"2
e
}^y\o S.^ì^hit
.cicchi,c'.-iy
JSCBmtìMlMESSAPICHE
S\.ACGOl"TS
DAI
CAV.
LUIGI
/mAQOIULLI
:^'
SU^A
CA8TROMEDIANO
.SIGI3M0HZ)0
; 1
LECCE
TIPOGlliFIA
EDITRICE
X1CCC1.XXI
SALENTINA
_^v
\
LE
MESSAPICHE
ISCRIZIONI
SlA.QQOX«TS
CJLT.
BUCA
LUIQIIMJLQQIULLZ
IMJLQG
SIQI8MOKDO
CJLSTROIIBDIAKO
LEGGE
TVMBAFU
Dima
MDGGGLXXI
tAunraA.
Proprietà Letteraria
Al 33
AI
DI
GIOVANI
I
CON
PROFITTO
DELLA
INTENDONO
TERRA
D'OTRANTO
QUAU
SCIENZA
APPLICARSI
AGLI
STUDI
E
SEVERI
IVÌ812033
DELLA
PATRU
il
dai
di
nome
tempi del
Galateo
dialetto^mi pare
di
passo
si da
a
sto
quesul
fondato
ben
ehe
dice
dove
Strabone
fin
che
messapico,
sta
significa tePpévTiov,
o
ppivréatov
di
nella
cervo
MoMMSBN.
che
Il lavoro
concittadini,
in
delle
Iscrizioni
diversi
tempi
raccolte
di studi
messapiche
e
da
taluni
secondochè
se
simiglianti.
colà
e
qua
dotti
fuori
quella
non
da
e
8.
nostri
giovani
o
pretensioni,
dai cultori
Messàpiche,p.
Iscr.
presentiamo,
ha
non
gradito
essere
vi
Messapica
lingua
di
no
So-
sparse^
noi
stessi
simo
dall'antichis-
venute
,
suolo
della
classica
"jfiapigia,Salentina,
Terra
La
d'Otranto
delle
lapidi da
senza
d' altra
della
oggi
Messapia,
uomini
sommi
essere
dialetto
o
significato ;
e
e
volta
una
appellata.
gli sforzi di
muta
morta,
Calabria
lingua de'Messapi,
ostante
È noto
patria nostra,
e
ciò
rimase
per
interrogate
parte,
quale altro
che
non
che
quelle
e
la
non
ancora
scarsezza
confrontate.
d^una
rimase,
sia,
lingua
quanto
più
?I
tanto meglio
moltiplicano,
8i
di potersene, se
in tutto, in
non
la speranza
s'accresce
parte co»
gliereil concetto che vi si trova inciso.
di frasi,di se»
ricorrenze di parole,
Le replicate
lo"
gni di desinenze ecc. ecc. rendon possibile
,
sforzo di sollevare il velo da cui
Fu
nire
questo Tunico
non
solo,come
messapiche fio ora
fclicate; ma
fu
movente
in
un
neUo
che ci
spinsea
fascio,tutte
riu*-
le iscrizioni
da altri in diversi scritti puV
ilnumero,
di accrescerne
concesso
coperte.
son
spaziodi cinque
il pensiero.Avanzo
per quanto ci
o sei anni, da
assai povcr
nacque
tale da infon-^
dire , è pur codesto , ma
ro, a vero
dere più salda speranza a chi se lo pone fra mani..
mandammo
nulla. Tutti doAd averne
trascurammo
non
che
ce
ne
e
solo
domandare
facemmo
dovunque. Un
favorircela
trovammo
stio,
redòpo promessa
tenti
forse non
è.sua
ma
colpa: ce ne duole. E: inlasciarne
a
non
sfuggire nessuna
ognora
estendemnio
le nostre indaginiin terra di Bari sino
nei dintorni di GnaFasano
a
e Monopoli, ossia
da Plinio fra i Salentini
rore,
non
thia,messa
per era
,
secondo
nome
perchè a' suoi tempi
certi, ma
della Salentina
s'estendeva
dove pare che ancora
della lingua dei Messapi.
Ruvo,
Giungemmo
accresciuto
cosi ad
aver
colà
e
sino
il
a
si trovino frammenti
119 iscrizioni,
numero
dalle 60 del Mommsen,
con
21 tolte da
TU
diversi altri libri,
38
con
e
afiPatto inedite. Ciò
sizione
compiendo abbiamo evitato ogni sorta di disquialle nostre
glossografica,
peso insopportabile
rimenti,
forze^ e ci siamo attenuti a poche note e chiache precedendol'epigrafi,
piiitosto che
ad altro,servono
ad indicare V epoca ed il luogo
in cui
il titolo dei libri da cui
dissepolte,
le ricopiammo,e il nome
rirono*
di coloro che ce le favoTinIn somma
ci siamo
comportaticome
stancabUe
namente
il quale diuturraccoglitoredi fossili,
visita le cave
da cui escono, per
di pietra,
impossessarsene,e poscia li depositain qualche
gabinetto alla disamina e alla spiegazionedei
geologi.
Più, vi abbiamo
aggiunto un alfabeto,dove si
tutte le lettere messapiche conosciute
;
scorgono
prÌB3a cioè quelle della- forma usitata, e che ci
son
parute piiinobili e corrette, e quindi le altre
che
vennero
raramente
Non
necessario
forma
si scontrano
per tanto
è
modificarle
ci si mostrò
nei monumenti
d'avvertire,che credemmo
alquanto solo dove
nei manuscritti
È da sapersiancora,
diati.
stu-
stramba
che allo scopo
la loro
e
d'avere
sparata.
di-
le
presentitavole colla nitidezza ed esattezza
maggiore, ne affidammo la incisione alla valentia del
sore
ProfesZambelli
Giovambattista
sig. Cavaliere
d'incisione a Milano^ il quale anche in que,
vili
sto non
ismenti
la fama
d'aver rilevato
arte in Italia.
la sua
Chi
più ne voglia, ricorra ad altre fonti
al volumetto
delle Iscrizioni
che scritto in italiano ed in tedesco
sen
in onore
ilquale,se
non
di coloro
e
zialmente
spe-
Messapi-
da T. Momm-
soddisfece intieramente
la bramosia
che
vorrebbero già disvelai) il
mistero di codeste cifre,pud notarsi pel p7"mo,
ohe decisamente
varco
a risultatipiù
aperse un
positivi.
Da
parte nostra crediamo di
sciupato
il tempo inutilmente,
che anzi portiamoopinione,
^ ci sia perdonato il nobile orgoglia,
d'aver così
buon servizio alle lettere e al luogo nareso
un
tivo,
cotanto
del nostro
lo accresca,
non
aver^
da noi svisceratamente
lavoro
enumeri
i
amato.
Altri
lo corregga,
difetti,
lo
svolga, e sarà compensato dalla
nostra
gratitudine non solo,ma più della nostra,
da quelladella patria.
Finalmente
ci corre
Y obbligo di aggiungere
^
due
altre cose;
che
se
si
osservano
nelle tavole
delle
da noi stessi giudicatenon
messaepigrafi
piche,ma greche, è, perchè inedite e nuove, in*
tendemmo
salvarle dalla dispersione,
sorte molto
alle nostre storiche ed archeologiche
dovizie
comune
; e che ringraziamo tutti coloro i quali,
zelo, ci furono larghidi consigli,
spintida patriottico
e
ci fornirono delle iscrizioni che
non
aveva-
mo.
Con
ce
essi dividiamo
ne
aspetta, e spezialmente colla
Conservatrice
di Belle Arti della
che
volentieri la lode^ se
dei Monumenti
Provincia, la qualeha
propriespese le
opuscoletto fossero incise.
a
sue
Xecce
Giugno 187L
tavole
cuna
al-
missione
Com-
Storici
e
voluto,
del presente
INDICE
Déìk
iscrizioni
riunite,le quali
si
fialesio,0
della
messapiehe
essendoci
non
pervenute
nelle
riportarono separate
Valesio,
località
stessa
a
tempo
in
una
opportunfk
tavole
118.
iO, iOi,
BriDdisi,9.
.
Caballino, 119.
Capo
di
Leuca,
Carovigno^ 51^
96, 97.
Leuea,
o
52.
76,
72, 73, 74,
Egnazia,
cui
105.
76,
quelle
appartengono
88, 89,
86, 87,
Fasano, 86,
91,
99,
90,
106,
90,
87, 88, 89,
Lecce, 4, 6, 6, 7, 8, 112,
Leuca, 96,
vedi
Lizza, li, 12,
Ì4.
25,
Monopoli,
di
di
Fasano
e
di
Monopoli»
108.
106.
107,
107,
108, vedi
Egnazia.
113.
Leuca.
13, 14, 15,
26, 27, 28,
MaDduria, 84,
Hesagne, 49,
Capo
66, 67, 68, 69, 70, 71,.
65,
Ceglie-messapico, 62, 63, 64.
16,
17.
18,19,20,21,22,23,.
102, HO.
85.
50,
114.
91.
Motlola. liO.
Muro
Leccese,
2, 3, ili.
Nardo, 29.
Oria, 30, 31.
43,
44,
32,
103.
33, 34,
35,
36, 37,
38, 39. 40, 41. 42,.
xu
OstUDi, 78, 79, 80, 81, 82, 104.
Bugge,
0
Rudia, 53, 54, 55, 56, 57, 58, ^9, 60, 6i, 93,
94, 98, ii5, ii6, ii7.
Ruvo, 92.
Soleto, 83.
Taranto, 77.
45, 46, 47,
iJgento,
48.
Talesio, vedi Ralesio.
Taste, 1, 95, 109.
NUMERI.
Che
indicano
le iscrizioni
nelle
3, 6, 7. 8, 43.
83,
85, 93,
ili, Ut,
messapiche edite per
tavole
prima
volta
presenti.
44, 49, 50, 55, 56. 67, 58. 69, 60, 61, 67..
94, 95. 97. 98,
113,
la
114,
99,
101, IDI, 105, 109, 110„
115, 116, il7, 118, 119.
*
2
MBSSAPIGHB
ISGBIZIONI
2.
Quinto
di Oria,
Paglia di Giovinazzo
ad Antonio
Venezia
Corrado
Mario
rispondendo
Epistolarium^
,
1655.
3. Girolamo
di Lqvqvkxìo,Descrizione,
Marciano
di Terra
Originie Successi
manuscrittafiuoal
fu
éP Otranto
tanto
sol-
aggiunte di
con
masta
ri-
menico
Do-
Albanese.
4. Vittorio Prioli di
ai suoi
opera
1855, nel qual anno
stampata a Napoli
Tommaso
^
d' antichità
Lecce, raccoglitore
tempi
,
ricordato
e
dal Marciano.
Scipionede Monti de' Marchesi di Corigliano
d'Otranto,il qualeinvece di vanità,come
oggi di
di lettere e di dot»
frequentesi osserva^ aumentò
5.
trine la
nobiltà di sangue,
sua
citato anche
dal
Marciano.
6. Bernardino
Tafuri di Nardo, collettore indefesso
di storiche nozioni
metter
ma
critico stizzoso da
fuori talvolta dei documenti
dubitare della loro
7. Annibale
molto
,
stampate
,
e
con
fanno-
genuinità.
de Leo Arcivescovo
ad
ebbe
che
,
di Brindisi,
che*
illustrare questa cittàcon
manuscritti
conservati
opere
nella Biblioteca
brindisina da lui fondata.
di
Gaspare Papatodero di Qn^-^Fortuna
Oria^libro di pregio,ma che difetta per eccessiva
municipalismo.
9. Domenico
Albanese di Oria,Iste-Tommaso
ria CronologicadelV antichità della città dì Oria,
8.
ISCRIZIONI
manuscritto
3
MBS8APICHB
Provinciale
esistente nel Museo
di
Lecce.
Giuseppe Lombardi finche di Oria, Oiunte
di Oria, stampate a spese del medesimo,
alla Fortvna
10.
di Tommaso
e
del Barone
Martini, di Francesco
Francesco
Casotti.
—
de Pace
Napoli
1858.
Gregorio Schiavoni di Mandaria, Ricerche
di Manduria^ manuscritto
sulla Fondazione
servato
con11.
nel
sopradettoMuseo.
12. Luigi CepoUa di Lecce, Manuscritti.
ché
Tuttochità,
dotto fu strambissimo
interpetredelle antidella quale storpiavaa piai documenti
cere,
a piacere.
per posciainterpetrarli
di Gallipoli
de Tommasi
13. Giovambattista
Capricci
poeticiper l'Accademia della Passimie
tenuta a Brindisi. Napoli 1830, e altri suoi manuscritti.
