere una buona forma psicofisica (l’8,7% frequenta un centro per la cura del corpo). Questo non significa che pace e relax si debbano ricercare per forza lontano da casa. Chi ha meno tempo e denaro può sperare di rimettersi in forma nel proprio ambiente domestico. Per esempio, regalandosi una doccia o un bagno che tonifichino la pelle, stimolino la circolazione sanguigna e linfatica, rilassino i muscoli e distendano la mente che trae beneficio del rilascio di endorfine attivato dalla pressione corporea. Tutto ciò lo si ottiene con il famoso idromassaggio. Dopo la vasca, è la doccia l’oggetto dei desideri verso cui si è spostato il mercato. Sei italiani su 10 la preferiscono per rigenerarsi con bollicine e getti d’acqua lungo tutto il corpo. Nella grande distribuzione, vanno a doppia velocità le vendite del box doccia multifunzione il quale rappresenta una valida risposta sia per i 12 milioni di ultrasessantacinquenni, sia per chi ha problemi di spazio e magari ha in programma la ristrutturazione del bagno. Va messo in preventivo, infatti, un impatto forte con la situazione preesistente a partire dallo smantellamento del piatto doccia. Se si vuole, invece, qualcosa di più soft ci sono le “colonne attrezzate” che al getto dall’alto aggiungono le bocchette orientabili a beneficio di schiena gambe e piedi: non richiedono la sostituzione della cabina e si installano anche sopra la vasca. Per montarne una basta togliere il rubinetto e collegare il pezzo all’impianto idrico ed elettrico dopo di che azionare il pannello di comando. Ma, come detto, è la doccia multifunzione a detenere lo scettro dell’arredo bagno. Sostituisce soffione e miscelatore con un box monoblocco ispirato al principio del “tutto in uno” purché rigorosamente antistress: a seconda dei modelli, offre idromassaggio cervicale, dorsale, lombare e plantare, doccia scozzese, terapia Kneipp e bagno turco (con tettuccio e aspiratore per i vapori caldi); e ancora l’impianto radio per rilassarsi o fruire della musicoterapia, Bagno di piacere Vasca, è partita da qui la rivoluzione delle bollicine In principio fu Jacuzzi il giovane. Era il 1968 quando il nipote di uno dei sette fratelli Jacuzzi, friulani emigrati in California, Roy Jacuzzi, appunto, per curarsi un artrosi reumatoide ideò quasi per caso la vasca con l’idromassaggio. Dopo 40 anni, se da una parte le vasche in acrilico hanno scalzato quelle smaltate, dall’altra i sistemi si sono perfezionati nonostante quasi nessuno dichiari la rumorosità. Al whirpool (vortice in inglese), tecnica originaria che consiste nella reimmissione nella stessa vasca, tramite diffusori laterali, dell’acqua aspirata da una pompa, si è aggiunto l’airpool, dolce immissione di aria dal fondo della vasca. Per conciliare ancora meglio il sonno, il gas da aggiungere è l’ozono. ottobre 2006 30 consumare informati D’ACQUA le luci colorate per la cromoterapia, il contenitore di oli essenziali per l’aromaterapia. L’evoluzione del mercato e della tecnologia è continua (dal box doccia combinato con la vasca, ai comandi dall’esterno per non bagnarsi in anticipo), ma per non lasciarsi sfuggire le cose importanti, fate attenzione anzitutto che la struttura portante abbia uno spessore minimo di 5 o 6 millimetri e che sia di cristallo temperato: sono due prime misure di antinfortunistica. Si contano infatti circa 40 mila incidenti l’anno da caduta sotto la doccia. Motivo per cui un sedile reclinabile può valere tanto quanto una costosa mezza vasca verticale, oggi molto reclamizzata, in cui si sta solo seduti. Difficilmente superabile, nel rapporto utilità/prezzo, è il classico maniglione, ma per i palati fini dal 2002 c’è una nuova tecnologia antiscivolo (brevettata) che ha dato vita al piatto doccia e più recentemente alla piastrella col grip. Realizzati in monocottura a 1250 gradi e certificati dal Centro Ceramico di Bologna, questi prodotti, che “nascono” già antiscivolo, permettono di superare l’odioso tappetino. Un problema comune a ogni box doccia del mondo. nnn Gli errori da evitare PRESSIONE DELL’ACQUA. Il principale errore prima dell’acquisto è di non tenere conto delle capacità del proprio sistema idraulico. Conviene far valutare da un idraulico che la pressione delle tubature di casa sia sufficiente. Due atmosfere è di norma quanto richiesto dalle docce multifunzione e dalle vasche sprovviste di pompa autonoma. CORRENTE ELETTRICA. alcuni box doccia hanno luce e radio incorporati e in questi casi, ovviamente, serve l’allacciamento all’impianto elettrico. accertarsi della capacità dello scaldabagno per non rimanere sotto l’acqua fredda. INSTALLAzIONE. non è cosa facile una corretta installazione. affidatevi a idraulici esperti che ve la garantiscano, al pari di un prodotto. Le mani sul portafoglio • Box doccia multifunzione (foto a sinistra): con 700 euro si può portare a casa casa, oltre all’idromassaggio, il box completo di illuminazione, radio e cromoterapia. Se si desidera anche il bagno turco, servono come minimo 1.200 euro. Per la cura completa del corpo (aromoterapia, fitocosmesi, terapia Kneipp, ecc.) e un livello superiore di prestazioni, dai 2.500 euro a salire. Per i meno giovani o i pentiti del “vado sempre di corsa”... salire • Vasca con idromassaggio (foto pagina accanto): dai 00 euro, in acrili- co rivestito di vetroresina, con 6 getti d’acqua e poggiatesta in dotazione, fino a diverse migliaia di euro per modelli sagomati, dal design accurato, con optional e programmi particolari. Per spiriti alternativi, amanti di una vita “assolutamente relax”... • Colonna attrezzata (foto qui a fianco): dai 60 euro in materiale plasti- co, fino a qualche centinaia di euro se in legno o cristallo. Sempre meglio di niente... I prezzi sono soggetti alle variazioni del mercato e non tengono conto di offerte e promozioni ottobre 2006 31 vivere bene consumatori È tempo di... uVA È sana, salutare e nutriente, serve a fare il vino ma può essere usata anche per tante ottime ricette. Andiamo alla scoperta di un tipico frutto autunnale. In Italia ogni anno se ne producono 100 milioni di quintali di Helmut Failoni C roccante. Sana. Nutriente. Sono soltanto tre degli aggettivi che si possono usare per tessere gli elogi dell’uva, il frutto autunnale per eccellenza. Il frutto da cui nasce il vino. In Italia si producono cento milioni di quintali di uva (Puglia, Sicilia, Veneto e Emilia Romagna sono le regioni che ne producono di più), la maggior parte della quale viene usata per il vino. Si raccoglie da luglio a novembre e la si trova sul mercato sino a gennaio, ma ciò nonostante viene considerata A settembre ci sono anche... FRUTTA E VERDURE Con l’autunno arriva anche un altro frutto tipicamente stagionale, che, un po’ come l’uva, ha la polpa dolcissima. Si tratta dei cachi, la cui pianta è originaria della Cina, dove viene addirittura considerata l’albero delle sette virtù. Cominciano anche le castagne e il periodo può essere buono per gli spinaci, i porri, i nashi (le pere – mele cinesi) e per le susine. Dal mese prossimo arance. ottobre 2006 quasi esclusivamente un frutto autunnale. Molto probabilmente per via della vendemmia, del mosto e della sua successiva trasformazione in vino. Senza voler addentrarci nella storia delle origini dell’uva, vogliamo tuttavia ricordare che la “vitis vinifera’ fu coltivata per la prima volta qualcosa come otto millenni fa in una zona compresa fra il Mar Nero, il Mar Caspio e l’Iran del nord. Nel 600 avanti Cristo arrivò in Europa (Francia) per opera dei Fenici, mentre nel II secolo dopo Cristo fu introdotta in Germania dai Romani. Ci sono davvero molte varietà di uva, che coprono una gamma cromatica che dal giallo sfuma nel verdognolo, per arrivare a tinte violacee che tendono al nero. Vediamo quali sono le principali: Alfonso Lavallée, Cardinal (ottenuta nel 1939 nella Stazione di Orticoltura di Fresno, in California, viene considerata una delle migliori varietà di uva precoce), Italia (ottenuta incrociando Bicane e Moscato D’Amburgo, è una delle più apprezzate uve da tavola), Panse precoce, Regina dei Vigneti, Regina bianca, Regina nera (è uno dei vitigni più antichi e diffusi tra le uve da tavola), Panieri (ottenuta a Velletri da Michele Palieri, incrociando Alfonso Lavallée e Red Malaga). L’uva è estremamente digeribile ed è un alimento molto zuccherino. Rispetto ad altri frutti, ha perciò un apporto calorico notevole (a seconda 32 della varietà può raggiungere tranquillamente 70 calorie per ogni 100g), a cui si va ad aggiungere un basso indice di sazietà, vista la sua succosità. I sali minerali contenuti nei chicchi sono soprattutto potassio e calcio, mentre la vitamina, quando è presente (anche qui a seconda delle varietà) è soprattutto quella C. Buccia e semi favoriscono il transito dei cibi nell’intestino e sono di conseguenza anche utili a chi soffre di stitichezza. L’uva svolge inoltre un’attività diuretica importante ed è un toccasana per la calcolosi urinaria e per le vie biliari, attiva le funzioni epatiche, contribuisce a ridurre il livello di colesterolo nel sangue e ad eliminare l’acido urico. Per sfruttare al meglio le sue virtù terapeutiche, i medici suggeriscono di mangiarla al mattino, a digiuno. Esiste, in molti ne parlano, una cura ricostituente e disintossicante a base di uva (ampeloterapia), che va naturalmente fatta soltanto sotto controllo medico. Se con questa terapia si mangia esclusivamente uva senza aggiungervi nient’altro, in cucina ci sono molti modi di utilizzare questo frutto: viene utilizzato soprattutto nella preparazione di dolci, sorbetti, gelatine, marmellate. Fra le numerosissime ricette con l’uva, ve ne proponiamo una con la faraona, descritta nel sito gastronomico www.cookaround.com. Procu- vivere bene Pesca regina di Londa di Francesca Baldereschi Valori nutrizionali Per 100 gr di uva: Parte edibile Vitamina C Acqua Proteine Lipidi Glucidi disponibili Fibra alimentare Sodio Potassio Ferro Calcio Fosforo Niacina Energia 94 % 6 mg 80,3 gr 0,5 gr 0,1 gr 15,6 gr 1,5 gr 1 mg 192 mg 0,4 mg 27 mg 4 mg 0,1 mg 61 kcal fonte: Istituto nazionale della nutrizione ratevi una faraona di circa kg 1,200, 100 g di mascarpone, bacche di ginepro, 200 g di pancetta, 30 chicchi di uva bianca e nera, salvia q.b., rosmarino q.b., vino bianco, un bicchierino di Marsala, sale e pepe, olio di oliva. La sera precedente pulite la faraona, bagnatela con il vino bianco e mettetela in frigorifero. Il mattino dopo, tritate qualche fogliolina di salvia, qualche ago di rosmarino, qualche bacca di ginepro e circa una decina di chicchi di uva snocciolata e sbucciata. Condite questo trito con il sale ed il pepe, aggiungete poi il mascarpone e mettete questo composto all’interno della faraona. Copritela quindi con le fette di pancetta, legatela bene e adagiatela in una teglia con l’olio