Infaticabile raccoglitore
di Messapiche
leggende,pellequaliebbe molto a lavorare ; ma
—
sventuratamente
i suoi studi
non
toccarono
il fine
cagionedegliocchi,che molto s'erano sciupati.*
Offerendo però quellesue bo2ze a chi le desiderava,
che ne saccheggiarono la
vi furon di quelli
idee.La intiera sua
neva
Sillogefinalmente che conte-
a
40 iscrizioni fu da lui medesimo
nel
1834
dell' Istituto archeologica
disposizione
di Roma, H qualene fece menzione
nel Bollettino
che coi documenti
di quell'anno,
le avesse
senza
messa
a
riprodotte.
HKS»APICHB
laiU^IZIONI
S
4
14. Bartolomeo
'
MBS8APIGHB
ISCRIZIONI
atoniche di
QalUpelù
15. Niccola
M.
Memorie
dtOallipoIì,
RaT«mi«
::..;;.
:
•
.
:
de Cataldi anche
di
Galli^idii;
'
dltno" illustrata'.\
16. Stefano
.
n.
f
Barone
bro dcUu
:.
.
:."
s
.
e .•.
.'
"
'
^
»
i
^
lurleo^iO^iuni,On]7mi^'0^«piìn
^Eraticesco Oasùtti di Leccér Sutli*
Fòttimàdi
OHa:
'
j^
i
^^
^^^--^
^
'^
-
18. Antonia. Profilò del fa fxmninaso^dì'Mééa-
Mesagne.
Lecce
1870^, della) q^^Ip-desidetìatM^
\ ^ 1:
parte* ;
^dfMtifo^Ieoc?e8e,
IB. Cài?alÌBre j^uigiMarginili
Mimc^rajià fimnismtMcadiTé^i/^d^''0^^
J ^
:
i •'
e seconda
:
ma
jodi^^ioiitìj
si :ètampasse.la seconda
-^
.
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-
'
dei; nomnatiVia
1,'TrpDói
—
^
"
JProvificii^
so-fiò:
il^Pa-
dr» NicÉfola\Lkviòsa,il NàxdeMi
ma^-^
,\Mm^ipfiU
f eHata :1i77 a; diMMk, Oio^rpxdeìéttemno'di JViflr^ek"d^
j^^:1^19^il PiigMOv^essandiio^Eaiafftti
:£o/Miberviiir
di Orid;.il'€otoia,
Jannelli^
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UM
if^;ìò )«^o2e/«rno^i:6iBe?i^avdo
Quai^4ii%d|
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ol*ré^il Mdmtóseti,
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«Sto^^i rfa2J"AàmésmàalMtms^àài^ CtoHónà] *^^ !• il
lUnjfmètiùis^
Otmpdratài
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I,
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-
"-
ii
gfuMi^
^ùfaBeufio
i"'"
[piftpd
jrnmiaeQiiOiva^a^qifta
qaaata gU;fipettai,
che^ ayveBJap
ed) tt
(ijg^iil;
iliiI|*ombaiidi
TjCM»mMÌ,
iUn
Moq^qì"en.v pei;,^ìi,qae9tì,
potò 'Spìngere
passo
ay^nti,
Oi
suo
colle ! «([esfad
ij^tmiDCepaoiClirlo
)pa^
cole del Casotti^che.*ii0
iatessè : la ^tpriaL;"
( j
•
.
.
Jl "ecolp.per:ec€eU^m scettico
(«glidieetiella
lettera.p^i^pepimlo
agliaeritti mediti
sua
eMvi)di
diversi
ijol
X erta d'Otrakito ) ri*
au^a;i,fiay$,n«,ti.
'oocò in dt4b^qla:$iin(;€iiit4.
di siffatte
isetdziùnù
^ ^w
solò as^
Ma i modeimi,fiìQÌo^i
non
'potuti:
sicurar^coi propri,pcicàidella verità di quellpr
hanno
ma
potuto m€Qra::(en(aredideei/ètìaie^
%l ppttqr Jfompiiie^ rivolto ^ Roma
ayli
Bi/atti
avuta per sorte
anpiqhi^iji^mti
ifyiliani,
^tudi:deffU
ia^
tra ìe.mani qlcme^^i tali if^ri^ionipMiàUeatéi
u^opu^olfi deh dfi,^i^nfì^^i di.iOaUipoli^./glir
venne
vogliad' apfirne ;»».:fMpgiore nijmèro\ per
idudiarlé,^
a:f§h\fimdilts^'aHi una leiterm^
chequi vaglioriportare-Aolle^ue etes"e parale^
-,
B;Qi9iilOiatudio[)deU6
Ulu^t^|gslc|0:BJga")Ker-*S6
l9ipremura di fia^e
ogoi oosa pel)vansei9;i«e:./e
laache,uu;sovèrèhqa
taglio di (B#s^:spii^^i:el|be
^
^
«
da ktty
fìOQ mViadirì%z6féi Voertàm^Rte
«.aràii^e;
e a lei affatto igopoto;Jia
« f9Fg^ti$];o:G^.meL30irO
letto quel Bùio Jibto dove jella
« ^iqciWDi»
idppftifcveT
ifav
« Jbit.veiBtO
agéjiatfg^r»àUi iegrgSadw.
della poesìpc
la doAtòtìa VsaUaéi^rpwadèirfB
«
dieo 'qù^i^Oojn^^èci
«
V^ìMl ^« vita.4«ir:òggettOj
ASCRIZIONIMBS8APICHB
6
«
da lei nel 1830, sono
restata
poeticipubblicati
persuaso di quell'ardore
per rischiarare le antichità di questo bel paese e di quelcaldo amore
qùeper la patriache Tha spintoa pubblicare
sto suo
a sisaggio: essendo anche io messo
«
mili studi per il solo
«
questa feliòe contrada»mi fa arditamente
«
sentarle ciocché io bramo
%
Bramo
«
«
«
«
ottenere
dalla
delle scienze
amore
a
da
di ottenere
gentilezzauna
sua
di
e
prelei...
copiar
%
opuscoloper poter studiare queste lapidiMessapichea tutto mio agio.Siccome però
e per uno
quelleda lei pubblicatesono poche,,
«
studio cosi diflScilee
«
rare
una
«
che
non
«
esatte
«
da molti,restano
«
si
«
sori
«
condannati
«
«
del
suo
sarebbe
nuovo
a
deside-
più
più estesa,ella mi obbligherà
mandandomi
copie
possa esprimerle,
base
delle altre , che
come
sono
assicurato-
tuttavia inedite in
quei paeLei che ha liberato alcuni di quei te*
dai carceri a cui tanti secoli gliavevano
,
non
avrà
discaro
certamente
di
«
compagni pure alla luce della
e piò in un
giornalecosi stimato co»
pubblicità,
me
a
sono
gliAnnali delV Istituto Archeologico
«
Roma,
«
risce
«
votissimo
«
Dottore
«
"c
condurre
i loro
dove verrà stampato ciò che lei ci favoecc.
ecc.
Napolili 26 novembre
ed Umilissimo—
Teodoro
in Dritto della Germania
Dopo che il de
Tómmasi
1845. DeMommsen
j".
ebbe inviato al Dottor
^K
MB8SAP1GHB
numero
delle
nuove
richieste,si ebbe al
marzo
buon
Mommsen
aveva
7
ISCRIZIONI
iscrizioni che
tra
un'al-
1846
qualeglidiceva :
tempo ed agio di studiare qaesta
lettera nella
«e
«
«
ebbi
Non
lingua curiosa e difficilissima.Siccome sto per
altro viaggio nel regno, che forse forse
fare un
mi
"
sonale
^
«
«
«
della
procaccerà Tenore
«
avendo
; ma
per-
copieri-ce-
della direzione
sig.Cavaliere Welcher
letterato di fama europea, com'ella
dell'Istituto,
dell'importanzadi
sa, ben esso
pure si accorse
diacomunicazione, scoprendoci
un
essa
questua
al
vute
letto italico di cui fin
«
sentore
E
ecc.
altra
con
ora
«5ue
del 23
luglio 1846
zioni
essere
«
dubitano
Di/attivenne
fu ancora
ad
coi
propri
ecc.
genuine,
uomini
(muo
intimamente
sono
conósco
ma
assai
in Ita-
che
distinti,
ne
».
in Lecce
Oria,
la bocca
esso
vogliono quelle iscri-
false. Io, è vero,
«
ecc.
osservare
per chiudere
«
coloro che
persuaso che sono
liae in Germania
si dimostrava
Messapiche che gli aveva
inviate
parole)a
nessuno
».
cocchile iscrizioni
de Temmasi
s'ebbe
non
desideroso venire in Lecce ed
«
le
comunicate
"i
'«
conoscenza
sua
a
nell'ottobre del
Brindisi,
a
1846
Ostuni, a
e
Ta-
TantOfed in qualche altro luogo di questa Pro*
vincia.In
quel rapidosuo viaggio che fu dipochi giorni,eglifu soddisfattissimo
solo di
non
j
gni
nel
trovati
èdipòìètU
\Mh
i tdlcHi ; rìiitt etiandiù
céì"arHe
inOi^at^ VAr^idiac^ò
giicommicd
heto
«
isa
in ceHb
rìeyisirató
Cèrtijieatol
adunque
suiluoghiond^
Iute in tre tavole
Iscrizioni
''
di notizie
ménti
chiari-
e
died^ne
cavate,
opuscolo, che ha
Ì9i uno
Messapiche, pubilicato
tolo
ti-
Èòma
in
^^?•?^?•"
-^^
'?
ave-
della sincerità
state
erano
"
mlìM^.
passateìnpo
il Màrhmsen
59
alValfa*
manuscritìo.
suo
di tuli i'Scrit^iùni,
provveduto
in
il quale
alta numismatica
ed
letteràrio
^wo
per
è di
tonoéeiìito
s^é opinioni inforno
ì"UrÌ€
the
d'aver
Giuseppe LómMrdi,
ìiftpna dèi Meèsàpi
cfitana;
trastevere
DIVASTÈ
^
'
^-
•?
È questa la prima
della
metà
a
suo
àureo
•
e
I.- ?•.'•??
la
più
antica
lìngua Messapica
del XV,
Vaste,
e
o
avvertita
principiidel
tramantìataci
trattato
de Situ
XVI
dal
^.
miglia
Vaste; altrettanto
di là dà
è lùbtànà
ratteri
ca-
tima
l'ul-
tra
venuta
secolo, rin-
nel
Galateo
lapygiaey dovè
prop^òsitacosisi e"primé:
^.«vvDIstéotto
lapidecon
su
tal
'
.
Muro
da
la
borgata di
Otranto.
Altri
IO
«
ISCRIZIONI
convenDero
meco
MBSSAPIGHB
esser
queste lettere
le
Messa-
piche»..
Il Trattato
1510
rimase
del Galateo
composto intorno si
secolo manuscritto, prima
mezzo
un
che fosse per la prima volta nel 1558 fatto stampare
dei più arditi e liberi satori
a Basilea da uno
pendi questa provincia,
il quale,
infelicee perseguitato,
correva
patria,intendiamo
esule
fuor della
oltre monte
il Marchese
di Oria Bernardino
Bonifacio. Avvenne
però,che siccome forse
i copisti
cosi
alterata quellaiscri;iiione,
avevano
la
mano
proseguironoin seguitocoloro che man
andavano
ri"tampando.Lo stesso Lepsius e Io
stesso
Grutero
ce
la tramandarono
Tun
con
dici,
tre-
turpata
righe.Poscia fu peggio dech'ebbero la presunzioned' inda quelli,
tare,
trasmui qualifino le lettere osarono
terpetrarla,
rono
che mai più sa scontraed in tale maniera
fuori.
nelle lapidi
nuovamente
venute
fu Ludovico
.Uno di costoro
Bauighet professore
a Neufchatel,del quale,
per dare un saggio
del come
i padriuQstriusavano
trattare le lingue
e
l'altrocon
morte, intendiamo
otto
offerire la traduzione
che
ne
animaliumque
in
custodia melliflua
fonte decora tum late effosso
ioves (i.e.)
in Tarantoo
Avoran
ex quo neglectae
vaccae
fluxione tàbefactaedeformem (s.e. profece nel 1735. Eccola
:
Olaustrum
lem)peperunt perforatustumoriius
oiscuris bo-
ISCRIZIONI
(i.
e.)vaccas
Ii
MKSSAPIGHI
infunderunt in aquam
fructus
melleam in custodia rustica destillationihus in/esfatis istiusmodi aliquoties
dato immtssoque medicamento
ordinatim
mundatae
sunt irrigationi
ductàe effusaeque
et immissae pecudes.