e infornatela in forno caldo a 180 gradi. Quando sarà ben rosolata, bagnatela con il Marsala e durante la cottura continuate di tanto in tanto con un po’ di vino bianco. Fate cuocere per circa un’ora e, pochi minuti prima di togliere dal forno, unite i rimanenti chicchi d’uva interi. nnn ottobre 2006 33 Anche se l’origine è sconosciuta e la sua coltivazione in forme specializzate relativamente recente, è una varietà sicuramente antica. La pianta fu individuata negli anni Cinquanta del Novecento in un podere di Rufina, in Valdisieve, da un esperto arboricoltore, Alfredo Leoni, che intuendone il valore agronomico e commerciale (c’era allora forte richiesta di pesche tardive) iniziò a coltivarla a Londa, paese attraversato dalla strada che, sul versante occidentale del Monte Falterona, porta dal Mugello al Casentino. Grande, rotondo e leggermente schiacciato ai poli, il frutto ha buccia di colore bianco-verde chiaro, ampiamente macchiata e marezzata di rosso vivo nelle parti più esposte al sole; la polpa – soda, dolce e profumatissima – è bianco crema, con venature rosso vivo vicino al nocciolo. La pesca matura nella seconda decade di settembre, per questo è nota anche come regina d’autunno e tardiva di Londa. Crescendo bene in zone poco umide durante la notte, è particolarmente adatta all’Appennino toscano, asciutto e arieggiato, totalmente incontaminato, favorevole a coltivazioni biologiche e a produzione integrata. Benché sia molto produttiva e naturalmente resistente ai funghi patogeni, però, le difficoltà legate alla sua coltivazione hanno spinto molti ad abbandonarla negli ultimi anni: un’estate meno calda, infatti, basta a mettere in pericolo il raccolto tardivo. Inoltre la regina è ottima appena colta, ma mantiene intatte le sue caratteristiche organolettiche solo per una settimana da quando è staccata dall’albero. Oggi se ne coltivano appena mille quintali l’anno e la vendita è limitata ai mercati locali, nei paesi di Scarperia, Vicchio e Dicomano. Il Presidio sostiene e valorizza il lavoro degli ultimi coltivatori rimasti nella zona di origine. Per preservare la pesca regina di Londa è nata un’associazione di piccoli frutticoltori, che si sono dati un disciplinare di coltivazione rigoroso. Per prolungare il sapore e i profumi delle regine anche nei mesi successivi, i produttori del Presidio hanno avviato la trasformazione delle pesche in confetture e sotto sciroppo. vivere bene LA NUOVA BERLINO Dopo il Muro, una città rinata di Giuseppe Ortolano La curiosità Tra bunker e tunnel C’è un modo originale per scoprire il lato nascosto di Berlino ed è quello di affidarsi alle guide dell’associazione Berliner Unterwelten (www.berliner-unterwelten. de) che organizza i tour sotterranei tematici dal titolo “Bunker, tunnel e guerra fredda”. Tre diversi itinerari portano alla scoperta dei bunker costruiti ai tempi della guerra fredda ed all’annesso museo, ai quali si accede dalla stazione della metropolitana Gesundbrunnen. Si possono vedere le rovine di un’antica torre sotterranea di sette piani utilizzata dalla difesa antiaerea durante la II Guerra Mondiale, le installazioni segrete sotto piazza Bloch, così come le famose “stazioni fantasma” dove passavano, senza fermarsi, i treni provenienti dalla Germania est, sino a un moderno rifugio nucleare per 3400 persone, situato nei presso della stazione del metrò di Pankstraße. Durante le visite viene presentata anche la singolare rete di posta pneumatica che attraversò Berlino all’inizio del 19º secolo e illustrata la costruzione dei tunnel della metropolitana. ottobre 2006 L a Guerra Fredda è oramai un ricordo lontano. La Berlino nebbiosa e divisa dal muro, luogo di intrighi internazionali e guerra di spie, ha lasciato il posto ad una vivace città, rapidamente diventata una delle tre principali mete turistiche d’Europa, dopo Parigi e Londra. La capitale della Germania si presenta al turista con l’inconfondibile porta di Brandeburgo (Brandenburger Tor), simbolo della città e ricordo della passata divisione, dato che sino al 22 dicembre 1989, giorno della caduta del Muro di Berlino, la porta era chiusa e circondata dalla fascia della terra di nessuno. Dalla piazza parte la Unter Den Linden, il viale più famoso della città, il cui nome “sotto i tigli” ricorda gli alberi che lo adornavano fino a quando Hitler decise di farli tagliare per non oscurare le deliranti parate naziste. Poco lontano è sorto, occupando una vasta fascia di terra che segnava il confine tra est ed ovest, l’avveniristico quartiere di Potsdamer Platz, con i suoi arditi grattacieli, il grande centro commerciale Arkaden ed il futuristico Sony-Center. I fasti della città imperiale si ritrovano invece nel Reichstag, con la spettacolare cupola di vetro creata dall’architetto Sir Norman Foster; nei numerosi castelli o nell’isola dei pavoni (accessibile solo utilizzando il traghetto), con il suo pittoresco castello bianco del 1794. Ma Berlino è soprattutto la città dei musei: se ne contano 175, di cui ben 25 aperti negli ultimi 10 anni. Il cuore culturale della città è infatti proprio l’Isola dei musei (Museumsinsel), Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, che ospita cinque importanti sedi espositive: il museo di Pergamo (archeologico), l’Altes Museum (collezione permanente di arte antica), il Neues Museum (arte egizia), l’Alte Nationalgalerie (arte del XIX secolo) e il recentemente riaperto Bodenmuseum (collezione di sculture e museo di arte Antica e Bizantina). Nel 2006 sono stati inaugurati anche la Liebermann-Villa am Wannsee Museum, che ospita una mostra di dipinti di giardini, acquarelli e arti grafiche di Max Liebermann, il più importante impressionista tedesco, e il Deutsches Historisches Museum che, nell’edificio più antico del viale Unter den Linden, presenta 2000 anni di storia tedesca. Non bisogna dimenticare di visitare il Museo Ebraico (Jüdisches Museum) dalla forma di lampo, con le finestre a feritoia e il suo inquietante labirinto di stanze e spazi, tra i quali la sotterranea Torre dell’Olocausto a cui si accede passando attraverso una pesante porta che si richiude automaticamente con un pesante e sinistro rimbombo. Gli amanti della fotografia non devono invece scordarsi di visitare la fondazione Helmut Newton (Helmut Newton Stiftung) con oltre 1000 fotografie donate da questo famoso fotografo alla propria città natale. Berlino è una città che alla proposta culturale abbina anche il divertimento e sa cogliere le nuove tendenze giovanili. I quartieri più vivaci, specie nelle ore serali e notturne, sono Mitte, Prenzlauer Berg e Friedrichshain, con centinaia di discoteche e lounge di tendenza, nuovi club e cocktail-bar dagli stili più diversi. Senza scordare che quest’anno va di moda il club after-work, in cui ci si incontra dopo il lavoro per bere qualcosa e ballare. nnn 34 vivere bene consumatori Viaggio alla scoperta della capitale tedesca, tra zone ricreate da grandi architetti, musei straordinari e tanta cultura giovanile... Informazioni utili Robintur (www.robintur.it) propone ai soci Coop convenienti fine settimana a Berlino, con volo e due notti in albergo a tre stelle. Chi ha più tempo a disposizione può invece optare per un tour di 6 giorni in pullman, con visita della capitale tedesca e di Dresda. Anche Bonolatours (tel. 02-89546339) propone interessanti viaggi sia in aereo che in bus verso questa destinazione. Chi preferisce viaggiare per conto proprio può raggiungere la città, oltre che con i voli di linea, con le compagnie low cost Air Berlin (www.airberlin.com), Easyjet (www. easyjet.com) e Hapag Lloyd Express (www.hlx. com). Si può richiedere materiali turistico e informativo all’Ente Nazionale Germanico per il Turismo, Casella Postale 10009, 20110 Milano Isolà tel. 02-26111598. Altre notizie utili si ottengono consultando il sito, in parte in lingua italiana, www. berlin-tourist-information.de. Tra le guide turistiche più interessanti presenti in libreria si segnalano la originale Berlino della Clup Guide (18 euro) e la tradizionale Berlino della collana Guide Verdi del Touring Club (24 euro). Altri viaggi È purtroppo facile dimenticare la nostra storia recente. Ben venga quindi l’Historiale di Cassino (tel. 0776-313852, www.historiale.it) che si propone di raccontare gli orrori della guerra con l’aiuto di immagini, oggetti, filmati tridimensionali ed effetti speciali. Alla visita a questo percorso della memoria allestito nell’ex mattatoio di Cassino si possono abbinare escursioni e passeggiate nei luoghi che, intorno alla celebre Abbazia, sono stati testimoni delle violenze e delle distruzioni della II Guerra Mondiale. Novità agli scavi di Pompei. È stato finalmente riaperto il Lupanare, uno dei siti pompeiani più famosi al mondo grazie ai suoi quadretti dipinti, ed è per la prima volta visitabile la Casa dell’Ara Massima, denominata anche Casa del Narciso, dal dipinto che abbelliva la stanza da soggiorno. Quest’ultima apparteneva probabilmente ad un artigiano, essendo stati ritrovati un ottobre 2006 35 gran numero di strumenti in bronzo e un insolito tavolo con sfinge egizia. Per visitarla bisogna prenotarsi on-line sul sito www.arethusa.net, per informazioni tel. 081-8575347. L’Emilia-Romagna ha ben tre città, Modena, Ferrara e Ravenna, dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Per conoscerle meglio ed aiutare i visitatori ad organizzare una vacanza o un fine settimana tra arte e cultura, è nato il sito www.unescoemiliaromagna.it . Basta un clic e gli antichi splendori bizantini di Ravenna si intrecciano con l’epopea di Modena ghibellina e del suo maestoso Duomo, sino alla Ferrara di Boldini e De Pisis, in un percorso che non scorda la tradizione gastronomica. È anche possibile richiedere una copia omaggio della guida “Il patrimonio dell’Umanità in Emilia-Romagna”. Informazioni: IAT Ferrara, Castello Estense, tel. 0532-299303 Finalmente potete togliervi un peso. Nuovo Burro Alleggerito Piacere Leggero. Tutto il bello della leggerezza, tutto il buono di Granarolo. È nato il Burro Alleggerito Piacere Leggero, l’unico con il 25% di grassi in meno e il 100% di bontà Granarolo. Ideale per condire i primi piatti e come ingrediente per le tue ricette, ti regala tutto il piacere della buona tavola ogni volta che vuoi. cultura e oltre eventi “Ad alta voce” a cura di Giorgio Oldrini consumatori A Genova il Festival della scienza Letture d’autore tra Venezia e... Letture nei luoghi più diversi per la voce di autori, poeti, attori, comici. É il programma della edizione di quest’anno di “Ad alta voce”, l’iniziativa della Coop Adriatica per favorire la lettura che si svolge, come ormai è tradizione, a Venezia, a Bologna e a Cesena. Si comincia il 14 ottobre nella città lagunare, si continua poi il 18 a Cesena e si termina il 21 a Bologna. A Venezia