Nel riprodurlaperò il Mommsen,
guidato da
volle attenersi all'esemplare
del
una
sana
critica,
credendolo
Pighio,
cegolarissimoalmeno
per la
forma dei caratteri,
tutte
per quanto lo mostrano
le iscrizioni Messapichescoperte più tardi. Solo
pud dare sospetto,secondo lui,quell'Opia
MapTaf)es
ossia
xiSoy
acrrsipaora,
Oria
e
Basta,
V
nome
una
della
principalecittà de' Messapi, e V altra
luogodove la pietrafu rinvenuta, entrambe
introdotte da taluno
essere
del
luogo natio.
osserviamo la parolaBasta
amore
volta nella terza
Però
vièn
eccitato da
se
del
tute
po-
po
trop-
attentamente
ripetutauna
linea, laddove
per
conda
se-
zione
corru-
sicché siam di avviso
legge $a(rrac,
che quellaprima linea non ci giunse per
nulla tocca, tanto più che oltre delle due città
nella lapidestessa pare sieno ricordate del pari
Taranto, Bauboa, o Baubota secondo la tavola
forse Todierna Parabita.
fleutin^eriana,
forse
si
12
ISCRIZIONI
liESSAfPIGHB
MtìRO LECCESE
DI
{Ihi.^inedita)
! Staisèritta^sull'orlo d'uaa
zata
1^
metà»
0
parta dì 'Vasca» spje^*^
fo^tte lustrala, di pietra lecòesé
(calcaraa-tenera),.
par la qual qosasla
" pur
ttkutilata« Fu
M«f(HJeec«sa:i3iel
18B9
da
per.
uà
stèsba-
veoutà
'
caso
genda
leg-
pìb
contadino.
a
Il Màg-
tubo
giulliche la osBeapvd fece proaeguÌEdgli:seaviinaJluOga donde era T*écita;Ed-éccòisco^tpàte
leiioQdiaaaedta d-aa.:tempietto:circoJiare,Henti^o
dicni ai fondo stava rara; siiEa quale royesoiate
unastatuettaidi bronco. priva delia tèsta, :e: una
forse,s^e^ryltaleidi
base; Di
codooiietta:di-miattoQe,
fianco i frammebli
didue
vasi, dell-umo dei quali
fareniQ metj^iotfe più vtftfdiv
e deir.allro^ióiamo,
del.suoi.labi*o ideila pàrtp inteimà
che fUQ^eo(ìQÌOf
seribfealdine. lettere graffito;
e quali:si .scorgono^
i
al Nii 3 delle tavole. A.11ingresso esterno
paiifu:scope«chiat" una
pieftto
ossa
una
umane
moneta
tomba
d^l'tetìkcon
delle
déntro!,sul teschio delle quali posavi
d'argentodi Taranto, ed ai piedi una
di Terina.
Copia esattissima della iscrizione della fonte
air Istituto di Cordal Maggiftlli
fu tosto spedita
rispondenzaArcheologica di Roma, e con essa
ISCRizioNIMBSS\PIGHE
i3
tnà'ìstiàtéldziòne
dellaquale/
perchè inedita,ci
sunto.
iyìi'6é|Ìrfjio«a[tne
un
^
,
%
lìiiò^òteismb,
dice égli,
secondo che appare
dsi'tììf
abbhè là dove l'iferièce
1a rispostadell'Orar
còlo»
di Delfo data
a
Palante,prima che qui bì
re-
casse/ola vera
religionesi seguiva nella Mesin
sapìa,la quale bentosto posciafu trasmutata
jitìlltéisiho
(Strah.lib.VI)
3cai7rYi(xa.rà7uuYeaai
Ysvea
fu còsi,che in questa regione s'inlrodùsBai.'tì
fiBro4'ciilt'i
delle diverse
divinità allora in
vóga,.
^
còllie'Dilana ed Ercole
a
stréinò 'di
Giapigia,e se
ciJùgétturé,
GioVCi Marte
e
le Ninfe
altrove.
pìcicolo
tempio di Muro certamente
iréte dedicato.Dì fatti questa statuetta
della'testa,'sebbene,
privisi
a
di rappl»esentare
un
st](a^se
uomo,
Alta centimetri
alle
si volesse credere
Il
iP'sitìiulaci^
d'una
all'è-
Minerva
Taranto,
a
era
di bronzo-
prima giunta
pur
Ve-
mo-
è che
non
Venere.
rozzamente
13, sebben
ta,
lavora-
proporzione,
delle pieghe delbella e squisita
e tolta releganz;a
rAnstidé del museo
di Napoli,se qualcuno vo*.
glikaver idea del suo atteggiamento,di questo si
rifcòrdi.
L'o stesso pallio
tutta ravvolge, che lunga
e gettato
sopra l'omero sinistro pende ad angola
pur
non
ostante
non
manca
di
,
dietro la schiena; lo stesso
braccio
é iT destro
sùfTerir,
tenuto
alzatae
fo'rtìiàiido
angolonel
sinistro volto
ritto sul
gomito,e colla
mano
petto»
tiranda
44
MESSAPIGHB
ISCRIZIONI
avanti il drappo;sicché ivi scovrendo
il nudo
la
sotto
d'una
largaed
V
il nostro
•
gola viene
discesa
sui
a
disegnarsila forma
stide
diverso dell'Ari-
inclinata. Però
bronzo
alcun poco
mostra
con
molte
piedila castola,speciedi
dalle donne
sulla carnO;
pieghe
veste
tata
por-
ed attaccata
•giù
dalle mammelle.
più tosto che virile la nostra
il petto protubefigurinalo addimostra ancora
Che
rante,
sia muliebre
caratteristicamente
e
rotondo,
e
per
non
equivoco l'artefice vi tracciò più profondo
dovesse sulla poppa
e più esteso che non
il segno della papilla^
Nell'insieme insomma
somiglia
rasha
non
figulini
agl'idoletti
discoperti
molti anni nella Sardegna, e che ora ritrovansi
nei musei
di Cagliarie di Torino, e che il Breisciani con altri archeologiassicurano ravvisarvi
TAstarte
Sidonia, ossia l'Afrodite dei greci,o la
trarre
in
dei latini.
Venere
Non
è
anomalia
l'apparente
della nostra
nel misticismo
della pagana
gli Egiziied i Greci , ed anche
statuetta
Presso
nella Venere
domani
*dizi del
;aveva
nuova
teologia.
presso i
talvolta si scorgevano
doppio sesso,
Cipro la sua
colle vesti muliebri,lunga barba nel
h scettro
e
a
gl'instatua
mento
nelle mani.
che
^credenzapresso i popolipiù primitivi,
la Venere della qualee' intratteniamo fosse uomo
Era
'Oigitizedby
ISCBIZIONI
iS
MB8SAP1GHI
tempo, perciòdenominata Afpo^Cda Aristofane (Macrobio,
Saturnali 8^ 3),e
Tov
Filocoro ci assicura,che gli uomini con abiti da
da uomo
^olevanodonna, e le donne con' quelli
alla Luna
Giove e Bacco
volta
tale che
sagrificare
tutti due i sessi. Che
furono disegnaticon
e
donna
ad
un
,
la nostra
opinioneintorno
di Muroy
e
la
allo
lo prova
dubbio alcuno^
sia vera,
statuetta
sua
scoperto edifizia
.
fonte sulla
la stessa
trovasi incisa la
quale senza
ce
la quale ha
paroladt"ppoS(Ta,
colo
vin-
rendosi
rifestrettissimo coll'altra ep|AY);,entrambe
di-Venere
ad Ermafrodito figlio
curio.
e di MerLo stesso
in
ora
pezzi,e
lo conferma.
chiaro davano
bianco
un
a
del
quale ci
dotto
dipintoe riserbammo
parlare,,
frammenti
divedere, come
sul fondo
il cavallo
Che
dicemmo
Tuttocchè
—
cavalcione
uomo
che
vaso
nero
un
aveva
i suoi^
avuto
cavallo alato
pinto
dieoa
sul dosso.
alato
alle
imprese di Bollerò-
fonte e di Perseo
ce
fosse servito pur anco
rio
a Mercufanno testimonianza alcuni antjchicammei
ne
aventi questo Dio che
frena,e anche una
medaglia di Àntinoo presso Sebastiajio Erizzo^
Dei..
Le vere immagini degli
(Vincenzo Cartari
lo
—
Padova
1615
Questo
vaso
alle abluzioni
avevan
fatto
541).
adunque dobbiam crederlo servita
quotidianedei sacerdoti,i qualivi
esprimereuno dei moltissimi sim-
pag.
IQ
ISCRIZIONI
itoli
alludenti
ad
MBSSAPl^^^
dell^mpltii^ici%yoje^a^y,
Ed e§sei;^i^pqifp9,
nerè.felafive
edXquel cataìló.
una
che
^airésposiziòni
mitologichjs,
non
si videro
pjii^^^^
d.ue^
Uli
in slIÌtì
casi,s^, noxì,j^^a,
accoppiati
dì Arsinoe
"ljèifìca2ióne
Col noi^e
di
^e^y^uer,^.
quellodi MercuHo.perlf'par^olJ^.E
frÒditò,così possiamo ai9Ferma're,
cheji\.^|Ugt(
del vaso non t)uote alludere,
se non
84 uus^ delte
lite,ed in
della stessa Dea. E
finaln^iQnte.laJo^A
vergata la iscrizioneMessapiqa
n;qa rir
avventure
«u.cui è
Ye-.
vdii
nasqjmenipi
"5òrda pure ài devoti il mistico
nere
dalla spuma
del mare?
De
Venere Mesiodo
rè^ùgharenondecet, seà concederejfropter^ip^iim
hoc esifpurna generafionemoL^ffqMvo'^
vù^
^xoL(ffrj,
iT^n (Plut.
Opera omnia
'BasiIe2^,^,54Cf
p. ^17)^
; Oi'aascòliiamò ciò che vi ^gg^uiige,
jlI
s^gaar
—
4lCJppripp(^
P[i^d^?^|]
q^ue|
GÌ tr.net biillettinb
IX dell'Istituto
di Bonia in
Àrbheólògìca
*"•
"']:
/'
•anno..,
r
.-,
Maggiulli,
eglidicp^
la;
^«11.chiarosigiTor
r^bb.e
«cortesia dì ibandare a codesto Istitujto.i.l
fapr
«dènzà
??
?
.
,
.,
V simile di
«mése
di
una
....
.
lapide
Mess^picaritroyg^t^^n^
dì quesf
aprile
in Muro
ditèVrad'Otranto)
«\cia"
del qualeeccq
^jpfoyiii
l'c^att^
La p^ie^na,.
npròduzione^(^eÌÈ?e
sulla..
i$cri^r2.y
è incida T iscrizioneè a fórma ^'pua^fpnte
"c quale
«^d'clIà
lunghezza dì palm|due napoletani.
Sow-;
in .pfl^jdialejj
« brahdbci T iVcnzfone,'
concepita
«
18
ISCRIZIONI
MBSSAPIGHB
0
«
di distinguerenell^maniera.
piùprobabile
aproditam ma
seguente : hanquoria sanan
credendo ravvisare nella prima parolail no»
ma
femminile, ad analoi^iinativod'un nome
proprio
già di darathoa (Mommsen p. 83] Medélla [id^
anche distinguere
p. 72).È vero che si potrebbe
mahanquorias^Jaonde risulterebbe un nome
«
schile nello
"c
scinta
"i
guente parmi meno
«
«
«
«
«
«
pare
....-,
la cui forma
stesso caso,
da numerevoli
esempi; ma
che
probabile
la
è*cono-
parolase-
sanan.
Comunque siasi di ciò,la seconda e la terza.
femminili, del qual
« parolaci offrono accusativi
conoscevamo
« caso
non
nessuno
esempio,cosicda questa parolala nostra conoscenza
del« che
« r idioma
Messapicovien decisamente arricchìche la terminazione
è di più da notare
« ta. Ed
in n si accosta
« deir accusativo
più alla,forma.
che a quelladei dialetti italici. Il qual
« greca,
V opinionea me
a confermare
"i fatto viene
prò« babile anche
per molte altre cagioni,appartoil dialetto Messapicopiù tosto alla greca.
«. nere
"i famiglialinguistica.
Arrogo un'altra particola»
di linguistica
« rità. G. Stier,cioè nel Giornale
«
VI, p. 142
comparata compilatodal Kuhn (voi.
«
seg.)ha rilevato non poche analogietra la lin«
quinditergua messapicaed albanese. Siccome
mina in ^uest'ultima Taccusativo del singolare
«
in n, ossia ^e (Bopp. Ueler das AUanesische^
«
a
,
ISCBIZIONI
19
MS8SAPIGRB
«
Bert. 1855, p. 4; G. Stier; Hieronimi
«
Carmina
Brunsw.
italo-àllanicaj
«
cosi ci si
presentain ciò
%
denza.
"(
L'iscrizione sembra
«
d'una statua
«
aggiunto
«
«
una
de Rada,
1856, p. 16)
nuova
corrispon-
la dedicazione
contenere
di Venere, alla quale sùnanhfoxB^
epiteto sul
come
,
cui
si'
significato
soltanto delle congetture,
emettere
possono
confrontandolo
di
AtavYiv nel senso
p. e. con
«
Slav.L'ultima
«
bo
parolacome
di modochè
tutta
,
«
quoria
«
L'accusati
(divam?)
vo^è posto come
am
37
«
numero
«
:».
Taupo[x.
Ora
a
pare, contiene il verla frase direbbe : HanVenerem
neir iscrizione Osca
1. c.,pag.
Mommsen
presso
posuit (?).
coloro che nuovi studi volessero
airargomento facciamo sapere, che
fonte colla iscrizione,come
zo
ed il frammento
si trovano
la statuetta
colle lettere
d'Otranto
gere
aggiuntanto
Museo
n.
3
ciale
Provin-
in Lecce, dallo stesso loro
e primo illustratore Cavaliere
scopritore
giuUi.
DI
la
di bron«
del
graffite
donati,dov'esistono,al
di Terra
191,
Mag*
LECCE
IV.
Conservata
Tebbe il Mommsen,
ISCRIZIONI
Luigi Cepollase
che la pubblicò.Era stata
fra le carte di
HBSSASICHS
3
20
ISCRIZIONI
trovata
nella strada dal
Lecce
a
MBSSAPIGHB
largo S. Chiara
le fonda-.,
e propriosotto
Spezierie,
di Antonio
della casa
Pizziniaco. Lungo
alle Quattro
menta
via altre iscrizioni consimili
la medesima
si
son
poi,e che riporteremoai numeri
mento
frame un
e 113, oltre parecchisepolcri,
d' iscrizione latina dei piùbei tempi, e che
di
incontrate
8, 112
si
Provinciale.
nel Museo
conserva
Ricordiamo
qui presso è la piazzadi S. Oronzio
quale serpeggianocuniculi attribuiti da
che
sotto
la
taluno
a
nea
Anfiteatro, e da tal'altro alla strada sotterra-
un
^
di Malennio, fondatore
é che sino
Riportataper
cosi
ne
"c
Si
e
di Bugge,
città co^duceva.
quest'ultima
a
nella
di Lecce
sua
ciano
prima volta da Girolamo Maropera su Terra d'Otranto, dove
la
parla.
un
conserva
di queste antiche let-
marmo
«
tere nella città di Lecce
«
e
in
casa
del chiarissimo
diligentissimo
investigatoredelle
«antiche
Vittorio Prioli,
con
D.
di
«
zione
«
qualefurono
«
città di Lecce,
«
conservata.
«
marmo
zio Don
suo
—
dice:
La
sottoscri-
ScipioneDe Monti,
ritrovate in
e
una
memorie
un
antico
dal medesimo
con
muro
dal
della
diligenza
sottoscrizione del medesimo
erutus
est
superior lapisUte^
ISCRIZIONI
21
MBSSAPICHB
ris
e ruinis
insculptusanno Domini MDLXXIV
antiquimuri huius pppidi,quas Antonii Galatei
fUlosophiet medici in libro de Situ lapygiaeiudicio et gravissimorum virorum
sui temporis te^
limonio
lusante
Mesapias constai,
Idomenei
seu
adventumin
Peucetias, quiSalentinis
lapygii
ntebantur^cum
repertus sit ejus temporibusin
Vaste oppido huicproximoantiquus lapisnon dissimilis charactere inscriptus.
Id ne posteroslateret D. Scipiode Montibus
admirator
antiquitatis
•curavit
».
VI.
(inediia)
Rinvenuta
in
un
sepolcronella contrada detta
leAule
nel dialetto di questa
(aula e mammana
cittàvalgono lo stesso che levatrice)
nel 1857 da
GiuseppeLevrè di Raffaele,basso chirurgo,ivi
della sua
modesta
ricomponendole fondamenta
vifuron pure trovati dappresAltri sepolcri
casa.
so,
tutti vennero
ma
non
scoperchiati,
per timor»
che Tedifizio soprastante
«ssi però
era
dipintorosso
ornato, e vi si scorgeva
non
cadesse.
nell'interno
al fondo
una
Uno
con
di
che
qual-
fossetta
Se ne estrassero vasi fittilie di vetro^
riquadrata.
ed alcune figurinedi creta, parte delle qualicose
si trovano
nel Museo
Provinciale, oltre un
pie*
22
MBSSAPICHB
ISCRIZIONI
già
alquanto mutilato e di
iscrizione molto diligente»
di bronzo,
Mercurio
colo
fuori. La
venduto
copiataoccupava
mente
Occorrendo
in
linea di 32
una
quest'anno1871, che
metri.
centi-
ivi presso
di dentro si rinnovasse
nella via S. Antonio
il
selciato,vi si fecero altre ricerche da Luigi
Simone, della Commissione
di Antichità
De
di Terra
d'Otranto, la quale a lui affidò la cura
ma
non
si rinvenne
ossa
se
di scheletri
tri,di avorio
e
degliscavi;
to,
qualchesepolcrovuo-
non
di vasi
frammenti
di
ve-
,
di bronzo.
e
VH.
(inedita)
dal Professore
Favoritaci
la seguente
dichiarazione.
sua
1839, in
«
nel dì 11
marzo
«
nel fondo
del
«
bardi, contrada
«
Taltro lato
«
do.
«
2 Va per
In
Giuseppe Costa
giardinodel
un
fu
«
Trovata
a
con
Lecce
sepolcro scavata
Francesco
S. Bartolommeo,
Lom-
il quale dal-
rispondeal vicolo dietro S. LeonarLapide di pietraleccese palmi napoletani
1 Vi
detta
Giovanni
».
contrada
nel
1869
sotto
furono
Pranzo, restaurandosi,
riguardevoliavanzi
rotte, mattoni
la
casa
di
rinvenuti
d'antico fabbricato,scoltura
ottangolatìe
avanzi
di musaico.
93
VCSSIPICHC
ISCBIZIONI
Vili.
(inedita)
nel 1864
sotto il palazzo
a Lecca
Dissepolta
tra la via delle
di Alessandro
d'Arpe all'angolo
e l'altradella piazza(%\not.4).
QuattroSpezierie,
L'architetto Campasena, copiandola
forse ne aggiustò
alla forma, greca
i caratteri
veramente
fosse. La tomba
non
fragrossi massi
di
se
,
greca
che l'aveva stava
di
pietrae
un
anfore. Altre tombe
v'erano
pure d'intorno, un^
dellequali rimane
ancora
,
ove
baon
pochi
rilevarne la*si-
noi stessi
dietro vi siamo discesi per
giorni
giàe le lettera segnate alla nota 113.
buon
numero
non
Conteneva
di vasi fittilipitturati
e di grandezza
comune;
sbadatamente
numero
ma
un
disgraziatamente
sasso
fattovi cadere
tutti.Nello stesso
tempo, e
sopra li frantumò
nello stesso luogo del
di metallo ridotto a
parifu scoperto un deposito
e nella quantità d'un quintale
circa, creduto
pezzi,
bronzo
da chi lo vide.
DI
BRINDISI
IX.
Fu
scopertanel
mese
il verziere della
di
tro
gennaio del 1785 den-
famigliaLeanza
fuori porta
24
ISCRIZIONI
MKSSAPICHB
ne.
mutilata e con lacuoccidentale,qual si osserva
De Leo, che la serbava nel suo Museo^ Tavea
raccolta, e crede potersiriferire ad una vetusta
federazione
cid*
tra
VII).Vedi
gli Ateniesi ed
i suoi manuscritti
i
Messapi.(Tu-
nella Biblioteca
di Brindisi.
Che
«
(ilquale
anche la pubblica e la riguarda pellalingua
il cippo Abbellano
pell'Osca),
Messapica come
in tempi non* tanto remoti si pai:lasse
il Messale
pico, n'è pruova la etimologiaindigena del
rimasto nella memoria
nome
degliuomini an-
«
cora
«
«
«
«
Brindisi,scriva il Mommsen
a
,
sta
nel secolo di Augusto
«
disi tutto il Museo
"i
biblioteca,del
"c
suo
fondatore,non
«
zo.
Gran
«
come,
tra
«
«
«
come
«
"c
«
"L
male, ed
a
che
lapidario
tesoro
rimane
però
esso
si ritrova,non
Villanova
solamente
Che
vi si
be
dall'al-
messapica,
Se sieno distrutte
cercano.
nascoste
a
so
quasi le miglioriiscrizioni laio
non
trovarle!
o
le
l'ho potutoverifica-
vantaggio sarebbe per
riuscisse
il
avan-
un
T iscrizione
parte del porto,ma
alla
ora
le donò
nemmeno
nel casino del Barone
pure tutte
Puglie di Brin,
andava
parte di
tino,invano
re.
delle
occupazionefrancese
re
nella fune-
Ma
Diamo
la scienza
se
si
iltesto del Leo,
che credo esatto, perchèvi trovo
poche lettere
sfigurate,e perchè nelle iscrizioni latine ho
la latrovate le sue copiemolto ben fatte ; ma
t6
fabbricava
«
«
ISCRIZIONE
MBSSAPICHB
la chiesa
dei frati di S. Francesco
di Fatilanel 1759,quindici
palmisotterra
sepolcrolungo palmi undici, cinque
«
venuto
«
largo ed alto
fi:
si disfece in
«
«
«
«
un
fu rin-
sette
con
cadavere
un
dentro che
polvereal contatto dell' aria. Dipintoera questo sepolcronello internò con varie e vaghe figure;
molti vasi di creconteneva
ta,anche così colorati,
e un
coperchiodi marmo
cui stava
su
incisa la iscrizione
Dal detto manuscritto
».
il Papatoderotal
la tolse,e incontrasi pubblicatanella su^For
di
Oria, edizione del
essere
tempi di Qrtenzio Pagano.
ero
luna
ferma
1865. Diss. 11, e. 5, dove afnel
rinvenuta
stata
quale
suo
paese
spiega così
La
:
ai
sej^ol-
di Damatria.
DI
LIZZA.
XI
In
sorge
uno
amenissimo
novella
e
in
XII
sito
prospera
dove
Villapicciotti,
e
dell'agrogallipolino
la grossa
origine per
borgata detta
guerre
e
ture
sven-
ùiedioevali sofferte si rifuggiarono
profughi
Fuori
queidi Gallipoli.
chiesa
le
sue
abitazioni si scorge
tra lo stile gotico
(èla parrocchiale)
Maria della
e del cinquecento,
denominata
8anta
talvolta
Lizza, nelle qualivicinanze si scavano
molti avanzi
antichi. Vogliono, ed il Cataldi lo
una
addimostra
all'evidenza,
Taatica Aletium.
27
MB8SAPICHB
ISCRIZIONI
essere
stato il sito del*
Qui nel podere detto Ragghiad
passidiscosti dal borgo,chiusi eoa
nel 1744 vi furono
0 nel vivo sasso
tagliati;
lapidi
con
scoperchiati
Messapiche iscrizioni,
sepolcri
oltrei vari e molti vasi di creta pieni di monete
di conio greco. Il de Tommasi
raccolse
d'argento
nei suoi Capricci
posciariscrizioni che pubblicate
Poetici furono finalmente riprodotte
dal Mommoriente cento
sen
e
dal citato Cataldi.
Appartengono a questo^luogo le due qui da noi
nella 1 1 vi scor*
Pare che il Mommsen
riportate.
gesselaparola-^Zeno,ed avverte, che il lannelli
ed il Ravenna
entrambe
le guariproducendole
starono.
XIII.
Giusta
sente
le osservazioni
iscrizione dev'essere
duecome
piacque al
scrivendo
dividerla,
Si
legge da
sola
una
de Tommasi
con
destra
la pre*
del Mommsen
H il
e
già in
non
ed al Cataldi di
primo e
con
a
il secondo.
sinistra.
a
XIV.
Il Cataldi
ce
la offre lungo
treccheilde Tommasi
lafa correre
su
colle
una
sola linea,men-
quattroultime lettere
due. Ilprimo di essi però
aggiuu-
28
ISCRIZIONI
MBSSAPIGHB
gè COSÌ. «Un nostro amico letterato s'è compiaciutrasmetterci la spiegazione dell'epigrafe
da
« to
«
noi
in tal modo: B'oc sae interpetrata
riportata,
tegitjuvenem disertum (nomine ) Tihas.
«
xum
"c
E noi pure
«
contenere
un
«
delle altre
un
che V iscrizione possa
tal concetto
ci attendiamo
e
,
conveniamo,
simile dono
7".
XV.
che
Ecco
ne
dice di
lo stesso
Caquest'altra
podere non molto lungidella
della Lizza)appartenente al
taldi a
«
p.50: « In un
chiesa (S.Maria
«
nostro onorevole
«
tonio
«
le fondamenta
«
di
«
discendevasi
«
oravi
«
«
ed erudito concittadino
Arcipretede Pace,
di
un
il suolo per
alla
profondità
sotterraneo, al quale
casamento
un
si rinvenne
palmi...
per
scavandosi
D. An-
scala. In faccia al
una
muro
scolpital'antica iscrizione. Vi si scavò
eziandio un
che mi assicurò lo
vaso
d'argilla,
sostarlo »?
stesso signor Arciprete,essere
un
XVI
e
XVII.
paroledi quest'ultima leggenda
in
dividersi,seguendo il Mommsen,
secondo il Cataldi
leggende distinte,ovvero
Le
due
una
conserva
sola,diversa
il secondo
potrebbero
due
marne
for-
dall'altra che unicamente
vocabolo, qual si vedrà al
27. Ora
n.
ascoltiamo
29
MBSSAPIGHB
ISGRIZIORI
le notizie che
di
lo
essa
stesso Cataldi ci offre.