le letture avvengono in piazze e supermercati, calli e all’ex Distretto militare di via Boerio, a Mestre a Villa Erizzo. Cinque gli incontri previsti a Cesena, da piazza Pia al Caffè Ina. A Bologna la novità sono le librerie Coop. Nel gazebo di piazza di porta Rovegnana si raccolgono i libri che i cittadini vorranno donare ai lettori rinchiusi nelle carceri cittadine. Ma chi leggerà? Tanti scrittori, tra i quali Carlo Lucarelli e Vincenzo Cerami, Oliviero Beha e Domenico Starnone, Andrea Purgatori e Sandrone Dazieri, Salvatore Niffoi e molti dei comici di Zelig, Ottavia Piccolo e Pino Corrias. Le entrate sono ovviamente gratuite, il programma è reperibile in tutti i negozi di Coop Adriatica. www.adaltavoce.it, numero verde: 800 857084 libri Oltre 250 eventi tra spettacoli, laboratori, conferenze, mostre interattive, incontri. L’edizione 2006 del Festival della Scienza, in programma a Genova dal 26 ottobre al 7 novembre, è dedicata al tema della scoperta e si preannuncia ricca di spunti e curiosità: dalla mostra Scienza e coscienza allo specchio, che mette il visitatore faccia a faccia con il proprio io, a Infinitamente Intimo, un viaggio fra le mille forme e colori che assume il corpo umano; da La fisica dei samurai, per capire le applicazioni della scienza alle arti marziali, a La scienza in cucina, un laboratorio realizzato in collaborazione con Coop Liguria, per analizzare con metodo scientifico i gesti della nostra quotidianità. Tra gli spettacoli, Matematico e impertinente, di e con Piergiorgio Odifreddi e Superstrings – Fisica e Musica, un’immersione nella fisica di Einstein con il fisico sperimentale Brian Foster e il musicista Jack Liebeck. I Soci Coop potranno acquistare il biglietto giornaliero a 6 euro, anziché 8, e l’abbonamento a tutto il Festival a 12 euro, anziché 15. www.festival.infm.it mostre Ritorna il Cile di Skarmeta La città alla Biennale d’architettura Vittorio Cecchi Gori ha già annunciato che ci farà un film, probabilmente di successo come è capitato anni fa col precedente libro di Antonio Skarmeta, Il postino di Neruda, allora interpretato da Massimo Troisi. Il nuovo romanzo dello scrittore cileno si intitola Il ballo della Vittoria ed è uscito recentemente anche in Italia. Racconta una storia tenera e struggente che si svolge nel Cile del faticoso ritorno alla democrazia. Protagonisti alcuni detenuti usciti dal carcere grazie ad un indulto, una ragazza innamorata della danza classica, ma segnata dalla morte del padre desaparecido ai tempi della dittatura, e il piano perfetto per il colpo del secolo, elaborato da un delinquente nano rimasto in carcere ed offerto generosamente a quelli che hanno riconquistato la libertà. Ma, naturalmente, Skarmeta ci parla attraverso questa storia piena di dolcezza e di ironia di una società ancora incerta, dove passato e futuro si mescolano a volte in maniera inestricabile e di sentimenti forti che legano chi cerca di uscire dagli incubi della dittatura e della miseria. Un libro che sarà sicuramente un film di successo. Antonio Skarmeta Il ballo della Vittoria Einaudi - Pagg. 262, 18 euro La città sembra essere il futuro del mondo, con grandi agglomerati urbani che in ogni continente si ingigantiscono ogni giorno e propongono occasioni straordinarie e problemi apparentemente irrisolvibili. Proprio alla città è dedicata la decima edizione della Biennale di Archiettutra di Venezia. I progetti di Norman Foster su Santa Giulia a Milano e di Renzo Piano sulle aree ex Falck di Sesto San Giovanni accolgono i visitatori appena entrati nel padiglione di Risanamento, mentre nel lunghissimo edificio delle Corderie sono in mostra le immagini, i numeri, i progetti delle megalopoli, da Shangai a Londra, da Città del Messico a Tokio, da Milano a Barcellona, da Caracas a New York. Con una originalissima rappresentazione grafica tridimensionale della densità e delle altezze di ogni singola città, con paragoni e notizie a volte sorprendenti, come scoprire che a Shangai lo scorso anno sono stati aperti 300 grattacieli. Nel Padiglione italiano una trentina di giovani architetti sono stati chiamati a progettare Vema, una città immaginaria tra Verona e Mantova. Infine a Palermo ci sarà una appendice della Biennale con il tema della Città Porto. 10ª Biennale d’Architettura di Venezia Arsenale di Venezia fino al 19 novembre Palermo, dal 15 ottobre al 14 gennaio www.labiennale.org/it/architettura ottobre 2006 37 cultura e oltre Musica da sentire ... consumatori Le prime note del disco ci portano immediatamente nell’America rurale, nella provincia profonda, dove il country é ancora “voce” di una nazione. Scarno, essenziale, il suono é quello delle radici, quello che caratterizza il più grande cantastorie contemporaneo, Bob Dylan. “Modern Times” ostenta violini, mandolini e violoncelli, tastiere che rendono omaggio ad una dimensione “intima”, dove é ancora vivo lo spirito di un’America lontana. Una musica da consumare rievocando la bellezza struggente e malinconica dei tempi passati. Bob Dylan - Modern Times - Columbia Justin Timberlake é uno dei più raffinati produttori del mondo, un artista capace di far incontrare la sensualità, a tratti esasperata, del r’n’b con le chitarre del rock. Il suono che caratterizza i suoi dischi é sempre avvolgente, ricco di citazioni che spaziano dall’hip hop al rock di David Bowie. Tutti questi amori sono compressi tra i solchi del suo nuovo album. Un disco di melodie dolci che sfiorano le vertigini della soul music e dell’hip hop. Justin Timberlake - Future Sex/Love Sounds - Sony di Pierfrancesco Pacoda Da una delle formazioni che, in Italia, hanno scelto di utilizzare i suoni di etnie diverse, arriva un album, Ama Terra Mia, che parla di viaggi e di culture che dialogano. Con inaspettati, straordinari risultati. Succede così che due canzoni di Domenico Modugno, Amara Terra Mia e Tu si na cosa grande (arrangiate insieme a Franco Battiato), risultano perfette, cantate in italiano ed in arabo. Un Cd che narra i rapporti possibili tra Oriente e Occidente, la necessità del viaggio, fisico e mentale. Radiodervish - Amara Terra Mia - Radiofandango Quando la musica aiuta una giusta causa. Questo CD contiene una selezione di canzoni donate dai migliori artisti della scena rock internazionale a Save the Children, l’organizzazione britannica che aiuta i bambini che hanno conosciuto gli orrori della guerra (in Cambogia, Angola, Afganistan, Nepal). Nell’album ci sono Franz Ferdinand, The Kooks, Four Tet e molti altri. Per info: www.coloursarebrighter.com AA. VV - Colours Are Brighter - Rough Trade Testo ... da leggere e da vedere attenzione continua verso i grandi temi. Pioggia che cade, Vita che scorre. Tommaso Zanello racconta Jovanotti Ed. Arcana. Un viaggio nell’hip hop, nella musica e nei suoi rapporti con l’evoluzione della società. Questa la trama del libro che Tommaso Zanello ha dedicato a Jovanotti, un racconto, spesso in presa diretta, per descrivere, dall’interno, le trasformazioni di un musicista attento, al tempo stesso, al piacere del ballo e alle necessità della critica, testimone di un impegno che riesce a sfuggire alla retorica ed alla “normalità” della politica tradizionale. La prima opera “ragionata” su una delle star che ha influenzato la crescita generazionale di molti adolescenti italiani. Giustizia, globalizzazione, ecologia, mafia e società. “Pensare Positivo”, ma con una lettera di protesta di Natalino Balasso Lo scorso mese abbiamo segnalato il primo titolo della collana voluta da Time Out, la più prestigiosa casa editrice di guide turistiche che spiegano, con antropologico fervore, le metropoli internazionali. Adesso arrivano i due nuovi capitoli (un DVD/CD) per chi è in cerca di The Other Side, l’altro versante, quello che sfugge dalla ritualità degli itinerari patinati e confezio- z P s g f H www.natalinobalasso.net G d Aumentiamo la benzina entile rivista della Cop, ci scrivo questa lettera per ramaricarmi del prezzo della benzina e anche del disel. Secondo me, i carburanti costano troppo poco. È inutile starci a girare intorno. Le strade sono ogni giorno piene di gente che va al bar in macchina. Ora, so di dire ottobre 2006 una cosa che se la dico linciano Bersani, ma al bar bisognerebbe andarci di meno, perchè fa male al fegato. Ma, a parte questo, se la benzina costasse il doppio, la gente al bar ci andrebbe a piedi, così smaltirebbe i effetti di tutti quei liquori che sembrano colorati da un gruppo di imbianchini 38 alieni. Se la benzina costasse, poniamo caso, mille euri al litro, uno direbbe: “Ma perchè andare al cimitero a trovare la nonna, tanto è morta, vuoi che se ne accorga se non ci vado?”. Un altro direbbe: “Ma chi me lo fa fare di andare a Parma a trovare la mia amante, in fondo mia moglie cucina me- cultura e oltre il tour: Ludovico Einaudi Dal 10 al 17 ottobre n Compositore e pianista, Ludovico Einaudi é un musicista che ha dedicato all’esplorazione di mondi sonori “lontani” la sua ricerca. Così spazia con creativa disinvoltura dalle colonne sonore (Aprile di Nanni Moretti e molte altre) alle rigorose partiture da camera eseguite al Teatro La Scala, come al Lincoln Center di New York. Poi, l’ l’incontro con la musica africana, la scoperta dell’affascinante scena dei griots, i cantastorie del Mali, lo ha portato in quel paese, dove ha suonato a Timbouctu, al Festival au Destert. Qui é nata la collaborazione con Ballake Sissoko, virtuoso della kora, lo strumento a 21 corde ricavato da una zucca. Insieme hanno realizzato una suite dedicata al popolo Tuareg. In ottobre Einaudi si esibirà in alcuni concerti insieme a Robert e Ronald Loppok, i To Rococo Rot, band rock d’avanguardia. Il 12 ottobre a Palermo (Teatro Massimo), il 13 a Torino (Hiroshima), il 14 a Rimini (Velvet), il 15 a Roma (Circolo degli Artisti), il 17 a Milano (Alcatraz). Per informazioni, tel. 02 48194128. nati. Per questo le indicazioni dei luoghi sono sempre affidate a musicisti che conoscono (e vivono) sino in fondo le città. La Londra di Damien Lazarus, dj , é ad esempio quella del Nord Est, della complessità culturale, delle aree di Hoxton e Bethnal Green, ma anche del sud, come Brixton. La Parigi dei Blackstrobe, band tra new wave e pop elettronico anni’ 80, é, invece, quella dei club alla moda, ma anche dei piccoli bar dimenticati che alimentano la leggenda della città più romantica dl mondo. The Other Side London - Damien Lazarus The Other Side Paris - Blackstrobe. n am glio!”