Ci
«
che
gliavi nostri,son sue frasi,
terra in questi dintorni si tro-
narravano
«
coltivandosi la
«
vavano
antiche
spesso
ferri per vari
monete,
t
usi domestici,
«
oculari attestar
«
gnacchè per
"r
che da Gallipoli
transita
provinciale,
«
za, come
«
di
tegole e rottami di fabbriche,
antichi sepol"i vasi di creta, spezzonidi lapidi,
testimoni
Ma noi,meglio di essi,come
« cri ecc.
«
«
«
possiamo questa verità.
la costruzione
dianzi è
della
Avve-
strada
nuova
Aliz-
per
detto,e pei casamenti, che
giorno in giorno si
costruendo
vanno
in Vil-
si è dovuto
necessariamente
lapicciotti,
vare
pellefondamenta il suolo in maggior
fonditi. In questo rincontro si
sca-
pro-
scoverti,e
son
che
discuoprono,antichi sepolcri,
i racconti degliavi nostri.
"i vieppiù
confermano
Oltre le antiche monete
«
greche e romane,
di si
«
tutto
«
che arandosi ilsuolo si trovano
«
di tutti,si
«
di
«
alcuni molto
«
lo stato florido
«
nifatture de' nostri antenati.
«
argilladi
In
un
pochi vasi
figure,e tra questi
trovati eziandio
son
varie
forme
e
non
elegantie belli,che
e
prospero
podere olivato
«
passidistante
«
tenente alla nobile
ci ricordano
delle arti
anni
dalla chiesa
nelle mani
e van
e
delle
ma-
addietro, a pochi
parrocchiale,
appar-
Tafuri
famigliadei sigixori
30
ISCRIZIONI
MBSSAPIGHB
«
grandi vasi di credei quali da me più volte osservato,
ta, uno
estratto intiero da sotterra,sembrava
un
tempo
già rotto, e risarcito con spranghe di piombo;
riuniti e comi pezzisebbene tra loro erano
ma
""
bacianti,che le
«
scernevano.
«
«
«
«
si scavarono
di Gallipoli,
«
Abbiamo
due
commessure
in oltre osservato
dei
pavimenti di
affatto
in vari siti sotto
"i
il terreno
«
ruderi di antiche abitazioni. E tre anni
"c
nel costruirvi la strada
«
":
antico mosaico,
or
e
sono
te
e dovenprovinciale,
dosi per il livellofare un taglioa piedella coldilinetta ove
a
sorge la chiesa parrocchiale
di passicirca quaranta dalla medesima,
stanza
"c e
"c
si di-
non
si
nella profondità
di circa trenta
scoverse
una
parte dj un
palmi sotterra..
muro
costruito di
^
di carparo benissimo riquadrati,
tra
e
loro'connessi,della lunghezza ciascuno
palmi
«
sei,e quattro di larghezza,ed altri due, che
"c
«
"c
«
massi
a
dovea il basamento,
giudiziodei peritiesser
non
di un muro
ma
già di un privato edifizio,
di fortezza o di qualchetempio ».
XVIII, XIX, XX, XXI, XXIL
Il de Tommasi
Marchese
le dice scopertenel casino del
Saverio Palmieri,contrada Rocci presso
e in altre carte,secondo
Villapicciotti;
il Momm-
ISCRIZIONI
sen, in un
1844
3|
MESSAPICHE
podere olivato
di Niccola
presso il detto casino.*Stavano
Rossi
in
nel
quattro
contiguisepolcri,
lunghi otto palmi ciascuno^
contenenti ossa, tazze, lucerne,e lagrimatoi.
XXIII, XXIV,
XXV.
di tre seLapididi tufo, scrive il Mommsen,
ossa
e vasi
polcriche racchiudevano
umane,
scavati alla Lizza nel .dicembre
insignificanti,
«
«
«
«
«
1846,
e or
inviatemi
ora
de Tommasi
con
dall'instancabile sigi
lettera del 17 gennaro
1847».
XXVI.
Si
legge nel registroCopia lettere dell'Eletto
di Villapicciotti
in data del 3 gennaro
l'indirizzo
1847, e aldel Sotto-intendente
nel di 3
deir,antecedente
Mezzi,coltivando
fondo
un
di Gallipoli,
come
dicembre
Salvadore
censuitogW dal sig.
trovò vari sepolcri
con
Frisulli,
due iscrizioni (runa
qualiè questa,Taltra riportataal n. 23),
nale.
vennero
copiate da quel Cancelliere ComuIn quei sepolcri
stavano
che
pure ossami e qual-
delle
che
vaso
rotto
con
che.
patera e una coppa rustiprima paroladella presente
una
S'osservi che la
si riscontra
leggenda,
nell'altran. 76 delle nostre
tavole.
Similmente
un
altro
sepolcroivi medesimo
fu
M
MBSSAPJCHB
ISCRIZIONI
pariUQa terza consimile iscrizione
II proprietario
conteneva.
però non ne permise
copiata.
più oltre quelloscavo
per essere
che
spiato,
del
XXVII,
In
sì
XXVIII
e
quanto alla prima
queste due
di
iscrizioni
n.. 17.
rileggailprincipiodel
NARDO'
DI
XXIX.
11 Marciano
(iNeritini
la dice trovata
fra i Salentini
nelle fondamenta
Batta.
Citata
dal
di
a
ricordati da
son
una
e
Plinio),
di Alfonso
casa
Tafuri»
scritto dal de Tommasi,
Nardo, Neretum
tratta
fu pure
da
un
della
manu-
pubblicatadal
«Mommsen.
DI
ORIA
XXX.
Oria
e
i nomi
trovano
dei
Messapia.La parolaOPPA
magistratiroR, o roRO, o aa, che si
nelle
sue
monete,
sono
secondo
parimente Messapici.Questa
rinvenuta scolpita
in un
pezzo
sen,
fu
è città della
ilMonim-
iscrizione ivi
di
che
pietra,
34
MBSSAPIGHS
ISCRTZIONI
che la
parola tabaRa,
o
tabaRio
par che
S
rivi
de-
Ta9p, Tacppo;aggiuntavi solo alla
dal greco
dorica la vocale
siccome
a; e
detta
tra
parolasi scon-
di questo genere,
frequeutemente nelle lapidi
circa murum
polcro;
escavatio, ossia sepud significare
sicché
deiriscrizione
l'intiero contesto
: Il sepolcrodi JElafda
segnata può interpetrarsi
venuta
La medesima
di Fana.
parola,ma isolata,fu rin-
anche
della
T
lapidedi Oria;
in altra
vi si scorgeva
e,
duria, che troverassi al
come
numero
in
ma
invece
quelladi
84
Man-
delle tavole
presenti.
XXXVII.
Parimente
pietradi tufo. Forse avea
in mezzo
qualchecorrosione, scorgendovisiuna
linea movente
da dritta a sinistra,
e dove la parola
irEOAl
deve leggersiAFROAI.
con
pili
probabilità
In tal
trovata
su
troverebbe
corrispondenzacoli* altra
di Muro
2, e con
riportataal num.
quelladi Ce63. Intanto in quel libro
glie che si vedrà al num.
si interpetra
: Il sepolcrodi Aprodita.
caso
XXXVIII.
Leggi le notizie al
n.
] 0.
'
35
MESSAPICHB
ISCBIZIONI
XXXIX.
che la dice logora
Riportata dal Mommsen,
dove non
sono
compiute le linee.
XL,
Vedi
detto:
solo
di OHa,
Fortuna
veduta
stata
essere
non
edizione
eia spiega :
riferitagli,
d'Oaxi
La città
si
Oaxi
legge
trovasi
OAHION.
della tomba
Il
dall'autore, ma
sepolcrod'Oaxi.
in Creta,
Fosse
citata,in cui è
e
uelle
sue
originariadi
nete
mo-
colà la
?
XLI.
Opera citata.
trovato
copiatadairoriginale
Fu
dei Caratari,e fatto trasportarenel lazzo
paVescovile di Oria da Monsignor Kalefati.
nel monte
spiegata:Il sepolcrodi Taf ora
Viene
e
di Cri-
tabv.a.
XLII.
Tolta
Oria
airopuscolosul
del Barone
quale
assicura
ISCRIZIONI
HESSAPIGHB
Lilro
Francesco
che
della Fortuna
di
Casotti di Lecce, il
Giuseppe Lombardi
la tra4
36
MBSSAPICHB
ISCRIZIONI
dalla
scrisse
in
faccia
d'una
interna
quellacittà scoperta nel
crale
pietrasepol-
1853.
XLIII.
(inedita)
Anche
da lai veduta
e
sig.Casotti,
favoritaci dal denominato
nelle carte
del citato Lombardi.
XLIV.
(inedita)
Ritrovata
su
nel 1856
anche
dal
dei
sanna
Su-
si conserva
tuttora
di Oria.
Offertaci
UGENTO
XLVI,
leggenda OHAN,
XLVII, XLVIII.
e
la
piiirara
di questa città possono
Mommsen,
Ed
Santa
Torre
sig.Casotti.
XLV,
monete
e
Conventuali
DI
La
Oria
pietra,che
grossa
nel Cenobio
tra
sì al greco
aggiunge
«
provengono
«
si dicono
: «
Le
delle
adattarsi,dice il
che all'alfabeto Messapico.
quattro
dalla raccolta
trovate
AOEEN
in
iscrizioni di
Ugento
del de Tommasi, dove
sepolcriivi
scavati
nel
ISCRIZIONI
37
MBSSAPICHB
copiate,che appena vi si
ad
ravvisa Talfabeto Messapico,e non
servono
l'esistenza della lingua
altro che a confermare
1830.
«
«
«
così mal
Sono
Messapica nell'antica
"i
DI
Auxento
».
ME3AGNE
XLIX
L.
e
(inedite)
Rinvenute
entrambe
in
questo paese
e
tate
ripor-
al
paridell'altra del n. 114 nella Messapoilqualedice
grafiaAi Antonio Profilo,fu Tommaso,
così:
Non
«
dobbiamo
tralasciare che
le fondamenta
"i
cavandosi
«
giardinodel già Convento
«
di
d'una
dei PP.
"i
due
Mesagne, si rinvennero
tufo,una delle qualicoprivaun
«
nove
«
uno
«
delle incise iscrizioni.
«
Copia delle
medesime
concittadino
«
di Oria Alessandro
«
1792,
attigua al
Domenicani
lapididi pietra
sepolcrolungo
piedie quattro largo,e l'altra ne copriva
più piccolo.Ciascuna di esse serbava una
«
«
casa
nel
fu mandata
sig. Antonio
Mavaro
Kalefati ed
a
dal nostro
al Vescovo
Gaspare P«apa-
tederò per sentirne il loro parere. Costoro diserano
Messapisere, che le lettere di entrambe
che
«
sto; che per la prima iscrizione la lettera
e
molto
anteriori
alla venuta
Cri-
di Gesù
«
6
pò-
38
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
*
MESSAPICHB
ISCRIZIONI
quello che distesamente trosignificare
vasi in altre moltissime iscrizioni di questa regione,cioè: Tàbara, che importa gepolcro,e
che le seguenti parolepotevano riferirsial nome
: sicché in italiano pòproprio del seppellito
trebbe il tutto interpetrarsi
di Bun: Sepolcro
geze. I-er la secouda iscrizione poidissero,che
teva
potea spiegarsiIwcencula, in modo di risultare il senso
: La
Idaoia; se pure
giovinetta
luvetitia nonae
non
poteva anche inteuiiersi
pro-
Nea
prie di
donna
ed Idaoza
il cognome
».
CAROVIGNO
DI
LI
LII.
e
Queste duo iscrizioni furono
ritrovate
a
Caro-
vigno, l'antica Carbinia, distrutta dai Tarentini^
la prima
volta dal Corcia, ma
e pubblicata
più
correttamente
poscia ed in caratteri Messapici
dal Mommsen
e
di
nella
sua
opera scritta in tedesco,
dal
Maggiulli nella Monografia Numismatim
Terra
d'Otranto, prima e geconda edizione.
DI
RUGGE
LUI.
Ed
Bngge, Riidiay della quale,perchè
volute le rovine a me^zogior*
non
Eniiir»,
eccoci
patriadi
a
ISCRIZIONI
no
presso
Lecce,
e
tante
MB3SAPICHB
39
Rudie
create altrove per
quante nacquero fantasie
bella gloriale contrastarono,
e
del Poetasi
concittadini. Errore, che
addimostrare
errore
tutti coloro che
a
anche
i forastieri,
per
stizzosamente
cui
la
vollero
ia
trasse
lungamente e
false ragioni si
apparenti e
ebbe a disputarne.