. E un altro direbbe: “Oggi non ci ho proprio voglia di portare a termine il mio lavoro di killer e andare fino a Brescia per uccidere un imprenditore che non ha pagato la percentuale al mio principale, quasi quasi vado al bar di fronte a casa mia che ci vado a piedi, essendo io di Ragusa”. Le strade sarebbero assai più libere. Ci sarebbero più taxi disponibili, meno processi coi avvocati e meno farmaci contro i alcolici, così non mi linciano Bersani. Ma calcoliamo per bene gli effetti: benzina più cara, meno traffico, meno incidenti stradali... ovviamente a questo punto i medici e 39 Luca Carboni n È uno dei ritorni più attesi della stagione autunnale, quello di Luca Carboni, cantautore bolognese il cui ultimo album di inediti, Lu.Ca, risaliva al 1991. Adesso, frutto di un lavoro di scrittura e di ricerca al quale ha alternato l’attività di pittore, esce Le band si sciolgono. Ospiti d’eccezione, Tiziano Ferro, che duetta con Carboni in Pensieri al Tramonto, poi Pino Daniele e Gaetano Curreri. Hai trovato il tempo ascoltare nuovi Cd, mentre registravi il disco. Sì, avendo la fortuna di utilizzare uno studio “casalingo”, posso sentire la musica che acquisto con una grande qualità di riproduzione. Sono molto attento alla scena legata alla mia città. Ho amato il nuovo CD di Samuele Bersani ed il disco di Neffa. Tiziano Ferro é un virtuoso, una voce interna. Sono felice di averlo nel mio disco. I libri letti mentre incidevi Le Band si sciolgono? Tutto Simenon. È l’autore che mi accompagna dall’estate. Non solo i classici di Maigret, ma anche i suoi romanzi. Sul comodino, adesso, ho due suoi libri, Colpo di Luna e La Camera Azzurra. E invece col cinema come va? Preferisco la lettura e la musica; a parte Il Caimano, non ho visto nuovi film italiani. Anche perché sono un appassionato del neorealismo e colleziono tutti i classici del genere. Un acquisto al quale é impossibile rinunciare? Le chitarre. Non sono un grande chitarrista, ma soddisfano il mio feticismo. Le mie preferite sono una acustica Martin comprata in Canada che esprime un suono sempre migliore con il passare degli anni ed una Telecaster acquistata nel 1985, che faccio sempre suonare ai chitarristi che incidono con me. farmacisti scenderebbero in piazza perchè nessuno si va più a curare, ma credo che sarebbe un timore ingiiustificato, perchè più si sta a casa, più aumentano gli incidenti domestici, quindi le medicine si continuano a vendere e non ci sarebbe bisogno di impallinare a schioppettate Padoa Schioppa. Ma è chiaro che bisogna prevedere tutti i effetti, se no, a fare il ministro dell’economia può andare anche il mio barista (che tra l’altro, coi prezzi che fa, sarebbe linciato immediatamente), e quindi valutiamo attentamente tutto: per esempio, i petrolieri sarebbero contenti? Forse no. Ma, r ottobre 2006 l’intervista: Q t bc onestamente, quanti petrolieri ci saranno in Italia? Saranno una ventina si e no, anche se scendono in piazza, bastano due vigili a tenerli a bada. Anche se non va dimenticato che grazie al petrolio, la mia squadra del cuore ha comprato Crespo e Ibraimovic. Allora, facciamo così: la benzina a 550 euri al litro, il disel a 200 euri, prestiamo Crespo al Cervia e mettiamo Ibraimovic al distributore dell’autogrill, dovrebbe essere tutto... ah, no, c’è rimasto fuori Padoa Schioppa... be’, quando calano le tasse gli regaliamo un buono per il disel. Natalino Balasso COOP SALUTE Arrivano nel carrello Come scendono i prezzi Alcuni esempi di prodotti scontati in vendita nei “Coop Salute”: Sconto 20%: Anauran gocce otologiche, Benadon 300 mg, Cistidil 500 mg, Dissenten 2 mg, Pevaryl crema 30 g 1%, Supradyn 20 compresse effervescenti, Tantum rosa, Travelgum 20 mg 10 gomme masticabili, Zymafluor 100 compresse 1 mg Sconto 25%: Antalgil 200 mg, Aspirina C effervescente, Citrosodina, Enterogermina, Fastum 2,5% gel, Foille insetti 0,5% crema 15 g, Guttalax gocce, Magnesia bisurata aromatic, Momendol 220 mg, Orudis 5%, Tachipirina, Vics Sinex Sconto 30%: Acido borico, Bialcol Med, Bisolvon Linctus sciroppo, Bronchenolo sciroppo, Buscopan, Citrosil, Collirio Alfa gocce, Fargan crema, Fave di fuca, Glicerolo, Lasonil, Maalox Plus, Moment 200 mg, Neoborocillina, Nicorette cerotti, Rinazina, Talco mentolato, Tantum verde, Voltaren Emulgel ottobre 2006 40 M igliaia di soci e consumatori hanno accolto l’apertura dei primi quattro punti “Coop Salute” di Coop Adriatica – negli ipercoop Lame di Bologna, Centro Piave di San Donà, Esp di Ravenna, Miralfiore di Pesaro - dove è possibile risparmiare mediamente il 25% sull’acquisto dei farmaci da banco e senza l’obbligo di prescrizione medica. L’obiettivo è di completarne l’apertura in tutti e 14 gli ipermercati entro i primi mesi del 2007. Ricca l’offerta di prodotti disponibili: 210 farmaci da banco e tra i 300 e i 600 prodotti parafarmaceutici (per esempio, creme, disinfettanti e cerotti). “La tutela della salute dei soci e dei consumatori – spiega Gilberto Coffari, vicepresidente di Coop Adriatica – attraverso l’educazione al corretto uso dei farmaci, unita alla difesa del loro potere d’acquisto, con riduzioni del 20-30% sui prezzi, saranno gli elementi peculiari del nuovo spazio all’interno degli ipercoop. Anche in questo campo, fondamentale per il benessere e la qualità della vita delle persone, intendiamo portare la sicurezza, la convenienza e la qualità del servizio Coop”. La conseguenza più immediata di questo impegno – che continuerà anche con la vendita di prodotti farmaceutici a marchio, probabilmente dalla seconda metà del prossimo anno, dopo la conclusione degli iter autorizzativi – è l’abbattimento dei prezzi di prodotti farmaceutici e parafarmaceutici: “Se anche le farmacie li ridurranno – dice Tiziana Primori, direttore commerciale di Coop Adriatica – per noi sarà una vittoria. Il nostro obiettivo primario non è quello di pra- Aperte a Bologna, Ravenna, San Donà e Pesaro le prime quattro aree destinate alla vendita di prodotti farmaceutici e parafarmaceutici. A metà ottobre sarà la volta del Centro d’Abruzzo. Nei nuovi spazi è prevista sempre la presenza di un farmacista. Disponibili 210 farmaci e centinaia di altri prodotti con prezzi più bassi del 20-30%. Educazione al consumo, informazione e tutela della salute le priorità di Coop Adriatica i farmaci da banco ticare i prezzi più bassi sul singolo articolo, ma di farlo su tutti i 210 farmaci, tutti i giorni e in tutti i “Coop Salute” che apriremo. E di proporre i prodotti con l’attenzione che ci caratterizza, puntando sull’educazione al consumo consapevole dei farmaci, l’informazione ai soci e ai consumatori, la professionalità dei farmacisti Coop e sulla loro formazione”. Il primo punto “Coop Salute” di Coop Adriatica – caratterizzato, come tutti gli altri, dal verde-turchese dell’ambientazione e dell’insegna luminosa – ad essere inaugurato è stato quello dell’ipercoop Lame di Bologna lo scorso 22 settembre. Tra il 25 e il 27 settembre è stata la volta del Centro Piave di San Donà (38 metri quadrati inseriti nel reparto Igiene&Bellezza), del Centro Esp di Ravenna (56 metri quadrati, in prossimità delle casse) e del Centro Miralfiore di Pesaro (38 metri quadrati, sempre vicino alle casse). A metà ottobre, infine, “Coop Salute” inaugurerà anche all’ipercoop Centro d’Abruzzo di San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti (43 metri quadrati situati nel reparto Bellezza&Benessere). Al lavoro ci sono già 12 farmacisti, tutti iscritti all’Albo, che offrono assistenza e consulenza ai consumatori per l’intero orario di apertura degli ipercoop. E la presenza di un farmacista, come previsto dal decreto Bersani, sarà sempre assicurata in tutti i “Coop Salute”. Complessivamente nell’area del distretto – l’Accda, che comprende, oltre a Coop Adriatica, anche Coop Consumatori Nordest e Coop Estense – entro l’anno apriranno 25 punti salute. “È un’iniziativa che concrecontinua a pagina 42 > ottobre 2006 41 L’assortimento Prodotti per il sistema respiratorio (57 referenze): antinfluenzali (6), decongestionanti nasali (9), disinfettanti del cavo orale (10), mal di gola e tosse (32) Analgesici (47 referenze): antireumatici e antidolorifici (17), analgesici e antipiretici (30) Gastrointestinali (42 referenze): antiacidi (8), antidiarroici (4), antimeteorici (2), antinausea (1), digestivi (1), lassativi (21), batteriofagi (4), antiemetici (1) Dermatologici (19 referenze): antimicotici, antibatterici (6), antipruriginosi (4), antistaminici (2), disinfettanti cutanei (2), cicatrizzanti (3), altri (2) Vitamine, minerali e integratori (13 referenze) Per il sistema circolatorio (10 referenze): antiemorroidali (4), antivaricose (5), ematologici (1) Per il sistema nervoso (8 referenze): sedativi (2), antifumo (6) Oftalmici (7 referenze): colliri (6), altri (1) Ginecologici (3 referenze) Urologici (2 referenze) Otologici (2 referenze) Totale: 210 prodotti coop adriatica consumatori tizza la liberalizzazione del mercato del farmaco da banco promossa dal Governo; ma è soprattutto un successo dei consumatori, tanti dei quali hanno aderito alla proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta da Coop”, dice Paolo Cattabiani, presidente dell’Associazione. Che traccia il primo bilancio della vendita dei farmaci nei punti vendita di Coop Estense, che ne aveva inaugurati tre ad agosto: oltre ad aver dato un’importante sbocco occupazionale per molti giovani farmacisti e a non essersi verificati i temuti fenomeni di accaparramento dei farmaci (lo scontrino medio ammonta a 5-7 euro), sono stati confermati gli obiettivi di risparmio promessi. Nei “Coop Salute” – oltre ai 210 farmaci a catalogo – è anche data l’opportunità di usufruire di alcuni servizi: in particolare, per il momento, la misurazione della pressione. Intenzione di Coop Adriatica è di ampliare lo spettro dei servizi offerti, dando anche la possibilità di prenotare anche visite specialistiche per via telematica. n n n Farmaci, istruzioni per un uso corretto Prende il via – in concomitanza con l’apertura dei Coop Salute negli ipercoop di Coop Adriatica – l’attività di educazione al corretto uso dei farmaci promossa dalla Cooperativa. Si parte con un ciclo di conferenze nei primi quattro punti vendita dove i Coop Salute sono già in funzione e con la distribuzione di una serie di opuscoli, curati in collaborazione con importanti Istituti di ricerca. La prima conferenza è in calendario a Ravenna il 5 ottobre, con la partecipazione del dottor William Raffaelli, direttore dell’Unità ospedaliera Terapia antalgica dell’Ausl di Rimini. Sempre Raffaelli terrà anche la seconda delle conferenze in programma: a Pesaro il prossimo 13 ottobre al 1° piano della galleria commerciale Miralfiore (di fronte alla biblioteca Esplora, ore 17). Le date, invece, delle due conferenze previste a Bologna – presso il ottobre 2006 42 Centro Lame – e a San Donà di Piave sono ancora in via di definizione, ma si terranno anch’esse nella prima metà di ottobre. Per sensibilizzare soci e consumatori a un uso appropriato dei farmaci, inoltre, accanto a queste iniziative saranno distribuiti dai farmacisti dei Coop Salute una serie di opuscoli realizzati con la consulenza dei ricercatori dell’Istituto Mario Negri, del Dipartimento clinico e sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina e delle Farmacie Comunali di Reggio Emilia. Tre i titoli già a disposizione: “Farmaci e anziani”, “Farmaci e bambini”, “Farmaci e gravidanza”. E in arrivo c’è anche un ulteriore opuscolo nel quale i medici consiglieranno il modo migliore per attrezzare una “piccola farmacia domestica”. coop adriatica consumatori Dona il tuo ristorno per il “c’entro anch’io” sei uno degli oltre 300 mila i soci di coop adriatica che non hanno ancora utilizzato il ristorno? Donalo a favore dei progetti contro l’esclusione sociale di “c’entro anch’io”. c’è tempo fino a fine ottobre per contribuire a sostenere donne e bambini in difficoltà, stranieri, disabili e altri soggetti svantaggiati ottobre 2006 C’ è un “giacimento” di oltre 1 milione e 200 mila euro che i soci Coop possono utilizzare per sostenere chi ne ha bisogno: donne e bambini in difficoltà, persone disabili, stranieri che cercano con fatica di costruirsi un futuro e altri soggetti che vivono o rischiano l’esclusione sociale. Si tratta dei fondi del ristorno che, alla fine del mese scorso, non erano ancora stati utilizzati da quasi 306 mila soci che ne hanno diritto. Fino alla fine del mese di ottobre è invece possibile chiedere direttamente alla cassa di spendere il ristorno facendo la spesa, o di donarlo a favore dei progetti di solidarietà del “C’entro anch’io”. La donazione, grazie alla procedura automatizzata, non comporta alcuna difficoltà: basta andare alla cassa e indicare a quale progetto si vuol offrire il proprio sostegno. Si tratta, è bene ricordarlo, di 34 iniziative proposte in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo da decine di associazioni e cooperative sociali impegnate ad affrontare il disagio sociale sul territorio. Donare il ristorno significa appunto offrire il proprio aiuto per trasformare i loro progetti in realtà, aggiungendo il proprio contributo ai 140 mila euro già stanziati per questo dal Consiglio di amministrazione di Coop Adriatica. I 34 progetti sono il frutto di una selezione rigorosa e qualificata: sono stati scelti tra i 376 avanzati da quasi 1.200 proponenti tra cui, in veste di partner, enti locali, scuole, aziende sanitarie, istituzioni del territorio. Ad effettuare la scelta sono stati prima i Consigli di Zona, che rappresentano i soci Coop, e poi la commissione selezionatrice presieduta da don Luigi Ciotti, di cui fanno parte tra gli altri esponenti di Banca Etica, esperti del mondo dell’associazionismo e del volontariato. A fine settembre, oltre 10 mila soci avevano donato più di 73 mila euro; nello stesso periodo, oltre 429 mila soci avevano invece utilizzato il ristorno per fare la spesa, “incassando” così più di 5,5 milioni di euro. In tutto, il ristorno sociale per il 2005 vale 6,75 milioni di euro. La nuova procedura automatizzata ha consentito ai soci di effettuare le operazioni in modo snello e veloce, tanto che già nelle prime settimane di luglio la maggior parte del ristorno era già stato impiegato. Il “giacimento” di fondi che per ora è ancora non utilizzato resta tuttavia ingente: anche pochi euro, moltiplicati per migliaia di soci, possono diventare una “valanga” di solidarietà a favore dei progetti di “C’entro anch’io”. nnn 43 coop adriatica consumatori Stefanini lascia “Coop, un’esperienza Il 20 ottobre il presidente abbandonerà la guida di Coop Adriatica per dedicarsi a tempo pieno a Unipol. E spiega le ragioni di una scelta difficile: “Giusto rispondere in modo positivo alle richieste della proprietà cooperativa, dei lavoratori, dei clienti del Gruppo assicurativo”. Dal ’98 la Cooperativa ha avuto un eccezionale percorso di sviluppo non solo economico: “Ci sono le risorse intellettuali ed economiche per crescere ancora e svolgere la nostra funzione a favore dei cittadini e dei consumatori” ottobre 2006 di Paola Minoliti P ierluigi Stefanini lascia. Dopo otto anni alla presidenza di Coop Adriatica, il 20 ottobre prossimo passerà il testimone al suo successore, nominato dal Consiglio di amministrazione, per la cui designazione sono già iniziate le consultazioni della Commissione elettorale della Cooperativa. E’ un abbandono difficile quello annunciato il 22 settembre da Stefanini, che nel gennaio scorso aveva assunto anche la presidenza del Gruppo Unipol dopo le dimissioni di Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. Perché la decisione di rinunciare alla presidenza di Coop Adriatica dedicandosi a tempo pieno all’Unipol? “Mi è stato chiesto – spiega – di mantenere questo ruolo al vertice del gruppo assicurativo anche ora, che la fase di emergenza di questi mesi è stata superata. Lascio Coop Adriatica con dispiacere e a malincuore, ma ho ritenuto giusto accettare, vista l’importanza che Unipol riveste per il mondo cooperativo, per i cittadini, per i tanti clienti e lavoratori del Gruppo. Mi è sembrato opportuno rispondere alle loro aspettative e a quelle della proprietà cooperativa di Unipol, che mi ha manifestato un positivo consenso”. Negli otto anni alla guida di Coop Adriatica, dove arrivò nel ’98, Stefanini è stato protagonista di una fortissima crescita: la Cooperativa è passata da 467 mila soci a oltre 980 mila, le ven- 44 dite da 1.186 a 1.821 milioni di euro, gli ipercoop da 8 a 14, i supermercati da 111 a 124. Mentre Coop Adriatica è entrata anche in settori innovativi, come la distribuzione libraria e farmaceutica, e anche in Borsa con la quotazione di Igd, sviluppando politiche sociali innovative. Qual è il bilancio di questi otto anni? Per me è stata un’esperienza formidabile, di conoscenza e acquisizione di competenze imprenditoriali, di comprensione delle dinamiche di un settore come la grande distribuzione. Ma sono stati anche otto anni di uno straordinario rapporto con i soci, i lavoratori e i dirigenti, che è stato impagabile. È questa la cosa che mi dispiace di più lasciare. Per la Cooperativa, certamente, questi sono stati anni di forte cambiamento, andato di pari passo con quello del Paese. Ci siamo trovati in un mercato più difficile e competitivo, con consumatori sempre più capaci di scegliere. E, credo, abbiamo avuto una buona capacità di risposta, cogliendo le opportunità, crescendo e sviluppandoci, ampliando la rete di vendita. Abbiamo fatto questo percorso non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale, acquisendo cioè l’ottica della sostenibilità, che oggi è irrinunciabile. La nostra è, in questo senso, un’esperienza originale e avanzata. Lo sviluppo è stato anche quello dell’attenzione alle persone: ai soci, ai lavoratori come portatori di interesse. formidabile” il ringraziamento del consiglio di amministrazione Dondi si dimette dalla direzione Politiche sociali: “Ma il mio impegno nella cooperazione continua” Come ha detto un dirigente in questi giorni, abbiamo lavorato perché la Cooperativa fosse più cooperativa. Come sarà la Coop del dopo Stefanini? Mi auguro e penso che Coop crescerà ancora nel segno dello sviluppo, dell’innovazione e della qualità. Ci sono le risorse intellettuali, umane ed economiche per farlo. Oggi la nostra organizzazione può svolgere una funzione importante: le liberalizzazioni e l’aumento del pluralismo economico ci offrono la possibilità di promuovere gli interessi di milioni di cittadini e di consumatori. In questo vedo grandi potenzialità di allargamento della funzione delle cooperative di consumatori, e anche del loro ruolo imprenditoriale nel proporre prodotti e servizi per portare trasparenza, correttezza e convenienza sul mercato. Resterà nel Consiglio di amministrazione di Coop Adriatica? No, non sarebbe giusto: il nuovo gruppo dirigente dovrà sentirsi pienamente libero di operare, senza presenze ingombranti. Ma resterò sempre un socio Coop. nnn ottobre 2006 Il presidente di Coop Adriatica, Pierluigi Stefanini, ha comunicato il 22 settembre al Consiglio di Amministrazione la propria intenzione di lasciare l’incarico al vertice della Cooperativa, al quale era stato chiamato nell’ottobre del 1998. Con Stefanini, ha preannunciato le dimissioni anche il direttore delle Politiche sociali e comunicazione, Walter Dondi, chiamato a sua volta nel Gruppo Unipol. “Dopo quasi cinque anni lascio la Direzione politiche sociali e comunicazione e dopo sette e mezzo Coop Adriatica – dice Dondi - Devo ringraziare tutti: i soci, i consiglieri di Zona, i volontari; i lavoratori e le persone con le quali ho potuto collaborare perché mi hanno permesso di fare un’esperienza che per me è stata straordinaria: professionale, ma soprattutto umana. Lascio Coop Adriatica, ma non la cooperazione: il mio impegno continuerà in un altro ambito, ma sempre con l’obiettivo di contribuire a far crescere i valori di giustizia e solidarietà, per affermare uno sviluppo sostenibile”. Riguardo alle dimissioni del presidente “Il Consiglio di Amministrazione di Coop Adriatica – ha spiegato il Cda in una nota - nel riaffermare e sottolineare l’inesistenza di incompatibilità tra i due ruoli, pur con dispiacere ha preso atto della decisione di Stefanini e gli ha formulato i migliori auguri per l’impegnativa responsabilità alla presidenza di Unipol. Una re- 45 sponsabilità che Stefanini ha svolto in questi mesi con grande dedizione personale, ottenendo importanti risultati e guidando il Gruppo assicurativo-bancario al superamento di una delicata e difficile fase”. Il CdA ha quindi espresso un forte, sincero e convinto ringraziamento al presidente uscente “per il lavoro svolto in questi anni e per il determinante contributo che ha dato alla crescita e all’innovazione imprenditoriale della Cooperativa, al rinnovamento del suo gruppo dirigente e al rafforzamento del suo profilo sociale e sostenibile”. L’impegno di Stefanini, sottolinea il Consiglio di amministrazione “è stato particolarmente rilevante anche per consolidare, estendere e diffondere la cultura e il ruolo della cooperazione, in particolare di quella di consumatori nei territori di presenza di Coop Adriatica come nell’intera società italiana, sempre con l’obiettivo di dare risposte efficaci e qualificate ai bisogni delle persone, specie di quelle più deboli”. Il CdA di Coop Adriatica ha deciso infine di avviare una consultazione interna, che sarà effettuata dalla Commissione elettorale, alla quale spetterà di formulare una proposta da presentare alla prossima riunione del Consiglio di Amministrazione, già programmata per il 20 ottobre, per la nomina della nuova presidenza della Cooperativa. coop adriatica consumatori settanta poeti, leggono per tutta la città francesca parisini P ulsatilla sull’autobus, Carlo Lucarelli in carcere, Vincenzo Cerami alla stazione, Bruno Pizzul in comunità, Ottavia Piccolo sul vaporetto, Loriano Macchiavelli in teatro, ma