Nojoso sarebbe il citare opposhtorie controppositori
da Pietro Battista di Grottaglieal nostro
con
nella
amico Pietro Palumbo
mila,tutti i qualiinviteremmo
a
soprala patria di
di Francesco
vittoriosamente
altrimenti
scomnaettere
buon leccese. Ma
in sua
pità gravissima di
Costui
Ennio.
Lecce
1858,
tanto
vi
il suo
disertare,tuttoché
ci affidiamo all'auto-
dotto
critico
più volte
e
nel 1795, costruendosi
ledette rovine
una
forastiere,
da noi invocato.
appoggia sull'iscrizione
si
stenne
so-
la verità, che è difficile
vece
un
quant'è il Mommsen
leggereLa perlustrazione
Lala, il quale
Saverio
di Franca-
Storia
sua
rinvenuta
strada, che da Lecce
attraversa, ed allora
puì)b!icata
degliAvvali di Gaetano
Marino,oggi conservata
originalmentenelle sale
del palazzo ducale
dei signoriLopez-y-Royo a
negliAtti
Monteroni.
e
Monumenti
E
si
appoggia
ancora,
verse
oltre alle di-
passi di Strabene, tanto
malamente, se non malignamente talvolta interII primo de' qualidisegna a grandi penpetrati.
citazioni,ai due
40
ISCRIZIONI
Beliate
ove
MESSAPICHB
quellaparte mediterranea della Gìapigia
e Lupia,LeccBy
Salapia(correggi
Alezio)
con
8i scoutra
la nostra
che
Radia
;
ci
ed il secondo
nunzia,
an-
veleggiandoda Grecia per
la volta di Brindisi,sia costretto ad approdaread
Otranto, di qua può recarsi a quella,o per mare^
vuol giungervi piiipresto,per terra, passi
0 se
per Rudia patriadi Ennio.
« Rugge,
aggiunge il tedesco scrittore,è una
taluno
se
«
contrada
«
teroni, ora
«
l'antica Rudia, celebre per
a
miglioda
mezzo
deserta
nio nella
«
che
«
r iscrizione ivi rinvenuta
«
fa menzione
«
era
«
quale credenza
sia detto
verso
patriadi Ens'ingannò,chec-
essere
non
contro
Mon-
vi collocava
Il Galateo
«
ne
Lecce
di lui,e Io dimostra
cinquantannifa,che
Ed infatti
di municipes rudin
difficilescioglierela controversia
senza
lo
ajutodecisivo della lapidesopra mentovata».
A noi piace riferirlaper intiero codesta iscri'
2Ìone
:
eccola
M.
Tuccio
BXORKATO
MO
MUNICIPI
ITEM
M.
AC
A.
Cerilli
SACRATISSI
AUO.
HADRIANO
PRINCIPE
AED.
Fab.
PUB.
EQ.
PATRONO
OPTIMO
M.
AEDILI
TUCCIUS
PIISSIMO
Illl.
VIR.
BRUNDISI
AUGAZIO
FILIO
OB
CUIUS
kjt
ISCRIZIQNI
HBSSAPICHB
quale in
luogo {Cittadino
Leccese)dicemmo^ e che
delle antichità radiane, del
stutlore
lui fu venduto
tro
alda
di Berlino.
per il Museo
LIV.
Due
copie
diverse
^el de Tommasi,
da
e
il quale attesta
pietratrovata
una
a
la seconda, forse per errore,
Capo
di Leuca, dov'
In
—
Mommseo,
tra le carte
esistevano
ne
era
pure
da
Tuna
nel 1838,
Rugge
una
veniente
pro-
come
grotta
del
qua.
sorgente d'ac-
una
còpiapoi,servita di testo al
carte del Cepollal'asseriscono
terza
una
nelle
di Lecce.
-
LV
LVI.
e
(inedile)
Ci sia
sulle notizie di queste due
tamente
qualitrovate
nel Cittadino
a
Rugge
creare
si commettea
s'ebbe l'onore di
in Terra
il
articolo,
ConsiglioProvinciale
la creazione
sulle rovine di
spingereil Governo
d'Otranto la Commissio4ie
dei monumenti
e
un
(12 ott. 15J68,anno 8 n. 15)
la pubblicaattenzione sullo scempio
che di continuo
e
provocarono
le
iscrizioni,
Leccefse
ilqualechiamò
Rugge,
po'più niinu-
di diflfonderciun
concesso
in Lecce
a
servatrice
con-
storici e di belle arti,
sima
ad affidare alla meded'un
patrioMuseo.
ISCRIZIONI
del 27 p. p. settembre, vi si narra,
mi giunse avviso, che a Rugge
nel medesimo
«
"
«
t
43
M BSSAPIGHB
La
sera
v'era stata
un
giorno,scoperchiandosi
sepolcro,
rinvenuta un' iscrizione. Meno
male, ne avevaa
copia,e me la esibirono, e fu facile indoin caratteri Mes« vinare
a primo sguardo essere
« sapici
Quindi mi decisi recarmi sul luogo,
« e verificare la esattetzza della
copia oflPertami
"i coiroriginale.
Mi seguirono i signoriSalvatore
« Grande, Errico Lupinacci,Leonardo
Stampac« Ghia,e
Casetti. Ed eccoci nel vespro
Antonio
«
tratta
«
del 27 alla ricerca
Eran
due
«scopertiTuno avanti l'altro
"i Poco
profondinel suolo, avevaa
i
e
sepolcristati
si toccavano.
l'interno
into-
dipintorosso con strisce ed ornati di
« colore più carico. Dipinta
nello interno era pure
« la epigrafe
stata molto fedelmente
copiata»
eh' è la prima delle due riportate,
che nel
ma
e nella fine aveva
principio
pur dipintidue vasellinicon fiori,
i quali,riproducendola
nelle tavole
stati omessi.
sono
presenti,
Le due iscrizioni furono poscia di nuovo
perte
scodall'incaricato degliscavi della sopradetta
Commissione sig.De Simone, e recate al Museo
;
laseconda franta nell'iutoDaco non è più iutiera,
eia prima per azione atmosferica, affatto svanita.
"j
Bacato
e
—
44
MBSSAPICHB
ISCRIZIONI
LVII
LVIII.
e
(inedite)
Favoriteci dal Professore
Giuseppe Costa, e da
liiistesso copiatedaglioriginali
rinvenuti a Rugai 3 aprile 1842
in un
sepolcrolungo
gè, Tuno
palmi napoletanisette e tre quarti,e l'altro nel
1841 in uu altro sepolcrodi sei su due e mezzo^
e alto anche
palmi due e mezzo.
LIX
e
LX.
(inedite)
Sono
due
terracotta
pìccolimassi
vernice
senza
piramidaliquadratidi
rinvenutiaRugge.il
primo alto centimetri dieci e mezzo
sopra una
base larga sette, ed il secondo
su
nove
e mezzo
grandi^
cinque,i qualial paridi altri più o meno
vinciale
ma
privid'iscrizione si veggono nel Museo Prodi Lecce.
Sogliono uscire
dai terreni che
ricuopronole
antiche città,
tro
e talvolta da sopra o da deni loro sepolcri.
Tronchi alquanto neirspice
nostre
ivi li attraversa
Dei
un
forellino parallelo
alla base.
segni e dei meandri
sulle facce,o sulla
hanno
tronca
talvolta
improntati
Il
parte superiore.
ISCBIZIONl
detto Museo
cioè tolto
a
45^
MBSSAPICHB
possiede anche di pipmbo,
Valesio,e Taltro a Maro Leccese.
ne
Giovanni
da Schio
nel Vicentino,
e
cordicella teneva
disegna
ne
una
scoperto
uno
che infilato ad una
suppone,
il cadavere o le legna sul rogo
iu qualcheposizione
da noi ignorata [BollÀ.
l'
delIst. Arch.
di
il simbolo
lloma-18b3).
della
sere
opina esofferta {Ann. 1854).
sacra
E
Brun
lunge da costoro, ed anche dal crederli
ipesidelle bilancie,per la ragione del foro checontengono, li supponiamo piuttostoserviti da
l'ordito
e
contrappesi
qualche cosa, e spezialmente alMa
noi
telaio per tenerli stesi ritti
sufiScieute grado di tensione, mentre
dei filid'un
e
darò loro
il
era
vanno
uso
un
ripienocalcato dal pettine,e
tirato
a
sé. Di
ancora
fatti le nostre
in busca,
e
non
col secondo
contadine
ne
stessa
Li chiamano
pesare^
primo, ma
mente
propria-
istà col
testé
senso
spola,
l'adoperanoallo
nei loro telai domestici.
che nel dialetto
dalla
accennato.
per contrappeso delle loro reti i
Anche
vano.
pescatoril'usa-
LXL
(inedUa)
Kinvenuta.a
Rugge
per conto della suUodata
nel
1869, scavandosi
Commissione.
ivi
Ài lato si*
46
mbssapighr
isGRizioirr
•
che la coateaeva
uistro (]elsepolcro
anche
il seguente segno
pietretrovansi
nel nostro
DI
3
v'era
Entrambe
—
incìso
le due
Museo.
CEGLIE
LXII.
polcro
partedi dentro d'an sefu rinvenuta
in una
in Ceglie nel 1828
criptaposta nel giardinodi Giuseppe Cristoforo.
Incisa
a
un
lato dalla
LXIII.
vedi n. 2. Edita
parola aTupoStra,
dal lannelli,
stava incisa su
pedo
piccoloparallelepiscorniciato di pietraleccese, dimenticato
«ulla via, e trasportatoad Oria da quel vescovo
Vi si sente
la
Kalefati.
LXIV, LXV
Anche
terza
dal
pubblicate
però
rinvenute
e
LXVI
lannelli. La seconda
nel 1823
e
la
al di fuori di due
coperchidi altrettanti sepolcrisulla via Appia
presso Ueglie.Intorno alle iscrizioni di questa
vuole:
il Mommsen
località,e da lui riportate,
«
che la loro varia lezione viene dalle lettere di
«
ch'ebbi
GiuseppeAllegretti,
colle carte del de
47
MISSAPICHB
ISCRIZIONI
«
Tommasi, nella quale
t
intervallifra le
«
le copiòda
si scorgono
tutte
senza
che
parole.Dice V Allegretti,
quelledel Carlucci ».
LXVII
Vi si
legge
il nome
di aprejAe;.
LXVIII.
copia da un orefice al Mommsen
do
quanamico
col suo
Friedlauder»
a Ceglie recossi
Era già stato da poco tempo rinvenuta
in un se*
polcro.
Datane
LXIX.
Dipintasull'intonaco
ed in
interno
parte svanita, circa
LXX,LXXI,
di altro sepolcro^
il 1838.
LXXIl
e
Edite dal lannelli. Le due
LXXIII.
prime rinvenutene!
1815.
LXXIV.
del con*
giardinodella parte posteriore
nel
^ento dei Cappuccini di Ceglie fu trovata
maggio del 1833 in un sepolcrolungo circa palmi
In
seie
un
largoquattro.Dentro
vi stava
uno
scheletro-
.%8
MBSSAPICHV
ISCRIZIONI
due lucerne
•con
lati alle
due
gambe
la testa
Presso
sugliomeri,
dì terra cotta
fino
vasi Tuno
pure due
aveva
e nel teschio
figurati,
più piccoli
di
La
rame.
i piedi.
sa
Nella stes-
iscrizione fu vergata dov'erano
località per lo avanti
ventidue sepolcri.
co.
l'altrorusti-
vasi
moneta
una
e
dai
e
s'erano
altri
scontrati
LXXV.
Sopra
la
"3imensioni
delle stesse
lapided'un altro sepolcro
ora
or
dentro naoltissimi
riferite,
con
vasi frantumati.
LXXVI.
(inedita)
Nel
1864
che nei
seppe,
fondamenta
rezione
sei
non
0
il Castromediano
recatosi
a
Ceglie
giorniantecedenti, scavandosi
le
di nuovi fabbrichi fuori l'abitato in di-
della strada di Mesagne,s'eran rinvenute
sette
tombe,
copiate,vennero
altra tomba
la luce, ed
tutte
di
iscrizioni,ma
con
nuovo
consimile
che
tanto
Fratricoperte.
ivi medesimo
deva
rive-
eglivi si recò, e vi trovò pochi
vasi e quattro scheletri,
ai piedidei quali stava
la presente iscrizione con
tutta la esattezza
sibile.
pos-
50
MBS8AP1GHB
ISCRIZIONI
tolo
giardinodetto Rosara appartenente a quel capialtri contigui, che pur
in un sepolcro
a due
81 e 82),le
le loro leggende (vedinum.
avevano
putate
qualiesaminate dal de Toramasi, furon da lui reMessapichee tosto speditea Roma.