sotto il palco. Cercateli bene gli oltre 70 scrittori che porteranno le loro letture all’edizione 2006 di “Ad alta voce”, maratona di lettura in programma il 14 ottobre a Venezia, il 18 a Cesena e il 21 a Bologna: saranno nei luoghi più impensati della città, ad animare la sesta edizione della manifestazione organizzata da Coop Adriatica per sostenere “Ausilio per la Cultura”, l’attività di consegna gratuita a domicilio per anziani e disabili di libri e materiali multimediali presi in prestito dalle biblioteche pubbliche. “Ad alta voce”, manifestazione animata dal lavoro volontario e dei soci Coop, come pure degli artisti partecipanti, è diventata ormai un appuntamento molto atteso nelle tre città, raccogliendo ogni anno la curiosità e la partecipazione di circa 10 mila persone, che ne seguono le tappe per l’intera giornata. La maratona si apre a Venezia, il 14 ottobre, ma già la serata del 13 ci sarà un’anticipazione al Vapore di Marghera. Il capoluogo veneto ospiterà i lettori tra la laguna e la terra ferma di Mestre, aprendo le porte anche ad alcuni luoghi come la splendida Villa Erizzo, gioiello del Settecento. Dopo l’appuntamento di Cesena il 18 ottobre, anche a Bologna, dove si va in scena il sabato 21, ci sarà un prologo. La sera del 20, al Teatro Testoni di Casalecchio si terrà un reading (letture pubbliche) in musica che vedrà protagonisti i vincitori del concorso “Coop for words” che Coop Adriatica dedica agli scrittori in erba. In concomitanza con la manife- Brizzi: “Nasce per un giorno la repubblica dei lettori” È un veterano di “Ad alta voce”, Enrico Brizzi, ospite quest’anno dell’appuntamento bolognese: “C’è sempre un’atmosfera amichevole e molto informale in quelle giornate, ed è ciò che piace a me, ma che sicuramente contribuisce anche al successo della manifestazione”. Brizzi parteciperà al reading in musica del 20 ottobre al Teatro Testoni di Casalecchio di Reno. Per uno come lui, che quest’estate si è fatto a piedi (tranne qualche tratto in bici) mezza Europa, da Canterbury a Roma (dieci settimane di cammino in tutto), una maratona di lettura lunga un giorno è un gioco da ragazzi. “Il bello - racconta con il tono dell’esperto - è che la gente può vagare da un posto all’altro, da una lettura all’altra, in grande libertà. È come se gli scrittori, in questo caso lettori, spuntassero un po’ dal nulla, senza tante presentazioni e senza tanti preamboli. È questo che avvicina le persone alla manifestazione”. Che cosa leggerà quest’anno? “Lo sceglierò all’ultimo. L’importante è condividere lo spirito dell’iniziativa, che è quello di una festa in cui ognuno di noi mette in comune con il pubblico una cosa molto preziosa: alcune pagine dei libri più amati”. C’è differenza tra leggere a Venezia e leggere a Bologna? “Non molta, perchè per un giorno è la repubblica dei lettori che prevale sui luoghi”. ottobre 2006 46 stazione, inoltre, le librerie.coop proporranno a Bologna angoli dedicati agli autori protagonisti delle letture ed ai libri letti nel corso di “Ad alta voce”. Dalla nascita, nel 2001, fino ad oggi i volontari di “Ausilio per la cultura” hanno realizzato a Bologna, Venezia e Cesena, più di 10.800 consegne; nel 2006 gli utenti sono 176 e i volontari 48. Quest’anno, inoltre, la maratona si arricchisce di una nuova iniziativa di forte impegno sociale. Nelle giornate precedenti l’appuntamento bolognese, verranno allestiti in città tre gazebo di raccolta di libri, in piazza XX Settembre e presso le Alla Scuola Holden si impara a raccontare La Scuola Holden è dedicata a uno che lo studente non lo voleva fare, Holden Caulfield, il protagonista del romanzo di Salinger Il giovane Holden. Sarebbe un po’ come se ci fosse il liceo Pinocchio, o le medie Lucignolo. L’idea che ha ispirato la Holden è che invece si possa fare una scuola che a Holden Caulfield sarebbe piaciuta: dunque in questa speciale “accademia”, creata 12 anni fa a Torino da Alessandro Baricco, si insegna, sperimenta, smonta e rimonta una narrazione. In contemporanea con Bologna “Ad Alta coop adriatica scrittori e attori Il 14 ottobre a Venezia, il 18 a Cesena, il 21 a Bologna torna “Ad alta voce”, la sesta edizione della maratona di lettura in luoghi insoliti che promuove “Ausilio per la cultura”. Per un giorno la parola diventa la protagonista di un appuntamento che sposa letteratura e solidarietà librerie.coop. I volumi - donati da singoli cittadini, librerie e da tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa - saranno destinati ai ragazzi di Scampìa, il quartiere più difficile di Napoli dove con l’aiuto di Padre Fabrizio Valletti è stata aperta una piccola biblioteca per i giovani del quartiere. Chi tra i bolognesi donerà un libro, magari aggiungendo una dedica per i ragazzi che li riceveranno, contribuirà così a sostenere questo progetto pensato per diffondere la lettura come strumento di crescita civile, sociale e economica. Tutti gli aggiornamenti sul programma sono disponibili sul sito www.adriatica.e-coop.it oppure su www.adaltavoce.it; info telefoniche al numero verde 800857084. nnn anche a Bologna Voce”, il Museo della Sanità e dell’Assistenza, presso l’Oratorio di Santa Maria della Vita, ospiterà il laboratorio “Imparare a raccontare” della Scuola Holden, che dura due giorni, per un totale di 12 ore. Al laboratorio - tenuto dall’attrice Lucilla Giagnoni e aperto a un massimo di trenta partecipanti - parteciperanno anche i quattro vincitori del concorso per giovani autori “Coop for words”. Per informazioni: Scuola Holden, telefono 011 6632812; e-mail [email protected]; sito www.scuolaholden.it ottobre 2006 Ottavia Piccolo: “Portiamo a tutti la voglia di leggere” L’abbiamo vista nel Gattopardo di Visconti e in teatro sotto la guida di mostri sacri del palcoscenico come Giorgio Strehler e Luca Ronconi. È Ottavia Piccolo, una delle attrici più raffinate ed eleganti del mondo teatrale e cinematografico italiano, che quest’anno debutta sul “palco” di “Ad alta voce”, a Venezia del 14 ottobre, con una lettura in vaporetto. “Immagino di trovarmi davanti a persone incuriosite - confessa l’attrice - che da queste letture traggano la voglia di andarsi a leggere o a rileggere i libri che proporremo”. “ad alta voce” si differenzia da altre manifestazioni simili perché è completamente gratuita per il pubblico e perché sostiene un’iniziativa socialmente importante come “ausilio per la cultura”. Si, questo si percepisce già dalla scelta dei luoghi, dalla veste della manifestazione. I festival letterari, manifestazioni importantissime peraltro, parlano già a persone abituate a trarre insegnamenti e idee dai libri. “Ad 47 alta voce” mi pare si rivolga ad un pubblico più ampio, per fare capire a tutti che un libro ci può accompagnare ed essere di sollievo; basta che ognuno scelga il suo. Qual è il suo rapporto con la lettura? “Sono onnivora. Forse perché mi sento in debito con i libri, dal momento che ho prestato poca attenzione alla lettura ai tempi della scuola. Ho scoperto i libri da autodidatta e ne ho fatto scorpacciate: prima tutti gli autori russi, poi tutto Shakespeare, e via così. Ora leggo anche molto teatro, per lavoro, altrimenti scelgo romanzi. Leggo tanto quando sono in movimento, visto che viaggio solo sui mezzi pubblici”. che cosa leggerà per “ad alta voce” a venezia? “Ho scelto due autori: Luigi Meneghello, uno scrittore italiano straordinario non sempre ricordato a sufficienza, e la poetessa polacca Szymborska, perché la poesia, quando parla con le parole di tutti i giorni come nel suo caso, non è una cosa così lontana”. 77&)4!,)!/.'/.,53 C77&#ANON-ARTIN(!26%9 ONDECOMUNICAZIONEIT ÀÀÀÀÀÀ>âi° E’ anche merito vostro se siamo riusciti a fare ancora di più per proteggere gli ultimi esemplari di tigre. Con il vostro contributo abbiamo aiutato il WWF in un progetto importante: mantenere l’equilibrio naturale dell’ambiente. I tigrotti del WWF ringraziano per aver scelto, con Attibassi, di partecipare ad un’iniziativa ricca di dolcezza e di bontà. Per maggiori informazioni sul progetto tigre: www.wwf.it coop adriatica SCO Da maggio ad agosto Coop Adriatica ha già trasferito ai soci oltre 2,8 milioni di euro di sconto con l’iniziativa “Nella spesa di oggi il risparmio di domani” L’opportunità continua fino a Natale: dal 16 al 31 ottobre è possibile usufruire del “bonus” su una spesa a scelta maturato a settembre, nella seconda metà di dicembre sarà possibile spendere lo sconto maturato a novembre ottobre 2006 A rriva anche sotto l’albero di Natale l’iniziativa “Nella spesa di oggi il risparmio di domani”, varata da Coop Adriatica a maggio, che permette ai soci di maturare il diritto ad uno sconto del 10% su una spesa a scelta. Un meccanismo con il quale fino a oggi sono stati trasferiti ai soci risparmi per quasi 3 milioni di euro, e che ora è stato prolungato fino alla fine dell’anno, consentendo così ai soci di beneficiare dello sconto proprio in concomitanza con le feste natalizie. I soci che dal 1° al 30 novembre raggiungeranno il tetto di spesa dei 250 euro o che faranno la spesa, di qualsiasi importo, per 8 volte in giorni diversi in un punto vendita Coop, otterranno intatti uno sconto del 10% su una spesa da effettuare nella seconda metà di dicembre. Intanto, ad ottobre, tutti coloro che hanno maturato il diritto allo sconto in settembre potranno approfittarne ottenendo uno sconto 10% sul 50 valore di una spesa a scelta fra il 16 e il 31 ottobre. “Nella spesa di oggi il risparmio di domani” si rivolge a quei soci che si rivolgono con più assiduità ai negozi della Cooperativa, premiando la loro fiducia. Ottenendo un buon successo tra i soci di Coop Adriatica, sia a livello di gradimento – come dimostrano i dati di una ricerca effettuata tra maggio e giugno su un campione di 800 soci – sia nei numeri. A maggio sono stati quasi 242 mila i soci che hanno maturato la possibilità di ottenere lo sconto. Di questi 222 mila (ovverosia il 92% del totale) ne hanno usufruito, abbattendo a giugno l’importo di uno scontrino. In questo modo ai soci è stato trasferito un risparmio di 1,63 milioni di euro. La “fase due” dell’iniziativa – che ha avuto luogo tra luglio e agosto – ha visto numeri lievemente inferiori, dovuti all’avanzata dell’estate e delle ferie: sono stati 211 mila i soci che hanno avuto la possibilità di beneficiare ad agosto dello sconto del 10% sulla spesa. Ad agosto ha riscosso lo sconto del 10% su uno scontrino ben il 90% dei soci che avevano maturato il diritto. “Distribuiti” in questo caso sconti per 1,23 milioni. A conti fatti, dunque, il risparmio trasferito ai soci nelle due iniziative è stato pari a 2,86 milioni di euro. Per i soci, poi, la convenienza continua anche con una nuova oppor- coop adriatica consumatori NTO 10% avanti fino a fine anno Al via da fine mese anche un’altra conveniente novità: con i punti del collezionamento, che in questo caso valgono doppio, sarà possibile pagare un paniere di quattro prodotti base della spesa quotidiana tunità sul Catalogo della raccolta punti 2006, che prenderà il via il prossimo 19 ottobre e sarà replicata tutti i mesi fino al termine della validità del Catalogo. La novità consentirà alle famiglie l’acquisto di prodotti di prima necessità a prezzi ancora più convenienti. Ogni mese l’offerta riguarderà un paniere di quattro/cinque prodotti, sia alimentari che non alimentari, individuati all’interno del volantino promozionale di ipercoop e supermercati. Solo a titolo esemplificativo, si comincia con l’olio extra vergine d’oliva e i tortellini nei super, negli iper invece si punta su ferro da stiro a caldaia e olio per auto. Il vantaggio per il socio sarà duplice. Innanzitutto, questi prodotti – già offerti a condizioni particolarmente convenienti – potranno essere in parte pagati utilizzando i punti accumulati con la spesa. Inoltre, i punti utilizzati varranno il doppio: già oggi è possibile impiegarli per abbattere il costo degli acquisti, attraverso l’iniziativa “Sconto immediato sulla spesa”. In questo caso il socio può “spendere” un numero di punti a piacere; ma se di solito un punto equivale a un centesimo, con questa nuova iniziativa invece, un punto speso “varrà” due centesimi. Sia in ottobre che nei mesi successivi la tempistica e i prodotti coinvolti nell’iniziativa verranno segnalati sia nel volantino delle offerte che in negozio. nnn ottobre 2006 Scuola, risparmio per un milione di euro Mentre anche quest’anno i prezzi di libri e corredo scolastico sono aumentati, la politica di contenimento del caro-scuola messa in campo da Coop Adriatica ha consentito ai soci un risparmio di quasi un milione di euro su questa voce del bilancio familiare. Offrendo anche un servizio più efficiente. La prenotazione dei libri di testo con lo sconto del 15% per i soci e del 10% per tutti è stata migliorata, dando la possibilità ai soci di effettuare le ordinazioni con un mese di anticipo in 14 ipermercati e in 47 supermercati (13 in più rispetto all’anno scorso). I risultati di questa iniziativa a metà settembre – dunque, dati provvisori, visto che la campagna ha chiuso a fine mese – parlano di oltre 289 mila copie prenotate, per un valore di oltre 5 milioni, e un risparmio trasferito ai soci che supera i 624 mila euro. 51 A queste cifre si devono poi aggiungere i numeri della promozione su zaini, astucci e corredo, riservata ai soci, tramite il buono sconto del 15%, allegato a “Consumatori”, da spendere tra il 20 luglio e il 14 agosto. Complessivamente sono stati utilizzati 31.294 buoni (+17% rispetto allo scorso anno) ed i soci hanno risparmiati quasi 78 mila euro. Piccola curiosità: tra gli ipermercati, l’iniziativa ha riscosso maggior successo a Ravenna (dove sono stati utilizzati 4.900 buoni), mentre tra i supermercati i soci più entusiasti sono stati quelli di San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese. Prezzi superconvenienti anche per tutto il corredo scolastico. Considerando tutti gli oltre 300 articoli del “catalogo scuola” scontati dal 10% al 25%, nel solo mese di agosto è stato trasferito ai soci un risparmio di 237mila euro. coop adriatica consumatori Centro e U n centro commerciale più comodo e facile da raggiungere, più ricco di insegne e servizi, e anche più “verde”. È il nuovo Centro Leonardo, che festeggerà ai primi di novembre la fine dei lavori di ristrutturazione che hanno cambiato il volto di uno dei più importanti poli del commercio e del tempo libero della Romagna. A due anni dal varo dei cantieri, raddoppiano i parcheggi – arrivando a quota 1.800 – e migliorano le vie di accesso, mentre il Leonardo diventa al tempo stesso più attento all’ambiente: grazie alla creazione di ampi spazi per il verde pubblico, piste ciclabili, nuova viabilità e impianti che abbattono l’impatto ambientale della struttura. Quando nacque, nel 1992, il centro commerciale Leonardo era uno dei centri commerciali più avanzati d’Europa. Dopo l’ammodernamento, nel 2002, dell’ipercoop – con l’inserimento della cucina, del forno e la rivisitazione dell’area dei prodotti freschi – ora è la volta della galleria commerciale, di proprietà di Eurocommercial Properties. Per comin- La scheda i numeri del centro Leonardo di imola, dopo i lavori di ampliamento e ammodernamento superficie di vendita dell’ipercoop: resta di circa 8 mila metri quadrati e la superficie complessiva di 16 mila Galleria commerciale: la superficie lorda dei negozi supererà i 15 mila metri quadrati, più che raddoppiando (+144,7%) quella del “vecchio” Centro Leonardo numero esercizi: crescono da 37 a 62 visitatori: prima dei lavori di ampliamento il Centro era vistato da 3,3 milioni di clienti l’anno. I clienti dell’ipercoop nel 2005 hanno superato il milione soci: al 31 agosto i soci erano 30.732 parcheggi: salgono a quota 1.800, raddoppiando il loro numero. Circa la metà del totale saranno al coperto ciare i negozi raddoppiano la superficie lorda, arrivando a 15.467 metri quadrati, passando dalle attuali 37 a 62 insegne. I clienti – mediamente 3,3 milioni l’anno, prima dell’apertura dei cantieri – e i soci Coop potranno dunque trovare sia i negozi “storici”, ospitati in una struttura ancora più moderna e confortevole, sia nuove attività commerciali, e in particolare alcune grandi catene leader nel proprio settore quali Media World, Oviesse, Bruman Sport e Pittarello Calzature. Tra le novità alla riapertura della galleria anche un punto vendita librerie.coop e un notevole incremento – saliranno a 7 – del numero dei ristoranti e dei bar. “L’ampliamento del Centro Leonardo – dice Gilberto Coffari, vicepresidente di Coop Adriatica – integrerà la rete commerciale della città. Con l’apertura delle nuove attività, Imola si porrà alla pari, per livello e qualità dell’offerta, con le città capoluogo della regione, assicurando ai soci Coop e a tutti i consumatori del circondario un centro innovativo, di alta qualità. L’incremento di superfi- E in galleria spuntano le nuove librerie.coop Le librerie.coop piacciono moltissimo ai soci Coop. Lo dicono i dati dei primi mesi di vita della nuova iniziativa delle Coop: le librerie di qualità aperte nei centri commerciali di Ravenna prima, e a seguire in quelli di Bologna, alle Officine Minganti e all’iper Nova. “Il 70% dei nostri acquirenti - spiega infatti Daniele Cabuli, presidente della società - sono soci Coop che in questo modo usufruiscono di uno sconto del 10% sul prezzo di copertina”. Da novembre questi ultimi, ma non solo loro, avranno un punto vendita in più a cui rivolgersi: lo spazio delle librerie. coop che verrà inaugurato all’interno del ristrutturato Centro commerciale Leonardo di Imola. Su 350 metri quadrati la superficie di vendita, a cui si aggiunge l’area eventi. La nuova libreria è gestita da sei librari formati ad hoc, e offre un assortimento di 35 mila titoli per un ottobre 2006 52 totale di 55 mila volumi. Il nuovo “regno” dei lettori troverà spazio al piano terreno, vicino a una delle entrate dell’iper. Come sempre gli interni sono curati dall’architetto Paolo Lucchetta dello studio Retail Design di Venezia; l’allestimento sarà anche qui, come negli altri punti vendita, completamente realizzato in legno riciclato, con scaffali alti a simulare quelli di una libreria di casa, colori caldi e uno spazio dedicato a incontri con gli autori e presentazioni di libri. E per continuare sulla scia dei bilanci, ecco un’altra cifra. “Ci eravamo proposti di arrivare entro quest’anno ad un fatturato di 2,8 milioni di euro con quattro librerie - spiega ancora Cabuli - In realtà, già ora prevediamo di superare questo obiettivo, a riprova che i soci Coop e i consumatori hanno apprezzato il nostro modo di intendere e promuovere la cultura e la passione per i libri”. rubricag coop adriatica consumatori onardo è tutto nuovo Ad inizio novembre si festeggia a Imola la fine dei lavori di ampliamento e ristrutturazione del Centro commerciale nato nel ’92: tanto verde, parcheggi, nuovi negozi e servizi cambiano il volto della struttura cie, infatti, è frutto di una attenta valutazione delle esigenze della città: non si tratta di una struttura invasiva. I lavori, anzi, portano più verde, diminuiscono l’impatto ambientale e migliorano in modo significativo la viabilità”. La collettività imolese potrà infatti contare su diversi benefici. Non solo i lavori hanno coinvolto per la maggior parte imprese del territorio – con una ricaduta positiva anche sull’occupazione – ma è stata realizzata e ceduta al Comune un’area verde – completamente attrezzata – di circa 20 mila metri quadrati, dotata di viali alberati e aree di sosta, collegata alla città e al Centro commerciale da nuove piste ciclabili messe in completa sicurezza. Miglioramenti in vi- sta anche per la viabilità stradale – con un investimento di oltre 350 mila euro – che ha comportato anche la realizzazione di una nuova rotatoria. Con la fine dei cantieri e il rinnovamento delle vie di accesso, crescerà dunque anche il numero dei parcheggi disponibili per i visitatori: ne sono stati realizzati oltre 900, con il conseguente raddoppio del numero dei posti auto. Dei circa 1.800 box totali quasi 800 saranno al coperto, in un parcheggio interrato disposto su tre piani e collegato con ascensori e tapis roulant alla galleria. Ogni posto auto sarà particolarmente ampio, così da favorire il parcheggio e il carico della spesa sull’auto. Raddoppiano anche i parcheggi pubblici presenti nell’area circostante al Centro commerciale, che salgono a Grande attenzione all’ambiente nel nuovo progetto che prevede piste ciclabili, una migliore viabilità e impianti che abbattono l’impatto ecologico quota 1.000. Per ridurre l’impatto ambientale, poi, è in fase di completamento la nuova area di scarico merci dell’ipermercato. Che, oltre a una piazzola avvolta nel verde, prevede la realizzazione di un hangar chiuso dotato di un impianto di filtraggio che “pulirà” l’aria prima di metterla nuovamente in circolazione in atmosfera. Novità anche per l’ipercoop presente nel Centro, uno dei “gioielli” di Coop Adriatica: infatti, con la realizzazione del nuovo progetto è cambiata la posizione dell’entrata principale alla struttura. Di conseguenza, si sta lavorando per allargare quello che una volta era l’ingresso secondario, così da adeguarlo alle nuove geometrie e rendere più agevole l’entrata di soci e clienti nel punto vendita. nnn Nell’ovale il Centro Leonardo nel ‘92, sotto com’è oggi ottobre marzo 2004 2006 53 coop adriatica Presenze record per la festa dei lavoratori della Cooperativa consumatori Affluenza da record per la festa dei lavoratori di Coop Adriatica. Il 10 settembre scorso oltre 9.600 visitatori hanno