LXXIX
nel
Rinvenuta
già nel
1795, secondo
secondo
1845
il Jurleo, e
il Mommsen,
presso le
non
raglie
mu-
propriodove sorge la casa dei
tava
sig. Marchesi Zaccaria. Scolpitadi fronte addiun
sepolcroscavato con arte ed architettura
di doppialapide
Munito
nel vivo sasso.
della pietra
che nel paese denominano
cello
gentile,un' ortidi Ostuni,
e
lo circondava
La
da
cassa
massi
con
contenuta,
esso
scheletro,divenne
uno
uniti
senza
nella
e
cenere
to.
cemen-
qualegiaceva
appena
toc*
di lingua greca
professore
di Brindisi,ridottala aglielementi
nel seminario
greci,orgogliosamenteaffermò volesse dire Strecata.
nus
Un
greco,
cantor
L'ultima
l'avevano
che posero
allora
divinae
mentis,
LXXX,
LXXXI
e
di queste, chi
intercalata
su
d'una
laquale ora più non
la trascrisse.
in
quando discoverta,
un'altra lapidemoderna,
sa
porta della
esiste,ma
Fu
LXXXII.
città d' Ostuni,
che di là il Mommsen
pubblicataaltra
volta dal
ISCRIZIONI
Jannellì,e rinvennesi
del de Tommasì.
parlareQuinto
233 lib. Vili
51
MESSAPICHE
copiata anche fra le
carte
Della medeisiina forse intendeva
Mario
Corrado
ad Aldo
nella
epistola
sua
il Giovane,
quando scrisse.
est literarum
genere lapisad decimum
milliore ah Egnatia, sed fractus est ut
Eodem
sexium
videri
omnes
ìiterae
dicata
possint.La distanza in-
non
esattamente.
corrisponde
^
SOLETO
DI
LXXXIII.
{inedita)
Favoritaci
dal
piata
si^.Casotti,e da lui stesso coda una
contenente
grande pietrasepolcrale,
forse il solo nome
del defunto, scoperta nel 1856
a
Soleto
(laSallenzia
l'assicurò come
in
una
di Stefano
colà dai
conservata
loro rimessa.
DI
e ce
Bizantino)
Oggi
non
zisi
sig. Carrozv'è più.
MANDURIA
LXXXIV.
Trovata
in Manduria,
e
comunicata
al
Papato-
zione
GiuseppePacelli {Fortunadi Oria^ edi10, 33, 36, 37, 38 e 40
1858) vedi num.
dero da
ISGBIZIONI
MBSSAPICHB
5
*'52
ISCRIZIONI
delle nostre
tavole,ove
MBSSAPICHB
la stessa
parola un'altra
volta s'incontra.
LXXXV.
(inedita)
Nello stesso
luogo rinvenuta,
jSuI libro della
signor Casotti,e
Lombardi
come
di
Fortuna
lui comunicata
a
l'opuscolo
dal-
appare
del
Oria
dal Canonico
di Oria.
DI
FASANO
LXXXVI
dal
Riportate
e
Mòmmsen
LXXXVII.
iusieme
costanziat
lunga e cirserie di particolari
del luogo dove furono
rinvenute, ì qualitutti preghiamo si leggessero.
Provengono le due iscrizioni da un grandioso
sepolcro
d'Egnaziapresso Fasano assai prima
del 1712 scoperto, ed incisa,la prima,in uù
dei grossimacigni formanti il cielo d'una delle
due
a
e la
componenti detto monumento
seconda insieme ad altra leggenda isolata, i?ia
da questa divisa nella sua
polcro
parete. Il riferitose-
camere
,
serve
ora
ad
uso
di cisterna.
j
53
MKSSAPICHB
ISCBlZIOm
LXXXVIII.
grafita nella pancia d'una piccola forma
diterra cotta dalla quale sen'estraevano
figurine,
sta
che Giulio
Minerviui
osservò
vendibile
Napoli
a
presso il negoziante d'antichità Raffaele Barone,
«provenienteda
che
Fasano.
fuori
usciva
ne
della testa la figurina
Priva
era
di donna
eoa
Napol. 1. dicembre 1846).
lungatunica [Bullett,
crede messapica la presente iscriIl Mommsen
zione,
e la introduce fra quelledi questo dialetto.
LXXXIX
Furono
entrambe
pubblicate
tro comunicazione
sa,
a
breve tratto
in
un
fuori Fasano,
scavi nell'antica
Gnathia.
lettere, essendo
parted'intonaco
dal Mommsen
die;
dal P. Niccola
avutane
che le disse scoverte
due
XC.
e
Lavio-
grandiososepolcro
deérli
praticandosi
Nella
prima
stata
infranta
vi
cano
man-
quella
che le conteneva.
Di
MONOPOLI
XCI.
Il nome
Bari è
antico di
questa cittadella Provincia
ignorato.Della
sua
iscrizione
ce
ne
di
lasciò
54
ISCRIZIONI
MKSSÀPIGHB
notìzia il Nardelli.
«
«
«
Monopoli Manifestata.1773.
Nel 1743, scriveva egli,nello scavamento
delk
fondamenta
d'un tempio ritrovossi un
sepoldi gentilepersonaggio con
ero
tre idrie,che
stritolò. Alzata la
a
la zappa
«
no
a
tro, che conservansi
«
di
«
in fronte, con
due
vasi, cinerario V
Monopoli,ed
da D. Domenico
ossame
un
lapidesi ritrovarolagrimale V aluno,
Manfredi
col teschio indorato
questa iscrizione
con
a
greci e latini,e fin'ora s'ignorala
«
cazione
sua
caratteri
signifi-
».
attesta essere
portante,
imriproducendola
indicandoci la traccia piùsettentrionale
messapico dialetto. Sfiguratacom'è pochissimo
le sue
si riconoscono
parole.
11 Mommsen
del
DI
RUVO
CXII.
Dal Mommsen
di Ruvo,
e
stesso
proprio da
]a
iù
e
corsiva
vorrebbe
credesse
lunata,
non
si scontra
una
in
Se
ge
più recente, perchèvi scor-
dimentichi
quante volte la
nelle medaglie pugliesi.
Egli
assicurarci di
di Roma,
con
pietrasepolcrale
antichi ivi conservata.
caratteri abbastanza
qualcuno la
copiatanel palazzoChieco-
più, che
questo estremo
il linguaggio epicorionon
era
nel
quinto
lembo
ancora
colo
se-
d* Italia
radicai-
ISCRIZIONI
55
MBSSAPIGHB
rimasti
e òhe i Pugliesi v'eran
estirpato,
beo altro senso
l)ilÌDgui^;n
però di quellointeso
mente
^a Orazio.
DI
BUGGE
xeni.
(inedita)
d'un
Coccio
vase
rinvenuto
pratican'dovisi
gliscavi per
d'antichità. Il segno
impresso,V orlo è
nel 1869
Rugge
a
della Commissione
conto
mente
profonda-
vi si scorge
sano.
XCIV.
(inedita)
I
La
cifra,o segno
è
qualunque,qui riprodotto
pancia d'un vaso scopertoa Rugge
apposto sulla
liei1868, alto centimetri 36, ed altrettanto
nella bocca. Il fondo di detto
nomo
mano,
ed
una
Baccante
tirso
e
nero
figurerosse
corona
con
la seconda)poste dall'una
ara
due
cui
dipintesono
alato,la prima co!n
su
è
vaso
e
e
pio
am-
niciato,
ver-
(un
patera nella
con
cembalo
dall'altra parted'una
È sulla parte proda cui sorge gran fiamma.
spettica
di questa ch'esso si stende. Il vaso fa venduto
a
un
certo
di
Napoli.Invalso
lo
spiritodi
56
ISCRIZIONI
MESSAPICHJE
guadagno, di quanto
di coloro che dicono
ci
priva!E pur ci soq
raccoglieree vendere pef
non
:
del paese.
amore
DI
VASTE
XCV.
(inedita)
Iscrizione
di desinenza
messapica; ma
non
qui
la memoria.
parte pianad'uno
d'ulivo
corona
e
trascritta per
rinyenuta a
scarabeo
incisa
mostra
convessa
Fu
prettamente
lo
una
non
Vaste
e
dersene
persulla
d'oro,il quale dalla
donna
specchio,o
DI
greca
seduta
il sistro che
colla
sia.
LECCE
XCVI.
Conserva
con
vasi tra le carte di
minuscole
trovata
in
con
Il Mommsen
un
Luigi CepoUa scritta
greche,e colla nota
podere presso Lecce.
quelladel K[. 64 delle
la
di essere
Ha
tavole
stata
denza
corrispon-
presenti.
riportaquasidiremnlo restaurata
colle lettere messapiche.
98
IfBSSAPIGHC
ISCaiZIONI
DIRUGGE
XCVIII.
{inedita)
Vasellìno rinvenuto
a
Rugge nel 1852, ed
Museo
ijomperatodal so'pradetto
DI
ora
Provinciale.
EGNAZIA
XCIX.
Lucerna
dallo stesso
provenienteda Egnazia, e posseduta
la raccolta
Museo, che l'ebbe acquistando
Pontari. La sua' iscrizione è tenuta
per
da noi
messapica.
DI
MOTTOLA
C.
{inedita)
A
qualuso
cotta
conserva
senza
fosse servito questo pezzo di creta
smalto non
sappiamo spiegare.Si
nel Museo
incidere per
essere
Provinciale,e lo facemmo
deciferato dai dotti.
ISCRIZIONI
5^
MBSSAPICHB
.
VALESIO
DI
CI.
{inedita)
ma
Suggello di bronzo, che ha la figurad' un' ordi piedeumano
ancora
e che dietro conserva
cato
dell'indil'anello corrispondenteDi proprietà
—
Museo.
certi
non
se
essendo
non
in
i;
in altra
^i?
ci è
Fu
la
rinvenuto
a
Valesio,
sia
parolacontenutavi
e
sebbene
messapica,
nenza
questo dialetto la desied in s?, tuttocchè rinvengasi (paXdkiscrizione di Coglie,vedi N. 75, pur
chiara
piaciutodi
DI
in
riferirla.
LIZZA
0 PICCIOTTI
CU.
(inedita)
Nello
le fondamenta
scavare
VillaPicciotti nel 13 Marzo
fu
lapide
ritrovata
d'
non
d'una
1868
la presente
su
chiesa
d'una
a
rotta
leggenda. L'
cortezza
ac-
spiace
quelliabitanti,del quale diperchè ripoterne ripetereil nome,
uno
di
ignoto salvava alla scienza quest'altra
favola messapica,copiandolaimmediatamente.
inasto
,
60
MBSSAPICHB
ISCBTSIONI
ORIA
DI
CHI.
Trovata
in
patodero,e
città ai suoi
questa
tèmpi dal
gelosamente fra le
conservata
Vedi N. IO, 33. 36, 37, 40, 84, 107
carte.
e
Pasue
109.
OSTUNI
DI
CIV.
dal lurleo la
Questa iscrizione riprodotta
dell'altra riportata
dal
ripetizione
sen,
vedi 78, avendola
diversificata
diamo
cre-
Momm-
soltanto in
qualchelettera.
DI
CEGLIE
CV.
(inedita)
dal
Favoritaci
trovata
accuratezza
a
da
a
sig. Giuseppe Elia del
Coglie,e
trascritta
sacerdote
un
fu Francesco,
con
incaricato
molta
dal Lombardi
far simili ricerche.
DI
evi,
FASANO
CVII
Inserite dal Mommsen
scritta in Italiano,ma
e
CVIII.
non
nella
nella Tedesca.
sua
opera
1S€B1Z10N1
61
MESSAPICHB
VASTE
DI
CIX.
(inedita)
dal dotto
Avuta
Circolone di
meote
rosso
e
distinto avvocato
Poggiardo,troppo prematura-
tolto alle speranze
del paese.
Dipinta in
perchiato
piccolo sepolcrosco-
sui Iati interni d'uà
in Vaste,
vanni
sig. Gio-
dell'azione della luce
e
traccia
rimase
ne
non
a
che
dell'atmosfera,
causa
ne
vorò
di-
i "colori.
LIZZA
DI
0
VILLA
PICCIOTTI
ex.
(inedita)
È questa la
che al N.
26
non
sepolcro
terza
si disse trovata
voluto
da
questo Comune
nell'interno
prima
Cosi rilevasi
proprietario.
di
di Villa Picciotti^
iscrizione
da
farsi visitare
una
nota
al iìottointendente
indirizzata il di sei Gennaio
stesso in cui fu
di
un
dal
dell' filetto
lipoli
di Gal-
1847, giorno
copiatadall'originale.
^i
MBSSAPICHB
ISCRIZIONI
LECCESE
MURO
DI
CXI.