affollato i due parchi di Riccione, Oltremare e Aquafan, che ospitavano l’evento. Complice la bella giornata estiva, i lavoratori di Coop Adriatica insieme ad amici e familiari hanno fatto visita al delfinario e alle varie attrazioni di Oltremare, si sono divertiti tra i giochi d’acqua e hanno preso il sole sui lettini di Aquafan. Per l’occasione erano invitati anche i pensionati della Cooperativa con più di 15 anni di servizio. A loro il presidente Pierluigi Stefanini ha dedicato un brindisi e ha consegnato un riconoscimento. Il nuovo supermercato di Selvazzano va a gonfie vele Grande entusiasmo da parte dei cittadini di Selvazzano Dentro per l’inaugurazione del nuovo supermercato Coop che ha aperto i battenti giovedì 21 settembre. Già all’assemblea di presentazione del punto vendita, il 14 settembre, un centinaio di persone si erano fatte socie. Il numero è poi salito a quota 700 dopo i primi sei giorni di attività del negozio. All’inaugurazione il sindaco, Paolo Fortin, che ha tagliato il nastro tricolore (vedi foto), ha ringraziato Coop Adriatica che con questa apertura ha creato una cinquantina di posti di lavoro a Selvazzano. Presenti alla cerimonia anche il direttore commerciale di Coop Adriatica, Tiziana Primori e il presidente della Zona soci Veneto 1 della Cooperativa, Enrico Quarello, insieme agli assessori ai Servizi Sociali, Emanuela Pezzolato, e alla Cultura Maria Elda Mezzani. punti vendita aperti nei giorni festivi di ottobre e novembre ipermercati ipercoop Centro Piave (San Donà di Piave) Dal 15 ottobre al 26 novembre, aperto tutte le domeniche, ore 9-20 supermercati Piazzale Roma (Ve) Aperto tutte le domeniche dalle 8,30 alle 20 Giudecca (Ve) Aperto tutte le domeniche dalle 9 alle 13 Santa Maria di Sala (Ve) Domenica 22 e 29 ottobre aperto dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30 Feltre (Bl) Aperto tutte le domeniche dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 Lendinara (Ro) Domenica 8 e 15 ottobre aperto dalle 9 alle 20 Rovigo Ovest Domenica 15 e 22 ottobre aperto dalle 10 alle 20 Occhiobello (Ro) Domenica 29 ottobre aperto dalle 9 alle 19,30 Selvazzano (Pd) Tutte le domeniche di ottobre aperto dalle 9 alle 19,30 Bolzano Vicentino (Vi) Domenica 15, 22 e 29 ottobre aperto dalle 9 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30 Le aperture dei giorni festivi possono subire variazioni in base alle ordinanze comunali ottobre 2006 54 coop adriatica consumatori A Bologna dal 30 ottobre al 4 novembre il “Gender Bender” festival porta il meglio delle produzioni internazionali dedicate alla rappresentazione del confine, sottile, tra maschile e femminile. Librerie.coop, Coop Adriatica e Officine Minganti partner dell’iniziativa Cinema, musica, teatro, arte VA IN SCENA IL GENERE C inema, spettacoli di teatro e danza, installazioni e arti visive, concerti dal vivo e party per osservare come mutano le rappresentazioni del corpo, il maschile e il femminile, gli orientamenti e le identità sessuali. In una parola, il genere. Sono i temi di Geneder Bender, il festival internazionale sulle differenze di genere, promosso dal Cassero Gay Lesbian Center di Bologna, che dal 30 ottobre al 4 novembre tiene sotto le due torri la sua quarta edizione. La rassegna multidisciplinare attraverserà vari luoghi della città, dal Cinema Lumière, al Teatro San Martino, fino al Centro commerciale Officine Minganti e le librerie.coop, da quest’anno partner dell’iniziativa insieme a Coop Adriatica. E proprio alle Minganti, il pomeriggio del 2 novembre, il pubblico potrà incontrare Paolo Poli, attore tra i più eclettici del panorama teatrale italiano e al quale il festival dedica quest’anno un omaggio, presentando una selezione delle sue più belle e memorabili apparizioni televisive. Le librerie.coop di Bologna, inoltre, saranno insieme al Cassero i punti di distribuzione della Gender Bender Card che consente l’accesso al festival con uno sconto su tutti i biglietti; e uno sconto analogo sarà riservato ai soci Coop. Per declinare il tema anche in chiave letteraria, inoltre, le librerie.coop proporranno per tutto il periodo del festival uno scaffale ad hoc, con testi e autori legati al programma della manifestazione e alle differenze di genere. Gender Bender presenterà, inoltre, opere del panorama culturale contemporaneo, con molti eventi in anteprima nazionale. Il programma dedicato alle arti visive ospita due tra i nomi più importanti del panorama artistico internazionale: la polacca Katarzyna Kozyra, menzione speciale della giuria della Biennale ottobre 2006 55 d’Arte di Venezia del ’99, e Grayson Perry, artista che gioca con il travestimento e che con le sue ceramiche esprime messaggi sociali molto forti. La Kozyra presenta in anteprima assoluta un lavoro a metà tra performance e videoarte ispirato a Farinelli, il celebre soprano del diciottesimo secolo. Intanto, al Cinema Lumiére, verrà proiettata la retrospettiva completa dei video con i quali la Kozyra intreccia performance, video, installazioni e fotografia. Grayson Perry presenta invece, per la prima volta in Italia, il documentario dedicato alla sua vita e alle sue opere, nel quale alterna la propria identità maschile a quella femminile di Claire. Molto spazio viene offerto dal festival ai film d’artista con lavori di Matthew Barney, Marina Abramovic, Larry Clark e Sam Taylor-Wood. La sezione di Gender Bender dedicata al teatro ha per protagonista Gisèle Vienne con il suo lavoro “Une belle enfant blonde/A young, beautiful blonde girl” con cui la coreografa e regista francese sviluppa l’ipotesi di un crimine, in presenza di un auditorio composto da bambole vestite come adolescenti, da una danzatrice dalla bellezza eccezionale, da un attore in abiti femminili e da Catherine Robbe-Grillet, impegnata con i testi dello scrittore americano Dennis Cooper. Per il teatro ci sono anche i quadri viventi della norvegese Ane Lan che con brevi performance mette in scena i grandi cambiamenti della Storia, dall’inquinamento magnetico alla psicanalisi. Infine la musica e le serate dance al Cassero, in compagnia di Christopher Just, Luomo, Enrico Silvestrin, Menstruation Monster e con il pop colorato, anticonformista ed eccessivo degli Hidden Cameras. Il programma completo è consultabile al sito www. genderbender.it. nnn PROMOZIONE MUTUI 500 � * al mese per una casa tutta tua. 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Antonio, 2, Marghera; tel. 041 932421 - www.questanave.com Calendario degli spettacoli domenica 22 ottobre 2006 - ore 21 (al Teatro Toniolo di Mestre) I sette a Tebe (durata 1h, 30m) liberamente tratto da I sette contro Tebe di Eschilo con Michela Lucenti, Giovan Battista Storti, Maurizio Camilli, Francesco Gabrielli, Emanuela Braga, Stefano Botti, Yuri Ferrero, Massimo G. Giordani, Damiano Madia, Lino Musella,Emanuela Serra La Direzione del CSS e la Compagnia incontreranno il pubblico domenica 22 ottobre 2006 – ore 16 - presso il Centro Culturale Candiani di Mestre sabato 4 novembre 2006 – ore 21 Io e Mickybo (durata 1h, 10m) di Owen Mc Cafferty (Premio Total Theatre 1999 – Edimburgh Fringe Festival), con Antonio Zavatteri e Alberto Giusta regia di Jurij Ferrini La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 4 novembre 2006 – ore 16 - presso il Centro Culturale Candiani di Mestre domenica 19 novembre 2006 – ore 21 (all’Auditorium del Centro Culturale Candiani di Mestre – Posti limitati con prenotazione obbligatoria) L’arte e la maniera di abbordare il proprio capoufficio per chiedergli un aumento (durata 1h, 10m) di Georges Perec traduzione di Letizia Pellizzari Gusella, con Rita Maffei assistente alla regia e allestimento Federica Mangilli regia di Alessandro Marinuzzi sabato 16 dicembre 2006 – ore 21 Ubu A Pallano (durata 1h, 20m) da Alfred Jarry con Giacomo Vallozza, Concetta Laico, Raffaella Di Donato, Massimiliano Serrapica, Antonio Crocetta, Carmine Marino, Vittoria Oliva, Stefano Angelucci Marino, testo e regia di Stefano Angelucci Marino La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 16 dicembre 2006 – ore 16 - presso il Centro Culturale Candiani di Mestre sabato 20 gennaio 2007 – ore 21 domenica 21 gennaio 2007 - ore 17 (fuori abbonamento) Orlando Furioso ovvero La fine del Mondo (durata 1h, 5 m) liberamente ispirato al poema di Ludovico Ariosto con Giuliano Bonanni, Francesca D’Este, Giulio Nerici, Silvia Piovan, ideazione e regia Antonino Varvarà domenica 25 febbraio 2007 - ore 21 (al Teatro Toniolo di Mestre) ottobre 2006 57 Madre e Assassina (durata 1h, 20m) ideazione di Fiorenza Menni e Pietro Babina con Fiorenza Menni, Angela Presepi, Barbara Folchitto, Pietro Pilla, regia, drammaturgia e musiche di Pietro Babina La Compagnia incontrerà il pubblico domenica 25 febbraio - ore 16 - presso il Centro Culturale Candiani di Mestre sabato 10 marzo 2007 – ore 21 Bar (durata 55m) di Spiro Scimone (Premi Ubu 1997 come nuovo attore a Francesco Sframeli e come nuovo autore a Spiro Scimone) regia di Valerio Binasco La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 10 marzo 2007 – ore 16 - presso il Centro Culturale Candiani di Mestre. Icontro condotto dal Prof. Carmelo Alberti dell’Università di Venezia sabato 17 marzo 2007 – ore 21 Mishelle di Sant’Oliva (durata 1h) con Giorgio Li Bassi e Francesco Guida testo, scene, costumi e regia di Emma Dante La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 17 marzo 2007 – ore 16 - presso il Centro Culturale Candiani di Mestre. Incontro condotto dal Prof. Carmelo Alberti dell’Università di Venezia. Riduzione per i soci Coop anche presso i seguenti teatri: Teatro Don Bosco e Auditorium Leonardo Da Vinci - San Donà di Piave Biglietto ridotto per tutte le manifestazioni organizzate dal Teatro dei Pazzi. Per informazioni e prenotazioni Teatro dei Pazzi, via XXIII Martiri, 20; tel. 0421 330739. Teatro Verdi - Vittorio Veneto Soci Coop € 18,00 anziché € 20,00 sul singolo spettacolo; abbonamento ridotto: 5 spettacoli € 80,00 (per l’abbonamento 2 biglietti omaggio per il cinema). Per informazioni p.zza S. Francesco, tel. 0438 551699; 0438 551899. Teatro Fondamenta nuove - Venezia Per informazioni: San Polo 3089, tel. 041 713913 www.provincia.venezia.it/vortice Fuori Posto - Teatro Iniziative culturali - Mestre Sconto soci Coop 20% sulla tessera d’ingresso. Per informazioni: via Felisati, 707c, tel. 328 8664916. Teatro Junghans - Isola della Giudecca – Venezia Per informazioni: tel. 041 2411974. Teatro Del Parco - Mestre Per informazioni: tel. 041 5347920 La Piccionaia - I Carrara Teatro Stabile Biglietto ridotto presso il Teatro Astra - contra’ Barche 53 - Vicenza. Info: tel. 0444-323725. Teatro Villa dei Leoni - Riviera Silvio Trentin 3 – Mira Per informazioni: via Don Minzoni, 26 – tel. 041 4266545. 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