(inedita)
figura riportataè quellad'una
La
missile
ghianda
due lettere incisevi sopra. Essa
con
di
è
cinquelettere isolate,che
la seguono,
appartengono pure a cinque altre
ghiande consimili,le qualied altre parecchie
«enza
lettere,dono del MaggiuUi, esistono nel
delle
piombo.Ciascuna
Provinciale.
Museo
I nostri fanciulli di
contado, e spezialmentei
fino ad oggi della loro fionda,
si servono
pastori,
eh' è di lana, ed
sassolini per
usano
vece
inproiettili
dèlie
palledi piombo.
Le ghiande delle qualiabbiamo
Leccese
grandimassi
,
e senza
"5he si scontrano
se
muraglie
a
costruzione
semiciclopica
le parecchie
cemento, come
intorno alle vetustissime
trovate
di Muro
in Terra
evidenti d' uno
e
di
assalto
se
non
Sono
pre
sem-
reliquie
poderosoe lungo colà
difesa altrettanto forte ed
una
Le lettere calcatevi
furono
d'Otranto, e dove
raccolsero innumerevoli.
ne
rono
fu-
fatto motto
testimoni che
nata.
osti-
quelle
Messapi contro Messapi.Chi sa
fu proprioquesto, di cui ne scorgiamo gli
guerre
di
son
venuto,
av-
ISCRIZIONI
6^
MBSSAPIGHB
avanzi,l'assedio che interamente
e
di maniera, che
delle
mandarcene
memorie
sue
romani
non
nulla ? Nemmeno
dato conoscere,
dai resti
grecie
la città distrusse,
si
il
vandola,
più tro-
non
curarono
suo
nome
tra-
^
ci è
quellodi oggi ci viene forse
appunto delle sue muraglie,semiciclo*
e
assai Veneranda
e
piche,reliquia
riguardevole
della sua
grandezza! (Intornoa Muro, vedi radoppiMonografiadi MoUtemo
).Il signor Maha scritto estesissima monografia di questa
giulli
città,prossimaa veder la luce colla stampa.
LECCE
DI
CXII.
(inedita)
I
favoritaci
nostro
mone
signor Giudice Luigi G. De Sisorvegliacollegaalla Commissione
dal
Storici d' antichità
trice dei Monumenti
di Terra
dell' anna
d'Otranto,il qualela scoprìai principii
presente 1871.
che si rinforzavano
mentre
della chiesa
Umberto
vennero
Principe
tra
in via dei Tribunali,-prosieguo dell'al-
Spezierie,vedi
delle Quattro
tombe
dell'Educandato
le fondamenta
contigue,
ma
disotterrate
tutte
con
che
La pietra
granaglie.
4. Alcune
vuote, ivi medesimodi
ripostigli
riporta,spezzata iu
fosse usate
la
N.
a
^
ISCRIZIONI
si
parti,
conserva
si rinvennero
pure
tre
ed
una
moneta
di
MESSAPIGHE
nel Museo
Provinciale.
vasellini
alcuni
Vi
unguentari,
Vespasianodi bronzo.
CXIII.
{inedita)
•
È questa la iscrizione,che dicemmo
da
da noi
esistente
sepolcroancora
sotto il palazzodei signoriD' Arpe nella via delle
4 e 8. Souo
a Lecce, vedi nota
Quattro Spezierie
sulle tre pietre,che di traverso
ricuoprono la
stessi rilevata
tomba
un
stessa, che.
ancora
esiste,e può vedersi
volte il
vogliapermetterlo,
proprietario
sita da oriente ad occidente. La prima con
denza
evimostra
d'essere una
cifra,e vi fu scolpita;
le altre due sono
eoa
graffiate
punta di ferro.
quante
DI
MESAGNE
-
CXIV.
«
«
^
«
^
filo
Riportatanella citata Mes$apografiadel Proal N. 49 e 56, dove si legge: « In Gennaio
1804 a pochi passidell'abitato,e propriamente
si sconel giardino detto Palude
di Scavano
vrirono due sepolcril'uno contiguo all'altro,
nove
e lungo uno
larghitutti due cinque piedi,
e r altro sei. Sul primo di essi era
una
lapide
66
ISCRIZIÓNI
ra, e non
ne
MBSSÀPIGRE
rimarrebbe
Conservatrice
più segno,
se
della Provincia
la Commissione
non
fosse
il mal fatto,almeno in parte.Ma
riparare
il danno è grande, e non
restano nel loro posto
che pochimassi dal lato interno della città. Gli
alcuni che colà
altri furono trasportati
via, meno
di
Sotto uno
vicino giaccionoancora
sperperati.
s' è troe dal lato ove
poggiava il muro
questi,
la riportata
vata grafiSata
leggenda,
corsa
a
CXVII.
(inedUa)
In
questo momento
Provinciale
nel Museo
(16 Giugno
una
1871
) giunge
parte delle solite
pidi,
la-
soglioncoprirei sepolcridi Rugge,
colla presente iscrizione. Dicesi ivi rinvenuta
che
conservata
da oltre 10 anni nella stallad'una
e
e
seria
mas-
quei dintorni. Veduta, da principionon
ci parve genuina,ma con
altre persone disaminata,
che solo posteriormente
trovammo
le sue
lettere in parte erano
state toccate ed allargate
con
punta di coltello.Sette lettere però son mes- j
sapicheindubitatamente, e le due prime parole
di
della iscrizione trovano
È
tiamo
con
tali dubbi
al lettore.
riscontro ài N. 79.
ed osservazioni che la presen-
ISCRIZIONI
67
MISSAPICn
VALESIO
DI
CXVIII.
(inedita)
Copiatae
Lecce, da lui
a
di
favoritaci dall'orefice Scarambone
nelsepolcro
d' una
trovata
Valesio. S'è
dispostoche
la
sua
lapidesu
incisa fosse trasportataal Museo
terra
cui sta
Provinciale. La
.
prima parolapar che sia simile all'altra di
mo
vedemLecce del N. 96, ma noi ocularmente
non
V originale^
ancora
sua
CABALLINO
DI
CXIX.
'
(inedita)
Questa lettera di
dietroad
smalto
fu da noi vedut$t
patera uscita fuori insieme ad altri
qualche rottame di bronzo da
tiguo
sepolcrotrovato nel 1866 a mezzogiorno,conalle abitazioni di Caballino,e propriamente
vasi,ossa
un
una
nero
umane
inun
verziere
come
intorno
e
detto Ze
al medesimo
giacevano tre scheletri su
di
Orte.Sì
nella
notava
più,
pienaterra
cui posavano
bronzo,,
quasifossero
di
vi
altriframmenti
stati di collane,di
fibulee di borchie.
19CB1ZI0KI
¥BS»ÀPIGBX
6
68
ISfitltZIONlMBSSAPlGHft
lettera isolata
Detta
avrebbe
non
importanza
si fosse da noi
da per se stessa, se non
di richiamare lo sguardo
occasione
come
veruna
presa
degliarcheologisu questo luogo.
lometri
Caballino è un piccolovillaggioquattro chie
pia, ma
discosto da Lecce, V antica
mezzo
circondato
fra cui
van
dai resti d'una
città
Lu-
sciuta,
scono-
notati ingenti massi delle
sue
piche,mucchi giganteschidi
muraglie^sémiciclo
tri
ed aloltre le tombe, le monete, le gemme
pietre,
cimeli,che ivi di frequentesi scovrono.
Ilprimo che dette rovine avvertì e fece avvertire
fu il Castromediano, ilqualele sospettadella Sibain queste contrade,ma
che
ris posta da Pausania
in vero
dove precisamentefosse stata ancora
non
è
appurato.
Delle medesime, per quanto
municipale o
autore
che in
ci sia noto, nessuno
straniero fece
menzione,
manuscritto
apocrifo,col falso
di Iacopo Alfonso Lelli,
intorno alle rovine
nome
nel Museo
di Rugge, conservato
viamo
Provinciale,tromeno
«
uno
quanto segue :
Aviano però li populiTitani dispersi,
dove
«
oggi è Lupia fatta una speciedi città cu certi
tuguri ordinati,che pigliavanoda dove oggi è
che lo chiamano
Lilu poggiu de molti leccesi,
cioè anello di Lupia, o Lioio,et avea
cii-Anello,
«
nel
«
«
«
suo
circuitu
ancora
Io
porticudel cavallo,
"i
ossia della razza,
«
lino,dove dcì
«
dice pure
«
case
co
se
69
MBSSAPIGHB
ISCBIZIONI
che si chiama
vedono
poggia Cavai-
le antiche mura,
et
se
Cabballino. Poi tutti
erano
mure
abitate
questituguri et
dalliTitani ; ma poi
lapigiise miseru calli Sibariti,pode Sybari,et
« polidétti Ebrei,et ficera la cetà
alle porte della Cetà li Lupii,etperque« miseru
« ste cose
Lupia si chiama pure Sybari,perchè
(c alio He
Malennio
non
piaciatanto grande la
issu era greco, laCetà e la strinse,et come
«
ebreo Sybari,che se capiva Lupo
« sciao lu nome
« nella nostra
lingua,et la chiamao Lupia an greco, quasiLupo, et mise la Lupa alle gemelle,
«
li Titani et
«
anni
più prima
della guerra
Troiana.
«
cento
«
Et
"i
soi,li Titani, li Cretesi antichi,et Sybaritili
«
chiamao
'
«
«
et
perchènde
fice doi Cetà, et nei mise
li Greci
quistu fu lo secondo Re
Salentino edificatore delle doi Cetà de Lupia et
Eudie; et pe quiste cose e le guerre dell'ItaGemelli. Et
dice dello tesoro noPausania
Sybariti,
« stru
anticu, et non già de altra Sybari,perchè
« i^sodice : aédificaveruni
et Sylaritae thesaurum
suùm, qui proxime ad Epidamniorum thecomtitutus est,et sane
saurum
qui de Italia ejusque civitatihus aliquidsihi investigandumLumemoriae
prodidenmt Owilatem esse inter
pam
nomine ita voBrundusium
et Hydruntum mutato
mtam, quae ante Syhans dicepatur;in ea extai
«
liani et
70
IS€RTZI0N1
MBS8AP1CHB
manufactus portas Hadriani Caesarisopus.Contingitthesaurum
Syiaritarum his quem Cirenei
dedicarunt Lyiiae civitas et alia.
DI
VALESIO
CXX.
(inedita)
Pietra
al 1850;
una
rinvenuta
sepolcrale
e
rimasta
masserhi
di
e
Valesio
intorno
neglettafin ora
quelle contrade.
In
questo
in
mento
mo-
in cui la nostra
viene
opericciola
finirsidi stampare, fortunatamente
ci giunge,e
appunto
a
occulta
a
alle altre volentieri addizioniamo.
Così
simo
aves-
ne
di
più.
È stata acquistata
ciale,
Provinper conto del Museo
dove altre sette originali
no,
su
pietraesistoed altre su diversi cimelii. Il sig. De Simone
^bbe cura d' averla,egliche pur si occupa di studi
relativi alle messapiche iscrizioni^
siccome ha
avuta la gentilezzad'assicurarci.
avute
DI
RUGGE
CXXI.
(inedita)
Altro frammento
d' iscrizione
or
r antecedente,acquistata
dal Museo
ora,
e
dopo
Provincialei
rinvenuta
ieri 14 Agosto 1871
interna presso le
sue
di Lequile in
sepolcrocon
un
che T
uno,
e
di sopra
contornata
da
calce
gruppata
rag-
vernice,
senza
iscrizione è in
La
caratteri neri sopra fascia tinta
la via
con
molta
vasi
nera.
aveva
nell'aia
Rugge
a
confinanti
mura
dentro, ed alcuni
meno
71
MBSSAPIGHB
ISCRIZIONI
con
ocra
fregi tinti
rossa,
con
ocra
gialla.
forse,la
Dica
incisa
con
linea intera di
una
8' osservano
solo,eh' è T
nel!' ultima
u-
questo punto
cifre o nessi, qual
di esse,
a
se
non
si
voglia
qualcheraro esempio,e quasi da
il preperchènon complicatocome
prezzarsi,
sente,
al N. 94.
se sia cifra,
e la cifra,
riportata
tener
non
presenteavvertiamo
quale si sappiafino
alla
Intorno
conto
di
DI
LECCE
CXXII.
(inedita)
Mettendo sotto iltorchio questo folioci giunge
la presente altra iscrizione nel momento
dal
acquistata
L' abbiamo
simo
mede-
vinciale.
Prosopra enunziato Museo
detta di Lecce, non
perchè
nel recinto,o presso le sue mura, ma
non
molto lungo d'una Cappellarurale intitolata
scavata
a
lì
S.
18CB1Z10NI
Oromio
di
MBSSÀPICHB
fuoriy distante
]ometri dalla città
verso
olivato. È la feconda che
tre
o
settentrione
quattro chi
in
possediamocon
singolaridai quali nella seconda linea
nata.
Agosto 1871.
foDd"
un
i
ness
è termi
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